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2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014

U

GRANDI OPERE
LA TASK FORCE

Renzi: “Lo Stato è più forte dei ladri”
Il leader Pd a Milano per una riunione con i vertici dell’Expo. Pisapia: più coordinamento col governo
FABIO POLETTI
MILANO

Una riunione a porte chiuse
senza nemmeno i portavoce.
Il giorno più lungo di Expo si
consuma in settanta minuti
al secondo piano di via Rovello. Matteo Renzi plana a Milano in fretta e furia per mettere in sicurezza il Grande
evento a trecentocinquantatré giorni dal via. Nei cantieri
si lavora venti ore al giorno
per fare in tempo. Gli arresti
hanno minato l’immagine
della kermesse destinata ad
essere la vetrina dell’Italia
per un bel pezzo. Matteo
Renzi ci mette la faccia e non
vuole nemmeno pensare ad
altri intoppi: «Se vinciamo la
sfida dell’Expo facciamo
l’Italia. Se ci tiriamo indietro
non siamo solo l’“italietta”
ma veniamo meno ai nostri
valori». E ancora: «Lo Stato è
più forte dei ladri».
Le parole che il premier
ripete davanti agli imprenditori riuniti alla Camera di
commercio per avere rassicurazioni sono il mantra della riunione di via Rovello. Alla fine un incontro molto tecnico per evitare di perdere
altro tempo e di incappare in
altre grane non più gestibili.
Come aveva annunciato,
Matteo Renzi si fa accompagnare da Raffaele Cantone, il
presidente dell’authority
contro la corruzione. A Cantone il compito di vigilare sugli appalti anche se la decisione finale rimarrà alla società Expo 2015. Nero su
bianco viene scritto nel documento finale: «Il presidente dell’autorità anticorruzione assume la responsabilità
delle supervisione delle procedure e della trasparenza
amministrativa di Expo 2015
e garantisce il presidio delle
commissioni di gara per l’aggiudicazione degli appalti».
Il Governatore della Lombardia Roberto Maroni vorrebbe di più. Vorrebbe che il
presidente dell’authority
avesse incarichi ispettivi e

Colloquio

MARIO ROMANO/IPP

Il commissario Expo, Giuseppe Sala, ha ammesso che ci sono ancora problemi amministrativi sulle vie d’acqua di Expo

AL CENTRO DELLO SCONTRO 150 MILIONI DI TAGLI

Battibecco tra il premier e Floris
«Anche la Rai partecipi ai sacrifici»
Tra Matteo Renzi e
Giovanni Floris, conduttore di «Ballarò», ieri sera un
battibecco senza precedenti nella storia della Rai. Al
centro dello scontro i 150
milioni di tagli che il governo ha chiesto alla Rai. Renzi: «Anche la Rai deve partecipare ai sacrifici: per
vent’anni c’è stato un duopolio senza apertura, ora
invece c’è anche La7, Sky e
altre tv. Se fossi un dirigente Rai mi preoccuperei di
portare la Rai nel terzo millennio». E ancora: «Io non

1

ho mai incontrato né il presidente della Rai, né l’amministratore delegato. Voglio che sia di tutti e non dei
partiti, perciò non metterò
mai bocca su palinsesti e direttori, ma la Rai deve fare
la sua parte», per esempio
«può vendere Rai Way e eliminare sprechi clamorosi
nelle sedi regionali». Alla fine della registrazione, Renzi ha commentato col direttore di Libero Belpietro: «È
stato uno scontro violento
sulla Rai ma bene, io mi sono divertito».

potesse lavorare a stretto
contatto con la magistratura:
«Bisogna rendere più efficace
il suo lavoro. Ci vuole una norma di legge speciale che riconosca a Raffaele Cantone
maggiori poteri». Il governo
prende tempo. Sul tavolo c’è
pure l’istituzione di un ufficio
di coordinamento tecnicoamministrativo presso palazzo Chigi. Ma il tempo stringe e
l’orologio corre. L’arresto di
Angelo Paris, il general manager che aveva in mano tutti i
cantieri di Expo, impone di
trovare un sostituto. Viene ratificata la nomina di Marco
Rettighieri, attuale direttore
generale operativo di Italferr
con una grande esperienza
nei cantieri della Tav in Val di
Susa. Il governatore Roberto
Maroni e il sindaco Giuliano
Pisapia si erano imposti per
avere una figura che fosse

Ci vuole fantasia
a dire che Greganti
fa parte della mia area
Lui e Frigerio sono
nomi del 1993
Matteo Renzi
presidente
del Consiglio

Ci vuole una norma
speciale che riconosca
a Cantone più poteri
per rendere il suo
lavoro più efficace
Roberto Maroni
Presidente
della Regione Lombardia

Rettighieri: “Ce la faremo
come per il cantiere Tav”
Massima attenzione

Il nuovo direttore dei lavori: ma controllerò tutto
MAURIZIO TROPEANO
TORINO

l premier Matteo Renzi ci
ha messo la faccia ma,
adesso, tocca a Marco
Rettighieri, ingegnere romano scelto per prendere il posto di quell’Angelo Paris arrestato nei giorni scorsi dalla
procura di Milano, portare a
casa il completamento delle
costruzioni dell’Expo 2015 e,
soprattutto, di farlo in modo
trasparente. Dall’oggi al domani dovrà gestire direttamente la costruzione dei padiglioni dei paesi ospitanti,
occhio e croce 1 miliardo di
euro. È una corsa contro il
tempo che Rettighieri conta

I

estranea a Expo. Giuseppe
Sala l’ad della società fa sapere che Rettighieri ha già visitato i cantieri e preso visione
del cronoprogramma dei lavori: «Lavoreremo insieme. Entrerà in servizio in tempi rapidissimi ma dobbiamo gestire
il distacco dalla sua società».
Quando il nuovo general
manager sarà operativo verrà
scelto anche il dirigente del
Rup, il reparto procedure che
si occupa dell’avanzamento
dei lavori. Per evitare altri ritardi sarà scelto con tutta probabilità quello che era il vice di
Angelo Paris, Alessandro Moialoni. Ma gli arresti della Procura costringono a ridisegnare la road map dei lavori. Enrico Maltauro, l’imprenditore
finito in carcere una settimana fa, aveva ottenuto l’appalto
per le assai discusse vie d’acqua che dovevano circondare
il sito. Mancava ancora il via
libero definitivo ma le manette ne hanno messo in forse la
realizzazione. Giuseppe Sala
non si sbilancia e prende ancora tempo: «Ci sono problematiche tecnico amministrative complicate. Prendiamoci
ancora qualche giorno». Uno
degli appalti più grandi da assegnare era quello sugli allestimenti interni. Per evitare di
incorrere in qualche altro problema ed alleggerire il lavoro
di Raffaele Cantone, Expo
pensa di rivolgersi direttamente all’Ente Fiera. Ultimo
capitolo del dossier i 60 milioni che vengono a mancare dalla Provincia e che il Governo
ha deciso di coprire. Matteo
Renzi promette che la questione sarà definita nella prossima riunione del cda del 4
giugno. Alla fine dei settanta
minuti di riunione il sindaco
Giuliano Pisapia fa l’ottimista:
«Si rafforza la possibilità di
Expo di arrivare con successo
senza ulteriori problematiche
all’obiettivo. I due punti di forza sono una maggiore trasparenza e un maggiore coordinamento tra Expo, il governo
e l’autorità anticorruzione».

di vincere: «Tre anni fa nessuno avrebbe scommesso che in
Valsusa si sarebbe aperto un
cantiere della Tav. Quel cantiere adesso c’è, la talpa lavora e ci
siamo riagganciati alla tempistica dell’Ue. Faremo lo stesso
a Milano, a fatica, ma ci riusciremo perché ho incontrato
professionisti efficienti ed efficaci».
Rettighieri racconta così le
prime impressioni, a caldo, del
sopralluogo dell’altro giorno
nell’area espositiva. Il suo è un
ragionamento tecnico, e nessuno ne mette in discussione le
qualità. Nemmeno un No Tav
doc come il parlamentare grillino Marco Scibona che gli con-

testa, però, le spese eccessive
per la gestione del cantiere. Lui
replica deciso - «Dimentica le
caratteristiche di un cantiere
di montagna e necessità di difendersi dagli attacchi dei No
Tav» - ma sa che il primo imperativo da rispettare è quello
della legalità. Nel suo biglietto
da visita ci sono i risultati ottenuti alla Maddalena di Chiomonte: delle 340 ditte che hanno chiesto di lavorare al cantiere è stato escluso lo 0,9% perché non in regola rispetto ai
certificati antimafia. E una,
poi, è stata riammessa dal Tar.
Ecco perché se tecnicamente
la squadra lo convince - «ho fiducia» - Rettighieri annuncia

che comunque, prima di «partire controllerò a fondo tutte le
carte dell’Expo, c’è poco tempo, ma io lavoro così, probabilmente mi hanno scelto per questo».
Mauro Moretti, allora numero 1 delle Ferrovie, lo ha arruolato nel gruppo Fs dal mondo
privato e lo ha messo in prima
linea nei fronti caldi dove c’erano da affrontare difficoltà tecniche (prima di arrivare in Valsusa si è occupato della dorsale
Nord-Sud che scende verso
Roma, poi ha coordinato i lavori per la nuova stazione Tiburtina) ma anche da riorganizzare società finite nelle inchieste
dei magistrati. La Torino-Lio-

Marco Rettighieri
è stato direttore
dei lavori per la Tav
Torino-Lione

ne, appunto, dopo la scelta di
sostituire il suo predecessore
condannato in primo grado per
turbativa d’asta e, ultimamente, la guida operativa di Italferr,
la società di progettazione delle ferrovie i cui vertici furono
azzerati all’inizio del 2013 per
corruzione. E adesso è arrivato
l’Expo dopo la scoperta dei co-

Prima di partire
controllerò a fondo
tutte le carte di Expo
So che c’è poco tempo
ma io lavoro così
Marco Rettighieri

mitati d’affari. «Mi hanno scelto per la mia esperienza», spiega ancora Rettighieri. E in
quell’esperienza sul campo c’è
una «regola» che, afferma, ha
sempre rispettato in 30 anni di
cantiere per affrontare faccendieri: «Per innamorarsi, forse,
bisogna essere in due. E io sono
innamorato di mia moglie».