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51444 Bonazzi 09.03.12 lezioneMontessori .pdf



Nome del file originale: 51444-Bonazzi_09.03.12_lezioneMontessori.pdf
Autore: Annalisa Bonazzi

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Maria Montessori
e

Il segreto dell'infanzia
Didattica A
9 marzo 2012
Annalisa Bonazzi

Cronologia di una vita (1/2)

(G. Honneger Fresco, Montessori: perché no?, pagg.39-49)

- 1870: nasce a Chiaravalle, Ancona
- 1896: si laurea in medicina a Roma
- 1897: diventa Assistente nella Clinica Psichiatrica e
comincia a interessarsi ai “bambini idioti” del manicomio di
S. Maria della Pietà di Roma; partecipa al Congresso
Nazionale di Medicina di Torino
- 1898: partecipa al I Convegno Pedagogico Nazionale di
Torino, dove come medico solleva la questione
pedagogica dei bambini “frenastenici”
- 1900: Scuola Magistrale Ortofrenica
- 1904-1910: libera docenza in antropologia all'Università di
Roma
- 1907: 6 gennaio si inaugura la prima “Casa dei Bambini”
nel quartiere di S. Lorenzo a Roma

Cronologia di una vita (2/2)

(G. Honneger Fresco, Montessori: perché no?, pagg.39-49)

- 1909: pubblica Il metodo della pedagogia scientifica
applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini
- 1910: pubblica Antropologia Pedagogica
- Anni seguenti:
apertura di nuove Case dei Bambini nel mondo;
corsi di formazione per insegnanti;
congressi.
- 1938: pubblica Il segreto dell'infanzia
- 1948: le lezioni di un corso internazionale sono raccolte e
pubblicate con il titolo The Absorbent Mind (La mente del
bambino nell'edizione italiana)
- 1952: esce La mente del bambino; muore a Noordwijk aan
Zee, Olanda

Quadro epistemologico
Critica all'educazione tradizionale
Metodo
Ambiente
Mente assorbente
Embrione spirituale
I quattro piani dello sviluppo
(M. Montessori, La mente del bambino)

Prima e dopo il Congresso di Torino
Fino al 1898

Dopo il 1898

Focus: attenzione ai “tipi”
anormali

Focus: attenzione alle
potenzialità del bambino

Crede nella pedagogia
Adotta una posizione più
scientifica fondata su basi
moderata (studia filosofia)
antropologiche
Educazione non solo come
Adotta il metodo naturalistico,
recupero fisiologico, ma
descrittivo
come educazione morale
Alla ricerca di una
Alla ricerca dello “spirito del
classificazione di “tipi” di
bambino” (si allontana dal
bambini
determinismo positivista)

Esordi del pensiero montessoriano
Punti di vista dai quali studiare il bambino:
- fisico
- psicologico
- della sua origine
- della sua evoluzione
«Anche nel campo pedagogico il

metodo naturalistico dovrà
condurci allo studio dei soggetti,
alla loro descrizione individuale
al loro raggruppamento sulla
base di caratteri comuni».
M. Montessori, Antropologia pedagogica, 1910

Due nuove scienze
Nascita di due nuove scienze:
Antropometria:

ramo dell'antropologia
che studia comparativamente,
attraverso misurazioni, i
caratteri fisici dell'uomo

Psicometria:

misurazione dei fenomeni
psichici in relazione alla
loro frequenza, intensità e
durata

«Non si può educare alcuno,
se non si conosce
direttamente».
M. Montessori, Antropologia pedagogica, 1910

Pedagogia scientifica: fasi del metodo
- Analisi (attraverso la raccolta obiettiva dei
singoli fatti)
- Interpretazione dei dati, comparandola con altre
ricerche
Esempio:
misurazione dell'altezza di un ragazzo di una
certa età e comparazione della statura rilevata
con la statura media dei ragazzi della
medesima età.

“al di là dell'individuo...”
Passaggio dall'analisi alla sintesi, attraverso una
lettura “a grandi sguardi”
«Ammesso che si sappiano raccogliere

i dati antropologici con una tecnica
rigorosamente esatta, e si posseggano
cognizioni teoriche e tavole di
confronto: tutto ciò non basta a renderci
interpreti della natura… E’ la parte più
alta del lavoro, che ci pone a contatto
al di là dell’individuo… quasi materiando
l’inconoscibile.»
M. Montessori, Antropologia pedagogica, 1910

Critica all'educazione tradizionale
L'educazione tradizionale
è basata sull'educazione della mente
ed è separata dalla vita:
«E se l’educazione dovesse venir sempre concepita
secondo gli antichi schemi di trasmissione del
sapere non vi sarebbe più nulla da sperare
per l’avvenire del mondo. […]
Il bambino è dotato di poteri sconosciuti, che possono
guidare a un avvenire luminoso. Se veramente si vuole
mirare ad una ricostruzione, lo sviluppo delle
potenzialità umane deve essere lo scopo dell’educazione.»
(M. Montessori, La mente del bambino, p. 2)

Metodo
Bisogno del bambino di «Ora le manifestazioni
psichiche che venivano
far emergere quanto in
spontaneamente dal bambino
lui già esiste
posto in un ambiente di vita
Dovere di ogni
reale, con oggetti
educatore di non
proporzionati a lui, furono
insieme chiare e
impedire, ma anzi di
sorprendenti. E fu
liberare, il desiderio del
seguendole […] che venne
bambino di adempiere a
costruito il nostro metodo di
quella che è la sua
educazione. […] E il metodo
naturale tendenza
fu costruito ed elaborato sulla
guida dei fenomeni
progressivi dei bambini.»

(M. Montessori, cit., pag.171)

Ambiente
«La prima idea fu di arricchire
l’ambiente con un po’ di tutto
e di lasciare che i bambini
scegliessero ciò che
preferivano. Vedemmo che
essi prendevano solo certi
oggetti, mentre altri restavano
inutilizzati; e questi furono
eliminati. Ora tutto quanto
abbiamo ed usiamo nelle
nostre scuole non è il risultato
di esperimenti in un solo
paese, ma in tutto il mondo, e
si può ben dire che sia stato
scelto dai bambini stessi.»
(M. Montessori, cit., pag.221)

Per la Montessori l’ambiente
“deve essere il mondo”
Il bambino può sviluppare
ogni funzione psichica
(linguaggio, movimento e
imitazione) solo se vive tra le
persone che la esercitano:
per acquisire il linguaggio, il
bambino deve stare tra la
gente che parla, per acquisire
determinati costumi e
abitudini deve vivere con le
persone che li seguono.

Mente assorbente
«[…] possiamo dire che siamo nati
con uno stimolo vitale (horme)
già organizzato nella struttura
generale della mente
assorbente, e la sua
specializzazione e
differenziazione annunciate
nelle nebule. […] Ora, queste
strutture, che guidano la
crescita e lo sviluppo psichico,
cioè la mente assorbente, le
nebule e i periodi sensitivi con i
loro meccanismi sono ereditari e
caratteristici della specie
umana. Ma il loro attuarsi può
solo compiersi attraverso una
libera azione sull'ambiente.»
(M. Montessori, cit., pag.99)

Struttura psichica
del bambino
Capacità di
assimilazione:
Inconscia
Con potere
creativo

Esempio (La mente del bambino, figura 8)

L'embrione spirituale
Fase prenatale

Fase post-natale

Embrione fisico

Embrione spirituale

Meraviglia della natura

Meraviglia della natura
e dell'educazione

«La psiche umana pure comincia dal nulla, […]
nello stesso modo in cui il corpo parte da
quella cellula primitiva [...]. Nel neonato, anche psichicamente
parlando, sembra che non vi sia nulla di costruito,
proprio come non vi era un uomo già fatto nella cellula primitiva.»
(M. Montessori, cit., pag. 52)

[Egli] «ha in sé delle potenzialità che determinano
il suo sviluppo, prendendo i caratteri dell’ambiente
che lo circonda».
(M. Montessori, cit., pag. 58 )

Piani dello sviluppo (1/3)
Mette a punto un ampio progetto di formazione
umana, rivolto a quattro piani (o livelli) dello
sviluppo:
0-6 anni (0-3, 3-6)
6-12 anni (6-9, 9-12)
12-18 anni (12-15, 15-18)
18-24 anni (18-21, 21-24)  formazione continua
(Honegger Fresco, Montessori: perché no?, pag. 93 segg.)

Piani dello sviluppo (2/3)
Riproduzione di un cartellone
presentato dalla Montessori in
uno dei suoi ultimi corsi.
Triangoli 0-6 e 12-18: in origine in
rosso per raffigurare la creatività
dei due periodi.
Triangoli 6-12 e 18-24: in azzurro,
per indicare la maggiore “calma
e profondità”.
Nella parte inferiore è
rappresentata la modalità
direttiva delle istituzioni
tradizionali (adulto
“causa” della formazione
e bambino “prodotto”).

(Honegger Fresco, cit., pag. 94)

Piani dello sviluppo (3/3)
Ogni piano di sviluppo corrisponde ad un piano
dell'educazione
Per ogni livello di sviluppo vi sono differenti
manifestazioni vitali e differenti bisogni
Adeguate risposte educative, diversificate in
base al livello di sviluppo (quattro piani
dell'educazione)
Il segreto dell'infanzia si colloca al primo piano
dello sviluppo: si occupa, in particolare,
della fascia 0-6 anni

Premessa al testo
«Madri ed educatori troveranno in questo libro il mondo in
cui s'ambienta il metodo montessoriano: Il segreto
dell'infanzia crea infatti lo stato d'animo preliminare
all'intelligenza di una pratica pedagogica logica e chiara,
che conduce sottilmente alla progressiva scoperta delle
verità intellettuali. Il muto e misterioso lavoro del bambino
nei suoi primi tre anni, l'incarnazione dello spirito umano
nella giovane creatura divengono una verità acquisita alla
nostra coscienza, una rivelazione a cui ognuno può
attingere preziosi suggerimenti per meglio orientare il
processo formativo.»
(M. Montessori, Il segreto dell'infanzia, retro di copertina)

Il segreto dell'infanzia
Un classico della pedagogia
Prima edizione: Bellinzona, 1938
Di cosa tratta?
Perché è importante studiarlo?

Descrive il metodo, trattando
in particolare dei bambini da 0 a 6 anni
(prima infanzia)

Struttura
Prefazione: L'infanzia, questione sociale
Parte prima: capitoli I-XVII
Parte seconda: capitoli XVIII-XLI
Parte terza: capitoli XLII-XLVIII
Nota: l'edizione Garzanti 1999, rispetto
all'edizione originale del 1938, ha l'aggiunta di
nuove pagine con le quali l'autrice aveva
arricchito la più recente edizione portoghese
dell'opera.

L'infanzia, questione sociale (1/2)
Infanzia come disturbo costante per l'adulto
Non c'è posto per l'infanzia
Cambiamento > Scienza: iniziatrice del
movimento sociale dell'infanzia
Grazie all'igiene si inizia a combattere la
mortalità infantile
Attenzione anche all'igiene scolastica
Impulso “reale e universale” verso una grande
riforma sociale
Conflitto universale adulto-bambino

L'infanzia, questione sociale (2/2)
«Il compito che ci attende non è l'organizzazione
rigida ed esteriore dei movimenti sociali già
iniziati. […] la questione sociale dell'infanzia
penetra con le sue radici nella vita interiore,
giunge fino a noi, adulti, per scuotere la nostra
coscienza e rinnovarci. Il bambino non è un
estraneo che l'adulto possa considerare
soltanto esteriormente, con criteri oggettivi.
L'infanzia costituisce l'elemento più importante
della vita dell'adulto: l'elemento costruttore.»
(M. Montessori, Il segreto dell'infanzia, pag.XIII)

Prima parte
Il secolo del bambino
L'accusato
Intermezzo biologico
Il neonato
Gli istinti naturali
L'embrione spirituale
Le delicate costruzioni
psichiche
L'ordine
L'intelligenza

Le lotte sul cammino
della crescenza
Camminare
La mano
Il ritmo
La sostituzione della
personalità
Il movimento
L'incomprensione
Intelletto d'amore

Il secolo del bambino
Cura ed educazione dei bambini: risveglio della
coscienza
Personalità del bambino manifestata sotto nuovi
aspetti
Influenza dell'embriologia
Bambino psichico > spirito del bambino
La psicoanalisi e il bambino
Il segreto del bambino > piano
Superficiale (istinti e
condizioni ambientali): guaribile

Profondo (piano delle memorie
infantili, adulto VS bambino):
difficile guarigione

L'accusato
«Il bambino non può espandersi come deve
avvenire in un essere in via di sviluppo. E ciò
perché l'adulto lo reprime. L'adulto è una parola
astratta: il bambino è un isolato nella società:
quindi se l'adulto ha una influenza su lui, questo
adulto è subito determinato; è l'adulto che sta
più vicino al bambino. Dunque: la madre
principalmente, poi il padre; infine i maestri.»
(pag.11)

Accusa all'adulto → modificare l'adulto
Adulto egocentrico (non egoista) rispetto al bambino
→ bambino essere vuoto da riempire

Intermezzo biologico

Il segreto della vita
↓
La nascita
↓
Nuovo nato diventa
cellula germinativa
↓
Ha funzioni psichiche latenti
↓
Ha istinti

«Mi dissero di un uomo, vissuto
nella oscurità più profonda […]
vissuto nel silenzio […] vissuto
realmente sempre immerso
nell'acqua […] spiegò i polmoni
che mai avevano respirato
(sarebbero lievi le fatiche di
Tantalo a tale confronto!) ma
visse. L'aria distese d'un tratto
solo i suoi polmoni ripiegati fin
dall'origine. E allora l'uomo
gridò. E si udì sulla Terra una
voce tremante che non si era
mai udita, uscente da una gola
che non aveva vibrato
giammai.» (pag. 23)

Il neonato
Alla nascita il bambino entra in un ambiente
“supernaturale”, costruito al di sopra e a spese
della natura (civilizzazione).
Passaggio da una vita ad un'altra (al momento
della nascita) non viene né aiutato, né facilitato.
Egli venne al mondo
e il mondo fu creato per Lui,
ma il mondo non lo riconobbe.
Venne nella sua stessa casa.
E i suoi non lo ricevettero.

(San Giovanni Evangelista, citato da M. Montessori,
Il segreto dell'infanzia, pag.33)

Gli istinti naturali
Esempi dal mondo animale: sollecitudini materne
Allattamento
Isolamento
Assistenza
Cura del corpo e della psiche (per formare un altro individuo della
medesima razza)

«La missione delle cure materne è ben superiore a quella
puramente fisiologica. Mediante l'amore tenerissimo e le
attenzioni delicate, essa attende soprattutto al risveglio degli
istinti latenti. Analogamente si potrebbe dire che – attraverso le
cure delicatissime che necessariamente vanno prodigate al
neonato – si deve attendere alla nascita spirituale dell'uomo.»
(pag.38)

L'embrione spirituale
Precede l'idea che verrà poi articolata nel testo
La mente del bambino (del 1952).
Questo concetto rimanda ad una fondamentale
caratteristica dell'uomo: l'unità del suo essere
corpo e spirito.
Incarnazione: neonato come spirito racchiuso
nella carne.
Cure particolari alla vita psichica del neonato.
Bambino essere a lungo inerte dopo la nascita,
a differenza degli altri mammiferi.

Le delicate costruzioni psichiche
Periodi sensitivi

Scoperti negli animali dallo scienziato
olandese De Vries, «ma fummo noi,
nelle nostre scuole, a ritrovare i periodi
sensitivi nella crescenza dei bambini e
a utilizzarli dal punto di vista
dell'educazione.»
(pag.52)

«Si tratta di sensibilità speciali, che si trovano negli esseri in
via di evoluzione, cioè negli stati infantili, le quali sono passeggere
e si limitano all'acquisto di un determinato carattere: una volta
sviluppato questo carattere, la sensibilità finisce:
e così ogni carattere si stabilisce con l'aiuto di un impulso,
di una possibilità passeggera.» (pag.52)

L'ordine
Periodo sensitivo importante e misterioso (che si
manifesta tra primo e secondo anno di vita) è
quello che rende il bambino sensibile all'ordine.
Capricci legati a questa sensibilità.
Ordine come stimolo, richiamo attivo.
Amore per l'ordine
Adulto:
piacere esterno

Bambino:
piacere/orientamento
interno
(porta tranquillità e felicità)

L'intelligenza
Periodo sensitivo molto «[...] le immagini degli
oggetti esterni bussano e
prolungato (fino ai 5
quasi forzano la porta dei
anni) in cui il bambino
sensi, penetrano per
si impadronisce delle
trasmissione dovuta a un
immagini
impulso esterno, si
dell'ambiente.
insediano là dentro, nel
Al bambino interessa
campo psichico, e si
associano insieme e a
ciò che si trova ai
poco a poco,
margini della
organizzandosi, portano
coscienza, coglie i
su la costruzione della
particolari più piccoli.
intelligenza» (pag.81)

Le lotte sul cammino della crescenza
Conflitto adulto-bambino: inizia quando il
bambino inizia ad agire (cammina, tocca...).
Madre popolana e madre “delle classi superiori”.
Dormire: sonno normale VS sonno artificiale
(provocato dall'adulto).
«Se la personalità del bambino deve essere
educata nel suo sviluppo ed essa è più debole,
occorre che la personalità prevalente, quella dell'adulto,
si faccia remissiva e, prendendo, seguendo la guida che
il bambino stesso gli offre, consideri suo onore il poterlo
comprendere e seguire.» (pag.100)

Camminare – La mano

«Io osservai e seguii un giorno un
padre giapponese che conduceva a
passeggio un piccolino di forse un
anno e mezzo o due di età. Ad un
tratto il piccolino si abbraccia alla gamba
del padre, e questi si ferma e dà posto al
piccolo, che comincia a girare attorno
alla gamba scelta per il suo torneo:
quando il bimbo ha finito il suo esercizio,
ricomincia la passeggiata lenta. [...]
Così si dovrebbe fare per rendere
possibile ai piccoli quell'esercizio
essenziale di camminare»
(pagg.101-102)

«La mano è quell'organo fine e
complicato nella sua struttura, che
permette all'intelligenza non solo di
manifestarsi, ma di entrare in rapporti
speciali coll'ambiente [...] Sarebbe
quindi logico, volendo giudicare lo
sviluppo psichico del bambino,
prendere in considerazione
l'inizio delle sue espressioni di
movimento che si potrebbero chiamare
intellettuali: l'apparire del linguaggio e
l'apparire di una attività della mano,
che aspira al lavoro»
(pag.108)

Il ritmo
Ritmo fa parte dell'individuo.
È un carattere insito nella persona.
Difficoltà ad armonizzare ritmo del bambino e
ritmo dell'adulto.

Adulto tende a sostituirsi al bambino,
non rispettando il suo ritmo
(i suoi tempi)

La sostituzione della personalità
Bambino
Coscienza in via di formazione

Stato creativo
(sensibilità verso elementi esteriori)

Può insinuarsi e condizionare

Adulto

Il movimento
Funzione caratteristica del mondo animale
Influisce sulle funzioni della vita vegetativa
È un carattere anteposto e preposto a tutte le
funzioni
Da considerare non solo dal punto di vista
fisico, ma psichico (es. effetto benefico dello
sport sulla salute fisica, ma che è capace anche
di infondere coraggio e fiducia)
Importanza dell'attività motrice (non compresa
dall'adulto) → INCOMPRENSIONE

Intelletto d'amore
«Non si tratta del
concetto che si ha
comunemente
dell'amore, indicando
con tale parola un
sentimento emotivo: è
un amore
d'intelligenza, che
vede, osserva, e
amando costruisce»
(pag.137-138)

Osservare in modo
vivace e minuzioso
Sensibilità di notare cose
non viste da altri
Nell'ambiente l'oggetto
dell'amore è soprattutto
l'adulto
Bambino estremamente
sensibile nei confronti
dell'adulto →
disposizione
all'obbedienza

Parte seconda
L'educazione del bambino
La ripetizione
dell'esercizio
Libera scelta
I giocattoli
Premi e castighi
Il silenzio
La dignità
La disciplina
L'inizio dell'insegnamento
Paralleli fisici
Conseguenze
Bambini privilegiati

La preparazione spirituale
del maestro
Le deviazioni
Le fughe
Le barriere
Guarigioni
L'attaccamento
Il possesso
Il potere
Il complesso di inferiorità
La paura
Le bugie
Riflessi sulla vita fisica

L'educazione del bambino
Ambiente dell'adulto è “un cumulo di ostacoli tra i
quali” il bambino sviluppa le difese.
Dietro ogni risposta del bambino c'è un enigma
da decifrare.
Bambino essere vivo da liberare.
Bisogna agire sull'ambiente per liberare le
manifestazioni infantili.
«il bambino si trova in un periodo di creazione
e di espansione e basta solo aprirgli la porta»
(pag.146)

Origini del metodo

Del metodo

La disciplina

Bambino

Libera scelta

La dignità

I giocattoli

Il silenzio

Premi e castighi

La ripetizione dell'esercizio

L'inizio dell'insegnamento
Leggere e scrivere a partire dai 4-5 anni
↓
Lettere intagliate su carta smerigliata da toccare
con i polpastrelli delle dita
+
Tabelle con lettere raggruppate a seconda delle
similitudini della forma

Paralleli fisici - Conseguenze
«se cause psichiche
deprimenti possono avere
una influenza sul
metabolismo
abbassandone la vitalità
può anche avvenire il
contrario: cioè le cause
psichiche esaltanti
possono influire riattivando
il metabolismo e tutte le
funzioni fisiche.» (pag.185)

«Il metodo non si vede:
ciò che si vede è il
bambino. Si vede
l'anima del bambino
che, liberata dagli
ostacoli, agisce
secondo la propria
natura.» (pag.187)

Riflessioni (1/2)
Caso dei bambini
privilegiati: scarso
entusiasmo verso
l'ambiente
La preparazione spirituale
del maestro: precise
disposizioni di ordine
morale
Le deviazioni: spariscono
con la normalizzazione

Le fughe: difesa
subconscia dell'io che
fugge una sofferenza
o un pericolo
Le barriere:
disobbedienza,
svogliatezza...difese
(barriere) psichiche

Riflessioni (2/2)
Guarigioni
L'attaccamento
Il possesso
Il potere
Il complesso di
inferiorità
La paura
Le bugie
Riflessi sulla vita fisica

«Come i difetti morali, così
molte malattie e stati morbosi
possono sparire nei bambini,
ponendoli a vivere in un
ambiente libero, di attività
normalizzante. Oggi molti
pediatri riconoscono le nostre
scuole come Case della
Salute, ove si inviano bambini
che hanno malattie funzionali
resistenti alle cure comuni e
si ottengono sorprendenti
risultati di guarigioni»
(pag.254)

Parte terza
La lotta fra l'adulto e il bambino
L'istinto del lavoro
Le caratteristiche delle due specie di lavoro
Gli istinti-guida
Il bambino maestro
La missione dei genitori
I diritti del bambino

La lotta fra l'adulto e il bambino
«Il conflitto fra l'adulto e il
bambino ha
conseguenze che si
estendono nella vita
umana quasi all'infinito,
simili alle onde che si
propagano fino a una
lontananza remota
quando si getti un sasso
in uno specchio d'acqua
tranquilla.» (pag.257)

Corpo e anima del bambino
visti come “laghi sereni”.
Partire dai “grandi laghi” della
prima infanzia e poi
seguire il “fiume
drammatico” della vita per
comprendere i mali
dell'uomo.

L'istinto del lavoro
«Tale è il lavoro di chi realizza
Fenomeno della
un'invenzione, di chi compie
normalizzazione per mezzo
sforzi eroici nell'esplorazione
del lavoro
della terra, di chi esegue opere
Attitudine al lavoro come
d'arte […] egli ritrova
istinto vitale
nuovamente l'istinto della specie
nei disegni della propria
L'uomo si costruisce
individualità. Questa allora è
lavorando
simile a un potente getto
Lavoro: istinto caratteristico
d'acqua, che spezza la dura
della specie umana
superficie e s'innalza con
Se collegato all'istinto, il
impetuoso slancio, ricadendo
lavoro diventa “incantevole
poi come pioggia benefica e
rinfrescante sull'umanità»
e irresistibile” ed evita
(pag.263)
all'uomo “deviazioni e
perturbazioni”



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