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Sicurezza

U

n’escursionista può ritrovarsi
in situazioni in cui è costretto a
confrontarsi con la possibilità di
dover bivaccare all’aperto. Questo per non rischiare stupidamente la propria incolumità proseguendo nell’escursione con il sopraggiungere dell’oscurità
o/e della stanchezza eccessiva o decidendo forzatamente di seguire un percorso più diretto e pericoloso. Il bivacco può essere difficoltoso da sopportare sia psicologicamente che praticamente,
specialmente senza la dovuta preparazione e senza il materiale di
base adeguato alla stagione.

Psicologia
In un primo momento si potrà avere una sensazione di pericolo
e agitazione. L’importante è valutare con calma la propria situazione senza esternarsi dalla realtà. Occorre valutare il materiale
a disposizione, cercare un luogo adatto a creare il bivacco. Nelle

montagne Ticinesi è molto difficile parlare
di “smarrimento totale”, spesso il soccorso organizzato è chiamato in causa più
per la paura e l’agitazione degli sventurati,
che per un reale pericolo. È molto difficile
camminare per diverse ore senza incrociare un sentiero ufficiale, una traccia lasciata
dai cacciatori/alpigiani o dei vecchi sentieri. Per esempio quelli
che portavano alle molte “carbonaie”,in passato molto presenti
nei nostri boschi. L’importante è spostarsi seguendo il terreno
meno esposto, e meno ripido per evitare cadute o pericoli inutili. Il buonsenso ci insegna che da dove siamo scesi, solitamente
dovremmo anche riuscire a risalire. Se questo non è il caso si può
sempre cercare un percorso alternativo più adatto.
Ovviamente in casi particolari in cui ci si trova in zone troppo
esposte (cengie, pareti rocciose, ecc...) senza materiale tecnico
alpinistico, sarà necessario chiamare il soccorso alpino. Ricezione natel/radio permettendo. Naturalmente una persona re-

DI LUCA PASSUCCI

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sponsabile organizzerebbe il percorso della gita a casa su carta
topografica. Inoltre organizzerebbe già un “kit” per eventuali imprevisti e durante il cammino terrebbe sotto controllo il percorso
già effettuato. Per esempio “se scendo di quì, riesco a risalire?”,
“ho un minimo di materiale in caso devo fermarmi per la notte?”,
“sulla cartina ho visto altri sentieri, località...?”
Nel collettivo si crea sempre una paura insensata sul dover restare
di notte in natura. “Il buio non ha mai mangiato nessuno”, quello
che fà la differenza è la preparazione e il buonsenso di chi ci và.
Probabilmente la cosa più pericolosa e difficile è dover avvisare il
datore di lavoro per un’eventuale ritardo il giorno successivo.

Materiale
In questo paragrafo non descrivo il materiale completo e specifico di cui una persona dovrebbe far affidamento per ogni attività in
montagna/natura. Vuole essere solamente uno spunto e soprattutto mostrare quelle poche cose che però possono agevolare la
permanenza di una notte in luoghi naturali, senza doversi portare
per forza tende, sacchi a pelo, ecc...
Ovviamente nello zaino dovrebbe sempre esserci una giacca a
vento, anche di quelle super fini, un paio di calzette, una T-shirt
e una piccola lampada, meglio se a dinamo. È inoltre necessario una di quelle coperte termiche in dotazione in ogni farmacia
o meglio ancora quei mini-teli da bivacco in cui ci si può infilare
con tutto il corpo (compatissimi, leggerissimi). Per il contenitore l’ideale è una scatoletta in metallo con accendino, acciarino e
fiammiferi. Alcune considerazioni personali: queste scatolette
“kit” non sono fatte da utilizzare in ogni gita, ma solo in situazioni
di “emergenza”. Questo fatto comporta che una volta introdotto
il materiale, magari resterà inutilizzato per diverso tempo, forse
per diversi mesi/anni. Potrebbe capitare che il combustibile degli
accendini evapori, svelandoci una brutta sorpresa o/e che le teste
dei fiammferi si sgretolino o bagnino. Per questo ci sono alcuni
trucchi che potrebbero tornare utili. È utile portare degli accen-

dini tipo “ZIPPO” con una piccola “boccetta” di combustibile.
Per i fiammiferi si possono immergere lanella cera, così oltre a
conservarli li si rendono impermeabili. Oppure si può inserire nel
“kit” un acciarino/pietra silice, che non cambierà le sue caratteristiche per centinaia di anni e anche oltre. Si possono inserire
anche piccole candele, legnetti secchi, ovatta imbevuta di olio di
vaselina, ecc... Gli stessi sono utili per aiutare la combustione
in fase di accesione del fuoco. Lo stesso non và sottovalutato, è
un compagno che dà molto conforto, ma nello stesso tempo è
un nemico pronto a farci del male, và rispettato e tenuto sotto
controllo. Per il sostentamento sono molto pratiche quelle piccole bustine di zuppe, veloci e semplici da preparare. Non sarebbe
male avere anche qualche pastiglia per un’eventuale mal di testa, allergia o altro e naturalmente i medicamenti personali. Non
c’è niente di peggio del saper affrontare una situazione “difficile” con i fastidiosi sintomi dei
disturbi sopraelencati. >

Nelle montagne Ticinesi è molto difficile parlare
di “smarrimento totale”, spesso il soccorso organizzato
è chiamato in causa più per la paura e l’agitazione degli
sventurati, che per un reale pericolo.

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Escursionismo

È bene avere con sé almeno un coltellino svizzero, sapendolo usare ci si può creare di tutto.
Poi ovviamente ci sono moltissimi tipi di coltelli,
pieghevoli, a lama fissa, pezzo unico, ecc... Per
chi ama le tecniche di vita in natura non sarà necessario, ma per i più, farebbe comodo avere un
rotolino di spago, paracord o anche delle stringhe
per fare delle legature da poter utilizzare per creare un riparo che oltre a fungere da protezione
reale, crea una sensazione di sicurezza. Poi ovviamente la borraccia, che và riempita ogni volta che
se ne ha la possibilità, per evitare di rimanere
disidratati. Quanto descritto riguarda il materiale
minimo che può essere utile per degli imprevisti. Ovviamente ci
sarà il pranzo al sacco, frutta, ecc.. in base all’escursione che ci si
era prefissati di intraprendere.

Esempio di tecnica per il campo
Per prima cosa dobbiamo cercare un luogo sicuro, se possibile
protetto da grossi massi, da cui però non può cadere nulla. Questi fungeranno anche da riflettori di calore del fuoco. L’ideale è
non mettersi in depressioni, in quanto il freddo si accumula verso
il basso e anche l’umidità. Si possono tagliare tre rami, spessi più
o meno come due dita. Uno 30 centrimetri più lungo della perso-

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na più alta del gruppo e gli altri di circa un metro. Trovati questi
componenti li possiamo affiancare tutti assieme, tenedo i tre capi
allo stesso livello. A circa 5 centimetri dalla fine dei capi si possono fare alcuni giri di spago o cordicelle ricavate da delle fibre
naturali. A questo punto, si possono aprire i due rami più corti,
ottenendo così un trepiede. Il ramo più lungo andrà automaticamente inclinato verso il terreno e su questo si potranno appoggiare delle frasche fresche che creeranno le due falde del tetto. Per
i meno “schizzinosi” potrà essere più veloce e comodo utilizzzare
la coperta termica come copertura. Come materasso si potranno
mettere dei rami verdi di Larice, Abete, Pino o altri alberi, purché
siano privi di insetti e ragnatele. Isoleranno più che bene dal terreno. Sicuramente quando ci si coricherà si useranno le coperte
termiche per coprirsi. Di fronte al rifugio ci sarà la grossa roccia,
dove si farà il fuoco. È bene ripulire la zona antistante la pietra dal
terreno umido e se possibile circoscrivere la zona fuoco con dei

allarmerà subito ogni animale che si trova in zona che e a sua volta
si allontanerà. La Lince che stà tornando nei nostri boschi è molto,
molto schiva e difficilissima da incontrare. Nonostante sia un predatore piuttosto potente, non si avvicinerà in presenza di un focolare.
In qualunque caso gli animali selvatici diventano pericolosi se
messi con le spalle al muro e senza vie d’uscita. Una cosa importante è non scappare e non dare la schiena all’animale, in quanto
questo comportamento potrebbe scatenare l’istinto di predatore
e quindi di predare. Senza fissarlo, tenerlo d’occhio e allontanarsi lentamente dovrebbe bastare a non causare incidenti. Questo
perché l’animale capisce di avere delle vie di fuga.
sassi. A questo punto serviranno tutti i tipi di legna, molto fine,
media e grossa. La più secca possibile, non servono conoscenze
particolari in quanto chiunque capisce quando la legna è umida,
marcia, bagnata o secca. Si porta tutto in zona bivacco e si crea il
fuoco, partendo dall’esca più fine.
La scatoletta del “KIT” è consigliata in metallo in quanto può essere usata come pentola per la bollitura dell’acqua e preparazione di zuppe e altri cibi. Molto presenti sono le larve, che tostate
sono ottime e hanno un valore proteico 3 volte superiore a quello
delle uova. Le Ortiche bollite, lessate perdono la loro caratteristica urticante e sono come degli spinaci.
Spesso solo quando il sole raggiunge le fronde, la Betulla ha la capacità di donare dell’acqua. Basta praticare un taglio nella parte
bassa della corteccia e si vedrà fuoriuscire del liquido commestibile dolciastro. Da fare solo se necessario e soprattutto richiudendo subito il taglio con un pezzo di legno su misura.

Sicurezza
Solo a titolo precauzionale è consigliato creare un’arma che aumenti la portata d’azione del vostro braccio. Basta un bastone di
alcuni metri appuntito per scoraggiare gli animali più curiosi.
In realtà l’unico animale di cui bisognerebbe preoccuparsi nei
nostri boschi è il Cinghiale, ma questo solo perché in presenta
dei piccoli la madre potrebbe diventare protettiva e aggressiva. In
realtà gli animali fuggono subito alla presenza dell’essere umano,
quindi saranno incontri molto rari.
Soprattutto in presenza di un fuoco, nessun animale selvatico vi si
avvicinerà. Durante il cammino invece, con il rumore dei passi, si

Infatti la paura che si ha degli animali selvatici è piuttosto insensata, basti pensare a “quante volte leggo sui giornali di attacchi da
parte di bestie selvatiche nei boschi ticinesi...?”.
Tutto questo per dire che ogni persona può vivere la natura/
montagna senza troppe paura e paranoie e soprattutto senza
aver paura di ogni imprevisto.


TI-WOODVIVOR
di Passucci-Tabacchi Luca, Via alle Vigne 28a, 6600 Locarno
lucatabacchi@hotmail.com, facebook - Ti-Woodvivor

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