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La Stampa 12.05.2014 .pdf



Nome del file originale: La_Stampa _12.05.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 130 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Oggi i primi interrogatori degli arrestati

POLITICA E ’NDRANGHETA

Expo, il presidente
dell’Anticorruzione
vigilerà sui lavori
Renzi sceglie Cantone: Milano ce la farà

MOURAD BALTI TOUATI/ANSA

L’inaugurazione dell’Expo Gate di sabato

Corbi, Magri e Ruotolo ALLE PAGINE 4 E 5

Colonnello e Poletti A PAGINA 6

In arrivo una serie di novità in tema di tasse, dal Catasto all’aumento delle accise sulle sigarette

Referendum 40 anni fa

IL PARADOSSO

Cento nuove norme l’anno
Il fisco soffoca le imprese

La prima divorziata
“Quanta fatica
per conquistarmi
una seconda vita”

ROBERTO TOSCANO

N

on è certo una
novità che al momento delle consultazioni elettorali la politica
estera spesso finisca per risultare il «socio minore» all’interno del dibattito politico. Le priorità più pressanti,
per gli elettori, si riferiscono
al contesto socio-economico
interno, alle condizioni di vita concrete ed immediate. I
politici lo sanno benissimo,
così che – anche quando possiedono la sensibilità e le conoscenze necessarie ad affrontare temi internazionali
– evitano di mettere questi
temi al centro delle rispettive
campagne. L’elettore medio,
si sa, è tendenzialmente isolazionista, anche in Paesi
che, come gli Stati Uniti, sono fortemente impegnati a livello mondiale con uomini e
mezzi finanziari.
Detto questo, risulta veramente clamoroso vedere come nella campagna elettorale per le imminenti elezioni
per il Parlamento Europeo la
politica internazionale sia la
grande assente.
Si discute sull’euro, su austerità contro crescita, sul
futuro del welfare, sul problema dell’occupazione soprattutto giovanile, sullo
sviluppo ulteriore delle istituzioni europee, e persino
sull’identità cristiana o plurale dell’Europa – ma è quasi impossibile trovare riferimenti all’Unione Europea
come soggetto di politica
estera, alle sfide alla sicurezza e alle strategie, e ai
mezzi, per farvi fronte.
L’unica eccezione si riferisce a sporadici e poco approfonditi cenni alla «crisi
del giorno».
CONTINUA A PAGINA 25

I governi promettono semplificazioni, ma va sempre peggio
Le imprese, oltre a quella fiscale, devono sopportare un pressione
burocratica da record. Solo nelle ultime due legislature sono state oltre
600 le nuove norme in materia fiscale che hanno reso la vita più difficile agli imprenditori. Di queste, appena una settantina sono servite a

1

semplificare le procedure a carico
delle aziende. Secondo una ricerca di
Confartigianato, l’anno peggiore è
stato il 2013, con 99 provvedimenti, il
più sobrio il 2011. Palazzo Chigi ha
promesso interventi: a giugno il primo riscontro per 730 e catasto.

Dell’Utri, la prigione dorata
pagata dal governo libanese

Baroni e Giovannini ALLE PAGINE 2 E 3

Grazia Longo A PAGINA 8

600 DOLLARI AL GIORNO PER LA CLINICA

ROMA KO NEL FINALE. GRANATA PARI: PER L’EUROPA SERVE UNA VITTORIA A FIRENZE. BERGAMO, BANANE A CONSTANT

Juve, record di punti. Toro all’ultimo respiro

Aveva 20 anni e 7 mesi la
signora Tina Rocci quando
convolò a nozze la prima volta. «Ma non ero convinta», ricorda la ragazza di allora che,
grazie al referendum del
maggio 1974, sarebbe diventata la prima divorziata
d’Italia. «Facevo il tifo in tv
per Pannella e quando mi sono risposata ho capito che
era quello giusto». Galeazzi,

1

Schianchi e Zancan A PAG. 9

L’ECCEZIONE
ITALIANA
CARLO RIMINI

L

a Camera approvò la
legge sul divorzio nel
1969, durante l’autunno
caldo. Non furono certo formidabili quegli anni, ma oggi
sembrano incredibili. La Democrazia Cristiana accettò
che venisse approvata la legge dopo un accordo che un
grande giurista, Michele
Giorgianni, definì «un biblico
piatto di lenticchie».
CONTINUA A PAGINA 25

INTERVISTA

Carrón: il Papa
e la sfida
della bellezza
Il successore di Giussani a Cl
«Ci mostra tutta la potenza
di cambiamento della fede»
ALFREDO FALCONE/LAPRESSE

La gioia di Osvaldo dopo il gol

La drag queen barbuta
trionfa e divide l’Europa

9 771122 176003

Nel mirino i movimenti bancari
della moglie dell’ex deputato Fi:
in un giorno spostò 2 milioni di euro

Politica estera assente

DELLE ELEZIONI
EUROPEE

40512

Manette a lady Matacena
E i magistrati sequestrano
l’archivio segreto di Scajola

Buccheri e Nerozzi ALLE PAG. 34 E 35

Sorpresa in mare: a Venezia
una medusa mai vista prima

MARINELLA VENEGONI

FERDINANDO BOERO

C

C’

hi andava a pensare che
l’Eurofestival, già innocua
gara fra canzoni europee cara in Italia per lo più agli appassionati del kitsch, si sarebbe trasformata in una polveriera politica, e
che a fare da cartina di tornasole
fra le tensioni etniche che sconvolgono l’Europa e la Russia sarebbe
toccato a una drag queen?
CONTINUA A PAGINA 29

è una nuova specie di
medusa, in Mediterraneo. Mai vista prima.
Quando si trova una specie nuova, è necessario descriverla, e
darle un nome. Assieme ai colleghi Piraino, Aglieri, Martell,
Mazzoldi, Melli, Milisenda e
Scorrano, l’abbiamo battezzata
Pelagia benovici.

Conchita Wurst

ALESSANDRO DI MARCO/ANSA

Immobile, gol ed espulsione

CONTINUA A PAGINA 17

Ansaldo e Oddenino ALLE PAG. 32 E 33

Michele Brambilla A PAGINA 26

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

U

INCHIESTA
LA ZAVORRA DEL FISCO
PAOLO BARONI

Fardelli

ROMA

N

on c’è niente da fare:
non solo abbiamo una
pressione fiscale particolarmente alta, ma anche quella burocratica
(legata a tutte le pratiche che il Fisco
comporta) è da record. Solo nelle ultime due legislature sono state ben
629 le nuove norme in materia fiscale
adottate dallo Stato e di queste appena 72 (l’11,4% del totale) sono servite
a semplificare le procedure a carico
delle imprese, 168 quelle neutre,
mentre ben 389 hanno aumentato il
peso di scartoffie ed adempimenti. In
pratica, rivela un’analisi della Direzione politiche fiscali di Confartigianato che pubblichiamo in anteprima,
dal 2008 ad oggi quasi due nuove
norme fiscali su tre hanno aumentato il carico di pratiche da istruire.
L’anno peggiore è stato il 2013 (con
99 nuove norme che hanno prodotto
un impatto burocratico e appena 6
che invece lo hanno ridotto), mentre
il più «felice» è stato certamente il
2011 con ben 29 provvedimenti di riduzione del peso burocratico. La politica della semplificazione in Italia –
sintetizza lo studio - appare insomma sempre più «come una tela di Penelope, visto che per una norma che
semplifica ne vengono emanate 5,4
che hanno un impatto burocratico».
Attribuendo valore zero alle norme neutre, -1 a quelle che semplificano ed un valore crescente da +1 a +3 a
quelle che rendono progressivamente più complessa l’attività imprenditoriale, Confartigianato ha elaborato
un «Indice della pressione burocratica fiscale», indice che nel giro di 5 anni è passato da un valore di 33 punti
del 2009 ai 93 nel 2013. «Abbiamo un

Le norme
in materia fiscale
hanno sempre più
spesso
aumentato
il peso
di scartoffie
e adempimenti

GAETANO LO PORTO/AGF

Nella giungla della burocrazia
In sei anni 600 nuove norme
Quasi 400 complicano le pratiche per le imprese, solo 72 servono a snellire
Le elaborazioni di Confartigianato
GLI INDICI DELLA PRESSIONE BUROCRATICA* E FISCALE

carico normativo sproporzionato rispetto agli altri Paesi: 2mila norme in
Gran Bretagna e più di 100 mila da
noi», denuncia Domenico Massimino, imprenditore edile, presidente di
Confartigianato Cuneo e delegato
per le questioni fiscali nel comitato di
presidenza nazionale. «Negli anni
passati era stato costituito un ministero della Semplificazione, ma evidentemente non è servito a molto».
Il governo Renzi, che in materia fiscale ha ereditato dall’esecutivo precedente una legge delega già bell’è
pronta, promette di intervenire presto. «A giugno saremo pronti con un
primo robusto pacchetto di misure
di semplificazione – conferma il viceministro all’Economia, Luigi Casero
-. Le stiamo ancora definendo, ma

*Saldo tra norme
burocratiche e norme
che semplificano

45%

LA RICERCA DI CONFARTIGIANATO

«L’anno peggiore è il 2013,
con 99 provvedimenti,
il più sobrio è stato il 2011»

Centimetri - LA STAMPA

44%

LE PROCEDURE FISCALI PIÙ COMPLICATE PER LE IMPRESE

93

90
80

70

Pressione
fiscale
(% del Pil)

44

44

33

70
60

44% 43,8%

50
40
30

43%

43%
42%

100

20
10

42,6% 42,5%
2009

2010

2011

certamente partiremo da qui per dare
attuazione alla delega che in sostanza
si regge su tre pilastri: riduzione del
carico fiscale, certezza delle norme e,
appunto, semplificazioni».
Sono le manovre di bilancio di fine
anno a produrre i maggiori «danni»
sul fronte dell’aumento delle pratiche
burocratiche: in media ognuna delle 5
leggi finanziarie o di stabilità prese in
esame ha generato 17,4 norme con un
impatto burocratico mentre sono sta-

0
2012

2013

Dichiarazioni
relative alle imposte
sui redditi
Comunicazione
operazioni rilevanti
ai fini Iva (spesometro)
Comunicazione
Intrastat**
Tenuta della
contabilità

12%
9,5%
7,5%

Responsabilità
solidale
negli appalti

te solo lo 0,4 quelle che hanno semplificato, con un saldo medio di 17 norme
per provvedimento. In termini assoluti le più «pesanti» sono state quella del
2014, 43 con un impatto burocratico e
nessuna semplificazione, quella del
2013 (saldo impatto burocratico +25) e
il Salva Italia del 2011 (+24). Di contro
solo il decreto Sviluppo del 2011, con 24
misure di semplificazione e altre 5 di
segno opposto, ha prodotto un significativo -19. Sempre nello stesso anno il

14%

6,5%

**Controllo fiscale
degli scambi
di beni e servizi

decreto Semplificazioni tributarie ha
introdotto ben 21 semplificazioni, peccato però che le abbia accompagnate
con altre 27 che invece hanno aumentato la burocrazia. Un vero paradosso.
Tutto questo, denuncia Confartigianato, produce un notevole stress
sulle imprese. Un sondaggio condotto
tra ottobre 2013 e gennaio 2014, stila
la classifica delle procedure più complicate e mette al primo posto, col
32,9% delle segnalazioni, proprio gli

adempimenti fiscali. L’indagine segnala un «numero eccessivo» di dichiarazioni, comunicazioni e pagamenti che vengono richiesti e che si
sovrappongono con scadenze diverse
nell’anno, «e l’estrema difficoltà incontrata nel calcolare le differenti imposte». Per non parlare poi delle «continue modifiche delle regole», del
«proliferare di nuovi adempimenti
con scadenze ravvicinate e di istruzioni difficili da comprendere».
«Se si volessero aiutare davvero le
piccole imprese - sollecita Confartigianato - oltre a disboscare la selva di norme bisognerebbe anche alzare la soglia di reddito per applicare le contabilità semplificate». Altro capitolo dolente quello dei controlli. «Anche qui ci
vorrebbe una razionalizzazione – sostiene Massimino -. Non è possibile
che ci siano 12 enti che controllano la
stessa impresa: bisogna arrivare ad un
ente unico capace di verificare tutto».
«Puntiamo decisamente ad alleggerire il peso degli oneri contabili e rivedremo certamente anche il sistema
dei controlli - assicura Casero -. Il tutto
per evitare, come spesso si dice, che
l’azienda spenda più di commercialista che di tasse».
@paoloxbaroni

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Primo Piano .3

.

gg Dossier/I provvedimenti in arrivo

g

Il governo ci riprova, si parte dal 730
A giugno scatterà il primo round di semplificazioni: la dichiarazione dei redditi a domicilio,
più servizi di comunicazione alle aziende e la revisione delle rendite sulle case per tasse più eque

I

l «cantiere» della riforma
fiscale, dopo l’approvazione
della legge delega avvenuta
a fine febbraio, di qui a breve
dovrebbe riservare ai
contribuenti italiani molte

novità positive. Ma anche
qualche dispiacere: i primi ad
essere colpiti saranno i
fumatori posto che entro
agosto, come è stato già deciso
da tempo, aumenteranno di

nuovo le accise sui tabacchi. I
primi provvedimenti sono
annunciati per le prossime
settimane, tra fine maggio o
molto più probabilmente
l’inizio di giugno. Ci sarà un

primo round di semplificazioni
e una serie di misure che
interesseranno aspetti
specifici, come i primi
interventi per riformare il
Catasto. Sempre entro l’estate

è atteso il varo della nuova
legge sul rientro dei capitali
dalla Svizzera, dopo che il
vecchio decreto è stato
affondato in Parlamento a
inizio anno.
[P.BAR.]

«Fisco amico»
delle famiglie

Il primo provvedimento in rampa di lancio, si parla
del 10 giugno come data del possibile varo, riguarda
la riforma delle Commissioni censuarie, o meglio la
loro ricostituzione posto che da anni questi
organismi (istituiti nel 1886) sono ormai inattivi.
Questo infatti è il primo tassello della più grande e
impegnativa riforma del Catasto per il
completamento della quale si prevede un orizzonte
temporale di almeno 5 anni ed una serie molto
articolata di decreti legislativi. L’obiettivo finale di
questa che si annuncia come una vera e propria
svolta epocale è quello di calcolare il valore catastale
dei 63 milioni di immobili presenti in Italia non più
per numero di vani ma per metri quadri
determinando la rendita finale attraverso una
formula matematica che metterà in relazione tutte le
caratteristiche, dal valore di mercato alla posizione,
dallo stato dell’immobile a il grado di efficienza
energetica sino all’eventuale presenza di servizi.
Le nuove Commissioni censuarie, nelle quali
entreranno esperti, tecnici e rappresentanti
dell’Agenzia delle Entrate e dei Comuni, saranno
istituite a livello provinciale (un piccolo paradosso
nel momento in cui si aboliscono le province) col
compito di rivedere tutti i valori del patrimonio
immobiliare. In questo modo si punta a correggere le
attuali sperequazioni come, ad esempio, il
pagamento di imposte più basse da parte di chi
magari vive in un appartamento del centro storico e
più alte da parte di chi sta invece in periferia.

La prima delle semplificazioni è quella che sta molto
a cuore al presidente del Consiglio Renzi, ribattezzata
«730 a domicilio», anche se il 730 non esiste più.
Anche la dichiarazione dei redditi precompilata è
inserita nel pacchetto di misure previste dalla delega
fiscale e dovrebbe inizialmente diventare operativa
per dipendenti pubblici e pensionati. I dettagli
dovrebbero essere definiti con uno dei primi decreti
attuativi della delega e potrebbe dunque riguardare
circa 18 milioni su 41 milioni di contribuenti, ovvero
15 milioni di pensionati e 3 milioni di dipendenti
pubblici. La seconda tappa dell’operazione mirerà
invece a coinvolgere tutti i lavoratori dipendenti,
portando la dichiarazione precompilata a essere
disponibile a più di 3 contribuenti su 4.
Nella dichiarazione precompilata che arriverà a
dipendenti pubblici e pensionati dovrebbe esserci
una serie di informazioni di cui il Fisco già dispone, a
partire da quelle anagrafiche e reddituali presenti nel
Cud. Si aggiungono poi le detrazioni per i familiari a
carico e per lavoro dipendente e pensione. Un’altra
parte importante delle semplificazioni riguarderà le
imprese con una importante intervento di
disboscamento delle norme. Dopo l’estate dovrebbe
poi decollare l’operazione «Fisco amico» che prevede
il potenziamento dei canali di comunicazione tra
amministrazione fiscale e aziende, dalle piccole alle
più grandi, un miglioramento del meccanismo degli
interpelli e di tutte le attività di consulenza svolte
dall’Agenzia delle Entrate.

Cambiano i moduli e le detrazioni

Al via le nuove commissioni censuarie

Catasto,primipassi
perlariforma

CRISTIANO MINICHIELLO/AGF

Anche il catasto subirà modifiche

Il decreto sulla spending review ha spostato
il termine dal 1 maggio al primo agosto, ma
entro quella data è scontato un nuovo
aumento delle sigarette. Il Tesoro ha preso
tempo per valutare meglio l’impatto dei
rincari sul gettito (già calato del 4,2 lo scorso
anno con una perdita di circa 600 milioni di
euro). Al ministero stanno in questi giorni
preparando un apposito decreto di
rimodulazione delle accise in attuazione
della delega fiscale. Il testo dovrebbe essere
sottoposto mercoledì al vaglio delle aziende

Intervista

ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

«I

l ministro Padoan ha poca
memoria, ed è poco informato sulla storia delle relazioni
sindacali in Italia. Si dovrebbe ricordare che semmai la concertazione
ha funzionato troppo poco; quando
la si è fatta sul serio, nel 1993, in un
momento drammatico, sono stati ottenuti risultati ottimi e a vantaggio
di tutti». Parla Carla Cantone, segretario dei tre milioni di pensionati
dello Spi-Cgil.
Parliamo di vent’anni fa, però. E ora?

«Da tempo la concertazione non funziona. Non per colpa del sindacato,
ma per una precisa scelta degli ultimi
governi di non voler ascoltare e tro-

e delle associazioni di settore oltre che al
comitato ristretto informale
interparlamentare per l’attuazione della
Delega. Quindi il decreto dovrebbe
approdare al consiglio dei ministri. L’ipotesi
di lavoro ricalca quella del collegato Fiscale
che doveva accompagnare la legge di
stabilità 2014 e che non ha mai visto la luce.
Secondo le ultime indiscrezioni sia la parte
fissa che quella variabile del prezzo dei
tabacchi dovrebbe essere rivista
penalizzando soprattutto le sigarette il cui
prezzo sta sotto la soglia dei 4 euro per le
quali sarebbe previsto un aumento medio di
40 centesimi. In più ci sarà una sezione
dedicata alle sigarette elettroniche,
prevedendo una tassazione unicamente
sulle componenti liquide (ma tempi e modi
dell’applicazione in questo caso verrebbero
poi fissati con un decreto ministeriale).

Rientro capitali
il decreto
resta un rebus
Adesione volontaria

Rincaro delle accise

Da agosto
sigarette
più care

Doveva essere uno dei tesoretti da spendere
per agevolare il taglio delle tasse ma prima il
decreto è stato affondato in Parlamento e poi
per settimane se ne sono quasi perse le tracce.
Cambiato il governo la palla è passata alla
Commissione finanze della Camera dove però
sono stati presentati due differenti progetti di
legge, uno a firma Marco Causi (Pd) ed uno
del presidente della stessa Commissione,
Daniele Capezzone (Fi). Ora la questione della
legge sul rientro dei capitali attraverso la
«voluntary discolosure», l’adesione

“La concertazione?
Non ha funzionato
per colpa dei politici”

Così su La Stampa
ALESSANDRO BARBERA

Quando c’è stata la svolta?

«Ha cominciato Berlusconi, ha proseguito Monti, ora si continua. Bisognerebbe invece ripristinare relazioni chiamiamole come vi pare - che rimettano in campo un ruolo di ascolto, di
partecipazione e di consigli reciproci
tra le parti sociali e il governo».
Non sembra questa l’idea di Matteo
Renzi, che da mesi spara bordate contro il sindacato.

«Io penso che Renzi abbia scelto di caratterizzare una diversa e nuova sinistra di governo. Anche senza averne
bisogno, vuole dimostrare grande autonomia dal sindacato e dalla Cgil, che

Scettica
Carla Cantone,
segretario
dello Spi-Cgil,
è critica
con il ministro
dell’Economia
Padoan

è per definizione il sindacato più di sinistra. Vuol far vedere che va avanti
per cambiare il Paese con in testa un
modello di società che non coincide
con quello tradizionale della sinistra.
Che forse è un buon modo per sconfiggere il falso nuovismo della destra».

Accordi
difficili

ROMA

L

a scrivania è sempre la
stessa: pesante, solenne, carica di storia. Il
computer potrebbe essere quello di un agente
di Borsa londinese. Sullo schermo
scorre lo spread fra i titoli di Stato
italiani e tedeschi.

Ultimamente governo
e parti sociali
hanno fatto fatica
a fare accordi
e a concretizzarli
rapidamente

Ministro Padoan, i tempi in cui
Monti controllava con ansia quell’indice sono lontani. O no?

«In teoria sì. Ma di qui alla fine dell’anno è possibile che lo spread torni
a salire, anche se non a quei livelli».

LO SCANDALO DELL’EXPO

In Italia continua a esserci
un problema di malcostume
nella gestione della cosa
pubblica. Ma la cronaca
ci dimostra che lo Stato
reagisce in modo efficace
spingendo molti ad investire anche in Italia. Dobbiamo tenerne
conto e agire con rapidità».
A proposito di investimenti. Si
parla molto di tasse, ma la ragione che tiene lontani i capitali dall’Italia è anzitutto la corruzione.
Vicende come quella dell’Expo
fanno malissimo all’immagine
dell’Italia, non crede?

«In Italia c’è un problema di
malcostume nella gestione della
cosa pubblica. Ma la cronaca ci dimostra che lo Stato reagisce in
modo efficace».

«La manovra serve a ridurre il costo del lavoro, sul lato delle imprese
con la riduzione dell’Irap e sul lato
dei lavoratori attraverso il credito
Irpef. Sappiamo che c’è un problema di diseguaglianze, soprattutto
in una fase di uscita da un periodo
di crisi profonda. In autunno, con la
legge di Stabilità, vedremo se c’è
spazio per aumentare il reddito di
altre categorie di cittadini».
Lei ha preannunciato «sorprese»
sulla crescita nei prossimi mesi. Le
ultime stime di Ocse e Unione europea dicono però che non raggiungeremo nemmeno lo 0,8 per
cento che voi stimate possibile.

«Fra le misure prese dal governo
ve ne sono alcune che potrebbero
mettere in moto la fiducia in un
miglioramento stabile delle prospettive, quindi produrre un miglioramento superiore a quello associato meccanicamente all’aumento dei redditi delle famiglie».

ma di poter contrattare per i milioni di
lavoratori che rappresenta. E noi dobbiamo fare una battaglia per conquistare la contrattazione con il governo.
Nel caso, con la mobilitazione».
Solo che Renzi è premier e segretario
del Pd, il partito per cui vota la grande
maggioranza degli iscritti alla Cgil.

Come mai?

«Presto gli effetti della stretta monetaria della Banca centrale americana inizieranno a farsi sentire.
L’enorme massa di liquidità in circolazione verrà meno, e con essa la
finestra di opportunità che sta

Ministro, nel 2015 il bonus da ottanta euro cambierà? Il governo
darà di più alle famiglie numerose? Quel taglio non doveva servire a ridurre il costo del lavoro?

vare intese utili al Paese con noi».

volontaria, è in mano ad un comitato ristretto
che in via informale si tiene in contatto col
Senato per cercare di abbreviare i tempi e
mantenere un rapporto più stretto tra
maggioranza. Dal ministro Padoan in giù tutti
escludono che si voglia varare un nuovo
condono. Va detto però che negli ultimi giorni
è venuta avanti anche l’ipotesi di estendere il
provvedimento anche ai capitali in nero
occultati da tempo in Italia. Per ora alla
Camera i lavori si stanno concentrando sul
testo presentato da Causi che ricalca i
contenuti del vecchio decreto varato da Letta
e imperniato sul già collaudato ravvedimento
operoso. Sul tappeto però ci sono ancora
molti nodi da sciogliere: al Tesoro sono stati
chiesti chiarimenti su possibili semplificazioni
procedurali, riforma del riciclaggio,
responsabilità penali dei professionisti e
possibili riduzioni delle sanzioni.

PIER CARLO PADOAN

“Troppi obiettivi mancati
La concertazione ha fallito”
Il ministro dell’Economia: in autunno vedremo se c’è spazio per nuovi bonus alle famiglie
italiane fanno pagare in anticipo il costo di eventuali contenziosi, più lunghi e quindi costosi che altrove».
Una volta il successo di un governo
lo si valutava dal rapporto con i sindacati. Su questo Renzi ha decisamente cambiato verso. È finito il
tempo della concertazione?

«La discussione con le parti sociali è
una componente essenziale della
democrazia. Altra cosa è avere la
capacità di fare accordi e concretizzarli il più rapidamente possibile. In
passato la concertazione ha prodotto risultati inefficienti, o perché non
LE «SORPRESE» SULLA CRESCITA

PREVISIONE DEL TASSO DI CRESCITA
DEL PIL REALE 2014 A CONFRONTO

PREVISIONE DEL TASSO DI CRESCITA
DEL PIL REALE 2015 A CONFRONTO

1,4

1,4

1,3

Fonte: elaborazione

1,2

LA STAMPA

1,2

1,0

1,2

1,1

1,1
1,0

Centimetri-LA STAMPA

1,0

0,8
0,8

0,8

0,6
0,6

0,6

«Qui sperimenteremo la vera e nuova
autonomia della Cgil dalla politica.
Non esiste che quando c’è al governo
un uomo di sinistra la Cgil sta buona, e
con uno di destra fa gli scioperi. Lui
faccia il suo mestiere e noi il nostro».
Ma il premier non sembra intenzionato né ad ascoltarvi né a contrattare.

0,6
0,5

0,6

0,4

0,4

0,2

0,2

Nell’intervista a La Stampa il
ministro dell’Economia, Pier Carlo
Padoan, ha denunciato che la concertazione ha fallito troppe volte.

1

Una scelta lucida, che però vi ha messo
davvero in un angolo.

«Se lui ha fatto questa scelta, noi non
possiamo subirla. La Cgil non è, e non è
mai stata, un’organizzazione corporativa. Se non c’è la concertazione, deve
pretendere non di essere “ascoltata”,

«Lo dico per lui: io penso che abbia bisogno di consenso, perché a lungo andare il suo atteggiamento di snobbare
le organizzazioni di massa può diventare un ostacolo. Per governare il consenso serve eccome. Se Renzi non vorrà negoziare con noi, certo non dobbiamo fare lo sbaglio che abbiamo fatto ai
tempi di Monti. Dovremo fare come
abbiamo sempre fatto, ad esempio
quando Berlusconi non ci ascoltava.
Ma per riuscirci abbiamo bisogno di
conquistare i nostri iscritti e i lavoratori a una battaglia di democrazia».

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

U

GIUSTIZIA
L’INCHIESTA DI REGGIO CALABRIA

Manette alla Rizzo
E i pm sequestrano
l’archivio di Scajola
In centinaia di faldoni tutti i segreti dell’ex ministro
GUIDO RUOTOLO
REGGIO CALABRIA

Gli uomini della Dia di Reggio Calabria hanno sequestrato all’ex ministro Claudio
Scajola un archivio di decine
e decine di faldoni, divisi per
nomi e argomenti. Non si conoscono ancora i contenuti,
neppure i «titoli» degli argo-

I movimenti bancari
della donna nel mirino:
in un giorno spostò
due milioni di euro
menti. Il lavoro di lettura e
analisi partirà oggi.
A Imperia, giovedì, il giorno degli arresti, nel momento
in cui i faldoni vennero messi
negli scatoloni e chiusi, un foglio scritto in fracese colpì
l’attenzione di in investigatore. Era la lettera dell’ex presidente del Libano, Amir Ge-

mayel, che rassicurava l’amico
Scajola che si sarebbe fatta
l’operazione trasferimento in
Libano di Amedeo Matacena.
Più di trent’anni di vita politica alle spalle, ex dc, dirigente
politico di Forza Italia, ministro
dell’Interno prima e poi per lo
Sviluppo economico, Scajola
potrebbe aver conservato atti e
documentazione utile a questa
e (forse) ad altre indagini.
Intanto la moglie di Amedeo
Matacena, Chiara Rizzo, è stata
arrestata all’aeroporto di Nizza
Cote d’Azur, dove era giunta con
un volo proveniente da Dubai e
si stava imbarcando per RomaReggio Calabria. Dice l’avvocato della donna, Carlo Biondi:
«Siamo rimasti sorpresi dall’arresto in Francia: la nostra cliente ha tutta l’intenzione di chiarire la sua posizione con il pm».
Raggiunta da un mandato di arresto europeo del gip reggino
Olga Tarzia, la Rizzo dovrà difendersi dall’accusa di essere

«l’anello di congiunzione indispensabile tra il Matacena e gli
altri indagati». Accusata anche
lei di «intestazione fittizia di beni, per avere occultato la titolarità di diverse società riconducibili al marito, nonché per aver
favorito l’inosservanza della pena dello stesso marito».

Claudio Scajola, arrestato dalla Dia lo scorso giovedì

Nella ricostruzione dei patrimoni e dei beni dei diversi protagonisti della inchiesta, gli investigatori della Dia hanno ricostruito la movimentazione di
capitali della donna. C’è un anno, il 2009, nel quale Chiara Rizzo ha movimentato nello stesso
giorno, il 17 luglio, quasi due mi-

lioni di euro (due tranches da
952.000 l’una). «Chiara Rizzo scrive il gip nella misura cautelare - risultava avere la disponibilità di conti correnti di società
cui la stessa era estranea e si interessava di problematiche tecniche di notevole complessità».
Ma anche nello scantinato

Gli altri dossier per cui è già indagato

Marco
Biagi

Marco Biagi

Il G8 di Genova

Gli atti sul Giuslavorista
ucciso nel 2002 dalla nuove
brigate rosse sono stati
trovati nella villa imperiese di
Scajola qualche mese fa.
All’epoca Scajola era ministro
dell’Interno: fu costretto alle
dimissioni per avere definito
Biagi, in una chiacchierata
con due giornalisti, «un
rompicoglioni che voleva solo
rinnovare il contratto».

L’altro dossier sequestrato a
casa Scajola riguarda le
violenze al G8 di Genova,
altro episodio che lo vide
diretto protagonista in
quanto ministro dell’Interno.
La gestione delle forze
dell’ordine e, soprattutto, le
polemiche sulle violenze di
quei giorni, investirono anche
Scajola senza avere tuttavia
conseguenze politiche.

Le violenze
a Genova

della casa della segretaria di
Amedeo Matacena, Maria Grazia Fiordelisi, gli investigatori
hanno rinvenuto decine di faldoni e riconducibili ad Amedeo
Matacena. Documentazione che
dovrebbe confermare il tentativo di nascondere l’effettiva titolarità delle imprese di Matacena
a rischio di confisca, dal momento che era ormai esecutiva
la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa. Lo
stesso reato contestato dalla
Procura di Reggio Calabria a
Scajola e agli altri indagati. Il gip
non ha riconosciuto l’aggravante dell’aver favorito l’organizzazione mafiosa, e la procura ha
fatto ricorso al Riesame, convinta che Scajola e gli altri «forniscano un costante e qualificato
contributo a favore del complesso sistema criminale, politico ed
economico, riferibile alla predetta organizzazione di tipo mafioso, interessata a mantenere
inalterata la piena operatività

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

In posa
Chiara
Matacena
in un servizio
fotografico
realizzato
a Montecarlo

Pesonaggio
MARIA CORBI
ROMA

olto innamorata. Chiara
Rizzo in Matacena non è
proprio una Cenerentola ma certamente le è
sempre piaciuto il ruolo
di «moglie di», di «signora bene», che
vive di luce (e conto in banca) riflessa
del marito. Bella, ma soprattutto seduttiva. Così la definisce chi la conosce.
Capace di far crollare ai suoi piedi un
uomo in pochi istanti come avvenne a
Panarea alla fine degli anni ’90 per suo
marito Amedeo Matacena. Anche
Scajola affascinato? Possibile, dicono
gli intimi. Normale per una che è stata
inserita nella lista delle 11 donne più
belle di Montecarlo, anche se a vedere
le foto delle finaliste viene il dubbio che
per partecipare fosse più importante il

M
RICCARDO ANTIMIANI/EIDON

del Matacena e della galassia
imprenditoriale a lui riferibile».
Colpisce nella ricostruzione
della procura che Claudio
Scajola diventi, nel momento in
cui Matacena rischia di essere
fuori gioco, «funzionale nel
complessivo panorama criminale oggetto di ricostruzione,
proprio in quanto interlocutore
istituzionale proiettato verso
una candidatura di rilievo alle
prossime elezioni europee».
Misteriosamente la candidatura di Scajola alle Europee fu
bocciata da Forza italia. Sostengono i pm reggini: «La reazione scomposta di cui si rende
protagonista lo stesso Scajola,
nel momento in cui realizza di
essere stato estromesso dal novero dei candidati, è la migliore
conferma del particolare interesse, non solo personale, verso
quell’ambito politico sovrannazionale, particolarmente appetibile per le ricadute economiche che è in grado di garantire».

TEMPESTA IN FAMIGLIA

Continua a dirsi innamorata
ma i rapporti con la suocera
si sono molto raffreddati
cognome dell’estetica. Ma questa è
un’altra storia. Lei, Chiara Rizzo, che
oggi parla - strumentalmente, secondo
i magistrati - di un rapporto in crisi, di
separazione con Matacena, solo fino a
poco tempo fa nelle interviste raccontava così il suo matrimonio: «Non sono
solo innamorata di mio marito, ma provo nei suoi confronti un grande sentimento di stima per il suo coraggio e per
i valori nei quali crede e che condivido
fermamente». Della chiacchiera su una
sua love story con Scajola dice: «cattiverie per infangare me e mio marito».
Certo è che dopo la sentenza che ha
confermato in Cassazione la condanna
per il marito (concorso esterno in associazione mafiosa) spetta a lei tenere insieme la fortuna dei Matacena.
Un marito che le ha sempre concesso tutto. Dai vestiti di Chanel (sua

AUGUSTO CASASOLI /A3/CONTRASTO

Con il marito
Amedeo Matacena con la
moglie Chiara Rizzo,
arrestata ieri a Nizza

grande passione) ai gioielli, alle vacanze
miliardarie. Spesso sulla barca di famiglia, il Black Swan un ketch di Camper e
Nicholson di 40 metri. Insieme ai figli
Francesca, laureata in business all’Università di Monaco e Athos nato nel 1999.
Il grande cruccio di Chiara è non averlo
potuto chiamare Amedeo junior visto
che in carica esiste il primo figlio di Matacena, avuto con l’annunciatrice Rai
Alessandra Canale (non parlatele mai di
lei) e a lungo conteso.
Le foto del libro «Woman of Monaco»
la ritraggono in pose sexy e aggressive
fasciata da abiti couture. Ma lei dice di

Lady Matacena
il fascino (in)discreto
di una “moglie di”
La vita a Montecarlo tra feste, soldi e potere
essere «eclettica». «Mi piace entrare
da Zara dove trovo un prêt-à-porter
con prezzi alla portata di tutti e mi fa
piacere pensare che tutti possano avere accesso a capi esclusivi», ha spiegato
in vena di spirito democratico in una
lunga intervista al Foglio Italiano, rivista patinata della Costa Azzurra.
Montecarlo mon amour: «E’ un’utopia realizzata» dove «avvengono cose
che nelle altre parti del mondo stentano a realizzarsi». «Qui mi sento a casa». E sfreccia per le strade con macchinoni luccicanti. Non c’è avvenimento a cui lei non sia invitata, dal ballo del-

UGO MAGRI
ROMA

Gianfranco Fini, 62
anni, ex leader
di Alleanza
Nazionale e
ex Presidente della
Camera.
Il suo ultimo
partito, Fli, non ha
superato
lo sbarramento alle
ultime elezioni

sono personaggi del
sottobosco politico

La mia opposizione a
Berlusconi fu sempre
alla luce del sole.
E proprio sulla legalità

iecco Tangentopoli, presidente Fini...

Spero nei referendum
propositivi.
O per discutere leggi
di iniziativa popolare

«Non è un paragone azzeccato».

Ah no?

«No. A differenza del ’92-’94, i protagonisti oggi sono personaggi del sottobosco politico».
Tornano gli gli stessi nomi: Greganti,
Frigerio.

«Sì, ma allora le tangenti chiamavano
direttamente in causa il sistema dei
partiti. Che difatti crollò. Stavolta invece non risulta il coinvolgimento dei
livelli istituzionali più alti».
I partiti hanno scoperto l’onestà?

«O magari non esercitano la presa di
vent’anni fa... Sono molto più deboli.
Talmente in crisi, che ormai si stanno
ponendo problemi seri di partecipazione alla politica. E questo Grillo l’ha
capito benissimo».
Cosa ha scoperto Grillo?

«Che i cittadini non sanno più come
farsi ascoltare. I partiti agonizzano, i
sindacati pure; al loro posto non sono
nati altri sistemi per dare voce alla
gente. Le riforme dovrebbero servire
anche a creare canali alternativi».
Ha qualche suggerimento?

«Spero che qualcuno si batta per i referendum propositivi. O per garantire
che le leggi di iniziativa popolare vengano quantomeno discusse in aula, anziché finire nel cassetto».
Berlusconi ai servizi sociali. Dell’Utri e
Matacena latitanti all'estero. Scajola,
nelle patrie galere. Su Forza Italia in
Lombardia aleggia lo spettro dell’Expo... Questo centrodestra sembra
un luogo poco raccomandabile.

«I nodi vengono al pettine. E i miei al-

la Rosa a quello della Croce Rossa, fino
a Festival della Commedia dove quest’anno è stata avvistata al braccio dell’imprenditore romano Francesco Bellavista Caltagirone. Il suo posto preferito è lo Yacht Club. Il suo idolo, la principessa Carolina, «un esempio».
E poi c’è la suocera, la vera domina di
casa Matacena. Ex miss Italia, nel 1962, è
nei guai anche lei a causa della latitanza
del figlio. Con la nuora i rapporti si sono
molto raffreddati in questi momenti di
tempesta. Quando il marito era a casa la
regola era chiara: mai entrare in conflitto con «mammà». Quella vita non c'è più.

Ha Oggi, a differenza del
detto ’92-’94, i protagonisti

Destra

Intervista

R

ALENA ADAMCHYK

PAOLO CERRONI/IMAGOECONOMICA

Fini: “Nel centrodestra legalità assente
Ora voto i liberali di Scelta Europea”
“I partiti agonizzano, le riforme creino canali alternativi di partecipazione”
larmi sulla legalità assente o calpestata, come si vede, non erano affatto fuor
di luogo. Dire di più mi sembrerebbe
perfino superfluo».
E’ vero, come accusa l’ex Cavaliere,
cheNapolitanolepromiselaguidadel
governo qualora lei avesse fatto cadere il governo Berlusconi.

«Ma di che cosa stiamo parlando? La
mia opposizione a certi metodi fu sempre alla luce del sole. Sono l’unico che
osò sfidare l’allora premier addirittura in mondovisione e proprio sul tema
della legalità».
Berlusconi lamenta ben quattro colpi
di Stato ai suoi danni.

«Purtroppo, ha completamente smarrito il senso della realtà. Parla di cose
che esistono soltanto nella sua mente.
È appena stato capace di sostenere

che Renzi è ostaggio della Cgil, nonostante tutta l’Italia sia testimone del
contrario. Il giorno prima aveva detto,
nientemeno: “Meriterei il Nobel della
pace per avere portato Putin nel G8”...
Non va preso troppo sul serio».
Lei alle Europee chi voterà?

«Darò il mio voto a coloro che si battoL’EX PRESIDENTE DELLA CAMERA

«Un’alternativa al voto sarebbe
Alfano ma la sua presenza
al governo è troppo timida»
no per avere più Europa e più integrazione. Non certo a quanti vorrebbero
uscire dall’euro».
La gara è a chi se ne tira fuori...

«Se uscissimo dalla moneta unica,

avremmo un’inflazione a doppia cifra. Il
conto lo pagherebbero i lavoratori a reddito fisso, i pensionati e i risparmiatori».
Ma l’euro non funziona come dovrebbe, ne conviene?

«Per farlo funzionare, serve il contrario dell’euro-scetticismo, cioè più
unione economica e fiscale. Più decisioni assunte dalla Commissione Ue e
meno dai Capi di Stato e di governo,
dove la Germania ovviamente sa meglio farsi valere».
Dunque, niente voto alla Lega.

«No. E nemmeno, mi spiace dirlo, ai
Fratelli d’Italia, che nonostante il simbolo hanno tradito la storia di An: la
loro scelta contro l’euro è un clamoroso abbaglio».
Voterà Forza Italia?

«Lì prevalgono gli umori anti-tedeschi

di Berlusconi e dei suoi falchi. Per cui
no, non merita di essere presa in considerazione».
E allora, chi rimane?

«Per esclusione, nel campo moderato
restano due sole scelte potabili. Una è
la lista di ispirazione liberaldemocratica promossa da Verhofstadt, “Scelta
Europea”. L’altra è l’alleanza, timida e
pallida, tra Alfano e Cesa».
Come mai, scusi, la bolla come «timida e pallida»?

«Perché la presenza di Alfano nell’esecutivo è tanto determinante quanto
del tutto impalpabile. Non ricordo una
fase come l’attuale, di totale identificazione tra il governo e il premier: sembra che ci sia solo Renzi».
Insomma, sulla scheda cosa scriverà?

«Credo di averlo fatto capire...».

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

U

GRANDI OPERE
CORSA CONTRO IL TEMPO

Renzi chiama Cantone per salvare l’Expo
Il premier affida il controllo sui lavori al presidente dell’anticorruzione: Milano ce la farà, noi non molliamo
FABIO POLETTI
MILANO

Trecentocinquantatré giorni
per finire. Due giorni appena
per ripartire. Matteo Renzi
torna a Milano a occuparsi di
Expo a poco più di un mese dalla sua prima visita ma martedì
prossimo non sarà solo. Ad accompagnarlo Raffaele Cantone, il presidente della Autorità
contro la corruzione a cui il
premier ha chiesto di occuparsi in prima persona di Expo.
Una scelta obbligata dopo gli
ultimi atti dell’inchiesta della
magistratura di Milano. Una
scelta che Renzi ha motivato
con i suoi più stretti collaboratori come inevitabile: «Milano
ce la farà, noi non molliamo.
L’Expo è una occasione troppo
grande per buttarla via». Expo
vale 4 punti di pil. La ripresa
del Paese passa anche da qui.
Quello di Matteo Renzi alla fine
è pure uno sfogo: «Vogliono
usare questa occasione per attaccare anche il Pd. Posso perdere anche due punti, ma io ci
salto sopra e ci metto la faccia».
Nella riunione di martedì
Renzi incontrerà l’ad Giuseppe
Sala che ieri mattina ha riunito
tutto il gruppo di comando in
via Rovello. Si tratta di mettere
in mani sicure i dossier che fino
a giovedì quando lo hanno arrestato, erano il pane quotidiano
di Angelo Paris, direttore Pianificazione e acquisti e General
manager constructions di Expo
2015. Dopo avere incassato la
doppia iniezione di fiducia dal
governatore Roberto Maroni e
dal sindaco Giuliano Pisapia,
l’ad del Grande evento tanto atteso deve fare i conti con una realtà che sembra scricchiolare.
«Bisogna evitare che passi il
messaggio che l’immagine di

Expo sia quella che esce dalle
carte della magistratura. Non
siamo alle Olimpiadi dove il pubblico non manca anche se qualcuno fa uso di doping», si ripete ai
piani alti di via Rovello. In due
giorni - quanto manca all’arrivo
del premier Matteo Renzi - si
tratta di rimettere mano alla filiera di comando che guida i cantieri. Per evitare altri intoppi gli

incarichi che erano di Angelo Paris potrebbero essere spalmati
su due persone. Il Responsabile
unico procedure forse affiancato
da un Direttore costruzioni non è
difficile da trovare. Le scelte sono
obbligate. In pole position c’è il vice di Angelo Paris, Alessandro
Molaioni. Qualche chance le hanno pure il direttore generale
Christian Marangone o il sub-

commissario Antonio Acerbo.
Figure prettamente tecniche che
devono seguire i lavori nei cantieri aperti 20 ore su 24 perchè non
c’è tempo da perdere.
Il nome del Superdirettore
dei lavori, una figura capace di
coordinare tutte le attività, 800
milioni di euro di appalti già assegnati, 120 milioni ancora da
definire, lo ha voluto scegliere il

premier in prima persona. A meno di un anno dall’inizio i lavori
sulla piastra sono ancora al 45%.
Dei sessanta padiglioni sono già
in costruzione, solo quello italiano e quello tedesco. Il Governatore della Lombardia Maroni e il
sindaco di Milano Giuliano Pisapia avevano posto come unica
condizione che il Supermanager
non si fosse mai occupato di

353

800

45%

60

Giorni rimasti

Milioni

Lavori

Padiglioni

Tutte le opere dell’Expo
2015 devono essere
terminate entro
il prossimo aprile

Il valore degli appalti già
assegnati e 120 quello
degli appalti che devono
essere attribuiti

Sulla cosiddetta «piastra»
il cuore dell’Expo
i lavori sono ancora
al 45% del totale

Dei sessanta padiglioni
previsti soltanto quello
italiano e tedesco sono
già in costruzione

Grillo
«Èunfallimento
Losapevanotutti»
1 «L’Expo? Sapevano tutti

che sarebbe stato un fallimento. Non porti un cinese a
Rho, posto bruttissimo, per
fargli assaggiare un pezzo di
parmigiano, lo porti dove lo
fanno il parmigiano!». Lo ha
detto Beppe Grillo durante
un comizio a Padova. «Il sistema, lo avete visto anche qui a
Padova, è marcio, noi siamo
l’alternativa». Beppe Grillo
attacca le amministrazioni locali, le municipalizzate, la gestione dei rifiuti. «Dire di no a
questo sistema - ha detto - è
pensare a un altro modo di
pensare all’economia. Oggi il
populismo è la forma più alta
di politica. Dobbiamo farli
fuori tutti, in modo democratico, ma dobbiamo entrare
noi e cambiare tutto. Siamo il
politico della porta accanto..forse abbiamo creato un
mostro, velocemente. È fallito il comunismo, è fallito il capitalismo di rapina; dobbiamo avere un piano B», ha concluso Grillo.

Al lavoro

il caso

I cantieri attivi dell’Expo
lavorano venti ore su 24
per cercare di finire in tempo
i lavori per l’inaugurazione
prevista tra meno di un anno

PAOLO COLONNELLO
MILANO

«I

n coincidenza con la
campagna elettorale
regionale del 2013,
Gianstefano Frigerio si attiva
per sostenere sul piano elettorale il senatore Mario Mantovani, uomo politico che risulterà infatti eletto e che assumerà…la funzione di assessore alla Salute oltre che di vice Presidente della Giunta regionale». E meno male che
proprio ieri, sul nostro giornale, l’assessore Mantovani
sosteneva di avere incontrato
il “professor” Frigerio «quelle
due o tre volte», e di aver «cestinato le sue segnalazioni». I
pm Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio sembrano avere
un’altra prospettiva riguardo
i rapporti tra il nuovo responsabile della Sanità Lombarda, che assicura di aver tagliato i ponti con il vecchio sistema formigoniano, e l’anziano tangentaro che “sistemava” gli appalti degli ospedali lombardi e di Expo. Scrivono i due pm nella loro richiesta di arresto: «I rapporti
fiduciari sul piano politico»
con i vertici dell’assessorato

Expo 2015. Una scelta obbligata
in nome della trasparenza ma
pure del marketing. Raffaele
Cantone è l’uomo giusto. Ma bisognerà facilitargli il lavoro. E
oggi durante l’audizione prevista da tempo alla commissione
parlamentare Antimafia, l’ad
Sala tornerà a chiedere di «alleggerire le procedure senza venir meno al principio di legalità».

TAMTAM

I pm: da Frigerio ruolo attivo
nell’elezione di Mantovani
Per i magistrati esiste “un’influenza illecita” sulla Sanità lombarda
alla sanità della Lombardia, e
cioè con l’assessore Mantovani
e con il direttore generale Walter Bergamaschi, nei cui confronti non è stato ravvisato alcun rilievo penale, sono però
«la base della influenza illecita,
per così dire, “dell’avviamento
illecito”, a disposizione dell’associazione criminosa nel campo sanitario». Per i pm, che
quest’oggi inizieranno gli interrogatori dei sette arrestati giovedì scorso, «proprio lo sviluppo di tali rapporti attesta la capacità d’influenza di Frigerio…e la pericolosità del sodali-

zio criminoso, al contempo, te relazioni istituzionali ad alto
rende ragione della costante livello e sulle capacità di condipropensione di molti direttori zionamento politico amminidi aziende ospedaliere di rivol- strativo in capo a Frigerio». I
gersi» all’ex parlamentare Dc magistrati, oltre a ricordare
«per chiedere un
che «Bergamasostegno rispetINDAGINI NEL VIVO schi risulta esseto alle loro esidestinatario di
Oggi ci saranno re
genze di carriera
appunti provei primi interrogatori nienti da Frigenell’ambito della
degli arrestati rio il quale non
sanità lombarda». Rapporti
lesina consigli e
che, allo stato, precisano gli in- suggerimenti in materia di noquirenti, pur non avendo «di- mi a di commissari presso le
retto rilievo penale», «fanno lu- Asl», ricordano che “il profesce e forniscono nel contempo sore” «poteva vantare un buon
diretto riscontro alle dichiara- rapporto con i vertici regiona-

li» anche nella precedente legislatura. «E’ significativa sotto
questo aspetto - aggiungono anche la circostanza che si sia
attivato a dicembre 2012 in
coincidenza con le festività natalizie per organizzare un aperitivo di ringraziamento presso
l’Hotel Michelangelo in favore
di Carlo Lucchina», all’epoca
ancora direttore generale dell’assessorato alla Salute. Sebbene, risulti dalle intercettazioni, di alcuni politici Frigerio e il
suo compare Cattozzo, non
avessero grande stima. «Noi
mangiamo da Cesarina e an-

diamo all’Ibis…Ma guarda lui dicono riferendosi per esempio
all’ex governatore Formigoni a Montecarlo va sempre all’Hermitage…Hotel de Paris…siamo al cinque stelle di
lusso..e va al Luigi XV. E’ la
stessa vita che fa Lupi…arriva
con uno yacht di 30 metri e va a
mangiare tutte le sere ad Alghero da quello famoso…Andreucci. Champagne e Aragoste. Io ci posso andare, lui no. Io
sono libero cittadino - commenta scandalizzato Frigerio Io non sono a carico dello Stato». Cattozzo aggiunge il carico: «E invece loro fanno una
bella vita…Roberto...Lord Nelson..non ti puoi permettere
quella vita lì con 10 mila euro al
mese». E no. Infatti si è visto come è andata a finire. Ma forse i
due schiumavano invidia per la
concorrenza diretta di Pierangelo Daccò. D’altronde, morto
un re se ne fa un altro. E se il
giro di Formigoni declina, Frigerio sa già su chi puntare...

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8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

U

GIUSTIZIA

Camere
con vista

INCHIESTE E POLITICA

CARLO
BERTINI

I giovani turchi
e la memoria
del genocidio
degli Armeni

Reportage
GRAZIA LONGO
INVIATA A BEIRUT

hi paga la prigione dorata
di Marcello Dell’Utri? La
sua fuga a Beirut continua
ad essere avvolta nel mistero. Dopo il giallo della latitanza e dell’estradizione, spunta ora
fuori l’ennesima questione poco chiara, per non dire scandalosa, a proposito dei costi del suo arresto in regime
sanitario. La bellezza di quasi 16 mila
dollari, 600 a notte.
È proprio vero che bisogna vedere
con i propri occhi, prima di farsi
un’idea sensata della realtà. Salendo al
quarto piano della clinica privata convenzionata Al Hayat, dove dal 16 aprile
scorso l’ex senatore di Forza Italia si
trova agli arresti, si scopre innanzitutto che non si tratta del reparto detenuti di un ospedale, bensì della stanza più
bella del reparto, quello destinato ai
«Vip», come spiega l’infermiera responsabile del piano, seduta ad una
scrivania a due passi dai soldati con
mitra sulla spalla che piantonano la
stanza. Una vera e propria suite, la
«first class» della clinica.
E dunque: chi si accolla la spesa della detenzione privilegiata «per proble-

C

L’EX SENATORE

«Faccio power walking in camera
perché fa bene al mio cuore
e me l’ha ordinato il medico»
mi di salute» del co-fondatore di Forza
Italia? Una fonte giudiziaria libanese
esordisce dicendo che è tutto a carico
dello Stato del Libano, per poi tentennare ricordando che «qui siamo in bancarotta e quindi in effetti pare strano
che un governo fallito possa permettersi di spendere tutto questo denaro per
un detenuto che non è suo». L’articolo
32 del Trattato internazionale tra il Libano e l’Italia per l’estradizione recita
infatti che «le spese dell’estradizione
sono a carico dello Stato richiedente
(l’Italia), mentre lo Stato richiesto (il
Libano) non può avanzare pretese sulle
spese giudiziarie e della carcerazione».
Sono da annoverare tra queste ultime anche la camera super lusso dove
si trova Dell’Utri? Certo per lui sarebbe stato un incubo trovarsi nel carcere
di Roumyieh, dove sabato si è consumata una rivolta, con tanto di sparatoria, dei detenuti, 4 mila invece dei 700
previsti. Per l’ex manager di Publitalia
molto meglio rimanere nella suite della clinica. T-shirt e pantaloncini bianchi cammina nervosamente. «Me lo ha
ordinato il medico, dice che devo fare

arà forse per un inconfessato senso di
colpa derivante dall’esser leader di una corrente Pd ribattezzata “i
giovani turchi”, che Matteo Orfini figura tra i firmatari di una proposta
di legge della prodiana
Sandra Zampa, per istituire «una giornata in ricordo del genocidio del
popolo Armeno». La cui
responsabilità storica
viene attribuita proprio
ai ben più celebri “giovani turchi”. Un movimento salito al potere ad inizio ’900, che si rese protagonista di un profondo
rinnovamento della
Turchia dell’epoca, ma
anche dello sterminio di
questo popolo con una
storia secolare e una
tradizione culturale raffinatissima.

S

GIORGIO LOTTI/CONTRASTO

L’ex senatore Marcello Dell’Utri dall’8 aprile scorso si trova a Beirut in Libano

Dell’Utri, la prigione dorata
finisce a carico del Libano
Beirut paga i 600 dollari al giorno per la suite della clinica
Al Hayat
LA CLINICA
NEL QUARTIERE
CRISTIANO
DI BEIRUT
DOVE DAL
12 APRILE
SCORSO
È RICOVERATO
MARCELLO
DELL’UTRI
IN STATO
DI ARRESTO

power walking perché fa bene alla circolazione e al mio cuore». I libri foderati di
blu sul comodino, una confezione di dolcetti al pistacchio sulla poltrona, Dell’Utri prosegue la sua passeggiata nell’ampia stanza congedandoci con un’affermazione tra l’ironico e l’amaro: «So
che Berlusconi è addolorato per me, io

lo sono per lui, ridotto ai servizi sociali».
Top secret invece il pagamento della
camera. La moglie del senatore, Miranda Ratti, alloggia nell’elegante ma discreto Hotel a 4 stelle Sofitel Le Gabriel:
arredamento old England e luci soffuse,
assai distanti nello stile sfarzoso del lussuoso Phoenicia dove il marito ha allog-

giato dall’8 a al 12 aprile, quando è stato
arrestato. La signora Dell’Utri, voce vellutata e cortese, non si sbilancia su nulla.
«Mio marito è malato e ha bisogno solo
di tranquillità – dice -. La sentenza della
Cassazione per lui e per tutti noi è stata
una mazzata». Il Sofotel Le Gabriel, nell’elegante quartiere cristiano Ashrafich,
è a 10 minuti di auto dalla clinica privata.
Lei e i figli Marco e Margherita per ora
non vogliono lasciare Beirut.
E Dell’Utri? Quando e come abbandonerà la terra dei cedri? Da un lato l’estradizione sembra lontana: convengono tutti che si tratterà di una scelta politica e
con le elezioni fissate al 25 maggio è improbabile che la decisione venga assunta
prima. Eppure molti illustri osservatori
ministeriali locali fanno notare che il Libano non ha alcun interesse a «rompere i
buoni rapporti con l’Italia grazie alla
quale ci sono 1100 tra soldati e marinai
nel Sud del Paese, che costano 157 milioni di euro l’anno all’erario italiano. Per
non parlare dei contratti per imprese libanesi intorno ai 2 miliardi di euro».

Baby sitter gratis

Uno dei migliori cavalli di battaglia del Carroccio ad uso elettorale è
la tassa sui money transfer degli extracomunitari. Per provare a stangare le rimesse degli
stranieri con un nobile
scopo, ora viene proposto di usare quei fondi
per consentire alle famiglie più povere di assumere la baby sitter.
I due capigruppo della
Lega nord, Giancarlo
Giorgetti della Camera e
Massimo Bitonci del Senato, lanciano due proposte di legge “per l’istituzione di un sistema
territoriale gratuito di
servizi socio-educativi
per la prima infanzia”.
Con una tassa del 3% sugli importi di ogni operazione di trasferimento di
denaro, minimo 5 euro
quale sia la somma inviata, attraverso le agenzie
di money transfer, si potrebbe coprire il costo di
un “assegno di cura e custodia” per le famiglie a
basso reddito.

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Primo Piano .9

.

U

DIVORZIO

Moretti, Pd

“È il momento
di aggiornare
quella norma
di libertà”

40 ANNI FA IL REFERENDUM

Maggio ’74: dalle urne
nasce la nuova
famiglia italiana

FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

«La legge sul divorzio è una grande
norma a tutela della
libertà individuale, ora
però va aggiornata. E noi siamo un Parlamento giovane e
rosa: è arrivato il momento»,
si dice certa la deputata Pd
Alessandra Moretti, relatrice di una legge che abbrevia
da 3 a 1 gli anni per ottenere
divorzio; 9 mesi se è consensuale e senza figli minori.

La prima separata racconta scandalo e rinascita
“Grazie a quella legge sono stata una sposa felice”
per me è stata una fortuna, una
benedizione. Facevo il tifo. Seguivo Pannella in tv. Speravo di
poter ricominciare una seconda vita». La prima era andata
male. Ma di un male che non si
può nemmeno discutere. «Non
mi piaceva il fatto di vivere con
la madre di mio marito, sotto lo
stesso tetto. Ma non è questo il
punto. Ci si lascia perché non si
ha proprio nulla in comune. Io e
il mio primo marito eravamo
due estranei prima di sposarci
e lo siamo rimasti. Non c’era
nulla di sbagliato in lui. Ma insieme eravamo sbagliati».
Non è stato facile fare quel
passo. «Io non bado ai commenti della gente - racconta la
signora - ma certo, commentavano. Divorziare era uno scandalo, o quasi. E mia madre e
mio padre, che non erano stati
entusiasti del matrimonio, non
avrebbero voluto la separazione. Mi dicevano di resistere. Di
provare ad aggiustare
le cose». Come andò? «Iniziai a
tornare a casa

NICCOLÒ ZANCAN
TORINO

arrivata all’altare
dopo sei passeggiate in centro,
quattro gelati domenicali, un film di
cui non ricorda neppure il titolo e un weekend al mare con
la famiglia riunita.
Alassio, Liguria, l’Italia del
boom. Era l’estate del 1959: «Il
promesso sposo ha dormito in
albergo. Lo ricordo in spiaggia al mattino, sotto l’occhio
vigile dei miei. Parlavamo poco. Entrambi impiegati alla
Fiat. Siamo stati fidanzati otto mesi. È stato il primo amore della mia vita. Anche se non
credo sia giusto chiamarlo così. Ancora oggi ho fortissimi
dubbi di averlo mai amato».
La signora Tina Rocci è arrivata al matrimonio all’età di
20 anni e 7 mesi: «Ma ho indossato l’abito bianco
tormentata dai
dubbi. Non ero
convinta. Ci
sono cose che
capisci a pelle. Non servono grandi
I no all’abrogazione
motivi. Però i
della legge che
parenti - ripermetteva il divorzio
cordo nitida la
furono 19.138.300
voce di mia madre - ripetevano tutti la stessa storia: “È la
paura della sposa. Non ti preoccupare. Passerà”».
E invece, aveva ragione Tina Rocci. Che si apprestava a
diventare la prima divorziata
d’Italia. «Di sicuro, del Piemonte. La legge sul divorzio

È

59,3%

La seconda volta

Ce la farete?

ROMANO ENTILE/A3/CONTRASTO

I festeggiamenti per la vittoria del no al referendum abrogativo

La pagina de La Stampa
del 20 giugno 1971, con la notizia del secondo matrimonio di Tina Rocci, «la prima
divorziata del Piemonte»

1

senza valigia, a dormire una
notte. Dicendo: “Sono triste,
ho bisogno di riposarmi”. Oppure: “Abbiamo discusso, lasciatemi tranquilla per po’ qui
da voi”. Li ho fatti abituare all’idea. L’ho detto così: senza
grandi annunci». E suo marito? «Era d’accordo. Viveva il

mio stesso straniamento. Non
c’erano figli di mezzo, per fortuna. E non ci sono mai state
litigate clamorose».
Il matrimonio è durato tre
anni e qualche giorno. Sono andati dagli avvocati per chiedere la separazione legale. «Non
avrei mai accettato di vivere la
mia vita in quella galera di infelicità. Sono tornata dai miei genitori. Sapevo che non avrei
potuto rifarmi una famiglia.
Ma era il male minore».
Siamo nel 1963. Per otto anni
la signora Rocci vive con quel
foglio in tasca, sfidando lo scandalo. «È stato un bel periodo.
Ho conosciuto amici e amiche.
Ho realizzato che non avevo
mai visto nessuno prima di mio
marito. Non avevo vissuto».

per il no

È in quel periodo che fa il tifo
per Pannella. Guarda i dibattiti
in tv, discute e spera. Ed è verso
la fine del settimo anno da separata che incontra Paolo Perotti, maestro di sci a Sestriere.
«Con lui è stato l’opposto. Mi
sono sentita subito a mio agio.
Con Paolo è stato tutto quasi
perfetto». Anche perché a dicembre 1970 viene approvata la
legge sul divorzio. E la signora
Tina Rocci può presentarsi per
prima all’ultimo piano del vecchio Tribunale di Torino. È il 7
gennaio 1971. «Sono stata io a
chiedere il divorzio. Il giudice
ha domandato: “Siete sicuri?
Non volete fare un tentativo di
riconciliazione?”. Ci siamo salutati giù in strada. È stata l’ultima volta che l’ho visto».
A cena è andata a festeggiare. A metà febbraio è arrivata
la notifica del divorzio, altri
due mesi per trascrivere gli atti. Ed eccoci a un ritaglio ingiallito di Stampa Sera, domenica
20 giugno 1971: «La prima divorziata oggi di nuovo sposa».
Aveva 33 anni: «Ero emozionata, ma sicura. Con Paolo siamo
stati bene per 21 anni, fino a
quando è morto in un incidente
stradale. Mi sono sentita come
mutilata. Non ho più amato
nessuno e va bene così. Grazie
alla legge sul divorzio sono stata una moglie felice».

Anche per il Pci quella
prova di democrazia
diretta era una iattura

Intervista

Marco Pannella
Promotore del referendum
sul divorzio del 1974

Marco Pannella (a destra nella foto) a una manifestazione in difesa del diritto al divorzio
GIACOMO GALEAZZI
ROMA

embra ieri: eravamo quattro gatti, ci
venne dietro il Paese - sorride Marco Pannella -.
Eppure avevamo nemici insospettabili, come oggi».

«S

Chi sperava in una vostra
sconfitta?

«Per il Pci il referendum
sul divorzio era una iattura,
un po’ come lo è oggi per Renzi quello sulla droga. All’epoca ai comunisti come Longo
stava sullo stomaco quella
prova di democrazia diretta
come oggi il segretario Pd
non ha firmato per abrogare
la Fini-Giovanardi. Nel ’74
quel voto non lo voleva nessuno: siamo stati noi radicali a
imporre la battaglia sul divor-

Pannella: “Con noi i cattolici veri”
I ricordi del leader radicale: fu una battaglia politica, non religiosa
zio. Con il mondo cattolico avevamo rapporti stretti già dalle
rappresentanze universitarie».
E con il Vaticano?

«Abbiamo avuto in Roncalli
un interlocutore attento, come
poi, fuori da ogni protocollo, in
Wojtyla e oggi in Francesco.
Due settimane fa sua telefonata
mi ha riacceso la speranza di
non essere solo a combattere
contro la disumana condizione
nelle carceri. Ora parliamo attraverso la sua voce».
Come nacque la vittoria?

«Tutto comincia nel ’64
quando costituiamo la Lega per
il divorzio. Il socialista Loris
Fortuna fu tra i pochi ad aiutarci, con Pertini ed esponenti Pci
come Terracini e Vidali. Almirante, che poi però fece un po’
marcia indietro. Sul fronte opposto tutti gli altri: dal laico Ugo
La Malfa che per limitare le
conseguenze “dirompenti e destabilizzanti” del divorzio lo voleva confinare ai matrimoni civili, a Fanfani che era sicuro di
riportare la Dc ai fasti del ’48».

«Stavolta ci siamo. Sto valutando gli emendamenti; il 15 la
Commissione giustizia dovrebbe votarli e il 26 dovremmo arrivare in Aula».
Gli emendamenti che più si
allontanano dal testo?

«Alcuni, da Ncd, chiedono
tempi più lunghi di quelli
previsti dal testo base se ci
sono figli minori o se la donna è in gravidanza».
Differenze che rischiano di
impallinare la
legge?

«Io credo
che ormai
anche le
forze politiche più recalcitranti
siano consapevoli che
ridurre i tempi significa ridurre i conflitti a beneficio
dei figli. Durante le audizioni
con gli esperti è emerso che
abbattere i tempi riduce
l’abitudine ai contenziosi».
Dal mondo cattolico però arrivano bocciature.

«Con questa legge vogliamo
dire che la cultura della famiglia e il ruolo genitoriale
devono resistere anche
quando l’esperienza di coppia finisce. Tra l’altro, è un
fatto che le riconciliazioni
nel tempo della separazione
sono pochissime, mentre sono tante le coppie composte
da separati che aspettano il
divorzio per potersi risposare: così questo provvedimento favorisce anche la nascita di nuove famiglie».

fessionali. Come se fossimo regolati dal diritto canonico e non
da un diritto laico e statuale.
La famiglia era già cambiata?

«Quarant’anni fa in Italia
c’erano almeno due milioni di
famiglie di fatto nelle quali i coniugi e i loro figli vivevano nel
terrore di ricatti e denunce.
Anche queste erano famiglie
vere, da salvare. La nostra vittoria al referendum ha cambiato la storia dei diritti civili ma
gli italiani sembrano essersene
dimenticati. E il premier Renzi, da epigono del Pci, ignora la
nostra battaglia contro la vergogna carceraria».
Per questo niente Europee?

Quali somiglianze con oggi?

«Come allora la religiosità
vera non ha niente a che vedere
con i confessionalismi. La campagna antidivorzista fu politica,
non religiosa. Si opponevano a
noi gli eredi di coloro che fecero
coincidere la missione della
Chiesa con la difesa del potere
temporale dello Stato pontificio
e che scomunicarono il Risorgimento, condotto in gran parte
da cattolici. Insomma avevamo
contro i seguaci del “Sillabo”
sconfitti dal Vaticano II».

Fu un derby tra cattolici?

«Anche. Dopo essere stati
messi fuori gioco dalla primavera conciliare di Giovanni
XXIII, le frange più clericali
cercarono nella difesa del loro
potere sullo Stato l’ultima trincea contro l’evoluzione della
Chiesa secondo la coscienza
dell’immensa maggioranza dei
fedeli. Volevano far coincidere
la sacralità di un sacramento,
che deve vincolare la coscienza
dei credenti, con l’uso dei carabinieri per imporre fedeltà con-

«Chiediamo formalmente
che lo Stato italiano sia commissariato “ad acta”. Dopo 60
anni di partitocrazia, non si può
dire come se nulla fosse: “Andiamo a votare”. Serve un momento di lucidità e difesa dello
Stato di diritto e dei diritti umani. Resta valida la lezione del
1974, quando fino all’ultimo in
Parlamento i comunisti, d’accordo con la Dc, cercarono di
aggirare il referendum. Il nostro vero avversario era il compromesso storico strisciante».

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014 LA STAMPA 10

R

.

A Hangzhou
Leprotestedeicittadini
bloccanol’inceneritore

Il «balzo»
Contadini
al lavoro
nel 1958
Il piano
economico
del «Grande
balzo»
di Mao
voleva
trasformare
il sistema
rurale basato sull’agricoltura
in una società industrializzata

1 Le autorità della città di

Hangzhou, nella Cina orientale, hanno promesso che rinunceranno alla costruzione di un
inceneritore di rifiuti se non
sarà approvato dalla popolazione. La settimana scorsa migliaia di persone erano scese
in piazza per protestare contro l’impianto e solo sabato,
negli scontri con la polizia,
c’erano stati 39 feriti. Ieri le autorità hanno spiegato in un
comunicato che «i residenti
saranno invitati a dare la loro
opinione prima che il progetto
venga ufficialmente lanciato»
e hanno promesso che «verrà
fermato se non incontrerà il
sostegno della popolazione».

GAMMA-KEYSTONE/
GETTY

“Quei 36 milioni di cinesi morti
per gli errori di Mao”

Colloquio

Lo scrittore Yang Jisheng scava nella storia della Grande Carestia del 1958-1962

ALESSANDRO BARBERA
ROMA

el numero dedicato alla
morte del Grande Condottiero, l’11 settembre
del 1976 l’«Economist»
scrive: «Mao deve essere
accettato come uno dei grandi vincitori della storia. Per aver elaborato, contro le prescrizioni di Marx, una strategia rivoluzionaria incentrata sui contadini, che permise al Partito comunista di conquistare il potere a partire
dalle campagne, e per aver diretto la
trasformazione della Cina da società
feudale, distrutta dalla guerra e dissanguata dalla corruzione, a Stato
egualitario e unificato, nel quale nessuno muore di fame».
Nel 1976 all’«Economist» non sanno ancora che qualcuno in Cina ha iniziato a raccogliere il materiale che diversi anni dopo incrinerà l’aura che fino a quel momento era penetrata fin
nei più insospettabili circoli. A quel
tempo Yang Jisheng ha 36 anni, è
iscritto al Partito ed è un «orgoglioso
giornalista» dell’agenzia di Stato
Xinhua. Ma la convinta adesione all’Utopia non gli impedisce di scavare
attorno a quel che accadde fra il 1958 e
il 1962, gli anni della grande carestia in
cui suo padre se ne va, apparentemen-

N

Estero .11

te per una tragica volontà della natura.
«Era un giorno di primavera del 1959.
Avevo 18 anni, ero studente e vivevo a
pochi chilometri dal mio villaggio. Non
c’era molto da mangiare, ma come immagino accadesse nelle scuole di Hitler
e Mussolini una ciotola di riso me la davano tutti i giorni». Un’amica lo avverte
di tornare subito a casa. Quando entra
in giardino trova l’olmo con la corteccia
strappata e diversi buchi attorno alle radici. Yang Xiushen è in casa, riverso a
terra, in fin di vita. «Era pelle ossa, in un
modo che solo allora capii cosa volesse
significare». Il ragazzo non è sorpreso.
«Mio padre stava male da tempo, faceva
di tutto per negarlo. Ogni volta che tornavo portavo un po’ della mia razione.
Lui mi respingeva, non voleva mi privassi del cibo».
Yang Jisheng racconta la sua storia
in una calda giornata del maggio romano al tavolino di un ristorante nei pressi
di Piazza di Spagna. È in Italia su iniziativa del «Bruno Leoni», l’istituto di studi
economici per il quale terrà oggi a Torino l’annuale “discorso”. Mentre parla la
realtà attorno a lui è straniante anche
per chi ascolta.
Il padre di Yang se ne va in tre giorni,
ma per almeno dieci anni, fino alla fine
delle sue ricerche, fino ai fatti di piazza

Oggi il Discorso
Bruno Leoni
Alle 18 a Torino Yang Jisheng
terrà il Discorso Bruno Leoni
all’Accademia delle Scienze

Tiananmen, Yang non avrà piena consapevolezza di quali fossero le vere ragioni
della Grande Carestia, dei suoi 36 milioni
di morti in quattro anni, del perché masse di cinesi fossero finite in una condizione tale da spingere i più sfortunati - lo ha
ricostruito lui stesso - a cibarsi di escrementi di uccelli o delle carni dei propri defunti. «Avrei voluto conoscere sin da giovane il senso profondo delle parole “shi

shi qiu shi”», un aforisma che in cinese si- tare il cibo fino al villaggio di suo padre,
gnifica «cercare la verità attraverso i fat- evitandogli quella morte orribile. La
ti» e che fino a quel momento Yang aveva collettivizzazione dell’economia era arsentito pronunciare retoricamente solo rivata fino alle cucine, dove la gente non
dagli esponenti del regime. «Io non ho aveva nemmeno la libertà di decidere
mai fatto politica», spiega Yang. Per que- quando e cosa mangiare.
sto non lo si può definire un dissidente,
Oggi Yang non ha dubbi nel sostenere
anche se ben tre ministri dell’informazio- che «l’unica uguaglianza alla quale tenne lo hanno criticato – «un record» – e i dere è quella delle opportunità». Non
suoi libri si possono comprare solo ad conosce Thomas Picketty, è interessato
Hong Kong. «Talvolta ho temuto di esse- a capire come mai in Occidente ci sia core incarcerato, ma se non è accaduto si- sì tanta domanda di uguaglianza fra le
gnifica che le cose nel mio Paese oggi van- persone, sottolinea quanto il confine fra
no meglio. Non bene,
ricerca dell’uguama meglio».
LA VERITÀ DI «TOMBSTONE» glianza e arbitrio sia
Il suo enorme la«Quando eraNel monumentale lavoro labile.
voro (1.200 pagine
vamo tutti uguali,
nell’edizione in cine- 30 anni di ricerche sugli effetti non si può dire fossi
della collettivizzazione realmente infelice,
se, 700 in inglese) è
stato pubblicato solo
ma il problema era
nel 2008. Si intitola «Tombstone». Una che non avevo la più pallida idea di quale
lapide «per mio padre, per i milioni di fosse la differenza fra essere felice o inmorti, per gli errori della Cina di Mao».
felice. Ora lo so, e l’ho spiegata ai cinesi
Yang sotterra con dovizia di dettagli con una formula matematica». Prende
il fallimento della pianificazione econo- un pezzo di carta e scrive: «Il tasso di
mica, della Cina che aveva concesso – e felicità è dato dal rapporto fra la qualità
poi confiscato – al padre un fazzoletto di della vita attuale e quella passata. Alla
terra da coltivare, in cui era negata qua- formula completa manca solo il coeffilunque iniziativa privata, competizione, ciente: la quantità di informazioni a dientusiasmo personale e creatività, nella sposizione». L’orgoglio del giornalista
quale si negava l’esistenza dei prezzi, ha attraversato indenne la storia.
ciò che avrebbe spinto qualcuno a porTwitter @alexbarbera

Storie dall’America
I resti trasferiti sotto il Memorial

Perse il figlio a Ground Zero
Il pompiere Al: un cimitero
per gli eroi dell’11 settembre
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

Protesta
Al Santora
imbavagliato con altri
famigliari
delle vittime

Christopher Santora era pompiere da appena otto settimane, quando gli aerei dirottati da al Qaeda colpirono le Torri Gemelle. Aveva 23 anni e divenne
il vigile del fuoco più giovane a
morire. Ora suo padre Al, pompiere in pensione, è diventato il
volto della protesta contro il
trasferimento dei resti delle
vittime non identificate nel sotterraneo del Memorial Museum, che verrà inaugurato
giovedì a Ground Zero.
Sabato mattina le 7.930 buste di plastica che contengono i resti sono
state spostate dall’Ufficio di medicina legale, dove erano conservate per cercare di
dare loro un nome attraverso il Dna, al museo. Le vittime ancora non identificate sono 1115 e gli esperti forensi continueranno il

L’atleta scelto dai St. Louis Rams
lavoro anche nella nuova sede, ma la mossa
ha diviso le famiglie dei morti. Alcune sono
soddisfatte, perché credono che Ground
Zero doveva essere il luogo del loro riposo,
ma altre si lamentano di non essere state
consultate e pensano che andava costruito
un vero cimitero. Quindi hanno protestato,
imbavagliandosi. Tra loro c’era il settantenne, Al Santora, padre di Chris. La sua
famiglia era diventata uno dei simboli della
risposta al dolore della perdita. Kathleen e
Megan, le sorelle del caduto, si erano entrambe arruolate nell’esercito, e la prima
aveva servito in Iraq e Afghanistan. La seconda, invece, sta completando le prove
per entrare nei pompieri: «Mi addestro
con la giacca di mio fratello addosso, salendo e scendendo le scale». Maureen, la
mamma di Chris, ha creato una fondazione
in suo onore, che ogni anno dà borse di studio da 50.000 dollari a ragazzi svantaggiati: «Prima di fare il pompiere, mio figlio era
insegnante a scuola. È il modo giusto per
ricordarlo». Chris è stato anche seppellito
due volte, perché i suoi resti erano stati
scambiati per quelli di un collega e riesumati. I suoi genitori vennero ricevuti da
Obama, e vederli col bavaglio risveglia un
dolore destinato a non passare.

Cade il tabù nel football
Sam, il primo gay dichiarato
giocherà nel campionato Nfl
DALL’INVIATO A NEW YORK

Sul Web
Sam lo ha
festeggiato
con un
bacio al
compagno

Secondo il settimanale «Time», la gente
guarderà a sabato scorso come un giorno
che ha fatto la storia nel football americano, e forse nell’America in generale. Per la prima volta un
giocatore dichiaratamente
gay è stato selezionato dai St.
Louis Rams per il campionato
professionistico Nfl. Si chiama
Michael Sam, è nero, e per festeggiare l’ingaggio ha fatto
circolare le immagini del bacio
celebrativo col suo compagno,
bianco. Più di così non si poteva fare per scuotere il mondo dello spor.
Michael ha 24 anni, è alto un metro e 88
centimetri, e pesa 118 chili. È nato in Texas
e giocava per la University of Missouri:
non esattamente i luoghi più facili dove
crescere, quando sei omosessuale. Sul

campo è bravo, al punto che è stato giudicato uno dei migliori difensori del campionato universitario, però era stanco di nascondere la sua natura sessuale. Non voleva fingere, o interpretare la parte del macho che distrugge gli avversari, per poi
magari rivelare di essere gay dopo le scelte
dell’Nfl. Chiedeva che se una squadra
avesse deciso di prenderlo, lo facesse sapendo dal principio chi era e accettandolo.
Quindi all’inizio dell’anno aveva rivelato
di essere gay, sfidando l’intero mondo dello sport professionistico Usa. Alcuni analisti avevano detto che era pazzo, perché così si rovinava la carriera: nella Nfl avevano
giocato altri gay, ma in silenzio. Per lui, però, il punto era proprio questo: venire allo
scoperto ed essere accettato, come era
successo poco prima a Jason Collins nel
basket Nba, quando Brooklyn lo aveva ingaggiato dopo l’annuncio della sua omosessualità. Quindi aveva dato alle squadre
qualche mese di tempo per abituarsi all’idea. Non è stato facile, perché il football è
lo sport più macho. Infatti Sam è stato la
scelta numero 249, nonostante sul piano
tecnico non si discuta. Questo è solo l’inizio, e la sua carriera è tutt’altro che sicura.
Ma la storia ormai è fatta.
[P. MAS. ]

12 .Estero

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Reportage
LUCIA SGUEGLIA
MARIUPOL

abbia e furore contro la
«giunta» di Kiev, caserme
in fiamme, morti freschi
che gridano vendetta, i primi bagnanti indifferenti
sotto un sole d’estate, e un impiccato.
Ha votato sotto assedio Mariupol, mezzo milione di abitanti, lembo meridionale del Donbass adagiato sul Mar
d’A zov, il meno profondo del mondo,
simbolo del pantano ucraino: circondata da barricate e posti di blocco militari
con la nuova, temuta Guardia nazionale di Kiev. Salgono bruschi sul bus che
viene da Odessa i «volontari» in nero
dell’ovest, e chiedono i documenti a tutti i giovani maschi a bordo, temono infiltrati filorussi. I pochi alberghi rimasti
aperti in centro fingono di essere chiusi, luci spente nella hall e vigilantes.
Ma nel primo dei 4 seggi allestito in
fretta e furia sulla via Metropolitskaya,
la fila al mattino si allunga per chilometri, l’atmosfera è quasi festosa: tutti
pronti a dire sì a occhi chiusi al referendum dei ribelli di Donetsk. «Quelli
che non erano convinti, han cambiato
idea dopo il 9 maggio», spiega Alexei,
studente. Quel giorno, i militari ucraini
sono entrati in città con blindati leggeri per sgomberare i separatisti locali
dalla caserma di polizia che avevano

R

Nella roccaforte dei filorussi
“Costretti a lasciare l’Ucraina”
Fra i separatisti a Mariupol: la rivolta a Kiev ha ucciso il Paese

Schröder

“L’Europa
non ha capito
quanto
è successo”
DALL’INVIATA A BERLINO

Gerhard Schröder non si sente affatto in imbarazzo per le
foto che hanno fatto il giro del
mondo in occasione dei recenti festeggiamenti per il suo 70°
compleanno a San Pietroburgo, che lo ritraevano in atteggiamenti calorosi con Vladimir Putin. Anzi. L’ex cancelliere e consigliere della controllata di Gazprom, Northstream, rivendica di aver avuto un ruolo attivo nella liberazione dei sette emissari dell’Osce rapiti dai separatisti di
Slaviansk e liberati pochi
giorni dopo. «Ho approfittato
del colloquio con Putin – ha
detto alla “Welt am Sonntag”
– per pregarlo di aiutare a liberare gli ostaggi».
Schröder è anche tornato
all’attacco della Ue, rea di
aver proposto all’Ucraina una
prospettiva di adesione senza
rendersi conto «che si tratta

IL REFERENDUM

Lunghe code, banchetti elettorali
all’aperto e nessun controllo
I filorussi esultano: ha votato l’80%
occupato, da 7 a 21 le vittime, i locali
accusano: «Hanno sparato a casaccio
sui civili inermi usciti in strada per fermarli, una spedizione punitiva, altro
che operazione antiterrorismo».
Subito dopo, sindaco e polizia sono
spariti, lasciando la città nell’anarchia:
negozi svaligiati, vetrine infrante. La ex
base dell’armata di Kiev, fuggiti gli inquilini, ancora brucia, in terra sono
sparse le divise blu del potere che latita.
E ieri il comandante della polizia, Valeri
Androshchuk, è stato trovato impiccato su un albero poco fuor città: secondo
i separatisti avrebbe aperto il fuoco
contro i residenti due giorni prima.
Si vota anche all’aria aperta su banchetti allestiti in strada, le urne sono
scatole di cartone con scritta a penna
la sigla della Repubblica Popolare di
Donetsk: nessuno piega la scheda ma
la barra davanti a tutti e la esibisce. «Ci
hanno sequestrato un’auto piena di
schede elettorali» denuncia una degli
organizzatori. Erano già firmate ante
voto, replicano i militi pro Kiev.
Sul foglio però l’opzione non è «indipendenza» ma «samostaiatelnost»,
qualcosa di più simile ad «autonomia».
Risposta: Da o Niet. «Non siamo separatisti» ripetono in molti, «Vogliamo il
federalismo, l’autodeterminazione, non
per forza l’annessione alla Russia, ma
vivere secondo le nostre leggi, i nostri

MARKO DJURICA/REUTERS

Le città
in rivolta

La gente di Mariupol si accalca dinanzi a un seggio improvvisato

Le reazioni
UeeStatiUnitiall’unisono
«Questovotoèillegale»
1 Nel giorno del referendum nel-

l’Est dell’Ucraina, l’Europa non cede di
un millimetro, ribadisce la sua posizione - «il voto è illegale, il risultato non
sarà riconosciuto» afferma l’ufficio di
Cathereine Ashton, capo della diplomazia Ue – e aggiunge
che
quanto accaduto va contro gli
obiettivi di Ginevra. Dura la
presa di posizione anche americana. Il portavoce di Kerry dice:
«Non riconoscere i risultati». Intanto a
Bruxelles si lavora all’incontro dei ministri degli Esteri di oggi. E si pensa alla
reazione Ue. Se i russi prendono le distanze dal referendum - fanno sapere
fonti europee - siamo sulla buona strada, in caso contrario non ci sarà scelta
se non rispondere con maggior forza.

ideali e i nostri eroi» spiega Dmitri
Dereguzov, ex operaio metallurgico. Mariupol è la Nowa Huta di
Ucraina: fabbriche di metalli mastodontiche la seconda acciaieria
più grande di Ucraina dopo quella
di Krivoi Rog venduta agli stranieri,
in mano all’oligarca Akhmetov come
il porto. Mastodonti vetusti e mostruosamente inquinanti che esportano in Russia e Cina, dice Sasha vestito alla moda che ha vissuto nella capitale:
«Vedi quel fumo? Se apri la finestra, subito si posa un velo nero sul davanzale.
Kiev ci avvelena, e prende tutti i nostri
soldi». Ora che la Crimea è andata, Mariupol è il maggior hub di export di grano
del paese: ma appare povera, fatiscente e
dimenticata da Dio. I «metallurghi» stanno mettendo su un corpo di vigilantes di
autodifesa per evitare il caos. Putin?
Nemmeno lui ha bisogno del Donbass,
con tutti i nostri problemi economici, ammettono, «ma la gente qui è spaventata, e
preferisce la Russia come meno peggio».
L’impressione è quella di un divorzio
ormai consumato. «Tutta colpa di Kiev:
se non ci fosse stata Maidan, l’Ucraina
sarebbe ancora integra. Non ci hanno capito, nessuno ha ascoltato le nostre richieste» dice Liudmila, contabile aziendale, 50. «Dopo quel che è successo a

SLAVIANSK
KRAMATORSK
Kiev

YENAKIEVE

GORLIVKA
DONETSK
0

MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

«Gli attacchi anticristiani avvelenano l’atmosfera della visita del Papa». È il patriarca
latino di Gerusalemme, Fuad
Twal a parlare da Haifa per
chiedere al governo israeliano di «intervenire in fretta
contro questi terroristi». Il riferimento è ai gruppi di estre-

Distretto
di Donetsk

100

MARIUPOL

Odessa e Mariupol, è passato il Rubicone: indietro non si torna». «L’Ucraina
unita non ci sarà mai più – azzarda una
pensionata - l’han distrutta loro stessi, il
21 febbraio a Kiev. Ci saranno due paesi:
est e ovest, come il Nord e Sud Corea».
Ma non tutti sono d’accordo col referendum. Molti ucraini o pro Kiev avrebbero lasciato di corsa nei giorni scorsi la
città, che vanta anche la comunità greca
più grande d’Ucraina. «Io sono contro,
voglio che la Russia ci lasci in pace. Sono
russofono, ho molti amici russi ma ora
non li capisco più» dice Nikolai Orlov, autista, 30 anni. A metà giornata, i separatisti di Donetsk dichiarano un’affluenza
già superiore all’80%. Impossibile controllare alcunché.

Insulti
Un poliziotto
israeliano
cammina
dinanzi alla
chiesa di
Hahoma
Hashlish sui
cui muri è
stato scritto
«Re David
appartiene
agli ebrei,
Gesù è spazzatura»

Attacchi anti-cristiani in Israele
Timori per la visita del Papa
misti ebrei che nell’ultimo anno hanno attaccato moschee e
chiese, spesso imbrattandole
di frasi offensive. «Israele si
vanta di essere una democrazia e allora deve intervenire
per fermarli» afferma Twal,
dando atto a più ministri israeliani per averli definiti «terroristi» ma lamentando «i pochi
arresti finora seguiti allettante
condanne verbali».
Sotto accusa sono gli autori
dei 399 attacchi anti-arabi avvenuti nel 2013 e inseriti dal Dipartimento di Stato Usa nel
rapporto annuale sul terrorismo. Rivelazioni pubblicate dal
quotidiano «Haaretz» attribuiscono tanto alla polizia che allo

50

Centimetri
LA STAMPA

SCRITTE OFFENSIVE SULLE CHIESE DA PARTE DEGLI ESTREMISTI EBREI

Il patriarca Twal
“Il governo
intervenga in fretta
contro i terroristi”

LUGANSK

Scontri sul Golan
PerGerusalemme
«zonamilitarechiusa»
1 Le autorità israeliane

hanno dichiarato «zona militare chiusa» una fascia nel
settore settentrionale delle
alture occupate del Golan, di
fronte alla città siriana di Kuneitra. Si tratta di una misura
cautelativa presa mentre sul
versante siriano della linea di
demarcazione infuriano oggi
combattimenti fra forze leali
ad Assad e unità ribelli.

Shin-Bet, il servizio di sicurezza interno, la volontà di intervenire contro i gruppi più organizzati, come quello che opera dall’insediamento di Yizhak in Cisgiordania ed ha come leader
Yizhak Ginzburg. Al fine di
spingere il premier Benjamin
Netanyahu a ordinare una retata di arresti oltre 250 famiglie
israeliane hanno scelto di ac-

camparsi davanti alla sua residenza nel centro di Gerusalemme parlando di «vergogna
nazionale». Se Twal ha scelto di
alzare i toni, chiamando in causa la visita del Papa, è perché
questi gruppi estremisti hanno
aperto un fronte proprio contro
il programma di Francesco a
Gerusalemme. Il Papa farà tappa nella sala del Cenacolo, sul

Schröder a San Pietroburgo

di un Paese diviso». Secondo il
politico socialdemocratico
«bisognava parlarne anche
con i russi. L’aut aut tra il trattato di associazione con la Ue
o unione doganale con la Russia è stato l’errore iniziale».
Anche per questo motivo,
«non bisognerebbe parlare di
sanzioni, ma di interessi per la
sicurezza russa». Sull’annessione della Crimea da parte di
Mosca, Schröder sostiene che
«è contestato sul piano del diritto internazionale ma ormai
è una realtà». Che rispecchia,
oltretutto, «la volontà della
maggioranza». L’ex cancelliere invita ad essere cauti sul
coinvolgimento di Mosca nei
movimenti
secessionisti.
«L’idea secondo cui sarebbe
sufficiente che il presidente
russo o qualche altro dicesse
“basta” per rimettere tutto in
ordine non è certamente rea[T. MAS. ]
listica».

Monte Sion, e questi gruppi ritengono che la sosta non sia casuale perché Netanyahu avrebbe deciso di cedere al Vaticano
la sovranità di questo luogo,
adiacente alla Tomba di David,
nell’ambito del nuovo status
della città da definire nei negoziati con i palestinesi. Si spiegano così le scritte offensive apparse sulle mura della chiesa
cattolica di Hahoma Hashlishit
a Gerusalemme: «Re David appartiene agli ebrei, Gesù è spazzatura».
Le fibrillazioni fra Chiesa
cattolica e autorità israeliane
spiegano il corto circuito avvenuto ieri quando la Custodia
Francescana di Terra Santa ha
affisso sulle mura della Città
Vecchia un manifesto di benvenuto a Papa Francesco e la polizia gli ha chiesto di toglierlo per
«non irritare ulteriormente gli
animi» spiegando, poi, in un secondo momento che mancava
ancora l’autorizzazione legale
del Comune.

W

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

DIECIMILA SOLDATI PRONTI A REAGIRE A UN’INVASIONE SOVIETICA. TRA DI LORO ANCHE UNO DEGLI UOMINI CHE LIBERÒ MUSSOLINI

.

Estero .13

ROMANIA

Così le SS crearono la Gladio tedesca

Gli Asburgo
vendono
il castello
Le prove dagli archivi dei servizi segreti: dal ’49 pronto un esercito dormiente di veterani di Dracula
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

Che la denazificazione in Germania sia stata lacunosa – una
soluzione adottata ufficialmente per non condannare il Paese
al fallimento sicuro, spazzandone via l’intera classe dirigente – non lo dicono solo i libri di
storia. Lo raccontano anche romanzi magnifici come «Dossier Odessa» di Frederick Forsyth, che ricostruiscono le trame oscure degli ex ufficiali delle SS per proteggere i camerati
dopo la guerra. Ma una notizia
che verrà ufficializzata nei
prossimi giorni, rivela per la

degli Anni 40, vicino a Stoccarda, serate per i reduci. Ed è lì che
si cominciò a parlare della necessità di difendersi e di prevenire il «pericolo rosso».
Il fondatore del gruppo clandestino e ufficiale della Bundeswehr non solo annotava cose
agghiaccianti tipo «intelligente,
mezzo ebreo» a proposito di nuovi membri. Aveva contatti diretti
anche con pezzi grossi delle «teste di morto» naziste: trattò persino con un idolo delle camice
brune, l’ex Obersturmbannfuehrer delle SS Otto Skorzeny.
Un nome noto anche alle cronache italiane: fu l’uomo che con un

Anche il Cancelliere
Adenauer sapeva,
ma non ne ordinò mai
lo scioglimento

In caso di attacco
il gruppo illegale era
in grado di mobilitare
40 mila «volontari»

prima volta che la Repubblica
federale ha avuto per decenni
persino la sua Gladio, la sua organizzazione para-militare «in
sonno» che avrebbe dovuto difendere il Paese dai sovietici o
dai «cugini» comunisti della
Ddr, in caso di invasione.
La clamorosa anticipazione
dello «Spiegel», basata su documenti dei servizi segreti tedeschi, è inquietante per almeno due motivi. Primo, perché
conferma l’attivismo postbellico dei veterani delle Waffen-SS
e della Wehrmacht. E c’è anche
una traccia che porta dritto
dritto in Italia. Secondo, perché il cancelliere Konrad Adenauer ne fu messo al corrente.

commando liberò Mussolini nel
1943 dalla prigionia cui era stato
condannato dopo l’armistizio.
Per finanziarsi Schnez chiese
persino aiuto ai servizi segreti
della Germania federale. E fu generosamente aiutato per anni
dagli ex camerati o dai volontari
«in sonno». Dalle carte non
emerge quanto sia durata la
«Gladio tedesca»: certamente è
stata sciolta in gran segreto.
Schnez è morto nel 2007, senza
mai rivelare nulla. I suoi documenti, con il titolo più innocuo
del mondo, «Assicurazioni», sono spariti, ma qualcosa è riuscito
a finire nelle mani dei servizi segreti. Che li hanno blindati a loro
volta. Fino a ieri.

BETTMANN/CORBIS

Adenauer (al centro) passa in rassegna le truppe nel ’56

Non solo non ordinò lo scioglimento dell’organizzazione illegale: ne informò l’opposizione socialdemocratica e gli alleati, che
a loro volta non reagirono.
Nella «Gladio tedesca» operavano circa 2000 veterani dell’esercito di Hitler: dal 1949 decisero di organizzarsi segretamente per essere in grado, nel caso di
un attacco del Patto di Varsavia,
di mobilitare fino a 40mila tedeschi. Difficile dire quanti siano
stati i membri certi, il settimana-

le stima circa 10mila. Ma nel
gruppo erano coinvolte personalità di spicco della Germania
democratica come il generale
della Nato Hans Speidel o
l’ispettore generale del ministero dell’Interno Anton Grasser. E
il fondatore fu addirittura un alto ufficiale della Bundeswehr,
Albert Schnez. Veterano anche
lui, ripreso nell’esercito dopo il
conflitto bellico, dove fece una
carriera verticale, Schnez cominciò ad organizzare alla fine

Guerra fredda
Laformazione
italiana
Il 24 ottobre 1990 Giulio
Andreotti, allora presidente del Consiglio, conferma i
sospetti che circolano da
tempo e ammette alla Camera dei deputati l’esistenza di un’organizzazione segreta chiamata Gladio, la cosiddetta Stay
Behind italiana. Gladio è il
nome in codice di un’organizzazione paramilitare segreta promossa dal 1956
durante la guerra fredda
dalla Nato per contrastare
una possibile invasione
dell’Europa occidentale da
parte dell’Unione Sovietica. Ma Gladio è solo una
porzione di un sistema di
sicurezza ben più articolato: durante la guerra fredda, quasi tutti i Paesi crearono formazioni paramilitari, riunite nella «Stay
Behind Net». In Italia dell’esistenza di Gladio erano
informati i vertici politici
del Paese: Presidente della
Repubblica, presidente del
Consiglio, ministro della
Difesa, come pure i vertici
militari. La struttura era invece sconosciuta al Parlamento. Nel 1966 Cossiga
ricevette la delega, come
Sottosegretario alla Difesa, a sovrintendere Gladio.

BUCAREST

Immerso tra le nebbie e i misteri della Transilvania, il
castello in cui vive il mito del
conte Dracula è stato messo
in vendita dall’arciduca Dominic d’Asburgo e la sua famiglia, discendenti dei reali
romeni. Lo scrive il «Daily
Telegraph», secondo cui uno
strudio legale di New York
sta conducendo le trattative
- riservatissime - per il castello di Bran.
Difficile stabilire il valore
del castello che tenne prigioniero Vlad l’Impalatore, personaggio storico a cui si ispirò lo scrittore Bram Stoker
per il suo conte Dracula. Una
stima di Forbes di qualche anno fa lo aveva valutato circa
100 milioni di euro. L’arciduca Dominic, che tiene molto al
suo castello e vorrebbe che
continuasse a essere un punto di riferimento per i turisti,
lo avrebbe offerto alla Romania per 80 milioni di dollari.
Confiscato dal regime comunista nel 1948, il castello
trecentesco fu restituito nel
2006 ai suoi proprietari, gli
Asburgo, nipoti della Regina
Maria. In base all’accordo di
restituzione, il castello ha
funzionato per tre anni come museo pubblico, e poi i
proprietari l’hanno lanciato
nel circuito turistico, arredandolo con oggetti di famiglia per ripristinare l’atmosfera originaria precedente
[E. ST.]
il sequestro.

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14 .Cronache

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

IN PRIMO GRADO SONO STATE CONDANNATE ALL’ERGASTOLO PER L’OMICIDIO DELLA 15ENNE

“Prove travisate su Sarah”
La difesa pronta per l’appello
Ad agosto tornano in aula Sabrina Misseri e la madre Cosima

LA TRAGEDIA MARTEDÌ SCORSO

MARIA CORBI
ROMA

In carcere
Il 20 aprile
2013 la Corte
d’assise
di Taranto ha
condannato
all’ergastolo
Sabrina
Misseri e la
madre
Cosima (foto)
Michele
Misseri (padre
di Sabrina e
marito di
Cosima),
è stato
condannato a
8 anni per
concorso in
soppressione
di cadavere

Ad agosto potrebbe iniziare il
processo d’appello per Sabrina Misseri e sua madre Cosima Serrano, condannate in
primo grado all’ergastolo per
la morte di Sarah Scazzi.
Franco Coppi e Nicola Marseglia, legali della Misseri, hanno depositato i motivi di appelli, 476 pagine mirate a
smontare punto per punto le
motivazioni della sentenza di
primo grado che si è formata,
dicono «con evidente superficialità, con palesi travisamen-

Sarà presentata una
nuova perizia sull’arma
del delitto: «Usata una
corda, non una cintura»
ti delle prove». Sintomo evidente, tutto ciò, di un prematuro “pregiudizio” circa la colpevolezza di Sabrina». E poi la
storia del processo, la circostanza «che un giudice popolare sia stato sostituito nel
corso del dibattimento per
aver manifestato incautamente il proprio pregiudizio»,
il fatto che i giudici togati abbiano fatto richiesta di astensione dopo che un loro imbarazzante fuori onda era stato
diffuso dalle tv. E anche il fatto

MILESTONE MEDIA

che siano state ignorate le sentenze della Cassazione che per
due volte ha «annullato provvedimenti di custodia cautelare
emessi nei confronti di Sabrina
Misseri per mancanza di sufficienti indizi di colpevolezza».
Sentenze della Suprema Corte
passate su questo processo, dice Franco Coppi «come un soffio di vento su una lastra di
marmo». Molte le pagine su Michele Misseri e le sue versioni.
Secondo la difesa di Sabrina
Misseri la sentenza di condan-

Il saluto
Presenti
a migliaia,
anche ieri
a Pordenone,
gli ex alpini
che hanno
partecipato
all’adunata
nazionale
Accanto, il loro
saluto
davanti al palco
delle autorità

IERI A PORDENONE

Alpini, in 400 mila
all’adunata nazionale
PORDENONE

Gli alpini hanno lasciato il segno ieri a Pordenone: in settantamila (tra le “penne nere” in armi e i congedati) hanno sfilato per la città davanti
agli oltre 400mila che hanno
partecipato all’87a Adunata
nazionale. Oltre al Capo di
stato maggiore dell’Esercito,
generale Claudio Graziano, al
presidente dell’Ana, Sebastiano Favero, e al comandante delle Truppe Alpine, generale di corpo d’armata Albero
Primicerj, era presente anche
il premier Renzi. Prima ha
commentato dal palco, «Alpini, un esempio per l’Italia»,
poi su Twitter: : «Marco figlio
di medaglia d’oro. Luca reduce e futuro sposo. Cristiano,
che fece la Russia. Speranza e
orgoglio: bella l’Italia degli alpini», riassumendo le storie
esemplari di alcuni degli alpini incontrati.

GIUSEPPE LAMI/ANSA

Non si fermano i viaggi della disperazione dalla Libia

L’emozione ha contagiato anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti («Un’esperienza
molto bella, in un clima di grande solidarietà e partecipazione»), che ha rotto il protocollo
ed è scesa dalla tribuna d’onore
per salutare gli alpini e ha
scambiato anche due parole
con un reduce di 101 anni.
Pinotti ha colto l’occasione
per rilanciare l’idea di una «mini-naja» legata all’attività di
Protezione civile e della Croce
Rossa: «Abbiamo superato
l’esercito di leva perché oggi,
per le missioni che affrontiamo,
serve un esercito professionale.
Fare esperienze legate a quella
militare, come a quelle della
Protezione Civile o della Croce
Rossa, dove per un periodo si
serve, penso sia un’educazione
importante per i giovani». Per
ora, appunto, un’idea: «Da qui a
decidere - ha infatti concluso il
ministro - deve però ancora
passare del tempo».

na annulla «con superficiale disinvoltura», il tema del movente sessuale, nonostante la Cassazione abbia definito fragile il
movente della gelosia sollecitando approfondimenti circa il
movente sessuale. Secondo
Coppi e Marseglia l’alibi di Sabrina è «ferreo», garantito
«dalla successione dei messaggi e dei contatti telefonici con
Sarah e Mariangela che consentivano di collocare l’arrivo
di Sarah a casa Misseri non prima delle 14.28 e rendevano per-

tanto impossibile prospettare
un coinvolgimento attivo nell’omicidio di Sabrina».
Sull’arma del delitto la difesa porta una nuova perizia affidata al Arnaldo Capelli, Emerito di Anatomia e Istologia Patologica, secondo cui si tratta
di corda e non di cintura come
sostiene la sentenza impugnata. Particolare importante visto che Misseri nella sua prima
confessione ha parlato di corda, che si trovava a portata di
mano sul trattore.

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

E’ serenamente mancato all’affetto
dei suoi cari

Ezio Bruno Avalle
Ne danno il triste annuncio la moglie
Franca e le iglie Barbara con Giacomo
e Elena con Riccardo e Tommaso. I Funerali si svolgeranno martedì 13 maggio 2014 alle ore 15 a Rocca D’Arazzo
(AT) nella parrocchia di Santo Stefano.
– Monza, 11 maggio 2014
Abbiamo condiviso cinquant’anni di
vita e costruito tutto insieme. Ho perso un grande UOMO. Tua per sempre,
Franca.
Non ci sono parole che possano spiegare il legame che ci univa. Per me sei
stato tutto. Il mio EROE quando ero
bambina e la mia guida da donna. I ili
che ci legano nulla, nemmeno la morte, li potrà spezzare. Io sarò sempre
con te e tu con me. Tua Barbara.
Caro Pesce Ragnotto, sei stato un
PAPA’ adorabile, un porto sicuro dove
attraccare nei momenti belli e brutti
della vita. Due braccia calde e forti che
mi hanno sempre protetto e accolto.
Mi mancherai tanto ma so che mi sosterrai comunque ovunque tu sia, ti
amo. Elena.
Giacomo e Giorgio ricorderanno per
sempre

Bruno
perché quello che entra nel cuore non
esce mai più.
– Monza, 11 maggio 2014

Giorgio Beneyton
Lo annunciano con grande dolore la
moglie Maria Grazia, la iglia Barbara
con il marito Ermanno Pavesio e i igli
Francesco e Giovanni, le nipoti Anna e
Carla Mezzetti con le loro famiglie, la
suocera Rosanna Barioglio, le cugine
Martinelli, Beneyton e i parenti tutti.
Si ringraziano di cuore i dottori Aldo
Cottino e Salvatore Gentile per la loro
affettuosa disponibilità e presenza in
tutti questi anni. Santo Rosario lunedì
12 maggio ore 18,45 e Funerale martedì 13 maggio ore 9, parrocchia Beata Vergine delle Grazie, Crocetta.
– Torino, 10 maggio 2014
Genta dal 1848 - Torino
Caro nonno GIORGIO, il tuo sorriso e
i tuoi insegnamenti ci accompagneranno per tutta la vita. Franci e Little
John.

Affonda un barcone
oltre trenta morti
al largo della Libia
ROMA

Nuova strage al largo delle coste orientali libiche: un barcone carico di migranti diretti
verso l’Europa è affondato
martedì scorso a poche miglia dalla Libia causando la
morte di almeno 36 persone
tra cui donne e bambini. «Cinquantadue sono stati salvati»,
ha riferito ieri il colonnello
Ayoub Kassem ai principali
organi di stampa, precisando
che secondo le «testimonianze dei sopravvissuti a bordo
della barca viaggiavano 130
persone, e che al momento i
dispersi sarebbero 42».
Secondo le autorità libiche
l’imbarcazione è colata a picco martedì al largo di Garabulli, a 50 km a est di Tripoli
e «ancora oggi si continuano
a ritrovare sulle coste oggetti
e bagagli». Sabato il ministro
dell’Interno di Tripoli Salah
Mazek aveva minacciato di

Ci ha lasciati

Luigi Petrini

anni 52
Lo annunciano il papà Giovanni, zii,
parenti ed amici tutti. Funerali martedì 13 ore 14 parrocchia S. Vincenzo
De Paoli, via Sospello 124, Torino. S.
Rosario oggi ore 17,45 in parrocchia.
– Torino, 9 maggio 2014

già Sindaco
della città di Biella
di anni 85
Lo annunciano la moglie Anna Maria,
i igli Giancarlo con Sabrina, Alessandra con Luca, gli adorati nipoti Tommaso, Lucrezia e Benedetta, cognati e
parenti tutti. Il Funerale sarà celebrato
a Biella Piazzo, martedì 13 alle ore 10
nella chiesa parrocchiale di San Giacomo. Il Santo Rosario sarà recitato nella
chiesa parrocchiale di San Giacomo lunedì 12 alle ore 20. Dopo la Funzione
Religiosa la cara salma sarà tumulata
nella tomba di famiglia nel Cimitero
di Cossila San Grato. Si ringraziano
le gentili persone che prenderanno
parte al dolore dei familiari. Non iori
ma offerte alla mensa di condivisione
cittadina Il Pane Quotidiano.
– Biella, 11 maggio 2014
O.F. Defabianis & Ciarletti - Biella

E’ mancato

Alfredo Contiero
Presidente Fidas Settimo T.se
Lo annunciano: la moglie Iolanda, la
iglia Sabrina con Giuseppe e parenti
tutti. Funerali martedì 13 ore 14,45
parrocchia S. G. Artigiano di Settimo
Torinese.
– Settimo T.se, 11 maggio 2014
O.F. Colombaro - tel. 011.8005117

Mariadele Pavesio con Carlo, Luisa e
Carlotta, Chiara e Maria Elisa, commossi partecipano al grande dolore
di Maria Grazia e Barbara con Manno,
Francesco e Giovanni che abbracciano
con molto affetto nel ricordo del carissimo GIORGIO.

La sorella Letizia con Aldo ricorda
l’adorato FRATELLO.

E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Speranzina, Marisa e Gianni ricordano
con affetto l’amato ALFREDO.

Magda, Armando, Antonietta, Caterina e tutti i nipoti abbracciano con profondo dolore Maria Grazia e Barbara.

Franco, Vilma, Ketty, Alice con Nunzio,
Riccardo con Katie, Simone salutano
zio ALFREDO.

Il Funerale sarà celebrato martedì 13
maggio ore 9,30 presso la parrocchia
San Martino di Rivoli.
– Rivoli, 10 maggio 2014
O.F. La Vichese - Rivoli

Alberto, Rosella, Lorenzo e Francesco
Prono sono affettuosamente vicini a
Maria Grazia e Barbara.

Gli amici del 1944 ricordano

Alfredo Contiero

Carlo e Anna con Lorenzo e Gregorio
si stringono affettuosamente a Barbara, Manno e ai ragazzi.

– Monza, 11 maggio 2014

Gigi e Federica sono affettuosamente
vicini a Barbara.

E’ serenamente mancata all’affetto
dei suoi cari la signora

Stefano si unisce al dolore di Barbara, Franca e Elena per la perdita di
BRUNO. E’ stata una fortuna poterlo
conoscere.

Marialuisa con Ugo, Eleonora, Umberto partecipa al grande dolore di Grazia
e l’abbraccia forte insieme a Barbara.

Bruno Avalle

Ci ha lasciati

Margherita Benedetto
in Demarchi
di anni 77
Funerali martedì 13 maggio alle ore
11 nella chiesa San Benedetto Abate
in San Mauro Torinese. Recita S. Rosario lunedì 12 ore 20,30 stessa chiesa.
– San Mauro Torinese, 11 maggio 2014
O.F. Ofram - San Mauro Torinese

E’ mancato ai suoi cari

Grazia Catania

amico carissimo.
– Settimo T.se, 11 maggio 2014

Carmen e Pietro partecipano al dolore
che ha colpito Franca, Barbara ed Elena per la perdita di

«facilitare» il flusso di immigrati clandestini verso l’Unione Europea se l’Ue non si assumerà le sue responsabilità nell’aiutare Tripoli a combattere
il problema. Ieri il governo libico era tornato sui suoi passi
sottolineando in un comunicato la sua ferma volontà a continuare a collaborare con l’Europa e l’Italia per limitare l’afflusso di migranti.
Nei giorni scorsi il premier
Renzi aveva affermato che «il
96% degli immigrati che arrivano in Italia partono dalla Libia», annunciando di aver chiesto alle Nazioni Unite di prendere «l’impegno di un inviato
speciale in Libia», anche con lo
scopo di «evitare che gli scafisti
siano i proprietari delle coste».
Dall’inizio dell’anno - secondo il
Viminale lo scorso 29 aprile gli immigrati e i rifugiati giunti
sulle coste italiane sono oltre
25mila, un dato enormemente
superiore a quello del 2013.

Mario e Gabriella Cotta Ramusino,
Nino e Marisa Della Porta, Renato e
Franca Ellena sono affettuosamente
vicini a Mariagrazia e a Barbara.
Piero e Gabriella con Giuliana, Willy
e Genni con Mario e Eugenio si stringono con tanto affetto alla carissima
Barbara e alla sua famiglia.
Vi abbracciamo con tantissimo affetto. Mario e Francesca.

Elvia Felizia
ved. Chicco
anni 90
Ne danno il triste annuncio le iglie
Marialuisa e Raffaella con le rispettive famiglie. Funerali martedì 13 ore 9
parrocchia S. Rita. Santo Rosario questa sera ore 18.
– Torino, 10 maggio 2014
Giubileo 011.8181

Matteo Tuninetti
(Lino)

Condomini, inquilini, amministratore
e custode di largo Re Umberto 118
partecipano al dolore della famiglia
per la scomparsa del

prof. Luciano Fungi
– Torino, 10 maggio 2014
Elisabetta, Enrico, Silvia, Fabio, Giorgiana partecipano al dolore della famiglia Fungi.

annivERSaRi
1997

2014

cav. Giuseppe Golzio
Ti ricordiamo sempre con profondo
rimpianto e affetto.

1996
Giorgio e Franca con igli, nuore e nipoti partecipano commossi al dolore
di Maria Luisa e Raffaella per la perdita
della loro cara mamma ELVIA.

2014

Marco Vittone
Vivi sempre indimenticabile oltre il
tempo.

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Cronache .15

.

4

il caso

impianti

ROBERTO GIOVANNINI

Gli aerogeneratori sono
alti 78 metri; ogni
pala è lunga
45 metri

I

n cima al Monte Mesa, tra boschi e radure, c’è un parco eolico che non ha suscitato proteste. Nessun comitato è sorto
nella Val d’Adige contro i 4 aerogeneratori dell’impianto, alti 78
metri e dotati di pale da 45 metri
ognuna, per una potenza complessiva di 8 MW, entrati in funzione a fine
marzo 2013. Cento delle 700 famiglie della zona comprano a prezzi
agevolati la corrente elettrica. E
ora, se vorranno, i 2.100 cittadini di
Rivoli Veronese potranno investire
nella società che gestisce il parco
eolico, acquistando degli speciali
bond a sette anni a loro riservati. Se
l’operazione funzionerà, è possibile
che alla fine il parco eolico diventi
una «public company», e che le obbligazioni divengano azioni possedute dalla cittadinanza.
Se non è l’eolico in multiproprietà, poco ci manca. Una storia particolare quella di Rivoli, con un progetto nato 8 anni fa da una telefonata del sindaco alla società Agsm
per «parlare di eolico». C’è stato
uno stretto e costante confronto
con il territorio, con tre assemblee
pubbliche sulle alternative progettuali per scegliere quella più adat-

6,5%
Interesse
La Agsm propone
obbligazioni che
garantiranno un tasso
di interesse del 6,5%

2100
residenti
Cento delle 700 famiglie
che abitano a Rivoli
Veronese comprano
energia eolica

Il monte Mesa
VINCENZO AMATO

Gli aerogeneratori sono stati
installati sul monte
che Sovrasta Rivoli Veronese

CONDIVISIONE

Tre assemblee pubbliche hanno
valutato quale fosse il progetto
più adatto per il territorio
ta, e un percorso di condivisione,
dal sopralluogo al collaudo.
Sfruttando la brezza che scende
dalle montagne del Trentino, l’impianto ha prodotto nel suo primo anno di attività 15 milioni di chilowatt,
un quantitativo di energia 9 volte
superiore al fabbisogno dei cittadini
di Rivoli. Cento famiglie hanno aderito al contratto di fornitura di energia elettrica dell’Agsm, proprietaria
dell’impianto, con uno sconto del
20%. E oggi l’azienda ha presentato
anche una proposta d’investimento
«pensata esclusivamente per le 700
famiglie del territorio».
La formula dell’investimento, in
partenza nei prossimi giorni e che
punta a una raccolta minima di 1 milione, è quella del «bond», obbligazioni che garantiranno un tasso di
interesse del 6,5%. Gli importi riservati alle famiglie (e solo in seconda
istanza alle imprese) vanno da
1.000 a 30.000 euro per 7 anni, con
possibilità in caso di necessità di
uscita anticipata. «Un progetto pilota che, se a buon fine, indurrà Agms a considerare addirittura l’ipotesi “public company”, nella quale i
cittadini stessi diventerebbero
azionisti del parco», dice il presidente di Agsm Paolo Paternoster.
Intanto, la comunità del parco eo-

Il paese che investe nel vento
Pale eoliche in multiproprietà
Rivoli Veronese, la società: i cittadini ci hanno sostenuto, offriamo obbligazioni
Avio
Lago
di Garda

A22

Caprino
Veronese
Garda

Erbezzo

Rivoli
Veronese
(VR)
VENETO

Bardolino
Lazise

Pastrengo

Grezzana
Verona

Peschiera
del Garda

A4

Sommacampagna
Azzano
Villafranca
di Verona

Centimetri
LA STAMPA

lico di Rivoli Veronese si è portata a
casa dalla fiera Solarexpo di Milano il
premio «Buone Pratiche Comuni Rinnovabili» di Legambiente. Per il percorso di confronto con il territorio sulle scelte di localizzazione degli aerogeneratori, ma anche per la conservazione dei prati aridi e delle orchidee presenti nel sito, in collaborazione con il
Corpo Forestale dello Stato.
Per realizzare il parco eolico è stato, infatti, portato avanti un lavoro
«quasi maniacale», dice Marco Giusti,
capo del progetto e responsabile ingegneria e sviluppo fonti rinnovabili di
Agsm Verona. «Siamo in un “sito di interesse comunitario” - racconta - ed
era quindi necessario dimostrare che
avremmo lasciato il posto addirittura
meglio di com’era prima, preservando
i prati aridi, quelle radure di montagna dove soffia il vento, che si stanno
perdendo e che qui ospitano ben 8
specie di orchidee selvatiche». Così le

Così
l’azienda

«Se tutto andrà a buon fine
considereremo l’ipotesi
della public company:
i cittadini diventeranno
azionisti del parco eolico»
«Siamo riusciti a preservare
un sito definito di interesse
comunitario: abbiamo
salvato radure particolari
con otto tipi di orchidee»

piazzole dei generatori e le strade per
giungerci sono state ridotte al minimo
indispensabile. Sono state prese misure per tutelare l’habitat della zona e
mitigare al massimo gli impatti del
cantiere. Due anni prima dei lavori, il
Corpo forestale dello Stato ha allargato e ripulito i preziosi “prati aridi”, separando e conservando le sementi indigene per poi ripiantarle. Sono state
mappate le 8 specie di orchidee, e tutti
gli esemplari presenti nell’area sono
stati estratti e successivamente ripiantati insieme a centinaia di orchidee riprodotte a partire dalle sementi
raccolte. Tutto il terreno scavato durante il cantiere per realizzare strade
e piazzole è stato vagliato e setacciato,
separando la parte vegetale da quella
inerte, divisa per granulometria.
Accorgimenti al limite della pignoleria, che hanno però preservato il
monte. E convinto i cittadini, che forse
diventeranno risparmiatori.

STOP A QUELLO SUONATO DALL’ORCHESTRA NAZIONALE RAI CON ALLEVI

Mameli suonato dai Berliner
Radio1, raffica di proteste
Il direttore della rete:
«E’ un omaggio
al maestro Abbado
che li dirigeva»
GUIDO NOVARIA

E’ giusto far eseguire l’Inno
di Mameli, in apertura e
chiusura dei programmi di
Radio1, ad un’orchestra non
italiana? L’idea dei dirigenti
Rai di sostituire, da alcuni
giorni, la versione dell’Inno
italiano proposto dall’Or-

chestra Sinfonica Nazionale
Rai affidata alla bacchetta di
Giovanni Allevi, con quello
diretto da Claudio Abbado alla guida dei Berliner Philharmoniker sta scatenando una
raffica di proteste.
«Con questa iniziativa abbiamo voluto rendere omaggio al messaggio artistico di
Claudio Abbado e rilanciare
la visione del futuro del grande maestro, scomparso il 20
gennaio scorso», spiega il direttore di Radio1 Flavio Mucciante, che ha preannunciato
anche il progetto di un contest
per musicisti emergenti, promosso dalla sua rete.

Nessuna perplessità sulla
scelta del direttore, ma quello
che non va giù a tanti ascoltatori è la versione dei Berliner
Philharmoniker: «Non crediamo che la radio tedesca si affiderebbe ad un’orchestra italiana o di qualche altra nazione
per proporre l’inno tedesco»
osservano parecchi ascoltatori
di Rai1 sul portale «Italradio».
E ancora: «Comprendiamo
che commemorare il grande
Abbado anche attraverso l’inno di Mameli sia un segnale
importante ma che dire degli
applausi prima e dopo la breve
esecuzione e del fatto che l’inno italiano sia eseguito dai

Claudio Abbado

Giovanni Allevi

Berliner Philharmoniker?». E i
più attenti all’esecuzione:
«Non c’era un’orchestra italiana, ad esempio quella della Rai
di Torino, per eseguire l’inno in
una versione meno sinfonica e
più aderente allo spirito di Goffredo Mameli?». E c’è chi va oltre: «Il nostro non è un bell’inno, ma è il nostro Inno. Aver la-

sciato il posto a una ridicola
marcetta anche se suonata dai
Berliner Philharmoniker diretti da Claudio Abbado, non è
stata una grande operazione».
Anche la scelta italianissima di proporre, due anni fa, la
versione di Giovanni Allevi
dell’Inno nazionale aveva scatenato parecchie polemiche

fra i musicofili. Allevi era salito sul palco del Teatro Gobetti
di Torino in occasione della
serata«Fratelli d’Italia» per
dirigere l’Orchestra Sinfonica
Nazionale della Rai proponendo un’originale interpretazione dell’Inno di Mameli
che fino a fine aprile ha scandito l’inizio (alle 6) e la fine (alla mezzanotte) della programmazione di Radio1.
Qualcuno ipotizza una terza via che potrebbe mettere
d’accordo tutti: affidare l’esecuzione dell’Inno a una struttura istituzionale di uomini in
divisa, cioè alla banda dei Carabinieri, o dell’Esercito, o degli Alpini. Ma i dirigenti Rai
gettano acqua sul fuoco delle
polemiche: «Non dimentichiamo che a guidare i Berliner
c’era un grandissimo italiano
come Claudio Abbado, il cui
valore artistico nessuno mette in dubbio». Ma l’orchestra
tedesca, anche se famosissima, non va proprio giù.

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014 LA STAMPA 16

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R

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

.

Società .17

Se le vedete, non fate il bagno

Molte le segnalazioni di meduse
raccolte in primavera: se
la riproduzione andrà a buon
fine, saranno numerose
nell’estate che sta arrivando

Illustrazioni di Alberto Gennari

FERDINANDO BOERO *
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
simile a Pelagia
noctiluca, la medusa violetta che
frequentemente
ci punge sulle nostre spiagge. Ma non è lei. È
apparsa all’improvviso, l’inverno scorso, nel Golfo di
Venezia e poi in quello di Trieste, in numerosissimi
esemplari.
Da anni conduciamo la
campagna «Occhio alla Medusa» e diversi cittadini ci
hanno mandato le foto di
queste, poi alcuni colleghi
che lavorano in zona le hanno catturate e ci hanno mandato gli esemplari. Le analisi
genetiche e morfologiche
hanno confermato: una medusa mai vista prima. L’abbiamo dedicata ad Adam Benovic, recentemente scomparso: un amico croato, anche lui specialista di meduse.
Difficile individuare il tragitto che l’ha condotta nel
Nord Adriatico, possibile
che non sia stata notata da
chi lavora più a Sud? E come
è entrata in Mediterraneo?
Da Gibilterra? O da Suez?
Ma come può una specie così
appariscente arrivare fin
lassù senza che nessuno si
accorga di lei? La spiegazione più plausibile è che sia
una specie aliena. No, non
marziana.
Le specie aliene arrivano
da altre regioni geografiche
e a volte possono stabilirsi in
aree per loro nuove, dove sono, appunto, aliene. Sono
ben conosciuti i casi di specie che hanno viaggiato come clandestini nelle acque
di zavorra delle navi, soprattutto le petroliere, arrivando a stabilirsi in aree molto
lontane dal luogo di provenienza. La nostra Pelagia benovici probabilmente ha
viaggiato nei serbatoi di
qualche nave, proveniente
chissà da dove.
E ha trovato buone condizioni nel Nord Adriatico.
Spesso queste invasioni sono passeggere, la specie non
ce la fa a stabilirsi in località
non abituali. Il ritrovamento dimostra che non abbiamo ancora esplorato a sufficienza la biodiversità marina, e che le sorprese sono
ancora molte.
Dal 2009, con altri colle- DI FABRIZIO MARCUZZO
Pelagia Benovici
ghi medusologi, appunto coÈ la nuova arrivata, si sospetta, nei serbatoi di una nave
ordino una campagna di
scienza dei cittadini: «Occhio alla Medusa». Chiediamo ai cittadini di inviarci se- di, che finiscono sulle spiag- gure, Tirreno, Ionio.
gnalazioni di meduse attra- ge. Pelagia probabilmente
In questo periodo, il Tirreverso una pagina web (me- trascorre l’inverno nel pro- no, il Mar Ligure e parte dello
teomeduse.focus.it) e le se- fondo e risale in superficie in Ionio sono pieni di Velella vegnalazioni arrivano a mi- primavera sfruttando le cor- lella, la barchetta di San Piegliaia. Non pretendiamo di renti ascensionali generate tro. Le spiagge si tingono di
prevedere se ci saranno me- nei canyon sottomarini.
blu. Anche Velella, come Peladuse, però stiaGli esemplari gia, pur vivendo in superficie
mo ricostruen- TIMORE DI INVASIONI «vecchi» si ri- in una parte del ciclo biologido la loro pree co, trascorre parte della vita
Molte le segnalazioni producono
senza lungo le
muoiono, e i loro nel mare profondo. Sono spegià ora, di banchi figli ci pungono cie rare in Adriatico, dove il
nostre coste e,
con l’aiuto dei in acque più profonde in estate, per poi mare non è profondo. Altre
cittadini, stiatornare in pro- meduse, però, si comportano
mo capendo IL VIAGGIO MISTERIOSO fondità in inver- diversamente e la loro distrimolto di più.
e risalire l’an- buzione dipende da altri fattoImpossibile ricostruire no
La Pelagia
no seguente. Be- ri che non hanno niente a che
il tragitto dell’animale ne, quest’anno vedere con il mare profondo.
noctiluca, per
giunto dall’Oceano abbiamo ricevu- Velella e le due Pelagia sono
esempio, quella «cattiva»
to molte segna- forse l’antipasto di quel che ci
che fa male, in inverno lazioni di banchi di Pelagia in aspetta la prossima estate. Se
scompare, ma torna in pri- primavera. Se la riproduzione vedete Pelagia benovici avvermavera, in grossi agglome- andrà a buon fine, la specie sa- titeci, la descrizione è qui:
rati; non pungono esclusiva- rà molto numerosa nell’estate www.mapress.com/zootaxa/
mente perché ancora non che sta arrivando. Soprattut- content.html.
facciamo il bagno. Arrivano to lungo le coste dove il mare
* Professore di Zoologia,
esemplari abbastanza gran- antistante è profondo: Mar LiUniversità del Salento

È

Sorpresa in mare:
a Venezia appare
una medusa aliena

Mai vista prima, non si sa come sia arrivata
Gli studiosi: se la vedete, fatecelo sapere

Pelagia
noctiluca

Physalia
physalis

Se vi ha punto una medusa,
con tutta probabilità è stata lei
Violetta, tentacoli lunghi
L’ombrello può essere di 10 cm di
diametro. Con quattro lunghe
braccia orali. Spesso è presente con
tantissimi esemplari. Frequente in
Tirreno, Mar Ligure e Ionio

Detta anche caravella portoghese.
È una colonia di meduse e
di polipi. Ha una grossa vescica
bluastra che la fa galleggiare
I tentacoli possono essere
anche più di dieci metri. La sua
puntura è dolorosissima e
in alcuni casi ha avuto effetti letali

Carybdea
marsupialis

Rhizostoma
pulmo

Non molto grande, velocissima
È parente delle meduse assassine
australiane. La puntura fa molto
male, ma gli effetti durano poco
L’ombrello è cubico, con quattro
lunghi tentacoli. Di notte si avvicina
alla costa e rende la vita difficile
a chi ama i bagni notturni.

Detta anche polmone di mare,
è la più grande medusa
del Mediterraneo. Raggiunge
i 50 cm di diametro. Non è
particolarmente urticante, ma è
meglio non toccarla. I tentacoli
sono corti, e quindi si viene punti
solo se le si sbatte contro

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014 LA STAMPA 18

449

’99

239

’99

305

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

OCCUPAZIONE

VALUTE

MADE IN ITALY

TUTTOSOLDI

Ritrovare
il lavoro
evitando
la precarietà

Effetto Draghi
Dopo la corsa
il super-euro
si indebolisce

Grana Padano
fa rotta
su Cina
e Giappone

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

A PAGINA 20

A PAGINA 21

A PAGINA 23

L’INCHIESTA

P

19

NUMERO 79
A CURA DI:
GIANLUCA PAOLUCCI E MARCO SODANO
REDAZIONE:
LUCA FORNOVO
LUIGI GRASSIA
tuttosoldi@lastampa.it
www.lastampa.it/tuttosoldi/

tuttoSOLDI
LAVORO IN CORSO

Dall’amministratore all’energia
Come risparmiare sul condominio

MARCO
POLO

La spesa media è di 1000 euro l’anno a famiglia. Le mosse per abbassare i costi

SANDRA RICCIO

L

e famiglie fanno sempre più
fatica a pagare le spese del
condominio. Un condomino
su quattro oggi è moroso. Lo
dicono i dati appena diffusi
dall’Anammi, l’associazione nazionale
degli amministratori di immobili. La
crisi ha fatto lievitare il numero di chi
si sottrae ai pagamenti che già nel
2009 era pari al 20% del totale (in tempi normali, la percentuale si aggira intorno al 10%). Il fenomeno è più diffuso
in grandi città dove il costo della vita è
più alto come a Roma, Milano, Napoli,
Torino, Palermo e Genova.
La morosità non riguarda necessariamente quartieri poveri o a rischio
delinquenza. I debiti condominiali crescono nei quartieri considerati agiati:
ai Parioli di Roma come a San Babila a
Milano o Posillipo a Napoli. Si tratta di
zone in cui sono situati immobili di pregio, con costi di manutenzione e quote
condominiali alte, che mettono in difficoltà gli attuali proprietari, i quali continuano ad abitare nella vecchia casa
di famiglia, ma si accorgono di non poter contare sullo stesso tenore di vita
di cui godevano nonni e genitori.
La spesa più “evasa” è la quota condominiale da erogare ogni mese o ogni
tre mesi all’amministratore per la gestione ordinaria del condominio. L’incasso, sempre più spesso, è ritardato
oppure salta del tutto.
Ma quant’è la quota per il condominio? Secondo i dati Anammi, in media,
ogni famiglia italiana deve affrontare
una spesa di almeno 1.000 euro l’anno.

L’INTERVISTA

.

I tagli che abbassano la rata del condominio
Alcune voce di costo
SULL’IMMOBILE

Dove ridurre

Risparmio annuo

Spese
di manutenzione

Effettuare ogni anno le manutenzioni
ordinarie evita salate spese straordinarie
da pagare tutte in una volta
I sistemi che impediscono dispersioni, come
gli infissi nuovi o i cappotti per l’isolamento
termico, abbattono le spese

20% sui costi
per i lavori finali

Efficientamento
energetico

30-35% sul costo
dell’energia

SUL RISCALDAMENTO

Sistema
centralizzato

Il distacco dal riscaldamento centralizzato
per passare a una gestione autonoma
dei termosifoni è una delle pratiche
pi
condominiale

30-35% sul costo
dell’energia

SUI SERVIZI

Chi si occupa dell’amministrazione
Compenso
dell’amministratore percepisce una percentuale sui lavori
straordinari che si può però limitare
per contratto
Internet in comune Alcuni provider offrono la possibilità
di condividere la rete Internet
- LA STAMPA

Abbassare questa cifra si può. Molte
famiglie hanno già iniziato da tempo la
“spending review” del condominio. Il
taglio più classico è sui costi per le pulizie degli spazi comuni o per la portineria. Per chi si occupa della materia non
è però questa la strada che fa risparmiare di più. In cima ai tagli che danno
davvero “soddisfazione” ci sono altre
voci come quelle per l’energia e quelle
per l’amministratore di condominio.
Sotto gli 8 condomini non è necessario
avere un amministratore e molte palazzine hanno iniziato a praticare il faida-te. Attenzione però agli errori che

10% sulla quota
all’amministratore

20-40%
sulla bolletta

rischiano di diventare molto salati. Per
questo ci sono polizze assicurative che
tutelano da spiacevoli evenienze ma
che vanno bene anche per proteggersi
dai guai provocati dall’amministratore
professionista, il più classico è la fuga
con la cassa (sempre più frequente).
In questi ultimi anni si sono poi fatte largo anche nuove formule di spending review condominiale: c’è per
esempio chi sfrutta le tecnologie di ultima generazione per dividere con gli
altri condomini il costo della connessione a Internet. Uno scenario che in
alcuni edifici di ultima generazione è

già realtà. In alternativa si tratta di
cercare sul mercato quei provider che
riescono a fornire più banda all’edificio. Il risparmio sulla bolletta è notevole e può arrivare anche al 40% della
somma annuale da pagare per la rete
o per la telefonia fissa.
Non ci sono soltanto i tagli sulle spese però. Ultimamente si stanno sviluppando anche nuove pratiche di risparmio. Alcuni amministratori di condominio, per esempio, offrono convenzioni e carte convenzionate con i negozi
del quartiere che consentono di tenere
per sé una quota sulla spesa fatta in panificio o dal fruttivendolo. Il bonus viene conteggiato direttamente sul conto
del condominio e alleggerisce il peso
dell’esborso annuo.
Il vero risparmio riguarda però l’immobile. L’efficientamento energetico
attraverso giusti sistemi di isolamento
o con sistemi di infissi più moderni può
portare a un taglio dei costi del 30-35%
- spiega Roberto Busso, ad di Abaco team (Gruppo Gabetti) -. Anche riconsiderare il riscaldamento centralizzato
per passare a una regolazione e una
contabilizzazione autonoma porta a un
taglio consistente di spesa che è superiore al 30% su una voce che rappresenta il 40% del bilancio annuo.
«E’ poi fondamentale – continua
Busso – pensare alla manutenzione ordinaria come a una forma di risparmio». Molti non ci pensano ma lasciare
indietro interventi di regolare mantenimento e cura può portare a spese
straordinarie da sborsare tutte in una
volta che finiscono con l’affossare i
conti del condominio.

Mattioli: “Più accordi
di libero scambio
per aiutare l’export”
LA FIDUCIA

L’AZIENDA DI FAMIGLIA

Per chi fa impresa
le difficoltà restano,
ma è cambiato il clima,
c’è fiducia nel governo
e questo potrebbe
far ripartire
le cose anche
nel mercato interno

La Mattioli Spa
produce gioielli,
prêt-à-porter
di alta gamma, se non
avessimo puntato
sulle tecnologie
non saremmo
dove siamo adesso

MARINA CASSI
A PAGINA 22

Licia Mattioli, presidente dell’Unione industriale di Torino e ad dell’azienda di famiglia

Paolini di Narni,
gli arredi di lusso
che piacciono
in Europa
NADIA FERRIGO

P

alazzo Mazzanotte a Milano, le Scuderie del
Quirinale, la residenza
privata dei reali d’Olanda, i
punti vendita internazionali di
Ferrari, Cartier e Fendi, gli arredamenti per gli yachts del
gruppo Ferretti: l’ebanisteria
Paolini di Narni, nel cuore dell’Umbria, realizza rivestimenti e arredi di lusso in tutta Europa. Tutto iniziò nel 1980 da
un’intuizione di Giorgio Paolini, ora amministratore delegato del gruppo che ha chiuso il
2013 con un fatturato di circa
14 milioni di euro, in aumento
del 5 per cento sull’anno precedente. «All’inizio aprii
un’azienda di arredamento
per negozi - racconta Paolini -,
ma capii subito che per avere
qualità e puntualità l’unica soluzione è occuparsi di ogni
passaggio, dalla progettazione
alla realizzazione. Il nostro
punto di forza è l’estrema affidabilità, anche a costo di dover
lavorare giorno e notte, come
accadde per le Scuderie del
Quirinale».
La produzione della Paolini,
che può contare su 115 dipendenti tra i due stabilimenti di
Terni e Teramo, è per circa il
60 per cento dedicata alla
nautica. «Abbiamo un’altra
peculiarità: ogni singolo pezzo ha un codice a barre, così
da restare catalogato per
sempre - spiega Paolini -. Se
una delle nostre imbarcazioni
ha un danno, come un allagamento, noi possiamo sostituire solo i pezzi guasti, con un
bel vantaggio per i nostri
clienti». A oggi circa il 30 per
cento del fatturato viene dalle
esportazioni nei paesi europei, ma il prossimo obiettivo è
conquistare i nuovi mercati
del lusso. «Per i prossimi tre
anni abbiamo già pronto un
piano serrato dedicato alle
esportazioni - conclude Paolini -. Puntiamo su Stati Uniti,
Cina e Paesi arabi, i luoghi nel
mondo che più apprezzano
qualità e design al cento per
cento made in Italy».

20 .Lavoro in corso

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

lavoro

ALLA FESTA
DELLE MAMME
WALTER PASSERINI

C

rescono le adesioni:
sono oltre 110 le
aziende che vi hanno
aderito, record che verrà
probabilmente superato.
La “Festa delle mamme
che lavorano e dei Bimbi in
ufficio”, prevista per venerdì 23 maggio, è giunta
alla sua ventesima edizione. Promossa dalla Stampa e dal Corriere della Sera, consiste nel portare
quel giorno nelle imprese e
negli uffici i figli dei dipendenti, perché possano toccare con mano le ragioni di
un’assenza di madri e padri, legata al lavoro.
Alla Festa hanno aderito
aziende di tutti i settori e
dimensioni. Si va da Allianz a Che Banca!, da Coop
Adriatica a Fondazione Telethon, da Granarolo a
Ikea, da Intesa Sanpaolo a
McDonald’s, da Mondelez a
Poste italiane, da Rcs Mediagroup a Samsung, da
Tenaris a Whirlpool e Zurich. Le iniziative della festa
sono libere ed autonome:
c’è chi organizza merende
e mostre, chi promuove
spettacoli e concorsi, spettacoli, filmati, visite agli uffici. Una ventata di simpatia e allegria nelle aziende.
Gli esperti affermano che
più donne al lavoro fanno
crescere il tasso di natalità
e creano nuova occupazione indotta. Riusciremo ad
aumentare il tasso di occupazione generale solo se
daremo spazio all’occupazione femminile, oltre a
quella dei giovani e degli
over 50. In Italia siamo agli
ultimi posti: poco più di
quattro donne su dieci sono occupate, mentre la media europea è a sei.
Per le adesioni: tuttolavoro@lastampa.it
Info: www.lastampa.it/lavoriincorso

Trecentocinquanta nel fai da te

Si chiama Nave de vero il centro commerciale
di Marghera con negozi , supermercati e
ristoranti. Progetto del gruppo Corio che ha
affidato a Umana la selezione di un migliaio di
profili per ristorazione e attività commerciali:
store manager, pizzaioli, camerieri, promoter
eccetera. Info: www.umana.it; navedevero.it.

Il piano di sviluppo triennale di Bricoman
(bricolage e fai da te) prevede nuove aperture
e rafforzamento degli organici. Prossime
tappe a Genova e Segrate (Milano). Sono
ricercati store manager, capi settore, allievi
capi settore e anche venditori per un totale di
350 unità. Info: www.lavorainbricoman.it.

I numeri chiave
DA UN CONTRATTO ALL’ALTRO

I CANALI DELLA RICERCA

Tipologie di contratti di lavoro prima e dopo la crisi
in base all’accesso al tempo indeterminato, valori in %

Per cercare lavoro negli ultimi tre mesi… (valori %, risposte multiple)

18-34 anni

oltre 45

18-34 anni

oltre 45

Totale

Insider

40,6

67,2

58,2

New insider

12,3

3,6

6,1

67,2
61,7
66,9

Ho chiesto ad amici e conoscenti
Ho inviato curriculum ad aziende

46,7
48,0
41,0
45,0

Rivolto a centro pubblici per l’impiego
New outsider

14,5

19,0

18,3

Messo o risposto ad annunci di lavoro

Outsider

32,6

10,2

17,4

Rivolto ad agenzie private del lavoro

Insider:
da contratto
a tempo
indeterminato
a contratto
analogo

New insider:
da contratto
non standard
a contratto
a tempo
indeterminato

New outsider:
sperimentato
per la prima volta
il contratto
non standard

Outsider:
si mantengono
nell’alternanza
di contratti
non standard

Chiesto informazioni per attività in proprio
Partecipato a concorsi pubblici
Altre attività

27,7
39,5
25,6
16,5
11,7
7,9
4,2
20,5
14,2
- LA STAMPA

Come perdere e ritrovare il lavoro
evitando la trappola della precarietà
Tra fatalisti e sfiduciati, sono i pragmatici (28,5%) a cercare nuove opportunità

La ricerca

LE ADESIONI

Mille posti nel centro commerciale

P

erdere il lavoro è sempre
un trauma. Perderlo durante un lungo periodo
di crisi può essere una
trappola. Ne sanno qualcosa coloro che avevano un lavoro e
che oggi si trovano disoccupati da
oltre 24 mesi. A seguire le mosse di
un campione di mille senza lavoro è
stato un gruppo di docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di
Milano, che ne hanno analizzato
comportamenti e vissuti (la ricerca
coordinata da Maurizio Ambrosini
verrà presentata il 10 giugno a Milano e pubblicata dal Mulino, con il
titolo «Perdere e ritrovare il lavoro.
L’esperienza della disoccupazione
al tempo della crisi»).
Quello che è successo in questi
cinque anni non è abbastanza noto,
né vi sono indagini approfondite.
Se nel 2007 il tasso di disoccupazione aveva raggiunto il 6,1% (il più
basso dal 1977), improvvisamente
arriva la doccia fredda: nel 2012
raggiunge il 10,7%, nel 2013 più del
12%, a marzo di quest’anno il 12,7%.

E la parabola potrebbe sconfinare
oltre il 13%. Il raddoppio della disoccupazione in un periodo di cinque-sei anni ha creato numerosi
squilibri. Il più evidente è quello generazionale: tra i 15 e i 24 anni, la
disoccupazione è passata dal 20,3%
del 2007 al 35,3% del 2012, fino al
42,7% del marzo 2014.
Tra gli over 55 è passata dal 2,4
al 5,3% del 2012. In totale i disoccupati ufficiali sono poco meno di
3,3 milioni. E’ la percentuale di
persone che sono alla ricerca del
lavoro da più di 12 mesi a preoccupare di più. La stessa durata media delle ricerca del lavoro ne è testimone: in Italia nel 2012 era pari
a 21 mesi. Solo le donne in parte
sembrano reggere meglio, ma il
loro saldo sconta l’effetto ottico di
uno dei peggiori tassi di occupazione femminili di tutta Europa
(oggi al 46,6%).
Da qui prende le mosse la ricerca che mette sotto osservazione
comportamenti e problemi. Le
stesse parole di moda, come occu-

pabilità e attivazione, svelano le loro ambiguità: il rientro nel mercato
del lavoro dopo un periodo di disoccupazione non è uguale per tutti.
Il 58,2% è riuscito a mantenere il
contratto a tempo indeterminato
(insider); altri hanno mantenuto
l’alternarsi di contratti non standard (outsider, il 17,4%); altri ancora hanno fatto la prima esperienza
del contratto non standard (new
outsider, il 18,3%); ma c’è anche una
piccola pattuglia di fortunati che
hanno sperimentato per la prima
volta un posto di lavoro a tempo indeterminato (new insider, il 6,1%).

Un problema: la rete
troppo debole
dei servizi pubblici
per l’impiego

Il rischio di finire della trappola
degli outsider e nel peggioramento
delle tutele riguarda soprattutto i
giovani (il 33% tra i 18 e i 35 anni),
ma anche le donne (21%), chi ha al
massimo la terza media (20,7%) e
gli stranieri (23,8%).
Le conseguenze sono la perdita
di fiducia nell’occupabilità futura,
l’incertezza verso il futuro e la difficoltà ad agire per ricollocarsi. Fatalisti (23,5%), pro-attivi (25,6%), sfiduciati (22,4%) sono battuti, per
fortuna, dai pragmatici (28,5%),
che attribuiscono pari importanza
per uscire dalla disoccupazione sia
agli eventi economici strutturali (la
ripresa) sia alle azioni individuali.
Le quali si muovono in maggior
parte nel regno dell’informalità e
delle amicizie-conoscenze, di fronte alla debolezza della rete dei sevizi al lavoro e alla fragilità dei centri
pubblici per l’impiego, nei quali non
mancano dipendenti che svolgono,
andando oltre le mansioni e i ruoli
previsti, un’indispensabile e meritoria funzione di mediazione. [W. P.]

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

investimenti

Dati stabili per Diasorin

Lincolnshire investe in Italia

Azimut ha registrato ricavi consolidati nel
primo trimestre per 117,6 milioni (da 112,2
milioni dello stesso periodo 2013) e un utile
netto di 36,5 milioni (da 41,4 milioni).
Il patrimonio totale a marzo è di 25,6 miliardi
e la posizione finanziaria netta è positiva per
394,7 milioni ( 363,5 a dicembre).

Diasorin ha chiuso il primo trimestre con
ricavi stabili (+0,1%) e utile in lieve calo
(-0,8%) rispetto allo stesso periodo del 2013.
L’utile è di 19,7 milioni contro i 20,5 dell’anno
scorso, i ricavi di 105,9 milioni (erano 105,8
nel 2013). In calo del 3% il margine
operativo lordo, pari a 38,6 milioni.

Igi Sgr e il Gruppo Chiarva hanno ceduto
una partecipazione al Fondo Lincolnshire
Equity Fund IV, gestito da Lincolnshire
Management Inc, nel Gruppo Fabbri
Vignola rafforzandone lattuale compagine
azionaria. È una delle prime operazioni
italiane del fondo americano Lincolnshire.

Immobilare

Fuori
dalla realtà
La condizione
per lo sconto
fiscale è che
il contratto
sia calmierato
Ma nelle
grandi città
nessun
proprietario
accetta
questa
clausola

È l’unica tassa che scende

Nelle grandi città è inapplicabile: la norma sugli affitti ignora il mercato
MILANO

E’

l’unica tassa
che scende
invece di salire ma per
molti non ci
saranno sconti. La cedolare
secca, l’imposta una tantum
sui redditi da immobili, è appena stata ridotta, nella sua
versione light, al 10% dal
15%. Non è la prima rimodulazione verso il basso: già
l’anno scorso era stata rivista dal 19%.
Un bel taglio soprattutto
di questi tempi di tasse sulla
casa alle stelle. Eppure l’alleggerimento resta out in
grandi città come Milano,
Roma e Napoli.
Per poter beneficiare
della cedolare light al 10% il
proprietario deve infatti
applicare il contratto concordato ossia un affitto

Lavoro in corso .21

Azimut, crescono i ricavi

mercati
e gestori

«Occhi su banche,
energia e Cina»

5
Cedolare secca meno cara
SANDRA RICCIO

.

“calmierato” rispetto ai prezzi di mercato. Se non viene
deciso il concordato, l’imposta una tantum sarà del 21%,
invece del 10%. In alcune
grandi città l’affitto calmierato è però completamente
fuori dalla realtà.
Quindi lo sconto del 10% è
inattuabile perché nessun
proprietario andrà a decidere
un canone lontanissimo dai
prezzi di mercato.
Per dirla in numeri, a Milano l’affitto libero medio per un
bilocale si aggira intorno ai
1.025 euro mentre quello concordato si ferma a una cifra
impensabile di 386 euro (dati
SoloAffitti). Con la locazione
“libera” si arriverà a un reddito annuo di circa 9mila euro (a
cedolare del 21%) contro i
4mila euro della cedolare al
10% con affitto convenzionato.
In pratica meno della metà.
Il motivo di questa distanza? E’ dovuto al fatto che negli

la
settimana
dei
cambi

anni a Milano non c’è stato un
aggiornamento dei valori concordati: l’ultimo adeguamento risale al 1999. Così anche in
altri grandi centri urbani come Napoli (2003) e Roma
(2004). A Napoli il canone
concordato, sempre per lo
stesso bilocale, è di 416 euro
contro i 550 in media del mercato. Più o meno la stessa differenza registrata a Roma
(804 contro 986 euro).
Eppure proprio nelle grandi città, questo passaggio di
aggiornamento
potrebbe
smuovere il mercato abitativo
oltre che dare un sollievo a
molte famiglie che faticano ad
arrivare a fine mese e far
emergere il nero nelle locazioni. Ci guadagnerebbero anche
i proprietari: con l’aliquota al
10% l’affitto è diventato l’investimento fiscalmente più conveniente, anche più dei Btp
(12,5%). Il mattone ha quindi
sorpassato i titoli di Stato gra-

Massimiliano Cagliero
ad di Banor Sim

Massimiliano Cagliero, amministratoredelegatodiBanor Sim (ex Banknord), la
vostra società ha una finestra privilegiata sull’America. I listini americani sono
ancora da comprare?

«Senza dubbio. Con un orizzonte temporale di un paio di
anni però. L’America sta tornando a essere la potenza
mondiale che è stata fino a
qualche tempo fa. E’ di nuovo
un gigante manifatturiero come non era più da una quindicina d’anni e presto raggiungerà anche l’autosufficienza
energetica. Ha a disposizione
un mercato interno enorme
che sarà la base della sua forza futura. Sul listino vanno selezionate le storie migliori che
in questo momento noi vediamo nelle ristrutturazioni di
successo come quella di General Motors o nel settore bancario. Non compriamo invece
le medium cap che sono estremamente care in questo momento. Preferiamo i grandi
big Usa che sono stati ristrutturati da poco e che producono di nuovo cassa».
Per gli americani l’Italia rimane un’opportunità da
mettere in portafoglio?

«Certamente. Piace molto la
storia di Renzi, un giovane che
si è posto delle sfide ambiziose.
Gli americani hanno riscoper-

to la periferia dell’Europa, da più
o meno un anno. E guardano con
interesse soprattutto all’Italia.
Noi dialoghiamo spesso con i
fondi americani e vediamo che
vogliono conoscere meglio le storie aziendali che ci sono da noi».
A quali settori e a quali aziende guardano?

«Il primo comparto che hanno
di nuovo messo nel mirino, dopo una lunga lontananza, è
quello delle banche e della finanza. Li vediamo interessati
agli aumenti di capitale. Ma c’è
anche molto apprezzamento
per le blue chip di Piazza Affari,
in particolare per quelle partecipate dallo Stato come Terna,
Snam, Eni e Atlantia. Son quelle in cui vedono minor rischio.
Poi ci sono i grandi investitori
Usa un po’ più sofisticati che invece si innamorano delle belle
storie italiane come Luxottica e
Brembo».
Cosa comprate voi in questo
momento?

«Noi siamo investiti sull’Italia
con i campioni dell’eccellenza
ad alto dividendo come, appunto, Snam, Eni e Terna. E
stiamo guardando con interesse agli aumenti di capitale delle banche che pensiamo andranno tutti bene. Siamo investiti sulle due grosse banche
nazionali. Crediamo che sul
reddito fisso sia diventato più
difficile estrarre valore».
E all’estero dove puntate?

«Stiamo guardando con attenzione la Cina, da cui tutti stanno
scappando. Non è mai stata così
a buon mercato, e con le potenzialità che ha, nel medio termine potrebbe raddoppiare».

LA PROMESSA DI INTERVENTI DELLA BCE

Effetto Draghi, il super-euro si indebolisce
L'andamento euro/dollaro
GRAFICO GIORNALIERO A CANDELE GIAPPONESI

- LA STAMPA

Dati in dollari/oncia Le candele giapponesi sono il

CARLO ALBERTO DE CASA*
1.39934

E’

ancora Mario Draghi il protagonista assoluto sui mercati valutari. La conferenza
del numero uno della Bce, tenutasi
giovedì scorso al termine del consueto meeting mensile della Banca Centrale, si è sostanzialmente conclusa
con un nulla di fatto. Draghi ha infatti
mantenuto invariati i tassi di interesse, annunciando però come l’Eurotower sia pronta ad intervenire, se
necessario, nel meeting di giugno.
A incidere sulle scelte della Bce
saranno i prossimi dati macroeconomici europei, fra cui quelli relativi
all’inflazione, che verranno rilasciati il 3 giugno, ma anche l’esito delle

zie alla cedolare al 10%. Peccato che questa rimane inapplicata in molti casi.
«L’ulteriore riduzione dell’aliquota agevolata dal 15% al
10% per la cedolare secca sui
contratti a canone concordato
– dice Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti - può dare
un impulso al mercato dell’affitto solo se si aggiornano contemporaneamente gli accordi
territoriali sui canoni, specie
nelle grandi città come Milano, Roma e Napoli, dove i
prezzi concordati sono fermi
da anni perché gli attori coinvolti non si riuniscono».
«Ci aspettiamo che la rimodulazione della cedolare faccia ripartire il mercato delle
locazioni – dice Angelo De Nicola, vice presidente nazionale Uppi -. E’ necessario però
che i Comuni facciano la loro
parte e che il concordato venga esteso rapidamente anche
ad altre aree».

domande
a

1.39649

1.37933
1.37554
1.36995
9 aprile

14 aprile

18 aprile

23 aprile

2014

28 aprile

2 maggio 7 maggio

metodo più usato in borsa per
analizzare le quotazioni in
quanto includono 4 valori per
ogni seduta: apertura, chiusura,
massimo e minimo. Il corpo
della candela è dato dai valori
dell'apertura e della chiusura
della seduta. Candela verde:
quando la chiusura di seduta è
ad un valore superiore rispetto
a quello dell'apertura. Candela
rossa: se la chiusura è ad un
valore inferiore rispetto a
quello dell'apertura. I due
estremi, definiti tecnicamente
"shadow" rappresentano il
massimo di giornata (la linea
sul lato superiore della candela)
e il minimo di giornata (al di
sotto di ciascuna candela). In
caso di chiusura sui minimi o
sui massimi la candela sarà
priva di una (o entrambe) le
shadow.
Fonte: Piattaforma MetaTrader
- ActivTrades

elezioni europee del 25 maggio, viste
da molti come un vero e proprio sondaggio sull’euro.
Dal punto di vista tecnico il cambio euro/dollaro, dopo essere arrivato a sfiorare quota 1,40, aggiornando
i massimi da oltre due anni e mezzo
a 1,3994, ha bruscamente invertito
la rotta. Le quotazioni sono scese
sotto 1,39, per poi perdere anche

La ripresa
del dollaro spinge
al ribasso
il prezzo dell’oro

quota 1,38 nella giornata di venerdì.
Le prossime sedute saranno quindi
decisive per comprendere se la correzione sul cambio euro/dollaro sia destinata ad esaurirsi in area 1,3750, sui valori raggiunti venerdì sera alla chiusura settimanale, oppure se la corsa dell’euro di questi ultimi mesi sia arrivata
al capolinea. La rottura ribassista dell’area 1,375 aprirebbe spazio per una
discesa dei prezzi verso 1,37, con spazio
per ulteriori correzioni verso quota
1,35. L’euro ha perso terreno anche nei
confronti della sterlina, avvicinando i
minimi degli ultimi tre mesi a 0,8150. Il
recupero del dollaro ha poi indebolito
l’oro, di norma inversamente correlato
alla banconota verde, con le quotazioni
del metallo giallo tornate ancora una
volta sotto i 1.290 dollari l’oncia.
*Analista dei mercati valutari presso
ActivTrades Londra

22 .Lavoro in corso

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

MISSIONE EXPORT

«Arcimboldo è un anello nuovo
che ho immaginato di notte
in aereo dopo aver guardato
i quadri: c’è tanta verdura
e cioè pietre, oro e smalti»

«Internazionalizzare significa
conoscere i Paesi e cercare
con l’aiuto del governo
di combattere le barriere, spesso
ci sono dazi troppo alti»

L’anello Arcimboldo

L’intervista

investimenti

L’ULTIMA CREAZIONE

90%
export
È la percentuale di vendite
all’estero del gruppo
Mattioli che esporta
soprattutto in Svizzera
e negli Emirati arabi

+7,4%
il settore
È la crescita percentuale
del fatturato totalizzato
dal comparto gioielli
lo scorso anno

Gioielli
Sopra la collezione Tiger realizzata dal gruppo Mattioli, che ha il suo quartier
generale a Torino e che ha rilevato nel 1995 la storica azienda Marchisio e il punzone
1To per la lavorazione dell’oro. A destra la prima “invenzione” di orecchini
con le madreperle colorate intercambiabili delle serie «Puzzle»

L’UNIONE INDUSTRIALE DI TORINO

“Le imprese cresceranno
se si lotta contro i dazi”
La presidente Mattioli, ad del gruppo orafo di famiglia: servono
alleanze e un’innovazione continua per avere successo
MARINA CASSI
TORINO

ai delega alla internazionalizzazione - appena assegnatale dal
presidente della Confindustria Squinzi - è
finita in mani migliori. Licia Mattioli
- presidente dell’Unione industriale
di Torino e orafa di fama mondiale ha ben chiaro in testa che la sfida si
vince sui mercati del mondo.
E già a fine 2011 aveva creato a
Torino la rete Exclusive brands per
portare i prodotti non da soli, ma
con una presenza riconoscibile. La
rete di quattordici aziende di eccellenza dai gioielli ai profumi, dal cioccolato ai vini, dalle penne ai gelati,
dalle caramelle alle telerie, dagli
yacht al design all’editoria.

M

Che cosa farà per migliorare l’internazionalizzazione dei prodotti italiani?

«Dico sempre che si possono fare
delle missioni bellissime, ma se in un
Paese ci sono dazi altissimi sarà difficile vendere. Internazionalizzare
significa conoscere i Paesi e cercare
con l’aiuto del governo di combattere le barriere».
Ma il made in Italy ha ancora un appeal ?

«Assolutamente sì. Dire nel mondo che si è italiani apre delle porte.
Però bisogna portare dei pacchetti completi; viaggiare da soli non
serve».
Lo pensava tre anni fa quando ha
creato la rete del lusso, vale anche
per altri prodotti?

«Certo. Noi lo abbiamo fatto per
prodotti di alta gamma particolari,
ma deve funzionare anche altri settori. Faccio un esempio: in Indonesia, in un Paese in piena espansione, la componentistica italiana pe-

sa per poco più del 2 per cento. Ma è
possibile?».
Le sue considerazioni sulla componentistica ci portano dritto alla situazione della Fiat dopo la presentazione del piano industriale. Lei è sempre
stata ottimista sulla presenza Fiat in
Italia anche nei momenti più difficili.
Che cosa ne pensa?

«Le notizie che arrivano da Detroit
mi rendono felice in quanto delineano
un piano di rilancio, a livello mondiale, di Fiat-Chrysler, nel quale gli impianti produttivi in Italia e a Torino
hanno un ruolo di grande importanza.
È vero: non ho mai dubitato che da
parte di Fiat–Chrysler vi fosse un’attenzione particolare per il nostro territorio ma, oggi, questa conferma ha
maggior peso perché si iscrive in una
precisa strategia produttiva, di mercato e di valorizzazione dei marchi,
primo fra tutti l’Alfa Romeo».
La scelta del gruppo è l’alto di gamma, i modelli Premium. La condivide?

«Sì perché la decisione di puntare
sulle auto di lusso e sul segmento
Premium è l’unica in grado di dare
una prospettiva reale all’automotive
in un Paese come il nostro, con alti
costi di produzione, ma anche con un
sistema di fornitori altamente qualificato, come peraltro dimostrano gli
straordinari risultati conseguiti dalla Maserati».
Ci saranno effetti positivi anche per il
sistema automotive?

«Penso assolutamente di sì. Le ricadute ci saranno e molte. Però adesso
anche le aziende devono buttarsi per
cavalcare l’onda. Tutta l’offerta deve
salire in attesa dei nuovi modelli perchè bisogna essere pronti. E i risultati
si ottengono solo innovando, innovando, innovando».
Lei ha sempre vantato di essere una
metalmeccanica, però produce gioielli il cui vanto è di essere artigianali,

Al lavoro
In alto
la lavorazione
dell’oro
A sinistra
la produzione
di anelli

«Il made in Italy?
Ha ancora fascino
Ma bisogna offrire
servizi completi»

meccanismo. Eclissi, molto versatile
un po’ sul modello della iconica Puzzle, con due dischi intercambiabili, mi
è venuta in mente proprio guardando
una eclissi. E anche Arcimboldo è nata così».

realizzati a mano pezzo per pezzo.
Dove sta l’innovazione»?

Va sempre bene la sua avventura da
metalmeccanica orafa anche dopo la
cessione di ramo d’azienda?

«Vale moltissimo anche per noi. Anzi:
io posso dire che se non avessimo fatto una continua innovazione non saremmo dove siamo adesso. Penso alla
rivoluzione delle stampanti in 3D che
realizzano, dopo mesi di studi, prototipi in una notte su cui poi lavoriamo
artigianalmente».
La sua innovazione più preziosa nasce però dalle sue idee; anche oggi i
gioielli nascono da cose che vede, da
esperienze, viaggi?

«Sì, è ancora così. Le ultime collezioni
sono proprio venute fuori con questo

Che cos’è Arcimboldo?

«Un anello nuovo che ho immaginato
di notte in aereo dopo aver guardato i
quadri. C’è tanta verdura e cioè pietre, oro, smalti».

«Dopo aver ceduto una parte a un
grande gruppo internazionale del lusso stiamo andando avanti molto bene.
In un anno abbiamo quintuplicato gli
addetti, esportiamo il 90 per cento del
fatturato».
E dove?

«Molto in Svizzera e Emirati che sono
hub per altri Paesi. Perché è vero anche per noi che sfondare nei Bric con i
dazi impensabili che hanno è difficilissimo. Ero a Washington la scorsa
settimana proprio per parlare di ac-

cordi di libero scambio. Per noi gli
Usa sono il terzo Paese dopo Emirati e
Svizzera ma con il 9% mentre gli altri
hanno il 20 ciascuno. È necessario accordo un accordo Usa-Europa».
Ma quali sono le caratteristiche dei
suoi gioielli?

«Noi abbiamo inventato il pret a porter di alta gamma. Facciamo gioielli
versatili con cui le donne possono giocare. Ho una cliente in Giappone di
settant’anni che la mia famosa collana Puzzle la mette come cintura. E
adesso abbiamo realizzato una fedina
in diamanti; sembra un classico invece è elastica, ma non si vede».
La sua azienda, nata nel 1995 con
l’acquisto della Marchisio con il punzone 1TO, tira. E il resto del settore?

«Anche. Nel 2013 il fatturato è cresciuto del 7,4% e l’export del 7,8. Nel
mondo i gioielli italiani sono ricercati.
È il mercato interno che stenta».

Lei a febbraio ha lanciato da Torino la
marcia virtuale dei 40 mila, il sito dell’orgoglio industriale e la manifestazione a Roma con 5914 rose tante
quante sono e imprese piemontesi.
Sono passati tre mesi, la situazione è
migliorata?

«Non sono più ottimista di allora.
Vanno bene solo le imprese che esportano. Però è cambiato il clima, c’è fiducia nel governo Renzi: questo potrebbe far ripartire le cose anche nel
mercato interno».
Crede che Renzi ce la farà?

«Lo spero tanto perchè se c’è uno che
può farcela è lui. E il Paese non può
tollerare un altro fallimento».

W

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

.

Lavoro in corso .23

Pastore alla guida di Caffarel

Alla Fiera di Vicenza il progetto Dubai

Ergon Capital Partners III (Ergon) annuncia
l’acquisizione da Alto Capital II, dall’ad
Leopoldo Cavalli e dal presidente Daniele Selleri
della maggioranza di Ipe, società italiana leader
negli arredo di lusso per hotel e club con il
marchio Visionnaire. Cavalli resterà ad e socio
rilevante col presidente Selleri.

Francesco Pastore (foto) è il nuovo
amministratore delegato di Caffarel, la storica
azienda piemontese che produce cioccolato
dal 1826, acquistata dal gruppo svizzero Lindt
& Sprüngli nel 1997. Pastore, 42 anni, di Biella,
arriva da Sanofi Italia, dove ha ricoperto il
ruolo di Head of Consumer Healthcare.

Oggi alla Fiera di Vicenza verrà presentato il
«Progetto Internazionale in collaborazione con
Dubai World Trade Centre». Durante l’incontro,
che vedrà la partecipazione del presidente
Matteo Marzotto, verranno approfondite
importanti tematiche collegate allo sviluppo
internazionale di Fiera di Vicenza.

Le aziende

Ergon compra Visionaire

IL GRUPPO ALIMENTARE

Grana Padano alla conquista
di un miliardo di cinesi
Berni, direttore del Consorzio: l’export cresce molto in Russia e Giappone
Il colosso
dell’alimentare
Il Consorzio riunisce
200 soci di 136
caseifici produttori
per 40mila addetti
distribuiti lungo
la Pianura Padana

ELEONORA VALLIN
l Grana Padano è pronto alla
grande sfida cinese. «Un mercato enorme da cui non si può
restare fuori anche se è molto
lento nel cambio delle abitudini
alimentari» spiega Stefano Berni, direttore del Consorzio che riunisce
200 soci di cui 136 caseifici produttori per 40mila addetti distribuiti lungo la Pianura Padana. «Russia e
Giappone sono oggi i mercati più incoraggianti con crescita a doppia cifra - continua il manager -. Dobbiamo
conquistare l’Oriente, mantenendo
con forza i nostri presidi europei soprattutto in Inghilterra, Francia,
Spagna, Austria e Benelux».
È la Germania (+9,5% sul 2012) il
primo Paese nell’export di Grana padano, che è la Dop più richiesta al
mondo, seguita dagli Usa (+4,5%). Le
vendite oltre confine del Consorzio,
che nel 2013 ha fatturato all’ingrosso
1,79 miliardi in linea con il 2012, rappresentano il 34,1% dei ricavi (+6,5%
per 1,5 milioni di forme) con una marginalità più alta, visto che i prezzi al
consumo sono quasi doppi rispetto al
Bel Paese. Se in Italia infatti il costo
medio al consumatore è di 12,2 euro
al Kg in Russia e Giappone può sfondare quota 25. Così su 2,5 miliardi
(totale vendite al consumo) oltre un
miliardo viene da fuori confine, ma il
guadagno va tutto in tasca alla distribuzione straniera. «Il prezzo all’in-

I

Direzione Logistica Industriale
Acquisti Tecnici
Il Responsabile
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA
SETTORI SPECIALI - FORNITURE
Trenitalia S.p.A. ha intenzione di procedere
mediante gara a procedura aperta eGPA n. 6496
interamente gestita con sistemi telematici, per la
fornitura di semiconduttori di potenza (diodi,
tiristori, gto, igbt) per rotabili ferroviari suddivisa in
4 lotti: Lotto 1 CIG: 5729597504 - Lotto 2 CIG:
5729605B9C - Lotto 3 CIG: 5729608E15 - Lotto 4
CIG: 5729613239. Tutta la documentazione di gara è
disponibile su www.acquistionline.trenitalia.it. Il
termine per la presentazione delle offerte è fissato
per il giorno 09/06/2014 ore 13:00.
Rocco Femia

2,5
miliardi
Questo il valore delle
vendite annuali di Grana
Padano. Le esportazioni
corrispondono
a più di un miliardo

grosso nel 2013 è stato di 7,40 euro preconfezionamento - conferma Berni considerata questa la base, il moltiplicatore all’estero del 70% è rilevante».
La crisi non ha intaccato il Consorzio che nel 2013 ha prodotto 4,56 milioni di forme con un saldo positivo nono-

Direzione Logistica Industriale
Acquisti Tecnici
Il Responsabile
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA
SETTORI SPECIALI - FORNITURE
Trenitalia S.p.A. ha intenzione di procedere
mediante gara a procedura aperta sottosoglia
europea eGPA n. 6462 interamente gestita
con sistemi telematici, per la fornitura di
scudi completi per motore di trazione tipo
MTA-6/550. CIG: 5734358DE8. Tutta la
documentazione di gara è disponibile su
www.acquistionline.trenitalia.it. Il termine
per la presentazione delle offerte è fissato per
il giorno 16/06/2014 ore 13:00.
Rocco Femia

stante il calo dell’1% del mercato Italia.
Nessuna concorrenza con il Parmigiano Reggiano, «i mercati sono complementari» dice Berni, mentre si sono distesi i rapporti con il Gran Moravia che
«ormai da tempo specifica la produzione in Repubblica Ceca» precisa: «Noi
chiediamo trasparenza e chiarezza,
perché il consumatore deve essere informato e consapevole».
Vale invece un miliardo il mercato
della contraffazione, 700 milioni solo
all’estero. «Sono più che altro ’scopiazzature’ - precisa il dirigente - pratiche
legali ma sleali di produzioni che millantano l’italianità senza rivelare la
provenienza». Come contrastarle?
«Nell’attesa di una riforma comunitaria che inserisca nell’etichetta l’origine

del prodotto, abbiamo chiesto al ministro dell’Agricoltura italiano una legge
per separare nella Gdo i prodotti Dop e
Igp dai similari, ponendoli in scaffali
diversi e ben segnalati. Una pratica in
uso, per legge, dal 2009 sui panettoni
rispetto altri dolci generici». In Italia il
settore Dop e Igp è rilevante e il Bel
Paese copre il 40% delle certificazioni
Ue, il 20% sono francesi, il resto altri
stati. Solo l’aceto balsamico fa 600 milioni di fatturato. Ma i più grandi consorzi restano: Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Crudo di Parma e San
Daniele. E ora c’è la prova Expo 2015.
«Un’occasione formidabile - chiude
Berni - il nostro impegno sarà rilevante». Grana Padano ha già previsto un
investimento di 2 milioni di euro.

TRIBUNALE
DI VARESE
Fallimento n. 4088/2013
vende magazzino semilavorati ed ausiliari per azienda produttrice nel mercato
dell’automotive - prezzo base d’asta €
1.387.000. Pagamento integrale alla vendita. Per info contattare entro il 19.5.2014
manuela.bianchi@pec.studiolacroce.com

CITTA’ DI TORINO

AVVISO AL PUBBLICO

PROCEDURA
APERTA
N.
91/2013
del 19/03/2014
per “REALIZZAZIONE
CICLOPISTA VIA ANSELMETTI – OPERE
DI
COMPENSAZIONE
AMBIENTALE
TERMOVALORIZZATORE (T.R.M.)”. Comunicazione
a norma dell’art. 65 del D. Lgs. n. 163/06.
Sistema di aggiudicazione: artt. 82,86, commi
1,3, 3bis, 3 ter e 4 del D.Lgs. n. 163/06. Hanno
presentato offerta n. 134 (centotrentaquattro)
ditte. E’ risultata aggiudicataria la seguente
ditta: AUTOTRASPORTI ESCAVAZIONI PRINA
SILVIO S.A.S. DI PRINA FABRIZIO & C.
con sede legale in Via Bagnolo n. 21, 10060
BIBIANA (TO), con il ribasso del 28,356%.

Richiesta alla Provincia di Cuneo di pronuncia di compatibilità ambientale ai sensi del D.Lgs.
3 aprile 2006, n. 152 e s.m.i. e della L. R. 14 dicembre 1998, n. 40 e s.m.i.
PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO EOLICO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA IN COMUNE DI GARESSIO LOCALITA’ COLLE SAN BERNARDO
VARIANTE PER IL RIPOSIZIONAMENTO DEGLI AEROGENERATORI 5 E 6
Il sottoscritto Luca Bergonzoli, Presidente del Consiglio di Amministrazione e Legale rappresentante della
San Bernardo Wind Energy S.r.l., codice fiscale e Partita IVA 02730450042, con sede legale in Mondovì
(CN), Via Durando n. 4, ha presentato alla Provincia di Cuneo domanda di pronuncia di compatibilità
ambientale del progetto per la realizzazione di un impianto eolico localizzato in Comune di Garessio (CN),
consistente nel riposizionamento di n. 2 aerogeneratori (identificati con n. 5 e n. 6), ricadenti rispettivamente
sul mappale n. 104 del Foglio 78 e sui mappali nn. 154 e 173 del Foglio 54, facenti parte di un progetto
approvato di sette aerogeneratori, di cui 5 già realizzati e in esercizio (i due nuovi aerogeneratori sono previsti di potenza elettrica complessiva di kW 5.000: 2.500 kW ciascuno), in quanto esso rientra nella categoria
progettuale n. 23 dell’Allegato A2 “impianti eolici per la produzione di energia elettrica, con procedimento nel
quale è prevista la partecipazione obbligatoria del rappresentante del Ministero per i beni e le attività culturali” di cui L.R. 40/98 così come modificata dalla DCR n. 211-34747 del 30.07.2008).
SI RENDE NOTO che copia del progetto definitivo, dello Studio di Impatto Ambientale e della Sintesi in linguaggio non tecnico sono depositati per la pubblica visione presso l’Ufficio Deposito Progetti della Provincia
di Cuneo – Corso Nizza, 21 – Cuneo (orario: lun. mart. ven. 9-12; giov. 14.30-16.30) e presso la sede del
Comune di GARESSIO – Piazza Carrara, 137, (orario: lunedì ore 10 – 12, mercoledì ore 10 – 12, giovedì ore
16 – 18, venerdì ore 10 – 12).
La predetta documentazione è a disposizione per la consultazione da parte del pubblico per 60 gg. dalla presentazione dell’istanza. Nel medesimo termine potranno essere presentati in forma scritta all’Ufficio Deposito Progetti della Provincia di Cuneo – Corso Nizza, 21 – 12100 Cuneo eventuali osservazioni, informazioni e
contributi tecnico scientifici. SAN BERNARDO WIND ENERGY S.R.L. Luca Bergonzoli (Presidente C.d.A.)

Torino, 6/05/2014
IL DIRIGENTE DELL’AREA APPALTI ED ECONOMATO

dott.ssa Monica SCIAJNO

Agenzia Territoriale per la Casa
della Provincia di Torino
Corso Dante 14 - 10134 Torino
Telefono 011/31301 - Fax 3130.425
sito internet http://www.atc.torino.it

Avviso di esito appalto
Appalto 1710. Procedura aperta. Lavori di costruzione
edificio a 6 piani f.t. con 78 alloggi, pertinenze e box in
Torino “Spina 4”. Importo a base di gara € 9.246.442,95.
Data aggiudicazione: 09.08.2013. Metodo aggiudicazione:
offerta economicamente più vantaggiosa. N. offerte
ricevute: 17. Aggiudicataria: ADICO Srl, con sede in
Maser (TV), via E. Duse n. 24. Valore aggiudicazione:
€ 5.873.399,37 (punteggio 87,19/100). Data invio avviso
di esito alla GUCE: 05.05.2014.
Appalto 1720. Procedura aperta. Servizio di copertura
assicurativa contro i danni dell’incendio e altri rischi
(ALL RISKS globale fabbricati). Importo a base di gara €
1.993.875,00. Data aggiudicazione: 30.09.2013. Metodo
aggiudicazione: prezzo più basso. N. offerte ricevute: 1.
Aggiudicataria: Società Reale Mutua di Assicurazioni
con sede legale in Torino, via Corte d’Appello n. 11.
Valore aggiudicazione: € 1.934.657,00=. Data invio
avviso di esito alla GUCE: 05.05.2014.
Torino, 5 Maggio 2014
IL DIRETTORE GENERALE Ing. Piero CORNAGLIA

ELETTRONICA

Unieuro
si prepara
per la Borsa
SANDRA RICCIO
arte la nuova Unieuro e punta
con forza alla conquista della
leadership del mercato dell’elettronica di consumo in Italia per
approdare poi in Borsa. Prende così
forma la strategia della nuova realtà
nata solo pochi mesi fa dall’acquisizione dei punti vendita Unieuro da
parte dei romagnoli di Sgm Distribuzione (Marcopolo Expert). Gli
obiettivi sono ambiziosi visti i profondi cambiamenti che sta attraversando anche il mondo dei consumi di
computer, tablet e smartphone. La
nuova insegna può però contare già
su un posizionamento di privilegio
che, dopo la «fusione» tra i due gruppi, la colloca al primo posto in Italia
per punti vendita (oltre 400 su tutto
il territorio nazionale di cui 173 diretti e oltre 230 affiliati per un totale di
400.000 metri quadrati di superficie) e in seconda posizione per fatturato (1,4 miliardi di euro). Gli store
saranno uniti da un brand con un
nuovo posizionamento e una nuova
veste grafica, ufficialmente visibili
da fine giugno.
E proprio dal nuovo logo Unieuro
si riparte con un percorso di rinnovamento di tutti i punti vendita, che
inizierà dalla Lombardia il prossimo
25 giugno. Tra le novità presenti nei
nuovi store un sistema di touch point
fisici e digitali, una piattaforma ecommerce che nasce dall’integrazione dei due portali esistenti. Non solo,
i nuovi punti vendita saranno ambienti con eventi, incontri con testimonial e dimostrazioni. «Il cliente è
molto cambiato ed è più informato –
ha detto Giancarlo Nicosanti Monterastelli, ad di Sgm -. Il nostro obiettivo è seguire questo cambiamento e
cercare di anticiparlo». La svolta è
stata decisa nell’ottica di creare un
marchio di proprietà con l’obiettivo
della quotazione in Borsa tra due, tre
anni. Lo sbarco a Piazza Affari porterà le risorse per finanziare un’ulteriore crescita che sarà condotta anche attraverso acquisizioni in un
mercato oggi molto frammentato.

P

24 .Lavoro in corso

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

La posta
di Maggi
A CURA DI GLAUCO MAGGI
GLAUCO.MAGGI@MAILBOX.LASTAMPA.IT
COORDINAMENTO DI AGNESE VIGNA
AGNESE.VIGNA@LASTAMPA.IT
Le lettere vanno spedite alla redazione
di TuttoSoldi in via Lugaro, 15

Truffe sui prestiti,
come difendersi

Quando potrò andare in
pensione?

fallimento dopo una richiesta
non andata a buon fine di
concordato preventivo. Invece
di aprire la procedura di
mobilità mi è stata
prospettata la possibilità di
andare subito in pensione, ma
io non voglio in quanto
riceverei in tal modo una
notevole penalizzazione
economica. Quando potrò
andare in pensione?

GIORGIO MONTAGNER

Quando raggiungerà il
diritto alla pensione anticipata,
e cioè avrà versato 42 anni + 6
mesi di contributi. La pensione
decorrerà da settembre 2015.

pensione
La Banca d’Italia pubblica una tabella dettagliata con il tasso La
della mamma
considerato di usura per ogni forma di finanziamento
Una mamma con il diritto a
Una finanziaria, cui mi
sono rivolto per un “prestito
contro cessione di un quinto
dello stipendio” che mi
sarebbe concesso entro
giugno, mi ha proposto un
interesse del 14% annuo. A
me sembra un tasso da
usurai ma vorrei essere
sicuro prima di protestare.
Sul mio mutuo a tasso
variabile per la casa, infatti,
la mia banca nell’ultimo
trimestre dell’anno scorso
ha applicato “solo” il 6,5%,
meno della meta’. Come si
calcola il tasso da usura?
A.L.

Ogni trimestre la Banca
d’Italia pubblica una tabella
dettagliata con il tasso soglia di
usura per ogni differente forma
di finanziamento, dalle aperture
di credito in conto corrente (il
tasso di usura per questa
categoria è del 18,35% fino a 5
mila euro, e del 16,575% oltre i 5
mila) agli scoperti senza
affidamento (24,25% fino a 1500
euro e 22,7625% oltre i 1500).
Nell’elenco completo, reperibile
sul sito della Banca d’Italia
(l’ultimo comunicato emesso ha
la data del 24 marzo 2014 e
riporta i tassi validi ai fini
dell’usura fino alla fine di
giugno) e presso tutte le
associazioni dei consumatori, il
lettore può verificare che nel suo
caso, relativo ad un prestito
contro cessione di un quinto

?
il

quesito

L

dello stipendio, la richiesta della
finanziaria è sotto il tasso di
usura. Infatti, per prestiti di
questo tipo, il tasso soglia da non
superare è del 19,1% fino a 5 mila
euro e del 18,375% oltre i 5 mila
euro. Per fissare il tasso da usura,
il procedimento seguito dalla
Banca d’Italia è il seguente, ed è
valido per tutte le categorie di
prestiti: gli uffici dell’Istituto
Centrale calcolano il Tegm (tasso
effettivo globale medio) per ogni
tipo di finanziamento rilevandolo
dalle condizioni offerte dalle
banche sul mercato; a questo dato
medio aggiungono un quarto
dello stesso tasso, ossia il 25%;
infine, al tasso maggiorato del
25% aggiungono ancora altri 4
punti percentuali.

esservi una compravendita, non
una dichiarazione di fallimento;
una finezza giuridica difficile
da capire a chi ha perso tutto,
ma così è. L’unica soluzione è
trovare un accordo con la banca
depositaria che accetti di
acquistare i titoli per un
importo simbolico, in modo da
far emergere una perdita da
compravendita.

La pensione
di chi ha 56 anni
Vorrei un chiarimento sulla
mia situazione pensionistica.
Sono nato il 24 aprile 1958 e
nel febbraio 2014 ho raggiunto
41 anni di contributi versati.

Le azioni
Finmatica

una piccola pensione di
riversibilità per la morte della
figlia può chiederne
l’integrazione al minimo?

LUIGI S. VIA MAIL

Il caso segnalato dal lettore è
comune a molti investitori che
negli anni scorsi sono incappati
in storie di truffe finanziarie
simili. La norma fiscale prevede
compensazioni tra utili da
negoziazione e perdite da
negoziazione: deve quindi

Per pagare le cartelle di
Equitalia con la definizione
agevolata c’è tempo ancora
fino al 31 maggio. Il termine,
infatti, è stato prorogato
con un decreto legge. Con la
proroga la sospensione della riscossione dei debiti interessati dalla definizione
agevolata slitta dal 15 aprile
al 15 giugno 2014. La «rotta-

1

se effettuato con più pagamenti inferiori alla soglia
che appaiono però artificiosamente frazionati. Norma
ritenuta applicabile anche al
pagamento in contanti del
canone di locazione, non
sanzionabile quindi purché
per un importo non superiore a 999,99 euro.
La nota precisa che la finalità di conservare traccia
dei pagamenti in contanti intercorsi tra conduttore e locatore può ritenersi soddisfatta fornendo una prova
documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la
devoluzione di una determinata somma di denaro con-

Vietato l’uso
del contante,
va assicurata
la tracciabilità

tante al pagamento del canone di locazione. E’ da ritenersi che si faccia riferimento all’esibizione -a richiestadi una quietanza di pagamento dell’affitto recante
importo non superiore ad
euro 999,99. Viceversa, una
quietanza per un importo
superiore, con la dicitura
“canone pagato in contanti”
potrebbe equivalere ad una
sorta di autodenuncia.
Appare sottinteso, nella
nota, che ad essere inferiore
alla detta soglia debba essere il singolo canone pagato
in contanti, vale a dire il canone in unica soluzione se,
ad esempio, per un affitto
breve o per villeggiatura o,
nel caso di canoni pagati
mensilmente, l’importo del
singolo canone mensile senza che, in questo caso, si possa ravvisare un artificioso
frazionamento su base mensile di un canone superiore
(annuale).

B. P.

Si. L’integrazione sarà
riconosciuta se la persona avrà
redditi personali e coniugali
entro il tetto posto dalla legge

La soluzione
della mobilità
Ho 59 anni (maggio 2014)
ed ho 1.960 settimane di
contributi Inps quale
impiegata amministrativa
presso un’industria privata.
La società è in liquidazione e
sta andando verso il

In qualità di condomino
sono stato in banca per farmi
consegnare una copia estratto
conto del condominio. La
risposta dell’addetto ai
rapporti con la clientela ha
detto che per motivi di
privacy non poteva
consegnarmi alcunché. Ma la
decisione del ABF n. 814del 194-2011 dice tutto il contrario.
UGO ZINI

MARIO A. - TORINO

Il lettore fa cenno a una
decisione dell’Arbitro bancario
che condividiamo quasi
integralmente. L’arbitro ha infatti
trascurato di rispondere all’unica
obiezione “solida” della banca che
si era rifiutata di fornire copia
dell’estratto conto: come può
l’istituto essere certo della qualità
di condomino del richiedente?
L’estratto conto può comunque
essere chiesto in qualsiasi
momento da un solo condomino
all’amministratore, che è costretto
a fornirne copia (dietro
pagamento dei costi di fotocopia).
L’assemblea può anche deliberare
che una copia dell’estratto venga
periodicamente inviata a un
consigliere delegato che lo
verifichi.

No, la donna perde il diritto
alla pensione di riversibilità, il cui
diritto nasce solo dalla titolarità
“attuale” dell’assegno. Mentre il
pagamento immediato del tutto

Hanno collaborato:
GIANLUIGI DE MARCHI
BRUNO BENELLI
SILVIO REZZONICO,
PRESIDENTE CONFAPPI

Assegno
di divorzio
Se una donna, in fase
conclusiva di un divorzio
davanti al Tribunale, accetta la
soluzione del pagamento
immediato delle somme dovute
al posto dell’assegno periodico
mensile, ha ancora diritto alla
pensione di riversibilità?

mazione» delle cartelle è
prevista dalla Legge di Stabilità 2014: si prevede la possibilità di pagare in un’unica
soluzione, senza interessi di
mora e interessi di ritardata
iscrizione a ruolo, le cartelle
e gli avvisi di accertamento
esecutivi affidati entro il 31
ottobre 2013 a Equitalia per
la riscossione.

CONSORZIO CHIERESE PER I SERVIZI - AZIENDA SPECIALE
C.F.:90005860011 - P.IVA: 06840320011 Sede legale: via Palazzo di Città 10 - CHIERI (TO) Sede amministrativa: s.da Fontaneto 119 - CHIERI (TO)
Ai sensi dell’art. 6 della Legge 25 febbraio 1987, n. 67 si pubblicano i seguenti dati relativi ai conti consuntivi relativi agli anni 2013 e 2012
Le notizie relative al Conto Economico sono le seguenti:
(in euro)
COSTI
RICAVI
DENOMINAZIONE
Esistenze iniziali di esercizio
Personale
Retribuzioni
Contributi sociali
Accantonamento al Tfr
TOTALE
Oneri per prestazioni a terzi
Lavori, manutenzioni e riparazioni
Prestazione di servizi
TOTALE
Acquisti materie prime e materiali
Altri costi, oneri e spese
Ammortamenti
Interessi su capitale di dotazione
Interessi sui mutui
Altri oneri finanziari
TOTALE
Imposte dell’esercizio
Utile d’esercizio
TOTALE

2013 (1)
871.480
336.546
71.891
1.279.917
890.989
12.541.765
13.432.754
12.957
331.518
976.102
110.281
7.018
1.437.876
162.249
13.540
16.326.336

2012 (2)
903.475
323.874
66.336
1.293.685
595.968
12.946.720
13.542.688
10.750
1.407.076
897.565
129.114
5.950
2.450.455
- 30.225
249.894
17.506.497

le notizie relative allo Stato Patrimoniale sono le seguenti:
(in euro)
ATTIVO
DENOMINAZIONE
Immobilizzazioni tecniche
Immobilizzazioni immateriali
Immobilizzazioni finanziarie
Ratei e risconti attivi
Scorte di esercizio
Crediti commerciali
Crediti verso Enti proprietari
Altri crediti
Liquidità
Perdite di esercizio

TOTALE

PIER PAOLO BOSSO
CONFEDILIZIA

Il conto corrente
condominiale

Le possibilità di
pensionamento sono tre. Le
enumero in ordine temporale.
A - La prima è quella che lei ha
già scartato: opzione per il calcolo
contributivo della pensione
(perdendo il più favorevole
calcolo retributivo cui lei ha
diritto fino all’anno 2011) e
pensionamento immediato, anche
domani.
B - La seconda è la pensione
anticipata per la quale lei
dovrà versare nel complesso
(tra contributi effettivi e
contributi figurativi) 42 anni +
2 mesi, e quanto meno arrivare
nell’anno 2019.
C - La terza è la pensione di
vecchiaia per la quale lei dovrà
attendere luglio 2022, dopo avere
compiuto l’età di 67 anni + 2 mesi.

Equitalia, slitta al 31 maggio
la rottamazione delle cartelle

Le linee del Ministero
per il pagamento
in contanti delle locazioni

a legge di stabilità
2014 ha previsto che,
dallo scorso primo
gennaio, nelle locazioni abitative (e solo abitative) il
pagamento del canone venga effettuato obbligatoriamente, quale ne sia l’importo, escludendo l’uso del
contante ed assicurandone
la tracciabilità.
Considerata la mancanza di specifica sanzione per
detta violazione ed in risposta a richieste di chiarimenti, il Ministero economia e finanze, Dipartimento del tesoro, con propria
nota Prot:10492 del
5.2.2014, ha chiarito che rimangono ferme le disposizioni sulla tracciabilità dei
pagamenti previste dalla
normativa generale (d.lgs.
n. 231/07, art.49) e relative
sanzioni.
E’ quindi vietato trasferire denaro contante a
qualsiasi titolo tra soggetti
diversi, se il valore oggetto
di trasferimento è complessivamente pari o superiore ad euro mille, anche

VALERIA U.

LA SCADENZA RINVIATA

Ho acquistato anni fa azioni
Finmatica, che attualmente
non valgono nulla. Posso
utilizzare la perdita per
compensare utili su
compravendite di azioni?

fa venire meno ogni rapporto
personale e patrimoniale fra gli ex
coniugi. In sede di divorzio il
coniuge, che ha diritto alla
prestazione economica, sappia
perciò fare bene i propri calcoli e
soprattutto ricordi che se vuole
mantenere in vita il diritto alla
possibile pensione di riversibilità
deve rifiutare il pagamento una
tantum.

DENOMINAZIONE

Fatturato per vendita beni e servizi

Contributi in conto esercizio

Altri proventi, rimborsi e ricavi diversi

Costi capitalizzati
Rimanenze finali di esercizio
Perdita di esercizio
TOTALE

2013 (1)

2012 (2)

14.682.731

15.439.052

398.386

334.989

1.245.219

1.732.456

-

-

16.326.336

17.506.497

2013 (1)
629.961
680.976
131.744
1.896.679
1.805.563
4.112.224
14.769.925
13.540
24.040.612

2012 (2)
629.961
431.081
130.747
2.276.121
2.185.894
3.987.744
8.775.372
249.894
18.666.814

PASSIVO

2013 (1)
3.521.550
18.554
115.270
184.320
17.032.228
574.335
2.594.355
-

2012 (2)
3.690.281
25.104
115.270
9.825
13.417.316
681.980
727.038
-

24.040.612

18.666.814

DENOMINAZIONE
Capitale di dotazione
Fondi di riserva
Saldi attivi di rivalutazione monetaria
Fondo rinnovo e fondo sviluppo
Fondi di ammortamento
Altri fondi
Fondo trattamento fine rapporto lavoro
Mutui e prestiti obbligazionari
Debiti verso Enti proprietari
Debiti commerciali
Altri debiti
Ratei e risconti passivi
Utile d'esercizio
TOTALE

(1) ultimo consuntivo approvato dal Consorzio
(2) penultimo consuntivo approvato dal Consorzio
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE
MARCHISIO ILARIO

Lettere e Commenti .25

LA STAMPA

.

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

IL PARADOSSO
DELLE ELEZIONI
EUROPEE
Stati falliti; criminalità organizzata. Nel
2008 un rapporto sull’applicazione della
Strategia concludeva:
«L’Unione Europea deve essere più attiva, più coerente e più capace».
Siamo nel 2014, e sarebbe normale che
nel quadro dell’attuale campagna elettorale chi ambisce a rappresentarci a Strasburgo e a Bruxelles si pronunciasse sia
sugli obiettivi sul sul perché la Ue non risulta, come sembra difficile contestare,
più attiva, più coerente e più capace, e su
come fare perché lo diventi.
Non dovrebbe essere troppo difficile.
Ad esempio, non vi è alcun dubbio sul fatto che esista in Europa una preoccupazione generalizzata nei confronti del fenomeno delle migrazioni. Una preoccupazione che si traduce, soprattutto nella
campagna elettorale condotta da forze
politiche conservatrici e populiste, negli
apocalittici scenari di un’incontrollabile
invasione. È vero che il problema, pur
sfrondato delle strumentalizzazioni, è
oggettivamente serio e richiede di essere
affrontato e governato. Ma bisognerebbe
capire, e i politici dovrebbero spiegarlo
agli elettori, che l’unico modo di gestirlo
non è quello di una problematica «impermeabilizzazione» delle frontiere ed
espulsione degli immigrati irregolari
(non ci riescono nemmeno gli americani,
certo non «buonisti»), ma un impegno
sostenuto per affrontare nel quadro di
una politica estera europea – finora annunciata piuttosto che realizzata - le radici sia economiche sia politiche dei movimenti di popolazione. I richiedenti asilo arrivano perché scappano da micidiali
conflitti, i migranti economici da economie disastrate e sistemi politici repressivi e corrotti. L’Unione Europea aveva ed
ha l’ambizione di contribuire, con il suo
peso politico e la sua forza economica a
creare, soprattutto nelle zone ad essa limitrofe, condizioni tali da ridurre, se non
eliminare, le condizioni che sono alla ra-

dice di questi fenomeni. Si può fare: basterebbe chiedersi perché non si parla
più dell’«invasione albanese» che aveva
tanto turbato i sonni degli italiani all’inizio degli Anni 90.
Invece si parla di migranti, ma non di
aiuto allo sviluppo e nemmeno delle attività Ue per contribuire alla stabilità politica nelle aree più critiche. Pensiamo in
particolare ai Balcani, rispetto ai quali si
dovrebbe discutere anche molto criticamente sia dei risultati e delle potenzialità
sia dei limiti e delle contraddizioni (vedi la
Bosnia, dove l’impegno internazionale, e
in particolare europeo, non sembra avere
risolto alcuno dei problemi di fondo, sia
politici sia economici).
E non dovrebbe nemmeno essere difficile affrontare in chiave politica il discorso sulla politica dell’Unione in tema
di allargamento. Come valutare il processo fin qui realizzato? Quali benefici
ha apportato, quali costi ha comportato?
E che fare per il futuro (Serbia, Turchia,
Ucraina)? In che modo lo strumento dell’ampliamento può contribuire alla stabilità, e in che misura è sia politicamente
sia economicamente sostenibile? I candidati invece evitano di parlarne, forse
proprio perché si tratta di un tema problematico in cui spesso le aspirazioni
vengono contraddette dal realismo.
Quello che è certo è che eludere i problemi può produrre errori molto gravi e
conseguenze molto negative.
È davvero un paradosso. Nel momento
in cui il mondo globale rende i confini
sempre più teorici e in cui l’Europa, per
evidenti ragioni sia economiche sia geopolitiche, può permettersi anche meno
degli Stati Uniti di rinchiudersi in una visione autoreferenziale, si sta in questi
giorni perdendo un’importante occasione di coinvolgere i cittadini europei in un
aperto confronto politico fra diverse proposte su come concepire il ruolo dell’Unione nel mondo.

DIVORZIO,
L’ECCEZIONE ITALIANA

divorzio, lo ottiene anche senza avere dimostrato la colpa dell’altro o averne acquisito il consenso. Quando finalmente il
nostro legislatore eliminerà il periodo di
separazione triennale, retaggio di quegli
anni remoti e ormai privo di significato, il
percorso che porta ad un diritto europeo
sul divorzio sarà compiuto.
Dovremo però iniziare una riflessione
su un tema rispetto al quale siamo invece
inesorabilmente indietro nel confronto
con gli altri Stati: le conseguenze patrimoniali del divorzio. Se il divorzio può essere ottenuto sulla base della volontà
unilaterale di un coniuge, è opportuno introdurre norme che tutelino colui o colei
che al matrimonio e alla famiglia ha dedicato la vita, senza invece creare insensate rendite vitalizie per chi non ha fatto
alcun sacrificio. Da questo punto di vista
le norme che regolano l’assegno divorzile
sono ormai del tutto inadeguate. Gli altri
ordinamenti europei sono molto più
avanti di noi lungo la strada che porta ad
un’equa ridistribuzione della ricchezza
fra coniugi divorziati.

ROBERTO TOSCANO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

vvero all’instabilità dell’Ucraina e al revisionismo
storico della Russia di Putin.
Anche in questo caso però
mancano non solo analisi
approfondite, ma anche prese di posizione e proposte alternative dei candidati e
dei raggruppamenti politici su come far
fronte a un cambiamento non superficiale del quadro geopolitico del nostro
continente.
È come se si fosse dimenticato che esiste una cosa che si chiama «Politica estera e di sicurezza comune –Pesc», e nel suo
ambito anche una «Politica europea di sicurezza e difesa –Pesd». Nessuno ne parla, nessuno fra i candidati ne affronta contenuti, limiti, prospettive. Nessuno propone linee di sviluppo e priorità alternative. E nessuno menziona lo strumento che
l’Unione si è data ormai da quattro anni
per perseguire questo insieme di obiettivi
di politica estera con un proprio embrionale servizio diplomatico, il «Servizio europeo per l’azione esterna –Seae».
Ma quale credibilità può avere l’Europa-soggetto internazionale se questo insieme di sigle che definiscono istituzioni
e meccanismi rimane avulso da un discorso politico persino nel momento in
cui i cittadini europei sono chiamati a
eleggere i loro rappresentanti nel Parlamento Europeo, e indirettamente anche
la Commissione?
L’Unione Europea ha dal 1999 un Alto
Rappresentante per la politica estera e di
sicurezza comune, e nel 2003 ha approvato un documento sulla Strategia Europea
per la Sicurezza che identificava le principali minacce cui far fronte sia in chiave
preventiva sia come crisis management:
terrorismo; proliferazione di armi di distruzione di massa; conflitti regionali;

O

CARLO RIMINI *
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

li ingredienti della ricetta
parvero allora a chi ci osservava dall’estero, da Paesi da
tempo abituati al divorzio,
piuttosto bizzarri. Il divorzio
all’italiana non si fonda sul consenso dei
coniugi e neppure sull’accertamento di
una colpa, ma solo sull’accertamento da
parte del giudice della assoluta intollerabilità della convivenza. È quindi pronunciato come un estremo rimedio di
fronte ad una situazione oggettivamente
irrecuperabile.
Insomma, la frase che già allora si sentiva nei film americani – «non gli concederò mai il divorzio!» – è rimasta fuori dai
nostri tribunali. In Italia il divorzio non si
può «concedere», perché il consenso del-

G

l’altro coniuge allo scioglimento del matrimonio è ininfluente. Neppure rilevante
è la prova dell’adulterio o di qualche altra
colpa commessa dall’altro. La legge invece prevede che l’impossibilità di ricostituire l’unione fra i coniugi si presuma dopo
che è passato un periodo di separazione
legale: cinque anni quando fu approvata
la legge, ridotti a tre nel 1987. Trascorso
questo periodo, indipendentemente dai
comportamenti e dalla volontà, il divorzio
è, in pratica, un diritto di ciascun coniuge.
La legge approvata nel 1970 e confermata dal referendum del 1974 prevede
quindi, pur non dicendolo espressamente, il divorzio per scelta unilaterale di un
coniuge. È incredibile, ma ci siamo arrivati prima degli altri! Oggi, infatti, molti
Stati che siamo abituati a considerare assai più avanti di noi nel consentire il divorzio stanno faticosamente arrivando al
medesimo risultato: se un coniuge vuole il

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LA TIRATURA DI DOMENICA 11 MAGGIO 2014 È STATA DI 319.133 COPIE

TM

Il pane? Nel sacchetto
MARCO
BELPOLITI

a qualche tempo al ristorante il cestino del
pane non è più di vimini intrecciato o metallo, bensì di carta, come se il pane l’avesse
portato lì per lì il panettiere passandolo direttamente in tavola.
Hanno cominciato i locali d’impronta ecologica, ma
l’hanno adottato anche alcune catene di pizzerie. Il
messaggio che il sacchetto di carta vuole trasmettere è:
genuinità. Un retaggio del passato, quando i mulini erano bianchi, come nella famosa pubblicità. Il pane proposto nel sacchetto di carta diventa così il simbolo stesso del ristorante, la sua metonimia. Naturalmente non
è sempre vero, ma come altri mezzi di comunicazione
visiva culinaria – ad esempio il tagliere degli affettati in
legno –, il ristorante cerca di veicolare l’idea di una cucina «casalinga», che è una delle proposte gastronomiche possibili. Casalingo contrapposto a raffinato, proprio nel momento in cui scompaiono le trattorie tradizionali dove si cucinavano piatti semplici, fatti-in-casa,
e gli avventori non si sentivano clienti bensì parte della
famiglia del ristoratore. La cucina casalinga, che un
tempo allestivano mamme e
nonne, è oggi in disuso.
In casa si cucina sempre meno, e probabilmente per questo
esplode quella che Gianfranco
Marrone chiama la «gastromania», di cui le trasmissione televisive sono la metafora virtuale
onnipresente. Il sacchetto del
pane corrisponde alla scomparsa della cucina tradizionale praticata da generazioni di
donne, perché gli uomini non entravano quasi mai in
cucina; i cuochi se li potevano permettere solo re e nobili. Nei sacchetti proposti nei ristoranti il bordo appare ripiegato per dare il senso di qualcosa di ben preparato, mentre il pane vi assume una forma rustica, ed è
quasi sempre bianco. Nel passato il pane non era affatto
bianco bensì scuro. Come ci ricorda Piero Camporesi in
«Il pane selvaggio», il pane del popolo, dei poveri, degli
straccioni, dei disoccupati e dei contadini, che erano la
maggioranza nelle società preindustriali, era «un pane
sempre in fuga, inafferrabile come un incubo al rallentatore, d’interminabile fuga». Il pane bianco contrapposto al pane nero, o piuttosto il senza-pane dei miserrimi. Quel sacchetto sui tavoli dei nostri ristoranti non
rimonta perciò al mondo contadino e ai suoi valori; è
piuttosto il contenitore del pane della piccola borghesia, l’Italia a cavallo del boom economico. Il passato
prossimo è oramai il solo passato che ci resta.

D

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26

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

XXVII SALONE
INTERNAZIONALE
DEL LIBRO TORINO

CULTURA
SPETTACOLI

M ICHELE BRAMBILLA
MILANO

Papa Francesco
la sfida
della bellezza

arlano la stessa lingua anche se uno è spagnolo dell’Estremadura e l’altro è
argentino. Oggi, al Salone
del libro, don Julián Carrón, 64 anni, dal 2005 successore di
don Luigi Giussani alla guida di Comunione e Liberazione, presenterà
La bellezza educherà il mondo,(Emi,
pp. 64, € 5,90), una raccolta di interventi dell’allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio. Sarà l’occasione per fare il punto sulla
Chiesa a un anno di distanza da un
conclave che sembra averla rivoluzionata. «La prima questione», mi dice
Carrón, che incontro nella sede di Cl a
Milano, «è l’imponenza di un fatto che
tutti ci ha sorpresi». Parla proprio così, come Francesco, dice prima «tutti» - o «solo», o «sempre» - e poi il verbo. Siamo seduti a un tavolino, alle sue
spalle è appeso un ritratto di don
Giussani, il «Gius» come
lo chiamano ancora i
suoi, mentre Carrón,
che nonostante l’eccellente italiano non può
non tradire l’accento
castigliano, sembra
che lo chiami «Iussani». È un uomo gentile,
sorride sempre.

P

Don Carrón, successore di Giussani alla guida di Cl:
“Ci mostra tutta la potenza di cambiamento della fede”
Non cerca di piacere, ma
la gente ha capito che non
recita, che è davvero così

Piace anche ai non credenti
perché c’è bisogno di chi sappia
ridestare una speranza

&

stato in mezzo alla mischia! Se c’è un
Dio non distante è il Dio dell’incarnazione. Si è fatto uomo per diventare come noi e per stare in mezzo a noi».
Altra critica: fa il pauperista per avere
l’applauso del mondo progressista.

«Francesco ha gesti di rottura e di povertà. Ma non è un atteggiamento: lui è
così. Ha sempre vissuto in mezzo alla
gente, nelle periferie».
Nella Chiesa c’è bisogno di pulizia?

«Non so come stiano realmente le cose. Ma che ci sia un desiderio di cambiamento per mettere quella grande
struttura che è la Chiesa al servizio
dell’evangelizzazione, è un fatto. D’altra parte la Chiesa è per definizione
semper reformanda».
Non pensa che noi dei media stiamo
banalizzando papa Francesco?

«Il rischio di ridurre la portata di una
figura così è sempre in agguato. Ma io
penso che il fatto cui stiamo assistendo
sia molto più importante di quello che
una qualsiasi strategia giornalistica
sarebbe in grado di produrre».

Don Carrón, solo due settimane fa, a
Roma, due Papi hanno santificato altri
due Papi. È sembrato un momento
trionfale. Eppure molti cattolici osservano che quel trionfo copre una mediocrità, una stanchezza nella vita di
tutti i giorni della Chiesa.

Don Carrón, qual è il
primo risultato, se
così si può dire, del
papato di Bergoglio?

«In poco tempo papa
Francesco è riuscito, con i suoi gesti,
a porsi come un testimone disarmato
della potenza della fede».

Julián Carrón,
64 anni,
spagnolo,
dal 2005 alla
guida di Cl

Perché disarmato?

«Perché solo poggia sulla potenza della testimonianza. Non poggia su una
politica di egemonia. Francesco crede
che la testimonianza abbia in sé una
potenza che può essere capita da tutti. Sa interloquire, con la sua semplicità, con il cuore di ogni uomo».
La gente lo percepisce come
sincero?

«Mi pare evidente che sì, lo percepisce come sincero. La gente ha capito
che i suoi gesti non sono appariscenti, ma hanno dentro l’accento della
verità. Il cuore dell’uomo è in grado
di intercettare il vero. Quindi, ha capito subito che Francesco non recita, che è davvero così. Sarebbero
troppo le cose da recitare!».
Lo conosceva già, prima che diventasse Papa?

«No, non avevo mai avuto contatti
con lui. So che in Argentina aveva
presentato qualche libro di Giussani.
Ma noi sentiamo con lui una particolare sintonia, una forte sintonia. Primo, per la centralità di Cristo sulla
quale il Papa ha insistito tanto in questi mesi. Per il suo grande desiderio
che l’annuncio di Cristo raggiunga
ogni uomo. E poi, Francesco sottolinea quelle che lui chiama le periferie
esistenziali. Noi siamo nati negli ambienti, per così dire, “normali” del vivere, nella quotidianità in cui si gioca
la vita. Noi desideriamo vedere che la
fede è in grado di entrare nella realtà
di tutte le cose, e di mostrare tutta la
sua potenza di cambiamento».
E le pare che anche questo Papa insista su una simile «centralità»?

«Ma certo! La sua insistenza sul fatto
che è essenziale annunciare Cristo
indica un metodo alla Chiesa. In questo momento lui ritiene cruciale che
tutti gli uomini possano essere raggiunti dall’abbraccio di Cristo».
Provo a tradurre un linguaggio che
forse è molto «vostro». Lei sta dicendo: come Giussani, anche Bergoglio
annuncia il cristianesimo non come
una morale, ma come un fatto.

«Esatto. Da tutte le cose da cui si può
partire, lui ne ha scelta una che mi
sembra cruciale. L’annuncio del cristianesimo come un fatto che è acca-

duto e che accade è sempre stato una
nostra caratteristica. Ma stia attento:
non sto dicendo che questo Papa segue
Cl. Al contrario, dico che noi sentiamo
Francesco come un forte richiamo alla
conversione; a farci vivere sempre di
più questa essenzialità che è Cristo».
È vero che Francesco piace tanto anche ai non credenti?

«Sì, è un fatto nuovo che dice il bisogno
che ha la gente di trovare, nel momento storico che stiamo vedendo, una
persona che ridesti una speranza».
Qualche cattolico critico dice: piace al
mondo perché lo asseconda.

«Non mi sembra proprio che cerchi di
piacere al mondo assecondandolo».
Dicono: ha ridotto la figura del Pontefice, non tiene più le distanze con
il popolo.

«Ma Gesù non teneva le distanze! È

LETIZIA TORTELLO
TORINO

imenticatevi l’Holden che avete conosciuto. La copertina è
sempre quella. Tutta bianca,
come voleva Salinger, perché è importante la storia, non l’immagine di
facciata. Quanto al testo, invece, facciamocene una ragione (e teniamoci
stretta la copia che abbiamo in libreria, diventerà introvabile): Il giovane
Holden non è mai stato così giovane.
Praticamente, un esordiente. Einaudi
ha deciso di tradurlo una seconda volta. Aggiornarlo. Con il coraggioso lavoro durato due anni di Matteo Colombo, passato al vaglio di severe approvazioni da parte della famiglia
dello scrittore, inizialmente contraria a qualunque intervento sul testo.
Sono passati 63 anni dalla pubblicazione del longseller – era il 1951 – e
53 dalla traduzione che tutti abbiamo conosciuto di Adriana Motti.
Per un classico che sembra scritto

D

I visitatori del Salone nello Stand della Città del Vaticano, sullo sfondo del Cupolone di libri

L’ultimo inedito di Salinger
si chiama Il giovane Holden
Matteo Colombo ha ritradotto il romanzo per Einaudi
ieri, saper parlare alle nuove gene- bro che è tutto il suo linguaggio, e
razioni sul canale giusto è doveroso. che negli Anni 60 doveva fare i conti
Così, Einaudi si è fatta forza. Ha pe- con la censura delle volgarità, oggi
sato sulla bilancia una perdita di co- può dare spazio perfino alle parolacpie importante,
ce. «Perché non ha
con il passare del
L’IMPRESA più senso tradurre
tempo. E ha decicon “danDue anni di lavoro goddam
so di rischiare.
nazione” - spiega
tra la diffidenza (superata) Colombo -. Holden
Ha affidato alle
dei parenti dell’autore ha un linguaggio
mani di Colombo,
trentasettenne di
povero, ristretto.
Acqui Terme, ora residente a Berli- Da quindicenne di forti opinioni conno, faccia temeraria e rassicurante, danna con disprezzo persone e sil’impresa titanica. Niente più «infan- tuazioni che ritiene false. Usa la linzia schifa», o espressioni così. Un li- gua in modo difensivo. È pieno di

contraddizioni. Questo non risultava
in tutta la sua pienezza».
Rabbia, disagio di un giovane che
si confronta con l’età adulta, eppure
un animo sensibilissimo. Che il nuovo traduttore - all’attivo decine di titoli di narrativa americana contemporanea, da Don DeLillo a Palahniuk, dice di aver «tirato fuori meglio
di chi mi ha preceduto. Anche se
Adriana Motti ha avuto tanti meriti». La traduttrice di mezzo secolo fa
non conobbe mai lo scrittore, gli fu
vicino con un carteggio. L’Einaudi
dovette fare i conti con le proteste

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Dacia e Chiara d’Assisi
oltre la santa c’è di più
ELENA MASUELLI

C

oerente, determinata, coraggiosa. Non è poi così diversa dalla sua «eroina» controcorrente, Dacia Maraini, che al Salone ha raccontato, con il trasporto

«Sì, possono esserci mediocrità e stanchezza. Ma la situazione attuale non è
meno favorevole all’annuncio cristiano a
un’umanità che è “ferita”, come ha detto
Francesco. Tutto dipenderà se noi accoglieremo il dono che ci ha fatto Cristo
con questo Papa, per poterlo seguire e
offrire una speranza a tante persone che
stanno aspettando una luce nel buio».
Ultima domanda, don Carrón. Avrebbe mai pensato di stare in una Chiesa
con due Papi?

«Le dimissioni di Benedetto XVI sono state anche uno shock, inutile negarlo. Ma la convivenza tra due Papi,
che sembrava poter essere un pericolo, si è rivelata invece una testimonianza di comunione che ci ha tutti
sorpresi, stupiti. Non solo per la discrezione di Benedetto XVI, ma anche per come Francesco lo ha incoraggiato a partecipare alla vita della
Chiesa. L’esito è una cosa che sempre
ci porteremo negli occhi e che documenta una grande libertà».
Julián Carrón, con Andrea
Gianni, Franco Miano e Ernesto
Olivero, presenta oggi la raccolta
di Jorge Mario Bergoglio
La bellezza educherà il mondo
(Emi), ore 17, Sala Rossa

Di Gennaro, cofondatore dell’editrice romana: “Tra web,
teatro, corsi di formazione, del libro non si butta niente”
tacoli teatrali, corsi di formazione,
l’attività sul web, l’audiovisivo. È la
regola del maiale».

ALBERTO MATTIOLI
n principio era un fax. Poi la rivistina letteraria spedita agli
abbonati è diventata la minimum fax (rigorosamente in
minuscolo), editore «indipendente» come si dice per non dire
piccolo e anche perché, dopo vent’anni e più di 500 titoli, tanto piccola Minimum fax non è. «Ma sempre
indipendente», spiega il cofondatore Daniele di Gennaro (rigorosamente in minuscolo anche il «di»),
che quest’anno al Salone ha organizzato anche una festa per celebrare i primi vent’anni del marchio.

I

Prego?

GLI EDITORI
E IL SALONE

«Come sempre: indispensabile. È il
posto dove l’editore incontra la realtà, quel mondo di lettori, autori,
giornalisti, librai e altri editori che è
il suo mondo ma che non vede se resta chiuso nel suo ufficio. Io non so
bene cosa sia un bravo editore. Ma
so cos’è un cattivo editore. È quello
che dice: se non capisci i miei libri,
peggio per te. Molti lettori sono
molto più competenti degli editor».

«Il momento del fulgore sono
stati gli Anni Novanta, specie a Roma dove prima non c’era niente e
di colpo l’ambiente diventò vivacissimo. Poi, naturalmente, il tempo s’incarica della selezione. Di
certo, se una Minimum fax nascesse oggi come fece allora, praticamente dal nulla e senza soldi,
avrebbe la vita più difficile».
Insomma, la filiera è ancora in crisi.

«La crisi è più psicologica che economica. In altri termini: la percezione della crisi fa più danni della
crisi. Il libro non è solo un oggetto:
è un’unità psicoaffettiva».
Oddio...

«Ma sì, è qualcosa che ti dà l’idea
di avere fra le mani un pezzo di vita, di pensiero, di esperienza di
qualcun’altro. Un’appendice di vita. Quindi molto più soggetta agli
stati d’animo».
A proposito: è vero che lei e il suo

Daniele di Gennaro

Ben venga il libro cattivo
del famoso
se con le sue vendite
si possono pubblicare
dei buoni libri
di autori non celebri
socio storico, Marco Cassini, vi siete
separati?

«No. Abbiamo solo cambiato un po’ i
ruoli. Marco si occupa più di Sur, la
sua bellissima avventura nella letteratura ispano-americana, dei corsi di
scrittura e del festival “La grande invasione”. Io, dopo essermi interessato molto del comparto audiovisivo,
sono più presente nella casa editrice.
Ma restiamo soci al 50%. Che girino
voci incontrollate è la prova di quanto
sia piccolo e pettegolo il mondo dell’editoria italiano».
A proposito di «Grande invasione»:
dove e quando si svolge il festival?

«A Ivrea, dal 30 maggio al 2 giugno. È
la seconda edizione, l’anno scorso è
andata benissimo e quindi torneremo
a raccontare i percorsi dell’editoria».
Editoria, ma mi sembra che Minimum fax oggi non faccia solo libri.

«Nessun editore può più pensare di
fare solo libri, e magari solo libri di
carta. Noi affianchiamo al libro spet-

FOTO ANTONY
DI GESÙ/GETTY

accese dello scontroso Salinger. «Ho
ritrovato - dice Colombo - due telegrammi, in cui si diceva disgustato e
risentito per la sovracopertina del libro. La Motti parlò di questo, in lunghe lettere inviate all’Einaudi, con
Calvino, Fruttero, Foa».
Ma quando si inizia la scalata, tornare indietro non si può. «Se sento il
peso della responsabilità? Certo, di
qui in poi Salinger passerà dalle mie
parole. Ma è stato facile. Ho ascoltato
il testo originale. Il mio Holden, oggi,
è più fedele». Un salto notevole, tra la
versione di ieri e quella lanciata da

12345678
79 B7532
MARIO
BAUDINO

Vittorio Bo
torna ai romanzi,
la Santacroce
al lato B

Ma il libro di carta sopravviverà?

Come succede a tutti gli editori medi, immagino che le sia capitato che i
suoi autori le siano stati scippati da
quelli grandi. Mi dica un caso che
l’ha colpita.

«Forse il passaggio di Valeria Parrella
a Einaudi. Ma ci sono stati anche passaggi inversi, di grandi scrittori che
sono venuti da noi, come Domenico
Starnone o Giuseppe Genna. È fisiologico, inevitabile e in qualche modo
anche un valore. E del resto due miei
editor pubblicano con Einaudi».
Tre libri appena usciti o in uscita su cui
scommette.

Matteo Colombo,
trentasettenne
di Acqui Terme,
oggi residente
a Berlino,
ha impiegato
due anni
per ritradurre
Il giovane Holden
J. D. Salinger era
nato a New York,
il 1º gennaio 1919
ed è morto a
Cornish, New
Hampshire, il 27
gennaio 2010.
Pubblicò Il
giovane Holden
(nell’originale The
Catcher in the
Rye) nel 1951

«Non si butta via niente. Chi ha pubblicato un buon libro lo fa diventare
anche uno spettacolo o una fiction».
«Certamente. Il digitale non ammazzerà la carta e del resto quando è arrivato l’ebook non ha provocato la rivoluzione. Del resto mi sembra che il destino delle innovazioni tecnologiche
sia quello di affiancarsi a quel che esiste, non di prenderne il posto. La musica classica non è morta quando è
arrivata quella elettronica».

Com’è il Salone, quest’anno?

27

sco vivendo di elemosina, scalza e con un saio ruvido, messaggio scomodo di questi tempi: «In una cultura legata al
possesso, in cui vali per quello che hai, la sua testimonianza
è fortissima, fa capire quanto siamo schiavi delle cose».
E davanti a una platea affollata di pubblico in gran parte
femminile, che la ama da Marianna Ucrìa (un’altra donna
che va fino in fondo alle sue scelte), di giovani di cui le piace
ricordare l’entusiasmo durante i tanti incontri nelle scuole,
la Maraini esorta ancora una volta ad avere coraggio, a essere fedeli sempre ai propri ideali.

“Per noi di Minimum fax
vale la regola del maiale”

Per un editore indipendente è più
difficile oggi o, diciamo, cinque
anni fa?

[SYNCSTUDIO]

che appartiene solo alle grandi affascinazioni, la sua Chiara
di Assisi. La storia di una donna al di là del suo essere santa,
di una ribelle del 1200, ricostruita per Rizzoli, mettendone
in luce gli elementi di modernità: «È libera interiormente,
forte perché ha saputo comprendere cosa desiderare, volando alto e, insieme, interrogandosi nel profondo. Legata
nell’intimo a un’idea, disposta a difenderla».
Disobbediente, Chiara, caparbia nella scelta di non possedere niente, e in questo modo non controllabile, ma rispettosa della struttura gerarchica della Chiesa. Segue France-

.

«Dieci dicembre di George Saunders,
Il tempo è un bastardo di Jennifer
Egan, che comprammo prima che
vincesse il Pulitzer, e Addio, monti di
Michele Masneri».
Il Salone è pieno di gente, il Festivaletteratura di Mantova idem, quello
della Filosofia di Modena idem idem,
però l’anno scorso sei italiani su dieci
non hanno mai preso in mano un libro. Come lo spiega?

«Per quanto sia affollatissimo, al Salone viene chiaramente una piccola
parte di italiani. Ma in tutto il mondo,
le percentuali di lettori “forti” sono
quelle. E anche qui a Torino non è che
tutto il pubblico del Salone sia di lettori onnivori. C’è anche una parte di
telefeticisti, quelli che vogliono vedere dal vivo il personaggio tivù o il politico che hanno scritto un libro. E non
mi scandalizza affatto: ben venga il libro cattivo del famoso se con le sue
vendite si possono pubblicare dei
buoni libri di non famosi».

Einaudi al Salone del libro (con un
reading a cui hanno partecipato Giuseppe Culicchia, Concita De Gregorio, Diego De Silva, Fabio Geda, Paolo
Giordano, Maurizio de Giovanni, Joe
Lansdale, Elena Loewenthal, Paola
Mastrocola, Michela Murgia e Anna
Nadotti), Colombo l’ha compiuto
cambiando il tempo verbale con cui il
protagonista racconta: «Dal passato
remoto al passato prossimo». Osare
per osare, perché non aggiornare anche il titolo? «Quello più autentico sarebbe “Il pescatore nella segale”, ma
tutti continuerebbero a chiamarlo Il
giovane Holden”. Ci sono anche questioni di marketing da considerare».
Ma c’è un trucco, che Colombo
ha avuto a disposizione, e la Motti
no: «Google. Nell’era di Internet, e
della parola che può essere cercata
per immagini», tradurre è quasi un
altro mestiere che negli Anni 60.
«Salinger oggi», modestia a parte,
ma neanche troppo, «sarebbe più
contento del risultato».

Shock post Struzzo

Non c’è solo Chiarelettere, con il caso
del romanzo scritto da Bisignani che
tante polemiche ha sollevato, almeno
tra gli addetti ai lavori. La tendenza alla narrativa, magari d’attacco, sta contagiando anche le non molte case editrici che erano nate nel segno della saggistica. È accaduto anche a Codice. La
casa editrice di Vittorio Bo, specializzata in libri di carattere perlopiù scientifico e accademico, si lancia in una collana di romanzi. Ieri al Salone esordio
con Un uomo discreto di Alexandre Postel, secondo titolo della nuova impresa che si riannoda alle scelte operate
un tempo per lo Struzzo. «Per me pubblicare narrativa è riannodare un filo
interrotto», dice Vittorio Bo, che fondò
Codice dopo essere uscito dall’Einaudi, dieci anni fa. Dieci anni, per riprendersi dallo shock, possono bastare anche nel caso dello Struzzo.
Le tentazioni di Carofiglio

E lo Struzzo sta continuando, soprattutto con Stile Libero, una discreta
campagna acquisti. Pubblicherà a
mesi un breve giallo di Gianrico Carofiglio, dopo aver già ospitato lo
scrittore barese nel libro collettivo
Cocaina. Ma potrebbe, si dice, fare
molto di più, e strappare definitivamente l’autore alla Rizzoli. Al momento, bocche cucite, ma c’è chi giura che non è solo un giro di valzer.
E quelle di Isabella

Non c’è solo Bisignani tra gli «esclusi»
dal Lingotto. Anche Isabella Santacroce, clamorosi esordi con i cosiddetti
«cannibali» e poi molti libri all’insegna
di una certa trasgressione, ricorda che
lei, forse unica in Italia, non è stata invitata proprio mai. Così posta su Twitter
una foto del suo lato B, dedicandola al
Salone. Che non ritwitta.
Tipi da spiaggia

L’ebook va alla conquista dell’ultima
frontiera, quei territori che per ragioni ambientali sembravano preclusi.
L’italiana Ibs porta al Salone il primo
lettore di ebook resistente ad acqua,
sabbia e polvere. Ha un nome non
particolarmente originale: ACUA. Là
dove non osa il Kindle.
Rotativa vintage

Le raffinate edizioni Clichy, invece, fra
tanti entusiasmi elettronici, vanno
avanti con un’idea basata su una tecnologia ormai antica, quella della gloriosa
rotativa. L’anno scorso avevano portato
al Salone i loro romanzi in rotativa, e
cioè stampati come se fossero giornali
in fascicoli dal formato di un grande tabloid. Poche pagine, e sembra impossibile che, fitti ma leggibilissimi, ci stiano
Conrad o Dostoevskij. Ebbene, quest’anno sono ancora lì, hanno resistito
alla crisi e messi tutti insieme paiono
una strana edicola. L’idea un po’ vintage
ha funzionato. Costano un euro, e nonostante l’aspetto poverissimo sono assai
leggibili. Si sfogliano come un giornale
di carta e si acquistano in libreria. Ancheillow-costpuòessereelegantissimo.

28

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

COLLETTIVE

PERSONALI

Pulvis Es a Palazzo Isimbardi

Mitoraj sotto la Torre di Pisa

Da domani al 19 maggio il Palazzo Isimbardi
di Milano ospita nelle sue sale «Pulvis Es»,
mostra dei finalisti del 2° premio Cramum

Si inaugura sabato in Piazza del Duomo a Pisa si terrà la mostra «Igor Mitoraj. Angeli»
con nuove opere dello scultore polacco

ARTE

MARCO VALLORA
ROTTERDAM

F

rancesco Stocchi è
un curatore italiano che sta al nobilissimo
museo
olandese Boijmans
van Beuningen (Van Eyck,
Memling, Bosch, ma anche
sceltissimi Cézanne e
Rothko). Ha idee originali,
non gliene importa nulla della
lamentosa strategia-giornalaia del Giovane Cervello Eviratoci dall’Estero… certo, sta
a Rotterdam e non alla languente Rivoli, ma lui se la ride, avendo avuto tante altre
esperienze. E pensa solo a
pensare, che non è male, e a
redigere, senza risentimenti,
cataloghi seri, e soprattutto
ad avere buone idee ed originali, di mostre interessanti.
Già, averci pensato prima!
Come questa: Brancusi, Medardo Rosso e Man Ray, che
potrebbe, a prima vista, parer anche un po’ casuale e paracula, con nomi-vedette di
comodo, come suole in Italia.
Ma invece è tutt’altro: una

Tutti e tre in modo
diverso amavano
e usavano l’immagine
di sé o dei propri lavori
mostra molto ragionata ed innovativa, per dirla alla breve,
sul rapporto tra scultura e fotografia. Sul crinale di passaggio tra Otto, Novecento, e
nascita delle avanguardie. La
scultura che smette d’essere
monumentale e celebrativa
(ci penserà Giacometti, quasi
alle soglie paradossali dell’installazione concettuale, a
smaterializzarla pressoché
definitivamente) ed entra in
rapporto con quel fenomeno
estetico, che Benjamin ha così ben sintetizzato nel suo fortunato (e mal digerito) titolo
L’opera d’arte nell’epoca della
sua riproducibilità. Che ritrova una sua rinnegata «aura»
nel farsi fotografare, moltiplicare, andare in giro come un
simulacro smaterializzato,
più o meno svilito d’autorevolezza. Replicandosi: come ha
fatto per secoli l’arte mimetico-naturalistica (con gran
scandalo di Platone) che si è
limitata a riprodurre il reale e
a doppiare la natura, sinché
non arriva poi il babau spae-

Il celebre Bacio di Brancusi
A destra una sala
della mostra al museo di Rotterdam
con opere dello scultore
Medardo Rosso

Brancusi, Ray, Rosso: un match
tra scultura e fotografia
A Rotterdam una mostra mette a confronto le opere
di tre artisti borderline al tempo delle prime avanguardie

© MAN RAY TRUST / ADAGP

Torino

Così Galliani si ispira
ai pioppi di Fontanesi
FIORELLA M INERVINO
TORINO

O

mar Galliani, maestro
del bianco e nero, è
stato chiamato dalla
Gam per il ciclo di mostre dedicato ai contemporanei a
confronto con le raccolte del
Museo: l’impegno era di preparare la personale ispirandosi a un’opera dalla collezione di oltre 30 mila disegni. La
scelta è caduta sopra un carboncino e acquarello su carta
di Antonio Fontanesi, Paesaggio con alberi e ruscello 1859,
un pioppeto malinconico fissato dall’ autore originario di
Reggio Emilia, (anche Galliani è nato nel 1954 a Montecchio Emilia) vissuto 20 anni

Dalla mostra «L’opera al nero»

in Giappone, al rientro stabilitosi infine a Torino. Aspetto
comune è pure l’avventura dell’Oriente, il « contemporaneo»
ha viaggiato a lungo in Cina e
ora si trova a Torino dove ripercorre il lavoro d’una vita.

Bianco e Nero, 1926, di Man Ray

Da tutto ciò scaturisce il Paesaggio dei miei veleni 2014, la
magistrale tavola di 4x4 metri
disegnata a matita che rimarrà
come dono all’istituzione torinese. Al pioppeto di Fontanesi,
visione sintetica d’ una natura
ormai prossima alle temperie
industriali, Galliani ha sottratto le foglie, ha poi inserito 25 fedi d’oro, disposte in caduta a
pioggia, come simbolo d’un
matrimonio tradito fra la natura scorticata dei giorni nostri e
l’uomo che non ha saputo «inanellarla» e preservarla. Seguono tre opere monumentali, ideate espressamente per la mostra, ispirate a miti cosmogonici e all’alchimia. Tutt’intorno
sfilano le altre 30 opere che,
dal 1978 a oggi, restituiscono la
dimensione d’ un artista che
pratica la lezione degli antichi
maestri nella storia dell’arte, li
cita, e li reinterpreta.
L’OPERA AL NERO. OMAR GALLIANI
TORINO. GALLERIA CIVICA D’ARTE
MODERNA E CONTEMPORANEA
FINO AL 15 MAGGIO

sante, prima dell’astrazione, e
poi quello dell’astrattismo.
Questi tre grandi, in dialogo
espositivo raffinatissimo, sono
degli artisti-borderline, di rischioso, geniale confine: che costeggiano il purismo presbiteriano (di un Mondrian, o grecoortodosso, iconoclasta di un
Malevic) ma non accedono mai
alla pura forma pura, disgiunta
dai referenti naturalistici, come
gli altri titani dell’astrattismo
(così fu, del resto, per il maestro
di tutti, Cézanne). Anche Man
Ray, dadaista paradossale, tenta un concettuale alla Duchamp, ma molto più concreto e
materiale, quasi artigianale (e
qui compaiono alcune rare opere, per esempio l’interessantissima, ghigliottinesca By itself I
Shadow, in cui il gioco tra riconoscibilità e ready made-truccato, tra solarizzazione e solidificazione, è assai esplicito). Così
siamo al limite della figuratività, pure con Medardo Rosso, e
le sue dolenti figure evanescenti. Annegate nella fumosità
«polpastrettata» e cedevole

Modena

Irwin, sogni e conflitti
di una “retroguardia”
MANUELA GANDINI
MODENA

N

el 1992, durante le
guerre balcaniche che
frammentavano la Jugoslavia, nasce un nuovo Stato dell’arte, il Neue Slowenische Kunst, (NSK State in Time), che oggi conta quattordicimila cittadini. Cinque giovani artisti sloveni - Dusan
Mandic, Miran Mohar, Andrej Savski, Roman Uranjek e
Borut Vogelnik – fondatori del
gruppo Irwin (1983), riflettendo sull’esplosione delle nazioni, il crollo del blocco comunista, le ideologie totalitarie, lavorano da allora sulla simbologia di regime e sul concetto
di «retroavanguardia». Un

Un’installazione di Irwin

paradosso che, da un lato recupera la simbologia delle religioni e delle avanguardie storiche
e, dall’altro, si rivolge al futuro
rielaborandone le forme rappresentative: dalla svastica alla
croce, alla corona di spine.

della cera, tentata come da una
sorta di cieco, labile sfumato,
tattile e fuggitivo, che procede
per controllatissimo approssimazione. Appunto: tentante e
tentennante. Quella sfatta impalpabile sfocalità, che ha provocato il luogo comune critico,
vero sino ad un certo punto, della sua irrequietudine «impressionista» (vicina alla scapigliatura lombarda di Cremona e del
Piccio, ma molto di più al ceruleo di Carrière) imprestata però alla materia comunque resistente e riottosa della scultura.
Significativo che, per costituzione, lui rifiuti la nuda possanza polita del marmo, post-canoviano, mentre il «poverista»
Brancusi preferisca il legno o la
pietra, quasi pomice, modiglianesca, del superbo Bacio-fortezza (ed anti-Rodin. Lui che ha
avuto il tempo e l’impazienza
d’entrare-fuggire dal regio atelier). Bacio litico, primordiale,
che non esiste più, risucchiato
dalla materia, abbracciata e
strabica, babilonese, dei sui androgini essenzializzati, abbarbicati alla propria anatomia innamorata. Cannibale.

Al museo Boijmans van
Beuningen l’intelligente
rassegna curata
da Francesco Stocchi
Medardo privilegia Malati all’ospedale, bambini linfatici e poi
mille volti anonimi di folla e profili perduti di donne perdute.
Brancusi, che è venuto a piedi,
per povertà, dalla sua originaria
Romania, sino a Parigi, usa invece il tersissimo bronzo riflettente e un oro, antico, arcaico, che
ha qualchè di bizantino. Ma quel
che è interessante è che tutti (si)
fotografano: Brancusi come un
rustico clochard, un ebreo errante, accanto alle sue spirali infinite, che divorano il suo atelier.
E mentre Man Ray vive di fotografia, Medardo crea le sue sculture, solo per poi fotografarle, e
buttare l’originale. Appunto, per
decidere lui l’orientamento da
cui vanno lette, stabilire l’incidenza della luce, reinventarle,
alla «luce» del prossimo fruitore. Sapendo con Duchamp che il
vero protagonista dell’opera
d’arte, moderna, è l’occhio del
Pubblico, ormai incombente.
BRANCUSI, ROSSO, MAN RAY
FRAMING SCULPTURE
ROTTERDAM. MUSEUM BOIJMANS
FINO AL 15 GIUGNO

Alla Galleria Civica di Modena, Palazzina dei Giardini, è
in corso la loro personale intitolata «Dreams & Conflicts»,
curata da Julia Draganovic e
Claudia Loeffelholz. Per l’occasione è stato aperto un consolato temporaneo nel quale
vengono fatti i passaporti a chi
volesse diventare cittadino del
NSK State in Time.
Fotografie, film e installazioni, raccontano la storia
del gruppo. In mostra è visibile il video della furtiva performance fatta a Mosca nel
1995, sulla piazza Rossa. Una
serie di lavori, intitolata NSK
Garda, ritrae gli «eserciti
temporanei». Gli Irwin hanno chiesto ai soldati di vari
eserciti di posare per loro.
Questi si sono prestati facendosi fotografare di fronte a
edifici rappresentativi delle
istituzioni locali.
IRWIN, DREAMS AND CONFLICTS,
MODENA GALLERIA CIVICA
DI ARTE MODERNA
FINO AL 2 GIUGNO

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

agenzia americana della
famosa pianista Yuja
Wang ha fatto cilecca (si
sbagliano anche gli americani) e
all’ultimo minuto sono saltati i
due concerti in programma al
Conservatorio e all’Auditorium Toscanini; forse non è stato un male,
perchè in un batter d’occhio è stata sostituita da una pianista italiana, Beatrice Rana, che è anche più
giovane (appena ventun anni), e
sopra tutto si è fatta valere come
una magnifica pianista, festeggiatissima dal pubblico che l’ha ac-

L’
Colonna
Sonora
GIORGIO PESTELLI

Beatrice Rana
giovane talento
da tener d’occhio

colta con immediata simpatia. Anche lei aveva in repertorio il temibile Secondo Concerto di Prokofiev previsto nel concerto diretto
da Dima Slobodeniouk, e l’ha suonato con classe superiore, dalla finezza dell’esordio, alle virtuosistiche cadenze, alla corsa pazza dello Scherzo, al diluvio di note del
finale; il Concerto in re di Stravinsky e la Prima Sinfonia di Beethoven, che il Slobodeniouk ha diretto con trascinante energia, hanno
preceduto la sua esibizione.
Pur avendo fatto colpo, la Ra-

Conchita,dragqueenbarbuta
conquista(edivide)l’Europa
L’Austria: vince la tolleranza. La Russia: è il vostro futuro
MARINELLA VENEGONI
COPENHAGEN
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

on una folta barba nera
ben curata, sotto occhi
perfettamente truccati,
abito di paillettes, fisico
smilzo sotto un abito
glitter, voce neanche da buttar via,
farà invidia a Lady Gaga questa
nuova stella vincitrice del contest,
Conchita Wurst che all’anagrafe fa
Tommaso Neuwirth, la cui performance finale a Copenhagen conta
già quasi 4 milioni di contatti su
You Tube, in meno di 24 ore.
Conchita ha portato alla vittoria
l’Austria, paese che era a digiuno di
un qualsiasi premio dal lontano
1966, con Rise Like a Phoenix. Ma è
stata una consacrazione non solo

U

n ricco galà d’apertura
multistrato e vecchio
stile per festeggiare un
teatro nuovo che a un certo
punto si era disperato di poter
inaugurare, e con un’orchestra e un corpo di ballo che
han rischiato di chiudere. E
invece no, eccoli lì, a sfidare la
crisi. L’altra sera all’Opera di
Firenze sono andati in scena
molti paradossi italiani e un
bel po’ di speranze. Non a caso
officiate dal già sindaco e ora
premier Matteo Renzi («il
commissario Bianchi mi chiesto di fare l’entertainer prima
che si alzi il sipario»), che ha
ricordato la storia travagliata
del progetto, fra impasse burocratici e inchieste giudiziarie, prima del taglio del traguardo. L’Opera di Firenze

BEATRICE RANA
TORINO CONSERVATORIO GIUSEPPE
VERDI E AUDITORIUM TOSCANINI
DELLA RAI

****

D

Eurovision Song Contest

FIRENZE

più impressiona la severità tragica e lo slancio con cui ha attraversato quel grande poema per pianoforte: ogni tanto sembrava di
sentire un’orchestra. Prokofiev,
presente anche nel recital con la
sesta Sonata, è poi decisamente
nelle corde della nostra solista,
come pure il Rachmaninov suonato fuori programma.

Xscape, album di inediti
in salsa Timbaland

LAPRESSE

EGLE SANTOLINI

Spettacoli .29

Michael Jackson

La drag queen
con la barba,
l’austriaca
Conchita
Wurst
(all’anagrafe
Tom
Neuwirth), ha
vinto
l’edizione 2014
di Eurovision
con «Rise Like
A Phoenix»,

C

na non è una sconosciuta, avendo già vinto importanti concorsi
internazionali; del resto, quattro
battute della Partita in si bemolle
di Bach, suonata la sera prima per
l’Unione Musicale, hanno subito
dato la misura della sua maturità,
compostezza, profondità di visione; altri accenti, ma identica penetrazione negli «Studi sinfonici»
di Schumann, per intensità di fraseggio e respiro complessivo: i
passi di accordi, da suonare leggeri e velocissimi, li realizza in un
prodigio tecnico, ma ancora di

.

artistica, come la venticinquenne
nuova star ha fatto ben capire urlando «We are Unstoppable», nessuno
ci fermerà, con riferimento alla causa omosessuale: subito dopo la trionfale esecuzione finale. Musicalmente, resta da capire se il risultato sarebbe stato lo stesso in caso la barba
fosse risultata perfettamente rasata:
ma non è questo il tema primario di
una manifestazione che mai ha fatto
tendenza in campo sonoro, limitandosi a portare nello spettacolo della
diretta europea pezzi che raccattano
quanto aleggia sul mercato internazionale, rielaborati a volte in salsa etnica e a volte no. Questa volta la media era ancora più bassa e omogenea
del solito, un tappeto di deja entendu: se non fosse per la povera Emma,
rappresentante dell’Italia, di diversi
toni con il vento pop di La mia città;

ma è stata trascurata, solo Albania e
Malta l’hanno votata, persino San
Marino l’ha ignorata, ed è finita a
fondo classifica.
Mai l’Italia è parsa tanto ai margini dell’Europa, e chissà se è una metafora in una gara che ha mostrato
netta valenza politica fra un lustrino
e l’altro. La vecchia Austria modernizzata da Conchita (il presidente
Fischer esulta «è la vittoria della tolleranza») è stata criticata dal vice
premier russo Dmitri Rogozin su
Twitter («Ha mostrato ai sostenitori dell’integrazione europea il loro
futuro: una donna barbuta»); sul
palco, Russia e Ucraina se le sono
date simbolicamente di santa ragione: da una parte le gemelle Masha e
Mastia, dall’altra l’ucraina Mariya
Yaremtchouk. Poi, la barba di Conchita ha sotterrato tutti.

a quando se n’è andato nel 2009 come Chicago, ascoltato in originale,
in un mare di solitudine e mise- suona datato: ecco dunque pronta la
rie, non solo Michael Jackson permanente elettronica che gli hanno
ha decuplicato le proprie ricchezze, fatto Timbaland (uno dei principali
ma ha anche consegnato al mondo due produttori dell’album) e Jerome Heralbum di inediti. Il primo, Michael, è mon per ritornare di botto ai nostri
uscito nel dicembre 2010, mentre do- giorni, con tappeti sintetici un po’ fredmani tocca ad Xscape, compilation di dini in verità, funky e beats inquieti.
cui si favoleggia da mesi, tanto che an- Analogo trattamento subiscono tutti i
cor prima di vedere la luce è entrata brani, di cui Loving You ha con il suo
nella Top 5 di ben 67 paesi. Sono le pro- soul il più diretto rimando ai tempi deldezze della nostra èra tecnologica, cui la collaborazione con Quincy Jones.
nemmeno prestiamo più attenzione Una parola a parte merita la sinteticisperché chiunque si rispetti oggi - da sima Do You Know Where Your Children
Nathalie Cole che ha
cantato con il padre fino a Bono che si è sincronizzato con Sinatra
- ha nel suo carnet almeno un duetto con un
morto: figurarsi in
questo caso, con il culto della star ancora imperante e la Sony intenzionata a sfruttare
appieno il pingue forziere, per anni ancora.
Xscape, così chiamato in omaggio alla predilezione di Michaelino
per i titoli di una sola
parola e presi da una
canzone dell’opera,
contiene otto canzoni, Michael JAckson nella copertina di Xscape
la prima già conosciuta
grazie al duetto con Justin Timberlake Are, per l’intemerata nel testo contro i
su Love never felt so good, che apre la genitori distratti: «Lei ha scritto che è
compilation di cui si troveranno varie stanca del suo patrigno che la usa/Le
versioni, per semplici appassionati o dice che le comprerà cose e intanto ne
per patiti: una con i soli inediti, tutti re- abusa sessualmente»: un tema che può
gistrati tra il 1983 e il 1999 (e probabil- aver suggerito in passato di lasciar da
mente lasciati da parte perché non ab- parte il titolo, e suona a favore dell’inbastanza soddisfacenti), e poi le delu- nocenza di Jackson nelle note vicende
xe, con anche le incisioni originarie o che ne hanno oscurato la carriera.
un DVD-documentario sulla realizzaL.A. Reird, produttore esecutivo del
zione dell’intero lavoro. Love never felt lavoro, che d’intesa con la famiglia
so Good è in effetti un brano nello spiri- Jackson ha avuto accesso allo stermito del Jackson più romanticamente ef- nato archivio di casa, avrà senz’altro
fervescente, scritto con Paul Anka: al- un tornaconto da quest’operazione;
l’apertura della track-list egli canta so- ma in fondo quel che esce è la capacità
lo, la coproduzione di Timberlake gli di Michael Jackson di vestire abiti più
dà una tinta assai contemporanea.
contemporanei senza troppo snaturaGià, sembrato passati secoli e non re il suo stile unico. Il problema, semsolo qualche anno dalle sonorità con mai, verrà strada facendo, se il busicui Jackson usava lavorare. Un pezzo ness non saprà fermarsi.
[M.VEN.]

Opera di Firenze

Gran galà
Tra gli ospiti
il ministro
Maria Elena
Boschi
in abito da
sera rosso
passione
qui con
Alberto
Bianchi
nuovo
consigliere
Enel

Verdi e Poliziano
per sfidare la crisi
che manda in pensione il glorioso Comunale è uno scatoloneastronave firmato da Paolo Desideri e realizzato anche coi
fondi del Centocinquantenario.
Sala principale per la lirica di
1800 posti, un’altra ancora da finire di 1000 per i concerti, 2000
posti da sfruttare pure sul tetto, all’aperto, con il panorama
che vi potete immaginare: 66
mila metri quadrati ai margini
del Parco delle Cascine, di fronte un’area verde da dar in uso
alla cittadinanza, e peccato solo
che, dentro, i cellulari non pren-

dano assolutamente. Ma siccome trattasi di sale da concerto,
tutto sommato è una fortuna.
Neppure uno squillo molesto,
infatti, ha turbato sabato le quasi tre ore e mezza del gala, che
comprendeva il quarto atto di
Otello, due balletti e il primo atto
di Tosca. Prima che il sipario si
alzasse, nel foyer, esecuzione
inaugurale di Inno al maggio, su
testo di Angelo Poliziano, commissionato al compositore Lorenzo Donati. E poi via con l’agonìa di Desdemona, e il salice, e
l’ombra spietata del Moro: Otel-

ANSA

lo era Gregory Kunde e Desdemona la sensibile Maria Agresta, regìa di Mietta Corli che ha
firmato pure le videoproiezioni.
Sul podio il più applaudito della
serata: Zubin Mehta, alla guida
del Maggio non si sa ancora per
quanto viste le voci ricorrenti
dell’arrivo di Daniele Gatti, ma
amatissimo dalla città che lo

considera il simbolo di quell’istituzione che non si è fatta travolgere dal crack. Al primo intervallo, nel foyer, il supercommissario Pier Francesco Pinelli, che
sovrintende ai finanziamenti,
impone: «Siate fiduciosi». Il ministro Maria Elena Boschi, in
rosso scollatissimo, chiacchiera
con Gianni e Maddalena Letta,

mentre più in là Alexander Pereira, alla vigilia di una settimana impegnativa, fa i complimenti a Mehta. Ci sono il ministro
Franceschini e il ct della Nazionale Prandelli, i Scervino e i Ferragamo, Vittorio Sgarbi e Bruno
Vespa, Francesco Rutelli e Barbara Palombelli.
Tocca a La Valse, su musiche
di Ravel, coreografia di Davide
Bombana, e poi alla ritrovata
Alessandra Ferri, meravigliosa
con Craig Hall nel pas de deux
After the Rain, musica di Arvo
Pärt, coreografia di Christopher
Wheeldon. Per finire Tosca, in un
allestimento molto old style dello spagnolo Mario Pontiggia,
tutto chierichetti e rossi cardinalizi e panierini, con Fiorenza
Cedolins, Marco Berti e il monumentale Scarpia di Ambrogio
Maestri. A novembre arriva Luca Ronconi con Falstaff.
twitter @esantoli

30 .Spettacoli

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 12 maggio 2014

Rai 1
6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
Ogni giorno, dal lunedì
al venerdì, la trasmissione propone casi giudiziari di natura civile
15.20 La vita in diretta Attualità Una coppia inedita al
timone dello storico
programma pomeridiano, Paola Perego e Franco Di Mare
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded

Rai 2
6.00 Videocomic
6.10 La strada per la felicità TF
6.55 Cartoon Flakes
8.05 Sorgente di vita
8.35 Desperate Housewives TF
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
10.50 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg2 Costume e società
13.50 Medicina 33
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

Rai 3

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine Soap
opera
14.45 Uomini e donne Talkshow
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia Varietà
satirico

7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.25 Pane quotidiano
12.50 Fuori Geo Documentari
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Terra nostra 2 TN
15.55 Aspettando Geo Doc.
16.40 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

21.15
Mister Ignis

21.10
Resurrection

21.05
Report

21.10
Grande Fratello

FILM-TV. I Borghi lavorano sodo

TELEFILM. La vita degli abitanti

di Arcadia (Missouri, Stati Uniti)
cambia quando cominciano a
ricomparire i loro cari da tempo
defunti. Con Landon Gimenez
e Frances Fisher

ATTUALITÀ. Appuntamento con
il programma condotto da Milena Gabanelli, considerato un
punto di riferimento nel giornalismo d’inchiesta televisivo
italiano

REALITY SHOW. Alessia Marcuzzi

alla loro officina nella Milano
degli anni Trenta, ma è Giovanni quello che ha le idee
geniali e lo spirito di portarle
avanti
23.20 Porta a Porta Attualità
0.55 Tg1 Notte. Che tempo fa
1.30 Sottovoce Attualità
2.00 Terza pagina Attualità
2.30 I racconti del Maresciallo
3.35 San Pietroburgo l’incrollabile Documentari

23.30 Tg2
23.45 Intelligence Miniserie
1.05 Rai Parlamento Telegiornale
1.15 Protestantesimo
1.45 Meteo
1.50 La Zona Film

conduce l’11º appuntamento
con la Casa più spiata d’Italia.
Ogni puntata viene replicata su
Mediaset Extra il martedì alle
21.05

23.00 Visionari Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Fuori orario. Cose (mai)
viste Solo cinema d’autore, ovvero “cose mai
viste” in televisione

0.40 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
1.10 Striscia la notizia Varietà
satirico Il Tg satirico di
Antonio Ricci
1.45 Uomini e donne Talkshow

Italia 1
7.00 Friends Telefilm
7.30 Vecchi bastardi Varietà
8.30 Urban wild Attualità
9.40 Come mi vorrei Varietà
10.20 Dr. House - Medical division Telefilm
12.10 Cotto e mangiato - Il
menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.05 I Simpson
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine
Telefilm

Rete 4

La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’Ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber

6.25 Chips Telefilm con Larry
Wilcox, Erik Estrada
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo
Telefilm
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm
16.35 Ieri e Oggi in Tv Speciale
16.40 Il comandante Florent
Film-tv
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore Soap
opera

21.10
Ghost Rider: Spirito
★★
di vendetta

21.15
Quinta colonna

21.10
Piazzapulita

ATTUALITÀ. Paolo Del Debbio

ATTUALITÀ.

FILM. (azione, 2012) con Nicolas

prosegue nell’osservazione dell’operato del Governo Renzi,
con particolare attenzione alle
aspettative di pensionati e disoccupati

Cage, Johnny Whitworth. Regia
di M. Neveldine, Brian Taylor.
Ancora una volta il diavolo in
lotta contro la giustizia terrena
23.00 Tiki Taka - Il calcio è il
nostro gioco Attualità
1.35 Studio aperto - La giornata
1.50 Sport Mediaset
2.30 Top One Quiz
4.15 Sbamm! Film

Al centro della
nuova puntata, condotta da
Corrado Formigli, in diretta i
temi caldi della politica con i
suoi protagonisti. Quarta edizione

23.55 Confessione reporter
Attualità
0.55 Blue Beach Paradise
Story Attualità
1.45 Tg4 Night News
2.05 Ieri e Oggi in Tv Speciale
Varietà

0.00 Tg La7 Night Desk Attualità La striscia di approfondimento quotidiano
in onda dal lunedì al
venerdì in seconda serata
1.15 Otto e Mezzo Attualità

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

23

18.15 Scaramouche
Scaramouche
18.35 Rai News - Giorno
18.40 David Letterman
Show
19.30 Bruckner: Sinfonia
N.9 In Re Min
20.35 Passepartout:
Ostalgie
21.20 Teatro - La
Potenza delle
Tenebre
0.05 Bene in vista Salone del libro
2014

15.10 Brothers and
Sisters Serie
15.55 90210 Serie
16.35 Streghe Serie
17.20 Rai News - Giorno
17.25 Streghe Serie
18.10 Joan of Arcadia TF
18.55 Greek Serie
19.40 Xena Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 13 Assassini Film
23.10 Beast Stalker Film
1.00 Anica
Appuntamento al
Cinema

RAI STORIA 54
18.30 Il giorno e la storia
19.00 Tablet Italia in 4dSanti,poeti,navigatori e...cialtroni
20.00 R.A.M.
20.30 Il tempo e la storia Inghilterra
anni ‘30:le grandi
idee di riforma
21.20 Rewind-Binario
Cinema L’oro di
Roma
22.50 Rewind-Punti di
vista Fatelli e
sorelle.

RAI MOVIE

12.15 L’ultimo attacco
Film
14.10 Un posto al sole
Film
16.20 Una teenager alla
Casa Bianca Film
18.05 Rai News - Giorno
18.10 Kops - Poliziotti
Film
19.45 Dalla vita in poi
Film
21.15 La ballata di
Cable Hogue Film
23.20 Black Dahlia Film
1.20 Rai News - Notte

serie tv

film
17.50 Laguna blu: Il risveglio
SKY CINEMA FAMILY

17.55 Ricky e Barabba

SKY

COMEDY

18.00 Bel Ami - Storia di un
seduttore La salita al
potere di un giovane
attraverso l’uso delle
donne più influenti SKY
HITS

18.30 The Lone Ranger John
Reid deve consegnare
alla giustizia il pluricriminale Butch
Cavendish SKY CINEMA 1
18.55 La regola del silenzio The Company You
Keep Robert Redford
regista e attore protagonista in un thriller ad
alta tensione SKY MAX
19.00 Fiori d’acciaio Sei
donne del profondo
Sud americano si confessano nel salone della
parrucchiera SKY PASSION
19.05 Il conformista JeanLouis Trintignant va a
Parigi per conto della
polizia politica fascista
SKY CLASSICS

19.25 Shark Tale Per un equivoco, il pescetto Oscar
viene acclamato come
“scanna-squali“.
Animaz. SKY CINEMA
FAMILY

19.30 The Wedding Party
Regan e le sue due
amiche organizzano un
addio al nubilato per la
loro “amica” SKY
COMEDY

19.45 Stuart Little 2 Il topino
Stuart, integrato nella
famiglia Little, s’invaghisce di un’uccellina
SKY HITS

21.00 Nata per vincere

SKY

CINEMA FAMILY

Waterloo SKY CLASSICS
Poliziotti a due zampe
Tutti cercano un filmino del 1945 in cui
appare un giovane ufficiale nazista SKY COMEDY
A Royal Weekend
1939. La visita di Re
Giorgio VI ad Hyde
Park, nella residenza
dei Roosevelt SKY
PASSION

Salt Angelina Jolie è
un’agente Cia che si
ritrova al centro di un
complotto SKY MAX
21.10 Goal! 2 - Vivere un
sogno Arrivato al traguardo, un giovane
campione deve affrontare di tutto SKY HITS
I puffi 2 SKY CINEMA 1
22.40 Il Missionario Mario
Diccara, uscito di prigione, viene scambiato
per un curato SKY
COMEDY

Tutte le donne della
mia vita SKY PASSION
22.45 Dirty - Affari sporchi
Un criminale pentito
decide di cambiare vita
e diventare un poliziotto SKY MAX

18.00 La vita secondo Jim
FOX

18.20 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
18.30 Donne nel mito Raffaella Carrà DIVA
UNIVERSAL

How I Met Your
Mother FOX
18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
Ghost Whisperer FOX

IRIS

22

13.58 La soldatessa alla
visita militare Film
15.40 Ferie d’agosto
Film
17.35 Note di Cinema
17.40 Franco e Ciccio...
ladro e guardia
Film
19.25 A-team Telefilm
20.10 Hazzard Telefilm
21.05 Pride and Glory Il prezzo dell’onore Film
23.20 King of New York
Film

19.00 Tutto in famiglia FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.05 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
Body of Proof FOX LIFE
20.10 The Big Bang Theory
FOX
FOX

20.50 Donne nel mito Nadia Comaneci DIVA
UNIVERSAL

21.00 N.C.I.S. FOX CRIME
Grey’s Anatomy FOX
LIFE

Da Vinci’s Demons
FOX

21.50 The Big Bang Theory
FOX

21.55 N.C.I.S. FOX CRIME
Scandal FOX LIFE
22.25 The Big Bang Theory

SKY

UNO

19.25 Cosmos. Odissea nello
spazio NATIONAL
GEOGRAPHIC

19.30 Crisi Iran - Abbas ARTE
Staffetta in cucina LEI
19.50 Giardini da incubo
SKY UNO

20.00

NATIONAL GEOGRAPHIC
9/11 - McCurry ARTE

Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.20 Junior Masterchef
USA SKY UNO
20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.30 Pink Floyd ARTE
20.55 Stupidi al quadrato
21.00 Caserta Palace Dream
- Portrait From a Set
ARTE

Come è fatto
DISCOVERY CHANNEL

Partorirò tuo figlio LEI
21.10 Sky Buffa racconta:
Italia-Germania 4-3
ARTE

Junior Masterchef
Spagna SKY UNO
21.25 Stupidi al quadrato
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.30 Come è fatto
DISCOVERY CHANNEL

21.55 Muoviti o muori

FOX
DIVA UNIVERSAL

MTV

26

15.00 Sky TG Giorno
15.15 MasterChef
Australia Varietà
16.15 Fratelli in affari
17.15 Vendite impossibili Varietà
18.00 Buying & Selling
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
21.10 Think Like a Man
Film
23.00 Orgasm Inc. - La
strana scienza del
piacere femminile
Documentari

8

14.15 Scrubs
15.10 New Girl
16.00 Catfish: False
Identita’
16.50 Teen Mom 2
17.50 16 Anni e Incinta
18.50 Vieni a Vivere dai
Miei
20.15 Pranked
20.40 New Girl
21.10 Snooky and
Jwoww
22.00 Catfish: False
Identita’
23.00 Geordie Shore

REAL TIME

NATIONAL GEOGRAPHIC

31

14.45 Shopping Night
UK Varietà
15.45 Quattro matrimoni USA Documentari
16.40 Quattro matrimoni - Canada
17.35 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.30 Molto bene
19.25 Best Bakery
20.20 Il boss delle torte
21.10 Extreme
Makeover: Diet
Edition
23.05 Cure fai da te

DMAX
14.15
15.10
16.00
16.50
17.45
18.35
19.30
20.20
21.10
22.00
22.50
23.40

film
17.15 Wanted-Scegli Il Tuo
Destino PREMIUM
CINEMA

CHANNEL

19.20 L’uomo di casa

NATIONAL GEOGRAPHIC

20.35 The Big Bang Theory

CIELO

intrattenimento
19.05 Yukon Men: gli ultimi
cacciatori DISCOVERY

19.55 Esperimenti esplosivi

LIFE

22.35 Dotty

24

17.30 Asterix alle Olimpiadi
Una principessa, contesa tra Asterix e Bruto,
sposerà chi vince le
Olimpiadi PREMIUM
COMEDY

17.40 Legami di Sangue
PREMIUM CINEMA ENERGY

17.45 Che cosa aspettarsi
quando si aspetta
Dall’omonimo libro di
Heidi Murkoff, un film
con Cameron Diaz,
Jennifer Lopez PREMIUM
CINEMA EMOTION

18.55 Mr. Deeds Il candido
Adam Sandler è l’erede
naturale di un bizzarro
magnate dei media
PREMIUM UNIVERSAL

19.05 A Girl’s Night Out
PREMIUM CINEMA

19.15 Arma letale 2 Mel
Gibson e Danny Glover
proteggono il contabile
dei trafficanti di droga
PREMIUM CINEMA ENERGY

19.30 Due agenti molto speciali Due agenti appartenenti a due mondi
opposti devono risolvere un caso di omicidio
PREMIUM CINEMA

Il tifoso, l’arbitro e il
calciatore Un arbitro
crede che la moglie lo
tradisca; un tifoso

romanista si finge laziale PREMIUM COMEDY
19.35 I giorni dell’abbandono
Margherita Buy viene
abbandonata da Luca
Zingaretti per una
donna più giovane
PREMIUM CINEMA EMOTION

21.15 I soliti idioti La fortunata serie con Fabrizio
Biggio e Francesco
Mandelli diventa un
film PREMIUM CINEMA
On the road Dal regista
Walter Salles, un viaggio nell’America del
dopoguerra PREMIUM
CINEMA EMOTION

Colombiana Zoe
Saldana è un’assassina
che uccide su commissione per la compagnia
di suo zio PREMIUM
CINEMA ENERGY

Il genio della truffa
Genio della truffa e
agorafobico ossessivo,
Nicolas Cage rischia
l’attività PREMIUM
COMEDY

21.30 Se sei vivo spara
Tradito dai suoi complici, il bandito Tomas
Millian parte in cerca
del bottino PREMIUM
UNIVERSAL

CINEMA
CINEMA ENERGY

Ci sei o ci fai?
Top Gear
Matto da pescare
Airport Security
Property Wars
Perduto?
Venduto!
Affari a tutti i
costi
Banco dei pugni
Affare fatto!
Unti e Bisunti
Texas Tarzan
1000 modi per
morire

serie tv
14.55 Spooks ACTION
15.05 Flikken - Coppia in
giallo TOP CRIME
15.55 Supernatural ACTION
16.10 Una mamma per
amica MYA
16.40 Friends JOI
The Shield ACTION
17.00 Una Ragazza Speciale
MYA

17.05 2 Broke Girls JOI
Monk TOP CRIME
17.30 Suburgatory JOI
Spooks ACTION
17.55 Shit! My Dad Says JOI
Psych TOP CRIME
18.25 Big Bang Theory JOI
18.30 Supernatural ACTION
18.45 Hart of Dixie MYA
18.50 Due Uomini e 1/2 JOI
19.15 Mike & Molly JOI
19.20 The Shield ACTION
19.30 The Vampire diaries
MYA

Criminal Intent

TOP

CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
20.15 Spooks ACTION
20.20 Law & Order: Unità
Speciale TOP CRIME
21.05 Law & Order: Los
Angeles TOP CRIME
21.15 Shameless JOI
Parenthood MYA
Grimm ACTION
22.00 I Signori della Fuga
ACTION

22.55 The Incredible Burt
Wonderstone PREMIUM
23.00 Ninja Assassin

52

22.05 Mercy MYA
22.15 United States of Tara
JOI

PREMIUM

22.50 Almost Human
22.58 Nip’n Tuck MYA

ACTION

31

CORSA AL 6° POSTO: PARI COL PARMA

COME IN SPAGNA

F1 IN SPAGNA

Europa League
Toro, match point
rimandato

Razzismo
a Bergamo:
due banane
contro Constant

Mercedes super
Disastro Rosso:
Raikkonen
doppiato

1 Granata in vantaggio con Immobile (poi

1 Si ripete il caso Dani Alves,

1 Vince ancora Hamilton da-

espulso e quindi squalificato) ma raggiunti da Biabiany: con una vittoria a Firenze però si qualificano.
Marco Ansaldo e Gianluca Oddenino PAGINE 32-33

gesto oltraggioso verso il rossonero. Milan ko con l’Atalanta.
Laura Bandinelli
PAGINA: 33

vanti a Rosberg. Male le Ferrari:
Alonso 6°, Kimi 7° a un giro.
Chiavegato e Mancini PAGINA 37

SPORTLUNEDÌ
Risultati
37ª giornata
Atalanta-Milan
Bologna-Catania
Cagliari-Chievo
Inter-Lazio
Livorno-Fiorentina
Roma-Juventus
Sampdoria-Napoli
Sassuolo-Genoa
Torino-Parma
Verona-Udinese

2-1
1-2
0-1
4-1
0-1
0-1
2-5
4-2
1-1
2-2

Classifica
Juventus
Roma
Napoli
Fiorentina
Inter
Torino
Parma
Milan
Verona
Lazio
Atalanta
Sampdoria
Udinese
Genoa
Cagliari
Sassuolo
Chievo
Catania
Bologna
Livorno
Campione d’Italia:
Juventus
Champions League:
Juventus, Roma
Preliminare:
Napoli

99
85
75
64
60
56
55
54
54
53
50
44
43
41
39
34
33
29
29
25
LAPRESSE

Classe 99

Europa League:
Fiorentina, Inter
Retrocesse in serie B:
Livorno, Bologna,
Catania

FINALE A TORINO,
Juventus Stadium
MERCOLEDÌ ore 20,45
Siviglia
Benfica

JuveokaRoma:recorddipunti.MaContesiallontana

Sky sport 1, Italia 1

TENNIS
Internazionali
d’Italia
Da oggi a domenica
a Roma

Fuoricampo

Le motivazioni del Toro

GIGI GARANZINI

diretta Sky sport 1,
Sky sport 2, SuperTennis

BASKET
Final Four Eurolega
Da venerdì
a domenica
a Milano
diretta Fox sports

MOTOGP
Gp di Francia
Domenica ore 14
a Le Mans
diretta Sky sport Motogp

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

on la bellezza di 99 punti a una
giornata dalla fine, la Juventus
ha già battuto il record italiano
dell’Inter di Mancini che si fermò a 97.
Domenica prossima contro il Cagliari,
salvo sorprese al momento impensabili, batterà anche quello continentale
toccando quota 102. Non è il genere di
scalata all’Europa che il popolo bianconero sognava: ma faceva parte, anche se non in questa misura extra-large, degli obiettivi messi nel mirino da
Conte sin dalla vigilia. Senza dimenticare che tornare a più 14 e mettere i
puntini gerarchici sulle i proprio nel
confronto diretto, non è libidine da
poco.

C

Quanto alla scalata europea del Torino, potrebbe essere soltanto rimandata. Già ieri per la verità sembrava
fatta, ma ad un passo dalla vetta l’aria
sottile ha un po’ dato alla testa al capocordata. Proprio a lui, al magnifico Ciro, che mezzora prima aveva vittoriosamente piantato quello che aveva tutta l’aria di essere l’ultimo chiodo dell’arrampicata. Perché andarsi a cercar
grane proprio quando il Parma era rimasto in dieci? E perché da lì a poco
tuffarsi all’improbabile ricerca di un
rigore? In casi come questo un cartellino tira l’altro, e ha voglia il povero,
buon Ventura a parlare di percorso di
crescita. Anche sul rigore si poteva far

meglio, che discorso, assecondando la
prodezza di Padelli. Ma adesso tutto
sta a resettare l’accaduto, e a realizzare che grazie a San-Brienza di match
point ce n’è un altro, domenica prossima a Firenze. E se è vero che nel calcio
d’oggidì la vera differenza la fanno le
motivazioni, saranno i granata ad
averne in quantità industriale. Non
certo i viola. Poi si capisce che in casa
con il Livorno già retrocesso e il Sassuolo già salvo il compito di Parma e
Milan sarà certamente più agevole. Ma
il Toro resta comunque padrone del
proprio destino europeo: al di là di tanti legittimi rimpianti, alzi la mano chi
l’avrebbe immaginato, non dico ad ago-

sto ma soltanto qualche settimana fa.
È rimasto questo l’unico verdetto
affidato alla giornata conclusiva. Il suicidio a domicilio del Bologna ha chiuso
prima del tempo una lotta salvezza che
ha premiato Sassuolo e Chievo. E ha
sottolineato, una volta di più, l’urgenza
di tornare al campionato a 18 squadre
perché quest’anno più che mai le squadre di fondo (classifica) hanno toccato
il fondo (tecnico). Ieri sera in Spagna,
nella più folle Liga di tutti i tempi, il
Celta Vigo ha battuto il Real, mentre
Malaga ed Elche hanno bloccato Atletico Madrid e Barcellona. Squadre di
secondo, anzi terzo piano. Ma squadre,
vivaddio, non materassi.

32 .Sport

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Lo sprint per l’Europa League
Fiorentina e Inter già al sicuro

A

Male Glik
Cerci quasi
a fine corsa
TORINO

7

PADELLI

6,5

BOVO

Cosa gli si può
chiedere di più che parare un
rigore a Cassano (che lo tira
comunque malissimo)?

Primo tempo brillante con una chiusura fantastica su Parolo. Nel finale si
perde Biabiany che manca il
2-1. Salterà Firenze.

5

GLIK

6

MORETTI

5,5

MAKSIMOVIC

Era difficile fermare in area Acquah che altri si
erano lasciati scappare, però
lui usa il machete. Da quel
momento scade.

Si permette una
veronica sul cadaverico Biabiany e ingaggia con Cassano duelli di esperienza.

Una sola colpa ma
grave: assiste come in poltrona al rigore di Cassano,
così non scatta sulla parata
di Padelli per anticipare Biabiany.

5,5

KURTIC

Quando cerca di
strafare, bisogna allacciare
le cinture di sicurezza perché
perde palloni pericolosi. Comunque, si conferma uomo
di sostanza.

6,5

VIVES

Se non gli scappasse Acquah, la sua prestazione sarebbe da incorniciare. Ma Acquah gli scorre via
(dal 39’st TACHTSIDIS SV).

volte il destino è
nelle tue mani e se
sei bravo te lo prendi. Il Toro non c’è
riuscito. Ieri per
70’ tutto ha congiurato perché
entrasse in Europa League: le
rivali dirette avevano perso o
pareggiato, un errore di Paletta
aveva servito a Immobile la palla dell’1-0, Lucarelli si era fatto
espellere e alle spalle dei granata soffiava un vento tifoso come
non si era visto dalla partita con
il Mantova che valse la prima
promozione dell’era Cairo.
L’atmosfera era elettrica, il
sogno vicino. Bastava trascinare in fondo la vittoria. Non è stato così. Può darsi che quanto
non è successo si ripresenti domenica a Firenze e c’è chi giura
che ai viola non sembri vero di
restituire il favore ricevuto sei
anni fa, quando un gol di Osvaldo a Torino permise loro di andare in Champions, rafforzando il gemellaggio. Ma sono speranze da tifosi, discorsi imprudenti. «Almeno ho scoperto
che, se vinciamo, in Coppa andiamo noi ed è una bella novità,

6,5
6

DARMIAN

5,5

CERCI

Tanti palloni recuperati anche se a lui forse si
chiede altro (dal 42’ st MEGGIORINI SV).

Comincia a faticare quando entra Schelotto.

Dopo ogni sprint
(non devastante come nei
mesi scorsi), rientra alla velocità di Cassano che ha il lato B
doppio del suo. È a fine corsa, non punta l’avversario
per entrare in area e prendere un rigore: nel finale era
l’unica arma per il Toro spuntato.

6

IMMOBILE

Fluttua tra l’8 per
la solida prestazione e il 4 per
le due ammonizioni stupide
che chiudono il suo campionato.
[M. ANS.]

ATTACCANTE DEL TORINO, EX VIOLA

Ingenuo
Immobile
se la
prende con
Lucarelli,
che viene
espulso
Per Ciro c’è
invece il 1°
dei suoi due
«gialli»

HARAKIRI GRANATA

Il vantaggio di un gol
e di un uomo non è bastato
Squalificati Immobile e Bovo
perché in settimana ho solo
sentito parlare di come sarebbe
andata al Milan e al Parma, come se noi non esistessimo», ha
ironizzato Ventura, cui non
manca mai il riferimento a quale campionato straordinario abbia costruito la sua squadra,
partita per una dignitosa salvezza.
Verissimo, eppure nell’applauso ai giocatori mentre facevano il giro di campo si percepivano rammarico e tristezza. La
realtà è che il traguardo era a
due passi, invece i granata si sono bucati da soli le gomme sul
rettilineo d’arrivo. Pesano gli
episodi disgraziati: il rigore netto su Acquah che Vives e soci
non hanno fermato prima che
Glik lo abbattesse e l’espulsione
di Immobile, assai superficiale
nel simulare un fallo in area
parmigiana pochi minuti dopo
aver preso la prima, evitabilissima ammonizione. Era la sola
sciocchezza del capocannoniere con la valigia in un’altra partita di grande intensità.

GIANLUCA ODDENINO
TORINO

EL KADDOURI

Alessio Cerci

L’analisi

TORINO

N

on doveva finire così.
Non ieri in uno stadio
vestito a festa, non con
un pareggio beffa contro il
Parma e non con un rosso che
gli farà saltare la sfida che vale l’Europa. Ciro Immobile sognava tutto un altro tipo di
passerella nell’ultimo match
casalingo e, dopo aver segnato
il 22° gol in 33 partite (senza
rigori), si era preparato già a
vivere il momento più alto della sua carriera. Il sogno, invece, si è trasformato in incubo.
Con l’attaccante a vestire i
panni di «Ciro lo sciagurato» e
soprattutto a patire un congedo a sorpresa dal campionato.
Frutto di una doppia sciocchezza, un’espulsione per due
gialli gratuiti nel giro di 10’,
che gli negherà la possibilità
di aiutare i granata ad andare
in Europa e personalmente di
difendere il titolo di capocannoniere negli ultimi 90’. Domenica prossima, a Firenze,

ANSA

IL PAREGGIO DELL’OLIMPICO RIMANDA IL VERDETTO AI 90 MINUTI FINALI

Dipende

Toro

dal

Contro il Parma sciupa un’occasionissima
Ma se vince a Firenze sarà in Europa
Senza di lui (e Bovo) sarà dura battere la Fiorentina ed è diventato impossibile superare
nel finale il Parma in 10 contro
10: dal pari in poi, il Toro non ha

costruito niente e si dimostra
come la crescita del gioco corale non basti se non c’è Immobile
a darle consistenza, soprattutto
quando Cerci si appanna come

ieri. Ma c’è un altro punto su cui
Ventura dovrà battere la prossima stagione. Mettendo insieme i punti gettati dopo essere
stati in vantaggio, e soprattutto

negli ultimi minuti, i granata sarebbero in Europa da un pezzo.
Successe a Parma, a Roma con
la Roma e con la Lazio, tralasciando casi (quasi) senza colpa
come la rimonta concessa al
Milan. L’errore sta nel non congelare la partita, controllando il
gioco. Va bene puntare sul contropiede concesso da chi deve
recuperare, però il Toro lo fa
ancora con eccesso: la differenza tra il 1° tempo ragionato e il
2° blindato, con respinte di 50
metri, è stata troppo evidente.
Il Parma (con Cassano discontinuo e a raggio ridotto) non ha
rubato niente. Nell’insieme ha
costruito più palle gol, l’ultima
sui piedi di Biabiany che è stato
un disastro ma ha firmato il pari, confermando quanto il calcio
sia uno sport illogico. Ora Donadoni spera. Se il Toro fallisse
la vittoria a Firenze, sarebbero
gli emiliani ad avere le carte migliori, affrontando in casa il Livorno. Tutto è ancora possibile.
Un tifoso del Toro, pensando all’occasione sprecata, direbbe:
purtroppo.

Ciro si rovina il finale
e fa arrabbiare Ventura
“Espulsione da evitare”
Domenica sciagurata: ha messo ko il medico sociale

Personaggio

Pagelle

MARCO ANSALDO

«Meritiamo l’Europa più di altri. E io
sogno il gol decisivo a Firenze»

l’attaccante del Torino non sarà
in campo: un guaio per una
squadra che non potrà contare
sull’uomo capace di segnare 9
reti nelle ultime 7 partite giocate e un incubo per lui, visto che
Toni (dietro di due) spera nell’aggancio in vetta alla classifica dei bomber. «Contro i viola,
Ciro ci mancherà - commenta il
“gemello” Cerci -. Diciamo che
può già pensare al Mondiale: io
e lui lo meritiamo».
Che fosse un pomeriggio
strano, però, Immobile doveva
averlo intuito fin dal riscalda-

mento. Quando con un tiro dei
suoi abbatteva involontariamente il medico granata Misischi, appostato a bordocampo,
procurandogli la frattura del
setto nasale. La rete dell’1-0,
sfruttando i pasticci della difesa avversaria, sembrava la svolta verso un altro pomeriggio di
gloria. Un’illusione, vista
l’espulsione che rovinava piani,
umore e pensieri dell’intero Toro. Immobile dagli spogliatoi
dell’Olimpico non è uscito neanche per il giro d’onore effettuato dalla squadra di Ventura do-

ANSA

Cassano, 31 anni, consola Immobile, 24

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

35

2

GOL DI IMMOBILE E CERCI
1 Con quella segnata ieri, salgono a 35 le reti

firmate dalla coppia Immobile (arrivato a 22)-Cerci
(13). Manca un solo gol per eguagliare il bottino
di Pulici e Graziani nel 1975/76 dello scudetto.

In Europa League se...
6a Torino

Centimetri
LA STAMPA

Pareggia, il Parma non vince
e a quota 57 viene raggiunto
da Milan e Verona (miglior
classifica avulsa), solo dal
Verona (scontri diretti) oppure
solo dal Milan vittorioso
con non più di 2 gol di scarto

ULTIMA GIONATA

Perde ma perde ance il Parma
e non vincono Milan e Verona

FIORENTINA

7a Parma

Vince e il Torino non vince

55

esterno per il Milan dopo il 2-0 incassato dalla
Roma. In precedenza, i rossoneri avevano infilato
due successi contro Fiorentina e Genoa.

Il gesto razzista contro il giocatore di colore del Milan
Rossoneri rimontati e ko con l’Atalanta: Europa lontana

Pareggia,
il Torino perde,
Milan o Verona
non vincono

Livorno

SCONFITTE ESTERNE DI FILA PER IL MILAN
1 Il 2-1 di Bergamo è il secondo ko consecutivo

A Bergamo come
in Spagna: due banane
lanciate a Constant

Vince

56 punti

Sport .33

.

LAURA BANDINELLI
BERGAMO

Vince, il Torino perde
de
e
e il Parma non vince
e

54

l Milan non è padrone
neppure del suo destino
perché la sconfitta per
due a uno rimediata ieri con
l’Atalanta costringerà i rossoneri a sperare in un passo
falso di Torino e Parma. Il
verdetto per l’Europa League è rimandato a domenica
a San Siro contro il Sassuolo.
Da ieri lo scudo dei risultati
non è più nelle mani di Clarence Seedorf . Non serviva il
labiale in tribuna di Adriano
Galliani pescato dalle tv
(«Perché fa giocare Honda e
non Taarabt? Perché è matto») e poi derubricato a «un
cazzeggio non offensivo sulla
formazione» dall’ad per avere la prova che ormai il rapporto è compromesso la novità, piuttosto, sta nell’atteggiamento della squadra che
ieri sul campo ha contribuito
ad affossare l’allenatore.
Questione di modulo e di posizioni in campo. Con De Sciglio visibilmente infastidito
dai rimbrotti dell’olandese e
con Balotelli che ad un certo
punto si è messo a giocare
sulla sinistra urlando: «Qua
non becco palla!».

I

Vince con più di 2 gol
di scarto, il Toro pareggia,
Parma e Verona
non vincono

Sassuolo

5a Verona

Vince, il Torino perde,
Parma e Milan non vanno
oltre il pari

54

La 6a classificata disputerà
il terzo turno preliminare
(31 luglio-7 agosto)

NAPOLI

IN MAIUSCOLO LE GARE IN TRASFERTA

La partita

Immobile, gol e rosso. Pari di Biabiany
Torino

1

Parma

1

Torino

Parma

(3-5-2)

(4-4-2)

Padelli 7; Bovo 6,5,
Glik 5, Moretti 6;
Maksimovic 5,5, Kurtic 5,5, Vives 6,5 (39’
st Tachtsidis sv), El
Kaddouri 6,5 (42’ st
Meggiorini sv), Darmian 6; Cerci 5,5, Immobile 6

Mirante 6; Cassani 6,
Paletta 5, Lucarelli
5,5, Gobbi 6; Acquah
6,5, Marchionni 6
(32’ st Amauri sv), Parolo 6, Molinaro 5,5
(1’ st Schelotto 6);
Biabiany 5,5, Cassano 5

ALL. Ventura

6 ALL. Donadoni

6

42’ pt
19’ st

Paletta, che errore
Paletta appoggia corto a Mirante, sul contrasto col portiere Immobile è lesto a battere in gol.

Espulso Lucarelli
Immobile scatta, lo atterra Lucarelli: ultimo uomo anche se l’occasione da gol non è chiara.

il caso

8 Milan
a

ANSA

Stadio a rischio chiusura parziale
Constant mostra la banana: possibile
la chiusura del settore che l’ha lanciata

SCONFITTA PESANTE

26’ st

RETI: pt 42’ Immobile, st 26’ Biabiany

Autorete di Bellini,
Denis sigla il pari su rigore
Decide Brienza al 94’

Padelli non basta
Glik abbatte Acquah in area. Padelli para il rigore a Cassano ma
Biabiany ribatte e pareggia.

IL GIALLO DEL LABIALE
ARBITRO: Damato 6
AMMONITI: Bovo, Parolo, Immobile, Glik,
Immobile, Acquah
ESPULSI: st 19’ Lucarelli, st 29’ Immobile
SPETTATORI: 16.779 paganti per un incasso di 387.950 euro più 8.780 abbonati per
una quota di 110.841 euro

po la partita. È rimasto a smaltire la delusione da solo, prima
di chiedere scusa ai propri compagni e ricevere il rimprovero
di Ventura. «Con un pizzico di
attenzione e malizia poteva essere evitata quell’espulsione –
spiega il tecnico granata -, ma
questo fa parte del percorso di
crescita. La sciocchezza di farsi
ammonire dopo l’espulsione di
un avversario, e poco dopo
prendere giallo per simulazione, non la farà più: a vantaggio
della Nazionale e del Toro, se
resterà qui».
Proprio sul futuro di Immobile si addensano i timori dei tifosi granata, che temono di
averlo visto alla sua ultima recita con il Torino. Il Borussia
Dortmund lo vuole, lui ha già
detto sì ai tedeschi e Ventura
preferisce non prendere posizione. «Al giocatore auguro le
migliore cose – dice -, ma sarà la
società a decidere. Se resterà
con noi cercherò di aumentare
ulteriormente il suo rendimento, altrimenti lo farò con qualcun altro».

29’ st

Galliani su Seedorf
«Perché Honda e non
Taarabt? Perché è matto...»

Secondo giallo
Immobile, ammonito poco prima, simula in area e riceve il 2°
giallo che vale l’espulsione.

Fiorentina quarta, Livorno in B
Cori vergognosi contro Rossi
1 Quarto posto e accesso di-

retto ai gironi dell’Europa League. Battendo ieri il Livorno, la
Fiorentina ha conquistato con
una giornata d’anticipo il proprio obiettivo. Montella ha
concesso due giorni di riposo,
poi da mercoledì il gruppo penserà al Torino. E domenica sera
potrebbe essere l’occasione
per rivedere proprio Rossi dal
primo minuto: ieri Pepito ha
giocato una parte della ripresa
entrando nell’azione del gol di
Cuadrado e sopportando anche vergognosi cori dei tifosi livornesi. «Rossi salta con noi»,
«Rinaudo spezzagli una gamba» e «in Brasile in carrozzella».
Sdegnata la reazione della fidanzata Jenna. Intanto i viola
fanno i conti anche con i dubbi
di Montella sul suo futuro: «Se
resto anche senza i rinforzi giusti? Devo vedere cosa succede
[L. M.]
e valutare».

Livorno

0

Fiorentina

1

Livorno

Fiorentina

(4-3-3)

(4-3-1-2)

Anania 6; Ceccherini
6 (22’ st Piccini 5,5),
Rinaudo 5,5, Emerson 5,5, Castellini
5,5 (12’ st Borja 5);
Biagianti 5, Duncan
5 (17’ st Benassi 6),
Mosquera 6; Mesbah 5,5, Belfodil 5,
Siligardi 5

Rosati 6; Roncaglia
6, Gonzalo Rodriguez 6, Savic 6, Vargas 6; Aquilani 6,
Ambrosini 6, Borja
Valero 6 (40’ st Mati
Fernandez sv); Ilicic
5.5 (10’ st Rossi 6);
Cuadrado 6,5, Matos
5.5 (1’ st Pizarro 6)

ALL. Nicola

5,5 ALL. Montella

6

RETE: st 12’ Cuadrado

ARBITRO: Giacomelli 6
AMMONITI: Castellini, Ceccherini, Mosquera, Belfodil, Benassi, Borja, Vargas, Ambrosini, Roncaglia
ESPULSI: st 48’ Borja
SPETTATORI: 9.776 per un incasso di
99.352,31 euro

Il Milan non vede l’ora di
finire questa agonia per ripartire su basi nuove. Forse
anche Seedorf che ormai ragiona come un avvocato:
«Non è nel mio interesse
commentare» oltre ai titoli di
coda ci sono pure le sue previsioni: «Solo voi dite che Balotelli gioca meglio quando
c’è Pazzini. Questa è una storia che tra una settimana sarà finita. Dopo avremo le vacanze». Piuttosto si saprà chi
sarà il nuovo allenatore…
Il fatto che Seedorf abbia
nuovamente cambiato modulo (dal 4-3-1-2 iniziale al 4-23-1 finale) rendendo il Milan
più offensivo non cambierà il
suo destino, ieri tra l’altro i
rossoneri hanno beneficiato
di un’autorete di Bellini mentre sono sembrati pericolosi
solo quando Balotelli ha potuto esprimersi con un altro attaccante. All’Atalanta è bastato saper aspettare gli avversari, realizzare un rigore
sacrosanto con Denis e approfittare del numero di
Brienza che ha pescato il jolly
con un tiro da fuori area negli
ultimi istanti della partita.
Gli spettatori bergamaschi hanno così potuto fe-

Chi sale
Brienza

7

Chi scende
Bellini

E

5

T

Chi sale
El Shaarawy 6,5

E

Atalanta

2

Milan

1

Atalanta

Milan

(4-3-2-1)

(4-3-1-2)

Consigli 6; Raimondi
6,5, Benalouane 6,5,
Bellini 5, Brivio 6,5;
Carmona 6,5, Cigarini 6, Baselli 6 (30’ st
Migliaccio 6); Moralez 6,5, (43’ st Brienza 7), Bonaventura 6
(23’ st De Luca 6);
Denis 6,5

Amelia 6; De Sciglio
5,5, Rami 5, Mexes 5,
Constant 5; Montolivo 6, De Jong 6,
Muntari 6 (31’ st Taarabt 6); Honda 4,5 (1’
st El Shaarawy 6,5);
Kakà 5 (35’ st Pazzini
sv), Balotelli 6,5

ALL. Colantuono 6,5

ALL. Seedorf

6

RETI: 7’ st Bellini (aut.), 23’ Denis (rig.),
49’ Brienza
ARBITRO: Rizzoli 6
AMMONITI: Mexes, Raimondi, Migliaccio,
Taarabt
SPETTATORI: 8.412 paganti, incasso
114.569,98 euro

Chi scende
Honda

4,5

T

steggiare i loro eroi che tra l’altro non vincevano con il Milan
dal lontano 2007. Anche questa è storia. Come farà purtroppo storia ciò che è accaduto nel secondo tempo a Constant, vittima di un vergognoso gesto di razzismo sull’onda
del caso Dani Alves per due
banane lanciate dalla settore
atalantino (che rischia la chiusura) banane peraltro prese e
fatte vedere all’arbitro Rizzoli,
con Mexes e De Jong imbufaliti con il pubblico a difesa del
compagno.
Seedorf ha commentato così: «È stato un episodio negativo e sono stati bravi i ragazzi a
superare questo momento. Mi
auguro che individuino i responsabili e che non gli permettano più di venire allo stadio». Ironico il collega Colantuono: «A chi ha avuto questa
idea tirerei una noce di cocco
in faccia».

W

Pagelle

34 .Sport

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

32o successo

Garanzia
Storari
Super Pogba

L’esultanza bianconera:
Antonio Conte, 44 anni,
tecnico della Juve,
abbraccia Pablo Daniel
Osvaldo (28) dopo il gol

GUGLIELMO BUCCHERI
ROMA

7,5

STORARI

6

BARZAGLI

6

BONUCCI

5

CHIELLINI

Rimane in piedi e «sporca» il colpo
sotto di Gervinho: un intervento d’autore, il
primo di una serie di tre. Una garanzia.

Meno arrembante del solito, ma anche meno impreciso.

Per l’Olimpico è il nemico pubblico
numero uno e quando Totti lo stende meritandosi il giallo è come se a mandarlo al tappeto fosse stato tutto il pubblico. Peccato
per l’amnesia che lo vede colpire Pjanic con il
gomito alto: se visto, avrebbe preso il rosso.

6,5

LICHTSTEINER

6

PADOIN

6

PIRLO

7

POGBA

Devastante l’affondo all’ultimo minuto che apre al gol vittoria di Osvaldo: sempre
nel vivo della contesa.

Diligente, dà equilibrio là in mezzo.
(dal 38’ st MARCHISIO SV).

Si prende qualche pausa al momento di ricamare gioco. Vive un pomeriggio normale.

Un palo e, poi, la corsa verso la porta
giallorossa per invitare Lichtsteiner a confezionare l’azione che spacca la partita: gioca con
grande personalità in mezzo al traffico e di
fronte ha gente del calibro di De Rossi, Nainggolan e Pjanic.

6,5

ASAMOAH

5,5

LLORENTE

Il più reattivo in avvio, il più continuo
per l’intera sfida.

Da sette quando deve costruirsi le
occasioni, da quattro al momento della conclusione: da cancellare il colpo di testa ad un
metro dalla porta consegnato fra le mani
del portiere di casa (dal 30’ st OSVALDO 7: cosa avrebbe potuto chiedere di meglio se non
il gol vittoria a tre secondi dal sipario sotto
lo sguardo del suo ex pubblico che lo insulta? Una magia).

6

Non penso
di stare fermo:
se dovessi
andare via
valuterei
le altre offerte
Antonio Conte, tecnico Juve

Conte spaventa la Juve record
“Resteremo sempre amici”
Vittoria a Roma, mai nessuno a 99 punti. Il tecnico: “Il futuro? Non ho deciso”

L’analisi

Puntuale nelle chiusure, preciso nel
liberare la propria zona di influenza (dal 29’ st
CACERES SV).

TEVEZ

Fa il pieno di calci, ma non reagisce. Nel finale alza i giri al motore e si vede.
[G. BUC.]

SPAZIO AFFARI >
Gli avvisi si ordinano presso:
TORINO, - via Lugaro 15, t. 011.6665211/258; MILANO,
via Winckelmann 1, t. 02.24424611;
ALESSANDRIA, Borgo Città nuova 72, t. 0131.445522;
AOSTA, piazza Chanoux 28/A, t.0165.231424; ASTI,
corso Dante 80, t. 0141.351011; BIELLA, via Colombo
4, t. 015.2522926-8353508; CUNEO, corso Giolitti
21bis, t. 0171.609122; NOVARA, Corso Cavour 17,
t. 0321.393023-442387; VERCELLI, via Balbo 2,
t.0161.503148-211795; GENOVA, Piazza Matteotti
2/7c, t. 010.2758911-2758695; SAVONA, corso Italia
20/4, t. 019.8429950; SANREMO, via Giacomo Matteotti 178, t. 0184.507223
Il prezzo delle inserzioni risulta dal prodotto del numero
di parole (minimo 15) per la tariffa della Rubrica, con
l’aggiunta dei diritti issi e delle imposte pari al 22%
globale e deve essere corrisposto anticipatamente.

PREZZI A PAROLA DELLE RUBRICHE
(IVA ESCLUSA)
1 Affari e Capitali, 2 Attività Commerciali, 5 Immobiliare Vendita, 6 Immobiliare Acquisto Euro 2,84 /// 3
Lavoro Offerte, 7 Afitti Offerte, 8 Afitti Domande,
9 Autoveicoli, 10 Viaggi e Vacanze, 11 Matrimoniali,
12 Investigazioni, 13 Varie Euro 2,61 /// 4 Lavoro
Domande: - operai, autisti, fattorini, personale pubblici
esercizi, impiegati, personale domestico, baby sitter,
lavori vari e part-time, assistenza sanitaria, Euro 0,91 ///
tecnici Euro 1,59 /// altre domande Euro 2,61
Avvisi urgenti, data issa, o neretti: il doppio. Neretti
urgenti, data issa: il quadruplo. Urgentissimi: il triplo.
Elementi aggiuntivi: Fondino colorato: +25%; Keyword: €5,00; “A.”: €3,17; Logotipo: €23,00

MASSIMILIANO N EROZZI
ROMA

A

vendo già lo scudetto nello stomaco, la Juve addenta
quel che era rimasto sul tavolo, ovvero l’ennesimo record, altro alimento di stagione: vincendo a
Roma, i bianconeri fanno 99
(punti), quota mai toccata in serie A. Perfido, in tema gastronomico, lo striscione dello spicchio di curva juventina: «All’Osteria der Pupone niente primi: solo secondi». In realtà la
stagione giallorossa è stata
strepitosa e non è bastata perché davanti ha avuto la perfezione: 32 vittorie su 37 partite.
L’Inter di Mancini s’arrampicò
a 97 punti, questa Juve domenica può sfondare la barriera dei
cento. Se poi il gol decisivo lo
butta dentro a tre secondi dal
gong Pablo Osvaldo, ovvero l’ex

che tutto lo stadio vorrebbe
prendere a cazzotti, ci si avvicina alla domenica perfetta. Non
può esserla solo perché il futuro
bianconero di Antonio Conte rimane altamente incerto, sotto
cupi presagi: «Quello che avevo
da dire alla società l’ho detto e
hanno avuto il tempo di metabolizzare, tra poco faremo chiaPANCHINA IN BILICO

L’allenatore chiede operazioni
che il club non può garantire:
presto il vertice decisivo
rezza, in maniera serena e tranquilla: saremo sempre amici, a
prescindere che alleni ancora la
Juve o scelga altre strade».
Per essere brutali, a modo
suo il tecnico ha dato indicazioni, o posto condizioni, per poter
aprire un nuovo ciclo, «perché
in genere durano tre anni e io

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non voglio fare la fine dell’allenatore nel pallone». Beppe Marotta, l’ad, aveva anticipato la risposta nel primo pomeriggio:
«L’auspicio è quello di andare
avanti con lui». La speranza non
basterà, pare, e la Juve non potrà andare molto oltre, non certo verso quella ristrutturazione
della squadra chiesta da Conte.
Valutata fuori dai programmi e
dal budget. Lo stesso tecnico
sembra avere più fiducia in se
stesso che nella possibilità di essere accontentato: «Ho vinto la
Champions da giocatore e sono
sicuro che la vincerò da allenatore: ma se mi chiedete se oggi è
fattibile vincerla con la Juve, dico di no». Di starsene fermo non
se ne parla neanche: «Non penso all’anno sabbatico, anche perché dopo due-tre mesi in famiglia non mi sopporterebbero
più. Se dovessimo decidere di
lasciarci, valuterei le offerte che

Chi sale
Gervinho 6,5

Chi scende
Bastos

E

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IL PROPRIO GIARDINO IN CASA E L'ORTO
L’orticoltura è una passione sempre più
diffusa e che affonda le sue radici nei
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5

T

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Serie A Tim

Gervinho spreca, decide Osvaldo al 94’

Classifica

La partita

Roma

0

Juventus

1

Roma

Juventus

(4-3-3)

(3-5-2)

Skorupski 6,5; Torosidis 6, Benatia 6
(26’ st Toloi sv), Castan 6, Bastos 5;
Pjanic 6, De Rossi 6
(10’ st Taddei 6),
Nainggolan 6,5;
Destro 5 (35’ st Florenzi sv), Totti 6,
Gervinho 6,5

Storari 7,5; Barzagli
6 (29’ st Caceres sv),
Bonucci 6, Chiellini
5; Lichtsteiner 6,5,
Padoin 6 (38’ st
Marchisio sv), Pirlo
6, Pogba 7, Asamoah 6,5; Llorente 5,5
(30’ st Osvaldo 7),
Tevez 6

6 ALL. Conte

39’pt
45’st
12’st

6,5

RETE: st 49’ Osvaldo

ARBITRO: Russo 5
AMMONITI: Chiellini, Destro, Pjanic, Totti, Torosidis
SPETTATORI: paganti 30.225 per un incasso di 1.655.571,00 euro; abbonati
23.872 per una quota abbonati di
474.410,00 euro

49’st

SQUADRE

Chance giallorossa
Occasionissima per la Roma:
Pjanic lancia Gervinho da solo
davanti a Storari, che para il
tentativo di pallonetto.

Palo bianconero
Sponda di Llorente, numero
di Pogba (che mette a sedere
Torosidis e Benatia), tira di sinistro e colpisce il palo.

Scontro in area
Gomitata a gioco fermo di
Chiellini, già ammonito, a
Pjanic: l’arbitro fischia il fallo,
ma non estrae cartellini.

Colpo da tre punti
Galoppata di Lichtsteiner sulla destra, pallone scodellato
in area per il destro di Osvaldo: decide l’ex all’ultimo minuto.

I

COLPITO PJANIC

Prandelli non dovrebbe
applicare il codice etico
In dubbio anche la prova-tv
stro era uno schema, tipo
basket. Mi sono mosso per
far tirare Asamoah...», spiega il difensore bianconero.
Questa mattina il pallone avvelenato finirà sul tavolo del
pm del calcio Stefano Palazzi
perché al procuratore federale spetta il compito, codice
sportivo all mano, di richiedere l’attivazione della prova
televisiva. Lo farà? E, se sì, il

il caso

ROMA

l pomeriggio di Giorgio
Chiellini nell’arena dell’Olimpico ha fatto alzare i
decibel del tifo (contro) giallorosso ad ogni contatto fra il
bianconero e i giocatori di casa. Poi, il colpo: la sfida si avvia al cuore della ripresa
quando Pirlo prende la mira
su punizione, tocca il pallone
e, in area, Pjanic stramazza a
terra. «Il sangue non esce da
solo. Ho ricevuto una botta in
faccia...», così il bosniaco che
ha appena rinnovato il contratto fino al 2018. Il colpevole è Chiellini, l’arbitro ferma
il gioco e la Roma riparte.
Colpevole fino alla squalifica con la prova tv? «Il no-

Lo scontro Chiellini-Pjanic al 12’ della ripresa (Sky)

Chiellini se la cava
Alza il gomito
ma il ct lo perdonerà
ct azzurro farà scattare il codice etico complicando il cammino verso il Mondiale suo e di
una Nazionale senza Chiellini?
Il gesto del bianconero è evidente. Meno, molto meno la
sua natura violenta: Prandelli
sembrerebbe orientato a non
usare il suo codice che esclude
dai convocati tutti coloro che si

macchiano di atti al limite del
consentito, o qualcosa oltre. E
qualche dubbio sulla richiesta
o meno di prova tv potrebbero
averla gli stessi 007 della Federcalcio. La sensazione è che
Chiellini sarà inserito, domani,
nella lista dei 30 azzurri per il
Brasile senza strascichi di natura disciplinare.
[G. BUC.]

Cagliari

0

Sampdoria

2

Sassuolo

4

Catania

2

Chievo

1

Napoli

5

Genoa

2

Bologna

Catania

Cagliari

Chievo

Sampdoria

Napoli

Sassuolo

Genoa

(3-5-1-1)

(4-3-3)

(4-3-1-2)

(4-3-1-2)

(4-2-3-1)

(4-2-3-1)

(4-3-3)

(4-4-2)

6

RETI: pt 21’ Monzon; st 33’ Morleo, 38’
Bergessio
ARBITRO: Rocchi 5,5
AMMONITI: Christodoulopoulos, Rolin,
Kone e Rinaudo, Frison, Bianchi, Morleo
ESPULSI: pt 29’ Peruzzi. SPETTATORI:
30.929 (di cui 13.295 abbonati), incasso
193.891 euro (di cui 124.954 rateo abbonati)

Avramov 6, Perico 6,
Rossettini 6, Astori 6,
Murru 5,5 (29’st Avelar 5), Tabanelli 6,
Dessena 5,5, Eriksson 5 (38’ st Ibraimi
sv), Cossu 6, Ibarbo
5, Sau 5 (44’ st Loi sv)

ALL. Pulga

Agazzi 7, Sardo sv
(14’ pt Frey 6), Cesar
6, Dainelli 7, Dramè
6, Guana 6, Rigoni
6,5 (29’ st Guarente
5), Radavanovic 6,
Hetemaj 6, Thereau 6
(39’ st Rubin sv), Paloschi 5,5

5 ALL. Corini

7

RETE: st 27’ Dainelli

ARBITRO: Doveri 6
AMMONITI: Murru, Rigoni, Ibarbo e Paloschi
SPETTATORI: 4800 circa

Fiorillo 5, De Silvestri
5, Mustafi 4,5, Gastaldello 5, Regini 5;
Palombo 5, Krsticic 5
(13’ st Renan 6);
Gabbiadini 5 (19’ st
Sansone 6), Soriano
6, Eder 6; Maxi Lopez
5 (35’ st Wszolek 6)

ALL. Mihajlovic

Reina 6 (34’ st Doblas
sv), Maggio 6, Fernandez 6, Mesto 6,
Reveillere 6; Jorginho 6,5, Inler 6,5;
Callejon 7 (27’ st Zuniga sv), Hamsik 7
(20’ st Mertens sv),
Insigne 6,5; Zapata
6,5

5 ALL. Benitez

7

RETI: pt 19’ Zapata, 27’ Insigne, 30’ Eder,
32’ Callejon; st 2’ Hamsik, 16’ aut. Mustafi, 43’ Wszolek
ARBITRO: Chiffi 6
AMMONITI: Mustafi
SPETTATORI: 22 mila

Pegolo 6,5; Rosi 6
(16’ st Mendes 6),
Antei 6,5, Cannavaro
7, Ziegler 6,5; Brighi
6,5 (19’ st Sansone
7), Magnanelli 7,
Biondini 7 (40’ st
Missiroli sv); Berardi
7,5, Zaza 7, Floro Flores 8
ALL. Di Francesco

Perin 6,5; Antonini
5,5, Burdisso 5,
Gamberini 5 (23’ st
Fetfatzidis 5,5), Antonelli 5,5; Vrsaliko 6,
Centurion 5,5, Cabral
6, Bertolacci 5,5 (25’
st De Maio 5,5); Gilardino 5,5, Calaiò 6
(35’ st Konate sv)

8 ALL. Gasperini

RETI

N

P

F

S

DIFF

1. Juventus

99

37

32

3

2

77

23

54

2. Roma

85

37

26

7

4

72

24

48

3. Napoli

75

37

22

9

6

72

38

34

4. Fiorentina

64

37

19

7

11

63

42

21

5. Inter

60

37

15

15

7

61

37

24

6. Torino

56

37

15

11

11

56

46

10

7. Parma

55

37

14

13

10

56

46

10

8. Milan

54

37

15

9

13

55

48

7

9. Verona

54

37

16

6

15

61

63

-2

10. Lazio

53

37

14

11

12

53

54

-1

11. Atalanta

50

37

15

5

17

42

49

-7

12. Sampdoria

44

37

12

8

17

45

59

-14

13. Udinese

43

37

12

7

18

43

54

-11

14. Genoa

41

37

10

11

16

40

50

-10

15. Cagliari

39

37

9

12

16

34

50

-16

16. Sassuolo

34

37

9

7

21

42

70

-28

17. Chievo

33

37

9

6

22

32

53

-21

18. Catania

29

37

7

8

22

32

65

-33

19. Bologna

29

37

5

14

18

28

57

-29

20. Livorno

25

37

6

7

24

39

75

-36

Marcatori

1

5 ALL. Pellegrino

V

Verona-Udinese
2-2
p.t.: 14’ Toni (Ve) rig.; s.t.: 9’ Hallfredsson
(Ve); 11’ Di Natale (Ud); 46’ Badu (Ud)
Inter-Lazio
4-1
p.t.: 2’ Biava (La); 7’ Palacio (In); 34’ Icardi
(In); 37’ Palacio (In); s.t.: 34’ Hernanes (In)
Atalanta-Milan
2-1
s.t.: 7’ Bellini (At) aut.; 23’ Denis (At) rig.;
51’ Brienza (At)
Bologna-Catania
1-2
p.t.: 21’ Monzon (Ct); s.t.: 34’ Morleo (Bo);
39’ Bergessio (Ct)
Cagliari-Chievo
0-1

Bologna

ALL. Ballardini

G

Risultati

Il verdetto: retrocedono anche Bologna e Catania

Frison 6; Peruzzi 4,5,
Gyomber 6, Rolin 5,5,
Monzon 6; Izco 5,5,
Rinaudo 5,5, Barrientos 5 (10’ st Plasil 6);
Leto 5,5 (19’ st Bellucci 5,5), Bergessio
6, Castro 5,5

PUNTI

In caso di parità di punti la classifica viene stilata in base a: 1° Scontri diretti; 2° Differenza reti
negli scontri diretti; 3° Differenza reti generale; 4° Maggior numero di reti segnate; 5° Sorteggio.
Le prime due direttamente in Champions League, la terza ai preliminari di Champions, quarta e
quinta in Europa League, le ultime tre retrocedono in serie B.

REUTERS

Curci 5,5; Antonsson
5, Natali 5,5, Sorensen 5 (36’ pt Cristaldo 5,5); Garics 5, Friberg 5, Krhin 5,5 (1’
st Ibson 5,5), Christodoulopoulos 4,5,
Morleo 6; Kone 5,5;
Bianchi 4,5 (17’ st
Acquafresca 5)

TOTALE
PARTITE

ALL. Garcia

mi intrigano». Bisognerà risolvere la situazione, anche perché
c’è una stagione da programmare: «A fine campionato arriveremo a una conclusione, per forza», taglia corto Marotta. Società e allenatore si confronteranno da oggi a giovedì, approfittando dei tre giorni senza allenamenti, poi si deciderà: «Con il
presidente e il direttore (Marotta) ho esternato i miei pensieri ribadisce Conte - e magari in
questi giorni avremo il tempo
per rimarcarli».
La partita era corsa via con
tante occasioni, difese balneari,
qualche gol sbagliato e un bel po’
di calci, perché la rivalità reclama la sua parte. Pomeriggio movimentato anche intorno, se la
Curva Sud resta muta per mezz’ora, per poi issare gli striscioni:
«Forza Daniele», e «Daje Danié», ovvero De Santis, l’ultrà
sospettato di aver sparato ai tifosi napoletani. Seguito dal coro
in stereofonia: «O Vesuvio lavali
col fuoco». E subito dopo altra
hit: «Odio Napoli». Cori che saranno ripetuti anche più avanti.
Ripresa con altri spot. «Napoletano infame». Tra squalifiche e
allarme d’ordine pubblico, il
prossimo Roma-Napoli si potrebbe giocare all’estero. Chissà,
prossima dimora di Conte, che
ieri pareva ai saluti: «Sono orgoglioso di essere l’allenatore di
questa squadra e società: in ogni
caso, saremo amici».

Sport .35

.

s.t.: 27’ Dainelli (Ch)
Livorno-Fiorentina
0-1
s.t.: 12’ Cuadrado (Fi)
Sampdoria-Napoli
2-5
p.t.: 19’ Zapata (Na); 27’ Insigne (Na); 30’
Eder (Sa); 32’ Callejon (Na); s.t.: 2’ Hamsik
(Na); 16’ Mustafi (Sa) aut.; 43’ Wszolek (Sa)
Sassuolo-Genoa
4-2
p.t.: 16’ Floro Flores (Sa); 40’ Calaio’ (Ge);
s.t.: 21’ Biondini (Sa); 31’ Gilardino (Ge); 42’
Sansone (Sa); 44’ Floro Flores (Sa)
Torino-Parma
1-1
p.t.: 42’ Immobile (To); s.t.: 26’ Biabiany (Pr)
Roma-Juventus
0-1
s.t.: 49’ Osvaldo (Ju)

Prossimo turno

22 reti: Immobile (To).
20 reti: Toni (Ve, 3 rig.).
19 reti: Tevez (Ju, 1 rig.).
17 reti: Palacio (In), Higuain (Na, 5
rig.).
16 reti: Berardi (Sa, 6 rig.).
15 reti: Llorente (Ju), Paulinho (Li, 3
rig.), Gilardino (Ge, 4 rig.), Rossi (Fi, 5
rig.).
14 reti: Callejon (Na), Balotelli (Mi, 3
rig.), Di Natale (Ud, 4 rig.).
13 reti: Destro (Ro), Denis (At, 2 rig.),
Paloschi (Ch, 4 rig.), Cerci (To, 5 rig.).

19a di Ritorno 18/05 - Ore 20,45
Catania-Atalanta

(And. 1-2)

Chievo-Inter

(1-1)

Fiorentina-Torino

(0-0)

Genoa-Roma

ore 15,00

(0-4)

Juventus-Cagliari ore 15,00

(4-1)

Lazio-Bologna

(0-0)

Milan-Sassuolo

(3-4)

Napoli-Verona

(3-0)

Parma-Livorno

(3-0)

Udinese-Sampdoria Sab. ore 20,45 (0-3)

All’estero
Spagna

Inghilterra

37a Giornata

38a Giornata

Villarreal-Rayo Vallecano
Levante-Valencia
Athletic-Real Sociedad
At. Madrid-Malaga
Celta-Real Madrid
Elche-Barcellona
Espanyol-Osasuna
Getafe-Siviglia
Granada-Almeria
Betis-Valladolid

4-0
2-0
1-1
1-1
2-0
0-0
1-1
1-0
0-2
4-3

Cardiff City-Chelsea
Fulham-Crystal Palace
Hull City-Everton
Liverpool-Newcastle
Manch. City-West Ham
Norwich City-Arsenal
Southampton-Manch. United
Sunderland-Swansea
Tottenham-Aston Villa
West Bromwich Albion-Stoke City

1-2
2-2
0-2
2-1
2-0
0-2
1-1
1-3
3-0
1-2

Classifica

Classifica

At. Madrid 89; Barcellona 86; Real
Madrid 84; Athletic 69; Siviglia 60;
Real Sociedad 59; Villarreal 56; Celta 49; Levante 48; Valencia 46; Rayo
Vallecano 43; Espanyol, Malaga 42;
Elche 40; Getafe, Almeria 39; Granada 38; Valladolid, Osasuna 36;
Betis 25

Manch. City 86; Liverpool 84; Chelsea
82; Arsenal 79; Everton 72; Tottenham
69; Manch. United 64; Southampton
56; Stoke City 50; Newcastle 49; Crystal Palace 45; Swansea 42; West Ham 40;
Sunderland, Aston Villa 38; Hull City 37;
West Bromwich Albion 36; Norwich City
33; Fulham 32; Cardiff City 30

Germania

Francia

34a Giornata

37a Giornata

Augsburg-Eintracht F.
B. Leverkusen-Werder Brema
Bayern M.-Stoccarda
Hannover-Friburgo
Hertha Berlino-Borussia D.
Hoffenheim-Eintracht Braunschweig
Mainz-Amburgo
Schalke 04-Norimberga
Wolfsburg-Borussia M.

2-1
2-1
1-0
3-2
0-4
3-1
3-2
4-1
3-1

Ajaccio-Stade Reims
Bordeaux-Marsiglia
Evian Tg-Nizza
Guingamp-Tolosa
Lille-Paris-Sg
Lione-Lorient
Montpellier-Bastia
Nantes-St-Etienne
Rennes-Sochaux
Valenciennes-Monaco

2-1
1-1
2-0
2-0
1-3
0-1
0-2
1-3
1-2
1-2

5

RETI: pt 16’ Floro Flores, 41’ Calaiò; st 21’
Biondini, 31’ Gilardino, 41’ Sansone, 44’
Floro Flores
ARBITRO: Gervasoni 6
AMMONITI: Bertolacci, Antei, Berardi, Gilardino, Cabral, Burdisso, Antonelli
SPETTATORI: 12 mila circa

Classifica

Classifica

Bayern M. 90; Borussia D. 71; Schalke
04 64; B. Leverkusen 61; Wolfsburg
60; Borussia M. 55; Mainz 53; Augsburg 52; Hoffenheim 44; Hannover
42; Hertha Berlino 41; Werder Brema
39; Eintracht F., Friburgo 36; Stoccarda 32; Amburgo 27; Norimberga 26;
Eintracht Braunschweig 25

Paris-Sg 86; Monaco 79; Lille 68;
St-Etienne 66; Lione 58; Marsiglia
57; Bordeaux 52; Lorient 49; Stade Reims, Bastia 48; Tolosa 46;
Nantes 45; Rennes 43; Montpellier, Guingamp, Nizza 42; Evian Tg
41; Sochaux 40; Valenciennes 29;
Ajaccio 23

36 .Sport

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Atmosfera

In breve

Un passaggio della
carovana
del Giro
nella tappa
che ha
portato
i ciclisti
da Belfast
a Dublino
nell’ultima
tappa
in Irlanda

Inter, dopo l’addio al calcio

Zanetti vicepresidente?
1 Massimo

Moratti candida Zanetti per una poltrona
prestigiosa in società: «So
che ora c’è la vicepresidenza
per lui, sono felice che sia stato pensato». Un’idea del petroliere, non dell’attuale presidente Erick Thohir che per
l’argentino ha pensato ad un
percorso formativo prima
dell’ingresso in società.

Lo sbarco in Italia:
come ti impacchetto il Giro
La carovana lascia l’Irlanda, domani si riparte da Bari a tempo di record

Inghilterra, Premier

City campione
1 Il Manchester City con il

successo sul West Ham (2-0)
ha vinto la Premier League
davanti con 86 punti davanti
al Liverpool (84) e al Chelsea
(82). In Champions anche
l’Arsenal (79).

Spagna, sconfitta del Real

Liga tra Atletico e Barça
l’estero causano molti disagi sottolinea Roberto Amadio,
manager del team Cannondale -, ma il ciclismo è cambiato
e non è più radicato solo nella
GIORGIO VIBERTI
vecchia Europa. Tour e Vuelta
INVIATO A DUBLINO
fanno come il Giro: vanno dove ci sono i soldi».
Per una partenza del Giro
l Giro torna oggi in Ita- in una città italiana gli orgalia con tre voli charter nizzatori avrebbero incassato
da Dublino a Bari e la al massimo un quarto di quansperanza di trovare il to ottenuto dall’Irlanda. L’acsole. Le tre tappe ini- cordo con Belfast era già stato
ziali in Irlanda sono state firmato più di un anno fa, oggi
fredde e bagnate, ma hanno invece per il via del Giro 2015,
fatto sorridere gli ammini- che avverrà sicuramente in
stratori locali e
Italia, siamo in
gli organizzaRIPARTENZA alto mare. Le
tori della Corprincipali
Team divisi in due: due
sa Rosa. Il bilocalità candiuna metà all’estero, date - Torino
lancio è lusinl’altra già in Puglia (Città Europea
ghiero: 200 mila spettatori
delle
Sport
per la cronosquadre di aper- 2015) e Milano (che ospiterà
tura a Belfast (che di abitan- Expo 2015) - per motivi polititi ne ha meno del doppio), ci non sanno ancora se e quancirca 400 mila lungo il per- to potranno investire. «Meglio
corso della 2ª tappa di saba- all’estero» aggiunge Amadio.
to con arrivo e partenza
I big-team di questo Giro
sempre nella capitale dell’Ir- 2014 - ciascuno composto da
landa del Nord, infine folla una trentina di persone tra
numerosissima anche ieri
nell’Eire e sul traguardo a
Dublino. «Un exploit superiore alle attese» ha detto
Stephen Roche, ex campione irlandese (nel 1987 fece
tripletta Giro-Tour-Mondiale) e testimonial locale del
1 Nella 3ª tappa, secondo
Giro. Raggianti anche gli orsuccesso consecutivo in volata
ganizzatori di Rcs Sport, che
per il tedesco Marcel Kittel. In
ha beneficiato in larghissima
classifica Scarponi ha strappato
parte dei 5 milioni di euro in11” agli altri pretendenti alla
vestiti da Nord Irlanda
maglia rosa, rimasta all’austra(80%) ed Eire (20%) per un
liano Matthews. Armagh-Dublievento giudicato epocale.
no di 187 km: 1. Kittel (Ger); 2.
Ma le 22 squadre del Giro
Swift (Gbr); 3. Viviani; 4. Appolcome hanno vissuto il via irlonio; 5. Bouhanni (Fra); 6. Boaslandese? «Le partenze dal-

Reportage

I

15.000
Costo in euro
Delle principali squadre del
Giro per i 10 giorni in Irlanda
In parte rimborsati
dall’organizzazione

30
Uomini
I componenti dei principali
team, tra corridori, staff e
dirigenti. Metà ha viaggiato
in aereo, metà in nave

corridori, ds, massaggiatori,
meccanici, medici, cuochi... hanno trascorso in Irlanda 10
giorni. Metà del personale vi
era giunto in aereo, l’altra metà in nave, con i mezzi.
«La Cannondale ha portato
un motorhome, tre ammiraglie, un van ospitality e un camion con le bici e alcune derrate alimentari», cioè pasta,
olio, parmigiano, cereali e così
via. Costo della spedizione: 15
mila euro. Che però l’associazione mondiale delle squadre
ha ottenuto che venga in buona parte rimborsato dagli organizzatori. «Di fatto spenderemo come se la partenza fosNEL FUTURO

3
Giorni
Il riposo (un giorno in più
rispetto al regolamento)
concesso per permettere
la trasferta in Irlanda

Matthews resta in rosa, oggi riposo
Kittelsenzarivali:bisinvolata
son Hagen (Nor); 7. Ferrari; 9.
Nizzolo (Ita). Classifica: 1. Matthews (Aus); 2. Petacchi 8”; 3.
Oss 10”; 4. Durbridge (Aus); 5.
Santaromita; 6. Tuft (Can); 8.
Uran (Col) 19”; 14. Evans (Aus)
21”; 32. Scarponi (Ita) 41”. Oggi
primo giorno di riposo, a Bari.
Domani 4ª tappa GiovinazzoBari di 112 km per velocisti.

Gli organizzatori pensano
ad altre partenze all’estero
Anche dagli Stati Uniti
se avvenuta in Italia. Resta
però il disagio di aver dovuto raddoppiare la disponibilità di mezzi di trasporto, bici comprese»: un’altra carovana Cannondale, uguale a
quella che era stata inviata
in Irlanda, ieri ha raggiunto
Bari dove domani si disputerà la 4a tappa. «Ma gli sponsor sono molto contenti della visibilità avuta in Irlanda
- conclude Amadio -. E la
simpatia, l’entusiasmo e
l’ospitalità a Belfast e Dublino sono state perfette».
Dunque prepariamoci ad altre partenze rosa dall’estero: Montenegro, Slovenia,
Olanda, Austria, Svezia, Dubai e addirittura Stati Uniti
hanno già avanzato munifiche candidature. Altro che
semplice Giro d’Italia.

1 Si decide all’ultima gior-

nata la Liga, ma il Real Madrid esce dalla contesa dopo
il ko 2-0 in casa del Celta. Due
pareggi per l’Atletico Madrid
(1-1 con il Malaga) e Barcellona (0-0 con l’Elche) che si sfideranno domenica prossima
nello scontro diretto.

Russia, Zenit-Dinamo M.

Invasione con rissa
1 Il capitano della Dinamo

Mosca, Vladimir Granat, è
stato colpito al volto da un sostenitore dello Zenit che ha
invaso il campo a San Pietroburgo con altri tifosi, costringendo l’arbitro a sospendere
la partita al 43’ st, sul 4-2 a
favore dei moscoviti.

Tennis, Internazionali al via

BASKET

Ecco i playoff
Sassari
strappa
il quarto posto
PIETRO SCIBETTA

L’ultima giornata di regular
season proponeva una sfida
ininfluente per la classifica
ma comunque suggestiva,
quella tra Siena e Milano: vince l’EA7 (85-74, 23 e record
personale per Samardo Samuels), applausi per gli ex, da
coach Banchi, al preparatore
Danesi, ai giocatori Hackett,
Moss e Kangur. Entrambe
erano comunque già certe
della loro posizione finale, come lo era Cantù (3°), che ha
sconfitto Bologna (85-74, Aradori 24).
Molto più interessanti, però, le gare che hanno riguardato il tabellone dei playoff:
Sassari domina Brindisi 97-78
(28 per Caleb Green), e toglie
ai pugliesi il quarto posto. Si
rivedranno al primo turno dei
playoff. L’ottavo e ultimo posto della griglia lo prende Pistoia, che batte Caserta 73-68
(Wanamaker 21) e lascia fuori
i campani, che hanno avuto la
peggio nella parità a tre dal 7°
al 9° posto con i toscani e la
già qualificata Reggio Emilia.
In fondo alla classifica, il
derby marchigiano a distanza
premia Pesaro, che battendo
Venezia 86-73 (23 punti a testa per Elston e Petty) agguanta Montegranaro (sconfitta a Cremona 79-73) e per il
vantaggio negli scontri diretti
le lascia l’ultimo posto e ottiene dunque la salvezza.

Oggi Fognini-Rosol
1 Via

agli Internazionali
d’Italia, oggi. Otto gli italiani
in campo (dalle 11): Schiavone-Bouchard;
PennettaMeusburger, Bolelli-Travaglia, Knapp-Ivanovic, Volandri-Simon; Lorenzi-Riba; Fognini-Rosol.

I playoff
INIZIANO IL 19 MAGGIO
primo turno al meglio delle 5 gare,
semifinali e finale al meglio delle 7

1

EA7 Armani
Milano

8

Giorgio Tesi
Pistoia

Nadal vince a Madrid

4

1A

Madrid Nadal salvato
dall’infortunio alla schiena di
Nishikori. Finale: Nadal b.
Nishikori 2-6 6-4 3-0 ritirato.

5

Banco di Sardegna
Sassari
Enel
Brindisi

Tuffi, Grand Prix

7

Montepaschi
Siena
Grissin Bon
Reggio Emilia

3

Vitasnella
Cantù

6

Acea
Roma

Nishikori si ritira

Benedetti terzo
1 Al

Grand Prix di Puerto
Rico Benedetti è 3°dai 3m
con 413.85 p. dietro al cinese
Zhiyi e al brasiliano Castro.

2

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Sport .37

.

Deluso

«Rosberg? Siamo
amici... Era più
veloce ma l’ho
tenuto dietro»

Fernando
Alonso,
32 anni,
spagnolo,
campione
del mondo
2005
e 2006, è
alla quinta
stagione
alla Ferrari

Sconsolato

Difficile essere
soddisfatti
Se giocassimo
nella Liga
andremmo
in campo lo stesso
sapendo
che il titolo andrà
a Barcellona o Real
Fernando Alonso
LAPRESSE

il caso
STEFANO MANCINI
INVIATO A BARCELLONA

opo cinque gare è
già finita: bisogna
scorrere i libri di
storia della Formula 1 per trovare
una squadra forte come la
Mercedes 2014 e una Ferrari
disastrata come quella di
Alonso e Raikkonen, due campioni del mondo, mica i Berger
e gli Alesi degli Anni 90. Il
Gran premio di Spagna dilata
gli spazi tra i nuovi dominatori
e il resto del gruppo. Quando
Lewis Hamilton prende per la
quarta volta consecutiva la
bandiera a scacchi e Nico Rosberg lo segue staccato di soli
sei decimi, nell’autodromo di
Montmelò cala il silenzio. Il rumore ovattato dei motori turbo è lontano. Trascorrono 50
interminabili secondi prima
che sul traguardo sfrecci la
Red Bull di Ricciardo e un altro mezzo minuto prima di vedere il compagno di squadra e
campione in carica Vettel. Distanze surreali.
I ferraristi sono ancora più
indietro: Alonso (6°) evita il
doppiaggio, Raikkonen (7°) si
vede invece sventolare la bandiera blu di solito riservata ai
Chilton e agli Ericsson e deve
farsi da parte, lasciare che i
due primi della classe combattano la loro sfida personale.
Sfida che, in verità, pare già risolta: Rosberg ha vinto in Australia approfittando del ritiro
di Hamilton, che ha recuperato aggiudicandosi tutti i Gp
successivi e adesso è in testa

D

Ferrari lenta e doppiata
nel festival della Mercedes
F1, crisi Rossa anche in Spagna: Alonso 6°. Hamilton fa poker
Senza storia
Il doppiaggio
subito
all’ultimo giro
da Raikkonen.
superato
da Hamilton
e Rosberg

FUORI

GIRI

La McLaren è sparita
Il lato B di Stoccarda
roppo facile di questi
tempi parlare bene della
Mercedes e male della
Ferrari. Si può tentare il contrario, sforzandosi un po’ e
guardando il lato B della storia.
Prendiamo per esempio l’amaro destino della McLaren, tre
gare consecutive senza rimediare neanche un punticino
malgrado a reggerne il timone
sia tornato Ron Dennis. Il motore della McLaren è lo stesso
che fa volare Hamilton e Rosberg. La differenza è che la

T

Mercedes la power unit se la
progetta e costruisce in casa,
su misura per il proprio telaio.
Non è una questione di cavalli
come si favoleggia. La Ferrari
c’entra per un altro motivo:
prima di criticarla per i risultati recenti pensiamo a quanto
(poco) ha vinto la sua rivale
storica da Hakkinen in poi. Altro effetto collaterale, non si
parla più di un ritorno di Alonso in McLaren: Fernando è già
depresso così, non ha più la forza di litigare con Dennis. [S. MAN.]

alla classifica generale con 3 che gli ha fatto perdere la sesta
punti di vantaggio sul compagno posizione a vantaggio di Alonso.
di squadra e 51 su Alonso.
Il nuovo team principal Marco
Nessuno si azzarda a pro- Mattiacci ancora non comunica
nunciare la parola rimonta. con i media, in attesa di fare
Non lo fa la Red Bull, che è co- esperienza e di poter prendere
munque riuscita a mettere in- decisioni che non possono più
sieme una buona macchina do- venire rinviate, e al suo posto
po aver saltato i test invernali l’unico commento è un comuniper una catena infinita di pro- cato stampa con le parole di Pat
blemi tecnici. Non lo fa a mag- Fry: «Cercheremo di sfruttare i
gior ragione la Ferrari, che ha due giorni di test in programma
rinviato a giugno nel Gran pre- questa settimana a Montmelò
mio del Canada il prossimo pac- per proseguire con lo sviluppo
chetto di novità.
della F14 T», la
La stagione è se- RAIKKONEN 7° A 1 GIRO promessa del dignata. Lo sa bene
tecnico.
Il rischio è ripetere rettore
Alonso, che sceTra due settiglie la metafora il ’93: un campionato mane a Montecalcistica: «Se intero senza vittorie carlo le uniche
giocassimo nella
modifiche sono
Liga spagnola e fossimo quarti quelle solite per correre nelle vie
o quinti continueremmo co- di una città: assetto, ali ad alto
munque ad andare in campo, carico, minore raggio di sterzapur sapendo che il titolo andrà ta. «Lì la Red Bull potrebbe dare
a Barcellona o Real».
fastidio alla Mercedes - prevede
Il doppiaggio subìto da Alon- Alonso -. Anche noi cercheremo
so nel 2011 proprio qui in Spagna di migliorare e di portare a casa
costò il posto al dt Aldo Costa. un buon piazzamento». Non diOra non ci sono teste da sacrifi- ce che la stagione è finita. Non
care. Stefano Domenicali ha of- gli era mai successo così presto
ferto la propria, dopodiché non è nei cinque anni di Ferrari. Ancambiato nulla. A fine gara nes- che nelle stagioni peggiori tipo il
suno ha spiegato che cosa sia 2013 la resa è arrivata a fine
successo ieri né che cosa acca- estate. Stavolta il rischio è di scidrà domani. Per esempio, rima- volare ai livelli del 1993, l’ultimo
ne sospesa la protesta via radio campionato in cui non arrivò
di Raikkonen, che non ha gradi- nemmeno un successo.
to la strategia su due sole soste
www.lastampa.it/mancini

5

domande
a
Lewis Hamilton
leader del Mondiale

CRISTIANO CHIAVEGATO
BARCELLONA

Hamilton, lei si è lamentato
ancora con i tecnici della
macchina...

«Rosberg era più veloce di
me. Per questo chiedevo aiuto per trovare l’assetto giusto. Pigiavo tutti i bottoni sul
volante e muovevo le levette.
Alla fine sono riuscito a tenerlo dietro».
Quarta vittoria di fila, la 26a
in carriera, altrettante doppiette della Mercedes e il
primo posto in classifica.

«È stato il mio primo successo in Spagna, dopo otto tentativi. È stata dura battere il
mio compagno. Abbiamo una
monoposto fantastica».
Avete già vinto il campionato?

«Io non ci penso. Qui c’erano i
membri del consiglio d’amministrazione del gruppo
Daimler. L’anno scorso,

quando era presente il presidente Zetsche, generalmente
avevamo disputato pessime
gare. È stato meraviglioso
sfatare una storia negativa».
Il rapporto con Rosberg può
diventare difficile?

«No, collaboriamo e siamo
anche amici. Dovremo stare
insieme molto tempo. Abbiamo contratti a lungo termine...».
Sorpreso dal dominio Mercedes?

«Quando decisi di passare in
questa squadra ero certo che
saremmo stati competitivi.
Ma non avrei mai immaginato di poter avere un vantaggio di 50 secondi sulla Red
Bull. I segreti? Tanto lavoro e
una grande monoposto sotto
tutti gli aspetti. Aerodinamico, meccanico e di motore, il
migliore che la squadra abbia
mai costruito».

T1 CV PR T2

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

Mattioli all’internazionalizzazione, Gay presidente nazionale GG

Torino ai vertici di Confindustria
L’inizio del secondo
biennio di Giorgio Squinzi è
caratterizzato da grande
fermento in Confindustria:
le nuove nomine, spinte
anche dai primi effetti della
riforma Pesenti, stanno
infatti cambiando la
geografia dei vertici e
l’identikit della governance
interna della maggiore
associazione imprenditoriale
italiana. La squadra di
presidenza scende da 21 a 16
e, dopo l’elezione a inizio
settimana del torinese Marco
Gay alla presidenza dei
Giovani, c’è da registrare la
novità dell'ingresso di Licia
Mattioli in veste di
presidente del Comitato
tecnico per
l'internazionalizzazione e
investitori esteri. Arriva,
inoltre, la vicepresidenza per
il Centro Studi a Carlo
Pesenti, che la Riforma l’ha
seguita personalmente,
mentre escono dalla squadra,
per motivi vari, Aurelio
Regina, Fulvio Conti,
Massimo Sarmi, Giuseppe
Recchi, Paolo Zegna e Samy
Gattegno, in particolare
diminuisce la presenza
dell’impresa a capitale

Licia Mattioli

pubblico.
Un significativo
cambiamento, che riconosce
al nostro territorio un
importante ruolo di
rappresentanza degli
interessi manifatturieri, sia
sul versante strategico
dell’internazionalizzazione,
sia su quello delle proposte
di “novità” e di prospettiva
tipiche dei “giovani”: un
vero successo di squadra! Se
l’elezione di Marco Gay era
peraltro un’affermazione già
emersa nitidamente dal
confronto nazionale, per
l’incarico a Mattioli si tratta
di un riconoscimento molto
recente, tanto inaspettato

Marco Gay

quanto meritato. E’ forse
maturato anche sull’onda
dell’iniziativa “La ripresa
passa dall’impresa”, che ha
interpretato le inquietudini e
le richieste del mondo
produttivo italiano,
culturalmente e
politicamente trascurato, e
che è coincisa con l’ascesa di
Renzi a Palazzo Chigi. Si è
riusciti così a dare voce, in
modo misurato, ma incisivo e
sicuramente originale, con
tanti significati espressi
senza scenate, alla protesta
delle imprese, in particolare
delle piccole e medie,
esasperate dalla crisi e
dall’indifferenza della

politica e di buona parte del
Paese. Un risultato maturato
sul “muro” di rose di fronte
a Montecitorio e in una
Confindustria aperta al
dialogo, ma consapevole
della assoluta necessità di
risultati reali e rapidi a favore
delle aziende e determinata
a conseguirli. Fare squadra
insieme a Squinzi è il mantra
del team di Confindustria e
Marco Gay ha le idee
chiare: sostiene che il futuro
è dei giovani e, mentre
sottolinea l’identità
anagrafica con il Premier,
dice - intelligentemente che in questo momento i
Giovani non devono però
alimentare rotture ma, al
contrario, essere un soggetto
responsabile che favorisce
un grande patto
generazionale. Perché il
momento resta difficile. Alla
Mattioli tocca interpretare
un compito arduo, ma già
svolto con successo dalla sua
azienda e alla Federorafi di
cui è presidente: portare
all’estero quel sistema di
PMI italiane che sul mercato
interno arranca, mentre
all’estero è più che mai
apprezzato per il gusto, lo

stile e il formidabile mix di
qualità, creatività ed
artigianalità di cui è
espressione. Si tratta però di
fare in fretta e di avere il
coraggio di andare, prima
degli altri, anche sui mercati
non consueti e non ancora
consolidati, dall’Africa a
Macao, da Singapore al
Qatar, all’Indonesia,
affrontando anche i problemi
delle barriere tariffarie e
non. Inoltre, Mattioli dovrà
prendere in esame i
problemi che le

multinazionali devono
affrontare nell’investire in
Italia, cercando di attrarre
nel nostro Paese capitali e
nuovi insediamenti
produttivi. Non è un caso se
non solo Gay, ma anche
Mattioli, Ilotte, Gallina, Dal
Poz (pressoché tutto il nostro
Comitato di Presidenza),
oltre all’attuale Presidente
Giovani Tumiatti, hanno
fatto parte della squadra dei
Giovani Imprenditori
torinesi, palestra e fucina per
il sistema associativo.

IN BREVE
Ottava edizione per il
“Premio per l’Innovazione
nell’ICT” dedicata a Pier
Giorgio Perotto e a Tarcisio
Zucca Alessandrelli.
Il 30 maggio vi sarà la
premiazione dei 4 vincitori.
Il Premio, nato nel 2001, è
organizzato dai Club CDI di
Torino, CTI Liguria e
dall’AICA. Info:
www.premioperottozucca.it
Le iscrizioni per la tappa
torinese del Road Show

Etiopia di mercoledì 14
maggio, presso il nostro
Centro Congressi, scadono
oggi lunedì 12. Per info:
Servizio Estero tel.
011.5718296
Domani alle ore 21.00,
presso il Centro Congressi,
in occasione dei MartedìSera
si terrà una serata dedicata
alla storia della Lavazza.
Intervengono Marco Lavazza
con Giuseppe Berta, Piero
Fassino e Licia Mattioli.

AZIENDE D’ECCELLENZA
WISILDENT: DIETRO UN SORRISO
PERFETTO, RICERCA E INNOVAZIONE
Vende i suoi prodotti per il 90 per cento in Piemonte
e il resto sul territorio nazionale, ma deve la sua forza
alla collaborazione con centri di ricerca pubblici e
privati esteri. La torinese Wisildent - laboratorio
industriale specializzato nella produzione di protesi
dentarie, inserti e strutture per impianti in ceramica
e metallo, nonché nell’utilizzo di materiali ceramici è un ulteriore esempio di come la proiezione estera
per un'impresa sia oggi una strategia vincente. Anche
per un'azienda odontotecnica come Wisildent: in
questo caso si tratta di acquisizione di know-how
dall'estero e non di business, che offre risorse per
fare affari e per di più nel proprio ambito naturale.
"Le collaborazioni con centri di ricerca come quelli
di Ge nel campo dell'health care, o con l'olandese
Tno, o con l'incubatore di imprese inglese che fa
capo alla Twi - spiega l'ad di Wisildent, Alberto
Lazzaro - ci hanno portato a risultati inimmaginabili

nell'offerta ai nostri
clienti (medici
dentisti e
odontotecnici) di
nuove metodiche e
nuove tecnologie
che ci erano
precluse”. Wisildent,
con sede
a Torino, impiega attualmente una quindicina di
persone tra dipendenti e collaboratori.
Il fatturato, compresa la parte di contributi da ricerca
e sviluppo, è stato nel 2013 di circa 600mila euro, in
costante crescita negli ultimi 5 anni.
Lo spirito imprenditoriale giovane e dinamico
caratterizza questa società, che sta lavorando per dare
vita a uno spin off partecipato anche dall'Universita'
di Torino, per utilizzare materiali innovativi
(biomateriali) e alternativi al titanio nell'ambito
dell'implantologia, con l’obiettivo di aumentare la
gamma della sua offerta.

39

T1 CV PR T2

Gli autovelox della settimana in città
Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio

Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri

Strada Aeroporto

Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Via Guido Reni
Corso Tazzoli
Corso Orbassano
Corso Cosenza

Corso Siracusa
Corso Allamano
Corso Salvemini
Corso Francia
Corso Peschiera
Corso Trapani
Via Mazzarello
Corso Rosselli
Via Sansovino

Strada Pianezza
Via Zino Zini
Via Pio VII
Strada del Drosso
Via Plava
Corso Galileo Ferraris
raris
Via Onorato Vigliani
ani
Corso Settembrinii
Via Biscaretti di Ruffia
uffia

14 mag

Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa

Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Corso Orbassano

Via Zino Zini
Via Pio VII

15 mag

Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa

Strada Aeroporto
Corso Agnelli
Corso Moncalieri

Via Bologna
Corso Tazzoli
Corso Orbassano

Oggi

Domani

IL TEMPO IN CITTÀ
Un anno fa

MIN (˚C)

Ieri

10

13.7

13.6

MAX

Oggi

20

25.3

24.7

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

1
15 mag

16 mag
1

Centimetri
LA STAMPA

17 mag
1

Corso Cosenza
Corso Siracusa
Corso Allamano
Corso Salvemini
Corso Francia
Corso Peschiera
Corso Trapani
Via Mazzarello
Corso Rosselli
Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri

Via Sansovino
Strada Pianezza
Via Botticelli
Corso Vercelli
Corso Novara
Via Agudio
Corso Cairoli
Via Zino Zini
Via Pio VII
Strada Aeroporto
Via Zino Zini
Via Bologna
Corso Novara

Corso Galileo Ferraris
Corso Giulio Cesare
Strada Traforo al Pino
Strada del Drosso
Via Onorato Vigliani
Via Plava
Corso Settembrini
Via Biscaretti di Ruffia

Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio

Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri

Strada Aeroporto

Via Agudio
Corso Cairoli
Via Pio VII
Strada Comunale
di Pecetto

DOMENICA 18 MAGGIO 2014 NESSUN ACCERTAMENTO.
SI RICORDANO IN
INOLTRE LE POSTAZIONI FISSE DI C.SO REGINA MARGHERITA 401/A E C.SO UNITÀ D’ITALIA

TORINO

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it

LA STORIA

Il bancomat
che sembra
Robin Hood
EMANUELA MINUCCI
il bancomat della
Cultura. Ti presenti lì e anziché
prelevare, versi.
Un gesto in grado
di capovolgere l’idea platonica di cassa continua.
Il Robin Hood degli sportelli automatici è in funzione alla
lounge del Circolo dei Lettori,
Padiglione 5, Salone del Libro,
Lingotto, Torino. È arrivato
senza farsi
troppa pubblicità (anche se
l ’a s s e s s o r e
uscente alla
Cultura Michele Coppola
ha annunciato
di volerne sistemare uno in ogni museo),
ma intanto sono già decine gli
avventori del Salone da sfogliare che hanno versato piccole e grandi somme per finanziare due progetti culturali del Circolo dei Lettori.
Si chiama «Donachiaro»,
ed è un’idea in grado di bloccare l’attenzione del più frenetico dei visitatori e farlo
pensare. Primo: che strano
bancomat. Secondo: un bancomat che mi permette di versare, ma a chi? Terzo: alla Cultura che non naviga certo in
acque in cui galleggiano le
banconote. E a quel punto chi
ci crede tira fuori volentieri il
portafoglio perché sa che quel
denaro finirà direttamente
nelle casse del beneficiario.

È
REPORTERS/DANIELE SOLAVAGGIONE

Anche ieri il Salone ha fatto il pieno al Lingotto. Ora il record assoluto di presenze è possibile

OGGI LA CHIUSURA AL LINGOTTO POSSIBILE IL TRAGUARDO DEI 400 MILA VISITATORI

Il Salone in cerca del record
La ministra dell’Istruzione Giannini intervistata dagli studenti
“I professori dovrebbero suggerire i libri, non costringere alla lettura”
scuola. Contestata
Ultimo giorno. Il Salone
* La
dai professori precari, la * chiude questa sera alle 22,
ministra Giannini è stata
festeggiata dai ragazzi di
Bookblog che l’hanno intervistata in pubblico.
«A scuola, i libri vanno
consigliati, non imposti», ha detto il ministro
agli studenti. Annunciato anche il ritorno nei
programmi dell’educazione musicale.

con la speranza di battere
il record di biglietti dello
scorso anno, magari raggiungendo quota 400 mila
visitatori. Per l’edizione
del 2015, intanto, si torna a
parlare di un’«estensione»
del Salone ai locali dell’Oval.

Giacosa, Francia, Insalaco, Serra
e Tortello DA PAGINA 40 A PAGINA 43

IL FUTURO

GLI AFFARI

GLI STAND

Una lettera
Oltre cento
per chiedere titoli
la riconferma su Francesco

Dove sono
finiti
i gadget?

Picchioni e Ferrero
scrivono a Fassino

Pochi omaggi
in tempo di crisi

Servizio A PAGINA 40

Gli editori: stanno
salvando il mercato
Maria Teresa Martinengo A PAG.43

Francesca Rosso A PAGINA 41

Sport
Martedì 13 maggio ore 18
Circolo della Stampa di Torino
Corso Stati Uniti 27

A 40 ANNI DAL
REFERENDUM SUL DIVORZIO DEL 1974
dibattito sul tema

IL DIVORZIO IERI, OGGI,
DOMANI IN ITALIA:
UN CONFRONTO A MOLTE VOCI
REPORTERS

Pms, che rimonta
Centrata la semifinale
Domenico Latagliata A PAGINA 46

a cui intervengono
Dr. Pier Giorgio ALGOSTINO,
Don Piero GALLO,
On. Bruno MELLANO,
Avv. Magda MORRA,
Prof. Pier Franco QUAGLIENI,
Avv. Bruno SEGRE
Moderatore Dr. Alessandro Rosa
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Salone
del

Libro

Aperitivo Masterchef

La moglie modello

Ferrero, Massobrio e
Gobino dialogano
sull’aperitivo

L’ultimo libro comico
Annalisa Aglioti alle 14
nello Spazio incontri

Contestata dai prof
festeggiata
dagli studenti
La ministra dell’Istruzione Giannini al Lingotto
“I libri a scuola vanno suggeriti, non imposti”
LETIZIA TORTELLO

Ti accorgi che i tempi cambiano e gli ideali cadono, di generazione in generazione, quando gli insegnanti attendono il
ministro per farsi sentire e gli
studenti la accolgono come
una star. Ieri mattina, ad
aspettare il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, al suo ingresso al Salone
del Libro, è stata la (pur blanda) contestazione di un gruppo di insegnanti, che con cartelli e striscioni si è avvicinata
per fare sentire la sua voce.
«Paghiamo 2.600 euro per 30
esami, e poi, dopo la laurea,
dieci anni di insegnamento
per rimanere in terza fascia».
Erano i docenti dei Pas (Percorsi di Abilitazione Speciale), appesi ai pochi concorsi,
intrappolati nel labirinto delle
graduatorie.
I ragazzi

Nessuna tensione. La situazione si è risolta quando il ministro
ha promesso di incontrarli. Ben
altra festa, invece, hanno riservato alla Giannini gli studenti di
medie e superiori che allo spazio Bookblog, la redazione dei
ragazzi del Bookstock Village,
l’hanno prenotata per un’intervista sull’importanza della
scuola per la lettura. Le hanno
riservato un’accoglienza calorosa, foto con il cellulare e sorrisi emozionati. Lei si è concessa
con simpatia e interesse: «Mi
sembra di stare seduta all’interrogazione», ha detto, quasi
timida, tra due allieve nel ruolo
di giornaliste. «Come mai si legge sempre un po’ meno?», chiedono i ragazzi. Domanda critica. Giannini ci gira attorno: «La
generazione degli adulti non

Up&down

1 L’offerta per i bambini,

dai libri parlanti al primo volume con cui fare il bagnetto che
volendo si trasforma in salvagente è davvero ricca. Ci si potrebbe passare un giorno a
cercare un regalo da sfogliare
per i propri baby-lettori. da
quest’anno anche la maglia
del Salone taglia 0.
[E.MIN.]

dà un consiglio agli insegnanti: «I
libri da leggere vanno suggeriti,
non imposti, altrimenti si ottiene
l’effetto opposto». I ragazzi del
Bookblog, venuti da Ferrara, Torino, Modena e Pordenone, hanno voluto approfondire la dolente
nota della formazione musicale,
ormai dimenticata: «La musica
va restituita alla scuola, e viceversa, per scoprire i talenti fin da
piccoli. Il nostro Paese ha un debito storico con la musica». A
margine dirà che ha tra le sue
priorità il riordino del settore
Afam, l’Alta formazione artistica,
musicale e coreutica, fin dall’a
scuola dell’Infanzia.

C’era anche il Guardasigilli
Il ministro Andrea Orlando ha partecipato a due dibattiti: il
primo sulla giustizia il secondo sull’affollamento delle carceri

A scuola prima

1 Qualcuno ora dice: ci pen-

seranno i tedeschi a mettere il
silenziatore al Salone. È vero,
c’è tanto rumore e forse il
prossimo anno sarà la volta
buona che gli stand dai decibel proibiti saranno sistemate
un po’ più lontano dalle aree
dibattito in cui si parla di raccoglimento zen.
[E.MIN.]

ama tanto leggere. Ci sono pochi
libri nel cinema e in tv», spiega,
ribadendo quanto detto dal ministro alla Cultura Franceschini,
all’apertura del Salone. «Ci siamo spostati verso un mondo che
predilige le informazioni veloci,
internet, la televisione. Ma è così
anche negli altri paesi, dunque su
questo non rispondo oltre».
La musica

Sollecitata dai giovani, Giannini

Così come non fa mistero di stare
lavorando per un riordino del sistema scolastico: «In tutta Europa vanno a scuola a 5 anni. Spesso, a sei sembrano già annoiati,
sembrano ripetenti. L’eventuale
taglio di un anno per la scuola secondaria superiore, deve tenere
presente che bisogna rivedere
parallelamente anche le medie».
Parlando ai cronisti in erba
del Bookblog, Giannini si complimenta: «Che bell’iniziativa,
parte da loro e li impegna in una
cosa da adulti». E poi al sindaco
Fassino, arrivato per salutarla:
«Bisognerebbe trasferire quest’energia positiva di Torino in
tutta Italia».
Open day della lettura

Il sindaco ha pronta la risposta:
«Con Franceschini abbiamo in
progetto gli open day della lettura, in tutti i Comuni». Una proposta lanciata al Salone, con le Città
del Libro, che vedono Torino capofila di un progetto nazionale,
per riportare la lettura «nelle
abitudini delle famiglie», puntualizza il ministro.

La protesta dei precari
L’hanno accolta i cartelli di protesta, poi però il ministro
dell’Istruzione Giannini ha incontrato i professori

Il futuro

I vertici a Fassino: dacci un altro anno
“Nel 2015 un Salone più comodo”
EMANUELA MINUCCI

«Chiederemo a «Gl Events»
un Salone più comodo, con
spazi di relax, perché è un
peccato vedere la gente costretta a mangiare la pizza sui
gradini o leggersi un libro seduto per terra. D’altronde sarà anche l’edizione dell’Expo,
quindi si può pretendere di
migliorare, perché si può sempre migliorare». L’assessore

alla Cultura del Comune Maurizio Braccialarghe guarda già
avanti. Pensando anche all’aspetto pratico del Salone: più
panchine dentro e fuori dal Lingotto, qualche rastrelliera per i
tanti che arrivano in bici, chaise-longue e tavolini all’esterno.
La lettera a Fassino

Alla riunione di domani in cui il
duo Picchioni&Ferrero verranno ricevuti dal sindaco per par-

lare della loro riconferma. In
proposito, i vertici del Salone
hanno scritto una lettera a Fassino in cui chiedono di accompagnare la Fiera ancora per un
anno, dal momento che è l’anno
dell’Expo e della Germania Paese ospite. Quella conferma c’è,
pare infatti che sia il candidato
presidente alla Regione Chiamparino sia il sindaco, abbiano
già comunicato a Picchioni che
per il ancora per il 2015 squa-

T1 CV PR T2

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Campioni piemontesi

L’anomalia Fiom

Travaglio e la mafia

Landini e Ferrero con
Polo e Rinaldini alle 16
nello Spazio Autori

L’autore presenta «E’
stato la mafia» alle 17
in sala Gialla

Mi scusi,
ma che fine
hanno fatto
i gadget?
FRANCESCA ROSSO
acciatori di autografi, golosi pronti ad assaltare i vassoi con
scatti da centometrista pur
di assaggiare i piatti degli
chef, patiti di selfie con l’autore. Sono loro i frequentatori più curiosi del Salone.
Oltre, naturalmente, agli
appassionati da libri.
Ma c’è una categoria che
merita un capitolo a parte: i
collezionisti di gadget. Hanno l’occhio allenato a scovare gli stand dove l’omaggio
è gratuito, senza neanche
comprare un libro. Sanno
prendere con nonchalance
manciate di borse o biro.
Sono disposti a tutto pur di
conquistare un adesivo o
un portachiavi. Sono preparati: sanno chi dispensa
gadget e chi no.
Oggi una signora si è rivolta all’ufficio che trasforma i problemi in soluzioni
chiedendo una mappa dei
cadeaux.
«Ma come è possibile ha chiesto - che in un periodo di crisi ci siano così pochi omaggi? Io colleziono
cordini, borse, sportine di
stoffa, ma quest’anno non
c’è quasi nulla. Sono 25 anni che vengo al Salone e
conservo tutto. Anzi, molte
cose le spedisco a mio fratello in Sudamerica».
E così, l’ufficio che tutto
subito era un po’ seccato, si
è intenerito e la signora ha
ricevuto una borsina, un
cordoncino e la cioccolata
del Salone. Era così contenta che voleva incorniciare
tutto, cioccolata compresa.
No, quella no. La consumi, signora, se la goda, è
tutta per lei. Un premio per
la sua dedizione e la sua capacità di raccogliere e dare
valore alle cose che ne hanno poco. Un giorno, forse,
ne farà un museo.

C

Un «Volo» fra i bambini
È stato uno dei momenti più teneri del Salone : Fabio Volo che
gioca insieme con i baby lettori

La suggestione Oval

Ma domani, forti di risultati di
pubblico che hanno un bel «più»
davanti si parlerà anche di nuove
lounge e così, frasi come quella di
Bruno Gambarotta che ieri ha
sbuffato:«Non è un Salone per
vecchi», hanno fatto rapidamente il giro della fiera.
«Possiamo ripensare tutto,
anche mettere in gioco l’Oval dice il presidente di Gl Events
Règis Faure - pensando alla
Germania Paese ospite e magari ad una mostra dedicata al
2015 come si fece per i 150 anni
dell’Unità d’Italia. Si può tutto,
noi della performance di quest’anno siamo soddisfatti e
pronti a lavorare per quella do-

Cronaca di Torino .41

Alle 15 in Arena Piemonte
ci sono Belmondo,
Berruti e Gros

Fuori di Salone

dra che vince non si cambia.

.

po». È vero, è sempre questione
di fondi, ma forse, anche a fronte dell’ottimo risultato di vendite di libri al Salone gli affitti degli stand potrebbero salire.
La capitale del Libro

Intanto Torino, come ha spiegato
ieri Fassino deve abituarsi a diventare capitale delle città del Libro. «Una rete che servirà a fare
una campagna di rilancio del libro e della lettura in Italia: c’è un
impegno tra il ministero e l’Anci,
per far sì che ogni Comune sia
protagonista di questo rilancio».
Uno dei primi passi «può essere il
potenziamento di un network tra
i vari centri del libro in Italia, partendo dall’armonizzazione del
calendario delle iniziative culturali legate al libro».

“Senza l’antropologia
non sarei mai
diventato allenatore”
Berruto, coach di volley ma scrittore di calcio

Intervista

OSCAR SERRA

na montagna di
vittorie, milioni di
pagine nella sua
libreria. Mauro
Berruto, 45 anni
appena compiuti, ha studiato
filosofia e antropologia prima
di diventare l’allenatore della
nazionale italiana di volley. E
tra una medaglia e l’altra «divora» decine di libri e ogni
tanto ne scrive uno. Questa
sera (ore 18,30, Sala Blu del
Lingotto), in un colloquio con
il vice direttore della Stampa
Massimo Gramellini, presenta il suo «Endependiente
Sporting. Ernesto Guevara,
come il calcio può cambiare il
mondo» ( Baldini&Castoldi).

U

Allenatore e antropologo.
Due vocazioni distanti?

«La verità è che senza l’antropologia probabilmente non
sarei mai diventato l’allenatore dell’Italia».
Addirittura?

«L’antropologia mi hanno insegnato la curiosità verso
tutto ciò che è diverso. Un
modo di intendere la vita,
non solo lo sport, che mi ha
portato ad agire in contesti
profondamente diversi dal
punti di vista tecnico e geografico: dalle serie inferiori
all’Olimpo della pallavolo,
dalla Grecia alla Finlandia.
Realtà da comprendere e interpretare per riuscire a
emergere».

Sala Blu,ore 18,30
Mauro Berruto presenta con Massimo Gramellini il suo
«Endependiente Sporting. Ernesto Guevara, come il calcio può
cambiare il mondo»
Qual è il libro di cui un tecnico
non può fare a meno?

come ha fatto a sbagliare quel
rigore”. Gente che un rigore
non lo ha mai tirato mai e che
non sa di cosa parla».

«Io amo le biografie e devo dire
che «Open» di Andre Agassi mi
ha aperto un mondo. Mi ha ribaEintantosuglispaltisiassistea
dito come sia fondamentale per
spettacoli agghiaccianti…
un allenatore avere la sensibilità «Come dicevo: è una questiodi capire chi ha di
ne di cultura
fronte, il suo punSUGLI SPALTI sportiva. Chi ha
to di vista, prima
sport si go«Chi pratica sport fatto
di imporgli il suo».
de una partita in
si gode una gara modo diverso
Secondo lei il
in modo doiverso» non la porterebcalcio può
be mai a certe
cambiare il
mondo, ma c’è un libro che degenerazioni».
può cambiare il calcio?

«Per capire lo sport non basta
un libro serve soprattutto praticarlo, viverne l’essenza. Ogni
tanto sento allo stadio frasi come “Con tutti i soldi che prende

Intanto nel basket o nel
volley tutto ciò non accade.

«Perché il pubblico è formato
per lo più da praticanti, che onorano il loro sport e mai lo macchierebbero con una rissa».

T1 CV PR T2

42 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Salone
del

Tobagi a Bookstock

Il naso del mistero

Benedetta Tobagi
dialoga con Andrea
Bajani alle 11,30

Il naso torinese Carmelina
Novembre e il suo libro
alle 18 in Sala Avorio

Libro

Cucina

Fumetti

Ma può esistere
un paradiso
senza cioccolato?

E la storia
nasce
in diretta

Quanta dolcezza ieri allo Show Kitchen del Salone, dove è stato presentato il nuovo libro «Che
paradiso è senza cioccolato?» di Ernst Knam, il
re del cioccolato. Il suo volume è una raccolta di
60 ricette veloci da usare anche per cene impreviste. Come le mousse cremose
e i famosi cioccolatini, il segreto
del suo successo. L’incontro si
apre con l’esecuzione di due
semplici ricette: un tartufo di
cioccolato bianco e una mousse
di fragole con pepe di Sarawak,
ingredienti di qualità alla portata di tutti. La sua forza è la capaE. Knam
cità di coinvolgere un’ampia sfera di pubblico, che è giunto fin lì per vederlo all’opera, chiedergli curiosità sui suoi segreti, e
mangiare, nonostante gli assaggi fossero troppo pochi rispetto agli spettatori. Fondamentale
in cucina per Ernst è la dedizione, che confessa
di non trovare più nei giovani che si affaccino a
questo mestiere.

Per fare il fumettista non serve saper disegnare». Queste sono le parole che ha affermato ieri
Roberto Recchioni, attuale curatore di Dylan
Dog, nonché creatore del recente progetto «4
Hoods». Nel laboratorio al quale abbiamo assistito, questo famoso fumettista
è riuscito, grazie all’aiuto del
pubblico, a creare un fumetto in
meno di un’ora. La striscia, composta da cinque vignette, ci ha
narrato la storia di quattro uomini: due guerrieri, un mago e
un arciere sono dispersi in un
R. Recchioni deserto dove un losco figuro ha
negato loro di entrare in un’oasi.
Come va a finire? Il finale è aperto. Perché questa era solo una dimostrazione di come, con pochi tratti, si possa realizzare una storia a vignette. Quindi se un domani voleste creare un
fumetto, bastano solo una matita, un foglio,
molta fantasia ed il gioco è fatto.

Il Salone raccontato dagli studenti
Bookblog è un’iniziativa che coinvolge otto scuole, tra medie e superiori
Ogni mattina i ragazzi incontrano un caporedattore della «Stampa»

Andrea Gnani e Marco Vitale
scuola media Caduti di Cefalonia (Torino)

Marina Maina, Liceo Alfieri (Torino)

Lo show

Volo “dimentica”
il suo libro
Vince l’ironia
A uno degli eventi più attesi del Salone, l’incontro con Fabio Volo, si è parlato di tutto
tranne che del suo ultimo libro «La strada verso casa». L’autore ha preferito interagire con il
pubblico facendo sfoggio di brillante autocritica e dando prova della sua abilità di comico. «Uso l’ironia come carico di trasporto per le
emozioni più pesanti» dice Volo. Non sono però mancate riflessioni più impegnative: rivolgendosi ai ragazzi ha affermato che «Il diritto di sapere è
più importante dell’obbligo di
F. Volo
studiare». Disponibile nel rispondere al numeroso pubblico, lo scrittore
ha fornito anticipazioni sul suo prossimo film,
remake di una commedia canadese, «La grande séduction». Infine Fabio Volo ha portato sul
palco il suo collega Maurizio Rossato che lo ha
musicalmente accompagnato nella lettura di
un suo brano sulle donne in rinascita.
Margherita Toso e Elisa Ciccarese
Liceo Alfieri (Torino)

Cari professori
ecco come dovreste
cambiare la scuola

Letteratura

Pupa, la prima
volta
di Loredana

I ragazzi di Bookblog descrivono il loro mondo
“Liceo di quattro anni, con i primi due uguali per tutti”
CRISTINA INSALACO

loro vita, alle loro inquietudini
adolescenziali. Non troppo, ma almeno
un po’. «Dei miei amici sono pure andati
dallo psicologo per dei problemi con i
professori», racconta Margherita. I
cambiamenti che vorrebbero dalla
scuola sono invece almeno due: un liceo
che duri 4 anni (come succede in
Europa), con i primi due uguali per tutti.
Per poi rimandare la scelta al terzo anno.
«Perché in terza media – dice Beatrice -,
non sappiano quasi nulla sul futuro».

C

ari professori, vi raccontiamo la
nostra scuola. «Non ve l’abbiamo
mai detto, ma a volte ci
terrorizzate. Ci fate sentire non
abbastanza intelligenti, capaci,
adeguati». Ieri, dopo l’arrivo del ministro
Stefania Giannini, i ragazzi si sono
confrontati sulla scuola. E quello che
manca, secondo loro, è un po’ d’umanità.
Un po’ di voglia che si esca dagli schemi
del professore che spiega e dell’alunno
che ripete, e che il prof si interessi alla

Loredana Lipperini ha raccontato al Salone la
proposta che ha avuto di scrivere un libro per
ragazzi, a cui ha risposto subito sì. Così è nato
«Pupa», illustrato da Paolo D’Altan, ambientato in un futuro prossimo ma ispirato all’infanzia di sua madre. Nel libro Pupa incontra la tredicenne Adele e, col racconto della sua vita,
abbatte il pregiudizio che la ragazza ha sulla vecchiaia, periodo della vita che considera quasi inutile. Secondo Loredana
gli anziani non solo sono la nostra memoria, ma devono vivePupa
re in modo attivo. Proprio come sua madre che vuole ancora scoprire le
storie di un videogioco come Assassin’s Creed
e ricambia le spiegazioni della nipote raccontandole episodi della propria vita. Il potere
delle storie di Pupa è la molla che fa capire ad
Adele che può essere artefice del proprio destino.
Martina Atzeni, scuola media Caduti di Cefalonia
e Sara Tavella, Liceo Copernico

Leggi gli articoli e guarda i video
www,lastampa.it

1
Una lettrice scrive:
2 «Dal 2 maggio 2014, recita

l’avviso sul sito Sistema Piemonte, “Le normative vigenti
stabiliscono che per accedere
ai servizi sanitari on line è necessario che l’utilizzatore sia in
possesso di credenziali “imputabili” (costituite da username,
password e pin), ovvero rilasciate al richiedente sulla base
di riconoscimento certo della
sua identità da parte di un operatore di sportello... A tale scopo, i cittadini (anche se in possesso delle credenziali di Sistema Piemonte o di Torino Facile) devono recarsi, conundocumento di identità valido e la tessera sanitaria, presso gli sportelli appositamente attivati in
tutte le aziende sanitarie della
Regione.
«Qualsiasi commento pare
inutile, l’Italia è andata a ramengo perché siamo il paese
che complica le cose semplici; i
cittadini già registrati, autenticati, convalidati, riconosciuti,

Specchio dei tempi
1

1234573489A7BC59573D5D5489A7AEF1 599A A 3C 3 A 3CAB7 5 B 385CF
D3A9 CB4EF1 8A A A DB9 B BC AB437B48A57BD7A 5EF1 A45 B99A7AE
1
autografati nel sistema (Torino
Facile e/o Sistema Piemonte),
troveranno ora il tempo di un
permesso dal luogo di lavoro, per
recarsi allo sportello della Asl e
ricevere ulteriore benedizione
per ricollegarsi ai servizi sanitari
on line».
SABRINA GIORDANO

Un lettore scrive:
2 «Da anni ormai la linea 10 a
Nord di piazza Statuto non è più
servita da tram ma da inquinanti, pesanti e rumorosi autobus: in
via Chiesa della Salute l’aria è ormai irrespirabile, e il peso dei bus
col rimorchio utilizzati sulla linea

ha danneggiato la pavimentazione al punto che è stato necessario rifarla. Si pensa forse che i
bus siano più economici dei
tram, come diceva l’assessore
Lubatti in una lettera pubblicata
alcuni giorni fa, ma la verità è che
i bus col rimorchio sono dannosissimi per la pavimentazione
stradale,quindisesiconsiderano
anche i costi per rifarla ecco che
alla fine ci avviciniamo ai costi
del tram, che in più non inquina
(non parliamo poi del fatto che è
più comodo per anziani e non).
«Ora come se non bastasse
tutto il 10 è diventato bus, col risultato che la linea è diventata ir-

cittadini non perdano coscienza
dell’importanza e della bellezza
della vita agreste, fonte di un lavoro che ci sarà sempre e del nostro sostentamento primario. I
grattacieli, che sprecano poco
terreno, possono benissimo stare in periferia».
G.R.

Un lettore scrive:
regolare e con mezzi piccoli.
Quanto tempo ci vorrà ancora
prima che questa amministrazione comunale capisca che i
tram hanno dei vantaggi, e la
smetterà di sostituire i tram con i
bus?».
GIOVANNI RUSSO

Un lettore scrive:
lettore scrive che sarebbe stato bello trasformare le
cascine di Stupinigi negli uffici
della Regione invece di costruire
il mostruoso grattacielo. Sono
d’accordo anch’io che il grattacielo lì dov’è non vada bene, ma
penso che le cascine di Stupinigi

2 «Un

dovrebbero essere salvaguardate e mantenute quali cascine anche con gli animali che vivono in
esse, sempre meno inquinanti e
più gradevoli a vedersi di auto e
caldaie, salvaguardati i campi
che ancora resistono attorno alla
Palazzina e le cascine collegate
con la città per avvicinare la stessa alla campagna secondo il bel
modello milanese che ne mantiene un centinaio attive, alcune
delle quali persino nel contesto
urbano.
«Non separiamo del tutto la
città dalla campagna e impariamo a rispettarla e a farla rispettare facendo in modo che anche i

2 «Diverse gastronomie e pa-

stifici usano chiudere con la pinzatrice la confezione degli alimenti venduti. E’ un comportamento pericoloso per i consumatori perché corrono il rischio di
mangiare, insieme agli alimenti
acquistati, anche i punti metallici
che siano sfuggiti ad un attento
controllo. L’uso del nastro adesivo e/o del nastrino sarebbe più
consigliabile».
FRANCO SCAGLIONE

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 CV PR T2

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .43

Parola di Hofstadter

Laboratorio pasta

Barolo globale

Il filosofo e scienziato
protagonista alle 12,30
in Sala Rossa

Alle 11 a Cook Lab le
farine «Quaglia» con
Lucia Antonelli

Il vino e l’export , ore
19, a casa Cookbook
con Paolo Damilano

L’editoria religiosa
Istantanee
dal Salone
MARCO GIACOSA

L’onorevole
ha solo
dieci euro
a presentazione è
stata un successo,
d’altronde l’autore è
un tipo spigliato, raduna
molto pubblico che adesso
si divide in due file, chi per
comprare il libro chi per
farselo firmare.
La fila degli acquirenti
scorre veloce, il prezzo di
copertina è fisso e il ragazzo venditore è stato previdente e ha giusti tagli in
cassa. Uno dietro l’altro,
finché arriva il turno di un
tipo sui 65 anni, giacca e
pantaloni scuri, camicia
chiara e cravatta rossa: dice: «Sono un parlamentare della Repubblica italiana, mi dà una copia?».
Il ragazzo venditore ha capito bene e rimane perciò
molto perplesso, è evidente intenda «senza pagare»,
l’uomo tira fuori e mostra
veloce un tesserino, aggiunge: «Sono membro
della Commissione Istruzione». Il tesserino potrebbe rappresentare, va
da sé, qualsiasi cosa. Il ragazzo con educazione risponde: «Veramente no, il
libro lo vendo, a 14 euro».
L’uomo non si scompone,
infila le mani nel portafoglio e cerca dei soldi.
Trova l’ultima banconota,
un 10 euro solitario. A vederlo bene, tuttavia, gli
abiti lisi, l’effetto trasandato, così lontano dallo scintillio dei pois sulle cravatte
dei parlamentari veri, a
vedere il sincero interesse
per il libro di questo uomo
che millanta fuori tempo
massimo il lei-non-sa-chisono-io più demodé della
storia, il ragazzo venditore
si intenerisce.
«Va bene così», 10 anziché
14. L’uomo ringrazia, si allontana a capo chino, si disperde nella folla.

L

1

Nicchia

Oltre cento libri su Francesco
Il Papa diventa un bestseller

LETIZIA
TORTELLO

Gli editori: “È una boccata d’ossigeno per il nostro settore”
MARIA TERESA MARTINENGO

Golem Edizioni
1 Ha cinque mesi di vita e

Duecento copie dell’«Evangelii gaudium» vendute in due
giorni allo stand delle Edizioni
San Paolo, uno dei tanti esempi che si raccolgono al Salone
su Francesco «Papa best seller». Il Vaticano Paese ospite
da questo punto di vista è
ininfluente. È il successo universale del Pontefice arrivato
«dalla fine del mondo» che si
riflette nell’editoria.
«È il protagonista. Per editori e librerie Francesco è ossigeno, una rivoluzione anche
editoriale», dice Emilio Debilio, promotore della salesiana
Elledici. Una «benedizione»,
insomma, perché tutti gli editori qualche titolo sul Papa
l’hanno pubblicato. E si vendono tutti, anche se si parecchi si somigliano.

corre come i maratoneti. Golem Edizioni è torinese, fondata da Giancarlo Caselli, psicologo che sa osare. L’editrice
conta una fortunata collana di
sessuologia. Apprezzata, perché è un fatto: il comportamento a letto cambia con la
società, e condiziona il rapporto di coppia.

Meme Publishers
1 Il «meme» sta alla cultu-

Le vendite

Alla fine, a conti fatti, sarà Bergoglio l’autore più popolare, il

L’editoria cattolica
in linea col Pontefice
propone testi
impensabili in passato
personaggio già trasformato in
leggenda. «Avevamo quasi
esaurito l’Evangelii gaudiium
pubblicata dalle Paoline a 3 euro, così abbiamo messo allo
stesso prezzo anche l’edizione
della San Paolo per consentire
a tutti di portarsi a casa il “documento programmatico” di
Francesco», dicono allo stand
dell’Editrice San Paolo. «È difficile stabilire quanti siano i titoli
firmati Jorge Mario Bergoglio o
dedicati a Francesco pontefice», dice Niccolò Segre allo
stand
dell’Associazione
Sant'Anselmo. Qui lo scaffale
più in vista raccoglie un centinaio di volumi sul Papa, senza
contare quelli per bambini:
«Vado da Francesco», «Direzione periferia», «Così pensa Papa

Da non perdere

Arena Piemonte
E Paolo diventò Genoveffa

1 Ci si può aspettare molto da

un Paolo Poli che irrompe al Lingotto nei panni della «sua» Genoveffa di Brabante. L’attore toscano, di stanza al Carignano sino a
domenica prossima con il suo spettacolo «Aquiloni», dedicato al canzoniere di Pascoli, si concede una
trasferta nel «tempio» di quei libri
che gli sono, da sempre, tanto cari.
L’occasione è il lancio dell’audiolibro«Genoveffa di Brabante», edito Paolo Poli
da Gallucci, a cui Poli ha prestato la
voce e le doti interpretative, nel ruolo di narratore. Dopo Rita da Cascia
e Caterina de’ Medici, l’istrionico e colto artista affronta, dunque, alla
sua irriverente maniera, un’altra figura femminile: quella dell’eroina
medievale di origine francese, resa popolare da Iacopo da Varazze, nel
tredicesimo secolo. Appuntamento alle 17 all’Arena Piemonte.

Uno scaffale da superstar
L’area «Papa Francesco» allo stand dell’Associazione Sant’Anselmo, che collabora con il
Vaticano, rende l’idea della popolarità del Pontefice

Francesco», «Il Papa che ama il
calcio», «Francesco vita e rivoluzione», «Ero Bergoglio sono
Francesco» e avanti con biografie, preghiere, raccolte di lettere.
«Vendiamo a decine “Il Papa si
racconta”, Salani, firmato Jorge
Bergoglio, ed “Effetto Bergoglio.
Le dieci parole che stanno cambiando il mondo”», dicono alla
Sant’Anselmo. Alla salesiana Elledici va «I love Francesco. Il Papa in 145 vignette» di Roberto Benotti, mentre alla cassa dei Musei Vaticani, spopola la cartolina
con il Papa sorridente.
L’influenza

Intorno, l’editoria cattolica mostra vitalità e sintonia con Francesco. Un esempio è la torinese
Effatà Editrice che, a partire dal-

2

200
copie
Il venduto in due giorni
dell’«Evangelii
gaudium» allo stand
delle Edizioni San Paolo

lo stand firmato Cattelan, demolisce l’idea di un settore «al profumo di sacrestia». Per la collana
«Scrittori di Scrittura» ha invitato Favetto, Longo, Loewenthal e
Oggero a cimentarsi nella riscrittura di un brano della Bibbia, con
«Donne toste» - presentata da
suor Giuliana Galli venerdì - pro-

Sala Rossa
Religione e intolleranza

pone figure femminili capaci di
stimolare determinazione nelle
ragazze: Milena Jesenska, Natalia Ginzburg, l’inedita Rita Levi
Montalcini di Sarah Kaminski.
Poi, i seri/divertenti Il Vangelo secondo Steve Jobs, Il Vangelo secondo i Simpson di Diego Goso,
parroco-scrittore di Barbania. E
«Omosessualità controcorrente.
Vivere secondo la Chiesa ed essere felici», il discusso testo di Philippe Arino. Alle Edizioni Qiqajon
di Bose in vista c’è «L’umiltà della
Chiesa», «Povertà e condivisione
nella Chiesa». E «Per una Chiesa
serva e povera» di Yves Congar.
«È degli anni 50... Per 50 anni la
Chiesa non l’ha riproposto. Oggi
è tornata la sensibilità su certi temi. O è arrivata...», sorridono i
giovani sacerdoti allo stand.

3

ra, come il gene alla genetica.
Avercene, di «memi» buoni.
«Meme publishers» è una casa editrice digitale internazionale, nata a Parigi nel 2013,
per idea di Marco Belli, Marco
De Luca e Martina Mazzacurati. Collane in catalogo: scrittura femminile (meme femme)
e noir. E senza carta.

Adnav Edizioni
1 Un’editrice che pensa ai

futuri lettori poliglotti e agli
alunni di classi sempre più
multietniche. Diretta da Matteo Ferrero, nasce nel 2005.
Racconta fiabe per i piccoli tra
i 3 e i 10 anni in italiano e inglese, oppure francese, tedesco, spagnolo, russo e arabo.

A cura di
Silvia Francia

Sala Rossa
La fatica di correre

1 La ferocia e l’insensatezza

1 A schizzare via alla velocità

dell’uomo contro uomo per motivi religiosi. È il tema dell’incontro
in programma per le 18,30 in Sala
Rossa, dal titolo «Emergenza diritti umani: il sentimento religioso
tra libertà, intolleranza e persecuzione». A dibatterne, Andrea Riccardi, già ministro per la Cooperazione Internazionale e fondatore
della Comunità di Sant’Egidio con
il direttore della «Stampa» Mario Andrea Riccardi
Calabresi e quello di «Avvenire»,
Marco Tarquinio: modera Francesco Antonioli del «Sole 24 ore». «Nel
mondo occidentale a cultura della tolleranza e del rispetto è largamente diffusa ma non è così in altri Paesi, dove il concetto di accoglienza nei
confronti di altre fedi è tutt’altro che acquisito» spiega Andrea Gianni
dell’Associazione Sant’Anselmo, che promuove l’incontro.

della luce, Giovanni ha imparato
da piccolo, per sfuggire alla ciabatta materna dopo che aveva
combinato qualche marachella.
E non ha smesso più, neanche
dopo essere diventato «il» Giovanni del trio formato assieme a
Aldo e Giacomo. Una passione,
quella per la corsa, che Giovanni
Storti racconta nel suo libro
«Corro perché mia mamma mi Giovanni Storti
picchia», scritto con il compagno
di avventure sportive Franz Rossi e pubblicato da Mondadori. Il comico, insieme con il coautore (che è manager in una software house
milanese), saranno ospiti del Salone, alle 20 in Sala Rossa. «Ma davvero fare sport è sinonimo solo di fatica?» è il titolo dell’incontro,
moderato dal giornalista Paolo Massobrio.

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Giardini del Palagiustizia
ancora senza erba
Presentata, ma subito chiusa, l’area verde ideata da Piano

il caso
FABRIZIO ASSANDRI

inaugurazione
dei giardini Grosa, davanti al Palagiustizia resta
per ora un annuncio. L’attesa apertura dell’area verde di via Cavalli, prevista all’interno del Salone
Off, dovrà slittare di almeno
un mese perchè l’erba non è
ancora cresciuta. Ma c’è stata
lo stesso la presentazione dei
«giardini del grattacielo», poi
richiusi con transenne dopo
poche ore.

L’

«È assurdo – commentavano ironico sull’inaugurazione viralcuni cittadini – fanno campa- tuale.
Il giardino è stato preso subigna elettorale». «Non potevamo cancellare l’appuntamento to d’assalto, ma non tutti i commenti sono positivi. «Se resta
del Salone» replica il Comune.
L’area è stata completamen- così è deludente» dice la mamte rivoluzionata, su disegno del- ma Alessandra Amoroso, critilo studio dell’archistar Renzo cando la scarsità di attrezzi per
Piano, con un costo di 2,5 milio- il gioco e il terriccio polveroso.
«I nuovi alberelli
ni di euro pagati
da Intesa SanpaIL PROGETTO sono striminziti e
fanno omolo, in buona parAl centro crescerà non
bra» dicono i pate come oneri per
un prato pà Ezio Tremala costruzione
Ma c’è chi protesta tore e Giorgio
del grattacielo.
Tordolo. Ieri
Ci sono quattro aree delimitate per il gioco e c’era una tensostruttura. «Veniil relax, illuminazione a led, il vamo a correre, ora con i nuovi
doppio degli alberi rispetto a percorsi troppo lineari sarà imprima, betulle, aceri, ciliegi, possibile». Polemico Nico Miplatani. Ieri c’erano gli assesso- letto, del comitato spontaneo,
ri Stefano Lo Russo e Enzo La- che accusa il Comune di non
volta, il presidente della Circo- avere incluso nessun cittadino –
scrizione Daniele Valle, il consi- come invece promesso – nella
gliere Giusi La Ganga, anche lui cabina di regia del progetto.

Molti temono che il giardino sarà troppo affollato. Tanto più se
come previsto sparirà l’area
verde «Artiglieri da montagna»
dall’altro lato di corso Vittorio,
per l’arrivo di Esselunga.
«Ogni scusa è buona contro il
nostro grattacielo – riflettono
alcuni responsabili di Intesa –
Perché non c’è un tale accanimento contro quello della Regione?».
Le aree gioco dovrebbero essere ampliate, per gli alberelli
non resta che aspettare che
crescano. Al centro c’è un’ampia area che resterà a prato. «È
libera, servirà per camminare e
giocare a calcio» dice Valentina
Serafini, dello studio Piano. Ma
perché questo sia possibile, dovrà cambiare il regolamento comunale: la discussione è in corso. Ne sanno qualcosa i bambini
multati di piazza Cavour.

REPORTERS

All’ombra del grattacielo
Per alcune ore i bambini del quartiere hanno potuto
utilizzare i giochi sullo sfondo del grattacielo Intesa Sanpaolo

Diario
Ieri pomeriggio

Il vento abbatte due alberi
Cede una vetrata al Lingotto
Le raffiche di vento che ieri si
sono abbattute sulla città hanno
provocato una lunga serie di danni. Alberi e rami crollati, cornicioni e grondaie pericolanti e vetri infranti. I pericoli maggiori si sono
registrati alla Falchera, nei dintorni del Villaggio Snia. Due piante sono venute giù nel pomeriggio:
la prima lungo corso Vercelli, la I danni al Lingotto
seconda nei giardini intorno alle
case, a pochi passi dai binari della stazione Stura. «Per fortuna non ci sono stati feriti. I bambini, che di solito giocano
nel prato, si erano rifugiati altrove – dice il presidente dell’associazione dei residenti, Nadia Burdese -. E’ da tempo
che ci lamentiamo che nessuno cura più il verde e pota le
piante del quartiere». Cede una vetrata anche al Salone del
Libro. Un centinaio le richieste di intervento arrivate al
centralino dei vigili del fuoco a partire dalle 13.
[P. COC.]

1

Gassino

Esce dal ristorante
Travolto e ucciso da un’auto
Rincasando da una cena alla
guida di una «Seicento», Serena
Del Vecchio, 22 anni, di Rivalba, ha
travolto e ucciso sul colpo un pedone. La vittima si chiamava Adriano
Croveri, di 63 anni; abitava a Torino, in strada Sant’Anna 17. La tragedia la scorsa notte intorno a
mezzanotte e mezza, in via Rivalba
della frazione Bussolino di Gassino. L’incidente sabato sera
L’uomo, appena uscito con la moglie e altri 6 amici dall’Osteria Antico Pedaggio, si stava dirigendo verso il parcheggio. Croveri si trovava in testa alla comitiva, verso la parte interna della strada, in una zona buia, a
fianco di un amico che camminava lungo il ciglio stradale.
L’auto lo ha travolto, scaraventato sull’asfalto e ucciso sul colpo. La Del Vecchio aveva un tasso alcolemico poco superiore
il limite.
[D. AN.]

1

farmacie
Aperte tutti i giorni: Piazza Massaua 1, sempre aperta (24 ore su 24). Atrio Stazione Porta Nuova, dalle ore 7 alle ore 19,30.
Orario minimo 9-19,30: corso Reg. Margherita 254/C; via San Marino 69; via Ancina 43/G; via Monginevro 57/D; corso Brunelleschi 75/C; via P. Cossa 280; largo
Brescia 47; via del Carmine 1 ang. p.za Savoia; piazza Vittorio Veneto 11; via Nizza
115; via Pio VII 164/C; corso Vercelli 195; corso Francia 212.
Orario minimo 12,30-19,30: via Borgaro 103.
Di sera (19,30-21,30): piazza Galimberti 7; via Foligno 69; via Sempione 112; via
San Remo 37; via Sacchi 4; corso Traiano 73; corso Francia 1/bis.
Di notte (19,30-9): corso Belgio 151/B; via Nizza 65; corso Vittorio Emanuele II, 66;
piazza Massaua 1.
Info: www.farmapiemonte.org

T1 CV PR T2

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Costa: un referendum
per abolire le Partecipate

il caso
ALESSANDRO MONDO

N

essuno, nemmeno chi lo propone, se lo augura:
perchè dare la
parola ai cittadini sulla soppressione o meno
delle società partecipate della
Regione, e quali, sancirebbe
la sconfitta della politica. Ma
se la politica si mostrerà incapace di riformarsi, il Nuovo
centrodestra è pronto a dribblarla, dando la parola ai cittadini.

Il candidato Ncd: o si cambia o daremo la parola ai cittadini

45

Le principali

Csi
1 Il Consorzio che gestisce i

solo uno strumento di azione ma
un centro di potere dove riservare poltrone agli amici degli amici.
«La parola ai cittadini»

Il referendum

Come? «Con un referendum
abrogativo delle leggi regionali che hanno creato spesa
impropria per l’ente», promette Enrico Costa, candidato a governatore sotto le insegne del partito di Alfano, sfoderando il tema forte della
«TROPPE SOCIETA’»

La Provincia di Cuneo
le ha sfrondate
e tutto funziona meglio»
sua campagna elettorale.
Ora che i ponti pasquali e del
Primo Maggio sono stati archiviati, digerito il Salone del Libro,
la politica si prepara al rush finale in vista del voto del 25 maggio: due settimane in cui giocarsi tutto per convincere i piemontesi. Se Gilberto Pichetto, Forza
Italia, ha tirato fuori dal cilindro
l’abolizione dlel’Irap per i primi
tre anni alle nuove aziende e a
tutte le nuove assunzioni (più
l’eliminazione del bollo per le auto aziendali dei commercianti) e
Guido Crosetto, Fratelli d’Italia,
punta sul Piemonte come Regione autonoma per incamera-

.

REPORTERS

Si vota il 25 maggio
A due settimane dal voto la campagna elettorale entra nel vivo: i candidati spiegano le loro
proposte per conquistare il voto dei piemontesi (nella foto, Enrico Costa con il ministro Lupi).

re risorse, Costa concentra il tiro
sulle società partecipate.
«Partecipate da rivedere»

Parte da un assunto, anzi due.
Primo: la Regione è nata per legiferare, salvo trasformarsi nel
tempo in un ente elefantiaco
che si occupa di tutto partecipando in varia misura ad una
miriade di società consortili e
partecipate. Secondo: molte di

queste non solo non sono strategiche, ma faticano a stare sul
mercato o non lo reggono proprio. Un buon motivo per fare
pulizia: eliminando i soggetti
non strategici e, ove possibile,
riportando le competenze rimaste scoperte all’interno della Regione. Per Costa il modello
è la Provincia di Cuneo: «Ha
chiuso o è uscita dal 90% delle
partecipate, senza conseguen-

ze negative. Al contrario, tutto
funziona meglio».
Le resistenze

Una parola. Non a caso, la riforma delle partecipate, sollevata a
più riprese negli ultimi anni, si è
sempre rivelata una chimera: per
le continue modifiche del quadro
normativo nazionale, certo, ma
anche per le resistenze trasversali di chi vede nelle partecipate non

Da qui la scelta, drastica, del Ncd,
che nella nuova legislatura vuole
passare ai fatti. «Qualunque sia
l’esito del voto, appena la legge lo
consentirà presenteremo al nuovo Consiglio regionale le proposte di legge finalizzate a cancellare la partecipazione della Regione in tutte le società, gli enti strumentali e i consorzi non strategici - annuncia il candidato del Ncd
-: alcune attività verranno svolte
internamente, altre saranno lasciate all’iniziativa privata». Segue l’avvertimento: «Se entro la
fine del 2014 il Consiglio non avrà
provveduto in modo soddisfacente, non rimarrà che dare direttamente la parola ai cittadini».
Come premesso, non si tratterebbe di un referendum consultivo, come quello promosso due
anni fa dalla Regione Sardegna
relativamente all’abolizione dei
consigli di amministrazione di
tutti gli enti e agenzie regionali,
alla riduzione del numero dei
consiglieri regionali e all’abolizione delle Province, ma abrogativo: lasciando ai cittadini, previa
informazione, il compito di decidere cosa mantenere e cosa no.
Su una cosa Costa, e l’Ncd, non
hanno dubbi: «E’ un tema troppo
importante per aspettare ancora. Si tratta di restituire alle casse dell’ente decine di milioni di
euro l’anno». Staremo a vedere.

sistemi informativi, tra le società più importanti dell’ente,
è attivo in tutte le aree di intervento pubblico: dalla sanità
alle attività produttive, dai beni culturali alla formazione
professionale e al lavoro.

Scr Piemonte
1 Si tratta della società di

committenza regionale: è
stata istituita nel 2007 per ottimizzare le procedure di scelta degli appaltatori pubblici
nelle materie di interesse regionale: compresa la sanità.

Tne
1 Società di intervento a ca-

pitale prevalente pubblico costituita nel 2005 da Regione,
Provincia di Torino, Città di Torino e Fiat. Obiettivo: mantenere nell’area di Mirafiori un
polo di attività produttive.

T1 CV PR T2

46

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

SOFTBALL

La Loggia con la doppia vittoria contro Caronno resta leader
Doppia vittoria per il Rhibo La Loggia nella prima giornata di ritorno dell’Italian Softball League. La
squadra campione d’Italia in carica, tra le mura amiche del campo Fanton, ha piegato prima 10-0 e
poi 2-1 il Caronno Rheavendors, mantenendo così la vetta del girone A del massimo campionato
nazionale. Due successi differenti, il primo netto con il match terminato al quarto inning, mentre
nel secondo Brandino e compagne hanno sofferto fino alla fine. Sabato prossimo trasferta in terra
lombarda per il Rhibo, impegnato a Legnano, che nell’ultimo turno giocato nel fine settimana ha
vinto 3-1 la prima gara a Bollate, perdendo poi 8-1 la seconda al quinto inning.
[E.ZAM.]

BASKET
Le pagelle
della Pms

i

Resistente
Evangelisti

Steele 7
Faticaatrovareilfeelingconlapartita,suonalacaricaquandoserve

Evangelisti 8
Il solo capace di trovare il canestro per tutto il primo tempo:
leggerino, ma con una mano che
spacca e senza la quale Torino
non avrebbe mai retto.

Bowers 6,5
Patisce fisicamente, nel finale
piazza la tripla che manda Torino
in paradiso.

Mancinelli 7
Hollis lo sovrasta. Mantiene luciditàsempre,anchequandospinge Amoroso negli spogliatoi.

Amoroso 6,5
Il capitano Evangelisti ( con la maglia numero 9) è stato il protagonista nei primi tre parziali quando Torino soffriva Biella.

La Pms scopre la remuntada

Sull’ottovolante, sempre. Spacca la partita nel quarto conclusivo, provoca scioccamente i tifosi
biellesi dopo la sirena.

Sandri 7
Rimette in sesto la baracca dando fisicità e difesa a una squadra
in difficoltà.

Biella sempre avanti, i gialloblù si svegliano nel quarto tempo. In semifinale c’è Trento

Baldasso 6

DOMENICO LATAGLIATA

Cenni di risveglio

Pillastrini (all) 6

Torino rischiava di annegare,
finiva a meno 14 (41-55 e 5165) prima che Bowers desse
cenni di risveglio proprio alla
fine del quarto (54-65). Lì, cominciava un’altra storia:
Amoroso trovava la mano
giusta, Mancinelli gli andava
dietro, Evangelisti si confermava in serata di grazia e in
poco più di tre minuti la Pms
completava la rimonta (6767). Biella accusava il colpo,
perdeva lucidità e di colpo la
Manital pareva squadra di
categoria superiore: c’era
spazio ancora per una parità
a quota 76 a due minuti dalla
fine (tripla di Voskuil), ma
era poi Bowers da dietro l’arco a spingere i suoi al +5 (8176) con 39’’ sul cronometro
mettendo così nel mirino la
semifinale: sabato e lunedì
sera, le prime due partite sul
campo di Trento. All’orizzonte, il sogno promozione.

Coach Corbani indovina la mossa
giustaconLombardiinquintettobase:lareazionenonèimmediata,ma
portaacasailpassaggiodelturno.

TORINO

Passa Torino. Ma Biella cede
con l’onore della armi e anche
qualcosa di più. La Pms Manital vince la gara-4 (84-79) al
termine di una partita in cui ha
inseguito quasi sempre: ci è
voluto un parziale di 30-14 nell’ultimo quarto per cambiare
le sorti di un match che ha visto in campo una Torino dai
due volti. Tremebonda e impaurita per trenta minuti, devastante negli ultimi dieci:
splendidi i gialloblù a non mollare mai, ma bravi anche gli
ospiti per quello che avevano
mostrato fino a quel momento.
Tirata d’orecchi

Meno bravo, invece, Amoroso: il lungo gialloblù, tra gli
artefici della rimonta, si è reso protagonista dopo la sirena di un comportamento provocatorio nei confronti dello
spicchio del Ruffini dedicato
ai tifosi biellesi. A quel punto
si è scatenata una mezza rissa sul parquet, con Mancinelli strepitoso nel sollevare
quasi di peso il compagno di
squadra spingendolo verso
gli spogliatoi mentre dietro
di loro scoppiava un mezzo finimondo. «Valerio ha sba-

gliato e la società glie lo ha detto chiaramente», il commento
del dg Julio Trovato.
Un derby bellissimo

Spogliatoi
Pillastrini:orgogliosodeimieigiocatori

Con Gergati e Raspino rimasti
in panchina perché acciaccati,
ma con in campo giocatori che
hanno raschiato tutto il raschiabile pur di portare a casa
la posta in palio. L’Angelico ha
cominciato decisamente meglio, con un Hollis sovrannaturale (3/5 da tre in un amen) e un
Lombardi che sfruttava tutto il
proprio atletismo per mettere a
MEZZA RISSA

A fine gara Amoroso
provoca i tifosi ospiti
Mancinelli lo porta via
nudo le carenze di Torino: il 1725 del primo quarto era più che
meritato per gli ospiti, facilitati
anche dalla serata inizialmente
storta di Steele e Bowers. Ci
pensava Sandri a dare un po’ di
brio alla Pms: difesa tosta, rimbalzi a volontà e rimonta quasi
completata (37-40 a metà gara):
seguiva però un terzo periodo
in cui la squadra di Corbani
scappava via, ancora con Hollis
– al suo attivo anche un’azione
da quattro punti – e con le solite
triple di Voskuil.

1 Stravolto dalla felicità, coa-

ch Pillastrini non ha difficoltà ad
ammettere che «siamo stati poco reattivi per tutto il primo
tempo. Abbiamo concesso
troppo spazio a Hollis e dobbiamo ringraziare il nostro pubblico che ci ha spinto dal primo all’ultimo minuto. Faccio i complimenti a Biella, ma Torino è stata
davvero grande: abbiamo vinto
da squadra, disputando una serie straordinaria. Sono orgoglioso dei miei giocatori». Su tutti,
Evangelisti: «Lui è il nostro capitano e uno dei veterani. Insieme
a Gergati, è stato l’anima del

gruppo per tutta la stagione: sono contento per quello che ci ha
dato, ma adesso dovrà confermarsi contro Trento. Amoroso?
Non ho visto quello che ha fatto.
Se ha sbagliato, gli sarà detto».
Mancinelli (in foto) ha le idee
chiarissime: «Biella è stata più
brava di noi, a parte gli ultimi cinque minuti. Abbiamo rischiato di
buttare via tutto: meno male che
ci siamo svegliati in tempo. Peccato per il finale, non all’altezza
di quanto visto in campo». Dall’altro lato, Corbani ringrazia
«un gruppo fantastico, il migliore della mia carriera».
[D. LAT.]

Pms: Mancinelli 19, Evangelisti 24, Amoroso 21, Steele 7,
Bowers 8, Baldasso, Sandri 5,
Mascolo ne, Gergati ne, Bianchi ne. All. Pillastrini.
Angelico: Chillo, Lombardi 17,
Berti 2, Voskuil 22, Holis 32,
Murta, Raspino ne, Infante 6,
De Vico, Bloise. All. Corbani.

Pochi minuti, ma utili

Chi
Sale

Chi
Scende

¢å
8

5

Hollis

Berti

Devastante,
sia da dietro
l’arco che
vicino al
canestro.
Sempre lucido
nelle scelte

Sparacchia
per tutta
la partita,
in una serata
davvero
storta

T1 CV PR T2

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

.

47

TEATRO NUOVO

Gran Galà granata, premi a Immobile, Moretti e Zaccarelli
Domani sera, dalle 2, al Teatro Nuovo di corso Massimo D’Azeglio 17, si svolge la seconda edizione del «Gran Galà Granata», organizzata dal sito Toro.it. Durante la serata
saranno premiati due giocatori del Toro scelti direttamente dai lettori (Immobile, votato come migliore della stagione e Moretti come giocatore rivelazione), oltre alla Primavera e al miglior giocatore della formazione di Moreno Longo. Tra gli ospiti Renato
Zaccarelli, che riceverà un premio alla carriera. A condurre la serata sarà Nikki di Radio
Deejay, noto tifoso granata.

SPORT
Recordman
Il torinese
Luigi Botta ha
stabilito il
record del
campo
come dilettante e ha
chiuso il
torneo al
secondo
posto

Piramis, niente ribaltone
In A1 ci va Battipaglia
Torinesi sconfitte anche in gara-2, ma a testa alta (68-61)

GOLF

ALBERTO DOLFIN

La Piramis Torino dice addio
ai sogni di A1, ma lo fa a testa
alta. La sconfitta di Battipaglia (68-61), sommata al ko casalingo di giovedì scorso (6580) allontanano le ragazze di
coach Petrachi da un traguardo che sarebbe stato storico
per la matricola arrivata dall’A3. Nonostante il pesante
passivo dell’andata, la Piramis non ha comunque sfigurato ed ha provato a rovinare la
festa alle campane sin che ha
potuto. Nel primo quarto, le
padrone di casa provano subito a scappare e riescono di fatto a fare un primo break, nonostante i 7 punti di Alice
Quarta per le torinesi.
Lo spauracchio olandese
Kourtney Treffers non è efficace come lo è stato al PalaEinaudi, mentre lo è Elena Riccardi, giocatrice con alle spalle un passato glorioso in A1,
che contribuisce al 20-15 dei
primi 10’. Battipaglia amministra ma non affonda il colpo
come invece aveva fatto nella
trasferta vittoriosa a Moncalieri, così Torino riesce a rimanere in partita, sfruttando
i muscoli di Salvini (36-32).
Dall’altra parte si mette in luce Elena Ramò (8 punti all’intervallo), prima che la seconda tripla della Piramis, firmata ancora una volta da Quarta,
accorci le distanze (38-35).
Al rientro sul parquet,
un’altra bomba dalla distanza
dell’ala torinese e la fisicità di
Salvini sotto canestro portano per la prima volta avanti la

Conferma di Paratore
al Trofeo Agnelli
Ma la sorpresa è Botta
AGNESE VIGNA

La fisicità di Clara Salvini sotto canestro aveva riacceso la speranza nella Piramis a Battipaglia

Piramis (43-44), anche se poi
Riccardi colpisce ancora dall’arco per il subitaneo controsorpasso. Si accende Treffers,
che viene mandata ripetutamente in lunetta e permette a
Battipaglia di chiudere in vantaggio anche il terzo parziale
(53-49). Le campane cambiano
marcia e con un secco 9-0 in avvio di quarto periodo cancellano le residue speranze della Pi-

ramis di portare a casa quantomeno una vittoria. Quarta (21
punti alla sirena) e Coen (13)
evitano che il punteggio punisca troppo le torinesi.
La festa è tutta di Battipaglia. Torino, invece, dovrà ancora aspettare, ma la splendida stagione delle biancostellate ha lasciato il segno e la
già annunciata entrata nel
mondo Pms prefigura un fu-

turo radioso per la società di
Mario Soriente.
Battipaglia: Orazzo 10, Marchetti 2, Ferretti 7, Riccardi 13, De Pasquale, Treffers 16, Russo 4, Chiarella, Ramò 10, Minali 6. All. Riga.
Piramis Torino: Rosso 2, Di
Giacomo 7, Quarta 21, Coen 13,
Domizi 2, Balbo 2, Santuz 4, Albano, Salvini 10, Michelini. All.
Petrachi.

Renato Paratore e Martina
Flori hanno vinto la settima
edizione del Trofeo Umberto
Agnelli che si è concluso ieri
al Royal Park I Roveri di Torino. Il diciassettenne del
Parco di Roma, astro nascente del golf, con lo score
di 296 colpi (77 76 71 72) fa
suo il titolo che nel 2010 era
stato di Matteo Manassero,
proprio prima di passare
professionista. Anche il romano, a settembre, farà le
selezioni per dire addio allo
status di dilettante, che lo vede al 22° posto del ranking
mondiale.
Protagonista del torneo
anche Luigi Botta, 18 anni,
del Golf Torino, che ha chiuso al secondo posto, con 282
colpi, e che nel secondo giro
ha siglato uno strepitoso score di 64 colpi che gli è valso il
record del campo come dilettante. Botta, sta finendo il liceo scientifico a Venaria e ad
agosto partirà per gli States,
dove ha conquistato una borsa di studio per l’Università
del Missouri: «In Italia è quasi impossibile conciliare

sport e scuola, Oltreoceano invece chi fa sport è premiato e
rappresenta il College anche
nelle gare a squadre» commenta il torinese.
Quinto posto per il compagno di circolo Filippo Campigli, mentre al 15° posto troviamo Carlo Casalegno, al 20° Paolo Ferraris e al 30° Takayuki
Matsui, tutti del circolo ospitante. Tra i giocatori torinesi
buona prova anche di Alessandro Bianco de La Margherita,
25°. Hanno passato il taglio anche Andrea Ferraris, Lorenzo
Beldi, Zenjiro Matsui, Loris
Bevolo, Filippo Massobrio,
Riccardo Leo, Ludovico Durante e Federico Silvano.
Tra le ragazze, 11° posto per
Carlotta Lanzi (Royal Park),
davanti a Beatrice Samuelly
(Golf Torino), Alessandra
Braida, Eugenia Ferrero, Paola Cappelli, Iole Pininfarina e
Ludovica Trevisan.
Il Trofeo Umberto Agnelli,
tra gli eventi validi per il R&A
World Amateur Golf Ranking
e l’EGA European Amateur
Golf Ranking, si è svolto sulla
distanza di 72 buche riservate
a 96 partecipanti ragazzi e 48
giocatrici.

TENNIS

RUGBY

In A2 sorride solo il Beinasco
Sconfitti Sporting e Pleiadi

Il Cus Torino chiede
di sfidare l’Aquila

BARBARA MASI

Per la legge del «non c’è il
due senza il tre», l’Us Beinasco inanella la terza vittoria
di fila nel campionato italiano a squadre di Serie A2 femminile: dalla trasferta di ieri
sui campi del Tennis Club
Maderno, il team guidato da
Andrea Taragni è tornato a
casa con altri tre punti in tasca grazie a una sonora vittoria (4 a 0). Come contro il St.
George Sektion Tennis, il
successo è arrivato già dopo i
singolari con Federica Di
Sarra dominatrice di Federica Arcidiacono per 6-2 6-2 e

con Beatriz Garcia Vidagany e
Anna Turco trionfatrici in tre
set rispettivamente su Martina Spigarelli (6-2 4-6 7-5) e Katrin Tebaldini (6-2 4-6 6-1). A
coronare la giornata ci hanno
pensato poi Giulia Pairone e
Federica Di Sarra, 6-3 7-5 sul
duo Spigarelli/Arcidiacono.
Note negative, invece, per le
altre squadre piemontesi: ancora una sconfitta pesante per Le
Pleiadi battute 4 a 0 dal Tc Bologna, dove nessuna delle tre
singolariste, Francesca Sattanino, Chiara Massola e Jessica
Bertoldo, è riuscita a conquistare almeno un punto per tenere aperto l’incontro. Stesso

Dominatrice
Federica
Di Sarra
ha vinto bene
il singolare
contro Arcidiacono

copione anche per la Canottieri
Casale che, artefice di una bella
vittoria nella giornata d’esordio, ieri si è arresa in casa al T.C.
Mestre (0-4).
E per 3 a 1, a Torino, il Circolo
della Stampa–Sporting ha ceduto alla Ferratella: unica vittoria, quella di Stefania Chieppa
(6-3 6-3 su Deborah Cruciani)
neutralizzata dalle sconfitte di

Alice Canepa contro Arianna
Capogrosso (7-5 6-1) e di Drousile Dzeubou contro Emily Stellato (6-0 6-1). A spegnere la speranza del pareggio è stato il
doppio: perso il primo set per
7-6, il duo Chieppa/Procacci si è
lasciato sfuggire l’ultima chance sul vantaggio di 5 a 2 nel secondo set, finito a favore di Stellato/Capogrosso per 7-5.

La riforma della Serie A per
l’anno venturo stravolge il
calendario e i piani del Cus
Ad Maiora Rugby 1951. Il XV
torinese era già pronto a giocare la doppia sfida contro il
Rubano per la promozione
dal Girone B al Girone A, ma
l’assemblea federale dello
scorso weekend a Bologna
ha sancito che il secondo livello nazionale di rugby sia
uniformato in quattro gironi
parificati, rendendo di fatto
inutile lo spareggio già programmato per le prossime
due domeniche.
Un quadro che ha spinto la
società cussina a presentare
richiesta d’urgenza per di-

sputare allora la semifinale dei
playoff per salire nell’Eccellenza, contro l’Aquila. Un turno che sarebbe spettato di diritto allo Zhermack Badia, obbligato però a declinare l’invito
perché la società veneta non
ha rispettato le norme legate
all’Under 18, mentre il Cus era
impossibilitato a sostenere il
confronto con gli abruzzesi
per la sovrapposizione dell’impegno con Rubano. Ora lo scenario è cambiato e nelle prossime ore si conoscerà la risposta
dalla Federazione. Per quanto
l’eventuale scontro con l’Aquila li veda sfavoriti, gli universitari hanno ancora voglia di gettarsi in mischia.
[A.DOL.]

T1 CV PR T2

LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014 LA STAMPA 48

R

T1 CV PR T2

LA STAMPA
LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014

Piemonte Sport .49

.

VOLLEY

Settimo, Chieri, Pinerolo
tre reginette sognano la A2

Lingotto, beffa
in serie C
Batte il Calton
ma è secondo

OSCAR SERRA

Edoardo Laino, 13 anni
ENRICO ZAMBRUNO

Non è bastato arrivare a pari punti con la capolista al
Collegno Cus Torino di volley. A festeggiare la promozione in B1 femminile è Castellanza per aver ottenuto,
nell’arco del campionato,
una vittoria in più (24 rispetto alle 23 del Cus). E così,
mentre le lombarde sabato
sera vincevano a fatica –
c’è stato bisogno del tie
break finito 15-11 per avere
la meglio su Galliate – la
squadra di Vittorio Bertini
al termine di una vittoria
netta per 3-0 (25-17, 25-20,
25-16) contro Acqui Terme
prendevano atto del fatto
che il loro campionato non
era finito e che per brindare ci sarà bisogno di un

Il Collegno rinviato
ai playoff promozione
pur avendo finito
il girone capolista
supplemento d’impegno.
E se da una parte la capitana Eleonora Gili parla di
un «gran rimpianto», dall’altra già pensa alle prossime
sfide in cui le universitarie
potranno contare «su un
pubblico splendido» che sabato notte ha atteso assieme
alla squadra il risultato di
Castellanza e su un gruppo
che in questa stagione ha saputo andare al di là di ogni
aspettativa.
Con loro ai playoff altre
quattro compagini torinesi:
dalla B1 femminile le tre corazzate Lilliput Settimo, Eurospin Ford Sara Pinerolo e
Fenera Chieri ’76, dalla B2
maschile la Nuncas Chieri.
Peccato, solo, per il Sant’Anna San Mauro (ko all’epilogo
della stagione al tie break
contro Trentino), che al termine di un’annata sicuramente positiva, in cui fino

Ultima giornata di regular
season frizzante in serie C,
che ha portato ai definitivi
accoppiamenti dei playoff.
Donne

MARIO SOFIA

Costernate
Le universitarie del Collegno Cus Torino (in foto Fonsati) sono state beffate all’ultima giornata
da Castellanza che ha racimolato gli stessi punti ma una vittoria in più

La griglia dei playoff
Duesutreinizianointrasferta
1 S’inizia sabato 17 con

gara uno dei playoff, mercoledì 20 il ritorno e sabato 24
l’eventuale bella. La Lilliput
Settimo sarà impegnata contro Trento, giunta prima nel
girone B. La prima gara sarà
in trasferta (ore 20,30), così
come l’eventuale bella. In caso di passaggio del turno otterrebbe l’accesso diretto alla
serie A2, altrimenti rientrerebbe nella quarta fase della
post season (ritorno sabato
24, eventuale bella sabato
31). Il Fenera Chieri ’76 affronta la Bakery Piacenza del-

l’ex collinare, seppur sull’altra sponda pallavolistica, Manuela Secolo, seconda nel girone B (gara 1 a Piacenza, ore
20,30). Il Pinerolo, invece, se
la vedrà con Le Ali Padova,
con il vantaggio di disputare
la prima in casa (ore 21).
In B2 femminile il Collegno
Cus Torino entra direttamente alle semifinali il 28 maggio
contro la vincente tra Garlasco e Verone (la prima è in casa). In B2 maschile la Nuncas
Chieri sarà opposta sabato 17
(ore 21) a La Spezia in casa
[O.SER.]
propria.

BOCCE

ATLETICA

La Perosina
si qualifica
per gli Italiani

El Kabbouri nei 1500
migliora di tre secondi

La Perosina profeta in patria
con la vittoria della coppia
composta da Andrea Collet e
Simone Nari, nella prima selezione per la qualificazione
del Campionato Italiano a
Coppie. Gli atleti della Val
Chisone in casa hanno sconfitto 13-2 nella finale i biellesi
del Gaglianico con Gianni
Negrusso e Fabrizio Daghero. Le altre sei formazioni
che hanno staccato il pass
per le finali sono: Luigi Grattapaglia, Gianni Ressia
(Chierese); Fulvio Canetti,
Paolo Longagnani (Andora);
Walter Agnesini, Luca Scassa (Borgonese); Marco Carlevaro, Paolo Cavagnaro (La
Perosina); Mauro Bunino, Aldo Macario (Forti Sani Fossano); Fabrizio Dalmasso,
Gianni Gastaldi (Auxilium
Saluzzo).
[GI.BE.]

ALMA BRUNETTO

Nel weekend si sono presentati 1.380 atleti allo stadio Nebiolo per disputare la prima
fase regionale dei Campionati di società assoluti. La disciplina, che ha visto il maggior
numero di presenze in pista,
è stata la competizione dei
200 metri uomini: 94 in totale. Un buon test per l’ impianto che ospiterà tra meno di
un mese i Campionati italiani
junior e promesse.
Nella prima giornata il
protagonista è stato Soufiane El Kabbouri. L’atleta del
Cus Torino ha siglato il tempo di 3’40”93 sui 1500 metri,
ritoccando il suo personale di
3’44”25, ottenuto a Rovereto
nel 2013, e risulta essere il migliore attualmente in Italia. Il
risultato è stato ottenuto

grazie al gioco di squadra con i
compagni di club Stefano Guidotti Icardi e Marouan Razine.
Il cussino Marco Gadaleta
ha vinto i 400 metri in 48”48 ,
ottima prova dell’allievo Brayan Lopez dell’atletica Pinerolo, che lima di 26” il suo personale chiudendo in 48”56. Dopo
la trasferta cinese per la Coppa del mondo, Federico Tontodonati si è ripresentato sui
10 km di marcia e in solitaria
ha vinto (42’49”58). Nei 100
metri femminili bene l’azzurra Martina Amidei (Cus Torino/Aeronautica) che ha chiuso in 11”90 (- 0,5).
Ieri i risultati tecnici hanno
risentito del forte vento. Michele Tricca (Fiamme Gialle)
si è dovuto accontentare solo
di un terzo posto nei 200 metri
con 21”99 (-0,1), mentre Martina Amidei ha fatto il bis, cen-

all’ultimo, da matricola, ha
insidiato le migliori per un
posto alla seconda fase del
campionato.
Per Chieri e Pinerolo sono
state persino superflue le vittorie rispettivamente contro
Gorla Maggiore e Asti (in entrambi i casi per 3-1), vista la
concomitante sconfitta di
Mondovì a Vercelli. Se non altro hanno dimostrato una
brillantezza confortante in
questa fase, trascinate dalle
loro perle più preziose. Giocatrici come la chierese Ilaria Corazza, autrice di 24
punti con una positività in attacco del 50 per cento, o come Federica Fornara, top
scorer contro Asti con 16
punti, in attesa di recuperare
la migliore Elisa Togut.

Nel girone A femminile sono
arrivate a pari punti a quota
60 Calton e Lingotto, ma le canavesane chiudono in testa
per effetto del maggior numero di vittorie rispetto alle torinesi, 21 contro 20. In questo
modo il Calton avrà una possibilità in più per cercare di volare in B2: si parte con la finale
scudetto sabato prossimo sul
campo del Cuneo Granda Volley, vincitore del girone B,
mentre mercoledì 21 ci sarà
gara-2, con l’eventuale bella di
nuovo in terra cuneese.
In semifinale, una contro
l’altra invece, le due seconde
dei gironi la cui vincente affronterà nella finalissima la
perdente della sfida tra leader: di fronte Italia Multiservice Beinasco e Lingotto,
di scena nei medesimi giorni
del duello tra prime con Beinasco con l’eventuale bella
tra le mura amiche. Nell’ultimo turno i risultati sono stati Lasalliano-Calton 3-2, Cogne-Lingotto 1-3, CuneoCarrù 3-0 e Valenza-Beinasco 1-3.
Uomini

In serie C maschile la prima a
conquistare la promozione in
B2 uscirà dal duello tra prime
dei gironi, ovvero MareneAosta. Chi perde affronterà la
vincente del girone all’italiana
che vedrà opposte le seconde
e le terze di entrambi i gironi,
ovvero Parella, Valsusa Condove, Savigliano e Cuneo. Nell’ultima giornata giocata nel
fine settimana il Parella ha
vinto 3-1 sul campo dell’Altiora mentre Condove si è imposto 3-0 in casa del San Benigno Caselle.

REPORTERS

Anna Laura Marone (Cus Torino) seconda nei 400 ostacoli

trando il successo nei 200 metri in 24”14 (+ 0,7). Gloria Barale (Cus To), sabato ha tagliato
il traguardo dei 3000 siepi in
10’21”56 e ha concesso il bis ieri
sui 5000 metri in 17’06”52.
Nel salto in lungo si afferma
la triplista Eleonora D’Elicio
(Cus To/Fiamme Azzurre)
con 5,92 metri (- 1,4) e ancora
in campo femminile nei 400
ostacoli è arrivata seconda
Anna Laura Marone: l’atleta
allenata da Vallet ferma il

crono a 1’00”79.
In campo maschile, Lorenzo
Puliserti tesserato per l’Atletica Piemonte con il martello,
raggiunge la distanza di 56,97
metri e nel peso di 14,80 metri:
misure sufficienti per vincere
in entrambe le gare. Il ventitreenne Marouan Razine (Cus
To/Esercito) chiude la manifestazione vincendo i 5000 metri
in 14’19”28 (-1,4), ma lontano
dalla sua prestazione dell’anno
scorso (13’28”08).

CICLISMO
Esordienti
A Nizza
vince Laino
in volata
FRANCO BOCCA

Per i corridori torinesi è stata
una domenica in chiaroscuro:
in ombra Allievi e Juniores, in
luce gli Esordienti. L’unica
vittoria è arrivata proprio da
questa categoria, per merito
di Edoardo Laino della Rostese, che nella gara del primo
anno (classe 2001) svoltasi a
Nizza Monferrato ha ribadito
le sue qualità di velocista di
rango regolando con estrema
facilità il gruppo compatto
sul traguardo dell’inedito
Gran Premio del Barbera.
Per Laino, che ha 13 anni e
abita a Reano, si tratta della
seconda affermazione stagionale, dopo quella ottenuta poco più di un mese fa nella gara
inaugurale di Collegno. Nella
stessa gara, da sottolineare
anche il terzo posto di Mattia
Bozzola, anch’egli della Rostese, e l’ottavo di Isabel Pilone, del Pedale Sanmaurese,
rivelatasi di gran lunga la migliore tra le ragazze in gara.
Nella gara del secondo anno
(classe 2000), vinta per distacco dal novarese Samuele
Rubino, altri due ragazzi della
Rostese sono entrati nella
“top ten”: Marco Glauda, 7°, e
Federico Aimaro, 8°.
Juniores, si salva D’Onise.

Nel classico Gran Premio del
Roero - La Primavera dei
campioni, che a Canale ha festeggiato l’edizione del decennale con una edizionemonstre cui hanno preso parte 192 Juniores provenienti
da mezza Italia e anche dalla
Russia, i torinesi più attesi,
da Federico Burchio a Stefano Ciardo, non si sono mai visti nel vivo della corsa. L’unico che ha tenuto alta la bandiera della nostra provincia è
stato Umberto D’Onise, che
ha saputo inserirsi con bravura nella fuga di 10 corridori
che hanno movimentato la
corsa. Nel finale, quando il
russo Borisov ha allungato
per andare a conquistare
una brillante vittoria solitaria, Umberto ha accusato il
peso della fatica, ma ha saputo comunque contenere la
rimonta del gruppo, cogliendo un onorevole 10° posto.
Burchio è arrivato 21°, Ciardo (peraltro vittima di una
foratura nel finale) 35°.
Allievi, poca gloria

Poca gloria per i torinesi anche nella gara per Allievi svoltasi con partenza da Cardano
al Campo e arrivo a Bellinzago Novarese. Si è imposto con
lieve distacco il lombardo
Stefano Oldani ed il migliore
dei nostri è stato Nicolò Vitillo, della Rostese, che ha dovuto accontentarsi del 13° posto.



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