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la stampa 04 04 2014 by pds .pdf



Nome del file originale: la-stampa-04-04-2014-by-pds.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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R

T1 CV PR T2

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
VENERDÌ 4 APRILE 2014 • ANNO 148 N. 93 • 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

L’allarme di Alfano

La fine del «roaming»

Europa League, 0-1 nel finale

Migranti, 600 mila
pronti a sbarcare

Telefonate europee
con la tariffa unica

La Juve vince a Lione
grazie a un difensore

Il ministro: modificare il trattato
di Dublino, l’Italia non può dare
asilo a tutti. Lega e Sel attaccano
Paolo Russo A PAGINA 8

Dal Natale 2015 nessuna variazione
passando da un Paese all’altro
Ma i colossi delle tlc protestano
Marco Zatterin A PAGINA 21

Andata dei quarti, gol decisivo
di Bonucci all’85’. Tevez esce per
infortunio. Ritorno giovedì prossimo
Ansaldo e Nerozzi ALLE PAGINE 34 E 35

Parla Draghi, Borse su

Sgravio crescente per i redditi tra 8 mila e 25 mila euro. Pil, riviste al ribasso le stime di Saccomanni

Deflazione,
la Bce pronta
a misure
straordinarie

Irpef, 80 euro il tetto massimo
Il governo: crescita dello 0,8%

L’inflazione bassa spaventa l’Europa e la Bce si prepara a varare nuove misure
straordinarie, incluso l’acquisto di titoli finanziari su
larga scala per contrastarla.
Il Consiglio, unanime, è pronto ad agire, ha spiegato il presidente Mario Draghi, confessando che la sua paura
maggiore è una lunga stagnazione. I tassi per ora restano
fermi allo 0,25%, il minimo
storico, ma i tempi si fanno
serrati: tutto potrebbe dipendere dall’inflazione di aprile.

1

Mastrobuoni e Spini A PAG. 7

COME EVITARE
IL CALO
DEI PREZZI

Voto di scambio, le correzioni della Camera: pene più leggere
EX SOTTOSEGRETARIO

Camorra, arresto
per Cosentino
L’accusa: estorsione mafiosa
Favoriva l’azienda di famiglia
La Mattina e Ruotolo A PAG. 9

I dettagli del Def, il documento di economia e finanza,
saranno resi noti martedì.
«Conterrà le riforme che vogliamo fare» ha detto Renzi, che ieri
ha fatto il punto col ministro Padoan. Il governo rivede le stime
della crescita: Pil in calo dall’1,1% allo 0,8%. Tagli fiscali, tre
le opzioni. Voto di scambio: pene più leggere. DA PAG. 2 A PAG. 5

1

Premier, boom di apparizioni tv

68

Nel periodo dal 17 al 31 marzo
in onda quasi 5 ore al giorno:
17 ore 15 minuti nei talk show
e 51 nei servizi dei telegiornali
Governo totalmente oscurato
Mattia Feltri A PAGINA 3

ELISABETTA A PRANZO CON NAPOLITANO SI INFORMA SUL NUOVO ESECUTIVO. SCAMBIO DI DONI CON FRANCESCO

La regina porta al Papa miele, uova e whisky

IL CASO

Guerra fredda
anche
nello spazio
GIOVANNI BIGNAMI

S

periamo che sia una notizia farlocca, anche se è
del New York Times. Un
memorandum riservato della
Nasa parla di nuove direttive
internazionali per la collaborazione spaziale con i Russi, dopo l’intervento di Putin in
Crimea. La Nasa, dice il Nyt,
sospende ogni contatto con la
Russia dello spazio, incluse
trattative sui progetti in corso
e futuri, visite di personale
americano e perfino e-mail, teleconferenze e videoconferenze. C’è anche il nome dell’autore della direttiva: nientemeno
che Michael F. O’Brien, il viceamministratore per le relazioni internazionali. Dal quale, almeno finora, non si riportano
smentite o commenti.
CONTINUA A PAGINA 27

FRANCO BRUNI

DIARIO

N

ell’area dell’euro
c’è il rischio di una
perniciosa deflazione. Ma non è
ancora un rischio
indiscutibile, al punto di dover
ricorrere subito a nuovi provvedimenti straordinari di politica monetaria. La Bce attende
nuova evidenza, prepara le armi per combatterlo ed è pronta a usarle nel prossimo futuro.
Ieri Draghi ha ammesso che
l’ulteriore rallentamento dei
prezzi rilevato in marzo, con
alcuni Paesi che hanno inflazione negativa, ha sorpreso la
banca centrale. Ma è possibile
che la spiegazione sia in alcuni
fattori destinati a invertirsi,
come l’andamento dei costi
dell’energia e dei prezzi dei
servizi. Inoltre, secondo la Bce,
l’inflazione attesa dai mercati
nel medio periodo rimane ancorata all’obiettivo della Bce,
poco sotto il 2% annuo.
CONTINUA A PAGINA 27

L’Afghanistan
del dopo Karzai
apre alle donne
Domani le elezioni,
migliaia le candidate
La minaccia taleban
Joya e Molinari A PAGINA 12

Ora Pompei
sarà controllata
dai satelliti
Messi a disposizione
da Finmeccanica
per prevenire i crolli
STEFANO RELLANDINI/EPA

La regina Elisabetta II, con Filippo d’Edimburgo, mostra i suoi doni al Papa durante l’udienza privata di ieri

Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI
1 Vent’anni fa, proprio in queste ore, Kurt Cobain finiva

di scrivere la lettera che fu poi ritrovata tra i fiori, accanto al cadavere. Per chi non lo sapesse, Kurt Cobain è
stato un musicista, forse l’ultimo per il quale si possa
spendere la definizione abusata di genio. Ha inventato
suoni che prima non esistevano. E qualunque anima raminga si imbatta nella sua chitarra o nella sua voce
graffiata si troverà a pensare: eccomi a casa. Aveva ventisette anni, quando scrisse la lettera. Ventisette anni,
una moglie e una figlia amatissime, eppure indirizzò la
missiva a Boddah, l’amico immaginario che aveva riempito la sua infanzia solitaria di figlio di divorziati. Nel
messaggio di congedo gli rivelò di non riuscire più a provare nessuna emozione. E di amare troppo il genere

Lettera a Boddah
umano, tanto da sentirsi «fottutamente triste». Succede agli spiriti esageratamente sensibili che raggiungono
vibrazioni d’amore così alte da risultare insostenibili.
Di questa lettera si cita sempre la penultima frase. Là
dove Cobain, riprendendo il verso di una canzone di
Neil Young, sostiene che è meglio bruciare in fretta che
spegnersi lentamente. In realtà a spegnersi più o meno
lentamente è solo il corpo (il suo era tormentato da
un’ulcera). L’anima non si spegne né brucia. Ma mi
guardo bene dall’entrare in polemica con un genio. Preferisco ricordarlo con le sue ultime e sottaciute parole:
peace, love, Empathy - pace, amore, Empatia - l’ultima
delle quali sottolineata e in maiuscolo. Vent’anni dopo
non ne ho ancora trovate di migliori.

Corbi A PAGINA 15

Rosaria Talarico A PAGINA 18

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

U

GOVERNO

Le parole
di Renzi

LE TRATTATIVE

Il 15 o il 16 ci sarà
il consiglio dei ministri
per il taglio dell’Irpef

Autoritario abolire
una Camera? Rodotà
lo voleva fare 30 anni fa

Tagli fiscali
ottanta euro
ma non per tutti
Sgravi a scalare per i redditi dai 25 mila agli 8 mila
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Sul tavolo di Matteo Renzi ci
sono tre opzioni. La decisione finale su quale scegliere
non è stata ancora presa. Poiché una parte cospicua degli
sgravi alle famiglie dovrà venire dalla riduzione delle
spese, tutto dipende dai numeri che Carlo Cottarelli alla
fine valuterà possibili almeno per quest’anno. Ma al Tesoro e a Palazzo Chigi tutti
scommettono che alla fine la
decisione finale cadrà sulla
ipotesi più prudente: uno
sgravio crescente per tutti i
redditi fra gli ottomila e i venticinquemila euro e un tetto
massimo di 80 euro. La ragione della scelta è intuibile: i
tagli individuati finora non
superano i quattro miliardi
di euro, uno in meno delle
previsioni più ottimistiche.
Verranno da una stretta sugli
acquisti pubblici - anche sul-

la spesa per attrezzature sanitarie e farmaceutica - una sforbiciata ai cosiddetti contributi
alle imprese, un taglio del 10%
agli stipendi più alti dei dirigenti pubblici. Per avere il dettaglio occorrerà comunque attendere almeno un paio di settimane. Perché prima della riforma fiscale e dei nuovi sgravi

Nel Def il governo rivede
le stime della crescita
del 2014 . Pil previsto
in calo dall’1,1 allo 0,8%
il governo deve tassativamente presentare all’Europa i suoi
obiettivi di medio termine, ovvero il documento di economia
e finanza (Def) e il programma
nazionale delle riforme (Pnr).
«Se non scriviamo nero su
bianco gli obiettivi triennali
della revisione della spesa
Bruxelles non dirà mai sì al fi-

nanziamento degli sgravi con
coperture diverse», ammette
una fonte di governo che chiede di non essere citata. Fra le
ipotesi c’è quella di computare
i risparmi dalla minore spesa
per interessi dovuta al calo
dello spread, oppure parte dei
proventi che verranno dal
rientro dei capitali all’estero.
Quanto più il governo vorrà ottenere in flessibilità sul rispetto dei vincoli europei, tanto più
dovrà risultare convincente
sugli obiettivi di rigore nel medio periodo. Per questo il viceministro Enrico Morando sta
cercando di convincere Renzi
e Padoan a scrivere nero su
bianco nel Def che d’ora in poi
le nuove spese dovranno essere coperte solo da corrispondenti riduzioni di spesa. Un
vincolo che per quest’anno
avrebbe valore politico, mentre dal prossimo, in applicazione del fiscal compact, diventerà un vincolo giuridico. «In

AGF

Il ministro dell’Economia, Carlo Padoan

ogni caso non seguiremo la
strada scelta dalla Francia»,
sottolinea la fonte anonima del
governo. «Non è nostra intenzione chiedere deroghe sul deficit, semmai sul percorso di
rientro del debito secondo lo
schema del fiscal compact». Il
3,1% del deficit «non lo faremo.
Punto», conferma Renzi ospite di Lilli Gruber.
Il premier ieri ha avuto una
lunga riunione a Palazzo Chigi
con Padoan per definire i dettagli del documento. Una delle
decisioni più importanti da

prendere è dove fissare l’asticella della crescita di quest’anno. I documenti ufficiali del governo Letta stimano ancora un
prodotto positivo dell'1,1%,
molto di più dello 0,6-0,7% ipotizzato da tutti gli organismi
internazionali. È ormai deciso
che sarà indicato lo 0,8%. Gli
altri due provvedimenti che il
governo sta mettendo a punto
e che arriveranno prima della
riforma fiscale sono quelli che
puntano ad accelerare il pagamento degli arretrati della
pubblica amministrazione e il

taglia-bollette al quale sta lavorando Federica Guidi. In entrambi i casi ci sono resistenze
da superare: per il primo restano da definire diversi punti
con le banche, l’altro deve fare
i conti con le resistenze dei
produttori di energia rinnovabile, i quali dovranno accettare
una riduzione lineare di almeno il 10% di quanto avuto finora, l’unica via per ottenere una
riduzione della bolletta almeno per le imprese, tuttora la
più alta d’Europa.
Twitter @alexbarbera

Udienza

Retroscena
UGO MAGRI
ROMA

er ricevere conferma che (almeno nell’immediato) il Cavaliere non farà scherzi, e in particolare eviterà di rovesciare il tavolo
delle riforme, Renzi ha dovuto attendere l’ora di pranzo, quando da lui si
sono presentati in coppia Verdini e
Gianni Letta nella loro veste di carabinieri berlusconiani. I due a loro volta erano reduci da un faticosissimo
colloquio col «principale», e insomma recavano al premier notizie fresche. Le notizie sono sinteticamente
queste: il treno delle riforme procede, sebbene la sera prima Berlusconi
fosse sceso dal Colle «incavolato come un picchio» (rivela fonte superattendibile).
Napolitano era stato ad ascoltare i
suoi sfoghi sulla condanna ingiusta,

P

REFERENDUM CONFERMATIVO

Le riforme del governo
hanno i numeri per passare
anche senza i voti di Forza Italia
sulla pena che mortifica un uomo di
Stato, sull’umiliazione di essere affidato ai servizi sociali eccetera, senza
minimamente battere ciglio. «Un
muro di gomma», è come Silvio ha
raccontato poi l’atteggiamento del
Presidente. Non che Berlusconi gli
abbia chiesto espressamente la grazia: pare si sia limitato a rivendicare i
propri meriti passati presenti e futuri, sottintendendo che andrebbero
contraccambiati con un atto di altrettanta generosità nei suoi confronti (e chi vuole intendere, intenda). Però Napolitano non gli ha dato
corda, consigliandogli al massimo
quello che già aveva suggerito pubblicamente lo scorso anno, cioè di di-

Il 10 aprile
ci sarà l’udienza
per decidere
del futuro di Silvio
Berlusconi
I giudici
dovranno
decidere
se affidarlo
ai sevizi sociali
o infliggergli
gli arresti
domiciliari

MATTIA
FELTRI
ncredibile caso in
Australia. La Corte
suprema ha deciso sulla
stupefacente vicenda di
Norrie May Welby, che oggi
vive a Sidney. Norrie era nato
bambino e come tale
registrato all’anagrafe.
Cresciuto, e non sentendosi
un uomo, si sottopose a un
intervento e divenne donna.
Non pienamente soddisfatta
della nuova identità, sospese
le cure ormonali e oggi è un
ibrido. La Corte suprema ha
dunque deciso che non sarà
né maschio né femmina ma
alfaniano.

I

PIERPAOLO SCAVUZZO/
AGF

Berlusconi non fa saltare il banco
Prevale il realismo di Verdini e Letta
Dopo l’incontro con Napolitano era tentato di non rispettare gli accordi col premier
staccarsi dalla vita pubblica e di
comportarsi con grande sobrietà, in
modo da creare le condizioni per un
eventuale provvedimento di clemenza che comunque, questo è sicuro,
non potrebbe maturare nelle prossime ore. «Ne mancano le condizioni
politiche», è stato il succo della riflessione presidenziale.
Dunque Berlusconi sulle prime
non l’ha presa bene. Tanto che ieri
mattina s’è fatto vivo con un autorevole senatore del suo partito per
spingerlo a infilare qualche bastone
tra le ruote delle riforme, in partico-

lare a quella del Senato, dove oltre gio, si sono precipitati tra gli altri il
metà del gruppo forzista è pronto a consigliere politico Toti, l’avvocato
firmare una proposta di Minzolini Ghedini, più i due che avevano già da
che fa a pugni con quella governati- giorni appuntamento con Renzi e
va. La notte aveva
volevano sapere
ingigantito gli inI SONDAGGI «che si fa? andiamo
cubi di Berlusconi,
non andiamo a PaIndicano il partito sotto olazzo
«non ho chiuso ocChigi?». Gli
il 20%. «Succede perché hanno fatto notare
chio» s’è confidato
non posso andare in tv» che, mandando alverso mezzogiorno con un amico: e
l’aria le riforme, il
non si sa se sia stata colpa del collo- primo a rimetterci sarebbe stato lui
quio «duro e sincero» con Napolita- dal momento che Renzi avrebbe
no, oppure di un ginocchio doloran- marciato lo stesso con una maggiote. Finché da lui, subdorando il peg- ranza risicata, per farsi poi approva-

re la nuova Costituzione a furor di
popolo tramite un referendum confermativo. E così, finalmente, la ragione ha preso il sopravvento sulla
«pancia» del Cavaliere. «D’accordo,
andate pure da Renzi a trattare sul
Senato e sul resto», ha detto sospirando a Letta e a Verdini.
Intanto i sondaggi di Forza Italia
precipitano sotto il 20 per cento. «Lo
so, e dipende dal fatto che io non posso andare in televisione a sfogarmi»,
è la spiegazione offerta a un visitatore allibito, «ma mandarci altri è inutile, tanto che stiamo come stiamo...».

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

La battaglia in Europa
è per cambiare le regole
non per sforare il 3%

Non avrei alcun problema
a incontrare Berlusconi
ma non è in programma

Renzi ostenta sicurezza
“Forza Italia voterà le riforme”
E avverte gli oppositori: se vado a casa io, ci vanno anche loro

Retroscena
FABIO MARTINI
ROMA

Le nomine pubbliche si
fanno in base ai progetti
non tirando i nomi a caso
Certo, anche ieri sera Renzi non ha
voluto dire quali saranno le coperture in
grado di garantire busta paga più pesanti. Il presidente del Consiglio si è limitato ad annunciare: «Martedì prossimo presenteremo il Def, il 15 o il 16 aprile
ci sarà il Consiglio dei ministri per
sbloccare i denari che servono per il taglio dell’Irpef». Renzi ha detto poco di
più, segno che ancora non è stata trovata la “quadra”: «Per il taglio dell’Irpef, la
stragrande maggioranza dei denari verrà dalla cosiddetta revisione della spesa». In compenso Renzi è visibilmente
infastidito dalla fronda che continua a
circondare le sue riforme, tanto è vero
che ha liquidato con un certo sprezzo il
disegno di legge di riforma del Senato
presentato da 22 senatori del Pd, che diL’AZIONE DELL’ESECUTIVO

«Oggi abbiamo abolito 3mila
politici. Si viaggia come
un rullo compressore»

na volta ancora ci ha pensato Denis Verdini, che
per Matteo Renzi ha un
debole, a rassicurare il
presidente del Consiglio:
tranquillo - gli ha detto a tu per tu perché Silvio Berlusconi non ha alcuna intenzione di rompere. I due, oramai vecchi amici, si sono incontrati a
palazzo Chigi e alla fine Renzi ne ha
tratto una doppia convinzione: i movimenti di “truppe nemiche” sul fronte
di palazzo Madama - decine di senato-

U

ELEZIONI EUROPEE

«Se Grillo prenderà un voto
più di me non mi dimetterò
E perché dovrei farlo?»
ri riottosi del Pd e di Forza Italia - vanno scrutati con la massima attenzione,
ma gli stati maggiori - ecco il punto non hanno alcuna intenzione di far
naufragare il progetto di riforma del
Senato, il cardine sul quale Renzi ha
collocato tutto il suo “castello” riformatore.
E così ieri sera, quando si è presentato negli studi de “la7” per essere intervistato in diretta da Lilli Gruber,
Matteo Renzi ha potuto annunciare la

il caso
MATTIA FELTRI
ROMA

uecentonovantadue minuti e
30 secondi, e cioè 4 ore e 52
minuti e mezzo ogni santo
giorno: tanto trascorre in tivù Matteo Renzi. I dati sono stati elaborati
per la Stampa da Geca Italia (laboratorio di indagine sulla comunicazione audiovisiva) nel periodo intercorso fra lunedì 17 marzo e lunedì 31 dello stesso mese. Quattordici giorni
lungo i quali il premier ha galoppato
in sella al suo personalissimo telecomando, passando di canale in rete, di
tigì in talk. L’elenco che segue non è
ozioso ma reale: Rai uno, Rai due, Rai

D

VELARDI

«Operazione buona
Adesso è in luna di miele
con gli italiani»
tre, Rai News, Canale 5, Rete 4, Italia
1, TgCom24, La7, La7d, Mtv, Cielo,
SkyTg24, DeejayTv, LafRtv. Non c’è
emittente che non abbia diffuso il
volto e le parole del presidente del
Consiglio per un totale, sulle due settimane, di 68 ore, 15 minuti e 56 secondi. Lui è anche parzialmente innocente, e infatti di queste 68 ore eccetera, 51 se le portano via i telegiornali, con i servizi con e su Renzi.
Quindi anche suo malgrado. Infatti al
tg Renzi ha parlato (o lo si è sentito
parlare) per 21 ore, quasi 22, mentre
nelle restanti 29 sono stati i giornalisti a parlare di lui.
C’è un ultimo dato che forse meglio

Denis Verdini con il premier Matteo Renzi alla Camera

lieta novella: «Denis Verdini non mi ha
detto che Berlusconi è preoccupato,
spero che FI resti nell’accordo e sono
convinto che voterà la riforma del Senato, del Titolo V e l’abolizione del Cnel». E
così, il 3 aprile ha finito per diventare un
giorno di festa per il governo: in tv Renzi, come di consueto, si è vivacemente
complimentato con sé stesso («Si viaggia come un rullo compressore»), ma lo
ha fatto in una giornata propizia: in Par-

29

lamento è stato dato il via libero definitivo alla cancellazione dei consiglieri provinciali («Oggi abbiamo abolito tremila
politici!»), si è capito che l’incontro di
due giorni fa di Berlusconi col Capo dello Stato non prelude ad un voltafaccia
del Cavaliere ed è sempre più vicino il
varo del Def e del provvedimento che
darà il via libera all’aumento delle buste
paga per i lavoratori dipendenti con
un’Irpef sotto i 25.000 euro.

39

ore in video

ore di servizi

Dal 17 al 31 marzo
il premier ha superato
le 29 ore di interventi
diretti in televisione

Nello stesso periodo sulle
principali televisioni
si è parlato di Renzi
per più di 39 ore

Operazione “occupy tv”
Il premier imperversa
su tutti i teleschermi
Compare in video quasi 5 ore al giorno

Matteo Renzi con Lilli Gruber

di tutti esprime la straordinaria attrazione che la telecamera esercita sul capo del governo, che in quattordici giorni ha trascorso 17 ore e 15 minuti in talk
show, il che significa l’ospitata a Otto e
mezzo come ieri sera oppure l’intervista registrata per Ballarò. Cioè si tratta
di presenze non occasionali né rubacchiate per strada o al tal convegno. E
vuol dire, soprattutto, che Renzi si concede in rilassatezza per oltre un’ora al
giorno, inclusi i giorni in cui riceve Barack Obama o va a trovare Angela Merkel a Berlino. Diciassette ore che sommate alle quasi 22 in cui ha parlato nei
telegiornali fanno la cifra sbalorditiva
di 39 ore dal 17 al 31 marzo: Renzi ci

Primo Piano .3

.

verge significativamente da quello del
governo: «Quel ddl - ha detto il presidente del Consiglio - non ha alcuna chance
di passare né al Senato né alla Camera».
Si può presentare il provvedimento più
interessante ma se non si hanno voti
non passa». E, con un tono poco amichevole, ha avvertito i suoi oppositori: «A
quelli che dicono “vediamo se ce la fa”,
dico con chiarezza: io vado a casa, perché mi sono impegnato a farlo, ma secondo me vanno a casa anche loro». Una
battuta anche per Stefano Rodotà che,
assieme ad altri, ha visto nel progetto
renziano una deriva autoritaria: «Lui,
29 anni fa, propugnava l’abolizione del
Senato, però si cambia idea, basta dirlo
e comunque le mie idee non sono autoritarie perché lo dice Rodotà». Per Berlusconi solo elogi: «Lui ha fatto una scelta
molto importante, quella di stare al tavolo delle riforme e accetta che le regole
del gioco siano scritte insieme». All’amministratore delegato dell’Eni Paolo
Scaroni che ha contestato il criterio di
onorabilità tra i requisiti per le imminenti nomine, Renzi ha risposto così: «È
vero, quel criterio non c’è negli altri paesi, ma abbiamo ragione noi a volerlo».

parla dal teleschermo per due ore e tre
quarti (circa) ogni giorno.
È una strategia precisa, dice il direttore del tg de La7, Enrico Mentana:
«Non è una scelta bislacca, Renzi è il
propagandista unico del suo esecutivo.
Lo si evince dalla formazione del governo stesso, in cui lui è il terminale indiscusso. Non esistono, mediaticamente,
le Madia o i Padoan o i Poletti e le Mogherini. Esiste soltanto lui». Un altro
che di queste dinamiche ci capisce,
Claudio Velardi (per i pochi che non lo
sapessero è esperto di comunicazione
e fu consigliere di Massimo D’Alema a
Palazzo Chigi) sostiene che l’operazione occupy tv è indiscutibilmente buona:
«Matteo è in luna di miele con gli italiani per cui questa sovraesposizione è ottima. Del resto lui ha un obiettivo specifico, e cioè conquistare i voti del grillismo debole e pure quelli di Forza Italia
in parziale fuga da un partito sfilacciato». Più sta sullo schermo è meglio è,
insiste Velardi, perché non è vero che
«quelle di Renzi sono soltanto promesse, ma anche mezzi risultati. Mezza
legge elettorale, mezza abolizione delle
province e, se il bicameralismo paritario non esistesse più, come lui predica,
sarebbero riforme già portate in fondo.
Lui queste cose deve andarle a dire, e
gli farà soltanto bene». È un punto su
cui Mentana non dissente: «Dice in
continuazione che sulle riforme si gioca la faccia e l’osso del collo. Quindi fino
al 25 maggio (giorno in cui si vota per le
Europee, ndr) non si scollerà dalle telecamere. E poi fa pure share, perché la
gente ha capito che è Renzi che conta».
Saranno quindi cinquanta giorni di furore dell’etere, e qui siamo in gradi di
anticiparvi che Renzi ha in programma
un’improvvisata (sorpresa rovinata, ci
spiace) al Gazebo di Diego Bianchi, cioè
Zoro. Poi, come conclude Velardi, terminate luna di miele e campagna elettorale, «si metterà anche a lavorare».

Taccuino
MARCELLO
SORGI

Il Cavaliere
non ha la forza
per cambiare
le intese
e forti turbolenze che
hanno accompagnato
ieri a Palazzo Madama i primi passi delle riforme - con Forza Italia che ha
rimesso in discussione il
patto del Nazareno e i senatori della minoranza Pd che
hanno portato avanti il loro
progetto alternativo sulla
trasformazione del Senato confermano le incertezze
della vigilia. Dopo un incontro con Denis Verdini e
Gianni Letta, Renzi ha sostenuto che tra i due principali interlocutori sia in corso un tentativo di salvare
l’intesa. Ma se anche il lungo
colloquio di mercoledì sera
tra Berlusconi e Napolitano
doveva servire a calmare le
acque, il giorno dopo la sensazione è quella opposta.
Sul faccia a faccia al Colle
tra il Capo dello Stato e il
leader del centrodestra sono circolate varie versioni,
dopo quella, negativa, diffusasi a tarda sera. Una è la
versione cosiddetta “del
cappello”: il Cavaliere, abbattuto dai foschi presagi
dei suoi legali per la ormai
prossima decisione dei giudici sull’esecuzione della
sua condanna, sarebbe andato a invocare un aiuto che
il Presidente non è in condizione di dargli, o comunque
non può dargli diversamente da quanto aveva detto il
13 agosto dell’anno scorso:
se vuole, presenti la richiesta di grazia, si vedrà se ci
sono le condizioni.
L’altra versione è quella
“del coltello”, secondo la
quale Berlusconi sarebbe
andato a preannunciare a
Napolitano il suo disimpegno dalla partita delle riforme, in conseguenza della
privazione dell’agibilità politica imposta dai magistrati. Le conseguenze verificatesi ieri, sia al Senato, sia a
Palazzo Chigi, sembrerebbero più connesse a quest’atteggiamento, anche se
Verdini e Letta a Palazzo
Chigi sarebbero andati per
tenere aperta la trattativa.
In materia di riforme
condivise tra maggioranza e
opposizione, Berlusconi, si
sa, non è nuovo a ripensamenti. Il più clamoroso, ai
tempi della Bicamerale
D’Alema, fu quello che fece
saltare il cosiddetto “patto
della crostata”, siglato in
una notte a casa Letta e
smentito il giorno dopo. Era
esattamente sedici anni fa:
ma è da vedere se Berlusconi, nelle condizioni in cui si
trova adesso, sia in grado di
decidere una rottura, che
porterebbe all’avvitamento
della legislatura e a nuove
elezioni anticipate.

L

Jena
Renzi
Si stava meglio
quando si stava senza.

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

U

GOVERNO
LE RIFORME

I cartelli

9

260

Metropolitane

Voti favorevoli

Saranno nove le «città
metropolitane» che
assumeranno parte dei
compiti delle province

Con 260 sì, 158 no
e 7 astenuti, è arrivato
il via libera definitivo
della Camera al ddl Delrio

I deputati
grillini hanno
protestato
denunciando
che aumenterà il numero
delle cariche
e mostrando
il numero
dei nuovi
consiglieri
comunali
che verranno
nominati
GIUSEPPE LAMI /ANSA

Passa il ddl Delrio, le province cambiano
L’abolizione solo con la riforma del Titolo V. Contrari Forza Italia, M5S, Lega, Sel e Fratelli d’Italia
ANTONIO PITONI
ROMA

Nella corsa ad orologeria, il
traguardo alla fine è stato
tagliato in tempo. Con 260
sì, 158 no e 7 astenuti, il via
libera definitivo della Camera al ddl Delrio ha scongiurato il rischio di tornare
a votare per il rinnovo di 73
consigli provinciali, 52 a
statuto ordinario e 21 già
commissariati, all’election
day del 25 maggio.
In realtà, il disegno di
legge che porta il nome del
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, non
certifica la morte delle province. Ma ne ridisegna funzioni e competenze in attesa della riforma del Titolo V
della Costituzione, che ne

decreterà la definitiva abolizione.
Un via libera arrivato non
senza momenti di tensione.
Se, d’altra parte, si sono
espresse a favore, compatte,
le forze di maggioranza (Pd,
Nuovo centrodestra, Scelta
civica e Popolari per l’Italia),
hanno invece votato contro
Forza Italia, M5S, Lega, Sel e
Fratelli d’Italia. Un dissenso
che dai banchi di FI, il capogruppo Renato Brunetta ha
manifestato gridando senza
mezzi termini al «golpe».
Con tanto di appello al capo
dello Stato: «Una legge porcata. Napolitano non la promulghi», chiede il presidente
dei deputati azzurri. Perché,
se abbinata alla riforma del
Senato, genera «un obbro-

Retroscena
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

essun «ultimatum», ma stimoli alla «accelerazione»: ai
partiti in fermento dinanzi al
testo di riforma del Senato, il ministro Maria Elena Boschi prova a ricordare la necessità di fare presto,
«c’è una consapevolezza dell’urgenza e della necessità di procedere in
modo spedito». Una consapevolezza che non placa però i tanti mal di
pancia sparsi tra democratici e forzisti riguardo al testo presentato
nei giorni scorsi dal governo.
A inizio settimana, era stata una
lettera-documento firmata da 25 senatori, promossa dal lettiano Francesco Russo, ad accendere i rifletto-

N

brio e una vera e propria
truffa». Motivo? «Le province non spariscono, i costi aumentano e secondo i nostri
calcoli - conclude Brunetta nel nuovo Senato, su 148
componenti, 130-135 sareb-

Brunetta: «È un golpe
Nel nuovo Senato
su 148 componenti
130 saranno comunisti»
bero comunisti». E a proposito di cifre, durante il dibattito, sui banchi del Movimento
5 Stelle spuntano dei cartelli
eloquenti: «+260.932» e
«+5.600». Rispettivamente
corrispondenti, come spiega
Giuseppe D’Ambrosio, al nu-

mero di consiglieri comunali
e assessori in più che saranno nominati per effetto del
ddl Delrio.
È proprio sulle cifre, d’altra parte, che anche il presidente di Fratelli d’Italia,
Giorgia Meloni, condensa in
un tweet tutta la sua ironia:
«Primo vero prodigio di Renzi: finge di abolire le Province
e crea 25mila poltrone in più
supereroe». Accuse respinte
dal Pd, che con il vice segretario Debora Serracchiani
difende il provvedimento:
«Non è un golpe. Sono soddisfatta per l’impegno con cui
il premier Renzi sta portando avanti con decisione il suo
programma di riforme». Ma
senza escludere «emendamenti che migliorino il testo

e contestualmente i rapporti
tra Stato e Regioni».
In attesa dell’abolizione, le
province diventano, intanto,
enti territoriali di area vasta
di secondo grado. E dal 2015,
le città metropolitane prenderanno il loro posto.
Sono in tutto nove: Torino,
Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari,
Reggio Calabria, alle quali si
aggiunge Roma Capitale a
cui è dedicato un capitolo a
parte del provvedimento.
Ad esse si aggiungono le
città metropolitane istituite
conformemente alla loro autonomia speciale dalle regioni Friuli-Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna ossia Trieste,
Palermo, Catania, Messina,
Cagliari. Il consiglio metro-

Sui senatori non più eletti
si salda la fronda di Pd e forzisti
La proposta di 22 compagni di partito del premier non piace a Renzi: “Non passerà”
(i nuovi senatori non devono essere
eletti direttamente né devono percepire indennità, non devono votare
la fiducia al governo né votare il bilancio), «noi ne condividiamo appieno tre, anzi, li superiamo, ma per il
quarto poniamo una questione».
E quel quarto paletto individuato
come un problema dal drappello di

senatori Pd («la democrazia si regge sulla sovranità dei cittadini»,
predica Chiti) è considerato dirimente anche per molti forzisti: i loro successori, anche nella nuova
versione di Palazzo Madama, dovranno essere eletti direttamente.
No, insomma, a un ente di secondo
livello. Anche di questo hanno par-

lato ieri il premier e gli emissari
berlusconiani Denis Verdini e Gianni Letta: ma sul punto resta una fermezza del governo riportata dal ministro per le riforme, che non condivide «le perplessità sulle elezioni di
secondo livello: i consiglieri e i sindaci hanno una legittimazione popolare quando vengono eletti», e co-

«SLOGAN COPIATO»
LE PRESSIONI

politano è l’organo di indirizzo e di controllo, è titolare
dell’iniziativa circa l’elaborazione e le modifiche dello statuto e approva il bilancio
(proposto dal sindaco). Nelle
nuove province il presidente
è eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali della provincia, dura in carica 4 anni,
e deve essere un sindaco.
Sotto di lui ci sono il consiglio
provinciale e l’assemblea dei
sindaci, tutti ricoprono l’incarico a titolo gratuito.
Per il consiglio provinciale
hanno diritto di elettorato attivo e passivo i sindaci e i
consiglieri dei comuni della
provincia. La cessazione dalla carica comunale comporta
la decadenza da consigliere
provinciale.

Manifesti per le Europee
Polemica con Sel

Il ministro Boschi chiede
un’accelerazione della riforma
«È necessario andare avanti»

1 «Ce lo chiede...» e il nome di un

ri sul disagio del Pd chiedendo che
la riforma non fosse un «prendere o
lasciare». Ieri, poi, l’ex ministro e
oggi senatore Vannino Chiti ha presentato una proposta alternativa di
riforma di Palazzo Madama, sottoscritta da ventidue colleghi, un Senato elettivo composto da 106 membri con ripartizione tra le regioni in
base alla popolazione, accompagnato da un dimezzamento dei deputati
(liquidata in serata da Renzi come
una proposta «interessantissima»
ma che «non ha nessuna chance di
passare»).
«Non ci sono da una parte il verbo
e dall’altra gli infedeli», sospira uno
dei firmatari, Massimo Mucchetti;
«non è una controriforma», assicura il promotore Chiti, il fatto è che
dei quattro paletti posti dal premier

militante vero del Pd. Sono giocati
su questo slogan i manifesti del Pd
per le Europee, realizzati dall’agenzia Proforma. Come aveva anticipato Renzi, vuole essere il contrario del
refrain «Ce lo chiede l’Europa» ripetuto in questi anni d’austerity. Cinque persone, uomini e donne di età
diverse, associate ad altrettanti temi
(banda larga, Erasmus, contraffazione alimentare, welfare, energia),
selezionate attraverso un appello
pubblicato sulla Pd community. Ma
lo slogan non ha fatto in tempo a filtrare che subito è insorta Sel, urlando alla copiatura, ricordando lo slogan di un suo candidato «Ce lo chiede l’Italia». «Una polemica sterile tagliano corto dal Pd - abbiamo copiato solo Renzi, che ha sempre detto che non ce lo chiede l’Europa, ce
lo chiedono i nostri figli».
[F.SCH.]

munque ricorda che, «al momento,
non ci sono spazi per il Senato elettivo», senza interrogarsi troppo sui
patemi dei forzisti. «Berlusconi si è
detto d’accordo con il progetto del
governo. Se poi nel gruppo di Fi c’è
chi la pensa diversamente, ne discutano».
Ma c’è anche un altro punto su
cui si insiste tra le fila del partito
dell’ormai ex Cavaliere: invertire il
calendario dell’approvazione, dedicarsi prima all’Italicum e solo dopo
al Senato. Niente da fare, è ancora
una volta la Boschi a chiudere alIL TENTATIVO DI FORZA ITALIA

Invertire il calendario dei lavori
per dedicarsi prima all’Italicum
e solo dopo a Palazzo Madama
l’ipotesi, il calendario resta quello
fissato, cioè prima si manda avanti
il Senato nella nuova versione e poi
ci si occupa di legge elettorale. «Non
tranquillizzano le dichiarazioni del
ministro per le Riforme, che sembra
cambiar idea un giorno sì e l’altro
pure», attacca il capogruppo forzista alla Camera, Brunetta. Tuttavia, insistono da Forza Italia sulle
riforme c’è una «intesa solida che»,
dice la Santanché, «solo il Pd può
mettere a rischio».
In questo incrocio di fibrillazioni
bipartisan, Renzi resta ottimista:
«Il patto reggerà: io sono molto convinto che le riforme promesse andranno avanti».

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Ora abbiamo
una norma perfetta
e veramente utile
a contrastare
lo scambio
tra politica e mafia

Una grande
responsabilità
Il Senato approvi subito
la riforma sul voto di
scambio al di là delle
perplessità restanti

Un grande regalo
alla mafia. Senza
vergogna alcuna
stanno stravolgendo
il 416ter riducendo
la pena già mite

Franco Roberti

Luigi Ciotti

Michele Giarrusso

Procuratore Nazionale
Antimafia

Libera

Senatore
del M5S

Nuove verifiche

Meno risorse
alla Polizia
Alfano frena
ROMA

Voto di scambio
Reato più definito
ma pene più leggere
IlProcuratoreAntimafia:“Benecosi”.Protestegrilline
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

La Camera approva, 310 a 61,
ma modifica il testo e lo rinvia
al Senato. La nuova formulazione sul voto di scambio, insomma, fa un altro passo avanti. Ma per chi era convinto di
votarlo oggi senza modifiche, e
quindi senza ulteriori passaggi,
pare un tradimento bello e buono. Così volano gli insulti, una
volta di più. Il M5S contro tutti.
Secondo i grillini, infatti, «Renzi e Verdini hanno ammazzato
il 416ter. Dopo una lunga e dura
battaglia il governo delle larghe
intese sulla mafia, previo incontro tra capi, ha deciso che lo
scambio politico mafioso non
deve essere punito». Secondo il

Pd, all’opposto, «è norma di
grande rigore, che permetterà
di stroncare qualunque patto
tra politica e mafia». Soddisfatta anche Forza Italia.
Sono state riviste le pene: da
7 a 12 anni, ora si prevede da 4 a
10. Ma il punto che infiamma
davvero gli animi è se nel testo
della legge si debba scrivere
che è punita anche la «disponibilità» del politico verso il mafioso, o solo lo scambio di voti
contro altra utilità. Al Senato,
sulla base di un inedito accordo
M5S-Pd-Sel, la «disponibilità»
era finita nel testo. Alla Camera hanno deciso di toglierla.
Per i grillini non c’è dubbio
alcuno: solo la prima formulazione garantisce una vera lotta

alla mafia. Per dirla con il senatore Mario Giarrusso, «senza
vergogna alcuna stanno stravolgendo il 416ter riducendo la
pena già mite per il voto di
scambio politico-mafioso, ma
soprattutto eliminando la punizione per il politico che si mette
a disposizione della mafia».
Ribatte Donatella Ferranti,
Pd: «La norma che stiamo scrivendo rappresenta un salto di
qualità enorme perché punisce
il politico che accetta voti mafiosi in cambio dell’erogazione
o della semplice promessa di
erogazione di denaro o altra
utilità. Che è esattamente
quanto chiesto dalla campagna
dei Braccialetti bianchi».
A chi grida al tradimento, ri-

GIUSEPPE LAMI//ANSA

sponde anche Anna Rossomando, Pd: «La formulazione
della “disponibilità” è troppo
indeterminata, come ci hanno
segnalato i magistrati stessi.
Chi la difende così focosamente, si accontenterebbe, per così
dire, di avvisi di garanzia e titoli
gridati sui giornali. Noi vogliamo le condanne».
Fuori dal Palazzo, però, l’attesa è forte. L’associazione «Libera» di don Ciotti preme per
una rapida approvazione. «Con
il voto alla Camera - scrive - il
governo e il Parlamento si assumono una grande responsabilità: la riforma è ancora sulla
carta. Il Senato ora approvi subito la riforma sul voto di scambio al di là delle perplessità re-

Le nuove aree di
approvvigionamento
di materie prime
vanno presidiate

ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

L

Ambasciatore, sono tempi di vacche
magre anche per la diplomazia...

«Le risorse del Mae sono state tagliate
del 25%, erano 2,5 miliardi nel 2008,
sono 1,8 miliardi oggi. Pesiamo solo lo
0,2% del bilancio dello Stato: basti pensare che la Francia è all’1,8%, la Germania all’1,15%. Una politica estera efficace, che come ha detto la ministro
Mogherini vuol dire contribuire alla sicurezza e alla stabilità del Paese e tutelare gli interessi nazionali, presuppone
una macchina dotata di adeguate risorse umane e finanziarie. Tuttavia
dobbiamo fare la nostra parte anche
oggi».

stanti, in particolar modo quelle relative alla prevista riduzione delle pene».
In effetti la maggioranza
aveva messo in conto le proteste e quindi ha deciso di cambiare la norma, ma solo sulla
base di un accordo blindato per
cui al Senato la legge si approverà definitivamente nel giro di
una settimana. Si vedrà.
«A questo punto abbiamo
una norma perfetta e veramente utile a contrastare lo scambio tra politica e mafia», commenta Franco Roberti, Procuratore nazionale Antimafia.
«La norma era troppo estesa e
poteva non essere di garanzia
per i cittadini proprio per tale
ampiezza».

Il ministro dell’Interno non è
del tutto soddisfatto dalle risposte ricevute dai prefetti e
dai questori in merito al piano di riorganizzazione dei
presìdi di polizia, perciò ha
fatto chiedere a molti prefetti una risposta supplementare. Con il che, implicitamente, il piano, redatto sull’onda
delle esigenze di spending review, subisce una battuta di
arresto.
Lo rivela Gianni Tonelli,
presidente del sindacato autonomo di polizia-Sap: «Sulla
base delle tantissime interrogazioni parlamentari di
questi giorni - dice - il ministro ha chiesto un approfondimento agli uffici periferici.
Sono coinvolti prefetti, questori, capi della polizia postale, stradale e ferroviaria. A
tutti loro rivolgiamo un appello: che rispondano secondo libertà. È l’occasione di dire chiaramente al vertice del
ministero che questo piano è
sbagliato, illogico e non darà
affatto i risparmi che sono
stati preventivati».
Il piano che il Sap avversa
prevede la chiusura di 11
commissariati, di 50 sezioni
nautiche, e di molte sedi minori della polizia postale,
stradale e ferroviaria. Complessivamente sono 267 i
presìdi in odore di chiusura.

Ha
detto

Intervista

e «feluche» stringeranno un po’
la cinghia, e diversi immobili di
prorietà all’estero verranno venduti. Ieri il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha annunciato (in Parlamento e poi ai sindacati) tagli da 108
milioni nel triennio 2014-2016. «Dobbiamo fare la nostra parte», spiega
l’ambasciatore Elisabetta Belloni, direttore del personale della Farnesina e
stretto collaboratore di Mogherini.

Primo Piano .5

.

La Farnesina chiuderà alcune delle sue sedi all’estero

Giusto guardare agli
italiani nel mondo, ma
certi servizi possono
essere razionalizzati

“Tagli alle sedi e al personale
Così risparmieremo 108 milioni”
Belloni, dirigente della Farnesina, spiega la spending review degli Esteri

cessari e quali invece possono essere dismessi e venduti. I proventi li useremo
per ristrutturare, ammodernare e
“compattare” gli uffici: per esempio a
Vienna (ma ci sono
In che modo risparmierete
RISORSE SVANITE anche altri casi) absedi una rapquesti 108 milio«Nel 2008 potevamo contare biamo
presentanza presso
ni?
su 2,5 miliardi l’anno l’Osce, una presso
«Un risparmio verOra siamo scesi a 1,8» l’Onu, la sede bilaterarà dalla ristrutturazione della rete
le, i consolati, l’istituto
diplomatico-consolare-culturale al- di cultura... possiamo spendere meno in
l’estero, conseguenza del decreto leg- affitti e vendere il superfluo. Poi ci sarà
ge 95 che ci chiede un taglio del perso- un “ritocco sostenibile” dei contributi
nale e di 33 strutture all’estero. Una se- alle organizzazioni internazionali. E inficonda voce sarà un utilizzo razionale ne avremo una revisione del trattamendei nostri immobili all’estero: verifi- to e delle indennità di servizio dei dipencheremo quali sono strettamente ne- denti della Farnesina all’estero».

Un tema spinoso: c’è chi sostiene che i
diplomatici italiani guadagnano il doppio dei colleghi francesi o tedeschi...

così com’è, o va adeguata spostando risorse?

«Va riorientata: certe aree del mondo,
«C’è stata una polemica a mio avviso come i paesi emergenti e le nuove aree di
fuorviante. La verità
approvvigionamento
che la struttura degli
LAVORO DA «RIORIENTARE» delle materie prime,
stipendi, che nel «Dobbiamo esserci nei Paesi vanno assolutamente
complesso sono infepresidiate. La nostra
emergenti, dove la nostra rete è ancora una delriori, è stata finora
attività è più necessaria» le più importanti ed
poco comprensibile
per l’opinione pubbliestese, ma è ancora
ca. Per questo la ministro ha annunciato troppo orientata su logiche da anni ’60.
una riforma che semplificherà e rende- È giusto guardare alle comunità degli
rà leggibili le remunerazioni. Comunque italiani nel mondo, ma certi servizi posnoi non siamo una “casta”, ma professio- sono essere garantiti in modo diverso e
nisti competenti che garantiscono la razionale. E dobbiamo “esserci” in tanti
presenza dell’Italia all’estero».
altri paesi in cui la nostra presenza oggi
Ma la rete diplomatica italiana va bene è più necessaria».

Alfano ha chiesto nuove carte

I prefetti in verità avevano
già dato i loro pareri. Ed erano positivi. Ma la mobilitazione del Sap e degli altri sindacati di polizia, sommata alle proteste di tanti Comuni, e
di tanti parlamentari preoccupati per la sicurezza sul
proprio territorio, secondo
Tonelli sta provocando un
notevole effetto al Viminale.
«Il ministro Alfano, in una
riunione con noi sindacati, ci
aveva garantito che quel piano era solo una bozza e che
avrebbe atteso i pareri dalla
periferia. Noi sappiamo che
questi famosi pareri erano
già stati acquisiti. Però ora la
partita si riapre».
Eppure il Viminale crede
fortemente nella riorganizzazione delle forze di polizia
sul territorio. È al lavoro un
Tavolo interforze tra polizia,
carabinieri e finanza che sta
esaminando le varie sovrapposizioni e cerca soluzioni.
«Occorre rimettere mano a
un’organizzazione - spiega il
viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico - frutto di sedimentazioni successive e non
governate. Non è più tollerabile che ci siano aree con
doppioni e aree troppo scoperte. Così come non possiamo più permetterci di tenere
i commissariati in edifici affittati a caro prezzo e magari
dietro l’angolo c’è vuoto un
immobile sequestrato alla
criminalità».
[FRA. GRI.]

VENERDÌ 4 APRILE 2014 LA STAMPA 6

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Primo Piano .7

.

U

LA CRISI
LE MOSSE DELLA BCE

Draghi: pronti all’acquisto di titoli
L’inflazione bassa spaventa l’Eurotower. Consiglio “unanime” nell’apertura a strumenti non convenzionali
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A FRANCOFORTE

Hanno parlato di nuovo, «ampiamente» di tutto, un tasso
negativo sui depositi per tenere a distanza le banche che vogliono parcheggiare soldi
presso la Bce, una nuova iniezione di liquidità a lungo termine come quella che al culmine della crisi preservò il sistema da una paralisi totale
del credito, un taglio dei tassi
di riferimento dall’attuale
minimo storico di 0,25 punti
base, persino una mossa all’americana, un acquisto
massiccio di titoli privati e
pubblici, il cosiddetto “quantitative easing”. Ma alla fine,
ancora una volta, la Bce ha
deciso di non decidere nulla.

165

lo spread

L’Ocse migliora le stime
sul Pil di Eurolandia
ma avverte:
«I rischi restano»
E quando una giornalista ha
chiesto a Mario Draghi quale
sia la sua opzione preferita,
lui le ha regalato l’unico sorriso della conferenza stampa
per poi ribadire che è il consiglio a decidere, non lui.
I mercati, però, dopo la delusione della riunione di marzo
- niente mosse anche allora hanno festeggiato la caduta
dell’ultimo tabù, la conferma
che nell’armamentario della
banca delle banche dell’eurozona è entrato ufficialmente il
“qe”, cioè un altro bazooka finora sempre osteggiato dalla
Bundesbank. Draghi, poi, ha
letto ben quattro volte uno dei
passaggi centrali del comunicato della riunione, in cui si specifica che «il consiglio è unanime nel suo impegno a usare anche strumenti non convenzionali per scongiurare i rischi di
un periodo troppo prolungato
di bassa inflazione».
Il numero uno dell’Eurotower ha anche ribadito che i

cile, fanno sapere a microfoni
spenti dall’Eurotower, scegliere la tipologia di bond da comprare. E in particolare su quelli
di Stato, si sa che le riserve
dei tedeschi, ma anche
di altri Paesi nordici,
sono pesanti. A convincere anche la
Bundesbank a ricredersi sull’acquisto di titoli in
Il differenziale
massa ha contritra i titoli italiani e il bund
buito una dinamiè sceso ai minimi
ca dell’inflazione
da novembre 2010
che continua ad essere peggiore del previsto.
Sono mesi, come ha ammesso anche Draghi ieri, che le stime della Bce si rivelano sempre troppo ottimistiche. E il dato di marzo, che ha rilevato un
andamento dei prezzi al consumo dello 0,5 per cento, è stato
di nuovo, ha detto il numero
uno della Bce, «una genuina
sorpresa». Ma, ha aggiunto,
quest’anno Pasqua cade tardi e
ad aprile c’è da aspettarsi un
rialzo. In ogni caso Draghi insiste: Francoforte è stata continuamente costretta a rivedere
in peggio le previsioni per i
prossimi mesi e anni «perché
ha sottostimato l’andamento
dei prezzi energetici». In particolare, «il 70%» della correzione al ribasso dal 2,7 dei primi
mesi del 2012 ad oggi, «è stato
causato dai prezzi energetici e
Di recente il Fmi è stato generoso
dei beni alimentari».
nell’indicarci cosa dobbiamo fare
Per Richard Barwell di Royal
Mi piacerebbe che lo fosse altrettanto Bank of Scotland si è indebolito
lo scenario di un taglio dei tassi
con le altre banche centrali, magari
a breve anche se, nella geraralla vigilia di una riunione della Fed
chia delle mosse, un aggiustamento sul costo del denaro verMario Draghi
rà sicuramente prima di un
Presidente
eventuale quantitative easing.
della Banca centrale europea
Interessante in particolare un
passaggio dell’analisi di Rbs:
per ora i mercati continueranOcse sulla crescita (sarà del- sul quantitative easing, dopo no a fantasticare sul “qe” ma
l’1% nel 2014 e dell’1,6 nel 2015): che nei giorni scorsi questa op- «col tempo l’attenzione si foca«le turbolenze potrebbero tor- zione era stata menzionata lizzerà sul fatto che il consiglio
nare». Ma tornando alla Bce: esplicitamente da Jens Weid- non ha tagliato i tassi». Seconprimo, «resta vigile e pronta ad mann. Ma da qui ad attivarla do BnpParibas il via libera agli
agire». Secondo, forse non è un subito, naturalmente, ce ne acquisti dei titoli è probabile
caso la grande enfasi proprio passa. Anche perché non è fa- «nella seconda metà dell’anno».

La polemica: non prendiamo lezioni da Washington

CHARLES
PLATIAU/REUTERS

Per centrare l’obiettivo della stabilità
dei prezzi nell’Eurozona
sono necessari un maggiore
allentamento monetario
e anche misure straordinarie
Christine Lagarde
direttore generale
del Fondo monetario internazionale

segnali di ripresa sono «confermati», anche se sono soggetti a «rischi al ribasso». Un
allarme simile è giunto anche
dal rapporto sull’eurozona diffuso ieri dall’Ocse. Il recupero
è minacciato dalla «situazione

politica incerta, da tensioni sociali e dall sfide ancora notevoli
che alcuni governi hanno davanti sui conti pubblici». In sostanza non bisogna farsi ingannare dall’attuale calma dei
mercati e neppure dalle stime

Domande&risposte: la deflazione
FRANCESCO SPINI
MILANO

Che cosa è la deflazione?

È l’esatto contrario dell’inflazione. Anziché salire, i prezzi
scendono.
Si direbbe che è un fatto
positivo per chi fa la spesa
tutti i giorni. È così?

Sulle prime la deflazione potrebbe sorprendere positivamente chi va al supermercato, in quanto mese dopo mese
si trova a pagare di meno la
spesa. Ma le conseguenze sono pesanti. Le aziende produttrici si ritrovano con ricavi
e redditività in calo. Il rischio
è che reagiscano tagliando
produzione e occupazione.
Dunque i salari. Così anche se
le famiglie pagano meno la
spesa alla lunga si possono ritrovare con un reddito inferiore o addirittura senza più
un reddito. Dunque ridurranno ulteriormente gli acquisti.

L’incubo degli economisti
i prezzi scendono
e inchiodano l’economia
Per le famiglie ci sono più svantaggi che vantaggi
Cosa succede nei beni
durevoli, quelli
generalmente più costosi?

Sono quelli che registrano l’impatto immediato negativo più
forte. Dal momento che i prezzi
continuano a scendere, non viene mai il giorno giusto per acquistare. In questo modo i consumi
si bloccano: perché comprare
oggi se domani lo stesso prodotto costerà di meno? Chiaro che
l’effetto sui conti delle società è
ancora più veloce che nei beni di
largo consumo, i ricavi scendono, il mercato si ingessa.

Che cosa capita a chi ha un
debito?

lia, ha un debito pari al 130% del
prodotto interno lordo», dice
l’economista dell’Università di
Parma Francesco Daveri. Mentre il calo dei prezzi può portare
a una prolungata stagnazione
economica - come avvenuto in
Giappone - una delle soluzioni è
stimolare l’economia attraverso la mano pubblica, con politiche espansive della domanda.

Lo stesso accade al debito
degli Stati?

È un rimedio efficace?

In termini reali l’indebitamento
aumenta. Mettiamola così: se
ho un debito che è pari a 100 e
una carota vale 1, il mio debito
equivale a 100 carote. Ma se la
carota arriva a valere 0,5, allora
il mio debito raddoppia: per pagarlo dovrò rinunciare a più carote del previsto.

«Combattere la deflazione è più
complicato per chi, come l’Ita-

Non del tutto, perché «l’utilizzo di politiche fiscali espansive spesso non si traduce in

maggiori consumi», avverte
Daveri. Sovente, anziché
spendere tali soldi, le persone
tendono a risparmiare, non
sapendo fino a quando il fenomeno si protrarrà, con un ulteriore avvitamento dei consumi e, nel contempo, un considerevole aumento del debito
pubblico.

calo ma alla lunga subiscono la
stagnazione dell’economia e la
caduta dei profitti. Discorso
diverso per le obbligazioni: gli
investitori, in quanto creditori,
possono godere di rendimenti
reali più elevati oltre ad apprezzamenti in conto capitale
con ulteriori cali dei tassi di interesse.

Cosa ci si può aspettare su
quest’ultimo versante?

È vero che la Bce ha poche
armi da opporre alla
deflazione?

Secondo un’analisi condotta
dal Telegraph, da settembre i
prezzi sono scesi mediamente
dell’1,5% in Europa e del 5,6% in
Italia. Una tendenza che, secondo il quotidiano britannico,
entro il 2018 potrebbe far innalzare gli indicatori di debito del
10% in Francia, del 15% in Italia
e del 24% in Spagna.
Cosa succede invece per gli
investimenti?

In un clima di deflazione le
Borse beneficiano dei tassi in

Se può fare relativamente poco con la leva dei tassi, già vicini allo zero, la Bce può ricorrere a politiche non convenzionali, sulla scia di quanto ha già
fatto l’americana Federal Reserve. Negli ultimi anni mediante l’acquisto di titoli di
Stato (il cosiddetto «quantitative easing»), la Fed ha di fatto
stampato moneta per aumentare la liquidità circolante,
agevolare le banche e stimolare la ripresa.

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

U

MEDITERRANEO
EMERGENZA IN MARE

Asilo politico
In Italia il numero dei
richiedenti è in crescita
esponenziale

43
mila

L’allarme di Alfano
“Ci sono 600 mila
immigrati in arrivo”

Gli immigrati sbarcati
in tutto il 2013 lungo
le coste italiane secondo
i dati del Viminale

11
mila
I migranti arrivati nei
primi tre mesi del 2014
Sono già sette volte
in più che nel 2013

Il ministro dell’Interno: “L’Ue potenzi i controlli”
PAOLO RUSSO
ROMA

A 24 ore di distanza dalla
abrogazione del reato di immigrazione clandestina con il
decreto «svuota carceri» Angelino Alfano lancia l’allarme
sbarchi. Ed è subito bagarre
politica. «Secondo le nostre
informazioni ci sono tra 300 e
600mila persone in attesa di
transitare nel mediterraneo
dall’Africa», rivela parlando a
Palermo il Ministro dell’Interno. Previsioni da mandare
in tilt il nostro già precario sistema di accoglienza, se si
pensa che lo scorso anno gli
sbarchi sono stati in tutto
43mila. E i numeri del Viminale confermano che quest’anno è già boom, con 11mila
approdi solo da gennaio a
marzo, sette volte in più che
nel 2013.
Intanto è subito polemica
politica, con la Lega che attacca le scelte del governo,
Vescovi e terzo settore a difesa della scelta di abrogare
il reato di clandestinità e Sel
che da sinistra accusa Alfano di fare allarmismo preelettorale.
«Arriveranno in Italia flotte di barconi», prefigura Maroni. Ma per Alfano «non è
una questione solo italiana».
«Se non si difende la frontiera non si risolve il problema
degli sbarchi», anche se per il
ministro lo strumento c’è e si
chiama «Frontex». Quel Moloch europeo da 100 milioni di
costi, con una, chissà perché,
lontana sede a Varsavia, composto di 22 aerei, 113 navi e 26
elicotteri, che avrebbe dovuto bloccare gli sbarchi e soccorrere le vittime della nuova
tratta dagli schiavi, ma che fino ad ora ha più che altro imbarcato dirigenti super-stipendiati. Ora Alfano chiede
di potenziarlo, affrettandosi
nello stesso tempo a sollecitare la modifica del trattato di
Dublino, quello in base al quale i migranti sono obbligati a
chiedere asilo nel Paese di approdo. «L’Italia non può essere la prigione di chi arriva nel
nostro Paese ma vuole andare da un’altra parte», ha detto
il leader di Ncd, che dal punto
di osservazione del Viminale
sa bene quale sia diventato
per noi il cuore del problema.
Gli immigrati infatti calano. Il
fatto è che ad aumentare vertiginosamente sono i richiedenti asilo dai Paesi dell’Africa e del Medio oriente in ebollizione. Lo scorso anno solo i
siriani hanno fatto contare
ben 10mila richieste di asilo.
Gente che fugge dalle guerre
e dai paesi arabi in crisi dopo
il fallimento delle «primavere». Persone che nella stragrande maggioranza dei casi,
il 73%, «necessitano di protezione internazionale», secondo il prefetto Riccardo Compagnucci, a capo del diparti-

mento libertà civili degli Interni. Un flusso migratorio di esuli, rispetto al quale l’abrogato
reato di clandestinità non
avrebbe giocato alcun ruolo. E
poi c’è da dire che ad essere
stato cancellato è il reato penale, non l’illecito amministrativo
che comporta l’espulsione. Con
tanto di carcere se per chi rien-

113

tra di nuovo. Insomma nessun
liberi tutti. Anche se Maurizio
Gasparri parla di «situazione
al limite», mentre il coordinatore di Sel, Nicola Fratoiani,
chiede l’abrogazione della Bossi-Fini. Scaramucce di primavera. Prima della bella stagione che, come sempre, porterà
nuovi sbarchi e nuove tragedie.

navi
È il numero di quelle
impegnate nell’operazione
Frontex insieme a 22 aerei
e 26 elicotteri

FILIPPO MONTEFORTE/AFP

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA

Abolito il reato
Agrigento
archivia
16 mila casi
FABIO ALBANESE
AGRIGENTO

Ormai era diventata routine:
ad ogni sbarco di migranti
sulle coste di Lampedusa o
dell’Agrigentino, la procura
della città dei Templi indagava tutti quei disperati appena salvati. Il reato era quello
di clandestinità previsto dalla legge Bossi-Fini. Ora però
la depenalizzazione del reato, appena votata dal Parlamento, rende tutti quei fascicoli carta straccia. Così, la
procura di Agrigento ha deciso di archiviarne ben sedicimila, tutti quelli aperti nel
2013, tanti quanti i disperati
che hanno toccato il suolo siciliano nelle zone di competenza della procura, inchieste peraltro affidate ai pochi
sostituti, sette in un organico
che sulla carta ne conterebbe
tredici. L’annuncio lo ha dato
ieri il procuratore della Repubblica di Agrigento, Renato Di Natale, nel corso di un
convegno dedicato alle politiche sull’immigrazione in Europa che si è tenuto a Palermo. Il magistrato, riferendosi
all’abolizione del reato di
clandestinità, ha parlato di
«giorno memorabile del Parlamento» perchè ciò comporterà «una deflazione del carico giudiziario di tutti gli uffici». «Terremo presenti i migranti come testimoni ma
non ha senso colpire loro, artefici di alcun crimine e finora penalizzati da una normativa che mirava solo all’espulsione», ha aggiunto. Secondo
Di Natale, la depenalizzazione «sicuramente avrà l’effetto di ridurre le spese e consentirà di fare una migliore
lotta agli scafisti, perché fino
ad adesso un migrante irregolare era indagato di reato
connesso e, quindi, veniva interrogato con l’assistenza di
un difensore; questo rendeva
più difficoltose le indagini nei
confronti degli scafisti e dei
trafficanti di migranti».

R

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Primo Piano .9

.

U

GLI ARRESTI

Cosa
hanno
detto

POLITICA E CAMORRA

Si sono mangiati
il sangue della gente
Non hanno avuto
pietà di nessuno
Sono passati sopra
a tutto e a tutti

A Napoli
Nicola
Cosentino
(al centro con
gli occhiali)
in una foto
scattata
domenica
scorsa alla
presentazione
della lista Forza
Campania
all’hotel Romeo
di Napoli
A sinistra
i carabinieri
ieri sotto la casa
del politico
a Caserta

Luigi Gallo, una delle vittime

Dove ci vuole la politica
c’è mio fratello Nicola
Dove ci vogliono i soldi
ci sono io
e dove ci vuole la forza
c’è pure la forza
Giovanni Cosentino

In cella Cosentino e fratelli
“Sono i referenti dei Casalesi”
Estorsioni e concorrenza sleale: 13 in manette, compreso un ex prefetto
GUIDO RUOTOLO
NAPOLI

Nick ’o mericano è tornato in
carcere, con i fratelli Giovanni
e Antonio. Stop. Lui stesso sapeva da tempo che senza l’ombrello dell’immunità parlamentare il suo destino sarebbe stato quello di ritrovarsi in
una cella. E in questi mesi ha

In duecento pagine
di ordinanza tutti
i legami tra la politica
e le famiglie mafiose
cercato una sponda a Palazzo
Grazioli, ha accarezzato l’idea
di tornare in campo con una
candidatura prestigiosa alle
Europee. Ma si è ritrovato isolato e addirittura rinnegato
dal suo referente politico, Silvio Berlusconi. Costretto così
a dar vita a un suo gruppo di
pressione, Forza Campania.
Nicola Cosentino, a rimettere nella giusta prospettiva
tutti gli elementi di quel caleidoscopio che è Gomorra - un
po’ realtà, un po’ letteratura,

un po’ vicenda giudiziaria - alla
fine è solo uno dei fratelli di una
potente famiglia di provincia, i
Cosentino.
«Il più diabolico dei fratelli è
Giovanni» (dixit uno dei protagonisti di Gomorra, Antonio
Zagaria oggi pentito). Eh già, la
famiglia. Mozzafiato la lettura
degli atti dell’inchiesta dei pm
antimafia napoletani Antonello
Ardituro, Francesco Curcio e
Fabrizio Vanorio. Tredici misure cautelari in carcere, diversi
indagati (c’è anche l’ex prefetto
di Caserta premiata per la fedeltà al Cosentino con un seggio in Parlamento) per estorsione, concorrenza sleale aggravata dalla finalità camorristica.
C’è un brano del racconto
della vittima principale della famiglia Cosentino, Luigi Gallo,
imprenditore - neppure lui uno
stinco di santo (scrive il gip:
«Non è uno sprovveduto, ha
buoni legami con Giuseppe Papa, capozona di Sparanise») che spiega bene lo scenario. Intercettato mentre parla con un
amico, Gallo si sfoga: «Si sono
mangiati il sangue della gente,
non hanno avuto pietà di nessu-

Retroscena
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

ick ’o mericano in carcere e i
suoi fedelissimi continuano la
lotta in suo nome. Come dice
Paola Raia, «l’affetto, l’amicizia e la stima politica per Nicola non muoiono e
non moriranno mai»». Ci mancherebbe. Raia è la pasionaria capogruppo
alla Regione di Forza Campania (sette
consiglieri), di quella scheggia (impazzita?) di Forza Italia nata dopo l’emarginazione della vecchia guardia (Cosentino, appunto, e di personaggi come Amedeo Labocetta, l’ex deputato
che impedì alle Fiamme Gialle di sequestrare il computer di Francesco
Corallo nell’ambito dell’inchiesta Atlantis: il computer venne poi consegnato ripulito). Labocetta divenne coordinatore del Pdl a Napoli e solo dopo
un po’ di tempo messo alla porta senza
tante spiegazioni. Così Amedeo ha se-

N

no. Sono passati sopra a tutto e
a tutti. La cosa più eclatante
l’ha fatta il fratello onorevole.
Manda a chiamare uno: tu vedi
come devi fare, ferma a Gennaro Pinto sennò ti stronco la carriera...».
Si dovrebbe fare una lunga
premessa. Gallo alla fine degli
anni Novanta decide di voler

Controllavano i tecnici
che bloccavano
le licenze del distributore
di benzina dei concorrenti
aprire un distributore di carburanti sull’asse mediano che collega Nola a Villa Literno con
annesso bar e albergo. La famiglia Cosentino di Casal di Principe, nella provincia di Gomorra, ha nei fatti il monopolio della distribuzione di carburante e
metano. E si mette di traverso
per neutralizzare l’iniziativa
imprenditoriale di Gallo. Mobilitando uffici tecnici comunali e
della Regione. Facendo bloccare la licenza e i lavori di quella
stazione di rifornimento e

aprendone una a sua volta, a
pochi metri di distanza.
«Ricordo - mette a verbale
l’imprenditore - che nel primo
incontro con Giovanni Cosentino, che se non erro avvenne in
un bar di Aversa, egli mi porse la
mano in segno di saluto ed io gli
chiesi il perché di tanta cattiveria nei miei confronti. Egli mi rispose dicendo testualmente:
“Chi ha più forza, quello spara” e
poi, nel discorso mi colpì la frase, per me molto pesante, in cui
il Giovanni, sostenendo la propria battuta di esordio, affermò:
“Dove ci vuole la politica c’è mio
fratello Nicola; dove ci vogliono i
soldi ci sto io e dove ci vuole la
forza c’è pure la forza”».
Il padre dei fratelli Cosentino, si racconta, fece fortuna ai
tempi degli americani, con il
mercato nero del petrolio. Oggi
la famiglia dei “Soprano’s” di
Terra del Lavoro è un clan tra i
clan, che ha dalla sua la forza
imprenditoriale, le relazioni sociali e politiche. E che quando
ha avuto bisogno, come in questo caso, di convincere un concorrente a desistere, ha fatto intervenire l’ala militare del siste-

Le tappe
Dalgoverno
alcarcere

12/05/2008
Sottosegretario
1 Cosentino è nomina-

to Sottosegretario all’Economia e alle Finanze del 4°
governo Berlusconi. A settembre è accusato di riciclaggio di rifiuti tossici. Il
mandato d’arresto viene
negato dalla Giunta per le
autorizzazioni a procedere della Camera.

14/07/2010
Le dimissioni
1 Dopo un incontro

con Berlusconi, Cosentino, coinvolto nell’inchiesta sulla P3, si dimette da
sottosegretario all’Economia: «Voglio potermi
completamente dedicare
alla vita del Pdl, particolarmente in Campania».

15/03/2013
Il primo arresto
1 Cosentino, ex coordi-

natore regionale del Pdl e
deputato uscente, si costituisce il 15 marzo del 2013.
E’ accusato di concorso
esterno in associazione camorristica, reimpiego di
capitali e corruzione aggravati. Scarcerato il 26 luglio, va ai domiciliari fino
all’8 novembre.

I fedelissimi di Nick o’mericano
“Svuoteremo lo stesso Forza Italia”
La pasionaria Raia: “Ci mancheranno i suoi consigli”

Silvio Berlusconi con Nicola Cosentino

guito Nick che pochi giorni fa ha fondato Forza Campania. Anche perché, nel
frattempo, Berlusconi aveva nominato
Domenico De Siano, voluto dalla sua fidanzata Francesca Pascale, coordinatore regionale di Forza Italia. Denis Verdini ha cercato di difendere Cosentino e i
vecchi amici campani presso il Cavaliere, ma ha perso la battaglia. E cosa fa
l’ex assistente personale di Denis, la
consigliera regionale Luciana Scalzi?
Migra nel gruppo di Forza Campania
che proprio l’altro ieri ha stretto un’inedita alleanza con il Pd per eleggere alla
presidenza del Corecom la piddina Ilaria Perrelli. Uno schiaffo pesantissimo a
De Siano, ma soprattutto al presidente
della Regione Stefano Caldoro: il vero

nemico giurato che non li vuole in giunta e nelle decisioni che contano. È Caldoro, oltre a Mara Carfagna, la bestia
nera. Al punto che a dicembre i «cosentiniani» non gli votano il bilancio regioLE STRATEGIE

L’autore de Il Casalese
«Cercheranno l’alleanza con
De Luca che sarà silurato dal Pd»
nale. E per le amministrative e le Europee di maggio promettono guerra.
L’obiettivo principale però sono le regionali del prossimo anno dove Nick,
Raia e Scalzi (chez Verdini?) promettono di svuotare Forza Italia. «Scommet-

ma Gomorra, i fratelli Zagaria.
A verbale della inchiesta c’•
la deposizione di un sindaco
molto chiacchierato di Villa di
Briano, che messo alle strette è
costretto a confermare la richiesta di Nicola Cosentino di
far fuori un tecnico comunale
che non voleva assecondare il
progetto dei Cosentino di ostacolare Gallo. «In Prefettura Nicola Cosentino mi disse: “Tu
devi allontare il tecnico comunale Nicola Magliulo... Che mi
sta dando fastidio. Se mi fai
questo piacere ti sarò riconoscente, posso anche darti una
mano politicamente».
Più di duecento pagine di
carte giudiziarie confermano
che Gomorra è insieme politica
e camorra. Dove i Casalesi hanno i loro rappresentanti nei
consigli e nelle burocrazie comunali, la politica forte sa di poter trovare una intesa con gli
Schiavone, Zagaria e le altre famiglie. Il potere politico trovandosi comunque su un gradino
superiore.
Nicola Cosentino si è sempre
difeso negando di aver incontrato in politica e negli affari la camorra. Aveva paura di guardarsi dentro. Negava a se stesso le
relazioni parentali dei suoi fratelli con boss e famiglie di camorra. Scrive il gip: «Il peso di
Nicola Cosentino nella vicenda
non è solo quello politico, bensì
anche quello di un referente del
clan dei Casalesi all’epoca dei
fatti. Nel periodo in cui non era
in carcere, dal giugno del 2013 al
gennaio del 2014, Cosentino ha
avuto ben 6.147 telefonate e
4.656 sms tra gli altri con amministratori locali e politici coinvolti in altra parallela indagine».

to che Forza Campania alle regionali
stringerà un’alleanza con l’ex sindaco di
Salerno ed ex sottosegretario De Luca
che non verrà candidato alla presidenza
della Regione dal Pd, vendicandosi»,
spiega il giornalista Massimo Amato
che, insieme ad altri, ha scritto un libro
«Il Casalese» in cui Nick e famiglia sono
ampiamente protagonisti.
Odio, vendetta, voglia di rivincita,
Berlusconi è intervenuto senza riuscire
a cavare un ragno dal buco, senza che
Verdini gli abbia dato un dito della mano
sinistra. Ma quanto conta Forza Campania in questa Regione ora che il leader
occulto è in carcere? «Tanto: ognuno dei
sette consiglieri ha un bel pacchetto di
voti: secondo me il 20% del 35% di Forza
Italia», sostiene Amato. «Lo vedremo
nelle urne», dice sibillina Paola Raia.
«Sicuramente le divisioni fanno malissimo a Forza Italia, che prima era un partito inclusivo, dove c’era dialogo. Ora chi
sta antipatico viene buttato fuori. Noi
dobbiamo salvare la dignità e risponde
alla rabbia che c’è nella società. Ci mancheranno i consigli di Nicola, che ha
sempre voluto stare un passo indietro,
ma saremo noi ad andare avanti». Al
grido Nick ’o mericano libero.

VENERDÌ 4 APRILE 2014 LA STAMPA 10

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Primo Piano .11

.

U

INDIPENDENTISMO
IL CASO VENETO
Sequestro
Il tanko
degli indipendentisti
veneti
trovato in
un capannone a Casale
di Scodosia
sequestrato
e portato
via dai
carabinieri
del Ros
FILIPPO VENEZIA/
ANSA

Nel paese del tanko
“Ma quale rivoluzione
sono dei bravi tosi”
L’ex onorevole in cella: “I pm hanno frainteso”
FABIO POLETTI
INVIATO A CASALE DI SCODOSIA

A guardarla da qui, questa
storia del tanko, della secessione e dell’insurrezione armata di trattore sembra una
barzelletta. Cristian Contin,
che nel ’97 era sul campanile
di San Marco, adesso difende
lo zio Flavio agli arresti domiciliari: «È tutta una montatura... Non c’è niente di grave
dal punto di vista penale. Ma
gli ideali sono ideali, “ostrega”...». Casale di Scodosia,
cinquemila abitanti e troppi
giornalisti, vive con malcelato
fastidio l’invasione delle telecamere. Un po’ perché è dura

convivere a un metro da questa
armata Brancaleone che sognava il leone di San Marco. Un po’
perché alla fine quelli che dicono che i venetisti avevano torto,
non si trovano nemmeno con la

L’ex sindaco Modenese:
«La nostra gente è
con loro, adesso serve
il referendum»
lente di ingrandimento. L’ex
sindaco Renato Modenese, che
si era dimesso lo scorso autunno quando era stato introdotta
l’Imu pesante, capisce e giusti-

FOTOGRAMMA

L’abitazione di Flavio Contin, uno degli arrestati

Secessionismo
Bagnasco(Cei):
«L’Italiaèunita»
1 Anche il presidente della

Cei, il cardinal Angelo Bagnasco, interviene sulla questione
indipendentismo del cattolicissimo veneto: «La questione
della decentralizzazione di alcune funzioni va vista in un’ottica di non violenza, di collaborazione, di unità del Paese,
non solo ideale e storica ma effettive dell’Italia».

fica: «La nostra gente è d’accordo. Volevano fare solo un’azione
dimostrativa. Mi sa che gliela
vogliono far pagare. A questo
punto il referendum regionale
sulla secessione è l’unica strada
per avere un po’ di speranza».
E alla fine pure lui, come tutti in ogni angolo di Nord Est, fa
l’elenco delle aziende che chiudono - in paese erano 400 adesso sono meno della metà - della
crisi che morde e dello Stato
centralista che prende ma non
rende. «Xe’ bravi tosi...», dicono
tutti dei «bravi ragazzi» con il
tanko in cortile, la Serenissima
nel cuore e in testa quelle che
sembrano idee balzane. Ma alla

fine con i forestieri prevale la linea minimalista. Rino Gerlain,
il proprietario di uno dei tre bar
del paese gioca al ribasso: «Con
quei mezzi lì puoi solo fare una
carnevalata. Di sicuro non la ri-

Solidarietà dalla Lega
Ma i venetisti
non si fidano: finché
ci sono loro, si fa poco
voluzione...». Alla fine deve essere pure la linea di difesa di
questi 24 imputati che solo per
avere avuto tra le mani un calibro 12 poco più grande di un fu-

Hanno Il sociologo Bettin
detto Non vanno guardati

Analisi

gli aspetti goliardici
ma le decine di suicidi

ELEONORA VALLIN
TREVISO

L’imprenditore Tomat (Lotto)
er leggere la temperatura emotiva e dare un senso all’intemperie, più che
alla goliardia bisogna guardare alle
decine e decine di suicidi degli ultimi anni». Il sociologo e scrittore veneziano Gianfranco Bettin va subito
al cuore della questione e rilancia:
«I nuovi secessionisti invocano la
cruda sofferenza di territori improvvisamente impoveriti e angosciati dopo che si erano abituati a
redditi ben maggiori e a business
vincenti». «Mi ricordo il 1997 - narra

«P

LA BATTAGLIA DELLE TASSE

La questione fiscale
resta il grande tema
politico mai affrontato
Ettore Riello, industriale veronese
-: uno degli assalitori del campanile
era un nostro operaio. Una brava
persona. Credo che anche oggi siano tutte persone intellettualmente
oneste ma esauste ed esasperate da
una mancata politica industriale».
Anche Andrea Tomat, ai vertici
della Lotto, racconta di un Veneto
non compreso ma i toni si alzano:
«Ora è necessario identificare un
piano basato su un concetto di fon-

Finiamola con questa
gestione centralista
Serve un piano politico
L’economista Costa

ALBERTO BEVILACQUA/BUENAVISTA

Andrea Tomat, imprenditore veneto

C’è uno spazio lasciato
vuoto anche dal M5S
che va riempito

Pagliacciata o pericolo vero?
“Qui il malessere è reale”
Imprenditori e docenti concordi: segnali da non trascurare
do: la possibilità di amministrare più
autonomamente le risorse qui prodotte, di distribuirle e investirle sul
territorio, sfruttando la nostra innata capacità di gestione. Questo malcontento deve ora prendere la strada

verso un progetto politico e amministrativo concreto. È ora di finirla con
una pessima gestione centralista,
sprecona e mortificante per tutti».
E questa è la linea anche dei piccoli
artigiani: «Abbiamo problemi di rie-

quilibrio tra quanto paghiamo e riceviamo - spiega Alessandro Conte,
della Cna regionale -. Ma la battaglia
per mantenere qui le tasse, non va
portata avanti così; bisogna tornare a
far lavorare le nostre imprese».

cile rischiano di brutto. Franco
Rocchetta, l’ex parlamentare
della Lega e della Liga adesso in
galera a Verona, cerca di non
prendere sul serio i carabinieri:
«Ho letto l’ordinanza con i capi
d’accusa che mi sono contestati
e mi è venuto da ridere. Magari
posso aver commesso qualche
ingenuità ma gli inquirenti devono avere frainteso qualcosa».
In cella lo va a trovare il consigliere regionale Diego Bottacin, eletto nelle liste del Pd ma
oggi alla testa di Veneto Nord:
«L’ho trovato di buon umore.
Mi ha chiesto anche un dizionario di ungherese per poter parlare con il suoi compagno di cella». Però quando c’è da guardare alle cose serie, Franco Rocchetta mica si tira indietro e
delle sue idee non rinnega niente: «L’ho detto anche ai carabinieri quando mi sono venuti a
prendere. Io sono per una transizione pacifica verso l’indipendenza. Ho poi saputo della solidarietà dei leghisti. Vorrei precisare una volta per tutte che
sono stato io ad andarmene dalla Lega, mica loro a cacciarmi».
E questo è un altro capitolo della storia dei venetisti che con il
partito di Matteo Salvini continuano ad avere un rapporto di
amore e di odio.
Perché alla fine quel che conta davvero è essere veneti, un
sentimento assai comune ma
declinato in mille modi. Forza
Italia, che pure ha appoggiato il
referendum, ha steso uno striscione grande così sul Canal
Grande a Venezia: «Noi Veneti,
come Bolzano sì, come la
Crimea no». Concetti precisi
che si fa fatica a mettere in relazione con quello successo in
Ucraina. Da Kiev alla Crimea,
con morti veri e armi vere. Mica
questa benna rivestita di latta
rinforzata che ha fatto il giro di
tutti i telegiornali del mondo e
che porterà la Lega in piazza
domenica a Verona a fianco degli arrestati. Gianluca Marchi,
l’ex direttore de La Padania che
oggi dirige il blog lindipendenza.com, perquisito pure lui, è
tranchant: «Fino a che non lo
cambiano, nell’articolo 1 della
Lega si parla ancora del “movimento che nasce per l’indipendenza della Padania”. Ma molti
venetisti sono scettici. E dicono
che fino a che la Lega non sparisce si può fare poco».

Voci fuori dal coro? Molti imprenditori hanno scelto la giusta distanza. «La definirei una pagliacciata dice Mario Carraro - è grave che
questa gente non si renda conto che
così facendo mette in ridicolo il 99%
della regione che è fatta di persone
serie che lavorano».
Interviene anche il presidente
della Condiretti veneta, Giorgio
Piazza: «Vedo solo la voglia di soffiare nelle braci del malessere e
della difficoltà economica». E ancora: «Siamo di fronte a un gesto
esagerato ma non da sottovalutare
- avverte Giovanni Costa, professore di strategie aziendali all’Università di Padova - c’è uno spazio vuoto che per le leggi della fisica deve
essere riempito». C’è chi tira in
ballo le carenze delle categorie e
chi la débâcle della Lega. Ma c’è un
fatto nuovo con cui, anche il Veneto, oggi deve fare i conti. «Il M5S ricorda Bettin - alle scorse politiche è stato il primo partito in regione. Ma in questo anno, gran parte
di questo elettorato si è scontrato
con l’impotenza del movimento.
Voti di protesta che non han prodotto nulla, mentre la crisi mordeva. E il 60% degli imprenditori veneti sono ex operai ed ex artigiani
che stanno soffrendo. Il terreno è
dunque fertile per collegare lo
scontento a idee nostalgiche e futuribili». Il messaggio al resto d’Italia? «Non derubricate questi fatti
con velocità. Sono farseschi e in
parte eversivi ma chi esprime queste tematiche ha a che fare da vicino con grandi difficoltà».

12 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

U

AFGHANISTAN
DOMANI LE PRESIDENZIALI

40%

trici donne sono state
quattro su dieci. Quest’anno potrebbero
di elettrici
sfiorare la metà dei
Nelle presidenziali del
votanti, una traguardo
2004 e del 2009 le elet- storico per l’Afghanistan

20%
di ministri rosa
La promessa di Habiba
Sarabi candidata alla

vicepresidenza in ticket
con Zalmai Rassoul.
L’ex ministro degli Esteri
ha colmato così il fatto
di essere l’unico in lizza
non sposato

Il dopo Karzai comincia dalle donne
Tutti a caccia del voto femminile: migliaia le candidate, una alla vicepresidenza. Timori per attacchi taleban
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

Le minacce dei taleban e i diritti delle donne sono i protagonisti delle elezioni di sabato
che vedranno gli afghani andare alle urne per scegliere il
nuovo presidente, chiudendo
l’era di Hamid Karzai per affidarsi al leader che dovrà guidare il Paese dopo il completamento del ritiro delle truppe
internazionali.
I taleban hanno già attaccato il centro di registrazione
dei votanti e il quartier generale della commissione elettorale, entrambi a Kabul, lasciando intendere di voler
condizionare le consultazioni
per ipotecare ciò che avverrà
dopo. E il fatto che in alcuni distretti, anche poco lontano
dalla capitale, l’esercito regolare afghano ha timore di addentrarsi dimostra un controllo del territorio da parte
dei jihadisti destinato a diventare il primo vero banco di
prova per chiunque sarà il
successore di Karzai. Anche
perché fra le prime decisioni
da adottare vi sarà la scelta se
consentire o meno la presenza di basi Usa permanenti.
Ma se le minacce dei taleban
erano prevedibili, più sorpresa
desta il ruolo elettorale delle loro più temibili avversarie: le
donne. I tre più accreditati contendenti alla presidenza hanno
scelto i diritti delle donne come
cavallo di battaglia. Per l’ex ministro delle Finanze Ashraf
Ghani come per gli ex ministri
degli Esteri Zalmai Rassoul e
Abdullah Abdullah il motivo è
duplice: voler garantire continuità con la riammissione delle
donne nella società afghana avvenuta all’indomani del rove-

Le tappe

2001
La cacciata dei taleban
1 Dopo l’11 settembre

gli Usa attaccano gli islamisti che proteggono Bin Laden. Finisce il regime

2009
La conferma di Karzai

AREF KARIMI/AFP

Una sostenitrice di Abdullah Abdullah, ex ministro degli Esteri, sconfitto da Karzai nel 2009

1 Nominato nel 2002,

eletto nel 2004, il presidente trova la conferma
fra brogli e attentati

2010
Il «surge» americano
1 Obama manda altri

30mila soldati per schiacciare la guerriglia

sciamento dei taleban, nell’ottobre 2001, e corteggiare una componente importante dell’elettorato perché in occasione delle ultime presidenziali – nel 2004 e
2009 – ben il 40 per cento degli
elettori sono state donne.
«Questi 12 anni per noi donne
sono stati l’equivalente di un’età
dell’oro e non possono più ignorarci perché portiamo molti voti» spiega Wazhma Frogh, militante femminista molto nota a
Kabul. A dimostrare il fondamento di quanto afferma c’è il
comportamento dei candidati.
Rassoul non essendo sposato ha
percepito l’handicap elettorale e

per rimediarvi ha scelto una
donna come candidata vicepresidente: Habiba Sarabi, ex governatore della provincia di Bamiyan, a maggioranza Hazara,
che lo affianca spesso negli
eventi della campagna anche
quando si svolgono nelle regioni
più conservatrici e Pashtun, dove prevale ancora l’idea che le
donne debbano lavorare in casa
e non pensare ad altro.
Sarabi sfida tali pregiudizi,
promette che «se vinceremo nel
nostro governo almeno il 20%
dei ministri saranno donne» e a
prenderla sul serio è anzitutto
Ghani, il tecnocrate apprezzato

in Occidente, che è corso ai ripari arruolando la moglie Rula, di
origine libanese come spalla
nella fase finale della sfida elettorale. In particolare, Rula è stata il volto di Ghani in occasione
degli eventi per la Giornata internazionale della donna, che
l’ha vista invocare un «voto di
massa per preservare i diritti
conquistati con tanti sacrifici»
negli ultimi anni.
Abdullah Abdullah ha invece
arruolato dozzine di donne nelle
liste che lo affiancano nelle elezioni per i consigli provinciali
contribuendo ad un fenomeno
ben descritto dai numeri: su

2700 candidati locali oltre 300
sono donne. «È la prima volta
nella storia dell’Afghanistan che
si parla davvero di noi in una
campagna elettorale» assicura
Najla Ayubi, ex giudice nell’Afghanistan pre-taleban oggi analista dell’«Asia Foundation». Resta da vedere quante donne sfideranno i taleban recandosi al
voto nelle province lontane da
Kabul e dai maggiori centri abitati. Non possono esserci però
dubbi sul fatto che chiunque succederà a Karzai dovrà dimostrare di volersi battere per rafforzare e prolungare l’«età d’oro delle
donne afghane».

CARTOLINA
DA KABUL
Jawad Joya ha 26 anni e vive a Kabul. Ha vissuto e studiato in Italia
e negli Stati Uniti d’America; quattro anni fa è tornato
a Kabul dove lavora per la ricostruzione e la rinascita del Paese

JAWAD JOYA
KABUL

ercoledì a mezzanotte si è
conclusa ufficialmente la
campagna elettorale. Sorprendentemente le ultime battute
prima del voto hanno avuto un enorme seguito, con un’altissima attenzione dei cittadini, nonostante i continui e violenti attacchi terroristici
delle ultime settimane. Domani otto
candidati si sfideranno per diventare
il prossimo presidente dell’Afghanistan. Dopo due mesi di campagna
elettorale sono tre i candidati alla
presidenza con la più alta probabilità
di vincere: Abdullah Abdullah, Zalmay Rassoul e Ashraf Ghani. Abdulla
è il più noto personaggio politico qui
in Afghanistan: era un consigliere
del comandante Massoud, famoso in
tutto il mondo per aver combattuto
contro l’Unione Sovietica negli anni
Ottanta. Ma qualcosa macchia la reputazione di Abdullah: il suo coinvolgimento nella lotta intestina
mujahedin che ha distrutto la maggior parte di Kabul nel 1990, una colpa imperdonabile. Tuttavia, la gente
qui ricorda anche il suo ruolo attivo
nel movimento di resistenza contro i
taleban e Al Qaeda.
Nel 2009 Abdullah era il principale rivale di Karzai alle elezioni presidenziali, quelle che poi si rivelarono

M

truccate a favore di Karzai. Allora, a
dispetto delle buone possibilità di vittoria al ballottaggio, Abdullah scelse di
non correre al secondo turno per non
dividere ulteriormente il Paese. Prendere questa decisione per l’interesse
nazionale in un momento così delicato
è stato visto come un segno della sua
maturità politica.
Abdullah ha iniziato la sua carriera
come giovane radicale anticomunista,
dopo essersi laureato in medicina all’Università di Kabul. Come portavoce
di Massoud, ha contribuito a mantenere viva l’attenzione internazionale sulla resistenza anti-sovietica. Un tempo
simile a un guerrigliero hippy di San
Francisco, Abdullah è oggi forse il politico più lucido ed elegante di Kabul.
Ashraf Ghani è un altro candidato
alla presidenza. Noto tecnocrate ed ex
funzionario della Banca Mondiale, ha
conseguito un dottorato di ricerca alla
Columbia University di New York ed è
stato ministro delle Finanze di Karzai.
Come Abdullah, ha cercato di scalzare
Karzai alle elezioni del 2009, ma ha subito una sconfitta umiliante. Giudicato
competente e onesto, Ghani non ha però ancora una forte base sociale come
ha invece Abdullah. Per colmare questa lacuna, ha scelto il generale Dostum come suo primo vicepresidente.
Dostum ha l’indiscusso sostegno
dagli uzbeki e in certa misura anche
dai turkmeni. Ma tutti sono stati scioc-

Le nostre prime elezioni libere
E questa volta a decidere
non sarà (forse) l’America

Ashraf Ghani è stato funzionario
della Banca mondiale

Tra i candidati favoriti
c’è Abdullah, rivale
di Karzai nel 2009
ed ex portavoce
del comandante Massoud

Zalmay Rassoul, medico,
è stato ministro degli Esteri

cati alla notizia che sarebbe stato lui il
primo vicepresidente di Ghani. Lo
stesso Ghani tempo fa aveva detto che
Dostum era un «noto killer», riferendosi ai fatti del 2001, quando Dostum
rinchiuse migliaia di taleban in container per soffocarli a morte. Potranno lavorare insieme in caso di vittoria?
Zalmay Rassoul è il terzo principale
candidato. Ex medico e ministro degli
Esteri, Zalmay ha una personalità di
basso profilo. La rosa dei suoi possibili
vice include Zia Massoud e Habiba Sarabi. Rassoul spera che Zia, fratello del
comandante Massoud, porterà i voti
dei tagiki, dei sarabi, degli Hazara e
delle donne. La percezione è che Zalmay sia un uomo di Karzai.
In caso di successo, sarà la prima
volta da un secolo a questa parte che
in Afghanistan il potere viene trasferito in modo pacifico, con elezioni democratiche. Il risultato di questo voto
disegnerà il futuro del Paese sotto
molti aspetti.
Ero a Kabul nelle ultime elezioni del
2009. Questa volta è tutto diverso: gli
afghani hanno il compito di gestire direttamente il voto, i media giocano un
ruolo più ampio, e l’interesse tra la
gente, soprattutto i giovani e le donne ,
è altissima.
Nel 2009, circa l’80 per cento delle
persone sapeva chi sarebbe stato il
vincitore e chi stavano sostenendo
gli Stati Uniti. Questa volta nessuno
sa chi vincerà, né quale sia il candidato appoggiato dagli Stati Uniti. Questo cambiamento non può essere sottovalutato .
j.lastampa@gmail.com

Primo Piano .13

LA STAMPA

.

VENERDÌ 4 APRILE 2014

U

VENEZUELA
LA RIVOLTA SOCIALE

Una guerra tra venezuelani è la peggior
prospettiva. Per ora è in corso una
battaglia tra il popolo e il potere.
Il governo ha abusato della forza
e torturato, è un atto criminale
Henrique Capriles
Governatore dello stato di Miranda
e leader dell’opposizione venezuelana

MIGUEL GUTIERREZ/EPA

Manifestanti anti-Maduro a Caracas. In alto a sinistra, Henrique Capriles

Capriles, è realistico dire che il Venezuela sta scivolando in una
guerra civile?

«Una guerra tra venezuelani è la
peggior prospettiva. Per ora è in
corso una battaglia tra i venezuelani e il potere. Il governo ha usato
la forza in modo eccessivo e ha torturato, un atto criminale. Io faccio
il possibile, ma il peso principale
ce l’hanno loro. Finché saranno
così intransigenti, siamo in un vicolo cieco».
Si è parlato dell’intervento del Vaticano. Lei come la vede?

«Sono d’accordo che la Chiesa ci
aiuti a dialogare, perché l’altra parte vuole prevaricarci. Quando ho
incontrato Papa Francesco, ho insistito sul fatto che le nostre istituzioni non sono più credibili e che,
con un arbitro parziale, anche il voto è falsato».
Crede che Bergoglio si impegnerà personalmente e verrà in Venezuela?

«Si sta impegnando in prima persona. Viene informato direttamente ed è preoccupato. Sarebbe
straordinario che venisse, ma non
credo sia possibile. È più probabile che intervenga monsignor Parolin, il segretario di Stato. Conosce bene il Paese, perché è stato

Volume di
materie prime
e prodotti finiti
importati

12.000
10.000

Il mio modello economico
è il Brasile di Lula. Non sono
il garante dei ricchi
Il petrolio resterà pubblico
Non lo privatizzeremo
nunzio a Caracas, sarebbe come
avere il Papa».
E se il governo facesse un gesto importante, come disarmare i gruppi
paramilitari e liberare i prigionieri
politici, sarebbe disposto a far qualcosa perché finisca la rivolta?

«Finché i problemi resteranno senza
soluzione, la gente resterà in strada.
Sulla base di una conversazione, le proteste non finirebbero, ma certamente
aiuterebbe a migliorare il clima».
Continuerete a chiedere le dimissioni di Maduro e le elezioni?

«Le dimissioni come gesto volontario sono poco probabili. Comunque,
ci sono altre possibilità, come riformare la costituzione e rinnovare tutti i poteri dello Stato. In ogni caso, è
necessario votare sotto il controllo di
un organo indipendente. Questo è
l’obiettivo».
Maduro ha scritto sul «New York Times» che l’opposizione ha partecipato al tentativo di golpe del 2002.
Lei era in strada in quei giorni e ha
pagato col carcere. Non crede che
questo le faccia perdere legittimità?

«Tutto quello che ho ottenuto in poli-

78%
8%
6%
4%
2%
0
-2%
-4%
-6%

6.000

Tasso di povertà

53,9%
60%

56,2%
Inflazione nel 2013

(prezzi medi al consumo)
10%

21% nel 2012

9%

50%
40%

25,4%

30%

tica è stato attraverso il voto. Non sono un golpista. Non ho mai partecipato a un golpe, nemmeno a quello
del 2002. Il governo ha fatto di tutto
per rendermi responsabile, ma non
c’è riuscito. È lo stesso governo che
ogni anno festeggia il tentativo di
golpe del’92 (il primo exploit politico
di Chavez, ndr)».

410%

8%

Aumento massimo
del costo delle
materie prime
nel 2013
(minimo 15%)

7%

2008

ais
m
L
in atte
po
lve

ffè

re

di
Ca

ina

67% 43% 35% 33%
Crescita del Pil 1,8% 5,8%

2009

2010

2011

2012

2013

7,2%

6%
5%

MAR MAG LUG SET NOV GEN MAR MAG LUG SET NOV GEN

2012

carestia e il crimine».
E come si risolvono problemi così
gravi?

«Che mostri le prove. Non abbiamo
mai ricevuto alcuna risorsa né dagli
Stati Uniti, né da altri Paesi. Bisognerebbe chiedere a Maduro se è in
grado di dire lo stesso».
Un sondaggio recente dice che l’appoggio al chavismo è calato molto. È
vero che quella venezuelana è una rivolta dei ricchi?

L’Italiahaimportantiaccordisugase
petrolio col Venezuela, se lei fosse
presidente, gli idrocarburi sarebbero privatizzati?

«Questo è il miglior modo per confondere le acque. L’80 per cento dei
venezuelani sono scontenti, ma i
ricchi sono molti meno. Il ceto medio si è mobilitato e ha incontrato
quelli più umili. Non è la politica a
unirli, ma i problemi economici, la

77%

Disoccupati

«Cambiando il modello. Il mio modello è quello brasiliano. Io sono in
politica per servire i poveri, perché
i migliori Paesi sono quelli con la minor forbice sociale. Ma non credo
che il settore privato sia un nemico.
Bisogna lavorare con gli imprenditori, permettere l’arrivo degli investimenti. Non si può espropriare e
confiscare, così si distrugge il mercato. Bisogna promuovere la produzione nazionale. Il capitalismo di
Stato è un fallimento, anche se lo
chiamano Socialismo del Ventunesimo Secolo».

Maduro dice anche che gli Usa hanno finanziato l’opposizione venezuelana, il suo partito ha ricevuto
soldi?

Fa
r

io
Ol

70%

14.000

8.000

Mi accusano di essere
un golpista?Il governo ha
fatto di tutto per rendermi
responsabile, ma non c’è
riuscito. Portino le prove

ro
Fa
di rin
gr a
an
o

30 milioni

he

Popolazione

Percentuale
del fabbisogno
alimentare
non coperta

Pil pro capite
(in dollari)
12.728 $

cc

Paese al bivio

Zu

I

Papa Bergoglio si sta
impegnando in prima
persona nella crisi. Viene
informato direttamente
ed è preoccupato

Centimetri - LA STAMPA

n quindici anni di governo socialista in Venezuela, un politico su tutti è emerso come il
simbolo dell’opposizione liberale. 42 anni, cattolico, nipote
di un’ebrea sopravvissuta all’Olocausto e figlio di una ricca famiglia
con interessi nei media, Henrique
Capriles è passato per alcune delle
principali cariche dello Stato, mancando però per due volte la più ambita: la presidenza. Oggi, il governatore dello stato di Miranda è il
punto di riferimento moderato dell’anti-chavismo e, in un Paese sempre più in crisi, apre uno spiraglio
alla trattativa: col Vaticano come
intermediario, è disposto a incontrare il presidente Maduro, a cui
chiederebbe un referendum per
cambiare la costituzione e ridare
credibilità alle istituzioni. «Ma le
proteste - dice - non finiranno solo
con una conversazione».

Il capo dell’opposizione Capriles: disarmi le milizie, noi in piazza finché non si cambia

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FILIPPO FIORINI
BUENOS AIRES

“Maduro faccia un gesto
o scoppia la guerra civile”

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Intervista

«No, resterebbero statali. L’azienda
pubblica degli idrocarburi Pdvsa deve continuare a essere pubblica, perché è il motore dello sviluppo del nostro Paese. Comunque, questo non
significa che non possa fare accordi
coi privati».

2013

2014

Il ministro degli Esteri
Mogherini:preoccupata
perlacomunitàitaliana
1 L’Italia guarda con preoccupa-

zione alla situazione in Venezuela,
sostenendo «con grande convinzione lo sforzo delle organizzazioni
dell’America latina per cercare di avviare un dialogo costruttivo tra governo e opposizione». Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, ha
parlato anche della crisi del Paese
sudamericano davanti alle Commissioni di Camera e Senato e ha
annunciato la missione del sottosegretario Mario Giro a Caracas per
seguire con estrema attenzione cosa succede» e per incontrare la comunità italiana, che conta circa due
milioni di persone molte con il doppio passaporto. «La situazione che
c’è in questo momento in Venezuela deve assolutamente finire», ha
detto la Mogherini.

14 .Estero

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Star Wars

ISRAELE RIFIUTA DI LIBERARE I DETENUTI PALESTINESI E SCATENA LA REAZIONE DELL’ANP. RAMMARICO USA

Ieri è stato
escluso il più
bizzarro
dei candidati
alle prossime
elezioni:
si travestiva
da Darth
Vader, il cattivo di «Guerre
Stellari»

L’ultima sfida di Abu Mazen
“Dateci Gerusalemme Est”
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

Turchia
Erdogantoglie
ilbloccoaTwitter

Israele annulla la liberazione
dell’ultimo gruppo di detenuti
palestinesi, la Casa Bianca reagisce parlando di «sfida al
negoziato» e Abu Mazen chiede il formale riconoscimento
di Gerusalemme Est come capitale del nuovo Stato.
L’escalation di posizioni fra
Israele e palestinesi è frutto
di una giornata di burrascose
trattative. Nella notte fra
mercoledì e giovedì le due delegazioni, alla presenza dell’inviato Usa Martin Indyk,
hanno duellato senza arrivare
a un’intesa. Secondo una ricostruzione fatta da fonti palestinesi, appena seduti attorno

Il governo turco ha tolto il
blocco a Twitter imposto
dal premier Erdogan pochi
giorni prima delle municipali. Mercoledì la Consulta
di Ankara aveva detto che il
blocco violava la libertà di
espressione. Ieri l’autorità
governativa delle telecomunicazioni Tib ha tolto
Twitter dalla lista dei siti
vietati. Il bando era stato
imposto nella notte fra il
20 e il 21 marzo,dopo che
Erdogan aveva annunciato
lo «sradicamento» del social network, da dove filtravano notizie sugli scandali che coinvolgevano lui
e la sua famiglia.

ARRESTATI 12 EX AGENTI SPECIALI DEL BERKUT

Kiev accusa Yanukovich
“Ha armato i cecchini
della strage a Maidan”
ANNA ZAFESOVA

sato mercenari della Nato,
agenti del Mossad, contractor
della Blackwater, cecchini del
Pravy Sector, le milizie nazionaliste del Maidan.
Ora il capo dell’Sbu Valentin
Nalivaicenko e il procuratore
Oleg Makhnizky ritengono di
aver ricostruito una parte della
verità, nonostante i precedenti
capi dei servizi avessero distrutto la documentazione.
Tutti gli indagati sono ucraini.
A sparare, secondo i magistrati
di Kiev, è stato «il reparto nero» dei Berkut, gli unici ad aver
avuto armi da fuoco. A loro si
addebitano 17 vittime, mentre
su altre morti si sta ancora indagando. E mentre i russi sostengono di aver arrestato 25
ucraini, tra cui tre del Pravy
Sector, che stavano preparando atti sovversivi in Russia il
mese scorso, da Kiev invece arriva la rivelazione del fermo di
due russi che stavano tramando un attentato e il sequestro di
uno dei candidati alla presidenza, travestito da Darth Vader.

Lettera con sei richieste
al governo israeliano
«Confini del 1967
e ritorno dei profughi»

Israeliani contro il rilascio dei detenuti palestinesi

al tavolo Saeb Erekat, rappresentante di Abu Mazen, ha
detto di esser lì «a nome dello
Stato di Palestina» e non più
dell’Autorità palestinese riconosciuta da Israele. Poco dopo un altro delegato ha rimproverato a Indyk di non essere credibile perché «sempre
dalla parte di Israele».
Il corto circuito è avvenuto
quando Erekat ha chiesto a
Tzipi Livni, negoziatrice israeliana, la liberazione dei rimanenti 26 detenuti palestinesi
del gruppo di 104 concordato

un anno fa. «Non possiamo farlo perché le condizioni sono
cambiate» ha obiettato la Livni,
riferendosi alla decisione palestinese di presentare domanda
di adesione a 15 Trattati e organizzazioni dell’Onu. Alle 4,50
del mattino di giovedì le delegazioni si sono lasciate quasi senza salutarsi.
E ieri pomeriggio la contromossa di Abu Mazen è stata la
presentazione di una lista di sei
formali richieste a Israele, la
prima delle quali è «una lettera

di Benjamin Netanyahu nella
quale si riconosce Gerusalemme Est come capitale della
Palestina e i confini del 1967 come frontiere del nuovo Stato».
Abu Mazen chiede anche il rilascio di 1200 detenuti «inclusi
Marwan Barghouti, Ahmed
Saadat e Fuad Shubaki» simboli della rivolta armata, la fine
del blocco di Gaza, il ritorno dei
palestinesi espulsi nel 2002
dalla West Bank, il congelamento degli insediamenti. Per
rendere inequivocabile il mes-

saggio agli israeliani, Erakat ha
aggiunto: «Potremmo denunciarvi per reati di guerra nei
Territori Occupati».
La Casa Bianca ha reagito
con forte preoccupazione. «La
decisione israeliana di cancellare la liberazione dei detenuti
è una sfida al negoziato» ha
detto il portavoce Jay Carney
mentre il Dipartimento di Stato ha precisato che «la trattativa continua». Anche se in pochi scommettono sulla possibilità di salvarla.

A ordinare di sparare sulla
folla è stato l’ex presidente
Viktor Yanukovich, a eseguire l’ordine sono stati gli agenti delle truppe speciali Berkut: è il verdetto della Procura generale e del Servizio
di sicurezza (Sbu) di Kiev, che
ieri hanno arrestato e interrogato 12 degli uomini che il
18-20 febbraio scorso avrebbero ucciso i manifestanti sul
Maidan. E alle spalle del blitz
ci sarebbero i servizi russi: 26
consulenti da Mosca sarebbero stati visti in un poligono
vicino a Kiev a dicembre.
L’Fsb di Mosca replica che
l’accusa «resta sulla coscienza» degli ucraini. Mosca ha chiesto all’Onu un’indagine sui cecchini del Maidan, considerandoli militanti dell’opposizione ucraina,
che avrebbero sparato sulla
folla per dare la colpa a
Yanukovich. Diversi politici
e media russi avevano accu-

Le famiglie Villata Secondo con Susy
Picchio, Emanuela, Piergiuseppe con
Paola De Fusco, Ludovico e Caterina,
Adriano con Giovanna Barbero, Federico e Anselmo, ricordano con affetto
la cara amica

Dopo molti anni di lavoro e di passione comuni, GERMANA se ne va.
Lorenzo Ventavoli e la famiglia partecipano con affetto al dolore per la sua
scomparsa.

Il iglio Marco e Fabrizia, i nipoti Luciano, Chiara e Corrado e Bianca piangono la perdita di

Ci hai tanto amati, ti abbiamo amata tanto. Circondata da tutti noi è
mancata

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

nonna Uccia

Carla Menaldo Zanetto

anni 67
Ne danno il triste annuncio la moglie
Luciana, le iglie Giulia con Nicola e il
piccolo Simone, Chiara con Paolo. Funerali in S. Gillio (TO) sabato 5 aprile
ore 9,30 parrocchia San Egidio.
– S. Gillio, 3 aprile 2014
O.F. La Pegaso - tel. 011.3358993

Sarà sempre con noi

Germana Erba
Gian Mesturino con Miriam, Eva,
Irene, Enrico, Eleonora, Emanuele,
Davide e Anna. Rosario 4 aprile ore
19. Funerale 5 aprile ore 9,30 chiesa
Madonna Addolorata Pilonetto, corso
Moncalieri 227, Torino.
– Torino, 4 aprile 2014
Sarà sempre con noi

Germana Erba
Gli artisti, i tecnici, i docenti, gli allievi e lo staff organizzativo di Torino
Spettacoli e della Fondazione Teatro
Nuovo.
– Torino, 4 aprile 2014
La Presidente Evelina Christillin, il Direttore Mario Martone, il Direttore
Esecutivo Filippo Fonsatti, il Consiglio
di Amministrazione, gli Aderenti e i
Sostenitori con tutto il Teatro Stabile
di Torino partecipano con profondo
cordoglio al grave lutto per la scomparsa di

Germana Erba Mesturino
– Torino, 3 aprile 2014
Il Direttore Gigi Cristoforetti e tutto
lo staff di Torinodanza, ininitamente
commossi partecipano al grande dolore della famiglia per la scomparsa di

Germana Erba Mesturino
– Torino, 3 aprile 2014
Vi siamo vicini. Vivi, Renzo e famiglia.
Adriana, Gianni, Dafne Cava partecipano profondamente commossi al dolore di Gian, Irene, Miriam, Eva.
Aldo e Patrizia abbracciano Gian e le
sue ragazze in questo momento di
grande dolore ricordando la cara GERMANA.
Cara GERMANA, resterai sempre nei
nostri cuori. Roberto Marchetti e tutti
i suoi colleghi e collaboratori.

JIM HOLLANDER/EPA

Germana Erba
– Torino, 4 aprile 2014
Lino e Claudio Bongiovanni partecipano al dolore di Gian e famiglia per la
scomparsa della cara GERMANA.
Lo studio Baravalle, collaboratori e
impiegate, ricorda con affetto e stima

Gli attori e il regista della “Tua Locandiera” ti salutano. Ciao GERMANA.
Luisella Fassino e collaboratori dello
Studio Fassino partecipano al lutto per
il decesso della signora
– Torino, 3 aprile 2014
Paolo Barbiero e i dipendenti dello studio partecipano commossi al dolore
della famiglia per la scomparsa della
DOTTORESSA

Germana Erba
Nino Nardello è affettuosamente vicino a Gian, Miriam, Eva ed Irene.

– Torino, 3 aprile 2014

Ricorderemo sempre la cara amica
GERMANA. Alice, Mariarosa, Vittorio
Bruno.

Raffaella Cenni, Andrea Cenni e Guido
Barosio partecipano al dolore della famiglia in questo triste momento.

Ti sono tanto tanto vicino Irene. Andrea Alberghina.
Tutti gli amci della Fondazione Teatro
Ragazzi e Giovani onlus esprimono il
loro cordoglio per la perdita di

Germana
– Torino, 3 aprile 2014

Ricordando GERMANA con affetto e
riconoscenza, Loredana e Gabriella
Devietti con la Scuola Comunale di
Danza di Ciriè partecipano al dolore
della famiglia.
E’ mancata all’affetto dei suoi cari la
DOTTORESSA

Anna Maria Traveni
Vittoria Doglio con Thomas e Viviana e
Sergio Trombetta partecipano al lutto
e ricordano la meravigliosa attività di
GERMANA per il teatro e per i giovani.
Viva la vita, viva il teatro, come piaceva a LEI. Alessandra Comazzi con
Giorgio e papà Pino.

Gli amici di Pilonetto Insieme del Centro d’Incontro Cavoretto e del bar
Giardino partecipano al dolore di Miriam e famiglia.
La scuola e la compagnia Jazz Ballet
sono vicini alla famiglia per la perdita
della carissima GERMANA.

Ci uniamo al dolore della famiglia. La
Consigliera Comunale Federica Scanderebech.

La iglia Lucilla con Metello, Myrta e
Marco Francesco addolorati salutano
l’adorata

Anna Maria Traveni
– Torino, 3 aprile 2014

Germana Erba

Germana Erba
grande impresario teatrale di indiscusse qualità. Partecipa, commosso,
all’immenso dolore della famiglia.
– Torino, 3 aprile 2014

Ciao GERMANA, la tua amicizia è stata
per me un grande dono, vicino a te ho
respirato dolcezza, affetto e grande
capacità imprenditoriale. Sei stata una
grande donna, innamorata della vita,
della tua famiglia e del teatro. Abbraccio forte forte Gian, Miriam, Eva,
Irene, Eleonora, Davide, Emanuele e
Anna. Marilena.

Famiglia Bonis partecipa al dolore.

– Milano, 3 aprile 2014

Ne danno il doloroso annuncio i igli
Marco, Livia e Lucilla Gregoretti con
Franco, Roberto e Hanna Pagani. I
Funerali avranno luogo sabato 5 alle
ore 14 presso la chiesa della Crocetta
in Torino, dove questa sera alle 18,45
verrà recitato il Rosario.
– Torino, 3 aprile 2014
Ciao

nonna Uccia
Grazie. Livia e Augusto con Marco Camilla Carlotta e Andrea.
– Milano, 3 aprile 2014
Franco con Roberto, Hanna ed Edoardo Francesco Pagani piangono l’amata

Anna Maria Traveni
– Torino, 3 aprile 2014

L’Apragi tutta si unisce commossa al
cordoglio per la perdita di

Anna Maria Traveni
Ti porteremo sempre con noi nel ricordo dell’impegno condiviso e nella
passione dei progetti futuri. Grazie
Anna Maria!
– Torino, 3 aprile 2014

Cara Livia, Maia, Stefania e Rossana,
con tutti i collaboratori della showroom Gregoretti, ti abbracciano.
Luciano, Flavia e Licia ricordano con
affetto i bei momenti passati con
ANNA MARIA e famiglia e rimpiangono una vecchia amica.

Lo annunciano: la iglia Patrizia con
William, gli adorati Arianna e Daniele con Alberto e Linda, i nipoti a lei
carissimi Simone, Beatrice, Federico,
Eleonora, il fratello Franco, cognate
e cognati. Grazie di cuore ai dottori
Giorgio De Marchi, Eleonora Menaldo e Sefano Rocchietto che hanno
accompagnato con grande umanità i
suoi ultimi giorni. Funerali in Torrazzo
Biellese sabato 5 aprile alle ore 15 nella chiesa parrocchiale. Rosario in Torino questa sera ore 18 parrocchia Gesù
Adolescente, via Luserna di Rorà, 16.
– Torino, 2 aprile 2014
O.F. Baudano - tel. 011.9585038
Franco e Grazia, Federico e Marta, Stefano ed Eleonora, Simone, Beatrice e
Bruno ricordano con ininito affetto e
rimpianto la carissima CARLA.
Renato, Elisabeth, Robert, Frederic,
piangono la cara cugina CARLA.
La nonna Emma e Laura con affetto
ricordano CARLA.
Nino e Luisa Spiller sono vicini alla famiglia.

Condomini e amministratore di corso Galileo Ferraris 132 partecipano al
dolore della famiglia per la scomparsa
della
DOTTORESSA

Fulvia con Marco Paola e Francesco,
Giorgio con Isabella e Andrea sono
vicini a Patrizia e famiglia in questo
doloroso momento.

Anna Maria Traveni

I cugini Gabriele e Carla, Ugo e Sergina ricordano CARLA.

– Torino, 3 aprile 2014

Ha raggiunto il suo amato Cesare

Vera Briatore Bartolotta
I Funerali avranno luogo oggi, venerdì
4 aprile, alle ore 11,30 nella chiesa San
Lorenzo piazza Castello 7 Torino.
– Torino, 4 aprile 2014

E’ mancato

Sergio Ferrero
di anni 85
Addolorati lo annunciano la moglie
Erminia, la sorella Renata, i nipoti e
parenti tutti. Funerali sabato 5 aprile
ore 9 parrocchia S. Marco Evangelista.
– Torino, 3 aprile 2014

Famiglie Fontanella vicine a Patrizia e
famigliari tutti ricordando CARLA.
Giò, Umberto, Chicca commossi partecipano al dolore di Patrizia Willy e
famiglia.
Giovanni e Roberto con rispettive famiglie si uniscono al vostro dolore.
Gisella, Mirella, Maurizio ricordano
con affetto la cara CARLA.
La famiglia De March partecipa commossa.
Luciana, Dolly, Palmina, Arnaldo ricordano commossi l’AMICA carissima.

Bruno Freguglia

Improvvisamente è mancato

Mauro Abele Feltrin
ex Presidente FITA/CNA di Torino
anni 58
Tristemente l’annunciano: la moglie
Antonietta, i igli William con Martina
e Cristian con Antonia, parenti tutti.
Un ringraziamento particolare ai colleghi. Funerale in Venaria Reale sabato 5
aprile ore 9 parrocchia S. Francesco. S.
Rosario venerdì 4 ore 19 in parrocchia.
– Torino, 1 aprile 2014

ANNIvERSARI
2013

2014

dott. Dario Pascuzzi
Ciao amore mio, abbiamo passato 18
anni insieme e nonostante tutto siamo
riusciti a coronare felicemente la nascita e la crescita della nostra meravigliosa Francesca Daria. Per sempre nei
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LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Cuba, gli Usa
crearono
un Twitter
anti-regime

MARIA CORBI
ROMA

«M

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

QUIRINALE/AFP

Al Quirinale
Il benvenuto a Sua Maestà da parte di Giorgio Napolitano
I due avrebbero parlato anche del «ragazzo» Renzi e di Ucraina

Whisky, miele e politica
Elisabetta incorona Roma
La Regina pranza con Napolitano, poi scambio di doni con il Papa
Welcome
Scambi di sorrisi
reali e papali
E Francesco ancora
non aveva visto
le due bottiglie
di whisky
che il principe
Filippo
gli ha donato

Il colore
Le regine sono
le uniche
che possono
andare
dal Papa
vestite di bianco
Elisabetta è l’unica
che ci è andata
in glicine

Agilità reale
88 anni di scalette aeree sono
un ottimo esercizio per
mantenersi in forma. E continuare
a permettersi abiti pastello

L’appello
Verso l’una
del mattino
del 24 febbraio 1981 il re
comparve
in televisione
con la sua
uniforme
di capo supremo delle
forze armate
per chiedere
fedeltà alla
Costituzione
e alla democrazia

Spagna, un libro imbarazza il re
“Dietro il golpe c’era Juan Carlos”
Nel 1981, in Spagna, di tentati
golpe ce ne sarebbero stati
due, e non uno solo. Il primo
«di governo», organizzato dal
re Juan Carlos per sostituire
l’allora premier centrista
Adolfo Suárez con il suo precettore ed ex capo del gabinetto, il generale Alfonso Armada. Il secondo, militare,
culminato nell’assalto al Parlamento da parte del tenente
colonnello Antonio Tejero,
agli ordini di Armada.
Il secondo tentativo di golpe non sarebbe mai scattato
se non fosse partito il «put-

sch» di governo. Chi l’ha messo
in moto è stato proprio chi l’ha
poi fermato: il re. L’ha fatto con
quel famoso appello in piena
notte, indossando la sua uniforme di capo supremo delle forze
armate e chiedendo a tutti di
restare fedeli alla democrazia e
alla Costituzione.
Sono queste le tesi sostenute
nel libro «La grande smemoratezza, ciò che Suárez dimenticò
e che il re non vuole ricordare»
presentato ieri a Madrid dall’autrice, la giornalista Pilar Urbano, 74 anni, conservatrice,
numeraria dell’Opus Dei e
grande amica di Suárez.
Una rivelazione che demoli-

Una specie di Twitter clandestino, per aiutare il regime
castrista a cadere. Un po’
sul modello di quello che i
social media hanno fatto in
Medio Oriente durante la
Primavera araba. È un’operazione che era stata condotta dalla UsAid, cioè
l’agenzia del governo americano per lo sviluppo internazionale, ed è stata scoperta dall’Associated Press ora
che è terminata.
L’idea, per quanto ha potuto appurare l’agenzia di notizie, non era nata negli ambienti dell’intelligence, ma in
sostanza era un programma
clandestino come quelli gestiti dalla Cia. L’operazione
era cominciata nel 2009 ed
era stata affidata a Joe McSpedon, un funzionario di
medio livello che collaborava
con la Us Agency for International
Development.
L’idea era quella di creare
una specie di Twitter clandestino, usando l’invio di messaggi attraverso i telefoni cellulari per comunicare con la
popolazione. Anche il nome,
ZunZuneo, faceva il verso al
social media americano dei
140 caratteri, perché è il termine slang con cui i cubani
descrivono il cinguettio di un
uccello locale. Lo stesso cofondatore dell’originale, Jack
Dorsey, era stato contattato.
Il progetto era stato costruito all’estero da UsAid e
Creative Associates Inter-

La rete era gestita
dall’agenzia UsAid
senza che il Congresso
fosse informato

PRESENTATA LA RICOSTRUZIONE DEL TENTATIVO DEL COLPO DI STATO DEL 1981

GIAN ANTONIO ORIGHI
MADRID

Estero .15

ATTIVO DAL 2009

Personaggio
i dispiace averla fatta attendere, avevamo
un pranzo molto piacevole
con il presidente». La regina Elisabetta II, di glicine vestita, si scusa per il
ritardo con papa Francesco e rivela il
feeling con Giorgio Napolitano (a cui
ha portato una stola di cachemire e un
piatto d’argento). Un pranzo al Quirinale tra due grandi vecchi ancora capaci di tenere insieme i loro popoli, che
insieme hanno attraversato e resistito
al Novecento e a questo inizio di millennio tormentato da crisi economica
e venti di guerra. Si è parlato di Europa e, secondo indiscrezioni, anche del
nuovo governo italiano del «ragazzo»
Renzi e della situazione Ucraina.
Lo scambio di saluti è stato nella sala del Bronzino. Poi le due coppie, la regina Elisabetta con Filippo d’Edimburgo e il presidente con Clio, hanno
pranzato nel Torrino, dove si allestiscono i pranzi ufficiali più riservati e
da dove si gode una magnifica vista su
Roma. Menù mediterraneo con risotto
alle erbe aromatiche, agnello arrosto
accompagnato da contorni tricolore:
millefoglie di patate, sformatini di caponata e fagiolini al vapore. Bonet per
dolce. E subito via verso il Vaticano.
Mezzora per conoscere papa Bergoglio, in un incontro ufficiale ma rilassato nell’aula Paolo VI, con le battute british del principe Filippo, ultranovantenne, e lo scambio dei doni, tra cui
uno anche per il piccolo George, il figlio
di William e Kate: una sfera di lapislazzuli, che simboleggia il globo, sormontata da una croce di Sant’Edoardo in
argento e posata su una base tonda di
ferro. Ad attendere la sovrana anche il
cardinale Cormac Murphy-O’Connor,
arcivescovo emerito di Westminster.
Nessun tema caldo, come le Falkland,
e molta cordialità. Un «welcome» pronunciato dal Pontefice e la regina che
spiega il suo regalo: «Ho portato qualcosa di tutte le nostre tenute per lei
personalmente, questo è miele del mio
giardino, spero sia insolito per lei».
Mentre il duca di Edimburgo a un
Francesco un po’ perplesso dona due
grandi bottiglie di whisky della tenuta
reale scozzese. E poi come tradizione
impone due foto incorniciate della
coppia reale inglese: «Temo che devo
darle queste foto...», ha detto con un
sorriso Elisabetta che ha ricevuto il
decreto di Sant’Edoardo «il Confessore», re d’Inghilterra e fondatore di
quella che oggi è l’abbazia di Westminster. E anche il facsimile di un documento del 29 maggio 1679 che estende
il culto di Sant’Edoardo alla Chiesa
universale. Al Duca di Edimburgo il
Papa ha regalato tre medaglie del pontificato, d’oro, di argento e di bronzo.
«L’unica medaglia d’oro che io abbia
mai vinto», la battuta di Filippo. Storie
di ordinaria (o forse no) regalità.

.

sce la figura del re ad appena 11
giorni dalla morte di Suárez , ritiratosi dalla politica nel 2003
per il morbo di Parkinson e
commemorato con onori di Stato. «Ho impiegato 14 anni a scrivere questo libro - spiega Urbano - consultando decine di fonti
allora al potere che poi, ormai
lontane dalle stanze dei bottoni,
mi hanno raccontato la verità».
Il libro sembra un thriller. Il re,
che si scontra con Suárez dicendogli di togliersi di mezzo, il
premier che rifiuta e propone
elezioni anticipate che però il
Juan Carlos rigetta, e ancora
Suàrez che si dimette a sorpresa poco prima di una mozione di

sfiducia pianificata da Juan
Carlos, che appoggia Armada
fino al 10 febbraio, 13 giorni prima del tentativo di golpe militare. Dopo il colpo di stato fallito
Suárez vorrebbe ritornare al
potere ma il re gli dice che è
«politicamente morto». Juan
Carlos scarica Armada e opta
per un civile, Calvo-Sotelo. «Il

generale non si ferma e prepara
il golpe di Tejero, all’insaputa
del monarca», assicura la giornalista.
La conclusione del libro è devastante per una monarchia già
sotto scacco per i tanti scandali. «Juan Carlos diventò eroe in
una notte. Il re di Franco divenne il re della democrazia».

national, usando paesi come
le Cayman Island, ed era stato affidato a contractor privati tipo Mobile Accord, e
collaboratori presi da Costa
Rica, Nicaragua e Stati Uniti. Nessuno, però, doveva sapere che dietro c’era il governo americano. Neppure i
manager che gestivano
l’operazione, e lo stesso Congresso, erano informati, cosa che ha generato le proteste di molti parlamentari
sulla sua legalità.
Attraverso una compagnia spagnola, i responsabili
del progetto avevano ottenuto i numeri dei cellulari di
migliaia di cubani ignari.
L’idea era quella di creare
con loro una comunità di informazioni, inviando inizialmente messaggi non politici,
che riguardavano temi come
lo sport, la musica, o le previsioni meteo degli uragani.
Poco alla volta il gruppo degli utenti si era allargato, salendo a circa 40.000 persone. A quel punto la comunicazione era diventata più
politica, arrivando anche a
proporre manifestazioni.
Questi messaggi venivano
inviati con grande cautela,
per evitare che il governo si
rendesse conto di cosa avveniva. Anzi, l’obiettivo finale
era staccare ZunZuneo dalla sua origine americana, e
trasformarlo in un social
media pienamente cubano.
Qualcosa però non ha funzionato, e alla metà del 2012,
misteriosamente come era
apparso, il Twitter cubano
ha smesso di cinguettare.

16 .Cronache

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

PESCARA, LA PERICOLOSITÀ ERA STATA SEGNALATA GIÀ NEL 1972

BERGAMO

Rifiuti tossici a Bussi
Anche nei pesci
i veleni Montedison

Ammazza
il socio
la moglie
e si uccide
PESCARA

Livellidimercuriofuorinormaneicapellideipescatori
Gliambientalisti:subitounoscreeningsuicittadini
GRAZIA LONGO
ROMA

Il problema della maxi discarica industriale della Montedison - a Bussi, in Val Pescara
- è una bomba ad orologeria.
Un milione e 863 mila tonnellate di terreno altamente
contaminato, elevato rischio
cancro e una concentrazione
di mercurio nei pesci e nei
capelli dei pescatori da far
paura.
Ma l’aspetto più inquietante è che il timer di questa
bomba è stato attivato parecchi anni fa ma, a parte gli ambientalisti, il Forum delle Acque e il Wwf, nessuno ci ha
fatto caso. Un esempio? Il sit
in del Forum, ieri davanti all’assessorato
regionale
abruzzese alla Sanità, ha invocato l’avvio di screening
sanitari sui lavoratori e sulla
popolazione almeno nelle
aree in cui si è osservato un

eccesso di tumori è la fotocopia di quello del 2008. «Ma
nessuno volle darci retta - ricorda uno degli attivisti più
impegnati, Augusto De Sanctis - e quindi ci ritroviamo ad
avanzare le stesse richieste
per le medesime emergenze. È
ora di smettere di tergiversa-

Il ministro Galletti:
«Siamo parte civile
per il risarcimento
del danno ambientale»
re». Se poi diamo un’occhiata
alla relazione dell’Istituto superiore della sanità scopriamo
che già uno studio del 1981 evidenziò valori «medio alti» di
mercurio nei prodotti alimentari vegetali. Con concentrazioni di mercurio pari a 0,641
mg/kg in erba di frumento,
0,135 mg/kg in cariossidi di

grano, 0,550 mg/kg in campioni di vite e 5,2 mg/kg in foglie di
olivo. Valori «44-150 volte superiori alle concentrazione tipicamente riscontrate nell’alimento in Europa».
E non finisce qui. La relazione, depositata al processo in
Corte d’Assise a Chieti (dove
oggi è prevista la prima parte
della requisitoria dei pm Giuseppe Belelli e Anna Rita Mantini) contiene anche uno studio
del 1972 dove i valori di mercurio sui pesci catturati alla foce
del fiume Pescara e nel mare
antistante, risultarono 4,5 volte superiore ai livelli di legge.
Mentre i dati sui capelli evidenziarono valori 14 volte superiori ai livelli normali degli
adulti, nei consumatori giornalieri di pesce e circa 5 volte
superiore nei consumatori occasionali nella città di Pescara.
«Possibile - si domanda ancora
De Sanctis - che dopo tanti an-

ni siamo ancora qui a chiedere
una ricerca epidemiologica e
una bonifica seria?».
Il ministro dell’Ambiente,
Gian Luca Galletti assicura:
«Interverremo prontamente e
con fermezza laddove occorra
per riportare alla normalità le
attuali condizioni di degrado
ambientale e sanitario conseguente». E aggiunge: «Il ministero, che si è costituito parte
civile nel processo penale per
il risarcimento del danno ambientale, ha stanziato 3 milioni

di euro, già trasferiti alla Regione Abruzzo». Il guaio è che
per la bonifica sono necessari
600 milioni di euro, ma il rito
abbreviato ottenuto dagli avvocati dell’ex Polo chimico
Montecatini Edison esclude la
sua responsabilità civile. In altre parole, per rivalersi contro
l’industria occorre una causa
civile.
Laconico Tommaso Navarra, avvocato di parte di Legambiente: «Ci toccherà
aspettare almeno 20 anni».

“Discariche chiuse
Roma rischia di finire
sotto l’immondizia”

il caso
ROMA

alla grande bellezza alla grande monnezza il passo, ahinoi, è
breve. Roma non è certo Napoli, ma in molte strade - anche in
quartieri eleganti come i Parioli per
non parlare della periferia - i sacchetti della spazzatura sono orribilmente
accatastati.
E per evitare che la situazione precipiti ulteriormente, scende in campo il sindaco Ignazio Marino. Il suo
grido d’allarme è inequivocabile:
«Tra qualche giorno non saprò dove
mettere i rifiuti». E per «chiedere
aiuto, per evitare di agire nell’illegalità» ieri mattina si è presentato dal
procuratore capo Giuseppe Pignato-

I «sigilli» alla discarica Montedison in Val Pescara

D

L’appello del sindaco: intervenga il governo
Il sindaco di Roma, Ignazio Marino

ne. Il nodo sta negli impianti di trattamento della Colari, società su cui pende una misura interdittiva, dopo la mega inchiesta sui rifiuti che ha coinvolto
il patron dell’ex megadiscarica di Malagrotta Manlio Cerroni. Marino a febbraio è corso ai ripari con un’ordinan-

za urgente che consente il conferimento da parte di Ama negli impianti per
un massimo di tre mesi, cioè fino al 26
maggio, e ora si trova di fronte ad
un’impasse. Il procuratore Pignatone
ha ricordando al sindaco che deve rivolgersi al prefetto, non essendo l’interdizione amministrativa una competenza penale della Procura. E Marino
ha subito raccolto il suggerimento:
«Parlerò con il prefetto. Io Malagrotta

non la riapro di sicuro. In una città come Roma si è consentito per circa
mezzo secolo che un solo soggetto gestisse lo smaltimento dei rifiuti, ora
questo soggetto è stato arrestato, e tra
i reati contestati ce ne sono alcuni che
impediscono alla pubblica amministrazione di avere rapporti con le sue
aziende ». Il problema esiste. Ancora il
sindaco: «Dove li conferisco così i rifiuti visto che adesso le istituzioni, nella

Con tre proiettili Domenico
Magri’ ha cancellato tre vite.
Il primo colpo della sua Ruger 7.65 lo ha esploso ieri alle
10.15 contro il suo socio in affari, Carmelo Orifici, 69 anni:
ucciso parandogli alla nuca in
un cantiere di Segrate (Milano). Un’ora dopo, tornato nella sua villetta a Cerro di Bottanuco (Bergamo), ha sparato la seconda volta: contro
sua moglie Maria Artale, 82
anni, originaria di Regalbuto
(Enna). Poi si è puntato la pistola alla testa.
Domenico Magrì era partito da Catania quand’era ragazzo in cerca di lavoro. Negli
ultimi anni si era stancato di
seguire gli affari della sua società edile e di lottare contro
la malattia della moglie, costretta da circa 15 anni su una
sedia a rotelle a causa di un
ictus. A 82 anni, dopo una vita trascorsa nei cantieri aveva deciso di mollare tutto e ritirarsi. Ne aveva parlato con
il suo socio, Carmelo Orifici,
che però pare non fosse d’accordo e con il quale è stato in
trattativa per lungo tempo
nel tentativo di trovare una liquidazione adeguata. Un tira
e molla che lo ha esasperato e
spinto a impugnare la pistola.

figura del prefetto, dicono che non possiamo portarli in quelle aziende e il ministro dice che non si può nominare un
commissario? Siccome ho un’intelligenza media non riesco da solo a trovare la soluzione ma sono certo che ce ne
sia una a cui tutti hanno pensato. Basta che il governo e il prefetto me la indichino e io la seguo».
Il suo Sos è stato raccolto dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti
che convocherà presto «tutte le parti
interessate». «Chiarirò con Comune,
Provincia e Regione - dichiara - quali
sono gli ostacoli che impediscono la soluzione della questione, utilizzando i
poteri ordinari e straordinari che la
legge attribuisce loro. Non accetterò
scaricabarile su un tema di completa
competenza regionale e comunale».
E Marino replica: «E’ importante
che il ministro abbia compreso l’urgenza. Vogliamo un ecodistretto invece di un grande buco per l’immondizia,
vogliamo trasformare un problema in
una risorsa economica».
[GRA. LON.]

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

I nodi da sciogliere
nella sanità
LORENZA CASTAGNERI
TORINO
er anni hanno dedicato la
loro vita all’università,
non si sono persi una lezione, hanno studiato fin
dal primo giorno di corso,
fatto tirocini. Un lavoro part-time?
Impossibile da conciliare. Per tasse,
libri e affitto li hanno sempre aiutati
mamma e papà.
E adesso migliaia di giovani medici, laureati di primo livello, potrebbero restare senza lavoro o dover
scappare all’estero per avere un futuro in questa professione. «In Italia
rischiamo di essere medici a metà.
Senza nessuna possibilità di esercitare». Motivo: i contratti di specializzazione non sono sufficienti.
Quest’anno, a fronte di 9 mila domande di studenti, i posti disponibili
potrebbero essere soltanto 3500.
Poco più di un terzo. Ma senza specializzazione non si può lavorare all’interno del Sistema sanitario nazionale. «Puoi soltanto fare la guardia medica oppure sostituire qualche medico di base quando va in ferie. Due o tre settimane all’anno. E
uno come si mantiene? Di solito questa é una soluzione temporanea in
attesa di iniziare la specializzazio-

P

PESSIMA PROGRAMMAZIONE

Le Regioni non riescono
a calcolare correttamente
il fabbisogno di camici bianchi
ne» spiega Davide Pianori. Fa parte
del comitato Aspiranti specializzandi. Con altri coordinamenti, una decina di giorni fa, ha lanciato una petizione online, «Medici senza futuro», indirizzata, tra gli altri, al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin
e al capo dello Stato.
In poche ore, sono arrivate oltre
30 mila firme. I ragazzi chiedono più
risorse e una miglior programmazione per l’accesso ai corsi di laurea.
Programmazione che finora è stata
apparentemente sbagliata o comunque poco lungimirante.
Negli ultimi anni, i posti per entrare alle facoltà di Medicina italiane sono aumentati: nel 2007 erano
7.300, nel 2013 10.700. A questo incremento non è, però, corrisposto
un adeguato numero di posti ai corsi
di specializzazione: cicli di studi
post-laurea, della durata di cinque
anni, durante i quali chi li frequenta
approfondisce una specialità e riceve uno stipendio di circa 1600 euro
al mese. Invece di crescere, sono
passati dai 5 mila nel 2012 agli ipote-

L’incubo «In Italia possiamo solo fare
la guardia medica o sostituire
chi prende qualche settimana di ferie»

«Tante parole
ma il nostro Paese
stronca i sogni
dei suoi giovani»

Contratti
Il numero di contratti
di specializzazione
è calato: nel 2012
ce n’erano 5000, per
quest’anno ne sono
stimati 3500 (più 1000
per la formazione
in medicina generale)

3

10700
Posti laurea 1° livello

30000
Firme
Il comitato Aspiranti
specializzandi e altri
coordinamenti hanno
lanciato la petizione
on line «Medici senza
futuro», raccogliendo
oltre 30mila firme

M

Emanuele Spina
Laureato in Medicina

ANSA

“Noi, senza specializzazione
con un futuro di medici a metà”
I corsi sono in numero insufficiente. “Così non possiamo esercitare”
tici 3.500 del 2014. Vanno aggiunti, poi,
ulteriori mille posti per i corsi di formazione in medicina generale, tre anni
che servono per diventare medico di
famiglia. In tutto, quindi, sarebbero
4500 posti, sempre pochi rispetto al
numero dei candidati.
«Il problema è che le regioni non
hanno strumenti sufficienti e aggiornati per calcolare il fabbisogno di medici
sul loro territorio. Con queste premesse, è impossibile riuscire a fare una corretta programmazione per gli accessi ai
corsi di laurea» ragiona Walter Mazzucco, presidente del Segretariato italiano giovani medici (Sigm). «Bisogne-

rebbe sapere - aggiunge Pianori - quali comitati che rappresentano gli aspiranfigure mancano: geriatri, rianimatori, ti specializzandi sono anche scesi in
oncologi. Allo stato attuale, gli enti loca- piazza. Domina lo scetticismo. Se le coli non sono in grado di dirlo, mentre lo se non cambieranno, il rischio vero è
Stato ha già pagato
che nel 2015 il numecosti altissimi per la
L’IMPEGNO ro dei candidati per
nostra formazione».
posto sia ancora
Il Governo ha promesso che un
Durante l’incontro
più alto. «In Francia
destinerà più risorse ci sono 7 mila posti
di lunedì tra Lorenper risolvere il problema per la laurea di prizin e i «medici senza
futuro», il ministro
mo livello e altretdella Salute ha garantito nuove risorse tanti per la specializzazione - rimarcaper aumentare il numero dei contratti no i comitati -. Anche qui servirebbe un
di specializzazione disponibili per que- sistema analogo. Non è difficile arrivarst’anno. Il decreto dovrebbe essere ci». I giovani medici pensano all’estero.
pronto per metà aprile. Mercoledì, altri Per molti di loro, sempre più vicino.

4000
a rischio
Alla Cri ci sono 2mila
contratti a tempo
determinato e 2mila
a tempo
indeterminato

Oggi a Roma la protesta dei dipendenti
igliaia di lavoratori sul piede
di guerra, una disputa in punta di legge sulle date e una
privatizzazione a metà dell’opera che
rischia di trasformarsi nell’ennesimo
massacro sociale in un’Italia dove la
disoccupazione ha già raggiunto livelli
insostenibili. É la trasformazione della Croce Rossa decisa nel 2012 tra le
polemiche e ora in via di attuazione in
un clima di certo non meno difficile.
Per i sindacati è un’altra Electrolux, ma del pubblico impiego. Per
Francesco Rocca, presidente della
Cri, non c’è altra scelta per sopravvivere. In mezzo ci sono loro, i lavoratori, duemila a tempo indeterminato e
altrettanti a tempo determinato, che

domande
a

«Andare all’estero? Sì, ci sto
pensando. Se non dovessi entrare in una scuola di specializzazione italiana, forse mi
trasferirò in Germania. L’alternativa sono gli Stati Uniti
o l’Australia. Un po’ di paura
c’è, ma almeno oltre confine i
medici italiani sono apprezzati. L’Italia, invece, é poco attenta ai bisogni dei giovani».
Emanuele Spina ha 24 anni. Laureato in medicina all’Università di Napoli, vorrebbe specializzarsi in Neurologia. Il test di ingresso sarà a ottobre. Ha cominciato a

I posti per accedere ai
corsi di laurea in
Medicina di primo
livello
sono aumentati: nel
2007 erano 7300, nel
2013 sono saliti
a 10700

Ilavoratoriinpiazza
“Noallaprivatizzazione”
ROMA

La fuga «All’estero, ad esempio in Francia,
nessun universitario resta escluso: se le cose
non cambiano, molti se ne andranno»

3500

CROCE ROSSA

FLAVIA AMABILE

Cronache .17

.

non sanno che cosa ne sarà di loro.
Oggi arriveranno in tanti a Roma a
far sentire la loro voce mentre i sindacati sperano di poter finalmente avviare dopo la protesta una trattativa perché considerano impensabile trasformare un ente come la Croce Rossa con
tutte le conseguenze in termini di stipendio (la perdita sarebbe del 20-30%),
orari e garanzie che ne derivano, senza
discutere e trattare con i ministeri
competenti.
Ad aggiungere polemiche alle polemiche c’è anche un contenzioso legale.
La privatizzazione è disciplinata dalla
legge 101 del 2013 che indica il 2014 come data d’inizio della trasformazione
dei comitati locali e provinciali sulla base di un articolo inserito da un’altra legge, la 178 del 2012. Con quei salti morta-

li che solo i legislatori italiani riescono
a realizzare, la 178 è stata modificata inserendo il 2015 in ogni punto in cui era
scritto 2014. «L’intenzione del legislatore è chiara - sostiene Cosimo Arnone
della segreteria nazionale Cgil Funzione Pubblica –. É esplicito che tutto debba essere rinviato al 2015».
Invece la privatizzazione in alcune
zone d’Italia è già iniziata applicando il
contratto Anpas. In una nota unitaria
tutti i sindacati hanno chiesto a Rocca
di «sospendere e censurare ogni iniziativa anticipatoria, con particolare riferimento alla trasformazione del rap-

porto di lavoro».
Ma Rocca non ha alcuna intenzione
di fermare il processo iniziato. «La richiesta dei sindacati è una follia. La legge è molto chiara e prevede la trasformazione dei comitati locali e provinciali a partire dal 2014 e quelli regionali e il
centrale dal 2015. Non esiste alcuna
possibilità di dubbio su questo, solo la
volontà di generare volutamente confusione che però crea problemi soprattutto ai lavoratori che con questa operazione di privatizzazione stiamo cercando di salvare».
«Speriamo che i ministri competenti
– risponde Arnone – capiscano che una
riforma non si fa mettendo le mani in
tasca ai lavoratori e vogliamo sapere il
destino dei precari dei comitati locali.
Il governo deve sapere che stabilizzarli
sarebbe un risparmio. Ci sono già tre
sentenze a favore, l’ultima della Cassazione e ci sono 1700 cause».

Emanuele Spina, 24 anni

studiare. «Ma il problema dice - non è l’esame, quanto i
posti. Pochissimi».
Immaginava di trovarsi in
questa situazione?

«No. Tutto ciò che sta accadendo é paradossale. Lo
sconforto é tanto. Per me e
per i miei genitori che mi hanno permesso di studiare».
Sono stati anni duri?

«Parecchio. Fare medicina é
quasi una scelta di vita. Tra lo
studio e i tirocini in reparto,
si sacrifica tutto il resto. Per
poi rischiare di restare senza
prospettive».
Amarezza?

«Sì, molta Siamo tutti ottimi
studenti, ma addirittura la
metà di noi non riuscirà a
specializzarsi».
[LOR. CAS.]

Il Lotto

ConcorsoN.40-Giovedì3aprile2014
Bari
16 27 22 58 35

Cagliari

69

2

9 27

6

Firenze

84 61 75

Genova

21

Milano

18 23 25 51 74

Napoli

60 50 68 44 54

Palermo

74 16 63 85 49

Roma

37

6 51

8 18 69 65

4

6 49 66

Torino

12 61 43 88 85

Venezia

59 31 87 85 26

Nazionale

11 89

9 61 79

SUPERENALOTTO
Combinazionevincente
40 47 59
numerojolly 66
64 79 89

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Numeri vincenti

2 4 8 9 12 16 18 21 22 23
27 31 37 50 59 60 61 69 74 84

18 .Società

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

il caso
ROSARIA TALARICO
ROMA

64
ettari
l’estensione
della città di Pompei

3220
20

metri
la lunghezza della cinta
muraria

2.443.325

mila persone

persone

il numero degli abitanti
nel 79 d.C.,
anno dell’eruzione

l’hanno visitata
nel 2013

na volta c’era l’angelo custode, ora c’è il satellite. E
proprio dallo spazio arriverà un aiuto ai custodi
(senza ali) e al personale
dei beni culturali che hanno il compito
di vigilare sugli ettari degli scavi di
Pompei, un enorme museo a cielo
aperto spesso teatro di crolli e atti vandalici. Finmeccanica, il colosso italiano
nella difesa e nella sicurezza, ha donato circa due milioni di euro in servizi e
tecnologie innovative per il monitoraggio e la tutela del sito archeologico di
Pompei.
L’impegno di Finmeccanica (attraverso le controllate Telespazio e Selex
Es) durerà tre anni, al termine dei quali il materiale messo a disposizione resterà al ministero dei Beni culturali
con cui è stato siglato l’accordo. «Non è
una sponsorizzazione ma un vero atto
di liberalità» ha sottolineato il ministro
Dario Franceschini. In concreto la conMICHELE FALZONE/JAI/CORBIS
venzione mette a disposizione degli Gli scavi archeologici di Pompei visti dall’alto
scavi la costellazione satellitare Cosmo-SkyMed che terrà sotto
controllo movimenti di
Praedia
terreni e strutture: un
Giulia
sistema di preallarme per frane e
Casa di Loreio
Bottega
Tiburtino
crolli, in grado diorini del vasaio
individuare
Anfiteatro
Domus
tempestivaGladiatori
mente i punti a
rischio.
I dati raccolti attraverIngresso
so anche il poNecropoli della
Porta
sizionamento di
Porta di Nocera
di Stabia
sensori, saranno
oro
resi accessibili via
golare
via Stabiana
Domus
Internet alle utenze
d
Moralista
li
dell M
individuate dal iministero, il cui personale sarà formato da Finmeccanica.
«Tutto questo partirà subito, da domani, seguendo per la piena attuazione un fatto il punto sull’impiego dei 105 milioni
crono-programma fissato con i re- di euro messi a disposizione dall’Unione
sponsabili di Pompei. Tutto dovrebbe Europea: «Sette gare sono state aggiudiandare a regime fra settembre e otto- cate, altre sette sono in corso di aggiudibre», afferma il presidente Gianni De cazione, solo per quanto riguarda il piaGennaro, sottolineando che Finmecca- no opere, il più ingente con 85 milioni di
nica, oltre a fornire tutta la formazione euro appostati. Il Piano della conoscennecessaria, gestirà direttamente il si- za è concluso a livello di bando di gare,
stema per garantirne il funzionamen- sono stati appostati tutti gli otto milioni
to. Una campagna
e la gara più consi«che ha un signifiCON I 105 MILIONI DELLA UE stente si concluderà a
cato particolare
Già sette gare aggiudicate giorni».
per noi. FinmeccaPer il piano sicunica non poteva es- Per illuminazione e recinzione rezza saranno pubblipromessi i bandi entro aprile cati i bandi entro fine
sere assente».
L’amministratoaprile per i progetti
re delegato Alessandro Pansa ha sotto- che riguardano recinzione e illuminazioIL CONSIGLIO ALLA PROSTITUTA: «LAVORI SU INTERNET»
lineato l’importanza per il Paese di ne del sito, più quello di videosorvegliancontinuare a investire nella tecnologia: za. Nel complesso, ha concluso Nistri,
«Nessuna voce di investimento pubbli- specificando che il dato non è aggiornaco ha uguale impatto sulla domanda e tissimo, sui 105 milioni di euro disponibi1 Beppe Grillo a Pompei: scortato da giornalisti e telecamere fa incontri diversi. Con i
sul Pil come quello in tecnologia e inno- li «al momento sono impegnati in asta
ragazzi in gita (foto sopra) e con una prostituta che gli chiede aiuto, per lavorare «al
vazione. L’abbiamo messa al servizio circa 40 milioni di euro». Sarà più facile
sicuro e pagare le tasse». «La Rete può aiutare - le dice Grillo - lavori sul web». E intanto sul
del Paese e del suo principale patrimo- per il ministro Franceschini presentarsi
web ci va Grillo che pubblica il video intitolato «Pompei è l’Italia»: «Questo è un pozzo di
nio». Il direttore generale del Grande oggi a Parigi per il Forum dei ministri
petrolio. è la prova che i romani avevano già inventato tutto. Tutto pubblico. Pompei è il
progetto Pompei, Giovanni Nistri, ha europei dei Beni culturali.
luogo della sacralità del pubblico. Tutto aperto».

U

Un custode dal cielo
per proteggere
gli scavi di Pompei

Finmeccanica mette a disposizione del ministero
i satelliti per controllare l’area e prevenire i crolli

La visita di Grillo: «Luogo simbolo dell’Italia»

«Neanche un cavo
e la sicurezza
è la stessa
delle Olimpiadi»

4

domande
a
Fabrizio Giulianini
ad Selex Es

Fabrizio Giulianini, amministratore delegato Selex Es,
in cosa consiste la tecnologia che verrà impiegata per
il monitoraggio di Pompei?

«Tendiamo a sviluppare soluzioni che abbiano un doppio utilizzo, per impieghi sia
militari che civili. Per la protezione degli scavi abbiamo
fornito quattro sottosistemi
basati su una serie di sensori.
Verranno installati nei punti
critici concordati con gli
esperti dei beni culturali e rileveranno modifiche dello
stato delle
opere. Niente cavi, ma
onde radio
che attraverso
il
wireless
trasmetteranno i dati
a una centrale di controllo».
Di che tipo di sistemi si tratta?

«Utilizzeremo la tecnologia
iperspettrale, finora impiegata in campo spaziale e militare. Attraverso una rilevazione spettrometrica sarà
possibile identificare componenti aggressivi causati da
eventi atmosferici o vandalismo. È una tecnologia usata
per esempio a bordo di sonde
spaziali per rilevare molecole d’acqua sulla luna».
Altre novità...

«Le comunicazioni sicure garantite da Tetra, lo standard
europeo criptato per le forze
di polizia. Non proprio una
novità perché l’abbiamo venduto in 50 Paesi ed è stato
usato alle Olimpiadi di Sochi.
Tutti gli operatori del sito potranno effettuare comunicazioni dati e voce verso la sala
controllo e Perseus, la centrale intelligente che consente a tutti i terminali di comunicare tra loro anche con
standard diversi, dal Gsm alle radiomobili in Vhs».
Sarà complicato usare questo tipo di tecnologia?

«Assolutamente no. Sono
state sviluppate delle applicazioni da scaricare su smartphone per fare interventi
immediati, come la geolocalizzazione di un turista che si
sente male».
[ROS. TAL.]

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

La storia
VITTORIO SABADIN

I sismi Colpite Los Angeles, San Francisco
e la parte nord del Paese sudamericano,
dove 900 mila persone sono state evacuate

.

Società .19

La certezza Gli esperti sanno che ce ne sarà
uno devastante a San Francisco prima o poi
ma nessuno sa se sarà annunciato da altri eventi

L’America trema e teme il Big One
Terremoti sulla costa Ovest Usa e in Cile: ora si dice che gli animali stiano fuggendo da Yellowstone
a qualche giorno trema
buona parte del continente americano e ci si
domanda se non stia per
accadere qualcosa di più
devastante. Una nuova scossa di 6,5
gradi della scala Richter è seguita
quasi subito all’impressionante terremoto (8,2) di martedì scorso in Cile
e ieri nella stessa zona, al largo della
città di Iquiqe, c’è stato un altro sisma di 7,6 gradi, senza conseguenze.
Giorni fa erano stati colpiti San Francisco (6,9), Los Angeles per due volte
(5,1) e il parco dello Yellowstone nello
Wyoming (4,8).
In Cile sono state distrutte 2500
case, ma le vittime sono limitate a sei.
Il Paese da tempo ha imposto severe
norme antisismiche per le nuove abitazioni e la popolazione è stata istruita su che cosa fare quando la terra
trema. Giustamente, la presidente
Michelle Bachelet si è detta fiera di
come i cileni hanno reagito: per paura di uno tsunami, 900 mila persone
sono state evacuate lungo tremila
chilometri di costa.
Ogni volta che si verifica in una zona abitata un terremoto di scala rilevante, la reazione è la stessa. Ci si domanda se le scosse che lo hanno preceduto o seguito siano collegate, se le
autorità non nascondano qualcosa e
se ci si debba preparare all’avverarsi
ALDO SOLIMANO/AFP
di una catastrofica profezia biblica. Gli effetti del recente terremoto che ha colpito il Cile settentrionale
Ma basterebbe guardare ogni giorno
la mappa del mondo nella quale lo
United States Geological Survey se- le quando si tratta di eventi sismici.
gnala i terremoti appena avvenuti Sappiamo che ce ne sarà uno devaper rendersi conto che non c’è da stante a San Francisco, ma non possiapreoccuparsi. O meglio: non ci sono mo dire quando. Qualcuno ha provato
1 Il satellite europeo Sentinel 1A,
ragioni per preoccuparsi di più.
con le macchie solari, gli allineamenti
lanciato ieri alle 23,02 italiane dalla
Ogni anno, si verificano sulla Ter- planetari e le fasi della Luna, senza fabase di Kourou, nella Guyana Franra 14 mila terremoti
re ovviamente mecese (valore di 2,3 miliardi) grazie alsuperiori ai 4 gradi,
la sua antenna radar da 12 metri
L’ANELLO DI FUOCO glio degli scienziati.
circa quaranta al
Gli
unici
che
semdi raccogliere dati senza
Ogni anno si verificano brano accorgersi del- permetterà
giorno. Quelli più
precedenti sui terremoti. E il prossiforti di 6 gradi sono nel mondo 4 mila scosse forti l’arrivo di un terremo anno, quando sarà in orbita anIl 90 per cento avviene qui moto sono gli anima- che il suo gemello, a intervalli di
150, uno ogni tre
giorni. Il 90% avvieli. Da un po’, sul web,
tempo molto più ravvicinati. Le rine nel «Ring of Fire», l’anello di fuoco si rincorrono strane testimonianze in
cerche più avanzate vedono proprio
che parte da Capo Horn, risale la co- base alle quali i bisonti, i coyote, gli orsi
nelle nuove sentinelle del cielo la
sta americana del Pacifico, devia ver- e le antilopi dello Yellowstone, il parco
chiave per stabilire finalmente un
so la Russia, scende lungo il Giappo- che si trova sopra un supervulcano di
legame tra le eruzioni vulcaniche e
ne e le Filippine, costeggia la costa 55 per 72 chilometri, se ne starebbero
le deformazioni del suolo che avEst dell’Australia e termina in nuova andando. Ma, se fosse vero, un ranger
vengono lungo le placche tettoniZelanda. In questo anello ci sono li- ce lo avrebbe sicuramente detto. Speche e le dorsali oceaniche.
nee di congiunzione delle placche tet- riamo bene.
toniche e il Cile si trova in una delle
zone peggiori, proprio sopra la Placca Nazca che cerca di infilarsi sotto
la Placca Sudamericana, sollevando
sempre più la Cordigliera delle Ande.
Queste enormi masse di litosfera
si muovono di pochi centimetri all’anno una contro l’altra, restano in
tensione come per decidere chi deve
passare per prima e alla fine si sbloccano, generando i terremoti. La maggior parte si verificano in fondo al
mare o in zone disabitate. Quelli di
cui ci accorgiamo sono pochi e ne veniamo a conoscenza quando colpiscono città o zone popolate. Ci spaventano non solo per l’alto numero di
con condanne in primo grado per i setvittime che hanno causato nella stote membri della Commissione Grandi
ria, ma anche perché siamo convinti
Rischi, sismologi inclusi, rei di essere
di vivere in un pianeta stabile e ogni
stati troppo rassicuranti alla vigilia
scossa, ogni frana, ogni inondazione
del sisma. «Un verdetto perverso e
mette in dubbio questa certezza.
una sentenza ridicola», commentò alNon c’è invece nulla di più instabilora la rivista Nature.
le della Terra e dell’universo di cui fa
«Un caso che ha complicato il noparte, ed è solo la relativa brevità delstro lavoro», dice oggi Claudio Chiarabba, direttore della struttura terrela nostra vita a creare l’illusione. La
Terra si muove e rimodella le sue formoti dell’Istituto nazionale di geofisime da miliardi di anni, senza curarsi
ca e vulcanologia. «In un futuro lontaSTEFANO RIZZATO
dei suoi più recenti, fragili e impaurino non so, ma in quello a breve termine
ti abitanti.
non credo arriveremo a poter preveSe ci fosse un modo di prevedere i
n cinque anni nulla è cambiato. E dere un terremoto. La ricerca avanza,
terremoti si potrebbero certamente
oggi prevedere i terremoti è una sono studi importanti e interessanti,
risparmiare molte vite umane, ma la
sfida impossibile tanto quanto lo ma negli ultimi vent’anni non si sono
scienza non ha fatto passi avanti in era quella maledetta notte del 6 apri- fatti grandi passi avanti e nei prossimi
questo campo. Nemmeno le proiezio- le 2009, quando L’Aquila fu devastata venti non credo si arriverà a qualcosa
ni statistiche sono utili e il movimen- dal sisma. Nulla è cambiato dal punto di definitivo».
In Italia, la situazione attuale è
to delle placche tettoniche è valutabi- di vista scientifico, neppure mentre
le nel lungo termine, ma imprevedibi- quel terremoto finiva in tribunale, tranquilla solo in apparenza. Per ca-

D

Il satellite di guardia

“A 5 anni dall’Aquila
l’Italia è tranquilla
solo in apparenza”
Intervista

I

L’ANELLO DI FUOCO
E’ un’area del pianeta nel bacino
dell’Oceano Pacifico di 40 mila chilometri
che dal Sudamerica arriva all’Australia
lungo il continente americano e l’Asia:
qui c’è il 75% di tutti i vulcani
attivi del mondo.

FAGLIA
DI SANT’ANDREA

30 marzo
Parco
di Yellowstone,
Wyoming (Usa)
Ore 6,34
Magnitudo

Oceano
Atlantico

4,8

28 marzo
La Habra,
California
Ore 21,20
Magnitudo

Le scosse
più recenti

5,1

23 marzo
Largo di Taracaba (Cile)
Ore 18,20
Magnitudo

6,1

Oceano
Pacifico

1 aprile
Largo di Iquique (Cile)
Ore 20,46
Magnitudo

8,2

2 aprile
Largo di Iquique (Cile)
Ore 23,46
Magnitudo

7,6

Centimetri-LA STAMPA

Direttore

della Liguria rientra in questa casistica. Invece da tempo è in corso uno sciame sismico assai vivace in Umbria, nella zona a nord di Gubbio. Tra momenti
in cui l’intensità aumenta ed altri in cui
sembra diminuire, questa sequenza va
avanti da quasi un anno».
Lo sanno bene gli abitanti della zona, da un pezzo costretti a convivere
con episodi di entità lieve, ma che spesso si fanno avvertire. Uno sciame sismico era anche quello, distruttivo,
dell’Emilia Romagna e di fine maggio
pirlo, basta consultare proprio la ban- 2012. E qualcosa di simile era successo
ca dati dell’Ingv, aggiornata in tempo anche sulle Alpi Apuane, in Toscana, lo
reale. I terremoti di magnitudo supe- scorso giugno, per fortuna senza poi
riore a 3,0 della scala Richter sono episodi drammatici. I precedenti, instati 80 nel 2012, ben 207 nel 2013, già somma, sono sia rassicuranti che allar46 in questa prima
manti.
«Quando ci sono
parte del 2014. L’ulPRIMI MESI DEL 2014
timo ieri, in mare, «Cresce l’attività di fondo sciami simili e specialmente in zone sidalle parti di Savona: magnitudo 3,4. ma nessuno con certezza smiche – dice l’esper«Negli ultimi anni sa quanto sia pericolosa» to – c’è sempre un’atc’è stato un aumentenzione in più e per
to dell’attività sismiLA DIAGNOSI questo sull’Umbria
ca di fondo, quella
in costante co«È come un’influenza: siamo
che noi definiamo
municazione con la
è un semplice malanno protezione civile.
“di background”,
o qualcosa di più serio?» Purtroppo, però, una
ma anche di questo
non c’è un’interprevolta di più non abtazione univoca», dice Chiarabba.
biamo dati per poter prevedere gli esiti
«È un’attività sparsa e sporadica, di quest’attività. È come con l’influennon organizzata in sciami o sequenze za: spesso è solo un’influenza come
e, per ora, il terremoto di ieri al largo tante, altre volte qualcosa di più serio».
Claudio
Chiarabba
(nella foto)
dirige la
struttura
terremoti
dell’Istituto
nazionale
di geofisica e
vulcanologia

20 .Società

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Il passato Costruito nel 1550 da Vicino Orsini
fu probabilmente opera di Pirro Logorio,
impegnato in quegli anni a Villa d’Este a Tivoli
PAOLO PEJRONE

B

omarzo è un giardino famoso, amato, studiato,
all’apice della popolarità, tanto celebre da esser anche «imitato».
Fortissimo è il dialogo, per esempio,
con l’iper-gettonato Giardino dei
Tarocchi, una delle ultime opere di
Niki de Saint Phalle, gloria delle
basse terre della Maremma toscana, in quel di Capalbio.
Il giardino di Bomarzo, costruito verso il 1550 da Vicino
Orsini, dopo secoli di abbandono e dimenticanza, negli
ultimi decenni è stato al centro di uno dei più dibattuti
contenziosi giardinieri. Si è
scritto di tutto e di più: gli
studiosi si sono scatenati nell’interpretare i significati nascosti dietro agli inquietanti
e giganteschi gruppi scolpiti
nei massi di tufo e nel renderli comprensibili ai non iniziati. Una vasta messinscena,
volutamente noncurante di
proporzioni e prospettive,

Il presente Dopo decenni di trascuratezza,
il «luna park di pietra» riacquista l’antico rigoglio
Noccioli e carpini avvolgono i mascheroni

Torna allo splendore
il bosco di Bomarzo
Un libro, appena uscito in Francia, celebra il celebre giardino

po’ dappertutto, sgorgava, si diceva,
dalle fauci dell’orca marina e zampillava intorno alle molte statue femminili che, tra il divino e il mostruoso,
custodiscono il giardino. Ora l’acqua
non c’è più, sostituita in modo affettuoso ed affascinante da soffici e leggeri ruscelli di muschio, che stanno
ricoprendo queste strane creature di
pietra, diventandone un silenzioso ed
originale interprete.
Bomarzo è un luogo unico e speciale, immaginato fin dall’origine per risultare informale e selvatico, in netta
contrapposizione con l’armonia e l’ordine del coevo giardino rinascimentale, che in quei
tempi lentamente si andava affermando. E’ ancora irrisolto il
mistero su chi ne sia stato l’autore: forse Pirro Logorio, che
proprio in quegli anni poteva
essere impegnato nella costruzione di Villa d’Este a Tivoli,
giardino per altro concettualmente diverso da Bomarzo…
Oggi appare come un vero
bosco «sacro»: sapiente base e
sostegno di un viaggio «iniziatico» che si snoda tra gli animali fantastici, le divinità in-

RISCOPERTA

VIAGGIO INZIATICO

Il volume ha foto sofisticate
che raccontano al meglio
un luogo così misterioso

Dal Gigante alla casa
pendente, dalla statua della
Fortuna alla Bocca dell’Orco

che doveva trasmettere più
inquietudine che serenità.
«Bomarzo», il libro uscito
un mese fa in Francia, di Cesar Garçon e Pierre de Filippis, pubblicato da Ulmer, tenta un approccio originale: testi molto brevi e sintetici,
splendide e sofisticate fotografie raccontano il bosco.
Quel bosco così bello in origine e così impunemente maltrattato nel secolo passato.
Sicuramente il libro di
Garçon e De Filippis può diventare uno dei mezzi più facili per avvicinarsi ad un luogo così
speciale, nato e creato per rimanere
enigmatico, sfuggente e misterioso.
Finora le immagini di Bomarzo
avevano un valore illustrativo e descrittivo e forse soltanto quelle in
bianco e nero scattate più di sessant’anni fa dal celebre Herbert List
riuscivano ad evocare ed interpre-

1954
Prima rinascita
È l’anno in cui
viene acquistato
dalla famiglia
Bettini (1954) che
inizia il recupero

tare la reale atmosfera del luogo.
Quelli erano tempi decisamente
«bui» per Bomarzo, che necessitava
di cure e restauri: gran parte degli alberi erano caduti e romantici greggi
di pecore pascolavano tranquillamente tra le rovine.
Fino ancora a vent’anni fa Bomarzo poteva sembrare un po’ trascurato,

un vero «luna park di pietra», per dirla con Moravia. Oggi il bosco è tornato al suo antico e sacro splendore: farnie, noccioli e carpini avvolgono, quasi nascondendoli, i grandi e minacciosi mascheroni, aumentandone l’effetto stupefacente ed inaspettato. Si sa
che molti cambiamenti sono avvenuti
nel tempo: in origine l’acqua era un

L’Orco
La «caverna» che
si spalanca dietro
le fauci della
statua dell’Orco
potrebbe appartenere a una
delle fasi iniziali
del percorso

Breve storia delle essenze della regione di Grasse

In tutta la regione di Grasse, la coltivazione della rosa da profumo si
sviluppa con successo crescente: se
nel 1846 si contano una sessantina di
profumerie, crescono a circa ottanta
nel 1864; lo stesso anno in cui il grande rosaista Nabonnand apre i suoi vivai a Golfe-Juan. Sfidando la crescente concorrenza della chimica,
della produzione straniera e di quella
delle colonie, nei campi di Grasse si
raccolgono 500 tonnellate di rose
ogni anno e si arriva a 1000 nel 1900.
E’ dunque indispensabile dedicare
tutti gli sforzi possibili a migliorare la
produttività, impegnandosi a sele-

Dai vivai di Golfe Juan
nacquero i profumi mito
ANNA PEYRON

C

IL
ROMANZO
DELLA
ROSA

11

aterina de’ Medici passerà alla
storia per la notte di San Bartolomeo e la strage degli Ugonotti, ma non va dimenticato che a lei
la Francia deve la besciamella, i «macarons», il gelato, le mutande, la forchetta e la moda dei guanti profumati
che conquista la corte di Parigi, si diffonde in quelle europee e dà origine
alla fortuna di Grasse. Questa piccola
e fiorente cittadina della Costa Azzurra, dedita alla coltivazione delle
piante aromatiche che forniscono alle
sue concerie la materia prima per
profumare il cuoio, si trasforma in
nuova capitale dei profumi.
Fin dai primi anni del 1700, i guantai-profumieri si differenziano poco a
poco dai conciatori veri e propri, fino
a ottenere un loro status ben definito.
Nel XIX secolo Grasse conosce un notevole sviluppo e diventa un’importante capitale industriale, la cui principale industria è quella del profumo.
Nel 700, tra i guantai, un certo
François Fragonard (padre del grande pittore della frivolezza e del Rococò Jean-Honoré) abbandona la pro-

duzione di guanti per dedicarsi unicamente a quella dei profumi e crea
quella che diventerà la più antica profumeria di Grasse. La coltivazione
delle rose conquista, tra il gelsomino,
le tuberose e il «lavandino», il posto di
maggior rilievo, favorita dal clima
della Provenza, particolarmente indicato alla sua coltivazione.
Nel 1925 il più mitico dei profumi, il
N°5 di Chanel, vede la nascita a Grasse, creato da Ernst Beau. Alla base
della sua realizzazione c’è la «Rose de
Mai Nabonnand» che dobbiamo al
grande ibridatore di Golfe-Juan, Gilbert Nabonnand. Nabonnand s’impegna molto alla ricerca di rose da profumo e questa sua creazione, anche chiamata Centifolia Nabonnand è da lui
particolarmente selezionata per la sua
ottima resa nella produzione di olio essenziale. Nei primi anni della Belle
Epoque i profumi delle grandi marche
si moltiplicano e quanto spesso il tema
eterno della Rosa contribuisce al loro
successo presso il pubblico! La sola
Maison Guerlain vi ricorre a più riprese per lanciare i suoi profumi: «Rose et
Oeillet», «White Rose», «Rose Blanche», «Dix pétales de Rose», ecc.

fernali e gli eroi vecchi e nuovi.
Il libro di Garçon e De Filippis
ripercorre tappa per tappa
l’odierno tracciato, parzialmente diverso da quello originale, sempre che un percorso
ci sia mai stato...
E che forse incominciava
aprendosi col feroce guardiano (il Gigante, identificato da
molti nell’Orlando Furioso)
passando per la famosa casa
pendente (fatta costruire dall’amata moglie, Giulia Farnese,
durante la prigionia di Vicino e
simbolo di una dinastia che
non crolla). Le scene più memorabili
sono certamente la fantasmagorica
statua della Fortuna, in precario
equilibrio sul guscio della tartaruga,
le mostruose sirene e poi il grande
elefante che stritola il centurione con
la proboscide, fino alla più nota ed impressionante, la vorace ed insaziabile
Bocca dell’Orco. Altro che luna park…

ROSICOLTORE

L’ibridatore Gilbert Nabonnand
era alla ricerca di nuove varietà
Erano gli anni della Belle Époque

Rose a tonnellate
Nel 1864 nei campi intorno a Grasse
si raccolgono 500 tonnellate di rose
ogni anno. Si arriva a mille nel 1900

zionare un rosaio di coltura più facile
e di maggior rendimento.
Sarà la «Rosa di Maggio» di Nabonnand, ibrido tra una Rosa gallica
(Provins) e una Rosa centifolia a essere la prescelta. La si coltiva in un
primo tempo franca di piede, poi innestata sulla Rosa indica Major per
aumentarne la resa. In breve tempo
s’impone in tutta la regione pur senza eliminare del tutto la varietà tradizionale detta Rose de mai double. Gilbert Nabonnand si rivela così essere
un rosicoltore attento alla grande
produzione, come in seguito lo vedremo lanciato in una nuova sfida che lo
porterà a diventare, sulla Costa Azzurra, il pioniere delle rose da taglio.

W

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

+1,38%
+1,30%

Euro-Dollaro
CAMBIO

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3714

Petrolio
dollaro/barile

FTSE(Londra)

R Oro

100,29

euro/grammo

-0,01%
-0,91%
+0,06%
-0,15%

S

30,4048

ECONOMIA
FINANZA

.

21

&

PASSO AVANTI VERSO IL MERCATO UNICO, AD OTTOBRE LA CONFERMA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI. LA PROTESTA DEI COLOSSI DELLE TLC

Tariffa unica per le telefonate in Europa
Roaming abolito a partire da fine 2015. Regole più severe per i provider: vietato bloccare i contenuti sul web
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

I numeri

Come in Patria, così all’estero.
L’Unione europea si impegna
a celebrare entro Natale 2015
la fine del roaming, stabilendo
il principio secondo cui nel
grande mercato a dodici stelle la tariffa telefonica deve essere unica, senza variazioni
quando si passa da un Paese
all’altro. Il voto dell’Europarlamento è stato netto in questo senso, ieri. Attende in ottobre la conferma del Consiglio, cioè dei governi, ma nessuno prevede sorprese. Furiosa la lobby delle Tlc, men-

300
milioni
Il numero di consumatori
in più quando il roaming
sarà eliminato
definitivamente

Più trasparenza
nei contratti e maggior
flessibilità nel cambio
dell’operatore

80
per cento
REUTERS

tre la Commissione esulta:
«L’Europa è proprio questa dice la vicepresidente dell’esecutivo Ue, Neelie Kroes -:
eliminiamo le barriere per
semplificare la vita ai cittadini e ridurre i costi».
Certo ha giocato l’imminenza del voto europeo. A due
mesi dalle elezioni, la sempre
contestata assemblea comunitaria ha messo a segno un
magnifico uno-due, creando le
premesse per il riequilibrio
delle bollette telefoniche di chi
viaggia e tenendo a battesimo
un continente davvero con-

nesso. Oltre al roaming, si stabilisce il principio della neutralità
della rete (la disponibilità per
tutti di un Internet aperto in cui
sia vietato bloccare e degradare
i contenuti), il coordinamento
della concessione di frequenze
per la banda larga senza fili, una
maggiore trasparenza dei contratti per gli utenti di Internet e
dei servizi a banda larga, la possibilità di passare più facilmente a un altro fornitore. Segnali
concreti, tangibili.
E’ un processo cominciato
sette anni fa col primo taglio

delle tariffe imposto dall’Unione ai gestori grandi e
piccoli. Dal 2007, secondo la
Commissione, si sono sforbiciati listini per chiamate, Sms
e dati di oltre l’80%. Il roaming
è oggi del 91% meno costoso rispetto al 2007, circostanza
che ha consentito un aumento
del 630% delle chiamate effettuate all’estero con un contratto nazionale. Mica poco.
La sola Croazia, entrando nel
club dei Ventotto, ha trovato
un costo dei dati di 15 volte più
basso rispetto a quando era

GIORNI DECISIVI PER L’EX COMPAGNIA DI BANDIERA

LUIGI GRASSIA

Da oggi in poi ogni giorno è
buono perché Etihad scopra
le carte e faccia un’offerta
per entrare nel capitale di
Alitalia. «La “due diligence” è
praticamente conclusa» ha
detto ieri l’amministratore
delegato Gabriele Del Torchio, riferendosi all’attività
di verifica (durata mesi) della
compagnia aerea di Abu
Dhabi sui conti e sulle effettive condizioni di salute dell’Alitalia. «Adesso stiamo
aspettando di vederci per approfondire i temi ed entrare
nella fase negoziale».
Ma non è certo che l’offerta venga presentata proprio
oggi, come ipotizzato ieri da
Gaetano Micciché, direttore

Alitalia si prepara al rilancio

generale di Intesa Sanpaolo
(che di Alitalia è azionista).
Conferme non sono arrivate,
anzi Del Torchio ha fatto un
commento che sembra una
frenata: ««Stiamo continuando con le nostre esplorazioni.
Credo che tra qualche giorno
potrebbe esserci qualcosa di
significativo. Dobbiamo lasciarci il tempo per approfondire, perché sarebbe un passaggio strategico rilevante per
la compagnia e sono cose che

91
per cento
La diminuzione delle tariffe
per chi chiama e naviga
da altri Paesi europei
dal 2007 a oggi

Il commissario Kroes:
eliminiamo le barriere
e semplifichiamo
la vita ai cittadini
ste pratiche dovrebbero essere
permesse solo per applicare
l’ordinanza di un tribunale, per
preservare la sicurezza della
rete o prevenire la congestione
temporanea della rete. Allo
stesso modo non ci potranno in
alcun modo essere discriminazioni nella circolazione dei dati,
ad esempio non si potrà permettere a provider come Google di avere maggiore velocità
dietro il pagamento di un compenso, cosa che negli Stati Uniti sta diventando piuttosto comune. E che Bruxelles non vuole succeda qui da noi.

RAP S.p.A.

Etihad, da oggi l’offerta per Alitalia
Attesa sulle rotte e il costo del lavoro
L’ad Del Torchio:
«Puntiamo
su più voli
a lungo raggio»

fuori. Dal luglio 2014 un megabyte scaricato su uno smart
phone non deve superare i 20
cent più Iva. Nel 2007 il limite
netto era a 70 cent. I colossi
della telefonia con e senza filo
protestano. Gli analisti di settore prevedono una possibile
perdita del fatturato stimata
nel 5 per cento, cosa a cui la
Commissione risponde che ci
sarebbero 300 milioni di consumatori in più una volta che il
roaming fosse azzerato (sondaggio Eurobarometro). «Un
passo nella direzione sbaglia-

Il risparmio negli ultimi
sette anni grazie
alla riduzione
delle tariffe

ta», commenta Etno, gruppo di
lobby che comprende Telecom
Italia, Deutsche Telekom e Telefonica. Mentre gli utenti sono
ovviamente raggianti: per l’Organizzazione dei consumatori
europei (Beuc) «i costi aggiuntivi non hanno nessuna giustificazione in un mercato unico
delle telecomunicazioni».
Non finisce qui. Il concetto di
neutralità della rete impedirà
agli operatori di bloccare o rallentare determinati servizi per
ragioni economiche, come è
successo in alcuni Paesi per le
chiamate gratuite di Skype: secondo l’Europarlamento, que-

hanno bisogno di tempo, approfondimento e analisi».
Il nuovo possibile socio in
Alitalia arriva fra molte speranze ma anche timori. Se
l’operazione si concretizza sarà un fatto positivo perché arriveranno soldi freschi e un
partner forte nella forma di
una compagnia ambiziosa e in
crescita come Etihad. Ma fra i
lavoratori di Alitalia serpeggia
la paura che il socio di Abu
Dhabi sia disposto a entrare
solo a patto di tagli del costo
del lavoro e delle rotte aeree.
Su quest’ultimo punto Del
Torchio ha rassicurato affermando anzi l’importanza per
Alitalia di sviluppare le rotte
intercontinentali, le più remunerative (e infatti ieri ha inaugurato quella fra Venezia e Tokyo). Sul costo del lavoro e gli
eventuali tagli ha detto che
«c’è veramente poco da commentare, le indiscrezioni non
sono suffragate da niente di
documentale. Qualche idea me
la sono fatta. Non appena riceveremo le loro richieste le
commenteremo».

Questa Stazione Appaltante ha indetto una procedura aperta per il
Servizio di manutenzione su n.
12 attrezzature di compattazione
a caricamento posteriore marca
Farid (CIG N. 5684464815), con
tariffa oraria a base di gara € 7,51
oltre I.V.A. e per un importo complessivo del servizio € 430.160,00
oltre I.V.A., pubblicata, a mezzo
avviso, sulla G.U.R.S. N. 14 del
04/04/2014 e, integralmente, sul
sito internet www.rapspa.it. Formulario di cui al Regolamento
(CE) n. 1564/2005 trasmesso alla
G.U.C.E. via e-mail il 24/03/2014
e pubblicato il 27/03/2014 con il
n. 2014/S 061-103400.
IL DIRETTORE
DEL DIPARTIMENTO
AFFARI DEL PERSONALE
(Dott. Nicolò Gervasi)

Questi
e molti altri avvisi
li puoi trovare
anche su internet

Consulta i siti
www.legaleentieaste.it
www.lastampa.it

Divisione Passeggeri Long Haul
Programmazione Materiali,
Acquisti e Controllo Pulizie LH
Si rende noto che in data 25/03/2014, è stato
pubblicato sulla G.U.U.E. il bando di Gara a Procedura
Aperta n. D.P.L.H/P.M.A.&C.P.LH/Gara5502578 del
12/03/2014, interamente gestita con strumenti
telematici, per l’affidamento della fornitura di nuovi
braccioli in opera sulle carrozze Frecciabianca in asset
alla Divisione Passeggeri Long Haul, per un importo
complessivo presunto di € 1.438.601,05. Il testo
integrale del bando è reperibile sul sito
www.acquistionline.trenitalia.it.
Le domande di partecipazione dovranno pervenire
entro le ore 13:00 del 20/05/2014.
Giuseppe Forino

Direzione Logistica Industriale
Acquisti Tecnici
Il Responsabile
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA
SETTORI SPECIALI - FORNITURE
Trenitalia S.p.A. ha intenzione di procedere,
mediante gara a procedura aperta eGPA n. 6459,
interamente gestita con sistemi telematici, alla
stipula di un contratto di somministrazione avente
ad
oggetto
l’affidamento
della
fornitura
di “Apparecchiature elettromeccaniche/singoli
componenti per impieghi elettrici” suddivisa in 2
lotti: Lotto 1 - CIG: 5667139F08 e Lotto 2 CIG: 566714432C. Tutta la documentazione di gara è
disponibile su www.acquistionline.trenitalia.it. Il
termine per la presentazione delle offerte è fissato
per il giorno 08/05/2014 ore 13:00.
Rocco Femia

CITTA’ DI TORINO
PROCEDURA APERTA N. 12/2014 PER
ESTRATTO “SERVIZIO DI MANUTENZIONE
PATRIMONIO ARBOREO – ANNO 2014”.
IMPORTO BASE PRESUNTO - I.V.A.
esclusa: euro 774.590,16 (suddiviso in n. 6
lotti). Il bando integrale sarà pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
del 04 aprile 2014, trasmesso alla Gazzetta
Ufficiale delle Comunità Europee il 26 marzo
2014 e visibile su INTERNET al seguente
indirizzo: http://www.comune.torino.it/appalti/.
Scadenza presentazione offerte: entro le
ore 9,30 del 20 maggio 2014.
Torino, 24 marzo 2014
IL DIRIGENTE DELL’AREA APPALTI ED ECONOMATO

Dott.ssa Monica SCIAJNO

ESTRATTO DI ESITO DI GARA
1) Stazione appaltante: ITALFERR SpA, in
nome e per conto di RFI SpA. 2) Oggetto:
Procedura ristretta per la realizzazione degli
interventi agli Impianti di Segnalamento e
Telecomunicazioni per il raddoppio della tratta
Castelplanio - Montecarotto sulla linea Orte Falconara. CUP: J61H03000030001 - CIG
5356704BF8 - (PA-1215). 3) Soggetto
aggiudicatario: CEIT IMPIANTI Srl Importo
Euro 499.622,46 Ribasso 25,0860%. 4) Profilo
del Committente: www.gare.italferr.it.
Il Responsabile
Ing. Fabrizio RANUCCI

TRIBUNALE DI TORINO
TRIBUNALE DI BERGAMO
CONCORDATO PREVENTIVO MONTECARLO SRL
IN LIQUIDAZIONE – CP 4/2010
INVITO AD OFFRIRE – COMPLESSO INDUSTRIALE COMMERCIALE SITO IN RIVOLI
(TO), VIA FRANCESCO RAIMONDO, N. 20, 20/A, 20/B, 20/C E VIA COMETTO,
N. 11. Il Liquidatore Giudiziale, dott. Nicola Saba, invita a manifestare interesse all’acquisto in unico lotto dei beni immobili meglio descritti nella perizia reperibile e con le modalità dettagliate nel bando di gara reperibile all’indirizzo
https://www.dropbox.com/sh/3km8p70r43ir8lr/TiS-IjfxUO. Le offerte d’acquisto
dovranno pervenire presso lo studio del Notaio Remo Morone sito in Torino,
via Luigi Mercantini, n. 5 tel. 011.5622522 mail r.morone@studiomorone.it,
non potranno essere inferiori ad Euro 650.000,00, dovranno essere cauzionate
con un assegno circolare di Euro 50.000 che dovrà pervenire entro 7/04/2014
alle ore 12.00. L’apertura delle buste e l’eventuale asta avverrà il successivo giorno 9/04/2014 alle ore 12.00. Per informazioni e dettagli scrivere a
bergamo@studionosari.it o telefonare allo 035.217566.

22 .Economia

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

CONTINUA LA CORSA DEL TITOLO A PIAZZA AFFARI, TOCCA I MASSIMI DAL GENNAIO 2013

Blackrock è la
più grande
società di
investimento
nel mondo e
gestisce un
patrimonio
totale di 4300
miliardi
di dollari

Mps, i nuovi soci verso
la conferma dei vertici
La Fondazione vende ancora, adesso è al 3,1% del capitale
GIANLUCA PAOLUCCI

Numero
uno

I nuovi soci «forti» di Mps sarebbero intenzionati a confermare l’attuale management
della banca anche al rinnovo
del consiglio, previsto tra un
anno. Secondo quanto ricostruito, il tema dei vertici della
banca non sarebbe centrale
per Fintech e Btg Pactual, che
saranno legati alla Fondazione
Mps in un patto di sindacato
per il 9% del capitale. Anzi, si
sottolinea come la decisione
dell’investimento sia stata ef-

L’amministratore delegato
di Mps,
Fabrizio Viola
I nuovi soci
del gruppo
senese sarebbero intenzionati a confermarlo quando tra un
anno saranno
chiamati a
rinnovare il
consiglio

La Mansi nei prossimi
giorni illustrerà
a Tesoro e Bankitalia
i termini dell’accordo
fettuata anche sulla base del
piano industriale presentato
dall’istituto e sulle prospettive
di ripresa per Montepaschi dopo la tempesta dei mesi scorsi.
Il patto, al cui testo stanno lavorando i legali delle due parti,
prevede la facoltà per i due
fondi sudamericani la facoltà
di nominare l’amministratore
delegato quando tra un anno
scadrà il consiglio attualmente
in carica. Mentre alla Fondazione spetterà ancora il diritto
di poter indicare il presidente.
La Fondazione intanto ha an-

OPERAZIONE DA 300 MILIONI

Mediaset cede il 25% di Ei Towers
e accelera su pay tv e Digital plus
Mediaset vende il 25% di
Ei Towers, il gruppo delle
torri televisive e delle telecomunicazioni, con un incasso che si avvicinerà di
molto ai 300 milioni. Il Biscione, che manterrà una
quota di controllo del 40%,
utilizzerà la liquidità soprattutto per rafforzare i contenuti televisivi. Si tratta di

1

una nuova «cassa» importante, che potrebbe servire
per acquisizioni o per «ogni
opportunità industriale».
Mediaset guarda alla pay tv:
è in corso di definizione la
nuova società che raggruppi
le attività nel settore così
come sono in corso i colloqui
con Telefonica per il futuro
della spagnola Digital plus.

nunciato ieri di aver venduto ancora. Attualmente è al 3,1% del
capitale della banca contro il
5,5% che aveva in precedenza, al
netto del 6,5% che si è impegnata a vendere a Fintech e Btg.
L’accordo sottoscritto lunedì
scorso è sottoposto all’ottenimento delle autorizzazioni da
parte di Banca d’Italia e Ministero dell’Economia.Per questo,
la presidente dell’ente senese
Antonella Mansi incontrerà nei
prossimi giorni i rappresentanti
sia del Tesoro che di via Nazionale per illustrare le intese raggiunte con i nuovi azionisti.
A propositi dei vertici, ieri è
emerso che l’ad Fabrizio Viola
ha ricevuto emolumenti per 1,79
milioni. Il tetto imposto dalla
Ue di 500 mila euro ha comportao la rinuncia, è scritto nella
relazione sulla remunerazione
della banca, a 3,5 milioni di euro
complessivi. Il top manager tuttavia l’anno scorso ha ricevuto
1,4 milioni per la carica di direttore generale e altri 402mila euro per quella di ad. A Viola, inoltre, la banca ha riconosciuto un
importo transattivo da
1,2milioni che potrà ricevere
una volta che ci sarà «la sottoscrizione degli impegni vincolanti per l’aumento di capitale
della banca».
Prosegue intanto il rally del
titolo a Piazza Affari: ieri +2,2%,
ai massimi dal gennaio 2013.

LA SCOMMESSA DEL COLOSSO AMERICANO

Blackrock, 5 miliardi
sulle banche italiane
Dopo Montepaschi
Intesa e Unicredit
il gestore sale al 6,8%
nel Banco Popolare
TORINO

Blackrock continua a fare rotta sulle banche italiane: dopo
le operazioni in Mps, Unicredit e Intesa, il gigante statunitense sale al 6,8% nel Banco
Popolare. Il superamento della soglia del 5%, secondo
quanto comunicato alla Consob, risale a lunedì scorso,
giorno dell’avvio dell’aumento
da 1,5 miliardi. La quota nell’istituto veronese, che vale
quasi 190 milioni, è detenuta
attraverso 17 società di gestione del risparmio controllate
dalla stessa Blackrock.
Nel corso dell’assemblea
degli azionisti che sabato
scorso aveva confermato l’ad
Pier Francesco Saviotti, era
emerso che la più grande società di investimento nel mon-

do aveva già in portafoglio
l’1,34% dell’istituto. Con la salita annunciata ieri, il fondo ne
diventa primo azionista. Prima
dell’affondo sul Banco,
Blackrock è uscito allo scoperto
su Mps, dove ha raggiunto il
5,7% del capitale e poco prima
aveva superato la soglia rilevante in Unicredit e Intesa. Il
gruppo, con casa madre a New
York ma attivo attraverso divisioni di tutto il mondo, ha oltre
4.000 miliardi di asset in gestione e di solito fraziona l’investimento in una serie di fondi diversi. La scommessa di
Blackrock negli istituti italiani,
ad oggi, vale oltre 4,6 miliardi di
euro. In base alle comunicazioni alla Consob, emerge che il gestore di Laurence D. Fink ha
una quota del 5% di Azimut, del
5% di Intesa Sanpaolo e sempre
del 5% in Unicredit, dove è il
maggiore azionista. Sotto la
stessa soglia rilevante il colosso
si è portato, a metà del mese di
marzo, in Telecom. Nel gruppo
aveva una quota del 7,7%, che
arrivava al 10% considerando la
partecipazione potenziale derivante dal convertendo. [G. BOT.]

Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq uatiumqui ipsam aut latiant etur? Met, qui ut verit, ut elest, optiamet faccae ducipsapit et quae accus. Ectemod ionecto dunt officius placest utenis aut volum volluptatat repudan dandest ressi rerspicitat perro bla volore que aligent,
simaiostius millia simi, sunt odi a vent, core nus receprere dolorit atiaspe rnateseque laborpor si rem fugiae laborib erspiti offictumquo ium fuga. Estrum, odist, que sam assi num laut aut eatur as alit ma dolupist, int aut est, sunt alitis moluptature sincima vit aut eossus vitat quam sitaessint. Aliberu mendae nos est,
quuntinci dolorem perferitae. Ehent dolupta quiae in re estint eaque es quia quoditemquat hit ex essit vent parum aliquassimus ulla ate doluptatem facculp arumquodis exped quat eius. Ihil min rest, con ratem aut lis voluptatur as que sinum as acerum aut volendunt erfero optatio consed ullabor iaestrumenda
volorporem suntur ab in rehendame estrum hillit eaqui cumqui non nonet ut lanienim doluptatur aboreru mquibus aut ut harciis dis earchil lupicabore quis sequiss itiisquam il expellabore alitemquia aut molut laborrum ra nobis quiditate nobitatibus vit fugitis mo ea comnis il magnatures eos ex erspele stiorupta
volecto conestrum accatis et ipsae. Nus dusandi tatendant omnimod isquibusa de voluptur acest, eosandae coriam aut omnis dus sinimpor aut est voluptate ea nost. Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq uatiumqui ipsam aut latiant etur? Met, qui ut verit, ut elest, optiamet faccae
ducipsapit et quae accus. Ectemod ionecto dunt officius placest utenis aut volum volluptatat repudan dandest ressi rerspicitat perro bla volore que aligent, simaiostius millia simi, sunt odi a vent, core nus receprere dolorit atiaspe rnateseque laborpor si rem fugiae laborib erspiti offictumquo ium fuga. Estrum, odist,
que sam assi num laut aut eatur as alit ma dolupist, int aut est, sunt alitis moluptature sincima vit aut eossus vitat quam sitaessint. Estrum, odist, que sam assi num laut aut eatur as alit ma dolupist, int aut est, sunt alitis moluptature sincima vit aut eossus vitat quam sitaessint. Aliberu mendae nos est, quuntinci
dolorem perferitae. Ehent dolupta quiae in re estint eaque es quia quoditemquat hit ex essit vent parum aliquassimus ulla ate doluptatem facculp arumquodis exped quat eius. Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq uatiumqui ipsam aut latiant etur? Met, qui ut verit, ut elest,
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fuga. Estrum, odist, que sam assi num laut aut eatur as alit ma dolupist, int aut est, sunt alitis moluptature sincima vit aut eossus vitat quam sitaessint. Aliberu mendae nos est, quuntinci dolorem perferitae. Ehent dolupta quiae in re estint eaque es quia quoditemquat hit ex essit vent parum aliquassimus ulla ate
doluptatem facculp arumquodis exped quat eius. Ihil min rest, con ratem aut lis voluptatur as que sinum as acerum aut volendunt erfero optatio consed ullabor iaestrumenda volorporem suntur ab in rehendame estrum hillit eaqui cumqui non nonet ut lanienim doluptatur aboreru mquibus aut ut harciis dis earchil
lupicabore quis sequiss itiisquam il expellabore alitemquia aut molut laborrum ra nobis quiditate nobitatibus vit fugitis mo ea comnis il magnatures eos ex erspele stiorupta volecto conestrum accatis et ipsae. Nus dusandi tatendant omnimod isquibusa de voluptur acest, eosandae coriam aut omnis dus sinimpor aut
est voluptate ea nost. Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq uatiumqui ipsam aut latiant etur? Met, qui ut verit, ut elest, optiamet faccae ducipsapit et quae accus. Ectemod ionecto dunt officius placest utenis aut volum volluptatat repudan dandest ressi rerspicitat perro bla volore
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facculp arumquodis exped quat eius. Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq uatiumqui ipsam aut latiant etur? Met, qui ut verit, ut elest, optiamet faccae ducipsapit et quae accus. Ectemod ionecto dunt officius placest utenis aut volum volluptatat repudan dandest ressi rerspicitat
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magnatures eos ex erspele stiorupta volecto conestrum accatis et ipsae. Nus dusandi tatendant omnimod isquibusa de voluptur acest, eosandae coriam aut omnis dus sinimpor aut est voluptate ea nost. Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq uatiumqui ipsam aut latiant etur? Met,
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offictumquo ium fuga. Estrum, odist, que sam assi num laut aut eatur as alit ma dolupist, int aut est, sunt alitis moluptature sincima vit aut eossus vitat quam sitaessint. Estrum, odist, que sam assi num laut aut eatur as alit ma dolupist, int aut est, sunt alitis moluptature sincima vit aut eossus vitat quam sitaessint.
Aliberu mendae nos est, quuntinci dolorem perferitae. Ehent dolupta quiae in re estint eaque es quia quoditemquat hit ex essit vent parum aliquassimus ulla ate doluptatem facculp arumquodis exped quat eius. Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq uatiumqui ipsam aut latiant
etur? Met, qui ut verit, ut elest, optiamet faccae ducipsapit et quae accus. Ectemod ionecto dunt officius placest utenis aut volum volluptatat repudan dandest ressi rerspicitat perro bla volore que aligent, simaiostius millia simi, sunt odi a vent, core nus receprere dolorit atiaspe rnateseque laborpor si rem fugiae
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parum aliquassimus ulla ate doluptatem facculp arumquodis exped quat eius. Ihil min rest, con ratem aut lis voluptatur as que sinum as acerum aut volendunt erfero optatio consed ullabor iaestrumenda volorporem suntur ab in rehendame estrum hillit eaqui cumqui non nonet ut lanienim doluptatur aboreru
mquibus aut ut harciis dis earchil lupicabore quis sequiss itiisquam il expellabore alitemquia aut molut laborrum ra nobis quiditate nobitatibus vit fugitis mo ea comnis il magnatures eos ex erspele stiorupta volecto conestrum accatis et ipsae. Nus dusandi tatendant omnimod isquibusa de voluptur acest, eosandae
coriam aut omnis dus sinimpor aut est voluptate ea nost. Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq uatiumqui ipsam aut latiant etur? Met, qui ut verit, ut elest, optiamet faccae ducipsapit et quae accus. Ectemod ionecto dunt officius placest utenis aut volum volluptatat repudan
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sincima vit aut eossus vitat quam sitaessint. Aliberu mendae nos est, quuntinci dolorem perferitae. Ehent dolupta quiae in re estint eaque es quia quoditemquat hit ex essit vent parum aliquassimus ulla ate doluptatem facculp arumquodis exped quat eius. Ihil min rest, con ratem aut lis voluptatur as que sinum as
acerum aut volendunt erfero optatio consed ullabor iaestrumenda volorporem suntur ab in rehendame estrum hillit eaqui cumqui non nonet ut lanienim doluptatur aboreru mquibus aut ut harciis dis earchil lupicabore quis sequiss itiisquam il expellabore alitemquia aut molut laborrum ra nobis quiditate
nobitatibus vit fugitis mo ea comnis il magnatures eos ex erspele stiorupta volecto conestrum accatis et ipsae. Nus dusandi tatendant omnimod isquibusa de voluptur acest, eosandae coriam aut omnis dus sinimpor aut est voluptate ea nost. Untiatur ecestionem sapis et debit, tet laboreste descit laboreped everumq
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rnateseque laborpor si rem fugiae laborib erspiti offictumquo ium fuga. Estrum, odist, que sam assi num laut aut eatur as alit ma dolupist, int aut est, sunt alitis moluptature sincima vit aut eossus vitat quam sitaessint. Estrum, odist, que sam assi num laut aut eatur as alit ma dolupist, int aut est, sunt alitis
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LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Panorama

Il mercato della casa

L’anno nero del mattone
Raddoppia il calo dei prezzi

I

l 2013 è stato un anno di saldi sul mercato del mattone,
con il prezzo delle case che
è sceso del 5,6% e sconti raddoppiati rispetto all’anno precedente, quando il calo si era
fermato al 2,8%. Se da una
parte dietro queste cifre si nascondono occasioni per quanti
vogliono acquistare l’abitazione, per chi ce l’ha già il ribasso
ha l’amaro sapore di una sva- Le vendite sono scese del 9,2%
lutazione. La discesa delle
quotazioni si accompagna al crollo delle compravendite, che è
stato pari al -9,2% lo scorso anno, stando ai dati dell’Agenzia delle
Entrate. Già nel 2012 il mercato aveva perso oltre un quarto degli
scambi, scivolati a livelli che non si vedevano da decenni. Il congelamento delle transizioni si è così scaricato sui prezzi. La stessa cosa d’altra parte è accaduta sul fronte consumi: gli italiani
hanno stretto sempre più i cordoni della borsa e mese dopo mese
l’inflazione è precipitata. Una spirale di cui non si vede la fine: a
[R. E.]
febbraio Confcommercio registra consumi «congelati».

Crescita del 4,8%

Il vino italiano batte la crisi
L’export spinge il fatturato

L’

Italia del vino tiene e, a dispetto della crisi economica,
mette in cascina per il 2013 una robusta crescita del fatturato (+4,8%) in controtendenza con il settore alimentare (+0,3%) e manifatturiero (-0,3%). A tracciare il quadro, alla
vigilia del Vinitaly, è la consueta indagine dell’ufficio Studi di
Mediobanca sulle 111 principale aziende italiane da cui risalta il
ruolo sempre più rilevante dell’export (+7,7%). Lo scorso anno è
stato da incorniciare soprattutto per gli spumanti italiani che
hanno visto aumentare a doppia cifra (+10,3%) le vendite all’estero. Anche allargando lo sguardo ad un orizzonte temporale
più ampio il vino conferma un trend di crescita costante. [R. E.]

A Valencia

Moda

Moretti Polegato Italia Independent
riceve la laurea Una nuova linea
honoris causa insieme ad Adidas
Mario Moretti Polegato, presidente del gruppo Geox, è
stato insignito della laurea
honoris causa dall’Università
Ceu Cardenal Herrera di Valencia (Ceu-Uch). Moretti Polegato, che ha rivoluzionato il
settore delle calzatura, inventando e brevettando una nuova tecnologia che ha convertito il gruppo nella prima marca italiana e fra le prime a livello mondiale - con 30.000 dipendenti fra diretti e indiretti
ed esportazioni in 103 Paesi - è
stato insignito del titolo di
dottore in ingegneria, nel corso di una cerimonia al Palau
de la Musica, presieduta dal
presidente della Fondazione
Universitaria San Pablo Ceu,
Carlos Romero. La laudatio è
stata tenuta dalla direttrice
del Dipartimento di espressione grafica, progetti e urbanismo Sara Barquero Perez.

Economia .23

.

Scaroni-Renzi, duello
su nomine e onorabilità
L’ad Eni: la norma non esiste altrove. Il premier: meglio che ci sia
Al timone

il caso

Paolo Scaroni
è ad
dell’Eni da
nove anni ma
tra pochi
giorni scade il
suo mandato
Lunedì scorso
Scaroni è
stato condannato a 5 anni
di carcere
per reati
ambientali
riguardo la
centrale di
Porto Tolle

LUCA FORNOVO
TORINO

«U

na norma sui
criteri
per le nom i n e
pubbliche non esiste in nessuna società al mondo. Se non ce
l’ha nessuno perché devo
averla io?». Davanti all’aula del
Senato, Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni in
scadenza tra pochi giorni, decide di giocare all’attacco,
muovendo critiche alle nuove
regole che il Tesoro vorrebbe
introdurre negli statuti delle
società quotate ma controllate
dallo Stato. Il numero uno dell’Eni da nove anni proprio non
ci sta a lasciare la guida del colosso petrolifero e si dice sorpreso di «questa norma che
non hanno neanche grandi
aziende come Esso, Apple, Total o Siemens».
La norma in questione è la
direttiva del ministero dell’Economia del 24 giugno
2013, varata dall’allora ministro Fabrizio Saccomanni, che
rafforzando i requisiti di onorabilità e di professionalità richiesti agli amministratori
prevede «l’ineleggibilità e, nel
corso del mandato, la decadenza automatica per giusta
causa, senza diritto al risarcimento di danni, in caso di condanna, anche in primo grado,
o di patteggiamento per gravi
delitti». Una regola che potrebbe gettare ombre sulla riconferma all’Eni di Scaroni
che, con un tempismo non dei
migliori per lui, ha subito lunedì scorso una condanna a
tre anni di carcere e 5 anni di

IMAGOECONOMICA

interdizione per la centrale ragione noi a volerla». Sui vertielettrica di Porto Tolle (Rovigo) ci dell’Eni il premier spiega poi
per reati ambientali. I fatti ri- che le scelte saranno fatte parsalgono a quando Scaroni era tendo dalla valutazione del ruoancora ad dell’Enel e soprattut- lo del gruppo che «è un pezzo
to va detto che il reato citato fondamentale della politica
dalla sentenza non rientra af- energetica italiana, della politifatto tra quelli che fanno scatta- ca estera e di intelligence cioè
re l’ineleggibilità o la decadenza dei servizi segreti. Le scelte le
del manager in carica. Lo con- faremo entro il 14 aprile».
ferma alla traSu un possibile
smissione «Otto
I NUOVI VERTICI ruolo all’Eni, per
e mezzo» anche il
come
La scelta il 14 aprile esempio
premier Matteo
presidente, ScaSi pensa a un ruolo roni ha schivato
Renzi: «La regola
per il manager le domande di
dell’onorabilità
non riguarda
Massimo MucScaroni». Renzi, che rivela di chetti, presidente della commisaver visto a pranzo l’ad dell’Eni sione Industria del Senato.
(in un clima di cordialità), tiene «Faccio quello che credo - ha riperò il punto sulle nuove regole: sposto - sono un libero cittadino,
«Scaroni dice il vero, quella ad o presidente, dipendente o innorma non c’è negli altri Paesi; dipendente sono fatti miei». Sema noi siamo contenti che ci sia, condo fonti vicine a Palazzo Chigli altri Paesi non ce l’hanno e su gi, Renzi starebbe comunque
questo ha ragione, ma abbiamo pensando a un incarico per Sca-

roni all’Eni. La via della presidenza non è però scontata se si
considera che un recente orientamento del Cda dell’Eni ha previsto che il presidente sia «preferibilmente indipendente al
momento della prima nomina o
che, comunque, rappresenti una
figura di garanzia per tutti gli
azionisti». Requisiti che forse
potrebbero non combaciare
perfettamente col profilo di Scaroni, ad dell’Eni per nove anni su
indicazione del Tesoro, l’azionista di maggioranza. Certo resta
un manager che come arringa lo
stesso Scaroni ha creato grande
valore per tutti i soci: «Sono entrato in Eni con un patrimonio
netto di 39 miliardi e oggi sono
61, abbiamo generato ricchezza
per 22 miliardi e pagati 36 di dividendi di cui 12 allo Stato». E a
proposito di cedole nei prossimi
quattro anni cresceranno, «se lo
scenario resta questo».

NEL MIRINO LE OPERAZIONI DELLA DIVISIONE LOCALE

“Maxi-truffa in Messico”
Citigroup sotto inchiesta
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

Lapo Elkann

Adidas Originals e Italia Independent, il marchio fondato da
Lapo Elkann, si uniscono per
una nuova collaborazione: e i
primi prodotti Adidas Originals X Italia Independent saranno disponibili nell’autunno-inverno 2014 in tutto il
mondo. «Sono fiero di questa
collaborazione tra due aziende
europee e di respiro globale. Il
risultato è una collezione accattivante», ha detto Elkann.

Citigroup si è appena lasciata alle spalle il salvataggio
pubblico e gli investimenti rischiosi. Ma già si profilano
nuovi problemi, che rischiano di rimettere la banca nell’occhio del ciclone, incrinando il rapporto con Washington. Secondo indiscrezioni,
le autorità federali hanno avviato un’indagine penale sul
gigante del credito per la frode da 400 milioni di dollari
nella sua divisione messicana Banamex. A questo si ag-

giunge l’inchiesta delle autorità del Massachusetts per valutare se la banca abbia varato
misure adeguate contro il riciclaggio di denaro da parte dei
suoi clienti.Per Citi si tratta
dell’ultimo recente smacco: è
già stata bocciata dalla Federal Reserve negli ultimi stress
test quando si tratta di management, in particolare l’attendibilità delle sue previsioni e
dei suoi piani di capitale, un
giudizio che le è costato la possibilità di alzare i dividendi a
favore dei soci e di lanciare
piani di buyback azionari.

INSTALLAZIONE PER SOSTENERE OXFAM

Via Montenapoleone omaggia Maserati
1 Via Montenapoleone a Milano omaggia il grande design nel

segno della solidarietà. In occasione del Salone del Mobile (dall’8 al
13 aprile) la nuova Maserati Ghibli sarà protagonista di una mostrainstallazione in cui Oxfam Italia promuoverà un’asta silenziosa di
oggetti di design per sostenere microcredito e persone in difficoltà.

24

LA STAMPA
.SPECIALE
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Torino

Arriva “IoLavoro”
in palio oltre 6 mila posti
MARINA CASSI

Apre tra quattro giorni «IoLavoro», la principale job fair in
Italia che si terrà il 9, 10, 11
aprile a Torino, al Lingotto,
dalle 10 alle 18. E c’è una novità importante: la fiera ha ricevuto l’adesione del Presidente
della Repubblica.
I numeri

Sono 94 le aziende, i franchisor
e le agenzie per il lavoro che parteciperanno alla manifestazione, tra queste sono 76 le aziende
che cercano personale e provengono dai settori turistico-al-

Le lunghe code prima dell’ingresso all’edizione del 2013

Il ministro Poletti e i ragazzi

Il 9, 10 e 11
aprile
il ritorno
al Lingotto
berghiero, ristorazione, sport e
benessere, commercio, grande
distribuzione organizzata,
agroalimentare, Ict e Digital.
Le figure ricercate sono oltre sei mila: 3260 nell’animazione e spettacolo, 141 nell’alberghiero-ristorazione, 754
nel settore benessere e sport,
219 per turismo - eventi, 1685
nella grande distribuzione organizzata e commercio, 50 nel
comparto Ict e ingegneri, tecnici e reparti produttivi.
Tra le principali figure professionali ricercate ci sono:
2792 animatori, 1590 agenti di
commercio, 290 istruttori
sportivi, 184 responsabile miniclub, 50 coreografi, 80 dj, 60
cuochi, 4 capo villaggio, 100
organizzatore tornei, 20 scenografi, 100 ballerini.
Garanzia giovani

I giovani dai 15 ai 24 anni che
non studiano e non lavorano
potranno registrarsi direttamente al portale www.ga-

Per la sua prima volta a
Torino il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha
scelto «IoLavoro». Il 10
aprile dalle 12 incontrerà i
giovani insieme all’assessore regionale Porchietto.
Nutrito il programma di
convegni e incontri. Il 9
sarà presentato il programma di Garanzia giovani in Piemonte e i World
Skills. Finmeccanica racconterà il suo progetto di
inserimento di mille giovani. Ci sono poi appuntamenti sulla creazione di
impresa, sulle storie ita-

liane di successo, sulle
strategie di attuazione
del Quadro Europeo della
Qualificazioni (EQF) nella
costruzione del sistema
nazionale di certificazione. Come ogni anno sarà
premiata l’azienda che ha
realizzato progetti di
inserimento dei disabili.
Altri incontri si svolgeranno sul terzo settore come
opportunità di lavoro e di
impresa, sulla domanda
di lavoro nel web, sulle
opportunità per far crescere l’occupazione giovanile.

La folla di giovani nelle precedenti edizioni; in quella autunnale si sono svolti 14 mila colloqui

3000

94

Animatori

Aziende

Tra le richieste ci
sono 3260
animatori, 80 dj,
100 ballerini

Sono 94 le aziende
che si sono iscritte
alla fiera per
cercare giovani

ranziagiovanipiemonte.it, che
è interconnesso con il sistema
nazionale e qui troveranno
servizi informativi e di auto
orientamento.

L’assessore
regionale,
Claudia Porchietto commenta: «Siamo la prima regione
italiana a dotarsi dello strumento attraverso il portale

Garanzia Giovani Piemonte
collegato a “IoLavoro” si aderirà al programma e si potranno reperire tutte le informazioni utili all’iscrizione e
alla partecipazione alle iniziative regionali e nazionali».
Pyou card

Novità assoluta è la carta regionale giovani Pyou card,
carta che consente di accedere ai nuovi servizi, è anche un
documento di riconoscimento
per maturare punti premio
per corsi di formazione gratuiti, corsi di lingua e abbonamenti a trasporti e musei.

Worldskills

Altr novità sono le Olimpiadi dei
Mestieri, una rassegna internazionale che mette in competizione giovani dai 17 ai 22 anni, che si
sfidano nelle arti e nei mestieri. I
sono cinque: cuoco, cameriere,
pasticcere, grafico web designer
e meccanico d’auto. Tre i giorni di
gare, 46 i ragazzi che parteciperanno.
IoLavoro Talent

La seconda edizione premierà un
giovane che grazie alla partecipazione a una delle edizioni precedenti della fiera, tra il 2006 e il
2013, ha intrapreso un percorso

lavorativo. Il vincitore riceverà
una borsa di studio o un percorso
di specializzazione o un master.
Chi organizza

La Fiera è finanziata dal Fondo sociale europeo, promossa dalla Regione Piemonte, organizzata dall’Assessorato al Lavoro, realizzata
dall’Agenzia Piemonte Lavoro in
collaborazione con Camera di
commercio, Provincia, Comune di
Torino, con la partecipazione di
Ministero del Lavoro, Centri per
l’Impiego e della Regione Valle
d’Aosta,Serviziperl’Impiegofrancesi Pôle-Emploi della Regione
Rhône-Alpes, rete Eures e Inps.

Intervista
La Caffarel assume malgrado la crisi
c’è posto per chi è forte in inglese e informatica
Tre milioni
e mezzo di
chili
di
cioccolatini
e caramelle
prodotti in
un anno di cui
una quota preponderante
venduta all’estero. Sembra
che persino la crisi sia golosa
visto che la Caffarel di Luserna San Giovanni riesce a navigare nella recessione malgrado la sofferenza del mercato italiano.
L’azienda, con i suoi 187
anni di storia, è tra le non
molte che ha continuato a assumere giovani e anche persone disabili seguendo suoi
canali di reclutamento.
Il responsabile delle risorse umane, Alessandro Olive-

Produzione
Un particolare
della linea
produttiva
della Caffarel
di Luserna
San Giovanni
dove
malgrado
la crisi
anche negli
ultimi anni
sono stati
assunti
dei giovani

ro ha ben chiaro che cosa cerca in un ragazzo.
Quale consiglio si sente di dare a un giovane in cerca di lavoro?

«Il mio consiglio spassionato è
di fare chiarezza in se stesso e
capire la sua vera vocazione.
Ma questo non deve indurlo a
irrigidirsi o a rifiutare eventuali altre proposte».
In che senso?

«Nel senso che nulla che possa
portare a accrescere le conoscenze o a fare esperienza o a
confrontarsi con gli altri si deve rifiutare».
Ha altri consigli?

«Ci vuole un atteggiamento
umile nell'approccio. È necessario sapere che il lavoro spesso non si trova sotto casa e
serve una certa propensione

al pendolarismo. E poi non bisogna mai smettere di formarsi . Anche quando è finita la
scuola o l’Università, anche
nei periodi tra un lavoro e l’altro ogni giorno e dico ogni
giorno inglese e informatica
vanno praticati per migliorare
costantemente. Sono due elementi da cui oggi non si prescinde».
La Caffarel ha 400 addetti di
cui 300 in produzione, quante persone avete assunto negli ultimi anni?

«Malgrado la crisi siamo riusciti a inserire otto ragazzi
laureati, in produzione altrettanti hanno visto i loro contratti stagionali trasformati in
part-time verticali e sono entrate anche quattro persone
disabili».
Quali strumenti utilizzate per
questi inserimenti?

«Per quanto riguarda i laureati abbiamo ottime relazioni
con gli atenei torinesi. Da
Scienze agroalimentari attingiamo ragazzi molto ben formati e lo stesso vale per i lau-

reati del Politecnico che impieghiamo nella logistica o
nella razionalizzazione dei
processi produttivi. E poi, per
le aree più tipicamente di
marketing ci rivolgiamo a
Economia e commercio».
Ne siete soddisfatti?

«Sì. La formazione universitaria è buona e noi utilizziamo
l’utile strumento dell'apprendistato professionalizzante
che può essere preludio alla
stabilizzazione».
E per le altre figure meno
qualificate?

«Il reclutamento stagionale
avviene molto anche sul territorio tra chi ha già esperienza
in altre aziende e o in laboratori di pasticceria. In questo caso dopo due-tre contratti stagionali tendiamo a offrire un
part-time verticale».
E se vi servono figure professionali più elevate dove indirizzate le vostre ricerche?

«Anche nella rete che da buone risposte. E poi riceviamo almeno 30 curricula alla settimana che analizziamo».

Borsa .25

LA STAMPA

.

VENERDÌ 4 APRILE 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 03-04-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
B Pop lg17 Mc Eur
Barclays lug19 Fixed Ra
Barclays giu17 Fix Fl.No
Barclays mar15 Cap.Float
Bco Popolare nv20 TF LT
BP MG14 MC Eur
Centrob /14 Rf
Centrob /18 Rfc
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Crediop /14 Fe Cms
Crediop /24 St Dw2
Crediop 98/18 Tf Capped
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr dic14 Step Up
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Cred/05/15
Dexia Mz16 4.85
Enel 07/15 Eu 5.25%
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
Eni ott 17 Tv Eur
IMI fb15 Bposta MC Eur
IMI mar15 Tasso Misto
IMI Mz 17 Mc Eur

LUIGI
GRASSIA
IL MIGLIORE

+19,41%

Noemalife

IL PEGGIORE

Seat Pagine Gialle

-5,56%
0,0017

6,06
Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

PREZZO

Gio

BPM E INTESA GUIDANO LE BANCHE
BENE ENEL, CORRE PIAGGIO

D

raghi allenta la pressione sui titoli di Stato dei Paesi
periferici dell’Eurozona e alla Borsa di Milano l’indice Ftse Mib cresce dell’1,38% e l’All Share fa +1,30%.
A spingere il listino, grazie alla riduzione dello spread
Btp-Bund (a 165 punti) sono state le banche: Bpm +4,23%,
Intesa Sanpaolo +3,24%, Unicredit +2,81%, Mps +2,26%. Per
Generali +2,74%.
Acquisti anche su Enel (+1,93%) mentre Mediaset, in netto rialzo per tutta la seduta, si è sgonfiata nel finale e ha
chiuso con un aumento al di sotto del punto percentuale
(+0,89%). Tra i titoli principali deboli Yoox (-2,34%) e Moncler (-1,18%) che risentono con Prada (-5% a Hong Kong),
anche delle stime di frenata del settore del lusso mondiale.
Piatta Telecom (+0,35%) nel giorno del Cda mentre tra i
titoli minori prosegue la corsa delle Carige risparmio
(+53%). Bene il Sole 24 Ore (+7,74%) e Piaggio (+7,51%) quest’ultima spinta dai dati di immatricolazione.

108.84
100.22
96.55
107.14
118.53
99.18
99.84
106.00
101.54
101.60
108.73
61.33
58.97
101.14
119.33
104.85
116.77
101.82
98.69
101.50
98.49
103.51
103.49
100.38
100.32
104.49
108.63
111.76
103.97
100.90
112.19
107.64
107.53
99.96
103.93

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur
Med Lom /19 1 Sd
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio nov 14 Eur 2.65
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 Eur 3
Medio Nv14 TV Eur
Mediob /19 St Down
Mediobanca ap19 MB14 Tas
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
MPS set17 MC Eur
Rbs 09-16 4.3%
Rbs 10-19 6%
Rbs 22-12-14 tf/tv
RBS feb 16 TV Eur
RBS gen17 TM BcoPosta
Rbs LG25 Rf Eur
RBS MZ20 Tsf
RBS nov16 Tasso Misto BP
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS 2035
SG mg16 MC Eur
Spaolo 97/22 115 Zc
UBI DC14 Mc Eur
UBI feb17 Lower TierII T
UBI giu14 TF 5 Eur
UBI giu15 Tasso Misto
UBI giu18 TF Sub Lowtier
UBI giu19 MC eur

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

99.60
122.60
95.51
110.42
92.63
105.50
109.43
99.84
100.92
106.75
101.20
99.87
98.09
100.80
108.58
104.96
104.44
107.17
96.57
100.08
100.27
99.14
120.84
97.16
99.04
99.03
102.91
103.24
79.51
99.26
101.00
100.65
99.95
104.74
99.37

EURIBOR
03-04-2014

VAR.%

21992,08
23453,67
30813,77
18379,41
19852,34
21513,52
3206,76

+1,38
+1,30
+0,68
+0,19
+0,14
+0,58
+0,61

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2040
0,2400
0,2810
0,3190
0,4230
0,5080
0,6000

Il Mercato Azionario del 03-04-2014

0,2068
0,2433
0,2849
0,3234
0,4288
0,5150
0,6083

TITOLI

PREZZO

UBI gn18 Eur 5.4
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI nov17 Eur 4.3
UBI nv18 Mc Eur
UBI ott19 Lower Tier II
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr 30/05/15 S1/05
UniCr/16 LT
Unicredit mag18 Banco P

104.67
98.85
98.84
102.91
98.90
107.81
112.22
103.60
102.35
110.13

TITOLI DI STATO
BoT 13-14/04/14 A
13-30/04/14 S
13-14/05/14 A
13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.58%
11-15/04/18 S 0.68%
13-01/11/18 S 1.08%
13-15/11/19 S 0.76%
CTz 12-30/05/14 A
12-30/09/14 A
13-30/06/15 A
13-31/12/15 A

99.99
99.98
99.96
99.94
99.93
99.92
99.89
99.87
99.85
99.83
99.80
99.77
99.74
99.69
99.67
99.58
99.51
101.69
99.45
100.14
99.59
100.09
100.78
100.01
104.90
99.62
105.37
100.23
100.52
103.59
101.07
99.83
99.75
99.18
98.68

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

21495
21375
-

21697
21640
21521
21506

21350
21375
-

21760
21665
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty

209,050 - 247,330
216,050 - 254,280
216,050 - 254,280
172,040 - 196,310
171,410 - 194,860
170,950 - 190,880
170,950 - 190,730
170,430 - 190,730
216,080 - 242,420
497,770 - 560,410
502,830 - 564,690
975,040 - 1095,250

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3771
1 0,7262
Yen giapponese
143,1200
100 0,6987
Sterlina inglese
0,8297
1 1,2053
Franco Svizzero
1,2209
1 0,8191
Corona ceca
27,432
100
3,645
Corona danese
7,465
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,230
10
1,215
Corona svedese
8,955
10
1,117
Dollaro australiano
1,491
1
0,671
Dollaro canadese
1,517
1
0,659
Dollaro Hong Kong
10,683
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,615
1
0,619
Dollaro Singapore
1,740
1
0,575
Fiorino ungherese
307,210
100
0,326
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2234,487
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,949
1
0,339

0,17
-0,06
-0,20
-0,16
0,11
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

1,164
0,931
10,900
1,046
1,329
13,360
0,052
0,001
0,621
3,698
0,579
0,082
0,006
12,210
19,050
7,640
16,880
25,960

+0,34
+0,05
+0,55
0,00
+0,68
-0,30
+0,19
0,00
0,00
-2,68
+1,05
0,00
0,00
+0,99
+0,26
+1,73
+2,30
+0,08

B Banca Generali

23,520
15,600
2,384
2,976
0,653
1,780
3,516
0,740
1,794

-0,93
+2,30
-0,17
-0,20
-2,61
+13,09
+1,33
+4,23
0,00
0,00
-0,13
+0,18
+1,47
+1,93
+0,90
-2,15
+0,10
+1,58
-0,73
+0,42
+0,55
+0,97
+0,61
+3,16
+13,20
+7,49
+1,21
+0,75
0,00

Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

0,475
3,380
3,044
7,125
11,160
0,386
0,514
0,643
2,162
0,719
0,424
20,900
31,240
0,913
1,132
0,121
20,120
13,440
7,600

1,162
0,928
10,787
1,046
1,325
13,396
0,052
0,001
0,622
3,702
0,577
0,082
0,006
12,186
19,005
7,627
16,664
25,952

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

REND.

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,080
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
nr
0,550

1,090
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857

1,259
1,016
10,796
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,600
0,082
0,007
12,839
19,005
7,627
17,266
26,200

170437
156
13946637 2908
111797 2297
866772
38
36294
102
1400
121
9176271
53
2196300
0
0
11
123770
161
135249
54
0
4
4470238
10
21945 1072
2061641 15694
1265288 1940
6342
73
702446 3718

23,568 0,900
15,361
nr
2,378
nr
2,982
nr
0,668
nr
1,719
nr
3,493
nr
0,724
nr
1,796
nr
nr
0,475 0,002
3,333 0,036
3,060 0,044
7,118 0,152
11,297
nr
0,387
nr
0,514
nr
0,649 0,022
2,156
nr
0,720
nr
0,424
nr
20,900
nr
31,062 0,040
0,917
nr
1,071
nr
0,117
nr
20,036 0,080
13,366 0,050
7,539 0,104

21,572 25,136 610256
9,111 15,631 8391390
2,125 2,511
17047
0,813 3,718
19015
0,396 0,678 21232393
1,041 1,719
37938
3,128 3,675
38436
0,435 0,735 123571102
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,380
20,599
28,169
0,839
0,931
0,078
19,134
12,972
6,729

0,479 4324227
3,395 410858
3,060
59432
7,118
36081
11,297
39647
0,403 622299
0,619 120939
0,658 11647563
2,241
80458
0,845 138230
0,452 184882
21,448
30
38,858
26565
0,933
39828
1,071
16648
0,147 6699486
26,230
84618
15,134 576473
7,692
70254

2720
2709
145
53
1452
4
546
2337
53
0
322
390
40
82293
75
52
103
1243
20
54
15
91
175
35
1
92
1362
2210
307

C Caleffi
1,590 +0,06 1,585
nr 1,412 1,674
19832
20
Caltagirone
2,818 +2,85 2,780 0,030 2,009 2,780
44029
334
Caltagirone Ed.
1,180 +1,72 1,162
nr 1,054 1,293
39475
145
Campari
5,990 +2,39 5,926 0,070 5,738 6,281 1997086 3442
Cape Live
0,077 -0,39 0,077
nr 0,056 0,083 864206
25
Carraro
3,270 -0,91 3,298
nr 2,928 3,385 113286
152
Cattolica As
19,000 +1,33 18,841 0,800 18,071 19,715
33938 1019
Cell Therap
2,498 -1,58 2,510
nr 1,443 3,101 1761583
376
Ceram. Ricchetti
0,365 -1,59 0,372
nr 0,184 0,389 592244
30
CHL
0,055 +0,55 0,055
nr 0,044 0,059 2125596
12
CIA
0,297 +0,51 0,294
nr 0,252 0,311
88199
27
Ciccolella
0,395 +1,38 0,397
nr 0,300 0,419 232419
72
Cir
1,119 +0,54 1,117
nr 1,037 1,178 498718
887
Class Editori
0,410 -0,82 0,410
nr 0,209 0,423 100691
43
CNH Industrial
8,320 +0,18 8,304
nr 7,577 8,793 2757204 11211
Cofide
0,536 -0,65 0,537
nr 0,523 0,569 390884
386
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,611 -0,81 0,601 0,060 0,593 0,655
70835
28
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 22,000 +1,15 21,726 0,550 14,552 22,149
61068 1341
Cred. Emiliano
7,475 +0,07 7,470 0,120 5,708 7,470 162341 2483
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,624 +5,58 0,637
nr 0,159 0,637 369431
0
Cred. Valtellinese
1,711 +2,89 1,717
nr 1,135 1,717 5500259
808
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,698 +1,68 1,676 0,050 1,324 1,808
66905
56
D D'Amico 16 warr
Danieli
Danieli rnc
De'Longhi

0,117
24,190
16,650
16,020

+0,17 0,116
nr 0,099 0,119
-0,17 24,162 0,300 23,244 26,687
+0,54 16,577 0,321 16,191 17,992
-1,11 16,140 0,290 11,869 16,406

248577
94095
84550
102790

0
988
670
2413

AZIONI

Delclima
Diasorin
Dmail Group

1,409 -0,77 1,403
nr 1,200 1,439
30,640 -0,81 30,549 0,500 30,006 35,923
4,242 +1,00 4,180
nr 3,870 4,488

E Edison r

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

79217
104187
3879

210
1709
6

1,025
EEMS
0,473
Enel
4,110
Enel Green Pw
1,999
Enervit
4,820
Eni
18,200
Erg
12,180
Ergy Capital
0,168
Ergy Capital 16 warr 0,027
Eukedos
0,793
Exor
32,490

+0,49 1,024 0,150 0,973 1,051 684525
113
+0,04 0,474
nr 0,308 0,539 636227
21
+1,93 4,067 0,150 3,151 4,107 49144917 38242
-0,55 2,011 0,026 1,835 2,053 8442290 10057
+2,51 4,786 0,028 3,147 5,848
11981
85
+0,17 18,170 0,550 16,301 18,180 12637620 66034
+1,16 12,112 0,400 9,884 12,112 445704 1821
-0,06 0,168
nr 0,166 0,190 523428
28
0,00 0,028
nr 0,026 0,031
0
0
-0,13 0,790
nr 0,620 0,831
37747
14
+0,40 32,424 0,335 28,048 32,738 316688 7984

F Ferragamo

21,740
8,615
7,190
0,672
2,758

-0,55 21,836 0,330 20,514 27,699 762665 3677
+0,76 8,594
nr 6,613 8,695 12626511 10750
+0,63 7,172
nr 5,480 7,336 2982871 4146
0,00 0,672 0,012 0,485 0,690 806481
292
-0,07 2,724
nr 2,620 3,158
11756
30

0,040
4,832
16,880
3,370
1,649
22,460

+2,03 0,040
nr 0,031 0,043 26369810
87
-0,08 4,849 0,220 4,555 5,061
14664
218
+2,74 16,823 0,200 15,596 17,523 17050256 26192
+1,81 3,355 0,060 2,708 3,408 502025
870
+0,86 1,644
nr 1,357 1,962 1954544
675
+0,40 22,446 0,730 21,967 24,030 562882 3906

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi

2,078 +0,39

2,077 0,090

1,641

2,101 1423517

+1,60
-1,34
+7,74
+5,67
-0,45
+1,33
-0,52
+2,02
+0,25
+3,24
+2,91
-0,78
+1,25
-1,10
-0,43
-0,95
+0,58
0,00
+0,63

0,688
1,329
0,958
0,743
11,221
11,331
0,860
0,472
0,583
2,518
2,098
0,773
1,270
8,980
5,768
29,413
20,906
8,843
0,381

J Juventus FC

0,243 +0,33

0,244

nr

0,220

0,252 1836074

K K.R.Energy

1,619 +0,06
2,362 -1,01

1,608
nr
2,403 0,010

1,570
1,926

1,908
2,429

IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife
Noemalife 15 warr
Novare

0,700
1,322
0,974
0,755
11,100
11,400
0,866
0,476
0,592
2,552
2,124
0,766
1,293
9,000
5,795
29,280
20,970
8,950
0,400

nr 0,383 0,858
50505
31
0,070 0,861 1,339 646444
463
nr 0,606 0,958 1286963
42
nr 0,464 0,743 4542390
253
0,200 9,387 11,386 496664 1275
0,218 8,090 11,464
4967
6
nr 0,652 0,977
47791
20
nr 0,316 0,474 1202152
163
nr 0,406 0,611 350087
29
0,050 1,803 2,518 222950052 39043
0,061 1,469 2,103 10366857 1957
nr 0,667 0,839
5262
5
0,052 1,044 1,343 3222480 1501
0,060 6,271 9,128 429843 1590
0,060 3,428 5,816 363381
608
nr 24,973 30,420
3386
652
nr 14,552 20,906
26191
342
0,125 7,204 9,019
0
344
nr 0,200 0,444
17545
0

0,585 +0,69 0,584
nr 0,490 0,595
41,600 -0,50 41,612 0,580 37,321 42,208
0,151 -0,20 0,152
nr 0,049 0,180
0,164
2,782
6,500
4,288
8,280
7,015
0,161
1,694
0,770
12,530
1,437
0,467
0,285
0,036
0,171
0,061

32351
148423

5,429
0,373
0,935

nr
nr
nr

3,473
0,085
0,702

5,429
0,373
0,935

245
53
51

342508
40
756744 19877
480640
16

+0,86 0,163
nr 0,157 0,168 1306914
+5,22 2,755
nr 1,487 2,755 8224479
-0,38 6,448
nr 5,676 7,518
776
+0,89 4,308
nr 3,457 4,308 14484655
+1,91 8,220
nr 6,342 8,394 7274727
+0,29 6,980 0,100 6,183 7,009 2576844
-0,37 0,161
nr 0,078 0,183 223018
0,00
nr
-1,51 1,701
nr 1,608 1,794
50775
+1,99 0,768
nr 0,555 0,849 2005524
-1,18 12,535
nr 12,401 16,314 887629
+0,07 1,429
nr 1,326 1,541 299056
+2,59 0,465
nr 0,441 0,605
23140
+2,26 0,282
nr 0,166 0,284 773035347
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-0,98 0,061
nr 0,060 0,067 295526

6,060 +19,41
0,460 +53,30
0,935 0,00

2952

30530
9157
0

77
842
120
5088
7078
5137
8
0
150
171
3134
352
70
3292
5
4
4
41
0
13

AZIONI

O Olidata

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

0,506 -1,17

0,511

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

PREZZO

TASSO %

7
37
67
98
129
158
190
221
249
282
312
340

99,992
99,959
99,926
99,888
99,852
99,804
99,739
99,687
99,669
99,576
99,511
99,450

0,000
0,310
0,280
0,280
0,280
0,280
0,380
0,430
0,400
0,460
0,490
0,520

14/04/14
14/05/14
13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

T Tamburi

2,430
0,929
1,681
1,324
12,720
0,705
0,214
1,560

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

nr

0,374

0,534

Quantità
trattate Capitalizz.

17

0,013 2,460 2,548 478693
nr 1,416 1,502
21171
0,092 2,130 2,887 6593085
nr 0,515 0,776 397767
nr
nr 3,207 5,043 184121
nr 1,778 2,355
22166
0,320 11,001 12,717 4970786
0,390 8,763 10,395
84443
0,020 0,296 0,456 244919
nr
nr 6,520 9,529 2818020
0,033 4,045 5,263 1068229
nr 0,573 0,758 1903793
nr 0,289 0,413
74609
0,420 17,538 19,565 1656807

4551
0
1042
36
0
148
105
5385
121
56
3181
1622
203
73
4077

+0,41 2,413 0,100 2,183 2,619
13130
-0,85 0,935
nr 0,430 0,954 962585
+0,06 1,683
nr 1,295 1,800 1695252
-0,68 1,331
nr 0,704 1,354 319620
+0,63 12,675 0,220 10,290 13,196 270695
+0,50 0,701
nr 0,553 0,781 637568
+0,38 0,213
nr 0,189 0,237 130750
+2,50 1,592
nr 1,294 1,604 128456

66
73
715
39
2651
115
173
18

2,490 -0,32 2,493
Parmalat 15 warr
1,442 -0,89 1,451
Piaggio
2,920 +7,51 2,887
Pierrel
0,754 -0,33 0,758
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
4,868 -1,06 4,899
Piquadro
2,102 -1,04 2,107
Pirelli & C.
11,320 0,00 11,320
Pirelli & C. rnc
9,925 +0,25 9,878
Poligrafici Editoriale 0,424 +4,59 0,421
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 9,645 +2,12 9,529
Pop.Sondrio
5,320 +3,10 5,263
Prelios
0,745 +4,42 0,731
Premuda
0,389 -0,03 0,391
Prysmian
19,140 +1,86 18,998

-1,64 15,007
+1,42 17,877
0,00 17,420
+0,55 4,379
-0,08 12,285
+2,26 1,239
-0,08 13,140
+0,74 13,578
-3,33 0,162
-5,56 0,002
+4,55 0,920
+5,05 0,525
+0,39 12,867
-0,29 3,409
+0,92 8,792
+0,93 0,109
+1,36 2,070
-0,43 4,189
+1,02 6,395
-0,09 2,215
-0,99 10,140
0,00
0,416 -0,36 0,414
146,000 0,00 146,000
6,765 -0,22 6,760
14,950
17,860
17,420
4,374
12,280
1,268
13,140
13,600
0,163
0,002
0,920
0,530
12,950
3,430
8,800
0,109
2,090
4,180
6,450
2,218
10,050

nr 14,386
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 12,219
nr 0,837
0,190 10,750
1,924 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,060 7,252
nr 0,107
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,696
nr 2,108
nr 9,704
nr
nr 0,369
nr 146,000
0,100 5,491

19,075
86113
935
17,877 3295653 7889
18,500
25
2
4,910 145789 1959
12,876
2630
20
1,286 3686803 1178
13,346
10
130
13,578
13677
751
0,180 3796619
22
0,002 130287496
28
0,950
2100
1
0,525
90966
0
13,383
30058
181
3,415
49365
0
8,858 106939 2000
0,118 293745
5
2,072 367061
241
4,231 9011625 14167
6,524
19921
580
2,300 1340567 1060
11,056
4989
132
0
0,457 124968
35
146,000
0
0
6,880 5432395 6156

2,774
0,787
0,609
0,852
0,125
0,391
0,684
16,200
3,886
0,076
0,001
96,300
8,200

-0,29 2,783 0,041 2,182 2,810 135000
397
+0,58 0,790
nr 0,322 0,810
28453
0
0,00 0,603
nr 0,473 0,626
26753
25
+0,35 0,846 0,020 0,712 0,875 59762200 11348
+0,56 0,126
nr 0,123 0,143 2764148
183
+2,89 0,391
nr 0,171 0,430
13491
2
-0,15 0,681 0,031 0,563 0,683 15037712 4101
+1,12 16,102 0,130 14,900 17,363 1863225 19009
+0,10 3,889 0,070 3,568 3,906 7858129 7816
+2,29 0,077
nr 0,042 0,080 87509404
143
0,00 0,001
nr 0,000 0,001 10724602
0
+1,32 95,754 2,700 91,002 120,260 160763 2931
-0,18 8,261 0,130 6,210 8,261 292348
580

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

7,185
6,770
8,950
5,600
4,966
2,830
279,200
2,780

+2,06 7,121
+2,81 6,703
+0,62 8,920
-0,27 5,627
+0,16 4,978
+2,54 2,806
+1,53 277,021
+1,61 2,763

V Valsoia

11,960 +0,59 11,897 0,170 10,252 12,012

Tamburi 15 warr
TAS
Telecom IT
Telecom IT Media
Telecom IT Media rnc
Telecom IT rnc
Tenaris
Terna
Tiscali
Tiscali 14 warr
Tod's
Trevi Fin.Ind.

U UBI Banca

-0,70

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

0,050 4,895 7,121 10494086 6422
0,090 5,391 6,721 104167511 38859
0,090 7,827 9,435
11211
22
0,150 4,105 5,700 1058516 2498
0,170 3,602 5,043 877690 1361
nr 2,154 2,831 11017164 6316
nr 175,169 277,021
4917
354
nr 2,058 2,804 1090751 1042
18629

124

03-04-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1284,00
30,4048
485,2401

02-04-2014

EURO

1292,00 932,3941
30,4497
484,9902
-

BORSE ESTERE

GIORNI

370743

P Parmalat

-0,18
-0,56
-0,05
0,13
0,17
-0,36
0,00
0,03
0,00
-0,20
0,00

ORO CHIUSURE

MERCATI

QUOTAZ.

VAR.%

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

405.69
3147.13
9628.82
22565.08
6649.14
10584.10
4449.33
5415.68
15071.88
8521.63
16569.21
4237.74

-0.11
-0.10
+0.06
+0.18
-0.15
+1.42
+0.42
+0.13
+0.84
+0.16
-0.01
-0.91

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

AZIONI

Vianini Industria
Vianini Lavori

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

1,500 +1,35
6,300 0,00

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

1,494 0,020
6,271 0,100

1,192
4,960

1,496
6,440

11340
2916

9,242 10,905

45
275

W World Duty Free 10,390 +0,39 10,397

nr

646256

2646

Y Yoox

nr 24,409 34,569 1146074

1432

Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

24,250 -2,34 24,409
0,115 -0,69
0,003 -10,00
0,250 0,00

0,115
0,003
0,243

nr
nr
nr

0,073
0,003
0,183

0,143 1083258
0,008 1220050
0,294
29513

44
0
1

STAR
Acotel Group
21,000
Aeffe
0,851
Amplifon
4,758
Ansaldo Sts
8,400
Ascopiave
2,290
Astaldi
7,640
B&C Speakers
7,890
Banca Ifis
16,220
BB Biotech
129,300
Bca Finnat
0,583
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,948
Biancamano
0,781
Biesse
6,485
Bolzoni
4,070
Brembo
27,710
Cad It
5,225
Cairo Comm.
6,710
Cembre
10,020
Cementir Hold
6,730
Cent. Latte Torino
4,220
Cobra
1,060
D'Amico
0,690
Dada
3,938
Damiani
1,680
Datalogic
9,200
Dea Capital
1,345
Digital Bros
3,670
EI Towers
42,650
El.En.
25,000
Elica
2,030
Emak
0,910
Engineering
54,000
Esprinet
7,910
Eurotech
2,642
Exprivia
0,926
Falck Renewables
1,470
Fidia
3,544
Fiera Milano
7,250
Gefran
4,128
Ima
36,990
Interpump
10,710
Irce
2,100
Isagro
3,000
IT WAY
1,918
La Doria
6,360
Landi Renzo
1,464
MARR
14,330
Moleskine
1,247
Mondo Tv
0,933
Mutuionline
5,100
Nice
3,336
Panariagroup
1,567
Poligr. S.Faustino
7,860
Poltrona Frau
2,950
Prima Industrie
14,330
R. De Medici
0,326
Reply
65,650
Sabaf S.p.a.
14,910
Saes
8,700
Saes rnc
7,140
Servizi Italia
5,640
Sogefi
4,936
TerniEnergia
2,198
Tesmec
0,717
TXT e-solution
9,945
Vittoria Ass.
10,660
Zignago Vetro
6,310

+1,35 20,719
-0,58 0,851
-0,04 4,737
+0,48 8,382
+1,33 2,282
0,00 7,596
+3,82 7,803
+1,31 16,190
-2,05 130,204
-0,68 0,583
+0,37 0,955
-1,14 0,775
+0,31 6,473
-1,45 4,076
+1,13 27,712
-0,29 5,299
+1,05 6,644
-1,09 10,063
+0,30 6,729
-0,71 4,273
-1,03 1,077
+2,37 0,684
+1,49 3,926
-1,75 1,697
+0,99 9,106
-0,74 1,349
-0,16 3,663
-0,72 42,716
+2,04 24,826
+1,50 2,026
+0,05 0,908
+0,75 53,740
+2,20 7,831
+0,53 2,622
+0,87 0,932
+2,08 1,460
+0,74 3,480
-0,34 7,262
-3,05 4,175
+3,21 36,622
-0,74 10,686
-1,22 2,114
+7,07 3,038
-1,18 1,938
+0,39 6,338
+1,46 1,456
+2,50 14,273
-0,95 1,246
-3,32 0,939
-1,45 5,047
+0,48 3,313
-0,06 1,552
+0,38 7,815
0,00 2,950
-1,17 14,304
+1,40 0,324
+2,50 64,825
-0,47 14,790
-0,68 8,747
+0,07 7,095
+2,27 5,613
+1,11 4,920
-0,27 2,203
+0,63 0,720
+0,10 9,946
+1,04 10,587
+2,69 6,245

nr 19,665
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,796
0,110 1,775
0,170 6,630
0,280 6,404
0,370 11,790
7,000 115,438
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,400 18,923
0,300 4,624
0,140 5,898
0,160 8,528
0,040 4,240
0,020 1,752
nr 0,564
nr 0,630
nr 3,383
nr 1,237
0,150 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,326
nr 2,405
nr 7,039
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 2,292
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,570 53,541
0,350 12,470
0,400 6,906
0,555 6,658
0,130 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,700
0,400 9,112
0,170 8,548
0,250 4,998

22,772
0,900
4,890
8,609
2,299
7,640
8,223
16,324
147,145
0,585
0,955
0,837
6,787
4,076
28,394
5,299
7,745
10,249
6,912
5,961
1,087
0,733
4,221
1,780
9,506
1,377
3,740
43,537
24,826
2,033
0,910
53,806
8,033
2,622
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,114
3,038
2,094
6,377
1,494
14,295
1,738
0,939
5,206
3,599
1,606
8,131
2,953
14,389
0,361
65,254
15,059
8,844
7,824
5,613
4,920
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

1784
70546
113586
578350
425346
429144
55111
160711
8741
1042529
5729128
229995
39125
22462
218488
5063
82930
5038
231974
274898
666703
2139339
7771
38537
86078
931060
47114
20066
44779
167307
307554
6074
318360
174898
139422
639443
10814
50855
14074
110029
239882
15004
1085600
4500
179172
74786
77889
1653790
1968316
23610
41641
10608
1893
103587
30446
539564
7127
12371
15357
36453
44146
209657
71444
438080
32050
16025
100276

86
91
1062
1509
535
748
86
871
1543
211
207
26
177
106
1851
48
521
171
1071
43
105
289
65
140
532
414
52
1207
120
128
149
672
410
93
48
425
18
306
60
1349
1164
59
53
15
196
164
949
264
25
199
384
70
68
414
150
122
606
171
128
52
154
577
83
77
118
713
550

26 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

LA STAMPA
MARIO
CALABRESI

Secessionisti/1
L’inchiesta proceda
1 Nell’esprimere tutta la

mia solidarietà alle forze
dell’ordine che indagano sul
complotto secessionista in
Veneto, voglio invitare ad
isolare non solo gli esaltati,
ma anche quei politici, come
il Sindaco Tosi, che subito si
metteranno a chiedere alla
Gustizia di fermarsi, col
pretesto che la gente
vedrebbe i fermati come dei
perseguitati, e
simpatizzerebbe per loro.
Ricordiamoci come il
Triveneto, negli anni di
piombo, è stato infestato da
terroristi sia rossi che neri.
Non credo che costoro si
siano mai decisi a perdonare
agli italiani di essere andati
avanti senza di loro, e che
non vedano l’ora di tentare la
rivincita. Senza contare i
tanti delusi nei loro sogni di
gloria o denaro facile. Quel
che mi ha colpito nei
propositi dei secessionisti,
stando a quanto riportato su
La Stampa di ieri, è
l’intenzione di procedere a
una pratica legalizzazione
delle rapine in banca,
costringendo i responsabili
degli istituti di credito a
concedere, sotto la minaccia
delle armi, prestiti senza
adeguata istruttoria e,
soprattutto, senza
restituzione. Evidentemente,
ci si dimentica che tra la
banca e l’imprenditoredebitore esiste un terzo
incomodo: il risparmiatoredepositante.
In quanto ai propositi di
procedere all’espulsione dei
forestieri, previo «esproprio
proletario» dei loro beni, si
sono mai chiesti cosa
succederebbe, in tal caso, ai
tanti veneti immigrati in
Piemonte e Lombardia?
GIUSEPPE MARCHISIO

Secessionisti/2
Che esagerazione
1 I capi di imputazione

che sono stati contestati ai
neo e recidivi serenissimi
sfiorano il ridicolo. I
magistrati sono così convinti
che basti prendere una
macchina scavatrice, saldare
alcune piastre di ferraccio ai
lati per aver costruito un
carrarmato? Evidentemente
sì.
Dopo tutto basta vedere
non solo con quali
equipaggiamenti gli Alpini
sono stati mandati in Russia,
ma anche le dotazioni attuali
non brillano, infatti chiunque
abbia prestato servizio nelle
forze armate ha toccato con
mano la modernità dei fucili
Garand inventati nel 1936, e
in dotazione a questa armata
finta, fatta di sottufficiali con
la pancia.
Prendendo come termine
di paragone le armi che sono
in dotazione a chi ha il diritto
di possederle, anche uno

LETTERE AL DIRETTORE
stuzzicadenti può essere
considerato un’arma in grado
di minare l’unità nazionale.
Segno evidente che questa
tanto sbandierata e difesa
unità si dimostra con i piedi
d’argilla.
RANDALL J WILKINS

d’Enghien, sarebbe «più che
un crimine un errore»!
MAURIZIO DEGIANI

La vera vergogna
sono le carceri
1 Il Presidente Renzi ha

Secessionisti/3
Più unità, invece
1 Provo vergogna e

imbarazzo per quei veneti,
voglio sperare minoritari, che
si riconoscono nelle tesi
farneticanti e nelle azioni
sconsiderate e buffonesche
dei cosiddetti separatisti.
L’Italia è in una crisi profonda
e per uscirne bisogna unirsi,
far quadrato, non dividersi! Se
molti sono gli stereotipi
negativi, in parte giustificati,
che circolano sull’Italia
all’estero come entro i nostri
confini, molti di più sono
invece i pregi di un Popolo che
è stato grande molto prima di
avere una propria Nazione.
Italiana è la lingua della
musica, italiano è stato il
Rinascimento, italiane sono la
capacità di creare bellezza e
l’inventiva dispiegate fino ad
oggi e nel corso dei secoli da
artisti, artigiani, architetti,
industriali e dai tanti
lavoratori che con la loro
perizia e accuratezza hanno
conferito quel «qualcosa in
più» alle opere e ai prodotti
italiani diventati ovunque
famosi. Enorme, seppure in
gran parte sconosciuto,
trascurato, degradato,
rovinato e non correttamente
sfruttato è ancora ciò che
resta del nostro patrimonio
naturale, paesaggistico,
storico e artistico di valore
mondiale. Dobbiamo buttare
via tutto ciò per dei gretti
localismi?
Perché non usare per
risorgere tutto ciò che
possediamo e abbiamo fatto di
buono in secoli di storia?
Perché quest’ansia di
distruggere l’Italia mentre
tutti ci imitano, falsificano i
nostri prodotti e mentre noi
litighiamo lucrano sul falso
Made in Italy? Vale la pena
per un gretto individualismo
dettato dalla difesa degli sghei
e non certo da motivazioni
ideali e tantomeno dalla
nostalgia per una Repubblica
di Venezia che letteralmente
si squagliò davanti a
Napoleone, senza resistere e
dopo secoli di decadenza,
tornare quel «volgo disperso
che nome non ha» di
manzoniana memoria?
Come disse cinicamente
Fouché in occasione
dell’uccisione del Duca

fatto della ristrutturazione
dell’edilizia scolastica un
punto di forza della sua azione
di governo. Ma se vogliamo
rinunciare alla demagogia (a
parte la ovvia messa in
sicurezza e ristrutturazione
delle scuole, operazione di
ordinaria amministrazione), la
vera vergogna del patrimonio
immobiliare dello Stato
Italiano sono le carceri, come
ricordato in un accorato
appello dal Presidente
Napolitano ed ancora
recentemente sulle colonne di
questo giornale dal Prof.
Zagrebelsky.
Cosa dovrebbe stimolare di
più un Governo che
constatare che gli altri Stati
non ci estradano più i nostri
delinquenti perché
andrebbero incontro ad un
trattamento inumano?
GIANFRANCO RE

Province utili
Nessuno protesta?
1 La mia sarà

un’osservazione da
«svizzerotto» abituato alle
piccole dimensioni. Mi chiedo
tuttavia come mai l’Idea di
sopprimere le province, in
Italia, non sembri suscitare
alcuna opposizione degna di
nota. La gestione del territorio
non implica forse dimensioni
«a misura d’uomo», che
certamente le Regioni sono
ben lungi dall’assicurare?
Posso capire che le spese
prodotte dalle
amministrazioni provinciali,
con i loro cortei di auto blu e
simili, possano suggerire
l’idea di mettervi fine, ma non
sarebbe più ragionevole
correggere queste
conseguenze indesiderate,
piuttosto che «buttar via il
bambino insieme all’acqua
sporca»?
FRANCO CELIO AMBRÌ (SVIZZERA)

Classico/Scientifico
Contano i docenti
1 Ho letto con attenzione le

considerazioni della nonna
preoccupata per la scelta delle
nipoti di optare per il liceo
scientifico a discapito del
classico. Premetto che non
sono ancora nonna e quindi
forse non riesco a
immedesimarmi appieno in

questo ruolo, tuttavia essendo
la mamma di un giovane che, a
suo tempo, ha deciso in piena
autonomia di scegliere lo
scientifico mi sento parte in
causa.
Mi creda, Signora, non si
amareggi; l’importante è
trovare professori
appassionati alla loro
missione perché
l’insegnamento se è vissuto
con passione diventa davvero
molto più che un lavoro.
Appoggi e condivida le scelte
delle sue nipoti… non è una
questione di aut aut ma
piuttosto di et et… classico o
scientifico sono ottime scelte
entrambe, e teniamoci ben
stretta la nostra tanto
bistrattata scuola pubblica.
Mio figlio, ex alunno dello
scientifico Antonelli di
Novara, bocconiano e poi
masterizzato a Berkeley ora
analista finanziario a NY
quando parla di letteratura, di
arte o di filosofia con i suoi
colleghi, si rende conto di
quanto sia profondo il divario
tra la sua preparazione e
quella degli amici americani,
specialistica e poco
approfondita. C’è solo da
sperare che in questa ventata
di novità i licei rimangano lo
strumento per aprire le menti
dei nostri ragazzi, senza
subire troppo stravolgimenti.
Spero di esserle stata di aiuto
e in bocca al lupo alle sue
ragazze.
MARIA GRAZIA COLETTO

Zaia: “Rapporti zero
con la sig.ra Badii”
1 In relazione all’articolo

del giornalista Paolo
Colonnello («La banda che
sognava il Veneto libero»)
pubblicato ieri da La Stampa a
pagina 4 in cui si afferma
testualmente «Questo aspetto
pubblico attira perfino il
governatore del Veneto Luca
Zaia, che prende un
appuntamento telefonico (che
però non avrà seguito) con
Patrizia Badii, militante attiva
del gruppo», inoltro copia del
testo della mia precisazione
uscita ieri sull’agenzia Ansa
alle 18,42: «Apprendo con
stupore di una intercettazione
citata dalla stampa. Faccio
presente che l’unica volta che
ho visto la signora Badii è
quando costei si è recata sotto
la mia abitazione alla guida di
una folta delegazione di
persone che intendevano
protestare. Nessuna mail,
nessuna cartolina, nessuna
telefonata, nessun sms è mai
intercorso fra il sottoscritto e
la signora Badii, tantomeno
per interposta persona, né
prima né dopo il 9 dicembre.
Rapporti zero».
LUCA ZAIA

c.
contatti

LE LETTERE VANNO INVIATE A
LA STAMPA VIA LUGARO 15,
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Prendiamo atto della
precisazione di Zaia. Purtroppo
nelle intercettazioni contenute
nel provvedimento bresciano la
stessa Badii rivendica di aver
ricevuto una telefonata da Zaia.

Quotidiano fondato nel 1867
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LA TIRATURA DI GIOVEDÌ 3 APRILE 2014 È STATA DI 299.242 COPIE

TM

L’editoriale
dei
lettori

IL MEDIOEVO
DI LE GOFF
DANIELE TREMATORE
uando parliamo di Medioevo, spesso
siamo costretti a fare i conti con una
serie di stereotipi. Sulla scorta dell’Illuminismo siamo portati a pensare a
questo periodo come un’età di mezzo
«di secoli bui» senz’anima, tra l’antichità classica e il Rinascimento. In realtà, i secoli
successivi all’anno Mille non sono affatto bui e il
Medioevo è stato un periodo fertilissimo che ha lasciato in eredità all’età moderna più di quanto possiamo immaginare: dalle università alle banche,
dalla polvere da sparo agli oggetti più comuni di
cui facciamo uso ancora oggi come la carta, la forchetta, gli occhiali – senza dimenticare, tra le altre
cose, le camicie, i pantaloni e le mutande.
Il merito di aver sradicato questi luoghi comuni
spetta sicuramente a Jacques Le Goff, forse insieme a Étienne Gilson e Georges Duby, uno dei più
grandi studiosi del Medioevo del secolo scorso.
Scomparso il 1° aprile a Parigi all’età di 90 anni, Le
Goff era nato a Tolone nel 1924 e apparteneva alla
scuola storiografica delle Annales – dal nome della
rivista fondata nel 1929 da Marc Bloch e Lucien
Febvre – interessata non tanto alla storia fatta di
dati ed eventi quanto alle strutture economiche e
alla vita sociale e culturale.
Animata da una straordinaria passione per la
ricerca, l’opera di Le Goff si muove nel solco di questa innovativa posizione storiografica, occupandosi con rigore storico e talento narrativo di figure
apparentemente minori - come la famiglia, il mercante, il banchiere e l’intellettuale - e affiancando
all’attività accademica testi illustrati di divulgazione rivolti a tutti, persino ai giovani a cui aveva dedicato Il Medioevo spiegato ai ragazzi (2007).
E di recente proprio ai giovani aveva rivolto un
appello in difesa della lettura e sul valore inesauribile dei libri, da cui viveva circondato nella sua casa parigina, e che meravigliosamente definiva
«strumenti essenziali e insostituibili di crescita
culturale e civile».

Q

21 anni, studente di Filosofia, Torino

[P. COL.]

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LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Lettere e Commenti .27

.

GUERRA
FREDDA
ANCHE
NELLO
SPAZIO

FRANCO BRUNI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

I

l Consiglio Direttivo ha dunque discusso a lungo e ha deciso di aspettare nuovi dati nei prossimi mesi.
E’ stato però unanime nell’affermare che, se si confermasse la frenata dei prezzi, la Bce è pronta a creare
ulteriore liquidità, ad abbassare ulteriormente i tassi di interesse, fino a considerare tassi negativi sui depositi presso la Bce, a organizzare prestiti straordinari alle banche e acquisti di titoli, anche
privati. Il che è stato apprezzato dall’andamento delle borse (e dalla riduzione
della differenza fra i tassi dei titoli di Stato italiani e tedeschi).
La vera deflazione arriva quando i
mercati cominciano ad attendersi che
nel medio periodo, fra i tre e i cinque anni, si diffonda nell’area una netta discesa
degli indici dei prezzi. Allora chi compra
e investe rinvia molto le sue spese, frenando ancor più i prezzi, in un circolo vizioso, contraendo la domanda, l’attività
economica e l’occupazione. Attendersi
prezzi durevolmente in discesa aumenta
inoltre l’onere reale di chi è indebitato.
Non siamo ancora a questo punto. Ma
Draghi ha chiarito che più si allunga il periodo in cui nell’area dell’euro l’inflazione
si approssima allo zero più diventa concreto il pericolo che le attese di medio
termine trascinino l’economia nella vera
deflazione. E’ anche pericoloso che il
cambio dell’euro rimanga troppo a lungo
troppo forte: la Bce farà attenzione a che
questo, riducendo i costi delle importazioni, non accentui il ribasso dei prezzi.
D’altro canto, se la Bce decidesse di
intervenire con eccezionali provvedimenti espansivi, rimane il problema della loro efficacia, che potrebbe rivelarsi
limitata, per almeno due ragioni. La prima è che parte dell’andamento dei prezzi è determinato da fattori globali, irrimediabili da politiche europee. In proposito Draghi ha ricordato che il 70% della
riduzione dell’inflazione negli ultimi due
anni è attribuibile alla frenata mondiale
dei costi delle materie prime e dell’energia. L’occasione è stata buona anche per
rispondere a Christine Lagarde, che dirige il Fmi e che alla vigilia della riunione
di ieri ha consigliato alla Bce di adottare
subito politiche più espansive: è stata
ironicamente ringraziata per la generosità con cui dispensa i suoi suggerimenti
ed è stata sfidata a permettersi analoghe
interferenze il giorno prima delle riunioni della Fed americana.
La seconda difficoltà nel combattere
la deflazione europea con la politica monetaria è che, a differenza degli Usa, nell’eurozona le banche sono protagoniste
assolute del mercato del credito, mentre
oltre Atlantico le imprese ricorrono molto di più al finanziamento diretto in titoli. Comprando quei titoli la Fed può diffondere più facilmente la liquidità in tutta l’economia. La Bce deve invece passare dalle banche, dove la liquidità può fermarsi, per varie ragioni, compresa l’imperfetta salute dei bilanci bancari e la loro conseguente ritrosia a prestare. Per

GIOVANNI BIGNAMI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

S

Illustrazione di Dariush Radpour

COME EVITARE
IL CALO
DEI PREZZI
tentare di superare questo ostacolo la Bce
sta lavorando in due direzioni.
Innanzitutto sta preparando l’Unione
bancaria europea con una revisione accurata della salute delle banche, stimolandole alla pulizia dei bilanci e alla ricapitalizzazione. L’operazione comincia a registrare evidenti successi, come si è visto
dalle decisioni coraggiose prese dalle
maggiori banche italiane nel redigere i loro bilanci del 2013, cancellando ingenti
profitti con accantonamenti a fronte di
prestiti che rischiano di non essere rimborsati puntualmente. Qualche segno di
miglioramento si nota, anche in Italia, osservando come i prestiti «nuovi e buoni»
stiano crescendo, anche se il loro aumento è in parte neutralizzato dal mancato
rinnovo di quelli preesistenti, presumibilmente di qualità peggiore.
In secondo luogo la Bce sta sollecitando
provvedimenti fiscali e regolamentari per
favorire lo sviluppo del canale diretto di
finanziamento con obbligazioni delle imprese, anche con la trasformazione di pre-

stiti bancari in titoli trattabili sui mercati
e acquistabili dalla stessa Bce.
Dal punto di vista italiano c’è una ragione speciale per sperare che l’inflazione
torni a salire. La ragione è che dobbiamo
ridurre rapidamente l’enorme e insostenibile rapporto fra debito pubblico e Pil. Anche se azzeriamo il deficit pubblico, tenendo così fermo lo stock di debito, il rapporto
non scende se non sale il Pil. Il quale ha due
componenti: la crescita reale e l’inflazione.
La prima per qualche anno non potrà brillare, visto il difficile riordino generale della
politica e dell’economia al quale dobbiamo
procedere per tornare a crescere davvero.
Serve dunque un po’ di inflazione per aiutare l’aumento del denominatore del rapporto. Se in uno o due anni portassimo la
crescita reale un poco sopra l’1% e l’inflazione (italiana) salisse un po’ sopra il 2%,
non servirebbero manovre straordinarie
sul deficit per far scendere il rapporto debito/Pil, come ci siamo impegnati con l’Europa e come comunque ci conviene.
franco.bruni@unibocconi.it

periamo che sia farlocca, dicevo,
anche perché la notizia è completata dalla seguente perla: si
interrompono sì tutti i rapporti
spaziali, tecnici o commerciali
che siano, tranne, naturalmente, l’accesso (andata e ritorno) alla Stazione Spaziale Internazionale (Ssi). E vorrei vedere: ricordiamo che, da quando ha dovuto
mettere in pensione lo Shuttle (vecchio
di 40 anni), la Nasa non ha più modo di
mandare in orbita esseri umani, compresi i propri astronauti alla Ssi. Per farlo,
deve ricorrere ai Russi, ed alla loro cara
vecchia capsula Soyuz, uno scomodissimo resto dell’era post-Gagarin.
Brutta e scomoda finché si vuole, ma
molto affidabile perché provata da innumerevoli voli, la Soyuz, lanciata con vettore russo da Baikonur, è l’unico modo
per andare e tornare dalla Ssi. Naturalmente, gli affari sono affari: un posto sulla Soyuz ad ogni non-russo costa oggi 70
milioni di dollari: prendere o lasciare. E,
giusto una settimana fa, un astronauta
Nasa è partito, insieme con due russi,
per la Ssi, dove ora si trova. Fossi in lui,
guarderei dal finestrino un po’ preoccupato. Cosa succede, mi chiederei, se i
russi dicono «nyet» ad ulteriori passaggi
Usa sulla Soyuz, vista l’attitudine della
Nasa (almeno secondo il Nyt)? Più in generale, se Putin decidesse che può fare a
meno dei 70 milioni per astronauta americano, come farebbe la Nasa a gestire la
(largamente sua) Ssi? Lo stesso, peraltro, si potrebbe applicare anche agli
astronauti Esa, e quindi anche italiani,
se partisse questa specie di gioco al massacro spaziale.
Per fortuna c’è il Cospar, il Comitato
mondiale per la ricerca spaziale, che oggi presiedo. Da tempo avevamo pianificato proprio a Mosca, in agosto, la prossima assemblea generale, dove arriveranno più di 5000 scienziati da tutto il
mondo. Potrebbe essere un eccellente
terreno di incontro al di sopra delle parti. Con una certa emozione mi appresto,
nei prossimi giorni, ad incontrare su
questo argomento proprio Vladimir Putin. Ha risposto subito con un suo personale invito alla mia domanda di un incontro, inviata a nome di tutto il Cospar. Non
so cosa dirà lui, naturalmente, ma certo
io, a nome di tutti i ricercatori e tecnici
dello spazio mondiale, gli chiederò di
aiutare il nostro lavoro, per definizione
pacifico e costruttivo. Spero che sappia
come fare, ma, soprattutto, spero che
non abbia letto il Nyt di ieri, o almeno
che non lo abbia preso sul serio.

28

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

DOMANI SU TUTTOLIBRI

CULTURA
SPETTACOLI

La nuova Spagna
Padre-figlio nel racconto di Marcos GiraltTorrente, ospite di «Encuentro» a Perugia. Nelle
Terre selvagge di Sebastiano Vassalli. Laura
Pariani con Dostoevskij a Orta. Ernaux, addio al
padre nel bar di Normandia. Gli angeli molesti
di Malamud. Steve Jobs: lezioni di leadership.
Slow food: mangiare in cento parole. Le letture
di Umberto Fiori, l’ex voce Stormy Six.

Cartesio

&

ANNA ZAFESOVA

MARIO
BAUDINO

Per Roth
le calunnie
ma per Petrini
le lumache
Ancora lui

Philiph Roth, da quando ha
smesso di scrivere, è diventato molto più disponibile per le interviste. Dopo
quella a una studiosa americana di qualche mese fa,
in cui raccontava come se
la sta spassando, ne ha
concessa un’altra, al giornalista svedese Daniel
Sandstrom. Racconta di
aver riletto tutti i suoi 31 libri, e di essere soddisfatto.
Ma alla domanda sulla sua
leggendaria misoginia, si
ribella. Calunnie, dice, solo
calunnie e diffamazioni.
«Secondo le quali avrei
sputato veleno sulle donne
per mezzo secolo. Ma solo
un pazzo si prenderebbe la
briga di scrivere 31 libri
unicamente per ribadire
un suo odio». Anche perchè, aggiunge, «per molti
aspetti la parola “misogino” è ormai usata in modo
generico e sciatto proprio
come “comunista” negli
anni del maccartismo. E
con lo stesso scopo».
Anonymous

Ma non hacker, forse fantasmi, come potrebbe suggerire Roth. Fatto sta che
in Inghilterra sta diventando una tentazione irresistibile scrivere libri sotto pseudonimo e poi lasciarsi scoprire. Lo ha fatto, oltre alla Rowling, un
autore come Julian Barnes (con meno successo,
peraltro). Ora l’editore
Redhook annuncia The
First Fifteen Lives of Harry
August (uscirà l’8 aprile) e
tutta la campagna di lancio è basata sul fatto che il
romanzo è firmato con
uno pseudonimo, Claire
North, da un famoso e celebrato autore. Che si rivelerà il 22 aprile, in occasione di una trasmissione radiofonica. Tutto sommato, un po’ impaziente.
Attenti a quei due

Luis Sepulveda e Carlo
Petrini, invece, si sono
messi insieme per un libro
a quattro mani, dopo essersi incontrati all’Università del Gusto dove lo
scrittore cileno era andato a presentare la sua Storia di una lumaca che scoprì
l’importanza delle lentezza.
Il titolo è poco ambizioso:
Un’idea di felicità. Uscirà il
30 aprile per Guanda, debutterà al Salone del Libro domenica 11, giorno di
massimo afflusso, e certo
intercetterà le folle. La ricetta della felicità coinvolge i piccoli e grandi piaceri
della vita quotidiana in armonia con la natura, e va
da sé il cibo. Guazzetto di
lumache compreso?

Q

uando entrò nella storia,
a soli 22 anni, lo fece non
soltanto per il suo genio –
che molti giudicano tuttora il più brillante di tutti i tempi – ma anche per
la sfida che lanciava, fin dal suo aspetto: una massa di capelli ribelli, lo
sguardo di fuoco, il sorriso. All’epoca i
sovietici non sorridevano, meno che
mai i campioni di scacchi che dovevano mostrare al mondo che gli uomini
più intelligenti non potevano che essere comunisti. Il suo avversario, cocco di Breznev, non sorrideva mai, portava i capelli biondi accuratamente lisciati con una matematica riga in
mezzo, la spilletta con la bandiera
rossa di deputato appiccicata al vestito grigio. Era il primo della classe, e a
sfidarlo era arrivato un ragazzone irruento con un nome palesemente
americano, un’origine etnica bizzarra
– armeno di Baku, ma si sussurrava
che fosse un ebreo che occultava le
sue radici – e un disprezzo appena nascosto verso il comunismo. La sfida
tra Garry Kasparov e Anatoly Karpov
venne seguita con il fiato sospeso non
solo dagli appassionati di scacchi: era
il 1985, Gorbaciov era appena entrato
al Cremlino, e lo scontro per il titolo
mondiale di due campioni, entrambi
sovietici, veniva vissuto come la sfida
tra il vecchio e il nuovo, il regime e il
dissenso. La nomenclatura tifava
apertamente Karpov, e metteva i bastoni tra le ruote a Kasparov, percepito come un infiltrato nemico. Quando
vinse, un Paese che giocava a scacchi
perfino sulle panchine dei parchi tirò
un sospiro di sollievo: il cambiamento
era possibile.
Trent’anni dopo Garry Kasparov è
ancora un nemico del regime, un dissidente e un «infiltrato». A Mosca la
polizia afferra regolarmente l’uomo
che è stato per vent’anni un eroe nazionale e il numero uno sull’olimpo
CONTRO LO ZAR

«Gli importa soltanto
il potere, è indifferente
all’interesse nazionale»

Scacco matto a Putin
le istruzioni
di Garry Kasparov

Garry
Kasparov
durante una
manifestazione
di protesta
contro
il governo
a Mosca
nel 2007.
Dietro di lui
lo scrittore
e dissidente
Eduard
Limonov

Il mitico ex campione di scacchi russo, ora dissidente,
presenta nel suo libro un ritratto al vetriolo della Russia

ÉLITE CORROTTA

«Sono avidi, vogliono
vivere come Abramovich
e governare come Stalin»
scacchistico, e lo sbatte a botte nei
cellulari insieme ai ragazzi dell’opposizione, con i quali scende in piazza.
Ha investito tutta la sua fama nella
guerra al Cremlino, offrendo istruzioni precise su come abbattere Putin.
Istruzioni che fino a un mese fa sembravano troppo radicali, pessimiste,
fatte da uno che magari aveva l’intelligenza matematica per sfidare a scacchi un computer (e perdere), ma che
non comprendeva i meccanismi della
politica. Lo sgambetto della Crimea
ha dimostrato che Kasparov aveva ragione più di quanto sembrava, decifrando la partita che stava giocando
Mosca con la logica di uno scacchista,
e le sue «istruzioni per l’uso» vengono
ora applicate dall’amministrazione di
Obama. «Seguite il flusso dei soldi»,
esclama, «colpiteli nel portafogli»,
«punite non 140 milioni di russi, ma
140 oligarchi e le loro famiglie» ai quali il regime offre ricchezza e protezione. Insomma, «Use banks not tanks».
Il più grande match della sua vita
viene raccontato in Come dare scacco
matto a Putin, in uscita in Italia da
Isbn, una raccolta di articoli di Kasparov che è anche la cronaca del dissenso moscovita, fino alla tragedia
della Crimea. «Non è più tempo di
ascoltare le lezioni degli accademici,

La sfida mondiale tra Garry Kasparov e Anatoly Karpov, finita alla
24a partita con la vittoria del primo per 13 a 11,
fu seguita col fiato sospeso non solo dagli appassionati
di scacchi: era il 1985 Gorbaciov era appena entrato al Cremlino

è tempo di reagire», avverte il campione, e spiega agli occidentali chi è l’uomo che governa la Russia e che si ostinano a trattare alla pari, mentre non è
che «un bullo di periferia, un boss criminale», che capisce solo la forza. La
psicoanalisi dell’ex agente del Kgb è
sprezzante: «L’unica cosa che gli interessa è il potere, è inutile cercare le sue
motivazioni in complessi interessi nazionali. Ha solo interessi personali».
Non è affidabile: «Non cerca compromessi, ma solo vantaggi, e viola le rego-

le dovunque lo ritiene possibile». Ha
codici politici e umani completamente
diversi: «Vede le concessioni come debolezza». Insomma, «Putin è una causa persa e lo sarà anche la Russia fino a
che governerà».
E quindi bisogna essere cattivi, ancora più cattivi, e Kasparov si lascia
sfuggire il suo sogno impossibile: assistere a una telefonata tra Putin e Reagan. La Russia che racconta non lascia
spazio a pietà: un Paese corrotto, spaventato, arretrato, che si lascia sac-

cheggiare da un’élite avida e ipocrita
che vuole «governare come Stalin e vivere come Abramovich», e possiede
«azioni londinesi e conti svizzeri»
mentre dice ai propri orfani che per loro «è meglio morire in Russia che vivere adottati in America». Ma con la
stessa rabbia e lucidità si scaglia contro l’Occidente, la sua eterna tentazione all’appeasement. In fondo, Kasparov
condivide l’idea dei russi che gli occidentali sono dei codardi. Li accusa di
aver preso per buone elezioni truccate,
di essersi girati dall’altra parte in Georgia, in Cecenia, a Mosca, a Beslan,
«cercando sempre pretesti per non definire Putin un dittatore». Facendo paralleli con Hitler e Mussolini, racconta
un regime che «accende l’odio come la
motosega» e usa i «liberali di sistema»
per dare una facciata rispettabile all’alleanza «con gli strati più arretrati
della popolazione e i loro istinti più
bassi». Ma s’infuria anche con chi trova la Russia «geneticamente incapace
di democrazia». Ai russi propone «lezioni di ucraino», agli occidentali chiede di «non vendere i propri ideali in
cambio di petrolio, gas e consumi di
lusso per gli oligarchi». E a chi gli chiede se tornerà agli scacchi risponde che
resterà dissidente, e cita il Talmud:
«Non sta a te compiere l’opera ma non
hai il diritto di sottrartene».

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Addio allo scrittore svizzero Urs Widmer

Roma, gli scrittori nel centro commerciale

È morto a Zurigo, a 75 anni, lo scrittore e drammaturgo svizzero Urs
Widmer (foto»), uno dei più raffinati autori di lingua tedesca. In
Italia è noto per il romanzo L’uomo amato da mia madre (Bompiani,
2002). Il dramma teatrale Top Dogs, testo del 1996 (tradotto da
Mimesis), è il suo lavoro più celebre a livello internazionale, insignito
del Mulheimer Dramatiker Preis e del premio all’innovazione del
Berliner Theatertreffen. Il suo ultimo romanzo, Viaggio ai confini
dell’Universo, è stato insignito del Premio della Letteratura svizzera.

Per la prima volta in Italia libri e scrittori occupano letteralmente,
e per un’intera settimana, un centro commerciale. Accade
a CinecittàDue, a Roma, che da lunedì 7 a domenica 13 aprile
ospiterà «Libri al centro», una rassegna che vede protagoniste
alcune tra le voci più rappresentative del panorama editoriale
italiano: da Andrea Vitali a Chiara Gamberale, da Gian Antonio
Stella a Sergio Rizzo, da Marco Lodoli a Marco Travaglio,
Mario Tozzi, Marco Malvaldi, Nicola Gratteri.

VITTORIO SABADIN
frammenti di una antica stele
egizia, trovati da una spedizione
francese nel 1947 vicino al terzo
pilone del tempio di Karnak, potrebbero costringere a datare diversamente la cronologia dei faraoni e
contribuire a spiegare perché le antiche civiltà dell’Età del Bronzo collassarono all’improvviso tutte assieme, più
di 3000 anni fa.
La «Stele della tempesta» era già
stata studiata da decine di esperti, incuriositi dalla tremenda descrizione,
ricavabile dalle 48 righe di testo rimaste intatte, di un evento meteorologico
estremo: per giorni e giorni, raccontano le incisioni nella pietra, sull’Egitto
cadde una pioggia devastante, il cielo
divenne nero, l’oscurità totale. Le acque sempre più vorticose del Nilo trasportavano a valle centinaia di cadaveri e il rombo dei tuoni copriva le urla
della folla terrorizzata.
Risalente al regno di Amose I, primo faraone della XVIII dinastia, la stele è il più antico resoconto dettagliato
di una tempesta, ma poiché eventi meteorologici così devastanti sono del
tutto rari nell’Egitto moderno, molti
studiosi hanno pensato che il testo non
fosse altro che una metafora per descrivere l’invasione degli Hyksos, che
dominarono il paese tra la XV e XVII
dinastia.
Per nulla convinti di questa ipotesi,
Robert Ritner e Nadine Moeller, due
ricercatori del Chicago Oriental Institute, un’istituzione molto rispettata
nel campo dell’Egittologia, hanno ora
avviato una nuova serie di studi sui
frammenti della stele, cominciando nel
modo più semplice: con una nuova traduzione. Esaminando le iscrizioni, Ritner si è convinto sempre di più che gli
eventi descritti rispondevano perfettamente ai mutamenti del clima che si
riscontrano dopo una imponente eruzione vulcanica. Bisognava dunque
scoprire quale.
Ai tempi di Amose, intorno al 1520
a.C. non ce n’era stata nessuna. Ma solo un secolo prima nel Mediterraneo
era però esplosa un’intera isola vulcanica, quella di Thera, ora chiamata
Santorini. Ritner e Moeller sono convinti che la «Stele della tempesta» descriva le conseguenze di quella eruzio-

I

Il vulcano di Santorini
alleato del faraone
nella guerra agli Hyksos
In un’iscrizione egizia la chiave per spiegare il collasso
delle grandi civiltà del Bronzo alla metà del secondo millennio

La settima piaga d’Egitto (la grandine) in un dipinto di John Martin del 1823

Disastri record

LA «STELE DELLA TEMPESTA»

Ritradotta da due studiosi
americani, descrive gli effetti
dell’esplosione nell’Egeo
LE DEVASTAZIONI

Da Hattusa a Micene a Ugarit
Ma l’Egitto ne approfittò
per liberarsi dagli invasori
ne, e che l’evento fu di tale portata da
avere riflessi letali per tutte le civiltà
dell’area mediterranea. Per provarlo
bisognava però prima mettere a posto
le date, cosa non facile. Tutti gli esperti dicono che l’eruzione di Santorini
avvenne pochi anni prima del 1600
a.C. Nel 1620, secondo la datazione al
radiocarbonio di un ramo di ulivo, nel
1630 in base alla datazione ricavabile
dagli anelli degli alberi, nel 1644 secondo lo strato di un carotaggio effettuato nel sottosuolo della Groenlandia. In ogni caso Amose, che visse tra i
30 e i 40 anni, non era ancora nato e
non avrebbe quindi potuto fare iscrivere in una stele le conseguenze di un
evento al quale non aveva assistito.
I due studiosi dell’Oriental Institute
di Chicago sono però convinti che basti
retrodatare di pochi anni, fra i 50 e i
100, l’epoca del regno del faraone perché tutti i pezzi della teoria combacino.
Non si tratta di una forzatura: l’esatta
cronologia dei faraoni è ancora incerta
e dibattuta, perché è stata desunta da

La «foto» più antica di un’eruzione
Un disegno murale turco risalente a 8.600 anni fa potrebbe essere la più
antica immagine di vulcano in eruzione che si conosca. Ricerche precedenti
avevano messo in dubbio che l’antico murale potesse effettivamente
rappresentare il picco eruttivo del vulcano Hasan Dag. Per mettere
alla prova questa ipotesi, un gruppo di scienziati della University
of Waikato, Nuova Zelanda, e della University of California di Los
Angeles hanno usato una nuova tecnica di datazione basata sui cristalli
di zirconio trovati nelle rocce vulcaniche nella regione del vulcano,
scoprendo che effettivamente alcuni uomini avrebbero potuto assistere
all’eruzione che avrebbe ispirato il dipinto. Inoltre, la ricerca apre
la strada a nuove tecniche analitiche nel processo della datazione.

Krakatoa, Indonesia, 1883
L’eruzione del 27 agosto 1883
provocò un boato che arrivò a quasi
5000 chilometri di distanza.
L’esplosione ridusse in cenere l’isola
su cui sorgeva il vulcano e scatenò
un’onda di maremoto alta 40 metri.
Una precedente eruzione, intorno
al 535 d.C., potrebbe essere stata
responsabile dei cambiamenti
climatici globali
occorsi nel 535 e nel 536.

Eyjafjöll, Islanda, 2010
Il 14 aprile 2010, dal centro
del ghiacciaio Eyjafjallajökull,
cominciò la seconda eruzione
in pochi mesi, con una densa nube
di cenere che si diffuse nell’atmosfera
determinando fino al 23 aprile
il blocco dello spazio aereo in gran
parte dell’Europa. Altre chiusure
e disagi si protrassero nei paesi
dell’Europa Centrale fino al 9 maggio.

pochi reperti in contraddizione tra loro.
Se Amose avesse regnato al tempo
dell’eruzione di Santorini, molti altri avvenimenti del passato troverebbero una
spiegazione più plausibile di quella che è
stata finora data. A cominciare dalla vittoria del faraone sugli Hyksos, culminata nella distruzione della loro capitale,
Avaris. Il regno degli Hyksos, più che essere annientato da Amose, potrebbe essere crollato a causa delle terribili conseguenze dell’eruzione vulcanica, che
bloccarono le vie di comunicazione, distrussero i porti e la flotta, incrinandone
fortemente la potenza militare.
L’evento catastrofico generato nella
caldera di Santorini non distrusse soltanto la civiltà minoica, ebbe conseguenze in Egitto e ancora più lontano,
sostengono i professori Ritner e Moeller.
Anche la civiltà babilonese ne fu fortemente indebolita, lasciando spazio alle

scorrerie degli Ittiti. E forse nuove indagini porteranno ancora oltre, a dare una
spiegazione al quel «riallineamento»
dell’Età del bronzo che vide cadere quasi contemporaneamente le grandi civiltà dell’epoca, con la distruzione di città
come Hattusa, Micene, Ugarit e improvvisi cedimenti nelle strutture sociali dell’Anatolia, dell’Egitto, della Siria.
Gli storici hanno spiegato questo decadimento, collocato tra il XIII e XII secolo a.C., con il collasso delle autorità
centrali, la distruzione delle connessioni su lunga distanza e la perdita dell’alfabetizzazione. Recentemente, scienziati israeliani lo hanno attribuito a un
lungo periodo di siccità. Può darsi invece che l’inizio di tutto sia da collocare in
quella apparentemente pacifica laguna, che oggi i turisti percorrono in barca e ammirano estasiati guardando
tramontare il sole.

.

29

Elzeviro
LUIGI
LA SPINA

Globalizzazione
non vuol dire
democrazia
l sospetto covava da
tempo, ma da quando
la protesta contro
l’Europa alla tedesca
sembra dilagare, la tesi
ha scavalcato i convegni
dei politologi e ha fatto irruzione nei salotti televisivi, consacrazione popolare della sua verità. La
globalizzazione, contrariamente alle illusioni dei
soliti tardoilluministi,
non solo non favorisce la
diffusione della democrazia dove non era mai arrivata, ma la trasforma in
una odiosa oligarchia
proprio là dove era nata,
nei sistemi politici sulle
sponde dell’Atlantico.
Quando un pensiero alla moda diventa uno slogan tanto comodo all’intera trasversalità degli
schieramenti politici, da
Marine Le Pen a Beppe
Grillo, è certamente utile
scavarne le ragioni, per
cercare di distinguere il
nocciolo dell’attendibilità
dalla corteccia del luogo
comune. Ed è quello che
meritoriamente fa un agile libretto, appena uscito
dal Mulino a opera di Giuseppe Berta, intitolato,
appunto, Oligarchie (pp.
122, € 10). L’uso del plurale è la spia anche del curioso metodo dell’autore
per approfondire il tema,
attraverso sia la storia,
sia la geografia. Berta, infatti, parte proprio dalla
patria della democrazia
moderna, la Gran Bretagna, per esaminare l’evoluzione dei classici caratteri oligarchici del Parlamento inglese, a partire
dalla metà del Settecento, fino a quando la Prima
guerra mondiale e la crisi
economico-finanziaria
del ’29 fecero trionfare i
regimi di massa.
Con un audace salto
temporale e spaziale, l’autore, poi, analizza la struttura politica e sociale delle famose «tigri asiatiche», Singapore, Corea
del Sud, Taiwan, Hong
Kong, per arrivare alla Cina, dove le illusioni sull’inevitabile abbinamento
del mercato alla democrazia paiono contraddette
da una ben più cruda realtà di ferrea autocrazia. Il
libro si conclude con il capitolo per noi più inquietante, quello che descrive
la parabola dell’ideale europeista, da Einaudi e
Monnet fino al dottrinarismo della Bundesbank.
Ma è riformabile questa dominante eurocrazia? Berta se lo chiede
con un esile filo di speranza, troppo esile, forse, per non essere spezzato dalla cavalcata del
prossimo futuro.

I

W

30 .Spettacoli

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Profondo blu
Già è stata
diffusa la
copertina di
Lazaretto di Jack
White, tutta in
bianco e blu, con
il pallore del viso
di White che si
sposa a quello
del marmo
bianco degli
angeli che lo
circondano, da
un’immagine
tratta dai
National Archive

Personaggio
MARINELLA VENEGONI
MILANO

L

azaretto con una sola «z» è
ovviamente sbagliato, ma
venendo da un musicista
di spessore di Detroit
ugualmente suona come
titolo colto per un album che, pure se
in uscita il 10 giugno, già si annuncia
come molto alternativo. Alternativo,
e con ambizioni colte, soprattutto
perché l’autore è uno degli ultimi epigoni della tradizione rock, Jack White. Nato come garage rocker, tipo appassionato e tosto, Jack ha mostrato
fin dall’inizio una sensibilità di altri
tempi, ed è passato dai garage al ruolo di superstar, nel migliore e più attuale rock/blues dello scorso decennio: suonava nel duo dei White Stripes, fondato con la ex moglie Meg, poi
sciolto perché lei probabilmente non
ne voleva più sapere di assistere ad
ulteriori tradimenti, ora musicali,
con band come i Raconteurs e i Dead
Weather, attualmente in sonno.
Morale che Jack è diventato solista, mentre si esaltavano anche echi
un poco punk e un po’ post-grunge.
Da solista ci ha propinato nel 2012 il
notevole Blunderbuss che ebbe 5 nominations ai Grammy; ora annuncia
appunto Lazaretto, con anticipazione
per ora solo strumentale di inquieti risti storici del rock (da Keith Richardeliri chitarristici nel teaser High ds in là, con cui ama intrattenersi in inBall Stepper. Un modo anticonven- finite sessions a beneficio di pochi e
zionale di annunciarsi in congruo an- fortunati) perché segue e rielabora in
ticipo, chiedendo tra l’altro a tutti gli modo personale e assai efficace le radiappassionati di preci più autentiche di
notare adesso Il
L’EX WHITE STRIPES questa musica. Piace
Vault Package in L’anticipazione strumentale molto ai cultori del
edizione limitata,
genere perché coltiva
con allegato libro, del brano High Ball Stepper con minuzia aspetti
forte di inquiete chitarre che in questo mondo
manifesto, grafiche:
insomma, tecniche
suonano «solo» cultudi marketing applicate all’artigiana- ra del passato. Con la sua etichetta into discografico.
dipendente Third Man Records lavora
Con i suoi 39 anni, Jack White è un in direzione opposta a quella delle
autentico personaggio. Ormai affer- major, con ritmi che tengono dietro la
matissimo ma sempre off dentro di creatività e investendo soprattutto nel
sé, assai amato non a caso dai chitar- vecchio e romantico vinile, anche colo-

Jack White, rock colto
in stile “Lazaretto”

Attesissimo e “alternativo” il nuovo album dell’artista

SPAZIO AFFARI >
Gli avvisi si ordinano presso:
TORINO, - via Lugaro 15, t. 011.6665211/258; MILANO,
via Winckelmann 1, t. 02.24424611;
ALESSANDRIA, Borgo Città nuova 72, t. 0131.445522;
AOSTA, piazza Chanoux 28/A, t.0165.231424; ASTI,
corso Dante 80, t. 0141.351011; BIELLA, via Colombo
4, t. 015.2522926-8353508; CUNEO, corso Giolitti
21bis, t. 0171.609122; NOVARA, Corso Cavour 17, t.
0321.393023-442387; PADOVA, via Strada Battaglia
71b 35020 Albignasego (PD), t. 049.8734717; ROMA,
via C. Beccaria 16, t. 06.69548111; VERCELLI, via Balbo
2, t. 0161.503148-211795; GENOVA, Piazza Matteotti
2/7c, t. 010.2758911-2758695; SAVONA, corso Italia
20/4, t. 019.8429950; SANREMO, via Giacomo Matteotti 178, t. 0184.507223
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rato, tanto che il video di «High Ball
Stepper» è ispirato al pvc, quello che
viene usato per produrre dischi di vinile: nel rilancio del quale Jack ha avuto
una notevole parte negli Stati Uniti.
L’Lp come prodotto di culto, da collezionare in salotto come un tempo.
Questa volta, Lazaretto sarà nei colori
del blu e del bianco, come del resto fu la
sua prima copertina solista; nella cura
maniacale dei particolari, già è stata
diffusa la copertina, tutta in bianco e
blu, con il pallore del viso di White che
si sposa a quello del marmo bianco degli angeli che lo circondano, da un’immagine tratta dai National Archive.
Per far vedere quanto si faccia sul
serio con White, la prende alta la rivi-

sta Rolling Stone Usa, che va alla ricerca dell’etimologia del titolo dell’appena
annunciato album. La lingua italiana
viene ovviamente del tutto trascurata:
«Il termine appare per la prima volta
in inglese - o almeno nell’Oxford English Dictionary - a metà del sedicesimo Secolo in La storia d’Italia con William Thomas. Qui, lo studioso gallese
scrive di una casa a due miglia da Venezia, chiamata appunto il Lazaretto,
dove viene ricoverata e curata la gente
malata»; seguono altre ipotesi di etimo, tipo la derivazione dal personaggio di Lazarus nei Vangeli. Bene, simile
attenzione linguistica, che ci si ricordi,
non trova spazio per i titoli delle opere
di Beyoncé o Mariah Carey.

Colonna
sonora
GIANGIORGIO
SATRAGNI

Cherubini finisce
sotto un cingolato

I

l vento della Restaurazione
soffiò sulla Parigi musicale del
1816 nella forma di un capolavoro quale il Requiem in do minore
scritto da Luigi Cherubini, somma autorità in Francia, per rendere onore al defunto Luigi XVI, decapitato 23 anni addietro dai rivoluzionari. La sublime compostezza della pagina vale sì come esempio di neoclassicismo musicale, di
aulico monumento funebre, ma è
attraversata da un pathos interiore che non solo increspa la superficie, ma arriva spesso a lacerarla
con il dramma. Gratitudine, quindi, va a tale scelta di Nicola Luisotti, direttore del San Carlo di
Napoli e dell’Opera di San Francisco, che l’ha scelta per il Regio di
Torino, ottenendo dal coro, ben
preparato da Claudio Fenoglio,
compattezza e pianissimi di soffio. Sarebbe stata una resa maiuscola in assenza di qualche debolezza di singole sezioni nel coro
stesso e di una scelta grossolana
nel poderoso finale dell’Offertorium: anche nel forte la polifonia
richiederebbe differenze nei piani
sonori all’entrata delle singole voci, altrimenti non si distingue più
nulla. Luisotti avrà avuto le sue
ragioni nell’accostarvi, per contrasto, la novecentesca Terza Sinfonia di Prokofiev, nella medesima
tonalità e ricavata dalla musica
per la demoniaca opera L’angelo
di fuoco. Però Cherubini è finito
sotto un cingolato sovietico.
Torino, Teatro Regio

***

T1 CV PR T2

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

.

Spettacoli .31

Robin Wright: io e Spacey
Bonnie&Clyde della politica
La protagonista della serie rivelazione “House of Cards”

Intervista

LUCA DONDONI
NEW YORK

R

conta il marcio dietro le quinte della
politica ed è tratta dall’omonimo romanzo del consigliere di Margaret
Thatcher, Michael Dobbs (del 1989),
per cui «la politica fornisce un serbatoio inesauribile di storie, tanto che la realtà supera di molto la fantasia». La
storia è quella del capogruppo del Partito Democratico al Congresso degli
Stati Uniti Frank Underwood che, privato della carica di segretario di Stato
americano, inizia una battaglia personale per sabotare il Presidente e ottenere il posto che desidera. Un uomo interessato al potere fine a se stesso,
proprio come la sua cinica moglie Claire (la Wright appunto).

obin Wright ha 47 anni e
con il taglio di capelli corti è di una bellezza sconSignora Wright l’essere l’eroina, anvolgente. «Tagliarli è la
corché malvagia, di una serie tv di succosa migliore che io abcesso non capita tutti i giorni. Come si
bia fatto ultimamente - dice sorriè trovata nei panni di Claire?
dendo - non riesco più a immaginar- «Mi sono calata nelle viscere di una
mi con i capelli lunpersona peraltro dighi». Moglie per
IL RUOLO DA CATTIVA stantissima da me. Il
tanti anni di Sean «Mi ispiro ai comportamenti regista David FinPenn tra tradimencher mi è stato di
dell’aquila, la calma grande aiuto quando
ti e litigi, era abiprima di estrarre gli artigli» ha spiegato che se
tuata a stare dietro
le quinte, lasciando
avessi realmente deche il marito si
UN FUTURO DA REGISTA siderato entrare nei
prendesse la ribaldella moglie di
«Dirigere è una droga panni
ta mediatica per
un politico di livello A
occuparsi dei loro pesante. Una volta provato avrei dovuto guardadue figli ora ven- non se ne può fare a meno» re al mondo animale
tenni, Hopper e Dypiuttosto che al comlan. Oggi Robin non è più la signora portamento degli esseri umani».
Penn e grazie a una serie di buoni
Si spieghi meglio.
film, tipo Two Mothers (Adore) al fian- «Ha in mente l’American Eagle, l’aquico di Naomi Watts, e soprattutto alla la americana, quella effigiata sui dollaparte di coprotagonista in House of ri per intenderci? Quel bellissimo aniCards per cui ha vinto il Golden Glo- male con le piume marroni e la testa
be le sue quotazioni sono alle stelle.
bianca. Ecco, è a quell’animale che ho
House of Cards (su Sky Atlantic dal guardato quando dovevo immaginare
9 aprile alle 21,10) è una serie che rac- il comportamento del mio personag-

Al via Sky Atlantic

Castellitto-Mazzantini
con «Venuto al mondo»
Dal 9 aprile il canale 110 della piattaforma Sky trasmetterà il nuovo Sky
Atlantic. L’inaugurazione sarà affidata a House of Cards anche se nel primo giorno di programmazione Atlantic offrirà anche un’altra prima attesissima dai fan. Si tratta della quarta stagione de Il Trono di spade già distribuita in trenta paesi e vincitrice di
Emmy Awards e Golden Globe. Il
giorno dopo sarà la volta di un’altra
premiére importante, Boardwalk
Empire con la star Steve Buscemi che
racconta la storia di un boss nella Atlantic City del proibizionismo. Ci sarà
anche l’intera prima stagione di True
Detective con Matthew McConaughey e Woody Harrelson. Per quanto
riguarda le produzioni italiane una
bella esclusiva con l’ottimo Sergio
Castellitto in Venuto al mondo –
estended version da lunedì 15 aprile.
Castellitto sarà anche lo psicologo
della seconda stagione di In Treatment. Un successo annunciato anche
per Gomorra - la serie scritto con la
collaborazione di Roberto Saviano.

La Wright e Spacey in House of Cards su Sky Atlantic dal 9 aprile

gio. La calma compassata di chi da un
momento all’altro estrae gli artigli e diventa letale. Le piace come metafora?
Sono stata chiara?».

re. In più una coppia alla Bonnie & Clide che agisce usando le armi della legalità è di per sé una killer-application
fantastica».

Perfettamente. Dunque lei in House of
cards è una donna complice, solidale
quando si tratta di ordire trame e danneggiare qualcuno. Di lei suo marito
Frank dice: «Amo questa donna più di
quanto gli squali amino il sangue».

Andate d’accordo anche sul set, lei e
Spacey?

«Frank è pazzo di me e io di lui. Ci siamo trovati perché amiamo le stesse cose e il potere sopra tutto. La figura del
cattivo nel cinema, così come nelle serie tv è quella che cattura lo spettato-

RadioRai
dopo 15 anni
l’Hit Parade
ROMA

Maria Roveran e Roberta Da Soller in Piccola patria

Il debutto del regista Alessandro Rossetto

“In Piccola patria
il mio Veneto xenofobo”
ROMA

Quanto è grigio il Nord-Est
raccontato da Piccola patria di
Alessandro Rossetto in sala
dal 10 aprile con l’Istituto Luce. E quanto è attuale oggi
questo film con innesti di documentario (tra cui un comizio di Giancarlo Busato dell’estate 2012) il giorno dopo gli
arresti di 24 secessionisti veneti. Uno spaccato, che potrebbe suscitare polemiche, di
una provincia, xenofoba, in
cui si ha voglia soprattutto di
fuggire, oppressa dalle tasse,
dai ricatti e dove la famigliaazienda è morsa dalla crisi.
Presentato in Orizzonti all’ultimo Festival di Venezia, il
film racconta la voglia di scappare di due ragazze unite da
una morbosa amicizia: Luisa
(Maria Roveran) e Renata
(Roberta Da Soller). Insieme
mettono su un tragico gioco
per vendicarsi di Rino (Diego
Ribon). E per fare questo uti-

lizzano l’albanese Bilal (Vladimir Doda). Quando Luisa inizia
a legarsi affettivamente all’albanese, interviene tragicamente suo padre (Mirko Artuso),
xenofobo e in crisi lavorativa.
Nel cast, fra gli altri, Lucia Mascino e Nicoletta Maragno.
«La storia del film è concepita come una tragedia classica,
con una forte stilizzazione delle
vicende. Un racconto dove
l’amore, anche se non vince,
cerca di vincere - spiega il cineasta -. Non volevo emettere giudizi. Nel mio film non c’è nessun
afflato sociologico, è una storia
di finzione». Rossetto, padovano, per il suo debutto alla regia
in un lungometraggio ha voluto
girare nel Nord Est «perché sono cinematograficamente attratto da zone liminari, e il triveneto ha un numero maggiore
di situazioni come questa».
Quella a cui fa riferimento nel
titolo «è la piccola patria dell’anima. Il territorio che raccoglie il dramma del film». [S. N.]

L’urlo «Hiiiiiiiittttt Paraaaade» risuona ancora nell’immaginario collettivo degli
ascoltatori radiofonici della
Rai. Era il marchio di fabbrica, indelebile, della storica e
omonima trasmissione di Lelio Luttazzi, programma cult
che vide la luce il 6 gennaio
1967 e ha accompagnato per
anni il pubblico attraverso le
«canzoni della nostra vita».
Ora l’Hit Parade viene ripresa

Patrocinio della Città di Torino

Luca Carboni

e rilanciata con una nuova formula da Radio2: due gli appuntamenti settimanali di
mezz’ora, il sabato e la domenica, a partire dal 5 aprile, alle
13. A presentare le hit saranno
i grandi protagonisti della musica italiana. Si parte con Luca Carboni, Gaetano Curreri e
Biagio Antonacci, che per tre
weekend a testa guideranno il
programma. «Abbiamo incassato anche il sì di Noemi - dice
il direttore di Radio Rai Nicola
Sinisi -. l’idea non è più quella
di dare spazio ai dischi più
venduti, ma alla musica scelta
dai protagonisti».
[S.N.]

media partner

sponsor tecnico

«Moltissimo, ridiamo così tanto insieme che a volte devo rifarmi il trucco».
Lei ha diretto uno degli episodi della
seconda serie di House of Cards. Si dice che le sia piaciuto così tanto da farle
venir voglia di cambiare carriera.

«Oh sì. Il mio futuro è da regista, senza
dubbio. Dirigere è una droga pesante.
Non se ne può fare a meno».

T1 CV PR T2

VENERDÌ 4 APRILE 2014 LA STAMPA 32

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

.

Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 4 aprile 2014

Rai 1

Rai 2

6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Tutti in cucina con
Antonella Clerici, nella
14ª edizione del programma
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
Il programma condotto
da Veronica Maya
15.20 La vita in diretta
18.50 L’eredità Game show
Dallo studio rotondo, il
padrone di casa Carlo
Conti conduce le sfide
tra i concorrenti
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded

6.00 La strada per la felicità
Telefilm
6.45 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives
Telefilm
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Eat Parade Attualità
13.50 Tg2 Sì, viaggiare
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 Cold Case Telefilm
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Rai Player
17.55 Tg sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale
Cobra 11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

21.15
La Pista
TALENT SHOW. Flavio Insinna con-

duce una nuova sfida tra originali coreografie. La squadra vincitrice si aggiudicherà un montepremi di 50 mila euro in gettoni d’oro
23.45 TV 7 Attualità Lo storico
rotocalco di Raiuno
0.50 Tg 1 - Notte.
Che tempo fa
1.25 Cinematografo
2.15 Sottovoce Attualità
2.30 Rewind - Visioni private

21.10
Virus - Il contagio
delle idee
Nuovo appuntamento con il docu-talk di Nicola Porro, che scava nell’attualità con i protagonisti della vita
politica ed economica del Paese
ATTUALITÀ.

23.20 Tg 2
23.35 The Voice of Italy
Talent show
0.50 Rai Parlamento
Telegiornale
2.10 Appuntamento
al cinema

Rai 3
8.00 Agorà Attualità
10.00 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.45 Kilimangiaro album
13.00 Cerimonia finale dell’iniziativa formativa “Testimoni dei diritti”
14.00 Tg Regione. Tg Regione
Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Rai Player
15.15 Terra nostra Telenovela
16.05 Aspettando Geo
16.40 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Sconosciuti Attualità
20.35 Un posto al sole SO

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
Reality show
14.10 CentoVetrine
Soap opera
14.45 Uomini e donne
Talk-show
16.05 Grande Fratello - Live
Reality show
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
18.50 Avanti un altro!
Game show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

Italia 1
7.00 Friends Telefilm
7.50 Le regole dell’amore Sitcom
8.45 Una mamma per amica
Telefilm
10.30 Dr. House - Medical division Telefilm
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
Reality show
14.10 I Simpson
14.35 Dragon Ball GT Cartoni
animati
15.00 Big Bang Theory Telefilm
15.50 Due uomini e mezzo
Telefilm
16.35 E alla fine arriva mamma
Telefilm
17.25 Nikita Telefilm
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine TF

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
15.30 Ieri e Oggi in Tv Special
15.45 Intrigo internazionale
Film (spion., 1959) con
Cary Grant, Eva Marie
Saint. Regia di Alfred
Hitchcock. Cary Grant
viene scambiato per un
personaggio inventato
dal controspionaggio.
★★★★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

21.05
Amore criminale

21.10
Le mani dentro la città

21.10
Colorado

21.15
Quarto Grado

ATTUALITÀ. Il programma con
Barbara De Rossi giunge all’ultima puntata. In primo piano la
storia di Noemi Ciceri, 37 anni,
uccisa a Viareggio dal suo compagno di una vita

FICTION. I Nuzzo, convinti che

VARIETÀ. Terza puntata in com-

ATTUALITÀ.

dietro la morte di Nico ci sia
Pinuccio organizzano un agguato. Benevento, intanto, scopre
che la droga destinata ai Marruso è a Milano

pagnia di Diego Abatantuono,
affiancatodall’attriceChiaraFrancini. Come di consueto, i 40 comici che si alternano sul palco sono
il cuore pulsante dello show

23.10 I dieci comandamenti
Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte.
Tg regione
1.05 Tg 3 Chi è di scena
1.20 Appuntamento
al cinema

23.30 Supercinema Il rotocalco d’informazione cinematografica
0.00 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
0.30 Striscia la notizia
Varietà satirico

0.00 True Justice Serie
1.50 Grande Fratello - Live
Reality show
2.10 Sport Mediaset
2.35 Studio aperto La giornata
3.05 Hercules Telefilm

VERO TV

TV&TV

can. 55

18.15 Tg Family
18.30 Vendetta d’amore
Telenovela
19.30 Padre coraje TN
20.25 Tg News
20.30 Perla nera TN
21.30 Piatti unici a
basso indice glicemico
21.45 I cuochi pasticcioni

ALESSANDRA
COMAZZI

«M

amma,
non volevo diventare come te e lo sono
diventata. D’altronde,
tu eri l’unico mio modello, mi insegnavi cose
come superare una
perquisizione restando
una signora». «Mamma, si chiamano alcolisti anonimi, non alcolisti dillo a chiunque».
«Mamma: ti ho visto
con i miei occhi leccare
le briciole di cocaina
sulla moquette». Risposta: «La parsimonia
non è mai stata un difetto». Non è una serie
sull’amore materno, è
piuttosto una mamma
(anzi, due: Anna Faris,
la giovane, che nel telefilm ha già due figli, e la
meno giovane, Allison
Janney, che ha lei) tipo
Profumi e balocchi,
quella che «mormora
la bambina, mentre
pieni di pianto ha gli occhi: alla tua piccolina
non compri mai balocchi, mamma tu compri
soltanto profumi per
te». La trasgressione
della mamma cattiva si
perde nella notte dei
tempi, a partire dalla
Giocasta che sposa, ancorché inconsapevolmente, il figlio Edipo.
Di fronte a tragedie come le greche, ci fanno
un baffo i drammucci
di Mom, in onda su Joi,
Mediaset Premium, il
venerdì. Variety dice
che l’autodistruzione si
evita con una risata.
Ma anche con una bella
cura disintossicante.
La sit-com è firmata da
Chuck Lorre, lo stesso
del grande Big Bang
Theory. Resta svelta,
carina,
piacevole,
un’oasi che ci fa rifuggire dai buoni sentimenti. O forse, dopo qualche finta, ce li riconsegna più forti che pria.

Rete 4

Il programma condotto da Gianluigi Nuzzi torna sul
giallo di Garlasco con un’intervista alla madre di Chiara Poggi,
la giovane uccisa nella propria
abitazione il 13 agosto 2007
0.05 Basic Instinct Film (thriller, 1992) con Sharon
Stone, Michael Douglas,
George Dzundza. Regia
di Paul Verhoeven ★★
2.25 Il sole buio Film
4.30 Ieri e Oggi in Tv Special

TV2000
18.50
19.50
19.55
20.00
20.30
20.55
21.20
23.20

La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
6.55 Movie Flash
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.10
Crozza nel paese
delle meraviglie
VARIETÀ. Nuova puntata del
one-man show interpretato
da Maurizio Crozza. Protagonista, come sempre, la stretta
attualità del nostro Paese

22.40 Bersaglio Mobile
Attualità
Conduce Enrico
Mentana
0.30 Tg La7 Night Desk
1.35 Movie Flash
1.40 Otto e mezzo Attualità

REAL TIME

Il Tempo Vola?
Gocce di Miele
Storie da Lourdes
Rosario da
Lourdes
Nel cuore dei
giorni
Tg Tg
La Canzone di Noi
La Gara
Effetto Notte

DMAX

17.40 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.40 Molto bene
19.40 Il boss delle torte
20.10 Best Bakery
Varietà
21.10 Bake Off UK
22.10 Bakery Boss: SOS
Buddy Documentari
23.05 Il re del cioccolato Documentari

17.45 Top Gear
18.35 A caccia di auto
19.30 Cacciatori di tesori
20.20 Banco dei pugni
21.10 Ci sei o ci fai?
22.00 Breaking Magic
22.50 Cacciatori di fantasmi
23.40 Banco dei pugni
0.35 Airport Security

film / intrattenimento
17.10 I tartassati Fabrizi,
maresciallo di Finanza,
vorrebbe incastrare
l’evasore cavalier Totò
SKY CLASSICS

17.20 Magic Mike Channing
Tatum nei panni di un
giovane spogliarellista
in cerca di fortuna SKY
PASSION

digitale terrestre
9.50 La grande ruota La
saga di una famiglia
austriaca tra le due
guerre. Di Geza von
Radvanyi IRIS
10.25 Private Pratice RAI 4
10.45 Noi tre RAI MOVIE
11.10 Brothers And Sisters
RAI 4

11.50 Streghe RAI 4
11.55 The Tracker - La Guida
IRIS

12.15 Il giorno della civetta
Franco Nero indaga
sulla scomparsa di un
uomo, testimone di un
omicidio mafioso RAI

Private Pratice RAI 4
15.00 Brothers And Sisters
RAI 4

15.40 90210 RAI 4
15.45 Mariti in affitto Maria
Grazia Cucinotta, stanca di aspettare, va a
cercare il marito a New
York IRIS
15.50 Pioggia di fuoco Una
pioggia di meteoriti
semina panico e distruzione nella città di
Cottonwood RAI MOVIE
16.20 Veronica Mars RAI 4
17.10 Robin Hood RAI 4
17.30 Rai News - Giorno RAI

MOVIE

MOVIE

13.20 Flashpoint RAI 4
13.50 Il consigliori Giovane
avvocato, Tomas Milian
è figlioccio e consigliori
di un boss di LA IRIS
14.05 Rai Player RAI MOVIE
14.15 La donna perfetta
Nicole Kidman, sposata
con Matthew
Broderick, fa amicizia
con una scrittrice RAI

A mezzanotte va la
ronda del piacere Sul
banco degli accusati
per tentato omicidio,
due coppie a confronto
IRIS

17.35 Rai Player RAI MOVIE
17.45 Pirati Walter Matthau e
il mozzo Ranan naufragano e vengono raccolti da un galeone RAI

MOVIE

MOVIE

14.35 Dr. House - Medical
division JOI
14.50 Rescue Special
Operations PREMIUM
ACTION

15.40 Chicago Fire

PREMIUM

ACTION

16.05 Il riccio Due personaggi
in incognito si incontrano solo grazie all’arrivo
di monsieur Ozu
PREMIUM CINEMA

16.10 Una mamma per amica
MYA

16.15 Fairly Legal JOI
16.20 Se mi lasci ti cancello
La fidanzata di Jim
Carrey si è fatta cancellare dalla memoria il
loro rapporto PREMIUM
UNIVERSAL

16.25 Cult PREMIUM ACTION
16.55 Textuality - Sms
D’amore MYA

17.15 Smallville

PREMIUM

ACTION

17.50 Un Mostro a Parigi
17.55
17.59

PREMIUM CINEMA
Friends JOI
Chicago Fire PREMIUM
ACTION

18.15 Una moglie Peter Falk,
capo cantiere, ama sua
moglie ma la trascura.
Di John Cassavetes
PREMIUM UNIVERSAL

18.20 Big Bang Theory JOI
18.45 Hart Of Dixie MYA
18.50 Due Uomini e 1/2 JOI
Cult PREMIUM ACTION
19.10 Are You There,
Chelsea? JOI
19.25 Nel Paese delle
Creature Selvagge
PREMIUM CINEMA

19.30 Parenthood MYA
19.35 Psych JOI
Rescue Special

18.00 Streghe RAI 4
19.30 A-team IRIS
19.40 Tutti a squola RAI MOVIE
Xena RAI 4
20.15 Renegade IRIS
20.25 Heroes RAI 4
21.05 L’Ultimo Boy Scout Missione Sopravvivere
IRIS

21.10 The Moth Diaries RAI 4
21.15 Sex List - Omicidio a tre
Un giovane contabile
incontra una misteriosa
bionda. Con Ewan
McGregor RAI MOVIE
23.00 Precious RAI MOVIE
23.45 In the Name of the
King La vita di un contadino cambia quando
i pericolosi Krug arrivano a Stonebridge IRIS
0.20 The descent RAI 4
0.40 Dexter RAI 4
0.55 Rai News - Notte RAI
MOVIE

1.00 ANICA Appuntamento al cinema RAI MOVIE
1.05 Cinemag Ieri Oggi
Domani RAI MOVIE

Operations

PREMIUM

ACTION

20.25 Chicago Fire

PREMIUM

ACTION

21.15 Mom JOI
Er-Medici In Prima
Linea MYA
I Signori della Fuga
PREMIUM ACTION

Anna Karenina
PREMIUM CINEMA
Sahara PREMIUM
UNIVERSAL

22.05 Big Bang Theory JOI
Parenthood MYA
Grimm PREMIUM ACTION
22.55 Almost Human
PREMIUM ACTION

22.59 Chuck JOI
Nip’n Tuck MYA
23.25 Tango & Cash I poliziotti Tango e Cash costretti a lavorare insieme
contro i narcotrafficanti
PREMIUM UNIVERSAL

17.25 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
Noi siamo infinito Il difficile percorso di
Charlie, adolescente
segnato da un passato
doloroso SKY CINEMA 1
17.30 Fan Trek DISCOVERY

La mia vita fino ad
oggi SKY PASSION
19.20 Il pescatore di sogni
SKY HITS

19.25 Furia cieca SKY MAX
19.50 In Cucina con
GialloZafferano FOX LIFE
20.00 Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL
FOX
CRIME
Castle FOX LIFE
Airbus 380 DISCOVERY
SCIENCE
MythBusters DISCOVERY
CHANNEL

20.05 Criminal minds
20.15

Quattro matrimoni in
Italia FOX LIFE
Sky Cine News Samuel Jackson SKY
CINEMA 1

MAX

17.40 Madagascar 3: Ricercati
in Europa Alex, Marty,
Melman e Gloria in un
viaggio che li condurrà
nella città di New Yo

Hook - Capitan Uncino
Peter Pan (Robin
Williams), ormai adulto,
ha dimenticato il
mondo magico SKY
CINEMA FAMILY

SKY HITS

18.00 Una mamma per amica
FOX LIFE
DISCOVERY

CHANNEL

18.15 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
18.50 Sex & the City FOX LIFE
19.00 Un borghese piccolo
piccolo All’impiegato
ministeriale Alberto
Sordi viene ucciso il
figlio: vuole vendetta
SKY CLASSICS

SKY CINEMA 1

21.00

SCIENCE

17.35 Sex Crimes - Giochi
pericolosi Florida: il
professor Matt Dillon
viene accusato di stupro dalla sua allieva SKY

18.10 Fast n Loud

19.10 N.C.I.S. FOX CRIME
19.15 Inkheart - La leggenda
di Cuore d’inchiostro

Sirene Cher è una
mamma single, Winona
Ryder la figlia maggiore e Bob Hoskins il vicino SKY CLASSICS
Giustizia imperfetta
SKY PASSION

Venerdì 13 SKY MAX
21.10 Una bugia di troppo
Eddie Murphy è un
agente letterario che
riesce a concludere
ogni affare SKY HITS

Kill Bill - Volume 1 Uma
Thurman, vittima di
una imboscata durante
le nozze, perde marito
e figlio SKY CINEMA 1
21.35 Come è fatto DISCOVERY
SCIENCE

21.50 C.S.I. FOX CRIME
22.00 Finding Bigfoot: cacciatori di mostri DISCOVERY
CHANNEL

22.40 Cooper: un angelo inaspettato SKY PASSION
22.45 The Following FOX
CRIME

La fredda luce del giorno SKY HITS
Red Lights SKY MAX
22.55 Stregata dalla luna La
vedova Cher è già
impegnata ma si innamora del cognato
Nicolas Cage SKY
CLASSICS

23.00 Segnali dal futuro con
James Woods
DISCOVERY SCIENCE

23.05 Facciamola finita

SKY

CINEMA 1

23.25 Zampa 2 - I cuccioli di
Natale Quando
Mamma Natale parte
per Pineville i cuccioli di
Zampa saltano sulla slitta SKY CINEMA FAMILY
23.40 Criminal minds FOX
CRIME

23.55 Fantasmi

DISCOVERY

SCIENCE

0.15 Sognando l’Africa
L’aristocratica veneziana Kuki lascia la vita
comoda e parte per il
Kenia SKY PASSION

34

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

SPORT
La partita

0

Juventus

1

Olympique Lione

Juventus

(4-3-1-2)

(3-5-2)

Lopes 6,5; Tolisso 6,
Konè 6,5, Umtiti 6,
Bedimo 5,5; Ferri
6,5, Gonalons 5,5,
Mvuemba 5; Malbranque 6 (41’ st
Fekir); Briand 5,5
(44’ st Njiè sv), Lacazette 5 (30’st Gomis sv)

Buffon 7; Caceres
6,5, Bonucci 6,5,
Chiellini 6; Isla 5,5
(33’ st Lichtsteiner
sv), Pogba 5, Pirlo
5,5, Marchisio 6,
Asamoah 6; Tevez
5,5 (10’ st Vucinic
5,5), Osvaldo 4 (17’
st Giovinco 6)

ALL. Garde

6 ALL. Conte

6

Sono due le variabili della prima giornata dei quarti di
Coppa Davis fra Italia e Gran Bretagna a Napoli: la
pioggia, attesa anche per oggi, e le condizioni di Andy
Murray, il n.1 britannico (8 Atp) colpito da un leggero
attacco virale. Alle 11,30 il primo singolare fra Fabio
Fognini, fresco n. 13 ma reduce da un infortunio al
petto, e James Ward (insieme all’azzurro nella foto, n.

EUROPA LEAGUE, L’ANDATA DEI QUARTI

Vucinic sbaglia
poi risolve Bonucci
Olympique Lione

Coppa Davis, da oggi Italia-Gran Bretagna

Quasi

fatta

LaJuvepassaaLionenegliultimiminuti:semifinaleinvista
Primotemposofferto,cambiodipassograzieallesostituzioni

Tanti rischi
ma ci siamo
messi a posto
nell’intervallo
Senza urla
Bonucci, difensore Juve

RETE: st 40’ Bonucci

AMMONITI: Tolisso, Vucinic
SPETTATORI: 40 mila circa

6’pt

Chance di testa
Occasione per la Juve. Osvaldo
difende la palla davanti alla
porta e sul rimpallo Tevez mette fuori di poco con un colpo
di testa.

26’pt

Briand spreca

29’pt

Brivido Apache

7’st

L’analisi

ARBITRO: Collum 6,5

INVIATO A LIONE

H

Salvataggio di Buffon che devia in angolo il tiro di Malbranque e sul corner Briand sbaglia
un’occasione clamorosa davanti alla porta.

Splendido lancio smarcante di
Pirlo per Tevez che arriva a toccare la palla, ma Lopes in uscita gli chiude lo specchio della
porta negandogli il gol.

Chi sale
Ferri

6,5

Parata di Buffon
Pirlo commette un fallo a 30
metri dalla porta e viene ammonito. Pericolosa punizione
di sinistro di Umtiti, che Buffon
devia in calcio d’angolo.

E
Chi scende

14’st

Lacazette

5

Forcing bianconero
Punizione di Pirlo, Briand rischia l’autogol di testa. Sei minuti più tardi, Giovinco inventa
e Asamoah sfiora il palo. Subito
dopo, chance per Chiellini e Isla.

T

14
Vittorie

Il gol di Bonucci: palla sotto la traversa

40’st

Jolly in mischia
Gol di Bonucci, che sfrutta una
mischia da angolo (tiro ribattuto di Pogba) e infila Lopes. Un
minuto prima, clamoroso errore di Vucinic davanti alla porta.

ghilterra per smarrire il talento:
finora non si è visto l’Osvaldo
a vinto la Juve del che risolveva certe partite della
passato. Quella che Roma e si dovrebbe capire il
in una serata diffi- perchè. L’esigenza di rimettere
cile ha dato il me- Pirlo al timone si vedeva intorno
glio quando sono alla mezz’ora in uno dei rari moandati in campo Vucinic e Gio- menti in cui l’ex milanista ha savinco, anche se il merito non puto, muovendosi, smarcarsi di
esclusivamente loro. L’1-0 rac- tre metri. È bastato perché Pircattato nel finale allevia le pre- lo, quasi senza vedere dove fosoccupazioni per il ritorno ma se Tevez lo pescasse in corsa,
non cancella le ombre per quan- lanciato verso la porta di Lopes
to si è visto nel primo tempo che usciva bene a intercettarne
contro una squadra che fu gran- il tocco. Era l’unico lampo, nelde ma ieri, ampiamente rabber- l’intero primo tempo, della Juve
ciata e con un atteggiamento da che abbiamo imparato a conoprovinciale, non valeva molto scere. Il resto si condensava nel
più di certe squadre di metà colpo di testa di Tevez che usciclassifica del nostro campiona- va di poco in una mezza mischia
to. Insomma il Limentre il Lione in
one visto in CopIN DIFFICOLTÀ un minuto costrupa ha proposto il
le uniche due
Bloccato Pirlo, il gioco iva
tipo di gioco e di
occasioni, la prinon ha sbocchi ma sventata da
difficoltà che si
presenteranno ai E l’attacco resta isolato Buffon, la seconbianconeri nelle
da sprecata da
prossime partite di campionato Briand, preferito per oscure rae il piglio, allora, dovrà essere gioni a Gomis, uno dei pochi che
diverso. In più si aggiunge l’in- i bianconeri temevano. Nella rifortunio a Tevez, uscito dopo 10’ presa i francesi capivano che
del secondo tempo e corso negli l’orco era rimasto nelle favole e
spogliatoi senza passare dalla prendevano coraggio: la finivapanchina, segno che qualcosa no con il catenaccio camuffato,
non andava. Certo, se la Coppa accennavano al forcing nei priavesse portato via a Conte l’uo- mi minuti, appena un’ideina, ma
mo più importante dell’attacco vivacizzavano la partita. Ne
questa trasferta si rivelerebbe guadagnava la Juve che aveva
davvero disgraziata. La Juve è più spazio, aumentava l’aggresstata imbarazzante nel non tro- sività e creava pericoli: dopo
vare mai in 45 minuti il filo del tanto spreco arrivava la rete ligioco. È bastato piazzare Mal- beratoria di Bonucci.
branque a uomo su Pirlo perchè
i bianconeri non sapessero quali
pesci pigliare: eppure quella
marcatura non è insolita nè rivoluzionaria e dopo tre anni si
dovrebbe aver trovato una quaSpagnole ko
dra nell’alternativa. Se l’unica
fonte diventano i lanci dritti (e
QUARTI DI FINALE - IERI
fuori misura) di Bonucci da cin(ritorno 10 aprile)
AND
quanta metri con gli avversari
Az Alkmaar
raggrumati nella loro metà
0
(Ola)
campo, la filosofia che ha ispirato Conte e che in Italia ha proBenfica
dotto successi e complimenti va
1
(Por)
a farsi benedire: così giocava
anche Ranieri. Eppure quello
Olympique Lione
era lo schema di una squadra
0
(Fra)
che faceva poco movimento a
centrocampo con Pogba e Marchisio e che veniva chiusa sulle
1
JUVENTUS
fasce molto prima di andare al
cross. Mai palla bassa, mai la riBasilea
cerca di sfondare per vie latera3
(Svi)
li. Tevez e Osvaldo prendevano
la palla una volta su dieci e non
Valencia
soltanto per colpa loro. Tevez
0
(Spa)
provava a sfondare centralmente, Osvaldo era semplicemente
Porto
inutile e il povero guardalinee
1
(Por)
faceva ginnastica con lo sbandierare i suoi fuorigioco. E’ cuSiviglia
0
rioso come all’italo-argentino
(Spa)
sia bastato restare 6 mesi in InMARCO ANSALDO

Il bilancio
della Juve
in 23 gare
contro
squadre
francesi:
le ha sempre
eliminate
(10 su 10)
arrivando
sempre
in finale

L’esultanza di Leonardo Bonucci, 26 anni, al 7° gol con la Juve

Brasile 2014, lavori in ritardo
Mondiali,allarmeFifa:«Nonsiamopronti»
1 Piove sul bagnato in Brasi-

le a poco più di due mesi dall’inizio del Mondiale. I lavori sono in ritardo e non è solo l’allagamento dell’Arena Pantanal
di Cuiabà a testimoniarlo, anche se l’evento-test per l’inaugurazione dell’impianto non è
stato un successo: il sistema di
drenaggio delle acque piovane
attorno allo stadio non ha funzionato, con il risultato che poco prima del match di Copa do
Brasil tra Mixto e Santos si sono
allagate tutte le vie d’accesso.
Si riproverà il 26 aprile. A preoccupare la Fifa sono però soprattutto l’Itaquerao di San Paolo, dove il 12 giugno si giocherà (o si dovrebbe giocare) la
partita inaugurale del torneo, e
il Beira Rio di Porto Alegre.
«Non siamo ancora pronti - ha
ammesso ieri dal Sudafrica
Jerome Valcke, segretario ge-

I lavori allo stadio di S. Paolo
nerale della Fifa -: ci sono due
stadi in cui bisogna lavorare».
A San Paolo, in particolare, la situazione sembra critica, anche
dal punto di vista della sicurezza: la morte di un altro operaio
durante i lavori, avvenuta nello
scorso weekend, ha bloccato le
opere. «Spostare la gara inaugurale? Non ci possono essere
ritardi - così Valcke -: abbiamo
un calendario che arriva fino al
13 luglio e va rispettato».

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Oggi in Tv

161), a seguire Andreas Seppi (n. 34) contro Murray,
«I valori in campo e il fatto di giocare in casa sulla
terra ci danno un piccolo vantaggio - dice il ct azzurro
Barazzutti - ci sono due singolari dove siamo favoriti,
quelli di Murray sono più complicati. Il doppio è il
punto più equilibrato ma forse siamo più forti».
Domani il doppio, dalle 14, domenica i singolari
rovesciati dalle 11,30, diretta tv su SuperTennis
(canale 224 di Sky e 64 del digitale terrestre).

12,45 F1. Gp Bahrain, prove libere Sky F1-Rai Sport 2
13,00 Sport Mediaset
Italia 1
14,00 Sport Mediaset
Italia 2
14,30 Tg sport
Rai Sport 1
16,30 Pomeriggio da campioni
Rai Sport 1
16,45 F1. Gp Bahrain, prove libere Sky F1-Rai Sport 2

Pagelle

BUFFON

Riflesso da videogame per
chiudere l’angolo a Malbranque, che
gli aveva tirato a bruciapelo, e mica
piano. Nella ripresa, ottimo piazzamento e balzo per arrivare sulla punizione a giro di Umtiti, che sarebbe comunque uscita.

6,5

CACERES

L’Isla che non c’è (nel primo
tempo) lo costringe a una navigazione solitaria, ma se la cava piuttosto
bene.

Claudio Marchisio
CENTROCAMPISTA

6,5

BONUCCI

La marcatura a uomo su
Pirlo lo promuove regista a tempo

5

Dall’impaccio nelle movenze, avrà mangiato in tutte e quattro le
brasserie di Paul Bocuse, gran chef
della città: mai pericoloso.

6

ASAMOAH

6

CHIELLINI

5,5

4

OSVALDO

5,5

5,5

TEVEZ

ISLA

Con la presenza da titolare
numero 14, Conte gli dà nuovamente fiducia: la ripaga solo in parte, nella ripresa (dal 33’ st LICHTSTEINER SV).

POGBA

con colpi presi e dati.

PIRLO

Onorando l’assonanza con
i diavoli danteschi, Malbranque gli
rende la partita un Inferno, oscurandogli molte ricezioni e di conseguenza
molte giocate. L’unica volta che si
smarca, mette Tevez davanti alla porta, del Paradiso.

6

MARCHISIO

Ferri è un tipetto tosto, per
questo ne esce un duello medievale,

Tostissimo in copertura, sugli scatti di Briand.

Formato Napoli, senza pigliarne una (dal 17’ st GIOVINCO 6: entra e crea diversi pericoli).

La palla buona gli capita alla mezz’ora del primo tempo, ma l’attaccante argentino riesce solo a metterci la punta del piede. E poco altro
(dal 10’ st VUCINIC 5,5: si mangia un
gol).
[M. NER.]

Tevez, al tabù Europa
si aggiunge l’infortunio
Personaggio

i

Protagonista

SYNCSTUDIO

DALL’INVIATO A LIONE

pieno, quando solitamente esercita part-time: dovendo abusare del
lancione, sbaglia inquadratura
troppe volte. Ma centra la porta
per il gol vittoria, rifacendosi.

Contro nemici dinamici, gli
toccano più le corse che i salti, ma fa
comunque il suo lavoro. Preziosa
chiusura nel finale.

MASSIMILIANO N EROZZI
INVIATO A LIONE

N

on sarà un’ossessione,
come Carlitos Tevez ripeteva anche alla vigilia, ma il suo digiuno di gol in
Europa sta diventando una
maledizione, se ieri sera a Lione, il conto è arrivato a 1710
minuti.
Al cambio di una magnifica
carriera fanno cinque anni
tondi, 24 partite, e tre maglie,
Manchester United, City, Juventus. Il cronometro della
SERATA SFORTUNATA

L’argentino ancora a secco
esce al 55’ per un problema
muscolare alla coscia
solitudine si avviò la notte del
7 aprile 2009 a Old Trafford,
quando segnò in Champions.
Da lì a qui, terra di Europa League, zero. E per un attaccante, è un dettaglio che con il
tempo si fa tutto. La faccenda
sta virando alla maledizione
pure perché Tevez s’è fatto
male, inseguendo un gol, e come senno? Era l’avvio di se-

condo tempo, quando ha ricorso un pallone e tirato, come istinto e mestiere impongono: però s’è subito accesa la
spia dei muscoli, visto che immediatamente si è toccato
l’interno della coscia sinistra.
Ha fatto segno alla panchina,
e un minuto e mezzo dopo è
uscito, scuotendo le testa e filando negli spogliatoi dello

35

17,55 Tg sport
Raidue
19,30 Pallanuoto. Posillipo-Brescia
Rai Sport 2
19,30 Goal Deejay Europa
Sky Sport 1
20,30 Calcio. Palermo-Avellino
Premium Calcio
20,55 Tuffi. Camp. italiani, finali
Rai Sport 2
21,00 Golf. Us Pga Tour
Sky Sport 3
21,55 Calcio. Mondiali U17 femminili
Rai Sport 1
3,30 Basket Nba. Houston-Oklahoma
Sky Sport 2

Buffon fondamentale, per Marchisio un duello medievale
7

.

Bloccato
Carlos Tevez,
30 anni,
alla prima
stagione
in bianconero
dopo 5 anni
a Manchester

stade de Gerland.
«A infortuni, tra noi e loro è
una bella lotta», aveva cercato
di sdrammatizzare l’altro
giorno Antonio Conte, perché
anche il Lione ha l’infermeria
stipata: beh, ieri la Juve ha
vinto anche questa partita degli acciacchi, cosa di cui
avrebbe ovviamente preferito
fare a meno. E dire che Tevez,
la sua buona occasione l’aveva
pure avuta, già nel primo tempo, quando Pirlo l’aveva lanciato verso il portiere nemico,
a tutta velocità: solo che il pallone era viaggiato lievemente
lungo, e l’Apache c’era arrivato solo con la punta del piede.
Sufficiente per indirizzarlo
verso il bersaglio, ma non per
superare Anthony Lopes, sveglio a fiondarsi in uscita, e a
deviare. Ci aveva provato anche in apertura, dopo neppure
dieci minuti, quando aveva
spedito di poco a lato il colpo
di testa, e gli era sfuggita una
brutta espressione. Come dire: ma questa non entra mai.
La Juve s’augura che Tevez
possa riprovarci al più presto,
perché vorrebbe dire che l’infortunio non è nulla: la diagnosi, si saprà invece solo oggi.
Prima della partita l’ad Beppe
Marotta era ovviamente tranquillo, sulla continuazione
della stagione: «La preoccupazione è zero». Aspettando il
referto di Tevez, a tarda sera
un po’ di più ce n’era.

T1 CV PR T2

36 .Sport

.

Retroscena
TIZIANA CAIRATI
MILANO

I

2
Miliardi
È il patrimonio
di Peter Lim (in dollari)
secondo la stima
della rivista Forbes

l Milan vola in Oriente.
Un viaggio che potrebbe
essere molto proficuo
per le casse rossonere. Il
Milan non si sposta da
solo, ma è accompagnato da
Jorge Mendes, amico e socio
di Peter Lim, miliardario sesLa quota che il Milan è
santenne di Singapore appasdisposto a cedere. Si cerca
sionato di calcio e investimenin ogni caso un socio
ti. La presenza del manager
per il nuovo stadio
portoghese a San Siro per la
partita della squadra di See- Peter Lim, 60 anni, è stato a San Siro per vedere Milan-Chievo
dorf contro il Chievo non è
passata inosservata. Quella di
Lim, quasi. Non del tutto, però. Perché due uomini d’affari
al Meazza fanno pensare, soprattutto se quello asiatico da
poco ha tentato di acquistare
il Valencia in gravissime difficoltà economiche (300 milioni
di euro di debito).
Ma in questo caso gli spagnoli c’entrano poco, perché a
Milano Mendes e Lim sono venuti per un primo approccio
con il Milan e i vertici rossoneri, da mesi alla ricerca di un
partner per la cessione del
30% del club o, in alternativa,
di un socio che finanzi la costruzione del nuovo stadio.
per incontrare e discutere il di Singapore (agosto 2013). Un comprare il Valencia, il LiverTutto, è ovvio, dovrà pas- rinnovo con lo sponsor Fly patrimonio personale derivan- pool, l’Atletico Madrid e il Midsare attraverso la Fininvest. Emirates. Il ritorno è previsto te principalmente dal campo dlesbrough, è socio di Mendes
La possibile operazione è allo per venerdì 11.
immobiliare. Ma Lim, appas- di Meriton Capital Limited, fonstato embrionale, ma svolte
Poi, più avanti, è già in agen- sionato di sport, è anche pro- do di investimenti che all’inizio
di febbraio ha acepocali potrebda un nuovo viag- prietario del
bero avvenire TARGATO SINGAPORE gio, direzione 70% della FA- LA FIGLIA DI BERLUSCONI quistato i cartelnei prossimi Ha cercato di comprare Asia. Dove oltre STrack Iskan- Primo passo: domenica lini di Andrè Gomes e Rodrigo
mesi. Tutto in
alla Cina, lady dar, azienda che
Liverpool e Valencia: è Berlusconi po- nel 2016 termi- negli Emirati Arabi per del Benfica, per
casa milanista
sponsor e nuovi soci complessivi 45
è in movimen- il 10° più ricco del Paese trebbe far tappa nerà un nuovo
milioni di euro.
to. Così come
anche a Singapo- circuito di F1, inDal campo, invece, per il Mil’ad Barbara Berlusconi, che re, patria di Peter Lim. Che, co- dicato come diretto rivale di
domenica partirà per gli me riporta la rivista «Forbes», Sepang e Singapore. Anche se lan arriva un’altra brutta notiEmirati Arabi con due tappe ha un patrimonio di più di due l’interesse principale del tyco- zia: lesione alla coscia destra
per Essien. Si prevedono 10
precise: Abu Dhabi, per vede- miliardi di dollari, tanto da ren- on resta il calcio.
re il Ferrari World, e Dubai, derlo il decimo uomo più ricco
Lim, oltre ad aver tentato di giorni di stop.

30

Per cento

Barbara vola in Oriente
C’è un tycoon asiatico
anche per il Milan
Lim, socio del manager Mendes, è già stato a S. Siro

L’ECLETTICO ARGENTINO PIACEVA GIÀ NEL 2012

Rodriguez è cresciuto
Ora il Toro lo vuole
Gioca nell’Estudiantes
è del Santos: Petrachi
l’ha visionato e poi ha
trattato coi brasiliani
FRANCESCO MANASSERO
TORINO

Troppo acerbo due anni fa per
il salto in Europa ma anche
per il campionato brasiliano,
dove alla fine approdò senza
convincere appieno (di lui si
ricorda solo un gran gol di tacco), oggi sembra essere tornato il momento di Pato Rodriguez: l’ultimo nome, ma anche
il primo, scritto nell’agenda
granata.
Il centrocampista ha quasi
24 anni (li farà il 4 maggio: una
data non qualunque) e un bagaglio d’esperienza in più da
esibire sul «curriculum vitae»
spedito a quei club d’Oltreoceano che avevano chiesto informazioni. Tra questi c’era il
Torino che, appena tornato in
serie A, nel 2012 aveva pensato anche a lui prima di ritirarsi dall’asta a causa di una valutazione ritenuta troppo alta
(4 milioni di euro) per un giocatore che in Argentina, pur
considerato una grande promessa, era andato ad intermittenza nell’Independiente.
Ma gli scenari sono cambiati,
per tutti. Pato Rodriguez, dopo solo un anno, ha salutato il
Brasileirao ed è tornato nella
sua terra, questa volta nell’organico dell’Estudiantes che
l’ha ingaggiato in prestito.
Rigenerandolo e comple-

Rodriguez, 24 anni il 4 maggio

tandolo: il ragazzo, nato ala destra o sinistra, si è scoperto pure trequartista. E il club di Urbano Cairo, nel frattempo, è tornato sulle sue tracce. Con una
visita in loco, questa volta. Che
era stata programmata per visionare altri giocatori (su tutti
Rodrigo Aguirre, attaccante del
Liverpool Montevideo), ma che
invece ha inaspettatamente riaperto un vecchio canale che
sembrava chiuso.
«Il Toro si era mosso per alcuni obiettivi, poi se ne sono aggiunti altri», è l’unica, piccola,
ammissione, di Gianluca Petrachi, fresco reduce dal viaggio in
Sudamerica. Quel che è certo è
che a Pato Rodriguez è stata riservata più di un’attenzione. Il
giocatore è stato visionato live
dal direttore sportivo, in compagnia del responsabile degli
osservatori dell’America Latina
Luciano Zavagno, nella partita
Estudiantes-Atletico Rafaela. E
poi, i due sono volati in Brasile, a
San Paolo, dove tra i tanti club
di primo piano c’è pure il Santos, proprietario del cartellino
del giocatore (in scadenza nel
2016). Il cerchio si può chiudere,
sulla base di un prestito.

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Retroscena
STEFANO MANCINI
INVIATO A SAKHIR

Sport .37

.

Schumacher
Lamanager:«Cisono
segnaliincoraggianti»
1 «Ci sono segnali inco-

ambiare
le regole?
E perché
mai?».
Lewis
Hamilton inarca il sopracciglio
quando sente parlare di correttivi, modifiche o qualunque
cosa alteri lo status quo della
Formula 1. Dopo due pole position e una vittoria, il pilota della Mercedes sa di avere la più
grande occasione della vita di
rivincere il titolo mondiale.
«Quando Schumacher diventava campione cinque volte
consecutive, Montezemolo
non chiedeva certo di intervenire. E lo stesso con Vettel negli ultimi quattro anni: la Red
Bull è stata ben zitta». Adesso
che si presenta a lui l’occasione di aprire un ciclo, ecco lo
spettro della controriforma.
Manco a dirlo, il suo compagno
di squadra Nico Rosberg, leader della classifica, è in perfetta sintonia: «Questa nuova
Formula 1 è bellissima».
Vai da quelli che finora le
hanno prese e senti pareri op-

«C

SPETTATORI IN FUGA

Gare noiose e ascolti
diminuiti: deluso l’83%
dei tifosi di Maranello
posti. Fernando Alonso rassicura i rivali: «Se ci dessero un
po’ più di benzina, le macchine
veloci andrebbero ancora più
forte e quelle lente sarebbero
un po’ meno lente. Ma non succederà mai che una Marussia
o una Catheram vincano una
gara». Il filo del ragionamento
è: i limiti al consumo hanno fatto crollare le prestazioni e reso

raggianti che ci fanno sperare». Lo dice Sabine Kehm, la
manager di Michael Schumacher. L’ex pilota tedesco, 45
anni, vincitore di sette mondiali di F1, è ricoverato da tre
mesi in coma a Grenoble per
le conseguenze di una caduta
sugli sci sulle Alpi francesi. Secondo la Bild che riporta la
notizia, appena sarà trasportabile Schumacher verrà trasferito in un centro specializzato per il recupero e la riabilitazione di pazienti che hanno
subito gravi traumi neurologici. Kehm ha smentito invece la notizia secondo cui la
moglie di Schumi Corinna
avesse fatto allestire un reparto di terapia intensiva nella villa di famiglia in Svizzera.

Ferrari e Red
Bull stavano
zitte quando
vincevano:
perché adesso
bisognerebbe
cambiare?
AFP/MARWAN NAAMANI

Fernando Alonso, 32 anni: oggi (ore 13-14,30 e 17-18,30) libere in Bahrein (Rai Sport 2 - Sky Sport F1)

I piloti bocciano la nuova F1
Alonso: “Siamo troppo lenti”
Ferrari e Red Bull spingono per cambiare le regole, resiste la Mercedes
le gare più noiose, perché i piloti
pensano più a risparmiare carburante che non a tentare sorpassi. Dunque, se si allenta la
stretta si aggiunge un pizzico di
pepe a uno show che langue. Gli
ascolti sono in calo e gli appassionati bocciano le nuove regole
(sono saliti all’83 per cento i contrari in un sondaggio su ferrari.com a cui hanno risposto 50

mila persone).
Come intervenire? Il boss della F1 Bernie Ecclestone e il presidente della Ferrari Luca Montezemolo hanno discusso mercoledì a Londra di due proposte:
gare accorciate di una trentina
di chilometri (circa nove minuti
in meno) e via il flussometro, così che il consumo istantaneo torni a essere libero, mentre rima-

ne il limite dei 100 chili di carburante per completare un Gp. I
due incontreranno il numero
uno della Fia, Jean Todt. La riunione è in programma domenica mattina nell’autodromo di
Sakhir qualche ora prima della
gara. Alonso approva: «Piloti come me, Raikkonen o Button
hanno provato monoposto molto più veloci e divertenti. Tra il

Dopo
la copertina
di Playboy,
Cagnotto,
28 anni,
ha presentato
la nuova
collezione
di costumi
Arena

Nel ’64 l’esordio di papà Giorgio. Per lei già 4 edizioni

Intervista

Con poco allenamento ha già
fatto una gara strepitosa nelle
World Series. Non le conviene
stare leggera anche a Rio?

GIULIA ZONCA
TORINO

Tania Cagnotto, l’ultima stagione doveva essere di relax
e ha vinto 2 argenti mondiali. Quest’anno che vuole fare?

12
Ori

Assoluti a Torino
Siparteoggi:sfida
traleielaMarconi

I successi
di Tania
agli Europei
Con 19
medaglie
ha superato
lo storico
record di
Dmitri Sautin

«Se voglio fare le prossime
Olimpiadi, dal 2015 bisogna tornare al lavoro tosto. Del resto
queste sono davvero le ultime e
bisogna giocarsi tutto. Non ho
l’età».
A proposito di età, quest’anno
suo padre festeggia i 50 anni
dallaprimaOlimpiade.50anni
della famiglia Cagnotto ai Giochi. Che effetto fa?

«Lo prendo ancora alla legge- «L’anniversario mi fa sentire
re e vedo se riesco a preserva- ancora di più parte di una store il fisico per
ria. Sono orgoRio».
AFFARI DI FAMIGLIA gliosa e contenta
anche queQuindi ha
«Questo mondo resta che
st’anno, con gli
deciso di tiun circolo chiuso Assoluti che
rare fino al
ed è un vero peccato» stanno per inizia2016?
«Se il fisico e la
re, faccio tappa a
testa mi reggono sì. Barcellona Torino dove papà ha debuttaè stata decisiva. Sono rinata e to».
ho ricaricato le batterie dopo
La Rai ha dedicato un docula delusione di Londra. Quementario all’anniversario,
st’estate ci sono gli Europei e
«Chiedi chi erano Dibiasi & Cavorrei arrivarci bene senza
gnotto». Ha scoperto qualcospendere troppe energie».
sa di nuovo?
Dopo 19 medaglie continen- «Mi ha fatto impressione sentitali gli Europei le interessano re le interviste di mia madre a
13 anni e riconoscere la mia voancora?

Maria Marconi 29 anni
1 Da oggi fino a domenica

si svolgeranno a Torino i campionati nazionali di tuffi. Le
gare sono valide come prima
selezione nazionale per gli Europei di Berlino (18-24 agosto). Si apre stamattina (dalle
9,30) con le eliminatorie dei 3
metri femminili e quelle della
piattaforma maschile. Finali
nel pomeriggio (dalle 17). Gare in differita su Rai Sport 2. Le
lotte più accesaranno in campo maschiledai 3m dove gli
sfidanti sono più numerosi ed
i posti sono 2 per specialità. In
campo femminile sfida tra Cagnotto e Maria marconi (foto).

more di m.», così il campione in
carica ha definito il sibilo dei
motori turbo. Il suo compagno
di squadra Daniel Ricciardo si è
preso una squalifica in Australia
perché il flussometro non funzionava. In pratica, il suo consumo istantaneo sembrava superare il limite. «Abolire il flussometro? Certo, sono favorevolissimo. E intanto mi ridiano il secondo posto che avevo ottenuto
a Melbourne», sorride. È probabile che nella trattativa rientri
anche il processo d’appello su
questa vicenda. Per cambiare le
regole con effetto immediato
serve il voto unanime degli undici team. La Mercedes accetterà? «Se non lo farà, vincerà un
campionato con gli spettatori in
fuga» dice una fonte anonima
nel paddock. La trattativa è appena cominciata.
www.lastampa.it/mancini

Glamour

“I Cagnotto e 50 anni di tuffi:
mi sono venuti i brividi”
Ora Tania vuole altri Giochi
«Certo. E poi ci sarà nuova concorrenza, anche interna: vedo
una Maria Marconi agguerrita».

miglior giro di domenica scorsa
in Malesia e la pole position di
Vettel del 2011 passano 9 secondi. Troppo». Inutile chiedere a
Kimi Raikkonen di prendere posizione: «Io sono un pilota e devo
solo cercare di andare forte. Le
regole le fanno altri».
Sebastian Vettel segue la linea della Red Bull, che ha minacciato di lasciare la F1. «Ru-

Lewis Hamilton, pilota Mercedes

ce. Mi sono sentita dentro quelle immagini in bianco e nero e
ho avuto i brividi per l’emozione».
Però intanto ha un po’ accantonato papà come allenatore.

«Non proprio, è sempre lì. Solo
che dopo i Giochi di Londra ho
iniziato a collaborare anche con
Oscar Bertone che mi seguirà
ancora di più nel prossimo biennio. Funziona e papà non ha
certo fatto resistenza».

Aveva voglia di cambiare anche lui?

sbagliata. Io ho iniziato divertendomi ed è un aspetto della
preparazione che non ho mai
perso, altrimenti avrei smesso».
Agli ultimi Mondiali è quasi
riuscita a battere una cinese.
Nonècheperlaprossimasfida
si indeboliscono un po’?

«La migliore si è ritirata, ma resta una scuola impeccabile.
Tocca a noi diventare più forti e
sto provando un nuovo tuffo
proprio per alzare il livello».
E ha 28 anni ce la può fare?

«Non lo so, ma questo mondo è
così piccolo che in ogni caso ci si
frequenta comunque».

«Nei tuffi l’esperienza un po’
conta. Faccio valere la maturità».

In anni di medaglie la sua specialità non si è allargata?

LasuacompagnadisincroDallapè si è sposata. E lei?

«È dura, restiamo un circolo
chiuso ed è un peccato. Credo
che ci sia ancora la percezione

«C’è tempo. Volevate un’altra
Olimpiade e ho dovuto rimandare».

In breve
Calcio, la Fifa

Indagine sul Real
1 Dopo

il Barça ci sarebbero anche Real e Atletico
Madrid nel mirino Fifa per
irregolarità nei tesseramenti degli under 18. Lo sostiene
il giornale spagnolo Marca.

Psg, l’infortunio

Ibra, stop di un mese?
1 Zlatan

Ibrahimovic, infortunatosi in Champions
contro il Chelsea, potrebbe
stare fuori un mese per un
infortunio muscolare.

Serie B, stasera l’anticipo

C’è Palermo-Avellino
1 Serie

B, stasera alle
20,30 (Sky sport 1, Premium
Calcio) Palermo-Avellino.
Disciplinare: 1 punto di penalità a Siena e Cesena per
irregolarità amministrative.

Ex giocatore del Foggia

Suicida Scalingi
1 Massimo

Scalingi, 53
anni ex del Foggia di Zeman
(era nella rosa in serie B) e
del Lanciano, si è tolto la vita. Scalingi, attuale giocatore-allenatore del Castelfrentano, si è impiccato nella casa dove viveva: pare
soffrisse di depressione anche per il fallimento di due
matrimoni.

Ciclismo, La Panne

Vince Van Keirsbulck
1 Guillaume

Van Keirsbulck (Omega PharmaQuick Step) ha vinto la Tre
Giorni di La Panne.

T1 CV PR T2

VENERDÌ 4 APRILE 2014 LA STAMPA 38

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E’ ora in vigore la
Detrazione fiscale
IRPEF del 50%
per gli interventi di
ristrutturazione
edilizia.

Legge n° 147 del 27.12.2013
(Legge di Stabilità).
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39

DENUNCIA DELLA CISL SCUOLA IN PIEMONTE

ad azioni reali. Il Piemonte è tra
le regioni più penalizzate, con
riflessi sull’occupazione e sul
buon funzionamento degli istituti». Per Teresa Olivieri, segretaria Cisl Scuola Torino-Canavese: «Dei 180 posti mancanti, 80 sono in provincia di Torino. Se questa dovesse essere la
situazione definitiva assisteremmo alla riduzione del tempo
pieno, all’aumento del numero
di alunni per classe, con riduzione della qualità e delle politiche per la sicurezza». [M. T. M.]

“Tremila studenti in più
e 180 docenti in meno”
Il Miur ha pubblicato le tabelle degli organici dei docenti
per il 2014-2015 e a fronte di
una crescita di circa 3.000
alunni, al Piemonte verrebbero riconosciuti 66 posti in più
in organico di diritto. In realtà
- denuncia la Cisl Scuola - fatti

IL TEMPO IN CITTÀ
Ieri

Un anno fa

MIN (˚C)

11

11

6.7

MAX

Oggi

16

17

10.5

Diario

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

i conti con i posti autorizzati lo
scorso anno, all’appello mancano 180 docenti, il 45% dei quali
in provincia di Torino.
«Gli annunci del ministro –
dice la segretaria regionale Maria Grazia Penna – di investire
sulla scuola non corrispondono

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Addio Provincia
a gennaio
nasce la città
metropolitana
La Camera approva
la riforma Delrio
ecco cosa succede
Alessandro Mondo
A PAGINA 47

“Bloccai Stamina
Vannoni voleva
soltanto i soldi”

L’INCHIESTA SUL CONSIGLIO REGIONALE STRETTA DELLA PROCURA SUGLI INDAGATI PER TRUFFA

Rimborsopoli, congelati
i conti di 5 consiglieri
Mercoledì l’udienza per decidere sui 41 rinvii a giudizio
L’ULTIMA RICHIESTA DI UN QUARTIERE CHE TEME L’ARRIVO DELL’ESTATE

Quasi 220 mila eu* Blocco.
ro bloccati, almeno fino a

quando non ci sarà una
sentenza. A tanto ammonta la cifra bloccata sui conti correnti bancari di 5
consiglieri indagati. Il 9
aprile udienza sul rinvio a
giudizio dei 41 indagati.

Ieri la prima udienza
Anche Mercedes Bresso
sarà tra i testimoni
Massimiliano Peggio
A PAGINA 43

Paola Italiano
A PAGINA 40

Svaligiati
gli uffici
della Curia

MINOTAURO

Leini e Volpiano
chiedono i danni
all’ex sindaco

Rubati i computer
nelle redazioni
dei giornali diocesani

Vogliono da Coral
un milione e 700 mila

Maria Teresa Martinengo
A PAG. 49

Bergamini e Legato A PAG. 41

Al ValsusaFest
rivive il mito
di Bonatti
Si proietta «W di Walter»
il racconto inedito
del grande scalatore
Guido Novaria

LEGA NORD

“Protezione civile anti-movida”
Beppe Minello A PAGINA 53

A PAG. 56

La guerra
di Brigandì
contro Maroni
Il leader del Carroccio
indagato per calunnia
Giaimo e Peggio A PAGINA 43

LA CULTURA

COMPAGNIA DELLE PULCI

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Il Museo del Cinema
vuole l’ascensore
L’obiettivo sono
gli incassi dei turisti
che salgono sulla Mole
Letizia Tortello
A PAGINA 49

Cara
Torino
LUIGI
LA SPINA

Se Gtt diventa
un affare
di partito

P

erché continuano a
prenderci in giro?
Perchè non smettono
di fingere di voler far entrare i privati nel gruppo dei
trasporti torinesi, quando è
chiaro che nessun imprenditore, se non con fini extraeconomici, è disposto, per
di più al giorno d’oggi, a
mettere mano al portafoglio per partecipare alla
proprietà di un’azienda dove, in pratica, non avrebbe
alcun potere, dove le condizioni alle quali dovrebbe
sottostare gli impedirebbero di cambiare alcunché?
Non ci volevano certo doti profetiche per prevedere
quale sarebbe stata la sorte
del secondo bando per l’acquisizione del 49% del Gtt:
l’assenza di qualsiasi offerta.
La vicenda ha una storia
significativa che si potrebbe
riassumere in poche parole.
Prima si pensa a una vera
privatizzazione, liberando
al mercato l’80 per cento
delle quote del gruppo. La
reazione è immediata: i sindacati si oppongono e minacciano una raffica di scioperi. Ma anche nella maggioranza scoppia la rivolta.
Il Pd ha, nell’azienda, un
cospicuo serbatoio clientelare, basti pensare che,
su circa 5 mila dipendenti,
oltre mille vengono sempre sguinzagliati nei seggi,
durante le votazioni, quali
presidenti o scrutatori.
Come è antico costume in
tutte le aziende municipalizzate e in tutti i comuni, sia
quelli tradizionalmente a guidadisinistra,siaquelliamaggioranza di destra, le assunzioni si fanno, nei casi migliori, anche per esigenze sociali
edassistenzialie,neicasipeggiori, per garantire ai partiti
un pacchetto sicuro di voti.
Se questa è la realtà, fuori
dalla solita insopportabile
ipocrisia di politici e amministratori pubblici, è davvero
sorprendente che quel primo
progetto di vera privatizzazione sia stato subito cancellato e che sia stato sostituito
da quella proposta, davvero
irricevibile, del possesso solo
diunaquotadiminoranzadel
49 per cento?
CONTINUA A PAG. 48

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

gg Dossier/ La politica all’esame della giustizia

I giudici accelerano
Congelati i conti
a cinque consiglieri
Sequestro preventivo disposto dal gip
Nel mirino gli indagati per truffa aggravata
PAOLA ITALIANO

Quasi 220 mila euro bloccati, intoccabili. Almeno fino a
quando non ci sarà una sentenza. A tanto ammonta la
cifra complessiva sui conti
correnti bancari di 5 consiglieri indagati nell’inchiesta
sui rimborsi ai gruppi regionali che il Gip ha blindato,
disponendone il sequestro
preventivo.
Nessun accanimento

La misura cautelare riguarda
solo coloro ai quali, oltre al reato di peculato, è contestata
anche la truffa aggravata. Non
un accanimento giudiziario, a
pochi giorni dall’udienza davanti al Gup, ma un provvedimento previsto dalla legge e
comunemente applicato in casi analoghi. Tanto più che il
blocco sui conti arriva ora, ma
i pm Andrea Beconi, Enrica
Gabetta e Giancarlo Avenati
Bassi lo avevano chiesto già a
metà gennaio, al momento
della richiesta di rinvio a giudizio per 41 consiglieri indagati, compreso il presidente Roberto Cota.
Lupi nel mirino

L’intervento più consistente è
stato fatto sul conto corrente
di Maurizio Lupi, dei Verdi
Verdi: la cifra contestata dall’accusa ammonta a poco più
di 75 mila euro, l’equivalente
della retribuzione riconosciuta alla figlia Sara (anche lei indagata per truffa), assunta come collaboratrice del gruppo:
“un rapporto di lavoro solo
formalmente instaurato”, contesta l’accusa, perché Sara Lupi di fatto studiava fuori Torino, prima a Milano e poi a Parigi, e non avrebbe reso alcuna
prestazione.
Lucchetti anche ai conti
dei leghisti Antonello Ange-

PER I 41 CONSIGLIERI

Il 9 aprile
udienza
preliminare
E’ fissata al 9 aprile
l’udienza preliminare
per discutere della richiesta di rinvio a giudizio dei 41 consiglieri indagati nell’inchiesta sui
rimborsi ai gruppi regionali. Il Gup Roberto
Ruscello ha respinto la
richiesta del difensore
del presidente del consiglio regionale Valerio
Cattaneo di spostare la
data a un momento successivo alle prossime
elezioni, ma non è escluso che una richiesta di
slittamento venga riproposta mercoledì prossimo. Nessuno degli indagati parla apertamente
della possibilità di scegliere il patteggiamento:
in caso di rinvio a giudizio, si aprirebbe così un
dibattimento pubblico.

1

leri e Gianfranco Novero, inguaiati dai rimborsi chilometrici. Entrambi avrebbero attestato una falsa residenza per
poi farsi rifondere dei soldi
spesi per i trasferimenti a Torino per i lavori del Consiglio.
Il caso Angeleri

Angeleri disse di stare Incisa
Scapaccino, nell’Astigiano. A
lui è contestata la cifra di
64.389 euro, comprensiva di
benzina e autostrada. Novero
avrebbe allungato un po’ il suo
percorso, perché secondo i pm
non stava a Groscavallo, ma

nella più vicina Ciriè, e ora dovrà difendersi dall’accusa di
aver fatto la cresta sulla differenza, pari a 28.458 euro.
Le trasferte

Chilometri inesistenti anche
quelli percorsi da Daniele
Cantore, eletto nelle file del
Pdl o ora nel Nuovo Centro
Destra: secondo la procura risiedeva a Torino con moglie e
figli e non nel Comune di Chiusa San Michele. Bloccati sul
suo conto 23.140 euro.
I 27 mila euro sequestrati
a Gianfranco Boniperti, ex
Pdl oggi nel Gruppo Misto,
sono invece equivalenti alla
somma di tre fatture che il
consigliere si è fatto rimborsare ma che, secondo i magistrati inquirenti, sono «materialmente false».

Tutti i nomi
di Rimborsopoli

56

41

17

CONSIGLIERI
indagati nel corso
dell'inchiesta

CONSIGLIERI
rischiano il rinvio
a giudizio
(compreso Cota)

Le richieste
di archiviazione

Il Popolo della Libertà
Luca Pedrale
Cristiano Bussola

11

Daniele Cantore
Alberto Cortopassi
Rosa Anna Costa

Fratelli d'Italia
(ex Pdl)
Franco Maria Botta
Marco Botta

Michele Formagnana
(ex Gruppo Misto)
Girolamo La Rocca
(in Consiglio fino al 2010)
Lorenzo Leardi

Circa
1,4 milioni
di euro
il totale
delle spese
contestate

Angiolino Mastrullo
Carla Spagnuolo
Pietro Francesco Toselli

4

Augusta Montaruli
Massimiliano Motta

Progett’Azione
(ex Pdl)
Angelo Burzi
Roberto Tentoni
Rosanna Valle

3

Lega Nord
Roberto Cota
Mario Carossa
Elena Maccanti
Massimo Giordano

12

Giovanna Quaglia
Roberto De Magistris
Antonello Angeleri
Michele Marinello
Gianfranco Novero
Paolo Tiramani
Federico Gregorio

Le mutande verdi

La misura del sequestro preventivo non ha invece riguardato i consiglieri indagati per il solo reato di peculato: la differenza è quella che passa tra chi ha
fatto carte false per ottenere indebitamente soldi a cui in ogni
caso non aveva diritto, e chi ha
quanto meno esagerato nel
chiedere rimborsi per spese realmente sostenute ma che nulla
avevano a che vedere con i lavori del gruppo, così come prescrive la legge. L’importo complessivo delle spese contestate dai
procuratori tra il 2010 e il 2012
ammonta a circa un milione e
400 mila euro. Nei quali si trova
di tutto: eclatante il caso delle
mutande verdi di Roberto Cota,
e poi solarium, giocattoli, sigarette, scontrini di caffè e ristoranti, con pasti spesso luculliani, fino al «celebre» tosaerba e
alla sega circolare di Andrea
Stara, l’ultimo dei consiglieri
per i quali, dopo un supplemento d’indagine, è stato chiesto il
rinvio a giudizio.

Riccardo Molinari

Centimetri - LA STAMPA

Boniperti

Novero

“E’ stata
una doccia
fredda”

“Ho un po’
di contante
da parte”

«Ma sì... l’ho saputo
dal mio avvocato.
Hanno bloccato i
conti, solo per la cifra
contestata». Che nel caso di
Roberto Boniperti, Gruppo
Misto, ammonta a 21.680 euro: «Lasciamo perdere. Però
sul momento ci sono rimasto di sasso. In prima battuta hanno bloccato sia il conto privato che quello della
mia agenzia di assicurazioni. Per intenderci, il conto
dal quale pago gli stipendi
degli impiegati. L’ho fatto

Roberto Boniperti
presente e allora si sono limitati a bloccare il monte titoli
solo per la cifra in questione...
altrimenti sarebbe stato un
guaio». Boniperti, alla pari
degli altri consiglieri coinvolti, non si aspettava una mossa
del genere: «Se lo prevede la
legge... Però è stata una doccia fredda. Io sono certo di poter chiarire tutto, sempre agito in buona fede, ma è stato
comunque un colpo». [ALE.MON]

«Incredibile: non so
più cosa pensare».
«Barba Toni», al secolo Gianfranco Novero, Lega Nord, passato alle
cronache per l’improvvido
acquisto di alcuni campanacci a uso delle vacche, non nasconde la sua perplessità
senza venire meno alla tradizionale pacatezza delle parole: «Io ho un solo conto corrente, sia chiaro, e mi hanno
bloccato 28 mila euro... per
fortuna ero preparato in termini di liquidità». Se lo

T1 CV PR T2

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .41

g
Unione di Centro
Giovanni Negro

2

Alberto Goffi

Italia dei Valori
Andrea Buquicchio

2

Tullio Ponso

Insieme
per Bresso

1

Andrea Stara
(oggi Pd)

1

Verdi Verdi
Maurizio Lupi

1

Pensionati per Cota
Michele Giovine

1

Moderati
Michele Dell'Utri

Gruppo misto
Valerio Cattaneo
(ex Pdl)

3

Roberto Boniperti
(ex Pdl)
Giuseppe Cursio
(ex Pdl)

Partito
Democratico

0

Trasparenza
Ancheivitalizi
finisconoonline
1 Tempo una decina di

giorni e saranno on line anche
i vitalizi dei consiglieri regionali, ormai radiografati per
ogni dove. Un altro passo verso la trasparenza. Non a caso,
li troverete nella bacheca del
sito di Palazzo Lascaris dedicata, alla voce «trasparenza».
Obiettivo perseguito dai Radicali. «L’Anagrafe dei vitalizi è
anche una nostra vittoria»,
commentano Silvio Viale e
Giulio Manfredi. Segue un
plauso a Valerio Cattaneo,
presidente dell’Aula: «Ci aveva risposto che concordava
con la nostra proposta ed è
stato di parola». Il provvedimento è in linea con il decreto
nazionale che impegna le amministrazioni a pubblicare i
compensi di qualsiasi natura
connessi all’assunzione di una
carica politica. Se è per questo,
gli assegni vitalizi e le indennità di fine mandato dei consiglieri regionali possono essere
considerati compensi connessi alla carica: ecco perchè il
Consiglio ha deciso di rendere
disponibili anche queste informazioni. Le modifiche proposte prevedono un elenco dei
consiglieri cessati dal mandato che percepiscono il vitalizio
o gli eventuali beneficiari, a
cui comunque sarà garantita
la riservatezza con la sola indicazione del nominativo dell’ex
consigliere.
[ALE.MON]

Lupi

aspettava? «No, ma avevo
qualche soldo in più sul conto.
Altrimenti non so proprio come me la sarei cavata. Oltretutto, non si spiega». Cosa?
«Da una parte ci chiedono di
rimborsare i soldi al Consiglio
regionale, dall’altra fanno che
prelevarci direttamente la cifra dai nostri conti correnti.
Insomma: vorrei sapere come
dobbiamo comportarci, alla
fin fine».
[ALE.MON]

«Sono riusciti a
bloccarmi addirittura cinque conti
correnti»: parola di
Maurizio Lupi, Verdi Verdi.
Possibile? «Ma sì, compresi
quelli di mia figlia e del partito. E questo, nonostante la
cifra contestatami nell’ambito dell’inchiesta ammonti a
75 mila euro. Soprattutto,
non capisco per quale motivo sono intervenuti anche
sul conto del partito». Anche
Lupi, alla pare dei colleghi
coinvolti, non si aspettava il

“Un milione e 700 mila euro per danno d’immagine”

Retroscena
NADIA BERGAMINI
GIUSEPPE LEGATO

L

eini e Volpiano vogliono i soldi. Per la precisione: un milione di euro il primo Comune e 700 mila euro il secondo. Li hanno
chiesti l’altroieri a Nevio Coral, ex sindaco di Leini ed ex
candidato alla poltrona di
primo cittadino di Volpiano.
Minotauro

Il ricorso in appello contro la
pronuncia di primo grado
del processo Minotauro è
stato depositato dall’avvocato delle parti civili: Giulio Calosso e pone al centro del dibattito di quello che sarà il
secondo grado del più grande processo di mafia del
Nord Ovest , la necessità
«che le città in questione
vengano risarcite, già in sede
penale, dell’enorme danno di
immagine che hanno patito
per via delle note vicende».
Risarcimento immediato

“Sigilli anche
al conto
di mia figlia”
Gianfranco Novero

Leini e Volpiano
chiedono a Coral
un maxi risarcimento

Maurizio Lupi
decreto degli inquirenti, con
relativo provvedimento: «Infatti. Potevano almeno dare
un minimo di preavviso, in
fondo sarebbe bastato darmi
un colpo di telefono... manco
uno volesse scappare con i soldi. Andiamo!». L’accusa non
sembra preoccuparlo più di
tanto: «Parliamo di una truffa
fantomatica, sono certo che
alla fine tutta questa storia
verrà chiarita».
[ALE.MON]

Le note vicende sono condensate nella condanna a 10
anni di reclusione che i giudici della Quinta sezione penale hanno disposto per Coral
con la motivazione di concorso esterno in associazione
mafiosa e voto di scambio.
In quel contesto, i giudici,
hanno sì riconosciuto il diritto a un risarcimento per gli
enti comunali ricorrenti, ma
non hanno ritenuto di quantificare il danno effettivo «da
ricercare in un separato giudizio in sede civile». Non un
euro nemmeno a titolo di
provvisionale. Ciò significa
che ci sarebbe voluto un altro
processo, in parallelo a quello per i reati contestati.
Per l’avvocato Calosso
«negare la detta somma

Processo Minotauro
Nevio Coral, a sinistra, mentre arriva con il suo avvocato
per una delle udienze nell’aula bunker delle Vallette

equivarrebbe a ridurre il valore della costituzione di parte
civile del Comune di Leini nel
processo penale a mero intervento simbolico, quando il processo ha dimostrato che la lesione diretta ed immediata degli interessi primari dell’ente è
stata eclatante e tutt’altro che
simbolica».

biamo lottato tanto per rientrare nel procedimento di costituzione di parte civile da
cui in un primo momento eravamo stati esclusi. La collettività - dice - ci teneva tanto e
quindi a maggior ragione
questo ulteriore passo è un
atto dovuto verso i cittadini».
Emanuele De Zuanne sindaco di Volpiano sostiene che
«Leini
«il danno di immarchiata»
VOTO DI SCAMBIO magine c’è stato
Insomma: «Leie ci semLa richiesta segue eccome
ni rimarrà marbra giusto che
la condanna venga risarcito.»
chiata a vita per
a dieci anni Coral, a Volpiavia dello scioglimento per infilno, era stato
trazioni mafiose e merita subi- eletto in Consiglio comunale
to un risarcimento».
poche settimane prima di esRita Piermatti presidente sere arrestato. «Il danno di imcommissione straordinaria di magine per la nostra comunità
Leini spiega: «Riproporre la - aggiunge il sindaco - è stato
richiesta per danni di imma- legato proprio al suo nome
gine ci è sembrato giusto e chiedere un indennizzo ci semdoveroso, anche perché ab- bra il minimo».

T1 CV PR T2

VENERDÌ 4 APRILE 2014 LA STAMPA 42

T1 CV PR T2

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .43

“Bloccai Stamina, volevano solo i soldi”
Parla Mercedes Bresso inserita nella lista dei testimoni per spiegare perché saltò il finanziamento
Ieri prima udienza per tentata truffa. Oggi attesa per la chiusura dell’inchiesta di Guariniello
Ha detto

il caso
PAOLA ITALIANO
MASSIMILIANO PEGGIO

ilenzio, qui
ogni processo è importante».
Il giudice
Roberto Arata, con rigore
garbato, ieri mattina ha subito
messo un freno all’invasione
di giornalisti accorsi alla prima udienza per Davide Vannoni, il profeta delle staminali
sotto processo per tentata
truffa alla Regione Piemonte,
quando presidente era Mercedes Bresso. L’assedio di microfoni e telecamere è iniziato
mentre in aula si stava concludendo un processo come tanti, senza clamore. Come annunciato alla vigilia dell’udienza, lui non si è visto al
banco degli imputati, con i
suoi due nuovi avvocati, Pasquale Scrivo e Liborio Cataliotti, legale di Vanna Marchi e
della figlia Stefania Nobile.

«S

Scontro di testi

L’ex presidente della Regione,
Mercedes Bresso, gli ex assessori Paolo Peveraro ed Eleonora Artesio saranno testimoni al
processo. Nell’udienza di ieri,
riservata alle questioni preliminari, il pm Giancarlo Avenati
Bassi ha chiesto l’audizione di
26 testimoni. La difesa ha replicato con 30, tra i quali dirigenti
regionali, collaboratori di Vannoni, l’ex fidanzata e il professor Antonio Ponzetto, apprezzato ricercatore che ha dedica-

«II progetto
di Vannoni non era
finanziabile perché
rifiutava i controlli
scientifici»

Assente al banco degli imputati
to studi sulle staminali. Sarebbe
stato Ponzetto, nel 2007, a raccontare a Vannoni, colpito da una
semiparesi, dell’esistenza di cure
staminali sperimentate in Ucraina. La prossima udienza è fissata
al 22 maggio. Tra i primi testi
chiamati a deporre, c’é Riccardo
Nicotra (ex Psi), uno dei consiglieri regionali che promosse la
delibera di finanziamento a favore della società fondata da Vannoni a Torino.

Così sulla «Stampa»
LA STAMPA
GIOVEDÌ 3 APRILE 2014

il caso

Cronaca di Torino .47

.

Sulla «Stampa»

Stamina
Letappe
dellavicenda

PAOLA ITALIANO
LODOVICO POLETTO

così siamo al via.
Oggi inizia in tribunale il primo
processo a Davide
Vannoni, fondatore, patron e anima di Stamina e del suo controverso metodo di cura attraverso le staminali. Lui, il grigio e lungo
capelluto comunicatore prestato alla scienza non sarà in
aula. Dice: «È un’udienza tecnica. Durerà poco. In futuro?
Beh, se ci saranno necessità
ci andrò».

maggio 2009

E

Riunione elettorale

Fine delle notizie. Anzi, no.
Perché in questa vicenda,
adesso, si inseriscono altre
due questioni che faranno
certamente molto discutere.
IL NUOVO LEGALE

Tra i clienti spiccano
anche Iva Zanicchi
e Paolo Berlusconi
La prima. Vannoni, qualche
tempo fa, ha preso parte in
Abruzzo ad una riunione
elettorale dei liberali, invitato dall’onorevole Daniele Toto. Che dice: «Io credo nella
libertà di cura. E credo che
Vannoni sia un esempio». Da
candidare? «Tutto da vedere». Perché? «Perché i liberali in questo momento sono divisi, non sappiamo ancora se
e come saranno presenti alle
Europee. E tantomeno chi
sarà candidato».
Perché no?

Lui, l’uomo che ha diviso l’opinione pubblica italiana tra la
chi lo giudica niente più che un

La prima indagine
Il pm Guariniello apre
un’inchiesta su Stamina
e Vannoni per l’uso delle
staminali al di fuori dei
protocolli. L’indagine è
stata chiusa nel 2012 e
poi riaperta. È tutt’ora in
corso.

Il 6 febbraio scorso la
Procura di Torino decide il
rinvio a giudizio per tentata
truffa alla Regione Piemonte di Davide Vannoni. La vicenda risale al 2007: allora
Vannoni, cercava finanziamenti pubblici per dare vita
a un «centro di ricerca di
valore internazionale in
Piemonte per la ricerca sulle staminali adulte.

1

ottobre 2013
La sperimentazione

Oggi l’uomo di Stamina non sarà in tribunale
«L’udienza di oggi - dice Vanoni - serve per questioni tecniche e la mia presenza
non è indispensabile. Nelle prossime udienze, se sarà necessario, ci andrò»

Vannoni pensa all’Europa
“Pronto a candidarmi”
E per difendersi in aula punta sull’avvocato di Wanna Marchi
ciarlatano che illude con cure
impossibili malati gravissimi e
chi sostiene che lui è l’unico a
dare una speranza a quelle persone che vedono i loro figli morire senza che la scienza possa fare nulla, sceglie la strada di colui
che tergiversa. Cioè. Alla Domanda se si candida alle Europee come sostiene qualcuno risponde: «Se me lo chiedono valuterò l’opportunità. Da parte

mia non c’è nessuna chiusura».
Poi, però, rettifica e spiega che:
«Deve essere una presenza credibile, in una compagine capace
di farsi carico di una questione
delicata come quella delle staminali. Perché io nel metodo ci
credo davvero». Insomma:
niente candidature di facciata
tanto per portare voti a questo o
a quel mulino. Se lo mettono sul
treno per l’Europa lui vuole che i

vertici del partito, qualunque
sia, ci credano davvero.
I nuovi avvocati

La seconda questione è legata al
processo che parte oggi: quei
500 mila euro di finanziamento
che la Regione prima aveva promesso poi negato a Stamina.
Vannoni ha cambiato difensori.
In questo processo lo assistono
Liborio Cataliotti di Reggio

Emilia e Pasquale Scrivo di Reggio Calabria. Il primo è noto per
aver difeso Vanna Marchi e la figlia, Stefania Nobile. «E io che
c’entro con loro?» dice Vannoni.
Che spiega: «Quell’avvocato ha
assistito anche Iva Zanicchi e il
socio di Paolo Berlusconi. È un
professionista serio e molto stimato. E non si dica che ho messo
da parte l’avvocato Piacentino
che continua invece a seguire la

Autorizzata dal Parlamento viene bloccata perchè
«il metodo Stamina potrebbe essere pericoloso
per i pazienti». Manifestazione a Roma delle famiglia dei malati.

gennaio 2014
Polemica a Brescia
I medici degli Spedali civili
di Brescia si rifiutano di
somministrare le cure di
Stamina ai pazienti in attesa. Fatti salvi i casi in cui
ci sia una espressa ordinanza emessa dei giudici
di un tribunale.

questione dell’altra inchiesta».
Per capirci: è quella di Guariniello e di cui si aspetta la chiusura delle indagini ormai da un
momento all’altro.
Cataliotti, invece, da tecnico, ragiona di carte, documenti, curricula universitari. E
guai a parlargli di mala fede di
Vannoni: «Si è indebitato fino
al collo per realizzare ciò in cui
credeva. Altro che truffatore».

In breve

TENTATA CONCUSSIONE L’IPOTESI D’ACCUSA

Ospedale Sant’Anna,
La Cassazione assolve
l’ex direttore generale

Le accuse

Secondo la procura Davide
Vannoni chiese un finanziamento di 500 mila euro per so-

MASSIMILIANO PEGGIO

La sesta sezione della Corte
di Cassazione ha assolto definitivamente l’ex zarina della sanità piemontese, Marinella D’Innocenzo, direttore

Convegno

Contrastare la povertà
Tra politica e istituzioni
Una giornata di studi all’Associazione italiana fondazioni per discutere del «Ruolo e valore aggiunto della filantropia istituzionale nelle
politiche di contrasto alla povertà in Italia». Moderatore
Guido Tiberga, capo redattore La Stampa, intervengono
esperti del settore come Giuseppe Guerrini presidente di
Fdersolidarietà, Tiziano Vecchiato diettore della fonda-

È di ieri, alla vigilia dell’apertura del processo a suo
carico, la notizia che Davide
Vannoni sta pensando di candidarsi per le prossime Europee. «Se me lo chiedono valuterò l’opportunità. Ma a patto di essere in una compagine capace di farsi carico di
una questione delicata come
quella delle staminali». Insomma, con chi si vedrà, ma
lo scopo è chiaro da subito.

1

stenere la ricerca sulle cellule
staminali presentando un «progetto privo di contenuto scientifico» e millantando la collaborazione di scienziati e luminari
internazionali», reperiti in
Ucraina. Nel settembre 2007
presentò alla Regione una richiesta per dare vita a un «centro di ricerca di valore internazionale in Piemonte». Il finanziamento, inizialmente deliberato, fu poi revocato. «Non ho
mai incontrato Vannoni - dice
Mercedes Bresso - Ricordo che
fu Angelo Burzi, in sede di discussione di bilancio a proporre
questo progetto. Ma non era fi-

Si definisce leghista doc anche se ha denunciato Roberto Maroni e l’avvocato Domenico Aiello, legale di fiducia di Roberto Cota. Si ritiene calunniato per una vecchia storia di soldi, di parcelle legali non pagate, che ha
lacerato il Carroccio. «Ho lavorato vent’anni per la Lega
e un bel giorno mi han detto
fuori dai coglioni. Sono ancora l’avvocato di Umberto
Bossi». Matteo Brigandì, avvocato, vuole andare fino in
fondo, portare in tribunale
Maroni.
Indagati

Gli avvisi di garanzia a Roberto Maroni e all’avvocato

Aiello sono stati inviati dalla
procura di Vicenza, il primo
luogo dove si sarebbe verificato il reato. Questa vicenda
giudiziaria è nata in realtà più
di un anno fa negli uffici della
procura di Pinerolo dove l’avvocato Brigandì presentò una
querela nei confronti di Maroni. Il caso finì sul tavolo del
pm Ciro Santoriello
che, dopo alcuni
accertamenti,
inviò gli atti,
per competenza, alla
procura di
Vicenza.

Brigandì - non ho dato esecuzione al provvedimento.
Quando, tempo dopo, mi hanno detto di togliermi dai coglioni ho obbedito, ma a quel
punto ho fatto valere i miei diritti». Contro le pretese dell’avvocato, il Carroccio risponde presentando in più sedi opposizione, ma solo all’esecuzione ormai.
Tra le memorie
difensive depositate al tribunale di Vicenza, Brigandì viene
accusato
da Maroni
È la cifra chiesta alla Lega
La calunnia
e dal suo ledall’avvocato Brigandì
Tutto nasce
gale Aiello di
per parcelle legali
dalla ruggine
aver volutanon pagate
sorta dieci anni
mente «occultafa tra Brigandì e la
to all’amministraLega per parcelle legali
tore del partito l’avvenon pagate: importo superio- nuta notifica del decreto agre a un milione di euro. Nel giuntivo» per non trovare
2004 Brigandì ottiene dal tri- ostacoli al pignoramento. Da
bunale di Pinerolo un decreto qui l’ipotesi di calunnia. «Noi
ingiuntivo per eseguire i pi- sosteniamo di aver ragione»
gnoramenti. «Per alcuni anni, dice Aiello, ribadendo che la
a seguito di un accordo - dice Lega non ha potuto opporsi al

1milione
di euro

nanziabile, perché non volevano alcuna valutazione scientifica. Volevano i soldi e basta». Di
certo godeva di buone relazioni
politiche, bipartisan, in particolare con Forza Italia. Prima di
creare Stamina Foundation,
Vannoni, laurea in semiotica, ricercatore universitario, si occupava di indagini di mercato.
In questa veste ottenne incarichi di consulenza dalla Regione,
dal Museo Egizio e anche da
Forza Italia. Una strada che i
giudici percorreranno a ritroso.
Mentre oggi potrebbe essere il
giorno chiave per l’inchiesta di
Guariniello.

Scarcerato
Duevolteincella
perlostessofatto

Maroni indagato
per calunnia
nei confronti di Brigandì

ANTONIO GIAIMO
MASSIMILIANO PEGGIO

ex presidente della Regione

Come era stato annunciato, alla prima udienza di ieri Davide Vannoni non si è presentato in aula. In piedi nella
foto il suo avvocato, Liborio Cataliotti, che ieri ha presentato l’elenco dei testi citati dalla difesa: trenta

LA GUERRA DELLA LEGA NORD

La battaglia
dell’avvocato
pinerolese
per le parcelle

Mercedes Bresso

Albanese torna in libertà
1 È stato scarcerato ieri

Matteo Brigandì quando i rapporti con la lega erano ottimi

«Abbiamo ragione:
la Lega non ha potuto
opporsi al decreto
ingiuntivo se non
tardivamente»
Domenico Aiello
Avvocato
della Lega Nord

«Per anni ho sospeso
il pignoramento
quando mi han messo
da parte ho deciso di
far valere i miei diritti»
Matteo Brigandì
Avvocato
ex assessore leghista

decreto, se non tardivamente.
E il denaro? «Il provvedimento - dice Brigandì, assistito
dall’avvocato Luca Paparozzi è andato a buon fine».
Sentenza

Brigandì può esultare anche
per la recente decisione della
corte d’Appello che, oltre a
confermargli un risarcimento
per ingiusta detenzione, gli ha
riconosciuto dopo un ricorso
in Cassazione anche 5 mila euro per danni all’immagine. Difeso dall’avvocato Vincenzo
Coluccio, Brigandì ha potuto
affermare che nel 2003, quando fu «arrestato ingiustamente» dalla procura di Torino,
subì un danno alla sua immagine di politico, quale assessore regionale leghista. Una
«macchia indelebile» ancora
visibile in Internet.

sera il giovane albanese,
studente universitario, arrestato «due volte per lo
stesso fatto», conteso dalle procure di Torino e Asti.
Lo ha deciso ieri il tribunale
torinese, accogliendo le
motivazioni presentate dal
suo difensore, Antonio Genovese. Ervin, 30 anni, era
stato arrestato su provvedimento del tribunale di
Asti il 25 marzo scorso, con
l’accusa di ricettazione di
un tablet e un computer
portatile. A dicembre, a seguito di una perquisizione
nella sua casa di Torino, disposta sempre dalla procura di Asti nell’ambito di
una più vasta indagine, era
già stato arrestato, perchè
in possesso di materiale illegale. Per questo arresto
era diventato competente
il tribunale di Torino. Il 14
marzo, dopo aver ammesso le sue colpe e accettato
di patteggiare un anno e 2
mesi di reclusione, era stato rimesso in libertà. Dieci
giorni dopo era tornato in
carcere. Adesso il giudice
ha riconosciuto che le accuse contestate nel provvedimento erano già presenti nel primo arresto.

T1 CV PR T2

VENERDÌ 4 APRILE 2014 LA STAMPA 44

T1 CV PR T2

LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .45
Il leader

Centrodestra, fumata nera
In forse anche Berlusconi

Il regolamento nazionale
per le primarie prevede
una sola
norma:
essere iscritti
al blog entro
il 2012

Flop del tavolo romano, forse il Cavaliere non arriva più
trodestra, che dopo avere
chiuso con l’Udc il delicato accordo sulle europee sta valutando se replicarlo anche in
chiave territoriale.

Retroscena
ALESSANDRO MONDO

umata nera. «Nerissima», precisa a
scanso di equivoci
Agostino Ghiglia,
coordinatore regionale dei Fratelli d’Italia, al
termine di una giornata che
ha registrato l’ennesimo flop
del centrodestra. Un’altra
giornata persa. Quel che peggio, potrebbe essere andato
perso l’ultimo tentativo per
trovare la quadra.

F

Fumata nera

Se la politica è l’arte del possibile, questo punto le speranze di
unire la coalizione contro i suoi
due avversari diretti - Sergio
Chiamparino per il Pd e il Movimento 5 Stelle - sono appese al

siamo più perdere tempo. Dobbiamo mettere da parte gli egoismi, anche di partito, e non pensare all’abbinamento regioneeuropee ma solo alla possibilità
di vincere in Piemonte».

Berlusconi si nega

Sfumato il «vis a vis» con Berlusconi in persona, in altre faccende affaccendato: il colpo di grazia
a una giornata cominciata male e
finita anche peggio.

«Non possiamo essere
gli unici a salvare
il centrodestra
dal baratro in cui
sta sprofondando»
Agostino Ghiglia
coordinatore regionale
Fratelli d’Italia

convergere battendo i tacchi.
Tutti hanno ribadito le loro
posizioni. Con Altero Matteoli
e Roberto Cota nel ruolo di pacieri. Assenti per un disguido
gli esponenti del Nuovo cen-

Pichetto scalpita

Quanto a Pichetto, non demorde
ma guarda sempre più spesso
l’orologio: questione di giorni, se
non di ore, poi non solo lancerà la
campagna di Forza Italia ma entrerà personalmente in partita.
Sorvoliamo sui «telefoni roventi»
tra i leader dei vari partiti, a livello nazionale: non perchè non ci siano i contatti ma perchè finora
non hanno prodotto risultati.

Tutti in trincea

Emblematico il comunicato di
Ghiglia: «Non possiamo essere
gli unici a salvare il centrodestra dal baratro. Abbiamo dovuto prendere atto,della posizione
di totale chiusura da parte di
Forza Italia, che ha continuato a
riproporre il proprio esponente, non basandosi su dati oggettivi ma esclusivamente sulla
pretesa che il candidato presidente fosse espressione del partito più grande». Laconico Napoli, che secondo indiscrezioni
avrebbe proposto di «testare»
anche il suo nome: «Adesso è
necessario fare sintesi, non pos-

Sulle Euroliste spunta
una questione etica
Bono: disattesa
una norma varata
per le regionali
in Piemonte

Il Cavaliere a Torino?

Confermato, per ora, in tutto
questo bailamme, l’arrivo del
Cavaliere a Torino a inizio settimana. Con buona pace di chi,
come l’inarrestabile Davide Balena, si trova a dover organizzare una convention al Teatro Alfieri: di lunedì, alle ore 18.
Un’impresa nell’impresa di tenere unita la coalizione.

ALTA TENSIONE

C’è stato uno scontro
tra Forza Italia
e Fratelli d’Italia
lumicino. Gli ottimismi, sempre
più tiepidi, quasi un atto di fede.

ELENA LISA

Non chiamatela black list e
nemmeno epurazione. Ma
un’esortazione rivolta agli
elettori del Movimento
5Stelle «di votare alle nostre
primarie per le Europee prestando attenzione al valore
della coerenza».
In pratica un monito al
popolo pentastellato che per
una volta non parte dal ligure barbuto, Beppe Grillo, ma
dal piemontese altrettanto
barbuto, Davide Bono, neo
candidato alle regionali.
Il monito su Facebook

Accuse incrociate

Durante il tavolo convocato a
San Pietro in Lucina, nella sede di Forza Italia, non solo non
è stato trovato l’accordo ma si
racconta che sono volasti gli
stracci. In particolare, tra
Osvaldo Napoli, FI, e i «Fratelli» - Giorgia Meloni, Guido
Crosetto, Ignazio La Russa perentori nella loro richiesta.
Della serie: noi abbiamo ritirato le primarie, e siamo disposti
a ritirare la candidatura di
Crosetto; il partito del Cavaliere dia un segno di disponibilità, commissionando un sondaggio condiviso per misurare
le chance dei potenziali «competitor» in pista per le regionali. Compreso Gilberto Pichetto, il candidato che Forza Italia
dà per acquisito, comparso
magicamente a Roma. Il campione sul quale tutti gli alleati,
nell’ottica di FI, dovrebbero

Movimento 5 stelle

IL PD INVECE CONTINUA LA CAMPAGNA ELETTORALE

Chiamparino: “Allarmanti i continui attacchi a sedi del Pd”
1 Prima il popolarissimo mercato di piazza Fo-

roni, luogo cult della numerosa comunità pugliese
di Torino, poi le sedi Pd vandalizzate dai soliti noti.
La campagna elettorale di Sergio Chiamparino
non conosce un attimo di sosta. In via Cervino e Colautti dove sono le sedi vandalizzate, l’ex-sindaco
ha spiegato di essere lì «perché vorrei che episodi

come questi non passassero sotto silenzio. Il fatto
che i Circoli del Pd siano sistematicamente oggetto
di vandalismo é un segnale allarmante: in altre
epoche l’aver fatto finta di nulla davanti a episodi
analoghi ha comportato un grosso prezzo in termini umani e di democrazia. La nostra democrazia é
molto piú forte di una piccola banda di estremisti».

Nel primo pomeriggio di ieri, a
poche ore dal termine per votare i nomi di chi si presenterà
alle europee, è apparso sulla
pagina Facebook di «PiemOltre tour» - attività in cui il consigliere è impegnato come in
una sorta di campagna elettorale, prima tappa il Verbano
Cusio Ossola - l’avvertimento
alla rete: «I candidati piemontesi al secondo turno delle Europee sono undici». E fin qui,
tutto bene. I dolori arrivano un
attimo dopo. «Serafina Bruna
Raffaele, non doveva candidarsi alle Europee come da impegno etico sottoscritto alle
regionali. Bertellino, Geraci,
che a sua discolpa vive in Svizzera, Urso e Martinez non abbiamo mai avuto il piacere di
conoscerli». Bono non risparmia un tal Antonica «che a Pinerolo non hanno mai visto e
che io conosco in quanto collega ed ex compagno di universi-

tà». Poi, finalmente arrivano le
gioie. Il consigliere tranquillizza
la rete: «Li sto contattando su
FB. Vi tengo informati».
I busillis

Cosa sta accadendo, dunque? I
busillis sono due e hanno fatto sospettare un nuovo round, questa
volta tutto piemontese, di espulsioni dal Movimento. «Due settimane fa - dice Bono - poco prima
delle votazioni per decidere i candidati alle regionali, i 5Stelle in
Piemonte avevano deciso una
norma etica: chi si fosse proposto
non avrebbe poi potuto mettersi
in lista per le Europee a prescindere dal posizionamento. Del resto - aggiunge il consigliere regionale - se sei interessato al Piemonte come giustifichi il coinvolgimento, il desiderio, la spinta di
andare in Europa?». E questo è il
busillis numero uno, che investe
in pieno Serafina Bruna Raffaele:
candidata alle regionali, non è entrata nei primi quaranta nomi in
lista, e adesso iscritta per le Europee. Può farlo, disattendendo
la norma piemontese, ma attenendosi però a quella nazionale.
Il regolamento di Grillo prevede
infatti che tutti possano accedere
alle primarie on line purché
iscritti al blog entro il 31 dicembre 2012. Chi la spunterà?
Il secondo busillis riguarda
invece gli «ignoti» : «Chi entra
nel gruppo - dice ancora Bono deve partecipare agli incontri
del Movimento. È importante
sapere chi sono i candidati».
Bertellino, Geraci, Urso, Martinez e Antonica sarebbero semi-sconosciuti ai più. E quindi
probabili bocciati. Anche se,
rassicura Bono: «Non è detto.
Io non ho ordinato di non votarli. Solo ho suggerito ai nostri di
ricordare i principi del Movimento al momento della scelta
dei nomi dei candidati». Oggi,
chiuse le votazioni, capiremo
se li hanno condivisi o no.

1
Unlettorescrive:

2 «Partecipai agli incontri ed

ai lavori sulla raccolta differenziata sin dagli inizi. Non tutte le
ragioniaddotteeranoconvincenti,nédaifavorevoli,nédaicontrari. Risultava però chiara una cosa:sarebbediminuitoilcostodellaraccoltarifiuti.Nonèstatocosì.
Achisonoandatiinostrisoldi?».
SERGIOFAVA

Unlettorescrive:
2 «Pochigiornifaènatoilmio
secondo figlio e già alcuni giorni
prima avevo già programmato
di effettuare la scelta del pediatra direttamente dal mio tablet,
memore di un servizio premiato
anche a Smartcity 2013 (lo so
perché anche io ho partecipato
come privato e ricordo la premiazione di un anno fa esatto).
Bene venerdì sono diventato papà e ho rassicurato mia moglie
sulfattocheavreiinseratascelto
il pediatra per il piccolo Matteo.
Bene le allego la pagina che mi
sono trovato stamattina dinanzi

Specchio dei tempi
1

123445657839A9BD9E697F5 E39 1 3 3D 56 383 7D375F3 5DA9 65 9
F5D 5F3 F3 9 5 1 3944963 56 D 9F3 9 1!79 DA9 "5693D#
1
aprendo la pagina della Asl della
quale faccio parte. Cioè il servizio
senzaalcunpreavvisoèstatochiuso. Ora stamattina mi sono recato
allo sportello e ho fatto la coda come tutti, ma mi chiedo un paio di
cose. 1) Il servizio era gratuito, forse è per questo che è stato chiuso?
2) Leggevo e vedo ancora nella pagina, che allego, la coccarda con il
premio Smartcity e mi chiedo che
senso abbia investire denaro pubblico in un progetto quando poi
questovienechiusodopounanno.
3) Questi signori pubblicizzavano
risparmi di decine di migliaia di
euroediocicredoperchélavorandonelsettoreinformaticosodipo-

terraggiungererisparminell’ordine di molte centinaia di migliaia di
euro sulle procedure informatiche,edallora?perchésichiude?4)
Il rispetto per gli utenti non dovrebbe come minimo far immaginare a lor signori che due righe di
avviso qualche giorno prima perlomeno per permetterci di prepararcipsicologicamente?5)Perché
devo passare dal Csi come scrivonosullapaginaquandoidatisensibili sanitari andrebbero gestiti
dalle aziende sanitarie? Insomma
èlasolitastoria,perpagarsilemutande verdi chiudono i servizi ai
cittadini,tantoalorocosafrega?».
C.B.

Unlettorescrive:

2 «Inmeritoallacostruzionedi

vetro di Fuksas al mercato di Porta Palazzo ed il basso fatturato del
mercato dell’abbigliamento ivi dislocato, non è forse che la gente
non entra anche perché è brutto?
Sappiamo quanto conti l’imballaggio e la dislocazione nella venditadeiprodotti.Epoiperchénon
fu fatto un referendum consultivo? La democrazia non è adatta a
decidere temi etici ma dà conto di
ciò che la gente comune intende
per bello, visto che poi dovrà sorbirsi la bruttura. Io vado sempre a
Porta Palazzo e non sono mai entratolì.Adessopoichevieneilcal-

do, non voglio certo pagare le spese di condizionamento dell’aria
caricatesuiprodotti!».
MARCELLOPROTTO

Unalettricescrive:
volta noi abitanti di
BorgoPoprendevamoil3incorso
Gabetti e in men che non si dica
attraversavamo la città, ora dobbiamo fare un bel tratto a piedi
per arrivare al capolinea in corso
Tortona, non parliamo di prendere il 75 così ci mettiamo un tempo
infinito…, una volta ritiravamo le
raccomandateincorsoMoncalieri:10minutiapiediounsaltoveloce in macchina, al massimo 5 mi-

2 «Una

nuti di coda, ora dobbiamo andare a prendere il 13 alla Gran Madre, scendere in via Pietro Micca,
camminare camminare e raggiungere via Alfieri e, se va bene,
mezz’ora di coda e poi fare il percorso inverso: per ritirare la nostra raccomandata circa due ore
e 2 biglietti del tram…, una volta
prendevamo un comodo 13 che ci
portavaincentroepoifinoinBorgataParellasenzascossoni…,una
volta, prima di andare al lavoro
mettevamo davanti alla porta il
contenitore della differenziata,
ora secondo l’Amiat dobbiamo
correre a casa, magari nell’intervallo del pranzo, a mettere fuori il
nostro bidoncino a mezzogiorno
e poi... Quali novità dobbiamo ancora attendere per migliorare la
nostraqualitàdivita?».
MARINELLAPOGGI

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LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .47

gg Dossier/La rivoluzione Delrio

g

Addio Provincia, e ora che succede?
La Camera approva la riforma, a gennaio nascerà la nuova Città Metropolitana guidata da Piero Fassino.
Saitta rifiuta il ruolo di commissario, si lavora a una clausola per tutelare la rappresentatività di tutti i Comuni
ALESSANDRO MONDO

315

Province: partita chiusa.
Checchè se ne pensi - un atto
necessario o una riforma-bonsai, di quelle che partono dalla
coda anzichè dalla testa del
Paese -, l’approvazione de
provvedimento Delrio alla Camera (260 sì, 158 no, 7 astenuti) segna la fine di un’epoca. E
ne apre un’altra, fissata sulla
carta ma tutta da esplorare.

Comuni
La Città Metropolitana
coinciderà con il territorio
dell’attuale Provincia di
Torino

La svolta

Difficile misurare la portata di
un cambiamento, la nascita dell’enigmatica Città Metropolitana, che a Torino presenta almeno una particolarità. «Nel no-

18
persone
Sono i membri del Consiglio
metropolitano, che i sindaci
eleggeranno entro fine
settembre

Sei mesi di vuoto
nel passaggio
tra il nuovo
e il vecchio ente
stro caso, coinciderà con l’intero territorio della Provincia spiega Antonio Saitta, che come presidente dell’Unione Province Italiane si è battuto fino
all’ultimo per bloccare e poi arginare gli aspetti più deteriori
della riforma -. Nessuna “ciambella”, nessuna ripartizione
territoriale tra Torino e i Comuni dell’area metropolitana e
tutti gli altri».
Cosa cambia

Cosa cambierà, di preciso? Intanto l’avvicendamento sarà
una questione di date. La Città
Mertropolitana diventerà operativa il primo gennaio 2015,
l’attuale Provincia scadrà a giugno di quest’anno. Il presidente,
nel caso specifico Saitta, verrà
prorogato per legge fino a dicembre 2015 con l’obiettivo di
gestire il passaggio di conse-

gne. Non solo: dal primo luglio il
Consiglio provinciale decadrà, le
sue competenze verranno affidate al presidente. Un commissariamento in piena regola che
Saitta ha già deciso di rifiutare
con un secco «no, grazie»: «Il mio
contratto scade a fine giugno,
non ci sto a fare il liquidatore».
Passaggio di consegne

Anche così, altra notizia, il presidente - pronto a trasmigrare in
Regione con Chiamparino - annuncia che chiederà al Governo
di nominare al posto suo non un
commissario ma un assessore
della giunta uscente: «Serve
qualcuno che conosca la realtà
della Provincia», avverte non
senza polemica.
Il nuovo schema

Poi le cose seguiranno il loro
corso: da gennaio 2015 la Pro-

Svolta
La vecchia
Provincia di
Torino scadrà
a fine
giugno,
entro fine
settembre
i sindaci
del Torinese
dovranno
eleggere
il Consiglio
incaricato di
redigere
lo statuto
del nuovo
ente

vincia si chiamerà Città Metropolitana, sarà un ente autonomo
in termini di organici, di bilancio, patrimonio immobiliare e
azionario; per quella data i sindaci eleggeranno un’assemblea
con il compito di preparare lo
statuto; entro il 30 settembre
verrà eletto il Consiglio metropolitano, formato da 18 membri
eletti da tutti i consiglieri comunali di tutti i Comuni del Torinese. Saitta, d’intesa con Fassino,
annuncia che si lavorerà per
smantellare le vecchie polemico
sul rischio del torinocentrismo
assicurando maggiore rappresentatività ai Comuni del Torinese. Quanto alle competenze,
Saitta assicura che la Città Metropolitana avrà le stesse competenze della Provincia più
qualcuna aggiuntiva: ad esempio, il ruolo di stazione appaltante per conto dei Comuni.

Il ruolo di Fassino

Dirigerà la Città Metropolitana
Piero Fassino, sindaco del Comune capoluogo: un’anomalia, rispetto al resto d’Italia, giustificata dalla conformazione territoriale del
nuovo ente. Come abbiamo detto,
ricalcherà quella dell’attuale Provincia. Fassino ma non solo, anzi:
considerata la difficoltà di conciliare i due ruoli, nella direzione del
nuovo ente il sindaco sarà affiancato da un vice. «Va da sè - precisa
Saitta,conunpiccoloaffondo-che
per la prima volta la responsabilitàdiunentecosìgrandeverràaffidata a un sindaco per legge, senza
elezione diretta». Ma questa non è
una specifica locale.
Rimpiangeremo la vecchia
Provincia? Almeno nella prima fase, quando la Città Metropolitana
dovrà imparare a camminare sullepropriegambe,moltisonopronti a scommetterci.

Nei paesi

Terzo mandato e unioni
Cosa cambia
per i piccoli Comuni
Adesso è ufficiale.
Centinia di sindaci
dei piccoli Comuni
piemontesi al secondo mandato, potranno ancora ricandidarsi. Con il voto definitivo alla Camera
dei Deputati ieri è diventato legge il «ddl
Delrio». Cambia
quindi la geografia
politica di molti Comuni che potranno contare di nuovo su più assessori e più consiglieri.
In pratica, nei centri fino a 3mila abitanti, i
sindaci potranno ricandidarsi per il terzo
mandato e i consiglieri comunali aumenteranno da 6 a 10, con la possibilità di nominare
due assessori. Mentre nei Comuni da 3 a 10
mila abitanti, i consiglieri lieviteranno a dodici, con un massimo di quattro assessori. Una
piccola rivoluzione per chi è impegnato a formare le liste, in vista del voto del prossimo 25
maggio. Ma non è tutto. Nella nuova legge si
chiarisce anche come saranno costituite le
nuove Unioni dei Comuni che, in futuro, dovranno gestire in autonomia lo sviluppo economico e l’erogazione di quasi tutti i servizi. Il
limite demografico minimo delle Unioni è di
3000 abitanti se i Comuni sono appartenuti a
delle Comunità Montane e dovranno essere
almeno tre i paesi che devono comporre
l’Unione. Queste ultime, particolare non di
poco conto, non saranno soggette al Patto di
Stabilità. In pratica gli amministratori che
verranno potranno spendere i soldi pubblici
senza dover tenere conto dei vincoli imposti
dall’Ue. C’è poi da ricordare che, il terzo mandato, è ammesso solo per l’imminente tornata elettorale, in modo da agevolare i primi cittadini «con esperienza» nel passaggio che
prevede la creazione delle Unioni.
[G. GIA]

L’evento
del Regio

Le prime tensioni metropolitane

L’altroieri al
Regio il sindaco Fassino,
presente
Giuseppe
Sala, commissario dell’Expo 2015,
ha presentato
gli eventi
culturali
torinesi che
accompagneranno l’evento milanese

“ToExpo, ed è subito
un’occasione persa”
Corgiat: “E’ inutile
che Fassino provi
a rassicurarci
sul futuro”

Sulla «Stampa»

BEPPE MINELLO

Il pd Aldo Corgiat, a poche
settimane dal voto che non lo
vedrà più ruggente sindaco di
Settimo per esaurimento dei
mandati, non molla la presa.
Dopo aver predicato la disobbedienza, certamente civile,
contro gli oneri connessi alla
messa in naftalina delle Provincie e alla nascita della Città
metropolitana, non si poteva
lasciare sfuggire la presentazione in pompa magna del calendario degli eventi programmati da Torino per il
2015 e evocativamente chiamati ExTo. Una montagna di
mostre, eventi culinari, spiri-

al punto: «La presentazione in
chiave auto celebrativa di ExTo
da parte del sindaco Fassino è
una nuova occasione persa per
ragionare in chiave di città metropolitana», dice tutto d’un fiato. E siccome non è uomo abituato solo a parlare, nel suo piccolo annuncia i progetti che sta
intessendo con Rho: «Se noi
siamo la posta a Ovest dell’Expo, Rho è la porta a Est». Alla faccia di Fassino.
«Rassicurazioni fasulle»

1 La

presentazione degli
eventi 2015 di ExTo fatta l’altroieri al Teatro Regio e che
ha fatto arrabbiare Aldo Corgiat, il sindaco di Settimo.

tuali e sportivi che avrebbero
comunque accompagnato la vita dei torinesi il prossimo anno,
ma arricchiti e adeguati alla bisogna. Ma questo è un altro discorso. Aldo Corgiat va subito

«È inutile che il sindaco di Torino
- aggiunge Corgiat - provi ogni
volta a rassicurare sul fatto che
non pensi affatto a una gestione
della nuova istituzione (la città
metropolitana, della quale diventerà “sindaco” per legge, ndr) in
chiave Torino centrica. Quel che
conta sono i comportamenti reali
e la capacità o meno di ragionare
concretamente in termini di area
vasta». E dunque quanto accaduto l’altroieri al Teatro Regio va
nella direzione opposta. «Il palin-

sesto di eventi, tutto torinese,
presentato ieri senza nessuna
partecipazione o coinvolgimento
dei comuni dell’area metropolitana è la prova di un egocentrismo
che esclude a priori le opportunità di offerta che un territorio più
vasto può offrire al pubblico dell’Expo 2015. Se queste sono le
premesse per la costruzione della futura casa comune non c’è da
stare tranquilli o sereni come si
usa dire adesso». Ecco quindi la
contromossa: «Da parte nostra
ricordiamo a Torino che Settimo
è la porta urbana più prossima a
Milano ed è per questo che abbia-

mo sottoscritto nei giorni scorsi
un protocollo di intesa con il comune “gemello” di Rho per collaborare su progetti legati alle
smart city e all’innovazione e per
la promuovere insieme gli eventi
di Expo 2015».
«Lavorate con noi»

« Auspichiamo ovviamente di poterlo fare insieme a Torino e all’intera Città Metropolitana - aggiunge Corgiat - ma siamo anche
pronti a farlo autonomamente
qualora proseguisse questa strana e controproducente modalità
di comportamento di Fassino e

della sua amministrazione». Il timore di Corgiat, ma anche di tanti sindaci, una parte dei quali
s’erano rivolti proprio a Fassino
quale presidente dell’Anci affinchè si desse da fare con il governo
per mitigare gli eccessi di una
legge che proprio nel Torino dispiegherà i suoi effetti più negativi. «Torino - spiegano i contestatori - comanderà tutto». «Con la
Provincia - conclude Corgiat tante cose, fondi compresi, potevano essere riequilibrati. Ora Torino potrà fare la parte del leone.
È necessario introdurre correttivi che ridistribuiscano il potere».

T1 CV PR T2

48 .Cronaca di Torino

La storia
GIAMPIERO MAGGIO
IVREA

uesta è la scena:
la porta del bagno chiusa a doppia mandata, un
odore nauseabondo e il cadavere di un uomo riverso a terra,
pancia sotto. E’ lì da almeno
un paio di giorni. Una morte
naturale, sulle prime.
Poi, però, spuntano dettagli
inquietanti. Due in particolare: in fondo alla bocca quell’uomo anziano ha qualcosa
che assomiglia ad un foglio di
carta assorbente appallottolato. Il medico legale nota quel
particolare, sgrana gli occhi e
si rivolge ai carabinieri. C’è di

Q

STAMPA
.LA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

Pensionato morto in casa
con un foglio in gola
Giallo a Ivrea, dall’abitazione sarebbe sparito il denaro

LUIGI LA SPINA

Se Gtt diventa
un affare
di partito

qualcuno che voleva morto
quell’uomo? E se sì, perché?
I fatti

PARTICOLARI INQUIETANTI

Indizi e poche certezze
per quel corpo trovato
riverso in bagno
più. Ed è forse il dettaglio più
importante. La chiave utilizzata per chiudere il bagno non
c’è. Non si trova da nessuna
parte. E allora questa storia
diventa improvvisamente un
giallo, tanto che la Procura di
Ivrea non esclude nulla, neppure l’ipotesi dell’omicidio.
Forse, sussurrano i vicini, per
portargli via la pensione.

Condominio anonimo
Benito Peloso abitava al piano rialzato di un condominio di via De Gasperi
L’anziano conduceva una vita decorosa ma non ricca

Peloso hanno dato l’allarme
chiamando i carabinieri. «Non
lo vedevamo da due giorni, una
cosa che ci ha subito allarmati».
I pompieri hanno trovato la
porta di casa socchiusa. Il bagno, invece, era chiuso a chiave.
E una volta sfondata la porta
hanno trovato il corpo senza vita del pensionato. «Morto per
asfissia» dice l’esame necroscopico esterno.

La vittima

Si chiamava Benito Peloso,
aveva 76 anni, abitava insieme
ad un cagnolino in un appartamento al piano rialzato di
una palazzina di via Alcide De
Gasperi 6, a Ivrea. Uno di quei
condomini anonimi, con i balconi tutti uguali e le tapparelle grigie un po’ invecchiate. E’
qui che, l’altro ieri, i vicini di

Cara
Torino

Gli interrogativi
Benito Peloso, 76 anni

Adesso sono tanti. Perché quel

pensionato aveva al fondo della
bocca quel grumo simile ad un
foglio appallottolato? E che fine
ha fatto la chiave del bagno? Se
avesse chiuso lui la porta le
chiavi sarebbero certamente lì,
nella toppa. E invece sono sparite. Per il procuratore capo
della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando non è un caso
semplice. «Aspettiamo l’autopsia, ci dirà molte cose – spiega -.
Questa è una storia complicatissima». Di che si tratta? Una
rapina finita male? Oppure c’è

Accertati, è che in casa non sono stati trovati segni di colluttazione, non c’era disordine, nulla
che lasci pensare ad un litigio o
una discussione finita nel peggiore dei modi. Tutti nel quartiere sapevano che la casa di
quell’uomo, ex pensionato
Montefibre dal tenore di vita
decoroso ma non ricco, fosse
stata frequentata per un periodo da alcune persone. «Una famiglia che abitava in città – confida Franco Lavazza, un vicino
-, un uomo e una donna con una
figlia più giovane. Per un periodo Benito li aveva ospitati a casa sua». La coppia si era poi trasferita in Liguria, mentre la figlia era rimasta in città. A casa
del pensionato c’era spesso un
via vai di persone. «Era uno generoso, aiutava gli altri» raccontano i vicini.
La pensione

E’ un vicino a spiegare al citofono: «Benito l’aveva appena ritirata, magari è stato rapinato da
qualcuno che lui conosceva bene». Chissà. Strana questa storia. A chiarire con esattezza la
causa della morte sarà l’autopsia, disposta per domani mattina, mentre oggi i carabinieri
torneranno nell’alloggio per un
ulteriore sopralluogo: anche
perché il denaro della pensione
non è ancora stato trovato.

SEGUE DA PAG.39

na soglia tanto onerosa finanziariamente, quanto inutile per avere un vero potere in quel gruppo. Davvero
sorprendente che nessuno
sia disposto a sottoscrivere condizioni capestro, tali
da impedire quei cambiamenti di gestione che sarebbero così necessari per
affrontare la realtà di un
mercato così difficile?
È immaginabile, allora,
che l’esito deludente del
bando non solo non abbia
meravigliato alcuno, ma
che, al di là delle dichiarazioni d’occasione, abbia
rincuorato molti. Così, i
partiti di riferimento in
quell’azienda possono dormire sonni elettorali tranquilli, i manager possono
continuare a esercitare
poteri incontestabili, i sindacati possono contare sul
controllo garantito dei dipendenti. Fino, e oltre, il
prossimo (finto) bando di
pseudoprivatizzazione.

U

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LA STAMPA
VENERDÌ 4 APRILE 2014

il caso
MARIA TERESA MARTINENGO

A

d accorgersene
del furto sono
stati i primi sacerdoti ed impiegati arrivati al lavoro ieri mattina: nell’edificio
di mattoni rossi della nuova
Curia, al Santo Volto, nella
notte gli uffici erano stati svaligiati, svuotati di ogni strumentazione elettronica.
I ladri hanno lavorato indisturbati per alcune ore, portandosi via come bottino alcune decine di computer e altre
attrezzature per ufficio. Proprio ieri mattina doveva essere completato il trasloco della
redazione del settimanale diocesano La Voce del Popolo da
corso Matteotti 11 al complesso disegnato dall’architetto
Mario Botta in via Val della
MOLTI DANNI

Quando non sono riusciti
a portare via i ladri hanno
distrutto ogni cosa
Torre. Il giorno precedente
era già approdato nella nuova
sede l’altro periodico della
Diocesi, Il nostro tempo.

.

Cronaca di Torino .49

Santo
Volto

Al Cottolengo
AgoràdelSociale,
domanil’incontro

Il complesso
disegnato
dall’archistar
Mario Botta:
l’edificio sulla
destra ospita
gli uffici
diocesani e
da ieri
avrebbe
dovuto
accogliere la
nuova
redazione
della Voce del
Popolo e del
Nostro
tempo

1 Domani dalle 9 alle

16, nella Sala convegni del
Cottolengo (via Cottolengo 12), l’arcivescovo guida una giornata di approfondimento sui temi
emersi nella prima fase,
quella ecclesiale, dell’Agorà del Sociale, il
grande lavoro di ascolto
della società torinese che
monsignor Cesare Nosiglia ha avviato per individuare strade che possano
aiutare a guardare oltre la
crisi. Partecipano associazioni e realtà diocesane.
Dopo l’intervento dell’arcivescovo è prevista una
relazione dell’economista
Vincenzo Giorgino.

Settimo furto negli uffici della Curia
Portati via decine di computer

Locali poco sicuri

Nel mirino la nuova sede dei giornali diocesani. Nella stessa notte colpo alla Caritas

I locali visitati dai ladri, sicuramente un gruppetto e bene
informati, sono quelli del Vicariato, l’ufficio amministrativo, oltre alle sale che da questa settimana avrebbero ospitato le redazioni dei due giornali (che da soli potevano contare su una dozzina di postazioni). Purtroppo non si tratta
del primo episodio del genere:
solo qualche giorno fa c’era
stato un tentativo di effrazio-

ne nello stesso complesso e il
furto della notte scorsa è addirittura il settimo da quando gli
uffici di Curia si sono trasferiti
al Santo Volto. Poche, comunque, le misure anti-effrazione
predisposte e molta la spregiudicatezza dei ladri, dal momento che sulla corte interna del
complesso si affaccia anche la
casa parrocchiale con l’abitazione del vicario dell’arcivesco-

vo per gli Affari economici,
monsignor Giuseppe Trucco,
ora alle prese con la conta dei
danni.
Il secondo obiettivo

Sempre nella notte di mercoledì anche nel centro d’ascolto
cittadino Caritas «Le due tuniche» di corso Mortara 46 c’è
stato un tentativo di scasso della porta d’ingresso, fortunata-

mente non riuscito. La Squadra
mobile è intervenuta nelle prime ore della mattinata e la Polizia scientifica ha fatto una lunga serie di rilievi.
A causa del furto, i due giornali della Chiesa torinese proseguiranno, per il momento,
l’attività in corso Matteotti 11,
mantenendo i vecchi numeri telefonici. Profonda l’amarezza
del direttore della Voce del Po-

polo, Luca Rolandi, chiamato
dall’arcivescovo, monsignor
Cesare Nosiglia, a succedere a
Marco Bonatti e a mettere a
punto un nuovo progetto per i
media diocesani. «I primi ad arrivare - racconta Rolandi - si sono trovati davanti a un vero disastro. I ladri hanno avuto il
tempo di prendere tutto ciò che
interessava loro. E dove non sono riusciti a sradicare i compu-

ter, hanno buttato all’aria ogni
cosa». La speranza di tutti,
giornalisti e non, è che la situazione possa essere normalizzata e resa sicura in tempi brevi.
Ieri, intanto, è uscito il nuovo
numero della Voce del Popolo:
una pagina è dedicata alla storia del palazzo di corso Matteotti, per 50 anni il centro dei
media diocesani e dell’associazionismo cattolico torinese.

I DEBITI DELLA CULTURA

“Per far pace con il Comune
dateci l’ascensore della Mole”
Il Museo del Cinema
ha presentato
la sua richiesta
al sindaco
LETIZIA TORTELLO

A

volte ritornano. Immaginate la faccia del
presidente del Museo
del Cinema Nespolo e del direttore Barbera quando, durante uno dei cda più importanti dell’anno (quello di ieri,
per chiudere il bilancio 2013)
si sono visti recapitare una
raccomandata che sembrava
un pesce d’aprile in ritardo.
Il ritorno del Massimo

Il Comune annunciava la disponibilità a dare, in proprietà al museo, il Cinema Massimo. Per tappare 1,4 milioni di
euro di buco nel bilancio, soldi che Palazzo Civico dovrebbe versare alla Mole, ma che
non ha. E allora si adotta la
strategia degli immobili. Palazzi su cui chiedere alle banche soldi, fidi, garanzie. Peccato che, per il Museo del Cinema, l’ipotesi del Massimo
sia un film già visto: a fine dicembre, Barbera e Nespolo
avevano declinato l’offerta.

«Il cinema di via Verdi è già nostro, di fatto – avevano detto al
sindaco e agli assessori al Bilancio e alla Cultura –, con le
banche non serve».
Da Palazzo Civico non sono
arrivate altre proposte, anzi è
stata ribadita la precedente.
Nessuna risposta neppure alla
lettera inviata al responsabile
comunale del Bilancio Passoni, in cui si chiede la gestione
dell’ascensore del museo. Finora, i ricavi della funivia turistica che porta in cima alla
Mole sono andati a Gtt. Ma il
museo rivendica un possesso
di fatto dell’ascensore: «E’ parte del complesso museale», si
legge nella missiva inviata a
Passoni, «è stata fin qui anomala la sottrazione della gestione alla nostra attività».
Una prospettiva che piace all’assessore alla Cultura Braccialarghe. Ma l’ultima parola
la metterà, forse già oggi pomeriggio, il sindaco Fassino,
quando riceverà a colloquio
Nespolo e Barbera, per trovare una via d’uscita.
I conti non tornano

La situazione è ingarbugliata.
Il bilancio va chiuso entro il 30
aprile. La Regione ha annunciato i contributi del ’13 e del
’14. Il Comune pure, ma poi a
fine anno scorso ha dichiarato
che i soldi venivano rimpiazzati da immobili. Se il bilancio

Gtt sarebbe d’accordo
a lasciare l’ascensore
al Museo
ma ha un contratto
di gestione fino al 2020

Prima che arrivi
un nuovo socio di Gtt
quell’ascensore
deve essere nostro
È naturale

M. Braccialarghe

Ugo Nespolo

assessore comunale
alla Cultura

Presidente del Museo
del Cinema

andrà in rosso, la conseguenza
è il commissariamento del museo, triste ipotesi che tutti vogliono scongiurare. Il Comune
non ha il milione e 400 mila euro da versare, e anzi, ha annunciato che non pagherà più
le bollette al museo del Cinema, come ha fatto finora: la
Mole è una fondazione autonoma, pur se partecipata, dunque Palazzo Civico non può coprire le utenze. Gtt, dalla sua,

1,4
milioni di euro
È il debito che il Comune
di Torino ha nei confronti
del Museo del Cinema

Sedotti dalla «Dive da Oscar»
Ieri sera al Museo del Cinema si è aperta la mostra dedicata
alla «Dive da Oscar»: c’erano almeno duecento persone

sarebbe anche disponibile a
mollare l’ascensore. Ma c’è
«un problema formale – spiega
Braccialarghe –. Nel contratto
di servizio firmato dal Comune
con l’azienda dei Trasporti è
prevista la gestione della funicolare fino al 2026. Dobbiamo
trovare una formula giuridica
per fare il passaggio». La preoccupazione è che, qualora Gtt
venga venduta, un privato non
sia disposto a cedere un bene
immobile così redditizio. Ne-

spolo confida nel Comune e in
Fassino: «Prima che arrivi un
nuovo socio di Gtt, quell’ascensore dev’essere nostro, è un affidamento naturale», dice. Con
qualche preoccupazione: la
Mole deve ancora versare a
Gtt 1,5 milioni di ricavi della funicolare del 2013, che diventeranno 2,2 milioni a fine 2014.
Fortuna che il museo va a gonfie vele. Ieri sera, all’inaugurazione di «Dive da Oscar» c’erano quasi 2000 persone.



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