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La Stampa 13.05.2014 .pdf



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Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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R

LA
LA STAMPA
STAMPA

*
Domani in edicola con La Stampa

W

.

QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 131 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Naufragio a Sud di Lampedusa: recuperati 14 corpi

LA POLEMICA

Un’altra strage del mare
Affonda un barcone
Si temono 200 dispersi

Alfano avvisa l’Europa
«Lasceremo i profughi
liberi di andarsene»
ANSA

La Mattina e Zatterin A PAGINA 3

Anello A PAGINA 2

I soccorsi ai migranti sulle coste siciliane

*

Renzi: la Ue salva le banche e fa morire i bimbi

La replica di Bruxelles: vi abbiamo
teso la mano ma non avete risposto

Oggi il premier a Milano: facciamo pulizia. Intervista al presidente anticorruzione, Cantone: sottovalutati i comitati d’affari

GEITHNER

“Soldi ai mediatori per lavorare”

“Chiesero
a Obama
far cadere
Appalti Expo, prime ammissioni. Un imprenditore: così funzionava il sistema diBerlusconi”
Appalti Expo, prime ammissioni degli imprenditori
davanti al gip. Il vicentino Enrico Maltauro: «Bisogna pagare i mediatori, il sistema è questo». Il presidente anticorruzione, Cantone: temevamo la
mafia, abbiamo sottovalutato i
comitati d’affari. Oggi Renzi a
Milano.
Chiarelli, Colonnello,

1

LE TANGENTI E LA FINE DEI PARTITI
MATTIA FELTRI

«P

er carità, quell’espressione non
usatela più», dice
Rino Formica, vecchio ministro socialista dei governi di
Giovanni Spadolini e Giulio

Andreotti. L’appello ai giornalisti è, per quanto ci riguarda, ben accolto: l’espressione
originaria (Tangentopoli) era
vigorosa, quella derivata
(Nuova tangentopoli) è ripetitiva e bolsa.
CONTINUA A PAGINA 27

Giovannini, Poletti e Ruotolo

VENDITA ALITALIA

Le banche aprono a Etihad:
si accolleranno metà del debito
Il governo convince gli istituti, intesa più vicina
Verso una «newco» con Abu Dhabi socio al 49%
Gli esuberi finanziati dal fondo nazionale trasporti
Giacomo Galeazzi e Francesco Spini A PAGINA 21

DA PAGINA 4 A PAGINA 7

Berlusconi e Obama

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

N

ell’autunno del 2011,
quando la drammatica crisi economica
aveva portato l’euro ad un
passo dal baratro, alcuni
funzionari europei avvicinarono il ministro del Tesoro americano Geithner,
proponendo un piano per
far cadere il premier italiano Berlusconi. Lui lo rifiutò, come scrive nel suo libro di memorie appena
pubblicato.

VIDEO CHOC DEI BOKO HARAM: ORA SONO MUSULMANE. IL GOVERNO RIFIUTA LA PROPOSTA DI SCAMBIO CON I MILITANTI DETENUTI

Nigeria, le studentesse convertite dai terroristi
I VOLTI
DI UNA SVENTURA
IRREPARABILE

CONTINUA A PAGINA 10

DOMENICO QUIRICO

INTERVISTA

S

ono rientrate brutalmente nel lutto del loro pudore imposto.
Coperte di nero e di grigio,
un domino di panno che
nasconde le forme, solo gli
occhi ci guardano mentre
sedute, piegate, calde e cave come un nido, scandiscono, in una radura, il
primo capitolo del Corano.
Irriconoscibili in quella
radura scialba le cento
giovinette prigioniere che
erano, appena ieri, piene
di colore e di vita, l’Africa
che è colore e vita: annullate in un tempo scomparso come se il tessuto e il
colore dell’hijab cancellasse il tempo e la vita e
soffocasse ogni altra cosa
sotto la sua cova.
CONTINUA A PAGINA 27

Parisi: l’Italia
non va disarmata
L’ex ministro della Difesa
sugli F35: si relegherebbe
il Paese a ruoli marginali
Carlo Bertini A PAGINA 11

PROVA TV

Chiellini, 3 turni
Il ct lo perdona
Prandelli: «Il suo gesto
non era violento». Oggi
il listone dei Mondiali
AP

Le studentesse con la tunica islamica: alcune di loro hanno confermato di essersi convertite

Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI

9 771122 176003

40513

1 Papa

Francesco dice che non negherebbe i sacramenti
nemmeno ai marziani. Non sia mai che, incoraggiato dalle
sue parole accoglienti, qualche alieno in crisi religiosa decida di mettersi in viaggio. Ve lo immaginate?
Stamattina alcuni marziani hanno raggiunto le coste
vaticane a bordo di un astro-gommone, dopo essere scampati a due comizi respingenti di Salvini. Hanno passato in
rassegna un drappello di ultrà dell’Atalanta, convinti che
fossero guardie svizzere, e sono stati ricevuti calorosamente da Genny ’a Carogna, con cui hanno discusso le
principali questioni interplanetarie a cavalcioni di un cancello. Tornati a terra, sono stati aggrediti da un facinoroso
che li accusava di essere diversi, perversi e malati: era Giovanardi. Li ha tratti in salvo un omino sorridente con un

Pianta e Stabile A PAGINA 15

Guglielmo Buccheri A PAGINA 35

Marziani in fuga
cagnolino in braccio e dei capelli dal colore indefinibile ma
sicuramente alieno, che ha giurato sui suoi figli di essere il
vero Papa, Pio Tutto, costretto alle dimissioni da un complotto di magistrati. Per seminarlo i marziani hanno tentato di rifugiarsi su un aereo in partenza per Beirut, ma era
pieno di parlamentari, col compagno Greganti muto ai comandi, la moglie di Matacena vestita da hostess per non
dare nell’occhio e Scajola sdraiato su un’ala a sua insaputa.
Gli alieni sono scappati su un taxi ripieno di slides e guidato da un fiorentino di lingua svelta, che per portarli da Fiumicino a piazza San Pietro ha preteso 80 euro, sostenendo
che erano per i poveri. Scesi precipitosamente dal taxi, gli
alieni hanno incrociato Grillo e Casaleggio. A quel punto
sono fuggiti gridando: «Aiuto, i marziani!».

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.

2 .Primo Piano

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

U

IMMIGRAZIONE
NUOVO DRAMMA

1.138

36.627

arrivi in 24 ore

da gennaio

È questo il numero
complessivo di migranti
sbarcati nella giornata
di ieri in Italia

Gli sbarchi registrati
dall’inizio del 2014 a oggi
sono dieci volte superiori
a quelli dello scorso anno

Il nuovo pericolo
Secondo fonti d’intelligence dalla Libia
partono sempre più spesso imbarcazioni
fatiscenti perché i trafficanti di morte
sanno che le navi italiane vanno a prendere
i migranti fin quasi al limite
delle acque territoriali libiche
GIUSEPPE LAMI/ANSA

Inferno in mare, strage di migranti
Affonda un barcone a 50 miglia dalla Libia: 14 morti, 200 dispersi e 200 naufraghi salvati dalle navi italiane
PALERMO

«L’inferno, qui c’è l’inferno».
La voce arriva dallo specchio
di mare a cento miglia a sud di
Lampedusa, insieme alle grida, ai pianti, ai lamenti. Quattordici i morti recuperati nell’ennesima tragedia dell’immigrazione, 200 i sopravvissuti, ma all’appello ieri sera ne
mancavano altrettanti, perché sul barcone naufragato –
raccontano i superstiti inzuppati d’acqua – erano in quattrocento. Laggiù un brulicare
di corpi: uomini, donne, bambini portati a forza di braccia
sulle quattro motovedette accorse da Lampedusa, insieme
con la nave San Giusto della
Marina militare e con i mercantili dirottati nella zona. Un
allarme partito da un rimorchiatore al servizio di alcune

piattaforme petrolifere che si
trovano a 50 miglia dalle coste
della Libia e al doppio di distanza da Lampedusa.
Ed è una scena che si ripete,
dopo che sabato era affondata
un’altra carretta al largo della
costa africana, trascinando con
sé quaranta corpi, mentre a
Trapani e a Porto Empedocle
arrivavano 890 profughi soccorsi a più riprese nel Canale di
Sicilia. I mezzi dell’operazione
«Mare Nostrum», varata per
soccorrere già in mare le imbarcazioni di migranti in difficoltà, sono impegnati senza
pause. Non c’è il tempo di recuperare un gommone mezzo affondato che subito arriva un altro allarme.
Ieri sera, mentre ancora si
faceva la conta dei morti e dei
vivi del naufragio, è scattato un
nuovo Sos da un barcone con

altri centinaia di migranti a
bordo, forse 250. Così le quattro
motovedette della guardia costiera di Lampedusa si sono
precipitate a tirarli su, mentre
la nave San Giusto restava lì, a
decidere se rientrare sulle coste siciliane o se aspettare che
si compissero nuovi avvistamenti e nuovi destini. Fino a
tarda sera, infatti, incerta perfino la destinazione e i tempi di
sbarco dei sopravvissuti e dei
cadaveri, tanto è trincea in queste ore il Mediterraneo. Probabilmente Augusta, probabilmente domattina. Ma non si
esclude la scelta di Porto Empedocle, che già domenica ha
accolto 467 migranti tra cui 53
donne e 19 bambini. «I viaggi
della speranza vanno prevenuti, il diritto di asilo va chiesto a
terra e non rischiando la vita.
L’unica cosa da fare è l’apertura

di canali umanitari controllati:
se non è possibile dalla Libia, allora lo si faccia dall’Egitto», dice il sindaco dell’isola Giusi Nicolini, mentre Save the Children sottolinea che la situazione di accoglienza in Sicilia «versa in condizioni inaccettabili» e
invita il Governo ad attuare urgentemente «un piano di accoglienza nazionale in grado di rispondere ai bisogni essenziali
di tutti i migranti in arrivo e, in
particolare, dei più vulnerabili,
tra i quali i minori non accompagnati e i nuclei familiari con
bambini».
Già, Lampedusa. Il centro è
chiuso ma non per questo l’isola smette di essere investita
dalle tragedie del Mediterraneo. E non soltanto perché ne è
diventata icona, rappresentazione simbolica dopo che il 3 ottobre dell’anno scorso il suo

La storia
LAURA ANELLO
PALERMO

iuseppe Cannarile, comandante della capitaneria di Porto di
Lampedusa, è di nuovo in prima linea. «Non si sa ancora quante siano state le persone a bordo, ma i superstiti dicono che erano centinaia.
Siamo sul posto, stiamo lavorando
senza sosta». Ci sono quattro motovedette, laggiù, a cento miglia a sud di
Lampedusa, ma è come svuotare
l’oceano con il cucchiaino. E adesso,
alla vigilia delle elezioni europee, la
polvere messa sotto il tappeto con la
chiusura del centro di Lampedusa e
poi con gli sbarchi nei porti siciliani,
sta salendo inesorabilmente per tutta
la Penisola, fino ad arrivare a Roma e
poi a Bruxelles.
Ma mentre la politica fa appelli e
polemizza, mentre le istituzioni comunitarie pronunciano parole di scandalo, in mare e a terra ci sono uomini che
si fanno in quattro da mattina a sera.
Stanchi di raccogliere vivi e morti.
Stanchi di fare fronte da soli a
un’emergenza annunciata e continua.
Stanchi al punto da non riuscire più a
gioire per un bambino salvato o per
una donna sottratta ad anni di stupri e
deserto.
«Ma sa perché non riusciamo più a
gioire? – dice un militare della Guardia
di Finanza a Porto Empedocle, dove

G

ANSA

I cadaveri di alcuni dei migranti recuperati in mare

I soccorritori disperati
“Noi, soli e impotenti
a sfidare la morte”
Allarme accoglienza: le strutture siciliane sono piene
sono sbarcati dall’inizio dell’anno quasi
4200 migranti – perché quei ragazzi che
abbiamo raccolto il giorno prima ammazzandoci la vita, li vediamo scappare
il giorno dopo, alla disperata, di notte, di
giorno». Lo ripete anche lui: «È come

svuotare l’oceano con il cucchiaino».
Una fatica inutile, senza un vero piano
d’accoglienza, con la Sicilia lasciata sola
a trovare materassi e pasti, con i Comuni senza un soldo a darsi da fare per reperire letti di fortuna ai minorenni, che

splendido mare diventò la tomba di 366 migranti. Ma anche
perché sta in mezzo ai due
mondi. L’altro giorno i profughi
raccolti nel Canale di Sicilia e
diretti a Porto Empedocle sono
stati fatti scendere per pochi
minuti nel porto e fatti risalire
sulla nave di linea. «Un trasbordo che ha provocato un forte ritardo nell’orario di partenza e
un’enorme perdita per i pescatori dell’isola che continuamente vedono svalutato il pregiato
pescato», denuncia Askavusa,
il collettivo di giovani in prima
fila a denunciare «l’affare immigrazione che scarica su una piccola comunità problematiche
internazionali e la disperazione
di migliaia di persone».
Anche loro chiedono corridoi umanitari. Mentre, cento
miglia più a sud, si continua a
morire.
[L.AN.]

per legge sono tutti a carico loro.
Così, dietro l’operazione «Mare Nostrum» c’è uno scoraggiamento che buca anche la cortina dell’operazione solidale e umanitaria. Tanto che, fino a tarda sera, l’arrivo della nave con i profughi e i cadaveri era vissuto nei porti siciliani con grande apprensione. Dove
mettere questi altri uomini? Dove? A
Trapani, che ha accolto domenica 423
profughi tra cui un disabile e sei donne
con il pancione della gravidanza, i duemila posti a disposizione sono tutti
esauriti. E così a Messina, e così al Cara
di Mineo, il ghetto diventato quasi ambìto, tanta disperazione c’è intorno.
Tutte strutture allertate, nell’attesa
che si capisca dove la nave andrà a portare il suo carico di umanità. Prefetti in
allarme a chiedere ponti aerei, così come Lampedusa li chiedeva l’anno scorso, quando era stata lasciata sola a fronteggiare la marea.
Non stanno meglio i poliziotti: «Qui
da mesi dormiamo due ore a notte – dice un agente di Augusta – per rintracciare gli scafisti di ogni sbarco, per trovare i mediatori culturali, per cercare di
capire tra le facce, tra le testimonianze,
chi sia il carnefice tra le vittime».
Già, l’arrivo della nave ieri era vissuto come l’estremo colpo a una macchina
dell’accoglienza che è in ginocchio.
«Non ci tireremo indietro – dicono in coro i sindaci – ma non possiamo più farlo
da soli». In ogni paese della Sicilia, anche i più sperduti, ci sono facce di colore
che occhieggiano dalle campagne, che
gironzolano per le strade, che aspettano che qualcosa succeda. Sono i fortunati. Gli altri sono scappati chissà dove.
O non sono mai arrivati.

I precedenti

3/10/2013
Lampedusa sotto choc
1 Davanti all’isola siciliana

perdono la vita 366 persone,
tra le quali tante donne e bambini; 155 i superstiti. È la strage più grossa dal Dopoguerra.

26/7/2013
Gommone ribaltato
1 Si ribalta un gommone a

29 miglia dalla Libia: i soccorsi
recuperano 22 migranti, altri
31 finiscono in fondo al mare.

25/3/2011
Spariscono 2 pescherecci
1 Si perdono le tracce di

due imbarcazioni, una con
335, l’altra con 68 migranti a
bordo, entrambe partite dalla Libia.

25/12/1996
La tragedia di Natale
1 Circa trecento immigra-

ti annegano tra Malta e la Sicilia dopo lo scontro fra un
cargo libanese e una motonave.

.

R

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Ha
detto

Il ministro

il caso
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

i fronte all’ennesima ecatombe del mare, Angelino
Alfano reagisce con un avvertimento affilato a quei
Paesi europei che girano la
testa dall’altra parte, lasciando all’Italia tutti i costi, anche umani, di Mare
Nostrum. «L’Unione europea ci ha lasciati soli. L’Italia non può diventare la
prigione dei rifugiati politici. Tutti gli
immigrati ai quali verrà riconosciuto il
diritto d’asilo andranno in Europa dove e quando vogliono. Li lasceremo liberi di partire e raggiungere le loro
mete. A buon intenditore...». Parole
che Matteo Renzi sottoscriverà in un
intervento a una trasmissione di Retequattro, Quinta Colonna: «Ha ragione
Alfano, l’Europa ci lascia soli. Non può
salvare gli Stati, le banche e poi lasciare morire le madri con i bambini».
Il ministro dell’Interno accusa formalmente Bruxelles che se ne lava le
mani e fa finta di non sapere che le coste italiane sono la frontiera sud del
Vecchio Continente. Ma nella sostan-

D

FORZA ITALIA E LEGA ATTACCANO

«Centinaia di sbarchi ogni notte
Mantenere un clandestino costa
più di una pensione minima»
za manda un messaggio durissimo a
quei Paesi del Nord Europa che sono
considerati la terra promessa del fiume impetuoso che sale dall’Africa. Allora a «buon intenditore...». «Noi raccogliamo i morti e soccorriamo i vivi.
Non ci aiutano a raccogliere i morti e
allora si facciano carico di accogliere i
vivi». E invece non fanno né l’uno né
l’altro.
Viene in soccorso, solo a parole, il
commissario agli Esteri Cecilia Malmstrom che di fatto dà ragione al nostro
ministro dell’Interno quando chiede a
«tutti gli Stati membri di dimostrare
solidarietà e di discutere nel prossimo
Consiglio Interni come si può contribuire ad affrontare le sfide nel Mediterraneo». Bene, commenta Alfano,
perchè deve essere chiaro che l’Italia
per «la stragrande maggioranza degli
immigrati è solo un disperato approdo
di transito».
È uno strappo quello del responsabile del Viminale che deve pure sop-

Primo Piano .3

.

Angelino
Alfano, 44 anni,
è alla guida
del Viminale
dal 28 aprile
del 2013
Il leader dell’Ncd
dal 2008 al 2011
è stato anche
Guardasigilli
nel governo
Berlusconi IV

L’Unione europea
ci ha lasciati soli. L’Italia
non può diventare
la prigione dei rifugiati
politici. Li lasceremo
liberi di partire
Tutti gli immigrati
ai quali verrà
riconosciuto il diritto
d’asilo andranno
in Europa dove
e quando vogliono
Angelino Alfano
GIORGIO BENVENUTI/ANSA

Ministro dell’Interno

Alfano minaccia l’Europa
“Li lasceremo andare tutti”
Renzi duro: la Ue salva le banche ma fa morire le madri con i loro bambini
Il sindaco di Lampedusa
«Perfermareiviaggi
dirittod’asiloaterra»
1 Giusi Nicolini, sindaco di Lam-

pedusa, ieri ha rilanciato la sua proposta per fermare le stragi del mare:
«I viaggi della speranza vanno prevenuti, il diritto di asilo va chiesto a
terra e non rischiando la vita. I dati
sulla tragedia di oggi sono ancora
frammentari, non possiamo continuare così. L’unica cosa da fare sono
i canali umanitari, come fa l’operazione Mare Nostrum che se fosse
nelle acque della Libia sarebbe chiamata una operazione umanitaria».

portare di essere trascinato sul banco
degli imputati dalla Lega e dai fratelli
coltelli di Forza Italia i quali sono arrivati a chiederne la testa. Intanto Giovanni Toti twitta: «Centinaia di sbarchi ogni notte. Mantenere un immigrato clandestino costa più di una pensione minima. Ma Alfano che fa?». I
candidati alle Europee di Fi Simone
Furlan e Paolo Gottarelli sono andati
sotto la prefettura di Bologna per contestare il governo e dire che con Mare
Nostrum l’esecutivo sta facendo politiche di sinistra, favorendo l’immigrazione e spendendo risorse economiche
che potrebbero essere utilizzate per i
cittadini italiani. «Alfano - sostiene
Furlan, ideatore dell’Esercito di Silvio
- è inadeguato: dovrebbe dimettersi».
Ad attaccare Alfano è anche il coordinatore siciliano di Forza Italia, il sena-

tore Vincenzo Gibiino che parla di
«fallimento dell’operazione Mare Nostrum e di incapacità del ministro dell’Interno nel gestire una situazione
tanto delicata». Siamo in piena campagna elettorale per le Europee e
ognuno sfrutta qualunque cosa per atLA RISPOSTA DEL MINISTRO

«A chi ci attacca perché facciamo
il soccorso chiediamo di passarsi
una mano sulla coscienza»
trarre consensi. Ma sulle tragedie
umane, osserva Alfano, è inaccettabile
la strumentalizzazione. «A chi ci attacca perché facciamo il soccorso ed
evitiamo i morti, noi chiediamo, di
fronte a questi altri morti, di passarsi
una mano sulla coscienza». È uno

scandalo, si arrabbia la portavoce di
Ncd Barbara Saltamartini, che tutto
venga ridotto a interessi elettorali: «Di
fronte a ciò è accaduto, cosa risponde
la coscienza di Giovanni Toti? Se la
prende con Alfano. Vergogna! Cosa
non si fa per un voto in più». Rimane il
problema dell’Italia lasciata sola. Sarà
uno dei cavalli di battaglia di Renzi e
Alfano durante il semestre europeo a
guida italiana. «Non c’è dubbio - spiega il sottosegretario Filippo Bubbico che porremo con molta forza la questione. L’Unione europea deve dimostrare di essere una comunità e non
una sommatoria di Stati, altrimenti
non avrebbe senso. I sacrifici che stiamo facendo con Mare Nostrum però ci
legittimano a reclamare una maggiore
cooperazione e pretendere che Frontex sia un’agenzia più presente».

Bruxelles respinge le critiche
“Da Roma propaganda elettorale”
I funzionari accusano: “Mano tesa, ma il vostro governo non rispose”

Retroscena
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

e parole di Angelino Alfano
rimbalzano rapide a Bruxelles, le accuse all’Ue e la minaccia di non chiudere la strada ai
migranti che sognano la Germania
o la Francia. «Nessun commento»,
è la reazione dei portavoce della
Commissione, che pochi minuti dopo la notizia dell’ennesima tragedia
d’alto mare s’è detta «scioccata»,
ha lodato «i grandi sforzi» dell’Italia e invitato le capitali Ue a «una
solidarietà concreta». L’attacco del
ministro genera però qualche irritazione, viene giudicato «elettorale». Così alle tante domande, le fonti al corrente del dossier rispondono con altre domande. «Che cosa
vuole veramente l’Italia?», chiede
un alto funzionario. Ed «è chiaro
che la “politica dell’emergenza con-

L

tinua” non risolve il caso?».
scivolato di consiglio in consiglio: se
Già, cosa vuole l’Italia? Dopo i ne riparlerà in giugno a livello minidrammatici eventi di ottobre a Lam- steriale e poi a fine mese toccherà ai
pedusa la responsabile Ue per l’Im- leader. Non a caso, la Malmström ieri
migrazione, Cecilia Malmström, ha è tornata a dire che «è chiara responmesso in piedi un Piano di Azione che sabilità degli stati mostrare concreta
punta sul coordinamento dei controlli solidarietà per ridurre il rischio che
(i satelliti di Eurosur), rafforza la mis- disastri come questi si ripetano».
sione Frontex, stanzia 30 milioni exIn sintesi, Bruxelles è pronta ad
tra per vigilare sulla frontiera Sud aiutare l’Italia, ma non sempre l’Italia
dell’Europa. Essi si aggiungono ai 310 ha dimostrato di volersi far aiutare.
milioni assegnati all’Italia per l’asilo e «Non abbiamo avuto alcuna nuova riai 215 del Fondo per
chiesta di sostela sicurezza interna IPOTESI QUOTE COORDINATE gno», ha detto la
per il 2014-2020.
a «La Stam«All’Italia non converrebbe svedese
Le istituzioni Ue
pa» il 3 maggio. Così
Nel 2013 ha accolto 28.500 nei palazzi a dodici
hanno in buona sorifugiati, Berlino 125 mila» stelle ci si chiede a
stanza fatto molto di
ciò che potevano
cosa si punti davve(«Sarebbe magari stato utile attivare ro a Roma e se si possa andare oltre la
la direttiva sulla protezione tempora- foga elettorale. «Vogliono un regime
nea per la protezione di chi arriva», di quote coordinate? - si chiede una
suggerisce una fonte), tenendo pre- fonte - Sono certi che sia conveniensente che l’Immigrazione non è una te?». Interrogativo retorico. Nel 2013 i
competenza che i Trattati affidano lo- rifugiati accolti in Europa sono stati
ro. Vero è anche che il Consiglio, cioè il 435 mila: Berlino ne ha presi 125 mila,
conclave dei governi nazionali, non ha Parigi 65 mila, noi 28.500. «Se ci fosagevolato il cammino verso una vera sero le soglie - si fa notare - dovreste
politica comune in materia. I nordici prenderne parecchi».
Quello che l’Italia deve fare, si sothanno fatto gli struzzi e il dossier è

Spaccatura
In questi mesi i
paesi nordici
hanno frenato
l’adozione
di una politica
comune
sull’emergenza
sbarchi

PETROS GIANNAKOURIS/AP

tolinea a Bruxelles, è usare il semestre di presidenza Ue per mettere con
forza la questione all’ordine del giorno per un programma efficace che affronti il problema e coinvolga gli altri.
Risulta che la Malmström abbia anche scritto di recente ad Alfano per
chiedergli come fosse possibile aiutarlo meglio, con scarsi risultati.
L’Europa degli stati vive le migrazioni
nella contraddizione. A domanda sulle disattenzioni europee, il ministro
degli Esteri svedese Bildt risponde
«non facciamone un caso Nord contro
Sud». Non era il problema sollevato.
Nello scusarsi, però, ha confermato
che c’è.

Jena
Quante
Ormai la mette dappertutto,
ma quante facce ha Renzi?

jena@lastampa.it

.

4 .Primo Piano

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

U

EXPO
L’INCHIESTA

“Pagavamo i mediatori
Non c’è alternativa
a questo sistema”
Le ammissioni dell’imprenditore Maltauro davanti al gip
Frigerio e Greganti negano di aver intascato soldi
MILANO

«Il sistema è questo: bisogna
pagare i mediatori, non ci sono
alternative». Pragmatico che di
più non si può, l’imprenditore
vicentino Enrico Maltauro, davanti al gip che lo ha fatto arrestare, ieri ha rappresentato così
il lavoro della «squadra» di Giuseppe Frigerio, Primo Greganti
e compagni per gli appalti
Expo, Sanità e Sogin. Anche
Sergio Cattozzo, l’ex segretario
dell’Udc ligure filmato mentre
riceveva una lussuosa busta da
«mediatore», ha detto di sentirsi in fondo tanto «un lobbista all’americana», perché secondo
lui «le aziende vanno coccolate
come le belle donne». Peccato
per quei bigliettini che ha cercato di nascondere tra le mutande
quando lo hanno arrestato: con-

Uno degli arrestati:
«Mi sento come
un lobbista
all’americana»
tenevano i resoconti delle tangenti incassate. E peccato soprattutto per quella frase di
Maltauro che poi ha precisato
meglio cosa intendeva dire a
proposito del «sistema», spiegando che «dietro pressioni» ha
pagato a Cattozzo cifre in nero
«non superiori ai 200 mila euro
all’anno». Oltre ai soldi versati
dietro presentazione di fattura.
«Per operazioni inesistenti», sostengono i pm. Per un’attività

Presentato un esposto alla procura
LaSoginindagasullespesesospettedeidipendenti
1 Spese non giustificate, acquisto di

beni di lusso con la carta di credito
aziendale ma anche altri elementi che si
sposerebbero con l’inchiesta della magistratura milanese sul malaffare intorno a Expo e non solo. Fatto sta che dopo
sei mesi di indagini interne, l’ad di Sogin

Riccardo Casale - che ha ricevuto il pieno
supporto del cda - ha firmato un esposto che ha fatto recapitare alla Procura.
L’indagine interna riguarda il comportamento tenuto da sette dipendenti: due
di questi sono già indagati, quattro sono stati sospesi dal servizio.

PAOLO POCE/SINTESI VISIVA

Alcuni operai sul sito che ospiterà l’Expo 2015

che oggi si preferisce chiamare di
“lobbing” ha chiarito il suo legale,
l’avvocato Giovanni Dedola, visto
che, sempre l’imprenditore vicentino, ha raccontato di «aver
dovuto contrattualizzare un uomo di lobbing» per essere sicuro
di mantenere buoni rapporti con
faccendieri e politici: «Cattozzo lo
avevo contrattualizzato nel 2011
come consulente». Peccato per
quei filmati in cui lo si vede versargli soldi in contanti e soprattutto per i bandi delle gare d’appalto ricevuti in anticipo. «Noi chiarisce l’avvocato Dedola - sul
tavolo anatomico abbiamo messo
le fattualità. Le configurazioni
giuridiche saranno elaborate di
conseguenza». Traduzione: Maltauro non ha proprio confessato
di avere corrotto, però ha ammesso di aver pagato nei termini
sopra riferiti. Se questa sia corruzione, appartenenza a un’associazione per delinquere o altro, si vedrà nel corso dell’inchiesta. Certo
sarà dura negare il reato di turbativa d’asta visto che alla fine questa intensa attività di “lobbing”

Intervista

PAOLO COLONNELLO
MILANO

N

ei saloni e nei corridoi che precedono l’anticamera del sindaco
Giuliano Pisapia, fervono i lavori
come in un cantiere dell’Expo: oggi
arriva il presidente del Consiglio
Matteo Renzi e in ballo ci sono 80 milioni di euro da far mettere sul tavolo
di Milano. Ma tra corruzione e appalti truccati, c’è poco da star allegri. Il
sindaco però, mostra serenità olimpica. Non è allarmato per quanto sta
succedendo in Expo?

«C’è allarme, certo. Ma non bisogna
fare allarmismo».

Il suo ex assessore Boeri dice che il
male originario di questa storia è
aver comprato i terreni di Expo dai
privati pagandoli 16 volte il loro valore anziché scegliere aree comunali
già esistenti. È d’accordo?

«L’ex assessore Boeri dimentica che
la Corte dei Conti ha detto che il
prezzo è congruo e che l’acquisto è

Angelo Paris, manager di Expo

Sergio Cattozzo, ex dirigente Udc

Ho commesso errori, ma non ho
mai fatto parte della cupola

Le aziende vanno coccolate
come le belle donne

portava in azienda, con congruo
anticipo, i contenuti dei bandi
delle gare d’appalto. E, a occhio,
non si direbbe molto legale.
In compenso il “professor”
Gianstefano Frigerio avrebbe invece negato su tutta la linea, vecchia scuola. Così come quella di
Primo Greganti, che ha negato di
aver mai preso un euro in tutta
questa storia. Il manager rampante Angelo Paris invece è apparso abbastanza depresso: ha

ammesso di «aver fatto degli errori» ma ha negato di far parte
della «cupola». Difficile dire qualcosa davanti a un’intercettazione
come la sua: «Io vi faccio fare tutti i lavori che volete basta che mi
facciate fare carriera…». Un po’
negano, un po’ ammettono, talvolta con effetti grotteschi. Alcuni degli arrestati davanti al gip
Antezza si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, preferendo rilasciare dichiarazioni

spontanee, senza cioè la possibilità di un contraddittorio. In generale, gli uomini indicati dall’accusa come «la cupola degli appalti lombardi», si sono difesi negando di aver creato un comitato
d’affari ma soltanto di avere svolto un lavoro di «utile» intermediazione per le aziende con cui
venivano in contatto. Unico gesto
di «pentimento» quello dell’ex
numero due di Expo, che ha fatto
depositare dal suo legale, Luca

Troyer, la lettera di dimissioni
dalla società, «perché ha sempre
creduto nel progetto e quindi ci
tiene che vada avanti senza intralci». Gli altri invece, hanno
preferito prenderla alla larga.
L’ex senatore Luigi Grillo ha respinto decisamente ogni accusa:
Frigerio e Cattozzo, li conosceva,
certo, ma solo per «rapporti di
amicizia e politici». «Mai messo
piede nel circolo Tommaso Moro, mai preso soldi - ha sostenuto
- né mi sono occupato degli appalti di Expo e di Sogin».
Ma che non fosse così innocente l’attività svolta da questi «lobbisti all’americana», in grado di
procurarsi con anticipo i contenuti delle gare d’appalto non solo
di Expo ma praticamente di quasi tutti gli ospedali della Lombardia, emerge dalle carte depositate dalla Procura. Secondo la quale alcuni degli arrestati si davano
appuntamenti per vedersi «con
modalità tipiche della fissazione
d’incontri da parte della criminalità organizzata al fine di eludere
possibili controlli».
[P. COL.]

Mele marce

Pisapia: “Mai chiesto
che venissero
alleggeriti i controlli”

Per il sindaco
di Milano
è proprio
grazie
ai controlli
che si sono
scoperte
le «mele
marce»

Il sindaco di Milano: il Comune da questa storia
non è stato sfiorato e si costituirà parte civile
stato deciso ben prima che io diventassi sindaco, mentre lui collaborava già
con il sindaco Moratti per l’Expo».

A proposito di fame, qui finora sembra che mangino sempre gli stessi.

«Purtroppo è davvero sconfortante.
Non avrei mai pensato che persone già
condannate tornassero a commettere
reati e soprattutto ad avere capacità
d’incidere sugli ap«Expo è molto di più. È
LA REPLICA A BOERI palti che, bisogna diun cantiere, per il moper il 90 per cento
«Il prezzo dei terreni? re,
mento, ma perché deriguardano la sanità e
La Corte dei Conti non Expo. Del resto, si
ve ospitare 20 milioni
di visitatori, 140 paesi, ha detto che è congruo» è sempre detto che
Slow Food, la Fao, la
c’era un rischio d’inUe e l’Onu. E sarà un luogo dove i Paesi filtrazioni mafiose e di corruzione. Noi
che hanno aderito si potranno parlare. abbiamo attivato tutti gli anticorpi
Ma soprattutto lascerà un’eredità che possibili e questa indagine dimostra
farà di Milano un centro della lotta agli che se i controlli ci sono è possibile insprechi e alla fame nel mondo».
dividuare le “mele marce”».
Di fatto, Expo per ora è solo un cantiere, per giunta già infiltrato da corruzione e faccendieri. Come ne usciamo?

«Mele marce» o sistema?

«Per Expo, su migliaia di persone impegnate ogni giorno, finora è stato individuato un solo “traditore”, purtroppo con un ruolo apicale. Il Comune da
questa storia non è stato nemmeno
sfiorato. E se si arriverà a un processo,
ci costituiremo parte civile».
In commissione antimafia, il Commissario Sala avrebbe detto che aveva ricevuto spinte da Comune e Regione
per fare in fretta, anche a scapito dei
controlli…

«Escludo nella maniera più assoluta
che da parte del Comune ci sia stata
un’indicazione del genere. Nelle due
occasioni in cui ho incontrato il Ministro degli Interni, ho detto espressa-

mente che bisognava aumentare i controlli e soprattutto renderli noti. Cosa
che è stata fatta».
Oggi arriva il Premier Renzi, quanti soldi gli chiederete?

«Per quanto riguarda Milano, crediamo che la cifra possa aggirarsi sugli 80
milioni di euro. Che verranno ricompensati ampiamente dal turismo di cui
si calcola indotto per 10 miliardi di euro. Expo darà lavoro a 200 mila persone e avrà ripercussioni sul Paese per
20 miliardi di euro. La visita di Renzi
oggi è molto importante, sono convinto
che prenderà impegni che manterrà»
Ce la farete?

«Bisogna farcela. Con Expo ci giochiamo la credibilità e il futuro del Paese».

.
LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Intervista

Primo Piano .5

.

Controlli strabici

Purtroppo i filtri
hanno funzionato
contro la ’ndrangheta
ma non con quei poteri
altrettanto pericolosi
GUIDO RUOTOLO
ROMA

affaele Cantone, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto: «Fermiamo i delinquenti e
non i lavori». Come ottenere questo risultato? «Vanno cacciati i corrotti». Non ha ancora sciolto la riserva, Raffaele Cantone, Autorità nazionale anticorruzione. Oggi si
incontrerà a Milano con il premier
per capire come e in che termini l’Autorità dovrà sovrintendere ai lavori
di Expo 2015, garantendo trasparenza e legalità.

R

Con quali idee va all’incontro con
Renzi?

«Con la consapevolezza che non tutto quello che è stato fatto finora è
frutto della corruzione. Sto parlando
naturalmente di Expo 2015. C’è molto di positivo da salvare, e bisogna fa-

La differenza con il 1992

La grande novità
è il ruolo secondario
della politica, declassata
a strumento funzionale
dei comitati d’affari
L’errore da evitare

Dire che la corruzione
riguardi le grandi opere
è fuorviante: rischiamo
di trovarci davanti
a un fenomeno più esteso

L’INTERVENTO

Autorità Anticorruzione

L'Autorità nazionale
anticorruzione sovrintenderà
ai lavori per l’esposizione

Il magistrato Raffaele Cantone

re in modo che quello che si deve ancora realizzare si possa fare con il
massimo della trasparenza».
Quale dovrebbe essere il suo ruolo in
Expo 2015?

«Dobbiamo discuterne domani (oggi,
ndr) a Milano con il presidente del
Consiglio che, finora, mi ha chiesto
una disponibilità a dare una mano.
Richiesta che io ho interpretato rivolta a me in quanto Autorità nazionale anticorruzione».
Naturalmente il mandato dell’Autoritàèunmandatogeneralista.Edunque la richiesta di occuparsi di Expo
2015vainterpretatacomeunapresa
d’atto della situazione d’emergenza
che va fronteggiata impegnando le
migliori risorse a disposizione?

«Sicuramente Expo 2015, per le sue
ricadute internazionali, è un evento
importante per il nostro Paese, per la
nostra economia e la nostra immagine. E quindi è una emergenza da affrontare e risolvere. Sono ottimista».
Senta Cantone, per mesi, anni, si è
gridato «al lupo al lupo». Attenzione,c’èunrischiodiinfiltrazionedella
’ndrangheta. E invece il pericolo è arrivato dalle retrovie...

«È vero, e di per sé non è stato certo
un male che lo slogan “Mafia free”

Retroscena
ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

orpresa: il 5 maggio scorso - alla
vigilia dell’esplosione del caso
tangenti per Expo 2015 - era
stato deciso un allentamento dei controlli antimafia per gli appalti «che
non rientravano tra le attività sensibili». La ragione? Come ha spiegato
ieri durante un’audizione presso la
Commissione parlamentare Antimafia il Commissario di Expo 2015 Giuseppe Sala, la necessità di stringere i
tempi. Una scelta peraltro condivisa
tra lo stesso Sala, il governatore lombardo Roberto Maroni, il sindaco di
Milano Giuliano Pisapia, il prefetto di
Milano Francesco Paolo Tronca. E
con il via libera del ministro dell’Interno Angelino Alfano.
Forse soltanto una coincidenza
sfortunata, visto quello che è successo. Certo è che il varo del «terzo protocollo» con le nuove linee guida antimafia sugli appalti è passato in un silenzio quasi generale. E la cosa non è
piaciuta affatto al presidente della
Antimafia, Rosy Bindi, che se l’è presa con Roberto Maroni, che convo-

S

CIRO FUSCO/ANSA

RAFFAELE CANTONE

“Temevamo la mafia
e abbiamo sottovalutato
i comitati d’affari”
Il magistrato: “Oggi vedrò Renzi, risolveremo l’emergenza”
abbia fatto alzare barriere protettive
che si sono rivelate finora efficaci, per
respingere quel nemico. Penso alla
certificazione antimafia, per esempio.
Ma d’altro canto gli arresti dei giorni
scorsi purtroppo sembrano confermare un certo atteggiamento strabico
dei sistemi di controllo perché hanno

funzionato, finora, i filtri anti-’ndrangheta e non quelli contro altri poteri
non meno pericolosi».

di«ManiPulite»?Qualidifferenzenota?

nel ruolo di gregario-comprimario».
Comitati d’affari, gruppi di interessi. Il
loro identikit?

«Sono gruppi di imprenditori che sono
sopravvissuti a Mani pulite».
Ricorda le polemiche degli imprenditori «costretti» a pagare la tangente ai
politici per non finire sul lastrico? I politicisonodefunti,gliimprenditorigalleggiano...

«Mi stupisco che la gente si stupisca.
In questi anni nessuno si è accorto che
andavano avanti i processi degenerativi propagandosi orizzontalmente. E temo anche che sia stata voluta una certa sottovalutazione del fenomeno».

Presidente Cantone, il rischio di Expo
2015 non è quello di riproporre vent’anni e passa dopo il «tavolino» dove
alla spartizione degli appalti partecipa
la’ndranghetaalpostodiCosanostra?

«Questo rischio è presente, e la vigilanza
è alta. Ripeto, pensavamo alla ’ndrangheta sottovalutando il rischio di infiltrazione dei comitati d’affari. Temo, però,
che la situazione presenti altri rischi».
Quali?

«La grande novità di questa esplosione di fenomeni di corruzione è il ruolo secondario che svolge la politica,
declassata a svolgere la funzione di
mero strumento funzionale ai comitati d’affari. Che sono piccoli gruppi
di interessi che utilizzano la politica

«La vulgata che la corruzione riguardi
le grandi opere è fuorviante. Insomma
a ben guardare potremmo trovarci di
fronte la sorpresa che la corruzione è
diffusa anche nelle piccole opere. Insomma, che è più estesa di quanto immaginiamo oggi».

Quelle regole ammorbidite
per accelerare i tempi

do di andare avanti e quindi, apparentemente, le gare non sono state condizionate». Sala ha spiegato di essersi fidato di Angelo Paris, l’arrestato direttore generale «constructions» di Expo,
che «era stato scelto dall’ex sindaco
Moratti», «aveva fatto un lavoro molto
importante sulle Olimpiadi di Torino
2006», e quindi «era una persona
esperta su questo tipo di eventi». Il
Commissario ha poi negato di aver mai
visto Primo Greganti o gli altri personaggi coinvolti nell’inchiesta, e ha giurato di non aver mai assunto raccomandati da politici: «Posso dirlo a testa alta - ha detto - non voglio sembrare presuntuoso, ma è difficile che uno
con la mia storia riceva pressioni in
maniera diretta».
Quanto all’«affievolimento» delle
regole antimafia, Sala ha spiegato che
non c’era scelta, «bisogna decidere
quali sono le criticità e quali no». Incalzato dalle domande dei commissari, ha
detto che la legge lo obbligava a considerare anche le offerte di un imprenditore pluricondannato come Maltauro.
Nessun ripensamento neppure per appalti assegnati con ribassi record (oltre il 40%), normalmente sospetti. Una
sola è stata la gara d’appalto al massimo ribasso, mentre poche sono state le
gare «a offerta economicamente più
vantaggiosa», quelle più discrezionali:
«Non ne ho fatta una che non ci fosse
un ricorso», ha ammesso.

C’è stata una sottovalutazione...

«... dell’infiltrazione dei comitati di affari.
Insomma, allo slogan “Mafia free” avremmo dovuto sostituire “Corruzione free”».
Siamo davvero a una nuova riedizione

Una settimana fa la decisione concordata con Alfano
Procedure più semplici

Abbiamo
ritenuto
che alcuni appalti
non rientrassero
tra le attività
sensibili
Giuseppe Sala

cherà a stretto giro: «È venuto in audizione da noi pochi giorni fa. Perché non
ci disse che era stato siglato un protocollo nuovo per gli appalti dell’Expo?».
«Si è ritenuto - ha detto Sala - che
alcuni appalti non rientrassero tra le
attività sensibili e che fosse necessario

semplificare le procedure amministrative». In pratica, i contratti per gli allestimenti per cifre inferiore ai 100 mila
euro sono stati esentati dalle verifiche
antimafia, così come quelli inferiori a
150 mila euro per l’organizzazione di
eventi.

Di fronte all’Antimafia Sala ha fatto
anche il punto della situazione di Expo
2015, spiegando lo stato dell’arte dei lavori, e illustrando la situazione come si
è evoluta dopo l’esplosione dello scandalo. L’83% dei lavori preliminari è
completato, mentre la «piastra» (ovvero il sistema infrastrutturale dove poi
saranno montati i padiglioni) è al 50%.
Adesso comincia un’altra fase delicata,
con la realizzazione dei padiglioni nazionali, prefabbricati realizzati «in
proprio» dai sessanta paesi più importanti. In tutto, alle casse pubbliche
Expo costerà 1,3 miliardi, affiancati dal
miliardo delle aziende e dai 400 milioni investiti dalle nazioni partecipanti.
E poi, il cataclisma giudiziario. Per
oggi Sala attende la visita del premier
Renzi, e ricorda che finora «non c’è
stata alcuna indicazione dalla Procura
di fermare o rivedere alcune delle gare
già assegnate. La Procura ci sta dicen-

.

MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 LA STAMPA 6

.
LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Primo Piano .7

.

U

EXPO

Taccuino

IL PREMIER IN CAMPO

MARCELLO
SORGI

Le inchieste
giocano
a favore
di Grillo

Renzi: “A Milano per fare pulizia”
Oggi arriva in città e il governatore Maroni attacca: “Vogliamo chiarezza subito”
FABIO POLETTI
MILANO

Il tempo stringe e il tavolo di
Expo si allarga. Mancano 353
giorni al via del Grande evento e per metterlo in sicurezza
oggi plana a Milano Matteo
Renzi. Lo fa a poco più di un
mese dall’ultima visita. Lo fa
portandosi dietro Raffaele
Cantone, il presidente dell’Autorità contro la corruzione chiamato a passare ai raggi X gli 800 milioni di euro di
appalti già assegnati e i 120
milioni ancora da distribuire.
Come se non bastassero i
mostruosi ritardi nei lavori,
sul collo di Expo c’è il fiato
della procura di Milano. Ma
di azzerare questa kermesse
non se ne parla. Quello che
dirà ai vertici della società,
Matteo Renzi lo ha già annunciato: «Non si possono
fermare i lavori, si devono
fermare i delinquenti.
L’Expo è enorme, io non gliela lascio. Sono soldi dei cittadini. Io ci metto la faccia. Noi
l’Expo la ripuliamo, è l’immagine dell’Italia all’estero e sarà un successo. Ci guarda il
mondo».
Il compito più difficile sarà
recuperare credibilità. Beppe Grillo che plana pure lui a
Milano per il suo #VinciamoNoiTour spara ad alzo zero

contro Expo 2015: «Bisogna
fermare subito la grande abbuffata. Risparmieremmo 4 o
5 miliardi. È una grande opera
nata morta, sapevamo che era
un pacco. Renzi dice che ci
mette la faccia, i milanesi ci
mettono il c..». Si sfioreranno
Matteo Renzi e Beppe Grillo.
Ma si capisce che questo è molto più di un test elettorale. È un
duello senza esclusione di colpi
dove Matteo Renzi assicura di
voler giocare fino in fondo:
«Preferisco perdere qualche

Nel capoluogo
lombardo anche Grillo
«Una grande abbuffata
da fermare subito»
punto alle prossime elezioni
che non perdere una gigantesca opportunità che vuol dire
investimenti e posti di lavoro».
Il premier conferma la sua
fiducia all’ad Giuseppe Sala
che oggi lo accoglie in via Rovello portandogli i dossier più
caldi e una lista di nomi per sostituire Angelo Paris, il direttore dell’esposizione in carcere
da giovedì. A capo della nuova
governance finisce Mauro Rettighieri, direttore generale della Tav Torino-Lione. Scelta interna invece - probabilmente

sarà il vice di Paris, Alessandro Molaioni - per il Rup, il Responsabile unico procedure,
un incarico prettamente tecnico per cui a meno di un anno
dall’inizio della kermesse sarebbe impensabile trovare una
figura esterna alla linea di comando di Expo. Ma pure se
non sarà un nome noto, si capisce che è attraverso queste figure tecniche che si garantisce
il successo dell’esposizione destinata ad accogliere venti milioni di visitatori e i cui effetti si
vedranno fino al 2020. Diana
Bracco, presidente del Padiglione Italia sui nomi non si
sbilancia: «Ma è molto importante vedere chi va al posto di
Paris. Comunque ne usciremo
brillantemente. E per questo è
molto positivo l’intervento del
governo». La mission di Matteo Renzi piace a tutti. Ma il
Governatore lombardo Roberto Maroni, alla vigilia della riunione operativa di via Rovello,
apre il cahier de doleance: «Da
Renzi vogliamo risposte certe.
Anche sui 60 milioni di euro
che ha promesso al posto della
quota della Provincia. Non ci
sentiamo affatto commissariati dal governo ma l’arrivo di
Raffaele Cantone sarà utile se
potrà dialogare con i magistrati e avere quel potere di indagine che noi non abbiamo».

Personaggio

La banconota di Matteo
Giubbotto di pelle, camicia slim-fit, jeans: così il premier
Renzi ieri tornava a Palazzo Chigi a piedi dal Nazareno,
quando per terra ha trovato una banconota da 20 euro,
prontamente consegnata agli uomini della scorta.

posto, accusano i sindacati,
quando si è trattato di avviare le pratiche di licenziamento per 133 lavoratori di Manutencoop
Private Sector Solution
in seguito al venir meno
È il fatturato, ultimo
di una commessa Telebilancio 2013,
com. Resta il fatto che
di Manutencoop
Levorato è tutt’altro che
una persona banale. Originario di Pianiga in provincia
di Venezia, sposato, due figli, a
Bologna dai primi anni SessanRe di Coop
ta, ex militante del Pci, divenne
Levorato
presidente di Manutencoop
stava per
quando la cooperativa, fondata
assumere
nel 1938 da 16 operai degli apla guida
palti ferroviari, aveva qualche
di Lega Coop
centinaio di dipendenti e operaRICCARDO SQUILLANTINI/
va soltanto nell’area di Bologna.
IMAGOECONOMICA
In trent’anni ne ha fatto un colosso da 18.500 lavoratori e
1,080 miliardi di euro di fatturato (ultimo bilancio 2013). Sotto
la sua guida Manutencoop diventa la società leader in Italia
e fra le prime in Europa nel «facility management».
Sull’onda delle seduzioni finanziarie del rinnegato Consorte, Levorato ha per alcuni anni
coltivato l’ambizione di sbarcare in Borsa, esempio originale
di cooperativa con azionisti privati. Obiettivo sfiorato e fallito
proprio sul traguardo: il 31 gennaio 2008 il via libera della Cona Fonsai. Anche se non si è di- sob al prospetto informativo, il
mostrato un mostro di coeren- 4 febbraio lo stop all’operazione
za. Quando arrivò la proposta di fronte all’evidenza che la budi Mediobanca fu categorico: fera sui mercati finanziari ave«Manutencoop non distoglierà va ormai cambiato scenari e
risorse dal proprio core busi- prospettive. In un’intervista,
ness». Pochi mesi dopo, invece, parecchio tempo fa, Levorato
Levorato dà ordine di mettere disse che è importante la remano al portafoglio, e Manu- sponsabilità sociale delle coop e
tencoop sottoscrive le quote del movimento che rappresenanche delle altre coop che si ti- tano, stigmatizzando la figura
rano indietro, inneggiando al- del «padre-padrone» in azienl’operazione strategica. Non da. Da buon oligarca rosso lui
possiamo lasciare tutta quella regna da trent’anni e, assicuragente per strada, fu l’accorato no amici e nemici, non ha nesappello. Problema che non si è suna intenzione di smettere.

1,080

TEODORO CHIARELLI
INVIATO A ZOLA PREDOSA (BOLOGNA)

oligarca rosso non parla. Claudio Levorato, il
sessantacinquenne
boss di Manutencoop, colosso
delle cooperative di servizi finito nelle mire della procura
milanese, non si fa vedere. Ieri
era ufficialmente a Modena
per un comitato esecutivo.
Chiuso nel suo fortino di Zola
Predosa, periferia industriale
di Bologna, si trincera da giorni dietro uno scarno comunicato. «Manutencoop Facility
management precisa di ritenersi del tutto estranea alle
ipotesi di reato, avendo sempre operato con la massima
trasparenza nel settore degli
appalti pubblici». Per i magistrati milanesi, invece, Levorato è indagato per turbativa
d’asta e rivelazione di segreto
d’ufficio, in quanto avrebbe
beneficiato - come membro
del pool di imprese candidate
alla Città della Salute - dell’aiuto di Antonio Rognoni a
predisporre l’offerta più vincente possibile. Il pm aveva
addirittura chiesto gli arresti
domiciliari, ma il gip Antezza
ha scritto che non ci sono esigenze cautelari, confermando
però il quadro dell’accusa.
Uno smacco, comunque,
per uno degli uomini d’oro del
sistema cooperativo, uno degli oligarchi che governano
colossi come Unipol (di cui Levorato è consigliere di amministrazione ininterrottamente dal 1995), Cir, Cmc, Coop
Estense, l’acciaccata Coopsette, Unicoop Firenze, che di

L’attenzione per l’euro

miliardi

L’

Levorato, l’oligarca rosso
che ha creato
il gigante delle coop
Il boss di Manutencoop sotto accusa dai pm
trasparenza, correttezza ed etica degli affari discetta da anni.
Tanto da avere voltato le spalle
a quel Giovanni Consorte, di cui
era considerato un fedelissimo,
dopo lo scandalo della scalata
di Unipol a Bnl, dichiarando in
un’intervista che aveva tradito
dal punto di vista etico la fiducia dei compagni.
Ma la ruota, evidentemente
gira. Come proprio Consorte
non ha mancato di far notare
con pronto sarcasmo. Beghe da
post comunisti in salsa felsinea?
Mica tanto e comunque non so-

lo. Levorato non è un manager
qualunque nell’universo Coop.
È uno di quelli che conta davvero, e non solo a Bologna e dintorni. Tanto da essere stato un
serio candidato alla successione di Giuliano Poletti in LegaCoop, dopo la chiamata di quest’ultimo nel governo Renzi.
Tanto per cominciare è al
vertice di Manutencoop. Solo il
mitico Turiddo Campaini, che
di primavere alla guida di Unicoop Firenze ne ha collezionate
40, lo batte. Poi ha avuto un ruolo decisivo nell’assalto di Unipol

o scandalo Expo rischia
di allungare la sua ombra sulle ultime due settimane di campagna elettorale. Il flusso di informazioni che
vengono dai verbali cresce e
continuerà nei prossimi giorni, dopo l’inizio degli interrogatori degli arrestati. Il dubbio
che i principali coinvolti - Greganti, Frigerio e Grillo - millantassero, quando promettevano contatti ai più alti livelli nel
governo e nei partiti di riferimento, rimane. Ma la macchina della propaganda non distingue molto tra accuse e
smentite (ieri, tra le altre,
quelle del ministro Lupi, citato
33 volte nelle intercettazioni, e
del coordinatore della segreteria Pd Guerini, con cui Greganti prometteva appuntamenti). E un’opinione pubblica
frastornata deve cercare di
farsi strada tra il polverone
che rievoca la Tangentopoli di
vent’anni fa e il tentativo di salvataggio dell’Expo, la vetrina
internazionale che in un anno
dovrebbe essere inaugurata,
ma al momento, a causa degli
sviluppi dell’inchiesta della
magistratura, rischia di portare un danno d’immagine all’Italia agli occhi del mondo.
Anche su questo terreno lo
scontro più duro è tra Renzi e
Grillo (che ha annunciato una
mozione di sfiducia individuale contro Lupi), con Berlusconi defilato, che cerca di
parare le conseguenze dell’altro scandalo legato all’arresto dell’ex ministro Scajola
per il presunto aiuto dato all’ex-parlamentare di Forza
Italia Matacena, condannato
in via definitiva per i suoi rapporti con la ’ndrangheta. Il
presidente del consiglio arriva oggi a Milano con la parola
d’ordine «fermare i delinquenti, non i lavori dell’Expo». L’incarico conferito
al magistrato Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità
anticorruzione, di vigilare sugli appalti in corso, servirà a
dare pratica attuazione a
questa linea. E anche Cantone, ieri, in un’intervista al
Tg3, ha detto che fermare appalti e cantieri significherebbe darla vinta ai corrotti. Non
lo ha chiesto neppure la Procura, ha aggiunto l’amministratore delegato di Expo Sala. Ma a Milano, sempre oggi,
arriva anche Grillo, che da
due giorni martella sugli
scandali, e punta decisamente contro Renzi e la sua decisione di far proseguire i lavori
dell’Expo. Nei giorni in cui
per legge i risultati dei sondaggi non possono essere resi
pubblici è difficile capire se la
tendenza ravvisata nei giorni
scorsi, con quasi una metà
dell’elettorato che si dichiarava sconcertata per quanto sta
accadendo e pronta a mutare
il proprio voto, risulti confermata, o rafforzata e a favore o
a danno di chi. Ma è evidente
che l’affare Expo e la vicenda
Scajola-Matacena sono destinati a imporsi in questi ultimi
giorni che precedono il voto,
mettendo in difficoltà sia il
premier che puntava a mobilitare gli elettori a partire dai
risultati dell’azione di governo, sia il tentativo di Berlusconi di ripetere la rimonta
dell’anno scorso.

L

.

8 .Primo Piano

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

U

LE INCHIESTE

In tribunale
A sinistra
Chiara Rizzo,
moglie
di Amedeo
Matacena,
arrestata in
Francia dov’era arrivata
da Dubai.
A destra, la
figlia Francesca, fuori dal
tribunale con
gli avvocati

GLI SVILUPPI
Ieri per la prima volta
ho pensato di farla
finita, poi ho sentito
mio figlio
e mi sono detto
che non posso farlo
Amedeo Matacena

ALENA ADAMCHYK

Lady Matacena: innocente
ma accetto di tornare in Italia
Prima udienza in Francia. Arriva anche la figlia, ma non la può vedere
GIULIO GAVINO
INVIATO A AIX EN PROVENCE

La cascata di capelli biondi nasconde il volto di Lady Matacena all’ingresso della Corte d’Appello di Aix en Provence dove
arriva su una modesta Peugeot
della gendarmerie. Il volto sensuale che appena pochi mesi fa
sorrideva alle serate mondane
a Monaco e posava sulle Ferrari
oggi è trasfigurato dalla tristezza e dal turbamento. Le scollature vertiginose sono un ricordo, la realtà è fatta di pantaloni
della tuta, felpa, niente stringhe
e un gendarme che la prende
sotto braccio e la fa sparire dentro un ufficio.

«Posso vedere la mia mamma?». Francesca, la figlia di Chiara Rizzo, 20 anni, molto più bella
della madre, ha voluto venire ad
Aix dal Principato nella speranza
di poterla abbracciare. «No, non
è consentito» - replica imbarazzata l’avvocato Geraldine Flori, il
legale che ha accompagnato la
Rizzo davanti al giudice per
l’udienza che, di fatto, è soltanto
servitaatraghettarladallacaserma della gendarmeria di Var al
carcere di Luynes. Niente colloquio con la figlia ma paradossalmente la Rizzo può incontrare i
suoi avvocati italiani: «Noi però
rinunciamo - spiegano Carlo
Buondi e Bonaventura Candido -

ci atteniamo a quanto chiesto
dalla procura che nell’ordinanza
ha vietato i contatti con i legali».
Si chiama strategia difensiva della distensione, in vista del confronto con i pm calabresi.
All’udienza, intorno alle 15 di
ieri tra le mura antiche del tribunalenapoleonico,laRizzononsiè
opposta all’estradizione anche se
ha detto di non riconoscere le accuse che le sono mosse. Ha confermato di voler spiegare, contestualizzare. Dal punto di vista
della procedura i tempi per il ritorno in Italia della moglie di Matacena non sembrano comunque
brevissimi. La procura generale
francese non ha infatti ancora ri-

cevuto l’ordinanza di custodia
cautelare da Reggio Calabria,
tradotta in francese (200 pagine
circa), da presentare necessariamente per dare il via alla procedura di estradizione. Il giudice,
pro-forma, ha convocato l’udienza per domani mattina alle 10.
«Riteniamo che la signora Ricci
sia stata molto contenta di sapere della presenza della figlia in
tribunale e della vicinanza dei
suoi legali - proseguono gli avvocati Candido e Biondi - restiamo
dell’idea che l’arresto in Francia
abbia comportato un prevedibile
e previsto allungamento dei tempi che secondo noi si poteva facilmente evitare e che forse avreb-

MANRICO GATTI

be dovuto essere evitato». E ancora: «Ufficialmente la nostra assistita dovrebbe essere ancora
all’oscuro delle accuse che la riguardano, ma di fatto ha letto
l’ordinanza da Dubai via Internet». Impossibile dire quanto durerà il soggiorno nelle galere della Republique. Certo è che gli inquirenti hanno chiesto alle autorità francesi di trasmettere appena possibile il materiale che è stato sequestrato a Chiara Rizzo.
Primadituttoiltelefonocellulare
nella cui memoria potrebbero essere rimasti elementi sensibili e
di interesse investigativo per arrivare poi a tutto il bagaglio.
Da Dubai ieri Amedeo Mata-

In cella

il caso
GUIDO RUOTOLO
REGGIO CALABRIA

P

otrebbe essere sentito domani,
Claudio Scajola, detenuto a Regina Coeli da giovedì scorso.
Non è ancora certo, però. Mercoledì è
soltanto la prima data utile. L’ex ministro dell’Interno ha rifiutato di rispondere al gip romano che lo sentiva per l’interrogatorio di garanzia. E,
dunque, la Procura di Reggio potrebbe anche decidere di aspettare che
gli uomini della Dia comincino ad
analizzare il suo sterminato archivio
sequestrato a Roma e a Imperia, e in
viaggio per Reggio Calabria.
Ma la prima verifica dell’inchiesta
dei pm Giuseppe Lombardo e Francesco Curcio è il Tribunale del Riesame, che dovrà decidere se accogliere il ricorso presentato dalla procura contro la decisione del gip di
non riconoscere l’aggravante dell’aver favorito la ’ndrangheta, aiutando - gli indagati, ai quali la Procura ha contestato il concorso esterno
all’associazione mafiosa - l’armatore
Amedeo Matacena a nascondere i
suoi beni per non farseli sequestrare, e a evitare il carcere, trovando
protezione all’estero.
Proprio Matacena ieri, in una intervista, ha rivelato di aver pensato
«per la prima volta veramente di farla finita. Poi ho sentito mio figlio e mi
sono detto che non si può fare». Ma il
latitante Matacena neppure per un
secondo ha mai pensato di tornare in
Italia per saldare i suoi debiti con la
giustizia: cinque anni di carcere per
concorso esterno in associazione mafiosa. Ha negato, ancora una volta, di
volersi trasferire da Dubai a Beirut.
In attesa della lettura del materiale sequestrato agli indagati, le indagini vanno avanti. Intanto, per verificare se nel comportamento degli agenti

Claudio Scajola,
ex ministro degli
Interni, è stato
arrestato dalla
Direzione
distrettuale
antimafia di
Reggio Calabria

MASSIMO PERCOSSI/ANSA

Scajola, gli agenti e l’autoblù
Ora s’indaga per peculato
Acquisiti gli atti sull’uso della vettura da parte della moglie del latitante
di scorta dell’ex ministro dell’Interno
si possano ipotizzare comportamenti
illeciti (peculato in concorso con
Scajola). La Dia ha eseguito un decreto di acquisizione di atti. Alla questura di Imperia, da cui gli agenti di
scorta dipendono. Nelle intercettazioni telefoniche e ambientali viene
fuori che Scajola prestava la sua
scorta alla moglie di Matacena, Chiara Rizzo. Stefano Bernardi, assistente capo della Polizia di Stato, in particolare, parla al cellulare con l’ex ministro: «Ministro sono passato adesso
da Arma di Taggia». «Perfetto, allora
lei si ferma - risponde Scajola - nel
parcheggio... In quella piazzola che
abbiamo detto... Lascia la macchina
lì, scende lei, viene da me in modo che
ci parliamo un attimo di fuori».

E i sindacati di polizia tacciono
1 I sindacati di polizia, contraria-

mente al solito, tacciono. Un silenzio
rotto invece da alcune forze politiche
che chiedono chiarezza. Una chiarezza
richiesta a gran voce per spiegare l’utilizzo, per così dire disinvolto , della scorta concessa dal Ministero all’ex ministro
Claudio Scajola. Agenti di polizia cui veniva affidata la sicurezza del politico e
che, così come emerge dalle intercettazioni telefoniche, almeno una volta,
avrebbe sconfinata in Francia per andare a prendere Chiara Rizzo, l’affascinante«LadyMonaco».Orailcapodellapolizia Alessandro Pansa ha deciso di aprire
un’inchiesta ministeriale che assorbirà

quellainternasubitoavviatadalquestore Pasquale Zazzaro. Gli ispettori che arriverannodaRomadovrannoverificarei
rapporti che gli agenti di scorta erano
obbligati a inviare in Questura per renderecontodelserviziosvolto.Perlemissioni all’estero la procedura è quanto
maicomplicata:laQuesturadevesaperlo almeno una settimana prima. Quindi
viene avvisata la Prefettura che a sua
volta allerta il Ministero. Se la risposta è
affermativa da Roma viene contattata
lapoliziadelPaesedovelascortaèdiretta e che deve dare l’assenso. Ma allo stato, in Questura a Imperia, non risulterebbe nulla di tutto questo.
[GIU.GEL.]

cena ha parlato ancora, sempre
via Skype. «Il mio pensiero costante va a mia moglie, che sta vivendounmomentodifficileperla
sua vita. Decidendo di rientrare
in Italia ha dimostrato un grande
coraggio. Mi auguro che presto si
possa fare chiarezza su tutta la
vicenda in modo che Chiara esca
da questo incubo». L’inchiesta ha
portato alla luce una costante recente frequentazione tra l’ex ministro Scajola e la Rizzo. Una liason? «Non mi risulta nel modo
più assoluto - taglia corto l’avvocato Candido, che la conosce da
ragazzina - ritengo che si tratti di
un rapporto di conoscenza e di
reciproca amicizia».

Missioni legittime? Andare in uno
Stato estero, a Montecarlo, per prendere la signora Rizzo, è stata una
missione denunciata e autorizzata?
Di tutti questi viaggi, c’è traccia documentale nei rapporti consegnati in
questura? Anche l’interrogazione
della banca dati, per risalire all’intestatario di un’auto «sospetta», è avvenuta nel rispetto le regole?
Montecarlo. Leggendo le carte si
può ipotizzare che il Principato di
Monaco svolga la funzione di cassaforte della banda Scajola-Matacena.
Insomma, che possa essere terminale di riciclaggio e investimenti sospetti. «Ad Alessandro Olivieri - si
legge negli atti della Procura - dipendente della banca monegasca “Compagnie Monegasque de Banque”, si
rivolgono gli indagati per l’inoltro di
corrispondenza bancaria, volutamente non meglio specificata, ritenuta indispensabile per la costituzione
IL RIESAME

La Procura chiede di riconoscere
l’aggravante mafiosa per cui,
secondo il gip, mancano prove
di società offshore in un Paese dal regime fiscale agevolato».
Ma vi sarebbero anche conversazioni captate tra Claudio Scajola e
Vincenzo Speziali, l’uomo dei rapporti privilegiati con l’ex presidente
del Libano, Amir Gemayel, nelle quali
a proposito dell’arrivo di Gemayel in
Italia, nel febbraio scorso, parlano
della necessità di informare Silvio
Berlusconi.
Ma novità potrebbero arrivare anche dagli interrogatori degli altri arrestati. In particolare dalle segretarie
di Amedeo Matacena, Maria Grazia
Fiordelisi, e di Claudio Scajola, Roberta Sacco. Che potrebbero essere
motivate a chiarire la loro posizione
confermando e raccontando di essere
state vittime degli ordini partiti da
Matacena e Scajola. Quando andarono ad arrestarle, scoppiarono a piangere davanti agli uomini della Dia.

.
LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Reportage
GRAZIA LONGO
INVIATA A BEIRUT

ono un perseguitato politico - dice in italiano Marcello Dell’Utri, immediatamente tradotto in arabo dall’interprete -. Se i giudici mi avessero detto,
prima del 12 aprile, di rientrare in Italia, lo avrei fatto. Non ero scappato e
avevo un passaporto regolare. Invece
mi hanno voluto arrestare, in modo
spettacolare, perché il 25 maggio
prossimo si voterà per le Europee».
Nonostante sia arrivato a Palazzo
di giustizia con il volto pallido e le mani ammanettate dietro la schiena, l’ex
senatore mantiene il suo proverbiale
aplomb e sceglie di indossare i panni
del «condannato per motivi politici»
e non per quel «concorso esterno in
associazione mafiosa» alla base dei 7
anni di pena definitiva.
Peccato però che dalla Procura di
Reggio Calabria, filtri una notizia sul
caso Scajola che potrebbe accelerare l’estradizione di Dell’Utri. Esistono infatti elementi inconfutabili circa alcune telefonate tra l’ex ministro
di Imperia e l’ex presidente libanese
Gemayel sulla latitanza di Marcello
Dell’Utri. Circostanza che metterebbe in grave imbarazzo il governo
libanese, inducendolo a rispedirlo al
più presto in Italia.
Ieri intanto, per un’ora e mezzo di
interrogatorio, di fronte alla vice procuratore generale della Cassazione
Nada Asmar, al quarto piano del Palagiustizia - un cantiere aperto tra
sacchi di cemento e scatole di mattonelle - l’ex braccio destro di Silvio
Berlusconi racconta la sua verità in
quello che è il suo primo incontro con
la magistratura libanese. Una tappa
obbligata in previsione della decisone
sull’estradizione da segnalare al governo libanese che si riunirà venerdì.
Durante l’incontro, ognuno parla nel-

«S

Primo Piano .9

.

Dell’Utri interrogato a Beirut
“Arrestato per colpire Berlusconi”
Ammanettato a palazzo di giustizia. Nuovi spiragli per l’estradizione
Le tappe

R

IL PROCESSO

R

L’ARRESTO

R

L’ESTRADIZIONE

1

Dell’Utri è stato
condannato a 7 anni
per mafia

SERGIO OLIVERIO/IMAGOECONOMICA

L’ex senatore Marcello Dell’Utri

la propria lingua: l’ex senatore in italiano, il giudice in arabo. Davanti alla porta quattro poliziotti del gruppo speciale in mimetica e mitra al collo.
E, in vista del consiglio dei ministri
libanesi di venerdì, Dell’Utri si gioca la
carta politica. Inequivocabile il riferimento all’ex premier Berlusconi - con
cui ha fondato Forza Italia - che secondo Dell’Utri potrebbe essere danneggiato dal caso libanese.
Il suo difensore, l’avvocato Akram
Azoury (ritenuto il numero 1 dell’intero Libano in materia di giurisdizione internazionale), insiste invece sull’inapplicabilità del «concorso esterno» in associazione mafiosa. E considera, inoltre «inopportune le dichiarazioni del ministro della giustizia
italiana a proposito di sospetti sull’at-

Ha detto

Se i giudici prima del
12 aprile mi avessero detto
di tornare, sarei tornato
Non ero scappato, ma mi
hanno arrestato in modo
spettacolare per le elezioni

2

3

Fuggito prima della
sentenza, preso in
un hotel di Beirut

In Libano non esiste
il reato di concorso
esterno in mafia

teggiamento delle autorità libanesi.
Vuole fare pressioni sul nostro Paese? Cosa avrebbe detto se fosse successo il contrario?». Nessun commento invece e nessuna critica, «sulla sentenza della Cassazione».
L’interrogatorio di ieri alla Procura
generale della Cassazione - iniziato alle
13,30 e finito un’ora e mezzo e dopo - è
l’anticamera dell’iter che porterà alla
concessione o al rifiuto dell’estrazione.
Il procuratore generale può infatti solo
suggerire la soluzione, ma non ha potere di veto. Che spetta prima al ministro
della giustizia, poi al governo e al presidente della Repubblica, che deve firmare un apposito decreto.
Davvero entro fine settimana si
scioglierà il nodo dell’espulsione dal
Libano? È probabile, soprattutto alla
luce degli effetti delle ultime novità
nelle indagini. Quale interesse avrebbe infatti il Libano - che ha molti rapporti economici e militari con il nostro Paese - a compromettersi con
una dilazione dei tempi o con il rifiuto
dell’espulsione?
Nel frattempo, Marcello Dell’Utri
potrebbe lasciare la clinica privata Al
Hayat dove si trova in stato d’arresto,
e trasferirsi in hotel. L’avvocato Azoury ha infatti inoltrato la richiesta dei
domiciliari, diversi da quelli italiani
che prevedono la reclusione tra le mura domestiche. A Beirut, L’ex senatore
potrebbe godere di una sorta di semilibertà: sarebbe costretto a restare in
albergo solo alcune ore della giornata
(le uniche sottoposte a controlli),
mentre sarebbe libero per tutto il resto del tempo.

.

R

10 .Primo Piano

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO
LE SFIDE TRA I POLI

La paura di Grillo
incrina il patto
sulle riforme

MATTIA FELTRI

O

ra, al di là di tutti i
pregiudizi e di tutte le
diffidenze, va detto che
Beppe Grillo è uno che ti
convince. Lo si ascolta ed è
demoniaco. Ogni argomento fa
centro. Sa usare le parole
giuste, i toni giusti, ti convince
quando è minaccioso, nella
gestione del partito, nelle
proposte economiche. Ti
convince se attacca e pure se
blandisce. Rimani li, a bocca
aperta, mentre lui è un fiume in
piena e alla fine dici: «Ok, mi hai
convinto: ne voto un altro».

Berlusconi:lastradadiRenzinonpuòesserelanostra
UGO MAGRI
ROMA

Da venerdì scorso è proibito
pubblicare i sondaggi. Ma la
legge permette di farli. E i primi a passarseli sottobanco
non sono i personaggi politici,
come verrebbe da immaginare, bensì gli istituti finanziari

Importanti operatori
di Borsa ieri davano per
certa la vittoria
grillina alle europee
più importanti. Guarda caso,
sulla piazza milanese ieri
c’era grande fibrillazione: importanti operatori di Borsa
davano per certa una vittoria
grillina alle Europee. Da Milano le voci sono rimbalzate immediatamente a Roma, nei
palazzi che contano. Dove in
molti già si chiedono quale
potrebbe essere (a parte tutti

gli altri eventuali contraccolpi)
l’impatto di un trionfo a Cinque
stelle sulle riforme. La risposta
che nelle sedi altolocate si raccoglie è netta: se Grillo andrà
forte, a maggior ragione le riforme dovranno essere portate
a compimento. Perché rinunziarvi sarebbe come alzare
bandiera bianca. Né il Pd, né il
vecchio e nuovo centrodestra
sembrano ancora pronti alla
resa. Anzi, Renzi se la combatte all’ultimo voto. Ieri sera ha
promesso di estendere gli 80
euro ai pensionati (dall’anno
prossimo, ha precisato, perché
«prima proprio non ce la si fa»).
Le riforme andranno fatte,
dunque; ma il premier non dovrà contare sull’ormai ex-Cavaliere. Il loro patto sembra incrinato. Per due ragioni. La prima
è che Berlusconi si sta vistosamente sfilando. Tra le sue ultime esternazioni ne spicca una
molto simile a un «de profundis»: «Stiamo ritenendo di non

il caso
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

E

puntò invece sull’asse col presidente della Bce Draghi per salvare l’Unione e l’economia globale.
«Ad un certo punto, in quell’autunno, alcuni funzionari europei (nel testo
scrive “officials”, parola che indica alte
burocrazie o personalità legate ai governi europei, ndr) ci contattarono con
una trama per cercare di costringere il
premier italiano Berlusconi a cedere il
potere; volevano che noi rifiutassimo di
sostenere i presti dell’Fmi all’Italia, fino
a quando non se ne fosse andato». Geithner, allora segretario al Tesoro Usa,
fa queste rivelazioni nel suo saggio
«Stress Test», uscito ieri. Una testimo-

poter seguire la strada proposta da Renzi», contro il quale
Berlusconi aggrava il tono della
sua critica. Indigesta per Forza
Italia è la bozza di Senato delle
autonomie presentata dalla ministra Boschi. Ancor meno accettabile è la legge elettorale in
gestazione, che prevede un ballottaggio tra i due schieramenti
più grossi. A Berlusconi l’«Italicum» non conviene più, per-

GIUSEPPE CACACE/AFP

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi

ché ha rotto con gli alleati. Salvini, segretario della Lega, fa
finta di non conoscerlo. E con
Alfano si è creato un solco incolmabile sul piano umano, oltre che politico. Da sola, Forza

Il premier in tv
«Dal2015gli80euroancheaipensionati»
1 «Il prossimo anno arriviamo ai pensionati». Lo ha detto il pre-

sidente del consiglio Matteo Renzi a Quinta Colonna. «Non mi piace fare le promesse, ma ai nonni bisognerebbe dedicare un santo:
San Nonno». «Per i pensionati faremo la stessa operazione degli
ottanta euro, ma la faremo dal prossimo anno. Prima non ce la
facciamo», ha spiegato Renzi. Per ora nel decreto fiscale gli ottanta euro sono un bonus, che vale solo per l’anno 2014. Renzi si impegnato sulla parola a renderlo strutturale, trovando le necessarie coperture

L’ex ministro Usa: dall’Europa
ci proposero di far cadere Silvio
Geithner: ovviamente dissi a Obama che non potevamo starci
2008», e non accettavano i consigli
americani di mobilitare più risorse per
prevenire il crollo europeo.
Nell’estate del 2011 la situazione era
peggiorata, però «la cancelliera Merkel
insisteva sul fatto che il libretto degli assegni della Germania era chiuso», anche perché «non le piaceva come i paesi
che ricevevano assistenza europea Spagna, Italia e Grecia - stavano facendo marcia indietro sulle riforme promesse». A settembre Geithner fu invitato all’Ecofin in Polonia, e suggerì l’adozione di un piano come il Talf americano, cioè un muro di protezione finanzia-

to dal governo e soprattutto dalla banca
centrale, per impedire insieme il default
dei paesi e delle banche. Fu quasi insultato. Gli americani, però, ricevevano
spesso richieste per «fare pressioni sulla Merkel affinché fosse meno tirchia, o
sugli italiani e spagnoli affinché fossero
più responsabili». Così arrivò anche la
proposta del piano per far cadere Berlusconi: «Parlammo al presidente Obama
di questo invito sorprendente, ma per
quanto sarebbe stato utile avere una
leadership migliore in Europa, non potevamo coinvolgerci in un complotto come quello. “Non possiamo avere il suo

La caduta di Berlusconi
Glispread,l’addio,
leaccusedigolpe
Il 12 novembre 2011
1 Silvio Berlusconi si dimette in

una giornata assai tesa, dopo l’approvazione della legge di stabilità alla Camera, salendo al Colle intorno
alle 21. Lo spread Btp-Bund è arrivato a 470.

La folla rabbiosa
1 La piazza gli urla “buffone”, “in

NEL PIENO DELLA CRISI ECONOMICA

«Ci sarebbe stato utile avere una
leader migliore, ma non potevamo
farci coinvolgere in un complotto»
nianza diretta dei mesi in cui l’euro rischiò di saltare, ma fu salvato dall’impegno del presidente della Bce Mario
Draghi a fare «tutto il necessario», dopo diverse conversazioni riservate con
lo stesso Geithner.
I ricordi più drammatici cominciano con l’estate del 2010, quando «i mercati stavano scappando dall’Italia e la
Spagna, settima e nona economia più
grande al mondo». L’ex segretario
scrive che aveva consigliato ai colleghi
europei di essere prudenti: «Se volevano tenere gli stivali sul collo della
Grecia, dovevano anche assicurare i
mercati che non avrebbero permesso
il default dei paesi e dell’intero sistema
bancario». Ma all’epoca Germania e
Francia «rimproveravano ancora al
nostro West selvaggio la crisi del

Italia avrebbe zero chance di
arrivare e vincere al ballottaggio. Insomma, il leader forzista
pare deciso a stracciare le intese del Nazareno.
Casini invita a non prenderlo troppo alla lettera, «in campagna elettorale Berlusconi dice cose che non pensa nemmeno...». Ed effettivamente può
essere che dopo il 25 maggio
l’uomo torni sui suoi passi,
specie se verrà bastonato dagli
elettori. Ma perfino in quel caso non è detto che un ripensamento berlusconiano sia sufficiente a tenere in vita il patto
del 10 gennaio. Ed ecco il secondo motivo di scetticismo: a
fronte di una travolgente avanzata grillina, l’intesa col Condannato rappresenterebbe

galera”, qualcuno lancia persino monetine.

BOCCASSINI AL CSM

«Nessuna
irregolarità su
Expo e Ruby»

Il Quirinale
1 Il mandato è rimesso nelle mani

di Giorgio Napolitano.

Le accuse dell’ex Cavaliere
1 Ripeterà in seguito che la mano-

Non c’è stata irregolarità
nell’assegnazione delle inchieste
su Ruby e sull’Expo. Lo ha detto
il Procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini, ascoltata dal
Csm sullo scontro alla Procura
di Milano. Sul caso Ruby Boccassini ha spiegato che tutto è
nato con il passaggio del Pm titolare dell’indagine, Sangermano,
alla Dda, di cui lei è la coordinatrice. Sull’Expo, Boccassini ha
confermato la competenza della
Dda, spiegando che tutto è partito da un’indagine di mafia.

vra è stata di fatto un golpe, voluto
dalle cancellerie europee e avallato
da Napolitano. «Ho diversi testimoni», ha sostenuto di recente Berlusconi in tv.

1

La nomina di Monti senatore
1 Il presidente della Repubblica

Geithner
Barack Obama fu informato nel 2011
dal suo ministro del Tesoro, Tim
Geithner (nella foto), che esisteva un
piano di funzionari Ue per far cadere
Berlusconi. «Noi rifiutammo»

aveva tre giorni prima - il 9 novembre
- nominato il professor Mario Monti
senatore a vita.

L’incarico
1 Toccherà proprio a Monti riceve-

re l’incarico, il 13 novembre 2011.

per il premier un motivo di debolezza e di grave imbarazzo.
Sarebbe numericamente vantaggiosa ma politicamente
molto difficile da gestire: anche questa è una valutazione
molto diffusa specie in Senato,
dove di riforme si sta discutendo. Figurarsi la reazione grillina davanti a un patto costituzionale che tagliasse fuori un
terzo del Paese...
Guarda caso, con molta tempestività Alfano si è fatto avanti: «Se Forza Italia partecipa alle riforme, bene. Altrimenti le
approviamo a maggioranza,
andiamo al referendum e lo
vinciamo», ha twittato. Quagliariello, che del Ncd è coordinatore nazionale, conferma
precisando: l’«Italicum» andrà
cambiato, ma sulle altre riforme noi ci saremo... Se l’onda
grillina diventerà tsunami, gli
alfaniani si propongono come
salvagente del governo e delle
riforme.

sangue sulle nostre mani”, io dissi».
A novembre si tenne il G20 a Cannes, dove secondo il Financial Times
l’Fmi aveva proposto all’Italia un piano di salvataggio da 80 miliardi, che
però fu rifiutato. «Non facemmo progressi sul firewall europeo o le riforme
della periferia, ma ebbi colloqui promettenti con Draghi sull’uso di una
forza schiacciante». Poco dopo cadde
il premier greco Papandreu, Berlusconi fu sostituito da Monti, «un economista che proiettava competenza
tecnocratica», e la Spagna elesse
Rajoy. A dicembre Draghi annunciò
un massiccio programma di finanziamento per le banche, e gli europei iniziarono a dichiarare che la crisi era finita: «Io non la pensavo così».
Infatti nel giugno del 2012 il continente era di nuovo in fiamme, perché i suoi
leader non erano riusciti a convincere i
mercati. «Io avevo una lunga storia di un
buon rapporto con Draghi, e continuavo
AL PRESIDENTE AMERICANO

«Dissi “non possiamo
avere il suo sangue
sulle nostre mani”»
ad incoraggiarlo ad usare il potere della
Bce per alleggerire i rischi. “Temo che
l’Europa e il mondo guarderanno ancoraateperun’altradosediforzabancaria
intelligente e creativa”, gli scrissi a giugno. Draghi sapeva che doveva fare di
più, ma aveva bisogno del supporto dei
tedeschi,eirappresentantidellaBundesbank lo combattevano. Quel luglio, io e
lui avemmo molte conversazioni. Gli dissi che non esisteva un piano capace di
funzionare, che potesse ricevere il supporto della Bundesbank. Doveva decidere se era disponbile a consentire il collasso del’Europa. “Li devi mollare”, gli
dissi». Così, il 26 luglio, arrivò l’impegno
di Draghi a fare «whatever it takes» per
salvarel’euro.«Luinonavevapianificato
di dirlo», non aveva un piano pronto e
non aveva consultato la Merkel. A settembre, però, Angela appoggiò il «DraghiPut»,cioèilprogrammapersostenere i bond europei, che evitò il collasso.

.
LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Ha Certo, c’è il no del
detto gruppo alla Camera.

Intervista

Ma la ministra Pinotti
ha seguito la via giusta

Arturo Parisi

CARLO BERTINI
ROMA

«S

e si decidesse di disarmare
l’Italia, si relegherebbe il
paese ad un ruolo marginale e all’interno dell’Onu, Ue e Nato
verremmo considerati inaffidabili.».
L’ex ministro della Difesa Arturo Parisi teme che prevalga la linea che
sembra emergere nel Pd sulla vicenda degli F35, tanto più in una fase in
cui gli scenari di crisi nello scacchiere
geopolitico sono molteplici, «con il
Mediterraneo in tempesta, dalla Libia all’Egitto, dalla Siria al Libano, ai
mai placati Balcani».
Di qui a poco andrà presa una decisione, ma che linea ha assunto il partito democratico sugli F35?

«Chi non si ferma ai titoli può solo
dire che il discorso è aperto. Certo c’è
il “no” del gruppo in Commissione Difesa della Camera. Non mi sembra
tuttavia lo stesso per le altre voci che
hanno competenza sul tema. Penso al
dissenso di Latorre che al Senato presiede la stessa Commissione. Ma soprattutto alla Ministra Pinotti, che ha
seguito finora una linea chiarissima,
quella di affrontare il tema nell’ordine
giusto. Parlando prima dei fini, degli
scenari, e delle minacce e solo dopo
dei mezzi. Una posizione condivisa da
Guerini, che come vice, segue il Partito per incarico di Renzi».
Eppure sembra che nel Pd stia prevalendo la linea più pacifista. Secondo
leirispondesoloalbisognodicoprirsi
a sinistra e non farsi scavalcare dai
grillini?

«Che nel Partito la linea della “testimonianza” tenda a sostituirsi a
quella della “responsabilità” mi sembra evidente. Ma i grillini c’entrano

Primo Piano .11

.

I grillini c’entrano
poco. La verità è che in
tutti c’è il rifiuto di una
cultura della Difesa
Renzi? Non credo che
tra premier e ministro
della Difesa possano
esistere divergenze

Gli F35, i cacciabombardieri al centro di un’accesa polemica politica in Italia

DINO FRACCHIA/BUENAVISTA

Parisi: gli F35? Disarmare l’Italia
la relegherebbe a ruoli marginali
L’ex ministro della Difesa del Pd: “Rischiamo di apparire inaffidabili”
poco. La verità è che in tutte le aree
politiche si registra da tempo l’assenza, se non addirittura il rifiuto di
una cultura della Difesa, cioè della
capacità di spiegare innanzitutto a
noi stessi perchè mai la Repubblica
abbia ancora bisogno della forza armata. Solo questo può spiegare questa allegra e irresponsabile corsa
verso il disarmo che attraversa il Paese. Il caso della componente aereotattica del nostro dispositivo militare è solo quello più evidente. Mi sa
dire perchè, dopo aver immaginato
di passare da 254 aerei a 45, dovremmo fermarci qui? Sa quante belle cose diranno che si possono ancora fare

con i soldi risparmiati sui carri armati, sulle navi o sui sommergibili? “Tagliamo le ali alle armi”, lo slogan che
guida la campagna dei pacifisti non è
tanto contro gli F35, ma oggi contro
le “ali” e domani contro ogni arma».
Passiamo al governo: il suo successore e il premier certo condividono il
timore che la nostra immagine internazionale esca ferita. Ma hanno una
posizione univoca nel merito sugli
F35?

«Non credo che tra il premier e il
ministro della Difesa possano esistere divergenze sulla linea da tenere.
Certo le responsabilità che abbiamo
con gli altri alleati per la difesa comu-

ne contano. Ma contano ancora di più
la credibilità e affidabilità che dobbiamo a noi stessi. Nessun governo può
pretendere che i cittadini gli riconoscano il monopolio della forza se non
spiega che uso ne farà, cioè chi e come
assicurerà la sicurezza interna e li difenderà dalle minacce esterne. A meno che non vogliamo metterci semplicemente in mani altrui limitandoci
magari ad offrire il nostro territorio
per basi e poligoni».
Quale politica di difesa andrebbe
pianificata, in una visione strategica di medio-lungo termine a suo
avviso?

«Questa è appunto la domanda alla

quale è chiamato a rispondere il Libro
Bianco pensato dalla Ministra della
Difesa per consentire al Parlamento
di decidere a ragion veduta. Essa ha
tuttavia un senso solo se si riconosce
che purtroppo i conflitti armati e la
guerra non sono ancora usciti dal nostro orizzonte. Per chi, chiudendo gli
occhi perfino di fronte alla tempesta
del nostro Mediterraneo, si illudesse
che violenza e guerra sono invece lontane, o che la nostra comunità abbia
maturato solidamente la determinazione a rispondere coi fiori alle aggressioni anche se ingiuste, ogni domanda sulla difesa armata sarebbe
senza senso».

W

.

MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 LA STAMPA 12

.

Primo Piano .13

LA STAMPA

.

MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

gg Dossier/La zavorra che frena le imprese

g

Così la burocrazia si mangia la crescita
Ogni 6 ore e tre quarti una scadenza fiscale, il costo medio degli adempimenti sfiora i 7 mila euro l’anno
Ma basterebbe migliorare l’efficienza della Pubblica amministrazione per aumentare il Pil dell’1%
PAOLO BARONI
ROMA

L

e tasse, il loro peso ed il peso delle
pratiche che si portano dietro, come ha
rivelato l’inchiesta pubblicata ieri da la
Stampa su dati Confartigianato, sono la palla al
piede più pesante per tutte le imprese. Basta
pensare siamo arrivati a ben 888 scadenze
fiscali spalmate su 250 giorni lavorativi, in
pratica una ogni 6 ore e tre quarti. In tutto le
leggi fiscali sono infatti 120 mila, contro le
2mila del Regno Unito e le 5-8 mila di Francia,
Germania e Spagna. Anche per questo, ma non
solo, fare impresa in Italia è una vera fatica.
Senza scomodare la classifica mondiale sulla
competitività, che comunque ci colloca al 65°

Il confronto
APRIRE
UN’IMPRESA

posto, in base ai dati della Banca mondiale,
siamo agli ultimi posti per facilità di fare
impresa. Tra i Paesi dell’Eurozona solo Grecia e
Malta fanno peggio di noi.
Il costo della burocrazia, stima Cgia Mestre, in
media arriva a 7 mila euro l’anno per azienda.
Per le più piccole un vero salasso.
Un recente rapporto di Confindustria, che
puntava il dito contro «l’inefficienza della
pubblica amministrazione e dei processi
decisionali a qualunque livello», rivelava che
basterebbe aumentare l’efficienza della Pa
anche di un misero 1% per incrementare il Pil
dello 0,9%, all’incirca lo stesso obiettivo di
crescita che si è dato Renzi per il 2014.

GERMANIA
TASSE

ALLACCIAMENTO
RETE ELETTRICA

Numero
procedure

Numero
procedure

Numero pagamenti
per anno

6
9

11
9

5
3

15
9

Giorni

Giorni

Giorni

233,5
97

124
17

Costo*

Costo*

Costo*

14,2%
4,7%

186,4%
46,7%

215,9%
46,9%

Nella giungla della burocrazia
In sei anni 600 nuove norme
Quasi 400 complicano le pratiche per le imprese, solo 72 servono a snellire
Le elaborazioni di Confartigianato

tivo sproporzionato rialtri Paesi: 2mila norme in
gna e più di 100 mila da
a Domenico Massimienditore edile, presidente di
to Cuneo e delegato
questioni fiscali nel comitato di
azionale. «Negli anni
stato costituito un miniemplificazione, ma evinon è servito a molto».
Renzi, che in materia fieditato dall’esecutivo preegge delega già bell’è
omette di intervenire pre-

Centimetri - LA STAMPA

GLI INDICI DELLA PRESSIONE BUROCRATICA* E FISCALE

*Saldo tra norme
burocratiche e norme
che semplificano

45%

I CONFARTIGIANATO

o peggiore è il 2013,
99 provvedimenti,
brio è stato il 2011»

44%

LE PROCEDURE FISCALI PIÙ COMPLICATE PER LE IMPRESE

93

80

44

70
60

44

44% 43,8%

33

50
40
30

43%

43%
42%

100
90

70

Pressione
fiscale
(% del Pil)

20
10

42,6% 42,5%
2009

2010

2011

certamente partiremo da qui per dare
attuazione alla delega che in sostanza
si regge su tre pilastri: riduzione del
carico fiscale, certezza delle norme e,
appunto, semplificazioni».
Sono le manovre di bilancio di fine
anno a produrre i maggiori «danni»

0
2012

2013

Dichiarazioni
relative alle imposte
sui redditi
Comunicazione
operazioni rilevanti
ai fini Iva (spesometro)
Comunicazione
Intrastat**
Tenuta della
contabilità

9,5%
7,5%

Responsabilità
solidale
negli appalti

te solo lo 0,4 quelle che hanno semplificato, con un saldo medio di 17 norme
per provvedimento. In termini assoluti le più «pesanti» sono state quella del
2014, 43 con un impatto burocratico e
nessuna semplificazione, quella del
2013 (saldo impatto burocratico +25) e

14%
12%

6,5%

**Controllo fiscale
degli scambi
di beni e servizi

decreto Semplificazioni tributarie ha
introdotto ben 21 semplificazioni, peccato però che le abbia accompagnate
con altre 27 che invece hanno aumentato la burocrazia. Un vero paradosso.
Tutto questo, denuncia Confartigianato, produce un notevole stress

adempimenti fiscali. L’indagine segnala un «numero eccessivo» di dichiarazioni, comunicazioni e pagamenti che vengono richiesti e che si
sovrappongono con scadenze diverse
nell’anno, «e l’estrema difficoltà incontrata nel calcolare le differenti imposte». Per non parlare poi delle «continue modifiche delle regole», del
«proliferare di nuovi adempimenti
con scadenze ravvicinate e di istruzioni difficili da comprendere».
«Se si volessero aiutare davvero le
piccole imprese - sollecita Confartigianato - oltre a disboscare la selva di norme bisognerebbe anche alzare la soglia di reddito per applicare le contabilità semplificate». Altro capitolo dolente quello dei controlli. «Anche qui ci
vorrebbe una razionalizzazione – sostiene Massimino -. Non è possibile
che ci siano 12 enti che controllano la
stessa impresa: bisogna arrivare ad un
ente unico capace di verificare tutto».
«Puntiamo decisamente ad alleggerire il peso degli oneri contabili e rivedremo certamente anche il sistema

L’inchiesta sulla burocrazia pubblicata ieri ha
svelato che nel corso degli
ultimi sei anni sono state
create 600 nuove norme.

1

*Costo (in % reddito medio pro capite)

IMPORT-EXPORT

Numero
procedure

6
14,5

norme che hanno prodotto
rocratico e appena 6
hanno ridotto), mentre
è stato certamente il
29 provvedimenti di ripeso burocratico. La posemplificazione in Italia –
studio - appare insom«come una tela di Peche per una norma che
vengono emanate 5,4
impatto burocratico».
ttribuendo valore zero alle norquelle che semplificae crescente da +1 a +3 a
endono progressivamenomplessa l’attività imprendiartigianato ha elaborato
della pressione burocratiindice che nel giro di 5 anda un valore di 33 punti
nel 2013. «Abbiamo un

@paoloxbaroni

ITALIA

PERMESSI
DI COSTRUZIONE

Così su La Stampa

Numero documenti
per esportare

3

RISOLUZIONE
CONTROVERSIA
COMMERCIALE

PROCEDIMENTO
DI BANCAROTTA

Giorni medi
per la risoluzione

Anni
necessari

1.185
394

1,8
1,2

Numero
procedure

Costo
(% sul valore
della proprietà)

37
30

22%
8%

4

Giorni per export

19 9

Ore lavorate
per pagare
le tasse

Numero documenti
per importare

269
218

3

4

Giorni per import

Centimetri - LA STAMPA

18 7

Adempimenti

La coda per il Fisco
dura 169 ore all’anno
I numeri del Fisco sono sempre i più terribili. E sono cifre
che parlano da sole: per espletare il pagamento delle tasse
in Italia, stima la Cgia di Mestre che ha elaborato i dati della
Banca mondiale (Doing business 2014), occorrono ben 169
ore l’anno, ovvero 33 giorni di lavoro. Solo il Portogallo fa
peggio di noi con 275 ore, mentre la media dell’area euro e
di 163 ore (appena 55 in Lussemburgo, 132 in Francia, mentre la Germania non sta poi molto distante dall’Italia con
218 ore). Gli ultimi dati elaborati dall’Associazione dottori
commercialisti del triveneto parlano di 888 scadenze concentrate in 250 giorni lavorativi, cioè una ogni 6 ore e 45.

Sicurezza e ambiente

Fonte: Elaborazione
su dati Doing Business

Un eccesso di controlli
affidati a 16 enti diversi
Anche in fatto di controlli, ovvero l’altra faccia dell’eccesso
di burocrazia, l’Italia non scherza. In totale sono addirittura
97 i possibili controlli a cui può essere sottoposta un’impresa ad opera di 16 differenti agenzie, enti ed istituti. Svettano
i settori «ambiente» e «sicurezza nei luoghi di lavoro» con
50 possibili controlli da parte di 11 differenti soggetti. In
campo fiscale sono invece 7 le agenzie e gli enti che possono
arrivare a disporre 23 tipi di verifiche differenti, mentre in
materia di contratti si può arrivare a 18 controlli da parte di
4 soggetti. Più leggeri in assoluto i controlli di tipo amministrativo, «appena» 6 ad opera di tre fra agenzie o enti.

Le aziende giovani

Costruzioni

Import-export

Start up, le spese d’avvio
sono le più alte d’Europa

Permessi-lumaca
per i nuovi capannoni

Un’attesalunga19giorni
pervendereall’estero

In Slovenia aprire una nuova impresa non costa praticamente nulla, mentre nell’Area euro incide in media per il
4,5% del reddito procapite. In Italia, invece, avviare una
nuova attività ha costi stellari: siamo al 14,2% del reddito
pro capite (Fonte Cgia Mestre su dati Banca Mondiale).
Livello che ci colloca al diciassettesimo posto su 17 Paesi. In
questo caso non è tanto questione di tempi, perché almeno
in questo siamo abbastanza veloci con le pratiche: da noi
bastano appena 6 giorni per partire (contro una media
dell’area euro di 13 giorni), quanto evidentemente un costo
connesso alla predisposizione delle pratiche e alle tasse.

Se avviare un’impresa in Italia è questione di pochi giorni,
molte altre pratiche legate alle attività economiche hanno
tempi che in alcuni casi diventano esasperanti. Ad esempio: per ottenere tutti i permessi per costruire un capannone da noi servono ben 234 giorni, ben 33 in più della
media Ue. Solo la Slovacchia (286 giorni) e Cipro (677
giorni) registrano una situazione peggiore. Va un po’
meglio con gli allacciamenti alla rete elettrica: in Italia
servono infatti 124 giorni, ovvero 4 mesi pieni, contro una
media di 102 giorni. In Germania però ne bastano appena
17, 23 in Austria, 79 in Francia e 85 in Spagna.

Import-export, gioie e dolori. Molti nostri prodotti reggono bene la concorrenza internazionale ma fare affari con
l’estero, spesso, è un’altra via Crucis. Basti pensare che
per completare le procedure di esportazione occorrono
ben 19 giorni. Nessuno registra tempi più lunghi dei nostri. Ed il costo per container è tra i più alti d’Europa:
1.195 dollari contro una media di 615. Con la Germania a
quota 905 e la Spagna a 1.310. Idem per le procedure di
importazione, che richiedono 18 giorni (contro i 10 di
media dell’eurozona) ed un costo di 1.145 dollari a container (contro 1.101).

La Germania semplifica le procedure

250
miliardi

Berlino si affida all’Authority
e taglia una norma su quattro
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

Anni fa Friedrich Merz, politico di spicco della Cdu, l’aveva battezzato «il fisco del sottobicchiere». L’intento era
quello di semplificare il sistema tedesco al punto da consentire a chiunque di calcolarsi le imposte sullo spazio di
un sottobicchiere. Quel progetto è morto, ma l’idea di
semplificare il rapporto tra
imprese e cittadini – non solo
sul fisco - è ancora vivo. E un
obiettivo che la Germania
persegue ancora è quello del
«730 a casa», cioè che ai tedeschi arrivi per posta una di-

chiarazione dei redditi precompilata. Soprattutto, già otto anni fa il governo si è dotato
di una preziosa commissione
indipendente anti-burocrazia
che lo consiglia sulle cose da fare per migliorare il rapporto
tra i tedeschi e le amministrazioni pubbliche, ma anche per
evitare leggi ridonanti, costose
e inutili.
L’autorità di vigilanza si
chiama Nationaler Normenkontrollrat (Nkr) ed è stata creata nel 2006 per «abbattere la burocrazia e migliorare
le leggi». Secondo alcune stime, le aziende tedesche spendono circa 250 miliardi di euro

per i costi burocratici, ad esempio per produrre documenti
cartacei invece che elettronici:
migliorando questo aspetto, il
Nkr calcola che si potrebbero
risparmiare 1,2 miliardi di euro. Un altro buco nero è la legge
che obbliga le imprese ad archiviare per 10 anni i documenti amministrativi e che costa
3,2 miliardi di euro all’anno.
Ogni anno il Nkr pubblica un
rapporto annuale e dall’ultimo
emerge chiaramente che la sua
«moral suasion» ha avuto successo. Nel 2006 il governo si
era posto l’obiettivo di ridurre
entro il 2011 il 25% della burocrazia che grava sulle aziende. I

La spesa
totale che
ogni anno le
aziende
tedesche
devono
affrontare per
la burocrazia
Troppo
secondo
le associazioni
delle imprese
I componenti dell’Autorità di vigilanza tedesca

calcoli erano stimati in 49,3 miliardi l’anno: dei 12,3 miliardi di
tagli promessi, il governo ne ha
realizzati alla fine del 2011 circa
11 miliardi, arrivando vicinissimo all’obiettivo.
Un risultato valutato molto
positivamente anche dalla
Confindustria tedesca, la Bdi.
Tuttavia il responsabile per la
Concorrenza dell’associazione,
Niels Lau, chiede «che il gover-

no ora vada avanti e si ponga un
nuovo obiettivo» di sburocratizzazione, come aveva fatto nel
2006. Anche per Lau «uno dei
nodi da affrontare con maggiore urgenza è quello dell’obbligo
di custodire i documenti fiscali
e amministrativi per dieci anni.
Non c’è bisogno di questi tempi
lunghissimi e costa moltissimo». Altro problema da affrontare, quello dei permessi e delle

certificazioni. Un altro dettaglio che potrebbe semplificare
la vita a molte imprese, sostiene il dirigente del Bdi, «rendere
più facili le cose a chi volesse
aprire un’azienda, unire tutti
gli adempimenti burocratici,
farli svolgere da un unico ufficio, un “one-stop-shop”».
Nel rapporto annuale il Nkr
spiega dettagliatamente gli effetti burocratici delle singole
leggi approvate in dodici mesi.
E calcola, in quello più recente,
che si riferisce al periodo che
va da luglio del 2012 a luglio del
2013, che delle 348 leggi approvate in Germania, 150 (il 43%)
hanno un effetto «aggravante»,
41 (il 12%) «alleggeriscono» il
carico burocratico, 157 (il 45%)
hanno «un effetto marginale»
sugli adempimenti delle imprese, ma 62 (il 16%) aumentano gli
oneri in particolare per le imprese. E, complessivamente, il
costo per le scartoffie per le
aziende si è appesantito in un
solo anno di 1,5 miliardi. Tempo
di darsi un nuovo obiettivo sburocratizzante.

.

W

TRIBUNALI Vendite Giudiziarie
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TRIBUNALE DI TORINO
CONCORDATO PREVENTIVO N. 11/2011

Si rende noto che il giorno 13 giugno 2014 alle ore 15.00 nello Studio del dott. Giu-seppe Gianelli,
notaio in Torino – Via Colli n. 20, si procederà alla aggiudicazione-vendita con il sistema della raccolta delle offerte segrete, del seguenti beni immobili: LOTTO PRIMO. Comune di Ciriè (TO) – Via
Torino n.ri 97 e 99. I. Fabbricato per speciali esigenze di attività commerciale insistente su terreno
con superficie catastale di mq. 4.559, composto da: I.1) Locale espositivo con sovrastante deposito/
locale per preparazione di meccanica e modesti interventi di carrozzeria, elevato a due piani fuori
terra oltre a locali al piano seminterrato e ad un locale sul piano di copertura, articolato in: − piano
seminterrato: cantina adibita ad archivio e servizi igienici, con una superficie commerciale di circa
mq. 50; − piano terreno (1° f.t.): locale espositivo, locale deposito, uffici e centrale termica, con una
superficie commerciale di circa mq. 1.015; − piano primo (2° f.t.): deposito/locale per preparazione
di meccanica e modesti interventi di carrozzeria, con una superficie commerciale di circa mq. 990;
− piano di copertura: locale ufficio, con una superficie commerciale di circa mq. 20. I.2) Capannone
elevato ad un piano fuori terra oltre piano interrato, articolato in: − officina, ufficio, deposito e zona
ricambi, con una superficie commerciale di circa mq. 595; − servizi igienici su soppalco, con una superficie commerciale di circa mq. 45; − deposito al piano interrato, con una superficie commerciale di
circa mq. 260. II. Antistanti reliquati stradali con superficie catastale complessiva di mq. 468, assoggettati ad uso pubblico (parcheggio e verde pubblico). Comune di Ciriè (TO) – Via Torino n.ro 97.
Fabbricato abitativo elevato a due piani fuori terra oltre piano interrato e sottotetto, insistente su terreno con superficie catastale di mq. 2.396. Con riferimento alle planimetrie catastali, il fabbricato è
composto da: I) Unità abitativa articolata su tre piani collegati da scala interna, suddivisa in: − piano
interrato: locale cantina; − piano terreno (1° f.t.): ingresso su soggiorno-pranzo, disimpegno, cucina,
camera, ripostiglio-cabina armadio, lavanderia, bagno e portico; − piano primo (2° f.t.): disimpegno,
due camere di cui una dotata di locale predisposto per essere adibito a cucina, bagno e balcone. II)
Unità abitativa articolata su tre piani collegati da scala interna, suddivisa in: − piano interrato: locale
cantina; − piano primo (2° f.t.): ingresso su soggiorno-pranzo, cucina, bagno, ripostiglio-lavanderia
e due balconi; − piano sottotetto: disimpegno, due camere, due bagni e balcone, oltre a solaio non
abitabile. III) Tre locali di deposito al piano interrato, di cui due adibiti a tavernetta con cucina. IV)
Tre posti auto al piano interrato. Sono comuni alle due unità abitative e ai locali deposito del piano
interrato: - il locale centrale termica al piano interrato ed il relativo disimpegno; - il servizio igienico
al piano interrato; - i corridoi al piano interrato; - l’area di manovra al piano interrato; - la rampa
carraia. Sono comuni ai tre posti auto del piano interrato: - la rampa carraia; - l’area di manovra. Il
fabbricato sviluppa una superficie commerciale di: − circa mq. 340 al piano interrato, suddivisa in
circa mq. 170 adibiti a tavernetta e cantine/depositi e circa mq. 170 adibiti ad autorimessa e corridoio di accesso all’autorimessa, centrale termica e relativo disimpegno, servizio igienico; − circa mq.
195 al piano terreno; − circa mq. 190 al piano primo; − circa mq. 85 al piano sottotetto (abitabile).
Prezzo base euro 2.868.000,00 – LOTTO PRIMO - LOTTO SECONDO Comune di Ciriè (TO) – Via
Lanzo n.ro 66/A I) Unità abitativa al piano 1° (2° f.t.)., composta da ingresso su soggiorno, cucina,
disimpegno, due camere, due bagni, terrazzo coperto e terrazzo scoperto, con una superficie commerciale di circa mq. 150. II) Tavernetta con cantina al piano interrato, composta da due locali con
superficie commerciale complessiva di circa mq. 65. III) Posto auto coperto sottostante a tettoia
al piano terreno (1° f.t.), con una superficie di circa mq. 35. Prezzo base Euro 208.000,00 – LOTTO
SECONDO -. Per partecipare alla gara è necessario far pervenire, a pena di inammissibilità, presso lo
Studio del notaio dott. Giuseppe Gianelli in Torino – Via Colli n. 20, entro il termine perentorio delle
ore 12.00 del 13 giugno 2014, offerte in busta chiusa contenenti: - cauzione pari al 20% del prezzo
offerto a mezzo A.C. N.T. all’ordine di “Concordato Preventivo Berruto Automobili S.r.l. in liq.”, - il
prezzo offerto per ogni lotto (che non potrà comunque essere inferiore al prezzo base), - generalità
ed indirizzo dell’offerente o degli offerenti, se persone fisiche; ragione sociale, sede, capitale sociale
ed organo rappresentativo (con titolo documentato dei poteri) se società. L’aggiudicazione avverrà
al miglior offerente; nel caso in cui risultino presen-tate più offerte valide di diverso importo, si
darà luogo, da parte del notaio, alla gara con prezzo base quello dell’offerta più alta con aumenti
minimi non inferiori ad Euro 10.000,00 (diecimila/00); nel caso in cui risultino presentate più offerte
valide di pari importo, si darà luogo, da parte del notaio, alla gara con prezzo base quello delle
of-ferte con aumenti minimi non inferiori ad Euro 10.000,00 (diecimila/00); in quest’ultimo caso se
non ci fossero offerte in aumento l’aggiudicazione avverrà a chi avrà presentato per primo l’offerta
allo Studio Notarile. Sulla busta di offerta dovrà indicarsi: - offerta per LOTTO PRIMO o SECONDO
Concordato Preventivo Berruto Automobili S.r.l. in liq. - gara del 13 giugno 2014. Il pagamento del
prezzo di aggiudicazione dovrà avvenire entro il termine perentorio di 90 giorni dall’aggiudicazione,
contestualmente all’atto notarile di trasferimento (da stipularsi presso il notaio Giuseppe Gianelli),
a mezzo A.C. N.T. all’ordine di “Concordato Preventivo Berruto Automobili S.r.l. in liq.”, a semplice
richiesta scritta della procedura. Altre condizioni come da ordinanza agli atti. Ulteriori informazioni,
disposizioni, descrizioni e condizioni sono reperibili presso il liquidatore giudiziale dott. Rosmino
Banone, Corso Montevecchio n. 62 - Torino, tel. 011/517.25.29, fax 011/517.16.49, e-mail: banone@
banonerosmino.191.it.
Il Liquidatore Giudiziale Dott. Rosmino Banone

TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
UFFICIO FALLIMENTI - VENDITE IMMOBILIARI
VENDITA DI IMMOBILI SENZA E CON INCANTO
FALLIMENTO N. 229/2008

Si rende noto che nel fallimento N. 229/2008 il professionista delegato dott. Giuseppe Dolza Cogni,
ha disposto la vendita SENZA INCANTO, dei seguenti immobili nei seguenti due distinti e separati
lotti. LOTTO N. 1 - PIENA PROPRIETÀ PER LA QUOTA DI 1000/1000: nel comune di Baldissero
Torinese (TO) in Via Chieri 100, complesso industriale, con accesso pedonale e carraio tramite la
strada privata dipartentesi dalla strada Comunale San Quirico, avente sedime con irregolare perimetro esterno delimitato da recinzioni o muri di edifici, ed entrostante edificio ad uso industriale
ad un sol corpo fabbrica, insistente su un terreno con superficie catastale di circa 3.069,00 m2 con
aree edificate di seguito meglio descritte: (i) superficie area magazzino denominato “lavorazione”
di circa mq. 1.395,00; (ii) superficie locali uffici di circa mq. 168,16, in quota parte della predetta
area al secondo piano f.t. Il tutto come meglio descritto nella relazione di stima redatta ed integrata
dal perito della procedura, anche in relazione ad ulteriore descrizione, nonché identificazione, destinazione, trascrizioni, iscrizioni, irregolarità, caratteristiche, licenze, concessioni edilizie, servitù, atti
di provenienza, certificazioni e che si invita a consultare, unitamente al bando di vendita, anche in
relazione all’esistenza di manto di copertura del tetto in fibro-cemento (eternit). La vendita avviene
nello stato di fatto e di diritto in cui l’immobile si trova, secondo le indicazioni precisate nel bando di
vendita e nella predetta relazione di stima, depositati in atti e che si invita a consultare. Prezzo base
del Lotto N. 1 stabilito in € 336.850,00 oltre oneri fiscali. LOTTO N. 2 - PIENA PROPRIETÀ PER
LA QUOTA DI 1000/1000: nel Comune di Baldissero Torinese, Lotto di terreno riportato al N.C.T. al
foglio n. 22, particella 93, are 46, centiare 42, seminativo, cl. 2, R.D. £. 64.988, R.A. £. 44.099, ubicato
in area “DC2b” con destinazione d’uso “Aree per insediamenti produttivi esistenti e di completamento (art. 13.2.1)” soggetti al vincolo a tutela ambientale di cui al D.M. 01.08-1985 (c.d. Galassini),
di superficie circa mq. 4.642,00. Il tutto come meglio descritto nella relazione di stima redatta ed
integrata dal perito della procedura, anche in relazione ad ulteriore descrizione, nonché identificazione, destinazione, trascrizioni, iscrizioni, irregolarità, caratteristiche, licenze, concessioni, servitù,
atti di provenienza e che si invita a consultare, unitamente al bando di vendita. La vendita avviene
nello stato di fatto e di diritto in cui l’immobile si trova, secondo le indicazioni precisate nel bando di
vendita e nella predetta relazione di stima, depositati in atti. Prezzo base del Lotto N. 2 stabilito in €
195.850,00 oltre oneri fiscali. L’udienza di vendita è fissata al 15/07/2014, ore 15,00. Ciascuna offerta per distinto lotto, in bollo da € 16,00, irrevocabile per 120 giorni, non inferiore al summenzionato
prezzo base oltre oneri fiscali, presentata secondo quanto precisato nel predetto bando di vendita
ed in busta chiusa contenente anche la cauzione per il 10% del prezzo offerto mediante allegato
assegno circolare non trasferibile intestato a Fallimento n. 229/2008 - Tribunale di Torino, deve essere
depositata presso lo studio del professionista delegato, in Torino - Via San Quintino n. 40, entro le ore
12,30 del 14/07/2014. Il prezzo di aggiudicazione, dedotto quanto già depositato a titolo di cauzione,
dovrà essere versato entro 90 giorni dall’udienza di aggiudicazione unitamente agli oneri fiscali,
presso il predetto studio del professionista delegato. Per il caso in cui la vendita senza incanto non
abbia luogo per qualsiasi motivo, è disposta vendita all’INCANTO dei predetti immobili nei predetti
due distinti e separati lotti, con udienza di vendita fissata al 29/09/2014, ore 15,00. Ciascuna istanza
di partecipazione per distinto lotto, in bollo da € 16,00, presentata secondo legge e secondo quanto
precisato nel predetto bando di vendita, in busta chiusa contenente anche la cauzione per il 10% del
prezzo base mediante allegato assegno circolare non trasferibile intestato a Fallimento n. 229/2008 Tribunale di Torino, deve essere depositata presso il predetto studio del professionista delegato, entro
le ore 12,30 del 26/0/2014. Gli aumenti minimi sono stabiliti in € 5.000,00 (euro cinquemila /00). Il
prezzo di aggiudicazione, dedotto quanto già depositato a titolo di cauzione, dovrà essere versato
entro 60 giorni dall’udienza di aggiudicazione, unitamente agli oneri fiscali, presso il predetto studio
del professionista delegato. Si invita, anche per maggiori informazioni, a consultare gli atti (in particolare, bando di vendita e relazioni di stima immobiliare) presso il sito internet asteimmobili.it, e/o
presso lo studio del professionista delegato, previo appuntamento, in Torino - Via San Quintino 40;
tel. 011/54.00.56; Pec: giuseppe.dolzacogni@odcec.torino.legalmail.it TO207704

TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
UFFICIO FALLIMENTI - VENDITE IMMOBILIARI
VENDITA DI IMMOBILI SENZA E CON INCANTO
FALLIMENTO N. 121/2012

Si rende noto che nel fallimento N. 121/2012 il professionista delegato dott. Giuseppe Dolza Cogni,
ha disposto la vendita SENZA INCANTO, dei seguenti immobili nel seguente lotto unico. LOTTO
UNICO - PIENA PROPRIETÀ PER LA QUOTA DI 1000/1000: nel Comune di Maglione (TO) - Via
Cavour 7, fabbricato di civile abitazione a tre piani f.t. con antistante giardino e tettoia aperta, così
costituito: (i) al piano terreno: cucina, gabinetto-bagno, disimpegno, tre camere, cantina; (ii) al piano
primo: due camere, disimpegno, due gabinetti-bagno; (iii) al piano mansardato: univoco ampio locale
e ripostiglio-cabina armadio; il tutto collegato da scala interna. Il tutto come identificato a catasto
e meglio indicato nella relazione di stima redatta dal perito della Procedura, anche in relazione ad
ulteriore descrizione, identificazione, destinazione, trascrizioni, iscrizioni, difformità, irregolarità, caratteristiche, licenze, concessioni edilizie, agibilità, servitù, atti di provenienza, certificazioni, impianti,
che si invita a consultare, unitamente al bando di vendita. La vendita avviene nello stato di fatto
e di diritto in cui l’immobile si trova, secondo le indicazioni precisate nel bando di vendita e nella
predetta relazione di stima, depositati in atti e che si invita a consultare. Prezzo base del Lotto Unico
è stabilito in € 213.750,00 oltre oneri fiscali. L’udienza di vendita è fissata al 15/7/2014, ore 17,00.
Ciascuna offerta, in bollo da € 16,00, irrevocabile per 120 giorni, non inferiore al summenzionato
prezzo base oltre oneri fiscali, presentata secondo quanto precisato nel predetto bando di vendita
ed in busta chiusa contenente anche la cauzione per il 10% del prezzo offerto, mediante allegato
assegno circolare non trasferibile intestato a Fallimento n. 121/2012 - Tribunale di Torino, deve essere
depositata presso lo studio del professionista delegato, in Torino - Via San Quintino n. 40, entro le ore
12,30 del 14/07/2014. Il prezzo di aggiudicazione, dedotto quanto già depositato a titolo di cauzione,
dovrà essere versato entro 90 giorni dall’udienza di aggiudicazione unitamente agli oneri fiscali,
presso il predetto studio del professionista delegato. Per il caso in cui la vendita senza incanto non
abbia luogo per qualsiasi motivo, è disposta vendita all’INCANTO dei predetti immobili nel predetto
lotto unico, con udienza di vendita fissata al 29/09/2014, ore 17,00. Ciascuna istanza di partecipazione, in bollo da € 16,00, presentata secondo legge e secondo quanto precisato nel predetto bando di
vendita, in busta chiusa contenente anche la cauzione per il 10% del prezzo base, mediante allegato
assegno circolare non trasferibile intestato a Fallimento n. 121/2012 - Tribunale di Torino, deve essere
depositata presso il predetto studio del professionista delegato, entro le ore 12,30 del 26/09/2014.
Gli aumenti minimi sono stabiliti in € 5.000,00 (euro cinquemila /00). Il prezzo di aggiudicazione,
dedotto quanto già depositato a titolo di cauzione, dovrà essere versato entro 60 giorni dall’udienza
di aggiudicazione, unitamente agli oneri fiscali, presso il predetto studio del professionista delegato.
Si invitano i soggetti interessati a consultare attentamente sia la perizia di stima sia il bando integrale di vendita agli atti presso il sito internet asteimmobili.it, e/o presso lo studio del professionista
delegato, previo appuntamento, in Torino - Via San Quintino 40; tel. 011/54.00.56; Pec: giuseppe.
dolzacogni@odcec.torino.legalmail.it TO207557

14 .Estero

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

L’onda Modi travolge l’India
I nazionalisti verso il trionfo
Il leader indù straccia il partito dei Gandhi: svolta a destra e pro business

il caso
MARIA GRAZIA COGGIOLA
VARANASI

opo dieci anni di
dominio dei Gandhi, l’India svolta
a destra con Narendra Modi, l’ex
venditore di tè che piace agli
industriali e ai giovani. Se gli
exit poll saranno confermati
venerdì quando ci sarà lo spoglio delle schede, gli indù nazionalisti del Bharatya Janata
Party ritorneranno al potere a
New Delhi dopo essere stati all’opposizione per due legislature. Ma saranno molto diversi
da quelli che nel 2004 furono
sconfitti dall’italo-indiana Sonia Gandhi.
Il 63enne Modi, governatore del prospero stato nord oc- BERNAT ARMANGUE/AP
cidentale del Gujarat, è infatti
un ambizioso outsider che lo
Un sostenitore del leader nazionalista Modi indossa una t-shirt con l’immagine
scorso anno ha «rottamato» lo
del candidato del Bjp durante un comizio a Varanasi
storico leader della destra indiana Lal Krishna Advani, 86
anni, e si è autonominato candidato alla carica di premier.
La lunga ed estenuante maratona di 35 giorni per l’elezione dei 543 deputati della Caseggi al Bjp
al Congresso
mera bassa (Lok Sabha), che si
Il Bharatya Janata
La coalizione
è conclusa ieri con la decima e
Party di Modi
guidata da Rahul
ultima giornata, è stata domi(foto) avrebbe
Gandhi (foto),
nata dalla sua personalità forsecondo gli exit
figlio di Sonia, è
te e carismatica. Tanto che si è
poll la maggiorancrollata. Nel 2009
parlato di «Modi wave», l’onda
za assoluta della
aveva conquistato
Modi, che in effetti ha ottenuto
Camera Bassa
262 seggi
un fiume di consensi dall’Himalaya fino all’estremità del
Tamil Nadu, almeno secondo
le proiezioni che assegnano al- lenta Benares, l’antica città sala coalizione di centro destra, cra dove giorno e notte bruciano
guidata dal Bjp, la maggioran- le pire delle cremazioni, presenza assoluta dei seggi.
tandosi in questo collegio. Ha
L’ex «chaiwala» di Ahme- promesso di ripulire il sacro
dabad, come sono chiamati Gange, un ambizioso progetto
gestori di chioschi lungo le che ha sperperato enormi risorstrade, ha promesso un esecu- se del governo uscente e che non
tivo «forte» e «decisionista», è mai riuscito a decollare.
che è esattamente l’opposto di
La scelta del centro spirituale
domande
quello guidato finora dall’eco- dell’India, dove si è tenuta una
a
nomista dal turbante azzurro battaglia epica con il «Grillo inManmohan Singh, caduto in diano» Arvind Kejriwal, ha un
Stefano Silvestri
disgrazia dopo diversi scanda- significato ben preciso per il fuAnalista
li di corruzione e diventato og- turo premier. Il Bjp affonda ingetto di barzellette per i suoi fatti le sue radici nell’ideologia
silenzi. La sua agenda si basa dell’«hindutva», quella dell’«InLa vittoria del Janata Party –
su un piano di riforme econo- dia agli indiani», definita dagli
data ormai per scontata –
miche per rilanciare la cresci- avversari come «fascista». Modi
non influenzerà in maniera
ta, finita al di sotto del 5%, e di ha preso le distanze dalla proparilevante la condizione dei
grandi opere pubbliche ne- ganda indù nazionalista, anche
marò italiani trattenuti da
cessarie per colmare l’enorme se nel suo manifesto elettorale ci
due anni in India. È la convindivario di svisono alcuni aczione del professor Stefano cettare un compromesso.
luppo che c’è
Silvestri, analista di politica
Ci si avvia a una soluzione?
IMBARAZZI cenni, per esemcon la Cina.
pio
alla
protezioestera e consulente strategi- Questa è la speranza, ma è solo
Il
vincitore
è
nella
lista
Il suo biglietne delle vacche
co di molti governi italiani, una speranza. È tutto da verito da visita, nera degli indesiderati sacre e alla cononché direttore di «Affari ficare che il compromesso poi
negli Usa. Sarà tolto? struzione di un
pubblicizzato
Internazionali».
ci sia, e che il cambio della
nelle decine di
tempio nella città
Come inciderà il cambio guardia porti un miglioramencomizi, è quello dello suo sta- sacra di Ayodhya, dove nel 1992
della guardia a Delhi tra Par- to politico, se non per il fatto
to «modello» del Gujarat, uno Advani e i suoi zeloti indù avevatito del Congresso e Janata che cambiando il governo, e
dei più avanzati per quando no distrutto a mano nude una
dovendo anzitutto comporlo,
sulla vicenda dei marò?
riguarda l’industria, ma anco- moschea medioevale.
Non credo ci sarà un grande non ci saranno più ministri
ra molto arretrato per quanto
Ma rimangono molte incognieffetto. La vera grande novi- che litigano tra loro, o che
riguarda la sanità, l’istruzio- te che hanno indotto un mese fa
tà, anche sotto il profilo del prendono una posizione e poi
ne e soprattutto la tutela del- un gruppo di intellettuali, tra cui
contenzioso con l’Italia, è an- la smentiscono, come è avvel’ambiente.
Salman Rushdie, a lanciare un
zitutto che le elezioni abbia- nuto molte volte in questi due
La nuova India di Modi si appello contro Modi sul quotino avuto luogo, perché in tut- anni.
presenta quindi più dinamica diano «The Guardian». Nove anta evidenza cesseranno le
Dunque potrebbe essere il
e anche più ottimista sulle ni fa gli Stati Uniti negarono il vitensioni politiche che il lungo
momento ideale proprio per
sue potenzialità. Non a caso la sto di ingresso al governatore
percorso elettorale ha coml’arbitrato internazionale?
Borsa di Mumbai continua a del Gujarat a causa del suo coinportato. In parole povere, la Il ricorso all’arbitrato è limitamacinare record da quando a volgimento, mai provato, nei
leadership indiana non avrà to a un dettaglio di legge, e non
settembre si è presentato co- massacri di centinaia di musulpiù il problema della popola- credo affatto ci convenga. È
me aspirante primo ministro. mani durante i disordini del
rità. Certo, il Janata Party ha una questione molto complesCon Modi è schierato tutto il 2002. È probabile che il suo noun profilo politico più nazio- sa, il professor Natalino Rongotha dell’industria indiana, me venga ora rimosso dalla lista
nalista che non il Partito del zitti ha spiegato molto bene
da Tata ai fratelli Ambani, nera, ma certo per Washington
Congresso, ma non essendo proprio su Affari Internazioche hanno gli stabilimenti in sarà un po’ imbarazzante ricepiù in primo piano la figura e nali che ci converrebbe molto
Gujarat.
vere il neo premier fino a poco
la responsabilità diretta di di più un vero e proprio negoIl politico del Bjp è riuscito a tempo fa considerato un «paria»
Sonia Gandhi, per gli indiani ziato, sostenuto dall’Onu e dalgalvanizzare anche la sonno- dalla comunità internazionale.
potrebbe essere più facile ac- l’Europa.
[ANT. RAM.]

D

Dalle piazze alla vittoria

272

115

«Adesso per i marò
è più facile trattare»

3

.
LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

.

Estero .15

NIGERIA, IL GOVERNO RESPINGE L’OFFERTA: «NON SI TRATTA CON I TERRORISTI»

Studentesse, video choc
“Le abbiamo convertite”
Il capo dei Boko Haram: libere in cambio del rilascio di nostri militanti detenuti
GIORDANO STABILE

Da possibili mogli forzate o
schiave a merce di scambio. Il
video di 17 minuti diffuso ieri
dai Boko Haram porta due
buone notizie in tanta angoscia. Le 223 studentesse rapite, di sicuro le circa 130 che si
vedono nel filmato, sono vive e
in buone condizioni. E non sono state ancora vendute. Nelle
immagini sono sedute in file
ordinate sotto gli alberi della
savana, alcune in atto di preghiera. Indossano tutte la abaya, la tunica religiosa lunga fino ai piedi che lascia scoperti
solo viso, piedi e mani.
Le minacce dello scaltro
Abubakar Shekau, leader della setta islamista dal 2009, non
si sono concretizzate. Anzi,
l’Occidente non si deve preoccupare «di queste ragazze», in
quanto molte «sono diventate
musulmane, sono libere», assi-

Illeaderislamistaha
alzatoillivellodell’orrore
«Midivertoasgozzare
infedeliegalline»
cura. Due di loro, nel video,
confermano. Le altre potrebbero essere consegnate alle loro famiglie, acconsentendo alla richiesta mondiale di «riportarle a casa», a patto che
vengano liberati tutti i militanti dei Boko Haram imprigionati in Nigeria.
Una richiesta che il governo
nigeriano ha respinto: «Non si
tratta con i terroristi». Secondo il governatore dello stato
del Borno, Kashim Shettima,
le ragazze «sono ancora in Nigeria» e il video potrebbe fornire elementi utili ai militari.
Linea dura, coerente con la militarizzazione del conflitto lanciata dal presidente Goodluck
Jonathan.
L’ascesa di Abubakar
Shekau si deve anche agli errori del governo centrale di
Abuja, gravitante attorno al
Sud cristiano e ricco di greggio. Il taglio dei sussidi per la
benzina ha più che raddoppiato il costo dei trasporti, immi-

Velate
Le studentesse con la
tunica islamica nel video
diffuso ieri
Alcune di loro
hanno confermato di essersi convertite
all’Islam
Sopra il capo
del gruppo
terrorista
Abubakar
Shekau

Un mese di angoscia
1 Il 14 aprile i Boko Haram

rapiscono oltre 276 liceali a da
una scuola di Chibok, nello
stato del Borno. 53, secondo
gli stessi islamisti riescono però a scappare nei giorni seguenti. Il capo Abubakar
Shekau (nella foto a destra)
minaccia: «Ho rapito le vostre
ragazze. Le venderò al mercato nel nome di Allah».
1 Il caso diventa mondiale.

Personaggio politici e star, da
Michelle Obama ad Angelina
Jolie, aderiscono alla campagna «bring back our girls», ridateci le nostre ragazze. Anche
Papa Francesco interviene su
Twitter. Francia, Gran Bretagna
e Usa offrono aiuto logistico e
uomini alla Nigeria.

serendo soprattutto la gente
nelle città del Nord, lontane dai
pozzi di petrolio. La siccità ha
fatto affluire da Niger e Ciad
200mila sfollati, assorbiti da
campagne poverissime, senza
nessun aiuto. Molti, per fame o
convinti dalla propaganda ca-

pillare, sono finiti nelle file degli
islamisti.
Per Abubakar Shekau le distinzioni nazionali hanno poco
senso. Molto probabilmente è
nato in Niger, a pochi chilometri
dalla frontiera, che continua ad
attraversare senza problemi per

Il dibattito al Salone del libro

“Ancora una volta i cristiani
perseguitati dall’intolleranza”
MAURO PIANTA
TORINO

C’è un’emergenza diritti
umani che riguarda i cristiani perseguitati in tutto il
mondo per il loro modo di
credere e pensare. Dobbiamo esserne consapevoli,
senza lasciarci imprigionare
dagli schematismi. La Santa
Sede, poi, forte dell’«effetto
Bergoglio» può tornare a
giocare un ruolo in difesa di
queste comunità anche sul
terreno della geo-politica.
Nel giorno in cui in Nigeria i terroristi di Boko Haram diffondono il video in
cui avvertono che le ragazze

rapite e «convertite all’Islam»
saranno liberate «solo in cambio di nostri prigionieri», al
Salone del Libro si è discusso
proprio di libertà religiosa, intolleranza e persecuzioni.
Ne hanno parlato Andrea
Riccardi, storico e fondatore
della comunità di Sant’Egidio,
Mario Calabresi, direttore de
«La Stampa» e Marco Tarquinio, direttore di «Avvenire».
Sulla vicenda delle 276 giovani rapite, Riccardi è stato
netto parlando della «necessità di una pressione della comunità internazionale che
non deve mai arrendersi nel
diffondere una cultura auten-

tica dei diritti umani». E proprio il Novecento, secolo dei
diritti umani, è stato caratterizzato dalle stragi di credenti
in Cristo.
«La prima – ha ricordato
l’ex ministro – è stato il massacro di un milione di cristiani
armeni nel 1915 ad opera dei
turchi ottomani». Non è che
nel XXI secolo le cose stiano
andando meglio, ha ripreso
ancora lo storico, citando realtà quali Pakistan, Cina, Corea del Nord, Iran, Arabia
Saudita. E poi l’Africa e il Medio Oriente. «Eppure i cristiani – ha notato ancora l’ex ministro -, pur non privi di limiti,

I punti controversi

1
2
3
4
5

Dove sono le ragazze?
L’ipotesi più concreta è che siano nella foresta di
Sambisa, un’area di savana alberata e rocce, priva
di strade e inaccessibile anche ai fuoristrada.

Di che religione sono?
La maggior parte delle liceali rapite è di fede cristiana. Sono tutte originarie dello Stato del Borno, nel Nord Est della Nigeria.

Perché le hanno rapite?
I Boko Haram sono «contro l’educazione occidentale». Il loro sequestro è simbolico oltre che pratico: vogliono soldi o scambio di prigionieri.

Perché la Nigeria è così lenta a reagire?
C’è assuefazione per il terrorismo, disorganizzazione e una frattura fra il governo centrale e gli
stati del nord, governati da partiti di opposizione.

Perché adesso accetta l’aiuto occidentale?
Abuja ha sempre rifiutato una base Usa nel Paese
per non prestare il fianco agli islamisti. Ma i terroristi ora sono più forti e l’aiuto è indispensabile.

sfuggire alla caccia da parte delle truppe d’élite dello scalcagnato esercito nigeriano. In Nigeria
ha preso il suo nome di battaglia:
quello vero, come l’età, sono sconosciuti. E soprattutto ha incontrato Mohamed Yusuf, suo maestro, fondatore dei Boko Haram.
Nel 2009 Yusuf viene ucciso
in un blitz, Shekau dato per
morto. Invece era vivo e nuovo
comandante in capo. Con lui il
gruppo ha assunto una dimensione internazionale e si è alleato con l’Al Qaeda del Maghreb. Il
suo stile «sbruffone» combacia
con una strategia di attacchi
spettacolari che più che a mettere in ginocchio lo stato centrale
puntano al consenso delle masse impaurite. Anche se parla poco, Shekau sa come bucare il video nei suoi rari messaggi. «Mi
diverto a sgozzare gli infedeli
esattamente come mi diverto a
sgozzare polli e galline», è il suo
programma di battaglia lanciato
nel 2012.
Shekau è circondato da un ristretto «cerchio magico» attraverso il quale trasmette gli ordini. Ogni sua apparizione è studiata: nell’ultima parlava imbracciando il kalashnikov, nella
penultima con dietro svariati
fuoristrada armati e persino un
blindato, preda di guerra. Gli
hanno dato la caccia i reparti
speciali inglesi, le Sas, e probabilmente anche gli americani.
Sulla sua testa c’è una taglia di
sette milioni di dollari. E sabato
Francia, Usa e Gran Bretagna si
riuniranno a Parigi per decidere una strategia comune per
sconfiggerlo.
Ma per ora è Shekau ad aver
ottenuto quello che voleva con il
rapimento delle studentesse il 14
aprile: da un mese è una star dell’islamismo mondiale e il suo nome viene scandito nelle madrase di tutta l’Africa occidentale,
dalla Mauritania al Camerun.

sono una garanzia di pluralismo e democrazia per tutti in
mondi dove spesso sono i musulmani le prime vittime del
terrorismo islamico».
Ma è opportuno un blitz per
liberare le ragazze nigeriane?
«Il blitz che ognuno di noi deve fare ogni giorno è quello
educativo», ha osservato don
Julian Carrón, guida di Cl, che
aveva appena presentato un

Per l’ex ministro Riccardi
c’è un’emergenza diritti
umani: serve la pressione
della comunità mondiale
libro del Papa. «Quando manca l’apertura alla bellezza, fatalmente si finisce per affidarsi alla violenza».
Ma aprire gli occhi, raccontare gli inferni di tutte minoranze perseguitate come hanno cominciato a fare con più
attenzione i media, può essere
un inizio di riscossa.

Questi e molti altri avvisi
li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti

www.legaleentieaste.it - www.lastampa.it

.

16 .Estero

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

PAURA FRA GLI ABITANTI RIMASTI FEDELI AL GOVERNO CENTRALE UCRAINO: «CI STANNO OCCUPANDO»

VENDETTA PERSONALE

L’Est chiede l’annessione a Mosca

Spagna, uccisa
in un agguato
la leader
Ucraina, i separatisti accelerano all’indomani del referendum. La Russia: tagliamo il gas a Kiev del Pp di Leon
LUCIA SGUEGLIA
MARIUPOL

Il giorno dopo il referendum
indipendentista, una «farsa
di propaganda senza conseguenze legali» per Kiev, i leader separatisti dell’Est Ucraina forzano ancora la mano,
puntando sul «copione
Crimea». In conferenza stampa a Donetsk dichiarano la sovranità della Repubblica Popolare di Donetsk, una vittoria dei sì al 90%, e annunciano
che chiederanno l’annessione
alla Russia per «ristabilire la
giustizia storica». E l’invio di
forze di pace «in caso di aggravamento della situazione». Non basta: intendono
impedire lo svolgimento delle
elezioni presidenziali del 25
maggio nei propri territori.
Una sfida diretta a Kiev. Vladimir Putin per ora non risponde direttamente. L’ufficio stampa del Cremlino dichiara di «rispettare l’espressione della volontà del popolo», ma insieme «spera nel
dialogo tra i rappresentanti di
Kiev, di Donetsk e di Lugansk». Secondo il ministro degli
Esteri russo Serghiei Lavrov
però, «senza la partecipazione degli oppositori al regime
di Kiev al dialogo diretto sull’uscita dalla crisi».
Intanto a Mariupol, l’ultima frontiera dell’autonomia
fai-da-te in Ucraina, nessuno
festeggia. Coi blindati di Kiev
ancora alle porte, tra strade
semideserte, palazzi del potere bruciati, barricate di pneumatici, blindati abbandonati

Diversi attivisti sono stati aggrediti o minacciati». Domenica al referendum alcuni avrebbero provato a votare l’opzione
«no». Ma arrivati ai seggi, con
la calca pro russa entusiasta e
il voto per niente segreto, hanno rinunciato, o sotto gli occhi
delle «milizie» si sono spaventati e hanno barrato sì. Secondo Anatoli, avrebbero votato al
massimo in 25mila (il 10% del
Donbass secondo Euromaidan): «Più o meno un’intera
fabbrica, forse hanno ricevuto
pressioni, quelli sanno come
mobilitare i propri».
E mentre il paese è al collasso e la Ue vara un «secondo
round» di sanzioni alla Russia,

Festa
Gli abitanti
di Lugansk
in piazza
dopo la
vittoria del
«sì» al
referendum
sulla
separazione
da Kiev

VALENTYN OGIRENKO/REUTERS

Il dialogo

L’obiettivo della Ue
non deve essere quello
di porre linee rosse
Federica Mogherini

I separatisti

Non ci sarà progresso
se non si dialoga
con gli oppositori
Serghei Lavrov

dai militi ucraini su cui saltellano giovinastri ubriachi, ci si auto-organizza: casco e tuta da lavoro, per ora disarmati, passano le «brigate popolari di autodifesa» degli operai dell’acciaieria Ilichà, che da lavoro a
mezza città. Padrone è Rinat
Akhmetov, l’uomo più ricco di
Ucraina, che secondo Pavel Gubarev, sedicente «governatore
popolare» di Donetsk, ha finanziato due terzi delle milizie separatiste nell’Est. Li accompagnano due poliziotti, i primi che
vediamo da tre giorni. «Bravi»
li applaudono alcuni in strada,
«Vogliamo la Russia perché finisca la guerra, che Kiev ritiri
da qui i suoi carri armati. Qual-

siasi cosa, purché ci lascino in
pace».
Oltre la piazza, c’è l’altra
Mariupol, dove i pro-Maidan
hanno vita sempre più dura.
Anatoli Semiònov, 43, fa il muratore ed è un rappresentante
locale di Udàr, il partito del pugile Klischko nato a Maidan. Si
presenta in furgone con la moglie Ania Chernoboi, 36, fotografa, anche lei attivista filoucraina, e il figlioletto: «È terribile quel che succede, è un’occupazione», dice. I sostenitori
dell’Ucraina unita nell’Est esistono eccome, dicono, ma ormai si nascondono: «Molti hanno lasciato la città, o restano
chiusi in casa. Hanno paura.

Le storie

Un harem di modelle
segregate in una villa
Avrebbe raccontato di essere
amico di Obama e Putin e adescato giovani donne a Londra
per poi tenerle prigioniere in
una sorta di harem a Marbella. Un cittadino britannico di
origine iraniana è stato arrestato dalla polizia con l’accusa
di aver sequestrato le donne,
dalle quali avrebbe avuto sette figli, sottoponendole ad
abusi fisici e psicologici.

Secondo gli agenti, Shoja
Shojai, 56 anni, avvicinava aspiranti modelle nelle scuole di
moda a Londra promettendo di
aiutarle a fare carriera se si fossero trasferite nella sua «scuderia» nella Costa del Sol. Una
volta arrivate a Casa Saf, villa
di 10 posti letto, le giovani erano
costrette ad avere rapporti sessuali a turno con Shojai, che
usava il nome Sasha e viveva
nella casa accanto. Secondo le
accuse, le donne potevano usci-

La casa a Marbella
La villa di Shoja Shojai dove
si sono consumate le violenze

re solo se accompagnate dall’autista, e sotto la costante minaccia di violenze e ritorsioni.
Sono nove le donne che hanno accusato Shojai di violenza
domestica. Durante le perquisizioni nella casa-harem, la polizia avrebbe anche trovato il

Francia, polemiche sul ministro

Taubiranoncantal’inno
“Misembraunkaraoke”
PAOLO LEVI
PARIGI

La Marsigliese come il karaoke: coro di critiche in Francia
contro il ministro della Giustizia, Christiane Taubira. Tutto
comincia sabato, quando la
Guardasigilli viene sorpresa a
non cantare l’inno repubblicano durante le celebrazioni per
l’abolizione della schiavitù a
Parigi. «Non sai le parole!»,
attaccano i parlamentari del
centrodestra. Un rimprovero

già rivolto in passato a diversi
atleti originari, come la Taubira, dei territori francesi d’Oltremare o ex colonie africane.
La ministra cerca di difendersi con un messaggio su Facebook. In quella cerimonia,
prova a giustificarsi, l’inno «veniva interpretato da due bravi
solisti. Piuttosto che coprire le
loro voci con note stonate ho
preferito ascoltare. Certe circostanze richiedono il raccoglimento... più che un karaoke da

senza però passare alla «fase
tre», quella più dura, alla tv il
premier Dmitry Medvedev ricorda che Kiev «ha il denaro»
per saldare i debiti sul gas russo: col prestito di 3,2 miliardi di
dollari già ottenuto dall’Fmi.
Pagheremo «immediatamente», a patto che la Russia riduca il prezzo, promette il ministro delle finanze ucraino Shlapak. Mentre il Consiglio regionale di Lugansk chiede «un’iniziativa di emergenza» per modificare la Costituzione e adottare il federalismo: «L’unico
modo per salvare l’unità dell’Ucraina».

“Il mio spirito esulta in
Dio mio Salvatore.”

Arrestato un milionario inglese

ALESSANDRA RIZZO
LONDRA

La Ue vara un altro
round di sanzioni contro
le aziende russe , ma non
passa alla fase più dura

Alla Giustizia
Il ministro socialista
Christiane Taubira, 62 anni

tribuna». Non l’avesse mai fatto. Invece di calmare le acque,
l’uscita della Taubira ha suscitato critiche ancora più feroci.
«Ci sono cose che non si possono dire, che non si ha il diritto
di dire», ha ammonito il presidente del centrodestra Ump

Roipnol, «droga
degli stupri» che
può essere usata
per sedare le vittime. L’uomo, che
secondo il «Daily
Mail» è un imprenditore milionario, nega ogni
accusa. Sostiene
che le ragazze,
provenienti per
lo più dall’Europa dell’Est, si sono trasferite di
propria volontà per lavorare
nelle sue aziende e acconsentivano ad avere rapporti sessuali.
Chi è rimasta incinta, dice, non
ha usato precauzioni. Intanto
Shojai è stato liberato su cauzione e le donne, con i loro figli
di età compresa tra i nove mesi
e i sette anni, sono state affidate
ai servizi sociali.

Jean-Francois
Copé. Ancora più
dura la leader di
estrema destra
Marine Le Pen,
che ha chiesto al
governo di «annunciare il licenziamento» della
Taubira, perché
«il suo scivolone
è una prova simbolica di prim’ordine del suo disprezzo per la
Francia». A meno di due settimane dal voto europeo del 25
maggio - dove la maggioranza
socialista viene accreditata in
terza posizione dietro al Front
National e all’Ump - il premier
Manuel Valls ha cercato di riportare lo scontro alle sue giuste proporzioni puntando il dito
contro «polemiche assurde».

Serenamente ci ha lasciato

Ildo Moretto
Lo annunciano la moglie, i igli Marco, Manuela con Michele, Francesca e
Giovanni. S. Rosario martedì 13 maggio ore 18,30, Funerale mercoledì 14
maggio ore 11 parrocchia Nostra Signora del Santissimo Sacramento.
– Torino, 11 maggio 2014
Genta dal 1848 - Torino
Ciao NONNO caro. Franci e Giò.
Condomini, amministratore e custode
di piazza Gozzano 15/15 bis, partecipano al dolore della famiglia per la
scomparsa del signor

Ildo Moretto
– Torino, 12 maggio 2014
Ci ha lasciato

Valentino Lazzarone
maestro
Ne danno annuncio la moglie Ezia,
la iglia Cristina con Alberto, i nipoti
Stefano e Marco con le loro famiglie,
parenti tutti. Cerimonia di Commiato
mercoledì 14 ore 10,35 Tempio Crematorio Cimitero Monumentale.
– Torino, 11 maggio 2014
Genta dal 1848 - Torino
E’ serenamente mancato all’affetto
dei suoi cari

Stefano Pestarino
Ne danno il triste annuncio la moglie
Angela e la iglia Rita. Rosario martedì
13 maggio ore 18. Funerali mercoledì
14 maggio ore 10 parrocchia Natività
di Maria Vergine di via Bardonecchia
161 Torino. No iori ma opere di bene.
Il presente è partecipazione e ringraziamento. Ciao papà la tua intelligenza, il tuo humour, il tuo spirito forte e
ottimista, il tuo sguardo carico d’amore non mi abbandoneranno mai. Grazie. Rita.
– Torino, 13 maggio 2014
O.F. Roccati - tel. 011.9416694
Si è spento

Piero Valpreda
Ne danno il triste annuncio i igli Alessandra e Franco con Giancarlo e Paola.
Funerali martedì 13 maggio ore 10,30
parrocchia Gesù Adolescente.
– Torino, 11 maggio 2014

MADRID

C’è l’ombra della vendetta
dietro l’agguato costato la vita al presidente della Provincia di Leon, Isabel Carrasco,
59 anni.
Due donne, madre e figlia,
sono stata fermate poche ore
dopo il delitto dalla polizia
spagnola: sarebbero loro, secondo la testimonianza di un
agente in pensione, ad aver
ucciso a colpi di pistola l’amministratrice locale ed esponente del Partito popolare
(Pp) del premier Mariano
Rajoy. L’agguato è avvenuto
poco dopo le 17 in pieno centro, quando Carrasco, conosciutissima nella città dove faceva politica dall’87, stava attraversando il ponte che unisce le due sponde del fiume
Bisuerga per dirigersi alla sede del partito e poi a un comizio di Rajoy a Valladolid. Una
donna l’avrebbe avvicinata e
le avrebbe sparato a bruciapelo. In serata è stata fermata
anche la figlia della presunta
killer, che era stata licenziata
da poco proprio dalla Provincia. Originaria di Leon e ispettrice del Fisco di professione,
Isabel Carrasco era un personaggio molto noto, da quasi 30
anni impegnata nella vita politica. Entrata al senato nel
2003, un anno dopo fu nominata presidente provinciale
del Pp, prima donna a ricoprire questa carica. Nel 2007 era
stata eletta presidente della
[G. A. O.]
Provincia di Leon.

Il Consiglio di Amministrazione, le Direzioni e i colleghi di AFC Torino S.p.A.
ricorderanno sempre con affetto e
gratitudine

Grazia Catania
per la sua grande disponibilità e umanità dimostrate quotidianamente.
– Torino, 13 maggio 2014
Il Presidente della Giunta regionale
Roberto Cota, il Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Valerio
Cattaneo, unitamente agli Assessori
ed ai Consiglieri, partecipano con profondo cordoglio al lutto della famiglia
per la scomparsa di

avv. Luigi Petrini
già Assessore e Vicepresidente
del Consiglio regionale
ricordando il suo impegno nelle istituzioni pubbliche.
– Torino, 12 maggio 2014

AnniVersAri
1981

13 MAGGiO

2014

Leandro Passerini
Per ricordare.
– Torino, 13 maggio 2014
2004

2014

Fulvio Traverso
Nel giorno del compleanno e nel decimo anno della scomparsa lo ricordano
con affetto, rimpianto e nostalgia i igli Gianluigi e Mariaelena, la mamma
Claudia Matta, il fratello Ermanno e
la sorella Carole. S. Messa in ricordo
domani ore 18 chiesa di S. Francesco,
piazza Vittorio Emanuele II, Moncalieri.

ORARIO ACCETTAZIONE
NECROLOGIE ED ADESIONI
SPORTELLO

VIA LUGARO 21 - 10126 TORINO

Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00
(apertura continua)
Sabato ore 9,00/12,30 - 15,00/20,00
Domenica e festivi ore 18,00/20,00
Tel. 011.6665258
ACQUISIZIONE TELEFONICA ADESIONI

(solo privati)
Dal Lunedì al Venerdì 9,00/20,00
Sabato ore 17,00/20,00
Domenica e festivi 18,00/20,00
Tel. 011.6548711 - 011.6665280

.

W

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Il Papa e i sacramenti:
“Non si negano
neanche ai marziani”
Da Francesco nuovo invito ad andare “oltre i limiti”
La messa
Papa Francesco ieri tra
i fedeli
durante le
messa mattutina celebrata a
Santa Marta

il caso
ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

e domani venisse
una spedizione di
marziani e uno dicesse: “Voglio il battesimo!”.
Cosa accadrebbe?». Durante
la messa mattutina a Santa
Marta Papa Francesco evoca
un paradossale incontro con
gli alieni per spiegare il senso
delle Scritture appena ascoltate. E per ricordare a vescovi, sacerdoti e fedeli che le
porte della Chiesa non si devono mai chiudere.
Nell’ormai quotidiano appuntamento con le omelie papali, seguitissime in tutto il
mondo, Francesco continua a
chiedere alla Chiesa di osare,
di lasciarsi condurre «dallo
Spirito Santo oltre i limiti».
Ieri l’ha fatto commentando il
brano degli Atti degli Apostoli
nel quale si legge di una comunità di pagani che accoglie
l’annuncio del Vangelo e di
Pietro, esitante ad avere contatti queste persone ritenute
«impure», che diventa testimone della discesa dello Spi-

«S

FABIO FRUSTACI/ANSA

rito Santo su di loro. Ma lo stesso Pietro viene pesantemente
criticato dai cristiani di Gerusalemme, scandalizzati per il
fatto che il loro capo si fosse seduto a mensa con dei «non circoncisi» e fosse persino arrivato a battezzarli.
«È una cosa che non si poteva pensare quella - commenta
il Papa - Se domani venisse una
spedizione di marziani, per
esempio, e alcuni di loro venis-

sero da noi, ecco... marziani,
no? Verdi, con quel naso lungo
e le orecchie grandi, come vengono dipinti dai bambini ... E
uno dicesse: “Ma, io voglio il
battesimo!”. Cosa accadrebbe?». Francesco spiega come
Pietro abbia compreso l’errore
della sua visione dopo essere
stato illuminato dall’alto: ciò
che è stato purificato da Dio
non può essere chiamato «profano» da nessuno.

TRIBUNALI

«Quando il Signore ci fa vedere la strada - ha aggiunto il
Papa - chi siamo noi per dire:
“No Signore, non è prudente!
No, facciamo così”… E Pietro
prende questa decisione: “Chi
sono io per porre impedimenti?”. Una bella parola per i vescovi, per i sacerdoti e anche
per i cristiani. Ma chi siamo
noi per chiudere porte?».
Francesco ha quindi citato
l’antica figura dell’«ostiario»,
una sorta di sacrestano:
«Apriva la porta, riceveva la
gente, la faceva passare. Mai è
stato il ministero di quello che
chiude la porta, mai!».
Il Papa ha quindi ricordato
che «lo Spirito Santo è la presenza viva di Dio nella Chiesa. È
quello che fa andare la Chiesa,
quello che fa camminare la
Chiesa. Sempre più, oltre i limiti, più avanti. Lo Spirito Santo
con i suoi doni guida la Chiesa...
E fa queste scelte impensabili,
impensabili!... Noi cristiani
dobbiamo chiedere al Signore
la grazia della docilità allo Spirito Santo, che ci parla nel cuore, ci parla nelle circostanze
della vita, ci parla nella vita ecclesiale, nelle comunità cristiane, ci parla sempre».
Giovedì, sempre a Santa
Marta, Francesco aveva detto:
«Tante volte noi in Chiesa siamo una ditta per fabbricare
impedimenti, perché la gente
non possa arrivare alla grazia.
Che il Signore ci faccia capire
questo». E domenica, celebrando l’ordinazione di tredici
nuovi preti della diocesi di Roma, ha parlato del suo personale dolore per la gente «che
non va più a confessarsi perché è stata bastonata, sgridata: hanno sentito che le porte
delle chiese si chiudevano in
faccia». Emerge, in questi ripetuti accenni, uno sguardo
sul momento che la Chiesa sta
vivendo e una prospettiva sugli appuntamenti che l’attendono, come ad esempio il prossimo Sinodo sulla famiglia.

Cronache .17

.

Comunità
Il centro
di recupero
dei tossicodipendenti
di San Patrignano
fondato
da Vincenzo
Muccioli
alla fine degli
Anni 70

MARTINA CRISTOFANI/
ANSA

LETTERA AL QUIRINALE

Droga, San Patrignano
si appella a Napolitano
MILANO

La comunità di San Patrignano si dice preoccupata per le
nuove regole in materia di
droghe che la Camera ha già
approvato dopo la bocciatura
da parte della Corte costituzionale della Fini-Giovanardi.
E così il centro di recupero
dei tossicodipendenti ha
scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
un appello affinché «non firmi questo decreto».
Nello specifico sostengono
che «la nuova legge sottovaluta i gravi danni provocati
dalla cannabis, in particolare
dalla sua versione geneticamente modificata» e lamentano la differenziazione fatta
tra droghe pesanti e droghe
leggere.
In particolare sono due gli
aspetti che agitano la comunità: «L’inserimento della
cannabis geneticamente mo-

dificata fra le cosiddette droghe leggere e la sostanziale depenalizzazione dello spaccio,
in primis della cannabis e poi
di tutte le altre sostanze».
A supporto della loro tesi
fanno riferimento a farmacologi, tossicologi, psichiatri secondo cui «la cannabis induce
effetti psicotici, dipendenza e

La Comunità:
«Preoccupati dal nuovo
provvedimento,
non lo firmi»
altera in modo irreversibile le
funzioni cognitive, in particolare nei più giovani».
Per questo conclude la lettera «Le chiediamo, con umiltà e ragionevolezza, di non firmare questo Decreto, rimandandolo in Parlamento per un
ulteriore e doveroso approfondimento».
[R.I.]

Vendite Giudiziarie

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TRIBUNALE DI TORINO
INVITO A PROPORRE – FALLIMENTO N. 458/2013

Lo scrivente curatore comunica che intende procedere mediante procedura competitiva, alla vendita del seguente lotto: Lotto 1) auto MINI COOPER D – 22/04/2008 - gasolio KW 210 – cilindrata 1.560 cc – km 55.000
– bianca tettuccio nero – base d’asta € 5.000,00, aumenti € 250,00. Si invitano i soggetti interessati a presentare offerta irrevocabile di acquisto, presso lo studio del curatore Dott. Alberto Milanese – Via Amedeo
Peyron n. 47 – Torino – tel. 011.48.51.01 fax 011.48.51.01 – e-mail milanese@studioalbertomilanese.it e non oltre le ore 17,30 del 9 giugno 2014 (alla manifestazione di interesse, dovrà essere allegato un assegno
circolare non trasferibile intestato alla procedura pari al 10% del prezzo del bene offerto). Aperture buste il giorno successivo ore 15.00. Sulla basse dell’offerta irrevocabile di acquisto presentata verrà indetta asta
pubblica di vendita del bene di cui all’oggetto. Per la visita dei beni, si invita a prendere appuntamento con l’ufficio del curatore (Tel. 011.48.51.01; Fax 011.48.51.01; e-mail: milanese@studioalbertomilanese.it).

TRIBUNALE DI TORINO
SEZIONE II CIVILE - R. G. N. 2406/2011
Delegato Notaio Sandra BELIGNI. In Comune di Salbertrand (TO), Via Roma civico numero 6, fabbricato di
civile abitazione elevato a tre piani fuori terra, oltre un piano interrato censito all’Ufficio del Territorio di Torino - Comune Censuario di Salbertrand - Catasto Fabbricati come segue: Foglio 19 numero 5 subalterno
1 e numero 536 (graffati). VENDITA SENZA INCANTO all’udienza del giorno 9 luglio 2014 alle ore 18.30.
Prezzo base: Euro 102.000,00. Nel caso in cui l’immobile resti invenduto, l’eventuale INCANTO si terrà in
data 24 settembre 2014 alle ore 18,30. Prezzo base: Euro 102.000,00 e aumenti minimi Euro 1.000,00. Offerte in busta chiusa e istanze di partecipazione vanno depositate rispettivamente entro i giorni 8 luglio 2014
e 23 settembre 2014 entro le ore 12.00, presso Io studio del delegato Dott.ssa Sandra Beligni, in Torino, C.so
Vittorio Emanuele II n. 78 - tel. 011/5604149. Le vendite avranno luogo presso lo studio predetto. Custode:
Notaio Sandra Beligni. Sito internet: www.lastampa/Iegali.it.
Il Notaio Delegato Sandra Beligni

TRIBUNALE DI PINEROLO
ESEC. IMM. N. 46/11
Esec. Imm. n. 46/11 - A263140 - Lotto unico in Pinerolo (TO), Via Martiri del 21, 65, Immobile
costituito da: locale deposito al p. interrato; 2 locali commerciali, cucina, 3 piccoli servizi igienici e
porzione di cortile esclusivo, al p. terreno; vano commerciale e terrazzo al p. 1º. Occupato da conduttore in forza di contratto affitto del 09/01/2006. Delegato: Not. Roberto Barone, tel. 0116809661.
Vendita S.I.: 07/07/2014 ore 16.50, apertura buste ore 16.30, in Torino, Via Santa Teresa, 15 dove
dovranno essere depositate le offerte entro le ore 12 del 04/07/2014 (dal lun. al ven. h. 9-13). Vendita
C.I.: 21/07/2014 ore 15.15 stesso luogo. Prezzo Base Euro 209.500,00. Aumento minimo in caso
vendita C.I.: Euro 2.000,00.

TRIBUNALE DI TORINO
SEZIONE II CIVILE
R.G.N. 60275/09 E 5098/09

Delegato notaio Laura Passone. Piena proprietà: in OULX, due distinte unità immobiliari, disposte su
due livelli e formanti un unico corpo edilizio, con accessi da via Monginevro e da via Vittorio Emanuele, e precisamente: a) al piano terreno: locale autorimessa con accesso carraio da via Monginevro;
ampio magazzino con ingresso pedonale da via Vittorio Emanuele n. 8, tramite l’androne pedonale
di cui infra e da via Monginevro, attraverso la suindicata autorimessa; corpo scala di collegamento
al primo piano; cortile interno e centrale termica; b) al piano primo, con ingresso da via Vittorio
Emanuele n. 8 tramite l’androne pedonale di cui infra, alloggio composto da ingresso-corridoio,
salone, locale studio, due camere, cucina, ripostiglio, tre bagni, veranda e ballatoio su cortile interno;
c) al piano terreno, locale di sgombero, adibito androne pedonale, sito in via Vittorio Emanuele n.
8, che consente l’accesso alle unità immobiliari sopra descritte; (Fg. 38, particella 225, sub. 1, Fg.
38, particella 225, sub. 2, g. 38, particella 51, sub. 10). Vendita senza incanto: 15 luglio 2014 ore
15,3.9; apertura buste ore 15,00. Prezzo base: € =295.000,00=. Nel caso in cui l’immobile resti
invenduto la vendita con incanto si terrà: 9 ottobre 2014 ore 16,30. Prezro base: € =295. 00,00=.
Aumenti minimi: € =2.000,00=. Le vendite si terranno presso lo studio del delegato in Torino, via
Alfieri 17 ove sono consultabili gli atti relativi alla vendita nei giorni ed orari di cui infra. Le offerte in
busta chiusa (per la vendita senza incanto) o le istanze di partecipazione (per la vendita con incanto)
devono essere depositate dal lunedi al venerdi dalle ore 9.30 alle ore 12.00 (per la vendita senza
incanto entro e non oltre le ore 12,00 del giorno prima della data di udienza mentre per la vendita
con incanto almeno tre giorni prima della data dell’incanto) presso studio del delegato in Torino, via
Alfieri 17. Sito internet: www.legaleentieaste.it.
NOTAIO LAURA PASSONE

TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
BANDO DI VENDITA - NEL FALLIMENTO N. 330/2010

Il Professionista Curatore Fallimentare dottoressa Lucia Bertoldo, delegato dal G.D. dottoressa Giovanna Dominici, con ordinanza di delega in data 15 aprile 2014, DISPONE LA VENDITA SENZA INCANTO E
SUCCESSIVA CON INCANTO Del seguente immobile: Lotto Unico: in Salassa (To), strada Valperga n.
27-29, immobile commerciale Categoria D/8, Rendita Catastale € 1.888,00, così costituito: - Piano
Terreno: ufficio, area commerciale di vendita, servizio e magazzini; superficie complessiva circa 500,00
mq; - Piano Soppalco (lato nord), per una superficie di circa 235,00 mq, nel quale sono collocati: ampio
locale ad uso magazzino; due locali uffici; un servizio igienico ed un vano nel quale risulta collocata una
caldaia. Per quanto attiene la realizzazione del “Piano Soppalco”, dagli accertamenti effettuati presso
l’Ufficio Tecnico del Comune di Salassa, tale opera risulta priva di regolare autorizzazione amministrativa e pertanto, ai fini della commerciabilità dell’immobile in esame (L.47/85), da regolarizzare con apposita domanda per l’ottenimento del “Permesso di Costruire in Sanatoria”. In relazione a quanto sopra
si osserva che tale opera (interna all’intero edificio) non ha modificato la superficie coperta; il volume e
l’aspetto architettonico dell’intero edificio: Il valore del Lotto Unico è pari a € 110.000,00. Il tutto
come meglio descritto nella relazione di stima del geometra Cesare Stella, che espressamente viene
richiamata in ogni sua parte. DISPONE LA VENDITA SENZA INCANTO - Vendita senza incanto del
giorno 17/06/2014 alle ore 11,00 presso lo studio del Curatore Fallimentare delegato, in Ivrea
(TO), Via Palestro n. 31. 1) Prezzo base: Euro 110.000,00, oltre Iva di legge e altre imposte e tasse
di legge. 2) Aumenti minimi di € 2.000 o suoi multipli 3) Termine per il deposito delle offerte in busta
chiusa entro il giorno 16 giugno 2014 (giorno antecedente la vendita) ore 13,00. 4) Giorno di apertura
delle buste e della eventuale gara il giorno 17 giugno 2014 alle ore 11,00 presso lo studio del Curatore
Fallimentare delegato, in Ivrea (TO), Via Palestro nr. 31; Per il caso in cui la vendita senza incanto, per
qualsiasi motivo, si concluda senza esito positivo, si DISPONE LA VENDITA ALL’INCANTO Degli immobili di cui al Lotto Unico predetto alle seguenti condizioni: Prezzo base di vendita a base d’asta
per il Lotto Unico, Euro 110.000,00 (Centodiecimila). - Vendita con incanto del 18/07/2014,
ore 11,00 presso lo studio del Curatore Fallimentare delegato, in Ivrea (TO), Via Palestro n.
31. LUOGO DELLE OPERAZIONI DI VENDITA La presentazione delle offerte in busta chiusa e delle
istanze di partecipazione all’incanto, l’apertura delle offerte, le operazioni di gara e tutte le altre attività
riservate per legge al Cancelliere o al Giudice Delegato avverranno a cura del Professionista delegato
dottoressa Lucia Bertoldo in Ivrea (TO) Via Palestro n.c. 31, tel. 0125-424825 oppure 0125-43694, fax
0125-40394 e-mail : l.bertoldo@bellassaibertoldo.it ; lucia.bertoldo@odcec.torino.legalmail.it VENDITA SENZA INCANTO. L’offerta deve essere depositata in busta chiusa, almeno entro le ore 13 ,00 del
giorno prima della data fissata per la vendita e recare, all’esterno, solo l’indicazione del: “Fallimento
n. 330/2010 Tribunale di Torino” e il giorno di udienza. Sarà cura del professionista delegato annotare
su di essa, come prescrive l’art. 571 4°c. c.p.c. il nome, previa identificazione di chi materialmente
provvede al deposito, nonché la data e l’ora del deposito stesso. L’offerta è irrevocabile per 120 giorni
dal deposito, salvo quanto previsto dall’art. 571, 3° c. c.p.c. Indicare nell’offerta: il lotto che si intende
acquistare e il prezzo offerto (non inferiore al prezzo base dell’avviso). Allegare all’offerta (inseriti nella
busta): <una marca da bollo da euro 16,00; la cauzione pari ad almeno il 10 % del prezzo base offerto da versare con assegno circolare NON TRASFERIBILE INTESTATO a: < FALLIMENTO N. 330/2010.>
All’udienza il professionista delegato apre le buste e delibera sulla convenienza dell’offerta. Se vi sono
più offerte valide si svolge tra tutti gli offerenti una gara a rilancio sull’offerta più alta. Il termine di
pagamento del prezzo di aggiudicazione è di giorni 60 dall’aggiudicazione. VENDITA ALL’INCANTO
L’istanza deve essere deposita, entro tre giorni prima della data fissata per la vendita, in questo caso
entro il giorno 15 Luglio 2014 entro le ore 13,00. L’offerente deve indicare nell’offerta: Allegare
all’offerta : una marca da bollo da euro 16,00; la cauzione pari al 10% del prezzo base da versare con
assegno circolare NON TRASFERIBILE INTESTATO a: <FALLIMENTO N. 330/2010>. Il termine di pagamento del prezzo di aggiudicazione è di giorni 60 dall’aggiudicazione. Se l’istante non partecipa, senza
giustificato e documentato motivo, la cauzione potrà essere confiscata a norma di legge. PUBBLICITA’
Un estratto del presente bando di vendita sia: inserito sul sito internet www.asteimmobili.it e sul sito
del quotidiano LA STAMPA unitamente a copia della relazione peritale, il tutto almeno 45 giorni prima
della data di scadenza del termine di presentazione delle offerte. Torino, lì 07 Maggio 2014
Il Professionista delegato Curatore Fallimentare D.ssa Lucia Bertoldo

TRIBUNALE DI TORINO
SEZIONE II CIVILE R.G.N. 28961/2008

Delegato notaio Mario Enrico ROSSI. Piena proprietà: in Giaveno, borgata Selvaggio, strada Selvaggio 209, edificio ricettivo a due piani fuori terra, edificio abitativo a due piani fuori terra fronte
strada, fabbricato indipendente di forma rettangolare e terreno agricolo di mq. =1.105= (C.F.: Fg.
59, particella 294, sub.ni 3-4-5-6; C.T.: Fg. 59, particella 293). Vendita senza incanto: 8 luglio 2014
ore 10.30; apertura buste ore 9.15. Prezzo base: € =112.00000=. Nel caso in cui gli immobili restino
invenduti la vendita con incanto si terrà: 7 ottobre 2014 ore 10.15. Prezzo base: € =112.000,00=.
Aumenti minimi: € =2.000,00=. Le vendite si terranno presso i locali della “ERRE ESSE” in Torino,
via Vittorio Amedeo II 21. Le offerte in busta chiusa o le istanze di partecipazione devono essere
depositate dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 12.30 presso i locali della “ERRE ESSE”.
Custode: IVG. Sito internet: www.legaleentieaste.it.
NOTAIO MARIO ENRICO ROSSI

TRIBUNALE DI TORINO
FALLIMENTO N. 459/13

L’anno 2014 il giorno 30 GIUGNO alle ore 15.00 innanzi al Curatore presso il suo studio in Torino, Via
Roasio nr. 1, avrà luogo la gara informale mediante apertura delle buste per la cessione dei beni mobili,
di proprietà del fallimento n. 459/13, nello stato di fatto e di diritto in cui si trovano. Il lotto comprende:
- mobili, tappeti, quadri ecc., come meglio descritti nelle perizie redatte dalla Dr.ssa Anna Rita SALINO.
La vendita sarà relativa ai beni nello stato di fatto in cui si trovano, senza alcuna garanzia da parte del
fallimento. In particolare, sono totalmente escluse ogni e qualsiasi garanzia per vizi delle cose vendute
e per il buon funzionamento delle cose medesime. Le caratteristiche tipologiche e le quantità risultanti
nelle perizie si intendono a mero titolo indicativo. È fatto obbligo all’aggiudicatario qualora emergano
materiali e/o residui per i quali la legge prescrive lo smaltimento, adeguarsi, nella fase delle operazioni
di smontaggio dei cespiti, alla normativa in materia ed inviare, a propria cura e spese, detto materiale a
smaltimento presso strutture autorizzate. Per tutti i materiali che fossero rinvenuti e per i quali la legge
prescrive di documentare al venditore l’avvenuto smaltimento, l’aggiudicatario dovrà trasmettere alla
Curatela tale documentazione entro 15 giorni dalla scadenza del termine fissato per il ritiro dei beni. A
decorrere dall’immissione in possesso, l’aggiudicatario si assumerà la responsabilità, anche nei confronti di terzi, derivante e connessa ai beni ricompresi nella vendita. A decorrere dalla data di immissione
in possesso non vi sarà dovere di custodia del fallimento sui beni ivi stoccati. A decorrere dalla data di
immissione in possesso sarà onere degli aggiudicatari dotarsi di forza motrice che si rendesse necessaria per lo smontaggio e il ritiro dei beni oggetto di acquisto. La vendita dei beni avviene con obbligo, a
carico ed onere dell’aggiudicatario, di accertamento della loro conformità alla normativa sulla sicurezza.
Pertanto, nel caso di loro riutilizzazione e ripristino, detti cespiti dovranno essere, se del caso, posti in
sicurezza e certificati tramite perizia, fermo restando il totale esonero del Fallimento da qualsivoglia
profilo di responsabilità. Tutti gli incombenti conseguenti le attività di sgombero/rimozione dei beni,
dirette ed indirette, che eseguirà l’aggiudicatario dovranno sottostare a tutte le normative di sicurezza
sul lavoro per evitare danni a persone e/o cose, con esclusione quindi di ogni e qualsiasi responsabilità
del Curatore e/o della procedura per tutte le attività svolte dall’aggiudicatario. Lo smontaggio e l’asporto dei beni avverrà a cura e spese degli aggiudicatari sotto la loro responsabilità, con propri mezzi e
personale. Le operazioni di smontaggio ed asporto potranno iniziare solo dopo l’immissione in possesso
e dovranno concludersi, entro giorni 30. Qualora dette operazioni si protraggano oltre i termini sopra
menzionati sarà dovuta dall’aggiudicatario che non rispetterà il termine fissato una penale di € 500,00
giornalieri. I lavori di smontaggio dei beni da asportare dovranno essere condotti con cautela, con ordine e senza pregiudicare la stabilità delle strutture del deposito, la demolizione e/o il danneggiamento
delle strutture del deposito per effetto e/o conseguenza dello smontaggio e del ritiro dei beni dovranno
essere ripristinati, a cura e spese dell’aggiudicatario. Le offerte, redatte su carta da bollo da € 16,00,
dovranno essere depositate in busta chiusa presso lo studio del Curatore, in Torino, Via Roasio nr. 1 entro
le ore 12,00 (sabato escluso) del giorno 30 GIUGNO 2014. All’esterno della busta dovrà comparire la
dicitura “Offerta d’acquisto per beni mobili dal Fallimento nr. 459/13” o altra analoga. Il prezzo
offerto non potrà essere inferiore a € 28.000,00 e dovrà essere multiplo di € 1.000,00. Le offerte dovranno essere accompagnate da cauzione in assegni circolari N.T. intestati al “Fallimento nr. 459/13”
per un importo pari al 20% (ventipercento) della somma offerta. Non saranno ritenute valide offerte per
una parte soltanto dei beni oggetto di vendita. L’aggiudicatario dovrà versare il residuo prezzo detratto
quanto già versato a titolo di cauzione entro giorni 30 dall’aggiudicazione a mezzo assegno circolare
N.T. intestato come avanti indicato e comunque contestualmente alla presa in carico dei beni. Il tutto
come meglio specificato ed indicato nell’istanza di vendita. Per ulteriori informazioni presso il Curatore
Dr. Valter BULLIO – Via Roasio n. 1 TORINO – Telef. 011/77.16.066. Torino, 5 maggio 2014
Il Curatore Dr. Valter BULLIO

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18 .Società

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

“Il mio Slow Food con i piedi per terra”
Pascale, nuovo presidente dell’associazione, è il primo non appartenente al nucleo dei fondatori
do Slow Food. C’è bisogno di una
grande opera di mappatura per capire chi siamo, quanti siamo e chi sono i
nostri interlocutori».

Intervista

Ecco: che cos’è oggi Slow Food?

«È un progetto di vita che, attraverso
il cibo, migliora l’ambiente, l’economia, la salute e il benessere delle persone. La maggior parte di noi viene
dal volontariato, e non avrebbe senso
spendere così tanto tempo ed energia
se ragionassimo in modo diverso».
ROBERTO FIORI
RIVA DEL GARDA

low Food Revolution: per
la prima volta nella storia
dell’associazione, il presidente italiano della chiocciola paladina del cibo
«buono, pulito e giusto» non arriva
da Bra, ovvero dalla città in provincia di Cuneo dove tutto è nato 28 anni fa, ma dal Sud Italia.
A deciderlo sono stati i 771 delegati regionali che domenica a Riva
del Garda, al termine del congresso
nazionale, hanno espresso il 61% delle preferenze per l’agronomo di Benevento Gaetano Pascale, contro il
39% andato a favore di Cinzia Scaffidi, l’altra candidata, espressione
dello storico gruppo dirigenziale
braidese. Una svolta epocale, dopo
la guida ventennale di Carlo Petrini
e i due mandati affidati al presidente
uscente, Roberto Burdese.
Quarantacinque anni, sposato
con due figli, Pascale è attivo nell’associazione fin dal 1997, dove ha ricoperto la carica di presidente di Slow
Food Campania e docente ai Master
of Food per i corsi di vino e olio.

S

Agronomo di Benevento
Gaetano Pascale è stato eletto
presidente di Slow Food: i 771
delegati regionali hanno espresso
il 61% delle preferenze per lui

I vostri principali obiettivi?

«Dobbiamo guadagnare credibilità e
autorevolezza nella società civile, per
incidere maggiormente sui sistemi
alimentari locali, nazionali e internazionali. Vorrei rendere più capillare la

rete di Terra Madre con le sue comunità del cibo e poi far crescere i numeri dell’associazione, con più soci e più
presìdi per rivolgerci a una parte consistente dell’agricoltura italiana».

gradato e realizzando un orto in
quello che era solo un parcheggio.
Qualche purista ha storto il naso,
ma è solo sporcandosi le mani che
si cambiamo le cose».

Una Slow Food più concreta e meno
sognatrice?

Cosa ne pensa di «Safety for Food», il
progetto presentato
GLI OBIETTIVI ieri che mira a creare
passaporto digi«Crescere in autorevolezza un
tale per rendere rinrendere capillare Terra Madre tracciabili i prodotti
e aumentare soci e presìdi» agroalimentari?

«Dobbiamo tenere lo sguardo alto,
ma con i piedi ben
piantati per terra.
O siamo in grado
di aprire il nostro
recinto, o non abbiamo futuro. In
Campania, con un progetto sperimentale siamo entrati in un centro
commerciale, coinvolgendo cinquemila bambini di un hinterland de-

«Quando la tecnologia viene in aiuto alla trasparenza e
all’onestà, è sempre un ottimo risultato. Ma a patto che sia uno strumento
snello, non l’ennesimo obbligo burocratico che soffoca i contadini».

Salone 2014
Nella foto, un
dettaglio
dell’edizione
2012 del Salone
del gusto - Terra
Madre, l’evento
biennale che
riunisce i due
principali
appuntamenti
organizzati
da Slow Food
L’edizione 2014
si terrà a Torino
dal 23 al 27
ottobre, e sarà la
decima edizione
del Salone; Terra
Madre è nato
dieci anni fa

Pascale, e adesso?

«Adesso dimentichiamoci tutti per
chi abbiamo votato: non esistono
più due squadre, ma un’unica, grande associazione. Il congresso esce
unito e ora dobbiamo fare in modo
che il nostro patrimonio più importante, cioè le persone, siano messe
nelle condizioni migliori per dedicare le proprie energie a tutte le buone
cause che Slow Food sostiene ogni
giorno. Cinzia porterà il contributo
della lista che ha rappresentato nel
nostro comitato esecutivo, e questo
ci rende più forti e coesi».

270
condotte
Tanti sono i nodi
locali i nodi locali
di Slow Food sul
territorio che
hanno partecipato alla preparazione del congresso di Slow
Food: i congressi
di condotta
hanno rinnovato
la base dirigente
locale e definito i
programmi di
lavoro per i prossimi quattro anni
per l’associazione, nata a Bra
(Cuneo) nel 1986

Carlin Petrini le ha dato qualche
consiglio?

«Sono stato io stesso a chiedergli
subito aiuto, spero di instaurare
un dialogo fitto con lui. Per ora mi
ha suggerito di volare alto e di attingere molto da tutte le risorse
dell’associazione».
Ha già fatto le valigie per Bra?

«Ci arriverò domani (oggi, ndr). Sono stato in segreteria per anni, ma
ho bisogno di prendere coscienza
della macchina e delle dinamiche
complessive. Un’esigenza non solo
personale: al più presto partiremo
con un censimento su tutto il monALESSANDRO DI MARCO/ANSA

Presentato a Milano il progetto sulla sicurezza degli alimenti

Antenne e nuvole: la vigna diventa smart
La tecnologia arriva
nei campi: all’Expo
verrà proposto un
protocollo mondiale
STEFANO RIZZATO

Una vigna «smart», capace di
raccogliere e trasmettere dati
in tempo reale. E poi sensori e
antenne, per mettere in Rete
tutte le fasi della filiera, dal
campo alla tavola.
Eccola qui la prossima rivoluzione nell’ambito della
sicurezza alimentare, presentata ieri al Museo della
Scienza di Milano. La miccia
per innescarla è tutta tecno-

logica: una svolta digitale applicata ai prodotti della terra,
utile a proteggere la qualità di
ciò che mangiamo, a ridurre
gli sprechi, a facilitare l’accesso al cibo. Un modello che
si potrà applicare al vino come alle mozzarelle, al pesce
come all’olio d’oliva. E che
sposterà l’accento dai controlli a campione alla prevenzione continua, con la tracciatura meticolosa e, appunto,
digitale di ogni passaggio.
Il sistema è innovativo e
semplice al tempo stesso. Una
serie di sensori «osserva» tutte
le fasi della filiera, le reti trasportano le informazioni in una
banca dati, la «nuvola» che conserva i dati e li mette a disposizione di produttori, fornitori,
enti di controllo e – ovviamente

– consumatori. È il risvolto
agro-alimentare di un sogno
già concreto: quello dell’«Internet of Everything», della Rete
che collega non più solo persone, case e uffici, ma anche oggetti e prodotti. «Entro il 2020
ci saranno 50 miliardi di oggetti
connessi alla Rete: anche quella
del cibo può e deve diventare
un’industria digitale».
A spiegarlo è Agostino Santoni, amministratore delegato
in Italia di Cisco Systems, una
delle due aziende – l’altra è Penelope SpA – che ha sviluppato
il sistema. L’ambizioso progetto
è stato chiamato «Safety for Food», ma – nonostante l’etichetta anglofona – punta a corroborare l’orgoglio italiano. Sarà il
nostro Cnr a studiare come applicare le nuove tecnologie, già

messe a punto e pronte» per
l’uso, su scala internazionale.
Lo farà in coincidenza di
Expo 2015, proponendo una
«costituzione» globale del cibo.
Un decalogo con regole aggiornate al salto tecnologico, che
vanno dalla sostenibilità di tutti
i processi di produzione fino all’«Open Food», l’apertura a tutti di dati e informazioni sulla sicurezza degli alimenti.
«Sarà una sorta di protocollo
di Kyoto dell’alimentazione, ma
molto più inclusivo rispetto agli
accordi sul clima», dice Francesco Loreto, direttore del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr. «Nel processo
coinvolgeremo i maggiori
esperti italiani e internazionali,
ma chiunque voglia intervenire
nel dibattito potrà dire la sua».

L’idea
Cisco Systems
e Penelope
SpA sono le
due aziende
che hanno
sviluppato il
sistema: il
progetto si
chiama
«Safety for
Food» ma
sarà l’italiano
Cnr a studiare
come
applicare le
nuove
tecnologie

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LA STAMPA

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MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Luca Signorelli
(Cortona, 1445 - 1523)
Saranno esposte
tre delle sue opere:
«Annunciazione»,
«Natività»
e «Adorazione
dei Magi»

Società .19

Ferragamo: “Grazie Firenze
e ora restauriamo gli Uffizi”
L’omaggio della famiglia dove è nato il marchio: otto sale con dipinti mai visti

MARIA CORBI
INVIATA A FIRENZE

E

strazione di opere d’arte. Perché,
se è vero che i capolavori del passato sono il nostro petrolio, allora possiamo dire che agli Uffizi hanno
finalmente riaperto i «pozzi» grazie anche alla famiglia Ferragamo, che in veste
di mecenate ha permesso il
restauro di otto sale della
Galleria degli Uffizi nell’ala
di Ponente-Sud dell’edificio
vasariano: racconteranno la
storia dell’arte fiorentina
del Quattrocento con 50 dipinti, molti dei quali mai
esposti, «estratti» dalle sale
di riserva del museo.
Il nuovo allestimento prevede dipinti di Ghirlandaio e
Baldovinetti, Cosimo Rosselli, Jacopo del Sellaio e di
pittori delle botteghe fiorentine, di Filippino Lippi, Piero
di Cosimo, Perugino, Lorenzo di Credi e Luca Signorelli.
Un’operazione che la Salvatore Ferragamo ha voluto
per ripagare un debito di riconoscenza con la città, dove tutto è iniziato per la dinastia del lusso, una delle
poche ancora interamente
«made in Italy».
Cristina Acidini, soprintendente del polo museale
fiorentino, spiega l’accordo

Grandi nomi
del
Quattrocento
In senso orario:
la «Venere»
dipinta
da Lorenzo
di Credi;
«La Sacra
Conversazione»
di Gherardo
di Giovanni
e «L’Adorazione
dei Magi»
di Cosimo
Rosselli

nate senza pretendere altro
che riconoscenza.
L’apertura delle nuove sale
per le opere del Quattrocento
fiorentino rientra nell’operazione dei «Nuovi Uffizi», somma
della galleria storica al secondo
piano e degli ambienti del primo. Da dicembre 2011 a oggi le
sale sono raddoppiate, da 47 a
102. «I lavori di ristrutturazione

IL CONTRIBUTO

Un esempio
di mecenatismo
da 600 mila euro
tra le due eccellenze fiorentine: «L’atto di oggi impegna
l’azienda e impegna anche le
generazioni più giovani dei
Ferragamo e quelle che verranno nella salvaguardia del
patrimonio culturale». Parole che sono una chiamata alle
armi per i privati, oggi sicuramente i soli che possono
garantire manutenzione e restauro dei beni culturali.
E la sovrintendente spiega
che per lei il mecenatismo
deve essere puro, ossia un atto di liberalità senza contropartite: «Parliamo di un’erogazione liberale, non di una
sponsorizzazione, fattispecie
diverse. E ringrazio la Ferragamo per aver accettato questa formula, perché manifesta la generosità pura, senza
il ritorno di benefici. Non siamo in presenza di un caso
Colosseo, per capirci». Il che
vuol dire che anche la comunicazione passerà dalla sovrintendenza, comprendendo tempi, modi e luoghi.
Antonio Natale, direttore degli Uffizi, racconta di
un donatore americano
anonimo che, di recente,
ha contribuito al recupero
della Galleria. Un chiaro
messaggio ai mecenati: do-

museografica, in particolare la
nuova illuminazione diretta
delle opere, lasceranno intatta
la “facies” degli ambienti museali del primo Novecento, caratterizzati da grandi lucernari a
soffitto», ha spiegato Antonio
Godoli, direttore del dipartimento di architettura e museografia degli Uffizi.
Soddisfatto anche Ferruc-

cio Ferragamo, presidente della maison, emozionato per il
contributo (600 mila euro) alla
conservazione e alla bellezza
di Firenze, dove il padre Salvatore arrivò nel 1927: «Ha avuto
molto dalla città. E questo vuole essere un grazie. Di solito
speriamo di non essere copiati, ma in questo caso speriamo
che ci copino».

Gli altri casi
Le soluzioni dei giochi
TM

La moda e l’arte
Il mondo della moda va sempre
più spesso in aiuto dell’arte. E si
moltiplicano i casi di
mecenatismo e sponsorizzazioni.
Laura Biagiotti è intervenuta per
la Cordonata del Campidoglio, la
maison Fendi per la Fontana di
Trevi (nella foto), Diego Della
Valle per il Colosseo, Bulgari per
il restauro della scalinata di
Trinità dei Monti. E poi Prada,
attraverso il Fai, per «L’Ultima
Cena» di Giorgio Vasari

RUZZLE
Ecco le nostre soluzioni: riuscite a superarci?
Più di 170 punti: marginate (385), sagrinate
(373), arginiate (361), arginate (344),
verginità (301), verginali (283), emarginati
(240), marginati (229), sagrinati (223),
marginale (211), marginali (211), arginati
(206), mariniate (205), teatina (195), teatini
(195), ingranai (188), marinate (188), gratin
(184), magnani (183), letargia (182), velinari
(182), garenna (177), ginnare (177), ingrana
(177), ingrani (177), magnate (177),
margina (177), ingrate (171), ragnate (171),
sgranai (171), tannerà (171), ternana (171),
ternani (171), vernina (171).
Iniziali M o N: magi, mare, mari, mela, meli,
mena, meni, mera, meri, meta, nana, nane,
nani, nari, nate, nati, nera, neri.
Nomi propri femminili: Anita, Anna, Eliana,
Gianna, Gina, Greta, Lara, Lia, Liana, Lina,
Mara, Maria, Marianna, Marina, Melania,
Melina, Melita, Sara, Tina, Vera.
TEXAS
Avresti dovuto passare pre-flop, ma invece hai
scelto di limpare (fare un semplice call) e ti è
andata veramente di lusso. Nessun raise e un
flop che ti dà top pair con top kicker. È il
momento di rilanciare senza problemi, per
esempio intorno ai 100-120.

L

PE

REBUS [3,1,6,1,5,6] chiede riso avo L,
tè PE nera = chi è deriso a volte penerà
SCACCHI
Partita giocata nel torneo di Hofheim (Ger)
2014. Il Bianco ha vinto lasciando in presa
la Donna. 1. d:e6, T:d4; 2. e:f7+, Rh7; 3.
f8=C+!, Rh8; 4. C4g6 matto! Bella la
“sottopromozione” a Cavallo per dare
matto. Se 2…Rh8; 3. f8=D+ e poi Dg8
matto, ma si può anche dare scacco in g6
con il Cavallo e poi dare matto
promuovendo ancora a Cavallo, come in
partita. Se alla prima mossa il Nero non
prende la Donna, il Bianco vince facilmente
con la presa in f7 e comunque il Nero non
sfugge allo scacco matto.
a cura di

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MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 LA STAMPA 20

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LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

In Italia
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+0,47%

Euro-Dollaro
CAMBIO

Petrolio
dollaro/barile

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3758

FTSE(Londra)

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euro/grammo

+0,68%
+1,77%
+1,26%
+0,55%

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ECONOMIA
FINANZA

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21

&

MANCA ANCORA L’ACCORDO CON IL SINDACATO SUGLI ESUBERI. AGLI ARABI UNA QUOTA DEL 49% DEL GRUPPO CON INVESTIMENTI FINO A 560 MILIONI

Alitalia-Etihad, via libera dalle banche
Vertice a Palazzo Chigi: il governo convince gli istituti. In settimana la nuova lettera dei soci italiani
GIACOMO GALEAZZI
ROMA

Tutto fa pensare che il matrimonio andrà in porto: le banche, con la moral suasion del
governo, aprono a Etihad. Entro sette giorni sarà preparata
e inviata una nuova lettera dei
soci italiani in risposta alle richieste di Abu Dhabi. C’è chi
utilizza la parola svolta, chi invece resta cauto. Ma tra ottimismo e pessimismo prevale
la tesi che tra Alitalia e la compagnia araba alcuni fondamentali passi avanti nella trattativa siano stati fatti. E tra
questi c’è un atteggiamento
più flessibile delle banche: insomma hanno accettato di accollarsi circa la metà del debito. «Si è vicini alla quadra», assicurano fonti del governo.
Dopo il tavolo convocato ieri dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, la strada sembra
tracciata: non lasciare cadere
l’opzione offerta dalla compagnia di Abu Dhabi e chiudere
la trattativa. Governo, vertici
e banche creditrici hanno esaminato i differenti aspetti del
negoziato e delle richieste di
Etihad, alla luce «delle positive indicazioni espresse da
parte degli azionisti e delle
banche». Ancora qualche limatura, ma l’accordo con gli
istituti sulla rinegoziazione
del debito appare in dirittura
d’arrivo. Perciò al 90% le richieste arabe verranno soddi-

sfatte, mentre si lavora per mettere a punto un meccanismo di
garanzia per i sacrifici chiesti
alle banche. Poi saranno convocati i sindacati, per trovare una
soluzione all’altro passaggio delicato del «salvataggio»: quello
degli esuberi.
Per andare incontro a Etihad
(che chiede garanzie sulle pendenze passate della compagnia), Alitalia ha messo a punto
la proposta di costituire una
newco, dove far confluire business e attività e dove far entrare
il partner emiratino con una
quota del 49%: un investimento
fino a 560 milioni. «Siamo un
Paese industriale e a vocazione
turistica, il trasporto aereo è
fondamentale: non bisogna disperderlo né regalarlo a zero euro a chi ha scommesso sul fallimento», ribadisce il ministro
dei Trasporti, Maurizio Lupi,
senza precisare di chi parla. Il
riferimento, secondo i detrattori, è al rischio (nel caso andasse
in fumo l’ipotesi Etihad) di un ritorno sulla scena di Air FranceKlm, a quel punto per mettere le
mani su una compagnia pressoché in saldo. Altre novità in
chiave Etihad sono attese dal
prossimo Consiglio dei ministri,
che col Piano nazionale degli aeroporti punta ad approvare una
norma sulla liberalizzazione di
Linate. Infine gli esuberi: Etihad
ne ha chiesti 1.500-2.500. Si è
stabilito di far ricorso al fondo
nazionale del trasporto per finanziare la cassa integrazione.

Scatta la Cig
Meridiana, stop
al «lungo raggio»

Trattativa
sbloccata
Il matrimonio
tra Alitalia
e la
compagnia
araba Etihad
sembra più
vicino,
grazie alla
moral suasion
del governo
italiano

1 Niente più voli a lun-

go raggio per Meridiana
fly. La compagnia ha infatti comunicato ai sindacati
la cessazione del servizio e
il contestuale ritiro della
flotta dell’Airbus 330.
L’azienda, in una nota, attribuisce la responsabilità
alla «strumentale e pretestuosa posizione assunta
dai piloti» i quali, annuncia
Meridiana, verranno messi in cassa integrazione
straordinaria a zero ore.
ANSA

Una volta inviata la lettera di risposta di Alitalia, la road map
prevede la redazione di una lettera d’intenti non vincolante da
sottoporre e far sottoscrivere
alle parti. Su questa base, poi,
andrà preparato e sottoscritto il
contratto che sarà vincolante
solo se verranno rispettate alcune condizioni, tra cui il via libera della Commissione Ue che
però è in scadenza e ciò potrebbe allungare i tempi. Solo allora
potrà avvenire la transazione.
In settimana, concludono fonti
del governo, «ci saranno nuovi
importanti contatti tra le due
compagnie».

L’asse Intesa-Unicredit
si prepara a tagliare
fino a metà del debito
il caso
FRANCESCO SPINI
MILANO

accontano che l’amministratore delegato di
Alitalia, Gabriele Del
Torchio, nel corso dell’ultimo
mese di febbrile trattativa con
Etihad abbia più e più volte alzato il telefono con toni accorati: «Mi rendo conto che il sacrificio è importante - il senso
delle parole usate dal manager -, ma un accordo con gli
arabi aprirebbe anche molteplici opportunità di business...». E che in diversi interlocutori delle banche che vantano 400 milioni di crediti sulla compagnia abbia trovato
scetticismo e tanti «no, grazie». Le resistenze, in alcuni
degli istituti maggiormente
esposti con il vettore presieduto da Roberto Colaninno
sono durate a lungo, arrivando fin quasi a sbarrare la via di
un accordo necessario alla sopravvivenza di questa seconda Alitalia, di cui alcune banche sono pure azioniste.
È sceso però in campo Palazzo Chigi con una moral
suasion che negli ultimi giorni
ha prodotto gli effetti visti nella riunione di ieri a Palazzo
Chigi, a cui hanno partecipato
il sottosegretario Graziano
Delrio, il ministro Maurizio
Lupi al telefono, alcuni azionisti e le banche. Moral suasion,
anche qui, giocata sulle possibili contropartite per gli isti-

R

Banca Popolare di Sondrio. Circa 400 milioni di esposizione totale a cui si aggiungono 165 milioni di linee accese dopo l’ultimo aumento di capitale.
Secondo indiscrezioni la pesante ristrutturazione del debito consisterebbe nella cancellazione fino a metà dell’esposizione delle banche. Nel frattempo
il governo starebbe lavorando a
possibili compensazioni. Le voci ufficiali si guardano bene dal
confermare alcunché. «Il piano
di Etihad - si limita a dire l’ad di
Unicredit, Federico Ghizzoni non lo abbiamo visto direttamente, ci è stato illustrato a
Carlo Messina grandi linee ma non abbiamo ricevuto la documentazione diÈ il consigliere delegato
rettamente» dal gruppo arabo.
di Intesa-SanPaolo
Al banchiere pare comunque
«un piano interessante perché
prevede una crescita industriatuti di credito, anche se in ter- le e decisioni importanti in simini più ampi. Fatto sta che il nergia con Alitalia. Le richieste
fronte delle banche nelle ultime di Etihad sono ampiamente noore avrebbe trovato un punto te». Quanto alla sua banca,
d’incontro, concordando una Ghizzoni la mette così: «Siamo
posizione comune con gli altri disposti a fare quello che è posattori italiani della partita, che sibile, ma non tutto, per aiutare
ora dovranno rappresentare in alla definizione di questa trattauna lettera che
tiva. Vediamo le
partirà nel giro
CONTROPARTITA novità nelle prosdi pochi giorni algiornate».
L’esecutivo studia sime
Molto ma non
la volta del Mele possibili tutto. Una via di
dio Oriente. Mocompensazioni mezzo tra il masrale: le trattative
tra le due compasacro che chiedegnie possono continuare «sulla va Etihad (voleva l’azzeramenbase delle positive indicazioni to del debito) e la resistenza iniespresse oggi da parte degli ziale degli istituti. La partita arazionisti e delle banche», di- riva alle battute conclusive: nei
chiarano con soddisfazione da prossimi giorni andranno defiPalazzo Chigi.
niti i dettagli dell’accordo. GiorLe principali banche coinvol- ni in cui gli istituti di credito
te sono le due azioniste Intesa proveranno a chiudere la staSanpaolo e Unicredit, quindi gione delle banche di sistema,
Monte dei Paschi di Siena e stagione pagata a caro prezzo.

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MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 LA STAMPA 22

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W

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

In difficoltà

DOPO IL ROSSO RECORD DEL 2013, L’AD GHIZZONI: QUEST’ANNO PUNTIAMO SU 2 MILIARDI DI PROFITTI

Mps ha
incrementato
l’esposizione
su crediti
deteriorati,
saliti a 22
miliardi

Unicredit, utili sopra 700 milioni
Ripartono prestiti e mutui
I crediti deteriorati
diminuiscono
per la prima volta
dal 2008
LUCA FORNOVO
TORINO

La maxi pulizia sul bilancio
2013 che portò a una perdita
di 14 miliardi comincia a produrre i primi risultati positivi
per Unicredit. Ieri il colosso
bancario, guidato dall’amministratore delegato Federico
Ghizzoni, ha annunciato che
tra gennaio e marzo 2014 ha
messo a segno una crescita
dell’utile netto del 58,8% a
712 milioni di euro (su ricavi
in calo del 3,6% a 5,6 miliardi). Profitti che hanno battuto le stime degli analisti di
550 milioni e anche la perfomance di un anno fa (i 449
milioni).
Una corsa che consente all’istituto di credito di mettere in cascina già un terzo di
quei 2 miliardi di euro indicati come target per quest’anno
nel piano strategico. L’obiettivo «è più vicino», sottolinea
l’ad Ghizzoni tanto che Piazza Cordusio guarda al futuro
«con fiducia e con la consapevolezza di poter sostenere la
ripresa che comincia a delinearsi».
La trimestrale, alla vigilia
dell’assemblea a Roma, evidenzia anche una forte ripre-

LAPRESSE

Federico Ghizzoni, ad di Unicredit

sa dei finanziamenti a imprese
e famiglie: in Italia sono a quota 2,7 miliardi di euro (+14,3%
trimestre su trimestre, +63,2%
anno su anno), con i mutui che
sull’anno volano a +153% (+31%
sul trimestre).
Ma c’è anche un altro dato
che lascia ben sperare gli investitori di Unicredit. Per la prima volta dall’inizio delle crisi
del 2008, la banca segna un calo dei crediti deteriorati lordi:
a quota 82,5 miliardi di euro.
La flessione è dell’1,3% sul trimestre ossia 1,1 miliardi di crediti deteriorati in meno per lo
più concentrati nella non core
bank varata con il nuovo piano.
Il tasso di copertura si confer-

ma al 52,4%, il più alto tra le
banche italiane e tra i migliori
in Europa. Le sofferenze resta-

215
milioni
È quanto peserà sui conti
la stangata-Bankitalia
delle tasse addizionali
del governo Renzi

no, comunque, stabili: 49,2 miliardi di euro con un elevato
tasso di copertura del 62,9%.

In questo nuovo contesto, gli
accantonamenti scendono a
838 milioni (il 28,5% in meno
rispetto a un anno fa).
L’utile della core Bank (1 miliardo di euro) è supportato in
particolare dal contributo del
settore Commercial Bank Italia: a quota mezzo miliardo di
euro con ricavi a +8,7% trimestre su trimestre) e costi a
-0,8% trimestre su trimestre.
Unicredit nei primi tre mesi
del 2014 ha poi rimborsato altri 5 miliardi di euro di prestiti
della Banca centrale europe a
(i cosiddetti Ltro). Il totale ad
oggi è di 10 miliardi. Da rimborsare ne restano quindi ancora sedici.
Il trimestre è stato anche favorevole per Fineco Bank. La
banca multicanale del gruppo,
che sbarcherà in Borsa in estate, ha segnato attività finanziarie investite per 45,6 miliardi
di euro (+2,0 miliardi di euro
trimestre su trimestre), vendite nette di 1,1 miliardi (+72%
trimestre su trimestre) e un
utile netto di 37 milioni (+37%
trimestre su trimestre).
In conferenza stampa Ghizzoni ha poi indicato che la
stangata del Governo Renzi
sulle quote della Banca d’Italia, possedute dalle banche,
avrebbe un impatto sui conti di
Unicredit per 215 milioni di euro. Mentre sul piano di ristrutturazione di Sorgenia (gruppo
De Benedetti) Ghizzoni ha tagliato corto: «Vediamo cosa
decideranno» Cir e l’azionista
austriaco Verbund.

Economia .23

.

GLI ONERI SUL PRESTITO PESANO SUL PRIMO TRIMESTRE

Perdita di 174 milioni
I Monti bond affondano
i conti di Montepaschi
MILANO

Poteva essere il primo utile
da molto tempo, quello del
primo trimestre 2014 di
Montepaschi. Ma gli oneri
dei Monti bond schiacciano il
risultato netto, che chiude invece in rosso per 174,1 milioni
di euro. A trascinare in rosso
il trimestre è stata la rideterminazione del valore di rimborso dei Monti bond legato
al corrispettivo che la Fondazione Mps ha comunicato di
aver ricevuto per la cessione
delle azioni. Per il solo fatto
che l’Ente ha venduto le proprie quote a un prezzo medio
superiore rispetto a quello
espresso dal titolo in Borsa,
la banca ha dovuto pagare un
onere una tantum di 142,6 milioni che si va ad aggiungere
ai 94,6 milioni di interessi dovuti al Tesoro. Numeri questi
che hanno penalizzato soprattutto il margine d’inte-

resse (nel trimestre pari a 446
milioni), che senza queste voci
si sarebbe attestato a quota
588 milioni. E come precisato
dal Ceo Fabrizio Viola il trimestre sarebbe stato in pareggio
se non ci fossero state queste
componenti straordinarie.
Al di là di questo poi nel trimestre, Mps, ha incrementato
l’esposizione su crediti deteriorati, saliti a 22 miliardi
(+900 milioni rispetto a fine
anno) con le sofferenze che sono aumentate del +5,1% e gli incagli del +2,3%. In salita anche
i crediti ristrutturati (+9,5%) e
le esposizioni scadute (+5%) «a
riflesso di una congiuntura
economica ancora difficile, ancorché in ripresa», ha spiegato
la banca.
In attesa dell’assemblea
straordinaria per l’approvazione dell’aumento di capitale
da 5 miliardi (20, 21 o 22 maggio), Viola si è detto fiducioso
per gli stress-test.
[G. PAO.]

.

24 .Economia

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Panorama

L’apertura del titolare del Tesoro

PALMER: PER CHRYSLER CI ASPETTIAMO UN SECONDO TRIMESTRE SOLIDO

Hi-tech e meno consumi
Fiat rinnova il Ducato

Padoan: il salario minimo
è uno strumento utile
Altavilla: è un veicolo strategico a livello globale
l salario minimo può essere uno strumento utile per il mercato del lavoro e, per questo, nel futuro il governo potrebbe
prenderlo in considerazione. L’apertura arriva dal ministro
dell’Economia Pier Carlo Padoan che, davanti agli studenti all’Università La Sapienza di Roma, precisa: la misura deve essere
inserita in un complesso di iniziative a favore dell’offerta e della
domanda del lavoro. Il ministro, contestato da un gruppetto di
studenti, ha definito «falso» che ci siano «tagli indiscriminati» al
Fondo di finanziamento degli atenei. Il governo, ha spiegato, è
anzi impegnato in una operazione di redistribuzione del reddito,
a partire dal Dl Irpef. Il decreto è all’esame delle Commissioni
Finanze e Bilancio del Senato e oggi scade il termine per gli
emendamenti. Trattandosi di un decreto «complesso», il titolare del Tesoro ha detto di aspettarsi un dibattito parlamentare
altrettanto complesso, ma ha invitato a «non snaturarlo». [R. E.]

I

Presidente investment banking Europa

Vittorio Grilli va a Londra
Incarico in Jp Morgan
entre per le privatizzazioni si apre un
momento chiave, sul piatto ci sono Poste ed
Enav, ma il governo potrebbe
puntare a cedere ulteriori
quote di Eni ed Enel - Jp Morgan si affida all’esperienza di
Vittorio Grilli. L’ex ministro
del Tesoro è entrato nel team
della banca d’affari: lavorerà
da Londra come presidente Vittorio Grilli
del Corporate & Investment
Bank per l’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa). A fine
Anni Novanta il ruolo di Grilli - insieme a quello di Draghi - è
stato decisivo nel processo di privatizzazioni del Tesoro. Dopo
tre anni alla guida della Ragioneria dello Stato, nel 2005 il gran
ritorno in Via XX Settembre come direttore generale. Un preludio al passaggio al vertice del ministero, che con il governo
Monti: prima Grilli assume il ruolo di vice-ministro dell’Economia, poi nell’estate del 2012 il premier, che aveva tenuto per sè
l’interim, decide di affidare le deleghe allo stesso Grilli.
[R. E.]

M

I conti del trimestre

Corre l’utile di Cucinelli
Prima Industrie rallenta
isultati in crescita per
Brunello Cucinelli. Il
colosso dell’abbigliamento in cashmere, nel primo
trimestre dell’anno, ha sfiorato i 100 milioni di euro di ricavi, con un aumento del 12,2%
rispetto allo stesso periodo del
2013. L’utile netto si è attestato a 9,6 milioni, con una progressione dell’8,7% rispetto ai
12 mesi precedenti a fronte di Brunello Cucinelli
un ebitda di 183 milioni. Il giro
d’affari è stato realizzato per il 77% sui mercati internazionali.
Prima Industrie ha invece chiuso il trimestre con un fatturato
consolidato pari a 64,5 milioni, in calo dell’11,5% e con una perdita
netta di 632 mila euro, in flessione rispetto al rosso di 803 mila
euro dei primi tre mesi del 2013. Anche nel caso del gruppo specializzato nella tecnologia laser per le imprese, le vendite realizzate fuori dall’Europa (52,8%) superano quelle europee. Ricavi
giù ma ordini in crescita per Seat Pagine Gialle. Risultati positivi,
infine, per De Longhi: i ricavi salgono del 7,1% sul 2013.
[R. E.]

R

PIERO BIANCO
BALOCCO (VERCELLI)

«È il primo dei fuochi d’artificio annunciati nel piano industriale del 6 maggio, un veicolo strategico a livello globale».
Al lancio internazionale del
Ducato di 6ª generazione Alfredo Altavilla, responsabile
di Fca per i mercati Emea, sottolinea l’importanza dell’icona commerciale targata Fiat
Professional: «Lo stabilimento Sevel in cui nasce è una
macchina che funziona a meraviglia e la joint venture con
Psa, Peugeot e Citroën, resta
un esempio di matrimonio felice senza crisi, forse la più
bella alleanza industriale dopo quella tra Fiat e Chrysler».
Altavilla conferma che «a Mirafiori si lavora per le nuove linee del Suv Maserati» e ribadisce che «nel 2018 l’occupazione negli stabilimenti italiani sarà a pieno regime: la nostra missione è chiarissima».
Il Ducato riparte da numeri
di successo. Dall’esordio nel
1981 è stato venduto in 2,6 milioni di unità, evolvendo continuamente all’insegna della
sua formula vincente: trazione anteriore, motori innovativi, grande capacità di carico.

Il Ducato, icona commerciale di Fiat Professional

«Nel 2013, a fine ciclo, ha conquistato 133 mila clienti posizionandosi 2° in classifica - spiega
Henrik Starup, capo di Fiat
Professional Emea - e nel 1° trimestre dell’anno è stato il più
venduto del mercato europeo,
con una quota del 20,1%».
Il nuovo commerciale di Fiat
Professional sarà distribuito in
80 Paesi, compreso il Nord
America dove ha debuttato nel
2013 col marchio Ram Promaster. Già disponibile, la 6ª gene-

razione parte da 22.000 euro (i
prezzi sono cresciuti mediamente del 2,8% ma a fronte di
contenuti superiori). «Per il
nuovo Ducato - aggiunge Starup - abbiamo investito 700 milioni di euro in 5 anni, percorrendo oltre 10,5 milioni di km di
test. Ci hanno lavorato 6.600
persone, molte ad Atessa che
con 4,6 milioni di veicoli costruiti dall’81 è l’impianto di commerciali leggeri più grande del
mondo». Lo stile del Ducato si è

evoluto, i proiettori hanno luci
Drl e Led diurni, nell’abitacolo
«automobilistico» spicca il supporto per smartphone e tablet.
Sono scesi del 10% consumi e
prestazioni grazie ai motori
turbodiesel Multijet (2.0 da 115
Cv, 2.3 da 130 e 150 Cv, 3.0 da 130
Cv, da gennaio anche una variante a metano) con Start/
Stop e in opzione il cambio automatizzato comfort-matic. Offre 10 mila varianti per veicoli
commerciali, trasporto passeggeri e basi per conversione
(specie camper), combinando
scocca, motore e meccanica.
Dall’America intanto il responsabile finanziario di Fca,
Richard Palmer, ha confermato
che la quotazione di Fiat Chrysler Automobilies a Wall Street,
al Nyse, è prevista per il 4° trimestre: «Poi si studierà l’emissione di bond negli Stati Uniti
ma è presto per dire cosa faremo nel 2015 e 2016 per rifinanziare il debito di Chrysler». Che
ha chiuso il 1° trimestre con una
perdita di 690 milioni di dollari,
nonostante ricavi saliti del 23%
a 19 miliardi (+23%). Colpa di
due «significative e non frequenti voci»: 1,2 miliardi di dollari per estinguere un debito
per il Uaw Retiree e 672 milioni
per il memorandum d’intesa
con Uaw, in cui il sindacato si
impegna ad appoggiare i programmi del World Class Manufacturing e assistere i piani a
lungo termine. Senza queste
voci, l’utile netto sarebbe di 486
milioni di dollari. Le consegne
sono salite a 668.000 unità grazie al balzo della Jeep Cherokee, la quota mercato Chrysler
in Usa segna +12,5%. «Ci aspettiamo un solido 2° trimestre dice Palmer - e nella seconda
parte dell’anno avremo gli effetti positivi della berlina Chrysler
200, da poco in consegna».

LE ATTIVITÀ ITALIANE E TEDESCHE IN UN GRUPPO UNICO CON LA BRITANNICA BSKYB

Murdoch conferma la “Grande Sky”
Mediaset studia
le contromosse
e cerca alleati
per Premium

Magnate
Rupert Murdoch lo scorso 10 maggio
alla prima
dell’ultimo
capitolo della
saga di XMen. Il magnate australiano riorganizza le attività europee
nella pay-tv

SANDRA RICCIO
MILANO

Rupert Murdoch sogna una
Grande Sky pan-europea da
23 milioni di abbonati. Per
plasmare la sua nuova creatura starebbe pensando di unire
in nozze il suo business britannico (BSkyB) con Sky Italia e Sky Germania. Il piano,
circolato finora come voce di
stampa e valutato 10 miliardi
di euro, ha trovato conferma
ieri nell’annuncio fatto dalla
britannica BSkyB che ha detto di aver avviato trattative
preliminari con la controllante 21st Century Fox per valutare la potenziale acquisizione delle attività italiane e di
quelle tedesche. Per Bloomberg le trattative sarebbero
già in una fase inoltrata e il via
ufficiale potrebbe arrivare
già quest’estate. Secondo altri organi di informazione in-

vece i colloqui sarebbero a uno
stadio preliminare.
Che non si tratti di un’operazione già in dirittura di arrivo è
confermato dai numerosi nodi
da scogliere, non ultimo quello
delle autorità regolamentari
europee. L’Antitrust non vedrebbe di buon occhio la fusione delle tre realtà che porterebbe a un ruolo dominante di
Murdoch nel settore dei media.
Sul deal poi ci sono luci e om-

bre. Un’operazione che vede
BSkyB acquisire Sky Italia e
Sky Deutschland sembra “complicata” – fa notare Mediobanca - dato che 21st Century Fox
possiede solo il 39,5% di BSkyB.
Intanto gli analisti sono divisi sulla convenienza della mossa: per Jp Morgan non porta a
sostanziali sinergie ed è troppo
cara mentre Credit Suisse riconosce una logica industriale
nell’affare, soprattutto in Ger-

mania dove Sky Deutschland
non ha concorrenti. In Italia invece, dicono gli esperti svizzeri,
il mercato è più difficoltoso per
effetto della concorrenza di
Mediaset.
Di sicuro una super-Sky rappresenterebbe un bel problema
per il Biscione (il titolo ieri ha
perso l’1,3%) che sta discutendo
con altri player internazionali
una partnership per la sua Premium (Canal+ e Al Jazeera sono i nomi riportati più volte dalla stampa). Intanto già nel
prossimo mese e mezzo Mediaset dovrà decidere in merito a
D+, la pay-tv spagnola, su cui
vanta un diritto di prelazione.
Ed è probabile che scelga di
mantenere o incrementare la
quota e di rafforzare la partnership con Telefonica.
Nel frattempo a fine mese
inizierà una difficile asta per i
diritti Tv sulla Serie “A” che potrebbe diventare più costosa
del previsto. Da una parte c’è la
Lega calcio che vuole incrementare gli incassi rispetto ai
980 milioni dell’anno prima
(560 milioni pagati da Sky e 270
milioni da Mediaset), dall’altra
ci potrebbe essere una Grande
Sky a far lievitare i listini.

.

Borsa .25

LA STAMPA

.

MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OBBLIGAZIONI 12-05-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B Intesa/14 STOT04
B Pop lg17 Mc Eur
Barclays giu17 Fix Fl.No
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei/20 EIBFB
BOA gen26 Inv.Bond Call
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Cr.Suisse ago15 MC eur
Crediop /14 Fe Cms
Crediop /19 St Dw3
Crediop 98/18 Tf Capped
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr dic14 Step Up
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Cred/05/15
Dexia Mz16 4.85
Dexia ott18 Ser.Spec.2 T
EM Mediob DC15 TV Eur
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 Tv Eur
IMI ag19 TF Sprint BPost
IMI mar15 Tasso Misto
IMI MZ15 MC eur
IMI ot19 TF Sprint Banco
IMI st14 Bposta MC Eur

GIUSEPPE
BOTTERO
IL MIGLIORE

+11,76%

Seat Pagine Gialle

IL PEGGIORE

-19,71%

Telecom Italia Media Rsp

0,6905

0,0019
Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

PREZZO

Lun

CORRONO MPS, ATLANTIA E TERNA
FRENANO PRYSMIAN E MEDIASET

P

iazza Affari ha chiuso in territorio positivo, spinta dalle banche. L’indice Ftse Mib ha fatto segnare un
+0,48% a 21.493 punti, l’All Share un +0,47%. Al top del
listino Mps (+5,2%) nel giorno dei conti e Atlantia (+4,53%),
spinta in alto dai risultati positivi conseguiti nel primo trimestre. Bene anche Terna (+2,39%). Sono inoltre state gettonate le Unicredit (+1,3%): l’istituto ha annunciato un utile
netto di 712 milioni, in progresso del 58,8%. Bpm ha terminato con un +1,8% dopo aver toccato anche il +4% Prysmian ha
continuato a perdere quota (-2,5%), scivolando per la quarta
seduta consecutiva. Giù anche Mediaset (-1,27%), mentre il
mercato si interroga sul futuro della pay tv.
Fuori dal paniere principale Dea Capital è salita del 6%
dopo l’offerta su Générale de Santé da parte dell’australiana
Ramsay Health Care, da Crédit Agricole Assurance e Ramsay Santé a 16,75 euro per azione. Seat pagine Gialle ha invece accusato una flessione di oltre il 10%.

109.50
100.18
106.65
99.38
106.47
102.22
113.00
61.19
59.94
110.58
100.66
140.68
105.58
120.12
101.44
98.79
101.51
98.64
102.84
100.28
102.36
100.27
100.42
104.51
108.73
112.78
103.74
100.84
107.70
104.12
100.03
99.64
104.79
124.11

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Intek ag17 TF Eur 8%
Med Lom /18 Rf C 75
Med Lom /19 1 Sd
Med Lom /19 3 Rfc
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio Cen 18 Floor Top S
Medio Cen 18 Step Down
Medio dc23 MB29 TM Cap F
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio Lomb 14 56 Cms
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 TV Eur
Medio ot23 MB25 TM Cap F
Medio ot23 MB25 TM Cap F
Medio/14 Rend TP
Medio/15 MC Eur
Mediobanca fb22 MB33 TF
Mittel lg19 Tf Call eur
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 01-20 tv infl.
Rbs 10-19 6%
RBS gen17 TM BcoPosta
Rbs LG25 Rf Eur
RBS MZ18 Mc Eur
RBS MZ20 Tsf
RBS nov16 Tasso Misto BP
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS 2035

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

107.82
109.40
95.83
107.74
112.87
96.57
130.10
103.20
93.40
106.67
100.39
109.96
100.15
108.80
99.95
103.64
103.64
100.24
110.14
102.08
107.83
109.19
104.81
104.36
128.61
104.09
98.07
99.65
126.22
103.04
98.18
99.54
99.49
102.90

EURIBOR
12-05-2014

VAR.%

21493,67
22895,19
29537,89
18129,24
18851,00
20358,76
3206,97

+0,48
+0,47
+0,35
+0,43
+0,12
+0,22
+0,72

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2410
0,2670
0,3000
0,3350
0,4300
0,5160
0,6070

Il Mercato Azionario del 12-05-2014

0,2443
0,2707
0,3041
0,3396
0,4359
0,5231
0,6154

TITOLI

PREZZO

Rep Aus/CMS SL
Spaolo 97/22 115 Zc
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7
UBI feb17 Lower TierII T
UBI giu18 TF Sub Lowtier
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI lug14 Tasso Misto
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nv18 Mc Eur
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr 30/05/15 S1/05
Unicredit mag18 Banco P

100.08
79.36
105.36
97.40
104.78
99.88
104.51
99.86
99.86
99.61
108.30
100.27
110.33

TITOLI DI STATO
BoT 13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.83%

99.97
99.97
99.95
99.93
99.91
99.88
99.86
99.83
99.80
99.79
99.76
99.74
99.70
99.62
99.56
101.47
99.51
99.42
100.09
99.63
100.00
100.65
99.91
103.25
99.72
105.36
100.42
100.86
103.89
101.36

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

21180
21085
-

21201
21131
21016
21001

21130
21085
-

21450
21355
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty

208,610 - 238,890
210,760 - 245,370
210,760 - 245,370
170,340 - 195,270
169,080 - 194,290
167,570 - 190,310
167,510 - 188,970
167,510 - 188,970
210,720 - 239,170
494,880 - 536,130
499,940 - 551,780
959,550 - 1089,050

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3765
1 0,7265
Yen giapponese
140,3100
100 0,7127
Sterlina inglese
0,8152
1 1,2268
Franco Svizzero
1,2211
1 0,8189
Corona ceca
27,396
100
3,650
Corona danese
7,464
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,139
10
1,229
Corona svedese
9,015
10
1,109
Dollaro australiano
1,468
1
0,681
Dollaro canadese
1,498
1
0,668
Dollaro Hong Kong
10,670
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,595
1
0,627
Dollaro Singapore
1,722
1
0,581
Fiorino ungherese
303,710
100
0,329
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2257,183
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,863
1
0,349
Rand sudafricano
14,229
1
0,070

0,12
-0,12
0,26
-0,20
-0,01
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

0,910
0,869
10,000
1,051
1,318
13,370
0,041
0,001
0,621
3,642
0,605
4,240
0,082
0,005
12,100
19,380
6,635
16,140
20,910

-2,20
+0,75
-0,89
+0,10
-0,53
-0,15
-2,14
0,00
0,00
+0,33
+0,75
+0,47
0,00
-3,85
+3,42
+4,53
-0,67
-2,65
-0,48

0,915
0,869
10,016
1,049
1,311
13,388
0,042
0,001
0,622
3,670
0,600
4,226
0,082
0,005
11,991
19,283
6,639
16,183
20,987

B Banca Generali
Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

22,800
13,220
2,340
2,520
0,538
1,793
3,488
0,620
1,794

+0,93
+0,99
+0,69
-5,26
+3,86
-2,87
+0,23
+1,89
0,00
0,00
-0,68
+0,67
0,00
+0,48
-0,76
-0,31
+2,80
-0,15
+2,26
-0,54
+0,68
-0,90
+1,22
0,00
0,00
-0,70
+0,44
-1,01
-0,67

22,817 0,900
13,339
nr
2,346
nr
2,554
nr
0,537
nr
1,829
nr
3,477
nr
0,637
nr
1,796
nr
nr
0,407 0,003
2,995 0,021
2,706 0,036
7,230 0,149
10,529 0,300
0,647
nr
0,475
nr
0,659 0,022
2,158
nr
0,638
nr
0,390
nr
20,372
nr
29,912 0,040
0,863
nr
1,152
nr
0,112
nr
20,478 0,080
12,862 0,050
7,476 0,104

0,408
3,020
2,680
7,260
10,500
0,640
0,478
0,657
2,170
0,645
0,386
21,000
29,900
0,875
1,145
0,113
20,400
12,700
7,420

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,040
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
0,200
0,550

0,915
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
4,032
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,283
7,666
17,266
26,399

102013
123
6278821 2722
91276 2133
37256
38
32934
100
2200
121
6851135
42
169372
0
0
11
23049
160
139345
56
631832 1267
0
4
23151963
9
134759 1055
5872006 15923
1139272 1689
797
71
1092893 3006

21,435 25,136 200344
9,111 15,631 3962053
2,125 2,511
15508
0,813 3,718
36053
0,396 0,678 10667010
1,041 2,273
16283
3,128 3,675
13176
0,388 0,674 218002023
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,380
20,372
28,169
0,839
0,931
0,078
19,134
12,801
6,729

0,479 1646495
3,395
73075
3,135
6501
7,247
19707
11,914
3242
0,647 2855891
0,619 151874
0,665 8676171
2,241
3400
0,845 196109
0,452
50067
21,448
370
38,858
5232
0,933
0
1,195
0
0,147 341366
26,230
67401
15,134 720492
7,987
44658

2633
2353
143
45
1167
5
543
2056
53
0
276
350
36
85154
69
87
95
1262
20
48
14
88
168
33
1
89
1392
2127
304

C Caleffi
1,529 +0,13 1,502
nr 1,412 1,674
2200
19
Caltagirone
2,836 -0,14 2,746 0,030 2,009 2,996
27702
330
Caltagirone Ed.
1,296 -0,15 1,275
nr 1,054 1,359
46723
159
Campari
6,205 -0,88 6,299 0,070 5,738 6,306 2095238 3658
Cape Live
0,074 +0,41 0,075
nr 0,056 0,083 1123179
24
Carraro
2,906 +0,55 2,907
nr 2,907 3,385
48269
134
Cattolica As
17,950 +0,34 17,886 0,800 17,646 19,715
14102
967
Cell Therap
2,032 +6,61 2,013
nr 1,443 3,101 2623171
301
Ceram. Ricchetti
0,300 -0,63 0,303
nr 0,184 0,389
59312
25
CHL
0,050 -0,80 0,050
nr 0,044 0,059 561760
11
CIA
0,284 +1,87 0,282
nr 0,252 0,311
10350
26
Ciccolella
0,347 +1,76 0,346
nr 0,300 0,419
37659
62
Cir
1,085 -1,36 1,085
nr 1,037 1,214 789454
861
Class Editori
0,338 -3,43 0,338
nr 0,209 0,429 358052
36
CNH Industrial
7,860 -0,63 7,930 0,200 7,577 8,793 3636147 10730
Cofide
0,530 -0,38 0,527
nr 0,523 0,569
72539
379
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,561 -0,36 0,561 0,060 0,561 0,655
10412
26
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 18,330 -0,81 18,835 0,550 14,552 22,149
15894 1163
Cred. Emiliano
6,485 -0,99 6,564 0,120 5,708 7,670 440292 2182
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,390 0,00 0,379
nr 0,159 0,686
5840
0
Cred. Valtellinese
1,609 +3,47 1,599
nr 1,135 1,772 1563830
769
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,774 +0,23 1,756 0,050 1,324 1,844
12458
58
D D'Amico 16 warr
Danieli

0,107 -3,52 0,105
nr 0,099 0,128
24,870 -2,09 24,995 0,300 23,244 26,687

15020
34079

0
1022

AZIONI

Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

16,850
17,000
1,396
29,500
4,022

E Edison r

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

-1,98 16,978 0,321 16,191 17,992
+0,59 16,933 0,400 11,869 16,933
+0,65 1,388
nr 1,200 1,547
+1,72 29,529 0,500 29,014 35,923
-3,08 4,077
nr 3,870 4,488

Quantità
trattate Capitalizz.

37817
221184
47845
135168
37570

686
2532
208
1652
6

0,960
EEMS
0,411
Enel
4,230
Enel Green Pw
2,158
Enervit
4,344
Eni
19,000
Erg
12,550
Ergy Capital
0,159
Ergy Capital 16 warr 0,024
Eukedos
0,795
Exor
31,470

-0,36 0,957 0,050 0,957 1,051 280818
105
-0,27 0,415
nr 0,308 0,539 365354
18
+0,95 4,224 0,150 3,151 4,224 34884589 39721
+0,56 2,154 0,026 1,835 2,154 8360682 10771
-0,78 4,428 0,045 3,147 5,848
6274
79
+0,42 18,976 0,550 16,301 19,010 28459986 68961
+0,32 12,550 0,400 9,884 12,596 437200 1887
+1,21 0,158
nr 0,157 0,190
50265
26
-3,20 0,022
nr 0,022 0,031
56048
0
-0,19 0,795
nr 0,620 0,831
21828
14
0,00 31,575 0,335 28,048 33,070 488512 7775

F Ferragamo

22,800
7,465
5,975
0,660
2,616

+0,53 22,786 0,330 20,514 27,699 413176
-0,86 7,519
nr 6,613 8,969 16672673
-1,24 6,042
nr 5,480 7,336 4830422
+2,25 0,655 0,012 0,485 0,690 518954
+0,62 2,611
nr 2,586 3,158
1597

0,037
4,750
16,620
3,136
1,590
21,150

+1,11 0,036
nr 0,031 0,043 3715350
78
-1,04 4,751 0,220 4,555 5,061
4400
213
+0,30 16,640 0,200 15,596 17,523 9017028 25906
-1,13 3,160 0,060 2,708 3,408 177841
819
-0,63 1,600
nr 1,357 1,962 466766
659
-0,38 21,297 0,730 21,091 24,030 480066 3706

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi
IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

2,070 -0,48
0,647
1,310
0,998
0,719
10,300
10,150
0,790
0,446
0,567
2,384
2,026
0,756
1,185
8,150
5,250
33,200
22,300
9,100
0,469

2,076 0,090

1,641

2,167 2596302

3837
9406
3493
285
29

2951

-0,08 0,647
nr 0,383 0,858
39777
29
-1,28 1,319 0,070 0,861 1,365 242544
459
-0,30 0,994
nr 0,606 1,307 120238
43
+0,98 0,704
nr 0,464 0,793 763496
240
+1,88 10,281 0,200 9,387 11,386 168118 1169
-1,36 9,854 0,218 8,090 11,464
185
5
+1,28 0,795
nr 0,652 0,977
5738
19
-4,04 0,448
nr 0,316 0,490 2682332
155
-1,99 0,563
nr 0,406 0,611 106759
28
-0,50 2,401 0,050 1,803 2,567 146995814 37228
+0,20 2,038 0,061 1,469 2,128 4162555 1900
-0,53 0,749
nr 0,667 0,839
2268
5
+1,28 1,180 0,052 1,044 1,343 940702 1395
+0,62 8,214 0,060 6,271 9,849 340335 1455
0,00 5,291 0,060 3,428 6,226 171182
558
-0,60 33,251
nr 24,973 34,475
8294
738
+1,46 22,238
nr 14,552 22,828
28604
363
-0,98 9,062 0,125 7,204 9,341
1917
353
0,00 0,468
nr 0,200 0,493
0
0

J Juventus FC

0,225 +0,13

0,225

nr

0,220

0,252

812479

226

K K.R.Energy

1,550 -1,27
2,338 -1,10

1,557
nr
2,276 0,010

1,557
1,926

1,908
2,525

154744
44661

52
49

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife
Noemalife 15 warr

0,529 +1,25 0,519
nr 0,490 0,601
40,700 +0,57 40,785 0,580 37,321 42,208
1,300 -7,14 1,321
nr 0,493 1,803
0,147
2,602
1,734
3,744
7,130
6,520
0,140
1,745
0,695
12,460
1,332
0,419
24,140
0,036
0,171
0,082
5,100
0,296

29865
35
392638 19496
56071
14

0,00 0,147
nr 0,146 0,168 606242
+3,25 2,618
nr 1,487 2,884 2093640
-4,73 1,765
nr 1,527 2,300
1364
-1,27 3,799
nr 3,457 4,363 10841350
-0,97 7,232
nr 6,342 8,394 5772150
+1,16 6,519 0,100 6,183 7,128 1994451
-4,63 0,143
nr 0,078 0,183 224794
0,00
nr
-1,41 1,733
nr 1,608 1,824
36540
+2,36 0,695
nr 0,555 0,849 1960677
+0,08 12,518
nr 12,319 16,314 275323
+1,60 1,335
nr 1,293 1,541 382320
-1,32 0,421
nr 0,421 0,605
27753
+5,19 24,067
nr 16,557 28,548 2466227
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-1,09 0,084
nr 0,060 0,100 13435087
0,00
0,00

5,121
0,278

nr
nr

3,473
0,085

6,054
0,430

3394
0

70
800
33
4488
6230
4801
7
0
152
161
3129
329
63
2811
5
4
6
39
0

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

-0,03
0,04
0,20
-0,34
0,12
0,01
0,00
0,09
0,00
-0,01
0,00
0,10
0,34

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

PREZZO

TASSO %

30
61
92
121
153
184
212
245
275
303
335

99,971
99,925
99,879
99,832
99,793
99,740
99,699
99,624
99,557
99,510
99,415

0,220
0,310
0,350
0,340
0,370
0,430
0,430
0,470
0,500
0,520
0,570

Quantità
trattate Capitalizz.

12-05-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1298,75
30,6320
477,1901

09-05-2014

EURO

1291,25 943,5161
30,4187
466,0398
-

BORSE ESTERE

GIORNI

13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15

ORO CHIUSURE

MERCATI

QUOTAZ.

VAR.%

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

403.78
3163.55
9702.46
22261.61
6851.75
10567.00
4493.65
5428.95
14149.52
8545.12
16695.47
4143.86

+0.46
+0.63
+1.26
+1.82
+0.55
+0.76
+0.37
-0.24
-0.35
+0.41
+0.68
+1.77

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

Novare

0,900

0,00

0,909

nr

0,702

0,935

0

12

Vianini Lavori

5,885 -1,75

5,879 0,100

4,960

6,440

13593

257

O Olidata

0,475 -1,98

0,475

nr

0,374

0,534

121888

16

W World Duty Free

9,510 +0,63

9,519

9,242 10,905

297107

2423

0,013 2,460 2,548 385018
nr 1,416 1,502
27140
0,092 2,130 2,969 386801
nr 0,515 0,822
52012
nr
nr 3,207 5,043
23553
nr 1,778 2,355
26982
0,320 11,001 12,717 2272225
0,390 8,763 10,395
10682
0,020 0,296 0,456
6012
nr
nr 6,520 9,605 2598693
0,050 4,045 5,413 294190
nr 0,573 0,758 349021
nr 0,289 0,413
332
0,420 15,842 19,565 3942335

4531
0
997
34
0
120
107
5704
125
53

nr 23,168 34,569
nr
nr
nr

P Parmalat

2,480 -0,32 2,482
Parmalat 15 warr
1,433 -1,24 1,442
Piaggio
2,750 0,00 2,762
Pierrel
0,715 +0,14 0,714
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
3,930 -0,71 3,966
Piquadro
2,142 +1,23 2,132
Pirelli & C.
11,930 +0,08 11,990
Pirelli & C. rnc
10,260 +0,88 10,202
Poligrafici Editoriale 0,407 0,00 0,401
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 7,680 +0,52 7,778
Pop.Sondrio
4,872 +1,97 4,879
Prelios
0,617 +1,56 0,612
Premuda
0,349 -2,40 0,358
Prysmian
15,690 -2,49 15,842

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

2,510
0,866
1,543
1,230
12,000
0,675
0,200
1,510

-0,55 2,485 0,100 2,183 2,619
-1,03 0,855
nr 0,430 0,954
+1,51 1,550
nr 1,295 1,800
+1,49 1,240
nr 0,704 1,354
+0,33 11,911 0,110 10,290 13,196
-2,24 0,670
nr 0,553 0,781
+0,96 0,198
nr 0,189 0,237
-0,53 1,543
nr 1,294 1,604

-0,65 16,863
+0,81 19,957
0,00 19,660
+2,90 4,584
0,00 11,995
+0,79 1,269
+0,73 13,735
-1,00 12,823
-3,06 0,132
-10,53 0,002
0,00 1,000
-1,29 0,488
+0,45 13,453
+0,33 3,665
+2,44 8,936
+1,44 0,112
+3,17 2,113
-0,13 4,483
+4,66 5,951
+1,27 2,247
0,00 10,150
0,00
0,380 -0,78 0,381
146,000 0,00 146,000
7,080 +2,02 7,051
16,740
19,930
19,660
4,610
12,000
1,272
13,800
12,830
0,133
0,002
1,000
0,488
13,480
3,662
9,010
0,113
2,146
4,474
6,070
2,232
10,150

T Tamburi

nr 14,229
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 11,888
nr 0,837
0,190 10,750
0,520 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,107
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,651
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,369
nr 146,000
0,100 5,491

4386
371554
969898
495692
287889
852660
247044
40925

2596
1503
310
67
3400
68
67
658
36
2491
110
161
18

19,075
78200 1050
19,957 1992935 8807
19,660
0
2
4,910 319520 2051
12,876
300
19
1,290 932138 1207
13,735
6873
135
13,737
4716
710
0,180 2197917
18
0,002 497492236
29
1,000
0
1
0,525
10000
0
13,453
13165
195
3,665
3872
0
8,936 482502 2033
0,124 1378966
5
2,277 192423
246
4,483 13620339 15159
6,524
21867
540
2,300 443301 1076
11,056
1000
132
0
0,457
70646
32
146,000
0
0
7,051 7841135 6421

2,654
Tamburi 15 warr
0,671
TAS
0,549
Telecom IT
0,925
Telecom IT Media
1,444
Telecom IT Media rnc 0,690
Telecom IT rnc
0,716
Tenaris
16,240
Terna
4,028
Tiscali
0,071
Tiscali 14 warr
0,001
Tod's
101,300
Trevi Fin.Ind.
8,350

-1,63 2,681
-5,23 0,683
-3,94 0,561
-1,39 0,931
+1,69 1,428
-0,07 0,690
-1,72 0,720
+0,93 16,237
+2,39 4,011
+2,61 0,070
0,00 0,001
+0,30 101,289
0,00 8,327

0,041 2,182 2,810
nr 0,322 0,810
nr 0,473 0,626
0,020 0,712 0,941
nr 1,426 2,080
nr 0,171 0,921
0,028 0,563 0,723
0,130 14,900 17,363
0,070 3,568 4,011
nr 0,042 0,080
nr 0,000 0,001
2,700 91,002 120,260
0,130 6,210 8,434

289236
383
12259
0
8717
23
78569249 12493
363861
148
44000
4
20223087 4341
1290805 19169
14717692 8063
10569587
130
43081
0
145242 3100
86792
584

U UBI Banca

+0,62 6,559
+1,37 6,378
+0,34 8,980
-1,60 4,942
+1,66 4,475
+0,62 2,609
+0,04 263,538
+0,38 2,632

0,050 4,895 7,420
0,090 5,391 6,800
0,090 7,827 9,435
0,150 4,105 5,700
0,170 3,602 5,043
nr 2,154 2,860
nr 175,169 279,483
nr 2,058 2,804

6360490 5914
72817330 36978
3873
22
2549235 2194
2536934 1224
9342967 5872
3059
336
837163
993

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

6,495
6,310
8,960
4,920
4,520
2,606
264,500
2,614

V Valsoia
Vianini Industria

11,960 -0,91 12,032 0,230 10,252 12,124
1,469 -0,74 1,459 0,020 1,192 1,541

5986
1951

126
44

Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

23,570 +1,95 23,405
0,110 +2,23
0,002 -5,26
0,249 0,00

0,107
0,002
0,240

nr

738891

1373

0,073
0,002
0,183

0,143
0,008
0,294

893980
213200
0

41
0
1

nr 19,612
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,534
0,120 1,775
0,190 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,500 18,923
0,300 4,624
0,270 5,787
0,160 8,528
0,040 4,240
0,060 1,733
nr 0,564
0,017 0,584
nr 3,378
nr 1,237
0,160 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,286
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,150 6,906
0,167 6,658
0,140 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,675
0,400 9,112
0,180 8,548
0,220 4,998

22,772
1,266
4,890
8,609
2,331
7,862
8,612
16,383
147,145
0,585
1,053
0,837
6,787
4,081
28,569
5,299
7,745
11,793
7,237
5,897
1,087
0,733
4,221
1,780
9,835
1,452
3,740
43,537
25,045
2,033
1,058
53,806
8,033
2,639
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,150
2,312
2,094
6,377
1,582
14,373
1,738
2,225
5,319
3,599
1,606
8,131
2,957
14,389
0,361
66,064
15,496
8,844
7,824
5,649
4,961
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

1537
1959900
181847
461137
562995
112971
13727
93822
2181
277712
1407672
43045
142812
3750
197626
1100
209745
22688
313143
102164
56415
831480
33642
15455
28648
4683753
30611
48607
4200
20031
386936
3262
207104
312650
70797
350418
3756
117214
10897
22409
209471
7818
76044
1848
26171
319393
110035
707456
1981468
13885
9540
17779
1204
84421
5462
621023
5392
4804
10621
14474
20583
218578
29958
416487
19798
22685
78621

82
132
1063
1409
522
747
82
815
1391
190
173
25
181
102
1791
44
453
185
1030
35
94
246
56
119
546
445
48
1135
111
121
165
613
408
79
47
394
16
307
55
1308
1061
59
38
14
186
151
930
278
53
200
367
66
65
415
143
117
613
173
117
50
139
478
83
72
109
667
501

STAR
Acotel Group
19,850
Aeffe
1,208
Amplifon
4,734
Ansaldo Sts
7,770
Ascopiave
2,230
Astaldi
7,535
B&C Speakers
7,490
Banca Ifis
15,030
118,000
BB Biotech
Bca Finnat
0,521
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,795
Biancamano
0,730
Biesse
6,600
Bolzoni
3,910
Brembo
26,810
Cad It
4,930
Cairo Comm.
5,765
Cembre
10,950
Cementir Hold
6,505
Cent. Latte Torino
3,490
Cobra
0,970
D'Amico
0,586
Dada
3,450
Damiani
1,448
Datalogic
9,345
Dea Capital
1,459
Digital Bros
3,498
EI Towers
40,140
El.En.
23,190
Elica
1,923
Emak
1,021
Engineering
48,750
Esprinet
7,770
Eurotech
2,250
Exprivia
0,896
Falck Renewables
1,348
Fidia
3,144
Fiera Milano
7,180
Gefran
3,900
Ima
35,670
Interpump
9,750
Irce
2,138
Isagro
2,160
IT WAY
1,790
La Doria
6,045
Landi Renzo
1,344
MARR
13,890
Moleskine
1,319
Mondo Tv
2,000
Mutuionline
5,135
Nice
3,160
Panariagroup
1,461
Poligr. S.Faustino
7,590
Poltrona Frau
2,958
Prima Industrie
13,650
R. De Medici
0,313
Reply
65,500
Sabaf S.p.a.
15,250
Saes
8,035
Saes rnc
6,735
Servizi Italia
5,130
Sogefi
4,030
TerniEnergia
2,240
Tesmec
0,665
TXT e-solution
9,325
Vittoria Ass.
9,860
Zignago Vetro
5,750

+1,33 19,702
-2,42 1,228
-0,13 4,740
-0,38 7,830
-3,63 2,228
-1,76 7,594
-1,45 7,448
-0,66 15,142
+1,55 117,421
+1,07 0,524
+2,45 0,797
-0,68 0,731
+3,21 6,604
-0,56 3,923
-0,74 26,816
0,00 4,932
-3,27 5,787
+3,30 10,889
+2,52 6,471
-1,75 3,535
-0,26 0,967
-0,85 0,584
+1,71 3,378
+2,26 1,442
-0,69 9,335
+6,19 1,452
+2,28 3,431
+0,35 40,148
+0,04 22,994
-0,83 1,915
+2,00 1,009
-1,59 49,071
+1,30 7,793
+0,09 2,214
+0,45 0,901
+1,28 1,352
+0,77 3,120
+1,99 7,288
+4,28 3,840
+0,62 35,518
-1,12 9,749
-0,09 2,104
-2,26 2,185
+3,59 1,779
+1,09 5,985
0,00 1,341
-0,07 13,975
+2,25 1,310
+5,82 1,999
+1,28 5,066
0,00 3,163
+1,46 1,460
-0,52 7,466
0,00 2,957
-0,07 13,682
-0,03 0,310
-0,15 65,578
+2,35 15,023
+1,71 7,982
-0,66 6,742
+0,39 5,057
-2,04 4,048
+1,36 2,218
-3,34 0,675
+0,32 9,236
-2,67 9,906
-2,87 5,689

.

26 .Lettere e Commenti

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

LA STAMPA
MARIO
CALABRESI

Quotidiano fondato nel 1867
2

LETTERE AL DIRETTORE
campanello. Mio papà va a vedere chi era, ed ha
visto una camionetta con quattro fascisti, che con
voce altisonante urlavano: «Signora C.!».
Il professore uscì e disse che la signora era
uscita per fare delle compere. Questi tristi personaggi aspettarono parecchio e, nel frattempo,
mio papà (un semplice muratore con la terza elementare, che odiava questo partito), mi chiamò e
poi disse di passare attraverso il cunicolo che
univa villa Burgo con villa B. e di andare davanti
alla clinica Sanatrix e di aspettare nella panchina la signora C., che sarebbe scesa dal tram 13, e
di spiegarle cosa stesse succedendo nella sua casa e di scappare velocemente.
Vidi la signora andare verso il Monte dei Cappuccini e la rividi finita la guerra. Mio padre mi
disse di tornare a casa, ma non per la stessa strada da cui ero venuta, ma per via Righino, vicino
al Collegio dei Salesiani. Nel 1945, quando la signora tornò a casa mi fece un bel regalo: uno scatolone con un corredo meraviglioso dicendomi:
«Per quando ti sposi».
Credo proprio di aver salvato la vita ad una
persona ebrea dai campi di concentramento e da
una fine orribile.

Qualche tempo fa un lettore mi aveva scritto: «Gent.mo Direttore, perché non dedicare il 20% dei vostri spazi alle notizie buone e positive? Ci sono: bisogna cercarle e diffonderle.
Anche se indignazione, paura e ansia attirano molto di più
l’attenzione. Non sarebbe bello se un domani per legge tutti
i media fossero obbligati a dedicare il 20% del loro spazio
alle “buone notizie”? Tomaso Raggi (Ge)». Ogni martedì,
da allora, dedico questo mio spazio a una buona notizia segnalata dai lettori. Vi invito a continuare a mandarcene.

Credo di aver salvato
la vita a una persona
aro Direttore, le sarei molto grata di leggere questa mia lettera, perché da anni ed anni vorrei far conoscere il suo contenuto:
nell’anno 1944 ero una ragazzina che accompagnava il proprio papà in una villa di via Bellavista
(ora via Luigi Gatti) a togliere l’erba dal giardino
e che per ore ed ore, in ginocchio, grattava la terra col risultato di tenere in ordine i corti viali di
questa villa i cui proprietari erano il prof. B. e la
signora C. Questa villa confina con la villa del Senatore Burgo, che ora ospita una banca.
Veniamo al sodo: un sabato pomeriggio ero china sul vialetto e sento suonare energicamente il

C

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO
MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)
LAURA CARASSAI
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
ANDREA MALAGUTI
RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA
DARIO CORRADINO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
REDAZIONI
GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA,
PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI,
PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

2
EDITRICE LA STAMPA SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
AMMINISTRATORI
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO,
LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE,
GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003):
MARIO CALABRESI

2

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111
STAMPA IN FACSIMILE:

LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
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RCS PRODUZIONI MILANO S.P.A., VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO
L’UNIONE SARDA S.P.A. – VIA OMODEO, 5 , ELMAS (CAGLIARI)
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REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 7742 DEL 18/12/2013.

GELINDA BRUSTOLIN-BARBARIOL

LA TIRATURA DI LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014 È STATA DI 283.452 COPIE

www.lastampa.it/lettere
TM

Caro Renzi, vorrei
solo essere italiano
1 Mi chiamo Breno

Lorram Duarte. Sono uno
studente di Torino, di
origini brasiliane.
Purtroppo sto combattendo
contro la burocrazia italiana
per avere la cittadinanza.
Mia madre è italiana
grazie al matrimonio, suo
marito è italiano dalla
nascita e mia sorella pure,
ma io no. Ho scritto questa
lettera al presidente del
Consiglio Matteo Renzi
perché mi piacerebbe
fargli sapere il calvario che
bisogna fare... Non cerco
visibilità, non voglio essere
famoso, vorrei solo essere
italiano. Ecco il testo.
Ciao Matteo, mi permetto di
darti del tu, mi hai insegnato
che la politica è guardarsi in
faccia e parlarsi liberamente
ed è una cosa bellissima quindi
non ti chiamerò signore,
segretario o presidente. Mi
chiamo Breno. sono uno
studente di Storia di Torino.
Sto scrivendo la mia tesi di
specialistica. Ti volevo parlare
un po’ di me. Sono nato in
Brasile, in una famiglia
difficile. Mia madre ha
sacrificato la sua vicinanza a
me per darmi un futuro
migliore; è venuta in Italia, ha
lavorato molto e ha creato una
famiglia qui. Quando sono
arrivato, il 1° giugno del 2001,
oltre alla mia mamma ho
trovato anche un papà, non
quello biologico che non ha mai
avuto il coraggio di
riconoscermi, ma un papà
vero, che mi ha nutrito ed
educato e mi ha permesso di
studiare quello che amo, la
storia. Ho anche una sorella
che ha iniziato il liceo
quest’anno. Oltre alla storia ho
un altro interesse: la politica,
la adoro. Mi piace sentir
parlare i politici, sentire le
idee, le discussioni e i dibattiti

e un giorno vorrei tanto potermi
candidare, ma non posso. non
posso neanche votare. Ho 25
anni e non ho mai potuto
scegliere. Quella croce indelebile
sulla scheda elettorale per me è
vietata. Io non ho la
cittadinanza italiana. perché
non me la danno. Vivo qui da 13
anni, lavoro e studio. Dopo i 10
anni di residenza ho fatto
richiesta ma niente, dicono che
non ho un nucleo familiare
legale, mai stato adottato quindi
non sono un vero figlio per il mio
papà, italiano, piemontese.
Anche la mia mamma è italiana
ormai. Per matrimonio anche la
mia sorella è italiana, anzi lei ha
due cittadinanze e fra tre anni
potrà votare in due Paesi
diversi. Io no. L’unica volta che
ho votato è stato alle primarie.
Non credevo nel Pd perché non
credevo nella sinistra. Non
berlusconiano ma mi ritenevo di
destra... poi sei arrivato tu, e con
questo non voglio dire che sei di
sinistra ma in realtà di destra,
ma anzi il contrario. Mi hai fatto
capire molte cose e mi sono
avvicinato a te come molti, per
crederci. Alle primarie,
entrambe le volte sono andato a
votarti,k felice perché sceglievo
qualcuno in cui credevo e
soprattutto felice di poter
scegliere, prendere la matita, la
scheda e tracciare quelle due
righe così insignificanti per
molti ma cosi importanti per me.
Sono felice che tu ora sia
Presidente del Consiglio, anche
il mio Presidente del Consiglio.
All’inizio son rimasto deluso dal
modo ma poi ho capito che avevi
ragione. Spero davvero che tu
riesca a fare anche solo 1/10 di
quello che hai in mente. So che è

difficile, so che ci sono ostacoli
ma non mollare. Oggi ti scrivo
non per chiederti “ehi Matteo,
puoi fare due telefonate e farmi
avere la cittadinanza subito?”
no, perché da te ho imparato
anche che la politica non è
chiedere favori. L’hai detto al
salone del libro un anno fa, dove
io c’ero e dove tu mi hai firmato
il tuo libro. Quella foto con te per
me è un bel ricordo. Ho atteso
ore in coda e ne è valsa la pena.
In realtà ti scrivo per dirti che ci
sono anche io. Un giorno, forse,
prenderò la cittadinanza
italiana. Sarà un giorno bello e
importante e da quel giorno
potrò scegliere io. Molti
rinunciano al diritto di voto per
poi lamentarsi sempre... io sogno
quel diritto. Ho scritto a diversi
politici in questi anni e tutti mi
hanno sempre dato la solita
risposta prefabbricata. In
pratica tutto tutto ma in realtà
niente niente. Ora ti lascio, hai
da fare cose importanti mentre
io devo tornare alla mia tesi. Ti
auguro buon lavoro Matteo e
spero un giorno di poter
tracciare quelle due righe sul
tuo nome, non su un foglio A4
ma su una scheda elettorale
vera però. Essere fiero di aver
votato, fiero di aver scelto, fiero
di far parte di questo Paese.
Perché anche se non posso
votare... ci sono anche io.
BRENO

Scuola, c’è anche chi
non è all’altezza
1 Come insegnante con una

lunga esperienza nella scuola
superiore, credo che la
professoressa Bertero abbia

c.

LE LETTERE VANNO INVIATE A
LA STAMPA VIA LUGARO 15,
10126 TORINO

contatti

E-MAIL: LETTERE@LASTAMPA.IT
FAX: 011 6568924

Editrice La Stampa
REDAZIONE
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Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno e 360,50; Estero: e 816,50.
Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

introdotto una
semplificazione, quando ha
scritto : «(...) tutti noi
cerchiamo di fare il massimo,
o il meglio possibile (...)». In
realtà, noi docenti sappiamo e
vediamo quotidianamente
che, accanto a tanti colleghi
seri ed impegnati, ci sono
persone che non svolgono
adeguatamente il loro lavoro o
che non sono all’altezza di
accompagnare la crescita di
un ragazzo/a. Tutti abbiamo
conosciuto persone di questo
tipo, ma qual è il rimedio nella
scuola? Spostarle da un corso
all’altro per ridurre i danni,
quando va bene... Anche per
questo ritengo che le
domande poste dal professor
Ricolfi abbiano un
fondamento.
MARIA LIVIA PALTRINIERI

Contro la svendita
del Demanio
1 Noi italiani stiamo

vivendo un periodo di
profonda crisi in cui ci
vengono richiesti, da parte
dello Stato, sforzi economici
sempre maggiori che stanno
portando il Paese al collasso,
non possiamo contribuire più
di così alle sorti del Nostro
Paese.L’Italia ricca di storia e
cultura, in questo contesto,
rischia di essere dimenticata.
La Nostra storia non è in
vendita, mi riferisco a
patrimoni storici - culturali
messi all’asta dal Demanio per
fare cassa. NO, così non va.
L’Associazione «Poveglia per
tutti» (senza scopo di lucro) è
nata per salvare le sorti di
un’isola della Provincia
veneziana che lo Stato ha
messo all’asta e rischia ora la
privatizzazione e magari la
trasformazione in un resort di
lusso perdendo, così, la sua
vera anima e storia. Per
curiosità e perché no, per
sfida, visitate il nostro sito
(povegliapertutti.org).

L’editoriale
dei
lettori

L’AVVENTURA
DI UNA RIVISTA
Per ricordare la breve storia artistica e umana
di un periodico letterario nato quando l’Italia
era divisa in due e la cultura aiutava a vivere
LORENZO CATANIA
ettant’anni fa, nella primavera del 1944,
quando l’Italia era divisa in due, il futuro
democratico appariva incerto, le biblioteche erano chiuse o lontane e procurarsi i
libri era difficile, usciva a Napoli per i tipi
dell’editore Giuseppe Casella la rivista bimestrale
«Aretusa» (n.1, marzo-aprile), «prima creatura dell’Italia letteraria liberata», se si esclude il numero
unico della rivista «Latitudine», uscita sempre nella
città partenopea nel gennaio del 1944, che ebbe tra i
suoi fondatori Raffaele La Capria e Giorgio Napolitano. Direttore di «Aretusa» era lo storico della letteratura Francesco Flora. Nell’articolo di presentazione «Agli scrittori e ai lettori», Flora la definiva
«una rivista che tenta di ritrovare quegli studi nei
quali, secondo la parola di Dante, l’uomo si eterna».
Con il numero 4 «Aretusa» passa sotto la direzione
di Fausto Nicolini, al quale nel marzo del 1945 (con il
numero 7) subentra Carlo Muscetta, che mantiene
l’incarico fino alla cessazione delle pubblicazioni nel
1946; nello stesso tempo la redazione si trasferisce a
Roma dove è edita da De Luigi editore,.
Accusata dalle pagine della rivista di Palmiro Togliatti «La Rinascita» di parlare con eccessiva minuzia di poetica surrealista ed ermetica e di poesia
contemporanea nel momento storico in cui il Paese
versava in condizioni drammatiche, e quindi di essere chiusa nell’ambito degli studi letterari, sotto la
direzione di Muscetta «Aretusa» continuava il proposito di riaffermare i valori dell’umanesimo e della
libertà attraverso un tono più militante. L’ultimo numero porta la data gennaio-febbraio 1946. Di lì a poco, con l’inizio della Guerra fredda, grandi lacerazioni, scelte traumatiche, contrapposizioni frontali
avrebbero nuovamente diviso le coscienze e fatto
emergere le debolezze della cultura liberaldemocratica di fronte alla sfida dei diversi integralismi.

S

docente di scuola media superiore, Catania

C. MERLO

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.
LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Lettere e Commenti .27

.

MATTIA FELTRI

I VOLTI
DI UNA SVENTURA
IRREPARABILE

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

S

oprattutto è pigra e non spiega
nulla. Non spiega, per esempio,
che oggi non si ruba per il partito e
nemmeno al partito, ma dentro al
partito si muovono lobby che hanno agganci al di fuori e puntano al rafforzamento di poteri politici individuali. Massimo Fini – scrittore fra più eccentrici, ribellista colto, antimodernista – ne parla così:
«Sono lobby legate a gruppi di intermediari
privati – conoscenze antiche come Gianstefano Frigerio e Primo Greganti – gente senza ruolo che fa da collegamento con organismi malavitosi, o anche soltanto con imprenditori felloni: personaggi che si fiutano
e si garantiscono a vicenda». E’ l’opinione di
un altro che ne ha viste parecchie, Emanuele Macaluso, ex comunista e sindacalista
della Cgil, oltre che direttore dell’Unità e
del Riformista. Il quale ricorda che «la Tangentopoli d’inizio anni Novanta coinvolse i
partiti e i massimi dirigenti, Bettino Craxi,
Arnaldo Forlani, Giorgio La Malfa, pure
Umberto Bossi». L’inchiesta della procura
di Milano, dice Macaluso, «accelerò la crisi
dei partiti successiva alla fine dell’assetto
mondiale prodotto dalla Guerra fredda. Arrivò un sistema nuovo e non riuscimmo ad
adeguarci». Si tirò avanti con la ferraglia
novecentesca persuasi che restasse a galla.
Lìsiinfilaronoimagistratisorrettidaigrandi giornali e sospinti dalla rabbia popolare,
all’improvviso desta dopo un lungo sonno
sul velluto.
Parlare di Nuova tangentopoli non ha
senso, secondo l’analisi di Formica, anche
perché «quando un fenomeno è continuo
perde la caratteristica di definizione». Dice
che sono solamente cambiati «i soggetti e i
fruitori finali». La traduzione di Massimo
Fini è la seguente: «Dopo l’euforia degli anni
di Mani pulite, le cose sono continuate ma
modificandosi: non c’è distacco, è una normale evoluzione della pratica criminale». E
Formica ci si riaggancia per proporre
un’amata teoria: «La decomposizione del
sistema aggrava il fenomeno degenerativo:
in un sistema di democrazia organizzata,
anche i fenomeni degenerativi come la corruzione rimangono sotto controllo. Per fare
un esempio, un conto è se la Chiesa ruba
per sfamare i poveri, un conto se lo fa per
comprarsi gli attici. Oggi il dato non è tanto
il fenomeno degenerativo quanto la decomposizione del sistema». E allora, tornando a
Macaluso, la decomposizione del sistema è
tale per cui stavolta i partiti non c’entrano, o
c’entrano marginalmente, «per il semplice
motivo che non esistono più. Il Partito democratico è un agglomerato elettorale, Forza Italia è da sempre un partito azienda con
una leadership non contendibile, il Movimento cinque stelle è un partito-blog con
regole interne bizzarre, la Lega è un resi-

DOMENICO QUIRICO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

N

Illustrazione di Irene Bedino

LE TANGENTI
E LA FINE DEI PARTITI
duato». Si partì venti anni fa dalla crisi dei
partiti, si arriva oggi col loro decesso: un’avventura tenuta assieme dalle stecche. E però
a questo punto Fini e Formica prendono altre
strade. Fini si chiede per quale ragione non ci
sia più scandalo, forse per una questione sinergica, e cioè che «la politica corrotta ormai
si muove dentro un paese corrotto, dove per
rimanere onesti bisogna essere santi». Formica, invece, ricorda che la Prima repubblica
implose perché era un sistema senza alterna-

tiva (il Pci era escluso dall’esecutivo, il Msi addirittura dal famoso arco costituzionale),
«con una legge elettorale che favoriva la disgregazione, con un’economia pubblica che
soffocava il mercato, con partiti che comprimevano le realtà, con sindacati che bloccavano le dinamiche sociali. Bene, passati vent’anni, le cose sono migliorate o peggiorate? Venti
anni più tardi, dopo che sono stati al governo
tutti, dai naziskin ai terroristi rossi e chiunque stesse in mezzo, a che punto siamo?».

ALGERIA, LA DITTATURA
MORENTE DI BOUTEFLIKA
AMEL BOUBEKEUR*

N

onostante la salute cagionevole, il presidente
algerino Abdelaziz Bouteflika il mese scorso ha
vinto un quarto mandato
con il 81% dei voti - o almeno così ha
annunciato il regime. In realtà, lungi
dal segnalare una crescente stabilità
politica, la falsa vittoria del settantasettenne in carica evidenzia quante
poche opzioni abbiano gli algerini per
cambiare il sistema dall’interno.
Sotto la guida di Bouteflika il governo algerino non è riuscito ad affrontare le sfide economiche e sociali
più urgenti per il paese. E non c’è motivo di aspettarsi che cambi qualcosa.
Da quando è stato vittima di un ictus
lo scorso anno, Bouteflika non è quasi
mai apparso in pubblico, sia per fare
campagna elettorale in vista del voto,
sia dopo la vittoria.
Di conseguenza il regime trova
sempre più difficile sostenere, come
ha fatto negli ultimi 15 anni, che il governo di Bouteflika rappresenta il
controllo civile sulle forze armate.
Così ha messo a punto una nuova
strategia, volta a creare l’impressione di una transizione: la Costituzione sarà rimaneggiata per designare
un vice presidente come legittimo
successore del presidente. Natural-

mente il vero scopo della mossa è
quello di permettere all’esercito di
stringersi attorno al prossimo compiacente «leader civile».
Il regime proporrà anche un «contratto nazionale», presumibilmente
per avviare un dialogo con l’opposizione. Ma, dopo la vittoria fasulla di Bouteflika, l’opposizione non può più accettare un ruolo nella farsa dei piani
di riforma del regime.
In effetti l’annuncio che Bouteflika
intendeva presentarsi è bastato per
unire gli islamisti e la sinistra - anche
partiti che in precedenza erano stati
cooptati dal regime - e spronarli a organizzare un boicottaggio del voto.
Quando sono stati resi noti i risultati
delle elezioni, hanno subito rifiutato il
nuovo governo in quanto illegittimo.
Ma, per guadagnare credibilità, i
partiti dell’opposizione dovranno
estendere la loro critica al di là di
Bouteflika, al sistema nel suo complesso. Questo è cruciale per la loro
sopravvivenza, dato che gli avversari più giovani stanno cercando nuove vie per arrivare a un cambio di regime al di fuori del sistema controllato dallo Stato.
Uno sviluppo importante è la crescente influenza di voci del dissenso
che non sono di parte. Si sono formati
movimenti non violenti di protesta
non solo contro l’eterna leadership di
Bouteflika, ma anche contro il ruolo
pervasivo dell’esercito e dei servizi se-

greti nella società civile. Questi movimenti, come la tanto sbandierata «Barakat» (Basta), hanno contribuito a
spostare gli algerini da una rancorosa
astensione al boicottaggio militante.
Anche i sindacati clandestini – che
organizzano manifestazioni e scioperi per tutelare i diritti dei lavoratori,
pur rifiutandosi di collaborare con i
sindacati ufficiali del regime - hanno
criticato le elezioni. Inoltre, i giovani
hanno assunto un ruolo di primo piano nell’opposizione, ad esempio sabotando i comizi elettorali di Bouteflika. Le manifestazioni dei giovani
disoccupati nel sud dell’Algeria, il
centro dell’industria petrolifera,
tracciano un collegamento diretto
tra l’alto tasso di disoccupazione e il
controllo delle risorse naturali del
paese da parte dell’esercito.
Attraverso l’organizzazione di proteste pacifiche per chiedere trasparenza sulla spesa pubblica, questi movimenti stanno sollevando questioni
che non sono state affrontate durante
la campagna elettorale. Nell’immediato stanno anche sfidando il veto del
governo alle manifestazioni di piazza vestigia dello stato di emergenza durato dal 1992 al 2011. Poiché la guerra
civile degli Anni 90 è finita da un pezzo, i funzionari della sicurezza non
possono spiegare per quale ragione
siano stati arrestati degli algerini che
chiedevano lavoro.
Naturalmente la repressione con-

el video dei Boko haram le immagini delle studentesse sequestrate nel nord della
Nigeria si alternano con il sermone del
capo della setta islamista Abubakar
Shekau. Con il kalashnikov negligentemente appoggiato sulla spalla, a gesti larghi, lo
sguardo magnificamente torbido, annuncia che le
ragazze ‘’per cui vi preoccupate tanto in occidente
noi le abbiamo liberate. E sapete come? Sono diventate musulmane!’’.
Tre di loro parlano: ininterrottamente, con quella
voce al di là che si ha quando si recita, quando si
obbedisce a quello che si dice senza esserne più padroni. Confermano: eravamo cristiane. Ora siamo
convertite all’Islam. E loro parole, con l’abito che indossano, scavano una sventura irreparabile; il passato che è morto brutalmente risuscita per soffrire,
la felicità della loro giovinezza è distrutta. I giorni
trascorsi che parevano felici sono divenuti tristi ed è
il lutto di tutto, del vestito e dell’anima. La conversione! cosa c’è in tutto questo del dono di una tenerezza divina, di una consolazione che non è nell’uomo?
Guardano fisse le telecamera, le convertite, non
c’è paura in quel riquadro di viso, solo la visione della crudeltà della vita, una paziente rassegnazione, la
consapevolezza del nulla. Intente, si direbbe, alla
propria debolezza si guardano sanguinare come
un’urna piegata. Ecco l’impressione della sacra povertà degli esseri umani travolti dalla sopraffazione
e dal fanatismo.
L’islam è una religione egualitaria, tutti ricchi e
poveri potenti e derelitti sono eguali davanti al definitivo mistero di dio. Tutti meno tre categorie: i miscredenti, gli schiavi e le donne. Ma lo schiavo poteva esser liberato da suo padrone, l’infedele comprendere il vagare nell’errore e diventare credente
cancellando subito la sua inferiorità. Solo la donna è
condannata per sempre a restare ciò che è. Perché
nel corpo delle donne passa il confine tra modernizzazione e occidentalizzazione. Conservatori tradizionalisti e radicali fanatici su una cosa concordano:
possono accettare la tecnologia moderna, la utilizzano perché necessaria e efficace. Ma la emancipazione delle donne è, per gli uni e gli altri, la peste
della occidentalizzazione che deve esser tenuta lontana o estirpata senza pietà.
A Chibok, in Nigeria, si fonde nella violenza un
altro tassello del grande jihad planetario madido di
odi di guerra. Lo stanno costruendo, giorno dopo
giorno da Kabul a Aleppo, dalle sabbie del Sahara al
nord della Nigeria uomini come Abubarak Shekau.
Uniti dall’invisibile e sublime legame del male pensano che per trionfare bisogna uccidere, per salvare
la vita perdere quella degli altri.

tinua a intimidire la maggior parte
degli algerini. Ma sta diventando
sempre più facile suscitare la loro
simpatia per i propri concittadini attraverso Twitter, YouTube e Facebook. Che, stimolando quotidianamente il dibattito pubblico sulle violazioni locali dei diritti umani, diffondono il messaggio del malcontento in
modo più efficiente di quanto mai abbiano fatto i partiti tradizionali.
Chiedendo migliori servizi statali
piuttosto che una «primavera araba», gli algerini hanno camminato
sul filo del rasoio, evidenziando l’incapacità del regime di garantire sicurezza e prosperità economica, nonostante i suoi sforzi per soffocare ogni
dibattito. Così, anche senza parlare
esplicitamente di politica, il numero
degli algerini contrari al governo sta
crescendo.
La maggior parte delle proteste di
piazza sono avvenute nelle zone più
svantaggiate e trascurate del Paese e
le richieste primarie sono state economiche: migliori posti di lavoro, abitazioni, servizi sanitari e infrastrutture. Ad alcuni basterebbe il diritto di
guadagnarsi da vivere grazie all’economia informale.
E i manifestanti hanno fatto di tutto - a volte in modo distruttivo - per
essere ascoltati, bloccando strade,occupando fabbriche ed edifici governativi e sabotando la rete di distribuzione dell’acqua e dell’elettricità. Dal
2011 oltre 150 algerini si sono addirittura dati fuoco, di solito di fronte a
edifici pubblici.
In questo contesto non sorprende il
fallimento dei goffi tentativi del governo per comprarsi i manifestanti. Nel

2011 il governo, temendo il contagio
dalla Tunisia e dall’Egitto, dove dittature di lunga data erano appena state
rovesciate, ha risposto al diffondersi
delle proteste tra i lavoratori del settore pubblico aumentando i loro stipendi del 100% - retroattivamente dal
2008. Ma il piano è fallito; le proteste
si sono intensificate, con altri lavoratori che hanno iniziato a manifestare
per ottenere gli stessi benefici e a protestare contro l’inflazione innescata
dalla manovra.
Certamente le proteste di piazza
hanno già avuto un impatto profondo
sulla politica autoritaria dell’Algeria e
i timori ufficiali di sollevazioni di massa influenzano i bilanci pubblici e le
scelte politiche. Ma la decisione di
prolungare la presidenza di Bouteflika non fornisce il genere di leadership forte, trasformazionale, che occorre all’Algeria per dare corpo alle
promesse di stabilità del regime.
Le autorità algerine si trovano di
fronte a una grande sfida, perché il rifiuto di istituzioni pluralistiche rende
più difficile trovare partner negoziali.
Quanto più il regime tenta di corrompere i manifestanti, tanto più arrogante risulta – e tanto più si arrabbiano i cittadini. E la generazione più giovane e infuriata, soprattutto, non ha
particolare timore di perdere i limitati vantaggi offerti dallo status quo.
*Analista al German Institute for
International and Security Affairs (SWPBerlino).
Copyright: Project Syndicate, 2014.
www.projectsyndicate.org<http://www.projectsyndicate.org/
Traduzione di Carla Reschia

.

28

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

XXVII SALONE
INTERNAZIONALE
DEL LIBRO TORINO

CULTURA
SPETTACOLI

&

MARIO BAUDINO
TORINO

stato un successo per alcuni versi imprevedibile,
data la situazione del
mercato del libro. Il Salone si chiude con un incremento di visitatori (oltre 339 mila
contro i 329 mila dell’anno scorso) e
soprattutto dei libri venduti agli
stand. È un risultato che potrebbe
valere un segnale. Fuori, nelle librerie, la morsa della crisi si sta in effetti
attenuando. La caduta del mercato,
in aprile, si è quasi fermata, e ora si
parla di un meno 2%. I risultati del
Lingotto, proiettati sul futuro, potrebbero essere davvero il segnale
che tutti gli editori attendevano. Ma
quale sarà il futuro del Salone? Se n’è
parlato molto, tra gli addetti ai lavori.
Com'è noto, c’è in prospettiva un
cambio della guardia. Il presidente
Rolando Picchioni e il direttore Ernesto Ferrero sono in scadenza, anche se è certa un’ulteriore proroga
almeno fino al 2015, anno cruciale,
con l’Expo a Milano e al Lingotto la
Germania il Paese ospite. In questa
prospettiva la conoscenza di una
macchina complessa e la continuità
sono un’esigenza molto sentita sia
dal mondo politico sia dagli editori.
Il futuro, come ci dice l’assessore
alla Cultura di Torino, Maurizio
Braccialarghe, non potrà che
essere graduale, e parlare di
successori oggi è ancora
prematuro. Ma parlarne,
in un mondo come quello dell’editoria, è inevitabile. A molti l’affollatissima presentazione di Libro, ovvero la storia del libro
dal papiro all’ebook pubblicata
per Bollati Boringhieri da Gian Arturo Ferrari, domenica, è parsa
quasi la consacrazione di una candidatura. Ferrari è
autorevole, ha una
lunghissima carriera editoriale sempre
ai vertici, è stato per
anni il capo indiscusso
della Mondadori e ha
appena lasciato la carica
di presidente del Centro
per il libro e la lettura. È una
figura di editore e di intellettuale che potrebbe sembrare perfetta. Un suo editoriale sul Corriere di ieri, dove parla di Torino «capitale morale del libro», è stato assai citato
nella conferenza stampa di chiusura.
Ma Ferrari ha una forte personalità; e, a mezza voce, c’è chi suggerisce
che non raccoglierebbe mai un consenso unanime tra gli editori. Stefano Mauri, che in questo momento è
appunto il suo editore (la Bollati Boringhieri fa parte del gruppo Gems) e
lo ha presentato domenica, scherza
sul fatto che non può evidentemente
esprimersi. Ma sulla successione,
sull’identikit almeno, le idee sono
chiare: «Spero che si continui ad affidare la direzione a qualcuno proveniente dal mondo dell’editoria, che è
complesso ed è piuttosto difficile da
comprendere, nelle sue molte sfaccettature, se solo si è un passo fuori.
Il direttore ideale non dev’essere
nemmeno una figura troppo particolare, deve abbracciare tutto questo
mondo proprio come accade per Ferrero». E non dev’essere, per Mauri,
uno scrittore. Tantomeno un bestseller: «Per anni si è fatto il nome di
Alessandro Baricco, che pure ha dimostrato ottime capacità organizzative. Ma è pur sempre e soprattutto
un autore importante, con un profilo
molto personale».
Ancora più «conservatore», se co-

È

Salone
chi può fare
di più?
Chiusa con un nuovo record l’edizione 2014
si traccia l’identikit dei futuri vertici
Ma per il 2015 si va verso
la conferma di Picchioni e Ferrero

BRUNO RUFFILLI
TORINO

arole di carta, parole d’aria, parole di bit. Al Salone del Libro si
è discusso molto di editoria digitale e si sono viste diverse idee interessanti, tra startup e piccoli editori.
Ma poi, a chiedere tra i tanti visitatori se per caso qualcuno un ebook lo
ha mai letto, la risposta è quasi sempre
la stessa. No, sia pure con mille sfumature: chi non lo ha fatto perché non riesce a tradire la carta, chi trova complicati i lettori digitali, chi non si fida di
Internet per gli acquisti. Nel mercato
del libro italiano, l’ebook copre a stento il 3 per cento, ma è vittima di un circolo vizioso: vale poco, quindi le case
editrici investono poco (e qui bastava
dare uno sguardo al tristissimo banchetto dei lettori Kobo, da Mondadori). Lo spazio dedicato al digitale era
risicato anche da Giunti, che pure ha
annunciato un accordo con Amazon
per la distribuzione di lettori Kindle
nelle librerie accanto ai libri tradizio-

P

SYNCSTUDIO

Al Lingotto di Torino si è chiusa ieri la «cinque giorni» del Salone del libro

sì si può dire, è Riccardo Cavallero,
alla guida dei libri Mondadori. «Noi
come gruppo siamo soddisfatti, e
molto, del lavoro fatto dal Salone, e
speriamo che prosegua. Il successo non è mai scontato. Per il futuro,
ci sarà tempo. Credo che comunque la parola spetti agli attuali responsabili, che hanno lavorato così
bene. Quanto alla loro età, non la
considero né un limite né un vantaggio. Direi che la cosa migliore sarebbe che fossero loro a scegliere e decidere». Picchioni e Ferrero godono nel
mondo editoriale di un consenso unanime e trasversale.
Dalla tolda di Rcs, Massimo Turchetta non si esprime sui molti nomi
fatti in questi giorni (da scrittori come
Giuseppe Culicchia e Andrea Bajani, a
autori con esperienza politica come lo
storico Gianni Oliva, ex assessore alla
Cultura in Regione, dalla attuale direttrice del Circolo dei lettori Antonella
Parigi al presidente Luca Beatrice, per

non parlare di intellettuali come Walter Barberis, presidente dell’Einaudi,
anche lui piuttosto citato negli ultimi
tempi): «Alcuni - dice - li conosco meglio, altri meno; ma se dovessi tracciare un identikit vorrei che rappresentasse la maggiore continuità e prossimità con l’attuale gestione. Il Salone è
come il miracolo di san Gennaro, una
certezza che ogni anno si ripete nonoLE VOCI SU GIAN ARTURO FERRARI

Grande presenza alla kermesse,
forte personalità, ma qualche
nemico di troppo tra gli editori
stante tutto. In questo momento la crisi morde un po’ meno, noi al Lingotto
abbiamo venduto benissimo, più 35%
rispetto all’anno scorso. Spero che tutto continui così. E che ci sia sempre un
interlocutore a Torino con una specifica cultura editoriale. Insomma, uno
come Ernesto Ferrero».

Ebook, non decolla in Italia
il presunto nemico della carta
Fermo al 3 per cento, il digitale resta una Cenerentola
anche se è l’unico campo di ricerca e innovazione

Un esempio di app-libro
realizzata con PubCoder

nali. E in generale, svanito l’entusiasmo dei primi tempi, il mantra dell’ebook che salverà l’editoria si è sentito un po’ meno degli altri anni.
C’è molto da fare per ampliare il
pubblico dell’ebook, e non sono solo
librai ed editori a doversi muovere:
il ministro Franceschini lo ha riconosciuto, quando ha detto che si impegnerà per portare l’Iva dal dal 21
al 10 per cento e ha auspicato un aggiornamento della riforma Levi oltre a un l’aiuto ai piccoli editori. Ma
perché il 10 per cento se sui libri di
carta l’Iva è al 4?

La situazione è grottesca, tra formati incompatibili, lucchetti digitali,
strategie commerciali indecifrabili. E
acrobazie fiscali: Apple e Amazon, ad
esempio, sono registrate in Lussemburgo, quindi pagano sugli ebook il 3
per cento di Iva, contro il 22 per cento
che grava sui titoli elettronici venduti
da società italiane. Della questione si
sta occupando la Commissione Europea, e con ogni probabilità col 2015 saranno in vigore nuove regole, ma intanto la sperequazione è evidente.
I segnali più interessanti forse non
vengono dai grandi nomi: mentre il

.

R

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

I poliziotti di Ammaniti
e lo stand come scena del delitto
I poliziotti scrittori si sono sottoposti al vaglio di Niccolò Ammaniti,
presidente della giuria tecnica per il concorso narrativo della
rivista Polizia moderna: che quest’anno è stato aperto anche ai
ragazzi, in una sezione parallela. Ieri sono stati premiati i vincitori:
Antonio Savoldi, assistente capo a Chiari, con Madre perché?, e

visitatori
È il nuovo record che supera
tutti i risultati precedenti,
con un incremento del 3 per cento
rispetto ai 329.860 del 2013

82.000
spettatori
Grande successo degli incontri,
+ 15%. Nell’Auditorium da 1200
posti sold out per Fabio Volo
e i masterchef Cracco e Barbieri

+10-20%
divendite
È l’incremento medio registrato
dagli editori, con punte del +50%
da Sperling, +35 da Rcs, +20 da
Feltrinelli, +12% da Mondadori

350.000
visitatori
È il numero di persone che si sono
collegate con il sito salonelibro.it
(come nel 2013), per un totale
di 2,5 milioni di pagine visitate

“L’isola rappresenta solo il 4% del mercato librario nazionale
Essere isolati, però, è una garanzia di originalità”

«S

giornalisti
Sono gli operatori dei media
(giornalisti, fotografi, video
operatori e blogger) accreditati,
provenienti da sedici Paesi

Due ragazze
al Salone
del libro
leggono un tablet
elettronico

GLI EDITORI
E IL SALONE

E questa edizione in particolare?

«Direi che nel complesso sia andata
piuttosto bene. Almeno per noi: bene le copie vendute, benissimo la
vendita dei diritti».
«È anche quella più in crescita. Ormai a livello mondiale Torino è al
terzo posto, dopo Francoforte e
Londra».
Ma esiste un Paese in cui Montalbano non è tradotto?

«Almeno fra quelli importanti, direi
proprio di no».
Però molti editori si lamentano che
la serializzazione non funzioni più.

«In teoria, non so. In pratica, con Camilleri sì. È molto bravo, e questo aiuta parecchio. Del resto, grazie ai social network, mai come in questo momento gli editori sono stati in contatto con i loro lettori. Bene: in vent’anni, non è mai capitato che qualcuno si
sia dichiarato deluso dall’ultimo
Montalbano».
Qual è l’errore che gli editori stanno
commettendo verso gli autori?

«Quello di considerarli delle figurine (ce l’ho, ce l’ho, mi manca) oppure dei marchi. Io credo che il rapporto con lo scrittore, il tuo scrittore, sia indispensabile. L’autore non è
un brand. E del resto chi lo considera tale è il signor Bezos di Amazon,
cioè la persona che vorrebbe che gli
editori sparissero».
«Credo che vadano soprattutto rispettati, perché siamo noi al loro servizio e non viceversa. Detto questo,
non vanno nemmeno viziati. È un difficile esercizio di equilibrio».

Il direttore editoriale della Feltrinelli,
Gianluca Foglia, dice che avere come

Però la sicilianità è anche una componente del marchio. Se uno dice Einaudi pensa subito a Torino, se uno dice
Sellerio subito a Palermo...

«Sì, l’immedesimazione è molto forte e
credo che ci abbia giovato nel rapporto
con i lettori. Del resto, nella nostra collana storica “La memoria” compare la
scritta Sellerio editore Palermo».
A proposito di Sicilia: se dovesse spiegarla a un non siciliano, che libro gli
consiglierebbe?

L’altra faccia del Salone, quella dei
professionisti.

Ma gli autori vanno più blanditi o
rimproverati?

2.762

fare le cose a modo tuo, in modo diverso dagli altri. Talvolta certamente peggio, talvolta forse meglio».

ALBERTO MATTIOLI
empre un’iniezione di energia». Antonio
Sellerio è appena
tornato a casa
portando da Torino a Palermo una
buona impressione del Salone del
libro e un’influenza.

29

Valentina Tartaglione, studentessa sedicenne di Marcianise, con Il
mio migliore amico. Intanto, fra gli stand giaceva un cadavere - finto,
per fortuna: un manichino sforacchiato di pallottole. Lo avevano
piazzato gli esperti Sezione Investigazione Scientifica dei
Carabinieri, per spiegare come ci si muove davvero sulla scena del
delitto, senza dimenticare gli ordigni sospetti e le operazioni antisabotaggio. Pubblico esorbitante, per imparare come si rilevano le
impronte digitali, come si raccolgono i reperti, e come non
contaminare la scena del delitto: tutto molto utile, almeno per
controllare la verosimiglianza delle serie televisive.
[M. B.]

Dal Papa
a Peppa Pig
i più venduti
tra gli stand

Sellerio: sapessi com’è strano
fare l’editore in Sicilia

339.752

.

Antonio Sellerio

L’autore non è un brand
E del resto chi lo considera
tale è il signor Bezos
di Amazon, cioè la persona
che vorrebbe che
gli editori sparissero
editore una persona fisica, con un nome, un cognome e una faccia, è un
vantaggio. Che ne dice? La sua è appunto una casa editrice di famiglia.

«Sono d’accordo. In realtà è un
vantaggio soprattutto per i nostri interlocutori, tutti, dagli autori ai lettori passando per i librai. Insomma, chi
firma un contratto con me sa che, al
netto di catastrofi, avrà poi a che fare
con me. È rassicurante».
Fare l’editore in Sicilia è uno svantaggio?

«Io l’ho fatto solo in Sicilia, quindi non
ho termini di paragone. Ma nel complesso credo di sì. L’isola rappresenta
solo il 4% del mercato dei libri in Italia
ed è chiaro che se lavori qui sei lontano
da tutto e da tutti, i lettori, i distributori, le catene. Ma c’è il rovescio della
medaglia. Proprio perché sei isolato, è
difficile fare paragoni e questo ti garantisce una grandissima originalità
sia nelle scelte editoriali sia in quelle
organizzative. Insomma sei costretto a

«Almeno due. Uno è I vicerè di Federico
De Roberto, che anche mia madre
amava moltissimo. L’altro è Il consiglio
d’Egitto di Leonardo Sciascia. Due libri che permettono di leggere la Sicilia
come metafora dell’Italia, cosa purtroppo sempre più vera».
Perché dice purtroppo?

«Perché non esportiamo certo il meglio dell’isola, da una certa approssimazione sicula alla criminalità. Come diceva Sciascia: la linea della palma sta salendo».
Mi dica tre libri sui quali la Sellerio
scommette.

«Questa non è una canzone d’amore di
Alessandro Robecchi, un romanzo
grottesco sulla Milano di questi anni.
Morte di un uomo felice di Giorgio Fontana, una storia di terrorismo che si
svolge nel 1981, cioè nell’anno di nascita dell’autore. E infine non un libro ma
una collana, nella quale stiamo ripubblicando in economica e con prefazioni
d’autore tutti i Montalbano. Per festeggiare i vent’anni del primo Camilleri,
La forma dell’acqua».
Fra dieci anni i libri di carta ci saranno
ancora?

«Io credo di sì. In America il boom
dell’ebook si è fermato, anche se il
libro elettronico rappresenta una
quota di mercato molto superiore a
quella italiana. Da noi il digitale si
espanderà ancora, ma per ora non
soppianterà la carta. Fra trent’anni,
invece, non lo so».
Ultima domanda: lei legge tutti i libri
che pubblica?

«Cerco. Ma il vero problema è che
leggo anche moltissimi libri che poi
non pubblico».

grande pubblico fa la fila per cuochi e
Salvo rare eccezioni, a oggi la lettecantautori, sono i piccoli editori e le ratura digitale non ha ancora saputo
startup che sperimentano, inventano, esprimere le sue potenzialità, e quasi
immaginano un futuro nuovo. C’è per sempre un ebook è solo un libro senza
loro uno spazio apposta, Book To The la carta. Tra le app per bambini, inveFuture, dove si ragiona di biblioteche ce, si trovano già piccoli capolavori di
digitali e ebook in streaming, o di come multimedialità, che uniscono alle papubblicare da soli un romanzo. Qui la role immagini, video, musica.
rivoluzione del digitale non è solo una
Il libro del futuro convivrà a lungo
promessa, ma una realtà: con il sof- con gli ebook testuali, i volumi di carta
in edizione limitatware PubCoder
per creare titoli inCONFUSIONE ta, i blockbuster da
terattivi, ad esemeuro, i maSituazione grottesca: formati pochi
pio, che permette
nuali e i romanzi
di trasformare un incompatibili, lucchetti digitali, rosa. Sta a editori e
libro in un’app, co- e oscure strategie commerciali distributori saper
me fosse uno di
cogliere le mille ocquei vecchi volumi pop-up con una casioni di un mercato che appare semsorpresa ad ogni pagina. Con Spam, il pre più frammentato, come quello delmagazine in realtà aumentata dove la musica. C’è spazio per ogni nicchia,
tutti possono collaborare inviando i per ogni idea: come quella di un’intrapropri contributi. E con molte idee nel prendente azienda polacca, che ha
campo della didattica e dell’editoria presentato in un angolino nascosto del
per l’infanzia, dove non si parla tanto Salone un curioso ibrido tra smardi ebook, quanto di libri multimediali, tphone e lettore ebook. Si chiama
espandibili e interattivi, che sfruttano Onyx Midia InkPhone e arriverà tra
tutte le caratteristiche dei tablet.
qualche mese nei negozi italiani.

ELENA MASUELLI
LETIZIA TORTELLO
TORINO

ffetto star. Gli scrittori in carne e ossa, al Salone, sono stati
la vera fortuna degli editori.
Sarà per un autografo o l’occasione
di una foto, ma forse, ancora di più,
per il privilegio di sentirsi raccontare le emozioni che stanno dietro alle
pagine. Lo dimostra Un’idea di destino, i diari inediti di Tiziano Terzani
presentati dalla moglie Angela e da
Massimo Gramellini, campioni di
vendite con oltre 700 copie. Il vicedirettore della Stampa ha catturato
i lettori anche con il suo ultimo libro,
La magia di un Buongiorno. Due titoli di Longanesi.
Il Salone fa chiudere i conti degli
editori con un sorriso convinto. In
particolare i grandi: il gruppo Mondadori segna un +12%, Rcs ha raggiunto picchi del 35%, Sperling &
Kupfer con Frassinelli spariglia il
banco con +50%, Feltrinelli fa il +20,
Sellerio e Minimum Fax si «accontentano» del +16. Insomma, dopo
anni di contrazione, il 27° Salone di
Torino ha fatto anche vendere, ben
oltre le più rosee aspettative.
Gli incontri da tutto esaurito, con
lunghe file pazienti, sono anche i titoli più richiesti. C’era da aspettarselo che Mondadori facesse il botto
con due «penstar»: Licia Troisi, da
dieci anni regina del fantasy, e il
mattatore Fabio Volo. Benissimo
sono andati anche Margaret Mazzantini, nel nuovo formato tascabile «flipbook» di Splendore, e Ferzan
Ozpetek, all’esordio come scrittore,
con Rosso Istanbul (200 copie vendute solo alla presentazione con la Littizzetto). Einaudi festeggia il nuovo
acquisto, Paolo Giordano, con Il nero e l’argento, uscito proprio in questi giorni. Per dirla con il direttore
editoriale, Ernesto Franco, «i lettori
vengono a cercare qui ciò che non
trovano altrove, hanno bisogno di
ascoltare conversazioni e vere e
proprie lezioni. Non è tutta questione di spettacolo».
Che ci sia la voglia di conoscere
da vicino le firme più amate, scoprendone anche le storie personali,
lo confermano Gianrico e Francesco Carofiglio: il loro La casa nel bosco, affettuosa schermaglia a due voci fra luoghi e ricette di famiglia, è il
più venduto da Rizzoli. Nel gruppo
va bene anche la madrina della manifestazione, Susanna Tamaro, con
le 300 copie di Illmitz per Bompiani,
e la trilogia dei Canti delle terre divise di Francesco Gungui per Fabbri.
La Feltrinelli si è difesa con le 350
copie di Pantera, di Stefano Benni.
Grande schermo e tv hanno lasciato la loro impronta: il film La ladra di libri ha convinto 850 persone
ad acquistare l’omonimo romanzo
di Markus Zusak (Frassinelli), da
Giunti la star è stata Peppa Pig,
mentre Fazi piazza in classifica House of Cards di Michael Dobbs, libro
da cui è tratta la fortunata serie Sky.
Era il Salone del Vaticano, e la figura
di Bergoglio (anche se il Papa non è
venuto a Torino) ha senz’altro dominato. Non solo per gli editori religiosi e della Santa Sede. È stato acquistato anche dai giovani. «Né Ratzinger, né Wojtyla – dice Andrea Gianni, presidente dell’Associazione sant’Anselmo –, avevano riscosso questo successo. La gente vuole conoscere meglio la sua figura».

E

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30 .Spettacoli

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

LUCA DONDONI
MILANO

D

imenticatevi la
ridondanza estetica di Mylo Xyloto. Il nuovo disco
Ghost Stories, il
sesto della carriera dei Coldplay, è un album sul quale
Chris Martin e soci hanno lavorato per sottrazione. Solo
nove canzoni, scelta giusta in
un momento discografico come questo, che danno all’ascoltatore la possibilità di
concentrarsi su musica e testi. Il quartetto londinese ha
cominciato a preparare le
fondamenta del cd già dal novembre 2012. Il singolo Midnight è stato un buon apripista per far intendere di che
stoffa fosse il disco e ieri, in
un ufficio blindato, i dirigenti
della casa discografica lo
hanno mostrato alla stampa.
Ghost Stories è un bel lavoro fin dalla copertina. L’artwork dell’artista ceca Mila
Furstova riproduce le ali di

IL NUOVO ALBUM DELLA ROCK BAND

Gwyneth, i figli, il divorzio
nelle ballate dei Coldplay
In “Ghost Stories” la rottura tra Chris Martin e la Paltrow

Il nuovo show su Italia Uno

Chiambretti: la televisione
è come un Supermarket
MILANO

S

«ALWAYS IN MY HEAD»

«Sarai sempre nella mia
testa» canta il frontman
Nei cori la figlia Apple
un angelo sulle quali sono disegnate immagini che richiamano ognuna delle nove canzoni. Il disco, prodotto da
Paul Epworth e Dan Green
con la supervisione agli archi
del nostro Davide Rossi, parte con la bellissima Always in
my head. Qui, evidenziato
con il pennarello giallo fluo,
c’è tutto il dispiacere per la
separazione di Martin (sebbene le cronache rosa abbiano parlato di consensualità)
da Gwyneth Paltrow. «Sarai
sempre nella mia testa»
canta Chris con l’elettronica
che gli dà una mano quando
si tratta di trasformare le lacrime in musica. Nei cori
anche la voce della piccola

La nuova «creatura» di Piero
Chiambretti debutta stasera
alle 23,50 su Italia 1
Con lui Cristiano Malgioglio

I Coldplay: da sinistra, Will Champion, Guy Berryman, Jonny Buckland e Chris Martin

«Storie di fantasmi»
La copertina di Ghost Stories è
dell’artista ceca Mila Furstova.
L’album esce il 20 maggio

Apple Martin che, come il fratellino Moses, è stata chiamata a far parte del progetto. O,
il pezzo dove canta il maschietto - ha detto Martin - è
anche il mio brano preferito
fra tutti quelli che i Coldplay
hanno fatto in carriera».

Ghost Stories è il primo album della band a contenere
una title track, così come è la
prima volta che Tim «AVICII»
Bergling (Sky full of stars) e
Timbaland (True Love) vengono chiamati a produrre dei
pezzi che strappano l’applauso. «Sebbene possa sembrare
un album straziante - ha rivelato Chris a chi gli ha chiesto il
perché di ben sette canzoni
lente su nove - in realtà non lo
è. Si tratta piuttosto di un disco sul sentirsi realizzati». E
ancora: «L’ispirazione per
questo cd viene da ciò che è
cambiato in me, non voglio
avere paura di quello che accade nella mia vita, dell’amore,
del rifiuto e di un possibile fallimento». Se qualcuno avesse

ancora dei dubbi sullo stato
sentimentale di Chris ora che
Gwyneth non è più sua moglie,
eccolo accontentato.
Sessanta milioni di dischi
venduti, una delle quattro top
rock band del mondo, i Coldplay hanno recentemente tenuto un concerto speciale a
Los Angeles davanti a 800 fan
e oltre a tre classici, hanno
suonato tutto il nuovo album.
A beneficio dei fan italiani l’intero live sarà trasmesso il 19
maggio su Sky Uno Hd alle
21,10 e su Sky Arte alle 22,10.
Le prossime esibizioni dei Coldplay saranno il 28 giugno a
Parigi, il 12 giugno a Tokyo e il
1° luglio a Londra. Non correte
alla ricerca dei biglietti. Sono
andati esauriti in due ore.

i chiama Chiambretti Supermarket la nuova creatura di Piero Chiambretti
e andrà in onda ogni giorno dalle 23,50 su Italia 1 da stasera
per un mese. Tre puntate saranno in diretta, mentre le altre
quattro saranno dei montaggi
di una trentina di minuti di
quanto già visto. «Questo è uno
dei pochi programmi che anziché vivere in orizzontale, vive in
verticale - dice subito Piero - .
La scenografia assomiglia alle
torri della Bicocca».
«Chiambretti non solo è l’artista di punta di Italia 1 ma avrà
il compito di illuminare il canale
- interviene Luca Tiraboschi, il
direttore della rete -. Se fossi
qualcuno che conta farei un canale, il Chiambretti Channel». Il
presentatore ha raccontato così questi due anni e mezzo senza tv. «Il nostro è un ambiente
difficile in cui se sei fermo spariscono tutti. Antonio Ricci e
Piersilvio Berlusconi mi hanno
dimostrato fiducia con la parentesi di Striscia e non solo. In
questi due anni e mezzo di fermo però ho potuto ricaricare le
pile e togliermi quel ruolo di
“employeur” che stavo recitan-

do. Io sono, mi sento un autore
televisivo e la tv d’autore non si
può fare tutti i giorni».
Due parole sul perché del titolo: «Supermarket è il padre di
tutte le marchette e il nonno di
tutte le telepromozioni. Supermarket è la televisione perché
usa un linguaggio consono a
quello televisivo: quanti prodotti congelati ci sono nei nostri
piccoli schermi? E quante primizie? Ma il vero colpo di mercato è il direttore del supermarket: Cristiano Malgioglio».
Oltre a lui l’altra ospite fissa
sarà Chiara Nasti, fashionblogger, in onda solo nei primi 12 minuti perché minorenne. Rubrica fissa: «Un biglietto per Rio
1014». «Tutte le sere cercherò
poi di contattare calciatori come Ciro Immobile, Gilardino e
Chiellini e con loro parleremo di
calcio alla mia maniera. Avremo anche molti esseri “humani”, gente che ha una doppia vita: di giorno professionisti... e di
notte un po’ per vizio e un po’
per disperazione impegnati in
altro. Malgioglio darà loro un
valore in soldi, poi verranno infilati in cabine con un telefono;
aspetteranno che i telespettatori se li comprino».
[L. DON.]

.
LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

ecitare, cantare, respirare aria di cinema. Figlia di una
delle coppie più
emblematiche degli Anni Settanta, Charlotte
Gainsbourg possiede la sfrontata naturalezza degli artisti che
non hanno paura di nulla e per
questo riescono a vincere le sfide più spericolate. Appena uscita dall’immersione totale nelle
allucinazioni sessuali del danese Lars von Trier, eccola muoversi nel complesso universo familiare di Incompresa, il film autobiografico, in cui Asia Argento descrive dolori e difficoltà di
una bambina alle prese con la
tormentata separazione dei genitori. Se Charlotte è figlia di Jane Birkin e Serge Gainsbourg,
campioni di provocazione dai
tempi del peccaminoso Je t’aime
moi non plus, Asia è il frutto dell’amore tra il maestro dell’horror Dario Argento e l’attrice e
sceneggiatrice Daria Nicolodi,
esperta di esoterismo e scienze
occulte. Punti in comune ce
n’erano eccome, e così Argento
ha scelto Gainsbourg per affidarle, in Incompresa (al Festival
che si apre mercoledì, nella sezione «Un certain regard»»), la
parte della madre della protagonista. Una donna affascinante, trasgressiva, inaffidabile, in
lotta perenne con il compagno
da cui si sta dividendo, interpretato da Gabriel Garko.

R

Che ha significato, nella sua
vita, avere genitori famosi?

«Non mi sono mai considerata
una “figlia d’arte”. Certo, i
miei genitori sono quelli, è una
cosa di cui sono contenta, anche se in passato è stata un
peso... e io faccio questo mestiere, ma non c’è altro».
È diventata la musa di Lars
von Trier che l’ha voluta per il
monumentale Nimphomaniac. Che cosa è cambiato
dopo questa esperienza?

«Tante cose, anche se non so
dire quali. Ogni volta che giro
un film con Lars mi ritrovo su
un terreno diverso... Stavolta
sentivo di andare oltre, di vi-

Spettacoli .31

Telenovela Pereira
La Scala decide
di non decidere

Intervista

FULVIA CAPRARA
ROMA

.

Dal CdA nuovo rinvio. Spunta l’ipotesi
di “commissariare” il sovrintendente

Charlotte
Gainsbourg
è tra i
protagonisti
del film
biografico di
Asia Argento
«Incompresa»
nella sezione
«Un Certain
regard»

ALBERTO MATTIOLI
MILANO

JESSE DITTMAR/
WASHINGTON POST/ GETTY

“Nellemieproveestreme
orac’è ildolorefamiliare”
Charlotte Gainsbourg a Cannes nel film di Asia Argento
Presentata la cinquina
DaviddiDonatello:PifeSibiliainumeriprimi
1 I Premi David di Donatello

all’insegna del nuovo, particolarmente attenti ai giovani autori usciti negli ultimi anni.
Questo quanto emerge dalle
cinquine presentate ieri. Ben
due pellicole, tra quelle candidate al miglior film sono opere
prime: Smetto quando voglio
di Sydney Sibilia (12 nomination, la terza in graduatoria dopo Virzì e Sorrentino) e La mafia uccide solo d’estate, esor-

vere una prova estrema, poi,
quando le riprese finiscono, ti
sembra di non aver fatto niente. Ho sentito il bisogno di andare a vedere il film per capire
se era così porno e se guardarlo mi avrebbe scioccata. E invece no, quello che mi ha colpito è
stata la bellezza dell’opera, la
storia parla di sesso, ma soprattutto parla di una donna».
Qual è stato il momento più
difficile della lavorazione?

«La scena sadomaso con Jamie
Bell, la posizione fisica era molto umiliante».

dio di Pif (8 candidature più il
David Giovani), tante quante
La sedia della felicità, film testamento dello scomparso Carlo Mazzacurati. Per il resto è un
testa-a-testa tra Il capitale
umano di Paolo Virzì e La grande bellezza di Paolo Sorrentino
per le candidature ai premi David di Donatello che verranno
consegnati il 10 giugno in diretta alle 19 su Rai Movie e in
differita su Rai1.

Ha ottenuto riconoscimenti
importanti e ha lavorato con i
registi più diversi. Non le è venuta voglia di passare dietro la
macchina da presa?

«Sì, ci ho pensato. Ho girato con
grandi autori e ritengo che la
regia sia una questione geometrica. L’idea di guardare attori
che recitano mi piace, e non è
detto che un giorno non decida
di dirigere un film. In ogni caso
lo farò solo quando ne avvertirò
una reale necessità, un forte bisogno di esprimermi».
Lei è cantante oltre che attrice,

che cosa le dà la musica?

«Qualcosa di completamente
differente dalla recitazione. I
film non mi somigliano, sullo
schermo si è strumenti del regista che dirige. Nelle canzoni è
tutto il contrario, e per questo,
per me, cantare è importante».
Se dovesse fare una scelta:
cantante o attrice?

«Non potrei. Quando recito, mi
manca la musica, e quando canto, ho bisogno di recitare...».
C’è un personaggio che vorrebbe interpretare?

«Mi è sempre molto piaciuta
Giovanna D’Arco e anche Anna Frank, ma in realtà, adesso, non ci sono parti che, in
astratto, mi attirano. Quando
scelgo di fare un film, più che
dal personaggio, sono motivata dall’incontro con il regista
e la sua visione».
Sta per andare al Festival di
Cannes, luogo da cui von Trier
è stato bandito, dopo le dichiarazioni sul nazismo rilasciate durante la presentazione di «Melancholia».

«Di certo Lars non è antisemita, e questo lo sanno tutti. La
sua è stata una provocazione
forse stupida, non adatta a una
conferenza stampa, ma la reazione mi è parsa esagerata».

sa del Festival di Salisburgo, Helga Rabl-Stadler, che conferma
quanto detto da Pereira, e quella
di Pisapia al ministro Franceschini, che ha fatto sapere che
deve decidere Milano. Manca solo, ma pare che sia stato richiesto, il parere di un giuslavorista.
In realtà, il rinvio serve a cercare un’unanimità che non c’è. Il
sindaco vorrebbe confermare
Pereira, perché l’ha scelto lui,
perché qualcuno gli avrà spiegato che è il miglior manager operistico del mondo e perché cambiare sovrintendente, a pochi
mesi dalla maxistagione dell’Expo, equivale a un suicidio artistico-organizzativo in mondovisione. Ma diversi consiglieri
sono perplessi, anche se finora

Per alcuni, il sindaco di Milano,
Giuliano Pisapia sta prendendo tempo. Per altri, tipo i sindacati dei lavoratori della Scala, lo sta perdendo. Sta di fatto
che ieri non è stato il giorno del
giudizio su Alexander Pereira
e sul presunto «affaire» (molto presunto) che lo vede imputato di conflitto d’interessi.
In sintesi, Pereira è accusato
di aver comprato da se stesso,
nel doppio ruolo di sovrintendente entrante della Scala e
direttore artistico uscente del
Festival di Salisburgo, quattro produzioni d’opera, peraltro a prezzi stracciati.
Ma il Consiglio d’Amministrazione del
teatro, riunito
ieri, ha deciso
ancora una volta di non decidere. L’ordalia
si è trasformata
nell’ennesimo
rinvio con contorno di buone
parole. «C’è
stata un’ampia
discussione - ha
detto Giuliano
il temporeggiatore - e poi all’unanimità il
Consiglio mi ha
ANSA
chiesto un mo- Alexander Pereira, grande manager operistico
mento di riflessione. Entro una settimana uno solo ha detto esplicitamente
prenderemo una decisione», di voler la testa di Pereira, il rapprobabilmente dopodomani. E presentante della Regione di osgiù molti luoghi comuni su servanza leghista. Insomma, co«una questione delicata» che me al solito la Scala è ostaggio
riguarda «seppur indiretta- dei giochetti politici. E dell’atmente, anche Expo 2015» e in mosfera pesante che c’è in città
ogni caso «la credibilità della dopo le ultime retate dell’Expo.
Scala», definita ovviamente «il
Così spunta un’altra insana
tempio della lirica». Macché ipotesi: tenere Pereira ma o pucomunista: il sindaco di Milano nendolo (con un’ammenda o una
è un luogocomunista.
riduzione dello stipendio) oppuIn realtà, non si capisce su re commissariandolo con qualcosa debbano riflettere i mem- che burocrate alle costole. È una
bri del CdA, tutta gente di no- decisione che può partorire solo
mina politica che, a parte po- chi non sa nulla di teatro. Pereiche eccezioni, non distingue un ra per ora tace. Ma chi lo conosoprano di coloratura da un sce sa che non accetterebbe mai.
basso profondo. Le carte sono L’uomo è un decisionista, abitutte sul tavolo: la puntigliosa tuato (come si è visto) a prenderelazione di Pereira, l’intervi- re iniziative. E anche ad assusta di Pisapia alla presidentes- mersene la responsabilità.

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MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 LA STAMPA 32

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LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

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Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 13 maggio 2014

Rai 1
6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Tutti in cucina con
Antonella Clerici, nella
14ª edizione del programma
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
Ogni giorno, dal lunedì
al venerdì, la trasmissione propone casi giudiziari di natura civile
15.20 La vita in diretta
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded
Attualità

Rai 2
6.55 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives TF
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
10.50 Elezioni Europee 2014 Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.05 Elezioni Europee 2014 Tavola rotonda
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Tg sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

Rai 3
7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee 2014 Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.25 Pane quotidiano
12.50 Ciclismo: Giro d’Italia
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Ciclismo: Giro d’Italia
18.05 Aspettando Geo
18.10 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

21.15
Mister Ignis

21.10
Made in sud

21.05
Ballarò

FILM-TV. Dopo la morte del fra-

VARIETÀ. Ultima puntata dello

ATTUALITÀ. Il talk-show ideato e

tello, Giovanni Borghi (Lorenzo
Flaherty) progetta una nuova
sfida per la Ignis: costruire frigoriferi più belli ed efficienti
degli americani

show all’insegna del divertimento con il team di cabarettisti meridionali. Conducono Elisabetta Gregoraci, Gigi & Ross
e Fatima Trotta

condotto da Giovanni Floris
affronta e discute i temi più
attuali della realtà economica,
sociale e politica italiana con i
suoi protagonisti

23.20 Porta a Porta Attualità
0.55 Tg 1 - Notte. Che tempo fa
1.20 Sottovoce
2.00 Terza pagina Attualità
2.20 Mille e una notte Memoria Magazine
3.50 Da Da Da

23.45 Tg 2
0.00 2Next - Economia e Futuro
0.55 Rai Parlamento Telegiornale
1.05 90° Minuto - Serie B
2.05 Meteo 2
2.10 Appuntamento al cinema

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine SO
14.45 Uomini e donne Talkshow Il talk dei sentimenti, condotto da
Maria De Filippi
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
18.50 Avanti un altro! Game
show Conduce Gerry
Scotti, affiancato da
Luca Laurenti
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

21.10
Vicino a te
non ho paura

Rete 4

La 7

7.00 Friends Telefilm
7.30 Vecchi bastardi Varietà
8.30 Urban wild Attualità
9.40 Come mi vorrei Varietà
10.20 Dr. House Telefilm
12.10 Cotto e mangiato - Il
menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità Il
programma condotto
da Federico Costantini
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.05 I Simpson Telefilm
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine TF

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità Il programma
condotto da Barbara
Palombelli
15.30 Hamburg Distretto 21 TF
16.35 L’indiana bianca Film
(western, 1953) con Guy
Madison, Vera Miles,
Frank Lovejoy, Helen
Westcott. Regia di Gordon Douglas
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
15.50 Il commissario Cordier
Telefilm
18.00 L’Ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità
21.10 Anteprima Speciale
“Grace di Monaco”

21.10
Arrow II
★★

TELEFILM. Slade dà inizio al suo

FILM. (dramm., 2013) con Cobie

piano per rovinare la vita di Oliver: rapisce Thea e le dice che
Malcolm Merlyn è suo padre e,
infine, svela a Laurel che Oliver
è Arrow

Smulders,JulianneHough.Regia
di Lasse Hallström. Una donna
con un passato misterioso arriva
a Southport, nel North Carolina

23.20 Nemico Pubblico Live
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Speiale Gap Attualità
1.35 Prima della Prima
2.05 Fuori orario. Cose (mai)
viste

Italia 1

23.40 Matrix Attualità Conduce Luca Telese
1.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
2.00 Striscia la notizia
2.35 Uomini e donne
5.15 Tg 5. Rassegna stampa.

22.00 The tomorrow people TF
22.55 Nikita Telefilm
23.50 Chiambretti supermarket Varietà
1.45 Shameless Telefilm
3.35 Sport Mediaset
4.10 Studio aperto

21.15
Anche gli angeli
mangiano fagioli ★★

21.15
Nel centro
del mirino

FILM. (comm., 1973) con Giulia-

FILM.

★★★

(thriller, 1993) con Clint
Eastwood,JohnMalkovich.Regia
di W. Petersen. L’agente Horrigan vive nel rimorso di non aver
salvato John Fitzgerald Kenndy

no Gemma, Bud Spencer. Regia
di E.B. Clucher. Bud e Giuliano,
due vagabondi, lavorano per
un boss della malavita

23.45 Tg La7 Night Desk
2.00 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber
2.40 Coffee Break Attualità
3.55 L’aria che tira Attualità
Conduce Myrta Merlino
5.35 Omnibus Attualità

23.40 Identità violate Film
(dramm., 2004) con
Angelina Jolie
1.20 Tg 4 Night News
1.45 Sbatti il mostro in prima
pagina Film (dr., 1972)
con Gian Maria Volonté

digitale terrestre
RAI 4
12.10
13.40
14.20
15.05
15.50
16.35
17.20
17.25
18.10
18.55
19.40
20.25
21.10
23.10

21

Streghe Serie
Flashpoint Serie
Private Practice
Brothers and
Sisters Serie
90210 Serie
Streghe Serie
Rai News - Giorno
Streghe Serie
Joan of Arcadia
Greek Serie
Xena Serie
Heroes Serie
Le Serpent Film
Wonderland 2014

RAI 5

18.15 Rai News - Giorno
18.20 David Letterman
Show
19.10 Brahms: Il Canto
del Destino Beethoven
19.45 Brahms: Sinfonia
N.4 In Mi Min Op.98
20.35 Passepartout:
Westalgie
21.15 La felicità porta
fortuna Film
23.20 David Letterman
Show
0.10 Ghiaccio Bollente

17.30 Il signor Robinson Mostruosa storia
d’amore e d’avventure
SKY CLASSICS

Il cacciatore di ex
Gerard Butler, cacciatore di taglie, deve inseguire Jennifer Aniston
SKY COMEDY

17.35 Proof - La prova
Gwyneth Paltrow ha
speso la vita per il
padre, genio ai limiti
della follia SKY HITS
17.45 Un mese al lago Lago
di Como: la signorina
Bentley s’innamora,
non ricambiata, di un
maggiore SKY PASSION
18.00 Surf’s Up - I re delle
onde Perché i pinguini
sono considerati da
sempre i più grandi surfisti del mondo? SKY
CINEMA FAMILY

18.15 L’uomo che sussurrava
ai cavalli L’amore tra
Kristin Scott-Thomas e
Robert Redford, l’uomo
esperto di cavalli SKY
CINEMA 1

19.20 Cop Land Stallone deve
accontentarsi di fare lo
sceriffo in una cittadina
del New Jersey SKY HITS
Le pistolere SKY CLASSICS
Come la prima volta
SKY PASSION

Super - Attento crimine!!! SKY MAX
19.25 D.E.B.S. - A scuola di
spionaggio SKY COMEDY

RAI STORIA 54

23

19.10 a.C.d.C. Le civilta’
del passato:le origini del
Cristianesimo
20.10 Luoghi misteriosiPalenque, il tempio della parola
20.30 Il tempo e la storia Gengis
Khan:l’imperatore
dei Mongoli
21.15 Magazzini Einstein
22.25 Correva l’annoGabriele
D’Annuzio

RAI MOVIE

8.40 Uomo bianco và
col tuo Dio Film
10.25 Angeli senza
paradiso Film
12.00 Home of the
Brave Film
13.50 La casa di sabbia
e nebbia Film
16.00 Gli amici del bar
Margherita Film
17.35 Rai News - Giorno
17.40 La banda Film
19.10 Casomai Film
21.10 Bianco e nero Film
23.00 F.I.S.T. Film

film

serie tv

19.30 Sinbad - La leggenda dei
sette mari Accusato di
aver rubato il Libro della
Pace, Sinbad deve recuperarlo. Animazione SKY

19.00 Tutto in famiglia FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.05 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
Body of Proof FOX LIFE
20.10 The Big Bang Theory

CINEMA FAMILY

21.00 Sky Cine News

SKY

CINEMA 1

La strana coppia
Lemmon e Matthau,
divorziati da poco,
occupano lo stesso
appartamento SKY
CLASSICS

Tutte le manie di Bob
Bob è pieno di fobie e
tormenta il suo psicanalista. E lo segue
anche in vacanza SKY
COMEDY

Il bambino con il pigiama a righe Il figlio di un
ufficiale nazista scopre
un lager vicino alla sua
nuova casa SKY PASSION
Giorni contati SKY MAX
21.10 Indovina perchè ti odio
Todd, alla vigilia delle
nozze, fa credere alla
famiglia di lei di essere
orfano SKY HITS
Film L’ex attrice Mara,
dopo la rottura con un
regista, vuole cambiare
vita SKY CINEMA 1
22.25 Striscia, una zebra alla
riscossa SKY CINEMA FAMILY
22.40 Vita da strega
L’ingenua strega Nicole
Kidman ha deciso di
ripudiare i suoi poteri
magici SKY PASSION

FOX

20.35 The Big Bang Theory
FOX

20.50 Donne nel mito - Rita
Levi Montalcini DIVA
UNIVERSAL

21.00 Wolff, un poliziotto a
Berlino DIVA UNIVERSAL
N.C.I.S. Los Angeles
FOX CRIME

Revenge FOX LIFE
Agents of S.H.I.E.L.D.
FOX

21.50 C’era una volta FOX
21.55 Wolff, un poliziotto a
Berlino DIVA UNIVERSAL
The Following FOX

IRIS

22

11.55 Perdutamente
tuo... mi firmo
Macaluso Carmelo
fu Giuseppe Film
13.50 La moglie vergine
Film
15.40 Baci e abbracci Film
17.35 I due sergenti del
generale Custer Film
19.30 A-team Telefilm
20.15 Hazzard Telefilm
21.05 Si può fare...
amigo Film
22.55 Storie di Cinema
Varietà

FOX

LIFE

22.45 Castle FOX LIFE
Cumbia Ninja FOX
22.50 Donne nel mito Rachel Carson DIVA
UNIVERSAL

Elementary FOX CRIME
23.35 The Big Bang Theory
FOX

23.40 Body of Proof FOX LIFE
23.45 Criminal minds FOX

CIELO

MTV

26

14.15 MasterChef
Australia Varietà
15.00 Sky TG Giorno
15.15 MasterChef
Australia Varietà
16.15 Fratelli in affari
17.15 Vendite impossibili Varietà
18.00 Buying & Selling
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
21.10 MasterChef USA
23.15 Histoire d’O Film
1.15 Diavolo in corpo
Film

8

14.15 Scrubs
15.10 New Girl
15.40 Catfish: False
Identita’
16.30 Teen Mom 2
17.30 16 Anni e Incinta
18.30 Vieni a Vivere dai
Miei
19.30 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Il Testimone
23.00 Ex On The Beach: La
Rivincita degli Ex
0.00 Snooky and
Jwoww

REAL TIME

SKY UNO

19.55 Esperimenti esplosivi
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.00 Yakuza - Gilden ARTE
Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.20 Glee 5 SKY UNO
20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.30 Tom Petty ARTE
20.55 I maghi del garage
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.00 Destini incrociati hotel
ARTE

Affari da non perdere
DISCOVERY CHANNEL

Chi veste la sposaMamma contro suocera LEI
21.10 Work of Art: Ep. 7 ARTE
Honey Honey insegna
danza hip-hop ai bambini e si esibisce in un
locale. Con J. Alba SKY
21.30 Affari da non perdere
DISCOVERY CHANNEL

21.55 Due uomini e un
manuale NATIONAL
GEOGRAPHIC

22.00 Ogni volta Vasco:
Cosa vuoi che sia una
canzone ARTE
Affare fatto!
DISCOVERY CHANNEL

Chi veste la sposaMamma contro suocera LEI

15.45 Ninja Assassin

PREMIUM

CINEMA ENERGY

Agente Smart - Casino
totale Il goffo Maxwell
Smart (Steve Carell) è
incaricato di fermare i
piani del Kaos PREMIUM
COMEDY

16.05 The Incredible Burt
Wonderstone PREMIUM
CINEMA

16.55 L’ Incredibile Volo
PREMIUM UNIVERSAL

17.15 On the road Dal regista
Walter Salles, un viaggio nell’America del
dopoguerra PREMIUM
CINEMA EMOTION
PREMIUM CINEMA
ENERGY

17.30 Paura

17.35 Il genio della truffa
Genio della truffa e agorafobico ossessivo,
Nicolas Cage rischia l’attività PREMIUM COMEDY
17.50 I soliti idioti La fortunata serie con Fabrizio
Biggio e Francesco
Mandelli diventa un
film PREMIUM CINEMA
18.45 Prime Ferita dal recente divorzio, Uma
Thurman è in terapia
da Meryl Streep
PREMIUM UNIVERSAL

19.25 Beowulf & Grendel
PREMIUM CINEMA ENERGY

19.30 Killers Spencer Aimes è
un killer in incognito,
che vive tra belle
donne e auto sportive
PREMIUM CINEMA

31

14.45 Shopping Night UK
15.45 Quattro matrimoni USA Documentari
16.40 Quattro matrimoni - Canada
17.35 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.30 Molto bene
19.25 Best Bakery
20.20 Il boss delle torte
21.10 Non sapevo di
essere incinta
23.05 Incidenti di bellezza Documentari
0.05 Malattie misteriose

DMAX

52

10.50
11.40
12.35
13.25
14.15
15.10
16.00
16.50
17.45
18.35
19.30

Airport Security
Property Wars
Perduto? Venduto!
Banco dei pugni
Ci sei o ci fai?
Top Gear
Matto da pescare
Airport Security
Property Wars
Perduto? Venduto!
Affari a tutti i
costi
20.20 Banco dei pugni
21.10 Troy
22.00 Breaking Magic

film

serie tv

19.35 La donna della mia vita
Giorgio scopre che la
nuova fidanzata di suo
fratello è una delle sue
ex PREMIUM CINEMA

16.05 Una mamma per
amica MYA
16.30 Friends JOI
16.45 The Shield ACTION
16.55 2 Broke Girls JOI
Quel Mostro di
Suocero MYA
17.05 Monk TOP CRIME
17.25 Suburgatory JOI
17.35 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
17.50 Shit! My Dad Says JOI
17.55 Psych TOP CRIME
18.20 Big Bang Theory JOI
18.35 Supernatural ACTION
18.40 Due Uomini e 1/2 JOI
Una mamma per
amica MYA
19.05 Mike & Molly JOI
19.20 The Shield ACTION
19.30 The Vampire diaries MYA
Criminal Intent TOP

intrattenimento
19.30 9/11 - McCurry ARTE
Staffetta in cucina LEI
19.50 Giardini da incubo

UNO

CRIME

The good wife

CRIME

24

EMOTION

Paulo Roberto
Cotechiño centravanti
di sfondamento
Travagliata trasferta
italiana per il calciatore
brasiliano Alvaro Vitali
PREMIUM COMEDY

21.15 Tutti Contro Tutti
PREMIUM CINEMA

Smoke Storie incrociate
di un gruppo di frequentatori di una
tabaccheria di Brooklyn
PREMIUM UNIVERSAL

Alex Rider - Stormbreaker
PREMIUM CINEMA ENERGY

Hatfields & Mccoys
PREMIUM CINEMA EMOTION

Le amiche della sposa
Annie, una semplice ragazza, diventa prima damigella di un’amica ricca e snob
PREMIUM COMEDY

22.45 The Hole In 3d

PREMIUM

CINEMA ENERGY

22.58 Gambit PREMIUM CINEMA
23.05 Alì Un grande Will
Smith con 17 chili in
più nei panni della leggenda del pugilato
PREMIUM CINEMA EMOTION

23.15 The Horsemen Un
serial killer uccide le
sue vittime in maniera
apparentemente casuale PREMIUM UNIVERSAL

CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.20 Law & Order: Unità
Speciale TOP CRIME
21.05 Wallander: Il Punto
Debole TOP CRIME
21.15 Big Bang Theory JOI
Gossip Girl MYA
Almost Human ACTION
22.00 Arrow ACTION
22.35 Suits JOI
22.50 Grimm ACTION
Law & Order: Los
Angeles TOP CRIME

.

34

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

SPORT
LAURA BANDINELLI
GIANLUCA ODDENINO

C’è chi dice «senza intesa valuterò offerte intriganti» e chi un
contratto lo vuole fare rispettare ma allo stesso tempo inizia a guardarsi intorno. Tra
Antonio Conte e la Juve sta andando in scena una partita a
scacchi fatta di dichiarazioni,
colloqui privati e sondaggi di
ogni tipo. In palio non c’è solo il
futuro del tecnico tre volte
campione d’Italia, ma potenzialmente anche l’ambita panchina bianconera. Più parla
pubblicamente e più aumentano i dubbi di Conte se restare
ancora a Torino. Più passano i
giorni e più cresce l’insofferenza del club juventino che rischia di doversi costruire all’improvviso un piano B. Qualche ragionamento è già stato
fatto, e in prima fila ci sono
Mancini, Spalletti (molto corteggiato dal Milan), Allegri e
Montella, ma la caccia al sostituto partirà solo ed esclusivamente dal momento in cui
Conte deciderà di cambiare
aria dopo tre stagioni intense e
vincenti. Magari per trasferirsi nella ricca e tranquilla Montecarlo, visto che il Monaco è
l’unica squadra che lo sta corteggiando veramente.
I dirigenti bianconeri aspettano, ma l’incontro chiarificatore deve ancora essere messo
in agenda, e soprattutto non
hanno cambiato idea sulla pro-

Dopo le prime 3 tappe in Irlanda del Nord ed Eire, la
carovana del Giro è rientrata ieri mattina in Italia con
3 voli charter da Dublino a Bari, dove ieri c’è stato il
primo giorno di riposo e oggi arriverà la 4a tappa con
partenza da Giovinazzo (sempre in rosa l’australiano
Michael Matthews). Intanto è giunta in Italia anche
l’eco della notizia di una bomba trovata domenica

Il check up
dei candidati
Massimiliano
Allegri

Irrequieto

PERCHÉ SÌ: L’ultimo a vincere
lo scudetto prima del ciclone
Conte. Cerca la rivincita dopo
l’esonero con il Milan e sa
gestire spogliatoi importanti
in club di alto livello
PERCHÉ NO: Il rischio
di ritrovare Pirlo, che aveva
pensionato in rossonero,
potrebbe creare problemi
oltre a quelli di chi si trova a
gestire un’eredità già pesante

Antonio Conte,
44 anni, dopo
tre stagioni
alla Juve
(con altrettanti
scudetti)
è pronto
a cambiare
squadra

Roberto
Mancini
PERCHÉ SÌ: Tecnico
di esperienza internazionale:
ha sempre vinto dove è stato
e sa trattare con i campioni
A Torino ritroverebbe Tevez
dopo i successi comuni
nel Manchester City
PERCHÉ NO: Per tanti tifosi
lui è ancora l’allenatore
dell’Inter che ha «scippato»
gli scudetti con Calciopoli,
anche se Mancini non ha mai
nascosto il suo tifo per la Juve

Voci di un contatto
tra il Milan e il tecnico
ma la società
rossonera smentisce
grammazione. Soldi extrabudget per rivoluzionare la rosa
non ce ne saranno e per questo
i rumors su un addio anticipato del tecnico sono cresciuti.
Un po’ per le parole pronunciate dallo stesso Conte dopo la
partita di Roma e un po’ per le
manovre di chi sta cercando
una nuova guida. Come il Milan, che non vuole rifare l’errore fatto con Seedorf e punta a
chi ha dimostrato di saper allenare e vincere. «Se arriva
un’offerta che diventa intrigante io ci sono – ha commentato Conte alla Domenica
Sportiva - e non dipende da
una questione economica. Può
essere anche una situazione
come la Juve di tre anni fa, in
cui c’è bisogno di costruire e
non c’è l’obbligo di vincere». É
il manifesto dell’attuale Milan
e forse non è un caso se ieri girava la voce di una telefonata
tra Galliani e Conte per approfondire meglio situazioni e filosofie reciproche. Un contatto,
però, smentito categoricamente dal Milan, che giovedì
incontrerà Spalletti per capire
se è interessato tornare in Italia dopo la lunga esperienza in
Russia allo Zenit. L’idea Conte,
in ogni caso, non viene bocciata a priori dalla dirigenza rossonera che ha sempre apprezzato il suo lavoro e proverebbe
ad ingaggiarlo in caso di clamoroso addio alla Juve.
Conte al Milan e magari Allegri alla Juve. Roba da fantacalcio solo qualche mese fa, ma
lo scambio di panchine tra gli
ultimi due tecnici ad aver vinto
lo scudetto potrebbe essere il
colpo a sorpresa di una situazione sempre più kafkiana tra

Giro in Puglia. Trovata bomba a Dublino

Vincenzo
Montella
LA PANCHINA DEI CAMPIONI D’ITALIA

Cercasi

PERCHÉ SÌ: Giovane,
affamato ed emergente
È lui il profilo ideale
per chi vorrebbe portare aria
fresca nella Juve coniugando
l’idea di giocare un calcio
di grande qualità
PERCHÉ NO: Una milionaria
clausola rescissoria incombe
nel suo contratto
con la Fiorentina, in caso
di addio anticipato per
guidare un altro club italiano

alternativa
Da Conte altro messaggio che allarma la Juve
“Se arriva un’offerta intrigante io ci sono”
E il club prepara un piano B: sondato Allegri
Antonio Conte e la società bianconera. Tra i candidati dell’eventuale dopo-Conte c’è proprio
Massimiliano Allegri, esonerato
(con rimpianti) dal Milan e in attesa di ripartire con una nuova
squadra. Il Tottenham lo sta valutando, ma l’ex rossonero rientra nella lista di Marotta. In questo momento, però, nessuno può

coltivare certezze di alcun tipo.
Anche la Juve è «costretta» ad
aspettare, anche se una prima linea è stata tracciata. Entro l’inizio della prossima settimana,
dunque lunedì o massimo martedì, Conte dovrà dare una risposta
chiara su che cosa vuole fare nella prossima stagione. Il ragionamento, però, difficilmente cam-

bierà rispetto ai concetti espressi
domenica sera all’Olimpico. «Io
dico che è dura vincere – è il pensiero di Conte -, soprattutto in
Europa, ma adesso anche in Italia. E non vorrei passare da eroe
a stupido che ha fallito la stagione: qui siamo maestri in questo e
me ne sono anche accorto quando siamo usciti col Benfica».

Luciano
Spalletti
PERCHÉ SÌ: Da tempo
è nel mirino dei bianconeri:
piace molto a Marotta
per come fa giocare
le squadre e sa valorizzare
i giocatori. È libero dallo
Zenit, vuole tornare in Italia
PERCHÉ NO: In Russia ha
vinto due campionati,
ma in Europa non è mai
andato oltre gli ottavi di
Champions e Europa League
E piace molto al Milan

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Oggi in Tv
11,00 Tennis. Wta Roma
12,50 Anteprima Giro
13,00 Sport Mediaset
13,30 Tennis. Atp Roma
14,30 Tg Sport
15,10 Ciclismo. Giro d’Italia, 4ª tappa
17,15 Ciclismo. Processo alla tappa

pomeriggio a Dublino, su un’auto parcheggiata in un
hotel a pochi km dal percorso finale della 3a tappa del
Giro. L’ipotesi è che il possibile atto dinamitardo
volesse colpire il Giro. È stato arrestato un uomo di
circa 50 anni, di Dublino, che ha avuto in passato
legami con la Real Irish Republican Army (Rira),
organizzazione paramilitare staccatasi nel ’97 dall’Ira.

il caso
GUGLIELMO BUCCHERI
ROMA

U

na gomitata violenta per il giudice
s p o r t i vo
Gianpaolo Tosel,
ma non per il ct
azzurro Cesare Prandelli.
Giorgio Chiellini arricchisce
il partito dei giocatori puniti
non perchè l’arbitro ha visto,
ma perchè così ha svelato la
televisione: tre sono le giornate di squalifica in campionato scritte nella sentenza
della toga del pallone Tosel
che punisce il difensore della
Juve per il colpo proibito sul
volto del romanista Pjanic.
Chiellini si ferma, ma la
sua corsa verso il Brasile continua. E lo fa perchè il codice
etico che giudica i comportamenti degli azzurri rimarrà
in silenzio. «Ho visto e rivisto
l’azione di Chiellini: per me
non è un gesto violento...», così Prandelli. Tradotto: il difensore bianconero, oggi, verrà inserito nella lista dei 30
giocatori «mondiali» (scende-

Tre turni di squalifica per il colpo a Pjanic, ma non scatta il codice etico
Bianconero nel listone Fifa: giusto o decisione ovvia dettata dal Mondiale?
Intesa
Giorgio
Chiellini,
29 anni,
è sempre
stato pedina
fondamentale
nell’Italia
di Prandelli,
ct dal 2010
Nel tondo
il colpo
di Chiellini
a Pjanic
durante
Roma-Juve

LA POSIZIONE DEL CT

LAPRESSE
FOTO SKY

Oggi l’elenco dei 30 azzurri per il Brasile: partiranno in 23
ChanceperPepitoRossi:potrebberoessere8gliattaccantiaCoverciano
1 Una chance inaspettata fi-

no a dieci giorni fa e che, adesso, diventa reale. Giuseppe Rossi, oggi, entrerà nella pre-lista
dei 30 azzurri per il Mondiale (i
23 definitivi verranno decisi il 2
giugno): l’attaccante della Fiorentina, infortunatosi lo scorso
5 gennaio, ha giocato nel 2014
soltanto parte della sfide con il

PEGASO

Giuseppe Rossi

Sassuolo e con il Livorno, ma
Prandelli vuole capire le sue reali condizioni durante il ritiro a
Coverciano. L’ingresso in lista di
Rossi potrebbe significare
l’esclusione di un attaccante
(Gilardino?) o, più probabilmente, di un difensore (Astori?): in questo caso sarebbero
ben 8 le punte chiamate oggi.

che ha visto protagonista
Chiellini non rientra in una gestualità violenta, non ha alzato
il braccio per fare male: io sono responsabile dei nostri
comportamenti. Se mi aspetto
critiche? Sono quattro anni
che ci sono polemiche sul codice etico. Ma - precisa il ct - se
vogliamo tornare all’origine,
nessuno ne ha fatte quando in
Inghilterra diedero due giornate a Balotelli: io ero presente a Manchester, avevo visto
l’azione, non la reputai violenta e lo convocai...».
Il duello fra la Roma e la Juve di domenica pomeriggio all’Olimpico si è fermato sulla
prova tv. La procura federale,
dopo una lunga riflessione, l’ha
richiesta, il giudice sportivo ha
interrogato l’arbitro della sfida
Russo e, ricevuta risposta negativa alla domanda se avesse
visto il gesto di Chiellini, ha applicato il codice. Una situazione
che, in fotocopia, ricalca quanto accaduto per il caso Destro,
attaccante della Roma squalificato per tre giornate poco più
di un mese fa dopo il viaggio dei
giallorossi a Cagliari ed un pugno in faccia al difensore sardo
Astori. Il codice di comportamento voluto da Prandelli all’inizio della sua avventura azzurra e sottoscritto dal gruppo
sembra arrivare al punto più
alto di applicabilità o meno: alle
porte ci sono i Mondiali ed oggi
tornano prepotentemente d’attualità le voci di tutti coloro che
si domandavano cosa sarebbe
accaduto se una gomitata, uno
sputo o una manata fosse andata in scena in queste ore. Prandelli tiene la barra dritta, qualcuno invoca due pesi e due misure: il codice etico presenta il
suo conto più salato.

Generazioni

L’avversaria dell’Italia: i 23 convocati da Hodgson

A sinistra:
Ross Barkley,
20 anni,
giocatore
dell’Everton
Vicino a lui
Wayne
Rooney,
28 anni,
punta
dello United

L’Inghilterra abbassa l’età e punta
sui “new kids”: talenti non ribelli
Le novità sono tante
Nella rosa solo 12
dei giocatori
battuti agli Europei
GIULIA ZONCA

Se al momento del sorteggio
avete visto l’Inghilterra nel
gruppo dell’Italia e avete
pensato all’ultima sfida vinta
dagli azzurri ai rigori è ora di
cambiare immagine. La
squadra contro cui l’Italia
aprirà il Mondiale il 14 giugno è giovane, fresca, motivata e pare sia finalmente

35

Rai2
RaiStoria
SkySport1
Italia2
SkySport2/3
Supertennis
SkySport1
RaiSport1
Eurosport

La prova tv punisce Chiellini
Prandelli invece lo assolve

«Ho il massimo rispetto
per la giustizia, ma non
è stato un gesto violento»
ranno ai definitivi 23 il 2 giugno) in quanto il tecnico della
Nazionale decide se convocare o meno i suoi ragazzi in base al suo codice che non ha bisogno della certificazione di
un atto formale della giustizia
sportiva. Così può accadere
che un episodio che sfugge alle sentenze finisca nel mirino
di Prandelli. Ma anche che lo
stesso ct azzurro condanni
uno dei suoi ragazzi all’esclusione prima che intervenga il
giudice sportivo, qualunque
sia la sua decisione.
Una gomitata violenta, anzi no. «Massimo rispetto per
la giustizia sportiva - continua Prandelli -, ma sono due
canali diversi, il mio e quello
dei giudici. Per me l’azione

Supertennis
Rai3
Italia 1
SkySport2
RaiSport1
Rai3
Rai3

17,50 Tg Sport
18,10 Viaggio nell’Italia del giro
18,30 Road to Torino
19,00 Sport Mediaset
19,00 Tennis. Atp Roma
19,30 Tennis. Wta Roma
20,30 Diretta Gol Serie B
23,00 90° minuto Serie B
23,30 Ciclismo. Giro della California

.

propensa a fare gruppo. Insomma, come tutte le incognite, preoccupa un po’ di più.
Roy Hodgson ha presentato
la rosa, già tagliata a 23, perché
il fattore identità collettiva è un
tasto importante e lui vuole iniziare a costruirla subito. Ci sono otto elementi sotto i 24 anni,
solo 12 giocatori erano nella rosa schierata agli Europei di due
anni fa. Il portiere è lo stesso,
Joe Hart, fresco di titolo in Premier con il City e reduce da
un’annata in cui prima è stato
accantonato e poi è risorto. Le
altre facce note sono Frank
Lampard il veterano, Steven
Gerrard, il capitano e Wayne
Rooney, uno dei quattro attaccanti che dovremo arginare in

Amazzonia. Il resto è un misto
di orgoglio, spregiudicatezza e
inesperienza che Hodgson spera di trasformare in benzina durante questo intenso mese di
preparazione.
L’uomo chiave del nuovo corso è Ross Barkley, 20 anni, talento dell’Everton. Super tecnico, con tiro potente e una notevole capacità di cambiare passo, lui dovrebbe piazzarsi dietro
le punte e prendersi quel genere di responsabilità che di solito
prevede più presenze internazionali, ma bollarlo come ragazzo sarebbe superficiale perché
lui è già alla sua seconda vita. A
16 anni si è spaccato mentre
stupiva in una partita dell’Inghilterra under 19. Gli avevano

REUTERS

detto che riprendere sarebbe
stato difficile, che per tornare a
quei livelli serviva un miracolo
e ora che ha avuto la forza di
passare dall’under 19 ai Mondiali veri schivando un incubo
ritiene di aver guadagnato maturità anticipata. Un bonus.
Le altre promesse che dovremo imparare a conoscere sono
Raheem Sterling, 19 anni e la
propensione a integrarsi bene
con i campioni e Luke Shaw, 18
anni, la vera sorpresa. Arrivato

dal Southampton ha preso il posto di Ashley Cole, esempio della vecchia guardia lasciata a casa. Poi c’è il duo dell’Arsenal
Jack Wilshere, 22 anni, e Oxlade-Chamberlain, 20, oltre ad
Adam Lallana. Lui non è più un
bambino però è quello che ha
dato il via alla rivoluzione inglese. Con lui in squadra il ritmo è
cambiato e Hodgson ha deciso
di assecondarlo. Spazio ai «new
kids», molte qualità e scarsa attitudine alla ribellione.

ANSA

Constant (Milan) a Bergamo

LA SENTENZA

Lancio di banane
“Gesto isolato”:
per l’Atalanta
solo una multa
ROMA

Il gesto, folle, è stato compiuto solo da uno o due tifosi
dell’Atalanta e, per questo
motivo, il club bergamasco
pagherà il lancio delle due
banane all’indirizzo del rossonero Constant durante la
sfida fra i nerazzurri ed il
Milan con una multa di 40
mila euro. Così si legge nella
sentenza del giudice sportivo Gianpaolo Tosel che non
ha chiuso il settore dello stadio di Bergamo perchè a
mancare è il requisito della
dimensione richiesta (in
questo caso la partecipazione di un numero sostanzioso di tifosi al gesto incriminato) per applicare la pena
più pesante.
L’Atalanta si è scusata con
il Milan e Constant con una
telefonata del patron Percassi a Galliani e al giocatore. E un forte richiamo al rispetto delle regole è arrivato
anche dal presidente della
Roma James Pallotta davanti ai nuovi cori espressione
di discriminazione territoriale e all’esposizione di almeno tre striscioni ad inneggiare a Daniele De Santis,

Genova vietata ai tifosi
della Roma: la curva
rossoblù è gemellata
con i napoletani
l’ultras giallorosso autore
degli spari contro i tifosi del
Napoli prima della finale di
Coppa Italia fra i partenopei
e la Fiorentina. La società di
Trigoria, proprio per le
scritte apparse in curva sud
all’Olimpico durante RomaJuve, dovrà pagare 50 mila
euro di multa e sugli striscioni la procura della Repubblica della Capitale ha
aperto un’inchiesta con
l’obiettivo di individuare gli
autori e di identificarli. Intanto è scattato l’allarme
per la trasferta di Totti e soci
a Genova domenica prossima: i genoani sono storicamente legati da un forte gemellaggio con i tifosi del Napoli e per il timore di agguati
contro i romanisti per vendicare il grave ferimento di Ciro Esposito, ultras napoletano, il Viminale ha vietato la
trasferta a Marassi ai sostenitori della Roma.
[G.BUC.]

W

36 .Sport

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Lo spirito granata

Colloquio

A questa squadra nulla è precluso: deve sempre
lottare per l’alta classifica. Ai miei tempi dopo
la promozione siamo subito andati in coppa
Emiliano Mondonico, ex tecnico del Toro

Leader
FRANCESCO MANASSERO
TORINO

on è mai stato così vicino il ritorno
tra i grandi, per il
club di Cairo. Ci
sono voluti vent’anni, ma adesso il Toro si
gioca tutto nei 90 minuti finali
contro la Fiorentina. Se vince
va in Europa, altrimenti dovrà attendere le notizie che
arrivano dalle altre piazze in
fibrillazione. L’ultimo che riuscì a centrare il grande risultato fu Emiliano Mondonico,
allenatore dal temperamento
granata e dal cuore viola. Nel
’92 raggiunse la finale di coppa Uefa contro l’Ajax e l’anno
successivo, dopo aver conquistato la Coppa Italia, disputò
la Coppa delle Coppe, eliminato al terzo turno dall’Arsenal.

N

Alessio Cerci,
26 anni,
Sopra Emiliano Mondonico, tecnico
del Toro
dal’90 al’94 e
dal’98 al 2000

13
Gol
Segnati da
Alessio Cerci
in questo
campionato

LO SPRINT

«La Fiorentina è battibile
Immobile? A queste
condizioni giusto cederlo»
Per avvicinarsi a quel Toro,
Giampiero Ventura dovrà cominciare a battere la Fiorentina. «Un’impresa possibile - le
parole di Mondonico -. Il Toro
ha stimoli, è ancora sul pezzo
e avrà undici giocatori che daranno il massimo. La Viola invece ha appena raggiunto
l’obiettivo vincendo a Livorno.
Non sarà molto concentrata».
Nella volata per l’Europa
League l’avversario più insidioso per i granata è il Parma,
che insegue a un punto: il pareggio nello scontro diretto

ANSA

Mondo vede l’Europa
“Il Toro non giocava
così da vent’anni”
Il tecnico della finale Uefa ’92: “Cairo pensi in grande”

SPAZIO AFFARI >
Gli avvisi si ordinano presso:
TORINO, - via Lugaro 15, t. 011.6665211/258; MILANO,
via Winckelmann 1, t. 02.24424611;
ALESSANDRIA, Borgo Città nuova 72, t. 0131.445522;
AOSTA, piazza Chanoux 28/A, t.0165.231424; ASTI,
corso Dante 80, t. 0141.351011; BIELLA, via Colombo
4, t. 015.2522926-8353508; CUNEO, corso Giolitti
21bis, t. 0171.609122; NOVARA, Corso Cavour 17,
t. 0321.393023-442387; VERCELLI, via Balbo 2,
t.0161.503148-211795; GENOVA, Piazza Matteotti
2/7c, t. 010.2758911-2758695; SAVONA, corso Italia
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Serie B

Cesena-Empoli per la A
1 La

39ª giornata (ore
20,30): Avellino-Trapani, Brescia-Modena,Carpi-Bari,Cesena-Empoli,Cittadella-Palermo,Crotone-Latina, NovaraJuve Stabia, Pescara-Lanciano, Siena-Reggina, SpeziaVarese, Ternana-Padova.

Seconda asta deserta

Nessuno compra il Bari
1 Anche

la seconda asta
alla sezione fallimentare del
tribunale per il Bari è andata
deserta. La terza sarà il 20
maggio. Paparesta, l’ex arbitro e amministratore unico,
aveva promesso l’interesse
di finanziatori internazionali.

Matrimonio tra donne

Semenya si sposa

1 Caster

Semenya, argento olimpico negli 800m, sta
per sposarsi con la fidanzata
ed ex atleta Violet Raseboya
(nella foto insieme). Per la
sua mano ha pagato 1750 euro, come da usanza sudafricana. Semenya ha dovuto
provare il suo sesso prima di
poter continuare a correre.

Nuoto, allena la Pellegrini

Lucas assolto
1 Il Tribunale di Melun ha

assolto Philippe Lucas dall’accusa per furto e riciclaggio. I fatti risalivano al 2006.

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Negozi/aziende vend./gerenze

ha rimandato il verdetto all’ultima giornata, nella quale il
gruppo di Donadoni affronterà
una squadra appena retrocessa, il Livorno. Chi vincerà l’allungo? «È una sfida tosta tra
due realtà che hanno fatto molto bene - ancora il Mondo -. Il
Parma domenica scorsa all’Olimpico ha fatto vedere, sotto di un gol e di un uomo, bel
gioco e grande carattere. Ma il
Toro ha fatto ancora meglio: lo
dice la classifica. La differenza
la farà il punto di vantaggio. E
non penso che i ragazzi di Ventura si faranno condizionare
dal piccolo passo falso compiuto in casa: hanno ancora un’occasione, sarà quella giusta».
Al Toro mancherà Immobile
per squalifica, un’assenza alla
quale i granata dovranno fare
l’abitudine, visto che il bomber
è vicinissimo al Borussia Dortmund. «Domenica non sarà un
problema - così Mondonico -,
perché adesso contano solo le
motivazioni. In futuro non so,
ma a queste condizioni è giusto
che il giocatore vada via. Magari non si troverà più un altro
Immobile, però con i soldi presi
si potrebbero ingaggiare 3 o 4
elementi di prospettiva». I tifosi granata hanno rispolverato il
«torneremo ad Amsterdam»
dei tempi in cui il Mondo alzava
la sedia dopo i tre pali colti dai
suoi in finale. Per ora il Toro si
accontenterebbe di riaprire la
finestra con vista oltre confini.
La certezza di Mondonico:
«Questo club può pensare in
grande. Più che il tanto tempo
passato dall’ultima competizione europea, sono vent’anni che
non si vedeva una squadra così.
Il Torino è tornato Toro. E al
Toro nulla è precluso. Deve
sempre lottare per l’alta classifica. Ai miei tempi, dopo la promozione abbiamo subito centrato l’Europa. Questo è lo spirito giusto che rivedo nella
squadra di Ventura. E se andrà
in Europa, dovrà per forza puntare in alto».

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LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Intervista

STEFANO SEMERARO
ROMA

rava, simpatica,
una ex numero 1
del mondo con due
gambe da modella,
occhi verdi difficili
da schivare. Ana Ivanovic arriva allo stand Rolex al Foro Italico e riesce a strappare i fotografi dal campo da tennis dove
il divo Federer si sta allenando
e persino da quello di paddle
dove Totti sfida Mancini.

B

Ana, lei è la più bella tennista del mondo. La bellezza
può falsare il rapporto con
la realtà?

«Non per me, sul campo cerco
di dare il meglio e credo la
gente lo apprezzi. Qualcuno
può farsi condizionare, poi sono una genuina, alla mano.
Comunque, grazie».
Cosa deve fare un uomo per
conquistarla?

EX NUMERO 1

«Noi donne meglio
dei maschi, non siamo
solo glamour e gonnellini»
«Essere sicuro di se stesso.
Divertirmi. Non mi piacciono
sbruffoni o timidi, apprezzo
l’onestà».

Ivanovic, la grande bellezza
“Sono troppo passionale”

sco pizza o spaghetti: amatriciana o cacio e pepe».

Tennis, a Roma la campionessa serba ruba la scena a Federer

«Voglio tornare fra le top 8. Era
dal 2008 che non vincevo due
tornei in un anno
(Auckland
e
Monterrey, ndr).
E siamo solo a
maggio».

Tennis, risultati
Fogninikotraifischi
«Meritolecritiche»
1 Continua il momento no

di Fabio Fognini: il n. 1 d’Italia
e 15 Atp ha perso in 2 set dal
ceco Rosol ed è uscito tra i fischi. «Di fischi forse ne meritavo di più, il più dispiaciuto sono io. Resto sereno». Masch. 1°
turno: Rosol-Fognini 6-3, 6-2;
Bolelli-Travaglia 3-6, 7-5, 7-6;
Riba-Lorenzi 7-6, 6-3; SimonVolandri 6-2, 6-3. Femm. 1°
turno: Schiavone-Bouchard
6-4, 6-2; Ivanovic-Knapp 6-1,
6-1; Pennetta-Meusburger
6-2, 6-3. Oggi (ore 11): Cibulkova-Giorgi, MuguruzaBurnett, Errani-Scheepers,
Seppi-Haas, Makarova-Vinci,
Cecchinato-Sijsling, DjokovicStepanek, Wawrinka-Riba.
Ore 19,30: Raonic-Bolelli.

Come si fa a battere Serena
Williams come le è riuscito in
Australia?

Lei che armi usa per sedurre?

Meglio il tennis femminile o
quello maschile?

La vostra generazione cresciuta sotto le bombe ha fatto
grande la Serbia. Dopo lei e
Djokovic chi c’è?

«Quello femminile: oggi ci sono
tante rivalità al vertice. Non siamo solo glamour e gonnellini».

13

«Il tennis oggi è lo sport più popolare in Serbia, siamo pieni di

La politica la attrae?

«Per carità. Il mio amico Djokovic invece ha le qualità giuste».
Cosa vede nel suo futuro?

«Tre o quattro bambini, quando avrò smesso. E un impegno
nella moda».
Nel presente?

Qui solo una semifinale, nel 2010: è
tempo di vincere
al Foro?

Titoli pro
Ana Ivanovic
ha vinto tra
gli altri il
Roland Garros
nel 2008,
anno
in cui è stata
numero 1
Adesso è 13ª
nel ranking
mondiale

«Magari. Amo
Roma, la gente,
l’atmosfera: forse
per questo mi
metto troppa
pressione e non
do il meglio».
Lei è molto emotiva.

«La passionalità
a volte mi aiuta,
altre mi danneggia. Ma non posso cambiare».

Eppure ama la psicologia.

LAPRESSE

Ana Ivanovic, 26 anni, serba. È considerata la più bella tennista del mondo

«È potentissima, bisogna essere aggressivi, ma non troppo
perché se fai tanti errori è finita. Facile, no?».

«Non cerco mai di essere
quello che non sono: la verità
viene sempre a galla».

Sport .37

.

giovani talenti, ma mancano le
strutture, rischiamo di perderli. Però anche i bambini di oggi
sono tosti».
Bella e in forma, anche troppo: ci racconta la sua dieta?

«Non mangio mai né fritti né
dolci...».
Mai?

«Be’, chi ci crederebbe? (e fa un
gesto molto italiano, ndr). Qualche volta mi concedo la Nutella.
Però se devo sgarrare preferi-

Le tenniste sono
più stressate dei maschi:
vero?

Ha detto
Come ho fatto a battere
Serena Williams?
L’ho aggredita e ho fatto
pochi errori. Non è poi
così difficile...

«Leggo molti libri e penso a
quello che mi capita, forse troppo. A volte è meglio affidarsi all’istinto».

Non mangio fritti
né dolci, solo un po’
di Nutella.Quando
smetterò voglio 4 figli e
un impegno nella moda

«Sì. La gente vede solo il lato
glamour del tennis, invece è un
lavoro duro. E le ragazze trasformano lo stress in conflitti
fra di loro».
Lei è dolce, ma in campo
sbrana. Dottor Ana e Miss
Ivanovic?

«Sempre. Odio perdere. E mi
arrabbio anche se gioco a carte
con mio fratello».

T1 CV PR T2

MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

39

LA SERA DI SABATO 17 MAGGIO

RUDY
OROLOGI

Al museo fino a mezzanotte
E il biglietto costerà un euro
Torino aderirà alla «Notte
europea dei Musei». L’assessore al Comune Braccialarghe ha già chiesto a tutti imusei della città che il la sera del
17 maggio restino aperti fino
a mezzanotte al prezzo simbolico di 1 euro. Stessa deci-

Oggi

Ieri

Un anno fa

MIN (˚C)

9

14

11.8

MAX

IL TEMPO IN CITTÀ

21

21.6

22.8

Diario

sione da parte del collega Coppola (Regione) che ha chiesto
l’apertura della Reggia di Venaria e degli altri musei regionali. Domani si saprà con certezza di dettaglio l’elenco di
tutti i musei che saranno aperti durante la notte bianca.

T1 T2

COMPRO ORO
COMPRO ARGENTO
COMPRO ROLEX

REPORTERS

La Reggia di Venaria

Via XX Settembre, 14/c
(quasi ang. Via Gramsci)
TORINO
Cell. 348.5502437

TORINO

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

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Gestaccio
al Filadelfia
Fassino contro
i grillini
«Invece di difendermi
dagli aggressori
filmavano tutto»
Andrea Rossi
A PAGINA 47

Rimborsopoli
Patteggiano
14 consiglieri

LE CIFRE STACCATI DIECIMILA BIGLIETTI IN PIU’ RISPETTO AL 2013

Più visitatori e vendite
per il Salone dei record
Editori sorpresi dal boom. Vertici confermati per un anno
finale. Diecimila vi* Gran
sitatori in più. Ecco il pri-

RECORD DI CHARTER A CASELLE PER BENFICA-SIVIGLIA

mo record del Salone del
Libro 2014; gli altri sono
forse ancora più importanti, sono quelli di vendite
centrati un po’ da tutti gli
stand. E nel 2015 arriva la
Germania.

Ripartito il processo
Restituito alla Regione
un milione di euro
A. Mondo e M. Peggio
A PAGINA 45

DA PAGINA 40 A PAGINA 41

ANALISI

Le richieste
delle imprese
ai candidati

I sei punti
per crescere
ancora

Confindustria
«Un solo assessore
per lo sviluppo»

Dai posti a sedere
al cibo, alle toilette

Servizio

Ferrua e Minucci ALLE PAG. 40 E 41

A PAGINA 53

BOOKBLOG

L’Università
aperta
anche la notte
Da tutta Italia
per la prima edizione
di «#hackUniTo»
Nadia Ferrigo e Elena Lisa

LAPRESSE

“Comprare
è partecipare
alla festa”

Silvia Garbarino A PAGINA 49

Cristina Insalaco A PAGINA 43

In 40 mila per la Coppa

A PAGINA 57

Conte e il calciobalilla
EMANUELA M INUCCI
sorpresa è arrivato pure mister 99 punti. E,
mentre tutti si interrogano se resterà sulla panchina della Juve, Antonio
Conte si è
messo a giocare a calciobalilla. Per beneficenza, ma
con la solita
voglia di vincere.
È tornato in «campo» alla
Fondazione Sandretto organizzatrice di una serata il cui

A

ricavato andrà alla fondazione
Forma dell’Ospedale Regina
Margherita. Con lui, molti nomi
noti: gli ex compagni di squadra
ora nello staff bianconero Angelo Alessio e
Massimo Carrera, Marco
Berry, il presidente del Cus
Riccardo D’Elicio, e l’assessore Stefano
Gallo. Alla fine, tre maglie
della Juve firmate dalla squadra sono state messe all’asta.
Chissà se nell’edizione 2015 ci
sarà ancora la firma di Conte...

Tra i clienti per scoprire
perché si vende tanto

LA STORIA

Primi passi
fuori
dalla crisi
MARINA CASSI
i massimi livelli da inizio del 2008. Così sono
le acquisizioni di ordini
nel primo trimestre dell’anno
- pari a 96,7 milioni rispetto ai
90,6 del 2013 - della Prima Industrie, leader nel settore dei
sistemi laser. La crisi non è finita, ma per chi lavora nei
mercati del mondo le cose
possono andar bene. L’azienda, di cui è presidente Gianfranco Carbonato, leader della Confindustria Piemonte,
esporta fuori dall’Europa il
52,8% del fatturato.
La crescita sui mercati
esteri è proseguita con un fatturato crescente negli Usa.
Per quanto riguarda i Paesi
dell’Asia pacifica significative
sono le vendite verso la Cina
che coprono il 15,9% del fatturato. Nell’Emea ottime vendite in Russia (6,6% del fatturato) e nei Paesi dell’Est Europa
(6,4% del fatturato consolidato). L’Italia rappresenta solo il
13,5% del fatturato.
Alla radici del buon andamento dell’impresa c’è proprio questa capacità di internazionalizzarsi e Carbonato
commenta: «Il contingente ritardo di fatturato, peraltro già
in buona parte recuperato a
aprile, non è per noi fonte di
preoccupazione visto anche il
positivo andamento della raccolta ordini. Prendiamo atto
con soddisfazione del miglioramento, nei primi tre mesi,
della redditività operativa lorda e prevediamo proseguia».

A

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

Salone

Libro
“Siamo diventati
la capitale
mondiale del libro”
del

70

54

Autori
È il numero di
ospiti internazionali

milioni
La ricaduta dell’evento
Salone secondo l’ultima
indagine economica

Ferrero e Picchioni, riconferma dopo il record
Diecimila visitatori in più rispetto all’anno scorso
EMANUELA MINUCCI

«Secondo me il Salone del Libro dovrebbe durare di più:
almeno una settimana». Appena il presidente della Provincia Antonio Saitta prova a
fare il complimento più bello
alla 27ª edizione del Salone
del Libro che si è chiusa ieri
sera al Lingotto la platea del
medesimo si divide in due: da
un lato i lusingati, quelli dell’«io l’ho sempre detto» e
quello dei terrorizzati, che al
Lingotto hanno lavorato in
servizio permanente effettivo
per cinque giorni e spiegano
che «non si può fare, tecnicamente: anzi, gli editori vorrebbero chiudere già la domenica». Strano animale il Salone: pur nella sua più performance migliore, 339.752 visitatori (10 mila in più rispetto
al 2013, il 3 per cento di crescita) con le vendite agli stand
aumentate in media del 30
per cento, Rcs ha fatto il 35, con punte di 50 - tende ad archiviare in fretta i traguardi e
guardare al futuro, soprattutto oggi, con l’incognita-vertici
da rinnovare, che in realtà
hanno già ottenuto di dirigere
anche l’edizione del 2015, la
più prestigiosa, quella dell’Expo con la Germania Paese
ospite. Anche gli spettatori
nelle sale sono cresciuti: più
15 per cento.
Dalle defezioni ai premi

E così quella kermesse cominciata con due mancati arrivi eccellenti (il premier Renzi che ha
preferito al Lingotto gli alpini e
il cardinal Ravasi arrivato due
giorni dopo rispetto al previsto), come quel drone assunto
come simbolo della kermesse e

LA FESTA

Settanta chili
di torta
(con Cupolone)

Il taglio della torta

Si è chiusa con la tradizionale mega-torta da
70 chili dedicata al Vaticano paese ospite, la 27ª
edizione del Salone. Il
dolce, che è stato tagliato da un Rolando Picchioni particolarmente
commosso era un’autentica scultura dolce confezionata dai pasticcieri
del Cambio. «La parte
zuccherina che raffigura
San Pietro , una vera
opera d’arte abbiamo
deciso di mandarla a Papa Francesco» ha detto il
patron del Salone brindando insieme con il direttore Ferrero monsignor Iacoboni, il presidente della Provincia
saitta, gli assessori Braccialarghe e Coppola, i responsabili di GL Events
e tutta la nutrita squadra, stanca ma felice del
Salone del Libro. [E.MIN.]

1

che, alla fine, anziché volare sulla
folla è rimasto confinato per motivi di privacy nel cortile della fiera, è poi decollato «motu proprio». Come ha spiegato monsignor Iacobone (il latino, anche ai
tempi di twitter, andava piuttosto di moda quest’anno al Salone), «confermando la sua natura
anticiclica». E così, nell’anno in
cui le vendite in libreria crollano
ecco che agli stand editori come
Sperling & Kupfer arrivano a
toccare quota più 50 per cento
delle vendite. Si è cominciato con
due grandi assenti e si è finiti con
la notizia che l’ospite più illustre
del 2015 potrebbe essere addirittura Papa Francesco.
«La fine del diluvio»

La performance delle vendite
agli stand è stata interpretata come un grande segnale di speranza: «All’inizio della nostra avventura - ha detto il direttore Ernesto Ferrero - gli editori ci guardavano un po’ come si guardano i lavavetri. Ora vengono molto volentieri al Salone e dicono che ripartiranno rigenerati. Non so se
basta per dire che la colomba
bianca che ha segnato la fine del
diluvio si è posata sull’arca del
Lingotto». E poi, gongolando, ha
citato Gian Arturo Ferrari («uno
che se ne intende») che «ci ha appuntato sul petto una medaglia
non da poco, dicendo che con
questo Salone Torino si è guadagnata la qualifica di capitale
mondiale del libro».
Il Salone digitale

Sono davvero eloquenti anche le
cifre legate al webSalone, Su
Twitter «SalTo14» è stato supercinguettato (1670 tweet soltanto
il primo giorno) , Il dialogo, attarverso l’account e gli hashtag ufficiali #SalTo14, #SaltOff #Be-

Ottimo giro di vendite
Mancano ancora i dati definitivi, ma il giro di affari
degli editori (grandi e piccoli) ha superato quello delle edizioni precedenti

neinvista hanno generato ben 41
mila tweet, mentre il sito web è
stato visitato da almeno 350 mila
visitatori per un totale di due milioni e 500 mila pagine visitate.
Ed è cresciuto del 77 per cento rispetto al 2013 il numero di persone che hanno consultato il sito da
tablet o smartphone.

LE COSE DA CAMBIARE PER LA PROSSIMA EDIZIONE

1

Aumentare le rastrelliere

2

Diminuire il rumore

La successione

Oggi - o al massimo domani - dipende dalla stanchezza del duo
Picchioni&Ferrero, il sindaco
Fassino e l’assessore alla Cultura
Braccialarghe faranno il punto
sulla prossima edizione. È già
certo che saranno sempre loro,
anche per il 2015 i timonieri, ma il

3

Comune vuole individuare anche
la new entry quanto prima.
E c’è chi ha visto la presenza
di Culicchia al tavolo della conferenza stampa finale come una
specie di investitura. «Abbiamo
lavorato perché questa edizione fosse la più bella di sempre.
Così è stato. Lascio con orgoglio

Dal gelo alla sauna

1 Si è già migliorato quest’anno al capitolo comodità per i visi-

1 I tedeschi della Buchmesse lo hanno detto subito: «Salone mol-

1 È vero, è difficile trovare la temperatura giusta per il Lingotto:

tatori del Salone. Ma molto resta comunque ancora da fare. Come
per esempio piazzare qualche rastrelliera in più per i tanti che arrivano al Lingotto in bicicletta. Già via Nizza non è proprio la via migliore da percorrere sulle due ruote, considerato il traffico di auto
e di mezzi pubblici che mettono a rischio la sicurezza di chi viaggia
su due ruote. Poi sorpresa, si arriva al salone e davanti alle biglietterie non si sa dove lasciare la bicicletta. Il prossimo anno si spera in
più attenzione per i ciclisti.

to vivo e interessante, belli gli spazi per i bambini, ma c’è troppo
rumore in questa fiera». In effetti a Francoforte, che è grande dieci
volte il Lingotto, i decibel sono molto più contenuti. Ogni anno si
dice che si farà qualcosa per limitare il rumore (già Mercedes Bresso
aveva invocato una maggiore insonorizzazione). Basterebbe poco
per disturbare meno, magari allontanare gli stand dotati di casse
acustiche dall’area dibattiti, oppure chiedere alle maestre di dare un
premio (a volte basta una caramella) per i bambini che urlano meno.

un gigante che vuoto diventa la Siberia e al sabato nell’ora di affluenza massima della folla, pare una sauna. Difficile anche indovinare che tempo farà fuori (se c’è il sole, la facciata vetrata diventerà
una specie di pannello fotovoltaico), ma sempre come spiegavano i
tedeschi della Buchmesse - di cui alcuni afflitti dal torcicollo - esistono impianti di condizionamento intelligenti che sono anche in grado di compensare l’imprevisto di un portone aperto (quello del padiglione 3 lo era permanentemente).

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

300

5

Copie
Vendute dal
libro «Illmir»
della Tamaro

Istantanee
dal Salone

250

Euro
Il costo di un
panino alle caffetterie interne

.

Cronaca di Torino .41
Stranieri
Arrivati all’International
Book Forum per trattare
di diritti editoriali

il caso

MARCO GIACOSA

La balena
nelle
indagini
In fondo a destra

Stand piccolissimo, da
quelle parti non passa
mai nessuno. Quando si
avvicina una donna l’editore s’impettisce e sorride. Poi la donna chiede:
«Scusi, sa dov’è il bagno?»
Ci vorrebbe Mike

«Scusi, un libro che presenti le religioni ai bambini?»
Sì, ma non accettiamo
caramelle

Aspirante scrittore a editore: «Scusi, leggete libri
degli sconosciuti?»
Moltiplicato per le vite
dei gatti fa 49

«Un anno [in cucina] è come quello dei cani, ne vale 7» Christian Milone,
chef
Daltonici

Un passante a un altro:
«Scusi, sa dov’è la Sala
Argento?».
Risposta:
«Argento? Blu…che io
sappia c’è la Sala Blu...vicino alla Sala Bianca…forse»
È un mondo difficile

un salone in forma mondiale»
ha detto l’assessore uscente
della Regione Coppola.
Intanto nel toto-successori
ieri si sono aggiunti ai nomi di
Gianni Oliva e Roberto Moisio
quelli di Walter Barberis e Vittorio Bo.

Stand della Polizia di
Stato. Un poliziotto spiega a una classe elementare ciò che fa la Scientifica. Domanda: «Secondo
voi quali animali lasciano
impronte?». Risposta di
un bambino: «La balena!». Il poliziotto: «La balena nelle indagini… beh
è complicato»
Sic transit gloria mundi

«Dai, facciamoci una foto,
tra una settimana chi ci
ca... più?», dice un autore,
nel pieno delle attenzioni,
all’amico editore.

twittter@emanuelaminucci

4

Qualità nella ristorazione

è l’avatar del
professore che
ti prepara all’esame: gli puoi
rivolgere le domande più sciocche e non perderà mai la pazienza. C’è il software che permette a chiunque
di scrivere un ebook avanzato,
con l’inserimento di animazioni,
video e suoni. C’è il cyber-libraio, che, grazie a un sistema di
connessioni ipertestuali e di algoritmi scopre i libri ideali di chi
lo imposta: non ha nessun interesse a vendere una casa editrice piuttosto che un’altra o rifilare al cliente qualche fondo di
magazzino.
C’è «Grow In MultiMedia»,
un e-book dotato di applicazione mobile per bambini da 0 a 10
anni che si adatta in modo dinamico alle diverse fasce d’età. È
un progetto digitale educativo
di avvicinamento alla lettura
per l’infanzia, dai neonati all’età
scolare.

C’

Gli inventori
Le aziende selezionate dalla Apple sono una svizzera, una lituana,
una californiana e sette create e sviluppatesi in Italia

E-book interattivi
“made in Torino”
la migliore start up

Apple premia Torino

Sono alcune fra le più sorprendenti «start up» tecnologiche
che il Salone ha ospitato, nell’area «Book to the future» per
la prima volta per volontà della
Regione: «Il digitale deve di-

La Pubcoder vince il premio della Apple

LA CLASSIFICA

Fra le dieci migliori
aziende tre
sono piemontesi
ventare sempre più un alleato
prezioso della lettura. E così ieri, una di quelle dieci aziende
internazionali, arrivate da Paesi stranieri come gli Stati Uniti
e la Lituania (che vanno da un
«YouTube dell’editoria» per socializzare la scrittura fino al
software per creare ebook interattivi) è stata premiata da Apple. La vincitrice - è di Torino: la
Pubcoder - il cui software permette di realizzare ebook animati e interattivi.
Il bando

Le start up sono state selezionate attraverso un bando online attivo dal 28 gennaio al 15
marzo e dedicato ad aziende

Lo « speed date»

Bene la vendita dei prodotti digitali

nate dopo il 1° gennaio 2011 che
offrono servizi innovativi per la
fruizione deicontenuti e contribuiscono a trasformare e a sviluppare il prodotto editoriale in
formato digitale, al di là dell’ormai tradizionale eBook.
Dalle piattaforme per la lettura
condivisa e di «tutoraggio» per gli

5

Posti a sedere

studenti ai software per la creazione di contenuti digitali interattivi, dalle applicazioni di supporto
all’apprendimento e allo sviluppo
di nuove capacità per i bambini a
strumenti per esercitare e migliorare la conoscenza delle lingue fino a progetti che sperimentano la
realtà aumentata.

6

Ottimi i riscontri anche per il «business speed date» organizzato in
questi giorni fra queste lodevoli
start up e altrettante società di
«venture capital» e «business angels» tra le più importanti d’Italia
che stanno già valutando opportunità d’investimento. E proprio
ieri, a incontrare i responsabili di
questi gioiellini della cyber-editoria è stato Giancarlo Rocchietti ed
è il presidente del «Club degli Investitori»: un gruppo di ottanta
imprenditori, tra professionisti e
manager piemontesi che hanno
deciso di investire in società, anche di nuova o recente costituzione, «con contenuto innovativo ed
elevato potenziale di crescita».
«Ho conosciuto, uno a uno, tutti gli
inventori di queste start-up: e non
ho trovato un solo progetto in cui
non valga la pena credere». [E.MIN.]

Più toilette per signore

1 Di solito si dice: parla come mangi, ma nel più celebrato Festival

1 Certe scene da sfida all’Ok Corral per guadagnarsi un dissua-

1 È un classico e lo si dice da tempo. I bagni sono troppo pochi. So-

della parola scritta e stampata sarebbe bello mangiare come si legge.
Quest’anno è andata benissimo a chi passava dalle parti di «Casa Cookbook» o nelle lounge ma i punti ristoro, per tutti, avrebbero bisogno
di un correttore di bozze. L’appalto con «Autogrill» non pare in discussione ed è affare di «Gl events», ma all’interno dello stesso gruppo si
potrebbe chiedere di utilizzare al Salone di Torino un format come
quello del «Bistrot» lanciato alla Stazione Centrale di Milano e pensato
con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
[L. FER.]

sore di cemento su cui sedersi sono da dimenticare. Gl Events si è
detta disponibile a migliorare l’arredo sia interno che esterno. Durante la pausa pranzo,infatti, in molti si sono seduti sulle scale
esterne a godersi un po’ di sole con il panino. Adesso si pensa di
coinvolgere anche gli standisti che quest’anno sembrano aver reistrato ottimi incassi, per regalare ai visitatori affezionati del Salone
un posto in più dove sedersi e godersi il libro appena acquistato,
oltrechè l’immancabile fetta di pizza.

prattutto quelli per le donne. Ci sono stati momenti, nel bel mezzo di
sabato, in cui la fila davanti ai servizi igienici femminili che rivaleggiava - si fa per dire - con quella per andare a sentire Ozpetek. Sono pochi e
pure parecchio vecchiotti. Che cosa si aspetta ad aumentarne il numero? Qualche signora si accontenterebbe anche di qualche servizio igienico in più di quelli volanti che si eliminano a fine fiera, brutti, ma utili.
Potrebbero essere la soluzione meno dispendiosa. Visto che la domanda che c’è con il Salone del Libro verrebbe a diminuire nelle altre fiere.

T1 CV PR T2

MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .43

Salone
del

Libro

Il professore

La fans

“Piccoli editori
dalle grandi
sorprese”

“Io leggo solo
Marco Bianchi
E qui lo trovo”

Per il professore di religione di un liceo classico, Alberto Coletto, il Salone del Libro è «semplicemente un evento a cui la massa partecipa
perché lo fanno tutti, perché è ormai una sorta
di tradizione». Il desiderio di acquistare libri
passa dunque in secondo piano, rispetto a quella che è l’apparenza, la voglia di omologarsi e di prendere parte ad un
evento così popolare solo in
quanto tale. Secondo il professore di religione gli stand frequentati dai veri lettori, a cui
davvero interessano i libri, soA.Coletto
no quelli delle piccole case editrici. Dove i libri non vengono pubblicati sulla
base dei profitti che renderanno, ma a seconda della loro effettiva qualità. Ed è proprio qui
che il docente è riuscito a trovare libri di suo
gradimento, non presenti nelle grandi case in
quanto trattano argomenti più ricercati e, a
volte, anche inconsueti.

Gli studenti tra gli stand

Non tutti si trovano al Salone per fare esclusivamente rifornimento di libri. Emanuela Badano, per esempio, ha partecipato per seguire
una conferenza di Marco Bianchi, autore di
«50 minuti due volte alla settimana. Gustose
ricette e semplici esercizi per
rimettersi in forma». «Non leggo nulla al di fuori di lui – dice non sono un’appassionata di
lettura, e durante l’anno non
entro mai in libreria. I suoi libri
li compro sempre qui». Sono
dunque anche i singoli libri a
trascinare il pubblico all’interE. Badano
no del Salone, sintomo di quanto, a volte, un lettore si appassioni a tal punto
di uno scrittore da essere disposto a pagare un
biglietto d’entrata solo per il piacere di fare la
sua conoscenza. E avere magari l’autografo.
«Sono due anni che partecipo al Salone soltanto per lui». Ad accompagnarla c’era la madre, che acquista libri solo online.

Centocinquanta studenti di sette scuole medie superiori e inferiori
hanno lavorato per cinque giorni nella redazione di Bookblog

Maddalena Valentini e Chloè Friard,
Liceo classico Alfierii (Torino)

REPORTERS

Margherita Toso e Erica Marangoni,
Liceo Classico Alfieri

Se le librerie sono in crisi
perché il Salone
batte il record di vendite?

Le debuttanti

“La curiosità
ci ha spinto
al Lingotto”
«Sono venuta al Salone con mia cugina, da
Rivoli, per fare qualcosa di diverso, che non
sia la solita passeggiata. Leggo, ma in questo
momento non ricordo alcun titolo di libri o
autori di cui ho letto recentemente, infatti di
solito guardo solo la trama».
Così afferma l’intervistata Tatiana Logara. Sua cugina
Chiara invece afferma: «L’ultimo libro che ho letto è di
Francesca Bosco». Le due cugine dicono: «Non abbiamo un
budget preciso, ma non vogliamo spendere troppo. InolT. Logara
tre è la prima volta che veniamo qui, ed eravamo curiose di vedere come
funzionava e come era allestito il Salone.
Spesso quando andiamo in libreria compriamo tre o quattro libri e poi ce li scambiamo».
Questo il racconto delle due ragazze che, divertite, si sono messe in posa per la foto, augurandoci una buona giornata.
Alan Poggio, Chiara Keller e Eleonora Mantovani,
Scuola media Caduti di Cefalonia (Torino).

Ultima giornata fra gli stand per i ragazzi di Bookblog
“Comprare al Lingotto vuol dire partecipare alla festa”
CRISTINA INSALACO

il biglietto, fa la coda all’ingresso, alla
cassa, sfoglia nella confusione generale,
e esce con un libro che avrebbe potuto
trovare persino negli autogrill? Perché è
l’evento quello che conta, non i libri.
Perché anche chi non mette mai piede in
libreria, passa «solo per farsi un giro». E
si sente in dovere di acquistare
qualcosa. Perché in qualche modo hai
partecipato «alla festa» anche tu, anche
se poi quei libri rimarranno inesplorati
fino al prossimo Salone

T

atina Dovis gira per il Salone del
Libro con un passeggino per cani
senza cane, in cui accumula libri
davanti ad ogni stand. Fabio di Dio
guarda un po’ conf uso i titoli che gli ha
consigliato un amico, scritti su un
foglietto tutto stropicciato. Suad Omar
ha già comprato 10 libri, ma ne sta
cercando altri per i suoi quattro figli.
Basta che non si superi il budget di 150
euro. Perché così tanta gente compra i
libri al Salone? Perché una persona paga

La suora

“Qui i volumi
sono a portata
di mano”
Suor Giuseppina, insegnante di inglese al Liceo Mazzarello, al Salone per curiosità e per
trovare nuovi spunti didattici per i suoi allievi, ritiene che l’evento attiri un grande numero di persone «perché qui i libri sono a portata di mano e a disposizione di
tutti, molto più facilmente acquistabili che in libreria». Ha
però anche espresso una nota
di disappunto nei riguardi di
una delle tradizioni italiane ormai più comuni, ovvero quella
di comprare libri non con l’inS.Giuseppina tento di leggerli, ma semplicemente per usarli come soprammobili e come esaltazione della propria
cultura personale. In riferimento ai numerosi
appuntamenti dedicati alla Santa Sede, e alla
figura del Papa, ormai così popolare, la suora
reputa che «spesso sono eventi unicamente
commerciali, quasi come se il Papa fosse un
divo televisivo!».
Maddalena Valentini, Margherita Toso
ed Erica Marangoni, Liceo Classico Alfieri (Torino).

Leggi gli articoli e guarda i video
www.lastampa.it

1
Un lettore scrive:
2 «La situazione della viabi-

lità nell’aeroporto Sandro Pertini sta degenerando sempre
più. Un anno fa una delle due
corsie di accesso è stata riservata a taxi e ad altri mezzi autorizzati . Allo stesso tempo, sull’altra corsia, utilizzata per il libero transito, sono stati installati numerosi panettoni in cemento atti a dissuadere la sosta
delle vetture lungo la corsia, sosta che prima avveniva senza
recare alcun disagio a chi doveva semplicemente attraversare l’aerostazione. Una soluzione rivelatasi fallimentare da subito. In alcuni momenti, la corsia risulta completamente
ostruita da vetture in attesa di
parenti e amici in arrivo. Anche
i bus della Sadem, che collegano l’aeroporto a Torino, hanno
difficoltà a raggiungere il luogo
di fermata. Passare sull’altra
corsia non sarebbe una buona
idea, significherebbe sicuramente pagare una multa salata

Specchio dei tempi
1

123345678987A8 CD E5F6336 5 D5 D3DA F6 976 9D CD D D36 1 5 F 7 A5A7D
6 CDF 8 95A5 123 D57CD 6AA8 5 8 7 5A8 D3 5 6FA78 C63 5F!6A
1
in quanto è dotata di telecamere.
Ai poveri lavoratori in transito
per raggiungere i posti di lavoro,
non resta che premere il clacson,
ma serve a poco, perché nessuno
si sposta. Almeno fino a quando
la propria vettura non avrà completato il suo carico di passeggeri
e bagagli. Purtroppo la Polizia
Municipale non è sempre presente e questa cosa sta degenerando sempre più. A tutto ciò,
vorrei segnalare la disastrosa situazione del manto stradale delle
vie di accesso e di uscita dal Sandro Pertini. Le buche non si contano, l’asfalto “grattugiato” per
dare più aderenza ai veicoli si sta

sfaldando, i guard rail in metallo
completamente divelti da mesi
offrono uno spettacolo desolante
di incuria. E’ questa l’immagine
che Torino offrirà di sé ai turisti
che arriveranno per l’ostensione
della Sindone?».
CARLO

Una lettrice scrive:
una studentessa
universitaria e per mantenermi
sono sempre alla ricerca di
qualche lavoro, tra i quali rientra anche lo scrutatore, che da
quest’anno richiedeva il requisito della disoccupazione. A marzo presento regolare domanda

2 «Sono

per la nomina, essendo disoccupata e iscritta al centro per l’impiego: il 5 maggio viene pubblicato l’elenco degli scrutatori
senza il mio nominativo. Chiedo
spiegazioni all’ufficio elettorale
che mi comunica che all’ufficio
dell’impiego la sottoscritta risulta occupata (pur non essendolo come risulta dalla pagina
personale telematica del centro
per l’impiego!), e che dato che le
richieste sono state in numero
inferiore rispetto al numero necessario, hanno provveduto in
automatico a nominare persone
iscritte all’albo degli scrutatori,
tra i quali lavoratori e pensiona-

ti che non hanno fatto alcuna richiesta, e che sono stata inserita
nella graduatoria dei sostituti
tra gli ultimi posti. La cosa paradossale in tutta questa situazione è che persone che hanno la
mia identica situazione, cioè sono disoccupate ma risultano occupate, sono state regolarmente estratte per fare lo scrutatore: come si spiega questa differenza di trattamento, considerando che, formalmente, la legge è uguale per tutti? Mi chiedo
anche l’utilità del centro per
l’impiego che, oltre a non trovare lavoro, ti impedisce anche di
svolgere quelle poche attività la-

vorative che sono a disposizione
saltuariamente».
ADENIA

Un lettore scrive:
le vie S. Antonino e
corso Peschiera c’è un bel giardino intitolato ai Bimbi e Bimbe di
Breslan. Qui vi giocano numerosi bambini e tra gli altri giochi esiste un campetto per pallacanestro in cui si divertono in molti.
«Purtroppo già da diversi
giorni, non si sa come, è scomparso uno dei due canestri, obbligando a giocare con uno solo. Sarebbe opportuno sostituire questo canestro; non credo che la
spesa per farlo metta in crisi
l’economia del comune ma sono
certo che farebbe la gioia di molti
piccoli futuri atleti».

2 «Tra

PIERO NOVELLO

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

TARIFFE PER I NON AUTOSUFFICIENTI A NOVEMBRE L’UDIENZA DI MERITO

Tagli agli anziani
Scontro tra giudici
Il Tar aveva annullato le delibere, il Consiglio di Stato lo smentisce
ALESSANDRO MONDO

L’udienza per trattare la questione nel merito è stata fissata il 13 novembre, quando in
Regione siederanno altri inquilini: il che non è una grande
consolazione per la giunta
uscente.
Ma tant’è: ieri il Consiglio di
Stato ha sospeso le sentenze
del Tar Piermonte che lo scorso gennaio avevano annullato
due delibere regionali su un
tema estremamente delicato.
Una, approvata a giugno 2013,
riguardava l’approvazione
delle modalità di presa in carico degli anziani non autosufficienti per l’accesso alle Rsa.
L’altra, deliberata ad agosto,
rimandava all’approvazione
del piano tariffario per le Rsa,
che definiva la retta sia in quota sanitaria sia in quota socioassistenziale.
Costi e diritti

Il perimetro è quello a scavalco tra la sanità e l’assistenza,
tra l’esigenza di tutelare servizi fondamentali e la necessità di far quadrare il bilancio.
Da qui le polemiche che all’epoca contrapposero alla
giunta le opposizioni in Consiglio regionale. «La giunta
vuole scaricare i costi della
sanità su famiglie e Comuni protestavano ad agosto Aldo
Reschigna e Nino Boeti, per il
Pd, con riferimento all’approvazione del nuovo piano tariffario -. Dal primo ottobre
(2013) le famiglie pagheranno
ogni mese 678 euro in più per
i malati di Alzheimer e 178 euro in più per i non autosufficienti più gravi».

Nuovi criteri
La Regione ha ridefinito la compartecipazione delle famiglie, e dei Comuni, per i servizi di
assistenza agli anziani non autosufficienti: scelta dettata dalla necessità di far quadrare i bilanci
ma contestata dalle associazioni per i diritti dei malati e dall’opposizione.

Sulla «Stampa»

Il Consiglio di Stato

La sentenza dei giudici di Palazzo Spada congela quelle del
Tar, applaudite dalle opposizioni e dalle associazioni dei
diritti dei malati, rimandando
il giudizio definitivo all’autunno. In altri termini, per ora la
Regione ha segnato un punto.
Anche così, il primo orientamento del Consiglio di Stato
è significativo. In attesa del
giudizio di merito, la sentenza
definisce «responsabile» il

Nuove polemiche dopo
quelle seguite l’estate scorsa all’approvazione delle
delibere regionali.

1

comportamento dell’ente, che
ha tentato di realizzare un difficile rapporto tra il diritto alle
cure, previsto dai livelli essenziali di assistenza, e le esigenze

di pareggio di bilancio, attraverso la fissazione di tetti annuali e
pluriennali di attività e di spesa
per le aziende sanitarie.
Lo stesso Consiglio di Stato
ha ritenuto non censurabile il
comportamento della Regione
nella definizione del budget per
l’assistenza residenziale e delle
tariffe a carico del servizio sanitario, ritenendo prassi della
pubblica amministrazione la rimodulazione dei prezzi, anche
al ribasso, per garantire i servizi
ai cittadini in un quadro finanziario difficile. Parliamo della
stessa Regione sottoposta a un
piano di rientro draconiano del
debito maturato sul fronte della
sanità, vigilato dal ministero
della Salute.
Sempre ieri i giudici di Palazzo Spada hanno disposto che
Ministero e Agenas presentino
una relazione esplicativa sulle

indicazioni nazionali, ritenute
non esaustive, in materia di liste
di attesa e di quote di compartecipazione alla spesa da parte dei
cittadini.
Le reazioni

Soddisfatto Ugo Cavallera, ’l’assessore uscente. Tutt’altro che
soddisfatta Eleonora Artesio
(Federazione della Sinistra):
«Che negli anni della giunta Cota la situazione dei servizi di
Rsa e di cure domiciliari sia peggiorata è indiscutibile. Lo dimostrano le liste di attesa, lo evidenziano i 15.169 posti in convenzione contro i 16.813 previsti
dal piano socio sanitario: 1644 in
meno». Segue l’invito perchè i
candidati in campagna elettorale, senza attendere l’udienza di
merito,si impegnino, se eletti, a
revocare le delibere di riordino
del settore».

POTRANNO PRESENTARE DOMANDA 700 COMUNI

Bus elettrici, 13 milioni
per battere lo smog
Trasporto pubblico: a due
settimane dalle elezioni del
25 maggio dalla Regione arriva il via libera al bando che
prevede contributi per l’acquisto di bus elettrici nelle
aree dove i Pm10, le polveri
sottili, continuano a superare ogni anno il valore limite
giornaliero rilevato da Arpa
Piemonte per almeno un’annualità nel corso del triennio
2010-2012. La soglia, da non
superare per più di 35 volte
l’anno, , lo ricordiamo, è fissata in 50 microgrammi per
metro cubo).
Lo ha deciso la giunta regionale su proposta dell’assessore all’Ambiente Rober-

to Ravello. Parliamo di una gara da 13,5 milioni che recepisce
la delibera approvata lo scorso
aprile e interessa circa 700 Comuni piemontesi, tra cui quelli
dell’area metropolitana torinese ed i capoluoghi di provincia. La Regione finanzia il 90
per cento della spesa sostenuta per ogni mezzo, per un importo massimo di 400 mila euro oltre Iva. Le domande dovranno essere inviate alla Direzione regionale Ambiente
entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento sul
Bollettino Ufficiale.
«Nonostante i miglioramenti registrati negli ultimi anni, a
causa delle particolari condi-

Troppi
sforamenti
In molti
Comuni
continuano i
superamenti
delle polveri
sottili

zioni orografiche del bacino
padano, la qualità dell’aria in
Piemonte presenta tuttora
delle criticità - spiega Ravello
-. Da qui la rilevanza ambientale del provvedimento, pensato per dare risposte concrete sulle zone del Piemonte che
nel tempo hanno dimostrato
delle criticità». Non solo. Come spiega l’assessore uscente

della giunta Cota, la misura in
questione rientra nelle indicazioni che proprio la Commissione Europea ha elaborato nel libro bianco «Per una
politica dei trasporti competitiva e sostenibile», dove
l’elettricità viene individuata
come una delle principali opzioni disponibili per sostituire
il petrolio.
[ALE.MON]

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45

Rimborsi pazzi, restituito un milione
Ripartito il processo: 14 dei 40 imputati chiedono il patteggiamento, quattro scelgono il rito abbreviato
Nella nuova udienza preliminare i pm illustrano l’inchiesta: “I consiglieri vanno considerati pubblici ufficiali”
MASSIMILIANO PEGGIO

14

Centimetri - LA STAMPA

Le cifre

Cresce il tesoretto regionale
dei risarcimenti, frutto delle
somme restituite dai consiglieri finiti sotto processo con
l’accusa di peculato. La cifra
raggiunta ieri, in occasione
della nuova udienza preliminare di fronte al giudice Roberto Ruscello, è di un milione
e 200 mila euro: il 90 percento
in assegni circolari, depositati
presso la tesoreria regionale,
il restante in contanti. Quattordici dei 40 consiglieri imputati hanno formalizzato la
richiesta di patteggiamento,
scegliendo di chiudere in anticipo i conti con la giustizia.
Quattro invece si affideranno
alla valutazione del giudice,
affrontando il rito abbreviato
e confidando nello sconto di
un terzo sulla pena. E Ruscello ha fama di magistrato rigoroso e severo.

richieste
di patteggiamento

4
richieste
di rito abbreviato

43
imputati

Il processo

Per tutti gli altri bisognerà attendere la chiusura della fase
preliminare per sapere se andranno a processo con un dibattimento ordinario: udienze,
testimoni, prove in aula. Molti
consiglieri sono pronti a dar
battaglia fino all’ultimo comma
I RISARCIMENTI

Il 90% è stato versato
con assegni circolari,
il restante in contanti

di cui

40
consiglieri regionali

REPORTERS

Divisi di fronte ai giudici
I consiglieri regionali hanno scelto diverse strategie difensive: molti sono pronti a dare battaglia udienza dopo udienza, fino
all’ultimo comma, per dimostrare la loro estraneità agli addebiti contestati dai pubblici ministeri.

L’inchiesta

per giustificare come venivano
impiegati i rimborsi regionali,
usati per pagare ristoranti, profumi, benzina, sigarette, multe...
Il primo ad imboccare la strada
del processo, si sa, è stato Roberto Cota, saltando la fase preliminare: il suo giudizio è già
stato fissato al 21 ottobre prossimo. L’ex governatore del Piemonte è convinto, forse, di poter
cancellare con un processo l’immagine del «presidente in mutande verdi». A questo punto,
salvo ulteriori cambi di strategia, sono 25 gli imputati che rischiano il rinvio a giudizio.
Le accuse

Nell’udienza di ieri i pm titolari
dell’inchiesta, Enrica Gabetta e
Giancarlo Avenati Bassi, hanno
illustrato al giudice i capisaldi
dell’inchiesta, ancorata soprattutto sulla contestazione del

Il 19 aprile
2013, la Guardai di Finanza
notificò a 52
consiglieri
regionali su
60 gli avvisi
di garanzia
per le ipotesi
di peculato,
finanziamento illecito
dei partiti
e truffa

peculato e non dell’appropriazione indebita del denaro. Distinzione giuridica di non poco conto, se
si considerano le pene in gioco. In
breve, stando all’impostazione
degli inquirenti, i gruppi politici,
essendo organi della Regione,

vanno considerati «entità pubbliche»: i capi gruppo e i consiglieri
sarebbero «pubblici ufficiali» e
non semplici cittadini privati, anche se privilegiati. Temi giuridici
destinati a diventare centrali nel
duello tra difese e accusa.

I patteggiamenti

Ecco chi ha chiesto di patteggiare: Andrea Buquicchio, capo
gruppo di Italia dei Valori, un
anno e 4 mesi; Tullio Ponso un
anno e 3 mesi; Antonello Angeleri un anno e 4 mesi; Mario Carossa, capo gruppo della lega
Nord, un anno 6 mesi e 20 giorni (la pena più alta); Elena Maccanti e Michele Marinello un
anno; Gianfranco Novero un anno e 3 mesi; Giovanna Quaglia
un anno; Marco Botta un anno e
3 mesi; Cristiano Bussola un anno e 1 mese; Luca Pedrale, capo
gruppo di Forza Italia, un anno
e 6 mesi; Pietro Toselli un anno
e 1 mese, Maurizio Lupi, capo
gruppo dei Verdi Verdi, 1 anno e
4 mesi. Lupi, come altri, ha
chiesto di patteggiare solo l’accusa di peculato. Mentre per
l’imputazione di truffa, condivisa con la figlia Sara, confida di

ottenere l’assoluzione in dibattimento. Stando ai pm, la ragazza risultava impiegata presso il
gruppo consiliare anche quando si trovava all’estero per studio: da qui l’ipotesi di truffa alla
Regione. «La truffa non sta in
piedi - dice il suo legale Cristiano Michele - Durante le indagini abbiamo prodotto 29 faldoni
di documenti, dimostrando che
la figlia aveva un regolare contratto Co.co.co». Anche Luigi
Cursio ha chiesto di patteggiare, ma prima deve rimborsare.
Hanno scelto il rito abbreviato
Carla Spagnuolo, Gabriele Moretti, l’ex presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo
e Roberto Boniperti. L’udienza
è stata aggiornata a oggi: alcuni imputati hanno chiesto di essere sentiti dal giudice, come
Dell’Utri, Stara, Spagnuolo,
Cattaneo.

Novero (Lega)

Mastrullo (Ncd)

“Non posso continuare
a pagare gli avvocati”

“Scelgo il processo,
mi sento innocente”

«Rimpianti? Nessuno. Mi sono fatto
un lungo esame di
coscienza e non ho
trovato nulla per cui rimproverarmi. Non me la
prendo con i giudici, ma la
giustizia segue altre logiche». Così Gianfranco Novero, il consigliere della Lega passato alle cronache
per l’acquisto di due campanacci per le vacche: alla
pari di altri, chiede il patteggiamento.
Perchè?

«Ho già restituito oltre 60
mila euro, compresa la maggiorazione del 30 per cento.
Non sono ricco, non posso
continuare a pagare gli av-

vocati per i prossimi anni. E
questo, anche se alla fine verrei assolto».
Ne è sicuro?

«Ho utilizzato i soldi del rimborsi per aiutare il mio territorio, nello specifico il basso Canavese e le Valli di Lanzo: per
me la politica non è mai stata
un mestiere ma un impegno
etico, chi mi conosce lo sa. Ma
capisco anche che l’opinione
pubblica non può conoscermi,
purtroppo molti finiscono per
tirare le somme».
Il momento peggiore?

«Quando mi hanno bloccato il
conto, per una cifra pari alla
somma contestata. Anzi no: è
stato quando è esplosa tutta
questa storia. Allora ho comin-

REPORTERS

Gianfranco Novero

ciato a riflettere se avevo qualcosa da rimproverarmi».
Alla fine si è dato la risposta
da solo.

«E’ così: sono convinto di avere fatto del bene. In ogni caso,
ho restituito quei soldi in forma maggiorata. Ora basta.
Piuttosto che continuare a
spendere per gli avvocati preferisco dare quello che mi resta in beneficenza». [ALE.MON]

«Anche se ho scelto
di non patteggiare e
di andare a processo,
affidandomi al rito ordinario, non escludo che in futuro, nel corso dell’iter giudiziario, sceglierò di risarcire le
somme che ho percepito nel
corso della mia presenza in
consiglio regionale». Angiolino Mastrullo, oggi Nuovo
Centrodestra, assistito dagli
avvocati Andrea e Michele
Galasso, è uno dei consiglieri
pronti a dare battaglia fino in
fondo, udienza dopo udienza
contro l’accusa di peculato.
Scelta saggia?

«Diciamo che, secondo i
miei legali, c’é spazio per dimostrare che sono stati com-

messi degli errori nell’applicare la legge e nell’interpretarla.
Come dice il mio avvocato, può
esserci stata leggerezza politica nel valutare le norme ma non
si è mai superato il limite del diritto penale. Insomma non credo di aver commesso reati».

1.200.000
euro
rimborsati finora
alla Regione,
tramite assegni circolari
o contante

30%
è il sovrappiù richiesto
su ogni restituzione di
denaro come risarcimento
del danno di immagine
alla Regione

1 anno
6 mesi e
20 giorni
la pena maggiore richiesta
per l’ex capo gruppo
della Lega

Angiolino Mastrullo

Cosa vuol dire?

«Erano i capi gruppo, interpretando la legge sulla gestione
dei fondi regionali, a decidere
che cosa poteva o non poteva
essere inserito sotto la voce
“rimborsi”. E così si è sempre
fatto».
Si dedicherà ancora alla politica?

«Per ragioni di sensibilità
ho rifiutato le candidature che
mi sono state proposte. Anche

se, devo ammetterlo, ho ricevuto molta solidarietà dai miei
elettori».
Come consigliere regionale ha
qualche rammarico?

«Come presidente della
commissione attività produttive, mi sono dedicato ai temi del
lavoro. Mi sarebbe piaciuto
continuare a farlo. Ma lo farò lo
stesso anche al di fuori dell’ambito istituzionale».
[M.PEG.]

T1 CV PR T2

46 .Speciale Specchio dei tempi

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

5xmille a Specchio dei tempi
Nel 2013 ci hanno scelto in 4270
Il gettito sarà di 138.212 euro (+15%) destinato alle Tredicesime degli Anziani
e ad alcune altre attività benefiche. Anche quest’anno potete darci una mano
Quattromiladuecentosettanta lettori de La Stampa hanno scelto, l’anno scorso,
Specchio dei tempi quale beneficiario del 5xmille della loro dichiarazione dei redditi.
Scelte che hanno generato
un contributo di 138.212 euro
che verrà versato alla fondazione nel prossimo autunno.
L’anno precedente erano stati 3744 e c’è stata quindi una
crescita di oltre 500 contribuenti, pari al 14% in più. Anche il gettito è salito, rispetto
all’anno prima (quando era
stato di 120.036 euro) del 15%.
Complessivamente un risultato importante che dimostra, ancora uan volta, l’affetto e la fiducia che circonda il
lavoro della nostra fondazione. Crescere in questo tipo di
raccolta, proprio nel momento in cui si moltiplicano le
onlus di ogni tipo, dimostra
un apprezzamento che, oltre
ad inorgoglire, ci rende sempre più determinati ed attenti nei nostri interventi.
Come sapete, mentre proseguono senza ritardi i lavori nel reparto ambulatori del
Regina Margherita (16 vani
completamente ristrutturati su una superficie di oltre
600 metri quadrati) , stanno
partendo altre importanti
iniziative . La prima ad essere realizzata sarà l’acquisto
della nuova risonanza ma-

gnetica per l’Istituto per la ricerca e la cura del cancro di
Candiolo . I lettori de La
Stampa doneranno questo
strumento già entro la fine
dell’estate: la nuovissima risonanza (che rappresenta quanto di meglio è disponibile oggi
al mondo in questo settore)
verrà costruita nelle prossime sei settimane a Wauwato-

sa (nei pressi di Milwaukee
nel Wisconsin) per poi essere
trasferita in Italia all’inizio di
luglio. Qui sarà montata all’interno di un’apposita sala (protetta da una nuova gabbia di
Faraday, anche questa donata
da Specchio dei tempi) con lavori la cui durata è prevista in
poco più di un mese.
Nel periodo in cui non si po-

trà più utilizzare la veccia risonanza e non sarà ancora in
funziona la nuova, i pazienti
verranno esaminati con una risonanza mobile, sempre noleggiata da Specchio dei tempi,
che opererà in un mezzo (un
tir) parcheggiata nei cortili di
Candiolo. L’attività medica
non rallenterà, dunque, nemmeno per un giorno.

Hargeisa, ecosostenibile e autonomo
L’ospedale dotato di un impianto fotovoltaico donato da All Energy
Il Mas Children Teaching Hospital ad Hargeisa, in Somalia, è un ospedale pediatrico
gratuito che si pone anche
l’obiettivo di formare i medici
e gli infermieri somali, così
come voleva Mohamed Aden
Sheikh cui è dedicato. È stato
costruito con i fondi raccolti
da Specchio dei tempi nel
corso della sottoscrizione
contro la Carestia nel Corno
d’Africa, lanciata nell’estate
2011. Al suo sostegno lavorando decine di volontari in Italia, mentre in Somalia sono
sempre presenti medici ed infermieri torinesi che guidano
cinque medici locali ed una
decina di infermiere. In tutto,
presso l’ospedale di Hargeisa,
lavorano 40 persone. Nel corso del primo anno di attività,
da gennaio 2013 a gennaio
2014, sono stati curati oltre
13.000 bambini, ora saliti a
quasi 16.000. Ragionevolmente sono state salvate diverse centinaia di vite, che altrimenti sarebbero andate
perdute. In Somalia, va ricordato, un bambino su 5 non arriva a compiere 5 anni.
La Mas Cth è la Onlus che
si occupa di raccogliere fondi
e coinvolgere enti privati e
pubblici per la gestione quotidiana dell’ospedale. Il progetto architettonico è stato dello
Studio Rosental.
Ora registriamo anche l’arrivo dell’impianto fotovoltaico, installato sulla copertura
superiore, cioè sul tetto dell’ospedale. È stato donato dalla All Energy and Architectu-

Per aiutare i nostri progetti
1 Per sostenere i progetti di

Specchio dei tempi è possibile
versare presso gli sportelli torinesi de La Stampa (in via Lugaro 15, dal lunedì al venerdì
ore 9 18; sabato 9 12,30) oppure tramite bonifico sul conto intestato alla Fondazione La
Stampa Specchio dei tempi c/
o Intesasanpaolo, Iban IT10
V030 6901 0001 0000 0120
118. Oppure online sul sito
www.specchiodeitempi.org
utilizzandola carta di credito.
Ogni versamento può anche

riportare la causale: Fondo
500 per la Solidarietà Generale, per le Colazioni dei Poveri;
Fondo 501 Lotta contro il cancro; Fondo 583 per aiutare i
padri camilliani nel loro impegno ad Haiti; Fondo 584 per
curare i bambini della Somalia
(Ospedale Pediatrico di Hargeisa); Fondo 586 per l’ospedale Regina Margherita di Torino, Fondo 592 per i defibrillatori nelle scuole. Alla fondazione è possibile anche lasciare eredità e legati.

re di Moncalieri che ha fornito
un impianto composto da 12
moduli per una potenza complessiva di 3kWp che consente
di soddisfare parte dei consumi
elettrici della struttura.. Poter
disporre di una fonte di energia
autonoma è particolarmente
importante in una zona dove le
forniture elettriche di rete sono precarie e dove non è sempre agevole (anche per via dei
costi) utilizzare i gruppi elettrogeni. Quello dell’All Energy
è un aiuto prezioso, un altro
tassello per l’ospedale pediatrico di Hargeisa. L’unica realizzazione di questo tipo attualmente in funzione in Somalia.

Un defibrillatore al Palasport
Specchio dei tempi ed i lettori
de La Stampa, insieme a Piemonte Cuore, hanno donato
domenica, nel corso della partita
PmsTorino-Angelico
Biella, un defibrillatore al Palasport di Parco. La struttura
ne era sprovvista. L’obiettivo
è ora di dotare di defibrillatori salvavita il maggior numero
possibile di scuole, strutture
sportive e luoghi pubblici di
Torino. Per farlo, Specchio
dei tempi ha necessità del
contributo di tutti. Aiutateci
con un’offerta a Specchio sui
canali tradizionali oppure on
line (www.specchiodeitempi.org) indicando Fondo 592
“Defibrillatori”.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .47

il caso
ANDREA ROSSI

er affrontare l’ultimo tornante di una
settimana da incubo
- cominciata con il
dito medio rivolto
dal sindaco ad alcuni tifosi del
Toro che lo insultavano al Filadelfia, proseguita negando il gestaccio salvo poi ammetterlo
una volta smascherato dalle immagini, e finita sulle tv e sui
giornali di tutta Italia - ieri a Palazzo Civico hanno fatto le cose
in grande. Assessori precettati
via sms, ufficio stampa al gran
completo, vigili schierati a ogni
varco in attesa di eventuali contestatori. Ne mancava solo uno,
e non uno a caso: l’assessore allo
Sport Stefano Gallo, l’unico che,
oltre a essere competente in
materia, era sul prato del Filadelfia. L’unico che doveva esserci. E tutti a chiedersi: dove sarà
mai Gallo? Silenzio, finché Michele Curto, il capogruppo di
Sel, sbotta: «È un’assenza significativa, sindaco. E non è da oggi
che discutiamo sulla tenuta della sua squadra». A quel punto
Fassino, che già ne aveva dovute
sentire in abbondanza, ha alzato gli occhi al soffitto, esausto.

P

«Quando un politico
dice una bugia così
evidente e viene
smascherato
di solito si dimette»
Vittorio Bertola
Movimento 5 Stelle

Battaglia in Sala Rossa
Ieri il sindaco si è dovuto difendere dagli attacchi di tutte le opposizioni ma anche dalle critiche di alcuni partiti
della maggioranza (come Sel) che gli hanno rimproverato di aver provato a nascondere l’accaduto: Nella foto: Marrone (FdI)

Gestaccio al Filadelfia
Il sindaco attacca i grillini

La difesa di Fassino

Ce l’ha messa tutta per placare
labufera.Spiegandochesì,ildito
medio l’ha alzato, ma per reagire
«alla violenza e alla minaccia fisicadichivolevaimpedirmidiparSEGNALI DI PACE

«Se qualche tifoso
si è sentito offeso
me ne rammarico»
lare». Un gesto «umano e istintivo». Non rivolto ai tifosi granata
ma soltanto agli esagitati, comunque «se qualcuno, non tra
gli aggressori, si è sentito ferito,
mi dispiace davvero, me ne rammarico». Un po’ in ambasce solo
quando ha dovuto spiegare come mai in un primo momento
abbia negato il gestaccio salvo
poi ammetterlo una volta diffuse
le immagini. Ne è uscito prendendosela con l’autore del video,
il grillino Bertola: «Mentre ero
impegnato a difendere la mia incolumità e la mia dignità di sindaco, c’era un consigliere comunale che, invece di sedare gli animi e contribuire a fermare l’aggressione fisica, stava usando il
suo telefonino unicamente per
trarne qualche profitto politico».
Tapiri e sfottò

«Insomma, è colpa mia», se la
rideva il mite Bertola, la cui set-

“Invece di difendermi dagli aggressori, filmavano tutto”
Il bavaglio
Ieri, oltre
al caso
Filadelfia,
bagarre pure
sul camping
di Villa Rey
Luca Cassiani
del Pd si è
imbavagliato
per protesta
dopo che gli
sono state
negate
le comunicazioni

timana è stata l’esatto opposto di
quella del sindaco. Ieri s’è preso
l’ultima soddisfazione spolverando con i colleghi dell’opposizione
tutto il repertorio che tanto irrita
il sindaco. E forse per carità di
patria ha tenuto in panchina l’al-

tra grillina, Chiara Appendino,
l’unica ad aver la capacità di
mandare sistematicamente in
bestia il sindaco. E dunque, in rapida successione: Bertola ha
chiesto al sindaco di dimettersi,
«perché quando un politico dice

una bugia così evidente, speran- rino non sarebbe mai successo»:
do di passarla liscia, di solito ne quando Dario Troiano la butta lì
trae le conseguenze». Già che cala il gelo e tutti cercano nel viso
c’era, ha infierito: «Lei ha grossi di Fassino un cenno di reazione.
problemi di rapporto con la cit- Niente, una sfinge. E allora ci protà». Paola Ambrogio di Fratelli va Giuseppe Sbriglio che, come
d’Italia ha provato a consegnar- Troiano è candidato alle regionali
gli un finto tapiro, mentre il colle- nella lista del Monviso di Chiamga Marrone sventolava davanti parino, e dell’ex sindaco è stato
ai vigili (che proassessore allo
vavano a strapLA MOBILITAZIONE Sport: «Non è staparglielo di mano)
corretto dire
Gli assessori to
un pinocchio con
che lei è il sindaco
convocati via sms che ridarà vita al
il volto del sinda«Venite in aula» Filadelfia. È merico. Liardo del
Nuovo Centrodeto della giunta
stra gli ha addirittura suggerito Chiamparino (cioè mio, ma quedi imparare dal presidente della sto Sbriglio l’ha solo pensato,
Lazio Lotito, quello che si espri- n.d.r) che ha creato tutte le condime a furia di latinismi e da una zioni per far rinascere lo stadio».
vita incassa insulti dagli ultrà con
L’ultimo a parlare è Greco Lucuna pazienza da monaco zen.
china, Nuovo Centrodestra.
Mai più pensava, il sindaco, Quando finisce dalla porta sbuca
che le peggiori amarezze sareb- Gallo. «Mi cercavate? Ero al Salobero arrivate dalle mura amiche ne del Libro con Malagò, il presio, almeno, neutrali. «A Chiampa- dente del Coni». Ah ecco.

«Il sindaco è umano
e come a tutti, gli può
capitare di reagire
La notizia è l’impegno
della città per il Fila»
Michele Paolino
Pd

«Non è grave il gesto
Il problema è aver
negato l’evidenza
Non si può mentire
e farla franca»
Roberto Carbonero
Lega Nord

Diario
Protesta dei Radicali

Bloccò un taxi

Sabotaggi al cantiere

“Fuori i partiti
dalle banche”

Sei mesi
a un “forcone”

Due No Tav
a processo

«Fuori i partiti dalle banche».
Questo lo slogan della conferenza
stampa organizzata dai Radicali davanti alla sede centrale di Intesa
Sanpaolo: presenti Igor Boni, Valerio
Federico, Giulio Manfredi. Obiettivo:
chiedere la separazione netta fra i L’iniziativa
partiti e gli istituti di credito. «Questo
nell’interesse sia delle fondazioni, che tornerebbero a finanziare i territori, sia delle banche stesse: liberate dall’oppressione
politica, potrebbero dedicarsi con più lucidità e libertà alla gestione del credito - ha spiegato Federico, tesoriere dei Radicali
-. Su Torino gravitano 2 delle 4 fondazioni più rilevanti in termini di patrimonio: la Compagnia di San Paolo e la Fondazione
Cassa di Risparmio di Torino. Dal 2007 al 2013 le erogazioni al
territorio della Compagnia San Paolo sono diminuite del 21%
mentre quelle della Fondazione Crt sono diminuite del 54%».
«Non è un’iniziativa contro Chiamparino - ha precisato Boni -,
ma contro una gestione non limpida e non efficiente dei rapporti fra fondazioni e banche, per un’amministrazione corretta del
credito, a favore di tutti i cittadini e di tutte le imprese».

1

«Se io decido che tu non devi
passare, tu non passi». E’ l’11 dicembre, il traffico a Torino è sconvolto
da un paio di giorni dalla protesta
dei forconi e in piazza Bernini è in
atto un nuovo blocco stradale, quando un tassista tenta di uscire dal La protesta
parcheggio per andare a prendere
un cliente. Ma per lui è impossibile proseguire oltre, e a spiegargliene le ragioni è un ragazzo di 25 anni, Yuri D’Ambra che
con una ventina di persone gli si para davanti alla macchina:
«Se non mangio io, non mangi neanche tu». Il giovane è stato
condannato ieri a sei mesi per i reati di violenza privata e interruzione di pubblico servizio. Il processo si è svolto con rito
abbreviato davanti al Gup Eleonora Pappalettere. Per l’imputato, i magistrati Antonio Rinaudo e Andrea Padalino, titolari
con il pm Paolo Borgna delle inchieste su tutti i blocchi, le
violenze e le minacce che ebbero luogo durante le manifestazioni, avevano chiesto una condanna a un anno e sei mesi di
reclusione. Si tratta della terza condanna per gli indagati nell’ambito della protesta dei forconi a Torino.
[P. ITA.]

1

Un anno e nove mesi di reclusione. È la richiesta di condanna formulata ieri dalla procura a carico di due
attivisti No Tav, accusati di aver partecipato a un attacco al cantiere di
Chiomonte, l’8 febbraio 2013. A sostenere le accuse sono i pm Antonio Lavori al cantiere
Rinaudo e Andrea Padalino: i due
imputati hanno scelto il rito abbreviato. Al raid parteciparono
almeno cinquanta attivisti: l’incursione notturna, stando alle
indagini, provocò 25 mila euro di danni alle installazioni. In
particolare un generatore di corrente prese fuoco e furono
colpiti una torre faro e un escavatore. Gli unici due imputati,
Cristian Rivetti ed Emanuele Davi, di 34 e 43 anni, non vennero fermati subito ma dopo qualche tempo, nel territorio di
Giaglione. Entrambi negano con forza di aver partecipato all’attacco: uno dei due imputati sostiene di essere uscito dal
posto di lavoro circa un’ora prima del raid. Circostanza che,
secondo la difesa, escluderebbe la ricostruzione dell’accusa. I
due rispondono di danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale per i petardi scagliati contro le forze dell’ordine.

1

T1 CV PR T2

MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 LA STAMPA 48

T1 CV PR T2

MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .49

In breve

Europa League
la Città aspetta
40 mila tifosi-turisti

Le nomine

Stampa-Sporting
Rosa presidente

In arrivo 55 charter, alberghi sold out

Evento
SILVIA GARBARINO

B

iglietti per il match terminati, alberghi sold out da
mesi, aeroporto
pronto all’assalto
dei charter. Manca solo la Juventus alla festa che la Città si
appresta vivere con la finale
di Europa League domani sera allo Juventus Stadium, fra
il Benfica (che ha eliminato
appunto i bianconeri dalla
competizione) e il Siviglia. Sono attesi 40 mila tifosi.
A Caselle

Sudoku

Le richieste sono state per

55 charter, domani ne sono at- co del Valentino e in corso San
tesi 41 (23 provenienti dal Por- Maurizio di fronte ai Giardini
togallo e 18 dalla Spagna). Il Reali) sono stati previsti per i
primo mezzo ad atterrare sa- bus navetta a disposizione dei
rà stanotte alle 4,30. Per evita- tifosi e portarli allo Juventus
re che i tifosi-turisti si ritrovi- Stadium.
no una sfilza di serrande chiuse al momento della riparten- Campetti all’aria aperta
za si è deciso di tenere aperti Sempre in piazza San Carlo sotutta la notte gli esercizi com- no stati montati due campi da
merciali all’incalcio a 7 in sinterno del «SanOSPITI VIP tetico prestati
dro Pertini».
Uefa all’asAtteso con il Siviglia dalla
sessorato allo
il principe Sport, dove oggi
Punti
Felipe di Spagna e domani pomeinformativi
Uno stand che
riggio si svolgespieghi tutte le offerte culturali ranno dei tornei giovanili a cura
ed enogastronomiche del terri- della Figc. I campi - che sono tre
torio è curato da Turismo Tori- ma per motivi di spazio in piazno in aeroporto, uno gonfiabile za San Carlo ad essere collocati
in piazza San Carlo (aperto og- saranno solo due - saranno poi
gi dalle 10 alle 19; domani dalle riutilizzati per la «Festa dello
10 alle 18) e quello tradizionale Sport» il 1 giugno a Borgo Dora.
di piazza Palazzo di Città. Altri
due meeting point (corso Mas- Volontari
simo d’Azeglio adiacente il Par- A dare informazioni una nutri-

ANSA

Platini domani a Torino
Il presidente della Uefa Michel Platini, arriva domani in città e
potrebbe andare a visitare il Museo della memoria Granata

Alessandro Rosa, ex
giornalista della «Stampa»,
è il nuovo presidente del Circolo della Stampa. Subentra
a Gianni Romeo. Queste le
altre cariche: vicepresidenti
Luciano Borghesan, Paolo
Damilano, Vittorio Sansonetti e Paolo Volpato. Consiglieri: Luca Ambroso, Alessandro Casazza, Francesco
Colombrita, Luigi La Spina,
Stefano Motta, Massimiliano Nerozzi, Laura Presti,
Gianfranco Re, Roberto Savio, Sara Strippoli, Stefano
Tallia, Maurizio Ternavasio
e Piero Valesio. Revisori dei
Conti: Stefano Rigon, Mario
Busso e Federico Moine.
Probiviri:Enrico Isnardi,
Franco Badolato, Guido Canale, Salvatore Chiacchio e
Franco Garnero.

I nostri errori
ta pattuglia di volontari aderenti a «Torino 2015 capitale
europea dello sport» che cercheranno di promuovere anche
gli eventi che si svolgeranno
l’anno prossimo in città.
Allenamenti

Il Benfica aveva chiesto di poter
fare l’allenamento di rifinitura
allo stadio Olimpico, il Siviglia ha
chiesto il Nebiolo. Entrambi gli
stadi sono a disposizione dei due
club, che arrivano oggi a Torino.

Le sorprese

Ieri due giornalisti portoghesi e altrettanti spagnoli sono
andati a visitare il Museo della Memoria Granata a Grugliasco, dove mercoledì pomeriggio alle 17 potrebbe
comparire anche «monsieur
le president» della Uefa, Michel Platini. Mentre con i tifosi del Siviglia è previsto anche l’arrivo del principe ereditario della Corona di Spagna, Felipe.

Venerdì
9, nella scheda dedicata
al libro «Una
vita per la
giustizia» di
Carlo Michele Mancuso (nella foto), invece della foto del magistrato
Giuseppe Mancuso abbiamo
pubblicato quella di un omonimo. Ci scusiamo con l’autore e con i lettori.



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