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2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

U

IL CAVALIERE
DOPO LA CONDANNA
Le tappe della vicenda

R

1

22 APRILE 2005
PRIMA TAPPA

I pm chiedono
il rinvio a
giudizio

R

2

LE ACCUSE
AL CAVALIERE

Appropriazione
indebita, frode
fiscale e falso

R

3

CHI SONO
I DUE PM

Fabio De
Pasquale e
Sergio Spadaro

R

4

IL 26 OTTOBRE
2012 A MILANO

Il Tribunale
condanna il
Cavaliere a 4 anni

R

5

L’8 MAGGIO 2013
L’APPELLO

L’Appello
conferma la
condanna

Ieri sera

Il Presidente
Napolitano ha
ricevuto il presidente di
Forza Italia Berlusconi
L’incontro

Berlusconi aveva
chiesto di potergli
illustrare le posizioni
del suo partito

L’incontro a sorpresa in serata al Quirinale
Con l’asse Renzi-Berlusconi
sulle riforme sempre più indispensabile per la tenuta
parlamentare delle riforme
stesse, e mentre si continua a
vociferare della possibilità
di un prossimo faccia a faccia tra i due ancora non
escluso, un incontro con
Berlusconi ieri c’é stato.
Il leader di Forza Italia è
infatti salito al Colle, ed é
stato ricevuto da Giorgio
Napolitano - mette nero su
bianco alle 20 e 40 minuti
una nota ufficiale del Quirinale, mai tornato ad essere
fortezza come ieri sera avendogli «chiesto di potergli illustrare le posizioni del
suo partito nell’attuale momento politico».
E così è effettivamente
stato, salvo quello che tutti
possono attendersi da Silvio
Berlusconi, e che dunque forse in tutta probabilità si
aspettava anche Giorgio Na-

politano che ben conosce le dinamiche dell’ ex Cavaliere
avendo dovuto raccoglierne
più volte gli sfoghi sui suoi casi
personali quand’era premier:
Berlusconi ha perorato la sua
propria causa, chiedendo personalmente - e solo a voce - la
grazia o qualcosa di molto simile. Il Presidente ha risposto
spiegando che proprio non ve
ne sono le condizioni.
Di più, le fonti parlamentari
non riferiscono, a parte aggiungere che i timori espressi
a Napolitano dal leader di Forza Italia riguardano «l’agibilità politica» con alle viste le elezioni europee. E dovendosi decidere il prossimo 10 aprile,
con un giudice del tribunale di
sorveglianza, proprio quale
sarà il destino del condannato
Berlusconi, se ai domiciliari o
ai servizi sociali. Proprio questo elemento, si può notare,
avrebbe reso ovvio non proferir parola sulla propria condizione in un colloquio col Capo
dello Stato, che del resto aveva

già fatto pubblicamente sapere - e per iscritto - il 13 agosto
del 2013 le condizioni per una
eventuale (e seria) richiesta di
grazia.
Ma naturalmente Berlusconi è Berlusconi. E dunque,
avendo concordato una telefonata a Napolitano prima della
visita a Roma di Barack Obama per «qualche consiglio sull’Ucraina e Putin», che come è
noto conosce bene, ha poi in
quell’occasione personalmente chiesto di esser ricevuto,
«per parlare di riforme». Un
tema notoriamente seguito
con la massima attenzione da
Giorgio Napolitano, che le ha
definite «improcrastinabili»
l’ultima volta ancora solo un
paio di giorni fa, aggiungendo
di non voler entrare nel merito, e prendendo le distante da
quanti - politici o giornalisti lo schieravano pro o contro la
riforma del Senato. Ma soprattutto un tema sul quale di certo un Presidente come Giorgio
Napolitano non può negare un

6

Agosto 2013,
quattro anni per
frode fiscale

La nota del Colle

Berlusconi al Colle
Sul tavolo riforme
e la sua agibilità
ANTONELLA RAMPINO
ROMA

R

LA CONDANNA
DEFINITIVA

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

incontro al leader dell’unica
altra forza, oltre il Pd, a sostenere il processo di revisione
delle regole comuni.
Il tutto, in un momento di
massima delicatezza proprio
per quanto riguarda Forza
Italia. Dove, al di là della balcanizzazione interna indotta
anche dalla competitività in

vista delle elezioni europee,
non passa giorno che i capigruppo Brunetta e Romani
sparino sulla riforma del Senato e del Titolo V, annunciando «un Vietnam parlamentare» e accusando Renzi
di non «rispettare i patti con
Berlusconi». Il tutto perchè
Renzi ha detto e ripetuto che

si varerà la nuova legge elettorale solo dopo le Riforme
costituzionali, e dunque non
prima di un anno. Sarà un caso, ma poi ieri il ministro per
le Riforme Maria Elena Boschi ha annunciato che invece
entro il 25 maggio saranno
approvate sia l’Italicum che le
modifiche costituzionali.
Insomma, se ne può dedurre che l’incontro di Napolitano
con Berlusconi possa avere un
po’ alleggerito la situazione.
Ma occorrerà vedere se cesserà l’attivismo di Brunetta.
Sempre ieri, il segretario generale del Quirinale aveva dovuto prendere carta e penna e
rispondere a Brunetta e al suo
«bombardamento» di lettere
per segnalare a Napolitano
che, a suo avviso, gli sgravi Irpef annunciati, Renzi li farà in
deficit. Il Colle vigila sempre
sulle coperture finanziarie -ha
risposto Donato Marra - ma
«su provvedimenti formali di
governo e parlamento, non su
indiscrezioni di stampa».