File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



la stampa 03 04 2014 by pds .pdf



Nome del file originale: la-stampa-03-04-2014-by-pds.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

Questo documento in formato PDF 1.3 è stato inviato su file-pdf.it il 04/04/2014 alle 11:12, dall'indirizzo IP 2.36.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1852 volte.
Dimensione del file: 9.4 MB (64 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014 • ANNO 148 N. 92 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Ex operaio Fiat: preso all’asta, ma era rubato

Apre la mostra al Victoria and Albert Museum

“Così ho comprato
per poche lire un Gauguin
che ora vale 40 milioni”

Londra celebra
i settant’anni
della moda italiana

Grazia Longo A PAGINA 13

Antonella Amapane A PAGINA 18

I PM: TRATTAVANO L’ACQUISTO DI ARMI. SEQUESTRATO UN CARRO ARMATO

Incontro al Quirinale a una settimana dalla decisione del tribunale

Berlusconi al Colle
per chiedere garanzie
Ma Napolitano dice no
L’Europa respinge la flessibilità chiesta da Roma e Parigi
Truppe dell’Ue in Centrafrica: parteciperà anche l’Italia
Berlusconi è salito al Colle,
ed é stato ricevuto da Napolitano, avendogli «chiesto di potergli illustrare le posizioni del suo
partito». Ma il leader di Forza
Italia ha perorato anche la propria causa, a una settimana dalla decisione del tribunale di sor-

1

L’ULTIMA
BATTAGLIA
DI SILVIO
UGO MAGRI

S

olo chi crede alle favole può immaginare che, nella visita
di ieri sul Colle,
Berlusconi abbia
parlato solo di riforme costituzionali, o degli interessi
russi in Crimea, senza compiere un estremo tentativo
di ottenere dal Capo dello
Stato quello che finora non
ha mai ottenuto per le note
vicende che lo riguardano
(tentativo, a quanto risulta,
anche questa volta, senza
successo). Il Cavaliere tenta
il tutto per tutto in quanto
non gli restano che sette
giorni a piede libero. O forse
un paio in più, perché
l’udienza davanti al Tribunale milanese di sorveglianza è fissata il 10 aprile, però i
giudici avranno tempo fino
al 15 per stabilire in che modo l’ex-premier sconterà la
sua pena. Lo staff legale berlusconiano non ha sollecitato alcun rinvio ben sapendo
che, tanto, difficilmente sarebbe concesso. Per cui, un
minuto esatto dopo la decisione, il leader del centrodestra verrà sottoposto a vincoli e restrizioni della sua libertà personale.

veglianza, chiedendo garanzie.
Il Presidente ha risposto spiegando che proprio non ve ne sono le condizioni. No dell’Ue alla
flessibilità chiesta da Roma e
Parigi. Missione Eufor in Centrafrica: ci saranno anche militari italiani.
DA PAG. 2 A PAG. 11

I consigli di Blair a Renzi

FOTOGRAMMA

Il «tanko» sequestrato dai carabinieri dei Ros agli indipendentisti: era in un capannone nel Padovano

«Fai come ho fatto io, crea a Palazzo Chigi
un’unità di crisi per realizzare il programma»
Paolo Mastrolilli A PAGINA 9

Europee, simboli senza nomi
“Resiste” solo il Cavaliere, no di Grillo e premier
La Lega alla fine toglie i riferimenti alla Padania
Mattia Feltri A PAGINA 3

Blitz contro i secessionisti
“Eversione e terrorismo”
Arrestati 24 militanti, progettavano di liberare il Veneto
Li hanno arrestati i carabinieri del Ros, sull’asse Brescia-Venezia: 24 persone, con
l’accusa di associazione per
delinquere finalizzata al terrorismo e detenzione di armi
da guerra. Secondo i pm, il
gruppo aveva progettato varie iniziative, anche violente,
volte a sollecitare l’indipendenza del Veneto e di altre
parti del territorio nazionale
dallo Stato italiano. Tra gli
arrestati, anche il leader dei
Forconi, Lucio Chiavegato e
l’ex parlamentare della Lega,
Franco Rocchetta, fondatore
della Liga Veneta.

1

IL CASO INDIA-ITALIA

Il “fattore Sonia” contro i marò
ROBERTO TOSCANO

S

empre più cupe le prospettive di una soluzione del «caso maró», e
questa volta non si tratta soltanto dell’andamento lento e
contorto del procedimento
giudiziario indiano. Come si
era temuto, dietro le difficoltà sul piano legale vi è l’ipote-

ca politica, il pesante handicap delle origini italiane del
Presidente del Partito del
Congresso, Sonia Gandhi.
Due giorni fa - nel corso di
un’aspra campagna elettorale che dovrebbe cominciare il
7 aprile, ma di fatto è iniziata
da tempo - l’ipoteca si è fatta
clamorosamente esplicita.
CONTINUA A PAGINA 27

CONTINUA A PAGINA 3

Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI
1 Il

trattore truccato da carro armato. E poi, chissà, i
forconi truccati da fucili e le mucche da portaerei. Il
rischio, con i secessionisti veneti, non è di farne dei
martiri, ma di consegnare problemi reali e giganteschi
a una parata di macchiette. La lista dei nostri guai è
stranota. Altrettanto nota, ma forse meno meditata, è
la lista di coloro che intendono risolverli con ricette
strampalate e atteggiamenti grotteschi. Uno legge le
biografie e le parole dei «terroristi» e pensa: dopo avere
assaggiato e sputato la politica a fumetti della Lega,
davvero il ceto medio impoverito e arrabbiato del Nordest immagina di affidare la propria riscossa a persone
che al massimo avrebbero potuto fare le comparse in un
film del colonnello Rambaldo Buttiglione? E i tantissimi

Bresolin, Colonnello, Poletti
e Zancan DA PAG. 4 A PAG. 7

NON È PIÙ ORA

DAI SUICIDI

DI GESTI
SIMBOLICI

AL (POSSIBILE)
OMICIDIO

DANIELE MARINI

FERDINANDO CAMON

T

R

roppo semplice applicare il solito stereotipo dei
veneti secessionisti, che
si lamentano sempre e non sono mai contenti; egoisti perché
sono diventati ricchi e non solidali con chi sta peggio; che si
sentono distinti e distanti da
Roma (e da Milano e Torino).
CONTINUA A PAGINA 7

Ultimo tanko
giovani laureati e disoccupati che comprensibilmente
votano per i Cinquestelle non meriterebbero un movimento politico più trasparente e un portavoce meno approssimativo di Beppe Grillo? E il senso di legalità e giustizia sociale che anima il popolo della sinistra può identificarsi in una conventicola di intellettuali che da decenni dice di no a qualsiasi tentativo di cambiare questo
sistema sclerotico e oggi si stringe come una vecchia
cintura di castità intorno al povero Tsipras?
Chi sperava che il dilettantismo folcloristico di Berlusconi fosse stata una parentesi deve ricredersi: in Italia la politica continua a essere considerata una cosa
talmente poco seria che persino i tentativi di golpe si
delegano ai pagliacci.

ieccoli, i venetisti,
con un nuovo blindato, munito di cannone. A differenza del tanko
del 97, il tanko costruito di
nascosto in questi giorni
spara proiettili veri. La polizia dice: può sventrare
una casa.
CONTINUA A PAGINA 27

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

U

IL CAVALIERE
DOPO LA CONDANNA
Le tappe della vicenda

R

1

22 APRILE 2005
PRIMA TAPPA

I pm chiedono
il rinvio a
giudizio

R

2

LE ACCUSE
AL CAVALIERE

Appropriazione
indebita, frode
fiscale e falso

R

3

CHI SONO
I DUE PM

Fabio De
Pasquale e
Sergio Spadaro

R

4

IL 26 OTTOBRE
2012 A MILANO

Il Tribunale
condanna il
Cavaliere a 4 anni

R

5

L’8 MAGGIO 2013
L’APPELLO

L’Appello
conferma la
condanna

Ieri sera

Il Presidente
Napolitano ha
ricevuto il presidente di
Forza Italia Berlusconi
L’incontro

Berlusconi aveva
chiesto di potergli
illustrare le posizioni
del suo partito

L’incontro a sorpresa in serata al Quirinale
Con l’asse Renzi-Berlusconi
sulle riforme sempre più indispensabile per la tenuta
parlamentare delle riforme
stesse, e mentre si continua a
vociferare della possibilità
di un prossimo faccia a faccia tra i due ancora non
escluso, un incontro con
Berlusconi ieri c’é stato.
Il leader di Forza Italia è
infatti salito al Colle, ed é
stato ricevuto da Giorgio
Napolitano - mette nero su
bianco alle 20 e 40 minuti
una nota ufficiale del Quirinale, mai tornato ad essere
fortezza come ieri sera avendogli «chiesto di potergli illustrare le posizioni del
suo partito nell’attuale momento politico».
E così è effettivamente
stato, salvo quello che tutti
possono attendersi da Silvio
Berlusconi, e che dunque forse in tutta probabilità si
aspettava anche Giorgio Na-

politano che ben conosce le dinamiche dell’ ex Cavaliere
avendo dovuto raccoglierne
più volte gli sfoghi sui suoi casi
personali quand’era premier:
Berlusconi ha perorato la sua
propria causa, chiedendo personalmente - e solo a voce - la
grazia o qualcosa di molto simile. Il Presidente ha risposto
spiegando che proprio non ve
ne sono le condizioni.
Di più, le fonti parlamentari
non riferiscono, a parte aggiungere che i timori espressi
a Napolitano dal leader di Forza Italia riguardano «l’agibilità politica» con alle viste le elezioni europee. E dovendosi decidere il prossimo 10 aprile,
con un giudice del tribunale di
sorveglianza, proprio quale
sarà il destino del condannato
Berlusconi, se ai domiciliari o
ai servizi sociali. Proprio questo elemento, si può notare,
avrebbe reso ovvio non proferir parola sulla propria condizione in un colloquio col Capo
dello Stato, che del resto aveva

già fatto pubblicamente sapere - e per iscritto - il 13 agosto
del 2013 le condizioni per una
eventuale (e seria) richiesta di
grazia.
Ma naturalmente Berlusconi è Berlusconi. E dunque,
avendo concordato una telefonata a Napolitano prima della
visita a Roma di Barack Obama per «qualche consiglio sull’Ucraina e Putin», che come è
noto conosce bene, ha poi in
quell’occasione personalmente chiesto di esser ricevuto,
«per parlare di riforme». Un
tema notoriamente seguito
con la massima attenzione da
Giorgio Napolitano, che le ha
definite «improcrastinabili»
l’ultima volta ancora solo un
paio di giorni fa, aggiungendo
di non voler entrare nel merito, e prendendo le distante da
quanti - politici o giornalisti lo schieravano pro o contro la
riforma del Senato. Ma soprattutto un tema sul quale di certo un Presidente come Giorgio
Napolitano non può negare un

6

Agosto 2013,
quattro anni per
frode fiscale

La nota del Colle

Berlusconi al Colle
Sul tavolo riforme
e la sua agibilità
ANTONELLA RAMPINO
ROMA

R

LA CONDANNA
DEFINITIVA

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

incontro al leader dell’unica
altra forza, oltre il Pd, a sostenere il processo di revisione
delle regole comuni.
Il tutto, in un momento di
massima delicatezza proprio
per quanto riguarda Forza
Italia. Dove, al di là della balcanizzazione interna indotta
anche dalla competitività in

vista delle elezioni europee,
non passa giorno che i capigruppo Brunetta e Romani
sparino sulla riforma del Senato e del Titolo V, annunciando «un Vietnam parlamentare» e accusando Renzi
di non «rispettare i patti con
Berlusconi». Il tutto perchè
Renzi ha detto e ripetuto che

si varerà la nuova legge elettorale solo dopo le Riforme
costituzionali, e dunque non
prima di un anno. Sarà un caso, ma poi ieri il ministro per
le Riforme Maria Elena Boschi ha annunciato che invece
entro il 25 maggio saranno
approvate sia l’Italicum che le
modifiche costituzionali.
Insomma, se ne può dedurre che l’incontro di Napolitano
con Berlusconi possa avere un
po’ alleggerito la situazione.
Ma occorrerà vedere se cesserà l’attivismo di Brunetta.
Sempre ieri, il segretario generale del Quirinale aveva dovuto prendere carta e penna e
rispondere a Brunetta e al suo
«bombardamento» di lettere
per segnalare a Napolitano
che, a suo avviso, gli sgravi Irpef annunciati, Renzi li farà in
deficit. Il Colle vigila sempre
sulle coperture finanziarie -ha
risposto Donato Marra - ma
«su provvedimenti formali di
governo e parlamento, non su
indiscrezioni di stampa».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Retroscena
UGO MAGRI
ROMA

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

mpossibile al momento prevedere se trascorrerà il prossimo anno relegato in casa (carcere a
domicilio in ragione dell’età), oppure potrà cavarsela con 10 mesi
e 15 giorni di affidamento ai servizi
sociali. Nel giro berlusconiano tutti
preferirebbero di gran lunga la seconda delle due, che al condannato
garantirebbe tra l’altro un’ampia agibilità politica. Già da tempo una folla
di comunità è in lizza per accoglierlo
in veste di munifico mecenate, sebbene in pole position pare ci sia l’Unitalsi, opera benefica che organizza i

I

cetto. Con tutti i visitatori si sfoga: «Come si può imporre una umiliazione del
genere a chi è stato imprenditore, ha dato lavoro a 50 mila famiglie, ha fondato
la tivù libera in Italia, per quattro volte è
stato premier, ha rappresentato l’Italia
in tutti i consessi, ha parlato addirittura
davanti al Congresso degli Stati Uniti?».
Gli avvocati lo supplicano in ginocchio
di non ripetere questi discorsi in udienza, dove non è escluso che Berlusconi
possa presentarsi, perché i giudici potrebbero prenderlo in parola e dirgli:
«Ah sì? Non gradisce i servizi sociali?
Allora si accomodi ai domiciliari». Magari pure con il divieto di interfacciarsi
con il mondo esterno, a parte pochi intimi (è ampia facoltà discrezionale dei
rebbe l’adesione a concetti come penti- magistrati ritagliare l’esecuzione della
mento e recupero alla società (un tempo pena su misura di ciascun imputato, alla
si sarebbe parlato di redenzione) a lui luce della sua personalità).
del tutto alieni. La prospettiva di farsi
In attesa di conoscere il suo destino,
«redimere», anche solo attraverso collo- Berlusconi da combattente irriducibile
qui settimanali con un assistente socia- le sta provando tutte. Nessuno, tantole, è vissuta da Berlusconi alla stregua di meno chi lo considera il Caimano, può
un’ingiuria. Primo, perché lui continua a stupirsi dei colpi di coda. Tanto più che
proclamarsi innol’uomo destinato alle
cente, si dice certissiIN POLE misure restrittive è
mo che questa sua
stessa persona su
Ci sarebbe l’Unitalsi, la
verità sarà presto dicui fa perno il progetmostrata a Brescia opera benefica che organizza to di rinnovamento
i viaggi dei malati a Lourdes delle istituzioni rein sede di revisione
del processo o in alpubblicane. Il Berluternativa a Strasburgo, davanti alla sconi che viene considerato (come tutti i
Corte europea dei diritti dell’uomo. Di condannati, a norma della Costituzione)
qui lo stato d’animo del leone in gabbia un soggetto da riportare per gradi e con
descritto dalla Biancofiore, che è tra le mille cautele nel consorzio civile è lo
sue visitatrici più assidue.
stesso Berlusconi con il quale Renzi ha
Secondo: il Cavaliere trova altamen- stipulato un patto per rifondare l’Italia.
te offensiva la pretesa che un assistente Lo ha stipulato in quanto, senza il Cavasociale possa insegnare a lui come si liere, mancherebbero i numeri in Parlacampa da persona onesta, e valutare mento… Più che un paradosso, è lo specstrada facendo se ha ben digerito il con- chio della precarietà politica nazionale.

L’angoscia di Silvio
A piede libero ancora
per una settimana
Così il leader vive i giorni dell’attesa

IL TERMINE DEL 15 APRILE

I giudici avranno tempo fino
ad allora per decidere come
dovrà scontare la pena
viaggi dei malati a Lourdes (ha la sede dietro via del Plebiscito). Tutti si
augurano che il Tribunale acconsenta, dalle parti di Berlusconi, tranne
uno: il diretto interessato.
L’uomo è testardamente convinto
che l’affido ai servizi sociali sarebbe
mille volte più devastante per il suo
sconfinato amor proprio. In quanto, diversamente dai domiciliari, richiede-

il caso
MATTIA FELTRI
ROMA

a fine (parziale e provvisoria)
dell’egotismo politico si legge
nella parte bassa dei simboli di
partito in gara alle Europee: i nomi
dei leader cadono per morìa prevedibile ma impressionante. Alla conclusione di una Seconda repubblica basata sul carisma delle leadership - al
punto che i capi cambiavano i nomi
dei loro partiti mentre i partiti non
cambiavano i loro capi - è l’antipolitica a indebolire le strategie anagrafiche. Addio dunque ai Di Pietro e ai
Casini e ai Bossi e ai Monti stampati a
caratteri spesso sovrastanti le dimensioni di quelli del partito stesso.
Resiste soltanto l’eternità ormai fossile del totem Berlusconi: proprio ieri
Forza Italia ha diffuso il simbolo in cui
non si rinuncia allo sponsor migliore,
sebbene il titolare del brand non sia
candidabile (e infatti ha subito ripreso a circolare l’ipotesi che in lista ci
sarà Barbara, e lei ieri si è vezzosamente rifugiata in un cinematografico non confermo e non smentisco).
È successo, come dice il professor
Alessandro Campi, docente di storia
del pensiero politico all’università di
Perugia, che «tramontano le leadership di un ventennio. Probabilmente
se ne affacceranno di nuove, ma ci vuole del tempo». Spiega il professore che
non erano leadership basate sul nulla:
Antonio Di Pietro veniva dalla popolarità travolgente di Mani pulite, Gianfranco Fini era il rifondatore della destra finalmente postmissina e deghettizzata, Umberto Bossi era il condottiero del ribellismo indipendentista
del nord. Tutto finito fra madornali errori politici, piccole e grandi ruberie,
spocchie incomprensibili. «Il nome
non è più un traino, anzi rischia di essere controproducente», dice Campi
che fa notare come una giovane emergente come Giorgia Meloni abbia preferito a sé - per il suo F.lli d’Italia - lo
storico richiamo di An, ottenuto per
delibera della Fondazione proprietaria: sa che il simbolo di Alleanza nazionale detiene ancora qualche appeal
che il suo cognome ancora non ha. Lo
stesso vale nella Lega, dove Matteo
Salvini non soltanto ha avuto il buonsenso di non sostituirsi tipograficamente a Umberto Bossi, ma anche di

L

Silvio Berlusconi

Renzi e Grillo, niente nome
nel simbolo per le europee
Resiste il capo di Forza Italia. E la Lega toglie “Padania”
rinunciare al marchio usurato Padania
(inserito in passato al posto di Bossi) e
infilarci un Basta euro, nel tentativo anche abbastanza disperato di riconsegnare un senso all’esistenza del movimento.
Altri si sono invece arrangiati in qualche modo. Nel simbolo dell’Udc - dove
resiste uno scudocrociato di ampia gloria novecentesca, ma di attrattiva non
irresistibile - la scritta Casini è stata so-

stituita con un “Italia” buono per sempre; Scelta Civica varca i confini (anche
dell’ovvio) e la scritta Monti è stata sostituita con un “Europa” calibrato all’evento. Abbastanza inafferrabile è il
caso del Nuovo centrodestra che ha risistemato il simbolo d’esordio, un terribile quadrato in bianco e blu che pareva
l’insegna di un’azienda odontoiatrica;
adesso è circolare, ha un po’ di tricolore
e soprattutto fiducia nel capo: il nome di

Angelino Alfano è proprio lì dove stavano i nomi durante tutta la prima Repubblica: forse contano in un grado di seduzione ignoto ad altri osservatori. E così
la curiosità vera è che gli unici due uomini in grado di smuovere qualcosa nell’anima al suono del loro nome - Beppe
Grillo e Matteo Renzi - vadano avanti
nella spersonalizzazione tradizionale,
nel caso del Pd, e di ragione sociale, nel
caso del M5S. Almeno per ora.

Oggi e nel 2013
Fi

Ncd

Udc

Il simbolo
europeo,
e quello
nel
2013

Nel
simbolo
c’è
Alfano

Sparito
Casini,
spunta
Italia

Eredità An

Tsipras

Idv

Fratelli
d’Italia
non
mette
Meloni

Simbolo
nuovo
per un
partito
nuovo

Addio
al logo
Di Pietro

Primo Piano .3

.

Taccuino
MARCELLO
SORGI

Il nervosismo
di Berlusconi
minaccia Renzi
ra le ragioni che hanno
portato a un improvviso raffreddamento nei
rapporti tra Berlusconi e Renzi, dopo una luna di miele c’è
soprattutto il nervosismo del
Cavaliere per l’incerta vigilia
delle decisioni dei giudici di
Milano sul suo destino di condannato. Ma ce n’è anche
un’altra, che riguarda i sondaggi più recenti in vista delle
europee, anche quelli solitamente più favorevoli a lui. Da
tre settimane infatti Forza Italia oscilla tra il 21 e il 18%, secondo che le rilevazioni prevedano Berlusconi in campo, in
che modo non si sa, dato che
spetterà alla magistratura riconoscergli o meno la possibilità di partecipare alla campagna, oppure impedito dal
prendervi parte, per effetto
degli arresti domiciliari o dell’affidamento ai servizi sociali.
Nell’un caso o nell’altro il partito del Cavaliere, tendenzialmente sfavorito nelle consultazioni europee, si piazzerebbe terzo, dietro Pd e 5 stelle.
Un risultato che, se dovesse ripetersi poi alle successive politiche vedrebbe Forza Italia
esclusa dal ballottaggio.
A quel punto, il rischio di
una libera uscita dei suoi elettori verso i due finalisti della
competizione sarebbe alto.
Parte dell’elettorato moderato berlusconiano, temendo la
vittoria di Grillo, potrebbe
orientarsi verso il Pd; altra
parte, più radicale, com’è già
accaduto nelle politiche del
2013, potrebbe andare a ingrossare le file dei 5 Stelle. Un
incubo «alla francese», per
dirla con le parole di chi è andato a prospettare a Berlusconi questo scenario, ricordando il caso dell’ultima rielezione di Chirac, in cui i socialisti
francesi furono costretti a votare il candidato gollista perchè al loro posto in ballottaggio era entrato Le Pen.
Logico che un timore del
genere stia spingendo al ripensamento Forza Italia proprio sulla legge elettorale. Il
Cavaliere aveva accettato il
secondo turno pensando che
sarebbe stato un classico
braccio di ferro sinistra-destra. «Alla fine ce la vedremo
io e tua figlia Marina», lo aveva lusingato Renzi, per convincerlo. Se invece il pericolo è
quello di restare esclusi, diventa preferibile andare al voto con qualsiasi sistema elettorale, perfino il “Consultellum” uscito dalla sentenza
della Consulta che ha cancellato il Porcellum. Di qui i dubbi
e la frenata su tutta la partita
delle riforme, da parte di Berlusconi: che in questo campo,
si sa, non è nuovo a far saltare
il banco all’ultimo minuto.

T

Jena
Lega

No Monti

Il duello

Al posto
di
Padania,
“basta
euro”

Nel logo
di Scelta
Civica
addio
Monti

I due partiti
che
potrebbero
sfidarsi
per i primi
posti,
Pd
e M5s,
confermano
il simbolo
storico

Mai
Per evitare il divorzio
basta dire «permesso,
grazie e scusa».
Si vede che il Papa
non è mai stato sposato.

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

U

INDIPENDENTISTI
IL BLITZ DEL ROS

La banda che sognava il Veneto libero
Terrorismo e eversione, 24 arresti:progettavano un’azione con un tank. Nelle intercettazioni armi e dinamite
PAOLO COLONNELLO
INVIATO A BRESCIA

Le anime

Ecco il discorso di Giancarlo Orini
distribuito via fax ai militanti per festeggiare la realizzazione
del primo Tanko
il 7 ottobre 2012:

E’ stata utilizzata una pala
Giuravano sul «tanko» («ostrecingolata Fiat-Allis,
ga, cos’è? Un caterpillar?») e si
successivamente blindata e
preparavano in armi, maschedotata di videocamere
Tra gli arrestati ci sono
re antigas comprese. Si riunie di una bocca da fuoco,
il leader dei Forconi e del
vano spesso al ristorante dove
ancora da montare
«Sono molto onorato
movimento 9 dicembre di
affinavano l’ideologia e non soessere
di
orgoglioso
molto
e
Verona Lucio Chiavegato
lo quella («ragazzi, io sono
in questo momento storico
(foto), già presidente della
stroncato dalla polenta!... AlloVicenza
in presenza di patrioti
Life (la Libera Associazione
ra, chi fa l’ambasciatore?...»).
Il carro armato artigianale
degli imprenditori veneti)
Vaneggiavano di andare in Slocoraggiosi, e ripeto
è stato costruito in un capannone
e il suo braccio destro
venia all’ambasciata russa ma
coraggiosi, per ricevere
Venezia
denominato «arsenale»,
PADOVA
Patrizia Badii.
non avevano i soldi per il viagin consegna questo primo,
a Casale di Scodosia (Padova)
gio («Guardate che qui mi sono
(in totale sarebbero dovuti essere sei)
poderoso mezzo
potente, p
sparato gli ultimi 800 euro!»),
attaccare
ad
destinato
progettavano di parlare con la
de efficacia
con grande
CASALE
Rovigo
Sono stati coinvolti
Serbia e di formare un governo
DI SCODOSIA
a troppo
e da
che
regime
il
nell’inchiesta del Ros
in esilio in Svizzera. Le armi,
(Padova)
fli g ed umilia»
ffl
tempo ci affligge
anche i due «serenissimi»
sarebbero arrivate dall’AlbaFlavio Contin (foto)
nia. Alla fine, la Repubblica See Luigi Faccia che nel 1997
renissima sarebbe finalmente
parteciparono insieme
nata, i popoli si sarebbero sollead altri sei complici
vati: «Perché, se il tale giorno
al blitz sul campanile
alle 10 succede qualcosa d’imdi San Marco a Venezia.
portante in Veneto e contemporaneamente in Piemonte,
Sardegna, Lombardia e probabilmente in Sicilia, stesso giorNell’elenco dei fermati
no, stessa ora, stesso tutto... voc’è anche il nome di Franco
glio vedere se il popolo non se
Rocchetta (foto),
Il mezzo doveva
a essere utilizzato
ne viene, se le tasse continua a
per un'azione in piazza San Marco
ex parlamentare leghista,
pagarle, con tutti gli autovelox,
a Venezia, con il coinvolgimento
fondatore della Liga
con tutti i redditometri, con
di centinaia di persone,
Veneta e promotore
tutto il soffocamento e con tutti
alcune delle quali
ali armate
nei giorni scorsi
i marocchini che continuano ad
del referendum per
arrivare...». Sì, un nuovo stato
la secessione del Veneto.
«padano» armato e autoritaCentimetri-LA STAMPA
rio, le banche avrebbero allargato i cordoni: «Quando iniziamo a comandare noi, bisogna
I Ros hanno fermato anche
attaccare le banche!... Uno dei
Roberto Bernardelli (foto),
nostri con il mitra va dal diretalbergatore a Caserta,
tore tutte le ore e tutto il giorno
già deputato della Lega
e quello che fa?... E non c’è mica
Nord e poi candidato
tanto da fare, quando ne portapresidente della Provincia
no uno ucciso!». «Via tutti gli
di Milano per Lega Padana
stranieri e tutti i forestieri!»,
Lombardia, No euro
«Via, via, fuori, raus!» «E per
e Fronte cristiano.
forestieri s’intende che non vogliamo più napoletani, nessuno, via, fuori dai coglioni... “Ma
è casa mia qua...”. Confiscata! tutto. O quasi. «Male che vada ci
Sparisci, non hai più casa ora, troviamo a casa mia a tagliare il
corri a farti dare la casa dagli salame». «No, più che tagliare il
italioti allora... Uno ha detto salame noi abbiamo bisogno di
che siamo nazisti e maosti, be- caricare i candelotti di dinamine!». «Sai la seconda scritta te!». Niente tralicci da far saltache feci io da leghista insieme re, però: «Perché non è che danai miei figli? Indovina cosa è neggi il Quirinale così, danneggi
stata? Terroni go home!».
il coglione che si sta guardando
Poche idee, ma sempre quel- la partita e s’incazza come una
le: xenofobia e razzismo in no- jena!». Per entrare nel gruppo,
me del secessionismo. Solo che dovevano firmare un modulo.
ANDREA MEROLA/ANSA
questa volta si erano procurati Idea non genialissima, visto che
anche la «bega» e le «beghet- ora i Ros, che hanno svolto l‘indaSopra il vecchio tanko «Marcantonio Bragadin» durante l’assalto dei serenissimi
te», ovvero un cannoncino gine coordinati dalla Procura di
al campanile di piazza San Marco a Venezia nel 1997. A destra il mezzo di proprietà
montato su un trattore, il Brescia, hanno in mano praticadi Flavio Contin, sequestrato ieri nel corso del blitz contro i presunti secessionisti veneti
«Tanko», nascosto in un capan- mente la confessione firmata di
presso la locale stazione dei Carabinieri di Casale di Scodosia (Padova).
none vicino a Pordenone, e di- tutti gli aderenti, una cinquantiIl mezzo, posto all’epoca sotto sequestro e poi finito venduto all’asta, era nel garage
verse pistole, nonché un fucile na d’indagati finora. Ma è un nudi Contin, uno dei 24 arrestati di ieri, già coinvolto nell’operazione del 1997
con mirino di precisione da mero destinato a crescere, visto
mettere in mano al «cecchino» che nelle intercettazioni i «sere«Stefan»
che
menti mirati, i cui veri fini non
avrebbe dovuto
premo dell’organizzazione, 3 an- cio a Milano, alberpotevano essere divulgati. Nel
controllare dai
ni e 9 mesi già trascorsi in carce- gatore, definito «il
programma dell’organizzazione
tetti «la rivolta» di
re per l’assalto nel 1997 al campa- facoltoso» per aver
- prosegue il gip - si afferma la nepiazza San Marco Quando iniziamo a comandare
nile di San Marco, così come l’al- finanziato con 3.500 Il nuovo sodalizio ricerca
cessità dell’uso della violenza al
a Venezia, orgatro «serenissimo» Flavio Contin, euro in contanti il
fine di provocare e guidare in arnizzata per il gior- noi, bisogna attaccare le banche
elettricista di Casale Scodosia, movimento eversi- armi leggere e progetta
mi una rivolta popolare, per
no delle elezioni Uno dei nostri con il mitra
dove era stato costruito e nasco- vo («per il resto do- mezzi blindati effettivamente
giungere alla proclamazione deleuropee. Mentre a va dal direttore tutte le ore
sto il nuovo «tanko». In carcere vremo fare un po’ di operativi e dotati
la repubblica veneta. Il nuovo soBrescia un altro
anche due ex parlamentari della fatture false»); in
dalizio non ha un’azione simboli«tanko» avrebbe e tutto il giorno e quello che fa?
Lega: Franco Rocchetta, «uno manette pure un di armi pesanti costruite ad hoc
ca come nel maggio del ’97, ma al
dovuto radere al
che sa di storia» destinato a volto televisivo cocontrario, ricerca armi leggere e
suolo la sede di
prendere contatti con le cancel- me Lucio ChiavegaEquitalia (la vera bestia nera nissimi» parlano di almeno 300 lerie straniere in caso di vittoria to, leader dei «Forconi» e dei mo- dalizio teorizzano e mettono in progetta mezzi blindati effettivadegli indipendentisti dalla fat- persone. Li hanno arrestati ieri con l’aiuto della Barbara «che ha vimenti di obiezione fiscale. Que- pratica un volto pubblico e legale mente operativi e dotati di armi
tura falsa) contemporanea- all’alba, 24 persone in tutto, con studiato 4 lingue» e che avrebbe sto aspetto pubblico attira perfi- di propaganda», vedi ad esempio pesanti costruite ad hoc, con un
mente all’assalto di un manipo- l’accusa di associazione per de- avuto rapporti anche con la dire- no il governatore del Veneto Lu- l’ultimo referendum farsa per la piano che, pur avendo di mira
lo di «arditi» dell’antico castello linquere finalizzata al terrori- zione del giornale tedesco «De- ca Zaia, che prende un appunta- secessione del Veneto, cui danno Venezia e altre città, stavolta
della città lombarda («poi ci smo e detenzione di armi da sfighel». Peccato che ieri durante mento telefonico (che però non un contributo fondamentale per prevede un’azione militare in
mettiamo un lucchetto nuo- guerra. Tra loro alcune vecchie la perquisizione nel computer gli avrà seguito) con Patrizia Badii, precostituirsi, dicono, il ricono- senso proprio, con resistenza arvo»). Gli uomini dell’«Allean- conoscenze: il «presidente» della abbiamo trovato soprattutto fil- militante attiva del gruppo. Da scimento dell’Onu; dall’altra «co- mata per di più, coinvolgendo al
za», questo il nome dell’asso- Repubblica Serenissima Luigi mini porno. Inoltre Roberto Ber- una parte, scrive il gip Enrico Ce- stituiscono una struttura orga- contempo un’ampia platea di
ciazione segreta, erano pronti a Faccia, considerato il capo su- nardelli, ex assessore del Carroc- ravome, «i dirigenti del nuovo so- nizzativa segreta, con recluta- manifestanti».

Life e Forconi

Serenissimi

Liga Veneta

Fuoriusciti Ln

L’intercettazione

Il mezzo
blindato

Ritrovato il carro armato sequestrato nel ’97

L’ordinanza

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Personaggio
NICCOLÒ ZANCAN
INVIATO A BRESCIA

errorista è Bin
Laden, minga
mi». Siamo sullo
spiazzo della ditta «Caravan 77»,
sulla provinciale fra Adro e Castegnato, in piena «Padania» leghista. Fino a
martedì, qui lavorava Giancarlo Orini,
74 anni, quello che la procura di Brescia ritiene il fondatore del movimento
indipendentista «Alleanza». Nel giorno dell’arresto, ancora lavorano la moglie e il figlio. Vendono camper nuovi e
usati. I clienti arrivano solidali, con
aria di sdegno: «Una carnevalata assurda!». Si riferiscono alle accuse, soprattutto. «Ma pensate davvero che
questi qui potessero fare del male a
qualcuno?».
Per i carabinieri del Ros, volevano la
secessione. La volevano con metodi pericolosi e violenti. Di questo si discute
nello spiazzo, fino al colpo di scena. Alle sei di sera, trilla il telefono della ditta.
Sorpresa: si materializza Giancarlo
Orini in persona. Proprio lui. Parla dagli arresti domiciliari: «Ma sì, ho usato
tante volte parole come Kalashnikov,
bombe e bazooka - dice - me lo ricordo.
Ma alla fine delle telefonate, andate a
sentire, dicevo sempre: “Saluti al maresciallo che ci sta ascoltando”. C’era
tanta goliardia, ecco...». La dinamite?
«Ma dove vado a prenderla, io? Stiamo
scherzando? Al massimo, il tirasassi...».
Nel piccolo ufficio della contabilità,
davanti alla rivendita, ci sono bandiere
basche e di altri movimenti indipendentisti. Foto che ritraggono Orini nel
deserto. Raduni di motociclisti. Voli
con l’ultra leggero. E poi, in un cassetto
delle cose importanti, c’è la copia consumata del giornale «La Padania» datata 1997, con quella frase di Umberto
Bossi che gli ha cambiato per sempre
la vita: «Quando ha definito “ubriaconi” gli indipendentisti della Serenissima, ho capito che non potevo stare nella Lega un minuto di più. Bossi mi ha
proprio deluso, ma tanto. Preferivo
Giancarlo Miglio. Io, poi, fino alla nascita del sogno leghista, ero un totale
ignorante. Mai interessato prima di
politica».
Geometra. Ha progettato impianti
di riscaldamento, costruito gallerie e
strade. Si è messo in proprio nel 1967.
Ha fatto il consigliere comunale e provinciale, nel partito che poi avrebbe
abiurato. Negli anni, Giancarlo Orini
ha incominciato a sognare qualcos’altro. «Il nostro piano era dare un segnale. Fare un’azione eclatante. Niente altro. Un’azione eclatante nella speranza
che il popolo insorgesse, per liberarsi
da questo regime. Non eravamo in gra-

«T

Intervista

MARCO BRESOLIN

on un’operazione
giudiziaria come
questa si creano
soltanto dei martiri».

«C

Il fondatore: “Altro che Bin Laden
volevamo solo dare un segnale”
Orini ai domiciliari: “L’esplosivo? Una battuta. Al massimo abbiamo qualche fucilino”

Deluso
Giancarlo Orini, 74 anni,
prima di diventare
«indipendentista» ha militato
nella Lega Nord di Bossi

Quando Bossi ha definito
ubriaconi gli indipendentisti
della Serenissima, ho capito
che non potevo stare
nella Lega un minuto di più
L’Europa non sarà mai
unita. Credo che si
dovrebbe tornare al tempo
delle città stato, allora sì che
i commerci funzionavano
Forse abbiamo sbagliato.
Non abbiamo calcolato
le conseguenze. Pagheremo
per gli errori commessi.
Volevamo dare un segnale
Giancarlo Orini
Leader e fondatore
del gruppo «Alleanza»

Per molti anni Orini ha lavorato all’estero per un’impresa di costruzioni

do di fare nulla di più, siamo quattro gatti...». Non è esattamente poco pensare a
un attentato contro una sede di Equitalia, gli facciamo notare. E lui: «Mezza Italia cova lo stesso desiderio. Non siamo
un Paese civile. Si sentono cose terrificanti. Debiti di 1000 euro che diventano
da 50 mila. E comunque, di quell’ipotesi
se ne è soltanto parlato». Invece, più nel
concreto, volevate andare in Piazza San
Marco con il Tanko, come lo chiamate
voi. Una specie di carro armato. Era
quella «l’azione eclatante» da compiere
prima delle elezioni europee? «Sì, Venezia. Una specie di replica del 1997. Come
quelli del campanile. Ma cosa vuoi fare
con quel tanko lì? Lo Stato Italiano è armato fino ai denti, ha armi vere, adesso
ha pure gli F35. E noi cosa abbiamo?
Qualche fucilino, i petardi o il tirasassi...». In casa di Orini, per la cronaca, i
carabinieri del Ros hanno sequestrato
una pistola calibro 7,65. «Sì, non mi ricordavo neppure dove fosse. E poi hanno
preso lo striscione di “Brescia Patria”,
che avevo portato domenica a Bruxelles». Lei dov’era il giorno della protesta
dei Forconi? «Al mercato ortofrutticolo

di Orzinuovi. Al presidio. Mi hanno preso tutti in giro: “Ecco qui l’indipendentista fra le bandiere tricolori...”. Cavolo,
non sanno quanto mi è costato. Dovevo
ascoltare tre o quattro volte al giorno
l’inno di Mameli.. A me non piace. Specie
quando dice: “Siam pronti alla morte!”.
No, non mi sembra un bell’inno». Cosa le
piace, invece? «L’idea che tutto vada risolto dai cittadini. Io non so neppure come funzioni la mafia, non voglio saperlo.
Va fuori dalla mia conoscenza. L’Europa
non sarà mai unita. L’Italia è anche peggio. Credo che si dovrebbe tornare al
tempo delle città stato, allora sì che i
commerci funzionavano...».
Così, lentamente, cala la sera sul parcheggio della «Caravan 77», fra il rumore del traffico e le notizie alla radio. Con
il secessionista Orini che cita un sindaco
catalano che la pensa proprio come lui.
Con certe frasi, che purtroppo a un certo punto non mancano mai: «Io non sono contro gli immigrati, anzi. Ho un amico napoletano davvero in gamba...». Riferimenti storici assai trasversali: «Il
giorno prima della caduta del muro di
Berlino, se saltavi di là ti sparavano. Il

Tosi: “Un’inchiesta suicida
Così si creano solo martiri
e si fomentano i secessionisti”
Il sindaco: “Domenica Lega in piazza a Verona”
Ma quali terroristi, ma
quale banda armata...
Nelle intercettazioni
parlavano di salami.
Il carro armato?
Era solo un trattore

Dei martiri?

«Ma certo! Perché chiunque
si rende conto che quelli sono
dei perseguitati. E la gente di
solito prova simpatia per i
perseguitati. Con tutto ciò che
poi ne consegue...».
Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, dall’estate scorsa sta girando l’Italia - da
Nord a Sud - per presentare il
suo progetto politico «Ricostruiamo il Paese». Dove ricostruire, ovviamente, è in antitesi con il concetto di secessione. «Io non sono un seces-

Primo Piano .5

.

Flavio Tosi
Sindaco
di Verona

sionista - spiega -, perché la secessione è una strada impercorribile. Sono un federalista,
che è diverso. Ma sono anche li-

berista e trovo assurdo mandare in galera queste persone».
Sono accusati di terrorismo...

«Ma quali terroristi, ma quale

banda armata... Conosco molte
di quelle persone, alcuni mi
stanno simpatici e altri un po’
meno. Ma non possono essere
trattati come dei delinquenti».
Secondo l’indagine «progettavano iniziative violente».

«Con il salame? Ma le avete sentite le intercettazioni? A me viene da ridere...».
C’era anche un carro armato.

«Chiamare carro armato quel
coso lì mi sembra un’offesa ai
carrarmati veri. A l’è un trator...
(è un trattore, ndr)».
Quindi, secondo lei, questa è
stata un’operazione inutile?

«Non solo inutile e sproposita-

giorno dopo, potevi farlo...». Fino a un
improvviso lampo di realismo: «Sì - dice
Orini - forse abbiamo sbagliato. Non abbiamo calcolato le conseguenze. Pagheremo per gli errori che abbiamo commesso. Ma volevamo soltanto dare un
segnale. Se in Italia non cambierà niente, ce ne faremo una ragione...».
A venti chilometri da qui, in direzione
Adro, c’è un luogo simbolico di questa
storia. Su una collina molto costruita, a
fianco di un night club chiuso da qualche
anno, c’era una volta l’azienda agricola
Boschi, ora chiusa a sua volta per fallimento. Il titolare si chiama Franco Timoteo Metelli, è famoso come televenditore di vino. Molti politici, importanti e
meno, venivano a pranzo da lui. «Forza
Italia, Di Pietro, leghisti, sono passati
tutti di qui - dice Metelli - anche Orini.
Certo, lo ricordo bene. Un tipo simpaticissimo che ce l’aveva con la secessione».
Attovagliati qui, gli indipendentisti bresciani, veneti e sardi hanno sognato il loro mondo nuovo. Cenando e brindando,
parlavano del Tanko che avrebbe riconquistato Venezia.

ta, ma anche controproducente. Perché così facendo si spingono ulteriormente le idee che
il gruppo portava avanti».
Gli arresti rafforzano la voglia
di secessione?

«Riaccendono i desideri di indipendentismo, di autonomia.
Rafforzano, anche nei cittadini
moderati, l’idea che viviamo in
uno Stato che non funziona.
Che da un lato ti massacra di
tasse e dall’altra agisce in modo
spropositato sul piano giudiziario. Operazioni come queste
fanno odiare lo Stato».
Anche lei pensa a un blitz a
orologeria?

«Non lo so. Di certo questa inchiesta è un suicidio, che dimostra poca intelligenza strategica da parte di chi l’ha messa in
atto perché, come dicevo, ottiene l’effetto contrario».
Domenica la Lega sarà in piazza a Verona. Lei ci sarà?

«Certo, è la mia città».

@NiccoloZancan

gli arrestati possa nuocere a
chi, come lei, si batte per il federalismo?

«Di certo quelle sono iniziative
estemporanee, non le considero
battaglie politiche, che invece
vanno fatte nelle istituzioni».
Lei sta tenendo comizi in tutta
Italia, anche al Sud: che sentimenti ha raccolto?

«Un fortissimo malcontento nei
confronti dello Stato e dell’apparato pubblico. Guardate che
non sono solo i veneti ad averne
piene le scatole».
Secessionisti da Nord a Sud?

«Ci sono autonomisti e non autonomisti, ma tutti vogliono il
buongoverno. E io sono convinto che l’autonomia sia sinonimo
di buongoverno. Quando ti puoi
gestire i soldi da solo, lo fai meglio. Sei più responsabilizzato».
La riforma del Titolo V, invece,
sembra togliere competenze
alle Regioni.

«No, se vi aspettate questo vi
sbagliate: non mi metterò certo
a fare i cori pro-secessione».

«E infatti è sbagliatissima. È
giusto che lo Stato abbia dei poteri di controllo, che verifichi il
rispetto delle regole. Ma le
competenze devono restare alle Regioni».

Ma non crede che l’attività de-

@marcobreso

Anche Tosi in piazza a urlare
«se-ces-sio-ne»?

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

U

INDIPENDENTISTI
LA SOCIETÀ INQUIETA

IlnuovomalesseredelNordEst
Tanko,referendumepartiteIva
Così rabbia e galassia di sigle diventano ancora sogni rivoluzionari
FABIO POLETTI
IINVIATO A CASALE DI SCODASIA

Ex leghisti, venetisti, sardisti,
secessionisti, indipendentisti, giornalisti e pure carristi.
Perché alla fine questo Veneto che ancora sogna San Marco e il «glorioso Doge Marcantonio Bragadin», gira e rigira si trova a dover far sempre i conti con i mezzi pesanti
dotati di obice a 12 millimetri.
L’elettricista Flavio Contin
che nel 1997 avevano preso
sul campanile di San Marco
mentre gli altri Serenissimi
se la giocavano in piazza a Venezia con il «tanko», un trattore dotato di blindatura e
bandierina del Leone di San
Marco, adesso sognava ancora più in grande. In un capannone di questo paesone di
cinquemila abitanti - Patria
del mobile e dell’antiquariato
è scritto all’ingresso - teneva
un altro «tanko» versione 2.0
costruito partendo da una
benna. Ma il pezzo forte lo teneva nel giardino della sua
villetta bianca. Proprio il
«tanko» originale che si era
ricomperato ad un’asta giudiziaria un po’ di tempo fa pagandolo 6 mila e 600 euro. E
che solo sei anni fa era riapparso a Cittadella in una festa
di «Raixe venete», Radici venete per dirla con la lingua
dell’invasore.
Alla fine ci vorrebbe un antropologo per spiegare questo malpancismo veneto che
tutto tiene insieme. Ma a
guardar bene è assai diviso in
mille rivoli. Perché se fossero
davvero tutti d’accordo i 2 milioni 102 mila e 969 votanti al
referendum promosso da plebiscito.eu che vorrebbero un
Veneto indipendente e sovrano, il confine di Stato sarebbe
già a Desenzano. Qualcuno ci
ha riso su. Ma intanto due
giorni fa - primo aprile, ricor-

derà la Storia - la Commissione
Affari Costituzionali della Regione Veneto lo ha fatto proprio e lo farà discutere in aula.
Gianluca Busato che lo ha promosso voleva scendere in piazza ieri a fianco degli arrestati
ma gli han detto che era meglio
di no: «Volevo solo che noi veneti tenessimo la testa alta
mentre lo Stato italiano perde
la sua». Per ora se ne fa niente
ma il serissimo assessore leghista Franco Manzato vuol regalare ai veneti la bandiera di San
Marco. Matteo Salvini chiama
alla mobilitazione a Verona per
domenica: «Lo Stato libera mafiosi e clandestini e processa le
idee». E alla fine si capisce che
della Lega del Veneto, c’è molto
in questa storia di carri armati
di latta e solide ideologie.
Che tra gli arrestati ci sia
pure Franco Rocchetta non ha
stupito nessuno. Dopo aver militato nel pri di La Malfa, in Lotta Continua di Sofri, nella Lega
di Bossi e aver fondato la Liga
Veneta adesso faceva due conti
sulla possibilità di fare la secessione. Nel ’64 lo avevano preso
a scrivere sui muri contro l’Italia nella Grande Guerra. Pochi
anni fa in un’intervista aveva
sibilato: «Il Veneto non è Italia». Ora sognava di aprire ambasciate in Croazia e Slovenia.
Ma siccome la pugna era di
quelle toste tanto valeva guardare alle alleanze senza andare
troppo per il sottile.
Felice Pasi, il ministro della
repubblica Malu Entru era venuto fino a qui nella Bassa Padovana dalla Sardegna. Dicono che a cena apprezzasse pure il baccalà. Stesso tavola,
stessa smorfia antiitaliana, divideva il pane e l’idea di un moschetto pure con quelli del Life,
i Liberi Imprenditori Federalisti Europei, il popolo delle partite Iva che oggi nel Nord Est
guida la protesta dei forconi. In

IL FILM «TUTTO TUTTO NIENTE NIENTE» DEL 2012

Olfo, professione secessionista
Albanese anticipò la realtà
Antonio Albanese anticipò la realtà, come sanno fare solo i grandi comici.
Lo fece nel suo film di fine
2012 - «Tutto tutto niente
niente» - diretto da Giulio
Manfredonia, in cui interpretò tre personaggi grotteschi ispirati alla realtà:
Cetto, Frengo e Olfo. Proprio quest’ultimo torna di
attualità in questi giorni.
La biografia del personaggio di Rodolfo «Olfo» Favaretto - imprenditore veneto che prepara la secessione -, infatti, assomiglia
molto a quelle di alcuni dei
ventiquattro secessionisti
arrestati ieri dal Ros dei
carabinieri. Olfo, spiegò il
regista Giulio Manfredonia quando il film uscì in
sala, «col suo razzismo, col
suo sgangherato esercito

1

Il personaggio di Albanese

del Nord composto per lo
più da extracomunitari la
sua impronunciabile ambizione a «secedere» (Secernere? Secessionare?) dall’Italia, la sua allegra e folle
disperazione tratteggia un
ennesimo ritratto folgorante di quel Nord che è
tanto caro ad Antonio Albanese e per questo ferocemente criticato».

carcere sono finiti Lucio Chiavegato di Bovolone che infiammava la protesta degli allevatori a Soave. E pure la segretaria del movimento Patria Badii, che due giorni fa era in Senato per essere ascoltata in
Commissione Agricoltura.
Ma il sogno dei veneti era
molto più grande. Sforava fino
alla Lombardia. E fa niente se
della Padania a questi qui ne
fregava poco. Memorabile la
frase di un leader di Raixe Venete che a chiedergli del Sole
delle Alpi di Umberto Bossi si-

bilava: «Per noi c’è solo il Leone
di San Marco, mica quella ruota di bicicletta lì». Ma siccome
pecunia non olet a metterci
buona parte dei fondi era il milanese Roberto Bernardelli,
consigliere comunale a Palazzo
Marino e poi parlamentare della Lega prima di rompere e finire con Unione Padana diventata poi Indipendenza lombarda.
Bernardelli è finito in carcere.
L’ex direttore de La Padania
Gianluca Marchi solo nel registro degli indagati dopo una
perquisizione di otto carabinie-

La «marcia silenziosa» degli imprenditori Veneti a Treviso nel 2011

ri del Ros alle cinque del mattino: «Sei mesi fa li avevo visti a
cena. Non mi avevano detto dei
loro progetti ma si capiva che
volevano fare qualcosa. Allora
il referendum non c’era ancora,
ma figuriamoci se gli poteva interessare...». Oggi l’ex diretto-

re dirige L’indipendenza, un
giornale on line che già dal nome si capisce il programma.
Ma alla fine anche se le idee sono sempre quelle, mica è facile
trovare una strada comune. Divisi tra referendum istituzionali e calibro 12 come sono. Per-

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Primo Piano .7

.

90
per cento
Le imprese che
hanno meno
di dieci addetti
alle dipendenze

20
miliardi
I trasferimenti
fiscali del Veneto
allo Stato,
senza ritorno

ERREBI

ché a dirla con le parole di Davide Lovat, l’ideologo e indipendentista veneto ma che
c’entra niente con quest’inchiesta, che sui mal di pancia del
Nord Est ci ha scritto un libro
dal titolo «Lo stato dei veneti»
prima di vincere ci sono tre ne-

PIL PER ABITANTE
(2012)

mici da battere: «I pregiudizi e
il senso di inferiorità che ci
hanno inculcato dalla nascita, i
padroni schiavisti e gli altri
schiavi che si sono abituati al
giogo». Pure troppi da far fuori
con due trattori blindati e un
vecchio residuato bellico.

TASSO
DI OCCUPAZIONE

60
per cento

ERREBI

Un seggio del referendum veneto per l’indipendenza

Il confronto
ITALIA
VENETO

15-64 anni (%)

25.729

(esclusi commercio,
alberghi e ristoranti %)

(autonomi, liberi,
profes., imprenditori %)

55,6

La Stampa La Stampa
su dati Istat

OCCUPATI
NEI SERVIZI

OCCUPATI
INDIPENDENTI

29.531

Fonte: elaborazione

(2013)

euro

63,3

euro

TASSO DI
DISOCCUPAZIONE

48,7
OCCUPATI
NELL’INDUSTRIA

CRESCITA
DEL PIL

15-24 anni (%)

41,3

40

27,7

24,7 23,9

Il sondaggio
IN CHE MISURA I CITTADINI LAVORANO
E DANNO DI PIU’ DI CIÒ CHE LO STATO
RESTITUISCE?
Moltissimo
23,1%

Niente
12,2%

Fonte: Demos,
Osservatorio
sul Nordest,
Aprile 2013
(Base Veneto:
1.000 casi)

15-24 anni (%)

Poco
19,5%

(escluse costruzioni %)

(2012 - %)

22,2

La quota di imprenditori
che provengono
da una famiglia
di operai

Molto
45,2%

25,3

20,1
-2,4

12,2

16,3

7,6
-2,7
Centimetri
LA STAMPA

Analisi
DANIELE MARINI

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

S

arebbe troppo facile. Così come, all’opposto, sarebbe errato liquidare quanto stava
maturando come una pagliacciata folkloristica, realizzata da uno sparuto gruppo di nostalgici di un passato che non può più
tornare. Sarebbe troppo elitario. Fra
lo stereotipo e l’atteggiamento snobistico c’è uno spazio molto ampio in cui
esplorare una società e un’economia
che hanno conosciuto nell’arco di pochi decenni una metamorfosi profonda. Dall’essere una società di emigranti, a terra di immigrazione; dall’essere
considerati il “meridione del nord”
(per l’elevato numero di figli che si facevano), alla voragine demografica;
dalla terra delle piccole imprese familiari artigianali, alla proiezione verso
un mondo aperto e globalizzato. Una
società con un capitale sociale e un capitalismo familiare elevatissimo. Nel
Veneto registriamo i più elevati tassi
di partecipazione sociale e al volontariato. Su 10 titolari d’impresa, 6 provengono dalle fila dei lavoratori dipendenti e degli operai. Un’intera società
al Lavoro in-dipendente. Era diventata la locomotiva d’Italia (e d’Europa)

SERIE STORICA DELLE RISPOSTE
MOLTO + MOLTISSIMO

Centimetri
LA STAMPA

Anno 1998

Anno 2006

Anno 2013

Anno 2014

66,9%

63,6%

68,3%

68,3%

Né folklore né egoismo atavico
ma figli della vischiosità politica
Dal benessere alla recessione, nella crisi degli enti di rappresentanza
che ha garantito una crescita economica e un benessere diffuso per larghissima parte della popolazione. Dove, fino a
pochi anni fa, era il lavoro a cercare le
persone, mentre oggi sono le persone
che lo cercano con difficoltà. Lo scenario è mutato nel breve volgere di pochi
anni: non si è fatto in tempo a rendersi
conto che era diventato un territorio
ricco e competitivo a livello internazionale, spesso in modo disordinato e non
programmato, che ora si trova in una situazione dove deve rimettere in discussione le modalità di quello sviluppo. E lo
deve fare velocemente, per non perdere
terreno. Ed è nella doppia velocità fra le
energie di una società e un’economia
ancora vivace, da un lato, e un contesto
(istituzionale, politico, associativo) che
è rimasto fermo, dall’altro, in cui si genera l’attrito. Una vischiosità che alimenta
e in questo caso distorce un valore di riferimento fondante: l’autonomia, il far
da sé. E si badi bene: autonomia non significa indipendenza. Tuttavia, l’italica
politica dello struzzo, di cui siamo abili
professionisti, in questi casi non basta.

Così come non bastano più i gesti simbolici, le visite del premier di turno o le
dichiarazioni di attenzione. L’idea di federalismo, vessillo della Lega, nonostante sia stata per lunghi anni al governo nazionale, non ha portato alcun
risultato ed è ormai evaporata con gli
ultimi provvedimenti del governo Renzi. Molti enti locali che pur amministrano lodevolmente sono bloccati dai
DOPPIA VELOCITÀ

Le imprese si riconvertono
ma la burocrazia le strozza
e la classe dirigente latita
vincoli del patto di stabilità, inaridendo i rivoli di risorse che potrebbero alimentare le piccole imprese dell’economia locale. I dati macroeconomici sembrano offrire risvegli (i fili d’erba di
Mario Deaglio) e anche in Veneto questi segnali non mancano: start up, incubatori, talent garden, imprese che
innovano, con una forte proiezione sui
mercati internazionali e alimentano

una ricca filiera locale. Ma ciò riguarda
una parte ancora minoritaria. Se consideriamo che 9 imprese su 10 hanno
meno di 10 addetti e che operano quasi
esclusivamente sul mercato domestico, possiamo comprendere come per
queste la prospettiva di un’uscita dal
tunnel della crisi sia ancora lunga e dolorosa. Una regione che trasferisce allo
Stato oltre 20 miliardi di euro e che
non ritornano sul territorio che li ha
originati e con livelli di tassazione cresciuti a doppia cifra. Un Veneto che
opera a ridosso di realtà (Trento, Bolzano, Friuli Venezia Giulia) a Statuto
speciale che godono di quell’autonomia tanto aspirata. Una burocrazia
che, invece di alleggerirsi, paradossalmente diventa sempre più soffocante e
contraddittoria. Anche i sistemi di rappresentanza istituzionale e associativa
sono in evidente difficoltà: camere di
commercio, associazioni imprenditoriali e sindacali con troppa lentezza si
scuotono dalle tradizionali logiche di
azione e faticano a rivisitare le proprie
organizzazioni, senza per questo nega-

re l’esistenza di lodevoli esperienze che
ancora però restano isolate.
L’elenco potrebbe continuare a lungo, la questione essenziale è lo sfasamento di velocità fra le istanze di un territorio e le risposte ai nuovi bisogni. Dove questo territorio oggi è il Veneto, ma
domani potrebbe essere la Lombardia o
il Piemonte. Le aree più produttive: il
Nord o – come ho già avuto modo di scrivere su queste colonne – “i” Nord, al plurale. Tuttavia, non tutte le colpe di una
simile situazione possono essere attribuite esclusivamente all’esterno, a Roma, allo Stato centrale. La crisi mette a
nudo anche ritardi e incapacità dei veneti nel sapere adeguare una parte del
proprio sistema produttivo alle sfide
della nuova competizione internazionale; nel realizzare progetti di respiro ampio e metropolitano; nel coagulare consensi nei sistemi di rappresentanza. Siamo di fronte a un episodio che, in realtà,
è un indicatore di un malessere diffuso:
la punta di un iceberg. E come per tutti
gli iceberg deve essere preso seriamente, da tutti, prima di sbatterci contro.

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

U

RIFORME

Semplificazione
Marianna Madia ministro
per la Semplificazione
e la Pubblica amministrazione

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Staffetta tra vecchi e giovani
La Ragioneria contro Madia
I contabili dello Stato: anticipare le uscite dal lavoro avrà un costo
ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

Marianna Madia rilancia il
suo progetto per ringiovanire
la pubblica amministrazione:
staffetta generazionale, no al
blocco del turn over, più mobilità, garanzie per i vincitori
di concorso e punteggi aggiuntivi per i precari. Nel corso di un’audizione alla Camera, il ministro della Pubblica
amministrazione si è detta
pronta a «un confronto innovativo di idee con le parti so-

Per il turn over
il ministro propone
un’assunzione
ogni tre prepensionati

(personale a tempo indeterminato e Dirigenti a tempo determinato,
anno 2012)

0-19

176
Fonte: elaborazione

8.911

20-24

La Stampa su dati RGS

58.015

25-29

157.872

30-34

295.140

35-39

446.406

40-44

601.919

45-49

645.268

50-54

586.668

55-59

217.847

60-64
15.719

65-67
68
e oltre

700.000

600.000

500.000

400.000

300.000

200.000

100.000

Classe
d’età

Centimetri
LA STAMPA

2.696

0

ciali». E soprattutto ha spiegato di aver chiarito tutto con
la sua collega dell’Istruzione
Stefania Giannini: «Ho parlato con il ministro - ha detto non c’è nessuna intenzione di
mettere in contrapposizione
giovani e anziani, tutt’altro.
C’è la volontà di avere delle
uscite non traumatiche di
persone molto vicine alla
pensione affinché, in modo
selettivo, entrino giovani».
L’amministrazione, ha affermato Madia, «ha bisogno

OCCUPATI NELLA
PUBBLICA AMMINISTAZIONE PER ETÀ

di cambiamento, di rinnovamento e di nuove competenze
fresche». Per questo «la prima
azione» sarà quella della staffetta, che - ha assicurato - non
provocherà disastri: «Va avviato un processo di riduzione non
traumatica dei dirigenti e, più
in generale, dei dipendenti vicini alla pensione, per favorire
l’ingresso di giovani. Se non si
fa, non ci può essere il rinnovamento» del comparto, «ma la
sua agonia». Ovviamente c’è un
problema di costi previdenziali, ha ricordato in un’altra audizione Francesco Massicci, della Ragioneria generale dello
Stato. L’idea del ministro dunque è quella di programmare
più uscite per ogni nuovo ingresso, citando come esempio
un rapporto tra 3 uscite e 1 assunzione, anche «se non so se
sarà questa la proporzione».
La «staffetta» oltre al rinnovamento «garantirebbe un risparmio complessivo per le
casse dello Stato, dato dalla differenza tra gli stipendi attualmente pagati e quelli dei neo
assunti, al netto della spesa per
le pensioni erogate in anticipo», mentre altre risorse per finanziare questo piano verranno da risparmi aggiuntivi sulla
spesa per il settore, dagli stipendi dei dirigenti alla struttu-

il caso

I 5 STELLE

): se l’esito è positivo, il reato si
estingue; in caso di trasgressione,
scatta però la revoca.
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a questo punto può
legittimamente dire: «Le nuove
norme introducono un sistema
sanzionatorio più adeguato alla
gravità dei reati e consentono di
ripensare il nostro modello di detenzione per portarlo in linea con
le regole penitenziarie europee».
Il carcere diventerà l’extrema
ratio per una larga platea di persone, esclusi però i delinquenti abituali, professionali e per tendenza,
chi non ha un domicilio idoneo, o

ra delle partecipate. Tra le
priorità del ministro c’è anche
«il drammatico problema dei
precari», una platea di centinaia di migliaia di persone, per i
quali Madia pensa che «la soluzione più idonea da percorrere
sia il riconoscimento a questi
soggetti di un certo punteggio
nei futuri concorsi, aperti a tutti, che verranno banditi in applicazione del progetto “staf-

«Pronto
un dossier
contro di me»

U

Votano sì all’abolizione
rispettando il referendum
ma contro l’intera norma

Marianna Madia

CASALEGGIO

FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

na riforma, quella che ieri il
Parlamento ha approvato
definitivamente, che cambierà volto al nostro sistema penitenziario in due mosse. Stabilendo
che i domiciliari dovranno diventare la pena principale da applicare in automatico a tutte le contravvenzioni attualmente colpite da
arresto e a tutti i delitti di pena
massima fino a 3 anni (oltre, fino a
5 anni, sarà il giudice a decidere).
E sospendendo addirittura il processo con la messa in prova, cioè
lavori socialmente utili, in alternativa alla pena carceraria (per reati
puniti con reclusione fino a 4 anni

«C’è la volontà di avere
delle uscite
non traumatiche
di persone molto vicine
alla pensione affinché
in modo selettivo
entrino giovani»

«In questo periodo,
giustappunto prima delle elezioni, so di dossier
in preparazione su di
me, sulla mia famiglia e
sulla mia società, come
già accadde l’anno scorso». Gianroberto Casaleggio firma un post sul
blog di Beppe Grillo.
«Voglio anticiparli - scrive - nelle prossime settimane rilascerò alcune
interviste a giornalisti
indipendenti».

1

CORRADO LANNINO/ANSA

Un gruppo di immigrati a Lampedusa

Addio al reato di clandestinità
Meno carcere è più domiciliari
Sì definitivo alla Camera. Dura opposizione di Lega e Fd’I

3

5

anni

anni

Per condanne fino a tre anni
gli arresti domiciliari
diventeranno
la pena principale

Se la condanna non supera
i 5 anni sarà il giudice
a decidere di volta in volta
come scontare la pena

viola le prescrizioni a tutela della
persona offesa. È previsto anche un
più largo uso dei braccialetti elettronici. E ovviamente il governo
spera che queste nuove norme ci
aiuteranno a superare il vaglio della
Corte europea di Strasburgo.
Il tutto viene poi accompagnato
da una delega al governo, che nel
giro di qualche mese dovrà provvedere alla depenalizzazione di molti

fetta generazionale”».
Per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, è «giusto favorire il turnover dei giovani. Ma
prima serve un vero e proprio
piano industriale». Mentre il
numero uno della Uil, Luigi
Angeletti, pur considerando la
staffetta una «buona idea», intravede il rischio che si operi
«un taglio lineare». Il ministro
aveva ricordato che gli 80 euro
in più in busta paga grazie alla
manovra Renzi «di fatto significano, per il pubblico impiego,
l’equivalente di un rinnovo
contrattuale che altrimenti
non sarebbe stato possibile».
In pratica, niente contratto:
una tesi, quella dello scambio
tra riduzione dell’Irpef e rinuncia al rinnovo contrattuale
per i dipendenti pubblici, fermo dal 2009, che per la Funzione Pubblica Cgil è «una beffa».

reati minori, ossia tutte le infrazioni attualmente punite con la sola
multa o ammenda. Per dire, non saranno più reato l’omesso versamento, sotto i 10mila euro, di ritenute previdenziali e assistenziali,
gli atti e spettacoli osceni, l’abuso
della credulità popolare, le rappresentazioni teatrali o cinematografiche abusive.
Sarà depenalizzato anche il reato
di coltivazione di marijuana, ma non
per chiunque, solo per le organizzazioni già autorizzate alle coltivazioni di piante stupefacenti che non rispettino le prescrizioni.
Scomparirà poi il reato di immigrazione clandestina. «La prova esulta Laura Boldrini - della volontà
politica di voltare pagina rispetto al
pensiero dominante degli ultimi anni che ha criminalizzato i migranti».
All’opposto, la Lega ha fatto una
battaglia durissima per conservare
questo reato. Come FdI. Ha votato
contro anche il M5S, che pure al SeCOSTI ELEVATI

Solo ad Agrigento erano stati
avviati 28 mila processi in 4 anni
pagando gli avvocati d’ufficio
nato voleva depenalizzare l’immigrazione clandestina. «Abbiamo votato a favore dell’abrogazione del
reato di clandestinità - spiegano secondo le indicazioni del referendum on-line. Ma contro l’intero
provvedimento della maggioranza».
Si avvia a finire in soffitta un reato-bandiera che finora è servito a ingolfare gli uffici del giudice di pace
(soltanto ad Agrigento, competente
su Lampedusa, hanno dovuto istruire 27.887 processi in 4 anni), comminando multe che nessuno poi poteva
esigere, costringendo agenti di polizia a testimonianze inutili, e pagando migliaia di avvocati d’ufficio.

R

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Primo Piano .9

.

U

GOVERNO

13

INIZIATIVE INTERNAZIONALI

Paesi
Quelli dell’Unione Europea
che parteciperanno alla
missione Eufor-RCA in
Repubblica
Centrafricana

L’incubo di un nuovo genocidio
1 «Sarà un’operaCIAD

Birao
SUDAN

Ndélé
CAMERUN

Bria

REPUBBLICA
CENTRAFRICANA

Bambari

Bangui

CONGO
ZAIRE
Centimetri-LA STAMPA

zione rapida», disse
François Hollande il 5
dicembre annunciando l’invio di un contingente di 1600 soldati
per prevenire un genocidio. Quattro mesi
dopo i francesi sono
ancora a Bangui. E gli
scontri fra governativi, truppe internazionali e milizie islamiche
e cristiane continuano: domenica 20 civili
sono morti in un attentato. Il numero degli sfollati ha raggiunto quota 637mila.

800
Soldati
Al comando del
generale Philippe Ponties,
chiamato a guidare le
operazioni
del contingente

L’accordo
Barroso e Van Rompuy con
Nkosazana Dlamini Zuma
presidente della Commissione
dell’Unione africana
GEORGES GOBET/AFP

Truppe Ue in Centrafrica: c’è anche l’Italia
L’annuncio di Renzi: un contingente di 40 militari del Genio lavorerà per la logistica dell’operazione militare
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BRUXELLES

Un vertice Ue-Africa che si
annunciava difficile, dopo il
fallimento nei giorni scorsi di
un accordo preliminare tra i
Paesi della parte occidentale
sull’area di libero scambio. E
adombrato dal tentativo del
dittatore dello Zimbabwe Mugabe di trascinare il continente nel boicottaggio del summit
dopo che alla moglie era stato
negato il visto per la Ue. Così,
l’attenzione nel primo giorno
della riunione è stata proiettata tutta, abilmente, sulla missione militare europea in Centrafrica approvata ieri dal

Consiglio europeo. Menzionata
con grande enfasi anche durante la conferenza stampa congiunta tra Angela Merkel e
François Hollande. Ma anche
su questo dossier, che aveva fatto molto parlare di sé nei mesi
scorsi soprattutto per la rafforzata presenza tedesca, è arrivata una novità targata Renzi.
«Il Consiglio ha lanciato oggi
un’operazione militare dell’Ue
nella Repubblica Centrafricana per contribuire alla creazione di un ambiente sicuro in
questo paese», si leggeva ieri
nel comunicato ufficiale che dava conto della missione. L’Eufor Rca, che opererà in alcuni

Retroscena
PAOLO MASTROLILLI

alla «Terza Via» che potrebbe
rinascere, alla «Delivery Unit»
che tornerebbe utile a misurare l’efficacia del governo, passando
per il Medio Oriente e gli scenari internazionali più importanti. La cena
che il premier italiano Matteo Renzi
ha avuto martedì sera all’ambasciata
italiana con l’ex collega britannico
Tony Blair, e in generale gli incontri
con la comunità laburista di Londra,
sono serviti ad acquisire strumenti
per l’efficienza del progetto riformista
del capo del governo, ma anche a riscoprire le ambizioni di una fase fortunata del progressismo globale.

D

distretti di Bangui e nell’aeroporto della capitale, contribuirà agli sforzi internazionali per
proteggere la popolazione ma
anche a predisporre il paese
agli aiuti umanitari. All’impegno contribuiranno nove Paesi
e la novità «delle ultime settimane», come specifica una fonte militare, è che una quarantina di uomini dei circa 800 previsti, verranno dall’Italia. La
«sorpresa» del governo Renzi è
dunque l’impegno a rafforzare
la missione europea in Centrafrica con uomini propri.
Il quartier generale della
missione sarà in Grecia, a Larissa, sotto il comando del gene-

rale francese Philippe Ponties. I
costi dell’operazione Ue sono
stimati in quasi 26 milioni di euro per la fase preparatoria,
mentre il mandato sarà sino a
sei mesi, a partire da quando la
forza avrà raggiunto la sua piena capacità operativa. Secondo
l’Alto rappresentante della Ue
Catherine Ashton, le truppe saranno dispiegate «rapidamente» per ottenere «effetti immediati nella zona di operazione».
Il contributo italiano, in particolare, sostiene il tenente colonnello tedesco Harald Kammerbauer, ai vertici del nucleo
che sarà stazionato a Larissa, è
«molto, molto importante».

Compito del plotone tricolore
inviato in Centrafrica sarà
quello «di costruire campi,
strade, edifici, di sminare terreni, insomma di condurre quell’attività pionieristica che è fondamentale per ogni missione
militare». E Renzi stesso ha
precisato che quello italiano è
«un contributo di ingegneri che
danno una mano nella logica di
sviluppo e cooperazione».
Il presidente del Consiglio
aveva anche in programma alcuni incontri bilaterali chiesti
dai leader africani di Etiopia,
Mozambico, Angola e Somalia.
E Renzi ha voluto anche sottolineare, al termine del summit,

I consigli di Blair a Renzi
“Mantieni sempre le promesse”
La proposta: un’unità di crisi per l’attuazione del programma

che «noi abbiamo spesso
un’idea di noi stessi raggrinzita,
di un Paese che ha paura di mostrare ciò che vale. Ma siamo il
settimo finanziatore dell’Onu.
Guidiamo la missione in Libano, e il primo Paese fornitore di
caschi blu». Proprio per questo
il premier ha chiesto «l’attenzione dell’Onu» sulla questione
dei due marò italiani detenuti in
India sollecitando «il rispetto
delle regole», ovvero che la questione sia affrontata «nelle sedi
opportune», ovvero quelle «internazionali». Richiesta giudicata «doverosa e legittima» dal
segretario generale dell’Onu
Ban Ki-moon.

mentale per centrare i propri obiettivi.
Sommato ai consigli che sta già ricevendo dagli ambienti vicini al presidente americano Obama, per creare una
«campagna permanente» a sostegno
dei suoi programmi, potrebbe costituire l’elemento chiave per non lasciarsi
frenare dalle tipiche pastoie italiane.
È interessante anche incrociare questi suggerimenti ricevuti da Blair, con
l’incontro che Renzi ha avuto con l’attuale leader del Labour Party, Ed Miliband. Partendo dal recente ingresso del
Partito democratico nel Pse, il Partito
del socialismo europeo, Miliband ha
espresso il desiderio di riannodare i fili
del progressismo continentale, riscoprendo almeno in parte l’esperienza che
aveva portato alla «Terza Via», un’alleanza che aveva coinvolto anche i democratici americani guidati allora dal presidente Bill Clinton. La scelta di Manuel
Valls come nuovo premier francesce
crea pure una saldatura generazionale
tra i leader emergenti del riformismo

LA DELIVERY UNIT

LA NUOVA «TERZA VIA»

L’ex premier britannico
avverte: «Non perdere mai
la prospettiva generale»

Riavvicinamento con i Labour
i socialisti europei e Obama
per un’alleanza riformatrice

Quando Renzi era entrato a Palazzo Chigi, Blair era stato molto esplicito: «Ha la forza per riuscire, l’Europa deve sostenere pienamente Matteo». Inevitabile il paragone, con un
consigliere dell’ex premier britannico come Matt Browne che aveva aggiunto: «Renzi può diventare il vostro Blair». Martedì sera l’intesa si è
cementata, e Tony ha girato a Matteo un consiglio che all’epoca della
«Terza Via» aveva ricevuto dal partner americano Bill Clinton: «Tieni
sempre aperto lo sguardo, pensa alla
prospettiva generale della tua azione
di governo, e non lasciarti prendere

europeo, sensibili come all’epoca dell’originale «Terza Via» a trovare nuove
soluzioni per la sinistra, che consentano
di superare i vecchi blocchi e raggiungere risultati pratici positivi in grado di cementare il consenso. Non a caso Renzi
ha avuto un appuntamento anche con
Peter Mandelson, che era stato tra i fondatori del «New Labour», con cui nel
1997 proprio Tony Blair aveva interrotto quasi un ventennio di relegamento all’opposizione. Un progressimo pragmatico e poco ideologico, che in Italia ha
sempre faticato a prendere piede, ma
che per Renzi potrebbe rappresentare
il modello del rilancio del Paese.

ANSA

Tony Blair e Matteo Renzi a cena all’ambasciata italiana a Londra

solo dalle questioni contingenti». Renzi ha risposto definendo «molto piacevole» l’incontro, da cui è uscito rafforzato nelle sue convinzioni.
Blair veniva dall’Egitto, e ha parlato
molto della situazione in Medio Oriente, che negli ultimi anni ha frequentato
come inviato del Quartetto. Ma il giro
d’orizzonte internazionale ha toccato

anche l’Africa e le sue prospettive di sviluppo, e gli effetti che il pontificato di
Francesco sta avendo a livello globale.
Rilassato, in camicia azzurra senza cravatta, Tony ha parlato poi degli aspetti
della sua esperienza che potrebbero
tornare utili a Matteo. Ad esempio la
Delivery Unit, cioè l’ufficio fondato nel
2001 e affidato al professor Micheal

Barber, che aveva proprio lo scopo di
misurare e rafforzare la capacità del
governo di realizzare i suoi programmi
e mantenere le promesse, in settori
prioritari come l’istruzione, la criminalità, la salute e i trasporti. Per un premier come Renzi, determinato a risollevare l’Italia a colpi di riforme, uno strumento di questo genere sarebbe fonda-

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

U

EUROPA
LE MOSSE ANTICRISI

Rigore
I lavori dell’Ecofin: in
primo piano il ministro
tedesco Schaeuble

Bruxelles stoppa
l’euroflessibilità
all’italo-francese
Roma: nessun asse con Parigi, avanti con le riforme
MARCO ZATTERIN
INVIATO AD ATENE

Il presidente di Confindustria

L’austriaco che guida i tecnici dell’Ecofin, Thomas Wieser, traccia una linea rossa.
«Sebbene non se ne sia parlato, la sensazione generale è
che (Italia e Francia) dovrebbero restare legate ai loro vincoli». Anche il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, affronta in modo analogo l’ipotesi di un tandem
Roma-Parigi alla ricerca di
nuovi margini contabili. «Non
bisogna rinviare il rispetto
degli impegni di bilancio».
Il governo Renzi ha il deficit sostenibile, deve attuare
le riforme per la competitività, ma rischia di bruciare
ogni risparmio extra nello
sforzo di correzione del debito. Per questo auspica «una
modulazione dei tempi e non
della direzione», più ossigeno in cambio di interventi
concreti. Il che consiglia al

Squinzi: alle elezioni europee
no a candidature parcheggio
1 «Chi sarà candidato alle

prossime elezioni europee rappresenti il meglio del nostro Paese». Lo auspica il presidente di
Confindustria, Giorgio Squinzi,
che ai futuri eurodeputati chiede «un impegno attivo a promuovere i cambiamenti neces-

ministro dell’Economia Pier
Carlo Padoan di assicurare di
«non aver visto un asse fra Italia e Francia», anche perché le
situazioni sono diverse, non
conviene mescolarsi. L’argomento dell’uomo di via XX Settembre è che «molti paesi devono correggere i conti: noi
non siamo in procedura per

sari a rilanciare crescita e competitività». «È importante - incalza Squinzi - che le forze politiche selezionino candidature
all’altezza. Ottiche di parcheggio e contentini distribuiti dalle
forze politiche non siano la logica di queste elezioni».

deficit pubblico eccessivo, altri sì» (la Francia, per esempio). Premesso ciò, al termine
del vertice informale dei responsabili Ue dell’Economia,
aggiunge: «Noi difenderemo i
risultati di bilancio acquisiti e
andremo avanti con le riforme
che accelerano la crescita e
creano lavoro». Questione di

LOUISA GOULIAMAKI/AFP

credibilità, dunque nessun
patto. Del resto, ripetono le
fonti europee, «nessuno ha sollevato il caso formalmente».
Se mai, si vedrà. Il governo di
Hollande ha pure bisogno di altro ossigeno per i conti pubblici, è normale che veda nell’energia di Renzi un’intrigante fonte di ispirazione. Se
l’Italia dovesse farcela, Parigi
potrebbe trovare comodo accodarsi, soprattutto se ha ragione il quotidiano «Le Figaro» che ieri raccontava che
«la rivoluzione fiscale di Renzi fa sognare Hollande». Non
ci si può aspettare che l’Ue accetti al volo.
«Non possiamo non soste-

Renzi -Padoan, la strana coppia
Dopo il gelo è l’ora della sintonia
L’assist del ministro: gli 80 euro in busta arriveranno in tempo

Retroscena
FABIO MARTINI
ROMA

i vedono e si parlano poco, l’essenziale. Comunicano soprattutto grazie ad alcune, fidate
staffette. Eppure il rapporto tra Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan per ora
funziona e ieri si è consumato un nuovo, significativo passaggio nel rapporto tra i due leader del governo: ad Atene, con la sua risposta incoraggiante
sugli sgravi Irpef, («I provvedimenti
arriveranno in tempo»), il ministro
dell’Economia è come se avesse «bollinato» l’operazione più ambiziosa voluta dal presidente del Consiglio.
È davvero una strana coppia quella
formata da Matteo Renzi e da Pier
Carlo Padoan. Trentanove anni il presidente, sessantatré il ministro, tra i
due ci sono 24 anni di differenza, due
mondi diversissimi di appartenenza,
due caratteri agli antipodi. Distanze
per ora considerate ininfluenti da Padoan, che dice: «I miei rapporti con
Renzi sono ottimi». Certo, dopo 40
giorni di convivenza tra i due sarebbe
originale se uno dei dicesse il contrario. Certo, Renzi è un accentratore,
eppure le parole del ministro finiscono per fotografare l’essenza di un rapporto nato nella reciproca diffidenza
e che per il momento sta tenendo,
senza strappi. Un piccolo miracolo. In
Italia il rapporto tra presidenti del

S

nere Renzi però dobbiamo difendere i Trattati», ha commentato un pezzo grosso dell’Unione. «Il messaggio a Italia
e Francia - insiste Dijsselbloem -, è che sono paesi centrali
per l’Eurozona, mi aspetto che
rispettino gli obblighi». La
Francia «ha già avuto più tempo e questo tempo sta finendo». L’Italia «deve fare le riforme che aspettiamo da molto».
Oggi, ha sorriso, «non sono nel
“mood flessibilità”». Lo pensa
anche il ministro delle Finanze
tedesco, Wolfgang Schaeuble:
«La Francia conosce i suoi obblighi e sa di aver già ottenuto
due rinvii». Olanda, Finlandia
e Germania non vedono con fa-

vore un approccio dialogante.
Il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann: «Mi
auguro che la Commissione
interpreti in modo stretto il
potere discrezionale e che
Hollande sia consapevole
della sua responsabilità». I
falchi non vogliono vedere
un cuneo franco-italiano infilarsi fra gli automatismi
di Bruxelles. L’Italia da sola, ancora. «Quando arriveranno le proposte le valuteremo», riprende Dijsselbloem, mentre una fonte Ue
assicura: «Non so se ce la
faranno. Però Bruxelles dirà “no” sino a un attimo prima di dire “sì”».

brizio Pagani. Ma a rendere più complicato l’approccio tra premier e ministro
ha contribuito anche il carattere di
Renzi: il presidente del Consiglio ha subito preso in mano il timone, ha indicato obiettivi e mission, talora evitando di
consultarsi con Padoan poco prima di
alcuni passaggi dirimenti. Ma il ministro, come riconosce lo stesso Renzi
«non è un signor No», Padoan ha dimostrato subito di non essere il classico
tecnocrate, confermando quelle doti
politiche già dimostrate nel periodo
Ocse, quando seppe convivere senza
strappi con Giulio Tremonti.
Renzi e Padoan si parlano poco, ma i
collegamenti sono tenuti da un terzetto
di fluidificatori. Anzitutto il factotum
Luca Lotti, personaggio discreto, che
non ama apparire, l’uomo più vicino a
Renzi. Poi, Enrico Morando, il vice-ministro all’Economia che, da mago della
finanza pubblica, sta preparando il Def.
E naturalmente un ruolo lo gioca anche
Graziano Delrio, il «sottosegretario a

«Non si finanzia
la crescita
con il debito»

IL «GABINETTO OMBRA»

Il premier presto varerà
una struttura di economisti
a cui chiedere contributi

GIUSEPPE LAMI/ANSA

Il ministro dell’Economia Padoan con Matteo Renzi

Consiglio e ministri dell’Economia si
sono dipanati lungo traiettorie intermittenti, talora conflittuali e questo, al
netto dei caratteri dei protagonisti, soprattutto per un motivo istituzionale.
In Italia il ministro ha più potere di
molti suoi colleghi esteri per una ragione semplice: il capo del governo non
può licenziarlo.
E d’altra parte tra Renzi e Padoan
l’incipit non è stato idilliaco. Nei giorni
dell’incarico, Matteo Renzi avrebbe
preferito all’Economia un ministro politico. Ha provato con Graziano Delrio,

ma Giorgio Napolitano (che pure ha
una stima speciale per l’ex presidente
dell’Anci) ha suggerito un tecnico autorevole e alla fine la scelta è caduta su
Padoan. L’assestamento iniziale tra i
due non è stato semplicissimo.
Nei primi approcci Renzi si è mostrato diffidente verso un personaggio
circondato da un’aura «dalemiana» e
che, oltretutto ha nominato nel suo
staff due ex uomini di fiducia di Enrico
Letta: Roberto Garofoli (già segretario
generale a Palazzo Chigi, ma vicino a
Filippo Patroni Griffi) e soprattutto Fa-

tutto» e che finora ha svolto una mole e
una qualità di lavoro fuori dall’ordinario.
Naturalmente non sono tutte rose e
fiori. Padoan ha fatto buon viso al cattivo gioco di Renzi, quando il premier ha
avocato a Palazzo Chigi la spending review, coordinata da Carlo Cottarelli. Il
giorno della presentazione delle famose slide da parte di Renzi, nella sala
stampa di Palazzo Chigi, il ministro dell’Economia ha assistito in piedi allo
show. E presto Renzi varerà, se non
proprio un gabinetto ombra, una nuova
struttura di consulenza, diversa dal
classico Dipartimento e formata da un
pool di economisti, tutti senza retribuzione, ai quali il presidente del Consiglio chiederà contributi e pareri «à la
carte». Un modo per rafforzare la squadra del presidente, senza pestare troppo i piedi al suo ministro più autorevole.

4

domande
a
Michel Barnier
commissario Ue

i, sto seguendo il dibattito», assicura Michel
Barnier, commissario
Ue per i mercati finanziari,
francese di casa Ump.

S

E allora?

«Non posso approfondire
una questione che non è stata formalizzata. Quello che
posso dire è però che Italia e
Francia hanno dal punto di
vista del bilancio una situazione differente. La vostra è
meno grave».
Per questo Hollande invoca
flessibilità.

«Ho ben presenti le parole
con cui ha più volte assicurato che avrebbe rispettato regole e impegni di bilancio.
Non posso immaginare altro
se non che mantenga gli impegni».
Quello che Italia e Francia
hanno in comune è la mancanza di fondi per sostenere
la ripresa. Vogliono più
margini di cassa.

«Quando ci sarà una proposta verrà esaminata. Noi teniamo soprattutto alla traiettoria del consolidamento».

Non crede che alla vigilia
delle elezioni europee, sarebbe bene che l’Europa si
mostrasse più flessibile?

«Lo abbiamo già fatto per
molti versi. Lo sviluppo? Non
si alimenta la crescita con il
debito».
[MAR. ZAT.]

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Decreto lavoro verso la riduzione
del tetto sui contratti a termine

il caso
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

l decreto lavoro «è la cartina al
tornasole della capacità del governo, del Parlamento e anche
del Pd di fare le riforme», ma
questo «non significa che non
possano esserci cambiamenti». Si è
aperto così, con parole di apertura da
parte del ministro del lavoro Poletti,
l’incontro tra lui e i deputati Pd, ieri
sera a Montecitorio. Una riunione preceduta da contatti telefonici tra il ministro e il capogruppo Pd alla Camera,
Roberto Speranza. Prima che ieri sera
il gruppo si confrontasse sul decreto
relativo a contratti a termine e apprendistato che tante critiche ha suscitato nel partito del premier, il tentativo di trovare una mediazione era già
stato portato avanti. Con buone probabilità di successo, a sentire chi dalla
neonata Area riformista - la nuova
componente che riunisce bersaniani,
dalemiani e alcuni lettiani - ieri, nel
Transatlantico affollato di parlamentari, si diceva certo che su due cose il
provvedimento potrà essere migliorato, la durata dei contratti a termine
(da tre a due anni) e il numero di proroghe, da otto a sei, e anche a giudica-

I

Il limite passerebbe da 3 a 2 anni. Poletti: il testo si può modificare
Antonio Boccuzzi, della Commissione
lavoro, insistono sull’ipotesi di inserire «da subito nel decreto il contratto
di inserimento») all’ex viceministro
Stefano Fassina che lo ha definito un
provvedimento di destra («non va la
lunghezza dei contratti a termine, il
numero dei rinnovi, il fatto che non sia
resa obbligatoria la formazione pubblica nell’apprendistato e che non ci
sia un numero minimo di stabilizzazioni del contratto di apprendistato») a
Pippo Civati, considerato ormai la più
tenace voce di opposizione interna a
Renzi.
Ma la possibilità di intervenire per
migliorarlo c’è. Bisognerà vedere se
quello che il governo sarà disponibile a
cambiare sarà sufficiente a placare le
critiche, senza peraltro indispettire

re dai toni del ministro di ieri sera, letti come aperturisti da vari esponenti
bersaniani. Se nel pomeriggio, tentando di garantire tutti i punti di vista, il
presidente della Commissione lavoro,
Cesare Damiano, aveva detto che
«non accettiamo la logica del “prendere o lasciare” perché un decreto non è
un dogma e, al tempo stesso, non ci
proponiamo di stravolgere il testo del
governo», a sera Poletti conferma che
«non è un prendere o lasciare: occorre
discutere e valutare il merito». Certo,
«occorre fare delle scelte, non puoi coprire tutti gli obiettivi», ma, insomma,
il decreto non è immodificabile, purché «non venga stravolto e intaccato
nei suoi profili essenziali». Il confronto
«penso sia possibile e sta nella possibilità politica non solo del ministro ma
del Presidente del Consiglio di valutare le nuove proposte».
Nel Pd, le posizioni sono chiare. Per
una componente favorevole («noi popolari siamo favorevoli al decreto lavoro», fa sapere Beppe Fioroni), molte
altre sono le voci critiche, dalla corrente dei cosiddetti “Giovani turchi”
(Valentina Paris, Chiara Gribaudo e

troppo gli alleati di governo del Nuovo
centrodestra (che «non accetterà di
“spiumare” il decreto», ricorda Sacconi). Dai sindacati, potrebbe bastare alla Uil diminuire il numero di possibili
rinnovi per dare parere positivo, spiega Angeletti, mentre molto più aspro è
il commento di Susanna Camusso della Cgil (un «volgare e normale decreto
reiterato, che ripete le ricette delle
volte precedenti» secondo una logica
di «conservazione»).
Per il 22 aprile il testo dovrebbe arrivare in Aula. Prima però c’è la fase
degli emendamenti in Commissione,
da presentarsi entro venerdì 11. Si capirà quanto il testo potrà essere modificato, e se questo basterà ai critici del
Pd. Intanto, predica Cuperlo, «serve
spirito costruttivo da parte di tutti».

PERCENTUALE PER
FASCE DI REDDITO
DA PENSIONE
NEL 2012

I TEMPI TECNICI

Il testo è atteso in Aula
per il 22 aprile
Emendamenti entro l’11

<1.000
euro al mese

1.000-2.000

42,6%

38,7%

Il governo tedesco ha approvato il
reddito minimo a 8,50 euro all’ora
che sarà applicato dal 2015, con poche eccezioni, a tutte le categorie di
lavoratori. Secondo calcoli dello stesso esecutivo, la legge che nelle intenzioni della ministra del Lavoro Andrea Nahles (Spd) dovrà essere approvata entro luglio dal Bundestag e
a settembre dal Bundesrat, aumenterà il reddito a circa 3,7 milioni di tedeschi, ma alcuni esperti arrivano a
ipotizzare che saranno addirittura in
cinque milioni a beneficiare di buste
paga più gonfie. Una quota importante di essi si trova nei cosiddetti «nuovi Länder», cioè nelle regioni orientali dell’ex Germania comunista.
Considerato dai socialdemocratici
uno dei punti qualificanti dell’accordo di grande coalizione per il Merkelter, nelle ultime settimane il reddito
minimo era stato al centro di negoziati serrati per decidere quali eccezioni ammettere. La ministra Nahles

IL DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Blitz a Cortina, già recuperati due milioni
Ma all’Erario mancano 90 miliardi di euro
Due milioni, altro che blitz
spettacolo. Dai controlli a Cortina
alla vigilia del Capodanno 2011 il Fisco ha già recuperato recuperato
1,2 milioni di Ires e Irap, 224 mila euro di Iva e 675 mila euro in sanzioni.
È il direttore dell’Agenzia Befera ad
entrare nei dettagli dell’anno d’oro
nella lotta all’evasione: i controlli
hanno generato incassi per 13,1 miliardi nel 2013. La strada da percor-

1

rere, comunque, è ancora lunga: le
tasse non pagate ammontano a circa 90 miliardi. «Il trend nel lungo
periodo è decrescente - spiegato
Befera - ma non costantemente: risente della crisi, di incrementi improvvisi di aliquote, di condoni».
Befera ha parlato anche della riforma del catasto: il tempo stimato per
completarla è stimato «in 5 anni,
ma speriamo di fare prima».

IMPORTO MEDIO (in euro),
VARIAZIONE % ANNUALE
E TASSO DI INFLAZIONE 15.148
Importo medio annuo

2008

2009

2008

49,1%

2010

3,5
2,1
3,3

2011

2012

3,1

3,0

2,8

0,8
1,5

2008

2.000-3.000
13,2%

15.471

5,4

Inflazione %

La Stampa su dati MEF

Pensionati
con importo superiore
ai 1.000 euro al mese

16.314
15.957

14.373

Variazione %
annua importo
medio

Fonte: elaborazione

2009

2010

2011

SPESA COMPLESSIVA
(in miliardi di euro
e in % del Pil)

2,2
2012

17,3
16,7

16,7

16,8
270,7
266,0

2009

46,6%

+29,6

3.000-5.000
45,5%

4,2%

2010

44,1%
42,6%

2011
2012

miliardi
di euro

1,2%
<10.000
0,1%

258,5
15,3

253,5

241,2

5.000-10.000
Importo complessivo
annuo
Centimetri
LA STAMPA

Spesa pensioni
in % del Pil

2008

2009

2010

2011

2012

IL TESORO GARANTISCE: NON TOCCHEREMO GLI ASSEGNI

1 Sette milioni di italiani vivono con una pensione che non raggiunge i 1.000 euro al

Sette milioni di pensionati sotto i 1000 euro

mese. A fronte di questa platea ce ne sono 210.000 che possono contare su un assegno
di oltre 5.000 euro. Sono 11 mila 683 gli ex lavoratori che superano i 10 mila euro al mese

Berlino approva il reddito minimo
Gli industriali: frenerà l’occupazione
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BRUXELLES

Primo Piano .11

.

Il provvedimento

8,5

Ministro
Andrea Nahles
(Spd),
responsabile
del lavoro
nel governo
tedesco

euro
Il salario minimo all’ora
che sarà applicato
a quasi tutte le categorie
di lavoratori

3,7
non ne voleva prevedere alcuna, il partito di Angela Merkel Cdu/Csu spingeva per introdurre una soglia di età minima di 21 anni e altri paletti. Alla fine, i
conservatori hanno ottenuto che i disoccupati di lungo termine siano
esclusi dal reddito minimo per i primi
sei mesi, al momento del reimpiego,
ma il limite di età generale è stato abbassato a 18 anni. Nella legge sono an-

che eccezioni per determinate categorie di tirocinanti e apprendisti, ma anche per alcuni lavori agricoli o per chi
distribuisce giornali. E il governo ha
detto che determinate categorie
avranno più tempo per adeguarsi.
«Al momento non prevediamo alcun effetto sull’occupazione, né in positivo, né in negativo», ha fatto sapere
Nahles, per la quale si tratta invece di

milioni
Il numero dei lavoratori
tedeschi che dal 2015
beneficeranno di buste
paga più pesanti

garantire una «maggiore equità» tra i
lavoratori. Tuttavia, dagli industriali
arrivano ormai da mesi critiche durissime e molti minacciano che l’introduzione del reddito minimo significherà la perdita di molti posti di lavoro. Il capo dell’associazione degli
artigiani, Hans Peter Wollseifer, ha
chiesto ieri che il limite di età venga
innalzato, per non scoraggiare i giovani a intraprendere degli apprendistati, pagati magari meno che un lavoro poco qualificato ma per il quale è
previsto il reddito minimo. «Il limite
minimo dei 18 anni per noi è un errore
fatale», ha dichiarato in Tv.
Una parte della Cdu/Csu ha commentato positivamente la riforma, ma
precisando che può essere ancora migliorata in Parlamento, tutelando ad
esempio i contratti esistenti o consentendo un supplemento di riflessione
sull’età minima. Il vicepresidente dei
parlamentari cristianodemocratici,
Michael Fuchs, ha dichiarato che la
legge sul reddito minimo «ha bisogno
di essere molto modificata».
Una frase simile, ma di senso opposto, è stata invece formulata dal leader
del sindacato Dgb, Reiner Hoffman:
«ci aspettiamo che la discussione sulla
legge consenta delle modifiche». Per il
sindacalista le eccezioni per i disoccupati di lungo corso e per i giovani sono
«discriminatorie».

12 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

U

FRANCIA
IL NUOVO ESECUTIVO

Hollande richiama Royal al governo
Ségolène ministro dell’Ambiente: “Nessun spirito di vendetta”. Sapin e Montebourg a Finanze ed Economia
PAOLO LEVI
PARIGI

Una squadra di governo ristretta, appena sedici ministri,
per andare «più lontani e più in
fretta»: è lo spirito dell’esecutivo di Manuel Valls, il nuovo e
popolarissimo premier della
Francia, che il presidente Francois Hollande si è visto costretto a nominare lunedì scorso, dopo la batosta socialista alle elezioni municipali, al posto di
Jean-Marc Ayrault. «Metterò
tutta la mia energia per ridare
fiducia al nostro Paese - ha detto ieri Valls -. La Francia è una
grande nazione, una grande po-

tenza economica e diplomatica»,
ha continuato il premier di origini spagnole, sottolineando l’impegno di Parigi per gli sgravi contributivi alle aziende e una riduzione della pressione fiscale sulle
famiglie. La prima grande novità
è la nomina di Ségolène Royal,
nuovo ministro all’Ambiente. L’ex
compagna del presidente francese, confinata nel limbo dopo la
sconfitta contro Nicolas Sarkozy
alle presidenziali del 2007, torna
alla ribalta politica: «Sono onoratissima - sono state le sue prime
parole - e non ho assolutamente
alcuno spirito di rivincita. Sono
soltanto concentrata, esigente.

La forza di questo nuovo collettivo di governo ci consentirà di ottenere risultati». L’altra novità è
l’uscita dal governo dei Verdi,
contrari alla scelta di affidare il timone all’ambiziosissimo Valls,
detto il «Sarkozy di sinistra», noto per la sua linea liberale in economia e per le sue posizioni intransigenti su sicurezza e immigrazione. Nella nuova squadra
socialista, Laurent Fabius, JeanYves Le Drian e Christiane Taubira conservano le rispettive poltrone: Esteri, Difesa, Giustizia.
In un complesso esercizio di
equilibrismo è stato poi escluso il
ministro dell’Economia, Pierre

Moscovici. Per la prima volta dal
dopoguerra il suo dicastero è stato diviso tra il moderato Michel
Sapin, socialista rigoroso e storico amico di Hollande, a cui spetterà il compito di rimettere ordine nelle finanze e rassicurare
Bruxelles, e il portabandiera della sinistra intransigente e protezionista, Arnaud Montebourg,
abbonato alle sparate contro la
Commissione Ue, che tenterà di
rilanciare l’economia. Confermate le ministre per i diritti delle
donne, Najat-Vallaud-Belkacem,
che recupera anche Sport, giovani e città, e la ministra della Cultura Aurelie Filippetti.

Insieme
Francois
Hollande
e Ségolène
Royal nel 2002
quando lui
era segretario
del Partito
Socialista
e lei ministro
della Famiglia
AFP

FRA PUBBLICO E PRIVATO

François-Ségo, i destini incrociati
della ex coppia che non può dirsi addio
Cresciuti insieme, ora il Presidente si affida a lei. Ma rischia il flop
CESARE MARTINETTI
e nominando Manuel Valls François Hollande ha
compiuto una scelta rischiosa e discussa ma che forse
rappresenta l’unica via per tentare di salvare la sua presidenza, riportando al governo l’ex
compagna Ségolène Royal, il
presidente potrebbe invece
aver commesso l’errore fatale.
Naturalmente «Ségo» è una
sperimentata combattente che
ben si adatterà alla missione di
«combat» che Hollande ha affidato al suo nuovo esecutivo. Ma
il sapore glamour-people di
questo impasto politico-sentimentale diventa irresistibile.
«Siamo in un vaudeville o
nella storia?» si chiedeva «Le
Monde» ieri in un corsivo assai
sapido pubblicato appena resa
nota la composizione del nuovo
ministero. E il primo lettore a
intervenire nella chat si conformava al sarcasmo dominante:
«È la nostra Dallas nazionale».
Da questo punto di vista il paradossale e imprevisto corso della
presidenza Hollande sta inseguendo nell’aneddotica il predecessore Sarkozy che si era insediato all’Eliseo esibendo in un allegro défilé la sua famiglia allargata: la moglie Cécilia con le fi-

S

Le altre donne dell’Eliseo

Valérie Trierweiler, 49 anni

glie teenager e lui con il ragazzo
giàgrandenatidaiprecedentimatrimoni insieme al figlioletto Luis,
l’unicoerededellacoppianeo-presidenziale. La commedia postmoderna era presto crollata con il
clamoroso divorzio, seguito al colpo di fulmine con Carla Bruni.
Ecco, la carta vincente di Hollande è stata la «normalità» che
voleva dire basta con quella specie di colpo di stato permanente
di emotività politica connaturato alla presidenza Sarkozy. Il caso però ha voluto che la normalità hollandiana si sia capovolta
in vaudeville. Il ritorno al governo di Ségo non è che la ciliegina
sulla torta.
I due – Hollande e Royal – si sono conosciuti ventenni all’Ena

L’attrice Julie Gayet, 41 anni

(Ecole nationale d’administration) e da allora sono stati compagni di vita e di politica per più di
25 anni. Mai sposati ma genitori
quasi esemplari di due maschi e
due femmine, coppia modello di
un format sociale diffuso. In politica lui più vicino a Jacques Delors, lei fedelissima di Mitterrand.
Entrò nello staff largo dell’Eliseo
e fu la prima a segnalare in una
relazione per il presidente la comparsa nel mondo di una malattia
che in America chiamavano Aids.
Poi secondo il modello Mitterrand i due furono inviati nella
Francia profonda a dimostrare di
essere capaci di portare a casa
voti per il Partito socialista. È così
che i due sono impiantati, lei a
Deux Sévres, nel Poitou, dove

conquistò un collegio che da sempre era patrimonio politico della
destra; lui in Corrèze, feudo della
famiglia Chirac.
Negli Anni 90 erano pronti per
un’esperienza ministeriale, ma
toccò a lei, giusto ventidue anni
fa: il 2 aprile 1992 Ségo divenne
ministro dell’ambiente nel governo di Pierre Bérégovoy. Raccontano le cronache di allora che anche François aspirava ad un portafoglio ministeriale ma Mitterrand fu irremovibile: inimmaginabile nello stesso governo due
SCELTA AZZARDATA

Le Monde critico
«Siamo in un vaudeville
o nella storia?»
persone che fanno coppia nella vita. Da allora lei è stata altre tre
volte ministro, lui mai. François
ha dovuto ripiegare nel partito,
primo segretario dal ’97 quando
Lionel Jospin vinse le elezioni e fu
nominato primo ministro, portando al governo lei e lasciando in
rue Solférino lui. E fu ancora lei a
imporsi per la prima volta nella
corsa all’Eliseo, nel 2007, dove fu
battuta non di molto da Sarkozy.
Nel 2012 è stato lui a vincere le
primarie socialiste e a battere
Sarko vendicando lei, nel frat-

Il ritorno
Sègolène Royal ieri appena nominata ministro
Era stata già al governo con Bérégovoy e con Jospin

tempo diventata «ex» perché la
vita va avanti oltre e nonostante
la politica. Sul palco di place de la
Bastille nella notte del 6 maggio a
festeggiare il ritorno di un socialista all’Eliseo François è arrivato
con la nuova compagna Valérie
Trierweiler ma tutta la piazza vide che l’abbraccio più forte era
stato con Ségo. E proprio quella
sera, quando le tv di tutto il mondo scrutavano il nuovo presidente, si racconta che Valérie abbia
detto al suo François: baciami
sulla bocca.
E siamo a gennaio, il presidente paparazzato mentre esce con il
casco da motociclista dall’abitazione dell’attrice Julie Gayet,
Valérie disfatta dal tradimento e
ricoverata in ospedale, Hollande
che in conferenza stampa bombardato da domande sul destino
della première dame annuncia la
definitiva svolta socialdemocratica del suo governo e chiede rispetto per la privacy.
Perché il ritorno di Ségolène al
governo potrebbe essere l’errore
fatale? Perché dopo elezioni che
hanno certificato l’impopolarità
di Hollande lui ripesca la sua vecchia compagna dimostrando di
non sapersi affrancare dalla casta che in Francia come in Italia
non è più tollerata dagli elettori.
Non gli sarà perdonato.

Le parole
del figlio

Sul papà

Per lui le guardie
del corpo sono
un peso, preferisce
muoversi in scooter

Sulla mamma

Ha superato i rancori
e messo da parte
le tristezze
per aiutare a vincere
Thomas Hollande

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Primo Piano .13

.

U

ARTE RITROVATA
L’AVVENTURA DI UN EX OPERAIO FIAT
La conferenza stampa
«Un recupero che è simbolo
del lavoro straordinario
del nucleo Carabinieri Tutela
Patrimonio culturale»,
ha commentato il ministro
Franceschini (qui a sinistra)

GRAZIA LONGO
ROMA
o confesso:
aver apprezzato e
comprato
due capolavori senza sapere che lo erano, da semplice operaio, mi
rende molto orgoglioso». Linguaggio semplice ma argomenti forti per Nicolò, 70 anni, proprietario a sua insaputa
di un Gauguin e un Bonnard.
Ci sono miracoli che si nutrono di cultura e di arte anche se
ti guadagnavi da vivere alla
catena di montaggio della
Fiat.
Come dimostra la storia di
Nicolò (il nome è di fantasia:
«Ho paura, ci sono troppi soldi in ballo») a un passo dal diventare milionario. I quadri di
Paul Gauguin e Pierre Bonnard, scelti e comprati tra gli
oggetti smarriti sui treni, per
45 mila lire nel 1975, valgono
tra i 30 e i 40 milioni di euro.
«Ma al di là della possibile ricchezza - confessa l’ex operaio
oggi in pensione -, la cosa che
più mi rallegra è l’orgoglio per
l’acquisto e il piacere di aver
convissuto così a lungo con
due capolavori».
Per 39 anni li ha ammirati
nel salotto di casa, prima a Torino dov’era emigrato, poi,
una volta pensionato, in Sici-

«L

“Così comprai
Gauguin e Bonnard
per 45 mila lire”
L’acquisto, nel 1975, a un’asta di oggetti smarriti delle Fs
“Ma solo adesso ho scoperto che sono due capolavori”

LA VERA STORIA

Gli altri casi

Abbandonati su un treno
erano stati rubati a Londra
e dimenticati da tutti
lia. «Di recente mio figlio ha
scoperto che possedevo un tesoro e così abbiamo avvertito i
carabinieri». Ed ecco che i militari della Tutela patrimonio
culturale, agli ordini del generale Mariano Mossa, hanno ricostruito la storia.
Rubate il 6 giugno 1970 a
Londra ai coniugi Marks e
Kennedy (che risultano senza
eredi e dove Marks sta per
Marks & Spencer, quelli della
catena di grandi magazzini) e
ritrovate su una carrozza del
Parigi-Torino (i corrieri-ladri
sono stati disturbati?), le due
preziose ma sconosciute tele
finiscono abbandonate in un
deposito delle Ferrovie e all’asta. Non risultavano nella
banca dati delle opere da cercare, ma poi è emerso che sono dei maestri dell’Impressionismo e dei Nabis Paul Gauguin e Pierre Bonnard, il
«Fruits sur une table ou nature au petit chien» e «La
femme aux deux fauteuils».
«Sono sempre stato curioso e appassionato di pittura ricorda il pensionato-. Non
ero tipo bar o da giochi di carte con gli amici e così, finito il
turno a Mirafiori, giravo tra i
mercatini dove c’erano quadri
e disegni degli studenti dell’Accademia di Belle arti e due
volte all’anno andavo all’asta
delle Ferrovie in via Sacchi.
Duravano anche due settimane, tanta era la roba dimenticata. E pensi che l’annuncio

Gauguin

Bonnard

Il dipinto recuperato si intitola
«Fruits sur une table ou nature
au petit chien». Non è firmato
ma reca un minuscolo
cagnolino rosso a destra: così
Gauguin si firmava talvolta,
anche in alcune lettere

«La femme aux deux fauteuils»:
anche questo quadro, come quello
di Gauguin, faceva parte della
collezione londinese dei coniugi
Marks e Kennedy, magnati
della catena di grandi magazzini
Marks & Spencer

a cura di Stefano Rizzato

Rembrandt
Ritenuto una
copia, è invece un
autoritratto
dipinto da
Rembrandt nel
1636. Oggi si trova
nella dimora di
Buckland Abbey.
Vale 20 milioni di
sterline e l’ente
inglese che l’ha
avuto in eredità
non lo vende

Pinajian
Il Constable per dieci anni nel baule
Comprato per 30 sterline in un mercatino di Canterbury.
Rimasto in un baule per 10 anni, si è rivelato opera del pittore
paesaggista John Constable. Valore: 250 mila sterline.

dell’asta, con tanto di elenco de- «Certo, il prezzo base era di 60
gli oggetti in vendita, lo leggevo mila lire, ma non ho alzato la
proprio su La Stampa».
mano perché sapevo che se anI due appuntamenti annuali dava deserta la prima, si faceva
si rivelano fonte di enorme sod- una seconda offerta con il 20%
disfazione. «A parte diversi di sconto. E infatti la seconda
quadri, ho comprato di tutto. vendita è partita da 40 mila lire:
Una collezione di pipe, bastoni a quel punto è partita una gara
da passeggio e un
con un altro sio f t a l m o s co p i o
UN TESORO gnore a colpi di
degli Anni 30.
e 500 lire, fi«Tenerli in salotto 100
Nel mio cuore peno appunto ad
rò al primo posto è impossibile: valgono arrivare a 45 mitra 30 e 40 milioni» la lire. Era coci sono sempre
state quelle due
munque una beltele di cui mi sono innamorato a la cifra, calcolando che oggi
prima vista».
corrisponderebbe a 300 euro.
Meglio ancora di una vincita Ma mi piaceva l’idea di investialla lotteria. «Eh sì, perché sarò re nelle cose belle».
pure stato fortunato, ma ho
Un interesse talmente proavuto buon gusto. A dirla tutta fondo da essere stato trasmesle ho anche pagate meno del so ai due figli. Una è laureata in
prezzo iniziale». Possibile? Storia dell’arte, l’altro si è im-

Quando la sua
casa fu venduta,
l’artista armenoamericano Arthur
Pinajian era morto
da tempo,
sconosciuto. I
quadri furono
venduti per 2.500
dollari. La gloria
arrivò postuma e il
valore schizzò a 30
milioni di dollari

Leonardo
Per trovare un
capolavoro,
guardare sotto un
altro. Il perduto
dipinto murale
della Battaglia di
Anghiari di
Leonardo da Vinci
è sotto l’affresco
del Vasari, a
Palazzo Vecchio?
Il dibattito è
ancora aperto

provvisato detective e ha capito
che le «croste» in realtà erano
state realizzate da due stelle
dell’Impressionismo e dei Nabis. La ricerca non è stata semplice, ma ancora una volta è cominciata dall’amore per l’arte.
«Un pomeriggio, sfogliando
una monografia di Bonnard, mi
sono accorto che il giardino dove lui era raffigurato assomigliava incredibilmente a quello
del quadro appeso in salotto. Ed
è stato mio figlio a dirmi: “Ma
allora l’autore è Bonnard, non
Bonnato o Bonatto come leggevamo noi e come il professore
delle superiori a Torino mi aveva suggerito, scambiandolo per
l’opera di un piemontese dell’800”. A quel punto mio figlio
ha proseguito le ricerche e si è
insospettito pure dell’altro quadro». Quello di Gauguin, non
firmato, ma con un minuscolo
cagnolino rosso in basso a destra. «Mio figlio ha scoperto che
ricorreva anche in alcune lettere di Gauguin e e ha confrontato
la sua grafia con quella della dedica a una contessa, sul quadro.
Era la sua!».
Immediata la segnalazione ai
carabinieri della Tutela Patrimonio culturale che hanno svelato tutta la verità. È grazie al
lavoro dell’Arma se i due capolavori sono stati svelati al pubblico. Ieri mattina a togliere il
drappo rosso c’era il ministro
dei beni culturali Dario Franceschini. «Ho visto il filmato al Tg
e mi sono commosso», conclude
Nicolò. E ora per lui - se la procura di Roma confermerà che il
suo è stato «un acquisto inconsapevole» - si spalancano le
porte della ricchezza. «Tenerli?
È impossibile».

14 .Estero

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

I REPUBBLICANI: DIFESA LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE. I DEMOCRATICI INSORGONO: COSÌ SI FAVORISCE LA CORRUZIONE

CRISI UCRAINA

Usa, pioggia di dollari sulle elezioni

La Nato blocca
la cooperazione
civile e militare
La Corte Suprema: via il tetto alle donazioni individuali. Casa Bianca “rammaricata” con Mosca
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

Washington

I soldi diventano sempre più
importanti nella politica americana, e i cittadini saranno
ancora più liberi di donarli a
candidati e partiti. È il succo
della sentenza con cui ieri la
Corte Suprema degli Stati
Uniti ha annullato il limite
complessivo ai finanziamenti
elettorali che i singoli individui possono dare.
Giudicando il caso McCutheon vs Federal Election
Commission, il massimo tribunale Usa ha stabilito che le
donazioni sono uno strumento di espressione politica, e

Due attivisti
davanti
alla Corte
Suprema
dopo
il verdetto
che annulla
i limiti
ai
finanziamenti
elettorali
ROD LAMKEY/GETTY/AFP

Cifre illimitate ai partiti
Solo sulla carta il divieto
di dare più di 2.600
dollari per candidato

48600
dollari

questa libertà viene prima del
rischio di corruzione. Quindi i
cinque giudici conservatori,
cioè il presidente Roberts,
Scalia, Thomas, Alito e Kennedy, si sono coalizzati contro
i quattro liberal, Breyer, Ginsburg, Sotomayor e Kagan,
per cancellare il tetto complessivo di spesa individuale,
finora fissato a 48.600 dollari
ogni due anni per i candidati,
e 74.600 per i partiti. «L’amministrazione Obama - ha
detto Josh Earnest, uno dei
portavoce della Casa - è rammaricata per la decisione».
Le campagne elettorali
americane vengono finanzia-

te con i contributi pubblici o
privati. Se un politico prende
quelli pubblici, però, deve accettare un tetto massimo di
spesa. Ormai, quindi, quasi tutti scelgono le donazioni private,
perché questo consente loro di
investire i capitali che vogliono.
I finanziamenti elettorali finora erano stati limitati da una
sentenza del 1976, la Buckley vs
Valeo, secondo cui è vero che
dare soldi ai candidati è una for-

ma di libertà di espressione
protetta dal Primo emendamento della Costituzione, ma è
anche vero che questa pratica
espone al rischio della corruzione, e offre ai ricchi un vantaggio
rispetto ai poveri nella possibilità di influenzare programmi e
risultati. Quindi la Corte aveva
imposto un limite massimo ai
contributi che individui e compagnie potevano dare, ai singoli
candidati o ai partiti.

Improvvisamente è mancato all’affetto dei suoi cari

Candida, Maurizio, Enrico annunciano la scomparsa del papà

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Il tetto finora alle
donazioni individuali
per i candidati
(ogni due anni)

geom. Riccardo Ferrero

dott. Franco Gallo Modena

anni 83
Con immenso dolore e ricordandolo
con grande tenerezza e gratitudine,
lo annunciano la moglie Marie Elisabeth Brückner, i igli Giancarlo, Lydia
con Paolo, le nipotine Martina ed Eleonora, la sorella Ardelia e parenti tutti.
Ricco di generosità ed umanità, leale
e disponibile con tutti, appassionato
conoscitore e studioso della natura,
è per noi un grande esempio di vita.
Funerali sabato 5 aprile ore 10,30 parrocchia Airasca. Non iori ma eventuali
offerte alla parrocchia.
– Airasca, 2 aprile 2014
O.F. La Ginestra - tel. 011.9863193

Ora riposa in pace dove le grandi acque non possono spegnere l’amore,
ne i iumi travolgerlo. Seguirà cremazione.
– Torino, 1 aprile 2014

Buon viaggio zio FRANCO. Maria, Pier,
Gabri Ollivero.

Tina e Guglielmo Muroni unitamente
ai medici del Centro Medico Cemur
sono vicini alla famiglia per la scomparsa improvvisa del

dott. Franco Gallo Modena
Improvvisamente è mancata

Maria Demarchi
ved. Tricerri
Lo annunciano il nipote Bruno Tricerri, il cugino Francesco Majocco con le
rispettive famiglie. S. Rosario giovedì
3 aprile ore 19 e Funerali venerdì 4
aprile ore 9,30 parrocchia S. Anna, via
Medici.
– Torino, 30 marzo 2014
Genta dal 1848 - Torino
Le famiglie Mulassano e Montanari
prendono parte al lutto per la morte
della cara amica

Maria Demarchi
ved. Tricerri
– Torino, 30 marzo 2014

uomo e medico di inesauribile patrimonio di conoscenze.
– Torino, 2 aprile 2014

Giuseppe Vinci
(Pino)
anni 78
Ne danno il triste annuncio i igli. Non
iori ma opere di bene.
– Torino, 2 aprile 2014
O.F. Pax - tel. 011.359333

Gazzetta 6000 con tutti gli amici del
Circolo Giovanile Monterosa degli anni
1950-1960 salutano PINU CHITAR.

E’ mancata

Valentina Lora
ved. Sartorio
di anni 101
Lo annunciano Gianni e Laura ad Esequie avvenute.
– Torino, 31 marzo 2014
Giubileo 011.8181
Cristianamente è mancato

Salvatore Garbarini
Ne danno l’annuncio il iglio Franco
con la moglie Laura e il nipote Umberto. Funerali parrocchia SS. Nome
di Maria. Per orario tel. 011.4375455.
– Torino, 1 aprile 2014
O.F. Aeterna - Torino

Il Gruppo Anziani Silvio Rivetti, ex
Gruppo Finanziario Tessile, piange il
suo PRESIDENTE e partecipa commosso al dolore della famiglia.

Ne danno il triste annuncio la moglie,
i igli con le rispettive famiglie e i nipoti. Un particolare ringraziamento
al nipote prof. Dario Ferrero per le
amorevoli cure prestate in tutti questi anni. Funerale giovedì 3 aprile ore
11,30 parrocchia San Giacomo Apostolo, Torino.
– Torino, 1 aprile 2014

RINGRAZIAMENTI
Il marito il iglio e famigliari di

Carla Bolla
in Bonansea
ringraziano tutti coloro che in vari
modi hanno partecipato al loro grande dolore.
– Bricherasio, 3 aprile 2014

2010

2014

Pierpaolo Benedetto
ppb
Ricordandoti.
1992

2014

Adelina Bertolo
Ciao nonna.
2010

3 APRILE

2014

Irma Gambalonga
in Battaglia
Ricordandoti. Paolo, Elena ed Antonella.
2012

2014

Nuccia Tuccio Poma
A te che sei parte di me.
E’ mancato

Michele Aldo Peracchione
ex titolare ditta Demezzi
anni 88
Lo annunciano il iglio Domenico con
la moglie Anna ed il nipote Giorgio.
Funerali venerdì 4 aprile ore 9,30 parrocchia S. Rosa da Lima, via Bardonecchia 85.
– Torino, 1 aprile 2014
O.F. Tibone - tel. 0123.41316

dollari
Il tetto finora alle
donazioni individuali
per i partiti
(ogni due anni)

MOSCA

Sempre di più la crisi ucraina
è una guerra di nervi tra il
Cremlino e l’Occidente. Ieri la
Nato ha congelato la cooperazione civile e militare con la
Russia e deciso di rafforzare
la propria presenza nell’Europa dell’Est. Mosca ha reagito
con sarcasmo e scetticismo
sull’efficacia e sulla durata
delle iniziative dell’Alleanza.
Il capo della diplomazia russa Lavrov ha telefonato al segretario di Stato Usa Kerry per
denunciare che le decisioni della Nato «non favoriscono un
dialogo ucraino per promuovere la concordia nazionale». Ironico il vicepremier Rogozin, finito nella blacklist Usa e Ue:
«La Nato ha deciso di congelare la cooperazione sino a giugno. E questo è stato annunciato il primo aprile», ha twittato,
ricordando che «l’ultima volta
(nel 2008, dopo la guerra con la
Georgia, ndr) si erano gelati tre
mesi e prima di dicembre si
erano scongelati: che dire, è la
guerra fredda, gelano».
Ma la Nato continua a stuzzicare il Cremlino. Il comandante supremo delle forze alleate in Europa, il generale Breedlove, ammonisce che le truppe russe «sono pronte» ad entrare in Ucraina e il segretario
generale Rasmussen aggiunge:
«Non abbiamo visto riduzioni
significative» delle forze russe
lungo la frontiera. In caso di blitz, aggiunge, si tratterebbe di
[M. F.]
un «errore storico».

NEGOZIATI APPESI A UN FILO, LA CASA BIANCA: TOCCA ALLE PARTI SCEGLIERE

Elio Zampieri

ANNIvERsARI
Ha lasciato la vita terrena nella certezza della Resurrezione

74600

Nel 2010 la sentenza Citizens
United aveva cambiato le cose,
eliminando ogni limite alle donazioni che aziende e sindacati
potevano fare alle campagne indipendenti. Si poteva dare qualunque cifra, a patto di non consegnarla direttamente al candidato o al suo partito, ma ad organizzazioni parallele che poi
usavano i soldi per finanziare
iniziative favorevoli a candidati
e partiti. Così erano nati i Super
Pac, comitati teoricamente indipendenti, che in realtà facevano campagna per i politici di
riferimento.
La sentenza di ieri ha liberalizzato ancora di più la situazione, togliendo anche i limiti alle
donazioni degli individui. Resta
il divieto di dare più di 2.600 dollari per singolo candidato, ma
questo problema si può aggirare
usando i prestanome, mentre si
potranno fornire cifre illimitate
ai partiti e moltiplicare il numero dei candidati beneficiati. In
sostanza se domani un Bill Gates si svegliasse, e decidesse di
dare qualche milione di dollari a
un partito, potrebbero farlo. I
repubblicani sono favorevoli alla decisione, perché difendono
la libertà di espressione, ma soprattutto perché il loro elettorato è più ricco e così potrà dare
più soldi. I democratici si oppongono, perché pensano che questo sistema alimenti la corruzione e i conflitti di interesse, ma
soprattutto perché hanno una
base meno abbiente. Tutti però
si adegueranno, e la corsa ai finanziamenti individuali diventerà come un’elezione parallela.

ORARIO ACCETTAZIONE NECROLOGIE ED ADESIONI

SPORTELLO

VIA LUGARO 21 - 10126 TORINO

Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00 (apertura continua)
Sabato ore 9,00/12,30 - 15,00/20,00
Domenica e festivi ore 18,00/20,00 • Tel. 011.6665258

ACQUISIZIONE TELEFONICA ADESIONI (solo privati)
Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00
Sabato ore 17,00/20,00 • Domenica e festivi 18,00/20,00
Tel. 011.6548711 - 011.6665280

Abu Mazen, schiaffo a Obama
E cerca la sponda di Mosca
MAURIZIO MOLINARI
INVIATO A RAMALLAH

Abu Mazen cambia marcia
nel negoziato con Israele, la
trattativa è nell’impasse e la
Casa Bianca frena: «John
Kerry ha fatto il possibile come mediatore, ora tocca alle
parti muoversi». La svolta di
Abu Mazen sta nell’aver affidato al ministro degli Esteri,
Riyad al-Malki, le lettere di
adesione a 15 Trattati e organizzazioni dell’Onu. È un passo che segue il riconoscimento di Stato ottenuto dai palestinesi dall’Assemblea Generale e prefigura l’entrata, in
particolare, nella Convenzio-

Aderendo ai trattati
Onu, l’Anp punta a
creare un contenzioso
giuridico con Israele
ne di Ginevra che protegge i
civili in zona di guerra, come
nei Trattati contro la torture
e la discriminazione delle donne. Ciò significa gettare le basi
per un contenzioso giuridico
internazionale di rilievo con
Israele sul trattamento dei civili che risiedono nei territori
che l’Assemblea Generale dell’Onu ha identificato come palestinesi ovvero Cisgiordania,
Striscia di Gaza e Gerusalemme Est. Sebbene Abu Mazen non aggiunga, per ora, la
richiesta di adesione al Tribu-

Il presidente dell’Anp a Ramallah con il suo esecutivo

nale penale internazionale,
l’impressione che circola fra i
diplomatici è di trovarsi di fronte ad una duplice novità: da un
lato Abu Mazen prepara il terreno ad una battaglia legale internazionale e dall’altro riporta
l’Onu al centro della trattativa,
indebolendo il ruolo Usa. A conferma di ciò sono i contatti nelle
ultime settimane con la Russia
che fanno trapelare la volontà
di una maggiore presenza di
Mosca in Medio Oriente. Da qui
l’ipotesi che Abu Mazen punti a
spostare il baricentro del negoziato da Washington al Quartetto (Onu, Russia, Ue e Usa) nel
tentativo di ridefinire l’approccio a Israele alla luce di una
trattativa che, dopo un anno di
mediazione Usa, è nell’impasse
non solo sui contenziosi da scio-

gliere ma anche sull’ipotesi di
un prolungamento fino al 2015.
Da qui la reazione, gelida,
dell’amministrazione Obama
che – attraverso i media – ha
fatto un passo indietro: «Kerry
si è spinto avanti quanto poteva, ora sta alle parti muoversi».
Ciò significa che l’ipotesi della
liberazione della spia israeliana
Jonathan Pollard per rimettere
in moto la trattativa rientra –
anche a causa delle reazioni negative dell’intelligence Usa – e
Kerry al momento resta alla finestra, ad appena 24 giorni dalla scadenza del tentativo negoziale Usa. Per Israele «Abu Mazen sta sputando su tutti» e il
ministro degli Esteri Avigdor
Lieberman assicura: «Sapremo
presto se è una crisi vera o artificiale».

R

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

il caso
ILARIA MARIA SALA
HONG KONG

T

empi duri per la
yakuza, la mafia
giapponese: per la
prima volta, il numero di appartenenti al crimine organizzato
in Giappone è sceso al di sotto
dei 60.000 (erano 102mila nel
2011), e la yakuza pensa dunque di dover darsi da fare per
trovare nuove reclute. Così,
per migliorare il suo profilo
pubblico, ecco che il più importante gruppo yakuza del
Paese, la Yamaguchi Gumi,
con sede a Kobe e che conta
circa 25.000 iscritti (un tempo 55 mila divisi in 850 clan),
ha lanciato un sito web, dal-

La yakuza perde fascino
Caccia alle reclute sul Web

Estero .15

VERDETTO STORICO

L’Alta Corte
australiana
riconosce
La mafia giapponese apre un sito per attrarre giovani e mostrarsi “buona” il terzo sesso
SYDNEY

Un video del sito della Yamaguchi Gumi

LA PRESENTAZIONE

Ciliegi in fiore, musica
e religione e i criminali
diventano «uomini giusti»
l’improbabile nome di «Lega
per la messa al bando delle
droghe e per la purificazione
della Nazione». Un nome che
sa poco di mafia, ma che rappresenta l’immagine con cui
la Yamaguchi Gumi vorrebbe
essere vista dal Paese: e cioè,
come un’associazione d’onore, che si rifà ad antiche virtù
di virilità e spirito cavalleresco, e non come un’associazione criminale che trae linfa
dallo sfruttamento della prostituzione, dall’usura, dal gioco d’azzardo.
Sul sito si viene accolti anche da una canzone con un videoclip: un inno sentimentale
vagheggia dello spirito
«Ninkyo», dove i veri uomini
aiutano i deboli contro le ingiustizie, che risuona mentre

.

AFP

Uomini della Yamaguchi Gumi a un funerale a Kobe

nelle immagini si vedono membri di spicco dell’organizzazione che visitano un tempio shintoista. La voce maschile canta,
i gangster salgono la scala per
recarsi all’altare, gli astanti li
fotografano al loro passaggio
come se fossero rockstar.
In omaggio alla stagione,
poi, il sito è pieno di fotografie
di alberi di ciliegio in fiore, il
simbolo del Giappone, e altre
che ripercorrono la storia dell’organizzazione, in modo molto edulcorato. Alla sezione «at-

tività», vi sono immagini di come la Yamaguchi Gumi aiutò la
popolazione dopo i disastri del
1995, data del terremoto di Kobe, e del 2011, dopo il terremoto
e lo tsunami nel Tohoku. Insomma, tutto fuorché quella
«forza anti-sociale» descritta
dal linguaggio eufemistico della polizia.
Tanta visibilità e voglia di
farsi «conoscere» può sorprendere, ma in Giappone, contrariamente a quanto avviene in
altre nazioni colpite dal crimi-

60mila
affiliati
Gli appartenenti alla
Yakuza; erano 102mila
nel 2011

ne organizzato, la yakuza non è
illegale di per sé: lo sono le sue
attività criminose, ma malgrado negli ultimi anni la legge vada indurendosi, far parte di
un’organizzazione di questo ti-

po non è proibito. Così, la
Yamaguchi Gumi ha sedi legali
e attività legali, che nascondono o riciclano i proventi di
quelle illegali, e alcuni membri
di spicco delle cosche giapponesi sono davvero famosi come
star – e resi ancor più glamour
da manga e film che li hanno
come protagonisti.
Ma vuoi per le l’inasprirsi
delle leggi, vuoi per il cambiare
dei tempi, ecco che l’attrattiva
di un tempo sembra venir meno, e la Yakuza ha bisogno di
trovare nuovi modi per invogliare i giovani ad avvicinarsi
ad essa. Il sito web però, malgrado la canzone grondante alti ideali, i fiori di ciliegio e le immagini di virilità e ricostruzione, e malgrado il pulsante
«contattateci» su cui si può
cliccare, fortunatamente non
sembra avere il potenziale per
diventare virale.

Verdetto storico in Australia.
Ieri l’Alta Corte ha conferito
in via definitiva riconoscimento legale alle persone che
non si registrano all’anagrafe
né come uomo, né come donna. Accogliendo il ricorso di
un attivista, Norrie May Welby, che si batte da anni per
non essere identificato sui documenti né come maschio, né
come femmina, la Corte ha
stabilito che la legge consente
la registrazione del sesso come «non specifico».
Norrie era un uomo originario della Scozia che nel 1989
ha cambiato sesso e oggi ha
un attestato che lo dichiara
femmina. Dopo l’operazione,
però, «non si sentiva più a suo
agio con un’identità unicamente femminile» e così ha
scelto di «non avere un’identità sessuale». Nel 2010 Norrie
è diventata la prima persona
in Australia a non essere né
uomo, né donna di fronte alle
autorità, con una formale registrazione all’anagrafe che
gli aveva emesso un certificato di nascita con «sesso non
precisato». Quattro mesi più
tardi, tuttavia, lo stesso ufficio aveva annullato il certificato, dopo aver ricevuto consulenza legale secondo cui la
descrizione non era valida. Da
lì una lunga battaglia legale
che si è risolta soltanto ieri. La
comunità transgender e intersex si è detta «soddisfatta»
[E. ST.]
del verdetto.

OGGI LA VISITA A ROMA CON IL PRINCIPE FILIPPO

La Regina Elisabetta
vede Napolitano e il Papa
Oggi la Regina Elisabetta è a
Roma. Lo ricorda la Farnesina sottolineando che l’arrivo
è previsto all’Aeroporto di
Ciampino. Si tratta della
quarta visita in Italia da
quando è salita al trono nel
1952. Ad accompagnarla il
principe Filippo. La sovrana,
che è anche capo della Chiesa anglicana, in mattinata ha
in programma un incontro
con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
che, con la moglie Clio, ha organizzato al Quirinale un
pranzo privato in onore dei

Reali. Nel pomeriggio Elisabetta e Filippo si recheranno
da Papa Francesco in Vaticano. Nella nota con cui nelle
settimane scorse dava l’annuncio della visita, Buckingham Palace ricordava che
Elisabetta era stata invitata
da Napolitano già lo scorso
anno (la visita era poi saltata
all’ultimo per problemi di salute della Regina) e che «nel
frattempo, dal momento che è
stato eletto un nuovo Papa,
Sua Maestà approfitterà della
visita per incontrare per la
prima volta Sua Santità».

SEI MORTI E ONDE ALTE DUE METRI

Cile, il terremoto fa evadere 300 detenute
1 Paura in Cile. Una violenta scossa di terremoto (magnitudo 8.2)

ha provocato 6 morti e onde alte circa 2 metri. L’epicentro al largo di
Iquique (1.800 km da Santiago), dove 300 detenute hanno approfittato della confusione e sono evase dal carcere femminile.

16 .Cronache

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

L’ORGANIZZAZIONE FA CAPO A L BOSS ALL’ERGASTOLO FRANCO TROVATO

Il Csm
Napolitanointercettato
AssoltoilpmDiMatteo

Cosche in Lombardia
Manette al politico
che faceva estorsioni
Una decina di persone arrestate nel Lecchese
Il consigliere Pd eletto grazie alla ’ndrangheta
PAOLO COLONNELLO
MILANO

«Anche questo ramo del lago
di Como non è poi così tranquillo...». C’è da credere al
procuratore Bruti Liberati
quando, con una battuta di
manzoniana memoria, fotografa l’ordinanza con cui ieri
una decina di persone è finita
in carcere con l’accusa di associazione mafiosa.
Tra loro anche un consigliere comunale di Lecco del
pd, eletto con i voti della
’ndrangheta: Ernesto Palermo, diventato uomo di punta
nelle istituzioni della “locale”
della cittadina lariana grazie
agli uomini del clan Trovato,
di cui non solo è affiliato ma

Tutti i boss li conosco
Io stesso c’ho
un rapporto con il boss
Ernesto Palermo
Consigliere comunale Pd di Lecco

Ernesto Palermo si
offrì di procurare voti
ad una candidata Pdl
Ilda Boccassini
Procuratore aggiunto Milano

Intervista

NICOLA PINNA
TEMPIO PAUSANIA

I

l procuratore Domenico Fiordalisi la chiama “operazione legalità”. E spiega: «Le demolizioni
hanno principalmente un effetto di
prevenzione generale, riducono anche tutti gli altri reati». Tradotto: le
ruspe contro gli abusi edilizi a La
Maddalena sono utili anche a lanciare un messaggio a tutti i cittadini. «In Ogliastra, dopo 130 abbattimenti, in provincia sono calati i reati, dalle intimidazioni alle rapine».
A La Maddalena tre giorni di pericolosa tensione: perché ha messo il
turbo alle ruspe?

«Il pm deve far rispettare le sentenze e portare avanti le esecuzioni nel
caso in cui non siano state rispettate, come è successo sull’isola».

si presta, secondo le accuse,
persino a riscuotere il pizzo.
Lamentandosi: «Se c’era
Franco, diventavo assessore».
E il riferimento è a Franco
“Coco” Trovato, in galera con
un ergastolo per omicidi vari,
il vecchio boss del Lecchese
una leggenda tra i clan calabresi, sostituito adesso dal fratello Mario in un progetto, come al solito, che punta a far entrare la ’ndrangheta ai piani
alti, tra i “colletti bianchi” fino
al punto di rinunciare, spiega
il procuratore aggiunto antimafia Ilda Boccassini, a una
delle sue tradizionali attività:
lo spaccio di droga. Ma senza
esimersi dalle estorsioni e le
speculazioni edilizie. In carce-

1 N o n

NEWPRESS

luogo a procedere nei
confronti del
pm di Palermo, Nino Di
Matteo. Per
il Csm, «nulla
di nuovo ebDi Matteo
be a rivelare»l’intervista di Di Matteo in
cui ammetteva implicitamente intercettazioni che coinvolgevano il capo dello Stato
Giorgio Napolitano.

Il consigliere comunale di Lecco Ernesto Palermo

re finisce così anche Marco
Rusconi, sindaco di un paesino
del lago, Valmadrera, le cui
sponde interessano il clan.
Anch’egli indipendente per il
Pd, si trova in fretta d’accordo
con il consigliere Palermo per
rilasciare concessioni sul “Lido di Pare” in cambio di una
tangente promessa di 10 mila
euro, di cui riesce ad incassare
solo la metà. E dire che prima
di finire in carcere con l’accusa di corruzione e turbativa
d’asta, passava per un politico
molto attivo nelle iniziative
antimafia sul territorio.
Il consigliere comunale Palermo, insegnante in una scuola media professionale, stando
all’ordinanza, avrebbe parteci-

pato addirittura all’attività
estortiva e di protezione nei
confronti di esercizi commerciali e sarebbe coinvolto in un
attentato a colpi di arma da
fuoco contro il ristorante “Old
Wild Cafè” avvenuto nel gennaio 2012 a Lecco. I proprietari
non volevano pagare il pizzo.
Gli uomini di Trovato e Palermo, li hanno riportati a più miti consigli. «Tutti i boss li conosco tutti, io stesso c’ho rapporto con il boss, quello che abbiamo visto lì, quello era Mancuso». Un picciotto in carriera, il
professor Palermo. In una delle telefonate intercettate parlava al presunto boss di come
«avanzare richieste di pizzo,
ad operatori economici, specie

costruttori». Inoltre, sempre
Palermo, si sarebbe dato da fare per incidere «sulla raccolta
dei voti e sull’andamento delle
consultazioni elettorali locali».
E il fatto che fosse presente nel
Pd, la dice lunga sul fiuto delle
organizzazioni criminali per la
politica “vincente”. tanto che,
con Mario Trovato, il consigliere, «pur appartenendo a
forza politica diversa», nel
2011 si offrì di «procurare voti
alla candidata del pdl al consiglio comunale di Milano Moioli
Maria Mariolina». Pd o Pdl,
non fa differenza per la ’ndrangheta: “Franza o Spagna, purché se magna”. L’antico motto
è sempre attuale per chi cerca
i soldi facili.

“Le proteste non fermeranno
le demolizioni in Sardegna”

sul tavolo del giudice, ci sono stati
centinaia di abusi trattati con un
provvedimento amministrativo
concluso con un’ordinanza comunale di abbattimento: nessuna demolizione è stata avviata: il compito ora spetterebbe alla Regione e al
Comune».

Il pm di Tempio Pausania accusa: freni da Regione e Comuni

Olbia, la città dei morti e dei quartieri
abusivi: qual è la situazione dopo
quattro mesi di indagini?

«Sono stati approvati 17 piani di risanamento per altrettanti quartieri costruiti senza pianificazione urbanistica. Stiamo indagando sui progetti
di recupero: non tutti sono regolari.
Il rispetto delle regole ambientali e A Olbia il sistema degli abusi è stato
urbanistiche è il suo principale caval- studiato in modo molto sofisticato. In
Ogliastra si limitalo di battaglia?
«L’esperienza delIL «SISTEMA» vano a costruire
l’alluvione di no- «A Olbia le costruzioni irregolari case senza concessione, qui si è creavembre dovrebbe
restavano in piedi nonostante to un piano che
essere una leziosentenze passate in giudicato» consentiva anche
ne: rispettare le
di eludere le senregole urbanistiche garantisce più sicurezza ai citta- tenze passate in giudicato».
dini. Se si costruisce nell’anarchia si
La battaglia contro il cemento selaggravano i problemi».
vaggio continuerà in Costa Smeral-

solo a La Maddalena. Sono procuratore di Tempio da sette mesi: abbiamo riportato la difesa della legalità in
primo piano».

L’hanno dipinta come un magistrato
che non si cura neppure della disperazione della gente.

«Mi attengo alle sentenze del tribunale. Il mio lavoro è far rispettare le
decisioni del giudice».
Per l’ultima casa abbattuta c’era una
sospensiva concessa dal giudice:
perché ha fatto azionare ugualmente le benne?

«Non c’era alcuna sospensiva: era
una sentenza di “non luogo a procedere” sul ricorso presentato dalla famiglia condannata. L’ordine di demolizione era della Cassazione: in primo
grado avevano dimenticato di prescrivere l’abbattimento».

In Gallura l’illegalità è diffusa?

Oggi le ruspe sono andate via da La
Maddalena: darà una tregua dopo le
manifestazioni?

«Le demolizioni si faranno tutte: non

Ruspe in azione in Sardegna

«Nel giro di trent’anni, soltanto a
La Maddalena, 35 sentenze sono
passate in giudicato e non sono
state eseguite. Oltre a quelli finiti

da... Si sente di rappresentare il volto
più duro della legge?

«Non commento questi attacchi. Io
faccio il pubblico ministero e continuerò a farlo nel rispetto delle leggi».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Cronache .17

.

L’inizio della sperimentazione a Brescia

R

1

R

2011, VIA LIBERA
A BRESCIA

2

La Regione
propone
il metodo

R

L’AIFA BLOCCA
SOMMINISTRAZIONE

3

A seguito
di un’ispezione
dell’Aifa e dei Nas

IL COMMISSARIO DELL’OSPEDALE: DALLE EMAIL EMERGE CHE L’AIFA SAPEVA

Stamina, i medici
degli Spedali Civili
“Stop alle infusioni”
Maiparentideimalatiminaccianocauseperomicidio
PAOLO RUSSO
ROMA

Dopo il Tribunale ordinario di
Torino sono i medici degli Spedali Civili di Brescia a decidere
ora di staccare la spina a Stamina. «Ieri sera i nostri clinici
che somministrano il trattamento mi hanno consegnato
una lettera nella quale afferma-

Accuse a Balduzzi
«L’ex ministro si spese
per un paziente, diede
lui la stura ai ricorsi»
no di ritenere doveroso sospendere tutto in attesa che il nuovo
comitato scientifico si pronunci», ha rivelato ieri in Commissione Sanità il commissario
straordinario degli Spedali Civili, Ezio Belleri, ascoltato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul caso Stamina. Un blocco del quale lo stesso Belleri si
dice «molto preoccupato per la

il caso

Oggi sotto processo a Torino
Vannoniscegliel’avvocatodiWannaMarchi
Un presidio del comitato Pro Stamina in piazza a Brescia

1 Ha scelto l’avvocato che di-

fese Wanna Marchi e sua figlia
Stefania, il guru delle staminali,
Davide Vannoni, da oggi a processo a Torino per tentata truffa. Il suo nome è Liborio Cataliotti e sarà affiancato nel compito da un collega di Reggio Calabria, Pasquale Scrivo. Vannoni, però, non ci sta ade essere
associato a Wanna Marchi e dice: «Quell’avvocato ha assistito

anche altre persone famose, da
Iva Zanicchi ad uno ei soci di Paolo Berlusconi». La vicenda che
vede coinvolto il patron di Stamina risale al 2007 e riguarda
un finanziamento da 500 mila
euro, ottenuto e poi revocato
dalla Regione. Vannoni oggi
non sarà in aula: «È un’udienza
tecnica. Io sono tranquillo: ho
documenti che dimostrano la
mia buona fede».

nostra situazione personale, visto che - rivela - siamo stati più
volte minacciati di essere chiamati in giudizio per omicidio colposo od omissioni di atti d’ufficio». E a dare battaglia sarebbero potenzialmente i ben 147 pazienti di una lista d’attesa che, viste le condizioni, probabilmente
non verrà mai nemmeno sfoltita.
Ma ieri il caso Stamina si è arricchito anche di un nuovo giallo,
svelato dallo stesso Belleri: quello di un carteggio elettronico tra
la direttrice sanitaria dell’ospedale bresciano, Ermanna Derelli,
e il dirigente dell’Aifa, Carlo Tomino, che rivelerebbe come in
realtà l’Agenzia ministeriale del
farmaco fosse a conoscenza che
Brescia avrebbe intrapreso le terapie cellulari mesenchimali con
la Stamina foundation. Non

un’autorizzazione formale, ammette Belleri, ma poco ci manca.
E per questo motivo, secondo la
Derelli, l’ospedale avrebbe sottoscritto nel settembre 2011 la convenzione con Stamina. Insomma
il via libera sarebbe arrivato con
una specie di «silenzio-assenso»
del dirigente Aifa, che un paio di
mesi fa, intervistato proprio da
La Stampa, aveva accusato il comitato etico dell’ospedale di aver
detto il falso, spacciando per un
via libera a Stamina il suo «non ci
sono ragioni ostative al trattamento», rivolto invece ad altre
produzioni di cellule. Peraltro
non mesenchimali.
Da Brescia lasciano però intendere, neppure troppo velatamente, che l’azienda ospedaliera
avrebbe sottoscritto l’accordo
con Vannoni dopo aver ricevuto

Cosa
ha detto

MICHELE BRAMBILLA
INVIATO A SERRALUNGA (CN)

IL RILANCIO

«C

i vuole molto coraggio per cambiare», ha detto
John Elkann ieri a Fontanafredda dov’era ospite di
Oscar Farinetti. Un incontro
pubblico per testimoniare con la propria storia personale, con quella della Fiat ma
non solo con quelle - che in
un periodo di crisi il rischio
più grande che si possa correre è quello di «resistere al
cambiamento», di restare
fermi; di non avere, appunto,
coraggio.
Un’ora abbondante di discorso che ha voluto essere
un antidoto contro il pessimismo, il disfattismo, il conservatorismo cieco. Il presidente della Fiat ha voluto
partire con un esempio concreto che riguarda il territorio in cui si trovava a parlare:
le Langhe. Un attore ha letto
una pagina de «La malora»
di Fenoglio, che descrive una
terra disperata, e poi un brano della Guida Michelin di
oggi, che documenta l’eccellenza della ristorazione.
Così, per vedere come si
può essere capaci di cambiare: «Nel 1986 lo scandalo
del vino adulterato fece crollare le vendite del 37 per
cento. Oggi il 90 per cento
del vino prodotto nelle Lan-

Nel 2004 la mia
famiglia decise
di crederci e investire
IL SUCCESSO

Tutte le storie positive
hanno dietro
la rottura degli schemi

BRUNO MURIALDO

Il presidente di Fiat John Elkann e il patron di Eataly Oscar Farinetti

Elkann: “Il coraggio di cambiare
è il segreto per battere la crisi”
Il presidente Fiat ospite nelle Langhe, scelte come esempio di trasformazione
ghe è iscritto all’elenco Doc;
dodicimila persone lavorano,
qui, in questo settore. E l’Italia vende, nel mondo, più vino
della Francia», ha detto
Elkann. Altro dato che testimonia come si può cambiare:
«Il turismo. Le Langhe oggi
attirano turisti da tutto il
mondo. E su 32 ristoranti stellati che ci sono in Piemonte, 14
sono in provincia di Cuneo». E

ancora Alba, la Ferrero, «ogni
tre secondi nel mondo un
bambino mangia un ovetto
Kinder», ed è un altro segno
di cosa può produrre lo spirito di iniziativa, la volontà di
non arrendersi: «Tutto questo è partito da qui, da questa
terra che ha saputo cambiare
un destino che, leggendo le
pagine di Fenoglio di sessant’anni fa, sembrava segnato».

Ma non tutti sembrano accettare il cambiamento. «L’innovazione ha nemici», scriveva Machiavelli nel Principe.
John Elkann ne fa leggere un
brano. Poi cita la Samsung,
«nata negli anni Trenta da un
signore che vendeva zucchero
in Corea»: ha saputo reinventarsi più e più volte, «nel 2009
aveva il 4 per cento del mercato mondiale dei telefonini, oggi

ne ha un terzo». In tutti i campi dell’umano, dice Elkann, è il
coraggio di rompere certi
schemi a produrre non solo
ricchezza ma anche bellezza:
come fece Picasso nell’arte.
Ed ecco la sua personale
storia di cambiamento. «Sono
entrato nel consiglio di amministrazione della Fiat nel 1998,
quando ero studente di ingegneria al Politecnico di Torino.

I RICORSI
AI TRIBUNALI

Alcuni tribunali
impongono
le infusioni

un sostanziale nulla osta da quell’autorità di controllo che è l’Aifa.
Tutto questo, rivela sempre Belleri, mentre il Ministro della salute, all’epoca guidato da Renato
Balduzzi, avviava una sorta di
dialogo parallelo con Stamina
per il trattamento di un piccolo
paziente. E verso l’ex ministro
punta ancora l’indice il commissario quando afferma che i ricorsi ai giudici sono passati da 37 a
519 proprio dopo l’approvazione
del «decreto Balduzzi», che autorizzava la prosecuzione delle
infusioni di chi aveva già iniziato
le presunta terapia.
Complicità adombrate, che
non sembrano però cancellare
del tutto le responsabilità dei
vertici ospedalieri, tra i quali non
a caso sette indagati rischiano
ora il rinvio a giudizio.
«Il più ciclopico deragliamento che la storia della medicina abbia vissuto», commenta
la senatrice a vita per meriti
scientifici, Elena Cattaneo, assai poco convinta dell’autoassoluzione del commissario straordinario. Che per la Cattaneo
non avrebbe spiegato come abbia potuto «un grande ospedale
pubblico credere a un professore di lettere che non è mai stato
in grado di dimostrare nulla del
suo presunto metodo».
Assoluzione piena ai camici
bianchi bresciani arriva invece
dal presidente del loro ordine
provinciale, Ottavio Di Stefano,
anche lui ascoltato in commissione. «I medici - a suo avviso non furono ingenui ma pienamente convinti che tutte le procedure fossero corrette». Anche
se proprio il codice deontologico
vieta a un medico di somministrare ai pazienti sostanze sconosciute. Come quelle infuse a
Brescia, appunto.

Un anno dopo la Fiat festeggiava il centenario ma la sua
realtà era a forte rischio.
«Nel 2002, dopo aver lavorato all’estero in un’azienda
che andava bene, tornai in
Italia per lavorare nella Fiat
che andava molto male. Mio
nonno non stava bene, e sarebbe mancato l’anno successivo. Nel 2004 è mancato anche il mio prozio Umberto.
Avevamo perdite per sei miliardi di euro. Una situazione
fallimentare. Fu allora, con
grande coraggio, che la mia
famiglia decise comunque di
crederci, e di avviare una nuova fase. Decidemmo di investire. Di investire soprattutto
sulla convinzione che le cose
potevano andare meglio.
«Volevamo capire dove
avevamo sbagliato. Avevamo
cambiato cinque amministratori delegati in due anni,
dal 2002 al 2004. Una sera,
con un po’ di grappini e di sigarette, convincemmo Sergio Marchionne ad accettare.
Non fu facile».
Ma fu la svolta. Oggi Fca
vende ogni anno le stesse auto che vendevano Fiat e Chrysler messe insieme dieci anni
fa (4,4 milioni), ma con ricavi
e utili molto superiori e anche
con più dipendenti (300.000
contro i 197.000 del 2013).
Elkann fa vedere alcune pubblicità di 500, 500L e Maserati negli Usa, dove in marzo solo il marchio Fiat ha registrato un più 24 per cento rispetto allo stesso mese del 2013.
Solo in Italia, forse, non crediamo nella nostra capacità
di cambiare.

18 .Società

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

SETTANT’ANNI DI GLAMOUR ITALIANO
ANTONELLA AMAPANE
INVIATA A LONDRA

eno male che
ci hanno pensato gli inglesi, a rendere
omaggio alla
moda italiana. Un onore ma
anche un’assurdità che dà la
misura di quanto ci sottovalutiamo. Ma tant’è, la mostra
che celebra la nostra bravura
«The Glamour of Italian
Fashion» apre ufficialmente
sabato e chiuderà i battenti il
27 luglio al Victoria and Albert Museum di Londra.
Ci sono voluti cinque
anni per realizzare la
mostra: per la prima volta, il tempio
del costume e del
design dedica un
evento così imponente alla storia manifatturiera made in Italy,
dalla Seconda
guerra mondiale a oggi. Nella

M

Londra ci spiega
perché la nostra moda
ha fatto la storia
Apre la grande mostra al Victoria and Albert Museum

Anni 60
Uno scatto promozionale
per Albertina, il marchio
di Albertina Giubbolini

Da sabato
La mostra «The
Glamour of Italian
Fashion 1945-2014»
apre il 5 aprile e
chiude il 27 luglio al
Victoria and Albert
Museum di Londra.
Per informazioni e
prenotazione
biglietti (dal costo
di circa 15 sterline):
www.vam.ac.uk

Magnifici 4
Versace, Valentino,
Armani e Ferré
insieme nel 1992

rassegna, circa cento «fit» e accessori di griffe come Armani, Dolce & Gabbana, Giorgio
Armani, Gucci, Ferré, Missoni, Prada, Pucci, Valentino e
Versace, fino alle nuova generazione di talenti, con nomi
come Giambattista Valli,
Fausto Puglisi e il tandem di
stilisti di Valentino, Maria
Grazia Chiuri e Pier Paolo
Piccioli.
All’ingresso, ti accolgono
due tailleur di La Merveilleuse, marchio che poi diventò
Tortonese, dalla Torino degli
Anni Trenta. Giusto un flash
sulle radici della moda italiana e poi via via si snoda una
storia lunga settant’anni che
illustra come il nostro Paese
abbia vestito il mondo intero,
influenzando anche lo stile
dei grandi personaggi e delle
dive di Hollywood. Fra i pezzi
unici brillano i gioielli di Bulgari, sponsor della mostra,
indossati da Elizabeth Taylor
(Richard Burton diceva: “Io
le ho fatto conoscere la birra,
lei mi ha presentato Bulgari”,
e Bulgari pare fosse la sola
parola in italiano che lei conosceva).
La mostra racconta la storia dalla Sala Bianca di Palazzo Pitti, a Firenze, negli
Anni Cinquanta, quando Giovanni Battista Giorgini
- che era partito da nella casa
di famiglia, Villa Torrigiani mostrò ai più importanti
compratori stranieri i vestiti
di Valentino, Galitzine, Carosa, Schuberth... Alla prima
sfilata fu presente anche la
moglie di Winston Churchill,
in quei giorni alle terme a
Montecatini.
Non mancano gli abiti che
mandavano in visibilio Audrey Hepburn (stregata dalle
creazioni di Salvatore Ferragamo), Ava Gardner e tante
altre dive che divennero ambasciatrici della moda italiana nel mondo. Il viaggio è
lungo, tocca tutti i periodi del
nostro glamour, il mix di colori accesi di Missoni negli
anni Settanta, le giacche di
Versace negli Ottanta, fino
alle creazioni ardite di oggi,
di Fausto Puglisi. A documentarlo, oltre ai capi, deci-

Sala Bianca
Qui, a Palazzo Pitti,
Firenze, Giambattista
Giorgini organizzò le
prime sfilate d’Italia.
In questa foto,
la sfilata del 1955

Manifesto
L’immagine simbolo
della mostra
londinese, uno
scatto di Gian Paolo
Barbieri per
l’autunno/inverno
1991 di Gianfranco
Ferré

In Sicilia
A Taormina, la
prima sfilata
haute couture di
Dolce e Gabbana

In posa con il Premier
Domenico Dolce, Franca Sozzani, il premier
Matteo Renzi e Stefano Gabbana in un selfie
all’inaugurazione della mostra di Londra

ne fra fotografie d’epoca, video, interviste agli stilisti.
«La storia della moda italiana - spiega Sonnet Stanfill, 44
anni, curatrice della mostra parte dal basso e arriva alle
stelle. Ha inizio quando il Paese rinasce e lo fa diventare un
luogo fondamentale per la produzione, la progettazione e la
creazione di imprese. È una
storia avvincente». Stanfill
racconta di aver girato l’Italia
per due anni, visitando una
settantina d’archivi: «L’unico
problema che ho avuto è stato
il tempo. Sono stata una settimana a Firenze e ho visto solo
la metà dell’archivio Giorgini».
Non sono presenti soltanto i
grandi marchi del fashion italiano ma anche le produzioni
di etichette meno conosciute
al grande pubblico che hanno
avuto un impatto indelebile sul
settore. Soprattutto nel dopoguerra: le Sorelle Fontana, Mila Schön. Il progetto cade in
una fase di cambiamento che
apre nuovi scenari e si concluderà con una serie di interviste
filmate con protagonisti e figure chiave dell’industria della
moda italiana che interverranno per dibattere sul futuro.
Per capire quanto sia ancora vera l’affermazione di Tom
Ford, che non a caso ha sempre prodotto i suoi abiti in Italia: «Il made in Italy è nella vostra cultura, nel Dna. In Italia
cresci con la bellezza dentro».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

ai assaggiata l’Albarossa? Beh è arrivato
il momento, dopo che
nel lontano 1938 il professor
Giovanni Dalmasso arrivò a
codificare questo incrocio fra
nebbiolo (nebbiolo di Dronero
per la precisione) e barbera,
addivenendo al clone «xv/31».
Dopo 60 anni nel cassetto, la
sperimentazione alla Tenuta
Cannona (Centro Sperimentale Vitivinicolo della Regione
Piemonte) ha dato risultati talmente soddisfacenti che oggi
l’Albarossa è un vino prodotto
dalle migliori aziende del Monferrato. Mi è piaciuta l’Albaros-

M

In cantina
PAOLO MASSOBRIO

Il Piemonte
ha l’Albarossa
FRANCO IVALDI
CASSINE (AL)
STRADA CARANZANO, 81
TEL. 3487492231
UNA BOTTIGLIA DI ALBAROSSA
EURO 14

sa della famiglia Bava (ben
strutturata e più barberosa),
così come quella di Michele
Chiarlo che ha chiamato MonTald. «Super» l’hanno battezzata a Nizza Monferrato all’azienda Scarpa (ed è molto
fresca come lo stile delle Barbera nature e d’antan di questa
cantina), mentre una sorpresa
è stata l’Albarossa che ha debuttato a Murisengo alla Tenuta Isabella (più nebbiolata).
Dunque il vitigno sta dilagando
nel Sud Piemonte, e forse sarà
il simbolo del territorio, prossimo patrimonio Unesco. L’Albarossa che tuttavia inseguo dal

2008 e riassaggio con convinto
entusiasmo è quella di Franco
Ivaldi, che è addirittura filigranosa. Lui ha creduto da subito
al progetto, 10 anni fa, impiantandone i primi filari sulle colline dell’Acquese. Oggi, insieme
alla moglie Katia, la figlia Elena e il figlio Giorgio, enologo,
porta avanti una decina di ettari vitati (40 mila le bottiglie),
tra proprietà e affittanza, producendo anche Barbera d’Asti,
Brachetto d’Acqui, Cortese e
Dolcetto. La sua Albarossa
2008 l’ho assaggiata con quella
del 2011. Ha colore rubino classico, al naso spiccano note

.

19

fruttate piuttosto intense, che
ricordano la viola (nel 2008 le
note speziate). Colpisce poi
quel mix tra freschezza (la barbera) e tannicità elegante (il
nebbiolo), ma alla fine vince
l’equilibrio piacevolissimo che
credo fosse il sogno del professor Dalmasso. Dopo la fermentazione a temperatura controllata sta due anni in botte grande (il 2001 ha passato solo 6
mesi) in legno usato. Matura
lentamente, come si evince dai
tre anni di differenza dei miei
assaggi votati a una gran bella
curiosità: un nuovo rosso nell’alba piemontese.

Il bello & il buono
Souvenir

Mister Chef

Il parmigiano di Collecchio
1 Tremila bovini di razza frisona e bruna per

40 forme di Parmigiano Reggiano al giorno:
questo il bilancio di un’azienda agricola e caseificio nato nel 1953 che stagiona il suo prodotto
anche per moltissimi anni e che lo affianca a forme nate con il latte delle sole vacche Brune tradizionali. Il tutto viene venduto in azienda ed
anche in negozi propri (Caseificio Gennari Sergio & Figli,via Varra Superiore 14,Collecchiello
di Collecchio,PR, 0521.805947 info@caseificiogennari.it www.caseificiogennari.it ).
[E. RAS.]

Nigro, i colori e i sapori
della carne Vicciola
ROCCO MOLITERNI
er me un piatto deve colpire
prima gli occhi, poi il naso e
la bocca»: a parlare è Damiano Nigro lo chef stellato
di Villa D’Amelia, che è stato
allievo di Gualtiero Marchesi, ha lavorato in
Francia tra gli altri con Roux e Ducasse ed è
stato sous-chef di Enrico Crippa al Duomo di
Alba prima di approdare, nel 2006, nel resort di
Benevello sulle colline di Langa. Sabato scorso
al Palas Cerequio, la «cattedrale» del vino di
Michele Chiarlo a La Morra, ha fatto capire
cosa intenda con quella frase nel corso di uno
showcooking per il debutto del barbera La
Court Nizza Veja 2010, di cui Ugo Nespolo ha
creato l’etichetta. Nigro ha costruito un piatto
che era una sorta di tavolozza primaverile
intorno alla carne Vicciola, la razza bovina
piemontese alimentata con nocciole. «Sono
originario - racconta Nigro - delle Puglie. A
farmi conoscere le nocciole è stata mia suocera.
Ma finora in cucina erano usate più o meno solo
per la pasticceria. Così quando ho scoperto
questa carne che riesce ad assumere la nota
aromatica della nocciola me ne sono innamorato». Al punto che sabato l’ha proposta sia all’albese, con asparagi verdi di Santena, carciofi,
ravanelli e una riduzione di Gavi, sia in filetto
«come un bollito». «Cuocio - spiega - il filetto a
bassa temperatura sotto vuoto insieme a un
brodo di cappone». Viene fuori un filetto che
assume la morbidezza del bollito. Ma non di
sola carne vive l’uomo così lo chef appulo-piemontese ha anche incantato i commensali con
un risotto mantecato con borragine, gocce di
bagna cauda e barbera. A vederlo comporre i
piatti distribuendo tocchi di colori («uso polvere di zucca e chips di barbabietole cotte nella
cenere, metto un po’ di salsa rubra classica con
peperoni, pomodori, cipolle e aceto e completo
con fiori ed erbe aromatiche») non potevi non
pensare che la gastronomia è davvero un’arte.

«P

ROBERTO DUIZ
n buon drink può essere anche molecolare, cioè prodotto applicando i principi
dell’omonima cucina agli alcolici, che
con la tecnica della «sferificazione» risultano
contenuti in piccole sfere dal guscio rigido.
Coloratissime le sferette depositate sul fondo
del Mondrain Martini, ripiene di quattro tipi di
liquore e da raccogliere col cucchiaino per
lasciarle sciogliere in bocca. Specialità del
Nottingham Forest di Milano, condotto dall’ipercreativo barchef Dario Comini e dal 2008
presente nell’ambito elenco dei Great 50 Bars
of the World. Stile del locale ispirato a un pub
britannico rivisitato con decorazioni tropicali.
Atmosfera da pirati, o da surfer Anni 50, a
seconda dell’umore. Una manciata di tavolini e
bancone direttamente prelevato dal mitico bar
del Krickerbrocker Hotel di New York.

U

Nottingham Forest, Viale Piave 1, Milano

uò essere stato un
rifugio se vi avrà sorpreso una nevicata
improvvisa. Potrà essere un
rifugio ora se, lungo la strada delle scampagnate di
primavera, vi sarà venuta
voglia di fermarvi in una
località dai dintorni agresti.
Oppure la causa potrebbero
essere stati i funghi, i formaggi di montagna (il Murazzano in primis) e, perché
no, anche i vini che qui non
mancano. Insomma, saranno state mille le occasioni,
lungo il vostro percorso che
da Torino vi porta a Savona
(o viceversa), di passare
accanto al casello di Ceva.
La vostra potenziale meta
alberghiera è proprio alle
spalle del casello, ma gli
eventuali disagi che sarebbero possibili per la breve
distanza sono attutiti innanzi tutto dagli spazi: un immenso parcheggio davanti e,
sul retro, l’affaccio sulla
campagna, sulle vigne, oltre
tutto da finestre protette
ulteriormente dai doppi
vetri. Siete in un posto accogliente e/ma semplice, in un
Tre Stelle senza pretese ma,
anche, senza prezzi e sicumera di altre strutture,
magari più titolate. Nelle
camere manca il frigobar,
ma l’acqua è in regalo; la
prima colazione è corretta. I
diplomi di Buona Cucina di
una volta confermano la
garanzia di una cucina
schietta, legata al territorio
ed alle sue tipicità.

P

Tortelli, guanciale
e verza ripiena
Emozioni all’Osteria delle Vigne nel Parmense

Le pagelle di Raspelli

L’aperitivo

L’albergo

Il ristorante
eppino Cantarelli
apriva la porta della
cucina e passava l’ordinazione alla moglie: «Mirella, quattro porzioni di tortelli per il tavolo 2». Lei, l’angelo della cucina italiana, con il marito ed i figli per decenni simbolo della
gastronomia del Tricolore nel
mondo, si metteva subito all’opera; la «palla» era già pronta: Mirella Cantarelli tirava la
sfoglia al momento e farciva i
soavissimi paradisiaci tortelli
con il classico ripieno di ricotta
e spinaci.
Dopo qualche decennio potrete vedere la stessa scena nella stessa provincia, lungo la
strada che dal centro di Fornovo sale e si inoltra nella Val Ceno, verso Varsi e Bardi. Saranno pochi chilometri dal casello
autostradale della Parma-La
Spezia. Troverete questa anonima casetta sulla vostra sinistra, accanto a un comodo ampio parcheggio. Due tavolini
fuori, accanto alla pergola di vigna; laggiù, sulla collina di fronte, i filari d’uva dell’insegna e,

P

già all’entrata, qualche carabattola legata al mondo piccolo di
una volta, le casse e i cartoni di
qualche grande vino di mezza
Italia, dai locali di Monte delle
Vigne, agli Oltrepò dell’Olmo
Antico di Borgo Priolo.. Subito
lì, di fronte al bancone, i primi
tavolini dove, in genere, si mangia in comune; poco oltre due
salette avvinghiate alla cucina.
Si respira l’aria sincera delle
buone osterie di una volta: tavolini di legno vicini, tovagliette
all’americana fatte della carta
giallina da macelleria, tovaglioli
di carta (da sostituire).
Sono molti i tavoli lunghi, per
più persone, dove si mangia tutti insieme, magari divisi da suppellettili di vetro. Al bar, a dare
una mano in sala, il nonno giovanile, Antonio Tambini; tra i
tavoli il figlio Pietro ed il radioso
nipote ventiquattrenne Nicola
per un servizio accattivante,

il voto

14,5/20

semplice ed educatamente confidenziale. Ai fornelli la moglie
di Pietro, Cristina, grande cuoca pressoché autodidatta (a
parte che da queste parti, da
sempre, ancora adesso, prima
che le bambole, le ragazze accudiscono i fornelli con nonne e
suocere).
È il trionfo della cucina tipica, degli ingredienti e dei produttori locali: Parmigiano Reggiano (Gennari, di Collecchio),
prosciutto crudo (Armani &
Ferrari, Varano De’ Melegari o
Ruliano, di Riano di Langhirano), salame (Bocchi, di Fornovo), grande culatta cotta (Branchi, di Felino), casalinghe ed irresistibili torta fritta e focaccia,
verze ripiene di magro, lasagne,
gnocchi e sensazionale assortimento di straordinari tortelli,
tagliata e guanciale, meraviglioso gelato fatto al momento e
«bargnolino» per chiudere prima di un conto che, per un
pranzo medio completo, sarà
sui 45-55 euro. Posto sconosciuto, imperdibile, da scoprire.
OSTERIA DELLE VIGNE
VARANO DE’ MELEGARI (PR),
LOC. VIAZZANO, VIA ROMA 4
TEL. 0525.404328 CH. LUN. E MAR.
ULTIMA PROVA: 29-3-2014

SORRISO
CEVA(CN), VIA GARESSIO 9
TEL.E FAX 0174.704024
WWW.HOTELRISTORANTE
SANREMO.IT
ULTIMA PROVA: 6-3-2014

il voto

13/20

20

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

ENRICO SARAVALLE

Le segnalazioni
Slow Food

M

Luoghi del gusto

P

Oltre le terme, il fascino di una storia ricca
e di una cucina che punta sui profumi di terra
sono sorte le ville più belle dell’isola come La Colombaia (appartenuta a Luchino Visconti)
e La Mortella con il giardino
lussureggiante che il compositore inglese William Walton fece realizzare, intorno agli Anni
50, da Roussel Page, uno dei più
grandi paesaggisti del secolo
scorso.
Forio è il più grande centro
dell’isola: le sue case si arrampicano fino sui fianchi dell’Epomeo e nel suo centro storico si
incontrano, in quantità, memorabilia del glorioso passato come le torri medievali, spesso

Il coniglio
All’Ischitana,
preparato nel
«tiano» di
terracotta,
utilizzando
odori e sapori
dell’orto
è il piatto più
famoso
dell’isola

Angelo Surrusca

Un’immagine dello Scoglio, l’isolotto che racchiude come uno scrigno i tesori artistici di Ischia

Ischia, l’isola
che nasconde
un cuore contadino

Fuori stagione
è una meta che offre
relax, buona cucina
e testimonianze
archeologiche
spenti e poi pinete, agrumeti,
vigneti e boschi: basta percorrere la vecchia Strada Borbonica per scoprirli e così lungo i
tornanti che portano alle giogaie del Cretaio viene allo scoperto in modo prepotente
«l’anima di terra» di Ischia.
Riprendendo la litoranea,
un «fungo» (in realtà, uno scoglio di tufo modellato dal vento e dalle onde) immerso nel
mare è il logo di Lacco Ameno,
diventata famosa per i suoi alberghi e i centri termali negli
Anni 60 del secolo scorso. La
sua storia è, però, lunga di secoli e la prova è da cercare nel
Museo Archeologico della
settecentesca Villa Arbusto
dove si trovano i gioielli, i corredi funerari, i vasi dei coloni
greci che sbarcarono sull’isola e che fondarono Pithecusa,
la loro città. A Forio, invece,

rofondamente legati alla
zona dei Campi Flegrei,
Giuseppe Fortunato e la
moglie Sandra Castaldo, messi da
parte gli studi di Ingegneria ed
Economia, hanno trovato nelle
terre di famiglia la propria
ragione di vita. Nella loro
azienda, Dolci Qualità, Giuseppe
si occupa dei vigneti e delle api,
Sandra segue l’amministrazione
e gestisce il punto vendita nel
centro di Pozzuoli, in via Carlo
Rosini 45 (tel. 081-5265258). Gli
apiari si trovano nelle campagne
flegree di Fusaro, Arco Felice
Vecchio, Monteruscello, Quarto,
Monte Russo e Castelvolturno.
Fra i loro mieli spiccano quelli di
acacia, castagno, eucalipto,
agrumi, melata. Con il marchio
Contrada Salandra, Giuseppe e
Sandra producono anche due vini
da uve falanghina e piedirosso.

I tour
Eurogeopark
organizza
tour per
scoprire tutti i
segreti di
Ischia, dalle
fumarole alle
sorgenti di
acqua calda,
dai vecchi
crateri dei
vulcani ai
villaggi
medioevali
Info:
www.euroge
opark.com

Sud

are incantato,
baie nascoste,
piccoli borghi
ricchi di fascino: Ischia è la
meta ideale per un «fuori stagione» tra il romantico e modaiolo. Il suo cuore artistico
batte sullo Scoglio, l’isolotto,
a una manciata di minuti dal
porto, che custodisce le testimonianze più importanti della storia ischitana, come i resti della chiesa di San Pietro,
il monastero delle Clarisse, la
chiesa dell’Immacolata con la
sua inconfondibile cupola e il
Castello Aragonese. Dove nei
primi decenni del ’500 soggiornò e «regnò» la principessa (e poetessa) Vittoria Colonna attorniata da un cenacolo di artisti e letterati d’eccezione, da Michelangelo (che
dedicò alla donna tenerissimi
sonetti d’amore) ad Ariosto a
Pietro Aretino. Lasciato alle
spalle il centro abitato di
Ischia, ecco Casamicciola,
che, adagiata sulle pendici
dell’Epomeo (il monte dell’isola), conserva nelle zone
più interne valli, calanchi, terrazzamenti e coni di vulcani

riutilizzate come sedi di alberghi di charme, come succede
per esempio all’Hotel Mezzatorre (www.mezzatorre.it) nascosto in un parco immenso, su
di un promontorio circondato
dal mare. Uscendo da Forio, si
scende fino a Sant’Angelo, paesino incantato, allungato sul
mare con le piccole case dei pescatori dipinte a colori pastello:
qui si gira solo a piedi, tra vicoli
che sanno di vento e di mare,
per raggiungere il porticciolo
con le barche dei pescatori ormeggiate e lo scoglio di tufo grigio unito da una sottile striscia

di sabbia alla terraferma.
E l’anima terragna di Ischia?
Quella si scopre nella sua cucina contadina, dove il piatto simbolo non è a base di pesce, come
sarebbe facile supporre, ma di
carne: il must è il coniglio all’ischitana, altri ingredienti immancabili sulle tavole ischitane
sono le verdure e le erbe selvatiche, che entrano nella composizione di minestre (come quella di cicoria e fagioli) o si sposano ad altre erbe o verdure come
nella millenaria «scapece» a
base di mentuccia, peperoncino, aglio.

Osterie d’Italia

A

ttenzione alla stagionalità
e conoscenza diretta dei
produttori sono il punto di
forza di Nando Salemme, la cui
proposta coniuga qualità,
tradizione e innovazione.
L’accoglienza è affidata allo
stesso Nando e alla moglie
Vanna, la cucina al giovane cuoco
Tommaso Di Meo. L’antipasto
prevede una serie di assaggi:
zuppa di fagioli cannellini e
scarole, polenta al ragù di maiale,
stracciata di melanzane. Tra i
primi, paccheri alla genovese
oppure al forno, spaghetti con
peperoncini verdi, pomodorini e
alici di Cetara. Ottimi i secondi:
polpette di chianina al forno su
foglie di limone, involtino di
maiale ripieno con mozzarella di
bufala e carciofi, costoletta con
papaccelle. Notevoli la selezione
di formaggi e la carta dei vini.
Prezzi: 30-33 euro vini esclusi.
Abraxas, Via Scalandrone 15,
Pozzuoli (Na), Tel. 0818549347

La città delle betulle, stella della Lapponia

Nord

Umea, capitale europea della cultura 2014 sfodera un fitto cartellone di eventi

Umea è un centro della cultura lappone

VALERIO GRIFFA

U

meå, città sconosciuta
ai più, della costa orientale della Svezia, 630
km a nord di Stoccolma è per il
2014 capitale europea della cultura. Ha alcune caratteristiche
interessanti: è universitaria e
dinamica, ospita centri di ricerca ed è una città sami, intesa come comunità lappone. La
città, nominata capitale 2014
con Riga, si presenta all’appuntamento con un obiettivo:
espandere la conoscenza della
scena culturale svedese in Europa, e allacciare nuovi contatti. Per cominciare, gli eventi sono divisi secondo le otto stagioni lapponi, popolo più sensibile
di noi ai cambiamenti climatici.

Altra caratteristica, molto contemporanea: il programma
non è tutto fissato, è work in
progress, e anche ciò che è fissato può cambiare forma. Partiamo dalla prima-primavera:
c’è stato un Horror&Art Festival, con performing arts, musica, arte, scienza, film; in aprile
si terrà un Festival di giovane
danza, le installazioni in natura
River Notes di Riitta Päivaäläinen. In primavera spiccano Right is Wrong, una panoramica
degli ultimi 40 anni di arte cinese; un festival di performing
arts; Stadionmusik, forse il più
interessante perché mixa
sport, atleti di livello mondiale,
con la musica classica riarrangiata, sotto la direzione di David Moss. La prima-estate pre-

senta come highlight il Midnight Light Tango Festival, con
danzatori internazionali, e potete immaginare cosa sia ballare con la luce del sole di mezzanotte. In estate, La Fura dels
Baus, con Elektra di Richard
Strauss. Nel primo-autunno, il
Food Festival e il Festival del
Circo contemporaneo. In autunno, Jazz Festival e Film Festival, mentre nel primo-inverno il Light Festival. Ma, come
detto, il programma è in divenire. Tutto si può seguire su Instagram e Twitter, su Facebook, google+, YouTube, nel
senso che possono essere visti
gli appuntamenti, soprattutto
con gli occhi dei partecipanti,
contribuendo così a raccontare
una storia front e back. C’è an-

che
u n’a p p
apposita
(umea2014, iOs e Android), ma
questa non è una novità.
Poi c’è la città e il suo territorio. La Città delle Betulle, come si autodefinisce, stretta tra
il fiume Ume e il mare, circondata da boschi, è la capitale regionale e offre molti spunti, urbani e naturali. Da non mancare il Bildmuseet (www.bildmusee.umu.se) che presenta arte
contemporanea in senso ampio
(anche graffiti, anche fotogiornalismo), il Parco delle Sculture Umedalen, il Museo del Västerbotten. E poi l’Arboretum
Norr, il lungofiume, il Museo
della chitarra appena aperto. E
una visita a uno dei centri sami,
per vedere le renne e ascoltare
il racconto delle tradizioni.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

.

21

Consigli ai Viaggiatori
MARCO MORETTI

«I
Gardaland 2014
Prezzemolo Land, un fantastico
e coloratissimo «mondo di
giochi» dedicato ai più piccoli e
Eurochocolate che sarà nel
Parco fino al 14 aprile sono le
due novità di Gardaland 2014
che ha appena aperto i battenti
Info www.gardaland.it

Grecia in villa
MyEvotravel propone una
vacanza in Grecia offrendo la
possibilità di scegliere tra tante
diverse ville situate nelle più
belle isole greche. Dalla
mondana Mykonos all’elegante
Naxos, passando dalla celebre
Creta e la riservata Tino.
Info www.myevotravel.com

l Mekong è il fiume più bello e selvaggio della Terra
annotava Marguerite Duras, nata a Saigon il 4 aprile 1914 da coloni francesi. L’esperienza in Indocina - giungla, mondo coloniale, esotismo - emerge in tutti i romanzi della scrittrice. Soprattutto in L’Amante, la vicenda del
suo flirt a 15 anni con un milionario cinese, trasposto nel 1991 da
Jean-Jacques Annaud nell’omonimo film.
La Duras abitò nel Delta del
Mekong. Prima a Sa Dec, dove la
madre insegnava al Liceo Francese. Sulle fertili rive del fiume la
cittadina ospita vivai di piante
tropicali. Qui il Mekong è largo e
gonfio d’acqua. Le due sponde
sono collegate da barche spinte
da donne minuscole che remano
contro corrente con dieci passeggeri a bordo. Poi si trasferì a
Vinh Long, un centro agricolo
più a est dove il fiume - che nasce
in Tibet ed è lungo 4880 chilometri - si articola in numerose braccia che formano diverse isole
(coltivate a riso, cocchi, banane e
agrumi): si raggiungono con barche private o con i ferryboat che
partono dal lungofiume, disseminato di caffè e ristoranti. Vinh
Long è la base per visitare il mercato galleggiante di Cai Be, uno
dei più animati della regione. La
vita brulicante di Vinh Long e i
floating market del Delta offrono
al viaggiatore immagini di un’Indocina della memoria, scomparse in gran parte del Vietnam.

Sul delta del Mekong
inseguendo
il mito della Duras
In Vietnam il fascino antico dei luoghi narrati
dalla scrittrice di cui domani si celebra il centenario

Vinh Long è la base
per visitare il mercato
galleggiante di Cai
Be, uno dei più
animati della regione

Sudamerica
Il tour operator Ruta 40
propone una serie di trekking in
Sudamerica. Venezuela,
Colombia, Perù, Argentina, Cile
e Bolivia: Paesi diversi che
garantiscono itinerari e
paesaggi di grande fascino
Info www.ruta40.it

Perché il dedalo di canali in cui il
Mekong si divide prima di gettarsi nel Mar Cinese Meridionale è il volto più spettacolare e tradizionale di un Paese che corre
verso la modernità.
Il Delta si trova appena a tre
ore d’auto a sud della trafficata
Saigon, ma è un mondo agreste
con scene bucoliche, come i pa-

La cucina
Aromatica, la cucina
vietnamita ha come base
riso e spaghetti all’uovo,
cucinati per lo più in zuppe
con pesce o verdure, carne
d’anatra o di maiale. I piatti
sono serviti con salse di
pesce fermentato, arachidi,
soia, pomodoro o
agrodolci. Deliziosi gli
involtini, avvolti in pasta di
riso e cotti a vapore. Una
sorpresa anche per chi
conosce i gusti orientali

Est

Vicino
& lontano

Un’immagine del Delta del Mekong a Vinh Long, dove la scrittrice visse con la madre

stori che governano branchi di papere
remando in
piedi su affilate piroghe. E
ha piacevoli risvolti gastronomici, soprattutto per gli amanti del pesce e per chi è alla ricerca di nuovi sapori. Nei ristoranti di Vinh Long come in
quelli di Can-Tho e My-Tho (le
due principali città) si gustano
piatti a base di carne di serpente. Il Delta del Mekong è la
maggiore area di pesca fluviale
del mondo e una delle più im-

portanti per la produzione di
riso. Risorse di una popolazione che vive in gran parte su
barche, battelli e palafitte.
Ci si sposta soprattutto in
barca lungo gli infiniti canali,
dove si osserva la vita di contadini e pescatori, oltre a un’infinità di uccelli: cicogne, gru, pellicani, cormorani, garzette, sterne, chiurli, aninghe e anatre. La
barca scivola silenziosa tra canali su cui si affacciano le case
semplici dei contadini sullo
sfondo della natura tropicale, in
cui gettano le reti i pescatori e
nuotano i bambini. S’attraversano piccoli villaggi e infinite ri-

saie. Si seguono i canali finché
sboccano nel Mekong - su cui le
città sconfinano nell’anarchia
delle house-boat - servito da traghetti colmi di ragazze che indossano l’ao dai, il tradizionale
lungo abito bianco.
A Can-Tho, dove il fiume è dominato dalla più grande statua di
Ho Chi Minh, si visitano case galleggianti con vivai di pesci al centro del salotto. Da qui partono le
escursioni per il mercato galleggiante di Cao Lanh. E si raggiunge la Sam Mountain a Chau Doc,
disseminata di pagode con monaci buddisti: uno dei rari aspetti mistici del Paese comunista.

Come arrivare
Cathay Pacific
(www.cathaypacific.com)
vola da Milano e Roma a
Saigon, via Hong Kong con
possibilità di stopover.
L’operatore italiano Easy
Asia (www.easyasia.info/it)
propone itinerari di gruppo
e viaggi personalizzati in
Vietnam e in tutta
l’Indocina. Informazioni sul
Vietnam, la sua storia, la
sua cultura e le sue strutture
di accoglienza, dagli
alberghi agli ostelli sul sito
www.vietnamtourism.com.

T1 CV PR T2

GIOVEDÌ 3 APRILE 2014 LA STAMPA 22

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

In Italia

-1,02%
-0,97%

FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3765

FTSE(Londra)

S Oro

Petrolio
dollaro/barile

99,62

ECONOMIA
FINANZA

+0,24%
+0,20%
+0,20%
+0,10%

euro/grammo

R

30,4497

.

23

&

MONTEPASCHI, UNICREDIT, INTESA SANPAOLO, BPM, BANCO POPOLARE E UBI POTREBBERO DIVENTARE SOCI DI MAGGIORANZA SENZA LA CIR

Le banche verso il controllo di Sorgenia
La proposta per convertire il debito di 600 milioni di euro sarà sul tavolo del Cda entro la settimana
LUCA FORNOVO
TORINO

Montepaschi, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bpm, Banco Popolare, Ubi e altre 13 banche
creditrici, sono a un passo dal
mettere le mani su Sorgenia.
La società dell’energia ha debiti per 1,9 miliardi di euro e la
holding Cir, della famiglia De
Benedetti, potrebbe perdere il
controllo. Mentre l’altro socio,
l’austriaca Verbund, ha già dichiarato chiusa la sua avventura italiana.
Secondo fonti finanziarie,
le banche sono al lavoro per
presentare entro la settimana
a Sorgenia un piano per convertire i 600 milioni di debito
in eccesso che - se approvato
dal Consiglio di amministrazione del gruppo - porterà gli
istituti di credito ad avere
quasi il 100% del capitale di
Sorgenia. Lo schema della
proposta, ancora da affinare,
dovrebbe prevedere una conversione in azioni per 400 milioni e un prestito convertendo da 200 milioni. L’operazione è stata discussa ieri nel
corso di una riunione a porte
chiuse cui hanno partecipato i
top manager dei sei istituti
più esposti (Mps, Unicredit,
Intesa, Bpm, Banco Popolare
e Ubi) che hanno deciso di accelerare sul piano B, dopo
aver preso atto dell’indisponibilità di Cir ad aumentare
l’impegno nel salvataggio della controllata. La holding dei

De Benedetti è intenzionata a
immettere al massimo 100 milioni, che sarebbe l’unica iniezione di liquidità in Sorgenia,
nell’ambito di un aumento di
capitale da 190 milioni che la
farebbe restare al 52,9%. Le
banche hanno chiesto uno
sforzo in più: arrivare a 150
milioni, ma Cir, che in quel caso diventerebbe socio di minoranza, ha detto no.
Il piano B sembra quindi inevitabile. A esserne convinti sono anche gli istituti come Mps,
esposta per 600 milioni e Unicredit (180 milioni) che prima

Lo schema del piano
prevede 400 milioni
in azioni e 200 milioni
di prestito convertendo
erano propensi a una soluzione
più morbida. Certo nella proposta ci sarà qualche spiraglio per
riaprire il negoziato con Cir. Ma
se il piano B andrà in porto, le
banche arriveranno al pieno
controllo di Sorgenia, certo non
subito. Il Cda dovrà dare l’ok alla proposta di conversione e poi
dovrà convocare l’assemblea
degli azionisti per il via libera finale. Per quanto riguarda la governance futura di Sorgenia,
l’attuale amministratore delegato, Andrea Mangoni, dovrebbe rimanere al suo posto, come
uomo di garanzia per assicurare la continuità industriale. Una

volta divenute le maggiori azioniste, le banche punteranno poi
a cedere alcuni asset. L’obiettivo è mettere in vendita tutte le
attività nelle energie rinnovabili. Una grana non facile da risolvere sarà la centrale elettrica a
carbone Tirreno Power di Vado
Ligure (al 39% di Sorgenia e al
50% di Gdf Suez) che è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Savona.
Se il piano B avrà successo
Mps, Intesa, Unicredit, Bpm,
Banco Popolare e Ubi diventeranno i grandi soci della nuova
Sorgenia, visto che a loro fa capo circa il 70% degli 818 milioni
di debiti della capogruppo. Nella compagine azionaria entrerebbero poi altri 13 istituti, tra
cui la società finanziaria Portigon (vanta crediti per 135 milioni), Bnp Paribas (98 milioni)) e
Carige (41 milioni). Mentre resterebbero fuori Mediobanca e
Raiffeisenbank, in quanto non
sono esposte sulla capogruppo.
Sempre ieri le banche hanno discusso della richiesta di Sorgenia di avere un po’ di ossigeno,
con lo sblocco di linee di credito
e fideiussioni. Ma al momento
non sono stati riaperti i rubinetti della nuova finanza (si
parla di circa 65 milioni) sotto
forma di sconto fatture e garanzie. La richiesta è stata sollecitata dal Cda di Sorgenia, che
martedì ha comunicato di avere
comunque evitato la crisi di
cassa grazie a interventi sul circolante e dismissioni.

Sotto stress
Le attività
di Sorgenia
nelle energie
rinnovabili
potrebbero
essere
vendute
Nella foto
una centrale
elettrica
del gruppo

IMAGOECONOMICA

Investimenti sbagliati
e prestiti facili, così si scarica
l’energia di De Benedetti
Analisi
FRANCESCO MANACORDA
MILANO

AZIENDA MULTISERVIZI IGIENE AMBIENTALE TORINO S.P.A.

COMUNE DI ASTI

L’AMIAT S.p.A. indice la seguente gara:
* [Rif. PA 7/14] - Fornitura di n. 2 veicoli 4x4 con M.T.T. > 6.000 kg, allestiti di spargisale e
lama sgombero neve. Importo a base di gara: € 210.000,00 + IVA. La documentazione della
gara è disponibile sul sito aziendale: http://www.amiat.it – Sezione “Appalti e Gare”. Il bando
è stato inviato alla G.U. della Comunità il 21/03/2014.
L’AMMINISTRATORE DELEGATO Ing. Roberto Paterlini

Piazza S. Secondo 1 Tel. 0141/399310

C00186
AMERA DEI DEPUTATI
Roma - Via della Missione 10
ESTRATTO DI BANDO DI GARA
L’Amministrazione della Camera dei deputati indice una P.R.
per l'appalto di “Fornitura di un sistema di trascrizione automatico del parlato (ASR) e prestazioni informatiche accessorie”, della durata di trentasei mesi, da aggiudicare con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Possono
partecipare alla P.R. imprese, imprese riunite, consorzi e
GEIE in possesso all'atto della domanda dei requisiti di ordine generale e speciale previsti dal capitolato. Domanda di
partecipazione e dichiarazione del possesso dei requisiti
devono, a pena di esclusione, pervenire entro il 30 aprile
2014, a mezzo raccomandata o posta celere, al seguente
indirizzo: Camera dei Deputati. Servizio Amministrazione. Via
della Missione n. 8, 00186 ROMA. Il bando è pubblicato sulla
GUUE, sulla GURI ed è consultabile sul sito www.camera.it.,
sezione “Amministrazione”, sottosezione “Procedure di gara”.
Capitolato e ulteriori informazioni possono essere richieste
all’indirizzo email “amm_contratti@camera.it”.
CAMERA DEI DEPUTATI
Il Consigliere Capo Servizio Amministrazione
(Dott. Nicola Guerzoni)

ISFOL
ISTITUTO PER LO SVILUPPO DELLA FORMAZIONE
PROFESSIONALE DEI LAVORATORI
Corso d’Italia n. 33 - 00198 ROMA; CF 80111170587
AVVISO PER ESTRATTO GARA
RIF. 133/CDG - C.I.G.: 558840842B
L’Isfol intende esperire pubblico incanto mediante procedura
aperta per l’aggiudicazione di un appalto concernente la “Realizzazione e sviluppo delle funzioni del Controllo di Gestione,
del Controllo Strategico, del Ciclo di Valutazione delle performance, della Trasparenza e degli Obblighi di Pubblicità, secondo
quanto previsto dalla normativa di riferimento e dalla regolamentazione interna, attraverso l’implementazione di un ambiente applicativo che integri i sistemi informatici e informativi
attivi presso l’Istituto”, con aggiudicazione in base al criterio
dell’offerta economicamente più vantaggiosa - art. 83 punto 1)
D. Lgs. 163/06 - termine presentazione offerte entro le ore 12.00
del giorno 19.05.2014. Copia integrale del bando e del capitolato d’oneri è disponibile sul proprio sito internet www.isfol.it.
ISFOL
Il Responsabile Unico del Procedimento - RUP
Dott.ssa Simona Fiori

TRIBUNALE DI TORINO
Per questa pubblicità: 011/6665241 • Gli avvisi legali

NOTIZIA DI AVVISO ESPLORATIVO
Il Comune di Asti intende acquisire manifestazioni d’interesse per
l’affidamento in concessione della
gestione del centro infanzia e famiglie “TROVAMICI”, ai sensi dell’art.
30 del D.lgs 163/06. L’avviso esplorativo integrale è visionabile all’Albo
Pretorio on line e sul sito del comune
di Asti: http://asti.etrasparenza.it/pagina
789_avvisi-pubblici.html
Asti, 31/03/2014
IL DIRIGENTE Dott. Andrea Berzano

ESTRATTO DI BANDO DI GARA
1) Stazione appaltante: ITALFERR SpA - in
nome e per conto di RFI SpA. 2) Oggetto:
Procedura aperta ai sensi D.Lgs. 163/06, parte III,
per l’affidamento dei lavori di sistemazione
idraulica viadotti e regimazione idraulica a
monte del sottovia ferroviario SL 1005 (Km
9+029) - Linea Metaponto-Reggio Calabria - tratta
Melito P.S. - Reggio Calabria. CIG 5666549828 CUP J91H92000000001 - (PA-1228). 3) Importo:
Euro 1.108.550,13. 4) Termine ricezione offerte: 5 maggio 2014, ore 12:00. 5) Profilo
Committente: http://www.gare.italferr.it/.
Il Responsabile
Ing. Fabrizio RANUCCI

de La Stampa li puoi trovare anche su:
www.legaleentieaste.it

TRIBUNALE DI TORINO
FALLIMENTO N. 294/12
SI COMUNICA - che all’attivo del fallimento sono stati acquisiti dei rottami ferrosi; - che è pervenuta alla Curatela un’offerta irrevocabile di acquisto di euro 150.000,00 oltre Iva di legge (ove
dovuta); SI INVITANO tutti gli interessati a far pervenire, entro e non oltre le ore 12,00 del 15
aprile 2014, offerte migliorative d’acquisto, cauzionate in misura pari al 10% del prezzo offerto
(con assegno circolare non trasferibile), presso lo studio del curatore, in Torino, Via Stefano Clemente n. 6, nelle ore d’ufficio (8,30-12,00 / 14,30-18,00). Di detti beni potrà essere presa diretta
visione previa richiesta di appuntamento al Curatore da tenersi entro e non oltre il 14 aprile 2014,
h. 12,00. Il giorno 15 aprile 2014, alle ore 17,00, presso lo studio del Curatore, si procederà all’apertura delle buste e a competizione tra l’Offerta ora pervenuta e le offerte presentate nei termini,
secondo le condizioni previste nel bando di gara consultabile presso lo studio del Curatore, con
immediata aggiudicazione al vincitore. Il presente annuncio non costituisce ad alcun effetto proposta contrattuale, né offerta al pubblico ex art. 1336 cod. civ., né sollecitazione all’investimento ai
sensi dell’art. 94 D.Lgs. 58/98. Ogni determinazione in ordine alla vendita deve essere autorizzata
dal Giudice Delegato che avverrà alle condizioni tutte così come analiticamente e tassativamente
indicate nel bando di vendita. Per ogni ulteriore informazione si invita a contattare lo Studio
del Curatore, tel. 011.4373204 – fax 011.480936 – p.e.c.: f294.2012torino@pecfallimenti.it.
Il Curatore fallimentare Dott. Enrico Stasi

COMUNE DI MONCALIERI
TORINO - AVVISO DI GARA
È indetta per il giorno 16 APRILE 2014 alle ore
10.00 procedura di gara per l’affidamento in
concessione - ai sensi dell’art. 30 del D. Lgs. n.
163/2006 - dell’organizzazione e della gestione
dei soggiorni climatici marini per la terza età per
il triennio 2014-2016. Valore complessivo presunto
della concessione € 1.689.900,00 (IVA INCLUSA)
ex art. 74 ter DPR. 633/72. Numero di partecipanti
complessivi previsto min. 850 max. 1120 per ogni
stagione estiva compresa nel triennio 2014-2016.
Tutta la documentazione di gara è visionabile
e scaricabile sul sito internet del Comune al
seguente indirizzo: www.comune.moncalieri.to.it.
Gli operatori economici in possesso dei requisiti
richiesti per l’ammissione alla gara che intendano
partecipare alla medesima, sono invitati a
presentare offerta con le modalità stabilite
dalla documentazione di gara entro il termine
perentorio delle ore 12.00 del 15/04/2014.
Moncalieri, 27.03.2014

IL DIRIGENTE

Dott.ssa Federica Deyme
Questi e molti altri avvisi
li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti
www.legaleentieaste.it - www.lastampa.it

U

n modello di capitalismo familiare che paga
i costi di un investimento sbagliato e probabilmente anche quelli del tardivo
inserimento - ottobre 2012,
Monica Mondardini diventa
amministratore delegato della Cir al posto di Rodolfo De
Benedetti - di un manager
esterno. Ma anche un modello
bancario, guardacaso tutto
italiano, che sconta la sua affezione a un sistema di capitalismo discretamente relazionale, piange adesso su crediti
concessi con larghezza - su
circa 1,9 miliardi di esposizione ben 600 milioni fanno capo
al Montepaschi di mussariana
memoria - e rischia forse di attuare un’operazione non abbastanza incisiva.
Nella grande partita a scacchi tra gli istituti di credito e la
Cir (presidente esecutivo Rodolfo De Benedetti, presidente
onorario suo padre Carlo) che
controlla il 52,9% di Sorgenia
per mettere in sicurezza la società energetica in profonda
crisi, le ultime mosse sembrano vicine con un ultimatum
che le banche si preparano a
presentare già entro domani.
Ma in realtà alcune mosse
decisive sono ancora tutte da
tracciare sulla scacchiera delle trattative. La prima riguarda il prezzo di conversione

zione sintetica dello stato dei
rapporti.
Ma a monte della conversione
rischia di esserci un altro problema. I seicento milioni che le
banche sono disposte a scalare
rappresentano poco meno di un
terzo dell’indebitamento complessivo di Sorgenia. Probabile
che nei calcoli degli istituti sia
difficile o impossibile spingersi
più in là, anche perché i debiti
convertiti vanno di fatto cancellati dal bilancio. Ma in questo caso resterebbero comunque 1,3
miliardi di indebitamento in capo a Sorgenia. Nel suo nuovo
In famiglia piano industriale la società prevede di avere un Ebitda annuo di
Carlo De Benedetti (destra)
110-120 milioni nel triennio che
con il figlio Rodolfo
termina nel 2016. Dunque l’indebitamento sarebbe pari a circa
delle azioni Sorgenia: se quei 10 volte l’Ebitda previsto a me600 milioni di debito che le ban- dio termine. Una riduzione del
che sono disposte a scalare alla debito sarà possibile attraverso
società attraverso la trasforma- la cessione delle energie rinnozione in equity di 400 milioni e vabili, che le banche avrebbero
altri 200 milioni da legare a un già in programma, ma una parte
prestito convertibile in azioni importante per la capacità di
fossero equivalenti al 100% del rimborso del debito di Sorgenia
capitale Sorgenia, allora per la potrebbe averla anche il capaciCir sarebbe davvero«game ty payment, ossia quella remuover» nella socienerazione data,
tà energetica. Se
IL SALVATAGGIO con i soldi delle
per ipotesi invea quelle
Per i debiti residui bollette,
ce quella stessa
imprese energetipotrà servire anche che che mettono
cifra si trasformasse solo in una il «capacity payment» la disposizione
partecipazione
l’eventuale capadi minoranza, allora la Cir e i cità delle loro centrali tradiziosuoi azionisti di riferimento po- nali. Si prevedeva che il ministetrebbero cantare vittoria. Qual- ro delle Attività produttive indiche voce degli ultimi giorni so- casse la misura di questa remustiene che i rapporti tra istituti nerazione per fine marzo, ma c’è
e famiglia si sarebbero un po’ qualche ritardo. E con il taglio
ammorbiditi: la percentuale di delle bollette promesso dal preun’eventuale presenza banca- mier alle piccole e medie impreria nel capitale Sorgenia po- se lo spazio per capacity paytrebbe dare presto un’indica- ment forti sembra ridotto.

24 .Economia

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Panorama

Il ritorno di Bob Diamond

LE BOZZE DELL’ACCORDO TRA LA FONDAZIONE E I NUOVI SOCI

Mps, ai sudamericani
la scelta del nuovo ad

L’ex uomo d’oro della City
ricomincia dal Botswana Patto triennale con un “lock up” per due anni

D

alla City al Botswana.
Va in scena in Africa il
ritorno di Bob Diamond, l’ex uomo d’oro della finanza londinese, un tempo a
capo del colosso Barclays e finito nella polvere nel luglio
2012 per lo scandalo miliardario del tasso Libor manipolato
dalle banche. Oggi, e dopo
nemmeno due anni, l’investment banker è di nuovo in pi- Bob Diamond
sta e punta alla conquista delle
banche dell’Africa. Un film che il mondo della finanza non aveva
ancora visto. Il primo affare di Diamond post collasso carriera è
proprio l’acquisizione (attraverso il veicolo Atlas Mara) di quote
della Banc Abc del Botswana (47,1%). Non è la sola banca finita
nel mirino di Diamond che si è comprato anche una fetta del 9%
della nigeriana Union Bank of Nigeria. Le due operazioni del valore di 265 milioni di dollari sono avvenuti con la scalata di Adc
African Development Corporation, un veicolo quotato a Francoforte che ha partecipazioni nei due istituti africani. [SANDRA RICCIO]

Retribuzioni a confronto

A Scaroni 5,8 milioni
il 25% meno degli altri ad
el 2013 la retribuzione complessiva dell’amministratore
delegato dell’Eni, Paolo Scaroni (cioè la parte fissa più il
bonus annuale più l’attualizzazione degli incentivi di lungo
termine attribuiti nell’anno ma non ancora erogati) è stata di
5,810 milioni di euro. Lo dicono le slide presentate nell’audizione
alla Commissione Industria del Senato. La retribuzione risulta
del 24,8% inferiore alla media dei Ceo di Shell, Bp e Total. Nelle
slide è anche evidenziato a quanto ammonta, almeno in parte, il
trattamento di fine mandato (o di risoluzione del rapporto di lavoro): c’è un’indennità integrativa composta da una parte fissa di
3.200.000 euro e una parte variabile calcolata sulla media delle
performance del triennio 2011-2013, c’è un patto di non concorrenza di 2.219.000 di euro erogabile dopo un anno dalla cessazione del rapporto e un trattamento previdenziale/contributivo per
il rapporto di amministrazione parificato a quello dirigenziale.

N

L’utile tiene

Crescono i ricavi di Prada
In arrivo 2 mila assunzioni
onostante la forza
dell’euro che sta penalizzando tutti i
marchi del Vecchio continente, i conti di Prada tengono:
l’utile 2013 è di 627 milioni
(due milioni in più del 2012), i
ricavi sono cresciuti a 3,587
miliardi (+8,8%, con previsione di aumento del 9% nel
2014) e dividendo di 11 centesimi rispetto ai 9 precedenti. Un abito firmato Prada
E, anche se i profitti interrompono la crescita degli anni precedenti, il gruppo assume:
nel corso del 2014 salirà a 13.500 dipendenti, 2mila in più in un
anno. Di questi, 500 solo in Italia, soprattutto nell’industria.
L’ad Patrizio Bertelli ha annunciato che il marchio Prada
quest’anno aprirà nel mondo 50 nuovi spazi (che salgono a 80
contando anche Miu Miu e Church, sul quale sta investendo
fortemente). Il gruppo punterà soprattutto sugli store per uomo, che stanno dando una redditività migliore, e conferma gli
investimenti in Arabia Saudita e Sudafrica.
[GIU. BOT.]

N

GIANLUCA PAOLUCCI
SIENA

Il mantenimento delle quote per due anni e la presentazione di una lista comune
per il rinnovo del cda con
l’assegnazione alla Fondazione Mps della facoltà di
esprimere il candidato presidente e ai fondi Fintech e
Btg Pactual di poter esprimere l’ad. Sono i contenuti
principali del patto di sindacato in corso di elaborazione tra l’ente senese e i
due fondi sudamericani
Fintech e Btg Pactual. Secondo le bozze che stanno
circolando in queste ore, il
patto avrà durata di tre anni - il massimo previsto dalla normativa - e vincolerà il
9 per cento del capitale di
Mps: il 2,5% detenuto dalla
Fondazione, il 4,5% della
Fintech di David Martinez
Guzman e il 2% di Btg Pactual. Secondo quanto previsto nelle bozze di accordo,
le liste comuni per il rinnovo del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale saranno composte
con un candidato dei fondi
alternato a uno della Fondazione, in quest’ordine.

ANSA

Antonella Mansi, presidente della Fondazione Mps

6,5%
del Monte
È in mano ai soci
sudamericani: il 4,5% è
di Fintech e il 2% di Btg

Il voto di lista previsto dallo statuto Mps assegna il
maggior numero di consiglieri alla lista più votata. Ai fon-

Auto
Chryslerrichiama
867milavetture
1 Chrysler

richiama
867.795 Jeep e suv Dodge
per ispezionare i freni.
L’annuncio arriva mentre
la rivale Gm è alle prese
con le conseguenze del ritardato richiamo di 2,6
milioni di auto. I modelli
richiamati da Chrysler sono fra il 2011 e il 2014.

di spetterà di esprimere
l’amministratore delegato,
previa consultazione con la
Fondazione che però, nelle
bozze circolate nelle ultime
ore, avrebbe solo la facoltà di
esprimere un parere. All’ente guidato attualmente da
Antonella Mansi spetterà
ancora l’indicazione del candidato presidente.
Il tutto è ovviamente subordinato all’ottenimento
delle autorizzazioni da parte
delle autorità, Bankitalia e
ministero del Tesoro. Una risposta sull’ingresso dei due
fondi da parte di Via XX Settembre è attesa entro 30
giorni (vale la regola del silenzio assenso), mentre Palazzo Koch avrà due mesi per
dare il proprio via libera.
Grazie a questo riassetto
l’ente dispone oggi di una
cassa che ammonta a circa
400 milioni. Ieri il piano della
Mansi ha incassato l’elogio
del presidente della Regione
Toscana Enrico Rossi: «Plaudo all’intervento della presidente Antonella Mansi: mi
sembra abbia fatto un buon
lavoro, così come la banca»,
ha detto.
Dopo la performance di
martedì (+6,45%) ieri, a Piazza Affari, sono scattati i realizzi. Il titolo, che nel corso
della seduta si è mosso a lungo sopra la parità, ha chiuso
alla fine a -1,38%, a quota
0,2782 euro per azione. In
flessione tutte le banche: Mediobanca (-3,39%) Bpm
(-2,47%), Intesa (-2,37%),
Unicredit (-2,15%), Ubi
(-1,95%) e Banco Popolare
(-1,74%). In rialzo solo le Carige Risparmio (+28,13%) e
Banco di Desio (+2,24%), in
vista dell’acquisto del banco
di Spoleto.

LA RISPOSTA: IL RIFERIMENTO È A QUATTRO EPISODI DEGLI ANNI 90, LA GESTIONE RECENTE VIENE LODATA

“Consob,troppisoldiperle causelegali”
La Corte dei Conti:
sintomo di problemi
nella tutela
dei risparmiatori

Giuseppe
Vegas
È presidente
della Consob
La Corte dei
Conti apprezza nel suo
operato
«il contenimento dei
costi di gestione e la
razionalizzazione della
struttura
amministrativa»

LUIGI GRASSIA

La famosa spending review
del governo dovrà riguardare anche le Autorità di controllo dei vari settori dell’economia. Ma alcune di loro hanno giocato d’anticipo e
si sono mosse per tagliare le
spese senza aspettare di essere costrette. La Corte dei
Conti, che vigila su tutte le
spese pubbliche, dà atto alla
Consob (la guardiana della
Borsa) di aver praticato «attente politiche di contenimento delle spese, tese in
prospettiva a una riduzione
dei contributi a carico dei
soggetti vigilati».
C’è però una nota negativa: la Corte di Conti punta il
dito contro l’impennata del
fondo rischi, quello che serve a coprire gli eventuali
danni per le azioni di risarci-

mento contro l’attività di vigilanza. In parole povere si tratta di soldi messi da parte per
pagare chi eventualmente facesse causa alla Consob e ottenesse in tribunale un risarcimento.
L’ammontare degli accantonamenti è lievitato dal 2011
a fine 2012 da 15,5 a 34 milioni.
Questo incremento, secondo
la Corte, è «sintomo evidente
di problematiche relativa-

mente all’efficacia dell’azione
di vigilanza della Consob nella
tutela dei risparmiatori».
Come risponde la Consob?
Non nega la crescita degli accantonamenti per i rischi giudiziari ma la riconduce a «una
scelta di sana e prudente gestione. Le riserve riguardano
in massima parte un ristrettissimo numero (quattro) di
vicende risalenti ai primi Anni Novanta, periodo caratte-

rizzato da un quadro normativo e istituzionale ben diverso
da quello presente».
Roba vecchia, insomma.
Adesso è tutto diverso: «A
fronte di questi rischi Consob
sottolinea le oltre 300 sentenze favorevoli all’Autorità, rese
negli ultimi anni in giudizi risarcitori su casi di presunta
omessa vigilanza. Le criticità
rilevate dalla Corte sull’efficacia dell’azione di vigilanza si
riferiscono quindi a una fase
risalente nel tempo, distante
dall’attuale».
La Consob sottolinea invece la parte della relazione della Corte in cui si apprezzano
«gli sforzi nel contenimento
dei costi di gestione e nella razionalizzazione della struttura organizzativa», a fronte di
«un sostanziale annullamento
del contributo statale». Questo processo, come evidenzia
la stessa Corte, ha portato a
«potenziare i mezzi e le risorse dedicate al perseguimento
delle finalità istituzionali di vigilanza e tutela dell’investitore». Nell’insieme si riscontra
«una situazione ispirata ai canoni della buona amministrazione».

Borsa .25

LA STAMPA

.

GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 02-04-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
B Intesa/14 STEuro
B Pop lg17 Mc Eur
Barclays giu17 Fix Fl.No
Barclays mar15 Cap.Float
Barclays OT14_MC Eur
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei/20 EIBFB
BP MG14 MC Eur
Centrob /14 Rf
Centrob /18 Rfc
Centrob /19 Sdi Tse
Comit 98/28 Zc
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr dic14 Step Up
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Cred/05/15
Dexia Mz16 4.85
EM Mediob DC15 TV Eur
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
IMI ag19 TF Sprint BPost
IMI fb15 Bposta MC Eur
IMI mar15 Tasso Misto
IMI mg19 TM Cap Floor
IMI MZ15 MC eur

LUIGI
GRASSIA
IL MIGLIORE

+19,33%

B Carige Rsp

IL PEGGIORE

-4,72%

Espresso

1,635

1,574
Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

PREZZO

Mer

PRESE DI BENEFICIO SULLE BANCHE
BENE GENERALI E PRYSMIAN

L

a Borsa di Milano si rimangia i guadagni del giorno
prima con l’indice Ftse Mib -1,02% e l’All Share -0,97%.
Giù le banche: Unicredit -2,15%, Intesa Sanpaolo
-2,37%, Mediobanca -3,39%. Mps si è mossa a lungo sopra la
parità ma ha chiuso a -1,38% a quota 0,2782 euro per azione.
Rimanendo tra i finanziari, Generali è stato una delle poche
blue chips in rialzo (+1,11%).
Pressocché invariata Eni (-0,06%), mentre Enel ha chiuso
con un -1,66%. Telecom Italia è arretrata dello 0,99% a
0,8490 euro per azione. Per quanto riguarda i principali industriali, Fiat -2,45%, Finmeccanica -1,45% e Pirelli -1,05%.
Nel lusso Tod’s -1,86%, Luxottica -0,88%, Ferragamo -1,18%.
Tra i pochi titoli positivi del listino principale si è distinto
Gtech (+1,96%) sulle indiscrezioni circa un suo intervento
nella privatizzazione delle lotterie turche. Prysmian, nel
giorno in cui è arrivata la multa Ue coperta da precedenti
accantonamenti, ha chiuso in crescita dell’1,73%.

108.83
100.23
96.47
100.33
107.03
99.19
99.83
104.56
105.96
101.98
101.11
101.48
108.84
95.92
58.94
116.65
101.72
98.79
101.56
98.54
103.50
102.36
100.39
100.31
104.48
108.63
111.79
103.98
100.90
112.24
104.31
107.53
99.93
104.90
99.61

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

IMI st14 Bposta MC Eur
Intek ag17 TF Eur 8%
Med Lom /18 Rf C 75
Med Lom /19 1 Sd
Med Lom /19 3 Rfc
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio Cen 18 Floor Top S
Medio Cen 19 Step Down Z
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio Lomb 14 56 Cms
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio nov 14 Eur 2.65
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 TV Eur
Medio/15 MC Eur
Medio/15 Plus BP II
Mediobanca ap19 MB14 Tas
Mediocr L/28 Zc 25.Ma
Merrill Lynch 10Y 15%
Mittel lg19 Tf Call eur
Mpaschi 99/29 4
Mpaschi 99/29 8
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv infl.
Rbs 09-14 tv
Rbs 09-14 tv
Rbs 10-19 6%
Rbs 22-12-14 tf/tv
Rep Ellenica /19 Tf
SG mg16 MC Eur
UBI DC14 Mc Eur

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

122.50
108.32
108.89
95.55
107.03
110.44
96.29
128.81
92.69
105.61
100.61
109.58
99.80
101.01
106.82
99.85
110.01
110.66
100.94
58.72
101.59
106.23
108.06
105.71
108.24
104.77
104.59
101.54
100.33
100.90
96.76
100.10
101.62
103.22
99.24

EURIBOR
02-04-2014

VAR.%

21692,04
23153,42
30604,70
18344,89
19823,89
21389,32
3187,45

-1,02
-0,97
-0,79
-0,20
-0,92
+0,37
+0,03

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2050
0,2420
0,2810
0,3190
0,4230
0,5070
0,5990

Il Mercato Azionario del 02-04-2014

0,2078
0,2453
0,2849
0,3234
0,4288
0,5140
0,6073

TITOLI

PREZZO

UBI giu14 Tasso Misto
UBI giu14 Welc.Ed. Eur
Ubi giu15 TF Eur
UBI giu18 TF Sub Lowtier
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov17 Eur 4.3
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr/16 LT

100.09
100.71
101.84
104.78
99.30
104.69
98.84
102.76
108.17
102.31

TITOLI DI STATO
BoT 13-14/04/14 A
13-30/04/14 S
13-14/05/14 A
13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.58%
11-15/04/18 S 0.68%
13-01/11/18 S 1.08%
13-15/11/19 S 0.76%
CTz 12-30/05/14 A
12-30/09/14 A
13-30/06/15 A
13-31/12/15 A

99.99
99.97
99.95
99.93
99.92
99.91
99.89
99.86
99.84
99.82
99.79
99.76
99.73
99.68
99.64
99.56
99.50
101.69
99.45
100.14
99.58
100.09
100.74
99.98
104.90
99.54
105.33
100.17
100.45
103.50
100.91
99.94
99.75
99.15
98.63

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

21725
21670
-

21403
21336
21217
21202

21375
21325
-

21775
21695
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty

208,010 - 247,330
215,020 - 254,280
215,020 - 254,280
171,530 - 196,310
171,410 - 194,860
170,950 - 190,880
170,950 - 190,730
170,430 - 190,730
216,080 - 242,420
497,770 - 560,410
502,830 - 564,690
975,040 - 1095,250

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3795
1 0,7249
Yen giapponese
143,0300
100 0,6992
Sterlina inglese
0,8280
1 1,2077
Franco Svizzero
1,2190
1 0,8203
Corona ceca
27,463
100
3,641
Corona danese
7,465
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,215
10
1,217
Corona svedese
8,905
10
1,123
Dollaro australiano
1,490
1
0,671
Dollaro canadese
1,519
1
0,658
Dollaro Hong Kong
10,701
1
0,093
Dollaro neozelandese
1,609
1
0,621
Dollaro Singapore
1,740
1
0,575
Fiorino ungherese
307,290
100
0,325
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2238,890
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,929
1
0,341

-0,04
-0,35
0,14
-0,10
-0,05
0,01

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

1,160
0,930
10,840
1,046
1,320
13,400
0,051
0,001
0,621
3,800
0,573
0,082
0,006
12,090
19,000
7,510
16,500
25,940

+0,17
-1,74
-0,37
+0,19
-0,75
+0,15
-0,96
0,00
0,00
-1,30
+0,88
0,00
0,00
-2,50
+0,37
-1,77
-1,37
-0,80

B Banca Generali

23,740
15,250
2,388
2,982
0,670
1,574
3,470
0,710
1,794

-1,25
-1,74
+0,51
+0,40
0,00
+19,33
-1,92
-2,47
0,00
0,00
+1,86
+2,24
+2,04
-0,57
+4,83
-0,13
+0,20
-0,47
-0,09
+1,70
-0,45
-1,90
+7,89
-0,06
+0,10
-0,97
-1,54
-2,13
-1,04

Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

0,476
3,374
3,000
6,990
11,060
0,395
0,513
0,633
2,178
0,716
0,422
20,700
31,050
0,885
1,000
0,112
19,880
13,340
7,600

1,160
0,936
10,781
1,044
1,319
13,386
0,052
0,001
0,622
3,770
0,565
0,082
0,006
12,233
18,992
7,593
16,506
26,200

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,080
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
nr
0,550

1,090
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857

1,259
1,016
10,796
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,600
0,082
0,007
12,839
18,992
7,614
17,266
26,200

253389
156
16009687 2934
72517 2296
87297
38
41759
101
1698
121
3512376
52
320000
0
0
11
44305
164
65689
52
0
4
3469599
10
90318 1077
2346567 15683
1173432 1932
1110
72
752654 3753

23,850 0,900
15,196
nr
2,374
nr
3,022
nr
0,678
nr
1,389
nr
3,516
nr
0,717
nr
1,796
nr
nr
0,479 0,002
3,395 0,036
3,042 0,044
7,034 0,152
11,199
nr
0,393
nr
0,513
nr
0,638 0,022
2,137
nr
0,718
nr
0,417
nr
20,700
nr
31,287 0,040
0,902
nr
1,000
nr
0,112
nr
19,982 0,080
13,474 0,050
7,634 0,104

21,572 25,136 287930
9,111 15,631 8924263
2,125 2,511
89164
0,813 3,718
41228
0,396 0,678 40208488
1,041 1,389 116922
3,128 3,675
23440
0,435 0,735 101688464
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,380
20,599
28,169
0,839
0,931
0,078
19,134
12,972
6,729

0,479
3,395
3,042
7,034
11,199
0,403
0,619
0,658
2,241
0,845
0,452
21,448
38,858
0,933
1,045
0,147
26,230
15,134
7,692

13246471
1180687
106100
51116
67385
1302383
233499
9311766
26791
678162
99955
150
81120
8536
200
1886829
78987
783617
330399

2752
2680
145
54
1475
4
549
2315
53
0
325
397
40
81315
74
53
103
1223
20
54
15
90
176
34
1
88
1359
2228
311

C Caleffi

1,589 -0,31 1,580
nr 1,412 1,674
13690
20
Caltagirone
2,740 +0,37 2,728 0,030 2,009 2,771
44257
328
Caltagirone Ed.
1,160 -0,34 1,155
nr 1,054 1,293
51140
144
Campari
5,850 -0,93 5,890 0,070 5,738 6,281 1550453 3421
Cape Live
0,077 -0,52 0,077
nr 0,056 0,083 397390
25
Carraro
3,300 +1,66 3,266
nr 2,928 3,385 254508
150
Cattolica As
18,750 -0,74 18,718 0,800 18,071 19,715
23433 1012
Cell Therap
2,538 -0,55 2,556
nr 1,443 3,101 1468436
382
Ceram. Ricchetti
0,371 +3,89 0,373
nr 0,184 0,389 1366681
31
CHL
0,055 +0,92 0,054
nr 0,044 0,059 586608
12
CIA
0,296 -1,79 0,294
nr 0,252 0,311 237944
27
Ciccolella
0,390 +0,41 0,386
nr 0,300 0,419 143675
70
Cir
1,113 +0,27 1,117
nr 1,037 1,178 1123495
888
Class Editori
0,413 +0,02 0,408
nr 0,209 0,423 246253
43
CNH Industrial
8,305 -0,95 8,370
nr 7,577 8,793 3180997 11300
Cofide
0,539 +0,65 0,536
nr 0,523 0,569 644815
385
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,616 +0,16 0,609 0,060 0,593 0,655
81729
28
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 21,750 -1,05 21,695 0,550 14,552 22,149
44220 1339
Cred. Emiliano
7,470 +1,15 7,433 0,120 5,708 7,433 426597 2471
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,591 +2,78 0,594
nr 0,159 0,594 398691
0
Cred. Valtellinese
1,663 -0,12 1,662
nr 1,135 1,662 5948560
783
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,670 -1,36 1,683 0,050 1,324 1,808 149178
56

D D'Amico 16 warr
Danieli
Danieli rnc

0,117 0,00 0,116
nr 0,099 0,119
24,230 -2,69 24,487 0,300 23,244 26,687
16,560 -1,37 16,663 0,321 16,191 17,992

172508
60744
113426

0
1001
674

AZIONI

De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

16,200 -0,61 16,161 0,290 11,869 16,406
1,420 0,00 1,417
nr 1,200 1,439
30,890 +0,72 30,748 0,500 30,006 35,923
4,200 -0,47 4,213
nr 3,870 4,488

E Edison r

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

70515
113424
81319
5974

2416
212
1720
6

1,020
EEMS
0,473
Enel
4,032
Enel Green Pw
2,010
Enervit
4,702
Eni
18,170
Erg
12,040
Ergy Capital
0,168
Ergy Capital 16 warr 0,027
Eukedos
0,794
Exor
32,360

-0,68 1,024 0,150 0,973 1,051 807318
113
+0,30 0,480
nr 0,308 0,539 923129
21
-1,66 4,055 0,150 3,151 4,107 41289585 38134
-1,95 2,036 0,026 1,835 2,053 9938385 10180
0,00 4,763 0,028 3,147 5,848
40898
85
-0,06 18,141 0,550 16,301 18,180 13464221 65928
+2,03 11,947 0,400 9,884 11,947 490968 1796
-0,71 0,168
nr 0,166 0,190 337686
28
+7,06 0,028
nr 0,026 0,031 246000
0
+0,13 0,788
nr 0,620 0,831 106190
14
-1,55 32,533 0,335 28,048 32,738 433523 8011

F Ferragamo

21,860
8,550
7,145
0,672
2,760

-1,18 22,326 0,330 20,514 27,699 1244555 3760
-2,45 8,640
nr 6,613 8,695 19365949 10806
-1,45 7,224
nr 5,480 7,336 5566630 4177
-0,67 0,670 0,012 0,485 0,690 1144354
292
-1,43 2,732
nr 2,620 3,158
4551
31

0,040
4,836
16,430
3,310
1,635
22,370

-0,50 0,040
nr 0,031 0,043 4792449
86
+0,08 4,848 0,220 4,555 5,061
14899
218
+1,11 16,374 0,200 15,596 17,523 8373101 25492
-0,30 3,304 0,060 2,708 3,408 314440
856
-4,72 1,647
nr 1,357 1,962 4806390
676
+1,96 22,384 0,730 21,967 24,030 676821 3896

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi

2,070 -1,43

2,084 0,090

1,641

2,101 2374077

+0,29
+2,84
+0,44
-0,07
+0,27
0,00
-1,02
-1,65
-3,12
-2,37
-2,64
+0,13
-0,70
+0,22
+0,87
+0,54
+0,92
0,00
-7,61

0,692
1,309
0,897
0,707
11,177
11,232
0,867
0,472
0,597
2,512
2,094
0,763
1,267
9,119
5,816
29,612
20,770
8,843
0,399

J Juventus FC

0,242 +0,50

0,242

nr

0,220

0,252 1279491

K K.R.Energy

1,618 -0,06
2,386 -1,73

1,618
nr
2,411 0,010

1,570
1,926

1,908
2,429

IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife
Noemalife 15 warr

0,689
1,340
0,904
0,715
11,150
11,250
0,871
0,466
0,590
2,472
2,064
0,772
1,277
9,100
5,820
29,560
20,850
8,950
0,397

nr 0,383 0,858 149597
31
0,070 0,861 1,339 1207197
456
nr 0,606 0,897 263358
39
nr 0,464 0,707 767492
241
0,200 9,387 11,386 511880 1270
0,218 8,090 11,464
5877
6
nr 0,652 0,977
10423
20
nr 0,316 0,474 2014729
163
nr 0,406 0,611 302670
30
0,050 1,803 2,513 211358771 38949
0,061 1,469 2,103 9669826 1953
nr 0,667 0,839
24622
5
0,052 1,044 1,343 3568096 1498
0,060 6,271 9,128 361598 1615
0,060 3,428 5,816 229145
613
nr 24,973 30,420
4055
657
nr 14,552 20,770
66532
339
0,125 7,204 9,019
0
344
nr 0,200 0,444
92920
0

0,581 +1,93 0,581
nr 0,490 0,595
41,810 -0,88 41,980 0,580 37,321 42,208
0,152 +0,60 0,150
nr 0,049 0,180
0,163
2,644
6,525
4,250
8,125
6,995
0,162
1,720
0,755
12,680
1,436
0,455
0,278
0,036
0,171
0,062

56162
234521

5,134
0,258

nr
nr

3,473
0,085

5,134
0,258

244
54
51

162023
39
603150 20052
652046
16

+3,82 0,163
nr 0,157 0,168 2640659
-2,51 2,639
nr 1,487 2,694 4466183
+1,87 6,385
nr 5,676 7,518
2254
-0,33 4,258
nr 3,457 4,301 9447630
-3,39 8,232
nr 6,342 8,394 7526788
-0,36 7,009 0,100 6,183 7,009 3739129
+0,50 0,162
nr 0,078 0,183 199580
0,00
nr
+1,18 1,708
nr 1,608 1,794
51255
-1,31 0,755
nr 0,555 0,849 3173576
+2,26 12,842
nr 12,401 16,314 1914222
+0,21 1,435
nr 1,326 1,541 387168
+1,65 0,460
nr 0,441 0,605
39648
-1,38 0,284
nr 0,166 0,284 1239588399
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
+0,99 0,061
nr 0,060 0,067 113363

5,075 +3,49
0,300 +50,00

2962

31434
1822

77
806
119
5029
7089
5159
8
0
150
168
3210
354
69
3322
5
4
4
39
0

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

0,15
-0,05
0,16
0,33
-0,04
-1,17
-0,09
0,16
0,00
-0,02
0,00

1,27

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

PREZZO

TASSO %

10
40
70
101
132
161
193
224
252
285
315
343

99,985
99,953
99,922
99,888
99,844
99,791
99,733
99,677
99,642
99,561
99,503
99,449

0,000
0,340
0,280
0,270
0,300
0,300
0,380
0,440
0,430
0,470
0,490
0,510

Quantità
trattate Capitalizz.

02-04-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1292,00
30,4497
484,9902

01-04-2014

EURO

1283,75 936,5712
30,2049
484,5398
-

BORSE ESTERE

GIORNI

14/04/14
14/05/14
13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15

ORO CHIUSURE

MERCATI

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

AZIONI

QUOTAZ.

VAR.%

406.14
3150.27
9623.36
22523.94
6659.04
10435.80
4430.86
5408.79
14946.32
8508.26
16.573.00
4.276.46

+0.13
-0.04
+0.20
+0.34
+0.10
-0.26
+0.09
+0.26
+1.04
+0.60
+0.24
+0.20

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

6,347 0,100

4,960

Quantità
trattate Capitalizz.

Novare

0,935

0,00

0,935

nr

0,702

0,935

0

13

Vianini Lavori

6,440

19625

278

O Olidata

0,512 +0,39

0,511

nr

0,374

0,534

113400

17

W World Duty Free 10,350 -0,48 10,464

nr

9,242 10,905

606519

2663

0,013 2,460 2,548 576109
nr 1,416 1,502
62062
0,092 2,130 2,721 2693824
nr 0,515 0,776 812809
nr
nr 3,207 5,043 124969
nr 1,778 2,355
68233
0,320 11,001 12,717 3548988
0,390 8,763 10,395
43660
0,020 0,296 0,456
25968
nr
nr 6,520 9,507 3716098
0,033 4,045 5,167 1229201
nr 0,573 0,758 3898490
nr 0,289 0,413
67149
0,420 17,538 19,565 2604120

4557
0
982
36
0
149
106
5433
121
53

Y Yoox

nr 24,900 34,569

881491

1469

0,143 2245465
0,008 1381000
0,294
11335

44
0
1

0,00 2,437 0,100 2,183 2,619
2743
-3,20 0,932
nr 0,430 0,954 1702165
-2,55 1,700
nr 1,295 1,800 2364230
-2,34 1,354
nr 0,704 1,354 1527632
+0,64 12,643 0,220 10,290 13,196 233665
-1,20 0,699
nr 0,553 0,781 622537
0,00 0,215
nr 0,189 0,237 348640
-2,31 1,537
nr 1,294 1,604
30057

67
73
722
40
2644
115
174
18

P Parmalat

2,498 -0,16 2,496
Parmalat 15 warr
1,455 +1,04 1,459
Piaggio
2,716 -1,52 2,721
Pierrel
0,757 +0,87 0,758
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
4,920 -0,81 4,936
Piquadro
2,124 +1,24 2,124
Pirelli & C.
11,320 -1,05 11,420
Pirelli & C. rnc
9,900 -0,80 9,902
Poligrafici Editoriale 0,405 +1,22 0,402
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 9,445 -0,32 9,507
Pop.Sondrio
5,160 -1,99 5,167
Prelios
0,713 -2,19 0,729
Premuda
0,390 +2,77 0,388
Prysmian
18,790 +1,73 18,752

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

T Tamburi
Tamburi 15 warr
TAS
Telecom IT
Telecom IT Media
Telecom IT Media rnc
Telecom IT rnc
Tenaris
Terna
Tiscali
Tiscali 14 warr
Tod's
Trevi Fin.Ind.

U UBI Banca
Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

V Valsoia
Vianini Industria

2,420
0,937
1,680
1,333
12,640
0,701
0,213
1,522

+0,20 15,173
-0,45 17,630
0,00 17,420
-1,54 4,395
-2,38 12,287
-0,16 1,246
+0,69 13,139
0,00 13,439
+9,51 0,166
+5,88 0,002
0,00 0,880
-1,08 0,504
+0,70 12,895
+2,75 3,415
-0,80 8,734
-0,37 0,108
+1,88 2,042
-0,99 4,212
+1,59 6,361
+1,83 2,207
0,00 10,150
0,00
0,417 -0,69 0,418
146,000 0,00 146,000
6,780 +0,89 6,772
15,200
17,610
17,420
4,350
12,290
1,240
13,150
13,500
0,168
0,002
0,880
0,504
12,900
3,440
8,720
0,108
2,062
4,198
6,385
2,220
10,150

2,782
0,783
0,609
0,849
0,124
0,380
0,685
16,020
3,882
0,074
0,001
95,050
8,215
7,040
6,585
8,895
5,615
4,958
2,760
275,000
2,736

nr 14,386
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 12,219
nr 0,837
0,190 10,750
1,924 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,060 7,252
nr 0,107
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,696
nr 2,108
nr 9,704
nr
nr 0,369
nr 146,000
0,100 5,491

3174
1592
202
73
4024

19,075 114281
945
17,723 1786246 7780
18,500
209
2
4,910 478848 1967
12,876
503
20
1,286 1800371 1184
13,346
4650
130
13,439
15392
744
0,180 8514203
23
27
0,002 324342456
0,950
0
1
0,504
84076
0
13,383
25303
181
3,415
54150
0
8,858 150274 1987
0,118 140675
5
2,072 607889
238
4,231 11813912 14245
6,524
33290
577
2,300 1058706 1057
11,056
9089
132
0
0,457 325696
35
146,000
0
0
6,880 4649929 6167

-1,00 2,787 0,041 2,182 2,810 448853
398
-2,19 0,787
nr 0,322 0,810
78023
0
-0,16 0,608
nr 0,473 0,626
65430
25
-0,99 0,850 0,020 0,712 0,875 78397765 11410
-0,72 0,125
nr 0,123 0,143 1388278
181
+1,60 0,380
nr 0,171 0,430
3412
2
-0,22 0,683 0,031 0,563 0,683 18219063 4118
-0,37 16,077 0,130 14,900 17,363 1714973 18979
-0,92 3,901 0,070 3,568 3,906 8049571 7842
+0,82 0,074
nr 0,042 0,080 24870206
138
-12,50 0,001
nr 0,000 0,001 852280
0
-1,86 95,803 2,700 91,002 120,260 206707 2932
+0,80 8,150 0,130 6,210 8,208 109378
572
-1,95 7,045
-2,15 6,643
-1,11 8,891
-2,18 5,625
-2,21 4,975
-2,13 2,800
-0,83 276,938
-2,22 2,775

0,050 4,895 7,069 11073465 6353
0,090 5,391 6,721 78650551 38457
0,090 7,827 9,435
15298
22
0,150 4,105 5,700 2086545 2497
0,170 3,602 5,043 1368210 1361
nr 2,154 2,831 13992259 6302
nr 175,169 276,938
4847
354
nr 2,058 2,804 1604939 1047

11,890 +1,02 11,858 0,170 10,252 12,012
1,480 -0,47 1,466 0,020 1,192 1,496

31859
15933

124
44

Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

6,300 -2,55

24,830 -1,19 25,041
0,116 -1,28
0,003 +3,45
0,250 -1,61

0,116
0,003
0,243

nr
nr
nr

0,073
0,003
0,183

STAR
Acotel Group
20,720
Aeffe
0,856
Amplifon
4,760
Ansaldo Sts
8,360
Ascopiave
2,260
Astaldi
7,640
B&C Speakers
7,600
Banca Ifis
16,010
BB Biotech
132,000
Bca Finnat
0,587
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,945
Biancamano
0,790
Biesse
6,465
Bolzoni
4,130
Brembo
27,400
Cad It
5,240
Cairo Comm.
6,640
Cembre
10,130
Cementir Hold
6,710
Cent. Latte Torino
4,250
Cobra
1,071
D'Amico
0,674
Dada
3,880
Damiani
1,710
Datalogic
9,110
Dea Capital
1,355
Digital Bros
3,676
EI Towers
42,960
El.En.
24,500
Elica
2,000
Emak
0,910
Engineering
53,600
Esprinet
7,740
Eurotech
2,628
Exprivia
0,918
Falck Renewables
1,440
Fidia
3,518
Fiera Milano
7,275
Gefran
4,258
Ima
35,840
Interpump
10,790
Irce
2,126
Isagro
2,802
IT WAY
1,941
La Doria
6,335
Landi Renzo
1,443
MARR
13,980
Moleskine
1,259
Mondo Tv
0,965
Mutuionline
5,175
Nice
3,320
Panariagroup
1,568
Poligr. S.Faustino
7,830
Poltrona Frau
2,950
Prima Industrie
14,500
R. De Medici
0,322
Reply
64,050
Sabaf S.p.a.
14,980
Saes
8,760
Saes rnc
7,135
Servizi Italia
5,515
Sogefi
4,882
TerniEnergia
2,204
Tesmec
0,712
TXT e-solution
9,935
Vittoria Ass.
10,550
Zignago Vetro
6,145

+1,07 20,610
+3,13 0,853
-1,12 4,754
-1,88 8,398
-2,33 2,291
+1,87 7,587
+6,89 7,382
-1,78 16,054
+0,23 132,345
-2,00 0,585
-0,79 0,951
+0,06 0,789
-2,05 6,470
+0,73 4,048
-2,14 27,716
-0,19 5,227
-1,63 6,636
-0,39 10,127
-2,04 6,706
+3,41 4,263
-1,74 1,069
-0,30 0,679
-1,17 3,900
-1,67 1,699
-1,51 9,166
-1,81 1,377
-0,05 3,676
+0,02 42,756
-0,12 24,540
+0,20 2,000
+0,61 0,910
+0,19 53,321
+1,84 7,702
+0,92 2,602
-1,08 0,923
-2,31 1,449
-0,57 3,477
-0,68 7,307
+0,19 4,228
+1,44 35,668
-3,92 10,866
+1,24 2,112
-1,68 2,818
+2,00 1,928
-0,08 6,377
-0,21 1,444
-1,62 14,029
+3,54 1,251
+15,71 0,900
-0,48 5,172
-0,66 3,286
+1,16 1,568
+0,19 7,695
-0,07 2,951
+1,40 14,389
-0,62 0,322
-2,21 64,549
+0,20 14,861
-0,17 8,750
-1,72 7,137
-0,45 5,451
-0,69 4,865
+0,36 2,208
-1,79 0,723
-1,44 9,907
-1,03 10,602
-2,46 6,163

nr 19,665
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,796
0,110 1,775
0,170 6,630
0,280 6,404
0,370 11,790
7,000 115,438
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,400 18,923
0,300 4,624
0,140 5,898
0,160 8,528
0,040 4,240
0,020 1,752
nr 0,564
nr 0,630
nr 3,383
nr 1,237
0,150 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,326
nr 2,405
nr 7,039
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 2,292
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,570 53,541
0,350 12,470
0,400 6,906
0,555 6,658
0,130 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,700
0,400 9,112
0,170 8,548
0,250 4,998

22,772
0,900
4,890
8,609
2,299
7,640
8,223
16,324
147,145
0,585
0,951
0,837
6,787
4,074
28,394
5,272
7,745
10,249
6,912
5,961
1,087
0,733
4,221
1,780
9,506
1,377
3,740
43,537
24,540
2,033
0,910
53,806
8,033
2,610
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,112
2,937
2,094
6,377
1,494
14,295
1,738
0,900
5,206
3,599
1,606
8,131
2,953
14,389
0,361
65,254
15,059
8,844
7,824
5,558
4,883
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

2861
699236
193070
584328
715915
621574
147258
223526
17819
6557621
10813708
92418
83886
51287
512886
10936
225285
7295
384986
726758
1163567
1259892
1380
41427
128208
1120533
55234
21817
20823
99285
315741
11658
195346
362861
110279
1805446
17149
68685
26289
42401
371947
21928
59992
6723
471956
88473
147012
2502223
2219607
15071
84690
47459
5727
159040
41382
676287
14645
11445
8285
103757
43240
248615
144284
466611
59143
19052
320143

86
92
1066
1512
537
747
81
864
1568
212
207
27
177
105
1851
47
520
172
1067
43
104
287
65
140
536
422
52
1208
118
127
149
667
404
92
48
422
18
308
61
1314
1183
59
49
15
198
162
933
265
24
204
381
71
67
414
151
122
604
171
128
53
149
570
83
77
117
714
542

26 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

LA STAMPA
MARIO
CALABRESI

LETTERE AL DIRETTORE

Lo slogan giusto per il Paese,
migliore accoglienza per tutti
aro Direttore, assolutamente fuori luogo e fuori
tema il paragone tra turisti e migranti fatto dalla Boldrini nella recente conferenza a Montecitorio. Il tema di quella conferenza era il turismo ed era
incentrato sulla ricerca di soluzioni per riportare l’Italia a fasti e primati oramai dimenticati. Affermare che
offrire servizi di lusso ai turisti stride con l’accoglienza
riservata ai migranti che vengono in Italia da parti
meno fortunate, in quanto trattati in maniera talvolta
inaccettabili, è una frase che si commenta da sé.
Volendo comunque sorvolare sull’inopportunità
di una simile affermazione, credo che siano molto
più irritanti le spese di rappresentanza che interessano gli enti pubblici: i buffet sontuosi, i ricevimenti
di gala e il trattamento di accoglienza riservato a politici provenienti da paesi economicamente più fortunati del nostro.

C

Io credo che noi italiani dovremmo migliorare la nostra capacità di accoglienza verso tutti coloro che arrivano in Italia, siano essi turisti o immigrati clandestini. Partendo da questi ultimi, non sono mai orgoglioso quando vedo che li trattiamo in
modo inumano, quando ci dimentichiamo che sono persone,
vite, esistenze.
Questo non significa essere buonisti o tollerare illegalità e soprusi, significa avere la capacità di distinguere chi si trova in
condizioni disperate o di bisogno da chi invece non può essere
accettato sul nostro territorio. Questo non ha però niente a
che vedere con il dovere di offrire i migliori servizi e la migliore
qualità ai turisti che arrivano in Italia. Penso anzi che abbiamo
molta strada da fare in questo senso, e che uno dei motivi per
cui negli anni abbiamo perso posizioni come meta di vacanze
nel mondo sia perché è calata la qualità della nostra accoglienza: troppa superficialità, troppa sciatteria, troppa arroganza.
Per una volta proviamo a pensare non al ribasso, e forse lo
slogan giusto per il Paese, per essere da un lato più umani e
dall’altro più ricchi è: migliore accoglienza per tutti.

1 Spero vivamente che il

caso delle prostitute bambine
si concluda con una pena
adeguata per i responsabili
senza patteggiamenti né
sconti di sorta. E mi chiedo:
che cosa succede nella
famiglia?
Che tipo di società
abbiamo costruito se persino
una madre spinge la sua
bambina nelle braccia
dell’orco? Mi domando che
fine ha fatto l’educazione,
quel «tirar fuori» dal bimbo il
suo potenziale per un
armonioso adattamento
all’ambiente. Rifletto sul
modello socioculturale
proposto agli adolescenti: la
visibilità, il successo, la
ricchezza, la soddisfazione
immediata dei desideri.
I figli hanno bisogno di
essere ascoltati, di essere
guardati con occhi attenti e
non con la testa altrove, di
essere abbracciati, di sentirsi
dire dei no motivati. Una
bellissima definizione di
educazione ce la indica il
filosofo Rosmini: «educare
vuol dire rendere l’uomo
autore del proprio bene».
Quale bene per i nostri
ragazzi abbiamo perseguito
noi, madri, padri, nonni,
insegnanti, permettendo loro
di respirare l’aria avvelenata
dalla cultura dell’apparenza e
di nutrirsi del cibo
intossicato dai disvalori oggi
dominanti?
Non so quanto ci vorrà per
invertire questo inquietante
trend, ma credo che per noi
adulti sia ora di rimboccarsi
le maniche.
CONCETTA LA NAIA

eletto, davanti a una prassi
ormai storica difficilmente
riuscirebbe a trattenersi dal
presentare rendiconti «misti»,
con scontrini di vario e non
pertinente origine. Davanti ai
soldi non è sempre molto facile.
Leggendo delle spese dei
Consiglieri campani sono
dell’idea che solo qualcosa si
riesce a ricondurre alla stretta
attività politica: regali, cene,
viaggi etc. Ma tant’altro non
credo per niente. La misura si
è superata. L’etica è una
lontana utopia. E, invece, la
politica che come più volte sta
ripetendo Walter Veltroni nel
corso della promozione del suo
film su Enrico Berlinguer, è
una «cosa bella». Aggiungo,
tanto bella che deve tornare a
essere pura e trasparente. A
farla sono le persone, e di
questa classe politica non ne
abbiamo più bisogno. Per
paradosso, perché la politica è
«bella», occorre che chi vuole
intraprenderla deve dare più
che pretendere. Solo quando
ciò sarà chiaro ai molti, forse
avremo svoltato.
SERGIO CIOPPA

Liberare posti
andando in pensione
1 Vorrei ricordare

all’insegnante che non vuole
andare in pensione per il
troppo amore verso il suo ruolo
che, proprio perché
insegnante, dovrebbe sapere
che la matematica non è
un’opinione: se ci sono 1000
posti da insegnante di ruolo e
questo numero non può essere
aumentato, è chiaro che finché
non si libera un posto - per
esempio il suo - un precario
non potrà mai ambire ad avere
un posto fisso come quello che
egli meritatamente ha avuto
fino ad ora.

www.lastampa.it/lettere

Ovviamente ci saranno
molte associazioni di
volontariato liete di
permettergli di continuare a
svolgere il mestiere che tanto
ama.
ROBERTO GRASSO

Nuove leggi?
No, serve altro
1 Leggo la cronaca dei morti

sulle strade, cui fa seguito
l’urgenza di una riforma del
codice per introdurre il reato
di omicidio stradale. Leggo
degli episodi d’intolleranza
negli stadi, e si suggerisce di
rendere più severe le leggi per i
tifosi violenti. Leggo dei
numerosi omicidi che
avvengono in famiglia, e della
necessità di inasprire le leggi
per la violenza domestica.
Leggo di introdurre nuove
misure per i disonesti che
evadono il fisco. Nuove Leggi,
per comportamenti antisociali.
Nuovi decreti per reati
ambientali.
Tutte queste violenze hanno
un’origine comune. Il modo di
rapportarsi alla vita.
Quando questa funzione è
alterata, la persona concepisce
idee distruttive. In un mondo
puramente materiale,
quantificabile ma privo di
qualità, dove abbiamo
instaurato tra noi rapporti
d’investimento, l’idea comune
che il prevalere sull’altro deve
essere il processo dominante in
natura ha ormai preso il
sopravvento.
L’onestà non si può istituire
per legge. Serve riflettere per
un momento, o lasciare che il
mondo che ci circonda
precipiti sempre più in basso,
oppure attivarci per crearne
uno migliore. La scelta è nelle
mani di tutti noi.
PAOLO PINOS

Rimborsopoli,
che brutta pagina
1 Non voglio ergermi a

giudice, ma la questione dei
rendiconti dei Consiglieri
regionali è una brutta pagina
dell’Italia nel suo complesso.
Probabilmente, chiunque
varcando la soglia di un
Consiglio regionale, una volta

c.

LE LETTERE VANNO INVIATE A
LA STAMPA VIA LUGARO 15,
10126 TORINO

contatti

E-MAIL: LETTERE@LASTAMPA.IT
FAX: 011 6568924

Editrice La Stampa
REDAZIONE
AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Lugaro 15, telefono 011.6568111,
fax 011.655306; Roma, via Barberini 50, telefono 06.47661, fax 06.486039/06.484885;
Milano, via Paleocapa 7, telefono 02.762181, fax 02.780049. Internet: www.lastampa.it.
ABBONAMENTI 10126 Torino, via Lugaro 21, telefono 011.56381, fax 011.5627958.
Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno e 360,50; Estero: e 816,50.
Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO
MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)
LAURA CARASSAI
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
PAOLO BARONI
RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA
DARIO CORRADINO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
REDAZIONI
GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA,
PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI,
PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

2
EDITRICE LA STAMPA SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
AMMINISTRATORI
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO,
LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE,
GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003):
MARIO CALABRESI

2

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111
STAMPA IN FACSIMILE:

LORIS DALL’ACQUA SANTARCANGELO DI ROMAGNA (RIMINI)

Baby prostitute,
adulti responsabili

Quotidiano fondato nel 1867
2

LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA
ETIS 2000, 8A STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE
RCS PRODUZIONI MILANO S.P.A., VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO
L’UNIONE SARDA S.P.A. – VIA OMODEO, 5 , ELMAS (CAGLIARI)
©2014 EDITRICE LA STAMPA S.P.A.
REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 7742 DEL 18/12/2013.

LA TIRATURA DI MERCOLEDÌ 2 APRILE 2014 È STATA DI 298.311 COPIE

Pec, per me è inutile
e una spesa in più

TM

1 Ho partita IVA e quindi

devo avere la PEC (casella di
Posta elettronica certificata).
L’ho rinnovata adesso: 30 euro.
Nel primo anno quanti
messaggi ho ricevuto e quanti
ho inviato con la PEC? Zero e
zero. E non posso farne a
meno. Mi chiedo: dietro alle
società PEC, per caso, c’è la
longa manus di qualche
Onorevole che si ingrassa? E
paghiamo noi contribuenti!
GIACOMO MURRY

Liceo, perplessità
di una nonna
1 In coda alle lunghe

diatribe apparse sul Suo
giornale, in merito al valore
aggiunto o no,
dell’insegnamento della
Filosofia, esterno il mio
disappunto sulle scelte
scolastiche delle mie nipoti.
Premesso che i miei figli
(maschio e femmina) hanno
frequentato, e con un anno di
anticipo, il Liceo Classico, con
eccezionali risultati di
maturità e successiva ottima
collocazione professionale
post-universitaria, nonché
coniugati con laureati.
Le nipoti, dopo le medie
inferiori, dimentiche dei
suggerimenti degli insegnanti,
sensibili alle pressioni delle
compagne, hanno scelto di
frequentare il Liceo
Scientifico. Sono rimasta
molto dispiaciuta della scelta,
anche da parte dei genitori,
insensibili alle ragioni con le
quali sottolineavo il divario fra
le due matrici culturali.
Per la buona armonia
familiare ho abbandonato la
mia battaglia nella speranza
che in futuro le nipoti non
abbiano a rimpiangere di non
aver ascoltato la loro nonna
(giustificandosi che il Liceo
Classico è surclassato dal
Liceo Scientifico).
Mi auguro che le altre nonne
possano affrontare con
maggior serenità il dilemma
della scelta scolastica.

L’editoriale
dei
lettori

MALATI RARI
LASCIATI SOLI
MARCO LAZZERI
ono uno psicologo di 29 anni, italiano e non
mi vergogno a dire che sono disoccupato e
vivo ancora con i miei. Scrivo non come
psicologo, né come cittadino italiano, ma come
persona operata di ben 2 malattie rare (il morbo di Arnold Chiari di tipo 1 di cui sono stato
operato nel ’97 a Torino e il morbo di Perthes
all’anca al Gaslini di Genova nel ’92). Chiedo
che la giornata delle malattie rare non sia solamente una giornata, ma qualcosa di più.
Vorrei che si tornasse a parlare di noi, dei
nostri diritti, delle persone che siamo e che valiamo e non essere dimenticati. Ho letto della
creazione del registro, e spero che funzioni.
Perché onestamente, molto spesso ci sentiamo
abbandonati e rimaniamo nell’anonimato più
totale. C’è una voragine di disinformazione.
A nome di tutti gli italiani malati, o almeno
penso di poter dire questa cosa a nome di tutti,
ci sentiamo un po’ (tanto) abbandonati. Io potessi dare una mano la darei, avessi potere di
fare qualcosa la farei. E sarei ben felice di poter
aiutare queste persone, in primis quelli col
morbo di Chiari, potendo sfruttare così la mia
storia e il mio essere psicologo al servizio della
gente come me, ma non solo.
Di noi non si parla più, di quanto detto dal ministro Lorenzin non si sente più nulla... e io ho 29
anni, e in 29 anni mai contattato. Zero. Sì, ho l’invalidità... ma dal 74% mi è stata abbassata al 51%
come se fossi miracolosamente guarito. Ma questo capita o è capitato anche a altri come me. Sì
sono iscritto alle liste speciali, ma quello che io/
noi vogliamo è non essere dimenticati. Firmandomi come psicologo ho scritto a diverse figure, tra
cui il ministro Lorenzin in persona, ma non ho
mai ricevuto risposta.
Chiedo solo che queste poche righe vengano
pubblicate e scuotano un po’ l’ambiente italiano...
Davvero, aiutateci.

S

29 anni, psicologo

VITTORINA BONVINO

Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy. Periodicals postage paid at L.I.C. New York
and address mailing offices. Send address changes to La Stampa c/o speedimpex Usa inc.- 3502 48th
avenue - L.I.C. NY 11101-2421.
SERVIZIO ABBONATI Abbonamento postale annuale 6 giorni: e 360,50.
Per sottoscrivere l’abbonamento inoltrare la richiesta tramite Fax al numero 011 5627958;
tramite Posta indirizzando a: La Stampa, via Lugaro 21, 10126 Torino; per telefono: 011.56381;
indicando: Cognome, Nome, Indirizzo, Cap, Telefono.
Forme di pagamento: c. c. postale 950105; bonifico bancario sul conto n. 12601
Istituto Bancario S. Paolo; Carta di Credito telefonando al numero 011-56.381

oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa,
via Lugaro 21, Torino.
INFORMAZIONI Servizio Abbonati tel. 011 56381; fax 011 5627958. E-mail abbonamenti@lastampa.it
CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITA’ NAZIONALE RCS MediaGroup S.p.A. Divisione Pubblicità
Direzione generale: via Rizzoli, 8 - 20132 Milano, Telefono 02/25846543 - www.rcspubblicita.it
CONCESSIONARIA PER LA PUBBLICITA’ LOCALE PUBLIKOMPASS S.p.A.
Direzione Generale: via Lugaro 15 - 10126 Torino, telefono 0116665211, fax 0116665300
www.publikompass.it - info@publikompass.it.
DISTRIBUZIONE ITALIA TO-DIS S.r.l. via Lugaro 15, 10126 Torino. Tel. 011 670161, fax 011 6701680.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

IL “FATTORE SONIA”
CONTRO I MARÒ

Lettere e Commenti .27

.

DAI SUICIDI
AL (POSSIBILE)
OMICIDIO
FERDINANDO CAMON

ROBERTO TOSCANO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

l candidato dell’opposizione,
l’induista radicale Narendra
Modi, ha attaccato in modo virulento Sonia Gandhi che in un
discorso di domenica aveva denunciato «chi batte la grancassa del
patriottismo» per sollecitare consensi elettorali.
Il sarcasmo di Modi si è scatenato,
facendo sospettare che da tempo fosse
pronto a cogliere la prima occasione
per utilizzare il caso dei nostri militari
contro «l’italiana». E’ forse patriottico ha detto in un comizio nello stato dell’Assam - permettere a militari italiani
che hanno ucciso due pescatori indiani
di ritornare in Italia, da dove non avrebbero fatto ritorno in India se non fosse
stato per la dura reazione della Corte
Suprema? (Qui Modi faceva evidentemente riferimento al provvedimento
con cui, per ritorsione, i movimenti dell’ambasciatore italiano a Delhi erano
stati ristretti, con palese violazione delle norme internazionali). Modi non ha
inoltre limitato il suo attacco alla gestione passata della questione, ma anche a quella presente, chiedendo polemicamente: ma in quale prigione si trovano i due militari italiani?
In questo momento la strategia del
governo italiano sembra essere passata da una «difesa nel processo» ad una
«difesa dal processo», nel senso che ad
essere contestate non sono più le modalità e il contesto del suo svolgimento
(l’applicazione o meno del Sua Act, la
competenza dell’ente investigativo federale preposto ai delitti di terrorismo) bensì la stessa legittimazione indiana a giudicare. Affermiamo la competenza a giudicare del nostro sistema
giudiziario - a nostro avviso con fondamento piuttosto debole, visto che la nave su cui si trovavano gli imputati era
italiana, ma l’imbarcazione su cui sono
morti i pescatori era indiana e quindi
(per la determinazione del locus commissi delicti) ci troviamo di fronte
quanto meno a una competenza concorrente. Più solida invece, proprio per
l’incertezza di cui sopra relativa ad un
episodio verificatosi in acque internazionali, ci sembra la richiesta di internazionalizzare la questione sulla base
delle norme relative al diritto del mare.
Ancora più convincente, anche sulla
base del caso Calipari (quando, con nostro rammarico, il militare americano
che lo aveva ucciso a Baghdad venne
considerato non giudicabile dalla nostra Corte di Cassazione), avrebbe dovuto essere il richiamo alla immunità
funzionale di militari in servizio.
Dopo la dura presa di posizione di
Narendra Modi, tuttavia, appare evidente che sia l’internazionalizzazione
che l’immunità verrebbero considerati

os’avevano in mente, sventrare cosa, entrare dove? In queste operazioni è possibile/
probabile che ci scappi il morto o un gruppetto di morti. Chi vogliono che muoia? Il
Veneto è una regione sofferente, malata, disperata. La sofferenza e la disperazione generano suicidi. I suicidi non hanno colpe, scontano colpe altrui.
Allora (ce lo stiamo chiedendo in molti, qui nel Veneto),
perché invece di uccidersi non uccidono? La risposta
sta in un libro di Cesare Pavese (morto suicida), in cui
dice che «il suicidio è un omicidio timido». Vorrebbero
uccidere, ma ancora non ce la fanno. Per adesso si uccidono. Ma stiamo entrando nella fase di passaggio: la
disperazione sta virando in odio. Qui odiano Roma.
Crolla il Pil? Colpa di Roma. Muoiono aziende? Colpa
di Roma. Disoccupazione giovanile? Colpa di Roma.
Girano troppi clandestini? Colpa di Roma. Troppi ladri
di notte? Colpa di Roma. In Germania stanno bene? Ma
la Germania è la bimillenaria nemica di Roma.
Stringi stringi, il concetto è: noi veneti lavoriamo
molto ma da Roma in giù non fanno niente. Noi veneti (i
dati furono fatti circolare in occasione del recente referendum separatista, ma sono tutte cifre ballerine) versiamo a Roma 70 miliardi di tasse, Roma ce ne restituisce in servizi 50, dunque se ne tiene 20, che vengon
girati a regioni che non producono, e per di più Roma ci
scarica addosso altri 10 miliardi di tasse come quota
regionale del debito nazionale. Siamo malati di mille
malattie, debiti, pensioni insufficienti, figli disoccupati, Sanità che peggiora, scuole che decadono, spese alimentari che si riducono…: ma il grande focolaio dell’infezione è Roma. Se potessimo andar via da Roma!... Se
potessimo star da soli!... La nazione s’è stupita quando
ha letto le cifre dei votanti «sì» al recente referendum
secessionista. Con ogni probabilità il numero totale dei
votanti era truccato, ma la percentuale di quelli che
han risposto «sì» è attendibilissima, e mi stupisce anzi
che non raggiunga il 100%. Più «Roma» (più Stato, più
politica) si cancella, e meglio è. Chiudono il Senato?
Bene, ma perché non chiudono anche Montecitorio?
La sfiducia nella politica nazionale è totale, la senti casa per casa, bar per bar. L’impressione che ha la gente
è che noi italiani siamo seduti a un tavolo dove giochiamo la partita della nostra vita, ma la partita è truccata,
noi perdiamo sempre perché abbiamo un baro di fronte a noi, e questo baro è lo Stato. Giocare con Letta o
Berlusconi o Monti o Renzi? Non cambia nulla, sono
sempre lo Stato. Cosa ci vuole? Ci vuole qualcuno che
dia una spallata al tavolo e lo rovesci. Ieri poteva essere
Bossi, ma poi ha barato peggio degli altri. Oggi potrebbe essere Grillo. Grillo non ha un programma, non salva l’economia, non fa rinascere le aziende, ma urla:
Tutti a casa! È l’urlo dei venetisti. Per i quali l’urlo significa: voi a casa vostra, noi a casa nostra. Quel tank e
quelle armi dovrebbero servire a difendere casa nostra. Se il lettore nazionale vedesse i paesetti da cui
vengono questi cosiddetti «terroristi» (Casale della
Scodosia, Urbana, Merlara…: sono i miei paesi, sono
nato e cresciuto qui, sono al centro dei miei romanzi),
prenderebbe paura, come ho paura io. Sono paesi arcaici-arcadici, isolati, sperduti, dialettali, rassegnati,
spenti. Pieni di tempietti e chiesette. Nel mio microscopico paese natio c’è sempre stato, e c’è tuttora, un
prete che è un potente esorcista, scaccia i diavoli. Davvero l’insurrezione è arrivata fin qui? Formano società
segrete con fini di terrorismo? Costruiscono un carro
armato col cannone che spara? Allora la situazione è
più grave di quel che la nazione creda. Molto più grave.

C

I

come una rinuncia alla sovranità indiana
- un’abdicazione che sarebbe anche
troppo facile attribuire ad un «occhio di
riguardo» per l’Italia. Dopo tutto l’impegno, anzi la dedizione, per il suo Paese
d’adozione e le tragedie personali vissute (l’uccisione della suocera Indira, cui la
legava un forte rapporto affettivo, e poi
del marito Rajiv), Sonia Gandhi non può
certo, soprattutto in una problematica
fase elettorale, scoprire il fianco a questo
genere di critiche.
Ben vengano quindi i rinvii (il più recente ha fissato la prossima udienza al 31
luglio) se permetteranno di arrivare al
dopo-elezioni, un periodo in cui il caso
marò tornerà ad occupare nella vicenda
politica indiana quel ruolo marginale
che lo aveva finora caratterizzato. Solo
allora sarà forse possibile, per la giustizia e la politica indiane, affrontarlo senza i toni esasperati della polemica e del
nazionalismo.
Se è vero, come sembra sempre più
probabile, che il vincitore delle elezioni
sarà il Bjp, e il nuovo primo ministro Narendra Modi, paradossalmente potrebbe risultare meno difficile trovare una
soluzione politica al caso. Diciamo che il
governo di Sonia Gandhi non può permettersi alcuna flessibilità, quello di Narendra Modi invece sì.
Se vogliamo essere ottimisti, non è infatti escluso che un Primo Ministro politicamente nato nei ranghi dell’Rsss, inquietante movimento fondamentalista
indù, ritenga di doversi presentare sulla
scena internazionale facendo sfoggio di

una disponibilità al dialogo e alla moderazione, tanto più se si tiene presente che
Modi, nell’attuale campagna elettorale,
sta mettendo l’accento piuttosto sull’economia che non sull’induismo radicale.
Facile comunque non sarà. Da noi si è
molto insistito, certo non senza fondamento, sugli errori commessi nella gestione del caso a partire dalle sue origini
(non si sa ancora, ad esempio, chi ha dato
l’ordine alla petroliera di entrare nel porto indiano), e anche al negativissimo
«fattore Sonia». Ma per capire che un caso come quello dei marò sarebbe stato
comunque difficile, per qualsiasi Paese e
con qualsiasi strategia, basta dare un’occhiata ai rapporti fra India e Stati Uniti
in relazione al «caso Khobregade» (la diplomatica arrestata a New York per violazioni delle regole sull’immigrazione in
relazione ad una collaboratrice domestica) e alle durissime rappresaglie indiane,
ancora in corso, soprattutto nei confronti della scuola americana. Rappresaglie
che hanno portato addirittura alle dimissioni dall’incarico e dalla carriera del Capo Missione americano, Nancy Powell.
Constatare gli altrui problemi non è
certo una consolazione, ma sarebbe giusto che l’opinione pubblica italiana, pur
esercitando un legittimo diritto di critica verso l’operato sia della diplomazia
che della politica, tenesse in considerazione la difficoltà obiettiva di trattare
con un interlocutore particolarmente
difficile, scarsamente aperto al multilateralismo, rigido nella difesa di un’ombrosa sovranità.

fercamon@alice.it

28

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Le «crazy girl» nelle foto di Tinelli
Il Crazy Horse in foto: le ballerine del celebre cabaret
parigino sono state immortalate dall’obiettivo del
fotografo di moda italiano Riccardo Tinelli per
l’esposizione dal titolo «Favoloso Crazy Horse», aperta
fino all’11 aprile all’Espace Purgatoire di Parigi.
Senza veli e per la prima volta senza trucco, le «crazy
girl» posano in modo spontaneo, fuori dal contesto
del loro teatro, sui ponti di Parigi o nel privato.

Esce oggi da Donzelli Scritti
su Marx (pp. 160, € 19,50), una
raccolta di testi inediti di Norberto Bobbio, dall’archivio del
filosofo depositato presso il
Centro Gobetti di Torino, a
cura e con una introduzione
di Cesare Pianciola e Franco
Sbarberi. Ne anticipiamo uno
stralcio.
NORBERTO BOBBIO
arx è vivo?
Vivo certo, per il
fatto che nessuno oggi
può prescindere da
Marx. C’è qualcuno
che oggi possa occuparsi dei problemi della società contemporanea senza tener conto di Marx? Anche per criticarlo.
Vivo non vuol dire valido. Bisogna
distinguere vitalità da validità. Un
pensiero può essere vivo anche se lo
giudichi negativamente, anche se ritieni che abbia avuto funeste conseguenze: è vivo cioè e invalido.
Chi è che può negare che Nietzsche
è vivo anche se io posso considerarlo
responsabile del nazismo?
È necessario distinguere ciò che è
da ciò che vorremmo che fosse. Altro è
desiderare che Marx sia in soffitta.
Altro è ritenere seriamente che ci sia
o ci resti.
Tutte o quasi le rivoluzioni del Terzo Mondo, le guerre di liberazione, sono combattute in nome del marxismo
(o del marxismoleninismo).
Si potrà obiettare: ma non è il vero
Marx. Ma qual è il vero Marx? Qual è
il vero Nietzsche, qual è il vero cristianesimo, quello di Pinochet o quello del
vescovo Romero?
Si tratta di sapere se possiamo prescindere da Marx per capire il mondo
contemporaneo o almeno una parte.
Io credo di no.
Pensate alla critica e alla condanna
della società capitalistica che dura da
più di un secolo, e che non accenna a
venir meno. Si potrà non essere d’accordo sui termini di questa critica, dire che non ha tenuto conto della straordinaria capacità del capitalismo di
superare le crisi per cui le sinistre europee prima e mondiali poi lo hanno
dato mille volte per morto, ma non si
può negare che sino a che ci saranno
società capitalistiche la critica marxiana non avrà perduto nulla della sua
straordinaria forza eversiva.
Voglio dire che non è necessario essere d’accordo con Marx per affermare che Marx è vivo.
Lo stesso accade con il cristianesimo: posso essere un non credente,
credere che la discendenza divina di
Cristo è una favola, ma sarebbe stolto
se io dicessi che il cristianesimo è
morto. Con questo non voglio dire che
non muoia nulla nella storia. Il paganesimo è ben morto. Il cristianesimo,
no. Il marxismo no. Tanto che facciamo tutti i giorni i conti con il suo fondatore e ispiratore.
Personalmente ritengo che le sinistre europee debbano liberarsi da
Marx. Ma non posso confondere il
mio desiderio con la realtà.
La realtà è quella presentata dal
nostro dibattito e da tutti i dibattiti
che si svolgeranno nel mondo in quest’anno. Raramente un centenario
avrà suscitato più risonanza di questo. Il che mi sembra una prova che
Marx è ancora – piaccia o non piaccia
– ancora vivo.

M

[Appunto del 1983]

Socialismo come strumento
libertà come fine

[...] A questo punto dobbiamo domandarci: qual è il punto di differenziazione tra noi e i marxisti? In sostanza l’una e l’altra corrente, sia

CULTURA
SPETTACOLI

&

NORBERTO BOBBIO

Marx è vivo
ma non lotta
insieme a noi
Dall’Archivio del filosofo, i testi inediti
sull’eredità del marxismo

Mostra e convegno
«Interrogando Bobbio a dieci anni
dalla morte» è l’incontro che si terrà a
Torino, Palazzo Lascaris, il 10 aprile
alle ore 15, con Massimo L. Salvadori,
Giuliano Pontara e Pietro Polito.
Lunedì 7 aprile, alle 17, nella Sala
incontri dell’Ufficio relazioni con il
pubblico, sarà invece inaugurata la
mostra fotografica «I luoghi e la
memoria. Istantanee su Norberto
Bobbio», aperta fino al 14 maggio.
Norberto Bobbio, filosofo
del diritto e della politica,
era nato a Torino il 18 ottobre
1909. È morto il 9 gennaio
di dieci anni fa

quella democratica sia quella totalitaria, derivano sostanzialmente da
Marx. Sono due interpretazioni, diverse sul terreno della attuazione del
marxismo, le quali si differenziano nel
modo d’intendere come meglio possono attuare quelli che sono i principi
del marxismo. Dal punto di vista ideologico entrambe le correnti sono molto simili perché hanno un punto in comune che è fondamentale: cioè pongono come fine dell’azione politica, sia
democratica sia totalitaria, l’attuazione di una società socialista, integralmente socialista, di quella società in
cui la proprietà sia completamente
collettivizzata e in cui, non essendoci
più proprietà individuale non ci sono
più lotte di classe. La meta finale dei
marxisti, sia democratici sia totalitari, è una società senza classi, dove non
ci sono più proletari e borghesi, ma
soltanto lavoratori, e siccome non ci
saranno più classi non ci sarà neppure
più bisogno di quello strumento fondamentale di un dominio di una classe
sull’altra, che è lo Stato. La società
senza classi è anche una società senza

Nonpoteva accettare
il messianismo rivoluzionario
FRANCO SBARBERI
a scelta degli inediti di Bobbio su
Marx e il marxismo, che ho raccolto con Cesare Pianciola, è stata effettuata sulla base di una ricognizione delle carte di Bobbio depositate
dalla famiglia presso il Centro studi
Piero Gobetti. Nella prefazione del
1984 alla sua Bibliografia Bobbio ha indicato una «decina» dei suoi «autori».
Per l’età moderna la scelta è sembrata
«quasi obbligata» intorno ai nomi di
Hobbes, Locke, Rousseau, Kant e Hegel. Quanto a Marx, pur non rientrando
tra i pensatori della modernità che lo
hanno maggiormente coinvolto come
studioso e come teorico della politica,
egli lo ricorda perché ha compiuto una
radicale «rottura della tradizione del
pensiero politico razionalistico».
Nove anni prima Bobbio era stato altrettanto netto nell’individuare in
Marx il primo pensatore politico moderno che ha coniugato «una concezio-

L

ne realistica della storia con una teoria
rivoluzionaria della realtà». Gli inediti
del dopoguerra e della seconda metà
del ’900 dimostrano che Bobbio si inserisce autorevolmente nella discussione
internazionale su ciò che è vivo e ciò
che è morto del pensiero di Marx, attratto da quella lettura della storia «dal
punto di vista degli oppressi», ma contemporaneamente respinto dal messianismo rivoluzionario che attraversa
l’intera produzione marxiana.
Kelsen aveva sottolineato sin dal
1923 l’aspetto messianico della nuova
dottrina. I documenti che abbiamo raccolto indicano che anche per Bobbio
Marx ha introdotto una visione provvidenzialistica della vicenda umana
scandita dai movimenti della caduta (il
lavoro salariato ridotto a merce) e della
redenzione (la «rivoluzione socialista
come atto risolutivo della storia»). Ciò
nondimeno, l’analisi di Marx, intesa
«come sociologia critica, come critica
dell’esistente», ha sollevato il problema

ineludibile delle conseguenze della
mercificazione del lavoro nella società
capitalistica su cui Bobbio continuerà a
riflettere sino alla fine. Lo dimostrano
con grande chiarezza il primo e l’ultimo
documento pubblicati nel libro: la conferenza Marxismo e liberalsocialismo del
1946 e la lettera a Paolo Sylos Labini del
maggio 1991. I problemi e le domande
sollevati da Bobbio sono più che mai attuali, come suggeriscono anche i lavori
più recenti di Martha Nussbaum e di
Luciano Gallino, di Joseph Stiglitz e di
Paul Krugman che, non diversamente
da lui, non si sono mai dichiarati marxisti, ma neppure marxofobi.
Più in generale, come tutti i classici
del pensiero politico, Marx possiede
per Bobbio tre caratteristiche fondamentali: essere stato un interprete
autentico del proprio tempo; aver elaborato teorie-modello che hanno travalicato la sua epoca; mantenere una
costante attualità attraverso letture
diverse, e talora contrastanti. Ma è
sul duplice volto di Marx, cui hanno
guardato alcuni dei suoi critici, che si
è soffermato più frequentemente
Bobbio: lo scienziato e il profeta; il sociologo e il filosofo della storia; il teorico dell’antagonismo sociale e il fautore dell’estinzione di ogni conflitto
sociale nel comunismo.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Addio al pittore Mark Stock

New York, il caso del Picasso «sfrattato»

È morto a 62 anni l’artista statunitense Mark Stock, noto per i ritratti
di maggiordomi tristi in guanti bianchi e di donne alla moda in abiti
attillati. Il suo dipinto più famoso, The Butler in Love - Absinthe, studio
di un maggiordomo che scruta una macchia di rossetto su un bicchiere
vuoto, ha ispirato un cortometraggio di David Arquette, The Butler
in Love (2008). Alle tele di Stock si è ispirato anche lo scrittore
anglo-giapponese Kazuo Ishiguro per il romanzo Quel che resta
del giorno, dove il protagonista è il maggiordomo Stevens.

Sarà un giudice a decidere se il quadro di Picasso Le Tricorne (nella
foto, dipinto nel 1919 per l’impresario dei Balletti Russi) potrà essere
rimosso dal corridoio del ristorante del Four Seasons di New York
per consentire la ristrutturazione della parete dove è affisso. Secondo
i proprietari dell’albergo la parete è danneggiata dall’umidità e dai
vapori della cucina e senza quei lavori lo stesso quadro è a rischio.
Secondo i proprietari della tela, invece, la parete non ha nessun
problema e se il quadro verrà rimosso rischia di essere distrutto.

.

29

La poetica di Octavio Paz
contro la tirannia dell’identico
L’attualità dello scrittore messicano a 100 anni dalla nascita
La sua opera è un diario del Novecento che guarda avanti
ERNESTO FRANCO
a scritto una volta Octavio Paz che «ogni libro
di poesie è, in fondo, un
diario». E ancora, a proposito di Fernando Pessoa, che «i poeti non hanno biografia. La loro opera è la loro biografia».
In questo senso, l’opera di Octavio
Paz, che nasce il 31 marzo 1914 a Città del Messico dove torna a morire il
19 aprile 1998, dopo aver ricevuto il
premio Nobel nel 1990 a aver curato
di persona l’edizione completa dei
propri saggi e delle poesie in otto
grandi volumi, è un diario del Novecento scritto da un poeta che ha tentato incessantemente di pensare
l’uomo della sua epoca e, nel contempo, di viverlo, di interpretarlo.
Partito da una periferia della modernità, ha scelto di portarsi al centro della storia, per poi a tornare a
conoscere nuove «periferie» per poter profetizzare nuovi «centri», in un
movimento a spirale che è stato il segno della sua vita ed è quello della
sua opera.
Nato da una famiglia «della Rivoluzione» – il padre era zapatista - ha
vissuto gli anni dell’infanzia a Los
Angeles e poi l’adolescenza di nuovo
in Messico, sperimentando sulla
propria pelle quel sentimento dell’alterità che sarà per sempre così centrale nella sua visione degli uomini e
delle culture. Esordisce nel 1933, con
Luna silvestre, ma il suo
primo libro importante, Raiz del ombre, è
del 1937. In quell’anno è in Spagna,
dentro la guerra civile e dentro le sue
inevitabili contraddizioni. Comincia
lentamente a maturare una visione critica dell’Unione Sovietica, della sua
politica estera,
delle sue strategie
interne. Vive negli Stati
Uniti, e poi, dal 1945, a Parigi. Nella Parigi «di Sartre». Paz preferisce Camus e frequenta Breton e i
surrealisti. Nel 1951 pubblica sulla
rivista «Sur» di Victoria Ocampo
un resoconto con allegati e documenti sulle epurazioni staliniane e
sull’esistenza dei gulag. Il suo distacco critico dal socialismo reale in ogni
sua applicazione e forma è ormai radicale e gli costerà per sempre una
fama tutta ideologica di «uomo di
destra», soprattutto negli ambiente
intellettuali dell’America Latina.
Era ancora così quando lo incontrai per la prima volta a metà degli
anni Ottanta nella sua casa di Città

H

L’installazione Karl Marx, realizzata nel maggio dell’anno scorso a Treviri,
città natale del filosofo (1818- 1883), dall’artista tedesco Ottmar Hoerl
[AFP PHOTO / THOMAS WIECK]

Stato. Il termine finale del marxismo,
in tutte e due le posizioni, è quindi
l’abolizione dello Stato, l’abolizione di
quella macchina che serve unicamente allo scopo di dominio di una classe
sull’altra.
Qui appare il punto critico del
marxismo: una società senza Stato?
Ma questo è l’elemento ideologico che
salta fuori, perché questa società senza classi e quindi senza Stato è una
impossibilità. Le classi (qui sta l’elemento utopistico anche nel socialismo
cosiddetto scientifico) non potranno
mai essere abolite e quindi non potrà
essere abolito neppure lo Stato. L’elemento utopistico del marxismo deriva dal ritenere che sia una meta ultima che si debba raggiungere a ogni
costo. Ma la storia [nel documento
manca una riga] raggiungendo di volta in volta fini sempre particolari; la
meta ultima è al di là di questo mondo.
Questo è il punto critico del marxismo, il punto in cui noi crediamo di poterci contrapporre al marxismo sostenendo una concezione diversa dell’uomo e della storia. La meta fondamentale dell’uomo non è la società
senza classi: il problema dell’uomo è
uno solo, è il problema della libertà.
Tutta la storia umana è storia di libertà; è la storia delle successive liberazioni dell’uomo da tutti i pregiudizi, le
superstizioni, le oppressioni fisiche e
spirituali, che l’hanno nelle diverse
epoche storiche tenuto in vari modi e
con diversi legami incatenato. Il progresso della storia umana si può indicare come passaggio graduale dalla
società chiusa alla società aperta. Ma
se pure questo è lo scopo che dobbiamo raggiungere, non è evidentemente
uno scopo finale, ma è un problema da
risolvere giorno per giorno; cioè un
problema che dobbiamo porci di volta
in volta a seconda che ci si presenti
l’occasione di compiere una azione feconda di civiltà e di progresso.
Noi dunque diciamo socialismo, ma
socialismo in funzione di una maggio-

re libertà; la meta finale non è il socialismo, ma la libertà. Dunque non socialismo come meta finale, ma socialismo come strumento, come un possibile strumento di libertà umana. Questo vuol dire in sostanza, socialismo liberale.
[Conferenza tenuta all’Università
di Padova il 29 maggio 1946]

Il primato dell’economia
sulla politica

[...] Mi domando però se non vi siano
almeno due tesi generali, generalissime, di Marx, che mantengono la loro
forza dirompente: a) il primato dell’economia sulla politica e sulla ideologia, il che si può constatare continuamente anche nelle nostre libere democrazie in cui il peso del potere economico per determinare le scelte degli
elettori è enorme; b) il processo di
mercificazione universale prodotto
dall’universalizzazione del mercato,
per cui ogni cosa può diventare merce,
dai figli agli organi, e, per restare nell’ambito delle società democratiche, ai
voti, purché ci sia uno che domanda e
l’altro che offre. Esiste un limite etico
alla mercificazione universale. E se è
bene che esista, chi deve porlo? E in
base a quali criteri? Il mercato può autolimitarsi? E se non può, è bene che
non vi siano limiti (in fondo si potrebbe sostenere che se una madre per sopravvivere è costretta a vendere i propri figli, è libera di farlo), oppure che
questi limiti vengano posti dall’esterno, ma allora da chi?
Ciò su cui sono totalmente d’accordo con te, e che anch’io riterrei essere
stata la prima causa del mio non
marxismo, è una certa diffidenza morale per la spregiudicatezza di Marx
nei riguardi dell’uso dei mezzi, e nel
disprezzo usato verso gli avversari.
Anch’io non ho dubbi sul fatto che il
fascino di questi atteggiamenti abbia
avuto effetti disastrosi.
[Lettera a Paolo Sylos Labini
del 19 maggio 1991]

Octavio Paz
(1914-1998) visto
da David Levine
[© THE N.Y. REVIEW
OF BOOKS / DISTR. ILPA]

del Messico senza poter capire a fonbiografiche raccolte a qualsiasi altezdo quanto tutto ciò dovesse costargli.
za della sua vita, è stato sempre in graViaggia in Giappone e poi in India
do di connettere le culture orientali,
dove rimane come rappresentante dicon quelle precolombiane, e queste
plomatico del Messico dal 1962 al
con la storia di quella modernità in cui
1968, quando lascia l’incarico in apervedeva come interlocutori privilegiati
ta contestazione alla violenta represe modelli poetici Baudelaire ed Eliot.
sione del movimento studentesco
La visione di Octavio Paz si fonda su
messa in atto dal «suo» governo. Nel
un principio analogico che vede il
1979 fonda a Città del Messico la rivimondo come un universo di «segni in
sta Vuelta, che da allora in poi, sotto la
rotazione» nel cui centro, abbandonasua guida, diventa un ponte aperto to alla sua storicità ma ansioso dell’alper l’incontro delle culture del mondo
tro, sta l’uomo. «Giriamo –ha scrittocon quelle delintorno a un’assenl’America latina.
L’ALTRA METÀ za e tutti i nostri siAnche solo da
si annullaIl vasto lavoro saggistico gnificati
questi sommari
no di fronte a tale
è il completamento assenza. Nel suo
cenni si può intuire
del suo mondo poetico ruotare una poesia
come il diario del
Novecento di Octaemette senza fine
vio Paz possa essere del tutto fuori dal
luci che scintillano e poi si spengono.Il
comune nella sua volontà utopica (
senso di questo palpebrare non è il siPaz è stato un appassionato lettore di
gnificato ultimo ma è la congiunzione
Ortega y Gasset) di concepirsi come
nell’istante dell’io con il tu. Una poediario non di un luogo e neppure di un
sia: ricerca del tu». Maria Zambrano
continente, ma un diario del mondo. I
ha parlato, per Octavio Paz, di poesia
casi della vita, certo, ma al di là di quesempre intessuta di pensiero, di «poesto, anche una precisa intenzione. sia-pensiero». Ciò è certo vero, da PieOctavio Paz era convinto della grande
dra de sol a Nocturno de San Idelfonso a
traducibilità, non solo e non tanto dei
Carta de creencia, alle prove di haiku,
testi, quanto delle forme del sentire e
alle poesie più sperimentali, ma suona
delle figure di pensiero degli uomini.
ancor più vero se si estende l’idea di
Degli uomini concreti e storici, che
«poesia-pensiero» all’altra parte, improprio per essere tali riescono, come
portantissima, dell’opera di Paz, queli libri, la poesia e l’opera d’arte, a parla del saggismo.
larsi oltre i secoli, le lingue e gli oceani.
Nel 1950 Paz pubblica un libro in
Lettore onnivoro e sorprendente, coprosa che lo accompagnerà per tutta
me riferiscono tutte le testimonianze
la vita, Il labirinto della solitudine, che
parte per essere dedicato all’identità
messicana contemporanea e alle sue
radici, ma che, mano a mano, per
cerchi concentrici, si trasforma in una meditazione per
figure sull’uomo contemporaneo in generale e sul
senso del suo essere
nella storia. Con quel libro, l’autore inaugurava un percorso che vedrà moltissime altre tappe, tutte eccellenti, da
L’arco e la lira a Congiunzioni e disgiunzioni a Sor Juana
Inés de laCruz o le trappole della
fede. Non si tratta di un percorso complementare a quello maggiore dei versi. Piuttosto di una metà senza cui non
esiste alcun intero. Paz raccoglie la
migliore tradizione di saggismo e ne
dà una sua versione in cui la scrittura
saggistica ha la stessa forza di invenzione di quella poetica. Non si tratta
qui, banalmente di maggiore o minore
capacità di narrazione, ma proprio di
invenzione concettuale e figurale. Un
‘irripetibile esperienza soggettiva attraversa il mondo cercando nei suoi
eventi esteriori un frammento di verità. Il saggio di Octavio Paz è una configurazione di frammenti che brillano
soprattutto per il percorso che li mette insieme e li traduce gli uni negli altri. Non chiedono troppo al lettore,
nessuna dottrina presupposta, gli
chiedono, anzi, tutto, tutto quello che
un lettore può dare, e cioè un abbandono critico che non cesserà mai di venir sorpreso.
In quei percorsi Octavio Paz ha cercato sempre la ricchezza dell’altro come antidoto a quel «pullulare dell’identico» che vedeva come concreta
minaccia futura.

30

LA STAMPA
.SPECIALE
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

gg Speciale/Palazzo Reale di Torino

g

Bernard Berenson alla Galleria Borghese, Roma, 1955. Al centro Tel Aviv 1954, a destra Città del Vaticano 1949 © David Seymour/Magnum Photos

DAVID SEYMOUR
ROCCO MOLITERNI
TORINO

«V

oglio entrare nel
cuore
dell’azione» scrisse nel 1956 da Suez (dov’era
approdato per seguire la crisi
tra Israele e l’Egitto) David
Seymour alla Magnum,
l’agenzia fotografica di cui era
presidente. Solo che questa
volta il suo desiderio gli costò
la vita: l’auto su cui viaggiava
con Jean Roy di Paris Match fu
colpita dalle mitragliatrici
egiziane quando già era stato
firmato il cessate-il-fuoco. Finiva così tragicamente (sorte
analoga avevano avuto due
anni prima Robert Capa in Indocina e Werner Bishof in Sudamerica) la vita di uno dei
più affascinanti, ironici e sensibili fotografi del ’900.

Le guerre, le dive
e l’ironia del fondatore
della Magnum
Al Palazzo Reale di Torino 120 scatti in bianco e nero
ripercorrono la carriera del grande fotografo
che ha raccontato l’Europa tra gli Anni 30 e 50
A destra Haifa, 1951. Sotto a sinistra Matera, 1948,
a destra Napoli, 1948. In basso a sinistra Sophia Loren, Roma 1955.
© David Seymour/Magnum Photos. In basso a destra Seymour
e Marilyn Monroe, New York, 1956. Foto di Burt Ginn

LA FINE TRAGICA

Nel 1956 fu ucciso
a Porto Said mentre
seguiva la crisi di Suez
GLI AMICI

Con Cartier-Bresson
e Capa fece nascere
la celebre agenzia
Era nato a Varsavia nel 1911
da una famiglia di intellettuali
ebrei, e aveva iniziato a fotografare negli Anni 30 a Parigi,
quando ancora pensava di fare il chimico o il fisico. Le prime foto le firma con lo pseudonimo di Chim che gli rimarrà come soprannome per tutta la (breve) vita. Nella Parigi
di quegli anni conosce Endre
Friedemann, un altro esule
(ma ungherese) di famiglia
ebrea come lui che cerca di
guadagnarsi la vita con la fotografia facendosi chiamare
Robert Capa. Nasce un’amicizia che si tradurrà, grazie anche al terzo «incomodo» Henri Cartier-Bresson, in un’avventura professionale unica
nella storia della fotografia: i
tre daranno vita nel 1947 alla
mitica agenzia Magnum. Al
pari di Capa, anche Seymour
segue la guerra civile di Spagna e firma immagini celeberrime come la battaglia dell’Ebro del ’38 (en passant questa foto un po’ mossa quasi
anticipa lo «sbarco in Normandia» di Capa) o la madre
col bimbo al seno in Estremadura nel ’36. E il bambino di
questa foto a sua volta anticipa i tanti bambini che Seymour renderà protagonisti
degli scatti realizzati per
l’Unicef nell’Europa della ricostruzione. In molti casi sono orfani e lui si sente in sintonia con loro, visto che la sua
famiglia è stata sterminata
dai nazisti nel ’45.
«Mio zio era un uomo molto ironico. Quando tornava a

Fino al 14 settembre
David Seymour. Retrospettiva sarà aperta da
oggi al 14 settembre al Palazzo Reale di
Torino. La mostra è organizzata da Silvana
Editoriale, in collaborazione con Magnum
Photos e la Direzione Regionale per i Beni
Culturali del Piemonte. È aperta da martedì
a domenica con orario 9,30-18,30. Chiuso
lunedì. Info www.palazzorealeditorino.it

New York ci inondava di regali e
di storielle divertenti» ha ricordato ieri a Torino la nipote Helen Sarid, presentando la mostra che a Palazzo Reale propone, fino al 14 settembre, 120
scatti in bianco e nero.
E percorrendo le sale si capisce come lo sguardo di Chim sia
sensibile e partecipe al tempo
stesso dei soggetti che fotografa, siano essi militanti del Fronte Popolare degli Anni 30 o pescatori di Tiberiade nel nuovo
Stato d’Israele nei primi Anni
50. Chim ha una predilezione
per l’Italia e viene a vivere a Roma. Fotografa tanto i divi di Cinecittà quanto i contadini lucani (memorabile un’istantanea
di Matera nel 1948, quando ancora i Sassi erano popolati). Ma
con il suo charme e la sua cultura Chim si trova a suo agio anche con i più raffinati intellet-

tuali e artisti del tempo: basti
pensare alle immagini del critico Bernard Berenson alla Galleria Borghese di Roma davanti
alla Paolina di Canova, a quelle
di Picasso, di uno spiritato Carlo Levi (sarà stato lui a parlargli
della Lucania?) o di una Peggy
Guggenheim dagli occhiali e dai
cani improbabili. Così come a
suo agio è con attrici più o meno
famose. Certo quella che scatta
a Sophia Loren nel 1955 rimane
una delle istantanee più sensuali della nostra diva nazionale, mentre una Gina Lollobrigida quasi acqua e sapone diventa sottilmente maliziosa per le
stampe sulla porta da cui esce.
Chim ritrae Ingrid Bergman
con due borse in cui tiene le gemelline Isabella e Isotta. Lei gli
scrive: «Io sono una meravigliosa produttrice di bambini, tu di
immagini». Come darle torto?

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

FRANCO GIUBILEI
BOLOGNA

ono giovani, fanno
ridere e hanno un
esercito di fan giovani come loro, che la
tv manco sa più cos’è. Benvenuti sul pianeta youtubers, la nuova frontiera dell’intrattenimento online che
un giorno potrebbe pure mettere in crisi i media tradizionali, anche se per il momento il
web funziona ancora da rampa di lancio per il piccolo
schermo o per il cinema. Gli
youtubers sono comici fatti in
casa, partiti dal niente e approdati a centinaia di migliaia
di seguaci: ragazzi che si filmano in piccole gag, si montano le
immagini da soli per poi caricarle sul loro canale YouTube
o su Facebook. Su internet c’è
pure un sito che ospita la classifica dei più visti, 2much.tv: a
dominarla dall’alto dei suoi
850mila iscritti è Frank Matano, che ha anche un secondo
canale Youtube con 650mila
iscritti, per un totale di 120 milioni di visite. Le altre star della rete si chiamano Willwoosh,
il collettivo di comici romani
The Pills, The Jackal da Napoli, YoTobi, iPantellas, Daniele
Doesn’t Matter e via così, fino
ai disegni animati surreali di
Scottecs.

S

Milioni di fan guardano le loro gag fatte in casa
e i più famosi approdano al cinema e in tv

ALESSANDRA COMAZZI
TORINO

Francesco Capaldo, Simone Russo, Alfredo Felaco
sono il trio napoletano specializzato in webserie
seguitissime come l’ultima, raffinata Lost In Google.

Sono tre amici romani - Matteo Corradini, Luigi Di
Capua e Luca Vecchi -, autori di webserie composte
da «corti» di pochi minuti ambientati in un alloggio.

glia: «Abbiamo cominciato a
fare tutti i video insieme, compreso un corto che ha avuto un
milione di visite, Apocalypse
Gay, e la serie Game Play, in cui
prendiamo in giro i giochi elettronici». Non contento della
popolarità su YouTube, Frank
pubblica sul suo profilo Facebook dei mini filmati e raggiunge quota 2 milioni 300mila «mi
piace». «Mi ispiro ai cabarettisti americani e al David Letterman Show - spiega -. Mi piacciono Jim Carrey e Ben Stiller
e, fra gli italiani, Troisi, Sordi,
Verdone, Zalone e Bisio. Però
mi spaventa guardarli, perché
poi i più grandi come fai a non
imitarli?».
Alla domanda decisiva, se il
web possa bastare a chi cerca il
successo, risponde così: «La
mia popolarità deriva nettamente da YouTube e Facebook,
però la partecipazione a proCOME SOPRAVVIVERE

«Devi avere sempre idee
nuove. I guadagni? Piccoli
proventi dalla pubblicità»

Frank Matano

Willwoosh

Domina la classifica dei più visti su 2much.tv con
120 milioni di visite. Matano, 24 anni, è già
approdato alle Iene, a Sky e in due film di Ruffini

Vero nome Guglielmo Scilla, 26 anni, romano. Ha
già fatto 4 film, fra cui Fuga di cervelli. Lavora per
Radio DeeJay, e ha scritto L’Inganno Della Morte.

scorretta e dal sapore demenziale: «Vengo da un paesino di
800 abitanti, Carinola, e quando avevo 17 anni dovevo inventarmi un sacco di cose per passare il tempo - racconta Francesco -. Così una volta ho fatto

Nessuno scherzo stavolta, i
due si incontrano e Facchinetti
gli dà qualche consiglio utile.
Nel 2009 il salto in tv: «Ho fatto
un paio di servizi alle Iene: mi
sembrava incredibile, avevo 19
anni! Poi mi chiama Sky per un

programma sugli scherzi telefonici, Sky scherzando?, quindi
Antonella Clerici a RaiUno».
Segue un ritorno alle Iene, dove gli affiancano un autore,
Mattia Martinez, con cui Matano dice di trovarsi a meravi-

“Il Prix Italia parte dai giovani
creatività al servizio del sociale”

le. Nei lavori in arrivo, si sente
la freschezza delle produzioni,
l’esigenza di parlare a tutti i
pubblici: alle nuove generazioni, senza però dimenticare che
ci sono anche le altre». Il tradizionale concerto di apertura
con l’Orchestra sinfonica nazionale Rai sarà mantenuto,
«anzi - dice Morawski - lo vogliamo rendere più attraente,
più aperto alla città».
Al di là della gara, ecco le cose nuove: «Il premio speciale
del presidente della Repubblica sarà abbinato al migliore
spot sociale: tecniche di comunicazione, abbinate a fini etici;
in giuria i giovani di 28 paesi
europei. I giurati, per tutte le
sezioni, saranno 80. Inoltre, in
collaborazione con Rai Expo,
struttura creata per la manifestazione del 2015, abbiamo
aperto un concorso riservato
ai ragazzi dai 18 ai 29 anni, che
realizzino dei corti sui temi
dell’Expo, vita sul pianeta, cibo, nutrimento, energia. Produzioni anche di singoli, non
soltanto di strutture. Sarà un
Prix interessato alle ricadute
creative e sociali delle tecnologie: pensiamo alle fiction che
nascono sul web, magari più vicine alla realtà».

uno scherzo telefonico e l’ho
messo online: nel giro di un mese avevo mille visite. Pochi mesi
dopo mi contatta Francesco
Facchinetti (suo talent scout,
ndr) e mi propone di vederci.
Pensavo a uno scherzo…».

Web e ambiente, le novità portate da Paolo Morawski

l Prix Italia ha inventato nel 1998 il premio per il web, che storia del Prix». Morawski, dinel 2000 è diventato una ca- rigente Rai dal 1999, è uno stotegoria ufficiale. Erano dav- rico di formazione, «il mio movero tempi non sospetti. Ec- dello è il Rinascimento, arte e
co, questo mi piace del Prix: tecnica e la centralità dell’uola sua storica capacità di in- mo. Dunque - racconta - per
tercettare il nuovo, un po’ co- prima cosa ho riletto le vicenme l’orco della fiaba, che sa de di questo concorso nato a
sempre dove si trova la pre- Capri nel 1948, per prendere
da». Paolo Morawski, nato a tutto quel che c’era di buono. E
Varsavia, è il
ho trovato per
nuovo segretaLA RASSEGNA RAI l’appunto una
rio generale Una gara per spot etici rassegna capace
della rassegna
soprattutto di
Rai, che anco- e per i ragazzi in giuria capire al volo
in vista dell’Expo 2015 l’inedito. Per
ra una volta si
svolgerà a Toquesto dura da
rino, dal 20 al 25 settembre.
66 anni. Il concorso, diviso in
Sostituisce Giovanna Mi- tre sezioni, radio, televisione e
lella, che l’anno scorso aveva web, e che questa volta si intiannunciato il proprio pensio- tola “Il laboratorio dell’innovanamento. «Raccogliere la sua zione”, è il cuore. Intorno,
eredità non è facile, ma il bel- eventi per captare quel che si
lo è che posso beneficiare del- muove, tecnologicamente parl’eredità che arriva da tutta la lando, al servizio dei contenuti

«I

The Jackal

The Pills

Matano: «Mi ha cercato
Facchinetti dopo aver visto
un mio scherzo telefonico»

Colloquio

Spettacoli .31

Frank Matano & C.
quando la risata
nasce su You Tube

STAR COMICHE DELLA RETE

La storia di Matano, al secolo Francesco, nato 24 anni
fa nel Casertano da padre italiano e madre americana, è
emblematica: ha cominciato
caricando su internet degli
scherzi telefonici, nel giro di
un anno è esploso su YouTube
e da lì è approdato alle Iene, a
Sky e a RaiUno, fino a una
parte nel film di Paolo Ruffini
Fuga di cervelli insieme a Willwoosh, alias Guglielmo Scilla. Prossimamente tornerà in
tv, con un progetto legato alle
Iene, e anche al cinema, in
ben due film: coprotagonista
insieme al regista Ruffini di
Tutto molto bello, riprese al
via a giugno, e con un ruolo
nel nuovo di Claudio Bisio,
primi ciak a settembre. Frank
nei suoi video sfoggia un umorismo che non va per il sottile,
ma ha il pregio di un’assoluta
autoironia (come quando si
dibatte sul bagnasciuga in costume da bagno, mimando un
delfino spiaggiato, ndr) e della battuta fulminante, spesso

.

Il nuovo
segretario
generale del
Prix Italia
Paolo
Morawsky
la Rassegna
Rai si svolgerà
a Torino

e della creatività, con ricadute
editoriali».
È stato anche borsista alla
Fondazione Luigi Einaudi, il
nuovo segretario: «Oggi ritrovo una Torino ricca di cultura e
proiettata più di altre città verso il postindustriale, il terzia-

rio avanzato. Il Prix dovrà essere ancora più integrato nel
territorio, grazie alle sinergie
con gli enti locali, e poi con Museo del cinema, Film Commission, teatri, associazioni: le eccellenze del Prix, esaltate dalle
tecnologie e dal tessuto socia-

grammi tv o a un film serve a
rafforzare la credibilità, ma il
cuore resta in rete. Anche se è
tosta: ogni giorno devi avere
idee e ricordarti che hai un potere, con tanti ragazzini che ti
seguono, e poi devi reinventarti:
non voglio restare per sempre
quello degli scherzi».
Addio alla centralità dei vecchi media? Forse in prospettiva, dato che non è chiaro se con
la comicità online uno riesca a
camparci: «C’è la pubblicità,
con una grande percentuale
che va a Google e una piccola
che viene a me. Gli investimenti
su internet ci sono, ma è tutto
ancora in fase di sviluppo, chiedimelo fra un anno…».

Garko-Casanova
nudo in una scena
Scoppia il caso
a Canale 5

Gabriel Garko senza veli, scoppia il caso a Canale 5. Alessio
Inturri, il regista della fiction
Rodolfo Valentino la leggenda
che dovrebbe andare in onda
ad aprile, si dice pronto a portare in tribunale l’ammiraglia
Mediaset, a suo avviso rea di
aver tagliato 15 secondi in cui
Garko appare nudo. Una scena
di nudo integrale in prima serata e in fascia protetta non è
adatta a un pubblico di famiglie come quello di Canale 5,
replicano da Mediaset. «È una
scena simbolica, molto raffina[S. N.]
ta», ribatte il regista.

32 .Spettacoli

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Le RECENSIONI

I FILM DEL WEEKEND
A CURA DI

ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH

***
***
****
*****

PESSIMO
MODESTO
DISCRETO
BUONO
OTTIMO

tecipe intervenendo con riflessioni di carattere vario, mai moralistiche o psicologiche, anche
se la situazione è quella tipica
dell’analisi freudiana.
Diviso in 5 capitoli, il Volume
I rievoca nell’impianto pornofilosofico gli scritti del marchese De Sade: in fondo Joe, ninfomane in spregio all’amore è una
sorta di Juliette, prostituta per
libera scelta; e dal tutto trapela
un’aria surreale e persino umoristica (in una scena appare
Uma Thurman, fantastica moglie tradita) che a tratti scivola

Fermo
immagine
CLAUDIA FERRERO

he cosa si può fare
quando la creatività arranca e le idee
giuste vengono a mancare? Come dare una scossa alla vita quando sembra che tutto sia in una fase di stallo? Di situazioni
così il film Yves Saint Laurent di Jalil Lespert, sulla
vita del geniale stilista, è
una sorta di catalogo di
soluzioni a cui attingere.
Soluzioni che non passano mai di moda: libri e
viaggi. È dopo aver sfogliato un volume di pittura, che a Yves Saint Laurent impersonato dal
bravo Pierre Niney scatta la scintilla per far nascere il mitico «Mondrian
Dress» che segnò gli Anni
60. Ed è un viaggio liberatorio nel deserto marocchino con il compagno di
una vita, che rivitalizza
un periodo di stanchezza
e paralisi di idee del creatore di moda francese.
Strategie che non deludono quasi mai.

C

Sophie Kennedy Clark e Stacy Martin in una scena di Nymph()maniac Vol. 1

Drammatico

ErotismoallavonTrier
om’è noto l’ultima
pellicola di Lars von
Trier, ed ennesimo
suo scandalo annunciato, esce nel
mondo divisa in due parti e mutilata per motivi di censura di
ben 90 minuti. All’inizio appare
una spiegazione che poco spiega, nel senso che Trier ci tiene a
dire con tipico paradosso che
non condivide i tagli e però li autorizza; in ogni caso, resta che
Nymph()maniac Vol. 1 è la metà
di un film e recensirlo sarebbe

C

Fantasy

Nella guerra epica tra fazioni
l’apocalisse risulta un po’ lenta
na crisi economica di
cui non si vede l’uscita, il
calo delle risorse, il surriscaldamento globale, l’avvicendarsi di governi inadeguati:
c’è poco da stupirsi del successo di certa letteratura fantasy, il
cui piglio epico-eroico può avere un effetto al contempo catartico e stimolante sugli adolescenti senza domani. Tratto dal
bestseller di Vanessa Roth, Divergent propone (sulla scia di
Hunger Games) una protagonista femminile al centro dello
scenario post-apocalittico di

Le schede, la programmazione di tutt’Italia,
città per città e sala per sala su: www.lastampa.it/film

U

una Chicago, ultimo baluardo
della civiltà, dove la popolazione sopravvive suddivisa in 5 fazioni. Di ceppo familiare Abnegante (gli altruisti), la sedicenne Beatrice passa agli Intrepidi,
ma la verità è che al test è risultata divergente: ovvero figura

assurdo. Limitiamoci quindi alle prime impressioni.
In un’innominata cittadina
europea, il maturo Seligman
(Stellan Skarsgard) accoglie
nella sua spoglia dimora una
donna gravemente contusa. A
domanda su cosa le sia accaduto, la sconosciuta (Charlotte
Gainsbourg) replica che risponderà solo se potrà raccontare la
sua storia per intero, a partire
da quando piccina prese coscienza delle proprie zone intime. Sono un pessimo essere

non catalogabile, socialmente
pericolosa. Per questo motivo e
in vista delle trame repressive
degli Eruditi (capeggiati da Kate Winslet), Beatrice/Tris capirà che farsi Intrepida è stata la
scelta giusta. La macchina narrativa è analitica e lenta e Shailene Woodley, pur cavandosela
benino, non ha la personalità di
Jennifer Lawrence. Però Divergent è un prodotto ben pensato
e ben girato.
[A.LK.]
DIVERGENT
Di Nei Burger; con Shailene Woodley,
Theo James, Kate Winslet. Usa 2014
TORINO: Massaua, Ideal, Lux, Reposi,
The Space, Uci; MILANO: Colosseo,
Ducale, Odeon, Orfeo, Plinius, Uci
GENOVA: Odeon, The Space, Uci
ROMA: Adriano, Ambassade,
Andromeda, Antares, Atlantic,
Barberini, Broadway, Cineland, Doria,
Galaxy, Jolly, Lux, Odeon, Reale, Savoy,
Trianon

***

umano, avvisa Joe, ma Seligman vuole sapere. Parte la vicenda di un’adolescente che,
fattasi sverginare da un ragazzo che avrà un ruolo nella sua
vita futura (un inadeguato Shia
LaBeouf), si immerge in una
compulsiva attività sessuale:
svariati uomini al giorno e amplessi frenetici che a volte sembrano darle godimento, più
spesso no, e comunque rimandano a un incolmabile vuoto interiore. Joe parla con voce distaccata, Seligman ascolta par-

Dal film trapela un’aria
surreale e persino
umoristica che a tratti
scivola nel drammatico
su un inatteso registro drammatico-affettivo. Disturbante
che possa essere, il racconto
tiene l’attenzione vigile: Stellan
Skarsgard impersona un Seligman malinconico e castamente
nevrotico che è un evidente
alias di von Trier; l’inedita
Stacy Martin incarna in chiave
di perversa Lolita la giovane
Joe; la colonna sonora mescola
metal rock, Mozart e Shostakovich, l’immagine alterna con la
stessa naturalezza colore e
bianco e nero. Attendendo il Volume II, il 24 aprile.
[A. LK.]
NYMPH()MANIAC VOL. 1
Di Lars von Trier; con Charlotte
Gainsbourg, Stellan Skarsgard, Stacy
Marti. Dan/Ger/Fra/GB 2014
TORINO: Eliseo, Greenwich, Uci
MILANO: Apollo, Arcobaleno, Ducale, Uci
GENOVA: Ariston, Uci; ROMA:
Andromeda, Eden, Lux, Maestoso,
Nuovo Olimpia, Quattro Fontane

FULVIA CAPRARA

uce e buio, debolezza e forza, aggressività e rassegnazione. Nel personaggio di
Antonio, interpretato da
Filippo Timi, con poche
parole e tanta fisicità, è
contenuta l’idea alla base
dei Corpi estranei di Mirko Locatelli. Per descrivere «l’incontro tra anime sole e impaurite»,
nella corsia di un ospedale del Nord, lo stesso regista ha raccontato di essere partito dall’immagine di un uomo solo con in
braccio un bambino affetto da una grave malattia. Un contrasto fatto
apposta per Filippo Timi
che spesso appare in lotta con le (sue) apparenze,
alle prese con il pericolo
che la virilità marcata
possa offuscare tenerezza d’animo e profondità
di sentimenti. Nella
struttura rude da maschio d’altri tempi si nasconde, invece, un attore
dalle infinite possibilità.

L

****

Commedia

Neonati scambiati in culla
qui c’è voglia di tenerezza
ather and Son affronta
l’ardua questione se la
paternità sia un fatto di
sangue, narrando di due famiglie che, per uno scambio di
neonati in ospedale, scoprono
di aver allevato il figlioletto
sbagliato. Che fare? Sulle prime gli sconvolti genitori decidono di creare occasioni di incontro, che si rivelano un poco
imbarazzanti causa la differenza di carattere e status sociale: se il modesto negoziante
Yukari è un tipo che preferisce giocare con i bimbi piutto-

Facce
da cinema

F

sto che lavorare, l’architetto
in carriera Ryota ora riesce a
spiegarsi perché il dolce Keita
sia così diverso da lui; e matura la scelta drastica che ognuno si riprenda il proprio figlio
evitando ulteriori contatti. A
riprova che quella giapponese

è una società patriarcale, le figure delle pur trepidanti madri restano sullo sfondo; il vero protagonista della commedia agrodolce di Kore-eda Hirokazu, regista di risaputa finezza formale, è Ryota, il cui
cuore solo alla fine si schiuderà alla consapevolezza del valore di un rapporto paterno
costruito sull’amore invece
che sul Dna. La sua è una trasformazione troppo repentina per essere convincente, e
tuttavia gratifica la nostra voglia di tenerezza.
[A. LK.]
FATHER AND SON
Di Kore-eda Hirokazu
Con Fukuyama Masaharu, Ono
Machiko. Giappone 2013
TORINO: F.lli Marx, Romano
MILANO: Anteo, Arlecchino
ROMA: Eden, Greenwich, King, Quattro
Fontane

***

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

.

Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 3 aprile 2014

Rai 1

Rai 2

6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Tutti in cucina con
Antonella Clerici, nella
14ª edizione del programma
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
15.20 La vita in diretta Attualità Una coppia inedita al
timone dello storico
programma pomeridiano, Paola Perego e Franco Di Mare
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded

6.00 La strada per la felicità TF
6.45 Cartoon Flakes Programma per bambini
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives TF
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.00 Question Time. Interrogazioni a risposta immediata
17.20 Lol Serie
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale
Cobra 11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

21.15
Don Matteo 9

21.10
NCIS: Los Angeles

FICTION. I carabinieri e Don Mat-

TELEFILM. Mentre il team inda-

teo indagano sull’omicidio di
una donna ricca, la cui nipotina
è da poco guarita da una rara
malattia genetica. Intanto,
Natalina conosce Aldo

ga su un caso di rapimento, Callen è alle prese con un uomo
che afferma di essere suo padre.
Tra gli interpreti c’è Chris O’Donnell

23.30 Porta a Porta Attualità
1.05 Tg 1 - Notte. Che tempo fa
1.40 Sottovoce Attualità
2.10 Scrittori per un anno
2.40 Largo Winch Film
4.25 Dieci storie di bambini
4.50 Da Da Da

22.45 Blue Bloods Telefilm
23.25 Tg 2
23.30 Il Musichione Varietà
1.05 Rai Parlamento
Telegiornale
1.15 Law & Order Telefilm
2.10 Cinecittà Fiction

Rai 3
6.30 Rassegna stampa italiana e internazionale
7.00 Tgr Buongiorno Italia
7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Terra nostra Telenovela
16.00 Aspettando Geo Doc.
16.40 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.15 Sconosciuti Attualità
20.35 Un posto al sole SO

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine
Soap opera
14.45 Uomini e donne
Talk-show
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro!
Game show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscina la notizina
Varietà satirico

Italia 1

Rete 4

La 7

7.00 Friends Telefilm
7.50 Le regole dell’amore
Sitcom
8.45 Una mamma per amica
Telefilm
10.40 Dr. House - Medical division Telefilm
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
Reality show
14.10 I Simpson
14.35 Dragon Ball GT Cartoni
15.00 Big Bang Theory Telefilm
15.50 Due uomini e mezzo
Telefilm
16.35 E alla fine arriva mamma
Telefilm
17.25 Nikita Telefilm
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine
Telefilm

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm
16.35 Nestore - L’ultima corsa
Film (dramm., 1994) con
Alberto Sordi, Matteo
Ripaldi. Regia di Alberto
Sordi. Il vecchio vetturino Sordi fa di tutto per
non far sopprimere il
suo cavallo. ★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber

21.05
The Queen ★★★★
La regina

21.05
Calcio:
Lione-Juventus

21.10
Mistero

FILM. (dramm., 2006) con Helen

SPORT. Allo Stade de Gerland di

Mirren, Michael Sheen. Regia
di Stephen Frears. Alla morte di
Lady Diana, Elisabetta II si ritira
nel castello di Balmoral

Lione, la Juventus di Conte
affronta in una supersfida i francesi nei quarti di finale di Europa League (andata)

tier generale del programma è
il glorioso piroscafo a vapore
Patria, tornato in navigazione
sul lago di Como. Con Daniele
Bossari

23.00 Gazebo Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte.
Tg regione
1.05 Cortoreale Gli autori del
documentario italiano
1.30 La musica di Raitre
2.10 Fuori orario

ATTUALITÀ. Quest’anno il quar-

23.00 Europa League Speciale
0.00 Matrix Attualità
Conduce Luca Telese
1.15 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
1.45 Striscina la notizina
Varietà satirico

TV&TV

19.30 Padre coraje TN
20.25 Tg News
20.30 Perla nera
Telenovela
21.30 Cuor di cucina
21.45 A casa di Letizia
21.55 Tg News
22.00 Più belle, più giovani
22.15 Non solo benessere

ALESSANDRA
COMAZZI

erò! Il nome in
ditta, come Maurizio Costanzo,
come Antonio Lubrano: stasera su Skyuno
va in onda la seconda
puntata di «E poi c’è
Cattelan», che potete
ripescare agevolmente
nei palinsesti liquidi
della rete. Il conduttore, nato a Tortona nel
1980, ha cominciato
con la musica e, come
Fazio, Bonolis, Frizzi,
con la tv dei ragazzi:
presentava «Ziggie» su
Italia 1, con l’omonimo
pupazzo. Su Radio Deejay conduce «Catteland», e intanto c’è stato «X Factor». Ora,
questo varietà. Che dura un’ora scarsa, misura aurea, e non è una
miracolosa novità ma
neppure una noia infinita. Al debutto, si comincia con Castellitto
che fa la parodia di se
stesso in «In Treatment», «soffra, Cattelan, pianga, si disperi».
Ci sono le interviste di
personaggi in promozione (solo così si possono avere ospiti a basso costo), giovedì scorso Ambra Angiolini e
Edoardo Leo: hanno
giocato ai mimi, hanno
spostato sedie come
nello spettacolo, in
un’intervista meno tradizionale. Poi è arrivato
Zanetti e gli «Street
Clerks», la band, bravi
e reattivi. Senz’altro
Alessandro Cattelan,
che è pure in grado di
conversare in inglese
con gli ospiti stranieri,
cosa rara per un conduttore italiano, sta benissimo dov’è, ma sarebbe bello vederlo in
uno di quei programmoni delle corazzate:
potrebbe essere il nuovo Pippobaudo, al tempo della tv dei frammenti?

can. 55

P

FILM.(azione,1995)conBruceWil-

lis,JeremyIrons.RegiadiJ.McTiernan. Uno psicopatico semina
bombeintuttaNewYork.L’agente McClane se ne deve occupare
23.55 Double Impact Film
(azione, 1991) con JeanClaude Van Damme,
Geoffrey Lewis, Alan
Scarfe, Alonna Shaw.
Regia di Sheldon Lettich. ★

0.35 Amusement - Giochi
pericolosi Film-tv
2.20 Grande Fratello - Live
Reality show
2.40 Sport Mediaset
3.05 Studio aperto La giornata

VERO TV

21.15
Die Hard - Duri
a morire
★★

TV2000

21.10
Servizio pubblico
ATTUALITÀ. In contemporanea
su La7.it, nuovo appuntamento con il talk show ideato
e condotto da Michele Santoro. In studio, ospiti fissi Marco
Travaglio e Vauro

0.00 Tg La7 Night Desk Attualità La striscia di approfondimento quotidiano
in onda dal lunedì al
venerdì in seconda serata
1.15 Otto e mezzo Attualità

REAL TIME

18.30
18.50
19.50
19.55
20.00

Tg 2000
Il Tempo Vola?
Gocce di Miele
Storie da Lourdes
Rosario da
Lourdes
20.30 Nel cuore dei
giorni
20.55 Tg Tg
21.20 Fiction - Italian
Restaurant

DMAX

16.45 Quattro matrimoni
17.40 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.40 Molto bene
19.40 Il boss delle torte
20.10 Best Bakery
21.10 Case da incubo
22.10 Due case per una
coppia Documentari
23.05 Dottoresse in sala
parto Documentari

15.10
16.00
16.50
17.45
18.35
19.30
20.20
21.10
22.00
22.50

Affare fatto!
MythBusters
Airport Security
Top Gear
A caccia di auto
Cacciatori di tesori
Banco dei pugni
Sei spacciato!
Fuori in 72 ore
One Man Army

film / intrattenimento
17.25 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
Fuga dal Natale Tim
Allen e Jamie Lee Curtis
decidono di rinunciare
ai festeggiamenti natalizi SKY CINEMA FAMILY
17.30 I segreti di Spider-Man
DISCOVERY SCIENCE

digitale terrestre
10.15 Sgarro alla camorra
Dopo anni di carcere,
un uomo torna a casa
deciso a guadagnarsi
una nuova vita RAI
MOVIE

10.45 Private Pratice RAI 4
11.20 Gosford Park 1932: un
ricevimento rovinato
da un omicidio.
Scotland Yard indaga.
Di Altman IRIS
11.30 Brothers And Sisters
RAI 4

12.00 Bethune: Il mitico eroe

MOVIE

14.25 Private Pratice

RAI 4

14.50 Rescue Special
Operations PREMIUM

15.50 90210 RAI 4
15.55 Nero Bifamiliare La
serenità di una giovane
coppia viene turbata da
un furto. Con Claudia
Gerini IRIS
16.00 Saint-Ex RAI MOVIE
16.30 Veronica Mars RAI 4
17.20 Robin Hood RAI 4
17.35 Capricorn One Un giornalista scopre che la
missione verso Marte è
fallita tragicamente RAI
Fuori Il Malloppo
(Popsy Pop) IRIS
18.10 Streghe RAI 4
19.30 A-team IRIS
19.40 Xena RAI 4
19.45 Un altr’anno e poi cresco RAI MOVIE
20.15 Renegade IRIS
20.25 Heroes RAI 4
21.05 Le onde del destino
Una rigida comunità
calvinista e luoghi
affacciati sul mare della
Scozia IRIS

17.45 Friends JOI
18.00 Chicago Fire

PREMIUM

ACTION

ACTION
PREMIUM

ACTION

16.05 Fairly Legal JOI
Una mamma per amica
MYA

16.25 Cult PREMIUM ACTION
Johnny Suede Brad Pitt
sogna il successo come
cantante di rockabilly,
ma ha paura delle
donne PREMIUM
UNIVERSAL

16.35 Inception Leonardo
DiCaprio è il ladro più
abile nel riuscire ad
entrare nel subconscio
PREMIUM CINEMA

17.00 Elle - L’ultima
Cenerentola MYA
17.15 Smallville PREMIUM
ACTION

RAI 4

MOVIE

RAI MOVIE

12.10 Streghe RAI 4
13.40 Flashpoint RAI 4
13.59 I familiari delle vittime
non saranno avvertiti
Dopo due colpi ben riusciti, Antonio Sabato
conquista la stima del
boss Savalas IRIS
14.00 Carabina Quigley Tom
Selleck, tiratore scelto,
si ribella a un dispotico
proprietario terriero RAI

15.40 Chicago Fire

15.10 Brothers And Sisters

PREMIUM CINEMA

19.35 Psych JOI
Parenthood MYA
Rescue Special
Operations PREMIUM
ACTION

20.25 Chicago Fire

PREMIUM

ACTION
CINEMA

RAI MOVIE

22.45 Psycho Pass RAI 4
23.10 Cinemag Ieri Oggi
Domani RAI MOVIE
23.15 Sword Art On Line

RAI

4

23.40 Halloween - La notte
delle streghe La notte
di Halloween Tony
Moran fugge dal manicomio. Horror di John
Carpenter RAI MOVIE
23.45 Legend Cruise salva il
mondo, liberando sia
l’unicorno bianco che la
bella principessa RAI 4
23.50 Europa Germania 1945:
conduttore di treni si fa
incastrare da terroristi
nazisti IRIS
1.15 Rai News - Notte RAI
MOVIE

1.20 Entourage

RAI 4

21.15 Suits JOI
The Vampire diaries
MYA

18.15 Big Bang Theory JOI
18.40 Disastro a Hollywood
Barry Levinson racconta
la Hollywood cinematografica con un cast stellare PREMIUM UNIVERSAL
18.45 Due Uomini e 1/2 JOI
Hart Of Dixie MYA
Cult PREMIUM ACTION
19.05 Are You There,
Chelsea? JOI
The Baytown Outlaws

20.50 Volare Via

21.10 Supernatural RAI 4
21.15 Heartburn - Affari di
cuore Meryl Streep è
sposata con Jack
Nicholson, uno dei giornalisti del Watergate

PREMIUM

Arrow PREMIUM ACTION
Un Mostro a Parigi
PREMIUM CINEMA

The Italian Job Il re
della truffa Mark
Wahlberg mette a
segno un colpo in un
palazzo veneziano
PREMIUM UNIVERSAL

22.00 The Transporter: The
Series PREMIUM ACTION
22.05 Psych JOI
Dracula MYA
22.55 Nip’n Tuck MYA
Grimm PREMIUM ACTION
Il riccio Due personaggi
in incognito si incontrano solo grazie all’arrivo
di monsieur Ozu
PREMIUM CINEMA

17.50 Appuntamento da
sogno! SKY PASSION
18.20 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
18.25 2012: atterraggio su
Marte DISCOVERY SCIENCE
18.35 Piccole bugie tra amici
SKY HITS

18.40 Giulietta degli spiriti
Giulietta Masina, tradita dal marito, vede
crollare la sua intera
esistenza SKY CLASSICS
18.45 Royal Affair 1770.
Johann Struensee ebbe
una relazione con la
regina della Danimarca
SKY CINEMA 1

19.00 Cosa fare a Denver
quando sei morto L’ex
gangster Jimmy non
può rifiutare un favore
al vecchio caro boss SKY
MAX

19.05 Water Horse - La leggenda degli abissi Un
ragazzino trova per
caso sulle rive del lago
Loch Ness uno strano
uovo SKY CINEMA FAMILY
19.30 Una ragazza per due
Una giovane fotografa
frequenta due ragazzi
contemporaneamente
SKY PASSION

19.50 In Cucina con
GialloZafferano FOX LIFE
20.00 Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL
FOX
CRIME

20.05 Criminal minds

20.15 Rising: la rinascita di
Ground Zero DISCOVERY
SCIENCE

21.00 C.S.I. FOX CRIME
Scandal FOX LIFE
Striscia, una zebra alla
riscossa SKY CINEMA
FAMILY

I giustizieri del West Il
politicante Kirk
Douglas assolda avventurieri per catturare un
fuorilegge SKY CLASSICS
Troppo amici Quando
Alain ha sposato
Nathalie non sapeva
che avrebbe sposato
anche i suoi SKY PASSION
Ring of Fire SKY MAX
21.10 La leggenda del cacciatore di vampiri Lincoln
apprende in giovane
età che sua madre è
stata uccisa da un predatore sop SKY HITS
Bianca come il latte,
rossa come il sangue
Quando Leo si avvicina
a Beatrice, scopre che è
scossa da un grande
dolore SKY CINEMA 1
21.35 Come è fatto DISCOVERY
SCIENCE

21.55 N.C.I.S. FOX CRIME
Grey’s Anatomy FOX
LIFE

22.00 Top Gear
CHANNEL

DISCOVERY

22.35 La califfa Vedova di un
operaio, Romy
Schneider seduce Ugo
Tognazzi, padrone
della fabbrica SKY
CLASSICS

22.45 N.C.I.S. FOX CRIME
Revenge FOX LIFE
22.50 Una vita normale

SKY

PASSION

23.00 Magnifica presenza Elio
Germano inforna cornetti di notte e sogna
di fare l’attore di giorno SKY HITS
Die Hard - Un buon
giorno per morire
Ritorna Bruce Willis
nelle sue esaltanti
avventure, stavolta sarà
in Russia SKY CINEMA 1
23.05 Priest Paul Bettany,
prete guerriero, vive in
una città murata controllata dalla Chiesa SKY
MAX

23.40 Criminal minds

FOX

CRIME

Castle FOX LIFE
23.55 Cose da non credere
DISCOVERY SCIENCE

0.15 Spasmo Un uomo, vittima di aggressioni, sfugge alla morte uccidendo i suoi assalitori SKY
CLASSICS

0.20 Una magica estate

SKY

CINEMA FAMILY

0.25 Magic Mike Channing
Tatum nei panni di un
giovane spogliarellista
in cerca di fortuna SKY
PASSION
FOX CRIME

0.35 C.S.I.

34

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

SPORT
Ha
detto

Inghilterra, no alle Wags ai Mondiali
Niente Wags in ritiro durante i Mondiali. Roy Hodgson,
ct dell’Inghilterra (nel girone dell’Italia insieme con
Uruguay e Costarica), ha cambiato idea. Le mogli e le
fidanzate dei calciatori (nella foto, Steven Gerrard con
la consorte Alex Curran) potranno raggiungere prima
Miami - sede del primo ritiro - e poi il Brasile in maniera
autonoma: incontri solo nelle ore concesse dal ct.

Basso profilo

I bianconeri per noi
sono una montagna
da scalare: identici
al Psg per campioni
e dominio in serie A
Remi Garde, tecnico del Lione

EUROPA LEAGUE, STASERA L’ANDATA DEI QUARTI

Euro
test
La Juve all’esame Lione
dopo la sconfitta di Napoli
Conte a muso duro: “Quanto
sono preoccupato? Zero”
MARCO ANSALDO
INVIATO A LIONE

Una partita, una risposta.
L’Europa League non si può
confondere con il campionato
ma quanto succederà allo stadio di Gerland sarà un riscontro dei dubbi sulla tenuta dei
bianconeri che sono sorti con
la sconfitta di Napoli. «Da
quello che ho sentito dire per
una partita persa, mi sembra
che all’esterno non ci sia la
giusta percezione di cosa siamo e di quanto abbiamo fatto
e continuiamo a fare», ha
chiarito Marchisio, non sbagliando. In parole povere la
Juve rimane la Juve anche se
domenica ha fallito la prova e
stavolta ci sarà Tevez (forse

in coppia con Osvaldo) a ristabilire i valori. Staremo a vedere. Se la pessima esibizione del
San Paolo si spiega con un approccio sbagliato alla gara, la
correzione sarà semplice. «Dopo tante vittorie - ha detto Conte -, succede che la tensione, la
concentrazione e la determinazione possano calare. Mi auguro che la sconfitta sia stata un
insegnamento».
Ma se dietro al 2-0 ci fosse
altro, ad esempio la stanchezza
e l’appannamento di chi per 8
mesi ha girato a ritmi troppo
alti? Se ne vedrebbero le tracce
anche nella partita contro il Lione e le soluzioni per il finale di
stagione si complicherebbero.
Conte rifiuta ogni accenno di

AFP

Da sinistra, Andrea Pirlo, 34 anni, Paul Pogba (21) e Claudio Marchisio (28) durante la rifinitura a Lione: saranno titolari

«default» psicofisico. «Quanto
ne sono preoccupato? Zero». E
lo dice con piglio infastidito.
Eppure è proprio alla stanchezza e all’usura che il tecnico
bianconero si è appellato negli
ultimi tempi: ha una «rosa»

Di fronte c’è l’ex grande
di Francia, oggi in crisi
Marchisio: «Quante
critiche per un solo ko»
corta, conta per la prima volta
in tre anni un discreto gruppo
di infortunati, da un mese giocano praticamente gli stessi e
se si guasta uno tra Caceres,
Bonucci e Chiellini dovrà met-

tere in difesa il receptionist di
corso Galileo Ferraris, anche se
tra i convocati ci sono Barzagli,
Ogbonna e Peluso.
Tutto vero, altro che «zero».
Stasera comunque ci sarà materiale per capirne di più. Se
dopo l’altra sconfitta di campionato, a Firenze, l’appello fu
indecifrabile perché la Juve
giocò subito al Bernabeu contro il Real Madrid, roba di un
altro pianeta, stasera il confronto è più indicativo. Il Lione
ha vissuto un formidabile decennio, vincendo 7 campionati
consecutivi e arrivando a una
semifinale di Champions. Oggi
è imploso, non regge il confronto con le squadre dai bilanci illimitati (Psg e Monaco) ma nep-

pure con altre alla sua portata.
Inoltre ha sette infortunati importanti (il più noto è l’ex milanista Gourcuff) e la sua stagione conta 51 partite ufficiali, solo
due meno della Juve, con la differenza che i francesi sono in tiro dal 30 luglio quando giocarono i preliminari di accesso alla
Champions mentre i bianconeri cominciarono con la Supercoppa dopo Ferragosto. A stanchezza e malanni stanno malmessi pure loro che si considerano sfavoriti nel confronto.
«Per noi la Juve è come una
montagna da scalare in due
balzi - ha detto Remi Garde,
l’allenatore -. È identica al Paris
Saint Germain per il modo in
cui domina il campionato e per

Serie A, recupero 22a: giallorossi a -8 dalla vetta

Super Roma, 4 gol al Parma per crederci
Garcia: “Pressione tutta sui bianconeri”
GUGLIELMO BUCCHERI
ROMA

Le rimonte impossibili esistono, ne è convinto Rudi
Garcia. E ora che il primo
ostacolo sul cammino della
Roma da qui al traguardo di
fine campionato è caduto
(Parma al tappeto per 4-2),
la distanza dalla vetta bianconera scesa da -11 a -8 dà
forza alle riflessioni del condottiero romanista. «La
squadra gioca bene, dovevamo superare il Parma e lo abbiamo fatto: peccato per
qualche errore di troppo là
dietro, ma - precisa Garcia -

va bene così. Possibilità di riprendere la Juve? Noi non abbiamo niente da perdere, loro
sì: questo è un bel vantaggio
psicologico per la mia squadra. E, poi, alla penultima
giornata devono venire all’Olimpico e sul piano delle
energie i bianconeri ne spenderanno molte più di noi giocando in Europa League».
Il racconto del pomeriggio
romano è stato quello tipico di
una partita in cui entrambe le
sfidanti avevano in testa il colpo grosso. Così dopo appena
otto minuti (si ripartiva dal 9’
del primo tempo dopo la so-

spensione per pioggia di due
mesi fa) si erano già visti tre
gol: il vantaggio romanista di
Gervinho, l’acuto dell’emiliano
Acquah e la piccola magia di
Totti, salito a quota 20 reti
personali contro i gialloblù.
La Roma e il Parma non
hanno mai alzato la guardia e,
nella ripresa, sull’Olimpico sono piovute altre tre reti: Pjanic dopo la solita incursione di
Gervinho, poi Taddei, al primo
sigillo stagionale, ed infine
Biabiany sui titoli di coda.
«Lo scudetto? Non è ancora
finito niente, noi non molliamo...», sottolinea Pjanic, atte-

234a rete
L’esultanza
di Totti
AFP

so al rinnovo del contratto nelle prossime ore. «La Roma così il tecnico degli emiliani
Donadoni - mi ha impressionato più della Juve affrontata
una settimana fa. Ma conosco
il carattere dei bianconeri e
raggiungerli mi appare molto
difficile». Garcia incassa altri
tre punti e spera che la storia
delle rimonte impossibili si ripeta.

Classifica
Juventus
Roma
Napoli
Fiorentina
Inter
Parma
Atalanta
Lazio
Verona
Torino

81
73
64
52
49
47
46
45
43
42

Milan
Sampdoria
Genoa
Udinese
Cagliari
Chievo
Bologna
Livorno
Sassuolo
Catania

42
41
39
38
32
27
26
25
21
20

i campioni che ha: non dovrebbe stare qui ma giocare i quarti
di Champions League perché è
stata costruita per questo».
Il caro Garde ha esagerato e
basta guardare gli acquisti dei
parigini negli ultimi tre anni
per notare una sensibile differenza con la Juve. «Lo prendo
come un complimento - ha risposto Conte - e sono orgoglioso che il Lione ci consideri così,
dal momento che tre anni fa ci
era superiore. Noi e il Psg abbiamo avuto un percorso simile
in campionato però loro hanno
13 punti di vantaggio e ormai
hanno chiuso il discorso». Non
aggiunge, ma un po’ lo pensa
dopo il successo della Roma, «e
noi no».

Roma

4

Parma

2

Roma

Parma

(4-3-3)

(4-3-3)

De Sanctis 6; Maicon
6,5, Benatia 6, Castan 6, Torosidis 5;
Pjanic 6,5, De Rossi
6, Taddei 6,5; Destro
6,5 (13’ st Florenzi 6),
Totti 7 (31’ st Bastos
sv), Gervinho 7 (40’
st Ljajic sv)

Mirante 5; Cassani
5,5, Lucarelli 5, Molinaro 5,5, Gobbi 5,5;
Acquah 6,5 (26’ st
Munari sv), Marchionni 6, Parolo 6
(40’ st Josè Mauri sv);
Schelotto 5,5 (40’ st
Palladino sv), Amauri
5,5, Biabiany 6

ALL. Garcia

6,5 ALL. Donadoni

5,5

RETI: pt 12’ Gervinho, 15’ Acquah, 16’
Totti; st 4’ Pjanic, 37’ Taddei, 45’ Biabiany
ARBITRO: De Marco 6
AMMONITI: Taddei, Josè Mauri
SPETTATORI: 17.753 paganti, 23.872 abbonati

R

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Ex dello Zenit: «Soldi a un arbitro Uefa»

Oggi in Tv

«I giocatori dello Zenit pagarono un arbitro per
passare un turno di Coppa Uefa». Lo denuncia l’ex
calciatore norvegese Erik Hagen, che giocò a San
Pietroburgo dal 2005 al 2008: «Versammo 3 mila
dollari a testa per l’arbitro, che uno di noi conosceva
e ne intascammo 12 mila come premio partita.
Il direttore di gara annullò 4 gol per fuorigioco».

13,00 Sport Mediaset
14,00 Ciclismo. Tre giorni La Panne
14,00 Sport Mediaset
16,00 Curling. Mondiali
17,50 Tg sport
18,00 Hockey prato. Serie A

O. Lione

il caso

Juventus

(4-3-1-2)

(3-5-2)

CANALE 5 - SKY SPORT 1

16

ORE 21,05

1

A. Lopes Buffon

55

Tolisso Caceres

4

4

Koné Bonucci

19

23

Umtiti Chiellini

3

3

33

Bedimo Isla

12

6

Ferri Pogba

21

Gonalons Pirlo

28

Mvuemba Marchisio

8

17

Malbranque Asamoah

22

10

Lacazette Vucinic

9

18

Gomis Tevez

10

21

ARBITRO: COLLUM (SCOZIA)
All: GARDE

All: CONTE

«SoddisfattodiConte»
Elkann:«L’Inter?Spero
checontinuiaperdere»

John Elkann, presidente Fiat
1 Se in casa Juve vincere

non è importante, ma è l’unica
cosa che conta, si può parlare
solo del presente. Quando si
vince e si deve vincere. Così,
quando chiedono a John
Elkann se Antonio Conte sarà
sulla panchina bianconera anche il prossimo anno, il presidente di Fiat ed Exor vira sull’attualità: «Conte? Sono molto felice degli ultimi anni, nonostante questa sconfitta (di
Napoli, ndr) che ci ha fatto
molto soffrire. Speriamo di
chiudere bene questo campionato». Ovvero con lo scudetto,
che sarebbe il terzo di fila (non
accade dagli Anni 30). Visto
poi che anche l’azionista di
maggioranza è tifoso, da tifoso risponde poi a un bambino
che gli chiedeva perché l’Inter
non vincesse più: «Non so perché non vinca più, ma mi auguro che continui a perdere».

C’è Porto-Siviglia
Il Benfica in Olanda
QUARTI DI FINALE
Andata OGGI ore 21,05
(ritorno 10 aprile)
Az Alkmaar
(Ola)
Sky
Benfica
(Por)

ROBERTO CONDIO

calcio 2

N

o, non è un gran
2014 per il Barcellona. Abituato a
vincere e festeggiare, dentro e
fuori campo gli sono già successe un sacco di cose spiacevoli: lo scandalo del contratto
di Neymar, con le dimissioni
del presidente Rosell; Messi
che vomita mentre gioca e non
si sa perché; il primato nella
Liga perso prima per mano del
Real Madrid e poi dell’Atletico;
il pass per le semifinali di
Champions a rischio dopo l’1-1
con i biancorossi di Simeone.
Poteva bastare. E invece ieri è arrivata la batosta più pe-

Basilea
(Svi)
Valencia
(Spa)
Porto
(Por)
Siviglia
(Spa)

Sky
calcio 4

Sky calcio 3
Premium
calcio 1

IERI
(ritorno 8 aprile)
A
AND
Paris S. Germain
3
(Fra)
Chelsea
(Ing)

1

Real Madrid
(Spa)

3

Borussia D.
(Ger)

0

(ritorno 9 aprile)

EPA

Il Barcellona colpito nel suo orgoglio: il vivaio della Masia

tra il 2009 e il 2013: il Barça non
poteva farlo, in assenza delle eccezioni previste dall’articolo 19
delle norme sui trasferimenti.
Ora ha tre giorni per ricorrere e,
in caso di conferma della sanzione, potrà rivolgersi entro tre
settimane al Tas. La reazione
blaugrana è stata di stupore, ma
fino a un certo punto. Perché da
dicembre giravano voci di due
denunce anonime. «Siamo tran-

quilli e in regola - dicono i catalani -: spiegheremo tutto». Intanto, tornano in mente le parole
del neo presidente Bartomeu
che, evidentemente temendo il
peggio, qualche settimana fa
parlava così della Masia: «Forma ed educa persone, è un punto di riferimento mondiale. Dovrebbe avere, come altri centri
simili, una certificazione di eccellenza perché permette ai gio-

AND

Barcellona
(Spa)

1

Atletico M.
(Spa)

1

Manchester U.
(Ing)

1

Bayern M.
(Ger)

1

vani di formarsi, non soltanto a
livello calcistico. Ne guadagnerebbero loro, le loro federazioni,
il football in generale».
L’iter dei reclami potrebbe
cancellare la squalifica così come avvenne per il Chelsea, punito nel 2010 per il contratto del
17enne Kakutà. In caso contrario, per il Barça sarebbero guai
enormi. Stava lavorando su un
piano di rinnovamento non più

P

er costruire uno stadio
di proprietà il Milan
cerca nuovi investitori
in grado di rendere il progetto
economicamente sostenibile.
Ad annunciarlo è stata Barbara Berlusconi a margine
della presentazione di «Casa
Milan», la nuova sede della
società rossonera che presto
verrà aperta al pubblico. «La
mia famiglia vuole continuare a investire sul Milan e

quindi non ha intenzione di cedere il club. Diverso è il discorso di una partnership, sarebbe
una cosa ben vista perché ci
darebbe una maggiore serenità e i miei prossimi viaggi in
Medio Oriente, Arabia e America vanno in questa direzione». Nella sua prima conferenza stampa da quando ha deciso
di intraprendere un percorso
all’interno del Milan, Barbara
Berlusconi non ha escluso che
«possa essere ceduta una quota tra il 20 e il 30 per cento» a
un socio che intenda investire
nello stadio.
Ecco perché dalla prossima
settimana inizierà un «tour»
che servirà per scandagliare il
mercato. La prima tappa sarà
negli Emirati Arabi, perché il

Real, tris al Borussia
Ibrahimovicvako
mailPsgbatteMou
1 Scivolato al 3° posto in Li-

ga, il Real di Ancelotti rialza la
testa in Champions. La corsa
alla «Decima» è proseguita ieri
con il 3-0 sul Borussia Dortmund che ipoteca il pass per le
semifinali: gol di Bale dopo 3’,
bis di Isco e, nella ripresa, sigillo dell’immancabile Ronaldo
che consolida il primato tra i
cannonieri stagionali del torneo, salendo a quota 14. Il suo
inseguitore, Ibrahimovic a
quota 10, è invece rimasto a
secco ed è uscito al 68’ per un
guaio muscolare. Il Psg ha comunque vinto 3-1 l’andata dei
quarti sul Chelsea di Mourinho: gol di Lavezzi, Hazard
(rigore), autogol di David Luiz
e capolavoro al 93’ di Pastore.

derogabile, causato dalla partenza di Victor Valdes, dall’addio di Puyol e dalle datate carte
d’identità di Xavi, Dani Alves,
Iniesta e Mascherano. Aveva già
ingaggiato il portiere Ter Stegen dal Dortmund e la stellina
Halilovic dalla Dinamo Zagabria: contratti non depositati e
quindi non validi. Che squadra
farebbe potendo soltanto vendere fino all’estate 2015?

dalle 8 del mattino a mezzanotte, una libreria, una hall of
fame, uno store esclusivo e un
museo all’avanguardia, verrà
esportato anche all’estero.
Nella piazza davanti all’edificio
verrà allestito in casi particolari un maxi schermo. L’obiettivo è avere nel primo anno almeno 150 mila visitatori.
Barbara ha tenuto a precisare che l’impegno della sua
famiglia non cambierà: «Continueremo ad investire, c’è interesse per questo asset anche
da parte di Fininvest. Mi augu-

Lady Berlusconi a caccia di investitori
Possibile cessione di una quota tra 20 e 30%

Olympique Lione
(Fra)
Canale 5
Sky sport 1

QUARTI
DI FINALE

La prima di Barbara
“Stadio e nuovi soci
Non molliamo il Milan”

LAURA BANDINELLI
MILANO

JUVENTUS

19,00 Sport Mediaset
Italia 2
19,00 Tribù del calcio
Premium Calcio
20,00 Futbol Mundial
Sky Sport 1
21,00 Golf. Us Pga Tour
Sky Sport 2
21,05 Calcio. Lione-Juve Canale 5-Sky Sport 1-Prem.
23,00 Speciale Europa League
Canale 5
23,00 Postpartita Europa League
Sky Sport 1
2,00 Basket Nba. Oklahoma-S. Antonio Sky Sport 2

Stangata Fifa: violate le norme sui minori, un anno senza acquisti

Irregolari 10 tesseramenti
Lo stop blocca un ricambio
generazionale necessario

Retroscena

35

La cantera costa cara
Mercato vietato al Barça

VIA AI RICORSI

sante, una «bomba» che ha fatto il giro del mondo e colpisce i
blaugrana nel loro vanto: il vivaio, la «cantera» della Masia
che, da Messi in poi, sforna talenti in quantità. La botta arriva dalla Fifa e, più della multa
di 370 mila euro, è una squalifica che impedirà al Barça di ingaggiare giocatori per le prossime due sessioni di mercato
(estate 2014, inverno 2015) per
«violazioni sui trasferimenti di
10 minori». Non si fanno nomi
ma almeno sei sono chiari: sono quelli di tre sudcoreani, un
camerunense, un nigeriano e
un francese per i quali nel 2013
era già arrivato il veto all’utilizzo. Si tratta di comunitari
con meno di 16 anni ed extracomunitari Under 18, tesserati

Italia 1
Eurosport
Italia 2
Eurosport
Raidue
Rai Sport 2

.

PRESENTATA LA NUOVA SEDE

Dirigente

«I rapporti con Galliani
ora sono sereni. Il ritorno
di Maldini? Auspicabile»

Barbara
Berlusconi,
29 anni
BUZZI

contratto con Fly Emirates
scadrà tra un anno ed è quindi
necessario capire le strategie
dello sponsor, ma l’occasione
servirà anche per parlare del
nuovo impianto. Il Milan ha in
mente una serie di iniziative
per lo sviluppo del brand che
dovrà servire ad aumentare i
ricavi e anche il fatturato che
dipende «all’80% dalla parte
sportiva», come ha dichiarato
l’ad e vice presidente rossonera. Il format di «Casa Milan»,
che avrà un ristorante aperto

Futuro assicurato

La mia famiglia vuole
continuare a investire
nel club: un partner
sarebbe ben visto
Barbara Berlusconi, ad Milan

ro che mio padre torni presto
ad occuparsi del calcio in prima persona, in questo momento difficile il Milan è uno svago
che lo aiuta a distrarsi». Il duopolio con Adriano Galliani ha
trovato un suo equilibrio: «Abbiamo avuto un confronto duro, adesso il rapporto è sereno», ha dichiarato la dirigente
non escludendo il ritorno di
Paolo Maldini in un ruolo non
precisato: «Ho parlato con lui e
un suo ritorno sarebbe positivo e auspicabile se lui volesse
darci un contributo».

W

36 .Sport

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Intervista

GIANLUCA ODDENINO
TORINO

“Ho sfiorato la Champions
ma la mia svolta è il Toro”
Padelli, titolare a 28 anni: “Fortuna e lavoro, così ce l’ho fatta”

Daniele Padelli, da vice Gillet
a sorpresa del Toro. Strano il
calcio, no?

Per il Toro promuoverla titolare la scorsa estate era un
azzardo…

Partite

90

La critica che l’ha più ferito?

«Essere definito inadeguato.
Come si faceva a giudicarmi se
non avevo mai giocato in A?».
Questa è la terza avventura
con Ventura. La prima non fu
positiva…

Progetto granata
SUPERATO L’AVVIO DIFFICILE

bilità di giocare titolare, ma
volevo dimostrare che potevo
stare qui e fare qualcosa di
buono».
Perché in serie A è arrivato a
28 anni?

«Ho fatto scelte sbagliate in
passato e ci ho messo del mio
a tardare, ma l’importante è
farsi trovare pronti».
«Grinta, correttezza, orgoglio». All’entrata della Sisport i tifosi hanno scritto
cosa vogliono da voi. In cosa
si ritrova?

«Nella correttezza: quello
che sei fuori dal campo, lo sei
anche dentro».

È servita per togliersi l’eti-

Buona base, si può
crescere e puntare
all’Europa. Il rinnovo?
Io devo solo far bene

Portiere
Daniele
Padelli,
28 anni,
è stato
ingaggiato
la scorsa
estate
dal Toro
a parametro
zero dopo
due anni
all’Udinese

Ex Liverpool

Ho fatto il passo più
lungo della gamba:
mi resta il numero 30
ma lo uso solo qui...
SYNCSTUDIO

chetta di eterno secondo?

«Sì, ma sono stati continuità e
lavoro a fare la differenza. Solo
giocando ho trovato serenità. Il
portiere è un mondo a parte:
hai altre regole, sei vestito in
modo diverso e non ti integri in

Questo Toro può ambire all’Europa League in futuro?

«No, però possiamo ripartire
da questo bel gruppo di portieri. La società farà le sue scelte,
io devo pensare a fare bene nelle ultime sette partite».

Minuti

«La critica che mi ha fatto
più male? L’essere
definito inadeguato»

Cosa le resta dell’Inghilterra?

«Il numero 30, che ho ripreso
nel Toro. Qui mi porta bene, ma
lo uso solo in Italia. Se dovessi
andare in Europa giocherò con
il doppio numero».

Ha già rinnovato il contratto
in scadenza nel 2015?

Nei campionati
italiani: 43 in serie A
23 in B e 33 in C

«Hanno rischiato, non ero
atteso e negli ultimi anni
avevo giocato poche partite. Nessuno mi aveva
garantito nulla in estate,
Giocati nel Liverpool
ma adesso ho raggiunto il
(2007) con Benitez
primo obiettivo della mia
allenatore
carriera: conquistarmi un
posto. Avevo lo 0,1% di possi-

Percorso lungo, non trova?

«Però ce l’ho fatta».

«Stiamo mettendo una buona
base e se proseguiamo con prestazioni e mentalità si può crescere ancora».

99

«Come la vita, ci vuole fortuna. La squalifica di Gillet è
stata la possibilità che attendevo da tempo».

Non è andata come speravo,
ma non potevo rifiutare. Mi è
servito per arrivare a Torino».

5 minuti. Se non giochi, è dura».
Perché la Sampdoria l’ha tenuta 8 anni sotto contratto e
non l’ha mai fatta giocare?

«Non lo so. Dovevo farmi le ossa e andavo in prestito, ma ad

un certo punto o ci credi o no».
A Liverpool, invece, è rimasto
solo sei mesi…

«Indimenticabili: ero con Benitez e ho rischiato di vincere la
Champions. Però ho fatto il
passo più lungo della gamba.

L’incubo scommesse

Mi ha reso più forte
Se mi avessero
squalificato avrei
fatto altro nella vita

«A Pisa valutarono più pronto
Morello, più bravo nel gioco
con i piedi, come vuole il mister. Poi a Bari ho imparato
tanto da Gillet e adesso siamo
qui».
La scorsa stagione lei era all’Udinese con Scuffet. Sorpreso dalla sua esplosione?

«No, si vedeva che aveva qualità. Mi stupisce solo per la personalità, sembra più vecchio
dei suoi 17 anni… Però ora fatelo crescere con calma, Udine è
la piazza giusta».
E’ più difficile affrontare il calcioscommessedainnocenteo
restare un anno in panchina?

«La prima: se mi avessero
squalificato, mi sarei cercato
altro nella vita. È stata dura,
ma mi ha fortificato. Anzi, è
stata la svolta della mia carriera. Dopo aver rischiato di non
giocare più, se una società cerca un altro portiere ora non mi
fa più effetto».

W

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

Retroscena
STEFANO MANCINI
INVIATO A SAKHIR

l salva-Formula 1, lo
chiameremo così, è il
piano che Bernie Ecclestone e Luca Montezemolo hanno discusso ieri a Londra. L’ad della Formula 1 e il presidente della Ferrari non amano (e non lo nascondono) la rivoluzione dei
motori turbo ibridi e soprattutto le norme che tagliano i
consumi: un regolamento che
secondo loro costringe i meccanici a fare gli elettricisti e i
piloti a guidare come tassisti e
a pensare come ragionieri, in
una confusione di mestieri
che non piace al grande pubblico. «Tra Montezemolo ed
Ecclestone c’è piena sintonia
e totale accordo», trapela dalla Ferrari. L’intenzione è di
avviare la controriforma in
tempi rapidi e comunque già
quest’anno. Serve dunque il
voto unanime delle squadre,
compreso quello di chi vince
(la Mercedes) e avrebbe tutto
l’interesse a non cambiare
nulla.
Due le principali proposte
in discussione. La prima, eliminare il flussometro, cioè il
dispositivo che misura la
quantità di benzina consumata in ogni istante, e diminuire
il regime massimo del motore; la seconda, accorciare di
una trentina di chilometri la
distanza di gara. Quanto al rumore, non c’è nulla da fare. Il
motivo lo spiega Remi Taffin,
responsabile della Renault
per le operazioni in pista: «Le
regole fissano un tetto massimo di 15 mila giri al minuto,
ma con le limitazioni al consumo non si superano i 12 mila.
Questo fa già una grande dif-

I

ANSA

Luca Montezemolo, presidente della Ferrari (a destra), con Bernie Ecclestone

ferenza». Ma è il turbo a rendere silenziose le monoposto: «È
come mettere un cuscino sulla
faccia di qualcuno». Nel caso
del motore, l’effetto è un sibilo
da aspirapolvere.
Incassato il sì di Ecclestone,
Montezemolo volerà in Bahrein
e domenica, giorno del Gran
Premio, incontrerà Jean Todt,
presidente della Fia, il padre
della rivoluzione. E cercherà di
convincerlo mostrandogli, oltre
alle questioni tecniche, i dati
sugli ascolti e i sondaggi sulla
disaffezione del pubblico. Sul
sito Ferrari.com, il 78 per cento
dei votanti si è espresso contro
la Formula 1 attuale. Lo stesso
Todt nei giorni scorsi si è detto
disponibile a rivedere gli aspetti più estremi del nuovo regolamento, che comunque fu stato
DOMENICA TERZO GP

Patto con Ecclestone
F1, Ferrari all’attacco
“Regole da cambiare”
Possibili modifiche da subito ma serve il sì dei team
Dai consumi alle gare più corte, le ipotesi sul tavolo

Motore a regine più basso

1

2

1 Abbassare il regime

1 Accorciare di qualche giro

massimo al quale può arrivare il motore: i piloti potrebbero così spingere sull’acceleratore senza preoccuparsi dei consumi.

ogni Gran Premio: i cento chilogrammi di benzina consentiti
dai nuovi regolamenti diventerebbero così sufficienti anche
senza fare economie.

GP con meno chilometri

La Ferrari a caccia della Mercedes

ATTENZIONE Liguria € 59.000, 100
m mare ultime suite arredate pronta
consegna piscina beauty farm permuto
con metà soldi metà auto camper motocicletta barca atto immediato. Classe
energetica C Ipe 84. Tel. 035.4720050.

Negozi/aziende acqu./gerenze
ACQUISTIAMO conto terzi attività industriali, artigianali, commerciali, turistiche,
alberghiere, immobiliari, aziende agricole,
bar. Clientela selezionata paga contanti.
Business Services 02.29518014.
Negozi/aziende vend./gerenze

IMPIEGATO tecnico esperienza pluriennale gestione del calore, operativa,
multiservizio tecnologico, sviluppo
commerciale. Tel. 334.2978243.
Lavori vari e part-time

MOLDAVO offresi come custode o giardiniere, esperto, referenziato, massima
serietà! Tel. 328.3460838.
IMMOBILIARE VENDITA

BAR self service mezzogiorno ampia
metratura conduzione pluriennale incasso
sicuro interesse vendiamo. Iemmetre
011.3854810 - 347.7786701.
STELLA 011.19707927 - 338.3762423
acconciatura uomo donna, arredamento
nuovo zona via Tripoli, richiesta € 20.000
causa malattia.
STELLA 011.19707927 - 338.3762423
ristorante pizzeria zona corso Moncalieri,
250 posti adatto a famiglia o società, €
250.000.
TABACCHERIA ricevitoria zona Giaveno
ottima posizione solida redditività
cedesi silazionando. Frana 011.5623895 011.5623250 - www.studiofana.it
LAVORO OFFERTE

PIETRA LIGURE Comodi spiaggia, nuova
costruzione, termoautonomi, appartamenti varie metrature, vista mare, ampi
terrazzi, box. Classe A. Studiotre Tel.
019.626286 - 392.0657888.
PIETRA LIGURE 200 mt. mare monolocale con ingresso indipendente, terrazzo,
posto auto e giardino. Ottima casa vacanza! € 125.000. Classe E - Ipe 144,83.
Fondocasa Tel. 019.615951.
Costa Azzurra
JUAN LES PINS vicinanze mare bilocali e monolocali ideali per vacanze o
investimento. A partire da € 95.000. Isit
0033.666.494620 - www.isitimmo.com

Torino citta’
NIZZA pochi passi dal mare, prossimità
università, monolocali e bilocali anche
con terrazzo. A partire da € 99.000. Isit
0033.666.494620 - www.isitimmo.com

CORSO INGHILTERRA (fronte stazione
Porta Susa) vendesi signorile panoramico appartamento mq 220, box. Tel.
337.217507.

Locali, ufici, capannoni

PIAZZA GUALA vendesi due alloggi
ingresso stanza tinello cucinotta bagno,
due stanze tinello cucinotta possibilità
unione. No agenzie. Tel. 347.8923351.

CENTRALISSIMO vendesi privatamente
negozio con garage mq 70 soppalcati
libero. Tel. 331.2321181.

STELLA 011.19707927 - 338.3762423
via Safi piano rialzato ingresso due camere cucina doppi servizi € 138.000.

STELLA 011.19707927 - 338.3762423
via Filadelia vende uso investimento muri
negozio adibito parrucchiera, rendita €
700 mensili.

Lavori vari e part-time
AUTOVEICOLI
A Torino per nuova apertura punto
commerciale selezioniamo nell’immediato
giovani per completamento organico mansioni full time dal pubblico al
manuale. Per candidature chiamare lo
011.4535427.

accettato dalle squadre senza
tante obiezioni.
L’aspetto più criticato è la
formula consumo o economy
run: ogni monoposto ha a disposizione cento chili per concludere un Gran premio, contro
i circa 140 del vecchio sistema
che non prevedeva limiti. Questo costringe i piloti a tenere il
piede leggero sull’acceleratore
e a dipendere sempre più dagli
ordini via radio impartiti dagli
ingegneri. Una seconda obiezione riguarda la complessità
delle power unit, che comprendono motore tradizionale, due
motori elettrici, batterie ed
elettronica: ci capiscono poco
gli ingegneri, figurarsi il grande
pubblico. L’osservazione è sensata, ma scagli la prima pietra
chi saprebbe descrivere con
buona approssimazione il doppio diffusore che per quattro
anni è stato la chiave dei successi Red Bull.
www.lastampa.it/mancini

Liguria

ATTIVITA’ COMMERCIALI

Montezemolo ha incontrato
il boss del Circus: in Bahrein
vedrà Todt, presidente Fia

AUTO GILLIA acquista autoveicoli ogni
tipo, massima valutazione e serietà. Corso
Casale 464, Torino - 011.8903777.

LAVORO DOMANDE

AUTOTORTONA acquista vetture e fuoristrada ogni tipo, max serietà. Corso Tortona 9. Tel. 011.8171643 - 011.889664.

Impiegati

VARIE

CONTABILE esperta Co.Ge, Iva, bilancio,
Intra, BlackList, estero, banche, 770,
esamina serie proposte. Tel. 349.0088983.

OREFICERIA GE.MA. 011.6502212 acquista: oro, argenteria, preziosi d’epoca.
Via Madama Cristina 42 - Torino.

Sport .37

.

In breve
Studio sui calciatori

«Depresso uno su 4»
1 Depressione e ansia in au-

mento tra i calciatori secondo lo
studiodelsindacatomondialecalciatoriFifpro:il26%soffrirebbedi
depressione o ansia (il 39% negli
ex giocatori), il 19% di problemi
con l'alcol, il 3% di scarsa autostima, il 5% di esaurimento.

Basket: Eurolega

Milano travolge il Barça
1 Fase

Top 16 (13º turno):
Milano-Barcellona 91-63.

Tennis, domani la Davis

Murray: «L’Italia è forte»
1 Da

domani a Napoli c’è
Italia-Gran Bretagna, quarti
di Coppa Davis. Barazzutti ha
fiducia: «Favoriti noi». Fa paura Andy Murray, che sta cercando un nuovo coach: «Un tipo a metà tra Mourinho e Benitez. Ma ora penso ai tennisti
italiani, che sono molto forti».

MotoGp, Valentino Rossi

«Rinnoverò con Yamaha»
1 «Mai

pensato di smettere, rinnoverò con la Yamaha e
correrò finché sarò competitivo», ha detto Valentino a Sky.

Nuoto: disintossicazione

Hackett lascia clinica
1 L’ex

nuotatore australiano e biolimpionico Grant Hackett, 33 anni, ha terminato la
cura di disintossicazione da
sonniferi di cui soffre da anni.

Vela: caduta dal balcone

Grave lo skipper Favini
1 Flavio

Favini, skipper di
Mascalzone Latino, è grave
per la caduta dal balcone di
casa a Germignaga (Va).

T1 CV PR T2

GIOVEDÌ 3 APRILE 2014 LA STAMPA 38

39

AEROSPAZIO

RUDY
OROLOGI

Finmeccanica, assumerà
200 giovani in Piemonte
Entro l’anno circa duemila ragazzi saranno inseriti nelle società del gruppo Finmeccanica: i primi 200 saranno in Piemonte. È stato annunciato nel
corso di un convegno sul settore aerospaziale. Per le assunzioni sono arrivati 56 mila

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi

Ieri

MIN (˚C)

11

10.7

5.5

MAX

Un anno fa

17

18.4

16.7

Diario

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

curricula, poi scremati a 25 mila. Duemila ragazzi entreranno
nel gruppo e altri 3 mila potrebbero essere assorbiti dalle imprese dell’indotto. Gli altri 20
mila curricula saranno messi a
disposizione delle imprese della
Confindustria.

T1 T2

COMPRO ORO
COMPRO ARGENTO
COMPRO ROLEX
Via XX Settembre, 14/c
(quasi ang. Via Gramsci)
TORINO
Cell. 348.5502437

Il padiglione Finmeccanica alla mostra di Le Bourget

TORINO

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it

Omofobia
l’arcivescovo
attacca
il Comune

ACCORDO CON MILANO TORINO HA PRESENTATO IERI IL SUO PROGRAMMA PER IL 2015

«Travisano la Bibbia
è una dittatura
ideologica»
Martinengo
A PAGINA 43

Per Pichetto
lunedì è atteso
Berlusconi
Il centrodestra
spera nel capo
per uscire dai guai

Un progetto olimpico
per conquistare l’Expo
Fassino: investiamo dieci milioni come per i Giochi del 2006

33

DODICI ATTACCHI NEL 2014. IERI DOPPIO BLITZ: IL PARTITO SI APPELLA AD ALFANO

i minuti

Alessandro Mondo
A PAGINA 45

Una forcina
era l’incubo
dei bancomat

Che, in treno,
divideranno Torino
dal grande evento
milanese

2,5
milioni

Presa una banda
che ha compiuto
decine di furti

Sono i visitatori
che Torino punta
ad ospitare
durante l’Expo

Massimo Numa
A PAGINA 49

Canottaggio
A luglio l’addio
della Sisport
Una fucina di campioni
costretta a chiudere
per motivi economici

Olimpiade. Un
* Un’altra
calendario di eventi alto

una spanna per un’annata
formidabile: quella di ExTo 2015, illustrata ieri dal
sindaco Fassino al commissario dell’Expo 2015
Sala e al ministro dell’Agricoltura Martina.
«Siete la città più avanti»
ha commentato Sala.

Paolo Morelli
A PAGINA 59

Il Pd nel mirino degli anarchici

Minucci e Rossi

A PAGINA 44

ALLE PAGINE 40 E 41

Accordo con il Banco alimentare

Agriturismo
Agriturismo

Cascina Verne

Ex convento del ‘700 - Camere con bagno

Ristorante
MENÙ CUCINA PIEMONTESE € 25
POSSIBILITÀ DI SOGGIORNO
CON CAMERE E BAGNO PRIVATO
SALE PER MEETING AZIENDALI
Frazione Tuninetti CARMAGNOLA (TO)
Cell. 339.3100048
A 4 km dal casello di Carmagnola
dell’autostrada Torino - Savona
GPS - Lat: 44.846134 - Lng: 7.777698

www.leverne.it

Nei parchi i cinghiali “di troppo”
saranno abbattuti
per sfamare chi è in difficoltà
Massimo Massenzio e Antonella Mariotti A PAGINA 48

IN REGIONE

Tutti contro
i fondi
dei gruppi
ALESSANDRO MONDO
eri alcuni consiglieri ci
scherzavano sopra, con
l’amaro in bocca: «Evvai,
cosa non si fa per scavalcare
Chiamparino!».
Il quale, com’è noto, nel
suo programma elettorale
per le regionali del 25 maggio ha tra gli obiettivi prioritari l’abolizione dei fondi
per i gruppi consiliari, e
quindi per i consiglieri regionali. Scelta non casuale,
alla luce di «Rimborsopoli»,
l’inchiesta sulle spese indebite che ha terremotato la
maggioranza della legislatura uscente.
Ebbene: salvo colpi di scena, la prossima settimana il
programma dell’ex-sindaco
potrebbe essere anticipato
dall’approvazione, in commissione e poi in Consiglio,
della proposta di legge presentata da Valerio Cattaneo,
presidente dell’Aula: la quale prevede, per l’appunto,
l’eliminazione dei fondi ai
gruppi. E poco importa se i
fondi sono scesi drasticamente rispetto al passato,
compreso quello prossimo.
Durante la riunione dei capigruppo, svoltasi ieri, si è trovato un accordo di massima.
Contrario Angelo Burzi, exProgett’Azione ora confluita
in Forza Italia. Vedremo come finirà ma non è escluso
che, qualora Chiamparino
dovesse vincere le elezioni,
si ritrovi con un impegno in
meno nell’agenda.

I

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

gg Dossier/il palinsesto di Torino
L'Expo-To in cifre

Cibo

Storia, origini
strategie
e città da coltivare
Già nell’ottobre 2014 il Salone del Gusto e
Terra Madre offriranno un «assaggio» con la
loro consueta edizione biennale, con il loro
viaggio nel mondo dei presidi sparsi nel
pianeta. Ma al Salone si aggiungeranno nella
primavera del 2015 altri due importanti
appuntamenti mondiali: il III Forum
Mondiale per lo Sviluppo economico locale
promosso dall’United Nations Development
Programme (Undp), che si è svolto nel 2013 a
Iguaçu in Brasile, e la Giornata internazionale
delle Città del Bio, le città che promuovono e
sostengono la produzione e la cultura
biologica. Sempre al filone «food» appartiene
la nuova manifestazione «Lievitò» dedicata
appunto alla pasta lievitata e ai dolci e la
rassegna «Ortinfestival» il festival
gastronomico degli orti contemporanei (alla
Venaria Reale, tutto il mondo a km 0 dal 30
maggio al 2 giugno 2015. Poi al Circolo dei
Lettori è previsto un weekend di incontri
pubblici dal titolo «I giovani ricercatori sul
cibo di raccontano» mentre a ottobre si terrà
la settima conferenza internazionale sulla
pianificazione strategica del cibo alla scala
urbana che si terrà nell’ottobre 2015. Poi è in

cartellone «Nutrire in città», il terzo Forum
Internazionale sullo Sviluppo Economico
Locale (Assemblea Mondiale delle Città del
Bio) dal 12 al 19 ottobre. Torino inoltre
porterà un contributo importante al focus
dell’Expo 2015: «Nutrire il pianeta», il
problema della nutrizione per l’Uomo, nel
rispetto della Terra sulla quale vive e dalla
quale attinge le sue risorse vitali ma
esauribili.
Torino, infine, che ha a cuore il tema
dell’agricoltura urbana, ha lanciato il progetto
«Città da coltivare» per il recupero delle aree
verdi ancora da destinare allo sviluppo
dell’agricoltura nel territorio urbano:
coltivazioni sostenibili e indirizzate al
concetto di «catena corta», agricoltura
sociale, orticoltura individuale o collettiva,
[E.MIN.]
agriturismo, forestazione urbana.

-393

10 milioni di euro

2,5 milioni

GIORNI CHE MANCANO
ALL'EXPO 2015

BUDGET
PREVISTO

TURISTI
PREVISTI

Torino a 33 minuti
dall’Expo 2015
“Qui la vera festa”
Il sindaco presenta il calendario degli eventi
Il commissario Sala: “Siete i più avanti in Italia”
EMANUELA MINUCCI
ANDREA ROSSI

Cultura

Dal nuovo Egizio
a Kandinsky
ricordando Monet
L’ultimo regalo - in ordine di tempo - è arrivato
da New York durante l’ultima visita del sindaco
Fassino a inizio marzo. Ed è la mostra sul
grande pittore russo Wassily Kandinsky, che
Torino ospiterà da luglio a ottobre 2015, grazie
alle opere messe a disposizione dal
Guggenheim, che ospita la più grande
collezione al mondo a lui dedicata. Prima
ancora, la collaborazione avviata due anni fa
con il Musée d’Orsay che, dopo Degas e Renoir,
farà sbarcare in città Monet, da marzo a giugno
2015. Alla Gam sbarcheranno anche Felipe
Aguila dall’8 ottobre 2014 al 6 gennaio 2015 e
Roy Lichtenstein dal 28 ottobre 2014 al 22
febbraio 2015, poi sarà la volta di Monet, dal
marzo al giugno 2015. Palazzo Madama
racconterà il fascino della porcellana in
Piemonte dal 9 ottobre 2014 all’11 gennaio 2015
quattro secoli di pittura francese dall’Ermitage,
dall’8 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016.
Appuntamenti imperdibili anche alla Venaria
Reale «Raffaello e le Arti» da giugno settembre
2015, Il Giardino del Re e le Meraviglie d’Italia
(Le antiche origini del made in Italy, giugno
settembre 2015). Al Mauto sarà di scena
l’affascinante rapporto fra Moda e Auto da

maggio a settembre del 2015. Il piatto forte
dell’arte si concluderà con un’edizione
straordinaria di «One Torino» da aprile a
ottobre 2015 e poi i consueti Luci d’Artista, The
Others, Paratissima. Al posto d’onore poi c’è
l’inaugurazione del nuovo Museo Egizio (il 1°
aprile 2015). Al capitolo musica c’è il Festival
del Jazz che raddoppia (si farà anche a giugno)
la Festa della musica che 21 giugno 2015, la
Grande Opera italiana il ’700 al Carignano a
giugno e quella dell’800 al Teatro Regio a luglio.
Spazio anche per la musica contemporanea con
il «Festival Musica Giovane» ad agosto 2015. Si
finisce con Mito a settembre, Movement a
ottobre e Club to Club a novembre. Il tutto per
condire uno zoccolo duro di saloni e festival.
Dal Salone del Libro al Tff, da Biennale
Democrazia a Torino Spiritualità, dal Festival
Torino Danza a Portici di Carta.
[E.MIN.]

Trentatrè minuti da Torino
Porta Susa alla stazione di Rho.
Il che significa che l’Expo 2015
è qui. Al punto che ieri mattina
al Teatro Regio il sindaco Fassino, al fianco del commissario
unico per l’Expo Giuseppe Sala
e il ministro delle Politiche
agricole Maurizio Martina ha
annunciato che Torino (porta
d’ingresso per i visitatori in arrivo dalla Francia e da tutto
l’Ovest Europa) sarà molto più
di un territorio di passaggio:
«Abbiamo un programma ricco quanto quello del 2006 - ha
esordito il sindaco - d’altronde
abbiamo stanziato un budget
di 10 milioni di euro per arricchire di eventi tutto l’anno».
Dal «food» alla Sindone

Lo si capiva dal tasso di affollamento del foyer del Regio che
si trattava di una conferenza
stampa-monstre della durata
di tre ore e mezzo chilo (pesato) di dossier sugli eventi. Con
un obiettivo: moltiplicare i turisti in città. Se già il 2013 è stato al di sopra di ogni aspettativa, persino meglio del 2006 - 4
milioni di visitatori a Torino,
quasi 13 in tutto il Piemonte - il
2015 potrebbe regalare picchi

Investiamo 10 milioni
la stessa cifra stanziata
per i Giochi del 2006:
e vinceremo
questa scommessa

Torino con Venezia
sono le città più avanti
nel dimostrare al
mondo di che cosa
è capace l’Italia

Piero Fassino

Giuseppe Sala

sindaco
di Torino

commissario unico
Expo 2015

inesplorati. A Torino calcolano
che Expo e Sindone - da sole potrebbero portare circa tre milioni di turisti in più. Per questo
hanno deciso di scommettere
tutto (o quasi) come quei giocatori di poker che tentano l’«all
in». «Torino è con Venezia fra le
città più avanti nel prepararsi
all’evento - ha riconosciuto Sala
- e Milano conterà su di voi anche per quanto riguarda la logi-

stica. Diverse delegazioni infatti
troveranno casa a Torino». E lì
troveranno un museo Egizio
completamente
rinnovato,
l’ostensione della Sindone, mostre su Kandisky, Monet e Raffaello (tutte di respiro internazionale) il Forum mondiale per lo
sviluppo economico, promosso
dall’United Nations Development Programme e la giornata
mondiale delle Città del Bio.

Il vertice europeo

Giovani e lavoro
Per la terza volta in un anno
i primi ministri
dell’Unione Europea
discuteranno
di disoccupazione giovanile

L’11 luglio la conferenza
su giovani e lavoro
Fassino incassa
il via libera di Renzi
Al summit tutti
i primi ministri Ue
«Ho parlato con il presidente Renzi. L’11 luglio si
terrà qui a Torino un vertice dei primi ministri europei sull’occupazione giovanile». L’annuncio del sindaco Fassino è arrivato all’inizio della conferenza
sull’Expo ed è il sigillo alla
proposta che qualche gior-

no fa - da Bruxelles - Matteo
Renzi aveva lanciato: «Ho
chiesto al sindaco Fassino di
ospitare a Torino, metafora
del Paese per innovazione e
crisi occupazionale, una
conferenza sulla disoccupazione giovanile».
Accadeva il 21 marzo scorso. In dieci giorni l’idea si è
concretizzata. E così l’11 luglio
la città ospiterà il vertice europeo su giovani e lavoro, a cui
parteciperanno tutti i primi
ministri dell’Unione. Sarà uno
dei primi appuntamenti del
semestre italiano di presidenza dell’Unione europea, che si
aprirà il primo luglio.

«Abbiamo accolto ben volentieri la proposta del presidente del Consiglio perché
se c’è una città in cui il tema
del rapporto fra giovani, tecnologia e occupazione può
esser affrontato in termini
efficaci e operativi, è questa», ha spiegato Fassino.
«Qui c’è un forte background
industriale, Torino è sempre
più sede di centri di eccellenza, tecnologici e di ricerca.
Ha due ottime università e
un forte tessuto d’impresa.
Insomma, ci sono tutte le
condizioni per lanciare da
qui una nuova strategia per
dare lavoro ai giovani».

La mossa piacerà poco al
centrodestra, che già era insorto dieci giorni fa gridando
alla «marchetta elettorale».
C’è da dire che aver collocato
l’appuntamento quasi a metà
luglio toglie certamente un
bel po’ di spunti polemici: in

estate le elezioni regionali e la
campagna elettorale che si
sta per aprire saranno un lontano ricordo. Il Piemonte
avrà già da almeno un mese
un nuovo presidente e una
nuova giunta regionale.
Saranno meno contenti a

Roma, scippata dell’evento
annunciato lo scorso novembre dall’ex primo ministro
Enrico Letta. Il quale, reduce
dal la seconda conferenza europea sull’occupazione giovanile, a Parigi, aveva garantito
che la terza (la prima è stata
a Berlino nel luglio 2013) si
sarebbe svolta nella capitale
nei primi sei mesi del 2014.
Renzi, invece, forte dell’asse
con Fassino, e incalzato dal
sindaco - che non perde occasione per cercare di ospitare
in città qualche evento di rilevanza internazionale - ha
cambiato sede: fuori Roma,
[A. ROS.]
dentro Torino.

R

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .41

g
Spiritualità

33 minuti

120

5 i filoni torinesi

DISTANZA IN TRENO
TORINO-RHO

EVENTI
PREVISTI

CIBO, SPIRITUALITA',
CULTURA, CONGRESSI, SPORT

Numeri da record
con Ostensione
e Don Bosco
- LA STAMPA

Il turismo è anche turismo religioso. Due
eventi di grande rilevanza
contraddistingueranno il 2015: l’ostensione
della Sindone e le celebrazioni per il
bicentenario della nascita di Don Bosco. Il
telo, che secondo la tradizione avrebbe
avvolto il corpo di Gesù dopo la deposizione
dalla croce, sarà esposto in Duomo per
settantasette giorni, dal 19 aprile al 24 giugno,
proprio durante il Giubileo Salesiano. Manca
poco più di un anno anche al Bicentenario
della nascita di Don Bosco, che si celebrerà il
16 Agosto 2015 (ma le celebrazioni
cominceranno un anno prima). Si tratta di un
lungo arco di tempo destinato a ricordare e a
celebrare un uomo i cui insegnamenti, a
distanza di 200 anni, sono ancora vissuti da
decine di migliaia di religiosi e laici in oltre 130
paesi di tutto il mondo. Un grande
avvenimento per tutta la Famiglia Salesiana e
per l’intero Movimento salesiano. Tornando
all’ostensione è stato per favorire l’arrivo a
Torino dei giovani che monsignor Nosiglia ha
voluto un evento più lungo dell’ultimo,
avvenuto nel 2010, durato 44 giorni.
Nel 2015 la Sindone sarà esposta per 67

giorni che comprenderanno le prime
settimane di vacanze scolastiche. Come è noto
Papa Francesco ha assicurato la sua presenza
a Torino per venerare la Sindone e onorare la
memoria di Don Bosco, ma non sono ancora
state indicate date precise. Per quanto
riguarda gli allestimenti necessari, in
particolare nell’area del Polo Reale,
l’intenzione dei promotori è di coordinare gli
interventi strutturali di preparazione con i
progetti già avviati di valorizzazione del
patrimonio storico, artistico, culturale,
religioso della città in cui sono impegnate le
fondazioni ex bancarie. Per l’avvio concreto
della macchina, comunque, c’è ancora tempo.
Difficile prevedere con esattezza quanti
saranno i pellegrini nel 2015: la vicinanza al
Bicentenario di Don Bosco e l’Expo di Milano
aumenterà comunque gli arrivi.
[E.MIN,]

Sport

Rugby e volley
per la capitale
europea

Eventi ogni settimana

L’elenco degli eventi è toccato all’assessore alla Cultura Maurizio
Braccialarghe, mentre sullo
schermo sfilavano le immagini
del videoclip sul gemellaggio Torino-Berlino che avverrà ça va
sans dire nel 2015. Un’annata in
cui si sono concentrati tutti gli
sforzi della città e spazia dal bicentenario della nascita di Don
Bosco a Torino capitale dello
sport. Senza trascurare la nascita del «Polo del ’900» e il decollo

del Polo Reale. Insomma, la città
è a 33 minuti da Milano e nel 2015
offrirà ai turisti validissimi motivi per fare base qui: «Abbiamo
tutte le forze per cogliere l’obiettivo - ha concluso Fassino - giochiamocela bene e fino in fondo».
Torino, l’esempio

Per il ministro alle Politiche agricole, Maurizio Martina, Torino è un
esempio in chiave Expo: «Sta dando tutto il contributo possibile per
dimostrare al mondo quali sono i

punti di forza dell’Italia». E il commissario Sala ha concluso: «Siamo
ammirati da questa città, dalla sua
energia. L’Expo funziona solo se
pensata non come qualcosa “made
in Italy”, ma “Made of Italians”». E
sul piatto dell’ExTo, il logo presentato ieri, la città intreccia tutto l’intrecciabile: arte, teatro, musica, cinema, letteratura, sport, cibo, ambiente e spiritualità. Ci investe alla
grande, con l’obiettivo di attrarre il
15percentodeituristi(sistimanoin
20 milioni) che andranno all’Expo.

La Torino che nel 2006 ha ospitato i Giochi
olimpici invernali e che ogni anno è sede di
grandi eventi sportivi, per tutto il 2015 sarà
Capitale europea dello Sport. Titolo ottenuto
dall’associazione internazionale Aces, dopo
aver superato la concorrenza di Cracovia, e
che Torino cercherà di onorare ospitando
numerosi eventi di prestigio e rilevanza
nazionale e internazionale. Tra questi, gli
appuntamenti con la World league di
pallanuoto a febbraio, con la scherma e la
Coppa del mondo di fioretto femminile il mese
successivo, con gli assoluti di atletica leggera
in programma a giugno e, a luglio, con la
World league di pallavolo. Nel mezzo i
campionati del mondo di sledge hockey, a
marzo, il campionato italiano di kendo, la 24
ore mondiale di corsa. A maggio poi la
maratona in canoa, con il campionato italiano,
e a giugno i campionati italiani di atletica
leggera e quelli di tennis tavolo. Grande
appuntamento a luglio, quando la nazionale di
rugby affronterà la Scozia in un test match in
vista dei mondiali in programma in
Inghilterra dal 4 settembre al 17 ottobre 2015.
Ad agosto tocca al Gran prix internazionale di

basket. A settembre, invece, l’edizione
speciale della Milano-Torino di ciclismo,
seguita il mese dopo dal campionato mondiale
di danze caraibiche. A novembre, prima della
cerimonia di chiusura, il tradizionale
appuntamento con il kinder e silver skiff di
canottaggio. Gran finale quasi fuori tempo
massimo, a dicembre, con i campionati italiani
di pattinaggio artistico.
L’impianto della manifestazione è
affiancare alle grandi manifestazione, la
promozione dello sport di base. E di farlo
tracciando un fittissimo programma di
appuntamenti e di opportunità per tutti.
Guardando, ad esempio, al modello Anversa,
la città belga che ha ospitato l’ultima edizione
e che ha investito quasi 7 milioni con un mix
considerato vincente tra grandi eventi e
occasioni alla portata di tutti.

T1 CV PR T2

GIOVEDÌ 3 APRILE 2014 LA STAMPA 42

R

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

il caso

.

Cronaca di Torino .43
I casi recenti
Dalleschede
alleSentinelle

Ha detto

MARIA TERESA MARTINENGO
ANDREA ROSSI

arla di «strumentalizzazione della Bibbia», l’arcivescovo,
nelle schede del Comune al centro della polemica nei giorni scorsi,
tolte e poi rimesse sul sito web
della Città. E richiama «le famiglie con figli nelle scuole di
ogni ordine e grado a vigilare
perché sul tema della sessualità si proceda sempre e solo
con il permesso esplicito delle
famiglie stesse, dopo che esse
siano state compiutamente
informate delle modalità didattiche e dei contenuti che
verrebbero proposti». Dopo
giorni di silenzio, monsignor
Cesare Nosiglia interviene sul
settimanale diocesano La Voce del Popolo, oggi in edicola,
con una censura netta.

P

«Forzature anti famiglia»

L’anticipazione inviata ieri ai
giornali parte da uno dei passaggi più forti della prolusione
del presidente della Cei al reL’ASSESSORE CURTI

«Non capisco, educare
a non discriminare
non è propaganda»
cente Consiglio episcopale permanente: «La lettura ideologica del “genere” è una vera dittatura che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a
trattare l’identità di uomo e
donna come pure astrazioni».
Ancora: «Queste forzature rischiano di colpire pesantemente la famiglia, di associare in
maniera indebita religione e
omofobia... di spingere verso il
matrimonio tra soggetti dello
stesso sesso».

La scelta

«Sul tema della
sessualità si proceda
sempre e solo con
il permesso esplicito
delle famiglie»
La legge
1 La prima, la settimana

«L’ideologia di genere
è una vera dittatura
che vuole appiattire
le diversità,
omologare tutto»

La posizione della diocesi
Con l’intervento su «La voce del popolo» l’arcivescovo Nosiglia
ha voluto rimarcare la posizione della diocesi allineandola a quella della Cei

Omofobia, attacco di Nosiglia
“Il Comune travisa la Bibbia”

scorsa, ha coinvolto le schede
didattiche del Comune per la
lotta contro l’omofobia, diffuse nelle scuole superiori.
Dopo la polemica del vice
presidente della Sala Rossa
Silvio Magliano, le schede sono state prima rimosse e poi,
dopo la rivolta del centrosinistra, rimesse on line con qualche modifica.

Polemica sulle “schede” del sito web: lettura ideologica e dittatoriale
L’interpretazione

Poi, il «caso Torino». «Il rispetto
dovuto ai credenti, una parte rilevante dei cittadini di Torino - osserva Nosiglia -, esige che nell’affrontare i testi sacri sia dell’Antico come del Nuovo Testamento
si presti molta attenzione alla loro corretta interpretazione. La
strumentale e ideologica interpretazione delle domande di alcune schede, preparate dall’assessorato alle Pari Opportunità e
proposte come serie e motivate,

sono segno di ignoranza, improponibili nella prospettiva dei credenti e ancor più in quella della
laicità che è tenuta a rispettare la
libertà religiosa dei cittadini».
Le reazioni

In Comune non l’hanno presa benissimo. «Non capisco», ragionava l’assessore alle Pari opportunità Ilda Curti. «Educare alla non
discriminazione non è propaganda. Quel materiale è uno strumento di discussione dentro

classi. La scuola deve educare alla convivenza civile. E noi siamo
un’istituzione laica». Più duri i
consiglieri che spesso si sono battuti contro l’omofobia e le discriminazioni. «Fermeremo le crociate conservatrici che vedono
l’avanzamento dei diritti come
un flagello», dice Marco Grimaldi
di Sel. «Se l’“ideologia del gender” significa che un uomo o una
donna possono innamorarsi di
persone di sesso diverso o di persone dello stesso sesso, ben ven-

ga», aggiunge Marta Levi del Pd.
E il suo collega Cassiani: «È legittimo che ciascuno esprima opinioni, meno che si invada il campo altrui: noi ci guardiamo bene
dallo spiegare alla Chiesa come
insegnare il catechismo». Prudente l’ala cattolica, stuzzicata
abbondantemente dal centrodestra. «Basta contrapposizioni»,
dicono il capogruppo Michele Paolino e Domenica Genisio. «Chiederemo al vescovo di aprire un
tavolo di sereno confronto».

L’ASSOCIAZIONE

1 Il secondo caso riguarda

la manifestazione di sabato
pomeriggio delle «Sentinelle
in piedi» in piazza Carignano:
una veglia silenziosa per opporsi ddl Scalfarotto, la legge
contro l’omofobia che «vuole
impedire la libertà d’espressione». Anche qui strascico di
polemiche in Comune per la
partecipazione del presidente
della Sala Rossa Ferraris.

IL CONSIGLIERE

“Incredibili quelle dichiarazioni
“Per i cattolici è un dovere
Noi manteniamo il dialogo” difendere sempre la famiglia”
«Sono incredibili intendo nel senso
etimologico del
termine - le dichiarazioni dell’arcivescovo, soprattutto se aggiunte alle
prevedibili e false dichiarazioni della Conferenza episcopale italiana». Se monsignor Cesare Nosiglia non risparmia nulla ai cosiddetti
sostenitori dell’«ideologia
gender», Enzo Cucco, leader
storico del movimento omosessuale e presidente dell’Associazione Certi Diritti
non è da meno.
L’arcivescovo afferma che
nelle schede del Comune la
Bibbia è stata manipolata.
Cosa ne pensa?

«Da quando la Bibbia deve
essere interpretata letteralmente? E se così fosse, perchè la regola non vale per le
altre questioni sociali che la
Bibbia tratta in modo oggi ritenuto inaccettabile? Occhio
per occhio e dente per dente,
per esempio. O la condanna
senza appello contro eretici e
miscredenti, il sole che girerebbe intorno alla terra, la
creazione della terra stessa e
delle sue creature animali e
vegetali, le guerre, gli stermini, le punizioni. Perchè si difende una interpretazione
letterale solo di questa parte
delle parole della Bibbia?».
Sulla coppia e il matrimo-

Enzo
Cucco
Il presidente
dell’Associazione Certi
Diritti sottolinea che «si è
arrivati con la
Diocesi a un
muro contro
muro che
non giova
a nessuno»

nio, la Chiesa non ha dubbi...

«Il vescovo offende l’intelligenza di milioni di cittadini e cittadine che vogliono poter ragionare secondo coscienza - che
sarebbe anche un imperativo
cristiano - e non secondo regole vecchie di secoli e anacronistiche. Si trasforma in guerra
di religione una battaglia che è
LA DIFESA

«Le schede del Comune
non contengono
alcun genere di offesa»
solo culturale».
Ma le schede?

«Sia quelle dell’Istituto Beck,
ma soprattutto quelle prodotte dal Comune di Torino, non
contengono alcuna forma di

offesa per le religioni. Pongono
solo domande a cui gli studenti
e le loro famiglie possono rispondere, se vogliono. Nessuna attività è obbligatoria».
C’era un altro clima, nel 2007,
quandoleassociazionigayincontrarono i rappresentanti
della Diocesi. Di chi è la colpa?

«Noi abbiamo sempre mantenuto aperto il dialogo, ma
certe parole alzano il tono
della polemica per tagliare
ogni ponte, per costringere le
persone omosessuali credenti ad una scelta vergognosa
ed impedire che le piccole ma
significative aperture del
passato possano dare frutti.
Si sta tornando ai temi precedenti al Pride 2006. A chi
giova questa voglia di muro
contro muro?».
[M. T. M.]

«Ora voglio sapere cosa ne dicono
gli amici cattolici
del Pd dopo le parole dell’arcivescovo Nosiglia. Abbiano coraggio». Silvio Magliano è il vice
presidente della Sala Rossa
in quota Nuovo Centrodestra. È stato lui a sollevare il
caso delle schede contro
l’omofobia del Comune.
Sempre lui era in piazza Carignano sabato pomeriggio,
alla manifestazione delle
Sentinelle in piedi.
Magliano, ora diranno che
sta tirando per la giacchetta
l’arcivescovo.

Silvio
Magliano
Vice
presidente
della Sala
Rossa
in quota Ncd
è uno degli
esponenti
di punta
di Comunione
e Liberazione

«Per carità. Dico solo che le
sue parole sono chiare e di
buon senso. Un richiamo per
chi in politica si dice cattolico
ad avere una responsabilità
rispetto a una certa idea di
società. I nostri principi e valori non possono essere messi in discussione».

aspetti della vita che vanno affrontati con le famiglie, non
con quattro schede su Internet. Se poi questi discorsi usano i libri sacri, li deformano
con domande capziose, io ci
vedo tanta malafede. Queste
discussioni andrebbero affrontate nel rispetto delle posizioni. Di tutte».

La posizione del Comune è
chiara: le schede sono uno
strumento di confronto,
materiale per combattere le
discriminazioni di genere.
Che cosa non la convince?

«Le schede del Comune
c’entrano poco con la lotta
al bullismo omofobico»

«Vedo un tentativo approssimativo e un po’ strumentale
di fare passare un certo messaggio. La battaglia contro il
bullismo omofobico (su cui
sono assolutamente d’accordo) c’entra poco. Ci sono

POSIZIONI DIVERSE

E le sue quali sono?

«Quelle che mi hanno portato
in piazza Carignano sabato. La
famiglia è da difendere. Il diritto di parola, pure. E io rivendico la libertà di poter dire che la

famiglia è fatta da un uomo e
da una donna: questa non è
omofobia».
Eppure la manifestazione di
sabato ha sollevato polemiche. Le parole di Nosiglia, oggi, anche. I cattolici del Pd vi
invitano a non buttarla in politica.

«Quello dell’arcivescovo è un
richiamo alla politica. Di che
cosa ci dobbiamo occupare se
non delle relazioni tra le persone? Capisco l’imbarazzo di alcuni, ma mi spiace che in tante
discussioni la linea di partito
prevalga sulle coscienze.
Ognuno di noi prima è un uomo, poi un politico. C’è chi va al
gay pride e chi alla manifestazione delle Sentinelle., ciascuno affermando la propria idea
di famiglia e di società». [A. ROS.]

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

gg Dossier/le tensioni della politica

Raid vandalico contro il Pd
due sezioni colpite in 24 ore
Negli ultimi tre mesi un’escalation degli attacchi in città
MASSIMO NUMA

L’ultimo raid vandalico degli
anarco-insurrezionalisti dell’area «cittadinista» è di ieri
pomeriggio. Colpita per la terza volta in due mesi la sezione
del Pd di via Cervino, Barriera
Milano. Scritte con la vernice
e slogan: «No Sgomberi» e
«Pd polizia», che si sovrappongono alle azioni precedenti, più mirate su Tav e Cie.
Lanciati anche fumogeni all’interno e bruciata una ban-

Paura fra i militanti
quando gli antagonisti
hanno lanciato
fumogeni nei locali
diera del partito. Contestualmente sono state colpite altre
sezioni a Milano (5) e in altre
regioni. La Digos in serata ha
fermato 8 anarchici.
Pm «infami e boia»

Nella notte era stata invece
attaccata un’altra sezione,
quella di via Colautti 8 in Borgo Vittoria. Vetrine infrante e
un riferimento al conflitto No
Tav. Poi minacce e insulti ai
pm Andrea Padalino e Antonio Rinaudo, sotto accusa per

gli arresti del 9 dicembre scorso: quattro attivisti No Tav di
area anarchica finiti in cella per
terrorismo.
La sezione Dem di via Cervino è stata presa di mira la prima
volta la notte del 23 gennaio, il 12
febbraio. Danni ingenti, vetrine
sfondate con le mazze, serrande
imbrattate. I militanti per due
volte avevano riparato i danni.
Ieri la terza incursione, in pieno
giorno, da parte di una quarantina di antagonisti, molti con il
volto coperto da cappucci come
reazione allo sgombero di una
casa occupata, in via Cuneo.

«Stanchi di subire»
Militanti e attivisti del Pd davanti alle vetrine della sezione Pd
attaccata per tre volte in tre mesi dagli anarco-insurrezionalisti

Cristalli infranti

Stesso copione in via Colautti
8: prima la vernice per scrivere
No Tav sulle vetrine poi il lancio di pietre per infrangere i
cristalli. In via Carrera, sul muro di cinta dell’anagrafe della
circoscrizione 4: «Terrorista è
lo Stato, Padalino e Rinaudo
boia infami, libertà per i No
Tav». Poi «Chiara, Mattia,
Claudio e Nico liberi», messaggio ripetuto da mesi su molti
muri di Torino e dintorni. A inizio marzo era stata vandalizzata la sede Pd nel quartiere di
San Paolo, in via Beaulard e
due azioni intimidatorie sono
state condotte contro le sezioni
di Rivalta e Avigliana. Davanti

Pietre e slogan
Gli anarchici hanno scritto con la vernice verde sulla serrande
della sezione Pd di via Colautti , Borgo Vittoria: «No Tav»

all’ingresso della prima ignoti
hanno depositato tre bottiglie
molotov, davanti alla seconda
una bomba-carta.
«Un obiettivo politico»

13

7

intimidazioni

ordigni

Colpite le sezioni di via
Cervino (3), via Colautti, via
Beaulard, via Masserano (2)
e 6 circoli Pd
a Milano

Tre molotov davanti alla
sezione Pd di Rivalta, tre per
il senatore Esposito e una
bomba-carta
ad Avigliana

Sul sito No Tav Info a dicembre
è comparso un documento dal
titolo: «Il Pd è un obiettivo politico». Risale al dicembre scorso e lo firma uno dei leader dell’autonomia romana.I senatori
Pd Stefano Esposito e Daniele
Borioli denunciano: «Basta con
lo squadrismo fascista che da
mesi colpisce le sedi del partito
democratico. Tutto questo avviene nel più totale silenzio dei

cantori della libera lotta contro
la Tav, il limite è stato superato
da tempo, chiediamo che Alfano venga subito in Senato per
riferire sulle misure che il governo intende assumere per
garantire la libertà di espressione dei militanti e dirigenti
del Pd. Ormai è in gioco la libertà e la sicurezza anche dei cittadini, oltre che quella dei nostri iscritti». A febbraio l’offensiva contro il Pd si era allargata
a Milano, in Emilia e nel Nord
Est con altre sezioni attaccate
in modo simultaneo per solidarietà ai quattro presunti terroristi No Tav in cella.

La reazione

Il partito resiste: continueremo
ad andare in mezzo alla gente
«È un segnale brutto. Molto
brutto», racconta con aria
pensosa il capogruppo del
Pd in Comune Michele Paolino. Dodici raid contro le
sedi dei democratici in tre
mesi. Un assedio, un’escalation che fa temere il peggio.
Le parole che il segretario
regionale dei democratici
Davide Gariglio e quello
provinciale Fabrizio Morri
consegnano poche ore dopo
il raid notturno in via Colautti lo lasciano intendere:
«Questo non è vandalismo.
Ci troviamo a fronteggiare
uno squadrismo politico organizzato, finalizzato a colpire le nostre idee».

prende con «il silenzio di intellettuali, politici e persone comuni». Così, ragiona, «si finisce
per coprire i violenti offrendo
l’alibi per proseguire nelle loro
azioni. Siamo di fronte ad una
vera campagna d’odio politico e
di intolleranza».

Questo non è
vandalismo ma uno
squadrismo politico
organizzato che vuole
colpire le nostre idee
Fabrizio Morri
segretario Pd Torino

L’appello

Il partito, a Torino come a
Roma, chiede l’intervento
delle forze dell’ordine, «una
più incisiva azione investigativa» per recuperare un’agibilità politica che sembra
messa a rischio. E mentre
chiede una risposta secca, si
guarda intorno e si scopre un
po’ solo. Pochi messaggi di
solidarietà. Ne arriva uno
dalla Lega per bocca di un senatore trentino. «Sì, ma
quando capita a noi leghisti
nessuno dice una parola».
Appunto.
A testa bassa

Il senatore Stefano Esposito,
da tempo in prima linea a favore dell’alta velocità, se la

Sotto attacco

Quelli colpiti ieri sono circoli di
periferia, di barriera. «Non
sottovalutiamo le degenerazioni violente di chi vuole lo
scontro e non il confronto», riflette Luca Cassiani, consigliere comunale che in via Colautti
ha cominciato la sua militanza
politica. Stesso discorso per
Paola Bragantini, oggi deputata, in passato presidente della
Quinta circoscrizione. «Offendere quelle sedi è offendere la
democrazia. Sono teppisti da
quattro soldi».
La sfida

Il silenzio di politici
e tanti intellettuali
finisce per coprire
i violenti fornendo loro
l’alibi per continuare
Stefano Esposito
senatore Pd

La reazione dei democratici è
orgogliosa. «Per quante minacce e intimidazioni possiamo ricevere, noi non ammainiamo le nostre bandiere, non
chiudiamo le nostre sedi, non
smettiamo di andare tra la
gente per condividere con i cittadini le nostre passioni e idee,
confrontandoci anche con coloro che la pensano diversamente», promettono Gariglio e
Morri. Quando lo scrivono, via
Colautti è già stata assaltata,
via Cervino ancora no. L’escalation continua.
[A. ROS.]

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .45

g

Centrodestra, si muove Berlusconi
Lunedì l’ex premier è atteso a Torino. Ma resta il caso. Tutto dipende del vertice in programma oggi
ALESSANDRO MONDO

Le posizioni

Il colpo di teatro, dopo settimane di stallo, è arrivato ieri. Lunedì Silvio Berlusconi raggiungerà
Torino: per tirare la volta alla
campagna elettorale di Gilberto
Pichetto, sancendo la rottura del
centrodestra piemontese, o celebrando la ritrovata alleanza.
Il Cavaliere a Torino

In serata la conferma è arrivata
dallo stesso Pichetto: «Berlusconi mi ha comunicato il suo
desiderio di venire a Torino già
lunedì prossimo. Ovviamente
sarebbe una grande iniezione di
fiducia in un momento in cui il
centrodestra può e deve pensare al Piemonte». E ancora: «Siamo pronti ad accogliere il nostro
presidente e, qualora fosse confermata la sua presenza, abbiamo pensato di dare l’appuntamento ai piemontesi alle ore 18
al Teatro Alfieri di Torino. Sarebbe un modo per riscaldare i
cuori dei nostri elettori e dei no-

Fratelli d’Italia
Sono isolati
1 Il partito della Melo-

ni, che ha scommesso fino
all’ultimo sulle primarie,
rischia di restare tra l’incudine di FI e quella dell’asse
composto da Ncd e Udc.

APPESI AL CAPO

L’ormai ex coalizione
continua a sperare
che decida il Cavaliere
stri alleati con l’obbiettivo di
unire il centrodestra verso la
conquista della Regione».
Vertice a Roma

Non è stata l’unica notizia di una
giornata improvvisamente abbondante di novità. Oggi, a Roma, si riunirà un mezzo conclave:
Altero Matteoli e Osvaldo Napoli
per Forza Italia, Giorgia Meloni e
Agostino Ghiglia per Fratelli
d’Italia, Renato Schifani ed Enrico Costa per il Nuovo centrodestra, la Lega Nord potrebbe essere rappresentata da Roberto Calderoli e Roberto Cota. Ieri, a Torino, si è svolta una riunione-lampo tra Cota, Ghiglia e Pichetto.
Pontieri in azione

Una quantità di movimenti, persino troppi, a seguito di un lungo
periodo caratterizzato da rivendicazioni affidate a sterili comunicati. Come se in vista del voto
del 25 maggio il centrodestra fosse stato sottoposto a un bagno di
realtà. Come se la rinuncia alle
primarie da parte di FdI-Ncd e gli
appelli all’unità lanciati martedì,
nell’ordine, da Crosetto, Napoli e

Conto alla rovescia prima della diaspora
Ultimi tentativi per trovare un’intesa che permetta di non correre in ordine sparso contro Chiamparino e il Movimento 5 Stelle

La sinistra
Filingericandidato

Costa, avessero scosso la consapevolezza di partiti ormai avvitati sulle loro posizioni.

Il centro
Leoinzialacorsa

La scelta

La campagna

1 Mauro Filingeri, gio-

1 Confermato l’incon-

vane 36 enne di Torino, sarà
il candidato presidente alle
elezioni regionali per la lista «L’altro Piemonte a sinistra». Filingeri, lavoratore
in mobilità,
con all’attivo un percorso da
sindacalista, guiderà
uno schieramento
che va da esponenti di movimento (Acqua pubblica,
No tav, No Tangest, No inceneritore, No F35, ecc) a
esponenti di associazioni e/
o forze politiche (Prc, Sinistra Anticapitalista, Azione
Civile, Socialisti di sinistra,
W la Costituzione, ecc). Il
simbolo verrà presentato a
fine settimana.

tro organizzato da Giampiero Leo, Ncd: questa sera, ore 21, presso il Pacific
hotel Fortino, Strada del
Fortino 36. Titolo: «La buona Politica
si riconosce». «Sarà
l’occasione
- spiega Leo
- per prendere lo slancio in vista
della campagna elettorale
e per discutere insieme i
termini e gli obiettivi del
mio nuovo impegno per il
Piemonte. Un impegno che
da sempre si è realizzato
collegiamente grazie all’impegno di tanti amici e
movimenti: a partire dall’Associazione Nuova Generazione.

Appelli all’unità

programma - interviene Napoli -.
Possiamo farcela. Dobbiamo farcela. Ce lo chiedono i piemontesi». «In queste ore i telefoni di noi
tutti sono roventi - chiosa Roberto Cota -. Ora che le altre forze del
centrodestra hanno rinunciato
alle primarie, bisogna lavorare
sodo per unire la coalizione». Per
il resto, bocche cucite.

Difficile dire se e quale potrà essere il punto di mediazione da
trovare al tavolo auspicato da
Crosetto, guardandosi negli occhi, anche se ieri i solleciti all’unità della coalizione hanno ripreso
a planare nelle redazioni dei gior- Partita in bilico
nali. «Stiamo lavorando per co- Un buon motivo per non mettestruire la coalizione più forte - an- re il carro davanti ai buoi, evinuncia Pichetto -. Chiediamo a tando pessimismi, ma anche fatutte le forze politiche del centro- cili trionfalismi. Dalla riunione
destra di dare il proprio contribu- odierna il centrodestra potrà
to per costruire inuscire rigenerato
sieme una coaliULTIMI APPELLI o con le ossa defizione fondata su
rotSe non si troverà nitivamente
un programma
te. Significherebun’intesa, ciascuno be Forza Italia in
condiviso e che
correrà per sè. corsa da sola, coracchiuda le sensibilità di ciascuno.
sì pure Fratelli
Nelle prossime ore sono previsti d’Italia e la Lega. Idem per
degli incontri a livello nazionale e l’Ncd, in accordo (non ancora
locale che auspico possano porta- raggiunto) con ll’Udc di Casini.
re ad una soluzione condivisa per
Certo è che da ieri si è messa
il bene dei piemontesi». «Il cen- in moto tutta una serie di ingratrodestra deve superare divisioni naggi: gli stessi che avrebbero
e rivalità figli più di piccole vanità dovuto partire un mese fa. Stache di veri e propri dissensi sul remo a vedere.

Ncd
In trattativa
1 Il partito di Alfano è

impegnato in una trattativa con l’Udc sulle europee: un modello che, nelle
intenzioni, potrebbe essere applicato in Piemonte.

Lega Nord
Per l’unità
1 Il partito di Salvini,

contrario alle primarie
che non fossero di coalizione, sta sforzandosi di
salvaguardare l’unità del
centrodestra: in caso
contrario, è pronto a correre da solo.

1

Specchio dei tempi

Unlettorescrive:
2 «Segnalo che venerdì sera

28marzotreleore23,10ele23,51
ho potuto assistere dalla mia finestra su piazza della Repubblica a uno scontro fra bande di extracomunitari nordafricani. Oltre15persone,armatedibottiglie
divetro,sipicchiavano,rovinavano le macchine parcheggiate, e
disturbavano quelle passanti
buttandosi in mezzo alla strada.
Chiamo il 113 alle ore 23,11, vengo
rassicurato che avrebbero mandato una volante ma non si presenta nessuno. Dopo circa 10 minuti vedendo che i tafferugli accadevano sotto le finestre con le
luci accese dei vigili di Porta Palazzo, ho deciso di chiamarli disponendo del numero diretto.
Nonostanteilforterumoremidiconodinonaversentitonulla,ma
anzi, questionando il perché abbia chiamato il loro numero diretto(0114420242),ilmiointerlocutore mi liquida velocemente
dicendochesenestavaandando
via, ma che avrebbe comunque

1

1234556 856 96AB4C ADA EAF45 E4A4 A4 3AD 1 4 E EAB6 D 3D 4 D F5654 E
3 D EC D86 E6 DAF3FFE 1 3A D F356 6 ED 3A6BE 65E 66 E4 D6 45FD
1
mandato qualcuno. Dopo mezz’oranessunosieraancorapresentato. Segnalo che per i vigili sarebbebastatoaffacciarsidallafinestra
per notare la cosa. Mi sono rassegnato al fatto che i vigili ignorino
quotidianamente lo spaccio costante sotto le loro finestre, mi
aspetterei almeno un loro intervento quando l’illegalità sfocia in
violenzadigruppo».
S.

Unlettorescrive:
2 «Ilsindacocondeterminazio-

ne e fermezza ribadisce che continuerà a sanzionare coloro che sostanosullestriscebluoltreiltermi-

nepercuihannopagato,senzapredisporre una preventiva delibera
specifica che disciplini la materia,
come ha suggerito il ministro dei
Trasporti.Senzaentrarenelmerito della questione desidero invece
chiedereperchéilsindacononmostralastessadeterminazioneefermezza nel combattere e debellare
l’indegno fenomeno degli irregolaricheoperanocomeparcheggiatoriabusiviindecinediluoghidelterritorio del Comune. Porto l’esempio,oltreaimoltialtribenpiùnotia
tutti,deigiovani(nondiradotracotantiedinvadentiallimitedellaviolenza)cheoperanoindisturbatisul
corso Galileo Ferraris quasi all’in-

crocioconcorsoSebastopoli,poco
prima e dalla parte dell’ospedale
Koelliker per chi proviene dal centro.Questiirregolarihannovitafacile con le persone anziane ma ancheconlagentecomuneche,datoil
tipo di approccio, preferisce pagare per non rischiare danni alle autovetture. La rabbia che si prova
nelvederecertesceneonell’essere
oggetto di ingiustificate richieste
di denaro se si è semplici passanti
chesirecanoinospedale,èsuperata solo da quella contro le istituzioni che non intervengono a tutela
deipropricittadini.
«Auspico quindi un intervento
del sindaco (fermo come quello

promessoperlemultesullestrisce
blu) contro i parcheggiatori abusivieinmoltialtricasi,anchequando
non portano direttamente ad introitare grandi quantità di denaro
perridurrel’enormedebitodelComune.Debitochenonèstatocreatodaicittadinitorinesi».
CRESCENTINOBOSCO

Unalettricescrive:

ogni sorta di immondizia che partendo dalla strada ormai formano
penisolenelleacquedelfiume.Abito in zona da sempre e come tanti
altri da anni differenzio i rifiuti con
la convinzione che fare ciò aiuti a
tutelaresiailmondoincuiviviamo,
sia il futuro dei nostri figli. PortandoalcentrodiraccoltadiviaSalgarilepileesausteinpassatomièstatochiestoundocumentodiriconoscimento:siesigequindicuranello
smaltimentodellesostanzepotenzialmentenociveachisicomporta
secondoleregole.Comemaiallora
si ignora una enorme discarica a
cieloaperto,privadiognicontrollo,
adappenacinquecentometrididistanza e dalla quale si alzano regolarmente colonne di fumo per roghi che bruciano materiali di ogni
natura?».

2 «Oggi passando in lungo Stu-

CRISTINANEGRO

raLaziohoprovatoperl’ennesima
volta un senso di grande disagio e
impotenza.Damoltotempoormai
si vedono lungo il fiume mucchi di
rifiuti talmente elevati da formare
vere e proprie “vie” e montagne di

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 PR T2

GIOVEDÌ 3 APRILE 2014 LA STAMPA 46

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

il caso

.

Cronaca di Torino .47

Sulla «Stampa»

Stamina
Letappe
dellavicenda

PAOLA ITALIANO
LODOVICO POLETTO

così siamo al via.
Oggi inizia in tribunale il primo
processo a Davide
Vannoni, fondatore, patron e anima di Stamina e del suo controverso metodo di cura attraverso le staminali. Lui, il grigio e lungo
capelluto comunicatore prestato alla scienza non sarà in
aula. Dice: «È un’udienza tecnica. Durerà poco. In futuro?
Beh, se ci saranno necessità
ci andrò».

maggio 2009

E

Riunione elettorale

Fine delle notizie. Anzi, no.
Perché in questa vicenda,
adesso, si inseriscono altre
due questioni che faranno
certamente molto discutere.
IL NUOVO LEGALE

Tra i clienti spiccano
anche Iva Zanicchi
e Paolo Berlusconi
La prima. Vannoni, qualche
tempo fa, ha preso parte in
Abruzzo ad una riunione
elettorale dei liberali, invitato dall’onorevole Daniele Toto. Che dice: «Io credo nella
libertà di cura. E credo che
Vannoni sia un esempio». Da
candidare? «Tutto da vedere». Perché? «Perché i liberali in questo momento sono divisi, non sappiamo ancora se
e come saranno presenti alle
Europee. E tantomeno chi
sarà candidato».
Perché no?

Lui, l’uomo che ha diviso l’opinione pubblica italiana tra la
chi lo giudica niente più che un

La prima indagine

Il 6 febbraio scorso la
Procura di Torino decide il
rinvio a giudizio per tentata
truffa alla Regione Piemonte di Davide Vannoni. La vicenda risale al 2007: allora
Vannoni, cercava finanziamenti pubblici per dare vita
a un «centro di ricerca di
valore internazionale in
Piemonte per la ricerca sulle staminali adulte.

Il pm Guariniello apre
un’inchiesta su Stamina
e Vannoni per l’uso delle
staminali al di fuori dei
protocolli. L’indagine è
stata chiusa nel 2012 e
poi riaperta. È tutt’ora in
corso.

1

ottobre 2013
La sperimentazione

Oggi l’uomo di Stamina non sarà in tribunale
«L’udienza di oggi - dice Vanoni - serve per questioni tecniche e la mia presenza
non è indispensabile. Nelle prossime udienze, se sarà necessario, ci andrò»

Vannoni pensa all’Europa
“Pronto a candidarmi”
E per difendersi in aula punta sull’avvocato di Wanna Marchi
ciarlatano che illude con cure
impossibili malati gravissimi e
chi sostiene che lui è l’unico a
dare una speranza a quelle persone che vedono i loro figli morire senza che la scienza possa fare nulla, sceglie la strada di colui
che tergiversa. Cioè. Alla Domanda se si candida alle Europee come sostiene qualcuno risponde: «Se me lo chiedono valuterò l’opportunità. Da parte

mia non c’è nessuna chiusura».
Poi, però, rettifica e spiega che:
«Deve essere una presenza credibile, in una compagine capace
di farsi carico di una questione
delicata come quella delle staminali. Perché io nel metodo ci
credo davvero». Insomma:
niente candidature di facciata
tanto per portare voti a questo o
a quel mulino. Se lo mettono sul
treno per l’Europa lui vuole che i

vertici del partito, qualunque
sia, ci credano davvero.
I nuovi avvocati

La seconda questione è legata al
processo che parte oggi: quei
500 mila euro di finanziamento
che la Regione prima aveva promesso poi negato a Stamina.
Vannoni ha cambiato difensori.
In questo processo lo assistono
Liborio Cataliotti di Reggio

Emilia e Pasquale Scrivo di Reggio Calabria. Il primo è noto per
aver difeso Vanna Marchi e la figlia, Stefania Nobile. «E io che
c’entro con loro?» dice Vannoni.
Che spiega: «Quell’avvocato ha
assistito anche Iva Zanicchi e il
socio di Paolo Berlusconi. È un
professionista serio e molto stimato. E non si dica che ho messo
da parte l’avvocato Piacentino
che continua invece a seguire la

Autorizzata dal Parlamento viene bloccata perchè
«il metodo Stamina potrebbe essere pericoloso
per i pazienti». Manifestazione a Roma delle famiglia dei malati.

gennaio 2014
Polemica a Brescia
I medici degli Spedali civili
di Brescia si rifiutano di
somministrare le cure di
Stamina ai pazienti in attesa. Fatti salvi i casi in cui
ci sia una espressa ordinanza emessa dei giudici
di un tribunale.

questione dell’altra inchiesta».
Per capirci: è quella di Guariniello e di cui si aspetta la chiusura delle indagini ormai da un
momento all’altro.
Cataliotti, invece, da tecnico, ragiona di carte, documenti, curricula universitari. E
guai a parlargli di mala fede di
Vannoni: «Si è indebitato fino
al collo per realizzare ciò in cui
credeva. Altro che truffatore».

In breve

TENTATA CONCUSSIONE L’IPOTESI D’ACCUSA

Ospedale Sant’Anna,
La Cassazione assolve
l’ex direttore generale
MASSIMILIANO PEGGIO

La sesta sezione della Corte
di Cassazione ha assolto definitivamente l’ex zarina della sanità piemontese, Marinella D’Innocenzo, direttore
generale dell’azienda ospedaliera Sant’Anna-Regina
Margherita nel biennio
2006-2008, condannata in
primo grado con l’accusa di
tentata concussione.
La Cassazione ha confermato l’assoluzione già pronunciata dalla corte d’Appello torinese, perché il fatto non
sussiste. La vicenda riguardava l’ipotesi di una tentata
concussione nei confronti del
direttore sanitario aziendale
Ettore Rossi, minacciato di licenziamento, secondo l’accusa, per ottenere il parere favorevole alla nomina della
professoressa Franca Fagioli
a direttore di un dipartimento ospedaliero. Con la conferma della sentenza della corte
d’Appello, la Cassazione ha
dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura Generale di Torino e da Ettore Rossi, condannato a sua
volta a pagare un’ammenda
di mille euro.
«Finalmente si è chiusa
una vicenda assurda, costruita sul nulla ed in cui non si è
tenuto in nessun conto quanto
fatto da me in qualità di diret-

Marinella D’Innocenzo

tore generale a partire dall’azzeramento del disavanzo di
quella che, al mio arrivo a Torino, era l’Azienda col peggior deficit della Regione». Così dice
Marinella D’Innocenzo, difesa
nel suo percorso giudiziario dagli avvocati Alfredo Caviglione
ed Emilio Ricci. E con l’occasione si sfoga, rimarcando il suo
operato per contenere la spesa
pubblica. «Purtroppo - dice questa vicenda giudiziaria ha finito col frenare la riorganizzazione e le iniziative che avevo
intrapreso e che avrebbero dato lustro all’azienda e a tutta la
sanità piemontese. Lo sforzo di
mettere mano alle distorsioni
del sistema sanitario ed agli intrecci perversi con la politica,
intervenendo su sacche di inefficienza, privilegi e sprechi, incontra ostacoli e resistenze».

Convegno

Contrastare la povertà
Tra politica e istituzioni
Una giornata di studi all’Associazione italiana fondazioni per discutere del «Ruolo e valore aggiunto della filantropia istituzionale nelle
politiche di contrasto alla povertà in Italia». Moderatore
Guido Tiberga, capo redattore La Stampa, intervengono
esperti del settore come Giuseppe Guerrini presidente di
Fdersolidarietà, Tiziano Vecchiato diettore della fondazione Emanuela Zancan, con
Elide Tisi, vice sindaco già
presidente regionale di Federsolidarietà Confocooperative. Al pomeriggio
workshop di approfondimento tra soci.

Giornali cattolici

La Voce del Popolo
si sposta al Santo Volto
Da lunedì la redazione
de La Voce del Popolo si trasferisce presso la sede della
Curia, nel complesso di via
Val della Torre dove sono stati riuniti tutti gli uffici diocesani, accanto alla chiesa del
Santo Volto opera dell’architetto Mario Botta. Il settimanale, la cui direzione è passata all’inizio dell’anno da Marco Bonatti a Luca Rolandi
(già a Vatican Insider), trasloca insieme con il settimanale culturale Il nostro tempo. I giornalisti lasciano così
definitivamente il palazzo di
corso Matteotti 11, dove rimangono ancora le sedi di
gruppi e associazioni e dove
al piano terra si trova l’Opera
Diocesana Pellegrinaggi.

T1 CV PR T2

48 .Cronaca di Torino

.GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

I cinghiali di troppo
sfameranno
chi è in difficoltà

«Gli animali
non hanno colpe
e sterminarli
resta un orrore»

2

il caso
MASSIMO MASSENZIO

I

Sudoku

n tempi di crisi la carne
di cinghiale potrebbe essere considerata un lusso, «roba da ricchi», ma
da domani finirà a costo
zero sulle tavole dei bisognosi.
Grazie a una convenzione
stipulata con il Banco Alimentare, i capi in esubero abbattuti nel Parco del Po saranno
destinati alle mense allestite
per i 125 mila indigenti piemontesi. Fino a poco tempo fa
una parte degli animali catturati dai guardiaparco nell’ambito del programma di controllo regionale, a causa di

protocolli molto rigidi, dovevano essere eliminati. Adesso, invece, diventano una risorsa
«sociale» di prima qualità.

In mensa

Cinghiale come risorsa

Di certo si tratta di un’iniziativa
che non ha precedenti e per il

L’idea del «cinghiale per i poveri» è frutto dell’esperienza prati-

Roberto Piana
presidente Lac

«Anche se le finalità sono di
sfamare persone indigenti è
chiaro che non siamo d’accordo con l’uccisione degli
animali». Roberto Piana è
presidente della Lega abolizione caccia.

Uno storico accordo con il Banco Alimentare
momento i primi 400 chili di carne a «chilometri zero» sono stati
già distribuiti, a livello sperimentale, sulle mense torinesi. Il tasso
di gradimento è stato altissimo e
Piano di selezione
per il Banco Alimentare del PieSe le associazioni animaliste te- monte è iniziata una rivoluzione:
mono che possano aumentare
«Finora non avevamo mai
«prelievi» e le battute di caccia, trattato carne fresca - conferl’assessore regionale alle Aree ma il presidente Roberto Cena
Protette, Gian
-. Adesso serviaLuca Vignale fuGIA’ DISTRIBUITI mo un prodotto
ga ogni dubbio:
qualità, dalI primi 400 chili di
«Nulla cambierà
l’alto valore prodi carne sono stati teico e nutriziorispetto ai piani
trasformati in pasti nale». Nella sola
faunistici oggi in
vigore. Sul noprovincia di Tostro territorio abbiamo una rino il numero dei bisognosi
presenza di cinghiali tre volte che si rivolgono al Banco ha susuperiore alla norma e l’accor- perato quota 70 mila unità: «I
do con il Banco Alimentare si nostri assistiti sono in contiinserisce nell’ambito degli ab- nuo aumento, ma oggi abbiabattimenti già programmati».
mo una risposta in più».

domande
a

Ma i cinghiali sono sempre
di più e sono un problema

I capi abbattuti nei parchi
I cinghiali usati per le mense delle persone in difficoltà sono
quelli in esubero abbattuti dai selecontrollori

ca: «Spesso gli animali abbattuti
durante le campagne di selezione sono stati inviati all’incenerimento con aggravio di costi per il
Parco», spiega il direttore Ippolito Ostellino. Che aggiunge: «Le
procedure per la commercializzazione della selvaggina sono
molto rigorose e i macelli autorizzati pochissimi». Grazie a un
accordo con una grande azienda
di San Francesco al Campo si è
però riusciti a superare l’ostacolo. I gestori si fanno carico dei co-

sti, trattenendo una percentuale
di carne per coprire le spese, e
nei magazzini del banco arrivano confezioni sottovuoto da 2
chili. «Grazie a questo progetto
diamo risposte agli agricoltori
che si lamentano per i danni subiti dagli ungulati e, non dobbiamo vergognarci a dirlo, riusciamo anche a contenere i costi delle campagne di selezione – conclude il presidente, Giuseppe Bava -. Ma soprattutto aiutiamo migliaia di famiglie sul territorio».

«Sono un problema creato
dai cacciatori, che li hanno
immessi senza controllo,
proprio per poterli cacciare. E adesso sono gli animali
a farne le spese: vengono
sterminati, ma loro non
hanno colpe. Certo se vanno
a sostenere persone o famiglie in difficoltà meglio, ma
resta che vengono uccisi, e
la causa del loro numero eccessivo è sempre l’uomo,
cioè il cacciatore. E comunque non è la prima iniziativa
di questo genere».
Cioè?

«In qualche caso in passato la
carne del cinghiale abbattuto
è stata regalata alle case di riposo, o altre comunità che sono in difficoltà».
[A. MAR.]

T1 T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

il caso
MASSIMO NUMA

ash trapping. È il
nome tecnico per
descrivere un tipo
di furto in cui eccellono - statistiche alla mano - delinquenti di
origine romena. Ossessionati
dai bancomat e da tutti i Pos
in generale. Con un solo
obiettivo, svuotare i caveau.
Ci provano in ogni modo: chi
sfonda le vetrine delle banche
e poi tenta di far saltare le
barriere d’acciaio con le bombole di gas; poi ci sono gli «ingegneri», esperti di videocamere e microchip in grado di
«leggere» i dati sensibili su
carte di credito o altro per poi
riversarli su supporti vergini
e quindi procedere ai prelievi
o acquisti illegali, specie all’estero. Aiutati da abili artigiani, in grado di ricreare alla
perfezione i componenti dei
bancomat, finti erogatori, finte alette parasole.

C

Cronaca di Torino .49

Una forcina trasformava
il bancomat in una trappola
Arrestata una coppia: hanno compiuto decine di furti
Le tecniche
Idistributori
nelmirinodelracket
1 Una fantasia criminale

Artigiani del crimine

Il cash trapping è la tattica
basica. Per portare a termine il furto è però necessaria
l’involontaria «assistenza»
della vittima. Come funziona: viene inserita nella fessura una striscia di plastica o
una forcina, proprio dove
vengono ritirare le banconote. Il titolare della carta,
ignaro, la inserisce, effettua
l’operazione ma non accade
nulla. Le banconote non
compaiono. È il momento decisivo. Se te ne vai - pensando a un guasto tecnico - «loro» dopo avere recuperato
l’ostacolo, prelevano il denaro o la carta, se il terminale
violato era un distributore di

.

Attenzione anche alle microcamere
Le forze dell’ordine mettono in guardia: se prelevando al bancomat o facendo rifornimento di
benzina non viene restituita la tessera, non allontanarsi dal posto ma chiamare il 112 o 113

carburante. Invece non bisogna assolutamente allontanarsi ma avvertire immediatamente il 112 o il 113 e attendere,
con pazienza, una pattuglia,
specificando che i malviventi
sono di sicuro nei dintorni.
Anche le micro-camere

Nel caso dei distributori, c’è la
variante della microtelecamera, sistemata sullo sportello,

spesso collegata a uno smartphone, in modo da captare il
codice segreto dei bancomat.
Di nuovo: se la card non viene
restituita, vanno avvisate subito le forze dell’ordine. E ieri i
carabinieri della stazione Barriera Casale hanno arrestato
due romeni che, nell’arco di un
breve arco di tempo, hanno
messo a segno una serie di furti
a Torino e nei dintorni. L’inda-

gine è iniziata un paio di mesi
fa, dopo una serie infinita di denunce. Sono stati colti in flagranza dopo l’ennesima impresa, entrambi ripresi dalle telecamere. I due, di 27 e 46 anni,
sono sospettati di far parte di
un’organizzazione criminale
con ramificazioni in tutt’Italia.
Tremila euro in poche ore

Avevano manomesso le colon-

inesauribile. Il cash trapping
è solo l’ultima frontiera di
questo racket radicato soprattutto nell’Est Europa. Ma
il vero «colpo grosso», questi
ladri d’alto bordo con un profilo sempre più hi-tech lo hanno fatto un paio d’anni fa con
un’incursione all’interno di
una banca-dati di una multinazionale delle carte di credito. Furono acquisiti i dati sensibili delle card, nomi e codici
poi riversati sulle bande magnetiche di migliaia di supporti falsi. Per mesi furono effettuati prelievi illegali sulla
rete bancaria mondiale, con
epicentro a Londra e anche in
Italia. False card usate anche
per «rubare» combustibili.

nine self service delle stazioni
di servizio Eni ed Esso di corso
Casale e derubato i clienti delle
carte bancomat. In una sola
notte erano riusciti a prelevare
denaro contante ed eseguito ricariche di carte prepagate per
oltre 3000 euro. Dopo una rapida sosta in cella, hanno mantenuto l’obbligo di dimora. Tutti e
due hanno precedenti specifici
per una serie di raid analoghi.

FONDATORE DEL FUORI

È morto
in Liguria
il pittore
Silombria
Il pittore e pubblicitario Marco Silombria, 78 anni, uno dei
fondatori del Fuori, sofferente
da tempo per una grave malattia è morto sabato nella casa di cura di Albissola Marina
dov’era da tempo ricoverato.
Il 24 marzo 2013, in preda a
una crisi nervosa, aveva aggredito a calci e pugni un’altra
ospite della casa di cura, Paola Olivero Burdisso, 80 anni,
poi morta all’ospedale Santa
Corona di Pietra Ligure. Lui
era stato accusato di omicidio
preterintenzionale.
Nato a Savona

Originario di Savona, si trasferì a Torino a 23 anni. Alcuni
anni fa era caduto da una scala appoggiata a un soppalco.
Riportò un grave trauma cranico, poi il ritorno in Liguria,
dopo due mesi in coma al Cto,
cure, un periodo di lieve ripresa. Ma le sue condizioni psichiche erano peggiorate.
L’esperienza artistica di
Marco Silombria si colloca
tra gli artisti torinesi del secondo Novecento in una posizione tra invenzione figurale
e sapiente misura grafica, colore e ricerca sviluppata nell’ampio panorama della cultura visiva contemporanea.
Inviato a numerose mostre,
tra queste alla Gagliardi Art
System di Torino, è stato certamente un artista che ha saputo «costruire» immagini

Diario
Corso Grosseto, fermati durante un controllo

Gioielli per centomila euro
nascosti nel falso reggiseno
Fermata per caso da una pattuglia del 113. Angela Barovero,
una Sinti con una serie infinita di
precedenti penali, 42 anni, era a
bordo di un’auto bloccata in corso
Grosseto perchè il pluripregiudicato Angelo Riviera, che era alla
guida, faceva lo slalom nel traffico
a velocità elevata. Lei, nascosto in
un finto reggiseno, nascondeva un Fermati dalla polizia
«tesoro»: gioielli, pietre preziose,
braccialetti e alcuni orologi Rolex per un valore che si avvicina ai 100 mila euro. Forse frutto di un furto singolo o di
una serie di raid. Sono intervenuti gli agenti del commissariato Madonna di Campagna e della squadra mobile. Il dirigente, Marco Martino, ha fatto pubblicare sul sito della polizia di Stato (www.poliziadistato.it) le foto di preziosi ed
orologi recuperati. Se riconosciuti verranno immediatamente restituiti ai legittimi proprietari.

1

Piazza Castello, dipendenti feriti in modo lieve

Due giovani arrestati
dopo il blitz al Mc Donald’s
Momenti di paura, l’altra sera
all’interno del Mc Donald’s di
piazza Castello. Due persone (poi
arrestate dalla polizia) sono entrate nel locale, «armati» di paletti di plastica hanno aggredito e ferito i dipendenti che tentavano di
allontanarli. Sono Luigi Follini, 34
anni, e Alessandro Leone, 37, entrambi torinesi. Gli agenti di una
pattuglia del 113, subito intervenu- Paura al Mc Donald’s
ti dopo l’allarme, sono riusciti ad
arrestare i due aggressori che da qualche ora stavano infastidendo personale e clienti chiedendo l’elemosina. Avevano cercato di convincerli ad allontanarsi ma loro hanno reagito con violenza. Da qualche giorno avevano scelto piazza
Castello per tentare di recuperare un po’ di soldi. I dipendenti feriti sono stati medicati al pronto soccorso.

1

Marco Silombria

suggestive, risolte con una
creatività che costituisce la
cifra caratteristica del suo
percorso espressivo.
«Era tornato bambino»

Gli amici che gli erano rimasti
vicini spiegano che «era tornato bambino» e che di sicuro
non si era reso conto di avere
aggredito l’anziana ospita della clinica. Restano indimenticabili i ricordi di una vita all’insegna dell’arte. Silombria
tornava in Liguria, per frequentare la comunità degli artisti di Albissola Marina, la
patria dei grandi ceramisti
degli Anni ’50 e ’60. era stato
un allievo del pittore Scanavino, mentre a Torino ha lavorato per le più importanti gallerie, ultimamente per la Gas
Art Gallery.
Salotto culturale

Le sue case opitavano incontri tra intellettuali e artisti,
prima in via Foa e poi in via
Garibaldi, punto di un punto
di riferimento per la comunità
gay impegnata per i diritti civili. Con Angelo Pezzana fu
tra i fondatori del «Fuori», lui
che non mai fatto mistero della sua omosessualità. Sempre
sorridente e modesto, nonostante i suoi successi artistici ,
una guida per i giovani, generoso e disponibile ad aiutare le
persone in difficoltà. «Un uomo buono», lo descrivono tutti. Indimenticabili i suoi occhiali da sole , i cappelli a larga
tesa e le camice colorate.



Parole chiave correlate