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La Stampa 13.05.2014.pdf


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.

4 .Primo Piano

LA STAMPA

.MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014

U

EXPO
L’INCHIESTA

“Pagavamo i mediatori
Non c’è alternativa
a questo sistema”
Le ammissioni dell’imprenditore Maltauro davanti al gip
Frigerio e Greganti negano di aver intascato soldi
MILANO

«Il sistema è questo: bisogna
pagare i mediatori, non ci sono
alternative». Pragmatico che di
più non si può, l’imprenditore
vicentino Enrico Maltauro, davanti al gip che lo ha fatto arrestare, ieri ha rappresentato così
il lavoro della «squadra» di Giuseppe Frigerio, Primo Greganti
e compagni per gli appalti
Expo, Sanità e Sogin. Anche
Sergio Cattozzo, l’ex segretario
dell’Udc ligure filmato mentre
riceveva una lussuosa busta da
«mediatore», ha detto di sentirsi in fondo tanto «un lobbista all’americana», perché secondo
lui «le aziende vanno coccolate
come le belle donne». Peccato
per quei bigliettini che ha cercato di nascondere tra le mutande
quando lo hanno arrestato: con-

Uno degli arrestati:
«Mi sento come
un lobbista
all’americana»
tenevano i resoconti delle tangenti incassate. E peccato soprattutto per quella frase di
Maltauro che poi ha precisato
meglio cosa intendeva dire a
proposito del «sistema», spiegando che «dietro pressioni» ha
pagato a Cattozzo cifre in nero
«non superiori ai 200 mila euro
all’anno». Oltre ai soldi versati
dietro presentazione di fattura.
«Per operazioni inesistenti», sostengono i pm. Per un’attività

Presentato un esposto alla procura
LaSoginindagasullespesesospettedeidipendenti
1 Spese non giustificate, acquisto di

beni di lusso con la carta di credito
aziendale ma anche altri elementi che si
sposerebbero con l’inchiesta della magistratura milanese sul malaffare intorno a Expo e non solo. Fatto sta che dopo
sei mesi di indagini interne, l’ad di Sogin

Riccardo Casale - che ha ricevuto il pieno
supporto del cda - ha firmato un esposto che ha fatto recapitare alla Procura.
L’indagine interna riguarda il comportamento tenuto da sette dipendenti: due
di questi sono già indagati, quattro sono stati sospesi dal servizio.

PAOLO POCE/SINTESI VISIVA

Alcuni operai sul sito che ospiterà l’Expo 2015

che oggi si preferisce chiamare di
“lobbing” ha chiarito il suo legale,
l’avvocato Giovanni Dedola, visto
che, sempre l’imprenditore vicentino, ha raccontato di «aver
dovuto contrattualizzare un uomo di lobbing» per essere sicuro
di mantenere buoni rapporti con
faccendieri e politici: «Cattozzo lo
avevo contrattualizzato nel 2011
come consulente». Peccato per
quei filmati in cui lo si vede versargli soldi in contanti e soprattutto per i bandi delle gare d’appalto ricevuti in anticipo. «Noi chiarisce l’avvocato Dedola - sul
tavolo anatomico abbiamo messo
le fattualità. Le configurazioni
giuridiche saranno elaborate di
conseguenza». Traduzione: Maltauro non ha proprio confessato
di avere corrotto, però ha ammesso di aver pagato nei termini
sopra riferiti. Se questa sia corruzione, appartenenza a un’associazione per delinquere o altro, si vedrà nel corso dell’inchiesta. Certo
sarà dura negare il reato di turbativa d’asta visto che alla fine questa intensa attività di “lobbing”

Intervista

PAOLO COLONNELLO
MILANO

N

ei saloni e nei corridoi che precedono l’anticamera del sindaco
Giuliano Pisapia, fervono i lavori
come in un cantiere dell’Expo: oggi
arriva il presidente del Consiglio
Matteo Renzi e in ballo ci sono 80 milioni di euro da far mettere sul tavolo
di Milano. Ma tra corruzione e appalti truccati, c’è poco da star allegri. Il
sindaco però, mostra serenità olimpica. Non è allarmato per quanto sta
succedendo in Expo?

«C’è allarme, certo. Ma non bisogna
fare allarmismo».

Il suo ex assessore Boeri dice che il
male originario di questa storia è
aver comprato i terreni di Expo dai
privati pagandoli 16 volte il loro valore anziché scegliere aree comunali
già esistenti. È d’accordo?

«L’ex assessore Boeri dimentica che
la Corte dei Conti ha detto che il
prezzo è congruo e che l’acquisto è

Angelo Paris, manager di Expo

Sergio Cattozzo, ex dirigente Udc

Ho commesso errori, ma non ho
mai fatto parte della cupola

Le aziende vanno coccolate
come le belle donne

portava in azienda, con congruo
anticipo, i contenuti dei bandi
delle gare d’appalto. E, a occhio,
non si direbbe molto legale.
In compenso il “professor”
Gianstefano Frigerio avrebbe invece negato su tutta la linea, vecchia scuola. Così come quella di
Primo Greganti, che ha negato di
aver mai preso un euro in tutta
questa storia. Il manager rampante Angelo Paris invece è apparso abbastanza depresso: ha

ammesso di «aver fatto degli errori» ma ha negato di far parte
della «cupola». Difficile dire qualcosa davanti a un’intercettazione
come la sua: «Io vi faccio fare tutti i lavori che volete basta che mi
facciate fare carriera…». Un po’
negano, un po’ ammettono, talvolta con effetti grotteschi. Alcuni degli arrestati davanti al gip
Antezza si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, preferendo rilasciare dichiarazioni

spontanee, senza cioè la possibilità di un contraddittorio. In generale, gli uomini indicati dall’accusa come «la cupola degli appalti lombardi», si sono difesi negando di aver creato un comitato
d’affari ma soltanto di avere svolto un lavoro di «utile» intermediazione per le aziende con cui
venivano in contatto. Unico gesto
di «pentimento» quello dell’ex
numero due di Expo, che ha fatto
depositare dal suo legale, Luca

Troyer, la lettera di dimissioni
dalla società, «perché ha sempre
creduto nel progetto e quindi ci
tiene che vada avanti senza intralci». Gli altri invece, hanno
preferito prenderla alla larga.
L’ex senatore Luigi Grillo ha respinto decisamente ogni accusa:
Frigerio e Cattozzo, li conosceva,
certo, ma solo per «rapporti di
amicizia e politici». «Mai messo
piede nel circolo Tommaso Moro, mai preso soldi - ha sostenuto
- né mi sono occupato degli appalti di Expo e di Sogin».
Ma che non fosse così innocente l’attività svolta da questi «lobbisti all’americana», in grado di
procurarsi con anticipo i contenuti delle gare d’appalto non solo
di Expo ma praticamente di quasi tutti gli ospedali della Lombardia, emerge dalle carte depositate dalla Procura. Secondo la quale alcuni degli arrestati si davano
appuntamenti per vedersi «con
modalità tipiche della fissazione
d’incontri da parte della criminalità organizzata al fine di eludere
possibili controlli».
[P. COL.]

Mele marce

Pisapia: “Mai chiesto
che venissero
alleggeriti i controlli”

Per il sindaco
di Milano
è proprio
grazie
ai controlli
che si sono
scoperte
le «mele
marce»

Il sindaco di Milano: il Comune da questa storia
non è stato sfiorato e si costituirà parte civile
stato deciso ben prima che io diventassi sindaco, mentre lui collaborava già
con il sindaco Moratti per l’Expo».

A proposito di fame, qui finora sembra che mangino sempre gli stessi.

«Purtroppo è davvero sconfortante.
Non avrei mai pensato che persone già
condannate tornassero a commettere
reati e soprattutto ad avere capacità
d’incidere sugli ap«Expo è molto di più. È
LA REPLICA A BOERI palti che, bisogna diun cantiere, per il moper il 90 per cento
«Il prezzo dei terreni? re,
mento, ma perché deriguardano la sanità e
La Corte dei Conti non Expo. Del resto, si
ve ospitare 20 milioni
di visitatori, 140 paesi, ha detto che è congruo» è sempre detto che
Slow Food, la Fao, la
c’era un rischio d’inUe e l’Onu. E sarà un luogo dove i Paesi filtrazioni mafiose e di corruzione. Noi
che hanno aderito si potranno parlare. abbiamo attivato tutti gli anticorpi
Ma soprattutto lascerà un’eredità che possibili e questa indagine dimostra
farà di Milano un centro della lotta agli che se i controlli ci sono è possibile insprechi e alla fame nel mondo».
dividuare le “mele marce”».
Di fatto, Expo per ora è solo un cantiere, per giunta già infiltrato da corruzione e faccendieri. Come ne usciamo?

«Mele marce» o sistema?

«Per Expo, su migliaia di persone impegnate ogni giorno, finora è stato individuato un solo “traditore”, purtroppo con un ruolo apicale. Il Comune da
questa storia non è stato nemmeno
sfiorato. E se si arriverà a un processo,
ci costituiremo parte civile».
In commissione antimafia, il Commissario Sala avrebbe detto che aveva ricevuto spinte da Comune e Regione
per fare in fretta, anche a scapito dei
controlli…

«Escludo nella maniera più assoluta
che da parte del Comune ci sia stata
un’indicazione del genere. Nelle due
occasioni in cui ho incontrato il Ministro degli Interni, ho detto espressa-

mente che bisognava aumentare i controlli e soprattutto renderli noti. Cosa
che è stata fatta».
Oggi arriva il Premier Renzi, quanti soldi gli chiederete?

«Per quanto riguarda Milano, crediamo che la cifra possa aggirarsi sugli 80
milioni di euro. Che verranno ricompensati ampiamente dal turismo di cui
si calcola indotto per 10 miliardi di euro. Expo darà lavoro a 200 mila persone e avrà ripercussioni sul Paese per
20 miliardi di euro. La visita di Renzi
oggi è molto importante, sono convinto
che prenderà impegni che manterrà»
Ce la farete?

«Bisogna farcela. Con Expo ci giochiamo la credibilità e il futuro del Paese».