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L’AMICO DI SEMPRE
Dico subito che per me l'amicizia è un legame un po' particolare. Nei miei desideri si
tratta di un rapporto naturale, che non richiede alcuno sforzo, fra due persone che
hanno delle affinità e delle preferenze in comune. In realtà, come tutti i rapporti
umani, mi sono accorto che anche l'amicizia richiede un certo tipo di lavoro e di fatica
per andare avanti. È un rapporto fra due persone fatto di telefonate, d’incontri, di
volontà di vedersi anche se magari quel giorno non se ne ha tanta voglia. Io,
purtroppo, ci sono delle giornate che mi piace starmene da solo, a pensare, a sognare,
a giocare e a fantasticare per conto mio e non ho voglia di vedere nessuno. Capita
allora che gli amici talvolta ci rimangano male, si scoccino, si risentano e un po' me la facciano pagare e perciò capita
poi di vedersi più di rado. Penso anche di idealizzare l'amicizia, di essere molto esigente, per cui quando qualcuno non
incarna il mio tipo ideale di amico, tendo io stesso a staccarmi. Al primo errore o alla prima delusione, mi raffreddo.
Esiste comunque nella mia vita quello che io considero il mio miglior amico, costui porta il nome di Riccardo. Uno
che sopporta queste mie complicazioni e che, a modo suo, mi sa capire, sa capire i miei umori e di che pasta sono
fatto. L’amicizia con Riccardo è nata spontanea quando ai tempi delle medie, previa della nostra passione comune (il
Milan) si parlava nel break della colazione delle ore 10.30 dei bidoni rossoneri. Era la stagione 94/95, il Milan vantava
tra le proprie fila elementi del calibro di Sordo, Melli, Lorenzini, Ielpo, De Francesco
ma era anche la stagione delle meteore nel nostro campionato, vedesi ad esempio
un certo Marcio Santos della Fiorentina. Da qui forse nascono i primi ritornelli
famosi dettati dalla mia e dalla nostra ironia, il calciatore più scarso delle medie
veniva ribattezzato Kazuyoshi Miura (meteora del Genoa), l’attaccante più disastroso
diveniva Cadete (meteora del Brescia), il più nasone Enzo Gambaro (allora alla
Reggiana) e colui che metteva il primo orecchino Cyprien (meteora di Torino e
Lecce). Noi ci divertivamo anche così, facevamo le cosiddette (usando la gerarchia
romagnola) pataccate. Finito il tempo delle medie ci siamo persi, ci siamo ritrovati
nell’estate del 2006, quella in cui la nazionale italiana trionfò a Berlino e la Juventus
fu condannata alla serie B. Ci siamo voluti nuovamente bene (mettiamola così) tanto
che tra una partita di calcetto, visionata con il suo impeccabile occhio e qualche
chiacchierata è arrivata l’opportunità di lavorare insieme per una nota radio locale.
Da lì in poi il mio e il nostro mondo è cambiato. Ricordo come se fosse ieri, il test, il
provino, in cui fui scaraventato in radio per curare la prima radiocronaca di calcio. La
squadra in questione era il Rimini, ma entrambi venivamo da alcune esperienze di
telecronache inerenti al Milan fatte sul web. Ed ecco che con lui si va on air a
raccontare le emozioni di una partita di calcio, il Rimini per la cronaca vinse a Salerno
per due a tre. Da qui si apre il mondo lavorativo con Riccardo fatto di anni di collaborazione radiofonica e da due anni
anche televisiva. La stima che ho per lui è immensa. Da anni svolge il ruolo di speaker radiofonico, ha una voce molto
calda, acuta, densa di significato che da emozioni a chi lo ascolta. E’ dotato di un’intelligenza unica e come me ama i
vecchi film di Bud Spencer e Terence Hill, il Milan e il calcio in generale. Ama leggere mensili come il Guerin Sportivo,
la Gazzetta al mattino è d’obbligo, ma lui in verità è un divoratore di Almanacchi Panini, chiedeteli nel 1967 dove
giocava Tizio, Caio e Sempronio e vedrete che vi lascerà a bocca aperta. Per ogni informazione inerente al meteo
potete rivolgervi a lui. Se domani c’è il sole o piove, se l’indomani ci sarà il sole o piove, lui saprà sempre rispondervi
e non vi dico le volte che ho pensato di mandarlo a quel paese quando prima di uscire di casa mi diceva “ SanDaniè
prendi l’ombrello che a momenti piove, oppure, domani piove”. E che caspita.. verrebbe da dire, ma alla fine lui è
fatto così, guai a contraddirlo anche sulle magliette da indossare, se è estate e tira leggermente vento, nonostante ci
siano 39° gradi indossa la felpa, non trascura mai le sue amate dell’adidas o le sue magliette sportive. Passione
sfrenata soprattutto per i portieri, vive di divise da loro indossate. Un noto spot nazionale ricorda che un mondo
senza Nutella sarebbe un mondo diverso, la mia vita senza un amico così sarebbe davvero diversa. Con stima, il tuo
amico Daniele. P.s scusa per lo sponsor (figura sotto) con le bare

4 www.atuttosportrimini.it

11 anni senza vedersi poi la ritrovata amicizia