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Televisione Mag 32 .pdf


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televisione

di Patrizia Mercadante

5

ALESSIO
VASSALLO

1

“Tornerò Mimì Augello nel Giovane Montalbano”
E’ rimasto il ragazzo della porta
accanto, generoso e disponile.
Eppure è uno dei pochi attori
giovani siciliani tra i più richiesti
per le fiction televisive. Di tempo
ne è passato, da quando si ritrovò
per la prima volta davanti la
macchina da presa per girare
uno spot pubblicitario per una
nota cioccolata. Alessio Vassallo,
palermitano, classe ’83, seppur
trentenne, ha già alle spalle un
bagaglio professionale di tutto
rispetto e il mese scorso lo
abbiamo visto nella miniserie “Gli
anni spezzati - Il Giudice” andato
in onda su Rai Uno

D

al giovane Montalbano, dove interpretava Mimì Augello,
al procuratore Roberto Nigro ne è passato di tempo.
Ma qual è la differenza tra i due personaggi e quale preferisce.
L’impegno e la fatica per la costruzione dei personaggi è
stata la stessa. Per Nigro ho dovuto fare un’attenta ricostruzione storica
ed avvicinarmi con rispetto ad un periodo che ha letteralmente segnato
il nostro paese. Con Mimì mi sono lasciato andare nel vero senso della
parola. Ma anche lì c’è stato un grande lavoro alle spalle. Niente viene
improvvisato. Certo, Augello ha un rapporto con le donne unico. Lo preferisco perché a breve dovrò farmi ricrescere i baffi e tornare a Vigata, per
la seconda serie.
Lei ha debuttato con “Agrodolce” un romanzo popolare di Raitre,
oggi è uno dei pochi attori siciliani richiesti in tante serie tv. Come si
prepara per affrontare i suoi personaggi tutti diversi tra loro.
Con lo studio. Lavoro accurato, emotivo e fisico; immagino il loro modo di
parlare, di interagire, di camminare, sempre partendo dal mio vissuto, da
me stesso. Il momento di preparazione è uno dei più belli, anche più del
set. Sei felice di aver preso la parte, lavori ogni giorno senza la pressione
del set, della produzione. La fase creativa è il momento più alto.
Diplomato all’Accademia Silvio D’Amico, in sette anni ha lavorato in 6
film e 12 serie tv, un buon record per un giovane attore.
Wow, non le avevo contate neanche io. Ora che mi avete messo questi
numeri davanti, posso dire di essere contento. Mi rifaccio all’ultimo film
girato in estate per la regia di Roan Johnson “Fino a qui tutto bene”.
Parliamo un po’ di lei a Palermo. I suoi ricordi, ad esempio se le dico
“Internazionale” (Liceo scientifico di Palermo ndr), cosa mi risponde?
Che non avevo voglia di studiare. Un po’ me ne pento, ma ho recuperato
dopo con l’accademia e la forte passione per la letteratura che ho ancora
oggi. Con l’età si cambia, si scoprono tanti lati tenuti in silenzio per anni. Il
periodo scolastico oggi lo ricordo con nostalgia, ma pensandoci bene non
ero molto felice in quegli anni.

2

2

3

4

Da palermitano le piacerà il mare…
Il giusto…

6

attrice anche lei, quindi di certo non mangio polenta.
Tornando al suo lavoro, c’è un regista con il quale ha legato di più? E
con quale vorrebbe lavorare.
Sicuramente con Graziano Diana, con lui ho realizzato tre lavori uno più
importante dell’altro. L’ultimo andato già in onda lo scorso gennaio, “Il
Giudice”. Poi anche con Gianluca Tavarelli per il Giovane Montalbano. Ad
entrambi devo molto. Ogni intervista dico che voglio lavorare con Virzì, ma
mi sa che non le legge mai.

E’ vero che quando era ragazzino si divertiva a montare amplificazioni
e tutto quello che serviva per la buona riuscita delle feste dei suoi
compagni di scuola?
Ma come le sapete tutte queste cose! Sì, facevo il “dj della porta accanto”, molto amatoriale. Stavo dietro le quinte delle feste.
A proposito di scuola: era un bravo alunno?
Si. Ma distratto, svogliato. Con la testa ad altro. Amavo la filosofia.

Chi stima tra i suoi colleghi.
Rimanendo in Sicilia, Luigi Lo Cascio. Fuori dalla Sicilia Pierfrancesco Favino. Con Alessandro Preziosi oltre la stima c’è anche un legame d’amicizia
che si è venuto a creare dopo due lavori insieme.

Come è arrivato a fare l’attore. Quale è stata la molla che è scattata…
Una operazione di appendicite. Accanto a me, in ospedale, incontrai un
insegnante palermitano, anche lui operato di appendicite che vedeva in
me un ragazzo introverso e mi disse: “quando ci dimettono vieni a fare un
corso di teatro da me”. Mi sembrava la cosa più assurda che mi potessero chiedere, ma così feci. E scattò la molla. Capii che era l’unica vera via
per potermi esprimere. Poi decisi di trasferirmi a Roma per frequentare
la Silvio D’Amico... e tutto il resto. La vita è fatta di momenti, di incontri.

A chi si ispira, nel senso c’è un grande attore al quale si ispira?
Uno in particolare non c’è. Cerco di guardare e far tesoro delle performance dei bravi attori. Adesso sto divorando la serie americana “Breaking
Bad”, rigorosamente con i sottotitoli e in lingua originale e sono incantato
dai due protagonisti Bryan Cranston e Aaron Paul.

Mi dice per quale squadra tifa? E’ una provocazione…
Lo sanno tutti: forse la gente conosce più la squadra che per cui tifo che
i lavori che ho fatto. Comunque per chi ancora non lo sa do un indizio.
Siamo in serie B e soffro ogni domenica dannatamente.
Lei vive a Roma oggi, le manca la cucina siciliana e in particolare quella
palermitana?
Non particolarmente. Amo la cucina italiana in generale. A Roma si mangia bene, certo mi manca la cucina di mia madre. Ma quando vado
a casa mi rifaccio. Poi ho la fidanzata palermitana, Lorena Cacciatore,

C’è un ruolo che le piacerebbe interpretare: storico o attuale.
No. Ingrediente per me fondamentale del mio lavoro è la sorpresa, il
lasciarsi trasportare dagli eventi. Magari il ruolo di un meccanico della
Tiburtina può essere più interessante di Napoleone. Dipende da tante
cose.
Anche se oggi è un brillante attore, Alessio Vassallo chi è?
Un ragazzo che coltiva le sue passioni e che soffre ogni domenica per il
suo Palermo. Ecco l’ho detto!

1. Alessio Vassallo • 2. Alessio Vassallo con Alessandro Preziosi in Il Giudice
3. Il giovane Montalbano • 4. Alessio Vassallo
5. Sul set de Il Giudice • 6. Set La moglie del sarto 2

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