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La Stampa 11.05.2014 .pdf



Nome del file originale: La_Stampa_-_11.05.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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W

In edicola con La Stampa

*

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
DOMENICA 11 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 129 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Il business dello smaltimento. Renzi: fermare i responsabili, non le opere

Nuova accusa per l’ex ministro: sequestrati documenti su Matacena

La cricca dell’Expo puntava al nucleare Scajola, concorso esterno in mafia

*

INTERVISTA

COLLOQUIO

L’assessore
alla Sanità:
Frigerio? Un
millantatore
Paolo Colonnello A PAGINA 5

INTERVISTA

La compagna
di Greganti:
l’avevo avvisato
di non fidarsi...
L’Expo Gate Servizi ALLE PAG. 4 E 5

Beppe Minello A PAGINA 4

L’ESTRADIZIONE

La moglie:
“Claudio
paga la sua
generosità”

Dell’Utri:
sono sereno,
tanto decide
il Libano

Giulio Geluardi A PAGINA 7

Claudio Scajola Ruotolo A PAG. 7

Il ministro dell’Economia: in Italia c’è il problema del malcostume nella gestione della cosa pubblica

Riccardo Arena A PAGINA 8

I REPORTAGE

“La concertazione ha fallito”
Intervista a Padoan: estendere il bonus? Vedremo in autunno
IL POPOLO DI GRILLO

IL GUITTO,
I FIGURANTI
E I COLONNELLI

BARBERA
ALLE PAG. 2 E 3

L’ansia da spread in
teoria è finita, ma da
qui alla fine dell’anno è
possibile che torni
a salire, anche se non
più ai livelli record

La discussione con
le parti sociali
è essenziale per la
democrazia, altra cosa
è la capacità di fare
accordi e concretizzarli

VERSO IL VOTO

Paura azzurra
“Sotto il 20%
Silvio ci molla”
Amedeo La Mattina A PAGINA 9

ELISABETTA GUALMINI
eri si è capito qualcosa
in più del partito di Grillo. Bologna d’altro canto
è la città da cui l’avventura a 5 stelle è partita,
con il primo V-Day del 2007.
Quando Grillo si buttava col
canotto sopra le teste dei
simpatizzanti in delirio, urlando come un forsennato
contro il Parlamento dei corrotti, dei pregiudicati e dei
morti viventi.
E proprio nella stessa città, ieri, Beppe-Robespierrenon-violento è tornato a impugnare le armi della rivoluzione contro tutti, e in particolare contro «il sistema di
potere» della forza da sempre egemone in Emilia Romagna, oggi ereditato dal Pd.
Un attacco frontale alla «mafia politica che controlla il
territorio», tanto che i temi
europei sono scivolati in fondo alla scaletta, come una
parte dello spartito ormai
obbligatoriamente da recitare, senza troppa passione. La
battaglia vera, da qui al 25
maggio, se vi erano ancora
dei dubbi, è tra il principale
partito al governo e il principale partito di opposizione.

I

LA CROCIATA DI MADURO CONTRO LA MUSICA BALLATA DAI GIOVANI: INCITA ALLA VIOLENZA

Il Venezuela dichiara guerra al reggaeton

INVIATO AL CAIRO

a che fine hanno fatto quelli che si trovavano qui? Torno al Cairo dopo più di
un anno: la piazza dei rivoluzionari è
ampia linda lucente. E vuota. Spariti i manifesti dei martiri le foto di speculatori e generali
felloni le bandiere la meravigliosa canaglia
barbarica delle rivoluzioni, ladruncoli mischiati ai ribelli, provocatori, arruffa-popolo,
matti, eroi: popolo pittoresco vivace tumultuoso esuberante fanatico sudicio affascinante.

M

“Noi,ultràdelNapoli:
lacamorraciprotegge”
GRAZIA LONGO
INVIATA A NAPOLI

archeggiatori abusivi, «magghiari»
che commerciano in calzini o T-shirt,
venditori di «pacchi» tipo gli I-phone a
12 euro che funzionano solo 5 minuti, giusto il
tempo che si esaurisca il microchip. Gli ultrà
si arrangiano con 700 euro al mese, ma non
rinunciano alla birra, alle canne e, soprattutto, al Napoli.

P

CONTINUA A PAGINA 11
CLAUDIA DAUT/REUTERS

Una gara di reggaeton tra due ragazze a Cuba: anche qui questo genere di musica è stato bandito Manzo A PAG. 15

Chiudono a centinaia: i ragazzi preferiscono gli eventi nei bar o all’aperto ai locali chiusi

E in Italia le discoteche spengono la musica
PIERANGELO SAPEGNO
anno spento le luci. Ma le hanno chiuse solo
nei templi dei nostri Anni 80, come quando
ripensi a una casa che hai lasciato per sempre, con i suoi vecchi mobili e le sue memorie. È la
società moderna che non ha più bisogno delle discoteche, la comunità del web che le ha uccise.
Adesso fa uno strano effetto: è come un cimitero sotto i nostri occhi. A sfogliare i numeri delle discoteche
oggi, sembra un bollettino di guerra: in Romagna, da
Ravenna a Cattolica ce n’erano 300 e adesso ne sono

H
9 771122 176003

DOMENICO QUIRICO

CONTINUA ALLE PAGINE 12 E 13

CONTINUA A PAGINA 25

40511

L’Egitto volta le spalle
ai Fratelli musulmani

rimaste a malapena un centinaio, a Milano in dieci anni
dopo il 2003 sono scese da 113 a poco più di 70, con 950
posti di lavoro in meno. Poi c’è la crisi di Roma, quella
della Versilia, e le feste che muoiono in Sardegna.
Jessica da Ros, una fotografa di Treviso, ha raccontato nel suo blog questo viaggio archeologico fra i luoghi dimenticati delle nostre notti, edifici in disuso,
svuotati e persi tra le zone industriali e le strade di
campagna, scheletri di lamiere e capannoni con le luci
spente, i muri scrostati e i divanetti sfondati, testimonianze di un passato ormai finito.
CONTINUA A PAGINA 19

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

U

GOVERNO
RELAZIONI CON I SINDACATI
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Accordi
difficili

a scrivania è sempre la
stessa: pesante, solenne, carica di storia. Il
computer potrebbe essere quello di un agente
di Borsa londinese. Sullo schermo
scorre lo spread fra i titoli di Stato
italiani e tedeschi.

L

Ultimamente governo
e parti sociali
hanno fatto fatica
a fare accordi
e a concretizzarli
rapidamente

Ministro Padoan, i tempi in cui
Monti controllava con ansia quell’indice sono lontani. O no?

«In teoria sì. Ma di qui alla fine dell’anno è possibile che lo spread torni
a salire, anche se non a quei livelli».
Come mai?

«Presto gli effetti della stretta monetaria della Banca centrale americana inizieranno a farsi sentire.
L’enorme massa di liquidità in circolazione verrà meno, e con essa la
finestra di opportunità che sta
LO SCANDALO DELL’EXPO

In Italia continua a esserci
un problema di malcostume
nella gestione della cosa
pubblica. Ma la cronaca
ci dimostra che lo Stato
reagisce in modo efficace
spingendo molti ad investire anche in Italia. Dobbiamo tenerne
conto e agire con rapidità».
A proposito di investimenti. Si
parla molto di tasse, ma la ragione che tiene lontani i capitali dall’Italia è anzitutto la corruzione.
Vicende come quella dell’Expo
fanno malissimo all’immagine
dell’Italia, non crede?

«In Italia c’è un problema di
malcostume nella gestione della
cosa pubblica. Ma la cronaca ci dimostra che lo Stato reagisce in
modo efficace».

Ministro, nel 2015 il bonus da ottanta euro cambierà? Il governo
darà di più alle famiglie numerose? Quel taglio non doveva servire a ridurre il costo del lavoro?

«La manovra serve a ridurre il costo del lavoro, sul lato delle imprese
con la riduzione dell’Irap e sul lato
dei lavoratori attraverso il credito
Irpef. Sappiamo che c’è un problema di diseguaglianze, soprattutto
in una fase di uscita da un periodo
di crisi profonda. In autunno, con la
legge di Stabilità, vedremo se c’è
spazio per aumentare il reddito di
altre categorie di cittadini».
Lei ha preannunciato «sorprese»
sulla crescita nei prossimi mesi. Le
ultime stime di Ocse e Unione europea dicono però che non raggiungeremo nemmeno lo 0,8 per
cento che voi stimate possibile.

«Fra le misure prese dal governo
ve ne sono alcune che potrebbero
mettere in moto la fiducia in un
miglioramento stabile delle prospettive, quindi produrre un miglioramento superiore a quello associato meccanicamente all’aumento dei redditi delle famiglie».
Fra le priorità del governo Renzi
non ci sono privatizzazioni e liberalizzazioni. E’ così?

«No, non è così. Dalle privatizzazioni ci aspettiamo 0,7 punti percentuali di PIL da qui al 2017. Ma è
vero che sulle liberalizzazioni si
può fare molto di più, a partire dai
servizi pubblici locali».
Uno dei problemi irrisolti sono i
tempi della giustizia. Forse in Italia ci sono troppi avvocati?

«Uno studio dell’Ocse e della Banca
d’Italia dice che il problema è semmai la presenza nel sistema di incentivi ad allungare i tempi del processi, sia da parte degli avvocati che
dei magistrati. Se gli incentivi fossero a favore di chi i processi vuole invece accorciarli, sarebbe un vantaggio per tutti. Una delle ragioni per le
quali un prestito in Italia costa più
che in Francia è perchè le banche

PIER CARLO PADOAN

“Troppi obiettivi mancati
La concertazione ha fallito”
Il ministro dell’Economia: in autunno vedremo se c’è spazio per nuovi bonus alle famiglie
italiane fanno pagare in anticipo il costo di eventuali contenziosi, più lunghi e quindi costosi che altrove».
Una volta il successo di un governo
lo si valutava dal rapporto con i sindacati. Su questo Renzi ha decisamente cambiato verso. È finito il
tempo della concertazione?

PREVISIONE DEL TASSO DI CRESCITA
DEL PIL REALE 2014 A CONFRONTO

PREVISIONE DEL TASSO DI CRESCITA
DEL PIL REALE 2015 A CONFRONTO

1,4

1,4

1,2

LA STAMPA

1,2

1,0

0,4

0,4

LE «SORPRESE» SULLA CRESCITA

0,2

0,2

Nel decreto del governo
ci sono misure che
potrebbero produrre
un miglioramento più
forte di quello associato
al taglio delle tasse

0,0

Secondo alcuni lei, in quanto “dalemiano”, dovrebbe essere più attento alle ragioni della Cgil più di quanto non lo sia Renzi. La sua risposta
demolisce questa tesi.

«Sono amico da molti anni di D’Alema, questo non mi impedisce di aver

1,2

1,1

1,1
1,0

Centimetri-LA STAMPA

«La discussione con le parti sociali è
una componente essenziale della
democrazia. Altra cosa è avere la
capacità di fare accordi e concretizzarli il più rapidamente possibile. In
passato la concertazione ha prodotto risultati inefficienti, o perché non

si sono trovati accordi sulle regole, o
perché l’esito di quegli accordi ha
prodotto vantaggi a favore di alcuni
piuttosto che di tutti».

1,3

Fonte: elaborazione

1,0

0,8
0,8

0,8

0,6
0,6

0,6

0,6
0,5

0,6

0,0
FMI Governo Istat Com. Eu. Ocse
(apr. 14) (apr 14) (mag. 14) (mag. 14) (ieri)

maturato le cose che le ho detto».
Ci tolga una curiosità: lei si sente
più un tecnico o un politico?

«Lavorando per molti governi ho
compreso che l’economia non è mai
una questione tecnica. Non a caso
l’economia che si insegna nelle Università è definita “politica” ovvero
una questione di scelte. Qualsiasi
ministro che si misuri con le scelte è
un politico».
ll due giugno la Commissione europea presenterà le sue raccomandazioni ai Paesi membri. Teme un giudizio severo?

«No. La Commissione dice che abbiamo alto debito e scarsa crescita.

FMI
Governo Istat Com. Eu. Ocse
(apr. 14) (apr 14) (mag. 14) (mag. 14) (ieri)

È vero non da ieri ma da 15 anni.
Dobbiamo rimuovere questi squilibri attuando le riforme già avviate e
quelle impostate dal governo».
L’Italia è il Paese europeo che arranca di più. Cresciamo meno della
Spagna, del Portogallo, dell’Irlanda, tutti Paesi che hanno ricevuto
aiuti internazionali. Fu un errore
non chiederli fra il 2011 e il 2012? O
invece - come dice oggi Monti - gli
italiani non avrebbero capito l’importanza e l’urgenza delle riforme?

«No, non credo sia stato un errore. È
vero: spesso in Italia si sottovaluta
l’urgenza delle riforme. Ma se oggi
possiamo procedere su quella stra-

DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Primo Piano .3

.

La reazione

Il segretario della Cisl

“Ma Twitter non sostituisce
il dialogo con le parti sociali”
ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

Al Tesoro
Il 21 febbraio 2014 Pier
Carlo Padoan (foto in alto)
è stato scelto da Matteo
Renzi come ministro
dell’Economia

All’Ocse
Nel 2007 è stato nominato
vice segretario generale
dell’Ocse e nel 2009 ne diviene
anche capo economista

All’Fmi
ALESSANDRO SERRANO’/AGF

Dal 2001 al 2005 è stato
direttore esecutivo per
l’Italia del Fondo
monetario internazionale

Raffaele Bonanni, segretario
della Cisl, è vero che la concertazione ha fallito perché
favoriva solo alcuni?

«La concertazione è una cosa
utile quando c’è volontà e coscienza di fare cose insieme.
Si fa consapevolmente, perché si capisce che ci sono ragioni per collaborare, non per
obbligo. Non a caso ha funzionato quando le parti istituzionali e sociali (anche le imprese) sapevano che condividendo le responsabilità si potevano ottenere risultati nell’interesse di tutti. È questa la concertazione in cui mi riconosco, non certo quella caricatura che era diventata negli ultimi tempi. Non c’era da parte
dei governi la volontà di sviscerare i problemi per risolverli, e per certe parti sociali
era solo un’occasione per dire
sì o no a quel che diceva il governo di turno».
Facciamo qualche esempio
di “buona concertazione”?

«Quando entrammo in Europa. Quando abbiamo voluto
insieme sconfiggere l’inflazione. Quando si è fatta la grande
ristrutturazione dell’industria italiana. Questa è stata
buona concertazione».

MARIO TADDEO/LAPRESSE

Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni

I BUONI ESEMPI

La concertazione ha
funzionato quando
entrammo in Europa,
quando abbiamo
voluto sconfiggere
insieme l’inflazione

Quella cattiva, invece?

«Quando si convocano ottanta persone nella Sala Verde di
Palazzo Chigi. Il presidente
del Consiglio fa il suo pistolotto, una ventina dei presenti dicono le loro cose, e addio.
Quella però non è concertazione: è una messa in scena.
La concertazione è discutere
prima, avere contatti tra i soggetti, mettersi d’accordo e poi
incontrarsi sotto le telecamere quando c’è un’intesa che
può sbloccare i nodi da sciogliere. Ma che senso ha convocare ottanta organizzazioni?
Quel che è certo è che l’autosufficienza anche per i governi non esiste. Figurarsi in una
situazione complessa come
quella italiana».
Meglio stare in ottanta a

da lo dobbiamo a quel che fu fatto da
Monti e, a Francoforte, da Draghi,
che affrontò la speculazione».
Di recente Draghi ha detto che negli
anni della crisi ci si è concentrati sui
bilanci degli Stati più che su quelli
delle banche. Possibile che il governo non possa ridurre le tasse senza
dover rendere minuziosamente
conto delle coperture necessarie?

«In effetti la sequenza è stata diversa dall’esperienza americana. Non
si era capito come avrebbe funzionato l’unione monetaria. È però vero che i nuovi Trattati hanno rafforzato il sistema di sorveglianza per
andare al di là delle variabili fiscali e
prendere in considerazione quelle
macroeconomiche. Non è un caso se
oggi si parla di squilibri della bilancia dei pagamenti tedesca e non più
solo di debito e deficit».
Secondo lei in Europa oggi c’è bisogno di più Keynes?

«Se la domanda è “in Europa c’è bisogno di scavare più buche?” la risposta è no. Quando Keynes invocava un ruolo dello Stato nell’economia era per sottolineare il bisogno
di una politica coerente nel tempo,
capace di coinvolgere le persone e di
spingere le imprese a investire».
Le elezioni europee saranno un test
importante per il governo?

«Le elezioni sono sempre un test
per i governi. Il malcontento ha ragioni oggettive, a partire dalla disoccupazione. La politica e le classi
dirigenti dovrebbero prenderne atto e affrontare le questioni cruciali
per la qualità della vita dei cittadini
europei».
IL RITORNO DELLO SPREAD

Da qui alla fine dell’anno
è possibile che salga perché
presto gli effetti della stretta
monetaria della Federal Reserve
inizieranno a farsi sentire
Ma il governo reagirà in fretta
Come andrà a finire il caso AlitaliaEtihad?

«Non esprimo giudizi, la trattativa è
in corso. Ma posso dirle che una soluzione positiva richiede la collaborazione di tutti».
Sta parlando delle banche, alle
quali è chiesto uno sforzo sulla ristrutturazione dei debiti?

«Ho detto di tutti, arrivederci».

Twitter @alexbarbera

prendersiingiro,oppureèmeglio oggi, che al massimo potete mandare qualche email al
premier Matteo Renzi?

«Ma chi le legge queste mail, chi
fa la sintesi?»
Il governo, pare, che “prima
ascolta e poi decide”.

«Ma ascolta chi? Davvero si
pensa che la democrazia in una
società moderna è decidere da
soli e premere un bottone? Così
la pensano nei Paesi populisti e
nazionalisti, dove si crede che
c’è un rapporto diretto tra popolo e Conducator».
Beh, forse è quello che pensa
Renzi...

«Non voglio far polemica con il
premier. Dico solo che una società moderna come la nostra
non si governa così. Le mail o

Twitter non sostituiscono il
pluralismo e la partecipazione
della gente. E va a finire, in questi casi, che il “capo” si lamenta
di non aver potuto combinare
nulla, e tenta di dare la colpa ad
altri. Succede sempre così».
Ha ragione Camusso, dunque:
il governo Renzi produce una
“torsione democratica”.

«Diciamo che su questo siamo
d’accordo da molto tempo. Sbaglia chi vuole governare a questo modo, e sbaglia nelle parti
sociali chi pensa che concertare
significa poter dire sì o no di
volta in volta. Se Padoan dice
questo, allora ha ragione».
Dunque ora si aspetta una telefonata dal ministro per parlare?

«Certamente. In Europa c’è
una cosa chiamata dialogo sociale: se lo si nega bisogna cominciare a preoccuparsi. Il governo indica la strada, si fa
avanti chi vuole collaborare, e si
rema insieme. Sarà faticoso gestire il pluralismo; ma questa è
la democrazia e la politica. Certo non si possono indicare le
parti sociali come responsabili
dello sfascio. Lo sfascio lo produce chi ha il potere, non chi
non ce l’ha».

Le stime

Con il modello fiscale francese
fino a 14500 euro in meno di tasse
La Cgia: più risparmi per famiglie con redditi bassi
VENEZIA

Se l’Italia adottasse il quoziente familiare alla francese
le famiglie con reddito medio-basso arrivando a risparmiare fino a 14.500 euro di
imposte all’anno. Lo calcola
l’Ufficio studi della Cgia che
ha tenuto conto anche degli
80 euro di bonus Irpef atteso
da molti italiani in busta paga. Una famiglia monoreddito di quattro persone - spiega
una nota della Cgia - con un
imponibile Irpef di 60 mila
euro (pari a uno stipendio
mensile netto di 3.162 euro),
si ritroverebbe con 14.551 euro in meno di tasse all’anno,
mentre la bi-reddito (con due
buste paga nette da 1.800 eu-

ro ciascuna) risparmierebbe
8.737 euro.
«Il peso delle imposte sui
redditi delle famiglie italiane è
troppo elevato» dice Giuseppe
Bortolussi, segretario della
Cgia di Mestre. Soprattutto
per quelle monoreddito che
costituiscono quasi la metà dei
nuclei familiari italiani. Una tipologia, quest’ultima, concentrata prevalentemente al Sud
e tra le più colpite dalla crisi
economica».
Sull’altro piatto della bilancia c’è da considerare che l’applicazione del quoziente famigliare alla francese comporterebbe per le casse dello Stato
un costo pesantissimo, stimato in una ventina di miliardi di
euro o anche più.
[R. E.]

Jena
Cani
Berlusconi ha aperto la
campagna elettorale
circondato da cani festosi.
E dov’è la novità?

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

U

GRANDI OPERE
L’INCHIESTA DI MILANO

La cricca dell’Expo puntava al nucleare
Milano, spunta un nuovo filone d’indagine legato al business degli appalti della Sogin per lo smaltimento
MILANO

I protagonisti

«Allora, ogni volta che lo chiamano lui si fai negare, chiedono i permessi e dice che prima
o poi glieli darà…però li fa morire… Fino a quando arriva Alberto Alatri e dice: se volete,
lo chiedo io al sindaco, attraverso un mio amico carissimo,
che sarei io, se c’è da muovere
un po’ il sindaco di Caorso…A
quel punto entriamo in ballo
in modo forte all’interno…».
E’ una “stangata in piena regola quella che gli uomini della “squadra” di Frigerio, Greganti e Grillo organizzano per
conquistare gli appalti di Sogin, il colosso statale controllato dal Ministero delle Finan-

Gianstefano Frigerio
Considerato dai magistrati il
capo del sistema corruttivo.
Nelle intercettazioni viene
definito «il professore»

L’obiettivo era prendere
un fetta dei 98 milioni
di euro per costruire
i siti di stoccaggio
ze che si occupa della gestione
delle scorie nucleari e dei rifiuti tossici degli ospedali di
tutt’Italia. Emerge con chiarezza dalle carte dell’inchiesta Expo che vede, tra gli appalti “pilotati” più importanti,
dopo quelli dell’esplosione
universale proprio quelli di
Sogin: 98 milioni di euro finiti
a Maltauro e Saipem per la
costruzione di depositi di scorie nucleari. Ma non è mai abbastanza per la voracità del
“professore” e dei suoi amici:
se per Expo «c’è la via spianata» con Angelo Paris, arrestato nell’imminenza della nomina anche a direttore generale
di infrastrutture Lombarde,
per Sogin manca una figura di
riferimento apicale, un direttore generale. L’uomo giusto
lo individuano in Alberto Alatri, uno dei manager più in vista della società ma, dall’anno

Colloquio
BEPPE MINELLO
S.RAFFAELE CIMENA (TO)

Primo Greganti
ROBERTO CACCURI/CONTRASTO

L’impianto di stoccaggio delle scorie della Sogin a Caorso

scorso, caduto in disgrazia dopo la nomina ai vertici di Sogin
di Riccardo Casale, che ha preso il posto di Nucci, il manager
che ha assicurato l’appalto per
Maltauro e che adesso Frigerio
e compagni vedrebbero bene a
capo di Terna o di Alitalia, con
la benedizione della “squadra”
di sostegno: «Cioè che sono:
Gianni Letta, Donato Bruno e
Cesare Previti». Casale invece
“sfugge”: considerato uomo vicino Burlando, i soci della
“squadra” non lo riescono proprio ad avvicinare. Nemmeno
con gli interventi di Primo Greganti che telefona invano. «Pri-

le, che è Alberto Alatri, così che
anche noi all’interno abbiamo
un riferimento…” Perché a quel
punto, se abbiamo il direttore
generale, abbiamo superato
tutti!» La questione è urgente e
delicata perché, come ricorda
sempre Cattozzo, «a Caorso devono fare quel grosso investimento di un miliardo e mezzo di
euro…». Roba delicata, bonifiche del sito nucleare. E c’è già
un’imprenditore “amico” che
scalpita, Alfonso Valerio della
“Prisma” di Novi Ligure. Poi bisogna accontentare la General
Smontaggi… Insomma, la solita
lista. Dunque ci vuole un “pia-

Luigi Grillo
Ex senatore di Forza Italia
è stato arrestato anche
lui per turbativa d’asta
nell’inchiesta sull’Expo

La compagna di Primo:
“Gli avevo detto di stare attento”
Torino, la donna: “E’ un generoso, si fida troppo delle persone”

osa vuole che le dica? Primo è un generoso, per lui il
bicchiere è sempre mezzo pie- che si può solo intuire bella, nano. Ma a volte dà troppa fidu- scosta com’è dalle fronde degli
cia alle persone. L’avevo av- alberi, al fondo dell’ultima curvertito...». Cosa voglia real- va, dell’ultima strada di San
mente intendere la signora Si- Raffaele Cimena Alto, un bricco
monetta, convivente da de- spettacolare dal quale lo sguarcenni con il «Compagno G», do spazia da un lato sulla piana
non è dato approfondire ed è di Torino, dall’altro sulle dolci
inutile insistere. Primo Gre- colline dell’Astigiano. Un edifiganti, che nell’ipotesi accusa- cio comprato 39 anni fa «dopo
toria della proaver letto un ancura milanese,
LA RASSEGNAZIONE nuncio sul giorrappresentesorride
«Come ho vissuto nale»
rebbe il lato sigentile e ironica il suo arresto? e mai smetterà di
nistro della
«squadra» for- Ci sono già passata» esserlo durante il
mata con l’exbreve colloquio
parlamentare Dc Gianstefano con il cronista lasciato al di là
Frigerio e l’ex-senatore forzi- del portone - la signora Simosta Luigi Grillo per, diciamo, netta convivente con l’ex-opera«agevolare» l’incontro tra sta- io Fiat, poi funzionario del Pci,
zioni appaltanti e imprese ap- inciampato nella prima Tanpaltatrici per Expo e sanità gentopoli torinese all’inizio depubblica, è scomparso dal suo gli Anni 80, quindi in quella per
orizzonte da giorni. Non l’ha antonomasia degli Anni ’90 e,
più visto né sentito nella casa ora, nuovamente in manette.

«C

mo non riesce ad avere il contatto perché Casale - spiega
l’informatissimo Giuseppe Cattozzo, factotum di Frigerio scappa continuamente. E’ legato a Letta e non risponde a nessuno.… L’unica cosa che potrebbe smuovere Casale all’interno
del Pd è un renziano …Perché
lui cerca coperture anche nel
centrodestra…Io pensavo di rimettere in piedi il discorso della direzione generale: se Gianni
Letta dice a suo nipote: “tu hai
l’amministratore delegato…Lista Civica ha il presidente, benissimo, io adesso ti do un nome
e tu lo nomini direttore genera-

Famoso come «Compagno
G» durante Tangentopoli. Fu
condannato a 3 anni per
finanziamento illecito al Pci

LOMBARDI/ANSA

Greganti negli anni di Tangentopoli

«Non sapevo che l’avessero arrestato. È stata una mia amica a
telefonarmi: “Simonetta, hai
sentito di Primo?”. Oddio, mi è
venuto un caldo...» e con le mani si copre il bel viso perfettamente truccato, il capello ramato e accuratamente pettinato,
su un abbigliamento informale:
pantaloni della tuta blu e maglietta verde pistacchio. Per Simonetta, che ha dato al convivente un’altra figlia - Luna - dopo quella avuta dal faccendiere
dalla prima moglie deceduta,
«Primo è solo un pensionato».
In effetti è difficile immaginarlo
impegnato, da un lato, a tramare con la Cina per agevolare le
imprese della galassia cooperativistica, e dall’altro, alle prese
con i problemi del bricolage.
«Vede questa casa?». Veramente no... «Primo l’ha allargata e
migliorata pezzo per pezzo. Si
dà sempre da fare, non sta mai

no” che porti su un piatto d’argento gli appetitosi appalti.
Cattozzo ha l’idea: contatta il
suo vecchio amico Fabio Callori, sindaco di Caorso e lo spedisce dal “professore”. Il sindaco
è un tipo svelto, chiede subito
qualcosa: «Se ci fosse qualche
ruolo…anche il coordinamento
nazionale…qualche Commissione…mi piacerebbe se ci fosse, che ne so, una Consulta, un
coordinamento, qualcosa..».
«Certo..certo», risponde Frigerio. Ma prima lo fanno nominare coordinatore provinciale del
Pdl; ci pensa l’onorevole Palmizio, «un amico, un ex Fininvest…» A quel punto il sindaco
Callori è pronto per partecipare alla stangata, metterà i bastoni tra le ruote a Sogin, si negherà, finché dall’alto qualcuno
nominerà Alatri. Lo racconta a
Cattozzo: «Allora, sono andato
dal “Professore”, lui ha preso
nota su un foglietto che deve
andare a parlare con Berlusconi…io gli ho ribadito il discorso
della Provincia o qualche direttivo nazionale…poi mi ha parlato ancora di Sogin, di fare un po’
di casino su Sogin…». Ovvero di
negarsi al nuovo amministratore delegato Casale. Anche perché Frigerio gli ha spiegato:
«Parla con la Bernini al Senato
e attaccatelo, poi tu difendi Alatri…parla solo con Alatri».
Il “piano” è diabolico: da una
parte il sindaco di Caorso intralcerà le richieste del nuovo
management di Sogin, dall’altra in Senato faranno attaccare
Casale («perché qui bisogna alzare il fuoco di sbarramento») e
alla fine, faranno capitolare Enrico Letta per nominare un
nuovo direttore generale, Alatri. Non gli riuscirà perché Riccardo Casale continuerà a rifiutarsi di andare a pranzo con “la
squadra” e Letta darà le dimissioni. E qualche mese dopo, la
Procura li arresterà tutti. [P. COL.]

fermo. Lì c’è il garage: l’ha fatto
lui» dice indicando una vetrata
che tutto penseresti, meno che
nasconda la rimessa del «Compagno G». Un uomo che dopo la
disavventura milanese dalla
quale se ne uscì patteggiando
una pena di tre anni e senza mai
ammettere nulla, non s’è certo
nascosto per la vergogna. Anzi.
È del 2006 il burbanzoso libro,
scritto a due mani con Luciano
Consoli, «Scusate il ritardo, il
Compagno G è tornato» e sottotitolato: «Cosa siamo diventati?
Arrivisti, calabraghe, opportunisti, ciechi e piagnoni. È ora di
finirla». Insomma, il manifesto
orgoglioso di chi non pensa certo di aver fatto qualcosa di sbagliato. Anzi. Una convinzione
non solo sua visto che, quattro
anni dopo, lo ritroviamo a fare
«coccardaggio» all’ingresso
della festa del Pd. Operazione di
raccolta fondi fra i militanti che
fa certamente leva sulla fede
dell’iscritto ma anche sull’appeal, diciamo pure il prestigio,
di chi batte cassa. «Chissà come sarà depresso... spero di
parlargli presto e confido di fargli avere almeno un ricambio di
abiti» sospira Simonetta Greganti. Va bene, ma lei? «Come
ho vissuto l’arresto? Cosa vuole
che le dica, ci sono già passata...».

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

Ha
detto

Intervista

PAOLO COLONNELLO
MILANO

S

indaco di Arconate, deputato,
senatore, sottosegretario, coordinatore del partito in Lombardia e attualmente vicepresidente della Regione nonchè assessore alla Sanità. Il pedigree politico di Mario Mantovani, uno degli
uomini più in vista del Pdl prima e di
Forza Italia adesso in Lombardia, era
perfetto per gli appetiti tangentari
del «professor» Gianstefano Frigerio
e la sua «squadra». E infatti, assessore, il suo nome viene speso più di una
volta nelle carte dell'inchiesta ExpoSanità. Come lo spiega?

DISCREZIONALITÀ

Sono qui da un anno e la prima cosa
che ho fatto è stata modificare
le regole facoltative per portare
a zero la discrezionalità della politica
MAGISTRATI

«Guardi, io sono sereno. Supereremo
anche questo problema...».

Fanno bene. Io mi vergogno di questa
gente. Poi è chiaro che avanzano i Grillo
e quella gente che non ha cultura
amministrativa. È preoccupante

Più che un problema, una grana. Il
"professor" Frigerio spendeva il suo
nome come se piovesse.

«Non preoccuparti - diceva - Mantovani è come un fratello». «Ma che fratello e fratello! Io ho un fratello e una
sorella di sangue e sono gli unici fratelli che riconosco».
Ma Frigerio non lo conosceva?

«Certo che lo conoscevo ma lo avrò
incontrato due o tre volte in tutto».
Lui dice che le mandava dei bigliettini con le raccomandazioni...

«Mai visto bigliettini di Frigerio. Piuttosto mi mandava delle barbose relazioni sul Ppe, lunghe dissertazioni politiche, roba così insomma. Tanto che a
un certo punto ho detto alla mia segretaria di non passarmele neanche più».
Nemmeno una segnalazione?

«Ma si, lui ogni tanto qualche segnalazione la faceva ma io nemmeno la
leggevo. Le cestinavo regolarmente.
Io credo debba essere distinta la millanteria dai fatti veri».

DANIELE MASCOLO/ANSA

Un cantiere dell’Expo. In alto a destra l’assessore Mario Mantovani

“Frigerio? L’ho visto due volte
Millanta un’amicizia che non esiste”
L’assessore alla Sanità della Lombardia Mantovani: le sue segnalazioni le cestinavo
zione...Cioè la legalità non è un valore,
è una condizione...». Sempre Frigerio,
che parla del San Raffaele. Condivide?

«Per niente. Io sono arrivato in questo
assessorato l'anno scorso e la prima
cosa che ho fatto è stata modificare
«Guardi, io non so
tutte le regole facolse ho ancora una di
TRANQUILLITÀ tative e discrezionaquelle segnalazioni
riferendoci alle ta«Sono sereno, nella mia li,
ma se si dovesse
riffe del ministero.
gestione in questo Così abbiamo tagliarealizzare una delle sue richieste con momento c’è molto rigore» to la testa al toro. Voil mio assessoraglio che si limiti allo
to...Ma no, lo escludo. E poi io non mi zero la discrezionalità politica».
occupo di appalti».
Certo che questa storia dei direttori
Giusto.Poiperòvolanoappaltidamilioni di euro. Qualcuno avrà pur dato
il benestare...

Le leggo una frase: «...Lì è colpa dei
magistrati...perchè è vero che poteva essere corruzione ma non puoi distruggere tutto per un po' di corru-

sanitari in coda tutti i giorni da Frigerio
non è bella.

«Ah si? In coda per che cosa?».
Per avere raccomandazioni in cambio

di appalti.

«A me raccomandazioni non sono mai
pervenute. Comunque bisognerà vedere se gli appalti andranno nella direzione che voleva Frigerio. Io ho sentito
i direttori sanitari indagati di Pavia,
Lecco e Melegnano. Ho fatto dei riscontri ma si tratta di appalti vecchi».
Li ha sospesi?

«No, mi hanno dato riscontri credibili.
Poi i magistrati faranno i loro approfondimenti e se ci sarà richiesta di rinvio a giudizio li sospenderò in via prudenziale».
A proposito: che ne pensa dei magistrati?

«Fanno il loro dovere. Certo che fanno
bene. E' difficile quando si leggono certe cose, si vedono i filmati delle tangen-

Il cardinale Parolin
«Raddoppiareglisforzi
controlacorruzione»
1 «La corruzione fa parte del male

che c’è nel mondo. Quindi proprio
perché c’è sempre il pericolo che risorga dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per combatterla, per assicurare trasparenza e comportarci
bene». Lo ha affermato il segretario
di Stato Vaticano, cardinale Pietro
Parolin, rispondendo alle domande
dei giornalisti a margine del Salone
del libro di Torino.

ti, criticare un lavoro cosi. Che vadano
avanti. Io mi vergogno di questa gente.
Basta, basta, basta! Anche perchè poi
ci va di mezzo chi crede nella buona politica. Poi è chiaro che avanzino i Grillo
e quella gente che non ha alcuna cultura amministrativa. E' preoccupante».
Aveva mai sentito parlare di Angelo
Paris? Anche lui sembra passasse dal
suo ufficio.

«L'ho incontrato una volta, me lo aveva
segnalato il sindaco di Giussano. Non mi
aspettavo una cosa del genere. Sono allibito, è una delusione, uno sgomento».
Si, ma i politici dove sono? Cosa controllano, scusi?

«Non so, io prima non c'ero. Ma credo
che nel mio assessorato, in questo momento, ci sia molto rigore».

Il premier a Firenze

Renzi: “Si devono fermare
i responsabili
e non le grandi opere”
SARA RICOTTA VOZA
MILANO

«Quando ci sono grandi interventi,
grandi iniziative, se ci sono delle vicende che non vanno bene, se ci sono
problemi con la giustizia, si devono
fermare i responsabili e non le grandi
opere». Ha detto così il premier Renzi, a sorpresa, dal palco del «Maggio
musicale» a Firenze. E a Milano sembra lo abbiano ascoltato, tirando
dritto con la prima inaugurazione e il
primo vero evento pubblico verso
l’Expo. Anche se c’è dell’ironia nelle
parole a pensare che quello che si è
inaugurato ieri è l’«ExpoGate», che
non doveva richiamare uno scandalo
ma solo la porta d’ingresso all’esposizione universale, l’infopoint nel centro di Milano che introdurrà i visitatori ai padiglioni fuori città. Doveva
essere una festa e lo è stata, anche se

un po’ triste, e anche se ogni evento
che doveva enfatizzare la kermesse, tipo la «parata», suonava esagerato.
C’era la banda, anzi due con le loro
majorettes, quella di Caronno Pertusella e quella di Veduggio con Colzano.
Hanno guidato loro il corteo da piazza

Primo
evento
A Milano ieri
è stato
inaugurato
l’Expogate
LUCA MATARAZZO/FOTOGRAMMA

L’intervento del presidente
del Consiglio dal palco
del «Maggio musicale»
alla serata inaugurale
San Babila, solo anticipati da una camionetta dei Carabinieri e scortati da
un po’ di vigili e polizia in borghese che
hanno dovuto tenere a bada solo turisti, passeggini ingombranti e il popolo
dello shopping del sabato.
A dare lo stop & go da San Babila

all’ExpoGate davanti al Castello c’era
il cavalier Cattaneo, presidente delle
Imsb, l’italian Marching Show Bands.
Sosta con coreografia davanti al Duomo, poi in Cordusio, e all’Arengario il
corteo quasi si scontra con quello dei
Templari di Monzòn, pure loro con
banda e figuranti.
All’arrivo davanti all’ExpoGate la
gente si chiede chi salirà sul palco, se
ci saran «le autorità». C’è il commissario Sala, la presidente del padiglione
Italia Bracco, al posto di Pisapia la vi-

cesindaco De Cesaris. Nessuno però
sale sul palco. «Questa è una festa, non
una sfilata di politici», spiega la vicesindaco , «è un segno che le cose continuano, e questo è il primo obiettivo realizzato nei tempi e in trasparenza».
A contestare, armati solo di cartelli,
il comitato No Canal che non vuole le
vie d’acqua e quello dei residenti di
piazza Castello infuriati contro la pedonalizzazione e i «due orrori». Già, perché ExpoGate è una struttura in cui alcuni hanno visto qualcosa che non gli è

piaciuto; Daverio la piramide del Louvre, Sgarbi un albero di Natale.
L’architetto Scandurra, però, c’è e
non si sottrae al confronto, anzi avrebbe voluto spiegare la sua creatura in
quella conferenza stampa annullata
dopo gli arresti. «Mi sono ispirato alle
coppie dei caselli daziali di Milano»,
spiega, «l’architettura serve a cambiare il modo di vedere uno spazio pubblico». Poi solo musica, il cabaret di Nanni
Svampa e il risotto degli chef CraccoOldani-Berton.

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

U

LE INCHIESTE
GLI SVILUPPI

53

1,5

miliardi

miliardi

Il fatturato annuo
della ’ndrangheta secondo
l’istituto di ricerca
Demoskopika

L’aumento medio
del fatturato
della ’ndrangheta
ogni anno

Movimento terra
L’edilizia è un grande business per le cosche
ALBERTO BEVILACQUA/BUENAVISTA

La globalizzazione della ’ndrangheta
Nelle ultime indagini oltre al connubio tra imprese e clan emerge una nuova struttura criminale. Anche nel Nord
GUIDO RUOTOLO
REGGIO CALABRIA

Droga e appalti. Va bene, lo sappiamo. È la via Crucis di un paese dolente che assiste impietrito alla penetrazione e alla ascesa della ’ndrangheta, «la più potente organizzazione criminale italiana», presente in
diversi paesi del mondo, dal Canada
all’Australia passando per la Germania, che si nutre, cresce, prospera
grazie alla droga e agli appalti, appunto.
Lo riconosce sommessamente forse il magistrato che ha più titoli per
parlare dell’attività fondamentale
della ’ndrangheta, la droga. Nicola
Gratteri, procuratore aggiunto di
Reggio Calabria: «Molte famiglie sono specializzate nel traffico internazionale di droga. Spesso nella gestione di queste attività, si creano veri e
propri cartelli, in grado di comprare
ingenti quantitativi di cocaina, grazie a broker che vivono in Sud America e in Europa. Gli appalti restano
uno strumento fondamentale per entrare in contatto con la pubblica amministrazione. Senza il rapporto con
il potere, la ’ndrangheta morirebbe
per asfissia».
Una delle più importanti inchieste
sulla ’ndrangheta al Nord è quella denominata “Infinito”. Da una sua costola è nata l’indagine che ha portato
alla retata dell’altro giorno per Expo
2015. Le mazzette, le gare truccate.
Tra gli arrestati però nessun calabrese (per il momento). E questo
perché, avvertono gli investigatori,

Retroscena
REGGIO CALABRIA

mpressiona la catena di «avvertimenti» che fanno dire agli
analisti e ai vertici dell’Antimafia che «siamo di fronte a un attacco eversivo e terroristico della
’ndrangheta».
Armi ritrovate, annunci di assalti
a caserme dei carabinieri, proiettili,
bossoli e ogive davanti alle strutture della Finanza, e bombe contro attività commerciali in pieno centro.
Che impressione e che inquietudine. Da quando l’allora procuratore di Reggio, siamo nel 2011, Giuseppe Pignatone, annunciò, all’inaugurazione dell’anno giudiziario, che lo Stato aveva deciso di dare il via all’offensiva contro l’«area
grigia rappresentata dalla borghesia mafiosa», la resa dei conti si avvicina sempre di più.
E ora che il «testimone» da Pignatone è passato a Federico Cafiero De
Raho siamo entrati in un tunnel che
non consente di tornare indietro.
«Per il momento siamo di fronte a
eventi simbolici - dice il procuratore

I

DANIEL DAL ZENNARO/ANSA

Infinito
L’operazione da cui nasce l’inchiesta sull’Expo

la ’ndrangheta si ferma a un gradino
inferiore. Le sue imprese lavorano in
subappalto per la movimentazione
terra.
C’è un documento straordinario
raccolto dal Ros dei carabinieri, una
intercettazione ambientale tra il figlio del mammasantissima di Limbadi, Giuseppe Mancuso, e un impren-

ditore brianzolo, Germano Brambilla. Dice Mancuso: «Perché ti devo venire a cercare la mazzetta? Io mi faccio socio con te. Tu non ti senti ricattato e facciamo affari insieme».
In una certa antimafia calabrese è
forte la suggestione di schierarsi con
quel revisionismo negazionista che
riduce la ’ndrangheta a un fenomeno

di franchising. Ma invece dossier ri- commissariata dalla organizzazione
servati, analisi degli apparati investi- «madre», quella che affonda radici in
gativi e della nostra intelligence, con- Calabria.
vergono tutti nel lanciare un vero e
«Le attività investigative degli ulproprio allarme: «Le straordinarie e timi anni hanno ampiamente dimoconvergenti acquisizioni probatorie strato come la ’ndrangheta - connovedono, oggi, la ’ndrangheta come tata da un sempre maggiore consoliun’organizzazione criminale struttu- damento del proprio ruolo nel narcorata verticalmente, secondo un as- traffico internazionale - riesca sasetto di tipo piramidale, le cui strate- pientemente a coniugare la fortissigie dipendono da decisioni assunte ma vocazione a farsi impresa, attrada un organo apicale, denominato verso i tentativi di infiltrazione nel“Provincia” o “Crimine” che influen- l’economia locale e negli apparati
za la vita dell’organizzazione ‘ndran- amministrativi territoriali, con la
ghetista anche al di là dei confini re- stretta osservanza delle proprie tragionali e nazionali».
dizioni, fatta di riti iniziatici di affilia«Nel Nord Italia, in particolare in zione e di passaggio di grado».
Piemonte, in LomDice Raffaele
bardia ed in LiguI RAPPORTI Grassi, direttore
ria, sono state inServizio cenIn Lombardia e Liguria del
dividuate apposite
trale operativo
l’organizzazione «madre» della polizia: «La
strutture criminacommissaria i poteri locali ’ndrangheta è una
li - spiega il dossier
- che agiscono in
delle più potenti
stretto raccordo con le “famiglie” di organizzazioni criminali al mondo
origine. Per la Lombardia e la Ligu- che ha occupato interi mercati attraria il collegamento con i territori di verso il riciclaggio dei narcodollari».
origine viene assicurato attraverso Andrea Caridi, direttore del secondo
un organismo intermedio, detto “ca- Reparto della Dia, che coordina tutte
mera di controllo”, deciso dal “Crimi- le inchieste, esplicita: «Indagini in
ne di Polsi”, che ha una funzione di corso fanno intravedere delle relasupervisione delle dinamiche crimi- zioni tra mondi apparentemente dinali attinenti a quelle regioni. In Pie- versi, tra ’ndrangheta e poteri occulti
monte, invece, tale organismo non è e trasversali».
stato istituito ed il collegamento è asMa quanto è ricca la ’ndrangheta?
sicurato da contatti diretti tra i capi- «Tanto - risponde il procuratore aglocale piemontesi ed esponenti di giunto Nicola Gratteri - per alcuni
spicco del “Crimine”».
istituti di ricerca il fatturato ammonAddirittura, dunque, la ’ndran- terebbe a decine e decine di miliardi
gheta lombarda e ligure nei fatti è euro, per altri a meno di dieci».

Le cosche, le soffiate
e i segni di un inedito
“attacco eversivo”
I pm: armi e bombe, faro sull’area grigia
Federico Cafiero De Raho - che hanno
la finalità di dare un segnale alla città.
Non sappiamo se si tratti solo di
’ndrangheta o anche di quell’area grigia fatta da uomini degli apparati e
delle istituzioni, dalla massoneria».
Ma una ’ndrangheta stragista non
si era mai vista prima. È possibile che
metta a rischio la sua fortuna, i suoi
capitali, le sue attività? Il procuratore
Cafiero de Raho non coglie una contraddizione tra le due anime della
’ndrangheta: «L’inabissamento dell’ala imprenditoriale e la strategia
eversiva di quella militare che potrebbe rispondere a interessi compositi,
non sono in contraddizione tra loro».
L’arresto di Claudio Scajola e Amedeo Matacena, pur essendo stato
quasi un «incidente di percorso» - nel

senso che è stata casuale la scoperta
della associazione di amici e parenti
messa in piedi nel tentativo di garantire la fuga dell’ex parlamentare reggino di Forza italia - è diventato a pieno titolo una tessera di quel mosaico
che gli inquirenti vogliono ricostruire
e che alla fine potrebbe consegnare
una fotografia di Reggio criminale come mai è stata proposta finora.
Per dirla tutta: comparse, «concorrenti», professionisti, avvocati, politici che hanno attraversato (quasi) indenni trent’anni di storia criminale
potrebbero ritrovarsi alla fine sul
banco degli imputati per aver fatto
parte degli «invisibili».
Torniamo ai segnali inquietanti.
Mettiamo in fila i diversi episodi. Partiamo dal 23 novembre scorso. Nel-

Procuratore
Federico Cafiero De Raho è il
procuratore della Repubblica di
Reggio Calabria

l’area del porto di Gioia Tauro, nei
pressi della Guardia di finanza vengono ritrovate a terra 110 cartucce calibro 9x21, 47 bossoli dello stesso calibro. Due giorni dopo nella stessa area
altre 16 cartucce dello stesso calibro,
una ogiva e un bossolo.
Agli inizi di dicembre una fonte
confidenziale rivela che in occasione
del capodanno, il 31 dicembre, po-

trebbero essere commessi attentati
in danno delle caserme dei carabinieri. Scatta l’allarme, e vengono assunte tutte le precauzioni. Caserme allertate, anche sacchetti di sabbia.
L’11 febbraio scorso intorno alle
00,30 viene fatto esplodere un ordigno
che distrugge il bar caffetteria Malavenda, in via Santa Caterina. Il 3 marzo un ordigno simile distrugge il negozio alimentare Romeo, nella centrale
via Pietro Foti. Una strage mancata.
Arriviamo al 31 marzo. A Rizziconi
viene fermato un incensurato che nei
sedili posteriori dell’auto trasportava
10 kalasnikhov con 20 caricatori (mille colpi), 2 mitragliette con 8 caricatori (320 colpi). E 5 pistole.
A che servono tutte queste armi,
visto che non ci sono faide o guerre di
’ndrangheta? Armi da vendere? E
perché finiscono a Rizziconi, entroterra reggino? Per qualche colpo a
blindati che trasportano denaro? Ma
la ’ndrangheta ha persino i cuscini del
letto zeppi di euro e dollari.
Fin qui la cronaca degli eventi. C’è
da aggiungere che avvertimenti preoccupanti sono arrivati anche alla famiglia del governatore di dimissionario Giuseppe Scopelliti, oggi candidato alle Europee per l’Ncd di Angelino
Alfano, e già condannato in primo
grado a sei anni per la gestione finanziaria del comune di Reggio, quando
era sindaco della città.
[GUI.RUO.]

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

REGGIO CALABRIA

Concorso esterno in associazione mafiosa. È la terribile accusa contestata all’ex ministro
dell’Interno, Claudio Scajola, e
agli altri indagati, da Amedeo
Matacena alla moglie Chiara
Rizzo, alle segretarie e ai collaboratori, dalla Procura di Reggio Calabria. Non c’è solo una
strana compagnia di amici e
parenti che dà vita a una organizzazione paramassonica
(nell’inchiesta si intravede la
sagoma del piduista Luigi Bisignani) e cerca di favorire la latitanza di Amedeo Matacena,
condannato a cinque anni di
carcere per i suoi rapporti con
la ’ndrangheta. Questa compagnia appunto sarebbe strutturata in un rapporto di scambio
con la ’ndrangheta.

Concorso esterno in mafia
Nuova accusa per Scajola

Il documento
Perquisizioni
dopogliarresti

Perla Procura la separazione tra iconiugiMatacena eraun depistaggio
Arrestato
Claudio Scajola,
ex ministro e
parlamentare
di Forza Italia,
è stato
arrestato dalla
Dda di Reggio
Calabria

Sequestrati faldoni
sulle partecipazioni
societarie, ora al vaglio
degli investigatori
Nelle perquisizioni di giovedì, nella disponibilità dell’ex ministro dell’Interno Claudio
Scajola sono stati prelevati decine di faldoni di documentazione, e tra questi anche atti che riguarderebbero le società di
Amedeo Matacena.
La procura di Reggio, intanto, ha trasmesso ai colleghi di
Palermo i tabulati telefonici dai
quali emergono i contatti tra
l’ex senatore Marcello Dell’Utri
e Vincenzo Speziali, l’uomo in
contatto con i libanesi, con l’ex
presidente Amir Gemayel. Si
tratta solo di tabulati perché da
quando, nel marzo scorso, Speziali è stato identificato e intercettato, si sono interrotte le comunicazioni tra i due.

Primo Piano .7

.

1 L’inchiesta della Direzio-

ne distrettuale antimafia di
Reggio Calabria sul favoreggiamento della latitanza di
Amedeo Matacena, ex parlamentare di Forza Italia, ha
coinvolto l’ex ministro Claudio Scajola, la moglie Chiara
Rizzo, e altre sei persone. Oltre agli arresti, sono scattate
le perquisizioni (nella foto, il
frontespizio del decreto). Si
dice «amareggiato» e «dispiaciuto» Matacena che da
Dubai, dove si trova dopo la
condanna definitiva per i legami con la cosca della
’ndrangheta dei Rosmini, rilascia le sue prime dichiarazioni e rivendica un’amicizia
con Scajola che va avanti - dice - dal 1994 quando «venni
eletto la prima volta in Parlamento».

ANGELO CARCONI/ANSA

Nella richiesta della procura
di Reggio di misure cautelari, si
legge: «Ad ulteriore conferma
della pianificata strategia di
completamento della più ampia
operazione di attribuzione fittizia dei beni posta in essere consapevolmente dagli indagati, si
riportano le sintesi delle seguenti conversazioni, pertinenti l’“apparente” separazione coniugale dei Matacena, che si autoesplicitano in tutta la loro
chiarezza».

Colloquio

Gli investigatori della Dia e i
pm Francesco Curcio e Giuseppe Lombardo, in sostanza, credono che l’annunciata separazione della coppia sia un depistaggio. «Alle ore 10:14:03 del
30/09/2013, Chiara (Rizzo) conversa telefonicamente con l’ex
moglie [Vanessa] del fratello di
Amedeo Matacena, Elio. Nel
corso della telefonata, l’interlocutrice si congratula con Chiara per la decisione assunta di
separarsi da Amedeo. Chiara,

mostrandosi esterrefatta rispetto al fatto che tale informazione sia in possesso della sua
interlocutrice, replica prontamente precisando che, in effetti, “non si tratta di una separazione”».
Subito dopo aver parlato con
Vanessa, Chiara telefona a
Martino Politi, il factotum di
Matacena, raccontandogli questa spiacevole fuga di notizie.
«Nella circostanza si sente
Chiara alquanto seccata e ner-

Famiglia
Claudio Scajola,
ex ministro,
durante un
ricevimento
a Roma con
la moglie e
la figlia,
in una fotografia
d’archivio

GIULIO GELUARDI
IMPERIA

io marito? È un galantuomo, un uomo generoso, un puro. Anzi, le
dirò di più: dopo questa vicenda lo
vedo ancora più forte. La mia stima
per lui è incondizionata. E badi: io sono ormai allenata a mettere a fuoco
le cose anche attraverso la cortina di
fumo che le rende opache e indistinguibili, proprio come sta succedendo
in questi giorni». Dice così, senza esitazione, con piglio da donna per nulla
rassegnata, decisa a difendere il suo
compagno di vita a tutti i costi, Maria Teresa Verda, moglie dell’ex 3
volte ministro, Claudio Scajola, arrestato l’altro giorno a Roma dagli
agenti della Dia con l’accusa di avere
favorito la latitanza all’estero di
Amedeo Matacena, ex deputato di
Forza Italia, condannato a cinque
anni per concorso in associazione
mafiosa.
Maria Teresa Verda è casa sua,
nella bella villa Ninina da sempre cara alla famiglia Scajola, dolcemente
accoccolata sulle colline di Imperia e
immersa nel verde degli oliveti con
grande vista sul Mediterraneo. E da
dove nelle giornate con l’aria tersa si
può godere della vista della Corsica e
dell’arcipelago Toscano. Con lei c’è
anche la figlia Lucia, giornalista del
settimanale Panorama. «No, io i giornali non li leggo, non li voglio vedere continua la Verda, insegnante di storia dell’arte, autrice di numerosi saggi, nipote e figlia di due avvocati,
mentre il tono della voce si fa ancora

«M

vosa per le voci diffuse che si rivolge a Martino dicendogli: “tu
lo sai per quali motivi ... al telefono, a lei cosa dovevo dire”.
Martino le risponde che le cose
di famiglia non si devono dire e,
Chiara, di rimando: “ ... ma poi a
Vanessa? ma poi non hanno capito della gravità se questa cosa
si sa in giro!?”. Chiara spiega la
risposta che ha fornito a Vanessa, pregando Martino di seguire questa linea: “che Amedeo
glielo aveva detto un paio di me-

L’impeto di Maria Teresa Verda è
impressionante, e fa sospettare che
siano certamente molti i mariti che
vorrebbero una moglie così combattiva e nello stesso tempo protettiva.
«Lui è un grande, lo conosco da sempre», insiste.
Vicissitudini, però, ne ha avute molte. «Certo, certo. Ma per questo dico
che è un grande uomo che pensa in
grande e agisce allo stesso modo. E uomini così hanno sempre storie tormentate, la sua non fa eccezione. Penso a quando era un semplice sindaco.
Voleva un territorio più ricco, non certo per lui ma per tutti. È così che ha
pensato all’acquedotto subacqueo del
Roja, al nuovo porto turistico, al rilancio dell’aeroporto di Albenga». Passa
poi alla terza persona per essere meno
di parte e più convincente: «C’è molta
superficialità sul giudizio di Claudio
MARCELLINO RADOGNA/FOTOGRAMMA
Scajola, la sua storia non può essere
risolta con una sola battuta». E aggiunge: «Questa vicenda? Provengo da
uomini di legge, ho grandissimo rispetto per i pm e confido nella magistratura che ci ha dato molto in termini di giustizia».
Anche la figlia Lucia interviene nella discussione. E la fa in maniera sintetica ed efficace, frutto della sua professione: «Mia madre ha più “palle” di suo
marito, non molla di un centimetro e
dorme serenamente tutte le notti bevendo la sua solita camomilla. Chi penglia è fatta così. Io conosco bene la per- sa che noi siamo disperati si sbaglia di
sona e sono fiera di come si metta a grosso: abbiamo passato questi pomedisposizione di chiunque. In questo riggi, certamente pesanti, con molta
suo slancio spontaneo, lui calcola poco serenità, insieme con i nostri familiari,
i rischi, ma speni nostri affetti, i nodersi per gli altri lo
LA FIGLIA stri gatti. Mia maha sempre gratifinon si ferma un
«Chi pensa che siamo dre
cato moltissimo».
momento, cucina e
Poi, senza alcu- disperati si sbaglia di grosso: riceve gli ospiti con
abbiamo ancora anticorpi» la stessa cordialità
na ironia aggiunge:
«Abbiamo aiutato
di sempre. È una
anche la Dia quando sono venuti qui, vera “figa”, una donna eccezionale».
hanno aperto cassetti, sfogliato libri, Poi aggiunge: «Grazie a Dio la famiglia
aperto porte. E che cosa hanno trova- Scajola ha ancora gli anticorpi per afto? Solamente serenità, una casa con i frontare anche questa cosa. Siamo comunque fortunati. Lo scriva».
fiori nel vaso sul tavolino».

La moglie dell’ex ministro
“Claudio paga il suo altruismo”
Nella villa di Imperia: “Cose opache, ma è un galantuomo”
Ha detto

No, io i giornali non li leggo,
non li voglio vedere. Non ne
ho bisogno. So già tutto. So
che Claudio è forte
Maria Teresa Verda

più certo -. Non ne ho bisogno. So già
tutto. So che Claudio è forte, così come
tutta la mia famiglia». E le accuse,
quelle di avere aiutato un latitante?
«Mio marito è un autenticamente generoso, si presta sempre verso chi ha
bisogno. E’ un uomo fantastico anche
per questo, un signore nel vero senso
della parola. È sempre stato così. Anzi,
questa vicenda dimostra che lui è in
grado di capire quando le persone sono in difficoltà: quando uno bussa alla
mia porta e chiede aiuto non gli chiedo
certo la carta d’identità. E così ha fatto
lui. Anzi, noi abbiamo sempre aiutato
chi aveva bisogno, tutta la nostra fami-

si fa e lei non gli aveva mai mandato le carte e che, comunque,
lei non è d’accordo sulle sue
scelte”». Era da tempo che Matacena era impegnato a salvare
le sue aziende: «Lo aveva fatto scrive la Procura nel decreto di
perquisizione - mascherando la
sua presenza quale titolare di
fatto delle società Ulisse e Amedeus spa, formalmente amministrate rispettivamente dall’ingegnere Pratticò e dall’avvocato Rijli».
[GUI. RUO.]

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

U

CENTRODESTRA

La vicenda

IL NODO-PROCESSI
Beirut
Marcello
Dell’Utri
è ancora
agli arresti
a Beirut
Dal Libano
l’estradizione
non è
semplice

1 L’11 aprile la Corte d’ap-

pello di Palermo dichiara
Marcello Dell’Utri latitante.
Era già irreperibile a partire
da metà marzo, in base a
quanto dichiarato dalla Direzione Investigativa Antimafia di Palermo,

1 Il giorno dopo scatta il

mandato di cattura internazionale: dai tabulati telefonici
e dalle risultanze di una carta
di credito utilizzata, Dell’Utri
viene arrestato in un albergo
di Beirut, il Phoenicia

RICCARDO DE LUCA/
BUENAVISTA

il caso
R. ARENA - G. LONGO
ROMA

M

Dell’Utri rilancia:
sono sereno,
decide il Libano

arcello Dell’Utri la prende con filosofia. Nonostante la condanna
della Cassazione, la sua unica
preoccupazione è tranquillizzare chi lo assiste all’ospedale
Al Hayat di Beirut.
«Sono sereno - dice l’ex
braccio destro di Silvio Berlusconi - . Tanto la partita si gioca tutta qui in Libano. Il mio che il procuratore generale di
avvocato Akram Azoury da- Beirut Samir Hammoud esarà filo da torcere per l’estra- mini tutta la documentazione
dizione. Sono in buone mani». spedita dal nostro GuardasigilPoi si concede una freccia- li. Non occorre la nuova sentina contro i suoi difensori tenza, è sufficiente quella della
italiani: «Non meritavo d’es- Corte d’Appello di Palermo
sere condannato, forse ho confermata venerdì sera dagli
sbagliato nella scelta dei lega- Ermellini. Spedita lunedì scorli». Noto per l’orgoglio e per il so è arrivata nelle mani del
piglio da comando aggiunge: procuratore un paio di giorni
«E sia chiaro una volta per dopo nella versione tradotta in
tutte: io non sono scappato francese e parte in arabo.
dall’Italia, posso camminare
Per ora il procuratore non
a testa alta e spero che qui se ha mai incontrato Dell’Utri. E
ne rendano conto. Per fortu- non è obbligato a farlo. Il mese
na per la mia estradizione di scadenza dall’arresto, avveconterà la politica». Una nuto il 12 aprile scorso, era fonsemplice battuta? E’ comun- damentale solo per la spedizioque evidente che Dell’Utri - ne della sentenza tradotta. Inappena condannato in via de- tanto l’ex manager di Publitalia
finitiva a 7 anni
e co-fondatore di
per concorso IL 25 VOTO CRUCIALE Forza Italia reesterno in aspiantonato
Se sarà confermato sta
sociazione manell’ospedale di
presidente Gemayel, Beirut, ma chisfiosa - si rende
conto che i per il senatore è ottimo sà quando - se
tempi
delmai avverrà l’estradizione sono a suo favo- verrà rimpatriato per effetto
re. Tanto più che davvero la della richiesta di estradizione
partita si giocherà tutta sul del nostro Paese. L’unico difenpiano politico.
sore italiano ad essere sempre
Al di là dei cavalli legali, in- rimasto «squadra» è l’avvocato
fatti, la parola decisiva spetta Giuseppe Di Peri. Che rimane
al ministro della Giustizia e al convinto del fatto che ci fossero
Presidente della Repubblica spazi per le tesi difensive, e per
libanesi. Presidente che ver- questo ipotizza un ricorso alla
rà nominato dopo le elezioni Corte europea dei diritti deldel 25 maggio. Fino ad allora l’uomo.
è dunque molto difficile che
Il legale (forse per sparigliavenga assunta una decisione. re le carte?) è convinto che in
E se poi alla guida del Libano Libano la questione dell’estradovesse essere riconfermato dizione sarà «non politica, ma
l’ex presidente Gemayel - da giudiziaria, perché bisognerà
sempre vicino a Forza Italia e tenere conto del trattato bilaPdl - il ritorno di Dell’Utri di- terale e dunque del fatto che
venterà sempre più improba- varranno i termini di prescribile nonostante tutti gli sforzi zione previsti in Libano, non in
italiani. Già ieri mattina il mi- Italia: per quel Paese i fatti si
nistro della giustizia Andrea sono estinti, per il decorso del
Orlando ha provveduto alla tempo, nel 2002».
Ma al tempo stesso il Libacomunicazione, attraverso i
canali diplomatici, della pena no «non potrà non tenere conda eseguire. Ma ci vorrà mol- to della persecuzione politica
to, moltissimo tempo prima cui è stato sottoposto Del-

“Il mio avvocato darà filo da torcere per l’estradizione”

l’Utri nell’arco di vent’anni».
L’avvocato si ostina a non
chiamare fuga il «viaggio all’estero» di Dell’Utri che «però certamente non ha fatto
bene alla difesa. Così come devastante è stata per noi la vicenda Matacena».
Da «pregiudicato» Dell’Utri
sarà chiamato, infine, in causa
giovedì a Palermo nel processo
per la trattativa Stato-mafia.
Ma potrebbe scattare comunque una nullità e con ogni probabilità la posizione dell’ex senatore, accusato di avere mediato con Cosa nostra, sarà
stralciata dal processo dagli
stessi giudici.

1 A Dell’Utri vengono tro-

vati due passaporti, di cui
uno diplomatico (scaduto).
Alfano, suo ex collega siciliano di Forza Italia, è il primo a
annunciare che «il governo si
attiverà immediatamente
per l’estradizione»

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Primo Piano .9

.

U

VERSO IL VOTO
SFIDA E PROBLEMI

La storia
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

anno poco tempo per fiatare, impegnati fino allo
spasimo in una campagna elettorale che vale la
vita. Ma quando fiatano,
attorno a un piatto di pasta e un bicchiere di vino, i dirigenti di Forza Italia fanno emergere la loro paura, sintetizzabile come la «sindrome degli
orfani». Dei futuri orfani di Berlusconi se «quella maledetta soglia del 20%
non venisse raggiunta o superata, anche fosse di uno zero virgola qualcosa», dice stanco uno che tira il fiato.
È la linea Maginot, quasi una trincea mentale da difendere a qualunque costo. I capi e i capetti, che stanno osservando la tregua interna, hanno i piedi gonfi dopo una giornata a
sfacchinare e con la voce afona dicono quello che mai avrebbero osato
immaginare. Ovvero che Berlusconi
molla tutto e tutti se rimane sotto il
pelo dell’acqua del 20%. «Sì, molla, lascia tutti e addio». C’è chi glielo
avrebbe sentito dire di persona. C’è
chi lo avrebbe sentito da altri, c’è chi
ne è convinto senza aver bisogno di
averlo sentito in presa diretta. La
«sindrome degli orfani» è fortissima
tra generali e colonnelli berlusconiani che prima sfilavano spavaldi con le
mostrine al petto e il volto fiero del
vincitore perché i moderati, si sa, in
Italia sono la maggioranza e votavano Forza Italia. Lasciando le macchine da guerra di cartone della sinistra
con un palmo di naso. Ora questi generali, colonnelli, vecchi e nuovi, girano per i mercati, le strade, i posti della propaganda elettorale e si sentono
male, non vedono entusiasmo, si sentono dire sempre più spesso «ho sempre votato per voi ma ora non voto

H

La grande paura di Forza Italia
“Sotto il 20% Silvio ci molla”
I fedelissimi di Berlusconi temono che le europee possano portare alla fine del partito
Hanno
detto

Forza Italia
Silvio Berlusconi
ieri a Milano
alla festa
degli amici degli
animali,
organizzata da
Michela Vittoria
Brambilla
La quale ha
sottolineato
che l’ex Cavaliere «è
l’unico leader con temi
animalisti
in agenda»

UN BERLUSCONIANO DI FERRO

Ho l’impressione che non
cresciamo. Dicono che
siamo al 21%, non è vero
LO SPETTRO PER IPOTETICHE POLITICHE

Se saranno nel 2018, non
avremo neanche il Capo o
Marina a salvarci
FEDERICO FERRAMOLA/LAPRESSE

più, oppure voto Grillo, magari quel
giovanotto fiorentino che mi ricorda il
giovane Berlusconi». Ma quando Berlusconi scese in politica aveva già cinquant’anni e di energia ne aveva da
vendere. Anche adesso sta mettendo
l’anima in questa campagna elettorale,
come sempre generosamente, senza
risparmiarsi. Come nessuno del suo
partito si sta risparmiando: o si vive o
si muore. «Tutti stiamo facendo il possibile e l’impossibile - racconta sorseg-

giando, di corsa, una birra fresca uno
dei berluscones che non è in lista per le
Europee ma pedala come un pazzo ma ho l’impressione che il consenso
non cresca. Dicono che siamo al 21%,
ma non è vero. Siamo ancora un pelo
sotto. Alla fine dovremmo farcela. Siamo pure cresciuti rispetto alla partenza e come sempre grazie a Berlusconi».
Sì, possiamo farcela, dicono i volenterosi berlusconiani che vogliono vendere cara la pelle. E ce la stanno met-

tendo tutta. Fitto al Sud, Tajani al centro, Toti, Romani, Gelmini, Brambilla
con i suoi cani e la sua pancia in dolce
attesa. Pedalano Gardini e Galan nel
nord-est. Macina chilometri Miccichè
in Sicilia, in una terra dove Grillo miete
consensi come frumento a luglio.
Quando sono sfiniti, si guardano in faccia e si dicono «speriamo di farcela».
«Quel 20% è la linea del Piave, sotto la
quale Silvio li molla. E non avremo la
possibilità di sperare in Marina: a quel

Grillo in tv
Lunedì19sarà
aPortaaporta

il caso
FABIO MARTINI
ROMA

ra i più celebri guru dell’indignazione - Michele Santoro,
Marco Travaglio, Beppe Grillo,
Stefano Rodotà, ma anche alcuni magistrati - si stanno intensificando le reciproche ostilità: qualcosa che somiglia ad una diaspora in un mondo che
per anni ha fatto massa, esercitando
una profonda influenza in una parte
dell’opinione pubblica di sinistra. Due
giorni fa, in una intervista al “Fattoquotidiano” Michele Santoro ha dato
una veste ideologica al suo possibile
divorzio da Marco Travaglio: «Non dico che Marco abbia perso la sua indipendenza», ma lui vuole stare dentro
la «gigantesca piazza Tahir», «la rivolta verso tutto ciò che è istituzionale» e
in questo c’è «il rischio del fondamentalismo», con «una differenza di analisi» tra i due che Santoro stesso definisce «una contrapposizione non banale». Al punto da immaginare una separazione professionale da Travaglio, da
anni protagonista di un monologo di
grande successo all’interno dei contenitori televisivi santoriani.
L’annuncio di separazione di Santoro da Travaglio segue di pochi giorni un altro divorzio: quello che Santoro ha subìto ad opera di Grillo. Nel
blog del guru cinque stelle è comparso con evidenza un commento molto
critico verso una puntata di Servizio
pubblico, colpevole di aver ospitato
opinioni critiche nei confronti dell’ex
comico, in particolare quella di un
operaio della Lucchini: «Perché tutto
quell’accanimento contro Grillo? Triste, molto triste assistere a trasmissioni faziose come quella». Anche in

T

Santoro
Il conduttore di Anno
zero ha incrinato il
rapporto con Grillo, e
è più distante di
prima da Travaglio

Ha
detto

SANTORO

«O Grillo impara a
rispettare noi, o lo
ripagheremo con la
stessa moneta

DANIELE SCUDIERI/IMAGOECONOMICA

Tra i profeti di piazza
è scattata la guerra
di tutti contro tutti
Grillo, Santoro, Travaglio, è la diaspora
quel caso Santoro non aveva mancato
di farsi sentire: «Credo che di fronte a
questo attacco sia un’operazione di legittima difesa battersi per la libertà di
stampa». Con tanto di avvertimento:
«O Grillo impara a rispettare noi, o lo

ripagheremo con la stessa moneta».
Se non è ancora una guerra di tutti
contro tutti, poco ci manca. Di sicuro è
l’inizio di una diaspora in un mondo un
tempo monolitico, unito per decenni dalla granitica convinzione nelle proprie in-

1 Beppe Grillo sarà ospite

di Porta a Porta lunedì 19 maggio in seconda serata. Stessa
collocazione che toccherà poi
a Renzi e Berlusconi. Nel frattempo ieri c'è stata un’espulsione nel M5s: il consigliere regionale dell’Emilia-Romagna
Andrea Defranceschi «è sospeso dal M5s e diffidato a utilizzarne il simbolo». «La Corte
dei Conti dell’Emilia Romagna
- ha scritto Grillo - chiede a tutti i partiti della Regione di restituire 150 mila e 876 euro di
spese effettuate nel 2013,
considerate irregolari dai giudici contabili. Il gruppo consiliare con la cifra maggiore è il
Pd, a cui vengono contestati
poco meno di 85 mila euro. Poi
il M5S, con 22 mila, l’allora Pdl
con più di 20 mila euro». «A seguito di questa richiesta formale della Corte dei Conti il
consigliere regionale Defranceschi è sospeso dal M5s e diffidato a utilizzarne il simbolo.
Il M5s ha grande rispetto della
Corte dei Conti e se si viene
sanzionato si chiede scusa e ci
si autosospende».

punto è la fine, il fuggi fuggi. Significherebbe che l’appello di Berlusconi ai
moderati non funziona più. Non ci sarebbe neanche la prova del fuoco delle
elezioni Politiche: se poi saranno nel
2018, non avremo Silvio o Marina a salvarci. Ma ora basta - dice il nostro interlocutore posando il bicchiere vuoto
della birra - non è il momento di pensare a quello che potrebbe accadere. È il
tempo di rimettersi in marcia, altrimenti Silvio ci dice addio».

vettive contro il Palazzo e la Casta, ma
anche nella individuazione dei nemici:
non solo Berlusconi, ma chiunque fosse
sospettato di avere un qualche rapporto
col Cavaliere. Un mondo con i propri leader, con i suoi organi di informazione e
incardinato su ambienti diversi (giornalisti, magistrati, sindacalisti, costituzionalisti) e più recentemente da un personaggio come Beppe Grillo che avrebbe
potuto diventare il catalizzatore dell’area, ma che invece si sta rivelando personaggio irriducibile e quindi divisivo.
Fino ad oggi - accanto all’iniziatore
Michele Santoro (in campo da 27 anni e
inventore di quelle piazze mediatiche
che ora ripudia senza tracce di autocritica) e a Marco Travaglio, il quotidiano “il
Fattoquotidiano” diretto da Antonio Padellaro, il periodico “Micromega” di Paolo Flores d’Arcais. Maggiore ricambio
nel mondo della magistratura: per anni
il punto di riferimento è stato Antonio
DINAMICHE TRASVERSALI

Anche nel mondo delle procure,
tramonta Ingroia e si fa
largo la figura di Robledo
Ingroia (dopo l’infelice esperienza elettorale, vive con lo stipendio che gli eroga
la Regione Sicilia), mentre ora il personaggio emergente di questo mondo è il
viceprocuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo, sostenuto nella sua contrapposizione ad Edmondo Bruti Liberati. E quanto al mondo dei costituzionalisti l’appello contro i progetti del governo Renzi, promosso da Gustavo Zagrebelsky e Stefano Rodotà, è stato quasi
ignorato dal “loro” giornale, “la Repubblica”. Una diaspora destinata a nuovi
scrosci polemici se sarà confermata la
presenza di Beppe Grillo a “Porta a Porta”, teoricamente la trasmissione simbolo della informazione detestata dal
guru genovese, ma anche da tutta l’area
un tempo unita nell’invettiva contro il
Palazzo.

T1 CV PR T2

DOMENICA 11 MAGGIO 2014 LA STAMPA 10

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

U

CALCIO
LA VIOLENZA NEGLI STADI
GRAZIA LONGO
INVIATA A NAPOLI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

C

he amano incondizionatamente e sopra ogni cosa. La loro fede, poi, si nutre
d i
odio viscerale
verso le altre
squadre. Roma
e Juventus in
testa. Ragazzi il mondo ultrà
non è declinato
al femminile che scandiscono le loro giornate in base ai
turni del Napoli. Tra anticipi,
posticipi e partite di Coppa,
gli unici giorni
liberi - salvo eccezioni - sono il
martedì, il giovedì e il venerdì. Liberi si fa
per dire: quando la loro squadra non gioca,
gli ultrà hanno
tempo per mogli, figli o fidanzate soltanto se
non c’è un incontro con il resto del gruppo.
La settimana è
troppo corta
per comprendere il tifo al
San Paolo, la sua preparazione e
l’organizzazione delle trasferte.
Il martedì e il giovedì si commentano i risultati dei match disputati,
il venerdì o la domenica si consumano i riti propiziatori alla partita.
In piazze divenute l’altare del tifo
ultrà, quasi tutte nel centro storico,
ma anche con il tam tam sui social
network, soprattutto Facebook. La
passione ultrà è un distillato di orgoglio e di dipendenza. «’Na malatia» esordisce Domenico, Mimmo,
39 anni, una moglie e dei figli che
mantiene con un banchetto di frutta e verdura al mercato rionale nella periferia degradata di Secondigliano. Da 23 anni appartiene ai
Vecchi Lyons, uno dei gruppi storici
della curva A del San Paolo. La curva «del vero ultrà, da non confondersi con i tifosi che vanno in quella
B. Chille sono femminelle confronto
a noi. L’ultrà non è nu’ tifoso, è l’anima del Napoli». L’ultrà «schifa la
Roma perché fino a quando eravamo deboli eravamo gemellati, poi
quando è arrivato Maradona nell’84 e pure lo scudetto, nell’’87, è iniziata la guerra. Senza contare il
vaffa... di Salvatore Bagni alla curva sud dei romanisti».
Mimmo, giovedì pomeriggio, si
offre di accompagnarci con la sua
auto alla piazzetta di Largo Proprio
di Arianello, alle spalle di via ai Tribunali, punto di ritrovo degli ultrà.
Salendo sulla Peugeot mezza scassata, il primo gesto, in automatico, è
quello di allacciare la cintura di sicurezza. Ma Mimmo subito frena:
«Signò, se vi mettite a cintura quelli
ci sgamano subito e non ci parlano».
Niente cintura quindi e niente «accento del Nord, perché i giornalisti
già so’ considerati infami, se sono
del Nord è peggio ancora». Mimmo
racconta della sua adesione ai Vecchi Lyons: «Noi leoni, come tutti gli
altri ultrà non paghiamo per entrare al San Paolo. Niente biglietto e
niente tessera del tifoso. Non perché vulimmo risparmià soldi ma
perché tanti di noi sono schedati
dalla polizia e quindi non possiamo
dare i nomi». Il vero ultrà napoletano «entra allo stadio gratis, grazie a
un favore di qualcuno all’ingresso
oppure scavalcando i cancelli». Il
vero ultrà non prende neppure il denaro dal club per scenografie o tra-

VIAGGIO NEL TIFO ESTREMO
Il simbolo
«Genny ’a carogna», Gennaro
De Tommaso,
figlio di Ciro,
presunto affiliato
alla camorra, ha
dato il via libera
alla finale di
Coppa Italia
Fiorentina-Napoli
dopo aver parlato con Hamsik,
capitano del
Napoli davanti
alle forze
dell’ordine
Sulla maglietta la
scritta «Speziale
libero, l’ultras
del Catania
condannato per
l’omicidio
dell’ispettore
di polizia
Filippo Raciti

ETTORE FERRARI/ANSA

“Noi, ultrà del Napoli: onore,
botte e favori dalla camorra”
Mimmo, 39 anni, capo storico al San Paolo: ci protegge allo stadio e sul lavoro
sferte. «Ci muoviamo autonomamente, con le macchine o le moto e gli striscioni ce li paghiamo noi. Perché noi
non vogliamo essere controllati e vogliamo gli slogan che piacciono a noi.
Quindi ci arrotoliamo lo striscione intorno al corpo, sotto i maglioni, così
se qualche steward o poliziotto ci
vuole perquisire non se ne accorge».
L’arrivo dietro via ai Tribunali non
è proprio agilissimo. Vecchi Lyons
mescolati ai Fedayn stanno discutendo su come infiltrarsi al match Roma-Juventus di oggi pomeriggio. La
presenza di una giornalista non è
tanto gradita, meglio rimanere in disparte e farsi raccontare i dettagli da

Mimmo. «Una cosa però ve la diciamo - dice uno con un anellino a entrambe le orecchie, sneakers e cintura Giorgio Armani chiaramente contraffatti -, domenica vogliamo vendiLA MINACCIA

«Oggi c’è Roma-Juve: vogliamo
infiltrarci per vendicare Ciro
Pronti alla battaglia all’Olimpico»
care Ciro ma pure gli vogliamo portare rispetto perché sta ancora in
ospedale e quindi se botte voleranno,
sarà distante dall’Olimpico». Poi viene deciso di «cercare di entrare den-

tro lo stadio per fare capire che con
noi non si scherza». Sempre nel centro storico, in piazza Bellini, il venerdì si danno appuntamento gli ultrà
«più potenti e più rispettati, i mitici
Mastiffs» guidati proprio da Genny ’a
carogna. Molti di loro abitano a Forcella, regno incontrastato di Genny.
Uno di questi è Salvatore, Totò «per
un certo tempo Totò ’u criminale, ma
mo’ ho messo la testa a posto e non
tengo più guai con la legge». Oggi Totò ha un impiego. Ma non fraintendete, non è un posto fisso. «Sono parcheggiatore abusivo, a 26 anni è un
impiego che rende. Ci campiamo in
tre: io, mia moglie e una bambina di 2

Dai cori alle sparatorie
Anni Cinquanta

Anni 70/80

A CURA DI
FRANCO GIUBILEI

L’ultimo quindicennio

“Fedelissimi”,primi In curva arrivano Nel business
aunirsisuglispalti i “rossi” e i “neri” entrano i criminali

Il primo gruppo di tifosi organizzati
sono i Fedelissimi del Torino: 1951.
Nel ’68 nasce la Fossa dei Leoni del
Milan, che unisce la tifoseria ultrà.

Curve «rosse» erano quelle di Milan,
Roma, Perugia, Atalanta, Livorno e
inizialmente Juventus, curve «nere»
quelle di Inter, Lazio, Verona.

La criminalità organizzata fiuta il
business dei tifosi e usa i suoi
metodi: a Milano (2007) e a Roma
(2013) gambizza dei capi ultrà.

anni». Totò si stupisce della nostra
domanda a proposito dell’assenza di
extracomunitari tra i parcheggiatori
abusivi. «Per carità! Nun esiste proprio! Siamo solo noi è per questo
dobbiamo ringraziare il sistema». E
che cos’è il sistema? «’A camorra, ecco cos’è. Ci protegge nel lavoro, ci
protegge pure per la nostra vita allo
stadio. Così se qualcuno di noi sbaglia e magari allo stadio fa na’ fesseria, tipo ca tira fuori nu’ coltello e viene arrestato, il sistema paga pure
l’avvocato. Noi siamo abituati così,
divisi per quartieri e per sistema.
Ogni quartiere ha il suo».
L’ultrà Mastiffs (mastini) domina
gli altri gruppi e va fiero della sua forza. «Simmu tutti in carne e tatuati spiega Totò -. Quelli che vedete magrolini, so’ scugnizzi consumati dall’eroina». L’ultrà Mastiffs sa essere
generoso: «Signò mo’ vi porto a mangiare la pizza fritta più buona di Napoli, alla friggitoria del Presidente».
Che in realtà si chiama «Da Gaetano», ma che per tutti è nota con l’altro
nome da quando l’ex presidente degli
Usa Bill Clinton si fermò nel vicolo a
gustare «crocchè e pizza fritta. Le vedete? Le foto stanno ancora là, appese all’ingresso». L’ultrà Mastiffs se lavora cerca di finire per le 4 del pomeriggio, se è disoccupato dorme fino alle 4 del pomeriggio e poi tutti in piazza Bellini o a seguire la squadra.
Ultrà giovani e meno giovani rollano canne di marijuana e hashish e intanto definiscono come organizzarsi
e partire. Birra in bottiglia consumata come fosse acqua minerale e sfottò
a un turista di mezza età con una polo
rossa con polsini e colletto gialli. Non
è una maglia della Roma, è evidente,
ma basta l’accostamento giallorosso
a scatenare insulti e cori da stadio.

12 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

50%

di elettori

Un egiziano
su due
ha già
dichiarato
che
alle elezioni
voterà per
il generale
Al Sisi

9

mesi
A 270 giorni
dal golpe
inizia la
campagna
elettorale
per
il voto
del 26 e 27
maggio

Il politico caduto in disgrazia
Khaled Hanaf prima dell’arresto parla con un panettiere al Cairo

700

condanne

L’ultima
sentenza
di massa
contro
i Fratelli
musulmani:
683 sono
stati
condannati
a morte

I Fratelli dietro le sbarre

In attesa del Generale

Oltre 1.200 pro Morsi sono accusati per le violenze dello scorso 14 agosto

Sostenitori di Al Sisi in piazza Tahrir, cuore delle proteste del 2011 contro Mubarak

Anche la Cairo dei miserabili
volta le spalle ai Fratelli musulmani
A un anno dalla caduta di Morsi la roccaforte islamista di Giza cambia padrone
“Se gli islamisti fanno attentati li andremo a scovare casa per casa, li conosciamo tutti”

P

DOMENICO QUIRICO
INVIATO AL CAIRO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

assava continuamente davanti agli occhi come una rapida e instabile luminosa veduta di cinematografo. Non rimane di quella rivoluzione forse che un
inutile desiderio di bis. E i Fratelli Musulmani, i raduni per invocare il melmoso Mohamed Morsi, presidente deposto e ora ingobbito di mille reati; e le
bandiere con le quattro dita in ricordo
di piazza Rabaa e dei suoi 400 martiri?
Eppure la città non sembra cambiata, sdraiata accanto al nastro turchino del Nilo, le lunghe vie involute
fra il marasma delle case, le piazze
formicolanti di folla e di traffico, le cataste brune dei rioni incrostati l’uno
sull’altro sulla terra come frutti di
mare su uno scoglio.
Nella piazza, immobili, a coppie come buoi di metallo, vigilano ogni innesto di strada i blindati color sabbia del
pio e ambizioso generale Sisi che il 26
maggio diventerà plebiscitario presidente. L’apoteosi dell’islamismo mondiale si è già spenta. Vertiginosa come
l’ascesa la caduta dei Fratelli: in Egitto
ma anche in Tunisia, in Marocco, in Algeria, in Yemen, in Giordania. Le vele di
questi paranoici, autoritari, dissimulatori apostoli del califfato universale sono sgonfie, improvvisamente. Ancora
una volta tutto è partito di qui, dall’Egitto: l’antico burattinaio, l’esercito,
ha ripreso il suo posto, il potere. Come
se nulla in questi tre anni, esaltanti e
esaltati, fosse accaduto. Le folle che ho
visto qui un anno fa scandire «l’Islam è
la soluzione» ora si preparano a invocare il Maresciallo, versione ringiovanita
e ritoccata dell’eterno Faraone.
Un ragazzo del 30 giugno mi ha dato
appuntamento a Tahrir: il volto serio,
circondatodaunasottilebarbanera,una

certa grazia altera che guida e rende rarefatto il gestire. La sua forza non si è
consumata. Accarezza con lo sguardo le
aiuole verdi e le panchine nuove dove un
anno fa c’erano le tende e i bivacchi. E i
blindati. «Non rinneghiamo niente: la rivoluzione, il voto per Morsi e poi quello
per la costituzione dei militari. Voterò Sisi. Ci resta la speranza e la capacità di
parlare, siamo diventati migliori. La gente è stanca, certo, ma ha capito qualcosa,
che si può partecipare indirizzare la storia, cambiare. Abbiamo pagato un prezzo alto? Sì ma era forse il solo modo per
capire…». Si era aperto il nuovo mondo,
la verità palpitante era là, per questo sono felici e infelici. Si vede che volevano
uccidere il Passato. Quando si è vecchi lo
si lascia morire, quando si è giovani e forti lo si uccide. Quando si può.
«Oh! come sono grandi le cose che
incominciano. Non c’è mai piccolezza
nel principio...». E va via, in un istante, in fretta come era venuto.
Sono tornato al Cairo a cercare un
deputato dei Fratelli, Khaled Hanaf, un
leader, uno dei fondatori di «Libertà e
Giustizia» la sigla con cui hanno vinto le
elezioni. Lo avevo intervistato due anni
fa. Il suo telefono è disconnesso, a vuoto
suonano quelli dei collaboratori, segretari, amici, del suo studio di medico a
Nasser City. Cerco di risalire il filo del
mistero a Elsayeda Zeinab, uno dei
quartieri più popolari del Cairo, dove ricordo che è nato, vicino alla moschea
Ibn Tolon la più antica della città ancora
con la scala esterna che si aggrappa al
tortiglione di pietra del minareto. Nel
percorso mi sono perduto a Giza, in una
immensa periferia di poveri, dove tutto,
tuguri case palazzi di dieci piani, è abusivo. Una volta c’erano i campi il grano e il

cotone. Dietro i palazzi miserabili e sudici la fuga prospettica delle piramidi che
nel deserto assumono l’aspetto di tende.
E poi i piani vanno incontro al cielo, e tutto finisce. Per un’ora non riesco a divincolarmi dalle viuzze, buie come la notte
perché i palazzi sono così vicini che quasi si toccano, là in alto biancheggia appena una striscia di cielo, dalla folla che si
sbriciola sulla polvere delle piste che
tengono il posto delle strade, dai cumuli
di immondizia che si mescolano a banchetti e botteghe dove la gente i cani i
bambini fruga alla ricerca ancora dell’utile, e le mosche che si avventano con
furore. Eccola questa montagna di uomini, ammassati per terra come pietre
della via, rovinati dalla miseria. Avviliti
dalla mendicità, presi tutti in un solo ingranaggio, nello spaventoso ricominciare di ogni giorno. Inutile chiedere indicazioni, le strade non hanno nomi ufficiali,
le battezzano con il nome di chi per primo vi ha costruito la casa. Fino al 2005
non vi era luce e acqua, le ha regalate
Mubarak, dono delle sue ultime elezioni
truffaldine e vittoriose. Giro in tondo, all’infinito, mi sento soffocare. La folla, improvvisamente accelera, si spalanca. Un
uomo la fende, correndo, a piedi nudi,
negli occhi una selvaggia paura. Una
muta di inseguitori lo bracca, lo afferra,
lo getta a terra. Cominciano a colpirlo
con calci pugni. Chiedo che succede. Mi
rispondono senza voltarsi, continuando,
selvaggiamente a spiare il linciaggio,
con occhi come grinfie, ridendo: «un ladro... forse». La folla quietamente si richiude sulle urla dell’uomo, lo inghiotte
con il frastuono del traffico, i cavalli i carretti, gli asinelli, gli appelli dei venditori.
È un amico che, alla fine, arriva a
estrarmi dal labirinto, mi guida verso

il minareto di Ibn Tolon.
Anche Gamal è nato qui: «Una volta
era un bel quartiere, piccola borghesia, funzionari, anche di alto livello. Ma
se abitavano qui, nella vecchia Cairo,
voleva dire che non rubavano, che non
si lasciavano corrompere: «Mio padre
era uno di loro, immerso tutto il giorno
nelle cifre, ne emergeva a sera come
un naufrago, stordito...». Ora le case
sono muri screpolati, inclinati e polverosi, scacchieri brumosi su cui posano
rettangoli di chiarore, scogliere che
assorbono il formicolio delle persone
che si seppelliscono nelle porte, si afGROVIGLIO DI VICOLI

Palazzi pericolanti, banchetti,
asini, mendicanti e mosche
E all’angolo, due blindati
ALLA RICERCA DEL DEPUTATO

Khaled Hanaf, uno dei fondatori
del partito islamico è introvabile
«È in galera, con altri 30 mila»
fondano nei vicoli, poi vagamente si
cambiano in luce. Splendidi mausolei
di santi antichi giacciono abbandonati, guasti come denti cariati.
Le botteghe hanno appena aperto, i
negozianti arenati sulla spiaggia di
una stuoia come grossi cetacei, attendono. Solo davanti al carretto che vende le fave calde annegate nell’olio di sesamo, già si affollano i compratori con
le gamelle. «È quello di El Gash, lo conoscono in tutta la città, perfino i cantanti famosi mandano a prendere le
sue fave succulente...».
C’è coda anche davanti al forno. I

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

LA CRONOLOGIA

11

febbraio
2011

Le dimissioni di Mubarak
L’onda della rivolta in Tunisia
arriva al Cairo, dove cominciano le
proteste in piazza Tharir. Dopo 30
anni di presidenza Mubarak è
costretto a dimettersi. Il 13 aprile è
posto in custodia cautelare

2

giugno
2012

Ergastolo al vecchio Faraone
Il raiss è condannato all’ergastolo
per avere ordinato di sparare sui
manifestanti. Nel gennaio 2013
la Cassazione annulla la sentenza,
ma si apre un nuovo processo
per corruzione e cospirazione

24

giugno
2012

Le elezioni di Morsi

I PROTAGONISTI

MOHAMED ABD EL GHANY/REUTERS

È deputato dal 2000 al 2005 per i
Fratelli Musulmani. Vince le
elezioni con il 51% dei voti e la
promessa di uno Stato «non
teocratico», che però faccia
riferimento diretto alla Sharia

3

luglio
2013

Abdel Fattah Al Sisi

Hamdine Sabahi

Mohamed Morsi

Muhammad Badi

Ex comandante in capo
dell’Esercito e
protagonista della
deposizione di Morsi,
è il favorito alle elezioni

Politico, giornalista e
poeta, guida la Corrente
Popolare egiziana. Alle
presidenziali del 2012, si
è piazzato al terzo posto

Nel 2012 è stato il primo
presidente
democraticamente
eletto. É stato deposto
nel luglio 2013

Dal 2010 leader dei
Fratelli Musulmani,
nell’agosto 2013 è stato
arrestato con l’accusa di
istigazione alla violenza

bambini si stringono le pagnottelle al
cuore, come una bambola. È uno dei
pochi che vende il pane a 5 piastre, il
prezzo calmierato. L’altro, il pane dei
«francesi» degli stranieri come lo chiamano, dei ricchi, è fuori portata per la
povera gente. Ecco: il vicolo dove è nato Hanaf. I vicoli del Cairo: prolungamento del corpo e dell’anima di chi ci
vive. Una delle caratteristiche del vicolo è che non conosce mormorii e sussurri, le voci sono sempre molto forti,
a volte rudi a volte piene di saggezza.
Non è un semplice spazio limitato sepolto da una massa di dettagli, ma è
tutto un mondo di significati e motivazioni. Chi vi entra, anche un estraneo
come me, vi è inghiottito, si liquefa.
L’anima di un popolo deve prendere dimora in un luogo, raccogliervisi,
armonizzarsi alla sua natura. La vita
al Cairo ha individuato nel vicolo il
luogo per sé, nello spazio e nel tempo,
si è radicata in una sede che è sua all’interno dell’indifferente e dissolvente natura che vorrebbe continuamente confondere tutto.
Andiamo a chiedere notizie al caffè
che ingombra mezza via con i suoi sofà
e i suoi sgabelli. Ronza, tintinna e si affumica già, offre un sudicio ma comodo rifugio a una gruppo di uomini che
sembrano statue. Immobili, assisi nobilmente tra i loro stracci smaglianti,
dignitosi, sorvegliano il tumulto che
cresce nella via.
«Hanaf? È in prigione, con gli altri
trentamila. Forse condanneranno anche lui a morte... Chissà! Credevamo di
conoscerlo bene, uno cresciuto qui, tra
noi. Mentivano bene, la religione qua la
religione là. Chi parla di dio pensavamo
è una persona buona onesta. Li abbia-

mo votati in questo quartiere, in massa,
pareva che stessimo aspettando la discesa dal cielo di angeli di gioia e misericordia. E invece volevano solo il potere. Sai che quando Morsi è diventato
presidente i proprietari dei night e dei
locali sulla Via delle piramidi si son
messi le mani nei capelli… siamo rovinati, quello ci cancellerà tutte le licenze
per vender alcol. Invece le hanno prorogate non per un anno come prima ma
per tre! Ipocriti, solo ipocriti».
Un altro, Omm, incalza: «Io sono stato a lungo con loro. Mi ha salvato mio
padre, mi ha insegnato che le decisioni
dovevo assumerle io, non gli altri prenderle per me. Nei Fratelli a poco a poco
si diventa un automa, ripeti le formule
che ti ficcano in testa, non hai più volontà. Esigono di controllare tutta la tua vita, persino sapere chi è la ragazza che
vuoi portare a letto. Anche io mi ero
iscritto tra i volontari per l’Afghanistan. Quando mi sono tirato indietro,
per loro è come se non fossi esistito più,
come fossi morto».
Nella conversazione i temi si incontrano si attirano e si fondono come
scorrevoli gocce di inchiostro. Nuovi interlocutori ai aggiungono, altri si alzano per le loro faccende.
Khaled, il meccanico, sorveglia da
lontano i due bimbi sporchi di grasso
che gli fanno da aiutanti, e narra il suo
guaio: «Il mio affitto è bloccato a meno
di un euro al mese, sia grazie a dio misericordioso e a Nasser che emanò questa legge santa! Tutto quello di buono
che c’è in Egitto è merito suo, la riforma
agraria le industrie la diga… Adesso il
proprietario vuole buttarmi fuori, mi
tenta con 300 mila piastre. È furbo, sapete come fanno… demoliscono la casa,

Il «golpe» popolare
Contro la politica di islamizzazione
dello Stato di Morsi tornano le
manifestazioni di piazza. Tamarod
ottiene il suo arresto. Iniziano i
processi e le condanne a morte di
massa dei Fratelli Musulmani

si fanno dare i soldi dalla banca, di appartamenti ne costruiscono trenta e
guadagnano milioni. Ma io non mollo.
L’esercito? Ma la gente vuole tranquillità, guadagnare qualcosa, vivere decentemente. Votiamo per chi ce la garantisce. Sarà Sisi? Benissimo viva Sisi allora! Da quando son tornati i militari non
ci sono più interruzioni di acqua e luce
come ai tempi di quel pasticcione incapace di Morsi».
Arriva il colonnello, un ufficiale in
borghese, tutti gli fanno posto rispettosi, cala un ossequioso silenzio mentre
racconta di aver accompagnato la figlia
IL «DISERTORE»

«Gli imam mi avevano fatto
il lavaggio del cervello. Stavo
per partire per l’Afghanistan...»
IL COMMERCIANTE

«Quando sono saliti al potere
dicevano: via l’alcol. Poi hanno
rinnovato le licenze per 3 anni»
a ripetizione: «La scuola fa schifo, perfino alle elementari bisogna portare i
bambini a lezioni private perché imparino davvero a leggere e scrivere. E i
maestri e i professori arrotondano lo
stipendio che non consentirebbe loro di
sopravvivere. Tutto l’Egitto sopravvive
così, arrangiandosi. E voi stranieri dite
che noi militari abbiamo fatto un colpo
di stato, e storcete il naso... meno male,
con quei dannati, rischiavamo di diventare un altro Paese, ci cambiavano ogni
giorno con piccole dosi di veleno».
Come per caso da una delle case parte una canzone di gran moda, «Ringra-

ziamo le mani», un ballabile allegro che
esalta l’esercito che ha liberato l’Egitto.
Il colonnello ridacchia soddisfatto.
«Bella eh? Ti vien voglia di ballare. I
Fratelli odiano questa canzone, raccontano che uno di loro quando ha saputo
che i parenti della sposa l’aveva scelta
per la festa ha rinunciato a sposarsi...».
Tutti fanno cenni di assenso. Passa
un giovane, la barba da islamista, la
galabia corta come impongono i salafiti, saluta, lo salutano. «È un bravo
ragazzo, non un terrorista. I Fratelli
ammazzano i poliziotti, quasi ogni
giorno un attentato, laggiù - Othman
l’impiegato fa un cenno vago verso i
quartieri della periferia -. Ma è un segno di impotenza. Non oseranno utilizzare le autobomba, passare al terrore cieco, sanno che se dichiareranno guerra al popolo li andremo a
prendere casa per casa, nei quartieri.
Li conosciamo uno per uno».
È l’ora della preghiera: tutti si alzano, si mettono in movimento: «La religione è il nostro sangue, ma quella praticata viva, non quella ostentata, fatta
di segni esteriori, e finta...». Una religione per gli infelici perché essi non
soccombano. Mi avvio. Non ho più nulla da cercare. Le moschee sono l’una
accanto all’altra, le voci dei predicatori
si sovrappongono, si intrecciano, formano una straordinaria rombante cacofonia che riempie e fa vibrare la città
intera. La presenza di Dio sovrasta come il cielo i conflitti angoscianti degli
uomini e l’immensità che affanna delle
tragedie che qui si vivono. La presenza!
Nulla ho mai sentito di più forte di questo grido al Cairo dell’uomo verso la divinità, nulla che possa dare un’idea così perfetta del silenzio.

Primo Piano .13

.

Si vota il 26 maggio

Soldiaipoveri
forcaperinemici
Ilprogramma
diAlSisi
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

Lotta senza tregua al terrorismo e
prosperità per i più poveri: sono le
promesse con cui il generale Abdel
Fattah Al Sisi ha debuttato nella prima settimana della campagna elettorale per la presidenza che si concluderà con il voto del 25 e 26 maggio.
Linguaggio e argomenti dell’ex
ministro della Difesa puntano a rinnovare e rafforzare il consenso popolare che accompagnò il rovesciamento di Mohammed Morsi nel luglio del 2013. Allora milioni di egiziani scesero in piazza seguendo i militanti di Tamarod contro i Fratelli
Musulmani. E Al Sisi, che li ha messi
al bando come organizzazione terroristica, promette: «Se sarò eletto cesseranno di
esistere». È l’impegno a un pugno di ferro che
va oltre le sentenze di condanna a morte contro oltre 600 militanti perché Al Nasser, il suo
Sisi si mostra si- modello politico
curo di riuscire
dove Nasser, Sadat e Mubarak hanno fallito ovvero annientare il partito
islamico fondato da Hassan al Banna
nel 1928 per combattere il colonialismo, riscoprire l’Islam delle origini e
«dimostrare pietà per i poveri».
Nell’intervista-fiume a Cbs e OnTv Al Sisi spiega tale intenzione con
la colpa più grave dei Fratelli Musulmani ovvero «aver minacciato di impiegare combattenti libici e afghani
contro l’esercito». È un’accusa che
trasforma la Fratellanza nel simbolo
della sfida all’esercito, perno dell’identità nazionale dai tempi di Nasser, e fa di ogni suo militante un nemico. È un messaggio di lotta senza
tregua con significative ricadute regionali perché Al Sisi si affianca all’Arabia Saudita
nella guida di una
controrivoluzione che punta ad
annientare ovunque movimenti e
milizie che si
ispirano alla Fratellanza: dalla Libia alla Giordania, dal Bahrein
Il predecessore
alla Siria.
Hosni Mubarak
L’altro fronte
di Al Sisi è la promessa di benessere
ai più poveri. Si mostra consapevole
che l’insoddisfazione sociale, testimoniata dagli scioperi a raffica, rischia
di privarlo dell’alta affluenza alle urne
di cui ha bisogno per rilegittimarsi e
così corre ai ripari. Parla di «migliaia
di posti di lavoro» che saranno creati
con gli investimenti degli Emirati, sigla con Mosca accordi per importare
a basso prezzo il grano, promette il rilancio del turismo e incassa dall’Arabia Saudita la promessa di un diluvio
di dollari per recuperare i «ragazzi di
strada» ovvero i bambini abbandonati che vivono fra miseria e criminalità.
Ma non è tutto, perché Al Sisi gioca
anche la carta americana. Lo fa svelando che Anne Peterson, ambasciatrice di Barack Obama, «chiese di rinviare la deposizione di Morsi» e poi facendo sapere a Washington che il successore, Robert Stephen Beecroft,
«può tornare al Cairo» per riempire
una sede vacante da nove mesi ma a
patto, come dicono i portavoci di Tamarod, che «dimostri di aver cambiato politica nel mondo arabo». Al rivale
Hamdeen Sabahi, candidato dell’opposizione, restano poche carte da giocare ma tenta comunque di non essere schiacciato ricordando che «Al Sisi
appartiene alla vecchia nomenklatura di Hosni Mubarak».

14 .Estero

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Tra intese e contrasti

R

1

LINEA DURA
CONTRO MOSCA

Entrambi
chiedono di
ritirare le truppe

R

2

DIVERGENZE SUL
DOSSIER ALSTOM

La Francia: nozze
con la Siemens
Berlino è tiepida

R

3

STRIGLIATE
SUI CONTI

L’alto deficit
francese agita
la Germania

IL CAPO DELL’ELISEO IN GERMANIA PER IL BILATERALE CON LA CANCELLIERA

Le mosse di Putin
rinsaldano l’asse
tra Parigi e Berlino
Hollande-Merkel:sanzionisefallisceilvotoinUcraina
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

Finalmente Hans-Dieter Pohl
ha potuto mostrare a Hollande
la sua «specialità francese»: un
Bordeaux tenuto sei mesi sul
fondo del Mar Baltico. Una tradizione che risale al 1749 e che
secondo il commerciante di vini di Stralsund, dove si è con-

cluso ieri il bilaterale tra il capo
dell’Eliseo e Angela Merkel, dà
un sapore particolare al famoso
vino rosso. Sarà. Certamente, è
un regalo che Hollande avrà gradito più delle «aringhe di Bismarck» di qualche ora prima:
un omaggio al geniale cancelliere noto anche per il suo scarsissimo amore per la Francia.
I due esempi ben rappresen-

Colloquio

MICHELA A.G. IACCARINO
SLAVIANSK

uomo che ha in mano le redini
del futuro di questo pezzo
orientale di terra Ucraina lo fa
con due dita sole alla mano sinistra, ricorda il nome di tutti a memoria, ha
una croce d’argento al collo e alla vigilia del voto non è in divisa, ma con la
pistola sempre infilata nelle bretelle.
Per una volta nessun niet e fino al terzo piano la sua addetta stampa, Stella,
che parla perfettamente italiano, dice
sì, «oggi Vyaceslav ha tempo per un
colloquio informale». Z., della sua
scorta armata, che dal primo giorno lo
accompagna fedele come un kalashnikov, in corridoio chiede per ammazzare il tempo: «Da voi in Italia può
candidarsi uno che ha preso tante botte in testa come il pugile Klitschko?
Avete arrestato Berlusconi perché
amava troppo le donne?».
Il primo volto sempre scoperto di
questa rivoluzione è dietro la sua scrivania. Ti fissano i due pozzi di ghiaccio
che ha per occhi e dietro di lui, alle sue
spalle, ti fissa San Giorgio, stessa effigie della bandiera della Repubblica
del Donbass. Alla destra del tavolo sul
pavimento ci sono altri santi scolpiti
nel legno dorato che non ha ancora appeso alla parete. Scintillano come i
due denti d’oro del sindaco quando ride e oggi Ponomariov non smette di
farlo. «Sono stanco come uno trubacist, come uno spazzacamino». Ma oggi è un giorno bellissimo. Non solo perché torna a brillare il sole dopo giorni
grigi di esplosioni a Mariupol e pioggia che le spegne. Oggi è tutto pronto
per il referendum nel microcosmo dell’Est ucraino in lotta, «non solo per i
russi: qui vivono in pace tanti moldavi,
ucraini, russi, bielorussi».
Luminoso come la sua stanza a due
finestre, Ponomariov smette di sorridere solo per rispondere ai suoi due
cellulari che squillano continuamente:
«Sì, qui funziona tutto, non manca il
cibo, non mancano le medicine». Alcuni dei suoi parenti vivono in Italia, «il
paese di Adriano Celentano» e perezhivajut, hanno paura per lui. Per la
prima volta dopo tempo è tutto in or-

L’

tano lo stato dei rapporti tra Parigi e Berlino, fatto di luci e ombre. Sfumature nascoste ieri,
tuttavia, dai toni forti di una dichiarazione comune sulla crisi
ucraina: se il 25 maggio «non
dovessero svolgersi elezioni riconosciute al livello internazionale in Ucraina, ciò destabilizzerebbe ulteriormente il Paese.
Nel caso, Germania e Francia

François Hollande e Angela Merkel a Stralsund, in Germania JENS BUETTNER/DPA/AP

concordano sulla necessità di
trarne le dovute conseguenze,
stabilite dal Consiglio europeo
del 6 marzo». In altre parole, se
Mosca non contribuirà ad allentare la tensione, l’Europa procederà con le sanzioni economiche contro la Russia.
Dopo la prova muscolare di
Putin in Crimea di venerdì, Merkel e Hollande hanno voluto

mostrare che sulla più grave
crisi europea sono spalla a spalla. Tuttavia, le differenze restano, anzitutto nel settore economico. La scorsa settimana, sull’euro forte e la tradizionale
cautela della Bce, tra Parigi e
Berlino c’è stato uno scontro
frontale. Dopo che il premier
francese Valls aveva chiesto
che Draghi intervenisse sui

cambi per rallentare la corsa
dell’euro, il portavoce della cancelliera, Steffen Seibert, ha ricordato che Francoforte è autonoma e che le politiche monetarie non sono più nazionali da un
pezzo. Allo stesso modo c’è preoccupazione, in Germania, per
il deficit eccessivo di Parigi e il
ritmo troppo lento delle riforme annunciate da Hollande.
Tuttavia Claire Demesmay, tra
le maggiori esperte di rapporti
franco-tedeschi, invita a riflettere sul fatto che «si tratta di
punti di divergenza classici tra i
due Paesi, che hanno una visione diversa sull’Unione monetaria ed economica europea».
Allo stesso modo, argomenta
la studiosa del Dgap, l’autorevole istituto tedesco per la politica
estera, permangono «le differenze cruciali sulla politica industriale». Qualcosa che sta
emergendo chiaramente sul
dossier Alstom, dove la Francia
sogna un matrimonio con la tedesca Siemens ed è intervenuta
a gamba tesa nella trattativa
con gli americani di General
Electric. «La Germania, che
non ha questa tradizione dirigista, è più tiepida», argomenta
Demesmay. E il fatto che Hollande abbia detto ieri in conferenza stampa che la decisione
spetta all’azienda, «è un tentativo di mediare tra la posizione
della Merkel e quella del suo ministro dell’Economia Montebourg», notoriamente scatenato sul dossier e deciso a voler
mandare in porto la sua Airbus
dell’Energia e dei Trasporti.

Ha
detto

Il sindaco
Vyaceslav
Ponomariov parla al
telefono e guida il
corteo durante la
cerimonia di venerdì
a Slaviansk
per la vittoria russa
sul nazismo
L’autoproclamato
sindaco della città
dell’Est dell’Ucraina
è uno dei leader che
sta guidando la
rivolta dei filorussi
contro il nuovo
governo di Kiev

La riunificazione con Mosca

Il futuro del Donbass
lo deciderà il popolo
Per il momento stiamo
con la Russia
non dentro la Russia
La divisione del potere

VASILY MAXIMOV/AFP

La nostra città è stata
la prima a combattere
Diventerà la capitale
militare, Donetsk sarà
quella amministrativa

“Ecco la nostra Repubblica
Il mondo riconoscerà Slaviansk”
Oggi il referendum separatista, faccia a faccia con il leader filorusso Ponomariov
dine: centinaia di tessere stampate per
il referendum, urne ancora in costruzione nella città bastione, simbolo e roccaforte della resistenza.
«Slaviansk è la prima città dove si è
combattuto per il Donbass, diventerà
capitale militare, Donetsk rimarrà
quella amministrativa, si potranno tirare le somme se il referendum andrà
a buon fine». È tutto ancora da stabilire ma «la Repubblica del Donbass, se
al referendum vincerà il sì, diventerà
legale, con il riconoscimento degli altri
Paesi o meno, e l’unico che può rappresentare questa nuova Repubblica
è Pavel Gubarev».
Il primo ad autoproclamarsi governatore lo scorso marzo era stato lui, Gubarev, subito arrestato all’inizio degli
scontri e per due mesi detenuto nella

capitale. Rilasciato giorni fa in seguito
ad uno scambio di prigionieri con Kiev,
adesso ricercato da tutta la stampa internazionale, cammina in divisa per i
corridoi della sede occupata del comune trincerato, tra sorrisi e pacche sulle
spalle: darà una conferenza ufficiale lunedì, «per il momento deve riprendersi
dopo i mesi di carcere e botte», dice Ponomariov. Durante la celebrazione del
giorno della vittoria del 9 maggio è stato invece Denis Pushilin, che si ritiene
ancora attuale governatore del Donbass, a parlare in piazza Lenin e dire
che durante la Seconda Mondiale
«senza Russia oggi non ci sarebbe
nemmeno stata Europa».
Per Ponomariov «il futuro della Repubblica del Donbass, lo deciderà il popolo, per il momento siamo con la Rus-

sia, non in Russia, per quello ci vorranno nuove votazioni, ma prima dobbiamo costruire la struttura e le basi di un
nuovo governo». Poi sigla con una enorme Z e la sua firma in calce la lista dei
giornalisti controllati e ammessi a seguire il referendum domani a Slaviansk.
Quando avrà tempo, promette che racconterà tutta la sua storia, di come è diventato sindaco della città ribelle. Intanto dà appuntamento alle urne: andrà a votare nella vicina sede del Sbu
occupata. Sullo schermo della tv nella
sua anticamera c’è il suo volto in primo
piano durante un’intervista del canale
«Rossia» e tutto il suo staff che lo guarda. «Ragazzi io non trovo il mio propusk, (carta di identità), domani alle urne
come mi riconosceranno?». Dietro la
porta scoppiano a ridere.

IL PROGETTO

1 Questo reportage fa parte del

progetto +380 (il prefisso telefonico dell’Ucraina) dedicato ai volti
nascosti di un Paese con diverse
anime, lacerato tra Est e Ovest.
+380 è un progetto di Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione
di Benetton Group.

.

Ha La paura
detto Possiamo soltanto

15

In video
Michelle
Obama
ieri
si è impadronita
dello spazio
radio
e Internet
riservato
al presidente
Usa

immaginare
l’angoscia che
i genitori provano
in questo momento
Un caso globale

In tutto il mondo
ci sono giovani
che rischiano la vita
per realizzare
le loro ambizioni

THE WHITE HOUSE/EPA

LA FIRST LADY AMERICANA HA SOSTITUITO IL MARITO NELL’ABITUALE DISCORSO RADIOFONICO DEL SABATO: BARACK FARÀ IL POSSIBILE PER RIPORTARLE A CASA

“Vedo le mie figlie in quelle ragazze rapite”
Michelle Obama in prima fila per la liberazione delle 276 studentesse nelle mani dei Boko Haram
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

«In queste ragazze, Barack e
io vediamo le nostre figlie. Vediamo le loro speranze, i loro
sogni, e possiamo solo immaginare l’angoscia che i genitori provano in questo momento». È diventato un fatto personale, per Michelle Obama, il
rapimento delle 276 ragazze
nigeriane che il gruppo terroristico Boko Haram vuole
vendere come schiave. Oltre
la polemica politica. Come
quando suo marito, commentando l’omicidio del giovane
nero Taryvon Martin, aveva
detto che «poteva essere il figlio che io non ho avuto». Barack e Michelle invece hanno
due figlie e pensano che se fossero cresciute in Nigeria,
quella notte potevano stare

22 ANNI DOPO I BOMBARDAMENTI SERBI

Show a Sarajevo, riapre la biblioteca
1 Festa ieri a Sarajevo, in Bosnia ed Erzegovina, per la riapertura

della «Vijecnica», il municipio austro-ungarico che ospitava la Biblioteca nazionale: l’edificio era stato incendiato nel 1992 dai serbi.

nel dormitorio della scuola da
cui sono state strappate.
Il presidente così ha lasciato
l’abituale discorso radiofonico
del sabato alla moglie, che in audio e video si è rivolta agli americani e al mondo, per lanciare il
suo appello in questa festa della
mamma resa tragica. «Come
milioni di persone in tutto il globo, mio marito e io siamo oltraggiati e straziati dal rapimento.
Questo attacco inconcepibile è
stato commesso da un gruppo
terroristico determinato a impedire che le ragazze ricevessero un’istruzione. Uomini adulti
che cercano di spegnere le aspirazioni di giovani ragazze. Voglio che sappiate che Barack ha
indirizzato il nostro governo a
fare tutto il possibile per sostenere quello nigeriano nello sforzo di riportarle a casa». Sono

state divise in gruppi, secondo
l’intelligence Usa, ma sarebbero ancora nel Paese.
Secondo Michelle, però, il
problema è assai più ampio: «È
una storia che vediamo ogni
giorno, con ragazze in tutto il
mondo che rischiano la vita per
realizzare le proprie ambizio-

Washington
ha mandato in Nigeria
otto agenti
per aiutare le ricerche
ni». Come Malala in Pakistan,
sopravvissuta all’aggressione
dei taleban e diventata un
esempio di fermezza per tutti.
Come queste stesse ragazze nigeriane, che avevano continuato ad andare a scuola, nono-

stante avessero già ricevuto minacce. Averle perse dovrebbe
far riflettere tutti, anche in
America, sul valore dell’istruzione che spesso diamo per
scontata. Ritrovarle invece è indispensabile, per ridare ai genitori e alle ragazze di tutto il
mondo la serenità e la determinazione per continuare a mandarle a scuola. L’intervento della First Lady ha dato un aspetto
umano a questa tragedia, che in
America era diventata l’occasione di polemiche politiche per
la reazione timida del governo.
Washington ha mandato otto
agenti in Nigeria per aiutare le
ricerche, anche per i timori dei
contraccolpi che un intervento
più deciso potrebbe provocare,
ma ci sono parlamentari che
chiedono di inviare le forze speciali per liberare le ragazze.

Gli altri episodi

il caso
PAOLO MANZO
SAN PAOLO

opo la guerra alle telenovelas non prodotte dallo Stato e definite «generatrici di violenza»
dallo stesso presidente Nicolás Maduro, in Venezuela è
scoccata la crociata contro il
reggaeton, genere musicale
molto diffuso tra i giovani latinoamericani che ai ritmi
del raggae unisce il lessico,
spesso di denuncia sociale,
tipico del rap.
Da venerdì sera il «reguetón», come è chiamato a
Caracas, è stato preso di mira dal governo di Maduro. Il
Supremo Tribunale di Giustizia, controllato dal governo, ha ordinato alla Conatel,
l’ente statale delle telecomunicazioni bolivariane, di esaminarne i testi, limitarne
l’ascolto negli orari «non
protetti» in caso «contengano elementi di sesso o di violenza» e di imporre sanzioni
qualora si verifichino violazioni alla legge sui media.
L’obiettivo ufficiale? «Tutelare il sano sviluppo di bambini e adolescenti». Insomma, una censura preventiva
che presto potrebbe impedire l’ascolto dei tanti brani
raggaeton contrari a Maduro, anche se basterà andare
su Youtube per ascoltarli. In
realtà il Supremo ha approfittato di una denuncia fatta
nel 2009 da un comune cittadino che, citando persino la
Genesi, si era scagliato contro la pornografia a suo dire

D

R

1

JIM MORRISON
NEGLI STATI UNITI

Dopo l’11 settembre
«This is the End»
sparì dalla radio

R

2

LADY GAGA
IN CINA

Per tre anni le sue
canzoni sono state
bandite dal Paese

Scatenate
Alcune ragazze ballano reggaeton
durante un festival a Cuba: anche qui
questo genere musicale è stato bandito
MAURO D’AGATI / AGENTUR FOCUS / LUZ

L’ultima crociata di Maduro
stop alla musica ballata dai giovani
Venezuela, il presidente contro il reggaeton: incita alla violenza

Censore
Il leader venezuelano Maduro

contenuta in questo genere
musicale. Che, invece, proprio
adesso è al suo massimo auge
tra gli studenti che protestano
contro il governo madurista solo 3 giorni fa sono stati arrestati oltre 200 ragazzi.
Così ieri il Supremo Tribunale ha ripescato quella vecchia denuncia, lanciando una
vera e propria offensiva contro l’ultimo spauracchio del

presidente. Dopo telenovelas,
Uomo Ragno e Simpson, il
raggaeton per l’appunto. Tra
gli hit più ascoltati che potrebbero non essere più trasmessi
alla radio, almeno nelle ore
diurne «protette», oltre alle
melodie troppo «pornografiche» come «Chupi Chupi» anche canzoni come «Pajaro de
Maduro», un riferimento alla
visione di un passero reincar-

nazione di Chávez che, a detta
dell’attuale presidente, gli
parlerebbe. Tutte a rischio
censura. Un provvedimento
analogo a quello preso due anni fa dal regime cubano che,
sul quotidiano «Granma», aveva dichiarato guerra al reggaeton, amato dai giovani ma
evidentemente troppo scomodo per essere tollerato dalle rivoluzioni.

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DOMENICA 11 MAGGIO 2014 LA STAMPA 16

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Reo
confesso

Intervista

Riccardo Viti
tra gli agenti
della polizia
che lo hanno
arrestato:
interrogato
dal pm, ha
ammesso di
essere
l’autore delle
sevizie che
hanno
causato la
morte della
giovane
prostituta

FABIO POLETTI
INVIATO A FIRENZE

lle Cascine la vita è tornata
quella di sempre. Le prostitute si vendono di
giorno e di notte. I clienti fanno la fila per comperare un’illusione a basso costo. La paura di Riccardo Viti, l’uomo
«gentile» con il Doblò bianco
che seviziava e almeno una
volta ha ucciso, sembra passata per sempre. Per sempre
ma non per tutte. Marta I.,
50 anni, romena, dieci figli,
tracagnotta, un nido di capelli neri e il vestito bianco
sporco e le infradito verdi, su
questo stradone alberato che
attraversa il parco, da tre anni ci viene controvoglia. Da
quando anche lei è salita sull’auto con quell’uomo «gentile». Per incontrarla bisogna
andare fino alla villa fatiscente di via Olmatello, quasi all’aeroporto, dove abitano intere famiglie romene tra un
nugolo di bambini.

A

Ma no, quell’uomo, l’idraulico agiva sempre da solo...

«Non lo so questo. Qui passano le auto con gli italiani che
ci gridano: “Puttane, vi spariamo...”. Tornerei in Romania se potessi, ma chi mi dà i
soldi? Io facevo la badante
una volta, sempre in nero...
Sono sette anni che sono qui.
A casa ho dieci figli. Una si
sposa tra poco. Dovrei regalarle un’automobile ma come
faccio..».
Il suo ricordo di quella notte
è stato tra i più decisivi per
arrivare a identificare quell’uomo.

«Mi ricordo che era ottobre o
novembre, faceva tanto freddo. Mi dava 30 euro se andavo con lui. All’inizio sembrava normale. Quando siamo
arrivati in quella strada gli
ho detto di andare a sinistra
e lui invece è andato a destra.
Ho iniziato ad avere paura.
Mi ha fatto spogliare. Mi ha
legata con lo scotch. Quando

Costruire
cose buone
AGNESE
MORO

Le vittime
delle stragi
salvate
dalla memoria
ualcosa si muove. È,
in sintesi, l’impressione che mi hanno
fatto le iniziative
che hanno accompagnato,
l’8 e il 9 maggio scorsi, le
celebrazioni della VII Giornata della memoria delle
vittime del terrorismo e
delle stragi. Si sono poste
le basi per dare vita ad una
politica della
memoria che
non si fondi
quasi esclusivamente - come avvenuto fino a questo
momento - sulla volontà e
sulla tenacia delle persone
direttamente colpite da
quella stagione. Per la prima volta due importanti
istituzioni dello stato, il Ministero dell’Istruzione e
quello dei Beni culturali,
con la sottoscrizione di un
protocollo d’intesa con le
associazioni delle vittime e
con quelle che si occupano
della conservazione della
memoria, si sono assunti
una responsabilità nelle attività di trasmissione alle
cosiddette nuove generazioni di quanto avvenuto in
quegli anni. Con la possibilità di sostenere, di rendere più continuative e di far
pesare maggiormente le
tantissime iniziative che le
scuole già fanno in questo
ambito. Alcune di queste
sono state socializzate e
fatte conoscere dal concorso “Memorie in un flash”,
bandito dalla Rete degli archivi per non dimenticare,
in collaborazione con il Ministero dei Beni Culturali,
il Ministero dell’Istruzione
e la Regione Lazio, sotto
l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.
Ancora giovani: l’associazione “Libri all’Orizzonte” in collaborazione con la
Biblioteca del Senato, ha
presentato una mostra fotografica dal titolo “Una
quotidianità interrotta. Ritratti di vittime del terrorismo” pensata per far scoprire l’unicità di quelle vite
spezzate.
Associazioni, istituzioni, giovani. E gli storici, il
cui rinnovato impegno per
un chiarimento e per un’interpretazione di quanto
avvenuto negli anni di sangue è ben rappresentato
da qualche anno all’interno delle attività del Premio
Nazionale di Storia Contemporanea “Luigi Di Rosa”, nato per iniziativa della Associazione Araba Fenice di Sezze, destinato
agli storici, ai dottorandi in
storia, agli studenti universitari impegnati nello studio di quel periodo. Qualcosa si muove. E speriamo
lo facciano anche le coscienze di quegli “uomini
in silenzio” - come li ha
chiamati Manlio Milani,
presidente dell’associazione delle vittime della strage di Brescia, nel corso della cerimonia alla Camera
dei Deputati - che tanto
sanno e tanto potrebbero
dirci. Speriamo lo facciano. Li aspettiamo.

Q
MAURIZIO
DEGL’INNOCENTI/ANSA

Ha
detto

L’AMICA UCCISA

«Povera ragazza,
la conoscevo bene
Quando è arrivata
era ancora bellissima»

TESTE CHIAVE

LE COLLEGHE

«Di lui ricordo tutto
Gli agenti mi hanno
preso la saliva per
confrontare il Dna»

«Mi dicevano che
ogni tanto tornava
con auto diverse ma
io non l’ho più visto»

Signora Marta, ha visto che
l’hanno finalmente preso
quell’uomo?

«Sono contenta che abbiano
preso quel bastardo. Ma io
ho ancora paura. Me lo sogno
anche di notte. Il pomeriggio
che l’hanno arrestato è passata un’auto nera con uno
uguale a lui. Forse suo fratello, un cugino...».

Cronache .17

.

“Viti ha seviziato anche me
mi diceva di avere tanto potere”
Parla una delle prostitute vittime dell’idraulico che ha ucciso la romena
“ Con le mie amiche si spacciava per giudice, ho ancora paura di lui”
mi sono messa a urlare è scappato. Io sono riuscita a liberarmi e sono finita in ospedale,
perdevo tanto sangue...».
Il suo ricordo è stato tra i più
dettagliati.

«Alla polizia ho detto che aveva i capelli bianchi, gli occhi
chiari. Ricordo che non era
giovane. Ma allora usava
un’altra auto, sempre una che
sembrava un furgone. Gli
agenti mi hanno messo in bocca il cotone per prendere la
saliva e farmi il dna mi hanno
detto. Adesso spero che non lo
facciano uscire presto di prigione quel bastardo, ma non
ci credo tanto».
Perché?

«Quando gridavo mi diceva
che lui era un uomo importante che aveva tanto potere. Le
mie amiche mi hanno detto
che era un giudice».
Solo un giudice sportivo, agli
incontri di karate. Faceva
l’idraulico. Adesso non potrà
fare più male a nessuno. Purtroppo non lo hanno fermato
in tempo prima che uccidesse
Andrea Cristina, la sua ultima
vittima...

«Povera ragazza. La conoscevo bene. Quando è arrivata ero
andata a prenderla io alla stazione. Era così bella quando
stava qui con me. Poi se ne è
andata e si è sposata con quell’uomo che l’ha rovinata».

La madre
«MiofiglioRiccardo
nonèunabestia»
1 «L’immagine che hanno

costruito di mio figlio non
corrisponde alla realtà. Riccardo non è una bestia». Lo
ha detto la mamma di Riccardo Viti parlando al telefono
con l’avvocato Alessandro
Benelli. «Ho parlato solo con
la madre - spiega il legale - È
disperata, non si dà pace, dice di non essersi mai accorta
di niente».

Ma dopo quella volta lei non
lo ha più visto?

«Io no ma le mia amiche mi dicevano che ogni tanto tornava
a volte con macchine diverse.
Nessuna però aveva pensato a
prendere la sua targa. Tra di
noi parlavamo di tutti i tipi
strani che incontriamo ma lui
mi faceva proprio paura. Ci
penso ancora. Ma da quel giorno io non avevo saputo più
niente. Da quella volta che ho
fatto la denuncia ho un avvocato. Ma nemmeno lei mi ha detto più niente. Meno male che lo
hanno preso quel bastardo.
Ma tu cosa dici, posso chiedergli almeno dei soldi per quello
che mi ha fatto passare?».

TORINO, SLOGAN CONTRO GIUDICI, PD E GIORNALISTI

No Tav, sfilata pacifica
contro gli ultimi arresti
TORINO

NEL MILANESE

Maltrattamenti all’asilo, maestra arrestata
1 Botte, nastro adesivo sulla bocca, insulti e bestemmie in un asilo

nido della provincia di Milano. I carabinieri del Nas hanno arrestato la
direttrice-maestra per maltrattamento sui bimbi di età compresa tra
1 e 3 anni. La donna faceva anche rimangiare il cibo rigurgitato. «Sembrava una persona così professionale», hanno detto mamme e papà.

Il capo della polizia si è collegato via radio con agenti e
militari impegnati ieri a garantire la sicurezza nella manifestazione dei No Tav per
«esprimere il proprio riconoscimento per l’equilibrio e
la professionalità dimostrate». È la conclusione di una
giornata che ha impegnato
1600 tra poliziotti, carabinieri, finanzieri, oltre a 200 vigili urbani per tenere sotto
controllo il corteo dei No Tav
che hanno attraversato la
città per manifestare contro
l’arresto dei 4 anarchici accusati di terrorismo per aver

sabotato un escavatore con un
attacco al cantiere di Chiomonte, dove sono stati avviati i
lavori per l’Alta Velocità.
Fuori dall’ormai abituale
«balletto» delle cifre sul numero dei partecipanti (6-7 mila secondo la questura, 20 mila
per gli organizzatori), l’unica
certezza è che la manifestazione è stata del tutto pacifica, an
che se le frange più irrequiete
(antagonisti e anarchici) hanno lavorato di colla e vernice,
per tappezzare i muri e alcune
vetrate con manifesti, slogan
contro magistratura, giornalisti e Pd, diventato l'incarnazione della politica responsabile della repressione contro

I manifestanti No Tav

chi osteggia il progetto dell’Alta Velocità.
Canzoni e cori hanno punteggiato la marcia di quasi
quattro chilometri dal retro
del Palagiustizia a piazza Castello, il cuore della città, dove
si è conclusa con i familiari dei
quattro arrestati che ringraziavano per la partecipazione
alla manifestazione.
[R.CRO.]

18 .Società

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Uguaglianza Il cane cerca l’essere umano
sepolto sotto la neve, chiunque sia
che abbia o no la ricetrasmittente Arva

MONTAGNA
www.lastampa.it/montagna

Velocità L’animale arriva cinque minuti
prima dell’elicottero, un tempo breve
che fa la differenza tra la vita e la morte

STEFANO SERGI

Il memorial

uattro zampe valgono
ben più di sensori e microchip. Nell’era della
montagna hi-tech, dove
abbondano ormai Gps e
trasmettitori Arva e si studiano applicazioni in grado di rilevare dall’elicottero il calore di un corpo sotto la neve, quando si tratta di trovare una persona sepolta dalla valanga non c’è ancora nulla di elettronico che possa lontanamente avvicinarsi alle capacità di un cane.
Su questo, gli esperti non hanno
dubbi. In vent’anni sono cambiate
le tecniche di addestramento, diventate soft, e le razze impiegate: si
appanna il mito di infallibilità del
pastore tedesco, che ha limiti di
agibilità e resistenza, ed emergono
Border Collie, Malinois, Golden Retriever, Labrador Retriever. Velocissimi rispetto a un uomo, fiutano
un corpo fino a una profondità di
due metri e oltre. E infatti Francia e
Svizzera hanno unità cinofile di
stanza nelle principali stazioni sciistiche, al contrario dell’Italia.

Q

A Cervinia
1 Durante un memorial di con-

fronto e formazione dedicato a tre
colleghi morti in servizio, cani e guide si sono sfidati a squadre

Alti costi

Ai 2050 metri di Cervinia si sono ritrovati conduttori da mezza Europa
per un memorial dedicato a tre colleghi morti in servizio. Si sono sfidati a
squadre, con tempi impressionanti:
in un’area di 10 mila metri quadrati, il
cane impiega 20 minuti a ritrovare
una persona sepolta, contro le quattro ore necessarie a una squadra di
20 soccorritori con le sonde.
Ma non è tutto oro quello che
luccica. Lucio Trucco, guida di Cervinia e conduttore, racconta che all’estero le unità cinofile godono di
maggior considerazione: «In Italia,
se non sei nelle forze armate, devi
sostenere tutte le spese: acquisto
del cane (fino a duemila euro, ndr),
cibo, cure, addestramenti. La reperibilità non è pagata e, paradosso, il
cinofilo di turno al Soccorso alpino
prende una diaria dimezzata rispetto alla guida. Insomma, siamo
peggio dei volontari, perché sosteniamo un sacco di spese». E aggiunge: «C’è scarsa valorizzazione:
le unità cinofile sono sempre un richiamo per bambini e adulti eppure non si vedono mai».
Un difficile training

Prima di diventare conduttore, passano almeno due-tre anni di duro la-

ROBERTO CILENTI

I Golden Retriever sono tra le razze più adatte al soccorso alpino

Salvataggio, la tecnologia
è ancora battuta dai cani

trovare una persona sepolta, contro
le 4 ore necessarie a una squadra di
20 soccorritori con le sonde

Il confronto tra specialisti mostra la superiorità degli animali
Con una protesta: l’Italia investe poco sulle unità cinofile
voro: oltre a dover avere una simbiosi
totale con il cane, bisogna conoscere i
Gps, le cartografie, la meteorologia e la
nivologia. Piero Chatrian, appuntato
scelto e istruttore cinofilo del Sagf, il
Soccorso alpino della guardia di finanza di Cervinia, è destinato per un po’ a
insegnare e basta, perchè il suo amato
Saetta è morto di tumore e ora deve
ricominciare tutto da zero. «Per diventare conduttore – racconta - servono
almeno due anni in cui fai il figurante,
quello che si nasconde sotto la neve. Ci
sono tre specializzazioni: valanga, su-

perficie e macerie. Su valanga però il
conduttore deve conoscere molto bene la montagna, la neve, saper fare sci
alpinismo, usare ramponi, corde eccetera. E i problemi in alta quota sono
tanti. In primavera ad esempio ci sono
le condizioni peggiori, perché la neve
umida trattiene in basso l’odore dell’uomo e il cane fa fatica a fiutare. Oppure, a 4 mila metri è il gelo che può
disturbarlo ghiacciandogli il tartufo,
così come il riverbero del sole è micidiale. Noi abbiamo berretti e occhiali,
loro no. Ma restano fondamentali».

E Lucio Trucco spiega il perché:
«Il cane non discrimina. L’Arva è importante, certo, ma devi averlo e saperlo usare. Il cane invece cerca l’essere umano sepolto, chiunque sia,
che abbia o no l’Arva». Chatrian aggiunge: «Zermatt, qui dietro a noi, ha
dodici cani da valanga. Ogni stazione
grande dovrebbe avere l’unità cinofila pronta, un pisteur con il suo cane.
Arriverebbe comunque cinque minuti prima dell’elicottero. E cinque
minuti, sotto la neve, possono fare la
differenza tra la vita e la morte».

In Trentino una foto fa discutere: sono luoghi di contemplazione o di divertimento?

Tradizionale o sexy: il rifugio in crisi d’identità
il caso
MAURIZIO DI GIANGIACOMO
TRENTO

i sono due modi di vivere i rifugi di montagna: quello tradizionale, quasi «sacrale», del
Club Alpino Italiano e di tanti altri
gestori, che li intendono quali luoghi
del riposo, della contemplazione, della frugalità; e quello più moderno, impostosi nell’ultimo decennio, che viceversa porta in quota pesce fresco e
vini d’annata, vasche idromassaggio
ed estetiste.
Due fronti fieramente contrapposti in quella che potremmo definire
una «guerra di religione» montanara, con «guru» della ristorazione e
«santoni» della natura chiamati
spesso a confrontarsi a suon di opinioni sui media. Uno scontro che è
tornato ad accendersi recentemente,
attorno a una foto. Sì, una semplice
immagine, quella pubblicata sulla
pagina Facebook dell’Associazione
rifugi del Trentino, che ritraeva una

Tempi impressionanti
1 Il cane impiega venti minuti a ri-

C

Il pisteur
1 Per diventare conduttore ci vo-

gliono anni di duro lavoro, una simbiosi totale con il cane, conoscenza
di Gps, cartografie e meteorologia

Foto che, infatti, è stata rimossa poche ore dopo l’esplosione del caso. Ma
l’Associazione dei rifugi del Trentino
non si dà per vinta: «Quello non è nemmeno un lato B – hanno commentato i
responsabili della comunicazione sempre più Facebook - ma la fotografia di
un attimo colto in un rifugio sul quale
confrontarci ironicamente con voi,
parlandone, senza nasconderci».
Ancora più chiaro il vicepresidente,
Angelo Iellici, tra i montanari più noto
come Angel de la Rezila, dall’omonimo
splendido rifugio che sovrasta Moena.
Rifugista legato a una tradizione familiare antica di secoli, ma pronto anche
LO SCONTRO SBARCA IN RETE

«No alla mercificazione del corpo»
«È una provocazione per dire che
la montagna è voglia di vivere»
C’è panorama e panorama
Una classica immagine di montagna (sopra) e quella
«incriminata» dell’Associazione rifugi del Trentino

bionda e discinta ragazza intenta a fotografare le montagne dal balcone di
uno chalet. Di spalle, con il lato B in
mostra. Didascalia: «I rifugi del Trentino offrono panorami mozzafiato».
Apriti cielo. La reazione dei tradizionalisti non si è fatta attendere. Prima sullo stesso social network, dove
sono arrivate censure di sapore femminista ma soprattutto legate all’op-

portunità di promuovere la montagna non già attraverso le sue bellezze, bensì con lo specchietto per le allodole costituito appunto dalla grazie
di una ragazza mezza nuda. E in men
che non si dica la questione è diventata politica, con tanto d’interrogazione del consigliere provinciale Mattia
Civico (Pd) al governatore Ugo Rossi:
«L’immagine rappresenta l’ennesima

mercificazione del corpo femminile a
titolo pubblicitario», scrive Civico,
che chiede al Presidente della giunta
provinciale quali iniziative intenda
intraprendere l’assessorato alle Pari
Opportunità per diffondere una cultura del rispetto delle donne e se sia
stata fatta richiesta all’Associazione
rifugi del Trentino di rimuovere l’immagine «incriminata».

a provocazioni come appunto quella
della foto con il lato B in evidenza.
«Quella foto – spiega Iellici - l’abbiamo scelta in maniera provocatoria. È
stata un po’ una goliardata, ma anche il
tentativo di dire che la montagna è vita
e divertimento e - perché no? - anche
sesso. A noi montanari piace vivere e
quella foto esprime appunto gioia e voglia di vivere. Senza alcuna mercificazione del corpo femminile. Quello che
mi colpisce è che molti ci abbiano visto
addirittura una profanazione della
montagna. Tutti i bigotti hanno voluto
dire la loro, ma noi non avevamo nessuna intenzione offensiva, anzi».

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

PIERANGELO SAPEGNO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
a Padova a Belluno fino
a Montecchio, Reggio
Emilia, la fotografa attraversa il Paese, passando per nomi che non
hanno più un senso, dallo Station al
Rock and Blue, scaricati come sono
di ogni vitalità.
La notte c’è ancora, ma è così diversa da lasciare melanconici ossari
dietro di sé, cimiteri di reliquie, perché ogni epoca che cambia lascia
dei morti sulla sua strada.
Le discoteche sono state uccise
anche dalla crisi, ma soprattutto da
questo mondo della comunicazione
ravvicinata, dalle comunità virtuali,
dal popolo infinito dei social
network, da quelli che non hanno
più bisogno di luoghi per ritrovarsi e
riconoscersi, di cattedrali del divertimento affacciate nelle notti con i
loro riti antichi, le liturgie immutate, fra luci stroboscopiche e musiche assordanti.
Ora che ci sono le piazze del web a
che serve tutto questo? A Milano e in
Romagna hanno tentato anche con
gli ingressi gratuiti o regalando una

D

IL PATRON

Società .19

I ragazzi del web
hanno spento le luci
delle discoteche
Chiudono a centinaia, in città e in provincia
Oggi vince l’evento: un tema, più che un locale
Il fotoblog

950

Astronavi
di un sogno
dimenticato

posti di lavoro
persi a Milano e provincia
dal 2003 a oggi dove le
discoteche sono scese
da 113 a 70

«Per tutti quelli che hanno vissuto quegli anni, e per tutti
quelli che, come me, li hanno
sognati», Jessica Da Ros ha iniziato un viaggio tra ciò che rimane del mondo parallelo delle
grandi discoteche suburbane
del nostro Paese, diffuse in tut-

«Bisogna creare l’occasione
e investire forte sui turisti
come fanno quelli di Ibiza»
consumazione, ma è stato un fallimento. Il fatto è che non sono le discoteche che sono morte. È il popolo delle discoteche che sta scomparendo.
Certo, si può ancora sopravvivere,
come spiega Francesco Sabbatini
Rossetti, che ha tre locali nelle Marche - il Mamamia di Senigallia, il Noir
di Jesi e il Miami a Monsano - per otto
anni il direttore artistico della storica
Baia Imperiale di Gabicce Mare, una
delle cattedrali della riviera.
Ma si deve cambiare tutto, «perché la gente non va più a ballare tutte le sere, non ne ha più voglia. Non
è solo perché non può più spendere.
Ora funzionano i Grandi Eventi.
Devi creare l’occasione, il pretesto
per radunare i clienti. E poi devi investire, come fanno a Ibiza, portare
i turisti, creare opportunità. Il resto viene di conseguenza».
Un tema al posto del locale. In
molti luoghi della Spagna, racconta
un dj, «questa soluzione è già abbastanza diffusa». I gestori offrono i
locali, danno le mura a gruppi internazionali che organizzano feste e incontri: le discoteche si trasformano
così in templi provvisori, diventano
dei capannoni che si riempiono di
volta in volta con gli appassionati
dei social network.
L’unica certezza è che, in fondo,
la notte è rimasta. È solo cambiata.
Sempre in Spagna si stanno diffon-

.

300
discoteche
Negli anni d’oro in
Romagna da Ravenna a
Cattolica. Adesso ne sono
rimaste a malapena
un centinaio

dendo le Beach Dance, spiagge trasformate per l’occasione in discoteche, come se un luogo aperto, come lo
sono le piazze del web, fosse alla fine
più vicino al popolo di Internet.
Che sia una soluzione o no, fa un po’
di malinconia a sfogliare le immagini
di Jessica Da Ros, riguardando quei
luoghi dimenticati, con i divanetti
malconci e i muri scrostati, quei sepolcri della memoria, quando persino
i padroni dello Studio 54 di New York
venivano qui, dalle frontiere più avanzate del divertimento, per chiedere
come si fa.
Gianni Fabbri, dal suo trono del
Paradiso, rispondeva osservando
Grace Jones che festeggiava il compleanno a casa sua: «Bisogna essere
come noi». Cioé? «Romagnoli». Oggi,
non basta più.

Qui sopra, L’ultimo impero
di Airasca (Torino); in alto,
Le cupole, Soave (Verona)

te le province. Abbandonate e
apparentemente dimenticate,
nel blog fotografico «Memories on a Dancefloor» le discoteche fotografate ricordano il
modello al quale si rifaceva chi
li progettò: le astronavi di un
futuro che si immaginava prossimo e che non è mai davvero
stato presente.
[P.NEG.]

Il segreto di chi ce la fa? La conquista del territorio
La classifica mondiale di Dj Mag premia cinque club italiani: ecco le loro ricette per battere la crisi
PIERFRANCESCO PACODA
n quelle sale negli Anni 90
Enrico Ghezzi presentava
in anteprima i suoi Blob e
Manlio Sgalambro teneva lezioni di filosofa per adolescenti con uno smarrito Franco
Battiato confuso tra il pubblico. E poteva succedere che al
bar i cocktail venissero serviti
dentro provette coloratissime
dalla scrittrice Isabella Santacroce. E la settimana successiva erano gli attori della
Socìetas Raffaello Sanzio a intrattenere i presenti.
Adesso la piramide del Cocoricò, ispirata a quella più celebre del Louvre di Parigi, è il
simbolo internazionale della
più ipnotica dance music. Dai
Chemical Brothers a David
Guetta, per i dj superstar esibirsi nella discoteca di Riccione è un privilegio e un punto di
arrivo. Motivi che giustificano
ampiamente il fatto che il lo-

Locali storici e nuove capitali del divertimento

I

Cocoricò

Duel:Beat

Guendalina

Tenax

Lo storico locale di Riccione
ha raggiunto il numero 18 nella
classifica stilata annualmente
da DJ Mag, la bibbia del settore

La discoteca di Napoli,
46° nella classifica dei migliori
club del mondo, ha stili diversi
di musica in ogni sala

Il locale di Santa Cesarea
(Lecce), 57°, è la conferma dello
sviluppo del Salento come
nuova meta nottambula estiva

La discoteca fiorentina
organizza grandi concerti, rock
e non solo, e serate legate alla
moda e alla house music

cale abbia raggiunto il numero
18 nella classifica dei 100 migliori club del mondo stilata annualmente da «DJ Mag», con
un avanzamento di nove posizioni rispetto al 2013. Primo è lo
Space di Ibiza.
Certo, gli anni della sperimentazione, quando nel «privé» Morphine la musica era

classica, jazz e ambient, sono
passati. Ma è intorno a questo
spazio che gravita il rinascimento della vita notturna italiana. Rappresentata nella classifica del giornale britannico, da
altre quattro discoteche. Oltre
al Cocoricò ci sono il Duel:Beat
di Napoli (numero 46), il Tenax
di Firenze (64), il Muretto di

Jesolo (68) e il Guendalina (57)
di Santa Cesarea, provincia di
Lecce, a conferma dello sviluppo del Salento come nuova meta nottambula estiva alternativa alla riviera romagnola.
I club condividono la stessa
idea. Una programmazione
serrata, specie in estate, con i
nomi più celebri della musica

elettronica internazionale. In
particolare il Cocoricò ha scelto
di essere una discoteca diffusa
sul territorio, grazie alla collaborazione in luoghi che possono
trasformarsi, per una notte soltanto, una pista da ballo. Come
il vicino Aquafan, di giorno parco acquatico per famiglie.
Uscire dalle mura della tra-

dizionale discoteca sarà la via
del futuro. Lo ha fatto con successo il Cocoricò, lo ha fatto
Benny Benassi, il dj Reggio
Emila, produttore di Madonna
e vincitore di un Grammy
Award. Che, per l’ultima edizione del suo «Benny Benassi
and Friends» ha «invaso» un
padiglione della Fiera di Bologna. Il festival, che affianca all’artista italiano i migliori giovani talenti globali, ha attratto
oltre 6000 ragazzi.
«Questi ambienti - ha detto
Benassi - sono ideali. Si lavora
nella massima sicurezza, si può
modellare lo spettacolo come si
se si fosse in un enorme teatro
che è possibile personalizzare».
Così la Fiera ha deciso non solo
di ripetere l’appuntamento nel
2015, ma anche di ridiventare
un club dal 6 al 9 giugno. Questa
volta per TheJamBO, dove sono attesi i migliori dj e rapper
della scena hip hop mondiale, a
iniziare dai Public Enemy.

20 .Società

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Domenica
con
Alain Elkann

su John e Robert Kennedy e Martin
Luther King alla Fondazione Rosselli.
È il 50° anniversario del movimento
per i diritti civili. Lo facciamo non solo
per ricordare, ma perché il passato insegna e molte questioni attuali richiedono la stessa organizzazione e determinazione di allora».

Perché non ha seguito le orme di suo
padre con un incarico elettivo?

«Ho enorme ammirazione per chi intraprende questa strada, ci ho fatto un
pensiero quando studiavo legge e c’era
un posto libero nell’amministrazione
cittadina di Boston. Ma il mio cuore è
sempre stato preso dalle questioni internazionali e questo è il lavoro che voglio fare. Per troppi versi essere eletta
per me un compromesso. Ti dà potere
per molte cose, ma non per quelle che
interessano a me».

Qual è l’obiettivo del Centro?

«La Fondazione è stata avviata da famiglia e amici di Robert Kennedy per
realizzare la sua visione della giustizia. Quindi lavoriamo sui grandi problemi come la violenza contro le donne, il riscaldamento globale, la guerra
in Siria, il Medio Oriente, la Russia, la
Crimea, il terrorismo. Se possiamo fare sì che i governi e le multinazionali, i
mariti e i compagni di classe smettano
di violare i diritti umani, possiamo
creare un mondo più giusto».

I politici vi stanno a sentire?

«Non abbastanza. Se lo facessero, sarebbe meglio. Ma io sono grata per i
rapporti aperti che ho con molti leader in tutto il mondo».
Appoggerà la candidatura di Hillary?

«Sì, è una donna saggia e un grande
leader. Ho molto da imparare da lei».

Ottenete buoni risultati ?

«Sono molto ottimista, perché quando
ho iniziato a lavorare per i diritti umani nel 1981 tutta l’America Latina era
sotto dittature militari di destra e oggi, fatta eccezione per Cuba, sono tutKerry è nel suo uffi- te democrazie. Tutta l’Europa oriencio in Madison Ave- tale era sotto il comunismo e oggi lì
nue a New York. non c’è un governo comunista. Il Sud
Presiede il Robert Africa era nel pieno del regime delF. Kennedy Center l’apartheid e oggi ha avuto una serie di
for Justice and Hu- governi liberamente eletti. I diritti delman Rights. Fin da bambina, dalla le donne non sono stati nell’agenda insua posizione di privilegio, capì che ternazionale fino al 1995, quando Hilmolti nel mondo soffrono per ingiu- lary Clinton a Pechino disse “I diritti
stizie e discriminazioni e decise di delle donne sono diritti umani”, un’afgestire il Centro creato in memoria fermazione rivoluzionaria. Oggi la Cedel padre Robert. «Abbiamo tre uffi- daw, la convenzione Onu per i diritti
ci, a Washington, New York e Firen- della donna, è stata ratificata da 183
ze. La prossima settimana andrò a Paesi. Abbiamo visto enormi cambiaFirenze per l’apertura di una nuova menti e non sono avvenuti perché li
biblioteca di 500
volevano i governi,
volumi sui diritti
LA MOSTRA A TORINO l’esercito o le multiumani e temi inter- «Sono foto di mio padre, Jfk nazionali, ma perché
nazionali. Il nostro
la gente comune ha
centro è nel com- e Martin Luther King: dal 19 sognato la libertà e
alla Fondazione Rosselli» ha fatto sì che il soplesso storico delle
Murate, abbiamo
gno si avverasse».
un istituto di formazione per i difenQual è il suo ruolo nel Centro?
sori dei diritti umani, e anche per la «Io sono presidente e ambasciatrice
lotta alle leggi contro le minoranze, dell’organizzazione, sono responsacome in Uganda, dove hanno appena bile della raccolta fondi, oltre dieci
varato una legge che punisce l’omo- milioni di dollari l’anno. Li riceviamo
sessualità con l’ergastolo».
da individui, aziende, governi o in
Italia fondazioni bancarie. Devo assiPoi va a Torino?
«Sì, il 19 maggio apriamo “Freedom curarmi che i programmi abbiano
Fighters”, una mostra di fotografie l’impatto giusto».

E’ mancato

E’ ritornato al Padre

Piero Baima Poma

prof. dott. Luciano Fungi

anni 85
Lo annunciano la moglie Domenica
Sofietti, il iglio Fabrizio, la nipote
Valentina, parenti tutti. Funerali lunedì 12 maggio ore 15,30 parrocchia di
Fiano.
– Ciriè, 9 maggio 2014

insegnante e medico chirurgo
sostegno e guida per la sua famiglia
anni 74
Lo piangono la moglie Laura, i igli, le
nuore, i generi e i nipoti affranti. La
sorella Anna con il marito Sandro ed
i igli Mariella e Goffredo con le loro
famiglie lo accompagnano in preghiera. Agli amatissimi moglie, igli
e nipoti, agli alunni ha insegnato la
gioia di vivere, la sincerità, la lealtà ed
il coraggio; ai malati ha dedicato con
passione e coraggio tutta la sua vita.
Non iori ma offerte alla FARO. Santo
Rosario domenica 11 maggio ore 18
chiesa Salesiana, via Piazzi 23. Funerali lunedì 12 maggio ore 9 parrocchia
Beata Vergine delle Grazie, Crocetta.
– Torino, 10 maggio 2014
Genta dal 1848 - Torino

Il marito Pierino, i igli Alessandra,
Bruna, Claudia e padre Mario, i generi,
nipoti e pronipoti afidano al Signore e alla preghiera di chi le ha voluto
bene

Dina Bertolino
in Durando
anni 91
Parrocchia Madonna di Campagna:
Rosario lunedì 12 ore 20,30; Funerale
martedì 13 maggio ore 9. Tumulazione a Bonzo, Groscavallo ore 11,30 con
servizio bus.
– Torino, 9 maggio 2014
Ci ha lasciati un uomo buono

Alberto Biginelli
già Sottuficiale del
Corpo dei Vigili Urbani
anni 62
Lo annunciano le sorelle con i cognati ed i nipoti. Funerale lunedì 12 ore
11,30 parrocchia San Vito.
– Torino, 8 maggio 2014
Giubileo 011.8181
E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Giuseppe Candido
di anni 87
Lo annunciano la moglie e i igli con le
rispettive famiglie. S.S. Rosario domenica 11 maggio ore 18,30 parrocchia
Immacolata Concezione, via Monte
Corno 36. Funerali lunedì 12 maggio
ore 10,30 nella stessa parrocchia.
– Torino, 9 maggio 2014
O.F. Eterno Riposo - tel. 011.6680380
E’ mancata

Franca Carlini
anni 83
L’annunciano le nipoti Gisella, Silvia e
famiglie. Funerali in Ceresole d’Alba
lunedì 12 maggio ore 15,30 in parrocchia.
– Ceresole d’Alba, 9 maggio 2014
O.F. Strumia e Baravalle tel. 0172.54246

Marina abbraccia Anna, nel ricordo
della nostra gioventù. E’ vicina con i
igli alla cara Laura ed ai suoi igli.
Adalberto con Carlo, Pietro e famiglie
abbraccia Anna, zia Laura e i ragazzi
partecipando al dolore per la perdita
di zio CIANINO.
E’ mancato

Giuseppe Cicuto
di anni 82
Lo annunciano: Antonella, Lorenzo e
Anna. Funerali martedì 13 maggio ore
15 parrocchia di Poirino. S. Rosario lunedì 12 c.m. ore 20,45 nella chiesetta
dell’Annunziata di Poirino.
– Poirino, 11 maggio 2014

E il presidente Obama ?

«Abbiamo un buon rapporto con la
Casa Bianca, ha dato ospitalità ai nostri difensori dello Zimbabwe, ha sostenuto il nostro lavoro sulle minoranze sessuali in Uganda e altri paesi. Sono buoni alleati del nostro lavoro in
Messico sulla giurisdizione civile».
E con i leader italiani che rapporto ha?

Kerry Kennedy
Presidente del R.F. Kennedy Center

“Sono le donne
i primi difensori
dei diritti umani”

Da chi ha vissuto del tuo amore un
grande abbraccio dalla tua famiglia

Ermes Nelda Marostica
ved. Diano
Funerali lunedì 12 alle ore 11,30 parrocchia San Giorgio. Santo Rosario
questa sera alle ore 17,30 in parrocchia.
– Torino, 9 maggio 2014
Giubileo 011.8181

di anni 96
Lo annunciano i igliocci, nipoti, pronipoti e parenti tutti. Funerali lunedì 12
maggio ore 15 parrocchia di Poirino.
S. Rosario domenica 11 c.m. ore 17,30
stessa parrocchia.
– Torino, 11 maggio 2014
E’ cristianamente mancato

Pietro Landra
L’annuncia la sorella Teresa. Funerali in
Volpiano lunedì ore 15 in chiesa.
– Volpiano, 10 maggio 2014

Quali sono i vostri nuovi impegni?

«Quello che stiamo facendo ora si
chiama RFK Compass. Mettiamo assieme circa cento persone che controllano da tre a cinque trilioni di dollari e li facciamo riunire tre volte l’anno per parlare dell’impatto sugli investimenti delle violazioni dei diritti
umani, del degrado ambientale e della
corruzione».

Serenamente ci ha lasciato

E’ mancato

Manuela Melis

E’ mancato

ing. Paolo Sala

Jole Scagliotti Alieri

di anni 84

Lo annunciano i igli Alberto e Ugo
con le loro famiglie, la cara sorella
Yusa, i nipoti Roberto e Carlo Alberto.
S. Rosario domenica 11 maggio ore
17,15 e Funerali lunedì 12 maggio ore
10 parrocchia Crocetta.

L’annunciano con tristezza il iglio
Maurizio con Laura, i nipoti Francesco,
Michele, Enrico e Roberto, i piccoli Elena e Pietro. S. Rosario lunedì ore 17,30
e Funerali martedì ore 9,30 parrocchia
S. Bernardino da Siena.
– Torino, 10 maggio 2014
Genta dal 1848 - Torino

Lo annunciano la moglie Maria Bertone, i igli Gabriella, Enrica, Gianni,
Rosanna e familiari, cognate, cognati,
nipoti e parenti tutti. Funerale a Savigliano (CN) lunedì 12 maggio alle ore
10,30 nella chiesa di S. Giovanni.
– Savigliano, 10 maggio 2014

– Torino, 9 maggio 2014
Genta dal 1848 - Torino

La sua adorata Maria lo ringrazia per
averla accompagnata e sostenuta con
ininito amore in cinquantacinque
anni di matrimonio.

Gli amati nipoti Francesco e Luisa,
Marco e Andrea ricordano affettuosamente il nonno PAOLO.

Gabriella, Enrica, Gianni e Rosanna ricordano il loro splendido PAPA’, il suo
grande amore per la famiglia e la sua
immensa dedizione al lavoro.

Ciao NONNO. Mi spiace tanto non
aver avuto più tempo per conoscerti.
Saskia.

I nipoti Giovanni, Samuele e Cristina
ricordano il grande esempio che ha
dato come NONNO capace di trasmettere con saggezza i suoi valori e lo ringraziano per come ha sempre unito la
famiglia con la sua grande simpatia.

I collaboratori tutti piangono la scomparsa di

Giuseppe
che li ha sempre considerati parte della sua famiglia.

La famiglia Gino è affettuosamente
vicina ad Ugo per la perdita del caro
PAPA’.

Anna Celeste ed Edoardo Tonelli e famiglie sono affettuosamente vicini ad
Alberto, Ugo e Yusa nel ricordo del
caro cugino PAOLO.

Giancarlo e Giovanna Pasquino partecipano al dolore della famiglia Sala.

Elsa Job-Lutz si unisce al dolore di Alberto, Ugo e Yusa.

Giorgio Manfredi e famiglia si stringono con affetto a Vittoria e famiglia per
la perdita del caro

Giuseppe Piano
– Savigliano, 10 maggio 2014

– Torino, 10 maggio 2014

Giorgia Pininfarina insieme a Lorenza e Paolo è vicina con commozione
e profondo affetto a Vittoria da tanti
anni preziosa collaboratrice dell’azienda e della famiglia tutta in ogni circostanza, in questo doloroso momento
per la scomparsa del marito

Giorgio Pellegatti
– Torino, 11 maggio 2014

Il Console di Svizzera a Torino Giacomo Büchi, il Presidente, i Consiglieri e
tutti i soci del Circolo Svizzero di Torino partecipano al lutto della famiglia
per la scomparsa dell’

ing. Paolo Sala

Giorgio Pellegatti
La Telecenter S.r.l. partecipa al lutto
della famiglia per la scomparsa del Socio Fondatore e Amministratore Unico

Giuseppe Piano
– Savigliano, 10 maggio 2014

già Presidente del
Circolo Svizzero di Torino
già Presidente della Società
di Sant’Anna dei Luganesi
ricordandone il grande attaccamento
ed impegno a supporto delle Istituzioni Svizzere di Torino.
– Torino, 10 maggio 2014

Suor Clorinda, Bianca, Giuseppina e
Giovanna con le rispettive famiglie
sono vicine con tanto affetto a Maria
e igli.

anni 94
Lo annunciano la moglie Elda, il iglio
Mario con Lucia, Carola con Marco e
Mattia, Marco e Valeria. Un ringraziamento al personale di Medicina B
dell’ospedale Martini. Rosario lunedì
12 maggio ore 18,35. Funerali martedì
13 maggio ore 10 parrocchia Madonna Divina Provvidenza, via Asinari di
Bernezzo 34, Torino.
– Torino, 10 maggio 2014
O.F. Gariglio - tel. 011.722452

ANNIVERSARI
1984

2014

geom. Giuseppe Angeleri
2003

2014

Dino Baraggioli
Giorgio e Luisella sono vicini all’amico
Ugo in questo triste momento.

L’Eurodistribuzione S.r.l. partecipa al
lutto della famiglia per la scomparsa
del Socio Fondatore ed Amministratore Delegato

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Il ricordo vive con noi.

– Savigliano, 10 maggio 2014
I cugini Malanetto con tanto affetto
porgono a Vittoria e famiglia il loro
vivo cordoglio.

Renzo Stradella e Luciana si uniscono
al dolore per la perdita della cara JOLE.

Enrico Piccone
I nipoti Roberto e Carlo Alberto con le
loro famiglie ricordano lo zio PAOLO.

Giorgio Pellegatti
Ne danno il triste annuncio la moglie
Vittoria e il iglio Marco con Soie e la
piccola Saskia. La Cerimonia di Commiato si svolgerà al Tempio Crematorio in corso Novara 135 il 12 maggio
alle ore 11,55. Non iori ma offerte a
www.savethechildren.it
– Torino, 8 maggio 2014
Giubileo 011.8181

Ci ha lasciato

Giuseppe Piano

Si è serenamente spenta
Ne danno l’annuncio il iglio Umberto, insieme a Gabriella Leonardo e la
signora Elena. La Cerimonia Funebre
avrà luogo presso il Cimitero Monumentale il 12 maggio alle 14,15.
– Torino, 9 maggio 2014

Se le chiedessero: scelga un punto
della Dichiarazione dei diritti umani?

«L’emancipazione delle donne: le donne sono il 50 per cento della popolazione e quando sono al potere è più probabile che si agisca per fermare le violazioni dei diritti umani».

O.F. Faule - tel. 0172.712459

E’ mancata

Adele Gallo
ved. Lungaro

«Conosco Renzi per via del nostro lavoro a Firenze. È un fan di Robert
Kennedy e sono felice che l’Italia abbia
un uomo come Renzi dopo Berlusconi.
Non solo ha una visione ma dà la sensazione che per lui il giorno non abbia
abbastanza ore per fare tutto e ha
un’energia quasi frenetica, non solo
nell’avere nuove idee, ma nel metterle
in pratica: questo fa di lui un eccezionale leader politico».

Mimmo Carla Nanni Fogola affettuosamente vicini alle famiglie Sala.

rappresentante
Io e te sempre. Indimenticabile per chi
ha avuto dono di conoscerlo.
1979

15 MAGGIO

2014

Gina Castagno
Bruno Vico
Sempre vivi nel ricordo dei vostri cari.
1967

2014

cav. Stefano Salvatico
Uficiale Giudiziario
Indimenticabile. Silvia.
2002

2014

Margherita Biffo
ved. Salvatico
Indimenticabile. Silvia.

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Il riepilogo dei mercati

ECONOMIA
FINANZA

settimanale dal 31/12/13
FTSE/MIB
FTSE Italia AllShare
DOW JONES(New York)
NASDAQ (New York)
FTSE (Londra)
DAX (Francoforte)

-1,80%
-1,89%
+0,22%
-1,72%
-0,12%
+0,27%

+12,77%
+12,79%
+0,28%
-2,43%
+1,24%
+0,31%

.

21

&

SECONDO IL FINANCIAL TIMES, IL TYCOON AUSTRALIANO VUOLE CREARE UN SUPER NETWORK EUROPEO

Murdoch prepara la “Grande Sky”
Allo studio una pay tv da 23 milioni di abbonati riunendo le società in Italia, Germania e Regno Unito
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

Lo “squalo” è tornato. Secondo anticipazioni del Financial Times, Robert Murdoch
starebbe pensando a una
“Grande Sky”, a una pay-tv
anglo-italo-tedesca che metterebbe insieme diverse controllate per formare una mega piattaforma europea.
Stando alle indiscrezioni,
l’ottantatreenne tycoon australiano vorrebbe utilizzare
la sua partecipazione del
39,1% nella britannica BSkyB
per fonderla con Sky Italia e

Il maxi-piano
potrebbe essere
annunciato
quest’estate
Sky Deutschland, attualmente controllate attraverso
21st Century Fox.
Il quotidiano inglese cita
diverse fonti, ma non sono
tutte d’accordo sullo stato di
avanzamento delle trattative. Una sostiene che ancora
non ci sarebbe alcun negoziato concreto, l’altra che Fox
sarebbe molto interessata a
mettere ordine nei frammentati asset europei. Una terza
fonte è convinta che l’esito
dell’affare dipenderà da «come si allineeranno le stelle»,
cioè da come andranno a finire determinati dossier, a cominciare dalla questione dei
diritti del campionato di Serie A italiano.
Anche l’agenzia di stampa
Bloomberg menziona una
fonte che parla di un piano

QUASI ALL’UNANIMITÀ

5

Ubi Banca
riforma
la governance
Passa a larghissima
maggioranza la riforma
della governance di Ubi
Banca. L’assemblea della popolare ha approvato con 6.870 voti a favore, 95 contrari e 15 astenuti una serie di modifiche allo statuto che ampliano gli spazi riservati
al capitale nel governo
della banca (in ossequio
alle richieste di Bankitalia) senza peraltro abbandonare il principio
del voto capitario. «Possiamo ritenerci assolutamente soddisfatti,
credo che si tratti di un
passaggio importante
per tutte le popolari,
che dimostra che siamo
in grado di aprirci agli
investitori» ha detto il
presidente del consiglio
di sorveglianza, Andrea
Moltrasio, elogiando la
capacità di «autoriforma» dell’istituto. Dall’assemblea «esce una
banca ancora più forte,
ancora più coesa, dopo
dodici mesi di dialettica
accesa si tratta di un
grande risultato», gli ha
fatto eco il suo omologo
alla gestione, Franco
Polotti.

miliardi
È il valore stimato
di Sky Italia
che vanta
5 milioni
di abbonati

1

3
miliardi
È quanto potrebbe valere
il 50% della consociata
tedesca Sky Deutschland
che ha 3,5 milioni
di utenti
JUMANA EL HELOUEH /REUTERS

Uno studio di registrazione del gruppo Sky

talmente avanti nelle trattative che sarà annunciato in
pompa magna quest’estate.
Dai tre presunti protagonisti
della mega fusione, nessun
commento. La “Grande Sky”
metterebbe insieme i 15 milioni di abbonati inglesi di
BSkyB, i 3,5 milioni di Sky
Deutschland e i 5 milioni di
Sky Italia, ma consentirebbe
anche di riordinare il business
europeo, creando una piattaforma televisiva aggressiva e
paneuropea, e dall’altra parte
un’entità che metta assieme
gli studi cinematografici e
l’entertainment. La stessa

Fox, del resto, è stata riorganizzata di recente secondo un
principio simile.
L’operazione valuterebbe il
50 per cento della piattaforma tedesca in tre miliardi di
euro e il 100 per cento della
parte italiana in cinque miliardi. Il figlio dello “squalo”
austrialiano, James Murdoch,
ex capo di BSkyB che adesso
guida Sky Deutschland ed è
anche ai vertici di Fox, aveva
dichiarato l’anno scorso che
Sky aveva bisogno di «risolvere» il nodo delle strategie di
pay-tv in Europa e che la separazione delle tre piattaforme -

inglese, tedesca e italiana «non è ottimale».
Già nel 2010 e nell’anno successivo, lui e il padre avevano
tentato di prendere il controllo
del gruppo britannico –
un’operazione che era stata
bloccata quando era emerso il
mega scandalo delle intercettazioni dei vip comprate sistematicamente da alcuni giornalisti dei suoi tabloid e pubblicate sui giornali.
In ogni caso la creazione di
un tale gigante televisivo dell’etere dovrà anche superare
le perplessità dei regolatori
europei. Infine, sostiene il Fi-

nancial Times, dovrà anche
superare le riserve degli investitori, non troppo convinti
della bontà di un investimento nel mercato italiano delle
televisioni a pagamento. Mentre gli abbonati della Sky tedesca stanno infatti crescendo, quelli italiani calano. E
Sky Italia non offre neanche il
servizio in banda larga, che è
stato uno dei motori principali del business di BskyB. Voci
citate dal giornale parlano anche della possibilità che Murdoch faccia il suo ingresso nel
mercato francese, comprandosi Canal Plus.

Ai vertici

Il nuovo presidente del gruppo telefonico

Giuseppe
Recchi
fino
a poco
tempo fa
era
presidente
dell’Eni,
adesso
lo è
di Telecom
Italia

Recchi: basta liti, tra i soci di Telecom
ora c’è armonia sul piano industriale
LUIGI GRASSIA
TORINO

L

e schermaglie fra i soci
sono finite e adesso
Telecom può pensare
al rilancio. Parola del nuovo
presidente Giuseppe Recchi, fresco di trasferimento
dal gruppo Eni. «Oggi tutti
gli azionisti hanno creato un
nuovo consiglio per un piano
industriale, che era quello
precedente all’assemblea, e
l’azienda è molto concentrata a portarlo avanti».
Recchi parlava a margine
di un incontro al Salone del
Libro dove si presentava il
volume «Ammazziamo il
Gattopardo» di Alan Friedman. Anche Recchi ha un libro fresco di stampa, «Nuove energie», i cui diritti ha

devoluto ad Area onlus che
aiuta i ragazzi disabili.
Nel dibattito pubblico,
Friedman ha stimolato il top
manager della Telecom proponendogli di aiutare il rilancio dell’Italia con un piano di
sviluppo da 5 miliardi di euro
nella banda larga. Recchi ha
risposto sfatando un luogo comune: ««Si dice che in Italia
non abbiamo la banda larga.
Ma in realtà siamo fra i Paesi
con maggiore copertura. La
banda da 2 mega è diffusa sul
90 per cento del territorio nazionale. Quanto a offerta siamo fra i più “bandizzati”. Ma
pochi clienti la vogliono. E se
poi si parla di decine di mega
la richiesta è ancora minore.
Le aziende fanno le cose se c’è
un mercato per cui valga la
pena farle».

Sulla scorta della sua esperienza all’Eni, Recchi sfata un
secondo luogo comune: «Non
è vero che l’Italia sia un Paese
privo di risorse energetiche.
In realtà siamo il terzo produttore europeo di petrolio e
potremmo
raddoppiare
l’estrazione. Se lo facessimo,
in 20 anni ci risparmieremmo
100 miliardi di euro di importazioni, e lo Stato otterrebbe
50 miliardi di gettito fiscale
extra. E invece non facciamo
niente di tutto questo».
Su questa e su altre questioni Recchi deplora l’inerzia
che manifesta il Paese in tutti i
campi; a partire, purtroppo,
dalla politica, che invece (in
teoria) dovrebbe fare da traino. Nonostante tutto il presidente della Telecom è convinto che l’Italia possa farcela:

«Se c’è un aspetto “utile” delle
crisi è che ti pongono di fronte
all’ineluttabilità del cambiamento. Oggi vediamo tutti che
l’economia è ripresa altrove,
ma non così tanto in Italia. A
questo punto o facciamo le cose che bisogna fare o non ripartiamo. Ma io sono convinto
che ce la faremo».
E scendendo sul terreno
più concreto della politica:
«Renzi rappresenta una discontinuità di metodo. Fino a
ieri il metodo di chi governava
era fare i conti con quanto poteva permettersi rispetto a
quello che voleva fare. Oggi si
percepisce uno spunto nuovo,
più imprenditoriale: io creo
iniziative perché poi il mercato ci seguirà. Per esempio: do
80 euro perché cosi stimolo
l’economia».

ANSA

NUOVA INFORMAZIONE SOC. COOP. IN LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA
AVVISO VENDITA BENI MOBILI - INVITO AD OFFRIRE
Si rende noto che per la vendita della testata editoriale denominata “La Cronaca”, registrata al Tribunale
di Cremona al n. 293/1994, nonché degli arredi e macchine elettroniche da ufficio di compendio della
procedura in intestazione, si procederà a raccogliere offerte di acquisto, non vincolate al prezzo di perizia, e a svolgere successivamente avanti la Dott.ssa Giovanna Covati, Notaio Delegato alla vendita,
con studio in Piacenza, un’eventuale gara tra gli offerenti con prezzo base pari al prezzo più alto offerto.
La vendita avverrà in due distinti lotti, il primo costituito dalla testata editoriale “La Cronaca” (lotto 1)
e il secondo dagli arredi e le macchine elettroniche da ufficio (lotto 2). L’offerta in aumento minimo è
fissata in € 2.000,00 (duemila/00) per il lotto 1 ed € 500,00 (cinquecento/00) per il lotto 2. Si precisa
che sono già pervenute due offerte di acquisto, una per ogni lotto, ammesse di diritto alla gara sopra
richiamata.
Per la partecipazione alla vendita sarà necessario richiedere al Commissario liquidatore la copia
integrale dell’avviso di vendita e, per il lotto 2, della perizia di stima degli arredi e le macchine
elettroniche da ufficio, richiesta da inoltrarsi a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo pec
virgiliosallorenzo@odcecpc.legalmail.it.
L’offerta in busta chiusa, cauzionata con assegno circolare intestato a Nuova Informazione Soc. Coop.
in l.c.a. pari al almeno il 10% del prezzo offerto, dovrà essere presentata al Notaio Dott.ssa Giovanna
Covati, in Piacenza, Via Castello 65, entro le ore 12,00 del giorno 20 maggio 2014. In caso di più offerte,
la gara per l’aggiudicazione provvisoria dei singoli lotti, avverrà subito dopo l’apertura delle buste avanti
il Notaio delegato. Sono fatti salvi eventuali diritti di prelazione qualora previsti dalla legge. Il presente
avviso non contiene sollecitazione al pubblico risparmio o all’investimento, né all’offerta al pubblico, e
non vincolerà in alcun modo, il Commissario liquidatore.
Piacenza-Cremona, 6 maggio 2014
Il Commissario liquidatore

R

22 .Agricoltura

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Made in Italy

“Via il segreto di Stato
sulle aziende che usano
ingredienti stranieri”

30

Sostiene
Slow Food

per cento

MARTA
MESSA

Un terzo della produzione
agroalimentare venduta
in Italia contiene
materie prime straniere

40

Voto in Europa
ma prima
risposte chiare

miliardi
È il valore delle importazioni
di materie prime alimentari
fatto registrare
in Italia nel 2013

Il 4 dicembre del 2013 migliaia di agricoltori della Coldiretti hanno controllato i Tir in ingresso dal Brennero

A gricoltura

MAURIZIO TROPEANO
TORINO

«L’eliminazione del «segreto di
Stato» sui flussi commerciali
delle materie prime provenienti dall’estero realizza una condizione di piena legalità per
permettere lo sviluppo di filiere agricole tutte italiane che
sono ostacolate dalla concorrenza sleale di imprese straniere e, soprattutto, nazionali, che
attraverso marchi, segni distintivi e pubblicità si appropriano illegittimamente dell’identità italiana dei prodotti
agroalimentari». Beatrice Lorenzin, ministro della Salute,
spiega così la decisione di rendere pubblica la provenienza
delle importazioni delle materie prime agricole da parte di
aziende italiane.
Perché questa decisione?
Frontiera del Brennero, 4 dicembre 2013. Clivio Sgariboldi,
allevatore di maiali a Caselle
Landi nel Lodigiano, spiega:
«Se un prosciutto arriva dalla
Germania dove ha un costo più
basso e si porta dietro un trattamento con enormi quantità
di antibiotici, allora deve essere scritto in tutti i modi e in tutte le lingue che quel pezzo non
può essere italiano, non può essere considerato come il mio
che rispetto rigide regole di al-

&

Italia Europa
A CURA DI Marco Zatterin e Piero Bertoglio

«Quintessenza»
Aromi, erbe e spezie nel Cuneese
1 Domenica 18 maggio partirà la 17ª edizione

di «Quintessenza» a Savigliano (Cuneo), rassegna
dedicata a fiori, piante, erbe e spezie, con la città
divisa in aree tematiche. Fra le novità la partecipazione di Laura Tonatto, creatrice di profumi che
ha realizzato una collezione su misura per la regina Elisabetta. Sabato, a Palazzo Taffini, dove l’associazione «Le Terre dei Savoia» presenterà il progetto «Polo sensoriale dei profumi e dei sapori».

levamento e infiniti controlli
per le Dop di Parma e San Daniele». Quel giorno il signor Clivio, con altre migliaia di agricoltori della Coldiretti ha controllato i contenuto di Tir e autobotti che trasportavano materie prime alimentari. Un flusso interrotto attraverso i confini che vale 40 miliardi.
Finora, una complessa normativa doganale ha impedito
l’accessibilità ai dati «senza significative ragioni legate alla

Il ministro Lorenzin:
«La non trasparenza
ha favorito gli inganni
ai consumatori»
tutela della riservatezza». Secondo il ministro la mancanza
di trasparenza ha reso possibile «l’aggressione al Made in
Italy» e favorito questi inganni.
Questa decisione, invece, dovrebbe servire anche sostenere la ripresa economica in una
situazione in cui un terzo della
produzione complessiva dei
prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati con il
marchio Made in Italy contiene
materie prime straniere «all’insaputa dei consumatori e a
danno delle aziende agricole».

Di quali prodotti si tratta? La
parola a Roberto Moncalvo,
presidente di Coldiretti: due
prosciutti su tre venduti come
italiani arrivano da maiali allevati all’estero. Ma anche tre
cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta e oltre un terzo della pasta è ottenuta da grano che non
è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori.
E poi ci sono le mozzarelle
che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere, il
concentrato di pomodoro che
arriva dalla Cina o l’olio d’oliva da Spagna e Tunisia. Secondo il presidente Coldiretti
«dall’inizio della crisi sono più
che triplicate in Italia le frodi
a tavola con un incremento record del 248 per cento del valore di cibi e bevande sequestrati perché adulterate, contraffate o falsificate sulla base
della preziosa attività svolta
dai carabinieri dei Nas dal
2007 al 2013».
In Italia nel 2013 sono aumentati gli allarmi alimentari:
sono state 534 il 14% in più rispetto al 2007 in cui è iniziata
la crisi e «l’82% sono stati provocati da prodotti a basso costo provenienti dall’estero»,
precisa Moncalvo.

Pescatori del Tirreno

“LaNatofamanovra
e noinonlavoriamo”
Le navi Nato incrociano nel Tirreno, niente pesca al largo di Liguria e Toscana: le manovre
dell’Alleanza Atlantica sono conseguenza della
crisi in Ucraina e costringeranno i pescatori a
fermarsi fino al 24 maggio. Uno stop forzato
per il quale non è stata prevista alcuna compensazione economica denuncia Impresapesca. Giardini è il responsabile: «Il tratto di mare
tra La Spezia e l’Isola d’Elba rimarrà interdetto alla pesca per
due settimane: le imprese chiedono almeno una riduzione del
fermo biologico che, tra luglio e
settembre, prevederà un’altra
sosta di 30 giorni, troppo». Sia
perché il settore è in crisi da
tempo (i consumi ittici in Italia
sono scesi del 5% nel 2013, sia perché una sospensione così lunga farebbe sparire il pesce
del Tirreno dalle tavole italiane, con il rischio di
una «invasione» di quello estero (l’anno scorso
le importazioni di baccalà dal Nord Europa sono cresciute del 19,6%). Roberto Olivieri della
cooperativa di pescatori Orione di Viareggio:
«La Nato ci ha sfrattato, dovrebbe risarcirci.
Invece ci ha concesso una fascia di mare tra 3 e
4 miglia fuori Viareggio dove non c’è pesce: una
presa in giro».
[A. P.]

Grano

Agrumi

Meno di 15 giorni al voto
europeo: chi voteremo? I
programmi dei partiti non
vengono comunicati con la
stessa solerzia di quelli nazionali o locali. Per questo
occorre prestare attenzione agli appelli ai candidati
che si stanno moltiplicando in queste settimane. E
soprattutto alle risposte
che i candidati deciderano
(o no) di dare. Perché l’Europa Unita non è nata per
caso. Nel 1950 sei paesi firmarono la Dichiarazione
Schuman per rendere la
guerra in Europa «non solo impensabile, ma materialmente impossibile».
Da allora il progetto europeo è alla base della pace e prosperità in Europa.
È l’unione dei cittadini e
dei loro Stati, che perseguono obiettivi comuni attraverso le istituzioni europee. Tra queste, il Parlamento è l’unico eletto a
suffragio diretto. Il Parlamento contribuisce all’elaborazione di molte leggi
UE in parità con i governi
nazionali e sceglierà il presidente della Commissione Europea.
Slow Food chiede ai
candidati di impegnarsi
per una politica alimentare comune basata sulla
sostenibilità: dobbiamo
ripartire dal recupero
della centralità e del valore del cibo. Questa politica alimentare ha per
obiettivo un sistema di
produzione, distribuzione
e consumo di cibo buono
(rispettoso della salute,
della cultura e dei gusti
delle comunità locali), pulito (attento all’ambiente)
e giusto (rispettoso dei diritti i tutti gli attori coinvolti). Si basa sulla tutela
della biodiversità, sul ruolo dei piccoli produttori e
dei consumatori.
Anche la Task Force
per un’Italia Libera da
Ogm, fa richieste chiare: il
rafforzamento delle valutazioni sui rischi derivanti
dagli Ogm, la revisione
degli strumenti giuridici
per l’autorizzazione degli
OGM, il riconoscimento
del diritto degli stati
membri di vietare le coltivazioni Ogm .

Imprese

Vento gelido Kiev

Stop dal Sud Africa

Piano marketing

1 Effetto Ucraina sui mercati

1 Si bloccano le importazioni

1 Decolla il progetto europeo

alimentari. Il prezzo mondiale
del grano è salito circa il 30% in
soli tre mesi. Al Chicago Board of
Trade, centralina planetaria per
la compravendita delle merci,
mais e dintorni hanno varcato la
soglia del 7,3 dollari per bushel
sui contratti con scadenza a luglio. A spingere i prezzi sono le
tensioni nella repubblica, gli
scontri nell’est del Paese e i recenti fatti di Odessa. Un ulteriore
deterioramento della situazione
potrebbe condurre a nuovi rialzi.

di agrumi dal Sud Africa contaminati dalla «macchia nera». Un
fronte comune tra i Paesi europei
produttori di ortofrutticoli - Italia, Francia e Spagna col sostegno di Cipro, Grecia e Portogallo
- ha permesso di respingere la
proposta della Commissione europea che, contrariamente alle
richieste dei produttori, lasciava
la porta aperta. La «macchia nera», «Guignardia citricarpa», è
una delle più devastanti malattie
che colpiscono gli agrumi.

«Farm Inc», che aiuta le imprese
agricole a mettere a punto strategie di marketing a livello globale. E’ un programma dalla durata di 23 mesi di cui sarà capofila l’Università di Macerata, per il
partenariato a cui partecipano
sette istituzioni partner di cinque Stati: Italia, Belgio, Cipro,
Grecia e Lettonia. Si cercherà di
aiutare le piccole e medie imprese agricole europee che devono
trovare nuovi modi per competere con la rete internazionale.

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

.

Tempo Libero .23

Giochi

a cura di

Parole incrociate

[Rocchi]
ORIZZONTALI: 1. Consumate sperperando - 10.
Noi... per Cicerone - 12. La Lauren attrice che
sposò Humphrey Bogart - 18. Nasce dal Pian del
Re - 19. Ribellarsi... alla maniera dell’equipaggio
del «Bounty» - 20. Trasmettere di padre in figlio 23. Rilasciare l’iscrizione a un’associazione - 24.
Lo detiene il primatista - 25. Forti quadrupedi 27. Vi si getta il fiume Amu Darja - 28. Sospende
la scadenza delle obbligazioni - 30. Alessandro
Magno vi sconfisse il persiano Dario III - 31. Iniz.
di Claudel - 33. La famiglia dei lama - 36.
Grande condottiero del califfato arabo di
Cordova - 38. Rimbrottati - 42. La Grecia classica
- 43. Cuore di mais - 44. Un alto ufficiale
dell’Esercito - 45. Se è prolungato logora gli
attrezzi - 46. Una famosa poesia di Salvatore
Quasimodo - 47. Foresta tedesca - 49. Musicò «Il
matrimonio segreto» - 52. Uno stile di jazz nato
in America negli anni Quaranta del Novecento 55. Relativa al sangue - 56. Strano... come può
esserlo un titolo oppure un lavoro - 58.
Bellissimo giovane amato da Afrodite e da
Persefone - 59. In fondo ai vassoi - 60. Si prende
in biblioteca - 63. Studio dell’origine delle parole
- 65. Nord Nord-Est - 67. Api e formiche - 69.
Cadere rovinosamente - 70. L’Irlanda di Limerick
- 71. Una medicina alternativa - 72. Funesta
quella di Achille - 73. L'acqua di Colonia.

[Ala]

Il BIANCO MUOVE E VINCE

Sudoku

9

6
5

3

6 9

1 8
5

9
3

1

2

2

4
8

9
9 7
2
5

Scacchi

Bellissima prova di Fabiano Caruana nel torneo
disputato a Shamkir in Azerbaigian per ricordare
la memoria del giovane grande maestro
Gashimov, prematuramente scomparso. È stata
una gara entusiasmante, conclusa sul filo di lana:
solo all’ultimo turno infatti è stata giocata la
partita tra Magnus Carlsen e Fabiano Caruana, in
quel momento al comando a pari punti, grazie al
successo di Fabiano su Carlsen nell’incontro del
girone di andata. A causa dello spareggio tecnico
sfavorevole, Caruana, pur con il nero, doveva
vincere per aggiudicarsi il torneo e ci ha provato
in tutte le maniere, sacrificando un pedone per
l’attacco; ma Carlsen trovava tutte le migliori ed
era lui a vincere (punti 6.5). Per Fabiano
comunque un ottimo secondo posto (punti 5.5).
A 5 punti terzo Nakamura per maggior numero di
vittorie su Radjabov e Karjakin (10 patte su 10
partite!), infine Mamedyarov 3.

ENCHEV - RUPPERT

Anche i settori di colore
diverso devono contenere
tutti i numeri da 1 a 9,
senza ripetizioni.

VERTICALI: 1. Si appone in calce - 2. Poste in
basso - 3. Messaggio al cellulare (sigla) - 4.
Località piemontese - 5. Percorso di legge - 6.
Catasta per il rogo - 7. Può esserlo la bibita - 8.
Tribunale regionale (sigla) - 9. Periodi geologici 10. Un pittore della Transavanguardia - 11.
Famoso liutaio cremonese - 12. Animale... da
seta - 13. Che prescindono dall’etica - 14. Una
scatola musicale - 15. Isole nel Golfo del Bengala
- 16. Lido senza pari - 17. Romane antiche - 18.
Convincimenti - 21. Le realizza il cannoniere - 22.
James Clark esploratore - 26. Padre dannunziano
- 28. Il cognome del Caravaggio - 29. Uscito di
gara per abbandono - 31. Supremazie - 32.
Locale per proiezioni - 34. Torrente che dà nome
a una valle tra Liguria ed Emilia-Romagna - 35.
Regione vinicola francese - 37. Re di Numidia
sconfitto da Giugurta - 39. Tavolato della Spagna
centrale - 40. Arbusti pungenti - 41. Il cavallo
senza peso di Astolfo - 42. Eccesso di pretese 44. Sconfisse i Madianiti - 48. Antico cantore
greco - 50. Lirica a teatro - 51. Chicchi d’uva 53. Pesci il cui nome scientifico è «Boops boops»
- 54. Giuseppe matematico e logico - 57. Il nome
di Pedrini - 60. Il regista di «Malcolm X» - 61.
Andato via - 62. Buoni del Tesoro Poliennali - 64.
Adesso - 66. Articolo romanesco - 68. Iniz. di
Mallarmé - 69. Sigla di Firenze.

8 2
5
8

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

19

20

23

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39

40

34

12

13

14

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16

17

21

18

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25

29

26

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36

41

37

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45

46

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51

56

59

60

65

66

67

70

61

62

63

68

72

D
Bui:
10/20

90

Bet 40

BB

TM

Ogni riga
e ogni
colonna deve
contenere
i numeri
da 1 a 6.
All’interno
di ogni settore
sono indicati
il risultato
da ottenere
e il segno
aritmetico
col quale
combinare
i numeri
inseriti per
ottenerlo.
Nello stesso
settore i
numeri
possono
ripetersi.

SB
Giocatore 1
1500

Rebus
[Minigame]

8+

16x

20+

[3,1,6,1,5,6]

72x
4-

3:

7+
4+

73

Texas hold'em

Kendoku

3:

58

Avete presente «Magic: the gathering»? Ideato da Richard Garfield,
edito nel 1993 da Wizard of the coast, mondo fantasy, ottimi
illustratori, fenomeno mondiale con milioni di appassionati e
miliardi di carte stampate. Magic ha dato origine al filone delle
carte collezionabili. Commercialmente, una genialata. I giocatori si
comprano le carte e compongono il proprio mazzo prima della
partita, scegliendo dalla propria collezione e poi combattono a
colpi di magie. Ma che ci azzecca col poker? Ci azzecca perché
molti campioni di poker hanno un passato da giocatori di Magic,
primo fra tutti Dario Minieri, che è stato un vero top player anche
di Magic. Evidentemente ci sono analogie: tattica, strategie basate
sull'avversario, concentrazione, studio disciplina. Non solo, ora
Sisal.it, una delle maggiori poker room italiane, è anche partner
dell'Italian Magic Tour, un importante circuito di tornei. Insomma, il
mondo delle carte si allarga, ci sono incroci e commistioni.
Stai giocando un torneo con un solo tavolo e sei in 6a posizione
con A - 10 . Avresti dovuto passare, ma invece hai fatto call e
siete rimasti in 4, senza rilanci. Ora il flop è 10 - 9 - 4 , BB
punta 40, il giocatore in 3a passa e tocca a te.

Tu
1200

Ruzzle

54

64

[De Toffoli]

Giocatore 2
800

53

69

La mano descritta nel testo

Cercate parole del maggior valore possibile
(noi ne abbiamo trovate una trentina sopra i
170 punti). Cercate anche parole di 4 lettere, che inizino
con la M o con la N (noi 18). Cercate anche nomi
femminili (noi 20).
Il gioco consiste nel
2P
3L
2
1
3
1
formare parole
attraversando caselle
contigue (anche
3P
3
1
3
1
diagonalmente); in una
parola ogni lettera può
essere usata una sola
2P
2L
2
1
2
8
volta. Si possono
coniugare i verbi.
Punteggio: sommare i
3L
5
3
1
2
valori di ogni lettera
tenendo conto delle
caselle bonus e
aggiungere poi 5 punti
per ogni lettera oltre alla
parola x2
parola x3
quarta. Esempio:
REATI=(2+1+1+2x3+1)x
lettera x2
lettera x3
3+5=38.

52

57

71

Giocatore 3
fold

48

9+
6x

1-

L

48x

PE

3:

Le soluzioni saranno pubblicate su

di 13 Maggio 2014

24 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Cuori allo specchio - La Stampa,
via Paleocapa, 7 - 20121 Milano
cuoriallospecchio@lastampa.it
www.lastampa.it/cuoriallospecchio/

erché, se Leonardo è
la mia anima prescelta
e io sono la sua, e su
questo non ho dubbi,
essere “la grande prova uno dell’altra” da un certo
punto in poi ci è sembrata una
maledizione anziché un’occasione? Perché con lui non ero abbastanza felice? Perché lo ero completamente, e ho avuto paura?
Perché non avevo più energie,
perché ne avevo troppe, perché
mi sono sentita all’improvviso
vecchia, perché mi sono sentita
all’improvviso giovane? Perché
l’uomo con cui l’ho tradito, quando è venuto al ricevimento dei
professori per parlare di suo figlio, ha invece cominciato a parlarmi di sua moglie, che è morta
tre anni fa e gli manca tutti i giorni? Perché a quel punto ho sentito che anche a me Leonardo, pure se ogni mattina ci svegliavamo
vicini e ogni notte vicini c’addormentavamo, mancava tutti i
giorni? Perché volevo riempire io
il vuoto che quell’uomo ha dentro? Perché volevo dimenticarmi
del mio? Perché? Filemone, perché l’ho tradito?
Hai ragione, eravamo in caduta libera e chi ci stava attorno
certamente non ci ha aiutato. Se
mi sfogavo con le mie amiche o
con mia madre, loro mi davano
ragione su tutto ed erano sempre pronte a scagliarsi contro
Leonardo e forse gli amici di Leonardo facevano lo stesso contro
di me. Ma degli altri mi interessa
fino a un certo punto, sei tu che
mi insegni che, se vogliamo cambiare loro, prima dobbiamo cambiare noi, no? E allora dimmi perché. Perché l’ho tradito. C’è chi
sostiene che, se succede una cosa del genere, significa inevitabilmente che l’amore era già finito e noi non ce ne eravamo accorti. Ma io ti assicuro che non è stato così. Me ne accorgo giorno dopo giorno, anche grazie a te: non
avevo mai smesso di amare Leonardo, come appunto succede
fra anime prescelte. Mi credi?
Mai, avevo smesso. Eppure l’ho
tradito. Perché? Perché.

P

GIÒ

Illustrazione di Stefania Manzi

Massimo Gramellini e CUORI ALLO SPECCHIO presentano

Dialoghi con l’angelo custode

Il tradimento uccide
gli amori già morti
n tradimento uccide soltanto gli amori già morti.
Quelli vivi, sai, li può addirittura vivificare. Come tutti i
traumi, rappresenta un’occasione per evolvere, dal momento che
devia il corso delle cose. Ma non
analizzarlo con la pancia e la testa, i tuoi strumenti preferiti.
Ascolta ciò che sta in mezzo, Giò:
niente ragiona meglio del cuore.
Tu hai tradito Leonardo perché
non potevi farne a meno. Pensi
sia stato un evento improvviso e
casuale, ma nella vita tutto ha un
senso e anche gli imprevisti sono
il risultato di una serie ininterrotta di decisioni inconsapevoli. Tu
hai tradito il tuo uomo perché
dentro hai un vuoto e ti sforzi di
colmarlo in qualche modo. Lui
non basta. Lui non ti basta. E non
puoi fare finta che quel vuoto non
ci sia. Se ti fossi repressa, il disa-

U

P

FEDERICO TADDIA
on sono di certo la
fotografa più brava
del mondo, però rivendico il pregio di riuscire a
mettere le mamme a loro agio e
a far uscire la loro bellezza: sarò stata fortunata, ma io di donne brutte in gravidanza non ne
ho proprio mai viste». Ama
simpaticamente definirsi una
zuzzurellona Angela Cecconi,
web designer di 39 anni dalla
battuta pronta e l’occhio raffinato, che per passione prima e
per lavoro poi ha scelto di pun-

«N

come
PANCIONE

LA STAMPA
Quotidiano fondato nel 1867
1

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO
MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)

gio sarebbe esploso comunque.
Magari sarebbe stato Leonardo a
innescare la miccia.
Il tradimento non esiste. E’ solo il tentativo del tuo sé di colmare quel vuoto. La pancia, sede
delle emozioni, trasmette il disagio al cervello biologico, che lo risolve nel modo più spiccio. A quel
punto ti ritrovi a un bivio: o prendi la salita e ti metti in discussione, oppure scegli la discesa e
rompi la relazione. Si formeranno altre coppie, che non avendo
risolto il problema di quel vuoto
continueranno a tradirsi all’infinito. E si troverà sempre uno
scrittore, uno psicologo, un deluso travestito da cinico pronto a
sentenziare che la vita è soltanto
questo: il luogo delle emozioni fugaci, del deperimento inesorabile
dei corpi e dei sentimenti.
Se ascolti il cuore, Giò, ti rac-

tare il proprio obiettivo sui pancioni, rigorosamente dal settimo mesi in su. “E’ nato tutto
per caso quando la mia miglior
amica Belinda è rimasta incinta
e mi ha chiesto di farle qualche
scatto. Il servizio era riuscito
benissimo: in quelle immagini
la maternità esplodeva in tutto
il suo splendore. E, soprattutto,
l’aver cercato il modo migliore
per narrare quel corpo che
ospitava un altro corpo mi aveva dato tantissima soddisfazione”. Prima il passaparola di
mamma in mamma nella sua
San Giminiano, e poi il tam tam

LAURA CARASSAI
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
ANDREA MALAGUTI
RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA
DARIO CORRADINO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
REDAZIONI
GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA,
PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI,
PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

Editrice La Stampa
REDAZIONE
AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Lugaro 15, telefono 011.6568111,
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ABBONAMENTI 10126 Torino, via Lugaro 21, telefono 011.56381, fax 011.5627958.
Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno e 360,50; Estero: e 816,50.
Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

conterà un’altra storia. La storia
di una sete che nessuno, se non
te stessa, può placare. Staccare
la mente è la condizione per togliere il sonoro alla vita e riuscire
finalmente a sentire il sussurro
del cuore. Immagino che ti dirà
che non hai alcun bisogno di essere perdonata. Che con il tradimento hai semplicemente evidenziato una situazione. E’ che è
stato il tuo cervello a versarci sopra il senso di colpa. Quando diventi consapevole che nessuno
potrà mai colmare il tuo vuoto,
allora sarai pronta per un’altra
persona. Leonardo o chi per lui perché io non darei per scontato
che sia lui - potrà farti sentire
meglio. Ma se non sarai stata tu a
darti pace, prima o poi rovinerete tutto di nuovo.
Ricordati che l’amore perfetto
non esiste. Quello reale é la som-

amplificato dalla rete dopo
l’apertura del sito mammebelle.it, hanno fatto il resto. E, di
pancione in pancione, la gallery
di Angela è diventata sempre
più affollata. “Le foto maggiormente intense sono sicuramente quelle di nudo: quasi tutte le
donne, una volta che hanno rotto il ghiaccio, anche se fino a pochi minuti prima avevano categoricamente rifiutato l’idea, arrivano a spogliarsi interamente, per ammirarsi nella loro interezza. Poi amano giocare con
lo sguardo, con la luce, o con la
stessa pancia che diventa qual-

ma di tante imperfezioni. L’amore più duraturo è spesso il più improbabile. E’ appena smetti di inseguire l’amore perfetto che ti
metti in gioco davvero. Cominci a
prendere dalla vita ciò che ti dà e
non deleghi più a nessuno il potere di decidere il tuo stato d’animo. A Leonardo, o a chi sarà, darai tutto ciò che potrai e vedremo
se gli basta. E se gli basta sarà
amore, secondo i luoghi comuni.
In realtà sarà un modo lieve di
convivere: avrai trovato un alter
ego con il quale andare avanti
nell’esperienza della vita. Perché, quando la passione finisce,
resta la tolleranza: un lago enorme dove accogli l’acqua dell’altro
senza farla tracimare. Se Leonardo ti ha lasciato perché lo hai
tradito, allora non so se ti ama
davvero. Sono tutti bravi a dire
“amore” ma poi ci mettono così
poco amore in tutto ciò che fanno. Chiamano amore una dipendenza o un’abitudine. Giò, ti suggerisco un esercizio. Camminare
un’ora al giorno. Così ricorderai
al tuo corpo che deve mutare
punto di vista e sganciarsi dai soliti schemi. La vita non è un’abitudine. E’ un’impresa che devi
compiere da sola, con l’aiuto di
tanti e la protezione del tuo
FILÈMONE

cosa da toccare, da rielaborare
o una lavagna su cui scrivere e
disegnare”. E anche i papà cercano di fare capolino tra uno
scatto e l’altro, con i più timidi
che rifiutano di farsi immortalare, per poi pentirsene una volta sviluppate le foto. “Ci sono
mamme che tornano dopo aver
partorito, oppure si ripresentano per farsi fotografare nella
gravidanze successive o via via
che i figli crescono: è un piacere
indescrivibile quello di diventare il fotografo di fiducia di famiglia, il testimone di riferimento
dei loro momenti di intimità”.

STAMPA IN FACSIMILE:

1
EDITRICE LA STAMPA SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
AMMINISTRATORI
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO,
JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO,
LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE,
GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI

LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA
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LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

IL GUITTO,
I FIGURANTI
E I COLONNELLI

NEW DELHI CERCHI
UN DIALOGO FORTE
CON GLI STATI UNITI
JASWANT SINGH*
uesto mese l’India completerà la sua maratona
elettorale. Si prevede
che il nuovo governo
entri in carica alla fine
di maggio e, se i sondaggi sono veritieri, lo presiederà il Bharatiya
Janata Party (Bjp), che ha candidato a premier Narendra Modi.
Poiché la stagnante performance economica dell’India ha
giustamente dominato la campagna elettorale, resta senza risposta la questione su quale politica
estera dovrebbe perseguire il
nuovo governo. Quali che siano le
questioni specifiche, un punto è
imperativo: l’India deve andare
oltre l’alleanza con il Movimento
dei Non Allineati (Nam) .
Il pasticcio creato dalla diplomazia del Nam è probabilmente
illustrato al meglio dalla recente
quasi adesione del governo indiano guidato dal partito del Congresso all’annessione della
Crimea da parte della Russia. Il
primo ministro Manmohan Singh
e il suo governo sembra non abbiano preso in considerazione il
fatto che la Cina ha delle mire sul
territorio indiano e potrebbe
quindi essere felice per il precedente creato dalla Russia; un paese potente può prendersi gioco
del diritto internazionale e impadronirsi di parte di un paese confinante. È come se la politica estera indiana avesse messo il pilota
automatico dagli Anni 80 , quando il governo si schierava quasi
sempre dalla parte della Russia.
La realtà è che il Nam non è
mai stato particolarmente efficiente nel risparmiare conflitti all’India, come hanno chiaramente
dimostrato le guerre con la Cina e
il Pakistan nel 1962, nel 1965 e nel
1971. Nel 1971 è stato il sostegno
dell’Unione Sovietica, piuttosto
che quello del Nam, ad aiutare
l’India a superare la crisi dei rifugiati causata dal genocidio pakistano in Bangladesh. Così, nel
1999, l’India ha invocato l’intervento americano per fare pressione sul Pakistan affinché ponesse
fine alla sua aggressione nei pressi della città himalayana di Kargil.
Considerati i precedenti, come ci
si può aspettare che la vecchia diplomazia del Nam risolva le sfide di
politica estera che deve affrontare
l’India, soprattutto in un momento
in cui la Cina e il Pakistan si stanno
alleando per opporsi all’India?
La minaccia più pressante alla
pace dell’India si trova ai suoi
confini, in particolare al confine
himalayano con la Cina, la più lunga frontiera contestata del mondo
- non da ultimo perché l’incertezza favorisce l’afflusso di forze terroristiche votate a minare l’integrità territoriale dell’India e a
piantare semi di conflitti etnici e
religiosi. L’India ha combattuto il
terrorismo più a lungo di qualsiasi altro paese, ma il problema ora
riguarda tutta la regione, inclusi
Afghanistan, Cina e Pakistan.
Con il terrorismo islamico che
s’infiltra dai suoi confini, l’India non
può più lasciar gestire ad altri le turbolenze nel mondo arabo. Deve invece assumere un ruolo attivo negli
sforzi per contenerle ed emendarle
– e questo significa stringere nuove
alleanze strategiche. Così come i
terroristi hanno creato una sorta di
offensiva multilaterale, i paesi sotto
la loro minaccia devono costruire
una difesa multilaterale.
Per cominciare, l’India dovrebbe
salutare con favore – e far crescere
– il disgelo delle relazioni tra Stati
Uniti e Iran. Dato che entrambi i
paesi sono gli amici dell’India e che
tutti e tre condividono molti interessi strategici, un governo indiano
intraprendente avrebbe l’opportu-

Q
ELISABETTA GUALMINI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
candidati grillini ancora più
del capo sparano a palle incatenate, prendono frammenti di
realtà e fanno a gara a chi la dice più grossa: i poltronifici e i
postifici, Hera, Unipol e le Coop, le
partecipate e i consorzi, il controllo
terroristico su tutto e tutti, pure i
baffi di D’Alema che hanno occupato
a lungo l’agenda politica, un sistema
marcio da spazzare via.
L’attacco alla peste rossa è un registro perfetto per rievocare il mito
fondativo. Un abito che Grillo indossa benissimo, un monologo che gli è
del tutto congeniale, più dell’Europa
dell’euro e del fiscal compact. Gli
onesti contro i corrotti, i puri contro
gli impuri. «E’ un tic essere onesti
per noi», urla Beppe ai cyber-militanti di ogni età per l’occasione radunatisi in terra. Mentre impazzano
i video sugli scambi di mazzette tra
politica e affari per l’Expo, a Grillo
non sembra vero di poter mettere in
mostra, per contrasto, tutto il rigore
della sua ortodossia. Sospende De
Franceschi, l’unico rappresentante
del M5Stelle in Regione, per un illecito amministrativo. Mentre il Pd,
nelle parole di Grillo (e anche di Di
Battista) tace su Genovese per il
quale c’è un mandato di arresto (ma
entrambi non sanno che la Commissione di garanzia del Pd ha già tolto
a Genovese la tessera, seppure senza i clamori di una lapidazione pubblica). Torna tutta la visione manichea e dicotomica di Beppe, i buoni
e i cattivi, noi e loro.
Ma a Bologna si è intravista anche un’altra cosa: com’è fatta la
struttura del «partito di Grillo». Esilissima, minimalista, ma non proprio del tutto liquida. Non ci sono,
per scelta, amministratori professionali e quadri interni. La quasi totalità del suo ceto politico, dei candi-

I

Cercando
libri in tv
Pane al pane
LORENZO
MONDO

ario Franceschini, il ministro per i Beni e le Attività culturali, ha approfittato del Salone del libro per mettere sotto accusa le tv, pubbliche e private, che
hanno fatto «tanto danno alla lettura». E’ un danno provocato in buona
parte senza colpa, dall’attrazione del
piccolo schermo che sottrae tempo al
silenzioso raccoglimento intellettuale. Ma esistono anche responsabilità
che, secondo il ministro, dovrebbero
essere risarcite dalle reti con spot
gratuiti e trasmissioni dedicate
espressamente ai libri: «Avete notato

D

Illustrazione di Gianni Chiostri

dati-portavoce, è composta da figuranti, da personaggi tra l’iper-normale e l’improbabile, destinati a dare fiato alla voce per una sola portata. Ma, in mezzo a loro, come reclutatori e coach, si sta creando una selezionata filiera di pochi fidatissimi
colonnelli, sopravvissuti a prove ripetute e alle epurazioni degli altri ex
pupilli dimostratisi troppo intraprendenti. A Bologna c’è rimasto
Massimo Bugani, che pare avere
senso politico, controllo della situazione e capacità di stare sul palco.
Grillo di fronte alla piazza non ha
pari, però sta creando una filiera selezionatissima di luogotenenti.
Quanto basta a reclutare e tenere in
ordine il plotone delle comparse.
Tutti, comunque, a una distanza
abissale dal carisma del capo. «Ciao
sono Franco e faccio il geometra»,
«Ciao sono Luca e voglio cambiare il
paese», ci dicono i candidati-scono-

sciuti. C’è pure chi si stupisce di essere arrivato sino a lì (figurarsi
noi…), chi confessa di non essere un
gran oratore (era tra l’altro evidente), e chi per fortuna taglia corto limitandosi a un «Ciao, siete bellissimi». Una gara al ribasso sui contenuti e i programmi che fa pensare al
Casaleggio che sentenzia «questi
qui non sono dei De Gaulle, sono cittadini come tutti gli altri». Uno vale
davvero uno. O forse, come recitava
il sarcastico striscione firmato «peste rossa», rivolto al popolo pentastellato da un paio di finestre ben in
vista sulla piazza: «Grillo vale uno,
tu vali zero». C’è il leader-guitto-comunicatore, c’è il popolo, ci sono i
candidati-figuranti e ora anche i colonnelli. Le elezioni europee potrebbero andare bene. Che sia sufficiente a dare continuità e respiro al Movimento per ora c’è da dubitarne.

che nelle fiction italiane non c’è mai
l’inquadratura di una libreria o un
personaggio con un volume in mano?
In tv i libri non ci sono, se non a orari
improbabili».
La sortita ha suscitato le reazioni,
piccate o condiscendenti per mera
educazione, dei responsabili e operatori del settore. Tutti a vantare lo spazio, per lo più esiguo, riservato ai libri
dalle rispettive testate. E si è tacciata
di ingenuità la proposta di adottare
nelle trasmissioni una sorta di «pubblicità occulta». Ma la totale assenza
di un libro o di una biblioteca è pur
sempre un indizio dell’aria che tira. Il
computo dei libri presentati a vario titolo nei programmi si risolve in una
desolante rassegna di «marchette» a
vantaggio di giornalisti, politici, cantanti... Sarà poi vero che, nella Rai, il
25 per cento delle fiction in prima serata sono ispirate ai libri. Ma è improbabile che questi ne traggano qualche
beneficio, perché risultano irriconoscibili, stravolti da riduzioni corrive e
melense. Perfino gli sceneggiati originali, che arieggiano narrativamente

alla cultura del libro, appaiono sconfortanti, senza paragone con certe serie straniere, americane, inglesi o anche francesi. (Tanto per dire, stando a
un genere popolare come il poliziesco,
non abbiamo l’equivalente del commissario Cordier o del comandante
Florent). E non si pretenderà di includere nell’ossequio al libro la spruzzaglia di citazioni che compaiono negli
asfissianti quiz. Le difficoltà della lettura vanno inserite d’altronde in un
patente deficit culturale. Come appare anche dalla malaccorta confidenza
di autori e presentatori con la lingua
italiana: si veda l’assenza o il cattivo
uso del congiuntivo, la confusione del
soggetto con l’oggetto, la deriva dialettale. Il problema, va da sé, nasce altrove, in primo luogo dalla scuola, ma trova nella tv, nella sua pervasività, la
massima espressione. E’ difficile impostare adeguate soluzioni, eppure la
denuncia di Franceschini giunge più
che mai opportuna. E’ già importante
che certe cose si abbia il coraggio di
affermarle con forza, valgono a riscuotere, forse, dal sonno, dall’impotenza.

twitter@gualminielisa

Lettere e Commenti .25

.

nità di contribuire a facilitare un
riavvicinamento diplomatico.
Nel frattempo si potrebbe lavorare in silenzio e con calma a
un’alleanza strategica che sostenga la pace nella regione indiana
dell’Oceano Pacifico – per esempio, tra India, Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud, Australia e
Vietnam – senza ostacolare alcuna delle occasioni dei partner per
stabilire legami economici con
terze parti, tra cui la Cina. L’India
deve anche lavorare con determinazione per rinnovare i rapporti
nel Sud-Est asiatico, dove rischia
di lasciare il campo alla Cina.
Al contempo l’India deve sviluppare un’intesa strategica con
la Cina, la Russia e gli Stati Uniti
per quanto riguarda l’esplosione
jihadista in Pakistan, in Afghanistan e nei paesi dell’Asia centrale.
Un’alleanza di questo genere, naturalmente, ha degli aspetti problematici, con l’India, la Russia e
la Cina in competizione per l’influenza in Afghanistan. Tuttavia,
un qualche genere di accordo, a
prescindere dalle sue difficoltà, è
tanto possibile come necessario,
dato che prevenire una nuova ricaduta dell’Afghanistan nella
guerra civile o evitare che diventi
di nuovo una base di esportazione
per il terrorismo è nell’interesse
di tutti, Pakistan compreso.
Il prossimo governo indiano
deve anche sostenere il partenariato indiano con gli Stati Uniti.
Fino ad ora il rapporto bilaterale
tendeva ad essere guidato nella
logica di un prospettiva transatlantica e trans-eurasiatica, ignorando l’opzione trans-pacifica.
Ma l’India, bloccata a Ovest dal
Pakistan, sta sempre più guardando a Est per il commercio e le
partnership strategiche. Mentre
esplora queste possibilità può lavorare con gli Stati Uniti per concordare una prospettiva comune
in Asia centrale.
Come è accaduto per il Pakistan, l’inazione della Nam ha prodotto la sua nemesi, contribuendo
a isolare l’India da un punto di vista strategico. Questo è straordinario, dato che il Pakistan è, nella
regione, il principale protettore
delle forze terroristiche – ed è ora
diventato, purtroppo, vittima dei
militanti che si è cresciuto in casa.
Il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan segnerà, nel breve termine, una battuta d’arresto per l’intera regione. Ma, proprio mentre gli
Stati Uniti ritirano la loro fanteria,
non si può ignorare la minaccia che
il terrorismo islamico rappresenta
per l’America. Ecco perché gli Stati
Uniti dipenderanno sempre più da
paesi come l’India per assicurare il
successo della loro politica globale
contro il terrorismo.
Ma il valore delle relazioni bilaterali si estende ben oltre la guerra al terrore. Gli Stati Uniti e l’India devono anche fissare canali liberi per il trasferimento tecnologico – militare, industriale e
scientifico, anche per quanto riguarda lo spazio.
Qualsiasi passo in avanti nella
cooperazione Usa-India dev’essere
caratterizzato da attenzione e rispetto, con obiettivi che siano inequivocabili, pratici e realizzabili. Se
entrambi i governi dedicano l’uno
all’altro il tempo e le energie necessarie, si può creare una relazione
tra le due più grandi democrazie
del mondo in grado di giocare un
ruolo fondamentale di stabilizzazione nell’Asia meridionale e oltre.
*Ex ministro indiano delle Finanze,
degli Esteri e della Difesa, è l’autore
di «Jinnah: India – Partition –
Independence» e «India At Risk:
Mistakes, Misconceptions And
Misadventures Of Security Policy».
Copyright: Project Syndicate, 2014.
www.project-syndicate.org
Traduzione di Carla Reschia

26

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

XXVII SALONE
INTERNAZIONALE
DEL LIBRO TORINO

CULTURA
SPETTACOLI

&

ROCCO MOLITERNI

12345678
79 B7532
MARIO
BAUDINO

Ferrari,
i primati italiani
Malvaldi,
il dramma pisano
Controriforme

Breve storia della lettura in Italia. È
vero che siamo passati dal 46 al 43 come percentuali di lettori, dunque che
negli ultimi anni leggiamo «sempre
meno». Vero, forse è una catastrofe
irreversibile. O forse no. Gian Arturo
Ferrari, in procinto di presentare il
suo Libro (ovvero una storia del libro
e della lettura dagli inizi ai giorni nostri, Bollati Boringhieri, oggi alle 15),
consuma una giornata di dibattiti
«tecnici», tra addetti ai lavori, e in
uno di questi, con Stefano Mauri,
Rocco Pinto e Gianluca Foglia, ricorda che a fine ’400-inizio ’500 avevamo invero, in area italiana, il più alto
tasso di lettura al mondo. Poi venne la
Controriforma, con tutto quel che segue. Nel 1860, il 75% della popolazione era analfabeta, e nel 1939 lo era ancora il 25%. Oggi però la spesa in libri
degli italiani - così come in generale
in Europa - supera di gran lunga quella per tutti gli altri consumi culturali.
È vero che dipende dal punto di vista,
ma si potrebbe anche dire che qualche progresso è stato fatto. Va da sé,
Controriforme permettendo.
Livorno forever

Marco Malvaldi racconta le sue avventure con Sellerio. E in particolare quel
che gli accadde quando venne pubblicato il suo romanzo d’esordio, nel 2007.
L’emozione di sfogliare le prime copie
di La briscola in cinque si trasformò in
puro orrore: la quarta di copertina descriveva il Livornese come luogo della
narrazione. Per un pisano come lui, l’affronto era grave. Protestò debolmente,
e gli venne promesso che in caso di seconda edizione si sarebbe posto rimedio. Al momento buono, tre settimane
dopo - il libro fu subito un successo - il
chimico-scrittore cambiò idea. E alla
telefonata in cui gli si chiedeva che cosa voleva poi cambiare, rispose: «Nulla. Qualunque cosa ci sia scritta, lasciatela com’è». Forse fu scaramanzia, date le vendite. Peccato però; in caso di
correzione quelle prime copie sarebbero state una rarità bibliografica.

TORINO

d aspettare Carlo Cracco
e Bruno Barbieri all’Auditorium del Lingotto c’era
ieri una folla da stadio o
da concerto rock. Non è
mancata neppure la standing ovation
al loro ingresso, perché oggi, ai tempi
di Masterchef e delle mille trasmissioni
tv in cui si spadella, le vere star sono i
cuochi. E il Salone ne ha preso atto,
offrendo al dialogo tra i due «giudici»
il palcoscenico d’onore. I quali sono
stati all’altezza spaziando dai ricordi
di infanzia («Avrei voluto fare il calciatore» ha confessato a un certo punto Barbieri) al cazzeggio su Masterchef, senza dimenticare gli argomenti
seri: «Per i giovani che vogliono fare il
nostro mestiere è più difficile che un
tempo - ha spiegato Cracco -. Vent’anni fa chi usciva dall’alberghiero, e non
c’era finito solo perché era un asino,
trovava subito in quanto italiano “ingaggio” all’estero. Oggi non è più così,
sono di moda gli spagnoli o i danesi».
Barbieri e Cracco erano al Salone in
quanto autori di due libri (entrambi
Rizzoli) espressione di un genere che
oggi sembra tirare, proprio per la popolarità che gli chef hanno sugli schermi tv: l’autobiografia del cuoco. Se
Barbieri ripercorre la sua infanzia nella campagna romagnola, Cracco in

A

D’Annunzio certificato

Intanto i Ris hanno certificato che una
breve incisione del 1917 appartiene effettivamente a Gabriele D’Annunzio.
Lo annuncia la Fondazione Vittoriale.
Finalmente, la sua voce. Chioccia.

SYNCSTUDIO

Bruno Barbieri (a sinistra) e Carlo
Cracco, i due giudici di Masterchef,
ieri all’Auditorium del Lingotto

Antonino Cannavacciuolo, lo chef
bistellato protagonista di Cucine da
incubo, ha spadellato a Cookbook

Come ti cucino
il Salone
una ricetta di puntarelle rievoca quando faceva il militare a Roma. Insomma
il piatto forte dell’editoria gastronomica, ossia le ricette, non sembra reggere se non ha il contorno delle confessioni o delle memorie dello chef. Su
questa lunghezza d’onda è anche Federico Ferrero, il medico nutrizionista
torinese vincitore di Masterchef: nel
suo Missione leggerezza (Rizzoli anch’esso), è più interessato a raccontare i viaggi e le situazioni in cui è nata la
sua passione per il cibo che non le ricette con cui ha conquistato la vittoria.
E giovedì Antonino Cannavacciuolo,
spadellando a Casa Cookbook per presentare il suo nuovo libro, l’ha presa
larga raccontando episodi d’infanzia.
Ma l’autobiografia non è solo appannaggio della nouvelle vague della
nostra cucina. Vissani, fino a qualche
tempo fa il mostro sacro della ristorazione made in Italy, ha sfornato per la
Eri Rai L’altro Vissani. Ricette di fami-

Tra degustazioni, showcooking e brindisi
i cuochi con le loro storie sono le star del Lingotto
glia, un cofanetto monumentale di
ben tre volumi in cui è la cucina di sua
nonna a farla quasi da padrona. A differenza di Cracco che sembra andare
come il pane, Vissani si vende meglio
sfuso come il vino (si può comprare un
volume a 19 euro, l’intero cofanetto
costa quasi 50). Eppure anche per
Vissani ieri c’era folla allo stand Rai e
lui, focoso come sempre, non ha risparmiato frecciate ai nuovi che l’han-

no scalzato: «Adesso entrate in un ristorante e nessuno è più capace di
usare il caldo. Tutti usano il freddo»,
ha detto riferendosi alla moda trionfante delle basse temperature.
È autobiografico anche il libro che
racconta la storia di Angelo Gaja, il
più grande «signore del vino» del nostro Paese: la sua fama internazionale
ha fatto sì che fosse pubblicato prima
negli Usa e in Giappone che in Italia.

Anche per lui era affollato ieri pomeriggio il Cookbook, sebbene una punta
di amaro in bocca sia rimasta a quanti
si aspettavano una degustazione di vini. Perché la kermesse del libro sembra a tratti essersi trasformata in una
sorta di antipasto del Salone del Gusto che qui celebrerà tra breve i suoi
fasti. Basti dire che tutti i giorni,
quando MonnyB conduce dal Salone
la diretta sul Gambero Rosso channel,

Stamina, i ciarlatani esistono da sempre

Quota sette

Uno solo avrebbe vinto, uno solo avrebbe pubblicato in centomila copie, tuonavano i trailer di Masterpiece. Non è
andata proprio così. Mentre al Salone
Bompiani presenta i romanzi del vincitore Nikola Savic e di Raffaella Silvestri, seconda classificata, veniamo a
sapere da Elisabetta Sgarbi che c’è ancora posto, se non per tutti, almeno per
molti. Alla fine saranno sette i romanzi
del talent televisivo che usciranno per
la sua casa editrice: tra cui quelli di
Stefano Bussa, Stefano Trucco e Lorenzo Vargas, più due ancora tenuti
«coperti». Riusciranno i nostri eroi ad
affacciarsi in classifica?

Una degustazione
al Salone,
nello spazio
Cookbook

Intervento di Elena Cattaneo: un “metodo che non c’è”, ma è inutile e pericoloso
ELENA CATTANEO
n professore di lettere,
aduso alle più banali tecniche di manipolazione della
comunicazione, ha organizzato intorno a dolore,
emozioni e ignoranza su cosa è scienza
e medicina una delle più insensate operazioni di persuasione di massa che
l’Italia ricordi. Avvalendosi della parola
«staminale» ormai entrata (erroneamente) nell’immaginario collettivo come sinonimo di «cura», un signor nessuno in questo campo, assieme a una
corte di medici altrettanto privi di competenza specifica in materia (e ad altri
troppo silenziosi), hanno introdotto, co-

U

me trattamento per malati delle più
terribili malattie, un «metodo» mai esistito, basato su pretese cellule staminali mai trovate, dichiarate capaci di fare
cose mai dimostrate. Con loro, in questo triste panorama ci sono, incolpevoli,
i malati che la società dovrebbe tutelare. Ancora di più se bambini.
I ciarlatani esistono da sempre. Si
presentano come vittime, incompresi,
emarginati. La loro «terapia» è sempre
segreta, alternativa, miracolosa, idonea
a curare le più diverse malattie. Si avvalgono di strategie di persuasione organizzata, ingannano, estorcono soldi e
fiducia, e oggi vengono addirittura
«promossi» nei social network e dalla
tv-spazzatura. In altri paesi questi vengono facilmente identificati e resi inof-

fensivi, spesso subito arrestati. Il ciarlatano, da noi, invece si insedia incredibilmente in un ospedale pubblico, circuisce apparati, estorce consensi, per sedersi addirittura a tavoli di trattative
ministeriali assieme a inorriditi ricercatori, clinici e scienziati competenti e
di statura internazionale.
Al tavolo si è poi aggiunta una parte
della magistratura che si è arrogata il
diritto di decidere cosa sia terapia. In
alcuni casi si è avvalsa, persino e incredibilmente, della consulenza dei ciarlatani stessi per affermare l’uso della pozione magica. Un’altra parte della magistratura, invece, nel frattempo studiava, si interrogava e si documentava
sulla scienza, sui limiti delle proprie attribuzioni e sulle norme esistenti... il cui

semplice rispetto avrebbe prevenuto
tutte le Stamina del mondo.
Il terzo protagonista è stata la politica che, con il decreto Balduzzi, «grazia»
il «metodo che non c’è» sostenendo che
non sarebbe stato etico interrompere la
somministrazione (di quell’inganno) a
quei 12 malati che già lo avevano ricevuto. E ha così voglia l’ex ministro Balduzzi a giustificare quel grave atto incolpando il Senato che, mal ispirato,
avrebbe poi voluto addirittura allargare a tutti i malati rari quel suo intento,
aggiungendo la famigerata e pericolosissima derubricazione del «trattamento staminale» da farmaco a trapianto,
con buona cassa da parte di tutti coloro
che da quell’operazione planetaria erano fortemente attratti.

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Una fortezza
nel deserto dei non lettori
dati aiutano i ragionamenti. In tutti i sensi. E, dunque,
se è vero che l’Italia rimane ostinatamente fanalino di
coda nelle varie classifiche mondiali della lettura, le
cifre – e pure il colpo d’occhio – di questi giorni al Salone
internazionale del libro di Torino ci raccontano anche

I

un’altra cosa, molto interessante. Proprio i numeri
rivelano che in questa Repubblica sabauda delle lettere
non soltanto ci sono più visitatori dell’anno scorso, ma si
registra pure un incremento delle vendite dei libri. Una
fortezza Bastiani nel deserto dei non lettori e un’isola
gutenberghiana nell’oceano dei media, new e old (come la
tv «cattivissima maestra» di cui ha parlato qui il ministro
della Cultura Dario Franceschini). I nostri connazionali
che amano i libri, quindi, non sono «semplicemente»
lettori forti, ma fortissimi. Una piccola superpotenza

Per il direttore della Einaudi la crisi è anche culturale
“Se ne potrà uscire producendo profitti e insieme valori”
TORINO

el suo ufficio è incorniciata una lettera
dattiloscritta del
1942 con la quale Cesare Pavese manda a
quel paese Giulio Einaudi, accusandolo fra l’altro di avergli mandato sei sigari «pessimi». Via
Biancamano, ovvero l’Einaudi, ovvero la più intellettuale delle case
editrici. Infatti di tutti i padroni dell’editoria italiana incontrati finora,
Ernesto Franco, direttore generale
e editoriale dello Struzzo, è quello
che parla meno di numeri e più di
cultura. Con una cortesissima severità che fa di questo genovese un torinese addirittura paradigmatico.

N

Dire che il Salone è la più grande libreria italiana è un luogo comune e
come tutti i luoghi comuni è anche
vero. Ma per il lettore è davvero un
vantaggio?

Gianfranco Vissani, seguitissimo ieri
allo Spazio Rai, dove ha presentato
un cofanetto con le ricette di sua nonna

si degustano pregiati prosciutti di Cuneo, allo stand Mondadori Electa si
brinda a mezzogiorno con i vini di Ceretto e al pomeriggio con quelli di Farinetti, senza dimenticare che la
Voiello ha pensato bene di presentare
le sue nuove «forme di pasta» e a tutte
le ore non mancano showcooking in cui
devi solo aver voglia di aspettare e
sgomitare per un piatto vegano o una
bistecca d’autore. Grande successo ha
avuto anche il funerale (con degustazione) di Mamma Licia, la storica piola torinese frequentata da Giulio Einaudi. Chissà cosa penserebbe il principe degli editori di tutto questo: forse
ci berrebbe su un dolcetto di Dogliani.

Davide Vannoni a una manifestazione pro-Stamina

Perché sì, se il costo dell’operazione
«Stamina (o simili) per tutti» l’ha saputo calcolare Michele De Luca, scienziato di fama mondiale - 45 miliardi di euro
a fronte di efficacia zero - probabilmente anche chi ha emanato quel decreto e

«Sì. Intanto perché ci trovano il loro
spazio anche gli editori indipendenti, e questo è un bene perché il lavoro di ricerca che fanno loro giova a
tutti gli editori, anche quelli grandi.
E poi perché l’immensità dell’offerta rende palese, proprio fisicamente, che il senso della lettura è scegliere. I libri sono un labirinto dove
il lettore non si perde se fa delle
scelte, cioè elabora il suo profilo intellettuale e sentimentale».
E l’editore cosa deve fare per aiutarlo?

«Io credo che una casa editrice debba avere un’identità. Che vuol dire
proporre al lettore una biblioteca
organizzata per affinità. Del catalogo Einaudi io rivendico questo: il filo
rosso che unisce i suoi titoli, anche
quelli apparentemente più lontani».

Questo è affascinante, ma fare
l’editore vuol dire solo pensare?

«No, certo. Lo Struzzo non è solo
un marchio, ma una filosofia. E un
mestiere, riassunto in quella scritta in piccolo, “a cura di”, che riassume il lavoro del redattore. È un mestiere alchemico, misterioso e difficilissimo, quello di prendersi cura
del genio degli altri».

La senatrice a vita Elena
Cattaneo interviene oggi alla
presentazione del libro di Mauro
Capocci e Gilberto Corbellini
Le cellule della speranza.
Il caso Stamina tra inganno
e scienza (ed. Codice),
alle 16 in Sala Blu

tutti coloro che lo hanno assecondato
avrebbero potuto/dovuto fare quattro
conti prima. Sventato durante il successivo iter parlamentare l’«Ocean’s Eleven italiano», lo Stato avrebbe anche risparmiato i milioni di euro che, invece,

GLI EDITORI
E IL SALONE

della cultura. È in crisi il magistero
delle istituzioni culturali tradizionali,
la scuola, l’università, la ricerca, la
stessa editoria. Però ci sono mille luoghi alternativi, come il Salone, dove i
cittadini cercano le intelligenze che
esercitano questo magistero. Le folle
che vanno ad ascoltare un romanziere o un filosofo, che è poi la versione
laica dei classici esercizi spirituali,
vogliono qualcuno che racconti la selezione che lui ha fatto, il suo percorso in quel mare di libri che dicevo».
L’Einaudi è un’istituzione?

«E’ un’azienda privata. Ma, come ci
ricorda Luciano Gallino, un’azienda
non è solo contratti ma anche contatti. E produce non solo profitti ma anche valori».
Ernesto Franco

Lo Struzzo non è solo
un marchio, ma una
filosofia. Con l’arrivo
di Berlusconi non è
cambiato nulla.
Basta scorrere il catalogo
per verificarlo
Esiste ancora una linea Einaudi, per
esempio in campo politico?

«L’Einaudi si ispira alla distinzione
classica di Bobbio: non abbiamo una
politica culturale, ma una politica
della cultura. Io credo che noi dobbiamo restare profondamente legati alla
nostra storia. Alimentandola per trasformarla, non per ripeterla».
Però da 25 anni siete in Mondadori e
il vostro proprietario si chiama Silvio
Berlusconi. Quando mise le mani sull’Einaudi, la sinistra si strappò le vesti. Aveva ragione?

«A me sembra che con l’arrivo di Berlusconi non sia successo proprio nulla. Gli editor e i redattori hanno lavorato dopo come lavoravano prima e
come lavorano adesso: con la massima libertà. Del resto, basta scorrere
il catalogo per verificarlo».

Ed è un’istituzione molto torinese?

«Questa è la città, come dire?, della
consapevolezza istituzionale. Il che
può fare insorgere una certa rigidità.
Ultimamente, però, Torino ha saputo
scardinarla con il Salone, il Museo del
cinema, la Scuola Holden e così via.
Credo che l’Einaudi, negli ultimi anni,
abbia contribuito a colorare Torino».
A proposito di profitti: buon colpo
aver portato via Paolo Giordano alla
Mondadori, anche se è un po’ come
se Italia1 scippasse una star a
Canale5...

«Noi non abbiamo rubato nessuno. È
lui che ha deciso di uscire da Mondadori per venire in Einaudi. Inutile dire che ne sono felice, tanto più che Il
nero e l’argento è un bellissimo libro».

Farà il botto? Quante copie prevede?

«Per la prima domanda, la risposta è
sì. Per la seconda, non so. Oltre le 100
mila copie, le previsioni si rivelano
quasi sempre sbagliate».
Altri libri con cui immagina che lo
Struzzo farà festa?

«Il 2014 sarà l’anno del nuovo Wu
Ming, L’armata dei sonnambuli, e del
nuovo Murakami, L’incolore Tazaki
Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio,
che esce a fine mese. Ma anche Francesco Piccolo continua ad andare
molto bene».
C’è un autore che vedrebbe bene all’Einaudi?

«Ci siamo dentro. Ma più che una crisi economica a me sembra una crisi

«Mi piace moltissimo George Steiner che però in Italia pubblica con
Garzanti».

sinora ha gettato dalla finestra, nonché
risparmiato un insulto alla competenza
di una struttura ospedaliera sempre
stata di primo piano e che risponde al
nome di Spedali Civili di Brescia.
Che Stamina fosse al centro d’interessi commerciali vistosi di imprenditori privi di scrupoli e dai probabili agganci planetari, Paolo Bianco, altro staminologo di fama mondiale, l’ha sempre
evidenziato. Del resto in tutto il mondo
(quello privo di regole) esistono centinaia di «cliniche» che dispensano cocktail a base di staminali per ogni indicazione a prescindere dall’efficacia. Sono
operazioni inutili, pericolose, che umiliano umanità, dignità, speranza. A ciò
si aggiungono i rischi. Nella letteratura
medica cominciano a comparire le descrizioni delle conseguenze dei viaggi
della speranza. Una giovane americana
con una malattia neurologica si reca in
uno di quei paesi per ricevere una di
quelle pozioni. Contrae un’encefalomielite. I medici americani la salvano per
miracolo. Un israeliano va in Russia.

Dopo alcuni anni manifesta mal di testa. È un tumore. Le cellule non sono
sue e derivano dal trapianto. Di incompetenza e false speranze si può morire.
Cosa stia alla base del ciclopico deragliamento Stamina è ben spiegato
nel libro di Gilberto Corbellini e Mauro
Capocci Le cellule della speranza (Codice). I due autori, storici della medicina,
con il contributo di altri studiosi ripercorrono l’intera faccenda senza finte
compassioni e magmatiche equistanze
ma partendo dai fatti inequivocabili ricostruiti in un’impeccabile cronologia
di oltre 50 pagine. Significativo il contributo di Valentina Mantua che, da
psichiatria, delinea il profilo dei protagonisti neri di questa vicenda, e quello
di Pino Donghi, un professionista della
comunicazione scientifica, che traccia
il quadro (sinistro) di quella sua professione quando svolta da incompetenti, su temi che toccano così da vicino
emozioni e speranze.
Come chiudere questa vicenda senza mai dimenticarla? Prima di tutto

Con la crisi a che punto siamo?

27

culturale, che non solo non ha nulla da invidiare ai
consimili degli altri Paesi occidentali, ma, dati alla mano,
li sopravanza. Specialmente se la formula riesce a
sposare il duraturo (della lettura) con l’evento e
l’happening (il festival).
Certo, si dirà, una goccia nel mare. Ma piuttosto
spessa. E la goccia, si sa, scava la pietra, soprattutto
quando porta delle buone notizie.

Ernesto Franco: fare l’editore
è offrire al pubblico un’identità
ALBERTO MATTIOLI

.

MASSIMILIANO PANARARI

La figlia
del Maestro Manzi
“La tv non è tutta
da condannare”
EMANUELA MINUCCI
TORINO
la figlia dell’uomo che ha insegnato a leggere a milioni di italiani. Attraverso lo schermo in
bianco e nero della tv. Ovvio che non
la pensi esattamente come il ministro della Cultura Dario Franceschini che il giorno dell’inaugurazione
del Salone ha detto che la tv deve risarcire la lettura. Lei è Giulia Manzi,
figlia del Maestro per definizione,
un’icona della televisione italiana con
il suo Non è mai troppo tardi, fatto di
lavagna, gessetti e disegni a carboncino. Giulia è l’ultima di cinque figli,
ha 25 anni e ha appena pubblicato il
suo primo libro Il tempo non basta mai
(Add): quasi un lato B della figura di
suo padre, la vita di un uomo «che
può benissimo essere la vostra».

È

Giulia, che ne dice del monito del ministro Franceschini?

«Dico che è sbagliato condannare la
tv in assoluto.
C’è una tv buona e una cattiva,
come c’è un
buon YouTube e
un cattivo YouTube...».
In effetti suo
padre ha insegnato a leggere all’Italia, ma ora
l'offerta è
cambiata e
spesso peggiorata.

«Mi creda, è la
gente, non la tv a
Il maestro della tv
dover risarcire
in bianco e nero
la cultura. Lo Alberto Manzi (1924
stesso pubblico
-1997). Sopra
che costruisce
la figlia Giulia,
gli ascolti e ri25 anni
nuncia a far naufragare l’audience della tv spazzatura».
Lei ha imparato a leggere da papà?

«Macché, mi ha insegnato la mamma».
Ma che padre è stato quel signore
che ci insegnava l’alfabeto in tv?

«Un babbo affettuoso che si è trovato in tv per caso e che è stato pure
bocciato in disegno tecnico. E un maestro altruista, e un divo involontario
che non ha mai voluto giudicare nessuno. Neppure i suoi studenti».

smettendola di seguire le ulteriori incorreggibili iniziative dei ciarlatani e
dei loro eventuali complici - dei quali si
sta occupando la magistratura. «Stralciando» (meglio dire «stracciando») il
prima possibile il decreto Balduzzi che
tanto male e confusione ha innescato.
Sperando anche che gli organi competenti della magistratura richiamino il
fatto che sono i medici a dispensare le
cure, il cui accesso viene garantito dalla
Costituzione. Infine, ricordando anche
che alcuni scienziati e enti competenti
si sono opposti immediatamente, dolorosamente, non potendo mentire. Tra
questi ultimi l’Aifa (Agenzia italiana del
farmaco), la cui ordinanza di blocco nel
maggio 2012 aveva già detto tutto. Soprattutto che la medicina è un atto intellettuale e morale alto e che i medici
compiono il loro dovere e rispettano i
pazienti solo quando praticano trattamenti conosciuti, giustificati e sicuri, di
cui vi siano forti presupposti d’efficacia
o garanzia terapeutica.
Università degli Studi di Milano

T1 AL AO AT BI CN CV NO PR T2 VB VC

28 .Spettacoli

.

Mannarino
viaggio iniziatico
“Al monte”

Personaggi
ADRIANA MARMIROLI

MARINELLA VENEGONI

L

e Winx compiono 10
anni. Cartoons on the
Bay ha dato il via ai festeggiamenti premiando il loro papà Iginio
Straffi con un Pulcinella Speciale,
oggi dalle 14 sono ospiti in carne e
ossa presso lo stand Edicart al Salone del Libro di Torino. «Le Winx
sono un classico che tutto il mon- Tre delle sei Winx: le fatine di Straffi si chiamano Bloom, Stella, Flora, Musa, Aisha e Tecna
do ci invidia», spiega Straffi, 48
anni, self made man di Gualdo,
borgo medievale in provincia di
Macerata, eterno ragazzo cresciuto a pane e cartoon. A maggio,
mentre da noi andrà in onda su
Raidue la seconda parte della stagione 6 (13 episodi), la stessa approderà su Nickelodeon Usa e in
Russia. «Le Winx sono colorate,
belle, alla moda, ma soprattutto
hanno carattere e personalità.
Sanno giocare insieme e sono
donne vincenti. Sono modernissime, sono le donne di oggi».
In 10 anni le Winx sono rimaste
fedeli a se stesse pur cambiando riguarda il futuro delle Winx, Straffi
ro tempo. Vorrei farle diventare permolto. «Oggi - dice ancora Straffi - ha in testa vari progetti: la possibilità
sonaggi cinematografici e non siamo
nelle loro storie alla magia si af- di un lungometraggio con attori veri e
così lontani da questo sogno». Non di
fianca l’attenzione a tematiche una serie dal taglio molto diverso,
sole Winx vive tuttavia la sua casa di
ambientaliste come la deforesta- quasi uno spin off, più realistica, un
produzione, la Rainbow. Da qualche
zione o l’inquipo’ comica, amanno ha fondata a Roma una scuola
1 «Da domani debutta la nuova
namento del
per animatori, molti dei quali sono riapp Mediaset per vedere in diretta e
MAGIA E AMBIENTE bientata sulla Termare». Che è il
ra.
«Amo
i
fumetti
masti a lavorare con lui. In cantiere la
gratuitamente il Tg5 su tablet e smar«Oggi diamo più attenzione come il cinema.
tema proprio
serie Royal Academy, protagonisti i
tphone», annuncia Pier Silvio Berlua temi ecologisti come Quando ho iniziato
dell’ultima stapersonaggi delle fiabe classiche che
sconi. «Per la prima volta in Italia con
l’inquinamento del mare» a pensare alle
gione e del loro
cercano di adattarsi a vivere nel prel’app TG5 i telespettatori avranno anterzo film, Il miWinx, il mondo dei
sente, e la seconda stagione di Mia
che un canale per inviare le immagini
stero degli abissi, che arriverà nei cartoni animati era privo di persoand Me, coproduzione internazionale
di cronaca di cui sono stati testimoni.
cinema il 4 settembre. «Per festeg- naggi femminili, ho voluto rimettere
che coniuga animazione e live action,
Con questa innovazione assoluta,
giare i 10 anni, stiamo preparando la magia delle fate al centro delle stoprotagonista Rosabell Laurenti SelMediaset rafforza la posizione di leaanche un musical: sarà qualcosa di rie e ridare alle bambine dei nuovi
lers, la Valentina di Una grande famider italiano nei contenuti video onlimolto spettacolare alla maniera personaggi ma più moderni di quelli
glia. Anche lei, ieri, al Salone, stand
ne e il primato nel download mobile»
del Cirque du Soleil». Per quanto classici, che ormai avevano fatto il loRCS, sommersa di ragazzine.

Iginio Straffi: le mie Winx
sono le ragazze d’oggi
Dieci anni delle fatine a cartoon, ora anche in film e musical
Pier Silvio Berlusconi
«Tg5in direttasusmartphone»

Ma che album interessante, sommessamente profondo, antico e insieme carico
di contemporaneità ha scritto Alessandro Mannarino, che a 35 anni e al terzo
lavoro non teme né di guardare ai grandi
del passato, né di cimentarsi con un genere che rischia di essere sommerso dal
tunz-tunz imperante. Il ragazzo un po’
sguaiato del Bar della Rabbia ha lasciato
il posto a un artista misurato e consapevole, Al Monte è la storia di un viaggio
iniziatico, specchio di una maturazione
personale. «Non ho pretese commerciali
- racconta - ho lasciato fuori anche hit
potenziali perché non volevo essere frivolo. Quando ho cominciato a scrivere
ho pensato alla crisi, ci voleva un disco
responsabile. Ho messo da parte la pancia e mi sono infilato in un percorso di
formazione, come Petrarca sul Monte
Ventoso. Si parte dalla città verso il
monte e le idee si schiariscono: come tarocchi, mi sono uscite figure paradigmatiche, il carcerato o la signorina». C’è un
giudice che evoca Brassens e De André,
ma la furia è sussurrata: «Ho passato
anni a urlare concetti, ma ora le parole
pacate mi paiono più forti. Come dice Pino Daniele, Masaniello se strilla è matto,
la potenza della parola non arriva più».
Al monte è parole e musica di Mannarino, tra l’altro laureato in filosofia, un
passato da McDonald’s per mantenersi
agli studi e coltivare la musica: «Leggo
molto, più saggi che romanzi, mi piace
capire il mondo. Mentre la crisi cresceva
mi muoveva un terremoto, ho sentito
che avevo responsabilità». Quanto deve
ai cantautori tradizionali? «Capossela
mi ha dato la speranza, quando l’ho visto
gratis a Roma in una notte bianca. Il
giorno dopo mi sono licenziato. Ma ho
debiti anche verso Jacques Brel, Violeta
Parra, e i brasiliani: sentire Milton Nascimiento e Chico Buarque cantare cose
tremende con pacatezza, mi ha aperto
un mondo».

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Salvo errori e/o omissioni di stampa.

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Radio

Le
recensioni

DI

BRUNO
GAMBAROTTA

PESSIMO
MODESTO
DISCRETO
BUONO
OTTIMO

TV
& TV

Radio

O

Quelle “Pagine perdute”
thriller dove è il libro la vittima
romanzo d’amore di 500 pagine
di Romano Bilenchi. Maria, la vedova, trova il manoscritto in un
cassetto e lo fa leggere agli amici
fa cui lo stesso Van Straten e Benedetta Centovalli. Con l’impegno di non farne copie. Purtroppo sono di parola e ora il libro
non c’è più, la vedova ha ritenuto
di distruggerlo. Sembra di essere
immersi ne Il carteggio Aspern di

Spettacoli .29

Henry James. Con la seconda
puntata entra in scena, con l’aiuto di Bruno Arpaia, la valigia con
un misterioso manoscritto che
Walter Benjamin (in foto) si trascinò in giro per l’Europa invasa
dai nazisti fino al 26 settembre
1940, a Portbou, sui Pirenei,
quando fu indotto al suicidio dall’ordine di rimandarlo in Francia.
Anni dopo la valigia fu ritrovata,
ma era vuota.
PAGINE PERDUTE
NUOVO CICLO DI PASSIONI,
SU RADIO 3
CON GIORGIO VAN STRATEN

****

MASOLINO D’AMICO
DI
ALESSANDRA
COMAZZI

Gomorra, la tragedia
del male quotidiano
Serie da esportazione
intrattenimento televisivo è un
metaforico incubo, passi attraverso
«Gomorra» o attraverso le cucine del
simpaticissimo Antonino-adìos-Cannavacciuolo,
debutti in settimana. La serie in 12 episodi, «da
un’idea» di Roberto Saviano, registi Francesca
Comencini, Claudio Cupellini e Stefano Sollima
che cura la supervisione artistica, è in onda su
Sky Cinema 1 e su Sky Atlantic, buoni ascolti per
le prime due puntate; i capelli nel piatto sulla via
della redenzione sono su Fox Life. Incubi in
«Gomorra», variamente declinati: la
quotidianità del male, intanto. Mentre si
preparano per andare a fare una strage, veri
assalti militari, i banditi vivono la vita di
famiglia: uno amoreggia con la moglie, un altro
assiste al karaoke dei figli, un altro ancora, il
boss con gli occhiali, fa i conti della prospera
azienda malavitosa. E colui che sta per essere
ammazzato, e ovviamente non lo sa, esalta il
ragù della mamma e le dice che «dovrebbe
partecipare a un programma di cucina». Il figlio
del boss combinazione si chiama Genny, come
«’a carogna» del calcio, più o meno la stessa
stazza. Altro tema angoscioso: la
predisposizione psicologica al male, il
condizionamento ambientale.
La sceneggiatura è tesa, la regia non dà
tregua. Finalmente un lavoro italiano,
produzione Sky con Cattleya e Fandango, in
collaborazione con La7 e in associazione con
Beta Film, dove non trattano gli spettatori come
idioti che non capiscono quello che vedono.
Essendo buona, e ben interpretata, la serie è già
stava venduta in 40 paesi. Qui in «Gomorra», un
po’ perché il dialetto è stretto stretto e non dà
tregua, un po’ perché è stretto il racconto, non è
che ci si possa distrarre. I poliziotti hanno di
solito la divisa, ma i malamente sembrano tutti
uguali, tutti devastati dalla doppia vita alla
«Soprano», una strage e una seduta
psicoanalitica. Che non fanno: ma farebbe forse
volentieri il buon Genny, che non è pronto per la
successione, è un ragazzo pesante e insicuro,
sbruffone altrettanto; il papà fa il papà dei
giorni nostri, cioè lo protegge a tutti i costi e gli
regala l’ennesima moto potente, anche se la
mamma non vuole. Con questa moto, dopo un
rito di iniziazione (ammazzare un povero
drogato), cercherà il suicidio, ma sopravviverà,
mentre la madre-regina gli terrà in caldo il posto
da boss, intanto che hanno incarcerato il marito.
Per centinaia di anni le lotte di successione
hanno insanguinato dinastie, uomini che si
trovavano al potere per caso, non per merito.
Come nell’«Amica geniale» di Elena Ferrante, un
bivio divide chi riesce a fare lo strappo e chi si
avvita nel passato, costruendo il futuro sulle sue
macerie insanguinate. E le case, quelle case. La
dorata, letteralmente dorata, casa del boss,
dove i divani vengono sostituiti a ciclo continuo
per via delle cimici che li animano; e le Vele di
Scampia, simbolo di degrado, di fallimento di
un’idea: quella della politica sociale.

L’

GOMORRA
SERIE TV DA UN’IDEA DI ROBERTO
SAVIANO SUPERVISIONE DI
STEFANO SOLLIMA SKY CINEMA E
SKY ATLANTIC

****

N

ei primi Anni
Trenta il successo
di una farsa toscana fu tale che entro poco tempo se
ne diedero adattamenti sia in
romanesco per Petrolini, sia in
siciliano per Musco, sia infine
in napoletano per un Eduardo
De Filippo già avviato a diventare un capocomico non meno
popolare di quei due mattatori.
Sogno di una notte di mezza
sbornia (è il titolo di questa ultima versione) narra la vicenda
di un povero cristo che, fanatico giocatore del lotto, riceve in
sogno da Dante Alighieri (ecco
la spia dell’archetipo) i numeri
della quaterna secca. Diventa
così ricco; purtroppo però gli
stessi numeri gli comunicano
anche, cifrata, la data della sua
morte, ed è una data abbastanza vicina. La comicità della
pièce è affidata nella prima
parte alla descrizione dell’indigenza della famigliola del protagonista, e nella seconda alla
prosopopea con cui la medesima famigliola vive la propria
imprevista opulenza; ma soprattutto campeggia il ritratto
del protagonista stesso, un sovreccitato prima spassosa preda dell’ossessione per il gioco,
poi in balia dell’angoscia per la
sinistra profezia che per ragioni di tornaconto tutti i suoi cari
si ostinano a ignorare. Negli
scoperti piccoli stratagemmi
con cui costui tenta senza gran
successo di difendere la propria mania davanti a una moglie comprensibilmente esasperata, e in seguito di farsi
prendere sul serio quando si
sente la morte addosso, l’interprete di questa vittima della
fortuna ha a disposizione tutto
un vasto repertorio di lazzi farseschi di un genere con una
lunga storia alle spalle. Luca
De Filippo lo sciorina con perizia ma anche con una grazia
leggera che corrisponde a una
vera e propria lettura critica
del personaggio in chiave di di-

TEATRO
L’insostituibile
leggerezza
degli “Aquiloni”
di Paolo Poli
OSVALDO GUERRIERI

S
LUCA DE FILIPPO MATTATORE

Se Dante dà i numeri
per la vita e la morte

Luca De
Filippo recita
con perizia ma
anche con
grazia leggera

vertita affettuosità. Lo coadiuvano otto eccellenti comprimari, tra cui Carolina Rosi e Gianni Cannavacciuolo, agilmente
coordinati dalla regia di Armando Pugliese, anch’essa in
benvenuto equilibrio tra rispetto della tradizione e moderna eleganza di confezione,
sopra una pedana rettangolare

Quando i corpi parlano
a qualsiasi età
SERGIO TROMBETTA

Perego con
«Grafiche del
silenzio» è
vincitore del
Premio
Equilibrio 2014

C

quadra che vince non si
cambia. E così, per i suoi
refrigeranti spettacoli,
Paolo Poli chiama come sempre
a raccolta l’ombra fraterna dello scenografo Emanuele Luzzati, Santuzza Calì fornitrice di
costumi deliziosamente ironici,
Jacqueline Perrotin cercatrice
di musiche al profumo di biscotto e Claudia Lawrence coreografa. Quindi raduna Fabrizio Casagrande, Daniele Corsetti, Alberto Gamberini e Giovanni Siniscalco, boys capaci di
qualunque travestitismo, e con
loro dà vita ai suoi demonietti in
frac e paillettes, un marchio di
intelligenza e leggerezza difficilmente sostituibile.

“Sogno di una notte di mezza sbornia”, farsa
Anni 30 in equilibrio tra tradizione e modernità

DANZA

***
***
****
*****

&

gni puntata di Pagine
perdute, il nuovo ciclo di
Passioni, su Radio 3, incatena all’ascolto come un thriller,
anche se la vittima non è un essere umano ma un libro, che prima
c’era e adesso non c’è più, è
scomparso. Perso, bruciato, talvolta distrutto dallo stesso autore, come Il diario americano di
Italo Calvino o la seconda parte
di Anime morte. Giorgio Van
Straten ha avuto un’idea formidabile, speriamo che queste sue
appassionanti inchieste diventino presto un libro. La prima puntata ruotava attorno a Il viale, un

.

orpi trionfanti, corpi segnati dal tempo,
sono «diversi» i corpi dei danzatori. La
baldanza della gioventù ma anche il passare degli anni si posano sui performer. Due
spettacoli ne sono l’esempio evidente. Alla Villa
5 di Collegno Silvia Gribaudi sale in scena e si
spoglia mettendo in evidenza le rotondità accentuate dagli anni. Si lancia in un interminabile

un po’ sopraelevata sul palcoscenico, quasi allusione alle antiche piattaforme nelle piazze.
Cordialissima accoglienza del
pubblico romano al debutto.
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA
SBORNIA
CON LUCA DE FILIPPO
AL QUIRINO DI ROMA FINO AL 18

****

manège dal quale con ironia sembra non riuscire
a fermarsi più. Accanto a lei Domenico Santonicola, carriera militare prima di scoprire la danza, esibisce un fisico ancora prestante, ma sul
quale comunque gli anni hanno lasciato tracce. I
due mettono in opera diverse azioni fra comicità
e ingenuità: dentro di noi si sono accumulate le
diverse epoche della nostra vita, sembrano spiegarci i due interpreti protagonisti di un gioco teatrale che procede con i moduli del teatro danza.
What age are You acting è lo spettacolo di Silvia Gribaudi e Santonicola e fa parte di un ampio
progetto europeo Act your Age. Totalmente diverso, muscoloso e guizzante, il corpo che mette
in esposizione Manfredi Perego. Recente scoperta della danza italiana, Perego con Grafiche
del silenzio, visto al teatro Idra di Brescia e in
arrivo il 27 maggio al torinese Interplay, è vincitore del romano Premio Equilibrio 2014. In scena il performer sviluppa un percorso in diverse
tappe, muovendosi prima a terra e poi in posizione eretta. Il suo corpo nello spazio disegna traiettorie essenziali che quasi lasciano un ricordo
nell’aria. Una melodia gestuale continua, fatta di
forza e delicatezza con qualità di movimento che
cattura e rimanda, programmaticamente, alla
grafica giapponese.
GRAFICHE DEL SILENZIO
TEATRO IDRA DI BRESCIA E IL 27 MAGGIO A TORINO
INTERPLAY

***

L’ultima impresa s’ispira a
Giovanni Pascoli. Ha per titolo Aquiloni ed è un viaggio
dentro un mondo di cui tutti
conservano gli echi. Versi mai
dimenticati e tintinnanti onomatopee arrivano da composizioni quali Valentino, Orfani,
Alba, Novembre e si spingono
fino al vertice sperimentale di
Italy, rappresentazione sgomenta di chi, emigrando, ha
perso il nido e l’identità linguistica. Dal lirismo sentimentale di Myricae passiamo perciò
alla quasi-prosa dei Primi Poemetti e Poli con i suoi boys declama, distilla, deforma. Poi,
come al solito, devia con metodo, ci porta fra gli anarchici
di Addio Lugano bella (Pascoli
era anarchico), apre uno
squarcio di storia patria con
l’impresa coloniale, vola in
Sudamerica sulle note della
Cucaracha, si arma di canna
da pesca per cantare Vieni vieni pesciolino vieni con tutta
l’ambiguità in cui è maestro.
In questa lezione travestita da
café-chantant Poli non perde
un etto della sua classe. Avrà
pure passato gli ottanta, ma il
fanciullino nascosto in lui
scalpita. Eccome.
AQUILONI
DI E CON PAOLO POLI
AL CARIGNANO DI TORINO FINO
AL 18 MAGGIO

****

30 .Spettacoli

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

dell’11 maggio 2014

Rai 1
6.00 Da Da Da Musica e Cinema Videoframmenti
6.30 UnoMattina in famiglia
10.00 Buongiorno benessere
10.30 A Sua immagine Rubrica
religiosa
10.55 Santa Messa
12.00 Recita Regina Coeli
12.20 Linea verde Attualità
13.30 Telegionale
14.00 L’Arena Attualità Massimo Giletti conduce il
talk di attualità e approfondimento
16.30 Tg1
16.35 Domenica In Varietà
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.35 Tg sport
20.40 Affari tuoi Game show
21.25 Carosello Reloaded
Attualità

Rai 2
6.00 Videocomic
6.30 Real School - Il Divertinglese Attualità
7.00 Zorro Telefilm
7.25 Lassie Telefilm
8.15 Inside the World Doc.
9.05 Il nostro amico Charly
Telefilm
10.30 Cronache animali Doc.
11.30 Mezzogiorno in famiglia
Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg2 Motori
13.45 Quelli che aspettano
Varietà
15.40 Quelli che... il calcio
Varietà
17.05 Tg 2 L.I.S.
17.10 Stadio Sprint
18.10 90° Minuto
19.35 Countdown Telefilm
20.30 Tg 2

21.00
Gran Premio
di Spagna di F1

21.30
La stessa Luna ★★
FILM. (dramm., 2007) con Kate
del Castillo. Regia di Patricia Riggen. Alla morte della nonna
che si era presa cura di lui, il piccolo Carlitos decide di mettersi in cerca di sua madre

23.30 Speciale Tg1 Attualità
0.35 Tg 1 Notte. Che tempo fa
1.00 Milleeunlibro Scrittori in Tv
2.00 Sette note. Musica e
musiche Magazine
2.30 Così è la mia vita... Sottovoce Attualità

SPORT. Differita della gara che si

è disputata alle 14 al Circuito di
Barcellona. Tra i favoriti i piloti
della Mercedes Nico Rosberg e
Lewis Hamilton
23.00 La Domenica Sportiva
1.00 Tg 2
1.20 Protestantesimo
1.50 Meteo 2
1.55 Appuntamento al cinema
2.00 Piazza Giochi Film
3.30 Videocomic

Rai 3

Canale 5
6.00
7.55
8.00
8.50

Tg 5 Prima pagina
Traffico
Tg 5 Mattina
Le Frontiere dello Spirito
Rubrica religiosa
10.05 Dietro le quinte “Furore,
il vento della speranza”
10.10 La vita dei mammiferi
Documentari
11.10 Supercinema
12.00 Melaverde Magazine
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 L’Arca di Noè Attualità
14.00 Il tempo del coraggio e
dell’amore Fiction
15.30 Incompreso Miniserie
con Luca Zingaretti
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Paperissima sprint
Varietà

6.00 Fuori Orario. Cose (mai)
viste
7.00 Terra di ribellione Film . .
8.45 Tgr - Pordenone 87ª Adunata Nazionale Alpini
11.10 Tgr Estovest Attualità
11.30 Tgr RegionEuropa
12.00 Tg3
12.25 Tgr Mediterraneo
12.55 La signora del West TF
13.40 Timbuctu - I viaggi di
Davide Documentari
14.00 Tg Regione. Meteo
14.30 In 1/2 h Attualità
15.05 Ciclismo: Giro d’Italia
15.30 Tg 3 Lis
17.35 Squadra Speciale Vienna TF
18.20 Ritratti: Gabriella Ferri
Documentari
18.55 Meteo
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti

Italia 1

Rete 4

La 7

7.00 Superpartes Attualità
7.40 Til Death Telefilm
8.20 Scooby-Doo! Paura al
campo estivo Film-tv
10.00 Superbike: G.P. Italia Gara 1 WSBK Sport
11.10 Fuori giri
11.35 Superbike: G.P. Italia Classe W Supersport
12.25 Studio Aperto. Meteo
12.45 Superbike: G.P. Italia Gara 2 WSBK Sport
13.50 Fuori giri
14.15 Grande Fratello - Live
14.40 Tremors Film (fant.,
1990) ★★★
16.35 Tiger Team - Der berg der
1000 drachen Film-tv
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.00 Così fan tutte... bis Serie
19.30 Streetdance Film
(dramm., 2010)

7.55 Zorro Telefilm
8.55 Magnifica Italia
9.25 I Santi - Lo splendore del
divino nel quotidiano
10.00 Santa Messa
10.50 Pianeta mare
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Pianeta mare
13.00 Ricette all’italiana Davide Mengacci e Michela
Coppa girano le località
più belle d’Italia alla scoperta delle unicità
gastronomiche e culturali del Belpaese
13.55 Blue Beach Paradise
Story Attualità
14.45 Letti separati Film
17.00 Guerra indiana Film
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
6.55 Movie Flash
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 L’aria che tira - Il diario
11.00 The district Telefilm
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Assassinio sul palcoscenico Film (giallo, 1964)
16.30 La libreria del mistero Foto di compleanno
Film-tv
18.10 L’ispettore Barnaby
Film-tv
20.00 Tg La7
20.30 Domenica nel Paese
delle meraviglie

20.10
Che tempo che fa

21.10
Il segreto V

21.30
Lucignolo 2.0

ATTUALITÀ. Fabio Fazio, affiancato da Filippa Lagerback, conduce una nuova puntata del
suo programma. Con la partecipazione di Luciana Littizzetto
e Massimo Gramellini

TELENOVELA.

Gregoria riceve
l’inaspettata visita del padre, il
dottor Casas. Nel frattempo,
Pepa e Gregoria decidono di
seppellire l’ascia di guerra. Con
Álex Gadea

ATTUALITÀ.

22.45 Tg 3
22.55 Tg Regione
23.00 Glob - Diversamente italiani Attualità
0.10 TeleCamere Attualità
1.00 Fuori Orario. Cose (mai)
viste

23.00 Grande Fratello riassunto
23.30 X-Style Attualità
0.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
1.00 Paperissima Sprint
1.35 Baciami piccina Film
(comm., 2006)

Enrico Ruggeri e
Marco Berry presentano un’altra serata del settimanale di
approfondimento tra inchieste,
testimonianze, filmati e interviste
0.30 Confessione reporter
Attualità
2.00 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
2.25 Sport Mediaset
2.45 Studio aperto - La giornata

21.15
Alive - Storie
di sopravvissuti

21.10
Omicidio a luci
rosse
★★★

ATTUALITÀ. Appuntamento con
Vincenzo Venuto che tra ricostruzioni e testimonianze inedite
racconta storie di persone sopravvissute a pericoli catastrofici

FILM. (thriller, 1984) con M. Grif-

fith, C. Wasson. Regia di B. De
Palma. Un claustrofobico attore
di horror s’innamora di una
donna che vede alla finestra

0.35 Romeo deve morire Film
(azione, 2000) ★★
2.45 Quelle strane occasioni
Film (comm., 1976) con
Alberto Sordi, Paolo Villaggio
4.35 Help Quiz

23.30 Terrore cieco. Blind Terror
Film (thriller, 2001) con
Nastassja Kinski, Stewart Bick, Maxim Roy,
Gordon Pinsent. Regia
di Giles Walker
1.15 Tg La7 Sport

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

23

18.30 Rai News - Giorno
18.35 Apertura Salone
Internazionale del
Libro Di Torino
2014
20.40 Antonio Paolucci:
I Due
Michelangelo
21.15 Art Of... Germania
- Sogno Ed
Ingegno
22.10 Cool Tour Arte
23.05 Lezioni d’amore
Film
0.55 Rai News - Notte

12.55 Extraterrestre Film
14.30 Elektra Film
16.00 Mainstream 2014
pt 2
16.25 Continuum Telefilm
17.10 Rai News - Giorno
17.15 Ashes To Ashes
Serie
18.10 Haven Serie
18.55 Flashpoint Serie
19.40 Ghost Wisperer
Serie
21.10 Bates Motel Serie
22.50 Mainstream 2014
23.10 Motorway Film

RAI STORIA 54
19.00 Gli anni 1895-1912:
dalla scoperta del
cinema alla guerra
di Libia
19.30 Storie della
Letteratura
20.00 Anatomia di un omicidio-L’ultimo zar
20.30 Il tempo e la storia I delitti politici
italiani
21.15 Eco della storia-la
crisi dell’energia
22.15 Crash-contatto
impatto convivenza

RAI MOVIE

12.40 L’estate di
Martino Film
14.05 Il temerario Film
16.00 La signora in
rosso Film
17.35 Rai News - Giorno
Notiziario
17.40 Una teenager alla
Casa Bianca Film
19.25 Operazione San
Gennaro Film
21.15 Fine di una storia
Film
22.55 Padrona del suo
destino Film

serie tv

film
17.35 Parto con mamma
Prima di partire per un
viaggio di lavoro, Andy
Brewster si ferma dalla
mamma SKY PASSION
Infelici e contenti
L’imbroglione cieco
Ezio Greggio e il paralitico Renato Pozzetto
s’incontrano SKY
COMEDY

17.40 After Earth - Dopo la
fine del mondo Will e
Jaden Smith, padre e
figlio, recitano di
nuovo insieme SKY
CINEMA 1

18.30 Il grande Gatsby

SKY

CLASSICS

18.40 House of Cards - Gli
intrighi del potere SKY
HITS

19.15 In Dreams SKY MAX
Perché te lo dice
mamma Diane Keaton,
mamma apprensiva,
cerca marito per la
figlia minore single SKY
PASSION

19.20 La dura verità Storia di
Mike, presentatore
televisivo, e di Abby,
produttrice dello show
SKY COMEDY

19.25 L’era glaciale 4 Continenti alla deriva
Manny, Sid, Diego, Ellie
e Scrat sono stati completamente ghiacciati
SKY CINEMA FAMILY
Pazze di me SKY CINEMA
1

19.35 House of Cards - Gli
intrighi del potere SKY
HITS

20.20 House of Cards - Gli
intrighi del potere SKY
HITS

21.00 Accerchiato SKY MAX
Insonnia d’amore SKY
PASSION

Paparazzi I paparazzi
dell’agenzia fotografica
Magic Press all’opera
nelle strade di Roma
SKY COMEDY

Solo per i tuoi occhi
SKY CLASSICS

Il grande e potente Oz
In versione dark, le origini del celebre mago
di Oz, tra amori e battaglie SKY CINEMA FAMILY
Sky Cine News - Tutte
contro lui SKY CINEMA 1
21.10 Tutti pazzi per Rose
SKY CINEMA 1

House of Cards - Gli
intrighi del potere SKY
HITS

22.40 Sex and Zen 3D

SKY

MAX

22.50 Mangia, Prega, Ama
Liz, insoddisfatta, si
mette in viaggio per
trovare se stessa e la
felicità SKY PASSION
22.55 Vampiro a Brooklyn
Ultimo sopravvissuto di
una razza di vampiri,
Eddie Murphy arriva a
Brooklyn SKY COMEDY
23.05 Wolverine - L’immortale
SKY CINEMA 1

24

17.25 American Dad FOX
17.30 Cold Case FOX CRIME
17.45 Una mamma per
amica FOX LIFE
17.50 New Girl FOX
Padre Brown DIVA
UNIVERSAL

18.20 Modern Family FOX
Cold Case FOX CRIME
18.40 Una mamma per
amica FOX LIFE
18.45 La vita secondo Jim
FOX

22

15.15 Un’Estranea Fra
Noi Film
17.20 Me and You and
Everyone We
Know Film
18.50 Montecristo Film
21.10 Seven Swords Film
23.50 Boxer Dalle Dita
D’acciaio Film
1.25 Ciaknews
1.30 L’urlo di Chen terrorizza tutti i continenti Film
3.05 Qualcuno in ascolto Film

FOX

20.50 Donne nel mito - Lady
D DIVA UNIVERSAL
21.00 I Griffin FOX
Cucine da incubo 2
FOX LIFE

Criminal Minds
Anthology FOX CRIME
Dotty DIVA UNIVERSAL
21.25 I Griffin FOX
21.50 American Dad FOX
21.55 The good wife FOX
LIFE

Criminal Minds
Anthology FOX CRIME
22.15 Brickleberry FOX
22.45 Agents of S.H.I.E.L.D.

NATIONAL GEOGRAPHIC

19.05 Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

19.15 Grassi contro magri
LEI

19.20 Junior Masterchef
USA SKY UNO
19.25 Stupidi al quadrato
NATIONAL GEOGRAPHIC

19.45 Playhouse Presents:
Vero come la fiction
19.55 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.00 The Hunger: caccia
primitiva DISCOVERY
CHANNEL

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.15 The Story of Film: An
Odyssey ARTE
One Direction: visti da
vicino SKY UNO
20.25 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.55 Cosmos. Odissea nello
spazio NATIONAL
GEOGRAPHIC

21.00 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

Malattie misteriose
LEI

21.10 Marley ARTE
Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

21.30 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

21.55 Partorirò tuo figlio LEI
Stupidi al quadrato
NATIONAL GEOGRAPHIC

22.00 Marchio di fabbrica

FOX
FOX LIFE

CIELO

26

17.00 Stop & Gol Calcio
18.00 Tifosi: Roma
Documentari
18.30 Affari al buio
Documentari
20.00 Affari di famiglia
Documentari
21.30 Le ultime ore
della Terra
22.45 Stop & Gol Night
Calcio
0.15 Fotografando
Patrizia Film
2.15 Il diavolo in corpo
Film

MTV

8

13.30 The Man - La
Talpa Film
15.00 16 Anni e Incinta
19.40 Ragazze:
Istruzioni per
l’uso
20.10 Ex On The Beach: La
Rivincita degli Ex
21.10 Duplex - Un
appartamento
per tre Film
23.00 Il Testimone
0.50 Geordie Shore
1.50 Ex On The Beach: La
Rivincita degli Ex

REAL TIME

DISCOVERY CHANNEL

31

12.50 Il re del cioccolato Documentari
13.50 Il boss delle torte
14.45 Amici di Maria De
Filippi Varietà
16.15 Abito da sposa
cercasi Varietà
18.35 90 giorni per
innamorarsi
23.05 The Undateables:
l’amore non ha
barriere Varietà
0.05 Malattie imbarazzanti - Australia
Documentari

intrattenimento
18.55 Stupidi al quadrato

ARTE

19.10 I Simpson FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
19.35 I Simpson FOX
Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.00 How I Met Your
Mother FOX
Castle FOX LIFE
20.05 N.C.I.S. FOX CRIME
20.30 The Big Bang Theory

Grey’s Anatomy

IRIS

DMAX

16.00 Perduto?
Venduto!
16.50 Affari in valigia
17.45 Property Wars
18.35 Affare fatto!
19.30 Texas Tarzan
20.20 Banco dei pugni
21.10 Affari a tutti i
costi
22.00 Acquari di famiglia
22.50 Unti e Bisunti
23.40 Fai la scelta giusta!
0.35 Breaking Magic

film
17.30 Olé Massimo Boldi e
Vincenzo Salemme,
nemici/amici, e la bella
prof Daryl Hannah
PREMIUM COMEDY

2 Fast 2 Furious L’ex
sbirro Paul Walker
viene infiltrato nella
gang di un narcotrafficante PREMIUM CINEMA
ENERGY

17.35 Confidence-La Truffa
Perfetta PREMIUM
CINEMA

18.50 Il matrimonio del mio
migliore amico Julia
Roberts non accetta
l’idea che il suo ex
fidanzato si stia per
sposare PREMIUM
UNIVERSAL

18.55 Changeling Una madre
sospetta che il ragazzo
tornato dopo un rapimento non sia suo
figlio PREMIUM CINEMA
EMOTION

19.15 Welcome home,
Roscoe Jenkins Dopo
aver lasciato la sua
città, Roscoe Jenkins é
diventato un famoso
show-man PREMIUM
COMEDY

19.20 Arma letale I poliziotti
Mel Gibson e Danny
Glover danno la caccia
a una banda di narcos
PREMIUM CINEMA ENERGY
PREMIUM
CINEMA

19.25 Undead

21.15 Asterix alle Olimpiadi
Una principessa, contesa tra Asterix e Bruto,
sposerà chi vince le
Olimpiadi PREMIUM
COMEDY

Che cosa aspettarsi
quando si aspetta
Dall’omonimo libro di
Heidi Murkoff, un film
con Cameron Diaz,
Jennifer Lopez PREMIUM
CINEMA EMOTION

Constantine Keanu
Reeves é in grado da
sempre di individuare
tra gli uomini angeli e
diavoli PREMIUM CINEMA
ENERGY

Prime Ferita dal recente divorzio, Uma
Thurman è in terapia
da Meryl Streep
PREMIUM UNIVERSAL

Wanted-Scegli Il Tuo
Destino PREMIUM
CINEMA

23.05 Donne, regole... e tanti
guai! Rachel è mandata
a stare dalla zia
Georgia per avere finalmente delle regole
PREMIUM CINEMA EMOTION
Low Budget PREMIUM
UNIVERSAL

23.15 Il cavaliere oscuro - Il
ritorno Ritorna Batman
per innamorarsi, combattere le ingiustizie e
il male PREMIUM CINEMA
ENERGY

Benvenuti al Nord
PREMIUM CINEMA

52

serie tv
14.40 Mike & Molly JOI
15.30 Suits JOI
15.35 Parenthood MYA
16.15 The Forgotten TOP
CRIME

Hustle - I signori della
truffa JOI
16.25 The Vampire diaries
MYA

17.45 I Signori della Fuga
ACTION

17.50 Giudice Amy TOP CRIME
18.20 Big Bang Theory JOI
18.45 Arrow ACTION
18.50 Due Uomini e 1/2 JOI
19.10 Mike & Molly JOI
19.30 Criminal Intent TOP
CRIME

19.35 Almost Human ACTION
Dr. House - Medical
division JOI
20.25 The Originals MYA
21.05 Il ritorno di Colombo
TOP CRIME

21.15 Covert affairs ACTION
Big Bang Theory JOI
22.00 Revolution ACTION
22.05 Pretty Little Liars MYA
Mom JOI
22.35 The middle JOI
22.50 Grimm ACTION
22.55 Criminal Intent TOP
CRIME

Parenthood MYA
23.05 Duro a Morire JOI
23.40 Covert affairs ACTION
Gossip Girl MYA
0.25 Almost Human ACTION
0.40 Southland TOP CRIME
1.25 The Vampire diaries
MYA

1.30 Southland

TOP CRIME

LA STAMPA

.

DOMENICA 11 MAGGIO 2014

SPORT

Oggi in Tv
10,30 Superbike. Gp Italia
Eurosport
12,30 Calcio. Atalanta-Milan
Premium Calcio
13,00 Superbike. Gp Imola gara 2
Eurosport2
14,00 F1. Gp Spagna
SkyF1
15,00 Ciclismo. Giro d’Italia 3ª tappa
Rai3
15,00 Calcio. Torino-Parma
SkySport1

16,00 Calcio. Manchester C.-West Ham
FoxSports
16,00 Calcio. Liverpool-Newcastle
FoxSportsPlus
17,00 Motocross. Mondiale MXGP
Eurosport2
18,00 Calcio. Roma-Juventus
SkySport1
18,00 Basket. Pistoia-Caserta
RaiSport2
19,00 Calcio. Liga Diretta Gol
FoxSports
19,00 Calcio. atletico Madrid-Malaga FoxSportsPlus
19,00 Tennis. Atp Madrid
SkySport2

RIVALE DEI GRANATA

LE DUE SORPRESE DEL CAMPIONATO IN CAMPO OGGI ALLE 15

Torino

Parma

(3-5-2)

(4-3-3)

SKY SPORT 1 - PREMIUM CALCIO 1

ORE 15

30

Padelli Mirante

5

Bovo Cassani

2

25

Glik Paletta

29

24
19
27

Moretti Lucarelli
Maksimovic Molinaro
Kurtic Acquah

20
7

Vives Gargano
El Kaddouri Parolo

83

5
16

Darmian Schelotto

23

Cerciù Cassano

99
7

ARBITRO: DAMATO
All: VENTURA

SYNCSTUDIO

LAURA BANDINELLI
MILANO

3
30

11

Immobile Biabiany

Milan
a Bergamo
Seedorf
ai titoli di coda

Gemelli
Alessio Cerci
(a sinistra) e Ciro
Immobile: insieme
hanno segnato
34 reti e spinto il Toro
alle soglie dell’Europa

6

36
9

31

16
Punti
Del Toro nelle ultime 6
gare: 5 vittorie e 1 pari
Nessuno ha fatto meglio

All: DONADONI

Le bestie nere
Toro bersaglio preferito da Cassano (a sinistra) e
Amauri: il primo ha segnato ai granata 6 gol in 12 gare,
il secondo (tripletta all’andata) 8 in altrettante partite.

Bivio

per l’Europa
All’Olimpico Toro e Parma si giocano l’ingresso in Europa League
Qualità e idee: nessuno le avrebbe pronosticate così in alto
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

Il computer della Lega calcio
ha voluto così e il destino ha
fatto il resto, ma fa un certo effetto pensare a Torino-Parma
come lo spareggio per andare
in Europa. Soprattutto ad Urbano Cairo, che proprio contro i gialloblù visse la sua prima volta in serie A da presidente granata. Era il 10 settembre 2006, finì 1-1 allo stadio Olimpico e dopo la rinascita dal fallimento (e la Juve in
serie B), tutto sembrava possibile all’editore alessandrino
e al popolo granata. Compresa l’occasione di andare subito
a giocarsi le coppe con la
squadra guidata da Zaccheroni in panchina e dal fresco
campione del mondo Barone
in campo. La storia ha detto
ben altro, ma 2800 giorni dopo quel debutto allo stadio
Olimpico c’è di nuovo un Torino-Parma in programma. Dove poter chiudere un’era e
aprirne subito un’altra, poten-

«Su Immobile violate norme Fifa»
1 Intrigo per Ciro Immobile

parte terza. «Non ci sono scorrettezze – ha spiegato a Sky
l’intermediario, l’agente Petralito – Marotta ha informato
Cairo prima dell’incontro e la
Juve ha autorizzato il Borussia
a contattare gli agenti per trovare l’accordo». Risposta del

zialmente più felice e divertente oltre che più ricca.
Tutto è nelle mani del Toro,
che con sei punti nelle ultime
due partite si conquista matematicamente il pass per l’Europa League (salvo sorprese da
Atalanta-Milan, in programma
oggi con due ore e mezza di anticipo) e andrebbe così a coronare una stagione storica. Per i
risultati ottenuti, per la scoperta dei nuovi gemelli del gol e per
aver riacceso la passione spenta dalle troppe delusioni del recente passato. Il sogno europeo

Toro: «Il presidente non è stato
informato della trattativa e
qualora fosse vero ciò che dichiara Petralito, ci troveremmo di fronte a una violazione
del regolamento Fifa, in quanto il Torino è titolare del tesseramento». Con il rischio di salate multe o squalifiche.

ha animato la squadra di Ventura negli ultimi 40 giorni (16 punti su 18 conquistati: nessuno ha
fatto meglio), ma il bivio è oggi
pomeriggio in uno stadio tutto
esaurito da giorni e con la tensione sportiva ai massimi storici. Perché i granata non si giocano così tanto da troppo tempo e soprattutto non frequentano da vent’anni le competizioni
internazionali (Coppa delle
Coppe 1994, ko ai quarti con
l’Arsenal, che poi batté il Parma
in finale). Come rivali, però,
avranno una squadra che ha la

Classifica
Juventus*
96
Atalanta
Roma
85
Sampdoria
Napoli
72
Udinese**
Fiorentina
61
Genoa
Inter**
60
Cagliari
Torino
55
Sassuolo
Parma
54
Chievo
Milan
54
Bologna
Verona**
54
Catania
Lazio**
53
Livorno
(*) = Campione d’Italia
(**)= una partita in più

47
44
43
41
39
31
30
29
26
25

stessa fame anche se il palmares parla di frequentazioni europee più assidue e vincenti.
Quel Parma dei miracoli, però,
non c’è più e l’ultima volta fuori
Italia risale al 2007 in Coppa
Uefa. Per questo il presidente
Ghirardi, che ieri ha compiuto
39 anni, vuole un regalo e rinverdire gli antichi fasti coronando un campionato d’altissimo livello grazie al lavoro di Donadoni e le invenzioni del ritrovato Cassano. Proprio FantAntonio sarà l’osservato speciale
di Glik e compagni, ma non solo

perché è la bestia nera dei granata al pari di Amauri. Cassano
vuole andare al Mondiale e per
convincere Prandelli ha bisogno di queste ultime due partite
per unirsi alla spedizione azzurra. Il Toro sarà un doppio
esame per lui e dalla sua parte
ci sono la statistica (l’ultima vittoria granata sul Parma risale a
12 anni fa) e i precedenti tra tecnici (Ventura non ha mai battuto Donadoni: 5 sconfitte e un
pareggio).
I granata dovranno superare
loro stessi e sfatare gli ultimi tabù per conquistare la quinta vittoria consecutiva casalinga (non
accade dal 1979) e salutare i pro-

Il club di Cairo manca
dalle coppe dal ’94:
tornarci influenzerebbe
anche il mercato

Il Milan si gioca l’Europa League in due partite, oggi all’ora
di pranzo a Bergamo e domenica a San Siro contro il Sassuolo. Clarence Seedorf, invece, è ormai ai titoli di coda.
L’unica cosa che gli resta da
fare è centrare l’obiettivo anche se il suo destino non cambierà, perché ormai il rapporto con la società rossonera è
ampiamente compromesso.
Le ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi («Tanti qui potrebbero gestire lo spogliatoio
del Milan», aveva detto dopo
la prima giornata a Cesano
Boscone) confermano la rottura ma l’olandese continua a
pensare che intorno a lui sia in
atto una congiura lasciando
ancora aperta la questione sul
suo futuro.
Seedorf continua a non allinearsi a quelle che sono le tradizioni e infatti ieri, chiamato
a più riprese a commentare le
parole del suo presidente invece di limitarsi ad un semplice no comment, ha voluto
metterci del suo: «Non ho capito bene quel che voleva dire
Berlusconi quindi non ho
commenti da fare. Permettetemi solo una battuta: è veramente facile gestire questo
gruppo perché sono bravi ragazzi. Io vedo tutti giorni come lavorano, come convivono
e i risultati che stiamo ottenendo confermano la mia tesi:
i punti non arrivano casualmente, sono frutto del lavoro.
E anche nel caso nostro il lavoro ha pagato» Il clima nonostante i sorrisi ostentati dall’olandese è teso: «Il presidente parla bene di Montella e
non di me? Chiedete a lui il
perchè. E comunque ha detto
tante volte quelle cose su di
me». Sulla gestione di Mario
Balotelli che Berlusconi ritiene sbagliata l’allenatore è poi
sbottato: «La crescita di Mario è sotto gli occhi di tutti, c’è
chi vuol vedere e chi no». Intanto le sue scelte continuano
a far discutere: Taarabt infatti potrebbe partire dalla panchina, al suo posto Honda.
Confermato invece il modulo
che piace alla società, il rombo
con Kakà e Balotelli davanti.

Atalanta
pri tifosi con il giro d’onore più
bello. La vigilia della sfida che
vale una stagione, se non una vita, è stata però animata dal caso
Immobile. Il blitz del Borussia
Dortmund nella sede della Juve
ha portato le attenzioni solo sul
destino del capocannoniere del
campionato e non sul valore di
un big-match unico tra le due
squadre rivelazioni nonché le
meno accreditate alle coppe. Il
presidente Cairo si è arrabbiato,
i tifosi granata ancora di più. Ma
l’ultima all’Olimpico di Immobile
potrebbe essere quella della prima volta in Europa per il Toro di
Cairo. Non sarà un risarcimento,
ma l’inizio di un’altra storia.

Milan

(4-4-1-1)

(4-3-1-2)

SKY CALCIO 1

47
93
29
2
28

ORE 12,30

Consigli Amelia
Nica De Sciglio
Benalouane Rami
Stendardo Mexes
Brivio Constant

1
2
13
5
21

77

Raimondi Montolivo

18

21

Cigarini De Jong

34

17

Carmona Muntari

4

10 Bonaventura Honda

10

11

10

19

Moralez Kakà
Denis Balotelli

ARBITRO: RIZZOLI
All: COLANTUONO

All: SEEDORF

45

T1 CV PR T2

Un’ultima fascia speciale
«Avrei voluto mettere i nomi dei tifosi. Non
potendolo fare, ho messo quelli di tutti i miei
compagni di questi 19 anni», così Zanetti

Impeccabile
Javier Zanetti
saluta il calcio
dopo 857 gare
in maglia Inter
ANSA

L’Inter non fa scherzi
riesce lo Zanetti party
Travolta la Lazio, San Siro festeggia il capitano che lascia
ROBERTO CONDIO
MILANO

D

opo due mesi senza
vittorie casalinghe e
in coda a una stagione
con rare gioie, una festa così la gente nerazzurra se la meritava proprio.
Inter-Lazio è stata la notte perfetta: un 4-1 che vale anche il posto in
Europa League incastonato nel
lungo e riconoscente saluto al capitano che smette. Tutti in piedi
per Javier Zanetti, prima, durante
e dopo la partita: la bandiera dice
addio a S. Siro dopo 19 anni, 857
partite e 16 titoli. E anche Mazzarri, che in tutta la stagione gli aveva

concesso appena 367’, ieri sera lo ha
trattato come meritava: dentro poco dopo l’intervallo a scavallare e
meritare applausi, quando la Lazio,
impresentabile in difesa, si era già
abbondantemente squagliata e adeguata al clima. Che, anche grazie al
secondo anello della curva Nord
svuotato dal giudice sportivo, è stato bellissimo. Senza gli ultrà e i loro
coracci, si sentivano solo gli applausi e le esclamazioni collettive di gioia
o di delusione di un «Meazza» per il
resto strapieno. Udito distintamente anche un antico «scemo, scemo»
indirizzato all’arbitro Massa, quasi
romantico con i tempi che corrono.
S’è anche giocato, in mezzo alle

celebrazioni zanettiane. Ed è stata
partita vera per poco più di mezz’ora. Mazzarri, fischiato dai suoi
stessi tifosi alla lettura delle formazioni, ha riscattato lo zero assoluto
del derby partendo con gli stessi uomini di sei sere prima. Tutti tranne
Cambiasso, squalificato e rimpiazzato in mezzo dal confuso Kuzmanovic. Reja, invece, a corto di difensori e di esterni, ha dovuto arrangiarsi finendo presto triturato: retroguardia a 3, spazio al disastroso
Dias, con lo smorto Klose di rientro
dal 1’ con vista sul Mondiale. Lazio
viva per 15’ solo dopo l’ingresso di
Milito per Palacio: ci ha pensato prima Handanovic a evitare guai e poi

l’ex Hernanes a fissare il punteggio.
Sarà stato il contagioso effettoZanetti o forse lo schiaffo preso dopo nemmeno 2’ con quel gol regalato
a Biava previa dormita collettiva,
fatto sta che l’Inter s’era subito messa a correre, giocare e tirare. Tutta
un’altra roba rispetto al derby e a
tante altre povere esibizioni interne. Per merito del miglior Kovacic
della stagione, di esterni tornati
pungenti e della mira ritrovata del
duo Palacio-Icardi, firmatario dei
primi tre gol. Ma anche, a essere
onesti, di una Lazio squinternata,
senza filtro in mezzo e troppo rimaneggiata dietro per restare agganciata all’Europa.
Dal 3-1 in poi, è contato solo il momento che tutti aspettavano. Zanetti
è entrato al 7’ della ripresa, tra migliaia di lucine di fotocamere e con in
EUROPA LEAGUE CENTRATA

Thohir: «Pensiamo di ritirare
la maglia numero 4». Fischi a
Mazzarri prima della partita
sottofondo «The final countdown»
sparato a palla. I suoi presidenti di ieri e di oggi gli avevano già reso omaggio prima della partita. «Javier vicepresidente? Se lo merita, ha il carattere per il farlo», ha detto Moratti.
«Stiamo pensando di ritirare la maglia numero 4», ha aggiunto Thohir.
L’uomo che a testa altissima la indossa dal 1995, la vestirà ancora domenica a Verona. Contro il Chievo, scortando la sua Inter di nuovo in Europa.

La partita

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

L’analisi

32 .Sport

Inter

4

Lazio

1

Inter

Lazio

(3-5-2)

(3-4-1-2)

Handanovic 6,5; Ranocchia 6,5, Samuel
6, Rolando 6; Jonathan 6,5 (7’ st Zanetti
6,5), Hernanes 6,5,
Kuzmanovic 5,5 (29’
st Taider sv), Kovacic
7,5, Nagatomo 6,5;
Palacio 7 (19’ st Milito 6), Icardi 7

Berisha 5,5; Biava 6,
Cana 5, Dias 4,5;
Gonzalez 5 (1’ st Ledesma 6), Onazi 5
(23’ st Candreva 6),
Biglia 5,5, Pereirinha
5,5; F. Anderson 5,5
(37’ st Minala sv);
Keita 6, Klose 5

ALL. Mazzarri

6,5 ALL. Reja

5

RETI: pt 2’ Biava, 7’ Palacio, 34’ Icardi, 37’
Palacio; st 34’ Hernanes
ARBITRO: Massa 6
AMMONITI: Palacio, Onazi
SPETTATORI: paganti 33.989, abbonati
30.729;incassototale1.987.271,80quotaeuro

Kovacic firma gli assist
Palacio una doppietta

2’ pt

Biava, rete lampo

7’ pt

Pari nerazzurro

34’pt

Icardi epoi Hernanes

Pereirinha crossa da sinistra
sul secondo palo per Cana,
solissimo. Torre in mezzo per
Biava che segna, mentre l’Inter dorme.

Pari immediato: Kovacic vede
il taglio di Palacio che approfitta dello scivolone di Dias e
va in gol. L’argentino dopo
mezz’ora si regalerà il bis.

Un altro gran pallone di Kovacic trova Icardi, dimenticato
da Dias, in area: diagonale di
destro vincente. Nella ripresa
arrotonda Hernanes.

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Retroscena
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

S

e è il viaggio che conta, più della destinazione, non è mai stato vero come stavolta: Roma-Juve del
tardo pomeriggio è la meta,
dove ci si gioca onore e record
ma non la classifica; mentre
tra voli e hotel, ovvero chiacchiere, magari balla un pezzo
di futuro. Di Antonio Conte e,
va da sè, della Juve. Sull’aereo
che ieri pomeriggio portava i
bianconeri nella capitale,
c’era infatti anche il presidente Andrea Agnelli, che nelle
trasferte non è presenza di serie. Ormai l’incontro decisivo,
che magari verrà, ma a cose
fatte, s’è diluito nei giorni:
Agnelli è andato diverse volte
a vedersi gli allenamenti a Vinovo, compresa l’ultima settimana, e l’allenatore abita a
pochi passi dalla sede, dove
capita spesso. Una decisione,
però, ancora non c’è. Il che comincia a preoccupare la società: perché Conte è uno dei
migliori allenatori del mondo
(copyright Beppe Marotta,
ad); e per il motivo che senza
certezze sul tecnico non puoi

Conte in viaggio con Agnelli
Per ora solo fino a Roma
Juve a casa della grande rivale, il futuro del tecnico sempre più in bilico
Roma

(3-5-2)

SKY SPORT 1 PREMIUM CALCIO

ORE 17,45

Skorupski Storari

30

28
35

Torosidis Barzagli

15

17

Benatia Bonucci

19

5

Castan Chiellini

3

Dodò Lichtsteiner

3
16

26

Pjanic Pogba

15

6

De Rossi Pirlo
Nainggolan Marchisio

8

27

Gervinho Asamoah

22

10

Totti Tevez

10

22

Destro Llorente

14

ARBITRO: RUSSO
All: GARCIA

All: CONTE

Garcia
«LeparolediConte
nonmisonopiaciute»

PANCHINA AMBITA

ANSA

Antonio Conte, 44 anni, e Andrea Agnelli, 38: squadra vincente da 3 anni

100

3

Vittorie

Milioni

Quelle del tecnico su
149 partite sulla
panchina della Juve

L’ingaggio stagionale
di Conte, premi esclusi
Contratto fino al 2015

mettere l’ambizione legittima
di un tecnico che non ha mai nascosto il desiderio di voler ampliare gli orizzonti. Competitivo
e talentuoso com’è, a fine carriera non vorrebbe essere deluso dalle cose che non ha fatto: e
allora è diventato un pensiero
allontanarsi dal porto sicuro,
l’Italia, la Juve, per esplorare,
scoprire, sognare altrove. Ma
servono anche approdi e al mo-

mento non se ne vedono migliori di dov’è ora. Poteva esserlo il
Monaco, almeno per capacità di
spesa, ma nel Principato paiono
aver messo gli occhi su Jorge
Jesus, tecnico del Benfica: per
dire quanto possa contare la vetrina europea, Champions o
Europa League che sia. Per gli
approdi, vale anche l’opposto:
cioè, basta la sola ipotesi che
possa liberarsi la panchina

bianconera, e si aprono le iscrizioni al bingo. Ieri l’ultimo nome, dalla Spagna, è stato quello
di Zinedine Zidane: che sarebbe un colpo mediatico planetario (e juventino), ma ha il non
trascurabile difetto di non aver
mai allenato. Così, con Klopp
fuori mercato (e sarebbe la prima scelta), nell’urna restano i
soliti: da Mancini a Spalletti e
Allegri. Nessuno si sbilancia,
compreso Angelo Alessio, il vice: «Sul futuro non posso rispondere». Mauro Sandreani, il
collaboratore tecnico di più lunga esperienza, ne traccia invece
un identikit: «Se le doti di un
grande allenatore sono motivazione, preparazione tattica, cura dei dettagli, gestione dell’organico e dello staff, la voglia di
migliorarsi, ecco, Antonio le ha
tutte». E magari sarebbe un
peccato farle andare altrove.

Catania

(4-4-2)

(4-4-1-1)

SKY CALCIO 5 - PREMIUM CALCIO 4ORE 15

Cagliari

Chievo

(4-3-3)

(4-3-1-2)

SKY CALCIO 4

ORE 15

Livorno

Fiorentina

(4-4-2)

(4-3-1-2)

SKY CALCIO 3 - PREMIUM CALCIO 3 ORE 15

1

Curci Frison

1

25

Avramov Agazzi

25

1

8

Garics Peruzzi

2

24

Perico Frey

21

17

14

Natali Gyomber

24

15

Rossettini Dainelli

3

33

Valentini G. Rodriguez

5

13

Astori Cesar

12

23

18

29

Murru Dramè

93

7

5
3

Antonsson Rolin
Morleo Monzon

Bardi Rosati

Sampdoria

Napoli

(4-2-3-1)

(4-2-3-1)

SKY CALCIO 1 - PREMIUM CALCIO 2

25

30

40

29

2

8

Emerson Savic

15

28

Castellini Pasqual

23

Piccini Aquilani

Fiorillo Reina

ORE 15

Sassuolo

Pallanuoto, finale scudetto

Pro Recco avanti
1 Nella

prima finale scudetto Pro Recco batte Brescia 7-6. Gara 2 mercoledì.

Atletica, nella 10km

Meucci 3° a New York
Meucci si piazza 3°
(28’19) nella UAE Healthy Kidney di New York, corsa di 10
chilometri a Central Park.

1

Rugby, dopo 4 anni

Francia, Clermont ko
1 Nel

Top 14 francese, il
Clermont perde in casa dopo
77 vittorie in fila (quattro anni). Al Castres riesce l’impresa vincendo 22-16.

(3-4-3)

SKY CALCIO 6 - PREMIUM CALCIO

ORE 15

87

Rosi De Maio

4

21

5

Antei Burdisso

8

Gastaldello Henrique

4

28

19

Regini Ghoulam

31

86

10

17

Palombo Jorginho

8

16

Biondini Cabral

79

7

10

Krsticic Inler

88

4

Magnanelli Bertolacci

91

Duncan Borja Valero

20

11

Gabbiadini Callejon

7

7

33

Kone Leto

11

21

Dessena Radovanovic

8

2

11

Friberg Izco

13

4

Tabanelli Rigoni

27

27

15

16

Eriksson Guana

11

41

28

10

Ibraimi Hetemaj

56

11

Mesbah Ilicic

72

23

Eder Hamsik

17

25

19

9

Sau Théréau

77

26

Siligardi Matos

30

21

Soriano Insigne

24

10

9

23

Ibarbo Paloschi

43

21

Belfodil Cuadrado

11

7

Maxi Lopez Pandev

19

17

4

Krhin Rinaudo

19 Christodoulopoulos Barrientos
9
99

Bianchi Castro
Cristaldo Bergessio

ARBITRO: ROCCHI
All: BALLARDINI

ARBITRO: DOVERI
All: PELLEGRINO

All: PULGA

All: CORINI

Biagianti Pizarro

ARBITRO: GIACOMELLI

ARBITRO: CHIFFI

All: NICOLA

All: MIHAJLOVIC

All: MONTELLA

Ziegler Vrsaljko

Missiroli Antonelli
Berardi Fetfatzidis
Zaza Gilardino
Sansone Konaté

ARBITRO: GERVASONI
All: BENITEZ

All: DI FRANCESCO

All: GASPERINI

giornata di Premier con il Manchester City
(83 punti) che deve vincere
con il West Ham per conquistare il titolo. Il Liverpool (81
p.) gioca con il Newcastle e
spera in un passo falso del City per coltivare ancora qualche speranza.

giornata (ore 18):
Cremona-Montegranaro,
Siena-Milano, Sassari-Brindisi, Roma-Varese, PistoiaCaserta (RaiSport2), PesaroVenezia, Cantù-Bologna.

(4-3-3)

Cannavaro Gamberini

1 Ultima

1 15ª

79

Mustafi Fernandez

Il City verso il titolo

Stasera Siena-Milano

Genoa

Pegolo Perin

Inghilterra, ultima giornata

Basket, campionato

11

De Silvestri Maggio

38° giornata:
Avellino-Spezia 2-0; Bari-Juve Stabia 3-0; Latina-Ternana 2-0; Modena-Novara 3-1;
Palermo-Lanciano 1-1; Pescara-Siena 1-0; Reggina-Brescia 1-1; Trapani-Cittadella
1-2; Varese-Carpi 0-2. Anticipi: Padova-Cesena 0-1 e Empoli-Crotone 3-1. Classifica:
Palermo 79, Empoli 65, Latina 61, Cesena 59, Crotone 58,
Modena 56, Lanciano 56,
Avellino 55, Spezia 54, Bari
(-4) 54, Trapani 53, Siena (-8)
52, Carpi 52, Brescia 50, Pescara 50. Ternana 45, Cittadella 45, Varese 43, Novara
40, Padova 35, Reggina (-3)
26, Juve Stabia 18.

verdetti in Bundesliga: Lewandowski bomber con 20 gol e Leverkusen
ai preliminari di Champions
(Bayern, Dortmund e
Schalke già qualificate), in
Europa League Wolfsburg,
Mönchengladbach e Mainz.

25

Ceccherini Tomovic

1 Risultati

1 Ultimi

37a giornata: ore 15
Corsa salvezza: per Catania e Livorno match disperati
Bologna

Latina risale al 3° posto

20 gol per Lewandoski

to, ma Rudi Garcia non rinfodera la spada: «Le dichiarazioni polemiche di Antonio Conte
non mi sono piaciute - ha detto il tecnico della Roma - ma
un allenatore che fa 96 punti
in campionato non può che essere bravo, e lui lo è sicuramente». Garcia aveva avuto
da ridire sull’impegno degli
avversari dei bianconeri e Conte non gliele aveva mandate a
dire («mancanza di cultura
sportiva»). Oggi pomeriggio
all'Olimpico giallorosso (ore
17,45), si sfideranno: se nulla
conterà per la classifica, un po’
peserà per l’aritmetica dei
cento punti juventini e per
l’onore. A parte Vidal, reduce
dall’operazione al menisco, e
Buffon (ci sarà Storari), Conte
dovrebbe puntare sui migliori.
Dunque, Barzagli, Bonucci e
Chiellini dietro; Lichtsteiner,
Pogba, Pirlo, Marchisio e Asamoah a centrocampo; Llorente e Tevez davanti. Anche se c’è
un dubbio sulle condizioni di
Marchisio, che ieri non s’è allenato per un dolore al piede destro. Tra i convocati c’è pure
Giovinco, nonostante un dolore acuto all’adduttore della
coscia sinistra, mentre Vucinic
è ko per un fastidio al ginocchio sinistro: sarà un caso, ma
ogni volta che c’è da andare a
Roma, s’ammala.

L’ultimo nome è quello
di Zidane, ma la prima
opzione resta Mancini

Calcio, Serie B: 38° turno

Germania, re del gol

1 Il duello (scudetto) è fini-

Il presidente vola
con la squadra: il club
deve decidere in fretta

In breve

21

44

MOMENTO PARTICOLARE

averne sulla squadra. Agnelli
ha detto che «la Juve sta già
lavorando per la prossima
stagione», ma prima bisognerebbe essere sicuri su chi la
piloterà dalla panchina.
Sulla carta, quella del contratto, l’allenatore ci sarebbe:
Conte, almeno fino al giugno
2015. Anche se come disse uno
che da queste parti non amò la
fuga di Fabio Capello, gli accordi sono fatti per essere
stracciati. Conte non è ancora
di questo avviso, ma continua
ad avere un dubbio persistente: fermarsi qui, con la Juve.
Detto che sarà pure stremato
da tre stagioni a tutto gas, un
addio del genere non si decide
solo per stanchezza. Ci sono
altre perplessità, su cose fondamentali: dall’aspettativa di
risultati, in rapporto alle potenzialità è ovvio, alla forza
della società di ristrutturare
la squadra. Questi sono i punti
in ballo, non la volontà del
club che è di tenersi Conte.
Dopo di che, ci si può anche

Juventus

(4-3-3)

Sport .33

.

1

5
20

13
18
11
77

Verona, addio sogni al 92’
Verona

2

Udinese

2

Verona

Udinese

(4-3-3)

(3-4-3)

Rafael 6; Pillud 6
(1’st Cacciatore 6),
Moras 6, Marques
5,5, Agostini 6,5;
Sala 5,5, Cirigliano
6, Hallfredsson 7
(36’st Maietta sv);
Gomez 6 (24’st Donadel sv), Toni 7,
Marquinho 6,5

Scuffet 6; Heurtaux
5,5 (31’st Widmer
sv), Danilo 6, Domizzi 6; Gabriel Silva 6, Pinzi 6,5, Allan
6 (42’st Badu 6,5),
Lazzari 6; Pereyra
5,5, Di Natale 7,5,
Nico Lopez 5 (30’st
Yebda sv)

ALL. Mandorlini

6 ALL. Guidolin

6

RETI: pt, 14’ Toni (rig); st, 9’ Hallfredsson, 12’ Di Natale, 47’ Badu
ARBITRO: Tommasi
AMMONITI: Heurtaux, Gomez, Danilo,
Domizzi, Allan, Dinadel per gioco falloso
ANGOLI: 6-4 per Il Verona
SPETTATORI: 22.115

W

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

GIORGIO VIBERTI

Dominatore

INVIATO A BELFAST

Il tedesco
Marcel Kittel,
26 anni,
taglia
il traguardo
di Belfast
dopo una
volata
vinta
facilmente
Oggi
è tra i favoriti
nell’arrivo
a Dublino

SPAZIO AFFARI

1 Ordine d’arrivo della 2a

tappa Belfast-Belfast di 219
km: 1. Marcel Kittel (Ger)
5h13’25”, media 41,954 km/
h; 2. Bouhanni (Fra); 3. Nizzolo (Ita); 4. Viviani (Ita); 5. Ferrari (Ita); 6. Belletti (Ita); 7. Swift
(Gbr); 8. Matthews (Aus); 9.
Appollonio (Ita); 10. Farrar
(Usa). Classifica: 1. Matthews
(Aus); 2. Durbridge (Aus) 03”;
3. Santaromita (Ita); 4. Tuft
(Can); 5. Weening (Ola); Oggi
3a tappa da Armagh a Dublino, di 187 km, per velocisti.

ANSA

Italia senza sprint
È già un Giro in salita
Prima volata al tedesco Kittel. Ci manca un velocista di razza dai tempi di
Cipollini: crisi di talenti e sudditanza in gara ci penalizzano. Crisi irreversibile?

che), aspetta da anni l’erede di
Cipollini e Petacchi. «In questo momento non c’è storia ha commentato ieri Cipollini, primatista assoluto di vittorie al Giro con 42 successi
-: oggi gli stranieri sono più
forti, inutile negarlo». Lo sa
bene anche il nuovo ct Cassani, che sta cercando di rilanciare l’attività su pista, ritenuta fondamentale per affinare le doti di sprinter. La
strada però sembra lunga. E
intanto ieri gli stranieri, olSEGNALI NEGATIVI

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8 - Drogheda

11 - Balbriggan
4 - Skerries
22 - Lusk
11 - Sword
10 - Malahide
2 - Portmarnock

3 - Clontarf

137,1
143,5

181,5
187,0

ARRIVO
Dublino

120,5

8 - Dundalk

73 - Forkhill

99 - Markethill
232 - MARKETHILL
SUMMIT
157 - Keady

67 - Richhill

137 - Bv. per Forkhill

GPM

PARTENZA GPM
Armagh

12 - CASTLEBELLINGHAM
24 - Dunleer
124 - Svinc. M1

tappa

Armagh (Irlanda del Nord) - Dublino di 187,0 Km
Diretta TV: ore 18:40 su Rai Sport 2
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tappe (Giro, Tour e Vuelta).
«Io il numero uno degli sprinter? Non sta a me dirlo - ha
commentato -. Di sicuro Cavendish e Greipel (un altro tedesco, ndr) sono sempre pericolosi». Fra i big delle volate ci
sono anche i francesi Bouhanni e Démare, gli australiani
Gerrans e Matthews, l’altro
tedesco Degenkolb e lo slovacco Sagan, alcuni dei quali assenti (per fortuna...) in questo
Giro. L’Italbici invece, anche
nello sprint (come nelle classi-

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151,4

97,3

105,2
111,8

84,5

75,4

64,2

51,0

42,4

R

27,4
32,1

anche un argento mondiale su
pista ed è uno dei pochi italiani a farsi le ossa anche nell’attività indoor. Eppure ieri è
stato quasi umiliato da Kittel,
un bestione di 189 cm e 86 kg
di peso che ricorda, per lineamenti del viso e dimensione
dei muscoli, l’attore svedese
Dolph Lundgren, quello della
famosa frase «io ti spiezzo in
due» nel film Rocky IV. Al
Tour 2013 Kittel fece poker e
quasi ridicolizzò Cavendish,
ieri è diventato uno dei non
molti velocisti ad aver vinto in

18,3

I

n questo Giro d’Italia
non c’è il 29enne britannico Mark Cavendish, per molti il miglior velocista in circolazione anche se sempre più
spesso minacciato dalle giovani leve. Per i nostri sprinter, però, il risultato non
cambia e la sudditanza resta. La seconda tappa tutta
pianeggiante, con partenza
e arrivo a Belfast, è stata infatti dominata dal tedesco
Marcel Kittel, 26 anni oggi,
davanti all’ex pugile francese Nacer Bouhanni, appena
23enne. E i nostri? Discreti,
ma battuti: 3° Nizzolo, 4° Viviani, 5° Ferrari, 6° Belletti,
9° Appollonio. Alla vigilia
della tappa si era osato sperare addirittura in Alex Petacchi, che a 40 anni è il più
vecchio del gruppo: un suo
piazzamento nei primi due
gli avrebbe permesso addirittura di strappare al canadese Tuft la maglia rosa. Lo
spezzino del team Omega,
invece, nella tonnara finale
non si è visto (ha concluso
44°, a 3”). E così l’impresa di
salire in vetta alla classifica
è riuscita all’australiano Michael Matthews, 23 anni, 8°
al traguardo e nuovo leader,
con lo stesso tempo totale
del compagno di squadra
Tuft, proprio grazie ai migliori piazzamenti.
«Il quarto posto mi soddisfa - ha detto Viviani dopo il
traguardo -. Avevo le gambe
dure per la pioggia e il freddo, Kittel e Bouhanni si sono
dimostrati superiori». Viviani, 25 anni, è il nostro miglior
velocista e appena una decina di giorni fa aveva battuto
due volte Cavendish in Turchia. Nel suo palmares c’è

Classifica
Matthewsinrosa
OggiarrivoaDublino

0,0
6,5

34 .Sport

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Viviani quarto, il migliore
di tappa: «Va bene
così, gli altri sono più forti»
tre a dominare la tappa, hanno indossato tutte le maglie
delle varie classifiche: generale e giovani con Matthews,
a punti con Kittel, montagna
con Tjallingii. Il Giro, che oggi nella terza tappa lascia
l’Irlanda del Nord ed entra
nell’Eire con arrivo a Dublino, per adesso è davvero poco
«d’Italia».

R

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

C’erano una volta due leader
Alonso e Vettel, chi li ha visti?

il caso
STEFANO MANCINI
INVIATO A BARCELLONA

ernando Alonso
rimpiange il giorno
in cui si lamentava
di avere un secondo
di ritardo dai primi
e spronava la squadra a recuperare. Nel Gp di Spagna, il
suo preferito, i secondi di distacco sono due: significa essere doppiati dalle Mercedes
dopo una cinquantina di giri,
vuol dire non essere riusciti a
sviluppare la macchina. È una
resa anticipata. Il pilota che
dal 2010 ogni anno spera di
giocarsi il campionato ad armi pari riferisce quanto gli
hanno promesso: «Avrò una
macchina migliore il mese
prossimo in Canada». Troppo
tardi per qualsiasi ambizione
di rimonta, anche se siamo
soltanto a maggio con quattro
gare disputate su diciannove.

F

F1, a Barcellona partono in 4a e 5a fila. Pole a Hamilton, solo Rosberg lo avvicina
Il boss del Circus
Ecclestonebrasiliano
perevitarelagalera

In difficoltà
Sebastian
Vettel (Red
Bull)
e Fernando
Alonso
(Ferrari)
Dopo 4 Gp
Alonso ha 38
punti
di ritardo da
Rosberg

1 Ecclestone si è preparato

una via di fuga, qualora venisse condannato (si parla anche
di 10 anni) per la corruzione
del banchiere Gribkowsky. Il
boss inglese, dopo essersi
sposato con Fabiana Flosi, 37
anni, avvocato di San Paolo,
ha ottenuto il passaporto brasiliano. E possiede nel Paese
sudamericano un’azienda che
produce caffè. Il Brasile, in fatto di estradizioni spesso pone
ostacoli insormontabili. [C. CHI.]

ROSSA STACCATA DI 2”

Fernando: «Tra un mese
una macchina migliore»
È la resa anticipata
A Maranello non si parla più
di raggiungere i migliori, ma
di finire la stagione meglio di
come è cominciata. E intanto
di lavorare sul progetto 2015.
Obiettivi minimalisti e progetti a lungo termine.
E poi c’è Vettel, un altro pilota sperduto. Alonso almeno
c’è abituato a lottare, sgomitare e perdere: lo fa dal 2007,
quando arrivò in McLaren
fresco di due titoli consecutivi, cominciò a fare a sportellate con un giovanissimo Lewis
Hamilton e da allora non ha
smesso di affrontare le avversità. Vettel no, da questo punto di vista è un principiante.
Tolta la stagione in Toro Rosso, con la Red Bull ha sempre
avuto sotto il sedere una monoposto straordinaria e l’ha

Sport .35

.

Gran Premio di Spagna
LA GRIGLIA DI PARTENZA
Prima fila
1 HAMILTON (Mercedes, 44) 1’25’’232
2 ROSBERG (Mercedes, 6)
1’25’’400
Terza fila
5 GROSJEAN (Lotus, 8)
6 RAIKKONEN (Ferrari, 7)

1’26’’960
1’27’’104

Quinta fila
9 MASSA (Williams, 19)
10 VETTEL (Red Bull, 1)*

1’27’’402
1’27’’052

Settima fila
13 KVYAT (Toro Rosso, 26)
14 GUTIERREZ (Sauber, 21)

1’28’’039
1’28’’280

Nona fila
17 CHILTON (Marussia, 4)
18 BIANCHI (Marussia, 17)

1’29’’586
1’30’’117

Undicesima fila
21 MALDONADO (Lotus, 13)
st
22 VERGNE (Toro Rosso, 25)*** 1’56’’773

Circuito
di Barcellona Oggi

(*) tempo ottenuto nella seconda sessione
(**) -10 posizioni per infrazione in qualifica
(***) tempo ottenuto nella prima sessione

Seconda fila
3 RICCIARDO (Red Bull, 3)
4 BOTTAS (Williams, 17)

1’26’’285
1’26’’632

Quarta fila
7 ALONSO (Ferrari, 14)
8 BUTTON (McLaren, 22)

1’27’’140
1’27’’335

Sesta fila
11 HULKENBERG (Force India, 27) 1’27’’685
12 PEREZ (Force India, 11)
1’28’’002
Ottava fila
15 MAGNUSSEN (McLaren, 20)** 1’28’’389
16 SUTIL (Sauber, 99)
1’28’’563
Decima fila
19 ERICSSON (Caterham, 9)
20 KOBAYASHI (Caterham, 10)

1’30’’312
1’30’’375

ORA LOCALE

ORA ITALIANA

ore 14

ore 14

DIRETTA

TV:

IL TRACCIATO
DIFFERITA RAIDUE
ore 21

Risultati 2013
Alonso (Ferrari)
in 1h 39' 16"596
Raikkonen (Lotus)
a 9’’338
Massa (Ferrari)
a 26’’049
CLASSIFICHE
Piloti
1) Rosberg
2) Hamilton
3) Alonso

Giri
66

Lung
Lunghezza
4,655 km
Totale
305,066 Km

Costruttori
79 1) Mercedes
154
75 2) Red Bull-Renault
57
41 3) Force India-Mercedes 54

guidata con maestria per 4 stagioni di fila. Adesso il giocattolo
è ingestibile, si rompe, lo tradisce nei momenti cruciali. L’anno scorso il compagno di squadra era Mark Webber, che aveva
meno talento di lui e più sfortuna di una colonia di gatti neri.
Ora che il parafulmine si è ritirato, la sfortuna si scatena. Qui
in Spagna il campione in carica
ha percorso poche decine di chilometri, tradito nelle prove libere da un cavo che è andato arrosto e in qualifica dalle marce. Se
va bene oggi partirà in decima
posizione, se va male gli dovranno sostituire la scatola del cambio e perderà 5 posti sullo schieramento di partenza. Anche a
lui promettono una monoposto
migliore. E a giudicare dalle
prestazioni di Ricciardo, suo
nuovo compagno, ieri 3°, probabilmente gliela danno. Intanto i
mesi passano, i distacchi aumentano e i sogni svaniscono.
Vettel pensava di eguagliare il
più prestigioso dei primati di
Schumacher: i 5 mondiali consecutivi. La Formula Mercedes
lo ha travolto assieme a tutta la
Formula 1. Ogni sessione è una
sfida tra Hamilton, ieri alla 4ª
pole del 2014, e Rosberg che è in
testa con 4 punti di vantaggio
sul compagno. L’unica chance
rimasta ai rivali è che i due si autoeliminino (non si spiega altrimenti la speranza di Alonso di
salire sul podio grazie a non meglio precisate strategie). Durante le qualifiche, Hamilton ha comunicato via radio che la sua
Mercedes era inguidabile. I maligni insinuano che fingesse di
avere un problema per far deconcentrare Rosberg. Che non
vede l’ora di fargliela pagare.

Da Madrid a Roma
Nadal, il re della terra
e la condanna alla vittoria
Oggi finale in Spagna dopo 2 tornei persi. E le critiche
Numero uno

Per me Nadal è il n.1,
Federer il 2. Perché
ha vinto tanto e lo ha
fatto nell’era Federer

Personaggio
STEFANO SEMERARO

ue sconfitte di troppo, e
già lo guardavano strano. «In effetti era un po’
che non arrivavo in finale sulla
terra». Per la precisione da
metà febbraio, a Rio de Janeiro. Ma se sei Rafa Nadal, il numero uno del mondo e il più
grande tennista della storia sul
rosso, anche tre mesi sono tanti. Specie se fra Copacabana e
Plaza Major hai rimediato due
scivoloni che bruciano: a Monte-Carlo contro Ferrer e a Barcellona contro Almagro. Un re
schiaffeggiato, e per giunta da
due ex sottoposti, Rafa il Senzaterra. Questione di qualche
dolore, forse; di un filo d’ansia.
Dell’insostenibile condanna a
essere quello che non può sbagliare, mai. Sessantadue tornei vinti in carriera, 43 sulla
terra, a 3 passi dal record di Vi-

7
Titoli
Per Nadal a Roma
Il 1°nel 2005

Andre Agassi

D

las, e con una percentuale – quasi surreale – del 92,9 di match
vinti sul mattoncino tritato. E
come nel caso di Federer, tutti
pronti ad alzare il sopracciglio
alla prima ruga. «Rafa ha un po’
perso la sensazione che quando
colpisce la palla non può sbagliare», spiegava Zio Toni. «Gioco
troppo di rovescio, non va bene», diagnosticava lui.
A Madrid, dove oggi si gioca
la 90ª finale pro in quasi 5 lustri
di carriera (contro Nishikori
che ha battuto Ferrer 7-6 5-7
6-3), il Niño di mezza età insieme al diritto ha ritrovato un po’
di certezze, di good vibration.
Comunque vada da domani, a
Roma, il favorito sarà lui. Gli In-

Via agli Internazionali
FogniniesordiràcontroRosol
1 Oggi alle 11 parte la 71ª edizione degli Inter-

nazionali d’Italia con i primi 6 match (AndujarStepanek, Isner-Melzer, Robredo-Monaco, Haase-Chardy, Kukushkin-Sousa, Janowicz-Kohlschreiber). Il torneo maschile sarà trasmesso su
Sky Sport, quello femminile in esclusiva da SuperTennis. La partecipazione di Federer è ancora in
dubbio, confermato Djokovic (al 95%). I sorteggi
degli azzurri. Maschile: Fognini-Rosol, SeppiHaas, Volandri-Simon, Lorenzi-qualificato, Bolelli-qualificato, Cechinato-Sijsling. Femminile: Errani-qualificata, Pennetta-Meusburger, VinciMakarova, Schiavone-Wozniacki, Giorgi-Cibulkova, Knapp-Ivanovic, Burnett-Muguruza.

ternazionali d’Italia non a caso sono uno dei 4 tornei che
Nadal ha vinto almeno 7 volte
– a Parigi, Monte-Carlo e Barcellona ha fatto meglio – ed è
quell’«almeno» che fa paura.
«Quando ho iniziato non pensavo
certo di vincere 12 volte a a Parigi
o a Monte-Carlo», era sbottato
dopo l’ultimo inciampo. «Nel tennis la normalità è perderli, i tornei, non vincerli. La regola vale
anche per me». Macché, campione: il popolo è abbonato allo stupore, ha fame di certezze. Al più
grande agonista di sempre non è
concesso esibire dubbi. «Io non
bluffo mai in campo – puntualizza, da testimonial del poker – ma
se serve so nascondere le difficol-

92,9%

tà». Come riusciva
benissimo al suo
antenato Borg, che
Nadal sulla terra: 302
occultava oceani in
vittorie e 23 sconfitte
tempesta sotto una
crosta di ghiaccio. Ma
Iceman fuse giovane, Nadal fra meno di un mese avrà
28 anni ed è dal 2005 che alloggia
Favorito fra i primi 5, un fenomeno di lonRafael Nadal, gevità ad alta quota. A Roma ha
27 anni (tra fallito solo nel 2008, battuto più
un mese 28) da una vescica che da Ferrero, e
È dal 2005 nel 2011, quando dovette inchiche sta tra narsi all’annata aliena di Djokoi primi 5 vic. Il miglior Nadal quest’anno
al mondo non si è ancora visto, ma se una
giornata dovesse andargli buca
tutto il mondo (del tennis), potete scommetterci, farà «oohh...».

Successi

36

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

I numeri
della
settimana

30

ANNI DI SEAT IBIZA, SIMBOLO DELLA SPAGNA
1 Al Salone di Parigi del 1984 debuttò la Seat Ibi-

za, diventata un’icona per Seat (e la Spagna). In 30
anni è stato il modello più venduto del marchio che
dal ’93 è di Vw, con 5 milioni di unità (3,5 esportati)

25

ANNI DI CONVERTITORI CATALITICI OPEL
1 Opel è stata la prima casa europea a includere i

convertitori catalitici nella dotazione standard dell’intera gamma. Un impegno ambientale (con emissioni ridotte di oltre il 90%) cominciato 25 anni fa

IL TEST IN CALIFORNIA, PATRIA DELLE ZERO EMISSION

Abitacolo
L’indicatore
di energia
residua
sul cruscotto
e (sotto)
i lussuosi
interni
all’insegna
dell’hi-tech
minimalista

PIERO BIANCO
PALO ALTO (STATI UNITI)

Barack Obama era stato ottimista nell’annunciare che sulle strade degli Stati Uniti circoleranno 1 milione di auto
elettriche entro il 2015. Però
qualcosa si muove davvero: lo
scorso anno sono state immatricolate in Usa 47.600 vetture
EV (più 49.000 ibride plug-in,
quelle che si ricaricano alla
spina pur avendo un motore
termico). Restano un’inezia
rispetto al mercato complessivo di 15,5 milioni, tuttavia
rappresentano una crescente
tendenza «green» trascinata
anche dai successi commerciali della Tesla che ha sede a
Palo Alto. Proprio in California, più che in ogni altro stato
al mondo, sono fiorite infrastrutture per la ricarica ed è
cresciuta la sensibilità ambientale. Non a caso nella Silicon Valley, patria delle emissioni zero, Mercedes lancia
una sfida impegnativa (soprattutto alla i3 Bmw, alla Vw
e-Golf e alla Nissan Leaf) con
la sua Classe B Electric Drive.
«Un’auto vera di segmento
medio a 5 posti - dicono i tecnici della Stella - spaziosa e
confortevole, con un design
dinamico e un vano bagagli
che varia da 501 a 1456 litri».
Entro fine anno sarà venduta
in America, al più tardi a gennaio anche in Europa, compresa l’Italia dove si ipotizza
un prezzo intorno ai 42-43 mila euro. Le elettriche, tutte,
sono care e in assenza di incentivi (quelli appena varati,
irrisori, sono svaniti in poche
ore) sceglierle diventa impegnativo. Tuttavia c’è chi vuole, e può distinguersi. E ci sono le piccole flotte virtuose.
Guidare una «emissioni zero»
è trendy ormai più che scatenare cavalli, non solo in California. E questa Classe B
Electric Drive cancella molte
perplessità sotto il profilo delle prestazioni, sebbene l’autonomia resti limitata alla soglia
dei 200 km, che non cancella
l’ansia. Più che sufficienti per
tragitti urbani e suburbani,
sconsigliano lunghe escursioni, senza colonnine di ricarica.
Realizzata sulla struttura
della normale Classe B (concepita all’origine anche per
alimentazioni alternative), la

Lusso alla spina
È un mercato di nicchia ma cresce l’offerta di auto green
La sfida di Mercedes parte dalla Classe B Electric Drive
ED ha un motore da 100 kW con
coppia massima di 310 Nm.
Sprint fulminante, meno di 10”
per accelerare da 0 a 100, e velocità massima limitata a 160
km l’ora. Impeccabili le reazioni
dinamiche. La batteria a ioni di
litio, ricaricabile a una presa
domestica (2 ore per recuperare 100 km di autonomia, ma
un’intera notte per il pieno: meglio la presa rapida Walbox opzionale), è sotto il pianale, solu-

zione che garantisce equilibrio
dei pesi e non riduce lo spazio.
In frenata il sistema «rigenerante», dotato di tre diverse soluzioni, consente di trasformare in corrente l’energia cinetica.
Il Gruppo Daimler mette a
frutto l’esperienza della Smart
ED, trasferendola in un segmento più grande e puntando
sul carisma del modello che ha
avviato la sfida tra le compatte
di lusso. Gli interni offrono ma-

teriali di qualità e finiture pregiate, le tre grandi bocchette di
ventilazione rotonde accentuano la sportività dell’abitacolo.
Ma il top si raggiunge con i sistemi di infotainment: di serie
l’Audio 20 con schermo a colori
da 14,7 cm, doppio sintonizzatore, lettore Cd con compatibilità
Mp3 e un collegamento Usb. La
navigazione è garantita dal Becker Map Pilot, il sistema multimediale Comand Online dà ac-

Il pieno
Si fa
utilizzando il
bocchettone
per la
corrente
in fiancata

KIA RILANCIA IL SUV (A 2 E 4 RUOTE MOTRICI) CON LA ECO-TECNOLOGIA BRC

Lo Sportage si rifà il trucco
e sfoggia un Gpl innovativo
ALBERTO CALLIANO
CHERASCO (TORINO)

Stile e rispetto ambientale
guidano l’evoluzione dello
Sportage Kia. La 3ª generazione lanciata nel 2010 beneficia di un garbato face-lift e, soprattutto, si arricchisce della
variante EcoGpl+ che porta
all’esordio la tecnologia ad
iniezione diretta di Gpl. «Lo
Sportage - sottolinea Giuseppe Bitti, Ad Kia Italy - è il nostro modello di maggiore successo con oltre 64.600 unità
vendute in Italia sino al 2013;
la 1ª versione del 1994 ha introdotto il concetto di Suv, la
2V del 2004 è divenuta ancor
più automobilistica, grazie alla carrozzeria portante; la 3V
del 2010 si è subito piazzata ai
vertici delle vendite in un’area
medio-alta dove contano stile
ed emozioni». Inoltre, nel
2008 Sportage ha adottato la
motorizzazione Gpl, avviando

Il modello di punta della Casa coreana
Lo Sportage offre migliorie estetiche nel frontale
e nella qualità degli arredi interni (a sinistra)

la collaborazione tra la Casa coreana e la BRC di Cherasco.
«Siamo nati nel 1977 - spiega
il fondatore e presidente del
Gruppo BRC, Mariano Costamagna - e oggi realizziamo prodotti mono/bi-fuel, Gpl e metano, mettendo a frutto anche le
esperienze sportive del Racing
Team, attualmente impegnato

nel Green Hybrid Cup per vetture Gpl/elettriche. Produciamo 500mila sistemi/anno, collaborando con le più importanti
Case, per un fatturato che nel
2013 ha raggiunto i 156 milioni
di euro. Attraverso una rete di
distributori esclusivi siamo
presenti in 70 Paesi al mondo.
La nostra sede centrale è quella

storica di Cherasco, con 700 dipendenti e il fiore all’occhiello
del centro Ricerca e Sviluppo».
Al suo interno è nato il nuovo
sistema ad iniezione diretta di
gas Ldi (LPG Direct Injection)
che debutta sullo Sportage. È
stato sviluppato sul motore 1.6
Gdi a iniezione diretta di benzina, mantenendo inalterato lo

schema degli iniettori: il Gpl
viene iniettato in ciascun cilindro allo stato liquido, con importanti vantaggi funzionali.
Drastico l’abbattimento del
particolato che risulta la cinquantesima parte di quello
emesso dal motore ciclo Otto,
mentre la riduzione di Co2 è del
10%. Il motore si può avviare a

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

2,5

MILIONI DI YARIS PRODOTTE IN FRANCIA
1 Toyota ha festeggiato il traguardo di 2,5 milio-

ni di Yaris prodotte nello stabilimento francese di
Valenciennes da quando l’assemblaggio è iniziato
(2001). La 2,5milionesima unità è una Yaris Hybrid

.

37

MOTORI

www.lastampa.it/motori
Nel sito motori
approfondimenti
e fotogallery

Super
La GTS 300 è
disponibile in
due versioni:
quella base
e la Super, più
sportiva e
dotata di sella
con rivestimento nero e
profili bianchi
a contrasto

Tendenze
BRUNO DE PRATO
BARBERINO DEL MUGELLO

a Vespa GTS entra
nell’universo hi-tech in nome di una
sicurezza superiore. Questa è la versione più ricca, confortevole,
performante e versatile di
sempre, frutto di un progetto
evoluto in modo intelligente
e, soprattutto, costantemente raffinato e aggiornato. Sia
il gruppo propulsore, sia la
ciclistica dello scooter iconico per eccellenza ormai consentivano margini di crescita
limitati. Ma i tecnici Piaggio
hanno saputo attingere alla
riserva di un pacchetto di sistemi elettronici per l’assistenza alla guida che accentua la leadership tecnologica
della Vespa GTS.
Il cuore del complesso di
assistenza digitale alla guida
sicura è costituito da un impianto Abs a due canali, associato a un impianto frenante
a due dischi da 220 millimetri. Grazie alla funzionalità
dell’Abs, l’impianto frenante
è utilizzabile in assoluta confidenza nella modalità «integrata», realizzando decelerazioni potenti e sicure e sempre esenti da bloccaggi. La
centralina Abs gestisce anche il sistema Asr per il controllo della trazione: molto chetto elettronico è la sofistiefficace, come abbiamo potu- cata «piattaforma multimediato agevolmente sperimenta- le», una connessione Usb che
re sul vialetto inghiaiato di consente allo smartphone peraccesso alla statale su cui si è sonale di dialogare con la censvolto il test
tralina del motodrive. La comVERSIONE TOP re, trasformanbinazione dei
così in uno
Oltre alla piattaforma dosi
due sistemi
strumento mulesalta la godi- multimediale, sulla 300 tifunzione che
bilità della Ve- sofisticate sospensioni monitorizza e
spa GTS in amrende accessibili
bito urbano, grazie a una gui- una quantità di informazioni
da sicura anche sui fondi di tecniche, a cominciare dai giri
certi centri storici, come i la- del motore e dal consumo
stricati zuppi di pioggia.
istantaneo. Il sistema dispone
Il terzo elemento del pac- di una App dedicata che inclu-

L
Elegante
Nel frontale
spiccano
le luci a Led

cesso a Internet e ai comandi
vocali Voicetronic (in opzione).
Una App consente di dialogare
con la vettura tramite smartphone o tablet, magari per regolare il condizionamento prima del viaggio. Si può facilmente controllare lo stato di carica
della batteria o verificare l’autonomia, è anche visualizzabile
il percorso pianificato per scoprire dove si potrà ricaricare la
vettura lungo il tragitto. Scrutando il cruscotto si ha la continua percezione dei consumi:
l’intuitivo indicatore dell’energia disponibile ha una lancetta
che si muove in senso orario dal
settore verde a quello rosso
man mano che l’energia viene
utilizzata, e scende sotto lo zero
quando la vettura fornisce
energia recuperata alla batteria. Di serie c’è il sistema di prevenzione delle collisioni basato
su radar con Brake Assist adattivo. Sono inoltre disponibili
Blind Spot Assist e Park Assist.

Gpl, con risparmio di benzina.
Le prestazioni sono invariate, con 136 Cv e 167 Nm (contro
164) per 178 km/ora e 11,5” da 0 a
100 km/ora. Alla guida non si
avvertono differenza. Riguardo
ai consumi, i tecnici BRC sottolineano come quelli del Gpl siano superiori circa del 20% a
quelli della benzina: il vantaggio è dato dal costo inferiore.
Questo motore, come quello
tradizionale e il turbodiesel 1.7
CRDI da 115 Cv è destinato alle
versioni 2WD proposte nei livelli Active, Cool e Class. Le varianti AWD a 4 ruote motrici
(identificate dal brand Rebel,
adottano il 2.0 CRDI da 136 e
184 Cv negli allestimenti Pure
Rebel, Feel Rebel e Rebel. Per
tutte le versioni, nuovo look della mascherina e dei cerchi in lega da 17 e 18”, materiali morbidi
per plancia e pannellerie, sospensioni migliorate nel
comfort e nell’handling.
Prezzi tra i 20.250 e 21.750
euro delle 1.6 GDI; da 22.750 a
25.750 delle gamme 1.6 Eco
Gpl+ e 1.7 CRDI; tra 27.250 e
36.250 euro delle AWD Rebel.
La garanzia di 7 anni è estesa ai
componenti dell’impianto Gpl.
Incentivo Kia di 2.500 euro, cui
si aggiungono altri 1.000 euro
per la linea AWD Rebel.

190
mila
Sono le Vespa
vendute
nel 2013
dalla Piaggio
a livello
globale
(su 355 mila
scooter
complessivi)

La Vespa che parla
con lo smartphone

Sempre più hi-tech: sulla Gts debutta anche l’Abs
de anche la funzione di navigatore. Nella evoluzione della Vespa GTS non manca inoltre un
importante contributo della
ingegneria meccanica: la nuova sospensione anteriore con
attacco inferiore dell’ammortizzatore del tipo «a cerniera»,
come quello della nuova Vespa
Primavera.
Questa GTS 300 è disponibile in due esecuzioni: la versione base GTS, completa di
classico portapacchi posteriore, e la variante GTS Super, più
sportiva e dotata di sella con
rivestimento nero ed eleganti

profili bianchi a contrasto.
Sulle strade sperdute nel
verde del Mugello abbiamo potuto sperimentare l’assoluta
efficienza dell’impianto AbsAsr, ma anche, e con grande
piacere, la migliorata funzionalità e sensibilità della sospensione e quindi dell’avantreno che ci ha consentito una
guida divertente e sicura come
raramente uno scooter ci aveva regalato. I prezzi vanno dai
4.800 euro della GTS 125 (più
350 euro per Abs-Asr) fino ai
5.580 euro della Vespa GTS
300 Super Abs-Asr.

QUELL’ICONA GLOBALE DEL MADE IN ITALY
MICHELE FENU
n modello tira l’altro
nel segno di un’evoluzione tecnologica che
rievoca un passato glorioso.
Nel mondo delle due ruote, e
in particolare in quello degli
scooter, la Vespa è un’icona
che non ha neppur bisogno di
essere collegata al suo produttore, il Gruppo Piaggio. Il
nome dice tutto come accade,
in campo automobilistico, per
la 500: sì, è figlia della Fiat, ma
è ormai un marchio a sè stante, un simbolo di successo e un
vanto per il made in Italy a livello globale.
Se vogliamo, Vespa e 500
hanno molti punti in comune.
Sono nate negli anni difficili
del dopoguerra, la prima nel
1946 e la seconda nel 1956,
hanno dato un impulso straordinario allo sviluppo della motorizzazione, si sono rivelate
oggetti di design d’avanguardia, hanno dato vita a una
grande varietà di versioni e
nel loro lungo cammino hanno
mutato obiettivi e clientela.
La Vespa, in particolare, ha
conservato nei Paesi asiatici
come Cina, India, Vietnam un

Il mito

U

D’Ascanio e
Fangio con la
prima Vespa
A destra
Audrey
Hepburn
in Vacanze
Romane

ruolo popolare (rafforzato dal
suo figlioccio «operaio» Ape)
mentre in Europa e Usa ha
un’immagine decisamente più
sofisticata. Quella di un veicolo
efficiente e moderno, capace di
insinuarsi agilmente nel traffico, esteticamente piacevole. In
America la Vespa non è più una
rarità da ammirare al Moma di
New York, ma un mito che è realtà molto trendy.
Del resto, questo piccolo scooter con carrozzeria a scocca
portante nato da un progetto
dell’ingegnere aeronautico
Corradino D’Ascanio ha conservato quella filosofia di base

che ne determinò il successo:
niente telaio, motore e parti
meccaniche incapsulate, comoda posizione di guida e, a differenza delle motociclette (almeno quelle d’allora), possibilità di
usare un abbigliamento normale. Proprio il fatto di ricorrere
alla soluzione della scocca portante indusse Enrico Piaggio a
lanciare il nuovo rivoluzionario
prodotto nelle concessionarie
Lancia, ricordando il primato
tecnico di Vincenzo Lancia con
la Lambda in campo automobilistico. La prima Vespa aveva
una cilindrata di 98 cc, motore a
due tempi di 3,2 Cv e cambio a

tre marce. Toccava i 60 l’ora e
costava 68 mila lire (pagamento
anche rateale).
Secondo gli esperti l’immortalità della Vespa deriva dall’essere un prodotto industriale
che pone la figura umana al
centro dell’idea creativa. «Il design unisex - è stato detto - appare geniale. È un veicolo che
può essere guidato indifferentemente e con eleganza sia da
un uomo vestito con raffinatezza sia da una donna che indossi
la gonna». Come non ricordare
il film «Vacanze Romane», con
Gregory Peck e Audrey Hepburn che si infilano nelle strade
della Capitale in sella a una Vespa 125? Era il 1953, oggi forse si
troverebbero nell’imbarazzo di
scegliere una 500.

In breve
In mostra ad Atlanta

La Pininfarina Modulo
tra i sogni americani

1 La

Modulo di Pininfarina sarà protagonista all’High
Museum of Art di Atlanta (21
maggio-7 settembre) della
mostra dedicata alle auto più
sensazionali del XX secolo
«Dream Cars-Innovative Design, Visionary Ideas». In vetrina concept e vetture a tiratura limitata che, dagli anni
Trenta, hanno spinto l’immaginazione oltre i limiti grazie
al design futurista e visionario. Come il prototipo di berlinetta speciale realizzato da
Pininfarina nel 1970. Modulo
è costruita sulla meccanica
della Ferrari 512 S e nasce come studio di forma ispirato
alle disposizioni dei passeggeri nei veicoli sportivi e da
competizione. La vettura viene presentata al Salone di Ginevra il 12 marzo 1970 e rimarrà in esposizione per 5
mesi nel Padiglione Italia all’Expo 70 di Osaka. Da allora
ha raccolto 22 premi internazionali di design. Per la Pininfarina si tratta di un altro
prestigioso riconoscimento a
livello internazionale.

People mover

Ford ha rinnovato
il Tourneo Courier

1 In

Ford lo chiamano
Smart People Mover compatto. È il Tourneo Courier, il
commerciale leggero che si
declina in comodo multivan
per il trasporto passeggeri e
assicura una dotazione di sicurezza e avanzati sistemi di
connettività. Soprattutto offre un ampio spazio nell’abitacolo e facilità di accesso ai
sedili posteriori grazie alle
doppie porte scorrevoli. Courier è dotato di una capacità
di carico elevata, con un bagagliaio di 708 litri. La gamma motori comprende l’EcoBoost 1.0 benzina a 3 cilindri
da 100 Cv (5,2 litri per 100 km
con soli 119 g/km di Co2
emessi) premiato come Motore dell’Anno nel 2012 e nel
2013 per i bassi consumi.

Al Circolo dei Lettori

Le strategie dell’auto
in un saggio d’autore
1 «Le

strategie competitive del settore auto di fronte
alle scelte più difficili della
sua storia»: un tema di stretta attualità che verrà approfondito martedì 13 (ore 18) al
Circolo dei Lettori di Torino.
Lo spunto è la presentazione
dell’approfondito volume realizzato da Giorgio Pellicelli,
professore emerito dell’Università di Torino. Interverrà
Nevio Di Giusto, amministratore delegato del Centro Ricerche Fiat.

T1 CV PR T2

DOMENICA 11 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

39

OGGI NELLE PIAZZE DI TORINO E PROVINCIA

Una rosa per la mamma
e per i bambini malati
Torna oggi nelle principali
piazze di Torino e provincia
l’iniziativa benefica della
Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna, con la vendita delle piantine di rose in
occasione della Festa della
Mamma. La raccolta fondi,

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

giunta al suo settimo anno
consecutivo, ha l’obiettivo di
contribuire al progetto di ristrutturazione e ampliamento
del Reparto di Neonatologia e
Terapia Intensiva dell’Ospedale torinese. Luciana Littizzetto ha, come gli anni scorsi,

Luciana Littizzetto

T1 T2

offerto gratuitamente la propria immagine per la campagna promozionale. I lavori finanziati grazie alle raccolte
fondi organizzate dalla Onlus
hanno portato finora all’apertura del Nido fisiologico e patologia minima e continueranno
con l’ampliamento e la dotazione di attrezzature per il cuore
del progetto, la Terapia Intensiva Neonatale, un ampio spazio di 750 metri quadri che
avrà a disposizione 30 posti per
neonati con gravi patologie.

TORINO

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it
CULTURA E BUSINESS. ANCORA UN ASSALTO DI VISITATORI, UN SUCCESSO ANCHE GLI EVENTI FUORI DAI PADIGLIONI

Il Salone si scopre mondiale
Corsa alle alleanze internazionali: dopo la Germania tocca alla Cina
E, a sorpresa, tra gli stand le vendite dei libri aumentano del 10%
forma Expo. Il Salone
* Inè internazionale
come un

IL CORTEO CONTRO LA TORINO-LIONE: BANDIERE E SLOGAN, NESSUN INCIDENTE

anticipo di Expo. Venerdì i
tedeschi hanno firmato
un’alleanza libraria e ieri i
cinesi hanno lanciato
un’opa sul futuro costruendo un ponte fra la
loro cultura e quella europea che passerà proprio
per Torino. E come se non
bastasse volano le vendite
dei libri: +10%.

A

DA PAGINA 40 A PAGINA 45

INTERVISTA

Volo: prima
di scrivere
ho letto molto
«Non temo i giudizi
Faccio ciò che sento»
Elena Lisa A PAGINA 41

REPORTAGE

Dal tramonto all’alba
nel regno dei libri

Cacciatori
di luoghi
comuni
MARCO BARDAZZI

Francia, Garberoglio, Giacosa
Insalaco, Minucci e Rosso

Una notte
chiusi
al Lingotto

I creativi allo stand della Stampa

AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

No Tav, il giorno della pace
Claudio Laugeri, Massimiliano Peggio e Maurizio Tropeano ALLE PAGINE 46-47

Enrico Remmert ALLE PAG. 44-45

caccia di frasi fatte in
mezzo ai libri del Salone. Tra le sorprese tecnologiche che La Stampa presenta nel proprio stand, c’è
anche un «totem» che permette di giocare con la lingua
italiana, alla scoperta dei luoghi comuni o delle banalità
che diciamo ogni giorno.
Usando un tablet collegato a
una pagina web si può giocare
con le parole raccolte in un’innovativa infografica dinamica, per comporre e condividere via Twitter e Facebook frasi
dell’italiano parlato che spesso non si trovano nei dizionari.
Un gioco, ma non solo. In realtà è il frutto di mesi di lavoro
di un team di creativi nato all’interno di «La Stampa Academy», la scuola di datajournalism che abbiamo promosso in collaborazione con Google. Sotto la guida di Paolo
Conti, fondatore di Visiwa
(marketplace dedicato alle infografiche), gli autori di #fattidifrasifatte hanno creato il
progetto destinato a diventare anche vocabolario in evoluzione della lingua parlata.
Scoprilo su
www.lastampa.it/fattidifrasifatte

La storia

REPORTERS/ALESSANDRO BOSIO

La corsa più folle
Color Run per 9 mila
Alma Brunetto A PAGINA 51

T1 CV PR T2

R

40 .Cronaca di Torino

LA STAMPA

.DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Salone
del

Libro

Papa Francesco

La regina fantasy

La «rivoluzione» nella
comunicazione globale
Sala Gialla, ore 11

Licia Troisi e la sua
nuova saga «Pandora»
Arena Bookstock, 12.30

De Gregori

Fuori di Salone

Assalto a Francesco De
Gregori ieri pomeriggio
nello stand della «Stampa».
Il cantautore ha firmato
poster e lanciato il libro
di interviste e inediti
che uscirà in autunno

Le code
tra gli stand
a volte
abbaiano

EMANUELA MINUCCI

FRANCESCA ROSSO
La coda chilometrica del giorno è per Ozpetek. Per il duo
stellato Cracco & Barbieri, invece, è ressa da concertone. Il
regista della «Finestra di
fronte» commuove le signore.
Gli occhioni azzurri di Cracco
rimbalzano nei tweet delle ragazzine. Il Salone è così, quando si mettono in fila le folle
(già diecimila in più dell’anno
scorso nei primi tre giorni) la
fiera del libro diventa anche
quella degli opposti. C’è il reality-chef di quella tv che il ministro Franceschini ritiene
colpevole di una fuga collettiva dalla lettura, e gli appassionati d’arte di ogni età che se
ne stanno in piedi per un’ora e
mezzo pur di godersi dalla viva voce di Alberto Angela una
puntata di Super Quark sulla
Cappella Sistina. Una cosa è
certa: sono aumentati almeno
del 5 per cento i visitatori e di
un buon 10 le vendite dei libri.
E ai piani alti del Lingotto c’è
chi si frega le mani. Anche se
l’investitura (ancora per un
anno) del duo Picchioni-Ferrero non arriverà prima della
settimana prossima. «Faremo
una riunione martedì - dicono
in Comune - anche per capire
se si può già affiancare gli uomini del futuro a quelli della
tradizione».
Caro-fiera

La vera svolta del Salone, quest’anno, è il rapporto interattivo
con i suoi lettori. Che da un’indagine realizzata da Fitzcarraldo dice di essere entusiasta della App per smartphone. Sono 11
mila i visitatori che hanno installato «SalTo» con Apple,
7.000 download da Android,
1.000 da Windows Phone. Nei
commenti la protesta più ricorrente riguarda il prezzo del biglietto: troppo caro 10 euro. I
lettori curiosano e comprano,
ma soprattutto fotografano e
twittano: l’hashtag SalTo14
oscilla, a seconda delle star sul
palco, tra la terza e la quinta parola più popolare d’Italia sul so-

N

Salone, non solo dibattiti
Quest’anno i libri si vendono
Gli editori confermano: 10 per cento di incasso in più rispetto al 2013
Aumentano anche i biglietti. Martedì si decide il futuro del duo Picchioni-Ferrero
cial network. E’ comparso on line
con 7 milioni e 500 mila visualizzazioni.

Up&down

Expo 2015, nel senso dello scandalo di questi giorni.
Arrivano due ministri

L’interesse degli Arabi

1 La pulizia del Lingotto è

molto migliorata. Non si fa in
tempo a sbriciolare qualcosa
sui gradini che arrivano solerti spazzini. Non mancano poi i
cestini e nemmeno un odore
migliore rispetto agli anni
passati: forse si fa più uso di
vernici e moquette ecologiche e comunque anche la
spazzatura dentro al Salone è
differenziata.
[E.MIN.]

1 Pochissime

panchine,
poltrone e tavolini inesistenti. Tanto che la gente, alla fine, è costretta a stravaccarsi
per terra. Ci sono schiere di
alunni che vanno a caccia di
un angolino tranquillo, pur di
mangiare il panino seduti all’indiana, in serenità, maestre
comprese. Insomma, resta il
problema del relax tra gli
stand. [L. TOR.]

L’edizione del 2016, ha anticipato
ieri Picchioni che già si porta
avanti con il lavoro (la Germania
è sicura per il 2015) ha già parecchi «pretendenti». Come Paese
ospite sono in lizza l’Arabia Saudita, ma pure Ungheria e Finlandia. Mondi opposti come opposti
sono stati i tanti temi affrontati
ieri. Dall’appuntamento sulla
twitterizzazione dei romanzi (si è
provato a raccontare i «Promessi
Sposi» in 140 caratteri), all’assalto dello stand Rai per ascoltare i
protagonisti dei «Braccialetti
Rossi». Colore, politica e tanto

E se il segretario di Stato Parolin
ha detto che «non bisogna mai
abbassare la guardia sulla corruzione» oggi sarà il ministro della
giustizia Orlando, previsto alle 12
(dopo il ministro Giannini, in tabella alle 11) ad affrontare le domande dei cronisti sugli arresti
eccellenti degli ultimi giorni. Per
restare sul governo, ieri il presidente di Telecom Recchi, allo
spazio OpLab ha detto che il nuovo premier rappresenta una
grande discontinuità di metodo e
che l’Italia, alla fine riuscirà a riformarsi. E ha poi devoluto i proventi del suo libro ad Area Onlus.

I manager dei cinque grandi
gruppi editoriali cinesi giunti
per il Salone del Libro hanno
incontrato rappresentanti di
grandi casi editrici ma anche
altri enti istituzionali

I manager cinesi siglano i primi affari
“Affascinati dall’organizzazione”

LETIZIA TORTELLO

Non è arrivata proprio con le
valigie cariche di soldi, ma ha
fatto intendere che investe
sull’Italia con una certa facilità e volentieri. Perché la nostra cultura piace alla Cina.
Lo hanno dimostrato i cinque
grandi gruppi editoriali venuti con nutrite delegazioni di
amministratori delegati e top

twitter @frarossorosso

Trasversali

Trend in crescita

Tavoli avviati
con imprenditori
e istituzioni
torinesi

on si sente un bau.
Eppure sono tantissimi, quest’anno, i
cani in giro per il Salone
anche se «Rin Tin Tin» e
«Lassie» non sono più di
moda. Quelli piccoli stanno
in borsa, magari dividendo
lo spazio con qualche catalogo o qualche acquisto.
Quelli di taglia media stanno al guinzaglio vicino al
padrone, per non correre il
rischio di incontrare piedi
maldestri, distratti dai nasi
in su dei visitatori. Quelli
grandi, e ce ne sono di
grandissimi, quando si
stancano di passeggiare
sulle strisce di moquette,
fra stand squadrati e luci
artificiali, si spalmano per
terra, approfittando di una
sosta degli umani che conversano con altri umani.
Le pance si appiattiscono al suolo, le zampe di distendono, le code si allungano rilassate sul pavimento, a rischio di essere pestate. Relax e qualche sbadiglio. Si sentono a casa, tanti
cani, educati e composti.
Andiamo dietro le quinte dell’organizzazione, in
quegli uffici dove per contratto sono obbligati a trasformare i problemi in soluzioni, e chiediamo se
qualche quadrupede ha
per caso creato problemi.
Ci rispondono di no: nessun morso, nessuna pipì,
nessun libro azzannato.
L’unica lamentela pervenuta è quella di una signora che chiede perché non ci
sono le gabbie dove parcheggiare i cani fuori dal
Salone, come succede in altri eventi. Ma perché, signora, non lascia il cane a
casa sul divano, o, se ce l’ha
sul terrazzo o in giardino?
«Perché così sta più vicino
a me».

manager da Shanghai e Pechino e da altre regioni del Paese
orientale, per fare affari con i
nostri editori.
«Questo Salone è il migliore
a cui abbiamo partecipato. Siamo molto impressionati della
professionalità dell’organizzazione, e anche dei tantissimi
bambini che frequentano questa fiera», dice con sguardo impassibile e tono asciutto Long
Bo, general manager di China
South Publishing & Media
Group, colosso quotato in borsa, che riunisce case editrici,
giornali, periodici, cinema
d’animazione. Oltre a loro, China Publishers Magazine, primo
giornale dell’industria editoriale cinese, China Fine Arts Pu-

blishing Group, che si occupa di
arte, design, architettura, fumetti, Guizhou People’s Publishing House, China Citic
Press, con 100 librerie negli aeroporti delle principali città cinesi, produttore di best seller,
più la casa di produzione cinematografica Agogo Entertainment. Investitori d’oro, con cui
il mercato italiano ha iniziato a
fatica a confrontarsi. Ma le potenzialità sono enormi.
Il programma degli appuntamenti dei cinesi è stato sfiancante: hanno incontrato direttori generali e responsabili della vendita dei diritti di Mondadori, Rizzoli, del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, di De Agostini. Ma hanno anche avuto ta-

voli istituzionali con soggetti
economici e politici della città:
la presidente dell’Unione Industriale Mattioli, il segretario
della Camera di Commercio
Bolatto, l’assessore regionale
alla Cultura Coppola che ha invitato la regione di Hunan (65
milioni di abitanti) a tornare come Paese ospite nel 2016. «Portiamo le nostre richieste ai governatori e ai nostri ministri –

ha ribattuto Long Bo –. Noi saremmo molto interessati». Anche se il presidente del Salone
Picchioni frena: «Ci abbiamo
già provato nel 2010, lì cambiano continuamente i referenti, è
difficile».
Di certo c’è che è Rizzoli ad
avere intavolato i migliori affari. «Abbiamo un accordo che
dovrebbe partire per l’estate
con un grosso editore italiano»

dice Long Bo.
Marco Ansenda, responsabile Rizzoli Illustrati Italia e Rizzoli Usa, ha trattato per la coedizione di due testi che in America hanno avuto gran successo: «Il mondo immaginato» di
Philippe Daverio e il «Codex Seraphinianus» di Luigi Serafini.
Libri d’arte, dal prezzo importante. Trattative avanzate anche per quattro libri per l’infanzia. Così come per Gems: «Vogliono acquistare letteratura
per ragazzi e classici come Pasolini», spiega Cristina Foschini. Mentre Giunti ha comprato i
diritti di un libro cinese che pare essere il nuovo Calvino,
«Bronze & Sunflower», già
uscito in Francia e Inghilterra.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Intervista

ELENA LISA

S

e esiste davvero la
«ragazza della porta accanto», allora
Fabio Volo è il corrispettivo maschile.
Spiega cose di sé con leggerezza, dialoga fluido senza
ostruzioni o brusche chiusure. Ed è questo che porta fuori strada. Perché finisce che
riesca a farti credere di essergli amico da sempre, perciò in «amicizia» non ti imbarazza poi tanto avergli fatto
squillare il cellulare per ore,
alla vigilia del suo doppio appuntamento al Salone del Libro: «Stavo facendo un barbecue, non sentivo» risponde
lui alla telefonata numero enne.

DigiComic!

Donne in guerra

Capitalismo 2.0

Con Dacia Maraini
A cura del Mulino
Arena Bookstock, 15.30

Con Brunetta, Cazzullo
Fassino e Passerini
Sala 500, ore 15.30

Bambini

C’è un pullman fermo
che sa rispondere
a tutti i perché

IL SUCCESSO

Lei pensa spesso alla sua vita prima del successo?

«Ci sono giorni in cui il mestiere che faccio è ordinaria
routine, altri in cui sento una
profonda gratitudine».
Verso chi?

«Verso la mia famiglia, mio
padre che mi ha insegnato la
dedizione al lavoro, la mia

«Di tutti gli
esperimenti
il più bello
è quello
sul campo
magnetico.
Anche se io
lo conoscevo
già...»

GIORGIA GARBEROGLIO

È papà da sei mesi. Dipende-

Per esempio?

Samuele

L’iniziativa
di «Xché»
parcheggiata
a Bookstock

Cioè?

«Mi faccio domande e mi
chiedo se a un certo punto
della vita con mio padre e mia
madre avrei dovuto aprirmi.
Per capire meglio, di più...».

Un autobus
parcheggiato
a Bookstock
L’idea del
«Laboratorio
delle
curiosità»

“Non ho paura: tanto prima o poi moriamo tutti”

«Per i bambini. Saranno il
mio pubblico».

rà da questo?

Il bus
fermo

Volo: “I miei libri?
Prima di scrivere
io ho letto tanto”

Pronto per Torino?

«Avere un figlio è un’esperienza sana, mi consente di
apprendere. E di valutare diversamente i miei genitori».

Cronaca di Torino .41

Crea in tuo funetto,
con Roberto Recchioni
DigiLab, ore 13

«Sempre pronto. Incontrerò i
lettori per il romanzo scritto
per Mondadori “La strada
verso casa”, e leggerò fiabe».

«Sono grato a me
stesso: ho avuto
il coraggio di provarci»

.

Doppio appuntamento
Alle 13,30 Fabio Volo incontrerà i lettori per la presentazione del romanzo
«La strada verso casa» e alle ore 17 leggerà fiabe per i bambini del Bookstock Village

compagna. Verso chi ha creduto in me, e verso me stesso che
ho avuto il coraggio di provarci».

Non per accelerare la sua fretta. Ma il prossimo quale sarà?

«Reciterò nel film di Massimo
Gaudioso prodotto da Cattleya. Accanto a me ci sarà Silvio
Orlando. E poi sto pensando a
una storia da scrivere».

Provare a uscire da una vita
ordinata: un lavoro in panetteria, a Calcinate, vicino Bergamo, la passione per la
I CRITICI
musica, gli
«Non temo i giudizi
amici...

Ma lei, che quando è uscito il suo
primo libro, oltre
300 mila copie
faccio che cosa vendute, già lavo«La mia indole
mi sento di fare» rava in tivù con le
non mi avrebbe
mai consentito
Iene, e in radio con
di fermarmi lì. Sono irrequieto.
Radio Capital, perché ha deciEternamente insoddisfatto».
so di diventare uno scrittore?
Unacondannaounafortuna? «Per necessità: dovevo espri-

«Mi godo per poco i risultati
che raggiungo. Sento troppo
presto la tensione per un altro
obiettivo».

estro disponendo tavolini, appendendo stampe e scegliendo
allestimenti».
E lei ?

«E io quel che non esprimevo
nella vita l’ho messo nero su
bianco. Ma prima ho letto molto. Certo, quando ho iniziato
non credevo che i miei libri potessero piacere tanto».
Un colpo di fortuna?

«Un modo di essere: sono libero dal giudizio e non temo quello degli altri. Non ho paura, faccio le cose che sento di fare, e
quando parlo e scrivo non uso
sovrastrutture».

mere la mia creatività».

Ma dev’esserci dell’altro...

Che cosa intende?

«E poi sì, credo che tanto prima o poi moriamo tutti, e fin
che posso io me la vivo così».

«Che è nell’ essere umano. Anche un barista esprime il suo

Emanuele, 7 anni, si rivolge al
papà e dice: «Pedala un po’ tu
adesso per accendere la lampadina in alto». Già, ma perché la lampadina è molto più
difficile da accendere dei led
più in basso? La risposta (i
led consumano meno energia) è spiegata in un pullman
temporaneamente parcheggiato al Lingotto, pronto a
partire dopo il salone per un
giro tra festival della Scienza
e cortili scolastici.
Si chiama «Domande in
viaggio», ed è bus della scienza di «Xké? Il laboratorio della curiosità» di via Gaudenzio
Ferrari 1. A bordo, i bambini
si affollano per trovare mille
risposte: una guida mostra su
un tablet dove sono Torino, il
Lingotto, il Salone, infine il
punto esatto in cui si trova il
bus. Matteo, 6 anni, sa benissimo che Valeria sta usando
Google Map. Ma perché – anzi Xké, - il tablet arriva a mostrare proprio quel puntino?
La spiegazione è in una
scatolina trasparente di resina. I bambini osservano un

Luca
«E’ davvero
interessante
vedere
la scienza
e toccarla
con mano
facendo noi
da soli gli
esperimenti»

pulviscolo immerso in una sostanza gelatinosa: «E’ metallo», concordano. Con una calamita ecco la magia della scienza che - come spiega la guida non è una magia. Il pulviscolo
si divide. I bambini comentano: «Il Nord e il Sud», «Sembra
un riccio», «Sembrano peli».
«Ma cosa dite? Sono due calamite!», dice uno scienziato di
sei anni.
Ecco spiegato come la Terra
sia un campo magnetico e come sia possibile la «localizzazione» di un punto su un tablet.
Davide Barbini, 12 anni chiosa:
«Vedere esperimenti che dimostrano le nozioni che abbiamo studiato è molto interessante».

T1 CV PR T2

42 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Salone
del

Libro

Eugenio Scalfari

L’anima di Torino

Dialogo con Bruno
Maffellotto
Sala Gialla, ore 18

Diego Novelli, Valentino
Castellani e Piero Fassino
Sala Azzurra 17.30

Moda

Letteratura

La blogger
più seguita
dai giovani

Promessi Sposi
in formato
twitter

Più volte nominata la nuova Belen, ieri ha aperto l’incontro per presentare il nuovo libro della
Disney «Deep Blue». Chiara Nasti è la modella e
fashion blogger più amata dai giovani. Perché a
soli sedici anni è riuscita ad entrare nel mondo
che da sempre l’affascina più di
tutti: la moda. In più, su richiesta dei suoi fan, un anno fa ha
aperto il suo primo blog, e ha
svelato che tra poco ne arriverà
un secondo.
Nuova in questo campo, confessa che uno dei momenti della
Chiara Nasti sua vita che ricorda con più entusiasmo è proprio l’apertura
del suo primo blog, e che tutto il mondo che la
circonda, dalla moda alle interviste e da Facebook a Instagram, non influenza il suo percorso
al liceo delle scienze umane. Disponibile, ha
riempito le gallerie di tutti i telefonini delle sue
fan, che la vedono come un guru della moda.

I giovani di oggi sono sempre più attaccati ai
computer e leggono sempre meno. Non tutto è
perduto, però. Da oggi la «Twitteratura» aiuterà i giovani a leggere di più. Ma cosa significa
questa parola? La risposta è stata data ieri durante l’incontro tenuto all’Arena
Bookstock proprio su questo argomento: «La Twitteratura è un
progetto che avvicina i giovani
alla lettura. Abbiamo riscritto
«I promessi sposi» e «Favole al
telefono» in tweet da 140 caratteri. Così facendo abbiamo non
solo invogliato i giovani a leggeTwitter
re, ma anche unito diverse generazioni», hanno detto gli ideatori. Questo progetto è stato realizzato con la collaborazione dei
ragazzi di scuole di tutta l’Italia, che, soddisfatti, raccontano: «Quando leggiamo ci sembra di
volare fra tante nuvolette cariche di letterine».
Manzoni e Rodari sarebbero stati fieri.

Il Salone raccontato dagli studenti
Bookblog è un’iniziativa che coinvolge otto scuole, tra medie e superiori
Ogni mattina i ragazzi incontrano un caporedattore della «Stampa»

Francesca Venturi e Michela Lonardelli, media Ferraris
( Modena) e Alessandro Caruso (Majorana)

Genitori

Gli adolescenti
sono adulti
in collaudo
«Un bimbo dentro. Invisibile, eppure così presente», scrive Annalisa Strada in «Una sottile
linea rosa», dove ci racconta con ironia la scoperta della gravidanza di Perla, 16 anni e una
scelta importantissima. Il padre è il giovane
Cesare, che lei vede da sempre
come un mito all’orizzonte. In
questa delicata scelta, Perla
non riceve sostegno dalle figure adulte e deve guardare soprattutto dentro se stessa. Annalisa Strada ci invita così a
confrontarci di più con i genitori e con gli adulti. Poi, rivolgenA. Strada
dosi a loro, li invita a non considerare gli adolescenti come ragazzi con problemi ma come adulti in collaudo. Questa storia ci dimostra che è bello essere giovani, anche se non sempre è facile. L’autrice ci saluta
così: «Che tu sia femmina o maschio, per favore non fare mai questo errore: non correre mai
con uno sconosciuto».
Najma Dardi, Francesca Passaro, Viola Miari
( Ferraris, Modena), Federica Micheletto, (Copernico)

1

Ascoltare le vite
degli altri
per capire la tua

Politica

L’Europa
è un magnete
per il mondo

I ragazzi di Bookblog e gli inviati di guerra
“Ma noi non avremmo avuto il coraggio di Quirico”
CRISTINA INSALACO

Certe volte ascoltare le vite degli altri
ti chiarisce le idee anche sulla tua. È
successo a Federica Guizzo e Federica
Brutti ieri mattina, quando hanno
assistito al dibattito con Domenico
Quirico. «Ho sempre sognato di
diventare una giornalista che gira il
mondo – racconta Federica B. - ma,
anziché il mondo, ho capito che forse è
meglio se mi fermo a girare per la
pacifica Italia. Scrivere di guerra per
un giornale mi spaventa». Ammirati
dal coraggio di Quirico, i ragazzi del

Da non perdere

Arena Piemonte
Le parole vanno in scena

1 È la giornata degli attori, al

Lingotto. A partire da Fabrizio Gifuni che, alle ore 13 in Arena Piemonte (padiglione uno), si esibisce in un reading dedicato a Julio
Cortázar. Dell’autore argentino,
Gifuni sceglie la nuova traduzione del romanzo «Un certo Lucas»,
in uscita per le edizioni Sur. La performance è organizzata per presentare «La grande invasione», il
festival letterario di Ivrea intera- Fabrizio Gifuni
mente dedicato alla lettura che si
terrà dal 30 maggio al 2 giugno. Fra gli attori «in scena» oggi al Salone, anche Loretta Goggi, che alle 13 al Caffè Letterario presenta il
suo libro con la regista Cinzia Th Torrini e Valter Malosti che alle 14 in
Sala Blu legge pagine degli autori Adelphi. Alle 17 in Sala 500, invece, ci saranno Isabella Ragonese e Giuseppe Battiston.

2

Bookblog pensano però di non averne
altrettanto, né ora né mai, per un
reportage dalla Siria. Va bene che il
giornalismo non è fatto solo di tecnica,
ma serve partecipazione personale,
«Però a queste cose non voglio
partecipare – confessa Matteo Santise
-. Non ne vale la pena essere uccisi per
pubblicare un articolo. O almeno non
per me». Domenico Quirico invece,
nonostante tutto, per la Siria ci
partirebbe ancora.
www.lastampa.it/torino

1 «Avremo mai il coraggio di

essere noi stessi?» si chiedono i
protagonisti di «Splendore», ultimo romanzo di Margaret Mazzantini. E per «essere se stessi»
non si intende solo dichiaratamente omosessuali, liberi di vivere il proprio amore, ma capaci di
cogliere, nella loro diversità, il vero splendore dell’esistenza. L’autrice procede con una scrittura
più asciutta rispetto al passato, Margaret Mazzantini
lungo le storie, opposte eppure
intrecciate dell’altoborghese Guido e del proletario Costantino, dall’infanzia all’età adulta. La Mazzantini, che aveva esordito con «Il catino di zinco» nel 1994, incontra il pubblico alle 15 in Sala Gialla. Con
la scrittrice, moglie dell’attore e regista Sergio Castellitto, dialoga la
critica e saggista Leonetta Bentivoglio.

L’Europa si può definire in tanti modi, ma la parola proposta a Luciano Canfora nell’incontro
di ieri è stata «magnete». L’Europa è magnetica
perché è in grado di attrarre, volontariamente o
no, Paesi, nazioni e culture anche al di fuori dell’unità territoriale. Da che cosa
dipende il magnetismo? Si può
forse ricondurre alla figura di
un capo carismatico, un uomo
capace di attirare su di sé il consenso delle masse attraverso
strumenti concettuali, emotivi e
mentali. Parlando della folla,
Canfora ha usato l’espressione
L.Canfora
latina «senatores boni viri, senatus mala bestia» per spiegare il segreto del
potere: esso si nasconde nel cortocircuito fra
individualità e massa che si lascia governare.
Riguardo all’Europa, il filologo non propone di
disfare tutto, ma di rivedere i parametri con cui
il «finto continente» si è formato, per ritrovare
quella pari dignità che è fondamento di libertà.
Matteo Erli, Alessia Franzoso e Francesco Visentin
(classico Ariosto, Ferrara)

Guarda le foto e i video

Sala Gialla
Amore e diversità

Matteo Santise (scientifico Copernico)
Francesco Lipparini (classico Ariosto, Ferrara)

3

Sala Azzurra
Il chitarrista di Fossati

1 L’esistenza, insieme avven-

turosa e ordinaria, di un italiano
che resta tale anche quando viene «scaraventato» lontano nel
mondo. Succede a Vittorio (o Vic,
come lo chiamano in America) Vicente, un chitarrista «genio e sregolatezza», che si butta nella vita
e con le donne. La sua corsa sfrenata, dal Piemonte degli Anni 50,
in cui è nato, fino agli Stati Uniti
del nuovo millennio, la racconta Ivano Fossati
Ivano Fossati nel suo nuovo romanzo, «Tretrecinque» (Einaudi). Il titolo si ispira alla chitarra elettrice di Vic, la Gibson tretrecinque, di cui diventa un virtuoso e che lo
porta a girare il mondo, condannato, però, alla periferia, ovunque si
trovi. Fossati, già autore di libri come «Carte da decifrare», sarà in Sala Azzurra alle 16 con il giornalista e critico musicale Ernesto Assante.

R

T1 CV PR T2

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .43

L’arte e il vigneto

Un’idea di felicità

Incontro con Roberta
Ceretto. Con Luca Ferrua. Show Kitchen, 18

Luis Sepulveda
incontra Carlo Petrini
Sala 500, ore 18.30

19-20 maggio: ore 15 e ore 21
Dipinti dell’800, del ’900,
contemporanei e Design

Oltre il Lingotto

Corri portando un libro
Al Salone Off
succede anche questo
Bergonzoni al Ferrante Aporti: esperienza poetica
TIZIANA PLATZER

«Torino sta procedendo in
una direzione ampia e allargata rispetto alla lettura: è giusto andare in periferia a lavorare sullo scrivere». Alessandro Bergonzoni ieri ha presentato la versione poetica dei
suoi monologhi «L’amorte» al
Salone del Libro, ma è l’appuntamento serale nello spazio Bellarte, per il programma
del Salone Off, che lo intriga:
«Gli appuntamenti ufficiali
sono sempre interessanti, ma
bisogna pensare che tutti noi
dobbiamo diventare autori,
perchè gli esempi sono finiti».
L’attore già corre all’iniziativa
di oggi, al suo secondo incontro al Ferrante Aporti (alle 15
e aperto al pubblico che si è
prenotato) e che rientra in
due progetti del Salone, «Voltapagina» e «Adotta uno
scrittore». «Io e i ragazzi siamo partiti dal mio libro per arrivare a testi loro: questo po-

Il programma
delle iniziative:
reading, mostre
spettacoli
meriggio sarà un reading. È
un’esperienza poetica, non sociale, solidale o politica».
Il libro «diffuso»

Il programma «off» oggi porta
al Borgo Medievale, dove alle
10 parte «La corsa del libro» e
la «Book crossing run». Dalle
11 alle 13 in via Montebello vicino alla Mole, e alle 17 nel
Cortile del Concertino, in via
dei Mercanti 3, incontro con
«La lettrice vis-à-vis»: il salottino «open air» e i libri scelti
da Chiara Trevisan. Alla libreria Borgopò, in via Ornato 10,
sarà invece ospite Philippe

4

Ogni albero una poesia
Sono 150 le poesie che si possono leggere sugli alberi
in piazza a Pinerolo, anche questo è «Salone Off» [FOTO LUISA GIAIMO]

Daverio, con il suo libro «Guardar lontano». Porta Palazzo
mette in contatto il Salone Off
con The Gate: alle 11 al Mercato
dell’ortofrutta, in piazza della
Repubblica, ci sarà lo spettacolo di magia di VitoSvito, cui seguiranno alle 12,30 il concerto
dei Miriam e alle 14 dei Fouffa
Project; alle 16 animerà lo spazio l’azione teatrale di Stalker,
con gli attori che trasformeranno l’ambiente e coinvolgeranno
gli spettatori. Ben 100 studenti
delle terze medie inferiori delle
scuole ad indirizzo musicale
della Provincia di Torino saranno protagonisti del concerto al-

Sala Gialla
Premio Mondello

le 11 nel Capannone dello strippaggio, ex Teksid, in via Orvieto
di fronte a via Nole; i lettori più
piccoli non devono perdersi l’incontro con il personaggio della
Piemme Geronimo Stilton, ai
giardini in via Falcone.
Poesia a Pinerolo

Versi di Gozzano, Ungaretti,
Pasolini, Montale e molti altri
autori, in tutto 150 poesie, si
possono leggere appesi agli alberi di piazza Vittorio Veneto a
Pinerolo, nei giorni del salone
diventata «Piazza della Poesia». La stessa operazione, fino
al 20 maggio, nei negozi.

5

Asta Sant’Agostino

251 C. Carrà

Istantanee
dal Salone
MARCO GIACOSA

Già tre anni
senza Anna
staccato Lisa
un certo punto c’è
stato un attimo di
silenzio ed era come se Anna staccato Lisa
avesse appena scritto un
pezzo per il blog o fosse
apparsa sorridente il giorno delle nozze, come fosse
ritornata o non se ne fosse
mai andata, invece a ottobre sono 3 anni che non c’è
più. Anna Lisa Russo, la
donna che ha raccontato
in un blog la sua malattia,
che ha commosso mezza
Italia per l’approccio positivo, è una delle protagoniste del libro di Giorgia Biasini, Scriver(n)e fa bene,
Editrice Zona.
È un libro che parla del valore terapeutico della narrazione, il racconto su internet e quindi la condivisione dell’esperienza personale della lotta contro la
Malattia con la maiuscola:
il cancro. Biasini stava dicendo dei benefici che Anna staccato Lisa comunque ebbe pur nella tragicità dell’esito, ricordava del
giorno delle nozze celebrate nel reparto di cure palliative dell’ospedale di Livorno, della felicità della
donna ormai consapevole
del poco tempo, e quelle
immagini aleggiavano nell’aria, era sparito ogni brusio e si era creato l’istante
perfetto di silenzio assoluto; come se ognuno recasse il proprio tributo.
Alla fine, una ragazza si
avvicina all’autrice. Si
chiama Francesca Martino, ha 22 anni e studia
scienze infermieristiche,
prende contatto perché
dedicherà la sua tesi alla
medicina narrativa. Parlerà di Anna staccato Lisa.
Se è vero che si vive nel ricordo di chi rimane, Anna
Lisa è sempre qui.

A

A cura di
Silvia Francia

Arena Bookstock
Contro il bullismo

1 Due diverse personalità let-

1 «Per dire basta a bullismo e

terarie, per un incontro che promette bene. Alle 16,30 in Sala
Gialla c’è Niccolò Ammaniti, l’autore di tanti libri di successo, oltre che molto «cinegenici». Dai
suoi libri sono stati tratti film come «Branchie», tratto dal romanzo d’esordio di Ammaniti,
oltre alle due pellicole dirette da
Gabriele Salvatores, «Io non ho
paura» e «Come Dio comanda» e Niccolò Ammaniti
il recente «Io e te», girato da Bertolucci. A dialogare con lo scrittore romano sarà Joe Landsale, in occasione del conferimento della «palma» per l’autore straniero del
Premio Mondello, di cui Ammaniti è giudice: con loro, il docente Giovanni Puglisi. Di Lansdale è ora in libreria «Notizie dalle tenebre» (Einaudi), sedici storie di avventura e mistero, tragedia e commedia.

omofobia». Il titolo dell’incontro,
programmato per le 19,30 in Arena Bookstock, non lascia dubbi su
quale messaggio vogliano lanciare, dalla fiera libraria, i Perturbazione. La band di Rivoli incontra i
responsabili di «Le cose cambiano», il progetto italiano rivolto
agli adolescenti contro bullismo e
omofobia, e «Indie Pride - indipendenti contro l’omofobia». Tommaso Cerasuolo
Alex Baracco, Tommaso Cerasuolo, i due fratelli Lo Mele e soci parleranno certamente di musica, ma
non solo: anche di «cinema, storie e di cosa voglia dire crescendo sentendosi diversi, in un intervento dichiaratamente contro emarginazione e violenza. Oltre ai già citati partecipano all’incontro anche Elena
Diana, Gigi Giancursi, Milena Paulo,Antonia Peressoni e Chiara Reali.

276 A. Calder

214 L. Delleani

624 Stilnovo

730 G. Rinaldi

Esposizione d’asta
da mercoledì 14 a domenica 18 maggio
Orario continuato 10 - 20
sabato e domenica 10 - 21

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DEL DT T IN PIEMONTE
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T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

Salone
del

Libro

Storie di coraggio

Biancaluna

Oscar Farinetti incontra
Giovanni Soldini
Sala Rossa, ore 19.30

Con Gianmaria Testa
per «Chilometro zero»
Arena Piemonte, ore 18

Soli nella pancia del Lingotto
tra i libri che non dormono mai
Dal tramonto all’alba: negli stand ragazze in tacco 12 per 14 ore al giorno
La notte restano solo le squadre delle pulizie tra depliant e cartoline

TESTO DI ENRICO REMMERT
FOTO DI FABRIZIO ESPOSITO

G

iovedì 8 maggio,
ore 19,56. Lingotto. Il Salone del
Libro non è la Biblioteca di Babele di Borges - un universo che
contiene ogni libro immaginabile «compresa la storia
minuziosa del futuro, e la traduzione di ogni libro in tutte
le lingue, e le interpolazioni di
ogni libro in tutti i libri» - ma,
insomma, qui dentro in questo momento c’è il più alto
tasso di storie per metro quadro della città. Perciò ne troveremo sicuramente qualcuna anche noi.
20,29. In un piccolo stand
c’è Mattia, nato a Londra, padre di Asmara e madre dell’Ogliastra, Rights Manager
ed Editor della narrativa
straniera per LiberAria Edizioni di Bari (eh già, oltre che
di storie il Salone è pieno di
geografie). Com’è andato
questo primo giorno? «Beh, il
giovedì è come se si avviasse
il motore. Si parte sempre
lenti, ma confido nei prossimi
giorni. In ogni caso vedo una
dinamicità e un ottimismo
sorprendente dai piccoli e
medi editori». Il libro su cui
puntate? «”Non fate troppi
pettegolezzi” di Demetrio Paolin: una passeggiata letteraria a Torino che racconta luoghi, vita e morte di Salgari,
Pavese, Levi e Lucentini».

La sala stampa

19,56

Una libreria

21,21. Al Padiglione 1 c’è lo
stand della Luxemburg. Perché una libreria dentro una fiera di editori? Lo spiega Gigi:
«Perché a Torino c’è il Salone
In-ter-na-zio-na-le - e sillaba
l’aggettivo - del Libro perciò
qui rendiamo possibile trovare
libri stranieri. Otto anni fa abbiamo proposto alla Fondazione di portare libri in lingua originale e hanno abbracciato subito l’idea. La cosa bella è che
ogni anno il paese ospite si appoggia a noi per avere i libri in

Come nella biblioteca di Babele
Al Lingotto, in questi giorni, c’è la più alta concentrazione
di storie della città, forse d’Italia

lingua madre degli autori». Ma
quest’anno il paese ospite è il Vaticano. «E infatti abbiamo i libri
di Bergoglio in spagnolo».
22. A quest’ora il Salone
chiude al pubblico. Gli espositori possono rimanere fino alle 23 ma alcuni sono più veloci dei visitatori a sbaraccare
e sparire (anche perché se sei

22,56

qui da 14 ore in tacco 12…).
Il deserto

22,27. Nei padiglioni non c’è quasi più traccia di esseri viventi. I
libri riposano sotto teli dai colori variopinti, con prevalenza di
ocra, marrone, bianco e azzurro. Nella sala stampa del Salone
- un open space ancora in pieno

fermento - troviamo il responsabile comunicazione, Nicola
Gallino. «Se vuoi una metafora
perfetta per raccontare questo
ufficio - spiega - devi pensare a
una portaerei: da qui si alzano in
missione caccia, ricognitori e
aerei da bombardamento, e poi
tornano alla base per rifornirsi,
scaricare foto e informazioni e

23,37

ripartire per la missione successiva». Ci porge un foglio con i
numeri del «dietro le quinte»
del Salone, raccolti da Federico,
uno dei ragazzi del Master di
giornalismo. L’elenco è questo:
12 mila standisti, 1.500 allestitori, 140 steward, 20 vigili del fuoco, 27 addetti alla biglietteria,
200 alla ristorazione, 60 per le
pulizie, 50 guardiani, 10 autisti,
120 ragazzi del BookBlog, 35 per
gli incontri «L’Europa a 16 anni», 40 universitari per l’Officina e i 65 volontari del Giulio. E
poi ci sono loro in sala stampa:
80 tra giornalisti, video e fotoreporter, addetti al multimediale...
Totale del «dietro le quinte»:
14.347 persone.

22,56. Una delle ultime a lasciare
la sala stampa è Margherita: «In
effetti sono qui dalle 8 e farei
quella che va a dormire». Quando finisce questo tour de force
cosa si prova? «In genere svengo
per due giorni. Poi esco di casa, e
anche se è un normale giorno lavorativo mi sembra che tutto sia
ovattato, che il mondo vada lentissimo, le macchine, il traffico, i
passanti… come fosse la domenica di Pasqua».
23,30. Anche la squadra tecnica abbandona il Lingotto.
Alessandro è il responsabile
ma ci tiene a negarlo: «Questo
è un lavoro di squadra: da solo
uno non fa nulla». Così parliamo con Rudy, Niccolò, Alessia
e Ohara. Tutti molto affiatati,
sorridenti e appassionati malgrado la stanchezza. Com’è andata la prima giornata di salone? «Prima buona notizia: siamo arrivati alla fine. Seconda
buon notizia: siamo sopravvissuti tutti». Ci spiegano il loro
lavoro, che è molto sfaccettato:
dall’assistenza nelle sale eventi
al coordinamento dei service
audio e video, e poi la responsabilità di una cinquantina di
«felpini» cioè tutto il personale
che si vede in giro con la maglietta blu «staff», che anni fa
era una felpa (il riscaldamento
globale avanza). «E poi ci sono
le reception, la logistica di sala,
i rapporti con la Siae e la questura, la gestione degli accessi…». «Poi seguiamo il Salone
Off, con circa 350 eventi sparsi
per la città. Non è un evento
parallelo, ma un evento a sé
che ci dice che davvero Torino
è la città del libro». «Senza
contare le attività della Fondazione nell’arco dell’anno: Portici di Carta, Montagne dal Vivo,
Casa Olimpia, Le città del Libro...». Insomma, il Salone c’è
tutto l’anno.
I neon

0,10. Nei padiglioni sono acce-

0,10

«Si arriva alle 8 e si va via
tra le 22 e le 23, a seconda
dei giorni. Perciò adesso io farei
quella che va a dormire»

«Seguiamo anche tutto il Salone
Off, con circa 350 eventi sparsi
per la città. È un evento a sé che
ci dice che Torino è la città del libro»

«A quest’ora siamo una quindicina
e abbiamo un bel po’ da fare.
C’è carta dappertutto: depliant,
cartoline, foglietti, cartoni...»

Margherita, ufficio stampa

Rudy, squadra tecnica

Rosy, squadra pulizie

T1 CV PR T2

LA STAMPA
DOMENICA 11 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45

L’ha detto Frank Zappa
Incontro con Zibba, premio
della critica a Sanremo
Arena Piemonte, ore 20.30

3,33

7,59

Il primo stand ad aprire

Chiara delle Edizioni del Baldo spalanca i teli color prato che circondano lo stand
«Verde speranza... Credo che sarà una gran bella giornata»

si solo i neon di emergenza. Si
sente il rumore di una spazzatrice meccanica, il ronzio di
un carrello elettrico, qualche
urla del genere «Chi ha preso
il mio battiscopa?». Qualcuno
canta a squarciagola. «Qui
adesso noi della squadra pulizie siamo una quindicina e
compriamo il turno dalle 22
alle 6, - spiega Rosy. - Questa è
una fiera che ti porta tanta
carta: depliant, cartoline, foglietti, cartoni, ma va bene. A
ottobre ci sarà la Fiera del Gu-

sto e pulire via il cibo, beh, immagina tu».
I guardiani

1.00 Luca, uno dei guardiani notturni, sta per staccare e aspetta
il collega che gli darà il cambio.
Cosa succede qui? «Mezz’ora fa
ha citofonato un signore che
aveva perso un mazzo di chiavi
in Sala Blu». Le ha ritrovate?
«Incredibilmente sì». Poi racconta: «Questo è un salone tranquillo, quello del Gusto è più movimentato, perché spesso fini-

scono a bersi qualcosa insieme e
fanno le 3 e poi alle 4 arrivano già
i panettieri e, insomma, non c’è
tregua».
2,19. Giriamo tra i padiglioni.
Fabrizio cerca inquadrature
razionaliste tra sale vuote e
corridoi deserti. L’atmosfera è
indescrivibile.
3,33. Esistono libri in cui le
note a pie’ di pagina, o i commenti scarabocchiati sui margini da qualche lettore, sono
più interessanti del testo. Il
mondo è uno di questi. Basta

parlare con Mauro della squadra pulizie per capirlo. È un colosso di quasi due metri, ha 23
anni e sprizza simpatia: «Guarda, col fatto che lavoravo sempre, non sono mai riuscito a finire Ragioneria. Adesso ho
trovato questo lavoro di notte
ed è perfetto: la mattina studio
e il pomeriggio vado a scuola.
Quest’anno dovrei riuscire a
diplomarmi». «Ehi, sai qual è la
mia paura? Domani mi interrogano di italiano. Cosa mi consigli? Glielo dico che ho passato

«Di notte lavoro, la mattina studio
e il pomeriggio vado a scuola.
Domani mi interrogano. Glielo dico
che ho passato la notte tra i libri?»
Mauro, squadra pulizie

la notte tra tutti ‘sti libri?».
5,20. Il nuovo guardiano è
Marco: «Dovevate venire ieri, dice- Davano gli ultimi ritocchi
per l’inaugurazione, ci saranno
state cento persone. Quella sì
che era una notte da raccontare». Ma anche questa lo è. E
ascoltiamo tante storie: quella
di chi ha iniziato a lavorare di
notte perché voleva vedere
meno gente possibile, di chi ha
alle spalle una situazione complessa ma viene al lavoro cantando, di chi era un campione è

si è infortunato a un passo dalle Olimpiadi. (Perché in fondo,
fuori o dentro le pagine, non si
fa altro che raccontare e ascoltare storie.)
6,59. Cominciano ad arrivare
tutti: sicurezza, tecnici, steward.
L’esercito prende posto. Un’ora
dopo, la prima ad aprire lo stand
è Chiara delle Edizioni del Baldo,
che con un sorrisone spalanca i
teli color prato che circondano
lo stand: «Ecco qua: verde speranza! Credo proprio che sarà
una gran giornata!».



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