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R

W

In edicola con La Stampa

*

LA
LA STAMPA
STAMPA

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www.menghishoes.com

QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014 • ANNO 148 N. 119 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Rimini, l’ovazione al congresso del Sap

Le motivazioni dell’Appello

LE REAZIONI

«Due coltelli
per uccidere Mez»

Alfano: gesto
che danneggia
la divisa

Aldrovandi, applausi
agli agenti condannati
La madre: rivoltante

I giudici: il colpo fatale fu sferrato
da Amanda. La Knox si difende:
«Nella casa mai trovato il mio dna»
Guido Ruotolo A PAGINA 16

Grazia Longo
Franco Giubilei A PAGINA 14

*

A PAGINA 14

UNA CHANCE PER LA PACE

Oggi sarà presentata la riforma della p.a., i sindacati insorgono. Alitalia, arriva la lettera con i paletti di Ethiad

RACCOGLIAMO

Tar e dirigenti licenziabili
Renzi attacca la burocrazia

Da Bari a Kiev
la nuova rotta
delle staminali

Accuse a Napolitano, il Tribunale: valuteremo le frasi di Berlusconi

I

LA SFIDA
DI ABU MAZEN
ABRAHAM B. YEHOSHUA

G

li esperti israeliani di politica
palestinese sostengono che
l’accordo recentemente siglato tra l’Autorità palestinese e Hamas non
resisterà a lungo. Già in passato accordi simili si sono
dissolti in breve tempo. Personalmente vedo con favore
questa nuova alleanza e vorrei esprimere la speranza
che questa volta perduri nel
tempo. E questo perché la ritengo naturale, necessaria
ed essenziale al progresso
del processo di pace.
In Israele si sono avute diverse reazioni a questa iniziativa. Da un lato, sulla base dell’esperienza passata,
c’è chi afferma che l’accordo
non durerà. Dall’altro c’è chi
dubita, nega e ostacola la
possibilità di raggiungere la
pace, in testa a tutti il primo
ministro Netanyahu che ha
approfittato di questa intesa per sospendere il processo di pace, evitare il proseguimento dei colloqui e il
raggiungimento di un’intesa
che richieda importanti
concessioni da parte di Israele. Con la sospensione dei
colloqui Netanyahu intende
premere sull’Autorità palestinese per una revoca dell’accordo con Hamas supponendo (in maniera discutibile, a mio parere) che un governo palestinese senza tale
movimento si mostri più
malleabile nel negoziato con
Israele.
Ma c’è anche chi vede la
nuova intesa in una luce positiva.
CONTINUA A PAGINA 29

Oggi le elezioni in Iraq
Baghdad archivia il passato
«Meritiamo la democrazia»
Battaglia e Molinari A PAGINA 11

SERVONO 150 MILIONI

Le antenne Rai
quotate in Borsa
Paolo Festuccia
A PAGINA 6

ALLA BATTAGLIA
PIÙ DIFFICILE
PAOLO BARONI

M

CONTINUA A PAGINA 29

“Niente neri”: e l’Nba caccia il boss razzista

NICCOLÒ ZANCAN
INVIATO A TORRE AL MARE (BARI)
n teoria, l’indirizzo giusto
sarebbe via Bari 29. Così
dice il biglietto da visita.
Ma il mondo del dottor Nicola Antonucci, «specialista in
psichiatria», è nascosto dietro un portone condominiale
al civico 27. Chissà perché.
Dalla strada non si vede niente. All’interno, c’è una villetta in affitto di un color rosa
antico, fra palme e pini marittimi. E sul cancello, la targhetta: «Biomedical Center,
for autism research and treatment». Qui si viene a cercare una cura per l’autismo,
quella che la medicina ufficiale non può offrire.
CONTINUA A PAGINA 15

PRIMO MAGGIO

Concertone
Taranto
batte Roma
MARINELLA VENEGONI

S

ro mangiare una banana? I gesti contano. I fatti ancora di più. Il gesto è immediato e quindi molto mediatico. Però dura poco e può anche essere banalizzato.

embrava non importare
più nulla a nessuno, era
come un rito stanco reso
possibile solo dalla musica a
tutto volume. Invece, sorpresa,
quest’anno con l’aria che tira è
tutto un lievitare di «Primi
Maggi» che mette a dura prova il primato tutto televisivo
del tradizionale Concertone di
Roma. All’improvviso quello
che non bisognerebbe perdere
diventa quello di Taranto, che
all’ombra dei problemi dell’Ilva
ha costruito una serata di pop,
rap, dibattito e raccolta fondi.
Anche Napoli ci mette del suo,
e canta per una ricostruita Città della Scienza.

CONTINUA A PAGINA 18

CONTINUA A PAGINA 32

MARCIO JOSE SANCHEZ/AP PHOTO

I giocatori dei Los Angeles Clippers con le maglie rivoltate per protesta contro il proprietario del team

MA IN ITALIA
NON PAGA MAI NESSUNO
FRANCESCO BONAMI

MASSIMO GRAMELLINI
1 Prima

9 771122 176003

IL PREMIER

atteo Renzi sa benissimo in quale (altro)
vespaio sta per andare a ficcarsi e mette le mani
avanti: «Molte cose faranno
discutere» dice il presidente
del Consiglio.

DONALD STERLING, PROPRIETARIO DEI LOS ANGELES CLIPPERS, SOSPESO A VITA. GLI SPONSOR LO AVEVANO GIÀ SCARICATO

Buongiorno

40430

La rivoluzione di Renzi nella Pubblica amministrazione. Il
premier annuncia i cambiamenti: si va dalla giustizia amministrativa fino alle retribuzioni e alla licenziabilità dei dirigenti. Berlusconi «ammonito» per le sue frasi contro Napolitano. DAPAG.2APAG.7EAPAG.24

1

LA STORIA

F

aceva capire Massimo Gramellini
ieri che il razzismo può vincere
qualche battaglia ma la guerra la
perderà di sicuro. Ma per vincere la
guerra contro il razzismo basterà davve-

La legge del branco

di abbozzare un pensiero sui poliziotti che ieri,
durante il congresso di un loro sindacato, hanno salutato
con un’ovazione i tre colleghi che nel 2005 a Ferrara ammazzarono di botte il diciottenne Federico Aldrovandi
senza un vero perché, provo a infilarmi nelle loro teste. Si
sentono vittime, è chiaro. Come tutti, in questo strano
Paese. Ce l’hanno con l’opinione comune che ha chiamato
assassini i loro colleghi, anche se la sentenza definitiva
sostiene che non avevano la volontà di uccidere. E ce
l’hanno con i magistrati che hanno fatto scontare sei mesi
di carcere ai condannati (gli altri tre anni della pena erano coperti dall’indulto), nonostante in casi analoghi non
sia quasi mai accaduto. Il motore di quell’applauso è dunque il solito di tutte le ribellioni italiane: lo spirito di casta

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Mastrolilli e Zonca A PAG. 18

accerchiata. La legge di un branco che reclama per sé
l’impunità, ragionando in modo non dissimile dalle bande
di ultrà che fronteggia per le strade. Con l’aggravante che
i poliziotti sono dipendenti dello Stato: non rappresentano una fazione, ma il garante delle regole del gioco.
La sciagurata ovazione di ieri è il danno peggiore che
potessero fare a se stessi. Non hanno soltanto mancato
di rispetto a quel povero morto e ai suoi familiari. Hanno fornito un pretesto corposo alle prossime provocazioni che riceveranno nelle piazze. E nuovi argomenti a
chi, fin dai tempi del G8 di Genova, li accusa a torto o a
ragione di comportarsi come i cattivi, quelli da cui dovrebbero proteggerci, e di prendersela con i deboli,
quelli che dovrebbero proteggere.

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STEFANO LIVADIOTTI

GLI EVASORI E I POLITICI
CHE LI SOSTENGONO
L’evasione fiscale come nessuno
ve l’ha mai raccontata

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3 EDIZIONI

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

U

CENTRODESTRA
VERSO IL VOTO
Le restrizioni pratiche dei servizi sociali

R

I

IL TRATTAMENTO
DI FONDO

l Cavaliere «sarà
considerato un volontario
come gli altri»

R

2

NIENTE SCORTA, NO A
FUNZIONI SANITARIE

Scorta fuori dal reparto;
non potrà avere funzioni
sanitarie o assistenziali

R

3

RUOLO NELLE
ATTIVITÀ DI ANIMAZIONE

Potrà prendere parte
alle attività
di animazione

Berlusconi, ora la sue frasi
sono sorvegliate speciali
Ieri per la prima volta nel centro anziani di Cesano Boscone
PAOLO COLONNELLO
MILANO

È un altro Silvio Berlusconi
quello che alle tre del pomeriggio mette piede - per la prima volta e in gran segreto - alla Sacra Famiglia di Cesano
Boscone per definire con i responsabili del centro cosa dovrà fare a partire da venerdì 2
maggio, per almeno 4 ore
ogni settimana fino al 15 marzo 2015, nel reparto di “riabilitazione geriatrica” San Luigi. Intanto non è il leader politico che appena due sere fa
ruggiva a Piazza Pulita o ieri
a “Mattino 5”, ma un “detenuto affidato ai servizi sociali”
che, sebbene seguito da guardie del corpo e avvocati, proprio a quell’ora si rende conto
che tirare troppo la corda
delle dichiarazioni sulle sentenze («un golpe»), il senso
stesso dell’affidamento in
prova («ridicolo») e il Capo
dello Stato («lo giudicherà la
storia, ma ho scoperto che ha
tramato per mandarmi a casa»), potrebbe costargli la revoca del beneficio di legge finora concesso. Infatti, verso
le 15, le agenzie di stampa diffondono la notizia che le sue
frasi «sono al vaglio dei giudici del Tribunale di Sorveglianza», lasciando intendere
che sia stata aperta una procedura di revoca. Cosa non

vera, al punto che il presidente
del Tribunale, Pasquale Nobile
De Santis, è costretto a intervenire per dichiarare che «non
è stata attivata alcuna procedura “di valutazione” sulle dichiarazioni di Berlusconi». Aggiungendo però che «staremo
attenti» a tutto ciò che dirà. Di
fatto, le frasi pronunciate dall’ex Cavaliere finiscono sul ta-

Retroscena
ANTONELLA RAMPINO
ROMA

he dirà, che farà Giorgio Napolitano davanti agli attacchi di Silvio Berlusconi? A
chi glielo ha chiesto in queste ultime quarantott’ore, tra i non pochi
interlocutori politici e non solo, pare abbia risposto lapidario «Nulla,
semplicemente e assolutamente
nulla». Il lavoro al Colle è proseguito analizzando la situazione, specie
internazionale, in un momento in
cui si percepiscono segnali di ripresa per quanto timidi, e sembra calare il vento sulle acque agitate in
cui navigano le riforme. Pare che
Napolitano consideri quello di Renzi come un «new deal», un nuovo
corso pragmatico che può aiutare
non poco.
Ma l’aplomb di Napolitano ricorda un po’ quello del Napoleone ritratto da Delacroix: sereno, su un
cavallo imbizzarrito. Sotto il tiro
concentrico di Berlusconi e Grillo,
tanto che poi è stato il vice al Csm
Michele Vietti ad ammonire «chi
pensa di fare campagna elettorale

C

volo del giudice Beatrice Crosti
che le legge e riguarda i video
delle trasmissioni. Il che vuol
dire che se per questa volta
Berlusconi viene “perdonato”,
non è detto che eventuali diffamazioni o vilipendi istituzionali, passerano in futuro senza
conseguenze. Nel provvedimento che il 15 aprile scorso
aveva concesso al leader di

ANSA

Il Centro Sacra Famiglia di Cesano Boscone

Forza Italia la misura alternativa alla detenzione domiciliare, si sottolineava infatti come
fosse «rilevante la condotta tenuta dal condannato successivamente al reato», ammonendolo a non commettere reati,
nemmeno di tipo diffamatorio
che, nel suo caso, verrebbero
commessi in flagranza costringendo i giudici ad attivare dav-

vero una procedura che lo porterebbe prima ad essere richiamato con una “diffida”,
magari notificata in una stazione dei carabinieri, poi ad essere convocato dal giudice e infine direttamente in carcere,
nell’attesa di una nuova decisione per gli arresti domiciliari. E a quel punto, addio campagna elettorale. Uno scenario

UNO SPOT FA POLEMICA

Mediaset España
sfida i giudici
1 Uno spot (a fianco un fermo

immagine, l’intero spot su
www.lastampa.it) contro una
sentenza spagnola: Mediaset
España – che ha Fedele Confalonieri come vicepresidente e Pier
Silvio Berlusconi nel Cda – ha scelto di protestare contro la chiusura, decisa dal giudice, di due suoi
canali. L’emittente trasmette su
dieci reti digitali, due di questi canali, però, dovranno chiudere a
breve. A stabilirlo è stata la Corte
Suprema spagnola, che ha annullato l’assegnazione di un totale di
nove frequenze del digitale terrestre, assegnate nel 2010 senza gara pubblica. Due di queste sono di
Mediaset, che entro il 6 maggio
spegnerà La Siete e La Nueve.

Dopo gli attacchi
amarezza
e silenzio al Colle
Il Presidente viene descritto “sbalordito”
sul capo dello Stato scherza col fuoco», agli interlocutori Napolitano è
apparso nell’ordine «sereno», «tonico», «rilassato». Il perché è nelle riforme; che hanno intrapreso la giusta
via, nel metodo politico soprattutto,
avendo il premier messo in opera il
consiglio che lo stesso Napolitano gli
diede, ovvero concentrarsi sull’irrinunciabile e aprire la trattativa sul
resto. Renzi, ha assunto i panni del
«conciliatore»; e Napolitano ovviamente l’apprezza.
Ma il Berlusconi imbizzarrito, per
quanto il capo dello Stato lo conosca
bene avendone ascoltato lamentele di
ogni tipo nel corso di otto anni filati,
continua a destare in lui «sbalordimento» e «amarezza» secondo le parole riportate dagli interlocutori.

Ha
detto
ANSA

Giorgio Napolitano

Chi pensa
di fare
campagna
elettorale sul Capo
dello Stato
sta scherzando col fuoco
Michele Vietti, vicepresidente Csm

Sbalordimento e amarezza perché è
certo incredibile che proprio chi lo ha
scongiurato di ricandidarsi oggi ricominci le litanìe sui «complotti» del
Colle, attaccando oltre che la massima istituzione anche la magistratura,
elemento questo che al Colle non è
sfuggito, e che non è visto in secondo
piano rispetto agli attacchi al presidente. E perché poi l’ex Cavaliere, per
imbonire i teleascoltatori, si arrampi-

per niente allettante, considerato che a giugno inizierà il
processo d’appello Ruby e che
l’inchiesta per corruzione in
atti giudiziari è in pieno svolgimento.
Dunque Berlusconi ieri ha
fatto conoscenza con quello
che sarà il suo nuovo “posto di
lavoro”, abbandonando la baldanza televisiva per una più
sana e realistica trattativa circa il suo “impegno” di affidato
ai servizi sociali. I dettagli verranno comunicati oggi, ma alcune voci circolate ieri raccontavano di un Berlusconi che
avrebbe chiesto di poter avere
almeno un ufficio e un bagno
privati, nonché di poter raccontare a sua volta in una conferenza stampa cosa andrebbe
a fare nel suo reparto di destinazione, probabilmente il San
Luigi, dove gli anziani vengono
ricoverati per la riabilitazione
e trascorrono il tempo tra partite a carte e televisione. «Non
posso ancora dire cosa farà ha spiegato Paolo Pigni, direttore generale della Sacra Famiglia - ma qui Berlusconi sarà
considerato un volontario come gli altri, quindi la sua scorta rimarrà fuori dal reparto.
Non potrà svolgere funzioni
sanitarie o assistenziali ma potrà prendere parte alle attività
di animazione e non si metterà
certo a cantare».

ca in incongruenze che ben rappresentano il livello di scadimento non
solo del dibattito pubblico ma anche
della politica in Italia, e per averne un
buon esempio basti ricordare che
Berlusconi ha accusato Napolitano
prima di complottare alle sue spalle
con Fini allo scopo di dargli l’incarico
di formare un governo e contemporaneamente anche di aver dato l’incarico a Monti, due cose evidentemente
contraddittorie. Insomma, accuse
talmente paradossali e sconclusionate – assieme alla reiterata pretesa
della grazia motu proprio che Napolitano ha pubblicamente spiegato essere anch’essa incongrua già il 13 agosto
scors – che non avranno dal Quirinale
alcuna reazione. In fondo, il ragionamento più sconclusionato di tutti e ingiustificabile anche in campagna
elettorale è proprio pretendere che il
garante della Costituzione possa essere una sorta di quarto grado di giudizio, e in grado di smentire d’un colpo gli altri tre.
Con lucidità politica, il capo dello
Stato è perfettamente consapevole
che qualsiasi risposta, anche minima,
oltre a dare un riconoscimento politico agli argomenti di Berlusconi, farebbe entrare il Quirinale a gamba tesa nella campagna elettorale. Amplificando, per giunta, l’eco di cui già
Berlusconi usufruisce, sulle spalle del
presidente della Repubblica.

R

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

La storia
UGO MAGRI
ROMA

I

berlusconiani più ferventi, e gli
anti-berlusconiani più accaniti,
coltivano lo stesso sogno: Silvio
in galera. Gli uni e gli altri sperano
che la sua bocca vomiti nuovi insulti
ai giudici e al Capo dello Stato, in
modo da costringere il Tribunale di
sorveglianza a metterlo sotto chiave. Naturalmente le finalità sono opposte. Mentre si comprendono
quelle degli odiatori, meno chiaro
risulta come mai certi consiglieri
del Cav lo preferiscano al gabbio. La
risposta che si ottiene privatamente (in pubblico figurarsi se lo direbbero mai) è intrisa di cinismo: «Fino
al giorno delle elezioni, non si parlerebbe d’altro. L’Italia sarebbe chiamata all’ennesimo referendum pro

L’altalena del leader forzista
Prima va già duro, poi si allarma
E i falchi berlusconiani lo sognano in galera: “Sarebbe il più grande regalo elettorale”

MATTIA
FELTRI

È

I CONSIGLI ESTREMISTI

«Picchia duro sulle toghe
e il Colle, tanto non oseranno
farti un bel nulla»
POI L’AUTOCENSURA

È scattata dopo un duplice
intervento di Ghedini
e Gianni Letta
o contro Berlusconi, e la nostra rimonta sarebbe assicurata». Per cui
taluni di questi amici lo fomentano,
«picchia duro sulle toghe e contro il
Colle, tanto non oseranno farti un
bel nulla». E se per caso scattassero
le manette? «Sarebbe il più grande
regalo che potrebbero farti».
Fino a ieri mattina, il diretto interessato era sulla linea dei suoi strateghi. Deciso a esplorare senza
troppi scrupoli il perimetro di libertà concesso dal Tribunale, specie
per quanto concerne la facoltà di
linguaggio. Tant’è vero che l’uomo a

il caso
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

P

rendiamo Antonio Tajani. Nel
quinquennio da commissario
europeo, l’ex portavoce di Berlusconi divenuto uomo di punta di casa forzista prima a Strasburgo e poi a
Bruxelles, s’è inteso bene coi tedeschi che, per ricambiarlo, lo hanno
sostenuto nella vittoriosa impresa di
porre le basi per una politica industriale comune di cui l’Ue ha un maledetto bisogno. Tutti riferiscono di
«rapporti sereni con gli uomini della
cancelleria», soprattutto quando s’è
parlato dell’Industrial Compact per
ridare grinta alla manifattura continentale, e raccontano di frequenti atti di stima da parte della Confindustria germanica. «Europeista, moderato, ortodosso», sintetizza una fonte
imprenditoriale. Altra storia rispetto all’ex cavaliere, se ne deduce facilmente.
La teoria d’un esperto lobbista europeo è che «la carica crea la funzione». Sostiene che la consapevolezza
delle regole del gioco fa capire che lo
spariglio aliena la capacità di influenza politica, dunque corrode i
margini per rappresentare anche gli
interessi nazionali. Anche per questo
che gli uomini e le donne indicati dall’uomo di Arcore per rappresentare
il partito in Europa si sono scoperti
fedeli alla linea, con coerenza popolare e europeista. I conti di Votewatch
rivelano un tasso di fedeltà degli eurodeputati alle scelte della famiglia
Ppe che tocca il 97,8% (Sartori) e non
va sotto il 94,9 (Ronzulli). Il Pd fa meglio fra i socialisti (98,68), ma la tradizione è diversa, e i capi a Roma non
indugiano in duelli con Berlino.
Ci sono state occasioni in cui
Tajani, accorto nel prendere un te-

Primo Piano .3

.

ANSA

entrata nel vivo
la campagna elettorale,
e sarà ancora lunga:
quasi un mese.
Prepariamoci dunque alla solita
sfida e ai soliti sistemi.
Per darvi una mano abbiamo
pensato a un breve guida: Silvio
Berlusconi pensa di essere il più figo
e dunque il mondo intero ce l’ha
con lui; Beppe Grillo pensa
di essere il più figo e dunque lui ce
l’ha con il mondo intero; Matteo
Renzi pensa di essere il più figo
e dunque il mondo intero lo avrà lui.

Silvio Berlusconi leader di Forza Italia

«Mattino 5» ha insistito contro Napolitano, reiterando le note tesi sui colpi
di Stato, sulla giustizia ingiusta e sulla condanna «mostruosa». Però poi,
intorno a mezzodì, gli ha preso una
grande strizza. Persona super-attendibile, che con lui ha colloquiato, giura di averlo trovato allarmatissimo.
Di più, profondamente scosso. Convinto che i carabinieri da un momento all’altro avrebbero bussato alla
porta per trascinarlo a «San Vitùr».
In quei momenti di nevrosi, pare che
Berlusconi si sia mangiato le mani
per l’incauta sfida all’inquilino del

Quirinale. Le parole esatte contano
poco, basta il concetto: adesso Napolitano scatenerà i magistrati e io passerò i guai...
Tutto questo accadeva molto prima che il vice-presidente del Csm
Vietti avvertisse: «Chi pensa di far
campagna elettorale utilizzando il
Presidente della Repubblica scherza
col fuoco». E pure prima che il Tribunale nel pomeriggio entrasse in azione, facendo sapere: certe uscite non
saranno più tollerate. Impossibile
scoprire chi abbia messo la pulce nell’orecchio di Berlusconi. Forse l’avvo-

cato Ghedini, che di mattina si è precipitato ad Arcore. Oppure Gianni
Letta, per il quale il Colle non ha segreti. Sia come sia, una cosa è certa:
di giocarsi i servizi sociali con tutti i
benefici annessi, il Condannato non ci
pensa nemmeno. La prospettiva del
martirio può far comodo ad altri, lui
invece gradirebbe evitarla per una
certa idea di decoro borghese.
Sarà un caso, ma nel video-collegamento serale con il Lingotto s’è ben
guardato dal ripetere certe accuse.
Ha preferito prendersela con Grillo,
ai suoi occhi il «nuovo Hitler», e con il

«punching-ball» prediletto (Alfano).
Perfino la Merkel è sparita dai bersagli, segno che è scattata l’autocensura. Basterà a evitargli complicazioni?
Domenica Berlusconi è atteso al Teatro Team di Bari, per una grossa manifestazione promossa da Fitto con
tutti e cinque i capilista «azzurri». Il
Cavaliere vorrebbe il bagno di folla,
ma dopo tutto quanto è successo non
è così sicuro che il Tribunale gli consentirà la trasferta. Per cautelarsi, gli
organizzatori stanno allestendo un
maxischermo: male che vada, si collegherà da casa.

Ma in Europa Forza Italia
ha sempre votato come la Merkel
Il tasso di fedeltà dei deputati berlusconiani al Ppe è altissimo
E del leader Tajani si dice: “Rapporti molto sereni con la Cancelliera”

95,67%
Fi fedele al Ppe
Il tasso di fedeltà dei voti di
Forza Italia a quelli del
gruppo Ppe in Europa è
altissimo, del 95.67

94,9%
Il più basso
Tasso di fedeltà degli
eurodeputati forzisti al Ppe:
il più basso, Licia Ronzulli,
non va sotto il 94,9
AFP

La Cancelliera tedesca Angela Merkel

desco nella sua squadra a Palazzo
Berlaymont, ha pronunciato frasi che
parevano scritte da un ghostwriter di
Frau Merkel. «E’ importante che l’Italia prosegua il consolidamento dei
conti e attui politiche a sostegno della
crescita», disse nell’ottobre 2012,
quando il Bel Paese se ne andava verso il voto anticipato e le briglie della
spesa erano temute fuori controllo.
Successivamente, con Berlusconi a
sostenere Letta e l’economia naziona-

le in bilico, ha ritoccato i toni: «Il rigore senza crescita è dannoso». Messaggio non solitario. In giro lo hanno capito in molti, compresi i vertici di Consiglio e Commissione.
Sulla strada del consolidamento
sostenibile, Tajani ha avuto comunque modo di scontrarsi col sacerdote
dell’austerity Olli Rehn, lunga mano
della cancelliera. E’ successo quando
ha cercato di tirare la giacca al finlandese perché cedesse sul principio del-

la flessibilità di bilancio per chi mette
davvero le mani nel motore dell’economia nazionale. Ce l’ha fatta sino a
un certo punto, ma il match è stato
duro, sostenuto da severi scambi di
bordate sugli Eurobond e sulla riforma della Bce, due questioni su cui la
Germania, e quindi Rehn, non volevano sentir parlare.
Proprio gli eurobond sono stati un
tradimento forzista nei confronti della
squadra Ppe e una partita persa. Co-

me quella sulla «regola aurea» nel
2012, lotta per scorporare gli investimenti produttivi dal conteggio di deficit e debito in cui gli italiani, di ogni colore politico, hanno sfidato quella che
Berlino considera un’eresia. «Sul dossier “made in” abbiamo cambiato la loro linea», ricorda Raffaele Baldassarre, capodelegazione Fi all’Europarlamento, fedele al 96,2%. Tedeschi e nordici, liberisti, non volevano l’indicazione d’origine per i prodotti non alimentari dei paesi terzi: i popolari alla fine
l’hanno votata.
Dossier importanti, non numerosi.
«A Bruxelles i forzisti sono diversamente berlusconiani, è un misto di
sensibilità e interesse politico», nota
un diplomatico. Rari i proclami antieuro o antiMerkel. Risulta anche
che qualcuno lo abbia detto all’ex Cavaliere. Il quale, evidentemente, ha
deciso di tirare avanti come se nulla
fosse. Contro Berlino, l’euro e il suo
rigore.

Jena
Contento
Dicono che Silvio sarebbe contento
di finire agli arresti domiciliari.
E facciamolo contento…

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

U

CENTROSINISTRA

25

LO SCONTRO INTERNO

maggio

La tregua nel Pd
per le Europee
“Il Senato a giugno”

In vista dell’election day
anche Pier Luigi Bersani
sarà in tour elettorale
da Nord a Sud

10
giugno
Si sposta il timing per la
riforma del Senato: la prima
lettura non sarà prima
del 10 giugno

Bastone e carota di Renzi: o le riforme, o tutti a casa
CARLO BERTINI
ROMA

Berlusconi non lo preoccupa,
«il patto sulle riforme regge,
ha interesse a starci dentro».
La fronda interna invece lo infastidisce non poco. Lo scossone a quelli del suo partito
che gli mettono i bastoni tra le
ruote è vibrante e ripetuto,
prima di buon mattino ai senatori, «o si fanno le riforme o
vado a casa, a tutti i costi non
ci sto»; e poi in serata da Vespa, «io devo rispondere alle
aspettative dei cittadini, quindi compromessi alti sì, ma se
devo snaturare me stesso e diventare un pollo da batteria
allora no». E la mano tesa, la
disponibilità a trattare, sortisce l’effetto voluto nei vari
Chiti o Mineo, che già incassano il passo avanti come un primo successo. Ormai la certezza che sulla riforma del Senato si arriverà ad un’intesa è
diffusa, così come quella che

Stop di 15 giorni
Sospensionerecord
per23deputatiM5S
1 Ventitré deputati del M5S

sono stati sospesi per 15 giorni per aver impedito il funzionamento degli organi parlamentari e per aver impedito il
diritto di voto ai loro colleghi.
Lo ha stabilito l’Ufficio di presidenza della Camera in seguito ai fatti del 24 gennaio, durante la votazione al dl ImuBankitalia. Sono invece 5 i deputati grillini sospesi per 4
giorni per aver occupato i banchi del governo il 4 dicembre.
Dodici giorni di sospensione a
Buonanno (Lega), di cui 10 per
aver portato in Aula una spigola. La sospensione comporta la perdita della diaria, che è
pari a 206,58 euro al giorno.

lo scoglio ben più arduo sarà
portare a casa l’Italicum. Tanto
che è lo stesso Renzi a smorzare la minaccia di un voto anticipato da Vespa, consapevole che
di qui a breve non avrà in tasca
l’arma di una legge elettorale
pronta per l’uso. Tanto più che
per vedere definitivamente
abolito il Senato elettivo passerà un anno. Ma ora, nel momento di massima allerta elettorale,
potrebbe scattare una tregua
delle ostilità interne al Pd di
quattro settimane: che ora si
debba andare «tra la gente», come chiede Renzi, a guadagnarsi
voti, senza dar per scontato
nulla malgrado i sondaggi, è
obiettivo condiviso perfino da
chi potrebbe starsene defilato.
Come Pierluigi Bersani che,
tornato in forma, abbronzato
dopo una camminata tra le sue
colline, ha già pronto un tour
tra sud e nord, per sostenere
sindaci e candidati, mettendoci
la faccia per provare a non es-

Alla Camera
Maria Elena Boschi,
ministro delle Riforme,
ieri in Aula a Montecitorio
ANSA

ser da meno al leader. Da qui in
avanti Renzi salterà da un talk
show ad una piazza, lavorando
a Palazzo Chigi e sudandosi i
voti, sapendo quanto conterà il
buon risultato atteso nel mix
comunali-europee. Che poi i
bersaniani in cuor loro sperino
che il Pd non faccia il botto al
35% è un’altra storia, intanto
nessuno vuol farsi accusare di
non aver remato per la «ditta».
Da quel fronte per ora niente
sgambetti e il timing si sposta
in avanti, Renzi ingoia un voto
sul Senato non prima del 10 giugno, sapendo che sarà difficile
perfino chiudere in commissione entro le europee; lascia aperta la porta sul nodo degli eletti:

Crediamo che anche il migliore dei materiali possa essere sempre migliorato:
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da 178 a 298 euro

Energia inesauribile grazie alla carica luce

il pallino ancora non si è fermato sulla casella gradita al premier - consigli regionali che
scelgono da soli i loro senatori o su quella chiesta a gran voce
da un fronte largo di dissidenti
(dai 39 di Forza Italia a Ncd ai
37 di Chiti) quella dei «listini» di
senatori da votare insieme ai
consiglieri regionali.
Si risolverà col tempo dovuto, «non possiamo cedere su
tutto subito», dice un ministro.
E ci vorrà ancora una settimana per vedere un testo base in
Commissione, dopo audizioni
allargate a costituzionalisti come Rodotà e Zagrebelsky. Certo è che Renzi vuole sminare il
terreno, «bene il compromesso

€ 298

purché sia chiaro che alla fine
l’indennità ai senatori non rientri dalla finestra».
E già mette in conto la battaglia di trincea sull’Italicum dopo il 10 giugno, perché portare a
casa la nuova legge elettorale
entro l’estate non sarà facile.
«L’Italicum ha introdotto il ballottaggio, quello che voleva Bersani», ricorda il premier, facendo capire che lui è riuscito dove
altri hanno fallito e che nel caso
rovescerà addosso ai sabotatori
questo argomento. «Sono certo
dell’ottimo risultato del Pd e da
come andrà il voto delle europee a Grillo e a Berlusconi dipenderà la sorte dell’Italicum»
ragiona Paolo Gentiloni.

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

gg Dossier/Le citazioni dei leader politici
MATTIA FELTRI
ROMA
a storia, si diceva, non ci insegna nulla,
il che rischia di accadere soprattutto
se non la si conosce. Oppure se la si
maneggia con la disinvoltura un po’
gaglioffa delle campagne elettorali, e
allora si apprende, secondo le lezioni più recenti
del capo di Forza Italia, che per i tedeschi «i campi di concentramento non ci sono mai stati». L’accuratezza e la pertinenza delle citazioni berlusconiane è uscita prepotente ieri quando, per
tratteggiare un profilo psicologico di Beppe Grillo, la frase impegnata è stata la seguente: «Gli italiani devono imparare ad avere paura perché
Grillo, lo si vede anche dal modo in cui organizza
la sua setta, mi fa ricordare personaggi come Robespierre oppure Marx e Lenin. Grillo è il prototipo di questi signori, Hitler compreso». La vastità dei
riferimenti probabilmente non aiuta
a precisare il concetto partorito da
Silvio Berlusconi,
ma del resto l’obiettivo suo non è di
contribuire all’elevazione delle materie umanistiche,
piuttosto di dare
fuoco a quel pagli- AP
aio che è il suo elettorato. Il quale ha
La persecuzione
sull’anima l’Euro e
giudiziaria
la Germania di Anassume nuove
gela Merkel e del
dimensioni
quale si deve evitare il passaggio al
Movimento cinque
stelle.
La via storiografica al consenso è
una vecchia abitudine dell’ex premier,
ma buon discepolo è
il medesimo Grillo,
talvolta in modi persino più goffi perché
Grillo non possiede
quella noncuranza
con cui Berlusconi
pronuncia le più GETTY IMAGES
spettacolari enormità. Grillo ha l’aria
di quello che ci cre- Grillo ignora che
de, va in Sicilia e ai erano filosofi da
cui Hitler trasse
siciliani offre un reispirazione
visionismo su misura: «La mafia non ha
mai strangolato i
suoi clienti, si limita
a prendere il pizzo.
Ma qua vediamo
un’altra mafia che
strangola la sua vittima (i partiti,
ndr)»; oppure va in
Veneto e riassume il
millenario splendore della Serenissima, in un Europa
che ribolle di secessionismo da Trieste
alla Catalogna fino
in Scozia. A ogni occasione c’è la pagina
giusta del manuale «Macché. Era un
conservatore»,
per cui il medesimo
lo corregge la
Grillo ieri ha ripetumoglie Agnese
to (dopo le polemi-

L

Dante, Hitler e Marx
La campagna elettorale
che riscrive la Storia
Sparate e revisionismo per conquistare il consenso

Silvio Berlusconi

6/11/2013

15/5/2013

30/4/2012

«I miei figli si
sentono come
gli ebrei durante
il regime di Hitler»

27/1/2013
La teoria viene
proposta
nel giorno della
memoria
LAPRESSE

Beppe Grillo

«Noi del M5S
siamo dei
conservatori
rivoluzionari»

1/03/2013
Cita Simone Weil
ma dimostra
di non averne
capito il pensiero
ANSA

Matteo Renzi

«Dante era
di sinistra.
Farinata lo era
ancora di più»

22/6/2009
Sfrutta il sindaco
più amato
il giorno prima
di essere eletto

Primo Piano .5

.

g

che di lunedì) la definizione data dei sindacati «peste rossa» - che ricalca un canto delle Ss: «Abbiamo già combattuto molte battaglie / A sud nord
est e ovest / E ora siamo pronti per l’ultima lotta
contro la peste rossa». La prima volta fu forse un
caso. Un po’ gaffe, un po’ opportunismo: la storia è
così, è plastilina. Durante la campagna elettorale
delle scorse politiche, Grillo citò Simone Weil e il
suo Manifesto per la soppressione dei partiti politici a
sostegno della sua teoria di democrazia diretta,
cioè di parlamentari esecutori della volontà popolare; in realtà Simone Weil, terrorizzata dalle dittature in nome delle masse, diceva l’opposto: ogni
parlamentare deve rispondere soltanto alla sua testa e alla sua coscienza. Ma non sarà mica un problema? Potrà mai esserlo per uno - Grillo, che si
dichiarò «conservatore rivoluzionario» - magari
persuaso di aver coniato un bell’ossimoro - ignorando che fra le due guerre i conservatori rivoluzionari ispirarono
Adolf Hitler.
Ecco sì, un po’
strafalcione e un po’
doppio gioco. Matteo
Renzi pare averne
compreso i rischi e
sta più attento. Fu
proprio un «errore di
confusione», come
disse lo stesso Renzi
(ma anche un errore
di asineria), collocare la battaglia di GaANSA
vinana in un omonimo rione fiorentino
«Sbagliò con le
sulle colline
leggi razziali, ma anziché
di Pistoia. Erano
il Duce per tanti tempi di imprudenversi fece bene» ze, e Renzi riuscì a dire che «Dante era di
sinistra» e saltò su
Agnese, la moglie, a
rimettere le cose a
posto: «Dante era un
conservatore». Così
oggi il presidente del
Consiglio si trattiene
dall’accostare i rivali
ai peggio capoccioni
del Novecento, ché
oltretutto stabilire
paralleli fra Berlusconi e Benito Mussolini o fra Grillo e
Pol Pot non provoca
«Ogni partito
più nemmeno mezzo
brivido. E però qualè totalitario
che furberia non se la
in nuce e
nega neppure lui: il
nelle aspirazioni» 25 aprile ha salutato
l’Italia dall’alba con
un tweet sui partigiani, «i ribelli di ieri»,
sottintendendo per
sé il ruolo di ribelle di
oggi, e restituendosi
una dimensione di sinistra tanto utile con
quella fama di essere
un neoberluschino;
così come nel 2009,
appena prima dell’elezione a sindaco,
disse che sarebbe andato a pregare sulla
tomba di Giorgio La
Pira - il più amato
sindaco del Novecen«Domani come
to fiorentino - di moprima cosa
do da procacciarsi
pregherò sulla
un adottante incontomba di La Pira» sapevole ma prestigiosissimo.

LAPRESSE

il caso
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

iaffiora la tentazione di limitare il lavoro dei giornalisti in
Parlamento. Ci riprovano a
Montecitorio i 5 Stelle che hanno
chiesto e ottenuto dalla presidenza
della Camera l’istituzione di un gruppo di lavoro per disporre «regole più
rigorose» per l’accesso di «gruppi di
pressione e stampa parlamentare».
Insomma per i grillini lobbisti e cronisti accomunati e ristretti in appositi «spazi». «E magari a decidere chi
entra o no saranno i politici: un’ingerenza inaccettabile» dice Alessandra Sardoni, presidente dell’Associa-

R

L’ultima battaglia M5S
“Limitare i giornalisti
dentro Montecitorio”
zione stampa parlamentare.
Chi in Transatlantico ci ha vissuto,
si è fatto le ossa ed è diventato una firma del giornalismo politico nella Prima e nella Seconda Repubblica è convinto che alla fine non se ne farà nulla.
Prendi Augusto Minzolini, che ne ha viste e raccontate di tutti i colori per La
Stampa. «Se non ci fossero stati e non
ci fossero i cronisti, la politica verrebbe
raccontata come vorrebbero i partiti.

La generazione giornalistica alla quale
ho appartenuto ha origliato, anche “rubato” frasi e in quelle occasioni si è capito molto di più di mille dichiarazioni
ufficiali. Mi ricordo quando io e Guido
Quaranta ci siamo travestiti da inservienti delle pulizie e ci siamo infilati
nella sala dove erano riuniti i gruppi
parlamentari della Dc, scoprendo che
quel partito stava puntando su Scalfaro per il Quirinale. Un’altra volta Qua-

IMAGOECONOMICA

Un fotoreporter dentro la Camera

ranta seguì Forlani alla barberia e
mentre il leader Dc si faceva lo shampoo confessò che non avrebbe dato il
via libera alla segreteria De Mita».
Aneddoti e indiscrezioni che hanno segnato fasi della politica fino ai nostri
giorni. Dice ancora Minzolini: «Se cer-

te cose non fossero state raccontate
non sarebbero nati nemmeno i 5 Stelle». Concorda Paolo Franchi, una vita
passata per il Corriere della Sera su e
giù per il Transatlantico che considera
«terrificante e totalitaria» l’idea dei
pentastellati. «È un’idea ricorrente
che ora emerge da una setta come i 5
Stelle. Nemmeno ai tempi del Pci c’era
la voglia di tenere le cose così segrete:
dopo i Comitati centrali leggevi l’Unità
e venivi a conoscenza del dibattito che
c’era stato». È vero, spiega il direttore
del Tg 5 Clemente Mimun, «ma è una
cosa ancora più bizzarra che a volere
queste limitazioni sia un movimento
che vuole essere rivoluzionario. Bisogna esserci per raccontare cosa succede. Ricordo quando nel 1976, avevo 23
anni e lavoravo per l’agenzia Asca, entrai nella stanza dove si era tenuto l’incontro tra Craxi e Berlinguer e ricostruimmo tutto dagli appunti che avevano lasciato sui tavoli».

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

U

GOVERNO

«Così rischiamo
di svendere
una grossa fetta
del patrimonio»

LA CORSA AI RISPARMI
Le spese sotto la lente

8/900 milioni

200 milioni

Il personale

La fiction

60 milioni

5/600 milioni

Il cinema

Le infrastrutture

1 L’ammontare degli stipendi di giorna- 1 Il valore degli investimenti annuali per

1 Gli investimenti nel cinema: una

1 È il valore di Raiway, la società che dif-

listi e dipendenti della televisione di Stato

delle voci che potrebbero essere ridotte

fonde il segnale radiotelevisivo della Rai

produrre, realizzare e distribuire le fiction

Rai porta in Borsa le antenne
L’azienda: quotare parte di Raiway per raccogliere i 150 milioni di tagli imposti dal dl Irpef
PAOLO FESTUCCIA
ROMA

Il conto alla rovescia è partito. Da qui a dicembre la Rai
dovrà fare a meno di 150 milioni di euro. Ma dove trovarli? E soprattutto cosa tagliare? È di questo che ieri si è
occupato il cda di viale Mazzini. Un lunghissimo consiglio che ha dato mandato al
direttore generale Luigi Gubitosi di «lavorare» alla vendita di Raiway. Ma basterà
vendere una quota (seppur
minoritaria) della controllata per salvare un bilancio che
oggi parte già da meno
170milioni di euro?
Per alcuni consiglieri no.
«Certo che non basterà». Ci
vorrà dell’altro. «E il tutto si
ripercuoterà sul prodotto.
Forse prima di ragionare a
una vendita ci vorrà pure un
pronunciamento dell’assemblea degli azionisti». Verro e
Rositani, comunque, sono già
in trincea: annunciano ricorsi
contro quello che ritengono
un prelievo incostituzionale, e
ammoniscono che così facendo, la Rai finirà in ginocchio.
Ma il decreto Irpef ormai c’è,
esiste, ed è legge, e alle forbici
del governo, spiega una fonte
ben informata, «bisognerà rispondere con delle misure

adeguate». Il guaio vero, prosegue, è che siamo alle metà dell’anno e quindi, «se non si vuole
portare i libri in tribunale bisognerà restringere per forza il
piano strategico e di investimento approvato ad inizio anno». E raccogliere le indicazioni contenute nel dl Irpef, che
«ai fini dell’efficientamento e
del riassetto industriale», esorta «la Rai a cedere sul mercato
quote di Raiway spa». Facile a
scriversi, ma difficile da mettere in pratica. Ragionano, infatti, tra consiglieri che «vendere

ora Raiway, così di corsa, con
un mercato complicato come
l’attuale, può significare svenderla», da qui l’ipotesi molto
più suggestiva e concreta di
portare in Borsa la società dei
ponti e delle trasmissioni sul
modello di quanto fatto dal concorrente Mediaset con l’ex elettronica industriale che finita
sul mercato col nome di “E.I.
Towers” ha ottenuto ottime
performance. Insomma, la
strada obbligata si chiamerebbe Borsa. Ma quanto vale oggi
Raiway? Secondo indicazioni

(ottimiste) tra i 500 e i 600 milioni. Vendere il 40 per cento significherebbe portare a casa
(ben che vada) 200milioni, ma
«il nodo più accidentato è dato
dai tempi», troppo brevi; anche
perché si ragiona al settimo
piano della Tv pubblica, «se tu
quoti e vendi agisci direttamente sul patrimonio, dopodiché per far fronte al prelievo bisogna intervenire sul conto
economico perché diversamente non starebbe in piedi».
È questo secondo aspetto,
infatti, a fare più paura in

Viale
Mazzini
Ieri il cda Rai
si è riunito
per discutere
dei tagli
da 150 milioni
e ha affidato
al dg Gubitosi
il mandato
di ridefinire
il piano
industriale
per adeguarsi
ai sacrifici
richiesti

azienda, tra i dirigenti ma anche tra le migliaia dei lavoratori. Per la prima volta, infatti, si
teme che l’azienda (una volta
adeguati gli stipendi al tetto di
240mila euro) metterà mano al
prodotto, con tagli che andranno dalle produzioni al personale. L’obiettivo, dunque, è quello
di ridurre i costi (peraltro già
approvati) dentro il conto economico. E nel mirino, finiscono,
così, le grandi aree di spesa
aziendali: dalle sedi forse troppe e onerose, al personale che
vale tra gli 800 e i 900 milioni di
euro, ma anche la fiction
(200milioni di euro di investimenti l’anno) e il cinema
(60milioni di euro l’anno).
Insomma, «una situazione
inaccettabile» per il numero
uno dell’Usigrai, «avevamo
chiesto all’azienda - spiega Vittorio Di Trapani - di assumere
decisioni formali contro il decreto del governo che taglia
150 milioni di euro alla Rai Servizio Pubblico.
Si annunciano ora la vendita
di Raiway e un nuovo Piano industriale: i vertici aziendali si
assumono dunque la grave responsabilità di una scelta strategicamente errata, e che se
dovesse avvenire sotto il diktat
dei “soldi da trovare” diventerebbe di fatto una svendita».

ANSA

il caso
ROMA

esperimento è riuscito. E non
era affatto semplice coniugare
qualità e costi bassi. Ma alla
scuola di giornalismo di Perugia ci sono riusciti. E in tema di spending review hanno realizzato il primo vero
format a basso costo. Meno di quattromila euro di produzione per 53 minuti di giornalismo di approfondimento. Tema: l’informazione mondiale sulla crisi in Ucraina.
Con un conduttore d’eccezione che poi di fatto fa anche la differenza
- Carlo Freccero che si è prestato con
seminari e incontri con gli studenti a
realizzare il programma. Gli ingredienti, dunque, ci sono tutti: l’approfondimento, le competenze, i tempi
televisivi. Al punto che il format, sarà
presentato sabato prossimo al festival internazionale del giornalismo di
Perugia. Una vera rivoluzione per la
scuola, una sorpresa produttiva, che
a ben vedere costi e “ricavi” qualche
attenzione sulle modalità produttive
della Tv è destinata ad eccederle, soprattutto, nella fase odierna della

L’

Col test di Freccero
un’ora di tv è costata
meno di 4 mila euro

IMAGOECONOMICA

Alta qualità
Carlo Freccero: ha lavorato con la
scuola di giornalismo di Perugia per
dimostrare che il low cost funziona

Rai, costretta a fare i conti non solo
con le contrazioni pubblicitarie ma anche con i tagli imposti dal Decreto legge sull’irpef.
Dunque, una tv di qualità a basso costo è possibile. Ne sono convinti Nino
Rizzo Nervi presidente della Scuola
(Rai) di Perugia ma anche il direttore
Antonio Socci e il direttore del centro
Antonio Bagnardi. «Tutto in casa» si
può: un auspicio per la Rai a tornare
agli uomini del prodotto a rimettere in
cantiere la fucina interna dell’azienda
di viale Mazzini, che per anni ha sformato format e programmi di intrattenimento di successo.
Certo, da allora, la Televisione è
cambiata molto, non c’era il digitale,
agiva in regime di totale monopolio, ma
è anche vero che «oggi pure il giornalismo è cambiato radicalmente», chiarisce Nino Rizzo Nervo, e per questa ragione, la scuola«oltre ad insegnare gli

elementi cardine dell’informazione deve saper coinvolgere gli allievi a sviluppare la parte autoriale». Come dire:
guardare all’approfondimento, e alla
Tv non solo come informazione ma come momento comunicativo globale.
Certo, nessuno, anche alla scuola di
Perugia credeva o voleva sviluppare
un format come «l’eredità» o «la prova
del cuoco», ma scegliere la strada di
«interessare il pubblico - spiegano alla
scuola - con budget limitati è un risultato incoraggiante». È vero non ci sono star (a parte la disponibilità di
Freccero a trasformarsi per un progetto in conduttore) nel programma,
non ci sono collegamenti esterni, non
ci sono troupe sparse per l’Italia o collegamenti via satellite nel mondo, ma
meno di quattro mila euro al cospetto
dei 700-800mile euro a puntata di
«ballando con le stelle» (150mila euro
a puntata di «Ballarò», 30mila circa
della «Prova del cuoco») rappresentano un bel salto di differenza. «Una differenza - commentano gli allievi - che
dimostra come si possa restare nella
mission del servizio pubblico utilizzando al meglio risorse e strumenti a
disposizione senza disperdersi in complesse e costose operazioni di budget».
Il prima passo è fatto, al resto ci penserà la critica. Ma il «doppio gioco» tra
costi e format, tanto per citare il titolo
del format della scuola di Perugia, stavolta, è venuto proprio a galla. [PAO. FES.]

4

A. Lorusso
Caputi
sindacato
dirigenti Rai

Ma quale spending review,
alla Rai sono già molti anni
che si tagliano capitoli di
spesa, sprechi, e si riducono
costi sulle produzioni». Andrea Lorusso Caputi, capo
dell’Adrai il sindacato dei dirigenti della Tv pubblica non
batte ciglio. Certo, non perde di vista la difficile situazione che l’azienda attraversa ma ribadisce con fermezza che «il dimagrimento, se
così lo vogliamo chiamare, è
relativo a quanto si pesa».
Una battuta, insomma, ma
che serve a dimostrare e a
fotografare come «nonostante il calo consistente
della pubblicità la Rai sia comunque riuscita ad avere un
bilancio in attivo».
E questo, secondo lei, è il segnale che i tagli sono già stati fatti?

«Certo. Ne sono stati fatti
molti: sia sul personale che
nell’area editoriale. Per questa ragione mi limito ad osservare che se si vuole difendere
il servizio pubblico è necessa-

Andrea Lorusso Caputi

rio ridurre sensibilmente la
dipendenza della nostra
azienda dall’andamento del
mercato pubblicitario».
Ma come? Pare semplice a
sostenerlo...

«Sarebbe coerente che lo
Stato aiutasse l’azienda pubblica a finanziare il servizio
pubblico. E a questa operazione si può arrivare consentendo a viale Mazzini di recuperare le considerevoli sacche di evasione sul canone.
Un’operazione semplice, trasparente che avviene in tutte
le Tv pubbliche, in tutti gli
stati europei».
Ma vista la situazione e l’improvvisa necessità di far
fronte ai 150milioni di euro
che il governo si terrà con il
Dl sull’irpef, forse servirà fare ancora molto altro, non
crede?...

«Se molto altro significa vendere Raiway, rispondo che in
questo momento la vendita
può equivalere a una svendita. Non penso che sia necessario depauperare così improvvisamente un’azienda straordinaria come la nostra».

Poi c’è il capitolo taglio degli
stipendi. Nel mirino ci sono
moltissimi dirigenti di viale
Mazzini: basterà il tetto sui
compensi ai manager a ridurre i costi?

«Il problema del taglio degli
stipendi viene dopo la salvaguardia dell’azienda. Ma in
tutta questa vicenda un concetto mi pare fin troppo
chiaro: 150milioni di euro,
così come impone il decreto
irpef del governo, non si trovano tagliando gli stipendi ai
[PAO. FES.]
dirigenti».

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Riforma della p.a.
lo Stato potrà
licenziare i dirigenti

Le frasi

Una sfida ambiziosa

Come disse Kennedy
un obiettivo si sceglie
perché è difficile
non perché è facile

Oggi il premier presenta le proposte del governo
Stop dai sindacati: non si fa senza consultarci
PAOLO BARONI
ROMA

Matteo Renzi oggi apre ufficialmente il cantiere della riforma della pubblica amministrazione. L’ordine del giorno
del consiglio dei ministri convocato per le 16 non prevede
nulla di specifico, nessun decreto, nessuna nuova legge
ma intervenendo ieri sera a
«Porta a porta» il presidente
del Consiglio ha confermato
che manterrà fede agli impegni presi: «Presentiamo con
Madia i provvedimenti che
noi proponiamo alla Pubblica
amministrazione, con un metodo diverso dal solito. Molte
cose faranno discutere, si va
dalla giustizia amministrativa
fino alle questioni legate alla
retribuzione mega dei dirigenti e alla gestione della licenziabilità dei dirigenti».
I sindacati sono ovviamente già sulle barricate: dopo
Cgil e Cisl, che lunedì lamentavano la mancata consultazione, ieri si sono fatte sentire anche Uil, Ugl ed il sindacato dei dirigenti Cida. Che
ha messo nero su bianco il
suo «no» al tetto degli stipen-

3
milioni
È il numero dei dipendenti
pubblici in Italia:
per l’esattezza
sono 3.036.637

180
mila
I dipendenti della Pubblica
Amministrazione
che hanno
oltre 60 anni

240
mila euro
Il tetto massimo
per gli stipendi pubblici.
Una cifra che potrebbe
scendere ancora

di per i manager pubblici.
Renzi cerca di esorcizzare le
difficoltà e nel salotto di Bruno
Vespa evoca John Kennedy. «Io
so che è difficile ma gli obiettivi
si scelgono non perché sono facili ma perché è la cosa più difficile. E la cosa più difficile che
possiamo fare è cambiare la
pubblica amministrazione e lì
non ci basta nemmeno la Nasa,
forse i Marines».
Come è noto, il pacchetto di
interventi messo a punto dal
ministro Marianna Madia, spazia da misure sui dirigenti, ad
interventi sul personale, a misure di semplificazione a favore
dei cittadini. Oggi però il governo metterà a fuoco il metodo ed
il merito della riforma,mentre i
provvedimenti concreti (un decreto ed un disegno di legge delega) arriveranno più avanti.
Dirigenti nel mirino

Si parte dalla testa, dai vertici
della macchina pubblica. In dettaglio, ci sarà più mobilità per i
dirigenti, che potranno essere
anche licenziabili ed il cui compenso potrebbe essere agganciato ad una seria di obiettivi, compreso l’andamento dell’economia

Primo Piano .7

.

Ci vuole l’esercito

Per fare questo
non basta neanche
la Nasa, forse
bastano i marines
Il merito

LAPRESSE

Non è possibile
che i premi arrivino
prescindendo
dai risultati ottenuti

Il premier ieri a “Porta a Porta”

del Paese perchè «se il Paese va
male, anche i dirigenti devono tirare la cinghia». Quindi si studia
l’introduzione di un ruolo unico
della dirigenza: sparirebbero in
sostanza la divisione tra prima e
seconda fascia, così come le assunzioni fatte dai singoli dicasteri, per arrivare ad avere solamente dei «dirigenti della Repubblica», e ci sarebbe un ridisegno del sistema dei concorsi e dei
corsi e a valle anche una riorganizzazione delle scuole di formazione che attualmente sono ancora cinque: la Scuola superiore

della Pa, quella dell’Interno, l’istituto diplomatico, la scuola dell’amministrazione locale e quella
di economia e finanza.
Mobilità per i dipendenti

Per il personale ordinario, il premier esclude che si debba parlare di esuberi e definisce «solo ipotesi» la stima di 85mila fatta dal
commissario per la spending review Cottarelli. Questo però non
esclude che ci siano soluzioni
concordate di uscita, dai prepensionamenti alla pratica dell’esonero dal servizio, che accompa-

gnate dallo sblocco del turn over
potrebbero innescare una certa
quota di ricambio generazionale.
Visto dalla parte dei cittadini
la pubblica amministrazione richiede una buona dose di semplificazione: potrebbero arrivare misure come il codice unico
per l’accesso ai certificati on-line, nuovi interventi in materia
di trasparenza e sburocratizzazione ed un ulteriore taglio di
enti inutili. «Faremo una sfida ha spiegato ancora il premier nei confronti di chi lavora nella
Pa, coinvolgendoli».

I punti
Lavoro

Giustizia

Cade il mito
del capo
inamovibile

Stop al balletto
dei ricorsi
blocca-attività

ddio all’inamovibilità,
oggi uno dei capisaldi
della dirigenza nella
pubblica amministrazione:
nelle aziende private
ovviamente i dirigenti sono
licenziabili, poiché si parte
dal presupposto che abbiano
un rapporto di fiducia con
l’azienda che può venir
meno. Ieri il premier è stato
chiarissimo sull’argomento:
«La licenziabilità dei
dirigenti» sarà al centro
della riforma.

n arrivo un cambio di
passo anche per la
giustizia amministrativa,
di cui il premier ha parlato
spesso. È anche uno dei
modi in cui spesso complice l’intervento di altri
cittadini italiani - ci si sente
vessati dalla pubblica
amministrazione: chiedi la
licenza per un’attività, un
concorrente fa ricorso al Tar
e tu resti bloccato per mesi.
Secondo Renzi, «novità che
faranno discutere».

A

Burocrazia

I

Appalti

Arriva il pin
Gare rapide
che dà accesso senza sconti
ai documenti sulla legalità
a riforma introdurrà
per i cittadini una
«identità digitale»: il
che vuol dire «dare a tutti un
pin» che permetterà
l’accesso alle pratiche e ai
documenti della pubblica
amministrazione che lo
riguardano. Così il premier
Matteo Renzi a Porta a
Porta: «Il pin - spiega - vuol
dire mai più code per un
certificato e non pagare più
in un certo modo la
bolletta».

L

uove regole anche
per le gare d’appalto.
«Non discuto del
fatto che dobbiamo avere
grandissima attenzione alla
legalità nelle gare, ma il
modo per garantire la
legalità, la premessa è la
semplicità». La riforma
dovrebbe dunque andare
verso uno snellimento delle
procedure di affidamento
dei lavori pubblici, pur
mantenendo un sistema di
controlli rigorosi.

N

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014 LA STAMPA 8

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Primo Piano .9

.

U

EUROPA

il libro
1 Il libro ha il finale aperto.

L’INTERVISTA

Esce in queste ore e s’intitola
«Europe in the Storm», l’Europa nella tempesta, perché
«il quadro è più tranquillo,
ma forse è solo la calma prima di un altra tempesta».
Herman Van Rompuy, 66 anni, fiammingo, popolare, ex
premier belga, fotografa 5
anni da presidente del Consiglio Ue. Aneddoti gustosi (la
Merkel che dice “odio perdere”), precisa analisi della crisi
che non è finita, e una predisposizione alla flessibilità di
cui parla in questa intervista
(Su LaStampa.it la versione
integrale).

Le riforme per ripartire

Rafforzare il lavoro
senza dimenticare
la crescita, pensando
a ricerca, qualità, export
La politica italiana

In 5 anni quattro premier
ma un solo presidente,
Napolitano. È positivo,
un elemento di stabilità
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
«L’Europa nella Tempesta»,
presidente. Ancora?

«Si, ma è uno stadio differente. A fine 2012 siamo usciti
dall’occhio del ciclone, ora restano le turbolenze provocate
dalla crisi finanziaria e dalle
sfide della globalizzazione,
che è una guerra economica».
Come ci si salveremo?

«Col completamento dell’Unione economica e monetaria (Uem). È il nostro problema interno. Dobbiamo
rafforzare la capacità di fare
politica economica in un
mondo globale. Speravo di finire in ottobre, temo non sarà possibile».
Leipuntavasui“contrattivolontari”, gli accordi con cui
ogni Paese si impegna a fare
riforme in cambio di maggiore flessibilità di bilancio.
Cos’è successo?

«E’ chiaro che occorre un coordinamento economico più
forte, in assenza del quale
possiamo avere gli stessi problemi di prima. Dopo le discussioni di dicembre, credo
che la proposta originale non
andrà avanti. Dovremmo trovare un altro strumento».

Nei cinque anni al Consiglio Ue
ha visto quattro premier italiani molto diversi. Che idea ha
della nostra politica?

Presidente
Herman
Van
Rompuy
è presidente
del
Consiglio
europeo
dal 2009
Il mandato
scade
a novembre
EPA

HERMAN VAN ROMPUY

“L’Italia rispetti le regole
Bruxelles sarà flessibile”
Il presidente del Consiglio Ue: ora gli impegni concreti

Come mai?

«Abbiamo un doppio problema. C’è chi teme un eccessivo
trasferimento di sovranità non è il caso, perché sono contratti volontari -, e chi non
s’intende sulla solidarietà per alcuni è troppa, per altri è
poca. C’è poi la sensazione vera - che il peggio sia alle
spalle, così non c’è il senso
d’urgenza di prima. Per un
certo verso sono deluso. Farò
una proposta diversa rispetto
all’autunno».
Ritiene inevitabile la mutualizzazione del debito?

«Alla fine, è una parte del-

l’Uem. Ma economicamente e
politicamente non c’è consenso.
E’ una sfida per il mio successore. Verrà quando tutti i problemi saranno risolti».
Intanto, via alle riforme, no?

«Certo, ma con uno spettro ampio. Si deve rafforzare l’intensità del lavoro nella crescita senza dimenticare la crescita stessa. Bisogna pensare a ricerca,
qualità, rapporto costi-efficienza, a favorire l’export».
Nelsuolibroriveladiavercambiato idea su Schröder e la violazione tedesca del Patto di

stabilità di dieci anni fa.

«E’ stato il ministro degli Esteri
Steinmeier, prima delle elezioni
tedesche, a spiegarmi che si
trattò di una scelta strategica
fra le riforme strutturali e il
mantenimento del passo del
consolidamento dei conti. Optarono per la prima. Per me era
una novità. Mi ha colpito soprattutto perché il presidente
dell’Eurogruppo Dijsselbloem
ha proposto più flessibilità per i
paesi in cambio di riforme
strutturali. Steinmeier mi ha
spiegato esattamente questo».

LopensaancheilgovernoRenzi. Lei è favorevole?

«Il caso dell’Italia è molto specifico. Berlusconi, Monti, Letta e
Renzi si sono impegnati a rispettare le regole, cosa che non
è successa in Francia o in Olanda. Non hanno chiesto un rinvio
per spingere oltre il 3% il rapporto deficit/pil».
Dovevano?

«L’Italia ha una buona ragione
per attenersi alle regole: il debito elevato. Deve ripristinare la
credibilità. Credo che il rispetto
dei vincoli e la flessibilità, per

tutta l’Eurozona, siano contenuti in ciò che sta facendo la
Commissione, e io sostengo.
Flessibili sugli obiettivi nominali, rigorosi su quelli strutturali: mantenere la direzione e
lavorare sulla velocità».
E se Renzi venisse a dire “farò
come Schröder nel 2004”?

«Non posso immaginare che il
parametro del 3% sia ammorbidito, sarebbe un segnale sbagliato. Però sotto il 3% ci può
essere - come principio generale - un più grande margine di
manovra».

«C’è stato però un solo presidente, Giorgio Napolitano. E’
stato positivo, un elemento di
stabilità. Noto una crescente
consapevolezza della necessità
riforme nel campo fiscale, politico, amministrativo, giudiziario. A fine 2011, l’Italia si è risvegliata. Questo risveglio va trasformato in impegni concreti,
economici e politici. Il problema è tenere insieme una maggioranza per sostenere le riforme. C’è bisogno di stabilità».
Senza posti di lavoro, l’idea
stessa di Europa è in pericolo.

«Non va sottovalutata l’importanza decisiva delle competenze nazionali: negli Anni 90 i livelli d’occupazione in Francia e
Germania erano simili e relativamente alti. Le riforme di
Schröder hanno portato la disoccupazione al 5%, in Francia
ha superato il 10. Il principio
causa-effetto è palese».
Manca poco alle elezioni. Populisti e antieuro vanno forte.

«Il voto giunge un po’ troppo
presto. Abbiamo prospettive
decisamente migliori rispetto a
qualche mese fa, ma gli effetti
sul lavoro non sono ancora arrivati. E’ normale. Con la disoccupazione alta, è difficile convincere parte dei cittadini che
stiamo superando i problemi».
La crisi del progetto europeo è
più grande di così, no?

«Come si fa a rafforzare l’idea
dell’Europa quando le si dà la
colpa, o si dà l’impressione di
incolparla, per problemi nazionali? C’è un divario fra i cittadini e l’Europa. Ma negli anni Novanta era lo stesso: il Fronte nazionale era forte già allora. Il
nodo è il divario fra cittadini e
politica. Se poi i leader trasferiscono il peso della sfiducia sull’Europa, il gioco è fatto».

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Primo Piano .11

.

U

IRAQ
ELEZIONI LEGISLATIVE

Reportage
LAURA SILVIA BATTAGLIA
BAGHDAD

a pasticceria Zaitun apre i
battenti alle 7 del mattino e
lo farebbe anche se ci fosse
il coprifuoco su tutta l’area
di Karrada, a Est del Teatro
Nazionale in Alfateh Square. Sul marciapiede ci si affolla come mosche sul
tavolaccio del macellaio, salvo che qui
non si tagliano quarti di agnello ma si
distribuisce la prelibatezza del mattino, la kaji, una sfoglia ripiena di crema
di latte e inzuppata nel miele più buono. La teglia va via in pochi secondi e
tocca aspettare altri 15 minuti per la
prossima. Ma non ci si annoia: non sono giorni come gli altri.
Si vota e parlare di politica è inevitabile. Qui, in Iraq, la frattura tra giovani
e vecchi si sente. Per fortuna la kaji
mette tutti d’accordo, ma Ali Kareem,
25 anni, appena sposato, evidentemente sciita, benvestito, con un lavoro da
informatico in un ufficio statale, in coda anche per il pane, dice di avere speranze per il futuro. Per cui voterà «perché i giovani si meritano un nuovo Iraq
e posti di lavoro». Per non sentirlo parlare ancora, Abu Ahmad, con la sua jallabya color sabbia e la stanchezza dipinta sui suoi sessant’anni di uomo robusto, si infila nella drogheria accanto
e quando si sente interpellato, parte
con la sua filippica, senza giri di frase:
«Non ci credo. Qui solo 3 mila persone
ne controllano milioni. Tutti i politici
sono ladri. Abbiamo fatto entrare gli
americani perché doveva essere meglio di Saddam, invece per me è peggio». Forse Abu Ahmad ha anche
un’età e ne ha viste troppe: per questo
non spera più come quasi tutti quel
che hanno vissuto dieci anni di guerra
senza poter scappare. Ma lui è convinto che sia una questione genetica: «Il
problema siamo noi iracheni: ci siamo
assuefatti, addormentati ai soprusi. E
poi non siamo onesti: non sappiamo fare gruppo, aiutarci tra noi. Siamo sempre divisi: il nostro cuore non è puro».
Ha lacrime di rabbia Abu Ahmad, però
a votare ci andrà. E ci andrà pure Abu
Hasser, stesso quartiere, che è uno degli addetti alle pulizie di Mesbah
Alaaaldeen Square e che si dispera
perché i cartelli elettorali gli rovinano
aiuole e piantine: «Guarda qua, prima
la piazza era un gioiello, da tre mesi a
questa parte non faccio altro che togliere cartacce e pestare le facce dei
candidati». La piazza del Teatro Nazionale ne ha per tutti i gusti elettorali:
ci sono i cartelli della grande coalizione sciita, con l’attuale primo ministro
Nuri Al Maliki che fa capolino anche
dai ballon sospesi in grande quantità
sulle arterie di raccordo della circonvallazione di Baghdad e che qui ne ha
fatto piazzare uno proprio sul Teatro. I
maligni fanno i conti in tasca alla sua
campagna elettorale, essendo il favorito: si dice sia costata 8 milioni di dollari

L

Baghdad seppellisce il passato
“Ci meritiamo la democrazia”
Tra i giovani oggi alle urne per la prima volta dal ritiro Usa: possiamo cambiare
Sul voto allarme sicurezza: 79 morti in 24 ore. Maliki punta al terzo mandato

22
milioni
Gli aventi diritto di voto,
di cui un milione sono forze
di polizia
e militari
Dovranno
scegliere fra
9650 candidati,
più di 230
gruppi politici,
divisi in 100
liste e 39 coalizioni

LAURA SILVIA BATTAGLIA

13 dicembre 2003
Saddam Hussein
è catturato
vicino a Tikrit

20 Marzo 2003
Parte l’attacco
delle truppe
anglo-americane
al regime
di Saddam Hussein

12 novembre 2003
Attentato contro
la base italiana
a Nassiriya:
muoiono 12 carabinieri,
5 militari, 2 civili

e uno spot pubblicitario, che gira su tutti
i canali governativi, pare sia stato pagato alla società di produzione più di
500mila dollari.
In Mesbah Alaaaldeen Square, i cartelloni verde/giallo del partito del presidente, lo Isci (Il Consiglio Supremo degli
islamici Sciiti dell’Iraq), sono quelli più
grandi e ben in vista ma la miriade degli
altri conferma le cifre ufficiali: 9650
candidati per 328 posti in parlamento,
più di 230 gruppi politici, divisi in circa
100 liste e 39 coalizioni per 22 milioni di
persone al voto. Tutti gli elettori chiedono sicurezza, lavoro, diritti. I candidati
le promettono, spesso senza un vero

2006
Picco delle violenze
tra sunniti e sciiti
e degli attacchi
di Al Qaeda: decine
di migliaia di morti

2013
E’ l'anno
più sanguinoso
dal 2008,
con quasi
9.500 morti

2007
Gli Usa decidono
l'aumento
delle truppe (surge)
voluto dal generale
Petraeus

30 gennaio 2005
Prime elezioni
post-Saddam.
Vince la coalizione
sciita sostenuta
dall’ayatollah Al Sistani

programma, compresi i quattro grandi
favoriti: Osama Al Nujaifi, Ali Al Sistani,
Maqtada Al sadr, Massud Barzani. E,
ovviamente, Nuri al-Maliki.
In generale, questa è una campagna
disordinata, funestata da attentati suicidi con 2750 morti in appena quattro
mesi (solo nelle 24 ore che hanno preceduto il voto ci sono state 79 vittime), ma
davvero energetica con parecchie donne candidate e, per la prima volta, anche
un disabile. E nella capitale sono tornati
i comunisti: si fanno sentire con vigore
all’interno della Alleanza Civile Democratica e rafforzano la pubblicità con caroselli di auto e bandiere rosse. Emad

2011
Si ritirano
gli ultimi
soldati
americani

Alkhafaji, direttore del «ngo BurJ Babel», candidato, che ha il suo ufficio/studio d’arte con annessa sala per film d’essai non distante dal Teatro Nazionale,
ne è convinto: «I pessimisti lo sono soprattutto per se stessi. Con tutti gli errori dell’occupazione Usa e l’insipienza
successiva, in questo Paese c’è del buono. Non possiamo paragonare il 2014 a
quello che abbiamo passato nel 2006.
Possiamo cambiare: lo faremo progressivamente. Basta diventare una vera democrazia». Non ci credono molto i sunniti che, nella corsa alle poltrone elettorali, hanno spaccato il partito al-Iraqiya,
invitano al boicottaggio e recriminano

Gli Usa temono il ritorno di Al Qaeda

Dietro la sfida sciiti-sunniti
il duello tra Riad e Teheran
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

La scelta del premier uscente iracheno Nuri Al Maliki di imputare all’Arabia Saudita «interferenze nel voto»
evidenzia come le prime elezioni a Baghdad dopo il ritiro Usa siano un duello a distanza fra Teheran e Riad. Indebolito dalle defezioni nel campo sciita,
a cominciare dall’ex imam ribelle
Muqtada al-Sadr, Al Maliki tenta di

guadagnare seggi sufficienti per ottenere il terzo mandato con una campagna dai marcati toni anti-sunniti: schiera le milizie sciite a fianco delle truppe
irachene nella campagna per la riconquista di Fallujah e Ramadi controllate
da Al Qaeda, ordina agli elicotteri la
prima incursione in Iraq per bersagliare i jihadisti e sceglie le telecamere della «Bbc» per imputare ad Arabia Saudita e Qatar «pesanti interferenze».

Il premier Al Maliki

E non è andato molto per il sottile,
parlando di «un gran numero di combattenti di Niger e Ciad» che sarebbero entrati illegalmente in Iraq, con il
sostegno economico di Riad e Doha,
per rafforzare il controllo jihadista
sull’Anbar. In questa maniera Al Maliki punta a presentarsi agli sciiti,
maggioranza della popolazione, come
il garante degli equilibri di forza fra
etnie emersi dopo il ritiro Usa.

Masud Barzani

Ma il risultato è spingere i quotidiani delle monarchie del Golfo a definirlo «un colonnello dell’Iran», addebitandogli la «volontà di isolare e indebolire i sunniti in violazione degli accordi costituzionali» sin da quando
nel dicembre del 2011 spiccò un mandato di cattura per il vicepresidente
Tarek Al Hashemi obbligandolo a
espatriare. Per i sauditi Al Maliki è un
tassello della strategia iraniana di

LA DIFFICILE
TRANSIZIONE

2014
Prime elezioni
libere dal ritiro
delle truppe
statunitensi

Centimetri
LA STAMPA

per quanto accade nella provincia di
Anbar e a Falluja, attualmente sotto assedio dell’esercito per ripulire l’area dai
qaedisti dell’Isil che qui tutti, in arabo,
chiamano «daesch» non senza timore.
Nonostante tutto, queste elezioni sono la migliore occasione per dimostrare
che gli iracheni sanno fare da sé. Anche
se, scherza Sargon Slivo, che voterà per
la minoranza assira, «bisogna ammettere che Alessandro Magno nei nostri
confronti aveva ragione quando diceva
che, o bisognava lasciare questo Paese o
bisognava purgarlo: siamo molto creativi ma cambiamo idea facilmente. Siamo
majnuni, pazzi. Nel bene e nel male».

creare un blocco di Paesi contigui filoTeheran, dall’Iraq al Libano passando
per la Siria, e dunque Riad spera che a
sostituirlo sia una coalizione multietnica di partiti sciiti, sunniti e curdi.
Questi ultimi, guidati da Masud Barzani, sono fra i più determinati a sconfiggere nelle urne Al Maliki: per questo lo sfidano e irridono, minacciando
di vendere petrolio del Kurdistan direttamente dai terminal turchi.
Il cocktail di tensioni inter-etniche
sullo sfondo del duello fra i due giganti
della regione - Riad e Teheran - ripropone la dinamica che segna la guerra
civile siriana. E fa temere a Washington che nel dopo-voto a prendere l’iniziativa potrebbe essere Al Qaeda, puntando a sfruttare la fase di incertezza a
Baghdad per rafforzare il controllo sulla regione dell’Anbar confinante con le
aree jihadiste nella Siria del Nord-Est.

12 .Estero

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Mandela

Oggi credo sarebbe
infastidito dal crescente
tono razzista dell’African
National Congress
La speranza

Attendo il giorno
in cui il colore
del Presidente non sarà più
un elemento determinante
LORENZO SIMONCELLI
PRETORIA

I

l Sudafrica di oggi è ancora più ineguale di
quello del 1994». A vent’anni dalle prime elezioni democratiche del
Paese, questo il bilancio di
F.W. De Klerk, l’uomo che, insieme a Nelson Mandela, ha
messo la parola fine al regime dell’apartheid. L’ex presidente sudafricano, oggi
78enne, dagli uffici della Fondazione a lui intitolata, racconta com’è cambiata la «Nazione Arcobaleno». Cominciando dalle critiche al partito al governo, l’Anc (Africa
National Congress), accusato di mettere in atto «aggressive politiche di discriminazione razziale». Un attacco
che pesa come un macigno,
in un Paese, che ha visto la
sua storia martoriata dai
conflitti etnici.
In che modo il governo sta
discriminando la popolazione sudafricana?

«La decisione di favorire i neri nelle istituzioni pubbliche,
così come nell’economia, ci
sta portando ad una situazione in cui si viene scelti per il
colore della pelle e non per le
reali competenze dei singoli.
Siamo vicini al punto in cui
non ci potremmo più definire
una democrazia non razzista. La strumentalizzazione
delle cariche pubbliche per
promuovere obiettivi di partito e gli attacchi retorici
stanno indubbiamente portando ad un deterioramento
delle relazioni tra le varie
minoranze».
Qual è il bilancio a 20 anni
dalle prime elezioni democratiche del Paese?

«L’economia è tre volte quella del ’94, sono state costruite case per il 25% della popolazione, e garantiti servizi base come elettricità e sanità
per milioni di sudafricani.
Tuttavia siamo una società
ancora più ineguale del 1994.
Innanzitutto per il fallimento
della scuola che non fornisce
un’educazione di livello all’85% dei nostri bambini. A

I leader
È il 10
maggio
del 1994
quando
Mandela
giura come
presidente
sudafricano
con al suo
fianco
De Klerk
JUDA NGWENYA/REUTERS

DE KLERK

“Oggi il Sudafrica
discrimina i bianchi”
L’ex leader che mise fine all’apartheid: neri favoriti in tutto
questo si aggiunge l’inaccettabile tasso di disoccupazione.
Solo il 43% dei sudafricani tra
15 e 64 anni ha un lavoro. Inoltre le tanto acclamate politiche d’uguaglianza hanno sì
permesso al 20% della popolazione nera di entrare a far parte della classe media, ma per il
50% degli estremamente poveri è stato fatto poco o niente».
Conoscendo così bene Mandela crede che sarebbe soddisfatto di come il suo partito, l’Anc, sta governando il
Paese?

«Sono sicuro sarebbe profondamente dispiaciuto dalla
rampante corruzione all’interno dell’Anc e dall’apparente assenza di punizioni da parte del partito stesso nei confronti dei responsabili. Credo
sarebbe infastidito anche dal
crescente tono razzista del-

l’African National Congress e
dall’effetto negativo che questo atteggiamento aggressivo
sta avendo sulla riconciliazione nazionale. Fino al 2007 il
partito ha governato abbastanza bene. Da quel momento in poi, a seguito di una svol-

ta radicale, i risultati, ad eccezione della lotta contro l’Aids,
sono venuti meno, soprattutto
in campo economico e nelle
politiche lavorative».

durante la sua campagna
elettorale. Crede che il Paese
sia pronto ad un cambio di
leadership dopo 20 anni di
governo dell’Anc?

Il 7 maggio ci saranno le elezioni. Il presidente Jacob Zuma è stato più volte fischiato

«Credo che l’Anc perderà molti voti, ma i tempi non sono maturi per un cambio di leadership. Tuttavia non sarei sorpreso se, a breve, le divisioni e
le incomprensioni tra le varie
anime del partito portassero
ad una scissione interna. Sarebbe un positivo passo avanti
e aprirebbe le strade ad una
coalizione centrista».

La delusione di Desmond Tutu
«FelicecheMandelanonvedaildisastrodelPaese»
1 «Sono felice che Mandela

sia morto, sono felice che molte
di quelle persone che stavano
con lui non siano più qui per vedere tutto questo disastro». Parole - come macigni - che l’arcivescovo e Premio Nobel per la
Pace Desmond Tutu ha pronunciato due giorni fa in un’intervi-

sta al «Sunday Times» sudafricano parlando del sentiero imboccato dalla nazione vent’anni dopo la fine dell’apartheid. «Non
pensavo che il disincanto sarebbe arrivato così presto», ha ammesso l’82enne religioso. Che
ha chiuso dicendo: «Non voterò
per l’Anc il 7 maggio».

Recentemente Zuma è stato
accusato di essersi appropriato indebitamente di denaro
pubblico (18 milioni di euro
circa, ndr) con la scusa di dover incrementare la sicurezza
nella sua casa di campagna.
Lei si sarebbe dimesso?

«Faccio ancora parte di quella

Chi è
Frederik Willem de Klerk
nasce a Johannesburg nel
1936. È stato presidente
dal 1989 al 1994. Il 2
febbraio del 1990
annuncia il rilascio di
prigionieri politici fra cui
Mandela. Nel 1991 inizia a
smantellare le leggi
sull’apartheid. Nel 1993
vince il Nobel per la Pace
con Mandela. L’anno
seguente è quello delle
elezioni democratiche con
la partecipazione dell’Anp
Nel 1997 De Klerk
lascia la politica

classe politica secondo cui, se
sei colpevole di un grosso
scandalo, bisognerebbe dimettersi. Non mi sorprenderebbe
se dopo le elezioni, Zuma, si
accontentasse di una funzione
cerimoniale e lasciasse il timone del Paese al suo vice, esattamente come fece Mandela per
la gran parte del mandato».
Lei è stato l’ultimo Presidente
bianco del Sudafrica, crede
che un giorno il Paese tornerà
ad averne uno?

«Attendo il giorno che il colore del Presidente del Paese
non sarà più un elemento determinante. Se gli Stati Uniti
sono riusciti a sviluppare una
maturità politica che li ha portati ad eleggere un presidente
nero, non vedo perché un giorno un sudafricano bianco non
possa essere eletto di nuovo
Presidente».

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

“Le sanzioni non funzioneranno
Un errore cacciare Mosca dal G8”
Pleuger ex ambasciatore Onu di Schröder: solo in Sudafrica hanno avuto effetto
Anche l’Europa dopo gli Stati Uniti ha esteso
le sue sanzioni contro la Russia per la crisi in
Ucraina: nel mirino della Ue 15 persone, 9 russi
ma solo uno del cerchio ristretto di Putin. È il
vicepremier Dmitri Kozak. Si tratta di misure
blande ma bastano a irritare Mosca che parla
di «ritorno alla Cortina di ferro». Putin avverte
che potrebbe riconsiderare le partecipazioni
delle compagnie petrolifere occidentali ai
progetti in Russia. Intanto continuano gli
scontri a Est. I filorussi hanno preso tre edifici
governativi a Lugansk dove sono state tolte le
bandiere ucraine sostituite da quelle russe.

Intervista

G

LE MOSSE DELLA UE

Misure contro uomini
vicini a Putin. Rabbia russa
«Una cortina di ferro»

L’ex cancelliere ha festeggiato il compleanno con
Putin a San
Pietroburgo
L’abbraccio ha
fatto infuriare
i tedeschi

Non è andata un granché.

ANATOLY MALTSEV/EPA

Ambasciatore, dopo Ginevra
non c’è nessun allentamento
delle tensioni in Ucraina, anzi.

«Questa crisi molto seria può

essere risolta soltanto con il
dialogo. Non penso che le sanzioni servano a qualcosa. Negli
ultimi 50 anni conosco un solo
esempio di un buon funzionamento di sanzioni: il Sudafrica.
Ma contro l’apartheid erano
globali e hanno avuto effetti solo dopo vent’anni».
Cosa suggerisce?

Al Palazzo di Vetro
Gunter Pleuger è stato
il rappresentante tedesco
durante la crisi del Kosovo

Futuri sposi
Di recente
George
Clooney
ha
annunciato
le nozze
con Amal
Alamuddin,
avvocato,
tra gli altri,
di Julian
Assange

ANSA

L’ATTORE LASCIA L’INCARICO DI MESSAGGERO DI PACE

Clooney neo fidanzato
ora divorzia dall’Onu
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK

George Clooney si leva il casco blu. L’attore americano
lascia il suo incarico di «messaggero di pace» per conto
delle Nazioni Unite, ruolo
che aveva assunto nel 2008,
sull’onda della sua campagna
di sensibilizzazione per il
Darfur. «Dopo sei anni, Clooney ritiene che sia il momento di rinunciare all’incarico spiega il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric. - Il tempo richiesto dalle
attività professionali e gli impegni di diverso genere, talvolta rendono difficile, a persone di un certo profilo, mantenere un ruolo ufficiale all’interno dell’Onu».
Non sembra casuale, tuttavia, che l’annuncio dell’ex «co-

lomba di pace» giunga a poca
distanza da quello del suo matrimonio con Amal Alamuddin,
avvocato di origini libanesi, che
annovera tra i suoi assistiti proprio l’ex segretario generale
Kofi Annan e la mente di Wiki-

Dal 2008 ha sostenuto
iniziative umanitarie
in Congo, Darfur
e Sud Sudan
leaks, Julian Assange. Casualità o conseguenza che sia, l’attuale numero uno del Palazzo di
Vetro, Ban Ki-moon, preferisce
non parlare di divorzio dall’Onu, come alcuni media hanno
asserito, ma piuttosto di una
pausa di riflessione, con la speranza che in futuro ci sia spazio

si avevano opposto il veto all’ipotesi di un intervento militare ed erano usciti dal gruppo
di contatto. A quel punto il problema era dover poter continuare a discutere della questione con loro. All’epoca scegliemmo il G8. Ecco perché
trovo estremamente sbagliato
aver buttato fuori Mosca da
quel foro. Durante la guerra in
Kosovo abbiamo negoziato per
settimane all’interno del G8 ed
è stato lì che abbiamo sviluppato la risoluzione per la fine
del conflitto».
«Per anni abbiamo lavorato ad
un’alleanza strategica tra la Ue
e la Russia. Dal dicembre del
2012 i colloqui sono congelati.
Inutile dire a priori che Putin
non tratterà, bisogna provarci.
E non credo che se il Consiglio
di sicurezza dell’Onu decidesse
di mandare caschi blu in Ucraina, la Russia si opporrebbe.
Hanno già detto sì all’Osce».

Scandalo
Schröder

guarda con ansia alla crisi
ucraina. E continua a credere
nel dialogo. Le sanzioni, sostiene, hanno funzionato una sola
volta negli ultimi 50 anni: contro il Sudafrica. Ma lì fu il mondo intero a boicottare l’apartheid. È ora di ripristinare un
foro di discussione con la Russia: escluderla dal G8 è stato un
errore, come insegna il Kosovo.

Estero .13

E come si fa a riportare Putin al
tavolo?

TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

unter Pleuger è
stato ambasciatore presso le Nazioni Unite e per
moltissimi anni
una figura di primo piano della politica estera tedesca. Negoziò in prima persona sulla
guerra in Kosovo, divenne il
volto diplomatico del «no» di
Schröder alla guerra in Iraq e
si battè per una riforma del
Consiglio di sicurezza. Oggi è
rettore dell’Università europea di Francoforte sull’Oder e

.

per una nuova collaborazione.
Del resto, mai dire mai, se si
pensa che Clooney, icona sexy,
da sempre pronto a dribblare le
sue fiamme - compresa Elisabetta Canalis - pur di non convolare a nozze, ha deciso ora di
compiere il grande passo. Con
Angelina Jolie, che ha il ruolo di
ambasciatore dell’Alto rappresentante per i rifugiati, Clooney
è stato tra i messaggeri del Palazzo di Vetro di più alto profilo
a Hollywood. In quanto ambasciatore delle istanze umanitarie, l’attore è stato in Congo,
Darfur e Sud Sudan.
Di recente ha fondato, assieme a John Prendergast, la sua
organizzazione, «Satellite Sentinel Project», che aiuta a monitorare gli abusi di diritti umani
del regime di Khartum anche
attraverso immagini satellitari.
Di solito i messaggeri di Pace
hanno un mandato che dura tre
anni, ovviamente rinnovabile,
anche se in alcuni casi il ruolo si
protrae assai più a lungo. È il
caso di Michael Douglas, del
premio Nobel Elie Wiesel e dell’antropologa Jane Goodall, tutti in carica da oltre un decennio.

«Il cosiddetto “triangolo di Weimar”, i ministri degli Esteri di
Germania, Francia e Polonia,
ha fatto buone proposte, a Kiev:
creare un gruppo di contatto

per discutere i problemi e farlo
accompagnare da osservatori
dell’Osce. Anzi, io avrei suggerito i caschi blu, dopo una risoluzione Onu».
Putin sembra sordo ai richiami
aldialogoe7uominidellamissione Osce sono stati rapiti.

«Bisogna insistere. A Ginevra
tutti sapevano che la prova del
nove sarebbe stata la traduzione dell’accordo in fatti. Qualcosa di molto simile, che ho vissuto da vicino, è avvenuto durante la crisi nel Kosovo. I rus-

«Perciò propongo i caschi blu:
sono armati e attaccarli significa subire conseguenze, fino al
consiglio Onu. La diplomazia
della crisi non è un segnale di
debolezza ma di forza, in questo ha perfettamente ragione la
Ue che continua a crederci. E
bisogna anche pensare a cosa
sta succedendo in Russia, i segnali economici non sono incoraggianti. Il rublo è crollato del
22% nelle ultime settimane,
hanno subito una fuga dei capitali di 70 miliardi, gli investitori
scappano. Ecco perché bisogna
insistere per farli sedere al tavolo. Anche perché ci sono altri
dossier dove bisogna parlare
con i russi, basti pensare alla
Siria o all’Iran».

Esiliato

RICHIESTA AGLI USA: È UNA MINACCIA

Erdogan vuole
l’estradizione
del rivale Gulen
MARTA OTTAVIANI

Il premier turco, Recep
Tayyip Erdogan, tenta lo
scacco matto al rivale per eccellenza Fetullah Gulen, il filosofo islamico considerato
l’eminenza grigia della politica turca. Ieri il premier, durante il discorso al suo gruppo
parlamentare, ha detto che
Gulen dovrebbe essere estradato dagli Usa, dove si trova
ufficialmente per motivi di salute, dal 1999. Erdogan ritiene
che il pensatore islamico sia a
capo di un vero e proprio
«Stato parallelo» che da mesi
cercherebbe di sovvertire il
suo governo. Sarebbe proprio
Gulen il burattinaio dietro le
intercettazioni, gli scandali finanziari e quelli personali che
hanno travolto Erdogan e i
suoi ministri negli ultimi mesi.
Ma la mossa del premier è destinata a suonare anche come
un avvertimento a Washington, i cui rapporti con la Turchia sono sempre meno sereni, soprattutto per la gestione
della crisi siriana da parte di
Ankara. In realtà, secondo la
legge, il filosofo islamico può
dormire sonni tranquilli. Secondo un accordo bilaterale
firmato da Turchia e Usa nel
1979, perché Gulen possa essere estradano occorrono un
mandato di arresto internazionale e le prove che si sia

macchiato di reati sostanziali.
Lo sa anche Erdogan che ai suoi
ha detto «sarà un processo lungo, ma andremo fino in fondo».
L’impressione è quella di un
primo ministro galvanizzato
dall’ottimo risultato del voto
amministrativo di marzo, dove
il suo Partito (Akp) ha preso il

Il filosofo
islamico
Fetullah
Gulen vive
dal 1999
negli Stati
Uniti

EPA

45% dei consensi. E presto i
quotidiani turchi potrebbero
pubblicare una nuova notiziabomba. Il giornale «Radikal» ha
anticipato che il premier vorrebbe trasformare l’ex basilica
di Santa Sofia, un simbolo per
la Cristianità mondiale, in moschea a fine maggio.

«La Stampa» aderisce alla campagna di Wan-Ifra
Ogni giorno fino al 3 maggio, il World Press Freedom Day,
vi racconteremo la storia di un giornalista imprigionato

Tayyip Temel - Turchia
Tayyip Temel è in una galera di Diyarbakir dal 2011. Il
direttore del quotidiano in lingua curda «Azadiya Welat» è
accusato di sostegno al terrorismo per aver coperto le
attività del Partito curdo dei Lavoratori (Pkk). Le uniche
prove contro di lui sono un suo articolo e un’intercettazione
di una telefonata nella quale chiacchiera con politici curdi.

R

14 .Cronache

.

La rabbia di Alfano
“Gesto gravissimo
e danno alla divisa”

Tutti in piedi
La «standing ovation»
dei poliziotti del sindacato Sap
per applaudire tre dei quattro
loro colleghi condannati
in via definitiva
dalla Cassazione
a tre anni e sei mesi (il
massimo della pena) di cui tre
indultati, per «eccesso
colposo» in omicidio colposo
Il diciottenne Federico
Aldrovandi morì a Ferrara
nel 2005 durante
un controllo di polizia

Il capo della polizia: solidarietà alla famiglia
ANSA

Retroscena
RIMINI, CINQUE MINUTI DI OVAZIONE DA PARTE DEI COLLEGHI AL CONGRESSO DEL SINDACATO SAP

Applausi ai poliziotti
condannati per Aldrovandi
Lamadre:“Terrificante”.IlpremierRenziletelefona:“Vicendaindegna”
FRANCO GIUBILEI
RIMINI

Verso sera si materializzano i
poliziotti condannati per la
morte di Federico Aldrovandi,
il ragazzo ucciso durante un
controllo nove anni fa a Ferrara, e i delegati del Sap riuniti a
congresso si abbandonano a
una lunga standing ovation:
cinque minuti di applausi
scroscianti per protestare
contro una condanna ritenuta
eccessiva salutano Paolo Forlani, Luca Pollastri ed Enzo
Pontani, presenti nella sala del
Grand Hotel di Rimini. Manca
solo Monica Segatto, il quarto
agente coinvolto nel pestaggio. Poche ore prima nella
stessa sala aveva parlato il capo della polizia Alessandro
Pansa, invocando un regolamento sulle regole d’ingaggio
in materia d’ordine pubblico.
Poi si alternano gli interventi e
durante la sessione pomeridiana, appena si viene a sapere che i tre agenti del caso Aldrovandi sono lì, scatta il caloroso applauso dei colleghi. Durissima e addolorata la reazione della madre di Federico, Patrizia Moretti, che solo un anno fa era stata bersaglio di una
manifestazione del Coisp, un
altro sindacato di polizia, i cui
militanti erano andati a sfilare
sotto le finestre del suo ufficio
a Ferrara: «Ho un senso di
nausea, non riesco proprio a
spiegarmi un comportamento
del genere, ho rinunciato a
chiedermelo da quando hanno
ucciso mio figlio. Se applaudono dei condannati significa
che ne condividono le azioni, e
questo è quasi eversivo».
La solidarietà dei delegati
Sap agli agenti condannati genera altre considerazioni: «Come possiamo fidarci di gente
così, come possiamo mettere i
nostri figli e noi stessi nelle loro
mani?». Eppure, soprattutto
dopo l’iniziativa del Coisp, da
parte dello stesso Sap non erano mancate le dichiarazioni di
vicinanza: «A parole mi avevano espresso la loro solidarietà,
lo stesso Pansa mi ha telefonato, e poi adesso invece… Forse
vogliono restare impuniti, ma
se manifestano in questo modo
vuol dire che sono sicuri di avere un grandissimo potere, e io
credo che sia molto pericoloso
e spaventoso per tutti». Cerca
di riflettere Patrizia Moretti,
ma l’emozione è forte: «Non
siamo mica in guerra, la violenza dovrebbe essere lontanissima. Non hanno anche loro dei
figli? Non si rendono conto? Un
po’ di rispetto per la vita non ce
l’hanno?». La sentenza definitiva della Cassazione per i quattro poliziotti risale al 21 giugno

Mi si rivolta lo stomaco
Cosa significa? Che
si sostiene chi uccide
un ragazzo in strada?
È estremamente
pericoloso
Patrizia Moretti
Mamma del ragazzo
morto a Ferrara nel 2005

Cristianamente è mancato

comm. Albino Bellino

Federico Aldrovandi

E’ serenamente mancato all’affetto
dei suoi cari il
CAVALIERE DEL LAVORO

ex Sindaco di Locana
Lo piangono la moglie Tiziana, i igli Giacomo, Mariella e Sergio con
le rispettive famiglie, la sorella Maddalena, cognate, cognato, nipoti,
pronipoti, cugini e parenti tutti. I Funerali avranno luogo in Locana giovedì 1 maggio alle ore 15,30 partendo
dal Municipio di Locana alle ore 15,15.
Il S. Rosario sarà recitato nella chiesa
parrocchiale di Locana mercoledì 30
aprile alle ore 21. Un particolare ringraziamento al caro amico Felicino Debernardi. Non iori ma opere di bene.
– Cuorgnè, 28 aprile 2014

Ne danno il triste annuncio la moglie
Marisa, le iglie Laura con Ernesto Ramojno, Maria Grazia ed i nipoti Margherita, Giovanni, Carlo e Luca. I Funerali si svolgeranno in Milano venerdì 2
maggio alle ore 9 presso la parrocchia
San Marco. Dopo la Funzione Religiosa la cara salma sarà accompagnata al
Cimitero Monumentale di Torino dove
sarà tumulata. Si ringrazia anticipatamente quanti vorranno partecipare
alla cerimonia.
– Milano, 29 aprile 2014

Carlo, Gianna e Bruna Bertoldo si uniscono al dolore della famiglia del più
caro amico di sempre

Mario Boidi partecipa con profondo
cordoglio alla scomparsa del carissimo
amico

comm. Albino Bellino

Pier Carlo Marengo

dott. Pier Carlo Marengo

– Torino, 29 aprile 2014

– Torino, 29 aprile 2014

Silvia e Giampiero Bertolino con collaboratori studio ricordano con grande
affetto l’amico ALBINO.

Stefano Caraffa Braga con la mamma
Federica Dal Fiume partecipa commosso.

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Cristina Roatta con dipendenti e collaboratori dello Studio Caraffa Braga
partecipa commossa.

Ugo Garrone
grossista caseario
Lo annunciano la moglie, i igli, i nipoti. Funerale oggi ore 10 parrocchia
Gesù Operaio.
– Torino, 30 aprile 2014
È mancata

Maria Guerrina Lunelli
ved. Bernardini
Lo annunciano Cristina con Gabriele,
Marco con Isabella, la sorella Maria
Rosa. Messa Trigesima 30 maggio ore
19 chiesa di Chantal.
– Torino, 29 aprile 2014
Alessandro con Maria Rosa, Ludovica e Lorenzo sono vicini con affetto
al dolore di Cristina, Lele e Marco. Si
uniscono in questo triste momento,
in un abbraccio, anche Maria Teresa e
Marco, Pia e Eugenio, Peppo e Roby.
E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Ivo Zangirolami
Lo annunciano i suoi cari. SS. Rosario
giovedì 1 maggio ore 18 parrocchia S.
Cuore di Gesù via Nizza 56. Funerali
venerdì 2 maggio ore 10,30 nella stessa parrocchia.
– Torino, 29 aprile 2014

Lo Studio Ramojno Germonio Barbera, collaboratori e dipendenti tutti si
uniscono al dolore della famiglia per
la scomparsa del
CAVALIERE DEL LAVORO

2012: tre anni e sei mesi di reclusione per eccesso colposo in
omicidio colposo, ridotti a sei
mesi per effetto dell’indulto. Dopo la condanna, la madre di Federico ha continuato la sua campagna contro il reintegro degli
agenti nella polizia.
In serata, insieme a una telefonata di solidarietà del premier Renzi alla signora Moretti
che ha definito la vicenda «indegna», sono arrivate le reazioni
politiche: per il coordinatore
nazionale di Sel Fratoianni, sono «applausi agghiaccianti e
inaccettabili», per il responsabile sicurezza del Pd Fiano «uno
Stato di diritto sta in piedi solo
se vengono rispettate le competenze di tutti i suoi corpi».

E’ serenamente mancato ai suoi cari
il

dott. Giovanni Morello
Lo annunciano i igli: Carla; Domenico
con Paola e gli adorati nipoti Gabriele
ed Elena, parenti tutti. Funerali oggi
ore 11 parrocchia S. Anna.
– Torino, 30 aprile 2014
O.F. Aeterna - Torino
E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Nani Onorato Rossi
Ne danno il triste annuncio le iglie
Daniela e Laura. Funerali oggi ore 15
chiesa di Cordova.
– Castiglione T.se, 28 aprile 2014

Luca e Massimo con Margherita e Paola e famiglia partecipano al dolore di
Laura ed Ernesto per la perdita del
CAVALIERE DEL LAVORO

dott. Pier Carlo Marengo
ricordandone le particolari doti umane
e professionali.
– Torino, 29 aprile 2014
La Casa di Cura San Michele partecipa
al lutto della famiglia per la scomparsa
del grande Primario

Ad una settimana dalla scomparsa
dell’amatissimo

Andrea Rossi
la moglie Luisa ed il iglio Ernesto profondamente commossi ringraziano
tutti coloro che hanno partecipato al
loro dolore. La S. Messa di Trigesima
sarà celebrata sabato 24 maggio alle
ore 18,45 presso la parrocchia Madonna Addolorata del Pilonetto.
– Torino, 29 aprile 2014

2001

Senza
fascia
Il sindaco
Pisapia ha
partecipato
alla
cerimonia
ma senza
indossare
il tricolore

2014

Ci accompagna sempre il ricordo del
tuo sorriso.
2012

2014

Luigi Chiastellaro
Caro Gigi sono vicina a te, pur se tanto lontano tu mi sei accanto in ogni
momento. Rosina. La Santa Messa di
Suffragio verrà celebrata nella chiesa
parrocchiale di Lombriasco il 4 maggio alle ore 10,30 e l’11 maggio verrà
ricordato nella Santa Messa celebrata
nella chiesa dell’Istituto Agrario Salesiano di Lombriasco alle ore 11,30.

ORARIO ACCETTAZIONE NECROLOGIE ED ADESIONI

Franco Pianca

senza perplessità». Riferendosi allo spiacevole episodio del
12 aprile, aveva puntualizzato
che «c’è stato un comportamento individuale irragionevole e irresponsabile. Dinnanzi a questo gesto che non ci appartiene e non può essere giustificato per nessun motivo
quando è compiuto nei confronti di una persona inerme, è
scattata in me una reazione
forte, dolorosa che mi ha portato ad esprimere un giudizio
molto duro - ha concluso - per
il disappunto nel vedere l’abnegazione e il sacrificio di tutti
offuscato da un comportamento capace di arrecare un
danno enorme».
E d’altronde il capo della
Polizia se n’era già andato via
da un pezzo, quando ieri pomeriggio, si è scatenato il tripudio ai tre agenti. Il problema della sua presenza durante
il lungo applauso se l’è posto,
non a caso, la madre di Aldrovandi, Patrizia Moretti, sulla
sua pagina di Facebook ha
chiesto: «Pansa c’era?».
No, non c’era. Alla signora
Moretti il capo della Polizia
rivolge i propri sentimenti di
vicinanza e di solidarietà. Il
suo dissenso da comportamenti discutibili da parte degli agenti di polizia era stato
palesemente comunicato ai
delegati. Forse questi ultimi
hanno applaudito anche contro la moderazione del capo
della Polizia?

Jacopo Bressy

– Albenga, 30 aprile 2014

– Torino, 29 aprile 2014

Il ministro Angelino Alfano

ANNIVERSARI

Nicolò Panizza
La società Acque Potabili di Torino si
unisce al dolore della famiglia per la
scomparsa di

A

ll’indomani della manifestazione del 12
aprile scorso apostrofò come «un cretino» il funzionario di polizia che aveva
preso a calci una ragazza accovacciata sulla strada.
Oggi ribadisce la sua distanza da episodi vicini alla
violenza. Il capo della Polizia Alessandro Pansa non
ha affatto gradito gli applausi ai tre poliziotti condannati per la morte di Federico
Aldrovandi. Esprime infatti
«vicinanza e solidarietà» alla madre del ragazzo «non
riconoscendosi in alcun modo in comportamenti che
trova gravemente offensivi
nei confronti della famiglia
Aldrovandi e della società
civile che crede nell’operato
delle donne e degli uomini
della polizia».
Ma la standing ovation
della platea dell’ottavo congresso del Sap non fa certo
bene all’immagine della polizia. Lo sottolinea anche il
ministro degli Interni. «Gli
applausi sono un gesto gravissimo e inaccettabile - afferma Angelino Alfano - che
offende la memoria di un ragazzo che non c’è più e rinnova il dolore della sua famiglia». Poi il ministro prosegue: «Applausi che danneggiano la polizia e il suo
prestigio».
La distanza di Alessandro
Pansa da quanto è avvenuto
al Grand Hotel di Rimini era,
del resto, già chiara sin dal
suo intervento del mattino.
Poche ore prima dell’imbarazzante applauso, Pansa
aveva infatti duramente stigmatizzato «quegli atteggiamenti errati da condannare

RINGRAZIAMENTI

dott. Pier Carlo Marengo
– Torino, 29 aprile 2014

GRAZIA LONGO
ROMA

SPORTELLO

VIA LUGARO 21 - 10126 TORINO

Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00 (apertura continua)
Sabato ore 9,00/12,30 - 15,00/20,00
Domenica e festivi ore 18,00/20,00 • Tel. 011.6665258

ACQUISIZIONE TELEFONICA ADESIONI (solo privati)
Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00
Sabato ore 17,00/20,00 • Domenica e festivi 18,00/20,00
Tel. 011.6548711 - 011.6665280

MILANO, «SERVE PACIFICAZIONE»

Pisapia alla cerimonia
per ricordare Ramelli
MILANO

Gli Anni Settanta a Milano sono finiti da un pezzo. Il sigillo
definitivo lo ha messo il sindaco Giuliano Pisapia che pur
senza indossare la fascia tricolore, ha voluto partecipare alla
deposizione di una corona di
fiori in memoria di Sergio Ramelli, un militante del Fronte

della gioventù ammazzato nel
1975 quando aveva 18 anni, durante un’aggressione di giovani
estremisti di sinistra di Avanguardia Operaia. «Sono qui per
condividere il messaggio che
serve una pacificazione perchè
fatti simili non accadano più»,
ha detto il sindaco accompagnato da altri rappresentanti della
maggioranza di Palazzo Marino.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Cronache .15

.

Le trasferte
In Ucraina i trattamenti con le
staminali
sono legali.
Il costo complessivo
è di dodicimila euro a
infusione, compresi
i biglietti aerei,
due notti in hotel
e rimborso spese
per il medico
accompagnatore

Finora ho
accompagnato
solo 6 bambini. Non
credo siano infusioni
miracolose, ma penso
che la teoria di fondo
sia molto valida

La prima volta Bryan
ha sudato tantissimo.
Mandava un cattivo
odore ma gli ha fatto
bene. La seconda
iniezione invece
non ha avuto effetto

Nicola Antonucci

Rocco Urcioli

Rappresentante italiano
della «EmCell»

Padre di uno dei bambini
autistici trattati in Ucraina

La storia
NICCOLÒ ZANCAN
INVIATO A TORRE AL MARE (BARI)

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

partendo da qui, si può organizzare un viaggio in
Ucraina, per sottoporre un
figlio malato a un trattamento a base di cellule staminali. Dodicimila mila euro a infusione, compresi i biglietti aerei, due notti
in hotel e rimborso spese per il medico
accompagnatore. Antonucci, appunto. Perché nel ramo non c’è solo Davide Vannoni, l’inventore del metodo
Stamina, che la procura di Torino ritiene una truffa. Il mondo dei venditori di miracoli è affollatissimo.
«Mi sono rivolto al dottor Antonucci dopo aver provato tutte le altre strade», dice Rocco Urcioli. È il padre di un
bambino autistico che si chiama Bryan. Ed è, anche, di una sincerità disarmante: «Abbiamo tentato tutte le
strade del mondo, per mio figlio. In
questi anni ho speso non meno di 300
mila euro. Ho sentito Vannoni al telefono, ma a pelle non l’ho trovato simpatico. Mi sono rivolto al padre francescano Giovanni De Luca, che gestisce
Villa Floria a Mignano di Montelungo.
Abbiamo portato Bryan dal dottor
Montinari, che cura l’autismo con
l’omeopatia, ma il suo carattere spigoloso è entrato in rotta di collisione con
quello di mia moglie. Alla fine, abbiamo conosciuto il dottor Antonucci... E
non sono pentito del tentativo».
Come è andata in Ucraina? «Lì c’è
una specie di banca delle staminali. La
prima infusione è stata molto utile, a
mio parere. La seconda non ha prodotto alcun effetto». Ti racconta di

E

“Staminali per i bambini autistici”
La rotta della disperazione Bari-Kiev
Uno psichiatra pugliese il nuovo Vannoni: le famiglie pagano 12 mila euro a viaggio
Il centro
Il dottor Antonucci riceve
in provincia
di Bari nel suo
«Biomedical
Center
for Autism
Research
and Treatment»

questo viaggio verso Kiev, con la moglie Ivana, Bryan e il professor Antonucci: «La prima volta in una clinica
molto fatiscente, quasi spaventosa. La
seconda in un centro moderno e attrezzato. Preparano la flebo, non è
possibile controllare il contenuto. Poi
fanno alcune iniezioni al livello dell’addome. Un’operazione rapida, dura
mezza mattinata. La prima volta Bryan ha iniziato a sudare tantissimo,
mandava un cattivo odore. Si è scatenata una reazione chimica, che ha
messo in moto dei processi cognitivi.
Ne siamo convinti. La seconda iniezione, invece, nulla. Nessun cambiamento. Niente. Come se gli avessero dato
da bere un bicchiere d’acqua...».

Sul web, il nome del dottor Antonucci compare come referente italiano del progetto «EmCell». Ci sono
rappresentanti in diverse parti del
mondo: Cina, Emirati Arabi, Finlandia, Cipro, Corea. Basta chiedere. Ecco la lista delle malattie che ti promettono di curare con un’infusione:
Aids, anemia, cancro, artrite reumatoide, disfunzione erettile, Alzheimer, Parkinson, Sla, colite ulcerosa,
malattie del fegato, menopausa precoce. Ma i «top-6 trattamenti», i più
richiesti, a quanto pare, sono: autismo, diabete, sclerosi multipla, distrofia muscolare, cuore e ringiovanimento. Dove finiscono le risposte
ufficiali, incominciano loro.

«È vero, ho accettato di mettere il ni italiani ha portato a Kiev? «In tutto
mio nome e di essere il rappresentan- sei», risponde. Quanto guadagna per
te italiano di EmCell - dice il dottor questo tipo di lavoro? «Nulla - giura
Antonucci - ma ci tengo a precisare Antonucci - chiedo solo un rimborso
una cosa importante: io non prescrivo spese». Non ha paura di finire nella catrattamenti con le staminali, io ac- tegoria degli stregoni-ciarlatani? «In
compagno i genitori che me lo chiedo- Ucraina il trattamento è legale. Ma so
no». La sottigliezza viene specificata di muovermi in una zona grigia, anche
in video, via Skype, perché anche oggi se non spingo i pazienti. Ripeto: acAntonucci è in Ucraina. La sua segre- compagno chi vuole andare, faccio da
taria, ci aveva informato: «La prima tramite. Sono infusioni di cellule stavisita costa 180 euro. Il dottor Anto- minali fetali. Non credo siano miraconucci gira l’Italia. Si appoggia a diver- lose, ma penso che la teoria di fondo
se strutture. Alla Croce rossa di Setti- sia molto valida. Supportano il sistemo Torinese, al
ma immunitario.
centro Prosperius SENZA CONFERME SCIENTIFICHE Direi che il cindi Firenze, certe La EmCell ha rappresentanti quanta per cento
volte visita in aldei bambini ha
in tutto il mondo e promette avuto benefici sibergo. Venerdì sadi trattare varie patologie gnificativi». Anche
rà a Catania, la
prossima settima a
qui, non ci sono riBergamo...». Oggi, intanto, ci parla da scontri scientifici. Non si conosce il
Kiev. Nell’inquadratura telefonica si contenuto delle infusioni. Si pagano
intravede una stanza spoglia. Ha un molti soldi, fuori da qualsiasi controlpaio di occhiali da vista con la monta- lo. Anche qui, si incrociano tantissimi
tura spessa. «Ho iniziato a interessar- genitori lasciati soli con il loro drammi di autismo quando è nata mia figlia ma. Forse è proprio questa la materia
- dice - anche lei è affetta da questa prima di cui si nutrono queste «storie
malattia. Sono entrato in contatto con staminali»: la solitudine. Una televiil dottor Jeff Bradstreet di Atlanta. È sione tedesca ha girato un documenstato lui il primo a parlarmi della pos- tario a Kiev intitolato «I bambini casibilità di ricorrere alle staminali. Cel- vie». Anche la Bbc ha dedicato un relule anti infiammatorie passepartout, portage a questi viaggi. Si chiama
così vengono chiamate. Ecco perché «Last Hope Clinic», la clinica dell’ultivengono utilizzate in tanti trattamenti ma speranza.
diversi». Gli chiediamo: quanti bambi@NiccoloZancan

R

16 .Cronache

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

I punti chiave

R

1

R

LA CASA
DI PERUGIA

2

Amanda fece
entrare Guede,
Meredith protestò

LA DINAMICA
AGGRESSIVA

Guede non era
armato, la teneva
immobilizzata

R

3

I COLTELLI
E LE FERITE

Raffaele colpì sul
collo a destra,
Amanda a sinistra

il caso
GUIDO RUOTOLO
ROMA

u Amanda a infierire sulla
povera Meredith con una
coltellata mortale al collo.
E anche Raffaele affondò
un altro coltello nel corpo
della studentessa inglese mentre
Rudi l’ivoriano le bloccava un braccio e la violentava con l’altra mano. È
mozzafiato la trama di quelle dannate sequenze noir che i giudici dell’Appello di Firenze ci propongono
nelle motivazioni della sentenza che
ha condannato Amanda Knox a 28
anni e mezzo di reclusione e Raffaele
Sollecito a 25 anni.
La scena del delitto, gli indizi, le
testimonianze, il movente. Sei anni e
passa dopo quella notte, tra il primo
e il due novembre del 2007 a Perugia, nella villetta di via Della Pergola
7, è come se d’incanto tutti gli elementi fossero tornati al loro posto.
Povera Meredith Kercher. «La sera
in cui avvenne l’omicidio, Amanda
Marie Knox fece entrare nell’appartamento Rudi Guede, che la vittima
conosceva, ma con il quale non risultava avesse mai intrattenuto rapporti che non fossero del tutto formali.
Tra Amanda e Meredith non vi era
simpatia reciproca, ma anzi la ragazza inglese nutriva molte riserve sul
comportamento della coinquilina».
Particolari, possibili indizi di
montante collera tra le due ragazze,
come la scomparsa di trecento euro la quota dell’affitto mensile - dalla
stanza di Meredith. «Ad un’ora successiva alle 22 della sera, poteva essersi creata una situazione nella
quale Amanda e Raffaele - scrivono i
giudici fiorentini - si erano raccolti in
intimità, facendo anche uso di stupefacente, Meredith Kercher era nella
sua camera e Rudi Guede utilizzava
l’abitazione a proprio piacimento».
Ma a un certo punto la situazione
precipita: «Meredith avrebbe addebitato ad Amanda di aver fatto entrare nella abitazione Rudi, il quale
aveva effettuato un uso “inurbano”
del bagno dell’abitazione (non tirò lo
sciacquone del water, ndr)».
Scrivono i giudici dell’Appello che
«si ebbe una progressione di aggressività, all’interno della quale può collocarsi la condotta di violenza sessuale». Precisano le motivazioni:
«Condotta di violenza sessuale che
corrispose, per quanto riguarda Rudi, alla soddisfazione di un proprio

F

LAPRESSE

AP

ANSA

Amanda

Meredith

Raffaele

Nel secondo processo d’appello è stata
condannata a 28 anni e mezzo.
Ora vive negli Stati Uniti

La vittima non aveva buoni rapporti con
Amanda: secondo i giudici, nutriva molte
riserve sul suo comportamento

Il ragazzo pugliese nel processo d’appello è
stato condannato a 25 anni di reclusione, con
il ritiro del passaporto per evitare la fuga

“Amanda e Raffaele erano armati
Due coltelli per uccidere Meredith”
Le motivazioni della condanna bis. La Knox: nella casa mai trovato il mio dna
istinto sessuale maturato in tale contesto, mentre, per quanto attiene ad
Amanda e Raffaele, in una volontà di
prevaricazione e di umiliazione nei
confronti della ragazza inglese».
Nelle 337 pagine di motivazioni, i
giudici ricostruiscono le diverse fasi
del processo per l’omicidio di Meredith. Analizzando criticamente l’insieme delle prove, gli indizi, la sentenza
di secondo grado che assolse gli imputati ribaltando il giudizio di condanna

di primo grado. E riproponendo i paletti molto rigidi imposti dalla Cassazione, nei fatti i giudici fiorentini hanno sposato l’impostazione dei colleghi
perugini di primo grado.
Certo, ci sono anche degli errori,
come le tracce del dna misto attribuite a Meredith e a Raffaele sul coltello
da cucina di casa Sollecito. Un errore,
appunto, che non cambia la sostanza
delle motivazioni, la loro coerenza,
l’impalcatura solida. «Gli elementi in-

diziari portano a ritenere che la ragazza venne aggredita contestualmente
da tutti e tre gli aggressori e per una
serie di ragioni. Il dna di Rudi Guede
rinvenuto sul polsino della manica
della felpa indossata da Meredith la
sera dell’omicidio e all’interno della
vagina della vittima, portano a ritenere che Rudi, nelle fasi dell’aggressione, non impugnasse alcun coltello, ma
avesse anzi le mani libere che utilizzò
per compiere l’aggressione sessuale e

IL TRIBUNALE RINVIA

Franzoni, nuova perizia
sul rischio di recidiva
1 Ancora due mesi per decidere se An-

namaria Franzoni potrà tornare a casa. Un
tempo che servirà a completare la perizia
psichiatrica criminologica sulla donna condannata a 16 anni per aver ucciso il figlio
Samuele Lorenzi a Cogne, il 30 gennaio
2002. Un tempo che il tribunale di Sorveglianza ha dato al professor Augusto Balloni per integrare le 80 pagine di studio già
depositato, con nuovi approfondimenti. I
magistrati hanno chiesto al perito di chiarire se le «condizioni di pericolosità sociale»
possano essere legate a rischio di recidiva.

per contribuire a tenere immobilizzata la ragazza».
E, dunque i giudici sono convinti
che Amanda e Raffaele affondarono
due coltelli nel corpo di Meredith. «Ritiene la Corte che l’arma che produsse
la ferita nella parte destra del collo
fosse impugnata da Raffaele Sollecito.
Il suo dna venne rinvenuto infatti sul
gancetto di chiusura del reggiseno di
Meredith (la Corte liquida la tesi delle
difese sulla contaminazione della scena del crimine, ndr). Ritiene la Corte
che l’altra lama, quella che produsse la
ferita estesa sulla parte sinistra del
collo da cui fuoriuscì la gran parte della sostanza ematica che provocò la
morte di Meredith, sia stata impugnata da Amanda Marie Knox».
Ma Amanda dagli Usa torna a proclamarsi innocente. «Il nuovo documento non poteva e non può cambiare
le prove forensi. Gli esperti sono d’accordo sul fatto che il mio dna non è stato trovato sul luogo del delitto mentre
quello dell’assassino Guede sì». «Le
prove forensi - continua la Konox smentiscono che il coltello della cucina sia l’arma del delitto. Ora mi concentrerò nella preparazione del ricorso alla Corte di Cassazione convinta
che i giudici alla fine riconosceranno
la mia innocenza».

T1 CV PR T2

Cronache .17

.

La storia
PIERANGELO SAPEGNO
LIVORNO

i notte, io ho un
terribile incubo: ho paura
che possa tornare, che venga
a riprendermi. Nel sogno vedo lui
che passa attraverso le sbarre... e ho
un’angoscia opprimente che tutto
possa ricominciare, che quei due anni di paura passati con lui non debbano finire mai». Oh, Diane adesso ripete che la sua vita è cambiata, che
ora sta bene, che ha una bella famiglia. Eppure, in tutto questo tempo
che è passato, c’è qualcosa che è rimasto come allora. Possono due vite,
così lontane e così diverse, intrecciarsi nel plagio e nel fascino del male, imprigionarsi fra loro, rese persino indifferenti all’orrore che provocano? Diane Beyer continua a ripeterlo anche oggi, appena l’avvocato
Marina Maestrelli la chiama per dirle che Filippo De Cristofaro è fuggito
di nuovo, nello stesso modo in cui era
scappato l’altra volta, 7 anni fa, con il
solito permesso premio: «Ho ancora
molta paura di lui. Non lo sento da 26
anni e mi chiedo come sia potuto accadere che sia evaso per la seconda
volta nel giro di così poco tempo. Mi
sembra una cosa sconcertante». Cape Fear, ecco cos’è: il male, quando lo
incontri, può diventare una persecuzione che non ti lascia più. Nel 2007,
la polizia lo aveva ritrovato a Utrecht, nella stessa città dove abita Diane, con suo marito e suo figlio. Secondo lei, era venuto «per riprendersi il
suo lavoro di maestro di danza». Non
l’aveva chiamata, dice. Non aveva
fatto in tempo.
L’aveva conosciuto che faceva
proprio il maestro di danza, lui 31 anni e lei neanche 14. Ne era rimasta
abbagliata come succede agli adolescenti indifesi. Era fuggita con lui,
poi era ritornata a casa, poi era di
nuovo scappata, di nuovo ritornata e

«D

Destini separati
A sinistra carabinieri durante
le ricerche di Filippo De Cristofaro,
in alto Diane Beyer

Diane e De Cristofaro
“Il mio incubo è che torni”
La complice del delitto del catamarano: un’angoscia opprimente
Bollate
Detenutotunisino
nonrientraincarcere
1 Evaso dal carcere di Bollate un

detenuto tunisino, Ballouti Moncef.
«Due giorni fa non è tornato dall’ennesimo permesso - spiega il vice capo del Dap Luigi Pagano - L’anno
prossimo poteva aspirare ai servizi
sociali. Il direttore del carcere non si
spiega ancora cosa sia potuto succedere, era stato sempre irreprensibile.
È anche possibile che gli sia successo
un incidente».

infine l’aveva raggiunto in Italia. Però,
gli psicologi del carcere minorile di
Casal del Marmo, dove la diciassettenne Diane Beyer era stata reclusa
dopo l’atroce delitto di Annarita Curina, massacrata con un machete solo
per poter scappare col suo catamarano in Polinesia, accertarono che lei
«stava vivendo come un luogo di libertà il carcere, perché finalmente lontana da Filippo De Cristofaro». Come
fanno le donne ad amare l’incubo che
le opprime? Confessò che la picchiava
in continuazione, e lo confessò come
se fosse la cosa più normale del mondo. Il presidente del Tribunale le disse: «Tu ti sei fidata di una persona che
non poteva ricevere la tua fiducia. La
condanna a 6 anni ti serve per farti ca-

pire che hai sbagliato». E lei ha cominciato davvero a capire da allora: «Sì
adesso ho capito. Avevo vissuto anni
disordinati e terribili. Prima di incontrare Filippo, avevo vissuto in Paradiso». Molte volte, i ragazzi di quell’età
non lo sanno. E’ che la vita è fatta anche di fortune e di destini. Diane non è
bella. Ma è una adolescente facilmente plasmabile. Filippo è un uomo crudele, descritto dai giudici completamente privo di ogni senso di umanità,
che nasconde la sua violenza dietro
modi garbati e la faccia più banale dell’uomo qualunque. Quanto lei ne sia
affascinata, lo si vede bene dal racconto che fa dell’omicidio della skipper:
«Io non volevo colpire Annarita. lei
dormiva nella cuccetta, già stordita

dal valium nel caffé. Pippo mi ha chiamato, mi ha dato il coltello. Non posso
farlo, gli ho detto, non me la sento. Per
3 volte sono entrata nella cuccetta e
per 3 volte sono tornata fuori senza fare niente. Lui si è avvicinato, mi ha
guardato negli occhi e mi ha detto: “Ti
amerò sempre, fallo per me”. Ho colpito con il coltello, sono fuggita fuori».
Poi si sa come è andata. Filippo finge
di aiutarla mentre la massacra.
«Quando lui colpiva, ho chiuso gli occhi, mi sono tappata le orecchie. Ma
ho sentito lo stesso quei tre colpi, sembravano palline di ping pong che rimbalzavano. Appena ho visto tutto quel
sangue, mi sono sentita male. E lui gridava: “ma sbrigati, dammi una mano,
bisogna pulire, lavare il sangue! Fai
presto, ormai è fatta”. Ha buttato in
mare il corpo di Annarita. Poi è tornato al timone, fischiettando». Di Annarita, della sua fine, dice Diane, «non
abbiamo parlato per tutto il tempo.
Solo quando ci hanno presi in Tunisia,
mi ha detto che dovevo essere io a confessare: “Tu torni in Olanda, sei minorenne, e là non ci sono prigioni per minori come in Italia. Se tu ti attribuisci
la colpa, io sarò condannato al massimo per 2 o 3 anni per il furto della barca. Dopo ti raggiungo in Olanda e torneremo insieme per sempre”».

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18 .Società

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Senza logo

76%

Prima della
partita contro
Golden State
(sotto a sinistra) i giocatori dei Clippers hanno
ascoltato
l’inno nazionale indossando le tute
all’inverso,
per nascondere in segno di
protesta i
simboli della
loro squadra

di colore
È la percentuale dei
giocatori di
colore sul
totale
dell’Nba: la
lega professionistica
del basket
Usa è di
gran lunga
quella in cui
questo dato
è più alto

Il basket Usa caccia il miliardario
che non voleva i neri alle partite

il caso
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

andito a vita dall’Nba, multato, e
costretto a vendere la squadra. Il
mondo del basket
non perdona Donald Sterling,
proprietario dei Los Angeles
Clippers, per le sue dichiarazioni razziste. Vuole cacciarlo, perché se restasse al suo
posto la stessa lega rischierebbe la sopravvivenza. Così
ha deciso il nuovo commissioner dell’Nba, Adam Silver, dichiarando ieri guerra al miliardario ottantenne.
Lo scandalo era esploso la
settimana scorsa, quando il
sito di gossip Tmz aveva pubblicato la registrazione di una
lite fra Sterling e la sua fidanzata, la giovane modella nera
e ispanica V. Stiviano. Donald
era infuriato, perché la ragazza si era fatta fotografare con
l’ex campione dei Lakers Magic Johnson, e poi aveva messo lo scatto su Instagram:
«Puoi fare quello che vuoi coi
neri, anche andarci a letto.
Però non pubblicizzarlo, e
non portarli alle mie partite».
Peggio di così non si poteva andare, in un campionato
dove il 76% dei giocatori sono
neri, così come buona parte
del pubblico pagante. Stiviano non è una santa, infatti la
ex moglie di Sterling le aveva
appena fatto causa, per recuperare regali per 2,5 milioni
di dollari che Donald le aveva
fatto, inclusa una Ferrari,
due Bentley e un appartamento a Beverly Hills. Qualunque fosse il motivo della
registrazione, però, la Fama
si era messa a correre e fermarla era impossibile. «Nella
lega non c’è posto per uno come lui», aveva sentenziato
LeBron James, campione in
carica. «Ignorante e razzista. Sospetto che l’Nba agirà», aveva aggiunto il presidente Obama.
Il nuovo commissioner Silver, in carica da appena tre
mesi, ha capito che non c’era
via d’uscita. Ha avviato un’inchiesta per dare a Sterling la
possibilità di difendersi e accertare che la voce nella registrazione fosse proprio sua.
Nel frattempo i giocatori dei
Clippers hanno iniziato a protestare, scendendo in campo
con le maglie alla rovescia,
ma soprattutto gli sponsor
sono scappati, annullando
uno dopo l’altro i contratti con
la squadra di Los Angeles.
A quel punto Silver si è trovato davanti al rischio di distruggere l’Nba, perdendo i
giocatori, il pubblico, gli sponsor e la faccia. Ha sentito gli
altri proprietari, che secondo
le regole della lega devono approvare l’espulsione di un loro

B

Il padrone dei Clippers bandito a vita e multato di 2,5 milioni. Gli sponsor se ne vanno

MA IN ITALIA
NON PAGA
MAI NESSUNO
FRANCESCO BONAMI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

è voluto un calciatore, Dani Alves, perché tutti si mettessero a mangiare le banane della
tolleranza. Quando i leghisti
le banane le tirarono all’allora
ministro Cecile Kyenge nessuno si mise a mangiarle.
Quando il vice presidente del
Senato paragonò la stessa ministra a un orango, nessuno
mangiò banane.
Negli Stati Uniti un privato
cittadino, Donald Sterling,
proprietario dei Los Angeles
Clippers, avendo fatto commenti razzisti, ha perso subito
tutti gli sponsor ed è stato radiato. Prima che qualcuno si
mettesse a mangiare una banana sono arrivate le conseguenze concrete e disastrose.
Perché, se vogliamo sconfiggere il razzismo, è necessario che
chi lo pratica e lo fomenta subisca le gravissime conseguenze
delle sue parole e azioni.
Al razzista va fatto ben intendere, con leggi, regole e punizioni, più che con una sana
dieta, che prima o poi sulla buccia di banana della sua inciviltà
si romperà l’osso del collo. Che
essere imbecilli può diventare
un crimine. Siamo tutti scimmie, ma non tutti siamo stupidi.

C’
V. Stiviano e Donald Sterling insieme alla partita

Le calze nere indossate per protesta dai giocatori

collega con una maggioranza di
almeno tre quarti dei voti, e ha
capito che erano divisi.
Mark Cuban, il patron di
Dallas, aveva messo in guardia
da «un precedente pericoloso»,
per paura che in futuro altri
vengano costretti a vendere. I
proprietari sono divisi in due
gruppi: i vecchi, come Sterling,
che hanno comprato le squadre
a quattro soldi quando l’Nba

era quasi fallita, e ora hanno
marchi che valgono anche cinquanta volte il prezzo pagato; e
i giovani, come Cuban, che invece hanno speso un occhio e
non vogliono correre il rischio
di perdere i loro investimenti. I
primi ci possono pure stare, ad
uscire, perché incasserebbero
profitti enormi, ma per i secondo sarebbe un disastro.
Silver però si è convinto che

aveva abbastanza voti per cacciare Sterling, anche perché
l’alternativa era un’enorme crisi di immagine dell’Nba, che
avrebbe portato a un deprezzamento delle squadre dannoso
per tutti. Quindi ha deciso: bando a vita, multa da 2,5 milioni, e
deferimento al board della lega
per costringerlo a vendere.
Qui il 75% degli altri proprietari dovrà votare in favore, ma

questo sarà solo l’inizio. È vero,
infatti, che Donald pagò la
squadra 12 milioni, e ora potrebbe rivenderla ad almeno
600, forse un miliardo. Finora
però ha detto che non vuole farlo, e la società ha risposto mettendo questa scritta sul sito
web: «We are one», siamo uniti.
Sterling dunque può fare
causa e resistere, ma scatenando la guerra atomica nell’Nba.

Tutti per Dani

Rivelazione: campagna pronta da tempo

Il gesto di
Dani Alves
(qui a sinistra)
e alcuni imitatori: sopra, da
sinistra, Neymar, Mertens;
sotto, Renzi e
Prandelli,
Aguero e
Marta

“La banana anti-razzista?
Una trovata di Neymar”
GIULIA ZONCA
a protesta della banana
rischia di trasformarsi
nella protesta contro la
banana. E siccome il frutto ha
già subito troppe umiliazioni è
bene ristabilire un po’ di logica
dentro l’onda impazzita «siamotuttiscimmie».
Dani Alves, come lui stesso
ha ammesso, si era confrontato
con il compagno di squadra
Neymar nelle scorse settimane
per trovare una risposta intelligente al frequente lancio di ba-

L

nane e il collega gli ha suggerito
possibili contromosse e gli ha
raccontato di una campagna
antirazzismo. Tutto vero, compreso la maglietta già pronta
con lo slogan giusto: «siamotuttuscimmie», trasformato in
tam tam social proprio da Neymar. E tutto secondario rispetto al gesto di Alves, che resta
un assoluto colpo di genio. Le
banane piombano sui campi di
calcio sempre più spesso e fino
a qui i giocatori sono rimasti allibiti e frustrati, infuriati o volutamente indifferenti davanti

ANSA

alla balordaggine, ma mai reattivi. Il morso di Alves è una risposta forte, ironica, spiazzante e riuscita. Ha provocato una
reazione spontanea, una clonazione immediata che ha contagiato tutto il mondo, che ha
spinto ragazzini, personaggi famosi, scolaresche, sportivi di
ogni disciplina a sbucciare sorridenti e orgogliosi. Metà moda

e metà rivolta sociale, funziona
quasi sempre così.
Alves non stava sponsorizzando nulla e non è nemmeno
legato alla campagna creata
dall’agenzia brasiliana Loducca
che pure ha semplicemente
pensato a una maglietta per
sensibilizzare i tifosi. Non si
tratta di marchi ma di messaggi. Il tempismo è decisamente

invadente, la volontà di appropriarsi subito di un movimento
è stucchevole, però si tratta di
risvegliare l’opinione pubblica e
qualcuno ha reagito stizzito come si trattasse di vendere la
droga ai bambini. Come ogni
campagna prevede che il ricavato vada a una raccolta fondi,
ognuno può giudicarla una strumentalizzazione o una buona
idea, è indifferente, ma bollare il
morso come falso è assurdo.
Magari presto arriverà uno
sponsor a timbrare l’idea, forse
il messaggio passerà direttamente agli spot e servirà davvero per vendere qualcosa. La
pubblicità, soprattutto quella
bella, è piena di richiami. Ma
nessun brand può cancellare o
banalizzare la faccia di Valdes
che mastica soddisfatto. Davanti di chi pensava di sconvolgerlo con una banana.

19

SCIENZA&DEMOCRAZIA

ETOLOGIA

MEDICINA

TUTTOSCIENZE

Perché
si diventa
superstiziosi
e fanatici

La regola
d’oro
che rivela
i super-papà

È il Dna
mitocondriale
che decide
la longevità

MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

GRIGNOLIO PAGINA 20

MAZZOTTO PAGINA 21

NUMERO 1603
A CURA DI:
GABRIELE BECCARIA
REDAZIONE:
CLAUDIA FERRERO
GIORDANO STABILE
tuttoscienze@lastampa.it
www.lastampa.it/tuttoscienze/

ARCOVIO PAGINA 22

.

tutto
salute
SCIENZE
...

&

P

STEFANO RIZZATO

l riscaldamento globale, le emissioni da ridurre, i modelli previsionali. Spesso il dibattito sul
clima si ferma a realtà
astratte o lontane. Eppure, il
Pianeta è già sottoposto a
tante e concrete rivoluzioni.
E oggi che le parole d’ordine
sono «mitigazione» (produrre meno CO2 per frenare
l’aumento delle temperature) e «adattamento» (imparare a far fronte al nuovo clima) studiare questi cambiamenti è decisivo. All’Università di Milano-Bicocca proveranno a farlo con un nuovo
centro interdipartimentale
sul clima, che si chiamerà
«CliMiB» e riunirà gli esperti
di nove discipline, dalle biotecnologie alla matematica.
Se n’è avuto un assaggio dal 7
all’11 aprile, con la prima
«Settimana del clima» dell’ateneo milanese.

I

L’uomo

Ondate di calore ed eventi meteo estremi sono i due sintomi
più evidenti del tempo che
cambia. Ma presto le ricadute
per l’uomo si vedranno soprattutto sull’agricoltura e soprattutto nel bacino del Mediterraneo. Un bel problema, ma
niente rispetto a quello che attende Kivalina, isolotto di
fronte alla costa Ovest dell’Alaska. Che rischia di scomparire di qui al 2025, costringendo i suoi quasi 400 abitanti
(in gran parte eschimesi Inupiat) a trasferirsi altrove.
Per quest’imminente migrazione forzata nel 2008 la
popolazione locale ha citato in
giudizio - come grandi responsabili delle emissioni - 24 dei
principali colossi industriali
dell’energia. Senza però ottenere nulla. «C’è un vuoto giuridico sul tema ed è grave, perché di qui al 2050 si stimano
200 milioni di migranti del clima - dice Marco Ettore Grasso, sociologo della Bicocca -.
Popoli come quello di Kivalina
e altri vedono leso il proprio
diritto alla salute e alla sopravvivenza. E vanno reinsediati in modo sostenibile, senza sconvolgerne la struttura
sociale ed economica».

L’Apocalisse climatica
comincerà da un luogo
chiamato Kivalina
I mari

In realtà lo sconvolgimento del
clima sta già portando a tante
altre migrazioni, meno visibili e
nascoste in mari e oceani. Il Mediterraneo non fa eccezione e da
tempo è soggetto a un’invasione
di specie tropicali. «Hanno iniziato ad arrivare con l’apertura
del canale di Suez, ma solo ora
trovano condizioni favorevoli

MASSIMIANO BUCCHI
UNIVERSITA’ DI TRENTO

L’evento

Cambiamenti simili accadono
anche a latitudini e altitudini
ben diverse. Perché lo scioglimento dei ghiacci non riguarda
solo l’Artico, ma modifica l’ambiente alpino. Lo spiega Rodolfo
Gentili, geo-biologo della Bicocca: «Le specie di bassa quota
stanno colonizzando luoghi in
cui prima non esistevano, là dove i ghiacciai hanno iniziato a ritirarsi anche solo di poche centinaia di metri. E in questo caso
le specie locali subiscono la
competizione, tanto che - secondo le previsioni - il 60% della
flora alpina rischia di sparire
entro il 2080».
A richiamare l’attenzione
su queste trasformazioni è
anche Marco Vighi, ordinario di Scienze e tecnologie
per l’ambiente: «I ghiacciai
alpini sono un importante
serbatoio di “Pop”, composti
tossici e inquinanti che si sono accumulati lì fino agli Anni 70. Lo scioglimento dei
ghiacciai li rimette in circolazione nei torrenti e rischia di
contaminarli».
L’aria

per insediarsi stabilmente spiega la geologa Daniela Basso
-. Questa tropicalizzazione è un
vaso di Pandora: con la competizione delle specie di origine indo-pacifica è possibile che quelle autoctone entrino in crisi e rischino l’estinzione».
A incidere profondamente
sui mari non è solo l’aumento
della temperatura. Le emis-

sioni nell’atmosfera hanno
portato anche più anidride
carbonica nell’acqua. «Il ph
degli oceani - chiarisce la studiosa - si è abbassato in 250
anni a ritmi senza precedenti,
con una forte accelerazione
negli ultimi 50. Significa che
l’acidità dei mari è cresciuta
di circa il 25-30% e, se continuerà così, metterà in crisi le

Einstein va a ritmo di samba
ei primi Anni 90,
quando si cominciarono ad organizzare i
grandi convegni internazionali di comunicazione pubblica della scienza, il panorama del settore era perlopiù limitato all’Europa occidentale e al Nord America.
A 20 anni di distanza la pratica e la ricerca nella comunicazione della scienza sono
divenute temi globali.
Il 13° convegno mondiale

N

Le Alpi

di «Public Communication of
Science and Technology»
inizierà il 5 maggio a Salvador, in Brasile. È la prima
volta che il convegno si tiene
in America Latina. Il precedente incontro, organizzato
a Firenze, aveva battuto il record di presenze con oltre
700 partecipanti da 50 Paesi.
La diffusione internazionale di pratiche, studi e politiche nel settore della comunicazione della scienza rispecchia, da un lato, il ruggente sviluppo degli investimenti e delle attività di ri-

cerca in Paesi quali la Cina,
l’India e il Brasile. La Cina è
ormai la seconda potenza
mondiale nella ricerca (dietro gli Stati Uniti), se si
guarda al numero di pubblicazioni scientifiche: il numero di articoli pubblicati da ricercatori cinesi è quasi raddoppiato tra il decennio
1996-2006 e il decennio
2001-2011 Significativa anche la crescita di India e Brasile sia sul piano degli investimenti sia delle pubblicazioni (come rivela l’«Annuario Scienza e Società 2014»).

Parlando di sentinelle, migrazioni e cambiamenti climatici,
non si può ignorare neppure
quello che avviene ancora più
in alto. I più attenti l’avranno
notato: rondini e simili arrivano sempre più in anticipo e
cercano di stare al passo con
la primavera. L’ha confermato
uno studio su 117 specie di uccelli che si spostano dall’Africa o dall’Europa meridionale
verso l’Europa del Nord. E lo
spiega Roberto Ambrosini,
biologo dell’ateneo milanese:
ALLA BICOCCA DI MILANO

Nasce un centro
sul clima con studiosi
di nove discipline

scogliere coralline dei Tropici, il coralligeno del Mediterraneo e tanti altri organismi
biocostruttori. Si tratta di
specie capaci di adattarsi
cambiamenti ambientali graduali, ma probabilmente incapaci di sostenere l’aumento
della temperatura e del livello
dei mari combinati con l’acidificazione dell’acqua».

«L’83,5% degli uccelli migratori ha anticipato l’arrivo dal
Sud, ma nel 97% dei casi è comunque arrivato “in ritardo”,
con la stagione già troppo
avanzata per sfruttare i brevi
periodi di abbondanza di cibo.
Il risultato è uno sfasamento
ecologico, che incide sui cicli
riproduttivi e riduce la popolazione di queste specie».

D’altra parte, la globalizzazione della comunicazione
della scienza rispecchia anche il crescente attivismo di
alcuni Paesi e governi in questo specifico settore. L’importanza di sviluppare una
«mentalità scientifica» è stata addirittura inserita tra i
doveri del cittadino nella Costituzione indiana. Questo
tema fu introdotto poco dopo l’indipendenza dall’allora
primo ministro Jawaharlal
Nehru, che vi vedeva un elemento imprescindibile per
superare gli ostacoli che attendevano il colosso indiano.
«Fame, povertà, superstizione e oscurantismo, pregiudizi e vincoli tradizionali» rischiavano di imprigionare lo

sviluppo e la modernizzazione. In Cina, intanto, nel contesto di un massiccio programma di investimenti e attività nel campo della divulgazione scientifica, il numero di «science centers» interattivi rivolti alla popolazione - soprattutto nelle fasce di
età giovanili - è cresciuto fino a sfiorare quota 400.
In Brasile il ministero della Scienza e della Tecnologia
ha deciso di creare un dipartimento dedicato alla «divulgazione e diffusione scientifica e tecnologica». Di questa esperienza parlerà al
convegno Ildeu de Castro
Moreira, che ha diretto il dipartimento per nove anni.
CONTINUA A PAGINA 21

20 .TuttoScienze

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

l
P SCIENZE

Un metodo per prevedere
i fenomeni virali sul Web
1 Cosa diventa rilevante e quali saranno le

informazioni più ricercate sui social network? A
prevederlo è un sistema di monitoraggio messo a punto all’Università Carlo III di Madrid. Scopo della ricerca - condotta con l’Università autonoma di Madrid e gli atenei di Yale e San Diego e pubblicata su «Plos One» - era testare la
possibilità di individuare un gruppo di persone
«sentinelle», con una speciale posizione che
consentisse di monitorare su Internet le informazioni che poi diventano virali. Gli scienziati si

sono serviti di Twitter e del «paradosso dell’amicizia», secondo cui «i tuoi amici, in media,
hanno più amici di te». Studiando i dati da 40
milioni di utenti e da 15 miliardi di follower, si è
osservato che ogni utente ha una media di 25
follower, che, a loro volta, hanno una media di
422 follower, quasi 20 volte in più. «Siamo rimasti sorpresi - ha commentato James Fowler -:
pensavamo che il metodo avrebbe dato un anticipo di poche ore e invece ci ha permesso di
delineare le tendenze con un anticipo di giorni
e a volte di mesi». Così si è riusciti a prevedere
che l’hashtag #Obamacare sarebbe diventato
uno dei più ricercati due mesi prima del picco su
Twitter e tre mesi prima del boom su Google.

Le origini extraterrestri
della vitamina B3
1 Nei laboratori della Pennsylvania State

University sono state individuate tracce di vitamina B3 in otto meteoriti ricchi di carbonio: la
niacina - si sottolinea - non è prodotta dal corpo
umano, nonostante sia un elemento essenziale
per il metabolismo, e deve essere quindi assunta con l’alimentazione. I meteoriti in questione
sono di classe «Cm-2», condriti carbonacee, vale a dire uno dei tipi più comuni: la scoperta avvalora così l’ipotesi secondo cui questa vitamina possa essere arrivata sulla Terra dallo spazio.

Scienza

&

Democrazia
ANDREA GRIGNOLIO
UNIVERSITÀ LA SAPIENZA

U

na madre, una
frode ben congegnata e una corrente filosoficoletteraria sono
tre storie solo apparentemente indipendenti che servono a comprendere l’origine
del successo dei movimenti
antiscientisti e i presupposti
sui quali si regge il populismo
demagogico del web. Inizierò
con la prima storia.
Una madre deve portare il
proprio bambino a fare le
vaccinazioni, decide di andare su Internet per informarsi
e, inserite le parole «vaccinazioni e bambini», scopre l’impensabile: la maggior parte
dei siti, blog e pagine web sostengono che il vaccino trivalente farebbe venire l’autismo, che alcune vaccinazioni
in età adulta farebbero sviluppare il cancro e oltretutto
scopre che i vaccini sarebbero una profilassi inutile, perché la scomparsa nel Novecento delle pandemie sarebbe da imputare solo alle migliori condizioni igieniche.
Nulla di vero, naturalmente. E infatti nessun dato viene offerto come prova. Su Internet le tesi comprovate da
dati ed esperti e una qualsiasi interpretazione o credenza si equivalgono, perché
ognuno ha diritto di rivendicare le proprie convinzioni,
secondo l’approccio relativista. Ma è su parole come «dato», «prova» e «opinione»
che si gioca la partita, come
vedremo.
L’altra storia ha quasi 20
anni e riguarda un articolo
accademico su una rivista,
«Social Text», tra le più importanti nel campo degli studi culturali post-moderni,
che nel 1996 dedicò alcuni
numeri alle tesi antiscientiste, trattando la scienza come una narrazione letteraria

Andrea
Grignolio
Storico
RUOLO: È PROFESSORE DI STORIA
DELLA MEDICINA ALL’UNIVERSITÀ
LA SAPIENZA DI ROMA
RICERCHE: DISCIPLINE BIOMEDICHE
DEL NOVECENTO

Scie chimiche?
Sono una delle leggende
metropolitane più diffuse:
molti credono che gli aerei
diffondano sostanze misteriose
per alterare il Pianeta

I superstiziosi sono tornati:
perché sono sempre più forti
Ma smentire le bufale di relativisti e cospirazionisti è possibile: una ricetta c’è
fatta di pure opinioni socialmente costruite, secondo la teoria costruttivista. La storia
prende avvio quando un fisico,
esasperato, invia alla rivista la
parodia di un loro articolo intitolato «Trasgredire i confini:
verso un’ermeneutica trasformativa delle gravità quantistica». Come s’intuisce, l’autore,
riecheggiando in modo caricaturale termini e citazioni tipi-

che di autori post-moderni
quali Lyotard e Derrida, sosteneva, tra i tanti nonsensi, che il
Pi greco di Euclide e la legge di
gravitazione newtoniana non
erano più da considerarsi costanti universali bensì costrutti sociali che avevano fatto il loro tempo. La rivista accettò
l’articolo, ma alcune settimane
dopo l’autore svelò che si trattava di una beffa per smasche-

rare la debolezza delle argomentazioni dei post-modernisti e l’approssimazione con cui
le loro riviste selezionavano il
materiale da pubblicare. L’episodio fece il giro del mondo e
l’autore, Alan Sokal, divenne il
famoso responsabile del «Sokal affaire», che rivelò i rischi
del relativismo antiscientista.
Ed è con Sokal che ha inizio
la terza storia, storia che parte

da alcune pericolose influenze
postmoderniste e arriva al
presente, affacciandosi sul futuro. Come ha dimostrato per
primo e in modo magistrale lo
storico Carlo Ginzburg, la dissoluzione del concetto di «prova» si deve al recupero di
Nietzsche da parte di una certa cultura della sinistra negli
Anni 70. L’idea nietzschiana
che l’oggettività fosse illusoria

e la verità un mobile esercito
di metafore fu moltiplicata dai
post-modernisti, che ne fecero
il vessillo delle loro teorie relativiste ingenuamente tese verso la tolleranza. Le credenze
delle culture subalterne, excoloniali e tribali, così come le
teorie scientifiche erano considerate interpretazioni equivalenti della realtà. Erano anni
in cui l’autorevolezza delle

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Antropologia

Se ami Shakespeare e l’alba
è perché sei un po’ africano
GABRIELE BECCARIA
1 Se tuo figlio di tre anni ha paura dei mostri

nell’armadio e tua figlia di cinque dei mostri
sotto il letto, un motivo c’è. La differenza risale
a decine di migliaia di anni fa. Quando gli antenati Sapiens colonizzavano le savane africane, i
maschi tendevano a dormire (con un occhio solo) ai piedi degli alberi, mentre le femmine, più
agili, si spingevano sui rami per la siesta. Il pericolo, perciò, proveniva da direzioni diverse a se-

conda del sesso: di fianco o dal basso.
Nel mondo degli adulti, d’altra parte, è raro incontrare qualcuno che non provi una fitta di
malinconia davanti a un tramonto e una scintilla di entusiasmo di fronte allo spettacolo di
un’alba. Centomila anni fa l’inizio di ogni giorno era una promessa, la notte incombente una
minaccia. E non è casuale che, quando scivoliamo nel sonno, un incubo ricorrente prenda le
forme dei serpenti: erano uno dei pericoli più
subdoli per i cacciatori-raccoglitori primordiali,
che allenarono lo sguardo a percepire le caratteristiche forme geometriche dei rettili.
Ad attirarci, invece, sono le filastrocche e i romanzi. Ascoltare un racconto e narrare un

l
P

ETOLOGIA

MONICA MAZZOTTO
hi si occupa dei figli
e chi porta i pantaloni in natura? Non
sempre è una questione scontata. Dato che le cure parentali sono faticose, si tratta di scelte volontarie (di rado) e più spesso di
necessità subite. Quelle che
sembrano amorevoli cure materne - o paterne - tendono in
realtà a essere incombenze che
uno dei genitori non è riuscito
ad evitare.
Nell’80% dei pesci, per esempio, le cure parentali sono assenti, ma là dove esistono sono
un obbligo per uno solo dei partner. Curioso è capire chi dei due
- e perché - si accolla l’onere. Se
la fecondazione è interna, sarà
la femmina ad occuparsene il
più delle volte, altrimenti, se è
esterna, le cure spetteranno ai
maschi. La motivazione è chiara: la fecondazione interna, presente anche in uccelli e mammiferi, consente al maschio di
scappare. Nelle specie di pesce
in cui, invece, avviene esternamente i leggerissimi spermatozoi devono essere deposti dopo
le più pesanti uova per non correre il rischio di essere dispersi
dalle correnti. Allora i ruoli si ribaltano e la femmina, deponendo per prima, ha la possibilità di
darsela a gambe.
Un esempio di inversione dei
ruoli è offerto dal cavalluccio
marino: il maschio porta con sé
gli embrioni, proteggendoli in
una tasca ventrale simile a un
marsupio, dove i piccoli si nutrono e da cui fuoriescono durante quello che viene considerato l’unico caso di «parto» maschile. Ma a influenzare la scelta del genitore che si occuperà
dei figli è anche la certezza della paternità. Un maschio che si
riproduce tramite fecondazione interna - come i mammiferi non può essere sicuro che la
femmina non si sia già accoppiata con altri prima di lui. Le
probabilità di sprecare energie,
quindi, allevando figli non suoi,
sono elevate. Nei mammiferi,
infatti, i maschi preferiscono i
sistemi «poliginici», in cui si accoppiano con tante femmine,
alle quali lasciano il ruolo di genitore. A fare delle femmine le
uniche candidate per questa
parte, però, non è solo la fecondazione interna, ma anche la
gestazione e l’allattamento,
compiti ovviamente impossibili
da delegare al maschio.
Quando la fecondazione è
esterna, il maschio ha la possibilità di vedere - letteralmente dove finiscono i suoi gameti e di
impegnarsi per una «giusta
causa». Inoltre, non di secondaria importanza, è il diverso
investimento nella «costruzione» dei gameti dal punto di vista metabolico: se quelli femminili sono pochi e costosi e
quelli maschili tanti e a buon
mercato, sarà prevedibile che
la femmina farà di tutto per essere certa di portare a buon fine il proprio investimento,
mentre al maschio converrà
accoppiarsi con il maggior numero possibile di femmine, disinteressandosi dei figli.

C

competenze veniva scambiata
per autoritarismo e termini
come realtà, oggettività e dati
di fatto erano considerati dinamiche di potere del pensiero
reazionario. Ci sono voluti più
di 30 anni per capire che questa storia è stata un grande
equivoco.
È l’oggi che ce lo fa capire.
Le tesi dei negazionisti che
negano i campi di sterminio
alla Faurisson usano gli stessi strumenti che un tempo
erano di relativisti e costruttivisti. Fatte le dovute differenze, anche chi sostiene che
i vaccini e la sperimentazione
animale sono inutili nega valanghe di prove offerte da
una comunità internazionale
che si confronta pubblicamente su dati e dimostrazioni
controllate. Si potrebbero aggiungere i vari oscurantismi
antiscientifici che vanno dal
passatismo dei movimenti

anti-Ogm alle teorie cospirative delle scie chimiche.
Tutti sono accomunati da
una perniciosa confusione tra
nozioni come «prova» e «opinione». A questa va aggiunto
un ulteriore elemento, più forte in Italia che altrove, dove la
«società dello spettacolo» (e
penso a Guy Debord) ha permeato la cultura del Paese. La
televisione e Internet offrono
informazioni non qualificate,
spesso confezionate più per intrattenere che per informare,
talvolta per indurre un orientamento politico, talaltra per
intimorire. Internet solo in apparenza è democratica e senza
adeguati strumenti culturali e
concetti come vero, finto, falso
travasano l’uno nell’altro. Il rischio è sotto gli occhi di tutti:
si chiama «cultura del risentimento» e sfocia nel populismo
demagogico.
17 - continua

Raccontare la ricerca
Eoratantosoftwareepocohardware
Arrivailmodello«ScienceGallery»
MASSIMIANO BUCCHI
SEGUE DA PAGINA 19

1 Le politiche del Brasile in

questo settore si sono caratterizzate per un’attenzione alle
aree e ai settori più svantaggiati e di qui il tema del convegno, «Comunicare la scienza
come forma di inclusione sociale». Ma le attività hanno
spesso scelto di incrociare i temi della comunicazione con
quelli di altri ambiti culturali.
Tra questi spiccano la musica e
perfino il Carnevale: a febbraio 300 ricercatori hanno partecipato al Carnevale di Recife
con carri ispirati ai grandi della scienza (Einstein, Darwin,
Marie Curie, Galileo). A queste
interazioni tra scienza e cultura sarà dedicata una delle sessioni del convegno. Partecipe-

rà, tra gli altri, Michael John
Gorman e racconterà una delle esperienze più significative
degli ultimi anni: la «Science
Gallery» di Dublino. Un modello innovativo senza collezione permanente, tutto software e poco o nulla hardware, con mostre ed eventi in
continua rotazione che rompono le barriere tra scienza e
arte, tra divulgazione e intrattenimento. Inaugurata nel
2008, ha ricevuto un finanziamento da Google.org per
esportare e sviluppare il proprio modello in altre otto città, da Londra a New York, da
Melbourne a Bangalore. Un
progetto che riassume le sfide
della comunicazione della
scienza globalizzata.
www.pcst-2014.org

.

TuttoScienze .21

evento, spesso alterandolo per ragioni machiavelliche, è un istinto invincibile. Nell’epoca della virtualità come nell’era della pietra: allora, oltre a forza e bellezza, il criterio per selezionare i
partner si concentrava sulle capacità linguistiche e perciò sulla creatività di cervelli che elaboravano la scienza della sopravvivenza.
Siamo carne e protesi di silicio, eppure il nostro
mondo emozionale resta paleo-africano: è un
insieme immutabile di scatole psicologiche che
non smette di accompagnarci, millennio dopo
millennio, secolo dopo secolo. Le racconta Gordon Orians, professore della University of
Washington, autore del provocatorio «Snakes,
Sunrises and Shakespeare».

La legge del Piro Piro:
così un padre
diventa super-papà
Dietro i ruoli di genitore una regola matematica

ture Communications», condotta da un team anglo-ungherese, guidato da Robert Freckleton, András Liker e Tamás
Székely, a decidere se l’inversione ci sarà è il rapporto nuRUOLO: È PROFESSORE
merico tra i sessi, ossia la quanDI BIOLOGIA DELLE POPOLAZIONI
AL DIPARTIMENTO DI SCIENZE
tità di maschi disponibili sul
DELLE PIANTE E DEGLI ANIMALI
mercato. Lo studio ha compaALLA UNIVERSITY OF SHEFFIELD
rato quella che viene definita
(GRAN BRETAGNA)
«Asr» («Adult sex ratio», il rapporto numerico tra i sessi) con i
La classifica dei migliori pa- compiti del maschio e quelli
pà vede primeggiare gli uccelli. della femmina.
Nel 90% dei casi il maschio colGli animali presi in considelabora alla crescita dei piccoli, razione sono uccelli limicoli,
in parità sessuale: non tanto come il Piro piro, in cui il capoperché desideroso di provare le volgimento dei ruoli non è afgioie della paternità, ma per fa- fatto raro: in 16 specie su 18 la
re fronte alla scarsità di luoghi correlazione è risultata positidove nidificare e alla ricerca va. Nelle cinque specie dove le
del cibo per i piccoli. In questa femmine sono in numero supemoltitudine di papà-modello riore dei maschi sono proprio
c’è chi eccelle: un’icona è il Pi- loro a occuparsi dei piccoli.
ro-piro macchiato, uccello mi- Nelle 11 in cui, al contrario, sogratore dal piumaggio mac- no i maschi il «bene in ecceschiettato di bianco, nero e mar- so» sono questi a diventare dei
ro n e. L e
fantastici
femmine di
CHI SCAPPA PER PRIMO genitori tutquesta speper i
Destini diversi e a volte tofare:
cie sono più
maschi c’è
opposti per pesci, un vantaggrandi e aguccelli e mammiferi gio a rimagressive e
competono
nere con la
sia per i territori sia per i ma- femmina e a crescere i piccoli,
schi. Dopo l’accoppiamento il mentre alla femmina, avendo
maschio si prende cura delle disponibilità di maschi, conuova, incubandole fino alla viene lasciare il partner a coschiusa. Una volta nati i piccoli, vare le uova, in cerca di un masarà sempre lui, il super-papà, schio con cui deporre altre uoa sfamarli. La femmina, in car- va, moltiplicando il successo
riera, nel frattempo è impegna- riproduttivo.
Semplici regole matematita a difendere il territorio, sceche di domanda e offerta connario del suo harem.
Ma quando è che un papà di- tribuiscono così a regolare e a
venta un super-papà? E quan- spiegare quello che è un vero e
do avviene l’inversione dei ruo- proprio gioco, delle parti e anli? Secondo una ricerca su «Na- che degli affetti.

Robert
Freckleton
Biologo

La ricerca
Scambiarsi
gliorganisessuali
1 L’inversione dei ruoli

sessuali è tutt’altro che rara in natura, ma ora uno
studio firmato da Kazunori Yoshizawa della Hokkaido University, in Giappone, ha scoperto il primo
esempio di genitali invertiti: femmine che hanno il
pene e maschi che posseggono la vagina. Si tratta degli insetti del genere
Neotrogla, con quattro
specie distinte ma correlate che vivono nelle grotte
brasiliane. Il loro accoppiamento - si spiega su
«Current Biology» - ha una
durata impressionante:
dura dalle 40 alle 70 ore e
vede le femmine nel ruolo
dei maschi e i maschi nel
ruolo di femmine. I ricercatori ritengono che questo ribaltamento totale
sia stato causato dall’habitat povero di risorse in
cui queste specie vivono. I
maschi, infatti, offrono alle femmine una serie di
nutrienti, oltre allo sperma, rendendo così vantaggioso per loro accoppiarsi più volte. Una volta
dentro un maschio, il genitale della femmina si
gonfia e una serie di spine
interne incastra gli insetti
in un impressionante amplesso, quasi mostruoso.

22 .TuttoScienze

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

l
P MEDICINA

Quando non c’è il campetto
l’exergaming fa miracoli
GLAUCO GALANTE
1 I videogame possono aiutare i bambini a pra-

ticare un’attività fisica salutare. Uno studio dell’Università dell’Australia Occidentale dimostra
che alcune piattaforme di videogiochi (tipo Wii o
Xbox) danno risultati, sul piano del movimento,
comparabili con uno sport praticato fuori casa.
L’«exergaming» - l’esercizio fisico associato al tradizionale videogame - già nell’infanzia fa bene alla
salute, mantenendo in forma sia il cuore sia il sistema circolatorio. È quanto sostengono sul «Journal

l
P

of Pediatrics» ricercatori australiani e inglesi, sottolineando la pigrizia dei bambini. In Italia, per
esempio, fa sport meno di un quarto dei piccoli tra
i 3 e i 5 anni, mentre tra i 6 e i 10 anni poco più di
uno su due pratica un’attività sportiva. «I livelli di
inattività e obesità - osservano i ricercatori - sono
inaccettabilmente alti». L’«exergaming», quindi,
offre una valida alternativa ludica. L’ultima frontiera è divertirsi virtualmente per fare sport in modo diverso: il gioco diventa aerobico, i muscoli si
rafforzano, la circolazione migliora e, spesso,
l’umore. Si possono così rendere più frizzanti i pomeriggi, svagandosi con gli amici: meglio un’attività racchiusa tra le mura domestiche, che proietta in un modo virtuale, piuttosto che stare incollati
alla sedia o alla poltrona con gli occhi vitrei.

IMMUNOLOGIA

VALENTINA ARCOVIO
stato cercato in
lungo e in largo da
scienziati di tutto
il mondo. e, invece,
il mitico elisir di
lunga vita, o quello che più gli
si avvicina, è sempre stato vicinissimo a noi. Addirittura
dentro le nostre cellule. In
particolare nel Dna mitocondriale, che deriva appunto dai
mitocondri, gli organelli deputati alla produzione di
energia in ogni cellula dell’organismo.
A capirlo è stato un gruppo
di ricercatori italiani in uno
studio che potrebbe segnare
una svolta per la qualità della
vita della popolazione anzia-

È

Andrea
Cossarizza
Immunologo
RUOLO: È PROFESSORE
DI IMMUNOLOGIA E DIRETTORE
DEL LABORATORIO
DI IMMUNOLOGIA
DELL’UNIVERSITÀ DI MODENA
E REGGIO EMILIA

na. I risultati, che verranno
pubblicati sullo «European
Journal of Immunology»,
hanno permesso di comprendere il ruolo del Dna mitocondriale circolante come causa
dell’infiammazione cronica
che si associa al processo di
invecchiamento.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori, in un
arco di tempo dal 2006 al
2013, hanno prima raccolto il
plasma e poi quantificato il
Dna mitocondriale in esso
presente di 831 soggetti sani
di diverse nazionalità europee, di età compresa da uno
a 104 anni, tra cui 429 individui appartenenti a «fratrie»
(coppie di fratelli o sorelle)
oltre i 90 anni. I dati raccolti
hanno consentito di scoprire

CORBIS

Il Dna mitocondriale si trova nei mitocondri, gli organelli deputati alla produzione di energia in ogni cellula dell’organismo

L’elisir di lunga vita esiste
ed è racchiuso nelle cellule:
si chiama Dna mitocondriale
che con il processo di invecchiamento aumenta la quantità di Dna mitocondriale circolante nel plasma e, studiando
le famiglie di persone molto
anziane, che esiste anche un
forte controllo genetico di
questo livello.

«Il Dna mitocondriale - spiega Andrea Cossarizza, lo scienziato dell’Università di Modena
e Reggio Emilia che ha coordinato lo studio - viene rilasciato
nella circolazione quando una
cellula muore e di conseguenza
si rompe. Questo Dna ha una

forma particolare, diversa dal
Dna presente nel nucleo, dato
che i mitocondri sono organelli
derivati dalla fusione di cellule
batteriche con cellule nucleate,
avvenuta miliardi di anni fa, e
hanno mantenuto l’originale
caratteristica genetica. Quan-

do il sistema immunitario avverte la presenza di questo
Dna, di derivazione “batterica”,
innesca un’infiammazione che
tende ad auto-mantenersi».
I ricercatori hanno così scoperto che le cellule deputate alle difese immunitarie contro gli

agenti patogeni, quando vengono a contatto con il Dna mitocondriale, sono anche in grado
di produrre le molecole che prima innescano e poi mantengono i processi infiammatori.
Questi ultimi sono associati all’invecchiamento stesso e sono
riconosciuti come la base della
teoria dell’«inflammaging», ovvero dell’infiammazione come
causa fondamentale delle modificazioni della funzionalità
dell’organismo associate all’età.
Secondo questa teoria, infatti,
le alterazioni si manifestano sia
a livello sistemico sia cellulare.
La capacità di controllare la
produzione e il rilascio di Dna
mitocondriale, da un lato, e i
suoi effetti, dall’altro, sono
quindi la chiave di lettura del
come e perché si invecchia.
«Queste osservazioni - commenta Cossarizza - aprono
nuove prospettive sia all’interpretazione di molti fenomeni
biologici legati all’invecchiamento sia allo sviluppo di nuove strategie (terapeutiche e
comportamentali) per migliorare lo stato di salute della persona anziana».
Lo studio - che si è svolto
nell’ambito del progetto europeo «Eu-Geha» ed è stato finanziato in parte anche dalla
Fondazione Cassa di Risparmio di Vignola - ha visto coinvolti, oltre ai gruppi modenesireggiani, anche un team dell’Università di Bologna e di Firenze insieme con il dipartimento di Patologia Clinica del
Nuovo Ospedale S. AgostinoEstense di Baggiovara di Modena, il Cnr di Pisa e l’Istituto
Superiore di Sanità di Roma.
«Non c’è dubbio che questa
scoperta - sottolinea il rettore
dell’Università di Modena e
Reggio Emilia, Angelo O. Andrisano - stia dischiudendo le
porte a nuove frontiere di ricerca e anche terapeutiche.
Sapere di più del sistema immunitario e dei meccanismi fisiologici che conducono all’invecchiamento consentirà di
far progredire le terapie destinate agli anziani».

Epatite C, la svolta è adesso
Un successo la terapia che fa a meno dell’interferone

l
P

EPATOLOGIA

FABIO DI TODARO
onsiderato fino a pochi anni
fa l’unica soluzione, l’interferone rischia l’uscita di scena.
Due studi sul «New England Journal of Medicine» dimostrano l’efficacia delle terapie in grado di prescindere dal farmaco e di conseguenza dagli effetti collaterali - febbre, prurito e dolori articolari - nei
pazienti colpiti dal genotipo 1 del
virus dell’epatite C (corrispondente al 75% delle infezioni) e anche in
chi è affetto dalla cirrosi (la prima
causa di compromissione della funzionalità epatica).
È stato il gruppo di Nezam
Afdhal, direttore del centro di ricer-

C

ca sulle malattie del fegato al Beth ferone peghilato-alfa, somministrato
Israel Deaconess Medical Center di una volta la settimana sotto cute, e la
Boston, a presentare a Londra, al con- ribavirina, assunta quotidianamente.
gresso dell’Associazione europea per La frequenza di effetti collaterali e i
lo studio del fegato, gli esiti di una spe- numeri della malattia hanno però
rimentazione in cui i pazienti affetti spinto a cercare un’alternativa: da qui
dall’epatite C sono stati curati con un l’ingresso sul mercato del sofosbuvir,
approccio terapeutico alternativo. Il il primo farmaco «interferone-free».
L’appuntamento
94% - già comproè servito anche a
messo dalla malattia
tracciare una mapcronica - ha reagito
pa dell’epatite C: 170
in modo significativo
milioni sono i malati
alla terapia e senza
nel mondo, 746 mila
differenze tra i pai pazienti che, parzienti mai trattati
RUOLO: È DIRETTORE DEL CENTRO
tendo dall’infezione,
prima e quelli che
DI RICERCA SULLE MALATTIE DEL
FEGATO AL BETH ISRAEL DEACONESS
hanno già sviluppaavevano visto fallire
MEDICAL CENTER DI BOSTON
to la cirrosi e il caril precedente apcinoma del fegato.
proccio. La rivoluzioOltre 50 mila i decessi causati ogni
ne, dopo 10 anni di test, è a un passo.
Dagli Anni 90 il trattamento del- anno dall’Hcv. Numeri sottostimati,
l’epatite C cronica si è basato sulla se si considera che l’infezione è spescombinazione di due antivirali: l’inter- so silente per decenni. Ecco perché

Nezam
Afdhal
Epatologo

medici e ricercatori hanno deciso la
chiamata alle armi contro l’epatite C.
Il problema delle nuove terapie,
però, è rappresentato dai costi: proibitivi. Tre mesi di cure possono costare 50 mila euro. In Italia, dove i pazienti colpiti dal virus sono quasi 2

milioni, le nuove linee-guida dell’Aifa
suggeriscono di potenziare lo screening, in particolare tra i nati tra il
1945 e il 1965, i «baby boomers». Riconoscere la malattia in tempo, infatti,
fa la differenza.
Twitter @fabioditodaro

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

.

23

PUBBLICITÀ

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V

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DA BELFAST A TRIESTE PER LA 97ESIMA EDIZIONE

Banca Mediolanum in sella per il Giro d’Italia
B

anca Mediolanum scalda i muscoli e si prepara anche quest’anno a salire
in sella per l’edizione 2014
del Giro d’Italia, al via dal
Titanic Belfast in Irlanda del
Nord il prossimo 9 maggio.
Si tratta della 97ª edizione
della corsa rosa che proprio
quest’anno celebra il centenario della nascita di Gino
Bartali e il decennale della
scomparsa di Marco Pantani.
Per l’undicesimo anno consecutivo il Gruppo presieduto da Ennio Doris, attraverso
la sponsorizzazione del Gran
Premio della Montagna, conferma dunque la propria partecipazione alla manifestazione sportiva che, una volta
approdata in Italia, dalla Puglia risalirà lo Stivale fino al
Friuli Venezia Giulia.
E lo farà ancora una volta
sponsorizzando e premiando l’ormai celebre Maglia
Azzurra, dedicata al miglior
“scalatore”, vero e proprio
simbolo di italianità. Un emblema scelto appositamente
in quanto emblema di fatica,
impegno e forza del singolo individuo ma allo stesso
tempo frutto del lavoro di
gruppo, della capacità di
fare squadra e della sinergia:
in altre parole proprio degli stessi valori sui quali si
fonda la strategia e la forza
stessa di Banca Mediolanum,
che grazie alla propria squadra di lavoro riesce a rispondere ed esaudire i desideri

Da sinistra: Paolo Bettini, Maurizio Fondriest, Gianni Motta, Francesco Moser

dei propri clienti. Come ogni
anno anche per l’edizione
2014 la presenza di Banca
Mediolanum al Giro d’Italia,
che si concluderà a Trieste
il prossimo 1° giugno, sarà
arricchita da avvenimenti

La pedalata amatoriale riservata ai clienti Mediolanum è una delle iniziative tradizionali della banca legate al Giro d’Italia

paralleli alla gara e da piacevoli occasioni di incontro:
da pranzi esclusivi su invito
lungo il percorso delle tappe
più emozionanti alle cene di
gala in location d’eccezione.
Cene riservate che nel

corso di questa edizione, per
la prima volta, saranno arricchite da un set fotografico
dove gli ospiti potranno posare con i testimonial storici
di Banca Mediolanum: Francesco Moser, Gianni Motta,

Maurizio Fondriest e Paolo
Bettini, e portarsi a casa la
foto-ricordo della serata.
Sempre in compagnia dei
testimonial, proseguono anche per il 2014 le “pedalate”
amatoriali in partenza e in

Banca Mediolanum premiata per
“Buone prassi di responsabilità sociale”

Termina oggi la seconda fase
di NutriAmo il futuro

Per il secondo anno
consecutivo Banca Mediolanum si è distinta per le
“Buone prassi di responsabilità sociale”, comportamento che è stato premiato
da Unioncamere Lombardia
il 10 aprile presso l’Auditorium di Palazzo Lombardia
a Milano. L’attestato è stato conferito a 137 aziende
lombarde che si sono differenziate nel 2013 per il loro
comportamento esemplare
nei confronti della società
e dell’ambiente. Banca Mediolanum si è contraddistinta nelle seguenti categorie:
progetti di sostenibilità am-

Fondazione Mediolanum
onlus, da sempre attiva nella
tutela dei bambini più disagiati
in Italia e nel mondo per garantire loro assistenza sanitaria,
istruzione, vitto e alloggio, e
avviamento al lavoro quando
crescono, ha indetto nel mese
di marzo il bando “NutriAmo
il futuro” teso a valorizzare e
a sostenere con 250.000 euro
i migliori progetti presentati da associazioni ed enti non
profit per affrontare il tema
della malnutrizione infantile.
I 20 migliori progetti che si
sono candidati il mese scorso,
sono ora visibili sul sito www.
fondazionemediolanum.it. Cia-

bientale, qualità del lavoro
e relazioni con il personale,
iniziative nei confronti della
comunità locale e del territorio, qualità delle relazioni
con i fornitori.
Banca Mediolanum è orgogliosa di ricevere questo
ulteriore riconoscimento che
premia la propria attenzione
nei confronti degli aspetti sociali e ambientali del
contesto nel quale opera, dimostrando di essere capace
di azioni che mirano a una
crescita economica accompagnata da princìpi di responsabilità, sostenibilità e
trasparenza.

scuno di noi può consultare e
votare online il progetto che
ritiene più efficace per affrontare il problema dell’alimentazione infantile. C’è tempo fino
a oggi, 30 aprile, per esprimere
il proprio consenso. Il voto del
pubblico decreterà la graduatoria finale. Al primo classificato saranno assegnati 150 mila
euro, al secondo 70 mila, al
terzo 30 mila. Con NutriAmo
il futuro la Fondazione intende
orientare ai bisogni essenziali dei più piccoli la sensibilità
delle persone e del Paese che
l’anno prossimo ospiterà l’Expo 2015 – dedicato per l’appunto alla nutrizione.

arrivo di tappa, che nel 2013
hanno visto la partecipazione
di oltre 1000 appassionati;
e l’accoglienza nelle aree
hospitality da dove clienti e
appassionati, esclusivamente
su invito, potranno vivere da
vicino l’emozionante arrivo
al traguardo. Ampio spazio
sarà dato anche alle iniziative solidali di Fondazione
Mediolanum onlus con il
progetto dedicato alle madri sole “Un nido per ogni
bambino” della Fondazione
“Aiutare i bambini”. Anche
quest’anno Fondazione Mediolanum onlus si impegna a
raddoppiare il contributo che
verrà raccolto durante le varie tappe del Giro.
Iniziative di successo che
dal 2003 a oggi hanno visto
la partecipazione di circa
400.000 persone tra clienti
e appassionati e che oltre a
creare numerose occasioni di
incontro, consentiranno anche quest’anno di trascorrere
tanti momenti in compagnia
e allegria.

Questa è una pagina di informazione
aziendale con finalità promozionali.
Il suo contenuto non rappresenta una forma di
consulenza nè un suggerimento per investimenti.

24

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

+2,15%
+1,96%

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3809

Petrolio
dollaro/barile

FTSE(Londra)

R Oro
101

ECONOMIA
FINANZA

+0,52%
+0,72%
+1,46%
+1,04%

euro/grammo

R

30,4802

&

L’ANNUNCIO DI LUPI: IN QUESTO MOMENTO DEL TORCHIO STA ESAMINANDO I CONTENUTI DELLA PROPOSTA

Alitalia, arriva l’ultimatum di Etihad
Al vaglio del cda la lettera della compagnia araba: un’offerta prendere o lasciare da oltre 500 milioni
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Maurizio Lupi rischiava di
perderci il sonno. Se la trattativa fosse fallita, sarebbe
toccato a lui l’onere di affrontare un’altra campagna elettorale su Alitalia e sui suoi
moltissimi dipendenti. Destino vuole che oggi come allora
Silvio Berlusconi - sempre lui
- sia all’opposizione. Ieri il
leader di Forza Italia ha ripreso il vessillo in mano:
«Nel 2008 l’abbiamo salvata
facendola restare italiana.
Ora se si trova in queste condizioni non è per colpa mia.
Faccio notare che per trasportare 21 milioni di passeggeri all’anno Alitalia impiega
quattordicimila collaboratori. Ryanair, che di passeggeri
ne ha 61 milioni, seimila».
Poi il ministro ha ricevuto
la buona novella. Gliela ha
comunicata per telefono
l’amministratore delegato di
Alitalia, e il sollievo è stato
tale che dopo cinque minuti
la notizia era di pubblico dominio: «Del Torchio mi ha
comunicato che Etihad ha
mandato la lettera ad Alitalia in cui ha risposto alle osservazioni della compagnia.
Credo che in questo momento Alitalia stia valutando i
contenuti della proposta».
L’alleanza fra le due compagnie sarebbe «la migliore risposta anche a Berlusconi»,
che «proponendo di licenziare cinquemila persone si
è dimenticato di essere un
imprenditore. Se dopo cinque anni siamo qui a dover
discutere e ad affrontare il
rilancio della compagnia,
forse nel passato non è andato tutto bene». La politica
è vigliacca e rovina i rapporti più consolidati. I tempi in
cui Lupi e Berlusconi viaggiavano all’unisono sono or-

A Torino
Irensicompra
iltermovalorizzatore

128
milioni

1 Il consiglio di ammi-

Il taglio proposto da Alitalia
sul costo del lavoro:
interesserebbe molti
dipendenti di terra

nistrazione di Iren ha deliberato di esercitare l’opzione di acquisto da F2i
Ambiente di una quota
pari al 24% di Trm V, società nella quale detiene già
una partecipazione del
25% e che controlla Trm,
società che ha ricevuto
l’affidamento per progettare, costruire e gestire il termovalorizzatore
dei rifiuti urbani e assimilati a servizio della zona
sud della provincia di Torino. Lo rende noto il gruppo in un comunicato precisando che il perfezionamento dell’operazione è
previsto entro il 9 maggio
2014 ad un prezzo di circa
35,6 milioni di euro.

2000
esuberi
Secondo alcune fonti
il personale in eccesso
non dovrebbe superare
questa soglia

ANSA

mai un lontano ricordo.
Una volta, ormai sette anni
fa, l’allora presidente Maurizio Prato ci scherzò su: «Quello di Alitalia è un caso disperato, l’unica speranza è affidarsi
all’esorcista». I medici momentaneamente al capezzale
della compagnia italiana,
morta e rinata nel 2008 e ora
di nuovo sull’orlo del lastrico,
possono ancora affidarsi alla
lettera di un potenziale compratore. Chi l’ha vista dice che
questa volta gli arabi hanno
posto condizioni prendere o
lasciare. La compagnia di Abu
Dhabi si limita a confermarne
l’esistenza, senza aggiungere
ulteriori dettagli.
Le questioni per le quali gli
arabi chiedono garanzie sono

essenzialmente tre: il futuro di
Linate (chiedono un rafforzamento sulle rotte europee) e
degli investimenti nell’alta velocità verso non due ma tre
grandi aeroporti, Fiumicino,
Malpensa e Venezia; i 400 mi-

I nuovi soci vogliono
garanzie su Linate,
infrastrutture
e debiti non garantiti
lioni di debiti non garantiti di
Alitalia in mano alle banche
azioniste e creditrici del quale
Etihad non vuole farsi carico;
la ristrutturazione della compagnia italiana. I sindacati si
dicono (a parole) pronti a fare

sacrifici, anche se non hanno
una dimensione esatta del numero di lavoratori che Etihad
vorrebbe far uscire dall’azienda. Secondo alcune fonti non
dovrebbero essere più di duemila, gran parte dei quali dipendenti dei servizi di terra
che verrebbero definitivamente affidati a società private.
Alitalia ha preparato un piano
di risparmi da 400 milioni di
euro, cento in più di quelli annunciati lo scorso luglio; di
questi, 290 sarebbero già stati
trovati. La voce costo del lavoro vale 128 milioni, 48 dei quali
devono essere ancora individuati. A pagare il prezzo più alto sarebbero i lavoratori con
stipendi superiori ai 40mila
euro, in gran parte piloti e qua-

dri dell’azienda. Gli arabi chiedono infine una manleva per i
contenziosi aperti. Ce ne sono
due, uno con Windjet - acquisita per monopolizzare le tratte
verso la Sicilia - l’altro con Carlo Toto, già patron di Air One e
titolare di molti dei contratti
sui nuovi aerei. In cambio di
questo pacchetto di condizioni
Etihad sarebbe disposta a
mettere sul piatto un investimento importante, secondo alcune fonti ora superiore ai 500
milioni di euro, oltre che in Aeroporti di Roma, che vorrebbero trasformare nell’hub europeo della nuova compagnia.
Insomma, il filo non si è rotto. Da parte di James Hogan l’amministratore australiano
della compagnia - c’è la volon-

GRILLO IN ASSEMBLEA: QUESTA È LA MAFIA DEL CAPITALISMO

Monti bond, lo Stato incassa
oltre mezzo miliardo da Mps
Atteso intorno
al 10 maggio
l’ok di Bankitalia
ai nuovi soci
GIANLUCA PAOLUCCI

I Monti bond per Montepaschi fruttano allo stato 554
milioni di interessi. È questo
il conto, salato per la banca
toscana, che si ottiene sommando 329 milioni di euro di
interessi maturati nel 2013
sui 4,1 miliardi di titoli utilizzati da Mps per rafforzare il

4,1

3

miliardi

miliardi

L’importo totale dei Monti
bond emessi da Mps per
rafforzare il capitale e
sottoscritti dal Tesoro

La quota che Mps
rimborserà con l’aumento
di capitale da 5 miliardi che
sarà lanciato in giugno

ANSA

Beppe Grillo ieri all’assemblea di Mps

proprio capitale, più i 135 milioni di euro maturati fino a giugno sui 3 miliardi che l’istituto
rimborserà con l’aumento di
capitale di giugno da 5 miliardi, più i 90 milioni di extracosti

derivanti dal maggior prezzo
al quale la Fondazione venderà
le proprie azioni ai nuovi soci,
uno dei parametri indicati nel
regolamento del prestito per
stabilire il costo dell’emissione.

La Fondazione intanto sta lavorando alla riscrittura del
patto con Fintech e Btg Pactual, alla luce dell’incremento
da 3 a 5 miliardi dell’aumento.
Un lavoro condotto in stretto

contatto con le autorità di controllo che dovranno esprimere
il proprio via libera, atteso secondo indiscrezioni verso il 10
maggio, una decina di giorni
prima dell’assemblea di Mps

tà di andare avanti nel progetto. Ma agli arabi non sfuggono
i rischi dell’operazione. Basta
scorrere con la memoria i tentativi di fusione andati a vuoto.
Con Klm nel 2000, con Air
France nel 2001, la fallita asta
di Prodi e Padoa Schioppa del
2007, l’uscita dei francesi e il
loro reingresso come primi
azionisti nel 2008, e ancora il
loro disimpegno, pochi mesi
fa. L’allora premier Romano
Prodi tentò di convincere perfino la compagnia di Stato cinese e Lufthansa. I primi si sfilarono leggendo le cronache
dall’Italia, i secondi un attimo
dopo essersi resi conto del ginepraio di sindacati con il quale avrebbe dovuto trattare.
Twitter @alexbarbera

sull’aumento. Assemblea che
ieri ha invece dato il via libera
al bilancio. In mancanza di notizie dal versante societario, a
tenere banco è stato lo show di
Beppe Grillo. Il comico, tornato all’assemblea Mps dopo oltre un anno dallo scoppio dello
scandalo, è tornato con parole
dure sulla vicenda («Questa è
la mafia del capitalismo, non la
Sicilia: qui siamo nel cuore della peste rossa e del voto di
scambio») , invitando i soci a
votare contro il bilancio e a
«mandare a casa» l’attuale
cda. Polemica con il presidente
Alessandro Profumo: «Profumo lo conosco da quando faceva il bigliettaio alle autostrade
e già faceva i preventivi. È un
uomo eccezionale, ha fatto una
carriera straordinaria e allora
che finisca ora la sua carriera»,
ha detto Grillo. «Ho iniziato in
banca a 20 anni e ho timbrato
molte cambiali, ma non ho mai
fatto il casellante», la replica
del banchiere.

W

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Colloquio

ESAMI SU 124 ISTITUTI

MONTANI

Abbiamo fatto
i compiti chiesti dalla
Bce: il Core Tier 1
arriva all’11,5%

TEODORO CHIARELLI
INVIATO A GENOVA

C

i siamo posti tre obiettivi.
Il primo, in fase di realizzazione, è di riportare la
banca in condizioni di assoluta sicurezza. Il secondo è di renderla profittevole dal 2016.
Il terzo è di metterla in condizione di
creare e determinare il proprio destino anziché subirlo. Giocando un ruolo
da protagonista fra gli istituti regionali nell’inevitabile prossimo riassetto del credito». Cesare Castelbarco
Albani e Piero Montani, rispettivamente presidente e amministratore
delegato di Banca Carige, guardano
con ottimismo all’assemblea che oggi
approverà i conti della banca genovese finita lo scorso anno nel mirino di Genova, l’insegna di Banca Carige in Piazza De Ferrari
Bankitalia, Consob, Ivass e magistratura. Dopo gli anni di Giovanni Berneschi, un bilancio lacrime e sangue.
«In effetti - spiega Montani - 1,7 miliardi di perdite, con una forte svalutazione degli avviamenti che impatta
per 1,3 miliardi, non è da poco. Abbiamo applicato i principi che ci ha chiesto Bankitalia con la massima trasparenza. In realtà la perdita, tolti gli avviamenti, non è fra le peggiori di questo anno orribile per il credito, ancorché di tutto rispetto: 565 milioni».
Moody’s sostiene che 800 milioni di
aumento di capitale non bastano. Ma
secondo l’ad di Carige non verranno
chiesti altri soldi al mercato. «Non
credo proprio - replica Montani - . Dai
nostri calcoli riteniamo che gli 800 cose dovessero cambiare, vedremo il da sto a dieci imprenditori liguri di impemilioni siano sufficienti. Certo non farsi».Intanto gli strascichi della ex ge- gnare ciascuno 20 milioni per creare un
possiamo sapere quali saranno i risul- stione Berneschi continuano a farsi sen- nucleo stabile di azionisti da affiancare
tati dell’Asset quality review della tire. Un gruppo di piccoli azionisti vuol alla Fondazione che scenderebbe al 20%.
Bce. Noi abbiamo fatto i compiti a ca- fare una class action contro alcuni diri- Anche se, le risposte non sarebbero state
sa in modo molto precisa, classifican- genti della banca. «E’ in piedi un’azione molto positive. Questo progetto di un nudo i crediti nelle giuste caselle e ac- di responsabilità - sottolinea Castelbar- cleo stabile di azionisti piace ai vertici di
cantonando quanto dovuto. Arrivia- co - verso i passati vertici delle controlla- Carige. «Lo sento per la prima volta - ammo all’11,5% di common equity tier 1 di te assicurative. Ma sulla banca, per ora mette Castelbarco - ma se ci sono inveBasilea 3, pur non essendo fra le pri- non ci sono elementi che ci possano far stitori stabili del territorio, sono i benvenuti». Anche per Montani «sarebbe un
me 5 delle 15 banche sotto sorveglian- pensare a un’azione analoga».
In realtà, precisa bel segnale di risveglio per Genova e per
za Bce. Ben al di
sopra della media
I POSSIBILI SOCI poi Montani, «l’anda- la banca. Ma pure per loro: un ottimo indel titolo Cari- vestimento, ne son convinto».
delle altre banche
«Benvenuti a Malacalza mento
ge negli ultimi due anTra i possibili nuovi soci continuano
regionali».
e Bonomi, abbiamo visto ni non è stato molto a circolare i nomi dei Malacalza e di AnSul fronte creanche 70 investitori diverso da quello di al- drea Bonomi, vecchia conoscenza di
diti, la maggiore
tri istituti. Mi spiace Montani alla Bpm. Montani dà il benveesposizione di Carige è l’operazione degli Erzelli, il di- per i piccoli azionisti, capisco le loro sof- nuto anche loro, ma precisa: «Non ci
stretto tecnologico sulle alture di Ge- ferenze, ma se avessero investito su ban- fermiamo certo qui. Ho incontrato 70
nova. Una posizione che crea qualche che diverse invece che su Carige non investitori fra Milano e Londra, sopratproblema alla banca. «Siamo esposti avrebbero avuto maggiori soddisfazioni. tutto stranieri. C’è grosso interesse in
più o meno con 200 milioni - osserva Visto, però, che l’investimento ormai è generale sull’Italia e un po’ anche su
Castelbarco - c’è qualche difficoltà stato fatto, credo che dopo la nostra cura Carige. Si vede anche dai movimenti
contingente, ma non pensiamo di es- potranno avere in futuro qualche soddi- sul titolo, nelle ultime settimane si è
sere di fronte a un dissesto. Non ab- sfazione». Per quanto riguarda i soci, il mosso il 7% del capitale. Il road show
biamo chiesto alcun rientro. Se poi le sindaco di Genova, Marco Doria, ha chie- proseguirà a Parigi, Francoforte, Zuri-

CASTELBARCO

ANSA

C’è un’azione di
responsabilità verso
gli ex vertici delle
controllate assicurative

“Carige venderà le assicurazioni
entro la fine dell’anno”
L’ad Montani: bastano 800 milioni, l’aumento di capitale si ferma qui
Il presidente Castelbarco: sì a un nucleo di azionisti stabili per la banca

gruppo

Enti Pubblici
Piemonte
COMUNE DI RIVALTA DI TORINO
Prov. di Torino - Tel.011/90455 01/02/03/04

AVVISO DI ASTA PUBBLICA
Si rende noto che, in esecuzione della
Deliberazione di Consiglio Comunale n.
62 del 7 agosto 2013, della Deliberazione
di Giunta Comunale n.162 del 26.07.2013
e della determinazione dirigenziale n°145
del 17.04.2014, vista l’Autorizzazione della
Regione Piemonte – Direzione Risorse Umane
e Patrimonio – Settore Attività Negoziale e
Contrattuale – Espropri – Usi Civici, rilasciata
con Determinazione n. 756 in data 27 novembre
2013, , il giorno 2 luglio alle ore 10,00 in una
delle sale dell’intestato comune si procederà, ai
sensi dell’art. 37 lett. c), R.D. n.827/1924, all’asta
pubblica per la CONCESSIONE TRENTENNALE
DI TERRENI COMUNALI E BENI DEMANIALI
CON COSTITUZIONE DI DIRITTO DI
SUPERFICIE finalizzata alla realizzazione e
gestione di un nuovo centro sportivo polivalente
sito nel territorio del Comune di Rivalta di Torino,
Via Piossasco n. 135. Base d’asta canone annuo
€ 5.000,00 diconsi: (cinquemila/00 euro). Le offerte
dovranno pervenire entro le ore 12:00 del giorno
23 giugno 2014. Il bando di gara è consultabile
sul sito internet dell’Ente al seguente indirizzo:
www.comune.rivalta.to.it
Rivalta di Torino, 18.04.2014.
IL DIRIGENTE SERVIZIO POLITICHE FINANZIARIE

Dott. Tonino SALERNO

gruppo
AVVISO DELL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO
(a norma della Legge 7/8/1990 n.241 e del T.U. espropri approvato con il D.P.R. 8/6/2001 n. 327 e s.m.i.)
Sistemazione e razionalizzazione degli scaricatori di piena della fognatura comunale. Comune di Buttigliera Alta (prog 9575).
La SMAT S.p.A. INFORMA

che dal 30/04/2014 presso la propria sede, nonché presso l’Albo Pretorio del Comune di Buttigliera Alta
sarà depositato per 30 giorni, lo stralcio del progetto definitivo dell’opera in oggetto. Il Comune interessato,
a norma degli Artt. 9, 10 e 11 del T.U. 327/2001, può apporre il vincolo preordinato all’esproprio.
Il responsabile del procedimento è il geom. Luciano Cappuccio. Eventuali osservazioni scritte dovranno
pervenire entro e non oltre il 30/05/2014 alla SMAT S.p.A. C.so XI Febbraio,14 - 10152 Torino.
info@smatorino.it

AVVISO DI GARA

La SMAT S.p.A. indice la seguente gara
a procedura aperta:
Servizio di rimozione sabbie dai canali di
adduzione all’impianto di depurazione di
Castiglione Torinese. Biennio 2014-2015.
(rif. APP_06/2014)
Importo complessivo: Euro 620.000,00
Scadenza
presentazione
offerte:
27/05/2014 ore 12,00
La
documentazione
di
gara
è
reperibile
sul
sito
Internet
http://www.smatorino.it/area_bandi

Economia .25

.

www.smatorino.it

SVILUPPO E GESTIONE SIR DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Ente Appaltante: Intercent-ER – Regione Emilia-Romagna – Viale A. Moro n. 38 – 40127 Bologna
– tel. 051.5273082 – fax 051.5273084 Pec: intercenter@postacert.regione.emilia-romagna.it.
Oggetto della gara: Procedura aperta per la fornitura di servizi finalizzati allo sviluppo, gestione
e manutenzione evolutiva dei sistemi informativi e dei sistemi di business intelligence della
Giunta, l’Assemblea Legislativa, le agenzie e gli istituti afferenti la Regione Emilia-Romagna 2.
Importo: Euro 31.450.000,00 IVA esclusa.
Termine presentazione offerte indicative: entro le ore 12:00 del giorno 09/06/2014.
L’avviso di gara integrale è stato spedito alla GUUE il 15/04/2014, è pubblicato su GURI n. 47
del 28/04/2014 ed è disponibile sul sito http://www.intercent.it.
Il Direttore di Intercent-ER: (Dott.ssa Alessandra Boni)

Questi e molti
altri avvisi
li puoi trovare
anche su internet
Consulta i siti

www.legaleentieaste.it
www.lastampa.it

go. Non mi stupirei di vedere nuovi soci
stranieri con posizioni interessanti».
E le assicurazioni che hanno impiombato i bilanci di Carige? Montani conferma che verranno cedute: «Nessun ripensamento: il modello di banca-assicurazione non regge più. L’auspicio è di venderle entro la fine dell’anno. Dopo le operazioni di pulizia chieste dall’Ivass, in
termini di patrimonio valgono 400 milioni». Guardando al futuro Montani ha le
idee chiare sulla nuova Carige: «Sarà
una banca radicata per l’80% al Nord,
più piccola e snella, efficiente, con Banca
Ponti al centro del private banking. Chiuderemo una novantina di sportelli, ma
soprattutto adotteremo il modello “hub
& spoke” alleggerendo molte filiali delle
attività di cassa e liberando 400 persone
sull’attività commerciale. Senza macelleria sociale». Infine sulle mai sopite polemiche su stipendi e bonus milionari dei
banchieri, Montani taglia corto: «Guadagno meno di tutti gli altri amministratori
delegati delle prime 15 banche sotto controllo Bce: 850 mila euro lordi. Senza paracadute da direttore generale».

Direzione Logistica Industriale
Acquisti Tecnici
Il Responsabile
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA
SETTORI SPECIALI FORNITURE
Trenitalia S.p.A. ha intenzione di procedere,
mediante gara a procedura aperta eGPA n. 6494,
interamente gestita con sistemi telematici, alla
stipula di un contratto di somministrazione
avente ad oggetto l’affidamento della fornitura di
“Caminetti spegniarco” - CIG: 57154087E1. Tutta
la documentazione di gara è disponibile su
www.acquistionline.trenitalia.it. Il termine per la
presentazione delle offerte è fissato per il giorno
05/06/2014 ore 13:00.
Rocco Femia

COMUNE DI ASTI
ESTRATTO AVVISO
DI AVVENUTA AGGIUDICAZIONE
I.1) Amministrazione aggiudicatrice: Comune di Asti C.F. 00072360050
II. 1.1) denominazione: CIG 52422612A1
– SERVIZIO DI FACCHINAGGIO
V.1) data aggiudicazione: 05/03/2014
V.3) aggiudicatario: COOPERATIVA
L.E.S.A. - P.IVA
00832070056
V.4)
valore
finale
dell’appalto:
€ 178.907,82 + IVA – ribasso 84,00%.
Avviso di aggiudicazione integrale
visionabile sul sito www.comune.asti.it
Asti, 24/04/2014
IL DIRIGENTE

(dott. Gianluigi Porro)

ALMA MATER STUDIORUM
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
AVVISO DI GARA
CIG: 5704366FB9
L’Università ha indetto una procedura aperta
per la fornitura di olio combustibile fluido
BTZ 0.3% da riscaldamento per l’immobile
di Via Ugo Foscolo, 7.
Durata: 2 anni, rinnovabile per ulteriori 2.
Valore complessivo presunto dell’appalto
(comprensivo di tutte le eventuali opzioni):
Euro 773.444,00=IVA esclusa.
Presentazione offerte: le offerte, redatte
secondo le modalità prescritte dal disciplinare
di gara, dovranno pervenire entro le ore
11:15 del 10/06/2014 pena esclusione.
Il formulario per la pubblicazione del bando è
stato trasmesso all’Ufficio Pubblicazioni della
U.E. in data 17/04/2014.
Il Disciplinare di gara, il Capitolato, lo Schema
di contratto e gli altri documenti
complementari sono disponibili sul sito di
Ateneo http://www.unibo.it/download/gare.
Nel suddetto sito saranno pubblicate anche
eventuali rettifiche ed informazioni
complementari. L'Università non potrà essere
considerata responsabile della mancata
conoscenza, da parte dei concorrenti, di
clausole/condizioni contenute in detti
documenti, qualora essa sia imputabile alla
mancata richiesta dei documenti stessi da
parte dei concorrenti o alla richiesta
effettuata dopo il termine di cui al precedente
capoverso.
Il Dirigente - Area Affari Generali
Dott. Marco Degli Esposti

Quattro scenari
choc nei test
della Bce
sulle banche
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

Simulare la crisi per evitarne
un’altra. L’autorità bancaria
europea (Eba) sta preparando
la nuova ondata di stress test
su 124 istituti creditizi sistemici in vista del decollo da fine
anno della vigilanza bancaria
unica affidata alla Bce. Per
mettere il sistema alla prova, i
tecnici del presidente Andrea
Enria hanno disegnato quattro
severissimi scenari di choc,
immaginando i possibili fattori
scatenanti d’una nuova tempesta globale. Nel far ciò, hanno
stimato gli effetti sulla finanza
come sulle economie planetarie. Un esercizio, questo, che
mette a nudo le debolezze
strutturali dell’Italia che, se
accadesse il peggio, sarebbe
uno dei Paesi più colpiti. Per
prima cosa l’Eba stabilisce la
metodologia. Il modello comune di analisi della qualità delle
banche coprirà un’ampia gamma di rischi, quelli legati al credito e ai mercati, le esposizioni
nei confronti di operazioni di
cartolarizzazione, l’attività col
debito sovrano e di finanziamento. L’esecuzione sarà restrittiva e ruoterà intorno all’ipotesi di una contabilità statica, dunque priva di possibilità di difesa.
La tenuta sarà misurata alla
luce di quattro cataclismi economici considerati possibili:
un aumento dei rendimenti dei
bond globali; un’ulteriore deterioramento della qualità del
credito in Paesi dove la domanda è bassa; stallo delle riforme
che mini la fiducia nella sostenibilità delle finanze pubbliche; la mancanza di capacità
delle banche di mantenere l’accesso al rifinanziamento. Gli
choc eventuali, stima l’Eba,
avrebbero l’effetto di scostare
in negativo il pil di 5,6% nel
2015 per l’Ue e aumentare la
disoccupazione di 1,9 punti. Le
tabelle segnalano che la Borsa
italiana pagherebbe un pedaggio salato, come la crescita (- 6
punti sulle previsioni 2016) e
l’occupazione (+1,4). E’ un campanello d’allarme. Ma l’emergenza, sia chiaro, non è in vista.

TRIBUNALE ORDINARIO DI CUNEO
EX TRIBUNALE DI MONDOVÌ
ES.IMM. 40/2012 (+ 41/2012) R.G. Es Imm. Lotto
uno - piena ed intera proprietà su DOGLIANI BORGATA PIANDELTROGLIO, 16 - ALBERGO: facente
parte della Tenuta Larenzania, con annessa circostante
area cortilizia, avente accesso da due ingressi distinti,
insistenti su proprietà di terzi, piano interrato, terreno,
primo, secondo e sottotetto, con trentaquattro camere
da letto oltre due sale ristorante; reception, uffici, zona
riservata al personale, disimpegni, centro estetico
con zona massaggi, lavanderia, locali caldaie e scale
antincendio. Due piscine e area verde. Idenficazione:
Foglio 6, map. 117, sub. 4, cat. D/2, classe U, R.C. Euro
25.734,00; Foglio 6, map. 117, sub. 5, cat. D/1, R.C. Euro
30,00; l’area di insistenza del predetto fabbricato risulta
censita al Catasto dei Terreni al Foglio 6, map. 120, ente
urbano di aree 24,67; Foglio 4, map. 476, cat. D/6, R.C.
Euro 5.264,00; l’area di insistenza e pertinenziale risulta
censita al Catasto dei Terreni al Foglio 4, map. 476, ente
urbano di aree 66,38. Prezzo base Euro 923.100,00 (oltre
IVA se dovuta). Vendita senza incanto 17/06/2014 ore
14.30. Eventuale vendita con incanto in data 24/06/2014
ore 14.30. Per quanto non specificato nel presente
estratto si fa riferimento all’avviso di vendita pubblicato
sul sito di Tribunale di Mondovì – Asteimmobili S.p.A..
G.E. Dott.ssa Roberta Bonaudi - Delegato alla vendita
Dott.ssa Stefania Marro tel. 320/6059521.
MINISTERO DELL’INTERNO
DIPARTIMENTO PER LE LIBERTA’ CIVILI
E L’IMMIGRAZIONE
AVVISO AGGIUDICAZIONE
E’ stata aggiudicata la gara europea a procedura
aperta in due lotti, per servizi di gestione, manutenzione e conduzione delle strutture informatiche, supporto specialistico, gestione postazioni di lavoro
(lotto 1) e per servizi di sviluppo software, manutenzione evolutiva, adeguativa e correttiva, gestione
applicativa e service desk (lotto 2). Lotto 1 CIG
52448814B8 - Lotto 2 CIG 5244888A7D. Bando di
gara pubblicato sulla GUCE: S175 del 10 settembre
2013. Data di aggiudicazione: 10 marzo 2014. Criterio
di aggiudicazione: offerta economicamente più
vantaggiosa.
LOTTO 1
Numero di offerte ricevute: 2. Aggiudicatario: RTI
Engineering Mo Spa e XEN Informatica srl. Importo
appalto aggiudicato: € 4.120.800,00 iva esclusa.
LOTTO 2
Numero di offerte ricevute: 9
Aggiudicatario: RTI Accenture SpA, Accenture
Technology Solutions srl e Solving Team srl
Importo appalto aggiudicato: € 3.781.935,13 iva
esclusa
Il Responsabile del Procedimento
Sig.ra Paola Biagioli

26 .Economia

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Panorama

L’ultima trimestrale dell’era Scaroni

ALL’ASSEMBLEA MEDIASET IL PRESIDENTE CONFALONIERI CONTRO I COLOSSI DEL WEB: NON PAGANO LE TASSE IN ITALIA

“Da Google e Facebook
una concorrenza sleale”

Eni, profitti in calo del 15%
Ma il titolo corre in Borsa Pier Silvio Berlusconi: sì a nuovi soci ma Premium non è in vendita

L’

ultima trimestrale di
Scaroni alla guida dell’Eni mostra l’utile in
calo, ma la Borsa premia il
gruppo petrolifero (+2,95%,
meglio del +2,15% dell’indice
FtseMib), che è riuscito a contenere la flessione con risultati
migliori delle attese.
Nel primo trimestre del
2014 l’utile netto si è fermato a
1,3 miliardi, in calo del 15,6% ri- Paolo Scaroni
spetto allo stesso trimestre del
2013 e la produzione di idrocarburi di Eni è stata di 1,583 milioni
di barili al giorno. L’ad Scaroni, nella nota, parla di «risultati solidi in un mercato ancora difficile» e sottolinea in particolare il
«buon andamento» della divisione Esplorazione e produzione,
proprio quella guidata dal suo futuro successore Claudio Descalzi. In realtà anche questo settore ha chiuso con un calo del 21%
dell’utile netto «adjusted» a 1,3 miliardi, ma non per una flessione
della produzione di idrocarburi, che viceversa è aumentata dello
[R. E.]
0,6 per cento.

Il bilancio 2013

Compagnia di San Paolo,
l’utile supera i 170 milioni

L

a Compagnia di San Paolo chiude il bilancio 2013 con un
avanzo di esercizio di 176 milioni. Bilancio approvato all’unanimità nella riunione del consiglio generale presieduta
da Luca Remmert. Il totale dei proventi di bilancio è di circa 200
milioni. Nel 2013 la Fondazione torinese, primo azionista di Intesa
Sanpaolo, ha erogato al territorio 123,9 milioni, cifra che sale a
129,6 milioni se si includono le erogazioni recuperate da stanziamenti di anni precedenti (erano 127,6 nel 2012 e 125 nel 2011).
Il consiglio generale ha espresso «soddisfazione per i risultati
conseguiti in termini di volume delle erogazione». Ha inoltre deliberato l’accantonamento di 7,8 milioni alla riserva per l’integrità
del patrimonio (dopo averne accantonati 35 alla riserva obbligatoria). Dal 2009 la Compagnia ha incrementato le erogazioni al
territorio del 7%: gli importi rappresentano oltre il 13% di quanto
eroga il sistema delle fondazioni Acri.
[R.E.]

La Fondazione ha un avanzo di 209 milioni

Cariplo:“LaquotadiIntesa?
LaseguiràilgestoreQuaestio”

F

ondazione Cariplo ha
chiuso l’esercizio 2013
con un avanzo di gestione di 209,06 milioni, un incremento del patrimonio netto a
valori di mercato, dopo le erogazioni, di oltre il 6,6%, e con
un fondo di stabilizzazione
delle erogazioni superiore a
200 milioni. All’attività filantropica sono andate l’anno
scorso risorse per 144,4 milio- Giuseppe Guzzetti
ni (138,8 milioni a sostegno di
1.047 progetti più 5,6 milioni in forma di accantonamenti ai fondi per il volontariato).
«La Fondazione - ha commentato il presidente, Giuseppe
Guzzetti - mantiene costante il livello dell’attività filantropica,
con grande attenzione al settore dei servizi alla persona». Cariplo ha anche deciso di affidare la gestione della partecipazione
in Intesa Sanpaolo, a Quaestio Capital Management. «Una tappa importantissima e coerente nel cammino intraprese da tempo per la diversificazione del rischio» conclude Guzzetti.

FRANCESCO SPINI
MILANO

«Chiunque voglia crescere
nella pay tv in Europa, in un
modo o nell’altro, deve passare da noi...», dice Pier Silvio
Berlusconi. Il vice presidente
esecutivo di Mediaset precisa: «Premium non è in vendita». L’idea è aprire le porte a
un «partner industriale che
lavori con noi» per lo sviluppo. Davanti agli azionisti di
Mediaset riuniti in assemblea (il sì al bilancio con l’utile da 8,9 milioni arriva anche
dai fondi, pur rimasti a secco
di dividendo) il presidente
Fedele Confalonieri annuncia che, dopo anni di austerity, Mediaset «riprende a investire» per crescere. Berlusconi conferma che Premium
«sta suscitando l’interesse
da parte di più gruppi internazionali» con cui «stiamo
dialogando». Sostiene che le
«possibilità sono tante». Si
guarda bene dal suffragare i
nomi circolati in questi giorni, vale a dire Al Jazeera e Canal Plus di Vivendi. Si limita a
precisare che per ora «non
c’è nessun accordo vincolante», glissando su eventuali altri patti meno impegnativi
(«serve anche un po’ di riservatezza», spiega), come quello che il 9 maggio, secondo
voci, dovrebbe dare il via alla
«due diligence» su Premium
da parte dei due gruppi interessati. Il cantiere della pay
tv è aperto. Il primo passo sarà definire «spero entro il semestre» la costituzione di un
veicolo in cui raggruppare
tutte le attività di pay tv del
gruppo, incluso il 22% di Digital Plus in Spagna, su cui è in
corso un riassetto. Quanto al
valore di Premium, è «mag-

GRUPPO RIZZOLI

Cairo sale
al 3,7% di Rcs
Oggi il Cda
Urbano Cairo si rafforza in Rcs dove si porta
al 3,68%. Nell’annunciare
l’acquisto sul mercato lo
0,7-0,8% del capitale l’imprenditore, che nella casa editrice del Corriere
della Sera aveva il 2,84%,
non chiude la porta a un
ingresso nel Cda. Il consiglio si riunisce oggi per
stendere il profilo, e magari individuare il nome,
del candidato da portare
all’assemblea dell’8 maggio per sostituire nel board Carlo Pesenti.

1

ANSA

I vertici: Piersilvio Berlusconi (sinistra) con Fedele Confalonieri

giore delle indicazioni più elevate degli analisti», che si sono
spinti fino a 800 milioni.
Altro fronte per Mediaset
(+3,18% in Borsa) è quello delle
torri di trasmissione. Un mercato «strategico», secondo

Al Jazeera e Canal Plus
tra i possibili partner
per la pay tv
A breve la due diligence
Confalonieri, e in cui «siamo
disponibili a valutare operazioni di consolidamento e sinergie in grado di generare valore». Tramite EI Towers, il Biscione guarda alle torri che Telecom Italia vuole cedere. Ber-

lusconi non conferma, ma dice
che «le possibilità di sviluppo
sono quelle...».
Quanto ai temi della concorrenza, Confalonieri si scaglia
contro il «neocolonialismo»
dei colossi Internet come «Google, Facebook e Amazon».
Che «generano ricavi e utili in
Italia ma non pagano qui le tasse», tuona. E che «fanno gli
editori con i contenuti degli altri». Rimpiange la web tax
(«l’obiettivo era giusto») e promette battaglia: «Detto in modo brutale: o noi o loro». Tanto
più ora che a Cologno la spending review è completata
(«Non ci sono in programma
altri tagli», dice Berlusconi) e
si pensa allo sviluppo. Una vera ripresa? «Non c’è», taglia

corto Confalonieri. Nonostante un mercato pubblicitario
ancora debole (nei primi tre
mesi Mediaset registra un -1%,
«nei primi 4 siamo vicini al pareggio», spiega l’ad Giuliano
Adreani) e grazie a una situazione finanziaria migliore (anche in virtù di operazioni come
la vendita del 25% di EI
Towers), torna a suonare la carica degli investimenti. «Ci
vuole aggressività», dice Confalonieri. Con l’acquisto dei diritti della Champions «abbiamo aggredito un mercato, e in
particolare un concorrente
(Sky, ndr), con molta convinzione. Oggi il panorama dei diritti è sicuramente più equilibrato». L’augurio? Un «equilibrio» anche per la Serie A.

produttivo in Francia. La cifra
messa sul piatto da General
Electric sarebbe superiore a
10 miliardi di euro, e c’è un mese di tempo affinché l’affare si
concretizzi. Trenta giorni in
cui il «gioiellino» francese potrà esaminare - ma non discutere - eventuali rilanci da parte
di altri gruppi interessati. Né il

governo - più favorevole ad
una soluzione europea - né Siemens hanno ancora deposto le
armi: i tedeschi hanno chiesto
quattro settimane di tempo
per effettuare una «due diligence». Un periodo in cui i conti di Alstom verranno passati
ai raggi X per capire quale sia
l’offerta più congrua.

OFFERTI 10 MILIARDI PER LA DIVISIONE ENERGIA

Alstom, il Cda dice sì
agli americani di Ge
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

Va agli americani il primo
round della sfida per il gruppo simbolo dell’industria
francese. Il cda di Alstom ha
accettato l’offerta di General
Electric per la sua divisione
energetica: il via libera, scrive la versione online di Le Figaro, è arrivato all’unanimità, poche ore prima che il titolo venisse riammesso alla
Borsa di Parigi dopo giorni di
sospensione.
L’azienda statunitense ha
rassicurato il presidente Hol-

lande: «Nessun posto di lavoro
è a rischio - ha scritto l’amministratore delegato Jeffrey Immelt in una lettera di quattro
pagine -. Lavoreremo con il governo per tutelare il settore e
le sue esportazioni». Difficile
capire se basterà per tranquillizzare l’Eliseo: ieri il ministro
dell’Economia Arnaud Montebourg ha convocato a Bercy i
rappresentanti delle principali
sigle sindacali della metallurgia, preoccupati che una cessione di Alstom possa aprire la
strada allo «smantellamento»
del settore e del suo tessuto

Borsa .27

LA STAMPA

.

MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 29-04-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
B Pop lg17 Mc Eur
Barclays lug19 Fixed Ra
Barclays giu17 Fix Fl.No
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei 96/16 Zc
BOA gen26 Inv.Bond Call
BP MG14 MC Eur
Bpop mg17 MC Eur
CEDB to CMS 2025
Centrob /19 Sdi Tse
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Crediop /19 Float1
Crediop 98/18 Tf Capped
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr dic14 Step Up
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Cred/05/15
Dexia Mz16 4.85
Dexia ott18 Ser.Spec.2 T
EM Mediob DC15 TV Eur
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
Imi mar18 StepUp
IMI Mz 17 Mc Eur

LUCA
FORNOVO
IL MIGLIORE

+9,73%

Borgosesia Rsp

IL PEGGIORE

Seat Pagine Gialle

-5,56%
0,0017

1,15
Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

PREZZO

Mar

CORRONO FIAT, ENI E INTESA
IN RIALZO TELECOM E PIRELLI

P

iazza Affari regina d’Europa con l’indice Ftse Mib che
è balzato del 2,15% a quota 21.976 punti, mentre l’indice All Share è salito dell’1,96%. A spingere la Borsa
milanese è il miglioramento del clima economico nell’Eurozona e le incoraggianti trimestrali diffuse da grandi aziende.
In evidenza Saipem (+0,82%) e la controllante Eni (+2,95%)
nel giorno dei conti del primo trimestre. Tra gli altri energetici, corre Enel (+2,28%).
Balzo anche di Telecom Italia (+2,25%) in scia al buon momento del settore delle telecomunicazioni. Continua il rally
di Fiat (+3,7%), favorito dalle indiscrezioni sullo scorporo del
marchio Alfa Romeo. Bene anche Exor (+1,63%), holding della famiglia Agnelli. Tra gli altri industriali, in rialzo Pirelli
(+0,92%) e Finmeccanica (+1,76%). Bene anche le banche da
Intesa Sanpaolo (+2,65%) a Unicredit (+1,86%) fino a Mediobanca (+1,33%). Tra gli editoriali, Cairo Communication, nel
giorno dell’assemblea dei soci, ha chiuso in rialzo dello 0,78%

108.85
100.35
96.75
106.63
118.50
99.29
106.17
98.64
111.67
99.91
106.91
97.49
96.20
61.15
59.50
103.56
105.34
118.15
101.65
98.53
101.02
98.43
102.72
100.37
102.28
100.38
100.32
104.39
108.66
112.26
103.83
100.88
112.37
109.15
104.16

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur
Intek ag17 TF Eur 8%
Med Lom /18 Rf C 75
Med Lom /19 1 Sd
Med Lom /19 37
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio lug16 TF 4.45%
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio mg19 MB15 Tasso Mi
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 Eur 3
Medio Nv14 TV Eur
Medio/15 MC Eur
Medio/15 Plus BP II
Mediobanca fb22 MB33 TF
Mediocr L/28 Zc 25.Ma
Mittel lg19 Tf Call eur
MPS ot17 Mc Eur
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 01-20 tv infl.
Rbs 09-14 tv
Rbs 10-19 6%
Rbs 11-14 MC
RBS MZ20 Tsf
RBS nov16 Tasso Misto BP
RBS ott16 Tasso Misto BP
Spaolo /19 Sw Euro
Spaolo 97/22 115 Zc
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7
UBI giu18 TF Sub Lowtier

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

99.58
123.24
107.98
109.04
95.46
95.26
111.31
92.81
106.53
105.66
109.50
99.93
100.36
108.79
101.10
99.92
110.15
110.86
101.92
59.39
107.85
104.28
104.08
127.20
102.64
100.28
97.30
101.76
97.31
99.27
99.20
103.12
79.28
104.20
104.54

EURIBOR
29-04-2014

VAR.%

21976,84
23400,17
30103,53
18342,19
19420,02
21136,26
3208,68

+2,15
+1,96
+0,28
+1,19
+0,51
+0,43
+1,35

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2530
0,2690
0,3080
0,3470
0,4440
0,5290
0,6210

Il Mercato Azionario del 29-04-2014

0,2565
0,2727
0,3122
0,3518
0,4501
0,5363
0,6296

TITOLI

PREZZO

UBI giu19 MC eur
UBI lug14 Tasso Misto
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI nov17 Eur 4.3
UBI ott19 Lower Tier II
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr ag18 TF 5.65% Banc
UniCr/16 LT 2
Unicredit mag18 Banco P

99.61
99.89
99.30
98.89
102.72
107.95
111.49
113.43
101.24
110.10

TITOLI DI STATO
BoT 13-14/05/14 A
13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.76%
CTz 12-30/05/14 A
12-30/09/14 A
13-30/06/15 A
13-31/12/15 A
14-29/04/16 A

99.90
99.97
99.95
99.92
99.92
99.89
99.86
99.84
99.82
99.79
99.77
99.73
99.71
99.72
99.60
99.45
101.52
99.48
99.40
100.09
99.61
99.99
100.55
99.78
103.25
99.55
105.18
100.12
100.42
103.38
100.74
99.97
99.78
99.17
98.58
98.23

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

21360
21325
-

21677
21610
21490
21475

21330
21325
-

21715
21630
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty
20 Dollari St.Gaude

210,750 - 240,090
211,980 - 245,390
211,980 - 245,390
172,040 - 195,790
170,630 - 194,290
170,150 - 190,310
170,080 - 188,970
170,080 - 188,970
211,120 - 239,330
495,910 - 541,810
500,970 - 557,460
970,390 - 1094,730
1001,840 - 1110,230

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3826
1 0,7233
Yen giapponese
142,0300
100 0,7041
Sterlina inglese
0,8222
1 1,2162
Franco Svizzero
1,2200
1 0,8197
Corona ceca
27,434
100
3,645
Corona danese
7,465
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,281
10
1,208
Corona svedese
9,056
10
1,104
Dollaro australiano
1,492
1
0,670
Dollaro canadese
1,517
1
0,659
Dollaro Hong Kong
10,720
1
0,093
Dollaro neozelandese
1,619
1
0,618
Dollaro Singapore
1,737
1
0,576
Fiorino ungherese
309,180
100
0,323
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2247,343
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,932
1
0,341
Rand sudafricano
14,627
1
0,068
Won Sud coreano 1423,990 1000
0,702
Zloty polacco
4,199
10
2,381

0,25
-0,13
0,07
-0,16
0,09
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

B Banca Generali
Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,080
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
0,200
0,550

1,090
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
4,032
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,135
7,666
17,266
26,399

185311
147
14364100 2747
103110 2201
49700
38
42571
101
898
121
14558323
50
245000
0
0
11
51929
161
717615
60
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0
4
2594763
10
70318 1075
2837684 15556
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1778
71
760144 3227

1,090
0,882
10,300
1,046
1,327
13,400
0,049
0,001
0,621
3,708
0,641
4,338
0,082
0,006
12,160
19,010
6,950
16,350
22,580

-1,00
+1,85
-1,90
0,00
+1,22
+0,07
+0,20
-9,09
0,00
+0,22
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0,00
0,00
-0,25
+3,94
+3,04
0,00
+0,85

1,094
0,877
10,336
1,046
1,319
13,357
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0,001
0,622
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4,325
0,082
0,006
12,220
18,837
6,930
16,213
22,528

22,800
15,010
2,400
2,860
0,524
1,800
3,468
0,723
1,794

+1,74
+2,74
0,00
+1,42
-0,19
-2,17
+2,00
+5,40
0,00
0,00
+0,54
+0,37
+0,36
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+0,10
+2,07
+0,70
+0,37
+3,48
+1,43
+1,37
-0,23
0,00
+9,73
-0,33
+0,10
+0,08
+0,26

22,668 0,900
14,862
nr
2,396
nr
2,825
nr
0,527
nr
1,807
nr
3,426
nr
0,702
nr
1,796
nr
nr
0,428 0,002
3,245 0,036
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10,901
nr
0,498
nr
0,491
nr
0,644 0,022
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nr
0,696
nr
0,417
nr
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nr
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0,870
nr
1,059
nr
0,121
nr
20,895 0,080
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7,619 0,104

0,428
3,270
2,790
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10,880
0,498
0,493
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0,685
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0,884
1,150
0,121
20,890
12,990
7,620

21,435 25,136 181758
9,111 15,631 3931979
2,125 2,511 249195
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10453
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1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
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0,258
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0,492
1,482
0,222
0,380
20,599
28,169
0,839
0,931
0,078
19,134
12,820
6,729

0,479 1231463
3,395
63738
3,135
4659
7,213
13328
11,914
9876
0,498 987120
0,619 343628
0,658 2505278
2,241
10506
0,845 929489
0,452
40874
21,448
100
38,858
3708
0,933
6621
1,195
8679
0,147 772810
26,230
69155
15,134 1003444
7,987
56608

2616
2621
146
50
1145
5
535
2268
53
0
290
380
37
82387
72
67
98
1234
20
52
15
92
168
33
1
95
1421
2149
310

C Caleffi
1,548 +0,91 1,538
nr 1,412 1,674
7222
19
Caltagirone
3,000 +2,74 2,978 0,030 2,009 2,996
16749
358
Caltagirone Ed.
1,332 +0,30 1,333
nr 1,054 1,359
64898
167
Campari
6,285 +1,37 6,274 0,070 5,738 6,293 1426442 3644
Cape Live
0,077 +1,18 0,076
nr 0,056 0,083 2363839
25
Carraro
3,128 +1,89 3,139
nr 2,928 3,385
7331
144
Cattolica As
17,740 -0,67 17,787 0,800 17,787 19,715
77700
962
Cell Therap
2,252 +3,97 2,283
nr 1,443 3,101 4522553
342
Ceram. Ricchetti
0,327 -1,03 0,327
nr 0,184 0,389 205058
27
CHL
0,054 +2,26 0,054
nr 0,044 0,059 2459765
12
CIA
0,284 -1,46 0,288
nr 0,252 0,311
17250
27
Ciccolella
0,379 -0,55 0,374
nr 0,300 0,419 362343
68
Cir
1,116 -0,36 1,122
nr 1,037 1,214 763610
891
Class Editori
0,380 -0,18 0,380
nr 0,209 0,429
89360
40
CNH Industrial
8,435 +0,90 8,412 0,200 7,577 8,793 4827986 11381
Cofide
0,531 +1,05 0,532
nr 0,523 0,569 327151
383
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,591 -2,23 0,589 0,060 0,584 0,655
79482
27
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 21,030 +2,04 20,938 0,550 14,552 22,149
5535 1292
Cred. Emiliano
7,350 +0,14 7,361 0,120 5,708 7,670
85148 2447
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,410 -0,39 0,390
nr 0,159 0,686
7579
0
Cred. Valtellinese
1,695 +0,89 1,691
nr 1,135 1,772 1679415
813
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,852 +1,48 1,833 0,050 1,324 1,844 190182
61
D D'Amico 16 warr
Danieli

0,117 -1,85 0,115
nr 0,099 0,128
26,040 +1,20 26,030 0,300 23,244 26,687

59417
67201

0
1064

AZIONI

Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

17,330
15,440
1,548
29,550
4,118

0,967 +0,21 0,968
EEMS
0,442 +1,14 0,444
Enel
4,124 +2,28 4,094
Enel Green Pw
2,060 +0,39 2,057
Enervit
4,730 -0,71 4,740
Eni
18,860 +2,95 18,731
Erg
12,450 +1,63 12,428
Ergy Capital
0,163 -0,73 0,163
Ergy Capital 16 warr 0,025 +5,98 0,024
Eukedos
0,800 +2,50 0,792
Exor
32,950 +1,63 32,822

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi

Massimi
Anno

+1,58 17,355 0,321 16,191 17,992
-0,58 15,554 0,400 11,869 16,406
-0,13 1,540
nr 1,200 1,540
-0,03 29,671 0,500 29,014 35,923
-1,48 4,111
nr 3,870 4,488

E Edison r

F Ferragamo

Divid.

Minimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

93745
73727
248188
59445
7274

0,050 0,962 1,051 176268
107
nr 0,308 0,539 176299
19
0,150 3,151 4,120 33629240 38497
0,026 1,835 2,057 7657831 10286
0,028 3,147 5,848
8537
84
0,550 16,301 18,778 17167651 68073
0,400 9,884 12,428 522965 1868
nr 0,163 0,190 894301
27
nr 0,023 0,031
77000
0
nr 0,620 0,831
27617
14
0,335 28,048 32,956 454552 8082

22,990
8,830
6,665
0,656
2,698

+0,70 23,076 0,330 20,514 27,699 450624 3886
+3,70 8,767
nr 6,613 8,969 19007594 10965
+1,76 6,631
nr 5,480 7,336 3025241 3834
+1,94 0,653 0,012 0,485 0,690 554183
284
-0,07 2,698
nr 2,620 3,158
400
30

0,039
4,810
16,980
3,136
1,685
21,720

+1,30 0,039
nr 0,031 0,043 2682707
83
+0,63 4,792 0,220 4,555 5,061
2200
215
+1,56 16,927 0,200 15,596 17,523 7678257 26353
-0,32 3,144 0,060 2,708 3,408 283306
815
+1,51 1,674
nr 1,357 1,962 1737246
690
+0,28 21,690 0,730 21,091 24,030 352163 3775

2,152 -0,92

2,151 0,090

1,641

2,167 3386345

+1,77
+1,49
+4,39
0,00
-0,10
+1,92
-0,06
-3,07
-3,97
+2,65
+2,92
+1,58
-0,56
-1,07
-0,79
-1,52
-0,44
0,00
-6,25

0,673
1,365
1,119
0,767
10,349
10,501
0,841
0,473
0,575
2,457
2,092
0,761
1,248
8,901
5,707
32,696
22,443
9,142
0,487

J Juventus FC

0,244 -1,13

0,245

nr

0,220

0,252 2684793

K K.R.Energy

1,740 +4,19
2,440 -0,49

1,742
nr
2,452 0,010

1,570
1,926

1,908
2,525

IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife

702
2325
230
1660
6

0,662
1,360
1,117
0,769
10,410
10,590
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0,470
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42563
5
0,052 1,044 1,343 1739554 1475
0,060 6,271 9,849 320081 1577
0,060 3,428 6,226 328802
602
nr 24,973 34,475
12017
725
nr 14,552 22,828
27265
367
0,125 7,204 9,341
1282
356
nr 0,200 0,487
50614
0

0,564 -2,59 0,568
nr 0,490 0,601
41,390 +1,85 41,085 0,580 37,321 42,208
0,145 -0,34 0,144
nr 0,049 0,180
0,149
2,616
1,960
3,956
8,005
6,540
0,149
1,820
0,745
12,690
1,312
0,449
0,250
0,036
0,171
0,074

554699
45221

5,260

nr

3,473

6,054

247
58
52

113862
38
510939 19640
380361
15

-2,42 0,149
nr 0,149 0,168 954872
+0,54 2,604
nr 1,487 2,884 1874225
+0,31 1,957
nr 1,527 2,300
7955
+3,18 3,931
nr 3,457 4,363 13065365
+1,33 8,003
nr 6,342 8,394 3226677
+1,55 6,517 0,100 6,183 7,128 1862934
+0,13 0,148
nr 0,078 0,183
53231
0,00
nr
+1,79 1,813
nr 1,608 1,813 136458
-0,47 0,750
nr 0,555 0,849 1886587
+0,71 12,682
nr 12,319 16,314 496797
-0,76 1,314
nr 1,314 1,541 580198
-1,25 0,446
nr 0,427 0,605 158388
+0,93 0,250
nr 0,166 0,285 182262743
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-1,20 0,075
nr 0,060 0,100 8453372

5,255 +0,38

3058

1796

71
796
36
4643
6892
4800
8
0
159
173
3170
324
67
2915
5
4
5
40

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

PREZZO

TASSO %

12
42
73
104
133
165
196
224
257
287
315
347

99,904
99,948
99,922
99,864
99,822
99,768
99,709
99,716
99,596
99,452
99,480
99,404

0,000
0,330
0,250
0,340
0,320
0,390
0,460
0,370
0,480
0,610
0,530
0,560

14/05/14
13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

AZIONI

0,315
0,900

0,00
0,00

0,313
0,909

nr
nr

0,085
0,702

0,430
0,935

0
0

0
12

Vianini Industria
Vianini Lavori

O Olidata

0,492 -0,55

0,494

nr

0,374

0,534

33810

17

W World Duty Free

P Parmalat

2,512
1,466
2,880
0,755

+0,32 2,506 0,013 2,460 2,548 377782
+0,14 1,465
nr 1,416 1,502
22750
-1,10 2,887 0,092 2,130 2,969 987200
+1,21 0,750
nr 0,515 0,822 118725
0,00
nr
-1,14 4,384
nr 3,207 5,043
92657
+0,76 2,123
nr 1,778 2,355
44156
+0,92 12,104 0,320 11,001 12,717 2276767
-0,20 10,158 0,390 8,763 10,395
43532
+1,50 0,412 0,020 0,296 0,456
24816
0,00
nr
+3,14 8,455
nr 6,520 9,605 1913906
+1,18 5,150 0,033 4,045 5,413 314016
+0,78 0,645
nr 0,573 0,758 819144
+0,03 0,356
nr 0,289 0,413
27596
+0,38 18,594 0,420 17,538 19,565 1319038

4574
0
1042
36
0
132
106
5759
124
54

+1,12 2,498 0,100 2,183 2,619
17345
+2,79 0,913
nr 0,430 0,954 1714388
+2,92 1,646
nr 1,295 1,800 2406136
+2,55 1,325
nr 0,704 1,354 428858
-0,72 12,516 0,110 10,290 13,196 193086
-0,63 0,710
nr 0,553 0,781 484639
-0,43 0,207
nr 0,189 0,237 222100
+3,81 1,522
nr 1,294 1,604
63648

68
71
699
39
2617
117
168
18

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

2,518
0,940
1,655
1,328
12,450
0,708
0,207
1,527

+0,64 15,693
+0,82 19,677
+1,29 19,600
+1,27 4,613
-0,82 12,191
-0,16 1,247
+1,61 13,162
-0,07 13,569
-0,19 0,155
-5,56 0,002
0,00 1,000
+0,10 0,503
-0,23 13,177
-0,95 3,532
+1,63 8,461
+0,70 0,114
+5,15 2,183
+1,49 4,321
-0,81 6,165
+1,75 2,197
0,00 10,200
0,00
0,398 +0,89 0,393
146,000 0,00 146,000
6,865 +2,08 6,803
15,670
19,680
19,600
4,636
12,100
1,247
13,260
13,540
0,156
0,002
1,000
0,505
13,170
3,552
8,425
0,115
2,206
4,350
6,130
2,204
10,200

T Tamburi

nr 14,229
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 11,990
nr 0,837
0,190 10,750
1,924 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,107
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,696
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,369
nr 146,000
0,100 5,491

0,75
0,80
0,74
0,18

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

2822
1587
327
67
3990

19,075 123947
978
19,677 3632549 8684
19,600
346
2
4,910 396205 2064
12,876
1265
20
1,290 743671 1186
13,346
31172
130
13,623
18829
751
0,180 979255
21
0,002 3696077346
30
1,000
2614
1
0,525
26900
0
13,383
7834
185
3,614
10518
0
8,858 188590 1925
0,124 180091
5
2,277 770051
254
4,321 11383673 14613
6,524
13443
559
2,300 1672983 1052
11,056
100
133
0
0,457
96460
33
146,000
0
0
6,880 12089207 6196

2,738
Tamburi 15 warr
0,789
TAS
0,597
Telecom IT
0,898
Telecom IT Media
0,132
Telecom IT Media rnc 0,666
Telecom IT rnc
0,696
Tenaris
16,590
Terna
3,918
Tiscali
0,076
Tiscali 14 warr
0,001
101,600
Tod's
Trevi Fin.Ind.
8,330

+0,88 2,729
-0,19 0,772
-0,08 0,594
+2,45 0,895
-0,38 0,132
+2,46 0,666
+2,73 0,692
+1,78 16,504
+1,71 3,898
+1,62 0,076
0,00 0,001
+0,49 101,443
-0,48 8,379

0,041 2,182 2,810 174527
390
nr 0,322 0,810
21615
0
nr 0,473 0,626
20058
25
0,020 0,712 0,896 120720378 12012
nr 0,123 0,149 2079506
192
nr 0,171 0,666
41023
4
0,028 0,563 0,715 23023384 4169
0,130 14,900 17,363 2174415 19483
0,070 3,568 3,950 7749837 7834
nr 0,042 0,080 24212942
141
nr 0,000 0,001 10793878
0
2,700 91,002 120,260 114200 3105
0,130 6,210 8,434
31908
588

U UBI Banca

+2,97 6,875
+1,86 6,536
-0,56 8,975
+0,38 5,231
+0,30 4,730
+0,45 2,686
-0,33 270,278
+0,30 2,715

0,050 4,895 7,420
0,090 5,391 6,800
0,090 7,827 9,435
0,150 4,105 5,700
0,170 3,602 5,043
nr 2,154 2,860
nr 175,169 279,483
nr 2,058 2,804

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

6,940
6,565
8,950
5,230
4,754
2,688
269,700
2,706

V Valsoia

11,950 -1,24 11,962 0,170 10,252 12,124

6271218 6199
62024713 37892
5404
22
1815207 2322
1274573 1293
11923277 6045
2029
345
764243 1024
14606

125

29-04-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1297,75
30,4802
470,4400

28-04-2014

EURO

1299,00 938,6301
30,4172
476,9799
-

BORSE ESTERE

GIORNI

Noemalife 15 warr
Novare

Parmalat 15 warr
Piaggio
Pierrel
Pierrel 12 war
Pininfarina
4,320
Piquadro
2,118
Pirelli & C.
12,120
Pirelli & C. rnc
10,210
Poligrafici Editoriale 0,413
Pop Emilia 01/07
Pop.Emilia Romagna 8,530
Pop.Sondrio
5,165
Prelios
0,645
Premuda
0,353
Prysmian
18,580

0,40
-0,04
0,12
0,75
0,25
0,18
0,22
0,14
0,00
0,06
0,00

ORO CHIUSURE

MERCATI

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

QUOTAZ.

VAR.%

398.47
3116.27
9584.12
22453.89
6769.91
10461.00
4497.68
5466.94
14288.23
8434.66
16.534.53
4.103.54

+1.20
+0.27
+1.46
+1.45
+1.04
+1.36
+0.83
-0.89
0.00
+0.59
+0.52
+0.72

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

1,480 +0,68
6,200 +0,32

1,489 0,020
6,152 0,100

1,192
4,960

1,541
6,440

9,820 +0,56

9,807

9,242 10,905

437244

2496

nr 23,354 34,569

486731

1492

0,143 231738
0,008 5117564
0,294
9631

43
0
1

25,690 +2,43 25,433
0,112 +0,63
0,002 -4,55
0,250 0,00

0,112
0,002
0,244

nr

nr
nr
nr

0,073
0,002
0,183

Quantità
trattate Capitalizz.

4703
8169

45
269

STAR
Acotel Group
20,320
Aeffe
0,868
Amplifon
4,670
Ansaldo Sts
7,720
Ascopiave
2,296
Astaldi
7,860
B&C Speakers
8,395
Banca Ifis
15,390
121,200
BB Biotech
Bca Finnat
0,526
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,847
Biancamano
0,746
Biesse
6,465
Bolzoni
3,920
Brembo
27,120
Cad It
5,000
Cairo Comm.
6,170
Cembre
11,570
Cementir Hold
7,000
Cent. Latte Torino
3,810
Cobra
1,048
D'Amico
0,659
Dada
3,568
Damiani
1,548
Datalogic
9,500
Dea Capital
1,335
Digital Bros
3,220
EI Towers
41,000
El.En.
23,100
Elica
1,975
Emak
1,054
Engineering
50,300
Esprinet
7,710
Eurotech
2,420
Exprivia
0,898
Falck Renewables
1,381
Fidia
3,370
Fiera Milano
7,355
Gefran
3,960
Ima
35,700
Interpump
10,270
Irce
2,104
Isagro
2,104
IT WAY
1,901
La Doria
6,190
Landi Renzo
1,414
MARR
14,080
Moleskine
1,442
Mondo Tv
1,990
Mutuionline
5,225
Nice
3,180
Panariagroup
1,540
Poligr. S.Faustino
7,740
Poltrona Frau
2,954
Prima Industrie
13,950
R. De Medici
0,295
Reply
63,850
Sabaf S.p.a.
15,230
Saes
8,345
Saes rnc
7,120
Servizi Italia
5,420
Sogefi
4,644
TerniEnergia
2,240
Tesmec
0,738
TXT e-solution
9,800
Vittoria Ass.
10,630
Zignago Vetro
5,905

+0,20 20,191
+1,82 0,851
+1,08 4,676
-0,19 7,698
-0,17 2,303
0,00 7,827
-0,77 8,330
-0,06 15,433
-0,33 121,208
+0,57 0,525
-0,41 0,851
+0,13 0,749
+1,02 6,411
-1,01 3,946
+2,46 27,209
+0,40 5,019
+0,73 6,186
-2,77 11,612
+0,57 6,983
-0,05 3,804
-0,66 1,056
-0,23 0,658
-0,34 3,576
-0,77 1,559
+1,60 9,465
0,00 1,345
-2,19 3,210
-0,61 41,109
+0,30 23,200
+0,05 1,969
+5,51 1,038
+0,10 50,287
+2,39 7,660
+0,83 2,395
+0,22 0,898
+1,10 1,385
+0,90 3,339
-0,07 7,406
-2,61 3,976
-0,89 35,864
+0,20 10,318
+2,83 2,107
-1,68 2,097
0,00 1,901
+0,65 6,163
+0,50 1,471
+0,64 14,076
+0,70 1,458
+4,74 2,005
-0,48 5,234
-0,93 3,207
+1,32 1,520
+1,31 7,687
0,00 2,956
+0,29 13,964
+1,58 0,294
+1,43 63,849
-1,74 15,393
-0,83 8,303
-0,07 7,094
-0,55 5,421
+0,39 4,666
+2,00 2,261
-0,81 0,741
+2,30 9,758
-0,37 10,631
-0,76 5,935

nr 19,665
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,534
0,110 1,775
0,170 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,400 18,923
0,300 4,624
0,140 5,898
0,160 8,528
0,040 4,240
0,020 1,752
nr 0,564
0,017 0,627
nr 3,383
nr 1,237
0,150 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,326
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,400 6,906
0,555 6,658
0,140 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,698
0,400 9,112
0,170 8,548
0,250 4,998

22,772
0,900
4,890
8,609
2,331
7,858
8,612
16,383
147,145
0,585
1,053
0,837
6,787
4,081
28,569
5,299
7,745
11,793
7,237
5,961
1,087
0,733
4,221
1,780
9,677
1,377
3,740
43,537
25,045
2,033
1,038
53,806
8,033
2,639
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,114
2,312
2,094
6,377
1,582
14,373
1,738
2,005
5,234
3,599
1,606
8,131
2,956
14,389
0,361
66,064
15,454
8,844
7,824
5,649
4,961
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

619
209633
603401
787730
340327
132080
20412
78337
4910
182764
3053777
58824
29133
3832
295773
640
140376
62189
64780
30118
488982
545312
40627
18269
20326
338093
27127
44300
5999
29555
1142492
4011
146879
125602
44842
655106
1245
30275
31092
45447
82021
28234
377387
1
15810
1365605
59307
1965159
8936130
31417
18784
18738
1630
297372
10294
699813
11527
9984
12590
7360
16271
98499
490430
272201
50067
10798
70512

84
91
1049
1386
540
770
92
830
1436
191
185
25
176
103
1817
45
485
197
1111
38
102
278
60
129
553
412
45
1162
112
125
170
629
401
85
47
404
17
312
57
1321
1123
59
37
15
191
165
936
309
53
207
372
69
66
415
146
111
597
178
122
52
149
551
85
79
115
716
522

28 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE

MARIO
CALABRESI

Quel “Cavaliere” nei titoli
e gli automatismi del mestiere

G

entile Direttore, vorrei sapere perché continuate a parlare di Berlusconi chiamandolo
Cavaliere. Grazie.
ENZO FRANCINI

a tempo vedo che il giornale da lei diretto persevera nel definire «Cavaliere» (con la C maiuscola e spesso in prima pagina), un individuo che ormai non può più fregiarsi di tale titolo, essendogli stato revocato in seguito alle note vicende
giudiziarie: parlo - ovviamente - del pregiudicato Silvio Berlusconi. Poiché non posso credere che si tratti di un refuso quotidiano, mi chiedo cosa vi impedisce di dare a Cesare quel che è di Cesare? (ne beneficerebbe molto la vostra «schiena» giornalistica).

D

Non c’è dubbio che nella sostanza i lettori hanno ragione: Berlusconi non è più Cavaliere, o perlomeno risulta autosospeso
dalla Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro, anche se
non mi pare ci sia mai stato - dal punto di vista formale - un
decreto di revoca per indegnità dell’onorificenza che gli era
stata attribuita nel 1977 dal presidente della Repubblica Giovanni Leone.
Ma non è questa la questione che riguarda i giornali e i nostri
titoli: nessuno ha mai chiamato Berlusconi «Cavaliere» pensando all’onorificenza, ma lo abbiamo sempre fatto perché quello
era il modo più riconoscibile e diretto per riferirsi a lui senza
ripetere il cognome.
Sui giornali, da ormai un ventennio, Berlusconi occupa parecchio spazio e avrete notato che si cerca di non ripetere mai due
volte lo stesso nome nella stessa pagina e, allora, quasi in automatico si scrive Cavaliere, come per Gianni Agnelli si diceva
l’Avvocato o per Carlo De Benedetti si dice l’Ingegnere.
Capisco però che ciò oggi può apparire come una nota stonata
e per questo ci faremo più attenzione.

Confronti recenti
con la Germania
1 Berlusconi è tornato sul

piede di guerra, complice una
sentenza estremamente
favorevole nei suoi confronti,
che gli permette di rituffarsi
negli amati talk show
televisivi in vista delle
prossime elezioni europee.
Reiterati attacchi a
magistratura, avversari
politici, Capo dello Stato,
Europa con particolare
riferimento alla Germania. A
proposito di giudici non si era
detto che il benevolo affido ai
servizi sociali si sarebbe
interrotto in caso di
diffamazione? Meno male che
esiste una corte europea
perché nei patrii confini
Berlusconi ha sempre trovato
le scappatoie giuste per
venire a capo delle sue beghe
giudiziarie.
Quanto alle ultime
dichiarazioni sui tedeschi
forse non è a conoscenza che
il signor Uli Hoeness, ex
presidente del Bayern
Monaco, condannato per
evasione fiscale, sta
scontando la pena in galera
senza privilegio alcuno.
Lasciando perdere le
esilaranti considerazioni
storiche, questo mi pare
l’unico confronto degno di
nota che purtroppo ci vede
soccombenti in materia di
moralità e giustizia.

FRANCESCA SIDONI

Cari insegnanti
fate leggere i classici
1 Ho letto con interesse gli

articoli della giornalista Longo
e del prof. D’Avenia riguardo la
denuncia dei due docenti di un
liceo di Roma per aver fatto
leggere alla classe un libro
della Mazzucco con pagine osé

www.lastampa.it/lettere

e gay. Dare un giudizio
sull’opportunità o meno di tali
letture a dei giovani minorenni
è cosa difficile, di certo che,
essendo i due docenti stati
denunciati, la legge non lo
consente. Anche perché
essendo gli studenti
minorenni, per precauzione
sarebbe stato opportuno che i
docenti ascoltassero il parere
dei genitori che, volenti o
nolenti, hanno titolo di
decidere in materia.
Quindi i due docenti sono
stati perlomeno imprudenti.
Per quanto attiene l’articolo
di Alessandro D’Avenia, sono
d’accordo con lui sul fatto che
ormai non si leggono più a
scuola i classici. Sono
speranzoso che l’intera classe
insegnante italiana di materie
letterarie la pensi allo stesso
modo, anche perché le letture

Le 5 notizie più lette della settimana
41%



Un milione di persone
alla canonizzazione
dei due papi a Roma



16%

La crisi
dell’economia



8%

Il governo ha tolto
il segreto di Stato su
alcune stragi italiane



7%

Chiusa l’inchiesta su
Stamina, 20 indagati
tra cui Davide Vannoni



6%

Gruppo di osservatori
dell’Osce viene rapito
nell’Ucraina dell’Est

GIACOMO GENINATTI CHIOLERO

Meno commenti
durante le dirette
1 La Rai continua a

tradurre le parole in lingua
latina dei pontefici,
sovrapponendo la voce del
giornalista a quelle originali e
inframmezzando le
cerimonie importanti con
interviste. I mezzi tecnici per
offrire agli spettatori una
cerimonia libera da
commento superfluo ci sono,
la Rai ha un certo numero di
canali e su uno di questi non
avrebbe problemi a
trasmettere la versione
originale (di fronte alla tv
come in piazza S. Pietro).

Sondaggio Istituto Piepoli

c.

LE LETTERE VANNO INVIATE A
LA STAMPA VIA LUGARO 15,
10126 TORINO

contatti

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Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
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CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
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PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI,
PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

2
EDITRICE LA STAMPA SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
AMMINISTRATORI
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO,
LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE,
GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003):
MARIO CALABRESI

2

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111

ANGELO TERZANO

Sarebbe anche un segno di
rispetto per tutti coloro che
nella nuova società multietnica
non sono di madrelingua
italiana. E l’ammissione che
non tutti italiani sono incapaci
di comprendere il latino e
apprezzarne la sua musicalità.
Io mi sono sento come al
cinema avendo nella fila dietro
spettatori che continuano a
chiacchierare ad alta voce.

Quotidiano fondato nel 1867
2

che si fanno in classe debbono
deciderle loro.

STAMPA IN FACSIMILE:

LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA
ETIS 2000, 8A STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE
RCS PRODUZIONI MILANO S.P.A., VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO
L’UNIONE SARDA S.P.A. – VIA OMODEO, 5 , ELMAS (CAGLIARI)
©2014 EDITRICE LA STAMPA S.P.A.
REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 7742 DEL 18/12/2013.

LA TIRATURA DI MARTEDÌ 29 APRILE 2014 È STATA DI 302.144 COPIE

ANGELO MARGUTTI
TM

Cani aggressivi
umani inadeguati
1 Ho letto che un cane, un

dogo argentino, ha aggredito
due ragazzi che tentavano di
impedirgli di catturare un
topo. Il proprietario dopo che il
cane è stato sedato e portato
via ha affermato: «per quel che
mi riguarda potete anche
ammazzarlo».
Posso capire lo spavento del
momento ma come si può
arrivare a dire una cosa del
genere del proprio cane e che,
per di più, per sette anni è
sempre stato tranquillo?
Questo dimostra sempre più
che non ci sono animali cattivi
ma proprietari che non sono
adeguati.
T.B.

Fs, precisazione
sulle tariffe speciali
1 Con riferimento

all’articolo «Aiuti mascherati e
sussidi di Stato. Così la tariffa
vola» (La Stampa, 28 aprile) si
precisa che il regime tariffario
speciale per l’energia fu
applicato ad FS a titolo di
risarcimento, quando nel 1963
le centrali elettriche e
geotermiche di sua proprietà
furono trasferite per legge e
gratuitamente all’Enel che ne
ha acquisito anche lo
sfruttamento. La legge che
disciplinò questo passaggio
intese risarcire le FS della
perdita «perpetua» di una
risorsa che avrebbe generato
reddito «perpetuo». Per questo
la legge consentì ad FS, a titolo
di risarcimento, di acquistare
l’energia elettrica al costo di
produzione in modo, appunto,
«perpetuo». Ovviamente, a
beneficiare del regime
tariffario speciale non è solo
RFI ma tutte le Imprese
operanti oggi sulla rete
ferroviaria italiana (Trenitalia,
NTV, Trenord, Tper, GTT, SBB
Cargo Italia, Rail Traction
Company, eccetera).
FEDERICO FABRETTI DIRETTORE
CENTRALE DCCEM FS ITALIANE

Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy. Periodicals postage paid at L.I.C. New York
and address mailing offices. Send address changes to La Stampa c/o speedimpex Usa inc.- 3502 48th
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Istituto Bancario S. Paolo; Carta di Credito telefonando al numero 011-56.381

L’editoriale
dei
lettori

STIPENDI
INSOSTENIBILI
YVAN RETTORE
i è parlato di stabilire un tetto per gli stipendi dei manager pubblici. Personalmente, lo considero un atto dovuto nei
confronti dei cittadini, specie in un periodo così difficile per il nostro paese. Ma sono d’accordo anche e soprattutto per un altro motivo, in quanto le aziende pubbliche non devono essere mosse dalla smania esclusiva di fare profitto,
ma devono piuttosto agire nell’interesse di tutti gli
utenti e quindi di coloro che pagano le tasse per
mantenerle in vita.
Poi è ovvio che un manager, in funzione delle responsabilità che è chiamato ad assumere, deve
percepire un reddito conseguente, ma senza giungere ad eccessi, in quanto proprio questo tipo di
mansione non deve essere occasione di arricchimento personale, ma piuttosto essere vissuta come un incarico al servizio della collettività tutta!
L’uscita infelice del signor Moretti, allora a.d. di
Trenitalia, era quindi da ritenersi fuori luogo perché ciò che percepiva è un insulto alla gente comune che certi importi se li può soltanto sognare.
E, anche spostandosi nel settore privato, le cifre
risultano troppo spesso esorbitanti. Ci sono personaggi che incassano perfino importi più alti dei fatturati di un’azienda di piccole o medie dimensioni.
La domanda da porsi quindi non è soltanto se
tutto questo sia giusto, ma anche e soprattutto sostenibile specie nell’epoca in cui stiamo vivendo.
Un manager non deve essere sempre e comunque remunerato in modo sostanziale se fa bene il
proprio operato! Dovrebbe invece essere pagato in
modo equo considerando le reali capacità finanziarie dell’azienda e senza il rischio di ledere gli interessi del personale che con le sue umili (e spesso
anonime) azioni permette effettivamente all’impresa di crescere.
Il denaro è soltanto un mezzo di scambi. Se ne
fossimo coscienti, tali questioni sarebbero finalmente superate.

S

45 anni, formatore linguistico, Ferrara

oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa,
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LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Lettere e Commenti .29

.

IL PREMIER
ALLA BATTAGLIA
PIÙ DIFFICILE
PAOLO BARONI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

ggi assieme al ministro Marianna Madia il
presidente del Consiglio presenta i primi
provvedimenti sulla pubblica amministrazione e annuncia che il metodo sarà «diverso dal solito». E infatti, anziché prendere di
petto come al solito lo statale, sempre fannullone nell’accezione comune, salva la truppa (che tra l’altro in
questa fase rappresenta anche un bel bacino elettorale) ed esclude tassativamente che ci siano degli esuberi, quindi punta dritto contro i dirigenti. I capi, i veri
privilegiati. Tutta gente che di qui a breve potrebbe
essere addirittura licenziata e che certamente si vedrà
tagliare in maniera significativa lo stipendio. Poi, giusto per restare sul terreno degli argomenti delicati, e
proseguire nel braccio di ferro con la magistratura, annuncia che intende pure affrontare il problema della
giustizia amministrativa, o meglio dello strapotere dei
Tar. Posto che in Italia nel settore degli appalti, come
aveva denunciato mesi fa, lavorano più gli avvocati che
i muratori.
Di riforme della Pa ne abbiamo viste già tante negli
ultimi vent’anni, alcune si sono rivelate inutili, altre
hanno prodotto danni, altre sono partite bene e poi si
sono arenate nel ventre molle della macchina pubblica.
Nel frattempo costi e inefficienze sono finite sulla
groppa di cittadini e imprese.
Anche per questo la sfida che Renzi si appresta a
lanciare è particolarmente difficile. E certamente anche molto popolare. Non a caso mentre i sindacati, tutti, dai confederali all’Ugl sino a quelli dei dirigenti, protestano per il mancato coinvolgimento, il presidente
del Consiglio usa pugno di ferro e guanto di velluto:
annuncia che su tutta la materia verrà effettuata una
consultazione pubblica aperta a tutti, spiegando poi
che «la riforma non si fa contro la Pa ma coinvolgendo
le persone, sfidandole». Il suo obiettivo dichiarato è
«beccare i fannulloni e farli smettere e valorizzare i
tanti non fannulloni dando un premio a chi non è fannullone, incentivando gli scatti di carriera e magari lo
stipendio». Popolare e populista in un colpo solo.
Discorsi un po’ diversi riguardano invece i dirigenti,
per i quali si annunciano certamente tempi difficili.
«Servono dirigenti che facciano i dirigenti - ha spiegato ieri il premier - non è possibile poi che il premio di
produzione aumenti con l’indennità e a prescindere
dai risultati e dalla situazione del Paese. Se il Paese va
male anche i dirigenti devono stringere la cinghia».
Verranno pertanto ridotte le parti variabili e di posizione e gli importi saranno agganciati ad una serie di
parametri, compresi quelli dell’intera struttura. E poi,
più avanti, verranno unificate le assunzioni e si arriverà alla totale intercambiabilità dei funzionari. Che pertanto avranno molti meno poteri (anche di interdizione) di oggi.
Quanto ai Tar, per i quali già nei mesi scorsi si era
arrivati ad ipotizzare addirittura l’abolizione per farne
delle sezioni specializzate dei Tribunali ordinari, si interverrà soprattutto sui poteri di sospensiva, che oggi
bloccano l’attività di enti locali e Parlamento, «frenando lo sviluppo economico», e che pertanto verranno
ridotti.
Programmi ambiziosi, certo. Che Renzi e Madia illustreranno oggi al termine del Consiglio dei ministri nel
corso del quale si aprirà formalmente il cantiere di
questa nuova, grande riforma. Sfida impossibile? Renzi ci prova citando John Kennedy: «Io so che è difficile,
ma gli obiettivi non si scelgono perché sono facili ma
perché sono i più difficili». Ha ragione: la cosa più difficile che può fare il governo è cambiare la pubblica amministrazione. Ne sanno qualcosa tanti suoi predecessori. Secondo Renzi è roba addirittura «da marines».
Vedremo se i corpi speciali basteranno a vincere quella
che si annuncia come una vera guerra di trincea.

O

Illustrazione di Koen Ivens

ABRAHAM B. YEHOSHUA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

in effetti Abu Mazen ha lanciato una vera e propria sfida
allo stato ebraico: «Forza»,
sembra voler dire, «mettetemi alla prova e guardate se
dopo l’adesione di Hamas muterò le mie
posizioni e inasprirò le richieste già poste durante il negoziato».
Dopo tutto gli israeliani hanno sempre sostenuto che un accordo di pace
con l’Autorità palestinese includerebbe
solo una parte del popolo palestinese, e
quindi sarebbe poco sicuro e affidabile.
Ma ora che si trovano davanti a un governo che rappresenta l’intero popolo,
all’improvviso la situazione si fa scomoda perché i vecchi pretesti non valgono
più e bisogna affrontare una realtà diversa.
Dobbiamo capire che la decisione di
Hamas di unirsi al governo dell’Autorità
palestinese e di accettare le sue condizioni di base per una pace con Israele è
sostanzialmente l’ammissione di un
cambiamento di rotta (nonostante questo non venga dichiarato ufficialmente).
Hamas sa che alla fine dovrà riconoscere la realtà di Israele e non potrà continuare la politica fallimentare e distruttiva che ha intrapreso dopo il ritiro dello
stato ebraico dalla Striscia di Gaza e che
ha provocato continui disastri.
Anziché imprimere slancio all’edilizia
e allo sviluppo della regione sotto il suo
controllo il governo di Hamas ha iniziato
a lanciare razzi su centri israeliani e, na-

E

RACCOGLIAMO
LA SFIDA
DI ABU MAZEN
turalmente, Israele non è rimasto a guardare ma ha reagito energicamente, inferendo duri colpi alla macchina da guerra
del movimento palestinese e alla popolazione in generale. Nonostante un informale cessate il fuoco piccoli gruppi estremisti hanno continuato a lanciare razzi su
Israele contribuendo a minare il regime di
Hamas. A questo va aggiunta la destabilizzazione dei rapporti di quest’ultimo con
l’Egitto persino durante il breve periodo
del governo dei Fratelli Musulmani e, più
di recente, con il consolidamento del regime militare. Hamas, garantendo il proprio
aiuto a cellule terroristiche nella penisola
del Sinai, è diventato nemico degli egiziani che hanno cominciato a trattarlo duramente.
La svolta di riconciliazione di Hamas
con l’Autorità palestinese non scaturisce
pertanto da un improvviso amore per
Israele ma da una crescente consapevolezza che la situazione si fa via via più
complessa e difficile. Quindi, a mio parere,
l’iniziativa di Hamas non è una tattica momentanea ma nasce dalla volontà di sfuggire alle difficoltà e di riconoscere indirettamente la legittimità di Israele tramite
l’Autorità palestinese, che da molti anni
ha imboccato la via della pace e ha abbandonato quella della violenza.
Abu Mazen dice la verità quando ribadisce che le condizioni fondamentali per
una pace con Israele – il ritorno ai confini

IL COMITATONE DIA
UNA MANO A VENEZIA
PAOLO COSTA*
pero sinceramente che il
Comitatone, convocato
per oggi a Roma dal ministro Lupi, aiuti ad accelerare la realizzazione della
via navigabile alternativa a San
Marco per raggiungere la Marittima entro il 2016 così garantendo di
mantenere quel livello di eccellenza
che fa di Venezia un porto chiave
per l’industria e la portualità croceristica italiana.

S

Sono convinto che sia possibile trovare una soluzione che consenta contemporaneamente di togliere le navi
da S. Marco, di mantenere l’eccellenza croceristica veneziana, di farlo
senza mettere in crisi l’attività cargo
e l’industria del Nord-Est che da essa
dipende e di cogliere l’occasione per
avviare il recupero morfologico della
Laguna Sud.
Di certo vi è che un Comitatone, finalmente riconvocato dopo quasi tre
anni, non potrà eludere i temi che gli
sono di stretta competenza e di piena
attualità in un momento cruciale nel-

del 1967, Gerusalemme Est come capitale
dello Stato palestinese, eventuali scambi
territoriali e l’accettazione delle condizioni di Israele in materia di sicurezza (in
particolare la smilitarizzazione della Cisgiordania) – non cambieranno con l’adesione di Hamas al suo governo.
Anzi, chi dubita delle sue parole può
metterlo alla prova, in primo luogo gli
americani che hanno investito moltissimi
sforzi in questo zoppicante processo di
pace.
Ma quando il primo ministro israeliano
mostra tanta poca considerazione verso il
partner di pace palestinese più serio che
abbiamo mai avuto nel corso di questo
conflitto vecchio più di centovent’anni, come si può sperare che la recente iniziativa
di unificare il popolo palestinese, da sempre lacerato e diviso, abbia esiti positivi?
Quando Abu Mazen, il presidente legittimamente riconosciuto di tutto il popolo
palestinese, parla con grande empatia della sofferenza degli ebrei durante la seconda guerra mondiale nel giorno della memoria (celebrato ieri in Israele) e dichiara
che la Shoah è il più grande crimine della
storia umana, il premier israeliano reagisce con disprezzo, definendo le sue parole
«una dichiarazione vuota».
E in effetti non c’è da stupirsi che un
leader che rilascia a sua volta dichiarazioni vuote tenda a credere che anche gli altri
si comportino come lui.

la storia della salvaguardia di Venezia. Siamo finalmente in dirittura
d’arrivo.
Si intravede concretamente il momento nel quale il sistema di paratoie
mobili del Mose comincerà a proteggere Venezia dalle acque alte.
Siamo all’ultimo miglio, ma è il più
complicato, perché è quello nel quale
vanno verificate tutte le compatibilità previste. Le paratoie mobili sono
state preferite decenni fa alle dighe
fisse perché, scomparendo sott’acqua, non avrebbero alterato il paesaggio lagunare, perché regolando il flusso delle maree alle tre bocche avrebbero garantito il ricambio delle acque
lagunari e perché avrebbero comunque consentito il prosperare della
portualità lagunare e di nuove attività industriali ad essa connesse.

È quest’ultimo il nodo che va sciolto con cura nell’avviare l’esercizio del
sistema Mose. Per questo sarò a Roma a chiedere al presidente Renzi di
andare direttamente al punto.
In sede progettuale si era immaginato di separare le esigenze della portualità da quelle della salvaguardia
costruendo una conca di navigazione
alla bocca di Malamocco. Nei pochi
giorni all’anno nei quali la difesa dalle
acque alte avrebbe richiesto il sollevamento delle paratoie le navi sarebbero potute comunque passare attraverso la conca.
Dal 2000 ad oggi l’evoluzione dimensionale delle flotte mercantili ha
prima fatto ipotizzare un adeguamento dimensionale della conca e
poi, con una innovazione degna del
Mose, ha immaginato una evoluzione

Twitter @paoloxbaroni

delle strutture portuali veneziane al
di fuori della Laguna, puntando su
una piattaforma d’altura collegata a
terra da navi portachiatte di nuova
concezione e compatibili con i canali
portuali lagunari esistenti.
Un sistema che consentirà a Venezia di accogliere anche le più grandi
navi mercantili per lavorarne le merci negli ampi spazi a terra di Marghera, ma anche di Chioggia e Porto Levante e, per navigazione interna, di
Mantova. Tutte le definizioni progettuali di questo sistema sono state
completate e attendono solo di essere
attuate.
Spetta innanzitutto al Comitatone
validare quest’opera complementare
al Mose che potrà così difendere Venezia, senza metterne in crisi l’economia.
*Presidente Autorità Portuale di Venezia

30

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Star Wars VII, torna Harrison Ford
Harrison Ford, Mark Hamill e Carrie Fisher, nei panni di
Ian Solo, Luke Skywalker e la Principessa Leila, tornano
insieme per il settimo episodio della saga di Star Wars.
Confermati anche Anthony Daniels e Kenny Baker, che
interpreteranno i due robot D-3BO e C1-P8, e Peter
Mayhew, nel ruolo di Chewbacca. Tra i volti nuovi quello
di Max von Sydow. Il film sarà girato dal regista J. J.
Abrams. L’uscita è attesa nell’ottobre del 2015.

M IRELLA SERRI
ogliatti versus Berlinguer.
«Se vogliamo rimodernare e ringiovanire la sinistra italiana, dobbiamo
tornare alle origini». No,
non ha dubbi Giuseppe Vacca, presidente della Fondazione Gramsci: nell’anno in cui ricorrono i trent’anni
dalla scomparsa di Enrico Berlinguer
e i 50 da quella di Palmiro Togliatti,
che si spegne a Yalta 21 agosto 1964, è
molto più attuale l’insegnamento del
Migliore. «Bisogna guardare e avere
nuovamente come punto di riferimento Togliatti. Qualche assaggio
della sua modernità? Nel 1946 incarica Luigi Longo di compilare una relazione sul modello federativo del partito laburista inglese. Poi questa sua attenzione sarà frustrata dalle contrapposizioni più estreme della Guerra
fredda. Ma appena può rilancia il
progetto: nel 1962 ritorna alla carica e intensifica i suoi rapporti
con il Labour, i socialisti francesi e i
socialdemocratici tedeschi. Uno
straordinario esempio per l’oggi».
Adesso, per aiutarci a riscoprire l’avventura umana ma
soprattutto politica del capo
del Pci, sono in arrivo le sue lettere: una ricca scelta della corrispondenza, in gran parte fino
a ora inedita, la propone il volume La guerra di posizione in Ita-

T

CULTURA
SPETTACOLI

&

Togliatti: non fatemi
monumenti
Raccolte le lettere 1944-64 del leader comunista:
analisi politiche, ironia, giudizi tranchant e intuizioni
che mezzo secolo dopo si confermano attuali

UN PUNTO DI RIFERIMENTO

Vacca: « Se vogliamo rinnovare
la sinistra, è a lui che dobbiamo
guardare, più che a Berlinguer»
UN’ANNOTAZIONE SU BADOGLIO

«Odia gli inglesi, da lui si può
ottenere molto se gli si dimostra
che un’iniziativa li danneggia»
lia. Epistolario 1944-1964, a cura di Gianluca Fiocco e Maria
Luisa Righi, con la prefazione
di Vacca (uscirà alla fine di
maggio da Einaudi). I due storici che hanno selezionato la
raccolta ricostruiscono la vicenda di Togliatti in Italia,
dove era rientrato dopo gli
anni dell’esilio, introducendo
ogni singolo documento con
lunghe note esplicative. Le lettere ricevute e scritte dal leader sono
circa tremila e ci fanno ripercorrere
anche l’avventurosa storia della sinistra italiana.
I primi scambi registrati nella raccolta sono del 1944 e annoverano, tra
l’altro, un’importante lettera di Pietro Badoglio che ha individuato in Togliatti il leader che può aiutarlo a
mantenere i contatti con l’Urss. Per
mettersi in buona luce, il Maresciallo
spiega di aver avviato, dopo l’8 settembre 1943, «un’intensa opera di collaborazione che facilitò grandemente
lo sbarco alleato nei vari porti italiani», e lamenta di non aver avuto riconoscimenti per il suo brillante operato. Dimentica di ricordare la precipitosa fuga da Roma con il sovrano e la
regina Elena e lo sfascio e lo stato di
abbandono dell’esercito italiano. A
proposito di questa lettera, Togliatti
acutamente registra: «Sono convinto
che Badoglio nutra per gli inglesi un
odio profondo e che da Badoglio si
possa ottenere molto […] se gli si dimostra che una data iniziativa sarà
svantaggiosa per gli inglesi, ma necessaria per l’Italia. Badoglio ha un

Palmiro Togliatti
(Genova 1893 – Yalta
1964) in un disegno di
David Levine
[© THE NEW YORK REVIEW
OF BOOKS / DISTR. ILPA]

Sopra, il leader del Pci
con la compagnia Nilde
Iotti e la loro figlia
adottiva Marisa
Malagoli

atteggiamento più tollerante nei confronti degli americani e non è contrario a civettare con loro per indebolire
le posizioni inglesi in Italia».
Nell’epistolario si passa poi alle numerose missive inviate ai militanti
che chiedono lumi sulla questione di
Trieste occupata dalle truppe jugoslave e ai testi in cui il segretario del
Pci si scontra con Giulio Einaudi sui
fatti d’Ungheria. Vi sono poi le spiegazioni sulle sue preferenze poetiche
offerte alla gente comune, le polemiche e gli scontri con gli artisti che

DALL’EPISTOLARIO DEL MIGLIORE

“No alle tv private, vantaggio per chi ha i miliardi”
Adesso i poliziotti sono costretti
a chiamarmi «eccellenza»
Lettera di Togliatti appena rientrato in Italia,
probabilmente a sua moglie Rita Montagnana,
rimasta in Urss

29 aprile 1944
Miei cari [...] ho provato profonda
commozione e gioia nel ritrovarmi di
nuovo nel mio paese [...]. Ho ricevuto
lettere e regali da persone che prima
non solo non pensavano a me, ma che
ci avevano sempre considerato con
diffidenza e ostilità. Il giorno di Pasqua mi hanno messo a disposizione
tutta una villa a Capri […]. Sono finiti i
giorni della beata clandestinità! E ora
dopo la formazione del governo, è ancora peggio. La portinaia mi fa da
mangiare e mi chiama «cavaliere»!

Ma la cosa più curiosa è che, almeno
per ora, non mi possono più arrestare:
i commissari di pubblica sicurezza,
che sono rimasti press’a poco gli stessi, mi guardano con l’aria di chi non
capisce più niente, anzi, sono costretti
a chiamarmi «eccellenza», e i carabinieri a farmi il saluto col fucile! [...]
Contro la poesia (e l’arte) d’oggi
Al militante comunista Romolo Ferrari Modena

Roma, 7 settembre 1954
Caro compagno, [...] io la cosiddetta
«poesia» dei giorni d’oggi – quella che
si riduce a una specie di composizione
enfatica, priva di ritmo e slegata, e
spesso priva anche di senso – non mi
piace. Trovo che non ha niente di comune con la poesia che ho imparato a

conoscere e amare sui testi dei veri poeti. È verissimo, come dici tu, che il
passaggio a questo modo di espressione cosiddetta «poetica» è legato a tutto un processo di trasformazione letteraria e culturale. È legato, però, soprattutto, al formalismo e a tutte quelle ricerche di novità e stranezze che si
sono avute anche in altri campi dell’arte (i chiodi e le bottiglie invece di un
quadro, p. es.), e che corrispondono, in
generale, alla decomposizione delle
correnti artistiche del secolo scorso.
Culto della personalità, no grazie
Ai compagni della Segreteria

30 novembre 1954
Vedo che, per indicare la scuola ns.
centrale si continua a usare il termi-

ne «Istituto Togliatti». Desidero ripetere che sono risolutamente contrario a questo uso. Non si dà il nome di
un vivo a una organizzazione qualsiasi se non per augurargli di morire.
Verso il partito la cosa, poi, è fortemente diseducativa. Avvia al culto
della personalità, ecc. ecc. Propongo
formalmente si rinunci a questa cosa,
così antipatica e dannosa.
Dopo dieci anni di esperienza
televisiva, qualcosa va cambiato
A Arnaldo Geraldini, capo dell’Ufficio romano
del Corriere d’Informazione

s.d. (dopo il 9/1/63)
Dieci anni di esperienza televisiva dimostrano che veramente c’è qualcosa
da cambiare. La gestione pubblica è

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Sessanta mummie di principesse
scoperte nella Valle dei Re in Egitto
Straordinaria scoperta archeologica in Egitto. Una grande tomba
con una sessantina di mummie o resti di mummie - appartenenti a
principesse vissute tra il 1550 e il 1292 a.C - è stata rinvenuta nella
Valle dei Re, nella provincia di Luxor nel Sud dell’Egitto. «La tomba
contiene i resti di mummie che con tutta probabilità potrebbero
appartenere ai membri della famiglia regnante della 18a dinastia», ha

.

31

spiegato il ministro Mohamed Ibrahim, precisando che gli scavi sono
stati fatti dal governo egiziano insieme con una équipe di archeologi
svizzeri dell’Università di Basilea. Da uno studio preliminare
sulle iscrizioni in ieratico sulle ceramiche, sarebbero emersi i nomi
e i titoli di circa 30 defunti, probabilmente le principesse della corte
di Thutmosi IV e Amenofi III. Rinvenuti anche i resti di alcuni
sarcofagi, delle maschere funerarie e diversi vasi canopi,
che dovevano contenere le viscere dei defunti. Dalla lettura dei testi
sulle ceramiche, emergono titoli quali «principe» e «principessa».
(Foto di Matjaz Kacicnik, University of Basel/Egyptology)

quemila anni prima di Cristo, come
narra la leggenda, percorrendo a perdifiato il pianeta dal Far East verso Occidente, si diede a inseguire il sole per
placarne gli strali. Ricorda la Grande
Corsa cosmogonica organizzata nelle
praterie americane dagli indiani
Cheyenne per stabilire il primato dell’uomo sul bisonte. Ricorda la gara indetta da Achille per celebrare i funerali di Patroclo che vide sfidarsi Aiace,
Antiloco e Ulisse e assegnar la palma
della vittoria all’eroe dell’Odissea. E
poi la bellissima Atalanta, la vergine
cacciatrice votata ad Artemide, podicompiere la stessa serie di gesti eter- vivo sin dalla notte dei tempi. Dall’in- sta imbattibile, battuta con uno stratanamente ritornanti: uno strappo la fanzia: a ogni bambino, o ai ricordi di gemma dall’innamoratissimo Ippomepartenza, uno slancio, un’infilata di fal- chiunque sia stato bambino, si potreb- ne. E il leggendario sacrificio di Filippicate staccate con vigore per cercare il be associare la frase di Nietzsche sul- de che, per annunciare ad Atene la vitritmo del movimento e del respiro, e l’irresistibile voglia di correre. Dai pri- toria dei Greci sui Persiani, percorse
poi la velocità, il calore crescente, mordi dell’evolufino allo stremo i cal’oblio o l’insistente consapevolezza zione. Dall’antichiTRA CORPO E MENTE nonici 42,125 km dal
della fatica, l’aumento delle pulsazioni, tà o, risalendo andi battaglia Il maratoneta duplica campo
l’incremento della circolazione, l’am- che più indietro,
divenuto eponimo il movimento fisico di Maratona.
plificazione delle emozioni, l’eccitazio- dal passato mitico
in uno spazio mentale
ne sfrenata, l’energia totalmente di- di ogni civiltà. De
Al valore, al vispiegata, l’euforia… Un’esperienza che Pascale adduce
gore, al fulgore di
assomiglia molto alla (o può valere co- una serie di splendidi esempi per di- queste figure archetipiche si richiame una buona metafora della) felicità. mostrare la valenza epica, eroica, poe- ma, più o meno consapevolmente,
Che sia esperienza originaria, fon- tica e mitopoietica della corsa. Ricor- chiunque imbracciando le proprie
dativa, dimostra l’impulso alla corsa da il campione cinese Kuafu che, cin- modeste armi, calzando cioè un semplice paio di scarpette, si prefigga di
raggiungere un obiettivo facendo leva sulla forza muscolare delle proprie gambe. La meta può essere il traguardo di una gara. O lo sfondamento
di una barriera. La rottura di un limite (imposto o interiore). La conquista
della libertà. Può essere una prova di
resistenza. La tempra della resilienza, la capacità cioè di far fronte a
qualsiasi ostacolo, di rimbalzarvi
contro senza spezzarsi, di rialzarsi
rafforzati dopo ogni caduta… Cercando di dare una risposta il più possibile diversificata alla domanda del sottotitolo - «perché si corre» - De Pascale riprende esempi e argomenti
dalle cronache dei nostri giorni e dal
cinema. Evoca il «corri bambino!»
che risuona nelle orecchie di Forrest
Gamp. La disciplina atletico-mentale
di Murakami. La sgambata goliardica, provocatoria come uno sberleffo,
di Pinocchio, o di Giovanni Storti. La
fuga dalle proprie paure (compiuta
senza evadere dalla cella del carcere)
di Henry Rono. La vittoria sullo sfinimento (di Gabriela Andersen, di
Kílian Jornet). E, con il verso di un
poeta il più possibile lontano da ogni
spirito agonistico o competitivo, celebra tutta la bellezza e l’umiltà che
emana da chiunque si lanci in una
corsa: «L’atletica è poesia - scriveva
Montale -. Se la notte sogno, sogno
La celebre corsa di Forrest Gump (Tom Hanks) nell’omonimo film di
d’essere un maratoneta».
Robert Zemeckis del 1994, tratto dal romanzo di Winston Groom

Corri che ti passa
da Achille a Forrest Gump
Un saggio di Gaia De Pascale sulla “filosofia” del correre
attraverso il mito, la poesia, la storia e la cronaca
chiedono indipendenza - come il musicologo Massimo Mila, collaboratore
dell’Unità torinese - oppure le tirate
d’orecchie agli intellettuali che criticano Il Gattopardo di Visconti. Il Migliore esprime considerazioni persino sulla lottizzazione della tv italiana
da parte dei partiti (quando scrive
non possiede ancora un televisore). E
antepone sempre al telefono il mezzo
epistolare: lo usa nei rapporti con
Stalin, Krusciov, Evtušenko, Alcide
De Gasperi, Sandro Pertini, Vittorio
Valletta e tanti altri ancora. Lo adopera anche per dialogare a lungo con
semplici compagni «di base» che gli
inviano le più svariate, e a volte anche
stravaganti, richieste: dai ragazzi che
vogliono conoscere la storia di Gramsci approdato a Torino, a chi, meno
giovane, sollecita una raccomandazione per far entrare il figlio in seminario, a chi vorrebbe il permesso di
mettere un’immaginetta sacra nei locali condominiali.
Pure per le questioni strettamente
personali prende carta e penna: per
rifiutare, per esempio, un surprise party da parte per i suoi sessant’anni
(«Non si tratta, credo, di fare la sorpresa a un festeggiato minorenne»), o
per indignarsi per la posa di un suo busto marmoreo («Decisamente contrario al busto. Si fa, da noi, ai morti ed è
una cosa ridicola. Il mio busto, per ora,
sono io»). Come si spiega questa spiccata inclinazione verso il testo scritto
del Migliore? «“Scrivere vuol dire dirigere e si dirige scrivendo”: questa era
la sua filosofia», osserva Vacca. «Inviando un bigliettino sia al compagno
della porta accanto a Botteghe Oscure
sia a esponenti del mondo cattolico,
come don Giuseppe Dossetti, con cui
aveva collaborato alla Costituente,
Giorgio La Pira, Ada Alessandrini, Togliatti non dimenticava mai di essere
un leader politico e un intellettuale.
Aveva un senso fortissimo della comunicazione. E proprio questo lo rende
assai adatto a rilanciare oggi un’immagine forte della sinistra».

stata difettosa e dannosa. Essa ha trasformato la televisione in uno dei tanti
strumenti di potere del partito dominante. Ciò è inammissibile, perché se
vi è gestione pubblica, ciò vuol dire che
si tratta di un servizio pubblico. [...]
Credo però che sarebbe sbagliato passare alla gestione privata e alla libera
concorrenza tra le diverse reti. Ciò
vorrebbe dire che si escludono dalla
utilizzazione di questo potente mezzo
di comunicazione con il pubblico tutti
coloro che non posseggono i miliardi
necessari per crearsi una propria rete
di diffusione. [...] Inoltre mi pare che
sarebbe necessario e utile che, nell’ambito del programma generale, venissero concessi, con una regolare periodicità, dei tempi di trasmissione radiotelevisiva ai partiti politici, ai sindacati e altre organizzazioni democratiche. I concessionari utilizzerebbero
questi tempi come credono loro conveniente, senza subire alcun particolare
controllo, eccetto per ciò che riguarda
la decenza della trasmissione. [...]

ALESSANDRA I ADICICCO
piedi infilati nell’oltre un miliardo di scarpe da running vendute annualmente nel mondo devono per forza appartenere all’umanità più varia: a gente comune, tipi bizzarri, campioni esemplari. E i passi mossi dentro le suddette calzature punteranno nelle direzioni più diverse, spinti dalle più
diverse motivazioni. Di certo però,
più o meno velocemente, si muoveranno di corsa. La diffusione planetaria del fenomeno può bastare a definirlo «universale», in qualche caso,
come si può irrefutabilmente dimostrare, anche necessario: due caratteristiche che contraddistinguono i
concetti fondamentali della filosofia.
E appunto come un’attività di natura
filosofica intende presentare la corsa
nel suo ultimo libro Gaia De Pascale,
scrittrice e saggista «under forty»
nonché, ci scommetteremmo, maratoneta (non possiamo giurarci, di
una pratica evidentemente tanto appassionante l’autrice ha l’eleganza di
non parlare mai in prima persona).

I

LA FRASE DI NIETZSCHE

«Da quando ho imparato
a camminare
mi piace andare di corsa»
Correre è una filosofia, annuncia
apoditticamente il titolo del suo breve trattato (Ponte alle Grazie, pp. 188,
€ 14) dedicato allo sport più antico
del mondo. Tanta inconfutabile perentorietà si fa forte dell’autorevole
imprimatur apposto in exergo con
una battuta di Friedrich Nietzsche, il
quale pare andasse predicando: «Da
quando ho imparato a camminare,
mi piace correre». E se lo dice il filosofo dell’eterno ritorno, si può star
certi che non si tratti di una moda destinata a tramontare. Dalle origini
della civiltà a oggi ancora non è successo. Ancora non ci si è stancati di

Borges, il primo libro della Biblioteca di Babele
Una scrittrice ricostruisce il giallo delle copie scomparse di Fervore di Buenos Aires
MARIO BAUDINO
è almeno un Borges che
non è mai tornato a Buenos Aires. Non parliamo
dello scrittore in carne e ossa, beninteso, ma di una vicenda durata quindici anni che ha per protagonista una prima edizione della
sua prima opera, il Fervore di Buenos Aires, scritta a ventitré anni e
stampata a spese del padre. Se
fosse un film, il trailer suonerebbe così: una storia di furti, di una
Biblioteca Nazionale che si fa rubare i tesori, di antiquari senza
scrupoli, di bibliofili scatenati; e
con la partecipazione di Massimo
De Caro, l’ex direttore della Biblioteca dei Girolamini, famoso
per averla saccheggiata.

C’

Tutto cominciò nel 1999, quando
Daniel Pastore, rampollo di una dinastia industriale e appassionato
bibliofilo, mostrò ad Alberto Casares, presidente dei librai antiquari
argentini, una rara copia del Fervor
de Buenos Aires, una delle pochissime in circolazione, con correzioni
manoscritte e dedica di Borges.
L’esperto la conosceva già: apparteneva a un collezionista che in passato gliel’aveva imprestata perché ne
traesse un facsimile, e che da pochi
mesi l’aveva venduta alla Biblioteca
Nazionale. Contattò il collezionista
e la Biblioteca: ma tutti lo implorarono di tacere. Perché?
Ora una studiosa argentina,
Graciela Mochkofsky, ha cercato e
forse trovato la risposta per la Paris Review, riservando anche un fi-

Lo scrittore
argentino
Jorge Luis Borges
è morto nel 1986

nale a sorpresa. La denuncia fu infatti presentata, e partirono senza
risultato lente indagini: fino a
un’asta londinese del 2003, dove
«quel» Fervor spuntò inopinatamente in catalogo. Casares diede
l’allarme, ne nacque uno scandalo.
I venditori, Pastore e appunto
Massimo De Caro, ritirarono il libro, offrendosi di riportarlo a Bue-

nos Aires. Ad aspettarli c’era la
polizia, e finirono in manette. A
sorpresa però, durante il processo, Casares sostenne che la copia
non era quella rubata: era corretta
a mano nello stesso punto, ma non
esattamente allo stesso modo. I
giudici non gli credettero, e il Fervor tornò alla Biblioteca tra il giubilo generale.
Ora però la Mochkofsky, a furia
di insistere, ha strappato all’attuale direttore della Biblioteca Nazionale una conferma inattesa: aveva
ragione Casares. La copia «rientrata» non risulta essere quella rubata. Ma allora, da dove arriva?
Chissà. E dov’è finita quella rubata? Chissà, forse nella Biblioteca di
Babele. È probabile che Jorge Luis
Borges ne sarebbe deliziato.

32 .Spettacoli

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

«GOMORRA»

Arriva il kolossal tv
“Tutto preso da fatti reali
il male per quello che è”
MARIA CORBI
ROMA

P
Il Concertone del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma (nella foto la scorsa edizione), a cura dei Sindacati Confederali

PRIMO MAGGIO

Sfida di “Concertoni”
Taranto oscura Roma
All’evento organizzato per l’Ilva più star che per i sindacati
MARINELLA VENEGONI
ROMA

Caparezza
quest’anno
si sposta a
Taranto
«Gli artisti dice Roy
Paci, uno dei
promotori qui non
promuovono
un nuovo
disco ma
sposano
una causa»

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

R

isponde Torino a colpi di
jazz, e ci schiaffa dentro
pure Robbie Williams anche se non c’entra nulla.
Povero Concertone romano. Forse aveva un po’ esagerato
nello sfumare i contenuti sociali. Forse era diventato un po’ troppo festa
rock con strascichi alla sanremese tipo concorsi per debuttanti. Tutti particolari che facevano un po’ troppo
poco 1° Maggio a cura dei Sindacati trini, il mago di Slowfood, il giornalista
Confederali. Saranno state anche le Aldo Cazzullo, Federica Sciarelli di Chi
lunghe ore di diretta di Raitre su ra- l’ha visto Max Paiella e Nino Frassica
gazzi gongolanti nel tunz tunz, mora- pure in veste cantante. Più molti altri,
le che il Concertone del Primo Mag- con la conduzione di Dario Vergassola
gio da Piazza San Giovanni a Roma, con Edoardo Leo e Francesca Barra.
quest’anno perde l’esclusiva di ker- Fra i musicanti, Piero Pelù, Clementino
messe per la Festa del Lavoro, e ini- e Rocco Hunt, Bandabardò, Tiromanciziative di analoga portata nascono do- no, Stefano Di Battista e 50 sax del Sanvunque per l’Italia, ma di diversa ta Cecilia, Perturbazione, Levante,
tempra e ispirazione rispetto al solito. Francesco Di Bella, gli Statuto: e chi più
Cambia ispirane ha, purché non
zione, in verità,
MIGRAZIONI TRA KERMESSE siano stati «trafugaanche lo stesso
da altre festone.
In piazza San Giovanni Piero Pelù ti»Migrazioni,
appuntamento rotranmano, che conta Tiromancino, Rocco Hunt; in Puglia sumanze per Primi
Mannoia, Capossela, Caparezza Maggi si registrano
ormai 24 anni di
vita e accusa qualovunque. Per dire,
che acciacchetto. Sono tempi nei qua- Caparezza che di Piazza San Giovanni
li la musica sembra non bastare più a era una certezza si sposta a Taranto,
se stessa e dunque sempre su Raitre dove c’è l’appuntamento più politico e
dalle 15 alla mezzanotte di domani, tosto. Con lui la pasionaria Fiorella
ma di profilo meno glamour, la ker- Mannoia, Capossela, Afterhours, Tre
messe si dipanerà sotto il titolo impe- Allegri Ragazzi Morti, Rezophonic,
gnativo di Le nostre storie. Accordi e di- Aprés La Classe, Ilaria Graziano e
saccordi delle nostre radici, della nostra Francesco Forni (bravi), e altri nomi di
memoria e del nostro domani. Ospiti riguardo come Roy Paci (della direzioanche teste parlanti come Carlin Pe- ne artistica dell’evento) con Michele

Riondino segretario nazionale della
Fiom. Con Ilva al centro della scena, Taranto ha buoni motivi per parlare di lavoro: «Gli artisti non verranno per promuovere il nuovo disco ma per sposare
una causa», sbotta Roy. Sono già in corso iniziative virtuose come raccogliere
quattrini per l’acquisto di un emogasometro per l’ospedale di Taranto.
Di questi (brutti) tempi, fa tendenza
la causa nobile. A Napoli, si canterà per
ricostruire la Città della Scienza. In
scena, anche De Piscopo e D’Angiò.
Prendiamo poi Torino, dov’è in corso lo
scoppiettante Festival Jazz. Mica si poteva pensare che lo scordassero, il 1°
Maggio: cadrà il giorno di chiusura del
TJF, con un’infilata non ideologica che
parte con la Taranta Nera, passa per
Salis/Angeli Murgia/Drake-Giornale di
Bordo, continua con New Yorl Torino
Roundtrip, prosegue con Paolo Fresu e
poi Ibrahim Maalouf Illusions, Alain
Caron Band, per chiudere con Elio e Le
Storie Tese. Non va trascurato l’unico
concerto italiano di Robbie Williams, al
PalaOlimpico: non c’entra con il 1° Maggio, ma sempre Robbie è.

L’attore sabato a Dogliani

Festival della tv, a sorpresa
arriva Checco Zalone
TORINO

La sorpresa è svelata: nell’uovo di maggio del Festival della tv e dei nuovi media, in programma a Dogliani, terra di Einaudi e di
Langa, da domani a domenica 4, c’è Checco Zalone.
Appuntamento con lui sabato alle 16. Vero nome Luca Medici, compirà 37 anni
il 3 giugno. Pugliese, laureato in giurisprudenza, una

carriera mancata da avvocato, come si aspettavano i genitori, e soprattutto la zia vice questore. Ma il padre suonava le tastiere e il basso, la
passione lo colse, cominciò a
suonare pure lui, benissimo
(«Non sono mai andato al
Conservatorio, ma guardo
sempre Bollani su internet»,
dice), lavorando a Telenorba, una importante emittente locale. Poi il provino a Zelig, la canzone «Siamo una

L’attore Checco Zalone sarà
a Dogliani sabato alle 16

nale. Il film non può mai essere
un’educazione al crimine».
Il capo clan Pietro Savastano,
sua moglie Imma, suo figlio Genny,
Ciro l’ambizioso «soldato» con ambizioni da Boss, sono i narratori
della loro storia, senza nessuna
tentazione epica. Vero.
Trenta settimane di riprese tra
Napoli, Barcellona, Milano e Ferrara, una produzione Sky con Cattleya e Fandango, in collaborazione
con La7 (che la manderà in onda
free successivamente) ed in associazione con Beta Film.

reparatevi al male, avverte il trailer della serie
tv Gomorra (dal 6 maggio
su Sky Atlantic). Preparatevi alla violenza, perchè il racconto della grande industria della droga made in Scampia,
attraverso la saga del clan Savastano, è scritto con il sangue. Chiamatelo se volete «realismo» come avvertono produttori e sceneggiatori
del film, e come fa lo Stesso Roberto Saviano, autore del libro e dell’idea alla base di
questa fiction, ma
se avete un periodo
ansioso preparatevi
una camomilla prima della visione.
Preparatevi a
non avere tregua
davanti allo schermo dove si succedono morti ammazzati e violenze di ogni
tipo senza che il bene faccia nemmeno
una comparsata, almeno nelle prime
due puntate della
serie (in tutto 12
episodi), quelle presentate in anteprima ieri alla stampa.
La normalità della
crudeltà. La quotidianità del male
con boss senza pie- Salvatore Esposito e Marco D’Amore in una scena
tà che dopo aver
ammazzato tornano a casa e rimUn successo prima della messa
boccano la coperta ai figli.
in onda: «Per Gomorra abbiamo
Un ritmo incessante con il sotto- avuto un incredibile riscontro infondo della musica rap-trash neo- ternazionale», racconta il vicepremelodica e i personaggi che parlano sidente esecutivo di Sky per Intratin dialetto. Lo spettatore sprofonda tenimento, Cinema e Canali Partin un mondo da incubo fatto di ille- ner Andrea Scrosati. Serie vendugalità, bruttezza, bestialità. Ma, as- ta in 40 paesi tra cui gli Usa. «Un
sicura Stefano Sollima, supervisore acquisto sulla base della sola sceartistico «nessuno vedrà nei perso- neggiatura generalmente avviene
naggi della serie altro che quello che solo per i prodotti statunitensi».
sono». Un realiMalavita e masmo che secondo il
laffare
protagoniLA SERIE SKY
produttore Ricsti,
come
anche
Saviano: «Nessun diaframma Scampia e le
cardo Tozzi evita il
sue
rischio dell’epica, Ma un film non può mai essere vele, quei condomiun’educazione al crimine» ni che sembrano
della emulazione
di eroi negativi.
costruiti per celare
«C’è un confronto spietato e senza e facilitare il crimine. Girare a Scamdiaframmi con il vero», spiega.
pia «era inevitabile - osserva SaviaE anche Roberto Saviano sottoli- no - perché è protagonista, non è una
nea questa anima iper realista che “quinta”. Scrosati lascia «aperta la
dovrebbe giustificare l’eccesso di porta anche ad una seconda serie».
violenza sullo schermo: «Nulla di Il produttore Riccardo Tozzi di Cattquello che si racconta è costruito leya: «Gomorra rappresenta un saldalla fantasia. Ma è tutto preso da to avanti rispetto a Romanzo Crimifatti reali». E, secondo lo scrittore, nale, realizzato otto anni fa. Raccon«guardare alle serie televisive come tiamo il male senza compiacimento
ad un “ufficio stampa del male” è ma per quello che è, senza quella paluno sguardo un po’ superficiale. la al piede di un didascalismo che
Possono al massimo dare spunti a vuole sempre un commissario buono
chi ha già scelto di essere un crimi- che combatte il male».

squadra fortissimi» dedicata
alla Nazionale di calcio, composta nell’anno dei mondiali
2006, il successo tv, i tre film,
sempre con la regia del suo
coautore Gennaro Nunziante, i tour. Il terzo film, «Sole a
catinelle» è stato visto da otto milioni di spettatori, piazzandosi secondo, dopo «Avatar», nella classifica dei più
visti di sempre in Italia.
La mescolanza di alto e basso, anzi, di parolacce e paroloni, è una sua cifra stilistica?
Risponde: «La mia cifra è la
scorrettezza e la mia paura
maggiore è la banalità». Il Festival di Dogliani, tema di quest’anno «Costruire il futuro»,
si apre domani alle 21 con un
dialogo tra Antonio Albanese
[ALE. COM.]
e Aldo Grasso.

Cineteca di Bologna

ACannesilWest
restaurato
diSergioLeone
BOLOGNA

Venticinque anni senza il regista che inventò un modo nuovo
di raccontare il West: il 30 aprile 1989 moriva Sergio Leone.
Ma il suo cinema continua a vivere, adorato di generazione in
generazione. La Cineteca di Bologna porta al Festival di Cannes, in programma dal 14 al 25
maggio, e poi nelle sale italiane,

Clint Eastwood, icona western

nell’ambito del progetto «Il Cinema Ritrovato», tre nuovi restauri della «Trilogia del dollaro», festeggiando così i 50 anni
del suo primo capitolo, Per un
pugno di dollari, che nel 1964 rivoluzionò la storia cinematografica e lanciò l’icona western
di Clint Eastwood, seguito nel
1965 da Per qualche dollaro in
più e nel 1966 da Il buono il brut[S. N.]
to il cattivo.

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

.

Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 30 aprile 2014

Rai 1
6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
15.20 La vita in diretta
18.50 L’eredità Game show
Una carrellata di giochi,
di curiosità e di informazioni sono gli ingredienti del programma quotidiano condotto da
Fabrizio Frizzi
20.00 Telegiornale
20.30 Expo Milano 2015 Conto alla rovescia
Varietà
21.10 Carosello Reloaded
Attualità

Rai 2
6.45 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives
Telefilm
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
11.00 I fatti vostri Varietà
11.55 Diretta dalla Camera dei
Deputati
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 Cold case Telefilm
17.00 The good wife Telefilm
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale
Cobra 11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

Rai 3

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
14.10 CentoVetrine SO
14.45 Uomini e donne Talkshow
16.05 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro!
Game show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

8.00 Agorà Attualità
10.00 Mi manda Raitre
10.45 Diretta dalla Camera dei
Deputati
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Tg Regione
Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 “Question Time” Interrogazioni a risposta immediata Telenovela
16.00 Tg3 Lis
16.05 Tgr Piazza Affari
16.10 Aspettando Geo
16.40 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

21.15
Hachiko - Il tuo
migliore amico ★★★

21.10
The voice of Italy

21.05
Chi l’ha visto?

21.10
Il segreto V

TALENT SHOW. Secondo e ultimo

appuntamento con la fase
Knockout. Due voci della stessa squadra sceglieranno il proprio pezzo sfidandosi così su
due brani diversi

ATTUALITÀ. Appuntamento con
il programma condotto da
Federica Sciarelli. Tante storie
da raccontare, tanti casi di scomparsa su cui indagare, misteri e
gialli da risolvere

TELENOVELA. Tristán rivela a Pepa

FILM. (dramm., 2008) con Richard

Gere, Joan Allen. Regia di Lasse
Hallström. Un cane di razza akita
per 10 anni attese ogni giorno il
padrone alla stazione
23.15 Porta a Porta Attualità
0.50 Tg 1 - Notte.
Che tempo fa
1.25 Sottovoce Attualità
1.55 Magazzini Einstein
2.25 Mille e una notte Musica Magazine

23.55 Tg 2
0.10 Il Musichione Musicale
1.20 Rai Parlamento
Telegiornale
1.30 Hawaii Five-0 Telefilm
2.15 Meteo
2.20 Diritto di difesa SO

di aver mentito su un dettaglio
molto importante legato alla
morte di Agueda. Juan, nel frattempo, decide di risparmiare la
vita a Julieta.

23.15 Le Storie di Chi l’ha visto?
Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte.
Tg regione
1.05 Crash. Contatto impatto
convivenza Attualità
2.05 Fuori orario

23.30 Angel Eyes Film
(dramm., 2001) con Jennifer Lopez, Jim Caviezel. Regia di Luis Mandoki ★★
1.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it

Italia 1
7.00 Friends Telefilm
7.30 Vecchi bastardi Varietà
8.30 Urban wild Attualità
9.30 Come mi vorrei Varietà
10.05 Dr. House - Medical division Telefilm
12.10 Cotto e mangiato - Il
menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Dragon Ball saga Cartoni
15.20 Vecchi bastardi Varietà
16.15 Urban Wild Attualità
17.15 Come mi vorrei Varietà
18.05 I Simpson Cult. Quella dei
Simpson è una vita basata sul lifestyle della famiglia statunitense media
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine TF

20.20
Calcio: ChelseaAtletico Madrid
SPORT. Semifinale di Champions

League (ritorno). Stasera una
sfida emozionante tra i blaugrana di José Mourinho e la formazione di Diego Simeone
23.00 Champions League
Speciale
23.55 Le Iene Varietà satirico
1.30 Grande Fratello - Live
1.55 Sport Mediaset
2.20 Studio aperto La giornata

Rete 4

La 7

6.25 Chips Telefilm con Larry
Wilcox, Erik Estrada
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg Distretto 21
Telefilm
16.30 Ieri e Oggi in Tv Speciale
Varietà
16.40 Sciarada Film (comm.,
1963) ★★★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore
Soap opera

21.15
True Lies

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber

21.10
La gabbia

★★★

ATTUALITÀ. In contemporanea
su La7.it va in onda una nuova
puntata del programma di
approfondimento politico
condotto da Gianluigi Paragone

FILM. (comm., 1994) con A.
Schwarzenegger, J. Lee Curtis.
Regia di J. Cameron. Harry ha
una doppia vita: di giorno è un
agentesegretodellaCia,dinotte
il “maritino” per l’ignara moglie

0.00 Dentro la notizia
Attualità
1.30 Music line Musicale
2.30 Ieri e Oggi In Tv Special
Varietà
4.25 Help Quiz
5.15 Zig Zag Gioco

0.00 Tg La7 Night Desk
Attualità
La striscia di approfondimento quotidiano in
onda dal lunedì al
venerdì
1.15 Otto e mezzo Attualità

digitale terrestre
RAI 4

21

15.55 90210 III serie
Serie
16.35 Veronica Mars
Serie
17.20 Rai News - Giorno
17.25 Robin Hood Serie
18.10 Streghe Serie
19.40 Xena Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 L’avversario Film
23.20 Scandal Serie
0.05 Il Dottor Morte
Film
2.20 Brothers and
Sisters Serie

RAI 5

23

17.40 David Letterman
Show
18.30 Mendelsshon
Bartholdy
19.15 Weber,
Beethoven,
Schubert
20.40 Passepartout:
Dolomiti
21.15 In Scena-Totem di
Alessandro
Baricco
22.10 Moebius Redux
23.05 David Letterman
Show

RAI STORIA 54
20.30 Il tempo e la storia I francesi e la
guerra di Algeria
20.30 Il tempo e la storia I francesi e la
guerra di Algeria
21.20 Diario civile-Vite
contro la mafia
22.20 Tablet Italia in 4dBurocrati I sacerdoti del Cavillo
23.10 R.A.M. Antinori e
traversi
1.00 Il giorno e la storia

RAI MOVIE

13.55 I magnifici sette
Film
16.10 Il fidanzato della
mia ragazza Film
17.40 Rai News - Giorno
Notiziario
17.45 Le avventure di
Huck Finn Film
19.35 La seconda volta
non si scorda mai
Film
21.15 Una teenager alla
Casa Bianca Film
23.00 L’amante inglese
Film

film
19.10 Come d’incanto Una
principessa è bandita
dal suo mondo magico
ad opera di una malvagia regina SKY CINEMA
FAMILY

19.15 Ulisse Mentre Penelope
respinge i Proci, lo smemorato Ulisse s’innamora di Nausicaa SKY
CLASSICS

Infelici e contenti
L’imbroglione cieco
Ezio Greggio e il paralitico Renato Pozzetto
s’incontrano SKY
COMEDY

19.20 La fredda luce del giorno SKY MAX
19.25 Hitchcock SKY CINEMA 1
Please Give Kate compra oggetti vintage di
persone morte e li
rivende nel suo negozio SKY PASSION
21.00 Sky Cine News Anteprima Locke SKY
CINEMA 1

Ralph Spaccatutto Un
divertentissimo viaggio
attraverso i videogame
da sala giochi con
Ralph Spacc SKY CINEMA
FAMILY

L’uomo dalla pistola
d’oro SKY CLASSICS
Terapia d’urto Il mite
Adam Sandler è
costretto a farsi curare
dallo psicologo Jack
Nicholson SKY COMEDY

The Dancer India è una
bellissima ballerina di
colore. Ma è muta e
nessuno la fa ballare
SKY PASSION

In Dreams SKY MAX
21.10 La leggenda degli
uomini straordinari
Solo l’unione delle
forze tra leggendari
può sconfiggere il male
sulla Terra SKY HITS
Nella casa Ispirato alla
pièce “Il ragazzo dell’ultimo banco” del
drammaturgo Juan
Mayorga SKY CINEMA 1
22.40 Colpi di fulmine Neri
Parenti e Christian De
Sica iinsieme per il film di
Natale 2012 SKY PASSION
22.45 Hook - Capitan Uncino
Peter Pan (Robin
Williams), ormai adulto, ha dimenticato il
mondo magico SKY
CINEMA FAMILY

Dirty Teacher SKY MAX
22.50 Eurotrip Il viaggio di 4
amici americani in giro
per l’Europa, in cerca di
una ragazza SKY COMEDY
23.00 Elysium Los Angeles
2154. L’umanità rimasta
sulla Terra è un’unica
grande classe operaia
SKY CINEMA 1

23.05 The Punisher L’agente
Tom Jane si trasforma
in Punisher, un giustiziere assetato di vendetta SKY HITS

24

serie tv
17.55 La vita secondo Jim
FOX

18.20 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
How I Met Your
Mother FOX
18.35 Donne nel mito Rachel Carson DIVA
UNIVERSAL

18.45 Sex & the City FOX LIFE
Tutto in famiglia FOX
18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
I Simpson FOX
19.25 Project Runway Italia
Daily FOX LIFE
19.40 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
19.55 Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.00 Castle FOX LIFE
20.05 Criminal minds FOX

IRIS

22

9.45 Il più grande colpo
del secolo Film
11.35 Ciaknews
11.40 Tombstone Film
14.15 Testimone a
rischio Film
16.05 Mari del sud Film
17.50 Totò d’Arabia Film
19.35 A-team Telefilm
20.20 Renegade Telefilm
21.10 Oliver Twist Film
23.35 December Boys
Film
1.50 L’ospite d’inverno
Film

CHANNEL

Cuochi e fiamme LEI
Paranormal NATIONAL

19.55 Il boss della casa

SKY

UNO

20.00 Dire Straits ARTE
Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

I maghi del garage
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.20 Glee 5 (v.o.) SKY UNO
20.25 Ogni volta Vasco:
Cosa vuoi che sia una
canzone ARTE
20.55 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

DISCOVERY CHANNEL

FOX LIFE

22.40 Donne nel mito - Frida
Kahlo DIVA UNIVERSAL
22.50 The Following FOX
CRIME

16.25 Amori e disastri Un
confronto generazionale nel segno del sorriso
firmato da David O.
Russell PREMIUM
UNIVERSAL

16.30 V per vendetta Futuro:
una giovane viene salvata da un uomo
mascherato conosciuto
come V PREMIUM CINEMA
ENERGY

17.10 Arturo Arturo, miliardario scavezzacollo non
più giovane, è costretto
a sposarsi PREMIUM

Grassi contro magri
LEI

21.10 Deep Purple Night Deep Purple ARTE
Face Off SKY UNO
21.25 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.30 Deep Purple Night Perfect Strangers 1984
ARTE

21.55 Accumulatori seriali
LEI

Lupi di mare

COMEDY

17.25 Anna Karenina

Affari a quattro ruote

21.55 Project Runway Italia

REAL TIME

NATIONAL

GEOGRAPHIC

22.00 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

31

17.40 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.40 Molto bene
20.10 Best Bakery
Varietà
21.10 Un giorno per me
Varietà
21.40 Dire, Fare, Baciare
- Italia Varietà
22.10 Ma come ti
vesti?! Documentari
23.05 Chirurgia XXL:
pelle in eccesso
0.05 Tutta colpa del
sesso Documentari

DMAX
14.15
15.10
16.00
16.50
17.45
18.35
19.30
20.20
20.45
21.10
22.00
22.50
23.40

film
16.00 Somewhere L’apatia di
Johnny Marco viene
scossa dall’arrivo inaspettato della figlia,
Cleo PREMIUM CINEMA

21.00 Destini incrociati hotel

FOX

FOX

8

14.15 Scrubs
15.10 New Girl
16.00 Teenager in Crisi
di Peso
16.50 Teen Mom 2
17.50 16 Anni e Incinta
18.50 Giovani Sposi
19.50 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Cyrus Film
23.10 The Valleys
0.10 Ex On The Beach:
la rivincita degli
Ex
1.00 Geordie Shore

EMOTION
SKY

UNO

The Big Bang Theory

20.50 Donne nel mito - Coco
Chanel DIVA UNIVERSAL
21.00 Annika: Crime reporter FOX CRIME
Perception FOX
Castle FOX LIFE
21.50 Da Vinci’s Demons

16.15 Fratelli in affari
17.15 Vendite impossibili Varietà
18.00 Fratelli in affari
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
21.10 Patto di sangue Sorority Row Film
23.15 Bad Teacher - Una
cattiva maestra
Film
1.15 Sexy Baby Film
3.15 Burn notice Duro a morire
Telefilm

GEOGRAPHIC

19.30 Il boss della casa

ARTE

FOX

MTV

26

intrattenimento
19.05 Yukon Men: gli ultimi
cacciatori DISCOVERY

CRIME

20.30 The Big Bang Theory

CIELO

PREMIUM CINEMA

17.40 Gardener of Eden - Il
giustiziere senza legge
Un giovane salva accidentalmente una
ragazza da un’aggressione PREMIUM CINEMA
18.45

EMOTION
Coma PREMIUM CINEMA
ENERGY

18.50 Ipotesi di reato
Avvocato contro ex
alcolista di colore. Tutto
per un incidente d’auto
PREMIUM UNIVERSAL

19.05 Blues Brothers-Il Mito
Continua PREMIUM
COMEDY

19.15 Joyful Noise - Armonie
del Cuore PREMIUM
CINEMA EMOTION

19.40 Le avventure del topino Despereaux Tanto
tempo fa nel reame di
Doremi nacque un
topo diverso PREMIUM
CINEMA

21.15 L’esercito delle dodici
scimmie 2035: i sopravvissuti a un virus vivono
sottoterra. Con Bruce
Willis e Brad Pitt
PREMIUM CINEMA

Kate & Leopold 1876:
Hugh Jackman piomba
nella New York contemporanea e s’innamora di Meg Ryan
PREMIUM UNIVERSAL

Dredd-La Legge Sono
Io PREMIUM CINEMA
ENERGY

Gosford Park 1932: un
ricevimento rovinato
da un omicidio.
Scotland Yard indaga.
Di Altman PREMIUM
CINEMA EMOTION

Se devo essere sincera
Nella vita di Luciana
Littizzetto piomba Neri
Marcorè che indaga su
un omicidio PREMIUM
COMEDY

22.55 Batman Begins Dopo
un lungo soggiorno in
Oriente, Bruce Wayne
torna a Gothan City
PREMIUM CINEMA ENERGY

52

Banco dei pugni
Affare fatto!
MythBusters
Airport Security
Dynamo: magie
impossibili
A caccia di auto
Container Wars
Banco dei pugni
Banco dei pugni
MythBusters
Fai la scelta giusta!
Megatraslochi
Banco dei pugni

serie tv
14.30 All That Glitters MYA
14.59 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
15.00 Flikken - Coppia in
giallo TOP CRIME
15.55 Eleventh Hour ACTION
16.05 Harry’s Law JOI
16.20 Una mamma per
amica MYA
16.45 The Shield ACTION
16.50 Monk TOP CRIME
17.10 Il Patto MYA
17.35 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
Psych TOP CRIME
17.45 Friends JOI
18.10 Big Bang Theory JOI
18.35 Eleventh Hour ACTION
18.40 Due Uomini e 1/2 JOI
18.45 Hart Of Dixie MYA
19.05 Mike & Molly JOI
19.25 The Shield ACTION
Criminal Intent TOP
CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
The Vampire diaries
MYA

20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.25 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
21.15 Merlin JOI
Pretty Little Liars MYA
Revolution ACTION
22.00 Covert affairs ACTION
22.05 The Originals MYA

34

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

SPORT

Milan, Seedorf si sceglie gli avvocati
L’addio tra il Milan e Clarence Seedorf rischia di
passare attraverso cavilli legali che riguardano scelte
tecniche oltre che comportamentali. Anche l’olandese
ha capito che siamo ormai ai titoli di coda e infatti nelle
ultime ore ha incaricato uno studio legale di prendere
in esame la sua situazione per tutelarsi, con richiesta di
risarcimento danni, in caso di licenziamento. Il dossier

Il confronto

I bianconeri avranno
la pressione addosso,
avendo l’obbligo di
segnare e vincere:
finora non hanno
mai dovuto ribaltare
il risultato
dell’andata

TATTICA

All’andata, LA CHIAVE
i bianconeri
hanno
dimostrato di
avere maggior
forza fisica,
a parità di ruolo

Centimetri - LA STAMPA

Barzagli (borsite) INFORTUNI Fuori
e Vidal (ginocchio)
il difensore
sono a rischio
Silvio e il
per domani.
centrocampista
Tevez ha sofferto
d’attacco Salvio,
a lungo
i portoghesi
al tendine
dovrebbero recuperare
rotuleo
Gaitan e Fejsa
In questa Europa
League, la squadra
di Jorge Jesus ha
sempre segnato e
vinto in trasferta,
ma è la prima volta
che gioca fuori casa
il secondo round
La squadra di Lisbona
ha fatto vedere
maggior velocità,
soprattutto sulle
corsie. E anche
maggior celerità
d’esecuzione

DOMANI LA SEMIFINALE DI EUROPA LEAGUE CON IL BENFICA

Sforzo

finale

ANSA

Da sinistra, Chiellini, 29 anni, Lichtsteiner (30) Conte (44) e Pogba (21), festeggiano il gol del 3-1 contro il Sassuolo

Conte scalda lo Juventus Stadium: “Chi vuole andare a teatro, resti a casa”
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

Prima regola, non sbagliare il
campo di battaglia, domani
per il ritorno di Europa League, contro il Benfica: «Dentro lo Juventus Stadium so
che saremo in dodici - mette
in chiaro Antonio Conte - perché mi aspetto un grande tifo,
dalle curve e dalle tribune,
una bolgia. Lo dico subito: chi
volesse venire a teatro, deve
restare a casa». Volendo, c’è
sempre il Regio o il Carignano. Ma allo Juventus Stadium, altra musica. Ai tempi

presa contro il Benfica». Anche se poi si dovrà pur sempre
giocare a pallone e il solo carattere non sarà sufficiente: «Perché se bastasse quello - sorride
l’allenatore bianconero - sarebbe sufficiente mettere in campo undici leoni per sbranare
l’avversario». E invece, per assemblare una squadra vincente, come la Juve, serve altro: «Il
carattere, certo, ma pure l’organizzazione, il lavoro, la men-

Benfica contro Uefa

Bianconeri stremati
dalla stagione
«Ma l’entusiasmo può
ridarci le energie»
di Siena, in un’invettiva diventata rap di gran successo
su youtube, si scagliò contro i
gufi, qui bandisce i silenti:
non solo lui dovrà uscire senza voce.
La richiesta del tecnico
non è casuale, se tra cuore, testa e gambe, ovvero i lego della vittoria, alla Juve restano
soprattutto i primi due componenti: umanamente, dopo
51 partite stagionali (nazionali escluse) le ossa sono ammaccate e i muscoli usurati.
«Ma l’entusiasmo per questo
periodo esaltante - racconta
Conte - può sopperire al dispendio fisico, che anche a
Reggio Emilia è stato notevole. Non è semplice, ma so cosa
può accadere per fare l’im-

talità». Il morale gonfiato dalle
vittorie, e dal prossimo scudetto, e il baccano dell’arena dovranno restituire le forze perdute. Siamo all’ultimo sforzo,
riflette la Juve, che ieri s’è allenata in modo leggero e che oggi
farà il vero collaudo prima del
Benfica. Anche crash test fisici
visto che Barzagli è frenato
dalla borsite al tallone e Vidal
deve verificare le condizioni
del ginocchio. Il difensore do-

vrebbe lasciare il posto a Caceres mentre il cileno potrebbe
soffiarlo a Pogba, meno splendente di Marchisio. Più del fisico, magari potranno le motivazioni: «Anche la partita con il
Sassuolo ha consumato tante
energie psico-fisiche - ripete
Conte - e questo è un periodo
stancante, ma può essere esaltante: le vittorie possono restituire le forze, così come il calore del pubblico». Quello che

mancherà al Benfica, che avrà
però il vantaggio di un’andata
vinta 2-1, oltre a quello del recente curriculum: finora in Europa League i portoghesi hanno sempre segnato e vinto, in
trasferta. Dove però avevano
sempre giocato il primo round.
Del resto, le statistiche sono
scritte anche per essere stracciate, come i record che i bianconeri stanno calpestando, in
campionato. Anche se a Conte,

Una rete ogni 125 minuti

Tevez,leviedelgol
sonoinfinite
“Stupitodimestesso”
TORINO

«La Uefa vuole la Juve
in finale», scrive il quotidiano sportivo portoghese «A
Bola», riportando il pensiero del Benfica. Il club s’è arrabbiato per la decisione da
parte della Uefa di decidere
già oggi l’eventuale squalifica di Enzo Perez, accusato
di aver rifilato una gomitata in faccia a Giorgio Chiellini, all’andata.

1

Le vie di Carlitos sono davvero infinite se Tevez s’è messo
a far gol come non faceva da
quattro anni, con la maglia
del Manchester City: «Ho
stupito anche me stesso sorride l’argentino - perché
non pensavo certo di segnare
così tanto al mio primo anno
in Italia». In campionato, siamo a 19 gol, uno ogni 125 minuti, le stesse raffiche della
sua meglio gioventù europea
quando, appunto, di anni ne
aveva meno, e i nemici face-

vano meno paura, racconta lui:
«Rispetto all’Inghilterra, qui è
difficile segnare, anche perché
contro la Juve tutte le squadre
concedono pochissimo».
Anche se poi, il vero scalpo
sono le vittorie, mica i gol: «Il
primo obiettivo è quello di essere campione con la Juventus, tutto il resto viene dopo».
Mai ruffiano, spesso diretto,
Tevez s’è spesso ritrovato a
parlare con il noi e non con l’io,
ovvero lo stesso idioma di Antonio Conte, e su quello si sono
incontrati: «Fare gol, per me è
bene, ma per la squadra è me-

Apache
Carlos
Tevez,
30 anni
LIVERANI

ma dev’essere il pensiero della
Juve intera, interessa aggiornare l’albo d’oro e non il libro
dei guinness: «Sapete benissimo che a me dei record interessa poco - dice l’allenatore - perché prima di tutto voglio centrare l’obiettivo e scrivere una
pagina storica per la Juve».
Prendendosi scudetto, a giorni,
e l’Europa League, il 14 maggio:
nell’attesa, sarebbe il caso di
andare in finale, domani sera.

glio. Faccio gol io, ma a segnare è tutta la Juve». El juogador
del pueblo: dei tifosi e dei compagni. Con il tecnico, fu intesa
da subito: «Carlos non solo è
un campione, ma è anche un
grande uomo». Quando conta, lui c’è. Da Lisbona a
Reggio Emilia, tra gol e
scivolate, con quella rabbia che nei barrio d’Argentina ne ha fatto il campione
proletario, il più amato.
Ora vuole lo scudetto: «E la
vittoria con il Sassuolo ci porta
vicino al titolo - commenta Tevez - anche se è stata una partita difficile». Domani con il
Benfica lo sarà pure di più:
«Ma noi abbiamo sempre fame di vittorie, e ce l’hai sempre quando metti la maglia
della Juve: vogliamo lottare
per vincere. Sappiamo che sarà difficile, ma vogliamo riuscirci». Gli mancherebbe solo
il Mondiale: «Forse l’allenatore della Nazionale non ha Sky
per vedere le partite della Juve», sorride. Magari, basta
una parabola.
[M. NER.]

W

LA STAMPA

.

MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Oggi in Tv

del Milan è aperto e i legali rossoneri sono pronti alla
battaglia perché Seedorf, oltre a non attenersi a delle
regole interne in fatto di comunicazione, per contratto
avrebbe il dovere di tutelare il patrimonio tecnicosocietario e non è del tutto scontato che lo stia
facendo, considerate alcune scelte di formazione che
tra l’altro non trovano il consenso di Silvio Berlusconi. Il
fatto che molti giocatori potrebbero chiedere di essere
ceduti è un altro aspetto al vaglio degli avvocati.

12,00 Tennis. Torneo Wta Oeiras
13,00 Sport Mediaset
14,55 Calcio fem. Torres-Verona
15,00 Tennis, torneo Atp Oeiras
17,50 Tg Sport
19,25 Pallanuoto Posillipo-Brescia

Eurosport2
Italia1
RaiSport1
Eurosport2
Rai2
RaiSport2

19,30 Baseball. St. Louis-Milwaukee
19,55 Volley. Piacenza-Busto Arsizio
20,30 Calcio. Chelsea-Atletico Madrid
20,55 Volley. Cuneo-Ravenna
22.45 Postpartita Ch.League
23,00 Speciale Ch.League
23,30 È sempre Calciomercato
1,55 Sport Mediaset

Capolavoro Ancelotti
Real padrone a Monaco

35

FoxSports2
RaiSport1
Italia1
RaiSport2
SkySport1
Italia1
SkySport1
Italia1

Semifinali
AND RIT

Bayern
Monaco
(Ger)

0 0

Real Madrid 1 4
(Spa)

Champions, Bayern travolto in casa: spagnoli in finale
RITORNO

a partita che non ti
aspetti. Si pensava che il
Real Madrid non facesse
l’agnello sacrificale nel ritorno
con il Bayern, a difesa dell’1-0
del «Bernabeu», ma da qui a
immaginare che gli spagnoli
schiantassero in mezz’ora i
campioni d’Europa ce ne corre. È stata una prestazione foderata di fiducia nei propri
mezzi e della sagacia tattica di
Ancelotti che non ha mai perso
contro il Bayern però una vittoria così assoluta, indiscutibile, entusiasmante non l’aveva
mai ottenuta. E meno male che
i lungimiranti ultrà della Juve
lo accolsero cantando «un maiale non può allenare»: adesso

L

OGGI ore 20,45

L’analisi

MARCO ANSALDO

Chelsea
(Ing)

Atletico
Madrid (Spa) 0
Rete4, Sky Sport 1

FINALE
24 maggio
a Lisbona
stadio Da Luz

Centimetri
LA STAMPA

ANSA

ride l’Europa e godono i madridisti che dopo tre semifinali
consecutive fallite, adesso sognano la decima Coppa dei
Campioni. Il Bayern ha sofferto lo stesso incubo che l’anno
scorso fece vivere al Barcellona al Camp Nou: non è mai entrato in partita, già prima della
doppietta di Sergio Ramos
(due gol di testa su calci da fermo, e la difesa?), l’equilibrio
pendeva dalla parte del Real
con il suo gioco semplice ma
non banale, attendista però
profondo negli slanci offensivi
portati sempre in verticale.
Carletto ha per le mani la
squadra su misura per lui, persino più del Milan che portò
due volte al titolo europeo. La
qualità è alta, la difesa è solida,
il centrocampo sa palleggiare e
contrastare, gli attaccanti (e

51
Partite
Quelle stagionali della
Juve: 38 vittorie, 7
pareggi e 6 sconfitte

10
Gol fatti
Dai bianconeri, in 7
partite di Europa
League. 4 quelli subiti

SPAZIO AFFARI

>

Cristiano Ronaldo, 29 anni, al Real Madrid dal 2009

non solo loro) sono fulmini che si
proiettano per tessere azioni
che in quattro tocchi consumano 50 metri di campo, come nella
straordinaria ripartenza che ha
portato Cristiano Ronaldo al 3-0
su assist di Bale: una rete celebrata dal portoghese che ha centrato il record della Coppa prima
di completare l’opera su punizione (gol numero 250 con il Real).
Mai nessuno ha segnato 16 volte
nella stessa edizione, Altafini e
Messi si erano fermati a 14.
Il timore di Ancelotti era di
cuocere come con il Borussia
Dortmund, però il Bayern ormai
appartiene a un’altra Germania,
un’enclave governata dalle leggi
di Guardiola. Il problema è che a
Monaco non le sanno attuare, a
volte c’è la sensazione che le respingano. O forse è il modello
che non funziona più e con quei
difensori hai sempre la percezione del disastro imminente. Pep è
sembrato davvero un uomo solo.

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0

Real Madrid
(Spa)

LEZIONE A GUARDIOLA

Doppietta di Sergio Ramos
e Ronaldo che arriva a 16
gol in un’edizione: è record

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BAYERN

0

REAL MADRID

4

BAYERN

REAL MADRID

(4-2-3-1)

(4-3-3)

Neuer 5; Lahm 5,
Boateng 4, Dante 5,
Alaba 5,5; Kroos 5,
Schweinsteiger 5;
Robben 6, Muller 5
(27’st Pizarro sv), Ribery 5 (26’ st Goetze
sv); Mandzukic 4
(1’st Xavi Martinez 6)

Casillas 6,5; Carvajal
7, Pepe 7,5, Sergio
Ramos 8 (30’st Varane sv), Coentrao 6,5;
Modric 7, Xabi Alonso 6,5, Di Maria 7
(84’ st Casemiro sv);
Bale 7, Benzema 6,
Cristiano Ronaldo 8

ALL. Guardiola

4 ALL. Ancelotti

9

RETI: pt 16’ e 20’ Sergio Ramos, 34’ Cristiano Ronaldo; st 44’ Cristiano Ronaldo
ARBITRO: Proença 7
AMMONITI: Dante, Xabi Alonso
SPETTATORI: 68 mila

L’altra semifinale
Tral’Atleticoeilderby
c’èdimezzoMourinho

Nella ripresa mentre il Bayern
cercava il gol e lo sfiorava con un
sinistro a girare di Robben, l’abbiamo visto disperarsi davanti
alla panchina senza che qualcuno lo guardasse. I tedeschi hanno perso l’assillante fisicità dell’anno scorso, quando Robben e
Ribery facevano il vuoto sulle fasce, nè hanno acquistato la scioltezza irridente del Barcellona
che fu. Hanno dominato la Bundesliga, ma quando il gioco si è

1 L’Atletico Madrid gio-

ca su due fronti, è a due
partite dalla vittoria della
Liga e stasera si gioca l’accesso alla finale in Champions contro il Chelsea di
Mourinho. Si riparte dallo
0-0 dell’andata e il Chelsea
sarà senza Obi Mikel e
Frank Lampard (squalificati) e con Cech, Terry, Hazard
e Eto’o infortunati anche
se Terry e Cech proprio ieri
hanno ripreso ad allenarsi.
L’Atletico viene da 14 gare
senza sconfitte e manca
dalla finale dal 1974. Tornarci per un derby sarebbe
il massimo.

SOTTO CHOC

I tedeschi si dissolvono
sul più bello, Pep
è sembrato un uomo solo
fatto duro si sono dissolti interrompendo subito il dominio che
immaginavamo si sarebbe prolungato per qualche stagione.
Ad Ancelotti resta un rammarico: l’ammonizione ingenua di
Xabi Alonso che salterà la finale.
Ci ha ricordato quella di Nedved
escluso dalla finale con il Milan
nel 2003. Carletto allora ne fu
avvantaggiato, stavolta dovrà limitare il danno: non gli mancano le alternative.

36 .Sport

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Retroscena
FRANCESCO MANASSERO
TORINO

a proposta «indecente» per il nuovo gioiello italiano
è pronta: 25 milioni, più un ingaggio
da top player. Ha intenzione
di spalancare il portafoglio il
Borussia Dortmund, che
guarda all’Italia per rimpiazzare la partenza di
Lewandowski: in pole position c’è il re della classifica
cannonieri, in alternativa
Mattia Destro della Roma.
Ciro Immobile è sotto assedio, c’era da aspettarselo.
Ma l’ultima idea del club tedesco, cioè abbattere il muro
dei 20 milioni e offrire al granata un contratto da oltre 2
milioni a stagione, è una
mossa che rischia di riscrivere i parametri di valutazione di un attaccante che

L

Il Borussia ha deciso
Pronti 25 milioni per Immobile
Il club tedesco gioca al rialzo: presto sul tavolo di Toro e Juve l’offerta per il bomber
Re del gol
Ciro Immobile,
24 anni,
ha fino ad ora
realizzato
21 reti
in campionato
senza segnare
rigori
A destra Jurgen
Klopp, tecnico
del Borussia

plusvalenza in caso di cessione: sarebbe comunque ingente, avendo rilevato la quota del
Genoa per 2,75 milioni. «Non
ci è arrivata nessuna offerta,
in ogni caso vogliamo che Immobile resti con noi: farebbe

UN CARTELLINO A META’

Cairo vuole trattenerlo,
i bianconeri sondano
A. Madrid e West Ham
partita dopo partita aumenta di valore. Lui segna, qualcun altro sogna pianificando
l’affondo in grado di far saltare il banco.
La Juventus, comproprietaria dell’attaccante, sta
continuando a sondare il
mercato estero per piazzarlo al meglio, visto che non è
sicura di garantire il posto
che Ciro oggi cerca: anche in
Inghilterra (West Ham) e
Spagna (Atletico Madrid) lo
«scugnizzo» ha molti estimatori. Il Torino invece vorrebbe ripartire da Immobile,
oltre che dal gemello Cerci,
per rafforzare una squadra
che punterà l’Europa o che
già ci giocherà. Con l’attaccante napoletano, Urbano
Cairo non ha mai preso in
considerazione l’idea della

bene al Toro. E a lui», il mantra del patron granata che non
ha mai fatto mistero di avere
un debole per il bomber esploso con Zeman a Pescara.
Sono intenzioni serie, quelle dell’editore milanese che

LA SQUADRA TORNERÀ DA VERONA CON VOLO PRIVATO

A Superga dopo la sfida col Chievo
La messa sarà officiata in serata
Sorpresa: il Toro salirà
a Superga il 4 maggio dopo
la sfida di Verona contro il
Chievo. È Urbano Cairo a
salvare la giornata più «sacra» del calendario granata, quello della commemorazione della scomparsa
del Grande Torino che ogni
anno richiama al Colle, assieme alla squadra, migliaia di appassionati da tutta
Italia. Il presidente, infatti, ha predisposto un
charter privato che subi-

1

to dopo la partita riporterà a casa i Ventura boys,
attesi a Caselle alle 19.15 e
alle 20 a Superga, dove
don Aldo Rabino officerà
la funzione religiosa in ricordo dei 31 morti della tragedia, avvenuta 65 anni fa.
«C’erano problemi oggettivi per far spostare la partita, ma ci tenevo a non far
mancare il Toro ad un appuntamento speciale per
tutti noi», l’orgoglio del patron granata.
[F.M.]

quando fissa l’obiettivo difficilmente se lo lascia scappare:
è successo con Cerci, strappato l’anno scorso alla Fiorentina a suon di milioni (sette) e
ancora prima con Bianchi,
convinto a restare dopo una
chiacchierata sulla spiaggia di
Forte dei Marmi. Il grande
conteso non si sbilancia: «Penso solo al Toro, poi a fine stagione si vedrà», le parole di rito che però hanno un peso
specifico in questo caso. Cairo, infatti, avrebbe incassato,
in privato, la sua voglia di restare almeno un’altra stagione
per portare a termine il processo di crescita cominciato
col nuovo mentore Ventura.
Però non era ancora arrivato
l’ultimo assalto del club tedesco che ha alzato l’asticella di
sette milioni dalla sua prima
valutazione, rendendo il bomber granata - se così fosse l’attaccante italiano e della
Nazionale più caro in circolazione.
Se l’assalto ufficiale non è
partito, è cominciato il lavoro di intelligence delle «vespe» di Dortmund e anche la
spinta mediatica della stampa tedesca. Il giocatore ha
chiarito con un messaggio
d’amore: «Per me il Toro è un
grande club». La decisione
finale spetterà anche a Immobile. E la differenza tra
una squadra che punta l’Europa League e una che sarà
costruita per tornare protagonista in Champions potrebbe essere un salto troppo grosso - ora - per chi in pochi mesi ne ha già compiuto
uno triplo. Anche se il premio è una valanga d’oro.

DALL’ADVISOR UN MINIMO GARANTITO: RICAVI DEL CLUB IN AUMENTO DEL 50 PER CENTO

Deciso

Inter, in arrivo 80 milioni da Infront
E Thohir rivoluziona la società

Erik Thohir,
44 anni,
è azionista di
maggioranza
e presidente
dell’Inter
dal 15
novembre
scorso

TIZIANA CAIRATI
MILANO

«Non basta innamorarsi, ci
si deve dare appuntamento», parola di Erick Thohir,
patron nerazzurro. È un
amore che arriva da lontano
quello tra Infront e l’Inter.
Un sentimento rimasto sotto
traccia e sbocciato con la firma di un accordo, che porterà al club nerazzurro 80 milioni (minimo garantito) per
i prossimi 4 anni. Un grande
balzo in avanti, visto che il
precedente accordo (con altro fornitore) prevedeva uno
striminzito 10% all’Inter sui
contratti siglati. La cospicua
somma che l’Inter incasserà
a prescindere da tutto è uno
dei motivi che induce le banche (in particolare Goldman
Sachs) a guardare in modo
positivo il piano presentato
dall’Inter per ottenere le garanzie. Un progetto che oggi
sarà illustrato e approvato
durante l’assemblea degli
azionisti. «Ringrazio Infront
che ha creduto in questa
nuova gestione. Possiamo
aumentare del 50% i nostri
ricavi», ha sottolineato il
tycoon, che annuncia un taglio netto col passato. «Sono
in arrivo nuovi manager (Lu-

ca Innocenti e Michael Bolingbroke, ndr) perché, oltre ai risultati della squadra, è necessario un management forte».
Nel giorno dedicato ai numeri e al club, Thohir si sofferma anche sul mercato.
«Penso arriverà uno tra
Hamsik, Torres, Dzeko e Morata. Gli annunci dopo le firme», dice.
Ma non è finita qui, il tycoon vuole davvero lasciare il
segno. E dopo il restyling del
logo societario, tra le novità
dell’accordo Infront (in trattativa anche con la Roma) ci sarà un ammodernamento di
San Siro «che resta sempre
una bella signora», ricorda
Marco Bogarelli, numero uno
dello stesso advisor. L’Inter
non ha intenzione di lasciare il
Meazza e sta già studiando un
miglioramento delle aree
ospitalità e la possibilità, nel
lungo periodo, della demolizione del terzo anello. Tante
novità che Zanetti non potrà
osservare dal prato perché
contro la Lazio l’argentino
giocherà la sua ultima gara in
uno stadio chiuso in uno dei
suoi anelli per colpa dei cori di
discriminazione territoriale
fatti dagli ultras durante la
sfida con il Napoli.

Attaccante nel mirino

Penso che arriverà
uno fra Torres, Dzeko,
Morata o Hamsik
Gli annunci però solo
dopo le firme...
Erik Thohir, patron nerazzurro

Cori anti napoletani
Curvainteristachiusaper2partite
1 Due partite senza tifosi nel secondo anello

verde di San Siro. Questo è il verdetto del giudice sportivo Gianpaolo Tosel, una volta letto il referto dei collaboratori del pm del pallone Palazzi presenti sabato scorso a bordo campo durante Inter-Napoli: per ben quattro volte, scrivono
gli 007 federali, dalla curva nord sono partiti cori anti-napoletani espressione di discriminazione territoriale e, per questo, è scattata la doppia
sanzione visto che il club nerazzurro era già stato colpito da un analogo provvedimento. «Dobbiamo rispettare la decisione, ma - così Thohir secondo noi non si tratta di razzismo perchè bisogna anche considerare quali sono le tradizioni culturali...». L’Inter farà ricorso con l’obiettivo
di riaprire l’intera curva per la gara con la Lazio.

QUANDO GLI ULTRÀ
HANNO UN NOME
TRANNE IN ITALIA
GIGI GARANZINI
proposito di banane, nel giro di
poche ore il Villarreal ha identificato il fornitore di Dani Alves grazie alla collaborazione dei vicini di posto, e lo ha radiato a vita dallo
stadio Madrigal. Io nun ce l’ho con te,
disse una volta il grande Petrolini
puntando dal palcoscenico uno spettatore che lo fischiava: ce l’ho cor tuo
vicino che nun te bbutta de sotto.
Un po’ di tempo in più ha impiegato
il Bayern a individuare i responsabili

A

dello striscione antigay esposto in coppa contro l’Arsenal. Adesso si sa che sono 4 tifosi di Merano (toh) che la società, punita dall’Uefa con la chiusura della curva al prossimo appuntamento europeo, citerà in giudizio per danni
quantificabili in circa 100mila euro.
Continuano a non avere un nome,
invece, i curvaioli interisti la chiusura del cui settore era stata sospesa a
dicembre, ed è diventata esecutiva
dopo gli ulteriori cori anti-napoletanità recapitati sabato sera direttamente ai destinatari. Due giornate,
da scontare la prima con la Lazio e
l’altra al vernissage del campionato
prossimo venturo. Salvo commutazione della pena, da parte di una giustizia oggettivamente forcaiola, in
visite settimanali a comunità di vecchi tifosi nerazzurri.

T1 AL AO AT BI CN CV NO PR T2 VB VC

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Intervista

PIETRO SCIBETTA
MILANO

ttore Messina è in
Italia: stasera amichevole a Cantù e
domani a Varese
per preparare col
suo Cska Mosca gli appuntamenti decisivi della stagione,
soprattutto la Final Four di
Eurolega che si giocherà ad
Assago tra un paio di settimane con Cska-Maccabi Tel Aviv
e Barcellona-Real Madrid.

E

Siciliano
Nato a
Catania, 54
anni, Ettore
Messina
è stato anche
ct azzurro, dal
1992 al 1997
(argento
europeo nel
1997) e vice
allenatore dei
Los Angeles
Lakers (Nba)
nella stagione
2011-2012

Emigranti

Tanti tecnici italiani
hanno fatto bene in
Russia perché sono
bravi senza voler fare
i maghi della pioggia
La questione ucraina

C’è un forte senso
nazionalistico, hanno
la convinzione
di essere dalla parte
della ragione

Messina, che animale è questo Cska rispetto al 2013,
quando si dimostrò vulnerabile proprio alla Final Four?

«Siamo riusciti a coprire delle
mancanze: abbiamo più profondità e versatilità, oltre a un
anno in più di lavoro insieme.
Ognuno ha trovato il proprio
ruolo, abbiamo vinto il girone
di Top 16 con le cifre migliori
di tutta l’Eurolega, superando
molti infortuni».
Milanodopo17anniètornataaiquartidifinalediEurolega. Quanto è lungo il passo
per entrare nelle prime 4
d’Europa?

«Nel loro caso, tre minuti. Gli
ultimi di gara-1 dove hanno
bruciato un vantaggio importante, o nel quarto periodo di
gara-4 quando hanno smesso
di fare ciò che stavano facendo molto bene. É andata molto
FINAL FOUR A MILANO

«All’Armani sono mancati
tre minuti, altrimenti ci
sarebbero stati anche loro»

Messina, lo zar del Cska
“Tornare in Italia? Chissà”
Con Mosca rivuole l’Eurolega di basket: “Poi un posto da ct o l’Nba”

6
Stagioni
Alla guida del Cska:
dal 2005 al 2009 e poi
dal 2012 a oggi

vicina alla Final Four e con
pieno merito, ha giocato una
bellissima stagione”.
L’ultima Final Four disputata
in Italia fu anche la prima
della nuova Eurolega: Bologna 2002. E c’era la sua Kinder. Che effetto le fa tornare
a lottare per il titolo europeo
nel suo Paese, a Milano?

«Ho la fortuna di aver allenato
squadre che mi hanno permesso di arrivarci in tre decadi differenti: posso solo ringraziarle. Magari in Italia pensi di
avere qualche amico in più, poi
lo scopri strada facendo».
In Russia c’è Fabio Capello
come ct della Nazionale d
calcio. Un altro tecnico italiano nel basket, Andrea Trinchieri a Kazan. Perché piaciono i nostri allenatori?

«Ne ricordo altri come Ezio
Gamba nel judo, Stefano Cerioni nella scherma, Daniele
Bagnoli e Fefé De Giorgi nel
volley, Luciano Spalletti nel
calcio. Non può essere un caso. Forse piace il fatto che siamo persone serie, abbiamo in

Sport .37

.

comune la capacità di programmare e di non essere paranoicamente esigenti, e da buoni mediterranei la capacità di comunicare con queste persone senza pensare di essere i maghi
della pioggia».
A lei allenare una Nazionale interesserebbe ancora?

«Potrebbe interessarmi, perché ho sempre detto che mi

piacerebbe andare alle Olimpiadi. In questo momento, però,
non ho ancora la più pallida
idea di cosa farò nella prossima
stagione».
Gira voce che potrebb guidare
gli Utah Jazz nella Nba.

«Indiscrezioni, appunto. A me è
piaciuta l’esperienza ai Lakers,
non so se mi verrà data l’occasione di fare il capo allenatore.

Non è una cosa che posso controllare. Ma se me lo chiedessero, mi piacerebbe».
A proposito di Nba: che ne
pensa del “caso Sterling” e
delle parole razziste da parte
del proprietario dei Clippers?

«Rimando al commento di Kareem Abdul-Jabbar: a mio avviso il più profondo di tutti». Il
leggendario ex centro della Nba

«Sinceramente non ne ho idea,
anche perché gli anni passano.
Il mio futuro adesso è un grande punto interrogativo: vorrei
solo pensare a godermi questa
Final Four in arrivo».
La Russia oggi è alle prese con
la questione Ucraina: come si
vive dal di dentro questo difficile momento storico?

«Lì c’è un forte senso nazionalistico, la convinzione di essere
dalla parte della ragione perché
c’è una parte della popolazione
molto “russofona” che loro ritengono di dover difendere. É una situazione molto difficile da capire, ma per ora senza alcuna conseguenza sulla vita quotidiana».

Calcio: il giudici di serie A

Chievo, tre squalificati

Maggio

1 In serie A il giudice spor-

Inizia la Final Four
di Eurolega a Milano
La 10a per Messina

tivo ha squalificato per un
turno Mustafi (Sampdoria),
Portanova (Genoa), Magnanelli (Sassuolo), Bardi e Rinaudo (Livorno), Bostjan,
Frey e Hetemaj (Chievo), Cigarini (Atalanta) e Nainggolan (Roma).

Olimpiadi 2016

4
2 con la Virtus Bologna
(1998, 2001), 2 con
il CSKA (2006 e 2006)

Rivederla ad allenare in Italia è
ormai impossibile?

In breve

16

Titoli europei

è schifato da Sterling e disturbato dal moralismo di chi fa finta di sorprendersi del suo razzismo, malattia ancora lontana
dall’essere debellata.

Il Cio: Rio è un disastro

giovedì 1° maggio
Festa del Lavoro
tutti i negozi
resteranno

CHIUSI

1 Il

vicepresidente del Cio,
John Coates, di ritorno dal
Brasile ha dichiarato che la visita ai siti olimpici per i Giochi
2016 è stata «la peggior esperienza della carriera. È un disastro, la situazione è peggiore di quella di Atene 2004 e
non c’è neanche un piano B».

Ciclismo: Giro di Romandia

Prologo a Kwiatkowski
1 Il

polacco Michal Kwiatkowski ha vinto ad Ascona il
cronoprologo del Giro di Romandia, battendo di 4” Dennis (Aus), Kittel (Ger) e Nizzolo, 13º Froome (Gbr) a 10”, 18º
Nibali a 12”. Oggi 2ª tappa
Ascona-Sion, con due GpM.

Atletica: 2 anni per doping

Shobukhova sospesa
1 La russa Lilya Shobukhoscarica
l’APP GRATUITA

F1, ALONSO PREOCCUPATO

«Ferrari indietro, non c’è solo un problema»
1 «Se la Ferrari vuole battere Mercedes, Red Bull e Williams deve

crescere in fretta su tutti i fronti - ha detto Fernando Alonso ad Autosport -. La macchina è sotto le aspettative in molte aree, non c’è solo
un problema. Bisogna migliorare aerodinamica, trazione e potenza»

va, 36 anni, tre vittorie nella
Maratona di Chicago e una a
Londra, primatista europea
dei 5 mila (14’23”75), è stata
squalificata per 2 anni dalla
Federatletica del suo Paese
per presunto doping: nel passaporto biologico presentava
anomalie nei valori ematici.

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014 LA STAMPA 38

T1 T2

39

A CACCIA DI SCATTI

RUDY
OROLOGI

Doppio arcobaleno in cielo
E la città diventa tutta un click
Un quarto alle 8, piove, colore
grigio, sembra autunno, la domanda è: tiriamo fuori la coperta? No: il sole all’orizzonte non
cede alle Alpi, la danza del tempo regala adesso luce, sono le 8,
luce accecante rifratta sulla collina. le strade sono sapone, se

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi

MIN (˚C)

Un anno fa

10

10.4

13

MAX

Ieri

14

22.5

17.2

Diario

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

freni vai lungo, le auto vanno piano e si fermano, corso Cairoli ai
lati è piena. Tutti guardano la collina, la luce e scattano foto. La
danza del tempo finisce sull’arcobaleno, che poi a ben vedere è
doppio. Ci salverà la poesia, e
avrà questa copertina. [MAR. GIAC. ]

COMPRO ORO
COMPRO ARGENTO
COMPRO ROLEX

La foto di Fabrizio Chiaramello

E quella di Marco Giacosa

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Il tribunale
respinge
tutti i ricorsi
sulle liste
Confermata la linea dura
Stop al «Bunga Bunga»
e ai Pensionati
Tropeano e Mondo
A PAGINA 40

TEMPO DI TASSE LA SIMULAZIONE DIMOSTRA CHE LA PRESSIONE FISCALE CALA

Il conto di Tasi e Imu
Ecco quanto si pagherà
I torinesi dovranno versare in totale 455 milioni di euro

I 38 sindaci
che hanno
già vinto
Aumentano i Comuni
dove il candidato
è uno solo

Il combinato
* L’imposta.
Tasi-Imu nel 2014 costerà

455 milioni: 110 per i proprietari di prima casa con
la Tasi, il resto sarà l’Imu
sulle seconde case. Per chi
risiede quindi in un’abitazione di proprietà il conto

sarà più leggero rispetto all’Imu decisa dal governo
Monti nel 2012. Per le seconde case, invece, si pagherà come nel 2012 e 2013.
Così ha deciso ieri il Comune confermando le due rate:
16 giugno e 16 dicembre.

Le agevolazioni
Nasce un fondo per aiutare
le nuove imprese che aprono
A PAGINA 45

Gianni Giacomino
A PAGINA 41

Niente scorciatoie

Molti hanno protestato: prima con le incolpevoli cassiere, poi scrivendo a «Specchio
dei Tempi»: «A differenza di
quanto accade in altre città ha scritto tra gli altri il lettore Paolo C., visitatore del Museo del Cinema - la tessera
non dà alcuna priorità: si fanno 2 ore di coda, e si viene superati da gruppi variamente
autogestiti che vantando ipotetiche prenotazioni ci superano per poi comoprare i bi-

Le tessere sono
sempre più diffuse
ma non consentono
ingressi agevolati
glietti sul momento...».
La formula della tessera
d’abbonamento, che incentiva
il «consumo di cultura», che
piace sempre di più ai visitatori. Nell’ultimo anno, le tessere vendute sono cresciute
del 20 pe cento rispetto al
2012, e si spera nel 2015 di replicare i fasti del Centocinquantenario dell’Unità d’Italia, con 65 mila «card» acquistate. Tesserine che danno sì
accesso ai musei (e nella formula più completa anche diritto a viaggiare gratis sui
bus), ma che non garantiscono alcuna priorità, una volta
in coda. Il turista che la possiede – e presumibilmente ha
già fatto la fila per procurarsela – deve pazientare in coda
come gli altri.
Ore, purtroppo. Non è tutto. Anche i torinesi abbonati
alla Tessera Torino Musei non
godono di alcuna priorità per
mostre e collezioni. L’esempio
più eclatante l’ha fornito Re-

Musei mai così pieni
Ma gli abbonati protestano
Rivolta dei possessori della “Piemonte Card”: abbonati in coda come tutti

«Siamo a un bivio

«Vedo come una

di acchiappare con successo il
treno dell’Expo milanese, come
prepararsi? Risposte finora evase, che ora si pongono all’attenzione della politica con urgenza.
«Siamo di fronte a un bivio – spiega l’assessore alla Cultura della
Regione, Michele Coppola –, lo
dico al termine di un secondo
weekend da record. Vogliamo essere una città che sulla cultura è
guardata come esempio, o che
rincorre?».
La risposta è semplice: «Torino deve studiare modalità più
comode, che servono a catturare i visitatori – dice –. Non credo
che far la coda sia sbagliato, ma
il tempo del turista nel museo
può essere utilizzato in molti

non è facile trovare il posto per
una terza coda riservata agli abbonati. C’è già un ingresso per
chi vuole salire sull’ascensore,
uno per chi desidera vedere solo
il museo. Dove si trova il posto e il
personale per una terza fila riservata ai possessori di Torino+Piemonte Card?». Inoltre, c’è il problema dei costi: «Vedo come una
fortuna il fatto che ci siano code

I turisti stupiti:
«Nelle altre città
chi acquista la tessera
poi può evitare la fila»
davanti ai musei – continua –. In

rappresentano la maggiore calamita verso i turisti».
Non si può perdere il treno
del 2015 nelle polemiche. «Senza aumentare il costo della carta turistica di abbonamento, e
senza sovraccaricare le casse
pubbliche, cerchiamo un investitore che metta 25 mila euro
per Venaria, Egizio, Mole, Palazzo Madama, e un quinto museo che decidiamo». Lui è fiducioso che si possa trovare.
L’Egizio

E intanto, il museo Egizio si è già
messo al sicuro e ha guardato più
avanti di tutti. «Ciò che abbiamo
a cuore – commenta la presidente, Evelina Christillin – è che dal 1

Ieri la «Stampa» ha sollevato il caso delle code eccessive per i possessori di «Piemonte Card» e «Carta Musei»

2

IL CASO

Il sindaco:
“Oraun tavolo
contro le code”
EMANUELA MINUCCI

LA CITTÀ PROTAGONISTA: DALLE PROIEZIONI AL GRANDE CONCERTO IN PIAZZA CASTELLO

S

Ivana Crocifisso

ulle prime il sindaco
sorride: «Se c’è un problema di code davanti ai
musei, noi, come prima reazione, non possiamo che esserne contenti: perché significa che stiamo facendo sul
serio con i turisti. Altra cosa
è trovare il modo, e lo faremo
di favorire chi ci ha dimostrato fiducia, comprando la tessera musei».
E così, il primo cittadino,
dopo aver letto il titolo della
«Stampa»: «Musei mai così
pieni . Ma gli abbonati protestano» ha subito contattato
la divisione Cultura per organizzare un tavolo urgente:
«Appena sarà finito il Salone
del Libro ci riuniremo, anche
con la Regione e la Provincia:
faremo tutto il possibile per
rendere la città più funzionale e i musei più accessibili con
corsie preferenziali per gli
abbonati anche durante le festività che prevedono un oceano di visitatori». E quando
Fassino prende un impegno
con la Città - commenta l’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe - lo mantiene. Poi lo spiega, ai cronisti, a
margine della conferenza
stampa sulla «tournèe» dei
capolavori della Galleria Sabauda: «Abbiamo appena
inaugurato proprio la grande
mostra dei Preraffaelliti, è
passata da pochissimo la
“sbornia” dei 250 mila che
hanno voluto visitare la mostra di Renoir, ora ci prepariamo a una delle edizioni del
Salone del Libro più ricche:
finita la kermesse del Lingotto ci metteremo subito al lavoro. Perché Torino sta per
affrontare un 2015 con un palinsesto culturale mai visto e
deve quindi risolvere al più
presto anche il problema della logistica».

A PAGINA 59

twitter@emanuelaminucci

Assolto Rinaldi
“Quel cuore
non fu sprecato”

La musica

Appuntamenti
da non perdere

Ilprimarioe2collaboratori
eranoaccusati
diomicidioepecutao

Il Fringe e i protagonisti
nel giorno
della festa mondiale

Massimilliano Peggio
A PAGINA 44

Marco Basso A PAGINA 53

Il cinema

Un indagato
per l’incubo
di Capodanno
Accusato di truffa
dopo il party
a Stupinigi

LETIZIA TORTELLO

Ponti da record. Torino, tra
Pasqua e il 25 aprile ha fatto il
pienone di turisti, ma la questione delle code ai musei resta il nostro tallone d’Achille.
Il problema è esploso in
tutta la sua evidenza lo scorso
weekend anche alla Reggia di
Venaria, che invece, quanto
ad avanzamento tecnologico e
strategie per assorbire l’assalto dei visitatori si dà da fare da tempo. Ma i guai sorgono lo stesso. E proprio con i
turisti che dovrebbero essere
più agevolati e coccolati: i possessori della tessera Torino+Piemonte Card, un abbonamento studiato per chi visita la città in modalità «mordi
e fuggi», con cui è possibile
entrare gratis in 200 musei
della regione per 48, 71 o 120
ore (a seconda dell’abbonamento acquistato), al costo
massimo di 35 euro.

Oggi si apre
il festival gay

La notte di Caetano Veloso
Tiziana Platzer A PAGINA 53

A PAGINA 51

Qui Toro

A Superga
con un charter
Nonostante il no
della Lega calcio
i granata ci saranno

Pellicole internazionali
e inaugurazione
con l’icona Orietta Berti
Martinengo e Rosso PAG. 54 E 55

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

gg Dossier /verso il voto

Liste, il Tribunale respinge tutti i ricorsi
Solo la lista Civica di Pichetto viene riammessa a Cuneo ma esclusa a Novara. Fuori anche il Bunga Bunga
I Pensionati di Giovine e Franchino non potranno correre a Torino, Asti e Cuneo, ma nelle altre province sì
ANDREA ROSSI
MAURIZIO TROPEANO

Pensionati addio, almeno in
una parte del Piemonte, dove
gli eredi di quelli che, con le
firme false, hanno portato all’annullamento delle regionali
del 2010 e della giunta Cota,
non potranno correre. Ieri, infatti, l’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’Appello
ha respinto il ricorso presentato dalla consigliera Sara

Franchino (subentrata a Michele Giovine) contro l’esclusione a Torino, Cuneo ed Asti.
Simbolo e lista, invece, saranno
presenti nelle altre cinque circoscrizioni provinciali tanto
che la Franchino accusa i giudici di Torino: «Contro di noi c’è
un accanimento che fa paura. Si
sono sbizzarriti in interpretazioni creative». Secondo Franchino «la legge è chiara e ci dà
ragione» anche se «dobbiamo

ancora decidere se presentare
o meno ricorso».
Gilberto Pichetto, il candidato della coalizione guidata
da Forza Italia e Lega, che
comprende anche i Pensionati, si consola con la riammissione della sua lista civica in
provincia di Cuneo, mentre il
simbolo e i candidati non saranno presenti sulle schede
provinciali a Novara.
L’ufficio centrale ha defini-

tivamente escluso dalla competizione anche la lista del
movimento Bunga Bunga Usei
e il suo candidato presidente,
Marco Di Nuzio. A contendersi la presidenza del Piemonte
restano dunque solo sei candidati e questa mattina, attraverso il sorteggio, si conoscerà quale posto occuperanno
sulla scheda elettorale e anche la posizione delle sedici liste che li sostengono.

gruppi regionali. Un tema sollevato anche dal radicale Igor Boni che ha deciso di inviare al Tar
la lettera con cui gli uffici della
Regione hanno sostenuto la tesi
della «continuità funzionale»,
che consente ai gruppi presenti
in Consiglio regionale, nonostante siano ormai di fatto decaduti dopo le sentenze di Tar e
Consiglio di Stato, di continuare a svolgere «talune» funzioni
fino al subentro dei nuovi eletti.

Il centrosinistra

Anche i marò

L’affondo di Chiamparino
“Basta raccontare
balle sul debito di Torino”

Gilberto Pichetto ha aperto
la campagna elettorale al
Lingotto attaccando la
sinistra e gli ex alleati e nel
proprio discorso
ha anche annunciato
interventi per i marò

ALESSANDRO MONDO

Tutto come da aspettative: la
ressa dei candidati per farsi fotografare accanto a Giovanni
Toti, consigliere politico di
Berlusconi in pista nel collegio
del Nord Ovest per le europee;
la rincorsa per sedere nelle prime file; il programma elettorale declinato da Gilberto Pichetto, schierato alle regionali da
Forza Italia e Lega.
E naturalmente l’intervento-video del Cavaliere, accolto
dalla standing ovation della
platea. Un intervento incentrato su temi di carattere nazionale, con qualche stoccata
al governo Renzi e la riedizione
delle accuse a Grillo. L’unico riferimento locale è alla perdita
di Pil di Torino e del Torinese:
«Meno 11,5% nell’ultimo decennio, un record negativo dovuto al governo ventennale
delle giunte di sinistra».
Auditorium quasi esaurito,
al Lingotto Fiere, per il lancio
della campagna elettorale di
Pichetto: un’esibizione muscolare verso gli ex alleati del centrodestra prima ancora che
verso Chiamparino e il Pd.
L’antipasto lo serve Toti, all’ingresso: «Siamo per una logica
di coalizione, se poi qualcuno

Dopo il sorteggio le prefetture daranno l’ordine per stampare le schede elettorali nonostante sul voto del 25 maggio si
stenda ancora l’ombra dei ricorsi, una cinquantina, presentati al Tar soprattutto dai rappresentanti del Movimento 5
Stelle. I grillini contestano la
regolarità della presentazione
delle liste esentate dalla raccolta delle firme grazie al riconoscimento dei presidenti dei

Forza Italia debutta al Lingotto

Berlusconi lancia Pichetto
con un attacco alla sinistra
gioca al tanto peggio tanto meglio per distinguersi...». Poi l’affondo di Pichetto, preceduto dal
tributo a Cota e al «tridente rosa» composto da Gancia, Porchietto e Ruffino: «Rispetto al recente passato manca qualcuno,
ma sono numeri da prefisso telefonico». Applausi. «C’è chi, per
guadagnare qualche punto alle
europee, trascura il territorio».
Applausi. «Il peso degli altri sarà
irrilevante in queste elezioni».
Pichetto attacca i debiti lasciati dalla giunta Bresso, sorvo-

la sui ricorsi, rivendica il risanamento del bilancio e snocciola gli
impegni da governatore: abolizione dell’Irap per le nuove imprese nei primi tre anni, abolizione dell’Irap sui nuovi assunti nei
primi tre anni, battaglia a livello
nazionale per ridurre i costi energetici, riduzione delle liste d’attesa nella sanità, nuovi ospedali.
Senza trascurare gli impegni sull’edilizia, sulla scuola (compreso
lo stanziamento di 50 milioni per
dotare di tablet gli alunni delle
primarie), su infrastrutture-tra-

sporti e sullo sviluppo della banda larga. Di tutto, di più, «ora che
il debito della Regione è sotto
controllo». Nel mazzo finiscono
anche i due marò italiani trattenuti in India: Pichetto si ripromette di mobilitare per la loro liberazione i presidenti delle altre
Regioni e i vertici dello Stato.
Di tutto di più, si diceva. «Per
noi è la partita della vita - arringa
Toti -. Ci giochiamo il Piemonte,
la rappresentanza in Europa e il
futuro di Forza Italia». Forse la
sfida più impegnativa.

Il copyright è di Agostino
Ghiglia, presidente provinciale dei Fratelli d’Italia:
Chiamparino indebitetor. Ma
adesso che l’ex sindaco di Torino è stato scelto dal centrosinistra come candidato alla
presidenza della Regione,
quella definizione è diventata
patrimonio comune dei suoi
avversari. E così da Davide
Bono, (M5S), a Gilberto Pichetto (Forza Italia/Lega
Nord), da Mauro Filingeri
(Altro Piemonte a sinistra), e
senza pagare i diritti d’autore, lo attaccano sul debito record accumulato dal comune
di Torino durante i dieci anni
del suo governo. Anche Guido Crosetto, candidato dei
Fratelli d’Italia, spara a zero.
E così Chiamparino ha deciso di passare al contrattacco
e sulla sua pagina Facebook
ha pubblicato un post per sostenere che «le balle diventano più grandi quanto più ci si
soffia dentro». E se questo
succede soprattutto in campagna elettorale allora bisogna porre un freno: «Parlare
di Torino come della capitale
dell’indebitamento incontrollato e dello spreco significa raccontare balle».
E a sostegno di questa tesi

La polemica
Il candidato
presidente
per il
centrosinistra
ha usato Fb
per replicare
al coro degli
avversari

Chiamparino torna a spiegare
che «l’indebitamento, da noi,
è servito per fare investimenti
strategici e per finanziare una
trasformazione della città che
è sotto gli occhi di tutti». Secondo Chiamparino, poi, si
tratta di «una storia vecchia»
perché «gran parte del debito
di Torino è stato contratto nei
dieci anni precedenti il 2006,
con l’obiettivo dei Giochi». Dopo «abbiamo tirato il freno a
mano e a partire dal 2011 il debito ha iniziato a ridursi costantemente,
quest’anno
scenderà sotto i 2,9 miliardi e
continuerà a calare». E poi
l’ultima precisazione: «Torino
ha lo stesso rating dell’Italia».
E il rating del comune «potrebbe essere migliore, scrivono gli analisti, se non vigesse la regola che una città non
può avere un rating superiore
a quello del paese sovrano in
cui si trova».
[M. TR.]

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2R

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .41

g
il caso
GIANNI GIACOMINO

el Torinese ci
sono ben trentotto candidati
a sindaco che
hanno già vinto
nei loro paesi. Perché correranno soli con la loro lista,
senza avversari. Sarà sufficiente che ottengano il 50
per cento più uno delle preferenze dei votanti. E non si
tratta solo di piccole realtà
da amministrare, qualche
manciata di case sparse nelle zone montane. Perché ci
sono Comuni con qualche
migliaio di abitanti come Vigone, Cantalupa, Pinasca,
Piscina, Robassomero o Riva presso Chieri. E poi spunta il paradosso di Moncenisio, ultimo centro della Val
Cenischia, che proporrà due
candidati per la fascia tricolore, più sedici consiglieri,
per 39 votanti. Un dato che
sembra solo folkloristico ma
che nasconde una grande disaffezione alla politica anche
nei centri dove amministrare vuol dire cambiare la vita
dei cittadini, dove il sindaco
incide realmente e potrebbe
davvero fare qualcosa per la
sua comunità.

N

La vittoria senza gusto

«Beh, francamente avrei preferito avere un avversario,
perché a me piacciono la
competizione e il confronto,
che trovo siano essenziali nella politica» – ammette Alberto Avetta, assessore provinciale alla Viabilità e unico
candidato a Cossano Canavese, dove già suo padre «Pierino» guidò la comunità per
quasi quarant’anni. Una missione in famiglia. «Purtroppo
viviamo un periodo di disaffezione generale verso tutto
quello che è politica e non viene nemmeno più riconosciuto il ruolo praticamente volontaristico di consiglieri e
assessori che si caricano di
responsabilità pesanti – continua Avetta –. Io mi sono proposto perché ritengo sia un
modo di restituire la fiducia
che mi hanno sempre accordato gli elettori». Tra i «candidati solitari» molti sono
uscenti, alla ricerca della riconferma. Altri, dopo una legislatura da vice, tornano alla

COMUNE

CANDIDATO

Andrate
Barbania
Borgiallo
Buriasco
Cantalupa
Carema
Cercenasco
Cintano
Cinzano
Cossano C.
Exilles
Fiorano C.
Levone
Maglione
Mezzenile
Monastero di Lanzo
Nomaglio
Novalesa
Perosa Argentina
Pinasca
Piscina
Pomaretto
Pratiglione
Ribordone
Riva di Chieri
Robassomero
Roletto
Salassa
Salbertrand
Salerano C.
San Didero
S. Raffaele Cimena
S. Secondo Pinerolo
Sauze d'Oulx
Strambinello
Tavagnasco
Vestignè
Vigone

Enrico Bovo
Giovanni Drovetti
Francesca Cargnello
Carlo Manavella
Giustino Bello
Giovanni Aldighieri
Teresa Rubiano
Giacomo Giovando
Delfino Casalegno
Alberto Avetta
Michelangelo Castellano
Laura Fogliato
Maurizio Giacoletto
Pierfranco Causine
Roberto Grappolo
Nicola Ferroglia
Ellade Peller
Tullio Faletti
Andrea Garavello
Roberto Rostagno
Enrico Ceresole
Danilo Breusa
Alessandro Gaudio
Guido Bellardo Gioli
Livio Strasly
Antonio Massa
Cristiana Storello
Sergio Gelmini
Riccardo Joannas
Elio Ottino
Loredana Bellone
Angelo Corrù
Adriana Sadone
Mauro Meneguzzi
Marco Angelo Corzetto
Giovanni Franchino
Alessandro Aibino
Ambrogio Restagno

ABITANTI

Personaggi

1.966
1.623
550
1.405
2.527
772
1.857
261
375
522
266
837
439
468
834
381
312
560

Un uomo
solo
al comando

1.068
548
67
4.207
2.976
1.989
1.795
579
522
566
3.107
3.608
1.111
264
813
830

Cantalupa
5.217

In 38 non hanno sfidanti
Quant’è dura trovare
un candidato sindaco
La disaffezione per la politica condiziona anche i paesi
1 Quando c’è una sola lista

in corsa per le elezioni, il candidato sindaco e i candidati nella lista a lui collegata, risultano
eletti solo se hanno avuto un
numero di voti validi non inferiore al 50 per cento dei votanti, ed il numero dei votanti non
sia stato inferiore al 50 per
cento degli elettori. Se una
delle due percentuali è inferiore l’elezione è nulla.

Il sindaco dei record

Cossano
Finita la Provincia
l’assessore Alberto
Avetta sarà sindaco a
Cossano Canavese

Centimetri-LA STAMPA

La legge

È Giustino Bello, pensionato di
76 anni. Alla guida di Cantalupa dal 1970 al 2004, poi una
pausa da vice, quindi rieletto
nel 2009 e adesso, praticamente riconfermato. «Sinceramente volevo dedicarmi al lavoro nell’orto e a mio nipote –
scuote la testa – ma poi ho ricevuto alcune pressioni, soprattutto dai vertici dei Coni, visto
che in paese abbiamo un gran-

Condannato
ma senza
avversari
AMEDEO MACAGNO

3.405
3.049
3.450

carica. Il dato più deprimente è
che scarseggiano i giovani.

Sauze

de impianto sportivo, in grado
di attirare migliaia di atleti
l’anno». Per questo Cantalupa
è stato eletto a Bruxelles come
Comune Europeo dello Sport
2014. Bello riflette: «Mi dispiace che nessuno si sia proposto
contro di noi, perché così non
esiste la scelta e tra i banchi
del Consiglio comunale, saremo senza rivali». Come senza
nemici è Ambrogio Restagno,
sindaco uscente di Vigone che
ha quasi 4500 elettori, dei quali circa 700 sparsi in mezzo
mondo. «Qualcuno ha cercato

Il recordman Giustino
Bello è diventato
sindaco per la prima
volta nel 1970

Vigone
Ambrogio Restagno ha
il record del Comune più
grande con un solo
candidato: 5217 abitanti

di mettere insieme un’altra
squadra, poi non ce l’hanno
fatta – spiega Restagno, pensionato 60enne, originario di
Mondovì –. Peccato, almeno si
sarebbe ravvivato un po’ il dibattito politico». Deluso? «No –
risponde – io ho amministrato
cercando di coinvolgere le associazioni e incontrare la gente. Comunque ho messo su una
bella squadra e, la prossima
volta, l’età media sarà intorno
ai 40 anni. È ora di coinvolgere
i giovani e di ritrovare un po’ di
entusiasmo in politica».

«Un paese nel quale non si
presenta neppure una lista di
contrasto al primo cittadino
uscente, che ha deciso di ricandidarsi, anche dopo una
condanna di secondo grado
per truffa al Comune, non è un
paese attento alla buona amministrazione della cosa pubblica». Enzo Marcuzzi, capogruppo della minoranza al Comune di Sauze d’Oulx, non
usa mezzi termini per polemizzare la scesa in campo del
sindaco uscente Mauro Meneguzzi, coinvolto nello scandalo delle timbrature false a favore dell’ex dipendente comunale Marita Bobba, e condannato, proprio in questi giorni,
in secondo grado.
Marcuzzi, che sino all’ultimo ha tentato di formare una
lista di opposizione, non nasconde la sua amarezza per
non essere riuscito a trovare
volti nuovi per contrastare la
ridiscesa in campo di Meneguzzi. «Vuol dire che ai cittadini di Sauze - commenta
Marcuzzi - va bene così». Intanto Meneguzzi, forte della
sua squadra con il suo vice
Stefano Daverio e l’assessore
uscente Andrea Madiotto,
non ha avuto esitazioni nel ricandidarsi, anche dopo che i
giudici, nel secondo grado di
giudizio gli hanno fatto un piccolo sconto, facendo scendere
la pena ad 1 anno e 9 mesi di
carcere (nella prima sentenza
del tribunale, la pena era stata
di 2 anni e 4 mesi). Una buona
notizia per il sindaco uscente
che grazie allo sconto della
pena può serenamente ricandidarsi. «Al di là delle vicenda
giudiziaria - dichiara Stefano
Daverio, vice sindaco uscente
- Meneguzzi è stato e sarà un
buon primo cittadino. Sarebbe stato ingiusto non poterlo
ricandidare». Ora per lui come negli altri piccoli comuni
dove se si presenta una sola lista, è necessario il raggiungimento di un duplice quorum:
il numero dei votanti non deve
risultare inferiore al 50 per
cento degli aventi diritto
(quorum strutturale) e la lista
deve aver riportato un numero di voti validi non inferiore
al 50 per cento .

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014 LA STAMPA 42

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Quanto costerà la Tasi

ANDREA ROSSI

PROPRIETARIO SENZA FIGLI

PROPRIETARIO CON 1 FIGLIO

Rendita catastale 600 €

Rendita catastale 450 €

IMU 2012

IMU 2012

D

185 euro

380 euro
TASI 2014

TASI 2014

Centimetri
LA STAMPA

109 euro

223 euro

PROPRIETARIO CON 2 FIGLI

PROPRIETARIO CON 3 FIGLI

Rendita catastale 1.300 €

Rendita catastale 700 €

IMU 2012

IMU 2012

956 euro
TASI 2014

325 euro
TASI 2014

551 euro

LE NOVITÀ

Cronaca di Torino .43
Le agevolazioni

il caso
icevano di aver
eliminato l’Imu
sulla prima casa.
In realtà le hanno
soltanto cambiato nome: da quest’anno si
chiama Tasi, tassa sui servizi
indivisibili, ovvero illuminazione pubblica, manutenzioni
stradali e del verde, servizi di
polizia municipale. E, come
l’Imu, si continua a pagare
sulla casa di proprietà, in base alla rendita catastale. I Comuni, come spesso è capitato
in questi anni, si sono dovuti
adattare a fare i gabellieri per
conto dello Stato. E così ha
fatto anche Torino, varando
ieri le aliquote per il 2014 della Tasi sull’abitazione principale e dell’Imu sulle seconde
case e gli altri fabbricati. Palazzo Civico ha scelto di applicare l’aliquota massima
possibile: 3,3 per mille per la
Tasi (come tutte le grandi città, da Milano a Bologna, da
Firenze a Genova, che hanno
già deciso) e 10,6 per mille
sull’Imu, lo stesso livello del
2012 quando l’imposta sugli
immobili fu reintrodotta dal

.

188 euro

Tra Tasi e Imu i torinesi
pagheranno 455 milioni

Lo sconto riguarda
solo la prima casa
Per gli altri cambia nulla
governo Monti. Entrambe si
pagheranno in due rate: metà
entro il 16 giugno, il resto entro il 16 dicembre.
Conto meno salato

Ma rispetto agli anni scorsi la pressione fiscale scende

Alla fine, nel 2014 i torinesi pagheranno 455 milioni: 110 saranno caricati sulle spalle dei
proprietari di prima casa, gli altri 345 su chi ha seconde case o
altri fabbricati. Una buona notizia c’è: saranno meno dei 515
milioni sborsati nel 2012, anche
se più dei 371 versati l’anno
scorso, quando il governo Letta
introdusse in tutta fretta, a novembre, la mini Imu. Dove sta
la differenza con il passato?
Semplice: sulla prima casa si
pagherà meno. La Tasi sarà più
leggera di almeno il 20 per cento; per certe famiglie anche della metà. L’altra buona notizia
(ma non per tutti) è che il Comune ha operato una scelta
precisa sulle seconde case: applicare l’Imu, facendo quindi
pagare solo i proprietari.
Avrebbe potuto bilanciare Imu
e Tasi, caricando il peso dell’imposta sia sui proprietari
che sugli inquilini o su chi ha

l’usufrutto. Milano, ad esempio,
ha scelto questa via. «In questo
momento di crisi, non ci sembrava giusto gravare su chi utilizza
gli immobili, altrimenti saremmo
andati a colpire chi svolge un’attività produttiva, affittando un negozio o un capannone, o gli inquilini che già pagano l’affitto. I proprietari, al contrario, possono
contare sul valore del loro patrimonio», spiega l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni.
Detrazioni e sconti

Prima rata il 16 giugno
Tasi e Imu si pagheranno in due rate: la prima
entro il 16 giugno, la seconda entro il 16 dicembre

I proprietari di prima casa
avranno diritto a una detrazione sulla Tasi di 110 euro (con
l’Imu erano 200), ma solo se
l’abitazione ha rendita catastale
inferiore a 700 euro. E potranno
usufruire di una ulteriore riduzione di 30 euro a figlio - purché
con meno di 26 anni e ancora re-

sidente con i genitori - fino a un
massimo di otto figli (con l’Imu
erano 50 euro a figlio).
Come si diceva, queste famiglie dovranno pagare la Tasi ma
non l’Imu, che invece toccherà a
chi ha seconde case e a chi vive in
abitazioni di lusso (categoria A/1,
A/8 e 9): per loro Palazzo Civico
ha fissato l’aliquota al 6 per mille
con detrazione di 200 euro. Niente Imu per gli immobili non di
lusso abitazioni principali (di
proprietà o in usufrutto) di anziani o disabili residenti in istituti
di cura oppure per le case vuote
di italiani residenti all’estero purché vuote. Per le case concesse in
uso gratuito a parenti di primo
grado, invece, l’aliquota sarà il 7,6
per mille, mentre per gli appartamenti affittati a canone convenzionato o Atc e Cit sarà del
5,75 con detrazione di 200 euro.

A febbraio il personale medico
e infermieristico, insieme ai
residenti di Vanchiglia hanno
manifestato in difesa del presidio pubblico dopo l’intervento
dei privati di Humanitas

Gradenigo, chi vincerà le Regionali
deciderà il futuro dell’ospedale

MAURIZIO TROPEANO

«Non ci sono novità». Ugo
Cavallera, assessore regionale alla Sanità, spiega così
la situazione dell’ospedale
Gradenigo di Torino, dopo il
pre-accordo firmato nelle
scorse settimane dal gruppo
privato Humanitas con la
proprietà dell’ospedale che
fa capo alla Congregazione

delle Figlie della Carità. Ieri
mattina si è svolta, probabilmente, l’ultima riunione della
commissione sanità del Consiglio regionale e qui l’assessore
ha ribadito l’esistenza di un
precontratto che richiederà
un paio di mesi prima di essere
trasformato in acquisto. E sul
nodo del Pronto soccorso - la
legge regionale prevede infatti
che solo un Ente no-profit possa mantenere lo status di presidio pubblico - Cavallera ha
confermato che la regione ha
chiesto un parere al ministero
della Salute sulla possibilità o
meno per enti profit di gestire
il servizio di emergenza.
Le parole di Cavallera confermano che di fatto il destino

Nel 2012, di fronte al salasso
Imu, l’assessore al Bilancio
del Comune Passoni e la
maggioranza di centrosinistra che sostiene la giunta
Fassino, decisero d’introdurre un fondo per venire incontro alle famiglie in difficoltà
che rischiavano di non farcela a pagare l’imposta. Un milione di euro per lavori dipendenti o pensionati con reddito Isee non superiore ai 13
mila euro. Quel milione è servito per garantire uno sconto
di 100 euro - o per azzerare
l’imposta a chi aveva pagato
meno - a quasi 10 mila famiglie. Un sistema - frutto di un
accordo tra l’amministrazione e i sindacati - che ora, con
la Tasi, verrà riproposto.
Anzi, verrà esteso, perché
quest’anno anche chi ha
un’attività potrà usufruirne.
«Pensiamo di istituire un fondo che riduca l’Imu per negozi, capannoni e officine di
proprietà o affittate ad attività in crisi, oppure per chi sigla un patto di insediamento
almeno triennale», annuncia
Passoni. Insomma, i negozianti in crisi avranno una
boccata d’ossigeno: direttamente, se sono proprietari
dei muri, o indirettamente,
tramite uno sgravio ai proprietari che poi dovrebbe ricadere su di loro. Anche chi
deciderà di insediare la propria attività a Torino avrà diritto allo sconto.
L’entità di questi fondi è
ancora da verificare. Un po’
perché la Tasi è più leggera
della vecchia Imu. Un po’
perché i saldi complessivi sono incerti visto che il Comune ancora non sa se il governo coprirà tutto il divario tra
l’Imu 2012 e Tasi e Imu 2014,
circa 60 milioni. Se dovessero mancare risorse sarà la
città a doversene fare carico,
e a quel punto prevedere agevolazioni sarà molto più difficile. Se, invece, Renzi manterrà le promesse Palazzo Civico avrà molti più margini di
manovra. Il condizionale è
quindi d’obbligo perché a Roma i conti ballano ancora e
già con l’Imu del 2012 la contesa sfociò in un ricorso al
Tar del Lazio, vinto di recente dai comuni, perché il governo aveva esagerato le stime sul gettito Imu e tagliato
di conseguenza i trasferimenti statali alle città. [A. ROS.]

La protesta a Vanchiglia

La commissione Sanità

La giunta Cota
non entra nel merito
del pre-accordo
di vendita ai privati

Un fondo
per le imprese
che aprono

dell’ospedale è nelle mani del
nuovo consiglio regionale. E
questo non fa altro che sollevare polemiche politiche.
Eleonora Artesio, ex assessore alla Sanità ed esponente di
Prc, attacca: «Cavallera ha evitato di informare sulla irreversibilità o meno del passaggio di
proprietà e si è limitato a descriverlo come accordo preliminare, ancora inoffensivo».
Ma quel che preoccupa Artesio
è che Cavallera ha «escluso che
la Regione possa concorrere ad
una eventuale fondazione pubblico/privato sostenibile per la
gestione attuale e garante dell’interesse pubblico». Dal suo
punto di vista «se vincerà Pichetto il Gradenigo potrà anda-

re ai privati». Preoccupazione
che esterna anche Massimiliano Motta, consigliere regionale
dei Fratelli d’Italia: «Come può
il gruppo Humanitas che, ad oggi non ha certezza della deroga
a questo principio, impegnarsi
con un onere economico così
gravoso?». I timori di Motta è
che ci siano state delle rassicurazione da parte di alcune forze
politiche che hanno dimentica-

to come «il presidio pubblico
del Gradenigo fa parte del sistema della Sanità pubblica piemontese e che proprio per
mantenere il suo status di presidio pubblico deve rispettare
le regole del sistema sanitario
così come gli altri ospedali. Sarebbe, in caso contrario, un precedente molto grave». E Motta
mette sotto accusa lo «strano
silenzio di coloro che, solo in

modo fittizzio, sino ad ora si sono stracciati le vesti per la difesa della sanità pubblica in Piemonte». E si chiede: «Perché
tutti i candidati, Chiamparino,
in testa stanno in silenzio?».
Nino Boeti del Pd, però non
ci sta, attacca Cavallera che come «Ponzio Pilato se ne è lavato
le mani» e noi «pensiamo che il
Gradenigo debba restare un
presidio inserito nella rete
ospedaliera pubblica». Per Monica Cerutti (Sel) «la regione
deve promuovere la creazione
di una fondazione pubblico-privato che possa prendere in gestione il presidio sanitario. Così
potrà continuare a essere un
punto di riferimento per la sanità pubblica».

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

Assolto Rinaldi
“Il cuore trapiantato
non fu sprecato”
Il primario era accusato di omicidio e peculato
Sulla «Stampa»

il caso
MASSIMILIANO PEGGIO

Le tappe del dramma

1

Il ricovero
La signora Pasqualina
Amodeo fu ricoverata
alla Molinette il 19
maggio per la
sostituzione della valvola
aortica con una protesi
biologica. L’intervento fu
effettuato il giorno dopo

2

Il crollo
Il 23 maggio le condizioni
della donna precipitano:
il cuore va in arresto. Una
coronaria è dal
posizionamento non
corretto della valvola, le
difese parlano della
presenza di un trombo

3

L’intervento
Tra il 26 e il 27 maggio si
decide il trapianto,
nonostante il grave
quadro clinico della
paziente. Quando il suo
organo viene esaminato
non c’è più traccia della
protesi e dei fili di sutura

“Un trapianto per coprire
l’errore del chirurgo”
“Sprecato un cuore”, chiesti 7 anni per il medico responsabile

oddisfatto
dell’assoluz i o n e?
Francamente sì.
Quando si fa il proprio dovere
con il massimo della professionalità e in questo caso, dal
punto di vista tecnico, avevo
fatto il meglio del meglio, l’esito non poteva essere differente». È il commendo a caldo del
professor Mauro Rinaldi, responsabile della Cardiochirurgia universitaria delle Molinette, dopo aver udito la corte d’Assise di Torino pronunciare la sua assoluzione dall’accusa di omicidio preterintenzionale e peculato, per
aver effettuato un trapianto di
cuore per «coprire» un precedente errore chirurgico.

«S

Le accuse

Assolti con la stessa motivazione «perché il fatto non sussiste», nella sua formula più

il caso
MASSIMILIANO PEGGIO

L’

inchiesta era nata da un messaggio anonimo inviato ai carabinieri del Nas:
«Alle Molinette hanno trapiantato un cuore per coprire
un errore». Da qui le accuse
di omicidio preterintenzionale e peculato di fronte alla
corte d’Assise di Torino rivolta al professor Mauro Rinaldi, responsabile della Cardiochirurgia universitaria, al
suo vice Massimo Boffini, e
all’anestesista Daniela Pasero. Tutti accusati di aver effettuato «consapevolmente
un trapianto senza finalità te-

Mauro Rinaldi

A febbraio, a conclusione del dibattimento, i pm
avevano chiesto la condanna di tutti i tre imputati: 7
anni per il Rinaldi.

1

ampia, anche il suo vice Massimo Boffini e l’anestesista Daniela Pasero.Gli albori della vicenda giudiziaria risalgono al
2008, quando la signora Pasqualina Amodeo, 67 anni, fu ricoverata per un problema al
cuore. La donna fu sottoposta
all’impianto di una valvola aortica e l’operazione fu eseguita
dal dottor Boffini. La protesi,
secondo le accuse, era stata collocata troppo in alto all’imbocco coronarico di sinistra, provocando nelle ore successive il

blocco del flusso sanguigno. Ciò
causò un danno irreversibile al
cuore. Nelle ore successive
l’equipe del professor Rinaldi
decise di procedere ad un trapianto di cuore, nonostante le
precarie condizioni di salute
della donna. Comprese quelle
neurologiche definite, nel corso
del processo, al «limite dell’irreversibilità». Il via libera al
trapianto fu dato da Rinaldi.
L’inchiesta, affidata ai pm Paolo
Toso e Paola Stupino, fu avviata
grazie a una lettera anonima recapitata ai carabinieri del Nas
che denunciava che il trapianto
era servito a nascondere errori
in sala operatoria, delineando
un mistero inquietante alle Molinette. Da qui le accuse contestate ai tre imputati di aver effettuato «consapevolmente un
trapianto senza finalità terapeutiche» e aver «sprecato» un
cuore, considerato un bene
pubblico di eccezionale valore,
al solo scopo di occultare un
«caso di malasanità».
Le richieste

Dopo scontri scientifici ai massimi livelli, tra consulenti tecnici convocati da accusa e difese, due mesi fa i pm avevano
chiesto la condanna per tutt’e
tre gli imputati: sette anni di
reclusione per Rinaldi, difeso

Un giallo in sala operatoria
Il professore e i suoi due collaboratori erano accusati di aver trapiantato un cuore senza finalità
terapeutiche, allo scopo di occultare precedenti errori commessi in sala operatoria

dagli avvocati Cesare Zaccone
e Marco Feno; 7 anni e 6 mesi
per Boffini, assistito da Luca
Marta e Daniele Mazzoleni; 6
anni e 10 mesi per la dottoressa
Pasero, difesa Roberto Piacentino Antonio Bellu. Boffini, oltre alle accuse principali, era
imputato anche di frode processuale, «per aver eliminato i
resti della protesi dopo il trapianto di cuore», e falso documentale nella redazione della
cartella clinica dalle paziente.
La corte d’Assise, presieduta

dal giudice Pietro Capello, lo
ha assolto anche da queste accuse. Il legale di parte civile,
l’avvocato Giovanni Fontana,
aveva chiesto un risarcimento
complessivo per i familiari di
circa un milione di euro.
Nuove indagini

Nella sentenza i giudici hanno
disposto la trasmissione degli
atti alla procura per valutare
l’ipotesi di omicidio colposo rispetto al primo intervento, relativo alla valvola aortica, e la

«gestione terapeutica del post
operatorio». Rinaldi, subito dopo l’udienza, è fuggito in ospedale per un’operazione urgente.
«Questi processi - ha detto non bisogna viverli come un
problema di crisi di identità
personale perché fanno parte
dei rischi del mestiere. Chi fa
cose un po’ all’avanguardia, e
noi ne facciamo spesso, può incorrere in questo tipo di situazione. L’importante è fare sempre il proprio dovere e non farsi
travolgere dall’emozione».

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

il caso
MARINA CASSI

O

ltre diecimila lavoratori rischiano il posto: sono
i dipendenti di
167 aziende in
cassa integrazione straordinaria in scadenza a fine agosto. L’allarme è della segretaria della Camera del Lavoro,
Enrica Valfrè. E Cgil, Cisl, Uil
ricordano che nei primi tre
mesi dell’anno quasi 12 mila
lavoratori hanno utilizzato la
cassa in deroga senza la quale - dicono i segretari confederali - molto probabilmente
sarebbero stati licenziati.
Quello di domani è il settimo Primo Maggio di crisi.
Anche quest’anno - malgrado alcuni primi segnali positivi a livello nazionale - Torino celebrerà la festa dei lavoratori in un clima ancora
molto pesante. Con uno
sguardo alle elezioni europee
per chiedere una Europa capace di fare sviluppo.

Spiegano i segretari di Cgil,
Cisl, Uil - Valfrè, Mimmo Lo
Bianco e Gianni Cortese - «la
cassa integrazione mantiene un rapporto tra l’azienda
e il lavoratore e garantisce
un minimo di reddito». E aggiungono: «Torino dimostra
con chiarezza che il governo
non può pensare di restringere le tutele e fare una riforma degli ammortizzatori
che non sostenga il reddito».
E chiedono politiche che
sappiano creare lavoro per
evitare che la ripresa, se ci
sarà, sia una ripresa senza
occupazione.
I sindacalisti raccontano

Anche
lo scorso
anno
si fronteggiarono
polizia
e anarchici

La mobilitazione

Anarchici e autonomi
raduni in piazza Vittorio
poi due cortei “di lotta”
Servizio d’ordine
imponente
saranno schierati
oltre mille uomini
MASSIMO NUMA

MANIFESTAZIONE

La cassa integrazione

Le tensioni
di un anno
fa

A rischio 10 mila posti per la scadenza della cassa

Per questo - accanto al tradizionale corteo in partenza alle 9 da piazza Vittorio
per finire in piazza San
Carlo - si terranno iniziative per sollecitare il rifinanziamento della cassa in deroga. Oggi saranno distribuiti volantini e saranno liberati palloncini colorati
con attaccato il nome di una
delle aziende in crisi. Una

sorta di metafora per dire:
se non arrivano nuovi fondi
il lavoro «vola via».

Cronaca di Torino .45

Un Primo Maggio
ancora segnato
dall’emergenza lavoro

Le iniziative

Palloncini in piazza
per chiedere aiuto
sulla cassa in deroga

.

Il corteo di un anno fa
Anche quest’anno corteo da piazza Vittorio a piazza San Carlo dove parleranno lavoratori di
aziende in crisi e, a nome di Cgil, Cisl, Uil, la segretaria della Camera del Lavoro

167
Aziende
Sono 167 le aziende i
cui addetti sono in
cassa in scadenza a
fine agosto

che gli avviamenti al lavoro secondo i dati dell’Osservatorio provinciale - nel 2013 si
sono ridotti del 2,8% rispetto
al 2012 e di questi solo l’11,3
sono stati per contratti a
tempo indeterminato. La cassa integrazione ordinaria nel
2013 rispetto al 2012 si è ridotta del 7,7%. Ma - secondo i
dirigenti confederali - «que-

sto non è un risultato confortante perché significa che in
mancanza di ripresa produttiva, le aziende hanno proceduto ai licenziamenti».

della Resistenza.
Durante il corteo sono previste le esibizioni della Banda
del Corpo dei vigili urbani della Città di Torino, della Banda
Filarmonica Mirafiori e della
Banda Giuseppe Verdi. Il comizio conclusivo sarà tenuto
dalla neo segretaria della Cgil
torinese, Enrica Valfrè.

Il corteo

Il corteo partirà da piazza Vittorio. Come sempre in testa ci
saranno le istituzioni e i gonfaloni - aderiscono Comune, Provincia, Regione - poi le categorie del sindacato, partiti, associazioni. Il corteo raggiungerà
piazza San Carlo dove verranno distribuite migliaia di vasetti di begonia. Una scelta originale per «far circolare qualcosa di vivo e di bello come segno di speranza».
Sul palco si esibiranno le
Primule Rosse, un gruppo di
ragazze che reinterpreta le
canzoni popolari del lavoro e

L’arcivescovo

Durante la veglia di preghiera
di ieri monsignor Nosiglia ha
detto: «Chiedo alle componenti politiche di mettere al centro del loro impegno i temi che
interessano la vita concreta
delle persone, stimolando altresì la riflessione sul futuro
del nostro territorio e sostenendo concretamente le idee
innovative che provengono
dalla società civile».

La festa dei lavoratori del Primo Maggio, da qualche anno,
è anche un modo, da parte delle aree antagoniste, di manifestare «contro» le istituzioni in
generale, in particolare i sindaci o gli amministratori, sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil
compresi. E saranno presidiate le stazioni ferroviarie e i palazzi delle istituzioni.
Previsioni incerte

Non si possono fare previsioni, ora, sul livello di conflittualità che ci sarà domani in corteo ma nelle riunioni in prefettura e nei vertici tecnici in
questura il rischio di tensioni
non è stato sottovalutato. Ci
saranno oltre mille uomini
(polizia, carabinieri, Finanza
e Vigili Urbani) con la speranza di tutti che non accada nulla di grave, come nel maggio
2012, quando si verificarono
incidenti davanti al Comune.
Spezzone rosso-nero

I timori si concentrano sul
corteo rosso-nero anarchico,
composto da attivisti No Tav e
da elementi dei gruppi anarco-insurrezionalisti non solo
torinesi; ci saranno militanti
provenienti dal Nord Est e
dalla Francia; poi anarchici di
Novara, Biella, Alessandria e
dal Cuneese. Nuclei di antago-

nisti in arrivo anche dalla Val
Susa, dalle comunità autonome
e anarchiche di Chiomonte ed
Exilles. Infine il segmento del
Canavese. Gli anarchici si ritroveranno alle 8.30 in piazza Vittorio. Il corteo rosso-nero sarà
aperto dallo striscione «Terrorista è chi bombarda, sfrutta,
opprime». Al centro le lotte
«contro la guerra, il militarismo, la repressione». Poi un riferimento a «Chiara, Mattia,
Niccolò e Claudio liberi», i No
Tav in carcere dal 9 dicembre
per terrorismo. Tesi: «I confini
tra guerra interna e guerra
esterna sono sempre più labili. I
militari che fanno la guerra in
Afghanistan sono gli stessi che
la fanno a Chiomonte. Le basi
della guerra sono accanto alle
nostre case, le fabbriche di
morte sono il fiore all’occhiello
dell’industria piemontese».
La maschera di Anonymous

Alle 9, con un manifesto che riprende attivisti con il volto coperto dalla maschera di Guy
Fawkes, simbolo di Anonymous, il raduno dei centri sociali autonomi, Askatasuna e Gabrio. Tema: «1 maggio di lotta».
Lo scopo, quello di contestare le
delegazioni ufficiali, in nome
della vertenza No Tav e su altri
temi generici ma comunque
«contro». Un presidio dei Cub, i
sindacati di base, è previsto per
domani mattina davanti al museo dell’automobile. Alle 11,30,
finito il comizio in piazza San
Carlo, si disperderanno anche i
cortei ma la piazza sarà presidiata dalle forze dell’ordine sino
alle 14. Il servizio d’ordine della
Cgil proteggerà il palco da possibili incursioni di attivisti delle
aree antagoniste.

1
Un lettore scrive:
letto che il Comune
di Torino intende arruolare
migliaia di volontari in occasione di piccoli e grandi eventi culturali. In un articolo della cronaca cittadina del vostro giornale vengono riportate le dichiarazioni dell’assessore Ilda Curti che sostiene che bisogna aumentare il
numero di volontari fino a
diecimila unità.
«Se dovessi immaginare
Torino come un immenso palcoscenico, una tragedia che
rappresenterei è certamente
quella della fine del lavoro.
«Perché quel fabbisogno di
diecimila volontari sono diecimila mancati posti di lavoro
che non possono essere contrattualizzati e pagati. Il giovane che viene rifiutato dal sistema economico o non riesce
a entrarci, cerca di utilizzare
“la porta di riserva o di sicurezza.” del volontariato per
entrare in questo sistema, a

2 «Ho

Specchio dei tempi
1

12345568494ABC36DE9CF43B 99C8434 1 43494 64 6 9 F53 56 6A36BC3
4 1 A 64A6D5 36 4966A86 BC 1 4A 4 6BB6F 99C B3C CD9 4A B!A4A5C C
costo di non essere pagati.
«La retribuzione viene apparentemente compensata dalla
speranza di un futuro impiego.
La nostra amministrazione comunale piuttosto che creare posti di lavoro sembra piuttosto
preoccupata di liberare la società dal lavoro e di rendere bella e
accogliente la città ai turisti».

tro mesi fa: sulla facciata della
stazione di Oulx un grande e
bell’orologio con numeri romani segnava l’ora con un ritardo
di 5 minuti. Orbene dopo quattro mesi di menefreghismo l’ora
indicata da detto orologio è in
ritardo di 6 minuti. E da lì partono i treni!».
FRANCO BUSSO

MARCO PATRUNO

Un lettore scrive:
2 «Come ebbe a dire Luca
Ricolfi nel trovare un muro di
gomma nei confronti di amministrazioni pubbliche mi preme
segnalare quanto scrissi quat-

Un lettore scrive:
diversi giorni i nostri
attuali ministri, sottosegretari,
studiosi ed economisti vari
“nella scia” ecc., non parlano
più delle pensioni, in particolare di ricalcolo per i già pensio-

2 «Da

nati; anche l’argomento del ripristino della non cumulabilità
tra queste “rendite” ed eventuale altro reddito da altra prestazione lavorativa (quale dipendente, titolare di partita Iva
o contratto da collaborazione
continuativa) è scomparso. In
occasione delle prossime elezioni, è prudente sostenere i succitati , rischiando che, forti dei voti raccolti e della demagogia imperante, in spregio a quelli che
una volta venivano chiamati diritti acquisiti, pongano indiscriminatamente mano nelle tasche dei soliti oppure...?».
D.T. AST

Un lettore scrive:
metà agosto 2013 sono
stato vittima di un incedente
stradale causato da un pirata
della strada che mi ha speronato passando con il rosso facendomi ribaltare due volte con
conseguente abbattimento di
un semaforo e coinvolgimento
di un’altra vettura in corsia opposta sulla quale viaggiava una
ragazza in gravidanza (pubblicata all’epoca su “specchio dei
tempi” richiesta per ricerca testimoni). «Oggi, ad oltre otto
mesi dall’accaduto, l’avvocato
che si occupa della pratica mi
comunica che il perito del Fon-

2 «A

do Vittime della Strada non intende liquidare il danno per sospetti di “possibile truffa”(?!?).
«Io sono vivo per miracolo,
dal verbale risulta che entrambe le testimonianze dei conducenti dei veicoli coinvolti segnalano la presenza del terzo mezzo che ha causato l’evento e si è
dato alla fuga, siamo stati entrambi sottoposti ad accertamenti in ospedale.....
«Dopo 30 anni che pago la
RCA, che comprende anche
una percentuale al Fondo Vittime della Strada, mi ritrovo anche ad essere calunniato per
eventuale tentata truffa, quando dai notiziari apprendo che a
Torino il 30% dei veicoli circolano senza assicurazione....».
DOMENICO CUONZO

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014 LA STAMPA 46

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .47
Due
nel mirino

I nuovi allievi a scuola
di carabiniere di quartiere

Giorgio
Palmieri
e Dorotea
De Pippo
sono
sotto accusa

Oggi alle 11 giurano in 350. Il comandante: il territorio al centro
la teoria alla pratica il passaggio non è facile: ma la Scuola
serve a formare questi professionisti in divisa».

La storia

Il comandante

GUIDO NOVARIA

scuola di carabiniere di quartiere, specialità che
sta conquistando
parecchi dei 350
allievi che questa mattina, alle
11, nel cortile della caserma
Cernaia, giureranno fedeltà
alla Repubblica italiana, sulle
note del’Inno di Mameli eseguito dalla fanfara dell’Arma,
dopo che il
comandante
della scuola,
il colonnello
Franco Frasca, avrà letto la formula
di rito. Un
Colonnello giuramento
Franco Frasca «affollato»
che ricorda
quelli del passato, prima della
cura dimagrante imposta anche alla Benemerita dalla
spending review.

Il colonnello Frasca è al suo secondo anno al vertice della celebre scuola ospitata nella caserma Cernaia, che nella sua lunghissima storia, ha sfornato migliaia di carabinieri. Per lui, vicino ormai ai 60 anni, si è trattato
di un ritorno a Torino, dove negli
anni Ottanta è stato uno degli uomini di punta del Nucleo operativo all’epoca del sequestro Castagno, della criminalità organizzata del «clan dei catanesi», senza
dimenticare le operazioni antiterrorismo che proprio alla caserma Cernaia avevano avuto
un’importante base operativa all’epoca del generale Dalla Chiesa.

A

Il bis

Per la cronaca si tratta di un
giuramento bis, visto che questi futuri carabinieri provengono tutti dall’Esercito, dove hanno prestato servizio già per al-

Il senso della storia

Alla Scuola Cernaia
La cerimonia di oggi alle 11 ha numeri importanti
un segnale di grande attenzione per l’Arma

cuni anni, con alle spalle mesi di
missione all’estero. «Ma qui la
preparazione è diversa - spiega il
colonnello Frasca - in undici mesi
di corso prepariamo uomini e
donne destinati al servizio sul
territorio, a contatto con i problemi e le emergenze della gente».
Accanto alla materie canoniche - diritto,codice penale, codice della strada - vengono inseriti «moduli» specifici di quello

che tra qualche mese si troveranno a fare. «La figura del carabiniere di quartiere è particolarmente complessa, al di là degli stereotipi delle fiction: - aggiunge il colonnello Frasca - deve dimostrare capacità di ascolto e nello stesso tempo essere
pronto ad intervenire nelle
emergenze, unendo capacità
psicologiche alla tipica attività
investigativa. E’ chiaro che dal-

«Per i ragazzi che giureranno
oggi si tratta di un’epoca lontanissima, forse inimmaginabile
per un città come Torino che è
completamente cambiata - aggiunge il comandante della
Scuola. C’è il nostro museo che
racconta anche quegli anni difficili per l’Italia, anche se forse i
racconti dei testimoni di quell’epoca hanno una presa diversa
sui futuri carabinieri».
Oggi il giuramento davanti ai
vertici dell’Arma,alle autorità e
ai familiari. Poi dalla prossima
settimana si ritorna in aula per
completare la preparazione.

L’AUTOPSIA

Una sola mano
e undici coltellate
per la strage di Caselle
GIANNI GIACOMINO
CASELLE

Una sola arma utilizzata e ferite inferte con la stessa violenza. Due elementi che portano ad una conclusione: è
stata un’unica mano a commettere la «strage di Caselle».
È quanto emerso dai risultati
dell’autopsia, eseguita dal medico legale Fabrizio Bison sui
cadaveri di Claudio Allione,
della moglie Maria Angela
Greggio e della suocera Emilia Campo Dall’Orto. Sterminati nella villetta in cui vivevano a Caselle, la sera del 3 gennaio scorso. La famiglia, conferma l’esame necroscopico
ora al vaglio dei pm Sparagna
e Scevola, è stata massacrata
con un coltello a serramanico
dalla lama lunga almeno 30
centimetri. «L’esecuzione materiale dei delitti è avvenuta
per mano di una sola persona,
che ha inferto i fendenti – si
legge nelle carte dell’autopsia
- sei coltellate su Allione, il
primo a essere ammazzato.
Uno sulla Greggio, la seconda

a morire, dopo essere accorsa
in aiuto del marito che gridava.
E quattro sull’anziana nonna».
Per i tre delitti l’8 gennaio è stato fermato dai carabinieri Giorgio Palmieri, pregiudicato torinese di 56 anni, convivente di
Dorotea De Pippo, la ex domestica della famiglia Allione, che
venne licenziata per essere sospettata di aver rubato una collana. Lui, tutelato dagli avvocati Anna Fusari e Agostino Ferramosca, ha confessato di aver
commesso l’omicidio, istigato
proprio dalla ex colf. Quindi
l’autopsia confermerebbe. La
De Pippo, difesa dall’avvocato
Calosso, venne arrestata qualche giorno dopo con l’accusa di
concorso in omicidio volontario
premeditato. A giorni, però, sono attesi i risultati dei Ris di
Parma che hanno analizzato
tracce biologiche e impronte
trovate nella villa. Potrebbero
rivelare elementi nuovi. Uno su
tutti: se la De Pippo era in casa
al momento dell’omicidio. Oppure, come ha sempre sostenuto lei, si fosse allontanata.

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T1 CV PR T2

48 .Cronaca di Torino

.MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

La sfida dei cacciatori
“Ci uniamo per farci
conoscere meglio”

UNIVERSITÀ

Studenti
in cerca
di soluzioni
per le carceri
ELENA LISA

“Basta con gli attacchi, non siamo distruttori”
In sette

il caso
ANTONELLA MARIOTTI

I

Sudoku

cacciatori hanno deciso di cambiare verso.
No, non si tratta di buttarsi in politica, anche
perché dicono, cioè lo
scrivono, «dalla politica siamo stati delusi, ci chiedono i
voti e poi quando si tratta di
fare delle cose per noi è un
disastro». Il problema è l’immagine, basta far passare
l’idea che il cacciatore sia solo quello che spara e ammazza, basta toni forti e risse
con gli animalisti e soprattutto «usiamo un linguaggio
comune».

sato bene di eliminare l’oggetCosì le associazioni Anlc, to del Referendum: la legge.
«Noi adesso abbiamo la legAnuu migratoristi, Arcicaccia,
Enalcaccia, Fidc, Italcaccia, ge nazionale, ma non è la stesEps che sono le principali in sa cosa - spiega ancora BassiPiemonte si sono federate. gnana -, ci sentiamo abbandoUno stesso ombrello «perché nati. Adesso serve un’azione
così vorremo far cambiare sinergica di tutte le associazioidea a molti, a tutti quelli che ni su progetti condivisi, metnon sono animalisti ma che tendo a disposizione le esperienze maturate,
quando si tratta
attitudini,
di noi si schieraLA STRATEGIA le
nonché
le prono contro». A
Il vicepresidente fessionalità
per
parlare è Alessandro Bassi- Bassignana: dobbiamo agire in modo
cambiare immagine c o o r d i n a t o » .
gnana, vice preMantenendo
sidente di Federcaccia, che ha avuto anche l’identità, perché si sa tante
l’idea di fondare un giornale, sono le associazioni di animali«Il nuovo cacciatore piemon- sti e altrettante di cacciatori e
tese», perché «noi piemontesi metterle insieme non è facile.
adesso non abbiamo neanche
una legge sulla caccia». Già, il L’obiettivo
problema è che per far saltare E parlando di obiettivi? «Inil referendum voluto e ottenu- tanto siamo indipendenti da
to a colpi di carte bollate dagli ogni partito e cerchiamo il conanimalisti, la Regione ha pen- senso di tutte quelle forze so-

Una battuta al cinghiale
Tra gli obiettivi della federazione anche quella di collaborare
meglio con gli agricoltori sul problema cinghiali

ciali interessate alla gestione e
salvaguardia del patrimonio
faunistico». E quindi? «Le finalità sono la gestione in modo
unitario degli Atc (Ambito territoriale di caccia), la gestione
della fauna selvatica con attenzione a quella ungulata» e qui il
problema è quello di non facile
soluzione dei cinghiali, la croce
degli agricoltori con i quali lavorare in «sinergia attraverso
progetti condivisi, per ridurre i
danni alle produzioni agricole

e rivalutare l’ambiente».
«Perché noi vogliamo tutelare l’ambiente - insiste Alessandro Bassignana - questo vogliamo far capire, perchè non
siamo contenti se spariscono
gli animali, mi sembra facile da
capire. Però passa sempre
l’immagine del cacciatore che
distrugge. Poi è chiaro che anche da noi ci sono quelli che
non rispettano le regole. Ecco
non vogliamo essere rappresentati da quei personaggi».

E se dopo l’ennesima sanzione
inflitta all’Italia da Strasburgo
a causa delle pessime condizioni dei detenuti in carcere,
fossero gli studenti dell’Università di Torino e del Politecnico a trovare una soluzione?
Laureandi in Giurisprudenza per valutare l’ effettiva applicazione delle norme
carcerarie, e in Architettura
per studiare alternative alla
restrizione degli spazi.
Un’idea tutt’altro che bislacca. Anzi, più di un’idea.
Il dipartimento di Architettura e Design del Poli, e
quello di Giurisprudenza dell’Università degli Studi hanno siglato un accordo con il
provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria di Piemonte e Valle
d’Aosta con lo scopo di contare su giovani menti brillanti
per migliorare le condizioni
di chi è costretto in galera ripensando il carcere. L’intenzione è trasformarlo da luogo
di pena in luogo di lavoro, ricerca, artigianato, design, arte, formazione, salute e sport.

T1 T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 30 APRILE 2014

.

Cronaca di Torino .49
Museo del Cinema

il caso

Il Comune
“spalma”
i suoi debiti

EMANUELA MINUCCI

a gloria di
colui che
tutto move
per
l’universo
penetra, e risplende in una
parte più e meno altrove». Le
parole del Sommo Poeta pioveranno, divine, sulle piazze.
Svolazzeranno aforismi. Respireremo sonetti. Fioccheranno sillogismi. In italiano,
aramaico, cinese, arabo. E in
tutte le lingue che declinano
la scrittura poetica. È il Salone Off, torinesi, l’altra faccia,
più popolare, del maxi-evento da sfogliare che sta per
esplodere al Lingotto. Di quel
frenetico Salone del Libro
che si terrà in via Nizza dall’8
al 12 maggio, il suo lato B sarà
più duraturo (gli eventi, partiti già ieri, si moltiplicheranno sino al 17 maggio) e soprattutto, per la prima volta
toccheranno tutti i quartieri.
«E’ la prima prova concreta
di città metropolitana» ha
detto l’assessore alla Cultura
Maurizio Braccialarghe.

«L

Una città intellettuale

È la capitale del libro (e ogni
appuntamento sarà gratuito)
e che abbraccia anche i Comuni dell’area metropolitana - da
Chivasso a Moncalieri passando per Rivoli e Settimo che pensa e si fa sfogliare in
ogni luogo possibile: in biblioteca e in libreria, ma anche nei
negozi e nei giardini. In ogni
luogo dove si possa recitare,
leggere, confrontare le proprie idee. Sarà uno tsunami di
appuntamenti - 500 in 18 giornate - e poi si continuerà con
un ritmo più lento, per tutto
l’anno, cercando di mantenere vivo questo spirito.
Una kermesse diffusa

Il Salone Off è nato dall’intuizione di portare libri, autori e
spettacoli fuori dalla fiera. E
ha l’obiettivo di valorizzare
luoghi dalla forte valenza sociale e culturale e mettere in
luce la vivacità del territorio.
Il fuori-salone - dopo il 17
maggio - passerà il testimone
a Liberinbarriera, la cui settima edizione si apre lunedì 19
maggio a Barriera di Milano.
Incontri con autori, readings,
spettacoli teatrali, concerti,
film, documentari, cortometraggi, dialoghi tra scrittori e
studenti nelle scuole, scambi
di libri, fiere del libro «en
plen air», seminari e dibattiti,
mostre, degustazioni, labora-

Fuori dal Salone
È cominciata ieri la scorpacciata di eventi che si svolgeranno di qui al 17 maggio per il Salone Off. Tutte le circoscrizioni e le città
dell’hinterland saranno coinvolte e l’ingresso sarà sempre gratuito

Pioggia di poesie su Torino
il Libro evade dal Lingotto
Oltre 500 appuntamenti anche in periferia e nelle città della cintura
IL VIDEO GIRATO IN CITTA’

Ma quanto è «happy» Torino
di essere una capitale turistica
1 Si sono divertiti a girarlo,

e si vede. E ieri sera lo hanno
presentatoinanteprimanella
sala di proiezione di Filmcommission. La «regia» è
tutta di Turismo Torino con
la spinta del presidente Maurizio Montagnese, ma i protagonisti sono loro: i torinesi,
tanti torinesi danzanti, eccellenti o meno, felici e allegri come non mai di recitare il loro
«happy» (sulle note Pharrell
Williams)afavorediunacittà
sempre più turistica. In prima fila il gigantesco «Toret»
(lamascottediTorino)accanto al suo contenuto, una biondina che nel backstage resta

Il toret alla proiezione

«prigioniera» del metrò.
Già perchè c’è anche un
corposo «tagliato» ricco di
gag involontarie, una serie
di fuori onda che rendono
ancora più divertente questo quasi spot.
[E. MIN.]
Guarda il video
www.lastampa.it/torino

tori di cucina, letture per i più
piccoli, passeggiate letterarie,
corse e tour in bicicletta, balletti e gare di poesia.
Duecento luoghi

Saranno circa 200 i luoghi che
ospiteranno gli appuntamenti: teatri, librerie, biblioteche,
ex fabbriche, scuole, circoli,
locali, strade e piazze musei,
ospedali, case popolari, impianti sportivi. Ma anche centri di protagonismo giovanile,
caffè, gallerie, botteghe, mercati, parchi. Inoltre alcune
chiese e altri luoghi di culto
resteranno aperti, in omaggio
a Paese ospite, che quest’anno,
come si sa, è la Santa Sede.
Il cartellone

L’elenco degli appuntamenti (a
dire il vero anche quello delle
location) è da capogiro. Fra gli
autori: Luis Sepúlveda a Moncalieri, Björn Larsson a Orbassano, Clara Sánchez a Chivas-

so, Ildefonso Falcones a Settimo, Serge Latouche, la saudita
Raja Alem, il vincitore di Masterpiece Nikola Savic, l’ex
bambino soldato della Sierra
Leone Ishmael Beah alla circoscrizione 6, la canadese Aili McConnon. Fra gli italiani padre
Bartolomeo Sorge, Pietrangelo
Buttafuoco, Corrado Augias,
Marco Malvaldi, Michele Mari,
Antonio Scurati, Philippe Daverio Silvia Avallone.
Arrivano i volontari

Quest’anno debutteranno 50
ragazzi delle scuole superiori
torinesi, coordinati da Torino
ReteLibri che aiuteranno gli
organizzatori nella gestione di
alcuni appuntamenti: «Avranno solo una maglietta con sopra scritto Salone Off, ma
dentro quella Tshirt ci sarà
entusiasmo da vendere» ha
spiegato il direttore eventi
Marco Pautasso.
twitter@emanuelaminucci

Mostre in 14 città

Il Polo del Novecento

I dipinti della Sabauda
vanno in tournée

Nell’ex caserma nasce
l’archivio della memoria

Trasloco necessario
per consentire
la riapertura
il 4 dicembre
L’editore Umberto Allemandi si alza e chiede la parola:
«Non è una domanda, ma un
suggerimento...». Il sindaco
Fassino e il direttore dei Beni
Regionali Turetta ascoltano
ben concentrati il suo consiglio: «Non aspettiamo che
sia la forza di un cantiere a
spingere le nostre grandi
opere d’arte fuori dai musei,
in tournèe... facciamolo e ba-

sta». E Fassino: «Guardi lei
sfonda una porta aperta, fosse
per la città, noi faremmo girare le opere d’arte come trottole» e poi annuncia che nel 2017
- c’è tutto il tempo di organizzarsi - l’arte povera custodita a
Torino sbarcherà a New York.
L’occasione di questo scambio
d’idee l’ha fornito l’annuncio
della chiusura per lavori della
Galleria Sabauda. Una chiusura che non precluderà la visione dei suoi cento più preziosi
capolavori (oggi custoditi nella manica nuova) che si preparano a migrare in cinque musei torinesi - Palazzo civico,
Palazzo Reale, Villa della Regina, Armeria Reale, Palazzo
Carignano - e in 14 città pie-

I dipinti della Galleria

montesi (Alba, Alessandria,
Asti, Cuneo, Saluzzo, Vercelli,
Varallo, Casale Monferrato,
Verbania, Biella, Ivrea). A partire da lunedì 5 maggio la Galleria chiuderà (per riaprire il 4
dicembre, completamente rinnovata) comincerà il trasloco
[E.MIN.]
delle opere.
Guarda il video
www.lastampa.it/torino

I lavori finanziati
dalla Compagnia
di San Paolo
Aprirà nel 2015
Bisognerà aspettare due «Primo maggio» (l’inaugurazione
sarà a settembre 2015, nel 70°
anno dalla fine della Seconda
Guerra Mondiale), ma Torino
avrà finalmente il suo Polo del
Novecento, luogo di memoria,
ricerca e divulgazione sulla
contemporaneità. In via del
Carmine, il Polo di 8 mila metri quadri racconterà il secolo
scorso, un «secolo lungo» di

battaglie politiche, intellettuali,
sociali, culturali, civili, sindacali che da Torino hanno segnato
il ‘900. Occuperà le due palazzine juvariane che l’architetto dei
Savoia concepì come Quartieri
Militari. San Celso, che oggi
ospita il Museo della Resistenza, con istituti e archivi che custodiscono la memoria della Seconda Guerra Mondiale; e San
Daniele, il complesso di fronte,
che accoglierà l’Istituto per la
Memoria e la Cultura del Lavoro. Ne faranno parte le fondazioni Gramsci, Vera Nocentini,
l’Istituto Salvemini, il Centro
Studi Gobetti, la Fondazione
Donat-Cattin e l’Unione Culturale Antonicelli. E con tutta
probabilità anche le associazio-

Alla fine, il Comune, i soldi per
il Museo del Cinema li ha trovati. Ieri l’assessore alla Cultura Maurizio Braccialarghe
ha portato in giunta una delibera che stanzia un milione e
400 mila euro «spalmati di
anno in anno» dal 2014 al 2016.
È stata quindi accantonata
l’«extrema ratio» nata per fare quadrare i conti, della gestione diretta dell’ascensore
panoramico. Un’idea (quella
di fare incamerare direttamente al Museo - anziché a
Gtt - i proventi delle salite in
cima alla Mole) nata per sostituire l’arrivo di soldi cash.
Palazzo Civico aveva anche
proposto al Museo di trasformare la somma in immobili,
ma la proposta non aveva
convinto i vertici di via Montebello. Si era tentata poi la
strada di dare all’ente il Cinema Massimo, assai difficile da
rivendere, visto che è un cinema, ed è dépendance fondamentale per la Mole. La proposta del Comune di trasferire la proprietà dell’ascensore
da Gtt al Museo (condivisa
con l’assemblea dei soci del
Museo del Cinema) per un
po’ pareva essere la più percorribile. Poi i vertici del Museo avevano fatto i conti per
capire quanto avrebbe giovato al bilancio l’eventuale passaggio. Evidentemente però,
al posto di mattoni e ascensori si è preferito ottenere i fondi direttamente, come si è
fatto sinora. È vero, arriveranno in tre tranche, ma intanto arriveranno.
«Era già successo nel 2008
- spiega il direttore del Museo
del Cinema Alberto Barbera che spalmassero il contributo
in tre rate. Insomma, il metodo della rateizzazione lo conosciamo. E, va detto, rispetto
alle prime ipotesi che si erano
fatte, tipo la gestione dell’ascensore o la vendita del cinema, è una soluzione vantaggiosa. Il problema è che le risorse non sono tutte disponibili da subito e quindi dovremo ricorrere ad anticipi bancari e fatalmente pagare interessi passivi: vedremo a quanto ammonteranno».
«Fortunatamente, però aggiunge sempre Barbera -,
gli incassi della Mole vanno
benissimo e quindi possiamo fare affidamento almeno
su questi proventi freschi e
[E. MIN.]
sicuri».

Piero Gastaldo mostra lo spazio

ni partigiane. I lavori sono finanziati dalla Compagnia di
San Paolo, con 7 milioni. «Vogliamo creare un luogo aperto a
tutti che non ha eguali in Italia», spiega il segretario, Piero
Gastaldo. Nasceranno archivi e
biblioteche un palinsesto culturale per tutto l’anno, allestimenti multimediali e un bar,
aperto anche la sera, per aperi[L.TOR.]
tivi storico-letterari.



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