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La.Stampa.14.05.2014 .pdf



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Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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* Oggi in edicola con La Stampa *

1

2

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014 1 ANNO 148 N. 132 1 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Scontro e chiarimento col commissario Ue

Via libera alla riforma del terzo settore

Alfano all’Europa:
“Fermiamo i barconi
dei profughi in Africa”

Arriva il servizio
civile universale
per centomila giovani

La Mattina, Zancan e Zatterin
ALLE PAG. 12 E 13 E UN INTERVENTO
DI Martin Schulz A PAG. 29

Ricostruzione del 2011

Il leader M5S: la magistratura blocchi i lavori. Scelto il sostituto di Paris. Maltauro: mazzette, versato un milione

Dopo Geithner
torna il caso
sulla caduta
di Berlusconi

Expo, nuova lite in Procura
Ci sono altri appalti truccati

Nessuna marcia indietro, l’ex segretario del Tesoro
Usa, Geithner conferma tutto quello che ha scritto. E
Berlusconi attacca: ecco le
prove del golpe contro di me.

Bruti Liberati: Robledo intralciò l’indagine. Renzi: noi più forti dei ladri

1

Feltri e Magri ALLE PAG. 6 E 7

A POCHI
GIORNI
DAL CRACK

IL CASO

Il Tesoro denuncia
tre suoi funzionari
Avrebbero trasmesso
varie bozze del Def
Alessandro Barbera A PAGINA 26

Nell’inchiesta milanese
sull’Expo spuntano altri appalti truccati. Intanto scoppia una
nuova lite in Procura con il capo dei pm, Bruti Liberati, che
accusa il suo collega Robledo
di aver intralciato l’indagine.
Grillo invita la magistratura a
bloccare i lavori mentre Renzi,
ieri a Milano, afferma: noi più
forti dei ladri. DA PAG. 2 A PAG. 4

M

atteo Renzi e Beppe
Grillo, i due pretendenti alla vittoria, si

Con Modi
una chance
per i marò
ROBERTO TOSCANO

A

sono sfidati a duello ieri in casa
di Berlusconi, cioè di colui che,
il 25 maggio, è dato per terzo
classificato.
CONTINUA A PAGINA 3

CONTINUA A PAGINA 29

PREMIER-GRILLO, IL DUELLO
INTORNO AI VOTI DI BERLUSCONI
MILANO

IL VOTO IN INDIA

nche se per ora sono
solo disponibili gli exit
poll, non sembrano esservi dubbi: il Bjp e il suo leader Narendra Modi hanno
prevalso, anzi trionfato, nelle
elezioni parlamentari recentemente conclusesi in India,
tanto che probabilmente non
sarà nemmeno necessaria la
ricerca di una più ampia coalizione governativa al di là della
National Democratic Alliance
presentatasi alle elezioni.

1

MICHELE BRAMBILLA

Baroni e Giovannini A PAGINA 11

STEFANO LEPRI

M

a quale sovranità lesa? Una unione monetaria rende interdipendenti. Già i guai di uno
Stato piccolo come la Grecia
avevano recato gravi danni a
tutti gli altri. L’Italia era forse troppo grande per poter
essere salvata, in quell’estate-autunno del 2011. Minacciava di trascinare nel baratro tutta la cordata. Per questo era vitale che cambiasse
strada.
La nostra economia è tre
volte più grande rispetto a Irlanda, Grecia e Portogallo
messi assieme. Lo stesso Silvio Berlusconi alla fine si persuase che un cambio di guida

ESPLOSIONE A 600 METRI DI PROFONDITÀ. CORSA CONTRO IL TEMPO PER SALVARE GLI OPERAI BLOCCATI

INTERNET

Turchia, crolla una miniera: 150 morti

Dirittoall’oblio:
unconfinesottile
conlacensura
GIANNI RIOTTA

L

a decisione della Corte Europea contro il
motore di ricerca Google, in favore del «diritto
all’oblio», non è ancora censura al web, né «attacco al
diritto di parola», come depreca via twitter Jeff Jarvis, docente a New York
University.

CONTINUA A PAGINA 29

La Casa Bianca
Per alcuni consiglieri
l’alleato era «radioattivo»

CONTINUA A PAGINA 28

AMBIENTE

Paolo Mastrolilli
A PAGINA 7

Bandiere blu
Liguria record

L’economista Gros
«I mercati non credevano più
all’Italia: rischiavate di fallire»

Primato di spiagge pulite
Quest’anno sono 269

Tonia Mastrobuoni
A PAGINA 6

IHA/AP

I minatori di Soma che sono riusciti a risalire in superficie dopo l’esplosione sotterranea

Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI

I martiri del Colosseo

1 Qualche buontempone a caccia di pubblicità ha pensato

9 771122 176003

40514

Marta Ottaviani A PAGINA 15

bene di aprire al pubblico i principali musei e monumenti
europei per una notte. La folle iniziativa che sabato prossimo consentirà a interi gruppi familiari di avvicinarsi in un
contesto anomalo a luoghi altamente pericolosi non ha
quasi incontrato resistenze. Le maestranze costrette agli
straordinari l’hanno accolta con rassegnazione e talora con
quel sottile piacere che procura l’amore per il proprio lavoro. In un quadro tanto cupo si staglia la ribellione di uno
sparuto manipolo di eroi: i custodi del Colosseo.
Non si può dire che le autorità non abbiano tentato di
blandirli con qualunque mezzo, anche il più spregevole.
Qualche sfruttatore è arrivato a mettere in giro la voce che
il lavoro notturno sia alquanto diffuso nei mestieri che han-

no a che fare con il tempo libero. Ma le battaglie di principio
vanno combattute senza cedimenti e così il Colosseo resterà chiuso. I suoi custodi sono anch’essi dei monumenti da
conservare (il più giovane ha 58 anni, il più anziano pare
risalga ai tempi dell’imperatore Commodo) e stanno in piedi sei ore al giorno, circondati da torme di giapponesi. Un
lavoro infame e bene fanno i sindacati a difenderlo dalle mire degli schiavisti pubblici e privati, che se espugnassero
l’Anfiteatro Flavio lo appalterebbero a una cooperativa di
giovani gladiatori disposti a lavorare una notte all’anno,
persino di sabato. Peggio, si spremerebbero le meningi per
trasformare il monumento più famoso del mondo in una
fonte di guadagno che consenta di aumentare gli incassi e,
nello scenario più drammatico, addirittura le paghe.

Alessandra Pieracci A PAGINA 18

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

U

GRANDI OPERE
LA TASK FORCE

Renzi: “Lo Stato è più forte dei ladri”
Il leader Pd a Milano per una riunione con i vertici dell’Expo. Pisapia: più coordinamento col governo
FABIO POLETTI
MILANO

Una riunione a porte chiuse
senza nemmeno i portavoce.
Il giorno più lungo di Expo si
consuma in settanta minuti
al secondo piano di via Rovello. Matteo Renzi plana a Milano in fretta e furia per mettere in sicurezza il Grande
evento a trecentocinquantatré giorni dal via. Nei cantieri
si lavora venti ore al giorno
per fare in tempo. Gli arresti
hanno minato l’immagine
della kermesse destinata ad
essere la vetrina dell’Italia
per un bel pezzo. Matteo
Renzi ci mette la faccia e non
vuole nemmeno pensare ad
altri intoppi: «Se vinciamo la
sfida dell’Expo facciamo
l’Italia. Se ci tiriamo indietro
non siamo solo l’“italietta”
ma veniamo meno ai nostri
valori». E ancora: «Lo Stato è
più forte dei ladri».
Le parole che il premier
ripete davanti agli imprenditori riuniti alla Camera di
commercio per avere rassicurazioni sono il mantra della riunione di via Rovello. Alla fine un incontro molto tecnico per evitare di perdere
altro tempo e di incappare in
altre grane non più gestibili.
Come aveva annunciato,
Matteo Renzi si fa accompagnare da Raffaele Cantone, il
presidente dell’authority
contro la corruzione. A Cantone il compito di vigilare sugli appalti anche se la decisione finale rimarrà alla società Expo 2015. Nero su
bianco viene scritto nel documento finale: «Il presidente dell’autorità anticorruzione assume la responsabilità
delle supervisione delle procedure e della trasparenza
amministrativa di Expo 2015
e garantisce il presidio delle
commissioni di gara per l’aggiudicazione degli appalti».
Il Governatore della Lombardia Roberto Maroni vorrebbe di più. Vorrebbe che il
presidente dell’authority
avesse incarichi ispettivi e

Colloquio

MARIO ROMANO/IPP

Il commissario Expo, Giuseppe Sala, ha ammesso che ci sono ancora problemi amministrativi sulle vie d’acqua di Expo

AL CENTRO DELLO SCONTRO 150 MILIONI DI TAGLI

Battibecco tra il premier e Floris
«Anche la Rai partecipi ai sacrifici»
Tra Matteo Renzi e
Giovanni Floris, conduttore di «Ballarò», ieri sera un
battibecco senza precedenti nella storia della Rai. Al
centro dello scontro i 150
milioni di tagli che il governo ha chiesto alla Rai. Renzi: «Anche la Rai deve partecipare ai sacrifici: per
vent’anni c’è stato un duopolio senza apertura, ora
invece c’è anche La7, Sky e
altre tv. Se fossi un dirigente Rai mi preoccuperei di
portare la Rai nel terzo millennio». E ancora: «Io non

1

ho mai incontrato né il presidente della Rai, né l’amministratore delegato. Voglio che sia di tutti e non dei
partiti, perciò non metterò
mai bocca su palinsesti e direttori, ma la Rai deve fare
la sua parte», per esempio
«può vendere Rai Way e eliminare sprechi clamorosi
nelle sedi regionali». Alla fine della registrazione, Renzi ha commentato col direttore di Libero Belpietro: «È
stato uno scontro violento
sulla Rai ma bene, io mi sono divertito».

potesse lavorare a stretto
contatto con la magistratura:
«Bisogna rendere più efficace
il suo lavoro. Ci vuole una norma di legge speciale che riconosca a Raffaele Cantone
maggiori poteri». Il governo
prende tempo. Sul tavolo c’è
pure l’istituzione di un ufficio
di coordinamento tecnicoamministrativo presso palazzo Chigi. Ma il tempo stringe e
l’orologio corre. L’arresto di
Angelo Paris, il general manager che aveva in mano tutti i
cantieri di Expo, impone di
trovare un sostituto. Viene ratificata la nomina di Marco
Rettighieri, attuale direttore
generale operativo di Italferr
con una grande esperienza
nei cantieri della Tav in Val di
Susa. Il governatore Roberto
Maroni e il sindaco Giuliano
Pisapia si erano imposti per
avere una figura che fosse

Ci vuole fantasia
a dire che Greganti
fa parte della mia area
Lui e Frigerio sono
nomi del 1993
Matteo Renzi
presidente
del Consiglio

Ci vuole una norma
speciale che riconosca
a Cantone più poteri
per rendere il suo
lavoro più efficace
Roberto Maroni
Presidente
della Regione Lombardia

Rettighieri: “Ce la faremo
come per il cantiere Tav”
Massima attenzione

Il nuovo direttore dei lavori: ma controllerò tutto
MAURIZIO TROPEANO
TORINO

l premier Matteo Renzi ci
ha messo la faccia ma,
adesso, tocca a Marco
Rettighieri, ingegnere romano scelto per prendere il posto di quell’Angelo Paris arrestato nei giorni scorsi dalla
procura di Milano, portare a
casa il completamento delle
costruzioni dell’Expo 2015 e,
soprattutto, di farlo in modo
trasparente. Dall’oggi al domani dovrà gestire direttamente la costruzione dei padiglioni dei paesi ospitanti,
occhio e croce 1 miliardo di
euro. È una corsa contro il
tempo che Rettighieri conta

I

estranea a Expo. Giuseppe
Sala l’ad della società fa sapere che Rettighieri ha già visitato i cantieri e preso visione
del cronoprogramma dei lavori: «Lavoreremo insieme. Entrerà in servizio in tempi rapidissimi ma dobbiamo gestire
il distacco dalla sua società».
Quando il nuovo general
manager sarà operativo verrà
scelto anche il dirigente del
Rup, il reparto procedure che
si occupa dell’avanzamento
dei lavori. Per evitare altri ritardi sarà scelto con tutta probabilità quello che era il vice di
Angelo Paris, Alessandro Moialoni. Ma gli arresti della Procura costringono a ridisegnare la road map dei lavori. Enrico Maltauro, l’imprenditore
finito in carcere una settimana fa, aveva ottenuto l’appalto
per le assai discusse vie d’acqua che dovevano circondare
il sito. Mancava ancora il via
libero definitivo ma le manette ne hanno messo in forse la
realizzazione. Giuseppe Sala
non si sbilancia e prende ancora tempo: «Ci sono problematiche tecnico amministrative complicate. Prendiamoci
ancora qualche giorno». Uno
degli appalti più grandi da assegnare era quello sugli allestimenti interni. Per evitare di
incorrere in qualche altro problema ed alleggerire il lavoro
di Raffaele Cantone, Expo
pensa di rivolgersi direttamente all’Ente Fiera. Ultimo
capitolo del dossier i 60 milioni che vengono a mancare dalla Provincia e che il Governo
ha deciso di coprire. Matteo
Renzi promette che la questione sarà definita nella prossima riunione del cda del 4
giugno. Alla fine dei settanta
minuti di riunione il sindaco
Giuliano Pisapia fa l’ottimista:
«Si rafforza la possibilità di
Expo di arrivare con successo
senza ulteriori problematiche
all’obiettivo. I due punti di forza sono una maggiore trasparenza e un maggiore coordinamento tra Expo, il governo
e l’autorità anticorruzione».

di vincere: «Tre anni fa nessuno avrebbe scommesso che in
Valsusa si sarebbe aperto un
cantiere della Tav. Quel cantiere adesso c’è, la talpa lavora e ci
siamo riagganciati alla tempistica dell’Ue. Faremo lo stesso
a Milano, a fatica, ma ci riusciremo perché ho incontrato
professionisti efficienti ed efficaci».
Rettighieri racconta così le
prime impressioni, a caldo, del
sopralluogo dell’altro giorno
nell’area espositiva. Il suo è un
ragionamento tecnico, e nessuno ne mette in discussione le
qualità. Nemmeno un No Tav
doc come il parlamentare grillino Marco Scibona che gli con-

testa, però, le spese eccessive
per la gestione del cantiere. Lui
replica deciso - «Dimentica le
caratteristiche di un cantiere
di montagna e necessità di difendersi dagli attacchi dei No
Tav» - ma sa che il primo imperativo da rispettare è quello
della legalità. Nel suo biglietto
da visita ci sono i risultati ottenuti alla Maddalena di Chiomonte: delle 340 ditte che hanno chiesto di lavorare al cantiere è stato escluso lo 0,9% perché non in regola rispetto ai
certificati antimafia. E una,
poi, è stata riammessa dal Tar.
Ecco perché se tecnicamente
la squadra lo convince - «ho fiducia» - Rettighieri annuncia

che comunque, prima di «partire controllerò a fondo tutte le
carte dell’Expo, c’è poco tempo, ma io lavoro così, probabilmente mi hanno scelto per questo».
Mauro Moretti, allora numero 1 delle Ferrovie, lo ha arruolato nel gruppo Fs dal mondo
privato e lo ha messo in prima
linea nei fronti caldi dove c’erano da affrontare difficoltà tecniche (prima di arrivare in Valsusa si è occupato della dorsale
Nord-Sud che scende verso
Roma, poi ha coordinato i lavori per la nuova stazione Tiburtina) ma anche da riorganizzare società finite nelle inchieste
dei magistrati. La Torino-Lio-

Marco Rettighieri
è stato direttore
dei lavori per la Tav
Torino-Lione

ne, appunto, dopo la scelta di
sostituire il suo predecessore
condannato in primo grado per
turbativa d’asta e, ultimamente, la guida operativa di Italferr,
la società di progettazione delle ferrovie i cui vertici furono
azzerati all’inizio del 2013 per
corruzione. E adesso è arrivato
l’Expo dopo la scoperta dei co-

Prima di partire
controllerò a fondo
tutte le carte di Expo
So che c’è poco tempo
ma io lavoro così
Marco Rettighieri

mitati d’affari. «Mi hanno scelto per la mia esperienza», spiega ancora Rettighieri. E in
quell’esperienza sul campo c’è
una «regola» che, afferma, ha
sempre rispettato in 30 anni di
cantiere per affrontare faccendieri: «Per innamorarsi, forse,
bisogna essere in due. E io sono
innamorato di mia moglie».

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Il presidente
del Consiglio
Matteo Renzi
ieri a Milano
per una
riunione
sull’Expo
Poi ha incontrato
gli iscritti
alla Camera
di Commercio

Reportage
MICHELE BRAMBILLA
MILANO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

erto il duello non avrebbe
potuto svolgersi che a Milano, visto che il tema caldo è
l’Expo e le indagini sui suoi
appalti: ma l’occasione fa
l’uomo ladro, nel senso che sia Renzi
sia Grillo hanno capito benissimo che
per vincere devono (anche) «rubare» i
voti a un Berlusconi che considerano
in inevitabile declino.
Non inganni il fatto che Milano sia
amministrata da una giunta di centrosinistra. È, e rimane, uno dei principali serbatoi di voti del centrodestra. Pisapia, nel 2011, non ha vinto perché la
sua coalizione ha aumentato i consensi (infatti ha preso gli stessi voti di
quanti ne aveva avuti, cinque anni prima, Bruno Ferrante, che aveva perso):
ha vinto perché è crollato il centrodestra. E nonostante la vulgata non è
crollata la Moratti: è crollato un Berlusconi già segnato dalle inchieste su
Ruby e dalle difficoltà del suo governo.
Oggi l’ex Cavaliere, a torto o a ragione,
è dato in ulteriore caduta, e quindi sia
Renzi sia Grillo guardano all’ex elettorato di Forza Italia come una possibile
risorsa.
Come tutti i duelli, anche quello di
ieri si è svolto in uno spazio non più
grande di un ring: Renzi, a parte la
consueta visita in una scuola, è stato
in via Rovello, alla sede dell’Expo, e
poi in via Meravigli, alla Camera di
Commercio; Grillo ha parlato in un
ristorante-discoteca, Le Banque, in
via Bassano Porrone, che sta a pochi
metri di distanza. Tutto in centrissimo, nel cuore di Milano. Però gli sfidanti non si sono incrociati: Renzi ha
parlato in mattinata, Grillo nel pomeriggio. E quando gli è stato chiesto
come mai non fosse andato alla sede
dell’Expo mentre c’era il premier, il
comico ha risposto che non voleva
creare tensioni.
Diversa, oltre che l’ora, anche la
platea. Renzi ha parlato davanti agli
imprenditori, Grillo solo ai giornalisti,
in una conferenza stampa. E diverso,
anzi opposto, è stato naturalmente il
messaggio: Renzi ha detto che l’Expo
«è un’opportunità», Grillo che «è una
puttanata». Così sono stati fedeli al loro modo di essere: il premier parla di
fiducia, insomma chiede di fare; Grillo
- anche se ieri più volte si è lamentato
di essere dipinto sempre come «il signor no» - chiede di spazzare via tutto
e tutti, «come cibo avariato».
Se ci si ferma qui, è chiaro che il
duello di ieri l’ha vinto Renzi. Nel senso che i suoi interlocutori, gli iscritti
alla Camera di Commercio (un mondo
sicuramente a prevalenza berlusco-

C

ell’anno XXIII dell’era manipulitista - cominciata il 17 febbraio
1992 con l’arresto di Mario Chiesa - i più restano di stucco davanti alla
perseveranza nel malaffare di imprenditori e politici. Ma considerando la
propensione all’onestà dell’italiano
medio, a stupire dovrebbe essere, più
del ladrocinio, la disinvoltura, l’imprudenza, la sfrontatezza - per non dire
l’asineria - e anche quel po’ di cattivo
gusto con cui gli indagati parlavano al
telefono. Non vale soltanto per l’Expo,
ma anche e soprattutto per Claudio
Scajola al quale - dal punto di vista politico - andrebbe contestata l’aggravante di essere stato ministro dell’Interno, ruolo nel quale qualche notizia
sull’efficacia delle intercettazioni dovrebbe essergli arrivata. Come uno
che è stato al comando del Viminale

N

Taccuino
MARCELLO
SORGI

Lo scontro finale
si gioca anche
sugli sviluppi
dell’inchiesta
mbientato volutamente a Milano, la
Milano dell’Expo e
dello scandalo delle tangenti,
dove Grillo ieri ha raggiunto
Renzi per non lasciargli la
scena, lo scontro tra il presidente del consiglio e il capo
del Movimento 5 stelle sembra destinato a segnare la
conclusione della campagna
elettorale. Se Renzi ha insistito sulla linea della «normalizzazione» - avanti con i
lavori dell’Esposizione internazionale, massima severità
con i corrotti -, Grillo ha parlato di «rapina» in corso e ha
chiesto di fermare i cantieri.
Sarà questo il «mood» del
confronto finale, che tende a
concentrare l’attenzione degli elettori sui due leader, con
il rischio, per gli altri, di finire nel cono d’ombra di un appuntamento elettorale che
già non solletica molto l’attenzione dei cittadini.
Renzi punta a superare il
30 per cento e a distaccare
l’avversario M5S. Grillo continua ad assegnarsi l’obiettivo di arrivare primo, battere
il Pd com’è avvenuto (tolti i
voti degli italiani all’estero)
l’anno scorso, e far saltare
per aria il fragile equilibrio
della maggioranza di governo. Ora, è possibile che un risultato polarizzato sui due
maggiori avversari di questa
tornata possa danneggiare,
sia l’assetto dell’esecutivo sia
il cammino delle riforme, si
tratti di quella elettorale (se
Forza Italia arriva terza,
Berlusconi non avrà più interesse a un sistema a doppio
turno), o di quelle istituzionali, che sempre Berlusconi
rimette ormai in discussione
tutti i giorni. Ma nell’immediato, a meno di una vittoria
piena di Grillo, il rafforzamento del M5S spingerebbe
tutti gli altri partiti a resistere e a evitare, almeno nel futuro prossimo, nuove crisi e
prove elettorali.
Molto dipenderà dagli
sviluppi in arrivo dell’inchiesta di Milano: sebbene
il dissenso interno alla Procura sia ormai venuto allo
scoperto in termini assai
espliciti. È abbastanza
chiaro ormai che tra il procuratore Bruti Liberati che
ha voluto gli arresti della
scorsa settimana e il suo vice Robledo che s’è rifiutato
di firmarli non c’era accordo sui tempi e sui confini da
dare alle indagini: nel dubbio, secondo il vice, che ulteriori approfondimenti
avrebbero potuto portare a
un più largo coinvolgimento
dei vertici politici, e non solo all’individuazione delle
responsabilità dei manovali
delle tangenti.

A
TAMTAM

Il duello sotto la Madonnina
tra il premier e Grillo
La sfida per conquistare il voto dell’elettorato deluso da Berlusconi
Beppe Grillo
ieri ha tenuto
una conferenza
stampa
a Milano
attaccando
l’Expo
«È una
associazione
a delinquere
finalizzata
al riciclaggio
di denaro
pubblico»

BALTI/PHOTOVIEWS

niano o ex berlusconiano), preferiscono
sentirsi dire che l’Expo si farà piuttosto
che ascoltare discorsi sulla decrescita
felice. Il premier ha dispensato ottimismo a un mondo che di ottimismo ha disperatamente bisogno: «È un momento
in cui sembra che l’Italia non abbia più
la possibilità di un futuro, sembra che
tutto quello che si sta per fare debba essere bloccato», ha detto: «Ma anche se i
sondaggisti mi hanno sconsigliato di
parlare di Expo, sono qui per dirvi che il
governo non rinuncia a questa sfida».
Un discorso generale, senza entrare nel
dettaglio su come si interverrà, ma il

messaggio è stato chiaro: «Fermeremo i
ladri, non i lavori».
Grillo, invece, nel pomeriggio ha detto ai giornalisti che ladri e lavori vanno
di pari passo: «L’Expo è come la Tav:
un’associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro pubblico».
Grillo, a parte il suo movimento («Noi
siamo onesti, perbene e trasparenti»)
vede un film dell’orrore: a partire da
Renzi «l’ebetino», il quale «racconta
frottole con la complicità di voi giornalisti»; le banche «degli amici degli amici»;
Berlusconi, «una salma che ora promette le dentiere, poveretto non ci crede più

neanche lui»; Napolitano, da spedire
«anche lui a Cesano Boscone» dopo che
«avremo vinto le elezioni e faremo una
“gita” a Roma, magari con un milione di
persone, per chiedere le sue dimissioni». Insomma il solito Grillo, che ieri ha
fatto poco per convincere i delusi del
centrodestra. Ma quando tornerà a Milano, e avrà davanti non i giornalisti ma
la piazza, gli argomenti per soffiare sul
malcontento non gli mancheranno. E
questa è sempre stata la sua forza e lo
sarà ancora a lungo, fino a quando il
mondo che lui denuncia non si deciderà
a togliergli almeno qualche argomento.

Greganti & Frigerio telefonate in libertà
nell'eterna incarnazione di “Amici miei”
MATTIA FELTRI
ROMA

Primo Piano .3

.

possa avere certe conversazioni telefoniche con la moglie di un latitante in procinto di andare a Beirut, Libano («Stiamo parlando della capitale?», dice lei.
«Certo, certo». «Che inizia con la L».
«Bè, il paese...». «No. Che inizia con la
B». «Brava».) è un mistero in grado di
insidiare quello della casa vista Colosseo. Dalle carte pubblicate è senz’altro
più facile cogliere aspetti dell’avventatezza, e forse del delirio d’onnipotenza,
che non della colpevolezza di Scajola.
Secondo quanto si è scritto ieri, in alcuni
scambi di battute al cellulare l’ex ministro si vantava di disporre di un servizio
segreto personale con cui raccogliere informazioni su mezzo mondo.
La vanteria è una costante di questi
articoli compilati con le intercettazioni.
Gianstefano Frigerio, già arrestato ai
tempi di Mani pulite, ora protagonista
dell’inchiesta sull’Expo, è descritto nelle
carte come uno avveduto quando parla al

cellulare. E chissà se fosse stato incauto,
visto che a un amico confida di un suo
amico carabiniere che ogni tanto gli fa le
«pulizie», e in un’altra occasione spiega di
dover sbrigare «un lavoro di copertura
politico-giuridica»: in pratica organizza
una cena (poi mai tenuta) fra il senatore
Luigi Grillo e un comandante della Guardia di Finanza. Eppure nell’anno XXIII
dell’era manipulitista una lezione si presupporrebbe mandata a memoria: non
dire niente di ambiguo al telefonino. Macché: sono tutti lì a darsi arie (sia Frigerio
che Primo Greganti raccontano di conoscere questo e quello, di aver accesso qui
e là) intanto che parlano con aplomb di
appalti e mazzette. Forse la medaglia
d’oro va al direttore di Expo 2015, Angelo
Paris, uno che si direbbe preoccupato di
sollecitare l’attenzione anche di un demente quando dice: «Io vi do tutti gli appalti che volete se favorite la mia carriera». Sergio Cattozzo, braccio destro del

senatore Luigi Grillo, chiama trafelato
(secondo quanto dicono i verbali) perché
sta «uscendo una cosa da 67 milioni».
Greganti dice di dover scendere a Roma
per parlare «con gli amici miei». Un tocco
di suspense che si scioglie nella rivelazione: si vedrà con Gianni Pittella (Pd, vicepresidente del Parlamento europeo), ma
è una millanteria. Intanto Frigerio ogni
tre per due pronuncia la parola Arcore e
manda sms a Silvio Berlusconi persuaso
che siano irrintracciabili. Dice che si va a
pranzo con Silvio Berlusconi e Gianni
Letta, e nel frattempo condisce i programmi con antica saggezza: «Bisogna
mettere venti stecche in forno per tirarne fuori dieci». Sembrerebbe che ne
escano anche meno: il gruppo sollecita i
debitori. In fondo «le nostre richieste non
sono esose, chiediamo l’1 per cento, gli altri il quattro e il cinque». La vera domanda è: peggio avere una classe dirigente ladra o fessa? È peggio se è l’uno e l’altro.

Jena
Remake
Né con lo Stato
né con i ladri.

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

U

GRANDI OPERE
GLI SVILUPPI GIUDIZIARI

I pm scoprono altri appalti truccati
L’imprenditore Maltauro: versato un milione di euro di mazzette. Rogatoria sui soldi portati in Svizzera
PAOLO COLONNELLO
MILANO

Non è finita. «Mi sentivo come
un pesce in uno stagno in cui
mi dovevo dimenare…», ha
raccontato Enrico Maltauro
l’imprenditore vicentino,
quando è stato arrestato dalla
Guardia di Finanza. Evidentemente ha imparato a “dimenarsi” talmente bene da aver
vinto, in successione, una serie di appalti. In cambio, Maltauro, alla “cupola” ha versato
una somma ben più consistente di quella circolata ieri: quasi un milione di euro in poco
meno di due anni. Versati a
chi? Formalmente a Giuseppe
Cattozzo, l’ex segretario dell’Udc ligure e factotum di
Gianstefano Frigerio. Il quale,
secondo la tabellina scritta
sui post-it ritrovati tra le sue
mutande al momento dell’arresto, avrebbe ricevuto in
questo modo: 600 mila euro in
contanti, 300 mila euro lordi
con presentazione di fatture
per operazioni che i pm considerano “inesistenti”, più
un’Audi 5 da 60 mila euro
comprata da Maltauro negli
ultimi mesi. Totale: 960 mila
euro. Gli inquirenti sospettano che i 600 mila euro in contanti siano finiti in realtà direttamente a Frigerio e all’ex
senatore Luigi Grillo che finora hanno negato su tutta la linea. Ma l’evidenza dei versamenti è documentata dai filmati e dalle intercettazioni
della Gdf.
La domanda a questo punto è: ma se Maltauro per un
paio di appalti (Expo e Sogin)
aveva versato quasi un milione e promessi, in contanti, altri 600 mila, gli altri imprenditori per gli appalti sulla Sanità lombarda, che rappresentano oltre il 90 per cento di

ANSA

Indagati in una foto dell’inchiesta

questa inchiesta, quanto hanno
pagato? Si direbbe parecchio, al
punto che una rogatoria con la
Svizzera è già stata avviata per
andare a vedere nel “caveau” di
Frigerio e Grillo quanti soldi sono stati nascosti o passati. E
l’elenco di imprenditori implicati sarebbe talmente lungo e
documentato dalle indagini della Dda e della Gdf, che inevitabilmente scatterà presto una
fase “due” delle indagini. Ovvero, un nuovo "terremoto". Come per “Tangentopoli”, racconta qualche vecchio investigatore, quando in Procura si formarono file di imprenditori per
“confessare” corruzioni e tangenti. «Il compito che abbiamo
affrontato - dice a un certo punto Frigerio - è quello di gestirci
la Città della Salute», ovvero

appalti per 500 milioni discussi
con Antonio Rognoni, l’ex capo
di Infrastrutture Lombarde
che ieri, interrogato, ha sostenuto che si limitava solo «ad assistere e ascoltare».
Solo che se allora i soldi finivano ai partiti oggi il dubbio è
che i danè si siano fermati nelle
tasche dei “mediatori” e alla politica siano arrivate “altre utilità”: come il controllo sui direttori sanitari degli ospedali o sul sostegno delle imprese per le elezioni. "Mediatori" che a quanto
pare pullulano attorno alla pubblica amministrazione, perché
se è vero che Frigerio, Grillo e
Greganti sono indicati come “la
cupola” dei servizi e degli appalti negli ospedali lombardi, non
bisogna dimenticarsi che, per
esempio, per i rimborsi agli

ospedali su interventi e ricoveri,
funzionava egregiamente il “sistema Daccò-Formigoni”, per
altro inviso agli attuali eroi della
tangente («fanno la bella vita
con i soldi pubblici») i quali si
vantavano di prendere denaro
solo dai privati. Peccato che il
costo delle tangenti come al solito ricada poi sulle spalle dei contribuenti. Spiegano gli inquirenti che avere a che fare con i mediatori, come insegna la vicenda
di Angelo Paris, il numero due di
Expo che passava in anticipo i
bandi di gara, era talmente conveniente che alla fine il costo
della tangente versata veniva
ampiamente ripagato dall’assenza di controlli sui prezzi praticati da chi vinceva gli appalti.
Ciò che gli inquirenti intendono
però chiarire è come mai il trio
che oggi tutti dichiarano dedito
alla millanteria, riuscisse poi a
farsi ricevere ai piani alti del potere. Come mai cioè, se Frigerio
mandava i suoi pizzini ad Arcore, dopo qualche giorno Silvio
Berlusconi invitava a cena il
buon Paris. E come mai, ancora,
Primo Greganti poteva farsi ricevere in Senato e ricevere ogni
mercoledì parlamentari e pezzi
grossi del Pd nel caffè di galleria
Alberto Sordi, a due passi dal
Parlamento, utilizzando alla bisogna un telefono satellitare di
tipo militare. Tra le carte dell’archivio di Frigerio, oltre a una
quantità impressionante di raccomandazioni, gli investigatori
hanno trovato un oggettino illuminante. Un libretto scritto dal
“professore” nel 2012. Titolo:
«Nel cuore dell’Impero. L’America di Barak Obama». Prefazione firmata da Silvio Berlusconi
che il libro ci tenne a presentarlo a Roma. Inizia così: «Dopo
l’Italia il paese che amo di più è
l’America…». Si direbbe, non
proprio ricambiato.

Sondaggio Istituto Piepoli

Per sei italiani su dieci
è il bis di Tangentopoli
COME GIUDICA GLI ARRESTI PER L’INCHIESTA
SU EXPO? SIAMO DI FRONTE A DEI CASI ISOLATI
OPPURE SI E’ APERTA UNA NUOVA TANGENTOPOLI?
Senza
opinione

11%

59%
Si tratta
di casi isolati
che saranno
«puniti» dalla
magistratura

L’INAUGURAZIONE DI EXPO 2015 È PREVISTA PER
IL PRIMO MAGGIO DEL 2015. CONSIDERANDO
LO STATO DEI LAVORI E LE VICENDE GIUDIZIARIE,
SECONDO LEI AL MOMENTO DELL’INAUGURAZIONE..
Buona parte dei lavori sarà terminata,
l’impressione generale sarà di un evento riuscito

33%

Tutti i lavori saranno terminati,
la città sarà pronta ad accogliere i visitatori

25%

Anche se buona parte dei lavori sarà terminata,
alcune parti appariranno «incompiute»

17%

La sensazione di lavori incompiuti sarà predominante
e comprometterà la riuscita dell’evento

9%

Non arriveremo in tempo alla scadenza
e l’Expo dovrà essere annullato

6%

Senza opinione

2014 per La Stampa con metodologia C.A.T.I., su un campione di
500 casi rappresentativo della popolazione italiana maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentato per sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche e Ampiezza Centri proporzionalmente all’universo
della popolazione italiana. Il documento della ricerca è pubblicato
sul sito www.agcom.it e/o www.sondaggipoliticoelettorali.it.

Bruti Liberati ha turbato
e turba la regolarità
e la normale
conduzione dell’ufficio

Le iniziative di Robledo
hanno determinato
un reiterato intralcio
alle indagini

Alfredo Robledo

Edmondo Bruti Liberati

Procuratore aggiunto
di Milano

Procuratore di Milano

Guerra in procura, Bruti accusa
“Robledo intralciava l’indagine”
vamente a una delle migliori e più
blasonate procure d’Italia. Con un
imbarazzo ormai palpabile tra i vari
pm che vedono i capi dei dipartimenti schierati su due fronti opposti: da
una parte i «filo» procuratore, ovvero
Boccassini e Greco, titolari dei due
dipartimenti forse più delicati del
quarto piano, ovvero antimafia e criminalità economica, e dall’altra i «filo
Robledo», cioè un magistrato storico
come Ferdinando Pomarici, ora a capo dell’ufficio esecuzioni, e Nicola

Cerrato, a presidio dei reati ambientali. Le loro posizioni sono emerse
con chiarezza proprio davanti al Csm
che presto dovrà tirare delle conclusioni, come sollecitato dallo stesso
Bruti Liberati che si augura di tornare al più presto «alla normalità», fuori dai riflettori sul «preteso» scontro
nella Procura milanese.
Che tanto «preteso» non è visto
che l’ultima iniziativa è proprio del
procuratore che lunedì scorso ha
spedito al Csm una nota per «disse-

10%

1 Il sondaggio è stato eseguito da Istituto Piepoli il 12 maggio

MILANO

S

Centimetri
LA STAMPA

30%

il caso
e non fosse una faccenda estremamente seria, sarebbero le comiche. Per dare la misura a che
punto sia arrivata la guerra che si
combatte nella Procura di Milano da
alcuni mesi, basti questo episodio denunciato da una nota inviata lunedì
scorso al Csm dal procuratore Edmondo Bruti Liberati a proposito dell’inchiesta Expo-Sanità: un doppio
pedinamento che avrebbe potuto
compromettere le indagini. «Robledo, pur essendo costantemente informato del fatto che era in corso un’attività di pedinamento e controllo su
uno degli indagati svolta da personale di polizia giudiziaria, ha disposto
analogo servizio delegando ad altra
struttura della stessa Gdf». Con il rischio che il pedinato si sentisse troppo osservato e scoprisse di essere
sotto indagine. «Solo la reciproca conoscenza del personale di Gdf che si è
incontrato sul terreno ha consentito
di evitare gravi danni alle indagini».
Una cosa è sicura: ormai si combatte senza esclusione di colpi. E più
che alle indagini, questa serie di accuse e polemiche, oltre ad avere il
pregio di scoperchiare un po’ di pentoloni, rischia di nuocere complessi-

Si è aperta
una nuova
Tangentopoli

cretare» gli allegati che Robledo aveva mandato in sostegno alla denuncia
contro il capo di via Freguglia per sostenere lo «scippo» dell’inchiesta
Expo. Carte che, se rese note ai componenti del Csm, avrebbero potuto
rivelare, a parere del Procuratore, la
natura dell’inchiesta in corso che ha
portato all’arresto giovedì della «cupola» degli appalti lombardi. E’ bastato infatti che la denuncia finisse
sul settimanale Panorama e poi sugli
altri quotidiani, per rivelare già mol-

to di quanto stava accadendo. Così
Bruti, accompagnando la nota, ha definito il comportamento del suo vice
in grado «di pregiudicare» l’inchiesta. Dunque, se Robledo lo aveva accusato di «insabbiare» le inchieste e
di tenerlo all’oscuro delle indagini,
Bruti risponde contro accusandolo di
aver «determinato un reiterato intralcio» alle indagini su Expo. Aggiungendo che «sin dalla primavera
del 2012», quando il procedimento,
inizialmente attribuito all’antimafia
di Boccassini è stato coassegnato anche al dipartimento di Robledo, «questi ha avuto immediata cognizione»
che il filone di indagine sull’Expo (ora
in sostanza separato tra i due dipartimenti, anche con identici indagati,
come Antonio Rognoni) «nasceva
nell’ambito del procedimento Dda e
ha avuto la piena disponibilità di tutto il fascicolo e costante informazione sullo sviluppo delle indagini». Per
questo Bruti definisce «del tutto pretestuosa» la richiesta fatta un anno
dopo da Robledo di avere visione di
tutti gli atti, così come «inammissibile nella forma e nella sostanza»
l’istanza fatta un mese prima di trasferire in esclusiva l’indagine al suo
dipartimento: un atto che avrebbe
comportato un «grave ritardo», anche perché, con il passaggio di mano,
«sarebbe cambiata la struttura della
polizia giudiziaria delegata all’inchiesta», visto che il suo aggiunto «delega
pressoché costantemente solo a una
struttura della Gdf di Milano, la sezione tutela mercati».
[P. COL.]

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

U

LE INCHIESTE
MAFIA E POLITICA

Scajola, “una supplica” per Matacena
Altri indagati, mentre si scopre un appunto per l’ex presidente libanese Gemayel. Venerdì gli interrogatori
GUIDO RUOTOLO
REGGIO CALABRIA

Ore convulse, la sensazione
che l’inchiesta sia a un punto
di svolta. Che il materiale sequestrato agli indagati apra
nuovi scenari. Fonti della
Procura fanno filtrare la notizia di «altri» - «e non nuovi»
- indagati.
Potrebbero essere quei
«soggetti di interesse investigativo, risultati in contatto e in rapporti anche di affari con gli indagati». E cioè i
nove perquisiti (o alcuni di
loro) nel giorno della retata.
Tra loro, Cecilia e Giorgio
Fanfani, figli di Amintore
Fanfani. E poi la moglie dell’ex ministro, Maria Teresa
Scajola, Giuseppe Speziali, il
convitato di pietra al tavolo
libanese, il piduista dc Emo
Danesi, Giovanni Morzenti,
indagato anche a Roma per
riciclaggio in una indagine
sullo Ior, Daniele Santucci,
Pierluigi Bartoloni ed Elisabetta Hoffmann.
E con loro potrebbe essere
finito nel registro degli indagati anche una vecchia conoscenza: Paolo Romeo, squadrista fascista durante i Moti
di Reggio, parlamentare Psdi, mafioso condannato (e ha
scontato la pena). Romeo
continuerebbe a svolgere un
ruolo importante e di collegamento tea la ’ndrangheta e
l’area grigia.
L’inchiesta sulla latitanza
di Amedeo Matacena, l’ex
parlamentare di Forza Italia
condannato a cinque anni
per collusione con la ’ndrangheta, è entrata in una fase
delicata. Venerdì sarà inter-

9
perquisizioni
Sono quelle che hanno
consentito agli investigatori
di approfondire l’indagine
su Scajola

ANSA

L’ex ministro Claudio Scajola

rogato dai pm Francesco Curcio e Giuseppe Lombardo,
Claudio Scajola, poi le segretarie dell’ex ministro e dell’imprenditore reggino latitante,
che potrebbero scaricare i loro
datori di lavoro.
La posizione di Scajola è
sempre di più compromessa.
Tra i faldoni dell’archivio sequestrato, gli uomini della Dia
di Arturo De Felice hanno trovato una lettera dattiloscritta
in francese dell’ex presidente
libanese Amir Gemayel, con la
sua firma-sigla.
Ora su quella lettera Scajola ha scritto alcuni appunti
per quella che lui stesso ha
definito «supplica». E che deve affrontare tre capitoli:

«Evidenziare che il reato di
concorso esterno non esiste».
A Gemayel, Scajola si rivolge
sollecitando comprensione e
aiuto per Matacena, «un caso
umanitario che ha bisogno di
cure mediche». Ma c’è un altro punto della «supplica»
non meno importante: «La
storia e la palingenesi dei processi» cui è stato sottoposto
Amedeo Matacena.
La «supplica» doveva essere consegnata all’ambasciata libanese a Roma dopo
che era stato varato il nuovo
governo, a Beirut.
Ma anche dalle intercettazioni telefoniche tra lo stesso
Scajola e Chiara Rizzo emerge
un ruolo molto compromesso

dell’ex ministro come possibile
socio occulto di Matacena. È
un tema da approfondire, naturalmente. Ma colpisce gli inquirenti reggini «l’apprensione» della moglie di Matacena
per la sorte di un «plico» spedito attraverso «il vettore DHL»
da Elisabetta Hoffmann ad
Antigua, destinatario Gianluca Mazzetti.
Il sospetto è che nel plico vi
fosse documentazione di Matacena e dei suoi possibili soci
occulti, per aprire società in
uno dei Paesi paradisi fiscali.
Riassunto della conversazione intercettata tra Scajola e
Chiara Rizzo: «Chiara dice
che è stato mandato tutto, però non sa se l’hanno accettato

Ok del procuratore libanese
all’estradizione di Dell’Utri
L’ultima parola al governo
“L’Italia ci accusa di temporeggiare? Serve prudenza”
GRAZIA LONGO
INVIATA A BEIRUT

Marcello Dell’Utri a un passo
dall’estradizione. La prima
tappa che potrebbe aprire le
porte del carcere italiano all’ex braccio destro di Silvio
Berlusconi è stata superata.
Il procuratore generale
della Cassazione libanese,
Samir Hammoud, ha dato
l’ok per l’espulsione dal Libano dell’ex senatore di Forza
Italia, condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione
per «concorso esterno in associazione mafiosa».
L’ultima parola, va ricordato, spetta al consiglio dei
ministri, in programma per
dopodomani, e in ultimo al
Presidente della Repubblica
che dovrà firmare un decreto. Sul fronte politico, si potrà finalmente capire quanto
ancora pesi il potere dell’ex
presidente Amin Gemayel.
Amico di Berlusconi è stato
intercettato con l’ex ministro
Claudio Scajola - arrestato

Il ministro non si
attaccherà alla
traduzione letterale
della sentenza di
condanna italiana di
Dell’Utri, ma valuterà
la sua gravità
all’interno della
normativa libanese
Ahmad Elayoubi
LAPRESSE

Consulente del ministro
della giustizia libanese

L’ex senatore Marcello Dell’Utri

pochi giorni fa - mentre organizzavano un’eventuale (e fallita) latitanza in Libano dell’ex
deputato Matacena.
La partita, tuttavia, registra
un primo importante punto a

REUTERS

L’ex presidente libanese Amir Gemayel

favore dell’estradizione dell’ex
manager di Pubblitalia. A nulla è servita, finora, la difesa
dell’avvocato Akram Azoury
circa «la prescrizione del reato
e l’assenza nel nostro codice

penale del reato di “concorso
esterno”». Il primo punto è
stato superato da un dato di
fatto oggettivo. Il comma C
dell’articolo 20 del Trattato di
cooperazione internazionale

in quanto non è ancora arrivato. Scajola chiede ancora
alla donna se lei ha conferma
o meno dell’apertura e della
lavorazione e, di rimando,
Chiara gli ribadisce che il plico probabilmente non è ancora arrivato».
Oggi piomba a Reggio il
presidente del Consiglio Matteo Renzi, per presiedere un
Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Fa male
ed è profonda la ferita aperta
dall’uso spregiudicato da
parte di un ex ministro dell’Interno, Claudio Scajola,
della propria scorta. La gravità sta intanto nel fatto che uomini della Polizia scorrazzavano la moglie di un latitante

(Amedeo Matacena), Chiara
Rizzo, anche all’estero, a
Montecarlo. Poi bisogna capire se l’uso anomalo della scorta fosse in qualche modo conosciuto ai vertici della questura di Imperia o allo stesso
Viminale. E dunque bisogna
aspettare che facciano il loro
corso l’inchiesta amministrativa interna e l’istruttoria
della Dia. Fogli di uscita, telepass, buoni benzina, relazioni
di servizio. Tutto questo materiale dovrà essere messo a
confronto con quanto emerge
dalle intercettazioni ambientali e telefoniche. Bisogna, infine, capire perché fino al
2012 Scajola ha utilizzato un
cellulare del Viminale.

tra Italia e Libano, a cui faceva
appello l’avvocato Azoury, non
accenna alla prescrizione del
reato in uno dei due Stati contraenti ma «all’estinzione della
pena». Circostanza estranea al
caso Dell’Utri.
Quanto al «concorso esterno», effettivamente non contemplato dalla normativa libanese, ha evidentemente prevalso l’attenzione a non stravolgere il senso e la gravità della sentenza della Cassazione
italiana. Tanto più che la legge,
in Libano, prevede il reato di
«associazione dei malfattori».
Ma cosa deciderà ora la politica? Il primo ad esprimersi
sarà il ministro della Giustizia
libanese, Ashraf Rifi, che, dopo
aver vagliato il parere favorevole del procuratore generale,
dovrà confrontarsi con l’esecutivo. Il suo consulente giuridico, Ahmad Elayoubi, annuncia che il ministro «non si attaccherà alla traduzione letterale della sentenza di condanna italiana di Dell’Utri, ma valuterà la sua gravità all’interno
della normativa libanese, nel
rispetto del trattato internazionale di cooperazione».
Elayoubi non intende sbilanciarsi sulla piega che prenderà la vicenda: «Posso solo ricordare che il potere decisionale è politico. Di fatto, l’esecutivo potrebbe ribaltare la valutazione del procuratore generale». Quanto alle critiche del
ministro della Giustizia italiana, Andrea Orlando, circa un

«atteggiamento sospetto» e
«l’auspicio di tempestività da
parte delle autorità libanesi»,
difende l’operato del suo Paese. «Non c’è un ritardo voluto dice - occorre tempo per verificare tutto con la massima attenzione».
E, ancora, di fronte alle ambiguità del Libano, prospettato come nazione «comoda» per
chi sceglie di fuggire dall’Italia, l’assistente del ministro libanese precisa: «Noi osserviamo la legge e quando è necessario procediamo all’estradi-

Superato il nodo
della prescrizione, resta
quello del reato
di concorso esterno
zione (negli ultimi 10 anni, ce
ne sono state 50 con tempi tra i
10 giorni e i 3 mesi dal momento della richiesta, ndr). Per
quanto concerne l’episodio
specifico, Marcello Dell’Utri è
arrivato con regolare passaporto e Matacena non è neanche mai giunto sul suolo libanese».
Ahmad Elayoubi, insomma, respinge con orgoglio i
sospetti di una nazione «ambigua»: «Il Libano è uno Stato
di legge sovrano e agirà nel
pieno rispetto delle proprie
leggi e del trattato internazionale. Comunque, voglio ribadirlo, l’Italia è considerata un
Paese amico».

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

U

LA CRISI DEL 2011
LE RIVELAZIONI
I giorni che portarono alle dimissioni e al governo Monti

Le risate sospette

L’addio

La contestazione

L’incarico a Monti

Le consegne

Al vertice di Cannes (2-4 novembre
2011) doveva andare in scena il piano
descritto da Geithner: «ma Obama dice Berlusconi - si comportò bene»

Il 12 novembre 2011 Berlusconi si
dimette dopo giornate di grandi
tensioni e l’approvazione della
legge di stabilità

Fuori da Palazzo Chigi c’è chi lo
contesta gridandogli insulti, ma
anche chi festeggia stappando
bottiglie di champagne

Il 13 novembre Mario Monti, da poco
nominato senatore a vita, riceve da
Giorgio Napolitano l’incarico di
formare un nuovo governo

Il 16 novembre la foto che immortala
il passaggio di consegne
apparentemente cordiale
tra Berlusconi e Monti

Ha
detto

Berlusconi: “Ecco
le prove del golpe
contro di me”

L’ACCUSA

«C’è stato tutto un
movimento, partito
dal nostro interno,
per tentare di sostituire
il mio governo»

L’ex premier: “Geithner conferma il complotto”
UGO MAGRI
ROMA

Berlusconi fa la cosa più ovvia e più scontata: cavalca a
briglie sciolte le rivelazioni di
Geithner per rinverdire in
campagna elettorale la tesi
del grande complotto, anzi
del colpo di Stato ai suoi danni, concepito nelle cancellerie europee e nelle segrete
stanze italiane. L’ex-ministro
del Tesoro americano ha appena scritto un libro, anticipato ieri su «La Stampa», dove si racconta che tre anni fa
certi rappresentanti Ue gli
chiesero una mano a defenestrare l’allora premier. Dal
contesto traspare che si trattava di autorità franco-tedesche. Il piano proposto a Geithner consisteva nel mettere
l’Italia davanti a un drammatico aut-aut: un salvataggio
del Fondo monetario internazionale ma solo a patto che

Berlusconi togliesse il disturbo. L’operazione sarebbe dovuta scattare al vertice di Cannes (2-4 novembre 2011). Non
riuscì, spiega Geithner, perché
gli Stati Uniti rifiutarono di
stare al gioco. E in ogni caso
Berlusconi, supportato da
Tremonti, resistette alla tentazione di accettare il soccorso

ForzaItaliachiede
unacommissione
d’inchiesta.Mogherini
«Vicendadelpassato»
del Fmi (l’ha confermato di recente in un altro libro di «memoires» l’ex primo ministro
spagnolo Zapatero).
Le dimissioni arrivarono lo
stesso, qualche giorno più tardi, sull’ennesima defezione
nella maggioranza di allora.
Ma per Berlusconi la ricostru-

Intervista

TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

FURLAN/NEWPRESS

Silvio Berlusconi contrattacca

Sarkozy e dalla Merkel, nel
summit di Cannes «si comportò bene».
Forza Italia è scatenata
quanto e forse più del suo leader. Fin da ieri mattina ha
chiesto, tramite i capigruppo
Brunetta e Romani, nell’ordine: 1) che Renzi riferisca in Aula; 2) che si pronunci pure Napolitano; 3) che intervenga la
magistratura ad accertare
eventuali reati; 4) che si metta
in piedi una commissione parlamentare d’inchiesta; 5) che
la ministra degli Esteri Mogherini, in visita a Washington,

Gros: “Nessuna
congiura, il governo
ignorava la Bce”

Daniel Gros, Geithner sostiene che
l’Europa gli chiese di far cadere Silvio
Berlusconi, alla fine del 2011.

«Io non so se questo sia avvenuto. Ma
se anche fosse non si tratterebbe di
una congiura di Obama e degli europei
contro Berlusconi. Quello che stava accadendo in quelle settimane era sotto
gli occhi di tutti: i mercati non credevano più all’Italia. Faccio un paradosso:
se l’Italia avesse avuto lo spread del
Belgio, che dieci anni prima aveva un
debito altrettanto alto, ma poi si era risanato, nessuno avrebbe fatto saltare
Berlusconi. Ma il problema era questa
ondata di sfiducia – esagerata, possiamo dire ora – contro l’Italia».

zione di Geithner è la prova «di
quanto ho sempre detto: c’è
stato tutto un movimento, partito dal nostro interno ma che
poi si è esteso anche all’esterno, per tentare di sostituire il
mio governo». Inutile aggiungere che l’uomo addita nel Quirinale il perno del «complotto», come se Napolitano fosse
in grado di tirare le fila dell’America, dell’Europa e della
crisi finanziaria gravissima
che investì l’euro: «Già nel giugno 2011 il Presidente della Repubblica riceveva Monti e Passera per scegliere i tecnici di
un nuovo governo e addirittura per stilare un documento
programmatico di 196 pagine...», è l’accusa di Berlusconi
raccolta per il «Corriere.it»
dal giornalista americano
Friedman, lo stesso che qualche mese fa aveva rivelato quei
contatti. Lodi viceversa a Obama che, diversamente da

E non si poteva salvarla semplicemente
con risorse del Fmi, invece di cambiare
presidente del Consiglio?

«L’Italia era allo stesso tempo troppo
grande per fallire e troppo grande per
essere salvata».
Eppure, Geithner racconta che gli europei gli avrebbero addirittura chiesto di
bloccare i soldi del Fmi per ottenere la
cacciata di Berlusconi.

«Quella storia, a mio parere, non è plausibile: altro che 70 miliardi, non sarebbero bastati 800 miliardi per salvare l’Italia, in quel momento. Forse non ve lo ricordate, ma quell’anno il vostro Paese
sfiorò l’inversione della curva».
L’economista Daniel Gros

Cioè i rendimenti dei titoli di Stato a bre-

vada a fondo della questione
con l’amministrazione Usa.
Sennonché proprio la Mogherini si è rifiutata di farne oggetto dei suoi colloqui: «Non ci
tornerò sopra», ha detto, «è
una vicenda che riguarda il
passato, l’Italia ha voltato pagina, non è utile insistere su
questi avvenimenti». Parole
che non potevano far piacere
ai «berluscones», e difatti hanno suscitato vivaci repliche da
Gasparri e da Capezzone (per
citare i più indignati).
Mogherini a parte, silenzio
assordante di Renzi, e ancor di

più dal Colle, dove da settimane ormai gli attacchi del Condannato vengono lasciati cadere nel vuoto. No comment
ufficiale a Bruxelles. Barroso,
presidente della Commissione, fa filtrare che non fu certo
lui a complottare contro il governo Berlusconi, tantomeno
si prestò alle manovre il presidente del Consiglio Ue, Van
Rompuy, anzi «ci trovammo
quasi soli a difendere l’Italia».
È che in Europa l’ex premier
aveva quasi tutti contro. Lo riconosce un berlusconiano autorevole ed equilibrato, come il
vice-presidente della Commissione europea Tajani: «La sua
linea si opponeva all’asse franco-tedesco; puntava su Putin a
costo di dispiacere all’America; faceva perno su Gheddafi
nel Nord Africa; era molto più
filo-israeliana della media europea». Logico che in molti se
ne volessero liberare.

ve che superano quelli a lungo termine,
segnalando il rischio di un default imminente…

«Esattamente. E oltretutto la Bce vi stava già mandando segnali di impazienza
per il fatto che Berlusconi stesse ignorando palesemente le cose chieste nella
lettera di agosto, in cambio dell’acquisto
dei titoli di Stato da parte della Bce».
A novembre La Stampa intervistò il
membro del board, Yves Mersch, che
disse che la Bce avrebbe potuto smettere di comprare titoli italiani. Ma allora
perché cadde Berlusconi?

«La fiducia dei mercati era ormai svanita e Berlusconi non sembrava curarsi
del destino del suo Paese. Fu quella la
sua condanna, non un fantomatico complotto internazionale».
Geithner mette in luce anche un eccesso
di egoismo da parte di altri attori europei: Angela Merkel, per esempio. Non fu
un errore clamoroso che la cancelliera
non consentì di fare un fondo per le banche già nel 2008?

«Assolutamente sì: è uno dei nodi della
crisi europea, che fu anzitutto una crisi
delle banche. Merkel l’ha capito solo
quando sono cominciate a saltare le banche spagnole, che il problema era lì».

MATTIA FELTRI
ex ministro Usa
del Tesoro,
Tim Geithner,
scrive che nel 2011 degli
officials europei (cioè alte
burocrazie e uomini
di governo) chiesero l’aiuto
di Obama, che rifiutò,
per costringere Silvio
Berlusconi a cedere
il potere. Già l’ex premier
spagnolo, Josè Zapatero,
aveva raccontato di un
«martellamento» in seguito
al quale il Cav si dimise.
Il martellamento, disse
Zapatero, fu deciso «in una
cena ristretta». Ristretta sì,
ma soprattutto elegante.

L’

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Ha
scritto

Al Tesoro
L’ex segretario del Tesoro
della Casa
Bianca,
Tim Geithner,
insieme
con Barack
Obama
durante
un colloquio
nello studio
ovale

«Alcuni funzionari europei»

Volevano
che rifiutassimo
di sostenere i prestiti
Fmi all’Italia
Non potevamo
coinvolgerci
in un complotto
come quello

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

«T

utto quello che
avevo da
dire sta
scritto
nel mio libro». Così l’ex segretario al Tesoro americano Timothy Geithner commenta la
sua rivelazione di un complotto per far cadere il premier
italiano Silvio Berlusconi, attraverso la portavoce. Dunque Geithner non rivela chi
fossero gli «european officials» che lo avevano avvicinato, per proporgli di bloccare ogni assistenza del Fondo
Monetario Internazionale all’Italia, fino a quando il presidente del Consiglio non avesse lasciato il potere. Nello
stesso tempo, però, non fa
marcia indietro e non smentisce la trama raccontata nel
suo libro «Stress Test».
La parola «officials» si traduce in funzionari, o anche
membri di istituzioni e governi. Quindi è probabile che si
tratti dei suoi omologhi, ossia i
ministri delle finanze di Germania, Francia, Gran Bretagna, e altri paesi europei. Nello
LA DIFFIDENZA

Nei rapporti a Washington
l’ex premier veniva definito
come dedito solo alle “girls”
stesso tempo anche l’allora direttore dell’Fmi, la francese
Lagarde, potrebbe essere definita «european official», così
come i vertici di Bruxelles o
della Bce. Non si può escludere
poi che un ministro americano
come Geithner, all’apice della
crisi economica del 2011, avesse contatti diretti con gli stessi
leader dei governi.
Nel suo libro l’ex segretario
dice che prese sul serio la proposta del complotto, al punto
di parlarne col presidente
Obama, ma decise che gli Usa
non volevano partecipare:
«Non possiamo avere il suo
sangue sulle nostre mani». All’epoca Geithner era impegnato soprattutto a convincere gli
europei, a partire dalla cancelliera tedesca Merkel, che dovevano aprire i portafogli per costruire un «firewall», un muro
di protezione, in grado salvare
dal fallimento tanto le banche,
quanto i governi in difficoltà. I
leader europei, in testa Berlino
e Parigi, gli rispondevano che
non era possibile mobilitare
questi aiuti, specie all’Italia, fino a quando aveva un governo
irresponsabile che non garantiva di fare le riforme promesse per riportare la stabilità.
Washington però non voleva

«Quale complotto?
Berlusconi
si dimise perché
non avevapiù i voti»

7

domande
a
Benedetto
Della Vedova

Della Vedova, da protagonista di quei giorni quando lei
era Capogruppo di Futuro e
Libertà per l’Italia alla Camera, a lei risulta che Berlusconi
cadde per un complotto ordito a livello europeo?

«Ne parlammo con Obama»

Retroscena

Primo Piano .7

.

PETE SOUZA/
FLICKR WHITE HOUSE

L’imbarazzo della Casa Bianca
per l’alleato “radioattivo”
Per alcuni consulenti di Obama Berlusconi era “un pericolo”
avere parte in una congiura per
eliminare l’ostacolo Berlusconi,
che eventualmente dovevano
sbrigarsi gli europei stessi.
Di sicuro, però, gli Usa non
consideravano più il premier italiano un interlocutore credibile.
Già il 30 giugno del 2009, quando imperversava il primo scandalo a sfondo sessuale sulle ragazze invitate nella villa in Sardegna, l’allora vice ambasciatrice a Roma Elizabeth Dibble aveva inviato al dipartimento di
Stato un rapporto su Silvio con

un titolo che non lasciava dubbi
sulla bassa stima: «Girls, Girls,
Girls», ragazze, ragazze, ragazze. Questa sembrava l’unica attività che interessava a Berlusconi, al punto che dietro le quinte
alcuni funzionari della Casa
Bianca lo definivano «radioattivo». Il presidente Obama, in altre parole, non voleva e non poteva neanche farsi vedere assieme a lui: le accuse di rapporti
sessuali con minorenni lo rendevano infrequentabile, e qualunque foto con Berlusconi sarebbe

stata usata contro Barack nella
campagna presidenziale del
2012. Washington, del resto, aveva un’alternativa affidabile a cui
rivolgersi, per gestire il rapporto
con l’Italia: il presidente della
Repubblica Napolitano. Con lui
il rapporto era ottimo, e veniva
considerato l’ancora di salvataggio istituzionale del Paese.
I canali si erano riaperti
quando era diventato premier
Monti, secondo Geithner «un
economista che proiettava competenza tecnocratica», e infatti

era stato ricevuto alla Casa
Bianca nel febbraio 2012. La sua
caduta e sconfitta elettorale, nonostante l’aiuto del guru di Obama David Axelrod, aveva sorpreso e deluso gli americani, che
però hanno trovato in Letta e
ora in Renzi interlocutori positivi. La spinta riformista del nuovo premier è apprezzata, anche
se a Washington molti si aspettano che quando avrà i primi risultati punterà alla legittimazione delle elezioni anticipate, perché le alleanze attuali lo frenano.

«No. La storia racconta una
verità indiscutibile: il governo
Berlusconi era già caduto, di
fatto, un anno prima».
Nel 2010?

«Sì, precisamente a fine maggio, quando ci fu la rottura con
Fini e con altri, come il sottoscritto, che uscirono da un Pdl
incapace di democrazia interna e di riforme liberali».
Berlusconi tirò avanti un altro anno senza di voi...

«Esatto, con il soccorso dei
Razzi e degli Scilipoti. Fu una
lunga agonia, per il governo e
per l’Italia, interrotta dall’esplodere della crisi finanziaria internazionale. Ma se
vogliamo stare ai fatti, Berlusconi cadde non per le presunte manovre ai suoi danni
perpetrate al vertice di Cannes, ma perché l’8 novembre
2011 gli mancarono i voti in
Parlamento per approvare il
Rendiconto dello Stato».

Benedetto Della Vedova
L’ex ministro del Tesoro americano parla di fortissime
pressionieuropee,diunvero
e proprio piano contro la nostra sovranità nazionale...

«Geithner farebbe bene a
fornire dettagli più precisi di
ciò che sa. Se qualcuno ha
immaginato un piano extraistituzionale per far cadere
un governo europeo legittimamente in carica, va individuato e sanzionato. A patto tuttavia di avere ben chiaro che quel piano non è stato
mai messo in pratica. E chi
c’era lo sa».
Insomma, quel governo perché cadde?

«Cadde per ragioni interne alla politica italiana. Poi è chiaro che tutte le persone di buonsenso, tanto in Europa che al
di là dell’Atlantico, erano in
grande allarme per le vicende
italiane. Il rischio di un crac
politico e finanziario stava
sotto gli occhi di tutti. Perfino
dello stesso Berlusconi».
Il quale, in effetti, si dimise
senza opporre resistenza.

«E fece bene a ritirarsi, recandosi al Colle prima ancora di
essere formalmente sfiduciato dal Parlamento. In quel modo ebbe il merito, che non può
essergli negato, di spianare la
via al suo successore».
E perché gliene dovremmo
essere grati?

«Perché Monti mise in piedi
un risanamento vero e strutturale. Senza i soldi del Fondo monetario e senza l’intervento della cosiddetta
Trojka, che avrebbe limitato, quella sì, la nostra sovra[U. MAG.]
nità».

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014 LA STAMPA 8

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Primo Piano .9

.

U

VERSO LE URNE
I PARTITI

Il voto su Genovese spaventa il Pd
Si teme un “trappolone” dei grillini in aula e una replica dei 101 traditori. I renziani sospettano i “compagni”
CARLO BERTINI
ROMA

«Su questo ci giochiamo tutto, i grillini vogliono farci un
trappolone per colpire Matteo», scuote il capo un dirigente del gruppo Pd alla Camera, consapevole di quale
sia la posta in gioco di un voto, quello dell’aula sull’arresto del deputato Fracantonio
Genovese, che potrebbe far
esplodere una campagna
elettorale già infuocata. I renziani sanno che «senza l’Expo
sarebbe già dirompente, ma
se la Camera respingesse l’arresto ora sarebbe una bomba». L’incubo è quello di non
riuscire a blindare i 293 voti
del Pd e i 30 e passa di Sel che
garantiscano una blindatura
da un doppio gioco dei 5stelle:
«che dopo aver votato a favore in Giunta, potrebbero organizzarsi per un voto contrario a scrutinio segreto,
dando la colpa a noi del Pd». E

pati, come il capogruppo Speranza e i vertici del Nazareno.
Anche se in Giunta a votare
a favore sono stati il Pd (con
maldipancia vari), i 5stelle e
Sel, contrari Fi, Ncd, Popolari e
Scelta civica, in aula la partita
sarà a carte coperte. E il Pd
spera nelle assenze di Forza
Italia e Ncd «perché a quel
punto servirebbero meno voti
per non perdere, anche perché
Sel è spaccata e tra i nostri ci
saranno defezioni». Per questo
stanno tentando di rinviare la
partita. C’e chi immagina di
uscirne chiedendo che un voto
così delicato sia rinviato a dopo
la competizione elettorale, ma
in questa fase di inchieste e di

Intervista

Il Pd spera nelle
assenze di Forza Italia
e Ncd «perché così
servono meno voti»
già i grillini mettono le mani
avanti, «i deputati Pd salveranno il loro compagno», sibila Riccardo Nuti.
Oggi dovrebbe andare in
scena il voto che spaventa il
partito del premier, ma i tempi del decreto lavoro potrebbero allungarsi se i grillini faranno ostruzionismo e quindi
la prova del nove su Genovese
verrà rinviata. Dunque la
sentenza dell’aula sull’arresto del deputato pd, forte da
anni di un solido pacchetto di
preferenze nel messinese e
ora accusato di associazione
a delinquere e truffa ai danni
dello Stato, invece di essere
votata stasera, proprio quando Matteo Renzi salirà sul
palco di Piazza Politeama a
Palermo per strappare consensi a Grillo, potrà slittare.
Magari dopo le europee.
Il segretario d’aula Ettore
Rosato è uno dei più preoccu-

nuova Tangentopoli milanese,
una simile argomentazione
non reggerà all’urto.
Oggi, esaurito il voto finale
sul decreto lavoro, il Pd chiederà di procedere con il decreto
casa licenziato dal Senato che
scade a fine mese. Ma Rosato
ha già inviato un sms a tutti i
deputati dicendo che si voterà
fino a sabato, caso Genovese
compreso. E come sempre parte la fiera dei sospetti: i renziani temono che «anche i compagni» cioé gli ex comunisti, possano nel segreto dell’urna essere tentati di far danni al premier. «Spero che la pulsione al
suicidio abbia un limite», si augura il renziano doc Dario Par-

rini. Si rischia una replica dei
101 traditori? «Non credo, ma
invece vedo il rischio di uno
scherzo orchestrato dai grillini», risponde Pierluigi Bersani.
Il toscano Davide Faraone, che
conosce Renzi da anni, è uno di
quelli che ha faticato per portare i membri Pd in Giunta sul sì
all’arresto. «Con Matteo non
ho parlato, ma penso di aver interpretato bene il suo pensiero.
Certo, ora si rischia, hanno fatto male i vertici del gruppo a
rinviare tutto, si doveva votare
un mese fa. Ma se invece passa
il sì, in questo momento sarebbe un bel segnale all’esterno,
anche se non fa mai piacere
mandare in galera nessuno».

GERONIMO L’INTERISTA
ALLA CARICA PER IL MILAN
Geronimo! Tifosi
del Milan avvisati,
si riparte dal grido di battaglia
del capo nativo
americano. L’era
delle delusioni,
iniziata con il no all’acquisto del più celebre cittadino di Fuerte
Apache (quel Tevez cui fu preferito Pato), dovrà pur finire.

Barbara Berlusconi ha scelto di ripartire da Geronimo La Russa,
chiamandolo a
far parte dei cda
di Milan Real
Estate e Milan Entertainment. Poco
importa che il rampollo
di Ignazio sia di fede interista:
al cuor si comanda.
[A. INF.]

“Gli 80 euro? Sapremo in autunno
se i tecnici hanno sbagliato”
De Ioanna, decano dell’Ufficio al Senato: “Non c’è acrimonia nei nostri rilievi”

ANTONELLA RAMPINO
ROMA

ome valuta la polemica che s’è
aperta tra governo e uffici del
Parlamento chi istituì -con Nino
Andreatta- il Servizio di Bilancio del
Senato? E quanto sono attendibili le
critiche al taglio Irpef di 80 euro al mese per i ceti medio-bassi? Il professor
Paolo De Ioanna, uno dei maggiori
esperti di bilancio dello Stato, stretto
collaboratore di Ciampi e Padoa
Schioppa e che dunque si è trovato per
così dire da entrambi i lati della barricata, dice che «le osservazioni mosse
al decreto del governo sono nella media di quanto fa da decenni il Servizio
di Bilancio, e ovviamente senza acrimonia». Ieri si è appreso che i tempi di
esame del decreto si allungano, con oltre mille emendamenti depositati e
una condizione politica non proprio serena, fino ai primi di giugno e dunque
scavallando le elezioni europee.

perture previste poggiano su stime ottimistiche il risultato finale sarà fuori
asse. Sono almeno vent’anni che ricorriamo a misure correttive, dovremmo
chiederci se sono le coperture finanziarie che non vanno o se è sbagliata la
qualità delle politiche economiche».

C

Professore, ma i rilievi mossi sono considerevoli. Quanto sono attendibili
questi dubbi?

«I rilievi dei tecnici del Senato mi sembrano sulla stessa linea di quelli della

Ma se è tutto un dejà-vu, perché tanto
clamore? Perché c’è in ballo un taglio
dell’Irpef consistente?

Paolo De Ioanna

Banca d’Italia. I Servizi di Bilancio ci
sono dal 1989-1990, ed è da allora che ci
si chiede ciclicamente se il loro lavoro
viene poi smentito o meno. Il punto è
che in termini contabili ed ex post le
coperture poi ci sono, i governi le trovano e il Parlamento come anche in
questo caso lavora in direzione contabilmente corretta. Ma non è così in termini di previsioni tendenziali macroeconomiche. In altri termini, se le co-

«Il valore del taglio è importante, ma
non inedito: anche il secondo governo
Prodi, con Padoa-Schioppa e Visco, attuò una revisione Irpef pari a 5 miliardi
dell’Irap e quasi altrettanti dell’Irpef.
E anche allora vi furono critiche degli
uffici tecnici del Parlamento. Oggi, che
non vi siano coperture per rendere
stabili i tagli lo dice lo stesso governo, e
spiega che lo farà, con una tecnica
piuttosto sofisticata. Ma sapremo veramente se la manovra annuale si trasformerà in strutturale solo con la
Legge di Stabilità, in settembre. È
quello il vero banco di prova, lì si capirà l’andamento del Pil, come tutti i dati
macroeconomici si andranno strutturando nell’arco di tre anni. Al momen-

to, l’effetto sembra quello del barone di
Munchausen che si tira fuori dal pantano tirandosi per i capelli...»
Come giudica la risposta del premier,
«i tecnici del Senato dicono il falso»?
Tra l’altro a breve entrerà in funzione
un’autorità indipendente, l’Ufficio
Tecnico del Bilancio, con il rischio che le
polemiche si duplichino.

«Credo che tutti, anche il Parlamento,
debbano affrontare la discussione in
modo tecnico, distaccato. I governi di
solito rispondono alle osservazioni in
Commissione: è sempre stato così, e
adesso c’è anche una legge che lo impone, prescrivendo che i governi
“prendano nota” e “se non intendono
conformarsi” lo motivino in Parlamento. Varrà anche per il nuovo Ufficio».
Basterà la Legge di Stabilità per imboccare la via della crescita?

«Quel che occorre è una nuova rotta in
Europa, un orizzonte più ambizioso.
Riconsiderare il ruolo degli investimenti, ridiscutere il fiscal compact,
aiutare la Bce nella politica espansiva.
E il bilancio Ue non può essere l’1 per
cento del Pil».

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014 LA STAMPA 10

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

U

NON PROFIT

Assistenza sociale e protezione civile
Centimetri - LA STAMPA

LE IMPRESE SOCIALI

Sanità
Istruzione e ricerca
Tutela dei diritti e attività politica
Religione
Ambiente
Filantropia e promozione del volontariato

Relazioni sindacali e rappresentanza di interessi
Cooperazione e solidarietà internazionale
Sviluppo economico e coesione sociale
Altre attività

ENTRATE

63,9
miliardi
di euro
Proventi di origine
finanziaria
e patrimoniale

7%

Contributi,
offerte, donazioni
e lasciti
testamentari

7%

Proventi derivanti
dalla vendita
di beni e servizi

176.701
157.670
154.670
Volontari
140.165 nelle istituzioni
120.301
«non profit»
per settore di attività
112.560
78.901
57.737
7.876
USCITE

Altri proventi
per principali voci di bilancio
di fonte privata
Oneri
%
tributari/imposte
% Sussidi e contributi
a titolo gratuito
e tasse
da istituzioni pubbliche
%

7

5

2

38

19%

Contributi
annui
aderenti

Fonte: Elaborazione

su dati Istat

spese per
3% Oneri/
i collaboratori

4% Oneri/spese
derivanti

31%

26%
2

dalla gestione
finanziaria
e patrimoniale

Oneri/spese
per i dipendenti

29%
Proventi
da contratti
e/o convenzioni
con istituzioni
pubbliche

57,4
miliardi
di euro
spese
2% Rimborsi
ai volontari

%
Acquisti di beni
e servizi

MICHELE D’OTTAVIO /BUENAVISTA

I volontari in Italia sono 4.758.622: di questi, circa il 20% ha meno di 29 anni

12%
Sussidi, contributi
ed erogazione a terzi

8% Altri
oneri/spese

Terzo settore, arriva la riforma
Nasce il servizio civile universale

PAOLO BARONI
ROMA
on due messaggi
postati su Twitter
lunedì poco dopo
mezzanotte Matteo Renzi ha lanciato la riforma Terzo settore. Anche in questo caso nessuna proposta blindata. Come per la pubblica amministrazione il premier prevede
infatti un mese di consultazioni on line attraverso la
mail terzosettorelavoltabuona@lavoro.gov.it, quindi due
settimane per mettere a punto la legge delega per poi arrivare al varo il 27 giugno.
La novità più rilevante è
l’istituzione di un nuovo
«Servizio civile nazionale»
destinato a 100 mila giovani,
anche stranieri, che durerà
otto mesi e in alcuni casi rappresenterà una vera e propria anticamera del lavoro,
accompagnato da una riforma dei meccanismi di finanziamento (a cominciare dal 5
x mille) e da una revisione di
tutte le norme che regolano
questo importante ma ancora molto nebuloso comparto.
Secondo Renzi «esiste
un’Italia generosa e laboriosa che tutti i giorni opera silenziosamente per migliorare la qualità della vita delle
persone. È l’Italia del volontariato, della cooperazione
sociale, dell’associazionismo
no profit, delle fondazioni e
delle imprese sociali. Lo
chiamano terzo settore, ma
in realtà è il primo».
Luigi Bobba, sottosegretario al Welfare con delega
al terzo settore, lo ha definito «Civil Act». La nostra,
spiega, «non è una riforma
piccola o di settore, ma ha
l’ambizione di essere un
provvedimento che lasci un
segno rilevante ridisegnando l’assetto normativo e le
modalità di utilizzo delle risorse per conseguire i tre
obiettivi che vengono delineati nelle linee guida».
Ovvero: costruire un nuovo welfare partecipativo, valorizzare il potenziale dell’economia sociale e premiare con adeguati incentivi le
donazione di cittadini e imprese. Nelle sette pagine di
documento, il governo elenca 29 differenti interventi
che hanno lo scopo di «ricostruire le fondamenta giuri-

2.815.390
598.952
337.699

Cultura, sport e ricreazione

C

Le proposte del governo lanciate dal premier in Rete: un mese per proporre modifiche
diche e definire i confini del
terzo settore», separando bene «il grano dal loglio», di valorizzare il principio di sussidiarietà e «far decollare davvero l’impresa sociale».
Per questo, tra le altre misure, si prevede di riformare una
parte del Codice civile, di aggiornare la legge sul volontariato e quella sulle associazioni
di promozione sociale arrivando poi a definire un vero e proprio «testo unico» del Terzo
settore. Quindi viene istituita
un’Authority di settore, e soprattutto viene potenziato e rivisto il meccanismo del 5 per
mille (che tra l’altro non avrà
più un tetto massimo di spesa),
e ancora si pensa di riordinare

Intervista

ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

P

e ampliare le varie forme di fiscalità di vantaggio e di separare le attività istituzionali da
quelle a carattere economico.
Un’impresa sociale potrà
operare in nuovi campi (commercio equo e solidale, housing sociale e microcredito) e
verrà consentito anche a soggetti di natura privata di entrare come investitori, assicurando loro una parziale remunerazione del capitale attraverso
l’adozione di una legislazione
fiscale simile a quella assicurata alle start-up innovative.
Quindi è prevista l’introduzione di voucher per la famiglia e
nuove modalità di assegnazione degli immobili pubblici sia e
di quelli confiscati alla mafia.

301.191

occupati

istituzioni

Dei quali 680.811
dipendenti e 276.313
collaboratori: le donne
sono il 67%

Il 62,7% è di pubblica utilità,
il 37,3% è mutualistica,
orientata ai bisogni
dei soci (dati 2011)

Il nuovo Servizio civile nazionale universale «per la difesa della Patria» si affianca
al servizio militare. Sarà
aperto anche agli stranieri e
per il primo triennio potrà in-

teressare sino a 100 mila giovani di età compresa tra 18 e
29 anni che verranno impegnati per un periodo di otto
mesi, prorogabili eventualmente per altri quattro.

“È un salto nel futuro
Lo Stato investe 1,5 miliardi
Noi dovremo moltiplicarli”

ietro Barbieri, portavoce
del Forum del Terzo Settore, come giudicate il
documento di riforma
varato da Matteo Renzi?

«Molto positivamente. Avrebbe potuto essere un testo pensato per la campagna elettorale, declinato su una visione di
breve periodo, e invece è una
proposta complessiva e di respiro, che considera approfonditamente le diverse attività di
Terzo settore. Ci pare un testo
molto maturo per generare
una buona riforma, utile ad accompagnare l’impegno che i
cittadini attivi, dediti alle attività di volontariato, di associazionismo, di cooperazione so-

957.124

Oggi sono circa 15mila i giovani impegnati nel Servizio civile. Vi sembra realistico pensare di poter passare addirittura
a centomila?

Pietro Barbieri
Portavoce del Forum
del Terzo Settore

ciale mettono quotidianamente. E contiene anche alcuni impegni quantitativi rilevanti, come l’espansione del Servizio
civile universale».

«È certo un salto notevole. Nonostante esista una remunerazione significativa per chi compie questo servizio - tra i 7 e gli
800 euro al mese - finora tutto è
dipeso dalle risorse erogate
nelle varie leggi di Stabilità.
Quest’anno avevamo conquistato risorse per 30 mila giovani, poi ci sono state le solite
sforbiciate e siamo tornati a
quota 15 mila. Arrivare a centomila è un bell’impegno».
Il documento di riforma, se attuato, quante risorse mette-

rebbe a disposizione?

«In tutto l’impegno è di circa 1,5
miliardi. Direi 4-500 milioni sul
servizio civile, 500 sul 5 per
mille (oggi sono 400), e altri
500 sull’impresa sociale, un impegno che Renzi aveva già preso. La cosa più importante è
che nel documento troviamo le
tre direttrici fondamentali di
riforma che avevamo auspicato. Primo, una nuova regolamentazione meno coercitiva
ma più responsabilizzante per
il Terzo s‘ettore e regole più europee sugli affidamenti della
pubblica amministrazione. La
seconda direttrice è quella di
un sostegno economico reale,
che possa generare un effetto

I volontari, che potranno
svolgere anche un periodo di
servizio all’estero sul modello
del progetto Erasmus per gli
studenti, beneficeranno di
crediti formativi universitari
e di tirocini universitarie professionali e otterranno il riconoscimento delle competenze
acquisite. In questo modo, attraverso accordi con Regioni
e associazioni imprenditoriali, coop e del terzo settore,
verrà avviato una sorta di
percorso pre-lavorativo, preprofessionale. «Anche in questo caso vogliamo fare sul serio» assicura Renzi.
Che ovviamente si aspetta
un altro fiume di mail.
@paoloxbaroni

moltiplicatore, grazie alle capacità di “fund raising” del Terzo
settore. Infine, la direttrice della trasparenza. Siamo convinti
che su questo il nostro mondo
debba fare sicuramente un salto di qualità: il bilancio sociale
non va considerato come un fastidioso orpello, che viene al seguito del nostro “fare”. È un obbligo importante. Tra l’altro,
aiuterebbe anche il ripristino
dell’agenzia delle Onlus: la britannica Charity Commission
inglese sul sito web assicura
tutte le informazioni per ogni
singola organizzazione».
Nel suo recente libro Giovanni
Moro ha definito «un coacervo amorfo» il mondo del non
profit, che comprende anche
vere e proprie imprese che
non fanno nulla di sociale.

«È una riflessione importante, e nel documento Renzi c’è
un accenno significativo a
questo passaggio. Come dice
Moro, bisogna discriminare
tra organizzazioni che hanno
una finalità sociale e altre che
pur non essendo “profit”, non
ce l’hanno. C’è chi merita agevolazioni e chi no».

12 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

U

IMMIGRAZIONE
DOPO L’ULTIMA TRAGEDIA

Alfano: dall’Europa solo letterine
Sbarchi, nuovo scontro fra il ministro dell’Interno e Bruxelles. Scelta Civica: basta insulti alla Malmstrom
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

È fatta di equivoci in salsa
elettorale la polemica tra Roma e Bruxelles su come affrontare l’ondata di immigrati
che sbarca sulle nostre coste.
Il commissario Cecilia Malmstrom, attraverso il suo portavoce Michele Cercone, fa sapere che a marzo ha inviato
una lettera al governo italiano
per offrire misure concrete.
«Ma non abbiamo ricevuto indicazioni precise. Ci devono
dire cosa si attendono da noi».
Il ministro dell’Interno Angelino si arrabbia e parla di
«Europa delle letterine», ma
sa perfettamente che il problema non sta a Bruxelles. I
veti vengono da quei governi
del Centro e del Nord Europa,
Germania compresa, che impediscono alle strutture comunitarie di essere in prima
linea nell’operazione Mare
Nostrum. Ed è a questi che
manda infatti il messaggio di
avvertimento: tutti gli immigrati che otterranno in Italia il
diritto d’asilo verranno lasciati liberi di andare dove vogliono. La loro meta non è il nostro Paese, ma la Germania,
l’Olanda, la Francia. Allora è
chiaro, sostiene Alfano, che si
sta giocando allo «scaricabarile» tra questi Paesi che non
danno più poteri alla Commissione europea e la stessa
Commissione che si difende
dicendo di non potersi sostituire all’Italia. Insomma,
«vengono rimpallate le responsabilità e noi continuiamo a raccogliere in mare i
morti e ad accogliere i vivi».
Ecco perché, a giudizio di
Alfano, le dichiarazioni della
commissione Ue sono «al confine tra il provocatorio e il ridicolo. Questa è l’Europa, che
di fronte ai morti, manda letterine, è l’Europa della burocrazia che muore nel cuore
dei cittadini europei. Abbiamo già detto chiaramente nei
vertici europei, nei consigli
dei ministri europei, in tutte
le sedi che chiediamo l’aiuto
dell’Europa. Se vogliono che
lo mettiamo per iscritto farò
prima: ho appuntamento telefonico con la Malmstrom e le
ripeterò a voce quello che ho
detto già in diverse sedi».
La telefonata c’è stata ed è
stato chiarito che bisogna iniziare un percorso in sede comunitaria per convincere gli
Stati più recalcitranti (quelli
del centro e del Nord Europa,
appunto) a dare una mano più
decisa all’Italia sia in termini
finanziari che di accoglimento
dei migranti con diritto d’asilo. La missione è praticamente impossibile viste le chiusure e gli egoismi nel Vecchio
Continente.
Roma vuole che l’accoglienza umanitaria la faccia
l’Europa in Africa, soprattutto in Libia, con tende e assistenza. Il soccorso in mare deve essere fatto dall’agenzia
Frontex, issando «la sua bandiera sulle navi di Mare Nostrum». Infine, i migranti abbiano la possibilità di ricevere
asilo politico in tutti gli altri
Paesi europei.
Alfano fa la faccia dura
anche perché è in campagna
elettorale e deve rintuzzare

Le quattro richieste dell’Italia

1
2

Interventi in Africa
n L’accoglienza

umanitaria bisogna
farla in Africa, nei
Paesi da cui i rifugiati politici partono
per i loro viaggi della
speranza verso l’Europa. Si eviterebbero così moltissime
tragedie del mare.

Il soccorso in mare
n ll soccorso in

mare dovrebbe farlo
l’Europa attraverso
Frontex, l’agenzia
fondata nel 2005 per
gestire la cooperazione internazionale
alle frontiere esterne
degli Stati membri
dell’Unione europea.

3
4

LA TELEFONATA

Poi arriva
il chiarimento
Ma fino al voto
non si cambia

Frontex in Italia
n La sede di Frontex,

che attualmente si trova
a Varsavia (in Polonia),
dovrebbe essere trasferita in Italia per facilitare
il coordinamento degli
interventi lungo le coste
italiane e negli altri Paesi
che si affacciano sul Mediterraneo.

MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

Asilo politico
n I migranti arriva-

ti in Italia dovrebbero
avere la possibilità di
ricevere l’asilo politico anche in altri Stati
europei. In questo
modo si eviterebbero
le fughe e il sovraffollamento dei centri di
accoglienza.

ROBERTO MONALDO/LAPRESSE

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano

gli attacchi di tutte le opposizioni di destra e di sinistra che
pensano così di lucrare voti.
Matteo Salvini gioca con la
paura delle malattie (tubercolosi e scabbia) che portano gli
immigrati dall’Africa e chiede
le dimissioni del ministro del-

l’Interno. I Fratelli d’Italia
con Ignazio La Russa suggeriscono ad Alfano di lamentarsi
di meno e di trasformare «Mare Nostrum» in un’operazione
di respingimento. Da sinistra
Nichi Vendola, leader di Sel,
accusa Renzi e Alfano di par-

lare come «due passanti» che
se la prendono con l’Europa:
«Si diano da fare, abolendo
una legge crudele ed inefficace come la Bossi-Fini».
Critiche pure da un alleato
come Scelta Civica. In queste
ore drammatiche, sostiene An-

drea Romano, dal ministro dell’Interno «ci aspettiamo più sobrietà ed efficacia e meno polemiche con Bruxelles. Mi permetto di rivolgere ad Alfano un
umile consiglio: eviti di definire
ridicola e provocatoria la commissaria europea Malmstrom».

Dopo il dialogo a distanza, e il
brutale cortocircuito in salsa
elettorale che ha animato la
giornata, i due si sono parlati.
Angelino Alfano ha chiamato
Cecilia Malmström nel pomeriggio e l’ha trovata accomodante, almeno stando alle parole pronunciate dalla commissaria Ue in serata. Il colloquio è stato inevitabilmente
«costruttivo e aperto», utile
perché la svedese dell’immigrazione ribadisse la volontà
di aiutare Roma e assicurasse
di «non avere mosso critiche
alle autorità italiane». Anche
la lettera del 14 aprile, quella
con la richiesta di informazioni
mai avute, è tornata nell’ordinaria amministrazione: «Aveva il solo scopo di chiedere in
che modo possiamo fornire ulteriore assistenza».
Pace rappattumata, si spera. In realtà nessuno è veramente innocente, concordano
gli osservatori a Bruxelles.
Non lo è l’Italia che ha fatto
l’impossibile per salvare vittime umane nel Mediterraneo
con Mare Nostrum, ma non è
stata altrettanto attenta nel
dialogare con Bruxelles e, soprattutto, con i partner a dodici stelle. «Abbiamo operato
con tutti gli strumenti a nostra
disposizione», ribadisce la
Malmström, esponente d’una
Commissione che non ha avuto il coraggio di alzare la mano
e dare l’allarme quando - già in
gennaio - era chiaro che la stagione calda preannunciava un
lungo D-day migratorio. Hanno gravi responsabilità le capitali dei ventisette, quelle che in
ottobre dissero «mai più Lampedusa» e poi si sono dimenticate del problema, lasciando
l’Italia sola a difendere la frontiera meridionale dell’Unione.
In questa inerzia continentale, gli immigrati che arrivano
coi barconi sono finiti nel tritacarne elettorale, trattati come
merce da ributtare in mare dai
populisti della penisola e no, e
trasformati in un «problema
italiano» nel resto dell’Europa,
in particolare nei Paesi nordici. L’impressione è si cerchi di
far passare la nottata, per superare il 25 maggio, sperando
che non affoghino altri disperati. Non sarebbe il caso di parlarne? «Non servono riunioni,
c’è un piano e bisogna passare
all’azione», risponde la Commissione, d’accordo con l’Italia. Ciò non toglie che l’attrito
con Paesi come Svezia e Francia sia evidente e che, nell’Ue,
c’è anche chi accusa Mare Nostrum: avrebbe dimezzato il
costo delle traversate imposto
dai trafficanti di esseri umani.
Servirebbe una discussione
rapida e seria. Ma prima del
voto europeo sarà un’impresa
decisamente difficile.

Primo Piano .13

LA STAMPA

109.580

.

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Fonte: elaborazione
su dati Eurostat

54.350

60.475

Centimetri-LA STAMPA

CARMELO IMBESI/AP

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1.045

Richiedenti asilo
in Europa nel 2013

gn

Fra i superstiti del naufragio anche donne e bambini

ORIETTA SCARDINO/ANSA

I sopravvissuti ieri all’arrivo nel porto di Catania

Reportage
NICCOLÃ’ ZANCAN
INVIATO A CATANIA

Un padre con il figlio piccolo in braccio ieri a Catania

Fra i superstiti sul molo di Catania
“Eravamo carichi di donne e bimbi”

on era vero quasi niente, scusate. È una tragedia, ma non immane.
Ritiriamo gli aggettivi,
aggiorniamo le statistiche, mettiamoci il cuore in pace. Su
Fregata
L’imbarcazione su cui viaggiavano
quella barchetta a forma di guscio di
Grecale
i migranti era un guscio di noce zeppo
noce, salpata dal porto libico di Zuall’inverosimile ma probabilmente
wara e naufragata lunedì pomerigsenza cabina, partito
dal porto di Zuara in Libia
gio a 80 miglia da Lampedusa, al
massimo ci stavano 250 persone.
«Ma pigiate strette», dice il comandante della Marina Militare Stefano
Tunisi
Frumento. Ecco il conto, allora: 206
Il primo mezzo italiano che si è
Mar
salvati, 17 morti, fra cui due bambine
avvicinato è stata la fregata Grecale
Mediterraneo
con 200 persone di equipaggio a bordo:
piccole. Quello che resta è il numero
i marinai hanno salvato 206 naufraghi
ipotetico dei dispersi. Migranti. Diee recuperato 17 cadaveri
ci nazionalità. Non sappiamo niente
di loro. Un poliziotto: «Hanno tutti la
LAMPEDUSA
stessa storia». Sbagliamo anche le
cifre. Tanto nessuno controlla. Ed è
ormai evidente, che ci si abitua anche ai naufragi, quando vanno in
scena con questa frequenza. Il terzo
L’allarme è partito
all’1.30
dell’anno solare, è diventato subito
di lunedì da un
una notizia di secondo piano.
rimorchiatore
Per quasi due giorni abbiamo sapuvicino alla
to poco. Scritto inesattezze. Siamo ripiattaforma
masti incerti, come sospesi. Ma adespetrolifera libica
so il comandante Frumento scende
di Bouri
della fregata Grecale, la nave dell’opePiattaforma petrolifera di Bouri
razione Mare Nostrum impegnata
Centimetri-LA STAMPA
Zuwara
nelle operazioni di salvataggio, ed è la
prima voce ufficiale su questa storia.
Le otto di martedì sera. Sono passate
28 ore dal naufragio. Il comandante babile che non conoscano nemmeno il Hanno perso parenti, soldi, telefoni, tragedia al rallentatore. Paolo Di Vito,
arriva davanti ai giornalisti, piazzati numero esatto delle persone a bordo». documenti, sono stravolti. Solo i bam- capo dei volontari della Protezione Cividietro alle transenne, e dice: «Tutto è Sotto la luce irreale delle telecamere, il bini hanno la forza di ridere, qualcuno le: «Salendo a bordo, la cosa più dura è
successo in acque internazionali, vici- comandante Frumento aggiunge anco- ha regalato loro magliette enormi. Ri- stata soccorrere un bambino di 8 anni.
no a due mercantili, uno francese, uno ra: «Le condizioni del mare erano buo- dono e giocano, mentre le operazioni Parla poco, piange. Non mangia. Sua
africano. Una vera fortuna. Il naufra- ne. I motivi del naufragio non sono chia- di sbarco procedono a rilento. «Rido- madre è riuscita a tenerlo a galla per
gio è stato veloce.
ri. Avaria, panico, no perché sono scappati dalla guer- quasi un’ora. Ma appena i soccorritori li
Ma anche l’allarIN CERCA DEI PARENTI sbilanciamento. ra», dice Kalid Hallah della comunità hanno issati a bordo, lei è morta. Questo
me è scattato ra- «A bordo c’erano molti siriani Tutto è possibile. siriana di Milano. È arrivato qui al bambino è solo. Non ha altri parenti».
Non sono storie tutte uguali. In quei
pidamente. QuanSappiamo che di- porto perché molti parenti, dal Nord
Dal Nord Europa mi hanno versi superstiti non Europa, l’hanno cercato. Non hanno numeri sbagliati ci sono dentro madri
do siamo arrivati,
telefonato per avere notizie» trovano i loro pa- notizie. I telefoni sono muti. E lui sta e fratelli. Telefoni muti per sempre. Alabbiamo fatto il
trasbordo delle
renti. E sappiamo cercando delle risposte: «Credo che ci le dieci di sera, le bare sono ancora allipersone salvate e
STRATEGIA TERRIBILE che nessuno ha siano molti siriani a bordo della nave neate sulla banchina. Fra i diciassette
delle vittime. Nesancora noti- naufragata - dice - sono uomini, donne morti, tredici sono donne. Una era inDalla Libia partono carrette chiesto
suno dei migranti
zie delle due bambi- e bambini scappati da un Paese di- cinta. Adesso si sa. Sta succedendo
destinate ad affondare ne piccole». Sono strutto. La Siria è finita. Non c’è più qualcosa di feroce dall’altra parte del
ha mai pronunciato quella frase: «Sanno che li soccorreremo» stati già identificati nulla. Neppure acqua e medicine».
mare. Caricano intere imbarcazioni di
La prima a scendere è una donna in- minorenni. Fanno partire donne e
“Quattrocento a
due scafisti.
Adesso i salvati sono sul ponte di cinta con un lungo vestito nero, che non bambini a metà prezzo. Vendono viagbordo”. Abbiamo parlato con loro. Dicono cose molto diverse, anche con- poppa. Seduti. Radunati. Guardati a riesci neppure a immaginare come ab- gi in saldo. Usano vecchi pescherecci
trastanti. Sarà la procura a chiarire. vista. Visitati dai medici della Croce bia fatto a resistere in mezzo al mare. scassati, con motori decrepiti. MetMa quella cifra non esiste. Bisogna te- Rossa. Qualcuno trema di freddo. Sale sull’autoambulanza a passi eterni. tendo già in conto che a metà viaggio
nere conto che sono stati imbarcati al Quasi tutti hanno ancora gli stessi ve- Ma è viva. Sta bene. Un ragazzo sbarca qualcuno presterà soccorso. I traffibuio, stipati l’uno sull’altro. Ed è pro- stiti che indossavano dentro al mare. in carrozzella. Una donna vomita. È una canti stanno scommettendo migliaia

N

Un piccolo di 8 anni solo in mezzo alle 17 bare: ha visto affogare la mamma
Itaa l iaa

Tunisia

Tutto è successo vicino
a due mercantili
Una vera fortuna
Il naufragio è stato veloce
Ma anche l’allarme
è scattato rapidamente
Stefano Frumento
Comandante
della Grecale

La cosa più dura è stata
soccorrere un bimbo
di 8 anni. Sua madre
è riuscita a tenerlo a galla
per un’ora. Ma all’arrivo
dei soccorritori lei è morta
Paolo Di Vito
Capo dei volontari
della Protezione civile

di vite sulla nostra capacità di salvarle.
Lo fanno anche adesso. Ora. Altri gusci di noce stanno avanzando all’orizzonte. «C’è un flusso costante di imbarcazioni», dice il comandante Frumento. Spesso va bene, qualche volta
no. Domenica: «Almeno quaranta
morti». Ma erano in acque libiche. E se
non sei morto, ti portano in carcere. E’
tutto così lontano. Così transennato.
Così impreciso. Aspettavamo la fregata Grecale sulla banchina del porto
commerciale, dando letteralmente i
numeri. Quanti saranno i dispersi?
Ora si può ipotizzare: al massimo 30.
È arrivato il sottosegretario a fare
un’intervista. Il direttore della Caritas a
chiedere un corridoio umanitario. Due
bambine con un fiore giallo per i morti.
Uno striscione di benvenuto degli antirazzisti di Catania. A mezzanotte, hanno
portato i salvati a dormire al Palazzetto
dello Sport. Su tante brandine identiche,
ognuno con il suo sogno speciale.
@NiccoloZancan

14 .Estero

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

IL GOVERNO IN DIFFICOLTÀ CERCA DI APRIRE UN CANALE CON I BOKO HARAM

UCRAINA

La Nigeria ora tratta
sulle studentesse
Obama invia i droni

Imboscata
nell’Est ribelle
Uccisi 7 soldati
di Kiev
LUCIA SGUEGLIA
DONETSK

Arrivata la task force Usa per le ricerche
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK

La spietata prova di forza di
Boko Haram ha spinto il governo nigeriano ad aprire
trattative con il gruppo di
estremisti islamici per la liberazione delle liceali rapite.
Questo nel giorno in cui nella
capitale, Abuja, è arrivato il
comandante delle forze statunitensi in Africa, il generale
David Rodriguez, per coordinare le operazioni di ricerca e
soccorso.
Si articola su un doppio binario la strategia volta a risolvere un dramma che ha spinto
alla mobilitazione il Pianeta
intero. Sono state le immagini
di quelle giovani donne dagli
sguardi impauriti e prigionieri di veli imposti, costrette a
leggere il Corano, fatte girare
ad arte da Boko Haram, a
spingere Goodluck Jonathan
ad accettare il dialogo. Il ministro per gli Affari speciali, Tanimo Turaki, ha annunciato
che ci sono i margini per trattare, ma solo se il leader di Boko Haram dimostra serietà: il
capo della formazione, Abubakar Shekau, ribadisce di volere uno scambio con prigionieri per liberare le ragazze.
Tra loro c’è anche la figlia di
Dumoma Mpur, dirigente della scuola Chibok dove sono
state rapite le ragazze il 14
aprile, e madre di una delle
223 studentesse (delle 276 ra-

pite), ancora nelle mani degli
islamisti: nel video ha riconosciuto sua figlia.
Turaki, ha chiesto a Shekau
di inviare un suo emissario a incontrare la commissione per la
riconciliazione, ma dal fronte
dei jihadisti ancora non è giunta
risposta. Nonostante la presenza sul terreno degli 007 di diversi Paesi (Stati Uniti, Gran
Bretagna, Francia, Cina, Israele), la mediazione sembra la via
da seguire per un Paese ostaggio dei suoi terroristi, mentre

Dobbiamo essere tutti
uniti per lottare
contro la barbarie
Valérie Trierweiler
L’ex première dame alla manifestazione
di Parigi assieme a Carla Bruni

PATRICK KOVARIK/AFP

Il raduno di Parigi: a sinistra Carla Bruni a destra Trierweiler

Jonathan ha chiesto al Parlamento un prolungamento di sei
mesi dello stato di emergenza
nel nord-est del Paese. Il presidente tenta ogni via per riscat-

tarsi dopo l’immobilismo delle
settimane passate che gli sono
costate critiche severe, anche
per il rifiuto di aiuto da parte
di altri Stati nelle prime battu-

TWITTER/@MOHAMMADZAAM

PRESENTATO DALL’AYATOLLAH KHAMENEI

L’Iran copia un drone Usa catturato nel 2011: «Il nostro è migliore»
n Teheran annuncia di aver realizzato il primo

drone «Made in Iran». In realtà si tratta di una copia a del US RQ-170 Sentinel, abbattuto e catturato nel 2011 vicino a Kashmar dalle forze iraniane

nel corso di una missione. Teheran tiene però a
precisare che è più leggero e versatile, e in grado di
attaccare unità navali in qualsiasi situazione. E i
media Usa titolano «L’incubo diventa realtà».

te di questa vicenda.
Ieri sono iniziate le consultazioni tra Rodriguez, le autorità
locali e il team inviato dagli Usa.
La squadra americana è composta da 27 persone, cinque sono esperti del dipartimento di
Stato, dieci del Pentagono, sette sono specialisti di Africom, e
gli altri agenti scelti dell’Fbi addestrati in negoziati e operazioni di salvataggio. Alcuni velivoli
Usa stanno sorvolando la Nigeria in accordo col governo nigeriano. Il presidente Barack
Obama sta anche valutando
l’ipotesi di inviare droni.
Prosegue intanto la mobilitazione sotto l’hashtag «#BringBackOurGirls», anche da parte
di personaggi illustri come le
due ex premières dames di
Francia, Valérie Trierweiler e
Carla Bruni, che ieri a Parigi
hanno partecipato a una marcia per le donne. E sulla vicenda
è intervenuta da Washington, il
ministro degli Esteri, Federica
Mogherini, secondo cui «serve
il massimo coordinamento tra i
servizi di sicurezza in campo»,
con il «ruolo guida dell’Ue».

La storia

ROMAN PILIPEY/EPA

Soldati filorussi a Slaviansk

NEW YORK

iace nelle profondità caraibiche,
in un tratto di mare sulla perpendicolare nord di CapHaïtien, cullata dal mare dal giorno di
Natale del 1492. È la Santa Maria, la caravella ammiraglia con cui Cristoforo
Colombo e il suo equipaggio scoprirono l’America, oltre 500 anni fa. I resti
sono stati identificati da una squadra
di archeologi che hanno condotto una
serie di esplorazioni nel mar caraibico,
a nord di Haiti.
Dopo aver salpato da Palos de la
Frontera il 3 agosto del 1492, Colombo
e gli equipaggi di Niña, Pinta e Santa
Maria, fecero rotta verso le Canarie, e
quindi, pensando di raggiungere l’Asia,
si imbatterono prima nelle attuali
Bahamas, poi nella costa cubana e
quindi ad Haiti, dove però una delle tre
finì sulla barriera corallina e si inabissò. Era il 25 dicembre 1492.
Nel 2003 furono rinvenuti alcuni resti in quel tratto di mare che bagna il
cuore di tenebra caraibico. Un esame
più attento e una serie di altre missioni, oltre alla possibilità di consultare i
diari di viaggio del navigatore italiano,
hanno permesso solo oggi di identificarne i resti. «La posizione geografica
e la topografia sottomarina indicano in
maniera decisamente chiara che il relitto è la famosa nave ammiraglia di
Colombo, ovvero la Santa Maria»,
spiega Barry Clifford, il capo della missione che ha portato al ritrovamento.
Clifford, uno dei massimi esperti di

G

La parola torna alle armi in
Ucraina, a meno di due settimane dalle elezioni presidenziali del 25 maggio cui si affidano le ultime speranze di
una stabilizzazione. E ancora
una volta il perdente è l’esercito di Kiev, che ci rimette ben
7 soldati, vittime di un’imboscata di una trentina di miliziani filorussi vicino Kramatorsk, nell’Est ribelle: hanno
attaccato un convoglio ucraino distruggendo a colpi di
mortaio un autocarro che trasportava munizioni. Ma secondo i ribelli i morti dal lato
di Kiev sarebbero 20, e molti i
feriti. Segno che gli insorti
stanno rafforzando il proprio
potenziale militare.
Proprio mentre FrankWalter Steinmeier, ministro
degli Esteri tedesco, sbarcava
a Kiev per discutere della crisi
col premier a interim Yatseniuk. Il voto del 25, ha detto, è
«fondamentale». Quel voto
che i ribelli di Donetsk, dopo il
referendum «vittorioso»,
hanno annunciato di voler
boicottare sui «propri territori». Steinmeier ha chiesto il
graduale disarmo delle milizie
irregolari, dicendo di «sostenere il governo ucraino in un
dialogo nazionale», ma ha anche esortato Kiev, proprio come il Cremlino due giorni fa, a
coinvolgervi pure le regioni
separatiste del sud-est.

Caravella
La Santa Maria era
lunga 26 metri
(coperta) e aveva una
stazza di circa 150
tonnellate
I 40 uomini
di equipaggio erano
capitanati da
Cristoforo Colombo
stesso
LIBRARY OF US CONGRESS/REUTERS

Il cacciatore di relitti
ritrova ad Haiti
l’ammiraglia di Colombo
Individuata la Santa Maria dopo 522 anni
«indagini archeologiche» degli Stati
Uniti, ha spiegato che nelle operazioni di
ricerca e identificazione «è stata assai
importante la collaborazione del governo haitiano» assicurata dal presidente
Michel Martelly con cui si è consultato
personalmente. E ha annunciato che
«presto partiranno in missione per gli

opportuni accertamenti» con l'obiettivo
di creare un'attrattiva proprio per Haiti.
I lavori condotti dalla squadra di Clifford sono durati circa dieci anni, durante i quali con sonar, scandagli sofisticati,
magnetometri e immersioni, si è proceduto a una mappatura di tutte le anomalie rilevate sui fondali di quel tratto di

mare, sino a circoscrivere la zona interessata. Proprio da lì, iniziò il viaggio di
ritorno di Colombo verso la Spagna, a
bordo delle due caravelle rimaste, per
informare dell’esito della missione il re
Ferdinando e la regina Isabella.
Per Clifford si tratterebbe di un altro
grande successo dopo le missioni che lo
hanno portato alla scoperta di decine di
relitti, tra cui nel 1984 la prima nave pirata, la «Whydah», e più di recente l’ammiraglia del Capitano Kidd, rinvenuta al
largo del Madagascar. La Santa Maria
era stata costruita nella seconda metà
del XV secolo in un cantiere dei Paesi Baschi, sebbene sulla sua reale natura sia in
corso un dibattito tra gli appassionati: alcuni sostengono che a differenza di Niña
e Pinta, non si tratta di caravella ma di
«gallega», ovvero una nave di origine galiziana. In ogni caso, la scoperta consente di rivivere una storia anche un po’ italiana, e di dare alla martoriata Haiti
[FRA. SEM. ]
un’opportunità di riscatto.

Niente da fare, per ora: nel
tavolo di unità nazionale lanciato da Yatseniuk al via oggi nel
parlamento ucraino - con ministri, candidati alla presidenza, e
autorità regionali e locali - i ribelli dell’Est non sono stati invitati. Ci sarà invece Rinat Akhmetov, l’uomo più ricco di
Ucraina e padrone del Donbass, sospettato di finanziarli,
che ieri ha avuto un faccia a faccia proprio con Steinmeier. Mosca, col ministero degli Esteri
insiste: Kiev ritiri le truppe regolari insieme ai «mercenari»,
interrompa le «azioni punitive»
e smetta di «intimidire la popolazione civile». Se lo farà, precisa, anche gli indipendentisti di
Donetsk e di Lugansk dovranno «reagire in modo adeguato».
Nel frattempo, a dover reagire subito sono le casse di
Kiev prossime alla bancarotta, specie dopo l’ammutinamento del ricco Donbass: la
russa Gazprom ha chiesto all’Ucraina di pagare in anticipo, entro il 2 giugno, 1,66 miliardi di dollari per le forniture
di gas. Sull’altro «fronte» non
passa inosservato l’arrivo di
Richard Hunter Biden, il figlio
di Joe Biden, vicepresidente
degli Stati Uniti, appena entrato nel consiglio di amministrazione della più importante
compagnia di gas dell’Ucraina, la Burisma, dove svolgerà
il ruolo di consigliere legale.

2R

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Estero .15

600

Il ricordo del minatore cileno

metri

“Noi, sottoterra
per 70 giorni
Ci salvò la calma”

La profondità alla quale
si trovano intrappolati
i minatori. Nelle gallerie
c’erano 580 lavoratori

93

FILIPPO FIORINI
BUENOS AIRES

Il 13 ottobre 2010, Jorge Galleguillos fu il decimo
dei 33 minatori cileni sepolti nella miniera di
Copiapo, sulle Ande, a tornare in superficie.
Aveva la barba lunga e faticava a stare in piedi,
ma rideva come chi ha appena visto un miracolo. Oggi, a quasi 60 anni, continua a lavorare in
miniera e si è specializzato nella sicurezza.

morti nel 2013
L’anno scorso sono stati
quasi un centinaio
i lavoratori morti in incidenti
nelle miniere turche
AP

I minatori di Soma davanti all’uscita della galleria dopo l’esplosione sotterranea

A 600 metri, forse qualcuno anche a duemila

«Complicato, sono molti. Bisogna aver fede».

Crolla una miniera
in Turchia
Oltre 150 morti

Quando è successo a voi,
come vi siete accorti che
eravate bloccati?

«Dalla polvere. Stavano salendo con i camion, ma non
potevano proseguire per la
polvere, allora tornarono indietro e ci avvisarono».

Crede che essere in 100 sia un vantaggio o un
problema?

«Tutto dipende dalle condizioni sottoterra. Se
c’è l’acqua, se nei rifugi ci sono alimenti per tante persone e se hanno qualcosa per proteggersi
dal freddo».

I maggiori incidenti nella storia
2005, Dongfeng, Cina
Un’esplosione di grisù e il
blocco del sistema di aerazione uccidono 164 minatori.
2010, San José, Cile
Il 5 agosto, in una miniera di
rame e oro, rimangono bloccati a 700 metri di profondità
33 minatori. Vengono tratti in
salvo il 13 ottobre.

Ci sono delle gerarchie tra i minatori per gestire
situazioni del genere?

«Se si considerano 100 persone, devono esserci
4 o 5 capi istruiti in casi d’emergenza, forse di
più. Certo, dev’essere una miniera enorme».
È una miniera di carbone.

EPA

si trasformi in una gigantesca
tomba. Fino alla serata di ieri
l’incendio non era ancora stato
domato ed era impossibile diffondere dati precisi sul numero di minatori ancora imprigionati e quelli tratti in salvo.
Il premier turco, Recep
Tayyip Erdogan ha assicurato
che le operazioni andranno
avanti senza sosta, sottolineando che sono state mobilitate
squadre e mezzi da tutta la Turchia, ma questo non basta a placare l’ondata di polemica, nata
subito dopo l’esplosione. Migliaia di persone hanno atteso
per ore invano davanti all’ospedale locale, nella speranza di ri-

il caso
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

uomo dietro la storia è un
avvocato spagnolo. Si chiama Mario Costeja e nel
2009 ha dichiarato guerra a Google
perché voleva che il motore di ricerca più amato dai terrestri smettesse di condurre gli internauti a
documenti legali di dieci anni prima che a suo avviso non erano più
rilevanti. Un tribunale iberico gli
ha dato ragione, ordinando al colosso americano di far sparire il
link. La casa di Mountain View si è
rifiutata e la vicenda è arrivata sino alla Corte di Giustizia Ue che,
ribaltando un parere del 2013, ha
stabilito che il diritto all’oblio deve
essere garantito al señor Costeja e
che Google deve essere lo strumento della sua tutela.
È una sentenza di cui si parlerà a

cevere notizie sull’andamento
dei soccorsi. Alcuni siti turchi
hanno anche pubblicato l’indiscrezione che la struttura non è
attrezzata con un reparto specializzato nella cura delle ustioni, nonostante la presenza della
miniera. Non solo. Lo scorso ottobre, proprio la miniera di Soma era stata oggetto di una interrogazione parlamentare da
parte del Chp, il partito laico
di opposizione, proprio a causa della mancanza di sicurezza. La richiesta era stata respinta dall’Akp, il Partito islamico-moderato per la Giustizia e lo Sviluppo al governo
nel Paese, che a Manisa ha un

Angoscia
I parenti
dei minatori
bloccati
sottoterra
attendono
notizie
Non è ancora
certo
il numero
degli
uomini
intrappolati,
venti ieri sera
erano quelli
salvati

importante bacino elettorale.
Le ore passano e aumentano
le probabilità che il bilancio si
aggravi e che cresca il coro di
accuse nei confronti dell’esecutivo di Ankara. Nei mesi scorsi
un’altra miniera, questa volta in
provincia di Zonguldak, sul
Mar Nero, era crollata, intrappolando circa 300 operai. Non
c’erano state né vittime né feriti, ma la polemica era stata
enorme e aveva riguardato anche i ritardi nella costruzione
delle due centrali nucleari, che
dovrebbero concorrere a diversificare le fonti energetiche del
Paese e a fare diminuire la dipendenza dal carbone.

«Non ci ho mai lavorato, ma dicono che siano
molto complicate. Spazi stretti, si lavora praticamente a sedere. I tunnel di una miniera di rame, com’era la nostra, sono più ampi: 4 metri
per 5, passano i veicoli».
Come avete fatto a tenere alto il morale?

«Cercavamo di non perdere l’ora esatta, perché
era buio e non eravamo sicuri del passare del
tempo. Andavamo a dormire a mezzanotte, ci
alzavamo alle 10, facevamo l’appello poi gli esercizi ginnici. A mezzogiorno ci riunivamo per
pregare insieme, poi mangiavamo qualcosa.
Cercavamo di stare occupati».
Non è possibile installare un sistema perché in
caso di incidente i minatori comunichino con la
superficie?

«Da noi c’era il telefono, ma il crollo distrusse la
linea e restammo isolati. Il primo contatto con
l’esterno l’abbiamo avuto quando è arrivata la
sonda il 22 agosto (17 giorni dopo il crollo), e
mandammo il famoso biglietto «stiamo bene
tutti e 33».
Cosa direbbe ora ai suoi colleghi turchi?

«Che abbiano fede e stiano calmi, in un caso come questo sono le risorse principali».

La Corte europea contro Google
“Garantisca il diritto all’oblio”
Il colosso del Web dovrà cancellare link ritenuti lesivi dagli utenti

AP

Il celebre logo del motore di ricerca

Fu il decimo
minatore
a essere salvato

Vi siete spaventati?

MARTA OTTAVIANI

1906, Courrières, Francia
Muoiono 1099 minatori, molti
bambini, per un’esplosione.
1913, Dawson, Stati Uniti
Rimangono uccisi 263 lavoratori, la maggior parte italiani.
1952, Marcinelle, Belgio
262 morti su 274 uomini presenti nella miniera, anche qui
in gran parte italiani.

Galleguillos

«No, io per lo meno no. Abbiamo mantenuto la
calma e abbiamo iniziato a cercare un’uscita.
Quando ci siamo resi conto che eravamo bloccati, ci siamo messi ad aspettare che ci venissero a prendere. Non credevamo che ci sarebbe
voluto tanto, pensavamo a un paio di giorni, invece ne sono passati 70».

Altri cento intrappolati. Sicurezza sotto accusa
Un boato e poi l’inferno. È di
oltre 150 morti e 75 feriti il bilancio dell’incendio divampato nella miniera di carbone
a Soma, non lontano da Manisa, nell’ovest della Turchia
e nella zona considerata un
fiore all’occhiello della nuova
politica industriale della
Mezzaluna.
Secondo i media turchi ci
sarebbero almeno altri 100
minatori intrappolati al buio
a 600 metri di profondità, anche se per alcuni media di opposizione il loro numero potrebbe arrivare anche a 200.
Tutto è successo in pochi minuti, intorno alle 15.30 di ieri
pomeriggio, le 14.30 in Italia.
Un’esplosione, scaturita forse in seguito a un corto circuito, ha provocato il crollo
di una galleria della miniera e
un incendio che ha messo
fuori uso gli ascensori, bloccando centinaia di persone
sotto terra. La situazione è
stata definita «di estrema
gravità» dalle autorità turche, che stanno pompando
da ore ossigeno nelle condotte per evitare che la miniera

Ha sentito che in Turchia ci sono 100 persone intrappolate in una miniera?

«A quanti metri sono?»

CORSA CONTRO IL TEMPO PER SALVARE GLI OPERAI BLOCCATI A 600 METRI DI PROFONDITÀ

L’

.

lungo. Stabilisce che Google & Co.
hanno sì dei diritti, ma anche precisi
doveri, a partire dall’eliminazione di
notizie indesiderate, anche se in circostante particolari. La sentenza della Corte precisa che la soppressione
di link dall’elenco di risultati potrebbe - a seconda dell’informazione avere ripercussioni sul legittimo interesse degli utenti di Internet, pertanto occorre ricercare un giusto equilibrio tra questo interesse, il diritto al
rispetto della vita privata e quello alla
protezione dei dati personali. In pratica una valutazione caso per caso
che potrebbe complicare la vita di chi
vuole sparire dalla rete.
Il principio della sentenza emessa

Centrafrica
Uccisagiornalistafrancese
1 La fotogiornalista francese Ca-

mille Lepage aveva solo 26 anni. È stata uccisa ieri in Centrafrica, dove è in
corso la missione militare «Sangaris».
«Il suo corpo - spiega una nota dell’Eliseo - è stato ritrovato a ovest di Bangui», la capitale della Repubblica centrafricana. Una settimana fa la giornalista aveva scritto che stava viaggiando con i miliziani anti-balaka (le milizie cristiane centrafricane che combattono contro i musulmani seleka).

ieri è che «il gestore di un motore di
ricerca è responsabile del trattamento effettuato dei dati personali che
appaiono su pagine Web pubblicate
da terzi». Un dettame, questo, che
viene duramente contestato da Google. «Si tratta di una decisione deludente per i motori di ricerca e per gli
editori online in generale - ha affermato il gruppo in una nota -. Siamo
molto sorpresi che differisca così
drasticamente dall’opinione espressa
dall’Avvocato generale Ue e da tutti
gli avvertimenti e le conseguenze che
lui aveva evidenziato. Adesso abbiamo bisogno di tempo per analizzarne
le implicazioni».
Una sarà certamente quella di influenzare il dibattito legislativo in Europa, dove cresce il fronte di chi auspica più severe protezioni per i cittadini. La decisione della Corte va in
questo senso. Un cittadino potrà
chiedere direttamente al motore di
ricerca di eliminare i dati ritenuti lesivi. E quello, per la giurisprudenza
Ue, potrà opporsi solo se il personaggio è noto al punto che, anche vecchie
notizie, possono risultare rilevanti
per l’opinione pubblica. Sennò, no.

16 .Cronache

.

Il caso
FRANCESCA PACI
ROMA

i risiamo. Il Colosseo,
alias le pietre dello scandalo. Il più iconico dei monumenti capitolini torna
negativamente sotto i riflettori dopo la serrata sindacale dell’estate scorsa che ne chiuse i battenti a ripetizione per tre volte lasciando
centinaia di attoniti turisti in vana attesa sotto il solleone. Nella lista dei
musei aperti sabato 17 maggio per la
Notte Europea manca infatti l’Anfiteatro Flavio che, diversamente dagli
scavi di Pompei, dagli Uffizi di Firenze e da parecchie altre strutture, non
parteciperà alla nuova edizione della
kermesse artistica sotto le stelle.
«Secondo gli accordi sindacali non
c’è abbastanza personale interno su
base volontaria»
spiega il ministro
dei Beni culturali
Dario Franceschini, consapevole di
dare fuoco alle polveri. Cinque dei 15
addetti necessari
sono al momento
irreperibili. «Venite a darci una mano voi e portate anche i sottosegretari» replicano dalle
biglietterie che registrano 6 milioni d’ingressi l’anno
per un totale di 36 milioni di euro. In
mezzo ci sono l’informatico inglese
William e il fidanzato Dave che si rallegrano di avere appena terminato la
visita nella fossa dei leoni perchè domani chissà, «magari comincia un
braccio di ferro a suon di scioperi e
non si può più entrare per giorni».
La cattiva reputazione che accompagna il Belpaese nell’immaginario
dei turisti è ormai direttamente proporzionale al suo fascino. L’ennesima
puntata della saga del Colosseo merita dunque d’essere raccontata per-

C

ALESSANDRO DI MEO/ANSA

Sabato saranno aperti ad esempio gli scavi di Pompei e gli Uffizi ma non il Colosseo

chè fa parlare di sè in tutte le lingue
delle guide vendute dagli ambulanti.
Il ministero punta l’indice contro la
rigidità dei dipendenti che a costo di
rinunciare a un extra pagato priva la
Notte Europea nientepopodimeno che
del Colosseo. In base agli accordi sindacali un terzo del personale addetto
all’apertura straordinaria dei monumenti deve essere interno su base volontaria. Un cerchio difficile da far
quadrare con i lavoratori che, capitanati dagli autonomi del Fip, lamentano
da mesi l’impossibilità di coprire i turni con un organico di sole 30 persone. Il
risultato è la provocazione del sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri:
«Per risolvere il problema della mancanza di custodi si potrebbe ricorrere
al lavoro di pubblica utilità previsto
per i condannati nei processi penali».
Diversa è la versione degli interessati che si sentono il capro espiatorio
di un Paese in declino. «Per ragioni di
sicurezza il Colosseo non è mai stato
aperto di sera ad eccezione della prima
Notte Bianca nel 2000 quando, anche
in seguito al black out, si decise di non
ripetere l’esperimento» racconta il
sindacalista Paolo
Pescosolido, da 20
anni in servizio tra le
80 arcate che nell’antica Roma contenevano fino a 70 mila
spettatori. I suoi colleghi non ci stanno a
passare per sabotatori quando, dicono,
a sabotare il patrimonio nazionale sono altri: «La politica
dei tagli ha ridotto il Colosseo ad accogliere 15 mila turisti al giorno con meno di 10 dipendenti. Ciò nonostante
siamo qui tutto l’anno tranne il 25 dicembre, il primo gennaio e il primo
maggio. In questa situazione l’apertura notturna del 17 non è mai stata neppure contrattata perché significherebbe illuminare la struttura a giorno per
rendere sicure tutte le zone in ombra».
Ci risiamo? Il gladiatore Walter in
posa fotografica sorride scanzonato
come se stesse davvero qui da secoli:
«La polemica ravviva l’attenzione, finché siamo pittoreschi c’è speranza».

Notte europea dei musei
No dei custodi, chiuso il Colosseo
Inagibile il 17 maggio. Il ministero: mancano volontari, dipendenti troppo rigidi

Ci ha lasciato la maestra

Ha
detto

15

36

Addetti

milioni

E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Lelle De Antonio
in Rossotti

di anni 100

Dopo tanti anni felici insieme la nostra
mamma ci ha lasciati. Simonetta e
Beppe, Marilì e Francesco e le adorate
nipoti Chiara e Giulia la ricordano con
affetto.
– Torino, 12 maggio 2014

Augusto e Mariuccia sono vicini con
le iglie i generi ed i nipoti a Marisa
Federico e Stefano nel ricordo della
cara ELDA.
Gli amici Sevi e Graziella Bruna, Nanni
e Maria Teresa Sciolla, Tino e Angela
Santià, Beppe e Gabriella Vaudagna
sono affettuosamente vicini a Marisa.
E’ mancato all’affetto dei suoi cari il
PROFESSORE

dott. Carlo Versino
già docente della Facoltà di
Chimica e della Scuola
d’Applicazione d’Arma
Ne danno il triste annuncio la moglie
Paola, i igli Alberto con Debora, Elisabetta con Marco, le sorelle Francesca
e Camilla con le nipoti ed i parenti
tutti. Funerali giovedì 15 maggio alle
ore 9 parrocchia Madonna di Campagna. Santo Rosario questa sera alle ore
20,30 in parrocchia.
– Torino, 13 maggio 2014
Giubileo 011.8181
Fabio e Adriana Dossi sono vicini alla
famiglia nel ricordo affettuoso del
caro amico

Carlo Versino
– Torino, 13 maggio 2014
L’Ordine dei Chimici del Piemonte e
Valle d’Aosta ricorda commosso il

prof. Carlo Versino
chimico, maestro di scienza e di vita.
– Torino, 13 maggio 2013

Tanto fruttano - all’anno - i
sei milioni di visitatori che
varcano le biglietterie
del Colosseo

Dario Franceschini, ministro Beni culturali

Elda Squillario
Lorenzetti
Lo annunciano con ininita tristezza
la iglia Marisa Ravarino, i nipoti Federico con Alicia e Marianna, Stefano
con Aba, Beatrice e Carlotta, parenti
e amici tutti. I Funerali in Crescentino
giovedì 15 c.m. ore 10 chiesa parrocchiale dell’Assunta. Rosario mercoledì
14 c.m. ore 20,30 medesima parrocchia. Un affettuoso grazie alla dottoressa Crosta, alle care Daniela, Emi
e Viviana. Non iori ma offerte alla
Croce Rossa e alla Protezione Civile di
Crescentino.
– Crescentino, 12 maggio 2014

Secondo gli accordi sindacali
non c’è abbastanza
personale interno
su base volontaria

Sono necessari
per poter aprire il Colosseo
il 17 maggio: 5 non si sono
dichiarati volontari

Ha giocato la sua ultima partita con
forza ed onore

Glauco Giacomelli
anni 64
Lo annuncia la moglie Marina con i
igli Davide e Giulia, parenti e amici
tutti. Funerali giovedì 15 parrocchia
Sacro Cuore di Gesù. Per orari telefonare dalle 14 alle 18. Un ringraziamento particolare all’IRCC Candiolo ed
alla FARO.
– Torino, 13 maggio 2014
Giubileo 011.8181
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Marisa Morena
in Moncalvo
Ne danno il triste annuncio il marito
Giuseppe, i igli Patrizia con Riccardo,
Roberto con Anna, gli adorati nipoti,
parenti tutti. Santo Rosario mercoledì
14 ore 18,45, Funerale giovedì 15 ore
14 parrocchia Madonna della Guardia.
– Torino, 13 maggio 2014
O.F. Miletto - tel. 011.781636
Troppo presto ci ha lasciati

Dario Riva
anni 51
Lo piangono la mamma Francesca, il
papà Piero, zii, zie, cugini, amici e parenti tutti. Funerali in Lanzo T.se giovedì 15 maggio ore 15 parrocchia S.
Pietro in Vincoli.
– Lanzo Torinese, 13 maggio 2014
O.F. Tibone - tel. 0123.41316
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Maria Sales
ved. Novarino
anni 86
Lo annunciano la iglia Elvira e parenti
tutti. Funerali in Ceresole d’Alba giovedì 15 maggio ore 10,30 in parrocchia.
– Ceresole d’Alba, 13 maggio 2014
O.F. La Sommarivese - tel. 0172.54287

E’ mancato

UCCISE GUCCI

Mario Pavesio

Lavoro alla Caritas
per Patrizia Reggiani

Lo annunciano la moglie Santina, i
igli Pierluigi con Maria Paola, Rosella
con Floriano; gli adorati nipoti Gianmario, Gianandrea, Viola e Carola; il
fratello Angelo, parenti tutti. Non iori
ma offerte all’ARVOR, Associazione
Respiro Vita c/c postale 37204104.
Funerali giovedì, ore 10,15 parrocchia
Duomo, Chieri. S. Rosario questa sera,
ore 20,30 in Duomo.
– Chieri, 14 maggio 2014

1 Il sostituto procuratore ge-

nerale Federico Prati ha dato parere favorevole all’affidamento
ai servizi sociali per Patrizia Reggiani (foto), condannata a 26
anni per l’omicidio dell’ex marito, Maurizio Gucci, ucciso in via
Palestro a Milano il 27 marzo
1995. La donna, dopo 16 anni di
carcere, potrebbe scontare il residuo pena di tre anni lavorando
in uno showroom di alta bigiotteria e presso la Caritas. La decisione dei giudici è attesa nei
prossimi giorni.

Vi siamo vicini in questo momento di
dolore per la perdita del vostro caro

Ildo Moretto
Maddalena, Maria Nora e famiglia.
– Torino, 13 maggio 2014

ANNIVERSARI
2012

2014

Francesco Bongiovanni
Ci manchi tanto, ma hai lasciato un
dono prezioso, i tuoi meravigliosi igli
nei quali possiamo ritrovarti.
2013

2014

Giuseppina Lana Ronco
Cara mamma è già passato un anno
da quando isicamente non sei più tra
di noi, ora dall’alto, assieme a papà,
continuate a guardarci come sempre
nel dificile percorso della vita. La vostra famiglia Mario, Mino con Rossana
e Riccardo. S. Messa di Anniversario
domenica 18 maggio ore 10 parrocchia San Cassiano, Grugliasco.

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Si pregano gli utenti del servizio telefonico
di tenere pronto un documento di identiicazione per poter
dettare gli estremi all’operatore (Art. 119 T.U.L.PS.)

BRESCIA, ACCUSATI DI OMICIDIO COLPOSO

Travolto e ucciso dalla croce
di Wojtyla: tredici indagati
BRESCIA

La procura di Brescia ha indagato (omicidio colposo) 13
persone per il crollo della
croce dedicata a papa Paolo
Giovanni II, realizzata dall’architetto Enrico Job. Coinvolti, tra gli altri, l’ex sindaco
di Cevo Mauro, Giovanni
Bazzana, l’attuale sindaco,
Silvio Citroni, monsignor Ivo
Panteghini, ex direttore del
Museo diocesano e don Filippo Stefani, parroco di Cevo.
La scultura era crollata
improvvisamente lo scorso
24 aprile, uccidendo a Cevo
(Brescia) Marco Gusmini, 21
anni, sbalzato dall’imponen-

te struttura contro una staccionata e morto sul colpo. La
vittima, affetto da una leggera
disabilità motoria, era in gita
con i compagni dell’oratorio di
Lovere (Bergamo) quando la
croce è crollata, dopo alcuni
scricchiolii. È per questo che,
probabilmente, dopo i rumori,
il giovane non era riuscito a
fuggire in tempo, come invece,
i suoi compagni ed era rimasto
schiacciato dalla pesante croce.o della croce.
Nei prossimi giorni la scultura di Job potrebbe essere
trasferita in un magazzino per
agevolare il lavoro dei periti
nominati dal pubblico ministero Bressanelli.

Il Lotto

ConcorsoN.57-Martedì13maggio2014
Bari
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Cagliari
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Milano
10 57 87 34 52
Napoli
7 52 76 55 46
Palermo
30 39 78 37 76
Roma
71 41 80 18 64
Torino
12 43 82 45 8
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LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Cronache .17

.

La storia
FRANCESCO LA LICATA
PALERMO

I

l boss Totò Riina è ufficialmente
accusato di essere stato il mandante e l’ispiratore della strage
del Rapido 904, avvenuta il 23 dicembre 1984 all’interno della
galleria della Direttissima, tra Firenze
e Bologna. Così ha deciso, ieri pomeriggio, il gup di Firenze accogliendo la
richiesta della Procura. Da ieri, dunque, la “strage di Natale” - dapprima
archiviata come una oscura vicenda
attribuita a personaggi un po’ mafiosi,
un po’ camorristi e un po’ gravitanti
nel sottobosco della destra eversiva
(Pippo Calò, Guido Cercola, Franco Di
Agostino e l’”artificiere” Friedrich
Schaudinn) - si aggiunge all’intricatissima storia nera e segreta della Prima
Repubblica. Entra nel grande calderone dei misteri che popolano l’abbraccio innaturale tra mafia e poteri più o
meno ufficiali. Entra nel pentolone di
quella che, anche a livello di sentenze,
è ormai definita la trattativa continua
fra Stato e mafia.
La mafia, in verità, era già finita nelle indagini sull’attentato che provocò
16 morti e 267 feriti, con l’ergastolo
comminato a Pippo Calò, il “cassiere”
di Cosa nostra trasferito a Roma per
tenere i rapporti con i camorristi, con
quelli della Magliana e col peggio del
terrorismo nero, allora molto in voga e
IN AULA

Il dibattimento si aprirà
il prossimo 25 novembre: tra
i pentiti Mutolo e Brusca
legato a doppio filo con poteri criminali
e servizi infedeli. Ma il movente di quel
macello non era mai stato chiarito del
tutto. Si intravedeva un mondo cupo, si
andava per suggestioni, come l’accostamento alla strage ferroviaria dell’Italicus di 10 anni prima (4 agosto
1974), compiuta nello stesso tratto di linea ferrata e inquadrata nell’ambito
delle bombe di destra.
Con l’entrata di Totò Riina cambia lo
scenario e, soprattutto, la ricostruzione del movente, che diventa esclusivamente politico. La mafia siciliana, infatti, ordinò quell’attentato - sostengono i magistrati - per lanciare la propria
sfida allo Stato, per deviare l’attenzione repressiva da Cosa nostra verso un
inesistente pericolo terroristico, per
fermare la “valanga Falcone” che aveva già innescato la bomba-Buscetta. I
mandati di cattura del giudice palermitano arrivarono il 29 settembre del
1984, il blitz di San Michele (poi diventato il maxiprocesso) , la bomba è di tre
mesi dopo.
E così la camorra, il clan Misso, il
sottobosco fascista, restano nell’indagine ma con il ruolo di esecutori ispirati dal capo dei capi appena diventato
padrone assoluto di Cosa nostra, dopo
l’assassinio dell’ex padrino, Stefano
Bontade (1981) , e dopo la mattanza che

Il mandante
Totò Riina, secondo il gup
di Firenze, avrebbe ideato e
organizzato la «strage di
Natale» del 23 dicembre
1984: l’esplosione del treno
rapido 904 nella galleria
della Direttissima tra Firenze
e Bologna: nell’attentato
morirono 16 persone,
i feriti furono 267

ANSA

Strage di Natale, Riina a processo
“Così il boss voleva fermare Falcone”
Firenze, il gup: la bomba sul rapido 904 doveva distrarre lo Stato verso il pericolo terrorismo
azzerò la mafia palermitana e cominciò
a cambiare i rapporti politici tra i partiti
egemoni (dc, psi e pri) e i nuovi boss.
Fu Falcone a provocare il terremoto,
servendosi di Tommaso Buscetta, il
grande pentito. Sembrava un’arma
spuntata, don Masino. Il giudice non
aveva strumenti per poter usare appieno le sue confidenze. Non c’era una legge
che regolasse la protezione del testimone, non erano previsti benefici di nessun
tipo per il collaboratore. Ma non si arrendeva facilmente, Falcone. Buscetta
fu tenuto in un appartamento della Questura di Roma, inavvicinabile. Poi fu nascosto a Palermo, al commissariato di
Mondello. Per un periodo, una volta
“bruciato” il covo di Mondello, fu spostato in un appartamento di via Croce Ros-

16

sa, nello stesso stabile dove abitava il vicequestore Ninni Cassarà, ucciso nell’agosto dell’anno successivo.
La facilità con cui, per la prima volta,
lo Stato superava ogni difficoltà e stringeva sempre più nella morsa Cosa nostra, spaventarono Totò Riina. La mafia
non era abituata alle sconfitte, al massimo sopportava qualche mese di carcere,
ma non l’intraprendenza di Falcone.
Nel processo che si aprirà il 25 novembre prossimo, l’imputato Totò Riina
dovrà affrontare ancora una volta l’onda
lunga dei pentiti: Gaspare Mutolo, Giovanni Brusca, Leonardo Messina, Nino
Giuffrè e i collaboratori “napoletani”,
precisi - questi - nella ricostruzione della
fase esecutiva della strage. Mutolo, Messina, Brusca e Giuffrè, invece, hanno

1

morti

imputato

Nell’esplosione
del «rapido 904»
del 23 dicembre 1984
ci furono anche
267 feriti

Il boss Totò Riina è rimasto
l’unico imputato nel
processo per la
«strage di Natale»

In galera
PippoCalò,ilcassiere
deiclanall’ergastolo

I COMPRIMARI
1 Nel marzo 1985 è arresta-

to a Roma Giuseppe «Pippo»
Calò, «cassiere» della mafia
(foto). È nella Capitale per tenere i contatti con i camorristi,
con i banditi della Magliana e
con esponenti del terrorismo
nero vicini ai servizi deviati. Il 9
gennaio 1986 il pm Vigna lo
accusa di strage per l’esplosione del rapido 904. Nell’ultimo
grado di giudizio, il 14 marzo
1992, Calò è davanti a una sezione della Corte d’Assise
d’Appello di Firenze: confermato l’ergastolo.

Camorristi e neofascisti restano
nell’indagine ma nel ruolo di
esecutori ispirati da «Totò ’u curtu»
portanti per ricostruire il momento della frattura col potere politico, una crisi
lenta e lunga che sarebbe, poi, esplosa
nell’’89 con l’attentato dell’Addaura, nel
’92 con Capaci e via D’Amelio. E con la
“vendetta” politica sui politici Salvo Lima e Ignazio Salvo, l’esattore considerato, insieme col cugino Nino, il padrone
della Dc. Si apre così un altro grande
processo e ritorna sempre più in primo
piano la “trattativa” che, se sarà confermata da una sentenza, verrà retrodatata
alla metà degli Anni Ottanta.

GENOVA-PALERMO:
VIAGGIA IN FAMIGLIA
IN CABINA A PARTIRE DA

SALVATORE - 57 ANNI - MARINAIO

CONOSCO OGNI ANGOLO
DEL MIO TRAGHETTO,
COSÌ VI TROVO SEMPRE
UN PARCHEGGIO SICURO.

aperto il sipario che svela il retroscena,
la scelta “politica” dell’”ala stragista” di
Totò Riina. Anzi, Giovanni Brusca ha dato il contributo essenziale, rivelando come l’esplosivo usato nella galleria della
Direttissima fosse sostanzialmente
uguale a quello che verrà adoperato nel
1992 in via D’Amelio. Rivelazione confermata da un perito di indubbio valore.
Messina ha raccontato l’agitazione e i
contatti di Riina, alla ricerca di aiuto
esterno alla mafia per organizzare l’attentato; Mutolo e Giuffrè sono stai im-

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18 .Società

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Le conferme

I 140
comuni
al top
PIEMONTE (1)
- Cannero
Riviera
LOMBARDIA (1)
- Gardone
Riviera

In Liguria Noli
(qui a fianco)
conferma la
Bandiera Blu,
come, tra le
altre località,
Bordighera,
Spotorno,
Bergeggi,
Finale, Celle,
Pietra Ligure,
Loano
e Varazze

Liguria
La regione si conferma capolista:
le bandiere blu
sono state assegnate a venti spiagge
e a quindici porticcioli turistici

TRENTINO
ALTO
ADIGE (5)
- Levico Terme
- Calceranica
al Lago
- Pergine
Valsugana
- Tenna
LIGURIA (20)
- Bordighera
- Santo Stefano
al Mare
- San Lorenzo
- Loano
- Pietra Ligure
- Finale Ligure
- Noli
- Spotorno
- Bergeggi
- Savona
- Albissola
Marina
- Albisola
Superiore
- Celle Ligure
- Varazze
- Chiavari
- Lavagna
- Moneglia
- Framura
- Lerici
- Ameglia
TOSCANA (18)
- Carrara
- Forte dei
Marmi
- Pietrasanta
- Camaiore
- Viareggio
- Pisa
- Livorno
- Rosignano
Marittimo
- Cecina
- Bibbona
- Castagneto
Carducci
- San Vincenzo
- Piombino
- Marciana
Marina
- Follonica
- Castiglione
della Pescaia
- Grosseto
- Monte
Argentario

ADE ZECK/MARKA

Spiagge da record
In Italia sventolano
269 Bandiere Blu

FRIULI VENEZIA
GIULIA (2)
- Grado
- Lignano
Sabbiadoro

Campania

Toscana

VENETO (7)
- San Michele
al Tagliamento
- Caorle
- Eraclea
- Jesolo
- Cavallino
Treporti
- Venezia
- Chioggia

Tutte confermate le
tredici bandiere blu
dello scorso anno

La regione sale a
quota diciotto (+1
rispetto all’anno
scorso) e sorpassa
le Marche (-1): la
novità è Marciana
Marina, all’Elba

EMILIA
ROMAGNA (9)
- Comacchio
- Ravenna
- Cervia
- Cesenatico
- Gatteo
- San Mauro
Pascoli
- Bellaria Igea
Marina
- Misano Adriatico
- Cattolica
MARCHE (17)
- Gabicce Mare
- Pesaro
- Fano
- Mondolfo
- Senigallia
- Ancona
- Sirolo
- Numana
- Potenza Picena
- Civitanova
Marche
- Porto
Sant’Elpidio
- Fermo
- Porto San Giorgio
- Pedaso
- Cupra Marittima
- Grottamare
- San Benedetto
del Tronto

Sono 21 le novità, la Liguria ancora prima
MOLISE (3)
- Petacciato
- Termoli
- Campomarino
LAZIO (7)
- Anzio
- Latina
- Sabaudia
- San Felice
Circeo
- Sperlonga
- Gaeta
- Ventotene

Trentino
Ben quattro
novità, tutte
naturalmente
lacustri

ABRUZZO (10)
- Tortoreto
- Roseto degli
Abruzzi
- Pineto
- Silvi
- Francavilla
- San Vito Chietino
- Rocca San
Giovanni
- Fossacesia
- Vasto
- San Salvo

CAMPANIA (13)
- Anacapri
- Massa Lubrense
- Positano
- Agropoli
- Castellabate
- Montecorice
- Pollica
- Casal Velino
- Ascea
- Pisciotta
- Centola
- Vibonati
- Sapri
BASILICATA (1)
- Maratea

Sardegna
Solo settima nella
classifica per regioni:
quest’anno l’isola ha
perso una
bandiera blu

CALABRIA (4)
- Trebisacce
- Cirò Marina
- Melissa
- Roccella Jonica

PUGLIA (10)
- Margherita di
Savoia
- Polignano a
Mare
- Monopoli
- Fasano
- Ostuni
- Ginosa
- Otranto
- Melendugno
- Castro
- Salve

SICILIA (6)
- Lipari
- Ispica
- Pozzallo
- Ragusa
- Menfi
- Marsala
SARDEGNA (6)
- Santa Teresa di
Gallura
- La Maddalena
- Palau
- Oristano
- Tortolì
- Quartu Sant’Elena

AL VIA LA NUOVA EDIZIONE CON UN OCCHIO ALL’EXPO

Chiese, castelli, ma anche vigneti
Tornano i luoghi del cuore del Fai
RENATO RIZZO
MILANO

Viviamo in un mondo che è
sempre più territorio di «nonluoghi» capaci, via via, di mettere ai margini - anche grazie alla
predominanza di certo malinteso «globale» sul «locale» - il paesaggio geografico e sentimentale in cui viviamo, ricco di «angoli speciali che ci fanno sentire
speciali». In quest’ambiente
malato dove le responsabilità di
ognuno si intrecciano all’ incuria delle istituzioni e, sovente,
alla rapacità dell’economia, esiste, comunque e forte, una voglia di resistere che dà vigore alle ragioni delle emozioni.
E proprio su quest’onda s’avvia la 7a edizione dei «Luoghi
del Cuore», il censimento nazionale organizzato dal Fai che
chiede agli italiani di indicare i
siti più amati - e spesso più trascurati - del Belpaese affinchè

le segnalazioni inneschino interventi di difesa e di restauro.
L’invito è quello di dare vigore a
un’emozione civile che, in quest’anno di Mondiali di calcio, viva
la forza dello stesso tifo con il quale gli italiani seguiranno la nostra
nazionale. «Abbiamo scelto di
esprimere questa passione - ha,
osservatoilpresidentedelFai,Andrea Carandini durante il lancio
dell’iniziativa-attraversounapartecipazione tifosa: un tema che, alla luce di quanto drammaticamente accaduto di recente a Napoli, ha assunto una carica negativa, ma che con questa campagna
invitiamo gli italiani a ribaltare».
L’idea è attivare uno slancio di
sana tensione sportiva. Analogo
a quello che nell’ultima edizione
ha portato un milione di persone
a citare migliaia di beni che fanno
loro battere il cuore. Ne è nato un
immenso catalogo: per 20 «luoghi» diffusi in 12 regioni sono, in-

fatti, già partiti interventi concreti. «Tra questi il più cospicuo ha annunciato il vicepresidente
esecutivo della Fondazione, Marco Magnifico - è stato riservato
alla Cittadella di Alessandria (1°
classificato nelle segnalazioni)
che prevede un contributo da
parte del Fai di 50 mila euro».
Ma l’eco dei problemi di questo
complesso grandioso e ferito dall’incuria, non si è fermata all’Italia: il 4 maggio, a Vienna, Europa
Nostra e l’European Investiment
Bank l’hanno inserito tra i 7 monumenti del Continente che rientreranno nel programma di tutela
dei siti storici scelti in base al loro
valore culturale e alle loro potenzialità, una volta recuperati, di sviluppo socio economico. Esperti di
restauro e di finanza lavorano ora
a un piano per il riscatto del colosso alessandrino. Le segnalazioni
dei luoghi intrecciati al nostro vivere con nodi inscindibili come so-

Cittadella di Alessandria

lo quelli dell’anima sanno essere,
potranno avvenire sul sito iluoghidelcuore.it, attraverso l’APP «I
luoghi del cuore» disponibile per
Android e Ios o compilando la cartolina presente nelle delegazioni
Fai e nelle 4100 filiali di Intesa San
Paolo, storica collaboratrice dell’iniziativa ambientalista.
L’edizione 2014 vuole affrontare anche un altro tema: guardando all’Expo verrà rivolta attenzione a quei beni d’Italia in sintonia con il filo conduttore del grande appuntamento milanese, «Nutrire il pianeta, energia per la vita». Sarà, quindi, creata una classifica (su : iluoghidelcuore.it) dedicata a pascoli, vigneti, uliveti,
mulini, caseifici, malghe.

ALESSANDRA PIERACCI
GENOVA

che sale a quota cinque, davanti al Piemonte sceso a una Banventolano soprattut- diera (esce Cannobio) al pari
to sulla Liguria, ma si della Lombardia: Calceranica
diffondono in tutta al Lago, Caldonazzo, Pergine
l’Italia, segnando il Valsugana, Tenna (Trento).
Premiati, infine, anche 62
record assoluto in 28
anni, le Bandiere Blu, ricono- approdi turistici per qualità e
scimento istituito dalla Fee, quantità dei servizi erogati
Foundation for Environmental nella piena compatibilità amEducation, che premia così i bientale. Anche qui svetta la
comuni balneari per i servizi e Liguria, con quindici porticle buone politiche per una ge- cioli Bandiera Blu: Portosole
stione sostenibile del territo- di Sanremo, Marina degli Arerio. Presentate ieri a Roma, le gai (Santo Stefano al Mare),
Bandiere registrano 21 nuovi Marina di San Lorenzo, nelingressi per un totale di 269 l’Imperiese, Marina di Andospiagge e 140 comuni, cinque in ra, Marina di Alassio, Marina
più del 2013, rispetto a 163 do- di Loano, la Vecchia Darsena
di Savona, Cala Cravieu di Celmande presentate.
La Liguria conferma per il le Ligure, la Marina di Varazterzo anno il primato di venti ze, il Porto Internazionale Carlocalità, con due new entry, lo Riva di Rapallo, la Marina di
Pietra Ligure nel Savonese e Chiavari, la Marina di Porto
Santo Stefano al Mare nell’Im- Venere, Porto Bocca di Magra
periese, che compensano (Ameglia), il Porto Lotti e il
l’uscita di Sanremo e Campo- Porto Mirabello della Spezia.
A differenza delle «Vele»,
rosso. Il declassamento più viassegnate da Lestoso è quello
d e l l ’A b r u z z o ,
I CRITERI gambiente alle
più pulite
che perde quatPremiate le località acque
e alle coste più
tro vessilli e ridove la gestione incontaminate,
mane con dieci:
via Ortona, Alba ambientale è migliore spesso in aperta
contraddizione e
Adriatica, Martinsicuro e GiuLE REALTÀ polemica con le
i
lianova. Seconda
Valutate anche «Bandiere»,
simboli Fee presi classifica la
spiagge e impianti miano infatti i
Toscana con 18
di depurazione comuni balneari
località (una
per le modalità
bandiera in più,
Marciana Marina) sorpassan- dell’intervento umano.
Tra gli indicatori, educaziodo le Marche che scende a 17
ne ambientale e informazione,
(cancellata Porto Recanati).
L'elenco prosegue con qualità delle acque, gestione
l'Emilia Romagna che conqui- ambientale, sicurezza e servista una bandiera e sale a 9 zi (dall’acqua potabile al pron(Gatteo, in provincia di Forlì- to soccorso al pattugliamento,
Cesena), la Campania confer- altrove, si valuta anche il rima le sue 13 e anche la Puglia le spetto della barriera coralli10 dello scorso anno (ma entra na) e soprattutto impianti di
Santa Margherita di Savoia, in depurazione funzionanti, geprovincia di Barletta-Andria stione dei rifiuti con riguardo
Trani ed esce Rodi Garganico alla riduzione della produzionel Foggiano), il Veneto rag- ne, alla raccolta differenziata
giunge 7 bandiere (Chioggia) e e alla gestione dei rifiuti periil Lazio si piazza a pari merito colosi, cura dell’arredo urba(+2, Latina e Gaeta); Sardegna no e delle spiagge, possibilità
(esce Castelsardo nel Sassare- di accesso al mare per tutti i
se) e Sicilia (entrano Marsala e fruitori senza limitazioni.
«Il primato ligure - comPozzallo in provincia di Ragusa) sono rappresentate ciascu- menta l’assessore regionale
al Turismo, Angelo Berlanna da 6 località.
Scendendo nella graduato- gieri - conferma l’attenzione
ria la Calabria è presente alla valorizzazione dell’amquest'anno con 4 bandiere (en- biente e del territorio, dall’intra Trebisacce, in provincia di cremento della rete dei depuCosenza), il Molise conferma le ratori alla diffusione della
3, il Friuli Venezia Giulia le pro- raccolta differenziata. Le
Bandiere Blu sono il miglior
prie 2 e la Basilicata una.
Tra i nuovi ingressi lacustri biglietto da visita per il turiquattro località in Trentino, smo soprattutto straniero».

S

19

SCIENZA&DEMOCRAZIA

CHIMICA

MEDICINA

TUTTOSCIENZE

Il Senato
dei fisici
che rifece
l’Italia

La plastica
è diventata
buona
e pulita

La frontiera
estrema:
ogni cellula
è diversa

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

LEONE e ROBOTTI PAGINA 20

BECCARIA PAGINA 21

PATERLINI PAGINA 22

.

NUMERO 1605
A CURA DI:
GABRIELE BECCARIA
REDAZIONE:
CLAUDIA FERRERO
GIORDANO STABILE
tuttoscienze@lastampa.it
www.lastampa.it/tuttoscienze/

tutto
salute
SCIENZE
...

&

P

NICLA PANCIERA

P

rimo interrogativo: perché un adolescente, alla ricerca di sensazioni forti, si droga,
pur essendo consapevole del
pericolo? Secondo interrogativo: a partire da quale istante un individuo non è capace
di intendere e di volere, trasformandosi in un criminale
che non riesce più a inibire i
propri istinti? Nonostante le
evidenti differenze, i due casi
sollevano questioni simili:
metodologiche, etiche e anche giuridiche.
Il professor Pietro Pietrini, un decennio passato agli
Istituti nazionali di Sanità
degli Usa, è oggi direttore
dell’unità operativa di psicologia clinica all’Università di
Pisa. Lo psichiatra - uno dei
periti della prima sentenza
in Europa ad aver tenuto in
considerazione dati genetici
e neuroscientifici, con la conseguente riduzione di pena interverrà al convegno internazionale organizzato dalla
Sine, la Società italiana di
neuroetica, al via oggi a Padova. E proprio sul piano
giuridico - si tratta di una
questione-chiave - quanto è
rilevante sapere quando un
giovane non può non reagire
in modo incontrollato? «Le
indagini sulla struttura morfologica e funzionale rivelano che nell’adolescente il
cervello è ancora in una fase
di sviluppo, che poi prosegue
anche dopo la maggiore età,
a partire dalla quale si è considerati imputabili - spiega
Pietrini -. Le modificazioni
riguardano
dimensioni,
struttura e collegamento tra
le diverse aree: le ultime a
giungere a maturazione sono
le connessioni della corteccia prefrontale, quella che
più delle altre si è sviluppata
nel corso dell’evoluzione e
che è deputata alla regolazione del comportamento sociale e al controllo degli impulsi. A stabilire se un giovane potrà scivolare in una carriera criminale concorrono
quindi molti fattori: oltre a
quelli ambientali, si aggiungono diversi fattori genetici e
neurobiologici, elementi che

NEURONI IN DIRETTA
© TETRA IMAGES/CORBIS

Colpevole o innocente?
Il (neuro)giudice
ti leggerà il cervello

«Cattivi per scelta o perché
malati: ora si può
osservare la differenza»

di volta in volta, l’aggressività,
l’empatia e il controllo degli
impulsi». E i risultati delle osservazioni sono chiari. «Il cervello di alcuni criminali è diverso - aggiunge lo psichiatra
-: la sostanza grigia prefrontale è ridotta di oltre il 20%, è più
piccolo il fascio che unisce
l’amigdala alle aree prefrontali
del controllo cognitivo, detto

fascicolo uncinato, così come è
ridotta l’attivazione delle aree
temporali e della corteccia orbitofrontale, legate all’empatia
e all’autocontrollo».
Ma la questione è ancora
più complessa. Avere identificato i circuiti neurali coinvolti
nei processi decisionali e averne identificato una disfunzione
in chi ha già commesso un cri-

quelli che invece sono incapaci
di operare altrimenti - i malati
-: questi ultimi non perseguibili dalla società, la quale potrà
mettere in atto dei meccanismi di tipo protettivo».
Ma allora, affinati gli strumenti a disposizione, che differenza ci sarebbe tra un individuo che tace non perché reticente, ma perchè le sue aree
del linguaggio non funzionano
correttamente, e un criminale
con pesanti alterazioni a carico dei network cerebrali decisivi per il controllo degli impulsi? «Appare chiaro che la ricerca neuroscientifica - conclude Pietrini - impone una rivisitazione in ambito forense
dei criteri con cui si stabiliscono la capacità di delinquere e
di pari passo fornisce, e fornirà, nuove e più efficaci strategie di intervento educativo e
rieducativo. Obiettivo: porre
rimedio alle varie forme del disagio giovanile, fino a quello
estremo che potrebbe sfociare
in comportamenti criminali».

Tutte le Terre che ci aspettano

trebbe avere le potenzialità
per ospitare la vita, di certo
l’ultimo pianeta osservato in
ordine di tempo, battezzato
Kepler 186-f (a 500 anni luce),
ha caratteristiche molto simili
a noi. «La “fascia di abitabilità”, misurata sulla base della
distanza dalla sua stella, oltre
che le dimensioni, lo rendono,
più che gemello, un parente
prossimo - sottolinea l’astrofisica -. Se possono esserci forme di vita? Ce lo auguriamo.
Le caratteristiche ci rendono
ottimisti, ma questo aspetto è
ancora tutto da scoprire».
Quello degli esopianeti è un
settore in espansione, che rappresenta il presente e futuro
dell’astronomia. «Il satellite
“Kepler” ha compiuto uno

straordinario lavoro - dice Tinetti - e altre missioni, come
“Gaia”, realizzata con un forte
contributo italiano, promettono di scoprire altre migliaia di
nuovi pianeti». Scenari ricchi
di promesse - come quelli delle
atmosfere «aliene» - che racconterà nella conferenza «Il
mio pianeta preferito», sabato,
al Circolo dei Lettori di Torino,
in occasione della manifestazione «now.new»: in programma dal 16 al 18 maggio, è stata
ideata - spiegano gli organizzatori - «per accorciare le distanze tra ricerca e cittadini», enfatizzando le ricadute culturali, sociali e economiche. La serata inaugurale sarà venerdì,
con la lezione di Luigi Naldini
dedicata alla terapia genica.

non sono più ignorabili con il
pretesto dell’incompletezza
delle conoscenze».
L’espressione dell’aggressività è un comportamento istintivo, funzionale alla sopravvivenza, che in noi - com’è noto è modulato dalla ragione. La
patologia subentra quando
«salta» il meccanismo di regolazione, che oggi possiamo fo-

ANTONIO LO CAMPO

Astrofisica

mine non significa approdare
a conclusioni rozzamente deterministiche. Configurazioni
geniche sfavorevoli, infatti,
pur indicando una serie di predisposizioni ad agire in modo
impulsivo, non sono condizioni
necessarie né sufficienti per il
crimine o per venire giudicati
«tout court» incapaci di intendere e di volere. Le interazioni
con l’ambiente - vale a dire le
specifiche condizioni sociali e
familiari - restano importantissime nel convertire in comportamento effettivo alcune
predisposizioni neurobiologiche ad alto rischio.
L’essere umano, non a caso,
si interroga da sempre sulla libertà di scelta. L’esercizio del
libero arbitrio è la capacità di
procrastinare la risposta a un
impulso e, dunque, il ruolo dei
lobi frontali è fondamentale.
«Grazie alle neuroscienze potremo in futuro distinguere
con precisione crescente tra
coloro che agiscono al di fuori
della legalità in modo consapevole - i cattivi per scelta - e

«Q

uelli scoperti sono circa
2 mila e altre
migliaia
s t a n n o
aspettando una conferma prima di venire catalogati». Sono
gli esopianeti - anche noti come pianeti extrasolari - quelli
che orbitano attorno ad altri
Soli, così come gli otto pianeti
del nostro Sistema Solare. A
raccontare la nuova frontiera
della ricerca è Giovanna Tinetti, astrofisica e docente allo

tografare. «Le tecniche di neuroimmagine, infatti, permettono di osservare nel dettaglio la
struttura e il funzionamento
del cervello e confrontare l’architettura cerebrale e i modelli
di attivazione neurale di chi ha
compiuto dei crimini e di chi,
invece, non presenta disturbi
del comportamento, in situazioni nelle quali sono in gioco,

University College di Londra.
Centinaia, migliaia e, tra non
molto tempo, milioni di altri sistemi solari verranno scoperti
grazie a occhi elettronici sempre più sofisticati: quelli dei
grandi osservatori a Terra e soprattutto quelli inviati nello
spazio a bordo dei satelliti. «La
rivoluzione che inducono tutte
queste scoperte - sottolinea Tinetti - è che il nostro Sistema
Solare rappresenta solo una
delle tante casualità dell’Universo. Molti di questi nuovi pianeti, infatti, presentano caratteristiche assai diverse rispet-

Kepler 186-f
Un «clone»
della Terra:
a raccontarlo sarà
Giovanna Tinetti
al Circolo
dei Lettori di Torino

to a quelle che già ben conosciamo». Ma non c’è dubbio aggiunge - che «tra i pianeti più
interessanti ci siano quelli che
noi chiamiamo le “Super-Terre”, corpi celesti a volte rocciosi, proprio come la Terra oppure come Marte, ma fino a 10
volte più pesanti, e a volte con
strutture di ghiaccio e acqua,
come alcuni dei satelliti di Giove e Saturno». E infatti alcuni
di questi pianeti hanno forti somiglianze con il nostro.
Se Gliese 581 g, a circa 20,5
anni luce dalla Terra, nella costellazione della Bilancia, po-

20 .TuttoScienze

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

l
P SCIENZE

Elettroni come Valentino Rossi e Keplero con i Pink Floyd
La carica dei 300 per il concorso «La Scienza Narrata»
MARCO ROSSARI ger per la narrativa e studiosi come Luigi Luca Can Si è chiusa l’ottava edizione del premio «La

Appuntamento per il 10 luglio
I vincitori del concorso verranno premiati a Villa
Miani, a Roma, in occasione della cerimonia
del premio letterario Merck Serono

scienza narrata», il concorso di scrittura sponsorizzato da Merck Serono che da Roma a Milano,
da Lodi a Pontedera, da Torino a Bari, da Napoli a
Varese, è entrato nelle scuole per invitare gli studenti a cimentarsi con la stesura di un racconto a
tema scientifico.
Nata dall’idea di affiancare una parte junior alla
già prestigiosa onorificenza, che in passato ha
premiato scrittori come Hans Magnus Enzensber-

valli Sforza per la saggistica, dopo il primo successo di un’edizione-pilota al liceo Tasso di Roma nel
2006, l’iniziativa si è allargata, coinvolgendo scrittori come Giorgio Vasta o sceneggiatori come
Maurizio Braucci in una serie di laboratori con gli
studenti. Detta così, pare semplice. Invece il concorso lancia una sfida non da poco. In primo luogo
quella di portare nella cosiddetta scuola dell’obbligo una dimensione affrancata dai vincoli puramente didattici come quella narrativa. In secondo
luogo di abbinarla a un argomento di stampo

Ecco il Senato dei fisici
Ma era di un secolo fa
Tra 1848 e 1943 essere uno scienziato era un titolo di merito
per essere ammessi nelle istituzioni del Regno d’Italia
Scienza

I fisici e gli astronomi senatori appartenevano a due categorie significative: erano
Democrazia
«membri della Regia AccadeMATTEO LEONE - NADIA ROBOTTI mia delle Scienze dopo sette
UNIVERSITÀ DI TORINO -UNIVERSITÀ DI GENOVA
anni di nomina», e questa era
la maggioranza, oppure pern questi tempi di pro- ché «con servizi o meriti emifondo ripensamento nenti» avevano «illustrata la
del nostro assetto isti- Patria». Di quest’ultima catetuzionale guardare in goria facevano parte alcuni tra
prospettiva storica il i fisici italiani più importanti
Senato della Repubblica dell’Ottocento, che per primi
può essere di aiuto per supe- cercarono di coniugare l’imperare i difetti dell’ordinamen- gno scientifico con quello civito attuale, recuperando il le. Tra questi vi sono alcuni
meglio dell’esperienza del «padri del Risorgimento», copassato. E guardare in pro- me Carlo Matteucci, noto per i
spettiva storica la «Camera suoi studi di elettrofisiologia,
Alta» del nostro Paese signi- che partecipò ai moti del 1848,
fica anche parlare, per e che nel 1862, in qualità di miquanto strano possa appari- nistro della Pubblica Istruziore oggi, di scienziati e, tra ne, tentò la prima riforma delquesti, di fisici e astronomi.. l’Università; o come il famoso
Vi fu un tempo nel quale fisico Ottaviano Fabrizio Mosessere scienziato era consi- sotti, che a 57 anni, al comando
derato un titolo di merito nel- del Battaglione Universitario
la composizione delle istitu- Toscano, combatté nella battazioni. Nel periodo che va dal- glia di Curtatone e Montanara;
l’applicazione dello Statuto o ancora come l’astronomo AnAlbertino (1848) alla caduta nibale De Gasparis, che partedel regime fascista (1943) ri- cipò ai moti del 1848 a Napoli,
sulta infatti
ma evitò la reche, consideLE INIZIATIVE pressione borrando solo la
dedicanDall’elettrificazione bonica
cerchia numedo a re Ferdidelle ferrovie nando la scoperricamente rialla Scuola di Fermi ta di un nuovo
stretta dei fisici
e degli astronoasteroide.
mi italiani, ben una ventina di L’analisi dell’attività parlaloro furono nominati senatori mentare dei fisici e astronomi
a vita dal Re e vi furono anni senatori del Regno d’Italia, e
(come intorno al 1910) nei prima ancora del Regno di
quali sedevano contempora- Sardegna, ci riconsegna un
neamente in Senato anche quadro affascinante dell’evolusei tra fisici e astronomi.
zione scientifico-tecnologica

&

I

Senato. Nel 1903 Pietro Blaserna, fisico senatore, come
relatore di un’apposita commissione, caldeggiava lo stanziamento di una somma per
l’«impianto di una stazione radiotelegrafica ultrapotente» in
grado di comunicare con
un’analoga stazione in America Latina. I tempi erano giusti:
poco più di un anno prima Guglielmo Marconi era riuscito a
realizzare la prima trasmissione radio transoceanica, mostrando le enormi potenzialità
della «telegrafia senza fili».
RUOLI: IL PRIMO È RICERCATORE
Nobel per la Fisica nel 1909,
AL DIPARTIMENTO DI FILOSOFIA
E SCIENZE DELL’EDUCAZIONE
Marconi sarà nominato senaALL’UNIVERSITÀ DI TORINO
tore nel 1914 per aver «illustraLA SECONDA È PROFESSORE DI STORIA
ta la Patria». Occorrerà attenDELLA FISICA ALL’UNIVERSITÀ
DI GENOVA
dere quasi un secolo, il 2013,
IL SITO: HTTP://NOTES9.
per ritrovare in Senato un fisiSENATO.IT/WEB/SENREGNO.NSF/
co, e un Nobel, con la medesiSENATORI?OPENPAGE
ma motivazione: Carlo Rubbia.
del periodo e ci riporta in un Anche dopo la Prima guerra
mondo dove è possibile osser- mondiale l’attività legislativa
vare i caratteri dell’azione legi- dei fisici senatori è particolarslativa esercitata dagli scien- mente significativa sul terreziati. Ad esempio, l’insigne no della modernizzazione tecastronomo Giovanni Plana nologica del Paese. Ad esempresenta e vede approvato nel pio, nel 1920 il fisico Guglielmo
1851 il suo progetto di istituzio- Mengarini pone all’attenzione
ne di una linea
del Senato la netelegrafica tra
I NOBEL cessità di dare
Torino e Genoimpulso al
Marconi nominato nuovo
va, appena quatprocesso di eletnel 1914, Rubbia trificazione delle
tro anni dopo
soltanto nel 2013 ferrovie, in conl’inizio della diffusione in Euronessione al propa del telegrafo Morse e la rea- blema della derivazione delle
lizzazione del primo telegrafo acque pubbliche per la produelettromagnetico italiano ad zione di energia elettrica a liopera dello stesso Matteucci.
vello nazionale. Di questo si
Cinquant’anni dopo, un al- era occupato nel dopoguerra il
tro tipo di telegrafia faceva il fisico senatore Augusto Righi
suo ingresso tra i banchi del e successivamente, con gran-

Matteo Leone
Nadia Robotti
Storici

I ragazzi di Via Panisperna
Da sinistra Oscar D’Agostino, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi,
Franco Rasetti ed Enrico Fermi: la scuola di fisica di Roma
fu creata dal senatore e ministro Orso Mario Corbino

de successo, Orso Mario Corbino, come presidente del
Consiglio Superiore delle Acque. Si tratta dello stesso Corbino, che pochi mesi dopo sarà
nominato senatore, per diventare ministro della Pubblica
Istruzione nel 1921 e ministro
dell’Economia Nazionale nel

1923, e che, come direttore dell’Istituto Fisico di Roma, riuscirà a chiamare a Roma nel
1927 Enrico Fermi come professore di Fisica Teorica e a
far nascere intorno a lui una
nuova generazione di fisici.
Lasciamo ad altri il compito
di capire fino in fondo se esem-

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

scientifico - che sia la genetica o l’astronomia, la
matematica o la chimica - e di stimolarli a rifletterci sopra. Bisogna avere una bella faccia tosta per
andare davanti a chi è abituato ad arrancare sull’«Adelchi» o a vergare blandi status su Facebook e
chiedergli di inventare una storia, oltretutto in salsa tecnologica. Davanti a un individuo ancora non
formato e di poche letture, a cui si chiede una prova che farebbe impallidire il più scafato degli autori, a poco vale evocare Primo Levi con «Il sistema
periodico» o Italo Calvino con «Ti con zero», elencare gli scrittori-medici come Anton Cechov o il paradosso di Giorgio Manganelli («Vuoi fare lo scrittore? Studia gelogia!»): a tutta prima ogni ragazzo ti fissa atterrito e ne ha tutte le ragioni.
Nella vita - cerchi allora di convincerli - ti verrà chie-

l
P

sto di scrivere sempre per qualche motivo. La tesina per il professore, il report per il capo, l’articolo
per il caporedattore e perfino il Whatsapp per la
morosa o il moroso è vincolato al proprio destinatario. Ma la narrativa - pur con le sue regole - è un
territorio di libertà. Spaventoso e appassionante
proprio per questo motivo. A quel punto non c’è
nemmeno più bisogno di trascinarli. La reazione
allo stimolo è impressionante. «A loro nessuno regala mai niente - racconta un’insegnante -. Non
facciamo che chiedere». E come docente la sensazione è quella di trovarsi davanti a ragazzi ai quali
di rado viene domandato di esercitare la creatività. Ci sono temi e interrogazioni, eppure manca
l’uso dell’immaginazione. Certo, il concorso della
Scienza Narrata pone due limiti notevoli (o, se vo-

CHIMICA

GABRIELE BECCARIA
alla fine mi
sono messo a inseguire il polimero».
Gaetano Guerra, 60 anni, professore all’Università di Salerno, racconta che di chimica
non solo si vive (bene), ma ci si
può perfino appassionare.
Perché l’occhio di un esploratore di atomi vede cose che
noi - tutti quelli con scarsa familiarità con gli enigmatici
polimeri - non riusciamo proprio a vedere. Che si tratti di
nuovi materiali, di lotta all’inquinamento o di «packaging»
della frutta al supermarket.
Oggi Guerra sarà ospite del
terzo incontro delle «Virtual
immersions in science», il
programma organizzato dalla
Scuola Normale di Pisa che

«E

gliamo, due binari lungo cui far correre il racconto
a tutto vapore): quello della narrativa abbinato a
quello della scienza. Ma è pur vero che, posto questo doppio paletto, all’interno è possibile muovere la fantasia a proprio piacimento. È questo che
all’inizio li sgomenta e che poi li conquista.

ARCHIVIO GBB/CONTRASTO

19 - continua

nei supermarket si definisce
la “vita di scaffale”, la “shelf
life”». È da questa idea che
Guerra ha creato di recente
una «spin-off» universitaria
per imballaggi high-tech, capaci di sfruttare proprio le
qualità delle microcavità. Le
stesse che, riempite con molecole attive, diventano tessuti antimicrobici (perfetti
come camici per i medici) o
una varietà di dispositivi
tecnologici solo in apparenza esoterici, perché magnetici, piezoelettrici e chiro-ottici, ma fondamentali per far
funzionare la folla di oggetti
della quotidianità.
«Le cose belle devono anche servire - sottolinea Guertissimi mini-buchi dalle pro- ra -, sebbene a volte qualche
prietà promettenti. «Se, come ricercatore consideri le applidicevano i greci, la Natura cazioni sul mercato come lesiaborre il vuoto, è significativo ve del proprio lavoro teorico».
che tendano ad assorbire mo- E non a caso i chimici sono
lecole organiche inquinanti, scienziati spesso in «prima licome il benzene e il toluene o nea», protagonisti di un processo che proil dicloroepaga tra labotano, anche
ratori e induq u a n d o
strie una rete
compaiono
sempre più fitin concenta di contatti e
trazioni discambi. E se è
luite». Una
vero - ammetvera spute - che per noi
gna. Capace
italiani il terdi esibirsi in
mine «chimimille metaca» è segnato
morfosi,
da refoli un po’
trasformansinistri, visti i
dosi a sedisastri econoconda delle
mici ed ecoloesigenze in
gici del passafibre, film,
to, «oggi si veschiume o
dono iniziative
aerogel. Ed
interessanti:
è a questo
RUOLO: È PROFESSORE
la vecchia inpunto che si
DI CHIMICA ALL’UNIVERSITÀ
DI SALERNO
dustria chimimaterializIL SITO DELLA SCUOLA NORMALE
ca non c’è più
za un’appliDI PISA:
e ne sta sorcazione
HTTP://VIS.SNS.IT/
semplice e
gendo una picdecisiva. Quella per intrappo- cola, di nuova generazione,
lare l’etilene.
spesso proiettata all’innova«L’etilene è, tra l’altro, un zione». Resta un settore straormone, il segnale di matu- tegico, ma ancora in larga
razione emesso dai frutti parte da reinventare. E, reto“climaterici”, come mele, pe- rica a parte, affamato di giore e kiwi. Rimuoverlo con il vani scienziati (preferibilgiusto tipo di confezione si- mente anche un po’ managnifica prolungare la durata ger). Oggi a Pisa qualcuno
di tanti prodotti, quella che raccoglierà l’appello?

Ritorna oggi alla Scuola Normale di Pisa
l’appuntamento “Virtual immersions in science”
Oltre
il visibile
Si chiamano
«host-guest»
le strutture
microporose
che
permettono
usi del tutto
nuovi per
la plastica
che assume
le forme
di fibre,
film, schiume
oppure
aerogel

Dal packaging
dei supermercati ai camici
anti-batterici per i medici

pi come questi, nei quali le
competenze scientifiche vanno
ad arricchire le competenze di
un’assemblea preposta al bene
comune, possano essere di
ispirazione per la revisione
dell’architettura istituzionale.
Noi comunque ci speriamo.

Allora, dalla materia informe comincia a nascere
una direzione. Forse per la prima volta gli studenti
fanno caso a una materia scientifica che li appassiona, vanno a scavarci dentro per trovare la fiammella di un’idea, in classe - con commovente timidezza - ne espongono i tratti. E poi, quando cominciano a piovere elaborati (quest’anno più di 300
racconti), si scopre un piglio temerario non tanto
nei confronti della scienza, quanto della scrittura:
elettroni raccontati come se fossero Valentino Rossi, Keplero a dialogare con i Pink Floyd, cellule uterine che raccontano la propria storia. Liberi dalle
pastoie dell’influenza, ma già in grado di verificare
l’attendibilità di un’idea anche grazie alla rete, i ragazzi dimostrano più audacia di un adulto. E finiscono con il guardare alla scienza con occhi nuovi.

“La mia plastica
che non inquina
e protegge la frutta”

LE APPLICAZIONI

«umanizza» gli scienziati e ne
svela la parte più segreta. Perché e come si diventa scienziati? Ci sono molte strade
possibili e quella seguita da
Guerra ha a che fare con un
grande maestro, che a sua volta ne ebbe uno grandissimo.
«E’ già passato qualche decennio: ricordo che a Napoli
uno dei miei professori fu Paolo Corradini, uno dei discepoli
del Nobel Giulio Natta, premiato nel 1963». E fu proprio
Corradini - spiega - «uno dei
primi ad avere tra le mani il
polipropilene, vale a dire il celebre polimero made in Italy, il
più prodotto al mondo» (la
plastica che da allora non ha
smesso di assumere le forme
più diverse e più bizzarre).
«Lui era cristallografo e ne
studiava la struttura tridimensionale». Una ricerca che
seppe comunicare la giusta

scintilla al giovane studente,
affascinato da quell’impresa
che - sottolinea adesso - «era
tutta italiana»: «Corradini mi
trasmise la passione, che è
uno degli elementi indispensabili per fare buona scienza».
E così, mentre la scuola di
Natta si propagava nelle università, a cominciare da Milano, Guerra inizia la sua personale avventura. «Mi occupavo di come si dispongono
nello spazio queste catene e a
un certo punto osservai un
polimero che tendeva a formare delle fasi co-cristalline,
simili a quelle che nel mondo
inorganico formano le zeoliti», vale a dire la famiglia di

minerali con una struttura
regolare e microporosa. «Si
tratta di materiali noti come
“host-guest”, con una struttura ordinata, dotata di micro-cavità, che ospitano tipi
diversi di molecole, per
esempio d’acqua». Un mondo
invisibile, in cui le dimensioni
si misurano in miliardesimi
di millimetro. E che - confessa il professore - «mi ha spinto a cambiare mestiere: è stato allora che sono andato dietro al polimero e ho fatto
quello che voleva fare lui».
In gergo è «sindiotattico»,
della famiglia di quelli inventati da Natta, ma decisamente
speciale. All’interno cela tan-

Gaetano
Guerra
Chimico

“Ceinge”, ora l’eccellenza brilla in Campania
Doppio compleanno del centro, dove ricerca e business funzionano fianco a fianco

l
P

BIOTECH

NADIA FERRIGO
a piccolo laboratorio
di ricerca a eccellenza
internazionale.
Il
«Ceinge», centro di ricerca
per le biotecnologie avanzate, celebra un doppio anniversario: 30 anni dalla fondazione in seno all’università
Federico II di Napoli e 10 dall’inaugurazione della sede
definitiva: 8 mila metri quadrati accanto al Policlinico
che ospitano 16 laboratori,
250 ricercatori e un incubatore di imprese biomediche
(come Okairos, azienda leader nella produzione dei vac-

D

Francesco
Salvatore
Biochimico
RUOLO: È PRESIDENTE
E COORDINATORE SCIENTIFICO
DEL «CEINGE» E PROFESSORE
DI BIOCHIMICA UMANA
ALL’UNIVERSITÀ «FEDERICO II»
DI NAPOLI

cini di ultima generazione, acquisita l’anno scorso dal colosso Glaxo per 250 milioni).
Ora i principali settori di ricerca del «Ceinge» sono malattie ereditarie, bioinformatica applicata alla genomica e alla proteomica, genetica, oncologia molecolare, biologia dello
sviluppo e neuroscienze. «Il
Centro è un fiore all’occhiello
per la Campania, una regione

TuttoScienze .21

.

Il «Ceinge» ospita 16 laboratori e 250 ricercatori

che purtroppo in ambito sanitario è nota più per i suoi problemi che per le eccellenze commenta Francesco Salvatore, presidente e coordinatore
scientifico del “Ceinge” -. Siamo diventati il riferimento per
la biologia molecolare clinicogenetica e la diagnostica delle
malattie rare». Per seguire il
maggior numero di malattie
rare, ed evitare che i pazienti
debbano ricorrere ai centri all’estero, il «Ceinge» ha attivato
una rete di collaborazioni con
altri laboratori, creando una
rete di competenze specifiche.
Dalla Campania, così, ci si è affermati in un sistema di eccellenza internazionale: a oggi sono state pubblicate più di mille
ricerche, con risultati di rilievo
sulla diagnosi di Parkinson,

schizofrenia, sindrome Adhd,
celiachia e fibrosi cistica.
Al «Ceinge» si trova anche
la Semm, la Scuola europea di
Medicina molecolare, un’istituzione per l’alta formazione
in biomedicina, fondata da
Università di Milano, Federico
II di Napoli e San Raffaele. È
anche questo uno dei motivi
che ha spinto a celebrare il duplice anniversario con una tre
giorni inaugurata dai ministri
della Salute Lorenzin e dell’Istruzione Giannini e con
ospiti d’eccezione: il Nobel Aaron Ciechanover insieme con
Carlo Croce, oncologo di fama
mondiale, Antonio Simeone,
direttore dell’Istituto di Genetica e Biofisica del Cnr, il matematico-biotecnologo Mauro
Ferrari, tra i «guru» delle nanobiotecnologie. E non è finita
qui, assicura Salvatore: è in
programma l’ampliamento del
centro e si punta a creare una
serie di piattaforme interdisciplinari, tra cui quella della
«Longevità in buona salute».

22 .TuttoScienze

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

l
P MEDICINA

Non solo Pm nell’aria
ma anche tanti batteri
DANIELE BANFI
n A Pechino si sono inventati un megaschermo

che proietta l’alba e il tramonto. Lo smog è diventato una costante e nei giorni peggiori i livelli di
polveri sottili superano di oltre 20 volte la soglia
stabilita dall’Oms. Un’emergenza che ora potrebbe arricchirsi di nuovi protagonisti: ad aggiungersi ai temuti Pm10 e Pm5 ci sono molti microrganismi che fluttuano nell’aria. Ad affermarlo è uno
studio su «Environmental Science and Technology» ad opera dei ricercatori della Tsinghua Univer-

sity (Cina). Un risultato ottenuto grazie ai processi
di sequenziamento del Dna e alla caratterizzazione che consente di individuare con precisione le
caratteristiche dei microrganismi. Il team ha prelevato per 14 giorni l’aria della capitale: un campionamento svolto nel gennaio 2013, uno dei mesi in
cui il livello di polveri sottili ha raggiunto l’apice. È
stata quindi identificata la presenza di oltre 1300
specie di batteri, compresi lo Streptococcus pneumoniae, capace di causare la polmonite, e molti i
patogeni presenti di solito nelle feci. Conclusione:
nostante le polveri sottili rappresentino il pericolo
principale per la salute, questi microrganismi sono un’ulteriore minaccia, soprattutto per la popolazione a rischio come anziani, bambini e persone
con problemi a carico del sistema immunitario.

La frontiera estrema:
capire perché
ogni cellula è diversa
l
P

GENETICA

MARTA PATERLINI

S

i chiama «single cell
genomics»: è la genomica delle singole cellule. Un settore in espansione,
per molti l’ultima frontiera,
dove le tecnologie della genomica - l’analisi della sequenza dei nostri geni e della loro
posizione sui cromosomi vengono applicate a livello di
ogni cellula, invece che a livello di un organo o di un intero essere vivente.
Ogni cellula - com’è noto contiene la copia completa

del Genoma di un organismo e, sivi di cambiamento attraverso
man mano che cresce e si divi- centinaia e migliaia di cellule,
de, il suo Dna va incontro a una individualmente considerate,
serie di mutazioni. A lungo si potrebbe quindi aiutare a fare
era pensato che gruppi di cel- chiarezza sui cambiamenti che
lule simili tra loro avessero avvengono nel Dna nell’arco del
una variazione
tempo, con
genomica limiconseguenze
tata. Ma le ridecisive: per
cerche dimoesempio sestrano che anguendo
i
che le cellule
cambiamenche si presenti genetici
RUOLO: È PROFESSORE DI GENETICA
tano identiche AL «MD ANDERSON CANCER CENTER» associati alDELLA UNIVERSITY OF TEXAS l’origine e al
possono avere
IL SITO: HTTP://FACULTY.MD
mutazioni che ANDERSON.ORG/NICHOLAS_NAVIN/D
progredire
le rendono diEFAULT.ASP?SNID=2113230403 di molte maverse. Proprio
lattie.
queste trasformazioni possoIl flusso di lavoro per queno giocare un ruolo cruciale sti studi è complesso e i problenello stato di salute.
mi non mancano: isolata la celTracciare modelli comples- lula, bisogna fare i conti con il

Nicholas
Navin
Genetista

Si chiama «single cell genomics»: è la genomica delle singole cellule

suo esiguo Genoma. Questa,
infatti, contiene solo una quantità minima di Dna, nell’ordine
dei picogrammi, vale a dire un
miliardesimo di grammo! Ecco
perché, oggi, il fulcro della ricerca è lo sviluppo di metodologie capaci di amplificare il
materiale genomico senza introdurre errori.
Ma, mentre la risoluzione
delle differenze tra una cellula e l’altra aumenta, si carica
anche di un nuovo malloppo
di domande: quali sono gli
stati funzionali delle cellule?

Come interagisce ciascuna
di loro per generare una funzione a livello del tessuto?
«Uno degli aspetti più sorprendenti non sono tanto le
differenze tra le cellule, ma
come tessuti e organi lavorano in modo coerente nonostante queste differenze», ha
spiegato su «Nature» Nicholas Navin, ricercatore della
University of Texas.
Ecco perché le potenzialità
della «single cell genomics»
sono davvero promettenti. Un
esempio è l’area del cervello

Proteggere 120 mila capelli
La ricetta è in una pillola
Il mix che unisce vitamina D3, omega 3 e zinco

l
P

DERMATOLOGIA

MARIA CORBI

A

bbiamo 120mila capelli e ne possiamo
perdere anche 35mila
l’anno. Quando il bulbo è attivo, crescono alla velocità di
un centimetro al mese, ma,
quando entra nella fase dormiente, cessa di sintetizzarli
e questi non crescono più e
cadono. Una chioma folta,
quindi, si ha quando si abbrevia la fase dormiente.
Antonella Tosti, professore di Dermatologia Clinica alla Leonard Miller School of Medicine, Università di
Miami, Florida, Usa, riconosciuta come uno dei primi 10
esperti al mondo per le malattie dei capelli e delle unghie, ha spiegato come mantenere la forza dei propri
capelli a Capri, alla settima
edizione del congresso «Hair and nail and anti-aging». I
segreti vengono dall’alimentazione e dagli integratori, sottolinea la professoressa, che ha condotto uno
studio sugli integratori
Densiology di Inneov.
Ma basta una pillola?
«Alimentazione e integrazione sono importanti - sottolinea -. Una dieta ipocalorica, anche di 1500 calorie,

In farmacia

Antonella
Tosti
Dermatologa
RUOLO: È PROFESSORE
DI DERMATOLOGIA CLINICA
ALLA MIAMI UNIVERSITY (USA)

fa male ai capelli. Quando poi
associamo un eccessivo consumo di vitamina A attraverso, per esempio, carote e pomodori, la situazione peggiora. Perché è dimostrato che la
vitamina A contribuisce a far
cadere i capelli anche quando
non presa sotto forma di integratore ma di alimenti». E
non si deve dimenticare che
un capello può ricrescere più
sottile dopo una caduta.
Al contrario ci sono alimenti ed elementi amici dei capelli
e i laboratori Inneov hanno
messo a punto una nuova ge-

nerazione di integratori.
«Contengono la vitamina D3,
un’associazione di omega 3 e
zinco: la prima è importante
non solo contro la normale caduta, ma nei casi di alopecia
areata, una malattia comune,
visto che una persona su 100
ne ha almeno una chiazza». E
non solo. Si è è scoperto che
ha un ruolo importante nel ritardare l’arrivo dei capelli
bianchi. Lo zinco, invece, contribuisce alla sintesi delle proteine, fondamentali per il benessere della chioma, mentre
gli antiossidanti agiscono da
anti-infiammatori.
«Il consiglio è fare due volte l’anno un ciclo di 3 mesi con
gli integratori. Ma, ovviamente, non bastano, se le carenze
sono patologiche. In questo
caso il medico deve fare delle
analisi specifiche e consigliare i giusti farmaci».

dove risiede la memoria, il giro dentato dell’ippocampo:
decifrare la relazione tra un
neurone e l’altro e come crescano oppure capire come una
cellula staminale pluripotente
diventi una cellula specializzata (il neurone, appunto) avrà
un fortissimo impatto sulla
medicina rigenerativa. E non
soltanto. Comprendere le differenze tra il Genoma di singole cellule all’interno dello stesso organismo darà indizi decisivi per studiare come evolve
nel tempo un tumore.

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

-1,11%
-1,11%

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3698

Petrolio
dollaro/barile

FTSE(Londra)

R Oro
101

ECONOMIA
FINANZA

+0,12%
-0,33%
+0,54%
+0,31%

euro/grammo

S

30,5721

.

23

&

LA FOTOGRAFIA SCATTATA DA ABI E AGENZIA DELLE ENTRATE: IL VOLUME DELLE COMPRAVENDITE HA REGISTRATO UNA FLESSIONE DEL 9,2%

Casa, dopo l’anno nero ripartono i mutui
Nel 2013 l’immobiliare è tornato ai livelli del 1985. Ma nel primo trimestre 2014 le erogazioni sono cresciute del 20%
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

Archiviato un 2013 nerissimo,
il mercato immobiliare inizia
il 2014 con un piccolo, ma significativo, segnale positivo.
Nei primi tre mesi, infatti, i
nuovi mutui per l’acquisto
delle case hanno fatto registrare un aumento superiore
al 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il
calo dei prezzi, inoltre, ha regalato nuove opportunità alle
famiglie, che in questo momento hanno più possibilità di
acquistare.
È una fotografia con molte
ombre e, per la prima volta
dopo anni, qualche luce, quella scattata dall’Agenzia delle
Entrate e dall’Abi nel «Rapporto immobiliare 2014».
Nessuna illusione, per cominciare: la situazione del
mattone resta comunque
complicata, a dimostrarlo ci
sono i dati sull’anno appena
trascorso: le compravendite si
sono attestate ai minimi dal
1985 e il fatturato ha «bruciato» 8 miliardi di euro. Il giro
d’affari nel 2013, è stato di 65,7
miliardi. Nel 2012, in piena crisi, si era attestato a 75,1. Il volume delle compravendite ha
superato di poco quota
406.000 unità: una flessione
del 9,2% rispetto al 2012 che fa
tornare indietro di trent’anni
le lancette dell’orologio.
Il calo degli affari, che nel
corso dell’anno ha subito un

lieve rallentamento, ha riguardato maggiormente le aree del
Centro (-10,3%) e delle Isole
(-10,8%). Seguono il Sud
(-9,8%), il Nord Ovest (-8,8%) e
il Nord Est (-7,5%). Nel 2013 in
tutti i Comuni le perdite più elevate si sono registrate nelle
compravendite di monolocali
(-10,5%) e piccole abitazioni
(-9%). Nelle maggiori città le
compravendite di case nel 2013
sono diminuite complessivamente del 5,5%.

Valore in discesa
e tassi più clementi:
le famiglie potrebbero
ricominciare a investire
Napoli e Genova mostrano le
flessioni più marcate, rispettivamente con un -15,2% e -10,3%
mentre Roma segue con una discesa del 7,3%. In controtendenza Milano (+3,4%) e, seppur
di poco, Bologna (+1,5%).
Eppure, in questo quadro
fragile, le banche hanno lentamente riaperto i rubinetti del
credito, e nel primo spicchio del
2014 i nuovi mutui sono cresciuti del 20%. «I segnali cominciano ad essere positivi», dice il direttore generale dell’Abi Giovanni Sabatini, «moderatamente ottimista» sulla possibilità
che le famiglie ricomincino ad
acquistare. Un ottimismo giustificato dall’indice di accessibilità elaborato dall’Abi che è cre-

I dati dell’Istat
Ad aprile i prezzi
salgono dello 0,4%

Il mercato delle case
Nelle città principali (2013/12)
Napoli
Genova
Torino

2012

-15,2%

2013

Compravendite in Italia

448.364

-10,3%

406.928

-8,2%

Roma

-7,3%

Palermo

-7,0%

Valore di scambio (miliardi di euro)

75,7
67,5

Firenze

-9,2%

-10,8%

Indice possibilità di comprare casa

4,6% a metà 2012

-2,3%
+1,5%

Milano

+3,4%

Nuovi mutui

(IËš trim. 2014/ IËš trim. 2013)

+20%

Fonte: Agenzia delle Entrate/Abi

sciuto al 7,1%, lo stesso livello
registrato prima della crisi, anche se fare confronti è azzardato. «Nel 2007 i mutui ammontavano a 62,7 miliardi, nel 2013 le
erogazioni sono state pari a 17,6
miliardi», attacca il Codacons.
Limitando il confronto al
2012 il capitale complessivo
erogato dalle banche in mutui è
diminuito del 10,6% passando
dai 19,6 miliardi ai 17,6 miliardi
già citati. Ma anche qui, rileva il
rapporto dell’Abi, ci sono segnali di speranza: il trend, seppur negativo, è in rallentamento, e molto lontano dal -43% registrato nel 2012 sul 2011.

6,7% a fine 2013

livello pre-crisi

Bologna

1 L’inflazione segna una

ripresina, portandosi ad
aprile allo 0,6% dallo 0,4%
di marzo. Il tasso, con il
passaggio dall’autunno alla primavera si è praticamente dimezzato. Subiscono una frenata i prezzi
dei beni che solitamente
vanno a finire nel carrello
della spesa: arretrano allo
0,5%,scendendo così addirittura sotto il livello generale, come non accadeva
da un anno e mezzo.

- LA STAMPA

Tassi, euro e deflazione
La Bundesbank apre
all’intervento della Bce
il caso
TONIA MASTROBUONI
INVIATA A BERLINO

e Mario Draghi ha
deciso la scorsa settimana di non agire e
di darsi ancora un
mese di tempo per
sparare la prossima cartuccia, è perché preferisce avere
il maggior consenso possibile
attorno alle decisioni che la
Bce prende ogni primo giovedì del mese, quando si riunisce il consiglio direttivo. A
giugno, però, si muoverà, questo lo ha detto chiaro e tondo,
soprattutto perché avrà nero
su bianco le ultime stime sull’economia dell’eurozona. E ieri il «Wall Street Journal» ha
confermato che il numero uno
dell’Eurotower è riuscito già a
imbarcare il presidente della
Bundesbank, Jens Weidmann, sulla traiettoria di un
taglio dei tassi e dell’adozione
di misure straordinarie per
allontanare lo spettro della
deflazione. Missione - quasi compiuta.
L’indiscrezione ha consentito infatti al mercato di festeggiare le mosse previste: le
Borse hanno vissuto una giornata di euforia e l’euro si è decisamente indebolito fino a
quota 1,37 contro il dollaro. Bisogna ricordare che giovedì
scorso, quando Francoforte
aveva deciso di non muoversi,
la moneta unica era schizzata
quasi a 1,40, per poi calare di

S

avrebbe già corretto al ribasso
le proprie, attuali previsioni
sull’andamento dei prezzi al
consumo – nelle ultime stime la
Bce prevede un’inflazione all’1% per quest’anno, e la Commissione europea, ad esempio,
ha già reso nota una cifra più
bassa, lo 0,8%. E Weidmann sarebbe già disponibile ad accettare un taglio dei tassi dall’attuale 0,25 per cento, ma anche
una sforbiciata sotto lo zero di
quelli sui depositi. Tuttavia la
fonte citata dal Wsj sostiene anche che il numero uno della banca centrale tedesca e capofila
dei cosiddetti «falchi» sarebbe
AP
anche favorevole ad un’estenJens Weidmann sione della liquidità «facile» alle
È il presidente della banca banche per un altro anno, da
centrale tedesca: sul Wall Street metà del 2015 a metà del 2016,
Journal ha aperto alla Bce ad una nuova operazione di liquidità a lungo termine, un alpoco, quando il presidente della tro Ltro in sostanza, persino alBce aveva detto chiaro e tondo l’acquisto di alcuni titoli.
A fronte di queste «concesche avrebbe agito a giugno.
Ieri sono bastati i rumors sul sioni», la fonte di Francoforte
«Wsj» per determinare una sci- ha anche detto che cosa è povolata netta. A ben vedere, un co propenso ad accettare. Nocolpo da maestro della Bce per nostante le aperture delle ulmettere il mercato dell’umore time settimane, ribadite tuttavia con molti
giusto scongiurando le polemi- L’EFFETTO SUI MERCATI «se» e «ma», le
di Weidche che si sarebLa moneta unica riserve
mann su un
bero scatenate
si è indebolita eventuale soluinvece in GermaBorse positive zione «all’amerinia nel caso di un
cana», un Quanallentamento del
costo monetario già questo me- titative easing, restano forti.
se. E che soprattutto una perso- «La Bundesbank ha discusso
na avrebbe gradito poco. Quella internamente di queste queche in queste settimane sorride stioni ma ha concluso che sicsui manifesti elettorali appesi come i rendimenti sui titoli di
un po’ ovunque e deve fare i Stato e sui quelli privati sono
conti con gli euroscettici del- molto bassi in Europa, questi
acquisti non risolverebbero
l’Afd: Angela Merkel.
Tornando al messaggio di molto e potrebbero creare,
Weidmann, la Bundesbank anzi, rischi finanziari».

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014 LA STAMPA 24

W

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Economia .25

.

L’UTILE DEL GRUPPO SCENDE DEL 39%, MALE IL MOBILE: IL TITOLO A PIAZZA AFFARI CEDE IL 5,19%

“Recchi non è indipendente”
e Telecom inciampa nei conti
Il presidente: autonomo dai soci ma pesano le deleghe ricevute
FRANCESCO SPINI
MILANO

Telecom Italia inciampa nella
prima trimestrale, con l’utile
che scende del 39% a 222 milioni di euro. E il mercato, che
si attendeva altri numeri, colpisce duro: il titolo in Borsa
chiude in ribasso del 5,19% a
quota 0,87 euro. Nel frattempo, a nemmeno un mese dall’assemblea che lo ha eletto
presidente, Giuseppe Recchi,
perde lo status di “indipendente”. È stato lo stesso Recchi, nel corso del cda, a ribadire «l’assenza di relazioni con i
soci rilevanti, con il revisore
legale e con il management
della Società, nonché di relazioni economiche e professionali con il gruppo diverse da
quelle derivanti dalla presidenza del Consiglio di Ammi-

IL FONDO USA

Blackrock
entra in Bpm
con il 5,15%
Nuova puntata di
Blackrock sulle banche
italiane. Il mega-gestore
americano, che amministra circa 4.300 miliardi
di dollari per conto dei
suoi clienti, ha fatto capolino nella mappa degli
azionisti della Banca Popolare di Milano con una
quota del 5,15% raggiunta lo scorso 6 maggio, all’indomani dell’avvio
dell’aumento di capitale
da 500 milioni di euro.
La partecipazione in
Bpm si aggiunge a quelle di analoga taglia acquistate in Intesa
Sanpaolo, Unicredit e
Banco Popolare mentre
in Ubi Banca e Mps il
fondo americano guidato da Laurence D. Fink,
presente anche in molte
altre quotate a Piazza
Affari, da Telecom ad
Atlantia, è uscito dal radar della Consob, limando la quota sotto il 5%.

to, Telecom paga gli effetti della
guerra dei prezzi che si riflettono in una riduzione dell’Arpu, il
ricavo medio per utente, spiegano dalla società. Per risalire,
bisogna attendere che la fase di
transizione dei clienti verso il
4G progredisca ulteriormente.
L’ad Marco Patuano ha sottolineato il cambio di passo in
corso: «La nostra offerta sta
uscendo dalle logiche di una
concorrenza basata sui prezzi»,
gli atout su cui si punta sono
«qualità e innovazione». Spiega

di aver rafforzato «la nostra
leadership nella copertura ultrabroadband mobile e fissa».
Sulla fibra «abbiamo un accordo con Vodafone per l’affitto di
quantità specifiche: è un modello in linea con quello tedesco»,
aperto anche ad altri operatori.
Tornando ai numeri l’ad ha confermato che l’andamento finanziario del gruppo è «complessivamente in linea con i nostri
piani ed i nostri target, che vedono una progressiva accelerazione della ripresa anno su an-

Il calcio manda in rosso Mediaset
Banco Popolare perde 19 milioni

TORINO

Possibile che Mediaset fatichi a far ripartire i suoi conti
anche per colpa del calcio? In
parte sì: il campionato dall’esito scontato e la rapida
uscita delle squadre italiane
dalla Champions hanno causato un calo dei ricavi della divisione a pagamento Premium e i diritti sono costati di
più. Ovviamente non basta: la
pubblicità non riparte e così il
Biscione nel primo trimestre
dell’anno rivede una perdita
di 12 milioni, mentre migliora

Si comunica che il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2014 è stato
depositato presso la sede sociale e Borsa Italiana S.p.A. a disposizione di
chiunque ne faccia richiesta, nonchè reperibile sul sito internet aziendale
www.acquepotabilispa.it.
Torino, 14 maggio 2014
ACQUE POTABILI S.p.A.
Sede legale e domicilio fiscale: Torino - Corso XI Febbraio, 22 - Capitale sociale Euro 3.600.294,50 i.v.
Registro Imprese di Torino Codice Fiscale 00489140012 - R.E.A. Torino n. 853

Giuseppe Recchi, presidente di Telecom

I RISULTATI DEI PRIMI TRE MESI DEL 2014 DELLE SOCIETÀ DI PIAZZA AFFARI

Ferragamo, ricavi
in crescita del 6%
Autogrill compra
21 punti di ristoro

RESOCONTO INTERMEDIO
DI GESTIONE AL 31 MARZO 2014

1

L’ad Patuano: «Siamo
in linea con i target
con un’accelerazione
graduale della ripresa»
nistrazione di Telecom Italia». Ma «alla luce delle deleghe ricevute», pesanti rispetto alle previsioni della vigilia,
ha constatato «il venir meno
dei requisiti della qualifica
formale di “consigliere indipendente”». Con buona pace
delle raccomandazioni formulate ai soci dal vecchio cda alla
vigilia dell’assemblea.
Tornando ai conti, oltre all’utile - gravato per 155 milioni
dagli effetti contabili del convertendo - i ricavi scendono a
5,18 miliardi, in ribasso dell’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2013, del 6,2% in termini organici. Pesa il risultato
del mobile in Italia che cede
l’11,7% in termini di fatturato.
«Pur in presenza di un miglioramento della performance
competitiva con progressiva
stabilizzazione» della base
clienti e della quota di merca-

Comune di Saonara (Pd)
ESTRATTO BANDO DI GARA
REFEZIONE SCOLASTICA - CIG 5718810F4A
E’ indetta procedura aperta, per l’affidamento
del servizio di refezione scolastica nelle
scuole primaria e secondaria di I^ grado nel periodo settembre 2014/agosto 2017. Importo
soggetto a ribasso € 654.024,00# più oneri
di sicurezza € 800,00#. Termine presentazione
offerte 24/06/2014, ore 12. Bando, disciplinare
di gara, allegati, Capitolato speciale sono
disponibili sul sito internet del Comune
www.comune.saonara.pd.it. Referente ufficio
politiche scolastiche: Dott.ssa Paola Gomiero
Tel. 049 - 0996463 - 506.
F.to Resp. di Area - Dott. Fiorenzo Salmaso

il debito, da 1,45 miliardi del 31
dicembre agli 1,37 di fine marzo,
con l’obiettivo di arrivare a quota 1,1 a fine anno.
Spostandoci dai media all’energia, Edison ha chiuso i
primi tre mesi con i ricavi in aumento dell’6,4% a 3.537 milioni
di euro, grazie all’apporto positivo della filiera energia elettrica (+27,8% a 2.245 milioni di euro). Il margine operativo lordo è
balzato a 216 milioni. Sul versante del credito, il Banco Popolare ha subito nel primo trimestre perdite per 19 milioni di
euro, rispetto all’utile di 91,8
milioni dello stesso periodo un
anno fa. Ma il risultato «normalizzato», precisa l’istituto in una
nota, è in utile per 14 milioni. In
vista degli stress test della Bce,
il Banco fa sapere che la posizione patrimoniale è solida: il
coefficiente common equity
tier 1 al 10,1%, e al 13,2% pro for-

PAY TV DEL BISCIONE

«Premium
scorporata
è in pareggio»
Mediaset ha fatto
certificare alla società di
revisione Price Waterhouse Coopers la duediligence per rendere oggettivo il valore della pay
tv Premium. Le previsioni 2014-2018 dicono che
se Mediaset dovesse
scorporare ora Premium
avrebbe un conto economico nel 2014 in pareggio
e in utile nel 2017, previsti
55,1 milioni di profitti e
101,9 milioni nel 2018 .

1

no». Risale anche il debito netto, che passa dai 26,8 miliardi di
fine dicembre a 27,5 miliardi. Il
Cfo Piergiorgio Peluso ha spiegato che le offerte non vincolanti per le torri in Brasile arriveranno entro fine mese. Telecom
studia l’ingresso di nuovi soci
nella newco nata dall’integrazione tra TiMb e Rete A
(L’Espresso): «Il processo di
analisi delle condizioni di mercato per la vendita sarà lanciato
a breve» e dovrebbe essere «finalizzato entro fine anno».

ma. Mentre Unicredit ha riunito ieri l’assemblea dei soci che
ha approvato il bilancio 2013
chiuso con perdite di 14 miliardi
a causa di svalutazioni e ha dato
l’ok alla distribuzione del dividendo da riserve di utili nella
forma di scrip dividend (contanti o azioni a seconda della
scelta del socio) per 0,1 euro per
azione. Nella moda continua a
correre Ferragamo che nei primi tre mesi ha realizzato ricavi
per 299 milioni (+6%) rispetto
ai 282 milioni del 2013. In crescita anche l’utile che sale a 27
milioni, segnando un +2%. L’indebitamento finanziario netto
si è ridotto a 25 milioni dai 33
milioni di un anno fa.
Nella ristorazione Autogrill
ha registrato da gennaio a marzo una perdita netta di 36,6 milioni, in miglioramento rispetto
al rosso di 40,9 milioni del 2013.
E poi si è aggiudicata 21 subconcessioni di punti di ristoro
sulla rete di Autostrade per
l’Italia, per un valore di 2,1 miliardi. Pininfarina, che conferma il ritorno all’utile operativo
nel 2014, chiude il primo trimestre con una perdita più che dimezzata e un valore della produzione in crescita del 9%. [R. E.]

Agenzia Territoriale per la Casa
della Provincia di Torino

Questi

Corso Dante 14 - 10134 Torino
Telefono 011/31301 - Fax 3130.425
sito internet http://www.atc.torino.it

e molti altri avvisi

Avviso di esito appalto
Appalto 1710. Procedura aperta. Lavori di costruzione
edificio a 6 piani f.t. con 78 alloggi, pertinenze e box in
Torino “Spina 4”. Importo a base di gara € 9.246.442,95.
Data aggiudicazione: 09.08.2013. Metodo aggiudicazione:
offerta economicamente più vantaggiosa. N. offerte
ricevute: 17. Aggiudicataria: ADICO Srl, con sede in
Maser (TV), via E. Duse n. 24. Valore aggiudicazione:
€ 5.873.399,37 (punteggio 87,19/100). Data invio avviso
di esito alla GUCE: 05.05.2014.
Appalto 1720. Procedura aperta. Servizio di copertura
assicurativa contro i danni dell’incendio e altri rischi
(ALL RISKS globale fabbricati). Importo a base di gara €
1.993.875,00. Data aggiudicazione: 30.09.2013. Metodo
aggiudicazione: prezzo più basso. N. offerte ricevute: 1.
Aggiudicataria: Società Reale Mutua di Assicurazioni
con sede legale in Torino, via Corte d’Appello n. 11.
Valore aggiudicazione: € 1.934.657,00=. Data invio
avviso di esito alla GUCE: 05.05.2014.
Torino, 5 Maggio 2014
IL DIRETTORE GENERALE Ing. Piero CORNAGLIA

li puoi trovare
anche su internet

Consulta i siti
www.legaleentieaste.it
www.lastampa.it

26 .Economia

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Panorama

Il patto tra Fintech, Btg e Fondazione

RIVELAZIONE E DIVULGAZIONE DI SEGRETO D’UFFICIO

Fuga di notizie
I pm al ministero

Mps, via libera Bankitalia
all’ingresso dei nuovi soci Denuncia del Tesoro, indagati tre funzionari
ia libera di Bankitalia
all’ingresso di Fintech
e Btg Pactual nel capitale di Montepaschi e al patto
di sindacato che vincolerà il
9% del capitale dell’istituto
senese. L’ok di via Nazionale è
una delle condizioni previste
dall’accordo che la Fondazione ha stipulato con i nuovi investitori, insieme a quello del
ANSA
Tesoro arrivato nelle settima- Mansi (Fondazione Mps)
ne scorse. A questo punto tutto è pronto per l’assemblea che, la prossima settimana, dovrà
dare il via libera all’aumento di capitale da 5 miliardi varato dal
cda dell’istituto, i cui proventi andranno in parte per rafforzare
il capitale e in parte per restitutire i Monti bond (3 miliardi).
Proprio i maggiori oneri sui Monti bond, derivanti dal prezzo
di vendita delle azioni Mps da parte della Fondazione, hanno
schiacciato i risultati del primo trimestre della banca, finito in
rosso per 174,1 milioni di euro. Ieri il titolo, all’indomani dei risultati, ha chiuso in lieve ribasso.
[G. PAO.]

V

Il duello Caprotti-Coop rosse

L’EsselungaaGenova?
IlComuneboccialamozione
alce e carrello si abbattono ancora contro Bernardo Caprotti, patron dei supermercati Esselunga e autore dell’arcinoto libro contro le Coop rosse. Stavolta è all’ombra della
Lanterna che viene ordito, come lo chiamerebbe lui, il “complotto rosso”. Ieri il consiglio comunale di Genova ha bocciato con 3
sì, 27 no e 5 astenuti su 35 presenti, una mozione della Lista Musso «per consentire l’insediamento di Esselunga in città contro il
monopolio di Coop Liguria». La mozione avrebbe impegnato il
sindaco Doria e la giunta a «compiere ogni sforzo per consentire
l’insediamento di Esselunga, anche con l’individuazione» di un
altro sito. L’assessore allo Sviluppo, Francesco Oddone cerca di
smorzare le polemiche: «Un privato può tranquillamente aprire
una media distribuzione alimentare di 600 mq». Peccato che Caprotti voglia un supermercato di più di mille mq. Sugli spalti del
consiglio comunale, sornione e in silenzio, c’era anche il presidente di Legacoop Liguria, Gianluigi Granero.
[L. FOR.]

F

L’ad Fiat-Chrysler

All’università dell’Indiana
dottorato a Marchionne

ergio Marchionne, ad di Fiat e presidente e ad di Chrysler,
ieri ha ricevuto il Dottorato in Lettere all’università di Kokomo, in Indiana. Alla cerimonia erano presenti 1600 persone, tra cui 600 studenti che nello stesso giorno hanno ricevuto il diploma insieme ai loro amici e famigliari.

S

ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Raccontano al Tesoro che i
primi sospetti risalgono a
quando ministro era Fabrizio Saccomanni. Anticipazioni sui documenti di finanza pubblica, indiscrezioni, informazioni sui suoi
spostamenti, quando faceva uso dei voli di Stato e
quando no. Raccontano al
Tesoro che troppo spesso e
con troppa dovizia di particolari dalle enormi finestre
del piano nobile di Via XX
settembre uscivano informazioni di prima mano. Notizie che - a detta dei vertici
del ministero - se vere, dovevano rimanere coperte
dal segreto di ufficio. O, viceversa, se false, tese a
screditare Saccomanni e il
suo lavoro.
Raccontano che a far irritare Saccomanni sarebbero stati in particolare alcuni articoli (per lui) troppo
dettagliati apparsi sul sito
«Dagospia». Ma al dunque
il problema erano le bozze
dei documenti. Una manna
per i giornalisti a caccia di
notizie, un incubo per chi al
Tesoro è costretto a impor-

nanza. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno esaminato il
flusso di posta elettronica in
uscita dagli uffici del ministero nei giorni immediatamente precedente gli articoli sui giornali della bozza di
Documento di economia e finanza per il 2013, scritta dalla squadra di Saccomanni.
Ma l’accusa inoltrata dagli
uffici di Padoan riguarda anche un’altro episodio, anch’esso legato alla diffusione
di bozze del Documento di
economia e finanza e di altri
provvedimenti del governo
Renzi. L’accusa è pesante:
rivelazione e divulgazione
del segreto di ufficio, in entrambi i casi reati punti dal
codice penale. C’è di più: i
funzionari coinvolti rischiano anche una sanzione disciplinare per aver violato il codice etico del ministero, al
quale i dipendenti sono tenuti per contratto.

Nel mirino della procura
le indiscrezioni sui Def
redatti da Padoan
e Saccomanni

La sede del Ministero del Tesoro a Roma

re provvedimenti impopolari
spesso bruciati dalle indiscrezioni.
La prima contromisura,
ancora in quei mesi, fu l’apertura di una indagine interna
a carico di tre funzionari. Nel
frattempo il ministro è cambiato, le notizie hanno continuato a uscire. Così, circa
due settimane fa, il Gabinet-

to di Pier Carlo Padoan è passato alle vie di fatto, sporgendo denuncia alla Procura di
Roma. Non è chiaro se la denuncia riguardi i tre funzionari coinvolti nell’indagine
interna o se contro ignoti.
Fatto è che ieri i computer
dei tre sono stati perquisiti
dal Nucleo speciale frodi tecnologiche della Guardia di Fi-

Una linea dura piuttosto
inconsueta nella storia della
pubblica amministrazione,
per mettere fine a quello che
- dicono sempre al ministero
- è il «malcostume» di far circolare bozze preliminari di
disegni di legge o decreti. A
precisa domanda al Tesoro
non si scompongono: la denuncia è stata fatta «per tutelare il lavoro del ministero
e per evitare di ingenerare
confusione nell’opinione pubblica provocando un dibattito pubblico distorto».
Twitter @alexbarbera

UOMO DI FIDUCIA DI PASSERA, SI DIMETTE DA DIRETTORE OPERATIVO E DAL CONSIGLIO DI GESTIONE

Micheli dà l’addio a Intesa Sanpaolo
Domani le sue
deleghe potrebbero
essere distribuite
a più manager

Ai vertici
Dopo oltre
dieci anni
di carriera tra
le prime linee
di Intesa
Sanpaolo
Francesco
Micheli
ha lasciato
tutti
gli incarichi

LUCA FORNOVO
TORINO

Il super manager di Intesa
Sanpaolo, Francesco Micheli,
68 anni, uomo di fiducia di Corrado Passera, lascia dopo oltre
dieci anni di carriera (sempre
tra le prime linee) tutti gli incarichi nell’istituto presieduto da
Giovanni Bazoli.
Il passo indietro, che avrà effetti a partire da giovedì riguarda sia il posto da consigliere di
gestione che da Chief operating
officer (direttore operativo).
Già domani con la riunione del
consiglio di gestione per l’approvazione dei conti del primo
trimestre potrebbe essere assegnata la nomina al nuovo direttore operativo. Incarico quest’ultimo che potrebbe essere
ricoperto da Emiliano Omar
Lodesani, attuale direttore generale della Cassa di Risparmio del Veneto (gruppo Intesa

ANSA

Sanpaolo). Anche se, fonti finanziarie, fanno notare che le molte
deleghe di Micheli potrebbero
essere assegnate a più dirigenti.
Il super-manager aveva assunto
infatti diverse deleghe come organizzazione, personale, sistemi
informatici e acquisti.
È possibile che il consigliere
delegato, Carlo Messina, decida
quindi di ridistribuire questi incarichi a più manager in modo
da favorire un ricambio generazionale tra le prime linee. Discorso diverso, invece, per l’integrazione del Consiglio di gestio-

ne che compete al Consiglio di
sorveglianza che dovrebbe riunirsi la prossima settimana per
indicare il nuovo consigliere di
gestione al posto di Micheli. Le
dimissioni del manager, sempre
secondo fonti finanziarie, non
sarebbero arrivate come un fulmine a ciel sereno all’interno
della banca, visto che l’uscita di
Micheli era attesa a fine mese.
Come mai? Tra i possibili motivi, ragionano fonti vicine all’istituto di Ca’ de Sass, c’è il fatto che
il nuovo piano industriale di
Messina che vede il dipendente

al centro della banca avrebbe in
parte fatto venire meno il ruolo
di risanamento dei costi e di razionalizzazione che Micheli ha
portato avanti per anni in Intesa. E pensare che quando il super manager era entrato in consiglio di gestione nel settembre
2013, Messina aveva definito la
sua presenza «fondamentale». E
ieri il consigliere delegato ha rimarcato che il contributo di Micheli è stato «decisivo al successo di Intesa, nei vari ruoli che ha
ricoperto. È parte della storia e
della vita della nostra banca: è
grazie a lui se Intesa è una delle
migliori banche in Europa».
La carriera di Micheli in Intesa inizia nel 2002 quando Corrado Passera con cui ha lavorato in
Poste lo chiama per ricoprire l’incarico di direttore delle risorse
umane. Ruolo che riveste fino al
2007 quando Passera lo promuove a direttore generale. Poi nel
febbraio 2010 Micheli, su pressione dei soci torinesi della Compagnia di San Paolo, viene sostituito
da Marco Morelli. Ma nel luglio
dello stesso anno ritorna in pista
come senior advisor dell’ad, incarico che ricopre per due anni. Poi
nel luglio 2012 viene nominato da
direttore operativo.

Borsa .27

LA STAMPA

.

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 13-05-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
B Intesa/14 STOT04
Barclays mar15 Cap.Float
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei /19 Eu. St. B.
Bei/15 EIBF
BOA gen26 Inv.Bond Call
Centrob /19 Sdi Tse
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Crediop /19 Float1
Crediop /19 St Dw3
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr dic14 Step Up
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Cred/05/15
Dexia Mz16 4.85
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni ott 17 4.875
IMI ag19 TF Sprint BPost
IMI fb15 Bposta MC Eur
IMI mg19 TM Cap Floor
IMI MZ15 MC eur
IMI ot19 TF Sprint Banco
IMI st14 Bposta MC Eur
Intek ag17 TF Eur 8%
Interb /19 362 Up
Med Lom /19 1 Sd

GIUSEPPE
BOTTERO
IL MIGLIORE

+13,1%

Bastogi

IL PEGGIORE

-7,8%

Lventure Group

1,242

2,85
Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

PREZZO

Mar

FRENANO TELECOM E CAMPARI
CORRE PRYSMIAN, BENE TOD’S

P

iazza Affari ha archiviato la seduta di ieri con il secondo
calo consecutivo: l’indice Ftse Mib è sceso dell’1,11%,
stessa flessione per l’All Share. Dopo la partenza in rialzo, Milano ha invertito rotta e neppure l’avvio positivo di Wall
Street ha permesso di cambiare direzione. Pesante Telecom
(-5,19%) per l’inatteso calo a due cifre dell’utile nel trimestre.
I conti hanno punito anche il titolo di Campari (-3,79%). In
linea col listino il ribasso di Mediaset (-0,91%) che ha diffuso i
conti a mercato chiuso, più pesanti Autogrill (-2,03%) e Fiat
(-2,88%). Tra le banche, Unicredit termina a -1,11% nel giorno
dell’assemblea e Intesa Sanpaolo chiude a -1,26%. In calo Banco Popolare (-1,66%) e Bpm (-1,53% con i diritti sull’aumento
di capitale a -4,81%). Giù Generali (-0,84%) che oggi riunisce il
cda per i risultati del trimestre. Nel comparto energetico, Eni
cede lo 0,84% ed Enel l’1,04%. Contrastati i titoli del lusso (Tod’s +0,30%, Yoox -1,4%, piatta Ferragamo). Bene Prysmian
(+3%) dopo l’annuncio di una nuova commessa in Australia.

109.51
100.60
97.04
100.14
99.87
106.44
122.76
102.51
112.78
96.09
61.23
60.00
104.19
140.49
120.90
101.54
98.79
101.49
98.76
102.85
100.46
104.53
112.83
103.73
112.77
104.13
107.26
104.40
99.61
105.02
124.62
107.73
144.36
95.85

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Med Lom /19 3 Rfc
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio Cen 18 Floor Top S
Medio Cen 18 Step Down
Medio Cen 19 Step Down Z
Medio dc23 MB29 TM Cap F
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio gn18 Tasso Misto M
Medio gn20 TV Cap Floor
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio nov 14 Eur 2.65
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 TV Eur
Medio/15 Inf. Perf.
Mediobanca ap19 MB14 Tas
Mediobanca fb22 MB33 TF
Mediobanca gen19 Inflaz.
Mediobanca nov17 MB8 Tas
Mediobanca nov21 Sintesi
Mediocr C/28 Zc
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 04-19 5.5%
Rbs 09-14 tv
Rbs 10-19 6%
RBS GN20 Eur 5
Rbs LG25 Rf Eur
RBS MZ20 Tsf
RBS nov16 Tasso Misto BP
RBS ott16 Tasso Misto BP

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

108.02
113.38
96.56
129.46
129.54
103.15
93.47
106.67
103.43
103.74
110.07
100.02
100.81
108.73
99.95
99.66
100.87
102.25
103.51
103.27
104.70
59.92
109.56
104.95
104.59
129.25
116.54
100.28
98.08
117.48
127.49
98.43
99.60
99.56

EURIBOR
13-05-2014

VAR.%

21255,99
22641,50
29174,53
17990,55
18719,45
20222,52
3211,78

-1,11
-1,11
-1,23
-0,77
-0,70
-0,67
+0,15

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2410
0,2680
0,3010
0,3350
0,4290
0,5140
0,6050

Il Mercato Azionario del 13-05-2014

0,2443
0,2717
0,3051
0,3396
0,4349
0,5211
0,6134

TITOLI

PREZZO

Rep Aus/20 Flo.Ra
Rep Aus/CMS 2035
Rep Ellenica /19 Tf
Spaolo 97/22 115 Zc
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7
UBI giu19 MC eur
UBI lug14 Tasso Misto
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov17 Eur 4.3
UBI ott19 Lower Tier II
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr 30/05/15 S1/05

103.66
102.90
103.20
79.35
105.29
99.79
99.78
99.84
102.72
108.29
112.07
100.19

TITOLI DI STATO
BoT 13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
14-14/05/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.83%

99.98
99.97
99.95
99.93
99.91
99.89
99.87
99.84
99.82
99.80
99.77
99.75
99.71
99.63
99.57
101.47
99.53
99.42
99.35
100.09
99.64
100.00
100.64
99.93
103.25
99.74
105.39
100.42
100.85
103.92
101.34

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

21320
21235
20910
21090

20965
20895
20820
20855

20925
20900
20910
21090

21340
21245
20910
21110

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty

208,610 - 238,890
210,760 - 245,370
210,760 - 245,370
170,340 - 195,270
169,080 - 194,290
167,570 - 190,310
167,510 - 188,970
167,510 - 188,970
210,720 - 239,170
494,880 - 536,130
499,940 - 551,780
959,550 - 1089,050

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3703
1 0,7298
Yen giapponese
140,2500
100 0,7130
Sterlina inglese
0,8139
1 1,2286
Franco Svizzero
1,2201
1 0,8196
Corona ceca
27,404
100
3,649
Corona danese
7,464
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,130
10
1,230
Corona svedese
8,991
10
1,112
Dollaro australiano
1,462
1
0,684
Dollaro canadese
1,494
1
0,670
Dollaro Hong Kong
10,622
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,585
1
0,631
Dollaro Singapore
1,717
1
0,583
Fiorino ungherese
303,330
100
0,330
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2256,674
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,839
1
0,352
Rand sudafricano
14,142
1
0,071

0,45
0,04
0,15
0,08
-0,03
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

0,917
0,856
9,780
1,051
1,256
13,380
0,042
0,001
0,621
3,550
0,600
4,212
0,082
0,005
11,860
19,350
6,500
15,960
20,390

+0,77
-1,55
-2,20
0,00
-4,70
+0,07
+1,46
0,00
0,00
-2,53
-0,83
-0,66
0,00
-2,00
-1,98
-0,15
-2,03
-1,12
-2,49

B Banca Generali

22,640
13,000
2,358
2,850
0,523
1,760
3,454
0,610
1,794

-0,70
-1,66
+0,77
+13,10
-2,88
-1,84
-0,97
-1,53
0,00
0,00
-1,27
-1,32
0,00
+0,41
0,00
-5,31
-1,00
-0,91
-2,12
+2,09
+1,89
0,00
-0,50
0,00
0,00
+1,33
+1,96
-0,16
-0,61

Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

0,403
2,980
2,680
7,290
10,500
0,606
0,473
0,651
2,124
0,659
0,393
21,000
29,750
0,875
1,145
0,115
20,800
12,680
7,375

0,910
0,863
9,748
1,053
1,275
13,380
0,042
0,001
0,622
3,599
0,597
4,211
0,082
0,005
11,958
19,483
6,594
16,086
20,955

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,040
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
0,200
0,550

0,910
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
4,032
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,483
7,666
17,266
26,399

38755
122
11425243 2704
317712 2076
45574
38
71661
98
633
121
6924483
42
646880
0
0
11
150133
157
39000
55
245259 1263
0
4
6808050
9
61317 1052
5152528 16089
1600155 1678
1818
70
3552779 3002

22,767 0,900
13,118
nr
2,340
nr
2,795
nr
0,530
nr
1,788
nr
3,461
nr
0,625
nr
1,796
nr
nr
0,402 0,003
2,993 0,021
2,671 0,036
7,294 0,149
10,534 0,300
0,619
nr
0,473
nr
0,657 0,022
2,160
nr
0,655
nr
0,392
nr
20,372
nr
30,116 0,040
0,863
nr
1,152
nr
0,117
nr
20,844 0,080
12,644 0,050
7,401 0,104

21,435 25,136 196076
9,111 15,631 2879983
2,125 2,511
64812
0,813 3,718 211486
0,396 0,678 5000362
1,041 2,273
25997
3,128 3,675
46383
0,388 0,674 151937745
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,380
20,372
28,169
0,839
0,931
0,078
19,134
12,644
6,729

0,479
3,395
3,135
7,294
11,914
0,647
0,619
0,665
2,241
0,845
0,452
21,448
38,858
0,933
1,195
0,147
26,230
15,134
7,987

C Caleffi

1,508 -1,37 1,512
nr 1,412 1,674
Caltagirone
2,800 -1,27 2,851 0,030 2,009 2,996
Caltagirone Ed.
1,250 -3,55 1,260
nr 1,054 1,359
Campari
5,970 -3,79 6,002 0,070 5,738 6,306
Cape Live
0,074 +0,41 0,073
nr 0,056 0,083
Carraro
2,940 +1,17 2,923
nr 2,907 3,385
Cattolica As
17,670 -1,56 17,757 0,800 17,646 19,715
Cell Therap
2,028 -0,20 2,049
nr 1,443 3,101
Ceram. Ricchetti
0,297 -1,00 0,297
nr 0,184 0,389
CHL
0,051 +2,40 0,051
nr 0,044 0,059
CIA
0,284 0,00 0,281
nr 0,252 0,311
Ciccolella
0,345 -0,46 0,342
nr 0,300 0,419
Cir
1,056 -2,67 1,072
nr 1,037 1,214
Class Editori
0,329 -2,78 0,330
nr 0,209 0,429
CNH Industrial
7,800 -0,76 7,878 0,200 7,577 8,793
Cofide
0,521 -1,61 0,524
nr 0,523 0,569
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
Conafi Prestito'
0,560 -0,09 0,559 0,060 0,559 0,655
Cred. Artigiano
0,00
nr
Cred. Bergamasco 18,530 +1,09 18,511 0,550 14,552 22,149
Cred. Emiliano
6,460 -0,39 6,541 0,120 5,708 7,670
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
Cred. Valtell. 14 warr 0,385 -1,38 0,370
nr 0,159 0,686
Cred. Valtellinese
1,580 -1,80 1,577
nr 1,135 1,772
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
Csp
1,777 +0,17 1,762 0,050 1,324 1,844

D D'Amico 16 warr
Danieli

0,108 +0,84 0,105
nr 0,099 0,128
24,300 -2,29 24,531 0,300 23,244 26,687

1289069
47264
5009
1715
2049
1801186
45801
4065847
2935
118216
30852
0
4606
0
0
6002435
94786
2042911
197826

2627
2314
143
50
1152
5
541
2018
53
0
272
350
35
85906
70
84
95
1259
20
49
14
88
169
33
1
92
1417
2091
301

1800
19
15078
342
20187
158
5787659 3486
549174
24
35381
134
24041
960
1168310
307
46505
24
2739771
11
10168
26
65621
62
838103
851
314158
35
3934016 10660
265349
377
0
3
22563
26
0
11585 1143
179849 2174
0
5865
0
919288
758
0
4
14338
59
32213
30338

0
1003

AZIONI

Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

16,270
16,030
1,426
29,880
4,060

E Edison r

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

-3,44 16,493 0,321 16,191 17,992
-5,71 16,066 0,400 11,869 16,933
+2,15 1,405
nr 1,200 1,547
+1,29 29,699 0,500 29,014 35,923
+0,94 4,105
nr 3,870 4,488

Quantità
trattate Capitalizz.

108168
538622
79477
112877
23295

667
2402
210
1662
6

0,955
EEMS
0,411
Enel
4,186
Enel Green Pw
2,128
Enervit
4,300
Eni
18,840
Erg
12,550
Ergy Capital
0,157
Ergy Capital 16 warr 0,024
Eukedos
0,795
Exor
31,140

-0,47 0,953 0,050 0,953 1,051 316561
105
-0,17 0,413
nr 0,308 0,539 103153
18
-1,04 4,207 0,150 3,151 4,224 32914375 39564
-1,39 2,151 0,026 1,835 2,154 9855490 10757
-1,01 4,282 0,045 3,147 5,848
5096
76
-0,84 18,974 0,550 16,301 19,010 30349897 68955
0,00 12,596 0,400 9,884 12,596 326127 1893
-1,20 0,158
nr 0,157 0,190 184749
26
-2,07 0,024
nr 0,022 0,031
1050
0
+0,06 0,793
nr 0,620 0,831
64059
14
-1,05 31,278 0,335 28,048 33,070 507447 7702

F Ferragamo

22,800
7,250
5,960
0,642
2,600

0,00 22,837 0,330 20,514 27,699 211333
-2,88 7,333
nr 6,613 8,969 19979383
-0,25 6,006
nr 5,480 7,336 2939463
-2,80 0,653 0,012 0,485 0,690 621573
-0,61 2,570
nr 2,570 3,158
6093

0,038
4,750
16,480
3,094
1,596
20,920

+3,01 0,038
nr 0,031 0,043 16966974
2
0,00 4,757 0,220 4,555 5,061
3391
214
-0,84 16,545 0,200 15,596 17,523 6402245 25759
-1,34 3,116 0,060 2,708 3,408 271318
808
+0,38 1,597
nr 1,357 1,962 408228
658
-1,09 21,105 0,730 21,091 24,030 364445 3673

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi

2,048 -1,06

2,061 0,090

1,641

2,167 2051302

-0,70
-0,38
+2,20
+0,70
+0,97
+0,10
-1,27
-1,70
-0,62
-1,26
-1,53
+0,07
-2,53
-1,84
-2,38
-1,02
-2,06
0,00
0,00

0,649
1,312
1,002
0,729
10,366
10,178
0,806
0,442
0,555
2,360
2,007
0,747
1,162
8,055
5,202
33,046
21,951
9,026
0,468

J Juventus FC

0,224 -0,44

0,224

nr

0,220

0,252 2039704

K K.R.Energy

1,523 -1,74
2,314 -1,03

1,534
nr
2,324 0,010

1,534
1,926

1,908
2,525

IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife
Noemalife 15 warr

0,643
1,305
1,020
0,724
10,400
10,160
0,780
0,438
0,563
2,354
1,995
0,757
1,155
8,000
5,125
32,860
21,840
9,100
0,469

1,718
0,673
12,400
1,280
0,418
23,970
0,036
0,171
0,082

188286
17145

5,122
0,278

nr
nr

3,473
0,085

6,054
0,430

226
51
50

111160
37
488476 19471
113150
13

-0,07 0,145
nr 0,145 0,168
35105
-0,31 2,562
nr 1,487 2,884 1603679
-6,23 1,670
nr 1,527 2,300
38293
-0,91 3,711
nr 3,457 4,363 10036337
-0,35 7,156
nr 6,342 8,394 6681070
-0,61 6,494 0,100 6,183 7,128 2116845
+0,93 0,143
nr 0,078 0,183
89105
0,00
nr
-1,55 1,732
nr 1,608 1,824
39238
-3,17 0,684
nr 0,555 0,849 1357998
-0,48 12,469
nr 12,319 16,314 351411
-3,90 1,302
nr 1,293 1,541 1052731
-0,17 0,418
nr 0,418 0,605
29545
-0,70 24,005
nr 16,557 28,548 1759304
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-0,49 0,082
nr 0,060 0,100 7925885

5,110 +0,20
0,296 0,00

2929

nr 0,383 0,858
14603
29
0,070 0,861 1,365 819843
456
nr 0,606 1,307 347298
43
nr 0,464 0,793 322068
248
0,200 9,387 11,386 170143 1178
0,218 8,090 11,464
768
5
nr 0,652 0,977
84745
19
nr 0,316 0,490 545977
153
nr 0,406 0,611
29905
28
0,050 1,803 2,567 141677722 36597
0,061 1,469 2,128 5546568 1871
nr 0,667 0,839
744
5
0,052 1,044 1,343 1926544 1373
0,060 6,271 9,849 247342 1427
0,060 3,428 6,226 113885
548
nr 24,973 34,475
9456
733
nr 14,552 22,828
10671
359
0,125 7,204 9,341
4142
352
nr 0,200 0,493
0
0

0,531 +0,47 0,547
nr 0,490 0,601
40,710 +0,02 40,733 0,580 37,321 42,208
1,218 -6,31 1,244
nr 0,493 1,803
0,147
2,594
1,626
3,710
7,105
6,480
0,141

3846
9173
3472
284
29

175
0

69
783
31
4383
6164
4783
7
0
152
158
3117
321
63
2804
5
4
6
39
0

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

0,12
0,27
0,40
0,27
0,45
0,66
0,28
0,13
0,00
-0,02
0,00
0,85
0,62

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

PREZZO

TASSO %

29
60
91
120
152
183
211
244
274
302
334
364

99,973
99,928
99,890
99,844
99,796
99,749
99,708
99,628
99,567
99,527
99,424
99,350

0,000
0,300
0,310
0,310
0,360
0,410
0,420
0,460
0,490
0,500
0,560
0,570

Quantità
trattate Capitalizz.

13-05-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1296,50
30,5721
477,1798

12-05-2014

EURO

1298,75 946,1431
30,6320
477,1901
-

BORSE ESTERE

GIORNI

13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15
14/05/15

ORO CHIUSURE

MERCATI

QUOTAZ.

VAR.%

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

404.65
3156.38
9754.43
22352.38
6873.08
10587.20
4505.02
5475.37
14425.44
8543.58
16715.44
4130.17

+0.22
-0.23
+0.54
+0.41
+0.31
+0.19
+0.25
+0.86
+1.95
-0.02
+0.12
-0.33

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

Novare

0,900

0,00

0,909

nr

0,702

0,935

0

12

Vianini Lavori

5,820 -1,10

5,799 0,100

4,960

6,440

56952

254

O Olidata

0,472 -0,53

0,477

nr

0,374

0,534

75010

16

W World Duty Free

9,450 -0,63

9,478

9,242 10,905

439088

2412

0,013 2,460 2,548 519186
nr 1,416 1,502
37902
0,092 2,130 2,969 487474
nr 0,515 0,822 105169
nr
nr 3,207 5,043
64815
nr 1,778 2,355
5689
0,320 11,001 12,717 1824110
0,390 8,763 10,395
10465
0,020 0,296 0,456 171303
nr
nr 6,520 9,605 2213170
0,050 4,045 5,413 522867
nr 0,573 0,758 205005
nr 0,289 0,413
56534
0,420 15,842 19,565 2904824

4518
0
988
34
0
116
107
5682
125
53

nr 23,168 34,569
nr
nr
nr

0,00 2,485 0,100 2,183 2,619
1500
-2,83 0,836
nr 0,430 0,954 757834
-2,66 1,514
nr 1,295 1,800 1705150
-3,17 1,210
nr 0,704 1,354 538630
0,00 11,966 0,110 10,290 13,196 396960
-3,04 0,658
nr 0,553 0,781 875459
-1,30 0,197
nr 0,189 0,237 165065
-3,05 1,460
nr 1,294 1,604
72892

68
65
643
36
2502
108
160
17

P Parmalat

2,468 -0,48 2,475
Parmalat 15 warr
1,434 +0,07 1,435
Piaggio
2,730 -0,73 2,737
Pierrel
0,710 -0,70 0,713
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
3,776 -3,92 3,853
Piquadro
2,138 -0,19 2,136
Pirelli & C.
11,890 -0,34 11,943
Pirelli & C. rnc
10,210 -0,49 10,175
Poligrafici Editoriale 0,395 -2,83 0,403
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 7,485 -2,54 7,590
Pop.Sondrio
4,712 -3,28 4,771
Prelios
0,607 -1,70 0,611
Premuda
0,348 -0,34 0,349
Prysmian
16,160 +3,00 16,104

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

2,510
0,842
1,502
1,191
12,000
0,655
0,197
1,464

-2,33 16,363
-1,20 19,742
0,00 19,660
-1,87 4,519
-0,08 11,804
-2,36 1,249
+0,22 13,769
+1,33 12,970
-2,78 0,130
0,00 0,002
0,00 1,000
-5,74 0,462
+2,89 13,754
+4,86 3,800
-2,00 8,899
-0,98 0,111
-0,28 2,132
-1,12 4,442
-1,65 5,937
+0,45 2,233
0,00 10,150
0,00
0,390 +2,61 0,386
147,000 +0,68 147,000
7,140 +0,85 7,132
16,350
19,690
19,660
4,524
11,990
1,242
13,830
13,000
0,129
0,002
1,000
0,460
13,870
3,840
8,830
0,112
2,140
4,424
5,970
2,242
10,150

T Tamburi

nr 14,229
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 11,804
nr 0,837
0,190 10,750
0,520 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,107
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,651
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,369
nr 146,000
0,100 5,491

2534
1470
310
66
3456

19,075 196448 1019
19,957 1538961 8712
19,660
0
2
4,910 585923 2022
12,876
98
19
1,290 739838 1188
13,769
1247
136
13,737
20580
718
0,180 415511
18
27
0,002 186265294
1,000
268
1
0,525
4059
0
13,754
44752
199
3,800
16656
0
8,936 122283 2025
0,124 429180
5
2,277
65747
248
4,483 11444419 15022
6,524
29766
538
2,300 532685 1069
11,056
0
132
0
0,457 156695
33
147,000
25
0
7,132 5810329 6495

2,668
Tamburi 15 warr
0,690
TAS
0,550
Telecom IT
0,877
Telecom IT Media
1,421
Telecom IT Media rnc 0,690
Telecom IT rnc
0,679
Tenaris
16,090
Terna
3,978
Tiscali
0,069
Tiscali 14 warr
0,001
101,600
Tod's
Trevi Fin.Ind.
8,315

+0,53 2,678
+2,83 0,684
+0,18 0,565
-5,19 0,890
-1,59 1,432
0,00 0,690
-5,17 0,689
-0,92 16,085
-1,24 4,003
-2,54 0,070
0,00 0,001
+0,30 101,472
-0,42 8,346

0,041 2,182 2,810 125413
382
nr 0,322 0,810
8261
0
nr 0,473 0,626
95474
24
0,020 0,712 0,941 221021788 11942
nr 1,426 2,080 110590
148
nr 0,171 0,921
44000
4
0,028 0,563 0,723 45147198 4151
0,130 14,900 17,363 1842830 18989
0,070 3,568 4,011 10848959 8047
nr 0,042 0,080 10543066
131
nr 0,000 0,001 2337937
0
2,700 91,002 120,260
79972 3106
0,130 6,210 8,434
84155
586

U UBI Banca

-1,77 6,398
-1,11 6,301
0,00 8,990
0,00 4,922
0,00 4,512
0,00 2,604
-0,26 263,052
+0,23 2,618

0,050 4,895 7,420
0,090 5,391 6,800
0,090 7,827 9,435
0,150 4,105 5,700
0,170 3,602 5,043
nr 2,154 2,860
nr 175,169 279,483
nr 2,058 2,804

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

V Valsoia
Vianini Industria

6,380
6,240
8,960
4,920
4,520
2,606
263,800
2,620

12,030 +0,59 11,993 0,230 10,252 12,124
1,468 -0,07 1,468 0,020 1,192 1,541

6014746 5770
68505372 36531
11235
22
1368764 2185
634568 1234
9641299 5862
3421
336
534739
988
3792
1300

125
44

Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

23,240 -1,40 23,476
0,110 +0,18
0,002 0,00
0,249 0,00

0,109
0,002
0,240

nr

487134

1377

0,073
0,002
0,183

0,143
0,008
0,294

395996
0
0

42
0
1

nr 19,389
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,534
0,120 1,775
0,190 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,500 18,923
0,300 4,624
0,270 5,764
0,160 8,528
0,040 4,240
0,060 1,733
nr 0,564
0,017 0,584
nr 3,378
nr 1,237
0,160 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,286
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,150 6,906
0,167 6,658
0,140 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,675
0,400 9,112
0,180 8,548
0,220 4,998

22,772
1,266
4,890
8,609
2,331
7,862
8,612
16,383
147,145
0,585
1,053
0,837
6,787
4,081
28,569
5,299
7,745
11,793
7,237
5,897
1,087
0,733
4,221
1,780
9,835
1,454
3,740
43,537
25,045
2,033
1,058
53,806
8,033
2,639
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,150
2,312
2,094
6,377
1,582
14,373
1,738
2,225
5,319
3,599
1,606
8,131
2,957
14,389
0,361
66,064
15,496
8,844
7,824
5,649
4,961
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

829
2448283
128293
257403
553941
170306
10007
100849
7065
170011
1048130
28017
57109
5563
149598
3250
67578
25924
253565
53543
281515
826452
9831
34775
128709
1060151
12802
50091
4223
38463
86444
5614
95183
383007
39727
571752
1451
73593
3208
22135
301168
3855
36138
15854
29714
173214
179477
332659
1579593
4282
399
3001
20
23558
6818
295742
8397
7478
7263
10747
5434
207430
104077
684102
43595
100711
51550

81
130
1045
1397
514
744
82
807
1425
188
172
25
180
101
1772
44
452
188
1038
35
92
251
57
117
532
446
49
1124
111
120
166
609
404
83
47
388
16
312
56
1295
1053
58
38
14
186
150
932
276
53
206
365
67
65
415
143
116
610
175
117
50
140
472
84
72
108
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Poligr. S.Faustino
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Poltrona Frau
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Prima Industrie
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Sabaf S.p.a.
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Saes
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Saes rnc
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Servizi Italia
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Sogefi
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TerniEnergia
2,250
Tesmec
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TXT e-solution
9,070
Vittoria Ass.
9,750
Zignago Vetro
5,625

-2,42 19,389
-4,80 1,208
-2,03 4,660
-0,58 7,763
-2,24 2,194
-0,86 7,558
+0,60 7,444
-1,40 14,990
+2,63 120,280
-0,38 0,519
-0,76 0,790
-0,75 0,724
-1,29 6,579
-1,33 3,878
-1,79 26,530
-0,61 4,900
-0,43 5,764
+1,74 11,063
+1,15 6,524
-1,43 3,473
-4,07 0,948
+0,26 0,595
-0,06 3,409
-3,80 1,415
-2,68 9,102
+0,62 1,454
-0,63 3,456
-0,85 39,773
+2,41 22,989
-1,98 1,894
-0,78 1,014
-0,98 48,687
-2,19 7,702
+4,44 2,334
-0,89 0,898
-0,82 1,330
-0,13 3,128
+3,13 7,396
-1,18 3,919
-1,88 35,172
-1,74 9,673
-0,94 2,072
-0,65 2,151
-1,06 1,791
-0,58 6,003
-1,79 1,329
-0,50 14,009
-2,96 1,298
-0,80 2,015
+0,10 5,204
-0,57 3,142
+0,55 1,467
-0,40 7,517
0,00 2,956
-1,10 13,640
-3,80 0,307
-1,30 65,252
0,00 15,178
-1,43 7,949
+2,15 6,774
-0,19 5,100
-1,04 3,998
+0,45 2,244
+0,75 0,675
-2,73 9,143
-1,12 9,795
-2,17 5,700

28 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE

MARIO
CALABRESI

Il quorum di morti
per la prima pagina
1 L’ultima tragedia degli

emigranti ha superato il
quorum di morti per andare
in prima pagina, mentre
quelle che da anni
riguardano pochi cadaveri
alla volta rimangono effetti
collaterali, annegamenti di
routine. La verità è che
quando i migranti sono su un
barcone è già troppo tardi
per intervenire. Si può fare
solo un “pronto soccorso” come di fatto è l’azione
“Mare nostrum” - mentre la
complessità delle migrazioni
imporrebbe ben altra
pianificazione.
Sappiamo che le
popolazioni in sofferenza si
muovono seguendo la legge
dei vasi comunicanti: la
sofferenza alta spinge i
migranti verso nazioni dove è
bassa. Allora è su questo
fattore che occorre lavorare,
ma con piani pluriennali di
collaborazione e sviluppo,
che implicano la costruzione
di una filiera di interventi
coordinati e adeguatamente
finanziati.
L’Europa dovrebbe farsi
carico di cooperare alla
stabilizzazione di paesi come
la Libia e l’Egitto, per poi
avere finalmente istituzioni
con cui avviare interventi
umanitari sostenibili. Ma
molti, in Italia e in Ue,
vedono la disorganizzazione
come un benefico filtro che
rallenta e scoraggia gli
ingressi e si limitano
volutamente al “pronto
soccorso”, portando a terra
donne, uomini e bambini, per
poi abbandonarli al loro
presente. Questa
disorganizzazione si scarica
sulle comunità più esposte
ed è combustibile per
xenofobi e razzisti, che infatti
stanno innalzando il loro
consenso su un disagio
generato da un problema
lasciato marcire. La
strategia è sempre la stessa:
non decidere in Italia,
mentre l’Europa auspica ed
esprime sgomento. Ma forse
hanno ragione loro. Perché
agitarsi? Tra un paio di
giorni la notizia sparirà dai
giornali. E parleremo d’altro.
Fino al prossimo quorum.

la paura. Paura del futuro di
chi si lascia alle spalle un
tragico passato.
Quando arrivano, arrivano
così, nell’estrema periferia
meridionale del nostro Paese,
a Lampedusa: con gli occhi
rossi di sale e di terrore. Per
quel mare che li salva o li
condanna, per quel sole che li
illumina o li brucia. Per quel
dubbio atroce che li assale
quando approdano, se
approdano: sarà migliore o
peggiore, la nostra vita, in un
Paese che ha creato dal niente
un reato di clandestinità e che
troverà presto il modo di
rispedirci via di nuovo? Invece
la deriva è quella di un Paese, il
nostro, che si stacca
dall’Europa e naviga su mezzi
di fortuna, tra la legge BossiFini e il decreto Maroni.
Questa Italia del “bisognava
pensarci prima”, ma anche del
“tutti a casa loro”. Siamo noi
che, barricati nelle nostre
sicumere di sicurezza, in
realtà continuiamo a derivare.
Verso l’inumano.
PAOLO IZZO ROMA

Benedette
intercettazioni
1 Mi

chiedo, ma se i
recentissimi casi di
corruzione negli appalti, ora
come sempre, sono stati
scoperti solo grazie alle care,
vecchie intercettazioni e alla
lingua lunga delle persone
coinvolte, a che servono tutti

22%

1°

18%

2°

Expo: soliti proclami,
solite tangenti
Ricordo ancora che alla
posa della prima pietra
sull’inizio lavori per l’Expo,
tutti: politici e istituzioni varie
misero le mani avanti sulle
eventualità di infiltrazioni
mafiose, si imposero chiarezza
su tutti i fronti, dalle imprese
ai fornitori perché, si disse,
dove vi sono finanziamenti vi
sono anche pericoli di
malaffare. Come non detto:
nonostante tutte le precauzioni
ecco che saltano fuori cifre di
tangenti, inchieste, indagati,
corruzione di mediatori,
ammissioni di personaggi vari,
arresti, ecc. Addirittura si
parla di una “cupola” che
controllava i manager! Cui
prodest? Infine Renzi dichiara
che sull’Expo ci mette la
faccia... auguri!

1

GIULIO MANTOVANI

L’inchiesta su Expo e
l’intervento del
governo con una task
force anticorruzione
Arrestato l’uomo che
ha ucciso e crocifisso
una prostituta romena

3°

14%

La crisi dell’economia

4°

11%

La campagna per la
liberazione di 200
nigeriane rapite da
terroristi islamici

5°

7%

Le polemiche sugli
scontri prima della
finale di Coppa Italia

1 Caro direttore, adesso

comincerà l’inesorabile
cambio di parola: da disperso
a morto. E le parole
diventeranno numeri e i nomi
di quei migranti morti non li
sapremo nemmeno. Forse
penseremo che bisognava…
pensarci prima e la nostra
ipocrisia per qualche tempo
concentrerà i suoi sforzi sui
sopravvissuti.
Esseri umani, cosiddetti
vivi, nei cui occhi si leggerà,
ancora per giorni e giorni,

ANNA COLOMBO

Le 5 notizie più lette della settimana

MASSIMO MARNETTO

La nostra deriva
verso l’inumano

i vincoli, le limitazioni
nell’uso del contante, la
tracciabilità, la trasmissione
bancaria di tutta la
movimentazione dei conti
che ci sono imposte e che
complicano la vita anche, o
meglio soltanto, di chi non ha
nulla da nascondere? A
quanto pare le operazioni
avvenivano in contanti, ma
possibile che il prelievo di
ingenti somme di contante
non avesse insospettito
nessuno?

Sondaggio Istituto Piepoli

c.

LE LETTERE VANNO INVIATE A
LA STAMPA VIA LUGARO 15,
10126 TORINO

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Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno e 360,50; Estero: e 816,50.
Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

Nigeriane, Sabine del
ventunesimo secolo
1 Con la sensibilità consueta

Domenico Quirico ci dà conto
del rapimento delle ragazze
nigeriane mentre erano a
scuola. Provo dolore e
indignazione impotente per le
giovanissime studentesse che
sognavano un futuro, inghiottite
dal fanatismo e dall’oltraggio; in
definitiva schiacciate dal potere
che in quei Paesi è appannaggio
del maschio.
Ma io non mi rassegno alla
“sventura irreparabile” che non
voglio leggere in quegli occhi di
bambine né mi arrendo alla
morte del loro spirito. Anzi, in
questo anacronistico e atroce
ratto delle Sabine del
ventunesimo secolo io vedo la
paura. Si tratta della paura
atavica che il maschio prova nei
confronti della donna cui è stato
concesso il potere per
eccellenza: il mistero della
procreazione. Per poter avere il
controllo della riproduzione
l’uomo deve sottomettere la
donna con la forza, sia essa
sancita dalla religione o dalle
leggi dello Stato. E’ necessario
rinchiuderla nel burqa, lugubre
bozzolo, perché quella facoltà
eterna e così intima non possa
esplodere e realizzarsi
attraverso lo studio, il lavoro,
l’autodeterminazione.
Malala, la coraggiosa
diciassettenne pakistana
sopravvissuta ad una feroce
aggressione dei talebani, ha
lanciato un appello sul web per
la liberazione delle ragazze . Mi
aspetto una grande
partecipazione delle associazioni
femminili che difendono le
donne da ogni tipo di abuso. Non
lasciamo sole queste ragazzine,
stupende figlie anche nostre.
CONCETTA LA NAIA MESTRE (VE)

Morire a 13 anni: ma
non è una fatalità
1 Sono passati quasi otto

mesi dalla sera in cui Claudia ha
perso la vita. Da quello scenario
da far west: non solo la condotta
sconsiderata del guidatore, ma
poi la fuga e il tentativo di
occultamento dell’auto
incidentata. Il presentarsi ai
carabinieri solo dopo essere
stato individuato e cercato nella
sua abitazione.
Oggi che ci avviciniamo al
processo la cosa più grave che
possa accadere, dopo la
scomparsa di nostra figlia, è che
dal tribunale arrivi un
messaggio di impunità, di
tolleranza verso la violenza.
Perché questo messaggio
avrebbe un effetto micidiale,
come a minimizzare la perdita
di una vita o banalizzare
l’accaduto come se si trattasse
di un caso fortuito, piovuto dal
cielo, che può succedere…
quando invece è il risultato
diretto e preciso di una
condotta umana sprezzante del
bene più prezioso: la vita.
GIUSEPPE QUATTROCCHI (PADRE
DI CLAUDIA QUATTROCCHI)

Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy. Periodicals postage paid at L.I.C. New York
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Quotidiano fondato nel 1867
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LA TIRATURA DI MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014 È STATA DI 293.513 COPIE

TM

DIRITTO ALL’OBLIO:
UN CONFINE SOTTILE
CON LA CENSURA
GIANNI RIOTTA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

però, sia pure in nome di buone intenzioni, un errore che può portare a censure al diritto di parola.
Accogliendo il ricorso del cittadino spagnolo Mario Costeja Gonzàlez, stufo di veder ricorrere sui
siti una vecchia condanna ormai scontata, la Corte obbliga Google e le altre aziende digitali a cancellare i link,
riferimenti online, a documenti sgraditi da persone o istituzioni. In apparenza suona buon senso, se una condanna è passata, un errore cancellato, perché restare inchiodati per sempre dal web che nulla dimentica? In realtà, sovrapponendosi
alle leggi nazionali – per esempio la francese, rigorosa al punto di sfiorar la censura - la decisione della Corte Europea innesca pericolose derive.
Viviamo in tempi in cui la privacy e il diritto all’identità
personale sono a rischio. Lo scandalo dei metadati Nsa controllati dal governo americano, non solo a danno di potenze
rivali ma anche di innocenti cittadini, ha indotto giganti del
web,daFacebookaGoogle,achiederelimitiall’ingerenzadello Stato. In nome di questo diffuso sentimento, e anche di
un’inconfessata antipatia verso il predominio Usa su nuovi
media e tecnologie, la Corte Europea però alimenta il paradosso, già in evidenza dopo la reazione di Russia, Cina, Brasile ai metadati schedati dalla Casa Bianca. In nome del «web
libero da controlli», la Corte pone le premesse per un web
dove leader politici, banchieri, industriali, manager possano
cancellare – come un tempo a scuola dalla vecchia lavagna
nera - le loro malefatte, zac, grazie al diritto all’oblio. Qualcuno obietta, «ma non si eliminano mica il fatto, la condanna, le
colpe, solo il link ad essi!», trascurando – ingenuamente o con
furbizia - che il «link», canale di collegamento a documenti,
testi, rapporti, è oggi la sola «esistenza» di questi documenti.
Senza link sono inaccessibili, come libri banditi da librerie e
biblioteche.
Per queste ragioni i paladini dei diritti online, Big Brother
Watch, Open Rights Group, Wikipedia, il Center for Democracy and Technology, e giornali come Financial Times e
Guardian, bocciano la sentenza della Corte Ue. Esagera, come Jarvis, anche il fondatore di Wikipedia Jimmy Wales,
quando cita il vecchio adagio tedesco (attribuito erroneamente sul web a Brecht, in realtà forse del pastore Niemoller)
«Non protestai quando presero gli ebrei, non ero ebreo, non
protestai quando presero i comunisti, non ero comunista…
quando presero me non era rimasto nessuno a protestare…»? Forse, ma Wales ci sta dicendo «occhio a star zitti
quando la Corte se la prende con Google, domani la censura
spacciata da oblio colpirà tutti».

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LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

CON MODI
UNA CHANCE
PER I MARÃ’

Lettere e Commenti .29

.

SERVE UNA POLITICA
DI IMMIGRAZIONE
COMUNE IN EUROPA
MARTIN SCHULZ

ROBERTO TOSCANO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

S

i tratta di una clamorosa vittoria per l’attuale governatore dello Stato del Gujarat, e di
una ancor più clamorosa
sconfitta del Partito del Congresso e di quella «dinastia Gandhi»
(più corretto sarebbe parlare di «dinastia Nehru») identificata con tanta
parte della storia dell’India. Ha senz’altro fallito il meccanismo di trasmissione dinastica da Sonia al figlio Rahul,
ma al di là delle singole persone quello
che ha segnato la perdita di prestigio e
consensi del partito è stata la combinazione di una caduta (in soli tre anni dal
9 al 5 per cento) dei tassi di crescita
indiani con una meritata reputazione
di corruzione.
Modi promette sviluppo e onestà,
facendo riferimento ai risultati conseguiti nello stato di cui è chief minister,
il Gujarat, e le sue promesse hanno
convinto la classe imprenditoriale, che
lo aveva esplicitamente appoggiato nel
corso della campagna. La Borsa ha immediatamente reagito alle anticipazioni sui risultati elettorali con un significativo balzo in avanti. Ma sarebbe profondamente sbagliato pensare che Modi sia soltanto «l’uomo del capitale».
Non si spiegherebbe infatti un risultato come quello da lui conseguito con
una partecipazione di oltre mezzo miliardo di elettori, il 66,4 per cento degli
aventi diritto. Modi è risultato anche
candidato popolare - e potremmo aggiungere populista. Lo dimostra il fatto
che l’Aadmi Aam («l’uomo qualunque») il partito del «Grillo indiano»,
Kerjiwal, che sembrava la grande novità nel panorama politico, non sembra
avere riportato se non consensi marginali, pur avendo condotto la sua campagna sul tema, la corruzione, che ha
negli ultimi tempi suscitato una fortissima ondata popolare contro la classe
politica tradizionale. Questo rigetto,
questa indignazione, si sono rivolti
quasi esclusivamente contro il Partito
del Congresso, mentre Modi è riuscito
a combinare politica e antipolitica, capacità di gestione e protesta populista,
raccogliendo consensi in un elettorato
che va dal business alle classi medie,
dai giovani (per cui oggi la priorità sono le condizioni economiche, e non le
precedenti divisioni ideologiche) alle
caste più umili, nei cui confronti ha
sfoggiato il suo impeccabile curriculum di uomo semplice, del chai-walla, l’inserviente che serviva il tè davanti alla stazione ferroviaria di Ahmeda-

bad, schierato contro lo shah-zade, il
principino ereditario, Rahul.
E allora? Non potremmo anche noi
dargli credito? E, a parte il comprensibile disappunto della parte politica sconfitta, perché prendere sul serio l’ostilità
e i timori degli intellettuali, dei progressisti, dei laici?
Ha vinto un partito di centrodestra
che già in passato aveva governato l’India, un partito con dirigenti del tutto rispettabili, fra l’altro con esponenti qualificati non solo in campo economico ma
anche sul terreno delle relazioni internazionali. Siamo di fronte ad un’alternanza che si potrebbe considerare fisiologica, e anzi positiva visto l’evidente deteriorarsi della capacità politica e di gestione dell’economia da parte di un Partito del Congresso arenatosi nel tentativo di protrarre una dinastia ormai politicamente esaurita e nell’usura di un potere troppo spesso senza orizzonti ideali
e nemmeno programmatici.
Ma non siamo di fronte a una semplice alternanza. Piuttosto che il Bjp, ha
vinto Modi e con lui è tornato in primo
piano il movimento cui ha appartenuto
fin da ragazzo, l’Rss - un movimento fondamentalista indù, fondato poco dopo il
1920 e che nel decennio successivo si
strutturò sulla base di un’ideologia esplicitamente ispirata al nazismo. Il suo
principale ideologo, Golwalkar, scriveva
alla fine degli Anni 30: «Le razze straniere (sic) nell’Hindustan devono o adottare lingua e cultura indù oppure potranno
restare nel Paese in condizioni di totale
subordinazione alla nazione indù senza
pretendere né meritare privilegi, e nemmeno i diritti di cittadinanza». Se i riferimenti al nazismo sono ovviamente
scomparsi - e sebbene il Bjp, nonostante
la sua radice ideologica sia nel Rss, voglia oggi essere un normale partito conservatore - l’ideologia dell’«India agli indù» rimane fortissima nelle correnti radicali del fondamentalismo. In un Paese
con il 13 per cento di musulmani, si tratta
evidentemente di una pericolosissima
provocazione capace di innescare una
spirale di violenze fra la comunità indù e
quella musulmana.
Modi ha condotto la sua campagna
evitando accuratamente di toccare questo tipo di tematiche, preferendo ostentare un atteggiamento non settario, ma
la sua storia politica comprende episodi
inequivocabili: dalla partecipazione alla
«marcia su Ayodhya», il luogo dove nel
1992 duecentomila fondamentalisti indù, mobilitati dall’Rss, distrussero con
sbarre e martelli un’antica moschea presuntamente costruita nel luogo ove si
erigeva un tempio al dio Rama, fino all’episodio più grave, il massacro di circa

A POCHI GIORNI
DAL CRACK
STEFANO LEPRI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

nel governo e un allargamento della
maggioranza erano indispensabili. Altrimenti, perché il Popolo delle libertà
avrebbe votato la fiducia al governo
Monti, mischiando i propri voti a quelli
del Partito democratico e dell’Udc?
Eravamo a pochi giorni dal crack,
non per un complotto di pochi grandi
speculatori, ma per una fuga di massa
di risparmiatori anche piccoli e anche
italiani. Dalla primavera dell’anno prima la Bce tentava di sostenere i Paesi
deboli con acquisti dei loro titoli. Li interruppe quando pareva diventata una
fatica di Sisifo, di fronte all’incapacità
del nostro governo di tornare credibile.
Le rivelazioni dell’ex segretario al
Tesoro americano servono casomai a
rendere ancor più evidente ciò che
manca alla costruzione europea. Così
come in ogni comunità democratica la
libertà di ogni cittadino non può esten-

dersi fino a nuocere ad un altro cittadino, nell’area euro la sovranità di ogni
Stato è di fatto limitata dal danno che
indebolendo la moneta comune può portare agli altri Stati.
Il guaio è che non ci sono strumenti
trasparenti per governare questa interdipendenza. Si arrivò così – apprendiamo adesso – a una maldestra richiesta al
forte alleato americano perché aiutasse
i governi europei a troncare un nodo che
si sentivano incapaci di sciogliere da soli. Il dilemma però era reale: sostenere
l’Italia rischiava di essere troppo oneroso perfino per la florida Germania; lasciar crollare l’Italia le avrebbe causato
danni difficili da calcolare in anticipo.
Negli stessi giorni, la Grecia scoprì
che, tenuta in piedi dagli aiuti altrui, non
aveva più la sovranità per indire un referendum pro o contro l’euro. Data la nostra maggiore dimensione, il nostro caso era assai più grave. L’Italia, si disse
allora, era troppo grande per essere lasciata fallire – too big to fail – eppure forse anche, appunto, too big to be saved.
Mario Draghi, da poco alla testa della

duemila musulmani avvenuto in Gujarat
nel 2002, in cui Modi figura come promotore dei massacri o quanto meno colpevole di non aver fatto niente per impedirli. Modi non ha mai espresso un vero
rammarico per gli atroci avvenimenti
del 2002 limitandosi alla sinistra affermazione: «Certo che dispiace, come dispiace quando vediamo un cagnolino
messo sotto da una macchina».
Evidentemente l’handicap politico e
morale di questa macchia non ha pesato
se non in ambienti molto ristretti. Fra
l’altro non ha nemmeno garantito un voto compatto anti-Modi da parte dell’elettorato musulmano, che a quanto sembra
ha votato per il Bjp in modo, come sempre, molto minoritario, ma con qualche
punto in più rispetto alle precedenti elezioni parlamentari.
Ha funzionato l’accento sui problemi
economici e sulla corruzione, ma resta
da vedere se Modi - primo ministro sarà
altrettanto moderato del Modi-candidato, e soprattutto quali saranno le sue
scelte per la composizione del suo governo. Ad esempio, la possibilità, di cui
si parla in queste ore a Delhi, che il suo
m0inistro degli Interni sia un noto «ultra» induista, Amith Shah, risulta molto
inquietante.
La vittoria elettorale in un elettorato
di mezzo miliardo di votanti costituisce
senza dubbio una legittimazione democratica, ma la vera domanda è sempre,
in India e altrove, se questa legittimazione elettorale si tradurrà poi in un rispetto delle minoranze e nell’applicazione
delle regole dello stato di diritto. In un
momento in cui tra i protagonisti della
scena internazionale vediamo personaggi come Putin e Erdogan (indiscutibilmente popolari, sicuramente vincitori delle elezioni) la vittoria di Narendra
Modi potrebbe costituire un ennesimo
caso di «democrazia illiberale».
In politica estera Modi ha condotto la
campagna elettorale evitando toni
estremisti, ma il suo nazionalismo spinto non può certo essere messo in dubbio,
come è stato anche confermato dalla dura presa di posizione sulla questione dei
nostri marò («perché non sono in prigione?»). Se vogliamo essere ottimisti possiamo pensare che, vinte le elezioni, Modi non avrà più la necessità politica di
usare il caso contro Sonia Gandhi, e che
potrebbero finire per prevalere le considerazioni pragmatiche circa la necessità
di non pregiudicare i rapporti soprattutto economici con un importante partner
occidentale come l’Italia. Forse, ma certo non subito, e non in modo palese.
Il problema del nazionalismo è che oltre alla sostanza politica esso obbliga all’ostentazione di intransigenza.

Banca centrale europea, già allora pensava – ci dice Timothy Geithner – a quegli interventi di portata potenzialmente
illimitata con cui poi, nell’estate del
2012, avviò la risoluzione della crisi. Ma
la Germania e gli altri Paesi forti non
avrebbero mai accettato l’«azzardo morale» ovvero il sostegno purchessia a governi incapaci di agire.
Vogliamo dimenticare che Silvio Berlusconi e il suo ministro dell’Economia
Giulio Tremonti non si parlavano nemmeno più? Si doveva mettere in pericolo
la stabilità finanziaria del mondo intero
per salvare questo stato di cose? Per fortuna il cambiamento maturò all’interno
del nostro Paese, e fu sanzionato, con la
fiducia a Mario Monti da una larghissima maggioranza di eletti. Maturò anche
in Grecia. In Irlanda e in Portogallo i governi erano già cambiati nella prima
metà del 2011. Furono le politiche nuove
a rendere possibile la successiva mossa
di Draghi.
Non fu una bella pagina di storia, la
gestione di quella crisi. Per evitare che si
ripeta l’Europa, invece di innovare le
sue istituzioni, ha preferito legarsi a regole di bilancio che comportano prezzi
pesanti in materia di posti di lavoro e di
crescita. Il voto del 25 maggio dovrebbe
indicare una via diversa; per ora la campagna elettorale dà scarse speranze.

S

ulle coste del Mediterraneo, primavera sta diventando sinonimo di emergenza, tracollo delle
strutture di accoglienza, e di morti crudelmente
annunciate. L’insopportabile conta dei cadaveri
che segue ogni tragedia in mare riempie le pagine dei giornali, ma appena le telecamere abbandonano i
luoghi della catastrofe, la tentazione di girarsi dall’altra
parte e continuare a far finta di niente è troppo forte.
L’Europa è capace di legiferare sulla misura delle bottigliette d’olio nei ristoranti, ma quando c’è da agire su un
tema veramente europeo, per cui la gestione comune
avrebbe un reale valore aggiunto, siamo bloccati.
Occorre una politica d’immigrazione comune completamente diversa da quella che abbiamo oggi. E tre sono le
linee guida.
In primis, il rispetto della vita e della dignità umana.
Perché ogni vita persa nelle acque del Mediterraneo è
una macchia sulla nostra civilizzazione. «Mare Nostrum»
sta facendo un lavoro straordinario, salvando la vita di
decine di migliaia di persone.
Ma gli altri Paesi europei devono contribuire alla gestione delle emergenze umanitarie, e
dobbiamo convincere i Paesi
nord-africani a cooperare e comunicare con noi in tempo reale. Le persone a bordo di qualsiasi barca devono poter aiutare
senza aver paura di essere proPresidente uscente
cessate per aver salvato delle
del Parlamento Ue
vite. E il principio di «non-reÈ candidato
foulement» (non si possono
alla presidenza
espellere persone senza la gadella Commissione
ranzia di condizioni di vita sicueuropea per il Pse
re nel Paese da cui provengono)
dev’essere applicato in tutte le
operazioni.
Quanto alla gestione delle domande di asilo, una cosa è
chiara: non possiamo chiudere le porte a chi cerca protezione dalle guerre o dalle persecuzioni: l’Europa dev’essere un porto certo per tutti coloro che non possono vivere in pace e in sicurezza a casa loro. E non troviamo scuse, per esempio dicendo che i rifugiati sono già troppi:
solo il 4% dei rifugiati siriani ha trovato asilo in Europa. Il
Libano, un Paese che ha meno di 5 milioni di abitanti, ne
sta accogliendo un milione.
Dall’altro lato bisogna ammettere - e qui è il secondo
principio - che siamo un continente d’immigrazione, ma
senza una politica d’immigrazione legale. E’ il Papa in
persona che me l’ha detto: «Sono figlio d’immigrati italiani in Argentina». Perché l’Argentina, il Brasile, gli Usa,
hanno un sistema di immigrazione legale, e noi no? Un
approccio ordinato, con regole chiare e una visione di lungo termine, farebbero bene all’Europa. Vuol dire dare la
possibilità di venire in Europa, non la garanzia: su questo
dobbiamo essere chiari, anche se a volte a sinistra è scomodo ammetterlo. Non possiamo accogliere tutti. Dobbiamo permettere alle persone che vogliono lavorare e
che servono al nostro Continente che invecchia di arrivare legalmente, di integrarsi e vivere dignitosamente.
L’immigrazione illegale è disumana, incontrollabile e ingiusta. Solo con un sistema legale possiamo salvare vite e
combattere i trafficanti di esseri umani.
Terzo principio: agire insieme in uno spirito di solidarietà a livello europeo. La gestione delle frontiere esterne
è una responsabilità comune: «Mare Nostrum» è un’iniziativa fondamentale, ma gli altri Paesi devono aiutare di
più la guardia costiera italiana e le operazioni devono essere coordinate. Per un’isola di 6000 abitanti come Lampedusa, lo sbarco di migliaia di profughi in poche settimane è insostenibile, ma se queste persone - che fra l’altro
sbarcano in Italia per tentare di andare altrove - fossero
suddivise in modo equo su 28 Paesi europei e 500 milioni
di cittadini, sarebbe una responsabilità che potremmo (e
dovremmo) sopportare. Dobbiamo aumentare i re-insediamenti e la ricollocazione dei rifugiati. Insieme, dobbiamo combattere le cause dell’immigrazione, non gli immigrati: un altro campo dove l’Europa può fare la differenza
è la prevenzione. Il tema dell’immigrazione dev’essere al
centro di tutti i negoziati con i nostri vicini del Mediterraneo, e l’Europa deve incoraggiare il processo di riforme.
Lo stesso vale per la politica di sviluppo, altro tema di
competenza europea: aiutando i Paesi in via di sviluppo
risolveremmo una gran parte del problema, perché sono
pochi quelli che lasciano casa propria volontariamente.
Non possiamo lasciare il monopolio dell’immigrazione
ai partiti populisti, razzisti e xenofobi, che fanno le proprie fortune sulle tragedie altrui, che prosperano sulla
menzogna e sulla paura, che hanno per tutto un capro
espiatorio, e per niente una soluzione. I demoni del passato, purtroppo, non sono spariti: non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Dobbiamo combattere insieme
per un’Europa più solidale, più umana e più giusta.
Un’Europa in grado di dare risposte a coloro che intraprendono il viaggio della speranza, e troppo spesso vedono le loro speranze naufragare. A coloro che si trovano a
gestire un’emergenza più grande di loro, senza averne i
mezzi né le risorse. E a coloro che credono che l’Europa
sia migliore anche grazie ai milioni e milioni di immigrati
che vivono, lavorano e pagano le tasse sul nostro Continente. Il voto del 25 maggio è cruciale anche per questo.

30

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Scoperto il «vero» Poirot

CULTURA
SPETTACOLI

A chi si ispirò Agatha Christie per il suo Poirot? Dopo una
serie di indagini fra archivi e diari, uno studioso britannico,
Michael Crapp, è convinto di averlo scoperto: era Jacques
Hornais, un gendarme belga in pensione rifugiatosi in
Devon, per il quale la scrittrice avrebbe anche suonato il
pianoforte. Sia Hornais sia Poirot hanno 57 anni e arrivano
in Inghilterra in fuga dalla Grande guerra mondiale e dalle
truppe tedesche che avevano invaso il Belgio.

&

MASSIMILIANO PANARARI

«T

anto gentile e
tanto onesta
pare la donna
mia quand’ella
altrui saluta…», scriveva il sommo poeta
Dante. E, tempo dopo, nel Cinquecento fu tutto un fiorire di manuali
per insegnare, giustappunto, gli
«honesti costumi» e le regole di
condotta alle donne cristiane, dallo spagnolo Juan Luis Vives al veneziano Lodovico Dolce.
Anche questa, in un Occidente a
lungo strutturalmente maschilista,
è stata un’idea di «onestà» (rigorosamente riservata alla popolazione
femminile, e tuttora perdurante), a
testimonianza della natura molteplice di questo concetto, polisemico
quanto pochi altri, come racconta
nel suo nuovo libro la filosofa politica Francesca Rigotti. Docente all’Università della Svizzera italiana
a Lugano e specialista in particolare di metaforologia, in Onestà (Raffaello Cortina, pp. 166, € 12) la studiosa evidenzia come per la contemporaneità questa qualità coincida, sostanzialmente, con il non
rubare, e abbia finito con l’investire, in via esclusiva, la sfera economica, esito di scivolamenti progressivi che hanno ristretto il campo semantico della parola.
All’inizio, grossomodo, c’era Cicerone, che consacrò il primo libro
del De officiis (praticamente il bestseller sull’etica del mondo antico)
all’honestum, ovvero la virtù (o il bene morale) che coincide con l’utile e
il giusto. Così, il pensiero stoico greco si innesta sul modo di vivere dell’uomo romano, e il bello spirituale e
morale del primo si fonde con l’attitudine pratica del secondo, nonché
con la centralità dell’essere cittadino, condizione per la quale il bene
del singolo non può che identificarsi
con quello della patria. Seneca, anch’egli debitore dello stoicismo e
aduso alla politica, ma notoriamente più meditativo di Cicerone, sfronUNA VIRTÙ FEMMINILE

«Gentile e onesta», dice Dante
di Beatrice: idea che perdura
in un Occidente maschilista
L’OPPOSTO DELLA CORRUZIONE

Un’accezione nata dal pensiero
politico anglosassone
attentissimo all’economia
da l’honestas del riferimento al cursus honorum della vita pubblica, e la
porta nella direzione di concetti come virtù e sapienza. Il bello morale
in cui consiste l’onestà per i latini,
come per i greci, è dunque fine a sé
stesso; in seguito arriverà il cristianesimo e, da Agostino a Tommaso
d’Aquino, capovolgerà la prospettiva, facendone un mezzo per il conseguimento di un obiettivo superiore.
Nel Medioevo, l’onestade finisce
pertanto anche al centro della
grande letteratura, con l’Alighieri e
Petrarca che l’associano alle nozioni di decoro, gentilezza, «cortesia»,
mentre Boccaccio, nel Decamerone,
sottolinea come sia sua intenzione
dare al lettore un racconto e un divertimento onesti, ossia armoniosi
e senza altri fini. E l’Umanesimo,
che bussa forte alla porta, ritorna
quindi, almeno in parte, all’honestas della classicità ciceroniana.
Una stagione gloriosa, che arriva al
culmine nel Rinascimento, ma dietro l’angolo c’è già una delle varie
stagioni di crisi dei fondamenti della storia occidentale, quella che tro-

Marco Tullio
Cicerone dedicò
il primo libro
del De officiis
all’honestum,
ossia la virtù
che coincide
con l’utile
e il giusto
Con Tommaso
d’Aquino
e il pensiero
cristiano
l’onestà diventa
il mezzo per il
conseguimento
di un obiettivo
superiore
Con Dante e in
genere nel Medioevo
l’onestade finisce
al centro della
grande letteratura,
che l’associa
alle nozioni di
decoro, gentilezza,
«cortesia»

Per il filosofo
americano John
Rawls una società
onesta è quella
in cui i livelli
di corruzione sono
bassi e per i meno
privilegiati esistono
più chance

Quel che resta
dell’onestà
Dall’antichità ai giorni nostri, un concetto
dalla natura molteplice. La filosofa
Francesca Rigotti ne insegue le trasformazioni

va le proprie vette in William Shakespeare e nello scettico Michel de
Montaigne, profondamente dubbioso riguardo al fatto che l’uomo onesto potesse trovare un posto adeguato in un mondo che metteva l’utile al
di sopra di ogni cosa. Anche se il saggista, considerato ormai da qualche
tempo come una sorta di «padre putativo» della teoria dei neuroni specchio, pensava tutto sommato che la
forza esemplare dell’onestà riuscisse
a far ravvedere anche i malvagi (e, a
tal proposito, citava un paio di episo-

di di cronaca nera che gli erano capitati, un’imboscata di banditi in viaggio verso Parigi e un assalto alla sua
dimora, ai quali era scampato proprio suscitando l’empatia dei violenti
che si era trovato di fronte).
Nel Seicento del barocco, intriso di
doppiezza e ambiguità, dilagò la letteratura sulle virtù oneste: un paradosso, di cui l’epoca era golosa, e una manifestazione di quella dissimulazione
- esaltata da figure quali il neostoico
Giusto Lipsio, Ugo Grozio e Francesco Bacone - che vi ravvisavano la so-

la possibile strategia di ribellione e di
opposizione alla tirannide. Dopo l’Illuminismo si avanza a grandi falcate
verso una nozione di onestà destinata
a dominare fino ai nostri tempi, quella che la connota in contrapposizione
alla corruzione. Una delle ragioni
principali risiede nella conquista della centralità, sul palcoscenico delle
idee, del pensiero politico anglosassone, dove viene messa a punto la metafora della body politic (con l’assimilazione del corpo sociale a quello umano, soggetto al corrompersi); e che,

soprattutto, si rivela, lungo i secoli,
attentissimo all’economia, da Thomas Hobbes (che scriveva della corruption dei giudici pronti a vendere
per denaro la loro funzione) sino a
John Rawls, per il quale una società
giusta è anche una società onesta,
nella quale i livelli di corruzione risultano bassi e si hanno così maggiori
chance di affermazione per i meno
privilegiati. E proprio di tipo monetario, difatti, è la disonestà di colui che
rappresenta il simbolo cinematografico per antonomasia della corruzione, il prefetto di polizia Louis Renault,
nel film cult Casablanca del 1942.
L’onestà nell’accezione odierna diventa allora quella che rigetta il «familismo amorale» codificato, nel ’58,
dal sociologo statunitense Edward
Banfield a partire dal nostro Mezzogiorno - mentre al vertice delle nazioni virtuose, secondo il Corruption
Perception Index, svettano la Scandinavia, la Nuova Zelanda e Singapore. Tuttavia i politici non mancano
certo di inventiva nella vastissima
gamma dei comportamenti disonesti e disonorevoli, e riescono a prodursi in imprese «memorabili» che
bypassano in quanto a «creatività»
la corruzione economica. Come insegnano i casi dell’ex segretario generale dell’Onu Kofi Annan, che piazzò
un intero clan di parenti mentre tuonava contro la corruzione, e dell’ex
ministro della Difesa tedesco (con
ambizioni di cancelliere) Karl-Theodor zu Guttenberg, costretto alle dimissioni per il plagio di ampie porzioni della tesi di dottorato.

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Festival della Cultura creativa
kermesse in 50 città italiane
È partita in tutta Italia la prima edizione del Festival della Cultura
creativa, manifestazione per bambini e ragazzi organizzata da Abi e
banche. Per tutta la settimana fino a domenica, in 66 luoghi di una
cinquantina di città: eventi, iniziative e laboratori dedicati ad arte,
pittura, archeologia, musica, canto, lettura, linguaggio, racconto e
teatro. La Lombardia è protagonista con tredici iniziative: sei

BRUNO QUARANTA
TORINO
iposo fino alle
10,30 poi alle 12
esco con Albertino. [...]. Colazione.
Dopo dormo - alle
17 ci alziamo e attacco francobolli su
quadernetto di Albertino...». Domenica 24 giugno 1945. Da due mesi è finita
la guerra. Sono alle ultime righe i diari
di Aldo Laghi, ora adunati con il titolo
Partigiani in Val di Susa, a cura di Chiara Colombini, Franco Angeli editore
(prefazione di Claudio Dellavalle, domani mattina la presentazione a Torino, Istoreto, via del Carmine, 13).
Aldo Laghi è il nome di battaglia di
Giulio Bolaffi (inizialmente «Monti»,
lo stesso del filosofo Pietro Chiodi, fra
i «banditi» di Beppe Fenoglio), comandante della IV Divisione Giustizia
e Libertà «Stellina» (Stella è il nome
della figlia, che ha raccontato la sua
infanzia «tra leggi razziali e lotta partigiana» in La balma delle streghe per
Giuntina, nonché di una capretta «assunta» come mascotte).
Giulio Bolaffi, ovvero il filatelico
princeps, il figlio di Alberto, fondatore
della Casa nel 1890, a cui nel 2010 i
francesi dedicarono un francobollo, il
quinto italiano a essere accolto nel
Pantheon d’Oltralpe, dopo Leonardo,
Petrarca, Michelangelo, Lagrange.
Noblesse oblige...
Dazeglino (ma anagraficamente in
anticipo rispetto alle classi ideali, dove sedettero Pavese e Mila, Ginzburg
e Bobbio e Emanuele Artom), anticomunista, azionista. Giulio Bolaffi svetterà come un «solitario» della Resistenza, estraneo alle mene, ai «programmi di partito», agli ordini dall’alto. Non a caso lascerà le Valli di Lanzo
dove preponderante è l’orma garibaldina (e dove, a Vonzo, sopra Chialamberto, hanno trovato rifugio i figli con
l’istitutrice - la moglie è scomparsa
nel 1943) per la Val di Susa.
C’è un caposaldo gobettiano-crociano in questa landa: Meana, dove
trascorrevano la villeggiatura il filosofo di Palazzo Filomarino e Ada con
Paolo, rispettivamente la moglie e il
figlio del direttore della Rivoluzione
liberale. Sarà Ada, nel suo Diario partigiano, a ritrarre Giulio Bolaffi: «Ha
una sua borghesissima paura della
parola “politica”».
Spiega Alberto, la terza generazione
Bolaffi (raccolse il testimone paterno
nel 1987, quando Giulio morì): «Mio padre era figlio di un inglese. Oltremanica la politica ha un’aura nobile, gli interessi del Paese, sempre, prevalgono sugli interessi privati. La guerra partigiana salvaguarda un’idea alta di politica - un ring dove si fronteggiano il Bene e il Male -, ancorché già si intraveda

«R

I diari del celebre filatelico torinese. Il figlio Alberto
“Di padre inglese, per lui la politica era una cosa nobile”
me la darà: l’Italia abbisognava di legali- coloro che amano la libertà». Tredici
tà, e l’emblema sabaudo la simboleggia- aprile 1945, si avvicina il 25 aprile, che a
va, formalmente la rappresentava».
Torino sarà il 27. Il 28 Giulio Bolaffi alle
Lo stile di Giulio Bolaffi: «Un genti- 17 è in municipio, a Susa: «Parlo dal balluomo. Rigoroso a cominciare dal les- cone alla folla plaudente ed entusiasta
sico: non voleva si dicesse i piedi, ben- ed ho a fianco un ufficiale francese - parsì le estremità infeliamo dei Patrioti...».
riori. Onestà e ironia
«La guerra la
RIGORE BORGHESE
di respiro yiddish, i
combatte
e la paga
Anticomunista, azionista, generosamente»
suoi vessilli, una
sarà estraneo alle mene un’ulteriore rigo del
flemma perfezionae ai «programmi di partito» diario di Ada Gobetta nei secoli: un popolo perseguitato
ti. «Stellina - precisa
solo attraverso un senso aperto della Alberto Bolaffi - era l’unica formazione
vita riesce a salvarsi».
partigiana con la divisa alpina. Mio pa«Sento la radio alle 8.30. Quale pena dre assicurava il soldo, lo stipendio, ai
mi causa apprendere la triste notizia suoi partigiani. Traendo le risorse - andella morte di Roosevelt! È veramente che - dall’attività commerciale che a Toun lutto per tutta l’umanità, per tutti rino continuava, in via Peyron. Reggeva
l’ufficio la signora Bonino. I francobolli,
considerati beni rifugio contro la svalutazione, si vendevano, eccome».
C’è un nuovo Giulio, ora, al timone
della Bolaffi, Giulio Filippo. Alberto può,
talvolta, tornare Albertino, ritrovare il
tempo che fu sfogliando il quadernetto
modellato con il padre. Ecco il francoGiulio Bolaffi
bollo emesso dagli Stati Uniti nel 1945
il 7 maggio
per commemorare la liberazione di Pa1945 parla
rigi. E la serie che documenta l’Austria
dal balcone
occupata dai sovietici, nella vignetta la
del municipio
falce e il martello. E i dentellati microcodi Susa
smi con cui, finito il conflitto mondiale,
le nazioni del Commonwealth vollero celebrare «la Pace e la Vittoria»...

Torino, seminario sull’azionismo
I Diari di Giulio Bolaffi saranno presentati da Luciano
Boccalatte nell’ambito del seminario «Giellismo e
azionismo. Cantieri aperti», diretto da Giovanni
De Luna e Chiara Colombini, da domani a sabato,
a Torino, presso Istoreto, Istituto piemontese per la
storia della Resistenza e della società con temporanea,
via del Carmine, 13. In particolare, il fil rouge della
decima edizione è «Dall’interventismo al Partito
d’Azione». Tra i relatori, Ersilia Alessandrone Perona
(«La Grande Guerra nel pensiero e nelle attività
editoriali di Piero Gobetti»), Mario Isnenghi
(«Se ritornassimo al ’15»), Simone Visciola
(«I Rosselli e l’esperienza della Grande Guerra»).

La Schiava turca seduce New York
Il quadro del Parmigianino sarà esposto alla Frick Collection
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
è un mistero, che per certi
versi ricorda quello della
Gioconda, dietro allo sguardo della Schiava turca del Parmigianino. Lo scopriranno i visitatori della Frick Collection di New
York, che da oggi potranno ammirarla in una mostra organizzata in
collaborazione con la Foundation
for Italian Art & Culture presieduta da Alain Elkann.
Francesco Mazzola, detto il
Parmigianino, era uno dei pittori
più rinomati dell’inizio del Cin-

C’

quecento, al punto che lo consideravano la reincarnazione di Raffaello. Nel 1534 completò questo ritratto di donna, che per errore fu
chiamato Schiava turca.
Lo sbaglio, secondo la curatrice
della mostra alla Frick Collection,
Aimee Ng, era nato dai vestiti che indossava. Non era una schiava e non
era turca, però, e i dettagli del suo
abbigliamento rivelano un’altra verità. Quel balzo sulla testa decorato
con una figura del cavallo alato Pegaso, quella piuma che tiene in mano, quella posa attiva e quasi sfrontata, per i suoi tempi, lasciano supporre che invece fosse una poetessa.

31

laboratori a Milano, quattro a Bergamo, due a Sondrio e uno a
Mantova. È la prima manifestazione interamente dedicata alla
cultura per bambini e ragazzi che non si svolge in una sola città. La
manifestazione si rivolge ai giovani dai 6 ai 13 anni, con l’obiettivo di
avvicinarli alla cultura e in particolare agli aspetti più «generativi»n
della creatività. Tutti i progetti culturali del Festival sono realizzati
in collaborazione con scuole, musei e biblioteche del territorio. Le
informazioni e i dettagli su eventi, città e sedi della manifestazione
sono disponibili sul sito festivalculturacreativa.it. La manifestazione
è patrocinata, tra gli altri, dall’Unesco.

Giulio Bolaffi, i francobolli
alla guerra partigiana
il deleterio “particulare” che inficerà le
stagioni successive».
Un ebreo nella Resistenza, Giulio Bolaffi, che dichiarerà: «Nel 1933 con
l’ascesa di Hitler al potere ho cominciato
a cambiare atteggiamento nei confronti
del regime fascista. Il mio antifascismo
si fece più chiaro nel 1938 con l’emanazione della legislazione antiebraica». Ricorda Alberto: «Fu iscritto al Guf, montava a cavallo, eccelleva nel lancio del
giavellotto. A suo agio nella dimensione
ginnico-goliardica dell’epoca. Beninteso
mai indulgendo all’estasi collettiva».
Il padre in guerra: «Noi bambini lo
inondavamo di domande. Una, però, non
gli rivolsi: come poté un ebreo scegliere
di combattere con la bandiera sabauda.
Ma un risposta, sia pure indirettamente,

.

La schiava turca
del Parmigianino, 1533 circa

Quale, però? Con ogni probabilità, Veronica Gambara, una scrittrice attiva in quegli anni proprio nella
zona di Correggio, e amica del maestro del Parmigianino Anonio Allegri. «È un’ipotesi - avverte Aimee
Ng - non una conclusione definitiva.
Un’idea da discutere».
A maggior ragione un mistero intrigante, dunque, che spingerà i visitatori a fare la fila, almeno a giudicare dallo spazio che media importanti come il Wall Street Journal hanno
già dato alla mostra. Un solo ritratto
di donna, circondata da quattro uomini che la osservano e l’ammirano,
cioé Pietro Aretino e L’uomo con il
cappe.llo rosso di Tiziano, Lodovico
Capponi di Bronzino, e Ritratto di
uomo ancora del Pamigianino.
«Un’occasione - dice Alain Elkann di far conoscere meglio i nostri capolavori nel mondo, e di aiutare i
musei che le ospitano».

Elzeviro
PIERO
BIANUCCI

Per diventare
“cittadini
della scienza”
er la scienza è facile
trovare su Internet
fonti serie e evitare
quelle folli. Basta andare
alle grandi istituzioni:
Cern, Nasa, università titolate, riviste come Nature e Science. C’è tutto. Anzi, troppo. E troppo specialistico. Il numero degli
articoli scientifici raddoppia ogni dieci anni. Di
questo passo alla fine del
secolo le pubblicazioni
prodotte dai ricercatori
(avete notato il tramonto
della parola «scienziato»?) sfonderanno i limiti
fisici del pianeta. Per il
cittadino che vuole tenersi informato, filtrare le informazioni utili diventa
essenziale. Senza filtri efficaci, la conoscenza condivisa, cioè democratica,
non ha futuro.
Filtro efficace significa competenza, obiettività, capacità divulgative.
Forse è per questo che,
mentre le vendite di libri
arretrano al ritmo del 10
per cento l’anno, nascono nuove collane scientifiche con caratteristiche
specifiche e precise: libri
piccoli per formato e pagine (100-150), monografici, costruiti su nozioni
di base ma per approdare alle scoperte di ieri
mattina, temi di attualità. Gli stessi che occupano le pagine dei giornali
ma trattati senza approssimazioni e con
sguardo profondo.
Non è detto in modo
esplicito, però queste
nuove collane sono la risposta della carta a tablet
e computer. Incominciò
la Zanichelli con «Chiavi
di lettura» – ultimi titoli
Le stranezze del clima e I
robot ci guardano – e rimase a lungo isolata.
Qualche mese fa ecco la
storica sigla di Hoepli:
collana «Microscopi», tra
i temi il bosone di Higgs e
la svolta digitale. E ora,
dell’editore Carocci, la
collana «Città della
Scienza» (sì, è in collaborazione con il museo interattivo di Bagnoli, presso
Napoli, distrutto in un incendio doloso). I primi titoli parlano di economia,
ecologica, radioattività,
evoluzione umana, farmaci naturali, Ogm, rapporto mente-cervello,
particelle elementari.
È un salvagente per
chi sente di affogare in un
oceano di informazioni
prive di gerarchia. Può
diventare un passo verso
la conquista di una «cittadinanza scientifica»
che ci aiuti tutti a parlare
di cose che conosciamo, e
non a gridare su cose che
ignoriamo.

P

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

lastampa.it

FULVIA CAPRARA
INVIATA A CANNES

P

ronta a tutto. Per
la giuria del Festival che si inaugura
stasera, presieduta dalla regista Jane Campion e caratterizzata
da forte presenza femminile,
si preparano giorni di lavoro
intenso e riflessioni forti. Il
mondo visto dalla Croisette
è segnato dal filo rosso della
violenza, della guerra, del
conflitto. Non c’è pace, in
nessun luogo, neanche nella
lussuosa residenza reale della Principessa Grace di Monaco versione Nicole Kidman, che apre il festival stasera e tanto è spiaciuta agli
eredi perché «non riflette alcuna realtà e tradisce la storia», da far sbottare sul
Journal du Dimanche il regista Olivier Dahan: «Quando
hanno detto che il mio film è
fatto solo per fini commerciali, mi sono sentito insultato: sono un artista non uno
storico, non ci sono scoop
nel mio film, dunque perché
farne un dramma».

I film in concorso

Centimetri - LA STAMPA

Articoli e fotogallery

CANNES 2014

32 .Spettacoli

Sil Maria
Sils
di Olivier
O
Assayas

FRA

Captives
di Atom Egoyan

CAN

Le Meraviglie
di Alice Rohrwacher

ITTA

Ma to the stars
Maps
di David
D
Cronenberg

USA

Adieu au langage
di Jean-Luc Godard

FRA

Mr Turner
di Mike Leigh

GB
G

The search
di Michel Hazanavicius

FRA

Kis Uykusu
((Sommeil
So
d'hiver)

TUR

di Nuri
N Bilge Ceylan

Saint Laurent
di Bertrand Bonello

The homesman
di Tommy Lee Jones

FRA

USA

Jimmy's hall
di Ken Loach

GB

Futatsume no mado
(Deux fenetres)

GIA

di Naomi Kawase
Deux jours, une nuit
di Jean-Pierre
BEL
e Luc Dardenne

Relatos salvajes

Mommy
di Xavier Dolan

Foxcatcher
di Bennett Miller

(Wild tales)

ARG

Leviathan
di Andrey Zvyagintsev

RUS

USA

Timbuktu
di Abderrahmane Sissako

FRA

di Damian Szifron

FRA

Da Grace a Sarajevo
non c’è pace sulla Croisette
Conflitti familiari nel discusso film con Kidman che apre stasera
ed epocali come nell’opera corale per il centenario della 1° Guerra

dogli in cambio aiuto lungo il
difficile viaggio per condurre
tre donne con problemi mentali
dal reverendo che se ne occuperà. Nel secondo il protagonista
John (Mads Mikkelsen), dopo
aver assistito allo sterminio
della famiglia, si trasforma in
feroce vendicatore entrando in
contatto con criminali e fuorilegge come «il Corso» (l’ex-calciatore Eric Cantona).
Ancora delitti in The captive
di Atom Egoyan, con Ryan Reynolds e Rosario Dawson, dedicato alla scomparsa misteriosa
di una bambina. E in In the name
of my daughter di André Téchiné, basato sul delitto Agnes
Le Roux, caso ancora irrisolto,
con Catherine Deneuve e Fuillaume Canet, in Foxcatcher, di
Bennett Miller, cronaca dell’assassinio del campione olimpionico di wrestling Dave Schultz
IL REGISTA DAHAN

«I Grimaldi hanno detto
che ho solo fini commerciali
Mi sono sentito insultato»

LAPRESSE

Ma la guerra è ovunque,
nella casa borghese di Incompresa di Asia Argento, dove la
piccola Aria (Giulia Salerno)
sperimenta la durezza della
separazione tra i genitori eccentrici, e nella campagna
delle Meraviglie di Alice
Rohrwacher, dove Gelsomina,
figlia di un padre-padrone che
rifiuta il consumismo, ha il desiderio di una vita diversa.
Dal particolare all’universale, dalle battaglie formato fami-

Marcello
Mastroianni
nel manifesto
del Festival
2014 che apre
oggi

ANSA

glia ai conflitti epocali tra paesi, il
tema resta uguale. Nei Ponti di
Sarajevo, 13 registi delle più diverse nazionalità (due sono italiani, Leonardo Di Costanzo e
Vincenzo Marra), esplorano, per
il centenario della Grande Guerra, il ruolo svolto da Sarajevo, città simbolo della fratellanza spezzata, negli ultimi cento anni. In
The search il regista premio
Oscar per The artist Michel Hazanavicius abbandona la memoria hollywoodiana per immer-

gersi nella tragedia della Cecenia
dove, tra il ‘99 e il 2000, durante
l’invasione russa, Clare (Berenice Bejo), membro di una ong, viene indelebilmente segnata dall’incontro con un ragazzino orfano. In Leviathan di Andrey Zvyaginstev, l’attacco alla società
russa è il cuore della vicenda di
Nikolai, moderno Giobbe, in
guerra con il sindaco corrotto
che vuole appropriarsi dei suoi
beni. In Timbuktu il mauritano
Sissako ricostruisce la vicenda

realmente accaduta, solo due anni fa, di una coppia di ragazzi non
coniugati condannati alla lapidazione dagli estremisti islamici
perchè considerati peccatori.
Anche nei due western atipici The homesman di Tommy Lee
Jones e The salvation del danese
Kristian Levring (fuori concorso), i rapporti umani sono intrisi di crudeltà e senso di prevaricazione. Nel primo la pioniera
Hilary Swank salva un truffatore dall’impiccagione chieden-

Einaudi: “La mia Africa,
uno strumento a bacchette”

so al blues, naturalmente, ma
anche a certe tracce orientali
che attraverso i viaggi hanno
riempito il Mediterraneo».
Ma il balafon, che è poi il piano
africain di cui lei parla?

Il compositore mattatore di “Piano city” a Milano
EGLE SANTOLINI
MILANO

Di Piano City, a Milano nel
prossimo weekend, Ludovico
Einaudi riconosce di essere
uno degli ispiratori: «Avevo
partecipato all’unica edizione
di Berlino, l’idea era quella
delle case che ospitavano i
concerti. Suonai davanti a
una trentina di persone nell’appartamento al Mitte di un
amico, con molte candele accese e tutti a piedi nudi: un’atmosfera interessante». Einaudi ne parlò con l’allora assessore alla Cultura Stefano
Boeri «e lui spalancò gli occhi:

bisogna farlo anche da noi, mi
disse». Miracolo a Milano: se a
Berlino l’iniziativa non si è più
ripetuta, sotto la Madonnina è
alla terza edizione. 300 eventi
su tre giorni, il fiore all’occhiello
è proprio la prima esecuzione
di Le piano africain venerdì sera
al Parco Sempione. Un concerto gratuito, dove si aspettano
migliaia di persone.
Dodici musicisti dodici: sei al
piano, quattro al balafon e
due alla marimba. Ci racconta
questo Piano africain?

«Bisogna prima parlare del mio
amore per l’Africa, a partire dal
primo viaggio del 1999, in Mali

Le piano
africain
prima esecuzione venerdì
sera al Parco
Sempione. Un
concerto
gratuito
OLIVER MARK

con amici. Mi avevano detto che
Bamako era piena di musica come l’Avana, ma la realtà ha superato ogni aspettativa: adulti,
bambini, vecchi, tutti suonavano, tutti finivano per coinvolgermi. E intanto, da quell’atteggiamento un po’ irrigidito tipico

La Principessa
Grace di
Monaco
versione Nicole
Kidman nel
film di Dahan
che apre fuori
concorso il
festival di
Cannes

dell’occidentale, cominciavo a
farmi prendere dall’idea africana del tempo, così lontana dalla
nostra, vicina alla natura. Più la
studiavo, più la musica africana
mi sembrava piena di elementi
antichi che nel nostro mondo
hanno avuto altri sviluppi: pen-

«Dopo aver scoperto la kora, ha
presente quell’arpa a 22 corde
fatta con la zucca? Con Ballaké
Sissoko ho avuto la gioia di collaborare… Dicevo: dopo la kora,
mi sono concentrato su questo
strumento che i suonatori percuotono con le bacchette, insomma un piano riportato alla
sua più pura essenza percussiva. Da lì è nato questo brano,
che vuol essere anche un augurio per Piano City. Io non so se
potrò partecipare a tutte le edizioni, visto che ho molto da fare
in giro per il mondo. Ma sarebbe bellissimo se, a ogni anno,
corrispondesse una novità
composta per la rassegna».

da parte del miliardario appassionato di sport John du Pont
(Steve Carrell), in Futatsume ni
mado della giapponese Naomi
Kawase dove un ragazzino scopre un cadavere. Anche nell’attesissimo Lost river, debutto alla regia di Ryan Gosling, la morte è in primo piano. Per le atmosfere torbide e inquietanti, il
film, che descrive l’addentrarsi
di una madre single con i figli in
un macabro universo nascosto,
è già stato paragonato a Twin
peaks. Per respirare l’aria fresca dell’utopia, bisognerà rivolgersi al padre del cinema militante di sinistra Ken Loach che,
in Jimmy’s Hall, ricostruisce,
nell’Irlanda Anni 30, la vera storia dell’attivista James Gralton
e della sala da ballo, fuori dal
controllo della Chiesa cattolica,
dove libertà e rivoluzione andavano insieme, a passo di danza.

cie di parete, a diversi livelli:
s’immagini la facciata aperta di
un edificio dentro cui si può
sbirciare, come nella Finestra
sul cortile di Hitchcock. Io sto al
secondo livello e coordino il lavoro di tutti: Michiel Bortslap,
Gianluca Mancini, Cesare Picco, Federico Mecozzi e Andrea
Rebaudengo ai pianoforti, Maurizio Ben Omar e Naudy Carbone alle marimbe, Naby Camara,
Lansiné Kouyate, Fassery Diabate e Lansana Diabate ai balafon. Sarà un’occasione di gioia,
anche se l’Africa è in prima pagina, in questi giorni, per un
motivo di enorme angoscia. E
sarà consolante farlo per un
grande pubblico, in un prato,
sotto l’Arco della Pace».
Come sarà la sua estate?

È vero che al concerto si accompagnerà pure una specie
di installazione artistica?

«Piena di lavoro. A luglio parte
il tour, sto componendo la colonna sonora di Samba, nuovo
film dei registi di Quasi amici,
Toledano e Nakache. E preparo
un progetto su Allan Poe».

«Suoniamo disposti su una spe-

twitter @esantoli

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 14 maggio 2014

Rai 1

Rai 2

6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Tutti in cucina con
Antonella Clerici, nella
14ª edizione del programma
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
15.20 La vita in diretta Attualità Una coppia inedita al
timone dello storico
programma pomeridiano, Paola Perego e Franco Di Mare
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded

6.55 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives
Telefilm
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.50 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.05 Elezioni Europee - Tavola
Rotonda
17.45 Tg2 Flash Lis
17.50 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

Rai 3

21.10
The voice of Italy

21.05
Chi l’ha visto?

TALENT SHOW. Un nuovo appun-

FILM. (comm., 1998) con H. Ford,

tamento con il secondo Live
Show. Protagonisti saranno
ancora una volta i talenti, i
coach, tanta musica, gli ospiti
speciali e le emozioni

ATTUALITÀ. Il programma condotto da Federica Sciarelli torna
a indagare su Eleonora Gizzi,
33 anni, la giovane insegnante
di Vasto (Chieti) scomparsa il 28
marzo scorso

23.15 Porta a Porta Attualità
0.50 Tg 1 - Notte. Che tempo
fa
1.25 Cinematografo Speciale
Cannes
1.55 Magazzini Einstein
Attualità

23.25 Tg 2
0.45 Il Musichione Musicale
1.15 Hawaii Five-0 Telefilm
2.15 Meteo
2.20 Diritto di difesa Soap
opera Con Martina
Colombari

6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
14.10 CentoVetrine Soap
opera
14.45 Uomini e donne Talkshow
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.25 Pane quotidiano
12.50 Ciclismo: Giro d’Italia
2014 Sport
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Ciclismo: Giro d’Italia
18.05 Aspettando Geo
18.15 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

21.15
Sei giorni sette
★★
notti
A. Heche. Regia di I. Reitman. La
giornalista Robin si ritrova su
un’isola deserta della Polinesia
con il rude pilota Quinn

Canale 5

23.15 Le Storie di Chi l’ha visto?
Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Crash. Contatto impatto
convivenza Attualità
2.05 Fuori orario

Italia 1
7.00 Friends Telefilm
7.30 Vecchi bastardi Varietà
8.30 Urban Wild Attualità
9.40 Come mi vorrei Varietà
10.20 Dr. House - Medical division Telefilm
12.10 Cotto e mangiato - Il
menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.05 I Simpson
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine
Telefilm

21.10
Furore - Il vento
della speranza

20.20
Calcio:
Siviglia-Benfica

MINISERIE. Vito Licata e suo fratel-

SPORT. Allo Juventus Stadium di

loSaruzzoemigranodallaSiciliaal
nord in cerca di lavoro. Ma, giuntiaLidoLigure,ilorosognisiinfrangono di fronte a una dura realtà

Torino si gioca la finale di Europa
League tra il Siviglia, qualificato
all’ultimo minuto grazie al gol di
MbiaeiportoghesidiJorgeJesus

23.00 Il segreto Telenovela
23.45 Segui il tuo cuore Film
(dramm., 2010) con Zac
Efron, Amanda Crew.
Regia di Burr Steers
1.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it

Rete 4

La 7

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm sconvolgenti
16.35 Il grande Caruso Film
(biogr., 1951) con Mario
Lanza, Ann Blyth, Dorothy Kirsten, Carl Benton
Reid, Jarmila Novotna.
Regia di Richard Thorpe
18.55 Tg 4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore Soap
opera

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’Ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber

21.15
No Limit

21.10
La gabbia

Vincent Liberatti,
agente della Dgse, nel corso di
una missione segreta in Africa
scopre di avere un tumore al
cervello. Decide di lasciare il
corpo speciale

ATTUALITÀ. In contemporanea
su La7.it va in onda una nuova
puntata del programma di
approfondimento politico
condotto da Gianluigi Paragone

TELEFILM.

22.50 Europa League Speciale
23.45 Chiambretti supermarket Varietà
1.40 Shameless Telefilm
3.20 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
3.40 Sport Mediaset

23.15 Chase Telefilm
0.05 Dentro la notizia
1.35 Music Line Musicale
2.30 Ieri e Oggi In Tv Special
Varietà
4.25 Zig Zag Gioco con Raimondo Vianello

0.00 Tg La7 Night Desk Attualità La striscia di approfondimento quotidiano
in onda dal lunedì al
venerdì in seconda serata
1.15 Otto e mezzo Attualità

digitale terrestre
RAI 4

21

15.00 Brothers and
Sisters Serie
15.50 90210 Serie
16.35 Streghe Serie
17.25 Streghe Serie
18.10 Joan of Arcadia
Serie
18.55 Greek Serie
19.40 Xena Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 Cosa Piove dal
Cielo? Film
22.50 Scandal Serie
23.35 Identità sospette
Film

RAI 5

23

18.30 David Letterman
Show
19.20 Ravel:
SheherazadeSostakovic
20.10 DebussyPaganiniWieniawskiMoszkowski
20.35 Passepartout:
Magna Grecia
21.15 In Scena - Novecento
di Baricco
22.40 Icone - Arnoldo
Foa’

RAI STORIA 54
20.10 Anatomia di un
omicidio-L’ultimo
zar
20.30 Il tempo e la storia Prigionieri di
Guerra:gli schiavi
del Reich
21.30 Nettezza urbana
- Piovono fiori su
Napoli e Scampia
22.15 Tablet Italia in 4dl’Italia delle rivolte
23.20 R.A.M. (Viaggiatori
ed Esploratori
Italiani Bottego)

RAI MOVIE

10.40 Quel ragazzo
della curva B Film
12.20 Wild Bill Film
14.00 La macchia
umana Film
15.50 Tris di donne &
abiti nuziali Film
17.35 Rai News - Giorno
Notiziario
17.40 Indiavolato Film
19.20 Piedone d’Egitto
Film
21.15 Falso tracciato
Film
23.15 Tirannosauro Film

serie tv

film
16.35 Come un tuono Un
pilota di moto scopre
di avere un bambino e
lavora per diventare
padre SKY CINEMA 1
17.00 Racconti romani Le
disavventure di un
gruppo di piccoli truffatori, tra cui l’ex detenuto Alvaro SKY
CLASSICS

17.20 Zombie Apocalypse
SKY MAX

17.45 Il pescatore di sogni
SKY HITS

L’amore è un trucco
Un’estetista cialtrona
viene scambiata per
n’educatrice. Con
Timothy Dalton SKY
PASSION

17.55 Easy Girl Storia di
Olive, che per aiutare
un suo amico gay viene
etichettata “poco
seria” SKY COMEDY
18.00 Cercasi tribù disperatamente Una professoressa viene inviata a cercare l’ultima tribu della
Nuova Guinea SKY
CINEMA FAMILY
Barabba SKY CLASSICS

18.40
18.50 Mission: impossible III
L’agente speciale Tom
Cruise torna in azione
da un capo all’altro del
mondo SKY MAX
19.00 L’ipnotista SKY CINEMA 1
19.30 Il fuggitivo della missione impossibile SKY
COMEDY

19.35 Terremoto nel Bronx
SKY HITS

19.40 Biancaneve e gli 007
nani Nel regno delle
favole non tutto va
come dovrebbe andare. Animazione SKY
CINEMA FAMILY

21.00 Sammy 2 - La grande
fuga SKY CINEMA FAMILY
Octopussy: Operazione
Piovra SKY CLASSICS
Io speriamo che me la
cavo SKY COMEDY
La scoperta dell’alba
SKY PASSION

La terrazza sul lago
Chris e Lisa Mattson
vengono presi di mira
dal loro vicino Samuel
L. Jackson SKY MAX
21.10 Senza freni Joseph
Gordon-Levitt è un
messaggero coraggioso
che si muove tra le vie
di NY SKY HITS
Il diario di Jack Una
giornalista ruba il diario segreto di Jack,
agente cinematografico, e... SKY CINEMA 1
22.35 Dance with Me Un
cubano arriva in Texas
per insegnare in una
scuola di ballo. Si innamora SKY PASSION
22.40 Ember - Il mistero della
città di luce Ember è
sempre avvolta nel
buio, l’unica fonte di
luce è un generatore
SKY CINEMA FAMILY

19.00 Tutto in famiglia FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.05 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
Body of Proof FOX LIFE
20.10 The Big Bang Theory
FOX

20.35 The Big Bang Theory
FOX

20.50 Donne nel mito Edith Piaf DIVA

IRIS

22

11.45 Charleston Film
13.55 La poliziotta a
New York Film
15.30 Ti racconto un
Libro
15.55 Ovosodo Film
17.45 Le Sette Vipere
Film
19.25 A-team Telefilm
20.10 Hazzard Telefilm
21.00 Nel Paese delle
Creature
Selvagge Film
22.50 L’impero del sole
Film

DIVA

UNIVERSAL

Annika: Crime reporter FOX CRIME
Cucine da incubo 2
FOX LIFE

The Glades FOX
21.50 Da Vinci’s Demons
FOX

21.55 Castle FOX LIFE
22.00 Padre Brown DIVA
UNIVERSAL

22.45 Cucine da incubo 2
FOX LIFE

How I Met Your
Mother FOX
22.50 The Following FOX
CRIME

23.15 How I Met Your
Mother FOX
23.35 The Big Bang Theory
FOX

23.40 Body of Proof FOX LIFE
23.45 Criminal minds FOX

CIELO

MTV

26

17.15 Vendite impossibili Varietà
18.00 Buying & Selling
Documentari
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
Documentari
21.10 Boogeyman 2 - Il
ritorno dell’uomo
nero Film
23.15 The Apprentice
Italia Varietà
1.15 Rollerball Film
3.15 24 Telefilm
4.45 Sex Therapy

8

13.20 Friendzone: Amici
o Fidanzati?
14.15 Scrubs
15.10 New Girl
16.00 Catfish: False
Identita’
16.50 Teen Mom 2
18.20 16 Anni e Incinta
19.20 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Fratelli per la
pelle Film
23.20 Ridiculousness:
Veri American
Idiots

REAL TIME

CHANNEL

19.00 Staffetta in cucina LEI
19.05 Yukon Men: gli ultimi
cacciatori DISCOVERY
CHANNEL

19.20 L’uomo di casa

SKY

UNO

19.25 Demolitori d’azzardo
NATIONAL GEOGRAPHIC

19.30 Yakuza - Gilden ARTE
Staffetta in cucina LEI
19.50 Giardini da incubo
SKY UNO

19.55 Esperimenti esplosivi
20.00 Nixon e Krushev Erwitt ARTE
Affari a quattro ruote

EMOTION

15.25 Grand hotel Excelsior
Un intreccio di vicende
di ogni tipo caratterizza la vita al Grand
Hotel Excelsi PREMIUM
COMEDY

16.10 Gambit PREMIUM CINEMA
16.15 The Hole In 3d PREMIUM
CINEMA ENERGY

16.55 Dreamer - La strada per
la vittoria Un ex fantino riceve come «liquidazione» la cavalla
Sonya. Con Kurt Russell

DISCOVERY CHANNEL

PREMIUM UNIVERSAL

17.20 Le amiche della sposa
Annie, una semplice
ragazza, diventa prima
damigella di un’amica
ricca e snob PREMIUM

NATIONAL GEOGRAPHIC

NATIONAL GEOGRAPHIC

21.00 Destini incrociati hotel
ARTE

COMEDY

17.25 Hatfields & Mccoys
PREMIUM CINEMA EMOTION

17.45 Tutti Contro Tutti

Affari a quattro ruote

PREMIUM CINEMA

DISCOVERY CHANNEL

Grassi contro magri

The Maid - La Morte
Cammina Tra I Vivi

LEI

PREMIUM CINEMA ENERGY

21.10 Ogni volta Vasco:
Siamo solo noi ARTE
Face Off SKY UNO
21.25 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.45 Ogni volta Vasco: Ma
cosa vuoi che sia una
canzone ARTE

DMAX

18.45 Low Budget — Salti
Temporali PREMIUM
UNIVERSAL

19.00 The Horsemen Un
serial killer uccide le
sue vittime in maniera
apparentemente casuale PREMIUM UNIVERSAL

19.10 Match Point Un ex giocatore di tennis dà
lezioni all’alta borghesia inglese. Di Woody
Allen PREMIUM CINEMA
EMOTION

19.20 Sospesi nel tempo
Imbroglione e amico
degli spettri Bannister
dovrà vedersela con un
serial killer PREMIUM
CINEMA ENERGY

19.30 TMNT New York è invasa da creature mostruose. Le tartarughe ninja
devono intervenire
PREMIUM CINEMA

Colpo di Fulmine
PREMIUM COMEDY

21.15 Il discorso del re Re
Giorgio VI cerca di
superare la sua balbuzie con l’aiuto di Lionel
Logue PREMIUM CINEMA
E alla Fine Arriva Polly
PREMIUM UNIVERSAL

Daylight - Trappola nel
tunnel Sylvester Stallone
salva 12 persone intrappolate da un’esplosione
di gas tossici PREMIUM
CINEMA ENERGY

The Resident Dopo la
separazione, Juliet si
trasferisce a Brooklyn,
in un bellissimo loft
PREMIUM CINEMA EMOTION

Indovina Chi Sposa Mia
Figlia! PREMIUM COMEDY
22.45 Basic Instinct (Istinto di
Base) PREMIUM CINEMA
EMOTION

52

13.00 Perduto?
Venduto!
13.25 Banco dei pugni
14.15 Ci sei o ci fai?
15.10 Top Gear
16.00 Matto da pescare
16.50 Airport Security
17.45 Property Wars
18.35 Una famiglia in
affari
19.30 Affare fatto!
20.20 Banco dei pugni
21.10 MythBusters
22.00 Fai la scelta giusta!

serie tv

film
15.15 The Express La storia di
Ernie Davis che vinse
l’Heisman Trophy e
morì di leucemia a 23
anni PREMIUM CINEMA

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.20 Glee 5 (v.o.) SKY UNO
20.25 Cosa ti dice il cervello?
20.30 Eurythmics ARTE
20.55 Muoviti o muori

31

15.45 Quattro matrimoni USA Documentari
16.40 Quattro matrimoni - Canada
17.35 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.30 Molto bene
19.25 Best Bakery
Varietà
20.20 Il boss delle torte
Documentari
21.10 Un giorno per me
21.40 Long Island
Medium
Documentari

intrattenimento
18.40 Case impossibili:
Hawaii DISCOVERY

NATIONAL GEOGRAPHIC

UNIVERSAL

21.00 Padre Brown

CRIME

24

15.05 Flikken - Coppia in
giallo TOP CRIME
15.58 Supernatural ACTION
16.10 Una mamma per
amica MYA
16.30 Friends JOI
16.45 The Shield ACTION
16.55 2 Broke Girls JOI
17.00 Chateau Meroux - Il
vino della vita Uno
speculatore mira al
Château Meroux una
piantagione rivale ereditata da Wendy MYA
17.05 Monk TOP CRIME
17.25 Suburgatory JOI
17.35 Spooks ACTION
17.50 Shit! My Dad Says JOI
17.55 Psych TOP CRIME
18.20 Big Bang Theory JOI
18.35 Supernatural ACTION
18.45 Due Uomini e 1/2 JOI
Una mamma per
amica MYA
19.10 Mike & Molly JOI
19.20 The Shield ACTION
19.30 Criminal Intent TOP
CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
The Vampire diaries
MYA

20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.20 Law & Order: Unità
Speciale TOP CRIME
21.15 Hustle - I signori della
truffa JOI
Pretty Little Liars MYA
Revolution ACTION
22.00 Covert affairs ACTION

34

.MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

SPORT
La lista

Tennis, a Roma impresa della Giorgi
Camila Giorgi elimina la n. 9 del mondo Cibulkova e
infiamma Roma. Oggi debuttano Federer e Nadal.
Maschile, 1° t.: Haas-Seppi 6-1, 4-6, 6-3; SijslingCecchinato 7-6, 7-5; Raonic-Bolelli 6-3, 7-5; DjokovicStepanek 6-3, 7-5; Wawrinka-Riba 6-0, 6-3, RaonicBolelli 6-3 7-5. Femminile 1° t: Giorgi-Cibulkova 6-4, 7-6;
Errani-Scheepers 7-5, 6-3; Makarova-Vinci 6-2, 7-6.

MONDIALI, PRANDELLI CONVOCA 31 GIOCATORI: IL PORTIERE MIRANTE E ALTRI 7 RESTERANNO A CASA

Il ct Cesare
Prandelli, 56
anni, guiderà
l’Italia in Brasile
È il suo debutto
a un Mondiale
dopo il secondo
posto
a Euro2012

La sorpresina
Listone Mondiale: fuori Gilardino e Criscito, dentro Darmian
e Pasqual. C’è Rossi: se recupera soffia il posto a Cassano
MARCO ANSALDO

Diversamente dal Brasile, dalla
Francia e dall’Inghilterra che
hanno già definito l’elenco
dei 23 che porteranno al
Mondiale, Cesare Prandelli si è tenuto largo. A
Coverciano, lunedì prossimo a mezzanotte, di giocatori se ne presenteranno 31,
uno in più di quanti ne chiedeva
la Fifa. L’escamotage è stato di

escludere dall’elenco il quarto
portiere, Mirante, che parteciperà alla preparazione «a scopo
precauzionale», come quando si
prende un’aspirina nella speranza che non arrivi l’influenza.
In questo modo il ct ha potuto
mantenere un gruppo più folto,
10 per reparto, tra i centrocampisti e tra i difensori dove i dubbi
sono più consistenti. Più che
sorprese si contano le sorpresine. Non lo è la chiamata di Chiel-

lini nonostante le tre giornate di
squalifica che potevano far scattare il codice etico: Prandelli
aveva già spiegato che la gomitata dello juventino a Pjanic non
entrava nell’elenco delle scorrettezze fatte a freddo, ma era il
gesto nato da un’azione di gioco.
Sa di sabbia gettata frettolosamente per coprire una buca ma
è vero che se a questa Nazionale, con Barzagli purtroppo reduce da una stagione di acciacchi,

togli pure Chiellini le prospettive di mantenere una difesa salda si riducono parecchio. Etici sì
ma non autolesionisti.
Né sorprende la chiamata di
Giuseppe Rossi. Una decina di
giorni fa lo sfortunatissimo Pepito era fuori. Troppe le incertezze sulla sua ripresa. La mezzora con il Sassuolo ha risvegliato le speranze. Prandelli vi
si è aggrappato, un po’ perché il
ragazzo merita il risarcimento
di poterci provare e un po’ perché se Rossi è arruolabile il ct si
leva la rogna di portare Cassano, rendendo immediatamente
più vivibile l’atmosfera con gli
altri azzurri. Pepito fu l’ultimo
degli esclusi da Lippi quattro
anni fa, potrebbe essere l’ultimo dei convocati questa volta.
In attacco si sta alzando la
nebbia. Una delle sorpresine è
l’esclusione di Gilardino, immaginiamo quanto sofferta da
Prandelli che lo lanciò nel Verona e nel Parma. L’anno scorso in

Lunedì il via al raduno
azzurro. Record
di granata: mai così
tanti da Argentina ’78

Il tweet
Non nascondo il dispiacere...
Ci sono rimasto più di m. ora
che due anni fa all’Europeo...
Grazie a tutti per il sostegno
Domenico Criscito, terzino dello Zenit

Confederations Cup, il biellese
fu l’uomo di esperienza e se la
cavò con grande impegno. Undici mesi dopo però Gilardino ha
subito la concorrenza di quelli
che non ti aspetti: Destro e Immobile, gente giovane, smaniosa, efficace. E poiché in area c’è
pure Balotelli, portarsi quattro
centravanti era un eccesso. Con
Cerci strafavorito per il posto,
rimane una maglia da giocare
tra Cassano, Rossi e Insigne.
Il gruppo dei centrocampisti
è praticamente fatto. Aquilani e
Verratti saranno «tagliati»,
mentre non stupisce la presenza di Romulo se non perché in
Nazionale il brasiliano non si è
mai visto. Prandelli però lo considera un jolly da collocare anche in difesa, sulla fascia, dove
si accentrano i dubbi maggiori.
Se come centrale Paletta sembra trionfare su Ranocchia, ai
lati sono in 5 per tre maglie e tra
questi ecco le sorpresine vere:
Darmian e Pasqual, invece di
Criscito che non l’ha presa bene
dopo quanto gli successe due
anni fa. Il terzino della Fiorentina ha poche chances. Darmian
ne ha di più perché il ct, come la
maggioranza degli allenatori,
gradisce gli eclettici e il granata, come De Sciglio, ha dimostrato di poter giocare sia a destra che a sinistra. Con Darmian potrebbero essere tre i
granata al Mondiale, evento
mai realizzato in una grande
competizione dal ’78 in Argentina quando furono 6. Un altro riconoscimento a una stagione
sorprendente.

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Short track, il ct azzurro passa alla Francia

Oggi in Tv

Il ct dello short track Eric Bedard (specialità che alle
Olimpiadi grazie ad Arianna Fontana ha incassato 3
medaglie) lascia l’Italia e passa alla Francia: «Abbiamo
presentato un piano dettagliato a fine marzo e nessuno
ci ha risposto. Non c’erano garanzie». Fontana aveva
vincolato il suo futuro alla presenza dei tecnici
canadesi: «Mi sposo il 31 maggio poi ci penserò».

11,00 Tennis. Wta Roma
11,00 Tennis. Atp Roma
12,50 Anteprima Giro
13,00 Sport Mediaset
15,10 Ciclismo. 5ª tappa
17,15 Processo alla tappa

Supertennis
SkySport2/3
Rai3
Italia1
Rai3
Rai3

17,50 Tg Sport
19,00 Sport Mediaset
20,30 Pallanuoto. Brescia-Pro Recco
21,00 Calcio. Benfica-Siviglia
22,50 Speciale Europa League
23,00 Ciclismo. Giro di California
0,30 Viaggio nell’Italia del Giro
1,00 Basket. Nba playoff

Trattative in stand by

.

35

Rai2
Italia1
Rai Sport2
Italia1
Italia1
Eurosport
RaiSport2
SkySport2

Conti primi 9 mesi
Utilea2,9milioni
incalodel79%

Retroscena
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

1 La Juventus ha chiuso i

A

lla fine di ogni seria chiacchierata
di mercato, quando pure ci sarebbe un’intesa di
fondo, invece di stringere la
mano o buttare giù la bozza di
un accordo, la Juve ferma tutto con poche parole: «Prima
dobbiamo vedere chi sarà l’allenatore». Per dire quanto sia
incerto il futuro, anche visto
con gli occhi della dirigenza
bianconera. Toccherebbe ad
Antonio Conte, per contratto
e speranza (del club), molto
meno nelle sensazioni di questi giorni. Ogni tanto si diffondono pensieri di lieve ottimismo, ma l’impressione è che
società e allenatore siano piuttosto lontani, non senza qualche insofferenza reciproca, e
mai così vicini all’addio.
Che prima bisogna essere
sicuri dell’allenatore, è stato

Didier Drogba
La Juve ha sondato l’ipotesi del
centravanti ivoriano che direbbe di sì: ma pesano stipendio,
età (36 anni) e acciacchi

LAPRESSE

primi nove mesi dell’esercizio 2013-2014 con un utile di
2,9 milioni di euro rispetto ai
13,9 milioni dell’analogo periodo dell’esercizio precedente, con una variazione
percentuale del 79,2%. I ricavi sono invece cresciuti del
2,5% a 229,2 milioni, mentre
il risultato operativo, 13,9
milioni, è in calo del 40%. Il
resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2014 è stato approvato ieri dal cda. Il
peggioramento di alcune voci di bilancio è legato all’aumento dei costi operativi, arrivati a 171,6 milioni
(+9,5%), per l’incremento
del costo del personale tesserato (+16,5 milioni), e da un
aumento contenuto dei ricavi (5,7 milioni).

Antonio Conte, 44 anni, è alla terza stagione sulla panchina della Juventus

“Prima vediamo chi allena”
Juve, frenata sugli acquisti

L’ECCEZIONE

Sanchez sarà il primo
rinforzo, a prescindere
da chi sarà l’allenatore
ULTIMATUM

Il tecnico vuole dieci pezzi
nuovi: per il club invece
non serve una rivoluzione

Conte e società sempre lontani: da Montella a Mihajlovic, c’è il piano B

detto ai procuratori di Nani, in
uscita dallo United, uno che il
club prenderebbe e il tecnico
no, e a quelli di Didier Drogba,
che alla Juve ci ha fatto un pensierino, ovviamente dietro lauto compenso: ci sta riflettendo
pure l’ad Beppe Marotta, soprattutto sull’età del centravanti (36 anni) e la condizione
fisica (ko muscolare da aprile).
L’eccezione sarebbe solo per
Alexis Sanchez, giudicato uno
dei migliori: potendo, la Juve lo
prenderebbe subito dal Barcellona, e poi sarebbe compito
dell’allenatore farlo funzionare. Chiunque sarà. Già, chiunque: e questa rimane la do-

della stagione. Vorrebbe andare
avanti con Conte pure la società,
ma senza deroghe al piano industriale con conseguenti preventivi di spesa. Dunque, nessuna
rivoluzione della rosa, ovvero almeno dieci pezzi nuovi, come invece chiede l’allenatore: per
aprire un nuovo ciclo. Si può invece continuare per la strada già
tracciata l’estate scorsa: «Per
costruire e migliorare». Del resto, di vincere la Champions nessuno può fornire garanzia: neppure chi ha speso più di un miliardo di euro in dieci anni, vedi il
Real Madrid. Conte ha diverse
prospettive e aspettative, e l’ha
detto: prendere o lasciare, sem-

Nani
28 anni, in uscita dal Manchester United, potrebbe essere
l’esterno più economico: ma è
reduce da un lungo infortunio

manda. Per una buona fetta di tifosi c’è un solo comandamento:
non pronunciare altro nome al
di fuori di Conte. E per questo
già si stanno organizzando manifestazioni sotto l’hotel del ritiro e allo stadio, domenica, per la
partita con il Cagliari, ultima

Su «Chi»

1 Gigi Buffon e Ilaria

D’Amico, fotografati insieme
a Milano: le foto sul numero
del settimanale «Chi».

bra l’alternativa. E, al momento,
il club sta optando per la seconda, cioè il divorzio. Nel caso, ci
sarà anche da trovare la formula, perché di dare le dimissioni il
tecnico non ha alcuna voglia. Come pure la società di licenziarlo:
e più lontani di così, è dura.
Qualsiasi club, con queste premesse, armerebbe un piano B:
cose che non si raccontano, ma si
preparano. Anche se, al momento, non si va oltre una rosa di candidati, quotati ogni giorni e più
fluttuanti del Nasdaq. A ieri, era
in salita il gradimento per Vincenzo Montella, che si tira però
dietro una clausola rescissoria
sui 5 milioni di euro. Controindi-

cazione non da poco, nonostante
il profilo piaccia. Per carattere, e
gestione dei giocatori, la Juve ha
preso informazioni anche su Sinisa Mihajlovic, che sta tirando
un po’ per le lunghe, il rinnovo
con la Samp. In lieve flessione la
percentuale di Allegri, come pure quelli di Mancini e Spalletti.
Anche per l’ex allenatore di Roma e Zenit pesano i quattrini necessari per portarlo eventualmente a Torino, visto il nutrito
staff di collaboratori, e il contratto ancora in essere con la squadra russa. A occhio, e a risultati, il
migliore sarebbe Conte ma, come diceva domenica, «spesso i cicli durano tre anni».

36 .Sport

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Personaggio
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

e il buongiorno si vede dal mattino, allora Riccardo Meggiorini sarà l’uomo destinato a portare il
Toro in Europa. Basterà riprodurre l’incredibile gol in
semirovesciata sfoderato ieri
in allenamento, strappando
l’ovazione di stupore dei 300
tifosi presenti alla Sisport,
per entrare nella storia granata e confermare come il calcio spesso sia materia illogica
e a volte da libro Cuore. L’attaccante di Ventura è entrambe le cose e già questo rende
«speciale» un bomber che non
segna da oltre 400 giorni, ma
ha saputo trasformare i sonori fischi dei suoi tifosi alla lettura delle formazioni in applausi scroscianti ogni volta
che entra in campo dalla panchina. E Meggiorini ormai si è
specializzato a sostituire uno
dei due gemelli del Torino:
l’ha fatto per 27 volte, su 33

S

Meggiorini vuole tornare “squalo”
L’Europa del Toro nei suoi piedi
Squalificato Immobile, a Firenze farà coppia con Cerci: non segna da oltre un anno
Deciso
Riccardo
Meggiorini,
30 anni,
al Toro
da gennaio
2012

Il mercato granata
CairoripensaaNocerino.PiacePeresdelSantos
1 A Milano si decide il futuro

del Toro, nel summit di mercato
programmato all’ultimo da Cairo e Petrachi per pianificare le
prossime mosse. Immobile, ieri
sera travolto dalla passione del
pubblico al Gran Gala Granata
(«Ciro, resta immobile con noi»,
il simpatico striscione esposto
dai bambini), è il primo pensiero
nella loro testa, ma non l’unico.
Se per il bomber richiesto da Borussia Dortmund e Atletico Madrid c’è una piccola apertura del
club alle trattative, anche in entrata i granata si stanno muovendo. La pista più calda è quella del centrocampo: Antonio
Nocerino è tornato di moda. Ieri

ANSA

Antonio Nocerino, 29 anni
l’ex rossonero è stato avvistato
pranzare a Torino con Cerci e Immobile. «Spero di abbracciare il
Toro», la confidenza ad un tifoso. Ai granata piace anche Bruno Peres, centrocampista del
Santos classe 90.
[F. M.]

LA GRANDE OCCASIONE

Per 27 volte su 33 ha preso
il posto dei gemelli del gol
Ora giocherà dall’inizio
presenze totali, e nessun giocatore in campionato può
vantare simile curriculum.
Domenica sera a Firenze, però, dovrà farlo dal primo minuto per la squalifica di Immobile. Un’occasione più unica che rara per questa riserva
senza gol, che dopo il debutto
in serie A dieci anni fa con l’Inter di Mancini si è perso per
strada e ormai faceva solo notizia per i suoi «guai» sui social network. Gli attacchi alla
Juve dopo il derby e al laziale
Mauri per il calcioscommesse
sono costate multe salate, ma
in cambio gli hanno regalato
la simpatia dei tifosi granata.
Perché è sfortunato in campo,
generoso in tutto e sincero come pochi. Non a caso è il più
richiesto nelle feste dei club
torinisti, mentre Giampiero
Ventura – che lo conosce bene
per averlo fatto giocare 115

volte in carriera - non smette di contro la Fiorentina sia un alleripetere che «Meggiorini è uno namento». Perché Meggiorini
da Toro».
nelle partitelle in famiglia semAdesso il destino gli offre la bra Rummenigge per come corchance per dimostrarlo, per al- re, lotta, tira e segna, mentre altro nella partita più importante lo stadio sembra un altro. Sicudegli ultimi vent’anni, e magari ramente combattivo e tenace,
per conquistarsi il rinnovo di anche quando deve dare tutto
contratto visto che è in scaden- in pochi minuti, ma lontano paza. Prima, però, dovrà battere rente di un bomber di razza. Lo
la propria ansia da prestazione dicono i numeri, 138 partite di A
e sfatare il tabù
e appena 10 gol
della rete che gli
SFORTUNATO segnati, mentre
manca da più di
ha solo 90 miIn allenamento, ora
un anno. Per farnuti per cancellaa ogni tiro, i portieri re lo zero stagiocela Meggiorini
gli gridano: «Palo» nale. È una corsa
si è già calato nella parte: nel giorcontro il tempo,
no di riposo ha rinunciato ad dove finora lo «squalo» (così lo
ogni tipo di tentazione enoga- chiamano i suoi compagni) ha
stronomica della sua Verona, fatto rima solo con palo. Due li
mentre in questi giorni raddop- ha colpiti contro Hellas e Napopierà gli sforzi in campo. «Sono li, uno per girone, mentre alla
pronto, devo essere pronto: ho Sisport ormai i portieri si diveruna voglia matta di giocare», ri- tono ad urlare «palo» ogni volta
peteva ieri ai compagni nello che tira. Ora tutto può cambiaspogliatoio. E chi lo conosce be- re. Basta il tiro giusto, basta un
ne, continua a dargli un unico gol per passare da brutto anasuggerimento: «Fai finta che troccolo a splendido cigno.

411
Giorni
Il tempo passato dall’ultima
rete dell’attaccante:
il 30 marzo del 2013 andò
a segno contro il Napoli

10
Gol realizzati
È il bottino personale
della punta granata
in serie A su 138 partite
disputate in carriera

LAPRESSE

52

EUROPA LEAGUE, STASERA FINALE ALLO STADIUM

Benfica e Siviglia a casa Juve:
la coppa dei virtuosi e vincenti
Comprano bene
e vendono meglio:
a Torino la sfida
sfuggita ai bianconeri
ROBERTO CONDIO
TORINO

Doveva essere la finale della
Juventus, traguardo di ripiego
rispetto alla Champions ma intrigante perché da vivere nel
fortino di casa. Poteva essere
l’occasione giusta per l’Italia di
riguadagnare crediti internazionali. Siviglia-Benfica, che
stasera allo Stadium bianconero assegnerà l’Europa League, sarà invece l’ennesimo
schiaffo al nostro calcio in crisi. Non vinciamo più e continuiamo a dare la colpa ai budget ristretti. Ma in fondo alle
coppe arrivano anche squadre
con fatturati di seconda se non
di terza fascia. Il Benfica, ad
esempio, è soltanto al 26° posto
del 2012/2013 con 109 milioni di

euro. E il Siviglia è ancora più
sotto a quota 84 milioni. Eppure,
sono qui al posto di chi vanta bilanci ben più ricchi, come Juventus, Napoli e Tottenham.
Prima ancora di giocarsi il titolo sul campo, portoghesi e
spagnoli hanno già vinto la sfida
del rapporto virtuoso tra gestione sportiva ed economica. Fanno risultati, addirittura guadagnando. Hanno vivai produttivi,
sanno comprare bene e a poco,
in mercati di nicchia, per poi rivendere a molto, ai clienti più facoltosi. Il Benfica è reduce da 4
estati con saldo positivo: ha ceduto David Luiz, Di Maria, Ramires, Coentrao, Witsel e Javi
Garcia, ha incassato 115 milioni
ed è alla seconda finale consecutiva di Europa League. Il Siviglia, invece, ha chiuso l’ultima
campagna con un +56 milioni.
Al posto di Jesus Navas, Negredo, Medel e Kondogbia sono arrivati 14 giocatori nuovi e quella
che doveva essere una stagione
di transizione s’è rivelata un
trionfo: soldi per aggiustare il
bilancio, vittorie per inseguire il

Siviglia

Anni
Il Benfica
non vince
in Europa
dal 1962
Da allora
ben sette
finali perse

Benfica

(4-2-3-1)

(4-2-3-1)

14

SKY SPORT 1 E PREMIUM CALCIO ORE 20,45

13

Beto Artur

23

Coke Maxi Pereira

2

Fazio Luisao

4

21

Pareja Garay

24

3

Navarro Siqueira

16

6
40
19

Carriço André Gomes
Mbia Amorim
Reyes Sulejmani

1

30
6

REUTERS

I giocatori del Siviglia prima dell’ultimo allenamento

Il Siviglia ha
rivoluzionato
la rosa:
+56 milioni
il saldo
di mercato

8

11

Rakitic Rodrigo

19

20

Vitolo Gaitan

20

9

Bacca Lima

11

ARBITRO: BRYCH (GERMANIA)
All: EMERY

Giocatori

14

All: JORGE JESUS

tris in Europa dopo le Uefa datate 2006 e 2007. Il bello è che
gli andalusi, sostenuti stasera
anche dal Principe Felipe, sono
pronti a piazzare altri pezzi pregiati. Il più ambito è il 27enne
centravanti Carlos Bacca, titolare della Colombia mondiale se
Falcao non recupererà in tem-

po. Fino a 5 anni fa staccava biglietti sulla linea di autobus
Puerto Colombia-Barranquilla,
nel 2012 è atterrato in Europa
nel Bruges dove lo ha pescato il
Siviglia: pagato 7 milioni, ora
vale almeno il triplo.
Sarà lui il pericolo maggiore
per il Benfica che stasera tornerà a sfidare la famosa «maledizione di Guttmann». L’anatema
lanciato dal tecnico che nel 1962
regalò alle Aquile di Lisbona
l’ultima eurocoppa («Non ne
vincerete più per 100 anni») ha
già resistito a 7 finali. L’ultima,

quella di 12 mesi fa contro il
Chelsea, fu un incubo, con il gol
decisivo di Ivanovic incassato al
93’. «Non credo ai tabù ma prima o poi lo spezzeremo - assicura il tecnico Jorge Jesus -. Anche se molti miei giocatori nemmeno sanno chi era Guttmann».
Tanto per portarsi avanti, il
Benfica che nel 2013 perse tre titoli all’ultimo respiro, quest’anno ne ha già vinti due: campionato e Coppa di Lega. Stasera
vuol fare tris, in un campo già
propizio 13 giorni fa. Allo Stadium ha eliminato la Juve, la

grande favorita, la pluricampione d’Italia che vedeva ormai ad
un passo la «sua» eurofinale, tra
la sua gente. Lo Stadium, invece, da bianconero che doveva essere stasera diventerà bianco e
rosso, i colori di Siviglia e Benfica: 8700 biglietti riservati a ciascun club, il resto ai neutrali. I
torinesi non lo saranno: tiferanno contro il Benfica gli juventini
che non perdonano il fresco
sgarbo, saranno pro i granata
che con i lusitani sono legati da
un’amicizia che risale all’ultima
recita del Grande Torino.

W

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Giro, flop della prima italiana
Ritiro giallo e tappa “finta”

il caso
GIORGIO VIBERTI
INVIATO A BARI

Gara neutralizzata per pioggia. Kittel, il velocista più in forma, lascia
Matthews in rosa
VinceBouhanni
Oggiarrivoinsalita
1 Ordine d’arrivo 4ª tappa

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104,1
107,3

87,4

138,4
147,2

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236 - Svinc di Sant’Arcangelo
283 - San Brancato

109 - Ponte Fiume Agri

243 - Montalbano Jonico

6 - Svinc. di Metaponto

15 - Terzo Cavone
95 - Andriace
55,3
60,2

1 Nella 38ª giornata: Avelli-

no-Trapani 3-3, Brescia-Modena 0-1, Carpi-Bari 1-2, Cesena-Empoli 1-0, Cittadella-Palermo 0-2, Crotone-Latina 0-1,
Novara-Juve Stabia 2-0, Pescara-Lanciano 2-2, SienaReggina 2-1, Spezia-Varese 2-1,
Ternana-Padova 2-1. Classifica: Palermo 82, Empoli 65, Latina 64, Cesena 62, Modena 59,
Crotone 58, Bari (-4), Lanciano, Spezia 57, Avellino 56, Siena (-8) 55, Trapani 54, Carpi
52, Pescara 51, Brescia 50, Ternana 48, Cittadella 45, Varese,
Novara 43, Padova 35, Reggina (-3) 26, Juve Stabia 18.

Nba, altra gaffe di Sterling

«Magic si vergogni»
1 Altra

gaffe di Sterling,
patron dei Clippers LA già
nella bufera per le frasi razziste, attacca l’ex star della
Nba Magic Johnson: «Dovrebbe vergognarsi di essersi preso l’Aids».

Volley femminile

Piacenza si ritira
1 Piacenza

dopo aver vinto lo scudetto ritira la squadra dalla Serie A femminile e
cede il titolo sportivo. Il presidente non ha avuto garanzie sull’uso del PalaBanca.

F1,test a Barcellona

Ferrari, ancora guai
Chilton (Marussia) e
Pic (Lotus) i più veloci nei
test a Barcellona (gomme
supermorbide). 3° tempo
(gomme medie) per il leader
Mondiale Hamilton, 4º
Raikkonen (Ferrari), che ha
perso la tempo per la rottura
del motore.

1

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GPM GPM GPM

avevo battuto due volte persino Cavendish - ha chiosato Elia
Viviani, il nostro migliore
sprinter -. In questo Giro però
da Kittel ho preso solo batoste.
La sua superiorità è stata imbarazzante».
Il secondo caso è stato invece un misto di fatalità e paura.
I corridori hanno chiesto e ottenuto dal direttore di gara di
non darsi battaglia e che la
corsa fosse neutralizzata a un
giro dalla fine (-8 km dall’arrivo) degli 8 previsti nel centro
di Bari, senza assegnazione di
abbuoni nei traguardi volanti e
in quello conclusivo.
La tappa è diventata così
una marcia di trasferimento
con continui parlottii tra corridori e commissari. Bloccati i
tempi all’ultimo giro, i velocisti
hanno infine potuto preparare
la volata, ma qui è avvenuto ciò
che si voleva invece scongiurare: cadute da Giochi senza
Frontiere sull’asfalto reso come sapone dalla pioggia. «Giusta la neutralizzazione, ma assurdo non fare neanche la corsa» sostengono i critici, in netta minoranza però rispetto ai
corridori, anche quelli che
avrebbero potuto indossare la
maglia rosa con gli abbuoni
(Petacchi).
A rendere più amara la tappa per i nostri colori c’è stata
l’ennesima vittoria straniera
(anche se non c’era Kittel) e la
confermata maglia rosa di
Matthews. Per il Giro in Italia
una partenza falsa.

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Taranto - Viggiano di 203,0 Km
Diretta TV: ore 15:05 su Rai 3

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43,6

16 - Svinc. Castellaneta Marina
26,5

13,3

0,0

7 - Svinc. di Massafra

tappa

ATTIVITA’ COMMERCIALI

Giovinazzo-Bari di 112 km: 1.
Nacer Bouhanni (Fra); 2. Nizzolo; 3. Veelers (Ola); 4. Ferrari;
5. Viviani; 6. Montaguti; 7. De
Haes (Bel); 8. Mezgec (Slo); 9.
De Backer (Bel); 10. Chicchi. Ritirato: Kittel (Ger). Classifica:
1. Matthews (Aus); 2. Petacchi
8”; 3. Oss 10”; 4. Durbridge
(Aus); 5. Santaromita; 6. Tuft
(Can); 8. Uran (Col) 19”; 14.
Evans (Aus) 21”; 32. Scarponi
41”; 40. Aru 52”; 54. Basso
1’07”. Oggi 5ª tappa TarantoViggiano di 203, con tre GpM
non difficili e 1° arrivo in salita.

AP

70,7

T

ornato in Italia, il
Giro ha perso due
volte. Poco prima
del via della 4ª
tappa Giovinazzo-Bari si è infatti ritirato per
febbre Marcel Kittel, il tedescone che aveva dominato le
due volate irlandesi ed era in
maglia rossa (classifica a
punti). Poco dopo c’è stata la
decisione dei corridori, d’accordo con la direzione di gara, di non dare battaglia durante la tappa e di neutralizzarla a un giro dalla fine del
circuito conclusivo di Bari,
da percorrere 8 volte: altrimenti ci sarebbero stati troppi rischi di cadute sull’asfalto
reso infido dalla pioggia. Due
autogol che hanno fatto rimpiangere l’inizio di Giro in Irlanda. Per la cronaca, ammesso che interessi, la tappa
è andata al francese Bouhanni su Nizzolo.
Con un messaggio su
Twitter era stato lo stesso
Kittel a motivare il suo im- Il francese Nacer Bouhanni, 23 anni, all’arrivo a Bari
provviso forfait: «Ho l’influenza». E subito si sono
scatenati i dubbi. Basta un te, eppure sono entrambi in
5ª
po’ di febbre per disertare corsa. Qualcuno si è spinto oluna tappetta di 112 km tutti tre con i sospetti, ricordando
PARTENZA
pianeggianti? E perché il riti- che pochi mesi fa Kittel sarebTaranto
ro è arrivato solo in extremis, be stato visto spesso in Toscatanto
che
na (ma il corridoSwift non ha
CHIACCHIERATO re ha decisamenpotuto partire Il tedesco ha la febbre te negato) dove
in maglia rossa
lavora un noto
ma resta il mistero medico italiano
al posto di Kitsull’addio lampo sospettato di dotel? Nei giorni
scorsi Giampaping, o sottolineolo Caruso (quello che a fine ando il fisico possente e squaaprile aveva sfiorato l’impre- drato del fenomeno tedesco,
sa nella Liegi) si è fratturato morfologie già viste in corridoun metatarso e Valerio Agno- ri del fosco passato. «Sono in
li ha un paio di coste incrina- forma e di recente in Turchia

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MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

39

DA DOMANI SERA

RUDY
OROLOGI

Sciopero dei treni regionali
ventiquattr’ore di disagi
Sciopero dei treni dalle 21 di
domani alle 21 di venerdì. La
protesta riguarda il personale
di Macchina e di Accompagnamento della Direzione regionale Piemonte e Valle d’Aosta e il personale dell’Impianto di Manutenzione Corrente

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi

MIN (ËšC)

Un anno fa

7

10.7

12.1

MAX

Ieri

23

20.6

22.7

Diario

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

T1 T2

di Torino della Divisione Passeggeri Long Haul di Trenitalia. I treni nazionali a lunga percorrenza circoleranno regolarmente mentre per i treni regionali saranno garantiti i servizi
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L’ombra
di Greganti
minaccia
Chiamparino
L’inchiesta sull’Expo
scalda grillini
destra e correnti Pd
Servizio
A PAGINA 47

Anche gli ultras
in carcere
per i Forconi

LA FINALE DI EUROPA LEAGUE. GRANDE GIORNATA DI SPORT ALLO JUVENTUS STADIUM

Quarantamila tifosi
È la festa del calcio

LA STORIA

Il futuro
nasce
a Torino
MARCO ACCOSSATO

La città invasa da spagnoli e portoghesi. Assalto a Caselle
LA RIVOLTA CONTRO I TEST: FOGLI IN BIANCO, CODICI STACCATI E MOLTI ASSENTI

le strade. È il giorno
* Per
della festa del calcio con
Benfica e Siviglia che, allo
Juventus Stadium, si sfideranno per la finale di Europa League. E con quarantamila tifosi in giro per la città: promossi i musei un po’
meno i trasporti.

Quattro arresti
per gli scontri
di dicembre 2013
C. Laugeri e M. Numa
A PAGINA 45

Coccorese e Tortello
A PAGINA 40

Banditi seriali
riconosciuti
su Facebook

IL CASO

Spagnoli
cacciati
dal camping

Hanno rapinato
decine di adolescenti
nei centri commerciali

Villa Rey è chiuso
Dirottati a Milano

Giuseppe Legato
A PAGINA 49

Beppe Minello A PAGINA 41

La creatività
più forte
della notte
Viaggio nel Campus
dell’Università
aperto 24 ore su 24

LA STORIA

I licei boicottano l’Invalsi

Paolo Coccorese

Maria Teresa Martinengo A PAGINA 44

A PAGINA 53

Riapre
la stazione
di Italia ’90
Rigola, a Venaria
a 1,5 km dallo stadio
Maurizio Tropeano A PAGINA 41

Casaverde è un libro
ANTONELLA MARIOTTI
asaverde», la pagina dove ogni
settimana raccontiamo come coltivare i pomodori sul balcone o far crescere
i gelsomini più belli, da oggi, è
diventata anche un libro.
Settimana dopo settimana
abbiamo capito che per coltivare una pianta o un fiore non
serve necessariamente un
giardino. Che il mango e la
violetta africana possono nascere anche su un terrazzo.
Il libro, che raccoglie gli articoli e gli schemi usciti negli ultimi due anni, è diviso in stagioni.

«C

Con «Casaverde» potete
creare un piccolo orto sul
terrazzo, curare le piante da
appartamento, far crescere
gli agrumi che profumano di
Sicilia. Nell’ultima sezione
una selezione delle fotografie
che i lettori ci mandano ogni
settimana.
Il volume arriva in edicola
oggi, a 6,70 euro più il prezzo
del quotidiano. Ma non ha
prezzo sapere come fare a
mantenere una stella di Natale oltre gennaio, come curare il sempre eterno ficus, o
come gustarsi la frutta cresciuta proprio fuori dalla nostra finestra.

orino sarà oggi e domani capitale dell’innovazione, incontro
fra tecnologia e imprenditoria, nel segno del futuro. Sono oltre cento i progetti diventati realtà che verranno
presentati a Smau, nel Padiglione Oval del Lingotto. In
fiera sono attesi oltre 3.500
visitatori professionali che
potranno aggiornarsi professionalmente con gli oltre 60
workshop gratuiti in programma, visitare gli stand
dei protagonisti dell’evento e
assistere alle presentazione,
in soli 90 secondi, delle startup e aziende del digital all’interno dei quattro speed
pitching in programma.
Si comincia oggi alle 11 con
la consegna di quattro premi
dedicati a Comuni e pubbliche
amministrazioni del territorio, alle imprese e alle startup
più innovative. «Obiettivo - dicono gli organizzatori - è mostrare a Comuni e città presenti che l’innovazione proveniente dalle startup può essere leva per migliorare i servizi
offerti ai cittadini».
«Una nuova stagione s’affaccia al mercato - dice Pierantonio Macola, ad di
Smau-: le startup possono diventare il reparto di ricerca e
sviluppo delle nostre imprese, anche perché le tecnologie digitali sono accessibili
con un livello di complessità e
un costo inimmaginabile solo
pochi anni fa».

T

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

gg Dossier /La finale senza la Juve

“Siamo qui anche per scoprire Torino”
Portoghesi e spagnoli da ieri pomeriggio hanno invaso il centro: alla fine i tifosi saranno quasi quarantamila
Promossi il Museo Egizio e quello del Cinema. Qualche critica ai trasporti pubblici: “Sono troppo complicati”
LETIZIA TORTELLO

Alla Reggia

Lezione di fair play. Tocca
prendere e portarla a casa, in
un momento in cui il calcio
italiano sta facendo parlare di
sé più per il tifo malato che
per i suoi buoni successi. Ce la
danno con stile e spirito sportivo, i supporters del Benfica
e del Siviglia, che stasera, allo
Juventus Stadium, alle 20,45
(diretta tv in chiaro su Italia
1), si sfideranno per la finale di
Europa League. Brucia ancora l’esclusione della Juve dall’ultimo atto della competizione europea. Trofeo amaro,
per la Vecchia Signora. Ma
tant’è.

La cena ufficiale
1 «Le Roi alla Reggia».

Pacifica invasione

Da ieri, la città si è riempita di
tifosi e le lingue iberiche e lusitane sfidano l’italiano. Per Caselle saranno 24 ore di super lavoro con una serie interminabile di oltre 40 charter. Camminare per le vie del centro, e vicino ai due punti di ritrovo - Valentino per il Benfica e Giardini
Reali per il Siviglia - significa
assistere a scene che sembrano
quasi surreali. Tifosi che si ab-

Il ritrovo dei sivigliani
è ai Giardini Reali
per quelli del Benfica
è invece il Valentino
bracciano, si scambiano informazioni sulla città, con le diverse sciarpe al collo e con le cartine di Torino in mano, e si urlano «que gane el mejor», che
vinca il migliore. Competizione
sì, «ma violenza no - dice Juan
Rodriguez, venuto da Siviglia
con il fratello Xavier e il padre -,
il nostro non è un duello fratricida. Non ci odiamo, siamo due
Paesi simili, culturalmente ed
economicamente, tutti e due in
crisi. Anche noi abbiamo gli ultras, ma la situazione a Torino
è tranquilla. È solo una partita
di calcio». È poi aggiunge: «Vinceremo noi. La maledizione del
Benfica, che perde da sette finali, colpirà ancora». Provengono da una città devota a San
Giovanni Bosco, Alcalà de Guadahira. «Abbiamo studiato dai

Contro la maledizione
La più grande paura del tifosi del Benfica è la tradizione
avversa in finale: ne hanno perse sette su sette

salesiani. Andremo domani (oggi
per chi legge, ndr) alla chiesa di
Maria Ausiliatrice e a Castelnuovo don Bosco». Turismo calcistico-religioso. C’è anche questo.

polso del flusso turistico-culturale. «Arriviamo da Coimbra, Lisbona e Braga. Visiteremo Superga, da tifosi del Benfica»,
spiegano Luigi Cuna, Rafael
Pombo, Gorge e Alexandro Ribe-

Tifosi per turismo

Gli scatenati andalusi
I tifosi del Siviglia sono pronti a una grande festa in città: se
vinciamo noi non basterà tutta la birra di Torino

E sembra strano ospitare il match decisivo da noi, senza Juve e
squadre italiane. Lo sottolineano
mamma Litsa Garcia e figli, arrivati da Cipro «perché siamo appassionati di calcio e perché abbiamo colto l’occasione per visitar l’Italia - spiega -. Tifiamo Siviglia, avremmo preferito giocare
con i bianconeri, fanno un buon
football, ci sarebbe stata più azione». Impressioni su Torino? «È
complicato orientarsi, preferiamo Milano, ti muovi meglio con i
mezzi pubblici». Ai gabbiotti turistici di piazza San Carlo si ha il

Oggi grazie ai tifosi
l’aeroporto vivrà
un giorno interminabile
di arrivi e partenze
ro. Sono in cerca di bici da affittare e di musei: «Bello l’Egizio,
spettacolare quello del Cinema»,
dice George. Gli amici ci tengono
a precisare: «È la nostra piccola
vendetta stare qui. Noi siamo in
finale, la Juve no. Non abbiamo
apprezzato la grande pressione
che squadra bianconera, tifosi,

Duecento torinesi in campo
Danzeranno prima della partita
presa tra i 16 e i 25 anni. Finito
lo spettacolo dovranno abbandonare lo stadio. Dopo la sconfitta dei bianconeri, gli unici torinesi a scendere in campo questa sera sono stati avvisati. E’
vietato assistere alla partita.

dieratori che li guideranno
verso il culmine dello spettacolo: improvvisamente appariranno su dei grandi lenzuoli
la Coppa e i simboli delle due
finaliste: l’Aquila dei portoghesi e lo scudetto biancorosso degli spagnoli.

Tutto in 10 minuti
PAOLO COCCORESE

Si stanno preparando duramente da giorni, ma la finale
saranno costretti a vedersela
a casa, fuori dalla Juventus
Stadium. Sono i duecento ballerini che questa sera animeranno la coreografia di apertura della sfida dell’Europa
League tra Benfica e Siviglia.
Ragazzi e ragazze di età com-

Per chi non vuole attendere la cerimonia di apertura, possiamo
dire che lo spettacolo durerà una
decina di minuti. Sul rettangolo
verde, le diverse squadre di ballerini saranno vestite di bianco e
di rosso. Sulle note della canzone
della Uefa, i giovani danzatori
daranno vita ad alcune coreografie gemelle divise per le due
parti del campo.
Al loro fianco alcuni sban-

Allenati
Ieri le
ultime
prove
prima
dello
spettacolo
di stasera

Lo spettacolo si annuncia indimenticabile. A dirigerlo un coreografo inglese che ha lavorato
con Black Eyed Peas, Beyonce e
Shakira. «Si chiama Cristian
Storm, è un grande professionista. Ballare seguendo le indicazioni in lingua straniera non è facile, ma siamo molto felici di partecipare a questa festa», dice
Chiara Biancardi, 18 anni. E’ una

delle tante ragazze, che sono
l’80% del corpo di ballo della finale, che ha risposto all’annuncio lanciato da Cheerleaders Italia e l’agenzia di eventi 3e60.
«Non riceviamo nessuno
compenso, molte di noi arrivano dalle scuole di danza. Emozionata? Con le luci dello stadio
non vedremo gli spettatori. Così non avremo problemi».
Per affinare i movimenti, gli

Pronti alla festa

La pensano così anche Philip Ramos e Esteban Joao, ragazzi di
Lisbona, benfiquisti doc, un po’
esagitati per la sfida: «La Juve è
gia fuori. Non ci interessano paragoni. Noi vogliamo la gloria europea, il trofeo, nessuna vendetta». Certo, il tifo da finale di Europa League porta con sé, anche
supporter che scaldano l’atmosfera non proprio sobriamente.
David Raimundo, portoghese,
passeggia barcollando per il Valentino, al suo terzo gin lemon:
«Vinceremo noi 3 a 0». «Se succede - aggiungono gli amici -, non
basterà tutta la Nastro Azzurro
che avete in città».

Ragazzi danzatori

REPORTERS

Coreografo inglese

stampa hanno fatto sul match
del 1o maggio. Per noi lo sport è
un tifo sereno».

dente, Claudio Zancanaro -. Ma
non potevamo non partecipare
a questo grande appuntamento
sportivo della città». Sulle gradinate qualche curioso, mentre
fuori nel quartiere in tanti si sono domandati per quale motivo
nella sede della società del borgo si fossero date appuntamento così tante ragazze.

Lo spettacolo

Dopo lo spettacolo
che precede la sfida
dovranno lasciare
lo Juventus Stadium

Michel Platini è stato il
grande protagonista del
privatissimo party di «Europa League» ospitato ieri
sera dalla Reggia di Venaria. Nel suo discorso di
benvenuto alle due squadre il presidente dell’Uefa
ha citato più volte la location che ha ospitato
l’evento. Una cena di gala
con 300 invitati a cui hanno partecipato, forse con
un po’ di amaro in bocca,
anche gli sconfitti in semifinale il presidente della
Juventus Andrea Agnelli,
l’ad bianconero Beppe
Marotta oltre al numero 1
della Federcalcio Giancarlo Abete ed il suo vice Demetrio Albertini, Ciro Ferrara e Renato Zaccarelli.

organizzatori hanno scelto la
periferia della città. Nelle ultime settimane, i giovani hanno
provato e riprovato sui campi
affittati del River Mosso in via
Cavagnolo a Pietra Alta. E ieri
e oggi (dalle 13 alle 19, poi dritti
al vicino stadio) sul terreno sintetico dell’Orione Vallette.
«Siamo stati costretti ad interrompere gli allenamenti delle
nostre squadre – dice il presi-

«Ho organizzato i più importanti concerti che si sono svolti
a Torino. Ma lo spettacolo di
Vasco, non vale la vista di così
tante brave ballerine», dice sugli spalti dell’Orione, Luca Cerrato, l’addetto al service audio.
Ovviamente, nella coreografia
ci sono anche alcuni ragazzi come Gabriele Fabris, di 16 anni.
Se in tv vedrete un ballerino
trascinare lo stemma del Benfica, non vi preoccupate, non farà
alcuna fatica. «Sono del Toro –
dice -. Sono ben felice di sventolare il simbolo della squadra
che ha buttato fuori dalla competizione la Juve».

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .41

g

La stazione rinnovata

Il primo camping d’Italia

Con la riapertura della fermata Rigola si potrà nuovamente raggiungere
lo Juventus Stadium con il treno, proprio come ai mondiali di calcio

Il campeggio di Villa Rey è nato nel 1952 ed è considerato il primo d’Italia, tanto da far dire ai
gestori appena sgomberati che «anche il campeggio in Italia è nato a Torino»

Torna in servizio Niente campeggio
la stazione Cento tifosi spagnoli
ferma da “Italia 90”
dirottati a Milano
In treno da Caselle, prove per la Champions Polemica in Comune per la chiusura di Villa Rey
Sulla «Stampa»

La storia

il caso

MAURIZIO TROPEANO

BEPPE MINELLO

diffida: «Non potete utilizzare quest’area»
vviso con il quale dicono ai turisti che devono abbandonare il campeggio
1 gennaio qui non può stare nessuno: vi intimiamo di andarvene. Quando
arrivate chiamateci e vi facciamo uscire» era il senso dell’avviso

aso
MINELLO

N

otti magiche, inseguendo un gol.
Correva l’anno
1990 e l’Italia dei
Mondiali di calcio si affidava alle reti di Totò Schillaci. E per l’occasione
Torino si era dotata di un
nuovo stadio e di un piano di
trasporti pubblici che prevedeva l’utilizzo dei treni per
raggiunge gli spalti. E così
dal nulla nasce la stazione
Rigola, in corso Piemonte 2 a
Venaria, sulla linea che porta
verso il Canavese e le Valli di
Lanzo. Progetto interessante che, se realizzato, avrebbe
potuto diventare un’efficace
alternativa all’auto privata.
Bloccare i writer

E invece la stazione a mille
metri dallo stadio che si possono percorrere in dodici minuti è praticamente inutilizzata oggetto dell’attenzione
di vandali e writer, per altro,
entrati in azione anche l’altra sera dopo che gli operai
Gtt avevano ripulito gli spazi
per permettere di sistemare
i banner dell’Uefa.
E così ieri da ieri pomeriggio l’accesso alla stazione è
stato presidiato per evitare
vandalizzazioni. Oggi, infatti, in via «sperimentale», come spiega Franco Campia,
vicepresidente dell’Agenzia
di mobilità di Torino e del
Piemonte, la stazione diventerà operativa per assicurare il collegamento dello Juventus Stadium con l’aeroporto di Caselle.

I
Scacciato il degrado
Così si presentava la fermata prima del restyling
dei mesi scorsi costato qualche migliaio di euro

Viaggio di sola andata

Una nota di Gtt informa, infatti, che il servizio sarà «garantito dal potenziamento della linea A del servizio ferroviario
metropolitano che sarà continuo per tutta la giornata
(6.40-20.33), tra Torino e Ciriè, e alla stazione Rigola si
fermeranno tutti i treni».
PER LA PARTITA

Gtt ha deciso
di prolungare il metrò
fino all’1,30
Champions e 2015

La sperimentazione è legata al
fatto che non ci saranno i treni
per riportare i tifosi all’aeroporto ma il test di oggi dovrebbe servire anche in vista dei
prossimi impegni internazionali della squadra bianconera.
«L’idea - spiega l’assessore comunale allo Sport, Stefano
Gallo, che coordina l’organizzazione dell’accoglienza delle
tifoserie - è di sfruttare la pre-

senza della Juve nella Champions e il fatto che nel 2015 Torino è capitale europea dello
sport». In attesa del collegamento con il passante ferroviario di Torino che sarà operativo nel 2018 la stazione Rigola potrebbe tornare ad essere utilizzata per i trasferimenti da e per l’aeroporto delle tifoserie ospiti.
Metrò prolungato

Intanto Gtt annuncia per oggi il potenziamento dei mezzi
pubblici che raggiungono lo
Juventus Stadium. «Il servizio speciale per lo stadio è
costituito anzitutto dalla metropolitana e dalla linea tram
9 barrato che garantiscono,
tramite l’interscambio in
piazza Bernini, il collegamento fra lo stadio, il centro
città e le principali stazioni
ferroviarie. L’orario della
metropolitana sarà prolungato fino all’1.30 (ultima partenza da Fermi alle 0.40 e da
Lingotto alle 1.05) e i passaggi potenziati.

eri cento tifosi spagnoli
arrivati per la finale di
Europa League ammucchiati su due pullman e
indirizzati verso un non
meglio precisato «campeggio
del Milanese». Sabato scorso,
addirittura la mobilitazione
dell’ambasciata tedesca per
chiedere spiegazioni e «proteggere» una coppia di connazionali che si era ritrovata il
camper sequestrato. La sconcertante vicenda del campeggio di Villa Rey, sgomberato
dopo il «niet» della Sovrintendenza al progetto di ristrutturazione minimale dello storico - è lì dal 1952 - camping, è
l’altra faccia della scintillante
medaglia del rampante turismo torinese che attira sempre più visitatori.
«Neanche un cartello»

Basta che non siano campeggiatori o camperisti. Per loro
c’è nulla. Nemmeno un cartello all’imbocco della tortuosa e
ripida Strada Val San Martino
superiore dove, al 27, c’è appunto l’ingresso del campeggio di Villa Rey sgomberato
dai vigili perché occupato
abusivamente da chi lo gestisce da anni, cioè la famiglia
Maida, il padre Calogero e i
fratelli Marcello e Luigi che
ora tuonano: «E’ una vergogna». E sarà così, purtroppo,
fino ai fantasmagorici appuntamenti del 2015. Parola di
Maurizio Braccialarghe, assessore al Turismo e camperista convinto, che davanti a
una platea numerosa e rumo-

erta: la
di turisti
sera,
o nel
gio di Vil«sequestrali rivel’atteme il loro
perato
oltà la
del Nobiquando si
delusione di
gentilvigili urll’unico
«E dove
altro camon sapno...» è

el camna maa città,
i tira e
e buroanti ai
i, que-

Sgomberata Villa Rey
Torino non ha più camping
Sequestrati anche i camper di turisti italiani e stranieri: “Siete abusivi”

20.000

5

ospiti

anni

Negli anni d’oro, a Villa Rey
transitavano anche più
di 20 mila turisti,
tra campeggiatori
e caravanisti

È dal 2009 che si trascina
la vicenda di Villa Rey:
da allora non è ancora
stata trovata
un’alternativa

sto ha significato: da ieri Torino, e le sue magnifiche sorti e
progressive in campo turistico,
non ha ufficialmente un luogo
dove ospitare gli amanti del
soggiorno en plain air, siano essi campeggiatori, caravanisti o
camperisti. Certo, la famiglia
Maida, il padre Calogero e i figli
Marcello e Luigi, della «Gestione campeggi Torino srl», che
dal 2009 - da quando decadde
la concessione all’Acti, l’Asso-

ciazione dei campeggiatori turistici - governano e gestiscono
la struttura ospitata nel parco
di quella che è una pregevole dimora della seconda metà del
Seicento, molto probabilmente
non ha più alcun titolo legale
per stare in strada del Nobile.
«Chi ci ripaga le spese?»

Loro, ovviamente, sono di parere contrario e pretendono che il
Comune li rimborsi dei soldi

spesi per tenere in piedi la baracca che tanto comodo ha fatto in concomitanza di eventi come i World Master Games e, comunque, per il turismo cittadino, visto che la media degli ospiti annuale toccava le 20 mila
persone. Di fronte a tutto ciò,
c’è da chiedersi come mai dal
2009 ad oggi il Comune non sia
ancora riuscito a trovare un’alternativa valida a Villa Rey. Dove la Sovrintendenza, che ha
competenza anche sulla tutela
dello spettacolare parco che
circonda la storica dimora, non
vuole più vedere tende, roulotte
e furgoni. Chissà, forse anche
per rispetto di quello che è stato l’ultimo luogo che gli occhi di
Emilio Salgari videro prima di
sgozzarsi con un rasoio. Non è
che gli uffici di Palazzo Civico
siano rimasti con le mani in mano: sono una ventina le aree cittadine valutate per ospitare le
varie forme di turismo con la

di P
golo
lenzio
peg
Duomo
La p

Inta
boo
gio
de
stra
no.

Sel,
«casa» appresso. È che se si guit
parla di campeggio, pardon ha c
«eco-campeggio», c’entra l’as- mun
sessorato all’Ambiente; quello Cas
al Turismo, poi, volete lasciarlo mis
fuori? E il Patrimonio allora, se che
si discute di aree della città? i pr
Ah, dimenticavamo: c’è anche cen
l’Urbanistica, vedi mai che sor- ann
gano conflitti con
il Piano regolatoLE ALTERNA
re. Tanti protaIl Comune h
gonisti che hanno generato una dozzina di solu
ma non d
sola cosa: la paralisi, o quasi.
Recentemente, l’assessore al via
Turismo e Cultura, Braccialar- ché
ghe, ha indicato un paio d’aree Cav
buone per parcheggiare i cam- sed
per: via Traves e corso Allama- l’are
no,dalle parti delle Gru. Ma so- sa»
no parcheggi e stop. Ancora ha
nulla per quelli con lo zaino in reb
spalla e i caravanisti. Le solu- Moi
zioni arriveranno, visto che il pre
2015 dell’Expo, della Sindone e dal

Al L

ssino

il Pd Luca Cassiani con una veemenza pericolosa per le coronarie, «l’incapacità politica della giunta di risolvere il problema di lasciare Torino senza un
campeggio». A replicare alle
accuse della famiglia Maida («Il
Comune ci ha mobbizzato»), ci
ha dovuto pensare il «cattivo»
della situazione, cioè l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni che ha la delega anche al Patrimonio i cui uffici e dirigenti
sono quelli che hanno naterialmente operato per arrivare allo
sgombero.
La Sovrintendenza

Sabato scorso i vigili
urbani si sono presentati a
Villa Rey e hanno sgomberato i gestori e i 6 camper
ospitati abusivamente.

1

rosa accorsa a seguire i lavori
delle commissioni comunali che
si occupano di Turismo e commercio e che ieri hanno affrontato lo spinoso tema, ha spiegato che «la prossima settimana
si riunirà il tavolo di lavoro organizzato per individuare le
nuove aree di Torino dove piazzare parcheggi e campeggi.
Confido - ha detto BraccialarSOLUZIONE NEL 2015

«Le aree per i camping
ci sono, bisogna
solo scegliere quali»
ghe - che, sulla base del lavoro
svolto dai tecnici per individuare le aree più adatte (sono una
dozzina, ndr), si scelgano le migliori per aprire il bando e partire con i lavori a fine anno».
Questo, toccando ferro, sarebbe il futuro. Ma le polemiche di
ieri erano tutte sul passato e
cioè, come hanno ripetuto la
Moderata Cervetti, Paola Ambrogio di Fd’I, Giuseppe Sbriglio di «Insieme con Sbriglio» e

Passoni ha detto due cose: innanzitutto che la vicenda amministrativa dei gestori sgomberati è «cosa diversa da ciò che accadrà a Villa Rey: nel senso che
la società della famiglia Maida è
fuori»; e poi che «non è vero che
il Comune non vuole il campeggio a Villa Rey: abbiamo presentato un progetto alla Sovrintendenza e ci siamo sentiti dire che
non se fa più nulla». Tesi contestata dai Maida e che ha convinto il presidente della Commissione, Grimaldi di Sel, a convocare la Sovrintendenza affinchè
chiarisca il proprio pensiero.
«La Sovrintendenza - ha chiosato, ironico, Passoni - non è una
scienza esatta. Certo che se
cambiasse idea su Villa Rey...».
«Obbligati a chiuderlo»

In ogni caso, dopo il «no» dei tutori del bello, il Comune, a gennaio, ha ordinato lo sgombero.
La famiglia Maida ha replicato
che se ne sarebbe andata il 3
marzo. Ma il via vai di camper a
Villa Rey è continuato: «Che potevamo fare? Scacciarli? Ci siamo comportati come si sarebbe
comportato un buon padre di
famiglia...» s’è lanciato Marcello Maida. «E a noi - ha tagliato
corto Passoni - non è restato altro da fare che chiuderlo con,
diciamo, la forza».

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

il caso
MAURIZIO TROPEANO

opo Milano, Torino. Frecciarossa e Italo, i treni
ad alta velocità
che collegato la
città con Roma stanno togliendo passeggeri all’aeroporto di Caselle: «Abbiamo
perso circa il 20 per cento dei
passeggeri - spiega Roberto
Barbieri, amministratore delegato della Sagat - e per questo abbiamo deciso di correre ai riparti. Questa forte diminuzione del traffico verso
la capitale, infatti, pesa sui
numeri complessivi del nostro aeroporto che comunque ad oggi registra un più
sei per cento rispetto allo
stesso periodo dell’anno
scorso».
Barbieri ha scelto la presentazione del nuovo collegamento tra Torino e Zurigo
gestito dagli aerei di Etihad
regionali - ieri è atterrato il
primo volo di questo servizio
trisettimanale - per annunciare la «contro-offensiva»
che partirà a settembre in
collaborazione con Vueling
che porterà a quattro i suoi
collegamenti giornalieri che
saranno venduti a 30 euro:
«Dal conto nostro - spiega
Barbieri - stiamo studiando
gli strumenti per offrire
maggiori facilitazioni logistiche ai passeggeri che evidentemente sono attratti dalla
possibilità di viaggiare in treno partendo dal centro di Torino per arrivare nel centro
di Roma e viceversa».

D

Promozione a Zurigo

Ieri comunque è stato presentato il nuovo collegamento

.

Cronaca di Torino .43

“Il treno veloce ruba
passeggeri a Caselle”
L’ad Sagat: perso il 20%, ma lo scalo cresce
arrivare a quota settemila entro l’anno per poi raddoppiarla
l’anno prossimo».
Dalla Svizzera all’oriente

REPORTERS

Atterra Etihad
Ieri a Caselle è atterrato il primo volo del collegamento
con Zurigo gestito da Etihad regionali

3

6
per cento

voli

È l’incremento dei
passeggeri registrato nei
primi quattro mesi del 2014
rispetto all’anno scorso

Etihad regionali gestirà tre
collegamenti settimanali
con Zurigo in partenza
martedì, giovedì e sabato

con Zurigo preceduto in queste
settimane da una campagna di
promozione turistica e culturale della città di Torino. Mauri-

zio Merlo, il Ceo di Etihad regionali, spiega che il servizio è
rivolto ai viaggiatori business e
a quelli leisure: «Contiamo di

Merlo e Barbieri sottolineano
come «oltre a collegare Torino
con Zurigo i nuovi voli offriranno ai passeggeri l’opportunità
di collegarsi (a partire dal 1 giugno, ndr) con la nuova diretta
che dalla città svizzera raggiungerà Abu Dhabi con i voli
di Etihad airways». E da lì poi
raggiungere altre destinazioni
in Medio oriente, subcontinente indiano, Asia e Australia.
Commenta Barbieri: «In questo modo Torino si collega con
un altro hub arricchendo così
la rete dei collegamenti internazionali della città».
I voli low cost

Da questo punto di vista Barbieri conferma l’inizio, dal 26 maggio del la rotta verso Amsterdam che in collaborazione con
Klm renderà possibile raggiungere 128 destinazioni internazionali. E poi «puntiamo ad una
crescita tranquilla ma continua
del traffico low cost». Rientrano
in questa strategia il potenziamento dei voli Vueling per Roma e l’accordo con Alpitoru e
Alitalia che permetterà di organizzare dei charter estivi su
Mikonos e Santorini. E con la
nuova stagione invernale ci saranno due nuovi voli settimanali
per Londra realizzati con British Airways.

1

Specchio dei tempi
1

sagio che stiamo affrontando
in quattro, io mio marito e le
mie figlie, per richiedere le
carte di identità delle nostre
ragazze, preso l’anagrafe centrale di via della Consolata.
«Per tutti noi, l’8 maggio,
uscita anticipata dalla scuola
e dal lavoro, arrivo all’anagrafe alle ore 13, prelievo del ticket alle ore 13,01, abbiamo il
numero 238 con circa 70 persone davanti. Alle ore 14 sono
passate 15 persone, alle ore
14,23, cioè ora, 35... ancora 35 e
tocca a noi. La situazione è
questa: tre/quattro sportelli
operativi su 16 postazioni di lavoro, lentezza incredibile degli operatori che tra una chiamata e l’altra si prendono due/
tre minuti di pausa. Sono già
salita due volte in direzione ed
ho parlato con un responsabile ma la situazione non cambia. La giustificazione è la riduzione del personale, le elezioni e la pausa pranzo!
«Io oggi invece la pausa
pranzo la salterò e anche io
sul lavoro ho incontrato nell’ultimo anno una riduzione
del personale ma le scadenze
improrogabili che devo rispettare non aspettano e il
lavoro che si faceva prima in
3 viene fatto ora da un sola
persona.

«I tempi cambiano e tutti
quanti ci adeguiamo, volenti o
nolenti! Qui invece tutto continua a funzionare come ai tempi
in cui non era neanche ancora
arrivato Brunetta! Beati loro!
«P.S. Per concludere: ora
funziona un solo sportello!».
FEDERICA CAUDANA

Un lettore scrive:
2 «In via Cherso, dove abito,

e nelle vie limitrofe, stanno riasfaltando in questi giorni una
striscia della strada. Cioè hanno divelto, con grande professionalità e precisione, uno strato di vecchio asfalto largo poco
più di due metri e immediatamente hanno rimesso uno strato di nuovo. Ma non ce n’era
nessuna necessità, l’asfalto
asportato era integro. Nelle
scorse settimane erano stati rifatti, è vero, alcuni allacci del
gas alle case ma si erano limitati a distruggere alcuni marciapiedi (nel vero senso della parola: ora questi marciapiedi sono inguardabili) toccando marginalmente la strada, che comunque era stata rimessa a
posto con dei minimi rappezzi.
Ora ciò che appassiona noi abitanti è capire il vero motivo di
questa opera inutile. Alcuni
pensano che si volesse dare un
po’ di lavoro a quei quattro o
cinque operai, ma ne dubito, altri addirittura pensano che la

ditta appaltatrice abbia voluto
dimostrare tramite il rifacimento del manto di asfalto di
aver sostituito tutta la tubatura sotto la strada, ma questo
sarebbe un reato ed io non ci
credo, anche perché sicuramente un integerrimo funzionario avrà controllato. Vorrei
pregare le persone interessate
di darcene una ragione. Anche
perché vi sono molte altre buche da colmare in altre zone
della città e non vedo perché
sprecare tutto quel materiale
dove non serve».

nicale tutto ciò che la natura le
offre è solo... in prestito».
SABRINA

Una lettrice scrive:
2 «C’è un allarme Oms in re-

lazione al possibile ritorno della
poliomielite. La Regione Piemonte ha tolto l’obbligatorietà
del vaccino Sabin.
«Aspetterà un certo numero
di morti e malati o ritornerà all’obbligo come nella maggioranza d’Italia e dei paesi civili?».
M.E.V.

S.G.

Una lettrice scrive:
2 «Bisognerebbe rammentare, ai nostri concittadini che
utilizzano i parchi per allegri
picnic domenicali, che non si
trovano nel cortile di casa loro.
Sgommare con l’auto nei prati,
rompere i rami per puro diletto,
far ascoltare la loro musica. Lasciare dietro di sé piatti e bottiglie di plastica, lattine, pannolini per bambini, carta, avanzi di
cibo è un assoluto disprezzo per
la natura che li ospita. Verso gli
altri e verso loro stessi, che non
hanno interesse a migliorare.
Un plauso, invece, a chi alla natura si avvicina con gentilezza e
rispetto. E gode di tutto ciò che
lo circonda senza prepotenza.
Perché, non dimentica, che anche in un allegro pic-nic dome-

• OTTENIMENTO REVERSIBILITÀ
• RECUPERO RATEI PREGRESSI
• CHIUSURA RAPPORTI

• MOD. 730 - UNICO P.F.
• MOD. ISEE - IMU - RED
• DETRAZIONI - CUD - TARSU

1234457849A5B344C5D59E5F3 3D E543BA 8EAD8 1 F54 5 E3AD A4A 5AEA 5E A
D8D 8 E3773E8 8 AD A5E3B5 A 1 A DA B8 3DA 54A A EA 3 8 3EA 5E
A 1 3EA 848 84A8 A34A 3 1 8 889DA 5DAF3 5!A8D3" 5D AEA 8EBA A EA
Una lettrice scrive:

PRATICHE SVOLTE
DA PATRONATO

PRATICHE SVOLTE
DA CAF

1

2 «Vi scrivo in diretta il di-

PRATICHE
PENSIONISTICHE
GRATUITE
E SERVIZI FISCALI
IN SEDE

Un lettore scrive:
sempre dopo una
bella manifestazione, mille
scritte rimangono sui muri e
una città piena di tags e graffiti
rimane negli occhi di turisti e
cittadini che ogni giorno devono subire lo scempio di muri
sporchi pieni di scritte, per
quanto ancora? Perché in Europa il problema di tags e scritte
non è così forte e nelle nostre
città è difficile avere un muro
pulito in centro? A chi dobbiamo appellarci per risolvere
questo problema?».

2 «Come

LUCA

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

Sulle
facciate

Rivolta contro i test
I licei boicottano
il giorno dell’Invalsi

Un esempio
degli
striscioni
appesi ieri alle
finestre di
molte scuole
durante lo
svolgimento
dei test Invalsi
alle superiori

Fogli bianchi, codici staccati e molti assenti

il caso
MARIA TERESA MARTINENGO

piritosaggini sparse
su facebook, foto di
fascicoli invalidati,
striscioni sulle scuole
che gridavano «Valutati non schedati», «Boicotta»,
«Non siamo codici». E un’alleanza silenziosa ma vincente tra
docenti e studenti. Risultato: il
«nemico comune», il test Inval-

S

si che alle superiori, nelle seconde, era previsto ieri, è stato «neutralizzato» in molte scuole. I Cobas dicono «nel 30% delle classi».
I sindacati

Il bollettino di guerra, il sindacato di base più agguerrito contro «i distruttivi quiz Invalsi»
l’ha stilato nel pomeriggio: parla di «ottimi risultati anche grazie al boicottaggio degli studenti». Trasversale, dai licei agli
istituti tecnici ai professionali. Il
record del ko è andato al liceo
scientifico Copernico. Tredici
su 16 insegnanti «comandati»
hanno fatto sciopero. «Sia i nostri rappresentanti sia i professori ci hanno suggerito di non

Il preside

Il sindacalista

“Ai docenti
serve avere
un voto”

“Indovinelli
distruttivi
da abolire”

Al liceo classico Alfieri il preside Riccardo Gallarà si affaccia alla Sala insegnanti: «C’è qualcuno che ha
voglia di esprimersi sull’Invalsi?». I docenti non hanno fatto
sciopero, ma nessuno desidera parlare del test. Così lo fa
lui, il dirigente, interpretando
il pensiero di altri colleghi.

Piano Iaria, docente
dell’Istituto Boselli e
segretario dei Cobas,
è il principale avversario torinese di quelli che definisce «i distruttivi quiz Invalsi». E ieri cantava vittoria per
nome e per conto della massa
silenziosa dei docenti che il
test semplicemente l’ha boicottato.

È impossibile trovare un docente che parli dell’Invalsi in
modo positivo. Perché?

Anche quest’anno Torino si è
segnalata come «città avversaria» dei test?

«È l’ostilità che la scuola italiana
coltiva nei riguardi della propria valutazione. Nonostante
passi metà del tempo a valutare,
si sente in imbarazzo quando
tocca a lei... E dire che dopo la
guerra c’erano le note di qualifica date dal preside ogni anno.
Certo, non c’era nessun tipo di
controllo, ma
si faceva».
Eallafine
si farà di
nuovo?

«Comunque
si va verso livelli salariali
differenziati
in base alla
qualità e alla quantità di lavoro
svolto. Ed è indubbio che nella
scuola italiana c’è chi fa meno
del proprio dovere, chi fa il giusto e chi fa il doppio. Ben venga
un meccanismo che consenta di
premiare chi lavora meglio e si
smetta di distribuire a pioggia».
Ma lei sarebbe contento di
essere valutato?

«Io sì, lo sarei».

Torniamo al test. Sembra che
qualcosa non funzioni. Forse
l’Invalsi non spiega bene i
suoi obiettivi?

«Questo test è un’operazione
complessa, non sono i quiz a
crocette per l’accesso all’università, con le risposte lette
da uno scanner. Qui ci sono risposte aperte che vanno corrette. Se la tecnologia ci permettesse di fare test alle classi direttamente a terminale,
sarebbe diverso. Ora è macchinoso, ma con tutti i limiti
che hanno, i test Invalsi danno
dati importanti e la possibilità
di comparare risultati».[M. T. M.]

«Alle superiori abbiamo valutato un 30% di adesione allo
sciopero tra i docenti che
avrebbero dovuto somministrare e vigilare. È andata meno bene la settimana scorsa
alle elementari».
Alle superiori gli studenti
hanno partecipato attivamente al
boicottaggio...

«Sì, abbiamo avuto ottimi risultati al Regina
Margherita,
al liceo artistico Passoni, al Gioberti, al Copernico, al
Boselli, al Monti di Chieri e in
moltissime altre scuole è stato raggiunto l’obiettivo di invalidare gli “indovinelli”».
Al Passoni, per l’assenza dei
docenti, in alcune classi si è
fatta solo una delle prove. È
capitato in altri casi?

«Sono capitate, al contrario,
situazioni dove abbiamo registrato attività antisindacale.
Ci sono presidi che hanno minacciato, sostituito gli scioperanti, cambiato orari dei quiz,
accorpato classi. Certi docenti si sono anche prestati a sostituire i colleghi in sciopero.
Il peggio è avvenuto allo
scientifico Juvarra di Venaria:
il dirigente ha lasciato a casa
gli studenti di I, III e IV per
utilizzare gli insegnanti a disposizione per i quiz. A questo
proposito presenteremo un
esposto alla magistratura per
il danno subito dagli studenti
e l’interruzione di pubblico
[M. T. M.]
servizio».

presentarci a scuola - racconta
Manuel -. Lo Stato potrebbe
spendere i nostri soldi per ristrutturare le scuole invece che
per operazioni inutili». E Valentino, dell’Alberghiero Colombatto, aggiunge: «Abbiamo deciso di non entrare per proteggere
l’anonimato: anche tramite il codice si può risalire all’autore». E
infatti su fb le foto di prove col codice strappato abbondano.
Gli studenti

Anche all’uscita dal classico di
corso Dante i commenti sono solo negativi. Martina: «Di matematica saltavo le pagine, neanche gli esercizi. Se siamo al classico e non allo scientifico una ra-

gione ci sarà. Che senso ha un
test su argomenti che non abbiamo mai visto?». E Irene: «Siamo
tutti diversi, perché valutarci allo stesso modo?». Bruno spende
una parola per la sorellina, alle
elementari: «Le sue maestre non
danno più compiti normali, solo
verifiche tipo test Invalsi per allenare la classe...».

Davanti all’Istituto professionale Giulio, Camilla, Diana e
Martina commentano: «Italiano
ok, ma matematica proprio non
era per noi. La nostra insegnante di italiano darà il voto: va bene così, quella parte era fattibile». All’Istituto Avogadro il preside Tommaso De Luca spiega
che «in ogni classe alcuni hanno

pasticciato il test o staccato i codici. Il passaparola «valutati
non schedati» tra gli studenti ha
funzionato. I docenti non hanno
scioperato. Hanno somministrato il test e nel pomeriggio
hanno incominciato a caricare i
risultati sul sistema. Un lavoro
lungo, che fa perdere moltissimo tempo».

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45
Gli incidenti
in Val Susa

Quattro in carcere
per gli assalti dei forconi

Nell’aula
bunker delle
Vallette è in
corso il processo ai No
Tav imputati
per gli scontri
a Chiomonte

Ultras e antagonisti alleati nei disordini di dicembre

ANSA

IL PROCESSO PER GLI SCONTRI DEL 2011

Il giurista Mattei
“I No Tav fanno
bene al Paese”

il caso
CLAUDIO LAUGERI
MASSIMO NUMA

ette giorni di tensioni, scontri, blocchi
stradali, intimidazioni, assalti al Regione e Comune. Da
lunedì 9 dicembre sino alla domenica, il movimento dei Forconi riuscì a catalizzare il dissenso, una calamita anche per
antagonisti di area autonoma
e anarchica, ultras del calcio,
persone esasperate per la crisi e rivoluzionari per un giorno, che precipitarono la città
nel caos.

S

I pm in aula
«Testimonianze
irrilevanti»
Protesta la difesa
MASSIMILIANO PEGGIO

I nomi

E ieri la Digos ha arrestato
quattro persone: due autonomi
di Askatasuna e due ultras della Juventus. L’inchiesta è coordinata dai pm Andrea Padalino
e Antonio Rinaudo, le ordinanze di custodia cautelare sono
firmate dal gip Sandra Recchione. Sono finiti agli arresti
domiciliari Tommaso Rebora,
23 anni, Torino; Simone Crapa,
Chivasso, 22; Simone Graziani,
20, Moncalieri; Giuseppe Fico,
23, Torino e il barista torinese
Vincenzo Brescia, 38 anni. Ques’ultimo ha l’obbligo di firma,
per due volte alla settimana, in
una caserma dei carabinieri.
La guerriglia

Gli incidenti ricostruiti dai pm
sono avvenuti in piazza Castello, via Garibaldi e di fronte al
Comune. Rebora, Crapa, Fico,
Umberto R. (solo indagato) e
Alessio M. (oggetto di un’altra
inchiesta) assieme ad altri non
identificati avevano tentato di
forzare gli ingressi della Regione Piemonte. Cinque poliziotti
e una funzionaria furono feriti.
Tutti gli arrestati avevano agito
a volto coperto, lanciando inoltre una bomba-carta di notevole potenza verso la polizia.
Simone Graziani era stato
ripreso mentre lanciava una
bottiglia di vetro sempre contro gli agenti. Vincenzo Brescia è accusato di aver impo-

Due autonomi e due ultras
La Digos ha arrestato per i disordini provocati dai Forconi a dicembre quattro
persone legate al mondo degli autonomi e degli ultras di calcio

Simone Crapa viene indiviDurante gli scontri, furono rove- duato mentre inveisce e aggresciati e i contenitori dei rifiuti per disce alcuni poliziotti. Riconocreare barricate in mezzo alla sciuto nonostante si fosse in
strade, lanciati ogni genere di og- parte coperto il volto con una
getti e, di nuovo, bombe-carta. sciarpa. E poi, eccolo in un altro
Rebora fu identificato (attraver- frame: distrugge un cartellone
so i video della Scientifica) il 23 pubblicitario, proprio vicino a
marzo in Val Susa durante una Tommaso Rebora, ripreso con
manifestazione No Tav: indossa- un pietra di grosse dimensioni
in mano.
va lo stesso giubUn mattone
botto e lo stesso
GLI EPISODI
centrò
il casco di
scaldacollo che
La Digos ricostruisce una dirigente,
aveva nel corso
degli incidenti. lanci di sassi e bottiglie che fu poi ferita a
contro i poliziotti una mano. Anche
Rebora fa parte
Graziani è stato
del Collettivo Universitario Autonomo (Cua), che arrestato per il lancio di una
scrive: «Quello di oggi rappre- bottiglia di vetro. Fu poi idenfisenta un atto intimidatorio nei ciato con una spranga di ferro
confronti di quella parte di popo- stretta tra le mani. Il capo della
lazione (proletaria) dei quartieri Digos, Giuseppe Petronzi: «Le
periferici che nel dicembre del metodologie per l’identificazio2013 hanno espresso una conflit- ne degli arresti sono lunghe e
tualità, seppur per certi versi di- complesse. Abbiamo dato un
sorganizzata, ricca di rabbia e di segnale forte a tutela della legapotenzialità».
lità e dei diritti di tutti».
Le indagini

7
giorni
La protesta in città è durata
una settimana, con episodi
di violenza in varie zone
della città

sto la chiusura al titolare di un
negozio di via Garibaldi, attraversata dal corteo organizzato
dal «Comitato 9 dicembre». I
toni erano poco rassicuranti:
«Ho un bar e ho chiuso, quindi
devi chiudere anche tu... come
mai ti sei permesso di aprire?
L’Italia è bloccata, perchè tu
non sei bloccato?». Per finire,
minacce: «Se non obbedisci, ti
spacchiamo le vetrine». Brescia era con altri contestatori,
non identificati.

È stata una «scena drammatica vedere la gente fuggire
tra i boschi, sotto una pioggia
di lacrimogeni». Sono le parole di Giulietto Chiesa, giornalista ed ex europarlamentare, chiamato ieri a testimoniare nell’aula bunker delle
Vallette, al processo ai No
Tav imputati per gli scontri
dell’estate 2011 a Chiomonte.
Chiesa ha vissuto in prima
persona lo sgombero del presidio No Tav alla Maddalena,
messo in atto dalle forze dell’ordine la mattina del 27 giugno 2011 con l’impiego di ruspe e centinaia di uomini.
Con quel blitz fu smantellato
il campeggio per far posto al
cantiere, tuttora in attività.
Il racconto

Giulietto Chiesa, come altri testimoni prima di lui, ha rievocato lo spirito che regnava la
sera precedente allo sgombero. «L’intenzione dei manifestanti era di dare vita a una
protesta di resistenza e non di
violenza».
Una testimonianza ritenuta importante dai difensori
dei 53 attivisti No Tav sotto
processo, ma non particolarmente significativa invece da
parte dell’accusa, che non ha
riservato domande all’ex europarlamentare. Simpatizzante del movimento No Tav,
Chiesa ha rievocato il fitto
lancio di lacrimogeni con cui
la polizia allontanò i manifestanti respingendoli sulla

IL GIUDICE FA RIAPRIRE L’INDAGINE

MASSIMO NUMA

Il gip non crede alla versione
degli agenti del 113, in relazione a un movimentato intervento avvenuto il 7 maggio in un bar di piazza Bengasi, non convalida l’arresto di
due marocchini e restituisce
gli atti al pm Andrea Padalino per un supplemento di in-

dagini. Due marocchini di 35 e
43 anni sono stati scarcerati
dal gip del tribunale di Torino,
Emanuela Romano. Il giudice
ha ritenuto «poco credibile» il
racconto dei poliziotti che li
avevano arrestati fuori da un
bar-tabaccheria.
Raid in piazza Bengasi

A dare l’allarme era stato il
proprietario del locale: i due
extracomunitari, ubriachi, avevano dato in escandescenza e,
alla vista della volante, si erano
feriti sferrando alcune testate
contro il vetro dell’Alfa 159 del
113. Non solo; avevano lanciato
un contenitore dei rifiuti contro una vetrata, ma senza in-

Scintille tra toghe

Anche ieri, come in altre udienze, pm e avvocati hanno dato vita ad un acceso diverbio. E successo durante l’esame di un altro teste della difesa, Ugo Mattei, professore di diritto internazionale comparato all’Università di San Francisco, in California, e di diritto civile all’Ateneo
di Torino. «Quando andai al presidio No Tav della Maddalena di
Chiomonte per tenere una lezione sui referendum sull’acqua
pubblica, nel 2011, - ha esordito
di fronte ai giudici - sviluppai
una forte simpatia per il movimento: si capiva che c’era la volontà di fare del bene al Paese».
Il giurista

Il professor Mattei tornò a Chiomonte pure il 3 luglio 2011, giorno in cui si verificarono gli attacchi al cantiere, il secondo episodio al vaglio dei giudici del maxi
processo. Ma, avendo un appuntamento in Alta Valle, Mattei
andò via prima dell’attacco al
cantiere. A questo punto dell’udienza il pm Andrea Padalino
ha eccepito che il teste stava
parlato di «circostanze estranee
al processo» e per questo motivo prive «contributo». E poi ha
aggiunto: «I difensori devono fare domande su argomenti più rilevanti». Parole che hanno innescato la reazione degli avvocati
del legal team, che da sempre rivendicando il diritto di poter
«contestualizzare» lo scenario
in cui esplosero gli scontri con le
forze dell’ordine.

Due verità

Il gip: “Non si sono fatti male da soli”
Scarcerati due extracomunitari
La polizia:
«Hanno preso
a testate
la nostra auto»

montagna. «Sono un corrispondente di guerra - ha spiegato - ho “fatto” la Cecenia e il
Nagorno-Karabakh e di cose
ne ho viste tante. Quel giorno
in Valle di Susa non si sparava,
ma vedere gente anche molto
anziana piangere e stare male
al punto di non riuscire a muoversi non è stato piacevole».

Il gip ha ritenuto «poco
credibili» la versione della
polizia in merito all’arresto di
due marocchini che hanno
però ammesso di essere stati
«leggermente alterati»

frangerla. Una versione dei fatti sulla quale il giudice ha chiesto alla procura un «ulteriore
approfondimento». I due marocchini, Khalid l Houachmi e
Said Outzlal, 34 e 42 anni,
avrebbero infatti riportato «tumefazioni al volto, alle gambe,
alle spalle e ai polsi che appaiono del tutto incompatibili con
le cadute accidentali descritte
nel verbale di arresto».
Comportamenti violenti

Il giudice osserva che, nel corso
dell’interrogatorio di convalida,
gli arrestati denunciavano di
essere stati vittima di «comportamenti violenti». Uno lamenta
di essere stato sbattuto contro

una portiera, di essere stato
ammanettato e «picchiato senza motivo». Infine le manette
sarebbero state agganciate alle
grate delle finestre delle celle
«a croce, senza mangiare e senza bere per ore». Insomma, il

giudice non crede alla versione
degli agenti, intervenuti in sei,
molto diversa da quella degli
arrestati.
I marocchini, infatti, sarebbero stati completamente
ubriachi. Seduti su una panchi-

na di piazza Bengasi, avevano
lanciato oggetti contro le vetrine di un bar-tabaccheria. Una
volta rinchiusi con fatica nell’abitacolo delle volanti avrebbero iniziato a dare testate contro le protezioni e si sarebbero
volontariamente feriti ai polsi. I
poliziotti erano stati colpiti a loro volta dai due ubriachi.
Pm: «No comment»

Nessun commento dalla procura. Le indagini saranno riaperte
per ricostruire di nuovo un episodio che appare fortemente
controverso.

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014 LA STAMPA 46

R

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .47

“Gli scontrini? Erano quelli del divorzio”
Formagnana (Lega): “Ho chiesto il rimborso per errore”. Aveva quattro cene al ristorante nello stesso giorno
In conto alla Regione pranzi dei figli con i nonni, sondaggi elettorali, spese dei parenti. I difensori: “Solo errori”
MASSIMILIANO PEGGIO

«I miei avvocati mi avevano
consigliato di tenere gli scontrini per la mia causa di separazione. Si tratta comunque
di spese transitorie. Il denaro
l’ho restituito». Così, tra i rimborsi addebitati alla Regione
da Michele Formagnana, ex
leghista confluito nel gruppo
misto, sarebbero finiti «per
sbaglio» scontrini di spese
non istituzionali: una cena di
San Valentino a Venaria, 4 pasti in ristoranti differenti nella
stessa giornata, un pranzo di

Pasquetta della figlia con i nonni. Accantonati gli aspetti preliminari, ieri l’udienza per i consiglieri regionali imputati di peculato è entrata nel vivo. Formagnana ha accettato di rispondere in aula, di fronte al
Gup, alle domande del pm. Altri
tre imputati, il Moderato Michele Dell’Utri, il leghista Paolo
Tiramani e Andrea Stara, Insieme per Bresso, hanno fatto
spontanee dichiarazioni.
Gli scontrini

I consiglieri regionali, a leggere
gli atti d’indagine sulle spese ille-

gittime dei gruppi politici, sembrano «arraffoni» di scontrini.
Maghi dell’ubiquità. Raccolgono
tutto quello che possono in vista
dei rendiconti. Anche i familiari
fanno la loro parte nella caccia alla «pezza giustificativa». E così
abbondano le anomalie. Come
nel caso dello scontrino emesso a
Venezia e contestato a Tiramani.
In quella data lui non si trovava
nella città lagunare. Chi c’era al
suo posto? La moglie, pare. Caso
analogo all’Ikea di Corsico. Spese
fuori controllo, dicono i pm. «Errori», ripetono gli imputati. Compreso Andrea Stara, diventato

famoso per la ricevuta del tosaerba. Anche lui, difeso dall’avvocato Antonio Rossomando, ha cercato di giustificarsi spiegando la
genesi delle sue spese magiche.
I sondaggi

Michele Dell’Utri, capo gruppo e
unico consigliere dei Moderati
nell’assemblea piemontese, con
una cifra prossima a 200 mila euro è in cima alle lista dei rimborsi
contestati dalla procura, come illegittimi. Un primato dovuto ai
famosi sondaggi telefonici commissionati a una società riconducibile al collega di partito, Ga-

briele Moretti, ex consigliere comunale di Torino, anche lui imputato. Dell’Utri, difeso dall’avvocato Tom Servetto, ha spiegato ieri mattina al giudice Roberto
Ruscello il motivo di quei sondaggi. «Erano necessari per
adempiere al mandato: volevo
conoscere l’opinione dei cittadini
piemontesi prima di decidere.
Ad esempio ho commissionato
sondaggi sul piano sanitario e sul
nucleare. All’inizio del mandato
avevo addirittura fatto fare 35
mila interviste». Il suo avvocato,
ha precisato che la Corte dei
Conti, nell’esaminare queste

spese, le ha ritenute «forse eccessive» ma inerenti alla sua attività. «Ecco perché confidiamo dice il legale - nel suo proscioglimento». Nell’udienza di oggi sono previste nuove dichiarazioni
spontanee, con altri consiglieri
alla sbarra: Carla Spagnuolo, Michele Giovine, Augusta Montaruli, Alberto Cortopassi, Federico Gregorio. Intanto sono saliti a
22 i consiglieri che hanno risarcito la Regione, su 40 a processo.
Più del 50 percento: 14 hanno deciso di patteggiare e 4 faranno il
rito abbreviato. Gli altri si affidano per ora alla decisione del Gup.

Il caso Albano

Retroscena

In Canavese
Lega
nel caos

BEPPE MINELLO

S

e credente, Davide
Bono, candidato
grillino alla Regione
e, a occhio, principale competitor di
Chiamparino, sarà andato sicuramente ad accendere un
cero alla Consolata. E come
lui, i capi corrente che in casa
Pd stanno combattendo una
guerra all’ultimo sangue per
conquistare i seggi di Palazzo
Lascaris. Ceri alla Consolata,
dicevamo, perchè lo scandalo
dell’Expo ha tirato in ballo il
faccendiere torinese Primo
Greganti, iscritto (ora sospeso) del Pd e con un imbarazzante passato; e Angelo Paris, oggi direttore all’Expo
ma figura di primo piano di
Torino 2006. Due fatti che
stanno sparigliando un gioco
elettorale che sembrava già
segnato. Due nomi che hanno
permesso ai grillini (ad esempio Di Battista, domenica in
tv, dall’Annunziata, Grillo sul
suo blog e lo stesso Bono) ma
anche a vecchie volpi come
Guido Crosetto candidato dei
Fratelli d’Italia, di trascinare
QUAGLIOTTI

«Vengo tirato in ballo
perché così
attaccano Fassino»
nella mischia Giancarlo Quagliotti, che non risulta coinvolto nell’inchiesta, ma che
ha un passato imbarazzante:
un quarto di secolo fa fu condannato per finanziamento
illecito al Pci insieme con
Greganti. Ma non è Quagliotti che importa ai grillini.
Consigliere di Fassino

Importa che il politico ormai
ultrasettantenne è un ascoltato consigliere di Fassino.
Va da sè che è stato un tutt’uno affermare in tv, come
ha fatto Di Battista: «Ecco, è
la solita solfa: Fassino, Quagliotti...» lasciando al telespettatore-elettore il compito di fare un ulteriore passo e
collegare la coppia a Chiamparino, candidato del centrosinistra e sostenuto dal sindaco. «Attaccano me - conferma Quagliotti - per attaccare Piero». Ma non è finita.
Giusto all’indomani dello
scoppio dello scandalo-Expo,
il sempre prudente Chiamparino non ha resistito, o potuto
resistere, alla tentazione di
paragonare Torino 2006 all’Expo: «Una delle poche im-

GIANNI GIACOMINO

Il compagno G in quarta fila alla presentazione di Chiamparino
Ecco una foto che imbarazza il Pd torinese, quella della presentazione della candidatura di Sergio Chiamparino a presidente della
Regione, in quarta fila, subito dietro i notabili del partito, al Teatro Carignano c’è anche Primo Greganti

Greganti e le ombre sul 2006
minacciano Chiamparino
L’inchiesta sull’Expo milanese scalda grillini, destra e correnti Pd
Capogruppo
Pci nell’80
Giancarlo
Quagliotti, 72
anni, un
quarto di
secolo fa fu
condannato
con Greganti

prese di questo paese - ha commentato l’ex-sindaco, dimenticando ogni precauzione scaramantica - rimaste immuni da
vicende tangentizie». L’arresto
di Angelo Paris incrina questa
certezza. Va da sè, che gli stessi argomenti, certamente non
in modo palese, vengono utilizzate dalle correnti Pd per affrontarsi nella battaglia elettorale e determinare gli eletti.
«Chissà come godranno quelli
che si sentono più bravi, intelligenti e furbi di Quagliotti e che
però, perdono sempre. Ma
passerà e allora toccherà a
me...» si confidava, l’altro gior-

Circolo dei Lettori
OcchettoaTorino
1 Uno dei momenti più

tormentati della storia del
Pci viene rievocato oggi alle
16 al Circolo dei Lettori, via
Bogino 9, dove si parlerà di
«Una gioiosa macchina da
guerra», il libro, pubblicato
da Editori Riuniti, di Achille
Occhetto, ultimo segretario
Pci e uomo della svolta della
Bolognina. Occhetto chiuse
la storia del partito comunista italiano e fu anche l’uomo
della prima sconfitta elettorale della sinistra contro Silvio Berlusconi nel 1994. Con
l’autore ne parlano il sindaco
Piero Fassino e lo storico
Marco Revelli. L’ultimo segretario del Pci ricostruisce un
memoir di ricordi politici e
personali.

no, vagamente minaccioso, Non ditelo a quelli che erano
l’antico e potente capogruppo seduti nelle prime file del Caridel Pci dei primi Anni ’80. E in gnano con Greganti, all’aperquesta guerra in casa Pd, tutto tura della campagna elettorale
è lecito. Chiunque in questi an- di Chiamparino». L’ultimo sini ha incrociato Greganti vive luro è ancora contro Quagliotti
giorni preoccupati. Ieri è toc- nella sua veste di presidente di
cato a Gioacchino Cuntrò, te- Musinet «società in house delsoriere del Pd, il quale, durante la Sitaf dove non mi occupo di
la campagna per le primarie, appalti - spiega lui - mentre
presentò Greganti a Pittella, a prima, per 30 anni, sono stato
Torino per un
dipendente del
evento culturale.
«CROCIFISSI» Gruppo Gavio
«Ma scusi - dice
mai venire
«Aver frequentato senza
Quagliotti -, se
coinvolto in nulla
Greganti non può di negativo».
uno viene alla feessere un reato» Non importa, i
sta...stavo per
dire dell'Uniboatos segnalatà...se viene a una festa demo- no da Musinet telefonate ovuncratica che ragione ho per im- que per sollecitare gli iscritti a
pedirglielo? Se poi lui viene votare esponenti della correncon il retro pensiero di poter te del sindaco: Raffaele Gallo,
dire “Conosco Quagliotti...” e figlio di Salvatore, l’«Uovo» cofaccio il mio nome per non far- m’era soprannominati tra i sone altri, che ci posso fare? Mi cialisti della Prima Repubblichiedo perché tutti quelli che ca, che guida una controllata di
l’hanno incrociato nella loro vi- Sitaf, la Sitalfa. Insomma, tutta debbano essere crocifissi». to si tiene.

Nella Lega Nord del Canavese
è saltato il coperchio. La decisione dei vertici del partito di
non candidare il 26enne Alessandro Albano alle regionali e
la sua risposta di schierarsi
nella lista di Gilberto Pichetto,
sta provocando un terremoto
nella zona che ha sempre garantito un robusto serbatoio di
voti al Carroccio. Ieri i quattro
«espulsi» dal movimento (l’ex
parlamentare di Nole Canavese Walter Togni, il vice segretario della Provincia del Canavese Fulvio Laziosi, di Ciriè, il
segretario della sezione di
Brandizzo Sergio Toch e Monica Camoletto, responsabile cittadina del Carroccio), rei di garantire l’appoggio ad Albano,
hanno contrattaccato.
In queste ore Togni sta inviando lettere a tutti i militanti di Torino e del Canavese, nelle quali annuncerà il
sostegno ad Albano. «E chiedo a tutti che mi diano una
mano a sfiduciare Cota e il
segretario del Canavese Cesare Pianasso – avverte perché hanno danneggiato il
movimento». E ancora: «In
questo contesto storico al
movimento servono dei voti.
Quelli che garantivano Albano e, perché no, anche l’assessore regionale uscente
Claudio Sacchetto». Intanto
il vice segretario della Provincia del Canavese Fulvio
Laziosi, di Ciriè, pure lui silurato, ha rassegnato le sue dimissioni dalla Lega: «Il mio è
un addio e non torno indietro». Sergio Toch, leader del
Carroccio: «La sezione di
Ivrea ha sempre dato grattacapi al partito e oggi i suoi
uomini sono ai vertici della
provincia del Canavese. Mi
spiace, ma per queste ragioni, tutti i militanti di Brandizzo restituiranno la tessera».
Ad alzare la temperatura
dello scontro ci ha pensato il
sindaco di Verona, Flavio Tosi,
molto vicino al segretario nazionale Salvini. L’altro giorno
è comparso a Torino, lanciando un messaggio chiaro. «Le
liste civiche a sostegno delle
coalizioni sono una risorsa –
ha detto riferendosi al gruppo
di Pichetto -. Per me la presenza di Albano in una lista civica
è un valore aggiunto in una
corsa elettorale difficile come
quella in Piemonte». Tradotto: «Date il voto ad Albano».

T1 CV PR T2

48 .Cronaca di Torino

.MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

In breve

Un lavoro finto
per far uscire
il boss dal carcere

In manette

Pensionato rapinato
con scariche elettriche
Un pensionato di 68 anni residente è stato aggredito per rapina con uno storditore elettrico mentre si
trovava all’interno della sua
auto. È accaduto nei giorni
scorsi. L’uomo è stato immobilizzato con alcune scariche mentre l’aggressore,
un aostano di 34 anni, è fuggito portandogli via portafogli e macchina fotografica.
Inseguito dalla polizia, si è
gettato nella Dora con un
salto di tre metri ma si è infortunato. A quel punto è
stato arrestato.

Arrestati gli amministratori di una cooperativa

il caso
CLAUDIO LAUGERI

n lavoro fasullo
per soddisfare i
requisiti richiesti per la revoca
della «sorveglianza speciale». Così un affiliato alla ’ndrangheta ha
cercato di ingannare i giudici
del Tribunale di Sorveglianza, confidando nella mancanza di controlli. Sono stati i finanzieri del Gico a svelare il
trucco ideato da Francesco
Napoli (difeso dall’avvocato
Demetrio La Cava), 62 anni,
già condannato a 10 anni e 6
mesi di carcere per l’affilia-

Sudoku

U

zione alla cosca torinese che
faceva riferimento alla «locale» di Natile di Careri. Attraverso la mediazione di un compaesano, è riuscito a convincere l’amministratore di fatto di
una cooperativa a predisporre
un’assunzione fittizia. L’operazione si è chiusa con 3 arresti.
Il lavoro

Napoli e la cooperativa: i due sono di origine calabrese e Barbieri ha aiutato il compaesano a
trovare un lavoro. Fasullo. La dimostrazione è nei verbali degli
appostamenti, ma anche nelle
fotografie e nei filmati girati dai
finanzieri che avevano deciso di
seguire Napoli per controllare
la veridicità della documentazione portata al Tribunale di
Sorveglianza.

La cooperativa in questione è la
«Poli Job», specializzata nella
fornitura di manodopera per L’indagine
facchinaggio e trasporti. Secon- In più, ci sono le conversazioni indo gli investigatotercettate dal Giri della Guardia
IL TRUCCO co nell’indagine
di Finanza, gli Contratti e buste paga coordinatadalpm
amministratori
Giuseppe Riccaerano in regola boni, che ha otteindicati alla Cama lui non lavorava nuto dal gip Damera di Commercio sono preniela Rispoli l’orstanome. L’attività è gestita da dinanzadicustodiacautelareper
Michele Attolino, 56 anni, e dal «false attestazioni in atti destinasuo «braccio destro» Mario Ba- ti all’Autorità Giudiziaria».
silio Barbieri, di 44. Proprio lui Chiacchierate al telefono tra Atsarebbe il punto di contatto tra tolino e Barbieri, con frasi del ti-

Acque Potabili

In aula
Una fase del processo per l’inchiesta «Minotauro»
sulle infiltrazioni di ’ndrangheta a Torino e provincia

po: «Ciao, ti ricordi di un certo…?
Quello che è fuori grazie all’assunzione in cooperativa… Se ci
chiedessero se lo conosciamo,
neghiamo tutto, diciamo di non
conoscere nessuna cooperativa».
E in teoria, questo era possibile,
dal momento che altri personaggi risultano amministratori della
cooperativa. I due, poi, pensavano di «comprare» il loro silenzio
con una manciata di euro.
Un’altra
testimonianza
merge dalla rassicurazione

fatta a Napoli e intercettata
dai finanzieri: «Oggi è venuta
la Finanza, io ho dichiarato di
non conoscerti».
Sotto il profilo formale, però,
tutto era a posto. Il personaggio
pareva in regola, con tanto di
contratto d’assunzione, busta
paga e stipendio (percepito soltanto in minima parte). Ma al
lavoro, non è mai andato. Faceva una vita da pensionato, con
passeggiate, spesa con i familiari e qualche puntatina al bar.

Il primo trimestre
chiude in rosso
Il Gruppo Acque Potabili ha registrato nel primo trimestre ricavi totali pari a 17,4
milioni di euro rispetto ai
18,6 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente, un
margine operativo lordo di
3,7 milioni (3,8), un risultato
operativo di 87 mila (489 mila) e un risultato ante imposte negativo di 286 mila euro
a fronte dell’utile di 75 mila
euro. Questi i principali dati
approvati dal consiglio di
amministrazione di Società
Acque Potabili che si è riunito ieri a Torino sotto la presidenza di Luigi Luzzati.

T1 T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .49

il caso

La situazione

ANDREA ROSSI

4.000
sfratti

a qualunque angolatura lo si
guardi è un quadro che fa spavento. E non tanto per la cinquantina di famiglie che ieri mattina ha occupato gli uffici dello sportello
casa del Comune in via Corte
d’Appello. Li guidavano i giovani dei centri sociali Gabrio
e Askatasuna. Un paio d’anni
fa hanno creato un “servizio”
dal nome allusivo, «Prendo
casa»: aiutano i senza casa a
occupare immobili vuoti;
provano a impedire sfratti e
sgomberi, non sempre pacificamente. L’occupazione di ieri - con tanto di tende e sacchi
a pelo ché i manifestanti minacciavano di restare a oltranza - si è risolta in poche
ore, quando il Comune ha
concesso un incontro, venerdì mattina, cui potrebbe anche partecipare un delegato
della Prefettura.

D

Nel 2013 sono stati oltre
4 mila gli sfratti a Torino
poco più del 2013 ma
il doppio del 2008

1.000
appartamenti
Ogni anno il Comune
assegna 500 case popolari
e con Locare aiuta 500
famiglie a trovare casa

10.000
in attesa

Rivolta contro gli sfratti

Allarme all’Atc

L’occupazione è però solo una
spia. L’altra settimana allo
stesso sportello si sono riversate 800 famiglie in cerca di
LA MOBILITAZIONE

In cinquanta occupano
gli uffici del Comune
«Servono soluzioni»
un alloggio popolare. Ogni
giorno è una processione.
L’anno scorso, a Torino, sono state sfrattate oltre 4 mila
persone, un po’ più del 2012,
quasi il doppio rispetto agli
anni prima della crisi. Dietro
ci sono nuove sventure: 350
famiglie rischiano di perdere
l’abitazione a fine mese. Vivono in case popolari dell’Atc
ma sono morose dal 2012 ed
entro il 30 maggio si devono
mettere in regola. Alcune devono pagare 400 euro, altre
più di mille. «Abbiamo chiesto una proroga alla Regione
(da cui dipendono le leggi sulla casa, ndr)», spiega il vicesindaco Elide Tisi. «Hanno
concesso un mese, dal 30
aprile al 30 maggio. Temo che
servirà a poco. Per fortuna
siamo riusciti a salvare 1600
famiglie nella stessa situazione». Sarebbe stata un’ecatombe, altrimenti.
Anche così - mentre enti locali, Caritas, San Vincenzo e
le altre associazioni di volontariato cercavano di ridurre
l’impatto al minimo - in poche

Ieri mattina una cinquantina di persone ha occupato lo sportello casa del Comune chiedendo la moratoria degli sfratti,
un tavolo sull’emergenza abitativa, il censimento delle case vuote dell’Atc e la requisizione degli immobili sfitti

Emergenza casa
in arrivo altri 350 sfratti
settimane 350 famiglie potrebbero essere sfrattate. È l’ultimo
stadio della disperazione, perché non esiste abitazione meno
costosa della casa popolare.
Salva sfratti in affanno

La protesta
I manifestanti sono arrivati all’assessorato alla Casa
con tende e sacchi a pelo minacciando di fermarsi

La crisi si sta rivelando più forte di tutti i tentativi studiati per
arginarla. Mesi fa il Comune ha
istituito un fondo salva sfratti,
finanziato dalle fondazioni bancarie. Un milione di euro con
cui nel 2014 si pensava di poter
dare una mano a 200 famiglie.
Sono passati cinque mesi e appena una cinquantina ne hanno
usufruito. «Ogni settimana almeno 150 persone passano a
chiedere informazioni», rivela
Giovanni Magnano, direttore
dell’Edilizia pubblica. Poi, però,
non se ne fa nulla. Perché per
accedere al fondo - che mette a

disposizione al massimo 6 mila
euro a famiglia - ci vogliono certi requisiti: Isee sotto i 15 mila
euro, obbligo di restituire tra il
10 e il 50% del prestito, e soprattutto il consenso del proprietario di casa (cui si chiede
di ridurre il canone), che spesso viene meno. «Il fondo non
A CACCIA DI ALLOGGI

La città vuole provare
ad acquistare alcuni
appartamenti sfitti
decolla», ammette Tisi. Va bene per chi ha un reddito intorno
ai mille euro al mese. E dire che
appena varato, il Comune l’aveva subito modificato perché le
maglie erano troppo strette e
su 200 domande appena 24
erano state accolte. A fine an-

La prima rapina il 30 novembre scorso. Poi altre 18 o forse molte di più. Botte, calci,
pugni, schiaffi e coltelli. E ancora vittime - tutte minorenni - impaurite, picchiate, derubate che si presentano a
casa e poi dai carabinieri a
dire che «quei due ragazzi

incolpevoli
Secondo il Sicet, il sindacato
inquilini, quasi tutti gli
sfratti avvengono per
morosità incolpevole

sono delle bestie che non sentono ragioni», che «se non gli
dai quello che vogliono finisce
male, molto male».
È la storia di una gang di periferia in salsa torinese, iniziata
poco prima di Natale e finita
qualche giorno fa, quando i carabinieri della Compagnia Oltredora e San Carlo le hanno
notificato un lenzuolo di accuse
raccontato in 16 pagine dal pm
Sabrina Noce. Per due mesi
avrebbero terrorizzato un intero quartiere della zona Nord di
Torino nel quadrato tra corso
Toscana, corso Potenza, via Va
della Torre e corso Lombardia.
Rapine a raffica secondo i carabinieri. Senza sosta, tutte a gio-

vani studenti avvicinati nei
pressi delle fermate dei bus o
davanti ai centri commerciali e
poi - in alcuni casi - condotti nell’ex area Teksid, oggi Parco Dora, per appropriarsi di ciò che
volevano: Iphone, Ipod, giubbotti firmati, Samsung Galaxy.
Avanti cosi fino a poco tempo
fa, fino a quando un piercing al
sopracciglio destro ha tradito
uno dei due malviventi entrambi pregiudicati.
«Ti ammazzo»

«Se parli ti ammazzo». Cosi Pavese, secondo il racconto di una
delle vittime, avrebbe messo a segno la prima rapina. Non contento dell’Iphone 4 avrebbe ordinato

no, poi, sorgerà un nuovo problema: chi finanzierà il fondo?
Ancora le fondazioni bancarie?
E il fondo nazionale per il sostegno alla locazione? Nel 2010
era 9 milioni, negli ultimi anni è
stato zero, nel 2014 dovrebbe
aggirarsi sui 2 milioni.
In questo quadro desolante,
Palazzo Civico sta tentando
un’ultima carta: usare quei pochi soldi (3-4 milioni) ricavati
dagli inquilini delle case popolari che a un certo punto si
comprano l’alloggio per acquistare appartamenti vuoti o invenduti sul mercato privato. A
Torino si calcolano tra 30 e 50
mila alloggi sfitti ed è lì che si
cercherà di pescare. «A noi servono case in tempi rapidi, per
l’emergenza», racconta Tisi.
Ma le risorse sono poche. E la
pressione tanta.

In ostaggio
L'area ex-Teksid, oggi Parco
Dora, dove talora i balordi
conducevano le loro vittime
per derubarle senza interferenze, con botte e minacce, di
tutto quello che volevano

Rapinatori riconosciuti su Facebook
Sgominata la gang di periferia

GIUSEPPE LEGATO

90%

La crisi si estende anche all’Atc: molti non pagano l’affitto

DUE ARRESTI AGGRESSIONI NEI CENTRI COMMERCIALI

Rapine a raffica
Nel mirino ragazzi
derubati
di telefoni e vestiti

Ci sono 10 mila famiglie
che aspettano un alloggio
popolare, ma non c’è
spazio per tutti

al giovane di origini romene di togliersi le Nike Jordan che aveva
ai piedi. Lo ha lasciato scalzo a
piangere seduto sui gradini delle
vecchie torri vicino alla Chiesa
del santo Volto. A Stefano, 15 anni, dopo essersi fatti consegnare
il Galaxy lo hanno avvertito:
«Dammi il Pin o ti spacco la faccia». A Luca, 16 anni, lo hanno
trascinato prendendolo per il

cappuccio della felpa «Ho un coltello. Se parli - gli hanno detto sono cazzi tuoi». A febbraio sono
stati fermati dopo la denuncia di
una delle vittime che li ha descritti con precisione. Si nascondevano dietro una macchina, accovacciati.
Traditi dal piercing

Due i dettagli decisivi che sono

arrivati dall’identikit: «Uno aveva il piercing al sopracciglio destro, l’altro aveva gli occhi non in
asse, una specie di strabismo». E
lì che i militari hanno iniziato a
scavare a recuperare le denunce
degli ultimi mesi: quasi tutte
erano avvenute con le stesse
modalità. Hanno riconvocato le
vittime: questo piercing continuava a riapparire nei racconti
intrisi di paura.
Uno studente poi aveva scoperto da solo chi fosse il suo
aguzzino. Lo aveva riconosciuto su Facebook in una foto
«taggata» da un amico di Caselle, dove risiede Pavese. E la
gang di periferia è arrivata al
capolinea.



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