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PROGRAMMA ELETTORALE .pdf



Nome del file originale: PROGRAMMA ELETTORALE.pdf
Titolo: Microsoft Word - PROGRAMMA ELETTORALE.docx
Autore: Utenti Soci Semag

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PROGRAMMA ELETTORALE
ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNALI 25/05/2014 COMUNE DI
CRESPINA-LORENZANA

CANDIDATO ALLA CARICA DI SINDACO TONCELLI SERGIO

1

Il nostro ORIZZONTE COMUNE:
La cittadinanza attiva, l’urbanistica partecipata, la qualità, la trasparenza, la legalità
Il pieno rilancio delle potenzialità del territorio e del lavoro puntando all’eccellenza.
I valori fondamentali: la Costituzione, l’onestà, la dignità umana.
La ricchezza da valorizzare: il nostro Capitale Umano, la nostra identità

IL LAVORO

Il lavoro in tutte le sue forme ha un’importanza centrale per l’identità e la dignità umana (individuale e
sociale), motivo per cui la Costituzione con l’art.1) lo pone a fondamento della nostra Repubblica. Pari
centralità, niente di meno, deve avere il tema del lavoro nel nostro Comune: le persone che lavorano sono
il capitale umano di una comunità territoriale, e l’Amministrazione pubblica deve avere come scopo
essenziale la valorizzazione di questo insostituibile motore di promozione e coesione sociale.
Così riconosciamo come lavoro l’impegno dei nostri circa 550 ragazzi in età scolare fino a 14 anni,
dei circa 240 studenti delle superiori, dei nostri universitari, unitamente a quello degli operatori e di
tutte le strutture scolastiche e formative. Come diciamo in altra sezione del programma,
l’Amministrazione promuove una rete reale tra mondo della scuola, ente comunale e famiglie,
riconoscendo nel lavoro per la scuola e la formazione la premessa fondamentale per un
investimento sul futuro della nostra comunità.
Parimenti siamo riconoscenti al lavoro del terzo settore, che nel nostro Comune si incarna in alcune
associazioni del volontariato. E’ nostro intento capirne i problemi, e condividerne i progetti.
E come non interrogarsi su forme di lavoro che non facciano sentire inutili i nostri circa 1200
pensionati, in un territorio dove ogni 100 giovani ci sono 152 anziani? Anche qui abbiamo un
enorme risorsa di capitale umano, articolato in eccellenze del sapere e del saper fare, che abbiamo il
dovere di far sì che non vada disperso, e “rientri in circolo” socialmente.

Limitandoci al senso più circoscritto di lavoro come attività produttiva che riguarda quella fascia dei nostri
circa 3500 concittadini che i demografi definiscono “popolazione attiva” (tra 15 e 64 anni), sappiamo che
sul ns. territorio insistono 551 imprese attive di produzione di beni o di servizi, con impiego di circa 2000
addetti nei vari settori. Vediamoli per titoli:

1) AGRICOLTURA:
negli ultimi 5 abbiamo perso il 10% delle aziende agricole e delle attività di allevamento (oggi 115 sul ns.
Comune). Ciò nonostante il comparto agricolo ha una valenza economica preponderante, esprimendo
ancora il 21% di tutte le attività produttive. Pur con eccellenze di assoluto rilievo, il territorio nel suo
complesso non trasmette ancora un’immagine di biologico, di attenzione alla qualità, di pregio nella
coltivazione. Occorre lavorare sulla filiera corta dei prodotti agricoli e delle loro trasformazioni,
2

valorizzando la tipicità, anche con marchio territoriale. Occorre promuovere la cultura della tipicità e
genuinità attraverso comunità del cibo, e puntare sulla qualità dell’agroalimentare che è una vocazione
naturale del territorio della collina pisana. Una particolare risorsa può e deve essere il florovivaismo e
l’enologia. Fare di questa nostra potenzialità territoriale in agricoltura un motore che riunisca operatori,
Enti Pubblici e mondo del sapere può e deve essere un progetto che parte dal nostro territorio per
assumere una valenza quanto meno regionale. A partire dalle ns. eccellenze occorre ripensare l’agricoltura
del nostro tempo e dei tempi futuri in termini di reale opportunità economica.

2) INDUSTRIA, ARTIGIANATO, MANIFATTURA
Sul nostro territorio abbiamo 73 imprese manifatturiere, 86 di costruzione, 17 di logistica, circa 80 di
servizi, ecc.). questo tessuto costituisce una grande ricchezza per la comunità, perciò il Comune deve
operare nei confronti del mondo della produzione a partire da questa consapevolezza. Naturalmente le
imprese soffrono delle limitazioni tipiche del momento storico: mancanza del credito, eccessive tasse
(anche locali), burocrazia asfissiante, ecc. ragion per cui occorre in ogni modo intervenire su questi limiti
per quanto di ns. competenza, muovendo da quell’organo istituzionale prima richiamato. E’ doveroso
premiare chi opera nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza, chi rispetta le regole, chi crede nella
responsabilità sociale , chi coinvolge i lavoratori nella programmazione aziendale. E’ doveroso, col concorso
dei privati, manutenere le aree dedicate alle attività produttive, secondo la massima: produzioni di qualità
in aree di qualità. Ma intendiamo lavorare non solo ad un osservatorio, e non solo rispondere a una lista di
bisogni. E’ compito del Comune pensare anche ad una politica del lavoro sul territorio, e ad una
progettualità urbanistica, infrastrutturale, di ecosistema che siano l’ambiente e l’humus per l’efficacia di
questa politica. Occorre intercettare al massimo grado l’innovazione, pensare alle potenzialità non ancora
dispiegate, creare nuove opportunità, ossia le condizioni per i lavori e le persone che verranno.

3)COMMERCIO
Questo importante comparto ha un tessuto di 121 imprese attive nel ns. comune. In un territorio come il
nostro crediamo non necessario l’insediamento di strutture di grande distribuzione, e che invece occorra
perseguire la politica di favorire la creazione di centri commerciali naturali. La bottega di paese dev’essere
incentivata e tutelata, anche per la valenza sociale. E’ il front-office naturale di produzioni locali, porta
l’identità del territorio, e perciò a questo tessuto commerciale bisogna ricondurre la promozione di un
consumo consapevole e di un turismo interessato ai prodotti locali. Occorre altresì ripensare gli eventi
fieristici perché parlino maggiormente del territorio. Anche per il commercio occorre ridurre al massimo il
carico burocratico e fiscale, agevolando le imprese nei loro adempimenti e scadenze. Bisogna promuovere
l’organizzazione stabile di mercati delle produzioni locali e tipiche, negozi di commercio sociale utile e di
ispirazione equo e solidale.

3

4) TURISMO
Per il nostro Comune si rende necessario promuovere, intercettare, coltivare il turismo culturale e
naturalistico. Per fare ciò occorre completare e diffondere la completa conoscenza della nostra storia, delle
nostre tipicità, del nostro ambiente. Non c’è dubbio che l’univocità del territorio, in felicissima posizione
geografica e climatica già nota dal 600 in poi, porta con sé una potenzialità dell’accoglienza che chiede solo
di essere valorizzata. Occorre favorire il coordinamento dei proprietari delle ville, per niente valorizzate a
questo fine. (Eventi in villa, percorso delle ville, eventuali festival) Occorre mantenere e valorizzare la
sentieristica e le strade bianche per il turismo a piedi, a cavallo, in mountain bike, fare guide (anche
elettroniche) con stazioni di ristoro e punti di interesse, stare nella rete delle Amm.ni che promuovono il
turismo sostenibile. Coinvolgendo gli attori locali (dalle aziende agrituristiche, ai comitati di salvaguardia)
occorre promuovere il turismo scolastico e turismo culturale di ogni età, promuovendo laboratori didattici
(come si fa il pane, come si riconosce un reperto, visite guidate) Occorre promuovere un fattivo scambio di
esperienze e di progetti su scala nazionale e internazionale con Comuni europei virtuosi su queste
tematiche. Sul turismo culturale promuovere festival e iniziative stabili di richiamo assoluto e con respiro
non locale. Si impone un ripensamento della Fiera delle Civette.
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Partire dalla conoscenza di chi siamo e da dove veniamo per investire fortemente sul futuro,
sull’innovazione, sulla qualità della vita, con il metodo della più grande trasparenza, competenza,
condivisione e partecipazione. Solo la partecipazione della cittadinanza e la rottura di metodi e visioni del
passato può dispiegare a tutti noi le potenzialità che vorremmo concretizzare per noi stessi e per chi verrà
dopo di noi.

Il Comune dev’essere titolare della politica per il lavoro nel proprio territorio.
Per fare ciò, a cominciare dal pieno coordinamento degli uffici esistenti, l’Ente Pubblico deve assumere il
compito di accompagnare con intelligenza, responsabilità e partecipazione democratica la vita e i problemi
del lavoro a Crespina-Lorenzana, con conoscenza del passato, consapevolezza del presente e progettualità
del futuro Occorre che questo tutoraggio:
1. sia dedicato al tema del lavoro in tutte le sue declinazioni e alle attività produttive in particolare: il
lavoro qualifica la persona in tutte le fasce d’età, e le dà la dignità di cittadino.
2. semplifichi le problematiche burocratiche e agevoli in ogni modo il concreto processo produttivo
che si svolga nel pieno rispetto delle regole;
3. conosca , colga, ascolti, interpreti e convogli le dinamiche reali del lavoro nel territorio.
4. promuova la responsabilità sociale delle attività e la coesione sociale della cittadinanza.
5. promuova il recupero e la valorizzazione di quei lavori che sono parte della ns. storia, favorendo la
produzione e il commercio tipico e locale.
6. sia aperto alle migliori esperienze e conoscenze italiane ed europee sui temi che di volta in volta
affronta; via il provincialismo e il campanilismo: nessuna decisione senza guardare alle migliori
esperienze.
7. sia aperto all’innovazione e favorisca in tutti i modi ogni forma di collaborazione con i centri del
sapere; via la sudditanza e avanti con forza sul protagonismo culturale: nessuna decisione senza
confronto con lo stato dell’arte della scienza e della tecnica .
8. Interlocuzione piena e con pari dignità con gli altri Enti e Istituzioni

4

E’ nostra determinazione puntare diritti all’eccellenza, non solo alla trasparenza.

L’eccellenza come obiettivo ha due forti motori, richiamati dall’art. 4 della ns. Costituzione:
“La Repubblica (quindi sul territorio il ns. Comune) riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove
le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino (quindi Crespinese-Lorenzanese) ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la
propria scelta, un’attività o funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”
Tutte le storie di successo in Europa e in Italia hanno questo tratto comune di coinvolgimento pieno tra
Ente e cittadinanza amministrata, e per noi il vero rilancio delle colline pisane non può che partire da qui.
Perciò riflettendo sulla necessità di collegamento vivo e vitale, dialettico e continuo del Comune di
Crespina-Lorenzana con la “società civile” pensiamo anche all’attivazione di un coordinamento di forum
permanenti per settore:
Sport, scuola e cultura
Attività produttive
Ambiente e territorio
Abitativo, socio-sanitario
Anche questo “istituzionalizzato” con coordinatori e referenti, che si collochi ad un livello intermedio tra il
“palazzo” e la “società civile” per creare un travaso continuo di conoscenza, condivisione,e scelte
consapevoli.

ALTRI TEMI RILEVANTI:

Politica dell’AMBIENTE e dei rifiuti:
Eliminare dalle mense scolastiche le acque minerali, promuovere con il concorso di Acque i fontanelli nelle
principali frazioni, promuovere il latte alla spina e i detersivi alla spina, sviluppare il porta a porta e aderire
alla strategia “Rifiuti zero” Coinvolgere le scuole e le Associazioni del volontariato sulla promozione di una
cultura del consumo critico, del risparmio sull’imballaggio, del corretto rilascio del rifiuto. Lo stesso per la
cultura dell’acqua, elemento sempre più prezioso e vera ricchezza del ns. territorio. Installare nelle scuole e
negli edifici pubblici rompigetto aerati e erogatori a basso flusso. Pensare al compostaggio e a tariffe
premianti per cittadini e imprese virtuosi. Sempre con il contributo della Associazioni e coinvolgendo al
massimo la cittadinanza lavorare per il decoro urbano segnalando criticità e impostando piani di
superamento delle stesse. Non ci può essere vita di qualità se non c’è un ambiente di qualità: dotarsi di un
progetto di piantumazione, a cominciare dalle aree pubbliche e dalle aree produttive. Occorre perseguire
politiche di risparmio energetico (a partire dagli edifici pubblici e dalla illuminazione pubblica) e di risparmio
delle emissioni (a partire dai veicoli comunali). Occorre coinvolgere le scuole e tutta la cittadinanza in
questa politica ambientale.

5

Politica TERRITORIALE e urbanistica: abbiamo un territorio tanto bello quanto fragile, che è il nostro
capitale da salvaguardare e promuovere. Il rischio idraulico, elevato in entrambe le nostre
caratteristiche morfologiche (pianura e fascia collinare), ci impone di perseguire la priorità della
cura e della manutenzione tanto del terrazzamento collinare quanto del reticolo idraulico della
pianura, entrambi da preservare così come ci hanno consegnato le generazioni precedenti.,
entrambi materia anche di qualità della vita per i residenti nonché di valorizzazione turistica. C’è un
interesse pubblico che riguarda la proprietà privata limitrofa a queste vere e proprie bellezze,
valorizzandola in sé in quanto la valorizza per la collettività, e occorre pensare a forme nuove di
collaborazione pubblico-privato su progetti di manutenzione legati alla cura e alla perfetta
funzionalità dell’opera, in un ottica di fruizione sociale. Così possiamo definire parchi e percorsi
fluviali, piste ciclabili, aree di sosta e picnic, vere e proprie oasi naturali di qualità in collina come in
pianura. Una grande cura dell’acqua di superficie comporta anche limitare l’emungimento della
falda, in un territorio a rischio sismico.. Infine riprendere il discorso sulla fitodepurazione, vincente
anche nel piccolo, in una realtà di molte case sparse o di orografia collinare. Per la politica
urbanistica puntare allo sviluppo etico del territorio, seguendo criteri di vocazione naturale dei
luoghi e sostenibilità. I pilastri dello sviluppo etico sono la sicurezza idro-geologica, la tutela
ambientale e paesaggistica, la delimitazione dei centri abitati (e per noi è vitale assicurare e
salvaguardare l’identità e l’inter-relazione delle singole frazioni), il massimo recupero del costruito
esistente e la massima limitazione di nuovo consumo di territorio pregiato. Adeguare il regolamento
edilizio alle nuove norme regionali e europee di efficienza. Dotarsi di un piano del verde “collettivo”,
pubblico e privato. Pensare all’urbanistica e al territorio anche in funzione culturale nel senso più
ampio della parola: belle emergenze sopra un bel territorio…
Politica della SCUOLA e della formazione. Un comune può avere una politica su questi temi? A
nostro avviso non solo può, ma sarebbe colpevole non farlo già in sé, figuriamoci nella fase delle
riforme Gelmini che riducono l’offerta educativa. Per noi scuola e formazione sono niente di meno
che la voce fondamentale del ns. investimento sul presente e sul futuro della nostra comunità
territoriale. Nella ns. visione si comincia dalla formazione durante il tempo dell’attesa (piantiamo un
albero ogni nascita?), all’asilo nido (nidi domiciliari?), si prosegue con la valorizzazione di progetti
educativi nelle scuole (l’educazione civica e sociale / il supporto e finanziamento di ciò che le scuole
inseriscono nei POF/ il tema del disagio sociale, economico, e dell’immigrazione ) e fuori la scuola a
suo supporto (coinvolgimento di giovani in affiancamento/ spazi web/ gemellaggi con altre
esperienze scolastiche di territori e progettualità affini/ coinvolgimento di anziani a tutoraggio), e
infine occorre mobilitare gli adulti (circoli di studio - anche tenuti da ns. residenti qualificati/ interformazione tra loro e con i giovani sulle loro competenze, esperienze, saperi e saper fare/
alfabetizzazione informatica/ alfabetizzazione civile degli immigrati). Recupero (se possibile) delle
Scuole Medie a Crespina, ripensamento del “Fagiolo”, uso del palazzo comunale a Lorenzana come
laboratori di questo motore culturale del Comune, con nuclei autogestiti associazioni-Ente
Comunale. Lavoro 365 giorni all’anno, uso di tutto il capitale umano disponibile.
Politiche SOCIALI, giovanili. La crescente fragilità e sovraesposizione dell’infanzie e dell’adolescenza.
Gli anziani che insegnano ai giovani e i giovani che Webbizzano gli anziani: Promuovere la
conoscenza e la connessione di persone e famiglie nelle frazioni attraverso centri d’ascolto - consigli
di frazione. Promuovere e prestare particolare attenzione alle segnalazioni e ai suggerimenti
“solidali”, collettivi, che convergono su esigenze e bisogni di comunità. Ascoltare e favorire in ogni
modo il protagonismo giovanile, supportare e promuovere con la massima visibilità ogni progetto
dal basso che vada nel senso dell’etica, del senso civico, della conoscenza, della musica, della
cultura. Sollecitare ad una pianificazione e coordinamento di questi progetti, renderli replicabili
.Incentivare l’accesso all’Università per gli studenti meritevoli e bisognosi, contribuire al loro corso
di studi in cambio di un ritorno del loro sapere sul territorio (corsi gratis e orientamento ai giovani).
Sostegno al lavoro dipendente e all’imprenditoria giovanile e femminile. Attenzione anche alle fasce
deboli nella popolazione anziana: combattere la solitudine con centri di aggregazione quotidiana in
collaborazione con il volontariato, favorire con agevolazioni ogni forma di socialità, pensare
all’assistenza e al sostegno per le necessità laddove ci sia il bisogno. Capire le intenzioni della
6

Regione riguardo la Società della Salute, che nelle intenzioni era una bella integrazione tra il sociale
e il sanitario.

SERGIO TONCELLI CANDIDATO A SINDACO ELEZIONI COMUNALI 25/05/2014
COMUNE DI CRESPINA LORENZANA

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