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La Stampa 01.05.2014 .pdf



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Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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T1 CV PR T2

In edicola con La Stampa

*

R

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LA
LA STAMPA
STAMPA

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QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 120 • 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

*

La madre vede il capo della polizia: servono atti concreti

FIRENZE

Aldrovandi, Napolitano
condanna gli applausi
“Una vicenda indegna”

Morto dopo l’arresto
Indagati 4 carabinieri
«Preso a calci mentre era a terra»
Al vaglio settanta testimonianze

Il premier: disonorate migliaia di divise

Maria Vittoria Giannotti

MARIO SAYADI /BLOW UP/FOTOGRAMMA

Patrizia Moretti, la madre di Federico

A PAGINA 5

Grignetti, Longo e Schianchi PAG. 4-5

SE LA CINA

Varo del provvedimento sulla Pubblica amministrazione il 13 giugno, lettera a tutti gli statali

I SERVIZI SOCIALI

SORPASSA
UN’AMERICA
DISTRATTA

Burocrazia, sindacati, prefetti
Arriva la sforbiciata di Renzi

Berlusconi
nei silenzi
dell’Alzheimer

Licenziabili i dirigenti senza incarico. Madia: mobilità anche obbligatoria

S

GIANNI RIOTTA

T

homas Polgar, ultimo capo della
Cia a Saigon e
uno degli ultimi
americani a lasciare la capitale del Vietnam nei giorni della disfatta
1975, scomparso da poche
settimane a 91 anni, amava
dire: «Abbiamo perso la
guerra in Vietnam per il golpe in Cile e la guerra del Kippur». A chi chiedeva stupito,
come un colpo di Stato in
America Latina e una guerra in Medio Oriente del 1973,
avessero innescato una
sconfitta nel Sud-Est asiatico, Polgar spiegava tranquillo che il Congresso, furioso
per l’appoggio della Cia e del
segretario di Stato Kissinger al golpe di Pinochet, non
concedeva più spazi di manovra, civili o militari, al
Vietnam, e che l’impegno
economico per sostenere
Israele dopo il Kippur, nel
pieno della crisi energetica
del petrolio, impedì ogni resistenza in Vietnam.
Avesse torto o ragione su
Saigon, il metodo della vecchia spia Polgar è spesso utile.
Fatti lontani nel presente, si
rivelano cruciali causa ed effetto nella storia. Noi viviamo
giorni storici, il mondo che ne
nasce sarà diverso da quel
che immaginiamo.

Capitale umano, tagli agli
sprechi e rivoluzione «open
data». Con la riforma della
Pubblica amministrazione il
governo punta a un «tentativo
di cambiamento radicale». Lo
ha detto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al termine del Consiglio dei ministri di

1

ieri. Il decreto ci sarà il 13 giugno. Tra i provvedimenti spicca
il tetto di 40 prefetture, il dimezzamento dei permessi sindacali e la licenziabilità per i dirigenti senza incarico. Il ministro Madia: mobilità anche obbligatoria.

ALITALIA

DOSSIER

Lupi: dagli arabi Tasi peggio dell’Imu
nessun ultimatum in un Comune su 4
Bottero e La Mattina

Pitoni e Russo

A PAGINA 9

A PAGINA 8

Baroni e Giovannini ALLEPAG.2E3

9 771122 176126

CONTINUA A PAGINA 27

L’esecuzione choc che sconvolge gli Usa

DIARIO

Dolce e Gabbana
condannati
nonostante il pm
Gli stilisti accusati
di evasione fiscale
La procura: assolveteli
La sentenza: 18 mesi
Paolo Colonnello
A PAGINA 16

Expo, la sfida
che vale
dieci miliardi

AI LETTORI

40501

ilvio Berlusconi si occuperà dei malati di Alzheimer, e i barzellettisti si scatenano a immaginare il peggio che può capitargli: lui entra, e quelli chiedono: «Buon uomo, chi è lei?».
No, il peggio non è questo. Se
fosse questo, sarebbe niente.
Il peggio è che tu gli spieghi
chi sei, ma loro non ascoltano
neanche, non gliene frega
niente, e la mattina dopo ti rifanno la stessa domanda:
«Chi è lei?».

OKLAHOMA: INIEZIONE LETALE SBAGLIATA, STRONCATO DA UN INFARTO DOPO 43 MINUTI. ESPLODE LA PROTESTA

CONTINUA A PAGINA 27

Domani, per la festività del
Primo Maggio, La Stampa - come gli altri quotidiani - non sarà in edicola. L’appuntamento
con i lettori è per sabato 3
maggio. Il sito web de La
Stampa sarà invece regolarmente aggiornato.

FERDINANDO CAMON

Tra un anno il via
«Nutrire il pianeta»
lascerà il segno
a Milano e nel Paese
STEVE GOOCH/THE OKLAHOMAN/AP

Una donna manifesta nello «State Capitol» di Oklahoma City contro la pena di morte

Gli affari milionari di Louvre e British

Champions, in finale derby Real-Atletico

CON LA CULTURA SI MANGIA
LA LEZIONE DI PARIGI E LONDRA

IL NOSTRO CATENACCIO
PIÙ FORTE DEL TIQUI-TACA

MAURIZIO ASSALTO

FEDERICO GEREMICCA

«C

D

on la cultura non si mangia», ha sentenziato
una volta l’allora ministro Tremonti. Sarà (è)
vero in Italia, ma altrove c’è chi con cultura
non solo si nutre, ma pasteggia a caviale e champagne.
Spesso utilizzando proprio i beni culturali italiani.
Prendete il caso del Louvre. Ieri a Parigi è stata presentata alla stampa la mostra «Nascita di un museo», una
sorta di preview delle opere in partenza per Abu Dhabi.

iciamo la verità: mai vittoria altrui fu più festeggiata. E mai, forse, una cosa che somiglia al classico ritorno al passato fu salutata con l’entusiasmo che accompagna l’avvento del futuro. Al diavolo il
tiqui-taca, insomma, e chi lo inventò (Pep Guardiola al
tempo del Barcellona); e viva il ritorno all’antico, al tradizionale: che se non è proprio il nostro, vecchio, caro
«catenaccio» è almeno il «squadra corta e ripartire».

CONTINUA A PAGINA 29

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L. Molinari, Poletti e Santolini

Paolo Mastrolilli A PAGINA 13

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CONTINUA A PAGINA 27

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ALLE PAGINE 10 E 11

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

U

GOVERNO

rivoluzione@governo.it
È l’indirizzo email al quale Renzi e Marianna Madia, in un lettera
ai dipendenti pubblici, li esortano a proporre idee per la pa

LA RIFORMA DELLA P.A.

Burocrazia, rivoluzione in 44 mosse
Renzi scrive le sue proposte a 3 milioni di statali: tagli, risparmi ma anche l’assunzione di 10 mila giovani
PAOLO BARONI
ROMA

«Non ditemi che sono arrogante perché voglio fare la riforma, semmai ditemi che sto
sbagliando. Fatemi sapere cosa ne pensate». Matteo Renzi
lancia la sua «rivoluzione»
scrivendo direttamente a tutti i 3 milioni e più di dipendenti pubblici, scavalcando i sindacati. «Un datore di lavoro
non è libero di parlare coi suoi
dipendenti?» attacca polemico. «Da oggi - aggiunge il premer - cominciano a cambiare
la Pa, lo facciamo coinvolgendo e non obbligando. Non mettiamo diktat ma il conto alla
rovescia è cominciato».
Tempo 30 giorni, tanto durerà la consultazione pubblica, alla quale potranno partecipare tutti quelli che si sentono chiamati in causa, dai dipendenti al mondo produttivo, dai sindacati ai semplici
cittadini. Ognuno potrà dire
la sua scrivendo all’indirizzo
di posta elettronica «Rivoluzione@governo.it». Poi il governo tirerà le fila e porterà i
suoi provvedimenti al consiglio dei ministri in programma venerdì 13 giugno.
Nuovo metodo

«Se la Pa non la cambiano rimaniamo un Paese impantanato ma noi crediamo che riusciremo a farlo» ha spiegato il pre-

LE PRIME 10 MOSSE
DELLA RIFORMA
1

Abrogazione dell'istituto
del trattenimento
in servizio, sono oltre
10.000 posti in più
per giovani nella p.a.,
a costo zero

2

Modifica dell'istituto
della mobilità volontaria
e obbligatoria

3

Introduzione
dell'esonero dal servizio

4

Agevolazione
del part-time

5

Applicazione rigorosa
delle norme sui limiti
ai compensi che un
singolo può percepire
dalla p.a.

6

Possibilità di affidare
mansioni assimilabili
quale alternativa
opzionale per il
lavoratore in esubero

7

Semplificazione e
maggiore flessibilità
delle regole sul turn over

8

Riduzione del 50% del
monte ore dei permessi
sindacali nel pubblico
impiego

9

Introduzione del ruolo
unico della dirigenza

AGF

Il presidente del Coniglio, Matteo Renzi con il ministro Marianna Madia

sidente del Consiglio durante la
conferenza stampa di ieri. «Come per la legge elettorale, abbiamo voluto tenere questi provvedimenti al riparo dalla campagna
elettorale per evitare polemiche
strumentali»).
Tre gli ambiti di intervento,
capitale umano, taglio agli sprechi e riorganizzazione, open data/semplificazione/digitalizzazione. In tutto sono 44 le proposte messe nero su bianco.

Il premier mette subito in
chiaro che non ci saranno esuberi, «perché non si tratta di tagliare i costi ma di razionalizzare i servizi», e perché «la riforma non sarà «contro i lavoratori o i fannulloni, perché avrebbe
le gambe corte». Ma non ci saranno nemmeno trattative
estenuanti o tavoli sindacali:
per Renzi «si discute per decidere non per discutere, altrimenti siamo al bar sport. Le ri-

chieste di Camusso? Ho delegato il ministro Madia». Che a sua
volta conferma: «Nessun tavolo, spero che i sindacati non abbiamo nulla in contrario se consultiamo i lavoratori, i referendum li fanno anche loro».
Dirigenti, si cambia

Tra i punti della riforma il governo vuole inserire il ruolo unico
della dirigenza, che si porterà
dietro anche la scomparsa della

10

Abolizione delle fasce
per la dirigenza, carriera
basata su incarichi
a termine

figura dei segretari comunali, e
poi la possibilità di licenziamento
per il dirigente che rimane privo
di incarico oltre un determinato
termine, la mobilità tra amministrazioni, volontaria ma anche
obbligatoria, i prepensionamenti, il dimezzamento dei permessi
sindacali ma pure lo sblocco del
turn- over in maniera tale da liberare entro il 2018 tra 10 e 1415mila posti per assumere giovani. Nessun nuovo tetti ai compensi ma retribuzioni agganciate all’andamento dell’economia.
Sforbicia-Italia

Molto corposo il pacchetto di tagli che potrebbe essere ribattezzato Sforbicia-Italia. Nel mirino
prefetture, centri pubblici di ricerca, l’Aci, le sovrintendenze, gli
uffici provinciali dello Stato come la Ragioneria, le autorità portuali. Verrà eliminato per le imprese l’obbligo di iscrizione alle
Camere di commercio e si interverrà sul fronte della giustizia
amministrativa con l’inasprimento delle sanzioni per le liti temerarie e la modifica dei poteri
di sospensiva dei Tar. Infine per
accedere a tutti gli atti «dalle
multe il sù» ogni cittadino sarà
dotato di un pin digitale.
Proteste? Quelle prevedibili:
Forza Italia, la Cgil e l’Unioncamere. La Cisl invece è dialogante. Ma 40 giorni sono lunghi,
può ancora succedere di tutto.
@paoloxbaroni

I pareri

Raffaele Bonanni (Cisl)

Renato Brunetta (Forza Italia)

“Pronti a discutere
se l’esecutivo
ha intenzioni serie”

“Solo annunci
Ma se va avanti
saremo con lui”

ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

«Se la cosa è seria,
noi della Cisl ci stiamo e siamo pronti a discutere».
Raffaele Bonanni, leader
della Cisl, da voi arriva un semaforo verde dunque?

«Da anni diciamo che vogliamo una riforma seria della
pubblica amministrazione,
con un nuovo assetto amministrativo e istituzionale.
Dentro questo quadro vogliamo discutere della dirigenza,
della separazione dei poteri
tra una politica che decide e
indirizza e un management
che deve gestire e rendere
conto. Bisogna far marciare
l’innovazione, a partire dalla
digitalizzazione. Serve un vasto piano di formazione e di
immissione di giovani, e poi
vedere dove il personale eccede e dove manca. Se si vuole fare questo check-up del
pubblico impiego, se il governo ha intenzione serie la Cisl
sarà della partita. Perché gli
ultimi quattro governi hanno
fatto grandi proclami per non

cambiare nulla. Non avevano
idee, e volevano fare solo conferenze stampa».
Eppure per voi ci sono brutte
notizie, con il dimezzamento
dei distacchi sindacali.

«Già sono stati dimezzati, anche se non lo si sa. Prendiamo
come base paesi paragonabili
all’Italia, e discutiamo, figuriamoci. Ma se la politica venisse
“dimezzata” come i permessi
sindacali, saremmo molto più
avanti».
Il premier Renzi ha detto che
non ci sarà un confronto sindacale classico sulla riforma.

«Non mi interessa, certo che
non gli spedirò mail. A noi interessa un discorso trasparente
e alla luce del sole. Quel che tutti i soggetti proporranno dev’essere trasparente e noto a
tutti».
Insomma, siete pronti a dialogare.

«Noi della Cisl siamo interessati alle cose serie, non a progetti
a spizzichi e bocconi. È anche
l’unico modo per fare una spending review corretta, e non
nuovi tagli lineari. Ma ci chiediamo: il governo ha intenzione

FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

I dipendenti pubblici
meritano un risarcimento
prendono un migliaio
di euro al mese
e vengono villipesi
Raffaele Bonanni
Segretario generale
della Cisl

di far saltare i 30mila soggetti
autonomi di appalto in Italia?»
Renzi se l’è scordato?

«Pare. Non è cosa di poco conto, lì si annida corruzione e
spreco. Ci sarà una verifica degli appalti, delle concessioni,
convenzioni, esternalizzazioni? Discutiamo alla luce del sole, e poi il governo tiri le somme
e decida. Purché sia tutto trasparente. Lo dobbiamo anche
ai dipendenti pubblici, che meritano un risarcimento. Gente
che piglia un migliaio di euro al
mese, senza contratti da anni,
che per giunta viene pure sfottuta e vilipesa».

Presidente Renato Brunetta, lei twitta: C’è del
buono, ma non è nuovo; c’è
del nuovo, ma non è buono. Ci
spiega?

«Citavo il grande Rossini».

Ecco, siamo nella commedia.

«Sì, perché io vedo solo annunci. E vedo che per dare subito
gli 80 euro in busta paga, il presidente del Consiglio ha fatto le
corse. Per la ricetta amara della riforma della Pubblica amministrazione, invece, preferisce prendere tempo e rinviare
il tutto a dopo le elezioni. Opportunistico, no?».
Sì, ma nel merito, che ne pensa?Quellaannunciataèunariforma imponente.

«Premesso che appunto siamo
solo agli annunci, se davvero
Renzi vorrà fare le cose che dice, se ha la volontà politica, e se
ha la forza, noi saremo con lui.
Perché noi siamo diversi dalla
sinistra, che quando tentammo
di fare questa riforma si scatenarono contro. E lo dico io che
ci ho provato. Eccome se ci ho
provato».

Quindi Brunetta appoggia
Renzi. È una notizia.

«Glielo ripeto: Renzi vuole la
mobilità obbligatoria per il personale? Noi siamo con lui. Vuole spostare 40 mila sottufficiali
dell’Esercito che alla Difesa
non sanno che fare e servirebbero come il pane nei tribunali?
Siamo con lui. Vuole la trasparenza? Noi lo appoggiamo. Vuole gli accorpamenti? Benissimo. L’informatizzazione? Benissimo anche questa».
D’accordo su tutto?

«Però quel ritardo a dopo le
elezioni mi fa pensar male. E
non vorrei che questa storia di
3 milioni e 200 mila lettere, che
poi spero saranno mail sennò
sai che spesa, sia un modo per
perdere tempo. Anche perché
non serve mica interpellarli
tutti, uno per uno, i dipendenti
pubblici, quando ci sono i sindacati. Ma osservo che i sindacati non li ha citati...».
E anche questo è un metodo
che spiazza per un uomo di sinistra, no?

«Ah, Renzi è di sinistra?».

È pur sempre il segretario del
Pd.

Il rinvio a dopo le
elezioni mi fa pensar
male, non vorrei
fosse un modo
per perdere tempo
Renato Brunetta
Capogruppo Forza Italia
alla Camera

«Ah, il Pd è sinistra?»,
Scusi, Brunetta, ma se le riforme sono quelle che volevate
voi,Renzinonèdisinistra,ilPd
neppure, non sarà che stanno
occupando lo spazio che era il
vostro?

«No, perché lo spazio non si
conquista con gli annunci, ma
con i fatti. E qui di fatti ce ne
sono pochini».

E tornando alla consultazione
dei dipendenti e non dei sindacati?

«Mah, ci potrebbe essere del
buono anche qui. Aspettiamo e
vediamo. Sa questo prender
tempo...».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Primo Piano .3

.

gg Dossier/I punti caldi

1
2
3

g

Semplificazioni

Produttività

Le prefetture saranno
ridotte a quaranta

I permessi sindacali
e distacchi dimezzati

Riorganizzate le Authority

Ora il costo è di 100 milioni

Tagliare per semplificare. Anche perchè sostiene il governo «non possiamo
più permetterci nuovi tagli orizzontali,
senza avere chiari obiettivi di riorganizzazione». Quindi si cancellano i doppioni e si aboliscono enti che non servono
più «o che semplicemente non sono più
efficienti come nel passato». Quasi metà dei punti dell«’Agenda Renzi», 20 su
44, sono dedicati ai tagli degli sprechi
ed alla riorganizzazione. Il
1 Obiettivo: taglio degli
governo parte
sprechi e riorganizzazione
dal simbolo
della presenza
1 Vantaggi: recuperare
dello Stato,
efficienza e anche risorse
ovevro le Prefetture. Che
1 Ostacoli: le burocrazie
saranno ridote gli interessi corporativi
te ad appena
40, le 20 delle
città capoluogo
di regione più altre 20 «nelle zone più
strategiche per la criminalità organizzata». Anche per gli uffici provinciali
della Ragioneria e le sedi regionali dell’Istat il destino è segnato. Verranno accorpate le autorità portuali, e riorganizzato tutto il sistema delle autorità indipendenti. La Commissione di vigilanza

sui fondi pensione sarà soppressa e le
sue funzioni trasferite a Bankitalia. Nel
campo della ricerca gli oltre 20 enti che
svolgono funzioni simili saranno aggregati per dare vita a centri di eccellenza,
anche le Sovrintendenze saranno accorpate (e introdotta la gestione manageriale dei poli museali). Si prevede anche l’accorpamento dell’Aci con la Motorizzazione, la gestione associata dei
servizi di supporto delle amministrazioni centrali e locali (uffici personale,
contabilità, acquisti) e la riduzione del
numero delle municipalizzate, e quindi
verrà creata una sola scuola nazionale
dell’Amministrazione. Insomma, si fa
pulizia, si smantellando centri di potere che non hanno più senso di esistere,
enti che spesso servivano solo a spartirsi poltrone, e in alcuni casi si realizzano importanti risparmi. In base ai
calcoli del commissario per la spending review, infatti, la riorganizzazione
delle prefetture (assieme a quella ipotizzata di vigili del fuoco e capitanerie)
avrebbe fruttato 200 nel 2015 e 400 nel
2016. Mentre la manovra sulle sedi periferiche delle amministrazioni centrali portava 100 milioni nel 2015 e 400 nel
[P. BAR.]
2016. Mica male, no?

ROBERTO GIOVANNINI

Non ci sono dubbi: il taglio annunciato del 50% del monte ore per i permessi sindacali rappresenta una
brutta botta per le centrali sindacali.
I distacchi o permessi sindacali sono
una caratteristica del Pubblico Impiego, dove i dirigenti sindacali distaccati dal lavoro, mantengono integralmente lo stipendio, pagato però
dall’Amministrazione pubblica. Sono
attualmente circa 2.500 per un costo
annuo, a carico delle casse statali,
che sfiora i cento milioni. Alcuni anni
fa la legge ne ha disposto la riduzione
(erano circa 4mila).
Insomma, più che a un aumento
della produttività legato alla riduzione
delle assenze del personale, il governo
sembra essere intenzionato a dare un
giro di vite al finanziamento indiretto
che i distacchi rappresentano per il
sindacato. I numeri infatti sono relativamente modesti se si pensa all’universo del pubblico impiego, visto che
parliamo di poche migliaia di lavoratori equivalenti «mancanti» a causa dei
distacchi sindacali retribuiti, su un
complesso di oltre tre milioni di pub-

blici dipendenti. Che però permettono
alle organizzazioni sindacali di far funzionare molte organizzazioni proprio
grazie al lavoro e all’attività dei pubblici dipendenti distaccati.
Quel che è certo è che un’operazione simile sui distacchi sindacali retribuiti - sia pure di impatto inferiore,
circa il 15% - l’aveva compiuta l’allora
ministro della Pubblica amministrazione Renato
Brunetta
qualche anno
1 Obiettivi: risparmi per
fa, come sotqualche decina di milioni
tolinea Michele Gentile,
1 Vantaggi: recupero di
coordinatore
forza lavoro
settori pubblici della
1 Ostacoli: l’opposizione
Cgil. Che pedi parte del sindacato
rò a nome della sua organizzazione va duramente all’attacco del
progetto illustrato da Matteo Renzi e
Marianna Madia. Dietro il taglio dei
permessi sindacali, previsto nelle linee guida della riforma della pubblica
amministrazione, per Gentile «c’è un
attacco alle funzioni che la Costituzione dà alle organizzazioni sindacali».

1
2
3

Dallastrettasuidirigenti
allasvoltadigitale,comecambia
lapubblicaamministrazione
Misure per accorpare enti pubblici e sbloccare il turnover
«Il pin del cittadino»

Tribunali amministrativi

Tutti i dati su Internet
e documenti in un clic

Girodiviteesanzioni
sulle“lititemerarie”alTar

Ogni cittadino avrà una password

Per accorciare i tempi della giustizia

GIUSEPPE BOTTERO

1
2
3

La parola usata da Renzi è «open»,
aperti. Ma in realtà bisognerebbe parlare di «free», liberi. Perché il piano
presentato dal premier e dal ministro
Madia punta a scongelare i numeri e le
informazioni che giacciono nei cassetti e a liberarle, renderle accessibili e
comprensibili
da tutti. Non
1 Obiettivi: ridurre i costi
solo: oltre ai
e aumentare la trasparenza
dati, gli enti
pubblici do1 Vantaggi: sistema più
vranno fornirapido e maggior dialogo
re via web anche certifica1 Ostacoli: sistema arreti, fatture, dotrato e poche disponibilità
cumenti.
Renzi è consapevole che la
strada è in salita: il piccolo comune di
Brusnengo, in provincia di Biella, è un
esempio isolato. Lì l’amministrazione
comunica via Sms da anni, le informazioni per i residenti viaggiano on line
e, entro la fine dell’anno, anche il bilancio comunale sarà consultabile in
tempo reale, grazie a grafici che fotografano entrate e uscite. Peccato sia
un’eccezione visto che bastano pochi
clic sul sito «Bussola della trasparenza» per rendersi conto che, in nove comuni su dieci, i criteri minimi di tra-

sparenza non sono rispettati. Mancano i fondi, spiegano dall’Anci, e a volte
fa comodo nascondersi dietro il gap
tecnologico. Ci sarà da lavorare, per lo
staff di Renzi, che oltre alle infografiche per illustrare i conti prevede un
colpo di acceleratore anche per quanto riguarda la semplificazione: «Mai
più file per pagare una multa, mai più
moduli diversi per le diverse amministrazioni», scrive il premier nella lettera inviata ai dipendenti pubblici. Al
primo punto, tra le novità, c’è il Pin del
cittadino: decollerà nel giro di un anno, e garantirà a tutti l’accesso a qualsiasi servizio attraverso un’unica
identità digitale. Serviranno i salti
mortali, invece, per l’unificazione delle banche dati e per rendere aperto il
sistema Siope, quello su cui vengono
pubblicati gli incassi e i pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni. Nella lettera non è indicato, ma un vecchio pallino di Renzi è
quello di far decollare la comunicazione sui social network. «Uno sportello
permanente che permette di risparmiare, alleggerendo il lavoro degli uffici e avvicinando le persone», dice
Francesco Di Costanzo, fondatore dell’associazione «Cittadini di Twitter»,
un progetto che si è trasformato in un
libro di cui - guarda caso - il premier
ha firmato la prefazione.

In Italia finora le cose funzionavano
così: per qualunque gara o appalto
pubblico chi perdeva, a ragione o a
torto, aveva comunque interesse a
fare ricorso alla giustizia amministrativa, ovvero al Tar, il Tribunale
amministrativo regionale. Carte bollate, tempi lunghi, e 99 volte su cento
arrivava la sospensiva da parte del
Tar. Magari andava bene, magari si
trovava qualche errore formale nel
bando di gara e si poteva scippare
l’appalto al vincitore. Anche se andava male, in ogni caso il concorrente
che aveva vinto era costretto a perdere tempo senza lavorare e incassare. Poco importava che l’opera pubblica o il bando di acquisto venisse
bloccato per tempo immemorabile,
penalizzando i cittadini.
Forse le cose cambieranno. Nella
lettera di Matteo Renzi ai dipendenti
pubblici si afferma che ci sarà un
inasprimento delle sanzioni nelle
controversie amministrative a carico dei ricorrenti e degli avvocati che
attivano «liti temerarie», ovvero
procedimenti che sin dall’inizio si capisce essere infondati e destinati alla
sconfitta. Inoltre è annunciata una
modifica alla disciplina della sospensione cautelare nel processo amministrativo per gli appalti pubblici,
appunto per evitare che la questione

si trascini a
lungo: è pre1 Obiettivo: procedure
vista un’obpiù facili per gli appalti
bligatoria
udienza di
1 Vantaggi: tempi più ramerito entro
pidi per le opere pubbliche
30 giorni in
caso di so1 Ostacoli: avvocati e
spensione
giudici amministrativi
cautelare. E
se il ricorso non
viene accolto, nel giudizio cautelare
scatta una condanna automatica al
pagamento delle spese.
[R. GI.]

1
2
3

Jena
Renzi
Senza fine
tu trascini la nostra vita
senza un attimo di respiro
senza fine
sei un attimo senza fine
non hai ieri non hai domani
tutto è ormai nelle tue mani
mani grandi mani senza fine

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

U

CASO ALDROVANDI
LE POLEMICHE

Napolitano: applausi indegni
La madre vede il capo della polizia: onorata e felice. Renzi: i tagli di bilancio non giustificano le violenze
GRAZIA LONGO
ROMA

A lenire la rabbia e il dolore
della madre di Federico Aldrovandi per il lungo applauso
durante il congresso del Sap
arrivano, nella serata di ieri, le
parole di Giorgio Napolitano.
Il Presidente della Repubblica le ha scritto per ribadirle
che condivide «pienamente le
posizioni prese dal ministro
dell’Interno e dal presidente
del Consiglio per quella che
quest’ultimo ha definito
“un’indegna vicenda”. E comprendo quanto dolore essa le
abbia procurato. Sono anche
certo che la gran parte delle
forze di polizia comprenda
quanto sia stato fuorviante
quel comportamento. Affettuosamente». Dichiarazioni
che suonano come un’iniezione di fiducia per Patrizia Moretti: «Sono onorata e felice di
queste parole che, alla fine di
questa intensa giornata, mi
accendono davvero la speranza in un futuro migliore per i
nostri figli. Mi auguro che non
si tratti solo di indignazione
condivisa e trasversale per
quel vergogno applauso agli
assassini di mio figlio».
E sul caso interviene di
nuovo il premier Matteo Renzi: «Se nelle forze dell’ordine
c’è una sofferenza discutiamo
ma non mettiamola insieme
alla revisione della spesa o
con un atto di violenza inaudita cui si è aggiunta una provocazione profondamente ingiusta che ha addolorato la famiglia, le istituzioni e le donne e
gli uomini che fanno bene il loro lavoro». E ancora: «Non ci
sono tagli alle forze dell’ordine come stipendi. Se facciamo
una sola mensa dove prima
erano sette non tagliamo ma
evitiamo di buttare via i soldi
dello Stato. Se diciamo che in

Intervista

Il Viminale

Miscela esplosiva
tra salari bassi
e indagini dei pm

Angelino
Alfano

GUIDO RUOTOLO
ROMA

Il ministro
degli Interni è
intervenuto
già martedì
sera

LUIGI MISTRULLI/ANSA

Alessandro
Pansa
Il capo della
polizia ha
invitato a
Roma la
madre di
Federico

La madre di Federico Aldrovandi ieri con la sorella di Stefano Cucchi

alcune realtà certi compiti deve
farli solo qualcuno è una cosa
naturale».
Ieri, intanto, dal Senato, alla
Camera, passando per il Viminale, Patrizia Moretti, 53 anni,
ha incontrato «alcune delle più
alte cariche dello Stato e il Capo
della Polizia, ma i quattro poliziotti che hanno massacrato di
botte mio figlio, morto a soli 18
anni, continueranno a indossare la divisa. Non è giusto. Ho
dentro una frustrazione come
mai. Tutti a dirmi che ho ragione, tutti a dirmi che mi capiscono e stanno dalla mia parte e
dalla parte di chi non vuole più
vedere vittime per mano delle
forze dell’ordine e poi? Poi tutto
come prima».
Alla conferenza stampa, accanto al senatore Pd Luigi Manconi, aveva chiarito che «d’ora

in poi starò in disparte. Ho detto tutto quello che c’è da dire,
ora spetta alla politica e al capo
della Polizia fare qualcosa».
Ci sono, tuttavia, due atti
«concreti» che la rincuorano.
L’impegno della Presidente della Camera Laura Boldrini «a fare il possibile affinché il provvedimento sul reato di tortura, già
approvato dal Senato e calendarizzato in commissione Giustizia di Montecitorio per martedì prossimo, possa trasformarsi , vada avanti in fretta. E
poi c’è la richiesta del senatore
Manconi alla Boldrini affinché
vengano desecretati gli atti della commissione interna che ha
portato ad una sanzione così
bassa per i poliziotti che hanno
causato la morte di mio figlio, in
modo che quella sanzione sia riformata in una più grave».

Per il resto, tante belle promesse «anche se ho apprezzato
la solidarietà del capo della Polizia Pansa e del ministro Alfano. Il primo mi ha detto di avere
“le mani legate” perché la legge
non consente alle commissioni
disciplinari di adottare provvedimenti diversi. Entrambi hanno assunto l’impegno di fare dei
cambiamenti normativi concreti, che però non potranno essere immediati e nemmeno retroattivi».
Il neosegretario del Sap,
Gianni Tonelli non indietreggia:
«Ho applaudito per primo i colleghi ingiustamente condannati. Mi dispiace per il dolore della
madre di Aldrovandi, ma chiediamo la revisione del processo». Si dissociano invece le altre
due organizzazioni sindacali
Siulp e Silp-Cgil.

Lorenzin: a mio fratello agente
dico che sto con quella donna
Il ministro: punire chi sbaglia, il Sap non doveva farlo

FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

A

lle otto del mattino, lo
staff del ministro della
Salute, Beatrice Lorenzin, rilancia via Twitter
quello che ha appena detto
ospite a «Omnibus»: «Sono
sorella di un poliziotto, conosco i sacrifici della categoria.
Ma sul caso Aldrovandi l’applauso di ieri è inaccettabile».
Ha parlato di questo argomento con suo fratello poliziotto, ministro?

«In questi anni abbiamo parlato spesso di questi argomenti, con lui, che ha fatto parte
del Reparto mobile, e con i
suoi colleghi che venivano a
casa».
E lui che punto di vista ha potuto portarle?

«Non voglio parlare di lui.
Posso dirle che ci sono tantissimi poliziotti che fanno il loro
lavoro rischiando a volte la vi-

ta, avendo a che fare anche con
gente armata di spranghe, allo
stadio come in manifestazione
di piazza. Ci sono momenti di
tensione ma poi subentra la
professionalità: questo lavoro
consiste anche nella capacità di
mantenere basso il grado di violenza, ci vuole grande controllo
e disciplina. Ci può essere un
errore umano, ma, come si dice,
dura lex sed lex: e nel caso Aldrovandi è stato più di un errore. Bisogna dirlo, senza per questo stigmatizzare tutte le forze
di polizia e il lavoro straordinario che fanno».
Con quell’applauso l’assemblea del Sap, oltre a mancare
di rispetto a una vittima, non
ha anche reso un cattivo servizio al «lavoro straordinario»
della categoria?

«E’ stata un’azione sindacale
sbagliata. Capisco possa esserci solidarietà verso i colleghi,

ma un sindacato rappresenta
tutta una parte delle forze di
polizia e deve stigmatizzare un
episodio come questo – isolato –
per poter difendere la dignità
del lavoro che le forze dell’ordine fanno e che va valorizzato».
Sarebbe d’accordo con la proposta di mettere un numero
identificativo sui caschi delle
forze dell’ordine?

«Sono assolutamente contraria! Sa cosa vorrebbe dire? Dare la possibilità a chiunque di
rintracciare i poliziotti via social network… La polizia ha già
norme molto serie fatte a tutela
dell’ordine pubblico, delle persone e degli operatori. Bisogna
applicare le norme che ci sono,
non ne servono di più».
La mamma di Aldrovandi però
ha chiesto proprio questo:
provvedimenti concreti…

«Capisco il suo dolore, ma il sistema funziona e non si posso-

no cambiare norme per singoli
casi: bisogna punire chi sbaglia
e valorizzare chi fa bene il proprio dovere».
Nel Nuovo centrodestra anche
il vostro leader Alfano è stato
molto duro sulla vicenda…

«Il Nuovo centrodestra è vicino
alle forze dell’ordine: proprio
per questo le vogliamo valorizzare e non vogliamo inseguire i
singoli casi».

Beatrice
Lorenzin
esponente del
Nuove Centro
Destra, è
ministro della
Sanità

Vive uno dei momenti più difficili il Viminale,
quella comunità di uomini e donne impegnata a
garantire - insieme alle altre forze di polizia - la
sicurezza del Paese. Ai suoi piani alti sono convinti «della garanzia e tenuta democratica della
polizia di Stato». L’ordine pubblico attraversa
una criticità sin dai tempi del G8 di Genova, luglio 2001, e una reazione sbagliata, per dirla con
il Capo della Polizia Alessandro Pansa, di un
«cretino», un artificiere che ha calpestato un
manifestante (12 aprile scorso, Roma), viene
amplificata dai media mettendo in secondo piano la violenza dei manifestanti.
Le iniziative della magistratura contro singoli poliziotti disorientano gli uomini della sicurezza. Infine, il malessere generale provocato
dal contratto congelato da cinque anni e dalla
permanenza di tetti salariali rischiano di alimentare la tensione e il disagio. Una miscela
esplosiva che fa ipotizzare una prossima «navigazione a vista», per non dire che la situazione
potrebbe diventare incontrollabile.
La corda è stata tirata al massimo e davvero
c’è il rischio che si spezzi. Quegli applausi interminabili partiti martedì pomeriggio da una platea sindacale - il Sap, secondo sindacato di categoria, 18.000 iscritti - e diretti ai poliziotti condannati per la morte del giovane Federico Aldovrandi hanno fatto scattare un vero allarme democratico.
Quegli applausi come la manifestazione a
Ferrara, nel marzo dell’anno scorso, di un’altra
sigla autonoma sindacale, Ma sul sindacato
il Coisp, sotto
gli uffici dove arrivano sospetti
lavora la mam- di strumentalità
ma di Aldrovandi, Patrizia politica contro Alfano
Moretti, per
solidarizzare con i poliziotti condannati per
omicidio colposo, non sono censurabili dal punto di vista amministrativo o penale.
Però dal punto di vista politico-sindacale,
quegli applausi rischiano di trasformarsi in un
boomerang. Il Sap è stato isolato da tutte le altre sigle sindacali di polizia. E la sua strumentalità politica è venuta fuori. Prima di quegli applausi, in mattinata era intervenuto via telefono
Silvio Berlusconi. L’ex segretario del Sap è stato
anche senatore del gruppo Pdl. La gestione politica interna molto ispirata da Forza Italia ha come bersaglio il ministro dell’Interno, il traditore
Angelino Alfano.
Tutto questo però non risolve il problema.
Perché il malessere c’è ed è alimentato anche
dai tagli di personale (meno 23.000 poliziotti). E
dai turni massacranti. Disorienta la magistratura che punisce il «collega» di Bologna che per
difendere la Banca d’Italia dall’assalto dei manifestanti è stato costretto a usare il manganello. Risultato: il poliziotto è stato condannato a
un anno e quattro mesi.
E’ una torre di Babele la solidarietà per le vicende giudiziarie dei poliziotti. Finiscono ai domiciliari veri, grandi investigatori e poliziotti come Franco Gratteri, Gilberto Caldarozzi, Gianni
Luperi (per il G8 di Genova) mentre lo stesso Silvio Berlusconi che avrebbe dovuto scontare 4
anni in carcere di cui tre condonati, ha avuto l’affidamento sociale. Due pesi e due misure.
Immigrazione e ordine pubblico. Sono le due
emergenze che metteranno alla prova la tenuta
delle forze di polizia nei prossimi giorni. C’è un
clima contro che è ingiustificato e sbagliato.
Non aiuta certo a spegnere l’incendio il Parlamento che vuole approvare l’«identificativo sul
casco». Il rischio è che alle manifestazioni di Torino del 10 maggio della Val di Susa e di Roma
del 17 maggio le forze di polizia si sentano preventivamente sul banco degli imputati.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

MARIA VITTORIA GIANNOTTI
FIRENZE

Da ragazzo era una promessa
del calcio. Nel quartiere fiorentino di San Frediano dov’era nato e cresciuto, era conosciuto e amato da tutti. E
proprio in una strada nell’Oltrarno, la notte tra il 2 e il 3
marzo scorsi, Riccardo Magherini ha trovato la morte, a
soli 40 anni. Il suo cuore ha
smesso di battere mentre i carabinieri lo stavano arrestando, dopo che il giovane, in preda di un terribile attacco di panico, aveva dato in escandescenze: in evidente stato di alterazione, aveva cominciato a
correre per strada e ad urlare,
strappando il telefono a un pizzaiolo, per chiedere aiuto. Ora,
all’indomani della denuncia
presentata dal fratello e dal
padre della vittima, i quattro
militari che quella sera furono
impegnati nell’intervento sono
stati indagati per omicidio preterintenzionale.
Il pm Luigi Bocciolini, che
da due mesi è al lavoro per fare
chiarezza sulla tragedia, ha

Morto dopo l’arresto
Indagati a Firenze
carabinieri e medici
Magherini, ipotesi di omicidio preterintenzionale
Al vaglio della Procura settanta testimonianze
iscritto sul registro degli indagati anche i sanitari che arrivarono sul posto: un medico,
un infermiere e tre volontari.
Per loro, l’ipotesi di reato è
quella di omicidio colposo. Un
atto, quello della procura, che
permetterà a tutti coloro che
sono coinvolti in questa drammatica storia di nominare propri consulenti nel caso, molto
probabile, in cui vengano disposti nuovi accertamenti tecnico-scientifici.
Ma cos’è accaduto davvero
quella sera? Tanti i punti su cui
occorre fare chiarezza. Ci sono
più di settanta testimoni, e al-

il caso
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

uell’applauso di Rimini
non si dimenticherà facilmente. È come se sia
scavato un solco invalicabile tra due mondi che
non comunicano più. Da
una parte quelli che si sono indignati.
Dall’altra quelli che si sono offesi. I
delegati del Sindacato autonomo di
polizia lasciano dunque Rimini con
un fegato grosso così. Non capiscono.
E bisogna parlare con calma con tanti di loro, per sentire che cosa si agita
in pancia. «Ormai ogni scusa è buona
per isolarci e indicarci a dito», si sfoga Antonio Perna, in forza alla questura di Torino. «Noi chiediamo solo
di essere tutelati perché troppo spesso la verità è falsata dalle parole. Non
abbiamo paura della verità. È per
questo che chiediamo una telecamerina per ciascuno, che documenti
ogni nostro passo. Troppo facile tagliare una frase, o un gesto, dal contesto e condannarci. A Rimini abbiamo
semplicemente espresso la nostra
solidarietà umana a dei colleghi».
«Già - si inserisce la voce di Antonio Gurgigno, anche lui da Torino ormai qui è una caccia al piccione.
Non sappiamo più come fare. Interveniamo per un arresto e c’è subito
qualcuno pronto a farti la foto o il filmatino con il cellulare. È diventato
uno sport nazionale. Poi tagliano e
cuciono e mettono su Internet dei
pezzi dove siamo sempre noi le carogne. E visto che a noi poliziotti non
credono più, per cautelarci ci servono le riprese video».
Non è più solo questione di stipendi bassi, di benzina che non c’è, di
giacconi invernali che non arrivano,
di infrastrutture che fanno pena o di
carenze d’organico crescenti (con carichi di lavoro che aumentano): questo era un mal di pancia cronico. Ora
c’è risentimento, che dà luogo a rabbie incontrollate, perché ci si sente
vittime sacrificali.
«Le racconto una storia - dice Stefano Paoloni, che è appena stato nominato presidente del Sap - accaduta
da noi a Bologna: i due agenti di una
volante fanno un controllo a tre extracomunitari. Due con documenti,
via. Uno senza, lo accompagnano in
ufficio per accertamenti. Prima di
portarlo in camera di sicurezza, però, come da regolamento, lo perquisi-

Q

Primo Piano .5

.

cuni, tra loro, parlano di un
comportamento scorretto da
parte dei carabinieri. Qualcuno riferisce che il giovane è
stato preso a calci, anche mentre si trovava a terra, ormai
immobilizzato. Circostanza,
questa, smentita dai militari.
Ma lo stesso pm che indaga, in
una mail indirizzata all’avvocato dei familiari, ha confermato l’esistenza di percosse,
da parte di un militare. Anche
se la procura, in un comunicato, ha precisato: «Non sono
state riscontrate lesioni riconducibili a percosse».
Di quella serata, c’è anche

un video girato da un residente, che mostra alcune sequenze dell’arresto: la scena, ripresa dall’alto, è dominata dalle
urla strazianti della vittima,
che chiede disperatamente
aiuto. Certo è che quella sera,
dopo averlo bloccato, i militari
lo immobilizzano a terra e lo
ammanettano con le mani dietro la schiena e lo mantengono
in quella posizione, anche se a
un certo punto, dicono i testimoni, il giovane smette di divincolarsi e di chiedere aiuto.
Così lo trovano i sanitari della
prima ambulanza che tentano
di rilevare il livello dell’ossige-

ANSA

Riccardo Magherini, morto due mesi fa

no nel sangue, ma il valore è
zero. Quando, una decina di
minuti più tardi, arriva la seconda ambulanza, è già troppo
tardi: le manovre rianimatorie
non servono a niente. I familiari decidono di dare battaglia
legale, assistiti dall’avvocato

Hanno
detto

Fabio Anselmo, lo stesso del
caso Aldrovandi, convinti che
Riccardo abbia subito un abuso. I carabinieri, attraverso
l’avvocato Francesco Maresca, negano «ogni addebito e si
mettono a disposizione del pm
per ogni accertamento».

Gli ultimi scatti
GliscontriaRoma
eleimmaginisulweb

Antonio Perna

Ogni scusa
è buona per isolarci
e additarci
Noi non abbiamo
paura della verità
Antonio Gurgigno

Ormai qui è una caccia
al piccione, interveniamo
per un arresto
e c’è qualcuno pronto
a fotografarci

1 Le polemiche sui com-

Massimo Montebove

Il nostro applauso non
era contro qualcuno,
ma per affermare
un principio di verità

MATTEO MINNELLA/INSIDEFOTO/ANSA

portamenti della polizia si sono rinfocolate dopo la recente manifestazione di Roma,
quando sul web sono spuntate molte fotografie per denunciare violenze sui manifestanti. Questa, in particolare.
Il capo della polizia Alessandro Pansa aveva parlato di un
«cretino»

Poliziotti in assetto anti sommossa durante una manifestazione

“Ogni fermo diventa una denuncia
basta una foto per farci condannare”
I delegati di ritorno dal congresso sindacale: “Ormai siamo brutti, sporchi e cattivi”

16.675
Euro lordi
Lo stipendio
annuo
di un agente
di Pubblica
Sicurezza
a cui vanno
sommati 467
euro
di indennità
mensile (lordi)

scono. E il documento salta fuori; lo denunciano per «rifiuto di dichiarare le
proprie generalità» e lo mandano via.
Beh, quello esce e immediatamente va
dagli «avvocati di strada» li denuncia
per abuso d’ufficio e accompagnamento illegale. Sa come è finita? Un’ammenda all’extracomunitario. Una condanna in primo grado a 2 anni e 3 mesi
per gli agenti. Storie così ce ne sono
un’infinità. Ecco perché siamo arrabbiati e delusi, e qualcuno è anche intimorito: ogni intervento può dare rogne e gli avvocati ce li paghiamo».
Se i poliziotti del Sap insomma si sono convinti che nessuno più li tutela,
né la gerarchia, né la politica, né la magistratura o i media, al punto che l’ultima spiaggia è la neutralità di una telecamera, il problema è serio. Un tempo
lontano, infatti, sarebbe stato impensabile portare la Celere sul banco d’accusa. Ma i tempi sono cambiati. Con il

G8, i tribunali hanno decapitato un intero gruppo dirigente della Ps che pure aveva fatto moltissimo contro la mafia, ma evidentemente davanti alla giustizia penale non si possono mettere
sullo stesso piano meriti e demeriti.
«Ora siamo diventati noi i brutti
sporchi e cattivi», ironizza un altro delegato di ritorno dal congresso, Silverio Sabino. «Le polemiche su quell’applauso, che era davvero umano e non
politico nei confronti di colleghi che conosciamo da tanto, iscritti al nostro
sindacato, mi amareggiano tantissimo. Le considero una grande strumentalizzazione».
«Il nostro applauso - dice un quinto,
Massimo Montebove, portavoce del
Sap - non era contro qualcuno, ma per
affermare un principio di verità che riguarda molte vicende che vedono poliziotti sotto inchiesta, non solo il caso
Aldrovandi. Stima e rispetto per la

414
I feriti
Questo il bilancio degli agenti
contusi
in operazioni
di ordine
pubblico
durante
l’anno 2012

mamma di Federico, da parte mia, c’è
stata sempre».
Alla fine, questi del Sap un po’ si
sentono nell’angolo, un po’ cercano
l’isolamento. Il neosegretario, Gianni
Tonelli, usa toni dannunziani: «Sono il
cattivo del momento». Non disconosce l’applauso, anzi. «Siamo liberi di
solidarizzare con un collega che riteniamo condannato ingiustamente. Ma
se questo è diventato un Paese dove
non si può più nemmeno manifestare
liberamente il proprio pensiero, meglio tornarsene tutti a casa».
D’altra parte sono mesi che afferma
che per lui i quattro condannati «sono
innocenti e basta leggere gli atti del processo per capirlo». Ieri, poi, Tonelli sfidava tutti: Renzi, il ministro Alfano, il viceministro Bubbico, pure il capo della
polizia, il prefetto Alessandro Pansa.
«Mettano i loro uffici legali a leggere gli
atti e poi ci confronteremo».

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO
PARTITI E MOVIMENTI
Idirigenti
del
Centro

Sfida il 23 maggio

Cesano Boscone
La Sacra Famiglia, il centro
dove Berlusconi dal 9
presterà servizio

I compiti del leader di Fi

I pasti

«Dovrà svolgere
attività relazionali
come ascolto e
dialogo»

«Aiutare le persone
in questo bisogno
aiuta a entrare
in comunicazione»

EilM5S
osadinuovo
ilcomiziofinale
aSanGiovanni
JACOPO IACOBONI

Berlusconi dal 9
seguirà i malati
di Alzheimer
Il direttore del Centro: niente barzellette, né politica
PAOLO COLONNELLO
MILANO

La palazzina beige a due piani
immersa nel verde, costeggiata da vialetti silenziosi, starebbe bene anche a Milano 2 tanto
è linda e pulita. Ma dalle finestre, nonostante il pullulare di
giornalisti e telecamere, non si
affaccia nessuno. Piove e l’età
media degli inquilini, una sessantina in tutto, è di 85 anni.
Mezzogiorno è passato da un
pezzo ed è l’ora del pisolino.
Padiglione San Pietro: è qui
che Silvio Berlusconi verrà a
«lavorare» per 4 ore alla settimana a partire da venerdì 9
maggio, ore 9,45. Dovrà fare
compagnia a degli anziani particolari: i malati di Alzheimer,
uomini e donne senza memoria. Aiutarli a mangiare, a trascorrere il tempo.
«Qui c’è gente che magari
comunica spesso solo con lo
sguardo…», spiega il direttore
della Sacra Famiglia di Cesano
Boscone, Paolo Pigni. Ed è una
bella nemesi per il «re della co-

municazione» finire a scontare i
suoi 10 mesi ai srvizi sociali proprio in un luogo dove nessuno saprà riconoscerlo e dove la parola
è spesso superflua. Non è poi così
scontata questa «pena» scelta
per Berlusconi che appena due
giorni fa aveva definito il suo affidamento «una cosa ridicola».
Qui non c’è niente da ridire.
«Sarà un impegno duro ma
arricchente - chiarisce Pigni Un’esperienza che potrà essergli
utile, io credo». Altro che barzellette e serenate al piano: «Dovrà
svolgere attività relazionali come ascolto e dialogo». E rinunciare alla politica: «In Sacra Famiglia né Silvio Berlusconi né altri, nessuno, potrà fare campagna elettorale». E non ci saranno
deroghe: «Su questo saremo cortesemente inflessibili, non sarà
permessa alcuna attività di carattere politico e neppure dichiarazioni, comizi, banchetti o manifestazioni». Perché qui Berlusconi d’ora in poi sarà considerato semplicemente come uno degli 843 volontari e persino la sua

scorta dovrà rimanere fuori da
uno dei reparti considerati tra i
più delicati e difficili della Fondazione. All’inizio il leader di Forza
Italia dovrà imparare dal gruppo
di lavoro che lo affiancherà: un
medico, un assistente sociale, un
educatore, un fisioterapista. Poi,
potrà cominciare ad aiutare davvero, magari imboccando altri
anziani come lui in quello che viene definito uno dei momenti più
delicati dell’attività: il momento
del pasto. «Aiutare le persone a
soddisfare questo bisogno aiuta
ad entrare in comunicazione con
loro», spiega sempre Pigni, uomo cortese e solido, abituato alla
sofferenza e dunque, per nulla
impressionato dall’ingombro oggettiva di questo «volontario»
forzato. Berlusconi dovrà insomma imparare un nuovo tipo di comunicazione, lontano anni luce
dagli spot e le battute cui era abituato. «Provate voi ad andare a
raccontare barzellette nel nucleo
Alzheimer, vedrete…». Berlusconi dovrà adeguarsi alla giornata
tipo dei pazienti: sveglia alle 7,

SPADA/LAPRESSE

igiene personale, colazione e alle
9,45, al suo arrivo, inizio del programma: «Stimolazione cognitiva di lettura e scrittura, giochi a
incastro, esercizio fisico, attività
di interazione come ascolto e
contatto diretto», elenca Pigni,
pignolo. Che consiglia a Berlusconi un abbigliamento idoneo:
«Se vorrà venire con l’abito lo
facciamo entrare lo stesso, ma
magari si sporca la cravatta…».
Perché l’ex Cav «non farà
un’attività divertente o rilassante ma importante, con persone
provate che hanno capacità relazionali e un’umanità enormi. E
che rappresentano una sfida e
una ricchezza per tutte le persone che entrano in contatto con loro». Capirà l’uomo più ricco
d’Italia, questa «ricchezza» speciale che gli viene offerta? Certo,
non sarà una passeggiata. «Non
staremo col cronometro in mano
ma le quattro ore prescritte dal
Tribunale le dovrà svolgere. E se
non si presenterà in reparto, saremo costretti ad avvertire immediatamente l’Uepe».

MATTIA FELTRI
on gli anziani malati
di Alzheimer: «Ma
come? Ma sono Silvio!
Sì, Silvio... Berlusconi...
Sono stato anche
presidente del Consiglio...
Poco tempo fa, davvero...
Ma perché non ci credi?...
Allora, devi votare Forza
Italia... È un partito, giuro...
Si chiama così da un sacco...
Ma certo che lo votavano...
Ma no, mi chiamo Silvio...
Vabbè, te l’ho raccontata
quella di Berlusconi che va
in Paradiso?... No? Ero
convinto di sì... Allora:
Berlusconi va in
Paradiso...».

C

La notizia non è che il Movimento cinque stelle «ruba»
piazza San Giovanni alla sinistra: è che prende San Giovanni; piazza molto grande,
rischiosa, una piazza difficile
da riempire, che enfatizza i
successi ma drammatizzerebbe i flop.
È il chiaro segno che per la
chiusura della campagna elettorale, venerdì 23 maggio,
osano il tutto per tutto, nella
loro solita logica dell’o-la-vao-la-spacca, ma anche, evidentemente, con un di più:
una certa esibizione di forza
presunta.
I dati dei focus group su cui
si basa la Casaleggio forniscono una base minima nientemeno del 28 per cento, ma ormai i
sondaggi ufficiali vanno tutti
in direzioni comunque altei
(Ghisleri 25,5, Demopolis, ieri,
25, Emg, per Mentana su La7,
27 per cento). La sostanza è
abbastanza univoca, e alimenta una grande speranza dei
cinque stelle. Qualcuno tuttavia sconsigliava i due fondatori dal tornare in San Giovanni,
il paragone col 2013 e le sue ottocentomila persone è comunque molto difficile da reggere,
e al di là di tutte le propagande

Grillo a San Giovanni

Retroscena
UGO MAGRI
ROMA

n meteorite si è abbattuto sulla campagna elettorale berlusconiana. L’ha letteralmente
scoperchiata. Primo, il Cavaliere non
potrà più aggredire i giudici, offendere Napolitano e provocare i tedeschi.
Se ci riprova, lo mettono sotto chiave.
Secondo, nemmeno si azzardi a sfruttare i vecchietti della Sacra Famiglia
per farsi pubblicità. Il Tribunale di
sorveglianza ha già il fucile puntato.
Terzo, niente manifestazioni tranne
che a Roma e in Lombardia: respinta
la richiesta di tenerle anche altrove.
«Sarà una campagna falsata», alza la
voce il consigliere politico Toti. Brontola il forzista Donato Bruno: «E’ la
prima volta che andiamo alle urne
con il nostro leader azzoppato». Se
l’immagine di Berlusconi claudicante
mette tristezza, eccone un’altra: per
Silvio sarà come salire sul ring con
una mano legata dietro la schiena.
Renzi potrà comiziare in lungo e in
largo, a Grillo sarà consentita qualunque dissacrazione, lui viceversa dovrà badare a come parla... Arduo rimontare in queste condizioni.
Per la verità, il divieto di battere
a tappeto l’Italia scombina relativamente poco i piani berlusconiani.
All’uomo non è mai piaciuto esibirsi
nei teatrini di provincia, e già negli

U

E il leader con le mani legate
prepara un’offensiva video
Per il Primo maggio potrebbe partire con un attacco ai sindacati
Berlusconi
Il
leader
di Forza Italia
non potrà
essere
fisicamente
altrove che
a Roma e in
Lombardia

anni scorsi tendeva a scansare gli in- mento con Bari, e poi con Palermo.
viti. Il «no» del Tribunale gli dà la
Ciò che a Berlusconi realmente pesa,
scusa per sospirare «vorrei tanto ma semmai, è non poter rendere comparnon posso...». Tra
tecipe il mondo delle
l’altro, ha appena
SOLO ROMA E LOMBARDIA proprie disgrazie. In
scoperto la como- Toti: «Una campagna falsata» tivù voleva andare
proprio per questo.
dità delle videoMa Silvio non ha mai amato Si auto-commisera
conferenze. Quella
i teatri di provincia in continuazione, addi ieri l’altro in coldirittura con cenni di
legamento col Lingotto gli ha permesso addirittura di autocritica («Forse nei giorni scorsi
interagire col pubblico in carne ed avevo un po’ esagerato...»). Tanto che
ossa. Ripeterà domenica l’esperi- ieri, quando ha incontrato i dirigenti

del suo partito, da Romani a Brunetta,
da Verdini a Gasparri, da Gianni Letta
(tornato in pista) alla portavoce Bergamini, pare che qualcuno alla fine sia
sbottato: «Vorrà dire, presidente, che
andrai in tivù a parlare se dio vuole dei
nostri problemi...». Della crisi. Delle
tasse. Dei disoccupati. Di tutto ciò che
angustia la gente comune. La «scaletta» mentale del Cavaliere verrà gioco
forza resettata e, per non urtare le toghe, completamente riscritta. Al primo
posto, i grandi temi economici e sociali.
Fioccano suggerimenti in materia.
«Sfida Renzi», gli hanno proposto,
«promettendo 1000 euro di pensione
minima per tutti. Incalzalo sul decreto
lavoro. Mettilo alle corde sulla Tasi. Accusalo di avere finanziato la detrazione
di 80 euro con i fondi scippati ai risparmi postali degli anziani...». Berlusconi
ascolta e prende nota, ma non è uomo
da mezze misure. Se quello sarà il campo di battaglia, lui prepara qualcosa di
molto più forte. Le celebrazioni del Primo Maggio, per esempio, potrebbero
fornirgli il destro per un assalto frontale ai sindacati, e per far vedere che Renzi, almeno nei confronti della Camusso,
non è più a destra di lui.

e previsioni - più o meno fondate - anche solo andar vicino
al risultato sarebbe il segno di
una forte tenuta politica. Ma il
M5S, antipolitico per natura,
si fa quasi un vanto di non preoccuparsi di fissare un’asticella elettorale forse troppo alta.
Vedremo come andrà.
Qui però bisogna aggiungere qualcosa sul Pd; non risulta
che il partito abbia neanche
tentato di prendere quella
piazza, così com’è vero - per la
cronaca - che il Pd (o prima i
Ds, o il Pds) non abbiano solitamente usato piazza San
Giovanni - come sciattamente
si dice - per chiudere le campagne elettorali. Eppure è innegabile che qualcosa, almeno nei simboli, s’era rotto l’anno scorso, quando Grillo annunziò l’evento finale delle politiche in San Giovanni. Se
non del Pd, San Giovanni (e
questo è innegabile) è stata infatti davvero una piazza connotata assai a sinistra (al netto dei funerali di Aldo Moro o,
in epoche diverse - del megacomizio di Berlusconi nel
2006). Ci sono passati Sartre,
la de Beauvoir, la Ibarruri, per
i funerali di Togliatti; mentre
quelli di Berlinguer erano già
un’anticipazione della fine.
Oggi è tutto diverso; e bisognerebbe astenersi dal fare paragoni. Solo constatare
che è un luogo molto grande.
E chi la prende ritiene di poter osare.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Primo Piano .7

.

Le iniziative elettorali per frenare la rimonta dei cinque stelle

R

1

R

IL RITORNO
DELL’EX SEGRETARIO

2

Pisa, poi Puglia,
Lombardia,
Emilia, Piemonte

LE TAPPE
DELL’EX PREMIER

Bologna e
Modena, poi da
Sud a Nord

R

3

GUERINI CONVOCA
TUTTI

Lunedì alle 11,30
direzione
allargata del Pd

Pd, nelle piazze anche Bersani e D’Alema
Faranno campagna elettorale. E Renzi chiama tutti alle armi: lunedì direzione allargata a 600 membri
CARLO BERTINI
ROMA

Seduto al tavolone centrale dell’emeroteca di Montecitorio,
Stefano Fassina tiene in mano
una copia del Guardian e scuote il capo. In prima pagina c’è il
report dello studio che profetizza un boom dei partiti populisti in Europa che potrebbero
incassare fino al 30% dei seggi
nel Parlamento europeo. «E’
vero che i nostri sondaggi danno Grillo più basso di quanto si
creda, ma l’anno scorso sappiamo come è andata....», è l’amaro ricordo di Fassina.
E se tutti a parole dicono che
è giunta l’ora di spendersi al
massimo per rastrellare voti,
c’è chi pensa che serva il «fattore Matteo» e chi ritiene sia ancora utile mettere in campo anche il «fattore Bersani». I primi
sono i «giovani turchi», che l’altra sera dopo aver riunito i loro
cinquanta parlamentari e i loro
dirigenti «del territorio», hanno lanciato l’allarme: «Matteo
mettici la faccia, scendi in campo tu, fai comizi». Gli altri, va da
sè, sono i bersaniani, che hanno
cucito addosso all’ex leader un
tour tra nord e sud, che partirà

lunedì da Pisa, poi Puglia, Lombardia, Emilia, Piemonte. «Per
far girare Pierluigi, che ha voglia di rimettersi in pista e che
resta quello più richiesto dai
nostri militanti», spiega la colonna della corrente, Nico
Stumpo. E infatti, reduce da
una passeggiata tra le sue colline, Bersani racconta in Transatlantico a Epifani di esser stato
fermato da un gruppo di cicli-

Fassina: i nostri
sondaggi danno Grillo
più basso, ma sappiamo
come andò nel 2013...
sti: «Mi riconoscono pure se mi
proteggo col berretto e mi chiedono, “come stai?”. Bene, mica
devo fare ogni volta il bollettino
medico, gli rispondo io». Poi il
principale antagonista di Renzi
si fa serio. «Comunque tira una
brutta aria, la gente è arrabbiata e disillusa, vediamo come andranno ’ste elezioni...». E comunque quanto a impegno, non
vuole esser da meno Massimo
D’Alema: da lunedì scenderà in
campo a Bologna e Modena, poi

specie nell’ultima settimana,
una puntata in tutte le regioni,
da sud a nord.
Ma il premier pensa che debbano essere tutti a sudare sette
camicie senza diserzioni dalla
trincea: per questo ha fatto organizzare al fido Lorenzo Guerini una chiamata alle armi di
tutti i graduati, colonnelli e terze file del partito. Lunedì mattina alle 11,30 sono convocati
quattrocento deputati e senatori, cento segretari provinciali, venti segretari delle federazioni regionali e i cento membri
della Direzione: in un summit
ribattezzato negli sms «Direzione allargata», dove il leader
in persona suonerà la carica.
Una scelta maturata ieri, nello
stile di Renzi, tanto che il problema di Guerini ora è trovare
in zona Cesarini una sala adeguata: l’auletta dei gruppi parlamentari è occupata e pure se
dei seicento ne verranno la metà, il salone del Nazareno non
può andar bene.
Insomma, che non ci sia da
riposare sugli allori, che non
possa essere solo la spinta del
governo a trainare una sfida
contro avversari temibili, lo

LE FOTO DEL MINISTRO SU OGGI

Madia con la figlia Margherita
1 Su «Oggi» escono le prime foto del ministro del lavoro Marian-

na Madia con la figlia appena nata, Margherita

pensano tutti. Anche se nel pd
circolano sondaggi che danno
un distacco superiore ai dieci
punti, Grillo al 23% e il Pd al
34%, considerati perfino troppo trionfalistici, tutte le rilevazioni danno un distacco di sicurezza che fa dire al premier,
«arriveremo primi».
E in questi giorni, siglata la
tregua sulle riforme, rinviati
tutti i nodi a giugno, Renzi ha
accettato di rinviare pure quello sugli assetti interni del partito: la segreteria sarà rinnovata,
ma dopo le europee, come chiesto dalla nuova corrente di giovani bersanian-dalemiani guidati da Speranza. «Sarà una segreteria unitaria staranno tutti
dentro», conferma Guerini.
Quindi, nei dodici posti di (relativo) potere nel partito di Renzi, siederanno pure esponenti
della minoranza. Ma non i civatiani, perché Pippo resta il solo
a fare opposizione in un Pd che
in questa fase ha siglato una
tregua.. Almeno fino alle europee, dopo si conteranno i voti,
«si conteranno le preferenze
dei renziani e dei nostri sul
campo...», avvertono sibillini i
bersaniani.

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

U

IMMOBILI

Eccezioni
Escluse
Aosta
e Pordenone,
tutte le altre
città hanno
aumentato
l’aliquota
da quella
base dell’uno
per mille

LA NUOVA TASSA

Tasi, chi vince e chi perde
In un Comune su quattro
è più cara dell’Imu
Milano, Roma e Torino ritoccano al rialzo le aliquote

il caso
PAOLO RUSSO
ROMA

T

assa sul mattone in aumento per una abitazione
principale su quattro e
negli altri casi risparmio
di poche decine di euro rispetto alla vecchia Imu, fatta eccezione per un 15% di Comuni dove il
minor esborso supererà in media i
cento euro. E’ la fotografia dei primi
19 Comuni di città capoluogo che
hanno deliberato le aliquote della Tasi scattata dalla Uil Servizio Politiche
territoriali, proprio mentre il Parlamento approvava ieri in via definitiva

il decreto “Salva Roma” con le regole
definitive per la nuova imposta sui servizi indivisibili. Che in pratica fa rientrare dalla finestra la vecchia Imu, vista la tendenza a spingere al massimo
le aliquote.
Anche se ad agitare i sonni dei contribuenti più dell’esborso sarà il rebus
del come pagare l’imposta. Tra la giungla di aliquote deliberate e i diversi
meccanismi di detrazione la Uil calcola infatti che alla fine saranno almeno
75mila i diversi modi di versare l’obolo.
Così dopo essersi esercitati nello scioglilingua di Tares, Trasi, Tari, Tuc e
Tasi e aver assistito a sei modifiche
normative in un solo anno, alla fine gli
italiani pagheranno come prima, con
altri sicuri esborsi per commercialisti
o Caf. A Bologna, ad esempio, sono state fissate 23 detrazioni diverse in base
alla rendita catastale dell’immobile.
Ad eccezione di Aosta e di Porde-

MARCO BECKER/BUENAVISTA

none , tutte le altre città hanno aumentato l’ aliquota da quella base dell’uno per mille. Il 24% a un punto tale
da rendere la Tasi più esosa dell’Imu.
A Milano in media si pagheranno 64
euro in più, con una aliquota sulla prima casa fissata al 2,5 per mille e detrazioni legate sia alla rendita catastale (fino a 770 euro), che in base al
reddito Irpef. Ma quella meneghina è
una eccezione, perché quasi tutte le
amministrazioni nel fissare le detrazioni hanno deciso di andare sul sicuro legandole a dati conosciuti, come
quelli della rendita catastale, anziché
alle condizioni socio-economiche del
proprietario. Qualcuno ha affiancato
al valore catastale anche la detrazione per i figli a carico, come Torino, dove al bonus fisso di 110 euro per ciascun immobile entro la soglia dei 700
euro di rendita catastale, si sommano
30 euro ogni figlio under 26.

Le detrazioni, è bene ricordarlo, so- preannuncia un salasso.
no state introdotte proprio dal “SalSembra andar bene invece per gli
va-Roma” per evitare che i 5 milioni di in inquilini. In metà delle città non
proprietari esentati dall’Imu, in virtù pagheranno la quota tra il 10 e il 30%
degli sconti fissi che l’accompagnava- della Tasi perché i Comuni hanno deno, si ritrovassero invece a pagare la ciso di fare cassa con la sola Imu, donuova imposta. Per questo il decreto vuta esclusivamente dai proprietari
approvato ieri prevede che l’aliquota delle case date in locazione. A Milamassima del 2,5 per
no, dove la Tasi sulle
mille sulla prima ca- IL REBUS DELLE DETRAZIONI case in affitto sarà
sa e quella del 10,6
0,8 per mille la
A Bologna ce ne sono dello
sulle seconde, possaquota carico degli
di 23 tipi diversi in base inquilini sarà dal
no essere aumentate
alla rendita catastale 10%, pari a circa 14
complessivamente di
un altro 0,8, destieuro. Tra i 10 e i 20
nando l’intero maggior gettito pro- euro è l’obolo richiesto a chi è in affitprio alle detrazioni. Opportunità che to a Cagliari, Brescia, Forlì e Mantohanno sfruttato 8 capoluoghi su 19. va. “Ma alla fine –sottolinea ilo segreMilano e Roma, che ha deliberato le tario confederale della Uil, Guglielaliquote Tasi ieri, hanno deciso invece mo Loy- tra Tasi, tassa rifiuti e addidi finanziare le detrazioni per la case zionali comunali si rischia di neutrapiù modeste spingendo in alto le addi- lizzare il bonus Irpef”. Le prossime
zionali sulle seconde case, per cui si delibere diranno se è così.

Le stime della Uil su alcune città

Milano

Roma

Torino

Savona

Pistoia

Mantova

2,5

2,5

3,3

2,5

2,5

2,4

per mille

per mille

per mille

per mille

per mille

per mille

L’aliquota porta a un
costo medio della Tasi
di 430 euro, 64 in più
della vecchia Imu

Il costo medio della
Tasi è di 410 euro,
127 euro in meno
dell’Imu

La Tasi arriva
a costare 468 euro,
7 euro in meno
rispetto a prima

Il costo medio della
Tasi sarà di 206 euro,
circa 28 euro in più
rispetto all’Imu

La nuova tassa sulla
casa sarà in media
di 255 euro, più
cara di 75 euro

La Tasi costerà in
media 241euro, 89
euro in più rispetto
alla vecchia Imu

Le reazioni
Confedilizia

“Patrimoniale mascherata
Così scenderanno
i prezzi delle abitazioni”
ROMA

A
Corrado
Sforza
Fogliani
Presidente
della
Confedilizia

umento degli affitti e prezzi
delle case nuovamente in caduta libera. Il Presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, vede nero il futuro del mattone con la
nuova Tasi. «Che non è altro che una
patrimoniale mascherata», afferma
senza giri di parole.
Insomma, per lei la Tasi è solo un modo
di far rientrare l’Imu dalla finestra?

«Per come si sta profilando dalle prime
delibere comunali direi proprio di si.
Oggi come oggi tutto è tranne che quel
che è indicato in quella sigla, ovvero un’
imposta sui servizi indivisibili, a copertura dei loro costi effettivi. La scorsa
estate era stata annunciata così ma ad
ottobre era già un’Imu bis, di fatto una
patrimoniale mascherata».
Perché?

«Perché l’obbligo per i Comuni di indicare per filo e per segno quali costi per
servizi indivisibili va a finanziare c’è solo sulla carta, dal momento che i cittadini non possono verificare come verrà
utilizzato il gettito. Alla fine servirà solo

Il sindaco
a coprire quel che sarebbe venuto a
mancare con la cancellazione dell’Imu».
Come se la caveranno i proprietari con
la giungla di aliquote e detrazioni?

«Nel ‘700 il grande economista Adam
Smith diceva che le tasse devono essere
meno gravose possibili e facili da versare. Qui è tutto l’esatto contrario, così oltre all’onere delle aliquote spinte verso
l’alto i contribuenti dovranno pure ricorrere a caf e commercialisti con ulteriore esborso di denaro».
Che conseguenze prevede per il mercato immobiliare?

«Prezzi nuovamente in caduta libera.
Qualche timido segnale di ripresa tra
agosto e settembre c’era stato. Poi ad
ottobre il vento è girato quando si è
capito che la Tasi non sarebbe stata
un’imposta sui servizi indivisibili ma
solo un modo per ripristinare l’Imu.
Nonostante i prezzi in ripresa in Gran
Bretagna e Spagna, l’organismo di
sorveglianza delle banche europee
prevede nell’area Ue una caduta di
valore in media del 20%. Con questo
livello di tassazione noi andremo sicuramente peggio».
E per il mercato degli affitti?

«I canoni non potranno che aumentare.
Per questo abbiamo proposto un Imu al 4
anziché al 10,6 per mille per le case in locazione. Il Ministro Lupi si era detto d’accordo, poi non se ne è fatto nulla. Ma si fa
ancora in tempo a rimediare».
[PA. RU.]

“Un’impostachecolpisce
anchelaclassemedia
Lefamiglie sono allostremo”
ANTONIO PITONI
ROMA

L
Nicola
Sodano
Sindaco
della città
di Mantova

a transizione dall’Imu alla Tasi è
stata tutt’altro che indolore. «Persino qui a Mantova, che tra i comuni capoluogo si è sempre posizionata
sui livelli più bassi di tassazione di tutto
il Paese», tiene a precisare il sindaco Nicola Sodano. Esprimendo una «valutazione molto negativa» circa gli effetti
relativi all’introduzione della Tasi.
Negativa perché?

«Perché ha prodotto un innalzamento
della leva fiscale in un momento di grave crisi economica, che sta colpendo
anche la classe media. Il tutto mentre
sempre più famiglie bussano alla porta
del sindaco perché non possono più sostenere spese elementari, dal gas alla
luce senza parlare della tassa sulla
spazzatura. E quando la gente rischia
di non mangiare c’è il rischio che la situazione scappi di mano».
A Mantova in particolare quali sono
stati gli effetti?

«Con l’Imu, eravamo riusciti - credo
unico capoluogo d’Italia - a fissare
l’aliquota sulla prima casa al 3 per mil-

le, cioè al di sotto della soglia minima
del 4 per mille. Il 2 per mille andava
allo Stato, il resto al comune che riusciva a compensare il mancante uno
per mille con la cassa. Per effetto di
questa impostazione, sulla prima casa, i nostri cittadini non hanno dovuto
pagare neppure la mini Imu».
Poi è arrivata la Tasi: cosa è successo?

«L’aliquota base sale al 2,5 per mille
con la possibilità di aumentarla, da
parte dei comuni, fino al 3,3. Noi abbiamo voluto dare un segnale e abbiamo applicato il 2,4 per mille, restando
al di sotto della soglia minima. Ciononostante, rispetto all’impostazione
dell’Imu, i mantovani si sono ritrovati
comunque a pagare di più».
Però ci sono le detrazioni...

«Tema complesso. Perché i segnalatori potrebbero non essere attendibili.
Se mi affido alle rendite catastali, un
appartamento di pregio nel centro storico potrebbe pagare meno di una casa
in periferia. Se scelgo il reddito, gli
onesti pagano tutto, chi evade no».
Quindi?

«Allora abbiamo scelto un parametro oggettivo: 50 euro di detrazione
per ogni figlio dal secondo in poi,
escludendo le famiglie particolarmente agiate. In parallelo abbiamo
aumentato da 7 a 8 milioni di euro il
fondo per i servizi sociali per aiutare
chi non ce la fa».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Primo Piano .9

.

U

TRASPORTI
IL RISIKO DEI CIELI

Il vertice Alitalia vola ad Abu Dhabi
Venerdì l’ad Del Torchio vedrà le banche, poi cda e viaggio negli Emirati. Stretta sugli stipendi dei piloti
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

Roma, Milano, Abu Dhabi.
L’agenda di Gabriele Del Torchio è fitta di appuntamenti.
Dopo la lettera di Etihad, arrivata martedì, ora il pallino
è tornato nelle mani di Alitalia e il lavoro dell’ad procede
a ritmi serrati. Dopo i colloquio in conference call, venerdì Del Torchio incontrerà
le banche creditrici della
compagnia, ovvero Intesa
SanPaolo, Unicredit, Mps e
Popolare di Sondrio. Le condizioni poste dagli arabi per
investire oltre 500 milioni di
euro sono dure, soprattutto
per i grandi istituti che sono
anche azionisti. La compa-

gnia di James Holden chiede la
rinegoziazione di 400 milioni
di debiti, in parte da convertire in azioni e in parte da cancellare. Se da Unicredit sono
arrivati segnali di apertura, a

Passi avanti sui risparmi
il taglio vale 48 milioni
Air France: se Etihad
entra pronti a investire
quanto si apprende, nel board
di Intesa San Paolo continuerebbero a serpeggiare dubbi.
Dopo i colloqui con le banche,
nei primi giorni della prossima
settimana, Alitalia dovrebbe
convocare un Cda e, una volta

affrontate punto su punto le richieste di Etihad, Del Torchio
potrebbe partire alla volta degli Emirati. L’obiettivo è accelerare, così come si sta accelerando sulla ulteriore spending
review da 48 milioni che porterà a 400 milioni i risparmi previsti dal piano industriale varato a inizio anno.
Il 2 maggio la discussione
con i sindacati ripartirà dal taglio dello stipendio di chi guadagna oltre 40mila euro, un
«contributo di solidarietà» da
parte di piloti, manager e quadri, ma sono previsti anche il
congelamento degli scatti di
anzianità e la revisione del tetto del 93% del «contratto Cai»,
fissato al momento della priva-

tizzazione, in virtù del quale le
retribuzioni della nuova Alitalia non potevano essere inferiori, appunto, al 93% di quelle
della vecchia compagnia. Un
ostacolo da superare anche
per dare un segnale al gruppo
di Abu Dhabi che, nella lettera
di venti cartelle, non ha certo
ammorbidito le condizioni.
Il dossier Alitalia ieri è tornato sul tavolo di Air FranceKlm, alla finestra per osservare gli sviluppi della trattativa con Etihad. «Aspetto con
interesse di vedere quello che
succederà», ha detto il presidente e dg Alexandre De Juniac. «Avevamo avanzato delle condizioni all’investimento
simile a quelle di Etihad. Se

500

Etihad ottiene soddisfazione
e investe, la questione si riproporrà anche per noi»
Sempre ieri Alitalia ha incassato una buona notizia: la
Procura di Catania ha chiesto
l’archiviazione dell’inchiesta
per tentata estorsione avviata dopo la denuncia di Wind
Jet per presunte condizioni
vessatorie a conclusione della
trattativa (fallita) tra le società. La compagnia catanese ha
evitato il fallimento grazie a
un concordato preventivo e
ha chiuso i voli il 12 agosto
2012: Wind Jet nell’udienza di
ieri, si è opposta e al termine
il Gip si è riservato di decidere. Il verdetto è atteso per la
prossima settimana.

milioni
L’investimento
previsto da parte
di Etihad per entrare
nel capitale di Alitalia

2600
esuberi
I tagli al personale
richiesti dal gruppo
arabo per investire
nella società italiana

Ha
detto

Intervista

LE STRATEGIE

Il problema non sono
gli esuberi, ma se c’è
un piano credibile,
se si vuole investire
e aprire nuove rotte

AMEDEO LA MATTINA
ROMA

M

aurizio Lupi è appena
uscito da Palazzo
Chigi dove è stata discussa la riforma della Pubblica amministrazione. Una lunga discussione,
spiega il ministro dei Trasporti e
delle Infrastrutture, in cui è stata
avviata «una svolta epocale» che dà
il segno della «sfida dell’innovazione
in questo come su tanti altri settori.
O si cambia o si muore. E con Renzi
la sintonia è totale, anche su come
affrontare la questione dell’Alitalia».

ALTA VELOCITÀ

Fiducioso

Faremo i collegamenti
come previsto dal
piano per gli aeroporti
Finora si è ragionato
solo sui settori

Il ministro
dei Trasporti
Maurizio Lupi
crede nel progetto
presentato
da Etihad

LA TRATTATIVA

Ecco, lei ha incontrato nel pomeriggio il premier il giorno dopo la lettera che Etihad ha inviato all’amministratore delegato dell’Alitalia Del
Torchio. Quanto siete preoccupati
che la trattativa possa fallire?

«Intanto una premessa d’obbligo: la
trattativa è tra due aziende private,
il governo non c’entra . Noi siamo interessati al piano industriale, ad
un’alleanza che rilanci Alitalia a livello internazionale. Vogliamo che il
nostro Paese diventi un hub naturale. La mia preoccupazione è che Alitalia trovi un partner forte, cosa che
non è successa finora».
Lei è a conoscenza dei contenuti
della lettera. È un prendere o lasciare?

«Da quello che mi ha detto Del Torchio non è un prendere o lasciare ma
è una proposta seria. Il dialogo è in
corso e sui giusti binari. Ora i soci
italiani devono dare una risposta
puntuale alle richieste di Etihad che
non ha posto alcun aut aut. Posso dire che sono moderatamente ottimista. Aspettiamo e vediamo».
Se la trattativa fallisse la patata bollente arriverebbe dritta sul suo tavolo: un incubo per lei.

«Guardi che noi l’avevamo già affrontata questa patata bollente. Sembra
che siano passati decenni da quando,
a ottobre, abbiamo affrontato il problema Alitalia che era tornata sull’orlo del baratro. Avevamo detto: lo Stato non ci mette soldi pubblici e abbiamo chiesto ai privati di crederci. Oggi, dopo i primi mesi dell’anno, il bilancio è in linea con piano presentato
da Del Torchio. Se le cose dovessero
andare male, cosa che io non solo non
mi auguro ma non credo assolutamente, vedremo cosa fare».

TONY GENTILE/REUTERS

Una hostess di Alitalia a Fiumicino

È tra due aziende
private, noi siamo
interessati al rilancio
di Alitalia a livello
internazionale

“Per la compagnia un socio forte
Dagli arabi nessun ultimatum”
Il ministro Lupi: Malpensa resterà importante come Linate e Fiumicino
L’ordinanza
DifferitoloscioperoEnav
Voliregolarinelweekend
1 Servizi aerei regolari per il pros-

simo sabato 3 maggio. Con un’ordinanza il ministro delle Infrastrutture
e dei Trasporti, Maurizio Lupi ha differito ad altra data gli scioperi previsti per quel giorno dal personale dipendente della Enav. Ma il rientro dal
Ponte rimane a rischio per chi viaggia su strada: dal 3 all’8 maggio sciopereranno i gestori degli impianti di
benzina nelle aree autostradali, dalle
22 alle 6 del mattino. Lo sciopero è
stato indetto da Faib-Confesercenti,
Fegica-Cisl e Anisa-Confcommercio.

Alitalia è una grande malata nonostante i piani salvataggi e l’intervento
dei famosi «imprenditori patrioti»
chiamati da Berlusconi. Perchè le Ferrovie dello Stato sono state rilanciate
e Alitalia no?

corto raggio hanno fatto una concorrenza spietata con il low cost. Con
questo non voglio giustificare il management Alitalia, perchè ognuno fa i
suoi errori, anche in politica».

Per i politici la questione degli esuberi
«Onestamente bisogna riconoscere
dovrebbe essere prioritaria: saranno
che i nuovi soci itaa carico dello Stato.
liani di Alitalia
IL BILANCIO Lei su quanti esuberi
hanno investito di
metterebbe mai
«Oggi, dopo i primi mesi non
risorse loro pari a
la firma?

dell’anno, è in linea con «Mi sembra l’impoun miliardo di euro
i propositi dei manager» stazione più sbaglianel 2009. Ma dal
ta. Il problema non
2009 ad oggi, a differenze di quello che accaduto nelle sono gli esuberi ma se esiste un piano
ferrovie che ha investito nell’alta velo- industriale credibile, se si vuole investicità, il mondo è cambiato nel settore re, fare sinergie, aprire nuove rotte.
del trasporto aereo. E nessuno poteva L’occupazione si crea e si difende creimmaginare come. Pensi che la stessa ando sviluppo. Noi siamo rimasti al piaEtihad nel 2009 aveva 4 aerei, ora ne no Del Torchio concordato con il sindaha 120 e ne ha appena ordinato altri cato che ha mostrato grande senso di
100. Ryanair e Easy jet nel medio e responsabilità, cioè alla riduzione di 118

milioni di euro sul costo del lavoro».
Perchè si è aspettato che l’alta velocità per collegare gli aeroporti ci venisse chiesta dagli arabi?

«Noi facciamo i collegamenti dell’alta velocità come previsto dal mio
piano nazionale per gli aeroporti. Finora non si è fatto perché si è ragionato per settori. Io rispondo di quello che abbiamo fatto e faremo. Sapendo che, e voglio ripeterlo, o si
cambia o si muore».
LaliberalizzazionediLinatesaràascapito di Malpensa?

«Quando vedremo il piano industriale
ne riparliamo, ma posso dirle che Malpensa rimarrà un aeroporto importante come Linate e Fiumicino. Non
ho visto nei piani il ridimensionamento di Malpensa. Se Alitalia fosse fallita
non staremmo qui a parlare di ridimensionamento di Malpensa».

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

gg Dossier/2015

Milano, Italia
Ancora365giorni
per vincere
la sfida del futuro
Tra un anno si parte: anche un po’ ridotta
l’esposizione rimane decisiva per il Paese

L’interno del padiglione italiano all’Expo 2015 nel progetto dello studio Nemesi & Partners

FABIO POLETTI
MILANO

Ai piani alti di via Rovello si
fanno gli scongiuri: «O si fa
bene Expo 2015 o si muore».
Ma si capisce che partito il
countdown, è solo una questione di scaramanzia.
Sulla carta ci sono i grandi
numeri di una fiera espositiva
senza precedenti: 147 Paesi
partecipanti, la prima volta
degli Usa di Obama, 20 milioni
di visitatori di cui 8 dall’estero, 100 capi di Stato e di governo, 500 ministri a Milano
caput mundi, una partita che
con l’indotto vale 10 miliardi
di euro e 4 punti di Pil che sono ossigeno. Giuseppe Sala,
l’ad di Expo 2015, semina ottimismo: «Le verifiche esterne
sui tempi ci rassicurano. Sulle
infrastrutture i lavori sono all’80%, sulla piastra espositiva
al 40%. La preoccupazione è
piuttosto la burocrazia: dogane, visti, permessi».
E fa niente se la linea 6 della metropolitana non si farà
perchè i fondi sono stati destinati alla ricostruzione in
Abruzzo, la linea 5 arriverà di
sicuro fino a San Siro ma non
è detto che ci saranno tutte le
fermate per tempo e i cantieri della linea 4 da Linate al
centro di Milano saranno
aperti fino a settembre 2019,

Punti cardinali
Sopra, il progetto dell’Expo Center, all’estremità ovest dello spazio dell’Expo

a ridosso di Expo Dubai. Lo
sforzo per fare al meglio questa esposizione su cui Milano e
il Paese si giocano un bel po’ di
futuro, non ha precedenti.
«Non possiamo permetterci
che il 1° maggio ci sia in giro anche solo una carriola nella piastra espositiva grande un milione di metri quadrati, quanto
150 campi da calcio», trema uno
dei funzionari che giura di

guardare il meteo prima di andare a letto la sera e fuori dalla
finestra ogni mattina. Perchè il
vero nemico di Expo 2015 al momento è la pioggia che rallenta
troppo i lavori.
L’anno scorso è piovuto 125
giorni, a gennaio e febbraio di
quest’anno praticamente sempre. I turni di lavoro sono spalmati su 20 ore. I cantieri stanno
aperti anche con le fotoelettri-

che. La piastra è un gigantesco
cantiere dove già si intravedono quelli che saranno i primi padiglioni: quello italiano ideato
da Marco Balich, che dopo aver
curato la presentazione delle
Olimpiadi invernali di Torino e
il lancio della Fiat 500, si è ispirato a un nido che accoglie e nutre, in tema con il cibo che è il
brand di Expo 2015; quello della
Thailandia che si ispira al «no-

gb», il cappello dei contadini, o
quello degli Emirati Arabi, con
dune alte fino a 12 metri.
Italia a parte, gli Emirati con
60 milioni di euro sono i top
spender della kermesse. Si capisce che il loro è pure un investimento visto che tra sei anni
se la giocano in casa a Dubai.
Un do ut des che però ha già
provocato qualche problema.
La Turchia che puntava al-

l’esposizione del 2020 potrebbe
ritirarsi per ritorsione. Come
l’India, se non si definisce la
questione dei marò. O l’Ucraina
dilaniata dal conflitto interno.
Ma fatti i conti, l’investimento italiano, e non solo in immagine, è di quelli che pesano e rischiano di pesare sulla ripresa
del Paese. L’investimento italiano è quantificato in 1 miliardo e
300 milioni di euro. Un altro miliardo lo mettono i Paesi partecipanti. Le aziende private contribuiscono con 350 milioni.
Alla fine quasi 1 miliardo in
meno del progetto elaborato da
Letizia Moratti al Bie di Parigi
del 31 marzo 2008. Molti dei
progetti anche in infrastrutture
sono stati decimati dalla crisi. E
pure quelli che dovevano rendere Milano più moderna. Tanto per dire si sono persi per
strada i due grattacieli nell’area
City Life di Daniel Libeskind e
quello di Zaha Hadid. Ma pure
così si calcola che l’indotto valga qualcosa come 10 miliardi di
euro senza contare i 60mila posti di lavoro creati ad hoc per
far correre l’evento.
Per far questo sarà l’intera
città a farsi bella. Il «fuori
Expo» è di quelli scintillanti:
una mostra su Leonardo da
Vinci come non si è mai vista e
pure il Teatro alla Scala che sarà aperto ininterrottamente

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

g

Darsena e padiglioni gemelli
Così la fiera universale
lascerà un segno in città
Si punta a un’eredità sospesa tra reti virtuali e sostenibilità

La storia
LUCA MOLINARI
MILANO

P
dal 1° maggio al 31 ottobre durante tutta la durata dell’esposizione. Ma tanto per prendere
la rincorsa si comincia già il mese prossimo, con 130 eventi tra i
quali spicca il concerto di Lang
Lang, pianista classico da cento
milioni di dischi che suonerà
Chopin e Rachmaninov in piazza Duomo il 26 maggio.
E fa niente se ancora non si
sa che fine faranno le vie d’acqua che dovranno circondare il
sito espositivo, gli ambientalisti
si oppongono, a maggio verrà
presa una decisione dal cda di
Expo. O se si farà tutta la Pedemontana che ancora fa litigare
le istituzioni. O se verrà completato il raccordo tra le tangenziali che si vede ad Assago
sulla Milano-Genova con quel
ponte ancora sospeso nel vuoto.
Certo il semestre europeo a
guida italiana sarà decisivo.
Così come l’impegno del governo. L’obiettivo è superare nell’immaginario collettivo l’ultima esposizione milanese, quella del 1906, dedicata ai trasporti. Passata alla storia come
l’Expo della modernità. Ma almeno stavolta non c’è il rischio
di slittare l’inaugurazione di un
anno come avvenne allora, perchè nel 1905 non era ancora
pronto il traforo del Sempione,
iconica rappresentazione della
modernità italiana.

147
Paesi
All’Expo 2015 (dal 1°
maggio al 31 ottobre)
hanno aderito finora
147 Paesi.
È un record

20milioni
di turisti
Sono attesi per l’Expo:
8 milioni arrivano
da fuori Italia. Ci si sta
attrezzando per
500 mila posti letto

1,3miliardi
di investimenti
È quanto spenderà l’Italia
(1 miliardo in meno del
progetto originale): gli
altri Paesi investiranno
1 miliardo di euro

rimo maggio 2016: sono
terminati i clamori dell’Expo, conclusa nell’autunno precedente, e Milano si
sta lentamente riavendo da
mesi vissuti intensamente. Si
torna alla normalità, ma la città non è quella di due anni prima. Solo ora si può cominciare a comprendere quello che è
avvenuto e cosa rimarrà come
patrimonio stabile.
Perché questa è la vera sfida all’interno dell’impresa.
Non solo fare il possibile perché questo evento internazionale riesca nel migliore dei
modi possibili, ma soprattutto
comprendere fino in fondo cosa Expo lascerà a Milano e al
Paese negli anni a venire. L’interrogativo appare obbligatorio, perché Expo è un evento
collettivo prodotto con risorse pubbliche, ed è importante
fin d’ora cominciare a immaginare cosa lascerà in dote alla città, e quali richieste è necessario portare agli amministratori perché tutto avvenga
nel miglior modo possibile.
Spazi metropolitani

Cominciamo dai manufatti
che rimarranno a Milano già a
partire dal prossimo anno.
Tra una decina di giorni verrà
aperta al pubblico Expogate,
coppia di padiglioni gemelli
costruiti di fronte al Castello
Sforzesco che fungeranno da
centro informativo per le attività dell’esposizione. Gli edifici, in tubolari di metallo bianco e cristallo, sono il risultato
di un concorso a inviti aggiudicato al milanese Alessandro
Scandurra, uno dei migliori
giovani talenti della nostra architettura contemporanea.
Non appena i soloni della
conservazione a tutti i costi

FILIPPO ROMANO

Il cantiere dell’Expogate: i padiglioni saranno aperti al pubblico tra una decina di giorni

hanno scoperto che i padiglioni
sopravviveranno all’Expo per
ospitare il nuovo Urban Center,
diventando così un segno stabile della città, sono partite le abituali polemiche. Verranno progressivamente spente dall’uso
quotidiano che faremo di questi
eleganti edifici e dall’inedito
spazio pubblico che genereranno, in quella che una volta era
un’irrisolta piazza-parcheggio
per autobus e taxi.
Altro cantiere in corso è la
Darsena, riqualificata grazie al
progetto del francese Jean
François Bodin, che a più di otto anni dalla vittoria del concorso internazionale vede finalmente realizzarsi l’intervento
che recupererà una delle poche
memorie urbane d’acqua sopravvissute e gli spazi pubblici
contigui. Questo importante
bacino dovrebbe essere il punto
di partenza per il controverso
progetto delle «Vie d’acqua»,
un percorso di piste ciclabili e
pedonali intrecciate a spazi

Lo slogan: «Nutrire il pianeta, energia per la vita»

Nel laboratorio delle idee
il cibo diventa “smart”
Dalle ricette del cuore agli studi dei super-esperti
EGLE SANTOLINI

A un anno dal D-day anche il
cantiere delle idee sta prendendo forma. Per esempio è
già in Rete (www.milanprotocol.com) la bozza di quello che
impareremo a conoscere come Protocollo di Milano, promosso dal Barilla Center for
Food and Nutrition, da Wwf
Italia e da Bioversity International. Tra gli impegni che i
governi saranno chiamati a
onorare, oltre alla lotta contro
le malnutrizioni e in favore di

uno stile di vita più sano, quello
della riduzione degli sprechi alimentari del 50% entro il 2020 e
del peso della produzione di
biocombustibili al 5% del fabbisogno energetico.
Ma intanto bisogna cominciare dalle donne. Non solo come tramite di nutrimento, sia in
senso proprio che in senso lato,
visto che trasmettono ai figli il
patrimonio culturale della famiglia e del gruppo sociale. Anche perché sono loro a coltivare
la terra (garantendo il 70% dell’alimentazione per le popola-

zioni del Sud del mondo) e perché gli studi Fao confermano
che più si punta sull’educazione
femminile e più si ottengono risultati contro la povertà.
«WE-Women for Expo»,
messo a punto con il ministero
degli Affari Esteri e con la Fondazione Arnoldo e Alberto
Mondadori, chiama a raccolta
le donne su cinque progetti, e il
primo è destinato proprio a tutte: si tratta di mandare la propria ricetta del cuore per raccogliere in un’enorme piattaforma digitale i segreti e i pensieri

Spezie protagoniste a Expo 2015

delle donne in tema di cibo.
Intanto, molte scrittrici da
tutto il globo (c’è anche Elizabeth Strout) stanno applicandosi al «Romanzo del mondo»:
una o due cartelle per ciascuna,
a formare un libro collettivo sul
tema dell’alimentazione. Al-

verdi che dovrebbe collegare
questa parte di città al recinto
dell’Expo. Pare si siano trovate
soluzioni tecniche e politiche
capaci di fare ripartire il cantiere di questo ambizioso progetto
territoriale, ma conoscendo bene i vizi italiani manteniamo il
condizionale fino al completamento di questa iniziativa.
In città ci sarà anche spazio
per il Palazzo della Triennale,
occupato nei mesi dell’Expo
dalla grande mostra curata da
Germano Celant, allestita da
Italo Rota e dedicata al rapporto tra arte e cibo. Grazie a questa iniziativa si completeranno i
lavori di restauro del Palazzo
dell’Arte e il suo tetto verrà recuperato come spazio pubblico.
Il «recinto» e le aree verdi

Dalla città passiamo al recinto
dell’Expo. Le uniche certezze
sono rappresentate dal fatto
che il Palazzo Italia sarà probabilmente l’unico padiglione a
sopravvivere insieme a tutta

trettanto faranno le artiste, al
lavoro su un’opera multimediale, mentre una rete di personalità, tra cui Vandana Shiva e il
Nobel Jody Williams, daranno
vita alla «Tavola del mondo»,
che dalla discussione in Rete
trarrà linfa e suggerimenti.
L’obbiettivo è una Carta delle
Donne in tema di sostenibilità
che verrà presentata all’Onu.
E la chiave è quella: alto contributo teorico e fitta partecipazione della Rete, insieme,
perché si arricchiscono a vicenda. E se «Laboratorio Expo»,
diretto dal filosofo Salvatore
Veca e curato dalla Fondazione
Giangiacomo Feltrinelli, raccoglie le opinioni più autorevoli
della ricerca, mettendo in rete
le università lombarde con enti
e istituzioni nazionali e internazionali, mentre Feeding Knowledge si focalizza sul Mediterraneo e sul problema della sicurezza alimentare, con il contributo dell’Istituto Agronomico
Mediterraneo di Bari e del Politecnico di Milano, chiunque può

l’infrastrutturazione pedonale
e verde che comprenderà il lago, la grande arena all’aperto, la
collina e il sistema d’acqua e
parco costruiti per definirne i
confini. Oltre a questo Milano
erediterà una delle piastre meglio cablate d’Europa, organizzata grazie a un sistema viario
razionale. Il potenziamento di
autostrade, alta velocità e linee
metropolitane dimostra il ruolo
di stimolo che ha avuto Expo
nel processo di revisione del sistema infrastrutturale milanese e anche di acceleratore di
tutta una serie di azioni urbane.
Ma la vera sfida sarà rappresentata soprattutto da un
salto di mentalità, ovvero da
come Milano sarà capace
d’immaginarsi nei prossimi
decenni trattando questo fondamentale evento con una maturità istituzionale e culturale
da grande metropoli europea,
dimenticandosi in fretta della
festa e guardando con coraggio al futuro.

fare la propria parte, partendo
da un telefonino. «Short Food
Movie», curato da Fondazione
Cinema per Roma e Centro
Sperimentale di Cinematografia, invita a mandare contributi
(girati col cellulare o con il tablet) sul tema del cibo. Anche
qui ne uscirà un megavideo a
mosaico, da 147 Paesi: maggiori
informazioni, come per tutti i
«progetti d’inclusione», al sito
www.expo2015.org.
Per finire, si stima che il 10%
dei 20 milioni di visitatori saranno studenti, un milione e
300 mila dall’Italia e 700 mila
dall’estero. Il «Progetto Scuola» partirà dal lavoro in classe,
con corsi di educazione alimentare, e culminerà con le visite ai
padiglioni. E per i più piccoli c’è
«Childrenshare», in collaborazione con il Museo del Bambino
della Rotonda di via Besana:
con un’area tematica al sito
espositivo e spazio aperto ai
contributi di chi con i bambini
lavora ogni giorno.
Twitter @esantoli

12 .Estero

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

L’ITALIA PREME PER EVITARE CHE SI ARRIVI A UNA TERZA FASE DELLE SANZIONI

Ucraina, Renzi a Putin
“Mosca rispetti
gli accordi di Ginevra”
Telefonata fra i due
leader per evitare
l’escalation
della crisi a Est
ANTONELLA RAMPINO
ROMA

Nella giornata in cui Kiev comunica che si sente lasciata
sola a fronteggiare russi e filorussi nelle regioni a Est, e
mentre da Berlino Angela
Merkel minaccia una nuova
ondata di sanzioni contro Mosca se non «si riaprirà il dialogo» – con gli operatori dell’Osce ancora in ostaggio dei
filorussi – e John Kerry esorta l’Europa «a non dipendere
più dalla Russia per gli approvvigionamenti energetici», Vladimir Putin e Matteo
Renzi si sentono al telefono.
Al termine del colloquio, una
nota di Palazzo Chigi comunica che l’argomento centrale è
stato «il rispetto degli accordi
di Ginevra», mentre il Cremlino aggiunge che si è «discusso in modo costruttivo della
cooperazione russo-italiana
in varie aree, incluso il settore
energetico». In realtà, è proprio quel che si muove in
Ucraina, e quel che non si

TRE MORTI E 79 FERITI

Cina, attentato
nello Xinjiang
durante
la visita di Xi

Filorussi in trincea a Slaviansk. Kiev dà per perse le regioni dell’Est

muove in una crisi sempre più
intricata, a rendere la telefonata niente affatto di routine. Si è
trattato del primo contatto con
Renzi di Putin, che sin qui s’era
limitato a una lettera di congratulazioni al premier italiano che gli ha prontamente risposto - appena insediato a Palazzo Chigi, essendo del resto andata in scena la visita ufficiale
del presidente della Federazione russa in Italia proprio poche
settimane prima, quando premier era Enrico Letta.

E’ mancata

E’ mancato

Maria Carla Bacco
ved. Pont
anni 87
Lo annunciano i igli, i nipoti e parenti
tutti. Funerali in Traves venerdì 2 corr.
ore 10. La salma proseguirà per Torino, Tempio Crematorio.
– Lanzo, 29 aprile 2014

E’ mancata all’affetto dei suoi cari

HONG KONG

Torna l’incubo terrorismo
nello Xinjiang, la regione nel
cuore dell’Asia sotto controllo
cinese, fino a pochi anni fa a
maggioranza uigura, una popolazione turcofona di religione islamica. Un’esplosione ha
scosso la stazione del capoluogo Urumuqi mentre il presidente cinese Xi Jinping concludeva la sua visita nella regione. Pochi i dettagli divulgati dai media sulla natura dell’esplosione che avrebbe provocato 3 morti e 79 feriti. Ma
in serata l’agenzia ufficiale
«Nuova Cina», non aveva dubbi nel parlare di «attacco terroristico violento». A una prima esplosione sarebbe seguito l’attacco di una o più persone con dei coltelli. L’attentato
è coinciso con la prima visita
di Xi da Presidente cinese nella regione. «La battaglia per
combattere la violenza ed il
terrorismo non ci consente
neanche un momento di rilassamento», ha detto poi Xi. Il
primo marzo scorso a Kunming 29 persone sono state
uccise dai terroristi. Pechino
sta portando avanti azioni
sempre più decise per il controllo della regione: è recente
una direttiva che invita la popolazione a denunciare le
donne velate o gli uomini con
la barba lunga.
[I. M. S.]

Ma una telefonata dalla tempistica niente affatto casuale: si
tratta di riavviare un dialogo
con la Russia, dopo gli esiti dell’intesa di Ginevra del 17 aprile
scorso che, per quanto favorevoli a Mosca, sono stati disattesi al punto che già dieci giorni
dopo il G7 ha dovuto stabilire
sanzioni. E si tratta di provare
a fermare un’escalation per la
quale l’Occidente minaccia
nuove penalizzazioni economiche, senza che il Cremlino receda dalle proprie posizioni, con-

Maria Bottoni
ved. Manfrinati
anni 86
Lo annuncia il iglio Piero con la nuora
Maria. Funerali sabato ore 9,30 parrocchia Sant’Anna.
– Torino, 30 aprile 2014

Costantino Miroglio
Ne danno il doloroso annuncio la moglie Mariuccia, il iglio Lorenzo con
Simona, i nipoti Vittorio ed Umberto
con Sarah e il piccolo Pietro. S. Rosario
venerdì 2 ore 17,55 e Funerali sabato 3 ore 10 parrocchia Santa Giulia.
Costantino riposerà nella tomba di
famiglia nel Cimitero di Moriondo Torinese.
– Torino, 30 aprile 2014
Genta dal 1848 - Torino
Caro NONNO resterai sempre nei nostri cuori. Umberto con Sarah e Pietro.
Renzo Angela con Maurizio Paola Lorenzo e Matilde sono particolarmente
vicini a Mariuccia e Lorenzo nel ricordo del caro

Costantino
– Torino, 30 aprile 2014

Ha raggiunto la sua diletta Elisa

Marco G. Cubito
ingegnere
lasciando nel dolore il papà Luciano,
la mamma Angela e la nipote Matilde
con il papà Giacomo Cressati; zii, cugini e tutti quelli che l’hanno amato.
S. Rosario in Caselle venerdì 2 maggio
ore 20,30 e Funerali sabato 3 maggio
ore 11,15 chiesa San Giovanni con
partenza dall’ospedale di Ciriè ore
10,45. Un ringraziamento particolare
al dott. Salvatore Pignataro, ai medici
e al personale del reparto di Medicina
dell’ospedale di Ciriè e all’architetto
Giuseppe Bartelloni.
– Ciriè, 29 aprile 2014

La famiglia Marengo precisa che venerdì 2 maggio alle ore 12,30 la cara
salma del
CAVALIERE DEL LAVORO

dott. Pier Carlo Marengo
verrà tumulata nella cappella di famiglia presso il Cimitero Monumentale
di Torino.
– Torino, 30 aprile 2014

Maria Grazia e Mario Richetta partecipano commossi al dolore di Laura, Ernesto e famigliari per la scomparsa del
CAVALIERE DEL LAVORO

dott. Pier Carlo Marengo
– Crescentino, 29 aprile 2014

Mirella e Sandro abbracciano Umberto e la sua famiglia in questo momento di dolore.
Partecipano al dolore della famiglia
Miroglio Carlo Elvira Emanuele e Maria Elisa.
Ricordano con tanto affetto COSTANTINO gli amici Adriana, Carla, Edy,
Olimpia e Germano, Titti e Gigi.

tinuando a schierare i soldati al
confine con l’Ucraina, e a sostenere i filorussi dell’Est. Alle viste, per giunta, le elezioni presidenziali del 25 maggio a Kiev,
che Mosca vorrebbe far fallire.
E dunque l’Italia, la cui posizione è sempre quella di «sperare
di non arrivare alla fase 3 nelle
sanzioni contro la Russia», come ha ricordato ancora ieri il
ministro Mogherini, s’è assunta il ruolo di parlare «con l’amico russo». Per attivare quell’unico esito possibile degli «accordi di Ginevra», un abbassamento della tensione, in vista
del Consiglio a
Bruxelles dei
ministri degli
Esteri il 12
maggio. Nel
quale si potrebbero per
l’appunto disporre nuove
sanzioni.
La linea del
«rispetto dell’intesa di Ginevra» – poiché non di veri
e propri accordi si tratta,
ma di un documento in sette
punti che per
quanto favorevole a Putin
apriva la strada ad uno stop
SERGEI GRITS/AP
all’escalation –
era stata del resto ribadita nella conference call tra Obama e i
leader del G7, e dunque anche
Renzi, lo scorso 25 aprile, giusto a ridosso del rapimento degli osservatori Osce, minacciando la famosa «terza fase»
di sanzioni per Putin. Diplomazia del telefono, di cui il colloquio Renzi-Putin è un tassello.
Mentre intanto il presidente ad
interim ucraino Turchinov lancia allarmi: «Il rischio che la
Russia cominci una guerra
contro l’Ucraina è reale».

E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Maria Carmela Germino
ved. Turini
anni 96
La piangono i igli Fiorella, Enzo con
Silvia, Alessandro, Francesco e la carissima Rina con tutta la sua famiglia,
che in tutti questi ultimi vent’anni
l’hanno amata, curata e fatta vivere
con gioia e serenità al Todocco. I Funerali avranno luogo venerdì 2 corr.
alle ore 15 nella parrocchia S. Maria
Assunta in Montanaro, partendo da
Torino, via Saluzzo 50 alle ore 13,30.
– Torino, 30 aprile 2014
I colleghi e gli amici dello Studio Mellano Associati con Clara Mellano partecipano al dolore dell’ing. Vincenzo
Turini e famiglia per la perdita della
MAMMA.
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Delina Garabello
ved. Serra
Ne danno il triste annuncio la iglia
Ivana con Tonino, il iglio Furio con
Claudia, gli adorati nipoti Eric e Patrick, i fratelli Dario e Armando, le
sorelle Angela e Piera, parenti e amici
tutti. Benedizione sabato 3 maggio
alle ore 9 nella chiesa di Maria Madre
di Misericordia, via Ada Negri 22 Torino e Funerali sabato 3 maggio alle
ore 15,30 nella chiesa di S. Lorenzo in
Prunetto (CN).
– Chieri, 30 aprile 2014
O.F. Mazzone - Saliceto

E’ mancato

Alfredo Sannini
(Dino)
Lo annunciano la moglie Kely e la iglia Sissi. Un sentito ringraziamento al
dott. Marco Araldi, a Luisella e Luciana
per le amorevoli cure. Funerali venerdì 2 maggio alle ore 11,30 parrocchia
Santa Teresina. Santo Rosario questa
sera alle ore 18 in parrocchia.
– Torino, 29 aprile 2014
Giubileo 011.8181
E’ mancata

Carla Picco
ved. Bianco
anni 88
L’annunciano la iglia Renata e parenti
tutti. Funerali sabato 3 alle ore 9,30
nella parrocchia S. Giovanni Bosco, via
P. Sarpi 117.
– Torino, 30 aprile 2014

Accompagnato dall’affetto di tutti
i cambianesi è tornato alla Casa del
Padre il
CANONICO

don Giovanni Minchiante
per 46 anni priore di Cambiano
anni 91
I parenti e tutta la comunità parrocchiale lo afidano a Cristo Risorto
Buon Pastore. I Funerali avranno luogo in Cambiano sabato 3 maggio alle
ore 9,30 nella chiesa parrocchiale. S.
Rosario venerdì 2 maggio ore 20,30
stessa parrocchia.
– Cambiano, 30 aprile 2014
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Laura Stradella
in Amerio
Ne danno l’annuncio il marito e i igli.
– Torino, 30 aprile 2014

ULSTER, FERMATO PER UN OMICIDIO DEL 1972

Arrestato Gerry Adams
l’ex leader dell’Ira
LONDRA

La polizia dell’Ulster ha fermato Gerry Adams, leader
dello Sinn Feinn (il braccio
politico dei terroristi nordirlandesi dell’Ira) per interrogarlo su un omicidio risalente al 1972 di Jean McConville,
una donna sequestrata e uccisa dall’ala estremista dell’Ira (Provvisional Ira) e sepolta in una spiaggia. Lo riferisce la «Bbc». La donna era
stata «giustiziata» per aver
soccorso un soldato britan-

nico ferito. In seguito sempre
l’Ira cambiò versione e la accuso di essere una spia al soldo dell’esercito britannico. La
polizia riferisce che il 65enne
Adams si è presentato alla
stazione di polizia di Antrim
dove è stato posto in stato di
fermo.
Gerry Adams è stato il volto
pubblico dell’Ira negli ultimi
30 anni e nel 1998 fu tra i firmatari del cosiddetto «Good
Friday Agreeemnt» (l’accordo
del Venerdì santo) che pose fine alle violenze in Ulster.

«La Stampa» aderisce alla campagna di Wan-Ifra
Ogni giorno fino al 3 maggio, il World Press Freedom Day,
vi racconteremo la storia di un giornalista imprigionato

Shiva Nazar Ahari - Iran
Attivista per i diritti umani e giornalista del sito Asad Zan
(Donna liberata), Shiva Nazar Ahari è detenuta dal 2012. È
stata condannata a 74 frustate e 4 anni per gli articoli sui
diritti violati dopo la rielezione di Ahmadinejad. È colpevole
di «comportamento ostile a Dio», «complotto contro la
sicurezza e «diffusione di propaganda anti-governativa».

L’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali si stringe con affetto
alla famiglia del suo Presidente d’Onore Carmelo, per l’improvvisa scomparsa del iglio

Giampaolo Carlino
– Roma, 28 aprile 2014
L’Associazione Culturale Machiavelli si
unisce al dolore dei familiari del Consigliere Carmelo per la tragica morte
del iglio

Giampaolo Carlino
– Roma, 28 aprile 2014

E’ mancato

Franco Perardi
arrotino
anni 67
Lo annuncia la famiglia. Funerali in
Torino parrocchia San Paolo Apostolo, via Michele Berrino 12/A sabato
3 maggio ore 10. Indi la cremazione.
Santo Rosario parrocchia San Paolo
Apostolo venerdì 2 maggio ore 18,45.
– Castelnuovo Nigra, 26 aprile 2014
Marco, Walter, Maria Cristina Ceresa e
famiglia partecipano al grande dolore
per la scomparsa del

comm. Albino Bellino
Nel lutto che ha colpito la famiglia per
la tragica scomparsa di

Giampaolo Carlino
si stringono con affetto a Carmelo gli
amici ed i colleghi:
Eligio Alasonatti
Benedetto Buscaino
Rosario Camarda
Roberto Caruso
Massimo Cassano
Enzo Chiaramonte
Andrea Ciccone
Giulia Colangelo
Vito Continella
Salvatore Currao
Mariangela Danzì
Gigi De Cristofaro
Maria Teresa De Lorenzis
Pietro Dragone
Giuseppe Geraci
Vincenzina Giaretti
Roberto Incaminato
Liborio Iudicello
Margherita La Paglia
Rocco Lauletta
Stelio Manuele
Alfonso Migliore
Nino Minicucci
Maurizio Moscara
Lorenza Morello
Antonello Pace
Carlo Paolini
Armando Passaro
Franco Pellicano
Mauro Penasso
Salvatore Piazza
Elia Pirriatore
Filippo Ribaudo
Alfredo Ricciardi
Gigi Russo
Carlo Safioti
Nino Saija
Antonietta Sanna
Alessandra Setaro
Edoardo Sortino
Sergio Sortino
Giuseppe Spadaro
Vincenzo Specchia
Maria Cristina Tedesco
Dina Usai
– Torino, 28 aprile 2014

che ricorderanno sempre con tanto
rimpianto, stima e amicizia.
– Torino, 30 aprile 2014

ANNIVERsARI
2007

2014

Renata Barone
Compleanno.
2013

2 MAGGIO

2014

Domenico Maccherrone
Ad un anno dalla scomparsa del nostro caro Domenico, ci onora far
partecipe tutti del ricordo della sua
indimenticabile e amabile persona.
Famiglia Maccherrone.
2002

2014

dott. Marco Rolando
Mi manchi sempre tanto. Tua mamma.

Antonio Strambaci
Lucia Rovera Occhiena
Luigi Occhiena
Sempre nei nostri cuori. Mamma,
Franco con Pier Antonio e Luisa.
– Torino, 1 maggio 2014

Teresa Valle Ellena
Giovanni Ellena
Sempre nel mio cuore.
– Torino, 1 maggio 2014
2005

2014

Lino Zecchini
I tuoi cari.

GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

CLAYTON LOCKETT SI È SVEGLIATO DURANTE LA «PROCEDURA». LA CASA BIANCA: «CASO DISUMANO»

Gli americani
riscoprono
l’isolazionismo

Oklahoma,iniezioneletalesbagliata.Stroncatodauninfartoperildolore
I veleni
Il«protocollo»
delletresostanze
La combinazione
1 Nella maggior parte degli

Stati Uniti il protocollo delle
iniezioni letali prevede una
combinazione di tre sostanze:
un anestetico, un agente paralizzante e il cloruro di potassio
che ferma il cuore.

Il «test»
1 Fino a poco tempo le inie-

zioni erano a base di tiopentale sodico, un farmaco di cui
l’Ue ha vietato l’esportazione
negli Usa. L’Oklahoma ha cercato di aggirare il blocco usando una formula non testata.

Le esecuzioni
1 Nel 2014 sono già 20, tut-

te per iniezione letale. Nel
2013 erano state 39.

Alla fine hanno tirato la tendina, per pudicizia, impedendo ai
testimoni di vedere l’orrore.
Quello che è accaduto martedì
sera nella camera della morte
di McAlester, però, è un’agonia
che sta già rilanciando il dibattito per l’abolizione della pena
capitale negli Stati Uniti.
Ieri pomeriggio in Oklahoma erano previste due esecuzioni a breve intervallo: quella

La storia
VITTORIO SABADIN

ressida Bonas ha rotto
dopo due anni la relazione con il principe Harry.
Non hanno litigato, né Harry
l’ha tradita, hanno anzi annunciato che resteranno buoni
amici. Semplicemente, Cressida non sopportava più l’attenzione dei media a ogni uscita
pubblica, i resoconti dettagliati dei loro atteggiamenti affettuosi, le continue voci su un
imminente matrimonio, i paragoni con Kate e William. Quanto la Royal Family abbia a che
fare con molestie di questo tipo era stato molto ben sintetizzato dal principe Filippo, il marito di Elisabetta, durante una
visita ai Caraibi: «Voi avete le
zanzare – aveva detto -. Noi abbiamo i giornalisti».
Cressida non ce la fa più.
Sta studiando danza contemporanea a Greenwich e vorrebbe in futuro cominciare
una carriera nello spettacolo.
Ma ha confidato alle amiche di
essere un po’ scettica sulla
possibilità di recitare in palcoscenico ed essere contemporaneamente un membro della
famiglia reale. Bisogna scegliere, e lei a 25 anni non è
pronta. Sua madre, Lady
Mary Gaye Curzon, che ha
avuto cinque figli da quattro
mariti diversi, tutti molto ric-

C

di Clayton Lockett, colpevole
dell’omicidio di una ragazza di 19
anni, e quella di Charles Warner,
condannato invece per l’uccisione e lo stupro di una bambina di
11 mesi. La ragione dell’accumulo
stava nel fatto che nelle settimane scorse il boia era stato bloccato dai giudici, perché i detenuti
volevano sapere cosa li avrebbe
uccisi. Da qualche tempo, infatti,
gli Stati che applicano la pena di
morte negli Usa sono in difficoltà: i fornitori dei veleni usati per

le iniezioni letali, tra cui anche
quelli italiani, hanno interrotto le
consegne, obbligandoli a trovare
alternative. I nuovi veleni però
non sono stati rivelati, e i condannati avevano fatto causa per
conoscerli. I giudici hanno fermato le esecuzioni, ma poi hanno
bocciato il ricorso, e quindi il boia
ha dovuto accelerare le pratiche
per smaltire gli arretrati.
Lockett è entrato nella camera della morte verso le 6, e alle
6,23 il sedativo ha iniziato a scor-

rere nelle sue vene. Dieci minuti
dopo il medico ha annunciato
che aveva perso conoscenza, e
quindi ha autorizzato la somministrazione dei veleni che avrebbero dovuto ucciderlo. Alle 6,37,
però, Clayton si è svegliato, ha
cercato di alzarsi e ha respirato
profondamente. Qualcuno lo ha
sentito mormorare: «Oh, man!».
I poliziotti allora hanno tirato le
tendine per nascondere la scena
ai testimoni, mentre il medico ha
verificato che era avvenuta una

CLAYTON LOCKETT È STATO GIUSTIZIATO
PERCHÉ COLPEVOLE DELL’OMICIDIO
DI UNA RAGAZZA DI 19 ANNI

«vein failure». In altre parole, la
vena dell’iniezione letale era
scoppiata. L’esecuzione è stata
sospesa, ma alle 7,06 Lockett è
morto comunque d’infarto. Probabilmente fra dolori atroci, perché questo provocano i veleni,
quando vengono somministrati
senza sedativo. A quel punto
Warner è stato riportato in cella
e il suo appuntamento con il boia
è stato rimandato di due settimane, ammesso che ora altre cause
legali non lo blocchino di nuovo.
La Costituzione americana
vieta le punizioni «inusuali e crudeli», e senza dubbio l’esecuzione
di Lockett l’ha violata. Anche la
Casa Bianca, per bocca del portavoce Jay Carney, ha condannato come «disumana» l’esecuzione. Il governatore dell’Oklahoma
ha dato ordine di rivedere la procedura delle esecuzioni. Ora si
tratta di vedere quanto rilancerà
il dibattito sull’abolizione, che
l’Italia sta favorendo proprio in
questi giorni anche all’Onu, ripresentando la risoluzione per la
moratoria mondiale. Gli analisti
del settore pensano che gli Usa
sono destinati a fermare il boia,
perché costa troppo, non aumenta la sicurezza, e in un caso su 25
giustizia innocenti. Dal 2007 ad
oggi gli Stati che lo usano sono
scesi da 24 a 18, le esecuzioni sono diminuite dalle 99 del 1998 alle
39 del 2013. Il sostegno popolare
per la pena di morte è sceso dall’80% del 1994 al 60% di oggi, ma
tra i giovani che domani decideranno la sua sorte è assai più basso. Nell’attesa, però, ci toccheranno altri spettacoli come quello di martedì in Oklahoma.

Troppi paparazzi e addio privacy
Cressida chiede una tregua a Harry
Il principe lasciato dalla fidanzata: stufa dei flash, vuole una vita normale
Insieme
Cressida
Bonas
con Harry
a una partita
di rugby
Il principe
sarà a
Montecassino il 18
maggio
per il 60°
anniversario
della
battaglia

Il precedente
Anche William e Kate presero
una pausa, salvo poi convolare a
reali nozze esattamente tre anni fa
REUTERS

chi, non ci avrebbe pensato due
volte. Ma Cressida non sembra
dare altrettanta importanza al
rango e al denaro, e non è disposta a sopportare oltre le violazioni della sua privacy.
Da Diana a Sarah Ferguson a
Catherine, tutte le donne che sono entrate per effetto di un matrimonio alla corte britannica
hanno dovuto fronteggiare l’attenzione costante dei giornali
popolari londinesi, che trova poi
eco in tutto il mondo. Diana, che

è stata la maggiore vittima di
questo voyeurismo, l’ ha prima
giudicato fastidioso, ma se ne è
ampiamente servita per vendicarsi del principe Carlo. Sarah,
a causa delle sue continue follie
finite sui media, ha perso tutto
ed è diventata bulimica. Catherine ha imparato dagli errori
delle altre, e recita perfettamente la sua parte in pubblico:
sa che se mostra sorridente il
piccolo George ai fotografi un
paio di volte al mese, per il resto

Estero .13
FOCUS

Usa, esecuzione choc
43 minuti per morire

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

.

del tempo la lasceranno in pace.
La Royal Family per molti
anni ha sopportato i tabloid con
rassegnazione, come ai Caraibi
si sopportano le zanzare. Ma
negli ultimi anni, quando alcuni
limiti sono stati valicati con le
vicende di Carlo e Camilla, la
morte di Diana e i telefoni privati intercettati da «News of
the World», ha deciso di difendere la propria privacy minacciando i giornali popolari su un
loro nervo ancora sensibile: la

richiesta di danni. Sono state
così bloccate foto di Kate che
mostravano, oltre che il seno
nudo, forse anche altro e si è ottenuto un maggiore rispetto
nei confronti della famiglia.
Se Cressida vuole una vita
normale, dovrà trovarsi un
nuovo fidanzato. Ma non è detto: anche William e Kate si erano separati per un po’, prima di
sposarsi. Harry è triste, e
aspetterà che lei ci ripensi. Per
un po’, almeno.

Uno su due chiede meno
impegno all’estero. Perché?

Gli americani vogliono
ritirarsi dal mondo. È una
tendenza all’isolazionismo
che viene sempre più
confermata dai sondaggi, e
probabilmente sta già
influenzando le politiche di
Washington. L’ultimo è quello
che ha pubblicato ieri il «Wall
Street Journal», secondo cui
il 47% dei cittadini vorrebbe
che gli Stati Uniti fossero
meno attivi sul palcoscenico
globale. Un simile
rilevamento, condotto di
recente dal Pew Center,
aveva posto il sostegno per
l’isolazionismo al 53%. Quello
che colpisce di più, però, è il
confronto col passato. Nel
settembre del 2001,
rispondendo alle stesse
domande dopo gli attentati di
al Qaeda, solo il 14% degli
americani voleva che
Washington fosse meno
attiva nel mondo, contro il
47% di oggi: un aumento del
33% in poco più di un
decennio. Cosa è successo in
questo periodo, per cambiare
così radicalmente la
percezione della gente? Come
prima cosa le guerre in
Afghanistan e Iraq, poco
popolari e molto costose, in
termini di uomini, soldi e
simpatia globale. Poi la crisi
economica del 2008, che ha
dato agli americani un senso
d’impotenza sul piano
domestico, spingendoli a
chiedere che i politici
cerchino soluzioni per i guai
interni, prima di affrontare
quelli degli altri. Il risultato
probabilmente si vede già
nella politica estera di
Obama, che non è meno
interventista per debolezza,
ma per la consapevolezza che
gli americani lo chiedono.
L’invasione dell’Iraq non ha
prodotto la fioritura della
democrazia liberista in
Mesopotamia, perché
ripetere l’errore in Siria o
Ucraina? Il 48% degli
americani, poi, considera la
globalizzazione un danno,
soprattutto se sono poco
istruiti e di classe mediobassa. Cosa dovrebbe fare un
leader, davanti a queste
comprensibili pulsioni?
Assecondarle, e incassarne i
vantaggi elettorali, o
contrastarle, come fece
Roosevelt quando spinse gli
Usa all’intervento nella
Seconda Guerra Mondiale?
Isolarsi aiuterà davvero la
soluzione dei problemi
domestici, o li acuirà,
favorendo quel declino che
già si delinea nel sorpasso
economico da parte della
Cina? Su queste domande si
giocheranno almeno in parte
le presidenziali del 2016, il
futuro dell’egemonia di
Washington cominciata col
secolo americano, la
sicurezza e la prosperità di
tutti coloro che da essa
dipendono nel mondo.
(Paolo Mastrolilli)

14 .Cronache

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

DOPO LA CONSULTA

il caso
CLAUDIO BRESSANI
GARLASCO (PAVIA)

l processo per il delitto di Garlasco è un nastro che si riavvolge di
cinque anni, sino al 30 aprile
2009. Quel giorno il gup di Vigevano Stefano Vitelli ritenne che le
indagini fossero incomplete e decise
un’ampia integrazione probatoria ordinando quattro perizie e l’audizione di
sei testimoni. Ieri mattina - esattamente cinque anni dopo - la prima Corte
d’assise d’appello di Milano ha stabilito
che sono lacunosi anche gli accertamenti sviluppati in seguito, che portarono alla doppia assoluzione di Alberto
Stasi, poi annullata un anno fa dalla
Cassazione. E dunque ha riaperto
l’istruzione dibattimentale, disponendo altre due perizie e finalmente l’acquisizione della bici nera da donna in
uso alla famiglia Stasi.
La parte civile, con l’avvocato Gian
Luigi Tizzoni, canta vittoria: «È quello
che chiedevamo da anni». La difesa invece è perplessa: «Avevamo scelto il rito abbreviato, questa continua richiesta di nuovi accertamenti è una forzatura». Ma la Corte di rinvio, presieduta
da Barbara Bellerio, vuole andare fino
in fondo per arrivare alla verità sull’omicidio di Chiara Poggi, assassinata
a 26 anni nella sua villetta di Garlasco.
Era a casa da sola il 13 agosto 2007, la
famiglia in montagna. Fu Alberto Stasi, il suo fidanzato, all’epoca studente
bocconiano, oggi quasi trentunenne
commercialista, a lanciare l’allarme
dopo aver trovato il corpo.
Una testimone, in seguito riscontrata da un’altra, nelle ore successive riferì di aver notato una bici nera da donna
davanti a villa Poggi in orario compatibile con quello del delitto. I carabinieri
chiesero agli Stasi quante bici avessero. Mamma e papà citarono anche
quella nera da donna, Alberto invece
non ne fece menzione. Era nell’officina
di autoricambi del padre. Un maresciallo si limitò ad andare a vederla l’indomani: concluse che non corrispondeva per certi particolari alla descrizione
e non fu mai sequestrata. Ieri mattina è
stata finalmente acquisita su ordine
della Corte: i carabinieri l’hanno trovata nella villa di Alberto in via Carducci,
pare che ultimamente la usasse la madre. Non sarà sottoposta ad «approfondimenti scientifici», ormai inutili «in
considerazione del tempo trascorso e
della impossibilità di conoscere le modalità di conservazione». Ma verrà mostrata alle testimoni, Franca Bermani e
Manuela Travain, per vedere se la riconoscono. Le due donne potrebbero essere convocate a testimoniare in aula.
C’è poi la questione del capello. Nelle
mani Chiara ne aveva diversi, quasi
tutti risultati suoi. Tutti tranne uno,
molto più corto (12 millimetri) e più
chiaro degli altri, provvisto di bulbo.
L’estrazione del Dna nucleare da parte
dei Ris non riuscì. Quella del Dna mitocondriale invece non fu eseguita, sembra per dimenticanza. Ora la Corte ha

La vittima

I

Chiara Poggi, 26 anni, fu
assassinata il 13 agosto 2007

Eterologa:
dalle coppie
150 richieste
al giorno
ROMA

I processi
1 Il 20 agosto 2007, una

L’unico sospettato

MATTEO BAZZI /ANSA

Alberto Stasi, fidanzato della vittima e all’epoca studente alla
Bocconi, è stato l’unico indagato nei processi per l’omicidio

settimana dopo l’omicidio di
Chiara, la Procura di Vigevano aprì una inchiesta indagando Stasi con l’accusa di
omicidio volontario. Il 17 dicembre 2009 l’unico sospettato sarà assolto in primo
grado. Il processo di secondo
grado inizia l’8 novembre
2011 davanti ai giudici di Milano. Il pg Laura Barbaini
chiede 30 anni di carcere oppure la rinnovazione del dibattimento. Il 6 dicembre
2011 la Corte conferma l’assoluzione per Alberto. Ma il
18 aprile 2013, dopo il ricorso
di parte civile e Procura, la
Cassazione ha annullato la
sentenza di assoluzione e disposto un nuovo processo.

Garlasco, si riparte da zero
Sarà guerra su tre perizie
Accolte le richieste della parte civile. Il legale di Stasi: “Siamo tranquilli”
Gli elementi che saranno analizzati dai periti

Circa 3.400 in sole tre settimane, oltre 150 al giorno. Sono le
richieste di interventi di fecondazione eterologa giunte ai centri per la procreazione assistita, dal nord al sud dell’Italia,
dallo scorso 9 aprile quando la
Consulta ha dichiarato incostituzionale il divieto di eterologa
previsto dalla legge 40 sulla
procreazione medicalmente
assistita. «Un vero e proprio
boom di contatti» conferma Elisabetta Coccia, presidente dell’associazione Cecos Italia, che
riunisce i centri di studio e conservazione ovociti e sperma
umani. Ma dal Ministero della
Salute arriva una precisazione
che sembra frenare le aspettative delle coppie sui tempi. «Solo quando si conosceranno le
motivazioni della sentenza con
cui la Corte Costituzionale ha
dichiarato illegittimo il divieto
di fecondazione eterologa spiega una nota del dicastero sarà possibile per il ministero
della Salute individuarne le
modalità di attuazione». E precisa che ci «saranno molti gli
aspetti da regolare, con diversi
provvedimenti, sia di tipo amministrativo che legislativo».

Il Lotto

ConcorsoN.51-Martedì29Aprile2014
Bari
89 65 72 43 22
Cagliari
1 5 17 74 78
Firenze
2 78 76 21 11
Genova
58 15 34 21 78
Milano
34 20 89 5 61
Napoli
34 70 26 77 47
Palermo
24 79 26 56 16
Roma
3 82 11 7 22
Torino
77 60 68 79 58
Venezia
82 81 27 9 39
Nazionale
1 6 22 89 70

SUPERENALOTTO

La bici nera da donna degli Stasi

Il capello nelle mani di Chiara

La camminata di Alberto

Sarà mostrata ai due testimoni che
videro una bici davanti alla villetta

Verrà esaminato con le particelle
ritrovate sotto le unghie della vittima

Verrà simulata per verificare l’ipotesi che le
sue scarpe non si siano sporcate di sangue

incaricato il professor Francesco De
Stefano, medico legale dell’università di
Genova, che dovrà anche riesaminare
con tecniche più avanzate i frammenti
delle unghie prelevati alla vittima. Lo
stesso specialista farà inoltre parte di un
collegio peritale chiamato a completare
la «sperimentazione virtuale» sulle

camminate, ovvero sulla possibilità di
attraversare la casa per trovare il corpo
senza intercettare con le scarpe nemmeno una goccia di sangue, come avrebbe fatto Alberto. Nella perizia, già svolta
in primo grado, era stato tralasciato per
presunte difficoltà tecniche proprio uno
dei punti più imbrattati, i primi due gra-

dini della scala della cantina in fondo alla
quale fu trovata Chiara. Se ne occuperanno il dottor Roberto Testi, dell’Asl 2
di Torino, e i professori Gabriele Bitelli e
Luca Vittuari, dell’università di Bologna. I periti giureranno il 14 maggio,
quando chiederanno termini presumibilmente sino all’autunno.

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Emilio Riva, il patron dell’Ilva, è
morto ieri nella sua villa di Malnate
(Varese). Aveva 88 anni. Il
«ragiunatt» - come amava farsi
indicare, anche se di recente aveva
ricevuto una laurea ad honorem in

ingegneria - era stato arrestato di
recente per reati ambientali e fiscali
legati all’Ilva, ed era uno dei 50
imputati per i quali il 19 giugno
prossimo si svolgerà l’udienza
preliminare a Taranto.

Cronache .15

.

Addio a Emilio Riva
il “ragiunatt” dell’Ilva
tutto acciaio e veleni

tare, con discrezione, Silvio
Berlusconi. Tanto da rispondere fra i primi alla chiamata dei
«patrioti» in cordata per l’Alitalia. In cambio però, sostengono
le accuse, della libertà di azione
a Taranto: impianti spremuti e
scarsi investimenti per ridurre
l’inquinamento dell’Ilva sulla
città. Il vecchio patriarca preferiva ricevere i pochi amici (come Giorgio Fossa o Cesare Romiti) a casa propria, mettendosi lui stesso dietro ai fornelli e
cucinando strepitosi risotti. Dicono che sino alla fine tenesse i
numeri principali del gruppo in
un libriccino nero che portava
sempre con sé: produzione,
venduto, guadagni.
Una saga, quella dei Riva, iniziata nel dopoguerra, quando il
giovane Emilio, figlio di un commerciante di rottame, si com-

Per i giudici era il grande inquinatore di Taranto

CAPITANO D’INDUSTRIA

Personaggio
TEODORO CHIARELLI

E

ra l’ultimo grande
vecchio dell’acciaio italiano. E se n’è
andato con un
enorme rammarico: non essere riuscito a difendersi dalle accuse infamanti
che gli sono piovute addosso
per le vicende legate all’Ilva di
Taranto, il colosso siderurgico al centro delle inchieste
della magistratura per inquinamento e reati finanziari.
Emilio Riva, il «ragiunatt»,
milanese da generazioni, era
un imprenditore discusso e
controverso, spregiudicato e
fors’anche cinico. Un industriale vecchio stampo, che incarnava lo stereotipo del «padrone delle ferriere». Soprav-

vissuto ad altre due grandi figure dell’acciaio: il bresciano, re
del tondino, Luigi Lucchini, e il
mantovano Steno Marcegaglia,
che da sindacalista si era fatto
padrone fino a creare una multinazionale dei tubi.
Eppure, ruvido nei rapporti
sindacali e istituzionali, Riva
era a modo suo legato ai propri
operai. Si vantava: «Ho sempre
aperto e comprato fabbriche e
non ne ho mai chiusa una». Era
diventato il quarto produttore
in Europa e il decimo nel mondo, 11 miliardi di euro di ricavi
(prima del blitz della magistratura) e 24 mila dipendenti. Da
una parte l’Ilva, rilevata a un
prezzaccio dallo Stato, l’Iri di
Romano Prodi, con i suoi altoforni per i «prodotti piani» (oltre a Taranto, stabilimenti a
Genova e Novi Ligure). Dall’altra, la Riva Acciaio e le holding
estere (impianti in Spagna,
Germania, Francia, Belgio, Canada e Tunisia) specializzate
nei «prodotti lunghi» da forno
elettrico.

Cominciò commerciando
rottami, è arrivato ad avere
24 mila dipendenti

Terra dei fuochi
Funeralisolenni
perMancini
ARCIERI

1 Il ministro dell’Interno

Angelino Alfano ha disposto
i funerali solenni per Roberto
Mancini, il poliziotto morto a
53 anni a seguito di una malattia contratta per cause di
servizio.Il presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, lo ha definito, «un servitore delle istituzioni che si è
prodigato nell’attività investigativa per l’individuazione, su alcune aree della Campania, dei siti inquinati dai rifiuti tossici illecitamente
smaltiti». Mancini 54 anni
era conosciuto perché aveva
fatto dalla lotta all’ecomafie
una delle sue principali ragioni di vita. Un male terribile che lo ha minato nel corpo
per undici lunghi anni.

Emilio Riva aveva 88 anni

Un uomo tutto d’un pezzo,
un duro, un padrone d’altri tempi, il Riva ragionier Emilio. Non
si sa come abbia reagito nel luglio del 2012 alla notifica degli
arresti domiciliari disposti per
lui, classe 1926, dal gip di Taranto. Però a Caronno Pertusella
(Varese), dove nel 1957 costruì il
suo primo stabilimento siderurgico, ricordano ancora quel
che disse mentre lo arrestavano nel 1975, accusato di omicidio colposo per un incidente sul
lavoro: «Finchè non esco io, la
fabbrica resta chiusa e senza lavoro». E così fu.
«Io non sono un capitalista,
ma un imprenditore industriale
- ha detto in una delle sue rare

interviste - I capitalisti comprano le aziende, le risanano, le rivendono. Vanno in Borsa. Speculano. Io sono diverso. Sono un
datore di lavoro». Nei posti di
comando del gruppo fondato
insieme al fratello Adriano solo
figli e nipoti: il primogenito Fabio, 60 anni, delfino designato, i
fratelli Claudio, Nicola e Daniele (avuto dalla seconda moglie,
una principessa etiope), i nipoti
Cesare e Angelo. Manager
svezzati dall’Emilio, stessi metodi, uguale grinta. Tutti finiti
nel tritacarne delle inchieste,
con Fabio inseguito da un mandato di cattura a Londra.
Poco incline ai salotti, Riva
non mancava però di frequen-

prò un vecchio Dodge americano per raccogliere e distribuire
il rottame alle nuove imprese
elettrosiderurgiche della pianura padana. Poi arriverà il primo stabilimento di Caronno
Pertusella. Senza di lui il destino del gruppo è ancora più denso di incognite. L’Ilva è commissariata, servono almeno 4 miliardi di investimenti. La famiglia Riva, senza il collante del
vecchio leone Emilio, è divisa:
gettare la spugna o proseguire,
magari con un partner estero?
E alla fine, il «ragiunatt dell’acciaio» verrà ricordato come un
padrone spregiudicato che ha
guadagnato sulla pelle degli
abitanti di Taranto, o come un
importante industriale, con le
sue ombre ma anche le sue luci?
Antonio Gozzi, presidente di
Federacciai, non ha dubbi.
«Con Riva abbiamo perso un
grande imprenditore, un vero
capitano d’industria».

MAX ROSSI/REUTERS

Il relitto della Concordia al Giglio

TENSIONI IN VISTA DELLA SCELTA

Concordia, stop ai lavori
“Manca il nome del porto”
GENOVA

Più si avvicina la data in cui
dovrà essere scelto il porto
dove demolire la Costa Concordia, più aumentano tensioni, incomprensioni e contrattempi. Di ieri l’annuncio dello
stop ai lavori al Giglio per il rigalleggiamento del relitto della nave naufragata due anni e
mezzo fa. Il montaggio sul lato
emerso dal mare dei cassoni è
stato fermato perché mancano le modalità di traino, legate
alla decisione sulla destinazione finale. Sullo sfondo un
business, la demolizione, che
vale, se effettuata in Italia 90100 milioni di euro, contro i 40
milioni (più 30 di trasporto
con il Vanguard) della Turchia. Insomma, una vicenda
che rischia di incartarsi su se
stessa giorno dopo giorno per
via delle spinte politiche che

premono affinché la nave venga
demolita in Italia, ma si dividono sul dove. In più ci sono le richieste degli assicuratori che
dopo aver sborsato finora oltre
un miliardo di euro, cercano
adesso di risparmiare qualche
milione sventolando l’opzione
turca per ottenere «sconti». Il
rischio è che si perda tempo
prezioso e che la Concordia finisca per rimanere un’altra estate al Giglio.
Naturalmente tutti i protagonisti continuano a ribadire
che la nave se ne andrà «il più
presto possibile» e che i lavori
«riprenderanno a giorni». Non
a caso ieri il presidente della
commissione Ambiente alla Camera, Ermete Realacci, abbia
chiesto a Matteo Renzi di prendere in mano la situazione. «Palazzo Chigi - ha detto - si assuma la responsabilità della scel[TEO.CHI.]
ta del porto»

16 .Cronache

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

La vicenda

L’accusa

La condanna

La serrata

15 ottobre 2010

19 giugno 2013

19 luglio 2013

Il Pg di Milano
25 marzo 2014

1 L’ipotesi del pm è che D&G ab-

1 Dolce e Gabbana vengono con-

1 Gli stilisti proclamano la

1 Poco più di un mese fa il

biano creato una società lussemburghese, la «Gado» (di fatto gestita dall’Italia ma proprietaria dei
marchi) in modo che i proventi
vengano tassati all’estero.

dannati a un anno e 8 mesi (pena sospesa) per omessa dichiarazione dei
redditi. Assolti dall’accusa di «dichiarazione infedele dei redditi»
perché il fatto non sussiste.

«chiusuraperindignazione»ditutti i negozi di Milano per tre giorni
dopo le parole dell’assessore D’Alfonso (giunta Pisapia): «Niente
spazi comunali agli evasori fiscali».

procuratore generale di Milano Gaetano, Santamaria Amato, aveva chiesto l’assoluzione.
Gli stilisti, afferma, sono creativi che «pensano in grande».

Il gruppo

Gli altri casi

La società
fondata
dagli stili sti
Domenico
Dolce e
Stefano
Gabbana
fattura
quasi
un miliardo
di euro
ed è attiva
in vari
mercati
del lusso

Bulgari
I vertici sono accusati
di aver sottratto al fisco
italiano circa 3 miliardi di ricavi
attraverso società con sede
in Olanda e Irlanda

PHOTOVIEWS

I giudici gelano Dolce&Gabbana
“All’estero per evadere il fisco”
Milano, condanna a sorpresa in appello dopo la richiesta d’assoluzione del Pg

La storia
PAOLO COLONNELLO
MILANO

C

ala il gelo nell’aula della
seconda sezione d’appello del tribunale quando,
con un’ora di ritardo rispetto al previsto e ribaltando tutti i pronostici, i giudici leggono la sentenza di condanna per
Stefano Gabbana e Domenico Dolce:
un anno e 6 mesi di reclusione. E confermano così, totalmente, il capo
d’accusa - omessa presentazione della dichiarazione dei redditi su un imponibile di circa 200 milioni come
conseguenza di un’esterovestizione
(la società lussemburghese GaDo) ma non le conclusioni del rappresen-

tante dell’accusa, il Pg Gaetano Santamaria che in aula, durante la sua clamorosa requisitoria, un mese fa aveva
chiesto per i due stilisti l’assoluzione
completa considerando l’operazione
«perfettamente lecita».
Sbiancano i legali degli imputati,
quasi sicuri di avere ormai in tasca la
vittoria dopo la presa di posizione dello
stesso Pg d’udienza: «In fondo - comPRESCRIZIONE IN VISTA

I termini scadranno fra pochi mesi
ma i legali promettono comunque
battaglia in Cassazione
menta l’avvocato Massimo Dinoia - anche l’accusa aveva preso atto dell’infondatezza delle ipotesi di reato». L’accusa
in aula. Non quella scritta nella sentenza di primo grado e in qualche modo già
vagliata dalla Cassazione che aveva
corretto l’originaria imputazione di
truffa ai danni dello Stato in violazione

delle norme tributarie. Formula che
aveva consentito ai giudici di primo
grado di condannare Dolce e Gabbana
a 1 anno e 8 mesi, ora parzialmente riformati con uno sconto di due mesi per
effetto dell’intervenuta prescrizione
sui mancati versamenti del 2004. «Sono senza parole - dice Dinoia, legale dei
sue stilisti -, veramente allibito da questa sentenza che non fa giustizia e sicuramente verrà riformata dalla corte
suprema». Un percorso che potrebbe
non essere così semplice come si augura il legale visto che la sentenza aderisce già alle prescrizioni della stessa
Cassazione. E ben sapendo, a dirla tutta, che in realtà la prescrizione è ormai
dietro l’angolo: ad agosto il processo
scadrà per il reato legato al mancato
pagamento dell’Ires, a novembre per
quello legato al mancato pagamento
dell’Iva. E visto che le motivazioni verranno depositate a giugno e i legali
avranno poi 45 giorni di tempo per presentare il ricorso ma nel frattempo in-

200
milioni
L’imponibile fiscale
sul quale, secondo i giudici,
i due stilisti non avrebbero
versato le tasse

terverranno i termini feriali, è praticamente sicuro che il tutto finirà in cavalleria. «Lo so che la prescrizione è vicina, ma noi chiederemo comunque di
essere assolti nel merito», dice Dinoia.
Perché in fondo, pur rischiando di rimanere senza conferme, la condanna
di ieri si trasforma in una macchia indelebile nel curriculum fiscale dei due
stilisti, assai critici con le indagini della
magistratura e molto polemici con chi
li accusava di essere evasori (in realtà

Prada
A causa dei «prezzi
di trasferimento» la griffe
ha avuto problemi fiscali
in Francia, Germania e Giappone

hanno già versato 40 milioni di euro al
fisco), tanto da finire in lite con il Comune di Milano ordinando una serrata
delle loro vetrine. Ma per i giudici adesso, le ipotesi d’accusa si sono trasformate in certezze. Così oltre a Dolce e
Gabbana, viene condannato alla stessa
pena anche il loro commercialista Luciano Patelli, mentre a un anno e due
mesi Alfonso Dolce, fratello di Domenico, e gli amministratori Cristiana Ruella e Giuseppe Minoni. Secondo la procura che aveva condotto le indagini nel
2008, la creazione della società lussemburghese Ga.Do (acronimo di Gabbana
e Dolce) cui era stato ceduto lo sfruttamento dei marchi D&G, risultata essere composta da un ufficetto con una sola segretaria, era solo una scatola vuota utilizzata per beneficiare dell’aliquota fiscale al 4 per cento prevista nel
principato, omettendo così di versare il
45 per cento richiesto in Italia dove, ha
sostenuto l’accusa, si sono sempre
svolte tutte le attività commerciali.

L’ANNUNCIO DEL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE GIANNINI

Nel 2015 un concorso
per 17mila nuovi insegnanti
I risultati definitivi
arriveranno
per l’immissione
in ruolo nel 2016
ROMA

L’HOTEL DEI DIVI DI HOLLYWOOD

Brucia l’Excelsior, paura al Lido di Venezia
1 Ieri le fiamme hanno danneggiato una piccola porzione del tet-

to dell’hotel Excelsior, uno dei simboli del Lido di Venezia, frequentato in particolare nei giorni del festival cinematografico dalle star
di tutto il mondo. L’incendio è divampato in un’area chiusa da qualche tempo per i lavori di realizzazione di una suite da sogno. L’alta
colonna di fumo si è vista a chilometri di distanza per alcune ore.

Venti di assunzione nella
scuola, con un concorso in
primavera per 17mila docenti,
come ha annunciato il ministro dell’Istruzione, Stefania
Giannini, rispondendo a una
interrogazione durante il question time di ieri alla Camera.

Intanto per l’anno scolastico 2015/2016 saranno immessi
in ruolo 7 mila docenti che pur
avendo sostenuto positivamente il concorso 2012 non
erano riusciti ad ottenere la
cattedra. Un’ottima notizia
per chi aveva ormai perso le
speranze.
Una decisione presa per rispettare il principio del 50 per
cento di ammissioni da concorso e 50 per cento dalle graduatorie. «Per l’immissione in
ruolo nell’anno scolastico
2015/2016 - ha spiegato il ministro - avremo esaurito i vincitori dell’ultimo concorso», che
si è svolto nel 2012, «ma non

avremo ancora i vincitori del
prossimo» che servirà per immettere in ruolo i nuovi prof
nel 2016. Per il «2015/2016
avremo complessivamente
14.000 immissioni in ruolo».
Una vera e propria sorpresa, dovuta al fatto che gli 11 mila vincitori di cattedra del
2012 sono stati già assorbiti.
Il nuovo concorso, ha precisato il ministro «si terrà nella
tarda primavera 2015, per permettere anche ai nuovi abilitati del Secondo Ciclo Tfa, i tirocini formativi che saranno
banditi lunedì, di poter partecipare. I risultati arriveranno
in tempo utile per l’immissio-

Il ministro Stefania Giannini

ne in ruolo nell’estate 2016.,
La Giannini ha poi chiesto
proposte ambiziose per luglio
ad un team di lavoro incaricato
di approfondire le questioni del
reclutamento, della formazione e della valorizzazione della
professionalità docente.
Novità di reclutamento
quindi ma anche tecnologiche.
«Ci vorrà del tempo, ha detto la
Giannini a Radiodue, ma credo
che ci si arriverà, probabilmente in 5-6 anni» ad avere un
tablet per banco.
[M.COR.]

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

M

ariagrazia Brugnara e
Paolo Milani di Palazzo Roccabruna a
Trento non sono solamente
dei funzionari, ma anche dei
missionari. Lo dico perché da
anni mi fanno compagnia nei
miei viaggi trentini, immedesimandosi con la mia voglia di
scoprire gusti, ma anche valori. Senza di loro non sarei mai
arrivato in quella cantina profonda di Sorni di Lavis, in località Maso Panizza di Sopra, dove tre giovani fratelli Denis,
Tiziano e Ivano, rendono viva
la memoria del loro papà, Aldo
Cobelli, stroncato da un infar-

In cantina
PAOLO MASSOBRIO

Dai masi trentini
i vini del gesso
AZIENDA AGRICOLA EREDI
DI COBELLI ALDO
LOC. MASO PANIZZA DI SOPRA
SORNI DI LAVIS (TN)
WWW.COBELLI.IT
UNA BOTTIGLIA DI TEROLDEGO
GRILL 2011: 18 EURO

to nel 2005. «Ma quella che poteva sembrare la fine – hanno
scritto sul loro depliant – è stato l’inizio di un’avventura stupenda». E qui premetto, testimoni Mariagrazia e Paolo, che
mi sono entusiasmato oltremisura di quei vini unici che, grazie alla presenza del gesso di
quei terreni, manifestano una
sapidità incredibile, mai provata prima. Ma quali vini?
Beh, il Nosiol 2012 da uve nosiola aveva un profumo di
sambuco e una sostanza che
raramente ho trovato altrove.
L’Arlevo, che in dialetto si
chiama figlio, nasce da uve

chardonnay e chiude con la
medesima sapidità del primo
ma è finemente acidulo e di
persistenza lunga. Entusiasmo a mille per il Gess 2011, da
uve Gewurztraminer comparato col 2009. Ti tradisce l’aromaticità dei profumi, ma poi lo
senti secco, vellutato, fine, in
un gioco in bocca fra gli amari
e i fiori. La suadenza sale col
campione 2009. E questo vino
lo berrei ogni sera, giacché il
finale ti dà la gioia della camomilla, ma anche il litchis e il
mango, e un poco il tamarindo.
In anteprima ho avuto il
privilegio di assaggiare il brut

.

17

«Aldo» pas dosè 2009 (40 mesi sui lieviti) dalla spuma intensa, con una speziatura
sferzante. E infine il Grill, ovvero il maestoso Teroldego,
dal colore rosso porpora, impenetrabile come una cantina,
che sale al naso con una ventata di more e poi chiude con la
sua tannicità in un gioco amaro e sapido che mi fa dire
d’aver assaggiato uno dei rossi più buoni d’Italia. Tutta la
raccolta delle uve da vigne
vecchie è da manuale e la coltivazione si ispira ai metodi
più che naturali avviati 150 anni fa dai loro avi. Bravi!

Il bello & il buono
Souvenir

Mister Chef

Mantovano a cavallo
1 È una meraviglia la campagna tra il lago di

Garda e Mantova, tra Peschiera e la città dei
Gonzaga. Salionze, dove papa Leone Magno
fermò gli Unni di Attila, il fantasmagorico parco
giardino Sicurtà, i vigneti del Lugana non ancora compromessi dalla Tav Brescia-Verona…gioielli della natura da percorrere a…cavallo. Potrete rivolgervi all’Associazione Provinciale
Equitazione da Campagna (Apec Mantova, c/o
agriturismo Bellaria, Volta Mantovana, MN, info@apec-mn.it www.apec-mn.it ).
[E. RAS.]

Niederkofler, la cucina
di verbena odorosa
ROCCO MOLITERNI

«L

L’aperitivo
ROBERTO DUIZ

U

n audace miscuglio di tequila, vodka,
rum bianco, triple sec e gin in parti
uguali. E poi giù con succo di limone,
sciroppo di zucchero e coca cola. Tutto dentro
a un tumbler alto con cubetti di ghiaccio, mescolato o shakerato a piacere. Con la scorza di
limone che lo guarnisce, visto da fuori può
essere scambiato per un tè ghiacciato. Infatti si
chiama Long Island Iced Tea ed è nato all’epoca del Proibizionismo americano, con lo scopo
di mascherare le sostanze proibite. Oggi viene
spesso dimenticato, magari a vantaggio del più
semplice Cuba Libre. Ma nel bar giusto, dove si
intravvedono movenze sapienti dietro al bancone, può tornare alla memoria. Come al Coffee Time di Vigevano, dal cui ampio dehors si
può ammirare piazza Ducale, sorseggiando il
proprio falso (ma non meno dissetante) «tè».
Coffee Time, Vigevano (PV), via G. Silva 43

L’albergo

V

Trippa alla parmigiana
e filetto con patate
Alla Trattoria Leoni di Felino tradizione e territorio

Le pagelle di Raspelli

a mia cucina, di montagna e
italiana, con influenze austriache del Sud Tirolo, è
semplice e chiara. Utilizziamo delle tecniche che puntano al rispetto del prodotto, senza snaturarlo
e traendone il meglio»: così si presenta Norbert Niederkofler, bistellato chef del ristorante
St. Hubertus dell’Hotel Rosa Alpina di Badia in
provincia di Bolzano. Nel suo sito racconta:
«Avete mai cercato “fonduta di betulla” su
Google? Un po’ imbarazzato ma soddisfatto ho
scoperto che il Carpaccio di vitello da latte tuberi - fonduta di betulla con erbette è l’unico
risultato trovato. Mi sono posto quindi come
obiettivo creare piatti inconfondibili dal ricchissimo tesoro che ci offre la natura altoatesina. Avete mai assaggiato la mia “fonduta di
betulla”? Vi assicuro che il suo gusto delicato,
rinfrescante ed intenso vi sorprenderà…». Io,
confesso che non ho mai assaggiato la sua
«fonduta di betulla», ma l’ho visto all’opera a
Milano Identità Golose 2014, dove ha preparato un piatto elegante e delicato con la pasta
kamut e un ragù di vitello, giocato sui mille
sapori del latte. In vista dell’Expò 2015 Niederkofler sta lavorando al progetto «Cook the
mountain» che prevede una ricerca sulla gastronomia montana, una rete di chef, agricoltori, allevatori, alpinisti, naturalisti, sociologi e
imprenditori delle aree montane e infine una
serie di manifestazioni per avvicinare il pubblico alla cucina e alla cultura delle montagne.
Per il momento tra i suoi piatti prediletti c’è un
risotto d’orzo fumante con verbena odorosa.
«Quest’erba dalle foglie sottili - spiega - si
comporta con il risotto un po’ come il mio
entusiasmo nei confronti della vita. La passione di non diventare pesante, di rimanere fresco e di sorprendere, di risaltare e di essere
sempre un po’ agrumato. Sì! C’è bisogno di un
po’ di verbena odorosa nella vita».

Il ristorante

«G

li anni
passano», ma
non
è
sempre
così; «il tempo fugge» ma talvolta le cose non cambiano.
Non cambiano (o quasi) le persone; non mutano i paesi, i panorami, le cose, gli ambienti, le
atmosfere… Siete tra le decine
di migliaia di persone che da lunedì prossimo inonderanno il
Cibus di Parma per il tradizionale appuntamento della gola?
Siete tra le decine di migliaia di
visitatori che andranno a caccia in Fiera delle novità dell’agroalimentare ma che, anche, vorranno assaporare i gusti, i profumi, le sfumature della
grande ghiotta cucina casalinga, delle sue storie antiche,dei
sui sapori di sempre? Volete apprezzare al meglio per la prima
volta,oppure ritornare a gustare il Top di quella che era (ed
è?!?) la Food Valley?!
Ed allora fate come me che
sono ritornato sui miei passi,
che ho fatto lo stesso percorso
che, con 34 chili di più e 7 anni

di meno, feci per i lettori de La
Stampa del 1 marzo 2007. Terra
Territorio Tradizione: la Terra
che camminiamo e coltiviamo;
il Territorio, l’ambito geografico di quella data terra; la Tradizione, gli usi, i costumi i dialetti,
certo, ma anche gli ingredienti i
piatti e le ricette di quella data
terra, di quel dato territorio. Ricordate Pier Paolo Pasolini e
dal centro del comune di Felino
inoltratevi nel cuore verde della
campagna salendo fino a questa balconata a 300 metri d’altezza dove, da sempre (almeno
dall’apertura, nel 1952) opera la
famiglia Leoni (oggi, marito in
sala e moglie in cucina).
Siete arrivati all’ingresso
campestre del piccolo borgo di
Barbiano. Lungo la strada, sulla
vostra destra, questa grossa casa di campagna annunciata da
un salice enorme; poco oltre, il
grande comodo parcheggio or-

il voto

14/20

lato di piante. Una piccola bussola vitreo-lignea all’ingresso,
sulla destra l’angolo bar, in fondo la meravigliosa grande balconata dove mangiare con il
tempo tiepido. Sotto l’affascinante locale di stagionatura dei
salumi ed a piano terra la grande semplice sala fascinosamente datata, con i tavolini ordinati
e ben allineati. Il tutto all’insegna della rassicurante buona
antica cucina tradizionale di
sempre. Tutti i mezzogiorno feriali menù fisso a 15 euro (ad
esempio: gnocchi di patate al
salame di Felino, prosciutto di
Parma e Parmigiano Reggiano,
caffè, acqua, un calice di vino);
menu turistico sempre a 15 euro (1 primo ed un secondo a
scelta tra 4 piatti, contorno, caffè), menu degustazione a 28,5
euro; menù alla carta con 35-40
euro. Da non perdere: cotenne e
fagioli; la sfogliatina tiepida con
verdura e spalla cotta; gnocchi;
tortelli; anolini; la trippa alla
parmigiana; il filetto con patate
al forno; i dolci casalinghi come
tirami su e zuppa inglese.
TRATTORIA LEONI
FELINO(PR) LOC. BARBIANO
VIA RICCO’ 42 TEL. 0521.831196
WWW.TRATTORIALEONI.IT
ULTIMA PROVA: 26-3-2014

olta Mantovana sta
diventando la capitale del vino dolce d’Italia con la sua affollata mostra di passiti: potrà essere
quindi questa la molla principale che vi potrà portare in
questo angolo defilato, silente, fuori dalla cittadina.
Deviando dalla strada principale ci si inoltra nella
campagna, tra allevamenti
di bovini e coltivazioni di
meloni ed angurie.
A prezzo basso troverete
ospitalità (solo su prenotazione) in un agriturismo
verace, autentico, spartano:
18 gradini per salire con le
vostre valigie al piano del
pugno di camere, arredo
all’osso (non c’è un tavolo
per scrivere), niente telefono frigobar phon bicchiere;
per asciugarvi solo un telo
ed un asciugamani e cambio
della biancheria del letto
ogni tre giorni.
Siete al primo e unico
piano, mansardato: l’aria nel
bagno entra da un lucernario che aprirete elettricamente. Al piano terra, con
ingresso separato dall’accesso alle stanze, c’è la grande
rustica sala ristorante dove
sarete serviti con familiare
semplicità ed avrete piatti
legati al territorio, tra il
mantovano ed il bresciano,
dai tortelli dolci di zucca ai
«capunsei» farciti secondo i
cento modi delle varie tradizioni localistiche.
AGRITURISMO BELLARIA
VOLTA MANTOVANA (MN)
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ULTIMA PROVA:20-3-2014

il voto

10/20

18

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

MARCO MORETTI
ggi, a mezzogiorno a Cagliari la
statua di Sant’Efisio, ricoperta
di ori e broccati,
viene caricata su un carro
trainato da buoi per attraversare in processione il dedalo di
viuzze del quartiere Stampace, fino a Nora, luogo del martirio del Santo. Un rito che si
ripete dal 1657, a seguito di un
voto fatto dalle autorità cittadine per debellare la peste che
all’epoca decimò la popolazione dell’isola. Dalla chiesa di
Sant’Efisio, eretta in stile barocco piemontese dove il patrono di Cagliari fu imprigionato, il corteo - preceduto da
carri agricoli addobbati a festa
- percorre l’antico borgo degli
artigiani sotto una pioggia di
fiori. I carri sono seguiti da
gruppi in costume provenienti da tutta la Sardegna, dai miliziani a cavallo in divisa settecentesca e dai membri dell’Arciconfraternita del Gonfalone, custode della statua e organizzatrice della manifestazione. Il corteo raggiunge Nora la sera del 2 maggio e torna
a Cagliari il 4 maggio.

Le segnalazioni
Slow Food

O

Luoghi del gusto

G
Da Mondo e
Gianluca (via
Mameli 101,
tel. 070
670480) non
cedete ai 10
ghiotti
antipasti,
potreste non
arrivare al
sanpietro allo
zafferano con
patate,
servito dopo
la fregola con
arselle.

Sud

A tutto
pesce

Un momento della Festa di Sant’Efisio per le vie di Cagliari

Cagliari, Sant’Efisio
e le spiagge
per il windsurf

Da oggi a domenica
la statua del santo
ricoperta di ori e
broccati va in viaggio
fino a Nora
É l’occasione per scoprire
una città che concentra storia, cultura, natura e gastronomia. Che si è aggiudicata il
secondo posto come città più
felice d’Italia grazie a tradizioni, inverni miti e un’invidiabile stile di vita all’aria
aperta con lunghe spiagge
nei dintorni come la bianca
Chia, a Sud-Ovest, con dune
alte 30 metri; e l’azzurra Villasimius, a Sud-Est, con
spiagge di quarzo, isolotti di
granito e ricchi fondali. Arenili persino a ridosso del centro storico, come gli 11 chilometri di sabbia urbana del
Poetto, un importante centro
per il windsurf.
Disposta a raggiera in
un’ampia insenatura, Cagliari
è dominata dal Castello, il primo nucleo cittadino, un arroccato borgo medievale con ba-

aetano Giudici e Marco
Secchi hanno iniziato ad
appassionarsi alla birra
artigianale come homebrewers
nel 2005. Dopo anni di cotte
casalinghe aprirono il loro
brewpub. È nato così Il Birrificio
di Cagliari (via Newton 24, tel.
070-4560569). Le birre prendono
il nome dai diversi quartieri della
città. La linea comprende una
chiara (Biddanoa), una weizen
(Stampaxi), una stout
(Casteddu), una bitter ale
(Tuvixedu) e una dubbel
(Sant’Elia). Stagionalmente
l’offerta si amplia con una ipa,
una blanche, una marzen, una
marzen affumicata e una belgian
strong ale. È poi allo studio una
birra al fico d’india. Infine, dalla
collaborazione con Raimondo
Cetani del Birrificio Hibu di
Cornate d’Adda è nata una birra
di stile trippel.

La processione del patrono della città
un’occasione per scoprire tradizioni e piatti
stioni - sovrastati da due trecentesche torri pisane - che
racchiudono stradine, gradinate, palazzi e chiese in tutti gli stili. Qui in duemila anni si sono
susseguiti fenici, romani, pisani,
aragonesi e piemontesi. Il capolavoro è la cattedrale pisana in
stile romanico, rimaneggiata
più volte nel corso dei secoli:
l’interno è in gran parte barocchizzato con la cappella centrale ornata da 584 rosoni; la facciata è stata invece riportata all’originale romanico con un restauro del 1933; nella seconda
cappella a destra c’è una Ma-

Dormire
L’Hotel
Calamosca
(www.hotelca
lamosca.it) è
un 3 stelle sul
mare. Info
www.cagliarit
urismo.it e
www.sardegn
aturismo.it.

donna Nera del Trecento. Accanto alla Cattedrale c’è piazza
Palazzo dove si affacciano il vecchio Municipio e il Palazzo Viceregio. Il Castello offre grandi atmosfere soprattutto la notte e,
dai bastioni di Saint Rémy si domina con uno sguardo l’intera
città: la Marina, la Sella del Diavolo e gli stagni.
La città è circondata da 5000
ettari di acque salmastre, destinazioni per il birdwatching dove
nidificano 180 specie di uccelli: il
top è lo stagno di Molentargius
popolato di fenicotteri rosa.
Dai bastioni si scende in lar-

go Carlo Felice, disseminato di
bar e ristoranti, il punto d’incontro dei cagliaritani. Qui un
tempo sorgeva il mercato dei
Serrenti, edificato nel 1886 e
abbattuto negli Anni Cinquanta per favorire la circolazione.
Fu sostituito nel 1957 dal Mercato di San Benedetto, uno
spazio coperto di 8000 metri
quadrati su due livelli, il tempio della gastronomia sarda,
dove acquistare pecorino, vino, ortaggi e, soprattutto pesce, bottarga e frutti di mare
in uno dei maggiori mercati ittici del Paese.

Osterie d’Italia
omusdeluna è
un’associazione nonprofit per il recupero di
ragazzi a rischio: questo locale
è un’impresa sociale nata da
quell’iniziativa. Assieme a
Laura, in sala, e a Luca in
cucina, lavorano alla Locanda,
che comprende un elegante
b&b, diversi ragazzi aiutati da
Domusdeluna. Fra le proposte:
flan di asparagi con maionese
di ricci, filetto di palamita in
crosta di sesamo, fusilli di
semola con ragù piccante di
mare, tagliatelle al nero di
seppia con bottarga di
muggine, pomodorini e sedano
croccante, pollo ruspante alla
cacciatora con cavoli bicolori,
carré di porchettone con
patate al sale aromatico,
budino di mandorle e nocciole
(o menta) con cioccolato,
tortini di mele alla cannella con
crema di limone. Prezzi: 20-30
euro vini esclusi.

D

La locanda dei buoni e cattivi
Via Vittorio Veneto 96, Cagliari

A Boston, vendemmia d’acero e filosofia

Ovest

Nel Massachusetts cene d’epoca e cimeli del circolo di Thoreau & C.

Casa Thoreau a Concord in Massachussetts

IRENE CABIATI
elle campagne del Massachusetts, si sta celebrando la fine dell’inverno con il «maple sugaring», la
raccolta della linfa d’acero, che
sarà trasformata in cristalli e
sciroppi. È’ meno pittoresca
della vendemmia d’uva perché
non richiede lo stesso intervento manuale: basta una sola incisione sul tronco di ogni acero
per far fuoriuscire la linfa e convogliarla nelle cisterne dove
viene bollita per poi ricavarne
lo sciroppo che, servito su pancake, delizia la colazione di milioni di americani.
L’itinerario per una visita ai
dintorni di Boston può cominciare proprio con la «maple su-

N

garing» alla fattoria Warren di
North Brookfield, (www.
thewarrenfarm.com) a 70 km
da Boston che, come altre
aziende agricole, ha allestito un
percorso per i visitatori sul processo di lavorazione, dai boschi
alla degustazione.
Il viaggio nei dintorni di Boston può proseguire a ritroso
nel tempo verso il villaggio di
Sturbridge, meta turistica imperdibile soprattutto se si
viaggia con bambini e ragazzi.
Nelle case, nelle botteghe, nelle stalle del villaggio storico la
vita sembra essersi fermata
agli inizi dell’Ottocento. E la
taverna propone cene d’epoca
(su prenotazione www.osv.org)
a base di carne cotta allo spiedo in un grande camino, zuppe,

dolci e formaggi prodotti nella
fattoria del villaggio con il sottofondo musicale.
A pochi chilometri di distanza si passa dalla storia alla
cultura, raggiungendo Concord, famosa per essere stata
la residenza dei maggiori
esponenti del trascendentalismo, il movimento filosofico di
Ralph Waldo Emerson e Henry
David Thoreau, di Nathaniel
Hawthorne di Louisa May Alcott (autrice di «Piccole donne») e altri intellettuali. A Concord, il villaggio in cui oggi va
ad abitare la giovane borghesia bostoniana, è possibile respirare l’atmosfera esaltante
del circolo filosofico, visitando
le dimore dei suoi protagonisti,
compresa la capanna di Tho-

reau (ricostruita) e i boschi
che ispirano pagine fondamentali della cultura americana.
Nella regione ha trovato ispirazione anche Walter Gropius,
l’architetto e designer, uno dei
fondatori del Bauhaus. E’ possibile ammirare la sua casa a Lincoln sotto la guida appassionante di Wendy Hubbard che
spiega nei dettagli le innovative
soluzioni in fatto di design, acustica ed ecosostenibilità che
hanno anticipato buona parte
dell’architettura contemporanea. Poco distante c’è il parco e
museo di scultura contemporanea deCordova e, a Clinton, il
museo che raccoglie una delle
più grandi collezioni private di
icone russe.
Info: www.massvacation.it

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

.

19

Consigli ai Viaggiatori
ROBERTO DUIZ
i chiama Feria de
Abril, ma qualche volta cade a maggio, come quest’anno, dal 6
all’11. È la grande festa
di Siviglia che segue di poco
quella della Semana Santa e durante la quale alle processioni
succedono sfilate di cavalli e di
carrozze e una zona del barrio
di Los Remedios si riempie di
casetas e bancherelle che formano un villaggio a sé, con stradine intitolate con nomi di toreri, illuminato da lanterne colorate e animato da uomini in abiti tradizionali e donne vestite
da ballerine di flamenco. Casetas pubbliche ad accesso libero
e casetas private in cui si accede solo su invito, dove si consuma pesce fritto, tapas (che nella
città di Carmen e Figaro sono
un culto) e manzanilla, aperitivo con vino di Jerez. Sfogo dopo
la contrizione pasquale.
Dunque, festa di puro divertimento e notti in bianco, più in
sintonia con una città dove anche in situazioni normali è raro
sedersi a tavola per cena prima
delle 22,30 e brulicante di vita
fino all’alba. «Spagnolissima»,
la definì Vittorio Alfieri. E piena di tesori lasciati dagli arabi
che hanno preceduto i castigliani e incrementati dopo la
scoperta dell’America, quando
il porto sul Guadalquivir che tira dritto fino all’Atlantico funse
da spartitraffico nell’intenso e
proficuo commercio con il
Nuovo Mondo. A cavallo del
grande fiume sta Siviglia. Nella

S
Sapori a Biella
Sabato e domenica si svolge alla
Casa della Ruota di Biella la
kermesse Sapori di primavera
mostra mercato con assaggi
e degustazioni di prodotti
enogastronomici di qualità
dei Presìdi di Slow Food
Info www.atl.biella.it

Rose a Cap-Ferrat
Sabato e domenica si svolge nei
giardini di Villa Ephrussi de
Rothschild a Saint Jean Cap
Ferrat in Costa Azzurra la quinta
edizione del Festival delle Rose e
delle Piante, un appuntamento
ormai tradizionali per gli
appassionati di botanica. Info
www.villa-ephrussi.com

Siviglia, la “feria”
si accende di lanterne,
tapas e flamenco
I primi giorni di maggio la capitale andalusa
ospita la festa ricca di balli e notti bianche

Tesori lasciata dagli
arabi e architetture
contemporanee
nei quartieri
sul Guadalquivir

Estate mongola
La Mongolia può essere
l’alternativa per i nomadi
moderni in cerca di qualcosa di
diverso per l’estate. Sono due
gli itinerari proposti da
Viaggigiovani.it, il tour special
dal 9 al 19 luglio, e il classico dal
1 al 16 agosto 2014

parte occidentale, vicino a Los
Remedios (oggi lussuoso quartiere residenziale), c’è Triana,
antico barrio popolare e gitano
affacciato sul fiume che lambisce con Calle Betis, dedalo di
viuzze nelle cui bettole si dice
siano nati il flamenco e le tapas, ancora costellato di locali
gratificanti il palato.

Parasol
Il Metropol Parasol, nuova
icona della città è una
struttura avveniristica nello
spazio che per secoli è stata
la sede del più grande
mercato cittadino
abbandonato 40 anni fa.
Disegnato dall’architetto
tedesco Jurgen Mayer H. e
sviluppato su vari piani con
funzioni diverse: mercato,
teatro, ristorante, terrazza
panoramica con vista sui
vecchi quartieri di Siviglia.

Sud-Ovest

Vicino
& lontano

La Giralda nel cuore di Siviglia, retaggio della presenza araba in città

Ma è sulla
riva opposta,
nella parte
orientale, che
soprattutto si
concentra il
movimento.
Nel Barrio Santa
Cruz, il più antico e bello della
città, l’alba già arriva che ancora non ce la si aspetta. Musica e
patios illuminati ovunque, gran
via vai da un locale all’altro,
rimbalzi di voci e risa tra i muri
delle strette vie che stranirono
Edmondo De Amicis, pure ammaliato dalle bellezze sivigliane, incapace però di prendere

sonno in quella che definì
«gaiezza carnevalesca» molto
prima che all’ordinario flusso
cittadino si sommasse quello
turistico. I principali monumenti sono lì a un passo. La Cattedrale più grande del mondo
(126 metri per 83) è zeppa
d’opere d’arte, dominate dall’enorme monumento a Cristoforo Colombo firmato dallo
scultore sevillano Arturo Mélida. Attaccata a questa c’è la Giralda, minareto eretto su rovine romane, esemplare della migliore architettura islamica,
dall’alto del quale si domina la
città. E di fronte c’è L’Alcazar,

immenso palazzo-fortezza arabo che ospitava l’intera corte
degli Abbasidi, harem con 800
donne compreso.
La Plaza de Toros è poco più
in là, tagliando ad ovest verso il
fiume. È proprio in occasione
della Feria de Abril che prende
slancio la stagione delle corride, sanguinario rito collettivo al
tramonto attorno al quale si è
scritto tanto che se n’è perso il
conto ma a cui non è necessario
assistere per apprezzare la
spettacolarità architettonica
dell’arena più antica di Spagna
e simbolo della città, con i meno
truculenti flamenco e tapas.

Come si arriva
Offerte vantaggiose di voli
da Roma e Milano da parte
di Iberia e Ryanair. Molte
proposte di voli low cost su
siti come www.edreams.it o
www.expedia.it anche con
pacchetti week end
compresivi di hotel. In treno
da Milano col Salvador Dali
(Trenitalia) fino a
Barcellona. Quindi, con
l’AVE (alta velocità) fino a
Siviglia in 5 ore e mezza, o
con il trenhotel che viaggia
la notte con possibile
prenotazione cuccette.

20

LA STAMPA
.SPECIALE
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

tuttogreen
Viaggio nell’Ultimo Eden
Obiettivo: Deforestazione Zero
speciale Amazzonia

LA STAMPA

Nella foresta pluviale un programma a tutela della biodiversità e dei popoli

il reportage
ANDREA BERTAGLIO
ECUADOR

onservazione, in Amazzonia, è la parola d’ordine se si vuole parlare di
futuro. Polmone verde
del pianeta, questa distesa boschiva vasta quasi quanto l’Europa è impressionante nei numeri,
prima che nell’aspetto: se da una
parte ospita in un singolo ettaro più
biodiversità dell’intero Nord America, dall’altra è fonte del 20% di tutta
l’acqua dolce del pianeta. Per intendersi, in una singola ora il solo Rio
delle Amazzoni porta all’oceano tanta acqua quanto il Tamigi in un intero anno.
Regolatrice del clima globale e
delle correnti oceaniche, terra ricchissima e quindi sotto assedio,
l’Amazzonia fa gola ad attori internazionali sempre più voraci: secondo le stime, entro il 2030 il 55% di
questa enorme foresta sarà distrutto per sempre. È urgente correre ai
ripari, se si vuole evitare il peggio.
Tanto da portare tre Paesi, fino a pochi decenni fa in guerra fra loro, a
collaborare per preservarne alcune
parti. Ecuador, Perù e Colombia,
con un programma supportato dall’Unione europea, da associazioni
come il Wwf e dalle popolazioni indigene, stanno provando a salvare le
rispettive aree protette di Cuyabeno, Güeppi e La Paya. Nella convinzione che un futuro sostenibile per
l’Amazzonia è ancora possibile. Basta volerlo.

C

Un tratto devastato dalla deforestazione nello Stato brasiliano dell’Acre - © WWF-Brazil / Juvenal Pereira

AMBIENTE A RISCHIO

dell’instancabile Rafael Yunda, un
personaggio decisamente abile nel relazionarsi con le comunità locali.
Come quella di Zancudo Cocha letteralmente «Laguna delle zanzare» - i cui abitanti, commoventi nella
loro ospitalità, vorrebbero comunicare al mondo la propria intenzione di
dedicarsi maggiormente al turismo.
Anche se prima, c’è da dirlo, servirebbe un miglioramento della rete idrica
del villaggio. Zancudo Cocha, popolata da 33 famiglie che condividono ogni
singola decisione che la riguarda, è a

Ogni anno vengono distrutti
1,6 milioni di ettari di foresta
Il Wwf: “Deforestazione Zero”
COOP LOCALI

Famiglie contadine e donne
possono produrre in modo
sostenibile ed efficiente
Con il «Programa Trinacional»,
in effetti, si è dimostrato in questi ultimi 5 anni che per preservare la foresta pluviale è molto più utile farci
vivere le popolazioni indigene in
condizioni dignitose, che non creare
delle aree protette. Per farlo, bisogna emanciparle dalla soffocante dipendenza dai signori del petrolio. In
Ecuador, ad esempio, la coltivazione
sostenibile di varietà locali di caffè e
cacao e la produzione di relativi prodotti si affiancano a uno sviluppo
eco-compatibile del turismo. Del resto, visitare questi magici luoghi dà
modo di vivere esperienze straordinarie, se si ha un minimo di spirito
d’avventura. E l’avere elettricità per
tre ore al giorno è più che compensato dal vedere nelle tenebre della
notte un albero «addobbato» di lucciole, davanti ai lampi di un temporale che si avvicina.
Spostandosi con aerei più o meno
grandi, fuoristrada e soprattutto in
barca, si raggiunge Dureno, dove la
Asociation artesiana de agricultores
de cafè y cacao Agrodup, con i suoi
200 soci fra produttori e venditori
dà lavoro a circa 300 famiglie. E speranza: il caffè e il cacao, infatti, crescono all’ombra della foresta senza
che la si debba disboscare. Parte di
questi prodotti finisce a Pacayacu.

RISERVA DI CUYABENO

Per proteggere un territorio
di 600 mila ettari ci sono
soltanto diciannove rangers

Popoli
indigeni
Due ragazzi della tribù
Yanomami del Brasile. Il
loro stile di vita e la loro
stessa esistenza sono
messi a rischio dagli
incendi boschivi
© Nigel Dickinson /
WWF-Canon

Lì, la Cooperativa Porvenir de Pacayacu, grazie alle sue 12 socie, tutte
donne, produce una pasta di cacao
puro al 100% destinata in gran parte a
un’altra associazione al femminile, la
Comercializando como hermanos di
Quito, che si occupa della vendita del
prodotto.
Realtà economiche virtuose nella
stessa riserva naturale: Cuyabeno,
600mila ettari di territorio ecuadoregno protetto dagli effetti di 45 anni di
esplorazioni petrolifere. Ma anche dal
disboscamento, dal bracconaggio e
dal traffico illegale di specie protette.

LA LAGUNA DELLE ZANZARE

A un passo dalla frontiera
peruviana uno scenario
paradisiaco di fiumi smeraldo

Da chi? Da 19 rangers. Pochi, per un
simile territorio, soprattutto se si
considera che una parte di loro svolge
solo mansioni d’ufficio. Ma buoni, e
guidati dal carismatico Luis Borbor,
che da vent’anni rappresenta in quelle zone il Ministero dell’Ambiente, e
quindi l’autorità del governo.
«Ogni anno solo in Ecuador si perdono circa 24mila ettari di foresta spiega Borbor - ma gli ultimi anni di
lavoro hanno portato alla fondamentale collaborazione delle popolazioni
indigene, che più di ogni altra cosa
può aiutare ad arginare questo feno-

meno». Il che è importante, visto che
«tutto ciò che accade qui nell’Amazzonia “alta”, nel bene e nel male, influenza quella “bassa”, a centinaia di
chilometri di distanza». Ma come si è
ottenuto il favore delle comunità locali? «Grazie al fatto che molte persone è la replica - si sono viste legalizzare il
diritto di usare a tempo indefinito le
terre in cui stanno, ottenendo così la
garanzia di avere lo Stato dalla propria parte». Un lavoro di negoziazione
in realtà complesso e a tratti estenuante, che ha portato Borbor a chiedere il supporto di Wwf Ecuador e

diverse ore di barca dagli ultimi insediamenti umani lungo il fiume Aguarico. Questo, a un certo punto, segna il
confine peruviano oltre il quale la riserva Güeppi offre scenari da giardino dell’Eden: fiumi e lagune color verde smeraldo, dove allo sbuffo di grandi delfini rosa di fiume si alterna il
rauco e surreale richiamo delle scimmie urlatrici, con le tartarughe Charapa che prendono il sole.
Tartarughe che dagli indigeni prima venivano mangiate, oggi protette
e allevate. Una conferma del fatto che
«non ci può essere conservazione senza l’interazione delle sfere ambientali,
economiche e sociali», come ribadisce
Tarsicio Granizo di Wwf Ecuador.

SPECIALE LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

45505
numero
solidale

.

21

I simboli
Achecosaserve
«TriangoloVerde»

Fino al 18 maggio
si potrà sostenere il progetto
«Triangolo Verde» con un
sms o una chiamata

5xmille
Unico o 730
Sostenere il Wwf è facile:
basta una firma nel
riquadro Onlus indicando
il codice 80078430586

Il giaguaro
1 Specie simbolo del-

l’Amazzonia, questo felino ha perso la metà del
suo habitat naturale

Delfino rosa
1 Chiamato dai locali

“bufeo”, il delfino fluviale
boliviano è una specie distinta da quello del Rio
delle Amazzoni

La foresta
1 La foresta amazzoni-

ca garantisce la stabilità
globale del clima, immagazzinando grandi quantità di emissioni di CO2

la campagna del Wwf

ISABELLA
PRATESI

“Triangolo verde”
Scacco alla
deforestazione
ifendere il paradiso dei delfini rosa, dei
pappagalli, dei giaguari e delle lontre giganti e sostenere le etnie che popolano
questo territorio. Il «Progetto Triangolo Verde»
del Wwf si sviluppa nel bacino centrale del fiume
Putumayo, circa 1.6 milioni di ettari più ricchi di
biodiversità nel bacino amazzonico, al confine
tra Ecuador, Colombia e Perù.
Come in tutta l’Amazzonia gli appetiti per il
taglio illegale di legname, lo sfruttamento minerario e di altre risorse sono enormi. A farne le
spese non sarebbe solo la natura, ma anche le
migliaia di persone che la popolano. Il Wwf con
questo progetto - 1,5 milioni di costo complessivo
l’anno - potrà continuare a difendere un ambiente prezioso e valorizzare quei servizi ecosistemici che la natura produce silenziosamente, come
la regolazione del clima, l’acqua potabile e tutte
le altre risorse naturali. Si potranno inoltre sviluppare per le popolazioni locali economie alternative, attraverso la pesca o il taglio controllato
di legname, promuovendo cooperative e associazioni di produttori locali di cacao e caffè che seguano processi sostenibili. Un altro obiettivo è
quello di valorizzare l’enorme patrimonio culturale delle popolazioni locali, rendendole i veri custodi delle ricchezze naturali: migliaia di persone
delle etnie Shuar, Siona, Cofà, Murui, Secoya che
vivono soprattutto lungo le rive del fiume Putumayo. Il Progetto prevede la gestione integrata
di quest’area, la promozione di accordi transfrontalieri e il coordinamento delle attività a
tutti i livelli per aumentare il territorio protetto e
difenderlo in maniera univoca dalle speculazioni.

D

Un gruppo di alzavole colte in volo - foto Cianchi/WWF

Il 18 maggio la Giornata delle Oasi del Wwf

Una domenica in natura
con una “missione speciale”:
salvare l’Amazzonia
Anche in Italia lembi di foresta salvati da tagli e bonifiche
ANTONIO CANU*
omenica 18 maggio sono tutti invitati a vivere
una giornata tra
boschi, paludi,
spiagge, campagne. È infatti
la Giornata delle Oasi del
Wwf Italia, un appuntamento ormai tradizionale per conoscere e vivere in prima
persona, magari in famiglia o
con gli amici, un patrimonio
naturalistico tra i più preziosi e meglio conservati del nostro territorio.
Sono circa un centinaio le
Oasi del Wwf, per una superficie di circa 35.000 ettari.
Nel loro insieme, sono rappresentative dei principali
ambienti del Paese e luoghi di
rifugio per specie animali e
vegetali rare o a rischio. Quel
giorno le Oasi saranno aperte gratuitamente a tutti e
animate da eventi, iniziative,
manifestazioni che coinvolgeranno il pubblico, piccolo e
grande, urbano o dei centri
vicini. Visite guidate, giochi
didattici, liberazioni di animali curati e pronti a tornare
nel loro ambiente, esposizioni di mostre di disegni o fotografiche, momenti culturali,
mercatini con prodotti bio,
semplici momenti di svago, si
svolgeranno durante l’intero
arco della domenica.
La Giornata delle Oasi ha
ricevuto il patrocinio del ministero dell’Ambiente, e anche quest’anno avremo il sostegno di tanti partner e
amici, tra cui Unicredit e
Auchan. E proprio perché la
Giornata delle Oasi è il luogo

D

STYLAZ/PHOTOMOVIE

Marco Mengoni
Il cantante è testimonial della Campagna Wwf
per salvare l’Amazzonia

più immediato per promuovere il valore e l’importanza
della conservazione della biodiversità, quest’anno il messaggio che verrà lanciato durante l’evento supererà i confini di casa nostra, per richiaBIODIVERSITÀ

Nelle Oasi del nostro Paese
sono preservati fragili
ma preziosi frammenti
mare l’attenzione sull’Amazzonia e il suo immenso patrimonio di foreste e acqua. Proprio in quella che è considerata la principale Oasi del Pianeta si stanno infatti concentrando tutta una serie di interessi e sfruttamenti che tolgono spazi, distruggono spe-

cie, impoveriscono risorse.
Insomma, la giornata di Festa delle Oasi del Wwf diventa
l’occasione per dare il proprio
contributo a salvare l’Oasi del
Pianeta. Proprio perché la Natura non ha e non può avere
confini, quella domenica tutti
potranno ammirare la natura
di casa nostra volgendo il pensiero all’Amazzonia. Come?
Con una donazione attraverso
il numero 45505, dal 1 al 18
maggio, si potranno dare 2 euro per ogni sms inviato da cellulare Tim, Vodafone, Wind, 3,
PosteMobile, CoopVoce e Noverca; 2 euro per ogni chiamata da rete fissa TeleTu e TWT,
2 o 5 euro per ogni chiamata da
rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb.
Un tempo le nostre pianure

erano infatti ricoperte di foreste, a cominciare da quella che
dominava la Pianura padana,
prima della sua profonda trasformazione, avviata già ai
tempi dei Romani. E lo stesso
avveniva nelle aree costiere,
prima dei tagli e delle bonifiche. Costituivano ambienti di
grande bellezza. Un po’ la “nostra Amazzonia”, si potrebbe
dire, anche se ovviamente in
proporzioni nettamente inferiori sia per quanto riguarda la
ricchezza di biodiversità che
dal punto di vista dell’estensione del territorio.
Di quel paesaggio vegetale
originario, resta molto poco.
Frammenti, ritagli, testimonianze del passato. Molti di
queste sono Oasi del Wwf, create nel passato o di più recente
istituzione. Un patrimonio
straordinario, per molti versi
unico. Che in molti casi si è salvato grazie all’impegno di soci
e semplici sostenitori, che
hanno aderito a campagne di
raccolta fondi, anche tramite
sms. Proprio grazie a questi
generosi sostenitori di recente abbiamo realizzato nuove
oasi, come quelle di Scivu e
Santo Stefano in Sardegna,
quella del Bosco Foce Arrone
sul litorale romano, o i Boschi
di Marzagaglia in Puglia. Altre sono state ampliate, come
quella della Valpredina, vicino
Bergamo. Oppure, abbiamo
potuto effettuare importanti
interventi di recupero ambientale come alla Golena Panarella, nel delta padano, e
lungo il litorale delle Cesine,
nel Salento e in Trentino, per
la «casa dell’orso».
* Presidente WWF Oasi

GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014 LA STAMPA 22

R

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

All’estero

-0,88%
-0,78%

DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3872

Petrolio
dollaro/barile

FTSE(Londra)

S Oro

99,78

euro/grammo

ECONOMIA
FINANZA

+0,27%
+0,27%
+0,20%
+0,15%

S

30,1900

.

23

&

IL MINISTRO PADOAN A LONDRA: GLI INVESTITORI INTERNAZIONALI SONO INTERESSATI ALL’ITALIA. MA IL WALL STREET JOURNAL: LA CRISI NON È FINITA

Lavoro, a marzo migliora ma non è ripresa
Gli occupati salgono però la disoccupazione resta al 12,7%. Dopo 10 mesi l’inflazione torna a crescere
SANDRA RICCIO
MILANO

L’Italia continua a viaggiare
su numeri da crisi, con un tasso di disoccupazione ai massimi e un’inflazione, nuovo
cruccio degli economisti,
schiacciata sotto all’1% ma
qualche flebile miglioramento
inizia a intravedersi.
Ieri l’Istat ha diffuso i numeri sulla disoccupazione, in
marzo, affondando, ancora
una volta, il coltello nella piaga: il livello rimane il più alto
da quando sono iniziate le serie storiche con un tasso di
senza lavoro al 12,7%. Si tratta
di 3 milioni e 248 mila persone
che arrivano senza paga a fine
mese. Il dato diminuisce dello
0,2% rispetto al mese precedente (-5 mila) ma aumenta
del 6,4% su base annua (+194
mila). Resta da vera emergen-

Lo spread a quota 160
Il rendimento del Btp
decennale scende
ai minimi storici
za invece il numero della disoccupazione giovanile, quella nella fascia di età tra i 15 e i
24 anni, che in marzo è risultata al 42,7%, sostanzialmente
stabile rispetto al mese precedente ma in aumento di 3,1
punti nei dodici mesi. I giovani in cerca di un posto, nel nostro Paese, sono 683 mila. Numeri che hanno portato Susanna Camusso, leader della
Cgil, a dire che quello di oggi
sarà un Primo Maggio «caratterizzato dal lavoro che non
c’è, soprattutto per i giovani: è
la festa della disoccupazione
più che del lavoro».
In questo quadro desolante, un timido segnale di ottimismo è però arrivato dagli
occupati che, in marzo, sono

La disoccupazione in Italia
TASSI MENSILI SU DATI DESTAGIONALIZZATI

Giovani (15-24 anni)

Totale forza lavoro

45

MAR 2014

42,7

40

35

MINIMO
feb 2007

30

19,2%

su mar su feb
2013
2014
+3,1 p.p. -0,1 p.p.

25

su feb
e 2014
-0,1 p.p.

20

«Il lavoro è in grande
difficoltà ma i dati
forniscono qualche
segnale di inversione
di tendenza»
Giuliano Poletti
Ministro del Lavoro

MAR 2014
15

10

12,7

MINIMO
apr 2007

5,9%
su mar 2013
0
+0,7 p.p.

5

0

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

Fonte: Istat

«HA TRASFORMATO FIAT IN PLAYER GLOBALE»

Forbes: ecco chi cambia le aziende
Tra i cinque “big” c’è anche Elkann
Imprese che cambiano
e prosperano attraverso rivoluzioni epocali. La rivista
Forbes indica cinque nomi
di persone capaci di traghettare nel tempo i lasciti
familiari raggiungendo risultati brillanti. Tra questi
il presidente Fiat John
Elkann, menzionato per
avere compiuto una vera
trasformazione del gruppo.
A partire dal 2008 è riusci-

1

to a imprimere una svolta
all’impresa, scrive Forbes,
e «ha compreso che la famiglia doveva correre il rischio di perdere il controllo
totale dell’azienda, per trasformarsi in un player globale». Tra gli altri imprenditori di successo la rivista
indica Ingvar Kamprad, patron di Ikea e Lord David
Sainsbury, azionista degli
omonimi supermercati.

leggermente saliti dello 0,3%
(73.000 unità rispetto al mese
precedente). Un dato questo
che, anche se ancora piccolo,
fa sperare che ci si stia lentamente avvicinando a un territorio di crescita vera. L’aumento non si è però tradotto in
un calo della disoccupazione
in quanto controbilanciato da
un aumento circa analogo della forza lavoro.
«Sappiamo che la disoccupazione è elevata ma bisogna
attendere per giudicare», ha
commentato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan,
parlando da Londra dove ha registrato l’interesse degli investitori internazionali per il nostro Paese. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha sotto-

lineato invece i segnali di inversione di tendenza aggiungendo
che il tasso di disoccupazione
«è ancora drammaticamente
elevato, soprattutto tra i giovani. Per questo - ha assicurato l’impegno prioritario del governo è quello di attuare interventi che possano favorire la ripresa economica e stimolare la
crescita dell’occupazione». A
partire dal decreto che semplifica contratti a termine e apprendistato.
Un altro segnale importante
è arrivato dall’inflazione. Dopo
gli allarmi per il pericolo deflazione, in aprile si è visto un rimbalzo dei prezzi che nell’ultimo
mese, secondo i dati preliminari, sono di nuovo saliti dello
0,6% annuo e dello 0,2% mensi-

IL PIL DEL PRIMO TRIMESTRE SALE DELLO 0,1% CONTRO ATTESE DI UN +1%

Frenata a sorpresa della crescita Usa
La Fed taglia ancora gli acquisti di titoli
Al Senato manca
il quorum
Smacco a Obama
sul salario minimo
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK

Tutto in meno di 24 ore. Gli
Stati Uniti chiudono questo
primo scorcio del 2014 incassando una serie di novità, che
ripropongono incertezze e interrogativi sugli orizzonti
economici del Paese. Il fulmine a ciel sereno giunge nella
prima mattina, con la pubbli-

cazione del Pil relativo al primo
trimestre, che segna un rialzo
di appena lo 0,1%. Gli analisti
avevano previsto una flessione
causata dal maltempo, ma non
così pronunciata. Anche perché l’economia aveva messo a
segno un rialzo del 2,6% nell’ultimo trimestre dell’anno, mentre nella seconda metà del 2013
il Pil aveva registrato un +3,4%.
Si tratta della performance più
debole dal quarto trimestre
2012, e ben al di sotto del +2%
registrato in media dalla fine
della recessione. Il bollettino
del governo sembra far sponda
con il dossier della Banca mondiale che decreta l’ormai certo
sorpasso della Cina sugli Usa

nel 2014, sulla base del «Purchasing power parity», indicatore considerato di massima affidabilità. L’economia del Dragone è passata dal 43% di quella
Usa del 2005, all’87% nel 2011
per accelerare negli ultimi tre
anni del 24% rispetto al 7,6%
americano. La Cina in sostanza
cresce più degli Usa e questo le
ha permesso di strappar loro il
primato che detenevano dal
1872, e per di più con un lustro
di anticipo dal 2019, data stimata per il sorpasso nel precedente rapporto. L’impero americano paga la maturità e gli effetti
della crisi, anche se la cautela è
d’obbligo. Guardando il Pil, ad
esempio, emerge che la mag-

AP

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama

giore contrazione è stata quella
delle esportazioni (-7,6%), spiegata dagli analisti come conseguenza del calo della domanda
in Europa ma soprattutto in
Asia e Cina in particolare, proprio perché anche il Dragone
sta a sua volta rallentando. No-

nostante la morsa di gelo che ha
tenuto in scacco gran parte degli Usa, inoltre, si nota che i
consumi hanno tenuto al +3%,
con la flessione nella domanda
di beni bilanciata dal rialzo di
quella dei servizi come il riscaldamento per le case. Inoltre,

le. La ripresa dell’inflazione, ha
spiegato l’Istat, è principalmente imputabile all’accelerazione
della crescita dei prezzi dei
Servizi relativi ai trasporti e alla riduzione dell’ampiezza della
flessione tendenziale dei prezzi
dei Beni energetici. Si tratta di
una «lieve accelerazione», viene sottolineato, ma la prima dopo dieci mesi. Un rimbalzo c’è
stato anche per l’inflazione nell’area euro. Il dato era molto atteso e si temeva potesse rivelare un nuovo avvicinamento allo
zero dei prezzi in Europa. Invece per il mese di aprile Eurostat
ha stimato un +0,7%, in salita rispetto al +0,5% di marzo.
In questo quadro lo spread
Btp/Bund ha chiuso con un calo di due punti a quota 160
mentre il decennale italiano è
ai minimi storici, vicino al 3%.
Una serie di piccoli e lenti passi che portano a pensare a una
ripresa possibile. Ma la doccia
fredda è arrivata da Oltreoceano, dove il Wall Street Journal si è soffermato a valutare i
progressi fatti da questo lato
dell’Atlantico: la crisi in Italia
e in Europa «non è finita, ma si
sta cronicizzando» ha scritto
il quotidiano, secondo cui, senza una crescita più veloce, nel
nostro Paese può tornare «la
paura dell’insolvenza», a causa di un ulteriore innalzamento del debito pubblico e il riaccendersi delle tensioni sul
mercato dei titoli pubblici e
sul fronte dello spread.
«L’Italia, come ogni altro dei
18 Paesi dell’Eurozona - scrive il
Wsj - si sta lentamente riprendendo dopo sei anni di recessione, portando qualcuno a credere che la crisi in Europa si stia
diradando. Ma le difficoltà incontrate nel rinnovamento dell’economia significano che la
crisi non è stata risolta, ma è solo mutata da una condizione
grave a uno stato di cronicità».

man mano che ci si è allontanati
dai giorni più rigidi, la crescita
ha ripreso a ritmi «organici». Al
netto dell’export quindi, il dato
sul Pil è viziato da «stagionalità», e la sua lettura non deve essere così pessimistica, come
confermano i rialzi di Wall Street e la decisione della Fed di
proseguire il «tapering». Il
Fomc ha ridotto di altri 10 miliardi, a quota 45 miliardi, gli
aiuti all’economia, mantenendo
i tassi invariati tra lo 0 e lo
0,25%, e ribadendo l’impegno
per una politica monetaria «altamente accomodante». Barack Obama ha ribadito che farà di tutto «per rafforzare la
crescita e la creazione di posti
di lavoro». Il Presidente ha assicurato che si batterà con forza
per l’aumento del salario minimo: un messaggio a Capitol Hill
nel giorno in cui il Senato non è
riuscito a raggiungere il quorum di voti necessario ad alzare
le retribuzioni base a 10,10 dollari l’ora rispetto ai 7,25 attuali.

24 .Economia

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Panorama

SPUNTA L’INTERESSE DEGLI SVIZZERI DI ABB: STIAMO OSSERVANDO LA SITUAZIONE

Fondi stranieri al 15,3% del capitale

Siemens contro Ge
rilancio su Alstom

“Più utili per Generali”
La cura Greco fa tornare Avanza anche l’ipotesi di un intervento dello Stato
gli investitori esteri
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

Mario
Greco,
amministratore
delegato del
gruppo
Generali

FRANCESCO SPINI
INVIATO A TRIESTE

L

a società deve fare più utili e li farà già nel 2014 e negli
anni successivi», assicura l’ad di Generali, Mario Greco,
nel corso dell’assemblea che tocca il record storico per
presenza di investitori istituzionali esteri. Nel complesso sono
il primo socio del Leone. Riuniscono il 15,28% del capitale, il 66%
in più rispetto al 9,2% del 2012, l’ultima assemblea dell’era Perissinotto. Invariati i soci maggiori: anche il Fondo Strategico
di Cdp resta, almeno formalmente, al 4,48%, segno che l’alleggerimento in corso non traspare anche per l’uso di strumenti
quali la vendita a termine. Ai soci che approvano i conti 2013,
Greco spiega che Trieste conta «di raggiungere gli obiettivi prima del tempo e quindi di rivedere la politica dei dividendi in
senso migliorativo per gli azionisti». Il presidente Gabriele Galateri ricorda l’importanza che ha avuto il rinnovamento della
governance attuato «con la decisa spinta di Mediobanca guidata da Alberto Nagel» e di soci quali «Caltagirone, DeAgostini e
Del Vecchio». E ora che i fondi contano di più, da un lato esprimono il sostegno al nuovo corso che lascia alle spalle gli sperperi con «soldi distribuiti ad amici e sodali» del capitalismo di
relazione («dottor Greco, continui su questa strada, non si faccia intimidire: è il mercato che glielo chiede...», dice Arturo Albano che, tramite Talete rappresenta lo 0,5% di fondi esteri, tra
cui a quanto sembra Amber) dall’altro chiedono anche di «fare
chiarezza sul passato» con «la maggior trasparenza possibile».
Il riferimento è agli «investimenti alternativi» per cui il Leone
aveva iscritto a bilancio 234 milioni di perdite. I fondi chiedono
lumi sui rapporti con una delle controparti, la veneta Finint
contro cui il Leone non ha intrapreso azioni legali e con cui,
spiega Greco, ha «rapporti complessivi» per circa 200 milioni.
Con Veneto Banca, invece, l’esposizione è di 300 milioni. Entra
nel vivo anche la causa di lavoro contro l’ex ad Perissinotto e l’ex
dg Agrusti: la prossima udienza è fissata per il 29 maggio.

Vale 21 miliardi

Il 4 maggio

Twitter perde Rcs, nuovo cda
dieci miliardi
per il sostituto
dalla quotazione di Pesenti

T

witter affonda a Wall
Street dopo la trimestrale. Il balzo dei ricavi, saliti nel primo trimestre
del 119% non basta alla società che cinguetta a compensare quella che gli analisti vedono una crescita anemica
degli utenti: i titoli ne risentono e perdono il 12%, scendendo ai minimi dallo sbarco
in Borsa. La flessione di ieri
va ad aggiungersi all’ondata
di vendite che si è abbattuta
su Twitter, e su tutti i tecnologici, dall’inizio dell’anno e
si traduce in 10 miliardi di
dollari di capitalizzazione
bruciata rispetto alla chiusura del primo giorno di scambi, quando era arrivato a valere 31 miliardi.
[R. E.]

I

l cda di Rcs tornerà a riunirsi domenica 4 maggio
per individuare il nome del
candidato a entrare in consiglio in sostituzione di Carlo
Pesenti, recentemente dimessosi. Lo ha reso noto il presidente del gruppo editoriale,
Angelo Provasoli, al termine
della riunione del board di
Rcs che si è tenuta ieri. «Abbiamo esaminato e discusso ha spiegato, dopo una riunione di circa tre ore - il profilo
più appropriato per il candidato che il consiglio proporrà
all’assemblea. Abbiamo esaminato alcune candidature
coerenti con il suddetto profilo individuato e ci siamo accordati per effettuare alcuni
approfondimenti».
[R. E.]

Come in ogni partita a scacchi che si rispetti, ogni mossa
apre mille possibilità. E nonostante le apparenze, il via
libera di ieri all’unanimità
del cda di Alstom all’offerta
di General Electric non è ancora lo scacco a Siemens. Il
gruppo francese ha offerto ai
tedeschi ancora un mese per
studiare a fondo le carte:
<avrà accesso a tutte le informazioni utili per fare un’offerta vincolante>, ha puntualizzato in una nota. General
Electric è di nuovo in vantaggio, ma alla vittoria mancano
ancora molte mosse. Tanto
che stanno emergendo altri
soggetti interessati all’ammaccato gruppo industriale
francese: l’amministratore
delegato della concorrente
svizzera Abb, Ulrich Spiesshofer, non ha escluso un’offerta: «Stiamo osservando la
situazione», ha detto ieri.
Ma secondo l’Handelsblatt, un terzo contendente
potrebbe avere la meglio alla
fine di maggio: lo Stato. Il ministro dell’Economia, Arnaud Montebourg aveva già
avanzato l’ipotesi di un inter-

commentare quale potrebbe
essere l’offerta? Qui non facciamo fantascienza».
La riluttanza di Kron a trattare con Siemens è antica e
talmente smaccata, ormai, da
ispirare titoli critici anche della stampa nazionale più autorevole. Le Monde si chiede ad
esempio se il top manager di
origine polacca non rischierà
di passare alla storia come
«salvatore» prima e «becchino» poi del gruppo industriale. E sui giornali tedeschi il
sessantenne è, tout court, il
«Siemenshasser», l’uomo che
odia Siemens. In passato ha litigato spesso con l’azienda
guidata da Joe Kaeser, tanto
che qualcuno si chiede ormai
apertamente se non dipenda
dalla sua biografia. Kron è fi-

Il governo francese
studia l’ingresso
diretto nel capitale
con sei miliardi di euro

AFP

La protesta dei lavoratori Alstom

vento pubblico per salvare
Alstom; lo scenario avanzato
dal quotidiano economico tedesco è che potrebbe entrare
nel capitale del gruppo iniettando sei miliardi di capitale
fresco, ricavato dalla vendita
di quote di Edf (Parigi ne controlla ancora l’84%).
Ma dopo la clamorosa incursione del governo e dell’Eliseo che hanno bloccato il
blitz di General Electric dello
scorso fine settimana per con-

sentire ai tedeschi di avanzare
una controproposta, l’ad di
Alstom, Patrick Kron, ha chiarito ancora una volta per chi
tifa: «La combinazione tra i
settori energetici molto complementari di Alstom e General Electric creerebbe un
gruppo più competitivo che
verrebbe meglio incontro ai
bisogni dei clienti». E a chi gli
chiedeva un commento sull’offerta di Siemens, Kron ha risposto irritato «come faccio a

glio di ebrei sopravvissuti all’Olocausto ed emigrati in
Francia. E ogni volta che negli
ultimi dieci anni il gruppo di
Monaco ha tentato di avvicinarsi per proporre sinergie, il
numero uno di Alstom ha opposto un rifiuto netto.
Anche i suoi rapporti con
l’Eliseo si sono enormemente
raffreddati, da quando si è insediato il socialista Hollande.
Un fatto che certamente non
aiuta il capo di Alstom in questa difficile vicenda. D’altra
parte, conoscendo il tradizionalissimo dirigismo francese,
Kron sembra aver commesso
un errore davvero madornale
nell’architettare il blitz con gli
americani senza bussare prima all’Eliseo.

MOMIGLIANO: STIAMO ASPETTANDO L’AUTORIZZAZIONE A SCENDERE FINO AL 19%

Carige, Bonomi sonda la Fondazione
Contatti tra l’ente
e il finanziere
per rilevare fino
al 20% del capitale
TEODORO CHIARELLI
INVIATO A GENOVA

Contatto. Emissari della Investindustrial di Andrea Bonomi avrebbero iniziato a
trattare con Banca Imi, advisor della Fondazione Cassa
di Risparmio di Genova e Imperia, per rilevare in tutto o
in parte la quota del 20% di
Banca Carige che l’ente si appresta a mettere sul mercato. Siamo ancora ai preliminari, ma sarebbe questa la
strada scelta dall’imprenditore milanese (di madre genovese, cosa che non guasta
in una piazza non facile come
quella del capoluogo ligure)
per entrare nella banca da alcuni mesi guidata dall’amministratore delegato Piero
Montani con il quale, per altro, ha collaborato quando
entrambi erano al vertice di
Bpm. A quel punto un patto

con la Fondazione consentirebbe a Bonomi di assumere in
coabitazione un ruolo da azionista di riferimento in Carige.
A sua volta l’ente presieduto
da Paolo Momigliano potrebbe
continuare a rimanere da protagonista nell’azionariato di
maggioranza, contribuendo a
definire le strategie dell’istituto di credito e salvaguardando
la propria missione a sostegno
del territorio ligure. Assai me-

no probabile, invece, che Bonomi partecipi sul mercato all’aumento di capitale da 800
milioni di Carige che partirà il
15 giugno e servirà a rimettere
in carreggiata la banca dopo
gli anni della discussa gestione
di Giovanni Berneschi, stigmatizzata da Bankitalia.
Interpellato, Momigliano
non ha voluto commentare
l’indiscrezione.
«Stiamo
aspettando l’autorizzazione

NUOVE APERTURE IN EUROPA E USA

I ricavi di Zegna
crescono a 1,27 miliardi
Il gruppo Zegna ha un
Ebitda, in crescita di 257 milioni. Il bilancio 2013, approvato ieri, si è chiuso con ricavi per 1,270 miliardi (+0,7%)
anche se l’utile netto di 116,3
milioni ( 9,2% delle vendite )
è in lieve calo rispetto al
2012. Nel 2014 il gruppo tessile biellese, fra i maggiori
brand del lusso made in

1

Italy, intensificherà gli investimenti nel retail a gestione
diretta soprattutto in Cina,
Giappone, Emirati Arabi,
con nuove aperture in Usa
ed Europa. Sono 107 i milioni destinati agli investimenti. Fra cui i poli produttivi
per abbigliamento, pelletteria e calzature concentrati
in 2 nuovi stabilimenti.

del Mef per potere scendere fino al 19% in Banca Carige - ha
detto - Siamo anche in attesa
di avere dall’advisor uno scenario più preciso e proposte
concrete le valuteremo. Il nostro desiderata è avere un interlocutore con cui ragionare.
Le ipotesi sono tante, ma il
tempo è poco. Entro una quindicina di giorni dovremo avere
un quadro più preciso in vista
dell’aumento di capitale». La
Fondazione, che oggi ha il 43%
(ma era al 46,7 sino a poco tempo fa) ha già l’autorizzazione a
scendere al 39%.
Ieri l’assemblea della Carige
ha approvato il bilancio 2013
chiuso con un rosso di 1,76 miliardi di euro su cui hanno pesato svalutazioni di avviamenti e rettifiche su crediti. L’ad
Montani e il presidente Cesare
Castelbarco hanno precisato
di non aver mai pensato a una
“bad bank” per i crediti deteriorati. «Il valore dei crediti in
sofferenza è molto elevato, il
12% del capitale - ha aggiunto
Montani - Pensiamo di agire
attraverso un settore dedicato
che andrà potenziato». Carige,
comunque, al momento non
prevede altre svalutazioni.

Borsa .25

LA STAMPA

.

GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 30-04-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI giu17 Eur TV Minim
Barclays lug19 Fixed Ra
Barclays giu17 Fix Fl.No
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei 96/16 Zc
Bei 99/14 Cms Linked
Bei/20 EIBFB
CEDB to CMS 2025
Comit 98/28 Zc
Cr.Suisse ago15 MC eur
Cr.Suisse giu16 floating
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Cred/05/15
Dexia Mz16 4.85
Dexia ott18 Ser.Spec.2 T
EM Mediob DC15 TV Eur
Enel 07/15 Eu 5.25%
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
IMI fb15 Bposta MC Eur
IMI mar15 Tasso Misto
IMI mg19 TM Cap Floor
IMI Mz 17 Mc Eur
IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur
Intek ag17 TF Eur 8%

LUCA
FORNOVO
IL MIGLIORE

+16,47%

Aeffe

IL PEGGIORE

-4,21%

Gdf Suez

18,2

1,011
Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

PREZZO

Mer

SCIVOLANO MPS, BPER E UNICREDIT
VOLANO SAFILO E ANSALDO STS

P

iazza Affari ha chiuso in calo l’ultima seduta prima del
ponte del 1 Maggio, che la vedrà ferma insieme alle altre
Borse europee. L’indice Ftse Mib, dopo il rally di martedì, ha ceduto lo 0,88% a 21.783 punti, in coda alle altre Borse.
Soffrono le banche a partire da Mps (-4,04%), il cui ad Fabrizio
Viola martedì ha «auspicato» che l’aumento da 5 miliardi sia
sufficiente per il rilancio della banca.
Difficoltà anche per Bper (-2,87%), che rientra, secondo gli
analisti di Mediobanca, nel novero degli istituti più a rischio
per gli stress-test. Male anche Unicredit (-1,9%), Ubi (-1,15%) e
Banco Popolare (-1,13%), mentre Intesa (-0,8%) ha contenuto il
calo. In controtendenza Bpm (+0,48%) a 0,72 euro), il cui Cda
si è riunito per fissare il prezzo dell’aumento di capitale da 500
milioni di euro. Bene anche Carige (+1,53%). In luce Telecom
(+2,84%), Prysmian (+0,86%) e Yoox (+0,58%). Sotto pressione
Cell Therapeutics (-3,02%) e Tenaris (-2,71%), mentre sono volate Aeffe (+16,47%), Safilo (+4,72%) e Ansaldo Sts (+3,63%).

109.00
96.91
118.75
99.33
106.19
98.68
154.56
102.07
97.90
59.58
110.54
101.83
118.72
98.60
101.09
98.52
102.90
100.27
102.33
103.15
100.39
100.37
104.44
108.66
112.51
103.85
100.88
112.65
107.22
100.01
103.73
104.06
99.58
123.47
107.88

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Med Lom /18 Rf C 75
Med Lom /19 37
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio dc23 MB29 TM Cap F
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 Eur 3
Medio Nv14 TV Eur
Medio/15 MC Eur
Medio/15 Plus BP II
Mediobanca fb22 MB33 TF
Mediobanca ge19 MB10 Tas
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
Rbs 01-20 tv infl.
Rbs 01-20 tv sicur.
Rbs 04-19 5.5%
Rbs 10-19 6%
Rbs 12-19 4.6%
RBS dic16 TM Cap Floor
RBS gen17 TM BcoPosta
RBS GN20 Eur 5
Rbs LG25 Rf Eur
RBS MZ20 Tsf
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS 2035
Rep Ellenica /19 Tf
Spaolo 97/22 115 Zc
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7
UBI DC14 Mc Eur
UBI feb17 Lower TierII T
UBI giu14 Tasso Misto
UBI giu15 Tasso Misto

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

109.03
95.12
111.36
103.16
92.91
106.66
109.62
108.85
101.09
99.92
110.15
110.66
102.19
103.10
108.76
104.24
102.84
107.99
116.36
97.39
112.32
103.19
99.39
116.01
123.98
97.30
99.28
102.86
102.84
79.21
104.41
99.46
97.51
99.95
99.86

EURIBOR
30-04-2014

VAR.%

21783,38
23218,51
30149,73
18319,43
19429,01
21076,43
3198,39

-0,88
-0,78
+0,15
-0,12
+0,05
-0,28
-0,32

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2340
0,2610
0,2990
0,3390
0,4380
0,5220
0,6140

Il Mercato Azionario del 30-04-2014

0,2372
0,2646
0,3031
0,3437
0,4440
0,5292
0,6225

TITOLI

PREZZO

UBI giu16 TV eur
UBI giu18 TF Sub Lowtier
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI nv18 Mc Eur
UBI ott19 Lower Tier II
UBI ott19 Lower Tier II
Unicredit mag18 Banco P

99.06
104.39
99.59
104.48
99.39
98.94
98.99
108.04
111.59
110.02

TITOLI DI STATO
BoT 13-14/05/14 A
13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.76%
CTz 12-30/05/14 A
12-30/09/14 A
13-30/06/15 A
13-31/12/15 A
14-29/04/16 A

99.99
99.97
99.96
99.92
99.92
99.89
99.87
99.84
99.83
99.81
99.78
99.76
99.72
99.73
99.61
99.55
101.52
99.50
99.42
100.09
99.62
99.97
100.54
99.84
103.25
99.62
105.27
100.20
100.51
103.52
100.81
99.97
99.79
99.17
98.64
98.26

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

21690
21590
-

21487
21422
21302
21287

21410
21360
-

21705
21595
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty
20 Dollari St.Gaude

210,680 - 240,090
211,290 - 245,290
211,290 - 245,290
172,040 - 195,790
170,630 - 194,290
170,150 - 190,310
170,080 - 188,970
170,080 - 188,970
211,120 - 239,330
495,910 - 541,810
500,970 - 557,460
970,390 - 1094,730
1001,840 - 1110,230

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3850
1 0,7220
Yen giapponese
142,0700
100 0,7039
Sterlina inglese
0,8230
1 1,2151
Franco Svizzero
1,2200
1 0,8197
Corona ceca
27,454
100
3,642
Corona danese
7,464
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,272
10
1,209
Corona svedese
9,072
10
1,102
Dollaro australiano
1,495
1
0,669
Dollaro canadese
1,519
1
0,658
Dollaro Hong Kong
10,738
1
0,093
Dollaro neozelandese
1,619
1
0,618
Dollaro Singapore
1,741
1
0,574
Fiorino ungherese
307,630
100
0,325
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2247,797
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,933
1
0,341
Rand sudafricano
14,629
1
0,068
Won Sud coreano 1430,350 1000
0,699
Zloty polacco
4,202
10
2,380

-0,17
-0,03
-0,10
0,00
-0,07
0,01

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

B Banca Generali
Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,080
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
0,200
0,550

1,079
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
4,032
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,135
7,666
17,266
26,399

156234
145
16056356 2773
61946 2196
84675
38
16044
101
793
121
1813208
49
200000
0
0
11
22136
161
96668
60
1548894 1278
0
4
3918551
10
56975 1072
2167232 15546
1621136 1771
331
71
704172 3223

1,080
0,881
10,340
1,046
1,319
13,380
0,048
0,001
0,621
3,708
0,637
4,250
0,082
0,006
12,210
18,750
6,910
16,250
22,450

-0,92
-0,17
+0,39
0,00
-0,60
-0,15
-1,64
0,00
0,00
0,00
-0,55
-2,03
0,00
0,00
+0,41
-1,37
-0,58
-0,61
-0,58

1,079
0,885
10,311
1,047
1,321
13,360
0,049
0,001
0,622
3,689
0,642
4,264
0,082
0,006
12,181
18,826
6,961
16,283
22,502

22,660
14,840
2,400
2,798
0,532
1,910
3,480
0,726
1,794

-0,61
-1,13
0,00
-2,17
+1,53
+6,11
+0,35
+0,48
0,00
0,00
-0,72
-0,31
-0,29
-0,28
-1,10
+1,32
-1,24
0,00
-0,27
+0,07
-1,64
0,00
-0,10
-2,38
+1,74
-2,31
-0,91
-1,69
-0,26

22,775 0,900
14,799
nr
2,402
nr
2,797
nr
0,536
nr
1,893
nr
3,483
nr
0,727
nr
1,796
nr
nr
0,423 0,002
3,250 0,036
2,790 0,044
7,146 0,149
10,736
nr
0,501
nr
0,486
nr
0,643 0,022
2,190
nr
0,689
nr
0,416
nr
21,236
nr
29,842 0,040
0,872
nr
1,175
nr
0,119
nr
20,835 0,080
12,885 0,050
7,596 0,104

0,425
3,260
2,782
7,160
10,760
0,505
0,487
0,644
2,190
0,685
0,413
21,390
29,700
0,863
1,170
0,118
20,700
12,770
7,600

21,435 25,136 126976
9,111 15,631 3049816
2,125 2,511
35840
0,813 3,718
22843
0,396 0,678 16852374
1,041 2,273 131763
3,128 3,675
74859
0,435 0,755 116561145
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,380
20,599
28,169
0,839
0,931
0,078
19,134
12,820
6,729

0,479 2451788
3,395
29305
3,135
894
7,213
6174
11,914
7015
0,501 796657
0,619 108232
0,658 1944197
2,241
19300
0,845 339644
0,452 209721
21,448
0
38,858
1379
0,933
2182
1,195
1602
0,147 704737
26,230
62610
15,134 781165
7,987
72524

2628
2610
147
50
1165
5
544
2347
53
0
286
380
37
82620
71
68
97
1233
20
52
15
92
168
33
1
94
1417
2130
309

C Caleffi

1,513 -2,26 1,516
nr 1,412 1,674
26459
19
Caltagirone
3,000 0,00 2,990 0,030 2,009 2,996
20055
359
Caltagirone Ed.
1,332 0,00 1,325
nr 1,054 1,359
18709
166
Campari
6,260 -0,40 6,254 0,070 5,738 6,293 1005109 3632
Cape Live
0,078 +0,65 0,078
nr 0,056 0,083 630878
25
Carraro
3,120 -0,26 3,122
nr 2,928 3,385
3136
144
Cattolica As
17,800 +0,34 17,761 0,800 17,761 19,715
35363
961
Cell Therap
2,184 -3,02 2,189
nr 1,443 3,101 3020914
328
Ceram. Ricchetti
0,329 +0,49 0,332
nr 0,184 0,389
72766
27
CHL
0,054 -1,47 0,053
nr 0,044 0,059 1496974
12
CIA
0,288 +1,30 0,283
nr 0,252 0,311
14300
26
Ciccolella
0,377 -0,63 0,375
nr 0,300 0,419
26566
68
Cir
1,110 -0,54 1,111
nr 1,037 1,214 348444
882
Class Editori
0,385 +1,24 0,383
nr 0,209 0,429 100125
40
CNH Industrial
8,400 -0,41 8,402 0,200 7,577 8,793 2780429 11369
Cofide
0,538 +1,22 0,533
nr 0,523 0,569 200425
383
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,590 -0,17 0,588 0,060 0,584 0,655
53361
27
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 20,570 -2,19 20,701 0,550 14,552 22,149
9047 1278
Cred. Emiliano
7,380 +0,41 7,379 0,120 5,708 7,670
86745 2453
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,390 -4,85 0,382
nr 0,159 0,686
5295
0
Cred. Valtellinese
1,718 +1,36 1,699
nr 1,135 1,772 1215568
817
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,809 -2,32 1,813 0,050 1,324 1,844 222550
60

D D'Amico 16 warr
Danieli

0,119 +1,88 0,116
nr 0,099 0,128
25,840 -0,77 26,002 0,300 23,244 26,687

101524
22661

0
1063

AZIONI

Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

17,280
15,640
1,537
29,720
4,110

E Edison r

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

-0,29 17,338 0,321 16,191 17,992
+1,30 15,631 0,400 11,869 16,406
-0,71 1,547
nr 1,200 1,547
+0,58 29,635 0,500 29,014 35,923
-0,19 4,116
nr 3,870 4,488

Quantità
trattate Capitalizz.

92605
115998
246861
45880
2630

701
2337
231
1658
6

0,970
EEMS
0,444
Enel
4,074
Enel Green Pw
2,060
Enervit
4,700
Eni
18,710
Erg
12,440
Ergy Capital
0,161
Ergy Capital 16 warr 0,024
Eukedos
0,781
Exor
32,880

+0,26 0,969 0,050 0,962 1,051 151289
107
+0,41 0,442
nr 0,308 0,539 134837
19
-1,21 4,076 0,150 3,151 4,120 31945544 38326
0,00 2,059 0,026 1,835 2,059 7816229 10295
-0,63 4,637 0,028 3,147 5,848
6485
83
-0,80 18,744 0,550 16,301 18,778 13694506 68120
-0,08 12,480 0,400 9,884 12,480 298197 1876
-1,47 0,161
nr 0,161 0,190 636438
27
-3,23 0,024
nr 0,023 0,031 109000
0
-2,31 0,783
nr 0,620 0,831
19390
14
-0,21 32,867 0,335 28,048 32,956 628470 8093

F Ferragamo
Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

22,810
8,680
6,655
0,659
2,670

-0,78 22,975 0,330 20,514 27,699 447856 3869
-1,70 8,717
nr 6,613 8,969 13854808 10904
-0,15 6,650
nr 5,480 7,336 3694918 3844
+0,46 0,656 0,012 0,485 0,690 742522
285
-1,04 2,678
nr 2,620 3,158
2143
30

G Gabetti Pro.Sol.

0,038
4,800
16,830
3,134
1,663
21,140

-1,29 0,039
nr 0,031 0,043 2737839
83
-0,21 4,800 0,220 4,555 5,061
400
216
-0,88 16,895 0,200 15,596 17,523 7985323 26303
-0,06 3,140 0,060 2,708 3,408 244795
814
-1,31 1,658
nr 1,357 1,962 1897482
683
-2,67 21,380 0,730 21,091 24,030 574518 3721

Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi

2,122 -1,39

2,137 0,090

1,641

2,167 2207755

-0,68
-1,62
-0,36
0,00
-1,34
+0,09
+0,12
-0,83
+1,72
-0,81
-0,85
+0,13
-2,16
-0,62
-0,88
+1,55
-0,67
+2,53
+7,78

0,659
1,355
1,116
0,767
10,269
10,614
0,846
0,467
0,585
2,462
2,092
0,771
1,229
8,786
5,632
32,788
22,237
9,150
0,493

J Juventus FC

0,246 +0,98

0,246

nr

0,220

0,252 2214260

K K.R.Energy

1,742 +0,11
2,478 +1,56

1,735
nr
2,468 0,010

1,570
1,926

1,908
2,525

IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife
Noemalife 15 warr

0,657
1,338
1,113
0,769
10,270
10,600
0,846
0,466
0,590
2,460
2,094
0,774
1,223
8,750
5,600
32,800
22,300
9,330
0,485

nr 0,383 0,858
54020
30
0,070 0,861 1,365 352823
471
nr 0,606 1,307 531030
48
nr 0,464 0,793 777460
261
0,200 9,387 11,386 143285 1167
0,218 8,090 11,464
1211
5
nr 0,652 0,977
555
20
nr 0,316 0,490 340315
161
nr 0,406 0,611 176944
29
0,050 1,803 2,567 104696588 38174
0,061 1,469 2,128 5083305 1951
nr 0,667 0,839
2015
5
0,052 1,044 1,343 1664427 1452
0,060 6,271 9,849 158196 1556
0,060 3,428 6,226 379221
594
nr 24,973 34,475
9980
727
nr 14,552 22,828
18454
363
0,125 7,204 9,341
711
356
nr 0,200 0,493
50122
0

0,567 +0,62 0,575
nr 0,490 0,601
41,270 -0,29 41,046 0,580 37,321 42,208
0,145 0,00 0,144
nr 0,049 0,180
0,149
2,624
1,905
3,972
7,980
6,470
0,148
1,796
0,740
12,670
1,335
0,449
0,240
0,036
0,171
0,073

368931
26483

5,143
0,313

nr
nr

3,473
0,085

6,054
0,430

248
57
53

326499
39
963047 19621
178449
15

-0,34 0,149
nr 0,149 0,168 248935
+0,31 2,643
nr 1,487 2,884 1702153
-2,81 1,911
nr 1,527 2,300
5458
+0,40 3,984
nr 3,457 4,363 10707073
-0,31 7,932
nr 6,342 8,394 3286845
-1,07 6,477 0,100 6,183 7,128 2491984
-0,60 0,148
nr 0,078 0,183
53047
0,00
nr
-1,32 1,800
nr 1,608 1,813
92832
-0,67 0,742
nr 0,555 0,849 1575083
-0,16 12,678
nr 12,319 16,314 320072
+1,75 1,328
nr 1,314 1,541 526710
-0,07 0,444
nr 0,427 0,605
57164
-4,04 0,242
nr 0,166 0,285 447835569
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-1,88 0,073
nr 0,060 0,100 1962845

5,175 -1,52
0,315 0,00

3038

2933
0

71
807
35
4706
6831
4770
8
0
158
171
3169
327
67
2830
5
4
5
39
0

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

PREZZO

TASSO %

9
39
70
101
130
162
193
221
254
284
312
344

99,991
99,955
99,920
99,871
99,826
99,784
99,724
99,728
99,614
99,552
99,501
99,422

0,000
0,300
0,280
0,330
0,320
0,360
0,440
0,360
0,460
0,490
0,510
0,540

Quantità
trattate Capitalizz.

VAR.%

400.55
3089.80
9603.23
22133.97
6780.03
10459.00
4487.39
5470.75
14304.11
8476.66
16579.81
4114.55

+0.52
-0.85
+0.20
-1.42
+0.15
-0.02
-0.23
+0.07
+0.11
+0.50
+0.27
+0.27

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

0,909

nr

0,702

0,935

0

12

Vianini Lavori

6,200

0,488

nr

0,374

0,534

35640

17

W World Duty Free

9,655 -1,68

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nr 1,416 1,502
16506
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nr
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71141
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9778
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16110
nr
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72009
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4565
0
1045
35
0
129
105
5780
125
54

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9751
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13503

68
72
701
39
2625
115
166
18

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

2,520
0,910
1,650
1,313
12,600
0,699
0,203
1,515

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-1,93 19,525
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10,450

T Tamburi

nr 14,229
0,680 15,499
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nr 0,369
nr 146,000
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0
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0
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0
0
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Tamburi 15 warr
0,760
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Telecom IT Media
0,132
Telecom IT Media rnc 0,650
Telecom IT rnc
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Tenaris
16,140
Terna
3,900
Tiscali
0,074
Tiscali 14 warr
0,001
100,900
Tod's
Trevi Fin.Ind.
8,300

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-3,61 0,760
-0,59 0,586
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+2,80 0,708
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0,00 0,001
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99504
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nr 0,171 0,666
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4
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139
nr 0,000 0,001 448568
0
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35162
584

U UBI Banca

-1,15 6,842
-1,90 6,479
-1,40 8,893
-0,48 5,160
-0,08 4,704
-1,56 2,654
-0,78 266,860
-1,33 2,683

0,050 4,895 7,420
0,090 5,391 6,800
0,090 7,827 9,435
0,150 4,105 5,700
0,170 3,602 5,043
nr 2,154 2,860
nr 175,169 279,483
nr 2,058 2,804

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

V Valsoia
Vianini Industria

6,860
6,440
8,825
5,205
4,750
2,646
267,600
2,670

11,900 -0,42 11,903 0,170 10,252 12,124
1,480 0,00 1,480 0,020 1,192 1,541

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788
22
1580469 2291
862067 1286
11394650 5974
6454
341
916377 1012
4739
686

124
45

EURO

1297,75 930,3249
30,4802
470,4400
-

QUOTAZ.

0,00

RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

29-04-2014

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

0,497 +1,04

R Ratti

1288,50
30,1900
470,5201

MERCATI

0,900

2778
1586
324
67
4022

30-04-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

BORSE ESTERE

GIORNI

14/05/14
13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15

SCADENZA

O Olidata

2,504 -0,32 2,501
Parmalat 15 warr
1,461 -0,34 1,461
Piaggio
2,978 +3,40 2,895
Pierrel
0,740 -2,05 0,735
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
4,254 -1,53 4,285
Piquadro
2,108 -0,47 2,108
Pirelli & C.
12,080 -0,33 12,150
Pirelli & C. rnc
10,220 +0,10 10,214
Poligrafici Editoriale 0,411 -0,48 0,412
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 8,285 -2,87 8,322
Pop.Sondrio
5,170 +0,10 5,148
Prelios
0,639 -0,93 0,639
Premuda
0,355 +0,71 0,359
Prysmian
18,740 +0,86 18,744

-0,02
-0,02
-0,44
-0,07

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035

Novare

P Parmalat

0,11
-0,19
-0,21
-0,16
-0,17
0,02
-0,22
0,50
0,00
0,02
0,00

ORO CHIUSURE

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

0,00

Minimi
Anno

Massimi
Anno

6,198 0,100

4,960

6,440

14059

271

9,715

9,242 10,905

354504

2473

nr 23,354 34,569
nr
nr
nr

25,840 +0,58 25,813
0,112 -0,27
0,002 0,00
0,246 -1,64

0,113
0,002
0,250

Divid.

nr

Quantità
trattate Capitalizz.

451132

1515

0,073
0,002
0,183

0,143
0,008
0,294

495052
0
8800

43
0
1

nr 19,665
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,534
0,110 1,775
0,170 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,400 18,923
0,300 4,624
0,140 5,898
0,160 8,528
0,040 4,240
0,020 1,752
nr 0,564
0,017 0,627
nr 3,383
nr 1,237
0,150 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,326
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
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0,400 6,906
0,555 6,658
0,140 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,698
0,400 9,112
0,170 8,548
0,250 4,998

22,772
0,944
4,890
8,609
2,331
7,862
8,612
16,383
147,145
0,585
1,053
0,837
6,787
4,081
28,569
5,299
7,745
11,793
7,237
5,961
1,087
0,733
4,221
1,780
9,677
1,377
3,740
43,537
25,045
2,033
1,047
53,806
8,033
2,639
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,115
2,312
2,094
6,377
1,582
14,373
1,738
2,068
5,287
3,599
1,606
8,131
2,957
14,389
0,361
66,064
15,454
8,844
7,824
5,649
4,961
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

324
2940730
303606
2272183
279381
486154
27016
174124
2830
238106
1267498
25714
15612
2150
369671
4321
148119
10938
221614
43074
294891
407904
30135
33975
56001
231639
179246
41984
8588
19532
706651
2012
163482
69905
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2740
36200
7160
78516
90113
8680
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14922
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37894
962570
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23314
8977
2300
105
108968
11239
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21627
7653
17639
18753
8903
107853
71594
355899
67231
10316
46755

85
101
1055
1424
540
774
91
831
1435
189
182
25
176
102
1796
45
487
196
1102
38
100
275
59
127
558
409
48
1157
111
123
172
625
408
86
47
401
17
311
57
1305
1114
59
37
15
191
157
930
308
55
209
369
69
66
415
147
122
608
177
121
52
147
541
84
77
114
711
522

STAR
Acotel Group
20,450
Aeffe
1,011
Amplifon
4,700
Ansaldo Sts
8,000
Ascopiave
2,310
Astaldi
7,800
B&C Speakers
8,185
Banca Ifis
15,540
BB Biotech
120,900
Bca Finnat
0,520
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,837
Biancamano
0,738
Biesse
6,450
Bolzoni
3,932
Brembo
26,650
Cad It
4,970
Cairo Comm.
6,250
Cembre
11,460
Cementir Hold
6,860
Cent. Latte Torino
3,772
Cobra
1,038
D'Amico
0,657
Dada
3,560
Damiani
1,560
Datalogic
9,550
Dea Capital
1,340
Digital Bros
3,398
EI Towers
41,000
El.En.
23,030
Elica
1,950
Emak
1,047
Engineering
50,150
Esprinet
7,880
Eurotech
2,432
Exprivia
0,896
Falck Renewables
1,374
Fidia
3,342
Fiera Milano
7,355
Gefran
3,978
Ima
35,400
Interpump
10,210
Irce
2,104
Isagro
2,118
IT WAY
1,900
La Doria
6,135
Landi Renzo
1,372
MARR
13,950
Moleskine
1,451
Mondo Tv
2,070
Mutuionline
5,210
Nice
3,190
Panariagroup
1,532
Poligr. S.Faustino
7,740
Poltrona Frau
2,958
Prima Industrie
13,960
R. De Medici
0,310
Reply
65,000
Sabaf S.p.a.
15,440
Saes
8,325
Saes rnc
7,050
Servizi Italia
5,350
Sogefi
4,566
TerniEnergia
2,224
Tesmec
0,734
TXT e-solution
9,625
Vittoria Ass.
10,570
Zignago Vetro
5,930

+0,64 20,341
+16,47 0,944
+0,64 4,705
+3,63 7,913
+0,61 2,303
-0,76 7,862
-2,50 8,248
+0,97 15,451
-0,25 121,123
-1,14 0,522
-1,18 0,840
-1,07 0,743
-0,23 6,426
+0,31 3,936
-1,73 26,891
-0,60 4,962
+1,30 6,221
-0,95 11,526
-2,00 6,928
-1,00 3,785
-0,95 1,034
-0,23 0,653
-0,22 3,547
+0,78 1,542
+0,53 9,553
+0,37 1,333
+5,53 3,398
0,00 40,941
-0,30 23,053
-1,27 1,949
-0,66 1,047
-0,30 49,987
+2,20 7,787
+0,50 2,433
-0,22 0,906
-0,51 1,376
-0,83 3,323
0,00 7,384
+0,45 3,933
-0,84 35,437
-0,58 10,233
0,00 2,115
+0,67 2,086
-0,05 1,875
-0,89 6,164
-2,97 1,397
-0,92 13,973
+0,62 1,453
+4,02 2,068
-0,29 5,287
+0,31 3,181
-0,52 1,525
0,00 7,632
+0,14 2,957
+0,07 14,014
+5,22 0,323
+1,80 64,994
+1,38 15,390
-0,24 8,242
-0,98 7,091
-1,29 5,353
-1,68 4,579
-0,71 2,239
-0,54 0,722
-1,79 9,683
-0,56 10,552
+0,42 5,936

26 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

LA STAMPA
MARIO
CALABRESI

LETTERE AL DIRETTORE

Lo scorso 15 aprile ci ha scritto uno studente di Caracas
all’ultimo anno di liceo che ha scelto di preiscriversi al
Politecnico di Torino e ne ha spiegato il perché in una
lettera al Rettore da noi pubblicata come Editoriale dei
lettori. Ora abbiamo ricevuto anche la risposta del Rettore a cui volentieri lascio questo spazio perché segnale
di un rapporto nuovo tra istituzioni e giovani e dello
sforzo che entrambi stanno facendo per venirsi incontro.

Il rettore del “Poli” risponde
a un futuro studente
aro Ernesto, vorrei prima di tutto ringraziarti a nome mio e di tutto l’Ateneo per le parole
lusinghiere che hai rivolto alla nostra Istituzione, dalle quali si evince che hai pienamente compreso il ruolo sociale che svolge un’Università: oggi
agli Atenei viene chiesto sempre di più di diventare
luoghi privilegiati per la formazione di studenti di
talento e l’attrazione di ricercatori di qualità e di
investimenti strategici, non solo per contribuire allo sviluppo e alla crescita sostenibile del Territorio
e del Paese, ma anche e soprattutto per dare un
contributo sostanziale ad affrontare con approccio
rigoroso e metodologia scientifica, le grandi sfide
che attendono la nostra Società e che riguardano
grandi temi interdisciplinari, quali quelli della salute e dell’alimentazione, dell’energia e delle risorse
naturali, dell’ambiente e dei cambiamenti climatici,
della mobilità e delle infrastrutture, dell’informazione e della comunicazione, della sicurezza e della
qualità della vita e dell’abitare.
Dalle tue parole emergono chiaramente le aspet-

C

Chi può ironizzare
sugli 80 euro
1 Ha ragione la signora Pina

Picierno, capolista PD alle
europee, che sostiene che 80
euro, per una famiglia italiana,
sono una boccata di ossigeno,
che significano andare a
mangiare fuori casa un paio di
volte e fare la spesa per due
settimane. E le reazioni
ironiche sui social network
sono il segnale della distanza
che separa chi dispone di
liquidità da chi è sofferente.
Soltanto chi è abituato a
guardare al centesimo per
portare a fine mese quei
mille euro del magro
stipendio o gli 800 della
pensione, soltanto chi
attende le offerte dei
discount per limare il mezzo
euro sull’olio si accorge di
quanto preziosi possano
essere 80 euro, ed è vero,
possono essere la spesa per
due settimane, se si è
avveduti. Soltanto chi è
abituato a spendere quegli
stessi 80 euro con
leggerezza, per una cravatta
o altro vezzo può ironizzare.
Segnale minaccioso delle
diseguaglianze presenti nella
nostra società.
Cresce la rabbia dei 10
milioni di italiani che vivono
al di sotto dei 25000 (ma
molto al di sotto), verso le
Marie Antoniette che
promettono loro brioches.

i poliziotti di Ferrara avessero
ricevuto la solidarietà dei
colleghi sindacalisti.
Ho sempre creduto nella
giustizia e continuo a crederci
così come ho sempre
rispettato gli uomini in divisa
convinto che per vestirla
servissero delle qualità morali.
Ieri ho visto calpestare la
giustizia e infangare quella
stessa divisa. Sarà perchè ho
avuto un nonno ed uno zio in
Polizia o perchè da ragazzino
ho giocato nel cortile della
caserma dei Carabinieri con i
figli del maresciallo.
Il fatto è che proprio non mi
sono sentito vicino a coloro che
avrebbero dovuto rispettare un
ragazzo come essere umano.
Non paghi di avere mantenuto
il posto di lavoro e forse anche
di averlo migliorato con il
passaggio all’attività d’ufficio
si considerano vittime. E cosa
pensano quando vedono, ma
non guardano, il volto
tumefatto di Aldrovandi?
Mesi fa la provocazione sotto
gli uffici di Ferrara dove
lavorava la mamma di
Aldrovandi, ora questo.
Un sindacato che non
difende il corpo della Polizia
ma l’immagine dei quattro
condannati tradisce il ruolo di
sindacato, organizzazione nata
per tutelare i lavoratori dalle
ingiustizie e non per
perpetrarne a loro volta.
EZIO VARDANEGA

tative, le speranze e i desideri
di realizzare i propri sogni,
comuni alla maggior parte
dei nostri studenti. Se il tuo
sogno è quello di diventare un
L’editoriale
dei
buon ingegnere o architetto
lettori
i Vado Ligure
da tutti
che possa affiancare agli stuDA CARACAS
di universitari un’esperienza
A TORINO
di vita, il Politecnico di Torino
può certamente aiutarti a
concretizzarlo.
Come hai efficacemente
scritto nella tua lettera, il futuro si può costruire giorno
1 L’Editoriale del lettore
dopo giorno con sforzo e dedidello studente italo-vezione, con passione e tenacia,
nezuelano Ernesto Stifano
qualità che sono necessarie
uscito il 15 aprile scorso.
per affrontare gli studi nel nostro Ateneo e che ti saranno
di grande aiuto per la tua crescita umana e professionale.
La dimensione internazionale è una nostra peculiarità, il Politecnico di Torino conta infatti circa
32.000 studenti di cui il 18% sono stranieri e questo
rende il nostro Campus un ambiente accogliente, dinamico e vivace in cui si maturano esperienze che
arricchiscono la formazione tecnica e che aiutano a
diventare cittadini del mondo.
Mi auguro di poterti annoverare fra i nostri studenti e spero che l’Ateneo possa davvero contribuire
a realizzare le tue ambizioni e le tue aspirazioni.

Su La Stampa

ontinuazione, la strada è
corso è quello e le
quelle.

M.R.S.

gini relative alle
subite da ragazzi
parte di operatori
sociosanitari presso la RSA
di Vado Ligure,
ofondamente
cittadina, come
come madre.
ado sarebbe
e un centro volto
nel rispetto
dell’individualità,della
e della dignità
sona, una qualità di
possibile elevata
paziente, con tanto di
camere dotate di
ort.
luoghi
esentano un’ancora di
quelle famiglie,
dramma di

ERNESTO STIFANO

L

ettera aperta di uno studente italo-venezuelano al Rettore del Politecnico di
Torino. Con il peso sulle spalle di un lungo
percorso che si conclude e con la leggerezza che prelude a questa nuova tappa
che si avvicina, affronto oggi, probabilmente, uno
degli scritti più importanti che mi sia mai proposto.
Si tratta di concentrare in poche righe 17 anni di vita, insegnamenti, realizzazioni e progetti, ma anche
fallimenti, obiettivi raggiunti e da raggiungere, con
la voglia di migliorare e di superare me stesso, prima che gli altri. Non ricordo il momento in cui ho
imparato ad esprimere la mia riconoscenza, ma credo nel nobile gesto di dire «grazie», e oggi sento più
che mai di dovermi voltare indietro e dire grazie.
Spero che questa nuova fase della mia vita sia ric-

1 Non ci potevo credere.

Non potevo ammettere che la
notizia del tg fosse vera e che

Ok i servizi sociali
ma perché la scorta?
1 Berlusconi è stato

favorito in modo incredibile
dal Tribunale di
Sorveglianza nella scelta tra
lo scontare la pena, già
ampiamente ridotta, nel
proprio domicilio o
l’assegnazione ai servizi
sociali. Ma rimane un altro
grave problema di carattere
formale. La scorta? Lo Stato
deve forse provvedere alla
scorta di polizia e
carabinieri?

il rinnovamento del Paese
dovesse necessariamente
passare per un imponente
piano di investimenti nel
Mezzogiorno. Tititera che si
ascolterà nuovamente ora
che ricomincia la campagna
elettorale.
Non ci sono più scuse. Le
loro politiche sono
clamorosamente fallite. Sulle
base di queste premesse mi
chiedo con quale coraggio si
rifili il solito concertone del
primo maggio. Non c’è nulla
da festeggiare quest’anno.
GIUSEPPE PERONI CARMAGNOLA

GIUSEPPE ALÙ

Nulla da festeggiare
con un concerto
1I

disoccupati giovani
sono il 43% mentre si cerca
di trovare un motivo di
felicità per un misero 0,1% di
diminuzione del tasso di
disoccupazione globale.
Mettere i puntini sulle i
diventa d’obbligo, questi
sono dati nazionali. Quando
si vanno a fare le analisi
divise per macroregione si
scopre che la
disoccupazione giovanile
nelle regioni del sud è a
livelli catastrofici, questo
nonostante schiere di
politici e sindacalisti in
primissima fila a giurare che

c.
contatti

E-MAIL: LETTERE@LASTAMPA.IT
FAX: 011 6568924

Editrice La Stampa

(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
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2
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MARIO CALABRESI

2

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MARCO GILLI
RETTORE DEL POLITECNICO DI TORINO

MARCO GAMBELLA

Io quella scena
non me l’aspettavo

Quotidiano fondato nel 1867
2

Un libro non adatto
a ragazzi 14enni
1 Mi riferisco al caso del

liceo romano dove i docenti
hanno utilizzato un testo
discutibile per educare gli
studenti al rispetto delle
diversità compresa quella
dell’orientamento sessuale.
Il testo in questione oltre a
promuovere il modello di
famiglia omosessuale che si
sposa e adotta bambini,
racconta anche un amplesso
orale tra due maschi con
riferimenti espliciti e volgari
non adatti a ragazzini
quattordicenni.
Se sono da condannare le
reazioni scomposte di alcuni
gruppi di estrema destra,
sono invece da considerare le
proteste di tante famiglie che
non sono state coinvolte nel
progetto e che rivendicano i
loro diritti sull’educazione
dei propri figli.
Se proprio si vuol trattare
il tema dell’omosessualità a
scuola almeno lo si faccia
attraverso letture di un certo
livello e profondità.

L’editoriale
dei
lettori

MEA CULPA
SULLA SCUOLA
GIUSEPPE CAMPAGNOLI
el ricordare il geniale maestro Manzi,
da uomo che ha passato una vita nella
scuola, non posso non pensare ai danni
che sono stati fatti negli ultimi 40 anni.
Mi rimprovero, da docente e dirigente
di non aver combattuto abbastanza per il diritto negato a una scuola più rigorosa e quindi più efficace,
contro riforme pensate da tecnici e politici incompetenti e/o in mala fede. Il pernicioso analfabetismo
funzionale di cui soffre oggi un’ampia fetta della popolazione italiana diffonde i suoi effetti nefasti su
concezione della vita, lavoro, capacità imprenditoriale, autonomia di giudizio, voto e molto altro. E sulla percezione della democrazia e della libertà.
Ho vissuto il sessantotto in modo critico e credo
che parte dello stato della scuola italiana di oggi abbia origine da quei tempi e da quei principi travisati.
L’insieme delle norme e dei comportamenti (a partire dall’infausta riforma della scuola media) su formazione dei docenti e carriere scolastiche degli studenti, gestione della scuola, valutazione, relazioni
sindacali ha reso il sistema educativo, dalla primaria
all’università, una fabbrica di ignoranza ma, ahimè,
anche di presunzione dove le eccezioni confermano
solo una diffusa e consolidata regola.
E’ utile lanciare un appello affinché le cose cambino anche copiando con umiltà qualche eccellenza
dei vicini europei che, grazie al loro modo di concepire l’istruzione, stanno combattendo con successo
la crisi economica per assicurare un futuro ai loro
giovani. La ricetta è sempre quella del buon senso e
del coraggio: moltiplicare per 10 gli investimenti, dare in mano a personalità capaci, competenti e di
trincea le leve per migliorare e consolidare ciò che
funziona ma cambiare subito ciò che non funziona.
Alcuni esperti, allarmati per il crescente fenomeno dell’analfabetismo nella popolazione italiana,
propongono una soluzione: richiamare ciclicamente
i cittadini ad un test di competenze linguistiche,
scientifiche, artistiche e di cultura generale. Le sorprese sarebbero infinite. Una provocazione? Forse.

N

ex dirigente scolastico, Pesaro

LORELLA GROTEN

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

BERLUSCONI
NEI SILENZI
DELL’ALZHEIMER

GIANNI RIOTTA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

a dobbiamo almeno provare
a cercare i nessi decisivi. La
classe dirigente tedesca,
per esempio, resta filo Putin, persuasa che l’interesse
energetico a breve cancelli ogni preoccupazione strategica: e, a stare ai dispacci diplomatici, la cancelliera Merkel avrebbe
persuaso il nostro governo a questa linea
«morbida», corroborata sembra dall’interpretazione delle fonti russe sulla telefonata tra il leader del Cremlino e il nostro primo ministro Renzi. Come è cambiato il
mondo! Milizie filorusse organizzate da
Mosca in Ucraina orientale (quelli del passamontagna per capirci) sequestrano i sei
osservatori Osce di un team tedesco, si rifiutano di trattare con il ministro degli
Esteri di Berlino Steinmeier con tale protervia da venirne definiti «disgustosi». Infine però Berlino porge l’altra guancia: e,
badate, le fonti confermano che l’ex ragazza della Germania Est, Angela Merkel, è la
più dura del Paese, industria e finanza, guidate dall’ex cancelliere socialista Schroeder lobbysta di Putin, accetta che la Russia, dopo porzioni di Georgia e Crimea, ingoi anche l’Ucraina, purché l’Ebitda non ne
risenta.
Cosa può fare allora il presidente Obama? Poco. La spaccatura Usa-Ue, che la
guerra in Iraq del 2003 non provocò, ma
solo aggravò, è compiuta, e in poche ore il
leader della Casa Bianca legge sui bollettini che la Cina è prossima al sorpasso economico 2014 su Washington, con gli Stati
Uniti che perdono la testa del pianeta per
la prima volta dal 1872, quando alla Casa
Bianca venne rieletto il generale Grant.
Non basta: i dati sul Pil, malgrado le scuse
sul pessimo inverno, parlano di una crescita «all’italiana» 0,1%, sotto le pur mediocri
previsioni Federal Reserve 1,1%. Peggio, un
sondaggio del quotidiano finanziario «Wall
Street Journal» stima che la metà degli
americani, 47%, è stufa e stanca di intervenire nel mondo, e vuole la Casa Bianca concentrata sull’occupazione.
America isolazionista come negli Anni
Trenta? Le sfortunate guerre in Afghanistan e Iraq, costate miliardi di dollari e migliaia di vite umane, hanno disgustato gli
americani, eppure la maggioranza dei cittadini ritiene «troppo prudente» Obama in
Ucraina, mentre il 53% boccia la sua intera
politica estera e il 58 l’economica. Lo studioso conservatore Max Boot nota il paradosso: l’America non vuole impicciarsi con
il mondo, ma non approva la politica estera
di un presidente che se ne impiccia pochissimo. Che succede?
Succede che i nessi vanno ricercati
lontano, abbiamo dimenticato che il presidente Roosevelt non riuscì a far dichiarare guerra al Congresso prima di Pearl
Harbor, e anche dopo l’attacco giapponese il Parlamento nicchiò ad attaccare
Italia e Germania, che fecero da sole l’errore di affrontare lo Zio Sam. Gli europei
non capiscono che, in un mondo instabile, i commerci rischiano, gli americani
non comprendono come leadership economica, politica e morale sono integrate,
non si può essere Paese numero 1 in un
solo ambito. La classe media Usa, a lungo la più benestante, è sorpassata dai canadesi, perde ricchezza e status; le infrastrutture Usa, strade, ponti, edifici
pubblici, comunicazioni, sono bocciate
una per una, «da terzo mondo» dal deva-

M

FERDINANDO CAMON
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

in questo modo che Carlo Ancelotti e il Real Madrid l’altra sera ne hanno rifilati quattro a Pep
ed al Bayern Monaco,
addirittura nell’inviolabile Allianz
Arena.
È evidente, allora, che c’è qualcosa che sfugge o che non funziona:
nel tiqui-taca (o tiki-taka) sicuramente. Ma anche in certe reazioni.
Perché apri una qualunque enciclopedia (considerati i tempi, diciamo Wikipedia) e leggi: «Con il

È

cenni, prima che la classe media cinese abbia il tenore di vita europeo o americano, il
disastro demografico rallenta la corsa, crescono in piazza e sul web malumori politici e
sociali.
Siamo un mondo di miopi, grandi e piccoli. La lezione di Polgar brilla adesso con il
Vietnam, che temendo l’invadenza cinese, si
avvicina ai vecchi nemici del 1975, gli americani. Per dieci anni Washington ha perduto
partner per eccesso di aggressività. Putin in
Ucraina e i cinesi nelle isole Sankaku-Diaoyu chiariscono a tanti (forse perfino agli europei a un certo punto) che forse è comunque meglio esser amici degli americani nel
duro XXI secolo. E gli americani intanto
cantano «Che mi importa del mondo…». Povero Polgar: riposi in pace!

onosco una figlia che va a trovare la
madre malata di Alzheimer, e la madre
le chiede ogni mattina: «Chi sei?».
Adesso ho un amico con il padre malato di Alzheimer che ogni tanto protesta: «C’è una donna che viene a letto con me, chi
è?». È la moglie.
Questo è l’Alzheimer, e non all’ultimo stadio.
All’ultimo stadio non fa neanche più domande, tu
(marito o figlio) sei in un mondo, il malato è in un
altro mondo, separato. Abbiamo a lungo lottato,
nelle nostre famiglie, contro una malattia che le
devastava: il cancro. Entrava il cancro, occupava
il corpo di un famigliare, e la vita dell’intera famiglia si spegneva. Lui moriva, e tutta la famiglia
moriva con lui. Contro il cancro qualcosa abbiamo imparato a fare, lo facciamo regredire, o per lo
meno lo fermiamo, o per lo meno lo rallentiamo.
Adesso la nuova malattia che paralizza le nostre
famiglie è l’Alzheimer. È in crescita. Ci occupiamo
dei malati, ma non li guariamo. La medicina con la
quale curiamo i malati incurabili, li imbocchiamo,
li laviamo, li puliamo, gli cambiamo i panni, è
l’amore. Non è la professionalità, non è l’espiazione di una condanna, non è l’autopubblicità politica: è solo e unicamente l’amore.
I parenti fanno molta attenzione a come i famigliari malati di Alzheimer sono curati negli istituti: sono rispettati? Se sono imboccati e sputano,
vengono reimboccati? Nel film «Amour» di Michael Hanecke, Oscar come miglior film straniero
del 2013, Trintignant ha una moglie-genio, grande
musicista, a cui una malattia corrode il cervello, e
lui la assiste-imbocca-accompagna per tutto il
film, ma c’è un momento in cui lui la imbocca pazientemente col cucchiaio e lei vomita tutto, allora lui, di scatto, le dà una sberla in faccia. Attimi di
costernazione sugli occhi di lei (forse), di lui, degli
spettatori, poi lui bisbiglia, a testa bassa: «Perdonami». Non è qui l’«amour» del titolo, se fosse qui
sarebbe un «amour» banale. È più avanti, alla fine: quando lui capisce che il cervello di lei è in
progressivo disfacimento, lei peggiorerà sempre
più, fino alla più vergognosa mancanza di controllo, sicché morire adesso sarebbe meglio, e allora
la fa morire, ma (ecco l’«amour») muore con lei.
Curare i malati che hanno bisogno di tutto e non
sono in grado di chiedere niente (nessuno ha più
bisogni dei malati che hanno perso il cervello)
vuol dire mettere il tuo cervello al posto del loro,
non dedurre ciò di cui hanno bisogno ma prevederlo. Questi malati sono gli «ultimi» della Terra, i
nuovi poveri che mancano di tutto. L’incontro fra
grandi medici-infermieri e grandi malati avviene
ogni giorno nei nostri centri sanitari, ed è un incontro importante e arricchente soprattutto per
il personale curante. Ma l’incontro di grandi politici con i malati incurabili non avviene mai, perché non ha nessun ritorno per i politici. Se poi è
fatto per avere un ritorno in politica, è ancora
peggio: i poveri malati di Alzheimer ne patiscono
tante, dovrebbero patire anche questa.
Perciò, se io avessi un parente ricoverato nella
struttura dove adesso andrà a lavorare il nostro
ex-premier, e sapessi (come ogni parente sa) che il
famigliare malato è curato con amore da un infermiere premuroso ma sconosciuto al mondo, andrei dal direttore della struttura a dirgli: «Il mio
parente sta bene con l’assistente che ha. Questo
non è nessuno, ma per lui è tutto. Il nuovo arrivato, che è tutto, lo dia a qualcun altro».

Twitter @riotta

fercamon@alice.it

C

Illustrazione di Gianni Chiostri

SE LA CINA SORPASSA
UN’AMERICA
DISTRATTA
stante rapporto «Financial Times».
Ma chi ha in America la forza di proporre
un piano di lavori pubblici, scuole migliori,
Difesa high tech e senza sprechi, tagliando i
sussidi a industrie obsolete? Provateci e la
sconfitta elettorale è certa. Dunque il mondo, in giorni di storici eventi che non fanno
titoloni sui siti web, non vede i nodi che il
futuro considererà con acribia. L’America
crede di poter essere leader senza sacrifici;
Putin si illude di potere entrare in tutta
l’Ucraina, non capendo che la sua crescente
aggressività ha già svegliato polacchi, svedesi e baltici e domani sveglierà gli altri europei; la Cina è, per ora, vincitrice della
«guerra speciale» in Ucraina, con Casa
Bianca e Cremlino in gara per corteggiarla,
mentre gode dei comunicati «Numeri 1 economici!», ma ci vorranno al ritmo attuale de-

IL NOSTRO CATENACCIO
PIÙ FORTE DEL TIQUI-TACA
FEDERICO GEREMICCA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Lettere e Commenti .27

.

termine tiqui-taca si indica uno stile
di gioco caratterizzato da ragnatele
di passaggi rasoterra svolti con
estrema calma in modo da imporre il
proprio possesso di palla... Lo scopo
è diminuire le chance e il tempo a disposizione dell’avversario per fare
azioni...». Perfetto. Nella semifinale
di Champions dell’altra sera, il
Bayern ha tenuto la palla il doppio di
quanto abbia fatto il Real: e ne ha
beccati quattro. Strepitoso.
Cos’è che non ha funzionato? I
tecnici - o presunti tali - argomentano tecnicamente di fasce poco sfruttate, di pressing inefficace e di terzini che non hanno spinto. Chi è meno
tecnico - e si intende di calcio quanto

il nostro idraulico capisce di astronomia - sostiene invece che non poteva che andare così. L’errore starebbe nell’aver tentato di esportare
il tiqui-taca - invenzione e orgoglio
della fantasia catalana - nientedimeno che nella quadratissima e tetragona Germania, e al Bayern Monaco
in particolare: squadra solitamente
abituata a passeggiare con i carriarmati sulla «ragnatela di passaggi
rasoterra» (e infatti l’hanno scorso
la Champions l’ha vinta: ma l’allenatore era un tedesco...).
Esperimento fallimentare: come
il redditometro, lo spesometro e tutto quel che dovrebbe servire a convincere gli italiani che le tasse - almeno un po’! - andrebbero pagate.
Gli italiani, già: che persi gli europei
di due anni fa proprio contro la Spagna e il suo maledetto tiqui-taca, poco ci manca che erigano un monumento al prudente Ancelotti, che

martedì sera ha disintegrato una
squadra (il Bayern), uno stile (già
detto) e un incubo (certe novità alle
quali non riusciamo a star dietro).
Paese conservatore: che ieri mattina
nei bar commentava «la sappiamo
più lunga noi», ed evocava Nereo
Rocco, Trapattoni e gli imbattibili
Sarti-Burgnich-Facchetti, roba di
una slavina di lustri fa.
Eppure non saremmo meno fantasiosi degli spagnoli, noi. Ma non
quando si parla di calcio. E si capisce. Chiedete a un tifoso qualunque
(anche se appena sveglio o distratto
dall’estrazione del Lotto): meglio i
tre punti oppure lo spettacolo? Se risponde «lo spettacolo», o sta mentendo o non ha capito la domanda.
La risposta vera è: meglio i tre punti.
E magari con un rigore inventato al
novantesimo. I tifosi sono così. Altro
che fantasia, tocchetti, ragnatele e
novità: palla avanti e pedalare. Cioè,

il nostro vecchio, caro, «catenaccio».
Eppure - giova ripeterlo - non saremmo meno fantasiosi degli spagnoli, noi. Solo che lo diventiamo
davvero solo a un passo dal precipizio, quando o t’inventi qualcosa oppure vai di sotto. Per esempio, in politica - oggi come oggi - in fantasia
non ci batte nessuno. Altro che la
Spagna, che di estrosi ne ha uno:
Pep Guardiola, appunto. Noi, in politica, abbiamo cambiato: e di fantasiosi che tengono la palla, inventano
e stupiscono, ne abbiamo addirittura in avanzo. E perfino lì, in alto in
alto. Un grandissimo tiqui-taca.
Vuoi mettere Renzi con Prodi? O
Berlusconi con Zanone? Oppure
Grillo con Guglielmo Giannini, quello dell’Uomo qualunque? Siamo fantasiosi, noi. Abbiamo cambiato. Meno che nel calcio, certo. Perché con
le cose serie, è noto, conviene non
cambiare mai...

28

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

La grande fotografia a Reggio Emilia

CULTURA
SPETTACOLI

Si apre domani a Reggio Emilia, a Palazzo Magnani, la mostra «Un
secolo di grande fotografia. I capolavori Fotografis Bank AustriaUniCredit Art Collection» (fino al 13 luglio). Esposti 150 scatti che
ripercorrono la storia della fotografia dalla seconda metà dell’800
a quella del ’900: da Man Ray a Paul Strand, André Kertesz,
Edward Weston e molti altri. Per la prima volta è presentata in
Italia una selezione di questa prestigiosa collezione, depositata in
comodato gratuito al Museo d’arte moderna di Salisburgo.

&

FRANCESCO LA LICATA

«H

anno sempre
parlato di un
bambino che
era una specie
di beniamino di
Salvatore Giuliano e della sua banda,
ma nessuno mai è riuscito a sapere chi
fosse e che fine avesse fatto. Si è detto
di una piccola vedetta che andava e
veniva su e giù per le montagne, andava in paese, a Borgetto, a procurare il
pane, i viveri, il tabacco trinciato per
fare le sigarette e tornava - sempre
correndo - per consegnarli ai banditi
che si nascondevano tra quelle rocce.
Ecco, sono passati quasi settant’anni,
un secolo che mi porto dentro questo
segreto. Ma adesso voglio dirlo: quel
bambino ero io. Ho conosciuto bene
Giuliano, Turiddu, e quasi tutti i suoi
uomini. Conosco la loro storia, che è
diversa da quella raccontata dai giornali e dai libri. Sono stato per tanto
tempo vincolato al segreto perché lo
avevo promesso a mio zio e, in punto
di morte, a mio padre, che mi fece giurare di non parlare prima che fossero
passati cinquant’anni. Ora posso sciogliere quel giuramento e parlare di
quella che per me fu anche una straordinaria avventura. Io, il piccolo Giacomino, ho vissuto a fianco di Turiddu:
dal 1942 fino alla sua morte».
Giacomino oggi è un uomo vicino
agli ottanta che non vive più in Sicilia
da diverso tempo.
La sagoma, però, e
l’inflessione sono rimasti quelli impressi col fuoco della Sicilia più cupa, aspra
come le montagne
di Sagana, Partinico, Montelepre e
Piana degli Albanesi. Ha una faccia
scolpita e gli occhi
ardenti e mobili,
Giacomo B. quando
racconta fa una gara con le parole, come se temesse di
perderle nel pozzo
della sua memoria
che sembra prodigiosa e incredibilmente ricca.
Non rivela il cognome non perché
abbia qualche timore, ma soltanto per
riguardo ai parenti che abitano ancora in Sicilia. Il suo racconto è meticoloso, forse potrà non essere condiviso da
chi ha codificato una storia diversa,
ma tuttavia rimane una preziosa testimonianza. La «verità» di un teste oculare che non ricorre a cautele politiche
o storiche, perché non sa cosa siano.
Un racconto che comincia nel 1942,
quando il bambino Giacomo trascorre
la propria esistenza tra le campagne
di Borgetto (paesone tra Partinico e
San Giuseppe Jato, nel Palermitano),
all’aria aperta con le pecore e le mucche, all’ombra di un vecchio cimelio
nobiliare chiamato Palazzo Ramo, dal
nome degli antichi proprietari, dove
abitava con la famiglia .
«La fama di Giuliano – attacca Giacomo – era già esplosa con la sparatoria che aveva avuto coi carabinieri che
gli volevano sequestrare il grano preso
al mercato nero. Mio padre e mio zio
erano molto rispettati in quella zona e
Palazzo Ramo era una specie di zona
franca per tutti. Lo diventò anche per
Turiddu, che intanto aveva formato la
sua banda. C’era l’acqua, c’era la possibilità di rinfrescarsi e riposare e quindi spesso lo vedevo arrivare e parlare
con mio padre».
Si intuisce che Giacomo nutre (ancora oggi) una vera passione per Giuliano e lo ricorda come una specie di difensore dei poveri: «Gli ho sentito dire
che bisognava finirla di “calare” sempre la testa, non sopportava di vedere

Un ragazzo
nel 1947
Io ho sentito con le mie orecchie
che le mitragliatrici erano state
procurate
dai carabinieri e a loro
erano state riconsegnate
dopo la sparatoria
Giuliano fu tradito dai suoi stessi
uomini. Il bandito voleva
vendicarsi dei boss che avevano
ordito il complotto
ma, tradito anche da Pisciotta,
fu narcotizzato e ucciso

Carabinieri e soldati sul luogo della strage
di Portella della Ginestra il 1° maggio del
1947. La folla che celebrava la festa dei
lavoratori fu bersagliata con fucili e
mitragliatrici. Ci furono 11 morti e 27 feriti

Una scena del
film Salvatore
Giuliano di
Franco Rosi
In primo piano
il personaggio
di Gaspare
Pisciotta
Con il trench
bianco
Salvatore
Giuliano

Portella della Ginestra
Una trappola
per Salvatore Giuliano

A 67 anni dal massacro dei sindacalisti parla per la prima volta
la vedetta della banda. E rovescia la verità ufficiale
la gente scalza e morta di fame e così cominciò a usare i soldi che gli arrivavano
dai suoi “colpi” per comprare il pane e
distribuirlo a chi non aveva niente. Mi ricordo che diede dei soldi a un certo Peppino Panettini perché ordinasse a mastro Paolino Migliore, artigiano calzolaio, una certa quantità di scarpe da dare a
chi aveva bisogno. Giuliano andava in giro con le tasche piene di fichi secchi e li
offriva a grandi e bambini che non avevano da mangiare. Io così me lo ricordo».
Il ritratto di Giuliano-Robin Hood
coincide con una certa tradizione popolare, almeno per quel che riguarda l’inizio della sua storia. Bandito sì, ma amato. Persino dalle suore dell’Ospedale Gesù Bambino di Palermo, che furono
ospiti, sfollate a Palazzo Ramo per quasi
due anni, fra il ’42 e il ’44, lontano dai
bombardamenti palermitani. «La superiora – rammenta Giacomo – stava ore a
parlare con mio padre, poi mi ricordo
suor Valentina e suor Carlotta. Giuliano
non si nascondeva da loro e quando fu

ferito in uno scontro a fuoco coi carabinieri fu salvato proprio da madre Valentina, che gli fece una puntura, senza la
quale Turiddu sarebbe morto. La riconoscenza di Giuliano durò per sempre:
finanziò il restauro della chiesa di Palazzo Ramo e, anche dopo il ’44, continuò a
mandare il frumento alle suore». Certo,
il bandito aveva i suoi metodi e così,
quando qualcuno cercava di imporre
l’acquisto del grano a prezzo di contrabbando, Turiddu non esitava a «convincerlo» a praticare il prezzo di mercato,
molto più basso. I sequestri dei «padroni del grano», dunque, cominciarono a
proliferare in tutta la zona.
E Giuliano, a sentire Giacomo, entrò
in confidenza anche coi soldati americani, quando arrivarono da Licata, dopo lo sbarco. «Io andavo a prendere acqua, ogni giorno, presso una sorgente.
Una volta vi trovai un soldato che mi
diede una borraccia e mi fece segno di
riempirla. Poi a gesti e a sillabe mi chiese se conoscevo Giuliano. Mi dava fidu-

cia quel soldato e così gli dissi che lo conoscevo a sapevo dove trovarlo. Alla fine si incontrarono a Palazzo Ramo e
Giuliano comprò pure delle armi. Da lì
passarono pure altri personaggi: venne
il giornalista Stern (che era una spia,
ma Giacomo non lo sa, ndr) e pure una
bella signora che restò a lungo ospite (si
tratterebbe di Maria Lamby Karintelka, anch’essa spia, che intervistò il
bandito con lo pseudonimo di Maria
Cyliacus) e venne più d’una volta l’Alto
commissario Ciro Verdiani.
Giacomo avrebbe altri episodi da includere nell’epopea (per esempio, quando Giuliano curò un carabiniere che aveva ferito e quello gli chiese un ricordo da
conservare, Turiddu gli regalò un coltellino e iniziò un’amicizia) e non è facile frenarlo. Ci riusciamo ricorrendo ai «problemi di spazio». Ma si riaccende quando si passa agli argomenti più «seri»: la
strage di Portella della Ginestra (oggi sono 67 anni) e il mistero della morte di
Giuliano. Anche qui, Giacomo parla per

testimonianza diretta e per aver ascoltato i racconti del padre e dello zio.
«Giuliano fu tradito dai suoi stessi uomini. Fu tradito – scandisce Giacomo –
da Giuseppe Passatempo che sparò a
Portella su mandato della mafia, della
politica, con la complicità dei carabinieri, che addirittura fornirono armi agli assalitori». La politica? «In particolare i separatisti. Turiddu era stato agganciato
nel 1944 da Finocchiaro Aprile che venne, accompagnato da un altro, a Palazzo
Ramo. Giuliano non c’era e mio padre li
mandò dalla madre. Ma lei non si fidò e
disse loro di lasciare un biglietto che
avrebbe fatto avere al figlio. Finocchiaro
Aprile scrisse un indirizzo di Palermo,
dove si potevano incontrare, e specificò
le modalità di riconoscimento. Turiddu
conosceva Finocchiaro Aprile e sapeva
chi era e cosa faceva. Andò a Palermo
travestito da postino, accompagnato da
Gaspare Pisciotta e Giuseppe Passatempo. Parlò a lungo con il padrone di casa e
da allora ebbero un rapporto continuo».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Scrittori ai pedali: al via domani da Aosta
il Giro d’Italia in 80 librerie

Ecco i nuovi media
trasversali
e contaminati
A Perugia festival del giornalismo fino a domenica
Congresso mondiale dei giornali in giugno a Torino
MARCO BARDAZZI

l’Unione non abbiamo un sistema mediatico integrato paneuropeo?
La conferenza mondiale degli editori e
dei direttori dei giornali, che riunirà a Torino il gotha mondiale del mondo dei media, si trova alle prese con interrogativi
analoghi. Se un tempo si parlava soprattutto di rotative, ormai il dibattito è dominato dal rapporto con i colossi della Silicon Valley, dai modelli di business alternativi e dalle strategie per dare valore ai
contenuti di qualità sul web.
A Perugia come a Torino, insieme a
«contaminazione», c’è un’altra parola de-

nche l’Italia quest’anno ha il
suo campionato del mondo.
Non è fatto di stadi e partite
come in Brasile, non ci sono
le maglie delle nazionali, ma
campioni e tifosi non mancano. È la World Cup del giornalismo, che si disputa
nell’arco di un mese tra Perugia e Torino. Chiunque nel mondo si occupi di media e innovazione, da tempo ha segnato
in agenda due appuntamenti che stavolta fanno dell’Italia un insolito laboratorio planetario: il Festival del giornalismo in
corso fino a domenica
nel capoluogo umbro, e
il congresso mondiale
dei giornali in programma tra il 9 e l’11
giugno a Torino.
In ballo ci sono il domani dell’informazione, le tecnologie che lo
accompagnano, il matrimonio carta-digitale.
Più in generale, i tentativi di immaginare una
nuova narrativa del
mondo in un’epoca «social» sovraccarica di
notizie. Non c’è mai stata così tanta informazione disponibile, ma è
talmente frammentata
e immersa in rumore di
sottofondo da risultare caotica.
Pochi settori sono al centro di una traGiovani reporter al Festival del giornalismo,
sformazione come il giornalismo. Gli apin corso a Perugia fino a domenica. In otto
puntamenti di Perugia e Torino conferanni, l’evento è diventato un appuntamento di
mano tendenze che si stanno consolirilievo mondiale per i media. Tra gli ospiti di
dando. Prima tra tutte la contaminazioquesta edizione: Richard Gingras (Google),
ne dei media con realtà che non hanno
Margaret Sullivan (N. Y. Times), Wolfgang
come obiettivo quello di produrre conteBlau (The Guardian). Sul sito web della
nuti. Un «keynote speech» del Festival è
Stampa ogni giorno le dirette dei nostri
affidato sabato a Richard Gingras, reinvitati con la redazione mobile Web Car. La
sponsabile dell’area news di Google (inStampa è anche protagonista di un incontro
tervistato dal direttore de La Stampa,
su come cambia lo storytelling nell’era
Mario Calabresi): in un ecosistema che
digitale, venerdì 2 maggio alle 14,30 (Sala dei
cambia rapidamente come quello delle
Notari), con Mario Calabresi, Domenico
notizie, c’è bisogno di studiare le mutaQuirico, Marco Bardazzi e Giordano Cossu.
zioni della «catena alimentare» per capire come possono convivere realtà tradizionali e nuovi protagonisti digitali.
Proprio la scelta dei relatori, a Peru- cisiva per la trasformazione in atto: dati.
gia come alla convention di Torino or- La rete apre possibilità impensabili per
ganizzata da Wan-Ifra (l’organizzazio- raccontare il mondo in cifre e fioriscono
ne mondiale degli editori), racconta nuove specializzazioni come il «data jourtutti i temi caldi del momento. Al Festi- nalism». La personalizzazione dell’inforval è attesa per esempio Margaret Sul- mazione è facilitata dai dati che ciascuno
di noi condivide in rete.
livan, la «public editor» del New York
BIG SUL PALCO L’aumento del consudelle news in mobiTimes, chiamata a
Al Festival Mario Calabresi mo
lità, tramite tablet e
raccontare come anintervista Richard Gingras smartphone, permette
che un tempio del
giornalismo possa responsabile di Google News di geolocalizzare ciò
che leggiamo e condiviaprire le porte al
contributo della comunità dei lettori. diamo ed essere raggiunti dalle notizie
Un concetto decisivo in un momento in che avvengono dietro l’angolo di casa.
Le opportunità da esplorare sono
cui metà degli utenti di Facebook consumano e condividono notizie attraver- enormi. Così come i rischi, soprattutto
so il social network, come racconta l’ul- quelli legati alla privacy. Non è un caso
timo rapporto sui media del Pew Rese- che quest’anno il «campionato del mondo
arch Center. Sempre a Perugia Wolf- del giornalismo» di Perugia e Torino si
gang Blau, responsabile delle strategie giochi nel segno del Pulitzer appena asdigitali del britannico The Guardian, segnato al Guardian e al Washington
proverà a riflettere su cosa significa fa- Post, per aver scoperto quanto sia estesa
re giornalismo nel contesto dell’Ue: ha e preoccupante la caccia ai dati condotta
senso che 500 milioni di cittadini del- da realtà come la Nsa.

A

aprii perché solo io sapevo dove stavano
le chiavi. Don Gioacchino lesse il giornale con la notizia di Portella e commentò:
“Questo è troppo”. Pisciotta gridava e ripeteva: “Ci hanno preso in giro” e si riferiva ai politici. Giuliano, mi ha raccontato mio padre prima di morire, propose la
vendetta verso Albano, ma don Gioacchino disse che le cose potevano aggravarsi ed era meglio soprassedere».
Ma chi ha certezza del tradimento di
Passatempo? «Giuliano, dopo la strage,
lo convocò e lo legò ad un albero. Due
giorni dopo, prese il giornale e andò ad
affrontarlo dicendogli: “A chi hai fatto
questo favore?” Quello rispose: “All’amico tuo”, riferendosi a don Calò Vizzini».
Ovviamente, l’inconfessabile verità
sulla strage di Portella sta, secondo Giacomo, alla base della morte di Salvatore
Giuliano: «Che non fu ucciso a Castelvetrano, lo sanno tutti. Fu ucciso a Monreale, a villa Carolina. A Giuliano lo cercavano tutti ma per modo di dire, perché
lui aveva rapporti persino con Ciro Verdiani, il capo dei poliziotti. Grazie a lui
era riuscito a far scarcerare i suoi genitori. Il 3 luglio del 1950 gli tesero la trappola: l’ho visto io, a Borgetto, parlare
con Domenico Albano, poi andò dalla
madre che gli consigliò di dirigersi verso Castelvetrano e non a Monreale, perché tutti quelli che c’erano andati non
erano più tornati. Pisciotta era già a
Monreale. Giuliano partì da Borgetto
con un amico che lo accompagnò in taxi,
giunse a Monreale e disse a Pisciotta:
“Che stai combinando?”. Turiddu sarebbe dovuto tornare a Borgetto e invece morì lì, a villa Carolina (poi la messinscena dei carabinieri a Castelvetrano
nel baglio dell’”avvocaticchio” Gregorio
Di Maria e il finto scontro a fuoco, ndr).
Mio padre e mio zio mi hanno raccontato che Giuliano fu addormentato con un
potente sonnifero datogli da Pisciotta
che lo aveva avuto dai carabinieri, durante una sosta nella caserma di corso
Calatafimi, a Palermo». Il resto è più o
meno noto. Ora Giacomo dice di sentirsi
meglio, anche se di storie da raccontare
ne ha ancora tantissime.

29

Mazzucco, Roberto Piumini, Cristiano Cavina, David Riondino, Paolo
Cognetti, Giuseppe Culicchia, Camilla Trinchieri, Antonio Pascale,
Paola Zannoner. Coinvolti 20 editori e 80 librerie e biblioteche, con
otto incroci con festival culturali: «Les Mots - Festival della parola»
(Aosta), Salone del Libro di Torino, Piano City (Milano), Festival della
Viandanza (Monteriggioni), Ciclomundi (Portogruaro), Caffeina
Festival (Viterbo), Letti di notte (Roma), Festival delle Storie
(Abruzzo, Lazio, Molise). Ventotto le tappe, con arrivo a Roma il 21
giugno. Per scoprire quando il Giro arriverà nelle diverse città si può
consultare il sito http://www.letteraturarinnovabile.com

Parte domani alle 10,30 da piazza Chanoux, ad Aosta, il primo «Giro
d’Italia in 80 librerie»: casco in testa e piede sui pedali, cento scrittori
e artisti si daranno il cambio in sella a quattro biciclette ufficiali lungo
la Via Francigena, su un percorso di 2000 chilometri, per disegnare il
filo che lega librerie e biblioteche. Partecipano tra gli altri l’ideatore
della Lonely Planet Tony Wheeler (nella foto), Andrea Vitali, Melania

Ma torniamo a Portella. Riprende,
Giacomo: «Per l’operazione di Portella
furono investiti 80 milioni di allora, molti
dei quali andarono alla mafia. Il capo della congiura era il boss don Calò Vizzini,
che con Giuliano aveva avuto più di qualche scontro. Accanto a lui la mafia di
Monreale, Nitto Minasola e gli amici di
Domenico Albano, orientati dai carabinieri. Contrario a questo schieramento
c’era il boss di Partinico e Borgetto don
Gioacchino D’Arrigo che stimava molto
mio padre e mio zio».
Ma come fu portata avanti la congiura? «Giuliano – è la risposta – aveva ordinato a Passatempo di andare a Portella
solo coi fucili. Invece spararono i mitragliatori che colpirono anche dall’alto della montagna». Questa la «verità» di Giacomo, che – bisogna dirlo – confligge con
tutta la storiografia prodotta sul tema:
non ha mai convinto la tesi che a Portella
il bandito volesse soltanto spaventare i
contadini in festa. «Il fatto è – insiste il
nostro – che quella mattina, nascosti in
un furgoncino, arrivarono sei mitragliatori che furono assegnati ad altrettanti
mafiosi. Ci fu un testimone che li vide: un
ragazzo che andava in bicicletta ed era
stato sorpassato dal camioncino. Io ho
sentito con le mie orecchie che le mitragliatrici erano state procurate dai carabinieri e a loro erano state riconsegnate
dopo la sparatoria».
E Giuliano seppe questa storia? «Certo che l’ha saputo. Arrivò anche a parlare col ragazzo della bicicletta. Seppe i
nomi dei sei mafiosi, ricordo che due erano di Piana degli Albanesi, due di San
Giuseppe Jato e due di un paese che non
so più bene. Lui li voleva rapire per farli
parlare, ma il progetto non era fattibile.
Quei nomi, comunque, li scrisse nel suo
libretto (sarebbe il terzo memoriale di
Giuliano, mai ritrovato, ndr) insieme con
tutta la verità su Portella). Lui, Turiddu,
avrebbe voluto uccidere Domenico Albano, che faceva il doppio gioco con quelli di Monreale, ma fu dissuaso da don
Gioacchino D’Arrigo. Il 4 maggio, verso
le 18, ci fu una riunione nella masseria
messa a disposizione da Vito D’Amico. Io

.

Storie digitali

Da Parigi a Londra
con la cultura
(italiana)
c’è chi mangia
MAURIZIO ASSALTO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

ui nel dicembre dell’anno
prossimo, sull’isola di
Saadiyat (l’isola della felicità), aprirà la locale filiazione
del museo parigino, nell’avveniristico edificio progettato da
Jean Nouvel. C’è un bracciale
d’oro fabbricato in Iran 3000
anni fa, una fibula di oro e granati dall’Italia del V secolo a.C.,
ma anche capolavori del nostro
Rinascimento come una Vergine con Bambino di Bellini, e ancora quadri di Manet, Caillebotte, Gauguin, Magritte, un
papier collé di Picasso, nove tele
di Cy Twombly. Tutti pezzi acquistati dagli Emirati Arabi,
con un impegno di 40 milioni di
euro l’anno, da quando nel
2007 è stata firmata la convenzione con il Louvre.
Ma sono le cifre in gioco con
il museo di Parigi a fare impressione. Per esempio: soltanto
per potersi fregiare del nome
«Louvre», per una durata trentennale, da Abu Dhabi verranno alla casa madre 400 milioni
di euro; ai quali vanno aggiunti
190 milioni in dieci anni ai musei prestatori (oltre alle opere
acquistate sul mercato, saranno esposte quelle fornite dallo
stesso Louvre e da numerose
istituzioni francesi); 195 milioni
in 15 anni per l’organizzazione
di mostre temporanee; 164 milioni in vent’anni che andranno
all’Agence France Museums
per l’allestimento delle collezioni e la formazione di personale
in loco. A Parigi si gozzoviglia.
Anche a Londra, però, non
fanno la fame. La mostra-evento «Vita e morte a Pompei e Ercolano», andata in scena al British Museum da marzo a settembre del 2013, con materiali
prestati dall’Italia dove in gran
parte giacciono nei depositi, ha
venduto 471 mila biglietti, risultando la terza più vista di sempre nel museo di Bloomsbury,
dopo quella su Tutankhamon
del 1972 (1,6 milioni) e quella
sull’armata di terracotta cinese
del 2007 (850 mila). L’incasso
finale non viene rivelato, ma è
stimabile in diversi milioni di
sterline. A cui si devono sommare almeno altrettanti milioni di merchandising, più i proventi del film Pompei Live at the
British Museum, vera e propria
full immersion nella vita quotidiana della città distrutta dal
Vesuvio nel 79 d.C., realizzato
in proprio dal museo, costato
l’equivalente di 100 mila euro e
visto da oltre 53 mila persone
soltanto nel Regno Unito, oltre
che da 36 mila in mille cinema
di 51 paesi: compresa - ironia o
beffa - l’Italia, dove è approdato
in oltre cento sale a fine novembre costringendo in qualche caso - come al Barberini di Roma,
10 mila euro in un weekend - a
prolungare la programmazione per soddisfare le richieste.
Tutto ciò mentre Pompei,
quel che ne resta, sprofonda
nell’incuria perché «non ci sono i soldi». E perché noi - aveva
ragione Tremonti... - con la
cultura non mangiamo. Auguriamo agli altri buon appetito.

Q

30 .Spettacoli

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

PICCOLE VIOLETTE CRESCONO
ADRIANA MARMIROLI
MILANO

ioletta, intesa come serie e come attrice, alias Martina Stroessel, regna
ancora sovrana nei cuori di milioni di
fan. Ma già si affacciano nuove rivali e nuovi
titoli pronti a farle concorrenza se non a de-

V

tronizzarla. La novità è che il binomio musica-primi amori non è più il solo motore della
storia: Cumbia Ninja (Fox, dal 6 maggio,
22.45) si sposta nel barrio di una grande città e parla di emarginazione, bande, droga,
malavita, mentre Cata e i misteri della sfera
(Disney Channel, dal 26 maggio, 20.10) dà

nuove tinte fantascientifiche alla tradizionale commedia musicale ambientata in una
scuola per giovani talenti. Entrambe le protagoniste sono già note al grande pubblico:
Brenda Asnicar, l’odiosa Antonella delle Divinas di Il mondo di Patty, e Micaela Riera, la
canterina Valentina di Incorreggibili.

Micaela Riera

el panorama delle
serie musical-romantiche argentine Cumbia Ninja,
prodotta da Fox, è
arrivata come una bomba:
campione di ascolti, per la prima volta non è ambientata tra i
ragazzi di un’ipotetica buona
borghesia argentina ma racconta, seppure sempre in forma di romance, la vita nel barrio di una metropoli. Qui si intrecciano le vite di Juana, ragazza di buona famiglia in fuga
dagli assassini dei suoi, e Hache, leader di una banda di
quartiere il cui fratello è stato
ucciso da una gang rivale poiché si opponeva alla diffusione
della droga. Li unirà il potere
della musica. Anche questa è
una novità importante: le tradizionali canzoncine pop vengono scalzate dalla cumbia, musica colombiana di origine afri-

N

P

Juana, ragazza di buona famiglia e Hache, leader di una banda

Brenda Asnicar

DAL 6 MAGGIO SU FOX

«Una musica adottata
dai rapper nel barrio
per esprimere la rabbia»
cana, in Argentina adottata dai
giovani rapper, che al suo ritmo
raccontano la propria rabbia.
«La cumbia – spiega Brenda
Asnicar, che è stata cantante
ben prima di diventare attrice
e che con la sigla Ojos en la
espalda cantata insieme a Ricardo Abarca è stata in testa
alle classifiche di youtube e itunes – riflette la nostra cultura,
parla dei nostri problemi. Si
chiama “villera” in Argentina
perché da noi la parola “villa”
significa quartiere povero: la
cumbia villera è quindi la musica del barrio. Si è diffusa dagli
Anni 90 ai tempi della crisi.
Con la cumbia ci ricordiamo
che è il tempo di combattere
(ma anche quello dell’amore)».
Anche la serie è molto diversa dalle altre, realistica: malgrado il kung fu, il dragone e
alcuni elementi fantasy, racconta una realtà violenta.

«Che è quella che viviamo tutti. I giovani si sentono sconfitti e il sogno è sempre più lontano. Cumbia Ninja li fa riflettere: insegna che trovare una
soluzione dipende da noi.
Vuole risvegliare i giovani e

iù tradizionale il
contesto di Cata e i
misteri della Sfera:
ragazzi vivono in
un borgo fuori da
ogni collocazione spazio-temporale e da ogni tensione sociale (Laguna Deseada) frequentando la scuola d’arte
dove la massima aspirazione
è diventare popstar. La novità qui è la commistione tra
generi: in questo caso tra
commedia sentimentale, musical e fantascienza. Produzione argentina in onda su
TV Pública Digital, ha attirato l’interesse di Disney Channel. Tutto parte dalla strana
palla di metallo che Catalina,
da poco giunta a Laguna Deseada, trova nella nuova casa:
è il portale per un’altra dimensione da cui arrivano, catapultati nella sua vita, due
cloni alieni. Da quel momento
le giornate di Cata diventeranno assai complicate: da
una parte far passare per cugini i gemelli che una sconosciuta organizzazione vuole
rapire, dall’altra progredire a
scuola, fare nuove amicizie e
tenere a bada le inimicizie.
Nei panni di Catalina l’ex modella, star della tv argentina,
Micaela “Mica” Riera.

“Cumbia Ninja
ora è tempo
di combattere”
dire loro che devono lottare per
la felicità! Questo devono raccontare le serie oggi. Finalmente qualcuno l’ha capito».
Il suo è un personaggio drammatico, una ragazza costretta
a una seconda identità.

«È un momento speciale nella
mia carriera. Ho molto voluto
un ruolo complesso e diverso da
quello che ho fatto finora. Ero
stufa di ragazze frivole e sciocche. È stato molto interessante
essere Juana, ragazza di buona
famiglia, molto amata e superprotetta, che - dopo l’assassinio
di genitori e fratelli - deve nascondersi e trasformarsi in Neive, ovvero il suo opposto. Sola

nel barrio, scopre in sé un’energia sconosciuta che l’aiuta a sopravvivere in un mondo pieno
di ingiustizie, pericoli e violenza. Mi piace come riesce a
“cambiare abito” dello spirito».
Altra novità della serie: ci sono
molti esterni.

Che accoglienza ha avuto
questa serie?

«Per le riprese ci siamo trasferiti a Bogotà. Abbiamo girato in
un vero barrio. Abbiamo visto
cose incredibili e crude: mentre
eravamo lì hanno ucciso un ragazzo. Intorno a noi c’era gente
che si drogava, c’erano sparatorie. Giustamente ci sono molte
scene che mostrano questa realtà, che parlano di differenze
sociali, di esclusione». [A.MAR.]

È

Edmunds, Suffolk, il 26 ottobre
1942 ma presto si trasferisce a
Londra. Conclusa la scuola, per
mantenersi svolge mille lavori,
tra cui anche il mangiafuoco in
un circo, e casualmente compare a un’audizione teatrale: viene
talmente apprezzato da debuttare nella compagnia londinese
dello Unity Theatre. In seguito,
passa al Royal Court Theatre,
alla Royal Shakespeare Company e al National Theatre. In
quest’ultimo teatro recita anche in Bulli e pupe. Parallelamente, a partire dal ’72, comin-

cia a comparire anche in alcune
serie tv, come Thick as Thieves
Il primo ruolo cinematografico importante è nel film Il pornografo (1974), di John Byrum.
Ma la svolta arriva con una serie tv, Pennies from Heaven
(1978), nei panni di Arthur
Parker. È finalmente protagonista in Quel lungo Venerdì Santo
(1980), di John Mackenzie, dove
emergeva quella che sarà una
tipica caratteristica della sua
recitazione: un senso di violenza repressa che sembra portare
il personaggio sul punto di

ma, con un sogno grande, di- co colpo di fulmine, complici gli
ventare cantante. Da quando è interessi comuni».
piccola vive sola col padre, con
E tra te e Santiago Ramundo,
cui ha un rapporto molto stretl’attore che lo interpreta?
to. La sua vita viene ribaltata «Siamo grandi amici, c’è molta
quando irrompono da un’altra sintonia sul set».
dimensione due gemelli, due
Catalina Pertichelli: il tuo percloni: li accoglie
sonaggio ha un
come i fratelli miDAL 26 SU DISNEY nome italiano.
sue origini lo
nori che non ha
«Non solo musica «Le
sono, come quelmai avuto. Insee amore le di tanti argengna loro a vivere
ma anche fantasy» tini. Ma nella sein un mondo tanrie non si sottolito diverso dal loro (ma anche loro sono parec- nea in modo particolare. In
chio alieni…). E poi c’è Damian, compenso io adoro l’Italia: ci
con cui Cata ha una storia sono stata per vacanza per un
d’amore bella e limpida, anche mese e mezzo, ho pianto dalla
se lui la fidanzata l’ha già, Eme. gioia per la sua bellezza. La
[A.MAR.]
Ma tra loro è scoppiato il classi- gente è fantastica».

«È stata un grande successo.
Lo capisco dalla quantità di
persone che mi scrivono. È
stato il mio primo ruolo da
protagonista: per questo ora
mi sento molto più responsabile che in passato. Il mio lavoro è fondamentale sia per i fan
sia per la qualità della serie».
Che tipo è Catalina?

«È una ragazza normalissi-

Micaela Riera e Santiago Ramundo

Chi ha
incastrato
Roger
Rabbit?

Addio a Bob Hoskins, grande
come umano in “Roger Rabbit”
morto a 71 anni l’attore
britannico Bob Hoskins, celebre soprattutto per l’interpretazione del
detective di Chi ha incastrato
Roger Rabbit?. Il decesso è stato causato da una polmonite
ma l’attore si era già ritirato
due anni fa dopo aver scoperto di essere affetto dal morbo
di Parkinson. Da mangiafuoco
a protagonista, umano, di Roger Rabbit, una carriera ricca,
snodata attraverso il circo, il
teatro, la televisione ed il cinema. Hoskins nasce a Bury St.

L’attrice: “Il successo di Violetta ha imposto a tutti
un miglioramento del livello artistico”

Violetta impazza in tutto il
mondo. Questo ha costretto
le serie argentine per teenager a cambiare?

«È vero, si tentano strade
nuove: non solo musica, ma
anche fantasy. Non solo amore ma anche sentimenti importanti, come la solidarietà,
l’uguaglianza, l’amicizia: il
messaggio si è fatto più importante. Violetta ha poi imposto una generale crescita
del livello artistico: siamo tutti attori, cantanti e ballerini
molto bravi ed esperti».

“Finalmente una serie che racconta la vita vera
e dice ai ragazzi che la felicità va conquistata”

“I misteri
della sfera
per crescere”

Hoskins
detective e
unico
umano, nel
grande
successo
(1988) di
Robert
Zemeckis

esplodere. A partire da questo
momento, i registi se lo contendono, fra i tanti titoli spiccano
Cotton Club (1984), di Francis
Ford Coppola, e Mona Lisa
(1986) di Neil Jordan, che gli vale una candidatura agli Oscar e

la vittoria di un Bafta, un Golden Globe e di un premio a Cannes in qualità di miglior attore.
Seguono gli intramontabili Chi
ha incastrato Roger Rabbit?
(1988) di Robert Zemeckis, che
gli vale un’altra candidatura ai

Golden Globe; Hook - Capitan
Uncino (1991) di Steven Spielberg e Il viaggio di Felicia di
Atom Egoyan (1999).
Nel Duemila c’è Il nemico alle
porte (2001) di Jean-Jacques
Annaud e Lady Henderson presenta (2005), di Stephen Frears. Lo attraggono anche regia
e sceneggiatura, come in La via
maestra (1988) e in Rainbow - il
mago dell’arcobaleno (1995), in
cui mescola biografia e fantasy.
La sua ultima apparizione è del
2012 nel film Biancaneve e il cacciatore, in cui interpreta Muir,
uno dei sette nani. Hoskins ha
preso parte anche a fiction italiane come Il Papa buono di Ricky Tognazzi dove è Giovanni
XXIII; Io e il Duce (Benito Mussolini) ed è Geppetto nel Pinoc[S. N.]
chio di Sironi.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

C

I film

Facce

del

weekend
***
***
****
*****

risi di coppia e crisi economica
guidano la classifica degli argomenti più in voga nel cinema italiano degli ultimi anni, i toni e i
contesti cambiano, ma i nodi intorno
a cui ruota l’immaginazione dei nostri
autori restano prevalentemente quelli. Così nell’ennesima commedia matrimonial-familiare della stagione, Un
fidanzato per mia moglie, regia di Davide Marengo (a suo tempo molto apprezzato per Notturno bus), ritroviamo un marito e una moglie stanchi di
esserlo e una serie di gag legate all’obiettivo di spezzare un legame che,
sulle prime, sembrerebbe irrimediabilmente usurato.

PESSIMO
MODESTO
DISCRETO
BUONO
OTTIMO

da
cinema
DI
FULVIA
CAPRARA

La verve di Geppi Cucciari
non ha bisogno di scorciatoie
L’idea di partenza, che si deve a un
successo argentino Un novio para mi
mujer, funziona, così come è perfetta,
nella parte della rompiscatole intelligente, la consorte Geppi Cucciari. Origini sarde, forte insofferenza per luoghi comuni e frasi fatte, battuta sempre prontissima, il personaggio è cucito addosso alla protagonista che lo interpreta con divertimento e misura.
Come accade quasi sempre nel caso

.

Spettacoli .31

dei personaggi televisivi in trasferta
sul grande schermo, la strada più facile è riproporli puntando sulle stesse
caratteristiche che li hanno fatti amare dal pubblico tv. Insomma, si rischia
poco per vincere molto. Una scorciatoia che, in futuro, Cucciari potrebbe
evitare, perchè può dare di più, i suoi
fan lo sanno.
UN FIDANZATO PER MIA MOGLIE
di Davide Marengo con Paolo Bizzarri
Luca Kessissoglou Geppi Cucciari
TORINO: Cityplex, Lux, Reposi, The Space,
Uci MILANO: Colosseo, Odeon, Plinius,
Uci GENOVA: Uci, Space, America, Ritz
ROMA: Adriano, Andromeda, Barberini,
Cineland, Lux, Odeon, Royal

Fermo
immagine

Avventuroso

CLAUDIA FERRERO

rimavera, tempo di
matrimoni. Che siano
trafficati e con molteplici
fughe dall’altare come in Ti sposo
ma non troppo, o in forma di
rimpatriata tra ex compagni di
scuola come in Un matrimonio da
favola, o addirittura se si scavalla il
lieto evento e si arriva dritti alla
crisi del secondo anno come in Un
fidanzato per mia moglie, vale la
pena vederli come fossero una
trilogia: sono un perfetto corso
cinematografico prematrimoniale.

P

Sulle tracce
dello spirito
Anni Settanta

O

TRACKS
Di John Curran Con Mia Wasikowska, Adam Driver
Australia 2013
MILANO: Apollo, Colosseo, Uci GENOVA: Uci, Ariston ROMA
Eden, Fiamma, Intrastevere, Roxyparioli

Drammatico

***

Drammatico

Dramma di famiglia
in un interno auto
“Locke” al telefono per risolvere una crisi esistenziale
ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH

C

apita ai festival di
individuare il film
giusto e poi piazzarlo nella posizione sbagliata: è successo alla scorsa Mostra di
Venezia, che ha avuto il merito di proporre il britannico
Locke, ma ha commesso l’errore di metterlo fuori competizione, negando all’eccellente

Imbottito
di
tranquillanti,
pallido
e frustrato,
il «Venditore
di medicine»
Claudio
Santamaria

Uno spietato Bel Ami
del farmaceutico

A

fronte del fatto che le
cronache italiche, dalle Alpi alle Madonie,
abbondano di episodi di mala
sanità, verrebbe da pensare
che Il venditore di medicine
rientri nella categoria film di
denuncia. Ma Antonio Morabito, al suo esordio nel lungo-

metraggio, ha scelto la strada,
più sottile, di disegnare il ritratto di un Bel Ami, cartina di
tornasole del marcio che si annida nel farmaceutico.
Imbottito di tranquillanti,
pallido e frustrato, il rappresentante Claudio Santamaria
pur di restare a galla batte in-

Steven Knight, reputato sceneggiatore (di Frears, Cronenberg, Apted) la possibilità di
concorrere al Leone; e al protagonista Tom Hardy di aggiudicarsi la Coppa Volpi.
La struttura è quella di un
kammerspiel ambientato nel vano claustrofobico di un’auto diretta da Birmingham a Londra:
alla guida Ivan Locke che durante l’intero tragitto non fa che
dialogare via telefono con invisi-

stancabile alle porte di studi e
cliniche, precipitando in una
spirale di progressivo degrado
psichico e morale. C’è da dire
che la società in cui si muove
non è migliore di lui: medici
corrotti pronti a prescrivere
prodotti scadenti in cambio di
regalie, colleghi che si fanno
concorrenza spietata, ricatti,
pastoie e sullo sfondo l’avidità
di un capitalismo globale che
in nome del profitto stritola
persone e valori.
Anche se non sempre marca con la necessaria forza situazioni e personaggi, Morabito si dimostra regista asciutto
ed essenziale, il copione è calibrato e Santamaria incarna
con buona credibilità un personaggio che è insieme vittima
e anima nera.
[A.LK.]
IL VENDITORE DI MEDICINE
Di Antonio Morabito con Claudio
Santamaria, Isabella Ferrari Italia 2014
TORINO: F.lli Marx MILANO: Eliseo
GENOVA: Corallo ROMA: Ciak, Eden,
Intrastevere, Jolly, Lux, Mignon

***

Oscar Hardy
è un Locke
di fantastica
intensità,
naturalezza
e fisicità

Drammatico

ggi nota scrittrice e antropologa, nel
1977 Robyn Davidson era una giovane donna che «non sentendosi di casa da nessuna parte» decise di perdersi nella solitudine di quel nowhere che è il deserto. Ispirandosi al suo libro Tracks - straordinaria cronaca della traversata dell’outback
australiano (circa duemila miglia) in compaqnia di quattro cammelli e un cane - il cineasta americano John Curran ha realizzato un film girato nei luoghi veri con una
troupe tutta «aussie». Dove spicca la direttrice di fotografia Mandy Walker che per la
chiave visiva si è ispirata al reportage con
cui Rick Smolan (Adam Driver), su incarico
di National Geographic, immortalò momenti
salienti del viaggio. Ma lungi dal correre il
rischio di sembrare un documentario commissionato dalla prestigiosa rivista, Tracks
immerge nella suggestione di un paesaggio
e di una cultura (l’aborigena) ancestrale
suggerendo l’idea di un’avventura interiore.
Molto si deve alla concentrata interpretazione di Mia Wasikowska, molto a un regista capace di restituire il meglio dello spirito Anni Settanta: niente telefonini e internet, niente paura del futuro, e una gran voglia di inventarsi la vita.
[A.LK.]

bili interlocutori. La tesa drammaturgia del film è imbastita
sull’intreccio di queste conversazioni, ma non meno incisivo è
il mobile gioco di angolature
(tre camere digitali) sul viso di
Locke che, pur sempre sotto
controllo e senza alzare la voce,
tradisce il profondo turbamento
di un uomo sul crinale di una
svolta esistenziale decisiva. Come capocantiere dovrebbe essere in loco a gestire il delicato
frangente di una colata di calcestruzzo; a casa lo attende la famiglia per assistere a una partita di calcio in tv. Invece lui è diretto a Londra dove una donna
sta per partorire un figlio, frutto
di un loro unico rapporto sessuale. Pur non amando Bethan
che conosce appena, pur attaccato a Kathrina con cui è sposato da 15 anni, Locke sente l’obbligo di assumersi la responsabilità del bimbo; e c’entra anche
che non vuole a nessun costo
comportarsi come l’odiato padre. L’imperativo è fare la cosa
giusta, occuparsi di seguire le

Luca
Marinelli,
piccolo
industriale
afflitto
dalle grane
della crisi
in «Il mondo
fino in fondo»

In fondo al mondo
la crisi ha un’altra luce

E

sordio di Alessandro
Lunardelli, regista con
esperienze nel documentario, Il mondo fino in fondo è un road movie fragile nella sceneggiatura e però apprezzabile per almeno due
motivi. Intanto perché si allunga sulle strade del mondo,

come nel cinema nostrano difficilmente accade, trasmigrando dal contesto della provincia
manifatturiera dell’Italia del
Nord ai locali turistici di Barcellona sino alla remota Patagonia, meta effettiva e simbolica di un viaggio dalla valenza
esistenziale. Poi, perché nono-

operazioni in corso al cantiere,
cercare di placare Kathrina,
tranquillizzare i figli: un passo
dietro l’altro per restare ancorati al terreno, per non perdersi.
Nonostante le relazioni del protagonista con l’esterno siano affidate a un vivavoce, Locke non è
l’ennesima riflessione sull’isolamento dell’individuo nella società della comunicazione virtuale. Al contrario, l’estrema
concentrazione di luogo e tempo, la notte popolata di bagliori,
l’emozionalità annidata nelle
parole: tutto sottolinea che per
Knight a essere centrale e «concreto» è il fattore umano; e non
ci stupiremmo di ritrovare in
lizza ai prossimi Oscar Hardy,
un Locke di fantastica intensità,
naturalezza e fisicità.
LOCKE
Di Steven Knight con Tom Hardy
GB 2014
TORINO: Nazionale MILANO: Anteo,
Ariosto, Uci GENOVA: Sivori ROMA
Fiamma, Giulio Cesare, Greenwich,
Nuovo Olimpia, Tibur

*****
stante personaggi e situazioni
siano costruiti in modo debole
e inadeguato, gli interpreti ne
escono fuori con una certa vividezza. A partire dall’incisivo,
interessante Luca Marinelli,
piccolo industriale afflitto dalle grane paralizzanti della crisi, che si trova a inseguire dall’Europa all’America Latina il
fratello minore Filippo Scicchitano (attore in via di maturazione, ma con una sua presenza), gay non confesso alla confusa ricerca di una diversa, meno asfittica dimensione di vita;
mentre in Cile entra in scena il
valido Alfredo Castro, tassista
che ha conosciuto le carceri di
Pinochet. Va da sé che lo scenario incontaminato dei ghiacciai
«in fondo al mondo» accresce il
livello di suggestione.
[A.LK.]
IL MONDO FINO IN FONDO
Di Alessandro Lunardelli con Luca
Marinelli, Filippo Scicchitano, Alfredo
Castro Italia 2014
TORINO: Uci MILANO: Uci GENOVA: Uci,
Space ROMA: Adriano, Barberini

***

32 .Spettacoli

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Programmi
tv di oggi
Programmi
tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 1° maggio 2014

Rai 1
6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Tutti in cucina con
Antonella Clerici, nella
14ª edizione del programma
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Non dire mai addio Film
(dramm., 2006) ★★
16.50 Rai Parlamento Telegiornale Attualità
17.15 Una tata e tre nipoti
Film-tv
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded
Attualità

Rai 2
6.15 La strada per la felicità
Telefilm
7.00 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives
Telefilm
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
10.55 Festa Primo maggio
12.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

21.15
Un medico
in famiglia 9

21.10
Top Gun

FICTION. Marco è nei guai con

Regia di Tony Scott. Il tenente
Pete Mitchell viene ammesso alla
scuola di piloti degli F-14 Tomcat. Tra addestramento, amore
e morte riuscirà a vincere

★★

FILM. (avv., 1986) con Tom Cruise.

Maria a causa del comportamento ambiguo di Fiamma.
Veronica, nel frattempo, viene
accolta in casa Martini
23.20 Porta a Porta Attualità
0.55 Tg 1 - Notte. Che tempo
fa
1.30 Sottovoce Attualità
2.00 Scrittori per un anno
2.30 Il vento fa il suo giro Film
(dramm., 2005)

23.00 Tg 2
23.15 Bunraku Film
1.10 Rai Parlamento Telegiornale
1.25 Diritto di difesa Soap
opera Con Martina
Colombari

Rai 3

Canale 5
6.00
7.54
7.56
8.00
8.45

Italia 1

Rete 4

La 7

7.00 Speciale Festival Montagna di Trento
7.55 I compagni Film
(dramm., 1963) ★★★★
10.00 Primo Maggio. Festa del
Lavoro Attualità
11.10 Il cantiere verso Expo
Milano 2015 Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Tg Regione
Meteo
14.10 Tg 3. Meteo 3
14.40 Tgr Leonardo Attualità
14.50 Tg3 Lis
14.55 Anteprima Concerto del
Primo Maggo Musicale
16.00 Concerto del Primo maggio Musicale
19.00 Tg 3. Tg Regione. Tgr
Meteo

Tg 5 Prima pagina
Traffico
Borse e Monete. Meteo
Tg 5 Mattina
Dave - Presidente per un
giorno Film (comm.,
1993) ★★★
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine Soap
opera
14.45 Vacanza in Paradiso
Film-tv
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Inga Lindstrom - L’eredità di Granlunda Film-tv
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscina la notizina

7.00 Friends Telefilm
7.30 Vecchi bastardi Varietà
8.30 Urban wild Attualità
9.30 Come mi vorrei Varietà
10.05 Dr. House - Medical division Telefilm
12.10 Cotto e mangiato - Il
menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
14.10 I Simpson
14.35 Dragon Ball saga Cartoni
15.20 Vecchi bastardi Varietà
16.15 Urban Wild Attualità
17.15 Come mi vorrei Varietà
18.05 I Simpson
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.00 Urban Wild Attualità
19.20 CSI Scena del crimine
Telefilm

20.00
Concerto
del Primo Maggio

21.05
Calcio:
Juventus-Benfica

21.10
Wild - Oltrenatura

21.15
Poliziotto superpiù ★★

21.10
Servizio pubblico

SPORT. Semifinale di Europa Lea-

vanni a Roma, Edoardo Leo,
Francesca Barra e Dario Vergassola conducono il tradizionale evento musicale

gue.AlloJuventusStadiumdiTorino, la formazione di Conte dovrà
giocarecontroiportoghesilagara
valida per l’accesso alla finale

DOCUMENTARI. Per la “wild experience” di questa settimana
Fiammetta Cicogna ci porterà
a conoscere il mondo del “base
jump”, in compagnia del trentino Maurizio Di Palma

FILM. (avv., 1980) con Terence

MUSICALE. Da Piazza San Gio-

ATTUALITÀ. In contemporanea
su La7.it, una nuova puntata
del programma di approfondimento politico di Michele
Santoro. In chiusura le vignette di Vauro

0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Cortoreale Gli anni del
documentario italiano
Attualità
1.35 La musica di Raitre
Musicale

23.00 Europa League Speciale
0.00 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
0.20 Striscina la notizina
Varietà satirico
0.50 Le mani dentro la città
Fiction

0.35 Tremors 4: la leggenda
Film (horror, 2004) con
Michael Gross, Sara Botsford, Billy Drago, Brent
Roam. Regia di S.S. Wilson ★
2.25 Grande Fratello - Live

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Ieri e Oggi in Tv Speciale
Varietà
12.05 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg Distretto 21
Telefilm
16.35 La tigre è ancora viva:
Sandokan alla riscossa!
Film (avv., 1977) ★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore Soap
opera

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.10 Otto e Mezzo Attualità
11.50 L’aria che tira - Il diario
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

Hill. Regia di Sergio Corbucci.
Un agente di Miami, contaminato da un missile nucleare e
sopravvissuto, acquista superpoteri. E li usa contro il crimine
23.15 Nuove scene da un
matrimonio Varietà
0.00 Parla con lei Film
(dramm., 2002) con
Javier Camara, Dario
Grandinetti. Regia di
Pedro Almodovar

0.00 Tg La7 Night Desk Attualità La striscia di approfondimento quotidiano
in onda dal lunedì al
venerdì in seconda serata
1.15 Otto e Mezzo Attualità

digitale terrestre
RAI 4

21

14.25 Private Practice
Serie
15.10 Brothers and
Sisters Serie
15.55 90210 III serie
Serie
16.35 Veronica Mars
Serie
17.20 Rai News - Giorno
17.25 Robin Hood Serie
18.10 Streghe Serie
19.40 Xena Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 Highwaymen Film
22.30 Supernatural Serie

RAI 5

23

16.25 Andy Warhol’s
Factory People
17.20 Cool Tour Arte
18.15 Rai News - Giorno
18.20 David Letterman
Show
19.10 Beethoven,
Dvorak
20.40 Passepartout: La
Montagna Aguzza
L’ingegno
21.15 Petruska Presenta
21.20 Il Trovatore
23.50 David Letterman
Show

RAI STORIA 54
16.05 Res - Shuluq Storie del
Medioriente p.3
17.05 Soggetto Donna
pt.25
18.00 Rai 54 p. 25
18.30 Il giorno e la storia
19.00 Speciale 1° maggio
20.10 R.A.M. Antinori e
traversi
20.30 Il tempo e la storia Indira
Ganghi:una donna

RAI MOVIE

12.10 Furia selvaggia
Film
14.00 Una teenager alla
Casa Bianca Film
15.50 Matrimonio in
bianco Film
17.35 Rai News - Giorno
Notiziario
17.40 L’uomo di Hong
Kong Film
19.25 La kryptonite
nella borsa Film
21.15 Flashdance Film
22.50 Cinemag Ieri Oggi
Domani Magazine

serie tv

film
18.30 Iron Man 3 Film
ambientato in un
mondo colpito da una
guerra internazionale e
dal terrore SKY HITS
18.50 Sabrina Remake della
celebre commedia di
Wilder. Con Julia
Ormond e Harrison
Ford SKY PASSION
19.05 The Impossible Una
famiglia sopravvissuta
allo tsunami che ha colpito l’oceano Indiano
nel 2004 SKY CINEMA 1
19.15 In nome del popolo italiano Ugo Tognazzi,
giudice istruttore, indaga sull’industriale
Vittorio Gassman SKY
CLASSICS

Bed Time César, un portiere di Barcellona, è
incapace di essere felice
SKY MAX

19.25 Seafood - Un pesce
fuor d’acqua SKY
CINEMA FAMILY

Un biglietto in due
Steve Martin è costretto a dividere un rocambolesco viaggio con
John Candy SKY COMEDY
20.45 Marvel Knights SKY
HITS

21.00 SkyCineNews-Un fidanzato per mia moglie
SKY CINEMA 1

Stick It - Sfida e conquista SKY CINEMA FAMILY
Il grande Gatsby SKY
CLASSICS

Kung Fusion Cina, anni
‘40: in un quartiere
povero si nascondono
campioni di arti marziali SKY COMEDY
Una famiglia all’improvviso Dopo i funerali del padre, un
ragazzo deve dare 150
mila dollari alla sorella
SKY PASSION

The Exorcism of Emily
Rose Emily Rose è vittima di una spaventosa
allucinazione. Da un
fatto reale SKY MAX
21.10 Hellboy Il demone
Hellboy deve fermare
Rasputin che vuole scatenare l’Apocalisse SKY
HITS

Sister Act 2 - Più svitata
che mai Tornata a cantare a Las Vegas,
Whoopi Goldberg
viene richiamata in
convento SKY CINEMA 1
22.45 Le avventure di Fiocco
di Neve SKY CINEMA
FAMILY

Christmas in Love
Christian De Sica ritrova
la Ferilli e Massimo
Boldi s’innamora della
Seredova SKY COMEDY
23.00 La frode Richard Gere
ci porta dentro un film
che parla senza ipocrisie del mondo attuale
SKY CINEMA 1

La casa del custode
SKY PASSION

24

18.20 Quattro matrimoni in
Italia FOX LIFE
18.25 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
18.30 How I Met Your
Mother FOX
18.35 Wallflower Tango

IRIS

11.55 In fuga col malloppo Film
13.45 Il muro di gomma
Film
16.10 Viuuulentemente...
mia Film
17.50 Totò, Peppino e la
dolce vita Film
19.35 A-team Telefilm
20.20 Renegade Telefilm
21.10 Houdini - L’ultimo
mago Film
22.58 Adesso Cinema!
23.25 Il Grande Capo
Film

CHANNEL

19.25 Il boss della casa

FOX

20.35 The Big Bang Theory

19.50 Ogni volta Vasco:
Cosa vuoi che sia una
canzone ARTE
Il boss della casa SKY
UNO

20.00 Esperimenti esplosivi
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.10 Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

20.15 Hell’s Kitchen Italia

21.00 Miss Fisher - Delitti e
Misteri DIVA UNIVERSAL
C.S.I. FOX CRIME
Scandal FOX LIFE
New Girl FOX
21.25 Modern Family FOX
21.50 N.C.I.S. FOX CRIME
Aiutami Hope FOX
21.55 Grey’s Anatomy FOX
LIFE
DIVA

NATIONAL GEOGRAPHIC

21.00 Destini incrociati hotel
ARTE

Top Gear

12.20 Plain Jane: La
Nuova Me
13.20 Diario di una nerd
superstar
14.15 Scrubs
15.10 New Girl
16.00 Oggi
Sposi...Niente
Sesso Film
17.50 16 Anni e Incinta
18.50 Giovani Sposi
19.50 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Alpha dog Film
23.20 Il Testimone

REAL TIME

16.45 Quattro matrimoni - Canada
Documentari
17.40 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.40 Molto bene
20.10 Best Bakery
Varietà
21.10 Extreme
Makeover: Home
Edition Sudamerica
Documentari
22.10 Dottoresse in sala
parto Documentari

21.10 Giacometti ARTE
Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

21.35 L’oro di Napoli:
Capodimonte ARTE
21.50 Nazisti intercettati
21.55

21.15 The Informant!
PREMIUM CINEMA

Bug - La Paranoia è
Contagiosa PREMIUM
UNIVERSAL

Un alibi perfetto C.J. è
un giornalista in cerca
di uno scoop per salvare il posto di lavoro
PREMIUM CINEMA ENERGY

Giorni e nuvole Una
coppia colta e benestante deve riconsiderare il proprio stile di vita
PREMIUM CINEMA EMOTION

I love Radio Rock Storia
di un gruppo di dj
segregato sulla nave
pirata di Radio Rock

ENERGY

18.25 Per Vincere DomaniThe Karate Kid
18.50 Love Songs From an
Android PREMIUM
CINEMA EMOTION

19.00 Incontrerai l’uomo dei
tuoi sogni Alfie, Helena
e Sally sono alle prese
con quel sentimento
che chiamiamo
“amore” PREMIUM
CINEMA

19.05 Cuore selvaggio

Accumulatori seriali
LEI

NATIONAL GEOGRAPHIC
Fast n Loud DISCOVERY
CHANNEL

31

DMAX
10.50
12.35
14.15
16.00
18.35
19.30
21.10
22.00
22.50
23.40
0.35
1.00
1.25

film
16.55 La stangata Due bravissimi giocatori (Newman
e Redford) e un colpo
memorabile. Sette
Oscar PREMIUM COMEDY
17.00 Death Race United
States, 2012. Jensen è
un ex carcerato e vorrebbe rimanere fuori
dal giro PREMIUM CINEMA
17.40 Never Back Down Mai arrendersi Un
ragazzo ribelle viene
introdotto in un club di
combattimento sotterraneo PREMIUM CINEMA

DISCOVERY

CHANNEL

UNIVERSAL
FOX

8

PREMIUM UNIVERSAL

GEOGRAPHIC

UNIVERSAL

MTV

26

16.15 Fratelli in affari
17.15 Vendite impossibili Varietà
18.00 Fratelli in affari
19.15 Affari al buio
Documentari
20.15 Affari di famiglia
Documentari
21.10 The Apprentice
Italia Varietà
23.15 Amici di letto Film
1.15 Tutta colpa di
Sara Film
3.15 Burn notice Duro a morire

SKY UNO

20.25 Bruce Springsteen’s
High Hopes ARTE
Cosa ti dice il cervello?
20.55 Le megastrutture di
Hitler NATIONAL

FOX

20.50 Donne nel mito Estée Lauder DIVA

22.25 Back in the Game
22.40 N.C.I.S. FOX CRIME

SKY

UNO

19.30 Cacciatori di gemme
NATIONAL GEOGRAPHIC

18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
19.00 Tutto in famiglia FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
Sex & the City FOX LIFE
19.20 I Simpson FOX
19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
19.55 Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.00 Castle FOX LIFE
20.10 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
The Big Bang Theory

CIELO

intrattenimento
19.05 Cuochi e fiamme LEI
19.15 Yukon Men: gli ultimi
cacciatori DISCOVERY

DIVA UNIVERSAL

22.10 Miss Marple

22

19.15

PREMIUM CINEMA EMOTION
Alex l’ariete PREMIUM
COMEDY

19.35 Johnny Mnemonic
Keanu Reeves ha nel
cervello un microchip
zeppo di dati che
fanno gola a Kitano

PREMIUM COMEDY

23.00 Driven Un ex pilota
deve rimettere sulla
retta via una giovane
promessa di Fornula
Uno PREMIUM UNIVERSAL
Il Rito PREMIUM CINEMA
ENERGY

23.10 Contagion Una malattia capace di svilupparsi
anche per contatto sta
colpendo il mondo
PREMIUM CINEMA

23.25 Il comandante e la cicogna La storia di un
amore che attraversa le
dimensioni, il tempo e
la realtà PREMIUM CINEMA
EMOTION

23.35 L’Amore Non Ha Colore

PREMIUM CINEMA ENERGY

20.40 Hotel Pennsylvania
PREMIUM CINEMA

1.00

PREMIUM COMEDY
Il Gaucho PREMIUM
CINEMA

52

Texas Tarzan
Unti e Bisunti
Banco dei pugni
Airport Security
Affare fatto!
Banco dei pugni
Sei spacciato!
Fuori in 72 ore
Ed Stafford: duro
a morire
1000 modi per
morire
Airport Security
Airport Security
Top Gear

serie tv
15.50 Eleventh Hour ACTION
15.58 Harry’s Law JOI
16.15 Una mamma per
amica MYA
16.40 The Shield ACTION
16.50 Monk TOP CRIME
17.05 Aspettando Il Tuo Si
MYA

17.30 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
17.35 Psych TOP CRIME
17.40 Friends JOI
18.15 Big Bang Theory JOI
18.30 Supernatural ACTION
18.40 Due Uomini e 1/2 JOI
18.45 Hart Of Dixie MYA
19.05 Mike & Molly JOI
19.20 The Shield ACTION
19.25 Criminal Intent TOP
CRIME

19.30 Duro A Morire JOI
19.35 The Vampire diaries
MYA

20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.25 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
21.05 Law & Order: Los
Angeles TOP CRIME
21.15 Suits JOI
Arrow ACTION
22.00 The Transporter: The
Series ACTION
22.05 Shameless JOI
Dracula MYA
22.50 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
22.55 Nip’n Tuck MYA

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .33

tv
ProgrammiProgrammi
tv di domani

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 2 maggio 2014

Rai 1

Rai 2

6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
Ogni giorno, dal lunedì
al venerdì, la trasmissione propone casi giudiziari di natura civile
15.20 La vita in diretta Attualità Una coppia inedita al
timone dello storico
programma pomeridiano, Paola Perego e Franco Di Mare
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded

6.15 La strada per la felicità TF
7.00 Cartoon Flakes Programma per bambini
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives
Telefilm
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Eat Parade Attualità
13.50 Tg2 Sì, viaggiare
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Rai Player
17.55 Tg sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

21.10
Virus - Il contagio
delle idee

21.15
Si può fare!
VARIETÀ. Al via il nuovo show

condotto da Carlo Conti. Protagonisti dodici personaggi
dello spettacolo, in una sfida
verso se stessi e verso gli altri
partecipanti
23.35 TV 7 Attualità Lo storico
rotocalco di Raiuno
0.40 Tg 1 - Notte. Che tempo fa
1.15 Cinematografo
2.05 Sottovoce Attualità
2.20 Rewind - Visioni private
2.50 Mille e una notte - Teatro

ATTUALITÀ. Nuova serata in com-

pagnia del programma di Nicola Porro. Inchieste, interviste e un
dibattito centrato sui contenuti della nostra attualità politica
23.20 Tg 2
23.35 The voice of Italy
1.05 Rai Parlamento Telegiornale
2.20 Hawaii Five-0 Telefilm
3.05 Meteo
3.10 Appuntamento al cinema

Rai 3

Canale 5

6.30 Rassegna stampa
7.00 Tgr Buongiorno Italia
7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.10 Rai Player
15.15 Terra nostra 2 - La speranza Telenovela
16.00 Aspettando Geo Doc.
16.40 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine Soap
opera
14.45 Il tempo del coraggio e
dell’amore Fiction
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia Varietà
satirico

21.05
Sfide
SPORT. Il programma condotto
da Alex Zanardi torna in prima
serata con quattro nuove puntate “mondiali”, per raccontare la Nazionale come non l’abbiamo mai vista

23.10 La tredicesima ora
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.20 Appuntamento al cinema
1.25 Magazzini Einstein
1.55 Fuori orario. Cose (mai)
viste

Italia 1
7.00 Friends Telefilm
7.30 Vecchi bastardi Varietà
8.30 Urban wild Attualità
9.30 Come mi vorrei Varietà
10.05 Dr. House - Medical division Telefilm
12.10 Cotto e mangiato - Il
menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Dragon Ball saga Cartoni
15.20 Vecchi bastardi Varietà
16.15 Urban Wild Attualità
17.15 Come mi vorrei Varietà
18.05 I Simpson
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.00 Urban Wild Attualità Il
programma condotto
da Federico Costantini
19.20 CSI Scena del crimine TF

Rete 4

La 7

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Ieri e Oggi in Tv Speciale
Varietà
12.05 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg Distretto 21
Telefilm
16.35 Sentieri selvaggi Film
(western, 1956) con
John Wayne, Natalie
Wood. Regia di John
Ford ★★★★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

21.10
Il tempo del coraggio
e dell’amore

21.10
Colorado

21.15
Quarto Grado

VARIETÀ. Diego Abatantuono e

ATTUALITÀ.

FICTION. Sira si risveglia in ospe-

dale. Ha perso il suo bambino.
Un agente, che l’ha ammanettata al letto, le spiega che ci sono
pesanti accuse a suo carico

Chiara Francini conducono
un’altra serata dello show giunto alla sua 15ª edizione. Ad alternarsi sul palco un fantastico cast
di comici

23.20 Supercinema
23.50 Grande Fratello Live Reality show
0.50 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
1.30 Striscia la notizia Varietà
satirico

0.20 Sport Mediaset presenta:
Ayrton per sempre
2.00 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
2.20 Sport Mediaset
2.45 Studio aperto - La giornata

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco
Telefilm Sullo sfondo di
una delle città più affascinanti del mondo, il
tenente Mike Stone e il
suo compagno, l’ispettore Steve Keller, lottano
contro la criminalità sempre più attiva e spietata
16.40 Il commissario Cordier TF
18.10 L’ispettore Barnaby Film-tv
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.10
Crozza nel paese
delle meraviglie

Gianluigi Nuzzi,
affiancato da Alessandra Viero,
conduce il programma che illustra anche le tecniche più avanzate per indagare sulle scene
del crimine

VARIETÀ. Il one-man show
interpretato da Maurizio Crozza. Protagonista, come sempre, la stretta attualità del
nostro Paese

22.40 Bersaglio Mobile Attualità Conduce Enrico Mentana
0.30 Tg La7 Night Desk
Attualità
1.45 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber

0.05 Fuori orario Film
(comm., 1985) con Griffin Dunne, Rosanna
Arquette, Verna Bloom,
Linda Fiorentino, Teri
Garr, Thomas Chong,
Cheech Marin

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

15.05 Brothers and
Sisters Serie
15.45 90210 Serie
16.25 Veronica Mars
Serie
17.10 Rai News - Giorno
17.15 Robin Hood Serie
18.00 Streghe Serie
19.30 Rai Player
19.40 Xena Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 Elektra Film
22.45 Wonderland 2014
23.10 Shock Labyrinth
Film

23

18.20 Anton Bruckner
Sinfonia N.8 In Do
Minore
19.45 Bartok: Concerto
Per Viola e
Orchestra
20.30 Rai Player
20.40 Passepartout:
Venezia La Rana e
Tu
21.15 Terramatta Film
22.35 Scaramouche
Scaramouche
23.10 David Letterman
Show

RAI STORIA 54
19.05 Crash-contatto
impatto convivenza
20.05 12 idee per la crescita L’energia
20.40 Il tempo e la storia I diari di
Galeazzo Ciano
21.25 I giorni che hanno
scosso il mondoLe campane della
liberta’ ep.7
22.15 Anatomia di un
omicidio-Morte in
diretta di un re

RAI MOVIE

14.35 La signora in
rosso Film
16.10 Dalla vita in poi
Film
17.40 Rai News - Giorno
17.45 Rai Player
17.55 Un colpo perfetto
Film
19.45 Pop corn e patatine Film
21.15 I’ll Sleep When
I’m Dead Film
22.55 Angels in America
- 1 - Cattive notizie Film

film
17.25 La frode Richard Gere
ci porta dentro un film
che parla senza ipocrisie del mondo attuale
SKY CINEMA 1

I tre amigos!

SKY

COMEDY

17.55 Frankenweenie

SKY

CINEMA FAMILY

18.40 The Green Hornet The
Green Hornet contro
l’uomo che controlla la
malavita di Los Angeles
SKY HITS

18.45 Made in Italy Storie e
‘barzellette’ raccontate
da un gruppo di emigranti diretti in Svezia
SKY CLASSICS

19.10 Natale in India Per evitare il processo, l’ingegnere De Sica cerca
d’incastrare il giudice
Boldi SKY COMEDY
Lontano da Isaiah La
dottoressa Jessica
Lange adotta un neonato abbandonato
nell’immondizia SKY
PASSION

19.15 Company of Heroes
SKY MAX

19.20 Epic - Il mondo segreto
SKY CINEMA 1

19.25 Bob - Un maggiordomo
tuttofare SKY CINEMA
SKY

HITS

21.00 Sky Cine News - Al
cinema nel weekend
SKY CINEMA 1

CINEMA FAMILY

Bandido SKY CLASSICS
A lezione da Luca e
Paolo SKY COMEDY
Manuale d’amore
Quattro episodi concatenati con Carlo
Verdone, Margherita
Buy e Sergio Rubini SKY
PASSION

Code Name: Geronimo
In un film il racconto
dell’uccisione di Osama
Bin Laden in Pakistan
SKY MAX

21.10 Unbreakable - Il predestinato David, unico
superstite di un disastro
ferroviario, viene avvicinato da Elijah SKY HITS
Snitch - l’infiltrato SKY
CINEMA 1

22.05 Ghost Academy Juan è
un insegnante che
qualche volta “vede la
gente morta” SKY
COMEDY

22.35 Spionaggio internazionale Commerciante
d’arte muore in seguito
a un attacco cardiaco in
Costa Azzurra SKY
CLASSICS

FAMILY

20.40 Marvel Knights

Un principe tutto mio
Paige Morgan è impegnata al massimo per
coronare il sogno di
diventare medico SKY

22.50 Dal tramonto all’alba 2
Un gruppo di vampiri si
aggira per la città in
cerca di sangue fresco
SKY MAX

24

serie tv
18.30 How I Met Your
Mother FOX
Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
18.35 Donne nel mito Hedy Lamarr DIVA
UNIVERSAL

22

13.58 Il testimone Film
15.55 Attila Flagello di
Dio Film
17.45 Che fine ha fatto
Totò Baby? Film
19.30 Hazzard Telefilm
20.15 Renegade Telefilm
21.05 Resa dei Conti a
Little Tokio Film
22.35 Codice Magnum
Film
0.45 La montagna del
dio cannibale Film
2.25 Le nombril du
monde Film

FOX

SKY

UNO

19.05 The Story of Film: An
Odyssey ARTE
Yukon Men: gli ultimi
cacciatori DISCOVERY
Cuochi e fiamme LEI
19.25 Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

19.30 Cacciatori di gemme
NATIONAL GEOGRAPHIC

19.55 Esperimenti esplosivi
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.00 Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.10 On the Road - Joe
Bastianich Music Tour
ARTE

Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
20.35 The Big Bang Theory
FOX

20.15 Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.50 Donne nel mito Maria Montessori
DIVA UNIVERSAL

21.00 C’era una volta FOX
Project Runway USA
12 FOX LIFE
Criminal minds FOX
CRIME

E.R. - Medici in prima
linea DIVA UNIVERSAL
21.50 Da Vinci’s Demons
FOX

The Blacklist FOX CRIME
E.R. - Medici in prima
linea DIVA UNIVERSAL
21.55 Project Runway Italia
FOX LIFE
FOX

CIELO

MTV

26

15.15 MasterChef
Australia Varietà
16.15 Fratelli in affari
17.15 Vendite impossibili Varietà
18.00 Fratelli in affari
19.15 Affari al buio
Documentari
20.15 Affari di famiglia
Documentari
21.10 X Factor 2013
Varietà
0.15 One Direction Up Close and
Personal Varietà

8

14.15 Scrubs
15.10 New Girl
16.00 Teenager in Crisi
di Peso
16.50 Teen Mom 2
17.50 16 Anni e Incinta
18.50 Generation Cryo:
Fratelli Per Caso
19.50 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Vieni a Vivere Dai
Miei
22.00 Generation Cryo:
Fratelli Per Caso
23.00 The Valleys

REAL TIME

20.55 Esperimenti esplosivi
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.00 MythBusters
DISCOVERY CHANNEL
Case da incubo LEI

21.10 Playhouse Presents:
Vecchi amici ARTE
The Face UK SKY UNO
21.20 Esperimenti esplosivi
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.30 Case da incubo LEI
21.40 The Story of Film: An
Odyssey ARTE
21.50 L’impero della droga
NATIONAL GEOGRAPHIC

22.00 Finding Bigfoot: cacciatori di mostri
DISCOVERY CHANNEL

31

17.40 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.40 Molto bene
20.10 Best Bakery
Varietà
21.10 Il boss delle torte
Documentari
23.05 Il re del cioccolato Documentari
0.05 Malattie misteriose Documentari
1.05 Malattie imbarazzanti Documentari
2.00 24 ore al pronto
soccorso

DMAX

15.45 Kate & Leopold 1876:
Hugh Jackman piomba
nella New York contemporanea e s’innamora di Meg Ryan
PREMIUM UNIVERSAL

15.50 Malefemmene L’attrice
Francesca si ritrova in
carcere ma poi fa amicizia con Nunzia
PREMIUM CINEMA EMOTION

16.45 The Informant!
PREMIUM CINEMA

16.59 I love Radio Rock Storia
di un gruppo di dj
segregato sulla nave
pirata di Radio Rock
PREMIUM COMEDY

17.15 Pitch Black Un gruppo
di viaggiatori intergalattici capita su un pianeta prima di un’eclissi
PREMIUM CINEMA ENERGY

17.30 Giorni e nuvole Una
coppia colta e benestante deve riconsiderare il proprio stile di vita
PREMIUM CINEMA EMOTION

17.50 Il ponte sul fiume Kwai
II Guerra Mondiale: il
colonnello Alec
Guinness accetta di
costruire un ponte
PREMIUM UNIVERSAL

18.45 Wolfhound Liberato
dopo anni di schiavitù,
un valoroso guerriero
dà inizio alla vendetta
PREMIUM CINEMA

19.05 U-turn - Inversione di
marcia A Sean Penn,
inseguito da mafiosi

russi, si rompe l’auto in
un micidiale paesino
PREMIUM CINEMA ENERGY

19.20 Il bisbetico domato
Ricco proprietario terriero, Adriano
Celentano si fa corteggiare da Ornella Muti
PREMIUM COMEDY
PREMIUM CINEMA
EMOTION

19.35 Io e Te

21.15 La lettera scarlatta
Massachusetts 1660:
Hester Prynne si innamora, ricambiata, del
reverendo Arthur
PREMIUM CINEMA EMOTION

Ghost Son Storia di un
amore unico che
sopravvive tra i misteri
di una cultura primordiale PREMIUM CINEMA
ENERGY

L’anno del dragone
Mickey Rourke nel
ruolo di un poliziotto
scomodo contro la
mafia cinese PREMIUM
UNIVERSAL

Il Cacciatore di Giganti
PREMIUM CINEMA

Io & Marilyn Durante
una seduta spiritica,
Gualtiero Marchesi
invoca Marilyn. E lei
compare PREMIUM
COMEDY

23.00 Il mai nato Casey è tormentata da un incubo
premonitore di infausti
eventi PREMIUM CINEMA
ENERGY

52

13.25 Banco dei pugni
15.10 Affari a tutti i
costi
16.00 Dynamo: magie
impossibili
17.45 Acquari di famiglia
19.30 Banco dei pugni
21.10 Ci sei o ci fai?
22.00 Troy
22.50 Breaking Magic
23.40 1000 modi per
morire
0.35 Airport Security
1.25 Top Gear

film

intrattenimento
19.00 Il boss della casa

CHANNEL

18.50 Sex & the City FOX LIFE
JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
19.00 Tutto in famiglia FOX
19.20 I Simpson FOX
N.C.I.S. FOX CRIME
19.45 I Simpson FOX
19.50 Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
Quincy DIVA UNIVERSAL
20.05 Castle FOX LIFE
20.10 The Big Bang Theory

22.45 New Girl

IRIS

serie tv
15.05 Flikken - Coppia in
giallo TOP CRIME
15.51 Supernatural ACTION
16.05 Harry’s Law JOI
Una mamma per
amica MYA
16.40 The Shield ACTION
16.50 Monk TOP CRIME
16.55 Amici Miei, Amori Miei
MYA

17.30 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
17.35 Psych TOP CRIME
17.45 Friends JOI
18.10 Big Bang Theory JOI
18.30 Supernatural ACTION
18.40 Due Uomini e 1/2 JOI
18.45 Hart Of Dixie MYA
19.05 Mike & Molly JOI
19.20 The Shield ACTION
19.25 Criminal Intent TOP
CRIME

19.30 Duro A Morire JOI
The Vampire diaries
MYA

20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.25 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
21.05 Person Of Interest TOP
CRIME

21.15 Mom JOI
Parenthood MYA
I Signori della Fuga
ACTION

21.35 The middle JOI
22.05 Big Bang Theory
Grimm ACTION

JOI

34

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

SPORT

Doping, due arresti: denunciato Riccò
Il ciclista Riccardo Riccò, già squalificato per doping
fino al 2024, di nuovo nella bufera: è stato denunciato
insieme a un ex ciclista pro’ nell’ambito di un’indagine
del Nas di Livorno, che ha portato all’arresto di un
operatore sanitario e un commerciante sorpresi a
cedere materiale dopante ai due. «Ero nel posto
sbagliato al momento sbagliato», si difende Riccò.

Pericolo
giallo
Carlos Tevez,
30 anni,
esulta dopo
il gol
all’andata:
è diffidato
come Bonucci e
Marchisio
ANSA

14
Finali
L’ultima
(Champions
League)
nel 2003
La Juve
ha vinto 2
Coppe
CampioniChampions,
1 Coppa
delle Coppe,
3 Coppe
Uefa

MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

A un passo da casa, lo Juventus Stadium di stasera e della finale del 14 maggio, non ci
si può mica fermare, così Antonio Conte chiama a raccolta tutti: «Sono molto fiducioso - dice il tecnico bianconero - perché avremo lo stadio
che spirerà forte alle nostre
spalle e scenderà in campo
con noi». Juve-Benfica, secondo round della semifinale
di Europa League, è già una
fantastica realtà, ma il sogno
è poco più in là: «Sappiamo
che ci siamo meritati di giocare questa partita, che sarà
da vivere con grande partecipazione da parte nostra e
da parte del pubblico». Fate
un baccano del diavolo e divertitevi. Anche sul prato, a
sentire Giorgio Chiellini:
«Non sento né emozione né
preoccupazione, solo non ve-

Si riparte dall’1-2
di Lisbona. Vidal torna
dal 1’, in attacco
con Tevez c’è Llorente
do l’ora di scendere in campo
- racconta il difensore - perché può essere una serata
magica. E credo che tutti gli
juventini la vorranno vivere
al massimo, per arrivare alla
vittoria».
Se la Juve non metteva i
piedi in una semifinale europea da 11 anni, e da 17 non si
prende una Coppa d’oltre
confine, ci può pure essere il
tono solenne delle grandi
battaglie, dovendo ribaltare
il 2-1 di Lisbona: «Paura? Noi
non conosciamo la parola
paura - quasi tronca la domanda Conte - non esiste,
non fa parte del nostro vocabolario. Semmai conosciamo il rispetto. Ma sarà una
grande partita». Per la prima volta, i bianconeri do-

KO 2-1 IN TRASFERTA
ALL’ANDATA:
JUVE QUALIFICATA
4 VOLTE SU 5

COPPA UEFA 1974/75
(trentaduesimi)

Vorwaerts (Ger)
Juventus

AND

RIT

2

0

1

3

EUROPA LEAGUE, STASERA ALLO STADIUM SEMIFINALE DI RITORNO

A un passo
da casa

Juve a caccia della finale di Torino: con il Benfica serve la gara perfetta
Conte: “Niente paura, ci siamo meritati una notte così”
COPPA CAMPIONI 1975/76
(sedicesimi)

Cska Sofia (Bul)
Juventus

AND

RIT

2

0

1

2

COPPA UEFA 1992/93
(quarti)

Benfica (Por)
Juventus

AND

RIT

2

0

1

3

CHAMPIONS LEAGUE 2002/03
(semifinali)

AND

Real Madrid (Spa) 2
Juventus
1

RIT

1
3

CHAMPIONS LEAGUE 2004/05
(quarti)

Liverpool (Ing)
Juventus

AND

RIT

2

0

1

0

Statistiche a cura di Massimo Fiandrino

vranno scalare un risultato
negativo: «E dovremo essere
bravi nell’interpretazione
della gara - spiega l’allenatore juventino - che all’andata
ci ha visto ingiustamente
sconfitti».
Dopo il collaudo di ieri, praticamente risolti i ballottaggi
per l’assetto, anche se l’ultimo
test sarà questa mattina: «Le
scelte che farò saranno in vista dei 95 minuti - aggiunge
Conte - sia per chi inizierà, sia
per chi dovrà entrare a partita
in corso». Dunque, Caceres
per Barzagli, Vidal al posto di
Marchisio, ginocchio permettendo, e Llorente favorito su
Giovinco. Da Eusebio (Di
Francesco, Sassuolo) a Eusebio (che in Portogallo significa
Benfica), Conte ne cambierà
quattro. Tutti i migliori, anche
nel senso di stato fisico, saranno arruolati: per una volta, lo
scudetto, ormai a portata di
partita (con l’Atalanta), può
attendere. C’è spazio per i sogni, non per i calcoli, anche se
Tevez, Bonucci e Marchisio da
diffidati dovranno stare attenti, pur nel furore della lotta:
un’ammonizione e si vedranno
l’eventuale finale dalla tribuna. Dove stasera staranno stipati i tifosi, e tutto attorno le

Canale 5, Sky sport 1,
Premium calcio

JUVENTUS
3-5-2

BENFICA
4-1-3-2

ore 21,05
(andata 1-2)
22

3

Asamoah

14

35

Perez

Chiellini
6

Pogba

Maxi Pereira

20

10 Gaitan

4

Tevez
1

19

Buffon Bonucci

Luisao
50

21

Markovic

Pirlo
Llorente

Vidal
4

Caceres

Artur
6

Amorim

14

23

1

24

11

Garay

Lima
19

26

Rodrigo

Lichtsteiner

16

Siqueira

Arbitro
Clattenburg (Inghilterra)
Allenatore: CONTE

convention dei gufi, ci ride sopra Conte: «Il Benfica avrà
tantissimi tifosi in Italia, ma
noi ne avremo tanti in Portogallo, perché loro sono la Juve
del Portogallo». Il veleno delle
battute lascia lo spazio ai sorrisi, sul solito assedio dei cronisti cileni: «Come sta Vidal?
Ma volete garanzie per il Cile o

Allenatore: JORGE JESUS

per la Juve?» Arturo ci sarà e
così Tevez, che Conte si porterebbe al Mondiale: «Le convocazioni le fa il ct dell’Argentina, ma io difficilmente lascerei
a casa Carlos». Magari può essere sufficiente lui: «Con il potenziale offensivo che abbiamo - ragiona Chiellini - un gol
lo facciamo. E allora sarà fon-

I gufi? Loro
hanno molti
tifosi in Italia,
noi tanti
in Portogallo
Antonio Conte, tecnico Juve

damentale non prenderlo,
dunque dobbiamo cercare di
limitare gli errori, come quelli
che abbiamo fatto a Lisbona».
Potrebbe bastare per arrivare
fino a casa, in senso letterale e
figurato: lo Stadium, stasera,
e poi la finale europea, tra due
settimane, dove la Juve ha
spesso avuto domicilio.

GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Oggi in Tv
Eurosport
Rai sport 1
Rai sport 1
Raidue
Eurosport
Premium c.

L’analisi

14,00 Biliardo. Mondiali: semifinali
15,30 Atletica: Sarnico-Lovere run
17,30 Volley: Macerata-Perugia
17,50 Tg sport
18,00 Get ready for Roland Garros
18,30 Sport Mediaset

Domani in Tv

19,00 Tribù del calcio
Premium calcio
20,00 Futbol Mundial
Sky sport 1
20,00 Biliardo. Mondiali: semifinali
Eurosport
20,25 Basket F. Playoff gara-4
Rai sport 2
21,00 Golf: Wells Fargo Championship
Sky sport 3
21,05 Calcio: Juve-Benfica Canale5/Sky s.1/Premium c.
0,00 Sport Mediaset
Premium calcio
4,30 Basket Nba: playoff
Sky sport 2

11,00 Biliardo. Mondiale: semifinali
11,05 Hockey su prato: serie A1
14,00 Ciclismo: Giro di Turchia
15,00 Atletica: Maratona di Padova
17,55 Tg sport
18,45 Equitazione: Nations Cup

Chelsea

Eurosport
Rai sport 1
Eurosport
Rai sport 1
Raidue
Eurosport

.

35

20,00 Biliardo. Mondiale: semifinali
Eurosport
20,20 Calcio a 5: playoff
Rai sport 1
20,30 Calcio. Serie B: Spezia-Reggina Premium calcio
20,30 Calcio internazionale
Fox sports
21,00 Golf: Wells Fargo Championship Sky sport 3
21,05 Sfide
Raitre
22,30 Arti marziali: Fighting day 14
Rai sport 1
22,45 Boxe: World Series
Sky sport 2

1
(andata 0-0)

Atletico Madrid

3

Chelsea

Atletico Madrid

(4-2-3-1)

(4-4-2)

Schwarzer 6; Ivanovic 6, Cahill 5, Terry
5, A.Cole 5,5 (9’ st
Eto’o 4,5); Ramires
6,5, David Luiz 6;
Azpoilicueta 6, Willian 6 (31’ st Schurrle
sv), Hazard 5,5; Torres 6,5 (22’ st Demba
Ba 5,5)

Courtois 7; Juanfran
6,5, Miranda 6,5,
Godin 6, Filipe Luis 6;
Arda Turan 7 (38’ st
Cristian Rodriguez),
Mario Suarez 6, Tiago 7, Koke 6,5; Diego
Costa 6,5 (31’ st Sosa
6), Adrian Lopez 7
(21’st Raul Garcia
6,5)

ALL. Mourinho

5 ALL. Simeone

8

RETI: pt 36’ Torres, 44’ Adrian Lopez; st
15’ Diego Costa (rig.), 27’ Arda Turan
ARBITRO: Rizzoli 7
AMMONITI: Cahill, Diego Costa, Adrian
Lopez
SPETTATORI: 41 mila circa
REUTERS

Diego Costa, 25 anni, esulta: l’Atletico torna in finale dopo 40 anni

La Champions in un derby
Madrid ha già vinto
Mourinho travolto a Londra, Atletico in finale con il Real
MARCO ANSALDO

Carichi

D

Il tecnico
Jorge Jesus
corre in
mezzo ai suoi
giocatori
nello
Stadium:
«Non
lo temiamo:
noi siamo
abituati
al nostro
Da Luz»

Ma niente prova-tv per Perez

Il ritornello portoghese
“L’Uefa tifa per la Juve”
TORINO

Le teorie del complotto vanno
forte anche in Portogallo: «La
Uefa vuole spedire in finale la
Juve, per questioni commerciali e per il peso del club bianconero», strilla il vicepresidente del Benfica, Silvio Cervan, soffiando su sospetti già
sparsi il giorno prima. In realtà, la macchinazione è già
smontata dal primo pomeriggio, dopo che la Disciplinare
della Uefa non aveva squalificato il centrocampista Enzo
Perez, indiziato di aver tirato
un colpo proibito a Chiellini
nella sfida d’andata.
Invece, il Benfica tira dritto: «Di questo gioco temo diverse cose - attacca Cervan,
visitando il museo del Grande
Torino - perché il calcio è bello
finché sta dentro quattro linee, ma se si va oltre e comandano altri interessi non vale la
pena giocare». Tutto deciso,
dunque: «Non ho dubbi che
l’Uefa vorrebbe la Juve in finale e che la vincesse, anche

per la Supercoppa di Cardiff».
Complotto che ovviamente il
Benfica vuol sabotare: «Noi siamo un grande club, sesto nel
ranking europeo e il nostro allenatore sa come giocare e segnare. Siamo a Torino per tentare
di tornarci un’altra volta». Per
la finale, s’intende.
Dei sospetti non importa nulla a Jorge Jesus, quello che il
Benfica lo pilota dalla panchina: «In questo momento è più
importante parlare della gara taglia corto - questi problemi
proprio non ci interessano». A
dire il vero riserva poche parole
anche alla strategia di gara:
«Sappiamo di affrontare una
squadra di grande valore e che
abbiamo un vantaggio, ma non
cambieremo il nostro modo di
giocare». Neppure dell’avversario si cura troppo: «Se non
gioca Vidal ci sarà Marchisio,
due che possono fare la differenza». Men che meno, è preoccupato dall’arena: «Conosciamo lo Stadium: ma noi siamo
abituati al Da Luz, che di perso[M. NER.]
ne ne tiene 65.000».

ue spagnole dopo le tedesche
dell’anno scorso. Stavolta però si vedrà a Lisbona la finale europea come non si è mai vista: un derby. Vince Madrid che temeva di pagare la trasferta delle sue squadre senza un bottino rassicurante da difendere: un gol il Real con il
Bayern, nessuno l’Atletico
con il Chelsea di Mourinho
che neppure stavolta ha portato gli inglesi a giocarsi la
Coppa. Invece è stato un
trionfo. Nel gioco, nella tattica, nel carattere. Anche a
Stamford Bridge ha vinto il
migliore, l’Atletico che torna
in finale dopo quarant’ anni
e continua nella propria favola, con un piede nella conquista del campionato e l’altro nella Champions League
mai vinta.
Mourinho può recriminare su due episodi: lo sciagurato intervento su Diego Costa di Eto’o, appena entrato,
che è costato il rigore del 2-1
e la traversa centrata subito
dopo da David Luiz che
avrebbe risistemato le cose
prima della rete tombale di
Arda Turan. Tutto il resto,
compresa la condizione fisica della squadra, lo vede
perdente. Simeone lo ha
schiantato. Il Chelsea è stata
la meno qualitativa delle 4
semifinaliste e l’eccesso di
difensivismo ha punito il suo
allenatore. Il catenaccio dell’andata si è rivelato un errore. Mourinho ha sbagliato i
calcoli puntando allo 0-0 al
«Calderon»: affidarsi alla
certezza del ritorno in casa
era pericoloso e l’ha pagato,
così come non è stata un’ideona schierare il Chelsea con
sei difensori, di cui due a
centrocampo, col risultato
che l’Atletico ha prodotto

più gioco. Buttare in campo
tutte le punte nella ripresa si è
dimostrato una sfortuna (per
quanto ha combinato Eto’o) e
il tentativo disperato, tardivo
e senza un filo logico di raddrizzare una situazione ormai
drammatica.
Per un tempo è stata tutt’altra partita rispetto a quella
del Real Madrid del giorno
prima. Era successo anche all’andata però stavolta Chelsea
e Atletico non hanno rappresentato la faccia peggiore delle semifinali: anzi hanno im-

bastito un match molto inten- l’assist trasformato in gol da
so, emozionante e incerto. Torres con le netta deviazione
Squadre sostanzialmente si- di Mario Suarez. La sponda
mili nella mentalità. Grande del liberissimo Juanfran, che
cura nella fase difensiva, an- si è fatto perdonare le incerche se il Chelsea di Terry e tezze nel controllo di Hazard,
Cahill si è fatto
è stata invece
sorprendere
FLOP CHELSEA essenziale per il
troppo dai cross Un errore il catenaccio pareggio
di
filtrati al centro
Adrian Lopez,
dell’andata: il tecnico schierato un po’
dell’area. Sprazzi estemporanei ancora ko in semifinale a sorpresa da
in attacco, con
Simeone come
lanci lunghi che CAPOLAVORO SIMEONE maggiordomo
non servivano a Adrian, Diego Costa di Diego Costa
Torres e Diego
ma soprattutto
e Arda Turan come attaccanCosta: quando si
rimontano Torres te di rinforzo al
è passati ad azioni manovrate socentrocampo.
no arrivati i due gol, belli nella Quando gli spagnoli hanno catrama. Lo spunto di Willian, pito che attraverso il gioco di
sfuggito a due difensori vicino squadra avrebbero ridicolizalla bandierina del corner è zato il Chelsea, si sono decisi a
stato indispensabile per offri- cercarlo e hanno preso il conre ad Azpilicueta l’arma del- trollo del match.

RAZZISMO IN SPAGNA

Arrestato il tifoso della banana: rischia 3 anni
1 David Campayo Lleo, 26 anni, il tifoso che durante Villarreal-

Barcellona ha tirato una banana al brasiliano Dani Alves (foto), è stato arrestato ed è in libertà condizionale in attesa di giudizio. Indagato per violazione dei diritti e delle libertà civili, rischia da 1 a 3 anni di
carcere. Intanto Fifa e Uefa si complimentano con la Nba per aver
bandito a vita il patron dei LA Clippers dopo le frasi razziste. [G. O.]

W

36 .Sport

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Le perle del suo passato: dal 4-2-4 al 3-5-2 del capolavoro granata

Personaggio

In breve
Volley finale, stasera gara 3

C’è Macerata-Perugia

ROBERTO CONDIO
TORINO

1 Finale

on bastassero i
risultati del miglior Toro dell’ultimo ventennio,
ecco i complimenti dei colleghi a confermare la tendenza: tutti pazzi per
Ventura, a 66 anni il più giovane tra gli allenatori nostrani.
«Lo ammiro perché giocare contro di lui è sempre difficile», aveva detto Seedorf,
l’ultimo arrivato; «È una garanzia, le sue squadre giocano
sempre bene», aggiunge ora il
ct Prandelli. Valgono molto,
quei «sempre». Perché di Ventura adesso parlano tutti ma
lui, prima di firmare il capolavoro con Immobile, Cerci e

scudetto (gara 3):
a Osimo, Macerata-Perugia
(ore 17,30 Rai Sport 1, situazione 1-1). Gara 4 si giocherà a
Perugia domenica alle 19,30.
Finale femminile (gara 2):
Piacenza-Busto Arsizio 3-0
(situazione 2-0).

N

SEMPRE ALL’AVANGUARDIA

Cambia moduli ma non
il gusto di fare la partita
e di intrappolare i rivali
Darmian spediti in orbita azzurra, è da vent’anni che innova, crea gruppi vincenti con
scarti altrui, valorizza figure
non di primo piano. Non ha
mai guidato una big, e arriverà a 200 panchine in A solo alla fine di questo campionato,
perché, come ama dire, «sono
quello delle decisioni strane».
Va dove c’è da ricostruire o
dove la sfida è più difficile: lo
ha fatto con successo a Lecce,
Cagliari, Pisa e Bari; si sta ripetendo al Toro dove, al suo
arrivo, c’era chi gli consigliava
di non prendere casa perché
sarebbe durato pochi mesi.
Invece, è già al terzo anno e ha
firmato per altri due: strabattuto il suo record di resistenza
ma anche quello di Cairo, un
mangiallenatori prima dell’avvento del genovese.
Il suo storico mantra è stato: «Non invento, studio: come
fregare i più forti». Negli anni
ne ha aggiunto un altro: «Più
dell’età, contano le idee». A
Ventura non sono mai mancate. Rivendica, ad esempio, la
primogenitura del 4-2-4 nel
Pisa che resta la sua creatura
più sfacciata e divertente.
«Giocavamo a ritmi infernali e
all’Arena Garibaldi facevamo
il pieno di addetti ai lavori. Ma
- sottolinea sempre con un
certo rammarico -, siccome
quell’anno Sky non trasmetteva la B, il ricordo è sbiadito».
Al ritorno in A, nel 2009, si
rifece meritandosi per un bel
po’ la vetrina con il Bari, matricola per modo di dire. Debuttò bloccando l’Inter di

Lecce 1995-1997

Cagliari 1997-1999

Pisa 2007-2009

Bari 2009-2011

Ventura porta in A i salentini
con due promozioni di fila dalla
C1: i bomber sono Francioso
e Palmieri. Poi, però, sceglie
di ripartire dalla B a Cagliari

Anche in Sardegna, con Muzzi
goleador, centra la promozione
in A al primo colpo e poi si
salva senza patemi, battendo
pure Milan e Juventus

È la squadra che lo ha divertito
di più: due stagioni in B,
con una promozione sfiorata,
il lancio del 4-2-4, un gioco
frizzante e la rivelazione Cerci

Da matricola, un primo anno
in A spettacolare: più del 10°
posto finale, il lancio di Bonucci
e Ranocchia, le volate di
Alvarez e Rivas, i gol di Barreto

Idee, coraggio e gioco
Toro, vince il marchio Ventura
Vicino all’Europa, mai tanti elogi dai rivali: il tecnico di moda a 66 anni

Il Torino ha
la garanzia-Ventura,
che fa giocare
sempre bene
le sue squadre
Cesare Prandelli
Commissario tecnico
dell’Italia

5
Anni
Ventura è al
3° anno nel
Toro e ha
firmato per
altri due. Mai
andato oltre i
2, in passato

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Mourinho a San Siro, fece il bis
con il Milan, battè la Juve: 44-2, difensori che fanno partire
l’azione, ali che volano, punte
che s’incrociano. Sempre e comunque, in casa o fuori, il gusto
di «fare» la partita.
La scommessa più grande,
però, la sta vincendo nel Toro che aveva smarrito
identità e orgoglio. Ha
cambiato in corsa,
passando dal 4-2-4
all’attuale 3-5-2 ma
continuando a crescere e a rilanciare
calciatori. Dalla B al
6° posto in A, insegnando a cercare spazi
e tempi. Togliendo magari bollicine al suo gioco,
ma aggiungendo corpo e sostanza. Più mordi e fuggi che
giro-palla alla ricerca dell’imbucata giusta. Sempre,
però, partendo dall’equilibrio e
dall’organizzazione. Giocano
quasi tutti male, contro le squadre di Ventura. Persino Juve e
Roma, quest’anno.
Il suo calcio che cambia eppure raccoglie risultati e consensi è uno sberleffo ai tanti colleghi con poca storia ma molti
sponsor che si presentano in A
predicando il nuovo per poi magari sparire al volo. Ventura resiste, col pieno di adrenalina.
Insegue l’Europa che non ha
mai frequentato, pensando già
alla prossima annata. Quando
potrebbe ancora cambiare idee
e modulo. Qualcosa s’inventerà,
statene pur certi, se Immobile
e/o Cerci dovessero partire.

Omaggio a Superga
IlBenficainvisita
aFiladelfiaeMuseo

L’anticipo di serie B

Domani Spezia-Reggina
1 Domani

alle 20,30, Spezia-Reggina è l’anticipo della
37a di serie B. Per Bari e Reggina un punto di penalizzazione per irregolarità nei pagamenti.

Indagato in Argentina

Guai per Passarella
1 L’abitazione

e gli uffici
dell’ex presidente del River
Plate, Daniel Passarella, sono
stati perquisiti nell’ambito di
un’indagine per la gestione
del club da parte dell’ex capitano dell’Argentina. Il procedimento è stato aperto a seguito di una denuncia per
«amministrazione fraudolenta» del club presentata dall’attuale presidente del River,
Rodolfo D’Onofrio.

Verso il Mondiale

Brasile, tensione alta
1 Continuano

Il Benfica al Museo granata

in Brasile le
manifestazione contro i Mondiali di giugno. A San Paolo
sono anche stati anche bruciati album delle figurine dei
calciatori che prenderanno
parte al torneo iridato al via il
12 giugno. Tre minorenni, armati di coltelli e pugnali, sono
stati arrestati

1 Il Toro sente profumo

d’Europa, non solo in classifica. Anche tra le proprie mura,
visto che la presenza del Benfica in città ha animato il mondo
granata. Ieri una delegazione
portoghese ha visitato il Museo del Grande Torino e il Filadelfia e oggi (ore 12,30) sarà a
Superga per onorare i caduti
del 4 maggio 1949. Il Benfica è
l’ultima squadra ad aver giocato contro Mazzola e compagni 65 anni fa e sarà presente
anche domenica, nelle celebrazioni solenni, con Nuno
Gomes (prima giocatore e ora
dirigente del club) e due ex
giocatori di quella squadra.
Tra i tifosi del Torino c’è aria di
gemellaggio, anche in chiave
derby, mentre la squadra pensa al Chievo: ci sarà Maksimovic (influenza smaltita), è a rischio Bovo per un affatica[G. ODD.]
mento muscolare.

«Comprò il Fiandre 2006»

Ombre su Boonen
1 Tom

Boonen avrebbe
«comprato» la vittoria al Giro
delle Fiandre 2006. A sostenerlo, nella sua biografia dal
titolo «Shadows on the Road»
(Ombre sulla strada) è l’ex
corridore canadese Michael
Barry, già compagno di squadra di Lance Armstrong nella
Us Postal prima e Doscovery
Channel poi.

Tennis: Volandri ko

La Vinci ai quarti
1 Roberta

Vinci, numero
20 mondiale, si è qualificata
per i quarti a Oeiras (Portogallo) battendo 6-0 6-2 la belga Wickmayer. Nel torneo
maschile, invece, subito ko
Volandri: 6-4 6-3 contro il
portoghese Elias.

R

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Ha
detto

Intervista

Doppia tragedia

STEFANO MANCINI

lle 14,17 del 1º
maggio 1994 finiva la vita di Ayrton Senna e cambiava quella di
tante persone: di milioni di tifosi per cui le corse non sarebbero state più le stesse, di un
Paese intero in lutto, il Brasile,
del mondo della Formula 1. E
dei parenti: Viviane Senna, la
sorella, ancora oggi racconta
di non riuscire più a guardare
un Gran premio. Quello che
per il resto del mondo rappresentava un mito, per lei era
uno degli affetti più cari.
«Ayrton ci ha lasciato i suoi
valori, la correttezza, il coraggio, la dedizione totale al lavoro e l’impegno per il suo popolo», racconta da San Paolo, dove si occupa della
fondazione che aiuta i
bambini brasiliani e ha
seguito l’organizzazione degli eventi organizzati a Imola per il ventennale della morte.

La sua morte e quella
di Ratzenberger hanno
salvato altre vite:
tutti sono colpevoli
di quel che successe

A

L’altro fenomeno

Schumacher mi disse
di aver imparato da lui
a gestire le difficoltà
Preghiamo
che si riprenda in fretta
REUTERS

1° maggio 1994
Viviane Senna, 55 anni, accanto a un’immagine del fratello. A sinistra,
la scena dell’incidente fatale sulla pista di Imola, curva del Tamburello

“Ayrton sognava la Ferrari
Per lui era perfetta”

A parte il talento e le
vittorie, che cosa aveva di speciale suo fratello rispetto ad altri
campioni?

«Più che vincere tre titoli
mondiali, Ayrton ha inaugurato un nuovo modo di interpretare la Formula 1. Rimaneva
in pista più tempo di chiunque
altro, parlava per ore con i
tecnici, suggeriva come modificare la macchina, discuteva
di strategie. Prima di ogni gara girava a piedi il circuito,
studiava qualsiasi dettaglio in
grado di fargli recuperare un
millesimo. Questa dedizione è
diventata un esempio: è la sua
eredità sportiva».
C’è qualcuno oggi che gli assomiglia almeno un po’?

«Lewis Hamilton. È molto
veloce, coraggioso e determinato».

L’incidente del 1º maggio e
quello del giorno prima a Roland Ratzenberger hanno
costretto la F1 a ripensare la
sicurezza.

«Sì, l’aspetto positivo è che
non ci sono state più vittime.
Un miglioramento incredibile. Sono serviti due morti perché si prendessero misure che
si sarebbero dovute adottare
anche prima. Tutti sono colpevoli, tutti hanno avuto un
ruolo. Una somma di errori di
gestione, di regolamento, di

«ImolAyrton»
Tregiornidieventi
C’èancheAlonso
1 Tre giorni di celebrazio-

ni da oggi all’autodromo di
Imola per i vent’anni della
morte di Ayrton Senna, presenti tra gli altri i ferraristi
Fernando Alonso e Kimi
Raikkonen. Alle 13,45 alla
curva del Tamburello ci sarà
una cerimonia di commemorazione, alle 18 allo stadio la Partita del cuore con la
Nazionale piloti. Nel nuovo
museo Checco Costa all’interno dell’autodromo, fino
al 4 maggio in mostra monoposto (Lotus del 1986, McLaren del ’91 e del ’93, Williams
del ’94), caschi, tute e altre
memorabilia del pilota. In tv:
su Sky sport F1 collegamenti
da Imola; su Italia 1 (venerdì
notte alle 0,20) lo speciale
«Ayrton per sempre».

Sport .37

.

Senna, 20 anni dopo. La sorella Viviane: “In Italia resta il più amato”
sicurezza, di decisioni completamente sbagliate prese come
Formula 1 e come team».
Ce lo vede suo fratello nella F1
di oggi? Crede che avrebbe accettato un incarico nella Federazione internazionale?

«Non so se apprezzerebbe tutte
queste nuove regole. Di sicuro
se si fosse trovato in una posizione di responsabilità ci avrebbe messo la dedizione che gli
apparteneva. Amava l’automobilismo e gli sarebbe piaciuto la-

vorarci a fine carriera, ma di sicuro non si sarebbe mescolato
in questioni politiche».
Si dice che fosse a un passo
dalla Ferrari. A lei che cosa raccontò?

«C’erano state trattative che

purtroppo non si erano conclu- da Ayrton ad adattarsi a qualsise. Ayrton aveva una gran vo- asi situazione. Gli auguro di reglia di guidare la Ferrari. Sa- cuperare in fretta».
rebbe stato un legame forte,
Lei ha un figlio, Bruno, che ha
importante, perché gli italiani
corso tre anni in F1: è stata una
tifavano per lui: secondo alcudelusione o un sollievo che abni sondaggi, da voi è il pilota
bia smesso presto?
più amato di tutti i tempi pur «Non avevo mai immaginato
non essendo stato alla Ferrari. che volesse diventare un pilota.
In questi giorni
Ha aspettato i 18
abbiamo ricevuMITO DELLA F1 anni per annunto tantissimi
Ero
«Ha cambiato questo ciarmelo.
messaggi d’afspaventata, poi
fetto dai tifosi sport, voleva lavorarci ho deciso di soanche a fine carriera» stenerlo. L’Istituitaliani».
to Ayrton Senna
Che cosa ha
provato per
LA FONDAZIONE lavora per svilupil talento dei
l’incidente di
«In suo nome ogni pare
ragazzi,
non
Michael Schuanno aiutiamo due avrei potuto fare
macher?
milioni di bambini» il contrario con
«È una notizia
mio figlio».
che ci ha rattristati tutti. Lo abbiamo ammiraCome è nata la fondazione?
to come pilota per il talento e la «Mio fratello non si rassegnava
grinta e come persona per la di- al problema della disuguagliansponibilità. Nel 2011, quando za sociale in Brasile. Per questo
abbiamo festeggiato i vent’anni nel novembre del ’94 abbiamo
del terzo titolo di Ayrton, gli ab- fondato l’Istituto. Ogni anno
biamo chiesto di partecipare a riusciamo a dare un’istruzione
una chat. Ricordo una sua ri- migliore a due milioni di bambisposta: diceva di aver imparato ni, nel nome di Ayrton».

Montezemolo rivela

“LoincontraiprimadelGp
Avevamogiàl’accordo”
«Lui voleva la Ferrari e io lo
volevo in squadra». Il presidente della casa di Maranello,
Luca Montezemolo, svela un
retroscena che avrebbe portato il pilota brasiliano al volante di una Rossa. «Poiché
era in Italia per il Gp di San
Marino - ricorda Montezemolo - ci incontrammo nella mia
casa a Bologna il 27 aprile.
Parlammo a lungo e mi disse
in modo chiaro che voleva
chiudere la sua carriera alla
Ferrari dopo esserci andato
vicino qualche anno prima.
Mi disse che apprezzava molto la posizione che avevamo
preso contro l’eccesso di ausili elettronici per la guida che

non facevano emergere il reale
valore dei singoli piloti». I due si
accordarono per rivedersi presto e risolvere i vincoli del
contratto con la Williams.
«Concordavamo sul fatto che
per un pilota come lui la Ferrari sarebbe stata il normale
sbocco per rendere la sua carriera, già brillantissima, addirittura unica - continua il racconto sul sito ferrari.com -. Di
lui ricordo la gentilezza e la
semplicità che sembrava quasi timidezza, in netto contrasto con il Senna pilota. Come
in tutti i grandi campioni anche in lui c’erano un’enorme
voglia di vincere e la ricerca
della perfezione».
[S. MAN.]

T1 CV PR T2

GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

39

FINE SETTIMANA

RUDY
OROLOGI

Tre giorni per il giardino
tra i fiori del Castello di Masino
La «Tre giorni per il giardino»
si fa in quattro. Da oggi a domenica il parco del Castello di
Masino, a Caravino, ospita
l’edizione primaverile della
più importante manifestazione nazionale per giardini e
terrazzi. A organizzarla è il

Oggi

Ieri

MIN (˚C)

7

9.9

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IL TEMPO IN CITTÀ

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14.0

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

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Un Primo Maggio mai visto

LA MANIFESTAZIONE

La difficile
convivenza
dei due volti
del corteo
facce. Sarà un 1°
* Più
maggio a molteplici

sfaccettature: il tradizionale corteo dei sindacati e dei partiti di sinistra; ma anche la manifestazione degli «antagonisti», che quest’anno
si articola in differenti
iniziative. Già lo scorso
anno anarchici e autonomi avevano contestato il Pd, oggi si aggiungerà la protesta per i militanti No Tav arrestati.

Robbie Williams

Juventus-Benfica

Fabrizio Assandri e Paolo Ferrari ALLE PAGINE 54-55

Letizia Tortello A PAGINA 45

Nei primi tre me* Lasi delcrisi.
2014, a livello occupa-

zionale, ci sono stati dei
leggerissimi margini di
miglioramento, ma non
abbastanza per far pensare a un’inversione di tendenza. Al comizio conclusivo in piazza San Carlo
parleranno anche alcuni
lavoratori di aziende diventate, loro malgrado,
simbolo della crisi dell’area torinese, come
Agrati e Satiz.
Marina Cassi
A PAGINA 40

LE STORIE

I sommersi
e i salvati
del lavoro

Il cinema gay

Il grande jazz

Servizio A PAGINA 55

Marco Basso e Tiziana Platzer A PAGINA 53

Le aziende che crescono
e quelle che si sono arrese
Patrizio Romano A PAGINA 41

Pochi soldi
Regionali
ecco il facsimile a rischio il piano
dell’inceneritore
della scheda
Il primo simbolo
é quello della sinistra

Trm chiede al Comune
i fondi per il monitoraggio

Maurizio Tropeano

Andrea Rossi

A PAGINA 43

A PAGINA 44

Il chirurgo assolto Per il 5 per mille
“Sei mesi
ai piemontesi
senza mollare”
piace Candiolo
Rinaldi: «La medicina
difensiva? È squallida»

I risultati delle donazioni
con le dichiarazioni 2012

Elena Lisa

Servizio

A PAGINA 47

A PAGINA 49

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

gg Dossier/Le manifestazioni del Primo Maggio

Bertone impiega oggi oltre
2.100 addetti di cui mille lavoratori delle Carrozzerie di Mirafiori fatti rientrare dalla
cassa integrazione e spesso si
parla della possibile introduzione di un terzo turno per far
fronte alla salita produttiva.
All’«Avvocato Giovanni
Agnelli Plant» - come si chiama
lo stabilimento - vengono prodotte 148 auto al giorno, 74 per
turno. I due modelli di alta

gamma sono Quattroporte e
Ghibli di cui nei primi undici
mesi di attività erano stati prodotti oltre dieci mila esemplari.
Da inizio novembre 2013 le
Carrozzerie di Mirafiori e la
Maserati di Grugliasco sono
diventate una cosa sola finalizzata alla realizzazione di un
polo Premium torinese con
modelli di alta gamma.
E l’andamento positivo sta
proseguendo in questi primi
mesi; l’Italia, in particolare,
si afferma come il primo mercato in Europa, con un totale
di 350 immatricolazioni nel
corso del primo trimestre e
un incremento dell’820 per
cento rispetto allo stesso periodo del 2013.

Con i suoi 460 addetti - tra
cui molti dottori di ricerca fornisce consulenze a altissimo livello tecnologico a aziende medie o anche molto grandi. Si tratta di soluzioni informatiche - di cui molte nel
campo della sicurezza per
istituti bancari - o di soluzioni
Ict per engeneering, innovation for business.
Ma non solo: la Aizoon utilizza forti competenze per ap-

plicazioni informatiche per
automobili, lanciatori per razzi, tecnologie per missili. Lo
spettro di azione è molto ampio e la società può lavorare
presso il cliente per rafforzare
i team interni o ricevere dal
committente la richiesta di
studio di un prodotto.
In questi otto anni l’azienda
è molto cresciuta it toto anni
l’azienda è molto cresciuta anche se - spiega l’ad Silvana Candeloro - senza la recessione
mondiale avrebbe potuto avere
delle performance migliori.
In programma ci sono altre assunzioni e l’obiettivo di
ottenere entro il 2015 una
presenza internazionale ancora maggiore.

Ogni giorno
148 auto
di alta gamma

Aizoon

Cinquanta
assunzioni
in tre mesi
Cinquanta assunzioni nei primi tre
mesi dell’anno: ingegneri, fisici, matematici, statistici. È una azienda che tira, malgrado al crisi, la Aizoon. Nata solo otto anni fa con
la recessione già alla porte
dalla solida esperienza di un
gruppo di soci. E oggi - oltre
a molte parti di Italia - si sta
espandendo in Europa e ha
sedi in Usa e Australia.

via Garibaldi

Piazza
Castello
Via Roma

icca
oM
r
t
e
Pi
via

ORE 17,30
Lingotto presidio
a Eataly
Da parte e area
antagonista
contro le aperture
nei giorni festivi

ORE 9
Raduno
attivisti
Centri sociali
ORE 8,30
Raduno
del segmento
anarchico

Via Po

Piazza
Vittorio

Piazza
San Carlo
ORE 11
comizio conclusivo

ORE 9
Parte corteo
di Cgil, Cisl, Uil

via Roma

Maserati

In un Primo Maggio ancora segnato
dalla crisi tra le molte aziende che vanno comunque bene - soprattutto grazie all’export - spicca la Maserati di Grugliasco che ha
conosciuto un anno di eccezionali successi dopo la riapertura nel gennaio 2013. Rinata con l’acquisizione da
parte della Fiat dopo il fallimento della carrozzeria

c.s
oS
an
Ma
uri
zio

IL PERCORSO

piazza
Carlo Felice

Centimetri-LA STAMPA

Festa del lavoro
tra crisi
e prime riprese
Corteo da piazza Vittorio a piazza San Carlo
L’ombra delle proteste antagoniste: Pd nel mirino
MARINA CASSI

Co.mec

La ripresa
dopo un anno
difficilissimo
Tre assunzioni non
sono molte, ma sono un segno comunque. Alla Co.mec di Alpignano sono state soprattutto il segno di una inversione
di tendenza dopo un 2012
difficilissimo segnato anche
da molta cassa integrazione
e un 2013 in ripresa anche
se ancora faticosa. Adesso come dice l’ad Alberto Dal
Poz - per la prima volta

l’azienda ha progetti a breve,
a medio e anche a lungo termine. E la speranza che il
2014 possa - malgrado tutti i
problemi delle medie imprese legati alla situazione generale e alle difficoltà del credito - riportare la crescita.
Ma anche durante la crisi
più dura la Co.mec ha continuato - dice Dal Poz - a confermare i dipendenti alla scadenza dei contratti a termine. La

Co.mec produce parti per cuscinetti e motori elettrici per
automobili e deve la sua capacità di navigare nella crisi all’export che ha portato all’apertura di un ufficio commerciale negli Usa. I clienti sono grandi mutlinazionali che
esprtano in Asia e Sud America e la Co.mec ha avviato un
suo export in India. La crisi è
stata lunga e dura a ancora oggi l’ad ricorda la tristezza dei
reparti fermi e il silenzio delle
officine. Ma la ripresa piena che significa lo stesso utilizzo
della capacità produttiva di
prima del 2008 e anche nuove
assunzioni - potrà avvenire
«solo se si riprenderà anche il
mercato interno».

Come sempre anche questo
Primo Maggio sarà tante cose
tutte insieme. Il corteo di Cgil,
Cisl, Uil per chiedere politiche
per il lavoro e il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali.
E poi un Primo Maggio antagonista che quest’anno si articola
in alcune iniziative diverse.
La crisi

Malgrado qualche lieve segnale
di ripresa i dati sull'occupazione sono ancora molto negativi
con oltre 10 mila lavoratori che
rischiano il posto: sono i dipendenti di 167 aziende in cassa integrazione straordinaria in scadenza a fine agosto. Pesante il
ricorso alla cassa che nei primi
tre mesi dell’anno ha coinvolto
quasi 12 mila lavoratori solo per
quella in deroga che ora rischia

San Salvario
Cancellatalafesta:“CisonoiForconi”
1 Quest’anno non ci sarà la

tradizionale festa del Primo
maggio in San Salvario. E’ stata cancellata la giornata di
musica, pranzi collettivi e dibattiti organizzata da una decina di locali guidati dal Bazura. Il motivo? Ragioni di sicurezza. Quest’oggi, infatti, è in
programma, oltre il tradizionale corteo dei sindacati, la
manifestazione dei forconi
«Euro? No Grazie» che partirà
alle 15 da Largo Vittorio Emanuele e si concluderà al Valentino. «Sarà pacifica e apolitica», dicono dal «Coordinamento 9 dicembre». Mentre il
circolo Bazura attacca: «E’ as-

La premiazione al Conservatorio

Da oggi “Maestri del Lavoro”
La stella al merito premia 54 torinesi
Come ogni anno, anche oggi
saranno consegnate le «Stelle al merito del Lavoro», le
onorificenze conferite con
decreto del Presidente della
Repubblica ai nuovi Maestri
del Lavoro del Piemonte. La
cerimonia è alle 10,30 al Conservatorio Giuseppe Verdi.
Intervengono le autorità e
Luigi Bobba, sottosegretario
al Lavoro.
L’elenco dei premiati

Donato Amoroso, Alenia Aermacchi spa, San Maurizio Canavese; Mauro Antoniotti,
Fiat Group Automobiles spa,
Torino; Gerlando Augello,
Thales Alenia Space Italia
spa, Torino;

Aurelio Bastianel, RFI spa
Rete Ferroviaria Italiana, Torino; Anna Bertini, Alenia Aermacchi spa, - San Maurizio Canavese; Romolo Bottini, Fiat
spa, Torino; Marino Briano,
Fiat Group Automobiles spa,
Torino; Maria Rita Brusa, Fiat
Sepin spa, Torino; Giuseppe
Caffaratti, Ansaldo STS spa,
Piossasco; Marco Cagnetta,
Cellular Italia spa, Torino; Eligio Cardonato, Sirio scpa, Torino; Giuseppe Carrer, Thales
Alenia Space Italia spa, Torino.
Eligio Marco Chiale, Alenia
Space Italia spa, Torino; Domenico Ciccone, Fiat spa, Torino; Fiorenzo Cincotti, Intesa
Sanpaolo Group Services spa,
Moncalieri; Maurizio De Mitri,

Alenia Aermacchi spa, San
Maurizio Canavese; Sandra
Maria Devecchi, Api, Torino;
Maria Letizia Dezzani, Fiat
spa, Torino; Salvatore Di Carlo, Fiat Group Automobiles
spa, Torino; Maria Maddalena
Druetta, Confagricoltura, Torino; Gervaso Empoli, Fiat New
Holland Italia spa, Torino;
Giorgio Faragi, Thales Alenia
Space Italia spa, Torino; Michele Fasano, Fratelli Vergnano srl, Chieri; Giovanni Fassera, Teksid spa, Torino; Mario
Ferrante, Thales Alenia Space
Italia spa, Torino; Francesco
Ferrazzi, Fiat Group Automobiles spa, Torino.
Massimo Ferrera, Centro
Ricerche Fiat scpa, Orbassa-

Il nuovo prefetto
Per Paola Basilone, nominata prefetto nel settembre del 2013
è la prima cerimonia di consegna delle Stelle del Lavoro

no; Piera Carla Fogliatto, Alenia Aermacchi spa, San Maurizio Canavese; Lorenzo Gallo,
Enel Green Power spa, Torino;
Francesco Germak, Ansaldo
Trasporti spa, Torino; Massimo Ghione, Alenia Aermacchi
spa, San Maurizio Canavese;
Graziella Giliberto, Fiat spa,

Torino; Luigi Longo, Alenia
Aerospazio spa, Torino; Elisa
Lotumolo, Ativa spa, Torino;
Daniele Mandato, Alenia Aermacchi spa, San Maurizio Canavese; Antonino Mannina,
Fiat Group Automobiles spa,
Torino; Giuseppe Martiniello,
Selex Elettronic Systems spa,

surda la scelta della Questura
di negarci i permessi senza fornire le giuste spiegazioni. E’
una mancanza di rispetto nei
confronti di tutto il quartiere.
Ma abbiamo deciso di non
darla vinta: recupereremo la
giornata il 18 maggio». [P. COC. ]

San Maurizio Canavese; Piero
Massaglia, Pininfarina spa,
Cambiano; Simone Migliarino, Fiat spa.
Mauro Montabone, Thales
Alenia Space Italia spa, Torino; Giuseppe Perella, Olon
spa, Settimo Torinese; Giancarlo Perona, Comau spa,
Grugliasco; Giuseppe Porporato, Ferservizi spa, Torino;
Renato Praiotti, Iveco spa,
Torino; Domenico Redavid,
Isvor Knowledge System spa,
Torino; Giuseppe Ricotti, Fiat
Group Automobiles spa, Torino; Carla Sblendorio, Fiat spa,
Torino; Mara Slongo, Fiat spa,
Torino; Tonino Spensatellu,
Alenia Aermacchi spa, San
Maurizio Canavese; Maria
Grazia Tagliabue, Fiat Finance spa, Torino;
Flavio Turinetto, Fiat Group
Automobiles spa, Torino; Sergio Votta, Thales Alenia Space
Italia spa, Torino; Giuseppina
Vottero, Pininfarina spa, Cambiano; Zamattia Lino, G. Canale & C. spa, Borgaro Torinese.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .41

g
De Tomaso

uscire una nuova proroga di
cassa. Si tratta di una boccata
di respiro per consentire alla
cordata che intende rilevare
l’azienda di mettere a punto
una offerta corredata da un
piano industriale.
Quella della De Tomaso è
una storia simbolica - tra le tante di crisi drammatiche che nel
corso degli anni si sono susseguite a Torino - della ostina volontà dei suoi lavoratori di sal-

vare la fabbrica e di farla risorgere dalle ceneri del fallimento.
I circa mille addetti - di cui una
parte a Livorno - hanno tenuto
viva l’attenzione organizzando,
insieme alle organizzazioni sindacali, presidi, cortei, volantinaggi. Ma la storia della De Tomaso è anche il simbolo di una
certa difficoltà del sistema industriale a affrontare le crisi di
grandi aziende. Nel 2009 quando la Pininfarina doveva
cedere lo stabilimento in crisi,
solo la famiglia Rossignolo si
era mostrata interessata. Ma il
progetto della De Tomaso non
è mai decollato, i lavoratori non
sono mai rientrati in azienda e
nel luglio di due anni fa si è arrivati al fallimento.

Chiudere era una ipotesi lontana anni luce. «Poi era dal 2009
che non si faceva un giorno di
cassa integrazione» ricorda
Marina Baltera della FiomCgil. Inizia dal giorno dopo la
loro battaglia per conservare il
posto di lavoro. Settantacinque
giorni di lotte, in un’altalena di
paura e di speranza.
I lavoratori le hanno provate
tutte. Hanno realizzato un filmino con i disegni dei loro figli

che esprimevano le ansie dei
genitori. Hanno ottenuto un
consiglio comunale aperto.
Hanno invitato l’arcivescovo
Cesare Nosiglia davanti ai cancelli. Sono andati a protestare
davanti alla casa madre a Veduggio. Sono andati a chiedere,
ottenendola, la solidarietà dei
calciatori della Juventus e del
Torino. Hanno incontrato il
presidente del consiglio Matteo
Renzi, strappandogli la promessa di un suo interessamento. Hanno creato un braccialetto blu simbolo della loro lotta.
Ma nulla. L’azienda è rimasta
irremovibile sulla sua posizione. E alla fine, il 16 aprile, hanno
dovuto accettare che venisse
scritta la parola fine.
[P. ROM.]

merciale». Un fulmine a ciel sereno. «E’ una spa sana con numerose sedi in Europa e nel
mondo - continua - e dove non si
ricorda un giorno di cassintegrazione». Ma che ci fossero
sentori lo ammettono i lavoratori. «I prodotti nuovi con lampade a led - dicono Maurizio Torelli ed Emanuele Ardizzone
rsu Fiom - vengono realizzati da
tempo altrove, qui si è continuato a produrre i pezzi classici».

Ma il ritmo era così alto che
in alcuni periodi erano costretti ad assumere interinali. «Ci
batteremo per il nostro posto
di lavoro - affermano i due Rsu
-, anche se hanno già garantito
che non ci sarà nessuna retromarcia su questa decisione». E
il loro caso ricorda quello della
Agrati di Collegno. «Una scelta
socialmente scellerata - ribadisce Morabito -. Perché l’azienda non chiude per mancanza di
commesse e di produzione, come la Agrati, ma per delocalizzare altrove. E i lavoratori
stanno dimostrando grande
senso di responsabilità. Nonostante questa spada di Damocle sulla testa continuano a andare a lavorare».
[P. ROM.]

La lunga
crisi che
non finisce
Quella della De Tomaso è la crisi più
lunga; praticamente
dall’autunno del 2009 per i lavoratori - che già provengono
dalle difficoltà della Pininfarina - non c’è tregua. La cassa
in deroga scade il 4 maggio,
ma proprio sul filo di lana - e
mentre la disperazione saliva
- è arrivata la convocazione
per il 6 al Ministero del Lavoro. Dall’incontro dovrebbe

Agrati

Chiusura
dopo il premio
di risultato

In coda alla sfilata ufficiale
In coda al corteo sindacale ci sarà l’area cosiddetta antagonista mentre sono previste altre
iniziative in mattinata e anche nel pomeriggio come quella davanti a Eataly

di non essere rinnovata. Proprio
su questo ieri Cgil, Cisl, Uil hanno
fatto volare decine di palloncini
con i nomi delle aziende coinvolte
e per dire «se non ci sono i fondi il
lavoro vola via».
I segnali

Nei primi tre mesi del 2014 ci sono lievissimi segnali di miglioramento che però - secondo l’assessore provinciale Carlo Chiama non costituiscono ancora «una
inversione di tendenza apprezzabile». Gli avviamenti - rileva l’Osservatorio provinciale - sono stati 2500 in più: da 89.081 a 91.668
di cui 73.580 a tempo determinato. Gli avviamenti continuano a
essere in stragrande maggioranza a tempo o per lavori interinali.
Il corteo

Il corteo, come da tradizione,
partirà da piazza Vittorio. In te-

sta le istituzioni e i gonfaloni aderiscono Comune, Provincia,
Regione - poi le categorie del
sindacato, le aziende, i partiti,
le associazioni. Il corteo raggiungerà piazza San Carlo dove
verranno distribuite migliaia di
vasetti di begonia. Il comizio
conclusivo sarà tenuto dalla segretaria della Cgil Enrica Valfrè. Dal palco parleranno anche
un lavoratore della Agrati, una
lavoratrice della Satiz e una in
cassa in deroga.
Le altre iniziative

In piazza Vittorio ci sarà anche
l’area cosiddetta antagonista anarchici e autonomi - che lo
scorso anno aveva contestato in
particolare il Pd. Presumibilmente rimarranno in coda al corteo fino alla fine della manifestazione per poi eventualmente dar
vita a altre iniziative. Gli anarchi-

ci dovrebbero arrivano da tutta
Italia, al centro anche la lotta alla
repressione nei riguardi di quattro No Tav arrestati il 9 dicembre
scorso per terrorismo. L’Usb si
ritrova alle 10 al Museo del Cinema. Alle 17,30 l’area antagonista
sarà all’ingresso di Eataly al Lingotto, per protestare contro
l’apertura nei giorni festivi.

La vicenda della
Agrati di Collegno,
che produce viti e
bulloni, inizia la sera del 30
gennaio, quando in azienda
arriva l’annuncio della chiusura dello stabilimento per
cessata attività. Gli 82 lavoratori si sono guardati negli occhi increduli. Solo pochi giorni prima avevano incassato il
premio di risultato. E l’azienda marciava a pieno regime.

Schréder

Arriva
la messa
in mobilità

I servizi

La maggior parte di tram e bus
funziona alle 7 alle 12,30 e dalle
14,45 alle 19,30. Inoltre sarà potenziato il servizio serale di alcune linee di superficie e della metropolitana per la partita e i concerti. Ci saranno deviazioni al
mattino per il corteo. La Sassi–
Superga è in servizio ogni ora
dalle 9 alle 14 e ogni mezz’ora dalle 14,30 alle 20. In funzione anche
i battelli sul Po, l’ascensore della
Mole e i Citysightseeing.

Primo maggio di ansia alla Schréder di
Caselette. E’ di pochi
giorni fa l’annuncio della messa in mobilità dei lavoratori
della ditta che produce impianti di illuminazione. «Su 44
dipendenti - spiega Nicola
Morabito della Fiom-Cgil per 26 è partita la procedura
per chiusura dello stabilimento. Rimangono attive solo la
parte amministrativa e com-

T1 CV PR T2

GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

.

MAURO
FILINGERI

Cronaca di Torino .43

DAVIDE
BONO

ENRICO
COSTA

GUIDO
CROSETTO

GILBERTO
PICCHETTO

SERGIO
CHIAMPARINO

Centimetri - LA STAMPA

MAURIZIO TROPEANO

Chissà chi ha fornito i bussolotti gialli degli ovetti kinder che ieri pomeriggio sono serviti per effettuare il
sorteggio delle 16 liste che
appoggiano i sei candidati
alla presidenza del Piemonte. Stabilito l’ordine e la posizione sulla scheda di colore verde toccherà alla prefettura di Torino decidere
se distribuirla su due o su
quattro pagine. Scelta che
sarà presa rispettando l’invito a contenere i costi di
stampa. Il sorteggio, comunque, ha assegnato il primo posto a Mauro Filingeri
(l’Altro Piemonte a Sinistra). E poi Enrico Costa
(Ndc-Udc), Guido Crosetto
(Fratelli d’Italia), Sergio
Chiamparino (centrosinistra), Davide Bono (Movimento 5 Stelle) e Gilberto
Pichetto (Forza Italia/Lega
Nord). L’ordine dei candidati presidenti e dei partiti è
riprodotto nel grafico. Abbiamo ipotizzato l’ipotesi di
scheda a due facciate ma,
come detto, la scelta definitiva spetta alla Prefettura di
Torino. Senza dimenticare
che domani il Tar si pronun-

Regionali, ecco la scheda
Domani il Tar sui ricorsi

di un partito e contrassegnare anche il simbolo o il nominativo del candidato presidente della Giunta. Ma può
anche esprimere la preferenza, senza contrassegnare alcun simbolo o lista. In questo
caso il voto si intende
espresso anche per la lista
provinciale e per il candidato
presidente.

Il sorteggio ha assegnato i posti ai candidati e partiti per il 25 maggio

Che cos’ è il voto
disgiunto?

cerà sui 50 ricorsi presentati
dalle liste escluse e soprattutto dai Cinquestelle che chiedono l’esclusione di tutte le liste presentate senza firme
perché esentate dal collegamento con i gruppi regionali.

Si voterà soltanto
domenica?

6

16

presidenti

partiti

Filingeri, Costa, Crosetto,
Chiamparino, Bono e
Pichetto sono in corsa per la
presidenza del Piemonte

Rispetto alle regionali del
2010 i partiti in corsa per il
Consiglio regionale si sono
dimezzati

Sì. Domenica 25 maggio i
seggi resteranno aperti dalle
7 alle 23.

Come sarà la scheda
elettorale?

sua lista, e i contrassegni dei
partiti che li sostengono.

La votazione per il rinnovo del
Consiglio regionale avviene su
un’unica scheda di colore verde chiaro che contiene il nome
dei candidati alla presidenza
della regione, il simbolo della

È obbligatorio
votare sia per il
candidato
presidente sia per
una delle liste?

No. L’elettore può votare per il
candidato presidente, contrassegnandone il simbolo o tracciando un segno sul nome dello
stesso. In questo caso il suo voto varrà solo per il candidato
presidente e non verrà trasferito ad alcuna lista provinciale.

Se al contrario l’elettore traccia un segno sul simbolo di una
lista, il suo voto verrà trasferito automaticamente al candidato presidente cui quella lista
è collegata.

Ci sono le
preferenze?
Sì, a differenza di quanto è accaduto nelle elezioni parlamentari dal 1994 al 2013, l’elettore può esprimere una preferenza per un candidato al Consiglio: per farlo deve scrivere il
cognome sulla riga tracciata
accanto al contrassegno della
lista. In questo caso, il voto viene trasferito alla lista e al candidato presidente anche se
l’elettore non traccia altri segni sulla scheda.

L’elettore può votare per un
candidato presidente e per un
partito che non rientra tra
quelli che lo sostengono.

Come verranno
assegnati i seggi?
La nuova assemblea regionale sarà composta da 51 consiglieri compreso il presidente
della giunta (dieci in meno rispetto al Consiglio uscente).
Quaranta seggi saranno distribuiti con il sistema proporzionale. La provincia di
Torino ne elegge 21, Cuneo 5,
Alessandria 4, Novara 3, Asti,
Vercelli e Biella 2, il VerbanoCusio-Ossola 1. Gli altri dieci
posti sono assegnati come
premio di maggioranza alla lista del candidato presidente
che vince le elezioni.

1
Un lettore scrive:
scrivo perché c’è
tanta disinformazione per
tutto ciò che riguarda le
pensioni e per ribadire quello che ha affermato il signor
Lauro su Specchio del 28
aprile e cioè che, pur non
avendo una pensione d’oro,
infatti non raggiungo i 1500
euro, dal mese di marzo fino
a novembre compreso, mi
tolgono per addizionali regionali e comunali circa 70
euro al mese! Si evince,
quindi, che non occorra una
pensione d’oro per vedersi
prelevare dal Comune e dalla Regione circa 630€ all’anno di tasse!».

2 «Io

G.F

Un lettore scrive:
il genero del cavaliere Alfonso Geuna che, il
24 aprile, ha condiviso data
e ora del suo funerale con il
cavaliere Cornelio Valetto.
Desidero, con la presente,

2 «Sono

Specchio dei tempi
1

12456789AB879C78D7DAEF7 B 1 749B4A 5 AB65 A A58B5A 87 54ADA AC
CAB4B 1 B 47 A546B4A5 45 B ABDA A5 B A A5 12 59AB8A588 8CA5 7

to di aprire gli sportelli al pomeriggio per favorire la cittadinanza. La struttura nel
pomeriggio, salvo gli ambulatori delegati alle prestazioni
sanitarie, è un deserto con
tanto di sparizione del personale addetto agli sportelli
(chiusura ore 12)».

1
ringraziare un anonimo partigiano valsusino il quale, pur
non conoscendo mio suocero,
ha deciso di lasciare la chiesa
dove si svolgeva la cerimonia
di esequie del dottor Valetto,
per raggiungere la chiesa dove, in contemporanea, aveva
luogo il funerale di Alfonso
Geuna. Mi sono sinceramente
emozionato nel vederlo scattare nel saluto militare alla
partenza dell’auto con il feretro, con il suo, ormai sgualcito, cappello da alpino e credo
che anche la camicia fosse
quella di quei “giorni grandi”
di lotte in montagna. Grazie

anonimo Partigiano Alpino.
Anche il mio caro suocero era
un partigiano della Val Pellice
(nome di battaglia “Ricciolo”)
che nella sua vita, tra le tante
belle e importanti cose che ha
realizzato, si è anche guadagnato una medaglia d’argento
al valor militare.».
GIULIANO BOSCO

Un lettore scrive:
cose accadono
anche nella austera ex capitale sabauda. Mi spiego: pochi
anni fa, con grande enfasi delle pubbliche autorità e dopo
tempi biblici per la costruzio-

2 «Certe

ALDO LO TURCO

ne, veniva inaugurato il poliambulatorio di via Gorizia
114, accolto favorevolmente
dai numerosissimi abitanti
del quartiere di Santa Rita.
«Ma la soddisfazione era
destinata a durare molto poco: per accedere agli sportelli
per prenotazioni sanitarie o
altre prestazioni bisogna arrivare al mattino intorno alle
sei per avere diritto ai settanta numeri fortunati che
passeranno nell’arco delle
poche ore a disposizione degli utenti. Lascio immaginare
le difficoltà delle persone anziane o disabili. La motivazio-

ne di tale carenza è dovuta a
motivi di sicurezza. Il geniale
professionista e i superficiali
funzionari pubblici addetti al
controllo del progetto non
hanno rilevato che il salone
poteva ospitare, in sicurezza,
solo 70 persone (sarebbe stato sufficiente ribaltare di
180° detto salone e si sarebbero potute servire centinaia
di persone perché lo spazio si
affaccia su un’area verde).
Naturalmente l’illuminato dirigente pubblico, secondo un
vangelo mai pubblicato e, con
la benedizione dei sindacati,
non ha minimamente pensa-

Un lettore scrive:
2 «Quell’ergastolano

“evaso” non è affatto “evaso”. Lo
hanno mandato a fare un giro,
e ha preferito non tornare in
prigione (non saprei dargli
torto). Tra l’altro, era già la
seconda analoga “evasione”.
Allora, non usiamo parole
sbagliate per coprire la nostra stupidità…».
ROSALINO SACCHI

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Il piano sanitario
dell’inceneritore
rischia di saltare
Mancano i soldi, Trm chiede aiuto al Comune
L’azienda unica

il caso
ANDREA ROSSI

incontro è storia
di qualche giorno fa, quando i
vertici di Trm,
la società che ha
realizzato e gestisce l’inceneritore del Gerbido, si sono
presentati dal sindaco Fassino con una richiesta spiazzante: volevano che il Comune si facesse carico degli 817
mila euro del piano di monitoraggio sanitario sulla popolazione residente previsto dagli
accordi tra azienda ed enti locali per il 2014. Un impegno
che toccava a Trm, sempre
secondo i patti, ma la quale
però dice di non essere al momento in grado di mantenerlo. Stiamo cercando le risorse
necessarie, ma ora non le abbiamo, hanno detto al sindaco
i dirigenti della società.

L’

Caccia alle risorse

La naturale conseguenza è
che il piano non è in grado di

La raccolta dei rifiuti
1 È partita la gara per la fu-

sione di Covar 14 e Cidiu, i
consorzi che gestiscono la
raccolta dei rifiuti nella cintura Sud e Ovest e che li portano
all’inceneritore. È il primo
passo verso la creazione di
quell’azienda unica provinciale dei rifiuti su cui i comuni
hanno trovato l’accordo e a
cui il presidente dell’Ato Rifiuti Paolo Foietta sta lavorando sodo da mesi. «Entro
fine anno contiamo di chiudere questo step», dice Foietta. Alla prima fase della gara
per la fusione dei due consorzi finora sono arrivate quattro offerte, segno che l’operazione - e ancor più l’azienda
unica - fa gola a molti.

decollare, perché per il primo
anno doveva essere interamente a carico di Trm. «Non possiamo permetterci di farlo arenare», ha replicato l’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta, «soprattutto visti i numerosi blocchi dell’impianto che rendono
ancora più necessario dare risposte ai cittadini».
Il monitoraggio sanitario
dovrebbe essere realizzato da
Arpa, Asl To3, Asl To1 e Istituto Superiore di Sanità. Costerà 2,3 milioni e serve per valutare gli effetti sulla salute dell’inquinamento ambientale
nelle aree intorno al termovalorizzatore in diverse fasi: a
breve termine (fino al 2018)
verificando i livelli di mortalità per cause naturali, respiratorie e cardiovascolari; a lungo termine (dal 2003 al 2022)
indagando esiti riproduttivi,
malformazioni congenite,
mortalità, ricoveri ospedalieri; controlli sull’area di ricaduta delle emissioni e sulla salute dei lavoratori dell’impianto
del Gerbido.
Un lavoro complesso, che
rischiava di saltare. A chi tocca pagare se Trm si sfila? Si
potrebbero scaricare i costi
del piano sanitario sulle bollette della tassa rifiuti, ma è
un’ipotesi che vede tutti gli

Monitoraggio sulla popolazione
Il piano di controlli sanitari prevede di controllare gli effetti a breve e lungo termine
delle emissioni del termovalorizzatore del Gerbido sulla popolazione che vive nell’area

enti locali contrari, a cominciare dalla Provincia, il cui
presidente Saitta mesi fa - al
solo sentirne parlare - era
montato su tutte le furie.
L’unica alternativa è che se
ne occupino gli enti locali. Finanziando il piano di monitoraggio attraverso risorse proprie, oppure attingendo i soldi necessari da quelli stanziati per le opere di compensazione. È quello che farà il Comune di Torino, che proverà
ad anticipare gli 817 mila euro

pescandoli dalle opere di
compensazione cui ha diritto,
che valgono circa 5 milioni
(ormai quasi tutti impegnati).
«Il piano è la cosa più importante di tutte», sottolinea Lavolta. «Se quindi Trm ha difficoltà nel recuperare le risorse, ci siamo detti disponibili a
subentrare. Ma solo temporaneamente».
Fermo all’impianto

Chissà come andrà a finire, perché l’azienda (all’80 per cento

del gruppo Iren e al 20 del Comune di Torino) sostiene di
vantare ancora un credito di
due milioni con la città che risale all’epoca della gara con cui
l’inceneritore è stato privatizzato. Inceneritore che domani
verrà spento per una settimana, il tempo necessario a eseguire una serie di manutenzioni
e modifiche all’impianto - in
particolare alle linee di carico e
ai nastri trasportatori - necessarie per superare la fase di
esercizio provvisorio.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45

gg Dossier/La sfida di Europa League

g

“Tranquillo Conte Il Benfica a Superga
il teatro è per gli altri annuncia una mostra
noi tifiamo davvero” sul Grande Torino
Vergnano: ma all’opera vorrei un clima da stadio

La squadra di Lisbona si allea con i granata

La storia/1

La storia/2

LETIZIA TORTELLO

GIORGIO BALLARIO
GRUGLIASCO

er la Juventus sarà
una notte speciale,
molto speciale.
Stasera allo «Stadium»contro il
Benfica c’è in palio un posto
nella finale di Europa League
da giocarsi sempre allo «juventus Stadium». Come dire
impossibile non esserci. E l’allenatore della Juventus Antonio Conte vuole esserci a ogni
costo, così ieri ha lanciato il
suo appello personale: «In
campo, voglio vedere 12 giocatori – ha dichiarato Antonio
Conte –. Avremo bisogno del
tifo vero, della bolgia, della
fossa dei leoni. Chi vuole andare a teatro, stia a casa».

P

I tifosi da teatro

Parole che hanno scaldato il
cuore dei bianconeri, anche di
quelli di teatro che, un po’ per
gioco, pensano alla concorrenza
teatrale che stasera c’è sui palcoscenici torinesi quelli, dove
simbolicamente Conte ha mandato i tifosi che stasera non
avranno voglia di essere il dodicesimo uomo in campo. Palcoscenici dove stasera vanno in
scena l’ultima fatica di Luca
Ronconi, «Pornografia» per il
Carignano, e «Le sorelle Macaluso» di Emma Dante alle «Limone». Due pezzi da novanta
della stagione dello Stabile guidato dalla tifosissima Christillin
che da bianconera per nascita
ha risposto a Conte: «Caro Antonio, cari amici juventini. Non
dubitate,iteatrantisarannoivostri tifosi più scalmanati. E visto
che le mie sale raggiungono quasi tutte le sere il sold out, sono
certa che stasera saranno piene

l termine della
visita al Museo
del Grande Torino, il vice-presidente del Benfica, Alcino Antònio, ufficializza la notizia: la prossima
estate Lisbona ospiterà una
mostra sul Grande Torino a
65 anni dal tragico incidente
di Superga.
L’evento verrà organizzato
dallo stesso Benfica in collaborazione con l’amministrazione municipale di Lisbona,
il Torino Fc, l’associazione
Museo del Grande Torino,
l’ambasciata italiana e l’Istituto di Cultura italiano in
Portogallo. Alcuni dei cimeli
degli «Invincibili», ora conservati nella sede di Villa Claretta, torneranno quindi nella capitale lusitana, laddove
Mazzola e compagni disputarono la loro ultima partita.

A
L’appello del tecnico bianconero
Conte ha detto che con il Benfica vuole un tifo da stadio
e chi vuole stare zitto vada a teatro

di abbonati granata, interisti, laziali, o semplicemente agnostici».
Tanto per dire: juventini, tutti uniti come un sol uomo allo Juventus
Stadium o davanti alla tv. Con un
avvertimento: «Chi sceglie il teatro, non esulti in sala ai gol, non
tenti di collegarsi a Internet».
Parla anche il Regio

Insomma, a ciascuno il suo. Pubblico, ovviamente. Tifosi scatenati vs intellettuali compassati. Il
palleggio Conte-Christillin vede
la triangolazione del sovrintendente del Regio, Walter Vergnano, juventino sfegatato. E se Christillin confessa: «Stasera niente
teatro, Juve, Juve, Juve. Il rito del
prepartita è fare sempre la stessa strada per andare allo stadio,
obbligatorio sedersi vicino a Paolo Garimberti, messaggiare con
alcuni amici, non messaggiare
con altri, tipo lo storico Giovanni
De Luna». Vergnano ammette:
«Allo stadio vado poco, starò a
casa davanti allo schermo. Sarò

costretto a saltare la finale del
Festival Jazz, spero che l’assessore Braccialarghe mi perdonerà.
D’altra parte, lui tiene per la
Sampdoria, non può capire».
Politica e cultura, riletta con
gli occhi del tifo calcistico, fanno
sorridere. Almeno quanto il semiserio monito del sovrintendente Vergnano, che rimpiange
i vecchi tempi: «Pubblico dell’opera, perché avete perso il sano entusiasmo da stadio?», dice.
Un tempo, la lirica era quel
campo in cui si applaudiva, ma
pure si fischiava e si faceva
«buu». E vedi che da una battuta sui campi di calcio, ne esce
una riflessione sociologica sul
pubblico della prosa: «Ha ragione Conte – prosegue –. Noi direttori di teatri dovremmo riflettere. Vietati i cori offensivi,
ma mi piacerebbe ripristinare
la tifoseria anche al Regio. Lo
dico: pubblico, non venite come
a un teatro, ma come allo stadio.
In fondo, l’opera è nata così».

Amichevole in vista

Non solo: l’amichevole fra Torino e Benfica, più volte invocata dai tifosi di entrambi i
club, si farà. «Organizzarla è
complicato per via degli impegni delle due squadre - ammette Antònio - ma ne ho già
parlato con il nostro presidente e siamo d’accordo: se non
sarà quest’anno, sarà il prossimo. È una promessa».
E non è tutto. Quasi a voler
rimarcare il rapporto di amicizia con il sodalizio granata,
proprio nel giorno della vigilia
della sfida con la Juventus, la
dirigenza del Benfica conferma che oggi una delegazione
si recherà a Superga a rendere omaggio ai caduti del Gran-

In visita al Museo
Il vice-presidente del Benfica, Alcino Antònio, ieri è stato a
Grugliasco per rendere omaggio ai cimeli del Grande Torino

de Torino; mentre domenica
prossima l’ex giocatore Nuno
Gomes (che ha militato anche
nella Fiorentina) e altri due dirigenti parteciperanno alla
commemorazione del 4 maggio
in rappresentanza ufficiale del
club portoghese.

Commozione a Grugliasco
Il gemellaggio

Un gemellaggio in piena regola,
quindi. Già sancito lo scorso anno all’inaugurazione del grande
museo che il Benfica ha dedicato alla propria storia all’interno
del modernissimo Estadio da
Luz; quando Domenico Beccaria, presidente del Museo del
Grande Torino, portò in dono a
Lisbona un pezzo della fusoliera dell’aereo sul quale perirono
i giocatori granata il 4 maggio
1949, al ritorno dal Portogallo.
«È stato un regalo che ci ha
toccato il cuore - commenta il
vice-presidente del club lusitano - Avevo le lacrime agli occhi
nel pensare a che cosa rappre-

Tina Modotti ritratta dal suo
maestro Edward Weston: fu a
lungo la sua musa ispiratrice e
da lui imparò a fotografare
l’anima delle cose

Gli occhi di Tina Modotti
ci scrutano da Palazzo Madama
Il suo mondo
in bianco e nero
si potrà visitare
fino al 5 ottobre
EMANUELA MINUCCI

È una mostra magnetica. Come sanno esserlo le donne.
Davanti a ogni sua fotografia
si resterebbe inchiodati per
ore. Perchè ti catturano, quegli scatti. Sono densi di vita.
Concentrati come la sua, di
esistenza, morta a soli 46 anni
in un incidente stradale. Ep-

Accompagnato da Beccaria e
dagli altri volontari dell’Associazione Memoria Storica Granata, Alcino Antònio si è soffermato a lungo nelle sale di Villa
Claretta. E ha trattenuto a
stento la commozione davanti
alle immagini dei funerali del
Grande Torino, ai titoli dei giornali portoghesi che annunciavano la tragedia. E soprattutto
alle foto scattate a Lisbona che
ritraggono in vita, per l’ultima
volta, Mazzola, Bacigalupo,
Loik, Gabetto e gli altri del Toro
in compagnia degli atleti del
Benfica in occasione dell’amichevole per l’addio al calcio del
capitano benfiquista Ferreira.

Il suo ritratto

Fotografie in mostra

pure Tina Modotti (1896-1942)
le cui opere d’arte in bianco e
nero - moderne come lo sanno
essere i reportage sociali di oggi
- sono in mostra a Palazzo Madama fino al 5 ottobre, in quei
46 anni è stata capace di essere
«tutto», come spiega Patrizia
Asproni, presidente della Fondazione Musei, che tanto l’ha
voluta nel museo di piazza Castello insieme con Eve Arnold e
Artemisia Gentileschi «in una
sorta di filo rosa della creatività
ribelle, che soltanto nelle donne
riesce ad essere tanto immensa
quanto sovversiva».
Allieva del nonno, che a Udine era il fotografo cittadino, Tina capì presto che la macchina

sentava quel pezzo di aereo. Per
le squadre di calcio un museo
che preservi e tramandi la storia è fondamentale, dimostra
che i tifosi sono la parte più importante del calcio, oltre ché il
suo più grande capitale».

fotografica era un mezzo per
raccontare se stessa e il mondo. Fu allora che divenne musa
e amante del maestro Edward
Weston. Basta guardare un ritratto di Tina per capire che
quella donna che è stata attrice
impegnata politicamente (fu
attivista comunista) riuscì a vivere in pochi anni parecchie vite. E girò il mondo: a cavallo fra
gli Usa, il Messico, la Spagna, la
Francia, la Germania e l’Unione Sovietica. Buona parte delle
immagini in mostra sono dedicate al Messico dove l’artista
(che, attenzione, non voleva essere chiamata tale) morì nel
1942. Lì si trova la sua tomba,
con l’elogio funebre scritto per

lei dall’amico Pablo Neruda. Il
sepolcro è stato a lungo abbandonato, racconta il curatore Pino Cacucci, come per molti anni è stata quasi cancellata la
sua memoria. L’attivismo politico rese Tina Modotti agli occhi di molti benpensanti una
specie di «prostituta comunista». E gli splendidi scatti di
Edward Weston che la ritraevano nuda, anche questi in mostra, completarono con la com-

plicità dei giornali del tempo
l’opera di svilimento messa in
campo contro di lei da molti regimi politici. Fu espulsa dal
Messico nel 1930 con la falsa
accusa di avere partecipato a
un attentato contro il presidente della Repubblica. Non venne
accolta negli Usa, di cui pure
era diventata cittadina. Trovò
rifugio prima a Berlino e poi a
Mosca, città che non esitò a definire ostili.

Le circa cento foto raccolte a
Palazzo Madama ritraggono
campesinos, pescatori, bambini,
donne che allattano. Ma anche
frammenti di città colte con
astuzia architettonica. Scatti di
una profondità insondabile dei
quali però - come capita ai veri
artisti, Tina Modotti era perennemente insoddisfatta. Il filo rosa di Palazzo Madama per l’occasione si intreccerà a quello delle
Scuderie del Quirinale di Roma:
chi si presenterà con il biglietto
della mostra di Frida Kahlo a Torino e di Tina Modotti (nella vita
erano amiche e alcuni dicono addirittura amanti) i nella capitale
otterrà il biglietto a prezzo ridotto: 5 euro anziché otto.
twitter@emanuelaminucci

T1 CV PR T2

46

PUBLIKOMPASS

SPECIALE SALUTE

SERVIZI PROMOZIONALI

NUOVE FRONTIERE DELLA SCIENZA

La calvizie sconfitta per sempre
Un metodo innovativo ed efficace
Il problema della calvizie esiste da sempre, in una
percentualeimportantedellapopolazionee,quandosimanifesta,nonrisparmianessuno:puòcolpireuomini,donneeinmolticasiancheadolescenti
dientrambiisessi..Oggi,lepercentualidichièsoggettoalproblemasonoincrescitaanchefraigiovani che, in età sempre più precoce, si trovano ad affrontarequestoserioproblema.Puòsembrareuna
questione puramente estetica, in realtà sappiamo
checoinvolgeplurimieimportantiaspettidellavitadiunapersona.Nellanostrasocietà,lafoltacapigliaturahadasempresuscitatoinnoilapercezione
di giovinezza e buona salute dell’individuo che in
quelmomentostiamoosservando,oltrecheessere
naturalmenteunimportantefattoreestetico.Isoggetticolpitidaquestodisturbo,inmolticasi,conil
progredire della problematica cominciano ad accettare sempre meno la loro immagine e questo si
ripercuote naturalmente anche nell’ambito della
vita sociale di queste persone, facendole sentire a
volte inadeguate o meno apprezzate di prima dall’altro sesso, arrivando a causare nei casi più estremiepisodididepressione.Vistol’interessedicaratteresocialesiamoandatiadindagaresuqualireali
possibilità esistono oggi per affrontare la proble-

matica. Torino: sta avendo luogo proprio in questi
mesi presso il Centro Tricologico Italiano Trico Accademy (Torino e Milano Centri Specializzati), il
Testsull’efficaciadellanuovaformulazioneabase
di Tricocyclina® nel combattere la calvizie. Questa
sostanza, brevettata dopo 6 anni di ricerca, contieneelementistimolantierivitalizzanticapacidiimplementarenotevolmenteiprocessimetabolicidei
bulbi piliferi. I risultati preliminari del test sono a
dirpocoincoraggianti.Nel78%deicasitrattatiper
almeno16settimanecon«TricocyclinaRegen»(formulazionespecifica),sièosservatoil«risvegliofollicolare»;inoltreintuttiisoggettiresponderaltrattamento(78%deicasi),sièassistitoadunarrestodella
perditadicapelli,nonchéalripristinodellacorrettaattivitàdiqueifollicolicheessendodanneggiati
nonstavanopiùproducendocapellisani.
Il commento della dottoressa Diletta Pizzo
(Scienze M.F.N. – Università di Torino), è stato incoraggiante:«Analizzatiidatioggettividiquestafase
preliminare,possodirechecitroviamodifrontead
una reale possibile difesa contro l’avanzamento di
svariateformedicalvizie».Ladottoressa,ResponsabileScientificodelCentroTricologicoItaliano,continuapoidicendo:«Nneisoggettitrattati,l’aumen-

to dell’attività follicolare è stato evidente e, grazie
alle immagini dermatoscopiche computerizzate,
abbiamopotutonotarecomeifollicolichesitrovavano in uno stato prossimo all’atrofia (morte), abbiano ripreso in gran parte la loro funzionalità,
mentrequellisolamentedanneggiati,sonotornati
ad uno stato di perfetta salute. Ricominciando a
produrrestrutturedellagiustaconsistenza,hanno
aumentato conseguentemente la copertura dell’areacheprimarisultavaimpoveritadicapelli».
La Tricocyclina® REGEN (Forte) è stata messa a
punto per combattere dismetabolismi, è in grado
diripristinarelecorretteattivitàmetaboliche,ristabilendolacomunicazioneconilmicro-circolosanguigno,favorendoquindiunanutrizioneedossigenazioneottimaledaunlatoedall’altropermettendo alle sostanze di scarto di essere espulse, impedendo dunque l’accumulo di queste tossine all’interno del follicolo ed evitando così la creazione di
unambientetossicocheprimaaggravavalaproblematicainatto.Cosìifollicolidanneggiatitornanoa
produrrestrutturesane,siadaunpuntodivistanumerico, sia morfologico, donando nuovamente
una massa di capelli apprezzabile. Lo studio è tutt’oraincorsoeirisultatisonoparziali,maognievi-

denza emersa fa pensare ad una vero e reale progresso nel combattere diverse forme di calvizie (le
piùcomuni).Irisultatidellostudiosarannopubblicatiadicembre2014.Graziealprogressoscientifico
e tecnologico oggi non siamo più inermi contro
questa problematica, esistono diverse soluzioni
chepossonocontrastareerisolverequestospiacevoleinestetismo,anchepericasipiùgravidicalvizie.
Unodeirimedipiùconosciutiinquesticasièl’autotrapianto autologo di capelli, tecnica che prevede
l’infoltimento di un’area calva mediante interventochirurgicoeseguitoinanestesialocale,questotipodiapproccioèmoltovalidopoichéprivodirigetto (provenienza dei bulbi dallo stesso soggetto) e
permettedireintegrarefinoa5.000capelliperogni
intervento.Seinvecelanecessitàdiintegrazionecapelli,superaabbondantementequestonumeroesi
attesta intorno ai 15-60.000 capelli, esiste una soluzionenonchirurgicaestremamentevalida,ovvero
l’impiantoprotesico.Realizzatoconcapellinaturali,èilrimediopereccellenzaintuttiqueicasiincui
nonèpossibileagireconitrattamenti.L’attaccaturafrontalenonvisibile,lastrutturaultraleggera,e
l’impareggiabile effetto cute, rendono questi impiantiimpercettibiliallavistaealtattodichiunque.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 1 MAGGIO 2014

Intervista

Tre ore

A

Professore, come sta?

«Bene, direi».

Direbbe o dice?

«Dico. Il processo, le udienze
non hanno stravolto la mia
vita».
Possibile? Sei anni di «gogna» non l’ hanno sfiorata?

«Ho fatto in modo che non accadesse. Se mi fossi lasciato
sopraffare avrei messo a repentaglio il mio lavoro e la
mia vita».
Più di quanto ha rischiato
con le accuse di omicidio
preterintenzionale e peculato?

«Assolutamente sì. Ho visto
tanti promettenti colleghi
che dopo un’esperienza come la mia, conclusa positivamente, non si sono più
rialzati».
Addirittura hanno smesso

Cronaca di Torino .47

Per riparare
un cuore
«non battente»
i cardiochirurghi hanno
tre ore
di tempo
Superate
quelle il rischio di mortalità aumenta in maniera
esponenziale

ELENA LISA
ssolto per non
aver sacrificato
un cuore.
Assolto per
non aver tentato un trapianto estremo, necessario solo a coprire un
precedente
errore chirurgico su una paziente poi deceduta. Lui è
Mauro Rinaldi, responsabile della card i o c h i r u rg i a
universitaria Mauro
delle Molinet- Rimaldi
te, accusato
nel 2008 e prosciolto due
giorni fa.

.

Sulla «Stampa»
Assolto Rinaldi
“Il cuore trapiantato
non fu sprecato”
Il primario era accusato di omicidio e peculato
Sulla «Stampa»

il caso
MASSIMILIANO PEGGIO

Le tappe del dramma

1

Il ricovero
La signora Pasqualina
Amodeo fu ricoverata
alla Molinette il 19
maggio per la
sostituzione della valvola
aortica con una protesi
biologica. L’intervento fu
effettuato il giorno dopo

2

Il crollo
Il 23 maggio le condizioni
della donna precipitano:
il cuore va in arresto. Una
coronaria è dal
posizionamento non
corretto della valvola, le
difese parlano della
presenza di un trombo

3

L’intervento
Tra il 26 e il 27 maggio si
decide il trapianto,
nonostante il grave
quadro clinico della
paziente. Quando il suo
organo viene esaminato
non c’è più traccia della
protesi e dei fili di sutura

“Un trapianto per coprire
l’errore del chirurgo”
“Sprecato un cuore”, chiesti 7 anni per il medico responsabile

oddisfatto
dell’assoluz i o n e?
Francamente sì.
Quando si fa il proprio dovere
con il massimo della professionalità e in questo caso, dal
punto di vista tecnico, avevo
fatto il meglio del meglio, l’esito non poteva essere differente». È il commendo a caldo del
professor Mauro Rinaldi, responsabile della Cardiochirurgia universitaria delle Molinette, dopo aver udito la corte d’Assise di Torino pronunciare la sua assoluzione dall’accusa di omicidio preterintenzionale e peculato, per
aver effettuato un trapianto di
cuore per «coprire» un precedente errore chirurgico.

«S

Le accuse

Assolti con la stessa motivazione «perché il fatto non sussiste», nella sua formula più

il caso
MASSIMILIANO PEGGIO

L’

inchiesta era nata da un messaggio anonimo inviato ai carabinieri del Nas:
«Alle Molinette hanno trapiantato un cuore per coprire
un errore». Da qui le accuse
di omicidio preterintenzionale e peculato di fronte alla
corte d’Assise di Torino rivolta al professor Mauro Rinaldi, responsabile della Cardiochirurgia universitaria, al
suo vice Massimo Boffini, e
all’anestesista Daniela Pasero. Tutti accusati di aver effettuato «consapevolmente
un trapianto senza finalità te-

Mauro Rinaldi

A febbraio, a conclusione del dibattimento, i pm
avevano chiesto la condanna di tutti i tre imputati: 7
anni per il Rinaldi.

1

ampia, anche il suo vice Massimo Boffini e l’anestesista Daniela Pasero.Gli albori della vicenda giudiziaria risalgono al
2008, quando la signora Pasqualina Amodeo, 67 anni, fu ricoverata per un problema al
cuore. La donna fu sottoposta
all’impianto di una valvola aortica e l’operazione fu eseguita
dal dottor Boffini. La protesi,
secondo le accuse, era stata collocata troppo in alto all’imbocco coronarico di sinistra, provocando nelle ore successive il

blocco del flusso sanguigno. Ciò
causò un danno irreversibile al
cuore. Nelle ore successive
l’equipe del professor Rinaldi
decise di procedere ad un trapianto di cuore, nonostante le
precarie condizioni di salute
della donna. Comprese quelle
neurologiche definite, nel corso
del processo, al «limite dell’irreversibilità». Il via libera al
trapianto fu dato da Rinaldi.
L’inchiesta, affidata ai pm Paolo
Toso e Paola Stupino, fu avviata
grazie a una lettera anonima recapitata ai carabinieri del Nas
che denunciava che il trapianto
era servito a nascondere errori
in sala operatoria, delineando
un mistero inquietante alle Molinette. Da qui le accuse contestate ai tre imputati di aver effettuato «consapevolmente un
trapianto senza finalità terapeutiche» e aver «sprecato» un
cuore, considerato un bene
pubblico di eccezionale valore,
al solo scopo di occultare un
«caso di malasanità».
Le richieste

Dopo scontri scientifici ai massimi livelli, tra consulenti tecnici convocati da accusa e difese, due mesi fa i pm avevano
chiesto la condanna per tutt’e
tre gli imputati: sette anni di
reclusione per Rinaldi, difeso

Un giallo in sala op
Il professore e i suoi due collaboratori erano accusati di aver trapiantato un cuor
terapeutiche, allo scopo di occultare precedenti errori commessi in

dagli avvocati Cesare Zaccone
e Marco Feno; 7 anni e 6 mesi
per Boffini, assistito da Luca
Marta e Daniele Mazzoleni; 6
anni e 10 mesi per la dottoressa
Pasero, difesa Roberto Piacentino Antonio Bellu. Boffini, oltre alle accuse principali, era
imputato anche di frode processuale, «per aver eliminato i
resti della protesi dopo il trapianto di cuore», e falso documentale nella redazione della
cartella clinica dalle paziente.
La corte d’Assise, presieduta

dal giudice Pietro Capello, lo
ha assolto anche da queste accuse. Il legale di parte civile,
l’avvocato Giovanni Fontana,
aveva chiesto un risarcimento
complessivo per i familiari di
circa un milione di euro.
Nuove indagini

Nella sentenza i giudici hanno
disposto la trasmissione degli
atti alla procura per valutare
l’ipotesi di omicidio colposo rispetto al primo intervento, relativo alla valvola aortica, e la

«gestione terap
operatorio». Rinaldi,
po l’udienza, è
dale per un’oper
«Questi proce
non bisogna v
problema di c
personale perc
dei rischi del m
cose un po’ all
noi ne facciamo
correre in questo
zione. L’importante
pre il proprio do
travolgere dall’emozione».

Accusato di aver effettuato un trapianto per coprire un errore precedente,
Mauro Rinaldi è stato assolto martedì.

1

stiere?

«Abbiamo tre ore per riparare
un cuore. È il tempo massimo
in cui possiamo impedirgli di
battere. Non un minuto in più».
Un lasso di tempo limitato
specie per i casi più complessi...

“Sei anni di processi
non mi hanno cambiato”
Il cardiochirurgo Rinaldi: “La medicina difensiva è squallida”
di lavorare?

«In un certo senso sì. Hanno ricominciato a farlo ma partendo dal presupposto sbagliato:
evitare danni a loro stessi più
che al paziente».
Capita quando non si gioca in
attacco...

«Già. Ma la medicina difensiva
è un’idea squallida della professione. È tra le maggiori cause di spesa pubblica e un disa-

stro per qualità di risultati».
Però non la riguarda, in questi
sei anni non ha mai smesso di
lavorare. Giusto?

«Non potrei dimenticarlo. Anche in quel momento però ero
sereno».
Com’è riuscito a esserlo?

«E perché avrei dovuto? Per un
cardiochirurgo sei anni fuori
dalla sala operatoria sono un
tempo determinante. È un po’
come dire: “basta, ho finito, ho
chiuso con la carriera”».

«A volte basta la coscienza.
Nella vicenda che mi ha portato a processo sapevo di
aver fatto il mio dovere. E poi
non mi abbandona una consapevolezza».

Si ricorda il giorno in cui ha ricevuto l’avviso di garanzia?

«Il cardiochirurgo pareggia

Quale?

sempre i rischi: uno per il paziente. L’altro per se stesso».
Il rischio per un cardiochirurgo è commettere errori?

«E’ andare incontro a fatti
spiacevoli. Capita a chi svolge
un lavoro o un’attività estrema
dove in gioco c’è la vita. Chi fa il
poliziotto, scala montagne o fa
automobilismo, il rischio deve
sempre metterlo in conto».
E quanto è estremo il suo me-

«Non possiamo transigere. In
sala operatoria prendiamo decisioni all’istante. Le condizioni del paziente, l’esperienza di
chi opera, l’intuizione giusta.
La riuscita di un intervento è
il risultato di un cocktail di
elementi».
Lei, oggi, è considerato uno
dei maggiori specialisti, ma
come realizzò che proprio
questo fosse il suo mestiere?

«Andai a lavorare a Pavia nel
1985 con Mario Viganò, l’apripista in Italia dei trapianti.
Nessuno ci voleva andare: il
reparto era piccolo, c’era
molto da fare. Ma io ne rimasi
affascinato».
Continua ad esserlo, affascinato?

«Decisamente anche se il sistema sanitario nazionale è complicato. A volte sembra ostacolarti. Ma il Piemonte ha ottimi
standard di qualità. Certo, fintanto che saremo capaci di
mantenerli...».

DI TUTTO PER FARTI RISPARMIARE

4,
3”
+42

fotocamera
8 mpx

8 Gb

3



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