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C.D.S. - DATI di INPUT



ANALISI SISMICA DINAMICA

L’analisi sismica dinamica è stata svolta con il metodo dell’analisi modale; la ricerca dei modi e delle relative frequenze è
stata perseguita con il metodo di Jacobi.
I modi di vibrazione considerati sono in numero tale da assicurare l’eccitazione di più dell’85% della massa totale della
struttura.
Per ciascuna direzione di ingresso del sisma si sono valutate le forze applicate spazialmente agli impalcati di ogni piano
(forza in X, forza in Y e momento).
Le forze orizzontali così calcolate vengono ripartite fra gli elementi irrigidenti (pilastri e pareti di taglio), ipotizzando i solai
dei piani sismici infinitamente rigidi assialmente.
Per la verifica della struttura si è fatto riferimento all’analisi modale, pertanto sono prima calcolate le sollecitazioni e gli
spostamenti modali e poi viene calcolato il loro valore efficace.
I valori stampati nei tabulati finali allegati sono proprio i suddetti valori efficaci e pertanto l’equilibrio ai nodi perde di
significato. I valori delle sollecitazioni sismiche sono combinate linearmente (in somma e in differenza) con quelle per carichi
statici per ottenere le sollecitazioni per sisma nelle due direzioni di calcolo.
Gli angoli delle direzioni di ingresso dei sismi sono valutati rispetto all’asse X del sistema di riferimento globale.



VERIFICHE

Le verifiche, svolte secondo il metodo degli stati limite ultimi e di esercizio, si ottengono inviluppando tutte le condizioni di
carico prese in considerazione.
In fase di verifica è stato differenziato l’elemento trave dall’elemento pilastro. Nell’elemento trave le armature sono disposte
in modo
asimmetrico, mentre nei pilastri sono sempre disposte simmetricamente.
Per l’elemento trave, l’armatura si determina suddividendola in cinque conci in cui l’armatura si mantiene costante,
valutando per tali conci le massime aree di armatura superiore ed inferiore richieste in base ai momenti massimi riscontrati
nelle varie combinazioni di carico esaminate. Lo stesso criterio è stato adottato per il calcolo delle staffe.
Anche l’elemento pilastro viene scomposto in cinque conci in cui l'armatura si mantiene costante. Vengono però riportate le
armature massime richieste nella metà superiore (testa) e inferiore (piede).
La fondazione su travi rovesce è risolta contemporaneamente alla sovrastruttura tenendo in conto sia la rigidezza flettente che
quella torcente, utilizzando per l’analisi agli elementi finiti l’elemento asta su suolo elastico alla Winkler.
Le travate possono incrociarsi con angoli qualsiasi e avere dei disassamenti rispetto ai pilastri su cui si appoggiano.
La ripartizione dei carichi, data la natura matriciale del calcolo, tiene automaticamente conto della rigidezza relativa delle
varie travate
convergenti su ogni nodo.
Le verifiche per gli elementi bidimensionali (setti) vengono effettuate sovrapponendo lo stato tensionale del comportamento a
lastra e di quello a piastra. Vengono calcolate le armature delle due facce dell’elemento bidimensionale disponendo i ferri in
due direzioni ortogonali.


DIMENSIONAMENTO MINIMO DELLE ARMATURE.
Studio Associato di Ingegneria
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