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IL VINO PERSO IL RISCHIO SISMICO DELLE AZIENDE VINICOLE PSW .pdf



Nome del file originale: IL VINO PERSO - IL RISCHIO SISMICO DELLE AZIENDE VINICOLE PSW.pdf
Titolo: IL VINO PERSO - IL RISCHIO SISMICO DELLE AZIENDE VINICOLE copia
Autore: STEFANO GREGOLO

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IL VINO
PERSO

LA VULNERABILITÀ SISMICA
DELLE AZIENDE VINICOLE
GREGOLO STEFANO – RETTORE GIOVANNA FRAN

IL RISCHIO SISMICO DELLE
AZIENDE VINICOLE
GREGOLO STEFANO – RETTORE GIOVANNA FRANCESCA

Il vino perso
Il rischio sismico delle aziende vinicole
A cura di :
Stefano Gregolo
Giovanna Francesca Rettore
Presentazione di:
Erminia Perbellini

Marzo 2014

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Indice
Presentazione
Introduzione e ringraziamenti
1- Il rischio sismico delle aziende vinicole

1

2 - Il valore del vino

2

3 - Tipologie di aziende vinicole

5

4 - Il rischio sismico

6

5 - Oltre il 60% degli edifici italiani sono stati
costruiti prima della normativa antisismica

9

6 - Terremoti e aziende vinicole:
recenti avvenimenti internazionali

12

7- Il rischio sismico strutturale delle aziende vinicole

28

8 - Mitigazione del danno sismico

29

9 - Aziende vinicole in edifici di muratura
29
9.1 - Meccanismi di danno
30
9.2 - Esempi di danni strutturali ad aziende
33
vinicole in muratura e possibili opere di mitigazione
10 - Aziende vinicole all’interno di edifici prefabbricati

44

11 - Vulnerabilità sismica degli elementi non
strutturali caratteristici di una azienda vinicola

51

12 - Aree funzionali ed elementi non strutturali

53

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

13 - Nuova progettazione e retrofit antisismico

55

14 - Vulnerabilità sismica degli impianti

57

15- Analisi della vulnerabilità sismica dei vasi
vinari e dei serbatoi cilindrici ad asse verticale

60

16 - Serbatoi cilindrici ad asse verticale in acciaio Inox

65

17 - Vulnerabilità sismica dei serbatoi cilindrici
in acciaio Inox su gambe
17.1 - Instabilità delle gambe
17.2 - Errato o insufficiente sistema di ancoraggio
17.3 - Danno per martellamento ed effetto domino
17.4 - Danno per variazione di pressione interna

69

18 - I serbatoi su gambe in acciaio inox,
nuova progettazione e interventi sull’esistente
18.1 - Serbatoi nuovi
18.2 - Serbatoi esistenti
18.3 - Interventi di adeguamento e
miglioramento sismico

80

19 - Vulnerabilità sismica serbatoi in acciaio
su basamento in c.a.
19.1 - Instabilità del manto e del fondo
19.2 - Errato o insufficiente sistema di ancoraggio
19.3 - Danno per variazione di pressione interna

85

20 - Danni ai vasi vinari, una storia che si ripete

93

21 - Botti/Barrique

95

22 - Vulnerabilità sismica delle botti

96

70
74
76
79

81
81
82

86
89
92

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

23 - Sistemi di accatastamento delle botti
23.1 - Accatastamento con interposizione
di elementi lignei
23.2 - Accatastamento con scaffalature
e moduli metallici

98
100

24 - Interventi per ridurre la vulnerabilità
sismica delle botti

106

25 - Vulnerabilità sismica di
sistemi di stoccaggio e scaffalature

110

26 - Vulnerabilità sismica delle acetaie
26.1 -Vulnerabilità sismica delle
acetaie produttrici dell’Aceto Balsamico
Tradizionale di Modena Dop.

119
123

27 - Aziende vinicole: panorama attuale e scenari futuri

127

28 - Cantine aperte e sicurezza dei visitatori

138

29 - Pericolosità sismica e produzione vinicola regionale
Abruzzo
Basilicata
Campania
Emilia Romagna
Friuli Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Molise
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Trentino – Alto Adige

143
144
146
148
150
152
154
156
158
160
162
164
168
170
172
174
178

101

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Umbria
Valle D’Aosta
Veneto

180
182
184

30 – Conclusioni

184

Bibliografia

190

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Presentazione
Erminia Perbellini
La ricerca metodologica sui danni prodotti dal terremoto del 2012
in Emilia Romagna ha portato gli autori di questa analisi ad
evidenziare le possibili soluzioni per evitare grossi danni alle
aziende vitivinicole. Se vogliamo un 'focus' curioso o particolare,
ma proprio in questo sta l'interesse dello studio che qui si
propone. La minaccia dei fatti sismici nel nostro Paese è tutt'altro
che peregrina e rara; l'esperienza ci suggerisce che, anche in
questi casi, prevenire è la cosa migliore. Prevenire per difendere
non solo, in questo caso specifico, l'incolumità personale ma la
valenza economica di un'attività preziosa come quella vitivinicola.
Proprio la crisi economica, tanto grave e lunga da avere cambiato
le nostre vite, ha ricordato a tutti quanto centrale sia l'agricoltura
come fattore di lavoro, di reddito e come ineludibile fonte di cibo.
Ciò vale per tutti, ma l'agricoltura italiana è di più: è produzione di
qualità, è spesso eccellenza, è valore aggiunto, è esportazioni di
prodotti di pregio; è diventata un vessillo del made in Italy come e
anche più della moda, come e anche più delle automobili e delle
tecnologie avanzate. Ci riferiamo al made in Italy agro-alimentare
e qui, tra le eccellenze, quella che brilla di più è proprio il vino:
prima voce dell'export, icona territoriale per cui, per fare un
esempio, c'è sì la Toscana ma c'è anche il Chiantishire noto in
tutto il mondo.

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Ebbene. Non può considerarsi secondario, rispetto a un prodotto
tanto importante da essere assurto a simbolo di successo di un
intero comparto della nostra economia, sapere come si difende la
propria azienda, la propria cantina da un evento sconvolgente
come un sisma.
Gli Architetti Gregolo e Rettore, autori di questo libro, analizzano
le

modalità

di

prevenzione

rispetto

a

tutte

le

possibili

conseguenze negative di un terremoto. Inoltre, lo studio riporta la
mappa di tutte le province italiane evidenziando il rischio sismico
di ogni singolo territorio.
Nel vino c'è creatività, tecnologia, amore per la propria terra. Le
imprenditrici e gli imprenditori che si occupano dei vigneti e del
processo di vinificazione sono tra i più capaci del nostro tessuto
economico. La loro capacità non prescinde mai da una spiccata
visione previsionale. Essi troveranno in queste pagine uno
strumento per difendere il loro prezioso prodotto da un evento
definito spesso 'imprevedibili' ma che invece si può e si deve
prevedere.
Erminia Perbellini
Presidente Veronamercato

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Introduzione e ringraziamenti
“Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole”
Le aziende vitivinicole e le acetaie sono una ricchezza economica
per l’Italia e contengono al loro interno secoli di sapere e di
tradizioni, pur aprendosi a processi tecnologici moderni e ai
mercati esteri.
Perché è così importante dedicare a questo settore uno studio
sulla vulnerabilità sismica?
Perché, fatta salva la vita umana, sono tra le poche realtà
produttive

che

su

una

superficie

relativamente

ridotta,

contengono elevati valori economici, divisi tra elementi strutturali,
non strutturali, impianti, vasi vinari e soprattutto il prezioso vino.
La produzione del vino richiede tempo, per alcuni vini da
affinamento anche molto tempo, e per l’aceto balsamico dop
decenni.
I terremoti non sono prevedibili. Quanti eventi sismici in questo
arco di tempo si potrebbero verificare?
Durante un sisma, perdere tutta o parte della produzione può
mettere fuori mercato una azienda per anni, con pesanti
ripercussioni economiche ed occupazionali.
I vasi vinari possono essere sostituiti, le botti riparate, ma il vino
“perso è perso”.

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Non sono scenari apocalittici, è successo in Emilia nel 2012, ed è
già avvenuto in Cile, in California, in Nuova Zelanda, in Grecia ed
in Turchia.
Interi settori legati alla filiera del vino, messi in difficoltà da eventi
simici, hanno richiesto lunghi periodi per la ripresa delle attività.
Si può efficacemente ridurre la vulnerabilità sismica di queste
realtà produttive, attraverso una buona progettazione del nuovo,
rispettosa delle norme, applicando interventi di miglioramento e
adeguamento sismico all’esistente.
L’azienda vitivinicola è un organismo pulsante, composto da più
parti, con lo scopo di produrre il vino migliore.
Ogni parte merita quindi la dovuta attenzione, analizzando
puntualmente la struttura edilizia, i sistemi di ancoraggio dei vasi
vinari, le migliori strategie di accatastamento delle botti e la
vulnerabilità sismica delle scaffalature per lo stoccaggio dei
prodotti finiti.
“Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole” è uno
strumento da cui partire per conoscere meglio queste aziende e
pensare ad un progetto di messa in sicurezza delle stesse.
In questo libro vengono presentate tutte le fragilità che un
territorio sismico come il nostro esprime, nei confronti di una serie
eterogenea di aziende vitivinicole, da quelle storiche, alle
moderne opere di Archistar, ma indirizza anche verso le soluzioni
possibili, che andranno poi studiate nelle realtà specifiche da
tecnici qualificati.

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Diamo grande attenzione a queste aziende, anche perché sono
tra le poche eccellenze del nostro made in italy, che non possono
essere delocalizzate.
Nella nostra precedente pubblicazione “ Linee guida per la
riduzione della vulnerabilità di elementi non strutturali arredi ed
impianti” , edita dalla Protezione Civile Nazionale nel 2009,
dimostravamo l’importanza della risposta sismica di elementi,
considerati fino ad allora secondari, in una costruzione.
Le tesi espresse, gettavano il seme per questo secondo scritto.
Oggi “Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole”,
testimonia definitivamente che la prevenzione è il miglior mezzo
per la mitigazione del rischio sismico, ma molto si può fare anche
per il costruito abbassando drasticamente il rischio sismico.
Nostra intenzione è fornire una chiave di lettura del problema.
Volendo dare una rappresentazione efficace del problema, Il
lavoro che segue, ha cercato di dare corpo alle parole di H.A
Simon: “ Una rappresentazione è una organizzazione coerente di
simboli che conferisce una struttura al problema e ne determina
lo spazio.
Risolvere un problema vuol dire semplicemente rappresentarlo in
modo da renderne evidente la soluzione.
Una buona rappresentazione dunque, permette di vedere un
problema in modo chiaro e di impostare correttamente la ricerca
della soluzione”.
Vorremmo

che

le

persone

a

cui proponiamo

le

nostre

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

considerazioni, sentissero dopo la lettura, la necessità di
approfondire quanto appreso e facessero una analisi specifica
della realtà produttiva in cui operano.
Nella nostra trattazione del tema, faremo riferimento ad un
sistema, ormai collaudato, di organizzazione e individuazione dei
dati del problema. Il tutto è riconducibile ad un procedimento
logico in cui il progettista, “cerca soluzioni a problemi mediante
strategie di ricerca aperte, che procedono da alcune possibilità
(non tutte!) ad una soluzione (non l’unica), che apre ad altre
possibilità e ad altre soluzioni e decisioni..... Essendo la ricerca
condizionata da limiti di informazione, di tempo e di denaro, la
soluzione finale è solo una tra le molte possibili, non la soluzione
unica e ottimale del problema”.
Fonte: Giovan Francesco Lanzara in Capacità negativa, il Mulino Edizioni 1993.

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Ringraziamenti
Tantissime persone ci hanno aiutato a rendere “Il vino perso – il
rischio sismico delle aziende vinicole” un testo accessibile,
nonostante il tema impegnativo.
Alcune persone hanno dimostrato una grande disponibilità a
confrontarsi con un tema delicato.
Ringraziamo Erminia Perbellini, Presidente di Veronamercato,
per la sua Prefazione e per aver condiviso le Sue conoscenze sul
mondo vitivinicolo e agricolo e per il Suo lungimirante punto di
vista del settore.
Grazie a:
Luigi Frigotto Assessore politiche per l’agricoltura della Provincia
di Verona per il sostegno all’iniziativa
Matteo Fongaro della Società Agricola Fongaro di Roncà (Vr),
che per primo ha creduto nel progetto dando preziosi consigli.
Mirko Sella della Azienda Agricola San Cassiano di Mezzane di
Sotto (Vr), membro della Cia è stato una preziosa fonte di dati e
considerazioni internazionali di settore fuori dal comune.

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Aldo Lorenzoni, Direttore del Consorzio di Soave per il suo
interessamento al tema oggetto del libro
Luigino Bertolazzi, Enologo della Cantina di Soave e presidente
Assoenologi Veneto Occidentale, Rspp di una grande azienda
vinicola, con consolidata esperienza in merito alla sicurezza nel
mondo della produzione vinicola.
Mario Gianelli di Cattolica Assicurazioni responsabile del settore
Rischi Agricoli, con cui si è affrontato il rapporto tra aziende
vinicole, danni sismici e coperture assicurative, disegnando un
ampio quadro della situazione Nazionale.
Giambattista Polo di Agrinsieme per utili consigli sul settore.
Alberto Franchi del Consorzio Valpolicella, per la preziosa
collaborazione per i dati statistici forniti.

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

1- Il rischio sismico delle aziende vinicole
I recenti avvenimenti sismici, in Italia e in altre aree ad elevata
vocazione

vitivinicola,

vulnerabilità

sismica

hanno
delle

messo

strutture

in

luce

produttive

la
del

spiccata
settore

enologico.

1 – Danni a strutture, vasi vinari e botti – Cile (The Wall Street Journal)

A causa di questi eventi sismici, sono state registrate elevate
perdite economiche per i danni prodotti alle strutture, agli
elementi non strutturali, agli impianti e agli arredi degli stabilimenti
di produzione.
Rilevante è stata, anche, la perdita di prodotto finito e
1

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

semilavorato.
L’obiettivo è dare una chiave di lettura delle problematiche
rilevate e proporre delle strategie di miglioramento della risposta
sismica nelle aziende vinicole.
Rendere

sismicamente

sicure

queste

realtà

produttive

è

indispensabili dal punto di vista economico, occupazionale e
culturale.
2 - Il valore del vino
Nell’economia del sistema Italia Il settore vinicolo ha un ruolo
centrale.
Le peculiarità della filiera enoica, impediscono che produzione e
lavorazione possano avvenire all’estero, essendo una delle
poche ricchezze ed eccellenze non delocalizzabili.
La Confederazione italiana agricoltori (Cia) nel Novembre 2013,
durante il VI Forum Vitivinicolo Nazionale, afferma che : “Il vino
italiano rappresenta una delle poche eccezioni positive di fronte
alla crisi globale: vale quasi 14 miliardi di euro l’anno con
l’indotto, mantiene il primato tra i Paesi esportatori con una quota
del 22 per cento del mercato mondiale”.
L’ Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv) ha
registrato una produzione per il 2013 di 47,4 milioni di ettolitri di
vino in Italia e 281 milioni di ettolitri nel Mondo.
Sempre la Cia, evidenzia un altro elemento di fondamentale

2

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

importanza: “I numeri straordinari, sono soprattutto quelli
sull’occupazione nel pianeta vino. Sono ben 1,2 milioni i lavoratori
impiegati in Italia nel settore tra vigne, cantine e indotto”.
La fotografia statistica, scattata dal Censimento Istat 2010,
cristallizza in 383 mila il numero di aziende vinicole presenti sul
territorio nazionale.

2 – Dimensione media delle aziende vinicole – fonte Istat 2010
tratto da inumeridelvino.it del 12.02.2012

Pur con differenti realtà Regionali, la maggior parte delle aziende
vinicole si possono considerare di piccola/media dimensione a
3

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

prevalente conduzione privata. Questo ha risvolti anche sul
dimensionamento medio delle strutture edilizie facenti parte delle
aziende. Le grandi realtà produttive sono ancora poche.
La dimensione media delle aziende vinicole è di 1,6 ettari per
azienda.
Le aziende produttrici italiane possono essere classificate in tre
grandi categorie sulla base della diversa modalità di gestione
della filiera produttiva:
- aziende a regime privato che trasformano uva di propria
produzione;
- aziende a regime privato che trasformano uva non di propria
produzione:
- cantine sociali che trasformano l’uva conferita dai propri soci.
Il comparto del vino, si caratterizza per una sostanziale
coincidenza tra produzione e prima trasformazione. I produttori di
uva, di solito, vinificano direttamente o attraverso le cantine
sociali. Oltre il 90% della produzione di vino nazionale, deriva
dall'attività di trasformazione realizzata dai viticoltori o dal mondo
cooperativo.
L'industria vinicola, fornisce il resto della produzione.
La struttura produttiva viticola nazionale è caratterizzata per circa
il 90% dalle presenza dominante di aziende di piccole dimensioni
e da aziende agricole cooperative.

4

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Il 94,3% delle aziende che vinificano coltiva anche la vite da vino
nei terreni aziendali ed il 47,0% delle aziende, con superficie a
vite da vino, realizza la vinificazione in proprio. Fonte Istat
3 - Tipologie di aziende vinicole
Nella

nostra

trattazione,

risulta

fondamentale

una

prima

suddivisione delle tipologie di aziende legate alla filiera del vino:
- Aziende Viticole:
Dedite esclusivamente alla produzione di uva destinata ad essere
venduta alle industrie enologiche e, in taluni casi, ad altre aziende
vitivinicole o conferita alle cantine sociali per la successiva
trasformazione in vino;
- Aziende Vitivinicole o vinicole:
Oltre a produrre uva la trasformano in vino, seguendo il processo
anche in fasi successive alla fermentazione (imbottigliamento,
invecchiamento, e talora anche spumantizzazione) e sovente ne
destinano frazioni più o meno rilevanti alla vendita diretta;
- Industrie Enologiche private:
Trasformano l’uva acquistata (in alcuni casi direttamente il mostovino) e seguono la commercializzazione del prodotto finale, in
genere avvalendosi di un marchio proprio. Alcune svolgono
anche delle fasi del processo di trasformazione per conto terzi
(es. spumantizzazione o imbottigliamento).
- Cooperative e Cantine Sociali

5

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Trasformano l’uva per conto dei soci viticoltori e svolgono un
ruolo più o meno rilevante nella commercializzazione del vino
ottenuto.
- Imbottigliatori:
Industrie enologiche private che svolgono l’ultima fase del
processo di trasformazione, quindi l‘imbottigliamento per conto
terzi.
Le industrie enologiche e le cooperative sociali possono essere
anche classificate come “trasformatori puri”, vale a dire realtà che
vinificano esclusivamente uve non di produzione propria.
Fonte: studio del comparto vitivinicolo gruppo Bmti 2010.

Tutte queste aziende, insistono su un Paese ad elevato rischio
sismico e la recente classificazione sismica del territorio
nazionale ha certificato questa realtà.
Da più parti, viene la richiesta di una nuova classificazione del
rischio, che renda maggiormente fedele il quadro sismico
nazionale alla realtà, attraverso studi ancora più approfonditi di
microzonazione sismica.
4 - Il rischio sismico
Il rischio sismico è determinato da una combinazione tra:
- pericolosità sismica di un territorio, rappresentata dalla
frequenza e dalla forza dei terremoti che lo interessano, ovvero
dalla sua sismicità;
6

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

- vulnerabilità sismica, quindi la propensione di una struttura a
subire un danno di un determinato livello a fronte di un evento
sismico di una data intensità;
- esposizione, ossia tutto ciò che è stato realizzato dall’uomo, la
cui condizione e il cui funzionamento può essere danneggiato,
alterato o distrutto dall’evento sismico.

3 – Danni impianti e vasi vinari– Nuova Zelanda Fonte: Supplied

Il rischio sismico è la misura dei danni che, in base al tipo di
sismicità, di resistenza delle costruzioni e di antropizzazione
(natura, qualità e quantità dei beni esposti), ci si può attendere in
un dato intervallo di tempo. Fonte: Protezione Civile Nazionale.
L’attenzione collettiva alle problematiche riconducibili al rischio

7

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

sismico sono altalenanti e cicliche, concentrate prevalentemente
a ridosso di disastrosi e dolorosi eventi.

4 – Danni alle cataste di botti

L’unico approccio vincente, per ridurre i danni provocati da un
sisma, è quello della prevenzione e della diffusione della cultura
antisismica.
Tutta la recente normativa antisismica tende alla diffusione della
percezione

del

rischio

sismico,

progettuale nelle nuove costruzioni.
8

reimpostando

l’approccio

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Ampio rilievo viene dato anche agli interventi di adeguamento e
miglioramento antisismico del patrimonio edilizio esistente.
In “Difendersi dai terremoti, la prevenzione sismica in Italia”,
autori: Barberi, Bertolaso e Boschi, si ribadisce che: “La sismicità
del territorio italiano è una tra le più elevate sia a livello Europeo
che Mondiale. L’elevato rischio sismico del territorio nazionale
dipende, oltre che dalla frequenza ed intensità dei terremoti che
periodicamente lo colpiscono, soprattutto dall’elevata vulnerabilità
del patrimonio edilizio.
Ciò è dovuto alla presenza di un gran numero di edifici di antica
costruzione che non offrono garanzie di resistenza dal punto di
vista sismico. ... Oltre alle abitazioni e agli edifici pubblici che
ospitano servizi strategici… anche il sistema infrastrutturale,
quello industriale e produttivo, le reti dei servizi ed il patrimonio
monumentale ed artistico hanno un elevato grado di vulnerabilità
sismica. La vulnerabilità del patrimonio edilizio è così elevata, che
sono possibili ancora nel futuro eventi catastrofici di enormi
dimensioni”. Fonte: “Difendersi dai terremoti, la prevenzione sismica in Italia”,
autori: Barberi, Bertolaso e Boschi 2007

5 - Oltre il 60% degli edifici italiani sono stati costruiti prima
della normativa antisismica.
In Italia, la prima legge che classifica l’intero territorio nazionale
come sismico risale al 2003.

9

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.
3274/03, vennero emanati i criteri di nuova classificazione
sismica del territorio.

5 – Valutazione rischio sismico Nazionale

La classificazione si basa sull’analisi della probabilità che il
territorio venga interessato in un certo intervallo di tempo,
generalmente 50 anni, da un evento che supera una determinata
soglia di intensità o magnitudo, individuando 4 zone a pericolosità
decrescente.
Grandi aree del Paese, classificate prima come non sismiche,
diventavano da quella data, di fatto, a rischio sismico.
10

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Con il Decreto Ministeriale del 14 gennaio 2008, sono state
introdotte le Norme Tecniche per le Costruzioni, che hanno
modificato il ruolo che la classificazione sismica aveva ai fini
progettuali.
Oggi ogni costruzione è collegata ad una accelerazione sismica
di riferimento propria, individuata sulla base delle coordinate
geografiche, dell’area di progetto e in funzione della vita nominale
dell’opera.
Il valore di pericolosità di base è definito per ogni punto del
territorio nazionale, su una maglia quadrata di 5 km di lato,
indipendentemente dai confini amministrativi.
La classificazione sismica precedente rimane utile solo per la
gestione della pianificazione e per il controllo del territorio da
parte degli enti preposti.
Secondo recenti stime sulle strutture ad uso produttivo, del
Ministero delle infrastrutture e dell’Ance, il 7% degli edifici è stato
costruito prima del 1950, 4 su 10 fabbricati esistenti sono stati
realizzati tra il 1971 e il 1990 e circa 3 su 10 sono stati costruiti
dopo il 1990. Siamo di fronte quindi ad un patrimonio immobiliare
realizzato per la maggior parte in epoca antecedente alla nuova
zonizzazione sismica, attuata a partire dal 2003 e alle Norme
Tecniche per le Costruzioni del 2008.
Le aziende vinicole, come le altre realtà produttive, sono esposte
ad un rilevante rischio sismico.

11

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

6 - Terremoti e Aziende vinicole: recenti avvenimenti
internazionali.
A seguito di rilevanti eventi sismici, si sono registrati significativi
danni economici alle aziende vinicole e all’indotto collegato.

6 – Vino fuoriuscito da serbatoi danneggiati dal sisma

Il sisma Emiliano del 2012 ha pesantemente colpito le strutture
produttive del settore vinicolo.

12

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

7 – Principali aree mondiali di produzione vinicola

8 – Valutazione rischio sismico globale

13

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

I danni, rilevati in Italia, sono assimilabili per tipologia e
meccanismo a quelli causati da altri eventi sismici registrati nel
Mondo.
Il danneggiamento delle aziende vinicole accomuna realtà
geograficamente distanti tra loro come il Cile, la Nuova Zelanda,
la California e l’Italia.
Il confronto tra la distribuzione delle principali aree di produzione
vinicola (fig.7), la mappa di valutazione del rischio sismico globale
e la suddivisione della produzione del vino stimata nel 2013
(fig.8) , evidenzia che la maggior parte delle attività legate al
mondo del vino sono in aree sismicamente attive.

9 – Suddivisione della produzione mondiale di vino 2013
Fonte: Oiv tratto da inumeridelvino.it del 24.11.2013

14

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

In Italia molte regioni a vocazione vinicola sono in aree ad elevata
sismicità e ad elevato rischio sismico.

10 –Suddivisione della produzione Nazionale di vino 2012
Fonte: ISTAT tratto da inumeridelvino.it del 07.07.2013

Nel capitolo 28 viene realizzato un utile matching di immagini che
permette il confronto tra il livello di sismicità atteso e le aree di
produzione vinicola in Italia.
Analizzando le impressioni degli operatori del settore vinicolo,
raccolte nell’immediatezza di forti eventi sismici, in aree
produttive differenti, si riscontra il verificarsi di una comune
tipologia di danni.

15

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Riportiamo alcune testimonianze relative alla prima stima dei
danni nelle realtà vitivinicole, a seguito recenti eventi sismici
avvenuti nel Mondo.
- Nuova Zelanda: “un nuovo terremoto ha provocato danni
rilevanti alle cantine Il 16 agosto un terremoto, dopo quello già
registrato un mese fa, ha provocato nuovi danneggiamenti a
diverse cantine. Questa volta è toccato a Yealands Winery
Indevin, Giesens, Saint Clair Family Estate e South Pacific
Cellars oltre a Lawson’s Dry Hills

11 - Il capo enologo Marcus Wright di Lawson Dry Hills controlla un serbatoio.
Le barre trasversali di irrigidimento saldate tra le gambe del serbatoio non sono
state sufficienti a prevenire il collasso.

16

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

e Villa Maria. Dopo il terremoto di magnitudo 6.5 del luglio 2013,
Shaun Barnsley, manager di Lawson’s Dry Hills, aveva provato a
correre ai ripari. I tecnici gli avevano fatto rinforzare con barre
trasversali i sostegni a terra delle vasche d’acciaio ma purtroppo
non è bastato. Con la nuova scossa di magnitudo 6.6, i
contenitori da 40.000 litri sono stati messi letteralmente in
ginocchio. “Per fortuna siamo riusciti a salvare la maggior parte
della produzione - ha detto Shaun Barnsley - Per noi è la cosa più
importante. Ora non ci resta che imparare e ottenere ulteriori
consigli dagli ingegneri su ciò che dobbiamo fare per limitare i
rischi. L’aspetto più preoccupante è il costo delle riparazioni in
quanto le compagnie di assicurazione hanno aumentato i premi e
pertanto saranno più che altro le aziende vinicole a sostenere le
spese. I danni maggiori, anche nelle altre cantine, hanno più che
altro riguardato le alte vasche d’acciaio per lo stoccaggio dei vini
che a causa delle scosse si sono deformate”.
Fonte: Malborough Express da Wine News 03.09.2013

Cile: “Le vallate dove ha sede la maggior parte delle aziende
vinicole hanno subito danni ingenti, soprattutto alle cantine e ai
serbatoi d'acciaio. Si stima una perdita di 125 milioni di litri per un
valore di 180 milioni di euro. Mentre si continuano a registrare
scosse di assestamento anche violente, il vino cileno inizia a fare
un primo bilancio dei danni che l'evento sismico, oltre alle
centinaia di vittime, ha provocato. Particolarmente colpita quella

17

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

parte del paese a sud della capitale Santiago, dove si estende
buona parte della vitivinicoltura cilena. Innanzitutto le regioni
vinicole di Maule e Bio Bio, nelle quali le strade sono state
fortemente danneggiate e gran parte dei ponti crollati.

12 – Ispezione delle botti danneggiate, Cile

Le vallate vinicole di Casablanca, Maipo, Colchagua, San
Antonio, Cachapoal, Curico e Rapel, dove hanno sede la maggior
parte delle aziende vinicole hanno subìto danni anche ingenti
oltre a perdite di vite umane. La situazione risulta particolarmente
complessa anche perché al momento del sisma (lo scorso 27
febbraio) la vendemmia delle uve bianche era già a buon punto
mentre la raccolta delle rosse è iniziata questa settimana.
18

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

I problemi più immediati da affrontare sono l'impraticabilità delle
strade, la mancanza di energia elettrica e il danneggiamento di
cantine e dei serbatoio d'acciaio sia per la fermentazione che per
lo stoccaggio del vino.

13 - Jorge Balduzzi vicino ai serbatoi caduti a San Javier, Cile, Martinez / AP

Al momento attuale, l'Asociación Vinos de Chile stima che le
perdite di vino per effetto del collasso dei silos assicurate sia di
125 milioni di litri (il 12,5% della vendemmia 2009) con una
perdita economica di 180 milioni di euro. Le maggiori perdite si
sarebbero

verificate

nell'azienda

Concha

Y

Toro,

la

più

importante del paese. I grandi serbatoi per la conservazione,
infatti, sono piegati, ammaccati o lesionati in modo grave e quindi
19

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

inservibili. José Miguel Sotomayor Oda, enologo e direttore
commerciale di Viña Santa Cruz a Santa Cruz, in una mail ha
fatto sapere che aziende come Viu Manent, Emiliana e Casa
Silva, e molte piccole cantine di Colchagua, hanno perso tutto.

14 – L’incredulità davanti al danno del terremoto. Cile,

Alejandra Inda dell'amministrazione della Ruta del Vino de
Curico, in un messaggio ha informato che tutti gli edifici più
antichi, i centri aziendali e le case padronali nei vigneti sono
gravemente danneggiate. "E' una perdita storica irreparabile.
Lamenta danni anche Viña los Vascos, della Valle de
Colchagua. Drammatica anche la situazione dei migliaia di
lavoratori del settore che lamentano la scomparsa di molti
20

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

colleghi e la perdita delle loro abitazioni. Rene Merino, dirigente
di Wines of Chile, ha fatto notare che gran parte delle cantine
avevano delle eccedenze e quindi in parte il danno sarà
compensato”.
Fonte: Cronache di gusto articolo di Andrea Gabbrielli 25.03.2013

- Emilia Romagna: “colpita da continue scosse di terremoto si
prova a fare la stima dei danni, mentre il perpetuarsi del sisma
impedisce la ripresa delle attività. La calamità non ha risparmiato

15 – Danni a serbatoi in Emilia Romagna

alcun settore, nemmeno quello vinicolo: a subire maggiormente
gli effetti dei due terremoti, quello del 20 e quello del 29 maggio,

21

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

le aziende dell’area di San Prospero e di Carpi, nella bassa
modenese,

dove

alcune

cantine

hanno

sofferto

problemi

strutturali, danneggiamento di impianti e la rottura di bottiglie,
mentre nessun danno grave, per ora, ai vigneti.
“Per quello che riguarda il comparto vitivinicolo siamo stati
fortunati, soprattutto rispetto ai produttori di Parmigiano e di Aceto
balsamico - commenta Ermi Bagni, direttore del Consorzio
Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi -. Le piccole e medie
imprese che abbiamo contattato, fortunatamente, la domenica

16 – Danni alle strutture dell' azienda 'Acetum' di Cavezzo, (Mo)

che c’è stata la scossa più distruttiva erano chiuse e questo ha
limitato i danni, soprattutto alle persone. Alcuni guasti strutturali

22

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

sono però stati riscontrati agli impianti di refrigerazione negli
stabilimenti di pigiatura e nello stabilimento di trasformazione di
Concordia. E' inoltre ancora inagibile lo stabilimento Cavicchioli,
al quale però il Ministero ha concesso alcune deroghe e la
possibilità di imbottigliare la Doc fuori provincia.
Danni limitati anche per i 23 soci del Consorzio per la
Promozione dei Marchi Storici dei Vini Reggiani: “Tra i nostri
associati il terremoto non ha avuto fortunatamente effetti
disastrosi - rende noto la segreteria di Davide Frascari,
presidente del Consorzio - sono ancora chiuse, ad oggi, la
cantina di San Martino in Rio che sta attendendo le regolari
verifiche strutturali e la cantina di Prato di Coreggio. E' però
presto per fare una stima, non abbiamo avuto un giorno di tregua
da quando è iniziato il sisma e non si sa cosa potrà succedere nei
prossimi giorni”.
Fonte: Il corriere vinicolo 05.06.2012 di Elisa Costanzo

Finita l’emergenza sismica, in fase di ritorno alla normalità
produttiva, una più approfondita analisi ha evidenziato una
quantità di danni sia per gravità che per estensione, maggiore di
quanto era apparso in prima istanza .
In Cile l’industria del vino aveva sottostimato i danni dopo il
terremoto del 2010, per rilevare poi attraverso le associazioni di
categoria che: “..circa 125 milioni di litri di vino per una cifra di
250 milioni di dollari sono stati persi nel terremoto a causa del

23

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

crollo o per il ribaltamento dei serbatoi di stoccaggio e la rottura di
botti di rovere e bottiglie .

17 - Brett Jackson della Valdivieso davanti alle cataste crollate, Lontue, Cile

Con ulteriori valutazioni dei danni si sono registrate, perdite per le
infrastrutture del settore del vino (ad esempio, sistemi di
irrigazione danneggiati, cantine e canali crollati), danneggiamento
di botti di rovere, stimando danni per ulteriori 180 milioni di dollari.
Pertanto, la perdita totale è stata di circa 430 milioni dollari, di cui
circa il 90 % sarà coperto dalle assicurazione contro i terremoti”.
Fonte : Rabobank, 2010.

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Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

“Nel 2009, il Cile è stato il quinto esportatore di vino al mondo, il
vino andato perso rappresenta circa il 12,5 % della produzione
nazionale e il 18% del vino esportato” .
Fonte: The 2010 Maule, Chile earthquake RMS inc.

18 - Puerto Viejo, analisi dei silos crollati, Cile

Parallelamente al danno economico, dovuto al danneggiamento
delle aziende e alla perdita del prodotto pronto per la vendita,
sono emerse anche altre difficoltà di tipo logistico.
Un elemento che ha ritardato la ripresa della produzione è stata
l’analisi della integrità delle strutture, degli impianti e delle
infrastrutture.

25

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Queste complesse operazioni sono indispensabili per certificare
la sicurezza degli impianti e tutelare i lavoratori.

19 – I danni alle infrastrutture rallentano la ripresa delle aziende

Nelle attività, in cui si rendevano necessari interventi di
riparazione o di adeguamento sismico, le produzioni sono state
ulteriormente rallentate, sommando ai pesanti ritardi i disagi per
le perdite economiche.
La grande quantità di aziende colpite in aree relativamente
limitate, ha portato ad una paralisi temporanea della produzione e
alle realtà coinvolte nell’indotto.

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Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

Il ciclo della produzione del vino, relativamente lungo, ha subito
dei rilevanti rallentamenti, correndo il rischio, in alcune aree, di far
perdere ai produttori e ai consumatori un intero anno di
produzione.
Le perdite di produttività, in molti casi, si sarebbero potute evitare
attraverso una efficace opera di progettazione, miglioramento e
adeguamento antisismico delle strutture, degli elementi non
strutturali, degli impianti e degli arredi.

27

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

7- Il rischio sismico strutturale delle aziende vinicole
In questo capitolo, senza addentrarci in calcoli e descrizioni di
meccanismo di danno eccessivamente sofisticate, vogliamo
affrontare la vulnerabilità sismica di due delle tipologie edilizie
prevalenti, in cui trovano collocazione le aziende vinicole:
- Aziende vitivinicole in edifici in muratura;
- Aziende vinicole in strutture prefabbricate monopiano e a telaio
con tamponamenti in muratura.
I

meccanismi

prevalenti

di

danno

sono

da

ricondurre

sostanzialmente alla mancata progettazione antisismica delle
strutture.
Come già ricordato, la legislazione di merito è molto recente se
paragonata al vetusto patrimonio immobiliare del Paese.
Per gli edifici in muratura, in cui storicamente sono nate le
aziende vinicole, in alcuni casi ben più che centenarie, è
comprensibile l’alto livello di rischio sismico atteso.
Gli

edifici

rurali

erano

progettati

senza

nessuna

norma

antisismica, in un contesto culturale che poco peso dava a questo
fenomeno e che si affidava alle buone pratiche del costruire.
Gli edifici prefabbricati o a telaio, in cui operano recenti realtà
aziendali, sono sismicamente vulnerabili perché realizzati in
periodi o aree geografiche prive di una normativa antisismica.

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Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

8 - Mitigazione del danno sismico
Per ridurre il rischio sismico, possiamo intervenire nelle due fasi
fondamentali della vita dell’edificio:
- sul progetto;
- sul costruito.
I punti fondamentali da cui partire sono la corretta progettazione
antisismica, il miglioramento e l’adeguamento antisismico.
ll miglioramento sismico è una tecnica di consolidamento
strutturale atta ad aumentare la sicurezza strutturale esistente,
pur senza necessariamente raggiungere i livelli richiesti dalle
Norme Tecniche per le Costruzioni.
L’adeguamento sismico prevede degli interventi atti a conseguire
i livelli di sicurezza previsti dalle Norme Tecniche per le
Costruzioni.
9 - Aziende vinicole in edifici di muratura
Una tipologia edilizia, oggi ancora molto diffusa nelle aziende
vinicole, è quella in muratura.
Il fascino delle cantine in laterizio, l’ inserimento estetico
nell’ambiente agricolo e dei vigneti è uno dei valori aggiunti del
mondo enoico.
La vulnerabilità degli edifici in muratura è da ricondurre a due
grandi famiglie di tipologia del danno, ampiamente riscontrabili

29

Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

statisticamente ed oggettivamente.
I modelli di danno si dividono in funzione di specifici meccanismi
di risposta al sisma e di collasso dell’edificato.
9.1 - Meccanismi di danno
Dobbiamo considerare un edificio come una scatola. Se
sottoposta a delle forze, risponde bene fino a un determinato
livello di carico, trasmettendo mutuamente su tutta la struttura
sollecitazioni e deformazioni.
Prendiamo ad esempio una scatola per le scarpe. Se la
schiacciamo, nonostante gli spessori limitati dell’involucro,
risponde bene alle forze impresse.

1 – Scatola con il coperchio e senza, le risposte alle sollecitazioni sono diverse.

Se alla stessa scatola togliamo il coperchio, la instabilizziamo e
sotto l’azione di forze tenderà a perdere la forma geometrica
iniziale, esprimendo profonde deformazioni.

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Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

2 – Comportamento murature di un edificio durante un sisma

Lo stesso comportamento avviene anche in un edificio che non
ha un efficace sistema di connessioni tra pareti strutturali,
partizioni, orizzontamenti rigidi (solai) e copertura. I meccanismi
di danno si suddividono in:
- Meccanismi di primo modo:
Un sisma, provoca dei danni definiti di primo modo, quando le
sollecitazioni attivano dei meccanismi di flessione delle murature
fuori dal piano, con la possibilità di ribaltamento delle pareti.

3 - danno di primo modo

4 - danno di secondo modo

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Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

- Meccanismi di secondo modo.
Se gli edifici

hanno un efficace sistema di connessioni ed

esprimono un buon comportamento scatolare generale della
struttura, possono essere danneggiati dalle forze d’inerzia indotte
dal sisma, prevalentemente con sollecitazioni di taglio nelle
pareti. In questo caso si assisterà ad una assente o limitata
attivazione di meccanismi di collasso locali fuori dal piano.
“Questo

tipo

di

meccanismo

è

da

ritenere

che

possa

realisticamente manifestarsi nel caso di edifici che presentano
una adeguata densità e una regolare distribuzione delle pareti
resistenti

secondo

due

direzioni

ortogonali,

con

efficaci

collegamenti tra loro, orizzontamenti rigidi nel piano e ben
collegati alle pareti e quando siano limitati gli spostamenti alla
sommità

della

costruzione,

per

presenza

di

elementi

di

contenimento e in assenza di fattori locali di vulnerabilità, quali
aperture e azioni orizzontali quali quelli associati alle masse ed
alle strutture di copertura spingenti”.
Fonte: M. Dolce, A. Martinelli (A cura di), Inventario e vulnerabilità degli edifici
pubblici e strategici dell’Italia centro-meridionale, Vol. II - Analisi di vulnerabilità
e rischio sismico, INGV/GNDT- Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia /
Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti, L’Aquila, 2005.

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Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

9.2 - Esempi di danni strutturali ad aziende vinicole in
muratura e possibili opere di mitigazione
Un frequente danno alle strutture in muratura è il crollo totale
della facciata, per rotazione fuori piano della stessa.

5 – Crollo della facciata di una azienda vinicola

Il meccanismo di danno è da collegare alla formazione di una
cerniera cilindrica, ad asse orizzontale, in corrispondenza dello
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Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

spiccato delle fondazioni.
Le cause sono riconducibili ad uno scarso collegamento delle
pareti ortogonali, con mancanza di catene o cordoli che
consentano il comportamento scatolare della struttura muraria.
Per ridurre il rischio del ribaltamento della muratura, un intervento
frequente è la cucitura attiva della muratura.

6 – Impacchettamento della struttura muraria

Consiste in un "impacchettamento" della muratura con nastri in
acciaio inox disposti in direzione orizzontale e verticale, passante
attraverso lo spessore murario.

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Il vino perso – il rischio sismico delle aziende vinicole

I nastri sono richiusi per mezzo di reggette e preventivamente
pretensionati.
Questo intervento viene considerato un confinamento della
muratura molto efficace.
Il sistema comprende anche delle piastre in acciaio inox, dotate di
fori conformati ad imbuto, disposte all’imboccatura del foro.

7 – Consolidamento angolare della struttura e cerchiaggio

Le piastre svolgono una funzione di distribuzione delle forze di
contatto del nastro, altrimenti concentrate nella muratura attorno
al foro stesso e di assorbimento delle tensioni di trazione prodotte
35


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