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Dossier APM 2014 .pdf



Nome del file originale: Dossier APM 2014.pdf
Autore: Cati

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ASSOCIAZIONE
NAZIONALE
PICCOLI MUSEI
DOSSIER DI PRESENTAZIONE 2014

Musei accoglienti: una nuova cultura gestionale per i piccoli musei.

“Il 90% dei musei italiani è di piccola e piccolissima dimensione, ma le normative sono pensate a
misura dei grandi musei” (Giancarlo Dall’Ara)

L’Associazione: dove siamo
Salita dei Curiali, 4 - 84011 Amalfi (SA)
E-mail: apmusei@gmail.com; giancarlo.dallara@gmail.com; caterinapisu@alice.it
Web site: www.piccolimusei.com
Blog: http://piccolimusei.blogspot.com
Facebook: https://www.facebook.com/pages/Associazione-Nazionale-Piccoli-MuseiAPM/353933627964466?ref=ts
Twitter: https://twitter.com/#!/PiccoliMusei ; https://twitter.com/PiccoliMusei2
Linkedin: http://www.linkedin.com/groups/Associazione-Nazionale-Piccoli-Musei-4433731
You Tube: http://www.youtube.com/user/APMpiccolimusei?feature=watch
Pinterest: http://www.pinterest.com/piccolimusei/associazione-nazionale-piccoli-musei/
Scoop.it: http://www.scoop.it/t/piccoli-musei

Mission
L’Associazione Nazionale Piccoli Musei è un’organizzazione scientifico-culturale senza fini di
lucro che in base al proprio Statuto, si propone di:

1

- promuovere una cultura gestionale dei piccoli musei che sia in grado di valorizzarne le specificità: dal
legame con il territorio all’accoglienza, alle modalità espositive, alla capacità di offrire esperienze originali ai
visitatori;
- promuovere la conoscenza dei piccoli musei e valorizza l’idea del piccolo museo quale luogo della comunità,
ossia quale luogo curato, custodito e gestito in sintonia con la comunità locale;
- promuovere una cultura del marketing dei piccoli musei che faccia lega sulla qualità dell’accoglienza e delle
relazioni, e sulla gestione del ricordo dell’esperienza di visita;
- stimolare le Regioni e lo Stato a prevedere norme adeguate ai piccoli musei, ed a definire standard e profili
professionali coerenti con la dimensione e la specificità dei piccoli musei;
- portare all’attenzione delle Istituzioni, locali e nazionali, i problemi dei piccoli musei al fine di preservare e
tutelare il patrimonio archeologico, artistico, storico, culturale e scientifico in essi custodito;
- tutelare le condizioni morali, giuridiche ed economiche nelle quali si svolge l’attività dei piccoli musei;
- promuovere intese fra gli enti, le istituzioni e le associazioni similari per facilitare scambi di esperienze e
materiali, nonché per la formulazione di normative comuni;
- svolgere il ruolo di rappresentanza professionale in ambito culturale, scientifico, tecnico, giuridico e
legislativo, per tutto quanto può riguardare un migliore assetto istituzionale e organizzativo dei piccoli musei.
Per la realizzazione dei suoi obiettivi, l’Associazione collabora con gli organi legislativi ed amministrativi a
vari livelli.
Sono mezzi per l’attuazione di questi scopi:
- congressi, convegni, seminari, ricerche, conferenze, giornate di studio per la trattazione e
l’approfondimento di temi specifici o particolari;
- progetti ed attività di formazione e di aggiornamento professionale;
- progetti di ricerca, corsi di formazione, viaggi di studio per l’aggiornamento professionale;
- mostre, esposizioni, programmi educativi ed ogni altra attività idonea allo scopo;
- pubblicazioni, periodici, informazioni ed ogni altra forma di divulgazione scientifica e di comunicazione
idonea allo scopo;
L’Associazione per svolgere la propria attività può costituire gruppi di lavoro territoriali, tematici o di altra
natura, anche aperti all’apporto di competenze esterne all’Associazione stessa.

Organigramma
Presidente: Prof. Giancarlo Dall’Ara
Ideatore e coordinatore dell'Assise Italiana dell'Ospitalità, docente di marketing nel turismo
presso il CST di Assisi, è consulente di Regioni turistiche italiane, destinazioni e Consorzi di
operatori. Propone un approccio non tradizionale al marketing e all'accoglienza, sviluppando
temi quali la gestione delle relazioni, del Ricordo e del Dono, e valorizza strumenti quali il
Racconto, i "Rimandi", e le Reti. Tiene regolarmente seminari di aggiornamento sui mercati
turistici, sul ruolo degli Uffici informazione Turistica e più in generale sui temi e i progetti di
Accoglienza. Dopo aver messo a punto un modello di ospitalità originale (l'albergo diffuso) ha fondato l'Associazione
nazionale degli Alberghi Diffusi della quale è Presidente. L'associazione ha ricevuto, al World Travel Market di Londra
l'ambito WTM Global Award. Fondatore e Presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei.

2

Vicepresidente: Avv. Giancarlo Pisacane
Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Salerno, è avvocato civilista con
specializzazione in diritto e legislazione turistica. Ha ricoperto incarichi di rappresentanza ed
organizzativi in varie Associazioni o Enti. Dal 2008 è Presidente dell'Associazione Albergatori di
Amalfi e, dal 2010, del Consorzio Turistico Amalfi di Qualità, del quale è stato ideatore e
fondatore. Dal giugno del 2011 è Consigliere Comunale di Amalfi con delega alle Politiche
Turistiche, al Contenzioso ed all'Attuazione del Programma.

Coordinatore del Settore Ricerca e Comunicazione: Dott.ssa Caterina Pisu
Laureata in Lettere classiche presso l’Università La Sapienza di Roma, ha condotto studi sul
patrimonio archeologico di Trevignano Romano (RM) ed è autrice, con Ida Caruso
(Soprintendenza archeologica per l’Etruria meridionale) della guida in italiano e in inglese del
Museo archeologico locale, “Trevignano Romano. Museo Civico e area archeologica”, pubblicata
dal Comune nel 2002. Specializzata in Didattica museale presso l’Università Roma Tre, ha
progettato e diretto corsi post-universitari in Museologia e in Giornalismo archeologico cui hanno
preso parte specialisti e docenti di varie università, soprintendenze ed enti di ricerca italiani. Ha
organizzato seminari specialistici nel settore dell’archeologia ed ha ideato e organizzato i Convegni Nazionali dei giovani
archeologi “Federico Halbherr”, di cui due edizioni si sono svolte presso il CNR di Roma, nel 2006, e presso l’Istituto di
Norvegia di Roma, nel 2007.

Coordinatore regionale per la Sardegna: Dott.ssa Ile Atzori
Ha al suo attivo una Laurea in Operatore per il Turismo Culturale e uno stage in Irlanda, presso
la Shannon Heritage Ltd. Esperta in comunicazione digitale, sul suo blog Wunderkammer, dal
2012 sperimenta un progetto personale di storytelling in cui ha iniziato a raccontare vari musei,
tra cui il Museo d’Arte Orientale di Torino e varie mostre. Dal 2012 collabora come volontaria al
progetto Wiki Loves Monuments dell’associazione Wikimedia Italia e nel 2013 è stata selezionata
per una borsa di partecipazione al meeting internazionale di Wikimedia Foundation ad Hong
Kong. E’ creatrice di vari blog, tra cui Bisèras, dedicato alla cultura sarda.

Soci fondatori
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MUV - Museo della civiltà Villanoviana, Castenaso (BO)
Museo del Bottone, Santarcangelo (RN)
Museo della Bussola e del Ducato Amalfitano, Amalfi (SA)
Giancarlo Dall’Ara, Sant’Agata Feltria (RN)
Gennaro Pisacane, Amalfi (SA)
Museo civico Comune di Lodi, Lodi
Caterina Pisu, Viterbo
Museo di Arte sacra di San Donnino (FI)
Stefan Marchioro, Padova
Museo del Miele, Lavarone (TN)
Giampaolo Proni, Rimini
CST Assisi, Bastia Umbra (PG)
Museo entnografico dè Colucci, Civitella Rovereto (AQ)
Museo delle Arti e tradizioni popolari, Fragneto Monforte (BN)
Museo del precinema, Padova
Comitato Beni Culturali/Museo Teatro Mariani, Sant’Agata Feltria (RN)
Museo Algudnei, Dosoledo (BL)

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Museo della Badia di Vaiano, Vaiano (PO)
Museo della carta, Amalfi (SA)
Comune di Amalfi, Amalfi (SA)
Gabriella Laudano, Amalfi (SA)
Irene Iermano, Roma

I convegni
I Convegni Nazionali dei Piccoli Musei si svolgono annualmente in varie
località italiane e rappresentano un importante momento di incontro e di
confronto sui temi attinenti i piccoli musei. Filo conduttore dei convegni è la
ricerca di una nuova cultura gestionale per i piccoli musei. I convegni si sono
svolti in questi anni a: Castenaso (BO), 7 maggio 2010, Battaglia Terme (PD),
27 ottobre 2011, Amalfi (SA), 5 e 6 novembre 2012, Assisi (PG), 11-12 novembre
2013.

Ricerche
Indagine sulla presenza dei musei italiani nei social network (2012/2013). La ricerca è consultabile sulla
home page del sito ufficiale dell’APM, www.piccolimusei.com.
Riferimento: Caterina Pisu (caterinapisu@alice.it)

Pubblicazioni
“Musei e lavoro. Guida alle opportunità di lavoro, di formazione e di stage nel
mondo
museale
italiano
ed
estero”
di
Caterina
Pisu,
Edizioni
ilmiolibro.kataweb.it, 2013
Il volume è nato con l'intento di esaminare le prospettive lavorative offerte dal settore museale
dato che l'Italia è uno dei Paesi con il più alto numero di musei al mondo, ufficialmente 4739,
ma in realtà almeno il doppio, sapendo che una buona parte dei musei esistenti non è stata
calcolata in quanto al di fuori degli standard imposti dalle norme vigenti. Ogni anno nascono nuovi musei e
questa è una tendenza in crescita sia in Italia che all'estero; il settore, quindi, merita attenzione e un costante
monitoraggio delle sue potenzialità sul fronte occupazionale.

L’APM in rete
Attualmente l’APM è presente in rete con il suo sito ufficiale www.piccolimusei.com e con il blog
piccolimusei.blogspot.it. E’ presente, inoltre, sui principali social network.

Newsletter
Dal settembre 2013 l’APM ha iniziato la diffusione della Newsletter. Il link per l’iscrizione e per la
consultazione dell’archivio è:
http://alice.us7.list-manage.com/subscribe?u=3b2693efabad5fcc8424d368d&id=5d1b99da7e

4

La collaborazione dell’APM a iniziative nazionali
Invasioni digitali: 20-28 aprile 2013. Rete di eventi nazionali rivolti alla diffusione e
valorizzazione del nostro patrimonio artistico-culturale attraverso l’utilizzo di internet e
dei social media. Ideatore del progetto: Fabrizio Todisco. Sito web ufficiale:
http://www.invasionidigitali.it

La collaborazione dell’APM a iniziative internazionali
Musées (em)portables: giunto alla sua terza edizione, il concorso francese riservato a
mini-film o documentari di tre minuti realizzati nei musei con l’utilizzo di strumenti
digitali non professionali (cellulari, smartphon, tablet o handycam), ha come partner
italiano l’APM e nell’edizione 2014 il coordinatore dell’associazione, Caterina Pisu è
stata membro della giuria internazionale. Sito web ufficiale: http://www.simesitem.fr/

Hanno parlato di noi
Archeo n. 347, Gennaio 2014: “Parola d’archeologo: piccoli grandi musei”. Intervista
di Flavia Marimpietri a Caterina Pisu, coordinatrice dell’APM.

RAI Radio 1: partecipazione alla trasmissione radiofonica “Il trucco e
l’anima. Cronache di cultura e spettacolo” del 1 marzo 2014, condotta da
Federico Pietranera.
Argomento della puntata la realtà dei piccoli musei locali, diffusi su tutto il
territorio nazionale. In studio l’antropologo Vincenzo Padiglione e Caterina Pisu,
coordinatrice dell’APM.
Link: http://www.rai.it/dl/radio1/2010/programmi/Page-7525c74f-2b07-465dbb76-6e02dc854e24.html

I musei italiani: un’analisi di Giancarlo Dall’Ara
L’analisi del patrimonio museale italiano permette di individuare due riferimenti, o modelli, principali. Ad un
estremo di un ipotetico continuum si colloca il museo tradizionale, cioè il museo contenitore; dall’altro lato il
museo impresa, che mostra chiari riferimenti all’esperienza americana.
Il primo modello è chiaramente in crisi, nonostante l’aumento di interesse che i musei registrano, e
nonostante le evidenti potenzialità in termini di visitatori. Quanto al secondo modello non sono poche le
osservazioni critiche che si registrano soprattutto da parte degli addetti ai lavori.
Il Museo tradizionale è sostanzialmente un museo product oriented, una istituzione che si occupa di
conservare, studiare, ricercare, inventariare, catalogare e tutelare oggetti, opere e collezioni.
Nella logica dell’orientamento al prodotto “Museo è dove esiste una raccolta di oggetti da conservare”.

5

In questo approccio resta assente il pubblico, o meglio il rapporto con il pubblico è “una conseguenza
dell’esistenza degli oggetti; una conseguenza che potrebbe anche non verificarsi. Tant’è vero che esistono
anche i musei chiusi”. Naturalmente in questa ottica il Museo non è un archivio e neppure una scuola o un
laboratorio educativo.
E’ stato giustamente osservato come nel Museo product-oriented il rapporto con i visitatori denoti un grado
di interazione molto basso. “Il visitatore trascorre mediamente nel museo un tempo abbastanza elevato, ma
spesso in completa autonomia, senza nessun contatto con il personale, se non con quello dedicato
all’accoglienza”.
Nella visione tradizionale la soddisfazione della domanda è risolta con la semplice “ammissione del pubblico
alla visita”.
A questi limiti si affianca, nel caso italiano:
o

una “rigidità dovuta al rispetto di regole e procedure” che sono un forte ostacolo per l’innovazione;

o

la formazione dei dirigenti, che in assenza di un insegnamento universitario specializzato sono
“studiosi-ricercatori e basta”. Ad essi la stessa Anna Mottola Molfino si è rivolta dicendo di “smettere
di considerare il pubblico come studenti da sottoporre a un esame” e citando come esempio il senso
di punizione e di umiliazione che il visitatore prova in un museo senza cartellini e senza spiegazioni;

o

un numero di visitatori assolutamente inadeguato alla ricchezza dei patrimoni conservati ed alla
domanda potenziale.

Nel Museo Market-oriented è avvenuto il passaggio da Museo oggetto che riconosce la funzione conservativa
come nettamente prevalente rispetto alle altre, al Museo soggetto che si pone come priorità l’erogazione del
servizio museale in un’ottica di orientamento al consumatore propria della disciplina del marketing.
Molti responsabili di Musei italiani hanno visto il modello “americano” come estraneo alla nostra storia, e
temono che lo sviluppo di quel modello in Italia possa portare ad un “innesto innaturale in un contesto
radicalmente diverso”.
In effetti i problemi relativi all’applicazione di quel modello in Italia sono diversi:
o

c’è un problema di spazi che nelle strutture museali italiane risultano di norma troppo piccoli,

o

c’è un problema di costi per attuare le riconversioni necessarie,

o

c’è un problema legato al numero modesto di visitatori che caratterizza i musei italiani e che non
renderebbe economica la scelta di negozi, bar e ristoranti interni.

Ma c’è soprattutto un problema relativo all’impostazione generale del Museo. Si teme che la corsa ai servizi
aggiuntivi rischi di mettere in secondo piano il “valore primario della leggibilità delle raccolte”, e finisca con
lo spingere i musei nell’industria dell’Entertainment.
Dal punto di vista dello sviluppo del turismo nelle città d’arte si osserva che il Museo attrazione è una
inevitabile replica di Musei già visti, e il successo di questo modello in Italia rischia in sostanza di generare
copie, magari acritiche di quanto sperimentato e realizzato altrove, e di non contribuire a valorizzare
l’unicum delle singole mete artistiche italiane né tantomeno di aggiungere valore e attrattività al patrimonio
esistente.
Tra gli addetti ai lavori è diffusa l’esigenza di progettare un nuovo modello di Museo de-burocratizzato ed
autonomo, efficiente dal punto di vista organizzativo. In assenza di una proposta valida si continuerà ad
assistere allo scontro tra i difensori del Museo solo conservatore ed i propugnatori di un modello organizzato
in funzione della domanda.

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