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Il Diavolo continua a vestire Prada

Dalle passerelle al calcio: se è vero che conta non solo la mèta in sé, ma anche il percorso attraverso cui la
raggiungi, per Serena, l’approdo in tv è stato inatteso, ma proprio per questo ancora più bello e gratificante.
Lasciamo dunque che il diavolo continui a vestire Prada. Come nel titolo del film interpretato da Meryl
Streep, ma anche dalla bella attrice americana Anna Hathaway e come nel romanzo scritto da Lauren
Weisberger, Serena ha una storia che merita attenzione. Dal 2011 la sua vita è cambiata, dopo aver
partecipato per caso ad un concorso di bellezza nella sua città e alle selezioni di miss Italia, iniziò a lavorare
per molte agenzie di moda come fotomodella, ragazza immagine e hostess agli eventi, dividendo il suo
lavoro in varie città d’Italia tra cui Milano, la capitale della moda. E’ arrivata per ultima in televisione, in
punta di piedi, senza i clamori tipici che animano le scene finali di un film. Ma, come un numero ritardatario
al superenalotto, ha fatto saltare il banco e da ragazza semplice qual è, ha fatto breccia nel cuore dello staff.
Serena Miller, semplicemente “ Sere o Milly” per gli amici stretti o “ La Sere” per chi come lei è nata e vive
in Romagna. E’ una giornata più autunnale che estiva, nonostante sia il 1 settembre. Il sole lo mette Serena
che nello studio, al suo debutto, prima della
diretta sembra una bambina in un negozio di
giocattoli o caramelle, si emoziona, si veste,
indossa i suoi amati tacchi, si trucca con
disinvoltura, si mette in posa e ciak, fa la
consueta fotina (lei le chiama così) per ricordare
il momento topico. Quando sale sullo sgabello,
avvicina a sé il tavolo con sopra pc e cellulare,
dove leggere mail e sms dei nostri spettatori poi
infine pone domande sul campionato e sulla
scaletta da seguire. E’ salita in cima “La Sere”,
sopra c’è solo il cielo e chi soffre di vertigini
rinuncia, lei no, ha carattere la ragazza, apre
perfino le braccia per l’ennesimo scatto e ha
anche il coraggio – poco prima della diretta- di
dire: ”Questa sarebbe una grande copertina per
la nostra pagina Facebook”. La storia di Serena non lascia spazio ai dubbi: siamo in presenza di una tifosa
milanista sincera, sanguigna e preparata. Ho il sospetto che sia così fin da subito perché fa parte della
generazione 1989, quella in cui chi tifa Milan la porta con sé per quella coppa campioni vinta dopo 26 anni
di astinenza contro la Steaua Bucarest, in una città, Barcellona, che conosce il più grande esodo di tifosi
(90.000) al seguito di una squadra. Passione rossonera trasmessa dal padre che come lei è nato a pane e
Milan. Oggi, il sorriso è lo stesso del primo giorno, comè uguale il suo approccio alla vita, un approccio
sempre positivo che cerca e trova il meglio in tutto e da tutti. Se l’importanza, la bellezza di un viaggio si
misura anche dai posti in cui ti sei fermata, beh, vuol dire che il viaggio di Serena nel calcio e nella tv è stato
davvero il massimo. Venticinque anni ancora da compiere, un curriculum che i suoi coetanei già si sognano,
tante belle promesse da mantenere tra paragoni impegnativi e modelle da seguire. Seria, riservata, educata,
disponibile sul piano umano. Continua, affidabile, elegante, eclettica sul piano professionale. Doti che
l’hanno portata e la porteranno lontano come il suo personaggio Disneyland preferito “Trilli Campanellino”,
colei che lascia nei cieli della favola una scia luminosa e fantastica. Vola lontano “La Sere” perché come lei
è leggera, divertente, emozionante, allegra, vola verso scenari importanti. E allora come diceva il suo grande
riferimento Marylin Monroe:” Fai il modo che la felicità sia il tuo unico vizio”.

9 www.atuttosportrimini.it

Dalle passerelle al mondo del calcio passando per la tv.