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La Stampa 10.05.2014 .pdf



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Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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* In edicola con La Stampa *

W

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
SABATO 10 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 128 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

La confessione dopo l’arresto. Il questore: presa la bestia

“NON SO NEPPURE IO
QUANTE VOLTE L’HO FATTO”

Firenze, il mostro
della porta accanto
Un elettricista: ho crocifisso io la prostituta

FABIO POLETTI
INVIATO A FIRENZE

MAURIZIO DEGL’INNOCENTI/ANSA

Riccardo Viti tra i poliziotti

Giannotti ALLE PAG. 10 E 11

S

e non lo avessero preso avrebbe continuato. Perché alla fine da trentacinque
anni quella era la sua vita vera.

La Procura di Palermo: ordine di arresto in tempi brevissimi. I legali dell’ex senatore: ricorreremo a Strasburgo

CONTINUA A PAGINA 11

Partnership avviata

Dell’Utri, condanna definitiva

Salone del libro
Gemellaggio
fra Torino
Associazione mafiosa: confermati 7 anni all’ex senatore, in ospedale a Beirut e Francoforte

Expo, si cercano i soldi delle mazzette a Lugano. Scajola non risponde al gip
GLI SCANDALI E IL VOTO

Delrio: non è Tangentopoli,
LA FRETTA il pericolo non arriva dai partiti

CATTIVA
CONSIGLIERA

La Cassazione ha confermato la condanna a sette anni
di reclusione per concorso
esterno in associazione mafiosa nei confronti di Marcello
Dell’Utri. E sul fronte dell’inchiesta Expo, Scajola si avvale
della facoltà di non rispondere
davanti al gip. Arena, Brambilla,

1

INTERVISTA

Il sottosegretario alla Presidenza: l’inchiesta
aiuterà Expo 2015, l’Italia vincerà questa sfida

Fabio Martini A PAGINA 3

Colonnello, Longo, Ruotolo,
Spini DA PAGINA 2 A PAGINA 7

DOSSIER

Appalti snelli
per ripartire
Il progetto del governo
per usare i fondi europei
Paolo Russo A PAGINA 4

Accordo Italia-Germania. La Buchmesse di Francoforte sarà ospite del Salone
del libro 2015 di Torino. A sua
volta invitato dal «gemello»
tedesco. Agasso Jr., Baudino,

1

Mattioli, Minucci ALLE PAG. 28 E 29

MARCELLO SORGI

I

primi sondaggi, fatti a
tambur battente dopo
l’esplosione dello scandalo Expo e l’arresto dell’ex
ministro Claudio Scajola,
dicono che l’effetto di quanto è
accaduto rischia di essere
quello di un terremoto. L’idea
che la ragnatela della corruzione si riproponga pari pari, nella stessa città e quasi con gli
stessi protagonisti della Tangentopoli di vent’anni fa, sta
già lavorando in modo imprevisto sull’opinione pubblica.
Quasi metà dell’elettorato, non
solo dei pochi e svogliati elettori che finora si erano interessati alla scadenza del 25 maggio,
dichiarano che, o cambieranno
il loro voto, o sceglieranno comunque di presentarsi ai seggi, abbandonando la tentazione astensionista.
In due parole, la campagna
elettorale s’è riaperta. E chi
potrebbe trarne i vantaggi
maggiori - anche questo confermano i sondaggisti - è Grillo, che ieri, dopo un giorno di
riflessione, s’è presentato come il padre dell’inchiesta di
Milano e ha detto che solo dopo la sua visita ai cantieri dell’Expo i magistrati si sono
sentiti garantiti e hanno preso le loro decisioni.
CONTINUA A PAGINA 27

IL 15 MAGGIO SI FERMERANNO I DIPENDENTI IN CINQUE CONTINENTI: «BASTA CON LE PAGHE DA FAME»

Il primo sciopero global è quello dei fast food

I

Un gruppo di dipendenti di una catena di fast food protesta a New York

PIERANGELO SAPEGNO

EMMANUEL DUNAND/AFP

l 28 maggio 1974 in Piazza Della Loggia a Brescia, fu organizzata una
manifestazione unitaria antifascista con sciopero generale. Alle 10,12 esplose
una bomba che uccise 8
persone e ne ferì 102. Le
istituzioni Repubblicane e
il patto Costituzionale ereditato dalla Resistenza furono l’obiettivo di quella
violenza. Quella bomba collocata nel cuore della Polis
riconfermò così l’irriducibilità del conflitto tra violenza e democrazia.
La risposta dei bresciani
fu di sfida democratica. Gestione della Piazza e del
servizio d’ordine vennero
affidate esclusivamente ai
cittadini.

Mastrolilli, Rigatelli e Semprini A PAGINA 13

CONTINUA A PAGINA 27

L’università, ultima scusa
dei nuovi questuanti
MARCO BELPOLITI

LIVORNO

9 771122 176003

Appello
agli uomini
in silenzio
MANLIO MILANI

La squadra a un ex missino
E Livorno la Rossa si ribella
40510

LE STRAGI

P

M

er quello che capita ogni giorno dalle nostre parti, forse è la cosa più normale che ci sia, che un
signore bollato come «un fascistaccio» dal sito
dei tifosi «Alé Livorno» diventi il padrone proprio del
Livorno, che è la squadra con la curva più rossa d’Italia, e anzi, l’unica rimasta così con le sue bandiere di
falce e martello e con i suoi manifesti del Che. Se non
riuscite a capire questo Paese, pensate al calcio: ne
capirete ancora meno.

entre attraverso la piazza di una città di provincia dove esiste una facoltà d’ingegneria,
vengo avvicinato da un ragazzo di colore. Mi
ferma e, parlandomi un po’ in francese – un bel francese – e un po’ in italiano, mi spiega che lui studia al
Politecnico; vorrebbe completare gli studi d’ingegnere, ma ha delle difficoltà, perché deve piazzare la sua
merce – accendini – nei bar e sulla strada. Adesso
non l’ha con sé.

CONTINUA A PAGINA 17

CONTINUA A PAGINA 27

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

U

GRANDI OPERE
IL GIORNO DOPO GLI ARRESTI

Expo, ora si cerca il tesoro a Lugano
Frigerio “il professore”: “Io ho una cassetta, ma voi apritene un’altra sennò si mischiano le cose”
PAOLO COLONNELLO
MILANO

Quando l’altra mattina li hanno arrestati, mentre uscivano
da un albergo romano per la
consueta «riunione del mercoledì» con i vari referenti politici, l’ex segretario dell’Udc ligure e factotum Sergio Cattozzo
e il suo capo e compare, «il professor» Gianstefano Frigerio,
avevano in tasca pochi spiccioli, che sono stati sequestrati.
Per la precisione: 12 mila euro
Cattozzo e 2500 euro Frigerio.
Una miseria, se si pensa che
solo per i 4 appalti Expo truccati, le commesse del 3% ammontavano a qualche milione
di euro. Per non parlare delle
costanti tangenti sulla sanità.
Eppure, anche durante le perquisizioni, i finanzieri milanesi,
non hanno trovato altro. Come
si spiega, visto che ci sono filmati delle consegne di denaro
e nelle intercettazioni ambientali si parla tranquillamente di
tangenti a colpi di 600 mila euro ciascuna? Se si segue il flusso di denaro, versato quasi
sempre in contanti, si arriva
poco lontano da Milano, precisamente a Lugano, nel caveau
di Frigerio da cui avrebbe attinto anche l’ex senatore Luigi
Grillo. Così nel silenzio del circolo culturale intitolato a Tommaso Moro, quello dove i direttori generali degli ospedali
lombardi facevano la fila per
ottenere raccomandazioni e
dare in cambio appalti, Cattozzo e Frigerio, contano i danè.
Cattozzo: «Tre, quattro, cinque, sei, sette (si sente il fruscio delle banconote, annotano
gli inquirenti)… undici, dodici,
tredici… ventinove, trenta,
trentuno… e sessantacinque».
Frigerio: «Bene, gli altri me li
sistemi tu così». Cattozzo: «Sì,
senti io gli ho detto la questione di Lugano, noi siamo in grado di averne una? Lui a Lugano
fa quello che vuole, andiamo insieme e ce li mettiamo in una

1
2
3

Expo 2015
1 Molte le gare

turbate: architetture
per i servizi (68 milioni), parcheggi (13) e
Vie dell’Acqua (+13
milioni dopo il rilancio di Maroni)

Sanità
1 La

«squadra»
cercava di mettere le
mani sui lavori della
Città della Salute, un
appalto da 500 milioni di euro.

Nucleare
1 Appalto Sogin

da 98 milioni dove si
sospetta una tangente da 600.000 euro e
l’assunzione dei figli
di Nucci, Cattozzo e
Greganti.

NEWPRESS

Il cantiere per l’Expo 2015 a Milano

cassetta di sicurezza e poi ce li
andiamo a prendere noi». «Lugano eh… è la soluzione ideale
anche per me perché io la cassetta ce l’ho, non è un problema». «Allora, se ce l’hai tu non
l’apriamo nemmeno..». Frigerio:
«Sì vabbè... ma non è meglio che
ne faccia aprire una anche a te?
Perché sennò si mescolano le robe mie con quelle degli altri, capisci? È un casino, cioè, ragazzi…». «Allora, dove l’hai tu ne
facciamo aprire un’altra e poi
con Gigi (Grillo, ndr) ci si arrangia, viene a prenderseli nel caveau, io vi posso fare arrivare quello che voglio, non è un problema..». Il «lui» di cui parlano è
l’imprenditore Enrico Maltauro,
che durante una consegna di soldi, viene fermato proprio alla
frontiera svizzera e arriva in ri-

Personaggio
FRANCESCO SPINI
MILANO

opo il giovedì nero, in cui ha
avuto la seria tentazione di gettare la spugna, il commissario
unico di Expo 2015 Giuseppe Sala serra le fila. Negli uffici della sede operativa di via Pisacane, a Pero, non distante
dal sito di Expo, in mattinata riunisce i
suoi 230 collaboratori. «Avete visto
tutti quello che è successo - dice - Fino
ad oggi però abbiamo lavorato bene. E
dalla prossima settimana ripartiamo
con lo stesso entusiasmo». Sono giornate complicate, quelle del commissario Sala in attesa, martedì, di avere disco verde dal premier Matteo Renzi,
che di fronte al tristo spettacolo dell’inchiesta milanese è netto: «Non si
fanno sconti a nessuno». Ma aggiunge
anche: «È da sciacalli buttarsi addosso
a delle indagini pre prendere mezzo
punto in più alle elezioni».
Sala è determinato. «Per me questi
sono giorni in cui non è ammesso sbagliare» dice quando, sul far della sera,
appare in pubblico per la prima volta
dopo lo scandalo a un convegno col
sindaco Giuliano Pisapia e il premio

D

e Cooperative, da proporre ai
Paesi partecipanti per velocizzare fondamenta e costruzioni sulla «piastra» appaltata al solito
Maltauro. Infine c’è l’appalto per
le Vie d’Acqua che, dopo il «rilancio» della Regione, si faranno
con delle varianti che costeranno, calcolano i nostri eroi, 13 milioni più del dovuto. Una pacchia. E Greganti? Il «compagno
G», anche questa volta ha stupito gli inquirenti per il rigore e la
serietà, rimanendo sempre con
pochi soldi per sé e grandi affari
per le cooperative del partito
che pure protestano la loro innocenza. Greganti si occupa del padiglione della Cina e chiede che
«almeno 10 padiglioni vengano
fatti in legno» perché ha una società di Pescara, la Area Legno,
«da far lavorare».
Ma nel mirino, oltre a quelli
della Città della Salute di Sesto
San Giovanni (500 milioni) ci so-

I tre filoni

Corsi e ricorsi storici
LapsusdelGip:eCarloChiesadiventaMario
1 A forza di scrivere nomi da

Prima Repubblica che non si
sentivano dai tempi di Mani
Pulite, anche il gip Fabio Antezza dev’essere andato in confusione. E così, nella sua ordinanza, parlando dell’appalto sulla
cosiddetta «Architettura di servizi», riferendosi al responsabile unico del procedimento sostituito nel marzo 2013 dall’ingegner Angelo Paris, il giudice
ha scritto Mario Chiesa invece
di Carlo Chiesa. Mario Chiesa è
personaggio centrale per Mani
Pulite. Fu lui a far partire l’indagine quando, il 17 febbraio

Mario Chiesa
1992, quando ricopriva la carica di presidente del Pio Albergo
Trivulzio, accettò in flagrante
una tangente da 7 milioni di lire per l’appalto delle pulizie.

tardo all’appuntamento per l’inconveniente. Gli indagati, che
verranno tutti interrogati lunedì, si apprestavano dunque a ricevere enormi quantità di denaro e una buona parte l’avevano
già trasferita. D’altronde solo gli
appalti truccati per Expo la dicono lunga sul giro di affari. Quello
di «architetture per i servizi»
ammontava a 68 milioni; quello
per i parcheggi prevede un investimento 13 milioni dell’imprenditore Lodetti della Final con un
ritorno di almeno il doppio. Poi
c’è la gara sui padiglioni destinati ai Paesi partecipanti. Una
mezza truffa che Frigerio, Paris
e compagni architettano approfittando degli enormi ritardi nei
cantieri. In pratica avevano deciso di stilare una lista di aziende
«di scuderia», ovvero Maltauro

Renzi: “Sciacallo chi cavalca le indagini per mezzo punto in più”

ANGELA QUATTRONE/SINTESI VISIVA

no gli appalti della Sogin, la società controllata dal ministero delle
Finanze ma gestita da quello per
lo Sviluppo economico e che, per
legge, tratta tutte le scorie nucleari e i rifiuti tossici degli ospedali,
finanziandosi con le bollette per
l’elettricità. Per aver veicolato i lavori della Sogin a Maltauro, pari a
98 milioni di euro, Frigerio e soci
prendono 600 mila euro. Chiedendo, per Frigerio e Greganti,
anche la sistemazione dei figli.
Spiega Cattozzo: «Nucci mi ha
detto: mio figlio a Genova. A Milano ci mettiamo tuo figlio. A Torino ci mettiamo la figlia di Greganti in modo che i ragazzi li abbian
messi a posto ed entrano come
quadri, dopo 6-10 mesi li mettono
come dirigenti e… li mettiamo a
3/4 mila euro al mese netti…». E
tanti saluti alla disoccupazione.

Beltrami, davanti al Castello Sforzesco
per inaugurare Expo Gate, perché tutto
deve procedere secondo programma.
Ma già ieri, in costante contatto con i
due azionisti principali, la Regione Lombardia e il Comune di Milano, ha visto
andare a posto una prima casella: è stato individuato un «super direttore dei
lavori» del sito, annuncia il sindaco Pisapia. Si tratta di una figura nuova che era
stato deciso di introdurre nel corso dell’ultimo incontro con Renzi. Per quanto
riguarda il successore di Angelo Paris,
«quello non dipende da me», spiega il
sindaco che ieri ha avuto un incontro
per fare il punto della situazione con il
Nobel Amartya Sen. Si parla di nutrizio- governatore lombardo, Roberto Marone - è il tema dell’Expo, dopotutto - ma il ni. Entrambi esprimono «piena fiducia»
commissario non vuole apparire il mar- nel top manager mai sfiorato dal ciclone
ziano che non è. «Non posso far finta di giudiziario che, dice Pisapia, «deve rinon essere pienamente cosciente del manere al comando». Resta il nodo del
fatto che siano giorni difficili per Expo. successore di Paris. Possibile che le sue
Lo sono anche per me». Sono giorni, di- due responsabilità (direttore costruzioce Sala, «in cui bisoni e responsabile unigna trovare la forza
L’OPERA co del procedimento)
nel proprio pensiero,
divise: diIndividuato il super vengano
nella propria coscienpende da come Sala
direttore dei lavori vorrà risistemare la
za. E anche le energie
Manca il sostituto di Paris governance della sofisiche per poter condurre un’avventura
cietà. Presto potrà
come quella di Expo 2015». Insomma, contare anche sulla piena operatività
momenti in cui «bisogna chiudersi bene della task force guidata da Elisa Grande:
in se stessi, senza distrazioni, sapendo renderà più fluidi i rapporti tra Expo e
che ci sono momenti in cui si può sba- Roma per le questioni di carattere autogliare, e altri in cui non si può». Ora non rizzative e normative, e tentare la volata
si può più. Oggi pomeriggio sarà in via di qui a maggio 2015.

Il commissario Sala:
“Giorni difficili, da oggi
non si può più sbagliare”

Il commissario straordinario dell’Expo 2015, Giuseppe Sala

I figli da far assumere
alla Sogin: «Li mettiamo
a 3-4 mila euro netti
al mese e sono a posto»

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Intervista

Primo Piano .3

.

Le regole

Non servono nuove
norme sugli appalti
Per battere la corruzione
servono semplificazione,
trasparenza e merito
FABIO MARTINI
ROMA

tavolta, davanti allo scandalo dell’Expo, a palazzo Chigi
hanno deciso di non cavalcare la tigre populista e infatti il messaggio del «numero due» del governo Graziano
Delrio, è controcorrente: «Nuove
norme sugli appalti? Non servono.
Nel passato, sbagliando, abbiamo immaginato di combattere le corruzione, complicando le norme. E invece la
corruzione si combatte seguendo una
strada opposta, quella della Francia e
della Germania. Puntando, come faremo, su tre leve: massima trasparenza di tutti gli atti amministrativi;
semplificazione; professionalità degli
amministratori, da premiare in base
ai risultati». E poi il secondo messaggio: «L’inchiesta della magistratura?
Non creerà assolutamente problemi,
ma invece aiuterà Expo. Rispetteremo i tempi: l’Italia non è quella delle
persone arrestate e vincerà la sfida».
È venerdì pomeriggio, palazzo Chigi
si sta svuotando, l’insonne presidente
del Consiglio è a Firenze, ma Graziano Delrio, il «sottosegretario a tutto»,
continua a macinare dossier, vede
gente. L’ultimo che esce dal suo ufficio è il presidente del Coni Giovanni
Malagò, per un progetto, ancora sotto
traccia, che punta a rilanciare «l’impiantistica sportiva di base, molto importante per la socialità e per la scuola primaria».

Il segnale

S

In che modo direte al mondo che
l’Expo si fa e si fa bene?

«L’episodio non va sottovalutato, ma
noi intendiamo vincere la sfida. Una
sfida che non è di Milano, ma è sfida
decisiva per tutto il Paese».

Alle resistenze
che ci sono nel Paese
risponderemo
tagliando il 30% delle
spese di palazzo Chigi
PAOLO CERRONI/IMAGOECONOMICA

GRAZIANO DELRIO

“Non è come Tangentopoli
Stavolta il pericolo
non arriva dai partiti”
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio:
“Le persone coinvolte hanno interessi diversi dalla politica”

marce e rami secchi, aiuta a fare le
meglio le cose. Naturalmente non si
può immaginare di combattere la corruzione mettendo un generale dei Carabinieri in ogni azienda. Intendiamo«Anzitutto serve una rivoluzione eti- ci: evviva sempre Carabinieri e Guarca perché chi lavodia di Finanza, ma
ra nel pubblico deLA TASK FORCE bisogna organizzarve avere un rigore A palazzo Chigi una squadra si meglio. Avanti
doppio rispetto a
tutta con la normacon il compito di vigilare tiva sulla trasparenchi lavora nel prisulla kermesse del 2015 za, sui pagamenti
vato. Anche perché
online. Se un Comula corruzione è presente in tutti i Paesi del mondo, ma ne ha affidato cento lavori alla stessa
ditta, potendoli riscontrare, prima o
da noi ha proporzioni fuori misura».
E intanto la magistratura fa da sup- poi ti porrai una domanda. Trasparenza e informatizzazione agiscono
plente...
«La magistratura, tagliando mele automaticamente sulla discrezionaliDelinquere è abitudine connaturata
nell’animo umano, però creare deterrenti si può. State preparando
qualche correzione?

tà e hanno un effetto pedagogico. Tutto rilevabile, tutto certificato, tutto a
disposizione dei cittadini».
Dopo lo scandalo non cambia proprio
nulla?

«Abbiamo già preso l’impegno di una
task-force a palazzo Chigi, che continuerà il lavoro di coordinamento e di
supporto con più forza di prima».

Stavolta i partiti sembrano aver giocato un ruolo laterale, la stessa Lega delle coop si è fatta ditta autonoma, tagliando i ponti con la ridimensionata
“ditta-partito”: come Pd state tranquilli?

«Sì, mi pare che in questo momento e
per questo tipo di problemi, il pericolo
non stia nei partiti. Nei primi commen-

ti invece si tende ad enfatizzare il precedente di Tangentopoli, ma se sbagli
analisi, sbagli anche i rimedi. In questo
caso stiamo parlando di aziende, di
consuetudini, di favori fatti tra persone che hanno interessi di tipo diverso
da quelli della politica, che a sua volta
deve però vigilare, nominando responsabili all’altezza».
Non ha la sensazione che il governo, a
forza di aprire fronti, stia segnando il
passo?

«No. I tanti fronti aperti sono tutti
fronti della vita reale, sul quale il Paese aveva seri ritardi. È molto importante che questo Paese abbia ricominciato a litigare sulla detrazione
Irpef o sul rinnovo del contratto a

tempo determinato piuttosto che sull’ultima battuta, con tutto il rispetto,
di Berlusconi o di Renzi».
Alle Europee, come lei dice, basterà al
Pd prendere un voto in più del Cinque
Stelle e all’ Ncd conquistare il 4%? Con
Grillo in crescita e una maggioranza al
30-33%, non rischiereste grosso? Per
legittimarvi, non dovreste avvicinarvi
al 40%?

«Anzitutto queste sono elezioni Europee e comunque non dimentichiamolo:
noi alle Politiche, come Pd, abbiamo
preso poco meno dei Cinque Stelle. Il
tema l’ha posto correttamente Grillo
che ha detto: dobbiamo superare il Pd.
In questa sfida noi ci accolliamo, prima
con Letta e oggi con Renzi, la difficoltà
del governare e ci abbiamo messo la
faccia. Dunque, il Pd se sta davanti a
Grillo, vince. E Grillo, se sta dietro di
noi, perde».
Dalla Rai e non solo da lì, cominciano
ad esprimersi resistenze ai vostri tagli
di spesa. Preoccupato?

«Alle resistenze forti e sorde in
atto, risponderemo, dando l’esempio: con l’imminente taglio di oltre il
30% delle spese per palazzo Chigi.
Non è poco».

Jena
Prove
Ma qual è la prova contro Scajola?
Scajola.

jena@lastampa.it

R

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Il FESR mira a consolidare la coesione economica e sociale
dell’Unione europea correggendo gli squilibri fra le
regioni. Per fare questo concentra gli investimenti su
diverse aree prioritarie chiave. Tale approccio assume il
nome di «concentrazione tematica» su questi temi:
innovazione e ricerca; agenda digitale;
sostegno alle piccole e medie imprese (PMI);
economia a basse emissioni di carbonio.

Più finanziamenti
alle regioni in sviluppo
Le risorse FESR stanziate a favore di tali priorità
dipendono dalla categoria di regione:
nelle regioni più sviluppate almeno l’80 % dei fondi deve
concentrarsi su almeno due priorità;
nelle regioni in transizione la concentrazione concerne
il 60 % dei fondi;
nelle regioni in ritardo di sviluppo la concentrazione
concerne il 50 % dei fondi.

g
I giovani nel mirino

Il ruolo del Fondo europeo
di sviluppo regionale

A chi vanno gli aiuti

Come funziona

gg Dossier/Finanziamenti europei

Il Fondo sociale europeo
e l’obiettivo occupazione
Il FSE investe sulle persone, riservando speciale attenzione
al miglioramento delle opportunità di formazione e
occupazione in tutta l’Unione europea.
Gli investimenti del FSE interessano tutte le regioni
dell’Unione europea. Fra il 2014 e il 2020 sono previsti
investimenti in capitale umano negli Stati membri per oltre
80 miliardi di euro, con almeno 3,2 miliardi di euro in più
per l’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile.

Meno vincoli agli appalti per ripartire
Il governo sta studiando la possibilità di snellire con un decreto legge le procedure per utilizzare
entro il 2016 i fondi che l’Europa ha assegnato alle regioni e che in gran parte non sono stati ancora spesi
PAOLO RUSSO
ROMA

ELABORAZIONE UIL
SERVIZIO POLITICHE TERRITORIALI

LA SPESA RENDICONTATA AL 31/12/2013 E QUANTO MANCA DA SPENDERE ENTRO IL 31/12/2015
TOTALE FINANZIAMENTO
FONDI EUROPEI
2007-2013

Piemonte
Valle D’Aosta
Lombardia
Liguria
Bolzano
Trento
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
Programmi Nazionali
TOTALE

2.069.800.000
112.800.000
1.328.000.000
917.600.000
224.100.000
279.800.000
1.160.000.000
549.800.000
1.230.400.000
1.682.700.000
571.200.000
564.500.000
1.467.400.000
634.400.000
295.400.000
5.444.500.000
5.771.500.000
1.074.600.000
2.799.300.000
5.992.000.000
2.036.400.000
11.536.200.000
47.742.400.000

PERCENTUALE
DI SPESA
RENDICONTATA

62,1%
60,1%
61,2%
59,8%
60,2%
74,1%
63%
67%
67,4%
63,4%
60%
60,4%
58,7%
59,3%
58,8%
34,8%
55,2%
62,9%
43,1%
42,1%
61,5%
54,4%
52,6%

TOTALE RISORSE
DA SPENDERE
ENTRO IL 31/12/2015

785.100.000
45.000.000
514.700.000
368.900.000
89.100.000
72.500.000
429.500.000
181.400.000
401.000.000
616.000.000
228.500.000
223.500.000
605.700.000
257.900.000
121.700.000
3.550.400.000
2.587.100.000
398.700.000
1.593.300.000
3.470.600.000
783.100.000
5.261.000.000
22.584.700.000

Centimetri - LA STAMPA

Mentre il vento della nuova tangentopoli soffia minaccioso sui partiti, il Governo si appresta ad allentare i vincoli
del codice degli appalti, che rallenta la
presentazione dei progetti indispensabili a non perdere i 22,6 miliardi di
fondi strutturali europei per lo sviluppo. Somma pari più o meno a quanto
speso di risorse Ue negli ultimi 7 anni.
Una bozza di decreto legge dal titolo «misure urgenti su scuola e difesa
del suolo», da finanziare con soldi europei, è già pronta e potrebbe essere
varata dal Consiglio dei ministri la
prossima settimana. Sempre che il
Governo non decida di prendere più
tempo per limare ulteriormente il testo, in modo da garantirne una blindatura anti-corruzione, imprescindibile
dopo la bufera abbattutasi sull’Expo.
I rischi politici dell’operazione sono
ben chiari a Matteo Renzi, che però non
vuol perdere il treno dei finanziamenti
europei, proprio mentre il suo sottosegretario alla Presidenza, Graziano
Delrio, ha avviato una trattativa con la
commissione Ue per non conteggiare a
deficit sui 22,6 miliardi di fondi strutturali i 9 che spetta all’Italia mettere sul
piatto. Operazione difficile da finanziare
ricorrendo a tagli di spesa, soprattutto
dopoaverdecisodidirottarebuonaparte della spending review a copertura degli 80 euro di bonus Irpef. E senza soldi
made in Italy addio anche agli oltre 13
miliardi di quota Ue. Il tempo stringe
perché la dead line per spendere quel
che l’Europa offre sul piatto è il 31 dicembre 2015. Una corsa contro il tempo
che ha spinto Delrio a fare più o meno
questo discorso ai partner europei:
«Anziché intavolare una trattativa per
allentare il vincolo del 3% del rapporto
deficit/Pil, ridiamogli ossigeno non conteggiando ai fini del parametro le quote
nazionali di finanziamento dei fondi
strutturali. Che vanno su progetti già

Fondi europei 2007-2013

bollinati dall’Europa favorevoli allo sviluppo». Della deroga se ne riparlerà dopo
le elezioni europee, anche se la proposta
per ora non ha incontrato muri invalicabili. Il problema però è quello che ha rimarcato lo stesso premier ieri l’altro in tv, ammettendo che «non possiamo battere i
pugnisultavoloinEuropaquandopoinon
siamo capaci di spendere le risorse che
questa ci mette a disposizione». Sempre
Delrio nei giorni scorsi ha ammesso che
almeno 5 miliardi rientreranno nei forzieri di Bruxelles perché Regioni ed Enti locali non sono stati capaci di mettere giù
nemmeno uno straccio di progetto. «Un
atto di autolesionismo, tanto più a fronte
dei dati allarmanti sull’occupazione», rimarca Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil Servizio politiche territoriali, che ha scattato una fotografia desolante sull’uso dei fondi Ue. Del Fondo europeo di sviluppo regionale, che finanzia
gli investimenti, su un totale di 33,4 miliardi ne sono stati impegnati poco meno della metà, 16,4. Va un po’ meglio per il Fondo
sociale europeo, che alimenta azioni per
l’occupazione, l’istruzione e la formazione. Qui dei 14,3 miliardi a disposizione ne
sono stati utilizzati 8,8, il 61,2%.
Se poi si guarda al problema dal punto
di vista delle Regioni si ripresenta la consueta spaccatura Nord-Sud, anche se meno accentuata del solito. Solo perché qui
brutta figura la fanno un po’ tutti. Certo,
Campania e Sicilia rischiano di perdere rispettivamente il 65,2% (3,6 miliardi) e il
57,9% (3,5 miliari) dei fondi europei a loro
disposizione. Ma anche il Centro-Nord
non brilla, con in testa il Lazio, che deve
spendere ancora il 41,3% delle risorse,
mentre Liguria e Umbria sono più o meno
lì con il 40% di fondi inutilizzati. Male ancheleamministrazionicentralidelloStato
che hanno 5,3 miliardi sul piatto (pari al
45,6%dellerisorse)manonriesconoonon
sanno allungare la mano. Ora il governo
proverà ad aiutarle. Evitando di favorire
mani più leste, ma con intenti meno nobili
del voler creare sviluppo e occupazione.

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

U

LE INCHIESTE
IL CENTRODESTRA

Dell’Utri e la mafia
Ora la condanna
a 7 anni è definitiva
La Cassazione: concorso esterno fino al 1992
RICCARDO ARENA
PALERMO

La parola fine su una vicenda
cominciata in un giorno di giugno del 1996, con l’invito a comparire che fu pervicacemente e
curiosamente negato – contro
ogni evidenza – dall’allora procuratore aggiunto di Palermo
Guido Lo Forte, è arrivata ieri
sera poco prima delle 22. Sette
anni erano e sette anni sono,
per Marcello Dell’Utri non ci
sono sconti ma l’imputato non
c’è, è in Libano, in una corsia
dell’ospedale Al Ayat di Beirut,
in un reparto speciale per detenuti. Il Sostituto Procuratore

Il procuratore generale
di Palermo emette
subito l’ordine
di carcerazione
Generale di Palermo Luigi Patronaggio ha emesso subito un
ordine di carcerazione.
Concorso esterno in associazione mafiosa, per una
continuità di vicinanza e di legami con Cosa nostra che,
per l’ex senatore del Pdl, parte dai primi anni ’70 e si prolunga fino al 1992, come ha sostenuto ieri nella sua requisitoria il sostituto procuratore
generale Aurelio Galasso e

come ha confermato la prima
sezione della Cassazione, con
una decisione firmata dal collegio presieduto da una donna,
Maria Cristina Siotto. Che ha
confermato la sentenza scritta
da un’altra donna, il consigliere
della Corte d’appello di Palermo Daniela Troja.
Come aveva già fatto nel
2012 in occasione del primo
giudizio di fronte alla Suprema
Corte, Dell’Utri non ha atteso
in Italia il verdetto, inizialmente fissato per il 15 aprile e che
però è slittato a ieri, per il contemporaneo impedimento fisico dei suoi due difensori.
Per arrivare al verdetto definitivo ce ne sono voluti cinque, di processi: due condanne
di merito (a nove anni in tribunale, a sette nel primo processo di appello), poi l’annullamento con rinvio da parte della
Cassazione, il 9 marzo 2012,
quando l’imputato era verosimilmente a Santo Domingo:
anche in quel caso non aveva
atteso il giudizio finale in Italia.
La situazione non è però
cambiata nel nuovo processo
palermitano, celebrato davanti alla terza sezione della Corte
d’appello, presieduta da Raimondo Loforti. L’imputato, secondo la ricostruzione fatta in
primo grado dai pm Antonio
Ingroia e Domenico Gozzo e in

Retroscena
GRAZIA LONGO
ROMA

o, Marcello Dell’Utri non
aveva bisogno di fuggire in
Sudamerica per garantirsi
la libertà. Il trasferimento in Libano
è più che sufficiente a risparmiargli
il carcere. La possibilità che da Beirut arrivi l’ok per la richiesta di
estradizione si profila, infatti, sempre più distante.
A sostenerlo non è solo il legale
libanese del braccio destro dell’ex
premier Silvio Berlusconi, Akram
Azoury, ma anche l’avvocato Fausto Pocar, ordinario di diritto internazionale all’Università degli Studi
di Milano. «Non solo l’ex senatore
non va estradato, ma non andava
neppure arrestato il 12 aprile scorso - dichiara l’avvocato Azoury -.
L’Italia, quando lo ha fermato all’hotel Phoenicia, ha violato l’articolo 20, punto C del trattato internazionale tra i due Paesi, secondo il
quale l’estradizione non può essere
concessa per reati prescritti in uno
dei due Stati». E, secondo il difensore, i reati per cui Dell’Utri è stato
condannato sono ampiamente coperti dalla prescrizione in Libano
«perché sono già passati 10 anni dal
’92». Per non parlare, poi, dell’inconsistenza giuridica del «concorso
esterno» in associazione mafiosa,
non previsto dalla legge libanese.

N

Le tappe

1994
L’indagine
1 La Procura di Palermo

iscrive Marcello Dell’Utri nel
registro degli indagati per
concorso esterno in associazione mafiosa.

1996

MICHELE NACCARI/ANSA

Marcello Dell’Utri, ex senatore di Forza Italia

2004

2010

2013

Fine delle indagini

La prima sentenza

L’appello

Il nuovo appello

1 Il gup accoglie la richie-

1 Condanna a nove anni di re-

1 Condanna ridotta a sette

1 In seguito a una parziale

sta dei pm e dispone il rinvio a
giudizio; un anno dopo il processo viene avviato davanti al
tribunale di Palermo.

clusione, più due anni di libertà
vigilata, interdizione perpetua
dai pubblici uffici e risarcimento
per le parti civili.

anni: provati i rapporti tra Dell’Utri e la mafia fino al 1992, assoluzione «perché il fatto non
sussiste» per i fatti successivi.

riforma della Cassazione, si
rende necessario un secondo
processo d’appello, che conferma la pena di sette anni.

appello dai pg Nino Gatto e
Luigi Patronaggio, oltre a contribuire alla fondazione dell’impero economico e imprenditoriale di Silvio Berlusconi e
ad essere determinante per la
nascita di Forza Italia, fu sempre in contatto con la mafia.
Come ha sostenuto ieri il pg
Galasso, non c’è stata soluzione di continuità nel contributo
«esterno» all’associazione mafiosa, dato che l’imputato era

passato dalle “mani” dei boss
della vecchia mafia come Stefano Bontate e Mimmo Teresi
a quelle di Totò Riina.
Dell’Utri aveva portato ad
Arcore, da Berlusconi, un
mafioso conclamato come
Vittorio Mangano, boss di
Porta Nuova, e fatto pagare
pizzo e protezioni all’amico
Silvio, allora «re» delle costruzioni e delle tv. Mediatore interessato di un Berlu-

sconi vittima consapevole,
avevano scritto i giudici.
Ma la Cassazione aveva preteso di conoscere in che modo,
dopo il ’78, quando ci fu una
temporanea frattura con l’ex
premier, si era estrinsecato il
contributo: e ieri Galasso ha
avallato la tesi della continuità,
dei contatti ininterrotti con Riina, dei pagamenti che andarono avanti fino al 1992. Mentre i
legali hanno dovuto difendere

l’imputato non tanto o non solo
dalle accuse di merito, ma anche dalla sua fuga all’estero, un
macigno per la difesa: «È molto
provato – ha detto l’avvocato difensore Massimo Krogh –. Vent’anni di indagini. Non lo giustifico, ma lo capisco. Può avere
perso la testa, fatto una stupidaggine». «Siamo delusi – gli fa
eco il collega Giuseppe Di Peri –
ora ricorreremo alla Corte europea dei diritti dell’uomo».

Estradizione dal Libano difficile
Decisivo il trattato internazionale
Reato troppo lontano nel tempo e non previsto dal codice penale di quel Paese

10
anni
Il tempo limite dalla
commissione del reato
per l’estradizione

L’hotel di Beirut dov’era stato preso Dell’Utri

Non è la prima volta che Azoury,
agguerrito e con ampio margine di
manovre politiche, assiste persone
con ruoli istituzionali. Avvocato di
primo piano in Libano, ha difeso tra
l’altro l’ex capo della sicurezza nazionale Jamil Sayyed dall’accusa di aver
partecipato all’uccisione dell’ex primo ministro Rafiq Hariri e dopo la rivoluzione in Tunisia nel 2011 è diven-

tato legale del deposto presidente, il
dittatore Ben Ali. E se Azoury si
spinge addirittura a chiedere la liberazione del cofondatore di Forza Italia, il professore Fausto Copar ammette che «il trattato internazionale
con il Libano, del 10 luglio 1970, per
regolare i rapporti di assistenza giudiziaria reciproca, non sembra a favore dell’estrazione dell’ex senatore.

Oltre all’articolo 20, infatti, anche il
numero 16 complica il suo rientro in
Italia, sia a scopi processuali, sia per
l’applicazione di una pena definitiva.
In entrambe le circostanze vale il
principio della “doppia incriminazione”, nel senso che sia il reato, sia la
pena devono essere contemplate in
entrambi i Paesi». Più nel dettaglio
Pocar precisa: «Se per la legge libanese i reati sono davvero già prescritti, Dell’Utri ha l’opportunità di
non essere estradato perché decadono i motivi. Idem per il “concorso
esterno”».
Fiduciosi di centrare l’obiettivo sono, invece, al ministero della Giusti-

zia. Il Guardasigilli, Andrea Orlando,
ha inviato lunedì scorso la traduzione
- in francese e in parte in arabo - della
sentenza di secondo grado e i suoi allegati. Ora si limiterà a «comunicare
che la sentenza è diventata definitiva
e quindi l’estradizione viene richiesta
per applicazione della pena e non per
scopi processuali».
La strada verso l’esecuzione dell’estradizione è, tuttavia, lastricata di
ostacoli e difficoltà. Alla luce delle dichiarazioni dell’avvocato Akram
Azoury, tanto per capirci, si comprende meglio anche l’atteggiamento
del procuratore generale della Cassazione libanese, Samir Hammud.
Finora non solo non ha mai interrogato Marcello Dell’Utri, a cui ha concesso gli arresti domiciliari per motivi di salute, dal 16 aprile, nel reparto
detenuti dell’ospedale Al Hayat. Ma
ha sempre sostenuto che lo avrebbe
incontrato «solo dopo aver letto tutte
le carte».
Aspetta forse la sentenza definitiva per poi evidenziarne l’incongruità
con la legge libanese? Inoltre, la sensazione più forte che arriva dagli ambienti giudiziari di Beirut è il peso politico della decisone finale.

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

U

LE INCHIESTE

A CENA CON BERTINOTTI

IL CENTRODESTRA
In carcere

il caso
GUIDO RUOTOLO
REGGIO CALABRIA

li investigatori della Dia
sono convinti di aver
trovato la «pistola fumante», insomma la
prova che davvero
Claudio Scajola, l’ex ministro dell’Interno, si stava prodigando per
far trasferire da Dubai a Beirut
l’amico latitante Amedeo Matacena, che ieri sera si è definito «dispiaciuto, addolorato e turbato».
È una lettera scritta al computer,
in francese, con una firma-sigla che
dovrebbe essere quella del leader
delle Falangi Libanesi, l’ex presidente Amin Gemayel, che ieri ha tenuto a smentire i suoi rapporti «parentali o di vicinanza» con Vincenzo
Speziali, indagato da Reggio.
E intanto ieri il gip di Roma ha
sentito per l’interrogatorio di garanzia l’ex ministro Claudio Scajola, recluso a Regina Coeli. L’indagato non ha risposto all’interrogatorio di garanzia e i suoi legali hanno
fatto sapere che intende chiarire
tutto ai pm Giuseppe Lombardo e
Francesco Curcio (applicato dalla
procura nazionale antimafia). Anche la moglie di Amedeo Matacena,
Chiara Rizzo, latitante, ha annunciato che chiarirà tutto e che si costituirà presto.
Dunque la lettera recuperata
nelle perquisizioni dell’altro giorno. «Mio caro Claudio come mi ha
spiegato il nostro amico comune
comprendo bene che la questione ti
tocca particolarmente. Bisogna
soltanto aspettare che si trovi un
accordo per la formazione del nuovo governo».
L’attesa per la formazione del
nuovo governo libanese era già
emersa nelle intercettazioni della
procura di Reggio Calabria. In una

G

Retroscena
REGGIO CALABRIA

ostengono i magistrati antimafia reggini: «Le attività investigative hanno consentito
di dimostrare in modo palese le
cointeressenze finanziarie e imprenditoriali che legano Claudio
Scajola e Amedeo Matacena».
E adesso, dunque, si scopre che i
due non solo erano amici, ma anche soci in affari, compagni di merendine. Claudio Scajola e Amedeo Matacena, uno di Imperia e
l’altro di Reggio Calabria. Un vecchio democristiano e un figlio dei
Boia chi Molla. Per Matacena c’è
anche un atroce sospetto, che non
solo abbia aiutato la ’ndrangheta
ma in qualche modo ne faccia parte integrante.
Quasi vent’anni fa, un pentito
calabrese, Pasquale Nucera, raccontò ai pm di Palermo: «Nei miei
precedenti interrogatori ho riferito di una riunione che si svolse tra
l’agosto e il settembre 1991 nel
Santuario di Polsi nel comune di
San Luca. Il colletto bianco che
aveva una parlata italiana con accenti inglesi o americani si chiama
Giovanni Di Stefano. E’ un italiano, amico di Milosevic, leader militare della Serbia.
Di Stefano disse che bisognava
appoggiare il nuovo “partito degli
uomini” che doveva sostituire la Dc
in quanto questo ultimo partito non
garantiva gli appoggi e le protezioni
del passato. Alla predetta riunione
erano presenti tutti i vari esponenti

S

Claudio Scajola, ex
ministro e
parlamentare,
arrestato nell’ambito
di un’inchiesta della
Procura di Reggio
Calabria, mentre viene
portato via dalla
Direzione
investigativa
antimafia

ANGELO CARCONI/ANSA

E in questa storia di cospirazione, intrighi, interessi criminali e mafiosi, spunta anche Fausto
Bertinotti, l’ex sindacalista della Cgil, ex segretario di Rifondazione comunista ed ex Presidente
della Camera dei deputati. È vero che le cronache
mondane dei siti web e dei settimanali di gossip
documentano sempre la presenza di Bertinotti e
signora ad ogni appuntamento mondano, ma in
questa inchiesta viene chiamato in causa da
Scajola. Tra un impegno e un altro per fare eludere l’applicazione della condanna a cinque anni
dell’armatore reggino, Scajola rivela a Chiara
Rizzo: «Ci sentiamo poi che io stasera qui ci ho a
casa Confalonieri (Fedele, ndr) e Bertinotti Fausto, ndr)». Ma che si tratti di un caso di omonimia?

Quella lettera da Beirut a Scajola
“A Matacena penseremo noi”
Per i pm è la prova del suo ruolo nella fuga. L’esponente di Fi non parla con il gip
conversazione tra Scajola e Vincenzo
Speziali, il nipote dell’omonimo ex
parlamentare calabrese, Pdl, amico
di Gemayel e con buone entrature in
Libano, «Scajola chiede a Speziali:
“Lì cosa devo dire?”. Vincenzo:
“quando ci vediamo martedì ti dico
tutto, perché nel frattempo che
avranno giurato, io sono in contatto
ed avvio subito la questione... l’avevo
detto, prima di fine febbraio non possiamo fare niente. E infatti siamo nel
timing”».
Sostiene l’accusa: «Il progetto di
spostare il Matacena da Dubai verso
il Libano è collegato al possibile esito,

fissato per il 20 febbraio, del procedimento di espulsione pendente a Dubai contro Matacena».
Ecco perché bisogna trovare subito un rifugio garantito. Torniamo alla
lettera (presunta) di Gemayel. «La
persona (il riferimento è ad Amedeo
Matacena, ndr) potrà beneficiare in
maniera riservata della stesso posizione che attualmente ha a Dubai.
Avrà un documento di identità. Della
questione si occuperà un mio incaricato e troveremo un modo per far
uscire la persona dagli Emirati arabi
e farlo arrivare in Libano. La questione merita la massima attenzione e il

mio incaricato ti terrà informato».
Poi la firma, preceduta da un «amichevolmente».
Dunque, attraverso Speziali,
Scajola è certo di riuscire nell’operazione di salvataggio dell’amico, del socio in affari Matacena. «Il ruolo di
Vincenzo Speziali è da considerare di
particolare spessore, svolgendo il
compito di intermediario tra Claudio
Scajola, Chiara Rizzo e il referente libanese che dovrebbe garantire la vicenda Matacena in quel territorio».
«Il Libano è lo Stato individuato
per la presenza di relazioni personali
in grado di garantire il rigetto della ri-

Le frasi nelle carte
L’INDAGINE

I PENTITI

IL GIUDIZIO DELLA PROCURA

Le attività investigative
hanno consentito
di dimostrare in modo
palese cointeressenze
tra Scajola e Matacena

Matacena è la stabile
interfaccia della
’ndrangheta nel
processo di espansione
dell’organizzazione

L’ex ministro dovrebbe
avversare questi
comportamenti,
invece li agevola
consapevolmente

Anche l’auto con scorta
tra i favori di Claudio
alla moglie del latitante
Il legame tra le famiglie risale agli Anni 90
dei locali della “’ndrangheta”. Era
presente, seppure defilato, Matacena junior “il pelato”, appartato con
Antonino Mammoliti di Castellace».
Siamo al post caduta del Muro di
Berlino. ’Ndrangheta e Cosa nostra
hanno da poco più di un mese ammazzato il giudice Giuseppe Scopelliti che in Cassazione avrebbe dovuto
sostenere l’accusa nel maxi processo
contro Cosa Nostra, e la cupola della
’ndrangheta si riunisce per decidere
di mollare i referenti politici.
Da «osservatore» assiste alla riunione anche Amedeo Matacena che,
per i pentiti, è «la stabile interfaccia
della ’ndrangheta nel processo di

espansione dell’organizzazione criminale, a favore di ambiti decisionali
di altissimo livello». È quella ’ndrangheta che per i pentiti è fatta da «invisibili», e che dunque sono l’altra
parte della ’ndrangheta che noi definiremmo l’ala militare e che loro
chiamano dei «visibili».
E dunque Scajola e gli altri amici e
parenti che volevano aiutare l’armatore reggino a eludere l’esecuzione
della condanna a cinque anni per collusione con la cosca Rosmini, erano
consapevoli dello spessore criminale
del fuggiasco? Di certo, Scajola si sfoga con Chiara Rizzo a proposito di un
certo «disagio» che lo fa soffrire: «Bi-

Lady Matacena
Chiara Rizzo, moglie di Amedeo
Matacena, destinataria di un ordine
di arresto ma latitante,
fotografata dagli investigatori
mentre maneggia denaro

chiesta di estradizione, attraverso il
passaggio formale costituito dalla
possibilità di chiedere e ottenere “asilo politico” a favore del Matacena».
E, dunque, lo strumento per arrivare a Beirut è Vincenzo Speziali,
che al telefono con Scajola si vanta:
«Io sono programmato per non
sbagliare».
Ride Scajola: «Bene, bene...».
Adesso l’ex ministro si dice convinto di poter chiarire tutto. Non potrà
sostenere che tutto è avvenuto a sua
insaputa. Forse potrà, alla fine, essere assolto, ma che il «fatto sussista»
questo è fuori discussione.

sogna prendere delle decisioni perché io mi sono esposto...».
I pm reggini sono consapevoli che
«Scajola è portatore di un interesse
autonomo verso la pianificata conservazione dell’operatività diretta
del Matacena». Il cui comportamento (concorso esterno in associazione
mafiosa) un ex ministro dell’Interno
dovrebbe «avversare con tutte le sue
forze e che, invece, consapevolmente
sostiene, agevola, rafforza».
Tantissime le intercettazioni telefoniche tra la moglie di Matacena, Chiara Rizzo e Claudio Scajola
che colpiscono anche il gip, lasciando intendere che tra i due vi siano
relazioni particolari, visti «gli assidui contatti». Di certo è lei che dovrebbe prendere le rendini, ovvero
assumere la titolarietà delle azioni
del marito.
Fa una certa impressione che al telefono un ex ministro dell’Interno
confidi alla signora Matacena di aver
parlato con una terza persona «da un
telefono pulito», che utilizzi la sua
scorta «per garantire alla moglie di
Matacena agevoli spostamenti nel
territorio italiano». Che vuole sapere
di chi è un’auto che apparentemente
ha seguito l’auto con lui a bordo.
L’ipotesi sulla quale lavoravano gli
investigatori della Dia e la procura di
Reggio è che per agevolare «gli interessi imprenditoriali ed economici
della ’ndrangheta assume centrale
rilievo una figura di grande rilevanza internazionale come quella del
Matacena, ulteriormente rafforzata
dalla comunione di interessi, anche
imprenditoriali, con l’ex ministro
dell’Interno Claudio Scajola, che
nella fase storica successiva al passaggio in giudicato della sentenza di
condanna diviene la proiezione politico-istituzionale-imprenditoriale
del primo».
[GUI.RUO.]

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Primo Piano .7

.

U

GIUSTIZIA

Dopo le inchieste
Toti:«ForzaItalia
cresce,siamoal20%»

L’EX PREMIER DAI MALATI
M ICHELE BRAMBILLA
CESANO BOSCONE (MI)
l più inutile appostamento della storia del giornalismo comincia alle sette del mattino,
quando i primi cronisti cominciano ad arrivare alla Sacra Famiglia, e finisce verso le due del pomeriggio, quando anche i più ostinati
capiscono che non si tira fuori mezza
notizia neanche a pagarla. In mezzo
a queste sette ore, il nulla. Silvio Berlusconi arriva alle nove e mezza ed
entra nella palazzina San Pietro, dove ci sono i malati di Alzheimer, senza aprire bocca; e se ne va alle due
meno dieci sempre senza proferire
parola. Ai giornalisti che gli urlano
«presidente, com’è andata?», o altre
fondamentali domande di questo genere, l’ex premier risponde allargando le braccia come per dire: abbiate
pazienza, ho l’obbligo di stare zitto.
Solo più tardi, e non qui, Berlusconi racconterà, sia pure con parsimonia, com’è andata. Lo farà nell’intervista a Telelombardia: «Ho fatto tante battute, abbiamo parlato tanto di
Milan, e la prossima volta porterò
anche degli orologi del Milan», ha
scherzato. Poi, più serio, ha aggiunto: «La cosa che mi ha colpito di più è
stata la dedizione delle persone che
sono a contatto con questi malati di
Alzheimer». Parole pronunciate verso sera davanti alle telecamere, e che
quindi hanno reso un po’ grottesco
uno spiegamento di uomini e mezzi più di cento giornalisti, forse duecento, da tutto il mondo – che ha colpito anche l’ex premier: «Mi è sembrata esagerata tutta questa attenzione, la calca di fotografi e giornalisti per una cosa normale che rientra
in cose che già si conoscevano», ha
detto a Telelombardia.
Ma nel frattempo la calca di giornalisti a Cesano Boscone, per ingannare il tempo, non ha trovato niente
di meglio che intervistarsi a vicenda.
Il che è servito, tra l’altro, per renderci conto della figura che stiamo
facendo all’estero. C’è ad esempio
una cronista di una radio francese e
le chiedo se nel suo Paese ci sia molto
interesse attorno a questa faccenda
dell’ex presidente del Consiglio condannato ad assistere anziani in genere più giovani di lui. «Sì», mi risponde, «c’è molto interesse, anche se un
po’ cinico». In che senso cinico? «Nel
senso che ci dà l’opportunità di ridere di voi». I colleghi tedeschi, che non
per niente sono tedeschi, colgono un
altro aspetto: «Anche da noi», mi dicono, «esistono le pene alternative.
Ma se uno viene condannato a quattro anni, non finisce per fare quattro
ore alla settimana per dieci mesi».
Ma poi, Berlusconi può davvero
essere utile ai malati? E a se stesso?
A Telelombardia lui dirà più tardi di
«non sentirsi bene nell’affrontare

I

Appostati

1 Preoccupati per i riflessi

Fin dalle prime ore
del mattino decine
di giornalisti da tutto
il mondo hanno atteso
l’arrivo di Berlusconi
a Cesano Boscone
Una folla di cronisti che
ha portato l’ex premier
in serata a dire
di considerare
sproporzionata l’attesa
mediatica creata
attorno alla giornata
di ieri

ANDREA NINNI/IMAGE/SYNCSTUDIO

IL PRIMO GIORNO AI SERVIZI SOCIALI

sulle elezioni europee dopo
gli arresti legati ad Expo e
quello di Scajola? A Forza Italia giurano di no. «Quanto
successo non ci fa paura per il
risultato elettorale. Anzi, i dati ci stanno dicendo che stiamo crescendo: evidentemente le interviste e l’inizio della
campagna elettorale fatte da
Berlusconi stanno dando un
buon risultato e stanno compattando i nostri elettori, gli
ultimi sondaggi ci danno al
20,8% con tendenza in crescita». Lo ha detto Giovanni Toti,
consigliere politico di Berlusconi, tornando poi sui motivi che hanno spinto a esludere Scajola dalla lista per le Europee: «Ritenevo che Scajola,
come altri dirigenti del partito, non dovesse essere in lista
per le Europee perché Forza
Italia, come gli altri partiti, ha
bisogno di conquistarsi la fiducia dei cittadini, ha bisogno di rinnovarsi».

A Cesano Boscone va in scena
l’attesa dello spettacolo che non c’è
Berlusconi alla Sacra Famiglia. Poi in serata racconta: “Ho fatto molte battute”

Berlusconi all’uscita, dopo quattro ore e mezza, dalla Sacra Famiglia

una situazione che mi ha limitato molto». «Non sono solo quelle quattro ore
e mezza», ha spiegato, ma anche tutti
gli altri vincoli posti dall’Uepe alla sua
vita privata. Comunque, ha osservato
che la sua permanenza alla Sacra Famiglia è stata di «ore intensissime, ma

sono stato anche di disturbo per loro:
spero recupereremo la prossima volta. Io mi sono messo a disposizione,
non so poi se vorranno usufruire della
mia esperienza».
L’impressione, per ora, è però che
la sua presenza, più che aiutare l’isti-

tuto, lo paralizzi: polizia dappertutto, sgrazia: da un balcone di via Cottolenstrade interne sbarrate, personale di go 20 - che si affaccia proprio sul viaservizio con consegne blindate. La letto della palazzina San Pietro - la siSacra Famiglia - due chilometri e ot- gnora Stella Parrillo attende adorantocento metri di perimetro, diciotto te fin dalle otto del mattino: «Dovevo
ingressi - pare trasformato in un for- andare a lavorare», spiega, «ma resto
tino. Ovviamente anche la massiccia qui in casa perché voglio assolutapresenza di noi giornalisti è una scoc- mente vederlo. È una persona brava,
ciatura: quelli dell’istituto ci avrebbe- brava, brava».
ro volentieri lasciati fuori tutti, ma
La prima giornata di Berlusconi a
per evitare assalti scomposti hanno Cesano Boscone finisce insomma codovuto accettare
me finisce al solito
una soluzione di
L’ASSALTO DEI GIORNALISTI tutto quello che ricompromesso: tut- La cronista francese: «Da noi guarda Berlusconi:
ti dentro ma al di là
con il diventare
c’è un interesse cinico, è spettacolo. Ma in redi una serie di tranl’occasione per ridere di voi» altà questa storia,
senne. Insomma la
nostra presenza
più che uno spettaqui è frutto di una trattativa, un po’ colo, è una vicenda eccezionalmente
come quella fra i giocatori del Napoli densa di significato, non politico o giue Genny ’a carogna.
diziario, ma umano. Un significato eviIn ogni caso i costi paiono superare dente, a meno che non si voglia vedere
ampiamente i benefici che il condan- niente di profondo nella parabola di
nato può, con tutta la buona volontà, una persona che ha costruito tutta la
portare. Qui qualcuno ironizza: «Ma- sua vita sul diventare un personaggio
gari Silvio tocca i malati e li guarisce». famoso, e che finisce con il trovarsi in
Ma c’è anche chi invece non scherza compagnia di uomini che non sono
affatto sull’ex presidente caduto in di- neppure in grado di riconoscerlo.

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO

Firenze, il confronto tra i candidati

TRA CRISI E SFIDUCIA

Europee, legge elettorale
rinviata alla Consulta
Contestata la soglia del 4%, ma comunque si voterà con questo sistema
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

Un’altra tegola si abbatte sul
sistema elettorale italiano.
Questa volta ad essere messa
in discussione è la legge che
regola l’elezione del Parlamento europeo e che prevede
una soglia di sbarramento del
4%. Il Tribunale di Venezia
l’ha rinviato alla Corte Costituzionale, accogliendo un ricorso presentato dall’avvocato Felice Besostri che aveva
già impugnato (con altri) il cosiddetto Porcellum, poi bocciato dalla Consulta.
Ancora una volta in Italia
viene messo in discussione la
legittimità di un sistema di
voto. Ancora una volta gli
elettori vanno alle urne con la
spada di Damocle di una sentenza che potrebbe stabilire
che le regole con le quali hanno votato non sono costituzionali. Proprio come è accaduto
il Porcellum. Con la conseguenza che una eventuale
bocciatura da parte della Corte metterebbe in moto una valanga di ricorsi di tutti quei
partiti che non riusciranno a
superare lo sbarramento. E

infatti già affilano i coltelli quelle forze politiche che sentono di
essere lontane o comunque ancora sotto la soglia del 4%.
I loro eventuali ricorsi al giudice amministrativo tuttavia riguardano il futuro. Intanto le
elezioni Europee si svolgeranno regolarmente perché la legge per il momento è pienamente valida. Lo ha assicurato il
presidente del Tribunale di Venezia, Arturo Toppan. Rimane

La decisione
dopo il ricorso
dello stesso avvocato
anti-Porcellum
però un’ombra sulle regole con
le quali il 25 maggio andremo a
votare. I giudici di Venezia, accogliendo il ricorso, sostengono
che l’introduzione di una soglia
«non appare sostenuta da alcuna motivazione razionale che
giustifichi la limitazione della
rappresentanza. Il Parlamento
europeo, infatti, non ha il compito di eleggere o dare la fiducia
ad alcun governo dell’Unione,
al quale possa fornire stabilità

di indirizzo politico e continuità di azione».
Ora la parola passa alla Consulta e i piccoli partiti già affilano i coltelli. Il portavoce dei
Verdi Angelo Bonelli, che considera la decisione del tribunale «una notizia che apre un varco alla democrazia nel nostro
Paese», definisce lo sbarramento «incostituzionale perché viola i trattati europei». Ricorda che in Germania la Corte
Costituzionale è stato cancellato (lì era del 3%), mentre in Italia è stato inserito cinque anni
fa da un blitz del Pd e di Forza
Italia: un modo, secondo Bonelli, per garantirsi più europarlamentari. «Adesso ci auguriamo che la Consulta prenda una decisione prima del 25
maggio. Ad ogni modo, lo annunciamo sin d’ora, i Verdi impugneranno i verbali di proclamazioni degli eletti presso i tribunali italiani e alla Corte di
giustizia europea».
Anche Pino Pisicchio del
Centro Democratico e Gianluca Susta di Scelta Civica («il governo valuti un provvedimento
d’urgenza») accusano il Pd e
Forza Italia di avere voluto un

sistema che ora porta gli italiani alle urne in una situazione di
incertezza. Hanno voluto, aggiunge il leader di Sel Nichi
Vendola, «una volgarità nei
confronti della rappresentanza
democratica».
Cosa potrebbe succedere se
la Consulta dovesse accogliere
il ricorso una volta eletti e proclamati i nuovi eurodeputati? Il
voto del 25 maggio non verrà
travolto perché le sentenze della Corte non sono retroattive,
ma i ricorsi al Tar di quanti rimarranno sotto la soglia del 4%
potrebbero complicare tutto,
riaprendo il conteggio e l’assegnazione dei seggi. In ogni caso
emergerebbe un problema politico simile a quello scaturito
con la sentenza che ha dichiarato incostituzionale il Porcellum: la delegittimazione degli
eletti. È la tesi che oggi agita il
Movimento 5 Stelle contro gli
attuali i parlamentari italiani.
Ma sono molti gli esperti che
ritengono infondato il ricorso
alla Consulta. Tra questi Francesco Clementi e Stefano Ceccanti che sostengono che lo
sbarramento sia perfettamente costituzionale.

PAOLO GIANDOTTI/QUIRINALE/ANSA

Giorgio Napolitano

Napolitano: la risposta
più sbagliata
è l’astensionismo
“I partiti diventino più europei”
attraverso le elezioni del presidente della Commissione,
Nel giorno in cui gli ultimi che noi consideriamo il goversondaggi pubblicabili indica- no dell’Europa». E’ «imporno che (forse) la metà degli tantissimo» anche perché può
italiani potrebbe non andare rappresentare «una svolta
a votare per le europee, e nell’evoluzione dei partiti che,
una certa deterrenza l’avran diventando più europei, posdi certo esercitata anche i sono superare le strettoie e
fatti di corruzione avvenuti anche le degenerazioni della
attorno all’ Expo, Giorgio politica nazionale». Più volte il
Napolitano dice non solo che presidente aveva esortato, nel
«l’astensionismo è la rispo- corso dell’ultimo anno, i partista più sbagliata» proprio ri- ti a presentare liste europee e
spetto «a fenomeni di corru- non nazionali, un suggerimenzione recenti, ma che non so- to che curiosamente si è poi
no solo del nostro Paese», e visto in parte concretizzato
questo anche perché proprio solo nella Lista Tsipras.
una maggior integraDurante le due ore
zione europea e un
di confronto - che
«impegno a real momento rigole comuni»
sulta l’unico a
può essere la
livello eurosoluzione
peo - il diretMa agtore del Figiunge annancial TiAlle europee non si è
che che, pur
mes Tony
avendo le ele- superata la soglia del 35 per Barber ha
zioni per Bru- cento dei votanti dal 1979 chiesto al canal 2009
xelles «sempre
didato Schultz
sofferto di astendel Pse, a Juncsionismo», il che può
ker del Ppe, a Verhofsembrare un eufemismo vi- stadt dei Liberaldemocratici e
sto che non si è superata la a Bovè dei Verdi (Tsipras avesoglia del 35 per cento dei va declinato l’invito perché
votanti dal 1979 al 2009, non non parla inglese) se non salo convincono affatto
ranno poi i veti politici
le «previsioni afincrociati e i goverfrettate e anni in Consiglio a
che catastrobocciare il canfiche». Cerdidato votato
to, preoccudai cittadini,
pato dal posecondo ipopulismo tesi
e analisi
Secondo diverse stime, di
come molti,
che a Bruxelpoco differenti, è tra
del resto les circolano
astensione e indecisione un
Napolitano lo
da giorni.
elettore su due
è, e lo ammette
La risposta ha
quando gli si chieforse segnato l’unide cosa pensi di una
co punto di unanimità
certa espressione di Renzi in due ore di dibattito: non è
sullo «spread dei populi- possibile, il Parlamento si rismi». Bella espressione, sor- bellerebbe e non confermeride Napolitano, ma «lo rebbe la scelta han risposto in
spread è un’altra cosa».
coro i quattro candidati. SpieProprio per battere popu- gando che si tratterà di «dilismi e astensionismo in que- scutere». E a discutere, in un
ste elezioni europee i princi- divertente siparietto, hanno
pali partiti han deciso di le- provveduto subito Verhofstagare il voto per i partiti a un dt e Juncker. «Chi sarà il precandidato alla Commissione, sidente non lo deciderà da soe Napolitano entrando a Fi- lo il partito che avrà preso più
renze nel Salone dei Cinque- voti» ha detto il primo. «E necento dove si tiene il con- anche il partito più piccolo»
fronto tra i quattro candida- ha ribattuto il secondo, menti, non esita a definire l’even- tre Schultz se la rideva «non è
to «di eccezionale valore». mica un gioco!» e Bové pavenPerché è «un grosso passo in tava, in quel caso, «un tonfo
avanti» la «legittimazione per l’Europa».
ANTONELLA RAMPINO
INVIATA A FIRENZE

35%

La soglia

50%

Uno su due

Primo Piano .9

.

U

CENTROSINISTRA

LA PROFEZIA

LA SFIDA DEL LEADER PD

DI D’ALEMA

Matteo twitta il cedolino col bonus
1 «Oggi PCPadoan

mi ha portato a vedere i
primi cedolini degli #80
euro. Le coperture dunque ci sono». Matteo
Renzi allega al suo tweet, che chiude con «gli
#80euro pure», la foto
di una busta paga tipo,
dove è inserito l’aumento al centro delle
polemiche di questi
giorni.

JACOPO I ACOBONI

ALESSANDRO DI MEO/ ANSA

Il premier Matteo Renzi con il presidente del Senato Piero Grasso

Scontro Grasso-Renzi sul Senato
“Non è un carrozzone, rispettatelo”. Ma il premier ripete: le coperture agli 80 euro ci sono
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

Nei giorni scorsi era stato uno
stillicidio di definizioni non
proprio lusinghiere, nessuna
delle quali passata inosservata dalle parti del Senato: dal
riferimento a «un’accozzaglia
di senatori» che hanno votato
l’ordine del giorno Calderoli,
attribuito da vari retroscena
al premier, al Senato definito
«carrozzone» da una candidata alle Europee in tv. Fino
alle dichiarazioni di ieri di
Renzi: sono «previsioni tecnicamente false» quelle dei tecnici del Senato sulla copertura degli 80 euro in busta paga,
su cui esprimono riserve. E, a

«La telefonata», insinua pure il
dubbio che magari siano infastiditi dai provvedimenti del
governo: «Abbiamo chiesto ai
tecnici del Senato anche alcuni
sforzi: “Se mettiamo una regola per cui vale il tetto ai manager pari a 240mila euro per la
P.A., dovrebbero farlo anche al
Senato o alla Camera”. A lei
hanno risposto? A me no».
A tutto c’è un limite, sospirano in zona Senato: e così ieri il
presidente Pietro Grasso ha reagito. Mentre sullo sfondo
esprimevano indignazione in
tanti, da Brunetta a Romani, e
pure il Pd Stefano Fassina parlava di «attacchi gravi», fino all’annuncio di querela del leghi-

sta Calderoli, Grasso è sbottato: «Non posso accettare che si
metta in discussione la serietà,
l’autonomia e l’indipendenza
degli uffici del Senato». «Ricordo che il Senato è una istituzio-

Il primo ministro: «Ho
chiesto ai loro tecnici
alcuni sforzi, a lei hanno
risposto? A me no»
ne che merita rispetto e non un
carrozzone, come definito da
qualcuno», per cui «mi faccio
assolutamente garante dell’autonomia e dell’indipendenza
degli uffici di Palazzo Mada-

ma». Le analisi finanziarie del
servizio bilancio «possono suscitare dibattiti sul piano tecnico e reazioni sul piano politico», ma inaccettabile è che si
avanzino «accuse di falsità» o
«sospetti di interessi corporativi o addirittura personali».
Uno scontro istituzionale
che arriva a poco più di un mese da un altro botta e risposta
tra Grasso e Renzi, quella volta
sull’elettività del Senato nella
legge che lo riformerà. Un’esigenza di riforma che anche il
presidente di Palazzo Madama
riconosce (purché questo, scrive su Facebook, non diventi
«materia di campagna elettorale, di rivendicazioni di parte,

di personalismi»), e che sta
molto a cuore a Renzi, pronto a
schierarsi contro «la palude» e
«i burocrati»: lui deve fare la
sua battaglia, spiega in serata
ospite a «Virus», «con la consapevolezza di non dover chiedere il permesso a tutti, ai burocrati, a tutti i partiti della coalizione. Preferisco chiedere scusa domani ma non il permesso
oggi: se ci mettiamo a mediare
con tutti non ne usciremo vivi».
Sulla questione della copertura
degli 80 euro, la affronta twittando i primi cedolini messi a
punto dal Ministero dell’Economia («le coperture dunque ci
sono. Gli 80 euro pure», scrive,
mostrando la foto del cedolino

«Mi pare che Grillo sia in
grande crescita più nei giornali che nella realtà». Firmato: Massimo D’Alema dal
Salone del Libro.
Disse Fassino nel 2009:
«Se Grillo vuole far politica
fondi un partito. Metta in
piedi un’organizzazione. Si
presenti alle elezioni e vediamo quanti voti prende».
Disse Bersani nel 2013 (pensava a Berlusconi) «lo smacchiamo lo smacchiamo». A
Palazzo Chigi, ieri, hanno
messo mano agli amuleti.

in cui si legge l’indicazione, alla
voce «Altri assegni», di «Credito art. 1 Dl 66/2014»: nella P.A.
saranno 785.979 lavoratori a
goderne, 618mila a beneficio
pieno, per oltre 56 milioni di euro) e spiegando in tv che «chi
dice che non ci sono le coperture deve dire perché, altrimenti
è semplicemente un tentativo
di comunicare cose inesatte».
Si vocifera che il Mef produrrà
nei giorni prossimi un dossier
per dimostrare, voce per voce,
l’esattezza delle coperture. A
Grasso il premier riconosce e
«comprende» il tentativo di
«difendere l’istituzione che
presiede»: il fatto però è che «io
dico che il Senato va superato».

La commemorazione

Il Quirinale e Boldrini
ricordano le vittime
del terrorismo
ANTONELLA RAMPINO
ROMA

Fortemente voluta da Giorgio
Napolitano sette anni fa, la solenne commemorazione delle
vittime del terrorismo che si
celebra nella giornata dell’eccidio di Aldo Moro, stavolta si celebra alla Camera alla presenza del capo dello Stato, e a guidarla è Sabina Rossa, la figlia
dell’operaio sindacalista Guido
che fu assassinato dalle Br.
Molte cose sono accadute
in questi lunghi anni, ma in
primo piano c’è la recente iniziativa del governo di declassificare, rendendoli accessibili, i documenti dell’Archivio di
Stato sulle stragi; e quella della Camera che riguarda gli atti delle varie Commissioni
parlamentari. Quell’esigenza
di trasparenza che è fondamento della solidità democratica e insieme motore della
memoria, vede dunque quest’anno proprio il Parlamento
in primo piano. Tutti gli oratori sottolineano la necessità di
verità e giustizia perchè, come dice Laura Boldrini, «la
democrazia non è acquisita
una volta per tutte, ma esposta a chi la vuole distruggere».
E non dimenticare, se si riesce
a sgombrare il campo dalle
polemiche politiche e dall’odio, serve a «lasciare spazio
alle parole sul perché di quella
violenza, e dunque a consegnare al Paese una storia comune, anche se non una storia

condivisa», come dice Manlio
Milani che perse la moglie trentenne nella Strage di Brescia
del 28 maggio 1974, di cui «la vera vittima doveva però essere il
patto costituzionale ereditato
dalla Resistenza».
Il fatto è che quest’anno ricorre il quarantennale della strage
di Brescia e di quella dell’Italicus, e il trentennale della “strage
di Natale”, quella del rapido 904
a San Benedetto Val di Sambro,
e proprio quest’ultima tragedia
ha visto un’azione di depistaggi,
sullo sfondo di un intrigo di mafia, politica e massoneria, che
han reso impossibile anche l’accertamento di una verità processuale: tanto che solo tra pochi
giorni, «in un vortice informativo e giudiziario e col pericolo dell’indifferenza generale» come dice Rosaria Manzo, figlia del secondo macchinista del rapido
904, si apre un nuovo processo,
che vede imputato Totò Riina.
Le istituzioni repubblicane
hanno superato molte prove, gli
italiani hanno pianto centinaia
di vittime, ma «fa male sapere
che nello Stato c’è chi è incline a
deviare», fa male la consapevolezza - scandisce la presidente
della Camera Laura Boldrini che «i delitti della stagione del
terrorismo, lunga e costellata di
stragi, erano funzionali a piani
eversivi atti a minare lo Stato».
Pensieri che, con diversa formulazione nelle precedenti Giornate della memoria, ha pronunciato anche Giorgio Napolitano.

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

U

FIRENZE
FINISCE L’INCUBO

Catturato
Riccardo Viti è stato arrestato a casa ieri
mattina: ha subito consegnato il nastro
adesivo usato per immobilizzare le donne

L’auto

La vittima

Alcune
prostitute
ricordavano
il modello
di auto
del loro
seviziatore

Andrea
Cristina
Zamfir,
romena, 25
anni, è stata
seviziata
e uccisa
legata «in
croce» alla
sbarra di una
stradina

Dna e telecamere incastrano
il seviziatore diventato killer
Manette a un incensurato di 55 anni: ha ammesso il delitto della romena
MARIA VITTORIA GIANNOTTI
FIRENZE

Il profilo del Dna, confrontato in tempi record, coincide.
Poi ci sono le immagini delle
telecamere che riprendono, e
inchiodano, quel Fiat Doblò
grigio e un po’ ammaccato,
fermo all’angolo del viale delle Cascine mentre aspetta di
individuare la sua vittima.
Ma quella che, ieri mattina
all’alba, ha portato al fermo
del “mostro di Ugnano” è stata un’indagine alla vecchia
maniera. «Mi dispiace offendere gli animali, ma questa
persona è una bestia», ha

commentato o il questore di
Firenze Raffaele Micillo
Per arrivare a Riccardo Viti,
l’idraulico 55enne accusato di
aver violentato e ucciso la
25enne romena Andrea Cristina Zamfir, crocefissa sotto un
cavalcavia e andata incontro a
una morte orribile per 30 euro,
gli investigatori della mobile
fiorentina hanno spulciato gli
archivi degli ultimi 10 anni e
confrontato le sei denunce delle
prostitute che si erano imbattute nel maniaco. Hanno battuto
palmo a palmo il parco dove le
donne ogni sera aspettano i
clienti e le hanno convinte a

parlare: 5 hanno ricordato quel
cliente che pretendeva rapporti
masochistici e che, per legarle,
era pronto a pagare di più. Tre
avevano accettato, scoprendo
che il gioco erotico si spingeva
molto più in là. Le ragazze hanno aggiunto dettagli importanti: il modello dell’auto del cliente e particolari per un identikit
più preciso. Poi, la svolta: un
agente ha ricordato che, il primo maggio di due anni fa, era
intervenuto per sedare una lite
tra una prostituta e un cliente.
La ragazza aveva detto di essere stata portata sotto un ponte,
legata, picchiata e violentata,

poi l’uomo non aveva voluto pagare. Così, per la prima volta, è
saltato fuori il nome del “mostro”: incensurato, “l’uomo della porta accanto”, che però provava piacere a veder soffrire.
Per gli sono decine le prostitute
legate e seviziate. Molte non
hanno fatto denuncia, ma in
queste ore qualcuna si sta facendo avanti perché ha riconosciuto l’uomo in tv.
Immediate le conferme che
le indagini avevano imboccato
la pista giusta: la descrizione
del cliente coincideva, come
l’auto parcheggiata sotto casa.
Quando, ieri mattina, gli agenti

Crediamo che anche il migliore dei materiali possa essere sempre migliorato:
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sono entrati nell’appartamento
di Riccardo Viti, è stato lui a
consegnare il rotolo del nastro
adesivo con la scritta “ospedale di Careggi” con cui aveva legato l’ultima vittima. Nello
scantinato c’erano bastoni già
tagliati, pronti all’uso. Viti ha
ammesso tutto e si è sottoposto alla prova del Dna: sei ore
dopo, la conferma. Per tutta la
giornata, Riccardo Viti ha risposto alle domande del pm,
Paolo Canessa, raccontando i
dettagli di quella notte: ora risponde di omicidio volontario
aggravato da violenza sessuale
e sequestro di persona. Quan-

€ 278

do lo portano via dalla questura, tiene la testa bassa. Qualcuno gli grida: «Impiccati!». Fuori c’è anche il compagno di Andrea Cristina, il padre dei suoi
due figli, rimasti in Romania
con la nonna. Un amico racconta una storia agghiacciante: la
sera in cui è morta, la 25enne
aveva avuto un presentimento.
Mentre l’auto del cliente percorreva quella strada di campagna isolata, aveva telefonato
a due amiche e, parlando in romeno per non farsi capire, le
aveva pregate di chiamarla
spesso. Dopo mezz’ora il suo
cellulare squillava a vuoto.

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

«Prostitute,
quelle vittime
di un olocausto
silenzioso»

3
Riccardo Viti
Idraulico, 55 anni, Viti
viveva a Firenze con la moglie
ucraina sposata
dieci anni fa e il figlio di lei
Un paio di sere alla
settimana andava
a cercare prostitute
nei comuni vicino a Firenze
o alla stazione di Prato
Ha raccontato agli investigatori
di essere diventato
sadico una decina di anni fa
Appassionato di karate,
era cintura nera, terzo Dan
MAURIZIO DEGL’INNOCENTI/ANSA

Personaggio
FABIO POLETTI
INVIATO A FIRENZE

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

D

i giorno Riccardo Viti, 55
anni, occhi chiari, pelata
di capelli grigi e pancetta,
era l’idraulico con il negozio chiuso un paio d’anni
fa in via Locchi, a un passo dall’appartamento che divideva con la moglie
ucraina sposata dieci anni fa e il figlio
di lei. «L’uomo della porta accanto»,
lo definisce il procuratore capo Gian
Bartolomei. Ma era la notte che Riccardo l’idraulico viveva la sua vita vera. Due volte la settimana alle Cascine o a Novoli vicino a Firenze, in via
Roma o alla stazione di Prato a raccattare prostitute. Italiane, straniere,
giovani, vecchie, tossiche e disperate,
da caricare sul Doblò bianco ghiaccio.
«Allora diventava una bestia, ma lo
abbiamo preso», è tranchant il questore Raffaele Micillo.
Ma si capisce che la storia di quest’uomo che da almeno dieci anni seviziava prostitute - «Signor giudice
non so nemmeno io quante volte l’ho
fatto», fa mettere a verbale dopo sette
ore di interrogatorio - è molto più
complicata. Quando alle sei meno un
quarto polizia e carabinieri vanno a
prenderlo a casa, Riccardo l’idraulico

Senza lacrime confessa:
“Non so neanch’io
quante volte l’ho fatto”

quasi non si scompone: «Non volevo
che finisse così. Speravo che si salvasse anche lei. Io non volevo farle male,
volevo solo giocare...».
Non piange l’ultimo mostro di Firenze. Non si dispera. Non si pente.
La sua è solo la fredda contabilità di
notti troppo uguali. Sua madre che
abita nell’appartamento a fianco non
ci crede: «Ma tu che hai fatto?». Quello che ha fatto lo ammette ancora prima di arrivare in questura. E’ lui che
consegna agli agenti il nastro da pacchi usato dall’azienda ospedaliera di
Careggi dove sua moglie andava a fare le pulizie, quello che le ultime volte
usava per mettere in croce le sue vittime. E’ lui che porta gli investigatori
in cantina dove teneva i due manici si
scopa tagliati. E’ sempre lui che consegna le chiavi del Doblò finito nelle
immagini delle telecamere di sicurezza delle Cascine, ore 23 e 49 di domenica 4 maggio, lui alla guida con la maglia arancione, Andrea Cristina Zamfir con il giubbotto bianco già al suo
fianco, per quello che sarebbe stato il

don Aldo Buonaiuto
prete anti-tratta

«E’ servito l’orrore di una
crocifissione perché si
stringesse il cerchio attorno
al lucido folle che nell’indifferenza generale aveva già
seviziato altre schiave della
strada». Alla comunità Giovanni XXIII don Aldo Buonaiuto mobilita volontari in
tutta Italia per soccorrere
«ragazze marchiate nel corpo e nella mente».
Le prostitute sono vittime di
serie B?

«Da vive sono brutalizzate, da
morte sono subito dimenticate. Le ripugnanti violenze che
patiscono finiscono nell’oblio.
E’ come questi crimini fossero meno gravi perché riguardano soggetti deboli, invisibili. Il maniaco seriale di Firenze aveva una vita normale di
giorno e di notte diventata
l’aguzzino di quelle che nella
Via Crucis di Pasqua abbiamo chiamato proprio le “crocifisse”. Sono tragedie per le
quali si è diffusa assuefazione: non finiscono quasi mai
sui mass media, l’interesse
nell’opinione pubblica è scarso e non scatta alcun allarme

La doppia vita dell’idraulico, tra karate e riviste porno
alle porte di Firenze, alle Bartoline vicino a Prato, nella vigna dove si sentiva davvero se stesso. Quante volte lo
abbia fatto non lo sa nemmeno lui.
Tante, tantissime sono convinti gli investigatori. Sadico dice di esserlo diventato una decina di anni fa, attratto
dai giornalini pornografici che leggeva da ragazzino, quando ha iniziato a
sentirsi rifiutato e a vivere le sue notti.
Chi lo conosce bene dice che non
poteva immaginare. E’ sempre così
quando si scopre che il dottor Jekyll
della porta accanto è pure mister
Hyde. «Un uomo tranquillo, niente di
strano...», racconta il fruttivendolo all’angolo, il salumiere e poi l’elettricista a neanche cento metri dall’appartamento dignitoso dove Riccardo Viti
passava le sue giornate.
Daniela Galli della palestra dove lui
andava a fare da arbitro negli incontri
di karate, giura di non avere mai so-

IL QUESTORE

«Quando le ragazze salivano
sul suo Doblò, si trasformava
e diventava una bestia»

domande
a

APPARENTE NORMALITÀ
MAURIZIO DEGL’INNOCENTI/ANSA

Il luogo dell’omicidio
La polizia dove è stato trovato il corpo
senza vita della giovane romena seviziata e uccisa

suo ultimo viaggio, fino alla sbarra di
ferro sotto la tangenziale di Ugnano dove l’avrebbe lasciata a morire.
«Ho capito subito che avevo fatto
una cazzata. Ho capito che avevo calcato troppo la mano. Io non volevo che
loro provassero dolore. Era un gioco.
Se si lamentavano scappavo. Se resistevano finiva lì», spiega la banalità
del male, addirittura inconsapevole
più che colpevole. «Non immaginavo
che finisse così... Sono un uomo finito,
chi mi salva più...», dice pensando soprattutto a difendersi, ma mica solo
da quelle accuse che per adesso gli
valgono una imputazione di omicidio
volontario. Perché alla fine Riccardo
Viti ci prova a cercare di passare per
una vittima. Una vittima delle donne
che non lo avevano mai voluto, lui
idraulico figlio di idraulico, occhi chiari di zero fascino, buoni a scrutare nella notte alla ricerca delle sue vittime
da portare in via Cimitero di Ugnano

L’interrogatorio
dal pm

L’AUTOCOMMISERAZIONE

«Era un gioco, non volevo
che finisse così
Ora chi mi salva più?»
LE USCITE

«Aspettavo che mia moglie
andasse a letto e uscivo:
avevo bisogno di uscire»

Il procuratore capo
di Firenze: «Sembra l’uomo
della porta accanto»
spettato. Tra le ragazzine che si sfidano
sul tatami non ce n’è una che possa dire
di essere stata molestata. Ma l’idraulico con la cintura nera terzo Dan e che
oggi non si direbbe a guardargli il fisico
appesantito, di giorno era un altro.
Pure un casalingo premuroso.
Quando la moglie ucraina che non si è
mai accorta di niente, e che ora è al
suo Paese insieme al figlio, usciva di
casa per andare a fare le pulizie all’ospedale di Careggi, era lui che faceva i mestieri. Qualche lavoretto da
idraulico lo trovava ancora soprattutto in nero. Ma era soprattutto con i
soldi di lei che tiravano avanti. Dicono
che il loro fosse solo un matrimonio di
convenienza. Lei aveva trovato il modo di prendere la cittadinanza italiana. Lui aveva tentato di costruire almeno una facciata di rispettabilità.
Ma dietro quella facciata, c’era l’altro Riccardo Viti: «Mia moglie tornava
dal lavoro sempre stanca. Aspettavo
che andasse a letto e poi io uscivo. Avevo bisogno di uscire».

Don Aldo Buonaiuto

sociale né alcuna intensificazione dell’attività di indagini.
E’ un olocausto silenzioso».
Come nasce la violenza «invisibile» sulle strade?

«In Italia 9 milioni di clienti
comprano sesso e spesso sfogano perversioni, rabbia, frustrazioni. Sono tante le derelitte trovate nei fossi o ai bordi delle strade: ferite, uccise,
rese irriconoscibili. Spesso
senza un’identità accertata.
Sono arrivate dall’estero su
ricatto degli sfruttatori e non
sappiano neppure il loro nome. Il loro destino è terrificante: violenza in vita, oblio
in morte. Non hanno scelto di
finire per strada. Sono state
portate in Italia: rapite, minacciate, schiavizzate da organizzazioni criminali e spesso seviziate dai clienti. Nel
Nord Europa si colpisce la domanda e invece da noi c’è chi
vuole legalizzare la compravendita di esseri umani. Nessuna donna nasce prostituta.
C’è sempre qualcuno che la
costringe a diventarlo».
Quali sono le ferite delle
«schiave del sesso»?

«Le troviamo mutilate, con
indicibili sfregi fisici e psicologici per le torture subite dai
magnaccia e dai clienti. Sono
abbandonate da tutti ed è
percezione diffusa che far loro del male sia meno grave.
Donne a perdere. Per questo
è importante che vengano inflitte ai colpevoli pene certe e
severe. Solo così aumenteranno le denunce delle vittime e finalmente i protettoricriminali smetteranno di farsi beffe dello Stato». [GIA. GAL]

SABATO 10 MAGGIO 2014 LA STAMPA 12

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Regno
Unito

Canada

9,50

8,50

milioni

PROPOSTA
DEL GOVERNO

Negli Stati Uniti i dipendenti
di fast food sono 4 milioni,
nel resto del mondo
sono oltre 10

Giappone

8

Pakistan

Stati Uniti

Il salario
minimo
nel mondo

15

ITALIA

9,25

Primo Piano .13

.

0,23

5,27

Bangladesh

15

0,12

1,40
Marocco

dollari all’ora

0,30

Dati in euro,
all’ora

Il salario che vorrebbero
ottenere i lavoratori dei fast
food negli Usa; ora
guadagnano 7,25 $

India

0,95

0,45

Thailandia

Nigeria

1

Indonesia

7,8

0,40

Brasile

euro all’ora

1,25

La paga dei dipendenti
dei fast food in Italia, dove
non esiste ancora il salario
minimo

1,50

Argentina

Sud Africa
riica
ca
Centimetri - LA STAMPA

Primo sciopero “global”
La rivolta dei fast food
si allarga a tutto il mondo

il caso
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK

avoratori (dei fast food) di
tutto il mondo unitevi. Di
rado questo storico slogan
è stato più appropriato come nel caso della mobilitazione planetaria che, a partire dal 15
maggio, vedrà uniti i dipendenti delle
multinazionali del panino. Un’onda di
protesta che dagli Usa si propaga per i
cinque continenti dando voce univoca
a un esercito di lavoratori che rivendicano migliori condizioni salariali e
maggiori diritti.
A suonare la carica sono i dipendenti di McDonald’s, Burger King,
Wendy,s’, Kfc - per dirne alcuni - degli
Usa, che giovedì incroceranno le braccia in 150 città di tutto il Paese, da Oakland a Miami. Si rivendica l’aumento
del salario orario minimo da 7,25 a 15
dollari, e il diritto ad organizzarsi sindacalmente, ovvero di aderire alle
«Union», senza subire ritorsioni dai
parte dei datori di lavoro.
La mobilitazione è il risultato di un
percorso iniziato nel novembre 2012,
col primo sciopero di 200 dipendenti di
fast-food. Da allora la protesta è andata
montando sino a culminare nel grande
incontro mondiale di mercoledì a New
York, dei rappresentanti dei lavoratori

nald’s, così come in Marocco e in Malawi.
Ad Auckland, in Nuova Zelanda, ci saranno dibattiti-fiume tenuti dagli stessi
lavoratori dinanzi al quartier generale di
McDonald’s.
In Argentina e Brasile domineranno
volantinaggi e dimostrazioni, mentre in
Europa la mobilitazione riguarda cinque
Paesi, tra cui l’Italia (paga minima è di 7,8
euro lordi al netto dei costi sanitari) con
scioperi a Venezia, Milano e Roma e una
mobilitazione sulla riviera romagnola.
«All’azione globale del 15 maggio seguirà, il giorno dopo, lo sciopero generale
unitario di Cgil, Cisl e Uil sul contratto
nazionale del turismo applicato dai fastfood che il Fipe ha disdetto», spiega Cristian Sesena di Cgil durante la sua trasferta a New York. «Siamo qui - prosedi fast food coordinati dalla «Internatio- gue - per capire come impostare una
nal Union of Food, Agricultural, Hotel, strategia di contrasto a livello globale
Restaurant, Catering, Tobacco and Al- con le multinazionali del panino e supelied Workers’ Associations» (Iuf) una fe- rare i localismi». E anche laddove le conderazione composta da 396 associazioni dizioni sono migliori si manifesta lo stessindacali, 126 Paesi e 12 milioni di lavora- so, come racconta Louise Marie Ranttori. Le rivendicaziozau: «In Danimarca
ni, fra l’altro, giungoSOLIDARIETÀ McDonald’s mi pano proprio mentre è
21 dollari l’ora,
La mobilitazione partita ga
in corso negli Usa un
per questo mi medagli Stati Uniti arriva fino raviglio di quanto
braccio di ferro tra
a Corea e Nuova Zelanda accade negli Usa. I
Congresso e Casa
Bianca per aumentafast food devono
re la paga minima a 10,10 dollari l’ora.
avere lo stesso rispetto a chiunque e
A dar seguito al grido di protesta che ovunque». La mobilitazione planetaria
si leva dalle piazze americane sono i di- non lascia certo indifferente McDonald’s
pendenti dei fast-food di altri 33 Paesi, che in una nota spiega come «le retribuognuno dei quali rivendica istanze speci- zioni vengano stimate sul costo della vita
fiche e con modalità differenti. Nelle Fi- locale e sulla mansione svolta, e che
lippine e in Corea del Sud ci saranno l’80% dei suoi ristoranti è indipendente e
«flash mob» all’interno di alcuni McDo- gestito da piccoli proprietari».

L

Il 15 maggio proteste in 5 continenti: “Vogliamo paghe decenti”

La protesta dei lavoratori di McDonald’s a New York

ANDREW BURTON/GETTY/
AFP

Voci dall’Italia e dagli Usa
Il dipendente

“Con 800 euro al mese
mantenere una famiglia
è sempre più difficile”
FRANCESCO RIGATELLI
MILANO

Part time
Khan lavora
in un
Burger King
di Milano
con la crisi
arrotondare
è più
difficile

I pavimenti meglio lucidati di piazza
Duomo a Milano sono opera di Khan.
Sotto al berretto col logo giallo e blu e
la scritta rossa di Burger King questo
pakistano di 54 anni sorride mentre
lavora minuziosamente. Non sa che si
progetta uno sciopero mondiale dei
fast food.
Come si lavora da Burger King?

«Bene. Sono molto soddisfatto. Mi occupo delle pulizie, ma a volte mi si trova
anche dietro al bancone. Qui ruotiamo
tutti. È un lavoro vario, in cui si imparano a svolgere tante mansioni e c’è spesso la possibilità di parlare tra colleghi e
con i clienti».
Proprio nessuna lamentela?

«Sono venuto in Italia dal Pakistan 15
anni fa. Il mio Paese ha tutte le risorse,
ma non riesce a valorizzarle a causa

Il leader della protesta
dell’instabilità. Vivo qui con mia moglie
e tre figli. È stato difficile eppure sono
riuscito a mantenerli tutti. Ringrazio
Allah, ma devo tutto all’Italia».
Quanto guadagna?

«Ottocento euro netti al mese. Un tempo riuscivo ad arrotondare con altri lavoretti, poi con la crisi è diventato più
difficile. Mia moglie non lavora e ora ha
un problema alla gamba quindi andiamo avanti risparmiando ma senza perdere il sorriso».

“Senza tutele né sindacati
per un salario
che ci riduce alla fame”
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

Ottocento euro con che contratto?

«Part time a tempo indeterminato. Lavoro 4 ore al giorno».
Non le sembra poco?

«Certo, è un contratto adatto a uno
studente. Per un capo famiglia come
me ci vorrebbe di più. Ho scritto a Burger King più volte ma dal 2002 non sono mai riuscito a ottenere nulla. Adesso mi sono anche ammalato e devo capire come fare, anche se per questo
credo di essere coperto. Ora la saluto
che devo lucidare il pavimento davanti
alle vetrine: il mio orgoglio è che in certe ore del giorno ci si riflettono le guglie del Duomo».
twitter @rigatells

Fells
Guida
il gruppo
Fast Food
Forward
che ha
promosso
lo sciopero

«Facciamo la fame, perciò abbiamo deciso lo sciopero». Non usa giri di parole
Kendall Fells, direttore organizzativo
del gruppo Fast Food Forward, che ha
organizzato la protesta internazionale
di giovedì prossimo.
Fate la fame?

«In America i dipendenti dei fast food
prendono il salario minimo, cioè 7,25 dollari all’ora. Già così sarebbe difficile arrivare alla fine del mese, se uno deve pagare l’affitto, il cibo, e magari ha dei figli. In
più, le aziende ci rubano anche questi
pochi soldi, perché ti tolgono le ore come
vogliono, e fanno la cresta sui nostri stipendi».
Cosa sperate di ottenere?

«Gli obiettivi sono due: portare il salario
minimo a 15 dollari l’ora, e creare finalmente il sindacato del settore».

Perché, non esiste?

«No. I lavoratori non si sono mai organizzati, e le aziende sono state felici di
scoraggiarli. Il luogo comune è che i dipendenti dei fast food sono impiegati
temporanei, e quindi non avevano interesse ad avere un sindacato. Ormai, però, questa è una carriera: ci sono persone che la fanno per 10 o 15 anni».
Perché dovrebbero ascoltarvi?

«Quello dei fast food è un settore che vale 200 miliardi di dollari all’anno, e cresce più di tutti gli altri in America. Le
compagnie hanno i soldi per pagarci, e
darci qualche dollaro conviene a tutti,
perché alimenteremmo la ripresa».
Anche la Casa Bianca vuole aumentare il
salario minimo.

«A 10 dollari e 10 centesimi. È poco, ma è un
segnale.Speriamocheilnostromovimento
spinga Obama a essere più ambizioso».
Perché avete deciso di puntate sulla mobilitazione internazionale?

«La solidarietà, sempre fondamentale
nelle lotte dei lavoratori. Negli Stati Uniti
i dipendenti di fast food sono 4 milioni, nel
resto del mondo oltre 10, molti di più. Se
ci mobilitiamo tutti insieme, per le aziende diventerà difficile non ascoltarci».

14 .Estero

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Ci ha lasciati

Bonaventura Montanino
(Nino)

L’autista positivo a cocaina e hashish
Spagna,ruspatravolgeunpulmino:morti5baby-calciatori
1 Tragico incidente in Spagna: cinque calciatori

di una squadra giovanile, fra i 12 e i 15 anni, sono
morti nello schianto tra il pulmino su cui viaggiavano e una ruspa. L’autista di quest’ultima è stato arrestato: è risultato positivo ai test su alcol e droga, in
particolare cocaina e hashish. A bordo del bus si trovavano 18 persone, tra cui 15 ragazzi che stavano
tornando a casa dopo aver disputato una partita di

anni 90
Ricorderemo per sempre i tuoi occhi
amorevoli, i modi gentili, i tuoi pensieri silenziosi e le tue simpatiche ironie. Grazie Papà, grazie Nonno Nino.
Patrizia e Lella, Gerardo e Renzo, nipoti. Rosario domenica 11 maggio ore
17,30. Funerali lunedì 12 maggio ore
10 parrocchia Gesù Redentore.
– Torino, 9 maggio 2014
O.F. Beato Cottolengo tel. 011.8172464

calcio a Herrera del Duque. I ragazzini facevano parte della squadra giovanile di Monterrubio de la Serena. Nell’incidente sono rimasti feriti gli altri passeggeri: non sono gravi. Lo schianto è avvenuto alle 21
di ieri su un rettilineo tra le località di Castuera e
Puerto Hurraco. Il pulmino stava superando il mezzo
agricolo, ma il conducente della ruspa non si è accorto del sorpasso e ha sterzato all’improvviso.

Cristianamente ci ha lasciati

Rosa Tachis
ved. Appendino

NEL 2011 IL DIPARTIMENTO DI STATO NON INSERÌ I JIHADISTI NELLA «LISTA NERA»

Lo annunciano con grande dolore la
iglia Lucia, la sorella Caterina con il
marito Agostino, i cognati Guglielmo
e Teresa, i nipoti e parenti tutti. Un
sentito grazie ai colleghi ed al personale tutto del reparto di Neurologia
ospedale Maria Vittoria, per averla
curata facendola sentire in famiglia
ed a quelli della Rianimazione per la
loro grande dedizione. A Barbara e
Teresa un affettuoso ringraziamento
per l’assistenza premurosa e continua. S. Rosario sabato 10 maggio in
Torino ore 17,30 parrocchia S. Anna,
via Medici 63, domenica 11 maggio in
Poirino ore 17,30 parrocchia S. Maria
Maggiore. Lunedì 12 maggio ore 9
Benedizione cappella ospedale Maria
Vittoria, ore 10,30 Funerale in Poirino
parrocchia S. Maria Maggiore.
– Torino, 10 maggio 2014

Studentesse rapite
critiche a Hillary
“Sottovalutò i Boko”
InNigeriaagentiUsa.Ladestra:servelaforzanonTwitter

Manifestazione pro studentesse a Londra

KIRSTY WIGGLESWORTH/AP

La famiglia Naddei partecipa, con
grande commozione, al lutto della famiglia per la scomparsa di

Franco Landini
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

La squadra di agenti inviata dagli Stati Uniti in Nigeria per cercare le ragazze rapite da Boko
Haram è arrivata sul terreno e
sta operando, ma la risposta
dell’amministrazione a questa
crisi ha provocato comunque
polemiche, perché non si era
mossa prima e Hillary Clinton
aveva ritardato l’inserimento
del gruppo nella lista nera dei
movimenti terroristici.
Il primo ad andare all’attacco
è stato il commentatore radiofonico conservatore Rush Limbaugh. Guardando la foto di Mi-

chelle Obama con l’hashtag
#BringBackOurGirls, ha detto:
«Non è patetico? Siamo davvero
così senza potere?». La posizione
di Limbaugh è che l’hashtag sarà
bello per l’immagine, ma non è ciò
che faremmo se avessero rapito
nostra figlia. L’amministrazione
Obama doveva capire prima che
Boko Haram era una minaccia, e
combatterla, inserendola fra le
organizzazioni terroristiche. Invece il dipartimento di Stato, sotto la guida di Clinton, aveva frenato, e questo ha permesso al gruppo di rafforzarsi.
Limbaugh ha un’agenda conservatrice, e qualunque occasio-

ne è buona per andare contro
Obama. In più la responsabilità
ricade almeno in parte su Hillary,
che la propaganda repubblicana
cerca di affossare, perché teme la
sua candidatura alla Casa Bianca
nel 2016. La crisi delle ragazze rapite, però, ha innescato anche un
dibattito serio sulla politica antiterroristica americana, che ha
coinvolto testate meno ostili all’amministrazione come il «New
York Times». Il quotidiano di
Manhattan ha scritto che all’interno del governo c’era stato un
dibattito su Boko Haram, avvenuto tra il 2011 e il 2012. Il dipartimento alla Giustizia, l’Fbi e l’intel-

ligence volevano che fosse inserito nella lista dei gruppi terroristici internazionali, perché era
protagonista delle violenze in Nigeria e aveva collegamenti con al
Qaeda nel Maghreb, e ciò avrebbe consentito di combatterlo.
Johnnie Carson, all’epoca assistente segretario di Stato per
l’Africa, ha detto che lui si era opposto per varie ragioni. L’inserimento nella lista avrebbe alzato
lo status di Boko Haram, favorendo reclutamento e raccolta
fondi. Poi avrebbe allineato il governo Usa con quello nigeriano,
su una politica repressiva finora
fallimentare, giustificando atti

che avrebbero portato a violazioni dei diritti umani tra i civili. Alla
fine si era optato per il compromesso: tre capi di Boko Haram
vennero catalogati come terroristi internazionali, ma il gruppo fu
lasciato fuori.
Carson non ha specificato il
ruolo della Clinton, ma ha detto
che tutta l’amministrazione aveva condiviso la decisione. Circa
un anno dopo, nel novembre del
2013, Washington aveva cambiato
linea, inserendo Boko Haram nella lista nera. A quel punto, però,
Carson non era più al dipartimento di Stato e Kerry aveva preso il
posto di Hillary come segretario.

Israele
AmosOz:coloniultrà
sonocomeineonazisti

La storia
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

1 Gli ultras ebrei che nelle

calano torri con funi di corda, si gettano dall’alto per
abituarsi al pericolo, guidano
auto veloci e si addestrano a
proteggere i leader: il fiore
all’occhiello della guardia presidenziale palestinese sono 23 donne-soldato
destinate a difendere Abu Mazen. A
comandarle è Minar Qemal Daramer,
43 anni, di Ramallah, madre di nove figli con sulla mimetica la scritta «Palestine» e il logo «Swat» delle armi speciali. «Avevamo molte richieste, abbiamo scelto queste 23 ragazze perché
sono le più determinate» ci spiega durante una pausa degli addestramenti.
«Per far parte della guardia presidenziale devono essere superiori alla media - aggiunge - sommando forza fisica, sensibilità, intelligenza, passione
per la patria e almeno una laurea».
Le donne-soldato - tutte classe 1991
- vengono addestrate dall’unità dei carabinieri comandata da Massimo
Mennitti. Per comprenderne le tecniche siamo entrati nella base di Gerico
dei 2600 militari della guardia nazionale trovando Akia, Salan, Hanin, Sabra e Dalia mentre simulano la difesa
di un leader. L’attacco può avvenire
mentre il vip stringe le mani in una cerimonia, attraversa un cortile, scende
dall’auto, entra in ufficio o percorre
scale e corridoi: in ogni occasione c’è
un carabiniere che simula l’aggressione e loro reagiscono. Lo schema si ripete nei test di guida sicura, quando
viene insegnato alle soldatesse come
superare ostacoli improvvisi. «Sono
molto motivate», assicura Mennitti.
Per comprendere da dove nasce tale
grinta basta ascoltarle. Zakia dice di
«voler proteggere tutti i palestinesi,
uomini e donne». Salan vede nell’uniforme la conferma che «le donne sono
al centro della nostra società». E aggiunge: «Sono qui per dimostrare

ultime settimane hanno moltiplicato gli attacchi e i vandalismi contro arabi, musulmani
e cristiani, sono «la versione
locale dei neonazisti». Il romanziere Amos Oz, uno dei
più autorevoli esponenti della
sinistra israeliana, ha attaccato ieri gruppi come «Tag
Mehir» (il prezzo da pagare) e
«I giovani delle colline» (frange radicali del movimento dei
coloni). «Sono termini edulcorati di un mostro - ha detto lo
scrittore - che dobbiamo ora
chiamare con il suo nome: sono gruppi neonazisti ebraici».

S

Le guardie del corpo di Abu Mazen sono addestrate dai nostri carabinieri

Gli “angeli” di Abu Mazen
velo, basco e kalashnikov
Le 23 guardie del corpo del leader palestinese addestrate dagli italiani

Il presidente palestinese Abu Mazen

quanto valiamo». Hanin definisce «un
sogno» la possibilità di «servire la Palestina» e Sabra promette: «Darò tutto alla mia nazione». A concludere è Dalia:
«Se volete sapere cos’è la Palestina dovete guardarci». Vengono da Jenin, Nablus e Gerico. È il velo a svelarne la fede:
le musulmane lo indossano fra divisa e
berretto mentre le cristiane non lo hanno. Fra gli addestratori c’è chi le definisce «una sorta di ninja» perché non si tirano mai indietro anche quando gli ufficiali palestinesi le sottopongono a situazioni estreme.
Fra i 30 mila militari palestinesi le
donne sono circa 900 e le 23 «guardie
presidenziali» ne riassumono lo spirito.

«Tengono a dimostrare di non essere da
meno degli uomini», spiega Daramer, secondo cui «la società palestinese si distingue per reggersi su donne forti e le
forze armate ne traggono vantaggio». È
una caratteristica che le avvicina più alle
soldatesse israeliane che non alle fedelissime del colonnello libico Muammar
Gheddafi. Anche perché il legame con la
Palestina, per le reclute di Gerico, prevale su tutto il resto. È il tassello di un mosaico più ampio: Gerico è la città militare
dell’Autorità nazionale palestinese, proprio come Ramallah ne è il centro politico. Per spazi, caserme e reparti è qui,
nella Valle del Giordano, che le forze armate di Abu Mazen stanno nascendo.

– San Mauro, 9 maggio 2014
Presidente, Amministratori, dipendenti e tutti i collaboratori del Gruppo
Ipas S.p.A. unitamente al Collegio Sindacale, partecipano al cordoglio della
famiglia per la scomparsa di

Franco Landini
persona insostituibile ed esempio di
grandissima professionalità.
– San Mauro, 9 maggio 2014

ANNIVERSARI
2013

10 MAGGIO

2014

Nel primo Anniversario dalla sua
morte la ditta Potent Serrature ricorda
con grande rimpianto il suo titolare

ing. Valerio Vettorazzi
Non basteranno gli anni a lenire il vuoto e il dolore che hai lasciato. La moglie Tiziana lo ricorda con immutato
amore insieme con i igli Valentina e
Gian Luca e rispettive famiglie.

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

.

Estero .15

L’UCRAINA PROTESTA: È UN TERRITORIO OCCUPATO. LA MERKEL: FORSE CI VORRANNO DECENNI PERCHÉ TORNI LIBERA

Putin in Crimea celebra la “sua” vittoria
Parata e bagno di folla nel giorno del trionfo sulla Germania nazista. Ma a Mariupol si combatte: 22 morti
ANNA ZAFESOVA

«È la festa più importante per
la Russia» e Vladimir Putin
celebra l’anniversario della
vittoria sul nazismo due volte,
a Mosca e a Sebastopoli. Mentre l’Ucraina prende la decisione, molto criticata dal
Cremlino, di abolire le cerimonie ufficiali, anche per paura di provocazioni. La tradizionale sfilata militare nella
Piazza Rossa ha visto uno
sfoggio senza precedenti della
potenza militare russa. Sono
stati esibiti gli ultimi modelli

hanno cercato di raggiungerlo,
molti gridavano «Grazie!» e
cercavano di farsi fare una foto
con il loro nuovo capo di Stato,
che ha definito il loro ritorno alla madrepatria «una giustizia
storica». Kiev ha protestato
contro la visita in un «territorio
ucraino occupato», definita
«fuori luogo» anche dal segre-

tario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen, mentre
Angela Merkel nei giorni scorsi
aveva chiamato «riprovevole»
la decisione di Putin di visitarla.
La Merkel ieri ha ribadito
che l’Europa «non riconoscerà
mai l’annessione», ma nel chiedere «pazienza» ha paragonato
la Crimea ai Paesi Baltici, rima-

sti per mezzo secolo sotto il dominio di Mosca. Una prospettiva non entusiasmante per Kiev,
che continua a combattere i separatisti filo-russi nell’Est. Ieri
il centro degli scontri con pesante uso di blindati è stato a
Mariupol, da dove arrivano notizie di almeno 20 ribelli e due
militari uccisi. I separatisti

hanno tentato di riprendere il
controllo del comune e della sede della polizia, dove a quanto
pare alcuni agenti hanno deciso
di unirsi a loro, mentre tre ufficiali rimasti fedeli all’Ucraina
sarebbero stati fucilati.
Con l’ausilio di uno «scudo
umano» di civili i ribelli si sono
appropriati di un altro blindato

Sanzioni alla Russia
Bruxellescolpirà
anchelesocietà
1 L’Europa è ancora lonta-

Prima sulla Piazza
Rossa poi a
Sebastopoli
fra carri e navi da guerra

na dalla decisione di procedere con la cosiddetta «fase 3»
delle sanzioni economiche e
spera ancora di convincere la
Russia a dialogare sulla crisi
ucraina. Ma Bruxelles è pronta
a colpire, da lunedì, oltre gli individui, anche «entità russe» e
sono state identificate «due
società non sistemiche» che
potrebbero essere sanzionate
col congelamento dei beni e il
divieto di commercio per essersi «arricchite» acquisendo
società «espropriate senza
giusto compenso» in Crimea.
Il via libera alle nuove sanzioni
sarà deciso dal Consiglio Esteri
di lunedì «in base agli sviluppi» in Ucraina nel week-end.

di blindati e razzi anti-aereo, i
missili balistici e i caccia, insieme a 11mila cadetti e soldati, inclusi quelli di stanza in
Crimea, con le bandiere della
penisola, in un simbolico parallelo tra la gloria militare di
ieri e di oggi.
Subito dopo il presidente
russo ha preso un aereo per la
Crimea, dove ha presenziato
alla parata della flotta militare da un motoscafo. Quando è
sbarcato, centinaia di crimeani che avevano invaso la riva

Fra i generali

Reportage

Il presidente Vladimir
Putin fra pluridecorati
veterani a Sebastopoli
nella Crimea da poco
riannessa alla Russia
Il 9 maggio è in Russia
il giorno della vittoria
nella «Grande guerra
patriottica» contro
la Germania nazista
(1941-45)

LUCIA SGUEGLIA
ODESSA (UCRAINA)

uzzano ancora di
bruciato, i cinque
piani della Casa dei
Sindacati a Kulikovo Pole, Pompei
ucraina che una settimana fa
ha dilaniato il cuore di «Mamma» Odessa con la morte per
fuoco di 46 persone, il numero
più alto di vittime in un giorno
dall’inizio della crisi. Portando
il «contagio» dell’odio anche
nella città più multiculturale di
tutta l’ex Urss, porto sul Mar
Nero che sfiora l’Europa.
E stavolta erano tutti filorussi. Ma entrambe le parti ne
escono malissimo. Tutto è cominciato dopo una partita di
calcio, i tifosi locali e quelli
ospiti da Kharkiv, semplici civili e membri dell’ultradestra di
Pravi Sektor hanno sfilato in
centro per «l’Ucraina unita».
Militanti pro-russi li hanno attaccati con pietre e pistole
traumatiche, forse con proiettili veri visto che qui cadono le
prime 4 vittime. I pro-Kiev si
sono vendicati assalendo l’accampamento degli «anti-Maidan», davanti alla Casa dei Sindacati. Loro si rifugiano nell’edificio, un incendio divampa:
la causa sarebbero bottiglie
molotov. La polizia resta a
guardare: connivenza? E qui le
versioni si confondono, tra echi
dei pogrom antisemiti sovietici
e zaristi che colpirono Odessa,
e le autorità filo-Kiev che ipotizzano un incidente o scaricano la colpa sugli stessi filorussi.
Ma a Kulikovo Pole nessuno
crede più a nessuno. Sulla
piazza tanti piangono, tutti litigano, la città appare spaccata in due come nessun’altra in
Ucraina, anche se giurano:
«Non ci divideranno, noi odessiti siamo un’etnia a parte: fa-

ucraino, anche se uno dei leader
filo-russi di Donetsk promette
di deporre le armi lunedì, dopo
il referendum sulla secessione.
Ma a Kharkiv hanno deciso di
cancellare la consultazione, a
Donetsk il comune si rifiuta di
concedere i seggi, a Slaviansk
ancora in mano ai separatisti si
voterà.

P

MAXIM SHEMETOV/REUTERS

“Eroi” o “carne da spiedini”
Odessa travolta dall’odio
I morti nel rogo della casa dei sindacati dividono la città ex tollerante

ANATOLII STEPANOV/AFP

Manifestazione dei filorussi davanti al palazzo bruciato

mosi per gli scherzi, pacifici e
Nell’Odessa che fu Babele di
pigri, e ora guardate… sono stati mille lingue e oggi ha una magi sionisti forse, perché non han- gioranza di popolazione ucraina
no detto nulla?». Almeno 30mila ma parla russo, si diffondono orgli ebrei in città. Nell’interno ribili voci, terrori atavici che alicarbonizzato entrano a frotte, mentano l’odio: «Ci nascondono
niente transenne, niente polizia, la verità, i morti sono più di
ma non era in corso un’inchie- 500», «li hanno picchiati coi
sta? Anzi, quattro, tra ufficiali, manganelli mentre tentavano di
politici e commissioni indipen- fuggire»; «soffocati da un gas midenti di entrambe le parti: già i sterioso»; ma il fuoco in effetti
primi arresti, lisembra divampacenziato il capo
«COMPLOTTO» to dal retro. «I
della polizia e, pasono i
Davanti ai muri neri Bandera
re, fuggito alnostri nemici!»
l’estero; ma del teorie assurde: si sono gridano donne in
dati fuoco da soli coro. «Qui le perpotere nessuno si
fida. Sulla scalisone bruciavano,
nata coperta di cenere qualcuno e loro gridavano “Abbiamo vinto!
ha scritto «Non dimentichiamo, Gloria all’Ucraina!”. Gli ho gridanon perdoniamo», «Bestie fasci- to cosa fate? Siamo nel 21esimo
ste, Dio vi giudicherà». Fuori, secolo. Era un inferno medievaaltarini invasi di garofani e lumi- le». Prima ero per l’Ucraina Unini, una croce azzarda il parallelo ta, dice una, «ora spero che li imcon la strage di Katyn, accanto picchino, Dio mi perdoni».
Alcuni filo-ucraini avrebbero
alle icone ortodosse spunta una
foto di Slobo Milosevic; sul sel- salvato persone dalle fiamme,
ciato è vergato «Genocidio». come Sasha, 16 anni, che il 2
Nazionalisti? Gli altri.
maggio marciava coi tifosi: «Ve-

di? Mi hanno sparato sfiorando
il polpaccio con le schegge, e io
ho tirato fuori uno dal rogo. Ma
non mi dispiace per i provocatori armati». Nello schieramento
pro-Kiev è raro trovare pietà.
«Provocatori venuti da fuori,
dall’una e dall’altra parte», ripetono molti. Un giovane grida
contro la Giunta di Kiev: «Vogliono farci credere che la gente
si è data fuoco da sola. Che governo è, se non ha difeso il proprio popolo?». Per Viktora, ex
poliziotto in pensione, il motivo è
ovvio: «Finché manca un potere,
la polizia non alzerà un dito:
hanno paura, dopo quel che è
successo coi Berkut a Maidan».
Nastya, biondina liceale, discute
con un veterano dell’Urss: «A
scuola molti miei compagni si
rallegrano per i morti, “carne da
spiedini” dicono, ma io non sono
d’accordo». Lui: «Domani cominceranno a ucciderci come
han fatto con i ceceni».
Odessa resta in lutto. Niente
festa della Vittoria sovietica
sul Nazismo ieri: nel timore di
nuovi tumulti, le autorità filoKiev hanno vietato ogni evento
di massa. Solo fiori ai veterani,
e canti patriottici. Molti per
paura non sono usciti di casa.
Tra i filo-russi l’equivalenza è
netta: «Sono tornati al potere i
fascisti, è una guerra come nel
’44, li combatteremo». Su un
muro lungo la strada che porta
a Kiev qualcuno ha inciso un
murales: «Vova (Putin), non far
innervosire Mamma».

T1 CV PR T2

SABATO 10 MAGGIO 2014 LA STAMPA 16

R

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Cronache .17

.

INCHIESTA SUL CRAC DELLA SOPAF, ARRESTATO ANCHE LUCA MAGNONI, FIGLIO DI GIORGIO

Milano, manette ai tre fratelli della finanza
In carcere Ruggero, Aldo e Giorgio Magnoni. L’accusa: bancarotta fraudolenta, distratti oltre 100 milioni
PAOLO COLONNELLO
MILANO

Dalle frodi fiscali alle truffe alle casse previdenziali di giornalisti, medici e ragionieri.
Più il dissesto di una holding
finanziaria attraverso «episodi distrattivi e dissipatori».
Totale: scomparsi 79 milioni
di euro. Queste le accuse che
hanno portato in carcere ieri
mattina i fratelli Ruggero, Aldo e Giorgio Magnoni e il figlio
di quest’ultimo, Luca. Rispondono di bancarotta fraudolenta, associazione per delinque-

Il «capo»

Il saccheggio

Secondo gli
investigatori
Giorgio
Magnoni
(foto) avrebbe presieduto
«a tutte le
attività illecite
del gruppo
coordinandone la strategia
e stabilendo
tempi e modi
di attuazione
delle
operazioni»

La cassa dei ragionieri
Spariti 52 milioni
1 I soldi della previdenza di ragionieri e periti

commerciali sono stati trasferiti estero su estero

La previdenza dei medici
Bottino milionario

Ipm:«Realizzatepiù
truffeaidanniditerzi,
sempreconnotateda
ingentiguadagniilleciti»
re, truffa aggravata, appropriazione indebita, frode fiscale e riciclaggio. Uno scandalo che attraversa alcuni degli ambiti più noti della finanza italiana e internazionale.
L’inchiesta, coordinata dal
pm Gaetano Ruta e condotta
dai militari del valutario della
Gdf, racconta i retroscena del
crac Sopaf, società di intermediazione e amministrazione finanziaria fondata nel
1980 e quotata in Borsa, dal
cui patrimonio i fratelli Magnoni avrebbero distratto ol-

1 Con lo strumento finanziario «Fip» è stata

saccheggiata anche la previdenza dei medici

L’Istituto dei giornalisti
Raggirato il presidente
1 Dopo la firma del presidente dell’Inpgi al

contratto, l’istituto ha perduto milioni di euro
SERGIO OLIVERIO/
IMAGOECONOMICA

tre 100 milioni. Attraverso la
società, in concordato preventivo dal 2013, i Magnoni avrebbero realizzato anche «più truffe
ai danni di terzi, sempre connotate da ingenti guadagni illeciti». Una è connessa a un investimento immobiliare «ai danni

della Cassa di Ferrara con illecito guadagno di 17 milioni». Altre sono truffe ai danni di enti
previdenziali come Enpam (dei
medici) e Inpgi (dei giornalisti)
attraverso la negoziazione di
strumenti finanziari «denominati FIP, con un illecito guada-

gno pari a 27 milioni». Per i pm
operazioni «del tutto antieconomiche per questi enti, considerato che hanno costituito un
margine di profitto elevato alla
società degli indagati, privo di
qualsiasi giustificazione, sulla
base di triangolazioni di cui non

si comprendono le ragioni negoziali». Il contratto con l’Inpgi
fu firmato dal presidente in persona, Andrea Camporese. Inoltre, «abusando delle disponibilità economiche nell’ambito delle attività di Adenium Sgr Spa
(controllata da Sopaf), si ap-

propriavano indebitamente di
52 milioni di euro conferiti dalla
Cassa di Previdenza dei ragionieri e dei periti commerciali,
trasferendo le somme sottratte
a più riprese, estero su estero...».
Un particolare della famiglia: Giorgio Magnoni, 74 anni,
fu figlio di Giuliano che fu socio
e consuocero del banchiere e
bancarottiere Michele Sindona, mandante del delitto Ambrosoli. Per l’accusa Magnoni
sarebbe stato il capo dell’associazione per delinquere, attiva
tra il 2005 e il 2013; mentre il
fratello Ruggero (ex vicepresidente Europa di Lehman
Brothers), avrebbe collaborato
«nella costruzione di operazioni finanziarie finalizzate al conseguimento di profitti illeciti».
Aldo Magnoni, ideatore del
chiacchierato “Oak Fund” nella
scalata Telecom, seguiva «le
operazioni immobiliari e curava le attività connesse alla realizzazione di guadagni in pregiudizio delle controparti e al
loro occultamento».
Arrestati anche Andrea Toschi, ex presidente di Arner
Bank, Alberto Ciamperoni, ad
della gestione risparmio Adenium e Gianluca Selvi, dominus
della Hps. Sequestrati 65 immobili nel centro di Milano, villette, auto; bloccati 250 rapporti bancari in tutt’Italia.

La sfida

La storia
PIERANGELO SAPEGNO
LIVORNO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

I

l bello è che Stefano Bandecchi, ex
parà in missione a Beirut, imprenditore sveglio e coraggioso che ha
sempre dichiarato di aver votato Msi
prima di abbracciare Berlusconi, è
nato a Livorno nel popolarissimo
quartiere Shangai dove quello più a
destra vota ancora comunista, che è
lo stesso di Cristiano Lucarelli, ex
centravanti amaranto che a 20 anni
segnava e andava sotto la curva con il
pugno chiuso, ad alzar la maglia, per
far vedere il Che Guevara sul petto.
Bandecchi ha tutto il diritto di comprar la squadra della sua città. Ma ieri qualcuno ha già appeso uno striscione sul muro dello stadio: «Bandecchi attento... A Livorno fischia
ancora il vento!!!».
IL BUSINESS

«Moggi mi ha messo in
contatto con Spinelli per
rilevare la società di calcio»
Il fatto è che il vecchio Spinelli, già
creatore del Genoa di Aguilera e Bagnoli, arrivato ad espugnare Amfield
Road in una storica semifinale di
Coppa Uefa col Liverpool, e poi artefice della rinascita proprio del Livorno, pescato in C2 e spedito in serie A
e persino in Europa, il vecchio Spinelli, ha deciso di vendere. Un’altra
cosa curiosa è che Stefano Bandecchi ha già confessato che è stato Luciano Moggi, un senese che a Livorno
è visto come un attacco di bile, a metterli in contatto. E ieri, annunciando
l’acquisto come quasi fatto, ha precisato: «Non ci sarà scelta tecnica che
non passerà da una sua valutazione o
da un suo consiglio». Moggi ha tentato di glissare: «Ringrazio per la stima, ma io non so assolutamente niente». Ma qualcosa ha ammesso: «Li ho
presentati, è vero. Ma un anno fa.
Non c’entro nulla con quello che è

Gli affari dell’ex parà
Stefano Bandecchi, ex parà in
missione in Libano, è attivo nella
ristorazione: «Quando la mia azienda
era in crisi ho venduto
degli appartamenti invece di
licenziare»

Una bandiera con Che Guevara: la normalità nella curva amaranto del Livorno

RICCARDO SANESI/LAPRESSE

Livorno, tifosi “rossi” in rivolta
contro il patron che votava Msi
L’imprenditore Bandecchi: non mi offendo se vedo le bandiere del Che

Cristiano Lucarelli
Dopo un gol il bomber andava sotto
la curva mostrando il Che sul petto

successo dopo. Comunque Bandecchi
è una persona eccellente». Commento
sul sito dei tifosi: «Ma Spinelli venda
tutti e si levi di ‘ulo assieme ar Bandecchi-Moggi».
In ogni caso, tutto può succedere fra
queste lande dimenticate dalla coerenza: cos’è in confronto a quelli che insultano e poi vanno a governare proprio
assieme agli offesi? Bandecchi votava
Msi, poi si candidò con Berlusconi che
nello stadio di Livorno irridevano mettendosi tutti la bandana in testa per
sfidare il Milan. E uno striscione che
diceva: «Dio c’è! Silvio Berlusconi non
sei tu!!».
A Roma, Bandecchi ha fondato il
Movimento Unione Italiano per sostenere Gianni Alemanno: 0,19% di voti.

Oltre all’Università (15 mila iscritti e
Davide Mannoni di Stamina tra i docenti), ha creato Radio Mana Manà ed
è attivo nel settore della ristorazione.
La sua risposta ai tifosi è che nel calcio
la politica non ci deve entrare: scontata e bugiarda. Meglio quando parla del
Livorno: «Non sarò certo io a offendermi se sentirò cantare Bandiera rossa
allo stadio: è una canzone emozionante perché parla di lavoro». Poi, perle
sparse: «Da bimbo i miei amici mi davano dello stalinista»; «Se fossi nato
nell’800 sarei stato definito semplicemente un liberale»; «Se ci fossero ancora i comunisti veri in Italia le cose
andrebbero meglio»; «Mio padre faceva il camionista» (e dunque?).
E qualche verità, come quando rac-

La protesta
I tifosi del Livorno hanno subito
espresso il loro dissenso con uno
striscione affisso allo stadio: un
avvertimento all’imprenditore
con simpatie destrorse

conta che 3, 4 anni fa la sua azienda era
in crisi: «Ho venduto gli appartamenti
piuttosto che licenziare dei miei dipendenti. Ho fatto una cosa di destra o di
sinistra? Io non ho neanche una barca
a vela». Spiega: «Ho fatto investimenti
immobiliari da 60 milioni, ne investo 4
l’anno per la ricerca. Ho fatto donazioni all’ospedale Bambin Gesù per un milione e mezzo: sempre finalizzate alla
ricerca».
E promette di tutto: «Il calcio ha un
potere di comunicazione enorme. Voglio fare di Livorno un punto di riferimento per la ricerca scientifica». Forse, sarebbe meglio accontentarsi del
mare, che è il più bello d’Italia. Ma come si fa. «In 2 anni faccio un grande
Livorno». E’ di destra o di sinistra?

18 .Società

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

L’asta n° 15
Venticinque
lotti e rilanci
che dal castello
di Barolo
rimbalzeranno
in collegamento
fino a Hong
Kong, Dubai e
Singapore
Si va in scena
domani
dalle 10,30

esercizi
12345 34789A5 B41C25 D4EFB 5 8 B4 5 CE7782A8
FA 8E9982 A4 4 A2 8BE 34 E 74BB81EAE

ROBERTO FIORI

S

osteneva Molière che
«grande è la fortuna di colui
che possiede un buon libro,
un buon amico e una buona
bottiglia». Se poi la bottiglia
è di Barolo, la fortuna è doppia. La
qualità è garantita da decine di guide
e punteggi, il blasone è così antico da
affondare le radici tra le teste coronate di metà Ottocento, ma l’appeal è
così moderno che è anche il vino più
cliccato sul web e per qualcuno è addirittura il più sexy, così austero, maturo e sensuale.
Se non è in corso una vera e propria «Barolomania», poco ci manca.
Di sicuro, negli ultimi tempi, il più
pregiato figlio del nebbiolo di Langa
sta riscuotendo consensi sempre più
vasti soprattutto a livello internazionale, dove finisce quasi il 70% dei 12
milioni di bottiglie prodotte. Insomma: il «re» ha dato una lucidata alla
sua corona, in netta controtendenza
rispetto alla crisi generale. Merito di
molti fattori, compresa una rinnovata (o nuova?) capacità di fare squadra
tra produttori che finora hanno agito
in perfetta solitudine, sia quando si
gioca in casa sia all’estero.
La conferma arriverà domani dal
castello di Barolo, dove andrà in scena la 15esima edizione dell’Asta del
Barolo, con 25 lotti da sogno messi a
disposizione dai 12 produttori che si
sono riuniti nell’Accademia del Barolo. Una squadra di «All Star» che con
l’Asta ogni anno «tasta» le quotazioni

Ha il vantaggio di avere
un carattere forte e di essere
un vino territoriale, da
stappare in grandi occasioni
del mercato tra i collezionisti a caccia di preziose annate ed etichette.
«Il Barolo sta vivendo una stagione dorata», dice Gianni Gagliardo di
La Morra, presidente dell’Accademia e il primo ad aver creduto in
questo progetto. «E’ un marchio solido e classico, per nulla di moda. Chi
lo compra cerca e trova sicurezza».
Negli ultimi anni c’è anche stata
un’evoluzione dei palati: «Il Barolo è
un vino d’arrivo, non di partenza. Si
inizia magari con un Merot o con un
vino più ruffiano e solo quando si
matura un po’ più di consapevolezza
si riescono ad apprezzare le sue sfumature più complesse». E se ormai
la disputa tra innovatori e tradizionalisti è considerata superata, è indubbio che anche lo stile dei produttori più classici si sia evoluto, come
racconta il film documentario «Barolo Boys», girato da Tiziano Gaia e
Paolo Casalis, che uscirà nelle prossime settimane.
«Il Barolo ha il grande vantaggio
di avere un carattere forte e di essere
un vino territoriale, con una storia,
un paesaggio e un imprinting umano
inconfondibili», dicono i produttori
dell’Accademia. «Basta dire che è il
vino delle grandi occasioni, da stappare al compleanno importante o
quando la nonna cucina la lepre. Il
Barolo è sceso dagli scaffali alti e finalmente riesce ad arrivare sempre
più facilmente a tavola, seducendo
con la sua eleganza».
Vedremo cosa ne pensano i winelovers che domani parteciperanno
all’Asta, condotta da Marco Berry, e
alzeranno la paletta spendendo qualche migliaio di euro per portarsi a casa bottiglie rare come un 1961 di Giacomo Conterno o un 1964 di Bruno
Giacosa. Oltre ai rilanci degli ospiti
nel castello di Barolo, arriveranno
quelli di chi sarà collegato in diretta
da Singapore, Dubai e Hong Kong,
metropoli che sanno apprezzare
sempre più il Barolo e gli altri grandi
vini italiani.

La più antica
La bottiglia
di Barolo
di Conterno
del 1961
è la più vecchia
messa all’asta

BAROLO
IL FUTURO
DI UN CLASSICO
Domani nell’omonimo castello langarolo vanno all’asta
25 lotti da sogno messi a disposizione da 12 produttori

Il film
«Barolo Boys. Storia di una rivoluzione»
è il titolo del film documentario
che hanno realizzato Paolo Casalis
e Tiziano Gaia per raccontare le gesta
di barolisti «innovatori»
come Elio Altare, Roberto Voerzio,
Giorgio Rivetti e Chiara Boschis (unica
donna, nella foto sopra in una scena
del film), che a fine Anni Ottanta hanno
introdotto le barrique nelle cantine
di Langa. L’anteprima con i protagonisti
e qualche frammento del film andrà
in scena domani alle 11 al Salone
del Libro di Torino, nell’ambito
del programma Parco culturale
Piemonte paesaggio umano.

19

Il libro
«100%
Alba» è
edito da
Electa

Enrico Crippa nel ristorante Piazza Duomo di Alba, davanti a un dettaglio dell’affresco di Francesco Clemente (foto Bruno Murialdo)

42,5

Fonte: Elaborazione

molto superiore a quello di ogni altra coltura.
Le vigne più care? Sono proprio i
cru del Barolo, che arrivano a costare
1 milione a ettaro, seguite da quelle del
lago di Caldaro in Alto Adige
(600mila), di Valdobbiadene, della
Valpolicella e di Montalcino. Ma se prima della crisi si era scatenata una corsa di vip o presunti tali per acquistare
terreni vitati in giro per l’Italia, adesso
chi investe intende andare sul sicuro.
Forse è anche per questo che su un
fazzoletto di terra come il cru Cannubi, a Barolo, si assiste a una lotta senza esclusioni di colpi tra chi pretende
di usare in etichetta il nome Cannubi

105.826

83.212

104.492

74.842
45.824

56.658

7,4

73.896

16,1
13,5

103.359

30,9

111.202

31,8

94.508

26,5

58.859

su dati Banca d’Italia,
Indagine sul turismo
internazionale dell'Italia

37,1

22,5

22.687

49,9 50 49,2 47,8

51,5

Spesa
(milioni di euro)

44.934

1 Baldacchini

che passione. Ma i
modelli in ascesa
sono moderni
Tamburrino PAG. 21

Presenze

Le colline del Barolo, dove crescono le vigne più care (foto Bruno Murialdo)

IO

gna» è il titolo di un incontro che Ceretto ha organizzato con il candidato
alla guida della regione Piemonte
Sergio Chiamparino e il sindaco di Alba, Maurizio Marello).
«Quando iniziammo – racconta
Ceretto - andammo a vedere come
facevano i francesi e scoprimmo ciò
che Paul Bocuse stava iniziando a fare in Borgogna. E cioè non solo grande cucina, ma anche ottima scuola: il
risultato è che oggi da quelle parti è
pieno di ristoranti stellati. Quando
abbiamo potuto, abbiamo riproposto
quel modello con Enrico Crippa, che
ha la fila di ragazzi che vogliono imparare da lui. Un mio amico dice che
noi di Alba siamo fatti così: se vediamo qualcuno che fa qualcosa di buono, non dormiamo la notte, finché
non troviamo il modo di fare meglio.
Il maestro di noi tutti è stato Michele
Ferrero, che 50 anni fa ad Alba inventò la Nutella e che da allora ha
sempre e solo pensato alla qualità, a
migliorare. Noi tutti siamo andati
dietro quel grand’uomo».

SS

rico Crippa ha
conquistato la
prima stella Michelin nel 2006,
la seconda nel
2009 e le favolose
tre stelle sulla
guida rossa 2013.
Un risultato mai
Bruno Ceretto
raggiunto in questa parte di Piemonte (e probabilmente ineguagliato oggi in Italia), che
è il segnale più evidente di un movimento più vasto: gli stellati nei dintorni di Alba oggi sono 13 e il livello
medio della cucina si è alzato notevolmente, mentre sono nati resort di lusso e una miriade di agriturismi.
Insomma, c’è tutta un’area del Piemonte meridionale, Langhe e Roero
in testa, Monferrato che segue, trainata dal mondo del vino, che sta cambiando natura e che sul mercato internazionale del turismo enogastronomico può permettersi di rivaleggiare con la Toscana e sfidare la Borgogna («Le Langhe battono la Borgo-

NI

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013

PA

Q

folte e spesse, è
revival. Ecco come coltivarle
Ferrigo PAG. 20

DESIGN

uarant’anni fa, quando doveva spiegare agli americani dove si trovasse Alba, Bruno Ceretto diceva
che era a metà strada tra
Venezia e Montecarlo. Ora, di indicazioni geografiche di fantasia non
ha più bisogno: la «capitale delle
Langhe», come si diceva un tempo,
ha trovato posto sulle mappe del turismo internazionale.
È in fondo ciò che racconta «100%
Alba», il volume che Stefano Zuffi ha
scritto per lui e che verrà presentato
domani al Salone del libro di Torino
(ore 17, al Caffé Letterario). Ceretto
dice che l’ha voluto per i nipoti, perché «lo tengano sotto il cuscino e imparino dove possono portarti passione, impegno, ricerca», ma è chiaro
che in trasparenza è possibile leggervi la storia di una città che ha fatto la sua rivoluzione industriale e
che ora – grazie al vino, alla cucina,
all’ospitalità – sta imparando a sopravvivervi. «Bisogna cominciare un
altro grande percorso – dice Ceretto
–. C’è bisogno di internazionalizzazione, di turisti che vengano dall’estero. E l’alta cucina in questo senso è trainante. Piazza Duomo, il nostro ristorante, fa settemila coperti
l’anno, e di questi l’83% sono dovuti a
gente che non era mai stata prima ad
Alba; La Piola, il bistrot al piano terra, di coperti ne fa 30 mila, e quasi la
metà, il 44%, sono di clienti italiani».
La storia di Ceretto è quella del figlio di un commerciante di vino che
con il fratello (Marcello) negli Anni
60 si mette in testa di diventare produttore. «Cinquantasette anni dopo –
dice – lavorano con noi 150 persone,
abbiamo 165 ettari di vigne, ma abbiamo capito che la sfida nuova è il turismo». Nel 2005 ha aperto il ristorante
Piazza Duomo, nel centro perfetto
della città di Alba, che con lo chef En-

Turisti stranieri
ad Alba

71.135

PIERO NEGRI

Si arriva a 1 milione per ettaro e ora ci si contende l’uso dell’etichetta in esclusiva

S

1 Sopracciglia

Ceretto e il caso Alba, la città che si sta reinventando. A tavola

VOGLIA DI CRU, LA CORSA ALL’ORO DEI VIGNETI
e lo spread vi ha fatto venire il
mal di mare e siete stufi di seguire le oscillazioni della Borsa,
fateci un pensiero. Comprare un vigneto può rivelarsi un ottimo affare.
Nonostante la crisi e il calo delle
compravendite, infatti, negli ultimi
anni i valori immobiliari dei vigneti
italiani hanno retto al punto da diventare un bene rifugio paragonabile all’oro. A dirlo sono i numeri: dal
1992 al 2011 il prezzo dei terreni vitati è aumentato in media del 109%,
mentre nel medesimo periodo l’inflazione si è attestata al 63%. Il valore medio di un ettaro di vigneto a livello nazionale è di 40mila euro,

BEAUTY

UNA, DUE, TRE STELLE
E IL TURISMO FA BOOM
Centimetri - LA STAMPA

Alba
La «capitale delle
Langhe», come si diceva
un tempo,
ha trovato posto
sulle mappe
del turismo
internazionale

STILE

di

1 In questa pa-

gina: scatta la
«Barolomania», il
meglio è all’asta
Fiori e Negri

in esclusiva, distinguendosi dai vicini
di podere, e chi chiede di non fare distinzione tra le sottozone (o meglio, le
menzioni geografiche aggiuntive) che
hanno nomi come Cannubi San Lorenzo, Cannubi Valletta, Cannubi Boschis, Cannubi Muscatel.
«Il Barolo ha una personalità vibrante, che si esprime con diverse
sfumature seppur si considera
un’unica zona», spiega Matteo Sardagna, erede dei Poderi Luigi Einaudi di
Dogliani. «La fortuna di una cantina
che possiede un vino come questo è
oggi quella di avere un prodotto che
fa da traino anche per agli altri vini
che produce, meno importanti». E
grazie alla diffusione del Barolo è stato riscoperto anche il più semplice vino Nebbiolo. «Se dovessimo impiantare un vigneto fuori dalle classiche
aree di produzione del Barolo - dicono
dai Poderi doglianesi - sceglieremmo
senza dubbio il vitigno Nebbiolo».[R. F.]

BEAUTY

20 .Società

Fiamma
Si chiama
così la nuova
borsa
Ferragamo
disegnata
da
Massimiliano
Giornetti
e ispirata
alla figlia
di Salvatore,
Fiamma
Ferragamo,
designer
della maison
per 40 anni
e creatrice
dell’iconica
Vara.
Il lancio
ha avuto
luogo
a New York

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

NADIA FERRIGO

La curiosità
Ilgelatoèfirmato
Dolce&Gabbana

aschetto biondo,
rossetto rosso e sopracciglia folte e
scure. Questo è il
look che Madonna
sfoggiava nel 1986, immortalato sulla copertina di «Papa don’t preach», uno dei suoi successi. Se fino a qualche tempo
fa avrebbe fatto inorridire anche la più tollerante delle
esperte di make up, oggi il sopracciglio al naturale, meglio
se spesso e disordinato, vive
un momento di pieno revival.
Così, chi per anni ha patito la schiavitù dalle fastidiose pinzette, ora può esultare. Bandite le forme ricercate tanto in voga negli Anni
’90: niente ali di gabbiano,
arco o angoli innaturali, si

C

Scompaiono le forme
sottili ad ali di gabbiano
Tornano quelle marcate
Alla Madonna Anni 80
torna dritti agli eighty ,
quando il modello da imitare
era Brooke Shield, indimenticabile protagonista di «Laguna Blu».
La prima a sfoggiarle con
naturalezza è stata Cara Delevingne, modella dell’anno e super ricercata dagli stilisti, che
non ha mai fatto mistero della
sua passione per questa parte
del corpo, tanto che Twitternella sua biografia scrive:
«Amo le mie sopracciglia». Ma
Cara è in ottima compagnia:
anche Charlotte Casiraghi,
Anne Hathaway e Kristen
Stewart esibiscono con orgoglio le «sopracciglione». Ma
stanno bene proprio a tutte?
«Anche se la forma delle sopracciglia dipende molto dalle
tendenze, bisogna trovare
quella più adatta studiando le
linee del viso - spiega Alessandra De Feudis, make-up artist

Il Magnum griffato
1 Anche per un gelato

Sempre più folte e sottolineate dal trucco

SOPRACCIGLIA
MODELLO
CHARLOTTE
al Brow Bar milanese di Sephora, spazio dedicato alla cura delle sopracciglia -. Con occhi grandi, le sopracciglia
spesse possono incorniciare lo
sguardo, ma chi invece ha gli
occhi vicini o minuti, dovrebbe
scegliere una proporzione più
sottile. Meglio farsi sempre
aiutare da una mano esperta».
Una volta individuata la linea migliore per il proprio viso, si può correre ai ripari. Se
le sopracciglia hanno perso
spessore e volume naturale, si

Charlotte
Casiraghi
Porta le
sopracciglia
naturali,
folte e
ombreggiate
appena
dalla matita

può sempre usare l’olio di ricino: dopo aver pulito lo scovolino di un vecchio mascara, si
passa sulle sopracciglia umide, così da proteggerle e renderle più robuste. Per camuffare i fastidiosi buchetti, si può
usare una matita come «Brow
Perfector» di Nars, oppure
una polvere colorante, come
«Bulletproof Brows» di Too
Faced, che assicura una tenuta
di ventiquattr’ore.
«È consigliabile usare una
colorazione, così da rendere

le sopracciglia più lucide continua De Feudis -. E il tono
va scelto con cura: di solito si
cerca di rendere un po’ più intenso il colore dell’arcata rispetto ai capelli per rendere
più profondo lo sguardo. Ma
niente eccessi, meglio un effetto naturale, senza forzare i
contrasti».
Ma anche se portare le sopracciglia a cespuglietto- genere Frida Kahlo- consente di
eliminare le dolorose sedute
dall’estetista, non si può rinunciare a matite, pettinini e
gel. La nuova collezione di
«Benefit Cosmetic», boutique
di San Francisco inaugurata
nel 1976 dalle gemelle
Jean&Jane Ford, propone
«Gimme Brow», un fissante
da applicare con pennellino:
non solo per rinfoltire e dare
volume, ma anche per conservare la forma. Per sopracciglia naturali, ma sempre in ordine. Anche Marc Jacobs, alla
sua prima linea di cosmetici,
ha pensato alle ciglia con
«Brow Tamer», un gel per farle apparire più folte, ma sempre lisce e ordinate.

ci vuole l’abito giusto. la
prelibatezza in questione è quella preparata da
Magnum. A firmarla sono gli stilisti Stefano
Gabbana e Domenico
Dolce, che in occasione
del 25o anniversario dell’azienda hanno ideata
una ricetta di gelato e disegnato la confezione. A
Stefano piaceva la vaniglia, a Domenico il pistacchio, così la crema e
la frutta secca si sono incontrati, racchiusi da
una copertura di cioccolato bianco. Il gusto e i
colori della limited edition evocano la Sicilia, la
terra alla quale i due creativi si ispirano per le collezioni che portano in
passerella; così come il
packaging, un piccolo
scrigno che sembra dipinto a mano, con le zagare, i fichi d’India e i carretti. Gli stilisti con questa iniziativa ci offrono
una dolce fuga dalla
quotidianità g fatta di
puro gusto. La nuova golosità sarà nei bar e ristoranti selezionati a partire
da metà giugno. E subito
dopo arriverà nel resto
dei Paesi d’Europa. A settembre sarà invece la volta del Brasile.
[S.R.]

LA STAMPA

DESIGN

SABATO 10 MAGGIO 2014

Vintage
L’ estate
dei Designer
Outlets
McArthur
Glen
inizia il 20
maggio con
il «Vintage
Fashion
Festival»
che, fino al
29 giugno,
porterà nei 5
Centri
di Serravalle,
Noventa
diPiave,
Barberinodel
Mugello,Castel
Romano
e La Reggia,
la mostra
curata da
A.N.G.E.L.O.
Titolo:
«Forever
Florals»,
con creazioni
couture
italiane
e parigine.
Chi si
presenta con
una copia
della pagina
pubblicitaria
del Vintage
Fashion
Festival
riceverà un
foulard vintage - in
omaggio e
parteciperan
no al
concorso per
vincere una
borsa
vintage
Chanel

.

Società .21

M ICHELA TAMBURRINO

H

anno fatto la gioia
delle nostre nonne, oggi tornano,
rivisitati, contemporanei e avveniristici i letti con il baldacchino, retaggio di altre emozioni, di un ritrovato desiderio
di calore e colore.
Anche il letto delle fiabe
cambia look e quello di ultima
generazione è un mix di design
e d’autore e high-tech, inclusi
alcuni esemplari che assommano maxi display per guardare film, sdraiati e in compagnia, impianto stereo, luci cangianti per un total relax e persino consolle per videogiochi.
Iper-geometrici o arrotondati
si adattano a qualsiasi tipologia di arredo. «Dopo tanto minimalismo - dice Sabina Sola,
imprenditrice di marchi di
franchising internazionali - oggi è di gran moda il baldacchino. Per Ka International abbiamo abbinato alla stoffe di garza
al naturale, effetto safari, colori arancio, incisivi per macchie
di colore prepotenti, nelle traversine o nei cuscini così da
cambiare fisionomia senza
grandi spese quando quel colore viene a noia, lasciando intatta “la scatola”. In alternativa, il
baldacchino orientale, più sofisticato, con una corona di paglia e stoffe fantasia, un’opzione meglio vestita. In ferro antichizzato, legno, stile India con
sete colorate, materiale tecnico, l’importante è che non sia
romantico-provenzale, con fiorellini per intenderci, perché è
l’unico fuori trend». Dunque il
baldacchino risponde a un’esigenza estetica che dona carattere a una stanza ma attenti al-

Per tutti i gusti, dal retro
al funzionale con mega
schermo, musica, luci
cangianti e consolle
le pacchianate perché l’oggetto
potrebbe prestarsi: niente trine e pizzi, border line è lo shabby chic.
Franco Perfetti, direttore
dio VilleGiardini, pone solo il
problema soffitti, che siano alti
per lasciare intatto lo slancio
della stanza: «Ho notato che
nelle case che fotografiamo
sempre più spesso troviamo
camere con letti a baldacchino.
A ottobre abbiamo pubblicato
in copertina, una rivisitazione
della interior designer Ilaria
Miani per la sua casa in Umbria. Ma non è solo un letto appannaggio delle super case; ce
ne sono di più semplici, rispetto ai classici, essenziali e molto
leggeri. La Flou per esempio ha
presentato il letto Ari, in legno,
semplice e squadrato. Più

Squadrato e pulito
Maxalto Alcova di B&B Italia,
il baldacchino a cielo aperto che offre
la doppia opportunità, con e senza veli
grazie alla sua struttura

Interprete di suggestioni e memorie
È di Axil il letto Agra, struttura portante
in metallo, smontabile, la rete a campata
unica è in doghe R. P. F.

Ispirazione aria aperta
Letto Ceylon prodotto da Bolzan letti.
Linee semplici, colori e finiture naturali
consentono l’inserimento in contesti diversi

Torna di moda il letto vestito, rivisitato e di design

IL BALDACCHINO
DELLE FIABE
È HIGH TECH

KA INTERNATIONAL

Stile africano
Dal Marocco con furore per
il letto Ka con corona in paglia
e stoffe fantasia arabeggianti

spesso questo tipo di letti viene
realizzato da un artigiano o da
un designer. A me piace molto,
perché è alto, lascia un buono
spazio sottostante e il pavimento è facile da pulire, arreda
ed è coreografico. Anche nei
lettini da esterno il baldacchino è molto richiesto, in un giardino ha un forte impatto. Io lo
trovo elegante».
A volte anche le zanzariere
vengono trattate da baldacchino per un effetto da tenda
nel deserto. Non mancano le
soluzioni più ricercate e originali, persino stravaganti come in uno spazio ristretto, il
letto «Palafitta» di Dielle. Si
ispira ironicamente ai baldacchini ma il blocco integra la
funzione di riposo a quella di

armadio con la parte superiore con ante scorrevoli e una
capacità doppia rispetto a un
armadio tradizionale. Invece
Hagia, di Kenneth Cobonque,
sfrutta il baldacchino a cupola quasi fosse un insieme di foglie studiate per garantire riposo e riparo. Come materiali, fibre sintetiche intrecciate
a mano su telaio di alluminio.
Tra i super tecnologici da ritorno al futuro, ecco Hi-Can,
progettato da Edoardo Carlino, un baldacchino con anima
tecnologica, pensato per far
dialogare relax e stile. In un
unico prodotto sono state
racchiuse componenti come il
computer, una consolle game
e un proiettore con sistema
home-theatre.

Mille e una notte
È di Maisons du Monde il letto Sheherazad
per una camera da mille e una notte con
struttura in acciaio nero e tendaggi colorati

IMMAGINI TRATTE DA
CASAFACILE.IT
Multitasking
Il letto Palafitta di Dielle ironizza sul
baldacchino e integra la funzione di letto
a quella di armadio con ante scorrevoli

22 .Società

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

L’EVENTO DI DOMENICA

L’evento

L’azalea Airc:
“Così batteremo
i tumori
femminili”

ROBERTO FIORI
INVIATO A RIVA DEL GARDA

I

n 28 anni non era mai successo.
Per la prima volta nella sua storia Slow Food Italia si è presentata ieri davanti ai 771 delegati
regionali (espressione di
45mila soci) riuniti a congresso in
Trentino, a Riva del Garda, con due
candidati - e relative squadre di dirigenti - al ruolo di presidente.
Prima non c’era bisogno di porsi il
problema: per 20 anni a guidare la
chiocciola italiana ci aveva pensato
in forma plebiscitaria Carlo Petrini; e
quando nel 2006 il fondatore del movimento ha deciso di allargare ulteriormente i suoi orizzonti, ha designato Roberto Burdese come suo
giovane successore, che è rimasto in
sella per due mandati.
Scenario inedito e conseguenza di
una positiva evoluzione, dunque, che
si scioglierà domani con l’elezione
degli organismi dirigenti dopo tre
giorni di discussioni e interventi come quello introduttivo del ministro
delle Politiche Agricole, Maurizio
Martina. Ma anche dopo mesi di
«scaramucce interne che non mi
hanno entusiasmato», come ha detto
ieri Petrini, auspicando «una ricomposizione dopo il congresso, perché
non è accettabile che la logica della
vecchia politica entri nella nostra casa. Da sempre io preferisco i saldatori ai rottamatori».
Premesso che entrambi i programmi condividono i principi fondaIL CONGRESSO IN TRENTINO

Svolta dopo una storia
che dura da 28 anni:
si eleggono i nuovi dirigenti
mentali e gli ideali di Slow Food, a
partire dalla centralità del progetto
Terra Madre, i profili dei due candidati sono assai differenti, a partire
dalla provenienza territoriale. La
prima aspirante, Cinzia Scaffidi, ha il
pedigree braidese: è cresciuta a pane
e Petrini fin dal lontano 1992 e oggi
dirige il Centro studi Slow Food, approfondendo i temi principali portati
avanti dal movimento a livello internazionale. Il secondo pretendente,
Gaetano Pascale, è un agronomo
campano attivo nell’associazione dal
1997 e pare che questa sua provenienza extra-piemontese abbia fatto
breccia tra molti delegati che ritengono sia arrivata l’ora di lanciare un
segnale di cambiamento alla sede
centrale.
Il programma della Scaffidi s’intitola «Relazioni che cambiano il mondo» e si basa su parole come «apertura», «politica» e «formazione». «Noi dice - non siamo un’azienda che organizza eventi e degustazioni, ma organizziamo eventi e degustazioni perché abbiamo un’idea originale che
vogliamo diffondere. E questa idea è

VALENTINA ARCOVIO
ROMA

ALESSANDRO DI MARCO/ANSA

Terra Madre partecipa a una delle iniziative di Slow Food

La studiosa e l’agronomo:
sfida per Slow Food
Per la prima volta due candidati e un obiettivo: guidare
la “chiocciola”. Petrini: “Coltivate sogno e pragmatismo”
A confronto

Cinzia Scaffidi

Gaetano Pascale

Nata a Gioiosa Marea (Messina), vive a
Bra: 50 anni, laureata in filosofia, per
alcuni anni si occupa di ricerca storica
sulle corti dei Savoia del XVIII secolo.
Poi, nel 1992 inizia la sua
collaborazione con Slow Food. Nel
2005 crea il Centro Studi che ancora
dirige. A fine febbraio di quest’anno è
uscito il suo terzo libro per Slow Food
Editore: «Mangia come parli».

È nato a Telese Terme (Benevento): 35
anni, sposato con due figli, è laureato
in Scienze Agrarie. Dal 2005 conduce
l’azienda agricola di famiglia. Si iscrive
a Slow Food nel 1997. Nel 2000 crea,
con gli amici, la condotta Slow Food
Valle Telesina, diventandone
fiduciario. Dal 2000 al 2010 è stato
docente ai «Master of Food» per i corsi
di vino e olio.

la centralità del cibo per il futuro sostenibile del nostro Pianeta. Slow Food
è una lumaca ribelle, è il rallentamento
che inceppa i meccanismi e innesta il
cambiamento».
Pascale, invece, ha intitolato il suo
programma «Seminiamo il futuro...
coltivando il presente». Le sue parole
chiave sono «concretezza», «condivisione» e «partecipazione». Dice: «Per
me Slow Food è un progetto di vita che
attraverso il cibo migliora l’ambiente,
l’economia, la salute e il benessere delle persone. Non amo molto chi elabora
teorie astratte per poi cercare di applicarle all’agricoltura. Preferisco un approccio più concreto, con obiettivi
chiari e misurabili».
Petrini non si espone, ma elargisce
consigli: «Siate coraggiosi, coltivate
insieme visionarietà e pragmatismo, e
soprattutto ricordatevi che noi siamo
partigiani: non siamo per il denaro, ma
per la solidarietà, non per il potere, ma
per l’amicizia. Viaggiamo in terza classe non solo per mancanza di mezzi, ma
per scelta, perché la compagnia ci piace di più. Il nostro Expo si chiama Terra Madre».

Una piantina di azalea per continuare a sostenere la lotta contro i
tumori femminili. E’ l’annuale invito che l’Associazione italiana per la
ricerca sul cancro (Airc) lancia in
occasione della Festa della Mamma. Domani i volontari dell’associazione distribuiranno in 3600
piazze circa 600mila piantine di
azalea, simbolo della battaglia contro i tumori femminili. Il contributo minimo è 15 euro. I fondi raccolti
serviranno a finanziare le ricerche
contro il cancro. Inoltre, insieme
con la pianta ci sarà una pubblicazione con i consigli degli esperti da
adottare per la prevenzione e la
diagnosi precoce dei tumori che
colpiscono le donne.
«In questi 30 anni Airc ha dato
un contributo straordinario al progresso della ricerca sui tumori femminili», sottolinea il direttore
scientifico Maria Ines Colnaghi. «Solo nel
2013 l’investimento in questo settore - aggiunge - ha superato i 9 milioni di euro. L’obiettivo della giornata dell’Azalea è raccogliere 9 milioni per garantire la continuità di
oltre 90 progetti di ricerca già attivi in quest’area».
Anche grazie all’Airc oggi si registra un tasso di curabilità molto
elevato per alcune forme di cancro
femminile. Basta pensare che la sopravvivenza a 5 anni nelle donne
colpite da tumore al seno arriva all’85% e al 68% per il tumore alla cervice uterina. «Tra le conquiste della scienza a favore delle donne - sottolineano all’Airc - ricordiamo la
chirurgia sempre meno invasiva, le
terapie con minori effetti collaterali e una grande attenzione agli
aspetti psicologici, con lo sviluppo
della psiconcologia, che affianca le
cure del corpo». Senza contare, infine, il contributo di nuovi strumenti di prevenzione, come il vaccino
contro il papilloma, che in futuro
incideranno sul numero di tumori
della cervice. Ma c’è ancora molto
da fare. Per migliorare questi dati,
secondo l’Airc, manca ancora «una
consapevolezza diffusa della necessità di aderire agli screening raccomandati e di abbandonare stili di
vita scorretti, come il fumo, l’alimentazione sbagliata e la sedentarietà, che sono oggi all’origine del
70% dei tumori».

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

All’estero

-1,56%
-1,5%

Euro-Dollaro
CAMBIO

Petrolio
dollaro/barile

DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3756

FTSE(Londra)

S Oro

100,01

euro/grammo

ECONOMIA
FINANZA

+0,20%
+0,50%
-0,27%
-0,36%

RS

30,4187

.

23

&

IL MINISTRO DEL LAVORO POLETTI: SIAMO CONVINTI DI FARE MEGLIO RISPETTO A QUANTO PREVISTO NEL DEF

L’industria frena, incognite sulla crescita
A marzo la produzione cala a sorpresa: -0,5%. Bankitalia: segnali positivi dai prestiti a famiglie e imprese
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

Ci si aspettava un segnale
positivo, è arrivata l’ennesima gelata. A marzo, certifica
l’Istat, la produzione industriale ha continuato a scendere, sia rispetto a febbraio
(-0,5%) sia rispetto allo scorso anno (-0,4%). A pesare,
sottolinea l’istituto di statistica, sono state soprattutto
le perdite sul fronte energia,
in caduta dell’11,1%: i consumi di elettricità e gas hanno
scontato una primavera particolarmente calda. Ma non
si può spiegare tutto con il
meteo: i beni di consumo
hanno fatto segnare un ribasso del 3,2%, e fotografano
una domanda interna ancora debole.
Non consolano le stime
del Centro studi di Confindustria, secondo cui la produzione industriale ad aprile dovrebbe segnare un ritorno in territorio positivo:
i conti sul trimestre sono
chiusi e si limiterebbe allo
0,1% il vantaggio congiunturale cumulato tra gennaio e marzo sul trimestre
precedente.
Nel confronto mese su
mese, a un inizio d’anno col
turbo sono seguiti due ribassi e ora si teme un impatto
sul Prodotto interno lordo
del primo trimestre. I dubbi
dureranno pochi giorni, visto che già giovedì prossimo
l’Istat diffonderà la stima
preliminare sul Pil.
Commentando i dati diffusi ieri il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, pur ammettendo che la crescita è
ancora «debole», ha spiegato: «Noi siamo convinti di essere stati molto misurati
nelle previsioni del Def, ma
siamo anche convinti di fare
meglio di quanto previsto».

16

Prestiti per settore di attività economica

14

VARIAZIONI IN PERCENTUALE

Centimetri - LA STAMPA

12

Famiglie

Imprese

10

MARZO

8

-1,1%
FEBBRAIO

-1,2%

6
4
2
0

La previsione dell’Ocse
di una crescita del Pil
italiano dello 0,5%
sarà smentita,
lo scommetto
Matteo Renzi
Presidente
del Consiglio dei ministri

-2-

MARZO
-4-

FEBBRAIO

-6-82008

2009

Alitalia, la trattativa è in stallo
Le banche divise sul debito
Stenta ancora a decollare la trattativa tra Alitalia
ed Etihad. La palla ora è
nelle mani delle banche (Intesa Sanpaolo, Unicredit,
Mps e Pop. Sondrio) che devono rispondere alla richiesta di Etihad di cancellare i
due terzi del debito di 400
milioni e di convertire in
azioni solo un terzo. Le banche puntano a convertire
una percentuale più alta del

-5,1%

su dati Banca d'Italia

LUPI: IL NEGOZIATO SALTA, SE NON SI FA IN FRETTA

1

-4,4%

Fonte: Elaborazione

25% per evitare eccessive
svalutazioni in bilancio.
Tutto lascia presagire che
il negoziato è ancora lungo,
difficile che si chiuda settimana prossima, nonostante gli auspici del ministro
dei Trasporti, Maurizio Lupi che ieri ha avvertito che,
senza risposte da parte dei
soci, la trattativa rischia di
saltare. E che perciò bisogna fare in fretta.

2010

2011

D’altra parte in mattinata il
premier Matteo Renzi aveva
detto che le previsioni sulla
crescita bassa dell’Italia «saranno smentite».
Restano comunque le preoccupazioni, con le paure della Cisl per una «ripresa senza
occupazione» e di Federconsumatori e Adusbef che avvertono: «Nessuno si azzardi
a parlare di ripresa». Anche
gli analisti sono scettici: secondo il capo economista di
Nomisma Sergio De Nardis
«gli 80 euro di minore Irpef
potranno dare una mano solo
se le famiglie beneficiate si
convinceranno che il vantaggio non è transitorio. Per questo occorre che si definiscano
al più presto le prospettive dei

2012

2013

2014

conti pubblici italiani, inclusa
la valutazione europea». Per il
senior economist del servizio
studi di Intesa SanPaolo, Paolo Mameli, lo scenario «mette
in dubbio la possibilità di una
accelerazione rispetto al
+0,1% registrato dal Pil alla fine dell’anno scorso».
Un piccolo segnale positivo
arriva invece sul fronte del
credito: a marzo il calo dei
prestiti bancari a famiglie e
imprese si è attenuato, con
una flessione del 2,3% contro
il 3,6% di febbraio. Non è l’unico indicatore sulla normalizzazione dello scenario fornito
da Bankitalia: i dati infatti
certificano un rallentamento
del tasso di crescita delle sofferenze. I depositi, saliti molto

ESCE STRESS TEST, IL LIBRO DI MEMORIE DELL’EX SEGRETARIO DEL TESORO USA

700

“Con me Lehman non sarebbe fallita”
La versione di Geithner sulla crisi
I consigli di Clinton:
non calmi la gente
neanche se fai fuori
il capo di Goldman
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

La versione di Timothy Geithner è che lui non voleva il
posto di segretario al Tesoro, ma pensa di averlo usato
nella maniera migliore possibile per salvare l’economia
americana dalla catastrofe.
Il suo predecessore, Paulson, aveva invece favorito la

crisi, segnalando che non
avrebbe salvato Lehman
Brothers quando ormai il
crollo era ad un passo. Il problema delle banche troppo
grandi per fallire intanto non
è stato risolto, e lui avrebbe
voluto che l’avesse affrontato
Hillary Clinton, che aveva
suggerito più volte al presidente Obama come miglior
candidata a prendere il suo
posto.
Questo, e molto altro, è contenuto in «Stress Test», il libro di memorie che l’ex segretario al Tesoro pubblicherà lunedì prossimo. Le anticipazioni sono uscite sul «New York
Times», che ha parlato con

Geithner. All’inizio della crisi
lui era presidente della Federal Reserve di New York, e
quindi si trovò al centro della
tempesta, incaricato di placarla insieme a Paulson e al
capo della Fed Bernanke. Ne
venne fuori il «Troubled Asset
Relief Program», cioè il programma che da una parte salvò il sistema bancario usando
700 miliardi di dollari dei contribuenti, e dall’altra generò
montagne di risentimento
nell’opinione pubblica, che invece avrebbe voluto punire i
grandi capi della finanza accusati di essere responsabili
del collasso. Geithner scrive
che un primo disaccordo lo

miliardi
È il valore
del programma
Tarp che salvò
le banche

ebbe proprio con Paulson, segretario al Tesoro di Bush, e
Bernanke, perché ebbe l’impressione che volessero lasciar fallire Lehman per ragioni ideologiche. Nessuno ha
la controprova, ma forse la

crisi sarebbe stata meno intensa, se quella
società fosse stata salvata. Una volta scoppiata, però, fu così
travolgente che Geithner si era ritrovato a lavorare anche all’ipotesi di nazionalizzare il colosso Citibank.
Mentre cercava di evitare la
catastrofe, aveva chiesto consiglio a Bill Clinton su come affrontare il risentimento popolare, ma aveva ricevuto una risposta scoraggiante: «Potresti portare il capo di Goldman

lo scorso anno, rallentano con
appena un +1,6%. Buio fitto,
invece, sul fronte della raccolta obbligazionaria, che sfonda
il 10% di ribasso: una flessione
che rende più complesso, per
gli istituti, fornire prestiti a
lungo termine. I finanziamenti alle famiglie nel frattempo
provano a recuperare qualcosa, e scendono dell’1,1% anche
a seguito delle nuove offerte
degli istituti di credito. Quelli
alle imprese calano ancora del
4,4% (era un -5,1% a febbraio).
L’onda lunga delle sofferenze, come detto, diminuisce un
poco l’impeto (+24% il tasso a
marzo) ma una vera inversione di tendenza arriverà solo
se nel 2015 il Pil prenderà a salire in maniera decisa. Fino a
quella data comunque molto
dovrà accadere: arriveranno i
risultati della revisione finanziaria e degli stress test (per i
quali le banche italiane hanno
già dovuto varare 10 miliardi
di euro in aumenti di capitale)
e la Bce dovrà intervenire
contro i rischi accoppiati di
bassa inflazione e euro forte.
Intanto il «Financial Times» è tornato a chiedere alle
banche italiane un cambio di
passo sulla governance, anche
per poter convincere gli investitori stranieri, che sono tornati in massa sui titoli del settore, a restare. Il monito è arrivato all’indomani delle nuove regole volute dalla Banca
d’Italia. Norme che, seppure
rese più flessibili rispetto alla
versione iniziale, impongono
una riduzione del numero dei
consiglieri, un ruolo non esecutivo del presidente e un aumento delle deleghe per i soci
delle banche popolari. Tutte
misure che, nelle intenzioni di
Via Nazionale, dovrebbero
aumentare la trasparenza del
settore e una migliore rappresentatività.

Sachs Lloyd Blankfein in un
vicolo e tagliargli la gola, ma
questo li soddisferebbe per
circa un paio di giorni. Poi
chiederebbero altro sangue».
Geithner resta convinto
che avere salvato le banche
sia stata la strategia giusta,
anche se adesso ammette
che sarebbe stato giusto aiutare di più le persone rimaste
senza casa per il comportamento irresponsabile dei finanziatori. Peraltro, il problema delle banche troppo
grandi per fallire «non è ancora stato risolto».
L’ex segretario del Tesoro
degli Stati Uniti rivela anche
che la famiglia era contraria
alla sua nomina, e fino dal
2010 lui aveva chiesto ad Obama di lasciarlo andare, proponendo Hillary Clinton come successore. La persona
giusta per calmare le acque. Il
presidente però lo aveva costretto a restare, e Hillary
aveva altri progetti.

24 .Economia

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Panorama

IN BORSA IL TITOLO CORRE: +11,76%. L’ASSEMBLEA APPROVA IL BILANCIO: PERDITE PER OLTRE 462 MILIONI

DMail prepara l’Opa su Seat
Per rilanciare la musica

Apple offre 3,2 miliardi
per le cuffie della Beats
pple sarebbe pronta a
pagare 3,2 miliardi di
dollari per Beats
Electronics, noto marchio di
cuffie e altoparlanti bluetooth.
In realtà con la più grande acquisizione della storia di Cupertino (superiore anche a quella di
Next, che riportò Steve Jobs ad
Apple), Tim Cook mira altrove.
Intanto, al servizio di streaming
musicale Beats Music. Un’arma Le cuffie audio di Beats Music
utile per controbattere la crescita di Spotify e Deezer: iTunes, il più grande negozio di musica del
mondo è in calo per la prima volta, e i giovani non sembrano più così
interessati a possedere dei file Mp3, preferiscono lo streaming (o la
pirateria). Ma conoscono e apprezzano i prodotti Beats, realizzati
con la consulenza del rapper Dr. Dre, lo scopritore di Eminem: l’accordo porterebbe ad Apple un’immagine nuova, più fresca. E se
davvero Jimmy Iovine, fondatore di Beats e presidente di Interscope, diventasse consulente di Cook, i suoi rapporti con l’industria
[BRUNO RUFFILLI]
musicale potrebbero essere molto utili alla Mela.

A

Utile Bpm in crescita del 12%

I patron dell’Atalanta e di Ilte pronti a mettere sul piatto 40 milioni
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

La notizia piomba durante
l’assemblea degli azionisti, e a
comunicarla è il presidente
Guido De Vivo: «Abbiamo ricevuto poco fa una manifestazione di interesse vincolante
da parte di D-Holding tramite
Gf1 Spa e Odissea srl». L’annuncio fa decollare il titolo di
Seat Pagine Gialle, che a Piazza Affari balza dell’11,76%.
A fare rotta sull’ex gioiellino sbranato dalla cattiva finanza sono Antonio Percassi
e Vittorio Farina. Il primo, ex
calciatore, imprenditore e attualmente patron dell’Atalanta è uno dei «capitani coraggiosi 2.0» che sono entrati in
Alitalia con l’aumento di capitale da 300 milioni varato lo
scorso dicembre: ha un quota
che sfiora il 4%. Il secondo, uomo di giornali e di mattoni, è
patron della Ilte, azienda che
in passato ha avuto difficoltà
finanziarie e fornitore di Pagine Gialle. L’obiettivo di D Holding - la prima a farsi avanti
formalmente, ma a quanto si

Popolare Vicenza, da lunedì
doppio aumento di capitale
arte lunedì la doppia operazione di rafforzamento patrimoniale lanciata dalla Banca Popolare di Vicenza. La prima
tranche, da 608 milioni, sarà offerta in opzione ai soci e ai
possessori di bond convertibili dal 12 maggio all’8 agosto. La seconda tranche, da 300 milioni, sarà riservata a nuovi soci e potrà
essere collocata da qui al 2016, a meno di esaurimento anticipato
dei 300 milioni. Per il 2014 l’offerta partirà lunedì e si chiuderà il
19 dicembre.
Sempre sul fronte delle Popolari, ieri Bpm ha chiuso il primo
trimestre con un utile di 64,3 milioni (+12,3%). A fine marzo, i
proventi operativi sono saliti del 3,3% a 442,1 milioni. Inoltre come ha precisato l’ad Giuseppe Castagna, se Bpm chiuderà il 2014
con il common equity tier 1 sopra il 10%, tornerà a distribuire la
cedola ai soci. La banca ha reso noto che è parzialmente favorevole l’esito dell’ispezione di Bankitalia alla controllata Webank. [R.E.]

P

L’imprenditore: non siamo graditi

Confindustria nautica,
Gavio sbatte la porta
eniamino Gavio, l’imprenditore delle autostrade e trasporti sbarcato nel mercato degli yacht
con l’acquisto dei marchi Baglietto e Cerri, lascia con dissenso Ucina, la Confindustria
nautica. In una lettera al presidente uscente, AntonFrancesco Albertoni, accusa il sodalizio di «ostracismo».
Pesano il diniego alla parte- Beniamino Gavio
cipazione di Baglietto al Salone
nautico di Genova nel 2012, e il mancato coinvolgimento del gruppo
nelle cariche associative. «Ho compreso che non siamo graditi» dice l’imprenditore. Ucina venerdì prossimo a S. Margherita Ligure,
nell’ambito del Satec 2014, rinnoverà i suoi vertici: scontata, salvo
colpi di scena (un nome espresso dal 30% dell’assemblea), l’elezione di Massimo Perotti, torinese, presidente di Sanlorenzo, designato dal consiglio. Rumors avevano indicato nei mesi scorsi tra i papabili anche Lamberto Tacoli, presidente e ceo di Crn (Ferretti);
Giancarlo Ragnetti, ex ad di Perini Navi e Gavio stesso. [FABIO POZZO]

B

apprende si sono affacciati anche altri gruppi - è una integrazione tra la controllata DMail e
la Seat.
Dmail, spiega la società in un
comunicato richiesto da Consob, farebbe un’offerta pubblica
di scambio (Ops) sul 99,75% delle azioni rinvenienti dalla fusione tra Seat e Seat Italia, utilizzando il 40% di azioni Dmail rimaste da un aumento di capitale a servizio dell’operazione.
Verrebbero modificati i piani
concordatari di Seat e Seat Italia, mantenendo invariata la
proposta per i creditori privilegiati della classe A. Si prevede
inoltre che venga erogata una
somma di 40 milioni, integrativa rispetto a quella attualmente prevista dei piani, da mettere
a disposizione dei creditori chirografari finanziari delle classi
B e C; e di una somma di 6 milioni per i creditori chirografari
non finanziari della classe D. Il
warrant (pari al 5%) riconosciuto agli attuali azionisti Seat verrebbe sostituito da altro strumento partecipativo analogo.
L’operazione è complessa, e

Il presidente, Guido De Vivo

soggetta a parecchie condizioni: la definitiva esecuzione per
DMail degli accordi di ristrutturazione appena sottoscritti,
per esempio. Ma occorre anche
che siano definitivamente omologate le proposte di concordato da Seat. Il cda del gruppo torinese fa sapere che «effettuerà
un’attenta valutazione della
proposta senza pregiudizio dell’obiettivo primario della conclusione dell’iter concordatario
in corso»: c’è tempo fino al 15 luglio, data della convocazione
dell’adunanza dei creditori. Nel

frattempo il piano messo a punto dal nuovo management prosegue: «Abbiamo le carte in regola per tornare protagonisti»
dice il ceo Vincenzo Santelia
presentando il bilancio approvato a maggioranza, dal quale
emergono perdite complessive
per oltre 462 milioni e un patrimonio netto negativo che supera gli 11 milioni.
Procede anche l’azione di responsabilità. «Andremo avanti
anche se è complicato - dice De
Vivo -. È allo studio la convenienza e la fattibilità di un’azione anche contro Cappellini, che
era entrato dopo ed è morto a
marzo 2013». C’è spazio anche
per togliersi un sassolino nei
confronti della Consob, che giovedì ha chiesto delle integrazioni informative sulla mancata
certificazione del bilancio da
parte della società di revisione.
«La presenza dell’Autorità - così De Vivo - è forte, e l’intervento è maggiore di quanto lo sia
stato nei 10 anni precedenti».
Gli anni in cui il gioiellino della
finanza è stato rovinato, forse
per sempre.

Di nuovo
in fabbrica
Dopo Bosch
e Otto, anche
Daimler ha
sentito
la mancanza
di esperienza
e conoscenze
di chi è
andato
in pensione
e così ha
richiamato
già 100
persone

il caso
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

orse qualche azienda ha rottamato un
po’ troppo frettolosamente, anche per
colpa della crisi.
Così, dopo Bosch e il gruppo
Otto, anche Daimler ha sentito
la mancanza dell’esperienza e
delle conoscenze specifiche di
chi è andato in pensione in questi anni e ha richiamato già 100
persone al lavoro. Anche in Italia è successo, con Bottega Veneta che ha richiamato qualcuno in azienda perché era rimasta orfana di alcune mani d’oro.
Ma sulla bacheca della Daimler dove il capo del personale,
Wilfried Porth, consente ai
pensionati che ne hanno voglia
di iscriversi per ricordare al-

F

«SPACE COWBOYS»

MICHAEL DALDER/ REUTERS

AAA esperienza cercasi
Daimler richiama
cento pensionati al lavoro

Il progetto prende il nome
da un celebre film
di Clint Eastwood

“Più competenti in informatica e nelle missioni all’estero”

l’azienda le loro specificità, si
sono già iscritte circa 390 persone. E i 100 già re-impiegati,
che vengono pagati giornalmente, hanno già accumulato
7.000 giornate lavorative.
Il progetto si chiama «Space
Cowboys» e richiama il famoso
film di Clint Eastwood con
Tommy Lee Jones e Donald Sutherland in cui un gruppo di ex
piloti militari viene spedito in
orbita a recuperare un vecchio
satellite sovietico. E a distanza
di un anno dall’appello, Porth
sostiene che «il progetto è un

pieno successo. Il gruppo approfitta dell’esperienza e del knowhow degli Space cowboys, che
applicano la loro esperienza ai
progetti e li trasmettono ai colleghi più giovani».
Una domanda maliziosa potrebbe essere: chi paga? Perché
è ovvio che la fonte di reddito
maggiore di queste persone è
l’assegno previdenziale, dunque sembrerebbe che per questo revival professionale paghi
soprattutto la collettività. Ma
Porth ha spiegato ad esempio
che nel passaggio dai vecchi

programmi per i computer ai
nuovi, la conoscenza specifica
che alcuni pensionati avevano
dei sistemi è stata cruciale:
«Non avevamo più nessuno che
conoscesse quel linguaggio.
C’era bisogno di una grande
esperienza nella Mercedes».
Alcuni di loro sono stati persino
spediti a fare missioni all’estero, in Cina ad esempio.
Una delle prime aziende ad
aver sperimentato questo re-impiego è stata Bosch: già nel 1999
creò una società a parte per
«esperti». Nel frattempo sono

1.600 i pensionati che fanno parte di questo settore «senior». Lavorano a tempo e il loro stipendio è regolato in base all’ultima
busta paga. Il sindacato dei metalmeccanici, la IgMetall, non è
proprio entusiasta: «Forse sarebbe meglio se questo sapere
venisse trasmesso prima che le
persone vengano espulse», è stato il commento di una portavoce,
che ha aggiunto che «sarebbe
anche nell’interesse del datore
di lavoro, fare una programmazione strategica». Ma forse quella c’è, eccome.

Borsa .25

LA STAMPA

.

SABATO 10 MAGGIO 2014

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OBBLIGAZIONI 09-05-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
B IMI nov14 Top10 BP II
B Intesa/14 STEuro
Barclays mar15 Cap.Float
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei 99/29 Eu Step Dw
Centrob /18 Rfc
Centrob /19 Sdi Tse
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Crediop 98/18 Tf Capped
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr dic14 Step Up
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Mz16 4.85
EM Mediob DC15 TV Eur
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
IMI fb15 Bposta MC Eur
IMI mar15 Tasso Misto
IMI mg19 TM Cap Floor
IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur
Intek ag17 TF Eur 8%
Interb /21 359 Cr
Med Lom /19 1 Sd

GIUSEPPE
BOTTERO
IL MIGLIORE

+11,76%

Seat Pagine Gialle

IL PEGGIORE

-19,71%

Telecom Italia Media Rsp

0,6905

0,0019
Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

PREZZO

Ven

BENE SNAM, ATLANTIA E FIAT
GIÙ BPER, BPM E BANCO POPOLARE

P

iazza Affari chiude la settimana in calo, maglia nera
tra i mercati del Vecchio Continente. Il Ftse Mib fa
segnare una flessione dell’1,56%, l’indice All Share arretra dell’1,5%. A pesare, dopo il rally della vigilia, sono stati
i bancari: l’effetto Draghi è durato meno di un giorno. Bper
cede il 7%, il Banco Popolare il 5,76%, Bpm il 5% e Mediobanca il 5,39%. Prysmian lascia sul terreno il 5,35% dopo i conti
diffusi ieri e sulle incertezze degli analisti in merito all’impatto delle incertezze sul progetto Western Link in Gran
Bretagna. Vendite anche su Ubi Banca (-4,86%), Azimut
(-4,54%) e Unicredit (-2,89%). Cnh ha ceduto il 4,12% il giorno dopo la presentazione del piano. Ha recuperato terreno
Fiat, che è salita dell’1,2%. Bene Snam (+1,59%) e Autogrill
(+1,52%). Acquisti anche su Atlantia (+0,49%), dopo la diffusione della trimestrale archiviata con un utile netto di 128
milioni di euro, in crescita del 13,3%. Nel lusso, sale Luxottica
(+0,17%) mentre Tod’s perde lo 0,98% e Ferragamo l’1,56%.

109.43
100.56
97.10
102.44
100.29
99.85
106.28
135.86
109.04
95.99
61.34
59.88
105.55
118.72
101.60
98.81
101.49
102.86
102.36
100.37
100.41
104.53
108.71
112.83
100.89
112.74
107.33
100.04
104.19
99.63
123.90
107.78
114.52
95.82

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Med Lom /19 3 Rfc
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio dc23 MB29 TM Cap F
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio gn18 Tasso Misto M
Medio lg14 Eur 3.51
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 TV Eur
Medio ot23 MB25 TM Cap F
Medio ot23 MB25 TM Cap F
Medio/15 MC Eur
Medio/15 Plus BP II
Mediobanca ap19 MB14 Tas
Mediobanca ge22 MB30 Tas
Mediobanca nov21 Sintesi
Mediocr C/28 Zc
Mediocr L/28 Zc 25.Ma
Mittel lg19 Tf Call eur
Mpaschi 99/29 8
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 04-19 5.5%
Rbs 07-14 MC
Rbs 09-14 tv
Rbs 10-19 6%
RBS MZ20 Tsf
RBS nov16 Tasso Misto BP
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS 2035
Rep Ellenica /19 Tf

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

107.74
112.85
103.67
93.39
106.89
103.19
100.41
110.17
108.94
99.95
103.61
103.61
110.10
110.70
101.07
102.24
104.68
59.84
60.10
107.93
106.46
109.31
104.92
104.51
128.47
116.27
100.79
100.29
97.76
97.81
99.52
99.53
102.77
103.59

EURIBOR
09-05-2014

VAR.%

21390,11
22787,94
29433,79
18051,81
18828,47
20314,54
3184,09

-1,56
-1,50
-0,97
-0,33
-0,88
-1,34
-0,63

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2420
0,2660
0,3000
0,3360
0,4310
0,5160
0,6060

Il Mercato Azionario del 09-05-2014

0,2453
0,2696
0,3041
0,3406
0,4369
0,5231
0,6144

TITOLI

PREZZO

Spaolo 97/22 115 Zc
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7
UBI DC14 Mc Eur
UBI giu14 Tasso Misto
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI nv18 Mc Eur
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr 30/05/15 S1/05
UniCr ag18 TF 5.65% Banc
UniCr/15 LT

79.46
105.44
99.44
99.76
99.92
104.56
99.83
99.06
99.60
108.26
100.28
113.50
101.02

TITOLI DI STATO
BoT 13-14/05/14 A
13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.76%

100.00
99.98
99.97
99.94
99.92
99.90
99.88
99.86
99.84
99.80
99.79
99.76
99.74
99.72
99.63
99.58
101.51
99.52
99.45
100.10
99.64
100.02
100.71
99.99
103.25
99.86
105.50
100.54
100.95
104.09
101.51

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

21390
21360
-

21096
21026
20906
20891

21030
20970
-

21455
21360
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty

208,610 - 239,060
210,760 - 245,390
210,760 - 245,390
170,340 - 195,790
169,080 - 194,290
167,570 - 190,310
167,510 - 188,970
167,510 - 188,970
210,720 - 239,170
494,880 - 536,130
499,940 - 551,780
959,550 - 1089,050

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3781
1 0,7256
Yen giapponese
140,1400
100 0,7136
Sterlina inglese
0,8173
1 1,2236
Franco Svizzero
1,2186
1 0,8206
Corona ceca
27,392
100
3,651
Corona danese
7,464
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,137
10
1,229
Corona svedese
9,019
10
1,109
Dollaro australiano
1,471
1
0,680
Dollaro canadese
1,492
1
0,670
Dollaro Hong Kong
10,683
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,596
1
0,627
Dollaro Singapore
1,722
1
0,581
Fiorino ungherese
303,980
100
0,329
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2257,438
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,866
1
0,349

1,25
1,29
0,74
-0,07
0,04
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

B Banca Generali
Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,080
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
0,200
0,550

0,917
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
4,032
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,135
7,666
17,266
26,399

189068
127
9311331 2711
209414 2131
355658
38
13135
101
4829
121
6321805
43
1013000
0
0
11
180396
161
225964
56
1883618 1259
0
4
15110934
9
42096 1018
10503408 15217
1235424 1692
1144
72
2114750 3011

0,930
0,863
10,090
1,050
1,325
13,390
0,042
0,001
0,621
3,630
0,601
4,220
0,082
0,005
11,700
18,540
6,680
16,580
21,010

-1,48
-1,77
-1,85
+0,29
+1,53
0,00
-1,87
-10,00
0,00
-3,87
-4,38
-0,71
0,00
-1,89
+0,43
+0,49
+1,52
-0,12
-4,54

0,946
0,865
10,007
1,052
1,317
13,389
0,042
0,001
0,622
3,699
0,604
4,199
0,082
0,005
11,571
18,428
6,652
16,392
21,017

22,590
13,090
2,324
2,660
0,518
1,846
3,480
0,608
1,794

-1,05
-5,76
-1,53
-3,62
-2,81
-2,69
+0,87
-5,00
0,00
0,00
-1,93
-1,96
-0,89
-0,76
-0,09
+7,18
-1,38
-0,90
-2,66
-3,71
-0,47
+2,47
-2,28
+3,55
0,00
-0,18
-1,74
-3,97
-2,23

22,638 0,900
13,295
nr
2,354
nr
2,672
nr
0,522
nr
1,853
nr
3,485
nr
0,619
nr
1,796
nr
nr
0,409 0,003
3,006 0,021
2,680 0,036
7,247 0,149
10,517 0,300
0,623
nr
0,466
nr
0,663 0,022
2,177
nr
0,649
nr
0,389
nr
21,190
nr
29,675 0,040
0,863
nr
1,152
nr
0,112
nr
20,548 0,080
13,060 0,050
7,522 0,104

0,411
3,000
2,680
7,225
10,580
0,642
0,465
0,658
2,122
0,649
0,383
21,190
29,540
0,875
1,145
0,114
20,310
12,830
7,470

21,435 25,136 163003
9,111 15,631 3704801
2,125 2,511
22520
0,813 3,718
13653
0,396 0,678 7382346
1,041 2,273
2367
3,128 3,675
61495
0,388 0,674 71227262
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,380
20,599
28,169
0,839
0,931
0,078
19,134
12,801
6,729

0,479
3,395
3,135
7,247
11,914
0,628
0,619
0,665
2,241
0,845
0,452
21,448
38,858
0,933
1,195
0,147
26,230
15,134
7,987

1185112
75969
7678
11356
3386
3149445
80540
9332842
4050
204642
31909
25
4640
2186
0
1762940
49825
850246
140496

2612
2345
144
48
1134
5
544
1998
53
0
277
352
35
85351
69
84
93
1271
20
49
14
92
167
33
1
88
1397
2159
306

C Caleffi
1,527 +0,86 1,491
nr 1,412 1,674
7435
19
Caltagirone
2,840 +2,90 2,844 0,030 2,009 2,996
4693
342
Caltagirone Ed.
1,298 -2,70 1,315
nr 1,054 1,359
51924
164
Campari
6,260 +0,16 6,253 0,070 5,738 6,306 1241406 3632
Cape Live
0,073 +1,38 0,073
nr 0,056 0,083 264097
24
Carraro
2,890 -3,67 2,917
nr 2,917 3,385 138427
134
Cattolica As
17,890 +1,13 17,790 0,800 17,646 19,715
22021
962
Cell Therap
1,906 -6,02 1,929
nr 1,443 3,101 3180375
289
Ceram. Ricchetti
0,302 -2,11 0,307
nr 0,184 0,389 211705
25
CHL
0,050 -0,79 0,050
nr 0,044 0,059 1211500
11
CIA
0,279 +0,32 0,279
nr 0,252 0,311
23105
26
Ciccolella
0,341 -4,62 0,345
nr 0,300 0,419 125417
62
Cir
1,100 -0,90 1,097
nr 1,037 1,214 332762
871
Class Editori
0,350 -0,03 0,348
nr 0,209 0,429 386883
37
CNH Industrial
7,910 -4,12 7,954 0,200 7,577 8,793 9035980 10763
Cofide
0,532 +1,14 0,528
nr 0,523 0,569 166616
380
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,563 -1,32 0,562 0,060 0,562 0,655
47006
26
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 18,480 -7,51 18,801 0,550 14,552 22,149
20552 1161
Cred. Emiliano
6,550 -5,35 6,665 0,120 5,708 7,670 541611 2215
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,390 +0,23 0,376
nr 0,159 0,686
6776
0
Cred. Valtellinese
1,555 -4,60 1,592
nr 1,135 1,772 1143955
765
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,770 -2,26 1,777 0,050 1,324 1,844
38950
59
D D'Amico 16 warr
Danieli

0,111 0,00 0,109
nr 0,099 0,128
25,400 -0,78 25,243 0,300 23,244 26,687

0
31079

0
1032

AZIONI

Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

17,190
16,900
1,387
29,000
4,150

E Edison r

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

-0,64 17,192 0,321 16,191 17,992
-0,24 16,899 0,400 11,869 16,899
-1,07 1,396
nr 1,200 1,547
-1,43 29,068 0,500 29,014 35,923
+5,06 4,352
nr 3,870 4,488

Quantità
trattate Capitalizz.

53783
202957
51622
93996
190637

695
2526
209
1626
7

0,963
EEMS
0,412
Enel
4,190
Enel Green Pw
2,146
Enervit
4,378
Eni
18,920
Erg
12,510
Ergy Capital
0,157
Ergy Capital 16 warr 0,025
Eukedos
0,796
Exor
31,470

+0,31 0,960 0,050 0,959 1,051 183115
106
-3,19 0,420
nr 0,308 0,539 121554
18
-0,66 4,198 0,150 3,151 4,198 43035751 39474
-1,38 2,148 0,026 1,835 2,148 10230902 10740
-2,71 4,407 0,045 3,147 5,848
7132
78
-0,63 19,010 0,550 16,301 19,010 29941262 69087
+0,56 12,483 0,400 9,884 12,596 214473 1877
-1,26 0,157
nr 0,157 0,190 167502
26
+4,17 0,024
nr 0,022 0,031
50401
0
-2,87 0,800
nr 0,620 0,831
24935
14
-1,16 31,566 0,335 28,048 33,070 707494 7772

F Ferragamo

22,680
7,530
6,050
0,646
2,600

-1,56 22,667 0,330 20,514 27,699 460036
+1,21 7,480
nr 6,613 8,969 31957900
-1,71 6,122
nr 5,480 7,336 3560777
-2,93 0,650 0,012 0,485 0,690 720597
-1,22 2,586
nr 2,586 3,158
3001

0,036
4,800
16,570
3,172
1,600
21,230

-2,17 0,036
nr 0,031 0,043 2273786
79
+2,56 4,830 0,220 4,555 5,061
14622
217
-1,02 16,622 0,200 15,596 17,523 5434752 25879
-1,61 3,160 0,060 2,708 3,408 219450
819
+0,63 1,594
nr 1,357 1,962 607566
657
-2,21 21,284 0,730 21,091 24,030 552935 3704

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi
IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

2,080 -1,42
0,648
1,327
1,001
0,712
10,110
10,290
0,780
0,465
0,578
2,396
2,022
0,760
1,170
8,100
5,250
33,400
21,980
9,190
0,469

2,082 0,090

1,641

2,167 3106148

0,225 -0,58

0,225

nr

0,220

0,252 2670528

K K.R.Energy

1,570 -3,09
2,364 -0,17

1,575
nr
2,369 0,010

1,570
1,926

1,908
2,525

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife
Noemalife 15 warr

0,522 -3,33 0,525
nr 0,490 0,601
40,470 +0,17 40,436 0,580 37,321 42,208
0,140 -2,71 0,142
nr 0,049 0,180
0,147
2,520
1,820
3,792
7,200
6,445
0,147
1,770
0,679
12,450
1,311
0,424
22,950
0,036
0,171
0,083

2959

-3,29 0,645
nr 0,383 0,858
67086
29
-0,52 1,320 0,070 0,861 1,365 313495
459
+2,14 1,000
nr 0,606 1,307 562564
43
-2,06 0,717
nr 0,464 0,793 371993
244
-1,37 10,127 0,200 9,387 11,386 111881 1151
-0,10 9,988 0,218 8,090 11,464
507
5
-3,70 0,782
nr 0,652 0,977
12456
18
-2,09 0,469
nr 0,316 0,490 487330
162
-1,03 0,574
nr 0,406 0,611 145676
29
-2,36 2,418 0,050 1,803 2,567 137458057 37496
-2,60 2,035 0,061 1,469 2,128 5770584 1898
-0,07 0,742
nr 0,667 0,839
1604
5
+1,74 1,167 0,052 1,044 1,343 5261150 1379
-1,82 8,127 0,060 6,271 9,849 411807 1439
-1,87 5,256 0,060 3,428 6,226 241031
554
+0,06 33,086
nr 24,973 34,475
10778
734
-2,31 21,964
nr 14,552 22,828
17130
359
-0,54 9,185 0,125 7,204 9,341
3627
358
0,00 0,468
nr 0,200 0,493
0
0

J Juventus FC
Kinexia

3817
9357
3539
283
29

129338
20428

5,116
0,278

nr
nr

3,473
0,085

6,054
0,430

52
51

90701
36
377287 19329
477939
15

-1,01 0,146
nr 0,146 0,168 335359
+0,08 2,521
nr 1,487 2,884 1345001
+0,55 1,833
nr 1,527 2,300
25463
-4,00 3,831
nr 3,457 4,363 9850211
-5,39 7,271
nr 6,342 8,394 11231761
-1,38 6,461 0,100 6,183 7,128 2494773
-0,14 0,146
nr 0,078 0,183 157385
0,00
nr
-0,90 1,757
nr 1,608 1,824
82651
-0,37 0,673
nr 0,555 0,849 2640375
-1,89 12,491
nr 12,319 16,314 359562
+1,55 1,305
nr 1,293 1,541 297846
-0,63 0,424
nr 0,424 0,605
3150
-2,01 23,088
nr 16,557 28,548 1065769
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-1,89 0,084
nr 0,060 0,100 18371376

5,100 +0,39
0,296 0,00

227

1298
0

69
770
34
4525
6263
4759
7
0
154
155
3123
322
64
2697
5
4
6
39
0

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

PREZZO

TASSO %

1
31
62
93
122
154
185
213
246
276
304
336

100,004
99,965
99,923
99,879
99,840
99,794
99,743
99,715
99,627
99,579
99,519
99,449

0,000
0,280
0,320
0,340
0,310
0,360
0,420
0,400
0,460
0,470
0,500
0,530

14/05/14
13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

0,900

0,00

0,909

nr

0,702

0,935

0

12

O Olidata

0,484 -0,51

0,483

nr

0,374

0,534

46721

16

P Parmalat

2,488
1,451
2,750
0,714

-0,16 2,488 0,013 2,460 2,548 209794
+0,21 1,448
nr 1,416 1,502
18019
-3,24 2,747 0,092 2,130 2,969 1017097
-0,42 0,713
nr 0,515 0,822
71932
0,00
nr
-4,12 3,990
nr 3,207 5,043
81976
-1,31 2,127
nr 1,778 2,355
7583
-1,08 11,958 0,320 11,001 12,717 1891642
+0,39 10,213 0,390 8,763 10,395
24358
+0,37 0,400 0,020 0,296 0,456
6501
0,00
nr
-7,00 7,830
nr 6,520 9,605 3275199
-3,20 4,850 0,050 4,045 5,413 549116
-1,14 0,610
nr 0,573 0,758 370027
+2,55 0,347
nr 0,289 0,413
29828
-5,35 16,232 0,420 16,232 19,565 7763798

4542
0
992
34
0
120
106
5689
125
53

+0,08 2,505 0,100 2,183 2,619
-0,79 0,853
nr 0,430 0,954
-2,06 1,540
nr 1,295 1,800
-3,96 1,241
nr 0,704 1,354
+0,34 11,830 0,110 10,290 13,196
-1,99 0,697
nr 0,553 0,781
-1,00 0,198
nr 0,189 0,237
0,00 1,536
nr 1,294 1,604

69
66
654
36
2474
115
161
18

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

2,524
0,875
1,520
1,212
11,960
0,691
0,198
1,518

-0,94 16,915
-1,05 19,816
0,00 19,660
-2,14 4,502
0,00 11,930
+1,53 1,255
-0,29 13,670
0,00 12,838
-1,72 0,135
+11,76 0,002
0,00 1,000
+3,02 0,481
+0,60 13,385
-1,08 3,660
+3,47 8,693
-1,24 0,111
-3,17 2,084
+1,59 4,443
+3,02 5,719
-1,69 2,216
0,00 10,150
0,00
0,383 -0,26 0,385
146,000 0,00 146,000
6,940 -0,86 6,920
16,850
19,770
19,660
4,480
12,000
1,262
13,700
12,960
0,137
0,002
1,000
0,494
13,420
3,650
8,795
0,111
2,080
4,480
5,800
2,204
10,150

T Tamburi

2,698
Tamburi 15 warr
0,708
TAS
0,572
Telecom IT
0,938
Telecom IT Media
1,420
Telecom IT Media rnc 0,691
Telecom IT rnc
0,729
Tenaris
16,090
Terna
3,934
Tiscali
0,069
Tiscali 14 warr
0,001
Tod's
101,000
Trevi Fin.Ind.
8,350

U UBI Banca

nr 14,229
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 11,888
nr 0,837
0,190 10,750
0,520 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,107
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,651
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,369
nr 146,000
0,100 5,491

1,09

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

4985
468699
881259
303199
271161
356768
198841
135343

2614
1494
309
65
3483

19,075
95514 1054
19,932 1957072 8745
19,660
0
2
4,910 543986 2014
12,876
410
19
1,290 2030412 1194
13,707
7570
135
13,737
6378
710
0,180 270781
19
29
0,002 1740176374
1,000
122
1
0,525
1072
0
13,385
7720
194
3,660
3915
0
8,858 309499 1978
0,124 1390015
5
2,277 365668
243
4,443 14040558 15025
6,524
43198
519
2,300 313289 1061
11,056
1000
132
0
0,457
57666
33
146,000
0
0
6,920 5090295 6302

+0,67 2,674
-2,21 0,682
+0,44 0,566
-0,42 0,940
-1,87 1,426
-19,71 0,691
+1,25 0,723
-1,35 16,107
0,00 3,937
-2,82 0,070
0,00 0,001
-0,98 101,198
-0,12 8,269

0,041 2,182 2,810
73285
382
nr 0,322 0,810
47319
0
nr 0,473 0,626
5362
24
0,020 0,712 0,941 119479577 12606
nr 1,426 2,080 116817
147
nr 0,171 0,921
15613
4
0,028 0,563 0,723 28211385 4359
0,130 14,900 17,363 1700021 19014
0,070 3,568 3,950 8202889 7914
nr 0,042 0,080 14239537
130
nr 0,000 0,001 3935595
0
2,700 91,002 120,260
78113 3098
0,130 6,210 8,434
59725
580

-4,86 6,532
-2,89 6,276
-0,50 8,932
-3,19 5,033
-2,07 4,514
-1,75 2,612
-0,41 263,635
-2,18 2,640

0,050 4,895 7,420 9135426 5891
0,090 5,391 6,800 60346470 36387
0,090 7,827 9,435
7668
22
0,150 4,105 5,700 1121092 2235
0,170 3,602 5,043 5547302 1235
nr 2,154 2,860 11048130 5880
nr 175,169 279,483
3631
337
nr 2,058 2,804 1215838
996

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

6,455
6,225
8,930
5,000
4,446
2,590
264,400
2,604

V Valsoia

12,070 -1,15 12,043 0,230 10,252 12,124

8386

126

09-05-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1291,25
30,4187
466,0398

08-05-2014

EURO

1287,00 936,9784
30,1548
466,0398
-

BORSE ESTERE

GIORNI

Novare

Parmalat 15 warr
Piaggio
Pierrel
Pierrel 12 war
Pininfarina
3,958
Piquadro
2,116
Pirelli & C.
11,920
Pirelli & C. rnc
10,170
Poligrafici Editoriale 0,407
Pop Emilia 01/07
Pop.Emilia Romagna 7,640
Pop.Sondrio
4,778
Prelios
0,608
Premuda
0,358
Prysmian
16,090

0,50
0,28
0,97
1,68
1,25
1,03
1,06
0,06
0,00
0,17
0,00

ORO CHIUSURE

MERCATI

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

AZIONI

Vianini Industria
Vianini Lavori

W World Duty Free
Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

QUOTAZ.

VAR.%

401.93
3143.88
9581.45
21862.99
6814.57
10487.20
4477.28
5442.00
14199.59
8510.39
16.583.34
4.071.87

-0.26
-0.03
-0.27
+0.12
-0.36
-0.98
-0.66
-0.25
+0.25
+0.53
+0.20
+0.50

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

1,480 +2,07
5,990 -1,32

1,454 0,020
5,957 0,100

1,192
4,960

1,541
6,440

6639
9427

44
261

9,450 -1,61

9,502

9,242 10,905

440568

2418

nr 23,168 34,569

896396

1359

0,143 632129
0,008 2863094
0,294
0

41
0
1

23,120 -0,34 23,168
0,107 -2,36
0,002 -5,00
0,249 0,00

0,109
0,002
0,240

nr

nr
nr
nr

0,073
0,002
0,183

Quantità
trattate Capitalizz.

STAR
Acotel Group
19,590
Aeffe
1,238
Amplifon
4,740
Ansaldo Sts
7,800
Ascopiave
2,314
Astaldi
7,670
B&C Speakers
7,600
Banca Ifis
15,130
116,200
BB Biotech
Bca Finnat
0,516
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,776
Biancamano
0,735
Biesse
6,395
Bolzoni
3,932
Brembo
27,010
Cad It
4,930
Cairo Comm.
5,960
Cembre
10,600
Cementir Hold
6,345
Cent. Latte Torino
3,552
Cobra
0,972
D'Amico
0,591
Dada
3,392
Damiani
1,416
Datalogic
9,410
Dea Capital
1,374
Digital Bros
3,420
EI Towers
40,000
El.En.
23,180
Elica
1,939
Emak
1,001
Engineering
49,540
Esprinet
7,670
Eurotech
2,248
Exprivia
0,892
Falck Renewables
1,331
Fidia
3,120
Fiera Milano
7,040
Gefran
3,740
Ima
35,450
Interpump
9,860
Irce
2,140
Isagro
2,210
IT WAY
1,728
La Doria
5,980
Landi Renzo
1,344
MARR
13,900
Moleskine
1,290
Mondo Tv
1,890
Mutuionline
5,070
Nice
3,160
Panariagroup
1,440
Poligr. S.Faustino
7,630
Poltrona Frau
2,958
Prima Industrie
13,660
R. De Medici
0,313
Reply
65,600
Sabaf S.p.a.
14,900
Saes
7,900
Saes rnc
6,780
Servizi Italia
5,110
Sogefi
4,114
TerniEnergia
2,210
Tesmec
0,688
TXT e-solution
9,295
Vittoria Ass.
10,130
Zignago Vetro
5,920

-0,81 19,612
-1,51 1,266
-0,84 4,738
-0,45 7,803
-0,17 2,305
-0,07 7,660
0,00 7,642
-4,60 15,297
-1,69 116,518
-2,74 0,520
-3,66 0,785
+0,14 0,736
-1,46 6,441
-0,96 3,939
-2,42 27,214
-0,20 4,943
+0,51 5,917
0,00 10,743
-2,08 6,388
-4,21 3,642
-0,82 0,973
-1,58 0,588
-0,47 3,438
-4,39 1,460
-0,16 9,387
+1,03 1,370
+1,60 3,342
+1,01 39,501
+0,22 23,088
-0,15 1,918
-2,72 1,016
+0,63 48,866
-1,16 7,637
-3,85 2,271
-1,65 0,905
-0,30 1,338
-3,70 3,165
-1,40 7,080
-3,91 3,787
+0,42 35,411
-0,15 9,852
+1,04 2,131
-0,90 2,193
-2,92 1,777
-0,99 5,999
-1,03 1,340
-1,49 13,992
-1,75 1,289
-6,90 1,957
-2,69 5,073
+0,51 3,154
-0,89 1,425
-0,26 7,524
+0,07 2,956
-2,57 13,717
-4,28 0,319
+0,15 65,391
-1,00 14,868
-1,37 7,876
-1,81 6,776
-3,58 5,112
-0,96 4,073
-2,47 2,222
-1,57 0,692
-1,69 9,416
+1,40 9,872
-0,34 5,920

nr 19,612
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,534
0,110 1,775
0,170 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,400 18,923
0,300 4,624
0,140 5,898
0,160 8,528
0,040 4,240
0,060 1,733
nr 0,564
0,017 0,588
nr 3,383
nr 1,237
0,150 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,286
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,150 6,906
0,167 6,658
0,140 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,689
0,400 9,112
0,170 8,548
0,250 4,998

22,772
1,266
4,890
8,609
2,331
7,862
8,612
16,383
147,145
0,585
1,053
0,837
6,787
4,081
28,569
5,299
7,745
11,793
7,237
5,897
1,087
0,733
4,221
1,780
9,835
1,377
3,740
43,537
25,045
2,033
1,058
53,806
8,033
2,639
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,150
2,312
2,094
6,377
1,582
14,373
1,738
2,225
5,319
3,599
1,606
8,131
2,957
14,389
0,361
66,064
15,496
8,844
7,824
5,649
4,961
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

589
5987557
318124
312479
752835
157590
16069
95633
4622
351731
1695671
13428
13627
8126
135505
3838
224392
15537
111894
48524
199282
1243554
14420
26379
33019
639046
22963
72381
1680
50839
168807
2731
106660
191561
18273
441391
2995
24922
9877
15553
78662
7232
227728
3079
23257
127158
43862
763990
1361463
10193
41507
14111
48
480560
4184
724950
6373
2332
9567
11810
11783
157832
17104
179095
63920
82472
56911

82
136
1062
1405
540
754
84
823
1381
189
170
25
176
102
1818
44
464
183
1016
36
94
248
57
121
549
420
47
1116
111
121
167
611
400
81
47
390
16
298
55
1304
1073
60
38
14
186
151
931
273
52
200
366
65
65
415
144
120
612
171
116
50
140
481
84
74
111
665
521

26 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

LA STAMPA

I MIGLIORI LIBRI DELLA NOSTRA VITA

MARIO
CALABRESI

Una saga Anni Sessanta
che fa sognare anche oggi
ngelica de Sancé de Monteloup, contessa di Peyrac, marchesa del Plessis-Bellière: la bellissima marchesa degli angeli, l’amore del re, l’indomabile, la schiava
d’oriente… una donna del 1600 ma moderna come nessuna, protagonista di ben tredici romanzi che raccontano le sue avventure da quando è
ragazzina fino a quando diventa moglie e madre e va per il mondo alla ricerca del suo perduto amore.
Per riuscire nel suo intento attraversa il globo (e non è una esagerazione!), sfida il re Sole e
la nobiltà e anche un sultano, perde tutto ma
poi lo riconquista, conosce la povertà più estrema e il lusso più sfrenato, come una splendida
araba fenice muore e sa rinascere ogni volta più
forte e rinnovata.
Vive tanti amori Angelica, ma tutti finalizzati al raggiungimento di uno scopo: ritrovare il
suo primo marito che l’ha resa donna e che le ha
fatto conoscere l’amore e la vera felicità.
Mi ci sono specchiata tante di quelle volte in
lei! Una volta iniziata la sua storia è impossibile
interromperla, iniziarne un nuovo capitolo è
come scartare un regalo sempre nuovo. Indomabile ma tenerissima, scaltra eppure da proteggere, debole e forte, capace di trasformare
in positivo ciò che di negativo le accade.
Le sue avventure sono sapientemente narrate da due coniugi francesi che si sono conosciuti
nel deserto, innamorati e sposati hanno creato
ognuno con le proprie competenze (lei scrittrice, lui storico) questa serie di romanzi in cui ci
si perde come in tanti sogni, trasportati dalla
capacità narrativa di tenere sempre desta l’attenzione di chi legge.
Angelica passa da un estremo all’altro senza

Continuate a scriverci
e a raccontarci
quali sono le letture
che hanno fatto
la differenza nelle
vostre vite, che vi hanno
dato sensazioni
indelebili. Come sempre,
la carta non è elastica
(massimo 3000
caratteri spazi inclusi)

A

Franceschini/1, i
libri costano cari
1 Due parole sulla

polemica innescata dal
signor Franceschini
inaugurando il Salone del
Libro di Torino. Un’uscita
fuori luogo che un politico si
permetta di chiedere i
danni, al massimo
dovremmo essere noi a
chiedere i danni, per tutte le
nefandezze sopportate in
questi anni, ma questo è un
altro argomento.
Precisiamo che è
importante leggere
specialmente per i più
giovani, leggo parecchio e
non guardo quasi mai la
televisione se non i
telegiornali e ci sarebbe da
arrabbiarsi, perché
guardandone due o tre mi
sembra di essere in due o
tre paesi diversi. Teniamo
conto di un’altra cosa, oggi e
anche negli anni passati,
prima di comperare un libro
ci sono altre spese,
purtroppo, ed anche questo
fa crollare i consumi, anche
perché un libro supera
mediamente i 15 euro.
Basterebbe andare a
prenderli in biblioteca e
restituirli, ma anche lì per
qualcuno è uno sforzo.
Comprendo che i politici di
sinistra sono tutti
intellettuali, leggono
moltissimo, anche se ho
grandi dubbi, infatti quando
li inquadrano hanno sempre
una libreria alle spalle, forse

hanno molto tempo e
leggono, leggono; capiranno
anche? Concludendo
ricordiamo al signor
Franceschini, senz’altro
uomo coltissimo e preparato,
cambia ministero come
cambiare una camicia, che se
non ci fosse la televisione
credo che ben poche persone
lo conoscerebbero, quindi la
televisione fa anche questi
danni, involontariamente.
PIERO FRANZINO

Lavoratori Ikea
«Diritti garantiti»
1 Egregio Direttore, le

scrivo in quanto ritengo che
l’articolo uscito ieri su La
Stampa, dal titolo “Scontri e
cancelli chiusi. La sfida dei
facchini al gigante del
mobile”, colpisca
ingiustamente Ikea. In
particolare l’articolo non
tiene conto di alcuni fatti
essenziali per comprendere
appieno la vicenda. La

Angelica
I 13 volumi della
saga si ordinano in
libreria (qui l’ed.
Garzanti) o si
trovano sulle
bancarelle di libri
usati

apparire mai esagerata, a volte aiutata dalla sorte altre dimenticata dalla fortuna.
Angelica è tutte noi. Donne che non si arrendono davanti alle difficoltà ma che lottano con le
unghie e con i denti per proteggere ciò che di più
caro hanno, e che inseguono il sogno senza mai
abbandonarlo. Coraggiosa e piena di vita, per
me conoscerla sulle pagine dei suoi libri è stata
un’esperienza che mi ha arricchita. Molti sono i
libri che lo fanno e Angelica è tra questi. Lo consiglio a tutte le donne!
Ps i suoi libri sono di sessant’anni fa... si trovano ancora su ordinazione in libreria ma io li ho
acquistati un po’ per volta ai mercatini... è stato
bello ritrovarsi tra le mani un libro che ha fatto
sognare un’altra «Angelica» prima di me.

protesta in atto nasce da un
episodio avvenuto lo scorso
15 aprile quando l’attività di
un intero reparto del
Deposito 2 Ikea a Piacenza
veniva bloccata da 33
lavoratori della Cooperativa
San Martino, impedendo lo
svolgimento delle attività dei
colleghi del reparto e
generando problemi in
termini di sicurezza. Di
conseguenza la Cooperativa
ha provveduto a
formalizzare per iscritto a
quei soci lavoratori i fatti
contestati, restando in attesa
di ricevere le eventuali
giustificazioni. La ragione
che ha innescato tale
situazione è stata la
decisione del medico del
lavoro di non adibire un
lavoratore all’utilizzo del
carrello elevatore per motivi
di sicurezza e non
certamente per scelta della
Cooperativa San Martino,
che anzi per non far perdere
ore di lavoro a quel socio lo
avrebbe comunque

PREMIO IGOR MAN

Cynthia
Sgarallino

Il premio Igor Man, il riconoscimento intitolato alla memoria del «Vecchio Cronista»
che la direzione de La Stampa attribuisce
ogni settimana al giornalista che più si è
messo in evidenza, questa volta va a Cynthia Sgarallino. La collega, art director del
giornale, è stata scelta per aver ideato il
progetto grafico per lo speciale «Europa»,
realizzato con altre cinque testate del Continente: un inserto ricco di analisi, storie e
interviste in vista delle elezioni europee
del 25 maggio.

Editrice La Stampa
REDAZIONE
AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Lugaro 15, telefono 011.6568111,
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Quotidiano fondato nel 1867
2

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MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
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CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
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MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA,
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PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

2
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TM

L’editoriale
dei
lettori

ALESSANDRA DOSIO

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impiegato in altra attività.
Com’è noto la prescrizione
del medico di adibire
temporaneamente un
lavoratore ad altre attività è
un obbligo di legge, in
adempimento della tutela
della sicurezza, non solo del
singolo lavoratore, ma di
tutti. La Cooperativa San
Martino è stata scelta da
Ikea come fornitore di
servizi a Piacenza al termine
di un processo di selezione
tenutosi nell’estate del 2013 e
che ha coinvolto anche
consulenti esterni e
professionisti del settore. La
Cooperativa, che conta circa
300 soci lavoratori impiegati
nelle attività di
movimentazione merci
presso il deposito 2 di Ikea a
Piacenza, oltre ad avere i
requisiti tecnici e
organizzativi richiesti,
rispetta anche quelli dello
standard Iway, il codice di
condotta che Ikea applica a
tutti i propri fornitori. Per
Ikea,quindi, interventi quali
quello a tutela della salute
dei collaboratori si
inquadrano solamente nel
rispetto della legalità e della
sicurezza e nulla hanno a che
vedere con i diritti dei
lavoratori, che sono
totalmente garantiti e che
stanno per essere
ulteriormente arricchiti con i
contenuti del nuovo accordo,
in via di chiusura, con i
sindacati confederali.
LARS PETERSSON
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RICORDO
DI LETTERATO
ROBERTA FUSCO
a secoli i rapporti di amicizia tra scrittori italiani sono stati coltivati nei salotti privati e in Caffè famosi, hanno dato vita a scuole di pensiero e a vere e
proprie collaborazioni letterarie. Durante quelle riunioni si discuteva degli argomenti
più svariati: di politica, di cultura, di attualità, e si
mettevano a nudo i pensieri più profondi di ognuno,
per poi dare vita a opere letterarie realizzate a più
mani. Il primo a trattare delle cosiddette «società
letterarie» è stato Edoardo Gennarini, nato a Taranto un secolo fa (il 5 maggio 1914), che in un’opera
postuma, La società letteraria italiana dalla Magna
Curia al primo Novecento (pp. 694, ed.Remo Sandron, Firenze 1971, con prefazione di Carlo Pellegrini), tratta approfonditamente l’argomento. Ancora
oggi, a distanza di 47 anni dalla sua pubblicazione,
quest’opera ci permette di approfondire le relazioni
di amicizia e collaborazione tra gli scrittori italiani.
Edoardo Gennarini è ricordato soprattutto, nel
centenario della nascita, per il libro sopra citato,
ma non dobbiamo dimenticare altre opere come Il
giornalismo letterario della nuova Italia (Napoli,
ed.Loffredo, 1937). Questo volume ancora oggi è citato da Raffaele Giglio, professore di letteratura
italiana presso l’università Federico II di Napoli,
nel suo recente libro intitolato Di letteratura e giornalismo, pubblicato da Loffredo nel 2012. Un’altra
opera che non merita di essere gettata nel dimenticatoio è Lineamenti di storia della letteratura d’Italia, storia letteraria del dopoguerra in tre volumetti
ad uso degli studenti liceali pubblicata in Italia dall’editore torinese Paravia e che prestava attenzione
agli autori del Novecento. Inoltre c’è un Questionario sui Promessi Sposi (edizioni Remo Sandron) che
è ancora in vendita nelle librerie a disposizione degli studenti liceali prossimi alla maturità. Argomenti ancora attuali pur nell’inquieto mondo di oggi che egli aveva previsto nelle prose narrative Pensieri in punta di penna che pubblicava sul Mattino di
Napoli, prima di spegnersi a 52 anni.

D

20 anni, studentessa universitaria, Napoli

oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa,
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LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

LA FRETTA
CATTIVA
CONSIGLIERA
MARCELLO SORGI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

a campagna del leader
di M5s va avanti senza
soste e con continui colpi di scena, come ad
esempio la visita all’acciaieria di Piombino la scorsa settimana, oppure, sempre ieri, il riferimento ad Aldo Moro, inserito
nel Pantheon grillino come vittima di uno Stato che non volle o
non potè salvarlo.
E che il timore di un’accelerata 5
stelle monti, a questo punto, è evidente. Lo stesso Renzi ne ha parlato, sebbene per esorcizzarlo, attaccando Grillo perché punta a spostare i sondaggi con lo sciacallaggio
sull’inchiesta Expo. Poi ha annunciato per martedì una visita a Milano e ha accolto senza commenti le
dichiarazioni del governatore della

L

Lombardia Maroni e del sindaco di
Milano Pisapia, favorevoli a chiudere al più presto, almeno sul piano
amministrativo, la vicenda dell’Expo: confermando la fiducia all’amministratore delegato Sala e
sollevando dal l’incarico il direttore
generale Paris, che secondo le accuse era il perno del sistema di corruzione messo su dalle vecchie conoscenze di Mani pulite, il «compagno G» Greganti, collettore delle
tangenti destinate al Pci venti anni
fa, e l’ex segretario democristiano
Frigerio, anche lui coinvolto nella
prime indagini di quell’epoca.
Va detto che l’idea di una soluzione rapida che potrebbe essere
percepita come un colpo di spugna,
seppure delimitando i confini e le
persone colpite dall’inchiesta, non
sarebbe senza pericoli. Anche se le
responsabilità penali sono in corso
di accertamento, far riprendere
l’attività dell’azienda Expo prima

che tutto sia chiarito e mentre la
magistratura parla di una «cupola» che si sarebbe insediata a Milano, all’interno della struttura incaricata dell’organizzazione dell’esposizione universale e degli appalti necessari per realizzarla, dal
punto di vista politico comporta
più di un rischio. Se nei prossimi
giorni l’inchiesta dovesse avere
nuovi sviluppi, magari con nuovi
arresti, a partire dagli interrogatori degli imputati e nell’eventualità
che saltino fuori altri personaggi
inquisiti, i politici e le parti politiche che avessero cercato di circoscrivere le conseguenze dello scandalo si renderebbero sospettabili,
proprio agli occhi di quell’opinione
pubblica che vede come un incubo
il ritorno di Tangentopoli, di non
aver voluto far pulizia fino in fondo.
È anche per questo che dall’arrivo
di Renzi a Milano martedì prossimo è lecito aspettarsi sorprese.

L’UNIVERSITÀ, ULTIMA SCUSA
DEI NUOVI QUESTUANTI
MARCO BELPOLITI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

on vuole certo vendermi nulla, solo
chiedermi un modesto contributo per il
prosieguo degli studi. Gli allungo 5 euro. Provo un
sentimento di empatia verso di
lui: vuole studiare, e ha un desiderio nella vita. Lui mi ringrazia
molto con grande garbo e se ne
va. Una settimana dopo a Milano,
nella zona di Città Studi, mi capita la stessa scena. Non è la medesima persona, ma il discorso è
quasi identico. Questa volta dico
che non ho soldi con me, e scivolo
via lasciando il mio interlocutore
un po’ deluso. Subito abborda un
altro passante. Solo dopo un po’
di tempo capisco. Si tratta di una
nuova tecnica d’approccio per
chiedere l’elemosina. Il caso di
Abdelmoula Khadir, detto Rachid, il ragazzo marocchino che,
vendendo accendini, si è laureato
al Politecnico di Torino, ha fatto
scuola. Il modello per chiedere
l’elemosina, il riferimento concreto, è lui. Qualche tempo fa ho

N

hiara è di
Cremona, io
sono nato a
Cuggiono,
provincia di
Milano. Veniamo da famiglie benestanti ma non miliardarie. Nessuno di noi due aveva conoscenze nel
mondo della moda. La nostra chiave vincente? Prima di tutto il talento di Chiara. In giro di belle ragazze ce ne sono tante, lei in più ha
questa capacità difficilmente spiegabile di catturare l’interesse. Ha
qualcosa che passa tramite Internet. Il resto è semplice. Se io blogger indosso una felpa e ti dico
“Guarda quanto è figa!” non vengo
vissuto come pubblicità ma come
se fossi il tuo migliore amico che ti
consiglia di comprarla. E’ il “peerto-peer”, su questo ho fatto anche
la mia tesi di laurea in Bocconi».
Incontro Riccardo Pozzoli, detto Ricky, bel ragazzo dai jeans sapientemente strappati in un bar
vicino alla Statale di Milano. Quando si chiamava «Strippoli» ed era
con i suoi mitici panzerotti il quar-

«C

letto un bellissimo saggio di quell’inconsueto antropologo del presente che è Franco La Cecla dedicato all’azione del mendicare
(Non è cosa, Eleuthera). Spiegava che i mendicanti sono dei naturali selezionatori nella massa,
che capiscono a chi chiedere
l’obolo. Individuano il donatore
con precisione millimetrica e a
distanza. L’elemosina è un’attività che richiede infatti una grande
sensibilità alla composizione della società che ci si trova davanti,
scrive La Cecla. La fenomenologia del mendicante comprende
vari tipi d’abbordaggio: la ragazza madre, il giovane con il cane,
l’uomo ben vestito caduto in disgrazia, la vecchia che sta inginocchiata per ore, fino alle zingare che vogliono leggerti la mano e
minacciano di farti il malocchio
se non le allunghi una moneta. Ci
sono poi luoghi topici. Una volta
era la porta della chiesa, cui è
succeduto il supermarket, dove
all’uscita t’attende la ragazza che
allatta il piccino al seno, due luoghi dove agisce il nostro inevitabile senso di colpa. Anche il semaforo e il ristorante sono diventati luoghi della richiesta: dalla

Di profilo
CHIARA BERIA
DI ARGENTINE

macchina non si può negare una
moneta a chi non ha niente, così
seduti davanti al cibo si è in difficoltà nel voltarsi dall’altra parte
mentre ti offrono una rosa per le
signore e, se non compri, chiedono almeno un euro per mangiare.
Poi c’è il mendicante del treno
con il biglietto prestampato, che
passa rapido nel corridoio e deposita l’appello dove denuncia la
grave malattia sua o del figlio, oppure gli allegri suonatori della
metropolitana, che allungano il
bicchierino dopo l’esibizione. La
Cecla parla nel suo scritto dei
mendicanti come di persone-nicchia che stanno fermi in un posto
e ti attendono, sottolineando come questo mestiere dello «stare
fermi da qualche parte» tende a
scomparire nella nostra società:
bigliettai, guardiani, portieri non
ci sono quasi più. Lì ora entrano i
nuovi questuanti, che si pongono
a metà tra l’elemosina e la mancia. Adesso anche l’università è
tra i luoghi prescelti per la richiesta. Meglio che offrire accendini,
fazzoletti o pulire il vetro dell’auto. Testimonio che almeno una
volta, la prima, e senza agire sul
mio senso di colpa, funziona.

Ricky & Chiara, la moda
diventa social business
tier generale del Movimento Studentesco sia Chiara Ferragni, 27
anni compiuti il 7 maggio che Ricky, il suo ex fidanzato, socio e
manager non erano ancora nati.
Mezzo secolo dopo all’ultimo piano di quel palazzo, ora molto cool,
lavorano i giovani di «The Blonde
Salade», il blog di moda (pardon:
fashion) e di stili di vita creato nel
2009 dalla ingegnosa coppia fenomeno del surreale mondo web.
La bionda e attraente Chiara
Ferragni, nelle classifiche Usa tra
le 20 persone più influenti al mondo per la moda, da mesi (ammetto: l’ignoravo!) vive a Los Angeles; ha un contratto con una mega
agenzia da star; Greg, un assistente-fotografo e un nuovo fidanzato altrettanto carino del
suo ex (la fine del loro amore l’an-

no scorso è stato seguito passo
dopo passo dai loro fan in Rete.
«Un incubo», ammette Ricky). Su
«The Blonde Salad» Chiara è fotografata a Big Sur; consiglia come mixare il solito mini abito nero con stivali rock e lo zainetto superdeluxe di Chanel con i sandali
di Zara. Niente di hard. Anzi. Romantici pensierini sul tramonto.
Risultato? «Con 90 mila visite al
giorno Chiara è la blogger di moda più seguita al mondo», rivendica Pozzoli. «Solo il 25% del nostro
pubblico è italiano, riceviamo visite da più di 190 Paesi, a cominciare dal Brasile e dagli Usa. In
Messico come a Dubai Chiara è
stata accolta da capannelli di ragazze adoranti. Non solo. Su Instangram Chiara ha 2 milioni e
200 mila followers. E’ un potere

Lettere e Commenti .27

.

STRAGI, APPELLO
AGLI UOMINI
IN SILENZIO
MANLIO MILANI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
Questo è il testo dell’intervento che Manlio Milani,
presidente dell’Associazione dei Caduti di piazza della
Loggia, ha pronunciato ieri alla Camera nel Giorno della
memoria delle vittime del terrorismo

urono scelte consapevoli, non dettate dalla
volontà di espropriare i
rappresentanti delle
forze dell’ordine, ma
per erigersi, in quanto cittadini, a
difensori delle istituzioni Repubblicane. Quel fatto si trasformò in
comune esperienza storica, e quei
morti ne sono ancora oggi la rappresentazione. La responsabilità
dell’estrema destra neofascista
per quella strage, ha trovato corrispondenza nella recente sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Brescia e nella ulteriore
decisione della Corte di Cassazione di rinviare due imputati, finora
prosciolti, ad un nuovo giudizio
d’appello. Non solo. Da queste
pronunce emerge che le stragi di
Piazza Fontana e di Piazza Della
Loggia sono riferibili ad un’unica
area neofascista che ha portato
avanti un progetto eversivo usufruendo di coperture di uomini
delle istituzioni.
E’ stato possibile acquisire questa verità, nonostante la costante
presenza di depistaggi, grazie al
lavoro della magistratura e rispettando, da parte nostra, le regole
processuali, senza pronunciare
aprioristiche condanne. E’ con
questa consapevolezza che ora bisogna ripartire per riflettere su
quei fatti e sulla storia del Paese,
abbandonando facili ricostruzioni
basate su un senso di rivalsa o logiche di pura contrapposizione.
La storia di Piazza Della Loggia è
anche la storia di persone a cui
violentemente è stato tolto il diritto alla vita. Quel giorno la piazza
sognava che un’altra vita era possibile. I volti degli insegnanti Alberto, Clem, Giulietta, Livia, Luigi, quello dell’operaio Bartolomeo
e quelli dei resistenti Euplo e Vittorio s’intrecciavano con i volti dei
cittadini bresciani: ognuno colpito
nei suoi sogni.
Anche per questo non si può dimenticare quanto si è sofferto,
non tanto per un richiamo ai propri ricordi, quanto per rappresentare le conseguenze private e sociali, che la violenza ha prodotto.
Se la sappiamo cogliere nel suo valore umano, la sofferenza si fa testimonianza, crea umanità e si

F

comunicativo enorme. Che non
ha prezzo».
Rewind. I due giovani s’incontrano nel 2006, lei studia Legge in
Statale lui la convince a trasferirsi in Bocconi. «Era l’epoca dei primi social network, e Chiara ha subito avuto una fortissima propensione a condividere la sua vita
sulla Rete. Io? Assolutamente no.
Ma nel 2009, mentre ero a Chicago per uno stage in una multinazionale, facendo una ricerca su
vari opinion-leader della Rete ho
iniziato a sviluppare una sensibilità business su quello che le
aziende potevano fare con chi ha
il potere di comunicare via web.
In Usa c’erano i primi fashion
blogger; intanto Chiara sui vari
siti era sempre più seguita. Con
10 dollari ho comprato per lei un
dominio. Il 12 ottobre 2009 siamo
partiti. Primo investitore? Yoox.com. Era il 2010, da allora la
macchina “The Blonde Salad” ha
cominciato a fatturare. Nel 2013
abbiamo fatto 1 milione di euro».
Così, Ricky&Chiara hanno fon-

trasforma in modalità per ricostruire nuove forme di civile convivenza e, nello stesso tempo, per
ricondurci al vivere. E’ giusto,
quindi, raccontare la vita dopo,
ma senza dimenticare il MALE subito e la dimensione pubblica del
fatto. In questi lunghi 40 anni, non
abbiamo coltivato odio o vendetta.
Partendo dall’accettazione e rispetto delle sentenze, abbiamo affrontato la ricerca della verità per
contribuire a comprendere le ragioni dei fatti e vorremmo continuare a rivolgere lo sguardo limpido non solo sulle verità che conosciamo, ma anche sui silenzi delle
verità mancanti.
Oggi sappiamo che vi sono persone che continuano a convivere
con questi silenzi. Alcuni per un
assurdo senso del dovere, altri che
preferiscono rimuovere i sensi di
colpa. Così atteggiandosi, negano,
a noi e a se stessi, processi ulteriori di conoscenza e ogni possibilità
di dialogo. Come sappiamo, la violenza politica è una storia che pesa sul Paese come una sorta di ipoteca sulla vita democratica che genera, ad ogni dissenso, reazioni
esasperate. Ecco perché mi sento
di rivolgermi a voi «uomini in silenzio». Se non c’è odio possiamo
trovare uno spazio di parola dove
poter dire, ascoltare, interrogarci
sul perché di quella violenza. Vi
chiedo una scelta difficile: ma non
è proprio in queste scelte che riusciamo a ritrovare lo spazio e la
responsabilità del vivere nella storia? Sta qui il senso della ricerca
della verità che è il cammino verso
ciò che non sappiamo ma che vogliamo sapere per consegnare al
Paese una storia comune, anche se
non condivisa. Credo che questo
cammino sia possibile percorrerlo
insieme con la consapevolezza che
la ricerca della verità vada a beneficio di tutti e di una riumanizzazione del vivere.
Chiese il bambino al partigiano
Berto: «Nonno, mi dici sempre che
dobbiamo imparare dai morti. Ma
che cosa dobbiamo imparare da
Loro?». E il vecchio partigiano rispose: «Le ragioni per cui sono
morti». Ecco, così diventa possibile, in loro nome, fare memoria viva.
E senza dimenticare.

dato Tbs Crew, agenzia di comunicazione che oggi ha clienti come
Burberry, Vuitton, Tod’s e Dior.
«Con noi lavorano fissi 14 ragazze
e ragazzi, tutti under 30», spiega
Pozzoli che siede nei cda di 3
start-up digitali ed è l’amministratore delegato del marchio di calzature Chiara Ferragni (con Italian
Indipendent di Lapo Elkann,
Chiara ha firmato degli occhiali da
sole). Una fiaba 2.0? «Per carità!
E’ business», smorza Ricky. «Il
mondo della moda è sempre alla
ricerca di nuovi trend. Alle sfilate
di Milano, febbraio 2010, gli stilisti
invitarono con altri blogger stranieri anche Chiara. Un sacco di
giornali e tv l’intervistarono. Morale: senza spendere una lira ci
siamo lanciati!».
Suicidio da carta stampata?
Ricky Pozzoli va controcorrente.
«La mia nuova sfida - sempre autofinanziandoci - è trasformare
“The Blonde Salad” in un piccolo
magazine. Io leggo moltissimo.
Ho la fortuna di essere morbosamente curioso».

28

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

XXVII SALONE
INTERNAZIONALE
DEL LIBRO TORINO

CULTURA
SPETTACOLI

&

EMANUELA M INUCCI
TORINO

i sono fatti desiderare, forse
anche riverire, per più di un
anno. E alla fine hanno detto sì. La Buchmesse di
Francoforte sarà ospite,
l’anno prossimo, al Salone del libro,
che dovrà imparare a parlare tedesco e proporre una letteratura finora
scarsamente tradotta. Una partnership che non ha nulla di improvvisato. Perché dietro ogni scelta culturale della Germania c’è l’avallo del ministero. E ora il ministero ha approvato il nuovo accordo tra la fiera del
Lingotto e la Frankfurter Buchmesse: 300 mila visitatori, dieci padiglioni, 7.100 espositori in arrivo da 120
Paesi, 10 mila giornalisti accreditati.
Una corazzata culturale che, cifre alla mano, vale dieci volte quella del
Lingotto. E che ha accettato di «gemellarsi» con Torino diventando il
Paese ospite della prossima edizione,
quella del 2015, l’anno dell’Expo, che
mette l’Italia al centro del mondo.
La Germania sarà dunque protagonista del prossimo Salone, che a
sua volta è stato invitato a ottobre alla Buchmesse: «Vogliamo scoprire
tutte le formule segrete di questa fiera», dicono gli inviati di Francoforte:

S

Grande folla
anche ieri
al Salone,
in attesa
dei giorni caldi
del weekend
SYNCSTUDIO

I tedeschi studiano da anni
il format torinese e pensano
di importare l’idea di un’area
dedicata ai piccoli lettori
«alchimie in grado di mischiare i libri
con i bambini e piazzare i diritti editoriali di un bestseller a un mondo nuovo come la Cina e nello stesso tempo
trasformare un romanzo in fiction».
Il sodalizio tra la nostra cultura e
quella tedesca è in crescita. All’ultima Buchmesse erano 324 gli editori
italiani presenti. Ma soprattutto, a legare la Buchmesse al Salone di Torino sono temi di stretta attualità come le case editrici «start up», il selfpublishing e la digitalizzazione dell’offerta. Insomma, come modernizzare (e, perché no, monetizzare) al
massimo l’offerta letteraria. A suscitare interesse, formule come l’Incubatore (l’area del Salone dedicata alle case editrici neonate) e soprattutto l’International Book Forum, dove
da tre giorni la delegazione tedesca
capitanata da Bärbel Becker, direttrice dei progetti internazionali, analizza il format torinese che trasforma
il libro in business.
«Sono anni che osserviamo questa
realtà di scambio dei diritti editoriali», racconta, «e quest’anno ci siamo
trasformati in inviati speciali. Duran-

Salone-Buchmesse
se son libri
fioriranno
Avviata una partnership fra Torino e Francoforte
E nel 2015 sarà la Germania il Paese ospite al Lingotto

Il senso di Gaarder per l’ecologia
Dopo Sofia, il mondo di Anna
A 23 anni dal suo bestseller, lo scrittore norvegese ci riprova
TORINO

ue anni fa, Jostein Gaarder
rilesse per caso il suo bestseller internazionale, Il
mondo di Sofia, pubblicato nel lontano 1991. E si accorse che da quel
romanzo filosofico, che aveva unito
almeno due generazioni, mancava
qualcosa. «Qualcosa che allora non
potevo neanche immaginare - dice
in una pausa della sua visita al Salone - e che è il vero tema filosofico ed
etico di questi anni». È nato così Il
mondo di Anna, di cui parlerà oggi

D

con un pubblico non solo giovanile,
qual è peraltro quello d’elezione.
L’editore italiano, Longanesi, ha
scelto un titolo che accostasse esplicitamente i due romanzi, ma lo scrittore norvegese condivide la decisione. Perché in ventitré anni, dice, il
mondo, il suo mondo, è cambiato.
Non i boschi della Norvegia sul cui
sfondo si svolge la vicenda, non il tono dolcemente favolistico, e l’aura di
mistero perforata da strane lettere o
in questo caso enigmatici regali. Allora il problema era comprendere la
storia della filosofia e della conoscen-

za - il libro partiva dai presocratici e
arrivava al Big Bang -, ora non è più
tanto questione di diritti ma di doveri, di compiti che ci aspettano: «La
più importante questione filosofica è
preservare l’umanità. Ovvero, salvare il Pianeta dall’inquinamento».
«Vent’anni fa, non sapevamo che
cosa stesse accadendo veramente».
C’era il petrolio, ed «era semplicemente lo strumento che aveva permesso di uscire dalla povertà». Per la
Norvegia, grande esportatrice, era
una dono. «Ma oggi sappiamo che
era un dono avvelenato». Il Big Bang

non è più così importante, Sofia passa il testimone ad Anna, e la nuova
adolescente norvegese scopre che
cosa davvero conta attraverso un’avventura parallela ma anche infinitamente lontana. «Per secoli noi scrittori siamo stati in prima linea sulla
frontiera dei diritti, a combattere
contro la censura. Ora siamo davanti
all’ultima censura, se possiamo chiamarla così. Dobbiamo proteggere la
nostra atmosfera».
Gaarder ha un passato di docente, sa come parlare agli adolescenti. «Ancora una volta, ho scritto un

te le mattinate passate fra i vostri padiglioni ci siamo fatti un’idea precisa di
quello che sarà lo stand della Germania: senz’altro più raccolto e favorevole
alla lettura rispetto alla media dei corner del Lingotto: perché l’unico neo di
questo salone è il frastuono, così antitetico alla lettura».
A fianco di Bärbel Becker c’è Jessica
Kraatz Magri, del Goethe Institut di
Torino. Sarà lei a fare da ponte tra la
Buchmesse di Francoforte e quella di
Torino: il ministero della Cultura tedesco ha affidato ai Goethe Institut italiani i fondi per tradurre gli autori. E anche di autori si è parlato ieri mattina
nel lungo vertice tra il presidente del
Salone Rolando Picchioni e la delegazione tedesca. Per ora si sa soltanto che
saranno una ventina di grandi nomi.
Tra i format che invece la Germania
vuole importare da Torino c’è l’area dedicata ai piccoli lettori, il castello del
Bookvillage, quel Salone per i ragazzi
che fa pianeta a sé: «Anche noi poniamo attenzione ai giovani, ma non ave-

romanzo didattico». Da una Norvegia ben governata e sostanzialmente incontaminata, dove forse è difficile pensare, date le condizioni di
vita, ai pericoli dell’ambiente. «È
un paradosso. Siamo incontaminati, ma contaminanti. Siamo forse i
più ricchi del mondo, come nazione, grazie al petrolio. Ma proprio
per questo, abbiamo dei doveri».
Quali? «Molti. Innanzi tutto quello
di limitare la produzione di petrolio. Per esempio evitando almeno
di scavare nuovi pozzi».
Pensa a una decrescita felice
come quella che predica anche qui
al Salone Serge Latouche? «Non
diventeremo più poveri per questo». Anna lo sa, e col tempo lo ha
capito anche Sofia.
[M. B.]

Jostein Gaarder presenta
il libro Il mondo di Anna oggi
alle 14,30 nell’Arena Bookstock

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

BooksinItaly, un portale
per promuoverci all’estero
Italia pensa a come fare sistema tra gli editori per
promuovere la sua letteratura all’estero. È
l’obiettivo di BooksinItaly, il portale voluto dai
ministeri degli Esteri e della Cultura, in collaborazione con
l’Aie e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, e

L’

presentato ieri al Salone. Una neonata vetrina collettiva,
bussola chiara e ordinata per editori stranieri, scout,
agenti letterari, traduttori, istituti di cultura e italianisti.
«Avevamo bisogno di metterci al passo con Paesi come
Spagna, Francia, Germania, con gli Stati del Nord Europa,
già dotati di portali efficaci di autopromozione della
cultura», spiega Luisa Finocchi, direttrice della
Fondazione Mondadori. La nostra lingua, poco parlata nel
mondo, non ci aiuta. E non ha giovato, finora, procedere in
ordine sparso nel vendere il prodotto Italia. Per questo il

L’erede della storica dinastia di editori crede nei conti a posto
Anche se non condivide l’ossessione di molti colleghi per i numeri
to. Oppure il libro di Marino Sinibaldi,
Un millimetro in là pubblicato con tutte
le note editoriali, insomma il libro insieme al suo backstage, a tutto il lavoro
che c’è dietro».

TORINO

cherza: «Io sono la quarta
dei Laterza», intesa come
generazione di editori coltissimi e serissimi (sempre
e solo saggistica), di base in
una piazza un po’ decentrata come
Bari. Il signor quarta generazione si
chiama Giuseppe Laterza ed è il presidente della casa editrice. La quinta
sarà rosa, con Antonia, figlia sua, e
Bianca, figlia di suo cugino Alessandro, amministratore delegato.

S

GLI EDITORI
E IL SALONE

Vede rosa anche il futuro del libro?

«La crisi ci ha fatto prendere atto che
il libro non è anticiclico, quindi non si
tornerà all’euforia di prima. E ci ha
obbligato a ripensare il nostro mestiere dall’inizio. Partiamo da lì. La
domanda è: cos’è un libro?».
Sono sicuro che si è anche dato una
risposta.

«È un veicolo di idee. L’editore è
una persona che pubblica delle idee
e così permette loro di diventare
opinioni. Ma fra i miei colleghi si
parla raramente di idee. Piuttosto,
si fanno i numeri».
vamo mai pensato a un’area dedicata»,
spiega la direttrice Becker. «Educare
alla lettura è la cosa più importante».
Il gigante teutonico, insomma, ha
qualcosa da imparare. E commenta così il monito espresso dal ministro per i
Beni culturali Dario Franceschini («Le
tv hanno il dovere morale di risarcire i
danni fatti alla lettura»): «In Germania
non abbiamo lo stesso problema perché si tratta di due mondi non assimilabili. Mentre l’era digitale rappresenta solo un’opportunità per la cultura
scritta. Il libro cartaceo esisterà sempre, magari sarà meno diffuso dell’ebook, ma la lettura resterà una e non
potrà che trarre benefici da questi
nuovi media».
Francoforte sta infine studiando anche la formula della «Fiera aperta»,
quel Salone «Off» che a Torino organizza cinquecento eventi in giro per la
città. «Il meta-evento che va oltre i padiglioni della fiera è intrigante, noi abbiamo proporzioni gigantesche, ma
non è detto che non ci proveremo».

Giuseppe Laterza

Per Il secolo breve di Hobsbawm
mi avevano chiesto una cifra
astronomica: rinunciai. E fu
uno sbaglio, perché è un grande
libro e avrebbe ampiamente
ripagato il suo costo

Si fanno o si danno?

«Qualche volta si danno anche,
per esempio spacciando le copie
stampate per quelle vendute. Ma non
è solo questo. Il punto è che trenta o
quarant’anni fa gli editori guardavano forse troppo poco i numeri; oggi li
guardano sicuramente troppo, in
qualche caso unicamente. Sono diventati dei manager. Però Giulio Einaudi o Giangiacomo Feltrinelli o
Giulio Bollati o Vito Laterza non erano manager, erano editori, gente che
maneggiava in primo luogo idee».
Le idee alle volte non rendono.

«Per carità, sono attentissimo ai bilanci. La salute economica è indispensabile. Ma Il capitale o L’origine
della specie, ai loro tempi, non furono
campioni di vendite. Però hanno
cambiato il mondo e si leggono (e si
vendono) ancora. Meglio un longseller che un bestseller. Quando è morto
Jacques Le Goff mi è venuta la curiosità di vedere quante copie avesse
venduto il primo libro che fece con
Laterza quando passò da Einaudi a

noi. Beh, in vent’anni L’uomo medievale
ha fatto 140 mila copie, un’enormità».
E’ più difficile fare l’editore al Sud?

«Sicuramente il mercato è più fragile.
Ma io sono un editore al Sud, non un
editore del Sud. E poi sto in Puglia, che
per il libro è forse la regione più vivace
d’Italia. Basta pensare ai Presìdi del libro, oltre sessanta gruppi di lettori
sparsi per il territorio».
E sul fronte digitale si è attrezzato?

«Abbiamo Libra, gli ebook “arricchiti”, per esempio con immagini in movimento. Oppure Eutopia, la prima
rivista europea bilingue. E soprattutto c’è Lea».
Un’altra cugina?

«No, sta per Libri E Altro. Libri in streaming intorno ai quali si raccolgono e
discutono i lettori, fra loro e con gli autori. Per esempio abbiamo messo in rete le molte presentazioni del saggio di
Canfora e Zagrebelsky, La maschera
democratica dell’oligarchia, con tutti gli
appassionati dibattiti che ha provoca-

Citi tre saggi su cui Laterza punta
molto.

«Uno è appunto quello di Sinibaldi,
una straordinaria riflessione sulla cultura. Poi La crisi dell’utopia di Canfora, un libro di 500 pagine che non fa
sconti al lettore ma che è partito benissimo. E Lo Stato innovatore di Mariana Mazzucato, che dimostra come
dietro le vere grandi innovazioni ci sia
sempre l’intervento pubblico. Nei Paesi anglosassoni ha avuto recensioni
entusiastiche».
A partire da quante copie in Italia un
saggio è un successo di vendita?

«Direi 3 mila. Ma io devo avere il bilancio in attivo o in pareggio su base annua, quindi posso anche permettermi
di pubblicare qualche libro che so che
non le venderà ma che lo merita».
Sono numeri da Paese culturalmente
depresso.

«No, quelli della Germania o del Regno
Unito non sono molto diversi».
Un libro che si è fatto sfuggire?

«Il secolo breve di Hobsbawm. I suoi
li avevo pubblicati tutti, ma per questo
mi avevano chiesto una cifra astronomica e rinunciai. Sbagliando perché è
un grande libro e perché avrebbe ampiamente ripagato il suo costo».
I romanzieri spesso fanno i capricci con gli editori. Vale anche per i
saggisti?

«Non credo. Una volta facemmo una
Storia universale da vendere in edicola
con il Corriere della Sera. Chiesi al
grande storico Domenico Musti se potevo inserirci la sua Storia greca, un libro che vendeva 3 o 400 copie all’anno.
Lui mi disse di sì, “ma per favore - aggiunse - correggi quella nota perché
c’è un refuso”. Dopo qualche mese gli
telefonai per annunciargli che in edicola il suo libro aveva venduto 250 mila
copie. Un attimo di silenzio. Poi mi
chiese: “Ma quella nota l’hai poi fatta
correggere?”. Non gli interessavano le
250 mila copie, gli interessava una nota a pie’ di pagina. Ecco, il privilegio del
mio lavoro è anche quello di conoscere
gente così».

Dire la fede nell’era del web
Il Vangelo contro le chiacchiere
TORINO

omunicare la fede nella società
del terzo millennio è tutta questione di quid e di quomodo, che
detta così sembra complicata e invece vuol dire semplicemente «contenuto» e “«modo di esprimerlo». Parola del presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Gianfranco Ravasi.
Ieri il cardinale è giunto al Salone per il quale ha organizzato la presenza del Vaticano come paese ospite - e
ha parlato dei linguaggi con cui la

C

Chiesa dovrebbe esercitare il suo magistero: lo ha fatto dialogando con
Claudio Magris in un incontro moderato da Mario Calabresi.
«Saranno in particolare due», ci ha
spiegato Ravasi a margine del convegno, «i percorsi che come Chiesa dovremo intraprendere a breve. Innanzitutto
quello che nell’antica retorica si chiamava il quid, ossia “che cosa comunicare”.
Perché tante volte avviene una comunicazione che è affidata a parole in sequenza vuote e inutili: basti pensare all’immensità della chiacchiera informatica. Dunque, è imprescindibile il conte-

nuto: dobbiamo ribadire il rilievo fondamentale che ha la Parola evangelica».
E poi c’è il quomodo: «Altrettanto
importante è il modo con cui si comunica. Occorre ricercare alcune caratteristiche: per esempio l’incisività, la
capacità di provocare; d’altronde il
Vangelo è per molti versi “scandalo”. E
poi bisogna che la comunicazione della
Chiesa sia bella, abbia fascino, e anche
sappia consolare, e ferire». Ma non è
tutto, aggiunge Ravasi: da sacri palazzi, curie, parrocchie deve uscire «una
comunicazione appassionata di Dio
che costituisca un annuncio autentico,

12345678
79 B7532
MARIO
BAUDINO

Le anime
della destra
e la cultura
dei rifiuti
Presentabili

Era cominciato con lettere piuttosto
dure, quando sul Giornale Luigi Mascheroni aveva accusato il Salone dell’anno scorso di essere stato una sorta
di congresso-ombra del Pd. Ernesto
Ferrero non aveva gradito, e aveva
lanciato la sfida al giornalista, coinvolgendo il presidente del Circolo dei
lettori, Luca Beatrice, oltre che l’assessore (allora forzista, ora Ncd) alla
Cultura Michele Coppola: fate qualcosa voi, sulla destra. Sfida accettata.
Quest’anno, nel programma, ci sono
anche gli incontri sulle «Anime della
destra», oltre a quello già celebrato
con Giuliano Ferrara, il pugnace direttore del Foglio. Tutti contenti? Ferrero, studioso e traduttore di Céline,
ammette che in fondo conosceva poco questo mondo, e dunque è contentissimo. Mascheroni e Beatrice idem,
perché, come dice il giornalista, «almeno la grande e rissosa famiglia della destra ha fatto qualcosa. Dicono
che siamo impresentabili, e può darsi
che qualcuno lo sia davvero. Intanto
però ci siamo presentati».
Non pervenuto

L’unico forfait è però venuto proprio
dal seno della grande e rissosa famiglia. È quello di Vittorio Feltri. Il suo
incontro con i lettori era stato impostato in questo ambito, ma è saltato
perché Feltri ha ritenuto di non partecipare in segno di solidarietà contro
quella che giudica una censura a Il direttore, romanzo di Luigi Bisignani
cancellato dal programma. Al suo posto, presentazione di I fiumi sotto la
città, romanzo d’esordio della catanese Michela Gecele. Sicuramente una
promessa.
Uno e bino

In compenso, un grande critico e organizzatore d’arte come Jean Clair è
stato invitato due volte. Prima da Mascheroni e Beatrice, poi dal premio
Bonura, organizzato da Avvenire.
Splendida lectio magistralis. E vibrante anatema sull’arte contemporanea: «Il rifiuto del culto ha prodotto
la cultura del rifiuto».
Feltrinelli non ci sta

Il cardinale Ravasi: dobbiamo saper consolare, ma anche ferire
DOMENICO AGASSO JR

29

sito (che sarà completo per l’autunno) offre un menù di
titoli e autori scelti di narrativa, saggistica, letteratura per
l’infanzia, libri di fotografia, fumetti, poesia, selezionati per
far gola al mercato mondiale. Non mancheranno assaggi di
traduzione, un’antologia del proliferare di festival del libro
e dei premi letterari. «Iniziamo a fare squadra», continua
Finocchi. O per dirla con Marco Polillo, presidente dell’Aie,
«nella competizione internazionale, anche nel nostro
settore, non è più possibile affidarci soltanto alla pur
straordinaria capacità delle singole imprese».
[L. TOR.]

Laterza: meglio un longseller
che un bestseller
ALBERTO MATTIOLI

.

puro, non affidato all’equivoco. Ecco
che risulta decisivo l’uso del simbolo:
Cristo usa 35 parabole».
Anche padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà cattolica, è entrato
nel dibattito: «In un momento della
storia in cui la rete del web occupa un
grande spazio nella comunicazione,
vediamo che si esprimono con efficacia contenuti non tanto trasmettendoli
quanto vivendoli e condividendoli. La
Chiesa oggi più che mai è chiamata a
vivere la fede e quindi, allo stesso tempo, a condividerla, a comunicarla: vita
e comunicazione sono la stessa cosa».

Intanto, qualche eco ancora risuona
della polemica innescata dal ministro Franceschini contro la tv che fa
terra bruciata dei libri. Alla Feltrinelli non hanno gradito. Domenica
festeggiano il primo anno di «Laeffe», la loro tv. «Noi che abbiamo il libro al centro della nostra storia e del
nostro business», fanno sapere in un
secco comunicato di Carlo Feltrinelli, «crediamo che qualità, innovazione e condivisione siano le componenti chiave per rinnovare offerta e linguaggi della cultura. Per questo vorremmo che oltre alle polemiche si alzassero qualche volta anche delle
frasi incoraggianti e magari anche
un sostegno concreto per chi in Italia
dedica ogni giorno lavoro e denaro
per far crescere anche in tv la cultura del nostro Paese». Tiè.

SABATO 10 MAGGIO 2014 LA STAMPA 30

R

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

NUMERO

1910

.

31

- ANNO XXXVIII - SABATO 10 MAGGIO 2014

XXVII SALONE
INTERNAZIONALE
DEL LIBRO TORINO

In questo numero:
Serge Latouche,
consumare meno
per vivere felici;
la provincia
tedesca surreale
di Jan Brandt;

Lauren Groff con
Tommaso Pincio e
Marco Ponti, oggi,
ore 18, Sala blu

TOMMASO PINCIO

L’ARCADIA FERITA DI LAUREN GROFF

Jerome David Salinger

Salinger segreto;
Paola Cereda
e il manicaretto
di Agata;
Louise Erdrich
e l’indiano
scampato
al linciaggio

video
intervista

Paolo Giordano
I fragili equilibri
di una giovane coppia
e la malattia della colf
nel «Nero e l’argento»
http://lastampa.it/tuttolibri

LA STAMPA
A cura di
BRUNO VENTAVOLI

tuttolibri@lastampa.it
www.lastampa.it/tuttolibri

er la geografia, l’Arcadia è una regione
della Grecia, un territorio montuoso e
poco abitato. Nel mito e nella poesia, l’Arcadia è una
landa idilliaca, dimora del dio
dei boschi, un paradiso in Terra
dove è possibile vivere in armonia con la natura perché offre
tutto il necessario per vivere.
La pittura l’ha rappresentata
come il paesaggio perfetto, abitato, a seconda dei casi, da pastori beati o ninfe giocose. In alcuni dipinti del Seicento, tra cui
uno famosissimo, conservato al
Louvre, l’Arcadia è però anche
un monito o, come si usava dire
un tempo, un memento mori.
Collocando teschi e tombe in
quel luogo bucolico, il pittore ci
ricordava che non esiste rifugio, per quanto remoto e incontaminato, in cui la morte non
sappia arrivare. E proprio con
questa accezione l’Arcadia è
stata citata a più riprese nella
letteratura americana. La si
trova in William Faulkner, in
L’urlo e il furore, e in Meridiano
di sangue di Cormac McCarthy,
dove compare scritta a filo d’argento sotto la sicura del fucile
dello spietato giudice Holden.
Più di recente Arcadia è diventato finanche il titolo di uno
splendido romanzo di Lauren
Groff che ho avuto il privilegio
di tradurre. E non parlo di privilegio per adulazione. Nulla consente di entrare in intimità con
un libro quanto il tradurlo. Si
giunge a conoscerlo nelle pieghe
più nascoste; nei suoi aspetti
più luminosi, come in quelli più
oscuri. E si giunge a volergli bene non perché la bilancia penda
dal piatto dei pregi, ma semplicemente perché lo si conosce.
Spesso infatti il noto offre maggiori scoperte e trasalimenti dell’ignoto. È il caso di una scena del
romanzo. Si tratta di un paio di

P

Lauren Groff
«Arcadia»
Codice Edizioni
(trad. di
Tommaso
Pincio)
pp. 360, € 16,90

Lauren Groff
(1978)
vive in Florida;
collaboratrice
del «New York
Times» e del
«New Yorker»,
è tra le giovani
scrittrici
più stimate
d’America

Briciola, l’hippie
che perse l’innocenza
Le utopie e gli ideali libertari d’un pezzo d’America
distrutti dalle stesse persone che li avevano creati
pagine appena e malgrado l’abbia letta e riletta, tradotta e ritradotta al punto di conoscerla
quasi a memoria, parola per parola, questa scena non cessa di
toccarmi il cuore. Per ovvie ragioni non dirò in che punto del
romanzo si trovi e cercherò di
descriverla nel modo più vago
possibile.
Un uomo di mezza età torna
dopo lungo tempo in un luogo
della sua infanzia. Vi ritorna con
la figlia appena adolescente alla
quale racconta quale importanza abbia rivestito per lui quel
luogo quando era bambino. La
figlia ascolta, si guarda attorno
e, con la crudezza di cui a volte
sono capaci i giovani, dice semplicemente: «Questo posto sembra abbandonato da secoli». Per
la prima volta dopo tanti anni,
l’uomo viene così sfiorato dal
dubbio che un pezzo fondamentale della sua esistenza non sia
mai esistito, perlomeno non nel
modo in cui lo ricorda. Il pragmatismo della figlia gli è però di
conforto. «Che importa, papà?
Che sia stato vero o un frutto
della tua immaginazione non fa
differenza. Avevi bisogno di aiuto e questo posto ti ha comunque aiutato».
Sono molte le cose di questa

scena che mi toccano profondamente. La prima, la più ovvia, è il lato salvifico dei sogni.
Spesso illudersi, prima ancora
che mentire a se stessi, è un
istinto di sopravvivenza, un
istinto che ci consente di andare avanti, di trovare un senso
in cose altrimenti crudeli e inspiegabili. Questo istinto è un
motivo essenziale del romanzo
di Lauren Groff, ma è pur vero
che lo è di molti altri romanzi
giacché in esso consiste una

Un ritratto amaro di 30 anni
di storia: per il «New York Times»
il romanzo più bello del 2012
delle ragioni di essere della letteratura. Ma c’è anche qualcosa di più specifico, di più commoventemente umano, in questa scena: il modo in cui il senso del passato si trasmette e
muta di generazione in generazione. Un padre e una figlia non
vedranno mai la stessa cosa
con gli stessi occhi. Ciò che è
indubitabilmente vero per uno
può diventare una pietosa chimera per l’altra. Simili diversità sono all’origine di tante incomprensioni tra vecchi e giovani; sono fonte di sofferenza e

a talvolta anche di violenza
(l’uccisione del padre non è un
mito nato per caso), nondimeno, anche di qui, il romanzo di
Lauren Groff riesce con splendente semplicità a mostrarci
che vi è una dolorosa bellezza
nel non vedere le cose allo stesso modo, perché è proprio nella diversità che due persone
comprendono quanto sia prezioso ciò che li unisce.
C’è infine un ricordo personale che mi lega a questa scena
di Arcadia, oltre che a tutto il
romanzo. Il ricordo di una
piazza della mia città invasa da
giovani stranamente conciati.
Seduti sul selciato, questi giovani cantavano e ridevano e,
per qualche ragione, mi ero
persuaso che vissero lì, in strada, all’aperto, come zingari o
indiani, e che fossero felici,
tanto che, col tempo, crescendo, questo mio ricordo di bambino è diventato per me la
quintessenza della felicità, del
vivere in armonia. Finché un
giorno, come il personaggio
del romanzo di Lauren Groff,
mi accorsi che il mondo era così cambiato, così diverso dalla
mia Arcadia, che dubitai della
mia memoria.
CONTINUA A PAG. 37

.

Narrativa italiana

32

Jonathan Holt torna a
Carnivia dopo il successo di Sconsacrato.
Profanato
Siamo sempre a Venedi Jonathan Holt
zia, quella reale (a dire
il vero non molto reali- Newton Compton
pp. 384, € 9,90
stica) e quella virtuale
immaginata dal geniale
hacker Daniele Barbo. Questa volta Holly Boland, giovane agente dei servizi segreti statunitensi, e il capitano dei carabinieri Caterina
Taddei indagano sulla scomparsa della figlia
adolescente di un ufficiale americano e le
tracce puntano a un oscuro segreto che risale alla II guerra mondiale. Ma in rete nessun
segreto dura a lungo...

ELISA RUOTOLO

Tra Napoli e “la Merica”
che protegge i diseredati
rascuriamo di elogiare la bellezza di una storia
originale come il peccato: storia di colpe paterne
e di vendette filiali, di sciagure scampate, di
effimere glorie rubate, d’innocenze perdute, di vite
malandrine, stirpi malnate, esistenze tenaci,
inestirpabili e emarginate come le malerbe e le
«malavene». Lasciamo perdere la forza di personaggi
irresistibili come magneti, imponenti come i
protagonisti di una teogonia, seducenti come le figure
strambe di una fiaba di magia: macchiette e semidei,

T

guitti ed eroi, comunque fantastici. Sorvoliamo sulla
vastità dell’ambientazione distesa tra la provincia di
Napoli e «La Merica» vagheggiata come una terra
promessa da una genia di emigranti e lavoratori,
sull’ampiezza dell’arco di tempo abbracciato,
allungato oltre i cinquant’anni di età del narratore e
protagonista che tende le mani per scavare a fondo nel
passato tra le proprie radici ingarbugliate nel terreno
oscuro delle memorie di famiglia, sulla possanza di una
narrazione che solo uno scrittore dalla complessione
robusta eppure così leggera, dal passo allenato, svelto,
preciso, dalla sapienza matura e tanto giovane, fresca,
sempre stupita poteva architettare.
A parte queste caratteristiche strutturali che fanno di
Ovunque proteggici - secondo titolo e primo romanzo
della 39enne Elisa Ruotolo, già autrice della raccolta di
racconti Ho rubato la pioggia – un’opera eccellente e

1

LO SCAFFALE

Raffaella Silipo

Un ladro o un vicino distratto? Lise si chiede
chi sia l’uomo entrato
dalla finestra una notte Il mondo non mi
deve nulla
di primavera, in una Rimini senza turisti. di Massimo Carlotto
e/o
Adelmo è il più spaventato: è un «disperato»,
pp. 106, € 9,50
mica un criminale. E
lei, ex croupier tedesca rovinata dai derivati,
così intrigante. Improbabili insieme, ma in
cerca di complicità e un po’ di amore. L’incontro cambierà i protagonisti del romanzo
breve di Carlotto, ironicamente tragico: «uno
nasce e poi muore, ma in mezzo può avere
tutte le vite che vuole».

2

Sulla maestria
di Junichiro Tanizaki
(a cura di
Gala Maria Follaco)
Adelphi
pp. 122, € 13

Elena Masuelli

Gianluca Arcopinto non
è un organizzatore cinematografico come altri.
Ha prodotto più di cento Un fiume in piena
di Gianluca
film, opere prime. E
Arcopinto
ama la trincea. È accaDerive Approdi
duto con la serie tv Gomorra, (in onda su Sky),
pp. 123, € 12
per la quale prima ha lavorato, poi se ne è staccato per appoggiare la
parte sana di Scampia che chiedeva un riscatto diverso. Lo scenario desolante delle Vele,
abbellito a favore di ripresa, sangue finto e sangue vero mescolato, il tappeto di siringhe, la rivoluzione sana che sta altrove. Dalla vita vera è
venuto fuori un libro che racconta queste storie. Storie struccate di un’altra Scampia.

3

E’ come levigare pazientemente una perla per anni, per
donarle una lucentezza perfetta, segreta. L’arte richiede
stessa costanza, dedizione, e severa disciplina. Nel
saggio sulla maestria Tanizaki parla di kabuki, marionette, antica poesia, romanzi, cinema… passando da
sublimi artisti nipponici che si accontentavano d’un
pugno di riso, a personaggi occidentali di talento, come
Balzac o Chaplin, troppo sensibili al soldo e quindi deprecabili perché il lavoro ben fatto, nell’arte come nella
vita, dovrebbe mirare alla perfezione come fine in sé
senza pensare a fama e ricchezze. Un trattatello da
meditare come una novella zen, che rimarca differenze
profonde tra Oriente e Occidente nel considerare la
bellezza, l’umiltà, la bravura. Per ironia della sorte (e
forse di quelle alterità) Tanizaki è noto in Italia per la
Chiave, che fu tradotto al cinema da Brass e lanciò Stefania Sandrelli come icona milf di imperfetto erotismo.
Bruno Ventavoli

5

Aiuta le donne a sviluppare il senso critico. E questa è già una buona notizia. Ma non
solo,oltreaiconsiglisuchecosaequandoindossaredeterminaticapi(piùutilidritteper
sceglierli spendendo poco nei grandi magazzini),Cristina Parodi dispensa preziosi suggerimenti. Che cosa, ad esempio, copiare dalle icone di eleganza. E lo fa con i piedi per
terra.DaRaniadiGiordania?Ilvezzodisposarelegonnelungheconlacamiciabiancadi
sera. Da Michele Hunziker: il trench di pelle e i capelli raccolti. Da Afef il viso con poco
trucco, jeans e mocassini. Da Kate Middleton i capi spalla colorati e le calze nude look. Il
regalo perfetto per chi dice che non ha mai «niente da mettersi» .

L’uscita dalla crisi economica
pare avviata. Ma quando finirà la nostra disperanza? Come un’epidemia si è riabbattu- Rivolte del pensiero
di Mario Galzigna
ta su di noi la «despérance»
Bollati Boringhieri
narrata da Alfred De Musset
pp. 174, € 18
a fine Ottocento. Non è malinconia, ma resa, perdita di futuro, incapacità di reinventarlo. Per guarire la malattia morale Mario Galzigna sprona a pensare, anzi
a ordire «rivolte del pensiero». Contro la stasi e la
deriva attuale, torniamo, «dopo Foucault», a ritrovare passioni, a intessere saperi: filosofia, psicologia, antropologia, arte e teatro. Così potremo «riaprire il tempo» e riagguantare il domani.

Una lunga fedeltà all’arcangelo della«RivoluzioneLiberale».Giancarlo Bergami, a cui si deve, fra l’altro,
Gobetti e il
la Guida bibliografica degli scritti su
gobettismo
Piero Gobetti, scava ora «nei rapporti fra Gobetti e i suoi lettori con- di Giancarlo Bergami
Centro Studi
temporanei», come avverte nella
prefazione Ersilia Alessandrone
Piemontesi
Perona. Il «gobettismo» come atpp. 183, € 16
trazione e reazione, comprensione
e travisamento. Ricordando la definizione che ne diede
Bobbio:«Anzituttounaconcezioneeticaepedagogicadella
politica, ovvero la convinzione che anche l’agire politico è
regolato non dall’etica del risultato o del successo ma dall’etica della buona volontà e dell’intenzione pura».

Antonella Amapane

Alberto Sinigaglia

Bruno Quaranta

Michela Tamburrino

4
Sei perfetta e non lo sai
di Cristina Parodi
Rizzoli, pp. 167, € 15

l carattere prescelto è un Helvetica maiuscolo.
Vista da lontano la copertina sembra un tabellone da oculisti, con le lettere impaginate l’una
sopra l’altra, così da servire per una prova di capacità visiva a distanza. In effetti, la parola «perseveranza» è stata divisa in quattro linee di tre lettere l’una, e il titolo non si legge immediatamente
(tuttavia titolo è scritto in corpo più piccolo per
esteso sopra, con il medesimo colore del fondo appena variato). Si tratta di un libro molto bello e
appassionante che fa la storia e tesse le lodi di una
virtù oggi in disuso: Perseveranza (il Mulino, pp.
141, € 12), opera del filosofo Salvatore Natoli.
Miguel Sal, il grafico cui si affida da anni l’editrice bolognese del Mulino, ha scelto questa soluzione del tabellone per l’immagine di una collana,
«Parole controtempo», che vuole andare in senso opposto rispetto a parole o concetti oggi dominanti: qui incostanza e mutamento continuo.
Helvetica è un carattere disegnato nel 1957, concepito da Eduard Hoffmann e inciso da Max Miedinger in una fonderia svizzera; è stato subito

La copertina

I

MARCO
BELPOLITI

Salvatore Natoli
«Perseveranza»
il Mulino, pp. 141, € 12

Perseveranza,
una virtù
che si sposa
con l’Helvetica
uno dei caratteri più diffusi del mondo. Presente
ovunque, per ogni tipo di comunicazione. Perfetto
per un argomento come quello della perseveranza.
Nella quarta, sempre in Helvetica, è scritta una
frase-guida: «La virtù che non cede alle difficoltà e
regge nel tempo». «Persevera chi resta fedele»,

6

scrive Natoli, che affronta argomenti davvero interessanti: coraggio, temperanza, tristezza, pazienza, resistenza, tenacia, testardaggine, longanimità, ecc. Le ultime pagine dedicate all’umor
nero, accidia, ipocondria, malinconia, sono molto
belle e fanno capire come la perseveranza s’intrecci con il suo opposto e contrario. Riprendendo
temi e argomentazioni dalla patristica e dalla teologia cristiana dei primi secoli, Natoli spiega come
l’accidia si origini nell’eccessivo amore di sé. Una
frase di Leopardi citata dall’autore lega la malinconia alla noia e alla felicità: «la noia è il desiderio
della felicità, lasciato, per così dir, puro».
Che ci sia un sottile rapporto tra questo font
svizzero e i temi agitati da Natoli? L’Helvetica è il
carattere della modernità per eccellenza e nasce
in un’epoca di grande espansione economica,
quando in Europa, dopo la fine della guerra, sta
per accadere il cosiddetto boom. È anche un carattere austero, oltre che elegante. Proprio come
la perseveranza, di cui Natoli con sottile intelligenza tesse le lodi.

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Elisa Ruotolo
«Ovunque
proteggici»
Notttetempo
pp. 306, € 16,50

singolare, sono la lingua viva, la prosa di carattere, la
scrittura fortemente stilizzata e sorprendentemente
naturale a lasciare un’impressione incancellabile sul
lettore. Impossibile non restare stregati e spiazzati
ascoltando un racconto simile: con l’udito, già, perché è
un linguaggio fortemente ritmato, denso di echi e fitto
di accenti che si sente recitare leggendo. Un idioma
dalle sonorità dialettali che è riduttivo ricondurre a un
vernacolo dacché di espressioni tanto guizzanti quanto
gravi, tanto argute quanto raffinate e poetiche è
capace. Una parlata di sapore colloquiale, perciò tanto
più gustosa e invitante: ha la solennità e insieme l’ironia
della confidenza, del segreto svelato, della confessione
cercata e sofferta. Un lessico popolare, e tutta una
fraseologia domestica e familiare che acuiscono la
sensazione d’intimità da cui si è conquistati senza
riserve e accrescono la genuinità di un prodotto

PAOLO DI PAOLO

letterario autentico, verace come un frutto,
squisitamente partenopeo. Così ogni pasto quotidiano
è «il cucinato», l’infanzia è «il tempo buono per i
balocchi», un’indole lunatica o vivace hanno carattere
«di cielo a marzo» o di «anguilla di fiume». Un miserabile
sale «dalla poveraglia», e non ci sono «parlatura
americana», istruzione di «testa studiata» o «garbo da
stiro» dato ai panni valevoli a cancellare l’impronta della
sua terra d’origine: dalla mezzaluna nera sotto le unghie
dei bambini che, rialzatisi dal dettato, ritornano ai loro
campi e alle zappe, o dalle loro parole pronunciate con
quell’inflessione inconfondibile.
Ruotolo, che è nata e cresciuta a Santa Maria a Vico,
nel Casertano, dove tuttora vive e insegna italiano nelle
scuole, che si è laureata a Napoli, risente di quei toni e di
quei timbri quanto le voci dei suoi personaggi
diseredati. Captandoli da sempre, riesce mirabilmente

L

Paolo
Giordano
«Il nero e
l’argento»
Einaudi
pp. 118, € 15

ALESSANDRA I ADICICCO
Elisa Ruotolo, con Paola Cereda,
Stefano Sgambati, Giovanna Zucconi,
oggi, ore 21, al Caffè letterario

La solitudine di Babette
non è un numero primo
Gli equilibri di una giovane coppia vacillano
quando la fedele e solerte colf si ammala all’improvviso
stesso abbia riconosciuto alla
mail provocatoria di una lettrice – parte di quel popolo di lettori veri, disinteressati e onesti
così poco rappresentati dai
grandi premi e spesso anche da
noi che scriviamo sui giornali –
la spinta per iniziare Il nero e
l’argento. Un breve romanzo di
interni: c’è una coppia giovane
e c’è la signora A., la donna che
presta servizio a casa loro. La
signora A., chiamata affettuosamente Babette, apparecchia,
cucina, rassetta le stanze, ma
soprattutto diventa il barometro della vita della coppia, il
centro di un equilibrio emotivo.
La figura di A. è molto bella: lei
troneggia con i suoi modi sicuri
e spicci, e ricorda – più che la
Félicité di Un cuore semplice di
Flaubert – quella Maria che dà
il titolo a un romanzo di Lalla
Romano del 1953. «Vivendo con
Maria - aveva scritto Romano a
vent’anni dalla pubblicazione
di quel libro - avevo avvertito
questo: che dov’era Maria, lì
era come un’aria speciale, quasi un ordine invisibile nel disordine del mondo».
Come Maria, anche la signora A. di Giordano stringe un
rapporto affettuoso, di «rinnovata tenerezza» con il bambino
della giovane coppia, e l’ultima
scena di Il nero e l’argento, assai
efficace, porta alla luce il segno

I due privilegiati
protagonisti
imparano a uscire
da se stessi prendendosi
cura di un altro
rata è minuscola rispetto a
quella al centro di Il corpo umano (2012), su un plotone italiano in Afghanistan, ma è paradossalmente molto più urgente, evocativa, più «sentita».
Con La solitudine dei numeri
primi (2008), uno dei successi
editoriali più significativi di
questi anni, Giordano ha avuto
anche un consenso giornalistico pressoché unanime, che persiste, non cerca di capire i libri
ma li celebra, e così non aggiunge niente alla ricerca di uno
scrittore, non alimenta le sue
domande, la sua inquietudine.
Non è un caso che Giordano

PAOLA CEREDA

Paola Cereda
«Se chiedi al vento
di restare»
Piemme
pp. 224, € 14,50

Il manicaretto di Agata
per lo zingaro innamorato
Il romanzo di formazione di una ragazza sola su un’isola:
da sguattera in una locanda a “guida” delle pie donne locali

MARGHERITA OGGERO
erto che contano
molto gli ingredienti - come non
smettono di pontificare i guru della
cucina onnipresenti in tv, sul
web e sulla carta stampata - e
devono essere di stagione, a
chilometro zero e possibilmente biologici, ma conta soprattutto la fattura, cioè la
creatività nel mescolarli, la
perizia nel cuocerli e l’estrosità nel presentare il risultato
finale. Insomma, il cosa e il co-

C

me: in gastronomia e nella letteratura.
Nel romanzo di Paola Cereda
Se chiedi al vento di restare gli ingredienti sono ben scelti, la fattura accattivante e il nodo centrale è costituito dall’invenzione
di un manicaretto di cui è pure
fornita la ricetta: una salsa squisita che non solo appaga il palato, ma genera anche allegria e
induce all’ottimismo.
Gli ingredienti. In un’isola
innominata, che non c’è o forse
sì, la piccola Agata cresce senza amore e senza sorrisi: la
madre è morta mettendola al

mondo e di lei non resta che un
vestito azzurro; il padre è un
fabbro taciturno e talvolta violento; la zia Teresa a cui tocca
educarla ha il terrore del peccato e dell’inferno. All’età di
cinque anni ad Agata viene rubata l’infanzia ed è costretta a
spazzare e riassettare la casa,
a cucinare per il padre la frittata di cipolle, a obbedire alle
insensate pretese della zia, e
più tardi a scuola deve confrontarsi con un maestro che
preferisce le bacchettate alle
spiegazioni. Alla fine dell’obbligo scolastico comincia a la-

33

a inserirli in chiave, come vibranti dissonanze e calcolate
alterazioni, sulla scala armonica della lingua italiana,
definendo così la tonalità unica del suo romanzo. E la
composizione, il complesso componimento narrativo,
suona sui registri dell’epopea e della diceria, della saga e
della canzone, dell’inno e dello scherzo. Dalla forma
linguistica prende così miracolosamente corpo - come
un fiore che sboccia dalla linfa nutrita da un humus
fertilissimo - la sostanza di quanto si narra. Il contenuto
di «storie favolose e feroci», umili come proverbi,
esemplari come parabole, avvincenti come aneddoti,
antiche e inesorabili come i segni del destino.

IL NUOVO ROMANZO DI PAOLO GIORDANO

a distanza fra un libro e l’altro, per gli
scrittori di grande
successo, si è accorciata, per diverse ragioni: così Paolo Giordano torna, cambiando editore, con Il
nero e l’argento. È un romanzo
diverso dai precedenti: più
breve, compatto; il primo in cui
la voce narrante dica «io». Le
soglie del libro – la copertina
prevedibile, nello stesso solco
delle precedenti; la dedica
fredda o ironica «alla ragazza
che frequento» – lasciano subito perplessi. Ma in tutto il libro
c’è qualcosa che attrae e insieme respinge, e forse proprio in
questo sta il suo fascino. Sembra di leggere uno scrittore diverso: più concentrato su sé
stesso e sulle parole, più cupo,
meno disinvolto e perciò più
interessante. Non ha importanza che attinga, come una
nota ci lascia capire, da esperienze vissute: la vicenda nar-

.

vorare come sguattera nella
locanda del porto, ore e ore in
piedi in cucina e in sala per
servire i clienti, e il suo destino
sembra segnato per sempre.
Ma ecco l’imprevisto: l’arrivo
di un circo, chiamato dal direttore del carcere - intorno a cui
ruota la povera economia dell’isola - per festeggiare il 2 giugno e la ricorrenza di Sant’Elmo. Agata deve cucinare per i
circensi e stordita dalle novità
(animali mai visti, costumi
sberluccicanti, acrobati, domatori, clown) e soprattutto
ammaliata dagli sguardi di

lasciato da A. nel piccolo Emanuele. La signora A. ha un suo
spazio di vita segreta, un legame con un pittore, che va a trovare in una villa nascosta dai
faggi. Poco lascia sapere di sé,
della sua intimità, questa donna d’altri tempi - gli anelli, la
spilla appuntata al centro del
cardigan, l’energia di chi non
pare mai troppo stanco. La coppia giovane di cui Giordano rac-

Una scrittura cupa,
«invernale»
e affascinante
che affronta
l’indicibile della vita
conta è una coppia privilegiata,
che può permettersi di essere
accudita: l’autore ne racconta,
con uno sguardo neutro che però risulta impietoso, i capricci,
le ansie, le insicurezze. È come
se la signora A. - lo sguardo della signora A., presente anche in
sua assenza - funzionasse per i
due da controllo, da monito, da
certezza. Così, quando A. annuncia l’intenzione di andarsene («Perché sono stanca»), il
mondo sembra crollare: «Offesi
e spaventati dalla gestione domestica che improvvisamente
ci è piombata addosso, c’interroghiamo su cosa è davvero

uno zingaro addestratore di
cavalli, inventa la sua salsa
straordinaria. A questo punto
tutto cambia: lo zingaro Dumitru si innamora di lei e abbandona il circo, lei apre una locanda che diventa frequentatissima, la salsa viene richiesta, venduta sul continente e
pagata profumatamente. Ma
le novità non sono tutte positive: Agata, senza essere sposata, partorisce una bambina
misteriosa, forse una piccola
strega, che non sorride e non
dice una parola, ma impara
presto a fare strani ricami; le
pie donne sparlano e le ostracizzano, e soprattutto un bieco
speculatore si insinua a stravolgere l’isola con la cementificazione e il turismo, illudendo
e circuendo gli abitanti. Ma …
ma poi tutto cambia di nuovo,
e in modi imprevedibili sino a
un (quasi) lieto fine, determinato da una specie di riscossa
delle ex pie donne che si assumono nuove responsabilità, inventando, spronate dalle parole e dall’esempio di Agata, un
futuro diverso per tutti. E il bel
Dumitru? Tornerà, dopo una
lunga e forzata assenza per

successo, su dove abbiamo sbagliato. Ne parliamo e riparliamo, come due orfani».
In realtà, la signora A. è malata, ed è il racconto di questo la sua malattia, il progressivo
distacco di A. dalla coppia e
dalla propria stessa vita - a
consentire a Giordano un affondo psicologico di notevole
intensità. Senza però nulla
concedere al sentimentale o al
patetico: il romanzo è anzi scabro, freddo; il dolore c’è, ma come una palpitazione lontana
protetta da un guscio duro. Arriva l’eco di quel battito, quel
senso di rabbia, di rancore rattenuto, come il pianto per chi
non vuole piangere. D’altra
parte, l’«umor nero» del protagonista si riversa nella sua voce
narrante, nella pretesa di uno
sguardo matematico sulla vita
infine travolto dalla vita stessa.
Il cancro della signora A. non è
solo quel «grumo infinitesimale di cellule riottose che si erano moltiplicate senza sosta», è
qualcos’altro: di meno preciso
e anche di meno dicibile.
È attorno a questo che Giordano fa muovere la scrittura di
un romanzo cupo anche quando parla d’amore (qui la complicità è sempre un istante di distrazione dalla solitudine da
cui nessuno ci salva). I due giovani quasi non se ne accorgono,
ma seguendo la malattia della
signora A. stanno imparando a
uscire da loro stessi, a prendersi cura di qualcuno. Mi pare che
Giordano abbia reso meno
esteriori gli stati d’animo che
animavano già il libro d’esordio, scrivendo questo romanzo
severo, «invernale», che riapre
per lui una strada molto più
complessa, interessante e inquieta di quanto siano disposti
a comprendere i suoi improvvisati celebratori di questi anni.
Paolo Giordano, con Paola Gallo,
Mybosswas, Isabella Ragonese,
oggi, ore 18, Sala 500

espiare una colpa non sua, tornerà dopo la fine della storia, a
libro chiuso.
La fattura. Un romanzo in
cui sono presenti alcuni elementi tipici delle fiabe (e di Dickens): la morte della madre,
l’infanzia desolata, i benefattori
occulti e i malfattori dichiarati,
la volontà di riscatto, l’incidenza del caso, il trionfo del bene
(ma con costi non indifferenti).
Un romanzo che ha però una
voce tutta sua, autorevole e matura, convincente nel suo flusso
piano e spesso trasognato, in
cui due oggetti assumono il valore di simbolo: un abito azzurro che rievoca l’assenza, la sottomissione e l’infelicità; un paio
di scarpe rosse col tacco, orgogliosamente calzate, a indicare
la presenza dell’amore, il coraggio e la conquista della felicità,
sia pure temporanea e insidiata. Un romanzo che chi ha manie tassonomiche può iscrivere
nel filone del cosiddetto realismo magico.
Paola Cereda, con Elisa Ruotolo,
Stefano Sgambati
e Giovanna Zucconi, oggi, ore 21,
al Caffè letterario

34

.

Dalla Germania

LA PROVINCIA PIGRA DI JAN BRANDT

Lo svitato Daniel
fra gli extraterrestri
nutilecercaresullacartageografica.IlpaesinodiJericho
nella Frisia orientale, stretta fra il Mare del nord e il
confine olandese, non esiste. E’ un’invenzione dello
scrittore Jan Brandt, classe 1974. Eppure le novecento
pagine del suo romanzo, Contro il mondo, che con grande
coraggio Bompiani propone nella vivace traduzione di
Francesca Gabetti, non parlano d’altro. Dilagano per
questa sperduta provincia come un’immensa tranche de
vie, mentre l’autore fotografa persone e fatti quotidiani,
destini marginali e misteriose presenze con l’irruenza di un

I

«realista maniacale», com’egli si definisce, ma anche con il
disincanto e l’ironia dello scrittore postmoderno. E le
trovatenonglimancano:talvoltanellastessapagina,divisa
a metà, corrono due storie parallele oppure la scrittura
impallidisce fino ad essere pressoché illeggibile, per
riflettere l’affievolirsi della coscienza dei personaggi. Poi
l’autore non esita a inserire tra i mille dettagli del suo
esondante microcosmo immagini pubblicitarie, poster,
lettereaipolitici.
Brandt è un giocoliere instancabile: ha lavorato nove
anni al suo progetto accolto in Germania con perplessa
ammirazione. Qualcuno, un po’ incauto, lo ha perfino
paragonatoaThomasManneUweJohnson.Mailsuoepos
infinito sembra perdersi nelle pieghe del racconto,
soffocatodall’angustiadiunaprovinciascossadasingolari
eventi ma totalmente indifferente al respiro del mondo.
Una scena che tuttavia l’autore domina e controlla da vero

SERGE LATOUCHE

Thriller
ELIZABETH GEORGE

La zampata di Lynley
in una strana Lucca
l presepe di Elizabeth George è in ristrutturazione:
l’aristocratico ispettore Thomas Lynley, eroe incontrastato dei suoi mille romanzi, sta vagamente evaporando sullo sfondo. Dopo l’assassinio della moglie
sulla porta di casa, fatica a riprendersi, travolto da vaghitentatividiritrovareunamoreeunavita.Lafidasergente Barbara Havers, priva del suo mentore, litiga con
tutti (soprattutto col nuovo capo) e ne combina di cotte e di crude. Per di più l’amico-vicino di casa per cui il
suo cuore batte, inutilmente, da tempo immemore - il
professor Taymullah Aznar - si ritrova in un guaio incredibile:lamogliel’halasciatoportandoglivial’amatissima figlia Hadyyah. E Dwayne Doughty, l’investigatore
privato che assumono per ritrovare le due scomparse
nel nulla, si rivela un lestofante disposto a tutto pur di
guadagnare il suo mucchietto di sterline.
Questa la premessa. Ma la mutazione non finisce
qui: cambiano anche gli scenari. La George, da ruvida
yankee di Warren (Ohio) che già ama ambientare le sue
storienelregnodiScotlandYard,questavoltadecidedi
avventurarsi addirittura in Italia, più precisamente in
unastranaLuccaamericanfashiondove,sulleormedei
paragoni di Obama tra Colosseo e campi da baseball,
arrivaadefinire-percelebrarle-lecandidebasilichedel
gioiello toscano «simili a immense torte nuziali».
Poco male, se si tiene conto
che il plot poliziesco rimane oliatocomeilsolito.Mabisognafarei
conti con lo stralunamento dei
lettori nel dover abdicare ai loro
punti non più fermi, ma in continua evoluzione. Uno per tutti, il
ruolo di Lynley, il protagonista diventatoex,quasichepergliispetElizabeth tori il tempo scorra come per gli
George attoriche,aduncertopuntodella
«Un piccolo loro carriera, sono quasi obbligagesto crudele» ti a rifugiarsi in piccoli grandi asLonganesi soli, ma da caratteristi. Ecco dunpp. 715 quecheal«nostro»toccaunasor€ 19,90 ta di cammeo: la spalla (di gran
classe) di un improbabile commissario italiano (Lo Bianco) e di un ancor più improbabile procuratore a capo delle indagini (Fanucci), a loro
voltaimmersiinunmondovagamentemelò,popolato
da investigatori privati sgargianti di biondo in lucidissime mise di pelle nera, da finte suore un po’ pazzerelle,
dagelosissimilatifondistid’olioevino,dafemminesull’orlodiunacrisidinerviedamalavitosidimezzatacca.
Già, perché nel frattempo la vicenda si è complicata di molto: la piccola Hadyyah questa volta è stata infatti rapita per davvero alla madre, la bellissima Angelina, fuggita proprio a Lucca col suo nuovo amante
italiano,tal Lorenzo Mura. E quello che in fondo era
un semplice drammone famigliare si tramuta improvvisamente in delitto dai connotati ambigui, su cui i
giornali popolari al di qua e al di là della Manica si buttano a capofitto disegnando scenari tanto foschi
quanto incivilmente pettegoli. Inutile dire che alla fine ci sarà la zampata di Lynley, che la Havers - a Londra
- darà la sua usuale prova da mastino. Una speranza
per il futuro: che la coppia che tanto funzionava nei
romanziprecedentipossaricomporsiecheleindagini
non si allontanino più dal Tamigi. Perché, per dirla tutta, gli americani non posseggono quell’innata profondità storica per raccontare il nostro Paese e lo stereotipo è sempre dietro l’angolo. A farne le spese, da
Turow e Grisham, ci si sono già cimentati in molti.

I

PIERO SORIA

I

nteressarsi ai precursori
della decrescita permette
di scoprire la lunga, lunghissima storia, del progetto di costruzione di una società alternativa al produttivismo. Si tratta di scoprire, al di là
di uno slogan provocatorio, una
visione ricca, diversificata e per
nulla monolitica, dogmatica o
settaria. La sfida è mostrare come, di fatto, gli «obiettori di crescita» non siano per nulla figure
marginali o bislacche, ma che al
contrario è la crescita con i suoi
araldi a rappresentare una parentesi nella storia dell’umanità
e in quella della riflessione sociologica e filosofica.
Se il termine «decrescita»,
lanciato per denunciare l’impostura dello sviluppo sostenibile, è
di uso molto recente nel dibattito
economico, politico e sociale,
l’origine delle idee portate dal
movimento degli «obiettori di
crescita» ha storia e radici culturali manifestamente molto più
antiche. Non vogliamo sottovalutare l’aspra critica che l’epistemologo Georges Canguilhem
(1904 – 1995) rivolge all’idea
stessa di precursore. «Precursore dovrebbe essere – egli scrive - un pensatore di più epoche,
della propria e di quelle a cui appartengono i continuatori o esecutori del suo progetto incompiuto». Questa denuncia del «virus del precursore», di certo
pertinente in storia delle scienze dove le rotture epistemiologiche non devono essere occultate
da una falsa continuità, è molto
meno fondata nel campo della
storia delle mentalità o della filosofia. L’esistenza della novità e
di rotture non esclude filiazioni
e continuità evidenti nella trasmissione delle idee.
Per quanto riguarda la decrescita, possiamo considerare inoltre che la modernità segna una
cesura, un’épochè, e che tutti i
pensatori critici della rivoluzione
industriale e della società capitalista sono nostri contemporanei.
Di conseguenza conviene distinguere, fra i precursori della decrescita, i pionieri dei tempi moderni, impegnati già nella critica
della società della crescita, dai
grandi antenati che, in un contesto differente, hanno sviluppato
una concezione di benessere legata a un ideale di frugalità che
corrisponde alla filosofia e all’etica soggiacente al progetto di una
società di abbondanza frugale.
Fra i precursori moderni
che hanno criticato la società
della crescita, perché ci si sono
trovati a vivere, ossia a partire
dalla mutazione del capitalismo in sistema termo-industriale, possiamo distinguere
altri due sottoinsiemi di autori:
gli esploratori e gli epigoni. I
socialisti utopici della prima
ora come Wiliam Morris,
Charles Fourier, Jean Charles
Léonard Sismonde de Sismondi, Robert Owen, o gli anarchici come Pierre-Joseph Proudhon, Mikhail Bakunin, Piotr
Kropotkin o Henry David Thoreau e, più vicini a noi, coloro
che, a partire dagli anni ’30 e
soprattutto ‘60, vivendo in pieno la società del consumo, sono
stati per molti i fondatori dell’ecologia politica: da Ivan Illi-

Da Jaca Book
i primi due titoli
Serge Latouche dirige una
collana per Jaca Book, dedicata
ai “Precursori della decrescita”,
in collaborazione con l’editore
francese Le passeger Clandestin,
con agili monografie su figure
note o meno note, del pensiero
decrescitista. Il primo titolo, a
cura dello stesso Latouche, è
dedicato a Jacques Ellul (19121994), teologo protestante, storico
delle istituzioni politiche e
sociologo, riconosciuto come uno
dei grandi contestatori della
corsa senza freni
all’asservimento al progresso
tecnologico che non promette
felicità. Il secondo titolo, a cura
di Giulio Marcon, è dedicato a
Enrico Berlinguer, segretario del
Pci, leader sobrio, austero critico
del consumismo capitalista e
della pianificazione sovietica.

UNA COLLANA CURATA DA LATOUCHE

Consumo meno
per vivere più felice
“Voglio dimostrare che i precursori della decrescita
non sono figure marginali o bislacche nella storia umana”

«Ellul. Contro
il totalitarismo
etico»
a cura di
Serge
Latouche
Jaca Book
pp. 93, € 9

ch a Castoriadis, a Ellul, e una cidentalizzazione del mondo e,
costellazione di quasi-contem- dunque, origina la riapertura delporanei come Bookchin, Com- la storia alla diversità e, oltre la
moner, Huxley. Infine, vanno diversità, noi possiamo ritrovare
aggiunti altri autori, forse me- una sorta di fondo comune, unino evidenti in quanto politici, versale, che tradizionalmente
scrittori o giornalisti:, da chiamiamo saggezza.
Ogni saggezza si basa sulla
Tolstoi, a Giono, a Bernanos,
capacità di autolimitazione. Si
Alex Langer.
Riguardo ai grandi antenati, tratti di stoicismo, epicureiappartenenti o meno al pensiero smo, cinismo, taoismo, buddioccidentale, pur essendo inconte- smo zen o di tradizioni indiastabilmente
estranei alla «Testimoniano che altri stili di vita
società della
crescita, la lo- sono possibili e auspicabili:
ro saggezza ci non solo l’arroganza del liberismo»
parla ancora e
può ispirarci, anche al prezzo di ne, africane, amerinde, o di alqualche anacronismo o contro- tre ancora. Tutte queste visiosenso. Essi hanno vissuto altri ni del mondo nascono da
mondi, altre società, ma in loro un’antropologia, ossia dalla
noi troviamo radici filosofiche che conoscenza dell’uomo e delle
si allacciano già alla visione del sue passioni, fondata su espemondo degli obiettori di crescita. rienze secolari e capace di
Di fatto, al di là dello slogan conservare gran parte della
provocatorio, il termine decre- propria freschezza. L’umanità
scita configura la rottura con l’oc- non ha aspettato la dismisura

estrema del nostro tempo per
pensare la misura!
Di fronte al trionfo dell’ultraliberalismo e del proclama
arrogante del famoso «TINA»
(there is no alternative) di
Margaret Thatcher, e dopo
l’eclissi dell’ecologia politica
dovuta alla resilienza del produttivismo e allo slittamento
dei verdi dall’ecologia di lotta
all’ambientalismo di gestione,
non soltanto è urgente opporre un altro progetto di civilizzazione, ma anche dare visibilità a un disegno all’opera da
molto tempo e diffusosi in modo sotterraneo. Riconoscere le
sorgenti, vicine o lontane, del
progetto di costruzione di una
società d’abbondanza frugale
e riprenderlo, costituisce un
giusto riconoscimento di debito e una miniera d’ispirazione
che rafforza la legittimità del
progetto della decrescita,
dandogli inoltre una maggiore
«rotondità».

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

megalomane: io sono Dio e Jericho è il mio cosmo, suona
unodeisuoiimperativi.
La realtà impazza in quell’angolo di Germania del nord,
dovetraglianniottantaenovantailgiovaneDaniel,figliodel
droghiereBernhard,eisuoistravagantiamicisiscontranocon
il vuoto, ma il Creatore Brandt dissolve la plumbea cortina
provinciale evocando mondi alternativi, prospettive
visionarie,finoagiocareconlafantascienza.Lodiceluistesso:
ioparlodirealtàextraterrestri.SeJerichoèlasimulazionediun
idillio in un’epoca di transizione sullo sfondo della
riunificazionetedescaedeiseriproblemidinaturaeconomica
e commerciale che si annunciano con la globalizzazione, la
vita degli adolescenti ne evidenzia le crepe e ne annuncia la
crisiirreparabile.Enonsoloperseguendoaltreidentità,come
Onno che sogna il rock hard e i ritmi aggressivi dell’heavy
metal o il geniale Stefan con un debole per matematica e
fisica,chemetteapuntounastranasediaelettricasucuiinun

GIUSEPPE CULICCHIA

D

Jan Brandt
«Contro il
mondo»
Bompiani
pp. 931, € 25

raptus trova la morte con l’amica Stephanie. «Tutto. Il mondo
intero. Tu, io – è tutto sbagliato», confessa Daniel a
un’amichetta. Anche il suicidio degli amici, la doppia morale
del padre o l’ipocrisia dell’imprenditore Rosing che nutre
nostalgienaziste.
Proprio Daniel, lo svitato, come lo chiamano in paese,
diventailcaproespiatoriodiunacomunitàchecercarisposte
e trova solo sconfitte. Folgorato da nuovi mondi è oggetto di
attenzioni e critiche da parte dei propri compaesani, ma
anche dei media locali e nazionali. Dopo una strana nevicata
nel bel mezzo dell’estate, Daniel diventa il caso del giorno: lo
scovano ferito, semiassiderato e balbettante in un campo di
mais, in una radura dove, si dice, siano sbarcati degli
extraterrestri. Ma per molti non è che una messinscena dello
stravagante ragazzino che vola con la fantasia e non riesce a
integrarsinéinfamiglianéascuola.Danielilbugiardo,ilfinto
tonto, dice la gente. Daniel la pecora nera a cui viene

LUIGI FORTE
Jan Brandt con Mario Fortunato,
oggi, ore 12, al Caffè Letterario

Salinger induista
per dire addio
al giovane Holden
Otto anni di interviste e di ricerche
con oltre duecento testimoni
per scalfire il muro della privacy
Sotto,
J. D. Salinger
(1919 – 2010):
ha pubblicato
il «Giovane
Holden»
nel ’51

recita: «J.D. Salinger trascorse
dieci anni a scrivere Il Giovane
Holden e il resto della sua vita a
rimpiangere di averlo fatto»).
E’ così che, proprio come sul
campo di battaglia ha cercato rifugio nella scrittura, una volta diventato uno scrittore di successo
Salinger cerca rifugio nell’induismo, e precisamente nella filosofia Vedanta, ritirandosi a vita privatissima nel New Hampshire.
Ed è questa la scelta che secondo
i due biografi allontana Salinger
dalla scrittura, proprio come la
scrittura lo aveva allontanato dalle ferite della guerra. Contrariamente a quanto si credeva, però,
quel suo sottrarsi ai riflettori e al-

35

addebitato tutto, perfino le svastiche che ogni giorno
compaionosuimuridellecase.
Questo ribelle contro voglia mostra il degrado di un paese,
losvilimentodiunacoscienzacollettiva.MaJanBrandthaaltro
inmentementredisegna,senzaalcunaeconomianarrativa,la
mappa di una quotidianità tanto greve quanto sfibrata da
fantasmi inquietanti. Nella grettezza di una sperduta
provincia, metafora dell’eterno grigiore filisteo, egli cerca il
sensodellarealtà,ilgustodiunavitachesappiaemozionare,il
giocoleggerodiunfuturosottrattoalfiatogrevedeigiorni.Ma
è solo un’ombra, alla fine, quella di Daniel, dietro un
baluginaredifiamme.E’losvitatochecercariparo«inquelche
circondailmondo»etrovailvuotoeforselapropriafine.

LA BIOGRAFIA DELLO SCRITTORE «NASCOSTO»

i una cosa possiamo
essere certi: questo
è il libro che J.D. Salinger non avrebbe
mai voluto vedere
pubblicato, e tantomeno leggere. Perché Salinger – La guerra
privata di uno scrittore, biografia
a quattro mani scritta da David
Shields e Shane Salerno, è il riShane Salerno,
sultato di otto anni di ricerche e
David Shields
interviste a oltre duecento per«Salinger. La
sone intercettate in tutti e cinguerra privata
que i continenti, persone che in
un modo o nell’altro hanno in- di uno scrittore»
Isbn
crociato nel corso della loro esipp. 704, € 49
stenza l’autore del Giovane Holden o che hanno fatto le sue medesime esperienze e che in certi
casi si erano rifiutate di dire alcunché quando lui era ancora in
vita: dai compagni d’arme con
cui aveva combattuto nel corso
della Seconda Guerra Mondiale più o meno sessuali con partner
agli editori con cui ha pubblicato più o meno maggiorenni (si
i suoi scritti, passando per i col- pensi d’altronde che Salinger
laboratori del New Yorker e per impose ai suoi editori una cogli ex compagni di classe, e poi pertina totalmente bianca per il
per i figli, gli amici più intimi, le suo romanzo d’esordio; seconamanti. Per tacere di quelle rela- do lui giustamente contava il
zioni di cui in realtà nessuno sa- contenuto, non il packaging).
peva, occultate con cura da uno Comunque: il libro segue in liscrittore che nel corso della sua nea di massima un ordine crocarriera ha realizzato un capola- nologico e racconta la vita di
voro d’immagine, evitando qual- quello che all’inizio è un giovasiasi forma di vita pubblica e ri- notto dai trascorsi scolastici
fuggendo le sirene dei media, in più che brillanti (parola di Normodo da creare intorno a sé un man Mailer) ma anche un po’ rialone di mistero assai efficace belle, con una grande passione
anche dal punto di vista del per la scrittura, tutto preso dalmarketing editoriale e della for- l’ambizione di arrivare un giortuna commerciale, fermo re- no a pubblicare un articolo sul
stando ovviamente che il suo è magazine letterario più prestistato e resta uno di quei casi feli- gioso d’America, il New Yorker.
ci in cui la quantità non è slegata Ma ecco la guerra che vede
dalla qualità, anzi.
coinvolti gli Stati Uniti nel PaciShields e Salerno (che su Sa- fico e, nel caso del fante Salinlinger ha realizzato il film-docu- ger, in Europa, e dunque le tapmentario presentato al Festival pe di un vero e proprio inferno:
di Cannes lo scorso anno e a di- dall’ostinata resistenza opposta
re il vero non molto apprezzato dai tedeschi durante lo sbarco
dalla critica) si sono concentra- in Normandia alla liberazione
ti sugli ultimi cinquantasei anni di Dai compagni d’arme della guerra,
vita dello scrittore, ovvero sui de- agli ex compagni di classe
cenni che finora agli amici e le amanti segrete
erano rimasti totalmente inconoscibili per del campo di concentramento
chiunque avesse tentato di vio- di Dachau, passando per la sanlare l’insormontabile muro di guinosissima battaglia nella foprivacy meticolosamente eret- resta di Hurtgen poi narrata
to da Salinger, «un essere uma- anche da Hemingway e per l’ulno assai complesso, estrema- tima disperata offensiva nazimente contraddittorio». E han- sta a Occidente, sulle strade e le
no montato le varie testimo- colline innevate delle Ardenne.
nianze in un continuo alternarsi
E’ in questi mesi che Salinger
di voci, componendo una bio- lavora al romanzo che gli darà
grafia polifonica capace di re- successo e fama imperitura, Il
stituirci un Salinger visto da Giovane Holden, scritto al fronte
più angolazioni, aggiungendo al anche per staccare la mente dagli orrori a
cui è costret«Trascorse dieci anni a scrivere
ad assiste“Il giovane Holden” e il resto della vita to
re e partecipare. Ed è lì
a rimpiangere di averlo fatto»
che il giovane
tutto oltre cento foto inedite, destinato a diventare uno degli
pagine di diario, lettere perso- scrittori americani più influenti
nali, documenti legali e pagine del XX Secolo comincia a patire
inedite dello scrittore.
lo stress post-traumatico deriIl risultato? Una biografia vante da quegli orrori, una cosa
senza dubbio destinata a solle- destinata ad accompagnarlo
citare l’interesse e la curiosità per tutta la vita. Il successo letdi numerosissimi fan vecchi e terario arriva sei anni dopo la finuovi dello scrittore america- ne del conflitto, nel 1951. Ma per
no, che tuttavia corre il rischio Salinger diventa un’altra guerdi ogni biografia letteraria: per- ra. Lui vuole semplicemente
ché alla fine quello che conta di scrivere, il fatto di essere divenogni autore vivo o defunto sono tato da un giorno all’altro una
innanzitutto i libri che ha scrit- celebrità non gli interessa (non
to, non il numero di relazioni a caso l’incipit della biografia

.

le lusinghe non è un isolamento.
Salinger, ritrovatosi suo malgrado a vivere sotto la cappa della
leggenda, viaggia moltissimo, intrattiene svariati rapporti d’amicizia e d’amore, tra cui quelli con
Oona O’Neill e Jean Miller, ma anche qui: che altro resta davvero
da aggiungere dopo aver letto le
parole di Holden Caulfield? «Le
ragazze. Cristo santo. Hanno il
potere di farti ammattire. Ce
l’hanno proprio».
La biografia viene presentata
domani, ore 18, al Circolo dei
lettori (Via Bogino), per Salone
Off, da Massimo Coppola e
Gianluigi Ricuperati

Narrativa americana
LOUISE ERDRICH, PRIMA DELLA «CASA TONDA»

Le storie dell’indiano
che scampò al linciaggio
uando Evelina Harp entra al college a diciannove anni, nel 1972, tra sane ragazze bianche
e timide studiose ragazze indiane, non sa che
di lì a poco si troverà ad affrontare una profonda crisi
d’identità, a sentirsi senza importanza, mezza matta,
mezza drogata, mezza indiana chippewa, mezza lesbica, profondamente triste, ricoverata nell’ospedale psichiatrico dov’era stata assunta come assistente
infermiera. E sarà capace di sopravvivere a se stessa
grazie al fatto di essere cresciuta con tutto l’amore
possibile dei suoi genitori. Ma se l’origine del suo dolore non è in coloro che l’hanno allevata e educata,
dove risiede?
In apparenza non è a questa domanda che sembra
cercare risposta il romanzo di Louise Erdrich, Il giorno
dei colombi: Evelina Harp è solo una tra le diverse voci
che per quasi quattrocento pagine raccontano le storie
della gente di Pluto, cittadina della riserva indiana nello
stato del North Dakota, tra cui si trovano alcuni protagonisti anche del romanzo precedente, La casa Tonda.
Ai primi del secolo, in una fattoria di bianchi, un uomo impugna il fucile e massacra una famiglia, lasciando viva per caso una bimba di sette mesi che si addormenta al suono solitario e struggente di un violino: il fucile si è inceppato e l’uomo, in cerca
di un martello, nota invece un
grammofono, lo fa partire e si ferma, in ascolto.
Così inizia il libro e forse è della
strage che vuole parlare, del fatto
di sangue per cui, poco dopo, quattro indiani vengono impiccati a una
grande quercia, un albero da cui
partono in volo infiniti uccelli. Giustizia di bianchi, prima che interLouise Erdrich venga la legge. A uno dei quattro
«Il giorno però la vita viene risparmiata, e la
dei colombi» corda tirata via a un istante dalla
(trad. morte. Si tratta di Mooshum, un inV. Mantovani) diano ubriacone, che, vivo, potrà
pp. 388, € 19 diventare padre di Clemence e nonno di Evelina, a cui poi rivelerà, una
volta soltanto, la storia dell’albero e dei colombi. Ma
chi è l’uomo che compie l’assassinio? Perché Mooshum
sopravvive? Chi sono i giustizieri?
Nel ripercorrere un secolo della storia di Pluto in
cerca di risposte, Louise Erdrich mette insieme un
grande coro di voci che si alternano e si passano il testimone del racconto, ma a volte i ricordi non coincidono, si aggiungono divagazioni o si tolgono parti a
seconda di ciò che conviene e il pezzo che manca è
quasi sempre il più scomodo.
Così, quando Evelina a diciannove anni lascia la sua
terra per andare al college, ecco che tutti i racconti che
le sono stati sottratti si fanno sentire prepotenti, e il suo
malessere, finora celato quasi come un sottotesto,
esplode. In fondo, ciò che è rimasto di Pluto sono loro, i
giovani come Evey, i meticci, sangue misto, figli e nipoti
di indiani impiccati e di emigranti tedeschi conquistatori di terre, predatori di bisonti, ragazzi eredi di un paese fondato nel nulla, in cui vagano predicatori di religioni inventate, in una terra rubata alla natura, a un popolo che con essa viveva in simbiosi. Sono figli da cui
nessuno si aspetta più niente, se non che un giorno o
l’altro se ne vadano, che lascino il paese, ormai spopolato, eredi a metà di vittime e carnefici, cui non basta di
certo l’amore e la buona volontà dei genitori per sentirsi completi. Eppure, a fine lettura, mentre ti accorgi che
l’uomo della strage è sempre stato lì, impunito, una
comparsa cui non avevi fatto caso, è del destino di questi ragazzi che t’importa più di tutto il resto.

Q

MARTA PASTORINO

[FOTO ANTONY DI GESU]

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VALORI MASSIMI (GHIBLI DIESEL): CONSUMO CICLO COMBINATO 6,2 L/100 KM. EMISSIONI CO2: 163 G/KM.

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LA STAMPA

Narrativa americana

SABATO 10 MAGGIO 2014

LAUREN GROFF

La fuga a New York
di un giovane hippie
SEGUE DA PAG. 31

ubitai di avere visto davvero quei giovani – quei
capelloni, come venivano chiamati dalle nostre parti,
o hippie, come venivano chiamati altrove. Di più:
cominciai a dubitare che fossero mai esistiti, pensai che me li
fossi inventati perché avevo bisogno di un’ideale di felicità e
armonia, di una mia Arcadia.
Il protagonista del romanzo di Lauren Groff è chiamato
«Briciola». Nato in una carovana di hippie e cresciuto in una

D

.

37

comune di utopisti che sogna di vivere come gli arcadi,
godendo di ciò che natura sa dare e lontano delle perversioni
del mondo mercantile, Briciola deve il suo nomignolo a un
fisico particolarmente minuto. C’è tuttavia qualcosa di
universale nel suo essere una briciola, «l’hippie più minuscolo
che si sia mai visto». L’idea che in ognuno di noi ci sia una
briciola di un tempo che fu; l’idea che una parte di noi resti
piccina anche quando il resto è cresciuto. E più il resto di noi
cresce, più questa briciola pare brillare di luce propria, una
luce al contempo lontana e vicina. In questa briciola,
quest’anima minuta che non smette di accompagnarci
malgrado gli anni trascorsi e i sogni perduti, è custodito il
bisogno di credere, se non la certezza, che esista un’Arcadia. E
che sia popolata da ninfe e pastori o dagli hippie di Lauren
Groff, a questa nostra Arcadia, in un modo o nell’altro, un
giorno faremo ritorno.

TOMMASO PINCIO

CLASSIFICHE

Ai punti
Doppia magia
unamoglie
eunbuongiorno

I PRIMI DIECI

1

LUCIANO GENTA

M

entre al Salone di Torino si affollano
stand e incontri, qui
ci tocca girare per tabelle e
punteggi, per fortuna con valori in copie vendute meno
magri di sabato scorso, con il
100 tornato a quota 10 mila.
Se lo aggiudica la signora
Sveva, raccontando sofferenza e riscatto di una moglie
che trova la forza di uscire
dalle grinfie di un marito possessivo e violento. Tre altri
nuovi ingressi nei primi 10. Al
6° posto i corsivi di Gramellini, pillole quotidiane che sbeffeggiano vergognose cialtronate di potenti o presunti tali
ed illuminano i rari esempi di
virtù e coraggio, per infondere fanciullesca fiducia, accendere «stelle nella notte buia».
Seguono Vitali, sempre in riva al suo lago, tra lettere anonime e intrighi paesani, rievocando con buonumore il
1929, e la coppia Feltri – Lorenzetto, in cattedra a vergare pagelle sferzanti per politici e opinion leader. Tra gli italiani si affaccia Benni e rientra – oportet ut scandala…– la
Mazzucco; tra gli stranieri il
giallo «italiano» della George;
la cantante risanata Lovato,
famosa di X-Factor e Mtv, finisce in saggistica, invece sta
in varia la sirena Pellegrini.
Come al Salone, prevalgono i
personaggi, gli autori vengono prima dei libri e i lettori –
in maggioranza lettrici – cercano rassicuranti conferme.
Male non fa. Meglio sarebbe
adottare per programma il titolo del romanzo Einaudi di
Giorgio Scianna: Qualcosa
c’inventeremo.

100

2

53

La moglie
magica

Soria di una
ladra di libri

Casati Modignani
14,90SPERLING&KUPFER

Zusak
16,90 FRASSINELLI

6

7

37

3

4

49

Inferno

37

Brown
5,00 MONDADORI

8

36

La magia di un
buongiorno

L’armata dei
sonnambuli

Quattro sberle
benedette

Gramellini
14,90 LONGANESI

Wu Ming
21,00 EINAUDI

Vitali
16,40 GARZANTI

5

49

38

Un disastro è
per sempre

La vita è un
viaggio

McGuire
14,90 GARZANTI

Severgnini
16,00 RIZZOLI

9

10

32

28

Il cardellino

Buoni e cattivi

Tartt
20,00 RIZZOLI

Feltri &
Lorenzetto
19,50 MARSILIO

NARRATIVA ITALIANA

NARRATIVA STRANIERA

SAGGISTICA

TASCABILI

VARIA

RAGAZZI

1 CASATI MODIGNANI
La moglie magica
14,90 Sperling & Kupfer 100 (0)

1 ZUSAK
Storia di una ladra di libri
16,90 Frassinelli
53 (9)

1 SEVERGNINI
La vita è un viaggio
16,00 Rizzoli

1 BROWN
Inferno
5,00 Mondadori

49 (3)

1 MORELLI
Pensa magro
16,00 Mondadori

17 (3)

1 RIORDAN
Il marchio di Atena. Eroi...
17,00 Mondadori
27 (1)

2 WU MING
L’armata dei sonnambuli
21,00 Einaudi
37 (3)

2 MCGUIRE
Un disastro è per sempre
14,90 Garzanti
49 (1)

2 GRAMELLINI
La magia di un buongiorno
14,90 Longanesi
37 (1)

2 ERASMO
Elogio della follia
1,90 Newton Compton

17 (2)

2 PELLEGRINI & GIUNTA
Il mio stile libero
16,00 Mondadori
11 (0)

2 KINNEY
Diario di una schiappa. Guai in arrivo!
12,00 Il Castoro
15 (19)

3 VITALI
Quattro sberle benedette
16,40 Garzanti
36 (0)

3 TARTT
Il cardellino
20,00 Rizzoli

32 (7)

3 FELTRI & LORENZETTO
Buoni e cattivi. Le pagelle...
19,50 Marsilio
28 (1)

3 EPICURO
È facile essere felici ...
1,90 Newton Compton

16 (2)

3 POMROY & ADAMSON
La dieta del supermetabolismo
16,00 Sperling & Kupfer
8 (15)

3 STILTON
Viaggio nel tempo 7
23,50 Piemme

4 CAMILLERI
Inseguendo un’ombra
14,00 Sellerio
24 (7)

4 ROTH
Divergent
14,90 De Agostini

26 (6)

4 LOVATO
Staying strong. Le parole che...
14,90 Mondadori
25 (0)

4 AUSTEN
I Watson
1,90 Newton Compton

26 (2)

4 BINI
33 false verità sull’Europa
14,00 Il Mulino
8 (3)

Frozen il regno di ghiaccio
8,90 Walt Disney
11 (6)

5 BENNI & RALLI
Pantera
12,00 Feltrinelli

5 GEORGE
Un piccolo gesto crudele
19,90 Longanesi
26 (1)

5 RECALCATI
Non è più come prima
13,00 Raffaello Cortina

24 (7)

5 FREUD
La psicoanalisi in cinque conferenze
1,90 Newton Compton
15 (2)

5 DJOKOVIC
Il punto vincente. La mia...
16,90 Sperling & Kupfer
7 (5)

5 GARLANDO
Calcio d’inizio
4,90 Piemme

17 (25)

6 ROTH
Insurgent
14,90 De Agostini

23 (6)

6 ZINGALES
Europa o no
18,00 Rizzoli

18 (1)

6 HUGO
L’ultimo giorno di un condannato
1,90 Newton Compton
14 (2)

6 DECARLI
Un ennesimo stupidissimo libro
9,90 Mondadori
7 (3)

Leggimi una fiaba
0,99 Edibimbi

16 (3)

7 ROTH
Allegiant
14,90 De Agostini

21 (6)

7 SOCCI
Tornati dall’aldilà
17,00 Rizzoli

18 (4)

7 WILDE
L’importanza di essere onesto
1,90 Newton Compton
14 (2)

7 CAMPBELL & CAMPBELL
The China study. Lo studio più...
20,00 Macro Edizioni
7 (95)

7 VACCARINO
Violetta, il mio diario, un anno dopo...
14,90 Walt Disney
8 (15)

Vangelo e Atti degli apostoli
1,60 San Paolo Edizioni
16 (89)

8 KAFKA
Lettera al padre
1,90 Newton Compton

13 (2)

8 BALIVO
Detto fatto. La casa stanza...
14,90 Rizzoli
7 (2)

8 KINNEY
Diario di una schiappa. Vita da cani
12,00 Il Castoro
7 (167)

9 OVIDIO
L’arte di amare
1,90 Newton Compton

12 (2)

9 SLOAN
English da zero
15,90 Mondadori

6 (17)

9 KINNEY
Diario di una schiappa. Si salvi chi può
12,00 Il Castoro
7 (71)

12 (2)

10 DUKAN
La dieta Dukan dei 7 giorni
16,00 Sperling & Kupfer
6 (2)

10 KINNEY
Diario di una schiappa. La legge dei...
12,00 Il Castoro
7 (271)

6 SERRA
Gli sdraiati
12,00 Feltrinelli
7 FO
La figlia del papa
13,90 Chiarelettere

22 (1)

38 (4)

8 VITALI
Premiata ditta Sorelle Ficcadenti
18,50 Rizzoli
16 (9)

8 NESBØ
Il pipistrello
19,00 Einaudi

9 MAZZUCCO
Sei come sei
17,50 Einaudi

9 MCGUIRE
Uno splendido disastro
16,40 Garzanti
18 (61)

9 ESPINOSA
Braccialetti rossi
12,90 Salani

10 LÄCKBERG
La sirena
18,50 Marsilio

Vangelo e Atti degli apostoli
1,90 San Paolo Edizioni 14 (276)

10 CAMMILLI
Maledetta primavera
9,90 Newton Compton

14 (29)

14 (3)

1848

20 (4)

15 (15)

10

17 (6)

10 SENECA
L’arte di essere saggi
1,90 Newton Compton

14 (5)

4

10 (2)

6

8 (8)

LA CLASSIFICA DI TUTTOLIBRI È REALIZZATA DA NIELSEN BOOKSCAN, SU UN CAMPIONE DI 900 LIBRERIE. SI ASSEGNANO I 100 PUNTI AL TITOLO PIÙ VENDUTO TRA LE NOVITÀ. TUTTI GLI ALTRI
SONO CALCOLATI IN PROPORZIONE. TRA PARENTESI VIENE INDICATO DA QUANTE SETTIMANE IL TITOLO È IN CLASSIFICA. LA RILEVAZIONE SI RIFERISCE AI GIORNI DAL 27 APRILE AL 3 MAGGIO.

38 .Spettacoli

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

il caso
LORENZO SORIA
NEW YORK

state, tempo di
supereroi e di
film in 3D con
strabilianti effetti speciali e budget che potrebbero risolvere il problema della fame in
molte nazioni. Sono appena
usciti in sala Captain America e The Amazing SpiderMan - Il potere di Elektro. E il
23 maggio arrivano, anzi ritornano gli X-Men, nell’edizione numero cinque da
quando la serie è iniziata
nel 2000, la settima se si
conta che uno dei suoi personaggi, Wolverine (Hugh
Jackman) con i suoi minacciosi artigli, ha avuto anche
due film tutti per sé.
X men - Giorni di un futuro
passato è ambientato in un
futuro cupo, in cui i mutanti
si trovano sull’orlo dell’estinzione, minacciati da enormi
killer robot chiamati Sentinelle. Il Professor X e Magneto, nuovamente alleati,
guidano i pochi mutanti sopravvissuti, e con l’aiuto della giovane Kitty Pryde decidono di spedire la coscienza
di Wolverine indietro nel
tempo, per cercare il giovane
Professor X e avvisarlo di ciò
che sarà il futuro e impedire
l’inizio della guerra. Aiutato
dagli Xavier e Magneto del
passato, Logan dovrà combattere per salvare il futuro.
Con Hugh Jackman, che si
prende pure gioco di sé stesso e a un certo punto esclama: «La pazienza non è la
mia più grande qualità», ritroviamo Ian McKellen come Magneto, Patrick
Stewart professor X, James

E

“X men”, viaggio nel tempo
per garantirsi il futuro
Bryan Singer firma il settimo capitolo della saga Marvel
se avrà successo se ne preparano due nuovi
I mutanti

Mystica
Jennifer Lawrence è la
mutante capace di prendere
l’aspetto di chiunque

Magneto
Michael Fassbender è il
mutante capace di
governare il magnetismo

Storm
Halle Berry (incinta durante
le riprese) è la mutante con
potere sulla meteorologia

McAvoy nella parte del giovane Charles Xavier, Michael
Fassbender come il giovane
Magneto, Jennifer Lawrence
magnifica Mystica che cambia
continuamente pelle ma al naturale è blu, il premio Oscar
Halle Berry di nuovo nei panni
di Tempesta, in grado di controllare tuoni fulmini e cicloni,
che a metà delle riprese ha
avuto il secondo figlio: «È stato il motivo per cui sono stata
la prima a iniziare a girare e la
prima a finire. Il mio pancione
stava diventando un bel problema! Ero molto limitata a
causa della gravidanza, e ciò
ha comportato qualche cambiamento all’ultimo minuto».
La ex Bond girl è anche
l’unica a parlare del regista
Bryan Singer, che nel 2000 ha
lanciato la serie e in questi
giorni non partecipa alla promozione del film perché in
tutt’altra faccenda affaccendato: è stato accusato di violenza sessuale nei confronti
di un ragazzo minorenne,
un’accusa che nega con veemenza. «Non è un segreto che
nel passato con Bryan abbiamo avuto problemi - dice la
Berry - ma devo dire che questa volta sul set è stato fantastico. E’ maturato, ha imparato molto come tutti noi».
Da lontano Singer ricambia
i complimenti. «E’ stata una
gioia avere nel cast tutti questi attori, molti dei quali han-

no iniziato nella serie venendo la Marvel Comics, che solo con
dal teatro o dal cinema indi- The Avengers ha raccolto un
pendente e senza
miliardo e mezzo, è
esperienza di film
troppo poco. Vuole
di questa portadi più. E spera
ta». Il film, si
che se quest’uldice, è costato
timo film avrà
almeno 200
abbastanza
milioni di dolsuccesso non
lari e ora è
solo per condi dollari l’incasso di
sotto pressiotinuare la setutti i film della serie X
ne perché tutti
rie (è già preMen: per la Marvel non
si aspettano un
visto il capitolo
sono abbastanza
ritorno dell’inveX Men -Apocalypstimento. Sinora i
se) ma anche per offilm ispirati a X-Men
frire a Jennifer Lawrenhanno generato 2,3 miliardi di ce un film tutto suo basato sul
dollari. Una bella cifra, ma per personaggio di Mystica.

2,3

miliardi

Hugh Jackman - Wolverine

“Quando infilo gli artigli mi sento
l’uomo più fortunato del mondo”
è un filo rosso che lega
tutti gli X-Men ed è Hugh Jackman, che sin
dal 2000 incarna il personaggio
di Wolverine. E’ stato anzi grazie a Wolverine che l’australiano Jackman è uscito dal teatro
e dal mondo del cinema indipendente per diventare una
stella internazionale, collezionando poi Tony Awards per le
sue performance a Broadway e

C’

un Golden Globe e una nomination agli Oscar come Jean
Valjean di Les Miserables. Eppure Jackman sa che per milioni
di spettatori resterà sempre
Wolverine, con i suoi minacciosi
artigli di adamantio. «Quando li
infilo mi sento l’uomo più fortunato del mondo». L’attore oggi
ha un cerotto al naso causato da
un recente intervento contro
un melanoma.

Che cosa le è successo al naso?

«E’ il secondo intervento che
faccio contro un tumore alla
pelle, dobbiamo stare tutti molto attenti al sole, specie noi australiani. Ci vuol poco, basta fare controlli in tempo».
Nel film il suo personaggio
rappresenta il collante tra due
generazioni.

«Abbiamo filmato prima le scene del futuro, il che mi ha dato

T1 CV PR T2

SABATO 10 MAGGIO 2014

Dice
di
loro
I COLLEGHI

«Fassbender ha enorme
talento, la Lawrence
è un’attrice straordinaria
ma ciò che più ammiro
di lei è la sua autenticità»
I FIGLI

«Eva ha voluto fare
la comparsa nel film, poi
la sua scena è stata
tagliata, una bella lezione
sullo show business...»

la possibilità di lavorare con
professionisti come Ian McKellen e Halle Berry. Un vero privilegio. Poi abbiamo viaggiato
nel passato e c’è stato un bel
cambiamento di ritmo. Tutti
giovani, molto humour, molti
giochi. E se avevo un calo di
energia c’era sempre qualcuno
che mi dava una mano».

vulnerabile e poi drammatica.
E’ un’attrice straordinaria ma
ciò che più ammiro di lei è la sua
autenticità. Quello che vedi è
quello che è. Non finge mai di
essere un’altra e questo non è
facile per una giovane nella sua
posizione. Ha i piedi per terra,
sa come reggere la pressione.
Ed è tremendamente leale».

si può fare un altro film così,
tanto per farlo».

Eva di 9. Che cosa pensano degli X-Men?

Parliamo di un‘altra persona
che ha un ruolo chiave nel film:
Bryan Singer, il regista. Lo ha
sentito recentemente?

Anche se appare un po’ improbabile, la serie X-Men è stata in
realtà una scuola di recitazione, che tra gli altri ha rivelato
prima lei, poi attori come Fassbender e la Lawrence.

Pensa che, come con Wolverine, ci sarà uno spin off ispirato
al suo personaggio, Mystica?

Se potesse andare indietro nel
tempo, che cosa farebbe? E
come vede gli Anni 70?

«Oscar vorrebbe un Wolverine
più pacifico, che non sta sempre
a combattere gli altri. Gli dico
che sarebbe bello, ma che non
penso piacerebbe molto. Eva ha
voluto essere una comparsa
nell’ultimo film. Le ho detto che
se voleva farlo doveva essere
una come tutti, non venire nel
trailer con papà. E lei lo ha fatto, alle sei del mattino era sul
set, è rimasta sino alle tre del
pomeriggio. Poi ha chiamato le
sue amiche per mostrare la sua
scena e ci è rimasta malissimo.
Già, perchè alla fine la sua parte
à stata tagliata. Diciamo che ha
avuto una bella lezione sul mondo dello show business».

«Michael ha enorme talento ed
è uno che non si ferma mai.
Quanto a Jennifer, ha una varietà di espressioni incredibile. Sa
essere profonda e poi comica,

«Non lo so, so che se ne parla».
E i nuovi seguiti? Lei ci sarà?

«Non lo so, so solo che all’inizio
avevo firmato per due film e
sappiamo tutti come è andata.
Vediamo come va questo, vediamo anche se avremo una storia
interessante, perchè non è che

«L’ho sentito per fargli i complimenti per il film, penso ha fatto
un grande lavoro. Sul resto preferisco non commentare».

«Sono molto interessanti, ma io
sono nato nel 1968 e il mio riferimento personale sono più gli
Anni 80. E se potessi tornare al
liceo vorrei essere meno preoccupato e più disponibile al divertimento».
Ha due figli, Oscar di 15 anni e

.

Spettacoli .39

A Denver la classica
“cannabis friendly”
La Colorado Symphony Orchestra
sponsorizzata dalla marijuana
ALBERTO MATTIOLI

Ecco, questa ci mancava: i
concerti classici sponsorizzati dall’industria della marijuana e, peggio (o meglio, a seconda dei punti di vista), dove
la si può pure fumare. Lo spinello è abbastanza normale in
zona rock, assolutamente inusuale se associato a Bach e Beethoven. A mettere il colpo in
canna è la Colorado Symphony Orchestra di Denver,
che annuncia una seria di tre
serate «Classically Cannabis». Nulla di illegale: in gennaio, il Colorado ha depenalizzato le droghe leggere e per
l’industria che le produce è
stato subito boom. Nell’iniziativa tutti hanno il loro tornaconto: l’orchestra fa fundraising e spazzola un po’ l’immagine polverosa del pubblico
della musica «classica»; i produttori di cannabis ripuliscono quella dei loro clienti.
Si parte il 23 maggio, all’Arts District di Denver, dov’è già allestita un’area fumatori. Per 75 dollari (però!), la
serata prevede il concerto, cibi e bevande «a tema» e canna libera, anche se l’orchestra
precisa che chi vuole fumarsela se la deve portare da casa. Per l’ingresso è richiesta
la prenotazione (si tratta in
teoria di eventi privati, perché la legge vieta di fumare
marijuana in pubblico) e la
maggiore età. Sempre per rincorrere i «gggiovani», gli or-

Il direttore Jerry Kern

chestrali saranno vestiti casual.
L’idea ha fatto subito notizia.
Il direttore esecutivo dell’orchestra, Jerry Kern, si frega le
mani per lo spottone: in 24 ore,
la Colorado Symphony è stata
citata da 249 media, dal Los Angeles Times a Sky News dell’Australia (oggi con La Stampa sono 250). Insomma, si tratta del
«maggior evento di pubbliche
relazioni della nostra storia»,
gongola Kern, uno che peraltro
mette tranquillamente in cartellone anche un concerto «Beethoven and brews» a maggior
gloria dei birrai. E un sondaggio
on line del Denver Post indica
che il 66% dei lettori è favorevole all’idea e solo il 34 contrario.
Resta da capire cosa verrà
eseguito. Suona il complesso
cameristico dell’orchestra,
quindi è purtroppo da escludere il pezzo più adatto, la Symphonie fantastique di Berlioz.
Protagonista un musicista in
preda all’oppio, lo spinello del
Romanticismo.

40 .Spettacoli

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 10 maggio 2014

Rai 1
6.00
6.05
6.55
7.00
7.05

Euronews
Cinematografo
Rai Player Rubrica
Tg 1
UnoMattina in famiglia
Attualità
10.20 Linea Verde Orizzonti
Magazine
11.45 La prova del cuoco
13.30 Telegiornale
14.00 Easy driver Magazine
14.30 Le amiche del sabato
Varietà
16.35 Tg 1
16.45 A Sua immagine Speciale. Papa Francesco incontra il mondo della scuola
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Tg Sport
20.35 Affari tuoi Game show
21.25 Carosello Reloaded

Rai 2
6.00 Videocomic
6.30 Real School Attualità
7.00 Zorro Telefilm
7.45 Lassie Telefilm
8.55 Sulla Via di Damasco
9.40 Inside the world
10.20 Cronache animali
11.20 Mezzogiorno in famiglia
Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.25 Dribbling Sport
14.00 Voyager Factory
15.40 Sea Patrol Telefilm
17.10 Sereno Variabile
Attualità
17.45 Tg 2 Flash L.I.S.
17.50 Automobilismo: GP di
Spagna F1 Sport
18.55 Rai Sport 90° minuto
Serie B
19.35 Countdown Varietà
20.30 Tg2 20.30

21.30
Sissi
MINISERIE. Vienne. Sissi (Cristia-

na Capotondi), imperatrice
d’Austria, ripercorre gli anni
della sua vita. Dalle nozze con
Franz Joseph (David Rott) alla
nascita dei tre figli
23.45 Fede e coraggio Film
(dramm., 2011) con
Nathan Gamble, Bailee
Madison. Regia di Corbin Bernsen ★★
1.05 Tg1 Notte. Che tempo fa
Attualità

Rai 3

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.55 Traffico
8.00 Tg 5 Mattina
9.10 Superpartes Attualità
10.00 Melaverde Magazine
10.30 Grande Fratello Riassunto
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Tornado valley Film-tv
15.25 Il segreto Telenovela
16.10 Verissimo Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show Conduce Gerry
Scotti, affiancato da
Luca Laurenti. Protagonisti i concorrenti che,
uno dietro l’altro, sono
chiamati a rispondere a
varie domande di natura generale
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

7.50 Ascoltami Film (dramm.,
1957) ★★
9.30 L’Elisir del sabato
11.00 Tgr BellItalia Attualità
11.30 Tgr Prodotto Italia
12.00 Tg 3
12.25 Tgr Il Settimanale
12.55 Tgr Ambiente Italia
Magazine
14.00 Tg Regione. Tg Regione
Meteo
14.20 Tg 3
14.45 Tg3 Pixel Attualità
14.55 Tg 3 Lis
15.00 Rai Player Rubrica
15.05 Ciclismo: Giro d’Italia
2014 Sport
17.45 Tv Talk Attualità
19.00 Tg 3. Tg Regione. Tgr
Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Che tempo che fa

Italia 1
6.45 Til Death Telefilm
7.25 True Jackson Sitcom
8.20 Glee Serie
10.10 Lemonade mouth
Film-tv
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
14.10 I Simpson
14.35 Tom & Jerry Cartoni
14.45 Superbike: G.P. Italia Superpole prove Sport
15.55 La recluta dell’anno Film
(comm., 1993)
18.05 Vecchi bastardi Varietà
Conduce Paolo Ruffini
con Scintilla
18.30 Studio Aperto
19.00 Immagina che Film
(comm., 2009) con
Eddie Murphy ★★

Rete 4

La 7

7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.20 Magazine Champions
League
9.50 Blue Beach Paradise
Party Attualità
10.45 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Come si cambia Celebrity
16.20 Ieri e Oggi in Tv Speciale
Varietà
16.50 Poirot: Sfida a Poirot
Film-tv
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore Soap
opera

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 Le invasioni barbariche
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Cowboy Film (western,
1958) con Glenn Ford,
Jack Lemmon, Anna
Kashfi, Brian Donlevy,
Dick York. Regia di Delmer Daves ★★★
18.10 L’Ispettore Barnaby Film-tv
20.00 Tg La7
20.30 Otto e mezzo sabato

21.00
Eurovision Song
Contest 2014

21.30
Ulisse: il piacere
della scoperta

21.10
Amici

21.10
Un’impresa da Dio ★★

21.30
Nico

TALENT SHOW. Appuntamento

FILM. (comm., 2007) con S. Carell,

FILM. (pol., 1988) con S. Seagal,

21.10
Il commissario
Maigret

MUSICALE. Serata finale dell’Euro-

DOCUMENTARI. In questa puntata

vision Song Contest, la più importante manifestazione musicale
europea. Sarà Emma la portabandiera italiana a Copenhagen

Alberto Angela ci racconta gli eventi legati ad Augusto, l’uomo che
ha cambiato la storia trasformando Roma da Repubblica in Impero

con la scuola-spettacolo di Maria
De Filippi. Nuove sfide tra la
squadra Bianca, capitanata dal
rapper Moreno e quella Blu guidata da Miguel Bosé

M. Freeman. Regia di T. Shadyac.
Evan, neoeletto al Congresso di
Washington, deve costruire una
nuova Arca per salvare l’umanità da un imminente diluvio

S.Stone.RegiadiA.Davis.L’agente italo-americano Nico, eroe
tutto di un pezzo e dai metodi
poco ortodossi, è in lotta contro
narcotrafficanti e corruzione

TELEFILM. Maigret si reca a SaintFiacre dopo aver letto una nota
inviataallapoliziadiParigi:qualcuno vuole commettere un crimine nella chiesa del paese

0.15
0.20
1.15
1.30
2.15

Rai Player Rubrica
Sabato Sprint Varietà
Tg 2
Tg2 Dossier Attualità
Tg 2 - Storie. I racconti
della settimana
2.55 Tg 2 Mizar Attualità

23.40 Tg 3. Tg Regione
0.00 Un giorno in pretura
Attualità Appuntamento con la cronaca giudiziaria commentata da
Roberta Petrelluzzi
1.05 Tg 3

0.30 Speciale Tg5 Attualità Il
programma di approfondimento del Tg5
1.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
2.00 Striscia la notizia Varietà
satirico

23.05 Life Film (comm., 2000)
con Eddie Murphy, Martin Lawrence. Regia di
Ted Demme ★★
1.15 Grande Fratello - Live
Reality show
1.40 Sport Mediaset

★★

0.45 Tg La7 Sport
0.50 Movie flash
0.55 Otto e mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber
1.35 Coffee Break Attualità
2.50 Adventure Inc. Telefilm
5.20 Omnibus Attualità

23.20 Facile preda Film (azione, 1995) con Cindy
Crawford, William Baldwin. Regia di Andrew
Sipes ★★
1.15 Tg 4 Night News
1.35 Ieri e Oggi in Tv Speciale

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

14.00 Motorway Film
15.35 Speciale
Fumettology, I
Miti del Fumetto
16.10 Continuum Telefilm
16.55 Ashes To Ashes
Serie
17.50 Rai News - Giorno
17.55 Haven Serie
18.40 Flashpoint Serie
19.25 Rai Player
19.35 Medium Serie
21.10 Ghost Whisperer
Serie
22.50 Intersection Film

23

18.45 Romain Gary Il
Romanzo del
Doppio
20.20 Rai Player
20.30 Maggio Musicale
Fiorentino 2014
23.30 Progetti di Danza
- E. Terabust
0.00 David Letterman
Show
0.50 Ghiaccio Bollente:
Il Magazine
1.10 Cream - Live at
The Royal Albert
Hall

RAI STORIA 54
17.10 Rewind-Punti di
vista
18.00 Rai 54
18.35 Rewind-Binario
Cinema Kapo’
20.30 12 idee per la crescita La green
economy
21.15 La Grande
Guerra-l’Europa
dopo la tempesta
22.00 Shuluq p.14
23.00 R.A.M. La lista di
Schindler-L’aereo
nel lago

RAI MOVIE

12.05 Il richiamo della
foresta Film
13.35 Rai Player
13.45 The Wrestler Film
15.40 Fanboys Film
17.20 Rai News - Giorno
17.25 Rai Player
17.35 Lezioni di sogni Film
19.35 Sei mogli e un
papà Film
21.10 L’ultima battaglia
- The Front Line
Film
23.25 Dan il terribile
Film

serie tv

film
19.00 Magic Mike Channing
Tatum nei panni di un
giovane spogliarellista
in cerca di fortuna SKY
PASSION

19.05 Il grande Joe Joe, un
gorilla alto 15 piedi,
viene catturato in
Africa durante una spedizione SKY CINEMA
FAMILY

The Pusher Prima di
ritirarsi, un boss del
narcotraffico deve rendere un favore al suo
capo SKY MAX
19.10 La frode Richard Gere
ci porta dentro un film
che parla senza ipocrisie del mondo attuale
SKY CINEMA 1

19.15 Mary Reilly Julia
Roberts viene assunta
dal dottor Jekyll e se ne
innamora platonicamente SKY HITS
Un Natale per due Una
commedia natalizia con
Enrico Brignano e
Alessandro Gassmann
SKY COMEDY

19.25 Roba che scotta

SKY

CLASSICS

21.00 Bolt - Un eroe a quattro zampe Bolt è il cane
attore perfetto. È convinto di essere un
supercane. Animazione
SKY CINEMA FAMILY

Miseria e nobiltà Il
marchesino Eugenio
vorrebbe sposare la

figlia di un nuovo ricco.
Con Totò SKY CLASSICS
The Fighting
Temptations Per ottenere un’eredità, un giovane è costretto a
organizzare un coro
gospel SKY COMEDY
Erin Brockovich - Forte
come la verità Julia
Roberts scopre che la
gente sta morendo a
causa di una compagnia elettrica SKY
PASSION

La maschera di Zorro Il
vecchio Zorro sceglie
come successore il giovane bandito Antonio
Banderas SKY MAX
21.10 L’amore dura tre anni
Marc ha 30 anni, una
moglie e due lavori.
Divorzia dopo tre anni
per un sms SKY HITS
Attacco al Potere Olympus Has Fallen
Gerard Butler è l’agente
segreto che potrebbe
salvare la vita al presidente Usa SKY CINEMA 1
22.40 Un principe tutto mio
Paige Morgan è impegnata al massimo per
coronare il sogno di
diventare medico SKY
CINEMA FAMILY

Hardcore George C.
Scott, molto religioso,
cerca la figlia e scopre
che si prostituisce SKY
CLASSICS

24

18.40 La vita secondo Jim
FOX

19.35 Come è fatto

FOX LIFE

20.05 How I Met Your
Mother FOX
20.30 The Big Bang Theory
FOX

20.45 Donne nel mito - Frida
Kahlo DIVA UNIVERSAL
21.00 Downton Abbey DIVA
UNIVERSAL
FOX

DISCOVERY CHANNEL

19.40 Playhouse Presents: La
stanza dei bottoni
19.55 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.00 MythBusters

FOX

21.25 The Big Bang Theory
FOX

21.55 Downton Abbey

DIVA

UNIVERSAL
FOX

CRIME

Body of Proof FOX LIFE
The Big Bang Theory
FOX

22.20 The Big Bang Theory
FOX

22.50 Wallflower Tango

8

15.30 Friendzone: Amici
o Fidanzati?
16.20 Teen Mom 3
18.10 Vieni a Vivere dai
Miei
19.10 Snooky and
Jwoww
20.10 Are You The One?
Un Esperimento
D’Amore
21.10 Generation Cryo:
Fratelli Per Caso
22.00 Ridiculousness:
Veri American
Idiots

REAL TIME

PREMIUM COMEDY

16.00 Il Bounty L’equipaggio,
guidato da Mel Gibson,
si ribella al capitano
Anthony Hopkins
PREMIUM UNIVERSAL

16.55 Oxford Murders Teorema di Un Delitto
PREMIUM CINEMA ENERGY

Vai e vivrai Campi profughi del Sudan, 1984:
una cristiana spinge il
figlio a fingersi ebreo

DISCOVERY CHANNEL

ARTE

20.20 The Face UK SKY UNO
20.25 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.40 Speciale Gomorra:
Backstage ARTE
20.55 Quei secondi fatali
DISCOVERY CHANNEL

Chi veste la sposaMamma contro suocera LEI
21.10 Notte dei Nobel Albert Camus ARTE
Junior Masterchef
USA SKY UNO
21.55 Le catacombe di
Palermo NATIONAL
GEOGRAPHIC

22.00 Affari a quattro ruote
World Tour DISCOVERY
CHANNEL

Non ditelo alla sposa!
LEI

31

15.45 Abito da sposa
cercasi Varietà
17.35 Il boss delle torte
Documentari
18.35 Bakery Boss: SOS
Buddy Documentari
20.20 Extreme
Makeover: Home
Edition Sudamerica
21.10 Il mio grosso
grasso matrimonio gipsy US
23.05 Vite al limite
Documentari

DMAX

17.20

PREMIUM CINEMA EMOTION
Le Belve PREMIUM
CINEMA

17.35 Viaggi di nozze
Verdone è il professor
Raniero, l’imbranato
Giovannino e il coatto
Ivano PREMIUM COMEDY
18.45 Countdown dimensione zero Una portaerei
atomica, a causa di un
tempesta magnetica,
finisce nel passato
PREMIUM UNIVERSAL

19.05 The Inside Man Un
detective instaura un
rapporto telefonico con
una banda di sequestratori PREMIUM CINEMA
ENERGY

19.20 Le fate ignoranti
Vedova, Margherita
Buy scopre che suo
marito aveva un amante, Stefano Accorsi
PREMIUM CINEMA EMOTION

19.30 Il ragazzo di campagna
L’ingenuo campagnolo
Renato Pozzetto alla
ricerca di una vita
diversa a Milano
PREMIUM COMEDY

19.35 And Soon the Darkness
Remake del thriller del
1970 “Il mostro della
strada di campagna” di
R. Fuest PREMIUM CINEMA
20.30 Low Budget — Luoghi
Comuni PREMIUM
UNIVERSAL

21.15 The Baytown Outlaws
PREMIUM CINEMA

Mr. Deeds Il candido
Adam Sandler è l’erede
naturale di un bizzarro
magnate dei media
PREMIUM UNIVERSAL

Lucignolo Il monellaccio Massimo Ceccherini
cerca di sedurre invano
Claudia Gerini PREMIUM
COMEDY
Shark PREMIUM CINEMA
ENERGY

The perfect man Hilary
Duuff, con un espediente, procura un
nuovo compagno alla
madre delusa PREMIUM
CINEMA EMOTION

22.50 2Fast 2Furious Brian e
Roman vengono ingaggiati come “piloti” del
trafficante Carter
Verone PREMIUM CINEMA
ENERGY
PREMIUM COMEDY

22.55 Ole’

52

15.10 Fai la scelta giusta!
16.00 Breaking Magic
16.50 Troy
17.45 Dynamo: magie
impossibili
18.35 Acquari di famiglia
19.30 Unti e Bisunti
20.20 Affare fatto!
21.10 River Monsters
22.00 Per un pugno di
gamberi
22.50 Nella terra dei serpenti a sonagli

film
15.50 Un sacco bello Carlo
Verdone, nella sua
opera prima, racconta
un ferragosto a Roma

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.10 Speciale Gomorra:
Intervista a Saviano

NATIONAL GEOGRAPHIC

Body of Proof FOX LIFE
The Big Bang Theory

MTV

26

15.15 The Apprentice
Italia Varietà
16.50 Junior Masterchef
USA Varietà
18.45 Buying & Selling
19.30 Affari al buio
20.00 Affari di famiglia
Documentari
21.10 Fotografando
Patrizia Film
23.15 Orgasm Inc. Film
0.15 Il diavolo in corpo
Film
2.15 La guerra dei
dinosauri Film

ARTE

21.00 Affari a quattro ruote

CRIME

CIELO

intrattenimento
19.15 Grassi contro magri
NATIONAL GEOGRAPHIC
The Face UK SKY UNO

Profiling FOX CRIME
19.10 I Simpson FOX
19.35 I Simpson FOX
19.50 Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
19.55 Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.00 Profiling FOX CRIME
Cucine da incubo 2

DIVA UNIVERSAL

10.45 La legge del più
forte Film
12.25 Bullet Film
14.10 The Score Film
16.25 Adesso Cinema!
16.55 Hollywood,
Vermont Film
18.58 Sing Sing Film
21.00 L’allenatore nel
pallone Film
23.05 L’infermiera nella
corsia dei militari
Film
0.40 Storie di Cinema
Varietà

19.25 Stupidi al quadrato

UNIVERSAL

Senza traccia

22

LEI

18.50 Una mamma per
amica FOX LIFE
18.55 Miss Marple DIVA

Senza traccia

IRIS

serie tv
13.55 Dracula MYA
14.30 Big Bang Theory JOI
14.40 The Originals MYA
15.30 Mom JOI
The Vampire diaries
MYA

15.35 Squadra Antimafia 2
Palermo Oggi TOP
CRIME

15.40 Covert affairs ACTION
15.50 The middle JOI
16.20 Shameless JOI
17.05 Gossip Girl MYA
17.15 Fringe ACTION
17.35 Bones TOP CRIME
18.00 Revolution ACTION
18.20 Big Bang Theory JOI
18.40 Pretty Little Liars MYA
18.45 Due Uomini e 1/2 JOI
18.50 Grimm ACTION
19.10 Mike & Molly JOI
19.25 Person of Interest TOP
CRIME

19.30 Parenthood MYA
19.35 Dr. House - Medical
division JOI
20.20 Dracula MYA
20.25 Almost Human ACTION
21.05 Criminal Intent TOP
CRIME

21.15 Mike & Molly JOI
21.35 Due Uomini e 1/2 JOI
22.00 Fringe ACTION
22.05 2 Broke Girls JOI
The Vampire diaries
MYA

22.50 Covert affairs ACTION
Southland TOP CRIME
22.55 The Originals MYA
23.05 Duro a Morire JOI
23.40 Covert affairs ACTION
23.45 Pretty Little Liars MYA

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

SPORT
CICLISMO, IL GIRO D’ITALIA IN TRASFERTA

Sorpresa
Svein Tuft
baciato
dalle miss
sul podio
del Giro

Maglia rosa a Tuft (37 anni)
Vola anche il coetaneo Evans

Rosa
antico

Murales

Titanic

I corridori
della Garmin
sotto uno
dei tanti
graffiti dei
paramilitari
lealisti che
si vedono
a Belfast

Anche
le statue di
Newtownards
Road, tributo
agli operai
che costruirono il Titanic,
diventano
rosa

sponsor. Un bel business.
«Ai miei tempi qui erano in
pochi ad andare in bici, adesso
invece è scoppiato il boom» ricorda Roche. Fra i partenti di
questo Giro ci sono anche suo
figlio Nicolas, uomo di punta
del team Saxo, e suo nipote

84 - Bv. per Ballymoney
64 - Ballymoney (A26)
45 - Ballybogey
43 - Portrush (A2)
9 - Bushmills

84 - Bv. per Ballycastle

62 - Ballyvoy
261 - Cushendall
Road
12 - Cushendall

58,5

86,5
92,7

103,5

118,2
126,9

12 - Magheramome
28 - Whitehaed
78 - Knocknagulliagh
6 - Carrickfergus

5 - North Queen St.
216,0
219,0

ARRIVO
Belfast

185,3
193,2
195,4
202,1

GPM

6 - Ballygalley

GPM

6 - Glenarm

R

139,3

77,1

44 - Ballymena
40,1

67,8

21 - Antrim

Diretta TV: ore 14.00 su Rai Sport 2, dalle 15.05 su Rai 3

66 - Templepatrick

PARTENZA
Belfast

Belfast - Belfast di 219,0 Km

171,3

tappa

160,5



Dan Martin, leader della Garmin, che però ieri è caduto rovinosamente e oggi non partirà. Un altro irlandese, Philip
Degnan, è in gara con la francese Ag2r. «Un significato in
più di questo Giro è che la terza tappa unirà l’Irlanda del

22,1

re» sottolinea Roche, testimonial irlandese del Giro in una
Belfast tutta dipinta di rosa,
compresi l’orologio della torre
pendente Albert Memorial
Clock e i pullman a due piani
che girano numerosi in città, le
vetrine di negozi e ristoranti, i
numerosissimi pub, le pecore
delle campagne intorno, alcuni tralicci dei cavi elettrici e i
capelli del sindaco Martin
O’Muilleor. L’Irlanda del Nord
voleva a tutti i costi un grande
evento ciclistico e per averlo
ha versato al Giro d’Italia 4,2
milioni di sterline, oltre 5 milioni di euro. Siamo ancora
lontani dai 33 milioni di euro
spesi dallo Yorkshire per la
partenza del Tour de France
2014 da Leeds, ma gli amministratori di Belfast prevedono
un ritorno economico di 15 milioni di euro tra turismo e

0,0

to sul trono rosa il canadese
Svein Tuft, 37 anni compiuti
proprio ieri. Non proprio una
promessa, dunque, ma la
stessa età ha anche l’australiano Cadel Evans, che col 3°
posto della sua Bmc diventa
il leader virtuale fra i probabili big di classifica. E nell’odierna 2a tappa BelfastBelfast, tutta pianeggiante,
Alex Petacchi, il nonno del
gruppo con i suoi 40 anni,
con gli abbuoni in palio negli
sprint potrebbe sfruttare il
2° posto di ieri della sua
Omega per diventare il leader più vecchio nella storia
del Giro.
«II bello deve ancora veni-

Cartoline da Belfast

12.6

Lungo il percorso
atmosfera d’altri tempi
Ma l’Isola fa già
i conti sugli introiti

11,00 F1. Gp Spagna. Prove libere
11,35 Rugby. Brumbies-Sharks
13,00 Sport Mediaset
13,25 Dribbling
14,00 F1 Gp Spagna. Qualifiche
15,00 Superbike. GP Imola. Superpole

SkyF1
SkySport3
Italia1
Rai2
SkyF1
Italia1

41

15,05 Ciclismo. Giro d’Italia. 2ª tappa
Rai3
15,30 Tennis. Masters 1000 Madrid
SkySport2
18,30 Golf. The Players Championship
SkySport3
18,55 90° Minuto Serie B
Rai2
19,00 Tennis. Masters 1000 Madrid
SkySport2
20,30 Pallanuoto. Pro Recco-AN Brescia Rai Sport 1
20,45 Serie A. Inter-Lazio
SkySport1/Premium C.
0,20 Sabato Sprint
Rai2

LA CRONOSQUADRE NELLA CAPITALE DELL’IRLANDA DEL NORD

GIORGIO VIBERTI
INVIATO A BELFAST

Aveva ragione l’ex campione
irlandese di ciclismo Stephen Roche, uno dei due soli
corridori nella storia - l’altro
è un certo Eddy Merckx - ad
aver realizzato la fantastica
tripletta Giro, Tour e Mondiale in una stagione (1987):
«Queste prime tre tappe irlandesi del Giro riserveranno delle sorprese». Così è
stato nella cronosquadre di
apertura sulle strade di Belfast, che ha premiato il team
Orica Greenedge e proietta-

Oggi in Tv

.

- LA STAMPA

Regalo di compleanno
I corridori della squadra australiana dell’Orica,
vittoriosa nella cronometro iniziale di Belfast,
portano in trionfo il canadese Svein Tuft, che
proprio ieri compiva 37 anni: la maglia rosa che
ha indossato («Non me l’aspettavo proprio...»)
è il regalo dei suoi compagni tra i quali, a destra
nella foto, c’è anche Ivan Santaromita, campione
italiano in carica

E oggi Petacchi (40) cerca
il colpo tra vento e pioggia

Nord all’Eire» aggiunge Roche
senior, che è di Dublino, capitale della Repubblica d’Irlanda, dove si concluderà la frazione di domani prima che tutta la carovana rosa rientri in
Italia. «L’Irlanda vuole dimenticare le passate discriminazioni politiche e religiose. Io
sono di Dublino, eppure mi
hanno scelto come simbolo del
Giro anche qui a Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord».
Dove la gente cerca di lasciarsi
definitivamente alle spalle i famosi Troubles, gli scontri del
conflitto tra cattolici e protestanti che negli ultimi 40 anni
ha causato oltre 3 mila morti.
Anche in questo caso lo sport
ha indicato da tempo la soluzione: il rugby, che qui è più di
una religione, unisce nella
stessa maglia Irlanda del Nord
e Repubblica d’Irlanda, così
come fa il ciclismo. «In bici esiste una sola Irlanda - precisa
Roche -. Dunque in queste prime tappe pensate solo alle sorprese che potrebbero esserci
in classifica». Le prime sono
arrivate ieri, con Tuft in rosa e
la caduta della Garmin e di
Martin. Altre ne annuncia la
2a tappa. «Ci sarà un lungo
tratto sul mare, dove il vento
cambia sempre direzione ed è
spesso fortissimo. In più è prevista pioggia e qui le strade sono strette, piene di curve e pericolose». L’Irlanda, al suo debutto nel Giro, vuole stupire a
tutti i costi e non solo per l’entusiasmo della gente intorno
alla Corsa Rosa

Rovinosa caduta
Martin,clavicolako
garagiàfinita
1 Svein Tuft, la prima ma-

glia rosa di questo Giro, è un
tipo curioso. Cominciò con il
ciclismo molto tardi dopo essersi dedicato allo sci, alla
mountain bike, poi allo
snowboard, al motocross e
alle arti marziali. Scoprì la
passione per la bici lavorando
in un negozio sportivo e diventò professionista a 25 anni in America. Nel 2008 si presentò al team Garmin: «Aveva
la barba lunga e non emanava certo un buon odore - ricorda il manager Vaughters -.
Pensai che almeno avrebbe
fatto di tutto per riuscire nel
ciclismo». Proprio in quell’anno fu argento ai Mondiali a
cronometro di Varese dopo il
7° posto ai Giochi di Pechino.
Ance suo nonno Arne aveva
fato le Olimpiadi, ma nella 50
km di fondo (6° nel 1936). La
caduta di tappa lascia strascichi, Martin si è lussato la clavicola e per lui la gara è gia finita. Ordine d’arrivo 1a tappa
Belfast-Belfast, cronosquadre di 21,7 km: 1. Orica
24’42”; 2. Omega 5”; 3. Bmc
7”; 4. Saxo 23”; 5. Sky 35”.
Classifica: 1. Tuft (Can); 2.
Durbridge (Aus); 3. Weening
(Ola); 4. Meyer (Aus); 5. Matthews (Aus); 6. Santaromita.

42 .Sport

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Obiettivo 100 punti
DomaniaRomaconititolari

Retroscena
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

1 I «titolarissimi» in campo per battere la Ro-

N

on è ancora il
tempo di sciogliere le riserve. Più
che una crisi di
governo, quella
che si trova ad affrontare la
Juve è una crisi personale.
Tutta incentrata sui dubbi di
Conte, un uomo solo al comando che ormai veste i panni dell’Amleto bianconero
(«Vado avanti o vado via?») e
prende sempre più in considerazione l’ipotesi di fermarsi
un anno. Nonostante abbia
ancora un anno di contratto,
con ottime probabilità di ricco
rinnovo, e sia l’allenatore più
amato dai tifosi juventini.
Potenzialmente un paradosso, visto che il club vuole

AFP

ma davanti ai suoi tifosi, nessuno c’è mai riuscito in questo campionato, e fare il nuovo record
di punti in serie A (ne basta uno per eguagliare i
97 dell’Inter di Mancini). La Juve si prepara al
big-match di domani sera all’Olimpico (ore
17,45) schierando i migliori ed offrendo la sensazione di chi non si accontenta nonostante la
conquista del terzo scudetto di fila. Conte non
avrà Vidal, che ha iniziato la riabilitazione a Torino dopo l’operazione al menisco a Barcellona,
ma rispetto alla vittoria sull’Atalanta rilancia
Pirlo e Asamoah a centrocampo, Bonucci in difesa, Buffon in porta e soprattutto la coppia Tevez-Llorente in attacco. In attesa di capire il destino di Conte, nello spogliatoio bianconero si
pensa già alla prossima stagione. «È difficile riconfermarsi: per vincere ci vuole sacrificio e bisogna sempre pensare di andare oltre. Noi ce la
metteremo tutta anche il prossimo anno – dice
Andrea Barzagli dopo il terzo scudetto consecutivo -, per far vedere che questo gruppo può
continuare a vincere». Pensieri condivisi da Caceres. «Ora vedremo e speriamo di poter fare
anche qualcosa in più in futuro».
[G. ODD.]

Antonio Conte, 44 anni, tre scudetti in tre stagioni sulla panchina della Juve

DECISIONE RIMANDATA

I bianconeri non temono
la concorrenza, ma la
stanchezza del tecnico
proseguire il percorso con lui
in panchina, ma Conte si è
messo in discussione da solo.
Non solo perché si sente svuotato mentalmente e fisicamente dopo una stagione altamente logorante, ma anche
per il rischio di non poter varare la rivoluzione della rosa
che servirebbe per rilanciare
la Juve.
Per questo l’allenatore
bianconero ha preferito rimandare l’incontro ufficiale
con Agnelli e Marotta in sede:
era in agenda dopo la conquista matematica del tricolore,
ma non avverrà prima della
prossima settimana. Dopo
Roma-Juve di domani, dunque, ma l’incombere della par-

Conte prende tempo
La Juve inizia a preoccuparsi
Salta l’incontro con la società. E spunta l’ipotesi di un anno sabbatico
tita c’entra poco. Conte prende
tempo per capire che cosa vuole fare del suo futuro e la società
ha capito che ora è meglio non
forzare la mano o accelerare i
prossimi passaggi dopo i primi
contatti informali tra l’allenatore e il presidente. Meglio aspettare e pensarci su, anche se il silenzio del tecnico (questa mattina parlerà solo il suo staff per

la passerella scudetto) e il trascorrere dei giorni può alimentare cattivi pensieri. Oltre a un
certo nervosismo, perché c’è
una squadra da (ri)costruire e
senza le precise indicazioni di
un allenatore non si può procedere.
Tutto può veramente accadere tra la Juve e Conte. E se la
fretta è spesso una cattiva

consigliera, a volte neanche le
lunghe attese possono portare
i giusti suggerimenti. Soprattutto per chi si trova negli scomodi panni di dover attendere
le decisioni altrui. Come la Juve, che ha vinto tre scudetti
consecutivi e può toccare
l’inesplorata quota 100 punti
in questa campionato, ma rischia di perdere l’uomo capa-

ce di costruire tutto ciò.
I bianconeri non temono la
concorrenza di club pronti a investire subito un centinaio di
milioni di euro sul mercato, come quel Monaco che l’ha inserito nella lista del dopo-Ranieri,
ma il desiderio di un anno sabbatico da parte del proprio allenatore. Chi ha incontrato Conte
in questi giorni non nasconde la

grande stanchezza del tecnico,
mentre lui stesso prende in
considerazione l’ipotesi di imitare Guardiola che salutò il
Barcellona dopo aver vinto tutto, restò lontano dai campi per
un anno e poi firmò per il
Bayern Monaco. Forse Conte
sente di aver chiuso il proprio
ciclo con la Juve («Migliorare
una squadra che vince tre scudetti è molto difficile, se non impossibile», ha detto lunedì scorso) o molto più semplicemente
teme di non riuscire a dare nuovamente tutto se stesso («Devo
capire se avrò ancora la forza di
andare avanti»). In mezzo c’è
anche la filosofia del club che
non può fare follie sul mercato,
salvo il sacrificio dei top player,
perché l’eliminazione in Champions e la mancata finale di Europa League non sono solo ferite per l’orgoglio.

Sport .43

LA STAMPA

.

SABATO 10 MAGGIO 2014

Retroscena
FRANCESCO MANASSERO
TORINO

E’

pronto ad andare in «guerra» anche a costo di stringere nuove e insolite alleanze, l’Urbano Cairo
furioso che si è visto mettere
in disparte, ma non (ancora)
con le spalle al muro, nella
trattativa Juventus-Borussia
per Ciro Immobile.
Il giorno dopo il «grande
sgarbo» il presidente granata
misura col peso del cartellino
del bomber conteso la sua irritazione. «Il nostro 50% conta come quello dei bianconeri:
chi lo vuole, deve venire da
noi», il messaggio con cui dovranno fare i conti i bianconeri, con cui un anno fa ha acceso questa strana multiproprietà, e tutti gli estimatori
del capocannoniere della serie A. La volontà del Toro è
chiara, anche se le tracce di
una fuga all’estero dell’attaccante lucidato da Ventura si
moltiplicano: i granata conta-

“Immobile vuole il Borussia”
Ma Cairo non ci sente
Il dg dei tedeschi allo scoperto, il Toro però punta al riscatto del bomber

2
Milioni
L’ingaggio (a salire)
offerto dal Borussia a
Immobile per 3 stagioni

co Madrid, che ha testa e cuore
a Liga e finale di Champions,
ma tra due settimane potrebbe
trovarsi senza il bomber Diego
Costa, promesso sposo del
Chelsea di Mourinho a suon di
milioni, circa 40. Non cambierebbe il finale, cioè la cessione
di Immobile, ma almeno il Toro
avrebbe in mano il destino del
giocatore, ed eventualmente
sarebbe l’unico beneficiario
della dolorosa (ma a certe cifre
doverosa) vendita.
Il piano granata, però, ogni
ora che passa trova nuovi osta-

coli alla sua realizzazione, e soprattutto indizi che confermano come la destinazione tedesca sia la più probabile. Così
calda, che di ritorno dal blitz torinese il dg del Borussia ha rilasciato alla Bild una dichiarazione lapidaria: «Immobile vuole
assolutamente venire da noi»,
ha detto Hans-Joachim Watzke.
Il giocatore, in verità, avrebbe
delle remore per problemi familiari, anche se 2 milioni all’anno, a salire e per 3 anni (più 2
d’opzione), sono un’ottima tecnica di seduzione.

Hanno
detto

(3-5-2)

SKY CALCIO 1 E PREMIUM CALCIO ORE 18

1

Rafael Scuffet

22

4

Pillud Heurtaux

75

18

Moras Danilo

5

25

Marques Domizzi

11

33

Agostini Widmer

27

26

Sala Pinzi

66

14

Cirigliano Allan

3

10

Hallfredsson Pereyra

37

21

Gomez Gabriel Silva

9

Toni Nico Lopez

7

34
17
10

Marquinho Di Natale

ARBITRO: TOMMASI
All: GUIDOLIN

Inter

Lazio

(3-5-2)

(3-4-2-1)

SKY SPORT 1 E PREMIUM CALCIO ORE 20,45

1

Handanovic Berisha

1

23

Ranocchia Biava

20

Samuel Cana

27

25

TRATTATIVA COMPLICATA

Il Mondiale potrebbe far
lievitare la valutazione
Atletico Madrid alla finestra
no di resistere al duplice assalto per giocarsi tutte le
chance nel nodo delle comproprietà, il cui termine ultimo è il 20 giugno. Fino ad allora non vogliono vendere Immobile a nessuno, a meno di
offerte irrinunciabili: e i 18 milioni del Borussia (che però al
Toro non ha fatto proposte)
non sono considerati tali,
anche perché andrebbero
divisi per due e poi decurtati della spesa d’acquisto: il guadagno sarebbe poco superiore ai 6
milioni, cifra che dopo i
Mondiali potrebbe
quasi raddoppiare.
Il Torino, comunque,
spera di tenere il giocatore
almeno per un altro anno e
proverà a raggiungere l’accordo con la Juve fino all’ultimo. Ma l’estrema ratio non sarà la cessione, almeno nelle intenzioni, bensì il riscatto del
bomber per il quale il club è
disposto ad arrivare fino all’incognita delle buste, dove
vince chi scrive (al buio) l’of-

La rabbia granata

La certezza tedesca

35

Addio a Immobile?
Juventus
e Borussia
dovranno fare
i conti con noi

Posso confermare
che il giocatore
vuole
assolutamente
venire da noi

88

Hernanes Biglia

5

17

Kuzmanovic Ledesma

24

U. Cairo, presidente Toro

H. J. Watzke, dg Borussia

2

Rolando Dias
Jonathan Gonzalez

3
15

10

Kovacic Pereirinha

17

55

Nagatomo Candreva

87

8

Palacio Mauri

6

9

Icardi Klose

11

ARBITRO: MASSA

Domani lo spareggio con il Parma
Olimpicoesaurito:26milaspettatori
Glik:«Sepensoalpassato,hoibrividi»
1 Se il mercato sta agitando il mondo granata, il cuore

e la testa della squadra di Ventura, che ha recuperato Cerci, sono rivolti solo alla sfida contro il Parma, vero spareggio per l’Europa. «Contro di loro siamo reduci da una
sconfitta che brucia ancora, ora vogliamo rifarci», così
capitan Glik che poi aggiunge: «Nello spogliatoio si parla
pochissimo di trattative, non ci stanno condizionando.
Immobile? È sereno. Fosse per me, farei di tutto per confermare questo gruppo. Ma neanche io, in verità, ho la
certezza di restare». Come a dire, in questo Toro bisogna
conquistarselo il posto. Il «carpe diem» granata è domani, in uno stadio Olimpico che sarà una bolgia: c’è il tutto
esaurito con oltre 26mila spettatori. «I tifosi ci daranno la
carica in più», dice Glik che poi punge il Milan: «Con sei
punti andiamo in Europa noi, mica loro… Se penso a tre
anni fa dove giocavamo, mi vengono i brividi». [F. MAN.]

BASKET, DOPO L’ARRESTO DI MINUCCI. PETRUCCI, PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE: «IL CASO RIGUARDA UN SOLO CLUB, NON TUTTO IL MOVIMENTO»

Siena choc, rischia almeno uno scudetto

Il giorno dopo lo scalpore per
l’arresto di Ferdinando Minucci, il mondo del basket italiano è stordito. C’è chi si dice
incredulo, anche se non sono
nate l’altro ieri le inchieste
che coinvolgono l’ex n°1 della
Mens Sana Siena (e futuro, a
oggi, presidente della Legabasket), e chi ha preferito
non commentare, come gli

Udinese

(4-3-3)

All: MANDORLINI

NODO COMPROPRIETÀ

PIETRO SCIBETTA

S. Siro saluta
Zanetti, l’Inter
vuole blindare
l’Europa
Verona

ferta più alta. Un’asta nella quale i granata, nonostante fatturino un decimo della Juve e abbiano un monte ingaggi sei volte inferiore, sono convinti di potersela giocare. Il club di Cairo
vorrebbe rafforzare l’idea di fare lo sgambetto al vicino più potente se nel frattempo avrà centrato l’Europa League. E poi, un
aiuto per agevolare il riscatto
del napoletano potrebbe arrivare anche dai club che avevano posato gli occhi su Immobile,
ora in apparente ritirata dopo
l’affondo tedesco. Come l’Atleti-

Difficile trattenere Ciro:
l’ipotesi estrema è andare
alle buste con la Juve

Senza i «ritocchi»
al bilancio non
si sarebbe potuta
iscrivere nel 2012/13

GLI ANTICIPI

unici due presidenti delle società contrarie all’elezione di
Minucci in Lega, lo scorso febbraio: Toti (Roma) e Villalta
(Bologna). Parla, invece, il presidente federale Gianni Petrucci. E difende, per quanto
possibile, il suo sport: «Questo
è un caso che riguarda una società popolare e gloriosa come
Siena e il suo dirigente: non
stiamo parlando di tutto il
basket. Noi non abbiamo gli
strumenti di polizia e magistratura, chi accusa i controlli
della commissione tecnica sbaglia. Parliamo di fatti avvenuti
al di fuori dell’ambito sportivo,
ma ci daremo comunque da fare per vedere se qualche meccanismo va perfezionato o
cambiato».

Denunciati
Ksystof
Lavrinovic
(a sinistra),
lituano
ora
al Valencia,
con Shaun
Stonerook,
americano

7
titoli di fila
per Siena: il primo
nel 2007, l’ultimo
nella scorsa stagione

Vista la portata dell’inchiesta è lecito chiedersi cosa rischia la società anche a livello
di titoli vinti. Nel suo comunicato di ieri, la Guardia di Finanza scrive: «Approfittando
delle professionalità interne

alla società e dei rapporti preziosi con la Banca Monte dei
Paschi, nel 2012 fu individuata
la soluzione perfetta per fare
un nuovo “maquillage” al bilancio e avere i requisiti per iscriversi ai campionati». Ovvero,

la cessione del marchio Mens
Sana alla Brand Management
di Sammarini, uno dei quattro
soggetti arrestati giovedì, società creata ad hoc. Il che, va
da sé, metterebbe a rischio la
legittimità di scudetto e Coppa

All: MAZZARRI

All: REJA

L’ultimo sabato con due anticipi di A riguarda solo la corsa
all’Europa League. Il Verona
deve solo battere l’Udinese
per tener vivo un filo di speranza, l’Inter può garantirsi
un posto eliminando dalla corsa la Lazio. Con la curva Nord
chiusa, S. Siro prepara l’addio
a Javier Zanetti, capitano dei
record, che Mazzarri farà però partire dalla panchina.

Classifica
Juventus*
96
Atalanta
Roma
85
Sampdoria
Napoli
72
Udinese
Fiorentina
61
Genoa
Inter
57
Cagliari
Torino
55
Sassuolo
Parma
54
Chievo
Milan
54
Bologna
Lazio
53
Catania
Verona
53
Livorno
(*) = Campione d’Italia

47
44
42
41
39
31
30
29
26
25

Italia conquistati nella stagione 2012-13. «I regolamenti li conosciamo, ma io faccio il presidente: non è corretto da parte
mia parlare di sviluppi possibili, chi vuole tragga le sue conclusioni», dice Petrucci, che riguardo al futuro della Legabasket afferma: «Ho parlato
con il presidente Valentino
Renzi e altri presidenti di club.
Aspetto proposte, che mi chiedano un incontro per concordare insieme il prossimo futuro: non interverrò nella scelta
del loro presidente, e sarei ben
felice di decentrare competenze e responsabilità. Se hanno
organizzazione e forza, la Fip è
disponibile a riconoscerle».
Sono noti anche i nomi dei 17
giocatori denunciati per
«omessa o difettosa dichiarazione fiscale» per annualità
che vanno dal 2007 al 2012: tra
loro nessun italiano, mentre
tre sono ancora in Italia
(Kaukenas a Reggio Emilia,
Eze a Sassari, Moss a Milano).

SABATO 10 MAGGIO 2014 LA STAMPA 44

W

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

il caso
STEFANO MANCINI
INVIATO A BARCELLONA

obiettivo della
Ferrari è diventato «finire meglio di come abbiamo cominciato». La svolta minimalista è
certificata da Luca Montezemolo, in visita alla squadra
schierata a Montmelò per il
Gran premio di Spagna. «Non
sono contento di dove siamo,
ma abbiamo le capacità per
tornare a vincere», dice il presidente. Il problema sono i
tempi. Nella storia recente, la
prima gara europea è sempre
stata un momento di svolta
per il Cavallino, e infatti l’edizione 2013 coincide con l’ulti-

L’

Ferrari, la svolta rimandata
“Il titolo? Pensavo quest’anno...”
F1, sviluppi solo in Canada. Montezemolo: “L’obiettivo è finire bene”
DomaniGpdiSpagna
Libere,superHamilton
Oggiqualifiche(ore14)

Deluso
Luca
Montezemolo,
66 anni,
presidente
della
Ferrari

1 Nessuno ferma Lewis

Hamilton. Miglior tempo nelle libere, mezzo secondo di distacco al compagno di squadra Rosberg, uno a Riccardo,
1,6 per Alonso, 1,8 a Raikkonen. La Mercedes dell’inglese
è più veloce. Avversari frustrati. Le modifiche apportate alle altre macchine sono
state annullate da quelle
messe in pista dal team tedesco. Tv: oggi ore 11-12 prove
libere; dalle 14 qualificazioni,
diretta Sky Sport F1, differita
dalle 17,30 su Rai 2.
[C. CH.]

MERCEDES IMPRENDIBILI

Rosse ancora indietro,
si pensa al progetto 2015
«Non avremo più alibi»
ma vittoria di Fernando Alonso. Stavolta l’evoluzione della
F14 T non pare così brillante
(oltre un secondo e mezzo di
ritardo da Hamilton nelle libere di ieri) e il momento della
svolta viene posticipato: non
sarà neanche a Montecarlo
ma a Montreal, settima di diciannove gare.
Quando la Ferrari tornerà a
giocarsi il Mondiale? «Io pensavo che sarebbe successo già
quest’anno», chiude l’argomento Montezemolo prima di
passare agli obiettivi di medio
termine. «Abbiamo un tecnico
bravissimo che è arrivato nel
settembre scorso e sta lavorando sul progetto 2015. Si
chiama James Allison e la sua
sarà la prima macchina degli
ultimi anni nata nella nostra

Ha
detto
REUTERS

Stagione difficile

Non sono contento
di dove siamo ma
abbiamo le capacità
per tornare a vincere
Voglia di riscatto

La macchina
di Allison sarà
la prima nella nostra
galleria del vento

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Gli avvisi si ordinano presso:
TORINO, - via Lugaro 15, t. 011.6665211/258; MILANO,
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Il prezzo delle inserzioni risulta dal prodotto del numero
di parole (minimo 15) per la tariffa della Rubrica, con
l’aggiunta dei diritti issi e delle imposte pari al 22%
globale e deve essere corrisposto anticipatamente.

galleria del vento invece che in
quella della Toyota. Non avremo più scuse». Del «lungo termine» si occuperà Marco Mattiacci, il team principal che un
mese fa ha preso il posto del dimissionario Stefano Domenicali e che ieri ha assistito alla conferenza stampa. «Nel ‘93 ricordo lo scetticismo di tanti quando chiamai Jean Todt - spiega
Montezemolo -. Era francese e
non sapeva nulla di F1, però con
lui abbiamo vinto tantissimo.
All’inizio gli stavo vicino come
faccio oggi con Mattiacci». Dunque la speranza è ricostruire un
ciclo vincente, senza dimentica-

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re che Todt il primo titolo lo ottenne dopo sei anni. Quanto durerà la fragile pazienza di Alonso? Montezemolo ne prende le
parti: «Se lui è deluso o arrabbiato, figuriamoci come sto io. E
nel momento in cui gli daremo
una macchina competitiva, sarò
il primo a gioirne».
Il pilota spagnolo, che davanti al proprio pubblico sperava di
avere qualche carta in più da
giocarsi, si è anche lamentato
delle nuove regole. Le monoposto, anche le migliori, sono diventate lente, è il messaggio.
Lente al punto che una Gp2 in
assetto da qualifica ieri avrebbe

dato la paga a Caterham, Marussia e persino Lotus. «Ne parleremo nelle giuste sedi - promette il presidente -. Affronteremo pure il problema dei costi.
Non ho mai visto tanti piloti costretti a pagare per un posto. Se
continuiamo così, alcune squadre non arrivano alla fine dell’anno». Allarme confermato
dalla Renault, che fornisce i motori a Red Bull, Toro Rosso, Lotus e Caterham. «Ci sono ritardi
nei pagamenti - si lamenta il
presidente di Renault F1 JeanMichel Jalinier -. Rischiamo di
non continuare gli sviluppi o di
interrompere le forniture».

Sport .45

.

In breve
Serie B, gli anticipi

Empoli, la A è più vicina
1I

risultati degli anticipi:
Padova-Cesena 0-1; EmpoliCrotone 3-1. Oggi alle 15:
Avellino-Spezia; Bari-Juve
Stabia; Latina-Ternana; Modena-Novara; Palermo-Lanciano; Pescara-Siena; Reggina-Brescia; Trapani-Cittadella; Varese-Carpi.

Fifa

Blatter si ricandida
1 Il

presidente della Fifa
Sepp Blatter ha dichiarato di
volersi ricandidare per il 5°
mandato.

Atletica, Diamond League

Ukhov salta 2,41
1 Nella

1ª tappa di Diamond League grande gara
dell’alto con 4 atleti sopra i
2,37. Vince Ukhov a 2,41. Fassinotti esce a 2,24.

Tennis, oggi via a Roma

Nadal avanti a Madrid
1 Rafa Nadal batte Tomas

Berdych 6-4 6-2 e vola in semifinale a Madrid. Intanto,
domani iniziano gli Internazionali d’Italia.

Volley, nuovo allenatore

Perugia sceglie Grbic


Nikola Grbic il nuovo
allenatore della Sir Safety
Perugia di pallavolo. Prende
il posto di Boban Kovac.

Pallanuoto, finale scudetto

C’è Pro Recco-Brescia
1 Oggi

si apre la serie al
meglio delle 2 gare su 3 della
finale scudetto di pallanuoto
tra Pro Recco e AN Brescia
(ore 20,30 RaiSport1).

FRANCESCO DE GREGORI
GUARDA CHE NON SONO IO
SABATO 10 MAGGIO

SALONE DEL LIBRO
DI TORINO
UN INCONTRO CON

FRANCESCO
DE GREGORI
ORE 17.30

ARENA
BOOKSTOCK
PAD. 5
ORE 18.45

STAND
LA STAMPA
PAD. 3

T1 CV PR T2

SABATO 10 MAGGIO 2014 LA STAMPA 46

47

UN’INSTALLAZIONE DI DUILIO FORTE

Dotato di otto zampe è il cavallo migliore che esista, in
grado di viaggiare per mare,
per terra e attraverso altri
mondi. Dal 2008 al 2014, Duilio
Forte ha realizzato oltre trenta
esemplari della serie Sleipnir,
in Italia, Svezia e Svizzera.
In piazza Carignano lo Sleipnir accompagnerà altre iniziative ideate da Duilio Forte,
che trasformeranno la piazza
in un vero e proprio teatro di
conversazioni, incontri, performance musicali e artistiche.

Un cavallo guarda dall’alto
Piazza Carignano
In occasione del Salone del
Libro, Duilio Forte, artista
italo-svedese, ha realizzato in
piazza Carignano, accanto alla statua di Gioberti, lo Sleipnir, un cavallo ligneo alto più
di 12 metri. Come le altre opere di Forte, Sleipnir rappre-

IL TEMPO IN CITTÀ
Un anno fa

MIN (˚C)

Ieri

13

13.1

13.8

MAX

Oggi

26

25

22.1

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

senta esseri che non si trovano
in natura, animali fantastici,
mitologici o estinti, caratterizzati da una forte componente
interattiva con il pubblico: Sleipnir è il cavallo di Odino, nato
dal possente Svaðilfari e dal
dio Loki.

T1 T2

L’opera di Duilio Forte

TORINO

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it
AL LINGOTTO L’APPUNTAMENTO TORINESE SI ALLEA CON FRANCOFORTE

Al Salone del libro
l’assalto delle famiglie
Dopo le code delle scolaresche comincia il weekend più caldo
. Dai primi conti il
* Biglietti
Salone quest’anno è a più

LA MANIFESTAZIONE ATTRAVERSA LA CITTÀ. IL MOVIMENTO PROMETTE: SARÀ PACIFICA

cinque per cento di biglietti e più un 10% di libri venduti. Il Salone spirituale e
riesce a far convivere il
diavolo e l’acqua santa, co
cardinali e atei. E dopo la
giornata dedicata a bimbi
e scuole, oggi e domani saranno i giorni della ressa.
DA PAGINA 48 A PAGINA 53

PROTAGONISTI

Adolescenti
e bambini
superstar
I due volti vincenti
della kermesse
Garberoglio e Platzer ALLE PAGINE 50 E 51

IL CASO

Sacro
e profano
al Lingotto
La coda più lunga
è per l’ateo Odifreddi

REPORTERS

Corteo No Tav, Torino blindata
Massimo Numa A PAGINA 55

Emanuela Minucci A PAGINA 48

Diario

Turisti cacciati Basket, la Pms
da Villa Rey
supera Biella
Chiude l’unico
Quarti di finale
campeggio torinese
dei playoff per la A1
Proteste dei camperisti Torinesi avanti 2 a 1
Beppe Minello

Domenico Latagliata

A PAGINA 63

A PAGINA 73

IL CASO

Che male fa
un bimbo
in cortile?

LA STORIA

Doppia
evasione
Dall’asilo

VIOLA LAPICCIRELLA

PAOLO COCCORESE

A

M

l Salone del Libro la
folla sembra più ampia
degli anni passati, centinaia di bambini ogni giorno
frequentano i padiglioni del
Lingotto. Ma, non lontano
dalla fiera, proprio un libro e
un bambino sono stati gli involontari protagonisti di una
piccola, ma significativa storia di intolleranza urbana.
Piazza Vittorio, un cortile
condominiale di recente sottratto all’orrendo uso e abuso
di parcheggio; in un angolo
compare a ora-merenda un
grazioso tavolinetto turco
con tè e biscottini. Seduto al
tavolino un bambino. «Sto
leggendo Pierino Porcospino,
devo riportarlo mercoledì alla biblioteca scolastica», mi
informa il bambino che saluto
dal balcone.
Una scena un po’ magica,
forse mi vengono in mente i
tavolini delle fiabe: tavolinoapparécchiati, tavolinosparécchiati. Penso che, ecco, vedi,
il cortile ora che non è invaso
dalle automobili è bellissimo,
il bello non può che produrre
altro bello, il tavolino, il bambino, il librino, tutto torna...
Seconda parte (o «la prevalenza del cretino»): una lettera ai condomini dell’amministratore cui «è pervenuta
segnalazione del fatto che alcuni pongono nel cortile sedie
e tavolini» e «pertanto si diffida dal farlo in futuro».
Lettera
a «Specchio dei tempi»

arco e Andrea sono
di fantasia, sono così
inseparabili che non
si sono lasciati la mano neanche un secondo mentre percorrevano la strada che collega l’asilo di via Sospello al
portone della casa di uno dei
due in via Nigra. Quasi un
chilometro percorso di corsa, facendo attenzione ad attraversare la strada quando
il semaforo è scattato sul verde e senza perdere l’orientamento.
Chissà quante volte hanno
ripetuto quel tragitto, i due
bimbi di 5 anni che giovedì
mattina, mentre erano nel
cortile con i compagni, hanno
fatto perdere le loro tracce.
«Volevamo giocare a casa»,
hanno raccontato i due giamburrasca che dopo venti minuti hanno suonato al citofono dove ha risposto la mamma e ha messo fine alla bravata che poteva costare cara.
«Sono passati nel cortile
del consultorio dell’Asl che,
nonostante le nostre richieste, ha sempre la porta aperta» dice, dall’asilo, Maria Teresa Nunnari. Dal Comune,
l’assessore Pellerino annuncia sanzioni. Mentre i genitori di via Sospello masticano amaro. «La polizia non è
state avvisata in tempo. E la
porticina che collega i due
cortili doveva essere chiusa». Come ieri, a bloccarla
un bel lucchetto anti-fuga di
bambino.

T1 CV PR T2

48 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
SABATO 10 MAGGIO 2014

Salone
del

Libro

Carabinieri

Cesare e Dio

I saggi di Gianni Oliva
e Gastone Breccia
Sala Azzurra, 10.30

Incontro con
Corrado Augias
Sala Gialla, ore 12

Nell’anno del sacro
la coda più lunga
è per l’ateo Odifreddi
Tra gli stand convivono diavolo e acqua santa
Gli alleati tedeschi a caccia di eventi turistici
EMANUELA MINUCCI

Le file si allungano di fronte al
Lingotto. Si parla di un più 5
per cento di biglietti staccati,
fuori, e di un dieci per cento in
più di libri venduti dentro. Il
Salone spirituale tira e riesce
a far convivere nell’acquario
del Lingotto l’acqua santa e il
diavolo, il cardinale Gianfranco Ravasi e Piero Pelù, Massimo D’Alema e Peppa Pig, l’ex
segretario di Stato del Vaticano Tarcisio Bertone e il dj
Ringo. È la dialettica della
cultura. E non ci si può fare
niente. Così capita che nell’edizione dedicata al Bene
con il Vaticano Paese ospite la
fila più lunga per entrare a
sentire il laicissimo Odifreddi. La visione del matematico
impertinente di un tema da
niente come la Natura.
L’investitura

D’altronde, la mattina era cominciata bene, con il presidente Rolando Picchioni che porta
a casa l’accordo con la Buchmesse di Francoforte per avere
la Germania come Paese ospite
nel 2015. Con il suo «ja» la delegazione tedesca capitanata da
Barbel Becker, ha fatto la felicità dell’assessore alla Cultura
Coppola (il primo a incontrare i
vertici della Buchmesse nell’ottobre scorso) dato un bell’assist agli attuali vertici del Lingotto a guadagnarsi un altro
anno alla guida della kermesse.
Di questo hanno parlato di sicuro Picchioni e Chiamparino
che si sono chiusi nell’ufficio
del patron per una buona mezz’ora prima di fare un giro (elettorale) al Lingotto, scandito da
tante strette di mano da lussare le falangi e libri in regalo co-

Up & down

no già dati buoni rispetto a quel
che si aspettava con la crisi.
Il traino del Salone

1 La gentilezza è certamen-

te un bene immateriale, come
aspira a diventarlo il Salone.
Senz’altro quest’anno gli
standisti sono diventati più
gentili e pure portatori sani di
lingue straniere. Già perché gli
stranieri ci sono e fino all’edizione passata, si sentivano parecchio incompresi.
[E.MIN.]

C’è un effetto traino, come spiegava ieri Maurizio Montagnese,
presidente di Turismo Torino,
fra i visitatori dello stand e il tour
fra le bellezze della città. Non per
niente ieri la delegazione tedesca
di Francoforte è andata a vedersi
qualche mostra in centro e ha visitato il Circolo dei Lettori: «Bellissima l’idea del Salone Off - ha
detto Barbel Becker - lo faremmo volentieri anche noi se solo
avessimo le vostre location». E
poi, da bravi tedeschi, hanno già
chiesto tutto il materiale turistico possibile su Torino, per farsi
trovare preparati il prossimo anno e offrire al proprio pubblico
un pacchetto che valga la pena.

Benvenuto cardinale

Il Papa e il Gattopardo
1 Non si fa aspettare il car-

dinale Ravasi un quarto d’ora
fuori dall’Auditorium perché il
dibattito precedente «sfora».
Il presidente del Consiglio
pontificio della Cultura non si
è lamentato, ma la puntualità
sarebbe cosa gradita soprattutto in vista della Germania
come Paese ospite.
[E.MIN.]

me «Torinesi nella Pampa». Finito il tour, l’aspirante presidente
della Regione Chiamparino dirà
che il Salone è molto bello «e non
c’è urgenza di cambiare».
Vendite anti-cicliche

E se i librai piangono, ecco che il
Salone va in controtendenza:
Mondadori, Einaudi, Ibs, Sperling & Kupfer, Adelphi, Feltrinelli
parlano di vendite molto buone,
migliori dell’anno scorso che era-

Mentre oggi si attende il solito
botto di pubblico di affluenza del
sabato (ieri la folla era ad alto
tasso di scolaresche, oggi sarà la
giornata delle famiglie) il programma del Salone continua a
puntare su un fritto misto molto
appetitoso, che sposa appuntamenti solenni come «Le parole
del Papa», l’incontro con il cardinale Pietro Parolin, segretario di
Stato, alle undici nella maxi sala
500 e la lectio magistralis di Enzo Bianchi sul «Dono e perdono», insieme con la presentazione di «Ammazziamo il Gattopardo» con il caustico Alan Friedman che nel cuore del pomeriggio prevedibilmente riempirà la
Sala dei 500 e andrà pure oltre.
Per sorridere c’è Claudio Bisio,
per ricordare con nostalgia che
non è mai troppo tardi, con l’incontro con Giulia Manzi, la figlia
del maestro catodico e gentile.
twitter@emanuelaminucci

Gianfranco Ravasi si è ripreso dal malessere e ieri al Salone era il più atteso dalle autorità,
d’altra parte è stato determinante per la scelta del Vaticano di essere il Paese ospite

Musica e Parole

Il dizionario perduto di Guccini
e le letture secondo De Gregori
SILVIA FRANCIA
Per chi è nato negli anni Sessanta e Settanta, è un tuffo
al cuore. Di quelli belli, magnifici.
Potersi trovare, nella
stessa giornata, a qualche
metro o persino - avendo fortuna - centimetro, da due
emblemi della propria formazione non solo musicale
ma esistenziale. Due nomi

che, forse, allora, dividevano,
come spartiacque, le opposte
«tifoserie»: di qui chi sta per
«Rimmel», «Bufalo Bill» o «La
donna cannone», di là i fanatici della «Locomotiva», di
«Eskimo» e «Incontro».
Ma oggi, per più di una generazione, l’idea di incontrare, quasi in contemporanea,
Francesco de Gregori e Francesco Guccini, è emozione pura: come riascoltare la colon-

na sonora di una vita, l’eco di
un poetica alta che, invece di
separare, decisamente affratella. Un’occasione che i visitatori del Salone (e non solo
quelli vicini al mezzo secolo,
ovvio) avranno oggi.
Alle 17,30 in Arena Bookstock, difatti, arriva il «Principe», che parlerà con il giornalista Gabriele Ferraris delle
sue letture del cuore e del libro «Guarda che non sono io»

T1 CV PR T2

LA STAMPA
SABATO 10 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .49

I masterchef

Viaggio nella Sistina

Basta piangere!

Bruno Barbieri e Carlo
Cracco, con Barbara
Sgarzi. Auditorium, 12

Alberto Angela parla
del suo ultimo libro
Sala Gialla, ore 13

Massimo Popolizio
legge il libro di Aldo
Cazzullo. Sala Gialla, 15

La storia

Tre scrittori
inaspettati
venuti
dall’Iraq
LETIZIA TORTELLO

La lunga fila laica
Tutti ordinatamente in attesa per sentire
Odifreddi, il recordman del secondo giorno

La scrittrice dei disastri
Jamie McGuire, in bianco, autrice di «Uno
splendido disastro» è stata una delle star di ieri

Francesco De Gregori

Francesco Guccini

curato da Silvia Viglietti. Alle
18,30, il cantautore sarà allo
stand della «Stampa» per una
video intervista e un incontro
con i fans, che avranno in regalo una serie di manifesti.
Alle 21 in Sala Gialla, tocca
invece a Guccini che, affiancato da Piero Negri della «Stam-

pa», parla del suo «Nuovo dizionario delle cose perdute»,
un inventario di oggetti della
memoria, tratteggiato con
malinconica ironia.
Il «cantore di Pàvana»,
esordì come scrittore con le
«Croniche Epafaniche» nel
1989.

I loro nomi non compaiono
sul programma, perché fino
all’ultimo minuto il direttore
editoriale del Salone, Ernesto Ferrero, non contava di
averli. Troppo complicato
farli venire dall’Iraq, troppi
permessi da chiedere, quasi
impossibile superare gli ostacoli diplomatici. Anche se
Ferrero ci sperava. A portarli
ci è riuscito lo scrittore Younis Tawfik, anche lui iracheno, ormai torinese d’adozione. Marwan Yaseen, Haitham Behman, Yabbar Yassin Hussein saranno i protagonisti, stasera alle 21 in Sala
Blu, di un appuntamento più
unico che raro, un dibattito
sulla libertà d’opinione e sulla
situazione politica, sociale e
culturale nell’Iraq del dopo
Saddam. Pur sempre lacerato da interminabili lotte civili.
Tawfik ha dovuto destreggiarsi con perizia, dando garanzie perché uno dei
tre scrittori iracheni non è
mai uscito dal Paese: «E tutti e tre sono minacciati dai
terroristi». Aiutati dal Consolato Italiano del Kurdistan, sono arrivati passando
per Erbil e Istanbul. Ora nel
Salone del Vaticano c’è posto per tutti. Marwan Yaseen, sunnita, fuggito in Kurdistan, poeta e giornalista,
tiene un programma letterario sulla tv cristiana
Ishtar Tv. Haitham Behman
è cristiano, romanziere famoso. Yabbar Yassin Hussein, sciita, perseguitato,
rinchiuso in prigione, è ora
in esilio in Francia. Un dialogo tra le fedi di persone che
hanno conosciuto torture e
repressioni, «ma sono rimasti fedeli al loro dovere di testimonianza – spiega Ferrero – e alle speranze di una ricomposizione del destino di
una terra, nel segno della
scrittura».

“Si beve con la testa
Il vino ha bisogno
delle parole dei libri”
Angelo Gaja oggi è la star di Casa Cookbook

Intervista

LUCA FERRUA

uno dei più grandi
produttori di vino
italiani, ma soprattutto il più capace ad anticipare
le tendenze, a cavalcare il
mercato, un aspetto che anche i francesi gli invidiano.
Oggi Angelo Gaja da Barbaresco ha 74 anni ma non smette
di voler imparare. E così per
la prima volta va a incontrare
un pubblico molto numeroso,
così diverso dal suo, un pubblico di lettori che non avrà il
bicchiere in mano come quello che paga centinaia di dollari per partecipare alle sue degustazioni in tutto il mondo. Il
pubblico che oggi alle 17 sarà
a «Casa Cookbook» in un
giornata dove alle 13 sarà protagonista Maurilio Garola,
uno degli chef più amati proprio da Gaja.

È

Buongiorno Angelo Gaja,
esiste un rapporto tra i
successi del vino e la letteratura?

«Il vino è sempre meno un alimento e nelle dinamiche di
acquisto è sempre più importante l’aspetto edonistico per
questo le parole diventano
fondamentali, perché non si
beve più solo con il palato, ma
si beve soprattutto con la testa e i libri sanno parlare alla
testa».
Nella sua storia c’è stato un
libro che ha segnato un mo-

Dal Piemonte alla Toscana
I vini di successo firmati da Angelo Gaja uniscono le due
regioni simbolo dell’enologia italiana
mento importante?

«E’ vero. È “Sorì San Lorenzo,
Angelo Gaja e la nascita di un
grande vino” Lo ha scritto tra il
1988 e il 1993 lo studioso Edward Steinberg».

tutto il mondo».
Che effetto ha fatto un libro
sui suoi clienti?

«E’ stato incredibile. Hanno cominciato ad arrivare lettere da
tutto il mondo e alle degustaUn volume che per la prima zioni arrivavano per chiedere
una firma sulla
volta raccontò
il mondo del
DEGUSTARE copia con lo
emoziovino con le pa«Nel bicchiere sguardo
nato, Quasi con
role dell’emoè l’emozione le lacrime».
zione.
a fare la differenza» Le parole contano
«E’ la storia di un
vigneto ma anpiù di quello che
che di un mondo di una cultura
c’è nel bicchiere?
della terra. Ne sono state ven- «No, certo. Ma i libri sono fondute migliaia di copie della pri- damentali. Perché nel bicchiema versione in inglese e di quel- re ci finisce prima di tutto
le in tedesco e in giapponese un’emozione e le parole aiutano
venute dopo. Entrambe prima a capirla meglio e a godersela
dell’italiano. Oggi è arrivato in di più».



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