File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Busacchi, Delle favole del Rev. Sinjyo M Claus contro la Soka Gakkai.pdf


Anteprima del file PDF busacchi-delle-favole-del-rev-sinjyo-m-claus-contro-la-soka-gakkai.pdf

Pagina 1 23415

Anteprima testo


non anche la pratica. Un momento difficile che ha fatto emergere limiti, criticità e
contraddizioni di un movimento che da sempre ricerca la trasformazione positiva
dell’esistenza e del mondo attraverso la rivoluzione umana della gente comune – gente con
qualunque vissuto, qualunque grado di istruzione, qualunque posizione sociale e capacità.
Con ciò, e proprio con ciò, l’IBISG si espone a tutti i generi di rischi, capace,
immancabilmente (grazie alla forza della sua pratica e della sua dialettica tensionale interna)
di portare alla luce tutte le storture, le contraddizioni e progredire. Una scuola di “puri” non
avrà mai grandi problemi, ma neppure grande popolarità e, sopratutto, capacità di aiutare per
davvero la gente comune ad emanciparsi e trasformare il proprio destino; potrà forse fregiarsi
di importanti titoli, eccetto di quello religioso. Ripeto, chiunque può far parte di questo
Istituto (assumendone eventualmente un grado di responsabilità, ad uno dei diversi livelli, dal
più basso al più alto); ma ciò comporta trovarsi potenzialmente a confronto con ogni genere
di persona, con persone dalla storia ed impostazione di vita diversa, non di rado diversissima.
L’ideale dell’IBISG è, in primis, religioso: possiamo e dobbiamo riuscire ad abbracciare,
rispettare ed aiutare a progredire qualunque genere di persona, con qualunque trascorso.
Oggi non poche cose sono profondamente cambiate rispetto a dieci anni fa. Per tanti versi si
sta molto meglio che ancor prima della fase di autoritarismo. A chi e a cosa lo si deve questo?
1) Alla verità e validità del suo insegnamento; 2) all’autenticità, forza e coraggio dei
praticanti (che hanno affrontato e sopportato, che hanno criticato e denunciato, che si sono
scusati e son cambiati); 3) al fatto che la Soka Gakkai non ha struttura né intento settari.
Così, e solo così, si spiega lo straordinario miracolo che questo movimento ha saputo
compiere, sia in termini di metamorfosi interna – dopo il biennio 2000-2002 –, sia in termini
di crescita esterna. Allora si era in Italia circa 30000 praticanti, oggi superiamo i 70000. Ma,
attenzione, non 70000 “puri”: 70000 persone comuni; persone con tante virtù e tanti limiti,
tante capacità e tante difficoltà. Virtù e limiti, capacità e difficoltà che fanno esattamente
l’IBISG di oggi. Da qualche parte qualcuno litiga, da un’altra diversi ritornano in pace; qui si
restituisce il Gohonzon, lì un’intera famiglia si converte; qui si scopre qualcuno approfittare
della responsabilità affidatagli per vendere prodotti, prendere voti, rubare, lì dieci, cento,
mille persone abbandonano la droga, il crimine, le cattive condotte per diventare cittadini
onesti, che saldano il loro debito sociale, che ricercano la felicità; da una parte qualcuno
mescola al Buddismo di Nichiren qualunque altra cosa, dall’altra altri si sforzano di
approfondire e praticare correttamente l’insegnamento buddista; qui si venera Daisaku Ikeda
come una specie di nuovo Messia, lì lo si riconosce come “buon amico” e maestro accanto a
cui (a pari dignità e valore) progredire; in quella zona regna l’armonia, in quell’altra vi è
ancora conflitto; qui le attività sono piatte e monotone, lì dinamiche e piene di ispirazione.
Questa è la natura e la vita dell’Istituto Buddista: un movimento per la gente, un movimento
della la gente.
Da “Le origini della Soka Gakkai”
Nel paragrafo che ora vediamo si riassume succintamente la storia della Soka Gakkai,
mettendo a fuoco il rapporto di condivisione e dipendenza dottrinale dalla Nichiren Shoshu –
scuola religiosa che ha scomunicato la Soka Gakkai nei primi anni ’90 del secolo scorso.
Scrive Claus, a mo’ di preambolo alla sua disamina analitica: «Nonostante la scissione, la
Nichiren Shoshu e la Soka Gakkai condividono la stessa dottrina, anche se la Soka,
mancando di supporto dottrinale, per certi versi ha estremizzato alcuni punti che già
all’origine non trovano riscontro nella realtà».
Questa proposizione è contorta: non si può affermare che la Soka Gakkai “condivide la stessa
dottrina” e, contemporaneamente, “manca di supporto dottrinale”: il «supporto dottrinale» è
2