File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



La risorsa Aprile2014 .pdf


Nome del file originale: La risorsa Aprile2014.pdf
Autore: La risorsa

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Publisher 2010, ed è stato inviato su file-pdf.it il 13/04/2014 alle 18:21, dall'indirizzo IP 79.12.x.x. La pagina di download del file è stata vista 661 volte.
Dimensione del file: 2.1 MB (2 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


tive in cui sfoggiarlo come un diamante lucente. Un'associazione non può essere questo. Il mutualismo, l'iniziativa sociale e culturale, le pratiche di cittadinanza attiva, la costruzione di un immaginario collettivo che
parli di una nuova umanità e di una nuova
società e che si caratterizzi per un linguaggio
di lotta ad ogni forma di esclusione sociale e
povertà della persona, questi sono i temi che
dovrebbero caratterizzare le realtà associative. Questo significa escludere ogni contatto
con il mondo istituzionale e partitico? No di
certo, significa però stabilire una destinazione chiara per il nostro viaggio. Poi, come
accadeva per le grandi carovane di pellegrini
tutti possono condividere questo percorso e
camminare assieme a noi per tutto il viaggio
o solo per una piccola parte, ma sapendo
che l'itinerario è già deciso e che noi non
torniamo indietro neanche per prendere la
ricorsa, perché siamo nuovi ma siamo quelli
di sempre.

Salvatore Olandese
La leggenda narra che William Webb Ellis,
uno studente della città di Rugby, nel 1823,
in occasione di una partita di calcio giocato
con regole ancora non standardizzate raccolse la palla con le mani e iniziò a correre
verso la linea di fondo campo avversaria per
poi schiacciarla oltre la linea di fondo campo urlando: "META!”. Era nato il rugby!
Sport di squadra senza né difensori né attaccanti, se la palla è in possesso si è tutti attaccanti se la palla è degli avversari si è tutti
difensori. Due cose distinguono questo sport,
il passare la palla “indietro” e il “sostegno”.
Perché passare indietro? Semplicemente
perché si avanza sempre tutti insieme. Perché sostegno? Semplicemente perché il compagno che avanza va aiutato, sostenuto, e
protetto, infatti quando un compagno viene
fermato, “placcato”, la prima azione da fare
è quella di andare a proteggere il compagno
a terra e non di prendere la palla. Rugby
quindi come sport di valori, amicizia, sostegno, rispetto, educazione; un rugbista dirà
sempre che gioca “con” l’avversario non
“contro”, gli inglesi hanno un detto: ”non si

può giocare a rugby con una persona e non
essergli amico per la vita”. Rispetto verso i

4
compagni di squadra, verso gli avversari e
verso l’arbitro. Rispetto verso gli avversari,
nel rugby, a qualunque livello si giochi,
esiste il “terzo tempo” un ulteriore tempo di
gioco, dove al campo si sostituisce la tavola e
i giocatori delle due squadre e “con gli arbitri” mangiano insieme, spesso ricordando
situazioni della partita chiarendole. Rispetto
verso l’arbitro, il rugbista in campo non
parla, l’unico abilitato a farlo è il capitano.
Non si vedrà mai un giocatore protestare per
una decisione dell’arbitro. Circa un decennio fa, tre ex giocatori decisero di portare il
rugby nell’agro nolano incominciando nella
palestra di Scisciano con alcuni ragazzi della
cittadina. Successivamente quest’idea si è
ampliata reclutando ragazzi da tutto il circondario, formando una franchigia prima
con i Wasps Stabia e successivamente una
propria società disputando la serie C. Nel
2013 nasce il Rugby Nola che attualmente
lavora con squadre dall’under 8 all’under
18, con circa 60 giovani e partecipa ai vari
campionati e tornei di categoria. Il Rugby
Nola ha impostato la propria politica sportiva sui giovani, preferendo all’assillo dei risultati, l’insegnamento dei valori del rugby e
del rispetto verso gli altri per il mero piacere
fare sport.

Periodico di informazione
dell’Azione Cattolica di Scisciano.
- Anno II n. 5 - Aprile 2014
Diffusione Interna Gratuita.
Direttore Responsabile:
Giuseppe La Rocca
Comitato di Redazione:
Federica Mastropasqua;
Annalisa Felicella;
Domenico Iovane;
Giuseppe Napolitano;
Felice Sandomenico.
Grafica e impaginazione:
Giuseppe Esposito;
Addetto al Web:
Vincenzo Napolitano;

Programma della
Settimana Santa
DOMENICA 13 APRILE 2014
- DOMENICA DELLE PALME Sante Messe come la Domenica.
Benedizione delle Palme:
09:00 - Palazzuolo
10:00 - Spartimento
10:30 - San Martino
11:30 - San Germano
LUNEDI’ 14 APRILE 2014
19:45 - Celebrazione comunitaria della
Via Crucis con rappresentazione delle stazioni.
Partenza chiesa di San Germano.
MARTEDI’ 15 APRILE 2014
16:30-18:30 Confessioni a Palazzuolo
MERCOLEDI’ 16 APRILE 2014
08:00 - Messa a San Germano
16:30 - 18:30 Confessioni a San Martino
19:30 - 21:00 Confessioni a San Germano
GIOVEDI’ 17 APRILE 2014
9:30 - Celebrazione della Messa crismale
nella Cattedrale di Nola
- TRIDUO PASQUALE 19:30 - Celebrazione Eucaristica in
Coena Domini
22:30 - Adorazione Eucaristica comunitaria a
San Germano presso l’altare della reposizione.
La chiesa di San Germano resterà aperta
tutta la notte per l’adorazione personale
presso l’altare della reposizione.
VENERDI’ 18 APRILE 2014
Giornata di digiuno ed astinenza dalle carni.
8:00 - Celebrazione dell’Ufficio delle letture
presso l’altare della reposizione.
9:30 - 13:00 Confessioni a San Germano
17:30 - Celebrazione della Passione
di Nostro Signore Gesu’ Cristo
18:30 - Processione delle statue di
Gesu’ morto e dell’Addolorata
SABATO 19 APRILE 2014
9:30 - 13:00 Confessioni a San Germano
23:00 - Celebrazione della Veglia Pasquale
“Madre di tutte le Veglie”
DOMENICA 20 APRILE 2014
- PASQUA DEL SIGNORE Sante Messe come la Domenica.
LUNEDI’ 21 APRILE 2014
- LUNEDI’ IN ALBIS 6:00 - Santa Messa a Spartimento
7:00 - Santa Messa a San Germano

Accadde a… Aprile
1 aprile 1925: In funzione a Milano il primo semaforo italiano;

19 aprile 1987: Prima tv dei Simpson;
20 aprile 1964: Ferrero produce
il primo vasetto di Nutella;
21 aprile 1989: Nintendo lancia
sul mercato il Game Boy.

CRISTO, NOSTRA PASQUA È RISORTO.
ALLELUIA!
Editoriale

La Pasqua è una delle
feste più importanti
nella vita di un cristiano. La data della
risurrezione di Cristo
è mobile: cade di domenica, tra il 22 marzo e il 25 aprile. Quest’ anno viene celebrata il 20 aprile. La
Pasqua racchiude in
sé uno dei più grandi
misteri cristiani, di
fatto, con la passione
il Messia si è immolato per l’uomo, nell’intento di liberarlo dal
peccato originale e permettergli
una concreta rinascita, lontana
dagli errori del passato. Dunque,
cosa sarebbe della vita del credente se Gesù non fosse risorto?
Paolo afferma che non ci sarebbe
nessun fondamento su cui appoggiare l’insegnamento e il credo
cristiano. La nostra fede, tutto ciò
che crediamo e confessiamo,
crollerebbe all’istante. Gli insegnamenti di Gesù sarebbero da
paragonare semplicemente a
quelli di tutte le altre religioni, e
ancor più grave, Gesù, per aver
detto certe cose, sarebbe da considerare un bugiardo ed un ciarlatano. I principi e lo stile di vita
che i cristiani seguono, sarebbero
privi di vero significato. Se Cristo
non fosse risorto, la fede nella
preghiera, la gioia nel canto, la
presenza ai culti, il servizio agli
ultimi, sarebbe tutta una perdita
di tempo. Niente perdono, niente
gratuità, niente dono di sè stessi
agli altri. Se Gesù fosse rimasto
nella tomba ogni credente sarebbe perduto, sarebbe ancora im-

senta una delle sfide più grandi
della nostra fede.
Incamminiamoci, quindi, con
gioia verso la Pasqua, perché la
vita del Risorto entri con forza
sempre più grande nella storia
della nostra umanità e renda nuovo ogni spazio della nostra vita.

merso nel peccato e tutti sarebbero destinati all’inferno. È solo
con la resurrezione di Gesù che
l’uomo che crede è giustificato.
La resurrezione di Gesù è una gloriosa certezza e una beata speranza. Con la risurrezione il peccato deve ammettere la sua sconfitta definitiva: la vita e l’amore
hanno vinto. Bisogna vivere la
nostra fede, come fede pasquale
che crede nel grande valore del
corpo, non a caso Gesù ci ha lasciato il suo corpo da mangiare
nell’Eucarestia. Il termine Pasqua
deriva dall’ebraico “PESAH”, tradotto in latino “PASHA” e significa “PASSAGGIO”, ossia il
“passare oltre”. Passaggio
dall’uomo vecchio all’uomo nuovo. Cristo è il nostro passaggio. In
Lui passiamo da una situazione di
morte alla vita. Dobbiamo tagliare i ponti col vecchio, con l’odio,
con le divisioni, tutto ricomincia
daccapo.
Senza dubbio non è facile credere
pienamente alla risurrezione, poichè essere veri discepoli rappre-

1
2
3
4
5
6
7
8

2 3
PARTIGIANI DI DIO

Domenico Iovane

Annalisa Marzia Felicella & Federica Mastropasqua

Dal Blog di Padre
Antonio Perretta
Il pozzo di Giacobbe è il luogo ove Gesù, bruciato di amore per l’umanità, siede per ri-conquistare una creatura all’amore di Dio. Chiamiamola semplicemente Samaritana… una donna “leggera”,
che esce a mezzogiorno per evitare gli
sguardi inopportuni di chi vede in lei un
ammasso di peccato e una situazione di
vita irreversibilmente perduta. Cinque
mariti e quello attuale non è il suo. Una
“poca di buono”, per la Legge del popolo
credente, e uno strumento di piacere per
la legge dei gaudenti!
Ma per Gesù, è un tesoro perduto che
Dio è venuto a cercare, una pecorella
smarrita che neppure conosce il suo
Pastore e vaga in cerca di surrogati di
amore che non riescono a riempire il
“pozzo” della sua anima e del suo cuore.
Che mirabile strategia quella di Gesù.
Non la guarda dall’alto in basso, cosa
che l’umilierebbe e la farebbe sfuggire al
suo sguardo, ma la guarda dal basso in
alto;
…si fa misero dinanzi a colei che tutti
usano;
…si umilia davanti a colei che tutti disprezzano;
…si abbassa agli occhi di chi non si
sente che una “cosa” e dice: “ho sete”!
Samaritana, ho sete del tuo amore ferito
e storpiato!
Samaritana, ho sete della tua bellezza
originaria, uscita “vergine” dalle mani di
Dio;
Samaritana, ho sete della tua salvezza;
Samaritana, ho sete di vederti felice,
finalmente amata dall’Amore.
E Samaritana accetta, lascia la brocca
della sua vita ordinaria per riempire il
suo cuore con la presenza dell’acqua
che disseta per la vita eterna e che sgorga dal costato trafitto di Gesù.
…E se al posto di Samaritana metto il
mio nome e tu metti il tuo? Sarà che la
Storia si può ripetere anche per noi? E il
Vangelo continuare ad essere vero per
noi, oggi?!

Un diritto, un dovere,
una necessità: la felicità rende liberi. Tra
ansie, preoccupazioni
e musi lunghi ci pensa
l'Onu
ad
istituire
la Giornata Mondiale
delle Felicità. Si celebra il 20 marzo e ribadisce l'imprescindibile dovere dell'essere umano a trovare la
gioia: comunque, dovunque, in ogni situazione un sorriso aiuterà ad affrontare
le turbolenze dell'esistenza. A incarnare
però ogni giorno questo spirito di riconoscenza e di "devozione" alla "contentezza"
ci pensa Action for Happiness, un movimento di persone impegnate a costruire
una società più felice, detto in parole
semplici. Più nel dettaglio, si tratta di
un'organizzazione che a oggi conta oltre
33mila membri (tra i quali psicologi, sociologi, educatori, economisti...) disseminati in 142 Paesi del mondo. Questi
"ambasciatori della felicità" hanno il compito di provare a fornire idee pratiche
per consentire alle
persone di agire nei
vari ambiti della loro
vita, dal lavoro ai
rapporti sociali, dalle
relazioni e alla vita
familiare,
avendo
come obiettivo finale
il raggiungimento di
un benessere emotivo. Essere felici, detto in maniera semplice. Da cosa dipende
la felicità? In cosa consiste una risata? Il
diaframma vibra intensamente. Il cuore
accelera fino alla tachicardia, qualche
volta superando il muro dei 200 battiti al
minuto. La pressione si alza. Le pupille si
dilatano. L'aspirazione viene sospesa. Dai
polmoni parte uno scoppio e l'aria sale
potente fino a uscire dalla bocca. La laringe si scuote. La gran parte dei muscoli
della faccia si contrae. Si irrigidisce anche l'addome. Dalla gola sgorgano le
vocalizzazioni: durano solo un sedicesimo
di secondo, ma sono decine e squillanti.
Dagli occhi scende pure qualche lacrima.
Messa così, sembra quasi la descrizione
di un infarto. E invece è, semplicemente,
l'anatomia di una risata. Una vera e propria scintilla che coinvolge mente e cor-

po. Noi uomini e
donne abbiamo la
risata
scritta
nel
DNA, fin dalla nascita
da quando nemmeno
eravamo capaci di
stare in piedi. E il
riso è tanto potente
da aver persino resistito alla Torre di
Babele. "Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole", racconta la Genesi, e il Signore scese dicendo:
"Confondiamo la loro lingua, perché non
comprendano più l'uno la lingua dell'altro". Detto, fatto: oggi nel mondo ci sono
circa 7 miliardi di persone e circa 7 mila
modi di dire "riso", "laughter", "rire",
"lachen", "xiào", eppure un unico, identico modo di farlo. Se Dio ci ha lasciato la
risata tra le pochissime parole universali
di quel striminzito vocabolario che accomuna un'umanità per il resto divisa, un
motivo ci dovrà pure essere. La saggezza
ebraica conserva questo detto: "L'uomo
pensa, Dio ride". In
qualche modo, insomma, il riso sarebbe
più di un linguaggio
comune tra gli uomini, ma addirittura della lingua stessa di
Dio. In tempo di crisi
insomma c'è il rischio
di immusonirsi, di
lagnarsi a tempo pieno, di vedere tutto nero. Ma come avverte papa Francesco: "Non bisogna essere
uomini e donne tristi : un cristiano non può
mai esserlo!". Anche un brillante e profondissimo giovane di Azione Cattolica,
all'inizio del secolo scorso, il beato Piergiorgio Frassati, affermava: "Tu mi domandi se sono allegro. -scriveva alla sorella- E come non potrei esserlo? Finchè la
fede mia darà la forza, sempre allegro! La
tristezza deve essere bandita dagli animi
cattolici". Solo sciocca spensieratezza?
Sottovalutazione di problemi quotidiani?
No, semmai la capacità di vivere totalmente la gioia, di sapere di avere Gesù al
proprio fianco. Si tratta di affrontare la
vita, che certo riserva anche fatiche e
dolori, con uno spirito positivo ben rappresentato dal sorriso, dall'autoironia,
dalla capacità di scorgere il bicchiere

mezzo pieno. La vita può sorridere in
tanti modi: negli occhi di un bambino,
nelle tenerezze di una madre, così pure
in una barzelletta, nelle battute di Totò o
di Troisi. E anche la Bibbia ci regala tratti
di umorismo… Quindi, come ci ha ricordato papa Francesco nell'omelia della
domenica delle palme dello scorso anno,
non facciamoci rubare la speranza e non
facciamo rubare la speranza, quella che
ci dà Gesù. Insomma possiamo star tranquilli allora: una risata ci salverà!

Ya Basta
Oggi affrontiamo un argomento scomodo
ovvero il rapporto tra l'associazionismo, inteso come moltitudine di gruppi organizzati
che in vari modi tentano di modificare in
meglio la realtà che li circonda e che intrinsecamente esprimono un'idea di altra umanità, e la politica personalistica ed elettoralistica che caratterizza gli ultimi anni. Prima
di entrare nel vivo della questione è utile
fare una premessa che serve a sgombrare il
campo da ogni fraintendimento: le associazioni sono uno dei presidi attivi di impegno
sociale e in questo senso fanno quotidianamente “politica”. Si tratta però di una politica che è ormai completamente estranea
alle dinamiche di “real politik” che animano
le trasmissioni televisive e le pagine dei
giornali. In questo senso è una politica dal
sapore antico, che per certi versi ricorda i
modelli classici greci e per altri ricorda le
associazioni sindacali e i partiti del primo
novecento. E allora come mai il rapporto tra
associazionismo e “politica” sembra così
difficile e destinato a oscillare perennemente tra il rifiuto di ogni contatto e il puro servilismo di tipo clientelare? Io credo sia perché
si sta perdendo non tanto “l'etica della politica” quanto quella dell'associazionismo.
Troppo spesso infatti assistiamo alla nascita
di associazioni formate da un'unica persona
che fungono da trampolino di lancio verso
altre ambizioni, o vediamo associazioni che
altro non sono che movimenti elettorali in
incognito che per questioni di convenienza
hanno abbandonato la parola partito per
sostituirla con la ben più attraente parola
“associazione”. Assistiamo infine ogni giorno
allo scandalo di realtà che nascono attorno
a qualche politico e hanno come unico scopo quello di organizzargli passerelle e inizia-


La risorsa Aprile2014.pdf - pagina 1/2
La risorsa Aprile2014.pdf - pagina 2/2

Documenti correlati


Documento PDF al presidente della regione siciliana 02 01 2014
Documento PDF renzi programma v20
Documento PDF mysteri del vercellese
Documento PDF numero 2 quaresima 2013 1
Documento PDF telefisco 2017
Documento PDF congresso rifiuto trasfusioni bsave 2017 tra giurisprudenza e clinica


Parole chiave correlate