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La.Stampa.15.05.2014 .pdf



Nome del file originale: La.Stampa.15.05.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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R

LA
LA STAMPA
STAMPA

*
In edicola con La Stampa

W

.

QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 133 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

I morti sono 274, Erdogan in fuga dai contestatori

Quel grido
“Assassino”

Strage della miniera
la Turchia in rivolta
Una tragedia senza fine. Sono 274
le vittime dell’esplosione nella miniera
di carbone a Soma, nell’Ovest della
Turchia. Almeno 120 sarebbero anco-

*

1

FRANCESCA PACI
INVIATA A SOMA

a campana a morto ha il
suono della carrucola
che cigola risalendo in
superficie e poi si blocca di colpo azzittendo i pochi deboli bisbigli.

L

ra sotto le macerie. Monta la rabbia
della popolazione con il premier Erdogan in fuga dai contestatori.

OZAN KOSE /AFP

Ottaviani ALLE PAGINE 12 E 13

Un’immagine della protesta contro Erdogan a Istanbul

CONTINUA A PAGINA 12

CANNES, IL FILM CON LA KIDMAN APRE TRA I FISCHI

L’Agenzia delle Entrate: cassa integrazione e sussidi sono reddito

Il bonus di 80 euro
anche ai disoccupati

“Grace” gela la Croisette

n comizio così
non si era mai visto nella storia
della Repubblica. Un presidente del Consiglio che parla per
diciannove minuti in un frastuono ininterrotto e assordante; con una parte della
grande piazza Politeama che
urla «buf-fo-ne, buf-fo-ne».

U

CONTINUA A PAGINA 3

IN PIEMONTE
IL PD TEME
L’ONDA GRILLO

Per averne diritto resta la
soglia dei 26 mila euro.

Il Quirinale. Non ha mai

* saputo di «pressioni e coar-

tazioni subite dal presidente del Consiglio nei momenti e nei luoghi di recente
evocati». Napolitano interviene sul caso delle rivelazioni di Geithner: «Nel 2011
Berlusconi lasciò per eventi parlamentari».

Barbera, Bertini, Festuccia, La Mattina,
Rampino, Rossi, Sorgi e Zatterin
DA PAGINA 2 A PAGINA 7

u in un taxi, dieci anni
fa a Pechino, che capii
veramente quanto è
grande la Cina.
Stavo parlando di calcio
col tassista in un misto orripilante di cinese e inglese «Baggio…ting hao…very good!» - quando imboccò
un’autostrada enorme che
sembrava fosse stata aperta
il giorno prima.

F

CONTINUA A PAGINA 27

Si va verso nuovi arresti
Con lo stop all’Esposizione
sparirebbero 100mila posti

DIARIO

Colonnello, Poletti, Ruotolo
e Salvaggiulo DA PAG. 8 A PAG. 11

Colosseo, il no
dei custodi

REGIONI,

«Troppo pochi e vecchi
per la grande invasione»

I RISCHI
DELLA RIFORMA

Feltri e Masci A PAGINA 17

UGO DE SIERVO

Solo sei mesi
per divorziare

A PAGINA 27

PERQUISIZIONI DELLE FIAMME GIALLE

Primo sì in commissione:
senza accordo è un anno

Ubi Banca, doppia inchiesta
C’è Bazoli tra gli indagati
per ostacolo alla vigilanza

Francesca Schianchi A PAGINA 16

Nel mirino un accordo per determinare
i vertici dell’istituto. L’ipotesi di riciclaggio
e truffa coinvolge Pesenti ed ex dirigenti

La finale di Torino
decisa dai rigori (4-2)

LUIGI LA SPINA
desso «la grande paura» dilaga
anche al NordOvest. Quella
che neanche la
notorietà e il prestigio del
sindaco delle Olimpiadi riesca a sconfiggere l’ondata
della protesta grillina, rafforzata dall’ultimo scandalo tangentaro dell’Expo.

A

CONTINUA A PAGINA 2

MASSIMO GRAMELLINI
1 Dunque si potrà divorziare consensualmente in sei mesi.

9 771122 176003

In teoria un pazzo, un serial-lover, un collezionista di scalpi
emotivi potrebbe sposarsi dieci volte in cinque anni. Scandalo? E perché mai. La modernità è l’epoca della rapidità. Il
Maigret di Gino Cervi impiegava dieci minuti per ispezionare la scena del delitto, Rivera dipingeva affreschi calcistici a
passo di tango e l’assolo d’organo dei Pink Floyd in «Ummagumma» ingombrava mezzo solco di lp. La rapidità consente
di accumulare più esperienze. Non concede il tempo di gustarle e tantomeno di digerirle. Ma è nemica della noia ed è
una acceleratrice fantastica di libertà. Di corsa sei più libero
o comunque hai la sensazione di esserlo. Se un tweet, un
dribbling, una canzone, un amore non ti piacciono, basta cliccare da qualche parte e sono già finiti. Senza strascichi, per-

Europa League
trionfa il Siviglia
JOEL RYAN/INVISION/AP

Manacorda, Paolucci e Spini ALLE PAGINE 22 E 23

Buongiorno

40515

Tra Cina e Usa
il gioco sottile
di due giganti
FRANCESCO GUERRERA

Dal voto al caso Genovese, tensione Pd-grillini
Napolitano su Berlusconi: lasciò liberamente
Il bonus Irpef arrive* ràFisco.
automatico anche ai casINDAGINE EXPO
e ai disoccupati.
IN SICILIA saintegrati
È il chiarimento fornito dalMaltauro 9 ore
Agenzia delle Entrate che
RENZI SFIDA l’allarga
così la platea dei bedavanti ai pm
Le somme saranLA PIAZZA neficiari.
no calcolate in base ai gior“Così pagavo”
F
M
ni effettivamente lavorati.
ABIO ARTINI
INVIATO A PALERMO

ECONOMIA

Nicole Kidman è «Grace»: dispiaciuta per l’opposizione al film dei
figli della principessa di Monaco Caprara e Levantesi Kezich PAG. 30-31

Il cuore breve
ché nuovi tweet dribbling canzoni amori si sovrapporranno
immediatamente agli antichi, in un eterno presente a scorrimento veloce.
Sarebbe persino accettabile se la rapidità non avesse una
sorellastra che nessuno è riuscito a uccidere nella culla. Si
chiama precarietà. Tutto ciò che è rapido è precario e quindi
instabile, superficiale, facilmente rimuovibile. Vale per gli
amori come per i livori e purtroppo per i lavori. L’emozione
fatica a diventare sentimento, come lo stage a tramutarsi in
posto fisso. E’ difficile stare in equilibrio quando si va veloce.
Ancora di più abbozzare progetti a lungo termine. Ma il rimpianto della lentezza è antistorico e sterile. La modernità è
rapidità? E allora occorrerà adeguarsi, trovando rapidamente un altro modo di vivere, cioè un altro modo di pensare.

Roberto Condio A PAGINA 35

.

2 .Primo Piano

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO
LA SFIDA

A Novara
Grillo ieri a Cameri,
Novara, dove c’è la
fabbrica degli F35

IL LEADER M5S AL NORD

Grillo: picchiamo
duro, il Piemonte
sarà nostro
ANDREA ROSSI
INVIATO A NOVARA
«Picchiate duro. Più che potete». Alla battaglia del Piemonte Beppe Grillo si presenta con un’aria cupa e poca
voglia di parlare, quando
s’infila sul pulmino dell’aeronautica militare che lo porta
dentro la base di Cameri, pochi chilometri da Novara, «la
fabbrica del grande spreco»
dove si costruiscono gli F35.
«Ne ho comprato uno»,
scherza quasi due ore dopo,
«la prossima campagna elettorale, anziché in camper, ci
muoveremo con i caccia».
Sembra teso. Ma ai suoi ha
consegnato un messaggio
preciso: «Picchiate duro. Sul
Pd, su Fassino, su Chiamparino». Come lui colpisce Renzi.
Da qualche giorno nel Movimento si convive con la

speranza - e la paura - di potercela fare. Anche in quel Piemonte che fino a pochi giorni
fa sembrava già pronto a gettarsi tra le braccia di Sergio
Chiamparino, popolarissimo
ex sindaco di Torino, richiamato in servizio per guidare la
Regione. Grillo aveva pensato
di fare tappa solo a a Torino.
Giorni fa sono state aggiunte
altre tre date: Novara, Verbania, Tortona. La procura di
Milano non aveva ancora svelato gli appalti truccati all’Expo. E oggi, queste tre giornate in più sono una benedizione, la catapulta per tentare
l’arrembaggio al Piemonte.
L’inchiesta sull’Expo vira
anche verso Torino. E verso il
Pd. Torino è la città di Primo
Greganti, il faccendiere ex Pci
(e oggi Pd) già coinvolto in
Tangentopoli e nuovamente

arrestato. «Unite i tasselli e il
disegno viene da sé», ripete
Grillo ai suoi. Eccolo, il disegno che i 5 Stelle tratteggeranno ossessivamente da qui
al 25 maggio: Greganti porta a
Giancarlo Quagliotti, inquisito
con lui nel 1993. Quagliotti
porta a Piero Fassino, di cui è
tra i più ascoltati consiglieri. E
Fassino, inevitabilmente, conduce a Sergio Chiamparino.
«Sempre loro, da quarant’anni. Hanno costruito la città più
indebitata d’Italia. Il Pd di oggi è il Pci di ieri: stesse facce,
stesse trame, stessi intrighi.
Hanno solo messo quello là
(che sarebbe Renzi, ndr) per
dare una riverniciata».
I 5 Stelle fiutano la rimonta
impossibile. Come minimo
sperano di mutilare la vittoria
di Chiamparino consegnandogli un Piemonte ingovernabile.

FABIO ANTONELLI/ANSA

Ha
detto

Il rilancio

Credevano saremmo
scomparsi, invece
siamo qui. E ci saremo
Guerra totale

Dobbiamo liberare
le macerie con
il caterpillar

O, peggio ancora, costringendolo a puntellare la sua maggioranza aggrappandosi a
qualche frangia in libera uscita dal centrodestra, così da poter rivendicare di essere - anche a livello locale - l’unica opposizione alle larghe intese o
«al grande inciucio».
Grillo ignora il centrodestra, frantumato e litigioso, come a dire che è una lotta a due.
Però ne solletica l’elettorato.
Una tattica già collaudata da
Davide Bono, il candidato dei
grillini, uno che ha liquidato la
questione alla prima uscita: «Il
centrodestra non esiste. Il problema è fermare la fabbrica del
debito di Chiamparino e soci».
Attaccare il Pd significa
corteggiare l’elettorato in fuga

Le piazze

il caso
LUIGI LA SPINA
TORINO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

E

che Chiamparino, anche se
dovesse vincere la presidenza
della Regione, si trovi il 26
maggio con una maggioranza risicata e con una governabilità impossibile. Quella che il «Movimento 5
stelle» possa diventare il primo partito e che la popolarità mediatica di
Renzi non basti a mascherare le rivalità personali, gli scontri di potere, la debolezza della classe dirigente piemontese del Pd che hanno costretto questo partito a un sostanziale silenzio su una campagna elettorale già affogata nel generale disinteresse. Quella grande paura, insomma, che anche il Piemonte, la regione culla dell’Italia unita, residuo
baluardo di un senso dello Stato e
delle sue istituzioni che sembrava
resistere alle sirene del populismo,
si arrenda al grido di «guerra» lanciato dal leader genovese.
Come è possibile che una vittoria
data per scontata, dopo le divisioni
nel centrodestra che è riuscito a presentare il record di ben tre candidati
e, quindi, si è rassegnato a una inevitabile sconfitta, sembri, a 10 giorni
dal voto, così incerta, appesa a sondaggi ballerini, perchè affidati alle
tentazioni molto variabili di un elettorato sfiduciato, arrabbiato e diviso
tra il rifiuto di chi diserterà le urne e
la voglia di una punizione generalizzata, anti sistema che, ancora una
volta, assume il volto barbuto del
profeta Grillo? Se si ascoltano i pareri di coloro che conoscono bene il
territorio piemontese, con la sua storia elettorale e con gli umori dei suoi
cittadini, il perché di questo pronostico così insondabile si spiega con

Beppe Grillo
fondatore
del Movimento
cinque
stelle
ha ripreso
a girare
da Sud a Nord
Nella foto accanto, la gente al
rione Sanità a
Napoli, dove
Grillo
ha fatto
un comizio
la scorsa
settimana,
giovedì
PIETRO MASTURZO PER LA STAMPA

La grande paura del Pd,
un Chiamparino dimezzato
Vincitore, ma con maggioranza minima. E un M5S travolgente
almeno tre ragioni: l’effetto di trasci- effetti concreti sulla futura governabinamento del voto europeo sull’elezio- lità della Regione. Contestazione conne regionale, la libera uscita dei con- tro tutto e tutti che potrebbe anche
sensi nella destra, le persistenti «in- contagiare il vasto bacino elettorale
comprensioni», per usare l’eufemismo della destra ex berlusconiana, molto
d’obbligo in campagna elettorale, tra forte nelle province di Novara, Vercelli
Chiamparino e il Pd piemontese.
e Cuneo. Con il risultato concreto non
Come ammette
solo di ridurre i
l’ex sindaco di Savi- L’EX SINDACO DI SAVIGLIANO consensi alla rinata
gliano, Sergio Soa- Spiega che su tutto potrebbe Forza Italia, ma sove, il saggio «proprattutto di impeprevalere una voglia dire il raggiungifessore» reclutato
ormai generale di protesta mento del quorum
da Chiamparino
per sostenere la liall’altra costola delsta civica che in tutto il Piemonte af- la destra, il Ncd. Dal partito di Alfano,
fianca quella del Pd e di Sel per portar- è ormai voce comune, Chiamparino si
lo alla presidenza, la notorietà e il pre- potrebbe aspettare un provvidenziale
stigio dei candidati locali al Consiglio soccorso per rafforzare la sua probadi palazzo Lascaris potrebbero essere bile esigua maggioranza. Ecco perché
sopraffatti da una voglia di protesta anche il centrosinistra spera che Micosì insopprimibile da trascurare gli chele Coppola a Torino e l’ex leghista

Ha
detto
Stefano Esposito

«Pd diviso, ma è possibile
che ora si dimostri più vicino
a Chiamparino»
«l democratici potrebbero
ricordarsi anche della sua
reiscrizione al partito»

da Lega e Forza Italia e i militanti democratici avviliti dal
caso Greganti, «uno che entrava e usciva dal Senato fino all’altro ieri». Grillo gioca così
tanto a viso aperto che il Pd è
corso ai ripari per provare a
fermare il terremoto, convocando d’urgenza, in concomitanza con il comizio grillino di
sabato a Torino, due giorni di
mobilitazione nelle strade. La
partita si è riaperta. In tre anni i grillini hanno decuplicato i
voti: da 70 mila a 700 mila.
L’anno scorso erano il primo
partito. Grillo carica le piazze:
«Credevano saremmo scomparsi, invece siamo qui. E ci saremo ancora. Dobbiamo liberare le macerie con il caterpillar. Mandiamoli a casa».

Claudio Sacchetto a Saluzzo riescano
a entrare in Consiglio.
Proprio nella «provincia Granda»,
come in Piemonte chiamano quella di
Cuneo, si giocherà probabilmente la
partita decisiva del 25 maggio subalpino. Qui le tensioni tra la lista civica
di Chiamparino, «Monviso», e quella
del Pd sono evidenti. Da una parte, i
suoi grandi sponsor, dall’ex presidente provinciale Giovanni Quaglia all’ex
storico primo cittadino del capoluogo,
Guido Bonino, pur pronosticando un
ottimo risultato dell’ex sindaco torinese, ammettono la forte rivalità con i
candidati del partito democratico.
Dall’altra, si teme che proprio la grande popolarità di Chiamparino sottragga voti a un Pd che già, in quei territori, non vanta larghi consensi. Ma in
IL PARTITO

Sembra condannato
all’immobilismo
dalle sue stesse lotte interne
tutta la regione, come osserva l’emergente giovane sindaco di Novara, Andrea Ballarè, si teme che la protesta
grillina possa far breccia nelle file di
un Pd che è, sì, trascinato dall’arrembante figura nazionale di Renzi, ma
che, in questi giorni, avverte le difficoltà di un premier stretto tra riforme
in bilico e risultati non ancora evidenti
delle sue promesse. Una impasse che
potrebbe diminuire il suo effetto positivo sui consensi al partito.
Ci sono ancora 10 giorni al voto e
tutto può ancora succedere. Come si
augura il senatore torinese Pd, Stefano Esposito, è possibile che «il Pd si dimostri più vicino a Chiamparino, ricordandosi anche della sua reiscrizione al partito» e che quella «grande paura» finisca per rinsaldare un Pd che
sembra condannato all’immobilismo
politico ed elettorale dalle sue lotte interne. Come è possibile che, dalle procure, arrivino altre notizie che alimentino il fuoco propagandistico di Grillo.
Ma, nel Piemonte della politica, ormai
nessuno dorme sonni tranquilli.

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Primo Piano .3

.

IL LEADER PD AL SUD

Taccuino
MARCELLO
SORGI

Renzi: ci riprendiamo la piazza

Il premier
alla prova
del tabù
Mezzogiorno

Un centinaio di persone lo contesta al grido di “buffone”. Lui: “Non ci faremo intimidire”
FABIO MARTINI
INVIATO A PALERMO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

on militanti e simpatizzanti del Pd decisamente intimiditi - che provano ad incoraggiare i
passaggi più ardimentosi del
loro leader e lui, Matteo Renzi
che, per farsi sentire, deve urlare più forte dei fischietti sibilanti dei contestatori. Ma alle 19,34, nella grande piazza di
Palermo che nei decenni scorsi ha visto sfilare tutti i leader
della Repubblica, la serata ha
cambiato verso. Renzi ha concluso: «Amici e compagni del
Pd, nei prossimi giorni cercheranno di provocarvi, diranno che siete gli ebetini e i
collusi, cercheranno lo scontro. Non rispondete agli insulti, ma ricordatevi che siete gli
italiani che vogliono dare un
futuro a questo Paese», «il 25
maggio è un ballottaggio tra
l’Italia che insulta e quella che
spera». E il tric-trac finale:
«Mi avevano detto che in piazza ci sarebbe stato qualcuno
che avrebbe contestato. Ho
una cattiva notizia per loro:
noi non ci fermiamo, ci riprendiamo la piazza senza paura!».
Dalla piazza, prima timida,
si è alzata un’ovazione. E a
quel punto Renzi, anziché andarsene subito, è sceso tra la
gente e lì - tra i visi preoccupati degli uomini della scorta
- ha stretto mani per diversi
minuti, incurante di qualche
parolaccia che continuava a
sibilare nell’aria. E quando
Renzi è risalito sull’autoblù,
dalle transenne più lontane,
quelle dei curiosi, è partito un
applauso spontaneo che era
mancato all’arrivo. E’ stata
una contestazione organizzata di un centinaio di disoccupati, No Muos, giovani arrabbiati e dunque non rappresenta il termometro dell’intera opinione pubblica siciliana, ma è stata una contestazione così tenace, che poteva
finire male. Alle fine Renzi,

C

PIETRO MASTURZO PER LA STAMPA

Renzi a Palermo
Il premier ieri a Palermo, in piazza Politeama. Le foto sono di Pietro Masturzo, vincitore del World
Press Photo 2009 con gli scatti delle proteste in Iran dopo la rielezione di Ahmadinejad

domando la piazza, ha finito
per dare una prova di leadership su un terreno per lui minato: la saldezza dei nervi.
Piazza Politeama a Palermo era il momento finale di un
viaggio a tre tappe nel Mezzogiorno (prima era stato a Na-

Intervista

AMEDEO LA MATTINA
ROMA

nterrompe il montaggio del suo cortometraggio surreale sui campi di
concentramento e viene al telefono
per parlare della sua Sicilia «catatonica», terra di conquista elettorale: prima
affascinata da Berlusconi ora osannante Grillo (si aspetta il botto dei 5 Stelle
nell’isola). Daniele Ciprì, regista del film
«È stato il figlio» con Toni Servillo e inventore insieme a Franco Maresco del
cult «Cinico tv», è stranito. «Perchè
chiedi a me un’intervista su cose politiche? Guarda che io non vedo la tv e non
leggo i giornali, ma insegno cinema ai
ragazzi e quando posso me ne torno nella mia casa di Ortigia a Siracusa dove
sento il mare. Ho lasciato Palermo ... Vedo la grande confusione, che non è solo
dei siciliani, ma di moltissimi italiani».

I

In Sicilia vanno forti gli urlatori.

«Urlatori, chi la spara più grossa e la

poli e Reggio Calabria), cioè
nell’area del Paese nella quale
il risultato del Pd a trazione
Renzi presenta maggiori incognite. Si tratta di patemi ben
mascherati e non espressi
pubblicamente, ma sottovoce
tutti i parlamentari che cono-

scono le loro zone, lo ammettono una preoccupazione: al
Sud Beppe Grillo può fare una
vendemmiata.
Non solo, ma in special modo a Palermo, che alle Politiche del 2013 è stata la città che
ha premiato il Cinque Stelle

“La mia Sicilia catatonica
Il primo che arriva e urla
si prende un mare di voti”
mia Sicilia catatonica abbocca sempre.
Anche i giovani riempiono le urne di voti per Grillo, che secondo me è un dittatore: urla e non risolve niente. Ora c’è
questo marziano di Renzi che ci promette novità e noi attendiamo Godot.
Speriamo che ci porti qualcosa di nuovo, ma non voglio dare un messaggio di
disperazione, non dirò mai meglio la
raccomandazione, perchè farsi raccomandare (cultura siciliana sempreverde) è la cosa più umiliante che ci sia. Se
dovessi dirti cosa si può fare e chi votare, non saprei cosa rispondere».

rei per nessun’altra al mondo, non ci sono i soldi per fare niente. Nel mio campo
si potrebbe creare una industria cinematografica eccezionale: potremmo girare film di tutti i generi. E invece niente, lentezza e difficoltà enormi. Abbiamo mortificato la cultura, siamo immersi nella spazzatura grazie al nostro
grande eroe Silvio. Il mondo è diventato
una televisione gigantesca».
Dimmi qualcosa per tirarmi su.

«Guarda, alla fine io spero sempre. Noi
siciliani siamo un po’ schizofrenici: ci
esaltiamo per una personaggio politico
poi lo buttiamo giù e cadiamo in depressione. Ma questa schizofrenia è un
modo di appoggiarsi disperati. Abbiamo bisogno di urlare, di ribellarci e
spesso non si capisce per fare cosa. C’è
sempre uno dietro di te che suona il
clacson ma non sa perché, magari non
vede che davanti è tutto bloccato. Ma
che suoni?, aspetta, prima o poi da questo ingorgo usciremo».
Finalmente un po’ di speranza.

«Sì, però sono anni che non abbiamo
cambiamenti positivi e aspettiamo
Godot».

Serve ancora votare?

«Certo, serve, una scelta va fatta, assolutamente perchè non si può vivere nell’instabilità. Bisognerebbe uscire da
questa situazione psicologica. È una situazione imbarazzante. In Sicilia, che è
una terra meravigliosa, non la cambie-

con la percentuale record in
Italia: 32,8%, un risultato decisamente più corposo rispetto
a città come Milano (16,9%) o
Torino (25,6%), mentre al secondo posto nella ideale classifica tra le città capoluogo allora si piazzarono Genova
(32,1%) e un’altra grande città
del Sud, Bari (27,9%).
Un viaggio immaginato per
lanciare un messaggio forte:
nei decenni scorsi i miei predecessori e i presidenti di Regione hanno dilapidato - non
usandoli - i fondi europei per
il Mezzogiorno, mentre io mi
impegno ad invertire la rotta.
Ergo, ma questo Renzi non lo
ha detto, votatemi, anche se
nei suoi discorsi istituzionali
a Napoli e Reggio, lo ha fatto
capire: «Il governo c’è perché
se perde qui perde la sfida Paese». E ancora: «Il mancato
uso di fondi che ci spettano,
grida vendetta», «certo è meno di quanto noi diamo all’Europa, ma se usassimo i fondi
come fanno i polacchi, non
avremmo il deficit infrastrutturale nel Mezzogiorno». Una
minaccia: «In 20 anni si sono
perdute occasioni» e «potremmo intervenire direttamente noi nel caso in cui le
Regioni non sappiano usare i
fondi Ue». Un messaggio ripetuto con altri concetti: «Se
il governo fallisse la colpa sarebbe del governo e non di
soggetti esterni, come sindacati, la coalizione o i burocrati», ma se la Sicilia «non riesce a ripartire, la responsabilità è dei soggetti che la guidano a tutti i livelli».
Poi, il comizio. In piazza alle
19, ci sono tremila persone,
una buona (ma non eccezionale) presenza per la città. Renzi
sale sul palco e applaudono, timidamente, in trecento. Partono subito le urla e i fischietti. Renzi non abbocca alle provocazioni e a comizio finito dice: «Il Pd queste elezioni le
vince. Alle politiche arrivò
primo Grillo, secondo Bersani, terzo Berlusconi. Questa
volta il podio sarà diverso».

Ciprì
Daniele Ciprì, regista del film «E’
stato il figlio» con Toni Servillo e
inventore insieme a Franco Maresco
del cult «Cinico tv»

Renzi?

«Le sue parole sono belle ma vorrei vedere i fatti. Certo ci vuole tempo e bestemmiare non serve. La verità è che la
confusione ci ha stordito, come nell’invasione degli ultracorpi».

l veloce tour di Renzi ieri
al Sud ha un’importanza
strategica nella campagna del presidente del Consiglio. Renzi infatti ha provato
a rimuovere gli ostacoli che
per due volte, nel 2012 e nel
2013, lo videro soccombere
nel Mezzogiorno, nelle primarie in cui era stato sconfitto da Bersani e in quelle in cui
prevalse su Cuperlo nella gara per la segreteria del Pd. In
entrambi i casi le percentuali
dei suoi avversari risultarono più alte della media nazionale, come se l’elettorato meridionale del centrosinistra
avesse reagito con scetticismo all’urto della rottamazione che aveva funzionato
nel resto del Paese.
Da allora molta acqua è
passata sotto i ponti. E ieri
Renzi si è ripresentato nei
nuovi panni di capo del governo e ha parlato un linguaggio che sembrava costruito apposta per un certo
tipo di pubblico. Dunque, uno
Stato che cerca di rimettere
in moto l’economia a partire
dagli investimenti pubblici,
pochi o niente accenni al peso
della burocrazia, impegno
per la disoccupazione giovanile, che in metà del territorio nazionale raggiunge percentuali inaccettabili, con enclavi in cui un giovane su due
resta praticamente a carico
della famiglia per la vita. E
ancora, l’obiettivo di utilizzare al più presto le centinaia di
milioni di euro di fondi bloccati e non spesi a causa del
meccanismo del co-finanziamento da parte del Paese che
vorrebbe utilizzarli, che Renzi vorrebbe provare a modificare durante il suo semestre
di presidenza europea.
Tra le accuse fatte a Renzi
nelle sue precedenti esperienze c’era anche quella di
essersi occupato poco, non
solo di Sud, anche di antimafia e lotta alla criminalità organizzata. Un argomento indispensabile, per il popolo di
sinistra, a cui il premier ha
cercato di venire incontro
parlando a Palermo, dove il
suo maggior avversario di
oggi, Beppe Grillo, partì nell’ottobre 2012 - dopo aver attraversato a nuoto lo Stretto
di Messina - per la conquista
del primo posto alle elezioni
politiche dell’anno scorso.
Renzi aveva cominciato la
campagna elettorale per le
europee con un distacco di oltre dodici punti sul Movimento 5 stelle. Ma a spingerlo a un impegno eccezionale
sul territorio è l’incubo di un
testa a testa finale, che nascerebbe da un’accelerata
grillina ai danni di elettori di
centrodestra in libertà.

I

Jena
Berlusconi
Non tutti i complotti
vengono per nuocere

jena@lastampa.it

.

R

4 .Primo Piano

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

U

QUIRINALE

UN DIPLOMATICO UE

LE RIVELAZIONI DI GEITHNER

MATTIA
FELTRI

Napolitano
“Berlusconi lasciò
spontaneamente”
ForzaItaliaparladicomplottoechiedeunaCommissione
ANTONELLA RAMPINO
ROMA

Silvio Berlusconi diede le dimissioni «responsabilmente e
liberamente», e le diede in seguito «a eventi politico-parlamentar italiani». Altro che
complotti internazionali, mettendo sul banco degli imputati
leader europei, insomma. Prima di prendere posizione,
Giorgio Napolitano si è fatto
portare una copia di «Stress
test», le memorie di Timothy
Geithner, e ha scorso le oltre
cinquecento pagine per leggere personalmente e in originale quella fatidica decina di righe che riferisce di due «officials» europei che chiesero all’’allora responsabile del Tesoro Usa di tramare contro
Berlusconi facendo pendere
un prestito dell’Fmi che peraltro l’Italia non aveva chiesto e
non voleva, e ricevendo per risposta un netto rifiuto. E poi,
chissà forse anche tenendo
presente che gli «officials» in
Europa sono circa 45mila, Napolitano ha deciso di dare una
risposta ufficiale alla teoria
del complotto per far cadere
Silvio Berlusconi, agitata dai
berlusconiani puntando il dito
proprio contro il Quirinale.
Perché Berlusconi «diede le
dimissioni liberamente e
spontaneamente», il 12 novembre del 2011 «dopo averle
preannunciate l’8 novembre».
Un fatto che tutti gli italiani ricordano, come pure forse potrebbe ricordare lo stesso ex
premier , che l’ha rivendicato
in alcune occasioni, e ha poi
sostenuto e votato i provvedimenti dei governi Monti e Letta per oltre un anno e mezzoma che ora sembra aver dimenticato tutto, visto che di
buon mattino in tv stigmatizzava «il silenzio di Napolitano
su questi fatti gravissimi» e in
serata chiosava «se parlo di
magistrati o di Napolitano finisco a San Vittore». Un evidente riferimento al fatto che,
dopo alcune improvvide sortite, i magistrati gli hanno imposto il «rispetto delle istituzioni», quali sono per l’appunto magistratura e presidenza
della Repubblica.
Dunque, mentre ancora ieri si gridava comunque al
«complotto» e si invocavano
commissioni parlamentari
(cosa non esclusa nemmeno
da Alfano) Napolitano ha ricordato a tutti come sono andati i fatti, del resto già «ricostruiti e valutati» in modo
«ampio ed esaustivo» già il 20
dicembre 2011 incontrando le
alte cariche dello Stato e il
mondo politico, e poi a tutti gli
italiani nel discorso per la fine
di quell’anno. Occasioni nelle
quali Napolitano, a governo
Monti ormai nato, ricordò che
si trattava dello «sbocco di un
lungo travaglio politico», che
aveva visto la maggioranza
berlusconiana «già da tempo

segnata da una rottura pubblica» in una condizione di «ridotta coesione e stabilità», finché
«la sostenibilità anche internazionale di tale stato di cose era
giunta al punto limite». Proprio
l’implosione della maggioranza
con lo sfilarsi di Fini dalla coalizione di governo nell’autunno
del 2010, e la condizione politica

rabberciata e litigiosa che ne
era seguita, in un contesto in
cui «incombeva sull’Italia il catastrofico aggravarsi della crisi
finanziaria» (tra l’altro diffusamente raccontata in questi
giorni dal Financial Times come «il baratro dell’eurozona»)
gli imposero data «la lunga irriducibile contrapposizione, al li-

A

LAPRESSE

vvincente dibattito a
Matrix fra l’ex ministro
Nunzia De Girolamo e
il vicedirettore del Giornale,
Salvatore Tramontano. Lei ha
accusato lui di subire gli
effetti collaterali di una nota
sostanza blu, lui ha risposto
che la nota sostanza forse la
prende suo marito, lei ha
ribattuto che suo marito è
giovane e non ne ha bisogno,
lui ha replicato che se era per
quello non ne aveva bisogno
neanche lui... Il vincitore
verrà stabilito la prossima
puntata con una gara di rutti.

mite dell’incomunicabilità, tra
maggioranza e opposizione» di
varare un governo tecnico. Ma
«nessuno strappo o forzatura»,
«nulla è stato scalfito, e solo con
grave leggerezza si può parlare
di sospensione della democrazia», come i berlusconiani (ma
non Berlusconi) facevano in
quei giorni. E peraltro, disse poi

Napolitano il 31 dicembre 2011 ,
«Berlusconi prese responsabilmente atto della travagliata crisi politica». E comunque, chiosa
nella nota di ieri il presidente,
«gli episodi “rivelati” da Geithner sono relativi a riunioni europee e internazionali alle quali
i presidenti della Repubblica
non partecipano».

Il presidente Napolitano

“Senza le sue
dimissioni
saltavano l’Italia
e l’Eurozona”
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

L’idea del «complotto contro Berlusconi» lo fa sobbalzare. «Dimenticate molte cose, a partire dal referendum di Papandreu racconta un diplomatico
del Consiglio, la casa dei
leader Ue -: fu quello che
fece traboccare il vaso». La
memoria torna a Cannes,
primo novembre 2011, mercoledì. Il presidente francese e padrone di casa, Nicolas Sarkozy, era pronto a
presentare al G20 la fresca
intesa sul nuovo governo
dell’Eurozona (il futuro Fiscal Compact), a cantare le
virtù del salvataggio ellenico bis, e a proporre di rassodare il fondo salvastati
Efsf per farlo diventare
l’Esm che sarebbe nato in
primavera. L’Eliseo voleva
fosse il tempo della ripartenza. I greci gli fecero riscrivere l’agenda.
Sarkozy era furibondo.
Papandreu, il socialista al
governo da due anni, aveva
annunciato all’improvviso
l’intenzione di consultare il
Paese sul piano Ue/Fmi.
Era una mossa azzardata,
tutti ritenevano che avrebbe vinto il «no» e che ciò
avrebbe fatto saltare il salvataggio e la Grecia. Fu
convocata una riunione
con Merkel, Bce, Commissione, Consiglio, Fmi. Si
cercò di convincere l’ellenico a ripensarci, con successo, visto che il referendum
fu archiviato il 3 novembre.
La decisione accelerò la fine di Papandreu che lasciò
il 10. Intanto, però, aveva
scavato un’altra crepa nell’edificio italiano.
Nelle fitte consultazioni
divenne palese che il vero
problema, a quel punto,
non era la piccola Grecia,
ma l’Italia di Berlusconi
che, a detta di tutti, godeva di scarsa credibilità e
di ampia instabilità fiscale. Per tutta l’estate il bel
Paese era stato oggetto di
pressing, europeo e internazionale. «In tanti erano
persuasi che se la Grecia
fosse fallita - ricorda la
fonte - Roma l’avrebbe seguita mettendo in pericolo l’Eurozona». Gli americani furono consultati:
«Erano d’accordo per
un’azione dura».
Il giovedì sera si sparse
la voce della doppia tutela
di Commissione e Fmi con
cui si era deciso di blindare
l’Italia. L’indomani il premier ammise di averla
chiesta lui, «come fa una
società quando vuole sostenere nel modo migliore i
propri titoli e chiede una
certificazione del bilancio». «Una misura positiva», disse la Merkel, sollevata. Si voleva assicurare
che Roma risanasse e riformasse, «era un commissariamento necessario per
scongiurare un possibile
effetto domino». Berlusconi si dimise due giorni dopo
Papandreu. «Con Monti
siamo tornati alla vigilanza
ordinaria che continua ancora - assicura il diplomatico -. Un complotto? Mannò.
Era il solo modo per salvare l’Italia e l’Eurozona».

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

U

FISCO
LE MISURE DEL GOVERNO

Il bonus Irpef anche ai disoccupati
Lo sconto da 80 euro scatterà automaticamente per i lavoratori in cassa integrazione o in mobilità
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Al Tesoro tengono a sottolineare che la decisione era
già presa, e che dunque non
produrrà nessun nuovo onere per le casse dello Stato. In
effetti è così, poiché altro
non si tratta che di una circolare interpretativa dell’Agenzia delle Entrate. Ma
di questi tempi, dopo la polemica con i tecnici del Senato
sulle coperture, con gli uffici
della Commissione europea
attentissimi a valutare la tenuta dei conti italiani, la pru-

Ne potrà usufruire
chi ha redditi lordi
annui compresi
tra 8 e 26 mila euro
denza non è mai troppa. Andiamo al dunque: il bonus Irpef da ottanta euro varato
dal governo Renzi e in busta
paga dalla fine di questo mese sarà allargato a cassaintegrati e disoccupati. Attenzione però: cassintegrati e
disoccupati che abbiano redditi lordi compresi fra 8 e
26mila euro, come previsto
dal decreto.
«Il credito Irpef - scrive
l’Agenzia nella circolare scatta anche per i lavoratori
che percepiscono somme indirizzate a sostegno del reddito, come la cassa integrazione guadagni, l’indennità
di mobilità e di disoccupazione». Il diritto al bonus è da
considerarsi «automatico»,

A chi spetta il bonus
SOSTEGNO DEL REDDITO
Lavoratori che percepiscono somme
a sostegno del reddito come

COME CALCOLARLO
GIORNI DI PAGA

Cassa integrazione guadagni
Indennità di mobilità
Indennità di disoccupazione
Il credito va calcolato in riferimento alle erogazioni
effettuate nel 2014,tenendo anche conto dei giorni
che danno diritto alle indennità
SALARIO DI PRODUTTIVITÀ

Lavoratori che percepiscono salari
di produttività non superiori a 3.000 euro
lordi nel 2014
Queste somme non rientrano nel calcolo della soglia
di reddito di 26.000 euro che fa perdere il diritto
al bonus

La ripartizione del credito potrà avvenire
tenendo conto del numero di giorni lavorati
in ciascun periodo di paga

Lavoratori deceduti, relativamente al loro
periodo di lavoro nel 2014
Il bonus sarà calcolato nella dichiarazione dei redditi
del lavoratore deceduto presentata da uno degli eredi

Nel caso di contribuenti che hanno lavorato
solo una parte dell’anno, il datore di lavoro
deve calcolare il credito sulla base del periodo
di lavoro effettivo
Dopo aver individuato l’importo, questo dovrà
poi essere posto nella ripartizione
del bonus nelle varie buste paga da maggio
in poi

I redditi provenienti dall’affitto di immobili
assoggettati a cedolare secca vengono
conteggiati per verificare il tetto
dei 26mila euro
- LA STAMPA

perché «le somme percepite
costituiscono proventi comunque conseguiti in sostituzione di redditi di lavoro dipendente». Le precisazioni
dell’Agenzia delle Entrate non
finiscono qui.
Se il lavoratore riceve un
salario di produttività per il
quale è prevista la tassazione
secca al 10 per cento, quest’ultimo resta fuori dal tetto oltre
il quale il bonus è escluso. Per
intendersi: se un dipendente
guadagna 26mila euro lordi (il

il debito
pubblico

PERIODO DI LAVORO EFFETTIVO

CEDOLARE SECCA

EREDI

2120
miliardi

tetto massimo) e riceve un salario di produttività di mille,
quei mille non sono conteggiati ai fini del tetto. Ancora: il bonus spetta ai lavoratori parttime e va conteggiato a favore
di quelli deceduti nel corso
dell’anno, i cui eredi potranno
scontarlo nella successiva dichiarazione dei redditi. Infine:
la circolare stabilisce che con
l’obiettivo di verificare il limite
di ventiseimila euro, si terrà
conto anche dei redditi provenienti dall’affitto di immobili

assoggettati a cedolare secca.
Risolti i dubbi dei lettori per ogni ulteriore chiarimento c’è il sito dell’Agenzia delle
Entrate - nel frattempo il Senato procede nella conversione del decreto. A Palazzo Madama ieri hanno contato 789
emendamenti. I tempi per
chiudere la discussione si sono allungati: a quanto pare il
provvedimento non sarà in
Aula prima del 3 giugno. Incuranti dello Zeitgeist e dei propositi riformatori del premier,

Il debito dello Stato
è aumentato a marzo di 12,8
miliardi, raggiungendo
il nuovo record ben
sopra la quota dei 2.100
miliardi di euro
Gli italiani, compresi
i bambini, avrebbero
teoricamente un debito
ciascuno di oltre 35 mila euro
A fronte di questo dato,
spiega Bankitalia, le entrate
tributarie sono aumentate su
base annua di appena il 5,8%,
a 27,6 miliardi da 26 miliardi
di marzo 2013

la discussione dovrebbe prolungarsi in Senato, e invece
procedere rapidamente alla
Camera. Il Pd ha presentato la
bellezza di 135 emendamenti.
Fra questi ve ne è uno, prima
firma il presidente della Commissione Finanze Mauro Marino, il quale prevede di salvare conti correnti e depositi di
valore inferiore ai 25.000 euro
dall’aumento dell’aliquota al
26% sugli interessi maturati.
Citofonare Via XX settembre
per capire a quanto ammonte-

rebbe il minor gettito: c’è da
scommettere che sparirà presto dai radar. Le altre proposte di modifica riguardano la
Rai, il funzionamento delle
centrali per gli acquisti pubblici, le agevolazioni alle imprese che producono energie
rinnovabili. Il Nuovo centro
destra di Alfano insiste per allargare il taglio Irap del 10 per
cento a favore delle piccole e
medie imprese e su un allargamento del bonus alle famiglie
monoreddito. Anche in questo
caso ci sarà poco di cui discutere, poiché i pranzi non sono

EmendamentodelPd
persalvareiconticorrenti
sottoi25milaeuro
dall’aliquotadel26%
mai gratis. Il solo allargamento del bonus a chi ha più figli
vale 400 milioni di euro, e contro di esso si sono già espressi
sia il viceministro Morando
che la relatrice di maggioranza Maria Cecilia Guerra. In
compenso i senatori grillini ne
hanno approfittato per proporre modifiche degne di una
manovra economica: introduzione del reddito di cittadinanza, (di nuovo) taglio dell’Irap per le aziende sotto i
dieci dipendenti, abolizione
tout court di Equitalia per la
riscossione dei tributi, nuovi
limiti alle pensioni d’oro, aumento della tassazione per
l’indennità dei parlamentari
dal 16 al 27 per cento.
Twitter @alexbarbera

Il dilemma sulla casa

Effettocampagnaelettorale
IComunifrenanosullaTasi
ePalazzoChigideverinviarla
Il pagamento della tassa può slittare di almeno un mese
Oggi il colloquio Delrio-Fassino per risolvere il rebus
Comuni in ritardo

ROMA

Il mix più esplosivo della politica italiana: casa e campagna elettorale. Sulla Tasi, la
nuova tassa che ha sostituito l’Imu, siamo alle solite. I
Comuni - la maggioranza
degli ottomila campanili italiani - non hanno ancora deliberato l’aliquota da applicare per il pagamento della
prima rata, né come ripartire il costo fra proprietari e
inquilini. E così, nel più classico degli schemi all’italiana, ora si parla di rinvio: dal
16 giugno a metà luglio. O, in
alternativa, si valuta il rinvio a metà, come già prevede la norma: il pagamento
entro la scadenza dell’aliquota base e del conguaglio
a settembre, quando i Comuni - bontà loro - avranno

La maggioranza non ha ancora
deliberato l’aliquota per la Tasi
ANNA GREGAGNIN/BUENAVISTA

«La Tasi è una legge
e gli italiani hanno
bisogno di tutto
tranne che di
cambiare le regole»
Graziano Delrio
Sottosegretario alla
Presidenza del Consiglio

deciso come comportarsi con
i rispettivi residenti.
La pratica è sul tavolo di
Graziano Delrio ormai da
giorni. In quanto ex presidente dell’Anci, tutti si rivolgono a
lui. Il Tesoro garantisce che
«già domani» (oggi per chi
legge, ndr) ci sarà un incontro
o almeno un contatto con il capo dei sindaci Piero Fassino.
Ieri il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti - ed
esponente dell’universo dei
commercialisti - ha parlato
apertamente di rinvio a metà
settembre. «È una soluzione
ragionevole, sia per le prime
che per le seconde case». Con
lui il Pd Francesco Boccia,

presidente della Commissione Bilancio della Camera:
«Non si possono far pagare le
tasse a forfait. I burocrati si
adeguino anche se stanno al
governo. È evidente che non è
un problema di cassa ma di
caos. La cosa più saggia è far
approvare il regolamento dei
Comuni entro il 31 luglio e
l’imposta entro il 16 settembre. Si tratta di usare il buonsenso». Ma dai piani alti del
governo è scattato l’altolà,
perché un rinvio a settembre
metterebbe nei guai i Comuni
con i bilanci in bilico. Fra le
due ipotesi, quella più probabile è sì quella del rinvio, ma
solo di un mese, a metà luglio.

In teoria i Comuni avrebbero dovuto fissare le aliquote
della nuova Tasi entro il 23
maggio e pubblicarle entro il
31. Il problema è ovviamente
tutto politico: poiché le elezioni sono vicine, nessuno si vuole assumere la responsabilità
di prendere decisioni prima
del voto. Figuriamoci poi se si
tratta di uno dei circa quattromila Comuni che voteranno
per il rinnovo del sindaco e del
Consiglio comunale. Si apriranno le urne a Bari, Firenze,
Padova, Prato, Bergamo, Modena e Reggio Emilia, per citare alcune delle più grandi.
Nel frattempo ieri l’aula di
Palazzo Madama ha approva-

to il decreto casa. Per chi vive
all’estero arriva una novità
importante: se in Italia possiede una o più case sfitte, per
una di queste non dovrà pagare l’Imu, poiché verrà considerata prima casa, inoltre Tari e Tasi saranno ridotte dei
due terzi. L’altra novità è contro le occupazioni abusive:
chiunque occuperà una casa,
anche se vuota e spinto da
una reale necessità, non potrà ottenere alcun allacciamento: né all’acqua, né al gas,
né tantomeno alla luce.
Inoltre per almeno 5 anni
non potrà essere iscritto nella
lista per le aggiudicazioni delle case popolari.
[ALE. BAR,]

.

6 .Primo Piano

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

U

PARTITI

Vietti: «Serve più efficienza»

POLEMICHE E MANOVRE

Il ministro
Orlando ha
annunciato di
voler cambiare la legge
che regola
l’elezione
dei membri
del Csm

Genovese, la Camera rinvia
Grillo: “Non fatelo scappare”
Ilvotosull’arrestoperildeputatoPddopoleEuropee.Ei5Stelleattaccano
CARLO BERTINI
ROMA

«Il Pd vuole spostare la votazione su Genovese a dopo le
elezioni!», tuonano i 5Stelle.
preannunciando il caos che
scateneranno oggi quando
l’intento diventerà palese.
«Non si può a una settimana
dal voto trasformare la Camera in un tribunale per fare
campagna elettorale sulla pelle di un parlamentare!», si difendono gli uomini del capogruppo Speranza.
Il quale oggi alla riunione
dei capigruppo userà questo
argomento per uscire dalle
secche di una situazione perniciosa, il voto sull’arresto del
deputato Pd, accusato di truffa e associazione a delinquere,
che potrebbe trasformarsi in
una Caporetto pre-elettorale.
Perché se si votasse, una quarantina di voti del Pd potrebbero andare in libera uscita
nel segreto dell’urna, quando
si tratterà di decretare l’ok alle manette. Sommati alla metà di deputati Sel, che secondo
i boatos sarebbero tentati dal
no, potrebbero mandare a
monte l’esito finale desidera-

to: cioé un sì compatto del centrosinistra per l’arresto che salvi Renzi dall’accusa di guidare
un partito salva-Casta. Insomma un cul de sac (Forza Italia,
Ncd e Scelta Civica sono contro
l’arresto), da cui il Pd tenta di
uscire disperatamente: prima
con il rinvio di ieri grazie all’ostruzionismo di Sel sul decreto lavoro. E oggi con un altro
rinvio dopo le Europee per evitare di finire nel «trappolone»,
che a sentire il Pd farebbero i
grillini. I quali potrebbero votare contro l’arresto solo per dare

poi ai Democratici la colpa del
salvataggio di Genovese. «La
maggioranza ci sarebbe, a 300
voti si potrebbe arrivare e con
le assenze potrebbero anche
bastare, qualche franco tiratore ci può essere tra noi, ma se ci
si mettessero 30-40 grillini,
l’esito sarebbe falsato...».
Quindi per il Pd il problema è
evidente e per questo i renziani,
con David Ermini, chiedono un
voto palese, sfidando i grillini
alla coerenza. Pur sapendo che
non è praticabile. Un garbuglio
che si consuma a colpi di guer-

«Italia lavori in corso»
Nuovogruppopergliexsenatorigrilliniespulsi
1 Il nome non c’è ancora, ma

ormai la decisione è stata presa:
a fine mese, forse ad inizio giugno, nascerà un nuovo gruppo
parlamentare al Senato che,
inevitabilmente, andrà ad incidere sugli equilibri politici di palazzo Madama. Otto parlamentari ex cinquestelle hanno dato
vita ad una «componente politi-

ca» all’interno del gruppo Misto
al Senato. Hanno scelto un nome, «Italia lavori in corso», e ne
hanno dato notizia con una nota che porta le firme di Francesco Campanella, Lorenzo Battista, Fabrizio Bocchino, Paola De
Pin, Monica Casaletto, Bartolomeo Pepe, Adele Gambaro e
Alessandra Bencini.

riglia parlamentare: lungaggini
in aula sul decreto lavoro, richiesta dei grillini di rinviarlo
per votare su Genovese, bocciata per 122 voti. Grillo a quel punto posta un video appello alle
forze di polizia. «Attenzione!
C’è un potenziale latitante che
si aggira per l’Italia. Non lasciatelo fuggire. Tenetelo d’occhio».
Poi c’è l’exit strategy messa
in campo dal Pd: arriva dal Senato un altro decreto in scadenza, sulla casa, che il partito del
premier vuole portare subito in
aula. Previo però un via libera
dell’assemblea, passaggio obbligato se la capigruppo non
troverà un accordo unanime. A
quel punto si voterà l’inversione dell’ordine dei lavori e il voto
su Genovese slitterà. A meno
che i grillini non salgano sulle
barricate per far votare l’aula la
prossima settimana, rompendo
l’accordo per la tipica «pausa
elettorale». E che i pentastellati
cerchino il redde rationem lo dimostrano le parole di Di Battista contro il Pd. «Che come si
muove perde: se votano per
l’arresto perdono 20 mila preferenze, se lo salvano si dimostrano identici a Forza Italia».

Orlandoaccelera
“Tempimaturi
perriformareilCsm”
ANTONIO PITONI
ROMA

Aspettando per giugno la riforma organica della giustizia, oltre ad un decreto sul
processo civile e ad un ddl
che inasprirà le pene per associazione mafiosa e introdurrà il reato di autoriciclaggio, il Guardasigilli Andrea
Orlando si porta avanti con il
lavoro. Invocando una «riflessione che credo ormai
matura sull’adeguatezza degli attuali contenuti della legge che regola il funzionamento e l’elezione dei componenti
del Csm». Riflessione che il
ministro definisce «opportuna» anche sull’«attuale struttura del sistema disciplinare». E che, assicura Orlando,

sarà «condotta rispettando
l’equilibrio delle rispettive
competenze tra potere politico
e giudiziario e salvaguardando
l’indipendenza del magistrato». Parole che fanno il paio
con quelle del vice presidente
del Consiglio superiore della
magistratura, Michele Vietti.
«Una riforma del Csm che, aumentando il numero dei consiglieri, separi il giudice disciplinare dalle competenze gestionali di carattere amministrativo e che selezioni diversamente i togati attraverso una nuova legge elettorale - ha spiegato dinanzi al plenum di Palazzo
dei Marescialli - porterebbe un
beneficio all’efficienza del sistema, nel rispetto delle prerogative del governo autonomo».

.

Primo Piano .7

.

U

GOVERNO

Ha
detto

POLTRONE E POLEMICHE

Todini: non lascio
l’incarico in Rai
Attacchi bipartisan

Michele Anzaldi (Pd)

Il governo l’ha scelta
per la competenza
ma anche per dare
un segnale a favore
delle donne e contro
la moltiplicazione
degli incarichi

Presidente
Il Cda delle Poste ha ratificato
la nomina di Luisa Todini
il 2 maggio scorso

Resta nel Cda nonostante la nomina alle Poste
ROMA

Qualcuno ci faceva già un pensierino. Almeno nelle segreterie di partito. Ma Luisa Todini
di lasciare il cda della Rai non
ha nessuna voglia nonostante
la fresca presidenza di Poste
italiane. «Tra i due ruoli non
c’è incompatibilità. Io sono e
resto un consigliere della
Rai», dice lei alla festa per i 50
anni della Nutella. Dunque?
«Non c’è incompatibilità, c’è
però una questione di opportunità» osserva il senatore del
Movimento 5Stelle Alberto
Airola. La stessa, in verità,
che anche la consigliera Todini aveva colto nelle ore successive all’ascesa sulla poltrona di comando dei «postini
italiani», con tutte le società
controllate, e la miriade di
aziende che con Poste collaborano: «La mia esperienza mi
ha insegnato che non si possono fare bene insieme troppe
cose». Già, perché di cose da
fare, di aziende da controllare,
di uomini e manager da dirigere la presidente di Poste ne
ha davvero molte: nel settore
pubblico come in quello privato. C’è, infatti, la Rai, ci sono le
Poste, l’imponente galassia
del gruppo che porta il suo nome, (è presidente della Todini
che controlla anche «Domus
etruria», ma anche Ecos energia e la Proxima srl), siede nel
consiglio di amministrazione
di Salini, ma presiede pure il
Comitato Leonardo e il Foro
di dialogo Italia-Russia, del
quale è co-presidente. Tanti
incarichi, insomma, forse
troppi per l'imprenditrice al
punto da scatenare gli esponenti del M5stelle che chiedono a Luisa Todini di «lasciare
almeno la poltrona della Tv

pubblica». Anche perché, nessuno come noi spiega Airola,
«da sempre è contrario alla
multiproprietà dei cda delle
aziende pubbliche, ovvero all’assalto delle poltrone».
E seppur con modi e argomenti diversi - anche se la sostanza è pressoché identica - la
pensa così anche il parlamenta-

re del Pd in commissione di Vigilanza, Michele Anzaldi: «Non
possono pensare che la Todini
abbia cambiato idea. Anche io
come lei credo che troppe cose
bene insieme non si possano fare. Anche perché la presidente
delle Poste è chiamata a un impegno gravoso da qui ai prossimi mesi. E il governo l’ha scelta

il caso
PAOLO FESTUCCIA
ROMA

on ci stanno i dipendenti, non ci
stanno i sindacati. A viale Mazzini si scavano trincee. Contro il
governo, contro il «prelievo forzoso e
ingiusto» di 150milioni di euro previsto
dal decreto Irpef. La presidente Tarantola «promette» tagli ordinati e il premier Renzi ribadisce - anche dopo l’acceso confronto a Ballarò, - che «se chiediamo sacrifici ai cittadini, alle banche,
è giusto che li faccia anche la Rai». Tagli, che annunciano bufera nelle reti,
nei budget dei palinsesti, negli investimenti sul digitale. Certo, tagliare si
può, gli «sprechi» commenta un consigliere «ci sono», ma tra «tagliare e
svendere, di differenza ce ne passa...».
«Su un punto la legge è chiara: il soldi
del canone non si possono toccare perché si tratta di un’imposta di scopo»,
spiega Carlo Rognoni ex consigliere Rai.
Detto questo «sia su Raiway che sulle
sedi regionali interventi si possono fare», riprende Rognoni, «a cominciare
dalla sovrapposizioni di uomini: i direttori di sede, infatti, non hanno alcun potere né delega, quindi sono doppioni con
i capi delle testate regionali». Dunque, ci
sarebbe molto da lavorare, ma «all’interno - chiarisce l'ex consigliere - di una

N

ALESSANDRO DI MEO/ANSA

sia per ragioni di competenza,
ma anche per dare un segnale a
favore delle donne e contro la
moltiplicazione degli incarichi.
Ecco, se non dovesse fare un
passo indietro tradirebbe in un
certo senso questo new deal avviato dal governo Renzi».
Ci vuole l’esempio, insomma. «E noi - riprende Airola -

vogliamo darlo. Non ci interessano poltrone per noi, ci interessa però che gli altri non
continuino a collezionarne una
dopo o insieme all’altra. Il nostro movimento rappresenta il
voto di nove milioni di italiani:
a loro noi dobbiamo garantire
trasparenza, serietà e meritocrazia». Cambiamento: questa

la parola d’ordine: sia per il
Movimento 5 Stelle sia per il
Pd ma soprattutto per il governo. Del resto, «in questi mesi
tutti a parole hanno detto basta con i Mastrapasqua - argomenta Anzaldi - e non si può
andare a giorni alterni. Se non
è così per tutti, meglio davvero
lasciar perdere».
[PAO. FES.]

Servizio pubblico in rivolta
Tutti contro i tagli del premier
Minoli: il governo guardi alla Bbc. Freccero: per Renzi è un duello

150
Milioni
È quanto il governo
intende recuperare
con i tagli alla Rai previsti
dal decreto legge
sull’ Irpef

Matteo Renzi e Giovanni Floris

riorganizzazione che tiene conto anche
del patrimonio immobiliare della Rai».
Ma senza un piano strategico, «questo Dl
somiglia a una cosa per tirar su soldi che
altro...». Ed, invece, no. Argomenta il sottosegretario alle comunicazioni Giacomelli, che annuncia la «riforma della governance, ma soprattutto la riforma del

canone». La Rai è dei cittadini, aggiunge, e
il sindacato, deve scegliere «se difendere
l’esistente o accettare la sfida». Una sfida
che finirà a colpi di ricorsi e scioperi ma
che non chiarisce quale dovrà essere la
«la missione della Tv pubblica». Per Giovanni Minoli, «Renzi, il governo, di milioni
ne potrebbero chiedere anche 300, ma al-

l’interno di un progetto chiaro». Un progetto che secondo il papà di Mixer dovrebbe guardare alla Bbc, «con la ridefinizione
della governance, il recupero dell’evasione del canone, ma soprattutto con il ritorno alla centralità e agli uomini del prodotto». Come dire: tagliare cose inutili è possibile, ma ridefinendo il perimetro e la
missione del servizio pubblico. Temi che
conosce a memoria Carlo Freccero, per
nulla d’accordo con la decisione del governo, anzi infastidito... «dall’atteggiamento
di Renzi che vuole sempre dimostrare di
essere il più efficiente e che la politica del
fare debba colpire tutti...La scuola, la televisione, terreni di riforma che sono solo
un modo per prendere potere...». Certo,
«gli sprechi ci sono sprechi e vanno tagliati, ma Renzi mi pare sempre in duello. Come nelle serie tv americane degli avvocati: a nessuno importa che la giustizia
trionfi ma che una parte riesca a sopraffare l’altra...». E questo dimostra per Freccero che «qualcosa è cambiato e si hanno
pure due misure: se lo avesse fatto Berlusconi, sarebbe sceso giù l’inferno».

.

8 .Primo Piano

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

U

EXPO
GLI SVILUPPI

L’INCHIESTA

Maltauro confessa:
“Così la cupola
pilotava i lavori”
I pm chiedono al Riesame i 12 arresti negati dal gip
Nelle carte la cena ad Arcore di Fabrizio Sala e Paris
PAOLO COLONNELLO
MILANO

L’imprenditore Enrico Maltauro si siede davanti al pm
Claudio Gittardi alle 10 del
mattino e ne esce dopo 9 ore
abbastanza stremato e dopo
aver raccontato vita, morte e
miracoli del «sistema Frigerio», nonché degli appalti
comprati e vinti, dei piaceri e
delle «altre utilità» finite a referenti politici e ai vari manager della sanità. Insomma,
racconta tutto e conferma in
pieno l’impianto accusatorio
dell’ordinanza, anche se il
suo legale, l’avvocato Giovanni Dedola parla di un verbale
«indefinibile». Ma l’avvocato,
che è uomo di lunga esperienza, intende dire che sul «tavolo dell’obitorio» del pm, l’autopsia ha avuto buon esito,
quale sarà poi il referto si
scoprirà al momento delle richieste di rinvio a giudizio.
Comunque, i racconti di Maltauro hanno un tale pepe che,
a differenza dell’altro interrogatorio svolto in contemporanea al «factotum» Giuseppe Cattozzo, vengono secretati e probabilmente
avranno un seguito. Di più: finito il confronto, alle 7 di sera, i pm Gittardi e D’Alessio si
fiondano nell’ufficio del procuratore Bruti Liberati e poi,
tutti insieme, in quello di Ilda
Boccassini, mentre i vertici
della finanza milanese attendono nei corridoi. Insomma,
situazione e fibrillazioni d’altri tempi. E che a finire in manette non saranno in pochi lo
dimostra il fatto che i magistrati hanno già depositato al
Riesame un ricorso contro la
decisione del gip di non concedere 12 misure di custodia
cautelare per imprenditori e
manager della sanità, allo
stato solo indagati.
Ma cos’è il «sistema Frigerio»? Correva parallelo a
quello di Daccò, a dimostrazione che «le cricche» sono
multiple, ma il sistema è
uguale per tutti: lì le tangenti
sui rimborsi spese degli ospedali, qui sugli appalti per la sanità, l’Expo, la Sogin. Un sistema più tentacolare e ben
inserito anche ai piani alti della politica. A livello nazionale
e, ovviamente, in Regione.
Non solo per l’appoggio alla
campagna elettorale dell’attuale assessore alla Sanità
Mantovani, ex coordinatore
del Pdl in Lombardia, ma anche, ad esempio, per il legame,
notevole, con Fabrizio Sala,
attuale sottosegretario alla
Regione con delega all’Expo e
all’internazionalizzazione
delle imprese. La relazione

tra i due è ben spiegata nella ricostruzione dell’inchiesta sulla
famosa cena a Villa San Martino da Silvio Berlusconi in cui
viene invitato il galvanizzatissimo Angelo Paris, numero due
di Expo e pronto a vendere appalti in cambio «di carriera».
Un invito che arriva dritto da
Sala dopo una richiesta di Frigerio, il quale, scrivono i pm
«mantiene da lungo tempo contatti con Fabrizio Sala che ha
tra l’altro attivamente sostenuto nella corsa “post elettorale”
al ruolo di sottosegretario alla
Regione Lombardia». Per altro
Frigerio si vanta con Paris, che
ha chiesto ieri di essere interrogato «per spiegare», di essersi
attivato anche «con Fedele» e

Claudio Levorato
(Manutencoop): anche per lui
la Procura chiede l’arresto e
ha fatto ricorso al Riesame

«Subito una svolta etica
ma non solo sugli appalti»

9

domande
a
Gian Carlo
Caselli

Lasciata la magistratura,
qualche mese fa Gian Carlo
Caselli ha accettato la proposta di presiedere l’osservatorio sulla criminalità in agricoltura, creato da Coldiretti con
Eurispes. E così, da addetto ai
lavori sia pure sui generis,
guarda alle vicende dell’Expo.
Sorpreso dagli arresti?

«Ogni volta diminuisce la
sorpresa e aumenta l’indignazione. Purtroppo tra le
rendite italiane quella del
malaffare è la più florida».
Che cosa la colpisce di più?

«La ciclicità dei fatti e dei
personaggi, quelli che Sylos
Labini definiva “i neomachiavellici” sempre pronti a contrapporre politica e morale».
È una nuova Tangentopoli?

«Ci sono opinioni in un senso
o nell’altro, il dibattito non
mi appassiona. Cambia poco,
nel senso che restano vicende comunque inaccettabili.
Piuttosto, si ragioni sul fatto
che episodi di per sé gravi diventano gravissimi per il negativo riflesso internazionale sull’immagine del Paese».
Che cosa intende dire?

«L’Expo è il più importante
evento che la comunità internazionale ha voluto affidare
all’Italia. A meno di un anno
dall’avvio, viene coperto da
un’ombra pesante, che rischia
di metterne in dubbio perfino
la celebrazione».

Per lei è il caso di ripensarci?

«L’Expo non va fatto a tutti i
costi, dunque è inaccettabile
che il prezzo per farlo sia il cedimento all’illegalità. Ma non
farlo perché si sono scoperte
illegalità sarebbe un cedimento altrettanto inaccettabile».
Qual è la soluzione?

«Argini robusti per il rispetto
della legalità. È ancora possibile, ma bisogna intervenire subito, senza perdere tempo.
Perché l’inchiesta di Milano rivela una crisi profonda».
Che cosa pensa della nomina di Cantone?

«Molto bene. Ma oltre a monitorare le opere materiali,
per non compromettere irreversibilmente l’immagine immateriale dell’Expo, bisogna
rilanciarlo anche nei contenuti. L’Italia per molti profili
ha il primato della sicurezza
alimentare, ma anche zone
grigie: un terzo dei prodotti
venduti come made in Italy
contiene materie prime straniere all’insaputa dei consumatori e in danno delle nostre aziende. La crisi dell’Expo si supera con una svolta etica, tanto sugli appalti
quanto sui contenuti».
Che cosa si dovrebbe fare?

«Valorizzare chi pone l’etica
nei processi produttivi e non
vi fa riferimento come comodo make up basato sul marketing. E poi puntare su creatività e autenticità italiane».
Come giudica lo scontro nella Procura di Milano?

«Brutta faccenda. Una grande
Procura come quella di Milano
deve ritrovare compattezza,
con l’aiuto del Csm».
[G. SAL.]

ANSA

L’incontro tra Sergio Cattozzo e Enrico Maltauro in una foto dell’inchiesta

con «la Gelmini». Contatti che
«servono» nel lattiginoso «sistema Frigerio» per arrivare
poi a far vincere gli appalti ad
«amici» come appunto Maltauro. Che di questo giro era perfettamente a conoscenza e ieri
ne ha parlato a lungo davanti ai
pm. I quali sono convinti che se
i soldi arrivavano ai «mediatori», (solo da Maltauro oltre un
milione più 600 mila promessi)
le altre utilità - carriere, voti e
finanziamenti agli amici - considerati parimenti reato, erano
appannaggio dei «referenti»
politici. Ecco perché il suo verbale è stato secretato. Non altrettanto è accaduto per Giuseppe Cattozzo, che da una parte era legato da un contratto di

«lobbista» con Maltauro e dall’altra rispondeva a Luigi Grillo
e Gianstefano Frigerio. Cattozzo, nel corso del suo interrogatorio, durato in tutto 4 ore,
avrebbe in un certo senso scaricato tutti: «Sì, è vero - avrebbe
detto in sostanza - avevo un
contratto con Maltauro e lavoravo con Frigerio, facevo quello che mi veniva detto, se mi dicevano di dare o di prendere
soldi, io davo e prendevo…». In
«verbalese», avrebbe in definitiva «fornito indicazioni e risposte congruenti, rispondendo in maniera esaustiva a tutte
le domande». Traduzione: ha
cantato anche lui. Sebbene non
del tutto e non completamente,
visto che settimana prossima

verrà probabilmente reinterrogato. Poi, lunedì, toccherà al
manager «rampante» Angelo
Paris, che si fa dire da Primo
Greganti perfino chi votare alla primarie del Pd («il voto a
Renzi», risponde risoluto il
«compagno G») e si sentiva già
in tasca la poltrona di direttore
di Infrastruttre Lombarde. E
mentre in Procura si assistono
a frenetici contatti dei legali
dei nuovi imprenditori finiti
nel mirino, da settimana prossima si delineeranno i fronti:
con l’avvocato «nega» i duri
della presunta «cupola», ovvero Frigerio, Greganti e Grillo;
con l’avvocato «chiarimento»,
Maltauro, Cattozzo, Paris e Rognoni. E sarà battaglia.

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

I VELENI IN PROCURA

Robledo: “Io sabotatore?
Bruti mente e lo dimostro”
Nuova lettera al Csm per smentire l’accusa sul “doppio pedinamento”
MILANO

«Affermazioni del tutto inveritiere e fuorvianti». La replica del procuratore aggiunto
Alfredo Robledo alle accuse
lanciate ieri dal procuratore
Edmondo Bruti Liberati, non
si fa attendere e segnala un
clima in Procura giunto ormai al calor bianco.
Così, alla missiva del Procuratore inviata al Csm lunedì scorso che lo accusava di
aver «ostacolato» le indagini
su Expo-Sanità, ieri Robledo
ha risposto con una controlettera al Csm accusando
apertamente il suo capo «di
dire falsità». In particolare a
proposito del «doppio pedinamento» di un indagato dell’inchiesta, rivelato ieri da
Bruti, Robledo sostiene che
si tratta di affermazioni «da
ritenersi non veritiere, radicalmente inventate e prive di
qualunque fondamento«. E
per dimostrarlo allega alla
sua missiva anche un rapporto del nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano «nel
quale si afferma e si dà documentalmente atto che l’episodio non è mai avvenuto».
La vicenda riguarda un
pedinamento di pochi mesi fa
di Angelo Paris, il numero di
Expo, arrestato giovedì scorso. Un’operazione che Robledo rivendica come ordinata
da lui e avvenuta nel primo
pomeriggio, cioè alle 15,30 e
che non avrebbe avuto nessun “raddoppio”. «In esito a
quanto richiesto dalla signoria vostra... - è scritto nel rapporto della Gdf allegato - nel
corso della attività di osservazione e controllo svolte da
personale di questa articolazione non si sono registrati
episodi di sovrapposizione
operativa con personale della polizia giudiziaria della
Guardia di Finanza».
Dunque, Robledo sembrerebbe avere ragione e
Bruti torto. Ma in queste
storie scivolose e delicate è
sempre meglio aspettare ciò
che deciderà infine il Csm.
Va ricordato inoltre che l’inchiesta è stata seguita sia
dalla Guardia di Finanza
che dalla Divisione investigativa Antimafia, che dispone di suoi uomini.
Si attende a questo punto
la replica di Bruti Liberati
che ieri non ha voluto fare alcun commento. Robledo invece, così scrive nella lettera
mandata al Csm, ritiene che
«anche altre affermazioni
che la stampa nazionale attribuisce alla nota del procuratore appaiono altamente
lesive della dignità e della
funzione di procuratore aggiunto coordinatore del dipartimento dei reati contro
la pubblica amministrazione
e turba il regolare svolgimento della funzione». Le “altre
affermazioni” di Bruti contenute nella lunga missiva al
Csm spaziano dall’attuale inchiesta Expo (l’asserito “doppio pedinamento” e il rifiuto
a una coassegnazione dell’indagine) fino a quella per il
San Raffaele. Dove il Procu-

Le iniziative del procuratore
aggiunto Robledo hanno
determinato un reiterato intralcio
alle indagini sull’Expo

Affermazioni radicalmente
inventate e prive di qualunque
fondamento, che ledono
la mia stessa dignità

Edmondo Bruti Liberati

Alfredo Robledo

Procuratore di Milano

Procuratore aggiunto di Milano

ratore accusa Robledo di aver
estratto arbitrariamente degli
atti dal processo il 10 aprile
scorso, chiedendoli direttamente al gip in vista della sua
audizione davanti al Csm.
«Senza alcuna interlocuzione
né con il sottoscritto, né con
l’aggiunto Francesco Greco»,
coordinatore dell’inchiesta.
In particolare il procuratore si riferisce a 4 verbali del luglio 2011 - di cui ha poi dato notizia “Il Fatto” - in cui già l’ex
presidente della Lombardia
Formigoni veniva accusato di
aver preso tangenti. Un modo
per sostenere che le indagini
erano state fatte male e con ritardi. Cosa ovviamente negata
sia da Bruti che da Francesco
Greco che inquadrano diversamente l’esistenza di quei
verbali. Inoltre Bruti ha accusato Robledo di aver rifiutato
la coassegnazione dell’inchiesta Expo e anzi, di aver preteso a un certo punto che venisse separata e assegnata in parte solo a lui. Infine di utilizzare
sempre solo una parte della
polizia giudiziaria. Nella stessa lettera infine, Bruti respingeva le accuse di favoritismo
nel caso Sallusti. E’ solo l’ennesima puntata. Altre, purtroppo, ne arriveranno. [P.COL.]

Primo Piano .9

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ANSA

Chiara Rizzo

Caso Scajola

Sì francese
all’estradizione
di Lady
Matacena
GUIDO RUOTOLO
REGGIO CALABRIA

Li hanno aperti, i primi faldoni arrivati a Reggio Calabria. I pm, gli analisti e investigatori della Dia, ieri
mattina hanno definito le linee guida del lavoro di lettura degli atti sequestrati
ormai una settimana fa agli
arrestati. Alle Fiamme gialle è stato affidato il materiale Matacena, in gran parte documentazione che riguarda le sue società, e la
movimentazione dei capitali. Alla Dia, gli «scatoloni»
di Claudio Scajola.
È una corsa contro il tempo perché i pm vorrebbero
arrivare all’interrogatorio
di Claudio Scajola, in programma domani, con qualche nuovo elemento da contestare all’indagato.

Domani interrogatorio
dell’ex ministro
dell’Interno ancora
in carcere
E intanto i giudici di Aixen-Provence, in Francia,
hanno accolto la richiesta di
estradizione. Chiara Rizzo,
detenuta nel carcere di Baumettes, dunque, venerdì
rientrerà in Italia. I legali
della moglie di Amedeo Matacena sono rimasti colpiti
dalla contestazione - nel
mandato di cattura europeo
- del reato di riciclaggio che
in realtà era già stato contestato nella misura cautelare.
Questa inchiesta, infatti,
nasce proprio sul riciclaggio della potente cosca reggina dei De Stefano. E già
si è trovata a dover deviare
il suo corso una prima volta, incontrando l’amministratore della Lega, Francesco Belsito, e il cerchio
magico della famiglia Bossi. Ora, Claudio Scajola e
Amedeo Matacena.
Questa volta però, la tesi
dell’accusa tutta da dimostrare è che siamo di fronte
a un’associazione segreta
che favorisce la ’ndrangheta. Nel caso di Matacena, favorendo la sua latitanza e
attraverso il riciclaggio
(Matacena è riuscito a mimetizzare beni per cinquanta milioni di euro).
La tesi dell’accusa è che
Scajola doveva diventare europarlamentare (ma Forza
italia ha bocciato la sua candidatura) prendendo il posto
di Amedeo Matacena. I finanziamenti europei, il pallino di Paolo Romeo, ex parlamentare al servizio dei De
Stefano, indagato anche lui.

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GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014 LA STAMPA 10

La Stampa -15/05/2014

AVVISO AL PUBBLICO

RICHIESTA DI AUTORIZZAZIONE ALLA COSTRUZIONE E ALL’ESERCIZIO AL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO DI CONCERTO CON IL
MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
e
RICHIESTA DI PRONUNCIA DI COMPATIBILITA’ AMBIENTALE AL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL
MARE DI CONCERTO CON IL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI
La Società Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A., con sede legale in Viale E. Galbani, 70 – 00156 ROMA
RENDE NOTO
• di aver presentato in data 05/12/2013, ai sensi del combinato disposto dell’art. 1 comma 26 della Legge 23/08/2004 n. 239, del T.U. sulle acque e
sugli impianti elettrici del 11/12/1933 n. 1775 e successive modificazioni, la domanda con relativo progetto al Ministero dello Sviluppo Economico –
Dipartimento per l’Energia - Direzione Generale per l’Energia Nucleare, le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica, ed al Ministero dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche, al fine di ottenere l’autorizzazione alla
costruzione ed esercizio, avente efficacia di pubblica utilità, urgenza ed indifferibilità, del seguente intervento sulla Rete Elettrica Nazionale:
“Nuovo elettrodotto 132 kV T.745 “Fossano – Magliano Alpi”
• che l’opera da realizzarsi consiste in:
- elettrodotto in semplice terna a 132 kV tra la cabina primaria di Fossano e la stazione elettrica di Magliano Alpi, di lunghezza totale di circa 15,1 Km
di cui 4,25 km in cavo interrato in uscita da Fossano e di 10,8 km di linea elettrica aerea;
• che le caratteristiche tecniche del collegamento sono le seguenti:
- lunghezza
15.1 km
- Frequenza nominale
50 Hz
- Tensione nominale
132 kV
• che le opere interessano i Comuni di Fossano, Sant’Albano Stura, Trinità e Magliano Alpi in Provincia di Cuneo;
• che i fondi interessati ai fini dell’apposizione del vincolo preordinato all’imposizione in via coattiva della servitù di elettrodotto, sono distinti in catasto
dai seguenti numeri di foglio e particelle od aventi causa dalle stesse:
Provincia di Cuneo Comune di Fossano
Tortalla Clara n. a Fossano il 29/12/1959 fg. 27 part. 90, fg. 51 part. 79; ENEL ENTE NAZIONALE PER L’ENERGIA ELETTRICA con sede in Roma fg. 51
part. 10; Disdero Carlo n. a Genola il 17/08/1949, Disdero Giovanni n. a Genola il 24/04/1948, Disdero Maria Maddalena n. a Genola il 19/07/1953,
Romero Benedetto n. a Fossano il 21/01/1944, Romero Maria Agnese n. a Fossano il 23/01/1956 fg. 52 part. 45, 76, 46; Pettitti Giuseppe n. a
Fossano il 25/04/1962, Pettitti Pietro n. a Fossano il 28/04/1965, Chiappello Teresa n. a Fossano il 18/01/1931, Pettitti Antonio n. a Fossano il
21/12/1923 fg 51 part. 11, fg. 52 part. 203, 238; Franco Margherita n. a Sommariva del Bosco il 15/05/1952 fg. 51 part. 50, 176, 362; Barbero
Luigia n. a Centallo il 21/06/1944, Brondino Bartolomeo n. a Fossano il 22/07/1937 fg. 52 part. 62, 51, 80; Dellaferrera Giovanni n. a Bene Vagienna
il 11/10/1932, Dellaferrera Giuseppe n. a Bene Vagienna il 11/04/1931, Dellaferrera Rosa Anna n. a Bene Vagienna il 15/08/1936, Parrocchia di S.
Maria e S. Giovenale Cattedrale fg. 51 part. 356; Gastaldi Stefanina n. a Cuneo il 06/10/1933, Quaglia Bartolomeo n. a Verzuolo il 20/04/1926 fg. 52
part. 114; ANAS Ente Nazionale per le Strade con sede a Roma fg. 52 part. 166, 161, 162, 156, 155, 174, 173, fg. 119 part. 93, 506, 517, 501,
512, 503, 515, fg. 118 part. 105, 104, 90, fg. 117 part. 79, 66, 67, 69, 75, 71, fg. 116 part. 94, 93, 91, 98, fg. 115 part. 71, 68; Brondino Giovanni
n. a Fossano il 31/05/1969 fg. 52 part. 163, 50, 153, 176, 152; Rivero Annamaria n. a Torino il 01/07/1932, Rivero Simone n. a Torino il 10/10/1939
fg. 119 part. 514; Quaglia Fredino n. a Fossano il 16/02/1972 fg. 119 part. 10; Gallo Maddalena n. a Fossano il 03/07/1932, Parola Aldo n. a Fossano
il 23/10/1969, Parola Bruno n. a Fossano il 12/12/1971, Parola Elda n. a Fossano il 29/09/1964 fg. 119 part. 206; Allasia Andretta n. a Fossano il
30/03/1930, Marchisio Giovanni n. a Rocca De’ Baldi il 15/01/1927, Marchisio Maddalena n. a Rocca De’ Baldi il 29/08/1923, Marchisio Margherita
n. a Rocca De’ Baldi il 21/10/1937, Marchisio Maria Paola n. a Fossano il 28/12/1958, Marchisio Marina n. a Fossano il 22/03/1961, Marchisio Matteo
n. a Rocca De’ Baldi il 29/01//1922 fg. 119 part. 7, 71; Zabena Marisa n. a Venezuela il 08/10/1960, Sansoldo Maddalena n. a Fossano il 28/05/1932
fg. 119 part. 510, 66, 511; Bracco Aldo n. a Priola il 09/04/1945, Picco Anna Maria n. a Fossano il 26/01/1949 fg. 119 part. 516; Picco Luciana mar.
Brignone n. a Montanera il 29/04/1946 fg. 118 part. 107, 88, 99; Cometto Marilena n. a San Remo il 06/09/1953, Picco Sebastiano n. a Fossano il
12/10/1950 fg. 118 part. 106, 98; Fruttero Michele n. a Fossano il 10/11/1959 fg. 118 part. 91, 82, 116; FERROVIE DELLO STATO - SOCIETA DI
TRASPORTI E SERVIZI PER AZIONI FS S.P.A con sede in ROMA fg. 118 part. 15, 36; Barale Lucia n. a Fossano il 02/11/1942, Mondino Caterina n. a
Fossano il 05/11/1916 fg. 117 part. 42; Barale Caterina n. a Fossano il 21/07/1945, Mondino Caterina n. a Fossano il 05/11/1916 fg. 117 part. 7, 8;
BARALE ANTONIO n. a Fossano il 30/04/1941, Mondino Caterina n. a Fossano il 05/11/1916 fg. 117 part. 45, 82, 83; Provincia di Cuneo fg. 117
part. 88, 61, 62, 89; Mattalia Michele n. a Fossano il 13/12/1929 fg. 117 part. 100; Gastaldi Maria n. a Fossano il 15/06/1940, Rosano Giovanni n. a
Fossano il 15/04/1934, Rosano Maria Elisabetta n. a Fossano il 12/04/1946, Rosano Stefano n. a Fossano il 27/05/1936 fg. 117 part. 76, 31, 72, 74;
Gastaldi Maria n. a Fossano il 15/06/1940, Rosano Antonio n. a Fossano il 20/11/1939, Rosano Bernardino n. a Fossano il 07/08/1943, Rosano
Giovanni n. a Fossano il 15/04/1934, Rosano Giuseppe n. a Fossano il 06/10/1932, Rosano Maria Elisabetta n. a Fossano il 12/04/1946, Rosano
Stefano n. a Fossano il 27/05/1936 fg. 117 part. 73; Racca Anna Maria n. a Fossano il 06/12/1954, Racca Pierfranca n. a Fossano il 02/10/1956, Testa
Caterina n. a Genola il 27/12/1931 fg. 116 part. 56; Mandrile Giuseppe n. a Fossano il 19/04/1966, Mandrile Sergio n. a Fossano il 24/01/1963 fg.
116 part. 99, 92; Rosano Marina n. a Fossano il 19/01/1960, Rosano Marina n. a Fossano il 19/01/1960, Rosano Valerio n. a Fossano il 26/02/1964,
Lingua Teresa n. a Fossano il 02/09/1934, Rosano Bernardino n. a Fossano il 07/08/1943 fg. 115 part. 37; Rosano Antonio n. a Fossano il
20/11/1939, Rosano Giovanni n. a Fossano il 15/04/1934, Rosano Stefano n. a Fossano il 27/05/1936 fg. 115 part. 70; Aragno Anna; Mar Mandrile
n. a Trinità il 03/01/1937, Mandrile Domenico n. a Fossano il 30/03/1930, Mandrile Giovenale n. a Fossano il 02/09/1928, Mandrile Vincenzo n. a
Fossano il 19/07/1931 fg. 115 part. 72; Barale Davide n. a Fossano il 08/01/1981, Barale Luca n. a Fossano il 04/07/1983, Barale Roberto n. a Fossano
il 08/11/1973 fg. 115 part. 69; SOCIETA’ AGRICOLA S. STEFANO S.S. con sede a Fossano fg. 115 part. 49, 83, 94, 92, 88; Bressi Secondo n. a
Fossano il 11/06/1942 fg. 115 part. 73; IL CONVENTO - SOCIETA’ SEMPLICE AGRICOLA con sede in Savigliano fg. 115 part. 66, 67; Ariaudo
Francesca n. a Fossano il 30/04/1954, Operti Bernardino n. a Fossano il 10/10/1951 fg. 110 part. 27; Dalmasso Anna Vittoria n. a Fossano il
22/11/1940, Dalmasso Michele n. a Fossano il 18/01/1936 fg. 114 part. 44, 47; Ariaudo Silvio n. a Fossano il 09/09/1959 fg. 110 part. 26;
CONSORZIO IRRIGUO POZZO SANTO STEFANO con sede a Fossano fg. 114 part. 90; Giraudo Ernesto n. a Fossano il 29/11/1937 fg. 114 part. 187;
Giraudo Giuseppe n. a Fossano il 17/01/1942, Rinero Giovanna n. a Centallo il 02/04/1945 fg. 114 part. 186; Paoletto Oreste n. a Tarantasca il
12/05/1932, Piola Giovanna n. a Centallo il 28/12/1931 fg. 110 part. 29, fg. 114 part. 15; Giraudo Adriano n. a Fossano il 01/07/1963, Giraudo
Alberto n. a Fossano il 11/10/1971 fg. 110 part. 78, fg. 111 part. 77; Giraudo Luciana n. a Fossano il 13/04/1943 fg. 114 part. 127; Delfino Bruna n.
a Fossano il 29/09/1967, Delfino Ezio n. a Savigliano il 15/02/1961, GIRAUDO Aldo n. a FOSSANO il 01/10/1952, GIRAUDO Anna Maria n. a
FOSSANO il 13/04/1938, GIRAUDO Caterina n. a FOSSANO il 01/10/1941, GIRAUDO Ernesto n. a FOSSANO il 29/11/1937, GIRAUDO Franco n. a
FOSSANO il 12/11/1945, GIRAUDO Giovanni n. a FOSSANO il 02/02/1932, GIRAUDO Giuseppe n. a FOSSANO il 17/01/1942, GIRAUDO Luciana n. a
FOSSANO il 13/04/1943, GIRAUDO Silvio n. a FOSSANO il 30/07/1936, GIRAUDO Vittorina n. a FOSSANO il 01/02/1934, TONELLO Silvia n. a
SAVIGLIANO il 02/04/1974 fg. 114 part. 10; Tonello Silvia n. a Savigliano il 02/04/1974 fg. 111 part. 78, 6; TONELLO Giovanni n. a FOSSANO il
03/05/1937 fg. 111 part. 78; PELLEGRINO Giovanna n. a FOSSANO il 15/05/1944 fg. 111 part. 69, 12, 70; TONELLO Giovanni n. a FOSSANO il
03/05/1937 fg. 111 part. 6; MASSA Caterina n. a CERVASCA il 26/05/1937, PEPINO Carla n. a FOSSANO il 21/04/1957, PEPINO Gian Piero n. a
FOSSANO il 29/09/1964, PEPINO Marco n. a FOSSANO il 13/06/1972, PEPINO Marina n. a FOSSANO il 23/06/1960, PEPINO Michele n. a FOSSANO il
17/08/1974 fg. 111 part. 5 sub AA, 5 sub AB, 4; SOCIETA` AGRICOLA E.G. - SOCIETA` SEMPLICE con sede in MAGLIANO ALPI fg. 112 part. 1;
PELLEGRINO Martino n. a FOSSANO il 16/06/1928 fg. 112 part. 76 sub AA, 76 sub AB, 125, 47; VIASSONE Giuseppe n. a FOSSANO il 30/12/1937,
VIASSONE Maria Agnese n. a FOSSANO il 21/12/1967, fg. 112 part. 46, 45; GARBERO Rosanna n. a BISTAGNO il 18/06/1955 fg. 112 part. 40, 38,
41, 32, 60, 33, 39; SCOTTO Giuseppe n. a TRINITA’ il 10/02/1938 fg. 112 part. 25, 26; SCOTTO Stefano n. a TRINITA’ il 16/11/1942 fg. 112 part.
172, 175, 174; ROCCA Regina n. a FOSSANO il 26/06/1938 fg. 112 part. 20 sub. AA, 20 sub. AB, 19; UNICALCESTRUZZI S.P.A. con sede in TORINO
fg. 112 part. 28; DEMANIO ACQUE fg 112 Fiume Stura;
Provincia di Cuneo Comune di Sant’Albano Stura
AZIENDA AUTONOMA STATALE DELLA STRADA, DEMANIO DELLO STATO fg. 3 part. 34, 33, 8; UNICALCESTRUZZI S.P.A. con sede in TORINO fg. 3
part. 35; VOENA Giuseppina n. a SANT’ALBANO STURA il 05/08/1890, VOENA Olimpia;VED DEMICHELIS n. a SANT’ALBANO STURA il 20/09/1885
fg. 3 part. 32; CALANDRI Anna Maria n. a VILLANOVA MONDOVI’ il 13/05/1941, GERBAUDO Marco n. a VIGONE il 21/10/1924, MAURINO
Bartolomeo n. a SANT’ALBANO STURA il 09/04/1940 fg. 3 part. 50; CASTAGNINO Mauro n. a FOSSANO il 02/09/1956, GELSOMINO Mariateresa n.
a TORINO il 17/06/1959 fg. 3 part. 48, 49; PETTITI Antonio n. a SANT’ALBANO STURA il 07/12/1943, ALLASIA Angela n. a SAVIGLIANO il
03/12/1945 fg. 3 part. 51, 52, 54, 55; BERGESE Pietro n. a SANT’ALBANO STURA il 14/05/1957, MASSIMINO Maria Graziella n. a CUNEO il
19/06/1958 fg. 3 part. 29; VISSIO Gian Pietro n. a SANT’ALBANO STURA il 02/05/1942 fg. 3 part. 28; VALLAURI Giancarlo n. a SANT’ALBANO
STURA il 04/10/1941, VALLAURI Giancarlo n. a SANT’ALBANO STURA il 04/10/1941, VALLAURI Maria n. a TORINO il 19/02/1940, VALLAURI Anna n.
a BOLZANO il 14/01/1952 fg. 3 part. 26, 25, 23, 22, 21, 20, 58, 59, 60, 141, 63, 62; CHIAVASSA Costanzo n. a GENOLA il 18/01/1933, CHIAVASSA
Stefano n. a CERVERE il 10/05/1938 fg. 3 part. 24; CARAMELLO Maddalena n. a TRINITA’ il 15/05/1934 fg. 3 part. 222; AGRILEASING - BANCA PER
IL LEASING DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO / CASSE RURALI ED ARTIGIANE S.P.A. con sede in ROMA (RM), TA.VO.LE.RA. SRL con sede
in SANT’ALBANO STURA (CN) fg. 3 part. 252 sub 1; C.A.P.CENTRO DI ADDESTRAMENTO PROFESSIONALE con sede in FOSSANO fg. 3 part. 65;
REGIONE PIEMONTE fg. 28 Rio Tavolera; PEIRANO Aldo n. a FRABOSA SOPRANA il 24/01/1955, PEIRANO Giovanni n. a FRABOSA SOPRANA il
26/05/1952 fg. 4 part. 12; DEMARCHI Giovenale n. a TRINITA’ il 18/05/1928 fg. 4 part. 13, 9, 11; DEMARCHI GUIDO n. a FOSSANO il 27/07/1963,
DEMARCHI MARILENA n. a CUNEO il 22/07/1965, GIORGIS MARIA GIUSEPPINA n. a TARANTASCA il 05/08/1937 fg. 4 part. 35; GIORGIS Savina,
MAR DEMARCHI n. a TARANTASCA il 30/01/1934 fg. 4 part. 14; DEMARCHI Antonio n. a TRINITA’ il 21/06/1938 fg. 4 part. 31; FRUTTERO
Bartolomeo n. a FOSSANO il 20/10/1948 fg. 4 part. 64; BORGOGNO Giuseppe n. a SANT’ALBANO STURA il 10/01/1957 fg. 36 part. 101;
BORGOGNO Antonio n. a ROCCA DE’ BALDI il 23/07/1952 fg. 36 part. 65; BORGOGNO Antonio n. a ROCCA DE’ BALDI il 23/07/1952, SCOTTO
Marina n. a FOSSANO il 21/03/1959 fg. 36 part. 16, 74, 69, 68, 67; SCOTTO Marina n. a FOSSANO il 21/03/1959 fg. 36 part. 73; BORGOGNO
Luciano Michele n. a SANT’ALBANO STURA il 27/01/1957 fg. 36 part. 83; BELLOCCHIO Michele Lorenzo n. a SANT’ALBANO STURA il 31/03/1951
fg. 36 part. 38; BORGOGNO Giacomo n. a SANT’ALBANO STURA il 04/09/1954, BORGOGNO Giovanna n. a SANT’ALBANO STURA il 21/10/1956,
BORGOGNO Maria n. a SANT’ALBANO STURA il 27/05/1952 fg. 37 part. 110; COSTA MICHELA n. a CALTANISSETTA il 21/05/1950, PATERNO
VALERIO n. a CALTANISSETTA il 08/12/1944 fg. 37 part. 3; BELLOCCHIO Giovanni n. a SANT’ALBANO STURA il 19/06/1938 fg. 37 part. 111, 6, 145,
114, 113; BLUA Oreste n. a MONDOVI’ il 14/06/1967, BLUA Renato n. a ROCCA DE’ BALDI il 27/07/1953 fg. 37 part. 115, 116, 15; ENTE FERROVIE
DELLO STATO fg. 37 part. 120, 121, 124, 109; PROVINCIA DI CUNEO fg. 37 Strada Provinciale Sant’Albano – Magliano Alpi; MANASSERO Giacomo
n. a ROCCA DE’ BALDI il 13/04/1951 fg. 37 part. 73, 41; MANASSERO Giuseppe n. a MONDOVI’ il 02/01/1948 fg. 37 part. 17, 144; CURTI Luigi n. a
ROCCA DE’ BALDI il 23/06/1940 fg. 37 part. 119; MANASSERO Caterina n. a MAGLIANO ALPI il 03/08/1913 fg. 37 part. 173; ANAS S.P.A. con sede
in ROMA fg. 37 part. 157, 161, 162; CURTI Alberto n. a MONDOVI’ il 24/07/1973, CURTI Elvio n. a MONDOVI’ il 24/11/1967, TOMATIS Anna n. a
SANT’ALBANO STURA il 23/09/1940 fg. 37 part. 24; BERNELLI Anna Caterina n. a CUNEO il 09/01/1956, MANASSERO Antonio n. a TRINITA’ il
07/10/1952 fg. 37 part. 25, 97; MANASSERO Giuseppe Angelo n. a TRINITA’ il 15/02/1956, MARRO Marta Lodovica n. a CUNEO il 10/05/1961 fg.
37 part. 30, 42; BONARDI Catterina n. a MONDOVI’ il 24/01/1923, COSTAMAGNA Bruno n. a MONDOVI’ il 18/09/1957, COSTAMAGNA Franco n.
a MONDOVI’ il 10/03/1951, COSTAMAGNA Guido n. a MONDOVI’ il 17/12/1964, COSTAMAGNA Pierangela n. a MONDOVI’ il 02/11/1948 fg. 37
part. 29, 80 sub. AA, 80 sub. AB, 32, 96 sub. AA, 96 sub. AB; MANASSERO Giuseppe n. a TRINITA’ il 22/09/1939 fg. 37 part. 31; MANASSERO
Giuseppe FU LAZZARO n. a MAGLIANO ALPI il 07/05/1975 fg. 37 part. 122; DEMICHELIS Biagina n. a MAGLIANO ALPI il 22/12/1926, MANASSERO
Giacomo n. a TRINITA’ il 19/02/1923, MANASSERO Giacomo n. a TRINITA’ il 19/02/1923 fg. 37 part. 151 sub. AA, 151 sub. AB, 33, 148, 149, 150;
MANASSERO Pietro n. a ROCCA DE’ BALDI il 20/03/1950, ROSSI Marilena n. a MAGLIANO ALPI il 09/06/1956 fg. 37 part. 37; DOMPE` Giovanni n. a
FOSSANO il 04/12/1920 fg. 37 part. 36; DHO Alessandrogiovanni n. a SAVIGLIANO il 16/08/1975 fg. 37 part. 99; GIACCARDI Daniela Aurelia n. a
FOSSANO il 22/09/1967, GIACCARDI Maria Silvia n. a FOSSANO il 17/01/1963, QUARANTA Caterina n. a SANT’ALBANO STURA il 21/09/1942 fg. 37
part. 98, 39; ODASSO Pierina MAR GALLEANO n. a PAMPARATO il 18/03/1918 fg. 37 part. 44;
Provincia di Cuneo Comune di Trinità
FRUTTERO Bartolomeo n. a FOSSANO il 20/10/1948 fg. 15 part. 113; FRUTTERO Andrea n. a FOSSANO il 28/05/1982, FRUTTERO Giuseppe n. a
FOSSANO il 12/06/1978 fg. 15 part. 107; CAVALLO Carlo n. a BOVES il 17/02/1962 fg. 15 part. 101; DOTTA Marcella Domenica n. a TRINITA’ il
20/02/1944 fg. 15 part. 40; PORRO Giovanni n. a TORINO il 22/09/1940, PORRO Rosangela n. a TORINO il 08/10/1948 fg. 15 part. 39; MANASSERO
Giuseppe n. a TRINITA’ il 11/04/1937 fg. 15 part. 38; QUAGLIA Bruno n. a FOSSANO il 08/07/1964 fg. 15 part. 80; MIGLIO Bartolomeo n. a TRINITA’
il 07/09/1928 fg. 15 part. 36; MONDINO Sebastiano n. a FOSSANO il 28/07/1964, MONDINO Ernesto, MONDINO Franco n. a FOSSANO il
12/12/1965 fg. 15 part. 35; BORRA Antonietta n. a BENE VAGIENNA il 15/12/1933 fg. 15 part. 11; COSTAMAGNA Franco n. a TRINITA’ il
01/01/1947 fg. 15 part. 33, fg. 16 part. 4; PROVINCIA DI CUNEO fg 15 Strada Provinciale Cuneo – Bene Vagienna, Foglio 36 Strada Provinciale per
Mondovì; RIVA Francesco n. a TRINITA’ il 27/11/1931 fg. 16 part. 64; MANA Giovanni n. a TRINITA’ il 30/09/1951, MANA Giulio n. a FOSSANO il
24/07/1963 fg. 16 part. 5; MANA Sebastiano n. a TRINITA’ il 11/07/1954 fg. 16 part. 73, 12, fg. 26 part. 57; TRUCCO Mauro Matteo n. a FOSSANO
il 16/07/1972 fg. 27 part. 66, fg. 16 part. 13; RIVA Angiolina n. a TRINITA’ il 24/03/1948, TRUCCO Gioachino n. a CHERASCO il 11/04/1938,
TRUCCO Luigi n. a CHERASCO il 18/03/1935, TRUCCO Pietro n. a CHERASCO il 29/04/1945 fg. 16 part. 14; TEOBALDI Catterina n. a TRINITA’ il
20/10/1930 fg. 16 part. 76; CAGLIERO Giuseppe n. a TRINITA’ il 09/07/1953, SANDRONE Carla n. a BAROLO il 08/02/1954 fg. 16 part. 20, fg. 26
part. 187; QUARANTA Anna Maria n. a TRINITA’ il 21/03/1958 fg. 16 part. 30; QUARANTA Valentino Antonio n. a TRINITA’ il 14/12/1957 fg. 16
part. 18; AUDERO Francesca n. a MARENE il 18/09/1942, GROSSO Giorgio n. a TRINITA’ il 07/03/1934 fg. 16 part. 59; SCOTTO Giacomo n. a
TRINITA’ il 27/03/1924, SCOTTO Lucia;MAR SCOTTO n. a TRINITA’ il 04/05/1937 fg. 16 part. 33; SCOTTO Stefano n. a TRINITA’ il 02/02/1934 fg. 16
part. 80; PERUCCA Domenica n. a TRINITA’ il 05/09/1944 fg. 26 part. 172, 130, 174, 49, fg. 16 part. 75, 34; COMUNE DI TRINITA’ fg. 16 Strada
Vicinale del Cimitero, Foglio 26 Strada Vicinale della Magliara, Foglio 27 Strada Vicinale Buretto, Foglio 28 Strada Vicinale Bealera; TORRERI
Alessandro n. a FOSSANO il 16/11/1945, TORRERI Elena n. a TORINO il 23/09/1942, TORRERI Paolo n. a FOSSANO il 30/04/1944 fg. 26 part. 47;
LEONE Maria Maddalena n. a TRINITA’ il 25/01/1951 fg. 26 part. 48; DEMANIO ACQUE DELLO STATO fg. 26 torrente Veglia; LISSONI Gianfranco n.
a SEREGNO il 12/02/1944, LISSONI Luigia n. a SEREGNO il 02/08/1951, LISSONI Racheliano n. a SEREGNO il 03/10/1953, LISSONI Anna n. a
SEREGNO il 09/10/1949 fg. 26 part. 50; LEONE Antonino n. a TRINITA’ il 07/10/1927 fg. 26 part. 51; RINALDI Anna Caterina n. a TRINITA’ il
28/02/1931 fg. 27 part. 63, fg. 26 part. 52; GROSSO Antonina n. a TRINITA’ il 16/09/1931 fg. 26 part. 53, 56; COSTAMAGNA Maria Maddalena n.

a TRINITA’ il 15/10/1947 fg. 26 part. 54; CIGNETTI Elisabetta n. a TORINO il 20/07/1964, CIGNETTI Roberta n. a TORINO il 20/04/1968, CIGNETTI
Sabrina n. a TORINO il 20/04/1968 fg. 26 part. 98; FERRUA Ferruccio n. a TRINITA’ il 02/10/1947, FERRUA Luciana Maria n. a TRINITA’ il 04/04/1949,
FERRUA Roberto Domenico n. a TRINITA’ il 06/06/1956 fg. 26 part. 97; MANA Giovanni n. a TRINITA’ il 30/09/1951, MANA Giulio n. a FOSSANO il
24/07/1963, MANA Sebastiano n. a TRINITA’ il 11/07/1954, GHIGO Maria n. a TRINITA’ il 19/12/1926 fg. 26 part. 69; MANA Sebastiano n. a
TRINITA’ il 11/07/1954, MANA Giovanni n. a TRINITA’ il 30/09/1951, MANA Giulio n. a FOSSANO il 24/07/1963 fg. 26 part. 71, 72; GRIGLIA
Teresa;MAR LEONE n. a MONDOVI’ il 02/04/1938 fg. 26 part. 70; GERMANETTI Federico n. a FOSSANO il 13/08/1979, GERMANETTI Marita n. a
FOSSANO il 31/12/1976, PERUCCA Domenica n. a TRINITA’ il 05/09/1944 fg. 26 part. 67; CAPRA Giacomo n. a BENE VAGIENNA il 06/07/1928,
CAPRA Margherita n. a BENE VAGIENNA il 04/01/1936 fg. 26 part. 73, 74, 65,93,92; QUARANTA Lucia Gabriella n. a TRINITA’ il 14/10/1963 fg. 26
part. 126, 91, 90; BLUA Ornella n. a MONDOVI’ il 26/12/1963 fg. 26 part. 75; ARAGNO Maria n. a TRINITA’ il 12/04/1934, GOZZELINO Elisabetta n.
a SAVIGLIANO il 20/07/1997, GOZZELINO Roberto n. a ALBA il 06/05/1963, LEONE Catterina n. a TRINITA’ il 03/07/1955, LEONE Irene n. a TRINITA’ il
29/01/1957, LEONE Silvana n. a FOSSANO il 29/09/1959 fg. 26 part. 89; LIPRANDI Giuseppe n. a MONDOVI’ il 14/05/1966 fg. 26 part. 131;
GROSSO Mario n. a FOSSANO il 06/12/1968 fg. 27 part. 24, 65 sub. AA, 65 sub. AB; MAMINO Federico n. a ROBURENT il 19/09/1937 fg. 27 part.
25; MAMINO Federico n. a ROBURENT il 19/09/1937, PRETTE Olga n. a PAMPARATO il 30/08/1945 fg. 27 part. 27, 28, fg. 35 part. 158, 159; RETE
FERROVIARIA ITALIANA IN SIGLA RFI con sede in ROMA fg. 27 part. 166, fg 36 part. 149,146; DAMILANO Maria Caterina n. a TRINITA’ il
21/01/1964, DAMILANO Susanna n. a TRINITA’ il 16/08/1960, RINALDI Agnese n. a FOSSANO il 20/02/1928 fg. 27 part. 62; GROSSO Giovanni n. a
TRINITA’ il 05/01/1927 fg. 27 part. 64, 178; RINALDI Anna n. a TRINITA’ il 28/02/1931 fg. 27 part. 67; CURTI Maria n. a TRINITA’ il 26/09/1940 fg. 27
part. 171; TEOBALDI Giacomo n. a TRINITA’ il 22/08/1933 fg. 28 part. 124,126,127,128,129,130,21, fg. 27 part. 93; FERRERO Maria n. a
FARIGLIANO il 31/05/1947 fg. 35 part. 160, fg. 28 part. 175; COSTAMAGNA Riccardo n. a FOSSANO il 09/02/1968 fg. 28 part. 176; VAIRA
Bartolomeo n. a TRINITA’ il 21/02/1936, VAIRA Bruno n. a FOSSANO il 05/04/1967 fg. 28 part. 148; VAIRA Bartolomeo n. a TRINITA’ il 21/02/1936
fg. 28 part. 174; ROA` Teresa n. a MAGLIANO ALPI il 28/05/1933 fg. 28 part. 147; PRUCCA Bartolomeo n. a TRINITA’ il 10/05/1948 fg. 28 part. 164;
BAILO Lorenzina n. a MAGLIANO ALPI il 19/11/1933 fg. 28 part. 87; BOLASSA Antonella n. a FOSSANO il 04/03/1981, BOLASSA Elena n. a
SAVIGLIANO il 27/09/1987, BOLASSA Lorenzo n. a TRINITA’ il 20/12/1952 fg. 28 part. 179; TONELLO Giuseppe n. a TRINITA’ il 25/01/1945,
TONELLO Spirito n. a TRINITA’ il 09/10/1950 fg. 28 part. 112; TONELLI Gerolamo Renato n. a TRINITA’ il 31/10/1949 fg. 28 part. 113; BOLASSA
Antonio n. a TRINITA’ il 31/07/1917 fg. 28 part. 85, 143; REGIONE PIEMONTE fg. 28 Rio Dalmazi, Rio Tavolera; BOLASSA O BOLLASSA Antonio n. a
TRINITA’ il 18/01/1925, CURTI Maria;VED BOLASSA fg. 28 part. 141, 103, fg. 35 part. 130; TURCO Luigia n. a TRINITA’ il 02/11/1951, VIGNA
Giovenale n. a SANT’ALBANO STURA il 07/06/1946 fg. 28 part. 157; CURTI Giuseppe n. a TRINITA’ il 22/02/1950 fg. 28 part. 158, 160, fg. 35 part.
87, 92; CAULA Giuseppe n. a TRINITA’ il 17/02/1933, CHIARAMELLO Anna n. a FOSSANO il 22/08/1936 fg. 28 part. 104 sub. AA, 104 sub. AB;
CAULA Giuseppe n. a TRINITA’ il 17/02/1933 fg. 28 part. 161 sub. AA, 161 sub. AB; ELLENA Margherita n. a BENE VAGIENNA il 08/09/1920 fg. 35
part. 37; BOLASSA Lorenzo n. a TRINITA’ il 20/12/1952 fg. 35 part. 157, 38; CURTI Giuseppe n. a TRINITA’ il 22/02/1950, FEA Angela n. a BENE
VAGIENNA il 26/01/1958 fg. 35 part. 134; COSTAMAGNA Bruno n. a MONDOVI’ il 10/11/1967 fg. 35 part. 142, 98; FERRUA Eleonora MAR
OLOCCO n. a MONBASILIO il 17/09/1925 fg. 36 part. 145; MARRO Marta Lodovica n. a CUNEO il 10/05/1961 fg. 36 part. 134; MANASSERO
Giuseppe Angelo n. a TRINITA’ il 15/02/1956 fg. 36 part. 91, 94, 156, 104, 117 sub. AA, 117 sub. AB, 98; MANASSERO Giuseppe Angelo n. a
TRINITA’ il 15/02/1956 MARRO Marta Lodovica n. a CUNEO il 10/05/1961, TURBIGLIO Giovanni n. a CUNEO il 10/04/1924 fg. 36 part. 184 sub.AA,
184 sub.AB; TROMBETTA Michelina n. a CUNEO il 29/11/1969 fg. 36 part. 185; COSTAMAGNA Giovanni n. a TRINITA’ il 10/09/1932 fg. 36 part.
95, 111 sub.AA, 111 sub. AB; CURTI Bartolomeo n. a TRINITA’ il 25/09/1938 fg. 36 part. 99; COSTAMAGNA Giovanni n. a TRINITA’ il 10/09/1932,
MONDINO Giuseppina n. a MONDOVI’ il 14/10/1938 fg. 36 part. 187, 143; MANASSERO Giuseppe n. a TRINITA’ il 22/09/1939 fg. 36 part. 142;
DHO Alessandrogiovanni n. a SAVIGLIANO il 16/08/1975 fg. 36 part. 97; BARBERIS Margherita n. a CARRU’ il 08/12/1940, CURTI Alessandra n. a
MONDOVI’ il 07/12/1979, CURTI Claudio n. a FOSSANO il 25/10/1965, CURTI Maria Giuseppina n. a TRINITA’ il 07/06/1934, CURTI Nadia n. a
MONDOVI’ il 15/10/1969, CURTI Piergiovanni n. a FOSSANO il 02/02/1962, CURTI Pierina n. a SANT’ALBANO STURA il 04/08/1941, CURTI Teresa n.
a SANT’ALBANO STURA il 21/01/1940, MARENCHINO Paola n. a SANT’ALBANO STURA il 01/10/1933 fg. 36 part. 155; BERGESE Andrea n. a
SANT’ALBANO STURA il 20/04/1953, PERUCCA Francesca n. a BENE VAGIENNA il 19/05/1959 fg. 36 part. 103, 171;
Provincia di Cuneo Comune di Magliano Alpi
MANASSERO Giuseppe Angelo n. a TRINITA’ il 15/02/1956 fg. 7 part. 241, 235, 239, 238, 231, 230; BECCARIA Pietro n. a MAGLIANO ALPI il
08/01/1920, GREGORIO Fiorina VED BECCARIA n. a MAGLIANO ALPI il 27/03/1888 fg. 7 part. 237, 213; BECCARIA Pietro n. a MAGLIANO ALPI il
08/01/1920 fg. 7 part. 233; MANASSERO Giuseppe Angelo n. a TRINITA’ il 15/02/1956, MARRO Marta Lodovica n. a CUNEO il 10/05/1961 fg. 7
part. 232; ZUCCHI Agnese n. a MAGLIANO ALPI il 13/03/1925 fg. 7 part. 229; MAGLIANO Bartolomeo n. a MAGLIANO ALPI il 10/09/1940 fg. 7
part. 234 sub. AA, 234 sub AB; ALLASIA Pier Anna n. a SAVIGLIANO il 19/11/1946 fg. 7 part. 228, 227 sub. AA, 227 sub. AB, 226; DARDANELLO
Margherita n. a MONDOVI’ il 20/08/1943 fg. 7 part. 221; GREGORIO Francesco n. a MAGLIANO ALPI il 29/09/1921, GREGORIO Rosina n. a
MAGLIANO ALPI il 28/11/1924 fg. 7 part. 259, 220; GIANOGLIO Emanuela n. a CUNEO il 10/02/1974 fg. 7 part. 216, 215, 214; FERRUA Barbara n.
a CUNEO il 22/10/1962, GALLEANO Secondina n. a MAGLIANO ALPI il 26/08/1925 fg. 7 part. 212, 211; FERRUA Barbara n. a CUNEO il 22/10/1962,
GALLEANO Secondina n. a MAGLIANO ALPI il 26/08/1925 fg. 7 part. 193; GAZZOLA Agostino n. a MAGLIANO ALPI il 24/10/1936, GAZZOLA Olga
n. a MAGLIANO ALPI il 20/11/1928 fg. 7 part. 192; ZECCHINO Bartolomeo n. a MAGLIANO ALPI il 04/01/1947 fg. 6 part. 13, 15, 81, fg. 7 part. 191,
190; COMUNE DI MAGLIANO ALPI Foglio 7 Strada Vivinale di Torino, Foglio 7 Strada Donio, Foglio 6 Strada Vicinale Beinale; SAMPO Giuseppe n. a
BENE VAGIENNA il 02/08/1953 fg. 7 part. 194; TOMATIS Domenico n. a MAGLIANO ALPI il 03/04/1932 fg. 7 part. 183; REGIS Claudio n. a
MONDOVI’ il 13/11/1957 fg. 7 part. 282; REGIS Giuseppe n. a MAGLIANO ALPI il 29/11/1927 fg. 7 part. 182; AIRALDI Veronica n. a MONDOVI’ il
13/08/1959, TOMATIS Margherita n. a MAGLIANO ALPI il 26/12/1926 fg. 7 part. 181; PREVE Paolo n. a MAGLIANO ALPI il 29/03/1944 fg. 6 part. 4,
5, 196, 192, 191, 19, fg. 10 part. 15, 14; DOMPE` Giovanni n. a FOSSANO il 04/12/1920 fg. 6 part. 197, 6; DOTTA Margherita n. a BENE VAGIENNA
il 04/08/1951 fg. 6 part. 183; SERVETTI Maria n. a CARRU’ il 24/08/1923 fg. 6 part. 7, 189, 8, 18; MAGLIANO Rosanna n. a MONDOVI’ il
04/11/1957 fg. 6 part. 11; VINAI Pier Giuseppe n. a MONDOVI’ il 03/09/1959 fg. 6 part. 12; ZECCHINO Giovanni n. a MONASTERO DI VASCO il
12/12/1896 fg. 6 part. 14; DADONE Giuseppe n. a MAGLIANO ALPI il 12/12/1949 fg. 6 part. 16; BLENGINO Bartolomeo n. a MAGLIANO ALPI il
30/09/1925 fg. 6 part. 20; BARBIERO Anna Maria n. a SAVONA il 01/07/1949, ZECCHINO Bartolomeo n. a MAGLIANO ALPI il 04/01/1947 fg. 6 part.
165; GALLEANO Margherita n. a MAGLIANO ALPI il 28/12/1935 fg. 6 part. 82, 176; GREGORIO Tomaso n. a MAGLIANO ALPI il 22/09/1944 fg. 10
part. 13; VINAI Giuseppe n. a MAGLIANO ALPI il 26/04/1918 fg. 10 part. 12; T.E.R.NA. TRASMISSIONE ELETTRICITA` RETE NAZIONALE SPA con sede
in ROMA fg. 10 part. 3 sub. 2;
• che l’opera sarà realizzata secondo le modalità tecniche e le norme vigenti in materia, come meglio indicato nel progetto depositato (come in
appresso specificato) e che il tracciato, in particolare, è stato studiato in armonia con quanto dettato dall’art.121 del T.U. del 11/12/1933 n. 1775,
comparando le esigenze della pubblica utilità delle opere con gli interessi sia pubblici che privati coinvolti, in modo tale da recare il minore sacrificio
possibile alle proprietà interessate, avendo avuto cura di vagliare le situazioni esistenti sui fondi da asservire rispetto anche alle condizioni dei terreni
limitrofi;
• che per la particolare importanza dell’opera è stato richiesto il carattere di inamovibilità della stessa e pertanto le relative servitù di elettrodotto
potranno essere imposte in deroga alle disposizioni di cui all’art. 122, commi 4 e 5, del R.D. 11.12.1933 n. 1775;
Tutto ciò premesso, ai fini dell’apposizione del “Vincolo preordinato all’imposizione in via coattiva della servitù di elettrodotto” sui fondi
attraversati dalle linee elettriche e della “Dichiarazione di pubblica utilità” secondo il combinato disposto dell’art. 7 e seguenti della legge 7 agosto
1990, n. 241, e dell’art. 11 del DPR 8 giugno 2001 n. 327 e successive modificazioni
COMUNICA CHE:
• “l’oggetto del procedimento promosso” è l’autorizzazione per la costruzione e l’esercizio del collegamento denominato “Nuovo elettrodotto 132
kV T.745 “Fossano – Magliano Alpi” (Riferimento ministeriale: EL-322)
• “l’Amministrazione competente a rilasciare l’autorizzazione” è il Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per l’Energia
Nucleare, le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica – Divisione III – Reti elettriche – Via Molise 2, 00187 ROMA di concerto con - Direzione
Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche - Divisione X - Assetto e rappresentazione cartografica del territorio - Sezione Elettrodotti Via C. Colombo, 44 – 00147 ROMA;
• “il Responsabile del procedimento” è l’ing. Gianfelice POLIGIONI, Dirigente della Divisione III della Direzione Generale di cui sopra;
• “gli Uffici presso cui si può prendere visione del progetto e della relativa domanda” sono:
- Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale per l’Energia Nucleare, le Energie Rinnovabili e l’Efficienza Energetica – Divisione III – Reti
elettriche – Via Molise 2, 00187 ROMA;
- Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per la Tutela del Territorio e delle Risorse Idriche - Divisione X Assetto e rappresentazione cartografica del territorio - Sezione Elettrodotti - Via C. Colombo, 44 – 00147 ROMA;
- Comune di Fossano Via Roma, 91 – 12045 (CN);
- Comune di Sant’Albano Stura Via Federico Vallauri, 10 – 12040 (CN);
- Comune di Trinità Via Roma, 1 – 12049 (CN);
- Comune di Magliano Alpi Via Langhe, 91 – 12060 (CN);
chiunque, ed in particolare i soggetti nei confronti dei quali possa derivare pregiudizio dal provvedimento finale di approvazione, può prendere visione
della domanda e relativo progetto nonché presentare memorie scritte, nel termine di 30 (trenta) giorni dalla pubblicazione del presente avviso, ai
suddetti Ministeri ed alla Terna - Rete Elettrica Nazionale S.p.A - Viale E. Galbani, 70 – 00156 ROMA.
INOLTRE, poiché l’elettrodotto rientra tra le opere da assoggettare a Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi del D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii.
COMUNICA CHE:
• per tale intervento ha presentato al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Direzione Generale per le
Valutazioni Ambientali, ed al Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura
e l’arte contemporanee la richiesta di pronuncia di compatibilità ambientale, compresa la Valutazione di Incidenza ai sensi delle citate
normative;
• l’intervento interferisce direttamente o indirettamente con le seguenti aree protette:
- Zona di Protezione Speciale IT1160060 - Altopiano di Bainale;
- Zona di Protezione Speciale IT1160059 - Zone umide di Fossano e Sant’Albano Stura, a circa 570 m di distanza delle aree interessate dalle opere in
progetto;
- Riserva Naturale Speciale dell’Oasi di Crava Morozzo coincidente con il Sito di Importanza Comunitaria/Zona di Protezione Speciale IT1160003 Oasi di Crava Morozzo, a circa 4,5 Km di distanza dalle aree interessate dalle opere in progetto
• la tipologia degli interventi non comporta particolare impatto sul territorio salvo che eventualmente per l’aspetto paesaggistico legato alla presenza
dei sostegni e dei conduttori che, nella specie, sono stati oggetto comunque di attente ed approfondite valutazioni al fine di una collocazione, per
quanto possibile, meno invasiva. Per le zone tutelate di cui sopra, alcune appena lambite, ed altre assolutamente inevitabili, la particolare attenzione
posta e le misure di mitigazione previste nella Relazione per la Valutazione di Incidenza, rendono gli interventi compatibili;
• copia della suddetta richiesta di compatibilità ambientale correlata al progetto degli elettrodotti da assoggettare a Valutazione e di quello degli altri
interventi previsti, lo studio completo di impatto ambientale e la Sintesi Non Tecnica sono depositati presso i seguenti Uffici a disposizione del
pubblico per consultazione:
- Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali - Via Cristoforo Colombo, 44 –
00147 Roma;
- Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee - Via di S. Michele,
22 – 00153 Roma;
- Regione Piemonte – Direzione Ambiente – Via Principe Amedeo, 17 – 10123 Torino;
- Provincia di Cuneo - Corso Nizza, 21 - 12100 Cuneo;
- Comune di Fossano - Via Roma, 91 – 12045 (CN);
- Comune di Sant’Albano Stura - Via Federico Vallauri, 10 – 12040 (CN);
- Comune di Trinità - Via Roma, 1 – 12049 (CN);
- Comune di Magliano Alpi - Via Langhe, 91 – 12060 (CN);
• ai sensi dell’art. 24 comma 4 del D. Lgs. 152/06 e ss.mm.ii, entro il termine di 60 (sessanta giorni) dalla presente pubblicazione, chiunque abbia
interesse può prendere visione del progetto e del relativo studio ambientale, presentare proprie osservazioni, anche fornendo nuovi o ulteriori
elementi conoscitivi e valutativi a:
- Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali - Via Cristoforo Colombo, 44 –
00147 Roma;
- Ministero per i Beni e le Attivitá Culturali - Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee - Via di S. Michele,
22 – 00153 Roma.

Terna Rete Italia S.p.A
Sede Legale Viale Egidio Galbani, 70 - 00156 Roma
Reg. Imprese, C.F. e P.I. 11799181000 REA 1328587
Capitale Sociale 120.000,00 Euro i.v. – Socio Unico
Direzione e coordinamento di “Terna Rete Elettrica Nazionale S.p.A”

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

gg Dossier/Investimenti e polemiche

g

Dire addio al treno dell’Expo?
A rischio 100 mila posti di lavoro
Se, come suggerisce Beppe Grillo dopo il caso tangenti, si decidesse di sospendere
la manifestazione conquistata nel 2008 a Parigi l’Italia perderebbe almeno 10 miliardi
FABIO POLETTI
MILANO

Il più tranquillo è il segretario generale del Bie, il sevillano Vicente Gonzalez Loscertales: «Lo sapevo che
l’edizione italiana sarebbe
stata movimentata e che
farla in Italia sarebbe stata
un lusso. Ma di questo lusso
non mi sono mai pentito». Il
vero lusso per l’Italia sarebbe non farla più, Expo 2015.
Perché a parte la gigantesca
perdita di credibilità mondiale nemmeno quantificabile in euro o in qualsiasi altra moneta, i costi economici dello stop non sarebbero a questo
punto più sostenibili dall’Italia. La penale da pagare al
Bureau International des Expositions
che fino all’aprile
del 2013 era ferma a
51,6 milioni di euro
oggi si aggira tra i
250 e i 300 milioni.
Per non parlare
delle penali da pagare ai 146 Paesi
che hanno già aderito - sono 147, ma
l’Italia non conta che potrebbero
presentare singolarmente una richiesta di risarcimento danni commisurata agli investimenti
già stanziati. Tanto per dire
gli Emirati Arabi che faranno Expo 2020 a Dubai, hanno già investito 60 milioni
di euro e di sicuro sarebbero assai nervosi a dirgli che
non se ne fa più niente. Almeno quanto americani e
cinesi che tra i top spender
hanno già garantito investimenti tra i 40 e i 50 milioni
di euro ciascuno.
Poi ci sono i Global Official Partner, i cosiddetti
privati che sull’Expo hanno
investito in toto 350 milioni
di euro senza contare gli
uomini intesi come posti di
lavoro e i mezzi. New Holland, brand di Cnh Industrial sarà presente al padiglione agricoltura italiano.

Intervista

MILANO

ermare l’Expo?
Sarebbe un enorme peccato. E
glielo dico con gli occhi di
un italiano che tratta con
gli americani». Simone
Crolla è il consigliere delegato dell’American Chamber of Commerce in Italia,
l’associazione che assieme
ad altri due importanti
partner statunitensi ha vinto la gara indetta dal Dipartimento di Stato per la partecipazione americana ad

«F

Fiat-Chrysler che fornirà
una flotta di auto per gli spostamenti dentro e fuori il sito
condivide l’esperienza con
Accenture, Cisco, Enel, Intesa San Paolo, Samsung, Selex Es e Telecom. I loro uffici
legali avrebbero gioco facile
nel chiedere un adeguato
compenso al mancato investimento. Poi naturalmente
vanno contati gli 800 milioni
di euro di appalti già stanziati. E la piastra, cioè il sito, do-

ve i lavori sono al 40%. Cosa
fare di una struttura pronta
quasi a metà, grande un milione di metri quadrati,
quanto centocinquanta campi da calcio, a parte coltivare
erbacce non lo sa nessuno.
Naturalmente si risparmierebbero quei 120 milioni di
euro in appalti ancora da
stanziare. Ma alla fine sarebbero solo noccioline, rispetto
al gigantesco buco che si andrebbe a creare.

E allora rien ne va plus.
«Sull’Expo abbiamo puntato
tutto...», c’è chi lo racconta
senza tanti giri di parole ai
piani alti di via Rovello. Dove i
giochi sono fatti e - a seconda
di come la si guardi - lavorano
capaci investitori pronti a ridisegnare il futuro economico dell’Italia a partire dal
Grande evento. O «un’associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di denaro
pubblico» come sibila Beppe

Grillo che intravede il Grande
sfracello. In effetti i numeri
della scommessa-Expo se visti in negativo, cioè dalla parte del fallimento o dello
stop senza nemmeno arrivare al via, farebbero dormire
sonni tranquilli a pochissimi.
Alberto Dall’Acqua, docente
universitario dello Sda Bocconi ha calcolato quanto vale
Expo 2015 spalmato anche
negli anni a venire: «Il danno
maggiore naturalmente sa-

Tutti i numeri dell’ipotetico flop

250-300

800

102

La penale al Bie I partecipanti

Gli appalti

I posti di lavoro

È questa la cifra che il nostro
Paese dovrebbe pagare
all’Ufficio internazionale
delle esposizioni, l’ente
creato nel 1928 per gestire
queste manifestazioni

È il numero degli Stati che
dovremmo risarcire pagando
una multa nel caso in cui
l’evento in programma
l’anno prossimo a Milano
venisse sospeso

È questo l’ammontare
complessivo degli appalti già
stanziati che si perderebbero
in caso di annullamento. Molti
di più considerando i lavori
non ancora commissionati

Sono quelli che potrebbero
saltare secondo le stime più
pessimistiche. Secondo altre
valutazioni, invece, i posti
a rischio sarebbero 60 mila,
poco più della metà

500-700

10

40%

20

Gli investimenti In dieci anni

Opere costruite

I visitatori

La quota degli investimenti
attribuiti agli «official global
partner», i big del settore
privato che finanzieranno
e supporteranno da vicino
la kermesse

Oltre alla piastra che ospiterà
i padiglioni molte altre
infrastrutture già iniziate
- ad esempio le vie d’acqua non avrebbero più
alcun senso

Considerati gli arrivi previsti
e l’indotto, fra i costi
non immediatamente
quantificabili ci sarebbe anche
un danno d’immagine
per tutto il Made in Italy

milioni di euro

milioni di euro

146

paesi

miliardi
È questa la cifra complessiva
spalmata nei successivi
dieci anni che l’Expo 2015
potrebbe portare secondo
i calcoli di Alberto Dall’Acqua
dello Sda Bocconi

milioni di euro

della piastra

mila

milioni

Il responsabile del padiglione americano

L’area Usa
Una
simulazione
grafica di
come dovrebbe apparire al
termine dei
lavori
il mega-stand
americano

“Gli arresti segnale di trasparenza
Rinunciare sarebbe un vero peccato”
Expo 2015. Nel suo ruolo è sia
vicepresidente della società
che si occupa del padiglione
Usa sia responsabile delle
operazioni in Italia.
Partiamo dalle vicende giudiziarie che riguardano alcuni
appalti dell’Expo. Hanno
avuto un impatto negativo
negli Usa?

«Al momento non abbiamo
avuto problemi. Le riflessioni
fatte dalle aziende americane
che ho sentito, anzi, sono più
che altro positive».
In che senso, scusi?

«Nel senso che c’è una positi-

va sorpresa. Ovunque ci sia
un evento di questo tipo, con
appalti e commesse, ci sono
problemi simili. Ma da noi è
stato dimostrato che esistono
i controlli: queste persone
erano pedinate e intercettate
e sono state arrestate. Un arresto così mediaticamente
eclatante previene anche per
il futuro che ci siano fenomeni
di questo tipo».
Davvero nessun danno d’immagine per l’Expo?

«Questi arresti non sono stati
un danno, anzi sono stati l’opposto. Adesso non vorrei solo

rebbe quello di immagine. Ma
anche i conti economici andrebbero in sofferenza». Secondo il suo studio elaborato
per conto della Camera di
commercio, si parla di una resa prevista di 10 miliardi di
euro spalmati su dieci anni.
Per non parlare dei 102 mila
posti di lavoro - secondo altri
calcoli sono «solo» 60 mila che si volatilizzerebbero prima ancora di incominciare. E
dei 2 miliardi di produzione
aggiuntiva, quanto vale l’indotto, che verrebbero a mancare. E di altri milioni nemmeno quantificabili come aggiunge il professor
Dall’Acqua: «Dobbiamo pensare ai privati
che hanno già investito per tempo. Penso
al turismo e a chi dovrà fornire vitto e alloggio ai visitatori».
Le stime sui visitatori si aggirano sui
20 milioni. Destinati
pure a muoversi in
qualche modo a Milano. Marco Ponti, docente di Economia
applicata al Politecn i co d i M i l a n o,
esperto di infrastrutture, è sempre stato
uno scettico blu sull’Expo. Ma nel calcolo dei costi e dei benefici ci mette pure
le opere in corso d’opera: «Se
non si facesse più l’Expo, si
potrebbe fermare la Pedemontana che già serve a poco. Sarebbe sbagliato invece
fermare le tangenziali esterne. Di sicuro le vie d'acqua
attorno al sito non avrebbero
più senso, se non per andarci
in barchetta». Alla fine butta
lì anche una provocazione:
«Visto il malaffare che sta
emergendo magari non fare
l’Expo sarebbe il segno che
questo paese vuole cambiare
davvero pagina». Il dibattito
è aperto. I miliardi di euro
sono già sul piatto. Quando
mancano appena 352 giorni
al Grande evento che, comunque vada a finire, segnerà il futuro di Milano e di sicuro pure del Paese.

che ci fosse un eccesso di reazione, magari appesantendo
la burocrazia».
E la tentazione di rinunciare
all’Expo avrebbe un senso?

«Sarebbe davvero un enorme
peccato. Ma questo lo dico soprattutto con gli occhi di un
italiano. La nostra grande
scommessa è convincere investitori americani che ancora non sono presenti in Italia a
sponsorizzare il nostro padiglione per poi aprirsi una
strada in Italia, magari attraverso investimenti o un’attività commerciale».

L’Expo potrebbe insomma diventare una porta di accesso
per investimenti stranieri.

«Sì,quelle aziende possono capire anche attraverso l’Expo
quali spazi ci sono per creare il
proprio business in Italia e in
Europa in generale. In America stiamo aiutando anche
Expo a far conoscere il progetto. Pensi come può essere at-

traente per un cittadino, ad
esempio dell’Oregon, venire in
Italia a un evento che parla di
cibo e sostenibilità. I milioni di
persone e le aziende che verranno all’Expo non visiteranno solo quello, ma l’Italia intera. È una grande opportunità e
anzi mi domando come mai
non ci sia - seppure a tempo un ministro all’Expo». [F.MAN.]

.

12 .Primo Piano

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

U

TURCHIA
LA STRAGE DI SOMA
I soccorsi

I famigliari

Un uomo
viene
estratto
dalle macerie
della miniera
di carbone
a Soma,
nella
provincia
di Manisa,
Ovest
della Turchia

Alcuni parenti
piangono
la scomparsa
di uno
dei minatori
morti
nell’esplosione a Soma
La Turchia
ha proclamato lutto nazionale

AFP/BULENT KILIC

REUTERS/KAYHAN OZER

Andremo fino
in fondo per capire
cosa è successo, ma
i disastri nelle miniere
sono usuali

La miniera restituisce solo cadaveri
E scoppia la rivolta contro Erdogan
Le vittime sono 274, nei cunicoli restano 120 operai: poche le speranze di recuperarli
Urla contro il premier: “Assassino”. E lui fugge in un negozio. Scontri a Istanbul
FRANCESCA PACI
INVIATA A SOMA (TURCHIA)
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Recep Erdogan
Premier turco

AP/EMRE TAZEGUL

F

uori nel tanfo nauseabondo
che sa di plastica bruciata
gruppi di donne senza età con
il fazzoletto fiorato in testa e la
mano davanti alla bocca aspettano mariti, figli e fratelli accovacciate
sulle barriere metalliche deformate dal

fuoco. La miniera di Soma, l’inferno a 300
chilometri a Sud-Ovest di Istanbul in direzione delle vestigia dell’antica Pergamo, apre ancora una volta la porta scorrevole per far uscire i soccorritori con un
lungo sacco scuro tra le braccia. L’ennesimo. In mezz’ora ne escono quattro.
«Dopo i pochi fortunati sopravvissuti
venuti fuori martedì con la maschera a ossigeno abbiamo contato solo cadaveri»
racconta l’agente Zeikeira. Non conosce i

numeri, dice, non ne vuole parlare. Le autorità stimano 274 vittime. Ma non si capisce quanti siano gli uomini intrappolati
dentro, nell’enorme tomba gonfia di monossido di carbonio a tremila metri di profondità. Potrebbero essere 120.
Tacciono i volontari, tace la protezione
civile, tacciono i familiari senza speranza.
L’unico momento in cui il popolo muto accampato in questa vallata di sassi e polvere
gialla ha rotto il silenzio del lutto è stato ieri

mattina quando il premier Erdogan ha oltrepassato le due torrette rosa con la scritta «Dikkat», attenzione, che segnano l’inizio della zona generalmente riservata agli
addetti ai lavori. Da due giorni non ci sono
più barriere qui, tra le ambulanze e i camion dei vigili del fuoco. Il messaggio che
Erdogan voleva recapitare alla gente della
miniera è stato rimandato al mittente con
un’ecosinistrasottolineatadallosferragliare della carrucola. «Vogliamo la verità, vo-

.

Primo Piano .13

.

PRIMO POSTO IN UE

Il Paese
delle morti
bianche
È la Turchia il Paese europeo al primo posto per numero di morti
bianche. Solo nel 2012
hanno trovato la morte
nelle miniere del Paese
61 persone, che si aggiungono alle oltre mille
dell’ultimo decennio.
Ma in Turchia non si
muore solo in miniera:
anche in altri settori
produttivi gli incidenti
sembrano la norma, le
condizioni dei lavoratori sono terribili, i diritti
vengono spesso violati.
Secondo l’opposizione
turca, nel Paese che
aspira a entrare in Europa, si muore sul lavoro ben 8,5 volte in più
che nel resto dell’Unione. Tra il 2002 e il 2013
ci sono stati 880.000
incidenti sul lavoro, dei
quali 13.442 mortali. E
almeno 5.000 incidenti, dei quali il 90% in
miniera, si erano verificati proprio in quella
di Soma.

1

EMRAH GURE/AP

Giovani assaltano la sede dell’Akp, il partito del primo ministro, durante la visita di Recep Tayyip Erdogan a Soma per la tragedia nella miniera di carbone

gliamo le cifre, vogliamo sapere quanti lavoravano al nero, assassino, ladro» hanno
gridato i tanti in attesa di un nome da piangere mentre la scorta faceva quadrato fino
a dover proteggere l’automobile da calci e
pugni Erdogan, si rifugiava in un negozio.
Un urlo che è rimbalzato fino a Istanbul
e Ankara dove nel pomeriggio i ragazzi, gli
eredi di Taksim, hanno invaso la metropolitana e le piazze per protestare contro la
gestione dell’incidente, ma soprattutto
contro il governo reo di aver più volte lodatolasicurezzadella«minieramodello»nella regione in cui il partito del premier pesca voti a man bassa. Un pretesto forse, la
miccia di una bomba carica da mesi ed
esplosa ieri con pesanti scontri.
«Ci sono quattro porte per entrare nella
miniera, sono appena tornato dalla prima,
ho trovato corpi sopra corpi, non potevo
vedere i volti perché i soccorritori ufficiali
ce li passano già coperti ma sono tutti giovani, hanno i piedi molto piccoli». La voce
di Mahmoud Yasar è rauca, si respira malissimo là dentro dove il veleno ha ucciso
alla velocità in cui l’incendio divampava tra
i tunnel angusti. Ha 22 anni, studia ingegneria a Smirne, martedì si è precipitato
qui con un gruppo di amici per dare una
mano.Cisonocentinaiadivolontariinquestoaltopianoartificialedisegnatoaridosso
dei campi di cocomeri che circondano Soma, 70 mila anime votate al miracolo economico della Turchia occidentale tra le pale eoliche orgoglio delle provincia, la mega

centrale termica con le ciminiere che sfi- alle famiglie i nomi delle vittime, è lì che in
dano i minareti delle moschee e la miniera. serata la quarantenne Esmahan giace a
Mahmoud e il coetaneo Gokhan sono tra i terra battendo testa e mani sulla strada
pochi a voler spendere qualche parola appena attraversata dal cadavere del mamangiando yogurt e riso distribuiti dalla rito, è lì che il sindacalista Serkam raccoMezzaluna Rossa: «I media turchi cercano glie il malcontento e giura che «questa sadi indorare la pillola, oltre la prima porta ci rà la fine di Erdogan».
saranno almeno 380 cadaveri e si sta ancoLa strada tra l’ospedale e la miniera è
ra cercando di arrivare alla quarta, dove il una lunga via crucis. Due ambulanze rifumo del fuoco appena spento non consen- salgono piene tra le curve a gomito pian
te l’accesso ma dove sappiamo che c’erano piano illuminate più solo dalla luna e altre
decine di operai».
due ne scendono vuoYazmine scuote la
LA LISTA DELLE VITTIME te, macabra staffetta
testa. Non fiata, non È in un capannone trasformato fino alla fine del monpiange. Il suo ragazzo
do. Bilal, insieme a
in camera mortuaria che padri quattro compagni,
aveva cominciato a lae madri scoprono la verità consegna il suo carico
vorare in miniera da
poco, un aiuto prezioagli infermieri, si toso per la famiglia conL’AGONIA glie la mascherina, ha
tadina che campa
volto sporco di fumo
Sottoterra l’aria è finita ilnero,
vendendo olive verdi
la barba impacome quelle in bella in fretta: «Hanno capito subito stata di polvere e suche non ce l’avrebbero fatta» dore, gli occhi arrosmostra sui banchetti
che si incontrano lunsati. «Sono morti avgo la strada tra Smirne e Soma. «Yazmine velenati, hanno capito che soffocavano e
resta qui fin quando non la chiamano dal- che non ce l’avrebbero fatta, i cunicoli sol’ospedale per dirle che è finita e che il suo no strettissimi e l’aria a disposizione di
Haymi non c’è più» sintetizza una cugina questi poveracci è durata pochissimo»
spigando l’attesa vuota come lo sguardo mormora quasi a se stesso. Un ragazzo acdella donna. I sacchi che risalgono dalle canto a lui si toglie l’elmetto e si raccoviscere della terra vengono portati al- manda ad Allah. I minatori cileni rimasti
l’ospedale e poi nel grande capannone di intrappolati nel sottosuolo di Copiapó
Kirkagag solitamente utilizzato per la rac- l’estate scorsa hanno raccontato di essersi
colta dei cocomeri e oggi adibito a camera salvati mantenendo la calma e pregando.
mortuaria. È lì che i medici comunicano A Soma la preghiera si è strozzata in gola.

Le storie

787

450

lavoratori

salvati

Quelli presenti al momento
della deflagrazione
sotterranea secondo
l’azienda che gestisce
il sito

I minatori portati in salvo
secondo il gestore della
miniera; i dati del governo
dicono 363

A CURA DI MARTA OTTAVIANI

L’addio ai gemelli inseparabili

Il dolore della giovane vedova

IIsmail e Suleyman
insieme fino all’ultimo

“Perché Allah hai preso
proprio il mio sposo?”

Un destino che ha più i
contorni della tragica
fatalità. I due gemelli Ismail
e Suleyman Cata (a destra e
sinistra nella foto) hanno
trascorso insieme la loro
vita dalla nascita, nel 1982,
fino alla morte nella miniera
di Soma due sere fa.
Avevano iniziato lo stesso giorno il servizio di leva, entrambi
in Anatolia centrale: quello è stato l’unico momento della
loro vita che hanno trascorso separati. Si sono persino
sposati nello stesso giorno. Alla miniera maledetta di Soma
avevano iniziato a lavorare 11 anni fa, quando avevano 21
anni, entrambi mossi dal bisogno economico, entrambi certi
che quel modesto impiego fosse l’unico modo per avere un
futuro. I loro corpi sono stati trovati uno di fianco all’altro.
Insieme, divideranno anche la tomba.

Si erano sposati pochi mesi
prima, come prevede la
tradizione turca. Vestito sfarzoso
e velo di tulle per lei e abito
elegante per lui. Ora, di tutta
quella gioia, rimane solo un viso
distrutto dal dolore. Aydin e
Burak si erano conosciuti 8 anni
prima all’università. A differenza
di molte persone morte nella
tragedia della miniera, Burak,
che aveva 27 anni, era un giovane
laureato in ingegneria con grandi ambizioni, una
soprattutto: poter presto avere un bambino. La sua sposa ha
sperato fino all’ultimo e quando le hanno detto che il corpo
di Burak riposava nella cella frigorifera che stanno usando
come obitorio, ha urlato: «Perché Allah ha preso proprio te?
Dove sei? Perché mi hai lasciato qui da sola?».

Il padre di famiglia

La vittima 15enne

“Devovivere
perquesto
tornerògiù”

Kemallavorava
peraiutare
lasuafamiglia

«Io in miniera ci tornerei
a lavorare domani. Ho
figli, sono oppresso dai
debiti. Senza questo
lavoro per noi è la fine».
Con queste parole, ieri
Kemal Coban, un operaio
di 40 anni, ha commosso
ma anche choccato
molti. Ai microfoni della
«Cnn Turk», Coban ha
tracciato un ritratto
sintetico, ma molto
realistico delle
condizioni di vita della
zona in cui si trova la
miniera. «La gente non
lo capisce, ma per noi
questa miniera è tutto,
perché qui non c’è
altro». Un lavoro
massacrante ma in un
ambiente che sembra
quello di una grande
famiglia. E dove si
sapeva che prima o poi
sarebbe successo
qualcosa di terribile, che
nessuno ha mai voluto
denunciare, per paura di
ritrovarsi senza niente.

Una vita finita troppo
presto, anzi mai iniziata del
tutto. Kemal Yildiz aveva
appena 15 anni e non
avrebbe mai immaginato
che quella miniera, che
rappresentava l’opportunità
più grossa che aveva
ricevuto nella sua vita,
sarebbe divenuta anche la
sua tomba. Il suo corpo è
stato uno dei primi a essere
ritrovato. A riconoscerlo è
stato lo zio, che poi ha
raccontato la sua triste
storia. Kemal aveva lasciato
la scuola prima del tempo.
Lavorava in miniera già da
qualche mese. Doveva
lavorare per aiutare la sua
famiglia. Una vita spazzata
via, ma per le autorità
Kemal è un fantasma. Il
ministro dell’Energia,
Taner Yildiz, ha infatti
dichiarato che al governo
non risulta ci fossero minori
impiegati nella miniera. Tesi
confermata dai sindacati,
che trovano anomalo che
Kemal fosse fra i lavoratori
rimasti uccisi nell’incendio.
Un particolare che insinua
un sospetto terribile, ossia
che decine di lavoratori,
forse anche bimbi con età
inferiore ai 10 anni
lavorassero nelle viscere
della terra completamente
in nero.

.

14 .Estero

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Il risiko
del Pacifico

il caso

CINA

C

LE TENSIONI CON MANILA

Anche le Filippine
hanno denunciato
violazioni territoriali
STATI UNITI SCHIERATI

John Kerry ha accusato
la Repubblica popolare
di «azioni provocatorie»
di Binh Duong e Dong Nai le
fabbriche di proprietà cinese sono state date alle fiamme (anche se nella confusione pare che siano bruciati per la maggior parte
impianti di Taiwan e Singapore). Le autorità hanno
messo a segno più di duecento arresti, ma i sentimenti anti-cinesi non accennano a diminuire.
La risposta di Pechino è
stata dura. Nel frattempo,
però, è precipitata la situazione anche con le Filippine.
Manila, infatti, ha denunciato la costruzione da parte cinese di una pista d’atterraggio alle isole Spratly, contese
da entrambi i Paesi. Come le
Paracel, anche le Spratly si
trovano in un’area del Mar cinese meridionale ricca di
combustibili naturali. Secondo le Filippine, la pista di atterraggio dovrebbe nascere
sul Johnson South Reef e i la-

Al centro di un’area
ricca di pesce, l’arcipelago
è rivendicato sia dalla Cina
sia dalle Filippine

ATOLLO
DI SCARBOROUGH

ISOLE
PARACEL

Manila

Area rivendicata
dalle Filippine

Mar Cinese
del Sud

FILIPP
FIL
PINE

THAILANDIA
VIETNA
AM

Contese da Brunei, Cina,
Malaysia, Taiwan, Vietnam
e Filippine, le isole
dell’arcipelago sono
occupate da diversi Paesi,
che si contendono
il gas e la pesca

ISOLE
SPRATLY

CAMBOGIA
Phnom
Penh

Area rivendicata
dalla Malaysia

Centimetri
LA STAMPA

Area rivendicata
dal Brunei

Area rivendicata
dalla Malaysia

MALAYSIA
INDONESIA

Kuala Lumpur

CINA

MALAYSIA

FILIPPINE

TAIWAN

Rivolta anti-cinese per una piattaforma petrolifera nelle isole contese

JEFF NESMITH/AP

to di nominare un nuovo leader
per la nostra redazione, perché
credo che una nuova leadership
migliorerà alcuni aspetti della
sua gestione. Questa decisione
non riguarda alcun disaccordo
fra la redazione e l’amministrazione». Quando poi ha annunciato che il nuovo direttore sarà
Baquet, tra i giornalisti è scoppiata un’ovazione.
Abramson, 60 anni, era stata
la responsabile dell’ufficio di
Washington, prima di prendere
il posto di Bill Keller. Grande
giornalista investigativa, aveva
però la fama di essere molto dura. Le voci sul malcontento della
redazione si inseguivano da tempo. Nell’aprile dell’anno scorso il
sito «Politico» aveva rivelato una

IL MONDO
DEI MEDIA

Cambio al timone
Jill Abramson sarà sostituita
dal suo vice Baquet, primo nero
alla guida del New York Times

lite avvenuta in pubblico proprio
fra Jill e Dean. La direttrice aveva chiamato il vice nel suo ufficio,
per lamentarsi della copertura
fatta dal giornale, che secondo
lei non era abbastanza aggressiva. La discussione era diventata
litigio, e Baquet era uscito dalla
stanza sbattendo la porta. Quin-

Londra
Kate Middleton
intercettata
155 volte
ALESSANDRA RIZZO
LONDRA

I telefoni di Kate Middleton e
del Principe William furono
intercettati quasi 200 volte
in meno di un anno dall’ormai
defunto tabloid «News of the
World». A confermarlo, durante il processo in corso a
Londra per lo scandalo intercettazioni, è l’ex cronista reale del giornale inglese.
La testimonianza di Clive
Goodman rappresenta la più
diretta ammissione del suo
coinvolgimento e offre la misura di quanto assiduamente

VIETNAM

Fabbricheinfiammeeproteste
IlVietnamsiribella a Pechino

L’intervento dei vigili del fuoco a Di An, in Vietnam

«TABLOIDGATE»

Isole del Mar Cinese
del Sud occupate da:

MALAYS
SIA
I

Nyt, dopo tre anni salta
il primo direttore donna
Salta il primo direttore donna
del «New York Times», Jill
Abramson, dopo nemmeno
tre anni. Motivo: la rivolta della redazione per il suo stile di
gestione brusco, che l’aveva
portata anche a litigare apertamente col suo vice, Dean
Baquet. Sarà proprio lui a
prendere il suo posto, diventando il primo direttore nero
del giornale, e questo spiega
meglio di tutto il resto cosa è
successo nei corridoi della
«Signora in grigio».
L’annuncio a sorpresa è stato fatto alle due e mezza di ieri
pomeriggio, direttamente dall’editore Sulzberger: «Ho scel-

La Cina ha avviato
le attività di una
piattaforma petrolifera
nell’arcipelago ricco
di gas e petrolio. Le isole
sono contese tra Cina,
Vietnam e Taiwan

Hanoi

AL SUO POSTO IL VICE DEAN BAQUET

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A WASHINGTON

Sotto amministrazione
giapponese, sono
reclamate sia da Taiwan
sia dalla Cina.
Per Pechino si chiamano
Diaoyu

ISOLE SENKAKU
(DIAOYU)

TAIWAN

ILARIA MARIA SALA
HONG KONG

resce la tensione
nel Mar cinese
meridionale.
L’arroganza di
Pechino - che pochi giorni fa ha installato
una piattaforma petrolifera
della China National Offshore Oil Corporation vicino alle Paracel, le isole contese con il Vietnam - sta
provocando una serie di reazioni a catena.
Domenica scorsa, ad Hanoi, migliaia di persone
hanno partecipato a una
manifestazione anti-cinese,
la più grossa degli ultimi
anni, senza che le autorità
muovessero un dito. In mare, poi, è stata sfiorata la
crisi internazionale: le navi
vietnamite si sono avvicinate a quelle cinesi e hanno
cercato di speronarle. Ma
in precedenza le cose erano
andate anche peggio. Negli
ultimi giorni in Vietnam decine di migliaia di manifestanti hanno partecipato a
proteste anti-Pechino: nei
distretti industriali del Sud

Taipei

vori sarebbero partiti già sei
mesi fa. Durante le ricerche internazionali per il ritrovamento del volo MH370 della Malaysia Airlines (scomparso l’8
marzo scorso), gli aerei filippini avrebbero potuto accertare
le prime costruzioni. A nulla
sono valse le proteste ufficiali
(d’altra parte anche quelle delle autorità vietnamite sono rimaste inascoltate) e Manila ha
reagito con l’arresto di alcuni
pescatori cinesi che avevano
sconfinato nelle sue acque territoriali (a bordo delle loro imbarcazioni la guardia costiera
filippina avrebbe trovato centinaia di tartarughe protette,
pescate abusivamente per la
rivendita sul mercato cinese).
Inoltre, quando il Segretario
degli Esteri, Albert del Rosario, ha protestato, Pechino ha
replicato che le isole Spratly
sono di sua proprietà e che
pertanto la costruzione della
pista è legittima.

q
di aveva dato un pugno al muro
ed era scomparso dal giornale
per l’intera giornata. Dean aveva
poi confermato la lite, scusandosi. La redazione però era dalla
sua parte. Proprio «Politico»
aveva pubblicato un altro articolo, in cui fonti anonime dicevano
che la redazione non sopportava
più la direttrice. Il sito era stato
accusato di sessismo, ma aveva
confermato tutto dicendo che il
sesso non c’entrava nulla.
La Abramson aveva avuto
relazioni tese anche con il nuovo Ceo del giornale, Mark
Thompson, accusato di invadere il suo campo, e con la Casa
Bianca di Obama, che aveva definito la più segreta con cui
avesse lavorato. Queste tensioni sono salite al punto di non ritorno, spingendo Sulzberger a
cambiare direttore.

Attualmente la Cina ha dispute territoriali con quasi tutti i vicini, in particolare con le
nazioni del Sud-Est asiatico e
con il Giappone. Martedì il segretario di Stato americano
John Kerry aveva provato a dire la sua, senza ottenere risultati. In un colloquio telefonico
con la controparte cinese, il
ministro degli Esteri Wang Yi,
Kerry aveva accusato la Cina
di «condurre azioni provocatorie» nella Regione. Ma Pechino
ha replicato che le sue acque
territoriali sono quelle incluse
nella «linea a nove trattini»,
che praticamente significa l’intero Mar cinese meridionale.
In ogni caso, avendo finora
rifiutato di negoziare con l’Asean, l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico, e volendo discutere del problema con
ogni singolo Stato, Pechino sta
portando avanti una strategia
che non promette altro che
l’inasprirsi delle tensioni.

ANSA

La duchessa di Cambridge

fossero sorvegliati i membri
della famiglia reale: tra la fine del 2005 e l’estate del
2006 il telefono di Kate fu
spiato 155 volte, incluso il
giorno di Natale, nonostante
la giovane cambiasse spesso
il Pin di accesso alla segreteria; il telefono di William fu
intercettato 35 volte e quello
del Principe Harry nove.
All’epoca Kate, non ancora
moglie di William, «andava
assumendo sempre più importanza intorno alla famiglia reale», ha spiegato Goodman in aula. «Si diceva che
lei e William si sarebbero
sposati e sistemati. Kate ha
cominciato ad acquisire uno
status semi-reale e le cose si
sono mosse di conseguenza».
Nel 2007 Goodman, 56 anni, fu arrestato insieme al detective privato Glenn Mulcaire per aver spiato i telefoni
dei dipendenti di Buckingham Palace. All’epoca il
«News of the World», popolarissimo domenicale del magnate Rupert Murdoch, aveva cercato di minimizzare il
caso come l’errore di un singolo reporter.

LA REDAZIONE AVEVA CRITICATO I METODI AUTORITARI

Scontro a “Le Monde”
Lascia la direttrice
PAOLO LEVI
PARIGI

Ha gettato la spugna Natalie
Nougayrède, la prima direttrice donna del quotidiano
«Le Monde», che si è dimessa
ieri dopo il fiume di critiche
della redazione. «In queste
condizioni non mi è più possibile assicurare pienamente e
serenamente la direzione del
giornale», ha sbottato. Appena alcuni giorni fa due vicedirettori vicini alla Nougayrède
avevano lasciato il loro incarico. Una conseguenza del
clamoroso gesto di sette caporedattori - sugli undici del
giornale - che avevano rassegnato le dimissioni per protesta contro la direzione.

Eletta con ampi consensi
poco più di un anno fa, Nougayrède, 46 anni, è stata accusata di metodi «rigidi» e
«autarchici». I colleghi le
hanno inoltre rimproverato
di «non ascoltare nessuno» e
«di non saper prendere le decisioni urgenti». Dalla prematura scomparsa del suo
predecessore, Erik Izraelewicz, la giornalista ha ereditato un quotidiano con i
conti in rosso e la difficile
transazione dal cartaceo al
web. Una situazione simile a
quella di «Libération», storico quotidiano della gauche, al
limite del fallimento e senza
direttore dopo le dimissioni
di Nicolas Demorand.

.

Cronache .15

.

823%

il caso

l’incremento

NICCOLÒ ZANCAN
INVIATO A CATANIA

Tanto sono aumentati
gli sbarchi lungo le coste
italiane nel 2014 rispetto
all’anno precedente

on è stato un incidente.
Ma un naufragio provocato. Un «omicidio volontario plurimo». Questa è l’ipotesi di reato nei
confronti dei due scafisti, fermati ieri
mattina dagli agenti della squadra
mobile di Catania. Sono due ragazzi
di 23 anni, un tunisino e un marocchino. Mai visti prima in Italia. «Sconosciuti alle forze dell’ordine». Diversi
sopravvissuti li hanno identificati
senza incertezze: «Erano loro al timone». Gli investigatori sospettano
che abbiano provocato appositamente l’affondamento del barcone. Prima
spegnendo il motore, e quindi le
pompe di scarico. Poi, aprendo una

N

25.650
immigrati
I migranti sbarcati sulle coste
siciliane da gennaio
a febbraio 2014. Altri 660
in Puglia e Calabria

Il salvataggio
I migranti vengono aiutati a
salire a bordo della Grecale
MARINA MILITARE/ANSA

LA RABBIA DI RENZI

«L’Ue ci spiega tutto su come
pescare il pesce spada
ma gira la testa sui barconi»
falla per accelerare la pratica. Avevano incrociato un mercantile francese. Volevano essere soccorsi. Il panico ha fatto il resto. A bordo c’erano
223 migranti stipati all’inverosimile.
Le condizioni meteo erano buone, ma
il barcone si è rovesciato sotto il peso
della paura. E tutti gridavano in mezzo al mare. Diciassette persone sono
morte annegate, anche un bambino
di cinque anni e una bambina di otto.
Non è stata una sventura, ma qualcosa di molto più spaventoso. «È l’ipotesi a cui stiamo lavorando», dice il
procuratore capo di Catania Giovanni Salvi. «Diverse testimonianze vanno in questa direzione - spiega -. Del
resto, è il quadro generale ad essere
cambiato. Ormai i trafficanti di uomini organizzano attraversate a basso costo. Gli scafisti non puntano più
al viaggio intero. L’obiettivo è farsi
soccorrere il prima possibile». Erano
ottanta miglia al largo di Lampedu-

“Il naufragio è stato voluto”
Gli scafisti indagati per omicidio
Secondo i pm i due fermati hanno aperto un falla nella barca per essere soccorsi
sa, quando l’affondamento volontario
ha aggiunto 17 morti al tragico bilancio dell’annata 2013-2014. Eccolo: 366
morti il 3 ottobre, 268 morti l’11 ottobre, 40 morti l’11 maggio, 17 morti lunedì. E sono sempre cifre imprecise.
Mancano i dispersi. Un’ecatombe raccontata per difetto.
Per capire quello che sta succedendo, bastano i dati pubblicati ieri da
Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere. Nei primi quattro mesi del 2014, c’è stato un aumento
dei flussi verso l’Italia del 823%. Da
gennaio a febbraio sono sbarcati

25650 migranti sulle coste siciliane.
Altri 660 sono arrivati in Puglia e Calabria. Anche ieri, altri avvistamenti. Altro lavoro per gli equipaggi della Marina Militare, impegnati nell’operazione
Mare Nostrum. Ieri Papa Francesco,
durante la catechesi dell’udienza generale, ha detto: «Si mettano al primo
posto i diritti umani e si uniscano le
forze per prevenire queste stragi vergognose». Anche il premier Renzi è
stato duro: «L’Europa ci spiega tutto
su come si deve pescare il pesce spada,
ma gira la testa quando andiamo a soccorrere persone in difficoltà».

L’Italia è sola. A sbarcare salme e
scampati. Ieri, qui a Catania, gli operatori sociali hanno dovuto parlare con
due bambini eritrei di 8 e 10 anni. Sono
fratelli e sanno quello che è successo:
«La mamma è morta nel mare - hanno
detto - c’erano anche le nostre due sorelle sulla barca. Papà, invece, è rimasto in Eritrea». Non sono soli, come si
era pensato in un primo momento. Fra
gli scampati c’è anche una zia. Piangendo, ha spiegato: «Volevamo andare
tutti insieme in Germania. Volevamo
raggiungere dei parenti che lavorano e
stanno bene». Tutti sognano di andare

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oltre l’Italia. Vogliono il Nord Europa.
E questo è un altro problema. Ma
adesso è difficile persino ricomporre i
lutti. Mancano notizie. Mancano persone all’appello. All’obitorio del cimitero di Catania ci sono diciassette salme.
I bambini morti sono un maschio e una
femmina. Hanno età incompatibili. Dove sono, dunque, le due piccole sorelle
eritree? I poliziotti scattano foto ai visi
dei morti. Hanno bisogno di fare i riconoscimenti. Vanno e vengono con parenti e amici. Qualcuno scoppia a piangere e fa segno di sì con la testa. Altri
restano sospesi, senza risposte.

.

16 .Cronache

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Il divorzio è breve
Bastano sei mesi
per la separazione

«Penso ai figli
Sono l’unico
contrario»

Accordo tra i partiti in Commissione giustizia

«Con orgoglio sono stato
l’unico a votare contro», annuncia il deputato di Ncd
Alessandro Pagano, «chi è a
favore continua a fare un discorso ideologico. E a portare
avanti una visione egoistica:
tutti pensano a se stessi e
nessuno ai figli».

passa in Commissione una proposta
ancora più avanzata rispetto a quella
che avevano presentato i relatori (un
anno per il divorzio giudiziale e nove
mesi per il consensuale). Gli emendaFRANCESCA SCHIANCHI
menti hanno ridotto ulteriormente i
ROMA
tempi: accolti in buona parte quelli del
Movimento Cinque stelle, che poi rivendica di aver «contribuito a dare la
e l’abbiamo fat- vera novità a questa proposta». Ritirata», sorride nel te invece alcune proposte che prevedeTransatlantico vano il divorzio «diretto», con scioglidi Montecitorio il mento del matrimonio senza separaziodeputato forzista ne, che difficilmente avrebbero potuto
Luca D’Alessandro, sotto braccio un ottenere un consenso trasversale.
fascio di documenti, gli emendamenSoddisfazione dal relatore forzista
ti alla legge sul divorzio breve di cui (la Moretti, candidata alle Europee, è
è relatore con la democratica Ales- assente per la campagna elettorale, «le
sandra Moretti: in
ho mandato un
meno di un’ora la
LA CRITICA DEI VESCOVI sms», condivide il
Commissione giuD’Alessan«Anticipare la disgregazione successo
stizia alla Camera
dro) ma anche da vadi una famiglia porta rie forze politiche,
ha licenziato e inviato in Aula, dove a disgregare la stessa società» dal Pd («un passo
è in calendario
avanti di civiltà giuper il 26 maggio, un testo rivoluzio- ridica e sociale», lo definisce la presinario rispetto alle leggi attuali. Ti dente della Commissione, Donatella
separi a inizio estate e il Capodanno Ferranti) a Forza Italia («avanti con
lo festeggi da divorziato: non più 3 una norma di civiltà», sprona la depuanni, come deciso da una legge del tata Elena Centemero) al M5S, il cui vo1987 (quella originaria, del 1970, ne to favorevole in Aula, secondo il depuprevedeva 5), ma un anno di separa- tato Alfonso Bonafede, autore di uno
zione per ottenere il divorzio, solo degli emendamenti che hanno ridotto i
sei mesi se si tratta di un divorzio tempi, è «scontato», il Movimento
consensuale, dal momento in cui vie- «porterà avanti questa proposta».
ne notificato al coniuge il ricorso.
Il solo voto contrario arriva da PaCon il solo voto contrario del depu- gano di Ncd, che parla di «scenari intato del Nuovo centrodestra Alessan- quietanti». Così, è probabile che in Audro Pagano, e l’assenza della Lega, la si assisterà a un voto trasversale

il caso

«C

PISTOIA, SI È COSTITUITA

Serenamente è mancata

Marisa Bertotto Cravetto

Prima spara
all’ex marito
poi scappa
con i due figli
PISTOIA

Ieri pomeriggio ha sparato
all’ex marito, ferendolo, poi
è fuggita con i figli di pochi
anni. Per qualche ora c’è
stata la paura che la donna
volesse anche raggiungere
l’attuale compagna dell’uomo per spararle. Ma tutto si
è risolto: la donna si è costituita ai carabinieri, mentre
la polizia aveva già messo al
sicuro la “rivale”. I bambini
sono con il nonno.
Sarebbe stata la gelosia a
spingere la 37enne di Ponte
Buggianese (Pistoia), a sparare all’ex marito, 42enne, dipendente di un supermercato di Pistoia, mentre si trovava in un campo di sua proprietà a Ponte di Serravalle,
nel Pistoiese, con i figli di 8 e
5 anni. L’uomo, ferito alla
schiena, è riuscito a scavalcare una recinzione e a rifugiarsi nel campo del vicino,
che ha dato l’allarme. A quel
punto la donna è fuggita con i
figli a bordo dell’auto dell’ex
coniuge, portando con sé la
pistola. Sembrava inoltre
che la donna avesse detto a
qualcuno che sarebbe andata a uccidere la compagna
dell’ex marito, protetta subito dalle forze dell’ordine. La
svolta verso le 20.30, quando
la donna, accompagnata dal
suo avvocato, si è costituita.

Con ininita tristezza lo annunciano i
igli Pinin con Betta, Marco con Consuelo, Guido con Nini, Paolo con Luisa
e Roby con Simone. Un ringraziamento al dottor Gianvittorio Buronzo, a
Rosy, Ruena e Giulia, alla FARO per
l’affettuosa assistenza. S. Rosario giovedì 15 ore 19 e Funerali venerdì 16
ore 9 parrocchia Santi Angeli Custodi.
– Torino, 14 maggio 2014
Genta dal 1848 - Torino
I nipoti Chicca con Fabrizio, Umbi con
Fabio, Pietro, Chiara con Nicolò, Aldo,
Filippo, Pico, Camillo, Cate e Stefano ricordano con immenso affetto la
nonna MARISA.
Ludovica, Giulia, Federico, Soia e Lorenzo abbracciano la nonna BISSI FON
FON.
Zia Elisa con Enrico e Carla, Andrea,
Simonetta, Teresa, Marcella e i nipoti
tutti abbraccia con affetto Pinin, Marco, Guido, Paolo, Roby e famiglie nel
ricordo della carissima MARISA.
Roberta, Benny e Luca con la mamma
partecipano ricordando MARISA con
tanto affetto.
Rossella Deaglio con Ludovica,
Edoardo, Titta e Dario abbraccia Pinin
e Betta nel ricordo di MARISA.
Camillo con Ornella Andrea e nonna
Giovanna ricorda con affetto nonna

Marisa
– Montreal, 14 maggio 2014
Carlo Angelo, Maria, Marta con Maria
Vittoria, Matteo con Elena, addolorati
per la scomparsa di

zia Marisa
sono vicini a tutta la famiglia.
– Torino, 14 maggio 2014
Michela e Paolo, Chicca e Igi con le
famiglie sono affettuosamente vicini a
Marco e fratelli nel ricordo della cara
MARISA.
Carlo Alberto e Luigi Migliardi partecipano con affetto al dolore di Pinin
e famiglia.

6

Il cambio
La legge
attuale (del
1987)
prevede tre
anni, quella
del 1970
ne prevedeva
cinque

Lei come la pensa?

Quindi...

mesi
Tempi ancora più rapidi
- sei mesi appunto se il divorzio
è consensuale

1
anno
Un anno di separazione
- se c’è un contenzioso basterebbe per divorziare
secondo la nuova legge

Il Presidente, il Consiglio Direttivo e i
soci del Circolo degli Alieri partecipano con profondo cordoglio al dolore
dell’amico Pinin per la perdita della
cara MAMMA.
La Fondazione FARO ONLUS partecipa
al dolore del suo Presidente dott. Giuseppe Cravetto per la scomparsa della
MAMMA.
Marco, Maria Rosa con Tommaso e
Pietro si stringono agli amici di sempre
Guido, Marco, Pinin, Roberto e Paolo.
Soci, collaboratori e dipendenti dello
Studio Tosetto, Weigmann e Associati
sono affettuosamente vicini a Guido
ed ai famigliari nel ricordo della signora

Marisa Bertotto Cravetto

agli schieramenti e alla maggioranza.
Fuori dal Parlamento arrivano però
anche bocciature. Secondo don Paolo
Gentili, direttore dell’Ufficio Cei per la
pastorale della famiglia, «anticipare i
tempi per disfare una famiglia» porta a
«disgregare la stessa società che sulle
famiglie si regge», e si augura «un passo
indietro, anzi un passo avanti». Non è
soddisfatta nemmeno la Lega italiana
per il divorzio breve, secondo cui il testo
è sì un «buon passo avanti rispetto alla
illogica e penalizzante normativa attuale», ma chiamarlo «divorzio breve» significa «ingannare gli italiani» e la richiesta resta quella di riconoscere «il diritto per le coppie di divorziare senza
passare attraverso un preventivo periodo di separazione legale». Il 26 spetta all’Aula. Tra i supporter della legge, già delusi da tentativi falliti nelle scorse legislature, stavolta c’è ottimismo: «Tutto
lascia pensare che passerà».

Straziate dal dolore, Daniela e Nella
annunciano la tragica scomparsa di
ArCHITeTTo

E’ mancata per una malattia degenerativa

Adriano Pietro Croveri

Ne danno la triste notizia la disperata
mamma Maria Luisa Medini, il fratello
Giacinto con Nadia e la iglia Maria
Sole, Lorenzo con i igli Alessandro e
Francesca, Andrea con la moglie Elena.
– Roma, 11 maggio 2014

titolare Vilmer
anni 63
I Funerali avranno luogo venerdì 16
corr. ore 11 parrocchia SS. Nome di
Maria, via Guido Reni 96/14. Ringraziamo tutti quelli a noi vicini nella triste circostanza. No iori, ma donazioni
a: Di.Di. Diversamente Disabili Iban
IT10V0503470190000000000353.
– Torino, 15 maggio 2014
ADRIANO ci manchi tanto. Daniela,
Rainero, Cristina.
Noi con te sabato sera, tu con noi per
sempre. Gigio, Rossella, Chicco, Loredana, Claudio, Roberta.
Ciao ADRIANO, grazie per i bei momenti passati insieme nelle nostre
scorribande. Roberto e Violetta.

– Torino, 14 maggio 2014
Un abbraccio affettuoso a Marco e
famiglia. Etta e Gianvittorio, Arianna
e Gianmaria, Carla e Enrico, Cristina e
Filippo.
E’ serena nella pace del Signore

Giorgina Guerrini
ved. Bonardi
A Funerali avvenuti, come suo desiderio, lo annunciano la iglia Fulvia
con Gino, gli adorati nipoti Raffaello
e Gabriele con Maurizia. Ricordandola
a chi le ha voluto bene, sono gradite
preghiere e opere di carità.
– Genova, 14 maggio 2014
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Alda Spinelli
ved. Bruzzone
anni 94
Lo annunciano il iglio Marco, Lucy,
Annie. Funerali in Torino venerdì 16
corr. ore 11 parrocchia Sant’Anna, via
G. Medici 57.
– Sommariva Perno, 14 maggio 2014
O.F. Baudano - tel. 011.9585038
Emma Angelini e Paolo Bianco piangono il maestro ed amico
Professor

Carlo Versino
– Roma, 13 maggio 2014

Alessandro Pagano
Deputato Ncd

«Non è una mia posizione, ma
di tutta Ncd. Uno studio americano ha intervistato un
campione di persone che consideravano infelice il proprio
matrimonio: cinque anni più
tardi, il 64% di chi era rimasto insieme era molto felice».

6

Carlo e Vittoria, Filippo e Cristina, Guido e Giovanna e igli partecipano con
affetto al dolore della famiglia nel ricordo di MARISA.

domande
a

Con un immenso abbraccio partecipiamo al dolore di Daniela per la prematura scomparsa di ADRIANO. Gianni, Serena, Vittoria Bausano; Massimo,
Gabriella, Simone Nepote; Giuseppe
Maura Taschero; Mario Marilena,
Stefano Raffaella Gianotti con Paolo
e Gianluca; Roberto Vittone, Tiziana
Padula. Ciao gatto.
Il 12 maggio 2014 è deceduto

Francesco Sottile
Generale di Corpo d’Armata
Ne danno notizia ad Esequie avvenute la moglie Vera, le iglie Simona e
Chiara con Guido e Franco e l’amato
nipotino Giulio. A quanti lo hanno conosciuto e gli sono stati vicino lascia il
suo pensiero grato e affettuoso.
– Torino, 12 maggio 2014
Ciao PAPA’, siamo iere di te e del tuo
coraggio. Resterai sempre con noi. Le
tue “bimbe”.

Alessandra Luparia

Ciao zia ALE, ti porteremo sempre nel
cuore. M. Sole, Ale, Franci.
Un abbraccio a te Roberto che sei
sempre stato vicino ad ALESSANDRA.
Silvia partecipa commossa vicino a Lorenzo, Mimmo e Andrea.
Zia Iole, Isabella con Sergio, Micaela
non dimenticheranno mai ALESSANDRA.
Tutto il personale della Elettromeccanica Piossasco partecipa al dolore della famiglia Luparia.
I dipendenti del EL.PI Cast-Resin partecipano commossi al lutto della famiglia Luparia.
Ezio e Rosanna con Luciano e Jacopo
ricordano con affetto ALESSANDRA.
Ti sono vicina. Marilisa.
Le Associazioni Sportive Carlo Alberto,
Filadelia Moncalieri, Città di Moncalieri sono vicine alla famiglia e ricordano commosse

Glauco Giacomelli
per il suo grande esempio sportivo.
– Moncalieri, 14 maggio 2014

Il tuo annuncio su

E’ serenamente mancato all’affetto
dei suoi cari il
DoTTore

senza recarti allo sportello.

Giuseppe Vossu Caselli

Basteranno pochi minuti
per dettare il testo
che desideri pubblicare

igura di nobiltà
e correttezza morale
Ne danno il triste annuncio: la moglie
Angela, parenti tutti. Funerali venerdì
ore 10,15 Duomo di Chieri. S. Rosario
questa sera ore 20,30 in Duomo.
– Torino, 15 maggio 2014

Telefona allo
011-6665280 / 011-6548711

Servizio riservato ai privati
Pagamento solo con carta di credito
Orari:
dal lunedì al venerdì 9.30 - 20.00
sabato 17.00 - 20.00
domenica e festivi 18.00 - 20.00
Si pregano gli utenti del servizio telefonico
di tenere pronto un documento di identiicazione per poter
dettare gli estremi all’operatore (Art. 119 T.U.L.PS.)

«Quindi, superata la crisi,
molti hanno capito che era
una fase della vita che andava
superata».
Lei è contrario al divorzio?

«Questo non è un tema etico,
ma di buon senso. L’istituto
del divorzio già c’è. Dico che il
divorzio breve va a scapito
della parte più debole».
La legge va lasciata com’è?

«Sì, diminuire il tempo di separazione crea le condizioni
per aumentare le tensioni».
C’entra l’opinione della
Chiesa? La Cei è critica...

«No. C’entra l’interesse supremo del bambino».
E se non ci sono figli?

«E’ comunque importante lasciare un tempo più lungo per
capire se si tratta di una crisi
irrimediabile o se c’è possibilità di superarla».
[F. SCH.]

A GENOVA

“Mi hai fatta
brutta”
E picchia
la madre
GENOVA

Ha picchiato e perseguitato
la madre. Non è la storia di
una violenza familiare dovuta a richieste non soddisfatte di denaro. Non è nemmeno l’epilogo di una particolare situazione di degrado.
Dietro questa vicenda non ci
sono né alcol né droghe. La
colpa della donna è stata
quella di «non averla messa
al mondo troppo bella».
Ecco il motivo per cui
un’anziana di 65 anni di Pegli
è stata percossa dalla figlia.
Nei giorni scorsi, dopo aver
subito l’ennesima violenza,
la 65enne si è fatta coraggio
ed ha denunciato la figlia ai
carabinieri della compagnia
di Arenzano presentando un
certificato medico con cinque giorni di prognosi. Ai
militari ha mostrato i segni
delle botte e ha spiegato il
motivo di tanto accanimento
da parte della figlia nei suoi
confronti: «Perché non mi
hai fatto bella? Perché sono
brutta». Poi, le spinte, gli
schiaffi, i colpi.
I fatti si sono verificati
nel ponente di Genova. I
militari hanno avviato accertamenti denunciando a
piede libero la figlia della
donna, una trentasettenne
genovese. Il reato: maltrattamenti in famiglia.

.

2R

Cronache .17

.

I numeri

Si ricorda ancora il black out
della notte bianca del 2003
Un disastro, ci fu il panico
Infatti il Colosseo non è più
stato aperto la sera

I dipendenti
del Colosseo
sono 30, tra
dirigenti,
archeologi e
personale di
custodia
rispetto ai
45 che
dovrebbero
essere

L’età media dei custodi è
più vicina ai 60 anni che ai
50: anche se ci fossero tutti
e 15 la sicurezza non
potrebbe essere garantita
Franco Taschini
Rappresentante
sindacale Uil
ANSA

Colosseo, i custodi ribelli
“Siamo troppo vecchi
per la grande invasione”

VISITATORI
DEL COLOSSEO
2004

3.523.315
2005

3.880.179
2006

4.064.534
2007

Un sindacalista: attesi in 50 mila per la notte dei musei

4.441.453
2008

il caso
RAFFAELLO MASCI
ROMA

M

a perché tutti i monumenti d’Europa
sabato prossimo saranno aperti di notte e il Colosseo simbolo della città e della cultura
italiana - invece no?
Ieri i visi erano mesti e i musi
lunghi sotto le arcate imponenti
dell’anfiteatro e i riservati custodi
del monumento manifestavano un
evidente fastidio per l’irruzione
dei giornalisti in quella loro vicen-

da finita agli onori della cronaca.
Franco Taschini è un loro rappresentante sindacale della Uil, e dà
voce a chi preferisce tacere.
«Il fatto è che siamo tutti troppo
vecchi – dice sconsolato – e tutti ci ricordiamo il black out della notte
Bianca del 2003, era settembre… un
disastro, un vero disastro e una nottata di panico». Ecco la parola chiave:
panico. Per il superafflusso, per la
scarsa illuminazione del monumento,
per l’impianto delicato ed eroso del
manufatto, per la vigilanza che è
quella che è, per le poche uscite di sicurezza (tre appena) in caso di necessità, perché la calca della notte del
black out è ancora nella testa di tutti.
I dipendenti del Colosseo sono 30,
tra dirigenti , archeologi e personale
di custodia, rispetto ai 45 che dovrebbero essere; tengono aperto il monu-

mento 11 ore al giorno per 362 giorni
l’anno (praticamente sempre eccetto
Natale, Capodanno e Primo maggio) e
lavorano sei giorni su sette. Se ci mettiamo le ferie e i permessi questo significa che per ogni turno di lavoro sui
due piani del monumento si dividono
7-8 custodi per monitorare tra le 15 e
le 23 mila persone al giorno. Questo
nei giorni normali, quando c’è la luce
del sole la gente tira fuori 12 euro a biglietto. «Immaginiamo che cosa può
succedere quando in una fresca sera
di maggio, peraltro di sabato, al Colosseo si può entrare con un euro - continua il sindacalista – potrebbero arrivare 50mila persone tutte insieme e
noi siamo sempre quelli che siamo».
L’accordo preso per la notte dei
musei, prevede fino a 15 unità a turno,
attingendo ad altri comparti dell’amministrazione dei Beni culturali, ma

4.777.989
2009

4.655.203
2010

5.113.920
2011

5.391.978
2012

5.201.268
2013

5.625.219
Fonte: elaborazione
LA STAMPA su dati Ministero dei Beni
e delle Attività Culturali e del Turismo

Centimetri
LA STAMPA

almeno un terzo (5 persone) devono
essere interne, perché sappiano come
muoversi in caso di necessità. Ma il
problema è che 5 cinque non si sono
trovati: chi si prende la briga di assistere una massa sterminata di visitatori, per giunta di notte? Ma le carenze di organico riguardano tutti i beni
culturali, perché solo il Colosseo dovrebbe rimanere chiuso?
«Perché è delicato, fragile e illuminato solo in parte: immagini la folla su
per scale ripide, con molti angoli bui.
D’altronde il Colosseo, dalla fatidica
notte del 2003, non è stato più aperto
di notte. E poi qui ai Beni culturali,
dove non si assume da decenni, siamo
tutti vecchi: l’età media è più vicina ai
60 che ai 50, e l’esperienza ci dice che
gestire grandi masse di gente senza
un’adeguata sicurezza è un rischio
troppo grande». A fronte, peraltro, di
un riconoscimento economico (1.200
euro di stipendio) che non aiuta a
compiere gesti di coraggio. E’ vero
che la notte del 17 maggio verrebbe
retribuita con 60 euro lordi (che vuol
dire 40 netti), ma chissà quando si vedranno quei quattrini, perché mentre
gli stipendi corrono regolarmente, le
voci aggiuntive vengono saldate
quando Pantalone ha i soldi.
In tutto questo, però, appare uno
spiraglio di luce: stamattina la soprintendente Anna Maria Barbera
incontrerà i sindacati. Poiché il motivo del contendere è la sicurezza, si
ipotizza un accesso contingentato:
tanti alla volta e non più. Ma chi gestirà la folla di quelli che contavano
di entrare e resteranno fuori?

MATTIA FELTRI
ROMA

È

più o meno da mille e cinquecento anni che i romani non
sanno bene che fare del Colosseo. L’utilizzo di successo della seconda metà del Novecento - grande rotatoria - si è (quasi) esaurito da che il
sindaco Ignazio Marino ha reso (quasi) pedonale metà di via dei Fori Imperiali. In fondo la funzione di spartitraffico non è stata la più umiliante per
l’anfiteatro costruito sul laghetto di
Nerone e inaugurato nell’80 dopo Cristo con cento giorni di bagordi e ammazzamenti: nel Medioevo fu anche
un deposito di concime. Il problema di
allora è il medesimo di oggi, e cioè come trarre utilità da un gigantesco edificio posto da un incidente della storia
sulla gobba della capitale. Per quattro
secoli abbondanti fu l’ombelico godereccio e sanguinoso del mondo, ma alLE TRASFORMAZIONI

Nel corso dei secoli ha ospitato
una fabbrica di colla, una chiesa
e le stazioni della via Crucis
l’arrivo dei barbari era già fatiscente.
Il trasloco della capitale dell’Impero a
Costantinopoli (Istanbul) aveva impoverito Roma e non c’erano i denari per
aggiustare e mantenere in attività
uno stadio da circa ottantamila spettatori. Le pietre che cascavano venivano portate via e riciclate per innalzare nuove case; qualche bella scossa
di terremoto contribuì al recupero del
materiale e al buon umore degli operai, e alcuni dei fori che si vedono ancora oggi sulle pareti esterne originano dall’estrazione delle grappe di ferro, utili e costose.
Insomma, generalizzando, i romani dal Colosseo succhiano il succhia-

La «cava»

Il ritorno dei gladiatori

Tra i gas di scarico

Durante il Rinascimento il Colosseo fu usato
come cava: i marmi furono depredati dai
nobili per abbellire i propri palazzi

Protagonisti dei giochi cruenti nell’anfiteatro
Flavio (il Colosseo), sono da tempo «lavoratori»
a caccia di turisti per una foto ricordo

La posizione in cui si trova il Colosseo, in pieno
centro, è diventata un problema: di fatto oggi
il monumento è una sorta di enorme rotatoria

Da anfiteatro a spartitraffico
gloria e tramonto di un simbolo
I romani e il monumento: 1500 anni di difficile convivenza
bile ma non lo amano più di tanto, anche ora nell’età del turismo, che il
Grande Molare Cariato (soprannome
dei detrattori) è una miniera d’oro. La
vicenda degli introvabili cinque custodi per la notte dei musei è esemplare:
la vecchia arena dà uno stipendio. Finita lì. Il resto sono scocciature. C’entra
l’andazzo complessivo italiano, ma
c’entrano anche quindici secoli di lotta
fra l’anfiteatro e l’Urbe. Il caso perfetto
è quello di papa Sisto V (1521-1590),
colto e amante del bello. Prima ebbe
l’idea un po’ drastica di radere al suolo

il Colosseo, di modo da congiungere
enfaticamente San Pietro a San Giovanni in Laterano. Troppo costoso. Allora pensò di riconvertirlo in lanificio e
i lavori partirono pure, ma dovettero
essere fermati sempre per l’esorbitanza delle spese. Nel frattempo si continuò a scambiare il Colosseo per una
specie di cava. I marmi furono portati
via dai nobili ad abbellire gli sfarzosi
palazzi del Rinascimento romano. Alcune delle pietre si dice siano tornate
buone per la Basilica di San Pietro,
mentre è certo che servirono a edifica-

re Palazzo Barberini e Palazzo Venezia, da dove il Duce teneva i suoi discorsi alla folla eccitata.
E intanto che pezzo a pezzo il gioiello di Vespasiano se ne andava in giro
per la città, dentro se ne ricavò spazio
per una fabbrica di colla, per una chiesa, per le stazioni della Via crucis, e alla sera vi si radunavano gli animatori
della movida, a bere vino e cantare, intanto che fra gli archi coppie di giovinastri o di fedifraghi improvvisavano
l’alcova. Certo, non è stato un destino
esclusivo del Colosseo. Lo è stato di

quasi tutta la Roma imperiale. Il Colosseo aveva quel difetto in più che tutto l’accanimento della storia non bastò
a completare la distruzione. Subito
dopo la caduta dell’Impero, e per secoli, dentro e a ridosso dell’anfiteatro
vennero costruite capanne, stalle, fienili, botteghe di maniscalchi, di speziali, di ciabattini. Nei secoli crebbe una
tale vegetazione che nell’Ottocento furono classificate quattrocento specie
diverse di fiori ed erbe. Arrivarono gli
archeologi, e soprattutto la tronfia
ambizione del fascismo, a restituire
onore e gloria al Colosseo. Eppure oggi è semplicemente il regno di finti gladiatori e di venditori ambulanti, oltre
che di turisti sbigottiti in perenne fila
davanti a uno scheletrone. Vietato
sfruttare lo stadio più famoso e struggente del pianeta per concerti o spettacoli, facilitarne la visita, aprire librerie e negozi: sarebbe volgare commercializzazione. Quando poi il Colosseo
volgare nacque e volgare visse, e volgare andrebbe bene pure in vecchiaia.

.

GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014 LA STAMPA 18

.

R

LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

.

19

I nostri primi 50 anni con la Nutella
Si celebra l’anniversario di un simbolo del made in Italy e le Poste emettono un francobollo

La storia
FLAVIA AMABILE
ROMA

L’

una di notte è
l’ora migliore
per mangiare la
Nutella. Lo raccontano la ministra dello Sviluppo Economico Federica Guidi, ma anche
Antonio Catricalà, che lo
scorso dicembre, da viceministro per le Comunicazioni,

aveva proposto alla Consulta
per le carte postali di celebrare il cinquantenario della Nutella con un francobollo speciale. E, con sua sorpresa, per
una volta la proposta era stata
accettata all’unanimità.
A quell’ora la ministra stende un quotidiano sul tavolo
(non precisa quale per evitare
incidenti diplomatici), prende
alcuni crackers e si concede
un «conforto morale». Catricalà non offre dettagli, ma
ammette una certa rabbia,
perché quando apre il barattolo si accorge che la colf è arrivata prima di lui.
Il 18 maggio uno dei prodotti

più amati in Italia e all’estero
compirà mezzo secolo e ieri in
una conferenza stampa Guidi
e Catricalà hanno avuto il coraggio di raccontare i loro peccati di gola probabilmente condivisi da buona parte dei presenti. Ma si è parlato anche del
primo barattolo che vide la luce in una fabbrica di Alba, di
un’idea nata dalla povertà, dalla voglia di fornire un sostituto
economico alla cioccolata e di
come si è arrivati a vendere
365 mila tonnellate l’anno in
tutto il mondo. Se si mettessero in fila i vasetti di Nutella
prodotti in un anno si arriverebbe ad una lunghezza pari

ad 1,7 volte la circonferenza ai dipendenti di conservare la
terrestre. Ora il gruppo Ferre- loro impresa agricola all’assiro è il quarto al mondo nel set- stenza sanitaria.
tore dolciario e ha registrato
«La Nutella è la prova che il
nell’ultimo bilancio un fattura- sistema industriale italiano ha
to di 8,1 miliardi di euro.
gli anticorpi contro la crisi»,
Forse il risulspiega Federica
tato più incrediLA MINISTRA GUIDI Guidi. Sono prebile lo racconta
festeggia«L’ora preferita visti
Francesco Paomenti per tutto il
per mangiarla 2014, numerose
lo Fulci, presiè l’una di notte» iniziative in cordente della Ferrero: «In 70 anso già da oggi a
ni di storia dell’azienda non domenica da New York a Duc’è mai stato un giorno di bai, Parigi, Napoli e Alba. Si
sciopero contro l’azienda». Il inizia con la presentazione del
merito è di un’attenzione po- francobollo che ha un valore di
co usuale ai bisogni dei lavo- 70 centesimi e raffigura un baratori, dalla possibilità data rattolone di Nutella su sfondo

Le curiosità

dorato. «Quando si entra nel
mondo del francobollo si entra
nel mondo della storia», spiega
Catricalà. «Da oggi il francobollo sarà in vendita nei nostri
punti di distribuzione», annuncia Luisa Todini, presidente delle Poste.
Una storia di successo che
ha una singolarità. La Ferrero
non ha alcuna intenzione di
quotarsi in Borsa, come conferma Fulci. Il gruppo di Alba
- spiega - «ha sempre rifuggito operazioni finanziarie che
privilegiano gli utili in breve
tempo» e perché si vuole restare liberi dalle pressioni degli azionisti.

Qui Alba

Grande festa
dove tutto
cominciò

365

mila tonnellate
Sono quelle vendute
di Nutella. Se si mettessero
in fila i vasetti prodotti
in un anno si arriverebbe
a una lunghezza pari a 1,7
volte la circonferenza
della Terra

ROBERTO FIORI
ALBA

40

milioni
È l’astronomica cifra
di citazioni che si ottiene
quando si digita la parola
«Nutella» su un motore
di ricerca come Google.
Yahoo, invece,
ne evidenzia una massa
di 15 milioni e mezzo

5

milioni
Sono i fan della pagina
di Facebook dedicata
a Nutella in Italia. Salgono
a 25 milioni quelli all’estero:
una «tribù» globale
che accomuna personaggi
come Julia Roberts
e Jacques Villeneuve

Fenomeno diventato globale
Il nuovo francobollo che celebra il compleanno della Nutella

Qui New York

Un bar
speciale
a Eataly
FRANCESCO SEMPRINI
NEW YORK

La fila era quella delle grandi
occasioni, lunedì pomeriggio,
all’ombra del Flatiron, per
l’inaugurazione del Nutella

Bar di New York. Una novità
che giunge in occasione del
mezzo secolo di vita del gioiello di casa Ferrero e inquadrata
in un connubio tutto piemontese. Il bar a tema ha aperto i

battenti nello store di Eataly, il
tempio della gastronomia italiana nel cuore di Midtown
Manhattan. Centinaia le persone che si sono date appuntamento alla prima del Nutella
Bar per degustare specialità a
base della crema di cioccolato
più famosa al mondo, saccottini, brioche, muffin, crepe e ovviamente il classico pane e Nutella. C’era anche l’attrice Woopi Goldberg al 200 di Fifth
Avenue e non ha fatto mistero
della sua golosità. Un successo
annunciato che replica quello

di Chicago, dove il Bar a tema è
stato aperto sempre nei locali
di Eataly a dicembre, lanciando un concetto basato su un
prodotto della tradizione italiana», spiega Dino Borri, portavoce di Eataly. Assieme a lui
ci sono Joe e Lidia Bastianich,
che si è prestata alla causa,
preparando le merende a base
di Nutella per i golosi visitatori, oltre a Bernard Kreilmann,
Ceo di Ferrero Usa. «Nutella
non è solo un prodotto di qualità che piace a tanti, ma lo abbiamo presentato qui in Ame-

rica come il miglior alleato per
riportare i bambini alla prima
colazione - spiega Kreilmann perché si tratta di un pasto che
troppo spesso viene saltato».
Un vettore, inoltre, di diffusione della cultura italiana, volto
a raccontare la tradizione culinaria e riscoprire il valore di
ritrovarsi a tavola. «Ecco perché le nostre pubblicità raccontano la famiglia - chiosa il
Ceo -. E per questo è un grande
vantaggio per Eataly e Nutella
camminare uno a fianco dell’altra».

Era il 20 aprile 1964, quando
dalla Ferrero di Alba usciva il
primo vasetto di Nutella. In
etichetta, una fetta di pane,
due nocciole e quel nome così
intrigante. A idearlo fu Michele Ferrero, che a 39 anni
migliorò gli antesignani
Giandujot e Supercrema e tirò fuori dal cilindro quel
marchio in grado di aprire la
strada alle vendite internazionali. Dunque, dopo l’anteprima romana di ieri e prima
delle celebrazioni di domenica tra Napoli e le metropoli
del mondo, domani e sabato
al centro della festa ci sarà la
«piccola patria» Alba, dove la
Ferrero conserva il quartier
generale e dove decine di Tir
portano senza sosta in fabbrica cacao, latte e nocciole
per alimentare il «Nutellificio» che produce ogni giorno
300 tonnellate di Nutella, pari a 550mila vasetti. Domani
sera, alla Fondazione Ferrero, sarà presentato il libro
«Mondo Nutella» di Gigi Padovani, con Ferruccio De
Bortoli e Mario Morcellini.
Sabato, la città si sveglierà
colorata di Nutella, con 800
negozi, 200 banchi del mercato e 250 case del centro allestite con i colori della crema da spalmare. Per tutto il
giorno le vie e le piazze saranno coinvolte in un grande
Nutella Day: bar, pasticcerie,
gelaterie e ristoranti offriranno menu ad hoc, mentre
artisti di strada e musicisti
animeranno ogni angolo del
centro. Il gran finale è atteso
alle 22 in piazza Duomo, con
l’Italian Gospel Choir. Quando sarà il momento di cantare «Happy Birthday to You»,
una grande candela posta sopra la torre medievale di
fronte al Duomo si accenderà, insieme con le 50 ufficiali
spente da due bambini e tutte quelle distribuite tra il
pubblico. E inizierà uno spettacolo che colorerà di «rosso
Nutella» la piazza.

.

R

20 .Società

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

a corte è davvero bianca
ed è riparata, alle spalle,
da una montagna, mentre di fronte, sullo sfondo, vedi
il lago. È un luogo incantato
della Franciacorta che Marina
Tonsi, architetto, ha cercato di
rendere luminoso, essenziale,
quasi come un monastero (e
anche gli interni sono un gioco
di legno e di bianco). All’ingresso della corte c’è poi l’orto,
quindi un cortile col pozzo e
con tante chincaglierie del
passato ai bei porticati. Il bianco domina ovunque. Intorno,
campi e silenzio e un piccolo
borgo che si attorciglia su una

L

In cantina
PAOLO MASSOBRIO

Una Cortebianca
per il Franciacorta
CORTE BIANCA
PROVAGLIO D’ISEO (BS)
VIA CADUTO ANTONINI, 1
LOC. SERGNANA
TEL. 030983293
UNA BOTTIGLIA DI FRANCIACORTA
SATÈN CORTE BIANCA: EURO 20

collinetta. Vivono qui, lei e il
marito Mauro Franzoni, imprenditore che ha iniziato a interessarsi di vino partendo da
una cantina che faceva brut
biologici. Insieme hanno ristrutturato questo antico casale secondo i criteri della bioedilizia e dell’utilizzo di energie naturali. E anche le coltivazioni sono naturali nei cinque
ettari vitati che cingono il podere, lungo i quali sono stati
impiantati ex novo i filari rivolti verso Sud. La loro produzione, di 13mila bottiglie di
brut biologico, si avvale della
collaborazione dell’ottimo

Leonardo Valenti, enologo.
Fanno un Extrabrut prodotto
con uve chardonnay, alle quali si aggiunge una minima
parte (5%) di pinot nero, che
rimane ben 36 mesi sui lieviti.
Ed è in cerca di una sua armonia ed equilibrio.
Degno di nota è il Rosé Millesimato, che inverte le proporzioni delle uve: pinot nero
(80%) e chardonnay (20%) e
viene anch’esso vinificato con
6 mesi in acciaio e 36 mesi sui
lieviti. Ed è uno dei pochi rosé
che mi sono piaciuti: ricco di
bollicine fini, avvolto da note
di piccoli frutti, in bocca è fre-

sco, pieno e persiste al palato
in modo piacevole. Ma dei tre
il preferito è forse il Satèn
millesimato, in questo caso
l’annata 2009.
Nasce da uve chardonnay in
purezza, e ha un perlage fine e
persistente, con ampio e variegato bouquet fruttato e di fiori
bianchi. Al palato lo senti sapido, armonico e fine, ma con
un’anima forte, come una spada. È il vino della Corte Bianca: una solida casa, che ti lascia immagini eteree, riposanti. È da scoprire questa cantina con le bottiglie a forma di
champagnotta.

Il bello & il buono
Souvenir

Mister Chef

Passeggiata tra i vigneti
1 Moscato,chardonnay,barbera,dolcet-

to:pianticelle allineate come soldatini su per le
colline. Romano Dogliotti (con la moglie Bruna
ed i figli Alessandro Sergio e Marco), che ha trasformato l’azienda del papà Redento da vendita di uve agli spumantisti in imbottigliatrice di
leccornìe ,manda avanti una cascina che è fulcro gastronomico e di avvenimenti. (Azienda
agricola La Caudrina,strada Bosia 21,Castiglione Tinella,Cn,tel. 0141.855126 www.caudrina.it romano@caudrina.it ). [e.ras.]

Iannotti, la stella
che brilla nel Sannio
ROCCO MOLITERNI
iuseppe Iannotti, chef del Kresios
di Telese Terme, unica stella Michelin che il Sannio possa vantare
da quando esiste la «rossa», ha 32
anni. L’avevo visto al lavoro a
gennaio a Identità di Pasta e l’ho ritrovato
lunedì scorso al Salone del libro allo showcooking di Christian Milone. Mi ricordavo la passione con cui dal palco milanese aveva parlato
del suo Sannio e al tempo stesso della necessità di sperimentare una cucina che non facesse
del km0 il suo feticcio. «Mi piace - dice oggi valorizzare i prodotti della mia terra, ad esempio la mela annurca o la melanzana, ma quando non è stagione, come fai? Preferisco allora
realizzare una cucina come piace a me, dove
sperimento nuove strade, con o senza i prodotti del territorio». E cosa intende si capisce dal
piatto che rappresenta il suo cavallo di battaglia: «O rau», ossia il ragù. «Ti aspetti un piatto
rosso - spiega - e invece ti trovi una pasta in
bianco. Perchè il ragù è dentro la pasta. Il ragù
lo faccio secondo la tradizione: utilizzo cinque
tipi diversi di carne e tre “stadi” di pomodori
San Marzano: passato, concentrato e pelato. Il
tutto cuoce per 72 ore e finisce a “farcire” una
pasta come quella che al Nord si usa per gli
agnolotti fatta con tanti tuorli d’uovo». Difficile
non farsi venire l’acquolina in bocca, così come
davanti a un piatto che aveva in menù a Pasqua: i cappelletti alla cicala di mare. Cosa
significa fare lo chef in luogo come la provincia
di Benevento? «Significa che siccome non sei
su una grande via di transito, chi viene da te ci
viene perché gli piace quello che fai. E questo ti
dà la carica per andare avanti. Ma vuol anche
dire essere un imprenditore. Perché oggi non
basta saper cucinare, devi essere in grado di
condurre un’azienda». Così al Kresios c’è
anche una bottega per acquistare prodotti
gourmet, un bistrot e anche un hotel con camere per chi vuole fermarsi a dormire.

G

ROBERTO DUIZ
ato in Francia per mano di Harry MacElohe all’Harry’s New York di Parigi, e
diventato famoso in America durante il
Proibizionismo, in particolare nel frequentatissimo night Stork Club, il French 75 è uno
champagne cocktail in cui alle bollicine di
aggiunge gin (meglio Tanqueray London),
succo di limone e zucchero. È una delle tante
miscele vintage (come l’Hanky Panky, il Blood
and Sand, il Vieux Carré) riscopribili al Dry,
cocktail bar con annessa pizzeria aperto di
recente a Milano ispirandosi ai locali clandestini d’epoca proibizionistica chiamati «blind
pig», in via Solferino. Ambiente «asciutto»,
come dice il nome, ma accogliente. E al bancone, maniacale attenzione agli ingredienti e al
rispetto delle rivisitazioni curate da Guglielmo
Miriello, rientrato da Shangai per l’occasione.

N

Dry , Milano, Via Solferino 33

orrettezza, professionalità, schiettezza,
semplicità: così si
potrebbe illustrare questo
albergo di Darfo Boario Terme, montagne bresciane,
centro termale d’eccellenza
(a 50 metri), patria di curiosità non solo gastronomiche
(nei suoi dintorni si allevano
cavalle per il latte utilizzato
nei bagni ed in cosmetica!!!).
Torno dopo 13 anni dalla
prima recensione su La Stampa e ci trovo solo qualche
capello grigio in più in chi lo
manda avanti con la stessa
passione, la stessa grande
voglia di fare bene.
Siete nel lungo viale principale che attraversa Boario.
Un ampio comodo parcheggio tutto attorno, una terrazza affacciata sulla strada e
poi gli ampi interni luccicanti,
immacolati anche se tutto
sommato siamo «solo» in un
Tre Stelle (oltre tutto dai
prezzi invitanti).
Nel classico albergotto del
boom economico italiano,
cinquanta camere convenzionali ma, anche, corrette e
funzionali, un ricevimento
aperto dalle 7 del mattino a
mezzanotte, una tassa di
soggiorno di soli 0,75 euro al
giorno e, ultimo ma non
ultimo, un ristorante che,
senza strafare, senza cadute,
propone soprattutto una
buona lineare cucina del
territorio che anche chi non
dorme in casa mostra di
apprezzare assai.

C

Agnolotti di fonduta
e sottofiletto al vino
Grande cucina al Cascinale Nuovo di Isola d’Asti

Le pagelle di Raspelli

L’aperitivo

L’albergo

Il ristorante
l tratto di autostrada tra
Asti ed Alba ha alleggerito il traffico locale, ha diminuito i rumori della circolazione ma ha fatto
ubriacare i navigatori satellitari. Quello della mia Audi Avant
6 («mia» ? del mio amico inglese, il signor Leasing) mi ha
mandato in cima al paese, dietro le colline. Voi state con i
piedi e le ruote per terra e fatevi spiegare bene la strada la
prima volta perché poi imparerete subito come fare ad arrivare fino a qui.
E allora, eccovi tanti piaceri,
in particolare in questa stagione che sta cominciando a diventare calda: per prima cosa il fatto che il Cascinale Nuovo sia all’indentro di 50 metri dalla strada statale vi offrirà ancor più silenzio sia al ristorante sia nelle
classiche confortevoli camere
di cui è arricchito questo locale,
celebre da generazioni. Quello
che non farà la rientranza lo faranno i doppi vetri. Poi c’è la comodità, oltre la cancellata d’ingresso, del grande parcheggio
orlato di verde. Bella stagione?

I

Caldo? Ed allora ecco l’altro
«plus» (è latino, non inglese, si
pronuncia tale e quale, non
plas ), cioè la piscina scoperta
accanto alla quale trovate
«L’altro Cascinale bistrot estivo pizzanonpizzeria»(che però
non ho provato).
Già, perché, tradizionalista
come sono, legato al mio passato ed al passato gastronomico
di Piemonte ed Italia intera,
quando vengo da queste parti
(spesso!) non voglio perdermi
la classicità di questo ambiente
che ha decenni di storia, che ha
visto e vede le generazioni, e
che, accanto ai piatti di oggi vede la classicità di una cucina come una volta.
Armando Ferretto, il papà, il
capostipite, saluta ancora
l’ospite all’arrivo come fa da
mezzo secolo; ogni tanto fa capolino anche la moglie Silvana.
Con loro, al lavoro, ci sono i

il voto

16/20

figli, Walter in cucina e Roberto
in sala, nuora e nipote per un locale che tiene alta la bandiera
gastronomica ed enologica dell’Italia nel mondo.
Nella bella luminosa squillante chiara sala da pranzo
avrete possibilità di vari menu
degustazione (60-85-90-125 euro); in più, se avete meno di 30
anni con 30 euro avrete due
piatti (con un calice di vino ad
ogni portata) più il dolce… Io mi
sono strafogato di assaggi alla
carta dopo i meravigliosi assortiti pre-antipastini (tra lardo
squisito, spuma di fegato grasso, aere cialdine…): la storica
impareggiabile millefoglie di
lingua di vitello e fegato grasso
con gelatina al Porto, gli agnolotti alle tre carni portati «nudi» (cioè senza alcun condimento, sotto il tovagliolo a tenerli
caldi), quelli ripieni di fonduta
di formaggi piemontese ed
asparagi, la soave finanziera e
cervella dorata, il sottofiletto al
vino rosso, sorbetti e gelati.
Pranzo medio con 70-80 euro.
CASCINALE NUOVO
ISOLA D’ASTI(AT),
STRADA STATALE ASTI-ALBA 15
TEL.0141-958166
WWW.ILCASCINALENUOVO.COM
ULTIMA PROVA: 26-4-2014

HOTEL SORRISO
VIA ROCCOLE 1
BOARIO TERME (BS)
TEL. 0364.531418
WWW.ALBERGOSORRISO.IT
ULTIMA PROVA:13-3-2014

il voto

14/20

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

.

21

Consigli ai Viaggiatori
ROSALBA GRAGLIA

Le segnalazioni
Slow Food

F

Luoghidelgusto

F
Amél’Amèl
La kermesse
Amél’Amèl,
dedicata al
miele,
si svolge a
Sommariva
del Bosco
sabato e
domenica
Info su
www.amelam
el.it.
Oppure al
3245454833

Oltre ai vari tipi
di nettare di api
si può gustare
l’arneis all’ombra
di antichi castelli
le che ha (temporaneamente) chiuso la sua bottega-mieloteca, ma continua a ricercare cose buone (www.iltrovarobedicosebuone.it) ed è
prodigo di consigli. Come
comprare i plin al castelmagno con miele di castagno al
pastificio La Genuina, gustare le specialità al miele della
Trattoria dei Viaggiatori, la
crostata di noci e miele della
Panetteria Olivero, andare a
fare due chiacchiere con Dario Pozzolo, il «marghè
d’avie» che pratica la transumanza delle api come fossero
mandrie.
Dopo di che da Sommariva si va alla scoperta dell’antico feudo dei Conti Roero.
Magari seguendo la Strada
del Miele, che attraversa una
dozzina di borghi appollaiati

NordOvest

ra capricci del clima e inquinamento, sono tempi duri
anche per le api e il
miele diventa più
raro e prezioso. Così in Piemonte, fra le colline e le rocche gessose del Roero, gli dedicano una grande festa,
Amél’amel, calembour che
gioca con il dialetto (amel in
piemontese vuol dire miele) e
il piacere del gusto. Scenario
Sommariva del Bosco, la
«porta del Roero». Qui fra le
bancarelle per le vie del centro, attorno al castello dei
marchesi Seysell, il miele è la
star. Miele di acacia, un classico, ma anche mieli più insoliti - di nespolo, santoreggia,
cardo, asfodelo, alianto…- e il
miele del sole, prodotto dal
comune dove c’è l’impianto
fotovoltaico, sulla strada per
Ceresole. E poi la birra al
miele, i formaggi, il miele urbano che Antonio Barletta,
leader del progetto Urbees,
porterà quest’anno da Torino. Per destreggiarsi fra novità e curiosità, guida d’eccellenza Tonino Strumia,
grande appassionato di mie-

Un’immagine del Roero, dove questo weekend si svolge Amél’amel

SILVIA MURATORE

Lungo le vie del miele
si scopre
il fascino del Roero
Sabato e domenica a Sommariva Bosco
una dolce kermesse in quest’angolo di Piemonte

RosaRegale
XII edizione di
Regalmente
Rosa
domenica 18
maggio al
Castello di
Govone, Info:
www.comune
.govone.cn.it

sui bric. E’ la prima Strada del
Miele d’Italia e non a caso è nata qui, in un territorio che ha
una lunga tradizione di apicoltura e conserva i ciabot, edifici
rustici diventati nell’800 ca’
d’avie, case delle api, con i fori
d’ingresso nelle pareti (le porticine delle api) e dentro un armadio a muro diviso in scomparti per i favi. I ciabot più interessanti sono attorno a Montà, dove ha sede l’Ecomuseo
delle Rocche, museo a cielo
aperto fatto di paesini arroccati, paesaggi fascinosi e vecchi castelli. Qualcuno racconta
la vita e tradizioni contadine,
come il Castello medievale di

Cisterna con il Museo di arti e
mestieri di un tempo o Magliano Alfieri con il curioso Museo
dei soffitti di gesso. E poi il Castello Malabaila a Canale (dove c’è pure l’Enoteca del Roero
con il ristorante stellato di Davide Palluda), i castelli di Montà e Monteu, due «città del
miele» e di produttori famosi
come Cauda e Brezzo, Sommariva Perno, rifugio di Vittorio Emanuele e della Bela Rosin, Monticello, con il giardino
a chiocciola disegnato dal paesaggista di corte Xavier Kurten…Gran finale a Govone, dove il Roero delle Rocche si dissolve nel Monferrato, con il Ca-

stello Reale, capolavoro barocco di Guarini e Benedetto Alfieri. Attorno sono rifiorite le
rose antiche di Carlo Felice, e
domenica prossima castello e
parco sono lo scenario di RegalmenteRosa, un invito a corte con personaggi in costume
d’epoca, musiche, degustazioni. Pranzo nel parco o alle Scuderie del Castello, nel ristorante gastronomico di Bruno Cingolani, resident chef il giovanissimo talentuoso Andrea Di
Gioia che usa il miele anche
nell’impasto di pane, focacce e
grissini. Aggiungeteci un po’ di
vino (Arneis, ma anche rossi
doc) e voilà, il Roero è servito.

iglio e nipote di panettieri attivi dal 1923 in
questo stesso edificio,
una villetta a Bra (Cn), su
viale Madonna dei Fiori 44
(tel. 0172-412566), Gianfranco Fagnola ha approfondito
gli insegnamenti ricevuti in
famiglia con ricerche dettate da autentica passione e
voglia di imparare sempre
cose nuove. Lievito madre e
farine macinate a pietra (di
frumento, grano duro, farro,
segale, kamut...) sono gli ingredienti dei suoi prodotti,
tra cui biove, micche e il pane di Bra, di grande pezzatura, ovoidale, con pasta morbida e crosta dorata. Molto
accurata anche la lavorazione dei grissini stirati a mano,
ricca la varietà della pasticceria secca e fresca che viene elaborata insieme a Emanuela Isoardi, compagna di
vita e di lavoro.
Angelo Surrusca

Osterie d’Italia

U

n piccolo edificio di
origine settecentesca ospita l’osteria di
Adele Dallorto. Le porzioni
sono abbondanti, il rapporto tra prezzo (fisso) e qualità è sorprendente. Si comincia con lardo, salsiccia
di Verduno, vitello tonnato,
carne cruda battuta al coltello, peperone arrosto con
bagna caoda o salsa al basilico. Specialità fra i primi
l’agnolot busiard, antica ricetta a base di riso e maltagliati; o tajarin o agnolotti
dal plin. Seguono il coniglio
all’Arneis, lo stracotto al
Barbera, la finanziera, il tomin al forno con l’uovo. Si
chiude con la coppa seirass,
a base di panna, ricotta, uva
sultanina e scaglie di cioccolato. Piccola selezione di
vini piemontesi Prezzi: 22
euro vini esclusi.
Osteria dei Sala
Via Cavour 97, Pocapaglia (Cn)
Tel. 333-6310911

.

22

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

Petrolio
dollaro/barile

-0,34%
-0,43%

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3707

FTSE(Londra)

R Oro

102,37

ECONOMIA
FINANZA

-0,61%
-0,72%
invariata
+0,08%

S

euro/grammo

31,50

&

DUE FILONI D’INCHIESTA A CARICO DI QUINDICI PERSONE IN TOTALE, C’È ANCHE L’AD MASSIAH

Terremoto a Ubi Banca
Indagati Bazoli e Pesenti
Perilbanchiereipotesidiostacoloallavigilanza,perl’industrialeditruffa
FRANCESCO SPINI
INVIATO A BERGAMO

C’è anche il nome di Giovanni
Bazoli tra i 15 indagati nell’ambito della doppia inchiesta che sta investendo Ubi
Banca. A muovere - ordinando una serie di perquisizioni a
tappeto - è la Procura di Bergamo che indaga su due distinti filoni. Per Bazoli, e per i
vertici di Ubi (il presidente
del consiglio di sorveglianza,
Andrea Moltrasio, il vice Mario Cera, il presidente del consiglio di gestione, Franco Polotti, l’ad Victor Massiah) il reato ipotizzato è quello di ostacolo all’attività di vigilanza.
Bazoli è coinvolto in quanto
presidente dell’«Associazione Banca Lombarda e Piemontese», così come Emilio
Zanetti - storico presidente
della Popolare di Bergamo e
poi di Bpu -, perché individuato come dominus dell’associazione «Amici di Ubi
Banca». Le due associazioni
di soci derivano dalle banche
di provenienza pre-fusione.
E, secondo gli inquirenti mossi da un esposto dei consiglieri di sorveglianza
Agliardi, Cividini, Gallarati,
Resti e Zucchi - avrebbero
stretto un patto non dichiara-

I numeri di Ubi Banca
Anno di nascita
il 1˚ aprile 2007
dalla fusione
di Bpu (Banche
Popolari Unite)
e Banca Lombarda
e Piemontese
Sportelli
oltre 1.700,
di cui circa 800
in Lombardia
ed oltre 200
in Piemonte

Quota
di mercato
in Italia
oltre il 5%
Quotazione
Indice Ftse/Mib
della Borsa
di Milano

Utile netto
nel 2013
250,8 milioni
di euro
Asset totali
124,2 miliardi
Dipendenti
oltre 18.000

Clienti
commerciali
circa 3,8 milioni

to per predeterminare i vertici
di Ubi. Il legale di Bazoli sottolinea invece che «gli accordi
che hanno dato vita a Ubi» così
«come tutti i successivi sono
stati recepiti negli statuti e in
atti ufficiali debitamente comunicati». E sottolinea «con
assoluta chiarezza» che le altre ipotesi di reato oggetto delle indagini «non riguardano in
nessun modo» Bazoli.
Infatti l’altro capitolo di indagine aperto dal pm Fabio Pelosi
è di tutt’altro tenore. Riguarda
l’attività di Ubi Leasing e di Ubi
Factor, su cui l’ex deputato Pdl
Giorgio Jannone e l’associazio-

- LA STAMPA

ne di consumatori Adusbef, guidata da Elio Lannutti, avevano
presentato esposti a Milano e
Bergamo. Al centro dell’indagine ci sono acquisti «a sconto» di
beni in leasing ritirati al primo
salto di rata del cliente. Truffa e
riciclaggio, le ipotesi a carico
dei nove indagati. Il nome di
spicco è quello di Giampiero Pesenti, presidente di Italcementi
(ma la società non è coinvolta),
implicato per l’acquisto di
un’imbarcazione a prezzo di favore. Ma Pesenti confida, riportano fonti a lui vicine, che «nel
corso dell’indagine emerga la
totale congruità e correttezza

della transazione». C’è il caso di
un aereo un tempo in uso alla
società di Lele Mora, molti altri
riguardano automobili di lusso.
Sotto la lente della magistratura finiscono così i vertici (sostituiti a inizio 2013) di Ubi Leasing: l’ex ad Gianpiero Bertoli e
altri manager come Alessandro
Maggi e Guido Cominotti. E poi
ci sono vari intermediari: da
Italo e Silvia Lucchini a Michele
Di Leo, amministratore unico di
Cm Aircraft, Marco Diana, consigliere delegato della Marina
di Verbella, fino ad Alessandro
Miele, titolare di uno studio navale. Tutti indagati. Le perquisizioni - una ventina in tutto condotte da oltre cento militari
del nucleo valutario della Guardia di Finanza, sono state condotte tra Bergamo, Brescia, Milano (lo studio di Bazoli a Intesa), Livorno e Roma. Ubi Banca
(-1,8% in Borsa) offre piena collaborazione agli inquirenti.
Quanto ai fatti «il gruppo ha già
fornito a suo tempo varie risposte e chiarimenti ai competenti
organi di vigilanza e non vi sono
ad oggi novità o aggiornamenti
ulteriori da fornire». Una «non
storia», la definisce l’ad Massiah, il quale si dice «fiducioso
che le nostre ragioni verranno
capite e tutto si sistemerà».

La sede di Ubi Banca a Brescia

58,1

12,6

milioni

miliardi

L’utile netto fatto registrare
da Ubi nel primo trimestre
del 2014: è più che
raddoppiato rispetto
al 2013

Lo stock dei crediti
deteriorati lordi ha avuto
un lieve miglioramento:
è infatti sceso
di 15 milioni

Un patto occulto per i vertici
e la gestione allegra dei leasing
nel mirino dei magistrati
La lettera del patron di Italcementi per lo yacht da 32 metri

il caso
GIANLUCA PAOLUCCI

D

ue filoni d’inchiesta
al momento distinti
ma, spiegano gli inquirenti, non è escluso che
possano intrecciarsi.
In effetti, le sovrapposizioni nell’inchiesta che sta
scuotendo la quinta banca
italiana sono molte e partono da lontano. Il filone relativo al patto occulto ipotizza il reato di ostacolo alla
vigilanza - punito con pene
tra quattro e otto anni - a
carico di una serie di amministratori del gruppo
bancario. In questo filone è

indagato Giovanni Bazoli, terminazione delle nomine
presidente del consiglio di secondo criteri di pariteticisorveglianza di Intesa tà e alternanza» tra i rappreSanpaolo, nella sua veste di sentanti degli Amici di Ubi e
presidente dell’Associazione quelli di Banca Lombarda. Di
Banca Lombarda-Piemonte- fatto, il comitato nomine del
se, un raggruppamento di Consiglio di sorveglianza, sesoci di Ubi.
condo gli inquiI fatti sono
L’ACCORDO renti - l’inchierelativi alla fuè condotta
Nomine spartite sta
sione, nel 2006,
dal nucleo di potra i soci all’oscuro lizia valutaria
tra Bpu e Banca Lombarda di Consob e Bankitalia della Guardia di
Piemontese.
finanza guidata
Secondo la rigenerale
BENI DI LUSSO dal
costruzione,
Giuseppe
BottilL’aereo di Lele Mora lo -, si sarebbe
l’accordo con il
costato 1,8 milioni impegnato a inquale venne decisa la forma- Venduto per 60 mila euro dicare nella lizione dei consista solo i nomi
gli al momento della fusione indicati dalle due associaziotra i rappresentanti delle due ni. Questo sarebbe contrario
associazioni di soci sarebbe all’articolo 49 dello statuto di
poi stato sempre rispettato Ubi, secondo cui il comitato
nei rinnovi successivi, con nomine deve decidere «senza
«un meccanismo di prede- riferimenti o richiami ad ac-

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

.

23

mestico ottiene la decontribuzione dei contratti di solidarietà, sostegno per l’innovazione, maggiore flessibilità e
aumenti della produzione. Il ministro dello Sviluppo Federica Guidi parla di un «accordo straordinario e di un modello da replicare» . Primi spiragli, intanto, da Ideal Standard, che martedì ha lasciato il tavolo con i sindacati: «Restiamo disponibili ad un dialogo solo se rimane aperto, costruttivo e nei toni rispettoso di tutte le parti coinvolti», fa
sapere il gruppo che ha dato il via alla mobilità per gli addetti dello stabilimento di Orcenico (Pordenone).

Electrolux, salvi stipendi e posti di lavoro
Nove mesi di trattative, oltre 150 ore di sciopero ma alla
fine c’è un accordo per il futuro di Electrolux in Italia. Oggi
a palazzo Chigi sarà ufficializzata l’intesa con cui l’azienda
si impegna a mantenere aperti tutti e quattro gli stabilimenti di Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Solaro
(Milano) e Forlì, a non licenziare e a investire nel Paese 150
milionidieuro.Incambioilcolossosvedesedell’elettrodoANSA

Quel salotto buono
tra Brescia e Bergamo

Retroscena
FRANCESCO MANACORDA
MILANO

arà pure un termine
trito, ma mai come
questa volta l’ingresso dei magistrati e quello - tutt’altro
che metaforico - delle Fiamme Gialle, scuote i «salotti
buoni», o quel che ne resta,
della finanza italiana. Sotto
indagine, seppure per ipotesi
di reato diversissime tra di loro, ci sono infatti due nomi
che dominano o hanno dominato per decenni lo stretto sistema di relazioni del capitalismo italiano di Nord-Est come Giovanni Bazoli e Giampiero Pesenti; due esponenti
della finanza cosiddetta «cattolica» e però con solidi agganci - è il caso dello stesso
Pesenti - con la cattedrale
«laica» di Mediobanca e relativo pacchetto di partecipazioni; in fondo anche espressione di due realtà geografiche vicine ma assai distanti
come la Brescia del banchiere
e la Bergamo del cementiere,
che proprio dalla loro unione
hanno fatto nascere sette anni fa Ubi Banca.
E forse proprio qui, nel tormentato asse Bergamo-Brescia, ancora più che in un’ipotetica lotta di potere tra centrodestra e centrosinistra
bancario, va cercata la radice
delle indagini che oggi toccano con ipotesi per loro infamanti - il patto occulto e l’ostacolo all’attività di vigilanza
Bazoli, addirittura la truffa
Pesenti - i due nomi più noti
della vicenda. Due nomi che,

S

FOTOGRAMMA

-1,8
per cento
Il titolo in Borsa ieri ha
limitato i danni, chiudendo
a 6,2 euro dopo aver
toccato un minimo
a quota 6,1

La Beata of Southampton, un Akhir 108 del 2008

cordi, strutture o soggetti
esterni alla Società». Non comunicando in maniera surrettizia certi accordi alla
Consob, di fatto fanno riferimento a patti esterni. Accordi non comunicati a Bankitalia e Consob, facendo così
scattare l’accusa di ostacolo
alla vigilanza.
Il secondo filone riguarda
la gestione di Ubi Leasing.
Fatti già oggetto di accertamenti e sanzioni da parte di
Bankitalia che verterebbero
sui passaggi di proprietà di
alcuni beni di lusso. Un «sistema» che prevedeva
l’escussione del bene in leasing alla prima difficoltà del
cliente e la successiva vendi-

Dopo la fusione decisa nel 2006 uno strascico di polemiche
Il legale del Professore: tutti gli accordi sempre comunicati

ANSA

Giovanni Bazoli

non a caso respingono sdegnati
le accuse. Del resto per un banchiere di primissimo piano come il presidente del consiglio di
sorveglianza di Intesa-Sanpaolo la sola ombra del sospetto rischia di diventare un peso grave, anche se ieri nell’ambiente
degli azionisti della banca si registrava una silente solidarietà
e attestazioni di immutata fiducia nel presidente. E lo stesso
vale, ovviamente, per un industriale come Pesenti.
Per Bazoli, Ubi Banca è stata
un’operazione Ambrosiano 2.0
in salsa bresciano bergamasca.
Così come il colosso IntesaSanpaolo è cresciuto nel corso
dei decenni attraverso aggregazioni successive, anche il
gruppo bancario della ricchissima provincia lombarda è diventato il quarto protagonista
del mondo creditizio italiano
tramite un innesto artificiale
tra le due anime distanti locali,
distanti poche decine di chilometri ma da sempre divise da
una certa rivalità campanilistica. Un innesto al quale, nel
2006, proprio i soci bresciani
della Banca Lombarda e Piemontese - con Bazoli come vicepresidente e azionista - pagarono pegno accettando di essere incorporati nella bergamasca Bpu e soprattutto di mutare natura sociale trasformandosi da una Spa a una Banca
Popolare, con tutti i vincoli al
diritto di voto che questo comportava.
Se da un lato la fusione ha
mostrato la sua forza nel corso
degli anni, dall’altro ancora
adesso si trascina dietro una
coda velenosa di polemiche che
non riguarda solo l’ex deputato
del Pdl Giorgio Jannone - da
tempo in guerra con i vertici
della banca e sempre sconfitto
nella lotta per il potere - ma anche un nucleo storico di soci
bergamaschi legati all’avvocato
Andrea Resti, che nel 2013 ave-

va presentato un esposto alla
magistratura che potrebbe
aver contribuito alle indagini
odierne. Certo è che l’intreccio
di poteri e parentele della ristretta classe dirigente bergamasca e bresciana, ha suscitato
più di una polemica. Ad esempio per i ruoli multipli ricoperti
dalla figlia di Bazoli, Francesca, e da suo marito Gregorio
Gitti - entrambi avvocati di grido - in società legate in vario
modo ad Ubi Banca, prima e
dopo quel 2012 in cui lo stesso
Bazoli era uscito dal consiglio
di sorveglianza della capogruppo. Allo stesso modo anche
Emilio Zanetti, lo storicissimo ha regnato per 29 anni - presidente della Banca Popolare di
Bergamo e della stessa Ubi, ha
il figlio Mattia tra i consiglieri
dell’istituto.
Quel principio dell’alternanza alla guida di Ubi che si è finora realizzato e che secondo le
ipotesi degli inquirenti rappresenterebbe il «patto occulto»
tra l’associazione di soci bergamasca e quella bresciana, non è
però - secondo Bazoli - frutto di
nessun accordo segreto. Tutti
gli accordi che hanno dato vita
a Ubi - ha fatto scrivere ieri il
Professore al suo legale - «così
come tutti i successivi, sono
stati recepiti negli statuti e in
atti ufficiali debitamente comunicati». E chi gli è vicino ricorda che l’Associazione Banca
Lombarda e Piemontese - quella che secondo gli inquirenti
avrebbe un accordo con gli
Amici di Ubi Banca - ha solo
300 associati rispetto a una lista di maggioranza che di voti
all’ultima assemblea ne ha avuti ben oltre seimila. Insomma,
come sarebbe possibile influenzare in modo occulto il voto di
una Popolare - è la tesi difensiva - in cui peraltro si vota con il
metodo «capitario», ossia con
lo stesso peso che si abbiano
venti azioni o ventimila?

Il Cessna Citation 500 da 9 posti appartenuto a Lele Mora

ta a prezzi di favore a persone «amiche». È questo il filone che inguaia il patron di
Italcementi, Giampiero Pesenti.
Secondo la ricostruzione,
nel 2008 l’imprenditore toscano Massimo Crespi acquista con un leasing di Ubi
la «Beata of Southempton»,
uno yacht di oltre 32 metri
costruito dai Cantieri di Pisa. Valore: oltre 10 milioni di
euro. Quando Crespi va in
difficoltà, lo yacht viene «ritirato da Ubi e messo in vendita. A questo punto si fa
avanti Pesenti, che scrive a
Emilio Zanetti - all’allora
presidente di Ubi Banca,
nonché consigliere di Italce-

menti - per suggerire l’intermediazione di un suo conoscente, Alessandro Miele a
cui fa capo una società di
brookeraggio. La lettera sarebbe poi stata girata al presidente di Ubi Leasing Renato Guerini (e vicepresidente
Italcementi). La barca sarebbe stata affidata per la vendita alla società che fa capo alla
moglie di Miele, la Gloryacht,
che l’avrebbe venduta ad una
società di cui Miele è amministratore unico: la Porto
Mediceo. Prezzo: 3,5 milioni.
Malgrado stime superiori e
senza tener conto di altre offerte che sarebbero arrivate.
Dalla Porto Mediceo la società finisce alla Tuscany

Charter, società che fa capo a
Silvia Lucchini, figlia del
commercialista bergamasco
Italo Lucchini a sua volta ex
consigliere di Ubi e consigliere di Italcementi. Da qui, con
un ulteriore passaggio di
proprietà, la Beata diventa
proprietà di una società di
Nicosia, la Vassiliko Cement,
partecipata da Italcementi.
Una storia analoga è quella del Cessna Citation 500
dato in leasing alla Lm Management di Lele Mora. Costato 1,8 milioni di dollari, viene
ritirato da Ubi e venduto poi
a 60 mila euro ad una società
del Delaware. Chi ci sia dietro, è quanto stanno cercando di appurare i pm.

Ministero della Giustizia
DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE
CENTRO PER LA GIUSTIZIA PER LA CAMPANIA - NAPOLI
AVVISO DI GARA
E’ indetta procedura aperta per l’affidamento del servizio di fornitura e confezionamento vitto per i minori ristretti
presso gli Istituti Penali per i Minorenni (I.P.M) di Airola (Bn), di Nisida (Na) e per il personale di Polizia Penitenziaria
e del Comparto ministeri dei predetti Istituti e del personale della Comunità per minori con annesso S.D.P. di Nisida
(Na), ed il servizio di fornitura e confezionamento vitto con modalità di asporto per i minori ristretti presso il Centro
di Prima Accoglienza di Napoli e Comunità per minori con annesso S.D.P. di Nisida (Na) e di S. Maria C.V. (Ce). Importo complessivo stimato (periodo 01.07.2014 - 31.12.2014) di € 326.697,00= I.V.A. esclusa - oltre € 6.533,94=
per oneri relativi alla sicurezza, non soggetti a ribasso di gara. Aggiudicazione in unico lotto. Il bando integrale di
gara è accessibile su www.giustiziaminorile.it, pubblicato su GUCE n. S64 del 01.04.2014 ed in estratto sulla GURI
V^ Serie n. 46 del 23.04.2014. Eventuali informazioni e chiarimenti circa l’oggetto della gara, la procedura di partecipazione e la documentazione da produrre potranno essere richiesti per iscritto via fax al n. 0817448263 o per
posta elettronica: cgm.napoli.dgm@giustizia.it.
IL DIRIGENTE CENTRO GIUSTIZIA MINORILE PER LA CAMPANIA - Giuseppe Centomani

Questi
e molti altri avvisi
li puoi trovare
anche su internet
Consulta i siti

www.legaleentieaste.it
www.lastampa.it

Direzione Acquisti
Servizi e Forniture Infrastruttura
AVVISO DI GARA
RFI S.p.A. informa che ha indetto una gara a
Procedura Negoziata relativa alla cessione
di rifiuti costituiti da rottami di rame
elettrolitico nudo e rottami di rame argento
fuori uso derivante dall’attività di rinnovo
dell’infrastruttura ferroviaria di RFI S.p.A.. Il
testo integrale del bando è visionabile sul sito
www.gare.rfi.it canale Bandi e Avvisi - Materiali
Infrastruttura. Il termine di presentazione delle
domande di partecipazione è il 6 giugno 2014
ore 12:00. Per chiarimenti e-mail: acquisti@rfi.it.
Il Responsabile
Massimo Serufilli

.

24 .Economia

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Panorama

Banca Imi, utili in crescita del 24%

IL GOVERNO SMENTISCE I 2600 ESUBERI: «IL PIANO DI DEL TORCHIO DICE ALTRO»

Alitalia, oggi la risposta
degli azionisti a Etihad

Intesa,alpostodiMicheli
Lodesanidirettoreoperativo Verso la cancellazione di un terzo del debito. Lupi: “Il tempo è scaduto”
ambio ai vertici lampo.
Ieri Intesa Sanpaolo ha
reso noto che Eliano
Omar Lodesani sarà dal 1° giugno il nuovo direttore operativo (chief operating officer).
Lodesani prende il posto del
manager Francesco Micheli,
68 anni, che si è dimesso martedì in coerenza con l’accordo
che prevede l’uscita di circa
170 dirigenti, sulla base del Francesco Micheli
raggiungimento di determinati limiti di età. Lodesani, da molti anni in Intesa, è stato responsabile direzione regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino
Alto Adige e direttore generale di Cassa di Risparmio del Veneto.
Ieri intanto Imi, banca d’investimento di Intesa, ha chiuso il
primo trimestre con un utile di 181 milioni (+24,5%) e margine di
intermediazione a 426 milioni (+14,3%). Si tratta di «risultati di
assoluto rilievo», commenta Gaetano Micciché, ad di Imi e dg di
Intesa. Bene soprattutto i risultati nel mercato obbligazionario,
dove Imi si è confermata come leader in Italia per numero di ope[L. FOR.]
razioni e controvalore (2,9 miliardi di euro).

C

LUIGI GRASSIA

gli operai degli stabilimenti Fiat e Cnh piace la nuova fabbrica, al punto che il 69% la consiglierebbe come un buon
posto in cui lavorare. Una percentuale che sale al 92% nelle fabbriche di Pomigliano e Cassino. È quanto risulta da una ricerca effettuata dalla Fim-Cisl con il Politecnico di Milano e Torino, per analizzare i cambiamenti e le condizioni di lavoro otto
anni dopo l’introduzione del World Class Manufacturing (Wcm),
sistema basato su metodi molto rigorosi, un uso mirato delle tecnologie e un forte coinvolgimento dei lavoratori.
Sono stati coinvolti oltre 5 mila lavoratori di 30 fabbriche di
Fiat e Cnh Industrial. Si tratta della prima inchiesta operaia di
massa - sottolinea la Fim - sugli effetti delle innovazioni tecnologiche e organizzative nelle fabbriche più moderne presenti in Europa. La nuova organizzazione del lavoro - secondo l’indagine - ha
avuto effetti positivi su salute e sicurezza per il 64% dei lavoratori, sulla riduzione degli sprechi per il 55%, sul miglioramento della qualità del prodotto per il 56% (tutte le percentuali salgono al
90% a Cassino e Pomigliano). Resta qualche zona d’ombra: il 66%
delle tute blu ritiene invariato lo stress nei tempi di lavoro. [R.E.]

Oggi dovrebbe essere la giornata decisiva per il dossier
Alitalia: parte la lettera di risposta dei soci alle richieste
di Etihad. «Se non è già partita speriamo stia prendendo l’aereo» ha scherzato ieri
il ministro dei Trasporti
Maurizio Lupi. Che però ha
voglia di scherzare solo fino
a un certo punto, essendo
stufo di stare sulla graticola: il governo si augura che
le nozze fra l’Alitalia in crisi
e il ricchissimo vettore degli
Emirati arabi si facciano al
più presto.
«Il tempo delle risposte
dei soci dell’Alitalia ad
Etihad è ormai scaduto e
ognuno si deve assumere le
proprie responsabilità» ha
detto Lupi. «Non si può pensare di tirare all’infinito. Poi
la risposta passerà a
Etihad, che dovrà dire se le
risposte sono soddisfacenti». «Abbiamo chiesto di accelerare i tempi - ha aggiunto il ministro - perché ci preoccupa l’indeterminatezza,
che crea tensione e incertezza. Anche se l’amministratore delegato di Alitalia
Del Torchio ci ha detto che i
primi tre mesi dell’anno sono
in linea con il piano». Lupi ha
in mente delle scadenze ravvicinate: «Mi auguro che
questa settimana possa essere una buona settimana».
Al cuore della discussione
è il tema del debito, visto che
il futuro socio Etihad non
vuole farsi carico del pregresso. Il passivo ammonta a
un miliardo di euro, di cui
400 milioni in scadenza a
breve termine. La soluzione
individuata prevede che la

Comincia l’era Moretti

LE TRIMESTRALI DELLE SOCIETÀ DI PIAZZA AFFARI: SALINI, FATTURATO A 859 MILIONI

La ricerca della Fim-Cisl

GlioperaisullefabbricheFiat
“Orasonopiùsicureemoderne”

A

L’OPERAZIONE

Bsi, Generali
tratta in esclusiva
con Btg Pactual

LAPRESSE

Per Alitalia un’ennesima giornata decisiva

maggior parte (forse due terzi,
ma la cifra non è ancora stata
determinata) del debito da rinegoziare venga convertita e il
resto venga cancellato. Si sta
quindi studiando l’ipotesi di
un convertendo, per la trasfor-

Nell’ipotesi il resto
dell’indebitamento
sarebbe convertito
in azioni. Arabi al 49%
mazione del debito in azioni a
una determinata scadenza:
questa soluzione, secondo
quanto spiegano fonti vicine
alla trattativa, sarebbe stata
individuata per venire incontro alle esigenze delle banche.
E c’è sempre il problema
dei tagli del personale: circola
l’ipotesi di 2.600 esuberi, ma

Lupi non conferma. «Io rimango al piano di Del Torchio, che non aveva un numeretto ma un obiettivo di riduzione del costo del lavoro per
il quale c’erano diverse possibilità». Il ministro spera in
tempi brevi anche a questo riguardo: «Non dopo ma prima
delle elezioni spero che si possa attivare un tavolo con i sindacati, dopo aver ricevuto la
risposta di Etihad».
Ottimista sull’intesa con
Etihad è il comandante Giovanni Galiotto, presidente
dell’Anpac (il principale sindacato dei piloti) secondo cui
quest’alleanza con Etihad è
«la soluzione per rilanciare
Alitalia e rendere stabile l’occupazione anziché ricadere
ogni 2 o 3 anni nel pericolo di
nuove crisi, di nuovi tagli, di
nuovi licenziamenti».

Finmeccanica, tre miliardi I profitti di Terna sopra i 145 milioni
di dollari con gli Atr
Il gruppo Rcs dimezza le perdite
n Finmeccanica comincia l’era di Mauro Moretti (in arrivo
dalle Ferrovie) che oggi l’assemblea li incoronerà amministratore delegato. Moretti trova un gruppo aerospaziale appena uscito dalle bufere giudiziarie e che nel 2013 è tornato
all’utile (74 milioni) dopo due anni di rosso (peraltro l’ultimo
trimestre è negativo per 12 milioni). Fra i compiti che attendono
il nuovo amministratore delegato c’è la cessione delle controllate non strategiche: partita quella di Ansaldo Energia, Moretti
dovrà affrontare i dossier si AnsaldoBreda (treni) e Ansaldo
Sts (segnalazioni). Proprio ieri la società italo-francese Atr (aerei regionali), partecipata da Finmeccanica, ha fatto sapere di
aver ricevuto nei primi quattro mesi dell’anno ordini da più di
100 compagnie aeree per circa 3 miliardi di dollari. In particolare l’Atr-600 nel 2014 si sta aggiudicando l’80% degli ordini mondiali per aerei fino a 90 posti. Quanto alle Ferrovie, per sostituire Moretti c’è in pole position Michele Mario Elia, amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, ma è forte anche la
candidatura di Domenico Arcuri, ad di Invitalia.
[R.E.]

I

I ricavi di Brembo
in aumento del 20%
Pop. Sondrio in utile
per 42 milioni di euro
TORINO

Nell’energia è Terna, tra le
società di Piazza Affari, a
spiccare per i risultati del primo trimestre. Da gennaio a
marzo ha realizzato un utile
netto di 145,2 milioni, in cre-

Sulla vendita di Bsi ,
le Generali si avviano alla stretta finale. Il Leone
ha avviato trattative in
esclusiva con i brasiliani
di Banco Btg Pactual: il
loro interesse riguarda
l’intero capitale di Bsi.
Btg ha una capitalizzazione di mercato di circa
9,5 miliardi di euro e oltre 100 miliardi di franchi svizzeri di attivi in
gestione, che si confrontano con i circa 90 miliardi di Bsi, ex Banca
della Svizzera Italiana. I
brasiliani, dunque, prevalgono rispetto alle altre ipotesi in campo che
vedevano l’interesse, secondo indiscrezioni, di
un altro asset manager
elvetico come Julius Baer e di una società di private equity come Cinven,
alleata con l’Investindustrial di Bonomi. Bsi a fine 2013 è stata svalutata
di 217 milioni di euro, relativi al goodwill dell’acquisizione di Banca del
Gottardo. Se nel 2012
l’utile della banca elvetica controllata da Trieste
era stato pari a poco meno di 60 milioni, Bsi ha
chiuso il 2013 con una
perdita di 590 milioni di
euro, sotto il peso di elementi straordinari.

1

scita del 2,5% rispetto a un anno
fa. I ricavi a 478 milioni segnano
un aumento di 8,5 milioni di euro (+1,8%) legato principalmente alle attività non tradizionali.
Matteo Del Fante, designato a
sostituire Flavio Cattaneo nel
ruolo di amministratore delegato di Terna, ha promesso continuità sia nel core business che
nelle attività non tradizionali
dell’azienda. «È evidente per
me che la continuità è fondamentale», ha detto Del Fante.
Conti in calo, invece, per Iren:
nel primo trimestre i ricavi
scendono a 903 milioni (-18,3%)

e l’utile a 51,3 milioni accusa un
calo del 38%.
Nell’industria trimestre col
botto per Brembo che archivia
il bilancio con un utile netto di
35,9 milioni di euro (+74,3%). I
ricavi sono stati in crescita del
20,2% a 446,9 milioni di euro, un
margine operativo lordo a 69,1
milioni (+46,1%) e un ebit a 45,9
milioni (+75,6%). «Siamo molto
soddisfatti - commenta il presidente Alberto Bombassei - Riscontriamo un rinnovato fermento anche in quei mercati
europei, Italia compresa, dove
abbiamo sofferto di più nel re-

cente passato». Da Rcs, nell’editoria arrivano segnali incoraggianti. Il gruppo che edita il
Corriere della Sera dimezza le
perdite nel trimestre a 54 milioni, dai 107,1 milioni dello scorso
anno. I ricavi si flettono a 262,9
milioni (-7,8%) ma i ricavi digitali crescono del 3,8% a 35,3 milioni. L’ad di Rcs Pietro Scott
Jovane ha parlato di segnali positivi: «A maggio la pubblicità è
in crescita e per giugno è nella
direzione giusta».
Nel settore del credito Banca Popolare di Sondrio ha approvato il resoconto intermedio
di gestione consolidato al 31
marzo 2014, chiuso con un utile
netto record a 42 milioni. La
raccolta diretta segna 27.334
milioni, più 2,47% sul 31 dicembre 2013. Nelle costruzioni, i ricavi di Salini Impregilo nel
primo trimestre salgono a 859
milioni (+6,2%).
[R.E.]

.

Borsa .25

LA STAMPA

.

GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 14-05-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
Barclays giu17 Fix Fl.No
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei /19 Eu. St. B.
Bei 99/14 Cms Linked
Bei/15 EIBF
Bim Imi 99/24 Fixed Zero
CEDB to CMS 2025
Comit 98/28 Zc
Crediop /14 Fe Cms
Crediop /19 St Dw3
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Mz16 4.85
EM Mediob DC15 TV Eur
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
IMI ag19 TF Sprint BPost
IMI mar15 Tasso Misto
IMI Mz 17 Mc Eur
IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur
Intek ag17 TF Eur 8%
Interb /21 359 Cr
Med Lom /19 1 Sd

LUIGI
GRASSIA
IL MIGLIORE

+5,96%

Brembo

IL PEGGIORE

-12,61%

Mediacontech

1,421

27,6
Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

PREZZO

Mer

FRENANO MEDIASET E RCS
BANCHE GIÙ, BENE FIAT E TELECOM

P

iazza Affari chiude in calo una seduta privi di spunti
particolari, con il Ftse Mib che segna un -0,34% e l’All
Share -0,43%. Pesante Mediaset (-6,58%) all’indomani
dei conti. Chiusura pressoché invariata per lo spread tra Btp
decennali e omologhi tedeschi, che segna 154 punti a fine
seduta, mentre il rendimento durante la giornata ha abbassato al 2,90% il minimo dall’introduzione dell’euro.
Fra i bancari, guidano i ribassi Banco popolare (-3,31%)
dopo i conti, Mediobanca (-3,17%) ed Mps (-2,42%). Giù anche Ubi (-1,80%) dopo l’inchiesta della Procura di Bergamo
in cui sono indagati Giovanni Bazoli e Giampiero Pesenti,
presidente di Italcementi (-3,19%).
Nell’energia, Enel -0,53%, Eni chiude invariata +0,05%,
stesso risultato per Terna. Saipem perde l’1,27%.
Tra gli industriali, rimbalza Fiat (+2,07%), Finmeccanica
lucra uno 0,25% e Pirelli perde lo 0,17%. Telecom Italia segna
+2,79%. Fuori dal Ftse Mib, scivola dopo i conti Rcs (-5,46%).

109.69
100.63
97.02
99.43
106.38
123.09
154.63
102.60
154.25
97.48
60.02
100.72
140.73
121.20
98.90
101.53
102.91
102.37
100.35
100.49
104.55
108.68
112.95
103.73
100.85
112.83
104.31
100.03
104.25
99.61
124.64
107.63
114.50
95.84

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio lug16 TF 4.45%
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 Eur 3
Medio Nv14 TV Eur
Medio ot23 MB25 TM Cap F
Medio ot23 MB25 TM Cap F
Medio/14 Rend TP
Medio/15 Plus BP II
Mediob /19 St Down
Mediobanca nov21 Sintesi
Mediocr C/28 Zc
Mittel lg19 Tf Call eur
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 04-19 5.5%
Rbs 10-19 6%
Rbs 11-14 MC
RBS gen17 TM BcoPosta
Rbs LG25 Rf Eur
RBS mar 15 Fisso Variab.
Rbs mg22 Mc Eur
RBS MZ18 Mc Eur
RBS MZ20 Tsf
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS 2035
Rep Ellenica /19 Tf
SG mg16 MC Eur
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

113.68
93.86
106.98
105.80
110.27
100.07
108.78
101.04
99.95
103.95
103.95
100.24
110.75
97.58
104.88
60.10
107.74
109.82
104.76
129.79
116.86
98.12
101.24
99.79
129.53
99.56
138.63
103.44
98.58
99.60
102.87
103.12
103.21
105.27

EURIBOR
14-05-2014

VAR.%

21184,60
22543,48
28835,76
17818,44
18588,33
19869,85
3210,42

-0,34
-0,43
-1,16
-0,96
-0,70
-1,74
-0,04

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2320
0,2630
0,2950
0,3280
0,4210
0,5070
0,5960

Il Mercato Azionario del 14-05-2014

0,2352
0,2666
0,2991
0,3325
0,4268
0,5140
0,6042

TITOLI

PREZZO

Ubi ge17 Step Up Eur 1.5
UBI giu14 Tasso Misto
UBI giu15 Tasso Misto
UBI giu18 TF Sub Lowtier
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI lug14 Tasso Misto
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI nov17 Eur 4.3
UBI nv18 Mc Eur
UBI ott19 Lower Tier II
UBI ott19 Lower Tier II

103.45
99.96
99.74
104.62
99.70
104.45
99.85
99.70
99.01
102.80
99.35
108.33
112.03

TITOLI DI STATO
BoT 13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
14-14/05/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.83%

99.99
99.97
99.96
99.93
99.91
99.90
99.88
99.86
99.83
99.81
99.78
99.77
99.72
99.65
99.60
101.49
99.55
99.47
99.39
100.10
99.66
100.01
100.65
99.94
103.25
99.75
105.41
100.44
100.88
103.94
101.37

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

21020
20910
20750
20890

20900
20830
20755
20790

20790
20735
20750
20890

21035
20955
20750
20890

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty

210,760 - 238,890
213,860 - 245,370
213,860 - 245,370
170,340 - 195,270
169,080 - 194,290
167,570 - 190,310
167,510 - 188,970
167,510 - 188,970
210,720 - 239,170
494,880 - 536,130
499,940 - 551,780
959,550 - 1089,050

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3719
1 0,7289
Yen giapponese
139,6500
100 0,7161
Sterlina inglese
0,8177
1 1,2229
Franco Svizzero
1,2199
1 0,8197
Corona ceca
27,430
100
3,646
Corona danese
7,465
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,117
10
1,232
Corona svedese
8,999
10
1,111
Dollaro australiano
1,460
1
0,685
Dollaro canadese
1,496
1
0,669
Dollaro Hong Kong
10,635
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,583
1
0,632
Dollaro Singapore
1,714
1
0,583
Fiorino ungherese
304,300
100
0,329
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2253,013
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,852
1
0,351

-0,12
0,43
-0,46
0,02
-0,09
-0,01

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

0,921
0,837
9,770
1,052
1,208
13,360
0,041
0,001
0,621
3,612
0,593
4,210
0,082
0,005
11,750
19,310
6,405
16,150
19,810

+0,49
-2,16
-0,10
+0,10
-3,82
-0,15
-0,72
-11,11
0,00
+1,75
-1,25
-0,05
0,00
-2,04
-0,93
-0,21
-1,46
+1,19
-2,84

0,921
0,844
9,721
1,051
1,224
13,361
0,041
0,001
0,622
3,574
0,586
4,186
0,082
0,005
11,746
19,332
6,355
16,025
19,925

B Banca Generali
Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

21,480
12,570
2,320
2,752
0,539
1,730
3,470
0,593
1,794

-5,12
-3,31
-1,61
-3,44
+3,06
-1,70
+0,46
-2,87
0,00
0,00
-3,80
-0,74
-0,60
+0,41
+0,38
+3,38
-2,37
-3,23
-0,19
-2,58
-0,89
0,00
-0,34
-1,71
0,00
-1,66
-2,98
-1,58
-1,63

21,955 0,900
12,597
nr
2,323
nr
2,958
nr
0,540
nr
1,805
nr
3,513
nr
0,605
nr
1,796
nr
nr
0,390 0,003
3,040 0,021
2,701 0,036
7,334 0,149
10,533 0,300
0,607
nr
0,463
nr
0,654 0,022
2,163
nr
0,644
nr
0,385
nr
20,372
nr
29,798 0,040
0,859
nr
1,152
nr
0,112
nr
20,576 0,080
12,547 0,050
7,244 0,104

0,388
2,958
2,664
7,320
10,540
0,627
0,462
0,630
2,120
0,642
0,390
21,000
29,650
0,860
1,145
0,113
20,180
12,480
7,255

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,040
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
0,200
0,550

0,910
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
4,032
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,857

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,483
7,666
17,266
26,399

35725
124
14205256 2644
77063 2070
26022
38
43893
94
2385
121
2781812
42
1120200
0
0
11
39033
156
62181
54
392730 1255
0
4
26904450
8
86452 1034
3141848 15964
6097477 1617
846
70
2060786 2854

21,435 25,136 526150
9,111 15,631 5790516
2,125 2,511
53646
0,813 3,718 283264
0,396 0,678 12682614
1,041 2,273
39608
3,128 3,675
28361
0,388 0,674 86955564
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,380
20,372
28,169
0,839
0,931
0,078
19,134
12,547
6,729

0,479
3,395
3,135
7,334
11,914
0,647
0,619
0,665
2,241
0,845
0,452
21,448
38,858
0,933
1,195
0,147
26,230
15,134
7,987

2564474
116699
11582
11453
7032
2806509
147939
19570118
15878
48996
32027
0
4181
12502
0
1758265
108359
694097
150307

2534
2222
142
53
1174
5
549
1954
53
0
264
356
36
86379
70
82
93
1254
20
48
14
88
168
33
1
89
1399
2075
295

C Caleffi
1,500 -0,53 1,504
nr 1,412 1,674
5552
19
Caltagirone
2,712 -3,14 2,730 0,030 2,009 2,996
8989
328
Caltagirone Ed.
1,260 +0,80 1,250
nr 1,054 1,359
9211
156
Campari
6,075 +1,76 6,062 0,070 5,738 6,306 2021824 3521
Cape Live
0,073 -1,89 0,072
nr 0,056 0,083 540964
23
Carraro
2,870 -2,38 2,891
nr 2,891 3,385
29695
133
Cattolica As
17,570 -0,57 17,516 0,800 17,516 19,715
26637
947
Cell Therap
2,012 -0,79 2,006
nr 1,443 3,101 774294
300
Ceram. Ricchetti
0,283 -4,71 0,279
nr 0,184 0,389 882575
23
CHL
0,050 -1,37 0,050
nr 0,044 0,059 1450908
11
CIA
0,284 -0,04 0,279
nr 0,252 0,311
2100
26
Ciccolella
0,345 -0,20 0,341
nr 0,300 0,419
89
62
Cir
1,026 -2,84 1,029
nr 1,029 1,214 1283844
817
Class Editori
0,316 -3,90 0,324
nr 0,209 0,429 464047
34
CNH Industrial
7,820 +0,26 7,785 0,200 7,577 8,793 2531665 10534
Cofide
0,506 -2,88 0,510
nr 0,510 0,569 486180
367
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,568 +1,43 0,564 0,060 0,559 0,655
24790
26
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 17,600 -5,02 17,738 0,550 14,552 22,149
15780 1095
Cred. Emiliano
6,495 +0,54 6,368 0,120 5,708 7,670 302037 2117
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,385 0,00 0,370
nr 0,159 0,686
0
0
Cred. Valtellinese
1,585 +0,32 1,579
nr 1,135 1,772 1794721
759
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,800 +1,29 1,808 0,050 1,324 1,844 163514
60
D D'Amico 16 warr
Danieli

0,108 0,00 0,105
nr 0,099 0,128
23,900 -1,65 23,952 0,300 23,244 26,687

0
62786

0
979

AZIONI

Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

16,200
15,890
1,415
29,600
4,106

E Edison r

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

-0,43 16,041 0,321 16,041 17,992
-0,87 15,792 0,400 11,869 16,933
-0,77 1,410
nr 1,200 1,547
-0,94 29,880 0,500 29,014 35,923
+1,13 4,060
nr 3,870 4,488

Quantità
trattate Capitalizz.

243770
218260
89607
104784
5614

648
2361
211
1672
6

0,949
EEMS
0,409
Enel
4,164
Enel Green Pw
2,116
Enervit
4,430
Eni
18,850
Erg
12,360
Ergy Capital
0,145
Ergy Capital 16 warr 0,024
Eukedos
0,813
Exor
31,150

-0,63 0,958 0,050 0,953 1,051 754386
106
-0,46 0,406
nr 0,308 0,539 135087
18
-0,53 4,157 0,150 3,151 4,224 28607454 39086
-0,56 2,118 0,026 1,835 2,154 5888403 10588
+3,02 4,264 0,045 3,147 5,848
10007
76
+0,05 18,895 0,550 16,301 19,010 46549546 68667
-1,51 12,466 0,400 9,884 12,596 555466 1874
-7,64 0,148
nr 0,148 0,190 2565825
25
-0,84 0,022
nr 0,022 0,031
55550
0
+2,26 0,800
nr 0,620 0,831 150351
14
+0,03 31,230 0,335 28,048 33,070 324873 7690

F Ferragamo

23,290
7,400
5,975
0,620
2,598

+2,15 23,373 0,330 20,514 27,699 981149
+2,07 7,376
nr 6,613 8,969 13311020
+0,25 5,938
nr 5,480 7,336 3284016
-3,35 0,630 0,012 0,485 0,690 1300491
-0,08 2,563
nr 2,563 3,158
3469

0,037
4,810
16,530
3,052
1,537
20,960

-2,39 0,037
nr 0,031 0,043 5065252
2
+1,26 4,808 0,220 4,555 5,061
7035
216
+0,30 16,492 0,200 15,596 17,523 4717796 25676
-1,36 3,061 0,060 2,708 3,408 313007
794
-3,70 1,537
nr 1,357 1,962 1968718
633
+0,19 20,982 0,730 20,982 24,030 235730 3652

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi

2,038 -0,49

2,034 0,090

1,641

2,167 3174752

+1,17
-3,60
-3,77
-3,11
0,00
+1,38
+1,86
+0,18
+1,15
-0,34
-1,65
-0,53
-2,08
-3,19
-1,95
-1,25
-4,53
+1,10
-2,03

0,650
1,265
1,000
0,706
10,393
10,137
0,766
0,430
0,558
2,336
1,972
0,745
1,139
7,770
5,067
32,508
20,782
9,162
0,430

J Juventus FC

0,218 -2,68

0,219

nr

0,219

0,252 5251794

K K.R.Energy

1,496 -1,77
2,290 -1,04

1,499
nr
2,309 0,010

1,499
1,926

1,908
2,525

IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife
Noemalife 15 warr

0,650
1,258
0,982
0,701
10,400
10,300
0,795
0,439
0,570
2,346
1,962
0,753
1,131
7,745
5,025
32,450
20,850
9,200
0,459

1,690
0,657
12,360
1,255
0,412
23,390
0,036
0,171
0,079

163608
53285

5,071
0,278

nr
nr

3,473
0,085

6,054
0,430

221
50
49

18249
36
280045 19457
108336
14

-0,41 0,145
nr 0,145 0,168 234054
-2,78 2,542
nr 1,487 2,884 1564752
-12,61 1,352
nr 1,352 2,300 1488850
-6,58 3,473
nr 3,457 4,363 31025877
-3,17 6,965
nr 6,342 8,394 8369672
-3,16 6,343 0,100 6,183 7,128 2929386
+0,14 0,140
nr 0,078 0,183
5679
0,00
nr
-1,63 1,707
nr 1,608 1,824
83687
-2,30 0,666
nr 0,555 0,849 815138
-0,32 12,435
nr 12,319 16,314 444391
-1,95 1,255
nr 1,255 1,541 379232
-1,44 0,406
nr 0,406 0,605
14657
-2,42 23,656
nr 16,557 28,548 905143
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-3,80 0,078
nr 0,060 0,100 3803005

5,170 +1,17
0,296 0,00

2891

nr 0,383 0,858
8777
29
0,070 0,861 1,365 840003
440
nr 0,606 1,307 231601
43
nr 0,464 0,793 675560
240
0,200 9,387 11,386 280882 1181
0,218 8,090 11,464
5910
5
nr 0,652 0,977
5212
18
nr 0,316 0,490 697353
149
nr 0,406 0,611
13054
28
0,050 1,803 2,567 184468809 36223
0,061 1,469 2,128 10068371 1839
nr 0,667 0,839
6005
5
0,052 1,044 1,343 1292648 1345
0,060 6,271 9,849 483073 1376
0,060 3,428 6,226 299896
534
nr 24,973 34,475
18353
721
nr 14,552 22,828
64356
340
0,125 7,204 9,341
3609
357
nr 0,200 0,493
21005
0

0,522 -1,69 0,526
nr 0,490 0,601
40,840 +0,32 40,704 0,580 37,321 42,208
1,280 +5,09 1,279
nr 0,493 1,803
0,146
2,522
1,421
3,466
6,880
6,275
0,142

3936
9226
3433
274
29

669
0

69
777
25
4103
6000
4671
7
0
150
154
3109
309
61
2763
5
4
5
39
0

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

0,17
-0,09
0,19
-0,15
-0,12
0,15
0,13
-0,32
0,00
-0,16
0,00

-0,44

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

PREZZO

TASSO %

28
59
90
119
151
182
210
243
273
301
333
363

99,974
99,931
99,897
99,860
99,812
99,772
99,721
99,649
99,601
99,550
99,473
99,393

0,000
0,290
0,280
0,260
0,330
0,370
0,400
0,440
0,450
0,470
0,510
0,530

Quantità
trattate Capitalizz.

14-05-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1305,25
0,0000
0,0000

13-05-2014

EURO

1296,50 951,4177
30,5721
477,1798
-

BORSE ESTERE

GIORNI

13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15
14/05/15

ORO CHIUSURE

MERCATI

QUOTAZ.

VAR.%

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

403.33
3157.51
9754.39
22582.77
6878.49
10613.90
4501.04
5475.90
14405.76
8611.70
16613.97
4100.63

-0.33
+0.04
-0.00
+1.03
+0.08
+0.25
-0.09
+0.01
-0.14
+0.80
-0.61
-0.72

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

Novare

0,900

0,00

0,909

nr

0,702

0,935

0

12

Vianini Lavori

5,690 -2,23

5,741 0,100

4,960

6,440

40521

251

O Olidata

0,465 -1,55

0,471

nr

0,374

0,534

60310

16

W World Duty Free

9,480 +0,32

9,435

9,242 10,905

296070

2401

0,013 2,460 2,548 511871
nr 1,416 1,502
16178
0,092 2,130 2,969 938797
nr 0,515 0,822
62744
nr
nr 3,207 5,043
63334
nr 1,778 2,355
6520
0,320 11,001 12,717 1657583
0,390 8,763 10,395
67272
0,020 0,296 0,456
57627
nr
nr 6,520 9,605 2483174
0,050 4,045 5,413 331328
nr 0,573 0,758 755343
nr 0,289 0,413
42561
0,420 15,842 19,565 1766352

4510
0
972
34
0
117
106
5660
124
51

nr 22,865 34,569

715427

1342

nr
nr
nr

263249
352000
26220

41
0
1

-0,16 2,482 0,100 2,183 2,619
1243
-4,99 0,805
nr 0,430 0,954 1215825
-5,46 1,461
nr 1,295 1,800 2977533
-6,38 1,143
nr 0,704 1,354 837532
-2,25 11,729 0,110 10,290 13,196 320384
-0,69 0,649
nr 0,553 0,781 424723
-1,22 0,193
nr 0,189 0,237 286262
-0,41 1,458
nr 1,294 1,604
1500

68
63
621
34
2453
107
157
17

22,772
6428
1,266 972550
4,890 145038
8,609 631065
2,331 649491
7,862 524647
8,612
11080
16,383 115357
147,145
3151
0,585 313277
1,053 2626788
0,837
29534
6,787
87615
4,081
25071
28,569 841133
5,299
2012
7,745 307771
11,793
75850
7,237 222821
5,897
40253
1,087 432095
0,733 795142
4,221
4818
1,780
39613
9,835
93268
1,463 1121352
3,740
8759
43,537 121227
25,045
4858
2,033
80562
1,058
56125
53,806
11143
8,033
74042
2,639 194746
0,998 384742
1,487 784170
3,579
7631
8,759
55033
4,228
2999
39,275
43254
11,196 369517
2,150
0
2,312 178933
2,094
600
6,377
99377
1,582 262290
14,373
96245
1,738 535406
2,225 995355
5,319
18390
3,599
25158
1,606
22982
8,131
1168
2,957
36406
14,389
8592
0,361 319971
66,064
20752
15,496
10516
8,844
7099
7,824
4938
5,649
33031
4,961 337299
2,372
41848
0,904 308224
11,972
55235
10,749 118842
6,389
42848

79
125
1020
1381
497
729
83
791
1432
184
167
24
179
97
1819
43
443
187
1034
34
88
247
57
111
521
448
49
1087
111
117
163
589
394
81
44
382
15
309
56
1276
1035
58
36
14
188
143
933
268
51
204
356
65
64
415
140
113
599
170
116
51
139
464
84
71
106
641
496

P Parmalat

2,472 +0,16 2,471
Parmalat 15 warr
1,435 +0,07 1,424
Piaggio
2,650 -2,93 2,692
Pierrel
0,719 +1,27 0,712
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
3,812 +0,95 3,888
Piquadro
2,126 -0,56 2,119
Pirelli & C.
11,870 -0,17 11,896
Pirelli & C. rnc
10,100 -1,08 10,122
Poligrafici Editoriale 0,400 +1,16 0,384
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 7,225 -3,47 7,297
Pop.Sondrio
4,658 -1,15 4,688
Prelios
0,598 -1,40 0,599
Premuda
0,341 -2,18 0,346
Prysmian
16,190 +0,19 16,125

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

2,506
0,800
1,420
1,115
11,730
0,650
0,195
1,458

-3,00 15,939
-1,27 19,534
0,00 19,660
-2,21 4,414
-2,17 11,730
-3,46 1,215
-0,29 13,646
0,00 13,032
-5,26 0,124
0,00 0,002
+4,90 1,049
+0,83 0,449
+0,87 14,045
+0,78 3,846
-0,40 8,745
-1,52 0,110
-3,18 2,096
+0,63 4,444
-4,10 5,913
-0,71 2,224
-0,49 10,140
0,00
0,366 -6,13 0,380
147,000 0,00 147,000
7,165 +0,35 7,130
15,860
19,440
19,660
4,424
11,730
1,199
13,790
13,000
0,123
0,002
1,049
0,464
13,990
3,870
8,795
0,110
2,072
4,452
5,725
2,226
10,100

T Tamburi

nr 14,229
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 11,730
nr 0,837
0,190 10,750
0,520 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,107
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,651
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,369
nr 146,000
0,100 5,491

2436
1445
303
65
3460

19,075 314117
994
19,957 1636360 8620
19,660
0
2
4,910 171777 1975
12,876
50
19
1,290 1366284 1156
13,769
1385
135
13,737
18918
721
0,180 746558
17
0,002 167136488
27
1,049
222
1
0,525
15045
0
14,045
30771
204
3,846
30985
0
8,936
96887 1989
0,124 431191
5
2,277 155243
244
4,483 11700515 15027
6,524
18730
536
2,300 343750 1065
11,056
4859
132
0
0,457 194609
32
147,000
0
0
7,132 5100059 6494

2,628
Tamburi 15 warr
0,659
TAS
0,562
Telecom IT
0,902
Telecom IT Media
1,432
Telecom IT Media rnc 0,690
Telecom IT rnc
0,684
Tenaris
16,100
Terna
3,980
Tiscali
0,067
Tiscali 14 warr
0,001
Tod's
100,900
Trevi Fin.Ind.
8,140

-1,50 2,645
-4,42 0,674
+2,18 0,562
+2,79 0,890
+0,77 1,429
0,00 0,690
+0,74 0,683
+0,06 16,081
+0,05 3,985
-3,62 0,068
0,00 0,001
-0,69 100,807
-2,10 8,162

0,041 2,182 2,810 163130
378
nr 0,322 0,810
12818
0
nr 0,473 0,626
21100
23
0,020 0,712 0,941 106227996 11935
nr 1,426 2,080 157886
148
nr 0,171 0,921
3501
4
0,028 0,563 0,723 18968968 4115
0,130 14,900 17,363 1025186 18984
0,070 3,568 4,011 7947119 8010
nr 0,042 0,080 20640419
126
nr 0,000 0,001 25969866
0
2,700 91,002 120,260
92886 3086
0,130 6,210 8,434
63581
573

U UBI Banca

-1,80 6,267
-0,96 6,203
-0,33 8,953
-1,02 4,872
-1,02 4,474
-1,38 2,575
-2,69 258,549
-1,07 2,600

0,050 4,895 7,420
0,090 5,391 6,800
0,090 7,827 9,435
0,150 4,105 5,700
0,170 3,602 5,043
nr 2,154 2,860
nr 175,169 279,483
nr 2,058 2,804

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

V Valsoia
Vianini Industria

6,265
6,180
8,930
4,870
4,474
2,570
256,700
2,592

12,070 +0,33 12,083 0,230 10,252 12,124
1,467 -0,07 1,445 0,020 1,192 1,541

15097321 5651
49777773 35962
1632
22
1042407 2163
1579997 1223
8822544 5797
7135
330
868876
981
9272
2501

126
44

Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

22,460 -3,36 22,865
0,110 -0,45
0,002 0,00
0,247 -0,80

0,108
0,002
0,248

nr

0,073
0,002
0,183

0,143
0,008
0,294

STAR
Acotel Group
18,710
Aeffe
1,150
Amplifon
4,522
Ansaldo Sts
7,740
Ascopiave
2,098
Astaldi
7,500
B&C Speakers
7,600
Banca Ifis
15,010
BB Biotech
121,200
Bca Finnat
0,494
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,766
Biancamano
0,711
Biesse
6,490
Bolzoni
3,698
Brembo
27,900
Cad It
4,834
Cairo Comm.
5,830
Cembre
10,630
Cementir Hold
6,610
Cent. Latte Torino
3,382
Cobra
0,898
D'Amico
0,576
Dada
3,410
Damiani
1,340
Datalogic
8,780
Dea Capital
1,468
Digital Bros
3,440
EI Towers
38,700
El.En.
23,000
Elica
1,850
Emak
0,980
Engineering
46,620
Esprinet
7,505
Eurotech
2,252
Exprivia
0,835
Falck Renewables
1,304
Fidia
3,070
Fiera Milano
7,335
Gefran
3,900
Ima
34,990
Interpump
9,550
Irce
2,118
Isagro
2,070
IT WAY
1,770
La Doria
6,210
Landi Renzo
1,260
MARR
14,070
Moleskine
1,252
Mondo Tv
1,922
Mutuionline
5,120
Nice
3,012
Panariagroup
1,440
Poligr. S.Faustino
7,410
Poltrona Frau
2,956
Prima Industrie
13,380
R. De Medici
0,300
Reply
63,500
Sabaf S.p.a.
14,750
Saes
7,880
Saes rnc
6,900
Servizi Italia
5,200
Sogefi
3,932
TerniEnergia
2,204
Tesmec
0,655
TXT e-solution
8,910
Vittoria Ass.
9,550
Zignago Vetro
5,605

-3,41 18,916
0,00 1,167
-2,50 4,549
+0,19 7,672
-3,76 2,121
+0,40 7,402
+0,86 7,588
+1,28 14,705
+0,08 120,820
-4,82 0,508
-2,92 0,770
-1,86 0,717
-0,38 6,529
-4,15 3,717
+5,96 27,238
-1,35 4,836
+1,57 5,650
-4,58 11,020
+0,46 6,498
-1,69 3,415
-3,44 0,912
-1,87 0,585
-1,10 3,395
-3,80 1,347
-3,46 8,913
0,00 1,463
-1,04 3,449
-2,76 38,476
-3,16 23,028
-1,86 1,854
-3,26 0,993
-3,42 47,125
-1,25 7,516
-4,17 2,277
-5,97 0,847
-2,47 1,311
-2,23 3,024
-0,95 7,322
+1,19 3,887
-0,03 34,646
-0,31 9,507
0,00 2,072
-3,54 2,075
-0,06 1,770
+3,33 6,066
-4,55 1,268
+1,81 14,032
-2,19 1,262
-3,13 1,925
-0,39 5,160
-4,14 3,073
-1,97 1,443
-1,98 7,421
-0,07 2,956
-0,89 13,358
-0,30 0,300
-1,78 64,009
-3,28 14,735
-0,51 7,880
+0,29 6,851
+1,56 5,057
-1,40 3,925
-2,04 2,222
-2,24 0,661
-1,76 8,953
-2,05 9,521
-0,36 5,634

nr 18,916
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,534
0,120 1,775
0,190 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,500 18,923
0,300 4,624
0,270 5,650
0,160 8,528
0,040 4,240
0,060 1,733
nr 0,564
0,017 0,584
nr 3,378
nr 1,237
0,160 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,286
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,150 6,906
0,167 6,658
0,140 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,661
0,400 8,953
0,180 8,548
0,220 4,998

.

R

26 .Lettere e Commenti

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE

MARIO
CALABRESI

L’Inglese nelle scuole italiane,
restano molti aspetti negativi
to leggendo su questa rubrica varie lettere sull’argomento scuola. Sono anch’io un’insegnante di
scuola primaria appena entrata in ruolo e specialista di lingua inglese, laureata sia in Lingue Straniere
che in Scienze della Formazione Primaria. Condivido
l’idea che si possano migliorare molti aspetti per quanto riguarda la qualità dell’insegnamento e dei docenti.
Mi riferisco nello specifico a quanti insegnanti nella
scuola primaria insegnano inglese senza un’adeguata
formazione linguistica. Negli ultimi anni, da quando è
stato introdotto l’«Insegnante Unico di riferimento»,
tutti gli insegnanti della scuola primaria vengono obbligati ad insegnare anche la lingua inglese, spesso dopo
corsi frettolosi e superficiali. Gli insegnanti specialisti,
che insegnano inglese in tutte le classi e che di solito lo
fanno con passione e competenza, sono figure destinate purtroppo a scomparire. Ritengo invece che proprio
a partire dalla scuola primaria la lingua straniera vada
insegnata con professionalità, con strategie didattiche
adeguate e soprattutto da insegnanti che parlino correttamente inglese (ma magari anche francese, tedesco o spagnolo...). Sembra alquanto improbabile che
con un piano di formazione così ridotto tutti gli inse-

S

gnanti elementari possano acquisire tali competenze.
Lo scenario che si prospetta è piuttosto quello di una
dequalificazione dell’insegnamento (e degli insegnanti) della lingua straniera e di uno scadimento ulteriore,
sul piano pedagogico e culturale, della scuola pubblica
italiana. Auspico che il ministro Giannini, linguista
esperta e aperta ad una dimensione europea, riveda la
rigidità nell’obbligare l’insegnante «unico» ad insegnare inglese, soprattutto dove nell’organico siano presenti figure professionali competenti e qualificate.
TEACHER PAOLA STACCHETTI

Quotidiano fondato nel 1867
2

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO
MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)
LAURA CARASSAI
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
ANDREA MALAGUTI
RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA
DARIO CORRADINO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
REDAZIONI
GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA,
PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI,
PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

2

Mi trovo completamente d’accordo con lei: le scelte fatte nella
scuola elementare sull’insegnamento dell’inglese, che vorrebbero
colmare un’arretratezza storica degli italiani con le lingue, hanno
purtroppo molti aspetti negativi.
Il primo è quello di aver caricato gli insegnanti non specialisti di
questo compito, come se fosse possibile imparare una lingua al
punto da poterla insegnare con un semplice corso d’aggiornamento. Il secondo è una diretta conseguenza del primo: imparare da
bambini una pronuncia, un modo di esprimersi e costruzioni delle
frasi errate è un problema che poi resta.
Il terzo è l’aver messo da parte le competenze e anche le altre lingue:
piuttostocheuningleseimparatomaleeramoltomegliocontinuarea
fare i corsi di francese con gli specialisti che ancora ci sono nelle scuole.

EDITRICE LA STAMPA SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
AMMINISTRATORI
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO,
LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE,
GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003):
MARIO CALABRESI

2

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111
STAMPA IN FACSIMILE:

LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA
ETIS 2000, 8A STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE
RCS PRODUZIONI MILANO S.P.A., VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO
L’UNIONE SARDA S.P.A. – VIA OMODEO, 5 , ELMAS (CAGLIARI)
©2014 EDITRICE LA STAMPA S.P.A.
REG. TRIB. DI TORINO N. 26 14/5/1948 CERTIFICATO ADS 7742 DEL 18/12/2013.

LA TIRATURA DI MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014 È STATA DI 297.050 COPIE

www.lastampa.it/lettere
TM

E se il «complotto»
fosse vero?
1 Il buon senso mi

consiglia di non credere a
quanto affermato, nel suo
libro, dall’ex ministro del
tesoro degli Stati uniti in
merito a presunte manovre
da parte di «Funzionari
Europei» per far cadere il
governo Berlusconi. Ma se
fosse tutto vero? Ci
troveremmo di fronte al più
grave attentato alla libertà
di uno stato sovrano dal
dopoguerra ad oggi. Ed
allora mi domando, sempre
se fosse tutto vero, dove si
sarebbero rintanati tutti i
paladini difensori della
nostra Costituzione? Hanno
già accolto con sufficienza
ed ironia le tesi sostenute da
Alan Friedman, farebbero
altrettanto in questa
circostanza? Riusciamo ad
immaginare cosa
accadrebbe se questi fatti
coinvolgessero un
qualunque altro stato i cui
cittadini nutrissero un
minimo di orgoglio
nazionale? Povera Italia
come sei caduta in basso!
BEPPE LO BIANCO

Renzi e i sindacati
sbagliano entrambi
1 Assistiamo ormai da

mesi ad uno scambio di
reciproche delegittimazioni,
con protagonisti da un lato il
presidente del Consiglio,
dall’altro le organizzazioni
sindacali. Indubbiamente
Renzi ha buon gioco a
cavalcare l’avversione che
vaste fasce del mondo del
lavoro autonomo e,
purtroppo, anche
dipendente e precario, e non
senza ragioni, nutrono nei
confronti delle
organizzazioni sindacali. Ma
l’appunto che si può
muovere al suo governo in
materia è come fra tanto
fervore di disegni di leggi sia

del tutto assente qualsiasi
riferimento a proposte di
legge di attuazione dell’art. 39
commi 2, 3 e 4 della
Costituzione: «Ai sindacati
non può essere imposto altro
obbligo se non la loro
registrazione presso uffici
locali o centrali, secondo le
norme di legge. È condizione
per la registrazione che gli
statuti dei sindacati
sanciscano un ordinamento
interno a base democratica. I
sindacati registrati hanno
personalità giuridica.
Possono, rappresentati
unitariamente in proporzione
dei loro iscritti, stipulare
contratti collettivi di lavoro
con efficacia obbligatoria per
tutti gli appartenenti alle
categorie alle quali il contratto
si riferisce». Purtroppo, al di là
della tanto esibita
discontinuità, sino ad ora in
materia Renzi prosegue sulla
linea di tutti i suoi predecessori
che, non dando attuazione con
legge ordinaria all’art. 3, hanno
posto le premesse perché, non
regolamentati, i sindacati si
esponessero e continuino a
farlo a fondate critiche (dalla
scarsa rappresentatività del
mondo dei lavoratori,
avvalorata dalle adesioni dei
pensionati, alla mancanza di
trasparenza nella gestione dei
fondi raccolti): il paradosso è
che Renzi, il cui governo
potrebbe attivarsi anche su
questa materia, lungi dal
presentare un disegno di legge
di attuazione dell’art. 39, fa
proprie critiche tanto più
imbarazzanti proprio perché
avanzate da chi avrebbe tutti i
poteri per avviare
un’inversione di tendenza.
GIUSEPPE BARBANTI

Bandiere Blu, il mare
però non è limpido
1 Io devo avere le

traveggole. Si dice che le
Bandiere Blu nel nostro Paese
aumentano, e che la qualità
delle acque sia eccellente quasi
ovunque. Peccato che non si
dica che a cavallo del 2010 gli
indicatori per la valutazione
delle acque di balneazione
siano cambiati, essendo stati
«ridotti» di fatto ad uno solo: la
presenza di batteri fecali, la cui
soglia tra l’altro è stata anche
elevata. Tutte le altre sostanze
chimiche o di altra natura
contenute nel mare non sono
più prese in considerazione.
Risultato: se anche il mare
fosse inondato di ammoniaca,
la qualità delle acque balneabili
sarebbe «eccellente», perché
non vi si troverebbe nemmeno
un batterio fecale! D’accordo, il
vessillo di Bandiera Blu guarda
molti altri aspetti, e non solo le
acque marine, però così si da
all’opinione pubblica
un’immagine molto distorta
della realtà. L’acqua blu
richiama la limpidezza. Invece,
per esempio, nel mio paese
natale - che non cito per ovvi
motivi - il mare in estate è
sempre invaso di schiume di
ogni colore, dal bianco al
marrone. La flora e la fauna
marina che una volta erano
tipiche della nostra costa sono
sparite. La pescosità è ridotta.
Eppure secondo i dati
dell’Arpa noi siamo classificati
come «eccellenti», tra l’altro
campionando le acque con una
cadenza ridicola. Non ci crede,
vero? Vuole che le mostri le
foto? Il problema di questo
benedetto Paese è questo, caro

c.

LE LETTERE VANNO INVIATE A
LA STAMPA VIA LUGARO 15,
10126 TORINO

contatti

E-MAIL: LETTERE@LASTAMPA.IT
FAX: 011 6568924

Editrice La Stampa
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Italia 6 numeri (c.c.p. 950105) consegna dec. posta anno e 360,50; Estero: e 816,50.
Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

Direttore: continuiamo a
prenderci in giro. Da una parte
ci sono le informazioni di
quello che si vuol dire,
dall’altra la realtà, che quasi
mai nessuno dice.

David Donatello,
fuori Zalone perché?
Ad ogni premio si
accompagna una polemica e il
David di Donatello non sfugge
certo alla regola. Viene però da
chiedersi se il malcontento
manifestato da Valsecchi per
l’esclusione del «suo» Checco
Zalone con «Sole a catinelle»
non sia in fondo giustificato. Si
possono affrontare temi gravi
con tono leggero: «Miele» parla
di eutanasia e Zalone di
«eutanazia» nella divertente
scena finale del film; nelle
pellicole di Ozpetek non
mancano mai gli omosessuali,
mentre Zalone teme piuttosto
che il figlio da grande gli diventi
comunista; Sorrentino, come
Scola 35 anni fa, fustiga le
terrazze romane, e Zalone
sbeffeggia le nevrosi di una
grande borghesia che alla
carne preferisce il miglio e non
certo per ristrettezze di
bilancio familiare. E allora,
perché no? Anche in Francia
anni fa Dany Boon espresse
analoga delusione verso il
César per il mancato
riconoscimento del suo
grandissimo successo «Giù al
nord» («Bienvenue chez les
Ch’tis»), che scuoteva una
Francia centralista e
bonapartista con la scoperta di
un regionalismo da noi persino
esasperato e lì semplicemente
represso. Dunque, tutto il
mondo... verrebbe da dire.
Insomma, al di là degli incassi,
perché non riconoscere che
un alto numero di spettatori
esprime la capacità degli
autori di parlare alla società?
Anche certi premi ne
guadagnerebbero in prestigio,
credo.

1

GIORGIO PIERAZZINI

Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy. Periodicals postage paid at L.I.C. New York
and address mailing offices. Send address changes to La Stampa c/o speedimpex Usa inc.- 3502 48th
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Istituto Bancario S. Paolo; Carta di Credito telefonando al numero 011-56.381

AI RIFUGI CON I BIMBI
70 splendidi luoghi dove poter assaporare
la bellezza della montagna con i nostri ragazzi.

L’editoriale
dei
lettori

PINO DE RENZI

LA NOSTRA
EUROPA
ANDREA PILETTA MASSARO
a prossima tornata di elezioni per il Parlamento Europeo è ormai alle porte e,
vedendo l’ascesa dei movimenti euroscettici, vorrei fare una riflessione sull’Europa. In primis mi rendo conto del
momento difficile che sta vivendo l’Unione Europea, forse ridotta nell’immaginario collettivo troppo a numeri e troppo poco a ideali nobili; però, dietro alle ideologie euroscettiche vedo più che altro
una fuga dalla realtà, uno sfruttamento delle difficoltà per convogliare la disperazione delle persone
in voti, quando invece dei buoni partiti politici dovrebbero cercare di risolvere i problemi, non
acuirli o sfruttarli a proprio vantaggio. A mio avviso risolvere questi problemi significa immaginare
un’Europa nuova, partendo dagli ideali presenti
nell’animo dei fondatori, dai valori comuni che furono alla base di questo progetto meraviglioso.
Un’Europa unita significa collaborazione tra gli
Stati e, come la storia ci insegna, un minore rischio
di guerre interne. Essere uniti significa agire in
modo più compatto e determinato nelle sempre
più difficili sfide internazionali. Essere uniti significa anche condividere esperienze, tecnologie, significa, partendo dal concetto di cittadinanza europea presente nei Trattati, avere politiche sociali
omogenee e inclusive, mentre si sa, la divisione è
sempre esclusiva, a vantaggio dei pochi e non dei
molti. Ci lamentiamo del fatto che con l’UE abbiamo perso sovranità, ma forse, con le scelte specialmente degli ultimi vent’anni, siamo noi che abbiamo sfruttato male il nostro ruolo inserito nella
compagine europea: si pensi ai fondi strutturali
non usati o spariti chissà dove, giusto per fare un
esempio. Certo, dobbiamo far sentire maggiormente la nostra voce in Europa, ma questo dipende da noi, da chi noi cittadini deleghiamo nelle sedi
opportune, cioè da quello che sceglieremo dentro
la cabina elettorale il 25 maggio. Scegliere la divisione nell’era della globalizzazione è un errore, non
farlo dipende soltanto da noi.

L

21 anni, studente di Giurisprudenza, Torino

oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa,
via Lugaro 21, Torino.
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LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

I GOVERNI
E LA TUTELA
DEL CYBERSPAZIO

FRANCESCO GUERRERA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

a quarta tangenziale»,
mi disse molto fiero. «Pechino è l’unica città al
mondo con quattro tangenziali».
Oggi, di tangenziali a Pechino ce ne sono
sette, monumenti d’asfalto che celebrano la
voglia di crescere della Cina moderna.
Sono anni che il Paese continua a spingere
sull’acceleratore e i risultati sono eccezionali.
La Cina sta per superare gli Stati Uniti
per diventare l’economia più grande del
mondo. Questo, almeno, è quanto ha detto
l’International Comparison Program, un
progetto della Banca Mondiale, un paio di
settimane fa.
La notizia ha fatto scalpore, soprattutto in
America e Cina.
Se l’Icp ha ragione, saremmo di fronte ad
un momento storico, un passaggio di consegne dall’Ovest all’Est che confermerebbe il
declino degli Usa e l’ascesa ormai inesorabile
della Cina come strapotenza economica.
I numeri, però, non sono chiari. Se si guarda solo il prodotto interno lordo, l’economia
Usa vale più o meno il doppio di quella cinese
(l’Italia è all’ottavo posto). Il sorpasso non è
previsto prima del 2020.
Ma l’Icp e la Banca Mondiale tentano di
misurare le «vere» dimensioni delle economie del pianeta. Non solo il valore nominale
del Pil ma anche il potere di acquisto delle
monete.
L’idea è ovvia per chiunque abbia viaggiato all’estero: nei Paesi in via di sviluppo,
come la Cina, il denaro «compra» di più
perché beni e servizi costano meno che nel
primo mondo. In questo senso - e solo in
questo senso - l’Icp ha detto che la Cina sta
per superare gli Stati Uniti.
La metodologia è legittima ma i risultati
sono discutibili. E’ vero che a Shanghai uno
yuan compra più di un dollaro a New York,
ma un Paese come la Cina deve usare la propria divisa per importare beni dall’estero.
Quando comprano missili e navi da guerra,
gli iPhone o le Bmw, i cinesi devono pagare il
prezzo dettato dai mercati internazionali.
Ma anche se la Cina non è ancora l’unica
superpotenza dell’economia mondiale, il fiato del dragone cinese è sul collo dello zio Sam
e gli Usa lo sentono.
Le reazioni dei due Paesi ai calcoli della
Banca Mondiale la dicono lunga sulla precaria posizione dell’economia mondiale.
Negli Stati Uniti, media ed esperti hanno
tentato o di ignorare i numeri dell’Icp o di
spiegare perché fossero sbagliati. In Cina, il
governo ha fatto lo stesso. L’Istat cinese ha
detto che non «riconosce i risultati come
statistiche ufficiali» e gli organi di stampa
governativi hanno detto chiaramente di
non credere ai numeri.
E’ un sottile gioco politico, tra due Paesi
che hanno molto da perdere da un confronto
aperto sia sul piano economico.
Gli Usa - soprattutto la debole amministrazione Obama - non vogliono sentire
parlare di declino terminale, a pochi anni

«L

JOSEPH S. NYE JR.*

D
llustrazione di Irene Bedino

TRA CINA E USA
IL GIOCO SOTTILE
DI DUE GIGANTI
da una crisi finanziaria durissima e da una
recessione devastante.
E la Cina fa la classica pretattica: non ha
nessuna intenzione di spaventare il mondo né
di aumentare le aspettative di una popolazione
locale che, in generale, non vede molti frutti di
questa crescita mozzafiato. La verità è che la
Cina rimane un Paese povero perché ha quasi
un miliardo e mezzo di abitanti: il Pil pro capite
è il 99esimo al mondo, anche tenendo conto del
valore d’acquisto della moneta.
«La Cina è grande ma non è forte», ha detto
il guru dell’economia cinese Mao Yushi al Financial Times. E’ un aforisma applicabile a
tanti aspetti della crescita di un Paese che
mezzo secolo fa era ancora nel medioevo di
Mao Zedong.
Per ora, gli Stati Uniti e la Cina sono alleati
nel non voler cambiare lo status quo economico. Ma è una pace fragile, destinata ad essere
interrotta dalle correnti inarrestabili di commercio, capitali e crescita.
La Cina già controlla aspetti fondamentali dell’economia del pianeta. Il suo appetito
insaziabile per materie prime sta trasformando (in meglio) Paesi quali l’Australia e il
Brasile, la Mongolia e l’Angola. Gli investimenti di aziende e banche cinesi stanno aiutando l’Africa a combattere secoli di oppressione e problemi economici. Non ci sono
molti paralleli storici per l’impatto della Cina sul resto del mondo: un Paese in via di
sviluppo che muove mercati mondiali e cam-

bia la realtà economica di interi continenti.
Non è un caso che il successo di Pechino stia
creando tensioni politiche, soprattutto con il
Giappone, un’altra potenza economica in declino che un tempo aveva ambizioni di egemonia
regionale in Asia.
Ma sarebbe un errore dare gli Usa per spacciati. Nonostante i fallimenti degli ultimi anni e
una seria crisi di leadership politica nella Casa
Bianca e nel Congresso, l’America possiede risorse uniche. E non parlo solo di petrolio e gas
a fratturazione idraulica che stanno alimentando una nuova rivoluzione industriale in
parti del Paese.
Mi riferisco più alle «energie capitaliste» di
un Paese che ha fatto del rinnovo la sua raison
d’être. La lista dei vantaggi dell’America sul resto del mondo è lunga: dai mercati finanziari
all’industria dell’intrattenimento di Hollywood, dagli imprenditori della tecnologia all’esercito di immigrati pronti a tutto per prendersi
un pezzetto del sogno americano.
L’influenza degli Stati Uniti sul resto del
mondo è più grande persino dell’economia Usa
e né la Cina, né l’Europa possono pensare di
contrastarla nei prossimi anni.
Nell’autostrada dell’economia, i sorpassi sono più difficili che nelle ampie tangenziali di
Pechino.

REGIONI, I RISCHI DELLA RIFORMA

plessivo regionalismo, pur senza porsi
obiettivi di trasformazioni radicali, difficilmente conseguibili nel contesto attuale.
Ma quanto meno cominciare ad avvicinare
i due tipi di autonomia regionale sembra indispensabile.
Resta poi il punto fondamentale dell’estrema compressione delle materie di competenza delle Regioni ordinarie dopo la proposta di
riscrittura dell’art. 117 della Costituzione e
cioè della disposizione che stabilisce i confini
fra ciò che spetta allo Stato e ciò che, invece,
spetta alle Regioni: senza poter qui entrare in
tecnicalità giuridiche, basta forse spiegare
che, mentre si assicura allo Stato l’esclusiva
competenza in circa 45 materie o gruppi di
materie, più o meno precisamente indicate, si
dice che alle Regioni spetterebbe disciplinare
quanto non espressamente riservato alla legislazione esclusiva dello Stato; ma un sistema
del genere affida, in buona sostanza, al legislatore statale la individuazione dei confini delle
«sue» materie e di conseguenza di quanto può
invece essere attribuito al legislatore regionale. E poi, considerando l’importanza del ruolo
e dei poteri delle diverse burocrazie, non c’è
scritto da nessuna parte del disegno di legge
che alle Regioni occorre trasferire la guida ed
il controllo degli apparati burocratici operanti
nei loro settori di competenza, ma che siano
finora restati allo Stato.
C’è davvero da augurarsi che l’intervallo
pre-elettorale sia utilizzato per migliorare decisamente il testo del disegno di legge costituzionale.

UGO DE SIERVO

ochi giorni fa la Corte Costituzionale ha deciso di sollevare questione di costituzionalità (presso
se stessa ) in riferimento a una disposizione legislativa che riconosce al Commissario dello Stato presso la Regione Siciliana il potere di impugnare le leggi della Regione Sicilia: si tratta di ciò che
resta di vecchie disposizioni dello Statuto
autonomo del 1946, già largamente demolite
negli anni trascorsi da varie sentenze della
Corte, e cioè di una disposizione molto discussa e disomogenea rispetto al sistema di
controllo sulle leggi di tutte le altre Regioni.
Comunque vada a finire la vicenda, sembra
quindi evidente che la Corte sente fortemente l’urgente necessità di ridurre le eccessive
disomogeneità fra le Regioni speciali (Friuli
Venezia Giulia, Sardegna,Sicilia, Trentino –
Alto Adige, Valle d’Aosta) e le altre Regioni,
cosiddette ad autonomia ordinaria.
In effetti, negli anni più recenti si sono
moltiplicate le polemiche proprio verso quest’ultima categoria di Regioni, accusate di
avere molti più poteri e finanziamenti e minori controlli; non a caso, quasi tutti i tentativi dei Comuni di trasferirsi da una Regione
all’altra hanno riguardato proprio Comuni

P

Lettere e Commenti .27

.

collocati in territori confinanti con le Regioni
speciali, evidentemente ritenute capaci di garantire trattamenti decisamente migliori per
le loro popolazioni.
Al tempo stesso, invece, la proposta del governo di modificare in profondo il Titolo V
della Costituzione (e cioè le disposizioni che
riguardano le autonomie regionali e locali)
conferma l’assoluta separatezza dell’autonomia delle cinque Regioni ad autonomia speciale da quella delle altre quindici ed, anzi, vi
si scrive espressamente che le innovazioni
proposte in materia regionale non si applicherebbero alle cinque Regioni speciali. Ma,
dal momento che le innovazioni proposte sono fortemente riduttive dell’autonomia delle
Regioni, ciò significherebbe paradossalmente accentuare ulteriormente il distacco dell’autonomia delle cinque Regioni da quello
delle altre: per fare solo un esempio, sulla base delle nuove proposte il Parlamento potrebbe eccezionalmente adottare una legge
anche negli ambiti delle competenze regionali «quando lo richieda la tutela dell’unità
giuridica o dell’unità economica della Repubblica…», ma non lo potrebbe fare in riferimento ai territori delle cinque Regioni speciali. Quasi che queste ultime siano estranee
alla tutela degli interessi nazionali.
Occorrerebbe pertanto riflettere seriamente sulle trasformazioni del nostro com-

Francesco Guerrera è il caporedattore
finanziario del Wall Street Journal a New York.
francesco.guerrera@wsj.com e su Twitter:
@guerreraf72

i recente il Brasile ha ospitato NETmundial, la prima conferenza mondiale sulla governance di Internet, a cui hanno partecipato 800 rappresentanti di governi, imprese, organizzazioni della società
civile e tecnologi. Basato sul concetto di «multistakeholder» l’incontro ha prodotto un documento conclusivo
di 12 pagine.
Tuttavia, alla fine della conferenza, ancora non vi era ancora
alcun consenso sulla governance informatica globale. Molti governi hanno continuato a sostenere le tradizionali procedure di
voto dell’Onu per prendere decisioni globali, e a difendere il loro
diritto di controllo sulle attività informatiche domestiche.
Non sorprende, in un certo senso. Dopo tutto, anche se Internet è una risorsa globale complessa, in rapida evoluzione e onnicomprensiva, non esiste da molto tempo. Il World Wide Web è
stato concepito nel 1989 ma solo in questi ultimi 15 anni il numero di siti Web si è moltiplicato e la tecnologia di Internet ha cominciato a trasformare le catene di approvvigionamento globali. Dal 1992 il numero di utenti di Internet è esploso da un milione
a quasi tre miliardi. E quindi Internet è diventato il substrato
della vita economica, sociale e politica.
Ai suoi esordi Internet veniva spesso definito il nuovo canale
egualitario per il libero flusso delle informazioni - un segnale della fine dei controlli governativi. Ma la realtà è che i governi e le
giurisdizioni geografiche hanno sempre giocato un ruolo centralenellaregolazionediInternet-oalmenocihannoprovato.In
ultima analisi, tuttavia, Internet rappresenta una grande sfida
di governance, esemplificata dai tentativi in corso per comprenderne le implicazioni: l’onnipresente mobilità e la raccolta e la
conservazione dei «Big data».
La sfida della governance deriva dal fatto che il cyberspazio è
una combinazione di proprietà virtuali, che sfidano i confini geografici e le infrastrutture fisiche che rientrano nella giurisdizioni nazionali. Il controllo dell’aspetto fisico può avere effetti territoriali ed extraterritoriali sugli aspetti virtuali. Allo stesso tempo da un dominio virtuale a basso costo possono essere lanciati
attacchi al mondo fisico, dove le risorse sono scarse e costose.
Internet è cominciato come una piccola comunità di utenti
noti dove non era necessario un livello di autenticazione di codici e lo sviluppo delle norme era semplice. Ma poi è cresciuto,
e tutto è cambiato. Anche se il cyberspazio ha offerto a un
numero crescente di persone i vantaggi dell’accesso all’informazione e della facilità di comunicazione, è diventato un terreno fertile per la criminalità, per gli attacchi degli hacker e le
minacce ai governi.
Gli sforzi per limitare i rischi di un ambiente tanto instabile si
sono concentrati sulla creazione di reti private e «giardini cintati» (piattaforme chiuse) – l’equivalente informatico delle recinzioni di terreni che nel XVII secolo vennero usate per risolvere
la «tragedia dei beni comuni» di quell’epoca. Ma questo aumenta il rischio di frammentazione che, sul lungo periodo, potrebbe
ridurre i benefici economici di Internet.
Dato che la sicurezza è una funzione tradizionale dello Stato,
alcuni osservatori ritengono che la crescente insicurezza porterà a un maggiore coinvolgimento dei governi nel cyberspazio. In
effetti i conti della guerra informatica possono essere esagerati,
ma il cyber spionaggio dilaga e si ritiene che più di 30 governi
abbiano sviluppato capacità offensive e strategie per l’uso di armi informatiche. Da quando il virus Stuxnet è stato utilizzato
per sabotare il programma nucleare iraniano nel 2009-2010, i
governi prendono molto seriamente la minaccia rappresentata
dalle armi informatiche.
I governi vogliono anche proteggere le loro società da ciò che
arriva attraverso Internet. Il governo cinese, ad esempio, non
solo ha creato un «Grande Firewall» di filtri software; richiede
anche che le aziende s’assumano la responsabilità di censurare i
loro contenuti pubblici. E, se venisse attaccata, la Cina ha la capacità di ridurre le proprie connessioni Internet.
Ma il governo cinese - e altri che censurano Internet - vogliono comunque godere i benefici economici della connettività.
Questa dicotomia porta a compromessi imperfetti.
Analoga tensione si trova nel tentativo di regolamentare Internet a livello internazionale. Mentre i paesi autoritari come la
Cina e la Russia cercano la «sicurezza delle informazioni», incluso il genere di censura palese che sarebbe vietata in paesi come
gli Stati Uniti, le democrazie occidentali perseguono la «sicurezza informatica».
Questa divergenza è apparsa in tutta la sua crudezza nel
2012, alla conferenza convocata a Dubai dalla International Telecommunications Union dell’Onu (Itu) . Anche se l’incontro
verteva ufficialmente sull’aggiornamento dei regolamenti per la
telefonia, la questione di fondo era il ruolo della Itu nella governance di Internet.
I regimi autoritari e molti paesi in via di sviluppo ritengono
che il loro approccio alla sovranità, alla sicurezza e allo sviluppo
trarrebbe vantaggio dai processi multilaterali impiegati dall’Itu.
Ma i governi democratici temono che questi processi siano troppo farraginosi e nuocerebbero alla flessibilità di un approccio
«multi- stakeholder», che sottolinea il coinvolgimento dei settori privati e no profit, così come dei governi. A Dubai la votazione
è finita 89-55 contro i governi «democratici».
Il risultato ha sollevato preoccupazioni per una crisi della governance di Internet - preoccupazioni che la recente conferenza
in Brasile ha alleviato, ma solo un po’. Stiamo in campana. Ci
sono molti altri convegni in programma sulla governance informatica - c’è molto lavoro da fare.
*Professore ad Harvard e autore
di «The Future of Power»
Copyright: Project Syndicate, 2014.
www.project-syndicate.org
Traduzione di Carla Reschia

.

28

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Sardegna,spuntauntempionuragico
A 35 anni dal ritrovamento delle grandi statue di
arenaria ora esposte nei musei di Cabras e di Cagliari,
nella nuova campagna di scavi nel sito di Monte Prama,
tra lo stagno di Cabras e il mare di Is Aruttas,
sono riemersi due grossi conci di arenaria lavorata.
Secondo gli archeologi Raimondo Zucca e Alessandro
Usai sono più che compatibili con la struttura
di un tempio o santuario nuragico.

CULTURA
SPETTACOLI

&

ELENA MASUELLI
TORINO

È

in quel «We» che
acquista valore
ogni singola reazione a ciò che ci
accade intorno,
che le istanze individuali di un
cittadino si fanno progetto di
una comunità, che un’idea costringe a mettersi in gioco,
per diventare scambio, collaborazione, virtuoso «work in
progress». Non sono utopie,
ma avviate iniziative di artisti,
designer e attivisti, i venticinque progetti di «We-Traders.
Cedo crisi, offro città», mostra itinerante, promossa e
organizzata dal Goethe-Institut. Dopo essere stata al Matadero di Madrid, con quasi
20 mila visitatori, da domani
farà tappa a Torino, fino al 15
giugno, poi andrà a Berlino,
Lisbona e Tolosa: «Cinque città che vivono la crisi in maniera diversa, differenti per numero di abitanti, storia e ruolo politico – spiega Jessica
Kraatz Magri, direttrice della sede torinese
del Goethe - ma che
dopo la selezione
condotta in tutti i
Paesi in cui operiamo, hanno
dimostrato la
maggiore vitalità e capacità
di reazione, di
individui o
gruppi, e una
forte predisposizione al dialogo».
Piccole polis dei
tempi moderni, organicamente inserite
nelle comunità, che trovano realizzazione nella
partecipazione alla vita collettiva e nella costruzione del
bene comune. Iniziative dal
basso che acquistano importanza, per rispondere alla crisi finanziaria ed economica,
alle emergenze del quotidiaCITTADINI IN RETE

Modelli di «cohousing»,
«coworking», nuovi modi
di abitare e lavorare
no. Un «prendersi cura» che
diventa logica di cittadinanza.
Terreni ex industriali convertiti in orti spontanei e una
società di mutuo soccorso cinematografico a Torino; un laboratorio di artigianato che
restituisce dignità e autodeterminazione ai ragazzi di origine straniera della periferia
berlinese; la rivitalizzazione
degli edifici abbandonati di
Alfama, il quartiere più antico
di Lisbona; l’occupazione a
Madrid del Campo de Cebada,
un cantiere mai terminato,
trasformato dagli abitanti della zona in luogo pubblico;
l’agricoltura partecipativa
delle famiglie di Tolosa che sostengono i produttori locali;
modelli di «cohousing» e
«coworking», nuove modalità
di abitare e lavorare. Le venticinque realtà selezionate dalle curatrici Angelika Fitz e
Rose Epple, si presentano con
video e oggetti simbolo, dimostrando che è possibile una
osmosi di saperi, attraverso
domande giuste più che con
infallibili ricette.
Un progetto che parla le
lingue dell’Europa, con un al-

Gli autori
I We-Traders sono architetti, artisti,
scrittori, fashion e web designer, ma anche
agricoltori, professionisti o semplici
cittadini che vogliono prendersi cura dello
spazio in cui vivono, lavorano, studiano o
passano il tempo libero. Semplici cittadini
che, per reazione alla crisi, percepita
spesso anche come collasso di valori,
hanno dato vita a progetti trasversali, per
produrre rapporti di scambio alternativi,
non commerciali, ma di esperienza
e sapere. Venticinque quelli selezionati
dal Goethe-Institut per la mostra
itinerante che, dopo Madrid, fa tappa
a Torino. Prossimi appuntamenti Berlino,
Lisbona e Tolosa.

Dall’alto: il tavolo creato
per «Love Difference»
da Michelangelo Pistoletto;
l’azione di rivitalizzazione
di organismi vegetali
«Esculenta Lazzaro»
di Caretto & Spagna;
«Dream’s Time Capsule»,
di Eva Frapiccini
Nel cerchio, lo spazio
espositivo di We-Traders

We -Traders
le nostre città
reinventate
Arriva a Torino la mostra itinerante
del Goethe-Institut: venticinque progetti
per sconfiggere la crisi con la fantasia

lestimento che ricostruisce la
piazza di un mercato interculturale, dove condividere conoscenze ed esperienze: «Qui non
esiste copyright, anzi, si invita a
copiare – raccontano Lisa Parola e Luisa Perlo del collettivo
«a.titolo», che si occupa dei temi dell’arte nella sfera pubblica, curatrici della tappa italiana
-. In un momento in cui è difficile riconoscere pratiche innovative e gli “arnesi semantici” non
bastano più, occasioni come
questa regalano parole per una
nuova narrativa».
In ogni contesto urbano che
la ospita, «We-Traders» assume un’identità diversa. Per
questa tappa si è scelto di affiancare ai progetti coinvolti alcune ricerche artistiche che si
misurano con le nozioni di democrazia e futuro. Al centro
dello spazio espositivo torinese,
un’area industriale d’inizio Novecento in via Egeo 18, dove ha
sede Toolbox, uno dei cinque
progetti torinesi, il tavolo di Michelangelo Pistoletto simbolo

di Love Difference, un grande
specchio a forma di bacino del
Mediterraneo, circondato da
sedie dei diversi paesi che si affacciano sul mare, su cui siederà il pubblico per confrontarsi,
diventando laboratorio. E poi
l’archivio di sogni Dream’s Time
Capsule, di Eva Frapiccini, dove
registrare il proprio, uscendo
dalla dimensione privata per
creare un racconto che parli insieme di memoria e di futuro;
l’azione di rivitalizzazione di organismi vegetali Esculenta Lazzaro di Caretto & Spagna, l’Archivio Mobile di storie del territorio ideato da Stefano Boccalini e Studio Ghigos per la Casa
del Quartiere di San Salvario
(un altro We-Trader torinese).
Opere che raccontano il significato vero di «We Traders»: gettare il cuore oltre l’ostacolo rendendo concrete iniziative irrituali, ponendosi l’uno di fronte
all’altro, con un laicissimo fine
etico, intercettando e costruendo un senso di appartenenza e
di comunità.

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Vitali appende il camice bianco al chiodo
«Dico basta a computer e burocrazia»

.

29

fare il giornalista, fu mio padre a spingermi a studiare medicina. Benedico quel
no, oggi sarei un mediocre giornalista. C’è chi mi consiglia di dedicarmi solo alla
scrittura, ma non cambierei la mia professione di medico per niente al mondo».
Raggiunto al telefono, però, ci tiene a precisare che la sua decisione c’entra poco
con la medicina e molto con i cambiamenti che la professione ha subìto nell’era
dei software e dei tablet. «Sono stanco della burocrazia e delle ricette da
compilare al computer. Anche perché non ne capisco lo scopo e l’utilità. Per
questo ho detto addio al Servizio pubblico. Continuerò a dare consigli e a visitare
qualche paziente. E avrò più tempo per leggere e per scrivere». I suoi lettori
saranno felici. I suoi mutuati, probabilmente, un po’ di meno. FRANCESCO MOSCATELLI

Andrea Vitali, il medico-scrittore del lago di Como - sponda lecchese, non
farà più il medico. A 58 anni il «dutur» di Bellano (il paese in cui ha
esercitato per oltre trent’anni come condotto e in cui ha ambientato gran
parte delle sue storie) ha deciso di appendere lo stetoscopio e il camice
bianco al chiodo. Smentendo quanto lui stesso aveva dichiarato sei anni fa
durante un incontro a New York: «Ho sempre scritto. Da ragazzo volevo

Capitalisti coraggiosi, con l’aiuto dello Stato
La tesi controcorrente dell’economista Mariana Mazzucato: da Internet
alle nanotecnologie, è la mano pubblica che ha reso possibile l’innovazione
TONIA MASTROBUONI
o slogan di Steve
Jobs «siate folli» e il
ragazzino solitario
che inventa un algoritmo rivoluzionario nel garage sono ormai
due immagini potentissime,
che hanno contribuito a fondare negli ultimi anni la mitologia
americana di un capitalismo
coraggioso e innovativo, quello
digitale della Silicon Valley.
Immagini che continuano ad
alimentare una storia che sa
molto di «Wild West», che ha il
sapore tipico del sogno americano dell’«uomo che si fa da
sé», ma che omettono un parti-

L

IL MITO

Quello per cui gli «spiriti
animali» del mercato
andrebbero lasciati liberi
Steve Jobs e Steve Wozniak nel garage di casa, dove nel 1976 fondarono la Apple
LA REALTÀ

Solo il settore pubblico
è capace di rischiare
con investimenti pazienti
colare non trascurabile. Quel
mito non sarebbe mai esistito
senza lo Stato.
Apple, il colosso costruito
da Jobs col simbolo ribelle
della mela morsicata, il personal computer, Internet, il Gps,
le moderne tecnologie legate
agli smartphone come il touch
screen o Siri sarebbero inimmaginabili senza il contributo
della ricerca pubblica, senza
lo «Stato imprenditore», direbbe Mariana Mazzucato.
Oltretutto in un Paese, come
gli Stati Uniti, dove si pensa - e

Mariana
Mazzucato,
46 anni,
inglese
di origini
italiane,
insegna
Economia
all’Università
del Sussex

si predica - che la sua influenza
sia minima. L’economista dell’Università di Sussex ha fatto
già discutere molto nel Regno
Unito con la sua tesi interessante e controcorrente: oggi esce
finalmente in italiano il suo Lo
Stato innovatore (Laterza) che
rovescia una serie di luoghi comuni ormai cristallizzati sul
rapporto tra Stato e mercato.
L’economista di origine italiana si pone un obiettivo ambizioso: quello di smentire la vulgata che lo Stato debba dare
spazio agli «spiriti animali» del
mercato, che, lasciati liberi, si
precipiterebbero alla ricerca di
nuove avventure innovative investendo montagne di soldi. È
vero l’esatto opposto: da decen-

ni a questa parte, come dimostrano a un’analisi attenta i progressi in alcuni settori cruciali,
la «visibile mano dello Stato» è
stata fondamentale. «Esistono
dati in abbondanza sul ruolo
chiave giocato dallo Stato nella
storia del settore informatico,
di Internet, dell’industria farmaceutica e biotech, delle nanotecnologie e dell’emergente settore delle energie verdi. In tutti
questi casi, lo Stato ha avuto
l’audacia di pensare - contro
tutte le previsioni - all’impossibile: creare una nuova avventura tecnologica, effettuare i
grandi investimenti iniziali,
mettere una rete decentralizzata di operatori nelle condizioni
di portare avanti ricerche ri-

Una talpa di montagna
tra Napoleone e Marx
Storia di Quirina, una favola di Ernesto Ferrero
illustrata da Paola Mastrocola
Storia di Quirina, di una talpa e di un orto di montagna è
il titolo della favola di Ernesto Ferrero pubblicata da
Einaudi (pp. 85, € 10). Racconta di un’anziana signora che
vive in un piccolo paese delle Alpi, dove accudisce un ortogiardino. Accompagnano il libro i disegni di Paola
Mastrocola, all’esordio come illustratrice.

PAOLA MASTROCOLA
empo fa, Ernesto Ferrero mi propone di illustrare il suo nuovo
libro. Non sono un’illustratrice né una pittrice, anche
se forse era quello che avrei
desiderato fare nella vita.
Non sono neanche così brava a disegnare, non ho pazienza, non ho studiato. Ma
mi piace da morire, lo faccio
da quando sono nata, in ogni

T

momento che riesco a ritagliarmi. Inoltre Ferrero mi dice che la favola racconterà di
una talpa, e io adoro le talpe,
questi esseri che vivono nascosti e se ne fanno due baffi
di noi. Come resistere?
Ma, sorpresa!, la favola non
parla di una talpa. O meglio,
parla tantissimo di una talpa,
ma mai direttamente. In realtà
è la storia di una donna sugli
ottant’anni alle prese con una
invisibile e imprendibile talpa

che le devasta il
mirabile orto
giardino (nonché
l’ordine rasserenante
ma un po’ solitario
della sua vita), e contro
cui intraprenderà una estenuante guerra fatta di battaglie perse. Quindi, sì, il libro di
Ferrero parla di una talpa, ma
di una talpa che non si vede
mai (o sì? questo non ve lo dico!). E ne parla di scorcio, per
allusioni e digressioni, per vie
Uno dei disegni
di Paola
Mastrocola

schiose e poi favorire in modo
dinamico il processo di sviluppo
e commercializzazione».
Basta timidezze: questo il filo rosso del libro. Lo Stato e chi
sostiene la necessità di un suo
ruolo attivo, come Mazzucato,
devono uscire dall’ombra. Il settore pubblico è uno dei rari attori del mercato che dimostra
«visione», cioè capacità di rischiare, che fa «investimenti
pazienti», che hanno una prospettiva di più lungo respiro di
quelli delle aziende. Per citare il
grande pensatore Karl Polanyi,
«la strada verso il mercato era
aperta ed è tenuta aperta da un
enorme aumento in un continuo interventismo centralmente organizzato e controllato». E
Mazzucato cerca anche di liberare il settore pubblico dal ruolo marginale in cui vorrebbe
spingerlo chi teorizza la necessità che, se proprio deve mettere il naso nell’economia, si limiti
a correggere le imperfezioni del
mercato. L’economista cita numerosissimi esempi di successo
che giustificano, sostiene, un
attivismo pieno e senza complessi dello Stato.
Ancora una volta, uno sguardo ai dati aiuta a sostanziare
questa tesi: insieme a un calo
generalizzato degli investimenti del settore privato in ricerca
e sviluppo registrato negli ultimi decenni, Mazzucato mette
in evidenza la tendenza preoccupante di molte aziende quotate a destinare somme crescenti al riacquisto delle proprie azioni: un trucco per incrementarne il valore e gonfiare il
portafoglio dei top manager. Di
innovativo, in queste operazioni, c’è ben poco.

La rivelazione
di un Nobel:
“Così è nato l’iPod”
Anticipiamo un brano da Lo Stato
innovatore di Mariana Mazzucato
(Laterza, pp. 351, € 18).
L’introduzione all’edizione italiana sarà
pubblicata sulla webzine Eutopia
(www.eutopiamagazine.com)

MARIANA MAZZUCATO
n raro caso di riconoscimento pubblico dell’importanza della ricerca tecnologica finanziata dallo Stato nel preparare il terreno per i prodotti Apple è stata
l’assegnazione dei premi Nobel del 2007. Il
francese Albert Fert e il tedesco Peter Grünberg quell’anno ricevettero il Nobel per la fisica per il loro contributo allo sviluppo della
magnetoresistenza gigante (Gmr). La magnetoresistenza gigante è un effetto meccanico quantistico osservato in strutture a strati
in film sottile, che ha trovato l’applicazione
più importante nei sensori di campo magnetico usati nei dischi rigidi e in altri dispositivi.
Nel discorso di premiazione, Börje Johansson
(2007), membro dell’Accademia reale svedese delle scienze, spiegò l’importanza dell’invenzione della magnetoresistenza gigante
per la società attribuendo l’esistenza dell’iPod a questa grande scoperta scientifica.
La storia dell’invenzione e della commercializzazione del micro disco rigido è particolarmente interessante, perché lo sviluppo
di questa tecnologia, dalle origini alla sua
forma attuale, illustra alla perfezione quanto sia importante lo Stato, non solo per creare la base scientifica necessaria per l’innovazione ma anche per agevolare la trasformazione di idee astratte in prodotti industriali commerciabili.

U

traverse. Ed è questo che mi
piace tantissimo del suo libro.
Perché così io posso buttarmi in queste viuzze
laterali, e disegnare la
storia che non c’è, la storia-talpa che serpeggia nelle
gallerie segrete a un
metro sottoterra, a
un palmo dalla superficie.
Un libro, d’altronde, non è certo solo
trama. È digressioni,
strade laterali, parallele, sotterranee. Le metafore, le similitudini, le citazioni, le allusioni colte che un
autore ci mette non sono altro
che l’ipotesi di altre storie, vie
indirette, secondarie che volutamente depistano su altre storie; rivoli, sentieri, viottolini,
che decide il lettore se prendere o non prendere.
Io li ho presi. Ho preso tutti i
viottoli che Ernesto Ferrero mi
ha offerto. Troppo invitante!
Quando lui butta lì una citazione, anche minima, o una perifrasi che evidentemente depista il discorso ed è inessenziale
alla trama, per me è un mare di
figurine che mi si apre nella te-

sta. Come le suorine del vicino
ospizio che vanno a raccogliere
le pere appena crollate al suolo
per farne marmellate… Cosa
c’entrano? Niente. Ma sono irresistibili. O quando a un certo punto Ferrero cita la Treccani e ci informa che le talpe
nuotano, e che mangiano insetti e piccoli rettili: come resistere al disegno di una talpa
con maschera e pinne, e di una
talpa cattivissima con le fauci
aperte su un ignaro vermicello? O ancora, quando Quirina
e suo genero il Marchese citano Amleto che dà della vecchia talpa allo spettro del padre, e Marx che paragona la
rivoluzione a una vecchia talpa, e Napoleone che ha fatto
un milione di morti in Europa… Come non «vedere», insieme alla talpa, Amleto col
teschio in mano, il faccione
barbuto di Marx e la mano nel
panciotto di Napoleone?
Forse illustrare un libro non
è altro che seguire viottoli e
sentieri, perdersi tra le righe
del non detto, del poco detto,
del solo alluso. Prendendosi la
libertà infinita di raccontare, a
disegni, persino un’altra storia.

.

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Articoli e fotogallery
lastampa.it

Altro che film
irriverente
ma Nicole evita
la melassa
ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH
CANNES

omerset Maugham, che
sulla Costa stava di casa,
definì Monaco un luogo
«sunny» (solare) per gente
«shady» (che se ne sta nell’ombra): ovvero gente di ambigua reputazione come il
tycoon greco Onassis che di
Montecarlo, tramite la Société des Bains de Mer, controllava Casinò e hotel di lusso. Ma i conti non tornavano,
nei primi Anni 50 la leggenda
del piccolo principato era in
declino, occorreva rilanciarne
l’immagine. E a rilanciarla fu
proprio il matrimonio del
Principe Ranieri III con Grace Kelly, giovane diva all’apice
della fama per avere infilato
alcuni memorabili film fra cui
gli hitchcockiani Delitto perfetto, Finestra sul cortile e Caccia al ladro. Stando alle biografie, quella favola romantica fu programmata a tavolino.
La posta in gioco era la sopravvivenza del regno e Grace si dimostrò la scelta giusta
perché, oltre a emanare glamour hollywoodiano, proveniva da un’ottima famiglia di
fede cattolica; perché aveva
forza di carattere, fascino e
una delicata bellezza stile High Society che la rendeva perfetta a sostenere nella vita un
ruolo regale.
Tutto questo il biopic Grace
di Monaco, in uscita oggi nelle
nostre sale, lo adombra e riassume nella cronaca di un anno
fatidico, il 1962: quando la Kelly in nome della ragion di stato rinunciò a tornare a recitare con Hitch in Marnie; e
quando il braccio di ferro
fra Ranieri e il presidente
De Gaulle, intenzionato ad
annettere quello statarello anacronistico che sottraeva alla Francia i soldi
dei suoi più ricchi contribuenti, si risolse in un
accordo a vantaggio di
entrambi. Sullo schermo la principessa, il
principe e i vari comprimari si muovono sulla
base di un copione che
rivisita i fatti in chiave
romanzesca, mettendo
in scena complotti di
corte e turbolenze familiari. Eppure, sebbene giudicata fasulla e farsesca dagli eredi Grimaldi, la pellicola
non è assolutamente irriverente nei confronti della coppia monegasca: anzi, tralasciando i possibili accenni alle
crisi e agli amori extraconiugali dei due, il film di Olivier
Dahan ha semmai il difetto
opposto di essere giocato su
un registro edificante, come
congelato in una sorta di reverenza mistica nei confronti
della protagonista. Fortuna
che Nicole Kidman, grazie a
un’interpretazione di convincente spessore, provvede per
quel che può a riscattare il
personaggio dalla melassa.

S

CANNES 2014

30 .Spettacoli

LA STAMPA

Su e Giù
Somewhere, la classe
Sofia Coppola non è la bellona patinata e
meno male. Il suo fascino si rintraccia
nella classe, nell’intelligenza, nella faccia
volitiva e forte che ricorda i volti decisi che
si incontrano nelle nostre campagne del
Sud. Il vestito scelto è adatto e divertente
senza essere ingombrante

The girl
È l’idolo delle
ragazzine perché tutte
vorrebbero
somigliarle. E come dar
loro torto? Blake Lively
star di “Gossip girl”
non sbaglia, bello il
vestito fino nel colore,
strategico lo spacco su
sandalo assassino,
perfetta l’acconciatura
e pure gli orecchini. Si
sospetta un aiutino sul
seno ma in fondo
niente di male se il
resto è di tale fattura

Un bouquet
Ecco i petali che
donano, quelli di
Carole Bouquet,
magrissima e tonica,
gli anni che passano
accarezzandola, una
forma palestrata che
non infastidisce. Bene
perciò la scollatura, le
braccia nude che non
cedono, il sandalo in
pendant. Pochi i
gioielli, lei punta su
bracciale e orecchini
a cerchio che
donano sempre

Le pagelle e la fotogallery
lastampa.it

“Grace”, com’è lontana
Monaco dalla Croisette
Il film di Dahan che apre il festival con qualche fischio
incentrato sui difficili rapporti tra Francia e Principato
FULVIA CAPRARA
INVIATA A CANNES

ulla scalinata del Palais, tra i flash e i lustrini della serata inaugurale, le polemiche s’infrangono davanti alla
moltitudine dei fotografi
in smoking e perfino
l’imbronciato Dahan,
regista del film che ha
provocato lo sdegno
della famiglia Grimaldi e che il Festival ha invece accolto
a braccia aperte, riservandogli il posto
d’onore del gala
inaugurale, concede un mezzo sorriso: «Grace di Monaco non vuol essere un “biopic”,
ma il ritratto di
una donna che è
stata attrice e poi
è diventata Principessa. Un film
complesso, ma

S

allo stesso tempo accessibile».
Grace il ritorno sul grande
Alla prima proiezione per la schermo in Marnie, a quella,
stampa l’accoglienza è stata verso la conclusione, in cui il
fredda, silenzio quasi tombale, presidente De Gaulle in persorotto dal sibilo di alcuni fischi e na, proprio mentre infuria la
da qualche sparuto battimani. querelle fiscale tra Francia e
Le ultime dichiarazioni della fa- Principato, partecipa al Ballo
miglia monegasca hanno fatto della Croce Rossa officiato dalla
infuriare Dahan, privandolo, an- Principessa: «È vero, Hitchcock
che se per poco, dell’aria da ra- non è andato a Monaco, ma avegazzo eccentrico, programmati- vo bisogno dell’immagine di
camente dispettoso. Ed è inutile quelle due persone che si inconaggiungere che, anche sulla sa- trano lì, e lo stesso vale per la
crale «monteè des marches», il scena di De Gaulle. Spero che,
regista si è presentato con la te- della mia ricostruzione, si colga
sta coperta dal
l’intento di andasolito berretto ne- LA PRESIDENTE CAMPION re oltre, di indaro da monello:
nella pro«Giudicheremo gare
«Non sono uno
fondità del perunendo emozione sonaggio».
storico e nemmee razionalità»
no un biografo,
L’anno cruciama questo non sile scelto per racgnifica che non sia stato co- contare l’epopea di Grace è il
scienzioso nel trattare l’intera 1962, quello in cui, sposata da sei
materia». Eppure le licenze poe- anni e madre di Caroline e Altiche non mancano, anzi, sono berto, da una parte si ritrova a
distribuite a piene mani, dalla valutare la possibilità di tornare
scena iniziale che vede Alfred sul grande schermo, e dall’altra
Hitchcock in visita a Monaco, è coinvolta in prima linea nella
con l’obiettivo di proporre a dura contesa che vede contrap-

La protagonista Kidman

“Mi rattrista il no dei figli
ci ho messo molto amore”
paragoni saranno inevitabili, e, chi ricorda bene l’originale, non solo nei film entrati
nella storia del cinema, ma anche nei cinegiornali d’epoca,
non potrà che ripetere quanto
la bellezza della vera Grace fosse inarrivabile e quanto la diafana Kidman, pur mettendocela tutta, non possa eguagliarla.

I

Il film, d’altra parte, non aiuta
più di tanto. La ricostruzione
degli ambienti, dei costumi e
dei gioielli è impeccabile, ma ciò
che manca alla Principessa del
film di Olivier Dahan è quella risoluta dolcezza, quel fuoco che
ardeva sotto l’apparenza celestiale, quel contrasto intrigante
che aveva fatto impazzire Al-

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

dal tappeto rosso
Castamente

DI MICHELA
TAMBURRINO

Abbottonata

Effetto gallo cedrone
o ballerina di Siviglia
per Laetitia Casta
troppo dimagrita.
Petali di stoffa e nastri
che esaltano
fiorellini traforati. La
fascia nera che
rimborsa il lato B e
l’effetto peplo, è di
servizio, utile solo a chi
è in stato interessante.
In compenso la schiena
e le braccia reggono
la prova del nudo.
Niente gioielli, bene.
I capelli lasciati
al caso, male

Il presidente di giuria
Jane Campion somiglia
a Geronimo, il
venerando capo
indiano. Un taglio al
capello aiuterebbe
come un completo
meno accecante di una
taglia più consona al
peso. Quel bottone
caparbiamente chiuso
potrebbe esplodere in
faccia a qualche
collega causando
disastri. Il pantalone è
sformato e le scarpe
argento richiamano
solo i capelli

Chiara e lo scuro
La Morticia Addams della serie
televisiva aveva un’aria più
allegra di Chiara Mastroianni
che si è piastrata tutta, dalla
testa ai piedi. Le borse sotto
gli occhi fanno parte del
personaggio ischeletrito e
fisso in un’espressione
inespressiva

Nicole Kidman ieri sera sul
tappeto rosso, e qui a fianco in
una scena del film con Tim Roth

posto il suo piccolo Regno al governo francese, infuriato per le
agevolazioni fiscali che spingono gli imprenditori transalpini a
prendere la residenza a Monaco
e a fare affari lì, lontano dalla patria. Ma non è tutto, il germe del
tradimento si annida nella famiglia reale dove Dahan descrive
la figura della sorella di Ranieri
di Monaco, Antoinette, come
quella di una spia al servizio dei
francesi. Più che la rappresentazione della protagonista, magari
discutibile, magari non perfettamente aderente alla realtà, de-

v’essere stato questo l’elemento
che ha leso gravemente la sensibilità dei Grimaldi: «Certo, intorno alla vicenda c’è un contesto politico, ma tutto è inscritto
nel quadro delle decisioni che
Grace è costretta a prendere in
quel periodo. Mi auguro che la
storia del film risulti universale,
perchè parla dei passi che una
donna deve fare a un certo punto della propria esistenza».
Durante il gala, nel «Grand
Théatre Lumière», prima di Nicole nei panni di Grace e di Tim
Roth in quelli del consorte, il pal-

coscenico del Festival è tutto
per Lambert Wilson, un padrino
perfettamente a suo agio che, alla fine, costringe la Kidman a
improvvisare qualche passo di
danza in platea: «È sempre stato il mio sogno, stasera lo realizzo». La sceneggiatura della serata prevede un assolo dell’attore dedicato al Festival, ai suoi
protagonisti, al direttore
Thierry Fremaux e a Gilles Jacob che quest’anno lascia il suo
posto, ma anche a quelli che se
ne sono andati. Da tanto, come
«Luchino, Federico, Roberto,

fred Hitchcock e, con lui, il pubblico di tutto il mondo.

posizione nettamente critica
nei confronti del film, e infatti
nessuno è venuto al Festival
dove spesso, in passato, si sono visti il Principe Alberto e le
sorelle. Che ne dice?

re persone realmente esistite,
ogni volta l’approccio è differente. In questo caso c’era tanto
materiale d’archivio, documentari, filmati, e poi ho visto tutti i
film di Hitchcock con Grace
Kelly, il mio preferito è La finestra sul cortile. Comunque il
punto era rendere l’essenza della persona, senza fermarsi alla
somiglianza fisica, o al fatto che
io, come lei, sono un’attrice, anche se, certo, non ho sposato un
principe, anzi forse si, un principe di campagna...».

Cosa l’ha spinta ad accettare il
ruolo di Grace di Monaco?

«La sfida, l’opportunità, mai
avuta finora, di interpretare un
personaggio così complesso,
una donna che, nell’arco di un
film, esprime i sentimenti più
diversi e subisce profonde trasformazioni. Da attrice famosa
a moglie innamorata, da madre
sollecita e persona politicamente e socialmente impegnata. Ricordo ancora il giorno in cui
Dahan, a Parigi, mi ha offerto la
parte, e io sono scoppiata a
piangere, una reazione strana,
inattesa anche per me».
La famiglia Grimaldi ha una

«Ovviamente la cosa mi rattrista, anche se ritengo che il film
non abbia nulla di offensivo nei
confronti di Grace. Capisco anche che, siccome si parla dei loro genitori, i figli facciano di tutto per proteggerne la memoria.
Se mai avessi un giorno la possibilità di incontrarli, direi loro
che tutto è stato fatto nel segno
dell’amore».
Come si è avvicinata al personaggio?

«Mi è già capitato di interpreta-

Solo alla fine la protagonista
accetta e comprende appieno
il suo nuovo ruolo nel Principato. Che cosa è accaduto?

«Grace è sempre stata animata

Vittorio, Michelangelo, Ingmar, Akira» e da poco come
Alain Resnais: «Mi raccomando, prendetevi cura di lui». In
sala qualcuno ha gli occhi lucidi, per esempio il presidente di
giuria Jane Campion che, in
tailleur bluette e capelli candidi sciolti sulle spalle, prende la
parola dopo un filmato con un
montaggio delle sue opere:
«Sono davvero emozionata, devo moltissimo a questo Festival, senza Cannes, la mia carriera sarebbe stata un’altra». I
giurati, da Willem Dafoe a Sofia Coppola, da Nicolas Winding Refn a Carole Bouquet,
da Gael Garcia Bernal a Leila
Hatami, da Jia Zhangke a
Jeon Do-Yeon, la ascoltano
sorridendo: «Cercheremo un
verdetto che sappia coniugare
l’emozione della scoperta con la
razionalità di un confronto senza pregiudizi».
La frase di rito che segna l’avvio della manifestazione è affidata alla coppia formata dal
messicano Alfonso Cuaron e da
Chiara Mastroianni, con il tempo sempre più simile al padre
che occhieggia nei poster di cui
la Croisette è tappezzata. Da ieri parlano i film, e l’impressione
è che abbiano molto da dire.

da passione e curiosità per la vita, ma è anche stata così profonda da capire che, per andare
avanti, era necessario compiere
una scelta e che lei e suo marito
dovevano imparare a conoscersi, perchè, in fondo, si erano
sposati senza sapere granchè
l’uno dell’altra».
Se, come Grace, si trovasse a
dover scegliere tra lavoro e famiglia, cosa farebbe?

«Per fortuna non mi sono trovata davanti a questo dilemma,
ma certo l’amore è il centro della vita e senza non si può stare.
E poi con i figli l’esistenza cambia radicalmente, anche le soddisfazioni professionali acquistano un’altra prospettiva». [F.C.]

.

Spettacoli .31

Lissner: formidabili
i miei anni alla Scala
(a parte i giornalisti)
Show del sovrintendente uscente
“I conti del teatro sono in ordine
ma quanta malafede contro di me”
«Non essere riuscito a portare
a Milano sir Simon Rattle».
L’opera sarà anche noiosa, co- Quanto a Muti, «gli ho scritto
me dice chi non ci va, ma alla offrendogli un titolo a sua scelScala annoiarsi è decisamen- ta. Nessuna risposta».
te impossibile. Nel bel mezzo
Lungo e delicato il capitolo
dell’«affaire» Pereira, defla- su coproduzioni, affitti e vendigra anche il suo predecessore. te di spettacoli, cioè quel che
Prima di installarsi all’Opéra sta forse costando la poltrona a
di Parigi dal 1° settembre, Pereira. «Io ho fatto 172 produStéphane Lissner convoca zioni, 117 d’opera e 55 di balletuna conferenza stampa per to. Le coproduzioni sono state
fare il bilancio sui suoi nove 26. Preferisco gli scambi, tipo
anni da sovrintendente ma so- quello con il Covent Garden: noi
prattutto per togliersi qual- abbiamo mandato a Londra Nache macigno dalle scarpe. E bucco e Frau ohne Schatten, loro
tirarlo in testa ai giornalisti a Milano Falstaff e Les Troyens.
che non sanno quel che scri- Non ho mai comprato uno spetvono (e talvolta non scrivono tacolo». Sullo shopping di Pequel che sanno)
reira a Salisbure anche, indiL’AFFAIRE PEREIRA go, da Lissner
rettamente, al
una parola.
«Non commento non
suo successore
Nemmeno sul
Però io gli spettacoli fatto se ne fosse
designato ma
non li compravo» al corrente, per
non confermato dal CdA (il
esempio quello
verdetto è atteso oggi) e non dei Meistersinger. «No comamato da lui.
ment». In realtà lo sapeva: una
L’inizio è rassicurante. Lis- lettera a firma Lissner e intesner dà i numeri della sua ge- stata «Directeur Délégué» delstione, che sono buoni: au- l’Opéra lo attesta. Altra frecciamento delle alzate di sipario, ta a Pereira: «Se ha fatto delle
aumento dei ricavi della bi- modifiche alla stagione ’14-’15
glietteria (da 21 a 30,3 milio- della Scala, che avevo presentani), leggera riduzione del
costo del personale. Il dato
più interessante è che sui
117 milioni di
budget, 43 arrivano dai privati, 30 appunto dai biglietti e solo
40 dal pubblico, di cui meno
di 29 dallo Stato. Insomma, il
63% del bilancio della Scala
non grava sul
contribuente,
la percentuale
più alta in Europa. «Proprio
per questo dice Lissner posso difendere con forza
l’idea di un teatro pubblico,
un teatro di
tutti».
Sul fronte
artistico,
un’ammissione. Quel che ha funzionato
meno è il repertorio italiano,
Stéphane Lissner, francese,
che poi alla Scala non è esat61 anni, sovrintendente e direttore
tamente secondario. «Pare
artistico della Scala dal 2005
che non sempre io sia riuscito
Dal 1° settembre dirigerà l’Opéra
a mettere insieme tutti i comdi Parigi. Oggi il Consiglio
ponenti dell’opera, direttore,
d’amministrazione della Scala
cantanti e regia. È stata semdeciderà se confermare la fiducia
pre colpa mia? Non lo so. Quel
al suo successore designato,
che è certo è che a Milano si fa
l’austriaco Alexander Pereira
confusione fra tradizione e
conservatorismo e purtroppo
più si va avanti e più c’è conservatorismo e meno vera tra- to pronta al 100%? Credo di sì.
dizione». Esempi? «La Butter- Se io arrivando a Parigi ho camfly di Michieletto a Torino è biato la stagione del mio predestata contestata ma alla fine è cessore? Certamente no».
Il resto è una puntigliosa sepassata. Alla Scala non sarebrie di precisazioni, correzioni.
be passata mai».
Più spericolata l’afferma- richieste di rettifica e lavate di
zione che il livello dell’orche- testa ai giornalisti, anche ad alstra sia migliorato, condivisi- cuni tra i presenti. Sono state
bile la scelta dei tre spettacoli- bacchettate a turno tutte le
simbolo di questi nove anni, principali testate milanesi. PenTristan di Chéreau, La sposa tito di aver tolto l’accredito a
dello zar di Cerniakov, Lohen- Paolo Isotta? «Per nulla. Ne sogrin di Guth (nessun titolo ita- no molto felice e lo rifarei subiliano, appunto). Rimpianti? to». Voilà.
ALBERTO MATTIOLI
MILANO

Sassolini

.

GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014 LA STAMPA 32

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

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Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 15 maggio 2014

Rai 1
6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Tutti in cucina con
Antonella Clerici, nella
14ª edizione del programma
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
15.20 La vita in diretta Attualità Una coppia inedita al
timone dello storico
programma pomeridiano, Paola Perego e Franco Di Mare
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded

Rai 2
6.55 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives TF
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
10.50 Elezioni Europee 2014 Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.05 Elezioni Europee 2014 Tavola rotonda
17.55 Tg2 Flash Lis
18.00 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

Rai 3

6.55 Friends Telefilm
7.25 Vecchi bastardi Varietà
8.20 Urban Wild Attualità
9.20 Come mi vorrei Varietà
10.05 Dr. House - Medical division Telefilm
12.05 Cotto e Mangiato - Il
Menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset Sport
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.05 I Simpson
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine
Telefilm

Rete 4

21.15
The Patriot

FILM. (pol., 2008) con Viggo Mor-

VARIETÀ. La seconda di tre sera-

DOCUMENTARI. Per la “wild expe-

FILM. (avv., 1998) con Steven Sea-

tensen, Renée Zellweger. Regia
di Ed Harris. Fine ’800. Due uomini vengono assunti per proteggereunacittadinadelNewMexico da un temibile ranchero

te in compagnia dello spettacolo dei record che l’irresistibile
trio, formato da Aldo, Giovanni e Giacomo, ha portato in giro
per i teatri d’Italia.

rience” di questa settimana,
Fiammetta Cicogna ci porterà
a conoscere il campione del chilometro lanciato sugli sci Simone Origone

gal, Gaylard Sartain. Regia di
Dean Semler. Un gruppo armato di ispirazione nazista non esita
a contaminare una regione del
Montana con un virus mortale

TELEFILM. La squadra sta inda-

FICTION. Lorenzofaunsognopre-

gando su un omicidio che
potrebbe essere collegato a un
possibile attacco terroristico a
un treno. Nel frattempo, in
Afghanistan scompare Kensi

★★★

23.10 Quel gran pezzo dell’Italia Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Cortoreale Gli anni del
documentario italiano
1.35 La musica di Raitre

23.30 Matrix Attualità Conduce Luca Telese
1.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
2.00 Striscia la notizia Varietà
satirico
2.35 Uomini e donne

0.00 Chiambretti supermarket Varietà
1.55 Shameless Telefilm
3.30 Grande Fratello - Live
3.50 Sport Mediaset
4.25 Studio aperto - La giornata

La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache Attualità
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’Ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm
16.35 Oceano rosso Film (avv.,
1955) con John Wayne,
Lauren Bacall. Regia di
William A. Wellman
★★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore Soap
opera

21.10
Wild - Oltrenatura

21.05
Appaloosa

23.00 Elezioni Europee 2014 Intervista
23.30 Tg 2
23.45 In Bruges - La coscienza
dell’assassino Film
1.20 Rai Parlamento Telegiornale

Italia 1

21.10
Ammutta Muddica

21.10
NCIS: Los Angeles

23.20 Canzone Elisa - L’anima
vola Musicale
0.35 Tg 1 - Notte. Che tempo fa
1.10 Cinematografo
2.00 Storie della Letteratura
2.10 Una vita non violenta
Film (dramm., 2000)

6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine Soap
opera
14.45 Uomini e donne Talkshow
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia Varietà
satirico

7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee 2014 Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.25 Pane quotidiano
12.50 Ciclismo: Giro d’Italia
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Ciclismo: Giro d’Italia
18.05 Aspettando Geo
18.15 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

21.15
Un medico
in famiglia 9
monitore e decide di dare un’ultima possibilità al rapporto con
Sara.EnricaeLibero,intanto,tentano di evitare la sua partenza

Canale 5

21.10
Announo

★★

ATTUALITÀ. Giulia Innocenzi
conduce la quinta puntata del
programma ideato da Michele Santoro. In studio, 24 ragazzi pronti a commentare i temi
più caldi della politica

23.20 Cobra Film (pol., 1986)
con Sylvester Stallone,
Brigitte Nielsen, Reni
Santoni
1.20 Tg 4 Night News
1.45 Nerone Film (comm.,
1976) con Paolo Stoppa

0.00 Tg La7 Night Desk Attualità La striscia di approfondimento quotidiano
in onda dal lunedì al
venerdì in seconda serata
1.15 Otto e Mezzo Attualità

digitale terrestre
RAI 4

21

15.05 Brothers and
Sisters Serie
15.50 90210 Serie
16.35 Streghe Serie
17.20 Rai News - Giorno
17.25 Streghe Serie
18.10 Joan of Arcadia
Serie
18.55 Greek Serie
19.40 Xena Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 Shaolin Film
23.25 Supernatural Serie
1.00 Sword Art On Line
Telefilm

RAI 5

23

17.55 David Letterman
Show
18.45 Beethoven:Missa
Solemnis
20.10 Ariel Ramirez:
Misa Criolla
20.35 Passepartout: La
Materia Oscura
21.15 Petruska Presenta
21.20 Il Sogno Di Una
Cosa
22.55 Petruska - Musica
Degenerata?
23.30 David Letterman
Show

RAI STORIA 54
18.40 Il giorno e la storia
19.05 I-Varieta’ Buonasera
Raffaella
20.30 Il tempo e la storia L’Europa e
l’Onu:le grandi
idee di riforma
21.15 a.C.d.C. Viaggio
nei secoli bui:la
morte nera
22.15 a.C.d.C. Annibale
23.10 Luoghi misteriosiTarxien, la civilta’
dimenticata

RAI MOVIE

10.10 Giuramento Film
12.15 Indiavolato Film
13.55 Falso tracciato
Film
15.55 Indiscreto Film
17.40 Rai News - Giorno
Notiziario
17.45 Semplicemente
insieme Film
19.25 Questione di
cuore Film
21.15 Qui dove batte il
cuore Film
23.50 Wolf Creek Film
1.30 Rai News - Notte

film
17.20 Miseria e nobiltà Il
marchesino Eugenio
vorrebbe sposare la
figlia di un nuovo ricco.
Con Totò SKY CLASSICS
17.25 Nessuno è perfetto
Ornella Muti, dopo il
matrimonio con
Pozzetto, si rivela un ex
paracadutista SKY
COMEDY

17.30 Hitchcock SKY CINEMA 1
17.50 Ember - Il mistero della
città di luce Ember è
sempre avvolta nel
buio, l’unica fonte di
luce è un generatore
SKY CINEMA FAMILY

18.55 Looper - In fuga dal
passato SKY MAX
19.00 C’era una volta 1600: il
principe Omar Sharif
s’innamora della bella
popolana Sophia Loren
SKY CLASSICS

19.05 The Mexican - Amore
senza la sicura Brad Pitt
e Julia Roberts, innamorati sempre in crisi,
arrivano a un bivio SKY
HITS

19.10 Terapia d’urto Il mite
Adam Sandler è
costretto a farsi curare
dallo psicologo Jack
Nicholson SKY COMEDY
Il club di Jane Austen I
romanzi di Jane Austen
diventano le vicende di
sei americani SKY
PASSION

19.15 Ultimatum alla Terra
Con Keanu Reeves, il
remake del grande
classico di fantascienza
di Robert Wise SKY
CINEMA 1

19.30 Zampa 2 - I cuccioli di
Natale Quando
Mamma Natale parte
per Pineville i cuccioli di
Zampa saltano sulla
slitta SKY CINEMA FAMILY
21.00 Sky Cine News SKY
CINEMA 1

Le 5 leggende Quando
Pitch decide di impossessarsi del mondo, i
Guardiani si uniscono
SKY CINEMA FAMILY

Duello nel Pacifico Lee
Marvin precipita su
un’isola del Pacifico
dove si nasconde
Toshiro Mifune SKY
CLASSICS

Il principe abusivo

serie tv
18.20 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
18.30 Donne nel mito Raffaella Carrà DIVA
UNIVERSAL

How I Met Your
Mother FOX
18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
19.00 Ghost Whisperer FOX
LIFE

SKY

The Words SKY PASSION
Il caso Thomas
Crawford Anthony
Hopkins è l’uxoricida di
un’adultera. Spara e si
costituisce SKY MAX
21.10 La fredda luce del giorno SKY HITS
Scary Movie 5 SKY

Tutto in famiglia FOX
19.10 N.C.I.S. FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
19.55 Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.00 Body of Proof FOX LIFE
20.05 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
20.10 The Big Bang Theory
FOX

20.35 The Big Bang Theory

CINEMA 1

22.40 Kill Bill - Volume 1 Uma
Thurman, vittima di
una imboscata durante
le nozze, perde marito
e figlio SKY CINEMA 1

CIELO

22

11.50 Noi Non Siamo
Angeli Film
13.45 La poliziotta fa
carriera Film
15.30 My name is
Tanino Film
17.35 Franco, Ciccio e Le
Vedove Allegre Film
19.30 A-team Telefilm
20.15 Hazzard Telefilm
21.05 La lettera scarlatta Film
23.25 Vidocq Film
1.20 Marianna Ucrìa
Film

UNO

19.25 Demolitori d’azzardo
NATIONAL GEOGRAPHIC

19.30 Nixon e Krushev Erwitt ARTE
Staffetta in cucina
19.50 Giardini da incubo

LEI

SKY UNO

19.55 Esperimenti esplosivi
20.00 Miles Davis - Le
Querrec ARTE
Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.15 Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.30 Ogni volta Vasco:
Siamo solo noi ARTE
20.55 Missione Recupero: la
sfida finale NATIONAL

Top Gear
DIVA

LIFE

Accumulatori seriali
LEI

21.10 Mimmo Rotella ARTE
Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

21.45 L’oro di Napoli: Museo
Archeologico ARTE
21.55 Come restare giovane

FOX

22.00 Fast n Loud

DISCOVERY

CHANNEL

22.05 Hell’s Kitchen Italia

DIVA UNIVERSAL
FOX

REAL TIME

SKY UNO

31

16.40 Quattro matrimoni - Canada
17.35 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.30 Molto bene
19.25 Best Bakery
Varietà
20.20 Il boss delle torte
Documentari
21.10 Extreme
Makeover: Home
Edition Sudamerica
22.10 Hotel cercasi
Documentari

DMAX
14.15
15.10
16.00
16.50
17.45
18.35
19.30
20.20
21.10
22.00
22.50
23.15
0.35

film
17.05 E alla Fine Arriva Polly
PREMIUM UNIVERSAL

17.15 Il discorso del re Re
Giorgio VI cerca di
superare la sua balbuzie con l’aiuto di Lionel
Logue PREMIUM CINEMA
The Kingdom PREMIUM
CINEMA ENERGY

17.20 The Resident Dopo la
separazione, Juliet si
trasferisce a Brooklyn,
in un bellissimo loft
PREMIUM CINEMA EMOTION

17.50 Indovina Chi Sposa Mia
Figlia! PREMIUM COMEDY
18.40 Smoke Storie incrociate
di un gruppo di frequentatori di una
tabaccheria di Brooklyn
PREMIUM UNIVERSAL

18.55 Dogville Inseguita dai
gangster, Nicole
Kidman arriva a
Dogville. La comunità
la nasconde PREMIUM
CINEMA EMOTION

19.10 Biancaneve e il cacciatore Rupert Sanders
rilegge la fiaba dei fratelli Grimm PREMIUM
CINEMA ENERGY

19.15 Come ammazzare il
capo... e vivere felici
PREMIUM CINEMA

LEI

22.25 Back in the Game
22.45 Wallflower Tango
C’era una volta

DISCOVERY

CHANNEL

UNIVERSAL

8

14.15 Scrubs
15.10 New Girl
16.00 Catfish: False
Identita’
16.50 Teen Mom 2
17.50 16 Anni e Incinta
18.50 Vieni a Vivere dai
Miei
20.15 New Girl
21.10 Prima del tramonto Film
22.40 Il Testimone
0.50 Are You The One?
Un Esperimento
D’Amore

PREMIUM
CINEMA EMOTION

ARTE

C.S.I. FOX CRIME
Scandal FOX LIFE
New Girl FOX
21.25 Modern Family FOX
21.50 Aiutami Hope FOX
21.55 N.C.I.S. FOX CRIME
Grey’s Anatomy FOX

16.15 Fratelli in affari
Varietà
17.15 Vendite impossibili Varietà
18.00 Buying & Selling
Documentari
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
Documentari
21.10 Donnie Darko Film
23.15 Vice Magazine
0.15 Top Dj Varietà
1.15 Boogeyman 2 - Il
ritorno dell’uomo
nero Film

16.45 La Spiaggia

SKY

21.00 Destini incrociati hotel

UNIVERSAL

MTV

26

intrattenimento
19.20 L’uomo di casa

GEOGRAPHIC

20.50 Donne nel mito Karen Blixen DIVA
21.00 Miss Marple

IRIS

NATIONAL GEOGRAPHIC

FOX

COMEDY

24

19.30 All’ultima Spiaggia
PREMIUM COMEDY

20.55 Tuffo Nel Vuoto
PREMIUM CINEMA

21.15 La migliore offerta Una
storia d’amore fuori
dagli schemi ambientata a Vienna. Di
Giuseppe Tornatore
PREMIUM CINEMA

Snatch-Lo Strappo
PREMIUM UNIVERSAL

Codice: Swordfish Un
temuto hacker è scelto
da un terrorista (John
Travolta) per un colpo
in banca PREMIUM
CINEMA ENERGY

Scusa ma ti chiamo
amore Federico Moccia
racconta la Roma bene
dei quartieri alti. Con
Raoul Bova PREMIUM
CINEMA EMOTION
PREMIUM
COMEDY

Baby Mama

22.55 Van Helsing Van
Helsing, cacciatore di
vampiri, fa parte di una
società segreta del
Vaticano PREMIUM
CINEMA ENERGY

23.00 40 anni vergine Il quarantenne Andy Stitzer
è ancora vergine ma
non se ne preoccupa
più di tanto PREMIUM
COMEDY

23.05 Alpha dog Vera storia
di Jesse James
Hollywood, il più giovane ricercato dall’Fbi
PREMIUM UNIVERSAL

Scusa ma ti voglio sposare PREMIUM CINEMA
EMOTION

52

Ci sei o ci fai?
Top Gear
Matto da pescare
Airport Security
Property Wars
Una famiglia in
affari
Affare fatto!
Banco dei pugni
Texas Tarzan
Caccia all’uomo
The Soul
1000 modi per
morire
Airport Security

serie tv
15.05 Flikken - Coppia in
giallo TOP CRIME
15.50 Supernatural ACTION
16.10 Una mamma per
amica MYA
16.20 Friends JOI
16.35 The Shield ACTION
16.50 2 Broke Girls JOI
17.00 Incantesimi D’amore
MYA

17.05 Monk TOP CRIME
17.15 Suburgatory JOI
17.25 Spooks ACTION
17.40 Shit! My Dad Says JOI
17.55 Psych TOP CRIME
18.10 Big Bang Theory JOI
18.25 Supernatural ACTION
18.40 Una mamma per
amica MYA
18.50 Due Uomini e 1/2 JOI
19.15 Mike & Molly JOI
19.20 The Shield ACTION
19.30 Criminal Intent TOP
CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
The Vampire diaries
MYA

20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.20 Law & Order: Unità
Speciale TOP CRIME
21.05 Rizzoli & Isles TOP
CRIME

21.15 Suits JOI
Arrow ACTION
22.00 Nikita ACTION
22.05 Shameless JOI
Dracula MYA
22.45 Law & Order: Unità
Speciale TOP CRIME

.

34

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

SPORT
TIZIANA CAIRATI
MILANO

La finale di Champions League tra le due squadre di Madrid, Real e Atletico, può trasformare il sogno segreto del
Milan in realtà. In apparenza
Milano e Madrid non hanno
nulla da spartire. In verità
qualcosa, anzi qualcuno c’è.
E non si tratta
di un giocatore, bensì di un
tecnico: Carlo
Ancelotti, rimasto nel cuore dei dirigenti
rossoneri. Per
questo i vertici
del Milan restano in attesa
di conoscere
come finirà il
derby d’Europa a Lisbona il
24 maggio.
Soltanto allora, infatti, la
società di Silvio Berlusconi
saprà l’orientamento del Real
Madrid con il
proprio allenatore. E quello di
Ancelotti verso
il club che a parole definisce
«il migliore del
mondo, dove si
respira la stessa aria che
c’era nel mio
Milan» ma dove le pretese,
come le tensioni, sono altissime. Non a caso
si sussurra che
nelle scorse
settimane Carletto fosse tentato dalla corte
di Alex Ferguson, che lo considera la scelta
ideale per il
Manchester
United, dove lo
voleva portare
già l’anno scorso. Ancora in corsa per la vittoria nella Liga, oltre che nella Champions, Ancelotti aveva scelto però di concentrarsi
esclusivamente sul Real.
Lo scenario è complesso.
In caso di vittoria il tecnico di
Reggiolo diventerebbe l’allenatore della decima Champions che nella capitale spagnola attendono da 12 anni. Il

Pallanuoto, scudetto Pro Recco-Brescia 1-1
Dopo la sconfitta in casa della Pro Recco, il Brescia
pareggia la sfida scudetto con la vittoria per 7-6
(stesso punteggio patito nella gara di andata). Sabato
a Sori si riparte dall’1-1 per la sfida decisiva (ore 18,15
RaiSport2). Il punto decisivo per i bresciani arriva con
la rete del mancino Nora che, a un secondo e sei decimi
dalla sirena, beffa il portiere della nazionale Tempesti.

CLAMOROSA SVOLTA NELLE STRATEGIE DEL CLUB PER SOSTITUIRE SEEDORF

Milan

in attesa

238
Vittorie
Quelle di
Ancelotti sulla
panchina del
Milan, su 420
gare, con una
percentuale
del 56,67%

Assalto rossonero ad Ancelotti dopo la finale Champions del Real
Il tecnico si dimezzerebbe l’ingaggio ma avrebbe il figlio nello staff
Il grande ex e Galliani
non hanno mai cessato
il rapporto: anche da qui
la scelta di riprenderlo

trionfo potrebbe appagarlo e
indurlo a chiudere la parentesi
spagnola con il massimo dei
successi. Ma è soprattutto nell’ipotesi di una sconfitta a Lisbona, perdipiù contro l'Atleti-

co, che il Milan potrebbe inserirsi tra Ancelotti e le «merengues». Il presidente Florentino
Perez, al cospetto dei soci poco
gratificati dalla sola vittoria
della Copa del Rey, potrebbe

L’operazione sarebbe
un toccasana
per l’ambiente. E come
vice avrebbe Inzaghi

Il bilancio non permette massicci investimenti

Alla fine, umanamente, tra la
Juve e Antonio Conte potrebbe poi essere questione di soldi: nel senso di quelli che
esprimono il valore di un professionista e quantificano le
ambizioni di una società. I
quattrini non fanno le vittorie,
ma aiutano. Da casa Juve ribadiscono la posizione: entro
la prossima settimana, meglio

se lunedì, l’allenatore deve dire
che cosa intende fare. Del suo
futuro e di quello della squadra:
continuare, secondo voglia e
contratto, o lasciare. E qui, se
mai fosse addio, starebbe l’inghippo: la Juve non ha intenzione di licenziare Conte, anzi,
s’augura di averlo ancora come
tecnico; e lui alle dimissioni non
ci ha mai pensato. Dunque, resterebbe in vigore l’accordo, fino al giugno 2015: volenti, la mi-

gliore delle soluzioni, o nolenti.
E sarebbe un disastro.
E veniamo ai soldi per il mercato che sembra il nocciolo della questione, tra tecnico e società, almeno mettendo in fila le
parole dette da Conte in queste
ultime settimane. Due giorni fa,
il resoconto intermedio al 31
marzo approvato dal cda ha
certificato che, «allo stato, si
prevede che l’esercizio in corso
evidenzierà una perdita supe-

Titoli
Vinti
da allenatore
del Milan
in 5 stagioni
tra cui due
Champions
League

l’estate prossima potremmo
mettere mano al portafoglio.
Oggi la disponibilità economica
non c’è». Si era investito con
furbizia e intelligenza: prenotando Llorente a gennaio (gratis) e soffiando alla concorrenza uno come Tevez, a nove milioni. Per non parlare degli anni

JuveeContedivisidalmercato
Emr.scudetto“vede”Ferguson
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

8

Sir Alex Ferguson, 72 anni, e Antonio Conte, 44, ieri allo Stadium

Sfuma il Monaco
che ha scelto Jardim
E Mihajlovic sta
per firmare con la Samp

riore a quella dell’esercizio
2012/13». Che fu di 15,9 milioni
di euro. Ergo, volendo tenere i
conti in linea, sono difficilmente immaginabili massicci investimenti sullo shopping, o comunque la ristrutturazione

precedenti, da Pirlo a Pogba.
Dunque, s’annuncia ancora un
mercato dove l’ad Beppe Marotta e il ds Fabio Paratici dovranno scovare buoni piedi al
giusto prezzo e, al solito, lavorare sulle comproprietà. Se poi

LAPRESSE

della rosa chiesta dall’allenatore. Che, va detto, s’aspettava altro, e forse altro era pure nei
piani del club, se si ricorda quel
che Conte diceva a fine luglio
2013, dal ritiro in California:
«Siamo all’anno zero: poi, forse,

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Test F1, una donna più veloce di Vettel

Oggi in Tv

Miglior tempo di Maldonado (Williams) nella seconda e
ultima giornata di test a Montmelò (Spagna). A seguire
Rosberg (Mercedes) e Raikkonen (Ferrari), che dopo le
difficoltà di martedì ha percorso 94 giri. In pista anche
una donna, Susie Wolff, collaudatrice della Williams,
che col 5º tempo ha preceduto Vettel (7º). Il campione
del mondo girava però con gomme più lente.

10,45 Calcio. Inghilterra-Olanda U17
11,00 Tennis Wta. Roma
12,00 Tennis. Atp Roma
13,00 Sport Mediaset
12,50 Anteprima Giro
15,10 Ciclismo. Giro d’Italia

ROBERTO CONDIO

Conte potrà ancora accettarlo,
è la domanda cui lui stesso dovrà dare risposta. Va da sè, in
rapporto a quel che gli si chiederà, come obiettivi stagionali.
In caso contrario, il tecnico potrebbe pure guardarsi intorno.
Qualche segnale era arrivato
dal Monaco, che però pare aver
virato su Leonardo Jardim, giovane tecnico dello Sporting Lisbona. Anche se poi, nei sogni
di Conte c’è sempre stata la
Premier, per la quale da un paio
d’anni s’è levigato l’inglese. E
ieri sera, allo stadio per vedersi
la finale di Europa League, l’ha
messo alla prova con Alex Ferguson: che per lo United, ha già
scelto Van Gaal. Come pure la
Samp con Mihajlovic, che oggi
firmerà il rinnovo: in caso di
piano B juventino, uno in meno
da pescare.

D

SFIDA EQUILIBRATA

Falli e poco spettacolo:
il livello migliora quando
le squadre si allungano
glia, che rivince ai rigori come
nel 2007 e raggiunge Inter, Juve e Liverpool con tre trionfi
nella coppa che fu Uefa ed è
Europa League. Il tris premia
un cammino cominciato il 1°
agosto e passato attraverso
qualificazioni rocambolesche
contro il Betis (promozione ai
rigori) e il Valencia (pass artigliato al 94’). In tutto, 19 partite. L’ultima, un’altra faticaccia, è stata l’apoteosi.
A lungo, comunque, è stata
una brutta finale, uno 0-0 dopo 120’ come non accadeva da
Galatasaray-Arsenal del 2000.
Nel secondo tempo, quando le
squadre si sono allungate, almeno è diventata divertente,
con continui capovolgimenti
di fronte, sempre però tra errori grossolani e attaccanti
con la mira sballata. Il nervosismo lo si poteva mettere in
conto, la poca qualità no. Una
volta tanto, insomma, il confronto tra il nostro calcio e
l’Europa d’élite non ci ha fatto
arrossire. Al massimo, ha aumentato i rimpianti della Juventus per l’occasione sprecata, mancando quella che doveva essere la sua finale.
Tanti, troppi falli in partenza (tre ammoniti al 25’); prima
parata dopo 37’ e prima vera
occasione nel recupero del 1°
tempo. Il Benfica ci ha provato di più, ma ha pagato l’assenza in mezzo al campo degli
squalificati Perez e Markovic e
la pessima serata di Rodrigo e
Lima, quelli che dovevano buttarla dentro. Il Siviglia, invece,
nel reparto nevralgico era al
completo ma s’è acceso soltan-

Chi sale
Rakitic

6,5

E
Chi scende
Bacca

La partita

Gameiro infila il pallone della coppa

TORINO

opo una difesa a tratti
affannosa e fortunata e
in coda ai rigori, d’accordo. Ma l’Europa League
adesso è del Siviglia e, mettendo in conto il derby di Madrid che varrà la Champions,
a meno di un mese dal Mondiale il segnale è chiaro: la
Spagna è campione di tutto.
Con la Nazionale e con i club.
L’eurocoppa di riserva che la
Juventus, padrona in serie A,
sperava di vincere nel suo Stadium, va alla quinta della Liga.
Il Siviglia l’ha soffiata a chi aveva fatto fuori la squadra di Conte 13 giorni fa. E per il Benfica è
stata un’altra finale maledetta,
la più crudele, l’ottava dalla
Coppa Campioni vinta nel 1962.
Poi, ha funzionato l’anatema
lanciato da Bela Guttmann:
cent’anni senza successi fuori
dal Portogallo, predisse l’allenatore ungherese al club dal
quale aveva divorziato causa
negato aumento di stipendio.
A Lisbona fanno finta di
non crederci, ma il tabù esiste
eccome. Anche in questo 2014
che, dopo le scomparse di Eusebio e Coluna, mattatori di
quell’unico Benfica campione
d’Europa, sembrava poter
chiudere il cerchio. Invece, il
malocchio ieri ha di nuovo colpito duro con salvataggi sulla
linea, tiri a colpo sicuro murati e con il ko dal dischetto per
gli errori di Cardozo e Rodrigo che si sono fatti ipnotizzare
da Beto, un portoghese, un ex
del Porto. Gode, invece, il Sivi-

35

16,00 Golf. Open di Spagna
SkySport3
17,15 Processo alla tappa
Rai3
17,45 Calcio. Portogallo-Germania U17 Eurosport
17,50 Tg Sport
Rai2
19,00 Sport Mediaset
Italia2
19,30 Tennis. Wta Roma
Supertennis
21,00 Golf. HP Byron Nelson
SkySport3
23,00 Ciclismo. Giro della California
Eurosport

Siviglia

4

Benfica

2

Siviglia

Benfica

(4-2-3-1)

4-4-2

Beto 6,5; Coke 6, Pareja 6,5, Fazio 5, Moreno 5,5; Mbia 6,
Carriço 5,5; Reyes
5,5 (33’ st Marin 5,5,
13’ pts Gameiro sv),
Rakitic 6,5, Vitolo 6
(5’ sts Figueiras sv);
Bacca 5

Oblak 6; Maxi Pereira
6,5, Luisao 6, Garay
6, Siqueira 6 (9’ pts
Cardozo sv); Sulejmani 6,5 (25’ pt André Almeida 5,5), André Gomes 6,5, Amorim 6, Gaitan 6 (13’
sts Cavaleiro sv); Lima 5, Rodrigo 5

46’pt

3’ st

5
ALL. Emery

5,5 ALL. Jorge Jesus

Amorim scodella in area per Pereira che tira su Beto. Sulla prosecuzione, ci prova Rodrigo: di
nuovo sul portiere del Siviglia. È
il meglio del primo tempo.

Chi sale
M. Pereira 6,5

Portoghesi murati
Un errore di Moreno apre il contropiede portoghese condotto
da Pereira. Tirano prima Lima e
poi Rodrigo, a botta sicura: murati entrambi.

E
Chi scende
Rodrigo 5

6

RIGORI: Lima (gol); Bacca (gol); Cardoso
(parato); Mbia (gol); Rodrigo (parato);
Coke (gol); Luisao (gol); Gameiro (gol)
ARBITRO: Brych (Ger) 6
AMMONITI: Fazio, Moreno, Siqueira, Coke,
André Almeida
SPETTATORI: 33.120

T

Beto protagonista

Rigori

Spagnoli infallibili
Il Siviglia è impeccabile dal dischetto con Bacca, Mbia, Coke e
Gameiro. Per il Benfica sono fatali
gli errori di Cardoso e Rodrigo,
che si fanno parare il tiro da Beto.

T

Benfica, maledizione continua
Europa League al Siviglia
Ottava finale persa: portoghesi ko ai rigori dopo una maratona senza gol

L’analisi

scegliere di cambiare la guida
tecnica dopo appena un anno
dal divorzio con Mourinho.
Ancelotti al Milan sarebbe
una scelta di cuore, visto che
dovrebbe dimezzarsi l’ingaggio
da 10 a 4-5 milioni, con l’austerity che tira a Milanello. L'assunzione del figlio Davide nello
staff tecnico rossonero lo ripagherebbe parzialmente. I rapporti con Adriano Galliani non si
sono mai interrotti, suggellati
dalle cene organizzate ogni volta che l’amministratore delegato va a Madrid. È
evidente che
un’operazione
del genere sarebbe un toccasana
per il Milan, anche sotto l’aspetto ambientale.
All’idea di rivedere Ancelotti
sulla panchina i
tifosi si sentirebbero in mani capaci di gestire a
livello tecnico,
tattico e umano i
giocatori.
Le capacità
del tecnico sono
riconosciute da
tutte le componente del mondo
Milan. Con Ancelotti diventerebbero possibili la
concreta rivalutazione della rosa, così come la
gestione di Mario Balotelli e il
rilancio di El
Shaarawy. Senza
dimenticare che
l’ex milanista, se
Tassotti dovesse
scegliere di andare via, non rifiuterebbe di
prendere Inzaghi
come vice per
LAPRESSE
prepararlo alla
guida di una prima squadra. Un
po’ come fece Arrigo Sacchi con
Ancelotti a Parma. Nonostante
tutto restano vive (ma flebili) le
voci di un contatto con il tecnico del Lisbona, Jorge Jesus.
Mentre si è raffreddata la pista
che porta a Spalletti per le esose pretese economiche, ma soprattutto perché Ancelotti è diventato il primo della lista.

Eurosport
Supertennis
SkySport2/3
Italia1
Rai3
Rai3

.

L’albo d’oro
degli ultimi
10 anni

2004-05
CSKA MOSCA
(Russia)

2005-06
SIVIGLIA
(Spagna)

2006-07
SIVIGLIA
(Spagna)

2007-08
ZENIT SAN
PIETROBURGO
(Russia)

2008-09
SHAKHTAR D.
(Ucraina)

2009-10
ATLETICO
MADRID
(Spagna)

2010-11
PORTO
(Portogallo)

2011-12
ATLETICO
MADRID
AFP

Il Siviglia come Liverpool, Juventus e Inter ha vinto 3 volte la Uefa-Europa League

to quando capitan Rakitic, il giocatore più elegante della contesa,
ha trovato la misura giusta per il
lancio. Ma a rivali schierati gli andalusi non hanno mai scoperto il
modo per aggirarli. Di convincente solo l’organizzazione difen-

siva dei portoghesi, non a caso
arrivati in finale con 4 gol incassati in 8 partite e la medaglia sul
petto della porta inviolata in casa
della Juve, mica un’impresa da
tutti. Là dietro, tra le Aquile di Lisbona, s’è fatto notare per due

provvidenziali chiusure in diagonale il terzino sinistro Siqueira,
uno dei tanti stranieri scartati
dall’Italia, ieri era venuto a Torino a prendersi la soddisfazione
più bella della sua carriera. Ma
Guttmann ha colpito ancora.

(Spagna)

2012-13
CHELSEA
(Inghilterra)

2013-14
SIVIGLIA
(Spagna)

.

W

36 .Sport

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Toro, il tabù più antico
nello stadio più amato

La storia
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

niti fin dai tempi
del Grande Torino, gemellati da
sempre nella comune anti-juventinità e fraternamente non segnava un gol in Europa dopo aver sfatato tabù per tutmischiati allo stadio ogni vol- da cinque anni».
ta la stagione può riuscirci con
ta che si incontrano. La storia
Paragone ardito, ma poten- quello che resiste da più temdi Fiorentina-Toro sconfina zialmente portafortuna per un po. In questa serie A, infatti,
dai soliti intrecci calcistici-ti- Toro che ha bisogno di sbloc- non c’è campo che resiste da
fosi al punto di rappresenta- carsi - come ha fatto l’attaccan- più tempo ai tentativi granata.
re una delle alte bianconero Quello del Genoa regge dal
leanze più daDECISIVO NEL ’76 poco tempo fa – 1981, anche se con meno partitate e resistenottenere la te giocate, mentre San Siro è
Graziani: «I ragazzi per
ti in Italia.
vittoria che lo stato violato per l’ultima volta
di Ventura avranno spedirebbe drit- nel 1985 (Milan) e la Juve in caNo n s o l o
molti più stimoli» to dritto in Euro- sa non perde dal 1995. L’amica
un’alleanza di
popolo, ma anpa League senza Firenze, dunque, è il posto pegche di società e musei, capace fare calcoli o sperare nei risul- giore dove fare punti per il Todi sfidare il tempo e i costu- tati di Parma e Milan. La squa- ro, ma questa volta il trend può
mi. Se quella di Firenze è da dra di Ventura è chiamata al- essere invertito. «Il Torino ha il
sempre la trasferta più senti- l’impresa domenica sera, ma vantaggio di affrontare una
ta e apprezzata dai tifosi granata, però, altrettanto non lo
si può dire per la squadra.
Perché la città toscana sarà
un porto accogliente, ma lo
stadio «Franchi» è un bunker
anti-Toro. L’ultima vittoria,
infatti, risale addirittura al 31
ottobre 1976 e, dopo quel successo firmato da Ciccio Graziani, i granata hanno collezionato contro i viola 13 sconfitte e 10 pareggi in serie A.
«È strano – sorride il gemello
di Pulici – perché 38 anni sono troppi e il Torino nel recente passato aveva le squaREPORTERS
dre per vincere a Firenze. Noi
ci riuscimmo e non fu facile,
perché ogni volta a Firenze PLATINI AL MUSEO DEL TORO
erano vere battaglie in campo. Diciamo che nel tempo il
clima è migliorato e sugli 1 Una visita privata: Michel Platini, presidente Uefa, è stato al muspalti c’è un bello spettacolo, seo granata incontrando anche la vedova di Maroso. Si è fermato a
però questa casualità fa par- lungo nella sala dedicata a Meroni e ha scherzato con il dg Comi: «Mi
te del mistero buffo del cal- fate vedere solo vittorie del Toro nei derby, ma io qualche successo e
cio. Come quella di Tevez che qualche gol me lo ricordo...».

U

Curve gemellate ma i granata non vincono a Firenze da 38 anni

Al Parma
LicenzaUefanegata
1 Nella volata per l’Europa

«Ma dove sono i miei gol nei derby?»

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Fiorentina che non ha interessi
nel campionato – analizza Graziani, per altro doppio ex della
sfida -, mentre Cerci e compagni avranno stimoli e motivazioni a non finire. Questo è lo
scudetto per il Torino e da tifoso granata dico agli amici viola
di fare i bravi…». Proprio il
contesto potrà fare la differenza, visto che sono attesi 4mila
sostenitori granata (molti anche in curva Fiesole) e gli stessi
simpatizzanti della Fiorentina
tifano per dare i 3 punti ai loro
storici gemellati. Non solo per
escludere il Milan dalle coppe
dopo quel che è successo lo
scorso anno, ma anche per una
sorta di risarcimento per la
vittoria di Torino nel 2008 che
valse la Champions (sempre ai
danni dei rossoneri). «Diciamo
che il Toro troverà una squadra e un ambiente che è disponibile a veder un Toro vincente», conferma Ciccio Graziani.
Nel dubbio i bookmakers si sono già adeguati, stracciando le
quote di una vittoria granata.
Potere di un gemellaggio.

LAPRESSE

Alessio Cerci, 26 anni, 13 gol segnati in questa stagione

League spunta il giallo della licenza Uefa non concessa al Parma per un mancato pagamento Irpef. Senza quel documento un club non può giocare le
coppe, ma i gialloblù hanno già
presentato ricorso sostenendo
che è solo un problema di modalità. «Abbiamo adempiuto
agli oneri gestionali nel rispetto delle finalità che il sistema
delle licenze si prefigge – scrive
il Parma in un comunicato - e
che sono state attuate. Confidiamo nell’accertamento da
parte della Commissione di 2°
grado». La decisione lunedì: il
Toro è in regola e aspetta.

.
LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

Intervista

La 5ª tappa
Matthewsrestain rosa
1 5ª tappa Taranto-Viggia-

GIORGIO VIBERTI
INVIATO A VIGGIANO (POTENZA)

ra ora. Dopo
quattro tappe di
delusioni, finalmente alla quinta
tappa il Giro
d’Italia diventa anche italiano grazie a un corridore che
presto potrà entrare nell’élite del ciclismo mondiale, almeno per le classiche. Diego
Ulissi, 24 anni, si è imposto
infatti con grande autorevolezza sul traguardo in salita
della Taranto-Viggiano, una
tappa che volevano in molti
per strappare la maglia rosa
all’australiano Michael Matthews (che invece l’ha conservata) o per racimolare
con gli abbuoni secondi preziosi per le zone alte della
classifica.

E

Ulissi, lei è nato a Cecina come Paolo Bettini ed è allenato da Michele Bartoli: sono loro i suoi modelli?

AFP

Federer, ko e contento
“Torno dai miei figli”
Roma è già un ricordo
«Dopo partite così
da giovane piangevo
Poi ho imparato
a reagire meglio»
STEFANO SEMERARO
ROMA

Giro finalmente d’Italia
Ulissi: “Ho svoltato
E non è finita qui”
Batte i grandi nell’arrivo in salita: 1a vittoria “casalinga”

«Sono una testa di cavolo
ma miglioro. Prima o
poi vinco anche la Liegi»

«Qualcuno parla o scrive
senza capire nulla di ciclismo. Non ho ancora 25 anni,
ma ho già vinto sedici corse
da professionista (fra cui

INTERNAZIONALI DI TENNIS, FUORI IN 3 SET CON CHARDY

Diego Ulissi, 24 anni, festeggiato dalle miss dopo la vittoria

«Beh, Bettini è stato l’ultimo
nostro grande corridore per
le corse di un giorno, Bartoli l’Emilia e la Milano-Torino,
invece uno dei più straordi- ndr) e credo di aver fatto finonari interpreti di sempre ra anche più di quanto mi ero
nelle classiche del Nord ed è prefisso».
anche la persona che mi ha
Eppure lo scorso aprile nelle
fatto fare il salclassiche delle Arto di qualità».
ALLIEVO DI BARTOLI denneleihafallito
C’è chi teme
però che lei
sia la solita
eterna promessa.

nodi203km:1.Ulissi(abbuono
10”); 2. Evans (Aus) 1”, abb. 6”;
3. Arredondo (Col), abb. 4”; 4.
Uran (Col); 5. Majka (Pol); 6.
Matthews (Aus); 7. Rodriguez
(Spa); 9. Pozzovivo; 10. Quintana (Col). Classifica: 1. Matthews; 2. Weening (Ola) 14”; 3.
Evans15”;4.Uran19”;5.Majka
26”; 6. Boasson Hagen (Nor)
35”; 7. Roche (Irl) 37”; 8. Scarponi 41”; 10. Aru 52”; 12. Basso
1’07”; 14. Quintana 1’09”; 31.
Cunego 1’34”. Oggi SassanoMontecassino di 257 km.

clamorosamente.

«Avevo ritardato
un po’ la preparazione proprio
per questo Giro,
sperando che comunque bastasse per far bene ad Amstel,
Freccia e Liegi. Non è stato così: ero un po’ imballato e allora
mi sono demoralizzato perché

sono una testa di cavolo».
Non si vuole tanto bene...

«Il problema è che spesso
non credo abbastanza in me
stesso e butto via delle corse
che invece potrebbero essere
alla mia portata. In questo
Bartoli sta facendo un gran
lavoro, da quando sono con
lui ho acquisito sempre maggiore fiducia».
In questa tappa ha battuto
gente come Evans, Uran,
Rodriguez, Quintana e Scarponi, che volevano vincere
per gli abbuoni. Niente male, no?

«Questa vittoria per me è una
svolta. Credetemi: il trend si è
invertito».
Il ciclismo italiano è in crisi: ci
pensa lei?

«I Bettini nascono una volta
ogni tanto, ma abbiamo tanti
buoni giovani, anche fra i velocisti. Dateci tempo».
La prossima tappa sale a
Montecassino: ci riprova?

«Fare il bis subito, e da favorito, è molto difficile. Ma ve l’ho
detto, in me qualcosa è cambiato. Aspettatemi all’arrivo.
E poi un giorno o l’altro una
Liegi la porterò a casa».

Sport .37

.

Roma, parto subito. Anzi: riparto, visto che al Foro Roger
Federer ha giocato il primo match dopo la nascita dei gemellini
Leo e Lenny che da oggi, inconsapevoli ma felici, potranno
riabbracciare l’illustre papi
sconfitto in tre set (1-6, 6-3, 7-6)
dal francese Chardy. Un match
prima perfetto, poi incerto, alla
fine tenacemente svogliato da
parte del Genio che nel terzo set
si era salvato un paio di volte
(Chardyhaavutoduepalleperil
5-2, una per il 5-3) ma non è riuscito – ahi – a chiudere quando
ha avuto un matchpoint a disposizione nel tie-break (6-5) dopo
essersi trovato ancora sotto 4-2.
Il francese, che si era inguaiato
con goffo doppio fallo, lo ha salvato con un miracoloso taglio di
dritto in allungo, ma un tempo
Federer un match riacciuffato
così l’avrebbe portato a casa.
Va detto che a Roma, dove ha
raggiunto tre finali ma aveva
perso altrettante volte nel match d’esordio (2000, 2002 e
2010), Roger non ha mai avuto
troppo fortuna; l’impressione
però è che stavolta i più dispiaciuti siano gli spettatori del Foro
che si ritroveranno un ottavo

non proprio glamour (ChardyDodig) al posto di un altro show
del divo. «È una sconfitta che non
mi fa troppo male», ha abbozzato
Ruggero con serenità da patriarca. «Da giovane dopo partite del
genere piangevo, con gli anni ho
imparato a reagire meglio. Uscendodalcampoeroarrabbiatoefrustrato ma mi sono detto: ok, facciamo la conferenza stampa e andiamo a casa». Alla vigilia aveva
raccontato come fosse stata la
moglie Mirka, alle prese con 4 fanciulli, a ricordargli i suoi doveri di
capofamiglia («se proprio volete
che me ne vada...»). Finita la licenza romana e svagatosi un po’ Roger potrà ora rituffarsi nelle gioie
della paternità prima di attaccare
il Roland Garros, dove arriverà
con un solo titolo vinto nel 2014
(Dubai). Una scocciatura, in altri
tempi. Ma nella vita le prospettive
cambiano. Anche i geni, in fondo,
tengono famiglia.

Risultati
ErranieSchiavoneok
1 Maschile, 2° t: Federer-

Chardy 1-6, 6-3, 7-6; MurrayGranollers 6-2, 7-5; Tsonga-Anderson 7-6, 7-6. Femminile, 2°
t.: McHale-Giorgi 1-6, 6-3, 6-1;
Schiavone-Muguruza 3-6, 6-1,
7-6; Errani-Makarova 6-3, 6-3;
Pennetta-Bencic 6-2, 2-6, 6-3;
S.Williams-Petkovic 6-2, 6-2;
Suarez Navarro-V.Williams 6-4,
6-2; Ivanovic-Cornet 7-6, 7-5.

T1 CV PR T2

.

GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

.

39

L’ARCIVESCOVO

“I disabili oscurati dai media
e ignorati dai poteri forti”
Ha parlato di «poteri forti che
guardano i disabili dall’alto in
basso» e di «mass media che
ignorano i problemi» l’arcivescovo, monsignor Cesare Nosiglia, durante la messa per le
persone diversamente abili,
ieri, al Cottolengo. Una presa

Oggi

Ieri

MIN (˚C)

8

9.8

10.6

MAX

IL TEMPO IN CITTÀ

22

23.7

14.5

Un anno fa

Diario

LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

di posizione forte, caratterizzata da un’attenzione profonda
per le condizioni dei più deboli
tra i cittadini. «C’è sempre incombente e preoccupante, la
necessità di scuotere l’opinione
pubblica addormentata dai
mass-media, che ignorano si-

REPORTERS

Monsignor Nosiglia con Vito

stematicamente i problemi delle persone diversamente abili,
oscurandoli dallo schermo televisivo, e non solo, dove deve
predominare le bellezza fisica e
l’efficienza secondo parametri
virtuali non rispondenti alla realtà della società», ha detto Nosiglia. «Si tende a nascondere la
situazione reale delle persone
diversamente abili o a ridurre il
problema all’assistenza e ai
sussidi, senza affrontarlo alla
radice e con strategie di lungo
[M. T. M.]
respiro».

T1 T2

RUDY
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Il broker
fa sparire
cinque milioni
al re dell’acciaio
Con i fondi scomparsi
acquistato
anche un mobilificio
Lodovico Poletto
A PAGINA 45

Fassino:
Il Pd non c’entra
con il caso Expo

POLEMICA IN REGIONE LA LEGA: ERA DIVENTATA UNO STRUMENTO POLITICO

“Stop alla commissione
che indaga sulla Sanità”
Il presidente: controllavamo gli appalti, ci hanno insabbiati
FINISCE AI RIGORI LA GRANDE FESTA DEL CALCIO IN CITTÀ E ALLO JUVENTUS STADIUM

polemica. Oltre 4 mila
* Lapagine
di carte finite in archivio: è quanto resta del lavoro della Commissione regionale d’inchiesta sugli appalti della Sanità. «Abbiamo dato fastidio a qualcuno», accusa Alberto Goffi.

La difesa del sindaco
“Speculazioni
dei nostri avversari”
Beppe Minello

Alessandro Mondo

A PAGINA 43

A PAGINA 41

CONTI IN ROSSO

Al liceo Volta
cento studenti
senza aule
Si cercano spazi
ma c’è chi accusa
“Troppe iscrizioni”
Maria Teresa Martinengo
A PAGINA 51

Lo Stabile
promosso
E’ “Nazionale”
Annuncio del ministero
alla presentazione
di “Teatro a corte”
Silvia Francia
A PAGINA 54

Torino fa sognare Siviglia
Ivana Crocifisso, Caterina Clerici, Emanuela Minucci, Massimo Numa ALLE PAGINE 46 E 47

Le Partecipate
della Regione
portano un buco
da 13,5 milioni
Male i conti di Eurofidi
e delle aree industriali
Maurizio Tropeano A PAGINA 40

I tajarin del Chiampa
EMANUELA M INUCCI

M

etti un pomeriggio all’ora dell’apericena
all’istituto Sommeiller. A confrontarsi davanti ai
ragazzi il candidato Chiamparino (famoso per il suo coniglio alla cacciatora) e Federico Masterchef Ferrero (famoso per il suo sushi coniglio). Su
cosa va a impigliarsi la discussione? Nei tajarin di Gemma,
l’osteria di Roddino, Chiampa
vede riassunti l’alfa e l’omega
della cucina piemontese «perché a me piace capire che cosa
c’è nel piatto, odio le ricette sifonate». A quel punto altro

che Hell’s Kitchen. Federico
Ferrero famoso per piatti come
la «sbrisolona di cozze con crema di cocco» insorge: «La cucina più interessante è quella dei
tajarin? No, scusi, il futuro di
Torino è quello di capitale del
gusto: insomma io curerei l’eccellenza non la trattoria folk». E
Chiamparino: «Sarà, ma a me
piacciono i gusti semplici, mi
piace Gemma». E Ferrero rosso
come un tournedos: «Ma allora
torniamo all’arte rupestre non
diciamole certe cose, soprattutto prima di un’Expo dedicata al
food». E Chiamparino: «E chi la
trascura? Nel 2015 ho intenzione di coinvolgere le Pro-loco».

LA STORIA

Veglia
fa la spesa
a 105 anni
CRISTINA INSALACO

«O

gni 14 maggio dico
alla mia famiglia:
questo sarà il mio
ultimo compleanno. Eppure
sono sempre viva». Veglia Negri ieri mattina ha festeggiato
i suoi 105 anni al Pam di corso
Cosenza. O per meglio dire, è
stato il supermercato ad avergli organizzato la festa di compleanno per premiarla della
fedeltà. «Tutte queste premure per me», continuava a ripetere, non sapendo più da che
parte guardare per stringere
mani, ringraziare, dare baci.
Vedova da 60 anni, nonostante il marito ne avesse 10 in meno di lei, non ha avuto figli,
«perché quando sono arrivati i soldi per
mantenerli era
troppo tardi».
Ex farmacista
con il rimpianto di non essere diventata Veglia Negri
medico, vive
da sempre con il nipote Bruno.
Ed è talmente in salute da andare ad aiutare la badante della cognata novantenne, «che è
messa peggio di me». Cucina,
pulisce, recita il rosario, Veglia
non si ferma mai. Ama bere vino e mangiare salame, basta
che non sia servito in piatti di
plastica. Ha un bastone sì, ma
solo per andare al Pam. E talvolta lo dimentica lì. «Vivere
fino a 110 anni? Spero proprio
di no. E cosa devo fare fino a
quell’età?».

.

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

gg La politica/Debiti e dubbi

Regione, Partecipate da profondo rosso
La holding FinPiemonte perde 13,5 milioni. Vanno male i conti di Eurofidi e delle società delle aree industriali
Gli unici utili arrivano dal settore energia, dall’innovazione e, in via straordinaria, dall’aeroporto di Caselle
MAURIZIO TROPEANO

La holding regionale che ha
in cassaforte le azioni della
maggior parte delle società
partecipate si avvia a chiudere il bilancio del 2013 con una
perdita di esercizio di 13,5
milioni e rotti di euro. I conti
sono stati discussi venerdì
scorso nel corso dell’assemblea dei soci che ha scelto di
rinviare al 30 giugno l’approvazione del bilancio di consuntivo 2013. Allora sarà in
carica il nuovo governo regionale che dovrà decidere
se dare seguito al progetto di
riorganizzazione portato
avanti dalla giunta Cota, o se
modificarlo anche perchè il
«rosso» 2013 si aggiunge alla
perdite del 2012 che sono state di 8,7 milioni. Il deficit nasce, soprattutto, dalla svalutazione delle società legate a
settori messi in difficoltà dalla crisi come Eurofidi, che gestisce l’attività di garanzia
collettiva dei fidi per le Pmi, o
delle partecipate che hanno
per missioni lo sviluppo dei
territorio, quelle che nel corso degli anni hanno attrezzato aree per insediamenti pro-

«Già avviate
le procedure
per cedere il 30%
delle azioni»

-3,5
milioni
È la quota della
perdita di Eurofidi
che fa capo alla
holding regionale

3

Eurofidi
Il settore della garanzia al
credito è in sofferenza. Finpiemonte partecipazioni detiene il
16,56 del capitale di Eurofidi, il
resto è in mano alle banche. Il
rosso complessivo è 27 milioni

-3,4
i milioni
È la perdita di Sis, la società
che ha acquisito l’ex
Pininfarina di Grugliasco
per il rilancio De Tomaso

Le società del territorio
La Regione ha affidato alla Sis
la gestione dell’acquisto dell’ex
Pininfarina di Grugliasco. Ma
tutte le società che operano nel
settore dei siti produttivi sono
in rosso da Snos a Saia

Il bilancio sarà votato
a giugno quando sarà
in carica la nuova
giunta regionale
duttivi. Vanno bene, invece, e
distribuiscono anche dividenti le partecipazioni in imprese che fanno innovazione,
energia o smaltimento rifiuti.

Sulla «Stampa»

Soldi, capannoni e terme

Anche nel 2013 gli effetti della
crisi economica si sono fatti
sentire. È il caso, appunto, di
Eurofidi. La Regione ha una
partecipazione del 16,56 per
cento che produce una perdita
di esercizio nei conti di Finpiemonte partecipazioni di oltre
3,5 milioni. Con questi numeri
la perdita complessiva si aggira sui 27 milioni con una richiesta di aumento di capitale
ai soci di 30 milioni. Molto più
contenuta è la perdita di Fingranda, la finanziaria che ope-

La riorganizzazione
delle Partecipate è uno degli argomenti al centro della campagna elettorale per
la guida del Piemonte.

1

ra in provincia di Cuneo e che
nella pre-chiusura 2013 registra
un segno meno di 90 mila euro.
ma quel che preoccupa i vertici
della holding regionale è la scadenza l’anno prossimo di un prestito da 1,5 milioni.
E poi ci sono le società per lo
sviluppo del territorio. Una su
tutte, la Sit (Sviluppo investimenti e territorio) che per volontà della regione dal 2009 ha
gestito l’acquisizione delle
aree industriali ex Pininfarina
che adesso portano a Finpiemonte un rosso come perdita
da associazione che sfiora i 34
milioni. E poi ci sono i conti
della Snos, posta in liquidazione ma che porta ad una svalutazione dei crediti immobilizzati di Finpiemonte per altri

1,6 milioni. Perdite per altri
260 mila euro derivano dall’ipotesi di concordato della
Saia a cui si deve aggiungere
una svalutazione per 1,2 milioni. Un altro milione e mezzo di
perdite sono legate alla liquidazione delle quote in Finind
(nata dalla cessione di Idreg,
che operava nel campo idroelettrico): 1,5 milioni. Anche le
Terme di Acqui continuano ad
operare in perdita ma l’intervento diretto di Finpiemonte
partecipazioni nella gestione
ha portato al dimezzamento
delle perdite rispetto al 2012:
da 1,1 a 600 mila euro.
Logistica, ambiente e rifiuti

Sono i settori dove le società
partecipate dalla regione vanno

bene e producono anche utili
che, in parte, permettono di
contenere le perdite. I dividendi
2013 arrivano a quasi 3 milioni e
sono il frutto dei risultati positivi di Barricala, la società che gestisce l’omonima discarica (750
mila euro), dall’interporto di Orbassano che permette di incassare alla holding 260 mila euro
anche se dovrebbe chiudere il
2013 con un rosso di circa 400
mila euro. E ci sono anche 1,7 milioni di dividendi straordinari
pagati dalla Sagat. E vanno bene
anche Icarus (partecipata con
Finmeccanica) che chiude il bilancio con un utile di 700 mila
euro e l’Agenzia di Pollenzo. Ardea (energia) ha dato utili per 50
mila euro mentre altri 228 mila
arrivano da Strambino Solar.

domande
a
Agostino
Ghiglia

Agostino Ghiglia è l’assessore regionale che si occupa
delle partecipazioni. Il pianodiriorganizzazioneecessione porta la sua firma dopo la correzione del primo
piano presentato dall’ex assessore Maccanti. Venti milioni in due anni dove e come si può tagliare?

«Il piano di riorganizzazione
ha portato all’avvio dei procedimenti di liquidazione e di
cessione delle quote per il 30
cento delle partecipazioni regionali. E poi abbiamo anche
riorganizzato Scr e il Csi.
Stiamo andando avanti tenendo
conto delle
difficili condizioni del
mercato e
alla volontà
di non svendere questo
patrimonio pubblico».
Perché non avete ceduto la
quota di Eurofidi che ha una
perdita di 3,5 milioni?

«Perché dopo di noi sarebbero uscite le banche e questo
avrebbe fatto saltare il più
grande ente italiano di garanzia dei fidi a favore delle
Pmi con il rischio di mettere
sul lastrico migliaia di imprese e artigiani piemontesi».
Anche le società che gestiscono aree industriali sono
in crisi...

«Paghiamo la scelta fatta negli anni d’oro dei fondi europei dove bastava costruire.
Alcune società sono state
messe in liquidazione dopo
complesse trattative con gli
altri soci ma è difficile trovare acquirenti».
[M.TR.]

.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .41

g
il caso
ALESSANDRO MONDO

Hanno
detto

hissà se il prossimo assessore alla
Sanità in Regione
si ricorderà dei faldoni che ora giacciono nell’archivio del Consiglio: 4.200 pagine di documenti.
È quanto resta della Commissione speciale d’indagine
sulla sanità, sugli appalti pubblici e sulla gestione delle gare
di appalto bandite da Scr: varata tra squilli di tromba il 12
dicembre 2011 e morta prematuramente a fine 2013, a dispetto del nome chilometrico.
Poco importa se i primi riscontri avevano alzato il sipario su diverse irregolarità e su
un numero ancora maggiore
di anomalie. Di riprendere le
indagini non si è più parlato.

C

«Bloccare le indagini
è stato scandaloso,
forse abbiamo dato
fastidio a qualcuno»
Alberto Goffi
presidente della Commissione
REPORTERS

Il parcheggio fantasma
La Corte dei Conti aveva chiesto e ottenuto dalla Commissione d’inchiesta sugli appalti gli atti del parcheggio sotterraneo
costruito alle Molinette, e mai utilizzato, ipotizzando un danno erariale: della vicenda si era occupata La Stampa.

La giungla degli appalti

Il perimetro è quello della Sanità, ovvero delle proroghe seriali
degli appalti: senza gara. Tante
proroghe, troppe, più o meno
datate, talora sprovviste delle
determine che avrebbero dovuto motivarle. Al punto da far
sorgere il sospetto di un sistema collaudato per favorire
sempre le stesse imprese.

Sanità e appalti,
“insabbiate” le indagini

LE ANOMALIE

Proroghe decennali
nelle 4 mila pagine
di documenti agli atti

Sciolta la Commissione d’inchiesta, i documenti finiscono in archivio

«Troppe anomalie»

«Proroghe senza gara»

Non lo sapremo perchè, dopo
essersi fatta inviare la documentazione dalle venti Asl e
Aso piemontesi, la Commissione ha potuto convocare solo i
vertici delle Asl Torino1, Aso e
Asl di Alessandria. E questo,
nonostante gli interrogativi in
sospeso. «L’importo complessivo delle proroghe firmate dalle
Asl, dal 2008 fino alla chiusura
dell’indagine, supera i 600 mi-

Sulla «Stampa»
il caso
ALESSANDRO MONDO

P

rossimamente la
Procura della Repubblica, e quella
della Corte dei Conti, potrebbero esercitarsi su una nuova inchiesta.
Il perimetro è quello degli appalti prorogati dalle Asl piemontesi, sotto i riflettori della
Commissione regionale di indagine sulla Sanità subalpina e sugli appalti pubblici, con le prime
risultanze. Quanto basta per
spingere il presidente Alberto
Goffi, «su indicazione dei commissari», a chiedere al presidente del Consiglio regionale
Valerio Cattaneo la messa a disposizione dei dati alla magistratura ordinaria e contabile.
Di rigore la richiesta all’assessorato regionale di un’ispezione.
Sempre che i direttori generali
e amministrativi delle Asl al vaglio - Torino 1, Asl e Aso di Alessandria - non forniscano delucidazioni quando saranno ascoltati in Commissione.
Proroghe misteriose

Come si premetteva, la questione riguarda gli appalti sopra i 40 mila euro di importo.
Più precisamente le proroghe
degli appalti, una prassi nel
panorama delle Asl piemontesi: tante, troppe, alcune molto
datate, sovente non motivate.
E non sempre accompagnate
dalla determina che le autorizza. Problema sollevato dal
gruppo del Pd la settimana
scorsa, e ora avvalorato dai riscontri della Commissione.
Eccoli, i dati: Aso Alessandria,
67 proroghe relative alla fornitura di servizi fin dal 2002; Asl
Alessandria, 87 proroghe dal
2007; Asl Torino1, 26 proroghe

Appalti ai soliti noti
Sanità nel mirino

Il Pd attacca: “Troppe proroghe all’Asl Torino 1”

La Commissione di indagine: “Prassi abituale”
nelle more delle nuove funzioni
prese in carico dalle Federazioni
sanitarie. Tanto più che, aggiunge Goffi, «le proroghe dei contratti possono essere previste
per un periodo che di norma è di
90 giorni: il tempo utile per assegnare il nuovo bando».
L’Asl To1 corre ai ripari

Atti alla Procura
Alberto Goffi, presidente della Commissione, chiederà al
presidente del Consiglio regionale di girare gli atti alla Procura

180
proroghe
È il numero degli appalti
riconfermati in questi anni
dalla Asl To1 e dalla Asl e
Aso di Alessandria

dal 2007 (senza determina).
Prassi generale

Emerge un quadro di appalti riconfermati in maniera seriale,

senza gara, con inevitabile beneficio per una cerchia ristretta di
aziende: alcune delle quali si sono viste riconfermare il contratto fino a 12-13 volte. «Tutto con
grave alterazione delle regole del
mercato e con presunte violazioni di legge - commenta Goffi -.
Difficile pensare altrimenti
quando si verificano casi di proroghe per cui, a 11 anni dalla scadenza del contratto originario,
non si è trovato il tempo per procedere a un nuovo bando». Difficile anche pensare che si tratti
sempre e comunque di rinvii giustificati dalla necessità di garantire servizi essenziali, magari

Come se non bastasse, venerdì
scorso, il giorno dopo il «j’accuse»
del Pd, l’Asl Torino1 ha approvato
a tambur battente una delibera
per sanare l’illegittimità delle 26
proroghe di cui sopra. Conferma
Giovanna Bricarello, il direttore:
«Abbiamo preso atto di alcuni
contratti prorogati in accordo
con i fornitori, senza determina.
Il che non è giustificabile, a maggior ragione nel periodo precedente l’entrata in funzione delle
Federazioni. Da qui la decisione
di sanare queste irregolarità.
Parliamo di 26 contratti a fronte
di quasi 2 mila fornitori. Adotteremo provvedimenti verso chi
non ha fatto le determine».
Reazioni

Per il Pd (Gariglio, Reschigna,
Boeti), i riscontri della Commissione sono la prova provata dell’allarme lanciato venerdì. Cerutti, Sel, chiede all’assessore
Cavallera di chiarire. Bono, M5S,
sollecita l’intervento della magistratura. Lega (Carossa) e Fratelli d’Italia (Motta) invitano a
non prendere iniziative prima di
avere ascoltato gli interessati.
Partita aperta.

La Commissione d’inchiesta regionale, istituita
nel dicembre 2011, chiese la
documentazione sui contratti alle venti Asl e Aso piemontesi: migliaia di documenti
attualmente inutilizzati.

1

Sanità, nel mirino
gli appalti senza fine
gola». E questo, nonostante l’arrivo delle sei Federazioni sanitarie,
volute dall’allora assessore Monferino proprio per seguire la partita degli appalti. Le stesse Federazioni che a fine anno verranno
messe in disarmo dopo essere
state cassate dal Ministero.

Polemica
ALESSANDRO MONDO

rio: di tutto ciò sembrerebbe non
esserci traccia; parliamo di importi considerevoli, nell’ordine
di circa 10 milioni l’anno».
I contratti

Ventotto i contratti nei servizi
elencati nel dossier, per un ammontare di 7,2 milioni: dal serviI dati
zio di pulizia agli impianti cocle«Dal momento che abbiamo ri- ari, dallo smaltimento dei rifiuti
scontrato un uso abnorme del- speciali al trasporto della guarl’istituto della proroga a fronte dia medica con taxi. Ventidue i
di numerosi contratti scaduti contratti nelle forniture, per la
tra il 2007 e il
cifra di 1.4 milioni
2012, ci chiediaLA DIRETTRICE . Non solo. «In almo se le prorocuni casi sono
«Nulla di irregolare, state
ghe degli appalti
aggiudicate
rinnovi concessi gare per la scelta
rientrano nei limiti stabiliti dalla solo in casi inderogabili» del fornitore, ciò
legge», spiega
nonostante semDavide Gariglio, affiancato da bra si continui ad acquistare
Aldo Reschigna e Nino Boeti. sulla base di contratti scaduti».
Altre domande: «Con quali atti Quanto basta per spingere il Pd
formali sono state adottate que- a chiedere un ispezione all’asste proroghe, visto che a oggi sessore Cavallera e per minacnon ci sono stati forniti gli estre- ciare un esposto in Procura se
mi delle determine?».
entro una settimana non arriQuesto perchè «i contratti veranno chiarimenti. Cauta la
possono essere prorogati, ma Lega. Carossa: «Ben vengano i
solo in casi limitati e con deter- controlli ma guai a gettare fanmina pubblicata sull’albo preto- go tanto per».

C

he i dubbi siano
«pesanti», lo riconosce lo stesso
Pd. Ieri i «democrat» in Regione
sono partiti lancia in resta
contro l’Asl Torino1 guidata
da Giovanna Briccarello.
Un’offensiva in piena regola,
che ha come fronte di attacco
gli appalti dei servizi e delle
forniture.
L’accusa

Il perimetro è quello, senza pace, della Sanità piemontese.
L’accusa rimanda «alle proroghe contrattuali da parte dell’Asl in questione, dove le gare
per i fornitori sembrano essere
l’eccezione mentre la proroga
parrebbeesserediventatalare-

Sudoku

«Non lo sapremo mai - è la denuncia postuma di Alberto Goffi, consigliere uscente in quota
Udc, già presidente della Commissione -. Forse abbiamo dato
fastidio a qualcuno. Sicuramente abbiamo cercato di scardinare un sistema che durava
da anni, e di cui hanno beneficiato in molti ».

Il sudoku

Junior 1

1

3

3

1

1
3
6

4
2

4

1

1
3

6

Junior 1
4 3 2 6 1 5
6 5 1 3 4 2
1 4 6 5 2 3
5 2 3 1 6 4
2 1 5 4 3 6
3 6 4 2 5 1
Junior 2
4 6 3 1 5 2
5 2 1 6 3 4
2 1 6 5 4 3
3 5 4 2 1 6
6 3 5 4 2 1
1 4 2 3 6 5

7 5
6
6 5
9
3
4

1
2

ciliare d’urgenza - precisano dall’Asl -. Questa modalità ha portato nell’immediato ad un risparmio di 700 mila euro l’anno rispetto alla precedente gestione,
che utilizzava auto aziendali con
autista». I servizi di pulizia? «La
spesa, quasi 3 milioni, è relativa a
40 sedi aziendali. Dal 2012 al 2013
questa Direzione ha ridotto di
300 mila la spesa totale». Conclusione: «Nel 2012 è stato effettuato
un risparmio di spesa, rispetto al
2011, pari a 8,9 milioni. La proiezione di spesa 2013 è di
639.076.000 euro, con un ulteriore risparmio di 16,7 milioni».

Difficile

1 3
4

9
5
3

Junior 2

2
6 4

2
6 3
5

«La concessione di proroghe è
considerata solo in casi di inderogabile necessità - replica la Briccarello-.Leprosecuzionicontrattuali sono state attivate solo per
consentirealleFederazioniditerminare le procedure di gara».
Tanto più che «con l’istituzione
delle Federazioni le aziende hanno perso il potere di effettuare in
nome proprio le procedure negoziali». Le spese ritenute eccessive?«I570milaeurospesiintaxisi
riferiscono per la quasi totalità al
trasporto del personale della
“Guardia Medica” in visita domi-

Medio

Il gioco consiste nel riempire tutte le caselle in modo tale che
ogni riga, ogni colonna e ogni settore contenga tutti i numeri
senza alcuna ripetizione: negli junior sudoku sono in gioco
i numeri da 1 a 6, nel sudoku medio e difficile i numeri da 1 a 9

Junior Sudoku

6

Forniture e servizi
Dalla pulizia allo smaltimento dei rifiuti speciali, al trasporto
della guardia medica con taxi: molti gli appalti sotto esame

La replica

8
6

5
2 4
4
7 5

Bella giornata di sole, da domani nubi in aumento su pianure e Liguria

1
9 4
7

1

8

3

7
8
1

6
5

7

1

3 2
9

8
2 5

Molte le anomalie riscontrate, con riferimento alle reiterate proroghe degli appalti:
i dirigenti delle Asl, stante lo
scioglimento della Commissione, non hanno potuto essere ascoltati.

1

lioni su un totale di 1.725 casi di
contratti di proroga - spiega Goffi
-: parliamo di servizi e forniture.
Dal 16 maggio 2012, data di entrata in vigore delle Federazioni sanitarie, al maggio 2013 le proroghe ammontano a 245 milioni,
più 83 milioni di varianti in corso
d’opera». I casi più clamorosi, annota, hanno evidenziato proroghe alle medesime imprese fino a
13 volte nel corso degli anni. Con
buona pace della legge, che prevede rinnovi non superiori a sei
mesi (il tempo di bandire una
nuova gara). E delle Federazioni,
anch’esse rottamate, volute dall’ex-assessore Monferino per
centralizzare gli appalti risparmiando sui costi.
Primi riscontri

Fu grazie al lavoro della Commissione se l’Asl Torino 1 si affrettò a
sanare con una delibera 26 pro-

roghe non accompagnate dalle
determine. La Corte dei Conti
chiese gli atti sul parcheggio mai
utilizzato delle Molinette. L’assessore alla Sanità Cavallera, pur
ipotizzando che molte riconferme fossero giustificate dalla necessità di non interrompere servizi essenziali nelle more del passaggio di competenze alle Federazioni, a sua volta chiese la documentazione alle Asl e alle Aso
suscitando un conflitto di poteri
con la Commissione. Che però
avrebbe avuto vita breve.
Commissione rottamata

L’inizio della fine fu un ordine del
giorno del Pd sull’Asl Torino 1, seguito da una conferenza stampa.
La maggioranza accusò i democratici di trasformare l’organo
d’inchiesta in strumento di lotta
politica (e di visibilità mediatica
per Goffi), negando la proroga

«La Commissione
era utilizzata
come strumento
di lotta politica»
Mario Carossa
capogruppo Lega Nord

dei lavori. Addebito rilanciato da
Mario Carossa, capogruppo
uscente della Lega: «Prima di tirare le somme bisognava verificare i documenti, senza utilizzare le indagini per fini politici di
parte. Avevo votato per istituire
la Commissione ma con il senno
di poi non lo rifarei. I politici facciano i politici, per il resto ci sono
i magistrati».
Indagini arenate

A gennaio la giunta ha confermato tutti i direttori generali delle
Asl: ieri Davide Gariglio e Nino
Boeti hanno polemizzato con la
Torino 1 per la nomina, a dieci
giorni dal voto, di due capi dipartimenti. Sono gli stessi direttori
che non hanno potuto essere convocati e fornire spiegazioni ai
commissari causa lo scioglimento della Commissione medesima.
La chiarezza può attendere.

T1 CV PR T2

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GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

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.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

IL LEADER DI SEL

BEPPE MINELLO

Sul lavoro
Vendola
attacca Grillo

«C

osa deve
fa re i l
Pd? Dire
alto e
forte che
c’entra nulla con quanto
emerso nell’inchiesta milanese. Stop. Il resto sono solo
speculazioni degli avversari...». E dei giornali? «E anche dei giornali». Il sindaco
Fassino molto probabilmente preferirebbe riaffrontare i
maleducati del Filadelfia,
piuttosto che assumere il
ruolo di padre nobile del partito a Torino e in Piemonte,
boccheggiante per le allusioni, le insinuazioni, gli attacchi al campione del centrosinistra alle Regionali, Sergio
Chiamparino.

Nichi Vendola, leader Sel

Attacchi più o meno diretti,
fatti tirando in ballo gli amici,
i frequentatori, i vicini di seggiola, di uno dei principali imputati dello scandalo dell’Expo. Quel Primo Greganti,
ora agli arresti, che un quarto
di secolo fa fu coinvolto in
Tangentopoli e che, dopo, è
rientrato nella vita del Partito democratico. Nessun incarico, ma sempre, o quasi, presente. Nulla di male. Ma oggi
quella presenza e quelle frequentazioni vengono utilizzate dagli avversari, in particolare i grillini che sul fronte
elettorale piemontese stanno

La mobilitazione dei democratici
Dal 16 al 18 maggio, ultimo weekend prima del voto, il Pd nazionale ha organizzato una
mobilitazione generale per rompere l’assedio in cui è caduto con lo scandalo Expo

Fassino: “Il Pd non c’entra
con l’inchiesta sull’Expo”

IERI OCCHETTO A TORINO

L’ultimo segretario
Pci : «Mai conosciuto
Primo Greganti»

Fassino parla al termine dell’incontro con Achille Occhetto che, al Circolo dei Lettori, insieme con Marco Revelli, ha presentato nella Torino dov’è cresciuto il suo libro «La gioiosa macchina da
guerra», famoso ossimoro coniato più o meno volontariamente dall’ultimo segretario
del Pci («Pensavo ad armata
Brancaleone, ma mi morsi la
lingua e mi uscì la macchina...») protagonista della
svolta della Bolognina, e spe-

«Manderei al diavolo
Beppe Grillo, che non ha
il coraggio in Parlamento
di condividere la battaglia contro il decreto Poletti». L’attacco di Nichi
Vendola arriva davanti ai
cancelli dell’Agrati di
Collegno che da poco ha
licenziato 82 persone. Secondo il leader di Sel «il
M5S ha fretta di andare a
votare e discutere il carcere per Genovese. Ma se
non si rimette il lavoro al
centro della scena politica non ci sarà cambiamento nel Paese».

1

Attacchi all’ex-sindaco

«Il Pd non mi appassiona»

Cronaca di Torino .43
Azzurri Italiani

il caso

puntando molto (con ieri a
Novara, Grillo verrà ben
quattro volte in Piemonte a
spronare le truppe) per gettare fango, o quantomeno sospetti elettoralmente vantaggiosi su Chiamparino.

.

Il sindaco : “I nostri avversari speculano sul niente”
Sulla «Stampa»
“Gli scontrini? Erano quelli del divorzio”
Formagnana (Lega): “Ho chiesto il rimborso per errore”. Aveva quattro cene al ristorante nello stesso giorno
In conto alla Regione pranzi dei figli con i nonni, sondaggi elettorali, spese dei parenti. I difensori: “Solo errori”
MASSIMILIANO PEGGIO

«I miei avvocati mi avevano
consigliato di tenere gli scontrini per la mia causa di separazione. Si tratta comunque
di spese transitorie. Il denaro
l’ho restituito». Così, tra i rimborsi addebitati alla Regione
da Michele Formagnana, ex
leghista confluito nel gruppo
misto, sarebbero finiti «per
sbaglio» scontrini di spese
non istituzionali: una cena di
San Valentino a Venaria, 4 pasti in ristoranti differenti nella
stessa giornata, un pranzo di

Pasquetta della figlia con i nonni. Accantonati gli aspetti preliminari, ieri l’udienza per i consiglieri regionali imputati di peculato è entrata nel vivo. Formagnana ha accettato di rispondere in aula, di fronte al
Gup, alle domande del pm. Altri
tre imputati, il Moderato Michele Dell’Utri, il leghista Paolo
Tiramani e Andrea Stara, Insieme per Bresso, hanno fatto
spontanee dichiarazioni.
Gli scontrini

I consiglieri regionali, a leggere
gli atti d’indagine sulle spese ille-

gittime dei gruppi politici, sembrano «arraffoni» di scontrini.
Maghi dell’ubiquità. Raccolgono
tutto quello che possono in vista
dei rendiconti. Anche i familiari
fanno la loro parte nella caccia alla «pezza giustificativa». E così
abbondano le anomalie. Come
nel caso dello scontrino emesso a
Venezia e contestato a Tiramani.
In quella data lui non si trovava
nella città lagunare. Chi c’era al
suo posto? La moglie, pare. Caso
analogo all’Ikea di Corsico. Spese
fuori controllo, dicono i pm. «Errori», ripetono gli imputati. Compreso Andrea Stara, diventato

famoso per la ricevuta del tosaerba. Anche lui, difeso dall’avvocato Antonio Rossomando, ha cercato di giustificarsi spiegando la
genesi delle sue spese magiche.
I sondaggi

Michele Dell’Utri, capo gruppo e
unico consigliere dei Moderati
nell’assemblea piemontese, con
una cifra prossima a 200 mila euro è in cima alle lista dei rimborsi
contestati dalla procura, come illegittimi. Un primato dovuto ai
famosi sondaggi telefonici commissionati a una società riconducibile al collega di partito, Ga-

briele Moretti, ex consigliere comunale di Torino, anche lui imputato. Dell’Utri, difeso dall’avvocato Tom Servetto, ha spiegato ieri mattina al giudice Roberto
Ruscello il motivo di quei sondaggi. «Erano necessari per
adempiere al mandato: volevo
conoscere l’opinione dei cittadini
piemontesi prima di decidere.
Ad esempio ho commissionato
sondaggi sul piano sanitario e sul
nucleare. All’inizio del mandato
avevo addirittura fatto fare 35
mila interviste». Il suo avvocato,
ha precisato che la Corte dei
Conti, nell’esaminare queste

spese, le ha ritenute «forse eccessive» ma inerenti alla sua attività. «Ecco perché confidiamo dice il legale - nel suo proscioglimento». Nell’udienza di oggi sono previste nuove dichiarazioni
spontanee, con altri consiglieri
alla sbarra: Carla Spagnuolo, Michele Giovine, Augusta Montaruli, Alberto Cortopassi, Federico Gregorio. Intanto sono saliti a
22 i consiglieri che hanno risarcito la Regione, su 40 a processo.
Più del 50 percento: 14 hanno deciso di patteggiare e 4 faranno il
rito abbreviato. Gli altri si affidano per ora alla decisione del Gup.

Il caso Albano

Retroscena

In Canavese
Lega
nel caos

BEPPE MINELLO

S

e credente, Davide
Bono, candidato
grillino alla Regione
e, a occhio, principale competitor di
Chiamparino, sarà andato sicuramente ad accendere un
cero alla Consolata. E come
lui, i capi corrente che in casa
Pd stanno combattendo una
guerra all’ultimo sangue per
conquistare i seggi di Palazzo
Lascaris. Ceri alla Consolata,
dicevamo, perchè lo scandalo
dell’Expo ha tirato in ballo il
faccendiere torinese Primo
Greganti, iscritto (ora sospeso) del Pd e con un imbarazzante passato; e Angelo Paris, oggi direttore all’Expo
ma figura di primo piano di
Torino 2006. Due fatti che
stanno sparigliando un gioco
elettorale che sembrava già
segnato. Due nomi che hanno
permesso ai grillini (ad esempio Di Battista, domenica in
tv, dall’Annunziata, Grillo sul
suo blog e lo stesso Bono) ma
anche a vecchie volpi come
Guido Crosetto candidato dei
Fratelli d’Italia, di trascinare
QUAGLIOTTI

«Vengo tirato in ballo
perché così
attaccano Fassino»
nella mischia Giancarlo Quagliotti, che non risulta coinvolto nell’inchiesta, ma che
ha un passato imbarazzante:
un quarto di secolo fa fu condannato per finanziamento
illecito al Pci insieme con
Greganti. Ma non è Quagliotti che importa ai grillini.
Consigliere di Fassino

Importa che il politico ormai
ultrasettantenne è un ascoltato consigliere di Fassino.
Va da sè che è stato un tutt’uno affermare in tv, come

GIANNI GIACOMINO

Il compagno G in quarta fila alla presentazione di Chiamparino
Ecco una foto che imbarazza il Pd torinese, quella della presentazione della candidatura di Sergio Chiamparino a presidente della
Regione, in quarta fila, subito dietro i notabili del partito, al Teatro Carignano c’è anche Primo Greganti

Greganti e le ombre sul 2006
minacciano Chiamparino
L’inchiesta sull’Expo milanese scalda grillini, destra e correnti Pd
Capogruppo
Pci nell’80
Giancarlo
Quagliotti, 72
anni, un
quarto di
secolo fa fu
condannato
con Greganti

Circolo dei Lettori
OcchettoaTorino
1 Uno dei momenti più

tormentati della storia del
Pci viene rievocato oggi alle
16 al Circolo dei Lettori, via
Bogino 9, dove si parlerà di

no, vagamente minaccioso,
l’antico e potente capogruppo
del Pci dei primi Anni ’80. E in
questa guerra in casa Pd, tutto
è lecito. Chiunque in questi anni ha incrociato Greganti vive
giorni preoccupati. Ieri è toccato a Gioacchino Cuntrò, tesoriere del Pd, il quale, durante
la campagna per le primarie,

Non ditelo a quelli che erano
seduti nelle prime file del Carignano con Greganti, all’apertura della campagna elettorale
di Chiamparino». L’ultimo siluro è ancora contro Quagliotti
nella sua veste di presidente di
Musinet «società in house della Sitaf dove non mi occupo di
appalti - spiega lui - mentre

Nella Lega Nord del Canavese
è saltato il coperchio. La decisione dei vertici del partito di
non candidare il 26enne Alessandro Albano alle regionali e
la sua risposta di schierarsi
nella lista di Gilberto Pichetto,
sta provocando un terremoto
nella zona che ha sempre garantito un robusto serbatoio di
voti al Carroccio. Ieri i quattro
«espulsi» dal movimento (l’ex
parlamentare di Nole Canavese Walter Togni, il vice segretario della Provincia del Canavese Fulvio Laziosi, di Ciriè, il
segretario della sezione di
Brandizzo Sergio Toch e Monica Camoletto, responsabile cittadina del Carroccio), rei di garantire l’appoggio ad Albano,
hanno contrattaccato.
In queste ore Togni sta inviando lettere a tutti i militanti di Torino e del Canavese, nelle quali annuncerà il
sostegno ad Albano. «E chiedo a tutti che mi diano una
mano a sfiduciare Cota e il
segretario del Canavese Cesare Pianasso – avverte perché hanno danneggiato il
movimento». E ancora: «In
questo contesto storico al
movimento servono dei voti.
Quelli che garantivano Albano e, perché no, anche l’assessore regionale uscente
Claudio Sacchetto». Intanto
il vice segretario della Provincia del Canavese Fulvio
Laziosi, di Ciriè, pure lui silurato, ha rassegnato le sue dimissioni dalla Lega: «Il mio è
un addio e non torno indietro». Sergio Toch, leader del
Carroccio: «La sezione di
Ivrea ha sempre dato grattacapi al partito e oggi i suoi
uomini sono ai vertici della
provincia del Canavese. Mi
spiace, ma per queste ragio-

L’inchiesta milanese
sull’Expo ha dato il là agli
avversari di Chiamparino e
del Pd di gettare sospetti
sui democratici e sull’exsindaco candidato.

1

cialista del genere, visto che a
lui si attribuiscono anche «lo
zoccolo duro» e il «nuovo inizio». Un Occhetto che non è
iscritto al Pd, che è arrivato solingo in taxi in via Bogino, ha
salito faticosamente lo scalone
(«E’ ancora lunga?») e ha negato di aver mai conosciuto Greganti: «Quando ho letto dell’inchiesta e il suo nome tra gli arrestati ho chiesto ai miei chi
fosse» ha spiegato con un fil di
voce all’arrivo. Mentre alla fine, molto più in palla dopo essersi sfogato spiegando la ragione del suo libro («Da leader
della svolta stavo diventando il
leader della sconfitta») ha arricchito il concetto con una
battuta: «C’è una bella differenza tra me e Greganti riguardo alle possibilità di incontro.
Nel senso che lui è un appassio-

nato del Pd e io no. Non abbiamo avuto queste occasioni di
incontri». E per rimanere in tema ha ricordato che Mani Pulite fu «un guaio per il Pci, perché l’obiettivo della svolta era
quello di arrivare all’unione
con i socialisti, cosa che è saltaI GRILLINI

Dai cinquestelle accuse
più o meno velate a
Chiamparino
ta quando è esplosa l’inchiesta
della magistratura. In ogni caso, mi sembra persino surreale
che persone che hanno già passato quell’esperienza siano ritornate in campo facendo cose
analoghe. E’ da non credere.
Non so ancora fino a che punto
si tratti di iniziative personali

oppure di un metodo che coinvolge anche una parte della politica. Spero che questo venga
chiarito il più presto possibile».
Nel frattempo il Pd piemontese
è in affanno. L’interrogativo
che fu già di Lenin, «Che fare?», risuona nelle stanze della
segreteria democratica di via
Masserano. La prima cosa è
stata la convocazione, da parte
del segretario regionale, Davide Gariglio, di una segreteria
per discutere di «questioni politiche urgenti», per oggi pomeriggio. Ma a dare la linea è stata Roma che ha mobilitato il
partito dal 16 al 18 maggio, ultimo weekend prima dell’apertura delle urne, per rompere l’assedio di cui il partito di Renzi si
sente vittima dopo lo scoppio
dello scandalo Expo e il coinvolgimento di Primo Greganti.

Gianci Marra
ci riprova
con Pichetto
Bisognerà chiedere al settore
Verde pubblico del Comune
con cosa hanno concimato, or
sono cinquant’anni, i giardinetti dedicati al poeta e critico Arturo Graf, davanti alla
Microtecnica. Lì giocavano
insieme Mimmo Portas e Giacinto Marra detto Gianci. Il
primo è diventato il padre-padrone dei Moderati, movimento che rappresenta ormai
la seconda forza del centrosinistra in Piemonte e a Torino.
L’altro, da cinque anni, con risultati per la verità deludentissimi ché non è mai riuscito
ad eleggere qualcuno, prova a
fare la stessa cosa con gli Azzurri Italiani ora collegati con
Grande Sud, forza parlamentare che ha permesso al nostro di schierare candidati in
tutte le Circoscrizioni del Piemonte a sostegno di Gilberto
Pichetto, simpatico e competente leader di Forza Italia.
Per la verità, l’ambizione di
Cianci è così tanta da presentarsi come l’alternativa a Grillo e al grillismo. E anche se ha
ormai abolito dal suo repertorio ogni allusione volgare, di
quelle che
caratterizzarono il
suo esordio
nel 2011
quando si
candidò
sindaco
contro Fassino («Scopiamo»
fu lo slogan che lo lanciò, lui e
l’attrezzo che agitava per ripulire la politica, nell’empireo
del cattivo gusto) , ogni tanto
gli slitta ancora la frizione.
«Sento tanti vaff...io preferisco la zeta, non di razzo, non
di pazzo ma di qualcos’altro».
Si dice simile a Grillo perché
anche lui ha scelto attraverso
il Web i suoi 40 candidati,
«metà donne e tutti incensurati: imprenditori, casalinghe, studentesse». Una platea ordinata e adorante il suo
leader ascoltato per quasi
un’ora prima che, all’Holiday
Inn, sede della conferenza
stampa di presentazione, si
appalesasse Pichetto a benedire l’alleato. Che punta, ad
esempio, a condonare le cartelle Equitalia, a legalizzare
la prostituzione, ad abolire la
vivisezione: «Ci vorrebbe un
software per simulare le rea[B.MIN.]
zioni umane».

2
Un lettore scrive:
segnalare come,
io lo noto da lunedì 5 maggio, ci
sono due annunci vocali sulla
linea 36 alquanto divertenti,
lungo il percorso su corso
Francia. Si tratta delle fermate 24 maggio e 20 settembre
che vengono annunciate all’interno del mezzo come “prossima fermata 24 maggio 2014” e
“prossima fermata 20 settembre 2014”. Sono proprio errori
grossolani ed è incredibile che
nessuno si accorga di far ridere tutto il mezzo».

1 «Vorrei

ALESSANDRO ROTA

Un lettore scrive:
moglie, Simonetta,
ha risposto ad una ricerca di
lavoro, che da circa due anni
sta sperando gli arrivi. Tra l’altro è del settore dove ha sempre lavorato con tanta passione ed amore: l’abbigliamento.
L’ansia per il colloquio mista
alla gioia per tale avvenimento
ha avvolto le nostre giornate.

1 «Mia

Specchio dei tempi
2

123455678AB378C8DBEC6FBCCB7 3B B76 8 8CC43 6 6 1 6AA6 6 BC34 83B
8 4345B56 B354EBE4378 6 1 EE4 6 4 834 1 8 B3B 8E!8E 4
2
Viene il grande giorno, dopo essersi preparata meticolosamente, Simonetta si presenta puntuale all’appuntamento fissato
nell’agenzia di lavoro. Entrano i
titolari del negozio che squadrano con palese disappunto Simonetta e, dopo le classiche domande di rito in modo sprezzante invitano l’agenzia a vedere altre persone e, colta la palla al
balzo, l’impiegata dell’agenzia
allontana in modo umiliante mia
moglie verso la porta d’uscita.
Simonetta, sono due giorni che
piange e si chiede “che cosa ho
che non va”. Tutto questo perché non corrisponde allo stereo-

tipo del nostro mondo: poca
professionalità e tanta apparenza! Purtroppo Simonetta ha dalla sua la passione per questo lavoro e la conoscenza del prodotto e della vendita ma, ahimè,
non è appariscente. E’ semplicemente una persona normale».
ROBERTO RICONE

Un lettore scrive:
1 «Leggendo un articolo sull’inno italiano del 12 maggio 2014
mi sono imbattuto per l’ennesima volta su un’inesattezza che
rischia di trasformarsi in ignoranza nazionale peggiorata dal
fatto che si tratta proprio del no-

stro inno del quale tutti dovremmo conoscerne le caratteristiche. Il nostro inno nazionale è
stato scritto da Michele Novaro,
musicista genovese che si è servito delle parole di Mameli per
comporre la musica. Quindi l’inno non è di Mameli, ma di Novaro! Smettiamola una buona volta di identificare Mameli come
un musicista, e diamo a Novaro il
giusto riconoscimento per aver
composto il “canto degli italiani”.
Se poi vogliamo polemizzare sull’opportunità o meno di farlo eseguire ad una orchestra tedesca
ricordo che la musica è di tutti.
Metterlo in apertura delle tra-

smissioni di Radio 1 è un’operazione che oltre all’indiscussa
qualità artistica denota un’apertura europea per un Paese, come
il nostro, che in Europa c’è».
RENATO CONTINO

Un lettore scrive:
1 «La mancanza di provvedi-

menti per combattere il proliferare di soggetti che organizzano
feste danzanti non autorizzate
vede sempre più aumentare serate in cui il ballo viene organizzato all’interno di bar, gelaterie,
birrerie, alberghi, ristoranti. Solo
fra Avigliana, Sant’Ambrogio,
Buttigliera se ne contano una de-

cina. Tali locali sono attrezzati
con consolle per dj, impianti audio e spesso chiedono un biglietto di ingresso per potervi accedere. Si parla di diversi miliardi di
euro di giro di affari abusivo (ben
superiore agli 850 milioni del volume d’affari legale) che nella
congiuntura economica pesa
tantissimo; porta alla chiusura di
molte imprese regolari e al collasso degli investimenti e dell’indotto dell’intrattenimento notturno e dell’occupazione. Questo
giro di affari abusivo si tramuta
in un’evasione da regimi di tassazione e imposte che arreca un
danno allo Stato stimato in 140
milioni di euro a cui si dovrebbero aggiungere i 120 milioni di
mancato gettito se i locali serali
riconsegnassero le licenze».
D.H.

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

.

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

R

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

L’avvocato e il professore
il duello si sposta in Assise
Nuovo teso confronto Zancan-Monateri sulle minacce di Furchì
Identikit
Primeindagini
sullefotografie

Retroscena
MASSIMO NUMA
TORINO

duellanti di nuovo uno
di fronte all’altro. L’avvocato di parte civile
nel processo Musy, l’avvocato Giampaolo Zancan, contro il professore universitario Pier Giuseppe Monateri. Dopo l’aspro confronto di un anno fa, durante il
primo dibattimento annullato per la morte del legale torinese dopo sette mesi di agonia, Zancan torna a ripetere
le stesse domande. È un punto centrale per accertare o no
la colpa dell’imputato, Francesco Furchi.

I

«Cercheremo quel
disegno-identikit che
fu mostrato ai
testimoni, nel fascicolo
non si trova»

Giampaolo Zancan

Roberto Furlan

avvocato di parte civile

pubblico ministero

vocato e professore, sotto lo
sguardo attento di Angelica,
la moglie della vittima.

no Pecorella, una testimone ha
detto che durante le indagini,
quando - nel 2012 - si presentò
spontaneamente alla polizia
per riferire di avere incrociato
casualmente nel centro di Torino il misterioso attentatore, gli
investigatori tracciarono un disegno che però adesso non c’è
nel fascicolo di indagine.

«Ha letto l’appello?»

1 Una delle immagini rea-

Contraddizioni

Monateri, in una serie di testimonianze rese nel 2012 aveva
detto che Furchì aveva avuto
uno sfogo contro Musy, con invettive, minacce e propositi di
vendetta. Ma ieri il docente,
questa volta comparso in aula
senza il «brogliaccio» degli
appunti, è stato tranchant.
Guardando fisso negli occhi il
suo avversario, ha detto, scandendo bene le parole: «Quando ho parlato di una vendetta
di Francesco Furchì nei confronti di Alberto Musy intendevo una vendetta di tipo politico». Insomma, mai pensato
a individuare in quelle espressioni il movente di un delitto.
Zancan insiste, lo riporta in-

«Lei ha letto l’appello
dei famigliari della
vittima? Invitavano le
persone a dire quanto
sapevano del delitto»

REPORTERS

Il ruolo del docente universitario
Il professor Pier Giuseppe Monateri
alla fine dell’interrogatorio s’è allontanato
assieme alla moglie verso un’uscita secondaria del Tribunale

dietro nel tempo quando, osservando alla tv. assieme a un’amica, le immagini registrate del
killer, avrebbe riscontrato somiglianze con il presunto killer.
Nuove smentite: «Ho visto Furchì due volte...Quelle immagini
di un uomo senza volto riprendevano la fisionomia di più persone». ribadisce Pier Giuseppe
Monateri, professore universitario e teste chiave nel processo

per l’omicidio del consigliere
comunale torinese risentito
stamattina in aula. Il professore
mormora solo che si commosse
nei giorni del delitto e che conosceva da 25 anni Musy. Gli era
affezionato, pur riconoscendo
che c’era stata tra loro qualche
incomprensione, ma «nessuno
vero screzio». «Per il resto - ha
concluso - non sono a conoscenza di altri fatti che riguardino

lizzate nella prima fase dell’indagine, attraverso le testimonianze e le ricostruzioni
delle numerose persone che
avevano incrociato il killer
prima e dopo l’agguato di via
Barbaroux. Ma sono stati poco utili alle indagini.

quelle due persone. Non li ho
neanche mai visti insieme».
«Arenaways o Italo»

Vide Furchì per l’ultima volta
nel novembre 2011, «quando
mi parlò del suo progetto di
entrare in Arenaways, credevo fosse Italo, non ci ho mai
capito niente». La difesa osserva quasi indifferente lo
scontro al calor bianco tra av-

Zancan gli dice: «Lei ha letto
l’appello della famiglia che invitava i testimoni a parlare, a dire
tutto quanto sapevano del delitto?». Risposta: «Sì l’ho letto, e
lei? Lo ha letto? Quello che sapevo l’ho detto». Monateri se «Eviti di dare lezioni»
n’è andato sotto braccio alla Il pm Roberto Furlan si è impemoglie, chiedendo di non essere gnato a cercarlo. La testimofotografato. Poco distante, l’av- nianza della donna, Laura C., 28
vocato Valentina Zancan rileg- anni, è considerata importante
geva ancora i verdalla difesa perbali delle sue teIL CELLULARE ché la descriziostimonianze.
che rese alla
L’imputato tradito ne
L’avvocato Gianpolizia differisce
da una telefonata notevolmente da
carlo Pittelli, che
ieri non c’era, ri- quando era in centro quella delle altre.
tiene però il ruo«Forse per leggelo di Monateri in questo proces- rezza e per inesperienza - ha
so «del tutto irrilevante, è una ammesso oggi - avevo riferito di
questione che non ci riguarda». dettagli di cui non ero sicura.
Ma era la verità, sulla base della
mia percezione». I giudici l’hanMistero identikit
no amabilmente rimproverata:
Udienza importante. C’è il un «Noi siamo vecchi del mestiere
identikit dell’assassino alla ri- e ne abbiamo sentite tante. Non
presa, oggi, del processo per ci faccia una lezione sulla veril’omicidio del consigliere comu- tà. Quanto alla inesperienza:
nale Alberto Musy. Incalzata suvvia, lei non è più una bimdalle domande degli avvocati ba», ha detto il presidente Paolo
Maria Rosaria Ferrara e Gaeta- Cappello.

Carla
Spagnuolo

PROCESSO RIMBORSOPOLI IN REGIONE

Spagnuolo regina degli scontrini
“Pago sempre il conto a tutti
anche alle persone sconosciute”
Il giudice rinvia
Prossima udienza
il 29 maggio,
dopo le elezioni
MASSIMILIANO PEGGIO

Orgogliosa di essere stata la
prima donna in Italia a presiedere una Regione, Carla Spagnuolo ieri mattina si è seduta
di fronte al Gup Roberto Ruscello rievocando i suoi quarant’anni di politica. «Ho iniziato a lavorare in Regione come funzionaria, fino a diventare presidente...». Sopravvissuta alle tempeste giudiziarie
che hanno spazzato via la Prima Repubblica, si ritrova imputata in questo processo di
scontrini bizzarri e spese concomitanti a fianco degli altri
consiglieri regionali, tutti accusati di peculato.
I regali costosi

Ieri è toccato a lei, unica donna
ad accettare l’interrogatorio in
aula, affrontare il fuoco di fila
delle domande del pm Enrica

«Altro che spese pazze
da quando siamo
al governo abbiamo
ridotto i costi
della politica»
Carlo Cattaneo
Presidente del Consiglio
Regionale del Piemonte

Gabetta, titolare con il collega
Giancarlo Avenati Bassi dell’inchiesta monumentale sui rimborsi illegittimi percepiti dai
gruppi consiliari del Piemonte. Il
capo di imputazione di Carla
Spagnuolo elenca spese per oltre
60 mila euro: ristoranti, carburante, regali, penne di classe, vestiti, articoli per la casa. Il pm ha

Al consigliere
di Forza Italia,
la procura
contesta
spese
illegittime
per oltre
60 mila euro:
ristoranti,
carburante,
regali, penne
di classe,
vestiti, articoli
per la casa. Il
pm ha incalzato sulle
ricevute di
ristoranti
emesse alle
stessa ora

incalzato sulle ricevute di ristoranti emesse alle stessa ora, sugli
scontri degli autogrill «battuti» a
distanza di pochi minuti l’uno
dall’altro, sui tanti chilometri
rimborsati a spese dei contribuenti. «Come faccio politica io è
massacrante. Sempre in giro, a
incontrare gente. Migliaia. Fisso
appuntamenti ovunque. E poi da
anni vivo a Sanremo e faccio la
spola con Torino. Non mi sono
mai arricchita con la politica».
Troppi caffè

Battagliera, ha parlato più di
un’ora. «Pago sempre io, anche
quando non sono presente. Fa
parte del mio modo di fare politica». Per giustificare i tanti incontri negli angoli del Piemonte, ha
spiegato di essere diventata «un
punto di riferimento» da quando
ha assunto l’incarico di presidente della commissione sanità.
«Non ho mai chiesto rimborsi per
spostamenti istituzionali all’interno della Regione». Ma degli impegni, però, non può esibire traccia
nelle agende. Sì, le usava una volta, quando era presidente o assessore, e doveva essere rigorosa nel
rispettare gli appuntamenti. Da
quando è consigliere di Forza Italia, schierata nei banchi dell’oppo-

REPORTERS

sizione, tiene tutto a mente. O almeno ci prova. E anche se arriva
in ritardo, non casca mica il mondo, chiede scusa e paga il caffè a
tutti. Troppi, forse. I suoi avvocati, Tom Servetto e Mauro Ronco,
hanno scelto fiduciosi la strada
del rito abbreviato. «Ha restituito
tutti soldi contestati, anche di
più». Persino qualcosa in più al 30
% di sovrappiù richiesto dalla procura a titolo di risarcimento del
danno di immagine alla Regione.
Nonostante i sorrisi suscitati in
aula per alcune giustificazioni, lei
confida in una piena assoluzione.

Le regole

Di regolamenti ha parlato il
presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo, facendo
dichiarazioni spontanee come i
colleghi Alberto Cortopassi,
Federico Gregorio, Augusta
Montaruli. Cattaneo ha spiegato che in passato non esistevano norme chiare sui rimborsi.
«Da quando siamo al governo ha detto - abbiamo ridotto i costi». Poi ha lanciato un assist ai
difensori, parlando della doppia natura dei gruppi consiliari, in bilico tra norme private e

pubbliche. Un confine «giuridico» importante per le difese,
legato alla qualificazione del
reato di peculato, contestabile
solo ai pubblici ufficiali. Con ieri sono terminati interrogatori
e dichiarazioni. Le udienze
proseguiranno il 29, dopo le
elezioni, con la parola agli avvocati. Poi il giudice deciderà
separatamente i patteggiamenti (14), i riti abbreviati (4),
e gli eventuali rinvii a giudizio o
le assoluzioni. «Tutti ci danno
già per condannati ma...». Sperare non costa nulla.

.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45

La storia

La
confessione

LODOVICO POLETTO

etti un procuratore finanziario mellifluo, avvolgente, di quelli
che sanno sempre come comportarsi. Quando inviare i
fiori «alla gentile signora».
Quando ammiccare ai parenti dell’investitore: «Se lui
vuole così...». Quando lanciare l’affondo: «Mi mandi i suoi
amici vedrà che le saranno
grati». E metti un anziano
imprenditore. Che ha soldi
da parte e tanta fiducia nel
nostro. E che un giorno scopre di esser diventato povero. Magari ridotto all’elemosina no, ma comunque molto
meno ricco.

M

So di aver sbagliato
e approfittato della
buona fede
dell’industriale e
dei suoi famigliari.
E le confermo: ho
fatto tutto da solo

Il finto amico

Ecco gli ingredienti di questa
storia che ha per protagonisti
un ottuagenario re dell’acciaio
torinese. Uno che alza il telefono e dialoga con mezzo mondo,
uno che nell’universo degli
stampatori, ma non soltanto, è
molto più che una celebrità.
Villona sulla collina e amicizie
di un certo tipo. Contatti con
l’Africa e l’America. L’altro, il
mellifluo, è un ragazzone di 39
anni, astigiano d’origine, «Managing Director» di
Azimut, la
Sim leader
nel mondo
dei risparmi.
Il suo nome è
Luigi Ardissone: uno
che ha clienAvvocato ti vip, che sa
Roberto muoversi nel
Mussano mondo dell’imprenditoria torinese e cuneese, che
tratta con l’estero dove ha un
portafoglio stimato attorno ai
45 milioni (diceva lui). Il secondo amministra le fortune del
primo. Si sono conosciuti
quando il primo lavorava al
SanPaolo, e si sono piaciuti.
Quando Ardissone è andato alla Banca Sella l’imprenditore
lo ha seguito con la sua fortuna
finanziaria. Idem quando è approdato in Azimuth, sette anni
fa, lanciandosi subito in una
inarrestabile carriera.
Numeri traditori

Il secondo si fida del primo ciecamente. Potesse gli farebbe un
monumento. Amici - amici magari no, tra i due c’è buona confidenza. Un giorno il re dell’acciaio fa una verifica sui conti della

Una montagna di soldi
Sono emerse anche irregolarità sostanziali nei conti di un famigliare dell’industriale
In totale sarebbero in ballo circa 5 milioni di euro. E l’inchiesta sul broker non è ancora conclusa

Spariti cinque milioni
dai conti del re dell’acciaio
Il rampante broker finanziario confessa: “Restituirò tutto”
sua azienda - amministrati da Ar- «Caro amico i nostri investidissone ad Azimut - e scopre che menti vanno benissimo». E gli
gli mancano un bel po’ di soldi. Fa elencava cifre da capogiro, tanto
la stessa cosa sui suoi risparmi che l’industriale contava di aver
personali. E scopre che nei due quasi 5 milioni (per l’esattezza 4
conti - dove dovevano esserci cir- milioni e 700 mila) parcheggiati
ca 3 milioni, c’è più nulla. O me- lì: «Si sa mai».
glio: in uno ci sono
circa 300 euro.
ESTRATTI CONTO L’ammissione
L’altro è in rosso: - Prometteva interessi Che ne ha fatto
1560, 26. Povero.
dei soldi? La stoesorbitanti ma era ria è finita, ovviatutto un’invenzione mente, dritta e fiLa stangata
Ecco, la stangata
lata in Procura.
è qui. Ardissone approfittando Ardissone ha ammesso tutto:
della fiducia ha svuotato a piene «Prendevo tutto io, facevo tutto
mani tutto cio che poteva da io. Negli estratti conto che firquei depositi: ha preso 700 mila mavo io e pertanto privi di valoe rotti euro dall’azienda. Oltre 3 re reale c’erano valutazioni fuori
milioni o giù di lì dagli altri conti. dalla realtà. Riportavo stupidagE nel frattempo mandava all’in- gini in modo folle e senza riscondustriale resoconti milionari: tri oggettivamente impossibili

sul mercato reale». E ancora, e l’ha investita comperando un
senza il minimo tentennamento: mobilificio in via Vandalino. In
«Ho fatto tutto da solo. Non ci società con uno che - guarda
sono altre persone coinvolte. Io caso - si chiama allo stesso
sono l’unico responsabile». modo del derubato. Ma non è
Cioè: ha ammesso queste cose un suo parente. Ecco, insieme
con l’interessato, per scritto, Ardissone e il mobiliere si sopromettendogli
no intascati un
capriole finanziaIL MOBILIFICIO milione e 700
rie per restituireuro. Altri
Con i soldi rubati mila
gli tutto: «Entro
350 mila - o poco
ha comprato anche meno - sono anla fine del 2015.
un mobilificio dati ad un tipo il
Pago di tasca
mia». Bella moscui nome porta a
sa. Ma i soldi che fine hanno fat- Bologna, in una tabaccheria.
to? Come li ha adoperati l’uomo Ma all’appello ne mancano aldella stangata d’acciaio?
tri. Quelli dell’azienda, ad
esempio. Dove sono finiti? In
Mobili e immobili
investimenti o altro? QualcuIl mistero non è di facile solu- no parla di case a Torino, di
zione per nessuno. Iniziamo palazzi. Di location importandalle cose certe. Una parte ti. Voci.

Organizzavano matrimoni e
falsi certificati di lavoro per
favorire l’immigrazione clandestina: per questo sono finiti in carcere cinque uomini e
una donna (un’altra è ricercata), che in un paio d’anni
sono riusciti a incassare oltre 300 mila euro. È questo il

Luigi Ardissone
Il milionario di Asti

Dove Ardissone prenderà i
denari per ripagare il re dell’acciaio è un mistero. I 742
mila euro dell’azienda li ha
già ridati. Il resto dice che
troverà. Come? Prestiti di
amici? Beni personali? Mistero. Luigi Ardissone non parla
più. Al telefono non vuol dire
una sola parola: «Mi spiace,
ho da fare. Buona sera». Il re
dell’acciaio anche lui tace.
L’avvocato Roberto Mussano,
che cura da anni i suoi interessi, non commenta: «C’è
un’inchiesta in corso, non è
proprio questo il momento
adatto». E allora restano solo
le carte. E quelle ammissioni
del procuratore finanziario ai
limiti del credibile.

L’indagine della Guardia di
Finanza è sfociata ieri mattina
nell’esecuzione dei
provvedimenti di custodia
cautelare per favoreggiamento
dell’immigrazione clandestina

Cinque arresti della Finanza
per la fabbrica dei certificati fasulli

CLAUDIO LAUGERI

Per restituire tutto
metto a disposizione
il mio patrimonio
personale e l’aiuto
di persone a me vicine
che hanno capito
che ho un problema

Business sugli immigrati

INDAGINE A TORINO

Il giro d’affari
sarebbe di almeno
300 mila euro
in un paio d’anni

Ho sbagliato per
sistemare situazioni
di altre persone
che le confermo
sono del tutto ignare
e all’oscuro
di quanto accaduto

primo risultato dell’indagine
dei finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, coordinati dal
pm Alessandra Provazza.
Questa mattina, la Guardia di
Finanza ha eseguito le ordinanze di custodia cautelare
firmate dal gip Ilaria Guarriello per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In carcere sono finiti il
pensionato Elio Flora, 68 anni;
il consulente del «Caf Italia»,
Marco Michele Ippolito, di 40;
Giuseppe Bozzone, di 62; il
praticante avvocato Dario
Cardillo, di 35; Eki Joy Oseye,
di 45. Per Juri Vettore, 35 anni,
il giudice ha deciso l’obbligo di

dimora nel paese dove abita,
Pont Canavese. È sfuggita all’arresto una donna di origine
egiziana, ma i finanzieri sono
convinti di riuscire ad arrestarla nei prossimi giorni.
Secondo gli accertamenti
dei militari, la «mente» del
gruppo era Flora. Lavorava in
un «Centro ascolto disagi» e
in questo modo veniva a conoscenza dei problemi di italiani
e stranieri. E lui, riusciva a
far coincidere gli interessi. A
pagamento: intascava 7 mila
euro per ogni pratica, ma ne
versava soltanto 500 a chi accettava di figurare come datore di lavoro.
Il praticante avvocato Car-

dillo provvedeva a certificare
l’autenticità di quelle dichiarazioni e tutto finiva allo Sportello Unico per l’immigrazione, in Prefettura. A Ippolito,
poi, spettava il compito di predisporre la documentazione
contabile, ma anche di orientare eventuali persone in difficoltà verso i «servizi» messi a
disposizione dall’organizza-

zione. Secondo i finanzieri,
Flora e soci sarebbero riusciti
ad avviare almeno una cinquantina di pratiche. In varie
occasioni, l’organizzazione ha
offerto anche falsi moduli della Croce Rossa Italiana, serviti per avvalorare la presenza
degli immigrati in Italia prima
del 31 dicembre 2011, in modo
da rientrare nel «decreto flus-

si». Molte pratiche sono andate a buon fine. Il giro d’affari
sarebbe di 300 mila euro.
Ma l’organizzazione lucrava
proprio su tutto. Persino sulle
«mazzette» da pagare agli italiani compiacenti: una volta ricevuti i documenti d’identità per
avviare le pratiche, le fotocopie
finiva in quella e in molte altre
pratiche. Il compenso, però, veniva pagato una volta soltanto.
Così, qualcuno si è ritrovato datore di lavoro di una mezza dozzina di persone, quando aveva
dato il consenso (truffaldino)
per un dipendente soltanto.
Qualche donna è riuscita anche
a trovare marito, soltanto sulla
carta. Ha pagato 4 mila euro.

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46 .Cronaca di Torino

LA STAMPA

.GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

gg Dossier/Europa League
Stadium
perfetto
Per la prima notte
di grande calcio
senza la Juve
allo Stadium è andata
in scena una partita
interminabile
decisa soltanto
dai calci di rigore
e vinta dal Siviglia

CATERINA CLERICI
EMANUELA MINUCCI

«Vamos-a-por....a-por», il piccolo Fernando, uno scricciolo
di tre anni che si chiama così in
onore di Fernando Navarro,
terzino sinistro del Siviglia,
non riesce a dirla tutta quella
frase, «Vamos a por nuestra
Copa!» che il babbo gli ha ripetuto per tutto il giorno. Una litania che alla fine si è rivelata
profetica perché Fernandino
che allo Juventus Stadium agitava una bandiera molto più
grande di lui e rideva di gusto
questa in trasferta in Italia con
mamma e papà se la ricorderà
per sempre. Infatti come migliaia di spagnoli è tornato a
casa con l’Europa League vinta ai rigori dal Siviglia.
Sorrisi spagnoli e tristezza
portoghese alla fine della partita ma la giornata era andata
diversamente. C’erano sorrisi
per tutti. Per la birra ma anche
perché Torino piace. E in tanti
hanno promesso: «Torneremo
presto».
L’allegria è contagiosa e
porta le squadre rivali ad abbracciarsi, cantare abbracciati innalzando i boccali nel cielo
di piazza Vittorio e Castello, e
fare gli sberleffi - ma in modo
gentile, e mai volgare - di fronte allo Juventus official store
di via Garibaldi. «Non ci si può
arrabbiare contro Speedy
Gonzales» scherza un ragazzo
che più bianconero non si può.
E poi sorride, anche lui, che la
giornata è comunque una
grande giornata di sport «che
ci prepara al clima del 2015,
quando Torino ne sarà capitale» come spiega, solluccherato, l’assessore Stefano Gallo.

LAPRESSE

“Un’interminabile notte
da capitale dello sport”
Invasione biancorossa dei tifosi iberici e portoghesi: “Torneremo presto”
Così la città si è messa alla prova per il 2015. Promosso l’aeroporto di Caselle

Allegria contagiosa
i tifosi delle squadre
rivali si abbracciano
e bevono birra insieme

Il sindaco e i souvenir

La pacifica invasione iberica
della città trasforma prima
ogni angolo del centro e poi la
galassia di viuzze attorno al J
Stadium in un set tv: che siano
i tifosi stessi che brandiscono
gli smartphone per un videoselfie o una troupe che documenta la notte più lunga dell’Europa League. In mezzo al
mare di tifosi saltellanti con
boccale a seguito (la colonizzazione dei dehors svolazza nello
striscione«E pluribus Unum
Soomos Benfica») a un certo
punto in piazza Castello spunta il sindaco di Lisbona, Antonio Costa che dopo aver pranzato con Fassino se ne va a visitare la mostra «I tesori del Portogallo». Lui, solita grisaglia da
sindaco, quando incrocia i suoi
concittadini si vede che invidia
quella striscia di stoffa con su
scritto Benfica.
Gli acquisti dei tifosi

Sarà che il pullman di Turismo
Torinoèrosso,maierilefamiglie
ditifosiarrivatidaSpagnaePortogallo si mettevano in coda per
salirci. Ottimi affari per i venditori di souvenir, soprattutto di
fronte al Museo del Cinema. Richiestissima la piccola Mole in
versione rossa, chissà perché.
Tour de force per Caselle

L’aeroporto ieri si è svegliato all’alba. Erano le 4,35 quando è at-

terrato il primo dei 41 charter che
ha scodellato oltre 8 mila tifosi. E
anche stanotte lo scalo non si è
fermato neppure un secondo,
perchéitifosi,finoamezzogiorno,
ripartiranno sui loro charter per
tornarsene a casa. Vincitori e vinti. Ieri mattina invece gli arrivi separati per motivi di ordine pubblico - si sono tinti di biancorosso
senza mischiarsi troppo: insommaletifoserieoppostenonsisono
incontrate. Il flusso di arrivi, incessante fino a mezzogiorno, è
stato subito smistato su decine di
pullman diretti verso il centro,

AP

I due principi e i tifosi
Il presidente dell’Uefa Platini e il principe Felipe di Spagna
seduti accanto allo stadio. A sinistra i tifosi a Torino

grazie allo staff di Turismo Torino e agli steward Uefa. Il mantraprogramma era il seguente: «Ciudad, cervecita y copa».
Buona parte di loro, sempre
secondo gli addetti ai lavori di
Turismo Torino, oltre ad aver
riempito i ristoranti, non si è voluta perdere il meglio della città:
una passeggiata ai Murazzi, un
salto al Museo del Cinema, un
gelato in via Po e le vasche sotto i
portici di via Roma gridando
ognuno la propria, sacrosanta,
voglia di vincere.

REPORTERS

A Grugliasco

Platini al museo del Grande Torino
“Qui si entra nella storia del calcio”
Il presidente Uefa,
accompagnato
da Abete, incontra
la vedova di Maroso
IVANA CROCIFISSO

«Toro e Juve? Non esistono
colori, qui entriamo nella storia». È cominciata così la visita al Museo del Grande Torino e della Leggenda Granata
da parte di Michel Platini: il
presidente dell’Uefa e storico
giocatore bianconero, accompagnato da una delegazione
composta dal presidente del-

la FIGC e membro del Comitato esecutivo Uefa Giancarlo
Abete, dal Direttore competizioni Uefa Giorgio Marchetti e
dal sindaco di Grugliasco (comune che ospita il Museo) Roberto Montà, ha trascorso all’interno di Villa Claretta quasi
un’ora. Guidato dai volontari
(“Evidente la vostra passione
nel curare questo Museo”, ha
aggiunto a fine visita Platini),
vero cuore pulsante della struttura, il presidente dell’Uefa si è
anche concesso qualche battuta. “Vi piace ricordare sempre i
miei momenti meno felici”, ha
scherzato Le Roi, commentando il celebre derby del marzo
1983, vinto dal Toro 3-2 in rimonta. Di Platini era stato il gol

del momentaneo 2-0, prima
che nel giro di tre minuti Dossena, Bonesso e Torrisi stendessero i bianconeri. “Eh, ma
quella è stata colpa della mia
difesa”, ha aggiunto ridendo. In
rappresentanza della società
granata erano presenti il segretario Pantaleo Longo, il direttore generale Antonio Comi, oltre a Giuseppe Cairo, vicepresidente del club granata. Anche
con loro Platini ha posato seduto su quanto resta della tribuna
in legno del vecchio Filadelfia,
cimelio presente nella prima
sala del Museo. Cordiale e curioso, come quando ha chiesto
informazioni sul passato granata di Enzo Bearzot, da lui conosciuto in quanto ct della Na-

REPORTERS

Michel Platini con Carla Maroso e Antonio Comi, Dg del Torino

zionale diversi decenni dopo,
prima di accedere alla sala dedicata al Grande Torino. A fare
da padrona di casa anche Carla Maroso, vedova di Virgilio,
terzino degli Invincibili, che
ha salutato la delegazione Uefa all’uscita, intorno alle 18.30,
prima che questa raggiungesse lo Juventus Stadium per assistere alla finale di Europa
League tra Benfica e Siviglia.

Non solo Abete e Platini: prima dell’arrivo dei due ospiti illustri anche la visita di un nutrito gruppetto di tifosi del
Benfica, ultima squadra ad
aver affrontato il Grande Torino prima della Tragedia di Superga. Donata al Museo una
maglia speciale, fatta per l’occasione: i colori del Benfica e il
numero 49, anno dell’ultima
partita degli Invincibili.

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LA STAMPA
GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

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Cronaca di Torino .47

g

“Fan’s Embassy”
Così cambia il modo
di gestire il tifo
Il Viminale: restituiamo serenità agli stadi

La storia
MASSIMO NUMA

a prima volta in Italia della «Fan’s Embassy» accade a
Torino e non per
caso. Un gruppo di
tifosi di tutti o quasi i club italiani, con il patrocinio della
Football Supporters Europe,
ha il compito di entrare in
contatto con i supporters delle squadre coinvolte in un
evento sportivo. In questo caso, per l’esordio, la finale di
Europa League. Scopo: dare
informazioni utili (viene anche messa a disposizione una
app con tutte le indicazioni
necessarie), ma anche assistere le persone in difficoltà o
intervenire, in sintonia con le
forze dell’ordine in caso di episodi di violenza. I test in Europa, durante altre competizioni internazionali sono stati

L

positivi. Lo spiega uno dei responsabili, Andrea Palmieri, un
sostenitore del Bologna che ha
costituito un team con ragazzi
del Toro, della Juve e del Genoa.
Punto Info in piazza San Carlo e
poi al Valentino, infine divisi allo Juventus Stadium per seguire entrambe le tifoserie durante la partita e nel deflusso di migliaia di persone alla fine dell’incontro.
Test atteso

ni e le fermate dei mezzi pubblici. Poi consigli su bar o ristoranti. L’altra sera un gruppetto
di portoghesi, che sono in genere più vivaci dei rivali, hanno
fatto esplodere un petardo, ecco, prima di polizia e carabinieri, siamo intervenuti noi, abbiamo spiegato loro che certi comportamenti non vanno bene e
non è più successo nulla. Diciamo che siamo in grado di
aprire un dialogo, con noi c’è
più disponibilità ad ascoltare,
per eviI tifosi organizzati di
tare episodi di
Benfica e Siviglia
violenza».
erano circa novemila

18mila

«E’ stata una
giornata importante, ricca di indicazioni utili per
il futuro», spiega Andrea, afper squadra
«Confronto»
fiancato dai suoi
collaboratori ieri poIl dirigente della pomeriggio in piazza San
lizia Roberto Massucci,
Carlo: «I ragazzi spagnoli e por- vice-presidente dell’Osservatoghesi sono tranquilli, fonda- torio del Viminale delle manimentalmente, hanno molto ap- festazioni sportive ieri era a
prezzato la città. Tanti hanno Torino, ha seguito ogni aspetvisitato i musei, ci sono molte to di una giornata di festa per
famiglie, anche con bambini. tutti, anche per i torinesi che
Abbiamo distribuito centinaia hanno fraternizzato con pordi cartine della città». La do- toghesi e spagnoli, hanno vomanda più frequente? «Come luto coinvolgerli nelle lunghe
raggiungere lo stadio, le stazio- ore prima della finale. «Credo

supporters

REPORTERS

«Dov’è lo stadio?»
Andrea Palmieri, tifoso del Bologna responsabile della Fan’S Embassy con alcuni tifosi del
Benfica ieri in piazza San Carlo qualche ora prima della finale, distribuite cartine, a disposizione
una «app» per smartphone con tutte le informazioni necessarie per la giornata di festa

che sia la strada da seguire
per restituire serenità ai nostri stadi - spiega Massucci puntiamo sul confronto civile,
sul contatto diretto, con la mediazione di persone legate a
tutte le tifoserie». La questura
ha messo in campo 600 poliziotti, carabinieri e finanzieri.
Quasi tutti i 18 mila tifosi divisi tra Benfica e Siviglia sono
arrivati con voli charter.

Percorsi monitorati

Tutti i bus utilizzati sono contrassegnati da un colore che
corrisponde a uno dei parcheggi a disposizione. La polizia ha
controllato i tifosi provenienti
da Germania, Inghilterra,
Francia, Polonia, Croazia, Spagna, Ucraina, Belgio, Olanda,
Svezia, Danimarca, Malta, Grecia, Finlandia, Svizzera e Portogallo. In termini tecnici, il «ge-

neral public». Lo stadio è quasi
al completo, ci sono anche tantissimi italiani che speravano in
una finale con la Juventus.
«Con noi ci sono anche investigatori spagnoli e portoghesi
con cui stiamo collaborando
per prevenire incidenti», conclude Massucci. Bandiere, cori
e sciarpe rosse e bianche si confondono nelle piazze di Torino.
Finalmente solo una festa.

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GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014 LA STAMPA 48

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GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014

il caso
MAURIZIO TROPEANO

soldi, all’incirca 4 milioni, li dovrà stanziare il
Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica, quando darà il via libera al
progetto definitivo della Torino-Lione. Con quei fondi saranno interrati 70 chilometri
delle due linee dell’elettrodotto che alimenta la tratta storica ed eliminati 428 tralicci ad
alta tensione tra Bussoleno e
Salbertrand. I lavori potrebbero iniziare nel corso del
2015 a Chiomonte dove saranno ammodernati la sottostazione elettrica di Rfi e potenziata la stazione elettrica Aem
e durare 18 mesi.
L’osservatorio della Torino-Lione ha fatto propria la
proposta di Rfi (ci sono già
stati scambi di intenti con Ltf,
la società incaricata dei alvori
preparatori della Torino-Lione) e adesso invierà il dossier
al Cipe mentre Rfi elaborerà il
progetto definitivo con la preparazione di un progetto definitivo. «Si tratta - spiega Mario Virano, presidente dell’Osservatorio - di uno dei primi
interventi che possono essere
realizzati prima dell’avvio dei
lavori del tunnel di base». Soprattutto si tratta di un passo
in più del «progetto di rendere

Sudoku

I

I fondi Tav serviranno
per eliminare 428 tralicci
Nel 2015 Rfi inizierà i lavori tra Bussoleno e Salbertrand

PROVINCIA DI TORINO

Simulazione
La provincia
di Torino
ha fatto le
immagini
aeree
dei tralicci e
poi ha
simulato
il paesaggio
senza tralicci

l’opera occasione per un ridisegno del territorio» voluto dai
promotori per cercare di rendere evidenti alla popolazione
valsusina i benefici dell’opera.
Una filosofia fatta propria
anche da Rfi che di fronte alla
necessità di risolvere un’interferenza della nuova linea ferroviaria nella piana di Susa, frazione Traduerivi, ha deciso di

modificare il progetto iniziale.
E così invece di spendere 1,3 milioni per la sostituzione di un
tratto dell’elettrodotto di circa
500 con un cavo sotterraneo da
720 metri, è stato proposto un
intervento più corposo che
«permette di risolvere un grave
problema paesaggistico, ambientale e sanitario», spiega
Angelo Cantore, dirigente di

PROVINCIA DI TORINO

Rfi. E L’Arpa sottolinea come in
questo modo «si azzera il rischio di inquinamento elettromagnetico». Mario Virano ha
spiegato che l’Osservatorio sta
«già lavorando con Rfi alla proposta di eliminazione dell’elettrodotto e dei tralicci tra Bussoleno e Collegno nell’ambito della realizzazione della tratta nazionale della Torino-Lione».

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Cronaca di Torino .49

LA POLEMICA

Soldi Ue e ritardi
Il Movimento
contro Virano
In ballo ci sono 276,5 milioni di finanziamenti
dell’Ue che la commissione ha deciso di tagliare
dai fondi per la realizzazione della Torino-Lione
nel marzo del 2013. Secondo i No Tav italiani e
francesi quei fondi sono andati «definitivamente perduti». Per Mario Virano, presidente dell’Osservatorio, invece «quei fondi non sono persi e saranno recuperati nel proseguo dell’attività come prassi abituale all’interno dell’Ue e i
due governi faranno un’istanza per poterli riutilizzare». I No Tav, però, insistono: «La decurtazione del contributo è pari al 41% dei fondi e
comporta un ridimensionamento del 57% di tutto il programma». Il tutto dovuto al fatto che la
commissione «registra un notevole ritardo dovuto a difficoltà amministrative e tecniche». E
dal loro punto di vista «i ritardi accumulati e le
conseguenti riduzioni del finanziamento sono a
carico di Ltf e dei due governi e non sono pertanto dipesi dal movimento No Tav come invece
sostengono la procura e il tribunale di Torino
nel qualificare come atto di terrorismo il danneggiamento di un compressore». E poi si dicono convinti che per «la Torino-Lione per l’Ue è
un progetto in via d’estinzione» senza dimenticare che «la talpa a Chiomonte sta scavando
con i tempi di una lumaca». Virano non ci sta:
«Solo pochi giorni fa, in occasione della presentazione del primo quadro di valutazione dei trasporti nell’Ue, Bruxelles ha confermato che
l’opera è inserita nei progetti di finanziamento e
che deve essere realizzata senza indugio». E
sulla talpa replica: «Siamo a quota 731, si stanno
[M.TR.]
scavando 10 metri al giorno».



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