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La Stampa 16.05.2014 .pdf



Nome del file originale: La Stampa - 16.05.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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T1 CV PR T2

Oggi in edicola con La Stampa

*

2R

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 134 • 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Alla Camera voto palese chiesto dal Pd. Renzi: applichiamo la legge e non prendiamo lezioni da Grillo

Genovese, sì all’arresto
Il deputato già in carcere
Il parlamentare democratico Francantonio Genovese si è costituito ieri sera nel carcere di Messina. Poche ore prima la Camera aveva votato a scrutinio

*

1

Scandalo Expo, il legale di Berlusconi consegna
ai pm i messaggi per l’ex premier: analisi politiche
Paolo Colonnello A PAGINA 10

“Sogin? Parliamo con Cesa e Guerini”
Nelle carte dell’inchiesta le intercettazioni tirano
in ballo il segretario Udc e il portavoce renziano

palese, chiesto dal Pd, il suo arresto per
associazione a delinquere. Renzi: applichiamo la legge, anche ai nostri. Bertini,
Feltri, Messina, Schianchi e Sorgi PAG. 6-7

Ghedini: ecco le “note” di Frigerio

FRANCESCO SAYA/ANSA

Genovese arriva in auto al carcere di Messina

A PAGINA 11

Il premier incassa e rilancia: la nostra sfida è contro i disfattisti. Trovata l’intesa, salvi i posti di lavoro all’Electrolux

Pil negativo, frena la ripresa
Record di fallimenti, ma segni in controtendenza nei consumi

IL CASO

La Svizzera
e i 3270 euro
per tutti
MICHELE BRAMBILLA

AI RIFUGI CON I BAMBINI

INVIATO A LUGANO

RETROSCENA

L’INVERNO MITE Anche Previti
DIETRO LO STOP
ALLA CRESCITA

MARIO DEAGLIO

A

un primo esame, i
dati sul prodotto
interno lordo italiano, resi noti ieri
a livello europeo,
secondo un calendario stabilito da molto tempo, non influenzato dalla data delle elezioni
europee, appaiono del tutto
scoraggianti: dopo l’incremento dello 0,1% sul trimestre precedente, registrato nel periodo
ottobre-dicembre 2013, ecco
una contrazione dello 0,1% nel
periodo gennaio-marzo 2014.

va con Alfano
L’ex ministro appoggia
i candidati nel Centro
Ugo Magri A PAGINA 8

Doccia gelata sulle speranze
di ripresa. Nel primo trimestre
2014, segnala l’Istat, il nostro Pil
è diminuito dello 0,1%. La conseguenza è il crollo della Borsa
(-3,61%) e la risalita dello spread
a quota 180. Record di fallimenti, ma segnali in controtendenza
nei consumi. Risolta la vertenza
Electrolux. Amabile, Chiarelli,

1

Giovannini, Martini e Spini PAG. 2-4

LE REGIONALI IN PIEMONTE

“Nessuno potrà “Il Pd come il Pci
infangarmi”
di Tangentopoli”
Chiamparino: le indagini Bono (M5S): sono sempre
non mi coinvolgono
gli stessi che comandano
Beppe Minello A PAGINA 9

Andrea Rossi A PAGINA 9

IL PRESIDENTE USA INAUGURA IL MUSEO DEDICATO ALLE VITTIME DELL’11 SETTEMBRE: NOI RICORDIAMO

CONTINUA A PAGINA 5

Obama nelle catacombe di Ground Zero

Sudan, è accusata
di aver rinnegato l’Islam

Il Sud verso le elezioni

Domenico Quirico A PAGINA 15

L’AVANZATA
DI GRILLO
MASANIELLO

“Rostagno,
fu la mafia”
Per l’omicidio ergastolo
al boss Virga e al killer

ELISABETTA GUALMINI

I

CONTINUA A PAGINA 27

Giacalone e La Licata A PAGINA 17

KEVIN LAMARQUE/REUTERS

Barack Obama e l’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, davanti alle foto delle vittime dell’11 Settembre

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
elle catacombe romane si scende per l’emozione di vedere
il sacrificio di chi morì nel nome della fede, ma anche la
determinazione estrema a resistere e risorgere. Lo stesso
vale per la discesa nelle viscere del September 11 Memorial Mu-

N

Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI
1 L’ingegnere

9 771122 176126

40516

DIARIO

“È cristiana,
deve morire”

CONTINUA A PAGINA 27

l duello tra Renzi e Grillo è
anche uno scontro tra
Nord e Sud. Gli ultimi dati
disponibiliinvistadelleeuropee registrano un’avanzata di Grillo nel Sud e, quasi
parallelamente, un incremento di consensi per Renzi nel
Nord. Tanto che i due contendenti stanno cercando di incrementare la loro presenza
proprio dove più si manifestano i segnali di debolezza.

S

embra di scrivere dal Paese di Bengodi: qui in Svizzera domenica si voterà
un referendum per introdurre
un salario minimo garantito di
4 mila franchi al mese, pari circa a 3.300 euro. Avete letto bene: 4 mila franchi, 3.300 euro,
al mese: e per tutte le categorie
di lavoratori. Se poi aggiungiamo che questo è il Paese con la
più bassa disoccupazione
d’Europa (3,2%), noi italiani
possiamo crepare d’invidia.

seum. Il presidente Obama lo ha dedicato ieri con queste parole:
«Nessun atto di terrore può misurarsi con la forza e il carattere del
nostro Paese. Come il grande muro che ci abbraccia oggi, nulla ci
potrà mai spezzare. Nulla cambierà chi siamo, come americani».

«Dimostrerò che
non sono un asino»
INTERVISTA DI

Alberto Mattioli A PAGINA 31

CONTINUA A PAGINA 26

Largo ai novantenni

Ivan Pescarin è il presidente dell’Aeg, la
potente cooperativa dell’energia e del gas di Ivrea.
Giunto al dodicesimo anno di mandato e al settantanovesimo di età, si è chiesto se fosse il caso di cedere il
passo alle nuove leve. E si è risposto di no. La forza fisica
c’è, la voglia pure. Quanto all’esperienza, il suo punto
debole, non può che crescere con il numero delle primavere. Perciò lo statuto in via di approvazione prevede
che il presidente della società possa continuare a presiedere fino a novant’anni. A quel punto si vedrà: perché mettere limiti alla Provvidenza? Accontentiamoci
di averli messi alla Previdenza.
La novità è stata criticata da una parte minoritaria
del consiglio di amministrazione. C’era da immagi-

Parla Pereira:
Scala, io resto

narselo: i settantenni mordono il freno, avanzano pretese. Portate pazienza, ragazzi, arriverà anche il vostro turno. L’importante è la salute: conservarla, intendo, in attesa del tempo delle responsabilità, che
con il prolungamento dell’età media potrebbe slittare
per voi al secondo secolo di vita. Rimane intatto il
dramma dell’adolescenza, la fase esistenziale più difficile, che ormai si estende dai sedici ai sessant’anni
ed è contraddistinta da sbalzi d’umore, amori infelici,
lavori precari. Sarà invece risolto a breve il problema
del ricambio generazionale. Nel giorno del suo centocinquantesimo compleanno, ritenendo esaurito il suo
mandato, l’ingegnere Ivan Pescarin accetterà con un
sospiro la presidenza onoraria.

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Portiamo avanti la ricerca
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per la lotta contro
le malattie degenerative
del sistema nervoso
come Alzheimer,
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BORSE DI STUDIO
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RICERCATORI

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Rita Levi Montalcini
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2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

U

ECONOMIA
LE INCOGNITE

La caduta del Pil gela Borsa e governo
Giù dello 0,1% nel primo trimestre, colpa di energia e costruzioni. Lo spread torna a quota 180 punti
ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

Giornata di fuoco per l’Italia e
il premier Matteo Renzi. In
mattinata l’Istat ha certificato una caduta dello 0,1% del
Pil nel primo trimestre del
2014 (-0,5% annuo), causato
principalmente dai settori
dell’energia e delle costruzioni. Una doccia gelata sulle
speranza di ripresa, se si pensa che l’ultimo trimestre del
2013 aveva registrato dopo
nove segni meno consecutivi
un +0,1%. I mercati finanziari
hanno reagito in modo molto
negativo, e - complici voci di
una tassa retroattiva sui titoli
di Stato, subito smentite dal
Tesoro - è stato un giovedì nero sia per Piazza Affari che
per lo spread: Milano ha bruciato quasi 18 miliardi di capitalizzazione (-3,6%) e lo
spread con i Bund tedeschi è
tornato a 175 punti base, ai
massimi dal 28 marzo scorso.
Secondo i dati dell’Istat, in
valori assoluti il Pil italiano è
tornato al livello del marzo
del 2000. In pratica, in 14 anni
la dimensione dell’economia
del nostro Paese è rimasta
inalterata. Quel che è peggio è
che con il dato del periodo
gennaio-marzo del 2014, il Pil
di quest’anno - che secondo il
governo dovrebbe finalmente
crescere, sia pure solo dello
0,8% - ha già acquisito una variazione negativa dello 0,2%.
Recuperare il terreno perduto non sarà una passeggiata.
Infine, altro fattore preoccupante, è che se l’Italia va male

Il Pil del primo trimestre 2014
nei principali paesi europei

Indice della produzione
nell'industria per comparto

Variazioni percentuali congiunturali

Medie trimestrali su numeri indice destagionalizzati
(base 2010 = 100)
ATTIVITÀ
ENERGIA
COSTRUZIONI
MANIFATTURIERE

Regno Unito

+0,8%

-3,6%
Piazza Affari
La Borsa di Milano
ha chiuso in forte calo
la seduta di ieri, maglia nera
tra i mercati europei

103
Germania

Spagna

+0,8%
+0,4%

Stati Uniti

0

Francia

0

95,9

93

96

92,1 92,7

92,3
91,5

88,3

Fonte: Elaborazione
su dati Eurostat e Istat

83,6
78

Portogallo

-0,7%

73

-1,4%

17

84,6

83

-0,1%

in una Eurozona che comunque
delude le aspettative, la Germania cresce invece in modo significativo (+0,8% congiunturale, +2,3% annuo). Male come
noi c’è anche la Francia, dove il
Pil non si è mosso affatto.
Notizie che evidentemente
raggelano il governo, che sperava in una conferma dei segnali (modesti) di ripresa della
nostra economia, che si sta
cercando di consolidare con
operazioni come il bonus degli

+0,7%

88

ITALIA

Olanda

73,8

-4,3%

miliardi

-2,6%

La capitalizzazione andata
in fumo a causa del crollo di
Piazza Affari, dove sono
tornati i timori

69,6

71,4

68
Centimetri
LA STAMPA

80 euro e il pagamento rapido
dei debiti della pubblica amministrazione. Il premier Renzi,
in piena campagna elettorale
per le europee, avrebbe volentieri evitato di dover subire ieri
gli ovvi attacchi dell’opposizione. «Mentre Renzie il bamboccio va in giro per l’Italia a raccontare balle - dice Beppe Grillo - l’economia italiana affonda». «L’Istat brucia le attese di
Matteo Renzi - attacca Renato
Brunetta, per Fi - ora, altro che

I

II

III

IV

2012

crescita superiore allo 0,8%!».
Il viceministro all’Economia
Enrico Morando ricorda però
che il governo Renzi partì solo
a metà febbraio.
Certo è che l’uno-due Istatspeculazione (e la prospettiva
che la crescita dell’economia
deluda le attese) ha destato
preoccupazione a Palazzo Chigi e al ministero del Tesoro. In
un tweet, il ministro Pier Carlo
Padoan scrive: «Teniamo alta
la guardia: testa alla crescita,

I

II

2013

III

IV

I

2014

occhi sui conti, cuore all’occupazione». Al ministero di Via
Venti Settembre, comunque, si
fa osservare che guardando al
complesso dell’Eurozona vanno meglio i Paesi che hanno
fatto le riforme e tengono i
conti pubblici in ordine. Quanto all’Italia, l’obiettivo del
+0,8% per il Pil nel 2014 resta
inalterato, anche perché il trimestre gennaio-marzo fu segnato da una forte instabilità
politica, con il governo Letta

che usciva di scena e quello
Renzi che cercava la fiducia. In
altre parole, quella fase di incertezza potrebbe aver contribuito a raffreddare gli investimenti. A questo punto, si afferma al ministero del Tesoro,
non resta che confidare nell’effetto del bonus Irpef e delle altre misure prese: da un lato ci
si attende un consolidamento
della fiducia degli investitori, e
dall’altro un spinta a consumi e
domanda aggregata.

Record storico di fallimenti
ma chiudono meno imprese

il caso
TEODORO CHIARELLI

a crisi continua a mordere le
imprese. Lo dicono i dati macroeconomici, come la caduta
del Pil (prodotto interno lordo), lo
confermano i numeri dell’economia
reale, come il boom dei fallimenti:
un nuovo, ben poco entusiasmante
record nel primo trimestre di quest’anno. A dimostrazione di come la
crisi non stia lasciando la presa il
Cerved segnala che nei primi tre
mesi i fallimenti aziendali hanno segnato il nuovo record storico oltre
quota 3.800, con un aumento superiore al 4%. «Gli ultimi dati confermano che lo scenario economico resta molto difficile e incerto, soprattutto per le imprese che guardano al
mercato interno - commenta il presidente di Unioncamere, Dardanello - Le riforme allo studio del governo non solo devono essere fatte con
urgenza, ma devono essere fatte bene e per durare. Agli imprenditori,
più che gli incentivi, servono norme
più stabili e più semplici. Solo così si
torna ad avere fiducia e a investire,
a creare occupazione e a crescere».
Preoccupazione anche da parte
del Codacons. «Chi nelle settimane
scorse ha visto una luce alla fine del
tunnel, ha preso un abbaglio - sostiene l’organizzazione dei consumatori - Il 2014 continuerà a far registrare dati negativi sul fronte economico. Non può esserci alcuna ripresa senza un miglioramento dei
conti e un incremento del potere

98

Da gennaio a marzo calano del 3,5% le aziende che cessano l’attività

L

d’acquisto delle famiglie».
con un incremento del 10,3%. A soffriTornando ai numeri del Cerved, il re maggiormente è il settore dei serboom dei fallimenti è reso un po’ me- vizi (+7,3%) e quello delle costruzioni
no drammatico dal rallentamento (+6,3%). Un rialzo più leggero per la
delle altre forme di chiusura azienda- manifattura (+0,8%), che segna una
le, che sono però molto più soggette ai decisa frenata della crescita rispetto
cambi di normativa in corso e spesso ai dati dell’ultimo trimestre 2013.
utilizzate dalle piccole imprese. SeQualche altro segnale tendenzialcondo i dati del Cerved, in Italia tra mente positivo c’è. «Nel primo trigennaio e marzo i fallimenti aziendali mestre si contano in tutto 23mila
sono infatti stati 3.811, il 4,6% in più chiusure aziendali, il 3,5% in meno
rispetto allo stesso periodo del 2013. rispetto allo stesso periodo 2013: è
E’ il massimo osservato nei
un miglioramento - spiega
primi tre mesi dell’anno
Gianandrea De Bernardall’inizio della serie
dis, amministratore
storica di osservazione
delegato del Cerved da parte del gruppo
attribuibile alla dispecializzato nel
minuzione delle li“credit information”,
quidazioni volontaLa variazione dei fallimenti
anche se il trend forrie, che hanno fatto
nel primo trimestre
se sta rallentando:
registrare un calo
nei trimestri prece- rispetto allo stesso periodo
del 5%, e delle procedel 2013
denti i default crescedure non fallimentavano a doppia cifra.
ri, in calo dell’1,4%».
I fallimenti crescono in
In particolare, dopo i
tutto il territorio nazionale a
correttivi portati dal “decreto
eccezione del Nord-Est, in cui si regi- del fare” alle normative sui concordastra un calo dell’1,8%, ma dove nei ti in bianco con l’introduzione della
quattro trimestri precedenti si è regi- possibilità per i tribunali di nominare
strato un boom con tassi molto più un commissario giudiziale che monielevati rispetto al resto della peniso- tori la condotta del debitore, si è forla. La crescita dei default tra gennaio temente ridotto il ricorso al pre-cone marzo è continuata nel Nord-Ovest cordato: nei primi tre mesi si contano
(+3,7%), nel Mezzogiorno e nelle Isole circa 800 domande, in calo del 48%
(+5,7%), ma soprattutto nel Centro rispetto allo stesso periodo 2013.

+4,6

per cento

ANSA

Aziende in difficoltà
I fallimenti di imprese calano nel Nord-Est ma sono
in aumento nelle altre aree del Paese

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Al lavoro
Ieri, dopo
la diffusione
dei dati sul Pil,
il presidente del
Consiglio Renzi
si è consultato
con il ministro
dell’Economia
Pier Carlo Padoan

GIUSEPPE LAMI/ANSA

FABIO MARTINI
ROMA

Q

uesta del Pil non ci voleva
proprio. Con un cattivo
pensiero in testa, inconfessabile in pubblico, per
diverse ore Matteo Renzi
ha studiato il modo migliore per smontare la più imprevista
delle grane. Mentre sulle agenzie, in tv
e nei siti online grandinavano chicchi
duri, con le opposizioni che attribuivano la gelata del Pil al governo, Renzi si
consultava col ministro dell’Economia
Pier Carlo Padoan, soppesava il da farsi e ben dieci ore più tardi il primo lancio di agenzia sul dato del Pil, il presidente del Consiglio si faceva vivo e diceva la sua alla trasmissione radiofonica Zapping su RadioUno: «Sicuramente è un dato che non fa piacere. Ma
devo essere sincero, non mi faccio facili illusioni quando la ripresa è +0,1 e
non mi deprimo se è -0,1. Peraltro dipende da come li calcoli, sul trimestre

Renzi incassa il colpo
“Ma la nostra sfida
è contro i disfattisti”
Il dato pesa sulle urne, il premier però non cambia strategia
sarebbe peggiore, ma negli anni siamo
andati da -2,8 a -0,5».
E man mano che Renzi dipanava i
suoi argomenti, si scopriva che il presidente del Consiglio aveva deciso di rinunciare al più facile: i dati sul Pil si riferiscono al primo trimestre dell’anno,

l’attuale governo è in carica dal 22 febbraio e pienamente operativo da marzo
e dunque attribuirgli le responsabilità
della gelata è un espediente da campagna elettorale, senza una base oggettiva.
Argomento che Renzi, in privato, ha
considerato e rivendicato ma che ha de-

ciso di non utilizzare. Sostenere che il
governo non c’entra, lo considera un argomento scivoloso, un vittimismo dannoso e invece Renzi prova a leggere il dato del calo del Pil che, a suo avviso,
«sconta un problema di politica industriale, ecco perché noi interveniamo su

La ripresina viaggia nel carrello
Al supermarket si rivedono i consumi
In quattro mesi la spesa sale dello 0,8%, più gente al bar e in autostrada

il caso
FRANCESCO SPINI
MILANO

A

lla Nielsen, istituto che monitora i dati legati ai consumi, li
chiamano «segnali di risveglio». Segnali «deboli», se vogliamo,
che indicano se non una vera ripresa
- che quantomeno non si è riverberata nei dati del Pil - comunque un cambio di tendenza. Gli ultimi dati? Anzitutto il «grocery», il carrello della
spesa. Dopo un 2012 negativo nei volumi e un 2013 in profondo rosso anche per valori, nei primi quattro mesi
dell’anno ritorna il segno più: +0,8%
a valore, +0,3% a volume. Il prodotto
più classico, la pasta, non perde terreno. Dalla Barilla, per esempio, segnalano che nei primi quattro mesi
grazie alle esportazioni si registra un
complessivo +3%. Accelerano i sughi
(+9% in generale, ma un +4% anche
prendendo in esame il solo mercato
italiano) con una conferma che viene
dai prodotti da forno: +4% in generale e +3% in Italia. Alla Nielsen confermano un aumento, seppure moderato, della fiducia tra i consumatori che
- sfruttando promozioni sempre più
forti - ricominciano a comprare. Questo si affianca a un altro indicatore
inedito: una ripresa, sempre nei primi quattro mesi, del canale
«Cash&carry» rispetto agli Iper e ai
Supermarket. La vendita all’ingrosso da gennaio a fine aprile cresce del

3,7% rispetto agli altri canali: «Significa che è aumentata la richiesta da bar
e ristoranti: la gente ha ripreso a uscire di casa un po’ più di prima», spiegano gli esperti di Nielsen.
Non è un dato isolato e riguarda anche chi si sposta. Prendiamo le autostrade. Dal 2010, in casa Sias (Autostrada Torino-Milano, Torino-Piacenza, l’Autofiori, la Cisa, solo per citarne
alcune) i dati erano sempre stati negativi. Ora invece «i segnali di miglioramento del trend, già manifestati negli
ultimi mesi del 2013 trovano ulteriore
riscontro nei volumi di traffico relativi
al primo trimestre 2014», segnalano
dal gruppo. E questo riguarda sia i
mezzi pesanti che quelli leggeri: +1,4%
nel complesso, con un +2,67% a febbraio e un +2,42% a marzo. Ma il dato saliente è quello relativo al traffico di Pa-

squa. Nelle tratte «turistiche», in Liguria come in Toscana l’incremento medio - rispetto allo stesso periodo del
2013 - è del 10%. Non per nulla anche
da Autogrill, pur senza evidenziare
numeri, segnalano come nelle prime
18 settimane dell’anno le vendite sulla
rete autostradale riportino una leggera crescita, che invece non c’è stata nei
primi tre mesi: determinanti per la
«ripresina» sono stati i tre ponti tra
Pasqua, 25 aprile e primo maggio. E,
nonostante le difficoltà ancora segnalate, riportano numeri in crescita le
presenze negli alberghi. Federalberghi
parla di un +2,5% tra gennaio e aprile,
sintesi di una crescita soprattutto degli stranieri (+4,2%) accompagnata da
un amento (+1%) anche degli italiani,
tornati a crescere dopo anni di buio totale. I numeri non sono ancora quelli

pre-crisi, certo. Ma gli italiani tornano
a riaffacciarsi nei luoghi di villeggiatura: lo conferma il +3,8% registrato dai
negozi stagionali rispetto a quelli che
stagionali non sono. E a proposito di
commercio, non si è arrestato il fenomeno, tornato nel 2013, di un’impennata nella circolazione di pacchi: nei primi quattro mesi la crescita è ancora a
doppia cifra, tra il 10 e il 12%, segnalano da Poste Italiane. Merito dello sviluppo dell’e-commerce. Anche dal
mondo dei libri arrivano buone notizie. Il recente salone Internazionale
del Libro di Torino ha fatto il record di
visitatori, quasi 340 mila, +3% rispetto
all’anno prima. Visitatori che, tra gli
stand, hanno comprato tra il 10 e il
20% in più dell’anno scorso. Poco per
gridare alla svolta, ma abbastanza per
richiamare i «segnali di risveglio».

Primo Piano .3

.

questo, da Electrolux, a Fincantieri e
Ansaldo Energia. Ma io sono molto fiducioso e ottimista». Certo, un po’ di lamentela non fa mai male: «Lo spread è a
180? Quando siamo partiti era oltre 200,
per otto settimane è sceso e nessuno lo
ha scritto. Lo spread è come il caffè, fa
notizia solo quando viene su». E poi il rilancio del “frame” fondamentale, il messaggio di fondo della sua campagna elettorale: «La sfida è tra chi punta a che
tutto vada male e chi invece lavora perché vada bene». «La Germania tra il
2000 ed il 2010 ha fatto riforme strutturali straordinarie. Da noi non sono state
fatte. La sfida delle Europee è tra due
modelli: chi considera l’Europa il grande
alibi e chi dice che l’Italia se fa di tutto è
in condizione per tornare a crescere».
Ma a fine giornata, a palazzo Chigi,
restavano due problemi aperti. Il primo:
come rintuzzare nei prossimi giorni un
rilancio aggressivo di Grillo e di Berlusconi sulle «responsabilità» del governo
nello stallo dell’economia? Il secondo:
nel rush finale della campagna elettorale serve una scossa sul terreno della comunicazione? Basta puntare tutto sulla
speranza in contrasto alla rabbia? Sostiene il renziano Paolo Gentiloni, già
ministro della Comunicazione e “regista” della campagna elettorale dell’Ulivo 2001, tecnicamente una delle più riuscite: «Nei prossimi giorni lo schema
non può che restare lo stesso, speranza
contro rabbia, Italia-non Italia. Il ritorno
della questione morale non può scardinare quello schema ottimista e concretista ma il cambio di clima consente al Pd
di valorizzare di più tutto ciò che il suo
leader rappresenta in termini di innovazione e rottamazione». E un’altra testa
pensante del mondo renziano, il vicepresidente dei senatori Giorgio Tonini dice:
«Quando Marchionne sostiene che c’è
una linea di produzione razionale, che
esprime la Panda e una emozionale, che
esprime la Cinquecento non è distante
dal problema dei prossimi giorni: c’è un
assembramento di forze emozionali
(Grillo e Berlusconi) e un governo che
con misure con contenuti emozionali,
punterà tutto sul messaggio razionale:
come far uscire l’Italia dal disastro».

La tassa sulla casa
Tasi,nessunrinvio
Sipagail16giugno
1 La prima scadenza della Tasi si

pagherà come previsto il 16 giugno.
Dunque in vista non sembra esserci
nessuna proroga. L’orientamento è
emerso oggi nelle stanze dei bottoni
del ministero dell’Economia al termine di un giro di incontri con i Comuni, i quali non hanno manifestato
alcuna esigenza di procedere a un
rinvio. Uno slittamento a dicembre
del pagamento della nuova tassa
potrebbe d’altra parte portare conseguenze pesanti, prima fra tutte il
rischio che i Comuni non siano in
grado di erogare i servizi a loro carico, come paventato dal presidente
dell’Anci Piero Fassino. I Comuni devono fare le delibere sulle aliquote
Tasi entro il 23 maggio e allegarle al
portale del federalismo fiscale. L’informazione deve poi essere registrata anche sul sito del ministero dell’Economia entro il 31 maggio.

Jena
I comparti
industriali
in crescita

+3,6%

Fabbricazione
di computer
e prodotti
di elettronica
e ottica;
apparecchi
elettromedicali,
apparecchi
di misurazione
e di orologi

+3,2%
Industrie tessili,
dell'abbigliamento,
articoli in pelle e simili

Variazione dell'indice
della produzione industriale
nel I trim. 2014 rispetto al IV trim. 2013
(medie trimestrali su dati destagionalizzati)

+1,9%
Metallurgia
e fabbricazione
di prodotti
in metallo esclusi
macchinari
e attrezzature

Scale

+1,5%
Industria
dei prodotti
in legno e
carta, stampa

+1,3%

La politica è fatta a scale, Renzi
scende e Grillo sale.

Fabbricazione
di prodotti
chimici

Fonte: Elaborazione
su dati Istat

Centimetri
LA STAMPA

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

U

ECONOMIA
L’INDUSTRIA AL BIVIO

Electrolux, arrivano gli investimenti
Firmato l’accordo, salvi stipendi e posti di lavoro. Renzi: senza il nostro decreto sarebbe stato impossibile
FLAVIA AMABILE
ROMA

È stato il giorno delle firme
istituzionali, della soddisfazione, del sollievo dopo nove
mesi di trattative, allarmi e
paura di una delocalizzazione o del licenziamento. Il primo è stato il presidente del
Consiglio Matteo Renzi, subito dopo la ministra dello
Sviluppo, Federica Guidi, i
presidenti delle Regioni interessate e i rappresentanti di
sindacati e azienda.
Mentre gli altri ancora
stanno firmando Renzi dà
l’annuncio su Twitter. «Dopo
Ansaldo Energia e Fincantieri oggi abbiamo firmato l’accordo. - importantissimo! su Electrolux. #nonfiniscequi #italiariparte». Non finiscono lì di sicuro i tweet. Due
ore dopo il premier torna a
scrivere dell’accordo per togliersi qualche sassolino dal-

Il premier ai sindacati:
hanno fatto il loro
mestiere e ottenuto
condizioni migliori
le scarpe: «Quelli che dicono
che il decreto legge sul lavoro
non serve a nulla: senza quel
decreto Electrolux oggi non
avrebbe firmato #peresempio». Infine, in televisione,
per una volta ha parole di apprezzamento anche per i sindacati dei lavoratori: «Con i
sindacati mi sono scontrato,
ma quando il sindacato fa il
sindacato strappa condizioni
migliori per i lavoratori e fa il
suo mestiere».
L’intesa è stata firmata
due giorni fa da azienda e
sindacati, garantisce 150 milioni di investimenti ai quattro stabilimenti dell’azienda
che danno lavoro a oltre
6mila persone fino al 2017.
Ognuno ha accetta di dare
qualcosa: le istituzioni hanno
accettato la decontribuzione
dei contratti di solidarietà e
agevolazioni per la ricerca, i
sindacati hanno detto di sì ad
una maggiore flessibilità su

La firma
Dopo nove
mesi
di trattative
e centinaia
di ore
di scioperi
e presidi,
la vertenza
Electrolux
si è chiusa ieri
a palazzo
Chigi con
la firma
dell’accordo
tra istituzioni,
sindacati
e azienda

SÌ DELLA CAMERA

Occupazione
Il dl Poletti
ora è legge
Via libera definitivo
della Camera al decreto
legge lavoro con 279, 143
contrari e solo 3 astenuti. Soddisfatto il ministro
Poletti, che si dice convinto che ora «le imprese
potranno assumere senza preoccupazioni». Non
solo. Il premier Renzi, in
serata e via tweet, spiega
che il decreto serve anche a salvare imprese e
lavoratori.

1

FABIO CIMAGLIA/LAPRESSE

questioni finora intoccabili come i permessi sindacali o le ferie. Il risultato è un accordo
che permette di conservare
«tutti i posti di lavoro per tutta
la durata del piano: nessun licenziamento e nessun esubero», chiarisce la ministra Guidi. Nè sono stati toccati i livelli
salariali.
Un ottimo risultato ma per
nulla gratuito per i lavoratori,
come sottolinea Maurizio Landini, segretario della Fiom: si è
arrivati all’accordo dopo 150
ore di sciopero.
Il governo vuole che questa
intesa sia la prima di una serie.
Le tappe successive le elenca
Graziano Delrio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «Crediamo di essere fortemente impegnati, da Lucchini ad Ansaldo Energia» - ma
anche su Alitalia ed Ilva - a difendere «un’industria, una vocazione importantissima per il
nostro Paese che ci vede seconda potenza europea. Il governo vuole continuare a difendere i lavoratori e creare le
condizioni perché le imprese
restino in Italia».
Il governo è ottimista, pensa di poterci riuscire «grazie
ad un nuovo approccio delle

relazioni industriali moderno». E i due terzi degli investimenti previsti dall’azienda aggiunge la ministra Guidi 150 milioni, sono destinati all’innovazione. Per lei è un «modello delle relazioni industriali», anche se ammette che sarà
«ancora più contenta quando
firmeremo per porre le prime

pietre di nuovi stabilimenti».
Anche secondo il ministro
del Lavoro Giuliano Poletti
l’approvazione del decreto lavoro ha giocato un ruolo importante perché contiene
«una norma che prevede il rifinanziamento della decontribuzione dei contratti di solidarietà. Abbiamo la coper-

tura ed è innalzata dal 25 al
35%. Abbiamo avuto la possibilità di usare strumenti come gli ammortizzatori, affinchè possano diventare un
aiuto ad un percorso di una
nuova solidarietà».
«È positivo che si sia arrivati ad un’intesa che garantisce che non ci saranno licen-

Il primo cittadino di Taranto scrive al governo

Mancanoifondi,ilpianoIlvanondecolla
L’allarmedelsindaco: “Lacrisiprecipita”
TEODORO CHIARELLI

La situazione economica dell’Ilva è a dir poco preoccupante. Mentre mancano le risorse
per attuare il piano di risanamento ambientale, il commissario Enrico Bondi è alle prese con la realizzazione di un
piano industriale che non decolla. Secondo quanto risulta
il colosso siderurgico avrebbe
accumulato lo scorso anno
una perdita di almeno 1 mi-

liardo di euro, mentre nei primi
quattro mesi viaggerebbe a un
ritmo di 60 milioni di euro di
deficit al mese. Ieri il commissario ha incontrato le organizzazioni sindacali proprio per
discutere del piano industriale.
Fra gli obiettivi esposti da Bondi, il cui mandato scade il 4 giugno, c’è quello di avere una nuova Ilva sostenibile, con diverse
opportunità di crescita su mercati e segmenti a maggior valore aggiunto e con un utilizzo su

larga scala di tecnologie innovative. Il commissario ha inoltre confermato che il recupero
di redditività dell’azienda «non
è ancora soddisfacente».
A lanciare un ennesimo grido d’allarme sull’azienda siderurgica della famiglia Riva è intanto il sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno. «Le notizie che
giungono sulla situazione di
crisi finanziaria della gestione
commissariale dell’Ilva sono
fonte di grande preoccupazio-

ziamenti e che saranno difesi
i quattro stabilimenti italiani», commenta il presidente
della Regione Veneto, Luca
Zaia. Dal suo punto di vista a
fare la differenza è stata la
grande condotta dei lavoratori e dell’azienda che è stata
disponibile a riscrivere i piani industriali».

ne sia sul piano dell’ambientalizzazione dello stabilimento
che per i livelli occupazionali scrive in una lettera a Renzi - È
necessario che da parte del governo vengano adottate misure
urgenti che evitino che la crisi
precipiti».
Secondo il primo cittadino
restano sul tappeto forti incertezze: «Consistenti ritardi nei
pagamenti ai fornitori, la richiesta di un utilizzo più esteso
della cassa integrazione, le ricorrenti voci di possibili difficoltà già nei prossimi mesi per
far fronte ai pagamenti degli
stipendi dei dipendenti». Non
solo. La mancanza di risorse finanziarie per attuare il piano di
risanamento ambientale comporterebbe l’interruzione dell’attività produttiva.

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

U

STIPENDI
I numeri

IL REFERENDUM

3300
euro al mese
Questo il salario minimo
proposto dal referendum
in Svizzera. La norma
è rigida: se passa, varrà
per ogni tipo di lavoro

30%

Tasse e contributi
I 3300 euro sono al lordo del 30%
di tasse, contributi e cassa malattia

40%

20%
Nel Ticino
Così il maggior
costo della vita
rispetto all’Italia

Negli altri cantoni
L’extra costo nel resto del Paese

Reportage
MICHELE BRAMBILLA
INVIATO A LUGANO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

erto anche i numeri vanno interpretati. Dunque,
per correttezza: i
tremilatrecento
euro sono lordi, e non netti.
Da quella cifra va tolto un 15
per cento di tasse e contributi vari. Poi bisogna togliere anche la Cassa malattia,
che non è trattenuta in busta paga, e che ciascuno si
deve fare per conto proprio.
Altra precisazione: in Svizzera la vita costa ben di più
che in Italia: in quella fran-

C

SOCIALISTI E VERDI

«Siamo un Paese ricco
questo aumento
non è uno scandalo»
cese e tedesca il 30-40 per
cento in più, nel Canton Ticino il 20 per cento.
Però, però: nonostante
queste precisazioni, vista
dall’Italia è tutta manna che
cade dal cielo. Infatti complessivamente, cioè compresa la Cassa malattia, il carico fiscale della Svizzera è
circa del 30 per cento, quasi
la metà che da noi. E quanto
al costo della vita, la legge
che si voterà domenica prevede che ogni singolo Cantone potrà adeguare il proprio
salario minimo garantito,
ovviamente alzandolo. In
ogni caso, se passasse il referendum di domenica la
Svizzera avrebbe il salario
minimo più alto del mondo:
22 franchi all’ora, pari a circa 18 euro, contro – per stare
in Europa – gli 8 della Francia e gli 8,5 della Germania.
I Socialisti e i Verdi, che
hanno proposto il referendum insieme con l’Unione
sindacale svizzera, dicono
che quattromila franchi al
mese non devono fare scandalo perché «siamo uno dei

FABRICE COFFRINI/AFP

Domenica in Svizzera si voterà per introdurre un salario minimo di 4000 franchi (circa 3300 euro)

Svizzera, il salario minimo
corre verso il massimo
Domenica il voto: se c’è l’ok alla proposta la paga sarà tra le più alte del mondo
I sindacati: solo la metà dei lavoratori è tutelata col contratto collettivo
Paesi più ricchi del mondo».
Ma i padroni (qui in Svizzera
li chiamano tutti ancora così,
«i padroni») sono furenti.
Quattromila euro al mese è
pari al 64 per cento del salario medio svizzero: insomma
è uno stipendio pesante, per
essere considerato come una
soglia minima. E, per giunta,
riguarderebbe non pochi lavoratori: quelli che attualmente non raggiungono i
quattromila franchi al mese
sono il 9 per cento di tutti gli
occupati. Ma forse fa più effetto dare i numeri, invece

delle percentuali: a prendere
il salario minimo garantito
sarebbero 330.000 persone
in tutta la Svizzera, cioè in un
Paese che ha otto milioni e
centomila residenti, compresi gli stranieri che sono il 25
per cento.
«Sì, i padroni sono furenti»,
mi conferma Giancarlo Dillena, direttore del Corriere del
Ticino, il più diffuso quotidiano della Svizzera italiana:
«Dicono che si rischia di immettere sul mercato una regola che sconvolge equilibri
storici. E poi qui in Ticino ci

Manager pubblici
Ilnododeibonus
1 «Ogni decisione sulle

clausole contrattuali per la remunerazione degli amministratori dipende dal rapporto
negoziale tra società e manager». Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Luciano Pizzetti, ha risposto a
un’interrogazione di Linda
Lanzillotta (Scelta civica) sui
bonus dei manager pubblici.

sarebbe qualche problema in
più. Intanto perché gli stipendi in media sono più bassi, e si
introdurrebbe un minimo
uguale per tutta la Confederazione. E poi qui abbiamo
sessantamila frontalieri italiani, che avrebbero pure loro
diritto ai quattromila franchi». Il rischio, dicono quelli
del fronte del «no», è che molte imprese, visto l’andazzo,
portino la produzione all’estero. Per questo anche alcuni
sindacati, come i cristiano-sociali, vanno molto cauti, e non
fanno campagna.

Industriali in allarme

“Se questa norma passa, le aziende
potrebbero delocalizzare in Italia”
e questa misura del salario minimo dovesse
passare, qui in Svizzera salteranno i posti di lavoro, soprattutto degli italiani frontalieri, e
qualche imprenditore potrebbe anche decidere di delocalizzare in Italia». A parlare è Stefano Modenini, direttore
di Aiti, associazione delle industrie ticinesi.

«S

Per quali ragioni è contrario?

«Questa iniziativa è troppo rigida perché vuole introdurre una retribuzione minima per tutti i tipi di attività lavorativa e in tutte le regioni della Svizzera. In realtà ci sono
molte differenze sia all’interno dei singoli settori produttivi, sia tra le varie città e nel costo della vita fra le zone del
Paese».
Che effetti vi aspettate?

«La misura finirebbe per penalizzare proprio le categorie
che i sindacati intendono proteggere, cioè i lavoratori meno qualificati come camerieri, operai, parrucchieri o falegnami, e le donne. Invece di avere un impiego mal retribuito, si ritroverebbero senza lavoro. Le aziende svizzere poi
sarebbero appesantite da un aumento dei costi di produzione e perderebbero in competitività».
Come reagiranno gli imprenditori elvetici?

«Qualcuno licenzierà, altri potrebbero spostarsi fuori dai
confini elvetici magari sul territorio italiano, dove i costi
sono più bassi. Non posso fare nomi ma qualche imprenditore ha già annunciato questo passo. Questo vale soprattutto per le aziende che hanno già produzioni all’estero:
basterà potenziare gli stabilimenti fuori dalla Svizzera».
Cosa succederà ai lavoratori italiani frontalieri?

«Se passerà il salario minimo gli italiani saranno contenti
perché a fine mese prenderanno più soldi. Ma poi si tratterà di vedere se davvero avranno ancora il posto di lavoro. Potrebbero finire licenziati e da noi è più facile lasciare
a casa i dipendenti. I conti alla fine devono tornare».
Il Ticino chiuderà le sue porte?

«Ecco, per le regioni con forti afflussi di frontalieri come il
Ticino, il problema è anche più gravoso. In alcuni settori
come quello dell’industria ben il 55% della forza lavoro è
formata da lavoratori italiani che ogni giorno varcano la
frontiera. Se passerà l’iniziativa del salario minimo partirebbe un messaggio incredibile e ci troveremmo con masse di lavoratori, magari più qualificati degli svizzeri, pronti a lavorare da noi. Per noi i frontalieri sono preziosi ma la
gente inizia a vederli come una minaccia».
[S. RIC.]

Decisi, invece, quelli dell’Unia, una specie di Cgil elvetica. «In Svizzera – mi dice da
Berna la responsabile nazionale, Vania Alleva – solo la
metà dei lavoratori è tutelata
da contratti collettivi. Gli altri
percepiscono un salario deciso dal proprio datore di lavoro, e uno su dieci prende meno di ventidue franchi all’ora,
cioè quattromila franchi al
mese per chi è occupato a
tempo pieno. Mi rendo conto
che in Italia quattromila franchi possono sembrare tanti,
ma in Svizzera non è così: se
non arrivi a quella cifra, qui
da noi vivi malissimo, vicino
alla soglia di povertà». Spiega
che il referendum è stato praticamente un’ultima spiaggia:
«Gli imprenditori si lamentano, ma se non si fossero sempre rifiutati di negoziare contratti collettivi, non sarebbe
stato necessario arrivare a
LE CAMERE DI COMMERCIO

«Siamo contrari perché
sarebbe un’imposizione
dello Stato mai vista»
proporre questa legge. Che,
tra l’altro, avrà un impatto
minore che in Germania, dove
il salario minimo garantito sarà sì più basso, ma riguarderà
il sedici per cento dei lavoratori. In Svizzera, ripeto, solo
uno su dieci».
Comunque troppi, secondo
Luca Albertoni, direttore della Camera di Commercio e
dell’Industria del Canton Ticino. «Siamo contrari», mi dice, «per due motivi. Il primo è
che sarebbe un’imposizione
dello Stato poco conforme alle nostre abitudini: sarebbe la
fine di un patto sociale che in
Svizzera ha una lunga tradizione. Secondo, quattromila
franchi sono tanti, e metterebbero in difficoltà molti imprenditori. È vero che da noi
tutto costa caro, ma ci sono
già diverse esenzioni e sovvenzioni, per cui alla fine ciascuno può contare su un livello di vita dignitoso».
Vedremo domenica. I sondaggi dicono che è in vantaggio il «no». Comunque beati
loro che vanno a votare su
questioni del genere.

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

U

GIUSTIZIA
LA DECISIONE DELL’AULA
Le immagini dall’Aula
Manette

Mafia

I numeri

Il grillino
Manlio
Di Stefano
fa il segno
delle
manette
riferendosi
all’arresto
di Genovese

Rosy Bindi
ha accusato
i 5 Stelle:
«Non potete
appropriarvi
di Falcone
e Borsellino
Sono di tutta
la nazione»

Soltanto 39
deputati
hanno
votato
contro
l’arresto
di Genovese
371 i sì
e 13 astenuti

Tutti a favore dell’arresto
Ma il M5S non rinuncia
al teatrale attacco al Pd
La Camera dice sì al carcere per il deputato Genovese
Dibattito annoiato, poi lo scontro su Borsellino scalda il clima

Reportage
MATTIA FELTRI
ROMA

a procedura, a lungo vibrante come la stesura di
un atto notarile, si è conclusa alle 18,12: Francantonio Genovese (Pd) è il
secondo deputato nella storia della
Repubblica - dopo Alfonso Papa nella scorsa legislatura - a finire in galera preventiva per imputazioni non di
sangue, armi o terrorismo. L’uomo si
abitua a tutto, figuriamoci i parlamentari: il pomeriggio in cui si decretò la detenzione di Papa fu percorso da una tensione spossante, e
svanì in lacrime e silenzi; stavolta si
è oscillati fra la sceneggiata e l’iter
protocollare. Del resto tutto era
chiaro sin dalla mattina, quando
Matteo Renzi - lontano molti giorni
da quello in cui, parlando del caso di
Silvio Scaglia di Fastweb, definì «indegno» l’uso della carcerazione cautelare - aveva chiuso la questione dichiarando che il Pd intendeva votare

L

Personaggio
MANUELA MESSINA
MESSINA

stata la Caronte, una dalle navi
della sua compagnia, dal nome
mitologico e qualcuno direbbe
quasi profetico, a traghettare Francantonio Genovese dalla sponda calabra fino a Messina, la «sua» città.
Ex sindaco, ex deputato regionale,
ex parlamentare e ras da «20 mila
preferenze», ha percorso i venti minuti che lo separavano dalla fine del
suo sogno politico a bordo di un Suv
grigio con i vetri oscurati, accompagnato dal legale e dalla moglie Chiara. Ad aspettare l’auto, sulla banchina, solo cameramen, fotografi e giornalisti, col cielo che si faceva scuro di
nuvole e avvolti in un clima di calma
apparente, interrotta solo dal borbottio dei suoi uomini e dall’umorismo di un curioso («Chi aspettate
voi, George Clooney?»). Poi l’ultimo

È

subito e per l’arresto. Voleva smentire te e così non ha parlato. Cosa che invei grillini secondo i quali l’idea renziana ce ha fatto il relatore di maggioranza,
era di spostare la decisione a dopo le Franco Vazio del Pd, e intanto che
Europee, per non perdere voti, e si de- elencava le buone ragioni della procuduce che invece i grillini preferivano ra e i reati contestati al collega (truffa
prenderla prima, per guadagnarne. Il aggravata ai danni della Regione, ascarattere elettoralistico della contesa, sociazione per delinquere, peculato,
intanto che si doveva stabilire il desti- riciclaggio...), l’emiciclo non era prono di un uomo, ha preso un rapido e prio gremitissimo, soprattutto dalle
deciso sopravvento, e ha portato il ca- parti del centrodestra. Quelli presenti
pogruppo del Pd, Roberto Speranza, a maneggiavano l’iPad o leggevano sul
proclamare in aula
computer o chiacla ferrea deliberaASSENTE IL RELATORE chieravano col vicizione del suo parti- Quello di minoranza (Leone) no producendo il
to. Genovese ha cabrusio annoiato di
non era nemmeno sottofondo.
pito che non c’era
presente a Montecitorio
più niente da fare
Ci si è un po’
ed è tornato a casa,
scossi - la sfida
a Messina, per preLA GALERA PREVENTIVA sembrava quasi vepararsi ad andare
- soltanto quanPrima di lui solo Papa ra
in carcere.
do hanno preso la
c’era finito per fatti slegati parola i deputati a
Il dibattito pomeridiano d’aula, da terrorismo, armi o sangue cinque stelle, i quali
fissato alle 16,30,
si erano allenati per
aveva così perso ogni funzione propa- una partita ormai sospesa. La sceneggandistica e di messa in scena. Né giatura prevedeva infatti un teatrale
c’era tensione, vista la certezza del ri- attacco al Pd temporeggiatore o addisultato. Un disimpegno comprensibile rittura correo. Ed era paradossale la
ma a tratti imbarazzante, specie quan- scena dei grillini con l’indice tremante
do si è scoperto che il relatore di mino- di rabbia e puntato contro il gruppo
ranza (cioè l’incaricato di difendere democratico, sebbene votassero allo
Genovese, nella circostanza Antonio stesso modo. Il cittadino Francesco
Leone di Forza Italia) non era presen- D’Uva ha proposto considerazioni giu-

ROBERTO MONALDO/LAPRESSE

Indici puntati
I deputati del Movimento Cinque Stelle a Montecitorio

ridicamente non raffinatissime («le
manette ai polsi di Genovese sono
niente in confronto alle manette messe per anni ai polsi del popolo siciliano»), eguagliato dal compagno di banco Alessio Villarosa («Ho cercato lavoro fuori dalla Sicilia perché le risorse
sono sempre finite nelle mani sbagliate»). Ed è stato il medesimo Villarosa a
regalare un po’ di focosa spontaneità a
un pomeriggio deprimente, quando ha
suggerito di vergognarsi a «voi che alla
Camera avete intitolato una biblioteca
a Paolo Borsellino». A sinistra è stata
tumultuosa rivolta: si è gridato buffone, pagliaccio e bugiardo. Anna Rossomando (Pd) ha scatenato i suoi dicendo che il partito di Pio La Torre non
accettava lezioni. Rosi Bindi ha ag-

giunto che nessuno dovrebbe appropriarsi dei nomi di Falcone e Borsellino, sebbene altri lo abbiano fatto per
vent’anni, anche nei partiti in cui ha
militato la Bindi. Di colpo si era avverata la profezia pronunciata pochi minuti prima da Maurizio Bianconi (FI):
«Chi porta la ghigliottina in piazza troverà sempre uno che è più Robespierre di lui». Peccato non lo ascoltasse
nessuno. I più erano impegnati a spedire sms o a giocare a QuizDuello. La
Rossomando ha ufficialmente annunciato che il Pd era per la prigione. Era
la fine dell’intervento: è scattato un
applauso automatico e raggelante. Risultato finale: 371 a 39. Dai banchi del
M5S hanno festeggiato incrociando le
braccia a mimare gli schiavettoni.

Il ritorno a casa con la “sua” nave
poi Mr 20 mila preferenze va in cella
L’ultimo saluto alla moglie. I vicini: “È la fine di un’epoca”

ANSA

Genovese al suo arrivo al carcere

saluto alla villa di Torre Faro, con
grandi alberi e i balconi a vista sul placido lago di Ganzirri, e un cancello
marrone ad allontanare da occhi indiscreti il dolore dei parenti.
Infine, al tramonto, con la mobile
discreta e paziente a scortarla, la vettura ha lasciato la città. Uno degli uomini più potenti di Messina si è diretto
al carcere di Gazzi, dove è entrato, volontariamente, dopo l’approvazione
della richiesta di arresto seguita alle
indagini sul «sistema Genovese», votata ieri pomeriggio alla Camera tra
urla e polemiche bipartisan.
«Non ha voluto aspettare i risultati,
ed è arrivato con le sue gambe, nella
sua città», ha detto ai giornalisti l’av-

vocato Nino Favazzo. «Non abbiamo
ancora elaborato la strategia difensiva, è presto», sottolinea, ma sembra
che da domani mattina partirà la richiesta perché il politico del Partito
democratico possa scontare la misura
cautelare ai domiciliari.
«È la fine di un’epoca», commenta un
vicino di casa che lo ricorda come un
uomo con il ghiaccio nelle tasche, come
si dice in Sicilia, capace cioè di resistere a ogni provocazione e di incassare
qualsiasi colpo con freddezza glaciale,
senza mai perdere calma e aplomb. Per
non smentirsi, è così che ha salutato i
cronisti. Con un sorriso e la mano alzata, in segno di pace, forse di sfida. O forse era solo un arrivederci.

MATTIA FELTRI
econdo un biologo,
Joe Hanson, la Terra
sarà scomparsa fra
un miliardo di anni. Fra
500 mila anni, un asteroide
ci colpirà mutando
drammaticamente il clima,
e fra 600 milioni di anni la
fotosintesi clorofilliana
sarà impossibile. In seguito
il sole brucerà la
vegetazione e prosciugherà
gli oceani. Assomiglieremo
a Marte. Quindi la Via
Lattea si scontrerà con
Andromeda e ci sarà la
distruzione dell’Universo.
A quel punto saremo
sputati al Pd.

S

Primo Piano .7

.

Taccuino

Retroscena
CARLO BERTINI
ROMA

a svolta matura all’ora di
pranzo, quando Renato
Brunetta a sorpresa annuncia in aula che Forza Italia
non avrebbe chiesto il voto
segreto, togliendo a quel punto al Pd
ogni alibi per rinviare la patata bollente del sofferto voto sull’arresto di Genovese a dopo le europee. Privato dell’argomento che i grillini avrebbero
ordito un trappolone votando in segreto contro l’arresto per poi dar la
colpa al Pd di salvare un suo deputato,
Renzi rompe gli ormeggi: «Se c’è il voto palese bisogna votare oggi, non mi
faccio mettere sulla graticola fino alle
elezioni», è la linea del premier. Che di
qui in avanti andrà nelle piazze a rivendicare che «il Pd non si fa dare lezioni sulla legalità da Grillo». Fin dalla
mattina il premier è in contatto con il
capogruppo Speranza, la Boschi, Guerini e Orfini per decidere il da farsi e lo
scarto di Forza Italia apre un varco
inatteso. Parte un sms che avvisa tutti
di tenersi pronti perché si sarebbe dovuto votare subito, una sorta di «contrordine compagni» per non dare ai
grillini un’arma elettorale in più: quella di poter dire che il Pd era il partito

L

NESSUNA SPONDA DA FORZA ITALIA

Brunetta: «Noi non chiederemo
di spostare la decisione a giugno
Lo facciano i democratici»
che rinviava il sì ad una richiesta di arresto dei magistrati in piena esplosione della nuova tangentopoli milanese.
Le parole del capogruppo di Forza
Italia in aula mezz’ora prima del resto
erano chiare, «non chiederemo il voto
segreto e Forza Italia voterà no all’arresto di Genovese. Se il Pd vuole rinviare a dopo elezioni, noi siamo d’accordo, ma lo chieda in questa aula».
Un modo per stringere all’angolo i Democratici senza fornire un assist ai 5
Stelle, tanto che alla fine il premier
scarta la linea della prudenza e sceglie
il rilancio, visto che l’esito del voto senza il timore di franchi tiratori sarebbe
stato scontato. Ma se pure minore, è
pur sempre un male in piena campagna elettorale, perché nessuno tra i
renziani si nasconde che «la notizia di
un deputato Pd in manette non può far
certo bene». D’altronde lo ammettono
gli stessi vertici del Pd che «se non ci
fosse stato il voto palese, si sarebbe
votato dopo il 26 maggio» e che dunque la mossa di Brunetta è stata decisiva». L’accelerazione di Renzi però
viene ingoiata senza entusiasmo alcuno da quelli a cui fa meno piacere votare per l’arresto, cioè dagli ex popolari
e da quei bersanian-dalemiani che
avrebbero preferito rinviare per una
scarsa condivisione delle ragioni del

STATO DELLE CARCERI

MARCELLO
SORGI

Napolitano: «Urgente
porre rimedio
È degrado civile»

Dietro la votazione
ascrutiniopalese
anche il timore
dei franchi tiratori

È «urgente porre adeguato
rimedio» al «degrado civile e di
sofferenza umana riscontrabile
negli istituti». Il nuovo richiamo
del Capo dello Stato sulla questione carceri arriva in messaggio indirizzato alla Polizia Penitenziaria. Giorgio Napolitano
esprime la sua gratitudine per
aver «consentito di mantenere
l’ordine e la sicurezza», nonostante la «critica, intollerabile
situazione di sovraffollamento
delle carceri». Ma chiede uno
sforzo di aggiornamento «anche nell’ottica di un ripensamento del sistema sanzionatorio e di una rimodulazione dell’esecuzione della pena».

1

I

MIKE PALAZZOTTO/ANSA

Matteo Renzi ieri ha deciso di cambiare la linea del partito sul caso Genovese

Renzi: “Noi non prendiamo
lezioni di legalità da Grillo”
La linea del premier: nessun rinvio per evitare contraccolpi elettorali
sì. Uno per tutti l’ex responsabile giustizia del Pd, Danilo Leva, unico a non votare per l’arresto tra i dieci membri in
Giunta e costretto a votare oggi in aula
a favore «solo per disciplina di gruppo».

Prima del sì bulgaro che consente al
premier di twittare «il Pd crede che la
legge sia uguale per tutti e la applica
sempre anche quando si tratta dei propri deputati, a viso aperto», il terrore

Oggi la decisione del governo libanese
Siavvicinal’oradell’estradizioneperDell’Utri
1 La latitanza di Marcello Dell’Utri è

agli sgoccioli. Oggi il Consiglio dei ministri libanese deciderà se concedere o meno l’estradizione all’ex senatore di Forza
Italia, condannato in via definitiva a 7 anni per «concorso esterno in associazione
mafiosa». E tutto lascia presagire a favore
dell’espulsione. Dopo l’ok del procuratore generale della Cassazione, Samir Hammoud, e l’avvallo del ministro della Giustizia Rizk, l’ultima parola spetta ora all’esecutivo, che si riunirà alle 16 ora libanese, nel Palazzo Presidenziale di Beirut.
Ma l’accelerazione impressa dalla Procura e dal Guardasigilli libanesi fanno pendere l’ago della bilancia verso il sì. «L’amicizia con l’ex Presidente della Repubblica
Amin Gemayel potrà incidere poco - sostengono qualificate fonti ministeriali - e
del resto Berlusconi non è più così potente in Italia. Dell’Utri è oramai una zavorra

che imbarazza il nostro governo. Per non
parlare poi dei rapporti economici tra i
due Paesi, che non possono essere compromessi da un grave incidente diplomatico-giudiziario». La previsione sarà confermata dal responso del governo? Se così fosse, la deliberazione sarà siglata dal
premier e controfirmata dal Presidente
della Repubblica Michel Suleiman. A quel
punto, saranno necessari solo i tempi tecnici per l’arrivo dall’Italia dei funzionari
dell’Interpol a cui la polizia libanese affiderà l’ex braccio destro di Berlusconi. Il
suo difensore, l’avvocato Akram Azoury
annuncia già che, in caso di estrazione
concessa, procederà con un appello amministrativo. Ma questo non impedirà il
rimpatrio in manette di Dell’Utri, attualmente ancora agli arresti nella prigione
dorata che è la camera Vip dell’ospedale
[GRA. LON.]
Al Ayat di Beirut.

corre sul filo: tremano i renziani quando
si sparge la voce che qualcuno, malgrado l’ok di tutti i gruppi al voto palese,
stia organizzando una raccolta di firme
per il voto segreto. Ore di pathos, girano
le voci più disparate come quella secondo cui Speranza avrebbe avvisato tutti
di non firmare nessuna richiesta per il
voto segreto se fosse stata presentata
da altri. Comunque sia, il gruppo Pd che
al momento clou sconta una trentina di
assenze (tra cui Bersani, Letta, Civati e
la Moretti) tutti giustificati dalla camLA SVOLTA IN MATTINATA

Il segretario Pd: «Non mi faccio
mettere sulla graticola
fino al 25 maggio»
pagna elettorale, esce compatto dalla
prova del nove. «Berlusconi ha deciso di
non voler fare da stampella a Matteo e
di non aiutarlo con la richiesta del voto
segreto a rinviare questa grana a dopo
le elezioni», ammette un renziano del
cerchio stretto. E ci pensa prima Luca
Lotti e poi Matteo Richetti a stoppare la
voce di un accordo tra il premier e Berlusconi: «Il rinvio di altre due settimane
dava un’arma ai grillini, Matteo ha accelerato quando ha capito che si poteva
votare subito per dare un segnale».

Le interviste
Alessio Villarosa (M5S)

Gero Grassi (Pd)

“C’è persecuzione
Perquesto
misonoopposto”
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

«Ritengo che ci sia totale fumus
persecutionis nella richiesta d’arresto»: per questo, il deputato Pd
Gero Grassi, insieme ad altri cinque colleghi di partito, ha votato
contro, ricordando che «quando si
vota sulle persone, il voto è libero
dalle indicazioni del partito».
Perché ha votato contro?

«Il giudice chiede la custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato: ma non può esserci,
visto che per esserci ci vorrebbe la
controparte della Regione, che in
questo momento non credo farebbe

un contratto con Genovese».
Però il suo partito, il Pd, ha fatto una
valutazione diversa.

«Viviamo in un clima in cui la comunicazione determina il fatto, anche
quando il fatto non c’è. In condizioni di
normalità questo dibattito andava fatto dopo le elezioni, perché non ci fosse
condizionamento alcuno».
Quindi il segretario Renzi ha sbagliato?

«No, è il clima che impone certi ritmi.
Poi è stato il Parlamento a decidere».
Non è che lei ha votato contro semplicemente perché Genovese è un
suo amico?

«Ho votato contro innanzitutto per
la mia coscienza. Poi qui ho altri
200 amici come lui».
Lo ha sentito?

«In questi giorni l’ho sentito 20 volte
al giorno: l’ho sempre trovato sereno,
ma mortificato dalle speculazioni che
erano veicolate su di lui».

l voto con cui la Camera
ha concesso l’autorizzazione all’arresto di Francantonio Genovese - ex segretario del Pd ed ex sindaco
di Messina, sotto inchiesta
per corruzione -, segna un altro passaggio dell’inseguimento tra M5S e Pd che ha
caratterizzato tutta la campagna elettorale per le europee. Il Pd infatti, non è un mistero, avrebbe preferito rinviare il voto a dopo il 25 maggio, e in questo senso si era
espresso fino a mercoledì sera. Ma Renzi, dopo il rinvio
del giorno prima, ha capito
che lasciare la questione Genovese aperta nell’ultima
settimana che precede
l’apertura dei seggi avrebbe
dato a Grillo un forte argomento di propaganda, specie
nei giorni successivi agli arresti di Milano e di Scajola e
alle polemiche sul possibile
ritorno di Tangentopoli. Di
qui la brusca inversione di
marcia che ha portato ieri allo scrutinio della Camera.
C’era anche un secondo timore che spingeva a mettere
da parte la questione: i parlamentari del Pd temevano che
i colleghi grillini, dopo aver
premuto per la concessione
dell’arresto, nel segreto dell’urna avrebbero votato contro, lasciando al loro partito
(all’interno del quale non tutti erano d’accordo) l’onere di
aprire le porte del carcere
per Genovese, o di scontare il
peso di un risultato gravato
dai franchi tiratori. La scelta
del voto palese, maturata in
mattinata, ha eliminato questo rischio, limitando anche
a poche unità il dissenso interno dei Democrat, ma ha
fatto sì che Grillo, subito dopo l’esito della votazione, si
appropriasse del merito di
aver portato in carcere il deputato accusato di corruzione e di aver costretto il Pd ad
uscire dalle ambiguità.
A votare platealmente
contro l’arresto sono rimasti così una quarantina di
deputati di Forza Italia, con
Berlusconi che, fuori dal
Parlamento, rivendicava la
coerenza del centrodestra
con la sua tradizionale linea
garantista. In realtà il Cavaliere è alle prese in questi
giorni con le conseguenze
dei casi Dell’Utri e ScajolaMatacena, che, sebbene non
siano più stati ricandidati alle ultime elezioni, sono ancora ricondotti, in termini di
immagine, a Forza Italia. Ecco perché Berlusconi insiste
a presentarli come vittime
di ingiustizia, anche se a
causa della sentenza che gli
ha imposto gli arresti domiciliari non può più adoperare i suoi tradizionali e durissimi argomenti anti-giudici.
Genovese, che ha appreso
l’esito del voto nella sua città, si è subito costituito. A
Montecitorio, nei corridoi
semideserti in cui gli ultimi
deputati sì attardavano, silenziosi dopo la decisione di
concedere l’arresto, c’era
chi si interrogava se l’ex sindaco di Messina, che controlla ancora un pacchetto
consistente di voti personali, nuocerà più al Pd stando
in carcere, che non fuori.

“Avevano paura
di perdere consensi
alle Europee”
Onorevole Alessio Villarosa, avevate torto, il Pd non voleva salvare
Genovese…

«Guardi i resoconti stenografici: in
mattinata Rosato aveva chiesto di mettere all’ordine del giorno prima un altro provvedimento, e il capogruppo
Speranza diceva che non volevano affrontare il caso Genovese per evitare
strumentalizzazioni del M5S».
Però hanno votato per l’arresto.

«E ci mancherebbe! Sa quanti voti
avrebbero perso altrimenti?».
Vuole dire che l’hanno fatto solo per
ragioni di campagna elettorale?

«Nessun cittadino avrebbe mai capito
un voto contro. Per come li ho cono-

sciuti, prima vengono le Europee e dopo
la richiesta della magistratura».
Dal Pd temevano che, a voto segreto,
avreste potuto votare voi contro l’arresto per dare la colpa a loro…

«La loro vera paura era che, a voto segreto, una parte di loro avrebbe votato
contro, e così si sono inventati la scusa
del M5S. Noi abbiamo fatto quattro
giorni fa un comunicato stampa per
chiedere il voto palese».
Lei in Aula ha citato Borsellino…

«Ho ricordato che un politico non deve
solo essere onesto, ma anche sembrarlo.
In caso di dubbi, deve essere il politico
stesso a fare un passo indietro. Fosse capitato a me, mi sarei dimesso e consegnato, per poter fare chiarezza».
Considera un vostro successo questo
voto?

«È una sconfitta per tutto il Paese, ma
il successo del M5S è nel fare rispettare i tempi richiesti dalla magistratura».
[F. SCH.]

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

U

FORZA ITALIA
L’ADDIO DEI FONDATORI

Avvocato

Berlusconi
CollocaGramsci
dopoYalta

Cesare previti è stato
condannato a 6 anni
per lo scandalo Imi-Sir

Anche Previti
lascia Silvio
e sostiene Alfano

1 «E dopo Yalta venne

Gramsci». Silvio Berlusconi
durante un comizio in favore
di Antonio Tajani a Roma, fa
un po’ di confusione con la
storia della sinistra collocando
Antonio Gramsci (morto nel
1937) dopo la conferenza di
Yalta (organizzata in Crimea,
nel febbraio del 1945 durante
la Seconda Guerra Mondiale).
Gramsci ai tempi della conferenza tra Roosevelt, Churchill
e Stalin in cui si decise il nuovo
assetto dell’Europa e dell’Estremo oriente, era già morto da 8 anni. L’ex premier non è
nuovo a errori storici simili.

L’ex ministro appoggia il Ncd nel Centro Italia

Retroscena
UGO MAGRI
ROMA

S

cajola chi? Berlusconi ne parla come
se dovesse frugare
nei ricordi. Acqua
passata, vorrebbe
convincerci. Fa il paio con
Dell’Utri: i due «da tempo
non partecipano alla vita del
partito», di qui i vuoti di memoria. Ma c’è un terzo antico
sodale che l’ex Cavaliere potrebbe tranquillamente aggiungere alla lista dei «desaparecidos»: Cesare Previti.
Nemmeno lui interviene più
alle riunioni forziste. TantoI PRECEDENTI

Prima di lui hanno
lasciato Berlusconi
Bonaiuti e Bondi
meno si fa vivo ad Arcore o a
Palazzo Grazioli. E non solo
«Cesarone» latita, ma l’intero mondo previtiano brilla
per la propria assenza dalle
adunanze forziste. L’altro ieri, ad esempio, Tajani ha
riempito l’Hotel Parco dei
Principi con signore inguainate e attempati esponenti
del «generone» romano per
la gioia di Berlusconi, che non
si aspettava tutta quella gente disposta a sorbirsi le sue
disgrazie. Ma dell’ex ministro, ras della Roma «pariola», nemmeno l’ombra.
Trapela notizia che pure
lui se n’è andato. Senza pubblici proclami, ha detto ciao a

Forza Italia e al suo leader: ora
gravita dalle parti di Alfano,
dove la circostanza viene confermata, in verità con un certo
pudore: Previti non è, specie in
campagna elettorale, il miglior
biglietto da visita per un partito che voglia puntare sulla legalità (6 anni di carcere incassati per la vicenda Imi-Sir, e
uno «stage» ai servizi sociali
per il «Lodo Mondadori»). Però
contano i fatti. E questi fatti documentano il nuovo traumati-

co congedo dal giro stretto berlusconiano dopo il licenziamento della storica segretaria Marinella, dopo l’addio tormentato del portavoce Bonaiuti, dopo
lo strappo politicamente doloroso di Bondi. Primo: già da novembre il cognato di Previti,
onorevole Sammarco, si era
unito alle «stampelle della sinistra» (amabile definizione che
Berlusconi dà degli alfaniani).
La circostanza non sfuggì al
«Foglio» e a Berlusconi mede-

LUIGI MISTRULLI/IMAGOECONOMICA

simo. Secondo, l’intero clan
previtiano si sta battendo con
molta energia per un’affermazione Ncd nel Centro Italia, dove capolista è la ministra Lorenzin. Terzo, nella fitta rete
dei colloqui privati il capo-clan
non lesina critiche anche severe al suo amico Silvio. Gli rimprovera errori da matita blu.
Anzitutto Previti contesta
l’intera linea difensiva adottata
da Ghedini e da Longo nei confronti del loro assistito: troppa

inutile conflittualità coi magistrati che tanto, come si è visto,
hanno il coltello dalla parte del
manico. Ciò detto, l’ex ministro
della Difesa non vede un costrutto logico nella scelta di andare all’opposizione. Al posto
del Cav, lui mai si sarebbe sfilato dal governo Letta, avrebbe
continuato a tenere le mani in
pasta perché contare poco (nella sua visione molto pragmatica) è sempre meglio che contare nulla. Cose dette personal-

Airaudo Su Renzi
«Democristianodigitale
edelinquentepolitico»

il caso
ANTONIO PITONI
ROMA

1 Giorgio Airaudo, parla-

P

arola d’ordine «tagli».
Questione che ha monopolizzato il dibattito sulla Rai da quando il governo
Renzi ha deciso di recuperare
150 milioni di euro proprio dal
canone della Tv pubblica. In
chiave spending review, intanto, Viale Mazzini si porta avanti con il lavoro. Su proposta del
dg Luigi Gubitosi, il cda ha deciso che il tetto massimo di
240mila euro imposto dall’esecutivo agli stipendi dei dirigenti pubblici si applicherà anche alla Rai. Proprio mentre,
al Senato, piovono emendamenti trasversali per evitare
la cura dimagrante (i 150 milioni) prescritta alla Tv di Stato dall’articolo 21 del dl Irpef.
Capitolo stipendi. La sforbiciata, approvata ieri dal Cda riguarderà, oltre al presidente
Anna Maria Tarantola e al dg
Gubitosi, anche altre 43 perso-

Anna Maria Tarantola, presidente

Luigi Gubitosi, direttore generale

Rai, sforbiciata
agli stipendi
di presidente e Dg
ne tra dirigenti e top manager.
Come il vice dg Antonio Marano, l’ex dg Lorenza Lei, il direttore di Raiuno Giancarlo Leone
e il direttore del Tg1 Mario Orfeo. Una misura che il Consiglio
d’amministrazione della Rai ha
votato «in via precauzionale».

Motivo: il tetto di 240mila euro,
comprendendo non solo gli stipendi ma anche i benefit, rende
complesso il calcolo. Più semplice, invece, quello degli emolumenti dei circa 300 dirigenti:
tre (tra cui Gubitosi che guadagna 650mila euro l’anno) perce-

mentare di Sel, è stato «intercettato» durante la registrazione della trasmissione di La3
Taxi Populi mentre dava un
giudizio tutt’altro che lusinghiero sul premier. « Renzi è un
democristiano digitale. Ha la
capacità di cogliere l’attimo, è
velocissimo, ma è quasi solo
quello. È un delinquente politico, io penso quello di lui» ha
detto Airaudo. Il parlamentare non si è limitato a colpire
Renzi, ma anche il governatore della Puglia Nichi Vendola.
«Nella telefonata Vendola-Archinà c’è un elemento tipico di
Nichi e tipico della sua omosessualità: la captatio benevolentiae. Pensava che Archinà
fosse quello buono, colui che
gli consentiva di parlare a Riva.
Il Presidente della Regione Puglia non parla con il sottopancia di Riva, ma chiama direttamente», ha concluso Airaudo.

mente a Berlusconi nell’ultima
rimpatriata, presente Dell’Utri, che risale a fine ottobre.
Non risulta che da allora si
siano più confrontati. Oggi sarebbe impossibile, in quanto
Previti è pregiudicato, dunque
appartiene esattamente a
quella categoria di soggetti
che Berlusconi non deve frequentare, per ordine del Tribunale di sorveglianza. Nel
frattempo, le rispettive strade
si sono separate.

piscono più di 500mila euro,
uno tra 400 e 500mila, 4 tra 300
e 400mila, 34 tra 200 e 300mila,
190 tra 100 e 200mila, 68 al di
sotto dei 100mila.
Dalla stanza del Cda di Viale
Mazzini all’Aula del Senato,
mentre il presidente della Vigilanza Roberto Fico continua a
puntare il dito contro la «svendita» di Raiway, fioccano gli
emendamenti alla norma del
decreto Irpef che prevede la
decurtazione di 150 milioni alle
competenze dello Stato in favore della Rai per finanziare gli
80 euro di bonus in busta paga
per 10 milioni di lavoratori dipendenti. Da quelli presentati
da Pd, Lega e Sel, che puntano
alla soppressione dell’articolo
21 del dl. Agli altri, firmati FI e
M5S che ne chiedono la sostituzione con altre misure. Un altro emendamento, a firma Salvatore Margiotta (Pd), chiede
invece di rimpiazzare il taglio
di 150 milioni con il 50% del recupero dell’evasione del canone. Intanto, un’inchiesta de
«L’Espresso» in edicola oggi rivela l’esistenza di tre inchieste
(una dell’Antitrust e due della
Procura di Roma) sugli sprechi
della Tv pubblica.

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

gg Dossier/Il voto in Piemonte

Primo Piano .9

.

g

Il timore del Pd: regione ingovernabile
L’ex sindaco di Torino punta a uscire vincitore, ma sulla sua elezione a governatore incombe il risultato dei grillini
I 5 Stelle mirano a diventare il primo partito lasciando così al Pd una maggioranza risicata. Riusciranno a governare?

SERGIO CHIAMPARINO

DAVIDE BONO

“Nessun infangatore
“Il Pd di oggi è come
sporcherà la mia figura” il Pci di Tangentopoli”
“Le indagini di questi giorni non mi coinvolgono”
BEPPE MINELLO
TORINO

S

«Intanto, non sono così ipocrita da negare di conoscerlo.
Se in questi anni mi capitava
d’incrociarlo l’ho sempre salutato. Ciò detto, e fatto salvo
il diritto per chiunque al reinserimento se ha pagato le colpe per cui è stato condannato,
da Chiamparino sindaco non
ha mai ricevuto incarichi. Ma
una cosa vorrei dire...».

«L

ANSA

Dica?

«Grillo e gli infangatori di professione hanno anche attaccato
l’unico grande evento nazionale
dopo i Mondiali del ’90 che non ci
ha lasciato in eredità inchieste e
processi per tangenti. Anzi, l’uso
accorto delle risorse ha permesso al Toroc di chiudere con un
avanzo fra i 10 e 20 milioni, mentre l’Agenzia olimpica, quella che
ha utilizzato le risorse pubbliche
per realizzare gli impianti, ha risparmiato 92 milioni».
Capito. Ma ha paura di Grillo?

«Stando tra la gente non trovo il
clima descritto dai giornali. Poi,
sicuro è morto e io continuo la
mia campagna elettorale»
Non teme nemmeno le divisioni del Pd?

«Si reitera un tema che credo
superato con l’avvento di Renzi.
Sono convinto che il Pd sia saldamente sopra il 30% e non vedo
tutte queste incomprensioni».
Teme che l’elettore di destra
possa rivolgersi a Grillo? Ci sarà un effetto trascinamento
delle Europee?

Bono, il Pd l’ha querelata per
le sue invettive su Greganti.

«Sono argomenti con un teorico fondamento, ma il solo
caso in cui potrebbe verificarsi un ribaltone è che tutto il
centrodestra decida di votare
Grillo e non Pichetto. Non credo che l’elettore del Pdl sia
uno sfascista».

«Di nuovo? È l’undicesima in
quattro anni. Le altre dieci le
ho vinte tutte. Comunque confermo: il Pd è come il vecchio
Pci coinvolto in Tangentopoli.
Comandano le stesse persone.
Non sanno fare pulizia. Il loro
rinnovamento è finto come
una banconota da 80 euro».

Resta il timore di non riuscire
ad ottenere una maggioranza
solida.

Le han dato dello sciacallo.

«L’ho ben presente e sto lavorando sodo per risolverlo»

«A me? Dovrebbero chiedere i
danni a Greganti. Se un attivista del Movimento 5 Stelle venisse scoperto a trafficare sulle grandi opere lo cacceremmo su due piedi anziché prendercela con chi ne parla».

Magari già corteggiando
l’Ncd, o no?

«Lavoro per ottenere un successo sufficiente per governare e avere una coalizione tranquilla. Poi, ogni giorno ha la sua
pena».

Così su La Stampa
Ieri su La Stampa si descriveva la paura del Pd che
alle regionali in Piemonte potrebbe vincere, ma trovarsi
con una risicata maggioranza.

1

5 Stelle

i vedo un po’ nervosi. Chissà, forse se
la stanno facendo
sotto». Davide Bono è così:
scostante e diretto. Medico, 33
anni, nel 2010 Beppe Grillo lo
lanciò alla conquista del Piemonte. Furono eletti in due.
Uno è stato cacciato. Lui no,
anzi, è stato ricandidato. E da
qualche giorno agita i sonni di
Chiamparino e del Pd. Da
quando l’inchiesta Expo ha
coinvolto Primo Greganti l’offensiva grillina ha ripreso vigore. Molto vigore. Ci sarà lavoro per gli avvocati.

Sergio
Chiamparino
dopo due
mandati
da sindaco
a Torino
adesso punta
a conquistare
la Regione
Piemonte
L’incognita
è il risultato
dei grillini

Dunque, non condivide la
strada imboccata dai democratici?

Resta un problema: Primo
Greganti e i maneggi per i
quali è stato già condannato
25 anni fa.

ANDREA ROSSI
TORINO

Democratici

e è furibondo per le insinuazioni e i sospetti
sollevati da Grillo e dai
grillini, Sergio Chiamparino,
il sindaco delle Olimpiadi e
della nuova Torino, ha imparato da tempo a dissimularlo. Così apparentemente superiore, da fare spallucce alla notizia che il Pd ha deciso
di rivolgersi ai legali per
querelare Bono, e il suo «dipingere dirigenti e candidati
del Pd come una cupola dedita al malaffare».

«Credo abbiano più di una
ragione per sentirsi calunniati. Anch’io mi sentirei offeso, ma se certe cose le dicono Grillo e a maggior ragione
Bono, mi entrano da un orecchio ed escono dall’altro.
Non sono uno da carte bollate. Se lo fossi avrei dovuto
iniziare nel 2006 quando, ancora il pregiudicato Grillo,
mi diede dell’assassino per
l’ok all’inceneritore. È andata che sono stato rieletto con
il 70% dei voti».

“A comandare sono gli stessi, non cambia nulla”

Ma Chiamparino che c’entra
con l’Expo?
Le piazze

il caso
LUIGI LA SPINA
TORINO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

E

che Chiamparino, anche se
dovesse vincere la presidenza
della Regione, si trovi il 26
maggio con una maggioranza risicata e con una governabilità impossibile. Quella che il «Movimento 5
stelle» possa diventare il primo partito e che la popolarità mediatica di
Renzi non basti a mascherare le rivalità personali, gli scontri di potere, la debolezza della classe dirigente piemontese del Pd che hanno costretto questo partito a un sostanziale silenzio su una campagna elettorale già affogata nel generale disinteresse. Quella grande paura, insomma, che anche il Piemonte, la regione culla dell’Italia unita, residuo
baluardo di un senso dello Stato e
delle sue istituzioni che sembrava
resistere alle sirene del populismo,
si arrenda al grido di «guerra» lanciato dal leader genovese.
Come è possibile che una vittoria
data per scontata, dopo le divisioni
nel centrodestra che è riuscito a presentare il record di ben tre candidati
e, quindi, si è rassegnato a una inevitabile sconfitta, sembri, a 10 giorni
dal voto, così incerta, appesa a sondaggi ballerini, perchè affidati alle
tentazioni molto variabili di un elettorato sfiduciato, arrabbiato e diviso
tra il rifiuto di chi diserterà le urne e
la voglia di una punizione generalizzata, anti sistema che, ancora una
volta, assume il volto barbuto del
profeta Grillo? Se si ascoltano i pareri di coloro che conoscono bene il
territorio piemontese, con la sua sto-

Beppe Grillo
fondatore
del Movimento
cinque
stelle
ha ripreso
a girare
da Sud a Nord
Nella foto accanto, la gente al
rione Sanità a
Napoli, dove
Grillo
ha fatto
un comizio
la scorsa
settimana,
giovedì
PIETRO MASTURZO PER LA STAMPA

La grande paura del Pd,
un Chiamparino dimezzato
Vincitore, ma con maggioranza minima. E un M5S travolgente
almeno tre ragioni: l’effetto di trasci- effetti concreti sulla futura governabinamento del voto europeo sull’elezio- lità della Regione. Contestazione conne regionale, la libera uscita dei con- tro tutto e tutti che potrebbe anche
sensi nella destra, le persistenti «in- contagiare il vasto bacino elettorale
comprensioni», per usare l’eufemismo della destra ex berlusconiana, molto
d’obbligo in campagna elettorale, tra forte nelle province di Novara, Vercelli
Chiamparino e il Pd piemontese.
e Cuneo. Con il risultato concreto non
Come ammette
solo di ridurre i
l’ex sindaco di Savi- L’EX SINDACO DI SAVIGLIANO consensi alla rinata
gliano, Sergio Soa- Spiega che su tutto potrebbe Forza Italia, ma sove, il saggio «proprattutto di impeprevalere una voglia dire il raggiungifessore» reclutato
ormai generale di protesta mento del quorum
da Chiamparino
per sostenere la liall’altra costola delsta civica che in tutto il Piemonte af- la destra, il Ncd. Dal partito di Alfano,
fianca quella del Pd e di Sel per portar- è ormai voce comune, Chiamparino si
lo alla presidenza, la notorietà e il pre- potrebbe aspettare un provvidenziale
stigio dei candidati locali al Consiglio soccorso per rafforzare la sua proba-

Ha
detto
Stefano Esposito

«Pd diviso, ma è possibile
che ora si dimostri più vicino
a Chiamparino»
«l democratici potrebbero

Claudio Sacchetto a Saluzzo riescano
a entrare in Consiglio.
Proprio nella «provincia Granda»,
come in Piemonte chiamano quella di
Cuneo, si giocherà probabilmente la
partita decisiva del 25 maggio subalpino. Qui le tensioni tra la lista civica
di Chiamparino, «Monviso», e quella
del Pd sono evidenti. Da una parte, i
suoi grandi sponsor, dall’ex presidente provinciale Giovanni Quaglia all’ex
storico primo cittadino del capoluogo,
Guido Bonino, pur pronosticando un
ottimo risultato dell’ex sindaco torinese, ammettono la forte rivalità con i
candidati del partito democratico.
Dall’altra, si teme che proprio la grande popolarità di Chiamparino sottragga voti a un Pd che già, in quei territori, non vanta larghi consensi. Ma in
IL PARTITO

Sembra condannato
all’immobilismo
dalle sue stesse lotte interne
tutta la regione, come osserva l’emergente giovane sindaco di Novara, Andrea Ballarè, si teme che la protesta
grillina possa far breccia nelle file di
un Pd che è, sì, trascinato dall’arrembante figura nazionale di Renzi, ma
che, in questi giorni, avverte le difficoltà di un premier stretto tra riforme
in bilico e risultati non ancora evidenti
delle sue promesse. Una impasse che
potrebbe diminuire il suo effetto positivo sui consensi al partito.
Ci sono ancora 10 giorni al voto e
tutto può ancora succedere. Come si
augura il senatore torinese Pd, Stefano Esposito, è possibile che «il Pd si dimostri più vicino a Chiamparino, ricordandosi anche della sua reiscrizione al partito» e che quella «grande paura» finisca per rinsaldare un Pd che
sembra condannato all’immobilismo
politico ed elettorale dalle sue lotte interne. Come è possibile che, dalle procure, arrivino altre notizie che alimen-

Davide Bono
è stato
consigliere
regionale
in Piemonte
con i 5 Stelle
ed è stato
ricandidato
Sarà lui
a sfidare
Chiamparino
candidato
del Pd

«C’entra, c’entra. Lui, Greganti
e quelli che comandano in città
arrivano dalla stessa casa».
Può bastare una storia comune per fare di tutte l’erbe un fascio? Chiamparino è il sindaco
delle Olimpiadi, il più grande
evento italiano degli ultimi
vent’anni. Oltre tre miliardi di
euro e nemmeno un’inchiesta
per corruzione.

«Già, poi arriva un pentito, Rocco Varacalli, e dice che i cantieri
di Torino 2006 sono stati subappaltati a ditte affiliate alla
’ndrangheta».

Anche qui, però, nessuna inchiesta, nessun riscontro.

«Sarà, ma il problema è più generale. Al Piemonte serve una classe politica nuova che spazzi via
chi occupa questa regione da
quarant’anni. Ne abbiamo viste
di tutti i colori, fino all’ultima legislatura. Io c’ero. Un disastro. Ora
non si può più scherzare. La crisi
è pesante. Non è più tempo di
mutande verdi né di chi ha governato facendo debiti. Serve gente
perbene, senza interessi, padrini

e lobby da accontentare».
Sì, ma per fare che cosa?

«Basta con la storia che il Movimento sa solo distruggere. I
miei quattro anni in Regione, il
lavoro degli altri nei comuni e
in Parlamento, dimostrano il
contrario. Andate a vedere il
nostro programma: reddito di
cittadinanza, banda larga, burocrazia zero, trasparenza.
Stiamo girando il Piemonte in
camper: due, tre città al giorno.
Lo stiamo raccontando a tutti».
È vero che ha chiesto un confronto a Chiamparino?

«Sì, settimane fa, ma non mi ha
mai risposto. L’ho visto un
giorno ad Alba, dove tutti i candidati firmavano un documento per salvare il tribunale dalla
chiusura. Una buffonata: Pd e
Forza Italia, che all’epoca governavano insieme, quand’era
ora non hanno mosso un dito».
Che cosa gli ha detto?

«Nulla. Oggi gli dico che vinceremo noi. E anche se non ce la
faremo, lui farà la fine di Bersani nel 2013».

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

U

INCHIESTE
POLITICA E GIUSTIZIA

Ghedini dai pm con le “note” di Frigerio
Scandalo Expo, il legale di Berlusconi consegna i messaggi ricevuti dall’ex premier: “Solo analisi politiche”
MILANO

«DANNO ERARIALE»

Certo che il nome di Silvio
Berlusconi, «il capo», si spreca nell’ordinanza con cui sono
finiti in carcere i sette uomini
d’oro di Expo e sanità lombarda. Soprattutto Frigerio se lo
vende alla grande: «Io pensavo di fare un accerchiamento
a Maroni ma poi bisogna parlare con Berlusconi…». «Gli ho
mandato un bigliettino col tuo

Corte dei conti
avvia indagine
sugli appalti
1 In

seguito all’inchiesta della procura di Milano sulla cosiddetta «cupola degli appalti» ieri la procura regionale della Corte
dei conti per la Lombardia
ha avviato un’indagine
per accertare possibili
profili di danno erariale
nella gestione della gare di
appalto per Expo 2015. Se
ne occuperà un pool guidato dal procuratore regionale Antonio Caruso.

Nelleintercettazioni
l’exdeputatodiFi
arrestatoparlaspesso
deirapporticonil«capo»
nome… io non chiamo nessuno per telefono…». «Bisogna
organizzare una cena col capo...». E dove non basta Berlusconi Silvio, si tira in ballo il
fratello Paolo: «E allora bisogna che Paolo Berlusconi
chiami Rognoni e gli dica di
non rompere i coglioni… ma lo
deve fare Berlusconi, non può
farlo nessun altro…».
Vero è che alla fine, grazie ai
rapporti con Fabrizio Sala, il
sottosegretario alla Regione di
Expo (che ovviamente smentisce), Berlusconi, il 3 febbraio
scorso, «attovaglia» nella villa
di Arcore una cena per il neo-

MOURAD BALTI TOUATI/ANSA

Nei giorni scorsi sette persone sono finite in carcere per lo scandalo relativo agli appalti dell’Expo

IlsignorFrigerio
èunvecchioDc,
mimandaisuoipensieri
sullasituazione
economicamondialee
italiana
Silvio Berlusconi
Leader
di Forza Italia

acquisto della cricca, Angelo Paris, numero due di Expo, quello
che diceva di regalare gli appalti
in cambio della carriera. Che insomma l’immarcescibile Silvio
sia stato, forse più nella testa di
Frigerio che nella realtà fattuale, il suo «referente» politico è un
dato di fatto scritto a piene mani
nelle ordinanze e nelle richieste.
Per giunta, Berlusconi, nel 2012,
firmò anche la prefazione a un libro del «professore» di cui non è

rimasta gran traccia: «Nel cuore dell’impero, l’America di Barack Obama». Volume puntualmente sequestrato dalla Gdf nel
capace archivio di Frigerio. Ma
da qui a immaginarsi Berlusconi
che dice a Frigerio di chiedere
tangenti in giro ce ne passa.
Nemmeno l’imprenditore Maltauro, che pure sul punto ha raccontato ciò che già si sapeva, se
l’è sentita di andare oltre. Così
ieri mattina Niccolò Ghedini si è

presentato in procura per consegnare al procuratore Bruti Liberati una memoria sui reali
rapporti del suo cliente con il
vecchio Frigerio. Rapporti in sostanza di pazienza e sopportazione che lo stesso Berlusconi ha
riassunto ieri mattina in un’intervista a La7: «Io non ho mai incontrato nessuno. Il signor Frigerio è un vecchio democristiano, mi fa la cortesia di mandarmi i suoi pensieri sulla situazione economica mondiale e italiana, tant’è vero che li abbiamo ritrovati e il mio legale li va a consegnare oggi in procura». «Questi pensieri - ha aggiunto - erano
staccati dalla realtà e a questi
aggiungeva una nota su alcune
frasi famose che prendeva dalle
sue letture». Nella memoria del
legale, in effetti si è dato fondo all’archivio berlusconiano per dimostrare che da una parte davvero Frigerio non era mai stato
ad Arcore negli ultimi anni e dall’altra che i rapporti con l’ex Ca-

valiere si limitavano a «consigli»
politici che talvolta facevano
perfino imbestialire uomini del
suo entourage. Che poi i «referenti» politici, millantati o reali,
siano una costante imprescindibile per percorrere certe carriere di «mediatori», è sicuramente vero. Per altro, Gianstefano
Frigerio, nonostante il passato
di condanne, di candidature
truffaldine (si fece eleggere con
Forza Italia cambiandosi il nome di battesimo in «Carlo»), ricopriva nientemeno che a Bruxelles il ruolo di consigliere politico del Ppe. E risulta che nel
2013 abbia preparato per l’ex
Cavaliere un «elenco di nomi di
politici essenziali» per le sedute
alla Camera e al Senato. Dunque, poteva ben spendere il nome di Berlusconi. E forse Berlusconi, ben conoscendo il passato
di Frigerio, avrebbe potuto tagliare i ponti con lui da un pezzo.
Ma non è successo. Evidentemente, conviene così. [PAO.COL.]

Guerra in Procura

La Boccassini:
“Robledo dice falsità”
Csm verso la decisione
MILANO

Il procuratore aggiunto Robledo dice che è falso sia mai avvenuto un «doppio pedinamento» con «pericolosa sovrapposizione delle indagini» e accusa
il procuratore Bruti Liberati di
ledere la sua funzione?
Ilda Bocassini ribatte a muso duro: «Purtroppo - ha detto
davanti al Csm - questo doppio
pedinamento è avvenuto» e
«dobbiamo ringraziare che le
forze in campo erano tutte e
due della Guardia di Finanza
per cui diciamo che l’aliquota
Gdf della polizia giudiziaria
che lavora con Gittardi e
D’Alessio (i due pm che si occupano di Sanità-Expo, ndr)
ha fatto tremila passi indietro:
appena visto i colleghi che erano sullo stesso posto se ne sono andati». E il procuratore

LAPRESSE

La pm Ilda Boccassini

Bruti ieri ha inviato una nuova
nota al Csm: la relazione della
Guardia di Finanza allegata da
Robledo alla sua lettera di ieri,
in realtà, secondo il capo degli
inquirenti di via Manara, non dimostrerebbe nulla. Sembrereb-

R

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

LE CARTE

“Commissariare la Sogin?
Parliamo con Cesa e Guerini”
PAOLO COLONNELLO
MILANO
«Ho appena finito una riunione in Senato». Per un uomo che
poteva riunirsi in luoghi così
istituzionali ma dichiarava come reddito una pensione da 25
mila euro, è dura passare per
«mediatore» di tangenti. Ma è
quanto risulta dalle informative della Gdf nell’inchiesta
Expo. Primo Greganti, il “compagno G.”, nonostante il passato («conto Gabbietta») e soprattutto il presente, rimane
insomma un mistero. Anche
perché, pur non risultando intestatario di alcun bene immobile o quote societarie, il suo telefono «ha come formale intestatario la società Seinco
En.Ri. srl» di Torino posseduta
dalle figlie. Circostanza quest’ultima «oltremodo significativa» secondo la Guardia di Finanza se la si analizza «alla luce delle considerazioni svolte
circa la fervente attività «consulenziale posta in essere da
Greganti a fronte della totale

P. Greganti
Il compagno
G, ritenuto il
referente di
Pd e coop
rosse, sarebbe entrato
più volte in
Senato anche
se dai registri
non risulta
Il presidente
Piero Grasso
ieri ha chiesto
lumi alla
Procura

Il Compagno al Senato
insussistenza, in capo allo stesso, di qualsivoglia giustificazione formale delle fazioni percepite». Altrettanto «significativo», si direbbe, è il giallo sugli
ingressi di Greganti in Senato
che formalmente non risultano
nei brogliacci dei visitatori di
Palazzo Madama. Eppure se
ne parla nelle intercettazioni,
lui stesso lo
comunica a
Giuseppe
Cattozzo,
factotum di
F r i ge r i o :
«Ho appena finito
una riunione in Senato». E non è
una millan-

be di capire che vi sono cose evidentemente che ancora non si
conoscono circa il «doppio pedinamento» di Angelo Paris, il numero due di Expo finito poi in
carcere. Oppure ci si trova di
fronte a un gigantesco equivoco,
a meno di non voler pensare che
una delle parti in causa menta
deliberatamente. La situazione
sembra ormai fuori controllo. Il
problema è che a farne le spese a
questo punto rischiano di essere
gli investigatori delle varie forze
dell’ordine, messe in mezzo alla
guerra tra procuratori. Ma se
Robledo sperava, con la sua ultima iniziativa, di riaprire i giochi
davanti al Csm, ieri il vicepresidente dell’organismo di Palazzo
dei Marescialli Michele Vietti
ha deluso le sue aspettative, affermando che entro martedì
prossimo l’organo di autodisciplina della magistratura dovrà
fermare la clessidra e prendere
una decisione. Sia il magistrato
che il procuratore di Milano potranno integrare le loro memorie ma non verranno riascoltati.
Il dramma di tutta questa vicenda è che a combattersi, creando ormai un imbarazzo palpabile tra i vari sostituti, sono due
persone di valore e spessore che
rischiano di soccombere entrambe in una guerra ormai fuori controllo. Le due commissioni
che si stanno occupando del ca-

teria, visto che la Gdf lo ritiene
compatibile con la localizzazione
della cella in cui si appoggia il
cellulare del “compagno G” «alle
ore 10.58, ubicata in via dei Cestari, nei pressi di Corso Rinascimento/Palazzo Madama».
Come faceva Greganti ad entrare in Senato senza essere registrato? E soprattutto: perché vi
entrava di nascosto? Ieri, per risolvere il rebus, lo stesso presidente Piero Grasso ha chiesto
formalmente alla Procura «ogni
utile elemento di dettaglio riguardante le date e gli orari in cui
Greganti sia stato eventualmente osservato fare ingresso o uscire dai palazzi del Senato». Sebbene, il “compagno G”, che
nella squadra
veniva considerato sicuro riferimento per le coop rosse e il Pd, i
suoi principali incontri li svolgesse ogni mercoledì a Roma, al caffè della Galleria Sordi, due passi
da Palazzo Chigi e dal Parlamento. Oppure tra un viaggio e l’altro.
Risulta ad esempio incontro avvenuto lo scorso 26 febbraio,
mercoledì con Francesco Riccio,
ex tesoriere nazionale Ds e Paolo
Fusaro, amministratore delegato di Olicar. Scrive la Gdf: «Alle
ore 13.44 Greganti chiama Francesco Riccio e gli conferma l’incontro davanti al Frecciarossa».
Qualche ora prima aveva mandato un Sms a Fusaro «per com-

Gli arrestati al telefono

Devo parlare a Guerini
perché quel matto
di Renzi vuol fargli fare
il segretario del partito

so, la Prima (incompatibilità ambientali) e la Settima (organizzazione), hanno dato tempo ancora tre giorni ai due magistrati
per fornire ulteriori chiarimenti.
Secondo indiscrezioni provenienti dalla Capitale, martedì
mattina la Settima commissione, che deve valutare eventuali
violazioni nelle regole organizzative, così come denunciato da
Robledo, dovrebbe tra l’altro
esprimersi con una maggioranza favorevole all’archiviazione
del caso. Sull’esistenza di incompatibilità ambientali, si dovrà invece attendere qualche giorno.
Intanto, trapela tutta l’irritazione di Ilda Boccassini: «Ho letto
sui giornali - ha spiegato al Csm che mi sarei rifiutata di rispondere a una richiesta di Robledo
di trasmissione di atti sull’inchiesta Expo. Quando gli atti
non saranno più coperti dal segreto valuterò quello che dovrò
fare nei confronti di chi ha dichiarato il falso». Accuse pesanti
che preludono a denunce penali
che potrebbero investire presto
la procura di Brescia, competente per le questioni dei magistrati
milanesi. Boccassini ha anche
spiegato di avere ricevuto minacce anche recentemente: «Ho
ricevuto gli ultimi proiettili
quando pochi giorni fa sono stati
decisi i servizi sociali al presidente Berlusconi».
[PAO. COL.]

binare l’incontro pomeridiano:
“Ciao Paolo, ci vediamo alle 15.30
con Riccio all’ingresso del Freccia club. Un minuto dopo arriva
la conferma di Fusaro: “Ok”».
Del resto, Greganti non era l’unico a incontrare politici di punta.
In un’intercettazione tra Frigerio e Cattozzo, si parla nientemeno che del segretario dello scudo
crociato, Cesa. L’Udc ieri ha diffidato i giornali ad accostare il nome di Cattozzo a quello del partito. Ma con certe intercettazioni,
è davvero difficile non farlo. L’argomento tra i due, verte sulla
«stangata» da tirare alla Sogin la
società del ministero delle Finanzechesioccupadellosmaltimen-

mento della società dopo che
l’amministratore delegato Nucci,
a loro contiguo, è stato sostituito
con l’inavvicinabile Ricardo Casale. E a chi si rivolgono? «Bisogna parlare a Cesa», dice Cattozzo. Frigerio: «Cesa…prima ne
parli a Cesa, poi vedi Galletti e
poi al limite portiamo Alberto da
Galletti». Di quale Galletti parlano? Forse il ministro dell’Udc,
Gianluca Galletti. Ma i due, è ormai noto, sognano in grande: «Lo
facciamo portare da Vito (Bonsignore? ndr) nel frattempo studiamo se c’è un’operazione di
commissariamento…io devo
parlare a Guerini…a Lorenzo devo parlare, perché adesso quel
matto di Renzi vuole fargli fare il
segretario del partito…».
Il riferimento è ovviamente a
Lorenzo Guerini, portavoce del
Pd. Cattozzo è lanciatissimo: «Bisogna che organizzo un incontro

Il portavoce del Pd

Il segretario dell’Udc
to di scorie radioattive e che «la
squadra», dopo aver ottenuto un
appaltoperMaltauro,voleva«infiltrare» con un direttore generale, Alberto Alatri. Il piano è semplice: Frigerio e compagni vogliono ottenere il commissaria-

Cattozzo a Frigerio

Tiriamo dentro Guerini...
... stiamo parlando
di 7 miliardi e mezzo...
adesso mi cerco Cesa…

io,teeGuerinicosìlotiriamodentro, il Guerini…stiamo parlando
di 7 miliardi e mezzo di lavoro, ragazzi…io parlo con Cesa…adesso
mi cerco Cesa…». Il piano è complesso, nella loro testa “Enrico”,
ovvero Maltauro, che nell’interrogatorio dell’altro ieri ha negato
decisamente, «deve stare su Tosi
e basta, deve avere buoni rapporti con Tosi», ovvero il sindaco leghista di Verona. Il «piano», faraonico pur di piazzare l’amico Alatri, prevede agganci con tutti. Va
mobilitatoovviamenteanchePrimo Greganti: «L’ho chiesto anche a Primo, non è che politicamente non l’abbia coperto…solo
che Primo sta facendo passare
alcuni dei suoi, importanti…».
Possibile che millantassero anche tra loro? Certo che, per un
pensionato da 25 mila euro all’anno come Greganti, «coprire
politicamente» un futuro direttore generale della Sogin non doveva essere uno scherzo.

Primo Piano .11

.

OGGI L’INTERROGATORIO

Caso Scajola,
spuntano
altri politici
di Forza Italia

ANSA

Scajola con i coniugi Matacena
GUIDO RUOTOLO
REGGIO CALABRIA

E oggi sapremo se davvero, nelle carte sequestrate agli indagati gli investigatori hanno trovato
non solo conferme alle loro ipotesi - di una organizzazione criminale che ha favorito l’ex parlamentare forzista Amedeo Matacena, condannato a 5 anni per
collusione con la ’ndrangheta, a
nascondere i suoi beni e a evitare la detenzione - ma nuovi elementi di accusa. Insomma, se
oggi a Regina Coeli la Procura di
Reggio Calabria formulerà nuove contestazioni, nel corso dell’interrogatorio, all’ex ministro
dell’Interno Claudio Scajola.
Vigilia di interrogatorio. Il clima è teso. Si fa grande confusione nel tentare di mettere a loro
posto tutte le tessere del mosaico di questa complicata, complessa, sconvolgente (per gli sviluppi che potrebbe avere) inchiesta. E già, Breakfast è una
indagine contenitore sul riciclaggio della cosca De Stefano (i
paesi interessati vanno dalla
Francia alla Liberia) che, nel
tempo, si è trovata a «dover rileggere» una intera stagione dei
rapporti (cementati da vincoli
massonici) tra ’ndrangheta (e
Cosanostra),politicaeapparati.
Addirittura, è tema di inchiesta, si stanno riesaminando due attentati ai carabinieri
dell’inizio degli Anni Novanta
che potrebbero essere interpretati come un contributo della ’ndrangheta alla offensiva
stragista dei Corleonesi. E anche il fascicolo del processo sull’omicidio del giudice di Cassazione Giuseppe Scopelliti potrebbe essere riaperto.
Naturalmente Scajola con
tutto questo, con le stragi di Cosa nostra, non c’entra nulla. Solo
che anche lui farebbe parte - è
l’ipotesi che la Procura vuole verificare - di una «organizzazione
criminale segreta», per dirla
con le carte ufficiali di questo filone di indagine su Matacena, in
rapporto con la ’ndrangheta.
E tracce di questa «organizzazione criminale segreta»,
della quale farebbe parte anche
Vincenzo Speziali (l’italiano residente in Libano che secondo
gli investigatori avrebbe avuto
rapporti anche con Gianpi Tarantini, l’uomo al centro dello
scandalo escort di Berlusconi)
la Procura di Reggio le ha già
trovate a Milano, in via Durini
16, nello studio «Mgim» del vecchio cassiere neofascista dei
Nar (Nuclei armati rivoluzionari), Lino Guaglianone. In
questo studio il consulente legale Bruno Mafrici si è ritrovato indagato per riciclaggio con
il cassiere della Lega, Francesco Belsito, che iniziò la sua
carriera facendo da autista all’ex Guardasigilli liberale transitato in Forza Italia, Alfredo
Biondi. Ed è ancora tutto da
scrivere il possibile coinvolgimento nella inchiesta madre di
altri esponenti politici di Forza
Italia e del centrodestra.

VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 LA STAMPA 12

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Primo Piano .13

.

U

TURCHIA
IL DISASTRO DI SOMA

Reportage
FRANCESCA PACI
INVIATA A SOMA (TURCHIA)
DEPO PHOTOS/ANSA

Una guardia di Erdogan picchia un manifestante

A

pacchi di cibo e sacchi di carbone, deve ricredersi. Nei discorsi
ufficiali ripete che «questi incidenti accadono» e che tra il XIX
e il XX secolo erano quasi la
norma in America, nel Regno
Unito, in Francia, dove nel 1906
morirono 1099 minatori. Ma
parla di cento e passa anni fa. E
forse il nervosismo crescente
con cui reagisce alle contestazioni (circola un video in cui
schiaffeggerebbe la figlia di una
vittima di Soma) tradisce l’imbarazzo. Perché basta ascoltare
i soccorritori che sudano per
estrarre gli ultimi corpi (100?
200? 300?) per capire che So-

sono il 7,2% contro l’1,27% della
Cina e lo 0,04% degli Usa. Una cifra cresciuta del 40% tra il 2002
e il 2011. L’opposizione punta l’indice contro il governo ma già nel
1995 il Paese rifiutò la Convenzione dell’Ilo sulla sicurezza nelle miniere ratificata tra gli altri
da Russia e Zimbawe.
Piangono piano i minatori radunati al cimitero cittadino, rassegnati a un destino antico, l’unico in assenza di alternativa.
Ismail Duran, 41 anni, mostra il
foglio con il salario: «Lavoro sei
giorni alla settimana 8 ore al
giorno per 976 lire turche (340
euro)». Gli insegnanti della vici-

na scuola materna, dove i bimbi
disegnano papà con la faccia nera, guadagnano quasi tre volte
tanto. Ma Ismail è nato tra i
campi e dopo la raccolta delle
olive quella del carbone è stata
un balzo in avanti per la famiglia.
La miniera nutre i suoi figli e
se ne nutre. «I minatori non denunciano le condizioni a cui sono sottoposti per paura di perdere il lavoro», attacca Gonlil
Karakuzu nella sede del partito
di opposizione Chp. Impiegando 7 mila persone, «madan»
mantiene più o meno ogni famiglia della provincia. Ma mantiene anche Soma fuori dal tempo.

Il mondo va sempre più a carbone
Ma in Europa estrarlo non conviene

in funzione: oggi 130 persone
estraggono dal sottosuolo della Sardegna 300.000 tonnellate l’anno di carbone. «La tecnologia che usiamo noi - spiega
- prevede che la galleria avanzi
con una grande “grattugia” di
3,5 metri di diametro che mangia la roccia, mentre dietro le
gallerie vengono consolidate
inserendo nel “tetto” delle speciali aste di acciaio, tappando
con speciali resine ogni fessura, monitorando in tempo reale possibili fuoriuscite di gas».
Cose che costano, come costa
tenere sempre pronte le squadre di sicurezza, fornire tenute da lavoro adeguate, e persino accumulare in modo che
non creino sacche di gas gli
scarti dello scavo. La sicurezza ovviamente non è una priorità in altri Paesi, dove peraltro la manodopera costa in
modo irrisorio. Fece scalpore
tra i minatori sardi il racconto
di un ingegnere della Carbosulcis che era andato in una
miniera namibiana a vendere
un nastro trasportatore. «Una
frana - ricorda Carta - aveva
chiuso sottoterra da qualche
parte 15 minatori neri, e intanto si continuava a estrarre minerale. Il nostro conterrà forse
molto zolfo - conclude - ma in
Italia importiamo milioni di
tonnellate di carbone macchiato di sangue».

ma ricorda più le miniere ottocentesche di Zola di quelle cupe
ma moderne dello Yorkshire su
cui la Thatcher si costruì la fama di Lady di ferro.
«La struttura non era equipaggiata», afferma il volontario
Mehemet seduto tra le transenne da cui, scortato da 20 auto
blu, si è appena allontanato il
presidente Gul. Spiega di aver
tirato fuori una decina di corpi
da una camera di sicurezza assai poco sicura: «Gli uomini si
erano rifugiati lì perché il fumo
e il fuoco avevano già invaso le
gallerie, ma le maschere a ossigeno non erano abbastanza e se

le sono passate a turno prima di
morire, li abbiamo trovati uno
sopra all’altro». Secondo la Camera degli ingegneri minerari
solo 4 su 400 miniere turche sono dotate di camere di sicurezza con cibo e ossigeno per resistere almeno un mese.
«A Soma una camera di sicurezza c’è, sarà grande 5 o 6 mq,
ma non pensi mai che ti serva,
sopravvivere è una questione
tra te e Dio», ragiona Yasser dopo aver baciato la terra che sta
per ricoprire la bara del collega
Mehmet Serturk. La think tank
Tepav rivela che i morti per mq
nelle miniere di carbone turche

Nei Paesi emergenti prezzi bassi, si risparmia sulla sicurezza
Il carbone nel mondo

ANDAMENTO DELLA PRODUZIONE
MONDIALE DI CARBONE

PRINCIPALI PAESI
PRODUTTORI
NEL 2012
3.652
Cina

dell’energia) nel 2013 il king
coal costituiva il 28,8% del
consumo energetico globale, e
addirittura il 42% della produzione di elettricità. Oltre che
scaricare nell’atmosfera il
44% delle emissioni totali di

gas serra, quelle che generano
il riscaldamento globale. Secondo gli scienziati di carbone
ce n’è a sufficienza e a bassi
costi per altri 200 anni; ma se
continueremo a bruciarlo certamente il clima cambierà, e

2012

2011

2010

2009

2008

2007

2006

2005

2004

2003

2002

2001

2000

1999

1998

1997

India

1996

Stati Uniti

su dati International
Energy Agency

1995

Fonte: elaborazione

1994

S

embrava essere tramontato l’astro del King
Coal, il minerale che ha
alimentato le rivoluzioni industriali dell’Ottocento. Il
ventesimo secolo è stato il
secolo del petrolio, che ancora oggi è decisivo. Ma il carbone è tornato sul proscenio.
Paradossalmente, proprio
negli anni (dal 1975 al 1990)
in cui i giacimenti storici europei - la Ruhr, la Lorena,
quelli britannici - venivano
trasformati in parchi di archeologia industriale, l’Occidente si è accorto che il carbone era il combustibile di
gran lunga conveniente per
generare energia elettrica.
La stessa scoperta è stata
fatta nei Paesi «emergenti»:
Cina, Sudafrica, India hanno
alimentato la loro crescente
fame di energia proprio con
il carbone. Del resto, costruire una centrale a carbone è
relativamente rapido e poco
costoso.
Il risultato: secondo la Iea
(l’agenzia internazionale

Tra i minatori scampati alla strage: non avevamo neanche le bombole di ossigeno

4.471
4.349
4.419
4.495
4.579
4.599
4.572
4.516
4.660
4.876
4.925
5.273
5.639
6.020
6.318
6.564
6.777
6.896
7.256
7.660
7.887

ROBERTO GIOVANNINI
ROMA

ADEM ALTAN/AFP

Una protesta anti-governativa ad Ankara

“Sottoterra per una paga da fame
sopravviviamo appellandoci a Dio”

1993

il caso

BULENT KILIC/AFP

Un minatore si porta le mani al volto dopo essere stato estratto dalla miniera di Soma, in Turchia

1992

pochi passi dall’ospedale di Soma affollato dalle
mogli dei feriti
con i larghi pantaloni a fiori c’è il monumento
al minatore, un uomo con il
piccone sotto al quale gli abitanti hanno deposto bibite,
panini e maschere a gas, quello che secondo i più semplici
tra loro avrebbe aiutato i sepolti vivi a resistere fino all’arrivo dei soccorritori. Da due
giorni, invece, la terra avvelenata a sud-ovest della Turchia
restituisce solo cadaveri.
«Siamo l’anima di questa
comunità ma solo chi ci lavora
sa cosa significhi stare là sotto, gattonare nei cunicoli, bere litri d’acqua per togliersi
quel sapore nero dalla bocca,
sperare in qualche turno di
notte per vedere la luce del
giorno», racconta il 35enne
Veysel mentre una piccola folla vestita di scuro si raduna
per lo sciopero generale convocato dai sindacati contro il
governo, accusato di aver trascurato la sicurezza. Veysel
dice che in dieci anni di servizio non ha mai incrociato un
ispettore. La Soma Holding,
titolare dell’impianto dalla
privatizzazione del 2005, insiste d’essere in regola, ma tutti
ricordano l’intervista in cui
mesi fa il proprietario Alp Gurkan si vantava di aver portato il costo di una tonnellata di
carbone da 120 a 24 dollari.
Il tempo a Soma si è fermato assai prima di mercoledì,
quando un probabile cortocircuito ha trasformato la miniera, «madan», in un cimitero. Il
premier Erdogan, che contava sugli orologi senza lancette
di una popolazione contadina
e fedelmente affiliata al suo
partito anche in cambio di

922
589

Indonesia

443

Australia

421

Russia

354

Sud Africa

259

Germania

197

Polonia

144

Kazakistan

126

Colombia

89

Turchia

70

Dati
in milioni
di tonnellate

in modo disastroso.
C’è una ragione per cui in
Europa si importa carbone e
non si scava quello che c’è sottoterra: il costo. Per una tonnellata di carbone del Galles ci
vogliono 80 euro; una tonnel-

lata di carbone sudafricano o
australiano - compreso il trasporto - ne costa solo 20. In
piccola parte questo dipende
dal fatto che i giacimenti storici sono stati già molto sfruttati: in certi pozzi tedeschi oggi
si lavora a due chilometri di
profondità, con sfide tecniche
e produttive proibitive. Ma
l’atout dei nuovi produttori
(Cina, Australia, Indonesia,
India, Sudafrica, Colombia,
accanto a Usa ed ex Unione
Sovietica) è che non spendono
in sicurezza, dentro e fuori
dalle miniere. Sia che si tratti
di miniere a cielo aperto (il
40% della produzione mondiale, quando il carbone è vicino
alla superficie) sia che invece
si lavori in profondità, avanzando pazientemente nel sottosuolo in condizioni comunque pesantissime.
Francesco Carta ha fatto il
minatore dal 1984 fino a due
mesi alla Carbosulcis, l’unica
miniera italiana attualmente

14 .Estero

.
Vyborg
Le arterie verso
l’Occidente North Stream

il caso

Greifswald

MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

Yamal-Europa
Mosca
Smolensk

BIELO
ELO
ELORUSSIA
OR
RUSSIA

Baumgarten

arrivata la seconda lettera di Putin
all’Europa sul
contenzioso energetico ucraino e,
anche stavolta, non ci sono
buone notizie. Il leader russo
lamenta gli scarsi progressi
compiuti nel negoziato a tre,
e coglie l’occasione per confermare che, da fine mese, farà pompare nei tubi di Kiev
solo il gas pagato in anticipo,
come ritorsione per il mancato saldo dei conti pregressi. Non solo. Secondo il premier slovacco, Robert Fico, il
blocco comporterebbe anche
uno stop alle forniture ad alcuni paesi europei: «Il presidente Putin ci ha informati
che da giugno non ci arriverà
gas dall’Ucraina se questa
non pagherà i conti». Oltre
all’ex repubblica sovietica,

South Stream Mar
Nero
Varna

È

IL CONTENZIOSO

L’Ucraina deve saldare
una fattura da 3,5 miliardi
di dollari a Gazprom
anche una buona parte dell’Europa dell’Est rischia pertanto di ritrovarsi al buio.
«È una seria minaccia alla
nostra sicurezza energetica», ha avvertito l’uomo di
Bratislava, incontrando il segretario Nato, Anders Fogh
Rasmussen, mentre Kiev doveva fronteggiare un altro tipo di ultimatum, quello dei

I igli Irene e Mauro con Giorgio, Katia e gli adorati nipoti Carola, Lorenzo
e Sara annunciano la scomparsa della
cara

Saveria Mazza Barbero
I Funerali si terranno oggi presso la
chiesa Santa Maria di Pulcherada in
San Mauro Torinese alle ore 15.
– San Mauro Torinese, 14 maggio 2014
Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale, il
Direttore Generale, i Dirigenti e i dipendenti tutti dell’Editrice La Stampa
S.p.A. partecipano al dolore di Mauro
Barbero e famiglia per la scomparsa
della mamma

Saveria Mazza Barbero
– Torino, 15 maggio 2014
La Direzione e la Redazione de La
Stampa prendono parte al dolore di
Mauro Barbero per la perdita della
madre

Saveria Mazza Barbero
– Torino, 15 maggio 2014
Mario Calabresi si stringe con affetto
a Mauro per la perdita della mamma
SAVERIA.
Cesare, Francesco, Luca e Massimo
sono vicini a Mauro.
Amici e colleghi sono vicini alla famiglia:
Antonella Amapane
Renato Ambiel
Maria Paola Arbeia
Gianni Armand Pilon
Maurizio Assalto
Giorgio Ballario
Marco Bardazzi
Paolo Baroni
Mario Baudino
Gabriele Beccaria
Franco Binello
Carlo Bologna
Luciano Borghesan
Mario Bosonetto
Giuseppe Bottero
Piero Bottino
Michele Brambilla
Marco Bresolin
Paolo Brusorio
Giuseppe Buffa
Cristina Caccia
Mimmo Càndito
Laura Carassai
Marina Carpini
Claudia Carucci
Michela Casale Alloa
Marco Castelnuovo
Daniele Cavalla
Giovanni Cerruti
Andrea Chatrian
Selma Chiosso
Alessandra Comazzi
Daniele Comba
Roberto Condio
Carlo Francesco Conti
Simonetta Conti
Fabrizio Coppo

I gasdotti
esistenti
Gasdotti
futuri

Edirne
ITALIA

San
Foca

Mar Mediterraneo

Olanda 7%

Tap

Libia 10%

La minaccia di Putin
“Se Kiev non paga
taglio il gas all’Europa”
Il Cremlino: dal primo giugno stop alle forniture
ribelli dell’Est che intimavano
alla sue truppe di ritirarsi «entro 24 ore». Certo Mosca sembra aver trovato una facile soluzione per fare pressione allo
stesso tempo sull’Europa e
sull’Ucraina, così per concludere la trattativa triangolare
in modo favorevole. È stato
proprio il Cremlino a chiedere
il tavolo, ma una prima riunio-

Flavio Corazza
Dario Corradino
Barbara Cottavoz
Franco Cottini
Maurizio Daghero
Enza De Grazia
Rita De Luca
Massimo Delino
Luca Dondoni
Mauro Facciolo
Giovanna Favro
Luca Ferrua
Roberto Fiori
Luca Fornovo
Ivan Fossati
Amedea Franco
Franco Gallizio
Silvia Garbarino
Giulio Gavino
Luciano Genta
Antonello Girasole
Paolo Girodo
Carlo Grande
Jacopo Iacoboni
Francesco La Licata
Luigi La Spina
Claudio Laugeri
Fulvio Lavina
Grazia Longo
Roberto Magistro
Nadia Maiolo
Andrea Malaguti
Antonella Mariotti
Gianpaolo Marro
Maria Teresa Martinengo
Gianni Martini
Roberta Martini
Raffaello Masci
Alberto Mattioli
Cristina Meneghini
Silvia Miccolupi
Beppe Minello
Emanuela Minucci
Angelo Mistrangelo
Rocco Moliterni
Giancarla Moreo
Barbara Morra
Francesco Moscatelli
Silvana Mossano
Massimiliano Nerozzi
Laura Novello
Guido Novaria
Gianluca Oddenino
Gianluca Paolucci
Daniele Pasquarelli
Massimiliano Peggio
Monica Perosino
Marco Piatti
Lodovico Poletto
Fabio Pozzo
Massimo Putzu
Gianfranco Quaglia
Bruno Quaranta
Carla Reschia
Renato Rizzo
Renato Romanelli
Patrizio Romano
Andrea Rossi
Silvia Ruffa
Vittorio Sabadin
Roberto Sabbadin
Giuseppe Salvaggiulo
Marco Sartorelli
Paola Scola
Stefano Sergi
Francesca Sforza
Raffaella Silipo
Vladimiro Simonaggio
Alberto Simoni

ne svoltasi a Varsavia dieci
giorni fa non ha fatto altro che
mostrare quanto ampie siano
le distanze. E proprio ieri Putin ha annunciato che Gazprom «è stato costretta» a
chiedere agli ucraini di pagare
in anticipo per il gas, dopo che
lo scoperto complessivo è
giunto a 3,5 miliardi di dollari.
La scelta di prendere spun-

Alberto Sinigaglia
Michela Tamburrino
Lorenzo Tanaceto
Maurizio Ternavasio
Guido Tiberga
Alma Toppino
Antonella Torra
Sergio Trombetta
Maurizio Tropeano
Brunello Vescovi
Maria Valabrega
Marinella Venegoni
Giordano Bruno Ventavoli
Giorgio Viberti
Arcangelo Vitale
Patrizia Zanon
Raphael Zanotti
Marco Zatterin
Giulia Zonca
Caro Mauro ti siamo tanto vicini in
questo tristissimo momento. Un caro
abbraccio. Cynthia, Gabriella, Roberto, Marina, Roberto, Bruno.
Circondato dall’affetto dei suoi cari,
è mancato

Giuseppe Ghiotti
anni 83
Lo annunciano la moglie Gloria Brusi,
le nipoti Lella e Simonetta con Vincenzo, pronipoti e parenti tutti. Funerali
in Torino sabato 17 maggio ore 9,30
nella parrocchia Natale del Signore,
indi si proseguirà per il Cimitero di
Masio (AL). S. Rosario venerdì 16 ore
19 stessa parrocchia.
– Torino, 15 maggio 2014
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Romana Robba
Lo annunciano i cugini Germana con
Beppe, Laura con Primiano e Andrea,
Verina con Barry, parenti tutti. Un ringraziamento particolare al dott. Gioria, alle signore Luana, Maria e Loredana e a tutto il personale della Casa
di Cura il Valentino per l’amorevole assistenza. Parrocchia San Giorgio Martire, via Barrili 12: il Santo Rosario sarà
recitato oggi alle ore 17,30; Funerali
sabato 17 maggio, per orario telefonare 011.4361443 dopo le ore 10.
– Torino, 16 maggio 2014

to per tuffarsi in un braccio di
ferro con l’Unione è venuta subito dopo. Naturale, per Mosca, che l’arresto delle forniture a Kiev debba portare a una
chiusura dei gasdotti che servono per distribuire la preziosa risorsa nei paesi dell’ex Oltrecortina, fermo che resterebbero aperti i canali settentrionali e meridionali. Oltre-

Serenamente ci ha lasciati

Franco Tinelli
Lo annunciano con immenso dolore
la sua Mara; la sorella Gabriella con
Vinicio e le iglie Raffaella e Barbara;
la cognata Livia e parenti tutti. Un
ringraziamento al prof. Scagliotti, alla
dottoressa Novello e a tutti i medici ed
infermiere dell’Oncologia Polmonare
del S. Luigi. Un grazie ad Ulyo e Stella
per le amorevoli cure prestate. S. Rosario venerdì 16 maggio ore 17,30 e
Funerali sabato 17 alle 9,30 nel Santuario di S. Antonio da Padova, via S.
Antonio da Padova 5. Franco riposerà
nel Cimitero di Cavour.
– Torino, 15 maggio 2014
O.F. Aeterna - Torino
Filippo e Alessandra ricordano commossi FRANCO, la sua sensibilità, la
sua amicizia e con Chiara e Laura si
stringono affettuosamente a Mara.
Alberto e Angela, Giacomo e Marisita
ricordano FRANCO con grande affetto
e rimpianto.

Caro FRANCO sarai sempre nei nostri
cuori. Nino Liliana Emma Alessandra
Giordano.
Dino con Anna Rosa, Carlo con Daniela sono vicini a Mara per la perdita del
caro amico FRANCO.
Franco e Patrizia Benech, Tilli e Marina
Romero con ininita tristezza abbracciano Mara.
Gli amici di sempre Carlo, Marina,
Walter e Letizia sono affettuosamente
vicini a Mara e famiglia nel ricordo del
caro FRANCO.
Maria Cristina e Walter Ceresa partecipano al dolore di Mara e famiglia per
la scomparsa dell’amico FRANCO.

E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Carla Borgogno Cumino
Con profondo dolore ne danno il triste
annuncio la iglia Rinella con Alceo,
Federico, Edoardo. Funerali sabato ore
9,30 parrocchia Sacro Cuore di Gesù.
– Torino, 16 maggio 2014
E’ mancato improvvisamente

Giovanni Capodanno
Ne danno il doloroso annuncio a Funerali avvenuti i igli, la sorella, amici
e parenti tutti
– Stromboli, 15 maggio 2014

Russia 28%

Altri 8%

Algeria 32%

tutto, in passato i russi hanno
accusato i vicini di casa di rubare il gas, un pretesto in più
per interrompere le trasmissioni senza esitare oltre.
Gli ucraini continuano a dire che il prezzo del gas portato
da Mosca da 268,5 a 485 dollari per mille metri cubi è «fuori
mercato, di monopolio e ingiusto». Il premier Arseniy Yatsenyuk, martedì a Bruxelles,
ha riconfermato che intende
condurre la Russia davanti al
Tribunale di Stoccolma proprio per la durezza dei suoi listini. Putin replica affermando
di non aver ricevuto nessuna
«proposta concreta» dall’Ue
per risolvere la questione del
debito ucraino. L’ipotesi più
fattibile potrebbe essere di
consentire a Kiev di usare i
fondi europei appena ottenuti
per coprire gli arretrati. Opportunità che, in questo momento, Bruxelles non risulta
essere pronta a concedere.

Gli amici de “I Neoteri” si stringono a
Mara ed ai suoi cari profondamente
commossi.
Guglielmo e Paola Bracco con Lorenzo
e Gianluca, sono vicini a Mara ed alla
famiglia Tinelli per la perdita del caro
FRANCO.
Amministratori, Dirigenti e maestranze di Oficine Vica S.p.A. partecipano
al dolore per la perdita del

Nel ricordo del caro FRANCO si stringono a Mara gli amici: Roberto e
Beatrice, Daniele e Barbara, Sergio e
Ornella, Claudio e Daniela, Luciano e
Donatella.
Si stringono a Mara con grande affetto gli amici Federica e Massimo,
Franco e Clori, Patrizia e Max, Silvia e
Giorgio, Lucia e Gianni.
Angelo e Cristiana abbracciano Mara
ricordando con affetto e rimpianto il
caro amico Franco, la sua arguzia sempre garbata e il suo rigore etico.

«Un errore»
NavimilitariaMosca
UsacontrolaFrancia
1 Cresce di intensità la po-

lemica fra Francia e Stati Uniti riguardo la vendita di due
navi da guerra francesi, della
classe Mistral, a Mosca. Il valore del contratto per le due
portaelicotteri da 17 mila
tonnellate di dislocamento,
è di 1,2 miliardi di euro e finora Parigi non ha voluto
metterlo in discussione, nonostante le pressioni degli
alleati. Ieri è intervenuto il
ministro della Difesa americano Robert Gates che ha ribadito come la vendita
«manderebbe un messaggio
sbagliato alla Russia e ai nostri alleati nell’Europa centrale e orientale».

E’ mancata

Vittorina Cavallo
ved. Bruneri
anni 98
Lo annunciano la iglia Carmen, i nipoti Marco, Claudio, Elena Garino e
famiglie. Funerali in Orbassano venerdì 16 maggio ore 15,30 chiesa della
Confraternita.
– Torino, 16 maggio 2014

dott. Franco Tinelli
che per tanti anni ha condiviso con
grande professionalità la realtà aziendale.
– Rivoli, 15 maggio 2014
I condomini di corso Stati Uniti 41,
l’amministrazione e la custode si uniscono al dolore della famiglia.
Osvaldo Pozzi e Piero Bertotti partecipano al dolore della signora Mara per
la perdita del marito

dott. Franco Tinelli
– Rivoli, 15 maggio 2014

Alfredo, MariaLaura e Diletta sono affettuosamente vicini a Mara e ricordano con profonda tristezza il carissimo
amico FRANCO.

I fornitori
dell’Italia
(2012)

Qatar 8%
SERGEI ILNITSKY/EPA

TURCHIA
HIA

Ankara

Norvegia 7%

Putin a Sebastopoli lo scorso 9 maggio per celebrare l’anniversario della vittoria sul nazismo

Brotherood
GEORGIA
Anapa

Umberto e Puccetta, Mariella e Renzo,
Anna, Dado, Maria nel ricordo affettuoso della zia

Marisa Cravetto
prendono parte al grande dolore dei
loro cari cugini.
– Torino, 16 maggio 2014
La Presidente, il Consiglio e i collaboratori tutti di Area Onlus partecipano
commossi al grande dolore dell’avv.
Guido Cravetto per la scomparsa della
madre.

Roberto, Laura, Valentina ed Alice
sono vicini a Mara nel ricordo affettuoso del caro amico FRANCO.

Annaroberta e Paolo, con Davide e
Tomaso ricordano con affetto la cara

Sono affettuosamente vicini alla signora Mara per la scomparsa del marito

– Torino, 15 maggio 2014

dott. Franco Tinelli
Claudio Boggiatto
Elena Bertotti
Aldo Pozzi
Roberto Pozzi
Gianni Bertotti
Daniela Bertotti
– Rivoli, 15 maggio 2014
Cristianamente è mancato all’affetto dei suoi cari

Giuseppe Vittorio Virtuani
Lo annunciano la moglie Anna, i igli
Maurizio e Fausto, le nuore Ada e Monica. Funerali sabato 17 maggio alle
ore 11 parrocchia San Giulio d’Orta
corso Cadore 17 Torino. Santo Rosario
venerdì 16 maggio ore 17,30 in parrocchia. La presente è partecipazione
e ringraziamento.
– Bruino, 14 maggio 2014
I nipoti Andrea, Martina, Carlotta e
Enrico ricordano con immenso affetto
nonno

Beppe
– Bruino, 14 maggio 2014
La famiglia Motta partecipa commossa al dolore della famiglia Virtuani per
la scomparsa del papà

Giuseppe Virtuani
– Torino, 16 maggio 2014

Marisa

Guido e Manuela Canale partecipano
al dolore di Guido e Nini Cravetto.
Paola, Minù e Sandro sono vicini a
Guido nel ricordo di

Marisa
– Torino, 15 maggio 2014
Umberto e Paola, Nanni e Lilli, Gui e
Valeria, Didi e Alberta abbracciano
forte i cugini nell’affettuoso ricordo di
zia MARISA.

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di tenere pronto un documento di identiicazione per poter
dettare gli estremi all’operatore (Art. 119 T.U.L.PS.)

VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

1 È il 19 giugno del 2009

quando Asia Bibi, pachistana
cattolica, madre di cinque figli,
viene incarcerata a Multan, in
Pakistan. L’accusano di blasfemia. L’11 novembre 2010 è
condannata a morte. La sua
storia scatena un’ondata di
mobilitazione internazionale,
la sentenza è sospesa per il processo di appello, rinviato varie
volte, l’ultima a metà aprile
2014. Asia Bibi è diventata il
simbolo della discriminazione
cui i cristiani sono vittime in
molti Paesi. Il 20 aprile tramite

DOMENICO QUIRICO

L

Sudan, la giovane sposa incinta
condannata a morte perché cristiana
Meriam, 27 anni, di padre musulmano, accusata di aver rinnegato l’islam

di quel tribunale sudanese è
piena di silenzio e di tensione e di attesa, come un vortice che chiama senza voce un
abisso ignoto dal quale sale
la vertigine di una estasi
fiammeggiante. Il giudice e
l’iman hanno praticato il loro mestiere di legulei di Dio
e di reclutatori di fedeli, hanno detto quello non potevano
non dire. Attraverso la brutalità del servo appare netta
ed esplicita tutta una religio-

ne tradita, ridotta a pandetta e a rito.
La storia della sua «colpa» è
semplice: Meriam, raccontano
i suoi giudici, è figlia di un musulmano e di una etiope cristiana. Ma il padre l’ha abbandonata quando aveva sei anni
ed è cresciuta nella fede della
madre, per questo ha sposato
un cristiano. «Apostata» gridano i fanatici del Verbo: non
ne aveva il diritto, doveva restare islamica, nella fede del

no di inviare una piattaforma
petrolifera presso le isole contese Paracel, nel Mar Cinese
Meridionale, sta dilagando.
Ieri migliaia di persone sono tornate in piazza e centinaia di fabbriche straniere sono
state assaltate. Lo stesso governo di Hanoi ha condannato
le violenze con una certa freddezza. «Centinaia di persone
sono state arrestate, ma il
Vietnam ha il diritto di prendere le misure necessarie per
difendere la sua sovranità», ha
detto un portavoce. I lavoratori cinesi, intanto, scappano
verso la Cambogia. I tempi dei
contratti da capogiro fra i big
dell’industria (tra cui quello

padre. E quindi è anche adultera perché non poteva sposare un cristiano. Per questo
hanno aggiunto alla condanna,
con oscena ironia, anche a
cento frustate. Cosa c’entra
Dio in tutto questo?
C’è una parola pesante, antica che pronunciamo, ormai
noi pusillanimi, noi «rentiers»
della fede, a stento: martirio.
Meriam forse non sa che non
si è grandi martiri finché non
si ha il proprio carnefice vici-

no, giorno e notte, e si può obbligarlo a vergognarsi della
sua barbarie. In Sudan, in Siria, in Nigeria, in molti altri
luoghi in questo momento gli
aguzzini affilano i coltelli,
escono a caccia e si muovono
silenziosi e crudeli; e altri uomini, cristiani, sono inseguiti,
imprigionati, torturati, condannati e uccisi; e un pezzo di
mondo è calpestato, e si è lì anche noi. Perché sappiamo e si è
impotenti.

I CINQUE ERANO STATI RAPITI IL 2 GENNAIO

Vietnam, caccia ai cinesi
“Venti morti e cento feriti”
Fabbriche incendiate, manifestazioni, agguati. Nella rivolta anti-cinese che da
quattro giorni infiamma il
Vietnam mancava solo il
morto. E ieri, neanche a dirlo, è arrivato. Almeno così riporta il ministero degli Esteri di Hanoi. Perché secondo
l’agenzia di stampa governativa cinese «Xinhua» le vittime sarebbero almeno due.
Ma altre fonti ne denunciano venti, quasi tutte cinesi
(cento i feriti). Insomma, le
notizie restano confuse, ma
una cosa è certa: la protesta
contro la decisione di Pechi-

il suo legale aveva lanciato il
grido di aiuto in un’intervista a
«Vatican Insider»: «Oggi per
me non c’è posto in tribunale,
non c’è occasione dove possa
dimostrare la mia innocenza».

Cristiani in Sudan pregano per la sorte di Meriam

RIVOLTA PER LA PIATTAFORMA NELLE ISOLE CONTESE

HONG KONG

Estero .15

Pakistan, Asia Bibi in carcere da 4 anni

La storia
a tenerezza è il più
grande dei sentimenti umani perché è fatto di rispetto, di lucidità
e di luce. La tenerezza, che
puoi chiamare anche pietà, è
immensa come se fosse folle
ed è saggia, è l’unica cosa
umana che sia perfetta; non
c’è nessun più vasto sentimento che non si contenga
tutto nelle braccia della pietà. Dove era la pietà nel tribunale di Khartum quando
hanno condannato a morte
Meriam, 27 anni, medico,
cristiana, per apostasia e
adulterio? Quando un imam
è entrato nella sua gabbia, e
in dieci minuti (dieci minuti!)
ha cercato, invano, di convincerla a rinunciare alla falsa
fede cristiana e a tornare all’islam, per sopravvivere.
Dove era quando l’hanno rinchiusa in carcere, incinta all’ottavo mese, insieme a un
altro figlio di due anni, ad attendere la morte? È pietà o
beffa crudele la possibilità
che la esecuzione venga rinviata a dopo il parto?
Le cronache giudiziarie riportano il nome del giudice,
Abbas Mohamed, e le sue parole: «Ti abbiamo dato, donna, tre giorni di tempo per rinunciare alla impostura in
cui sei caduta e non ci hai
ascoltato…». Il sudiciume di
una giustizia pervertita ricopre il duro metallo di quelle
parole. Vuole l’anima di quella donna con violenza. La
vuole con quella avidità che
non tollera né attesa né dilazione, immediatamente.
Credi!: e il giudice della
sharia, la legge islamica in vigore in Sudan, continua a
lanciarle quella parola senza
tregua, come sassate. Gli si è
posato sopra, spiandogli la
bocca, accoccolato e fosco
come un demone in agguato
di una anima: dillo dillo dillo… Conosciamo anche le parole con cui la donna gli ha risposto, possiamo sentire la
sua voce straordinaria, scuotendosi di dosso la minaccia
come se fosse qualcosa di
contagioso, che dice: «Io sono cristiana e dunque non ho
commesso apostasia».
Ecco il momento della
fede: non è più un culto cieco come quello del suo inquisitore, è una scelta. Meriam il suo dio non lo subisce, lo ha scelto. Non siamo
lì, eppure di colpo la stanza

.

Siria, liberi gli operatori
di Medici senza frontiere
ANKARA

AFP

Proteste anti-cinesi a Bien Hoa

fra la China Southern Power
Grid, la China Power International Holding e la Electricity
of Vietnam per un impianto
energetico a Binh Thuan) sono lontani.
[I. M. S.]

Sono stati liberati i cinque
operatori di Medici Senza
Frontiere che erano stati liberati il 2 gennaio in Siria. Lo
ha confermato la stessa organizzazione umanitaria, comunque costretta a chiudere
un ospedale e due centri sanitari nella regione di Jabal
Akkrad, nella Siria nord-occidentale.
I cinque membri dello
staff erano stati prelevati da
un gruppo armato in Siria
settentrionale, dove lavoravano in un ospedale gestito
da Msf per fornire cure mediche di base alle persone

colpite dal conflitto. Tre sono
stati liberati il 4 aprile, due invece ieri e «stanno per ricongiungersi» con le loro famiglie.
«Il sollievo di vedere tornare i nostri colleghi sani e salvi
si unisce alla rabbia di fronte a
questo atto cinico, che ha privato una popolazione già devastata dalla guerra dell’assistenza di cui ha disperatamente bisogno - ha detto Joanne
Liu, presidente internazionale
di Msf -. La vittima a lungo termine di questo atto sarà la popolazione siriana. Circa
150.000 persone che vivono in
una zona di guerra, nella regione di Jabal Akkrad, sono ora
prive delle cure mediche. [E. ST.]

Meriam attende ora in prigione, stringendo a sé il suo
bimbo, ascoltando la vita che
cresce dentro di lei. Ogni battito di cuore infinitamente lento
su per la strada della vita e ad
ogni battito di cuore un millimetro più vicina alla morte.
Per lei si levano voci, le organizzazioni per i diritti umani, qualche governo. Chissà se
basteranno. Questo è il secolo
del non intervento, è il secolo
della pietrificazione morale.

Il Lotto

ConcorsoN.58-Giovedì15maggio2014
Bari
54 33 25 10 6
Cagliari
60 52 85 63 81
Firenze
58 76 80 68 6
Genova
26 2 77 10 30
Milano
21 71 38 90 80
Napoli
84 37 78 24 75
Palermo
23 59 73 42 27
Roma
35 2 67 46 29
Torino
1 33 60 69 2
Venezia
47 7 31 90 67
Nazionale
13 40 2 39 12

SUPERENALOTTO
Combinazionevincente
20 47 56
numerojolly 24
64 66 67
superstar 24
MONTEPREMI 1.448.146,94 €
JACKPOT
18.802.740,29 €
Nessun6
Nessun5+
Ai4conpunti5
54.305,51 €
Ai530conpunti4
412,78 €
Ai20.854conpunti3
20,90 €

10 e LOTTO
Numeri vincenti

1 2 7 21 23 25 26 33 37 47 52 54
58 59 60 71 76 84 85

R

16 .Cronache

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

il caso
MASSIMILIANO PEGGIO

er la Cassazione il terrorismo non c’entra con gli attacchi al cantiere dell’Alta
Velocità in Val di Susa. Un
punto a favore per i quattro attivisti No Tav, Claudio Alberto,
Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, legati all’area anarchica, in
carcere da cinque mesi per aver lanciato petardi e bombe molotov durante un attacco messo a segno nella notte tra il 13 e il 14 maggio 2013.
Le motivazioni non sono ancora
note, ma la Cassazione, ieri sera, ha
annullato con rinvio la decisione del
Tribunale del Riesame di Torino, che
lo scorso gennaio aveva confermato
le accuse della procura e respinto le
istanze di scarcerazione dei difensori. «Questa è una piccola vittoria, per
lo più sul piano giuridico, ma è uno
spiraglio importante in vista del processo che si aprirà il 22 maggio di
fronte alla corte d’Assise di Torino»
dice Claudio Novaro, uno degli avvocati dei quattro No Tav, insieme ai
colleghi Eugenio Losco, Giuseppe Pelazza. «Per ottenere la loro scarcerazione - aggiunge il legale - bisognerà
attendere ancora un po’: la questione
è complessa e dobbiamo prima esaminare le motivazioni. Intanto ci godiamo il risultato. Era importante
sottolineare che è stato commesso un
errore nell’applicare la legge. Finalmente qualcuno ci dà ragione». Adesso dovrà essere lo stesso tribunale
del Riesame, in una nuova composizione, differente da quella precedente, a decidere sulla scarcerazione dei
quattro imputati. Ma seguendo i criteri di diritto fissati dalla Cassazione,
appena saranno noti.
La questione di fondo, in questo caso, è il terrorismo. O meglio la «veste»
attribuita agli attacchi condotti contro il cantiere in quella notte di maggio. Secondo l’accusa furono lanciate
dieci bombe molotov: nell’attacco un

P

No Tav in cella per terrorismo
La Cassazione al Riesame
“Si deve riformulare il reato”
compressore prese fuoco e il fumo si
propagò all’interno del tunnel esplorativo, dove stavano lavorando 11 operai. I
legali dei No Tav, a prescindere dalla responsabilità individuali che saranno
valutate dalla corte d’Assise, non hanno
mai negato l’attacco, né l’intenzione dei
manifestanti di sabotare il cantiere. Ma
hanno sempre respinto con forza le finalità terroristiche delle loro proteste,
la volontà di mettere in pericolo la vita
di operatori e personale delle forze dell’ordine, e il tentativo di legare una lunga serie di attacchi alle condotte contestate ai quattro No Tav. «La violenza
non è sinonimo di terrorismo». I giudici
del riesame, invece, avevano confermato l’ordinanza del Gip, ritenendo «ravvisabile la finalità di terrorismo tenuto
conto che: l’azione è idonea, per contesto e natura, a cagionare grave danno al
Paese, è stata posta in essere allo scopo
di costringere i pubblici poteri ad astenersi dalla realizzazione dell’opera».

ANSA

Una manifestazione contro il cantiere dell’alta velocità

Torino, è accusato di simulazione di reato
Inventatal’aggressionedegliantagonisti,indagatol’autistadelpm
1 L’ex autista del pm Antonio Rinaudo

è indagato dalla procura di Torino per simulazione di reato. Giuseppe G., ex carabiniere ora dipendente del ministero della Giustizia, aveva denunciato, la sera
dell’11 aprile scorso, di essere stato aggredito sotto casa a Torino da tre uomini
con il volto coperto. Pugni e ferite inferte
con un «coltellino». Infine minacce e slogan politici: «Servo dei servi, questa è la
fine che farete tutti». Poche ore prima,

aveva assistito a un’udienza in tribunale
in cui c’era stata tensione tra le forze dell’ordine e alcuni anarchici. Giuseppe G.
era stato medicato al pronto soccorso e
dimesso con una prognosi di cinque giorni. Il procuratore reggente, Sandro Ausiello, con la collaborazione del pm Rinaudo, ha affidato le indagini alla Digos.
Subito emergevano le prime contraddizioni: l’esame delle immagini videoregistrate dai sistemi di sicurezza della zona

non segnalavano né persone sospette,
né l’auto che sarebbe stata usata per la
fuga. L’ex autista non era stato in grado
di descrivere in alcun modo i suoi presunti aggressori che l’avrebbero atteso sotto
il portone di casa. Infine i risultati della
perizia medico-legale che contrastavano
con le modalità della presunta aggressione. Mistero sul movente della simulazione. Giuseppe G. negli ultimi tempi era teso. Interrogato, non ha risposto. [M. NUM.]

RENZI: ERANO PRONTI I MINISTRI

Intesa trovata
Il Colosseo
aperto di notte
ROMA

Aperto ma a numero chiuso. Il
Colosseo, alla fine di una lunga
trattativa tra sovrintendenza
e sindacati, aprirà i cancelli
nella Notte dei Musei prevista
per domani. Non per tutti però, le entrate infatti saranno
contingentate fino ad un massimo di 3.000 visitatori. Una
soluzione che accontenta tutti
ma che i sindacati hanno reso
possibile a patto che il ministro dei Beni culturali Dario
Franceschini li convochi al più
presto per parlare «della carenza di organico e della possibilità di fare assunzioni».
Nei giorni scorsi non si era
riuscito a trovare un numero
sufficiente di custodi per
consentire l’apertura dell’Anfiteatro Flavio, proprio,
lamentavano i sindacati, a
causa della mancanza di personale e dei rischi connessi
quando si ha a che fare con
una massa di persone e per di
più di notte. Ieri la svolta, del
cui esito positivo si era detta
certa la soprintendente ai
Beni Archeologici di Roma
Mariarosaria Barbera. «Bene. Con un po’ di buonsenso e
disponibilità anche il Colosseo sarà aperto per #lanottedeimusei. Con numeri contingentati ma sarà aperto»,
ha twittato il ministro Franceschini dopo l’incontro con i
sindacati. Il premier Matteo
Renzi giudicava la chiusura
«un autentico scandalo»,
tanto che «avevo detto ai ministri che al limite dovevano
andare loro a lavorare».

ESTRATTO AVVISO
DI CONVOCAZIONE ASSEMBLEA
Si rende noto che è stato pubblicato sul sito internet
della Società (www.acquepotabilispa.it, sezione
Area Azionisti, Documentazione Assemblee) il testo
integrale dell’Avviso di convocazione dell’Assemblea
ordinaria degli azionisti indetta presso la sede sociale
in Torino, Corso XI Febbraio 22, alle ore 11,00 del
27 giugno 2014 in prima convocazione e 15 luglio
2014 in seconda convocazione, stessi luogo ed ora,
per deliberare sul seguente:

ORDINE DEL GIORNO

Ministero della Giustizia
DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE
CENTRO PER LA GIUSTIZIA PER LA CAMPANIA - NAPOLI
AVVISO DI GARA
E’ indetta procedura aperta per l’affidamento del servizio di fornitura e confezionamento vitto per i minori ristretti
presso gli Istituti Penali per i Minorenni (I.P.M) di Airola (Bn), di Nisida (Na) e per il personale di Polizia Penitenziaria
e del Comparto ministeri dei predetti Istituti e del personale della Comunità per minori con annesso S.D.P. di Nisida
(Na), ed il servizio di fornitura e confezionamento vitto con modalità di asporto per i minori ristretti presso il Centro
di Prima Accoglienza di Napoli e Comunità per minori con annesso S.D.P. di Nisida (Na) e di S. Maria C.V. (Ce). Importo complessivo stimato (periodo 01.07.2014 - 31.12.2014) di € 326.697,00= I.V.A. esclusa - oltre € 6.533,94=
per oneri relativi alla sicurezza, non soggetti a ribasso di gara. Aggiudicazione in unico lotto. Il bando integrale di
gara è accessibile su www.giustiziaminorile.it, pubblicato su GUCE n. S64 del 01.04.2014 ed in estratto sulla GURI
V^ Serie n. 46 del 23.04.2014. Eventuali informazioni e chiarimenti circa l’oggetto della gara, la procedura di partecipazione e la documentazione da produrre potranno essere richiesti per iscritto via fax al n. 0817448263 o per
posta elettronica: cgm.napoli.dgm@giustizia.it.
IL DIRIGENTE CENTRO GIUSTIZIA MINORILE PER LA CAMPANIA - Giuseppe Centomani

1) Bilancio di esercizio al 31 dicembre 2013 e
Relazione sulla gestione; deliberazioni inerenti e
conseguenti.
2) Relazione sulla remunerazione (prima sezione
ai sensi del 3° comma dell’art. 123 ter del TUF);
deliberazioni inerenti e conseguenti.
3) Nomina del Consiglio di Amministrazione, ai
sensi dell’art. 16 dello statuto sociale, per il
triennio 2014-2015-2016 (scadenza: data di
approvazione del bilancio dell’esercizio 2016);
deliberazioni inerenti e conseguenti.
4) Determinazione del compenso annuo da
corrispondere ai membri del Consiglio di
Amministrazione ai sensi dell’art. 21 dello statuto
sociale; deliberazioni inerenti e conseguenti.
5) Nomina del Collegio Sindacale e del suo

Presidente per il triennio 2014-2015-2016
(scadenza: data di approvazione del bilancio
dell’esercizio 2016), ai sensi dell’art. 22 dello
statuto sociale, e determinazione del relativo
compenso; deliberazioni inerenti e conseguenti.
Partecipazione e rappresentanza in assemblea
Sono legittimati ad intervenire all’assemblea coloro
che risulteranno titolari del diritto di voto al termine
della giornata contabile del 18 giugno 2014 (record
date) e per i quali sia pervenuta alla Società la relativa
comunicazione effettuata dall’intermediario abilitato.
Ogni legittimato potrà farsi rappresentare in
assemblea mediante delega conferita ai sensi di
legge.
I moduli da utilizzare per conferire delega sono
disponibili sul sito internet della società (www.
acquepotabilispa.it,
sezione
Area
Azionisti,
Documentazione Assemblee) e saranno inviati a
coloro che ne faranno richiesta telefonica al n.
011/5594397.
Documentazione e informazioni
L’Avviso di convocazione integrale dell’Assemblea,
al quale si rimanda, reperibile sul sito internet della
Società (www.acquepotabilispa.it, sezione Area
Azionisti, Documentazione Assemblee) contiene

tutte le informazioni e le istruzioni di dettaglio sui
diritti esercitabili dagli Azionisti (presentazione
di domande, integrazione dell’ordine del giorno,
deposito di liste per la nomina di amministratori/
sindaci).
Le relazioni e le proposte sugli argomenti all’ordine
del giorno sono a disposizione del pubblico presso la
sede sociale, sono pubblicate nel citato sito internet
della Società entro i rispettivi termini di legge e
saranno trasmesse a coloro che ne faranno richiesta.
La Relazione Finanziaria Annuale al 31 dicembre
2013, unitamente alla Relazione sul governo
societario e gli assetti proprietari, le Relazioni della
Società di Revisione e del Collegio Sindacale, sono
già state pubblicate sul sito internet della Società
www.acquepotabilispa.it (sezione Area Azionisti/
Documentazione Assemblee) ai sensi dell’art. 154ter del TUF.
Torino, 16 maggio 2014
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
(Dott. Luigi Luzzati)
Il presente Estratto è pubblicato sul quotidiano
“La Stampa” del 16 maggio 2014.

ACQUE POTABILI S.p.A.
Sede legale e domicilio fiscale: Torino - Corso XI Febbraio, 22 - Capitale sociale Euro 3.600.294,50 i.v. - Registro Imprese di Torino Codice Fiscale 00489140012 - R.E.A. Torino n. 853

ESTRATTO AVVISO DI AGGIUDICAZIONE
Centro Regionale Antidoping “Alessandro Bertinaria” Consorzio Piemontese per la Prevenzione
e Repressione del doping e di altri usi illeciti dei farmaci, Orbassano, Regione Gonzole 10/1, tel:
011/9022401, fax 011/90224261, indirizzo e-mail: info@antidoping.piemonte.it, indirizzo di posta
elettronica certificata: protocollo@cert.antidoping.piemonte.it, sito internet: www.antidoping.piemonte.
it; alla c.a. Dott.ssa Cristina BERGESE. OGGETTO: noleggio e fornitura di materiali. Tipo di appalto:
appalto di fornitura; luogo principale di prestazione dei servizi sito nel Comune di Orbassano, LOTTO
B - CIG: 5334968ADB. Il Centro Regionale Antidoping comunica che l’aggiudicazione della gara Lotto B è stata effettuata, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, all’impresa BSN
S.r.l. con sede legale in Via Del Lavoro, 18/20 - 26012 CASTELLEONE (CR). L’importo presuntivo
a base d’asta soggetto ad offerta al ribasso ammontava ad € 240.000,00 imposte e IVA esclusa.
L’aggiudicazione è avvenuta per un importo complessivo di € 190.660,00.
Per informazioni: RUP Cristina BERGESE.

Questi e molti
altri avvisi
li puoi trovare
anche su internet
Consulta i siti

www.legaleentieaste.it
www.lastampa.it

AZIENDA OSPEDALIERO
UNIVERSITARIA CONSORZIALE POLICLINICO
P.zza G. Cesare, 11 - Bari
ESTRATTO AVVISO RIAPERTURA TERMINI
n. gara 5314238
Questa Azienda, con atto n. 5461/2014, ha riaperto i
termini della procedura aperta indetta per la fornitura
di Protesi Ortopediche e Neurochirurgiche, come di
seguito indicato: • Termine ricevimento delle offerte:
30/05/2014 h. 13,00. • Data apertura offerte:
10/06/2014 h. 9,30. Ai fini della partecipazione alla
suddetta procedura, il relativo Avviso integrale è
stato pubblicato sulla G.U.U.E. n. S90 del 10.05.2014
ed è disponibile sul sito www.sanita.puglia.it. RUP
dr. R. Forcella tel. 080/5592214-810.
F.to Il Direttore Area Approvvigionamenti
e Patrimonio
Dr. Giovanni Molinari

Le Ricerche di Personale Qualificato de

R

Cronache .17

.

Chi era
Sociologoegiornalista

La storia
FRANCESCO LA LICATA
RINO GIACALONE
TRAPANI

Nella tarda serata di ieri la Corte
d’Assise di Trapani ha condannato all’ergastolo il capomafia trapanese Vincenzo Virga e il sicario
della famiglia mafiosa Vito Mazzara, accusati di essere rispettivamente il mandante e l’esecutore dell’omicidio di Mauro Rostagno, il sociologo e giornalista ucciso in contrada Lenzi, a Valderice (Trapani) il 26 settembre 1988.
La Corte ha disposto la trasmissione degli atti a Palermo per falsa testimonianza per diversi teste fra cui il maresciallo dei carabinieri Beniamino Cannas, che
Rostagno considerava una sua
fonte accreditata.

M

auro Rostagno è stato ucciso dalla mafia. Non fu un delitto
ascrivibile alle condotte contorte di
Istituzioni infedeli, non porta a
niente la cosiddetta «pista interna» (gli ipotetici dissidi tra i leader
che governavano la comunità Saman), non poggia su nessuna prova certa il sospetto che il sociologo-giornalista sia stato eliminato
perchè in procinto di svelare indicibili retroscena sui suoi compagni
di Lotta Continua e sull’omicidio
del commissario Luigi Calabresi.
Questo il senso del processo che
si è chiuso ieri a Trapani sull’assassinio avvenuto in contrada Lenzi 26 anni fa davanti all’entrata
della comunità per il recupero di
tossicodipendenti dove Rostagno
svolgeva la sua attività. Ma Mauro
non faceva soltanto questo. Faceva
soprattutto il giornalista (lavorava
ai notiziari di una tv privata trapanese) e «parlava troppo», ha ricordato il pm Gaetano Paci.
Rostagno era un corpo estraneo
nella palude trapanese, blocco mo-

il caso
RICCARDO ARENA
PALERMO

L’

amarezza di Nicola
Mancino, forse anche il
rimorso recondito e inconfessabile per la prematura
scomparsa di Loris D’Ambrosio. L’ascolto in aula delle conversazioni tra l’ex presidente
del Senato, imputato di falsa testimonianza, a Palermo, nel
processo sulla trattativa Statomafia, e il consigliere giuridico
del Quirinale, scandisce l’insistenza dell’anziano ex vicepresidente del Csm, la pazienza di
D’Ambrosio, le sue rassicurazioni sull’interessamento del
Colle per garantire uniformità
nell’azione delle tre Procure
che si occupavano dei presunti
accordi fra Cosa nostra e pezzi
delle istituzioni, nel periodo delle stragi del ’92-’93. Iniziative
mai andate però oltre passi formalieistituzionali,comehasottolineato lo stesso Mancino nelle sue dichiarazioni spontanee.
Le voci dei due protagonisti
(D’Ambrosio morì un mese dopo che era scoppiato lo scandalo, nel luglio 2012) sembrano
ridimensionare la portata di
quello che la Procura ha interpretato e interpreta come un
tentativo di «aggiustare» o
scippare il processo a Palermo. E la stessa Procura però
nei giorni scorsi ha chiesto al
Gip di archiviare l’indaginestralcio su uno dei principali
imputati del dibattimento, il
generale Mario Mori: oltre che
di avere «trattato» con Vito
Ciancimino, l’ex comandante
del Ros ed ex direttore del Sisde rispondeva di concorso

1 Mauro Rostagno era nato a

GIOVANNI GIOVANNETTI/OLYCOM

Torino nel 1942: sociologo e giornalista, fu uno dei fondatori del
movimento politico Lotta Continua e della comunità socioterapeutica Saman. Dalla metà degli
anni 80 lavorò come giornalista e
conduttore anche per l’emittente televisiva siciliana Radio Tele
Cine (RTC). Attraverso la tv denunciava le collusioni tra mafia e
politica locale. Fu ucciso nel
1988, in un agguato in contrada
Lenzi, a poche centinaia di metri
dalla sede della Saman, all’interno della sua auto.

Un giovane Mauro Rostagno in un momento di allegria

“Rostagno ucciso dalla mafia”
La verità dopo i depistaggi
Dopo 26 anni condannati all’ergastolo boss e sicario dei clan trapanesi
nolitico dedita ai circoli privati, agli
interessi finanziari, alle consorterie
e alle massonerie. Ci sono voluti un
quarto di secolo, 67 udienze, 144 testi e 4 perizie per giungere ad una
«semplice verità» che, invero, poteva essere conquistata molto tempo
prima se le cose «fossero andate nel
verso giusto».
Ma così non fu, sin dalla prime indagini, quando - troppo sbrigativamente - i carabinieri esclusero la pista mafiosa solo perché l’arma del delitto, un fucile automatico, era esploso
tra le mani dei killer. E la mafia, si sa,
non commette certi errori. Ma il pm
ha spiegato che anche Cosa nostra, in
più d’una occasione, ha commesso errori, si pensi soltanto al fallito attentato contro il vicequestore Rino Ger-

manà, neppure ferito da un’ondata di
fuoco esplosa da killer professionisti e
dirigenti della cupola mafiosa.
Ma perché, allora, le indagini si
persero per strada, permettendo
persino una «seconda morte forse
più crudele» della vittima, tirata
dentro squallide storie private (la
compagna Chicca Roveri, prima arrestata e poi scagionata) alla fine rivelatesi veri e propri depistaggi. Una
risposta l’accusa l’ha data: «Abbiamo, in qualche modo, processato anche le indagini fatte negli anni scorsi... le sottovalutazioni inspiegabili,
le omissioni, le miopie», per arrivare
alla conclusione che «non si può prescindere dall’attività giornalistica di
Rostagno». E in un crescendo duro,
rivolto ai carabinieri: «O ammettono

che non hanno saputo fare il loro mestiere o c’è dell’altro».
Già, il fucile scoppiato. Paradossalmente è stata proprio quell’arma a
provocare la svolta nelle indagini, più
svolte precipitate nel pericolo dell’oblio. Si deve ad un poliziotto ostinato, quella svolta. Leonardo Ferlito, investigatore della squadra mobile dei
vicequestore Linares, che ebbe l’intuizione di eseguire una serie di comparazioni tra i reperti del delitto Rostagno con quelli di altri omicidi successivi al settembre del 1988, data
dell’assassinio del sociologo.
Sono state le perizie a portare i magistrati a Vito Mazzara, considerato
l’esecutore materiale, e al «capo»,
Vincenzo Virga. Se fossero rimasti in
vita, sarebbero stati processati anche

Telefonate Mancino-D’Ambrosio
Ridimensionato il ruolodelColle
Gli audio nell’aula del processo Stato-Mafia
Migranti a Roma
Rivoltanelcentro
1 Centinaia di immigrati in

MIKE PALAZZOTTO/ANSA

rivolta nel Cara vicino a Roma, un altro con la bocca cucita per protesta nel Cie alla
periferia della Capitale. Al
Centro di accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto, in provincia
di Roma, oltre 200 ospiti sui
780 totali si sono ammutinati
per protesta contro il mancato versamento della diaria di
2,50 euro.

L’ex ministro Nicola Mancino

esterno in associazione mafiosa, Mancino e D’Ambrosio erano
così come un altro 007, Lorenzo noti, mentre sono rimasti semNarracci. Coinvolti anche un al- pre segreti (e i “file audio” sono
tro agente, Rosario Piraino (ac- stati distrutti, dopo il conflitto
cusato di violenza privata aggra- tra poteri sollevato dal Colle e
vata) e il maggiore dei carabinie- l’intervento della Consulta) i colri Antonello Angeli (favoreggia- loqui tra lo stesso ex vicepresimento). Il procuratore aggiunto dente del Csm e Giorgio NapoliVittorio Teresi e i
tano. Ma nelle
sostituti Nino Di
L’ALTRA INDAGINE conversazioni
Matteo e Franceieri dalI pm ritengono ascoltate
sco Del Bene non
la Corte d’assise
non credibile di Palermo emerritengono sufficienti le dichiara- Massimo Ciancimino gono gli incubi di
zioni del loro suMancino, preocperteste, Massimo Ciancimino. cupato da quanto scritto dalla
Stessa richiesta di archiviazione Stampa il 25 novembre 2011: per
anche per Bernardo Provenza- la prima volta, infatti, quel giorno e per il suo braccio destro fi- no si parlò del pieno coinvolginanziario, Pino Lipari.
mento dello stesso ex senatore
I contenuti delle telefonate tra dc, di Calogero Mannino e di

Marcello Dell’Utri nell’inchiesta
palermitana. E tutti e tre furono
poi effettivamente rinviati a giudizio. Mancino cominciò a chiamare ripetutamente D’Ambrosio. Che cercava di glissare e svicolare: «L’unica cosa è parlare
con Piero Grasso», allora superprocuratore antimafia. «Ho parlato col presidente e anche con
Grasso. Il presidente (Napolitano, ndr) parlerà anche lui con
Grasso». Il Quirinale si limitò a
chiedere formalmente all’attuale presidente del Senato di esercitare i poteri di coordinamento
tra Procure: il capo della Dna rispose che già lo aveva fatto e la
cosa si fermò lì. «Non mi aspettavo – ha ribadito ieri Mancino – né
ho chiesto alcuna avocazione».

il padre di Matteo Messina Denaro,
don Ciccio, che - come ha raccontato il
pentito Vincenzo Sinacori - definì Rostagno «una camurria», cioè un problema da risolvere.
Fu la mafia, ha ripetuto fino allo sfinimento il pm, sgombrando il campo
dalle due principali suggestioni, ritenute «depistanti». La famosa indagine definita «Codice rosso» che portò
ad una vera e propria retata di uomini
e donne della comunità Saman, poi
ancora la falsa pista che faceva riferimento ad una storia di vendetta interna tra tossicodipendenti. E, infine, la
«bufala» della presunta verità su Lotta Continua.
Forse bastava leggere bene gli articoli che Rostagno scriveva sugli affari
della buona società trapanese.

T1 CV PR T2

VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 LA STAMPA 18

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Sicurezza alimentare

.

Società .19

44,9

UntestdelDnaperilvino
“Evitiamotruffeescandali”

milioni di ettolitri
Secondo l’Organizzazione
mondiale del Vino e della
Vite l’Italia nel 2013 è primo
produttore mondiale

Progetto del Cnr a Palermo: poche gocce, risultato in mezz’ora

il caso
LAURA ANELLO
PALERMO

È

un test genetico, però a
essere sottoposti all’esame del Dna non sono pazienti in carne e ossa ma
bottiglie di vino. Per la
prima volta, infatti, un pool di ricercatori ha messo a punto un sistema
che rivoluziona l’idea stessa di tracciabilità e che è in grado di raccontare provenienza, vitigno, qualità dei
lieviti utilizzati per trasformare il
mosto in malvasia, moscato, nero
d’Avola, zibibbo, grecanico, e così via
bevendo. Aggirandosi nei laboratori
della sede palermitana dell’Istituto
di Bioscienze e Biorisorse del Cnr che insieme con l’azienda Bionat ha

messo a punto il progetto - sembra che
gli scandali sulle truffe alimentari siano vicine a essere preistoria. Provette,
alambicchi, camici bianchi intorno alle bottiglie delle cantine siciliane che
hanno accettato di fare da apripista
per la certificazione genetica del proprio vino: bastano poche gocce per
avere il risultato in mezz’ora.
La ricerca, finanziata nel Piano di
sviluppo rurale della Regione siciliana, rivoluziona l’approccio delle attuali certificazioni (Doc, Dop, Igp) basate sul monitoraggio durante i processi di produzione che lasciano ampi
margini di discrezionalità a chi il vino
lo fa. E prefigura una professione di
007 capaci di identificare con certezza, se non l’assassino, la truffa ai danni del consumatore. «Il metodo – spiega Guido Spoto, project manager di
Bionat Italia - deriva da quello che è
stato brevettato anni fa da un pool di
ricercatori palermitani per la diagnosi veloce della celiachia. Da quell’esperienza sono nate diverse branche di ricerca, una dedicata alla ca-

ratterizzazione genetica di prodotti
agroalimentari per salvaguardarne
la tracciabilità e per individuare la
presenza di contraffazioni e adulterazioni». In sostanza le analisi di laboratorio consentono l’identificazione
delle sequenze identificative dei vitigni con cui è stato preparato il vino.
Le sequenze vengono poi confrontate
con i dati dichiarati in etichetta: in caso di riscontro positivo, il prodotto riceve il «bollino». Sette le cantine
partner del progetto che ieri hanno
mostrato le loro prime bottiglie certificate geneticamente: sono la Benanti, la Planeta, la Settesoli, la Bonivini,
la Saladino, la Cantina sociale Primavera e le Cantine siciliane riunite. «Il
prossimo obiettivo – aggiunge Spoto
– è quello di realizzare kit per l’identificazione e macchinette di lettura da
dare ai Nas. Contiamo di averle entro
un anno». La società ha messo a punto il metodo, ma a fornire gli standard
varietali per il riconoscimento dei vitigni tipici siciliani è stato l’Istituto di
Bioscienze e Biorisorse del Cnr, im-

Preziose
I miticoltori
liguri hanno
ricominciato ad
allevare ostriche, con la
collaborazione
di università,
Regione e
Camera di
commercio

Il progetto nel Golfo dei Poeti

Le ostriche tornano in Liguria
Sfida alla Francia dopo 120 anni
TEODORO CHIARELLI
INVIATO A GENOVA

L’

obiettivo è ambizioso. Se
non scalzare, almeno contrastare lo strapotere di
“Belon”, “Marennes-Oléron”, “Can-

cale”, “Etel” e “Isigny” sui banchi delle pescherie e nei ristoranti. Così, dopo 120 anni, i miticoltori della Spezia
sono tornati ad allevare le ostriche.
«Ostriche della Spezia», curate e allevate nel Golfo dei Poeti, nella capitale

delle cozze, a ridosso della diga foranea di fronte a Lerici. Frutto di mare,
prelibato e ambito, simbolo di raffinatezza ma anche di dissolutezza,
l’ostrica ha sempre avuto un fascino
che va ben al di là della tavola. La let-

37
litri
pegnato da anni in una caccia alle
piante ritenute scomparse attraverso testi antichi e ricerche sul campo
degne di Indiana Jones. «Oggi il vino
è storia, è cultura, è racconto del territorio – dice Francesco Carimi del
Cnr, responsabile del progetto – per
questo diventa cruciale attribuirgli
identità certa. Le nostre équipe di ricerca intervistano vecchi contadini,
si arrampicano per raccogliere viti
selvatiche di storia millenaria, comparano descrizioni di testi latini o medievali per identificare le piante. Una
faticaccia. Ma affascinante».

teratura è piena di aneddoti e leggende. Giacomo Casanova si alzava a tarda ora e, mentre la fanciulla di turno
era ancora addormentata, si faceva
subito servire per colazione un piatto
opulento di 50 ostriche. Uno dei suoi
passatempi preferiti era scambiarsi
con un bacio le ostriche.
Ci sono voluti sette anni di tentativi, con la collaborazione dell’Università di Genova, della Regione e della
Camera di Commercio, ma alla fine i
soci della cooperativa spezzina (una
sessantina su 86) sono riusciti a ottenere un prodotto di alto livello, dall’inconfondibile sapore mediterraneo, molto iodato, un po’ più salato
rispetto alle “dolci” francesi.
Ma proprio per questo, assicurano gli esperti, più “veraci”. «E ciu
bone», e più buone, ha sentenziato
il comico Dario Vergassola alcuni
giorni fa durante la prima degustazione pubblica nella sua città d’origine. «Un successo, non ce lo aspettavamo - racconta il responsabile
amministrativo e commerciale della Cooperativa miticoltori spezzini,
Federico Pinza - I tre quintali che
avevamo portato in piazza per la
degustazione sono spariti in un
batter d’occhio».
La tradizione era iniziata nel 1887
a opera di un tarantino, Emanuele
Albano, che però abbandonò presto

Il consumo pro capite annuo
in Italia secondo Coldiretti:
dati scesi
al minimo dall’Unità

l’avventura preferendo dedicarsi a
cozze o mitili, pioniere di un’attività
oggi fiorente alla Spezia. Basti dire
che la cooperativa produce ogni anno 25 mila quintali di mitili che qui,
come in tutta la Liguria, chiamano
rigorosamente “muscoli”.
Nel 2007 Paolo Varrella, Manuele
Carassale, Eugenio Borio e pochi altri soci della Cooperativa decidono
di lanciarsi nella sfida di riproporre
le ostriche del Golfo dei Poeti. «Il
nostro mare è eccezionale, la tradizione c’era, perché non provarci? racconta Varrella, protagonista ieri
della prima presentazione a Genova
dell’ostrica spezzina, presso l’Indarsena Oyster Bar nel Porto Antico, da dieci anni prima ostricheria
della Liguria. La richiesta c’è: in
Italia si importano ogni anno 500
tonnellate di ostriche, soprattutto
dalla Francia. Dobbiamo farci conoscere e convincere i consumatori
che il nostro prodotto non è secondo a quello francese. Ma per questo
basta assaggiarle».
L’obiettivo per ora è di arrivare a
100 quintali. Un prodotto di nicchia,
a chilometri 0, destinato a bar, ristoranti e banchi pesce selezionati di
Liguria e Versilia. La speranza, però, è di sfondare sul mercato del
Nord, sull’onda del successo del
mangiare made in Italy.

T1 CV PR T2

VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 LA STAMPA 20

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

L’idea Si vuole ricreare la mitica Arcadia
e ciò che ricorda la tradizione francese
cade vittima di una vivace guerra iconoclasta

La storia dei giardini britannici, bandiera verde di civiltà dal Settecento a oggi
PAOLO PEJRONE

I

giardini all’inglese sono figli di
una storia antica e curiosa. All’inizio del XVIII secolo gli arcadici paesaggi di Claude Lorrain
e di Hubert Robert diventano
un modello, una vera stravaganza da
ricchi e spensierati: che cosa c’è di
più lussuoso e capriccioso del cambiare i connotati alla realtà?
L’antico sogno di riproporre e «costruire» una romantica visione può
addirittura in questo modo diventare
realtà. Con carri tirati da cavalli e
buoi, con carriole a mano, con zappe
e picconi, con coraggio e tanti soldi si
poteva tramutare un ruscello in un
lago, un’arida valle in una ampia prateria e un monte in una soffice collina. Si potevano piantare decine di
migliaia di alberi e di arbusti, spostaIL LIBRO

Ne «Il giardiniere inglese»
Masolino D’Amico racconta
vita e epoca di «Capability»
LE FOLLIE

Per costruire un lago si poteva
rinunciare a terreni coltivati
o anche trasferire interi villaggi

170
parchi
Sono quelli
disegnati da
Lancelot Brown,
detto Capability
(«Competenza»),
intorno alla metà
del XVIII secolo:
molti dei suoi
giardini sono
ancora esistenti

grandiosa coreografia, dove la campagna è insieme spettacolo e cornice.
Bridgeman e Kent furono i noti
precursori di Lancelot «Capability»
Brown, l’uomo che riuscì a tramutare i sogni in realtà. Contadino, figlio
di contadini, divenne, in un quarantennio, l’autore di centinaia di grandi
giardini, tutti in Inghilterra, dei quali
molti si possono ancora ammirare
oggi. Il curioso e piacevole libro «Il
giardiniere inglese» di Masolino
D’Amico, recentemente edito da Skira, riesce a raccontare in modo conciso ed intelligente la vita del grande

e famosissimo architetto di giardini.
Che architetto poi non era...
Come D’Amico racconta, Capability
era un dilettante autodidatta, ma come tutti i veri appassionati, diventò
con il mestiere esperto, capace e determinato. Il libro dà per conosciuta la
storia e l’epoca e nello stesso tempo ci
ricorda i personaggi più incisivi ed appariscenti del periodo. Un periodo in
cui politica e botanica spesso andavano a braccetto, re e ministri compresi,
e il controllo del paesaggio diveniva
quasi la naturale prosecuzione del potere esercitato su uomini e popoli.

Nello Yorkshire
A Harewood
House (sopra),
Capability Brown
disegnò i giardini
Per costruire
la villa occorsero
12 anni, dal 1759
al 1772: gran
parte degli arredi
furono disegnati
dal celebre
ebanista Thomas
Chippendale

Sulla sponda occidentale del Lago di Como

gano

Centimetri
LA STAMPA

ILCERCATOREDIALBERI

N

76

on mi ero mai preso il tempo per andare a visitare i
GRANDOLA
boschi fra la sponda occiE UNITI
dentale del lago di Como e quel(Como)
la orientale del lago di Lugano.
Qui radica una quercia dal nome di pesce, imponente, è un
SVIZZERA
A
rovere (Quercus petraea) e si
Lago
Mendrisio
chiama Rogolone, Rugulòn in
di Como
dialetto. Le misure la presentano
Chiasso
o
come la quercia più grande del
nord Italia. Sbarco a Como, città di
giardini e piante che oscillano nel sole.
ITALIA
Como
La statale 340 è panoramica, costeggia a varie altezze il lago e offre un
certo ventaglio di bellezza al visitatore. All’ingresso di Cernobbio cresce un na davanti all’ingresso trionfante di
platano secolare. Successivamente nei fioriture di Villa Carlotta, che ricorda
pressi dei centri abitati ricominciano a gli Hanbury a Ventimiglia e Villa Tadialogare i cedri esotici, i veri padroni ranto a Verbania. Proseguo e a Menagdella costa lacustre, in compagnia di gio svolto, rampicando per Codogna e
pini, cipressi, magnolie e palmizi. At- Porlezza, dopo pochi minuti si penetra
traverso Lenno, a Tremezzo si carova- nel territorio di Grandola e Uniti.

Con il giardinaggio si poteva addirittura accedere alle più alte cariche
dello Stato, come la rapida ascesa di
Lord Bute ha ampiamente dimostrato.
Complici la pioggia e un’improvvisata
partita di whist, il giovane Principe di
Galles rimase così colpito da Bute e
dalla sua passione per le piante da nominarlo tutore del proprio figlio, il futuro Re Giorgio III. Una volta salito al
trono, Sua Maestà lo ricompensò addirittura con la carica di Primo Ministro. Horace Walpole, Lord Cobham,
William Pitt, Lord Coventry: questi furono i committenti di Capability, uomini ricchi e
potenti, raffinati
conoscitori dell’arte dei giardini, pronti ad investire enormi risorse per la creazione del loro
personale paradiso terrestre.
Per una Inghilterra in forte
espansione, ingorda e depredatrice di nazioni e
risorse, rinunciare a decine di acri
di terreno coltivabile per costruire un lago non
era un problema
né lo diventava il
trasferimento di
interi villaggi. Il
tutto doveva però
avvenire senza
ostentazioni, essendo dettato da
un mai sopito puritanesimo, con
risultati semplici
ed equilibrati, tali
che l’intervento
dell’uomo si notasse il meno possibile. Il giardino
SKYSCAN/CORBIS
all’inglese diventa in quel momento una vera bandiera
di civiltà, anzi viene interpretato dal
mondo contemporaneo come un messaggio potente di libertà: l’abbattimento dei confini con l’uso sapiente
dello «ha-ha», la distruzione delle linee rette, l’abbandono infastidito delle
simmetrie, l’allargamento delle valli e
la creazione di ampi laghi fanno parte
di una guerra al passato. L’illuminismo prima e la Rivoluzione democratica poi ne svilupparono il significato libertario, tramutando il frutto della più
capricciosa delle innovazioni in un
simbolo quasi estremista.

schegge preistoriche e alcuni reperti
fossili. Poi si va per boschi, fino al confine col comune di Carlazzo. In piazza
Camozzi parte un sentiero che si imbocca in via alla Santa, in mezz’ora accompagna alla pianta monumentale
che una legge tutela dal 1928.
Sono boschi misti di quercia e carpino nero noti come Bosco Impero, e al di
sopra c’è una valle a forma di lingua,
lunga e stretta, dove crescono il Rogolone e il Rogolino, una quercia più giovane. Lo vedo spuntare dal fondo del
bosco, la vegetazione s’è fermata come
a rispetto del gigante che qui è cresciu-

Il Rogolone, la più grande
quercia del Nord Italia
TIZIANO FRATUS

Società .21

Il contesto Un periodo in cui politica e botanica
andavano a braccetto e con il giardinaggio
si poteva arrivare alle più alte cariche dello Stato

Il sogno antico degli inglesi
di cambiare faccia alla realtà

re e ricostruire antiche rovine, di cui
l’Inghilterra era così ricca grazie alla
riforme di Enrico VIII, costruire ponti e tempietti, serre e case agricole.
Il giardino inglese vuole ricreare la
mitica e sospirata Arcadia e tutto ciò
che ricorda i giardini alla francese cade vittima di una vivace guerra iconoclasta: le forme geometriche dei
«parterres» vengono cancellate, soppressi i «bosquets», annientate le «alleés» e i «bowling greens». Mucche e
pecore, a piccole mandrie, diventano
uno spettacolo ricercato e pittoresco,
così come daini e cigni conferiscono
al paesaggio un tono bucolico e immacolato: tutto ciò che può diventare
«naturale» viene a far parte di una

.

IL PATRIARCA

Si diceva avesse circa 500 anni
Un’ispezione recente attribuisce
un’età tra i 300 e i 320 anni

TIZIANO FRATUS

Ho appuntamento con un signore
che mi omaggia del suo tempo: visita
nelle stanze del museo etnografico che
ha sede nella villa comunale, il logo è
una foglia di rovere; vi sono collezionati oggetti della storia contadina e un
bellissimo orologio settecentesco,

Nel bosco
Per trovare
il monumento,
tutelato dal
1928, si percorre
un sentiero per
mezz’ora

to libero e senza competizione. Girandoci intorno il tronco manifesta tutta
la mole, ha forma ovale, è possente. Ai
quattro metri si divide in tre branche
primarie, alla base i sassi sono diventati parte della corteccia.
La misuro: 775 cm (a petto d’uomo).
Età? Il confronto con gli altri giganti
d’Italia proietterebbe almeno al mezzo
millennio, ma una recente ispezione
dendrocronologica ha abbassato le stime fra i 300 e i 320 anni. La storia del
patriarca è illustrata nel libro «Il rogolone» di Attilio Selva, nomen omen.

22

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

Petrolio
dollaro/barile

-3,61%
-3,48%

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3718

FTSE(Londra)

S Oro

101,50

euro/grammo

-1,01%
-0,76%
-1,01%
-0,55%

S

30,8459

ECONOMIA
FINANZA

&

ARRIVA LA RISPOSTA DELLA COMPAGNIA ITALIANA ALLE RICHIESTE DEGLI EMIRATI

Alitalia: sì alle condizioni
L’ultima parola a Etihad
Sul debito gli arabi potrebbero chiedere ai soci un altro sforzo
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Come gli innamorati di una
volta, i vertici di Alitalia ed
Etihad proseguono nello
scambio di lettere. L’ultima,
ieri mattina, è partita da Roma con destinazione Abu
Dhabi. Oggetto: le condizioni
per le nozze. A differenza
delle precedenti stavolta
l’estensore - il numero uno
della compagnia italiana Gabriele Del Torchio - è entrato
nei dettagli di quello che si
potrebbe definire un accordo prematrimoniale. Manleva sui contenziosi pregressi,
cancellazione di una fetta
dei debiti, licenziamenti, impegni sul rafforzamento di
Linate. Nella lettera si elencano le richieste della compagnia emiratina declinate
in salsa italiana.
Anzitutto la manleva sulle
cause: Alitalia garantisce di
tenere la nuova compagnia
fuori da ogni richiesta risarcitoria di Windjet (nel frattempo acquisita da Alitalia)
ma soprattutto di Carlo Toto, l’ex patron di Air One che
aveva ceduto il leasing dei
velivoli con lo schermo di società irlandesi. Un pasticcio
legale da almeno 200 milioni

di euro. Poi i debiti a favore
delle banche: Banca Intesa e
Unicredit (e in misura minore
Mps e Popolare di Sondrio)
azioniste al 20 e al 12 per cento, vantano crediti per 400 milioni, più i 160 milioni dell’ultima ricapitalizzazione. Le banche sarebbero disposte a concedere la cancellazione di un
terzo di quei debiti, due terzi
dovrebbero trasformarsi in
azioni della nuova società. Le

Nessun dettaglio
sugli esuberi ma c’è
l’impegno a tagliare
il costo del lavoro
banche sono disposte sia alla
conversione immediata delle
azioni, sia al rinvio fra tre anni, nel 2017.
Ancora: la lettera non entrerebbe nel dettaglio degli
esuberi, ma Alitalia si dice disposta a fare quanto necessario per far tornare l’azienda
all’utile. Le cifre parlano di almeno duemila uscite. Il prezzo più alto lo pagherebbero almeno 1.200-1.300 lavoratori
dei servizi di terra. La questione diventerà delicata quando
l’azienda dovrà incontrare i

sindacati, e in particolare la
Cgil, la sigla più forte fra quei
lavoratori. «Se si aprisse un
tavolo di confronto, il governo
farà la sua parte» promette il
ministro del Lavoro Poletti: il
governo è pronto a concedere
un po’ di fondi pubblici per garantire ai dipendenti lo stesso
trattamento riservato a quelli
usciti in passato, ovvero fino a
sette anni di ammortizzatori.
Per evitare ogni pendenza
pregressa il progetto di
Etihad prevede la costituzione di una newco («new company», ndr) che assorbirebbe
personale e attività. Di questa
società Etihad possiederebbe
il 49 per cento delle azioni, il
limite massimo consentito
dalle regole europee prima di
perdere ogni diritto sulle rotte di Alitalia. Con buona pace
del ministro Lupi che aveva
strillato contro l’ipotesi, debiti
e licenziamenti dovrebbero
confluire in una «bad company».
Infine le garanzie sul futuro
di Linate e dei collegamenti ad
Alta velocità verso gli aeroporti di Fiumicino, Malpensa
e Venezia. Qui le promesse si
fanno più fumose, perché l’impegno è del governo e in Italia
passare dalle parole ai fatti in

Al setaccio anche consulenze e operazioni immobiliari

Inchiesta su Ubi Banca, la Finanza
a caccia della contabilità parallela
GIANLUCA PAOLUCCI
FRANCESCO SPINI

Consulenze, finanziamenti,
favori agli amici e agli amici
degli amici. E la Guardia di finanza cerca anche le tracce
di «fondi extracontabili», ovvero di una contabilità parallela del gruppo Ubi, oltre alla
verifica delle consulenze
esterne affidate dallo stesso
gruppo. È quanto emerge dagli atti dell’operazione di
mercoledì, che ha portato as
una serie di perquisizioni con
quindici iscritti al registro
degli indagati in due distinti
filoni d’inchiesta. Nel filone
sull’attività di Ubi Leasing,
che contesta i reati di truffa e
riciclaggio a carico di nove
persone, ci sono almeno altre
otto imbarcazioni e yacht oltre all’Akhir 108 di Giampiero
Pesenti. E una serie di finanziamenti immobiliari già finiti nel mirino di Bankitalia,
che aveva condotto una lunga
ispezione sulla società di leasing terminata con una serie
di sanzioni a carico di ex manager dell’isitituto.
Tra queste, spicca la vicen-

da dell’Associazione centro
studi La Famiglia, una cooperativa edilizia che realizza alloggi nel bresciano ma anche in
provincia di Pavia e di Piacenza. Beneficiaria, ricostruiscono gli inquirenti, di «finanziamenti diretti e indiretti pari a
circa 16 milioni di euro», per la
costruzione di un complesso
immobiliare su terreni di proprietà di una società riconduci-

Bazoli: provvedimento
mi sorprende, sempre
testimoniato
l’osservanza delle leggi
bile a Franco Polotti, ex presidente del cda del Banco di Brescia (gruppo Ubi). Altre operazioni immobiliari analizzate
dal nucleo valutario della
Guardia di Finanza, che sta
conducendo l’indagine coordinata dalla procura di Bergamo,
sono quelle relative alla Iniziative Varesine srl, alla San Sicario, alla Fondo Immobiliare srl,
alla San Sivino Resort Village.
E ancora i documenti citano la

Edilstrade, la Tridente srl, la
Fiducia Domus Commercia, la
Iride srl e la T.f. Immobiliare.
Nell’altro e distinto filone,
che ipotizza l’ostacolo alla vigilanza, l’attenzione degli inquirenti si ocncentra sulla «reale
portata» degli accordi intercorsi tra l’Associazione Banca
Lombarda e Piemontese e l’Associazione Amici di Ubi Banca
«non reso noto alle autorità e
al mercato» sulla governance
dell’istituto, lo statuto e il regolamento del comitato nomine di Ubi. In questo troncone
dell’inchiesta, è da registrare
la dichiarazione di Giovanni
Bazoli, indagato in qualità di
presidente dell’Associazione
Banca Lombarda e Piemontese. «Ho sempre rispettato e
difeso la magistratura - ha dichiarato il banchiere -. Per coerenza devo quindi rispettarla
anche nel momento in cui vengo interessato a un provvedimento che mi sorprende profondamente avendo io sempre
testimoniato nella mia vita e
nei miei comportamenti una
totale e leale osservanza delle
regole e delle leggi».

SELEZIONE A ROMA

Abu Dhabi cerca
200 persone
da assumere
La Etihad cerca personale navigante in Italia: un incontro di selezione è fissato per lunedì
26 maggio. «Inviteremo
fino a 200 candidati che
soddisfano i nostri rigorosi criteri». Oltre ai piloti, agli steward e alle
hostess si cercano addetti al food & beverage e
chef di bordo. Le registrazioni sono possibili al
sito www.etihad.com/cabincrewrecruitment. I
selezionati seguiranno
un programma di formazione di sette settimane
ad Abu Dhabi, all’interno
della Training Academy
di Etihad Airways. Ora
sono 207 gli italiani che
lavorano per Etihad Airways di cui 57 nello staff
centrale, 62 membri dell’equipaggio e 88 piloti.

1

ANSA

Sul dossier Alitalia/Etihad è il momento delle decisioni

materia di opere pubbliche è
sempre una fatica di Sisifo.
Ora resta da capire se il matrimonio si farà davvero. Se le
cose procederanno, nell’arco
di un mese ci dovrebbe essere
la definizione di una lettera di
intenti. Nel frattempo da metà
giugno Alitalia smetterà di volare da Roma sui cieli di Cara-

cas. La ragione è anzitutto
economica: il governo venezuelano nega l’uscita dei capitali dal Paese, costringendo
le compagnie aeree ad accumulare fondi sui conti correnti venezuelani. Alitalia avrebbe su quei conti almeno quattro milioni di euro.
Twitter @alexbarbera

R

W

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

In Finmeccanica inizia l’era di Mauro Moretti (foto). Mentre Alessandro Pansa lascia piazza Monte Grappa dopo aver guidato la
fase «più complicata» per il mix di «circostanze esterne e interne» affrontate nell’ultimo anno, un delicato processo di riassetto e risanamento gestito in anni di economia in crisi; è stato un
2013 «di straordinaria transizione» per il gruppo: un passaggio
di consegne che l’a.d. uscente ha sottolineato in assemblea rivendicando «l’orgoglio» per il lavoro fatto e per i «benefici» che

ortezza Francia»?
Gli uomini del presidente Hollande
negano anche solo
l’idea, eppure a
Bruxelles non hanno accolto bene la
mossa con cui il governo Valls ha deciso di rafforzare il meccanismo che
protegge le imprese strategiche nazionali, imponendo un via libera preliminare per ogni eventuale cessione a
stranieri in settori come energia e Tlc.
Per gli analisti è anzitutto un tentativo
di blindare la Alstom, finita nel mirino
del colosso globale General Electric e
della tedesca Siemens. «Nessun protezionismo», ha spiegato ieri l’ex ministro dell’Economia, Pierre Moscovici
al connazionale Michel Barnier, commissario Ue per il mercato interno:
«Vogliamo solo avere voce in capitolo».
Il decreto è stato firmato mercoledì
e sarà in vigore da oggi. Rafforzare le
disposizioni già esistenti in materia di
acquisizioni di società francesi, il pacchetto adottato nel 2005 dal governo
centrista di Dominique de Villepin,
che aveva imposto l’obbligo di un’autorizzazione preliminare per gli investimenti in dieci ambiti, tutti legati alla
difesa o alla sicurezza nazionale. Valls
aggiunge energia, acqua, trasporti,
Tlc e sanità. Il fatto che oggi a guidare
il Paese siano i socialisti non fa diffe-

«F

SPAZIO AFFARI

Battaglia su Alstom
Parigi blinda le imprese
Al via il decreto con regole più dure contro le scalate straniere
Il governo: così difenderemo i posti di lavoro. L’ira di Bruxelles
renza: in Francia la tutela degli interessi
nazionali e dei gioielli industriali di famiglia non cambia con la politica.
«Abbiamo adottato un dispositivo
che esiste altrove, in Germania, Italia,
Spagna e negli Usa», si giustificano
fonti vicine al premier. A loro avviso la
sostanza non muta, e «siamo naturalmente aperti agli investimenti esteri,
ma nei casi sensibili dobbiamo poter
dire la nostra: il dossier Alstom ci ha
fatto capire che c’era bisogno di un dispositivo di questo tipo».
Per combinazione il termine di entrata
in vigore del decreto precede la fine della
pausa di riflessione che il colosso transalpino - 93 mila dipendenti, attivo nel settore ferroviario come nella produzione e distribuzione di energia - ha deciso di prendere prima di tuffarsi in un futuro diverso. In crollo verticale nel borsino dei consensi, alla vigilia dell’esame elettorale Ue,
Hollande insegue un segnale che rassicuri sul futuro dell’economia transalpina.
Lunedì il presidente vedrà il capo della
Ge, Jeffrey Immelt, che ha offerto 12,3 miliardi per la parte energetica del gruppo.

>

PREZZI A PAROLA DELLE RUBRICHE (IVA ESCLUSA)
1 Affari e Capitali, 2 Attività Commerciali, 5 Immobiliare Vendita, 6 Immobiliare Acquisto Euro 2,84 /// 3
Lavoro Offerte, 7 Afitti Offerte, 8 Afitti Domande, 9 Autoveicoli, 10 Viaggi e Vacanze, 11 Matrimoniali, 12 Investigazioni, 13 Varie Euro 2,61 /// 4 Lavoro Domande: - operai, autisti, fattorini, personale
pubblici esercizi, impiegati, personale domestico, baby sitter, lavori vari e part-time, assistenza sanitaria,
Euro 0,91 /// tecnici Euro 1,59 /// altre domande Euro 2,61
Avvisi urgenti, data issa, o neretti: il doppio. Neretti urgenti, data issa: il quadruplo. Urgentissimi: il
triplo. Elementi aggiuntivi: Fondino colorato: +25%; Keyword: €5,00; “A.”: €3,17; Logotipo: €23,00
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Poi, toccherà ai vertici Siemens.
Moscovici, indicato come possibile
componente della nuova Commissione
Ue che decolla in autunno, era ieri a Bruxelles per una serie di colloqui in vista
della predisposizione di un piano per lo
sviluppo e l’occupazione in chiave eurofrancese. L’incontro con Barnier era
previsto da tempo, e per parlare d’altro.
Ma il vicepresidente della Commissione, nominato da Sarkozy e ora a fine

mandato, ha colto l’occasione per chiedere che non vengano eretti ostacoli
contro le possibili scalate straniere.
«L’industria europea si difende con gli
investimenti e non col protezionismo»,
ha avvertito. Il problema delle imprese
francesi «è la base troppo stretta, serve
un ecosistema che le faccia crescere»;
quello della Alstom «è la competitività».
Pertanto «bisogna guardare le due offerte, vedere quale rappresenta le migliori garanzie tanto in temi di impiego
che di investimenti e decidere». La posizione del governo, a quanto risulta, è
stata reiterata anche da Moscovici. Si
tratta di concedere l’autorizzazione a
condizione che l’acquirente rispetti determinate condizioni. La priorità è creare lavoro, del resto motto del piano che
l’ex ministro vuole costruire è «posti!
posti! posti!». Chi li porta, alla fine, può
essere secondario. Una fonte racconta
che «Moscò» abbia citato Confucio.
«Non conta il colore del gatto quanto
che prenda i topi». Come dire che, se
l’occupazione è protetta, va bene anche
Ge. Ma Parigi vuole esserne certa.

La«goldenshare»nelmondo

Italia
Dopo la scalata di Lactalis
a Parmalat, sono state ampliate
le funzioni della Cdp che può
assumere partecipazioni
in società considerate
strategiche purché non siano
in crisi e risultino in una
stabile situazione di
equilibrio finanziario
e patrimoniale

Usa
Il Buy American Act è una legge
emanata durante la presidenza
Roosevelt ed ancora in vigore
che ha lo scopo di proteggere le
imprese manifatturiere
nazionali, limitando l’acquisto di
prodotti finiti stranieri
per commesse
pubbliche all’interno
del territorio nazionale.

Germania
Una norma chiamata «legge
Volkswagen» - modificata dopo
una condanna della Corte
Europea del 2007- permette
al Land della Sassonia
di ottenere una minoranza
di blocco sulle
decisioni rilevanti
con una quota del
20% del capitale

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23

«in condizioni di continuità si potranno vedere nei prossimi 1824 mesi». Ma l’assemblea boccia, come è accaduto all’Eni, la
stretta sui requisiti di onorabilità per i consiglieri di amministrazione che l’ex ministro dell’Economia Saccomanni avrebbe voluto nelle controllate dal Tesoro. Prevalgono i sì al 66,10% ma non
si raggiunge il quorum previsto in sede straordinaria: così hanno
vinto ancora gli investitori istituzionali, che non vedono di buon
occhio un inasprimento su ineleggibilità e cause di decadenza
(comprese, nella proposta che non è passata, le condanne non
definitive e rinvii a giudizio per determinate ipotesi di reato).

Finmeccanica, l’esordio di Moretti al timone

il caso

.

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24 .Economia

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Panorama

La Fondazione vende il 3%

Carige, sono quattro
i pretendenti in gara
a Fondazione Carige ad
aprile ha venduto in diverse e distinte operazioni quasi 65 milioni di azioni
di Banca Carige, per un controvalore di 37,7 milioni di euro. L’operazione dell’ente, che
all’assemblea della banca dello scorso 30 aprile si era presentata con il 43,4% del capitale, ha riguardato complessiANSA
vamente il 2,98% del capitale La sede di Banca Carige
ed è avvenuta a prezzi tra
0,5261 e 0,6732 euro per azione. Nella giornata di ieri è emerso
che i pretendenti pronti a rilevare pacchetti del capitale per
affiancare la Fondazione nell’azionariato dell’istituto sarebbero tre o quattro. Secondo quanto illustrato dall’advisor Banca
Imi ai consiglieri della Fondazione i soggetti, però, riterrebbero
troppo alto l’attuale prezzo di mercato.
Per quanto riguarda la proposta formulata da Investindustrial di Andrea Bonomi, al momento avrebbe solo i contorni
di una manifestazione di interesse e non carattere vincolante.
La Fondazione Carige, che ha ottenuto dal ministero del Tesoro l’autorizzazione a scendere fino al 19%, sta cercando soggetti interessati a rimanere soci stabili della banca e a sottoscrivere la ricapitalizzazione da 800 milioni prevista per giugno. Il consiglio di indirizzo ha per il momento deciso di aggiornarsi a fine maggio.

L

Dopo più di trent’anni

Chiuso il contenzioso
Fincantieri torna in Iraq
l governo iracheno e Fincantieri hanno firmato a Baghdad
un accordo che pone le basi per chiudere un lungo contenzioso, dopo l’embargo alle forniture per la difesa all’Iraq, e
riapre i rapporti con una commessa per ammodernare due corvette della Marina irachena. In un comunicato, l’ambasciata
italiana a Baghdad ha definito un «grande successo» il ritorno
di Fincantieri in Iraq dopo più di 30 anni.
L’accordo «è un risultato strategico di assoluta rilevanza» ha
detto Giuseppe Bono, ad di Fincantieri. «Questo accordo è il
frutto di un negoziato molto lungo e complesso, che ci ha visto
supportati dall’ambasciatore Marotti sin dal momento del suo
insediamento», ha aggiunto Bono, rimarcando che «una volta
entrato in vigore, l’accordo consentirà l’intensificazione dei nostri rapporti commerciali con l’Iraq, un Paese che ha ingenti
piani di sviluppo sostenuti dalla produzione petrolifera». [R. E.]

SALGONO PROFITTI E PREMI DEL LEONE. CORRONO ANCHE MONCLER E ITALIA INDEPENDENT

Utile Intesa a 500 milioni
e Generali cresce del 9,4%
Exor, nel trimestre il valore netto degli attivi sfiora quota 10 miliardi
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

Erano due anni che Intesa
Sanpaolo non vedeva un trimestre così. Con un utile netto di
oltre 500 milioni di euro l’istituto di Ca’ de Sass archivia i primi
tre mesi dell’anno «con risultati solidi, che rappresentano
una base di partenza positiva
per l’intero anno di avvio del
piano d’impresa» dice il Ceo,
Carlo Messina, secondo cui il
bilancio dei primi tre mesi del
2014 porta con sé «i primi segnali positivi di un contesto
economico e della nostra attività in miglioramento».
La voce più significativa è
stata l’ultima riga del conto
economico col risultato netto
che è volato a 503 milioni
(+64,4%), quasi il doppio delle
previsioni degli analisti
(281,5 milioni). Risultati positivi sono arrivati da tutte le
divisioni con un apporto di
utile prima delle tasse di 318
milioni dall’area retail Italia
(+31% rispetto al primo trimestre 2013), 507 milioni da
Fideuram private e Wealth
management (+30%), 619 milioni dal Corporate e investment banking (-9%).
Exor, la società di investimenti della famiglia Agnelli, ha
raggiunto nei primi tre mesi

I

Ai vertici
Carlo
Messina, Ceo
di Intesa
Sanpaolo
I profitti
dell’istituto
nel primo
trimestre
sono cresciuti
di oltre 500
milioni
ANSA

dell’anno un Nav (valore netto degli attivi) che sfiora i 10 miliardi di
euro, in crescita di un miliardo
circa (+11,7%) dai 8,852 miliardi al
31 dicembre 2013, mostrando però una perdita di 83,2 milioni,
contro l’utile di 51,1 milioni del primo trimestre 2013. La variazione
- spiega una nota - deriva dal peggioramento della quota nel risultato delle partecipate (-91,1 milioni) e dall’assenza di dividendi incassati nel periodo di riferimento
(-55,7 milioni), parzialmente compensati dall’incremento dei proventi finanziari netti (11,6 milioni)
e da altre variazioni nette (+0,9
milioni). Per il 2014 la società, presieduta da John Elkann, stima risultati positivi anche se, prosegue
la nota, dipenderà in larga misura
dall’andamento delle società partecipate, tra cui Fiat Chrysler Au-

De Benedetti e Guzzetti insieme
comprano le Bonifiche Ferraresi
Bankitalia vende e resta col 2%. Il 60% a una cordata guidata da Cariplo

il caso
FRANCESCO SPINI
MILANO

Ambiente e sviluppo

Investimenti sostenibili
Accordo tra Aquila e Ecpi
uova alleanza nel mondo della finanza sostenibile che
punta a investire nell’economia reale. Si tratta di quella
siglata tra il gestore patrimoniale indipendente Aquila
Capital, uno dei maggiori d’Europa, e il gruppo Ecpi, specializzato nei settori degli indici sostenibili e tematici. Al centro
dell’accordo c’è lo sviluppo di progetti con impatti sostenibili
dal punto di vista sociale e ambientale. La prima opportunità
d’investimento nell’economia reale riguarda la produzione
del latte in Australia. Soddisfatto Roman Rosslenbroich, ad di
Aquila Capital, che parla di una «proposta ideale per soddisfare la crescente domanda di investimenti in beni reali di
sostenibilità». Paolo Tolla, presidente di Ecpi gruppo ha dichiarato: «È fondamentale che la comunità finanziaria riconosca l’importanza dei temi ambientali, sociali, e di governance nell’ambito delle scelte di investimento, non solo per il valore economico ma anche per il significato morale».
[R. E.]

N

tomobiles, Cnh Industrial, Cushman & Wakefield e Juventus.
Generali apre l’anno con utili
trimestrali a 660 milioni, in crescita del 9,4% e sopra le attese del
mercato che per i profitti si attestavano attorno ai 610 milioni. I
premi superano i 18 miliardi
(+1,5%) e la solvibilità del gruppo
a fine aprile è già a quel 160% che
è il target per il 2015. Il Group Ceo
di Generali, Mario Greco è soddisfatto e spiega: «L’accusa che Generali fosse una società con poco
capitale, che doveva ricorrere agli
azionisti per avere più capitale,
non era facile da sopportare. La
stiamo eliminando con i fatti».
Dopo le difficoltà «adesso ne stiamo venendo fuori, con le nostre
gambe», ha aggiunto Greco. Dal
Cda delle Generali, è emerso ieri,
si è autosospeso Paolo Scaroni

Crescel’utilediUnipolSai,che
ha fatto registrare profitti per 186
milioni (+4,5%) e una raccolta premi di 4.102 (+2,1%). Nel settore
danni la raccolta è scesa del 6,9%
a 2.107 milioni mentre nel vita è
cresciuta del 13,7% a 1.995 milioni.
Trimestre difficile per Parmalat: l’utile netto di gruppo
è sceso a 47,7 milioni. A pesare
sui conti la situazione economica in Venezuela, il tasso dei
cambi e l’aumento del costo
delle materie prime. Nell’energia bene Erg: il risultato
netto è stato di 44 milioni rispetto ai 27 dello stesso periodo nello scorso anno. Leggermente in calo il margine operativo lordo consolidato (168
milioni contro 173) e il debito,
sceso a 744 milioni.
Passando al lusso, brillano i
conti di Moncler: il fatturato si è
attestato a 145 milioni contro i 125
milioni dello stesso periodo dell’anno scorso e l’utile netto è passato da 16,4 a 23,5 milioni. Continua anche la crescita di Italia Independent: il gruppo guidato da
Andrea Tessitore e Lapo Elkann
ha chiuso il primo trimestre con
un fatturato consolidato di 8,2 milioni, in crescita del 60% rispetto
ai primi tre mesi del 2013. Il mol
registra un incremento del 70%
attestandosi a 1,5 milioni, pari al
18,5% del fatturato.

el 2009 le indiscrezioni
sempre più insistenti
portarono ai massimi
il titolo in Borsa. Arrivò la
smentita: «Banca d’Italia comunica di non aver mandato
alcun mandato di vendita...».
Nel 2012 la svolta, con la decisione del governatore Ignazio
Visco di «razionalizzare il
portafoglio finanziario» e cedere finalmente il 62,37% delle Bonifiche Ferraresi. Non è
stata una passeggiata, ma due
anni più tardi (e una prima offerta, a marzo, rispedita al
mittente) l’affare è fatto: il
60,37% del capitale è stato
venduto ieri per 104 milioni di
euro a una cordata guidata
dalla Fondazione Cariplo e

N

Palazzo Koch, sede di Bankitalia

dove c’è pure Carlo De Benedetti. L’altro 2% lo terrà Palazzo
Koch, con finalità esclusivamente di investimento finanziario e senza impegni di lock-up.
Ad occuparsi della «produzione
e commercializzazione di prodotti agricoli», dal grano al
mais, dal riso alla soia, fino a
mele, pesche, foraggi e paglia
sarà dunque una brigata di
azionisti, riuniti in una newco.

L’operazione è condizionata al- Federspiel. Palazzo Koch dice
l’esito della due diligence, un addio alla più stravagante delle
check-up sullo stato di salute partecipazioni per un istituto
della società che ha chiuso il centrale, ma che risale all’Italia
2013 in utile per 245 mila euro rurale di fine ottocento. Le Bo(contro i 36 mila dell’anno pri- nifiche, nate in Inghilterra nel
ma) e i primi tre mesi in rosso 1871 come «Ferrarese Land Reper mille euro. La cordata do- clamation Company Limited»
vrà quindi perfezionare i con- hanno vita travagliata. All’initratti di finanziamento fun- zio degli Anni 30 a salvare la sozionali all’Opa obbligatoria cietà dal dissesto sono proprio
che sarà lanciaPalazzo Koch e
ta sulle altre
IL PROGETTO l’Istituto di Liazioni di Bonifila fuNe l nuovo piano quidazione,
che Ferraresi in
tura Iri, che trafocus sul business sformano i debiti
circolazione.
delle biomasse in capitale. Nel
Nella cordata
che ha acquista1942 Banca d'Itato a 30,5 euro per azione (al net- lia riunisce le due quote e divento del dividendo 2014) oltre al- ta padrona di della società che
l’Ente guidato da Giuseppe nel 1947 sbarca in Borsa, dove è
Guzzetti (che ha il 35,7%), si tro- quotata tutt’oggi. Quanto al fuvano Per Spa (società di De Be- turo, il piano industriale messo
nedetti col 14,3%), Sergio Dom- a punto da Federico Vecchioni,
pè (14,3%), Aurelia (10,7%), Fon- capofila del progetto industriadazione CR Lucca (7,1%). E col le e prossimo amministratore
3,6% ciascuna, un’altro gruppu- delegato della newco, punta a
scolo di società, da Autosped ad creare un campione nazionale
Agritrans, Cai Newco, Inalca nell’agroalimentare, con un fopiù un privato: Ornella Randi cus sul business delle biomasse.

Borsa .25

LA STAMPA

.

VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 15-05-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
B Intesa/14 STEuro
Barclays giu17 Fix Fl.No
Bco Popolare nv20 TF LT
BP MG14 MC Eur
Bpop mg17 MC Eur
CEDB to CMS 2025
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Crediop /14 Fe Cms
Crediop /19 St Dw3
Crediop 98/18 Tf Capped
Crediop 98/18 Tf Capped
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Mz16 4.85
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
IMI ag19 TF Sprint BPost
IMI fb15 Bposta MC Eur
IMI mg19 TM Cap Floor
IMI MZ15 MC eur
IMI ot19 TF Sprint Banco
IMI st14 Bposta MC Eur
Intek ag17 TF Eur 8%
Interb /19 362 Up

LUIGI
GRASSIA
IL MIGLIORE

+2,97%

Sol

IL PEGGIORE

-26,6%

Eems

0,3

5,895
Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

PREZZO

Gio

A PICCO MEDIASET E CEMENTIR
UBI GUIDA IL CROLLO DELLE BANCHE

L

a Borsa di Milano reagisce con grande emotività
(-3,61% l’indice Ftse Mib e -3,48% l’All Share) alla sorpresa del Pil italiano in calo. Lo spread è schizzato da
154 a 180 con tasso del decennale tornato al 3,10%. Forte calo
per i titoli bancari. Ubi subisce un ribasso del 7,74%, risentendo ancora dell’inchiesta giudiziaria. Ma crolla anche Intesa Sanpaolo (-6,22%) nonostante un utile trimestrale in
forte crescita. Giù Bpm (-6,84%), Unicredit (-5,66%) e Monte
Paschi (-6,46%). Fra gli altri finanziari male Mediolanum
(-7,09%), invece Generali limita i danni (-0,85%) grazie alla
trimestrale e alle trattative con Btg Pactual per cedere Bsi.
Nell’energia crolla Saipem (-4,48%), Enel subisce un
-3,89%, Eni -1,80%. Fiat chiude a -3,65%, debole il settore cementi/costruzioni con Buzzi -5,77%, Salini Impregilo -4,16%,
Cementir -9,23%. Telecom subisce un -4,33%. Geox nel giorno dei dati accusa un -7,86%. Grave perdita anche per Mediaset (-8,54%).

109.67
100.79
97.14
100.30
99.49
106.24
99.94
107.36
97.69
61.15
59.96
100.72
140.65
105.21
105.57
120.89
98.94
101.46
102.94
100.47
104.53
108.66
112.88
103.73
100.81
112.77
104.22
107.32
104.80
99.63
105.16
124.59
107.59
145.71

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Med Lom /18 Rf C 75
Med Lom /19 1 Sd
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio gn18 Tasso Misto M
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio nov 14 Eur 2.65
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 Eur 3
Medio Nv14 TV Eur
Medio ot23 MB25 TM Cap F
Medio ot23 MB25 TM Cap F
Medio/15 Plus BP II
Mediobanca ap19 MB14 Tas
Mediobanca fb22 MB33 TF
Mediobanca nov21 Sintesi
Mittel lg19 Tf Call eur
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 01-20 tv infl.
Rbs 01-20 tv sicur.
Rbs 04-19 5.5%
Rbs 06-16 zc
Rbs 09-14 tv
Rbs 10-19 6%
RBS feb 16 Eur 4
RBS GN20 Eur 5
Rbs LG25 Rf Eur
RBS nov16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS SFN

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

110.13
95.81
113.13
93.68
106.73
103.14
110.18
99.97
100.81
108.69
100.98
99.94
104.05
104.05
110.62
100.84
102.17
105.30
107.50
109.90
105.23
104.65
130.02
104.82
109.74
116.98
96.11
100.28
98.13
105.06
117.80
131.13
99.61
100.14

EURIBOR
15-05-2014

VAR.%

20419,62
21759,80
28170,18
17485,74
18190,92
19169,64
3163,22

-3,61
-3,48
-2,31
-1,87
-2,14
-3,52
-1,47

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2300
0,2590
0,2870
0,3210
0,4130
0,4980
0,5870

Il Mercato Azionario del 15-05-2014

0,2331
0,2626
0,2909
0,3254
0,4187
0,5049
0,5951

TITOLI

PREZZO

Rep Aus/CMS SL
Rep Ellenica /19 Tf
Spaolo 97/22 115 Zc
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7
UBI DC14 Mc Eur
UBI giu14 Welc.Ed. Eur
UBI giu15 Tasso Misto
UBI giu18 TF Sub Lowtier
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI ott19 Lower Tier II

100.53
102.02
79.35
105.04
99.42
100.31
99.73
104.33
99.69
104.17
99.54
98.96
108.15

TITOLI DI STATO
BoT 13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
14-14/05/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.83%

99.98
99.97
99.96
99.93
99.92
99.90
99.88
99.86
99.83
99.81
99.78
99.77
99.72
99.66
99.59
101.48
99.55
99.46
99.42
100.10
99.66
99.99
100.58
99.87
103.25
99.61
105.35
100.26
100.74
103.55
100.84

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

20920
20820
20850
-

20149
20084
19987
20022

20090
20050
20015
-

21085
20950
20850
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty

211,790 - 238,890
215,410 - 245,370
215,410 - 245,370
171,880 - 195,270
170,110 - 194,290
169,630 - 190,310
169,620 - 188,970
169,570 - 188,970
210,720 - 239,170
495,240 - 536,130
500,330 - 551,780
975,040 - 1089,050

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3659
1 0,7321
Yen giapponese
139,1700
100 0,7185
Sterlina inglese
0,8152
1 1,2267
Franco Svizzero
1,2227
1 0,8179
Corona ceca
27,440
100
3,644
Corona danese
7,464
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,105
10
1,234
Corona svedese
8,974
10
1,114
Dollaro australiano
1,459
1
0,685
Dollaro canadese
1,484
1
0,674
Dollaro Hong Kong
10,588
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,579
1
0,633
Dollaro Singapore
1,711
1
0,585
Fiorino ungherese
303,620
100
0,329
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2255,910
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,847
1
0,351
Rand sudafricano
14,134
1
0,071

0,44
0,34
0,31
-0,23
-0,04
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

0,880
0,812
9,680
1,048
1,198
13,360
0,039
0,001
0,621
3,554
0,570
4,010
0,082
0,005
11,400
18,880
6,320
16,020
19,070

-4,45
-3,05
-0,92
-0,38
-0,83
0,00
-6,52
-12,50
0,00
-1,61
-3,88
-4,75
0,00
-6,25
-2,98
-2,23
-1,33
-0,80
-3,74

0,892
0,825
9,603
1,050
1,188
13,360
0,040
0,001
0,622
3,568
0,561
4,070
0,082
0,005
11,456
19,106
6,272
15,910
19,268

B Banca Generali

20,660
11,840
2,212
2,550
0,540
1,725
3,374
0,552
1,794

-3,82
-5,81
-4,66
-7,34
+0,19
-0,29
-2,77
-6,84
0,00
0,00
-7,89
-2,64
-0,53
-2,25
-0,38
-3,35
-1,73
-4,37
0,00
-4,29
-6,75
-2,38
+0,54
-0,58
+0,35
-5,42
-2,87
-5,77
-3,86

20,681 0,900
12,087
nr
2,243
nr
2,642
nr
0,532
nr
1,725
nr
3,415
nr
0,569
nr
1,796
nr
nr
0,365 0,003
2,912 0,021
2,623 0,036
7,260 0,149
10,486 0,300
0,618
nr
0,461
nr
0,614 0,022
2,114
nr
0,615
nr
0,367
nr
20,410
nr
29,567 0,040
0,832
nr
1,152
nr
0,110
nr
19,714 0,080
12,086 0,050
7,003 0,104

Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

0,357
2,880
2,650
7,155
10,500
0,606
0,454
0,603
2,120
0,614
0,363
20,500
29,810
0,855
1,149
0,107
19,600
11,760
6,975

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,040
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,355
nr
0,200
0,550

0,892
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,040
0,001
0,622
3,231
0,488
4,032
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
19,268

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,483
7,666
17,266
26,399

204047
120
18440323 2584
137235 2045
77011
38
26823
91
1345
121
9025625
41
1525200
0
0
11
51881
156
237169
52
2788111 1220
0
4
12893698
8
44897 1008
4741263 15777
3124113 1596
1888
70
2462699 2760

20,681 25,136 1155978
9,111 15,631 7406793
2,125 2,511 205891
0,813 3,718 145380
0,396 0,678 8197156
1,041 2,273
12002
3,128 3,675
58171
0,388 0,674 172700349
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,367
20,372
28,169
0,832
0,931
0,078
19,134
12,086
6,729

0,479
3,395
3,135
7,334
11,914
0,647
0,619
0,665
2,241
0,845
0,452
21,448
38,858
0,933
1,195
0,147
26,230
15,134
7,987

4692767
64614
9787
27794
17805
1449280
276585
5412084
9750
213991
139261
240
5132
8858
4501
1714584
188149
1392643
72318

2387
2132
137
47
1156
4
533
1839
53
0
247
341
35
85511
69
83
92
1177
20
46
13
89
166
32
1
86
1341
1998
285

C Caleffi
1,417 -5,53 1,428
nr 1,412 1,674
21830
18
Caltagirone
2,610 -3,76 2,639 0,030 2,009 2,996
19685
317
Caltagirone Ed.
1,250 -0,79 1,245
nr 1,054 1,359
27459
156
Campari
5,985 -1,48 6,023 0,070 5,738 6,306 1724963 3498
Cape Live
0,072 -1,38 0,070
nr 0,056 0,083 921109
23
Carraro
2,740 -4,53 2,772
nr 2,772 3,385
93456
127
Cattolica As
17,370 -1,14 17,428 0,800 17,428 19,715
34776
943
Cell Therap
1,906 -5,27 1,948
nr 1,443 3,101 1244914
291
Ceram. Ricchetti
0,265 -6,29 0,270
nr 0,184 0,389 382688
22
CHL
0,049 -2,98 0,048
nr 0,044 0,059 1848573
11
CIA
0,280 -1,41 0,278
nr 0,252 0,311
89753
26
Ciccolella
0,338 -2,09 0,335
nr 0,300 0,419
81221
60
Cir
1,034 +0,78 1,025
nr 1,025 1,214 1039637
814
Class Editori
0,291 -7,85 0,297
nr 0,209 0,429 563468
31
CNH Industrial
7,700 -1,53 7,751 0,200 7,577 8,793 5100577 10487
Cofide
0,515 +1,68 0,502
nr 0,502 0,569 384205
361
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,564 -0,70 0,555 0,060 0,555 0,655
11258
26
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 17,090 -2,90 17,088 0,550 14,552 22,149
10578 1055
Cred. Emiliano
6,365 -2,00 6,330 0,120 5,708 7,670 308661 2104
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,370 -3,77 0,362
nr 0,159 0,686
13215
0
Cred. Valtellinese
1,495 -5,68 1,531
nr 1,135 1,772 3404416
736
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,787 -0,72 1,769 0,050 1,324 1,844
70938
59
D D'Amico 16 warr
Danieli

0,090 -16,68 0,098
nr 0,098 0,128
23,490 -1,72 23,928 0,300 23,244 26,687

195523
84653

0
978

AZIONI

Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

16,050
16,050
1,378
29,370
3,928

E Edison r

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

-0,93 16,094 0,321 16,041 17,992
+1,01 16,071 0,400 11,869 16,933
-2,61 1,397
nr 1,200 1,547
-0,78 29,433 0,500 29,014 35,923
-4,34 4,005
nr 3,870 4,488

Quantità
trattate Capitalizz.

94431
338629
87773
75005
11315

651
2403
209
1647
6

0,972
EEMS
0,300
Enel
4,002
Enel Green Pw
2,058
Enervit
4,216
Eni
18,510
Erg
12,000
Ergy Capital
0,139
Ergy Capital 16 warr 0,022
Eukedos
0,790
Exor
30,010

+2,37 0,941 0,050 0,941 1,051 1126257
104
-26,60 0,344
nr 0,308 0,539 6686590
15
-3,89 4,074 0,150 3,151 4,224 146892579 38311
-2,74 2,082 0,026 1,835 2,154 12136994 10412
-4,83 4,280 0,045 3,147 5,848
5418
76
-1,80 18,715 0,550 16,301 19,010 28223522 68016
-2,91 12,271 0,400 9,884 12,596 766813 1845
-4,21 0,139
nr 0,139 0,190 1117722
23
-6,38 0,020
nr 0,020 0,031 479342
0
-2,89 0,793
nr 0,620 0,831
83742
14
-3,66 30,647 0,335 28,048 33,070 753768 7546

F Ferragamo

-2,15 22,983 0,330 20,514 27,699 563886
-3,65 7,207
nr 6,613 8,969 19544257
-4,02 5,805
nr 5,480 7,336 8356359
-11,13 0,573 0,012 0,485 0,690 2923201
-0,92 2,535
nr 2,535 3,158
4515

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera
I I Grandi Viaggi
IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

22,790
7,130
5,735
0,551
2,574
0,035
4,770
16,390
2,812
1,500
20,720

-5,18 0,035
nr 0,031 0,043 8920636
76
-0,83 4,770 0,220 4,555 5,061
13235
214
-0,85 16,555 0,200 15,596 17,523 13165172 25773
-7,86 2,872 0,060 2,708 3,408 1103514
745
-2,41 1,511
nr 1,357 1,962 1363185
623
-1,15 20,814 0,730 20,814 24,030 795057 3622

1,984 -2,65
0,629
1,236
0,921
0,668
10,200
10,310
0,762
0,403
0,540
2,200
1,858
0,725
1,055
7,550
4,960
31,050
20,620
9,150
0,420

-3,23
-1,75
-6,16
-4,78
-1,92
+0,10
-4,15
-8,33
-5,18
-6,22
-5,30
-3,65
-6,72
-2,52
-1,29
-4,31
-1,10
-0,54
-8,50

2,001 0,090
0,637
1,239
0,951
0,674
10,247
10,046
0,762
0,410
0,555
2,276
1,925
0,732
1,075
7,709
4,988
31,133
20,501
9,150
0,420

1,641

2,167 3777411

0,219 +0,23

0,219

nr

0,219

0,252 2354524

K K.R.Energy

1,410 -5,75
2,200 -3,93

1,436
nr
2,230 0,010

1,436
1,926

1,908
2,525

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife
Noemalife 15 warr

0,500 -4,21 0,505
nr 0,490 0,601
40,660 -0,44 40,659 0,580 37,321 42,208
1,150 -10,16 1,238
nr 0,493 1,803
0,146
2,446
1,314
3,170
6,580
5,830
0,142
1,635
0,610
11,990
1,223
0,390
21,880
0,036
0,171
0,075

428832
55668

5,031
0,278

nr
nr

3,473
0,085

6,054
0,430

221
48
48

172934
34
696835 19436
54039
13

-0,27 0,146
nr 0,145 0,168 716271
-3,01 2,494
nr 1,487 2,884 2162248
-7,53 1,468
nr 1,352 2,300 652794
-8,54 3,286
nr 3,286 4,363 26179785
-4,36 6,686
nr 6,342 8,394 18171382
-7,09 5,965 0,100 5,965 7,128 7426075
+0,21 0,145
nr 0,078 0,183 798614
0,00
nr
-3,25 1,671
nr 1,608 1,824
82015
-7,15 0,626
nr 0,555 0,849 3588906
-2,99 12,195
nr 12,195 16,314 858934
-2,55 1,227
nr 1,227 1,541 694645
-5,36 0,390
nr 0,390 0,605
63592
-6,46 22,640
nr 16,557 28,548 2660588
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-4,97 0,075
nr 0,060 0,100 3528923

5,000 -3,29
0,296 0,00

2844

nr 0,383 0,858
51336
29
0,070 0,861 1,365 537470
431
nr 0,606 1,307 281394
41
nr 0,464 0,793 1211966
229
0,200 9,387 11,386 352362 1165
0,218 8,090 11,464
2082
5
nr 0,652 0,977
3538
18
nr 0,316 0,490 1633428
142
nr 0,406 0,611 193869
28
0,050 1,803 2,567 430143362 35293
0,061 1,469 2,128 26467608 1795
nr 0,667 0,839
41242
5
0,052 1,044 1,343 4721657 1270
0,060 6,271 9,849 1122908 1365
0,060 3,428 6,226 305300
526
nr 24,973 34,475
15673
691
nr 14,552 22,828
73336
335
0,125 7,204 9,341
850
356
nr 0,200 0,493
19090
0

J Juventus FC
Kinexia

3871
9015
3356
249
28

2351
0

69
762
27
3882
5759
4393
7
0
147
145
3049
302
58
2645
5
4
5
38
0

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

0,14
0,28
0,05
0,76
0,44
0,26
0,22
0,22
0,00
0,13
0,00
0,19
0,34

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

PREZZO

TASSO %

25
56
87
116
148
179
207
240
270
298
330
360

99,972
99,933
99,904
99,861
99,807
99,765
99,719
99,656
99,589
99,553
99,462
99,416

0,000
0,300
0,270
0,270
0,350
0,390
0,410
0,430
0,470
0,470
0,520
0,510

Quantità
trattate Capitalizz.

15-05-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

14-05-2014

EURO

1305,25 951,0213
0,0000
0,0000
-

1299,00
30,8459
485,7902

BORSE ESTERE

GIORNI

13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15
14/05/15

ORO CHIUSURE

MERCATI

QUOTAZ.

VAR.%

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

400.25
3112.00
9656.05
22730.86
6840.89
10365.00
4444.93
5490.16
14298.21
8644.74
16446.81
4069.29

-0.76
-1.44
-1.01
+0.66
-0.55
-2.35
-1.25
+0.26
-0.75
+0.38
-1.01
-0.76

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

6,440

Quantità
trattate Capitalizz.

Novare

0,900

0,00

0,909

nr

0,702

0,935

0

12

Vianini Lavori

5,715 +0,44

5,563 0,100

4,960

11157

244

O Olidata

0,446 -4,04

0,453

nr

0,374

0,534

163973

15

W World Duty Free

9,260 -2,32

9,257

9,242 10,905 1826932

2356

0,013 2,460 2,548 3174041
nr 1,416 1,502
54203
0,092 2,130 2,969 1018013
nr 0,515 0,822 327242
nr
nr 3,207 5,043
36729
nr 1,778 2,355
43740
0,320 11,001 12,717 2825037
0,390 8,763 10,395
65688
0,020 0,296 0,456
26698
nr
nr 6,520 9,605 5052510
0,050 4,045 5,413 838098
nr 0,573 0,758 1220624
nr 0,289 0,413
49525
0,420 15,842 19,565 2663781

4546
0
948
33
0
113
105
5560
122
50

nr 21,938 34,569 1179445

1290

-4,23 2,443 0,100 2,183 2,619
14870
-11,82 0,719
nr 0,430 0,954 2408987
-5,56 1,369
nr 1,295 1,800 5084917
-4,93 1,068
nr 0,704 1,354 1042975
-2,81 11,423 0,110 10,290 13,196 543140
-8,46 0,611
nr 0,553 0,781 2048937
-3,54 0,187
nr 0,187 0,237 884109
-2,95 1,426
nr 1,294 1,604
7029

67
56
582
31
2389
100
152
17

P Parmalat

2,500 +1,13 2,490
Parmalat 15 warr
1,460 +1,74 1,445
Piaggio
2,626 -0,91 2,627
Pierrel
0,682 -5,08 0,689
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
3,756 -1,47 3,736
Piquadro
2,080 -2,16 2,096
Pirelli & C.
11,490 -3,20 11,687
Pirelli & C. rnc
9,795 -3,02 9,932
Poligrafici Editoriale 0,391 -2,05 0,381
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 6,840 -5,33 6,978
Pop.Sondrio
4,612 -0,99 4,572
Prelios
0,585 -2,17 0,591
Premuda
0,342 +0,56 0,348
Prysmian
15,990 -1,24 16,081

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

T Tamburi
Tamburi 15 warr
TAS
Telecom IT
Telecom IT Media
Telecom IT Media rnc
Telecom IT rnc
Tenaris
Terna
Tiscali
Tiscali 14 warr
Tod's
Trevi Fin.Ind.

U UBI Banca
Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

V Valsoia
Vianini Industria

2,400
0,705
1,341
1,060
11,400
0,595
0,188
1,415

-1,64 15,691
-4,48 18,917
-3,36 19,000
-4,16 4,284
+2,05 11,927
-8,42 1,132
-1,60 13,637
-0,77 13,030
-6,45 0,117
0,00 0,002
0,00 1,049
-9,44 0,452
0,00 13,706
-2,17 3,759
-1,88 8,629
-2,27 0,108
-6,47 1,951
-3,14 4,372
+2,97 5,780
-2,25 2,183
+0,79 10,035
0,00
0,347 -5,27 0,360
147,000 0,00 147,000
6,865 -4,19 7,049
15,600
18,570
19,000
4,240
11,970
1,098
13,570
12,900
0,115
0,002
1,049
0,420
13,990
3,786
8,630
0,108
1,938
4,312
5,895
2,176
10,180

nr 14,229
0,680 15,499
0,710 16,220
1,490 4,263
1,594 11,730
nr 0,837
0,190 10,750
0,520 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,107
nr 1,356
0,100 3,975
0,100 5,651
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,360
nr 146,000
0,100 5,491

2330
1409
300
65
3451

19,075 421029
979
19,957 3622935 8348
19,660
150
2
4,910 381224 1917
12,876
660
19
1,290 3575156 1077
13,769
5265
134
13,737
38529
721
0,180 679650
16
0,002 949842424
27
1,049
0
1
0,525
15971
0
14,045
48850
199
3,846
24435
0
8,936 197826 1963
0,124 562540
5
2,277 690638
227
4,483 24788161 14784
6,524
51824
524
2,300 833379 1045
11,056
1100
130
0
0,457 388881
30
147,000
0
0
7,132 10052254 6420

2,582
0,639
0,550
0,863
1,364
0,679
0,659
15,520
3,860
0,056
0,000
99,050
7,670

-1,75 2,654 0,041 2,182 2,810 366326
379
-3,03 0,688
nr 0,322 0,810
30840
0
-2,14 0,557
nr 0,473 0,626
10976
23
-4,33 0,886 0,020 0,712 0,941 122113301 11891
-4,75 1,381
nr 1,381 2,080 173217
143
-1,59 0,679
nr 0,171 0,921
4850
4
-3,73 0,673 0,028 0,563 0,723 21717028 4056
-3,60 15,744 0,130 14,900 17,363 2729941 18587
-3,02 3,886 0,070 3,568 4,011 24427946 7811
-16,39 0,060
nr 0,042 0,080 85755690
112
-20,00 0,000
nr 0,000 0,001 5531517
0
-1,83 99,252 2,700 91,002 120,260 309417 3038
-5,77 7,744 0,130 6,210 8,434 180294
544

5,780
5,830
8,900
4,620
4,262
2,518
257,700
2,528

-7,74 5,933
-5,66 5,995
-0,34 8,933
-5,13 4,745
-4,74 4,304
-2,02 2,525
+0,39 252,490
-2,47 2,556

0,050 4,895 7,420 18268927 5350
0,090 5,391 6,800 121090213 34759
0,090 7,827 9,435
8150
22
0,150 4,105 5,700 1898146 2107
0,170 3,602 5,043 2157913 1177
nr 2,154 2,860 18758527 5684
nr 175,169 279,483
12419
322
nr 2,058 2,804 1047867
964

12,350 +2,32 12,313 0,230 10,252 12,313
1,413 -3,68 1,441 0,020 1,192 1,541

68416
53913

129
43

Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

21,560 -4,01 21,938
0,100 -8,68
0,002 -11,11
0,243 -1,62

0,103
0,002
0,238

nr

nr
nr
nr

0,073
0,002
0,183

0,143 1470101
0,008 1370406
0,294
11819

39
0
1

STAR
Acotel Group
17,530
Aeffe
1,070
Amplifon
4,502
Ansaldo Sts
7,675
Ascopiave
2,008
Astaldi
7,340
B&C Speakers
7,510
Banca Ifis
14,480
119,700
BB Biotech
Bca Finnat
0,475
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,747
Biancamano
0,670
Biesse
6,360
Bolzoni
3,580
Brembo
26,960
Cad It
4,766
Cairo Comm.
5,570
Cembre
10,810
Cementir Hold
6,000
Cent. Latte Torino
3,170
Cobra
0,840
D'Amico
0,555
Dada
3,310
Damiani
1,340
Datalogic
8,890
Dea Capital
1,439
Digital Bros
3,282
EI Towers
38,100
El.En.
22,620
Elica
1,851
Emak
0,960
Engineering
45,500
Esprinet
7,485
Eurotech
2,236
Exprivia
0,820
Falck Renewables
1,286
Fidia
2,894
Fiera Milano
7,180
Gefran
3,740
Ima
33,750
Interpump
9,805
Irce
2,000
Isagro
1,954
IT WAY
1,735
La Doria
6,150
Landi Renzo
1,206
MARR
13,950
Moleskine
1,230
Mondo Tv
1,800
Mutuionline
4,990
Nice
2,800
Panariagroup
1,398
Poligr. S.Faustino
7,190
Poltrona Frau
2,958
Prima Industrie
13,000
R. De Medici
0,290
Reply
60,350
Sabaf S.p.a.
13,900
Saes
7,630
Saes rnc
6,660
Servizi Italia
5,150
Sogefi
3,920
TerniEnergia
2,170
Tesmec
0,662
TXT e-solution
8,880
Vittoria Ass.
9,295
Zignago Vetro
5,485

-6,31 18,149
-6,96 1,095
-0,44 4,499
-0,84 7,648
-4,29 2,039
-2,13 7,542
-1,18 7,470
-3,53 14,536
-1,24 120,702
-3,87 0,482
-2,42 0,759
-5,77 0,665
-2,00 6,537
-3,19 3,613
-3,37 27,451
-1,41 4,719
-4,46 5,625
+1,69 10,849
-9,23 6,182
-6,27 3,238
-6,46 0,850
-3,65 0,561
-2,93 3,311
0,00 1,351
+1,25 8,840
-1,98 1,450
-4,59 3,279
-1,55 38,217
-1,65 22,666
+0,05 1,826
-2,04 0,978
-2,40 45,356
-0,27 7,383
-0,71 2,266
-1,80 0,828
-1,38 1,302
-5,73 2,885
-2,11 7,138
-4,10 3,787
-3,54 34,117
+2,67 9,868
-5,57 1,987
-5,60 1,999
-1,98 1,704
-0,97 6,184
-4,29 1,235
-0,85 13,982
-1,76 1,244
-6,35 1,864
-2,54 5,043
-7,04 2,854
-2,92 1,374
-2,97 7,254
+0,07 2,956
-2,84 13,163
-3,37 0,293
-4,96 61,299
-5,76 14,204
-3,17 7,650
-3,48 6,769
-0,96 5,060
-0,31 3,947
-1,54 2,182
+1,07 0,651
-0,34 8,982
-2,67 9,261
-2,14 5,511

nr 18,149
nr 0,730
0,043 4,025
0,180 7,534
0,120 1,775
0,190 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
nr 5,016
0,050 2,925
0,500 18,923
0,300 4,624
0,270 5,625
0,160 8,528
0,040 4,240
0,060 1,733
nr 0,564
0,017 0,561
nr 3,311
nr 1,237
0,160 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
nr 1,286
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,198
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,150 6,906
0,167 6,658
0,140 4,026
0,130 3,910
0,055 2,037
0,035 0,651
0,400 8,953
0,180 8,548
0,220 4,998

22,772
1,266
4,890
8,609
2,331
7,862
8,612
16,383
147,145
0,585
1,053
0,837
6,787
4,081
28,569
5,299
7,745
11,793
7,237
5,897
1,087
0,733
4,221
1,780
9,835
1,463
3,740
43,537
25,045
2,033
1,058
53,806
8,033
2,639
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,150
2,312
2,094
6,377
1,582
14,373
1,738
2,225
5,319
3,599
1,606
8,131
2,957
14,389
0,361
66,064
15,496
8,844
7,824
5,649
4,961
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

12611
795488
310349
1127287
604726
3810857
18471
146638
6601
543726
2584883
201454
100150
24148
527727
5869
207900
17577
438398
146023
1056503
2239189
32963
44038
127772
1172703
61282
112621
8750
88473
394006
14997
219100
237574
147886
1131607
24269
50749
21853
58537
578662
37120
191597
11305
166221
258798
132255
510773
1076420
13702
139651
80293
1326
93679
20661
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26031
7004
20564
15465
20703
389787
83192
382327
82994
123819
93362

76
118
1009
1377
478
742
82
782
1430
175
165
23
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42
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485

26 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE

MARIO
CALABRESI

Expo 2015, irresponsabile
buttare via tutto e rinunciare
aro Direttore, il premier ha detto: «Andiamo
avanti». La realizzazione di Expo 2015 è una
perla per l’immagine del nostro Paese. Purtroppo dove girano un sacco di quattrini, la mano
lunga dell’illegalità lascia sempre una sporca impronta.
Dire di no alla manifestazione significherebbe rinunciare a milioni di visitatori e quindi a un fluire di
soldi utili per il rilancio dell’economia nostrana.
Vorrebbe dire cancellare migliaia di posti di lavoro.
Poi il marchio-Italia, tanto apprezzato all’estero, si
sporcherebbe di vergogna.
Chi ha preso bustarelle deve essere punito. Ma
l’Expo 2015 è la faccia pulita di milioni d’italiani.

C

La penso come lei, trovo irresponsabile sostenere che si
debba buttare via tutto e che non esista altro modo per
eliminare corruzione e infiltrazioni illegali se non quello
di rinunciare ad ogni opera pubblica o iniziativa.
La nostra sfiducia in un sistema che non è mai stato capace di fare fino in fondo pulizia al suo interno, di stabilire e rispettare standard di civiltà e decenza, ci porta a
immaginare che sia meglio non fare nulla, stare fermi e
aspettare tempi migliori.
Penso però anche a molti giovani che ho avuto modo di
conoscere e che stanno lavorando per realizzare l’Expo
milanese: progettisti, creativi, fotografi, ingegneri,
agronomi. Credo che sarebbe terribile e ingiusto dire a
tutti loro che devono andare a casa e buttare via quello
che stanno costruendo perché il Paese ritiene di non
essere in grado di distinguere ciò che c’è di buono da
ciò che è marcio.

FABIO SÌCARI BERGAMO

www.lastampa.it/lettere

Quotidiano fondato nel 1867
2

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO
MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)
LAURA CARASSAI
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
ANDREA MALAGUTI
RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA
DARIO CORRADINO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
REDAZIONI
GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA,
PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI,
PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

2
EDITRICE LA STAMPA SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
AMMINISTRATORI
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO,
LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE,
GIOVANNA RECCHI, LUIGI VANETTI
DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003):
MARIO CALABRESI

2

REDAZIONE AMMINISTRAZIONE E TIPOGRAFIA: VIA LUGARO 15 - 10126 TORINO, TEL. 011.6568111
STAMPA IN FACSIMILE:

Noi, capitale umano
snobbato dall’Italia
1 Scrivo dalla Francia.

Studio Lettere. Lontano
dall’Italia mia croce e delizia
mi chiedo perché non riesco
ad amarla. Vengo confusa
con ciò che è definito
«capitale umano», faccio
parte di una società che mi
vuole con un cartellino di
prezzo, non valore. Mi
guardo intorno e siamo
tanti.
E’ la storia di Fabrizio,
terzo dottorato in astrofisica
vinto e rifiutato perché non
retribuito; di Christina con
le sue due lauree e il sogno di
poter migliorare questo
mondo che non la vuole; di
Nicola professore di italiano
in un istituto privato in
arretrato da marzo; di
Filomena che nelle vacanze
di Natale lavora in un
allevamento di polli per
aiutare la mamma sola
cuoca in un ristorante anche
a Natale; di Marika che
parla cinque lingue ma non
sono mai abbastanza.
Giudicati bambini perché ci
piacciono i fumetti o
delinquenti perché abbiamo
un tatuaggio, costretti a
comprimere la vita in una
valigia e a non aver paura.
Come resistiamo?
Continuando ad ascoltare
Concato e Guccini, amando
quello che facciamo e
cercando di trasmetterlo.
Viviamo per l’umanità,
abbiamo molto,
permetteteci di dare! Lo
scopo della vita non è
trovare lavoro! Pensateci.
ALICE SIEVE MONTPELLIER

Colosseo, problema
anziché opportunità
1 La questione della

mancanza di personale al
Colosseo nella notte dei
Musei è emblematica di
come in Italia le occasioni
per creare ricchezza e
occupazione non manchino
ma vengano molte volte
sprecate.
E’ previsto che 50.000
persone affolleranno il
Colosseo e questo diventa un
problema e non una

opportunità.
Nello stesso tempo magari
personale del tutto inutile
presidia qualche museo
deserto.
Anche un bambino
obietterebbe che con le
migliaia di decine di euro
portate dai turisti quella notte,
si potrebbe incentivare il
personale presente o meglio
ancora implementarlo con
personale di supporto
(studenti e disoccupati per
esempio) eppure questo non
vien preso in considerazione.
Alla domanda: «perché
questo non viene fatto?» non
resta che affidare la risposta
ad una famosa frase di Flaiano:
«In Italia il percorso più breve
tra due punti è l’arabesco».
MASSIMILIANO SPASAROASTI

Perché non credo
al “complotto”
1 Vorrei scrivere due parole

di commento alla lettera del
sig. Beppe Lobianco sul
presunto «complotto» a danno
di Berlusconi e a opera di
ignoti personaggi euro-italiani.
Premesso che condivido lo
scetticismo circa la veridicità
dell’evento, per darne una
valutazione occorre
innanzitutto comprenderne il
movente. Se, come
apparirebbe, il tentativo di far
cadere il governo Berlusconi
fosse stato dettato della scarsa
credibilità del premier
(peraltro ben noto per la
rapidità con cui muta
opinione) e della sua poca
affidabilità nella capacità di
salvare l’Eurozona, allora
dovremmo davvero chiederci
come eravamo caduti in basso:
ma non perché qualcuno
provasse a violare la nostra
«sovranità» (quel poco che ne
è rimasto è del tutto
pernicioso), ma perché l’Italia
era condotta da un capo di
governo sulla cui capacità e

lealtà nessuno riteneva di
poter scommettere. Ed è
questo che fa davvero
scandalo.
EUGENIO CALVI TORINO

Risparmiateci
le giustificazioni
1 Come cittadino torinese

sono ben lieto che un
consigliere regionale accusato
di utilizzo improprio dei
rimborsi dichiari di avere
ridotto i costi della politica, un
po’ meno che giustifichi con
questa asserzione l’utilizzo
improprio di fondi a spese dei
cittadini, come se un ipotetico
primario chirurgo di un
ospedale giustificasse l’uso
improprio di fondi ospedalieri
per avere operato con
successo appendiciti, colicisti,
ernie e altro.
Sono lieto che una
consigliera dichiari di offrire
sempre lei pasti, cappuccini e
brioches. Sarei più contento
se i soldi per queste gentilezze
non rientrassero nelle sua
tasche attraverso quelle dei
contribuenti. Ma quando sarà
mai che i politici la
smetteranno di pensare agli
elettori come dei fresconi che
bevono tutto quello che viene
loro elargito, mischiando la
verità con le bugie, la realtà
con l’immaginazione. Anche
se non c’erano delle regole
scritte, è ovvio nonché
ragionevole che comprare
prodotti e utensili ad uso
personale non rientra tra le
spese rimborsabili. Sarebbe
molto più apprezzato che
venisse riconosciuto che ci
hanno provato, loro, come
magari tanti altri prima.
ANGELO MARGUTTI

Chi “resiste”
a Papa Francesco
1 Talvolta si sente dire che

il magistero di Papa
Francesco troverebbe
resistenze in alcuni settori
della Chiesa, sia nel clero sia
nei fedeli. Forse si dimentica
che da sempre nella Chiesa
esistono frange minoritarie
di conservatori e
progressisti che seguono
strade diverse per arrivare
allo stesso traguardo.
Però tutti sono
consapevoli che se vogliono
essere in piena comunione
con la Chiesa devono
seguire la linea del Papa.
Papa Giovanni Paolo II
era apertamente criticato
dai tradizionalisti di
Monsignor Lefebvre e allo
stesso tempo dai teologi
progressisti come Hans
Küng. Anche Benedetto XVI
ha avuto non poche
incomprensioni.
Lo stile di Papa Francesco
piace al 95% dei cattolici
(clero e fedeli). Dal punto di
vista dottrinale è in linea
con i suoi predecessori ed è
prevedibile che abbia la
stessa percentuale di
critiche e incomprensioni.
IVAN DEVILNO

Gelmini: “Nessun
contatto con Frigerio”
1 Nell’articolo

di Paolo
Colonnello pubblicato ieri su
La Stampa dal titolo:
«Maltauro confessa: Così la
cupola pilotava i lavori» si
propone una ricostruzione
del contenuto dei verbali dei
pm milanesi. Nel collage di
dichiarazioni si inserisce la
frase che cito: «Frigerio si
vanta con Paris di essersi
attivato anche con Fedele e
con la Gelmini». Smentisco
risolutamente questa
circostanza. Non ho mai
avuto conversazioni o
contatti con Frigerio né
tantomeno mi sono mai
lontanamente occupata
degli appalti Expo.
MARIASTELLA GELMINI

c.

LE LETTERE VANNO INVIATE A
LA STAMPA VIA LUGARO 15,
10126 TORINO

contatti

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Prendiamo nota della
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LA TIRATURA DI GIOVEDÌ 15 MAGGIO 2014 È STATA DI 295.347 COPIE

TM

BARACK OBAMA
NELLE CATACOMBE
DI GROUND ZERO
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

l museo non si vede, a parte l’ingresso in vetro e
metallo, fra le due vasche in cui l’acqua sprofonda verso il nulla, dove un tempo c’erano le fondamenta delle Torri Gemelle.
E’ tutto sotto terra, metà ricordo e metà cimitero. Perché contiene anche i resti ignoti di oltre mille
vittime, che i medici continueranno ad esaminare
nella speranza di dare loro un nome col Dna. Si scende per una scala, affiancata dagli ultimi gradini sui
cui posarono il piede i sopravvissuti in fuga.
Come in un pellegrinaggio sacro si arriva davanti
allo «slurry wall», il muro che proteggeva Ground Zero dall’acqua dell’Hudson River, e restando in piedi è
diventato insieme il simbolo della resistenza della città, e l’ancora intorno a cui ricostruire.
Davanti c’è un totem, la «Last Column», l’ultima
colonna rimasta in piedi, e tanti oggetti più semplici,
dall’orsacchiotto lasciato per i bambini rimasti senza
genitori, alla lettera d’amore uscita dalla pancia di un
aereo dirottato, che un signore ha raccolto e rispedito
per pietà al suo indirizzo.
«Quando arrivai sul luogo dell’attentato - racconta
il muratore Frank Silecchia - il mio compito era cercare sopravvissuti. Non ne trovai, ma scoprii un simbolo
della nostra rinascita». La croce di metallo, quelle due
travi spezzate nella forma dei legni dove morì Cristo,
che sono diventate quasi la prova di un miracolo.
Quale miracolo? Quello di esserci ancora, qui.
Con le foto dei morti, le voci dei testimoni, e anche
le polemiche che hanno accompagnato la costruzione del museo, dove ieri mancava solo il presidente W. Bush.
Fra tutte le vittime Barack Obama ha ricordato
Welles Crowther, 24 anni, che morì per soccorrere gli
altri. «Il vero spirito dell’11 settembre: amore, compassione». Sua madre Alison: «Il memoriale è un simbolo di come le persone si aiutarono quel giorno, e
forse ispirerà altri a fare lo stesso».
Retorica, dicono i critici. Quello spirito solidale, il
patriottismo di quei giorni, sono finiti. La normalità è
tornata. Ma forse sta anche qui la prova che l’America non si è lasciata piegare.

I

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LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Lettere e Commenti .27

.

IL SUD VERSO LE ELEZIONI

L’AVANZATA
DI GRILLO
MASANIELLO

MARIO DEAGLIO
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

onclusione: sei mesi di stagnazione, il tunnel che si allunga ancora e l’estinguersi
della luce che sembrava segnalarne la fine. In realtà,
come dice un vecchio proverbio, il diavolo (nel nostro caso la speranza) nasconde la sua coda nei dettagli. Un’analisi non superficiale dei dati che tenga
conto di questi dettagli induce a risultati sicuramente meno negativi e soprattutto corregge l’impressione di una
sconsolata e sconsolante stagnazione.
La ricomparsa del segno meno sul principale dato statistico relativo alla congiuntura è infatti dovuta pressoché unicamente a due elementi, uno dei quali
può essere definito casuale – e comunque al di fuori del nostro controllo –
mentre l’altro presenta un forte elemento strutturale italiano.
L’elemento casuale ci riporta al fattore climatico, troppo spesso snobbato
dai mercati che hanno reagito, come altre volte, in maniera affrettata facendo
calare vistosamente gli indici di Borsa e
salire quasi altrettanto vistosamente lo
spread. La contrazione del prodotto è
stata determinata in primo luogo dal
forte calo produttivo del comparto
energetico, dovuta ad un inverno eccezionalmente mite che ha richiesto un
minor uso degli impianti di riscaldamento. Rispetto al gennaio-marzo 2013,
la «fornitura di energia elettrica, gas,
vapore e aria» secondo la dicitura ufficiale dell’Istat, risulta in nettissima diminuzione, addirittura del 9,3 per cento.
Anche la diminuzione della produzione delle raffinerie («fabbricazione di coke e prodotti petroliferi», scesa del 4,7
per cento) deriva sicuramente in buona
parte da fattori climatici. Gli inverni
troppo caldi, come quelli troppo freddi,
durante i quali le strade gelate impediscono in parte lo spostamento delle merci, hanno ripercussioni molto negative
sui dati della produzione; in questo stesso periodo, l’eccezionale caduta (-1,4 per
cento) del prodotto lordo dell’Olanda è
stata spiegata dall’ufficio statistico di
quel Paese con la caduta delle esportazioni di gas naturale, di notevole importanza nel panorama economico. L’impressione di un’economia europea complessivamente alla deriva, con una crescita tendenziale dello 0,2 per l’intera
area dell’euro e dello 0,3 per il totale dei
28 Paesi membri, deve essere corretta, o
per lo meno decisamente attenuata.
La contrazione della produzione del
settore energetico non è però sufficiente a spiegare il segno «meno» del prodotto lordo italiano nel suo complesso.
E qui entra in gioco un’altra anomalia,
questa volta tipicamente italiana, relativa all’industria delle costruzioni, la
cui produzione è in forte caduta ormai
da anni. Ponendo pari a 100 la produzione dell’industria delle costruzioni del

C

ELISABETTA GUALMINI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

struzioni ci riporta invece a un problema
squisitamente italiano, ossia la crescente
difficoltà di carattere burocratico e procedurale cui va incontro in primo luogo
l’industria delle costruzioni ma più generalmente qualsiasi iniziativa imprenditoriale. Basta scorrere le cronache politicogiudiziarie per trovare abbondanti richiami alle tangenti, un costo di produzione occulto ma molto reale; e anche a
prescindere dalle tangenti, le complicazioni burocratiche dell’attività costruttiva sicuramente non sono diminuite ma,
anzi, quasi certamente aumentate.
Per combattere questa tendenza non
possono bastare l’attivismo e l’ottimismo
del Presidente del Consiglio, che pure sono ingredienti importanti di una ricetta
di ripresa. La semplificazione burocratica, accompagnata da un’unificazione delle procedure, spesso inutilmente diverse
da Comune a Comune e da Regione a Regione deve essere un obiettivo centrale
dei progetti italiani di rinnovamento, non
solo dal punto di vista dell’efficienza ma
anche da quello della moralità pubblica.
Altrimenti non usciremo dal tunnel e le
luci che vediamo in lontananza rimarranno deboli e ingannatrici.

e le previsioni fossero confermate, si proporrebbe un
forte dualismo tra un Sud movimentista e un Nord governativo. Un Meridione di lotta e un Settentrione di governo.
Sono tante le condizioni che potrebbero favorire una
(piccola o grande) slavina del nuovo Masaniello e della sua rivolta
contro uno stato che nel Sud «non si è mai visto, che ha fatto solo
cattiverie e che si manifesta con un poliziotto antisommossa o
con una cartolina nella buca della posta».
Primo. L’assenza di un’offerta politica centrista e filogovernativa che da sempre ha raccolto e incanalato i consensi meridionali.
Un voto moderato e «ministeriale», come si diceva ai tempi della
Dc, vicino ai partiti che gestivano il potere, e che assumeva spesso le vesti del voto di scambio e clientelare. Perché i partiti di
governo potevano assicurare, più di quelli all’opposizione, benefici di varia natura: risorse economiche, posti di lavoro, l’inclusione
a vita nella miriade di società pubbliche e parapubbliche che costellavano (e ancora oggi costellano) il nostro Paese. E per la prima volta dopo venti anni, con il crollo del berlusconismo e lo spappolamento del centro-destra, non c’è un’offerta politica forte e
credibile che possa federare e aggregare il voto nel Mezzogiorno.
Secondo. La crescita inarrestabile dell’astensionismo al Sud.
Proprio in merito al non-voto il divario tra Nord e Sud ha ripreso
ad accelerare, dopo anni in cui la tendenza era di segno opposto.
L’astensione nelle regioni del Sud ha raggiunto il 33% nel 2013,
rispetto al 20% del Nord e al 24% nel Centro, e la crescita ha avuto
ritmi incalzanti (+34%) (D. Tuorto, Istituto Cattaneo). Un crollo
della partecipazione soprattutto nei piccoli comuni, in cui le
strutture organizzate dei partiti hanno ceduto, semmai ci fossero
mai state, e nelle grandi città, dove la crisi economica ha messo in
ginocchio le famiglie.
Se l’astensione cresce, è probabile che continui a erodere soprattutto l’area elettorale dei partiti di sistema. Dentro la marea
montante del disincanto astensionista, di chi non trova nello Stato nessuna rassicurazione, il Masaniello-Grillo può facilmente pescare nuovi consensi.
Terzo. L’elevata mobilità dell’elettore meridionale. Un elettorato che fluttua, disponibile a muoversi a seconda dell’offerta politica, perché privo di fedeltà assoluta nei confronti di un partito e
di un’appartenenza ideologica forte. Non ci sono subculture nel
Mezzogiorno, non c’è un collante ideologico che tenga saldo il legame con i partiti, ma semmai un pragmatismo che porta talvolta
a rincorrere la forza che appare vincente alle classi politiche locali, talaltra a simpatizzare con chi fa la voce grossa contro il potere.
Le regioni del Sud sono dunque sempre state, in un modo o nell’altro, decisive per vincere.
E infine c’è la crisi economica, ancora fortissima nel Mezzogiorno, che favorisce il voto di protesta. Le indagini successive
alle elezioni del 2013 mostrano infatti come gli elettori del Movimento 5 Stelle ritengano un’assoluta priorità l’impegno da parte
del governo a ridurre le differenze di reddito e ad aumentare la
protezione sociale. E si aspettino, più che gli elettori degli altri
partiti, un costante peggioramento della situazione economica
(Itanes 2014). E gli 80 euro di Renzi sono molto meno incisivi al
Sud rispetto al Nord, perché il mercato del lavoro è in gran parte
irregolare e sommerso.
È quindi per questo insieme di motivi che Grillo punta alle simpatie del Sud, e pronuncia frasi acchiappa-applausi come quelle
del comizio di Napoli: «Se fossi stato napoletano avrei fischiato
anch’io l’inno nazionale. Fratelli d’Italia, fratelli di chi? Di quelli
che vi hanno portato i rifiuti tossici?» Mentre Matteo Renzi deve
(giustamente) evocare altri argomenti, decisamente meno emotivi e molto poco pop, come l’uso dei fondi strutturali europei e la
giungla delle astrusità che ci sta dietro. Le condizioni per l’esplosione del dualismo elettorale ci sono davvero tutte.

mario.deaglio@unito.it

twitter@gualminielisa

S
Illustrazione di Koen Ivens

L’INVERNO MITE
DIETRO LO STOP
ALLA RIPRESINA
2010, a febbraio 2014 ci si collocava a poco
più di quota 62, una delle contrazioni più
vistose mai registrate, se si escludono i
tempi di guerra. La situazione risulta aggravata dall’assenza pressoché totale di
segnali di rallentamento della caduta e di
una successiva, modesta risalita – se si
esclude la forte ripresa dei mutui fondiari nelle ultime settimane – che sono ampiamente visibili in quasi tutti i settori
manifatturieri. Il detto francese, secondo
il quale «quando l’edilizia va, tutto va»
può essere letto anche al contrario: quando l’edilizia non va è molto più difficile far
ripartire un sistema economico. Escludendo energia ed edilizia, il resto dell’economia italiana mostra ormai abbondanti,
anche se certo non spettacolari, segnali
di ripartenza e di recupero dai quali può
derivare una tenue speranza di rinascita.
Come liberarci di questi «buchi neri»
che stanno compromettendo il nostro futuro economico? Il dato del settore energetico manda un segnale chiaro: ci dice
che prima o poi dovremo cominciare a fare i conti con un problema globale, come
il mutamento climatico in atto, smettere
di far finta che non esista e modificare di
conseguenza il nostro sistema produttivo. Il dato relativo all’industria delle co-

28

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

DOMANI SU TUTTOLIBRI

Il ritorno di Flash Gordon

NUMERO

L’eroe biondo che cambiò la fantascienza.
Elisabetta Rasy nella Casa del Girasole.
Laudiero: gli amori finiscono a Napoli.
Nell’infernale Mela a tutto rock. Licia Troisi:
arriva Pandora. Holt, nella famiglia nordica si
cova l’odio. Rodari inedito: la lettura è come un
albero. Manganelli in musica. Diario di Lettura:
Gian Arturo Ferrari, il Libro è Guerra e pace.

INVIATO A BETLEMME

arici veneziani, querce
turche, lana italiana,
piombo tedesco e i chiodi
di Giustiniano: sono le
materie prime con cui
una trentina di ingegneri, architetti
e restauratori toscani sono impegnati a realizzare il primo restauro
della chiesa della Natività negli ultimi seicento anni. Costruita dall’imperatore Giustiniano nell’anno 531
sul luogo dove sarebbe nato Gesù,
più volte modificata e ristrutturata,
la chiesa più importante della cristianità fu oggetto degli ultimi lavori di restauro documentati nel 1474,
quando a occuparsene furono i veneziani. Da allora gli interventi sono
stati solo occasionali e il tetto di legno era divenuto preda di termiti e
acqua in quantità tali da farne temere il crollo. Da qui la decisione dell’Autorità Nazionale Palestinese,
che ha la sovranità su Betlemme, di
indire un bando per il restauro, vinto dalla Piacenti di Prato che da settembre ha iniziato a realizzare un
progetto finanziato da più nazioni dagli Stati Uniti al Vaticano - che sarà terminato a Natale.
Per capire di cosa si tratta siamo
saliti sul tetto della basilica assieme
a Marcello Piacenti, 53 anni, uno dei
figli del fondatore della ditta toscana, che da otto mesi fa la spola tra un
modesto appartamento a Beit
Sahour e il laboratorio «dove operiamo seguendo le stesse tecniche degli
ingegneri di Giustiniano». Il motivo,
ci spiega, è che «abbiamo esaminato
il tetto centimetro per centimetro,

L

LA SFIDA

Lavorare come si faceva
1500 anni fa non è facile:
anzitutto per i materiali usati
I TECNICI

«Abbiamo esaminato il tetto
in ogni centimetro: e le scelte
di allora restano le migliori»
accorgendoci che le scelte fatte allora su travi, incroci e geometrie restano le migliori in assoluto». Ma lavorare come venne fatto 1500 anni fa
è una sfida non indifferente. Anzitutto per i materiali usati.
«Giustiniano adoperò cedri del
Libano per le travi del tetto, ma si
tratta di un legno pressoché scomparso in Medio Oriente», e dunque
per sostituire le travi divorate dagli
attacchi fungini e dalle termiti si ricorre al larice usato dai veneziani
come anche alle querce della Turchia, che gli Ottomani aggiunsero in
alcuni settori per riparazioni limitate. «Nel Nord-Est d’Italia c’è lo
stesso larice, lo abbiamo portato
per nave al porto di Ashdod e da lì è
arrivato a Betlemme, dove i nostri
restauratori lo hanno “invecchiato”

- ANNO XXXVIII - SABATO 17 MAGGIO 2014

In questo numero:
l’amore che torna
dal passato
di Elisabetta Rasy;
la New York
anni 70
fucina di suoni;

La giallista norvegese Anne Holt

A tu per tu
con i delitti
di Anne Holt;
nove consigli
di Rodari;
diario di lettura
con Ferrari

video
intervista

Gianrico&Francesco
Carofiglio
La nostra «Casa nel bosco»
tra Uomo Ragno
e torte di ricotta
http://lastampa.it/tuttolibri

LA STAMPA
A cura di
BRUNO VENTAVOLI

tuttolibri@lastampa.it
www.lastampa.it/tuttolibri

MAURIZIO MOLINARI

1911

Alex Raymond
Don Moor
«Flash Gordon
– Sul pianeta
Mongo Vol. 1°»
Editoriale
Cosmo
pp. 206,€ 39,90

TUTTE LE STRISCE RESTAURATE
BRUNO V ENTAVOLI

M

entre precipita
in un pozzo
s’aggrappa con
un braccio a un
tubo di ferro,
con l’altro afferra la principessa Aura, poi con un impeto di
forza straordinario si issa in
piedi sulla barra, balza verso
un passaggio ed elude le fauci
di draghi famelici. Tutto è inverosimile, incredibile, straordinario. Flash Gordon se la cavava sempre perché le sue risorse, come quelle del popolo
americano, erano infinite. Pilotava provetto razzi mai visti
prima, uccideva bestiacce im-

Guerre di potere,
gladiatori, bestiacce
raggi laser; con l’eros
di schiave seminude
e regine vogliose
monde, sconfiggeva eserciti di
nemici, faceva innamorare
fanciulle a prima vista. Con le
sue mirabolanti avventure e
con il perfetto tratto a china
che valse all’autore, Alex Raymond, la nomea di Michelangelo del fumetto, innovò la fantascienza, passando dalla carta al cinema alla radio (ovviamente anche ai giocattoli), ad
attestati d’amore celebri dai
Queen (gruppo rock inglese) a
Umberto Eco a Lucas (Guerre
stellari). A ottant’anni esatti
dalla prima apparizione, l’editoriale Cosmo ristampa in versione integrale e restaurata da
Peter Maresca «tutte le strisce
domenicali» in tre volumi. I te-

L’eroe biondo
che salvò la fantasia
Il personaggio di Raymond rinnovò la fantascienza ottant’anni fa :
ogni settimana portava i lettori dei quotidiani sul pianeta del perfido Ming
Alexander
Raymond (nato
nel 1909)
inventa
«Flash Gordon»
nel ’34 e lo
disegna insieme
a «Jungle Jim»
e «Secret Agent X9»;
nel ’44 si arruola
nei marines; dopo
la guerra
crea Rip Kirby
muore nel ’56 in
un incidente a
bordo di un’auto
sportiva

l’antico lessico ruggente e stentoreo dell’Avventuroso, l’albo che
portò il fumetto americano in
Italia durante il fascismo, e lo rese popolare anche da noi, sebbene Flash fosse un combattente
della libertà contro tutte le dittature totalitarie (qualche anno
dopo il Minculpop se ne avvide e
corse ai ripari). E nello stesso
vengono filologicamente corret-

essere il brillante laureato di
Yale, nonché giocatore di polo
perché allora, forse per insipienza del traduttore o forse per una
confusione generata dai pantaloni a sbuffo indossati nelle primissime tavole, era un ufficiale.
E tornano ad essere seminudi
anche i sensuali corpi femminili
che la censura fascista (come
Daniele da Volterra fece in Cap-

ralleli michelangioleschi) ricoprì di braghettoni.
Flash nacque da Alex Raymond, ex agente di borsa travolto dal crack del ‘29. Mentre i
colleghi si lanciavano dalle finestre di Wall Street, lui decise di
volare con la fantasia dei fumetti. Si iscrisse a una scuola
d’arti newyorkese e allenò le falangi con Cino e Franco, Tillie

ne, spigliata, esuberante fanciulla che cercava di sistemar
sposando il ricco rampollo D
goberto. Poi entrò nel King F
atures Syndicate e disegnò co
rutilante stacanovismo tre s
rie settimanali popolarissim
sui quotidiani del new deal, c
me Jungle Jim (l’investigato
nella foresta) e l’Agente segre
X-9 che all’inizio veniva scene
giato da Dashiell Hammett.
La prima striscia di Flas
Gordon è del 7 gennaio 193
Biondo, muscoloso, laureato, d
venta supereroe per caso (e se
za superpoteri) mentre la Ter
è nel panico minacciata dall’im
patto con un pianeta misterios
Lui sta viaggiando serafico
un aereo, e quando un meteori
colpisce l’ala, prende la situazi
ne in mano, come l’America
Roosevelt, si lancia col parac
dute con la bella passeggera D
le, che dopo solo per essere r
masta avvinghiata a lui nel vu
to e senza neppure un bacio,
innamora per sempre. I due
ancora casualmente - atterran
vicino all’osservatorio del d
Zarkov; e il folle scienziato ch

CULTURA
SPETTACOLI

&

A lato operai palestinesi davanti alla
basilica della Natività a Betlemme, con una
bandiera su cui campeggiano i volti di Abu
Mazen e del Papa, atteso per il 25 maggio.
Sopra le travi e le capriate della volta della
chiesa. Sotto Marcello Piacenti mostra
un frammento di trave di cedro del Libano
mangiata dai funghi e dalle termiti

Betlemme, la rinascita
della Natività
Visita alla basilica dove un team italiano è impegnato nel primo
intervento di restauro degli ultimi sei secoli: seguendo
le stesse tecniche degli ingegneri di Giustiniano che la edificò nel 531
adoperando una tecnica capace di
renderlo simile alle altre travi che ancora sostengono il tetto» sottolinea
Piacenti, mostrando come ogni asta
venga incastrata nelle mura di pietra
negli stessi incavi fatti dagli ingegneri di Giustiniano. «Abbiamo usato i
computer più avanzati per eseguire i
conteggi numerici più complessi ma
l’esito ha sempre dato ragione a Giustiniano: ogni incavo venne fatto nel
Cinquecento nel punto migliore».
Per proteggere le travi i veneziani
misero degli strati di piombo che poi
gli Ottomani rafforzarono, con sotto
l’argilla che si è rivelata il vero punto
debole perché ha consentito all’acqua di infiltrarsi e alle termiti di insediarsi e divorare. I restauratori
toscani hanno così pensato una soluzione alternativa: posizionare lana
italiana, fissata attraverso piccoli legni che creano un sistema di aerazione in grado di far seccare qualsiasi goccia d’acqua eventualmente penetrata. «Questa chiesa è un gioiello
di architettura, costruita tutta in

pietra - osserva Piacenti - ma ha nell’acqua il suo nemico». Il motivo è
che l’aria secca di Betlemme può
consentire al legno di durare all’infinito, a patto di proteggerlo dalle infiltrazioni piovane. Da qui anche la
riproposizione delle lastre di piombo per la protezione esterna, acquistate in Germania «perché la qualità
è la migliore in assoluto».
Operare sul tetto ha però posto il
problema, sensibile, di aver bisogno
di una gru, e la chiesa della Natività
non ne aveva mai ospitata una. «Siamo passati attraverso una lunga
consultazione fra le tre confessioni
che condividono la gestione della
chiesa, greci-ortodossi, armeni-ortodossi e latini, e alla fine l’accordo è
stato quello di montare la gru nel
giardino armeno-ortodosso», osserva Piacenti. E sottolinea che «è servita una gru mobile per portare la
gru fissa» con l’obbligo di fare costantemente attenzione «a ogni millimetro di terreno», perché «erigere
una struttura che arriva a pesare 47

tonnellate non è facile quando il sot- vetrate: quelle attuali molto recenti
tosuolo è disseminato di grotte mil- erano oramai opache, lesionate, foralenarie». Per impiantare la gru è sta- te dai proiettili di guerre e intifade.
ta scavata una fossa profonda un Saranno sostituite con vetro ultraviometro e mezzo sulla quale sono state letto per filtrare i raggi del sole.
apposte lastre giganti di cemento
Il quartier generale del restauro
armato. Il risultato è un enorme si trova proprio sotto il tetto, dove
braccio nel cielo che i turisti guarda- il team toscano ha creato un labono incuriositi e anche papa France- ratorio nel quale esegue esami
sco vedrà celebrando la messa sulla scientifici, apporta modifiche, tratpiazza della Mangiatoia il 25 mag- ta il legno e si occupa anche di pregio, nel secondo giorno della visita ziosi mosaici bizantini. Ce n’è infatin Terra Santa.
ti uno vicino a
Per tenere asI CHIODI DELL’IMPERATORE ogni finestra e i
sieme legni e
ne
Estratti, restaurati restauratori
piombo, i tecnici
studiano e curaadoperano i chio- e reimpiegati: il loro peso totale no i tasselli rosfiora le nove tonnellate vinati. «È un ladi
originali.
«Giustiniano ne
voro a metà tra
fece usare di tre differenti lunghezze, ingegneria, restauro e archeologia
piccoli, medi e lunghi - dice Piacenti - - sottolinea Piacenti -. Dobbiamo
e noi li estraiamo uno a uno, li restau- saper ascoltare cosa ci dice ogni
riamo e poi li riadoperiamo per fissa- singolo pezzo della chiesa e poi opere le nuove travi». Per avere un’idea rare di conseguenza».
Per riuscirci vengono coordinadell’impresa basti pensare che il peso
totale dei «chiodi di Giustiniano» sfio- te da Betlemme consultazioni onlira le nove tonnellate. E poi ci sono le ne con esperti in più università,

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Una multa da lupi

Il libro, e poi il film, erano stati
un grandissimo successo. Sopravvivere coi lupi, tratto nel
2008 dal romanzo autobiografico di Misha Defonseca (uscito
nel ‘97 e tradotto in Italia nello
stesso anno con lo stesso titolo
da Ponte alle Grazie), aveva
commosso le platee di tutto il

Cartesio
MARIO
BAUDINO

Una bugia
da 22 milioni
di dollari

mondo, soprattutto americane
e francesi. Era la storia di una
bambina ebrea che sfugge alla
deportazione, vaga nelle foreste
per anni, viene aiutata dai lupi e
mentre c’è uccide anche un nazista. Era, diceva l’autrice, la sua
vera storia. Peccato però che
fosse totalmente inventata. Lo
ha scoperto il suo editore ameri-

FRANCA D’AGOSTINI
i è parlato molto in Italia di
«nuovo realismo», ma sicuramente un autore che
ha rinnovato in modo profondo e decisivo la migliore tradizione del realismo metafisico è stato David Malet Armstrong, il
grande filosofo australiano scomparso martedì scorso. Nato nel 1926,
Armstrong è stato la figura più rappresentativa del «realismo australiano», e uno dei più importanti metafisici del secondo Novecento.
Un suo grande merito è stato aver
rilanciato la riflessione sull’antico tema degli «universali», difendendone
l’estrema importanza per la scienza.
Per Armstrong non esistono solo gli
oggetti particolari, ma esistono anche
le loro proprietà universali (essere
rosso, essere alto 95 cm, essere idrosolubile ecc.), e le leggi di natura sono
precisamente relazioni tra universali.
Armstrong ha anche dato un importante contributo alla teoria della verità, sviluppando la nozione di truth-

S

IL «TRUTHMAKING»

La realtà è fatta di stati di cose,
combinazioni di oggetti particolari
e delle loro proprietà e relazioni

THOMAS COEX/AFP

americane ed europee, che condividono le decisioni più delicate:
«Ci parliamo spesso via Skype esaminando immagini tridimensionali e dati su incavi, travi e mosaici,
per confrontarci su come procedere scegliendo sempre fra più opzioni». Il tutto avviene letteralmente sopra le teste delle migliaia
di turisti e pellegrini che ogni giorno entrano nella basilica, grazie a
una impalcatura leggera creata
lungo le navate, che nelle prossime
settimane verrà estesa al chiostro
per eseguire l’ultima parte delle
riparazioni, il cui costo totale non
supera i due milioni di euro.

making, il «rendere vero». Il mondo,
dice Armstrong, è fatto di stati di cose, i quali sono combinazioni varie di
particolari (gli oggetti) e universali (le
loro proprietà e relazioni), e gli stati di
cose sono i truthmakers di quel che diciamo del mondo: essi rendono vere
(o false) le nostre proposizioni.
Da questo ritratto semplice e
preliminare emerge una costruzione estremamente raffinata, piena di
ingegnose soluzioni ad antichi e
nuovi problemi. È una vera e propria «metafisica sistematica», una
delle pochissime oggi in circolazione, e capaci di dialogare autorevolmente con la scienza. L’ultimo libro
di Armstrong è precisamente una
sintesi del suo «sistema», ed è lo
Schizzo di una metafisica sistematica
(Sketch for a Systematic Metaphysics), testo delle lezioni tenute nel
2008 alla City University di New
York, che sta per essere pubblicato
da Carocci. Il lettore italiano può disporre anche delle altre opere me-

cano che, dopo una lunga causa
per diritti forse non pagati, si
sentiva truffato. Ora un tribunale del Massachusetts ha posto
fine alla lunga vicenda giudiziaria, condannando la donna - che
non è neppure ebrea - a pagare
un risarcimento stellare: 22,5
milioni di dollari, perché nel
contratto aveva esplicitamente

sostenuto che quella era la sua
vera storia. L’editore tra l’altro
era piccolo e alle prime armi,
appena «nato» come Mt.Ivy
Press. Ma già allora, evidentemente, sapeva il fatto suo. Mai
sottovalutare gli editori.
Voglia di Struzzo

Non c’è soltanto Gianrico Ca-

David Malet
Armstrong era nato
a Melbourne nel 1926.
Il suo ultimo libro,
Schizzo di una
metafisica
sistematica, sta per
essere tradotto
per Carocci

Nelle Case dove i sogni si dissolvono

Ermanno
Bencivenga
è nato a Reggio
Calabria nel 1950
e da oltre 30 anni
insegna
negli Stati Uniti.
Attualmente
è professore
di filosofia
all’Università
di California

I racconti di Bencivenga, tra umana curiosità e una punta di perfidia
a maestosa villa o il modesto
appartamento sono proiezioni
del pensiero di chi li conquista
e li abita, sono ambizioni dissolte,
simboli sgretolati in una raccolta di
racconti di Ermanno Bencivenga, il
professore che ai testi di filosofia accosta narrativa, poesia, teatro (è da
poco uscita per Aragno la pièce
Abramo). Racconti nei quali l’affresco
di città, di quartieri diviene movimento nelle storie degli umili o tronfi
inquilini, dei significati che essi calano nelle stanze e nelle esistenze. Si
intitolano Case (Cairo, pp. 117, € 10) e
Bencivenga li dedica ai suoi luoghi
nel mondo, «luoghi della passione e
dell’affetto, della gioia e della parola.

L

rofiglio ammaliato dalla sirene
di Einaudi. Anche Giorgio Faletti, dopo il successo con Baldini Castoldi Dalai e qualche
strascico legale, si è ormai accasato a Stile Libero: in autunno esce il nuovo romanzo, dove
non mancano un allievo poliziotto e un serial killer. In ogni
caso, non è una storia vera.

La scomparsa del grande filosofo australiano che ha rilanciato
la riflessione sugli “universali”: concetti decisivi per la scienza

Al di là delle singole soluzioni teoriche, ciò che colpisce nel suo lavoro è lo
stile filosofico. Armstrong ha incarnato alla perfezione quella combinazione di assoluta libertà di pensiero,
rigore argomentativo e risolutezza teorica che è stata definita a volte l’«Australian way», il modo australiano di
fare filosofia. Come altri filosofi del
nuovissimo continente, Armstrong
ha ereditato questi requisiti dal suo
maestro, lo scozzese John Anderson,
professore all’Università di Sydney
dal 1927 al 1958, singolare e molto influente figura di pensatore, per il qua-

Luoghi del ricordo. Quindi, più che luoghi; quindi, davvero, case».
Una giovane coppia acquista a Milano 120 metri quadri in un condominio.
A bagno, cucina, due stanze - chiuse da
porte che ne delimitano la dimensione
tutta privata - si contrappone la vasta
sala, il «salone», destinato alla vita di
società e, tramite essa, alla conferma
di un raggiunto status. Ma nascono
due figli, maschio e femmina, e la loro
comune stanzetta si fa negli anni gabbia intollerabile. Unica via d’uscita è
sacrificare l’imperiosa prepotenza del
«salone». La farsa dei progetti e dei
rinvii prende per il bavero e scompone
le quattro vite, disegnandone il futuro.
Dal Sud Raffaele, notaio per dinastia, sale ad Alba, città di vino, tartufi e
industria, a dimostrare la propria indi-

29

Armstrong, la metafisica
che “rende vero” il mondo

tafisiche di Armstrong, meritoriamente pubblicate nella collana di Giovanni Reale, per la cura e traduzione
di Annabella d’Atri (Ritorno alla metafisica, Bompiani, 2012).
Una grande originalità di vedute
(l’idea che gli universali esistano, come tali, è senza dubbio una provocazione per il mainstream della filosofia
moderna), associata a una grande
sottigliezza argomentativa, e a
un’estrema semplicità della teoria di
sfondo. È questa in definitiva la lezione dei classici della filosofia, di cui
Armstrong è stato degno erede.

MARCO NEIROTTI

.

pendente capacità, personale e non pigramente ereditata. Il successo è tale
da consentire a lui, all’ambiziosa consorte, alla insignificante figliolanza, il
balzo sociale, «rapinando» con l’astuzia la magnificente villa di un’anziana
sulla colline genovese di Albaro. Ma a
che serve l’insolente conquista se non
è completata dalla esibizione del nuovo ruolo? Quando si aprono agli invitati le porte del tempio, l’ambizione si misura con la realtà.
A Roma, in quella Torrevecchia
che da campagna s’è fatta ramo deturpato di città, un giovane impiegato trova il piccolo appartamento della
sua indipendenza dai genitori, dove
coccolare se stesso e compagnie femminili pensando a un futuro di nuova
famiglia. Tutt’altro che sontuoso, ma

un angolo a sua misura, che l’onnipresente impresario sa personalizzare e
arricchire con entusiasmo ricambiato con fatture e pagamenti in nero,
accendendo entusiasmo e spegnendo
il conto corrente. Il nido sarà riscattato o diverrà involucro del sonno
senza forze dopo giornate di doppio
lavoro per sopravvivere?
Demetrio, cameriere di pizzeria a
New York, narra la propria storia di figlio d’emigrante calabrese, un uomo
sempre lontano che lui, nella sua infanzia e gioventù, ha appena intravisto. È,

le la spregiudicatezza intellettuale
era anzitutto un imperativo estetico
ed etico-pratico. È in questo senso
che nelle opere di Armstrong e di altri
australiani il realismo non è solo una
posizione metafisica: la scelta per
questo mondo, e la scoperta che questo mondo contiene una quantità infinita di cose (e mondi) diventa un modo di argomentare e di lavorare in filosofia. Un modo particolarmente felice, visto che l’«Australian way» ha attirato un altro grandissimo pensatore
del Novecento, David K. Lewis, e una
schiera sempre più ampia di filosofi
analitici americani ed europei.
Ma c’è forse un ultimo punto da considerare. Quel che nell’«Australian
way» interpretato da Armstrong
costituisce un dato esemplare è
la grande onestà teorica che
deriva da tutto ciò. Armstrong non esita a manifestare con estrema risolutezza e chiarezza le sue
idee sui punti che ritiene
acquisiti. Anzi, l’immagine
più comune di lui (e di altri
australiani: il più famoso è
forse Peter Singer, che ha scandalizzato molti, con le sue teorie
in etica) è precisamente quella di
un teorico estremamente risoluto
(d’altra parte, come sosteneva il filosofo del diritto Alf Ross, parlare di realtà è come dare «pugni sul tavolo»).
Armstrong però scrive ripetutamente,
nei suoi libri: «questo non lo so», «di
questo non sono sicuro», «su ciò non sono ancora giunto a un’idea definitiva»…
Si spinge addirittura a dire in piena
onestà che «le mode» hanno un certo
peso in filosofia, ed è possibile che su alcune questioni la moda abbia avuto
un’influenza sui suoi pensieri.
È questa una grande lezione, per i
complicati filosofi dei nostri vecchi
continenti, impegnati (analitici inclusi) a torturare gli antichi concetti di
essere e verità, togliendo loro l’ovvia
semplicità intuitiva, e non offrendo in
cambio alcuna vera soluzione.

il loro, un paesello a mezza montagna
di gente in fuga fiutando lavoro e risparmi, eppure è un concentrato di
grosse case e architetti, perché ciascuno, alla fine dell’avventura oltre confine, vuole innalzare dimore più alte e
prepotenti di quelle dei vicini, a gridare il successo di una vita. Anche il padre dell’allora giovane geometra Demetrio ha innalzato il suo totem di cemento, ma che sarà delle esistenze che
dovevano dargli e riceverne respiro?
Dentro queste immense o timide
case, in quartieri dove l’autore impasta oggetti e pensieri, si arrovellano
personaggi che ora impietosiscono ora
irritano, divampano slanci e dolori, sogni e disincanti che si aggrovigliano
nella ricerca di felicità dentro la fisicità e l’atmosfera dei luoghi. E il filosofo
segue le sue creature, il loro innalzarsi
e afflosciarsi nella proiezione materiale di sé, con umana curiosità e un’ironica punta di perfidia che è tutt’uno con
quella del lettore, il quale forse giura a
se stesso di essere ben diverso ma un
po’ nell’intimo si specchia.

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Articoli e fotogallery
lastampa.it

FULVIA CAPRARA
INVIATA A CANNES

L

a regola numero
uno sta nell’evitare
che somiglianza fisica e cura nei dettagli finiscano per
trasformare il personaggio in
una macchietta, provocando
l’effetto Bagaglino, con riferimento al celebre vecchio
show di Pingitore popolato da
parodie di politici. La seconda
riguarda le riletture, quando
si gira una cinebiografia c’è
sempre il pericolo di offrire
interpretazioni delle vite degli
altri che non coincidono con la
realtà, o che ne sottolineano,
per scelta o per errore, alcuni
aspetti a scapito di altri, facendo infuriare eredi, amici,
parenti che magari la pensano
in modo opposto. Eppure la
mania del «bio-pic» impazza,
dagli Stati Uniti all’Europa,
così come dimostra il Festival
appena iniziato. Dopo Grace di
Monaco nella versione, molto
discutibile, firmata da Olivier
Dahan, ecco il ritratto esemplare del pittore inglese William Turner offerto da Mike
Leigh nel suo film ieri in gara,
mentre domani è la volta del
Saint Laurent di Bertrand Bonello, più estremo, maledetto
e sofferto di quello celebrato
dal film di Jalil Lespert con
IL REGISTA

«Mi piaceva il suo essere
un artista ispirato, ma
anche molto concreto»
Pierre Niney. Alla base di ogni
progetto motivazioni diverse,
ma, come fa notare il maestro
inglese 71enne, «per decidere
di realizzare un film su una
certa persona bisogna che la
si senta in qualche modo vicina». Considerazione che vale
per Nicole Kidman, attrice nel
film su un’ex-attrice, ma anche per Timothy Spall, magistrale mattatore in Mr. Turner: «Mike mi ha messo al corrente del suo progetto quasi
due anni prima che iniziasse-

CANNES 2014

30 .Spettacoli

su

Arrugginita
DI

La parisienne

M ICHELA
TAMBURRINO

Inès de la Fressange ha classe
innata e indossa come poche. In
più sembra che gli anni non la
scalfiscano e dunque si
permette un abito da gran fisico

giù

Turner o Yves Saint Laurent
purché sia cine-biografia
Il film di Mike Leigh sul pittore in concorso oggi, domani tocca allo stilista

YSL secondo Bonello

ro le riprese, così ho avuto molto tempo per documentarmi.
Sicuramente ho imparato che
si trattava di un uomo singolare, come, in effetti, sono un po’
anch’io». C’è anche chi ha letto
nel burbero Turner evidenti somiglianze col regista di Segreti e
bugie: «Mi hanno già chiesto se
questo film è una sorta di autobiografia, ho sempre risposto di
no. L’unico elemento in comune
sta nella condizione dell’essere
artisti e quindi nel condividere
un territorio simile, di cui forse

possiamo capire qualcosa».
Sia Grace di Monaco, sia
Yves Saint Laurent (affidato,
nel film di Bonello, alla maschera angolosa di Gaspard Ulliel),
sia naturalmente William Turner sono personaggi controcorrente. La prima è alla ricerca
della propria identità, gli altri
due sono in grado di imporla
con tutta la forza del loro genio
creativo: «Nella storia della pittura, Turner è stato uno degli
autori più rivoluzionari, di lui
mi ha affascinato soprattutto la

U

vare dei vampiri sensibili, colti
e chic come Adamo ed Eva: lui
(Tom Hiddleston), musicista
dark e gran collezionista di vinili e chitarre d’epoca; lei (Tilda
Swinton) bibliofila e intima
amica dell’elisabettiano «Kit»
Christopher Marlowe (John
Hurt), di cui qui si accredita la
tesi che fu lui l’autore dei capolavori attribuiti a Shakespeare.
Una coppia legata da un vincolo

di amore eterno che vive in un
mondo tutto suo, alimentandosi
di sangue incontaminato degustato a guisa di droga celestiale.
Il film, forse il migliore firmato da Jim Jarmusch, offre
occasioni di sorriso e persino
di risata, soprattutto per i guai
causati dalla scriteriata sorellina di Eva (Mia Wasikowska),
in visita da Los Angeles; ma è
anche permeato della malinconia con cui, dall’alto di un’esperienza di vita lunga secoli, le
due creature della notte guardano a un mondo che corre
verso l’autodistruzione, trascurando i valori della bellezza
e della cultura. Hiddleston e la
Swinton sono interpreti così
incantevoli che non si può fare
a mano di amarli.
[ A.LK.]
SOLO GLI AMANTI SOPRAVVIVONO
Di Jim Jarmusch Con Tom Hiddleston,
Tilda Swinton, Mia Wasikowska USA
2013
TORINO: Massaua, Ideal, Lux, Reposi, The
Space, Uci MILANO: Arcobaleno, Eliseo,
Uci GENOVA: City ROMA: Giulio Cesare,
Greenwich, Jolly, Quattro Fontane

****

Timothy
Spall, magistrale mattatore in Mr.
Turner: «Il
pittore era un
uomo singolare, come, in
effetti, sono
un po’ anch’io»

Godzilla l’ambientalista
mostruosi sono gli attori

ANSA

F

osse tutto all’altezza dei
titoli di testa – un intrigante montaggio di immagini d’archivio rievocanti gli
esperimenti nucleari Anni ’50
ben sottolineato dalla musica
di Alexander Desplat - Godzilla
3D, ennesimo titolo dedicato al
super lucertolone giapponese
creato dalla Toho nel 1954, sarebbe davvero un ottimo film.
Così lo è solo a metà, nel senso

capacità di essere insieme molto ispirato, ma anche molto attaccato alla concretezza della
vita». Nelle sue tele (nel film si
vedono diversi originali, messi
a disposizione, a Londra, dalla
Tate Gallery e dalla National
Gallery) Turner dipingeva
spesso cielo e mare, così come
tanti altri autori: «La differenza
sta nel fatto che, nei suoi panorami, c’erano emozioni universali». Anche Bonello parla di
processo creativo e della sofferenza che spesso lo accompa-

PESSIMO
MODESTO
DISCRETO
BUONO
OTTIMO

Catastrofico

Commedia

Tilda&Tom, incantevoli
vampiri per Jarmusch

Uomo
singolare

***
***
****
*****

I film del Weekend

n delizioso esercizio di
stile che sposa estetismo preraffaellita e poetica hippy, una commedia
vampiresca raffinata e ironica
ambientata fra gli esotici vicoli di Tangeri e le fatiscenti periferie di Detroit con le sue
fabbriche chiuse per la crisi.
Dopo gli esangui eroi di Twilight, appiattiti sulla banalità
dell’oggi, è meraviglioso tro-

Julianne Moore ci ha messo
tempo ma alla fine ha trovato una
blusa dall’identico color ruggine
dei capelli. Quella almeno
sbrilluccica un po’, lei invece no

che il grande spettacolo non
manca di certo, con tsunami
spaventosi e metropoli ridotte
a un ammasso di rovine. Un
terremoto colpisce una centrale atomica in Giappone; è stato
provocato dai M.U.T.O: creature somiglianti a mantidi gigantesche quanto un grattacielo di
trenta piani che, rigenerate da
un’ alimentazione a base di
scorie nucleari, ora sono pron-

te a proliferare devastando
ogni cosa e persona. A salvare
la situazione provvederà Godzilla, mostro di sensibilità ambientalista che nel finale si scatena in una battaglia all’ultimo
sangue contro i M.U.T.O. allo
scopo di ristabilire equilibrio
nella natura. E’ simpatico che il
film, nonostante i costi esorbitanti, mantenga una pasta di
serie B, ma è assurdo che l’inglese Gareth Edwards chiamato a pilotare l’avventura dopo il
successo di stima ottenuto con
Monsters, prenda sul serio una
sceneggiatura tanto insulsa e
piena di buchi. Mostri a parte, i
personaggi sono inesistenti,
cosicché è inutile tirare in ballo
i malcapitati attori.
[A.LK.]
GODZILLA
Di Gareth Edwards Con Aaron Tyler
Johnson, Elisabeth Olsen USA 2014
TORINO: F.lli Marx, Nazionale, , The Space,
Uci MILANO: Colosseo, Gloria, Orfeo ,
Plinius, The Space, Uci GENOVA: Odeon,
The Space, Uci ROMA: Adriano,
Ambassade, Andromeda, Atlantic,
Barberini, Broadway, Cineland, Europa,
Galaxy, Jolly, Lux Odeon, Trianon

**

2R

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .31

Il programma di oggi
In concorso CAPTIVES di Atom Egoyan: una bambina

scompare per otto anni. Poi alcuni indizi provano che è ancora
viva e inizia la caccia alla verità. WINTER SLEEP di Nuri Birge
Ceylan. Fluviale saga del regista di C’era una volta in Anatolia
Per Un certain regard LA CHAMBRE BLEUE di e con
Mathieu Amalric: un amore folle lega un uomo e una donna
chiusi in una camera d’albergo. In L’AMOUR FOU di Jessica
Hausner una passione romantica ai tempi della Berlino
palpitante e libertina del poeta Von Kleist.

«Silvered Water»

Syria mon amour
ecco il film choc
sull’assedio di Homs
metafora del Paese. Stiamo vivendo una tragedia spaventosa,
ma, insieme all’orrore, scopriamo il nostro domani».
Tra le sequenze che scorrono implacabili («1001, girate da
uomini e donne siriani» precisa
un cartello), l’arresto e le torture subite da un adolescente, le
manifestazioni con i fiumi di dimostranti che invocano la fine
della tirannia, il sangue che
scorre nelle strade, cadaveri
trascinati via con l’aiuto di corde azionate a distanza.
Video e filmati sono annunciati da titoli e definizioni, e la
sorpresa è che, in mezzo a questo mare di sofferenza, spunta-

DALL’INVIATA A CANNES

gna: «Il mio Saint Laurent è
una figura fuori dalla norma, un
“mostro” nel senso buono del
termine. Più che raccontare il
modo con cui è divenuto YSL,
volevo descrivere quello che gli
costa esserlo, in tutti i giorni
della sua esistenza».
Se per Dahan, dopo aver ricostruito la parabola di Edith
Piaf nella Vie en rose, girare
Grace di Monaco può essere il
segno di una rischiosa abitudine, per tanti attori e autori americani la cine biografia è quasi
un appuntamento obbligato.
Philip Seymour Hoffman è stato un Truman Capote ambiguo
e nevrotico, Michelle Williams
ha raccolto l’eredità di Marilyn
Monroe, Anthony Hopkins
quella di Hitchcock e Daniel
Day Lewis è diventato un Lincoln da Oscar. Biografia è bello,
e anche rassicurante. Gli eroi
del passato hanno già al loro attivo notorietà e interesse del
pubblico, quelli di oggi sono un
salto nel buio. Ma soprattutto,
ci sono? E dove sono?

Abbiamo trovato
un compromesso
accettabile per tutti
Ma io non sarò
un sovrintendente
dimezzato, anzi

Si chiama Silvered water Syria
self-portrait e la frase che lo lancia recita: «Dalla città di Homs
sotto assedio al Festival di Cannes». Gli autori (oggi al Festival, fuori gara) sono due, il regista Ossama Mohammed e la
film-maker autrice di documentari siriana Wiam Simav
Bedirxan, ma, insieme a loro,
hanno lavorato all’opera, con lo
scopo di testimoniare la situazione nel Paese nell’arco degli
ultimi due anni, una serie di giovani, uomini e donne, che da
Dera’a a Douma, da Lattakia a
Banyas, tra mille difficoltà,
hanno inviato
immagini spinti
dall’imprescindibile necessità
di esprimersi.
Legati dallo
schermo del
computer, utilizzando Facebook
e YouTube, Ossama, esule a
Parigi, e Simav,
a Homs, costruiscono un documento scioccante che parla di
guerra ma anche di cinema, di Una scena del film sulla rovina di Homs
dolore e violenza, ma anche di tenacia e voglia no immagini di Chaplin proietdi vivere. Non a caso la prima tate per bambini che le guardaimmagine, che poi più volte ri- no affascinati: «Un giorno - raccorre nel film, racconta la na- conta Ossama Mohammed - Siscita di un bambino, mentre mav mi ha chiesto di mandarle
nell’ultima c’è un piccolo super- qualcosa che servisse a sollevastite, Omar, completamente so- re l’animo della gente. Le ho inlo nella distesa di macerie, ep- viato un film di Chaplin, mi ha
pure in grado di stabilire un raccontato di averlo fatto vededialogo con il padre morto: «È re ai più piccoli e che la scoperta
l’incarnazione del futuro della di essere riuscita, in quel modo,
Siria» dice Ossama Moham- a tirali su era stato un momento
med, così come Simav «è una di pura gioia».
[F. C.]

Per l’Expo Milano avrà
una grande stagione
con tutte le maggiori
orchestre. Spero
di poter restare
anche dopo il 2015

ALEXANDER PEREIRA

“Sì, resto alla Scala
Sono l’uomo giusto
al posto giusto”
Pisapia: confermato, ma solo fino al 2015

Intervista

ALBERTO MATTIOLI
MILANO

a sì che resto alla
Scala. Abbiamo
trovato un compromesso accettabile per tutti. Del resto, sono stato io a
proporlo al sindaco stamattina (ieri per chi legge, ndr). Milano avrà una stagione dell’Expo all’altezza. Spero che
in questo anno potrò dare la
prova ai signori del Consiglio
d’amministrazione che non
sono un asino».
Parola di Alexander Pereira e fine del giorno più lungo
nella storia recente della Scala. Lungo e convulso. Prima
c’è stato un CdA insolitamente combattuto da cui è uscito
un Giuliano Pisapia insolitamente deciso che ha spiegato
ai giornalisti attoniti che la
decisione sulla permanenza di
Pereira sulla poltronissima di
sovrintendente era stata presa, ma non ce la poteva comunicare prima di misteriosi
«adempimenti formali». Poi
sono uscite le prime voci che
davano Pereira confermato,
ma solo per una stagione. Infine, il sindaco ha convocato
una conferenza stampa per
confermare le voci. Ha detto
che da Salisburgo era arrivata
un’assoluzione piena per Pereira sul suo famigerato shop-

«M

Drammatico

Riso, un ragazzo gay
“follemente sincero”

ANSA

uest’anno l’Italia a Cannes parla il linguaggio dei
giovanissimi: fanciulle
vulnerate da adulti incapaci di
capirne le inquietudini – vedi Le
meraviglie di Alice Rohrwacher,
unico nostro titolo in concorso,
e Incompresa di Asia Argento
nel Certain Regard; ragazzini
umiliati da un genitore impreparato ad accettarne la diversità come il quattordicenne Davi-

Q

de di Più buio di mezzanotte,
opera d’esordio del catanese
Sebastiano Riso che, in contemporanea all’uscita in sala,
ha inaugurato ieri La Semaine
de la Critique.
Lo spunto di partenza è la
storia vera del trans Davide
Cordova, in arte Fuxia, animatore del locale Muccassassina
di Roma, scappato di casa per
sottrarsi alle prevaricazioni di

un padre intenzionato a farne a
ogni costo un macho iniettandogli ormoni. Al pari di lui, Davide (Capone) trova rifugio nel
parco Villa Bellini di Catania,
notturno luogo di raduno di
emarginati che vivono di prostituzione e piccoli furti: un microcosmo sodale ma duro, dove
violenza, abuso, sfruttamento e
umiliazione sono all’ordine del
giorno. Evitando le situazioni
più brutali, e comunque mettendole in scena in maniera allusiva piuttosto che esplicita,
Riso fissa la camera a mano sul
suo efebico protagonista che,
zainetto in spalla, vagabonda
dai giardini ai vicoli oscuri del
commercio sessuale in un sofferto percorso di formazione.
Riso spiega di aver cercato, seguendo il dettato di Truffaut, di
essere «follemente sincero». In
parte ci riesce, soprattutto nel
rapporto fra Davide e la lacerata, impotente madre Micaela
Ramazzotti; altre volte la fragilità di scrittura e regia prevale
sulle buone intenzioni.
[A.LK.]

ping di quattro opere dal FestiMa non si sente un sovrintenval: niente conflitto d’interessi,
dente dimezzato?
prezzo congruo, nessun bilan- «No, i signori del CdA non mi
cio austriaco salvato dai dané hanno tolto poteri. Vogliono sodei milanesi. E allora l’errore di lo essere più informati. Lo farò.
Pereira dov’è? Sta tutto in una Almeno si è fatta chiarezza».
piccola «erre»: «Il sovrintenQuando presenterà la stagiodente incaricato poteva avviare
ne ’14-’15?
dei contatti preliminari. Invece «Avrei dovuto farlo oggi. Preciha mandato delle lettere d’in- so che la stagione è stata decisa
tenti che sono dei contratti». da Stéphane Lissner e io mi soContatti, contratti: tutto qui. no limitato ad arricchirla. È
Certo, hanno pesato le molte pronta. Per l’Expo ci sarà anche
voci e molto qualificate in ap- un grande festival di orchestre
poggio a Pereira, specie quella internazionali con i Wiener, i
del direttore musicale designa- Berliner, Cleveland, Boston, la
to, Riccardo Chailly.
London Symphony, la Israel
Verdetto finale: Pereira riceve Philharmonic, l’Orchestre de
una diffida formale, il suo contrat- Paris e il Concentus Musicus
to scadrà già il 31 dicembre 2015 e con Harnoncourt. Non mi semsi impegna non portare la Scala in bra provincia, questa!».
tribunale e a informare il CdA dei
Il suo contratto scadrà a fine
suoi acquisti. Hanno votato a fa2015. Ma potrà essere rinnovore nove consivato: per lei, divenglieri su dieci, con- IL DIKTAT DEL SINDACO ta decisivo il Santrario quello nomidel
Una diffida formale t’Ambroeus
nato dai leghisti
’15.
«E informerà il CdA «Sarà Giovanna
per i quali gli orizdi tutti gli acquisti» d’Arco di Verdi,
zonti della Scala finiscono ai navigli.
direttore Chail«E adesso vediamo se Pereira ac- ly, con Netrebko, Meli e Alvacetterà», ha concluso Pisapia. Be- rez. Io ci credo molto».
ne, signor sindaco, accetta.
Spera di restare alla Scala anPereira, scusarsi le secca?

«Al mondo ci sono cose peggiori che scrivere una lettera di
scuse. Forse ho fatto un errore
burocratico, ma ho sempre agito in buona fede e nell’esclusivo
interesse della Scala. Il CdA
conferma che ho comprato
quattro produzioni eccellenti a
prezzi congrui».
Dica pure cinque, perché tutti
sanno che prenderà anche Finale di partita, la novità di Kurtàg per l’Expo...

«Se il CdA mi autorizzerà, sì. La
porteremo alla Scala per Milano Musica, dedicata a Claudio
Abbado e Luciana Pestalozza».

che dopo?

«Se l’atmosfera resta questa,
no. Ma se, come spero,riuscirò
a convincere i miei collaboratori, il Cda, gli artisti e naturalmente il pubblico della validità
del mio lavoro, sì. Continuo a
credere di essere l’uomo giusto
al posto giusto. E sarei felice di
terminare la mia carriera in un
teatro così bello. Non c’è amore
senza dolore: la Scala mi ha fatto soffrire, ma io la amo».
Sonostatedure,questeultime
settimane?

«Un inferno. Adesso voglio pensare al futuro e alla musica. Voglio pensare alla Scala».

32 .Spettacoli

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 16 maggio 2014

Rai 1

Rai 2

6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
15.20 La vita in diretta
Attualità
18.50 L’eredità Game show
Una carrellata di giochi,
di curiosità e di informazioni sono gli ingredienti del programma quotidiano condotto da
Fabrizio Frizzi
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
con Flavio Insinna
21.10 Carosello Reloaded
Attualità

6.55 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives
Telefilm
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
10.50 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Eat Parade Attualità
13.50 Tg2 Sì, viaggiare
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.10 Elezioni Europee - Tavola
Rotonda
18.05 Tg sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

Rai 3

21.10
Virus - Il contagio...

21.05
Sfide

VARIETÀ. Carlo Conti conduce

ATTUALITÀ. Al centro della pun-

SPORT. Alex Zanardi continua la

una nuova puntata del suo
show. A confrontarsi su discipline artistiche mai affrontate
prima ben dodici protagonisti
d’eccezione

tata "Italia che non ce la fa tra
Colosseo ed Expo". Nicola Porro
ne parla in studio con Giorgia
Meloni, Gabriele Albertini, Manlio Di Stefano e Stefano Boeri

panoramica dei grandi avversari della nostra Nazionale di
calcio. Stasera è la volta della
Germania, protagonista di
famose sfide con gli azzurri

23.30 Tg 2
23.45 The Voice of Italy Talent
show
3.00 Meteo
3.05 Appuntamento al cinema
3.10 L’ottavo nano Varietà

6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
Reality show
14.10 CentoVetrine SO
14.45 Uomini e donne Talkshow
16.05 Grande Fratello - Live
Reality show
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.25 Pane quotidiano
12.50 Ciclismo: Giro Mattina
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Rai Player
15.15 Ciclismo: Giro d’Italia
2014 Sport
18.05 Aspettando Geo
18.15 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

21.15
Si può fare!

23.35 TV 7 Attualità Lo storico
rotocalco di Raiuno
0.40 Tg 1 - Notte. Che tempo
fa
1.15 Cinematografo
2.05 Sottovoce Attualità
2.20 Rewind - Visioni private

Canale 5

6.55 Friends Telefilm
7.25 Vecchi bastardi Varietà
8.20 Urban Wild Attualità
9.20 Come mi vorrei Varietà
10.20 Dr. House - Medical division Telefilm
12.10 Cotto e Mangiato - Il
Menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset Sport
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.05 I Simpson
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine
Telefilm

Rete 4

21.10
Colorado

21.15
Quarto Grado

VARIETÀ. Nono appuntamento

ATTUALITÀ. “Prigioniere” è il tito-

FICTION. Grazie all’intervento di

con il varietà condotto da Diego
Abatantuono e Chiara Francini. Tra gli artisti sul palco ci sono
anche Gianluca Fubelli e i Gem
Boy

lo del nuovo appuntamento
con il programma condotto da
Gianluigi Nuzzi, che dedica
l’apertura alle 276 studentesse
nigeriane rapite

23.20 Supercinema Il rotocalco d’informazione cinematografica
23.50 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
0.50 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it

0.15 Chiambretti supermarket Varietà
2.10 Shameless Telefilm
3.40 Grande Fratello - Live
4.00 Sport Mediaset Sport
4.35 Studio aperto - La giornata

La 7

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 My Life Soap opera
16.00 Il campione Film
(dramm., 1979) con Jon
Voight, Faye Dunaway,
Arthur Hill, Ricky
Schroeder. Regia di
Franco Zeffirelli ★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore Soap
opera

21.10
Il tempo del coraggio
e dell’amore
Marcus Logan, la madre di Sira
riesce ad arrivare a Tetua’n, ma
appare molto provata dalla
guerra

23.05 La tredicesima ora
Attualità Le scelte che
hanno cambiato la vita
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.20 Appuntamento al cinema

Italia 1

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
La nuova edizione del
programma di economia condotto in studio
da Myrta Merlino
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Le strade di San Francisco Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’Ispettore Barnaby
Film-tv
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.10
Crozza nel paese
delle meraviglie
VARIETÀ. Il one-man show inter-

pretato da Maurizio Crozza.
Protagonista, come sempre, la
stretta attualità del nostro
Paese. Quarta edizione

0.00 Agents Secrets Film
(spion., 2004) con Vincent Cassel, Monica Bellucci, Sergio Peris Mencheta, Ludovic Schoendoerffer
2.00 Tg 4 Night News

22.40 Bersaglio Mobile Attualità Conduce Enrico Mentana
0.30 Tg La7 Night Desk
Attualità
1.40 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

23

18.15 BorodinRachmaninov
19.10 Rachmaninov:
Concerto N.3 In
Re Min
20.00 Ravel: Concerto In
Sol Mag
20.25 Rai Player
20.35 Passepartout:
L’accademia Dei Lincei
21.15 In Calabria Film
22.55 Scaramouche
Scaramouche
23.25 David Letterman
Show

14.55 Brothers and
Sisters Serie
15.40 90210 Serie
16.25 Streghe Serie
18.00 Joan of Arcadia
Serie
18.45 Greek Serie
19.30 Rai Player
19.40 Xena Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 eXistenZ Film
22.55 Wonderland 2014
pt 5 Fantasy
23.20 Ringu - The Ring
Film

RAI STORIA 54
19.00 Crash-contatto
impatto convivenza
20.00 12 idee per la crescita La green
economy
20.40 Il tempo e la storia
Emilio Salgari: la
grande avventura
21.15 I giorni che hanno
scosso il mondoFinzione o realta’
22.05 Anatomia di un
omicidio L’assassinio di
Anwar Al Sadat

RAI MOVIE

SKY

MAX

18.50 La spia che mi amava
SKY CLASSICS

18.55 Sette anime Dopo la
morte della moglie,
Will Smith medita di
togliersi la vita. Di
Muccino SKY PASSION
19.00 La mia vita è uno zoo
Benjamin Mee, padre
vedovo, compra uno
zoo semi-abbandonato
per farlo rifiorire SKY
HITS

Attacco al Potere Olympus Has Fallen
Gerard Butler è l’agente segreto che potrebbe salvare la vita al presidente Usa SKY CINEMA
1

19.20 Un fratello a 4 zampe
SKY CINEMA FAMILY

19.25 Piedipiatti Pozzetto e
Montesano sono due
poliziotti alle prese con
falsari e spacciatori SKY
COMEDY

21.00 Sky Cine News Dragon Trainer 2

COMEDY

Gloria Sharon Stone
fugge con un bambino
al corrente della lista di
corrotti eccellenti SKY
PASSION

Il nascondiglio del diavolo Alcuni speleologisubacquei decidono di
esplorare una grotta.
Con Cole Hauser SKY
MAX

21.10 Charlie’s Angels Le
belle Natalie, Dylan e
Alex devono ritrovare
un genio dell’informatica rapito SKY HITS
Il cecchino SKY CINEMA 1
22.45 Stash House SKY MAX
22.50 Nanny McPhee - Tata
Matilda Dopo aver cacciato 17 tate, 7 terribili
bambini avranno pane
per i loro denti SKY
CINEMA FAMILY

SKY

CINEMA 1

Ralph Spaccatutto Un
divertentissimo viaggio
attraverso i videogame
da sala giochi con
Ralph Spacc SKY CINEMA
FAMILY

1855 - La prima grande
rapina al treno SKY
CLASSICS

Il principe delle donne
Eddie Murphy, impiegato di una ditta di
cosmetici, combina
sesso e carriera SKY

22.55 Godzilla A risvegliare il
mostro stavolta è
un’esplosione nucleare
(francese) a Mururoa
SKY HITS

Il vento del perdono
Storie di Einer (Robert
Redford), del suo braccio destro Mitch, della
nuora Jean SKY PASSION
23.00 McKlusky metà uomo
metà odio SKY CLASSICS

CIELO

22

13.50 Rai Player
14.00 La siciliana ribelle
Film
15.55 Emperor Film
17.45 Rai News - Giorno
17.50 Rai Player
Magazine
18.00 Martin il marziano Film
19.35 Fotoromanzo Film
21.15 Professione assassino Film
22.45 Angels in America
- 5 - Allo scoperto
Film

14.00 La soldatessa alle
grandi manovre
Film
15.50 N-Io e Napoleone
Film
17.45 I Marziani hanno
10 Mani Film
19.30 A-team Telefilm
20.15 Hazzard Telefilm
21.05 Ballistic Film
22.45 Adesso Cinema!
23.10 Hollywood
Homicide Film
1.25 Vendetta dal
futuro Film

serie tv

intrattenimento

film
18.10 Django Unchained

IRIS

24

18.30 Donne nel mito Mariangela Melato

18.40 Case impossibili:
Hawaii DISCOVERY

DIVA UNIVERSAL

How I Met Your
Mother FOX
18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
Ghost Whisperer FOX

CHANNEL

19.00 Staffetta in cucina LEI
19.05 Yukon Men: gli ultimi
cacciatori DISCOVERY
CHANNEL

19.20 L’uomo di casa

LIFE

19.00 Tutto in famiglia FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
20.05 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
Body of Proof FOX LIFE
20.10 The Big Bang Theory
FOX

20.35 The Big Bang Theory
FOX

20.50 Donne nel mito Hedy Lamarr DIVA
UNIVERSAL

21.00 E.R. - Medici in prima
linea DIVA UNIVERSAL
Criminal minds FOX
CRIME

Project Runway USA
12 FOX LIFE
Cumbia Ninja FOX
21.50 E.R. - Medici in prima
linea DIVA UNIVERSAL
C’era una volta FOX
21.55 The Blacklist FOX CRIME
Cucine da incubo 2
FOX LIFE

22.40 Donne nel mito Edith Piaf DIVA
UNIVERSAL

SKY

UNO

19.25 Demolitori d’azzardo
NATIONAL GEOGRAPHIC

19.30 Miles Davis - Le
Querrec ARTE
Staffetta in cucina
19.50 Giardini da incubo

LEI

SKY UNO

19.55 Esperimenti esplosivi
20.00

NATIONAL GEOGRAPHIC
Crisi Iran - Abbas ARTE

Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.20 Calzedonia Ocean
Girls SKY UNO
20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.30 George Michael ARTE
20.55 Due uomini e un
manuale NATIONAL
GEOGRAPHIC

21.00 Destini incrociati hotel
ARTE

MythBusters
DISCOVERY CHANNEL
Case da incubo LEI

21.10 Playhouse Presents: La
stanza dei bottoni
ARTE

The Face UK SKY UNO
21.25 Due uomini e un
manuale NATIONAL
GEOGRAPHIC

26

15.15 MasterChef
Australia Varietà
16.15 Fratelli in affari
17.15 Vendite impossibili Varietà
18.00 Buying & Selling
Documentari
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
Documentari
21.10 Junior Masterchef
USA Varietà
23.00 Hotel allo sbando
0.00 Think Like a Man
Film

MTV

8

16.00 Catfish: False
Identita’
16.50 Teen Mom 2
17.50 16 Anni e Incinta
19.30 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Vieni a Vivere dai
Miei
22.00 Catfish: False
Identita’
23.00 The Valleys
0.00 Geordie Shore
0.50 Ex On The Beach:
La Rivincita degli
Ex

REAL TIME

31

16.40 Quattro matrimoni - Canada
17.35 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.30 Molto bene
19.25 Best Bakery
Varietà
20.20 Enzo Missione
Spose Varietà
22.10 Il boss delle torte
Documentari
23.05 Il re del cioccolato Documentari
0.05 Malattie misteriose Documentari

DMAX

12.35 Una famiglia in
affari
13.25 Banco dei pugni
14.15 Ci sei o ci fai?
15.10 Top Gear
16.00 Matto da pescare
16.50 Airport Security
17.45 Property Wars
18.35 Una famiglia in
affari
19.30 Affare fatto!
20.20 Banco dei pugni
21.10 Fai la scelta giusta!
22.00 Troy

film
16.50 I giorni del cielo
Richard Gere, ricercato
per omicidio, emigra e
trova lavoro in una fattoria PREMIUM UNIVERSAL
Il gladiatore Dopo la
morte di Marco
Aurelio, Russell Crowe
si ritrova a fare il gladiatore PREMIUM CINEMA
ENERGY

16.55 La migliore offerta Una
storia d’amore fuori
dagli schemi ambientata a Vienna. Di
Giuseppe Tornatore
PREMIUM CINEMA

17.10 Scusa ma ti chiamo
amore Federico Moccia
racconta la Roma bene
dei quartieri alti. Con
Raoul Bova PREMIUM
CINEMA EMOTION
PREMIUM
COMEDY

17.45 Baby Mama

19.00 Quel treno per Yuma
Christian Bale deve
scortare il criminale
Russel Crowe a un
treno. Remake PREMIUM
UNIVERSAL

19.05 Lo straniero che venne
dal mare Amy Foster è
malvista dal resto del
suo villaggio perché
nata da un incesto
PREMIUM CINEMA EMOTION

19.15 Il dilemma Ronny e
Nick, amici da sempre,
si accorgono di avere
dei segreti PREMIUM
CINEMA

19.25 Cornetti alla crema
PREMIUM COMEDY

The Bourne Supremacy
Matt Damon chiude
con il passato, ma viene
scovato da un agente
segreto PREMIUM CINEMA
ENERGY

21.00 Paradise Cafe

PREMIUM
CINEMA EMOTION

21.15 Gli Amanti Passeggeri
PREMIUM CINEMA

Fuga da Los Angeles
2013: Los Angeles è
diventata un’isola-prigione. Regia di John
Carpenter PREMIUM
UNIVERSAL

C’era un cinese in coma
L’impresario Carlo
Verdone scopre nel suo
autista Beppe Fiorello
un comico PREMIUM
COMEDY
Devil PREMIUM CINEMA
ENERGY
New Moon PREMIUM
CINEMA EMOTION

22.35 La Vendetta di
Halloween PREMIUM
CINEMA ENERGY

22.55 The Blind Side
L’incontro tra un povero ragazzo afro-americano e una famiglia
bianca benestante
PREMIUM CINEMA

23.00 Mr. Deeds Il candido
Adam Sandler è l’erede
naturale di un bizzarro
magnate dei media
PREMIUM UNIVERSAL

52

serie tv
17.30 Suburgatory JOI
17.55 Shit! My Dad Says JOI
Psych TOP CRIME
18.15 Supernatural ACTION
18.25 Big Bang Theory JOI
18.40 Una mamma per
amica MYA
18.50 Due Uomini e 1/2 JOI
19.05 The Shield ACTION
19.15 Mike & Molly JOI
19.30 The Vampire diaries
MYA

Criminal Intent

TOP

CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.20 Law & Order: Unità
Speciale TOP CRIME
21.05 Person Of Interest TOP
CRIME

21.15 Mom JOI
Er-Medici In Prima
Linea MYA
I Signori della Fuga
ACTION

21.40 The middle JOI
22.05 Parenthood MYA
Grimm ACTION
22.10 Big Bang Theory JOI
22.50 Almost Human ACTION
Rizzoli & Isles TOP
CRIME

22.59 Nip’n Tuck MYA
23.30 Due Uomini e 1/2 JOI
23.40 Fringe ACTION
23.58 Mike & Molly JOI
23.59 Dracula MYA
0.25 Dr. House - Medical
division JOI

2R

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

SPORT

Oggi in Tv
12,00 Tennis. Masters Roma
12,50 Giro mattina
13,00 Sport Mediaset
14,30 Tg sport
15,15 Ciclismo. Giro d’Italia, 7a tappa
16,00 Golf. Open di Spagna

Sky Sport 2
Raitre
Italia 1
Rai Sport 1
Raitre
Sky Sport 3

16,30 Pomeriggio da campioni
17,55 Tg sport
18,00 Basket. Cska-Maccabi
19,00 Sport Mediaset
21,00 Tennis. Masters Roma
21,00 Basket. Real Madrid-Barcellona
21,05 Sfide. Italia-Germania
23,00 Ciclismo. Giro della California

.

33

Rai Sport 1
Raidue
Fox Sports 2
Italia 2
Sky Sport 2
Fox Sports 2
Raitre
Eurosport

PUNTURE TRA EX AMICI

Senza unità
di intenti con il
club, valuterei
altre offerte
Con questa
Juve vincere
la Champions
non è possibile
Antonio Conte, tecnico Juventus

Binomio vincente
Andrea Agnelli, 38 anni,
e Antonio Conte, 44:
insieme hanno vinto tre
scudetti e due Supercoppe italiane
LAPRESSE

Da Speciale
a Idiota: Eto’o
affossa il mito
di Mourinho
ROBERTO CONDIO

Da Speciale a Idiota il passo
all’indietro è lungo ma non impossibile se di mezzo c’è una
stagione da zero titoli e le solite zuffe verbali con mezzo
mondo del calcio. José Mourinho aveva cominciato la prima annata del suo secondo ciclo nel Chelsea tra gli osanna
del popolo blues e da uomo felice. «Voglio andare dove mi
amano - aveva detto salutando il Real Madrid -. A Londra
chiamatemi pure “happy
one”». Ieri, invece, in coda a
un’annata senza successi, ha
trovato qualcuno che l’ha
chiamato «idiota». Non uno
qualsiasi, peraltro. Uno dei
pupilli del miglior Mou di
sempre, quello del Triplete interista.
Samuel Eto’o ha aspettato
la scadenza del suo contratto
annuale con il Chelsea per togliersi un sassolino che gli faceva male da febbraio, da
quando il portoghese, ripreso
di nascosto dalla telecamera
di Canal + francese, aveva fat-

LA PROSSIMA SETTIMANA SI DECIDE IL FUTURO DELL’ALLENATORE

Votano Antonio
L’ad bianconero Marotta: “La priorità della Juve è tenersi stretto Conte”
E il presidente Agnelli l’abbraccia a Vinovo, davanti a trecento tifosi
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

Ci fosse qualche dubbio, il
messaggio è forte e chiaro,
con le parole e le immagini: la
Juve non vuole separarsi da
Antonio Conte. Ribadisce il
concetto Beppe Marotta: «La
nostra priorità è trattenere
Conte, che è un patrimonio
della società. Ha dimostrato
di essere uno dei migliori ed è
nostro dovere tenercelo
stretto», spiega l’ad bianconero parlando in mattinata
all’Università Cattaneo di
Castellanza. Nel pomeriggio,
da Vinovo, arriva il fotogramma: Andrea Agnelli, si

Piano B: Spalletti e
Montella. Mihajlovic
ieri ha rimandato la
firma con la Samp
vede l’inizio dell’amichevole
con il Vicenza poi, prima di
andarsene, passa dalla panchina e saluta calorosamente
il tecnico. Vero è che al centro tecnico bianconero, il
presidente ci va praticamente tutte le settimane, sempre
stringe la mano e parla con il
proprio allenatore, ma il momento vuole la sua parte, le-

Con lui 3 titoli:
spero non sia
l’ultima partita
con noi
Andrea Pirlo, regista Juventus
LAPRESSE

vando banalità a ogni gesto. Ieri poi, seconda volta in un anno, Vinovo era aperto agli occhi di tifosi e giornalisti. Ed è
meglio non dare nulla per
scontato, se non lo è neppure
un contratto firmato e timbrato, fino al giugno 2015, come
quello tra club e allenatore.
Vota Antonio la Juve, e lo
stesso fanno i giocatori, come
ricorda Andrea Pirlo: «In tre
anni ci ha portato a vincere tre
scudetti - dice il regista a Sky e spero che quella di domenica
non sia l’ultima partita con
lui». Il desiderio è quello di continuare insieme, visto che il numero 21 ha già prolungato il
contratto: «Più o meno abbiamo raggiunto l’accordo, spero
che l’annuncio sia dato tra
qualche giorno». Dovrebbe arrivare alla pausa del ritiro della

Nazionale, alla fine della prossima settimana. Sul valore di
Conte, neppure servirebbe
sondaggio, perché è un plebiscito: «È giusto riconoscere cosa ha fatto - sottolinea ancora
Marotta - e lui è un tecnico che
ha inciso pesantemente nel
raggiungimento dei risultati».
Da festeggiare, come succederà domenica pomeriggio dopo
la partita con il Cagliari, e solo
poi si penserà al futuro. «In
quel momento concluderemo
ufficialmente la stagione sportiva 2013/14 - spiega ancora
Marotta - e poi da lunedì, o forse martedì, perchè lunedì
smaltiremo un pochino i festeggiamenti, cominceremo a
concentrarci su quella che sarà
la nuova stagione. E da lì, chiaramente, il primo obiettivo è
quello di definire la posizione

DOMENICA IL CAGLIARI

5-0 al Vicenza
Il tecnico scalda
i migliori
Davanti a trecento tifosi, tre dei quali arrivati
dal Giappone, la Juve ha
battuto 5-0 il Vicenza
(Lega Pro), con i gol di
Tevez, Marchisio, Osvaldo (doppietta) e Quagliarella. In avvio, la formazione dei bianconeri era
anche attendibile, con
Buffon, Ogbonna, Bonucci, Caceres, Pirlo, Marchisio, Pogba, Lichtsteiner, Asamoah, Llorente,
Tevez. I giocatori erano
stati al lavoro anche in
mattinata, visto che dopo
i tre giorni di riposo, Antonio Conte aveva messo
in menù un doppio allenamento in vista dell’ultima gara con il Cagliari.
Al campo c’era anche il
presidente Agnelli, che
ha pranzato con la squadra, prima di vedersi
l’inizio dell’amichevole.

1

dell’allenatore». Che bisogna
festeggiare, lo ricordano anche
i Drughi, gruppo ultrà della
curva sud: appoggiano la manifestazione in sostegno del
tecnico, ma non esiste alcuna
“Questione Conte”, e prima
viene lo scudetto numero 32.
Tocca dunque all’allenatore
decidere cosa fare, ben sapendo però che la Juve non potrà
investire massicciamente sul
mercato e, quindi, ridurre il
gap con le big d’Europa. Almeno sulla carta. Ergo, potrebbe
essere di nuovo una sfida impari, in Champions, ma che si può
pur giocare, come hanno insegnato in tempi recenti Borussia Dortmund, Atletico Madrid
e, in Europa League, il Siviglia:
tutte società che hanno bilanci
ben inferiori a quello bianconero. Nell’attesa, molto sotto
traccia, il club ha sondato gli
eventuali sostituti. Tra cui restano Montella (ma con clausola milionaria da pagare alla
Fiorentina, ahi...) e Spalletti,
che mercoledì sera alla finale
di Europa League non era nella
tribuna degli ospiti Uefa, ma in
una zona abbastanza “juventina”. Rimane in lista anche
Mihajlovic, che ieri doveva firmare con Samp, ma ha rimandato alla prossima settimana:
che coincidenza.

ANSA

Eto’o e Mou ai tempi dell’Inter

to crassa ironia sull’età del
suo bomber: «Ha 32 anni, forse 35, chi lo può sapere?».
In effetti, Eto’o ne ha 33. E
due giorni prima di compierli,
l’8 marzo, aveva cominciato a
rispondere al suo allenatore
segnando un gol al Tottenham
e festeggiando muovendosi
come un vecchio con il mal di
schiena. Adesso, in partenza
per il ritiro premondiale del
Camerun, ha spiegato meglio
il suo pensiero: «Non è perché
un idiota ha detto che sono un
vecchietto che dovete crederci». Chiarissimo.
Poi, per puntualizzare il
senso della sua ultima stagione agli ordini dello Special diventato Idiot, con 12 gol segnati e 7 assist, ha aggiunto:
«Avrete tra l’altro visto che il
vecchio è stato migliore dei
giovani. Leggo che andrò a
giocare negli Stati Uniti o in
Medio Oriente, ma non è vero
niente. Quest’anno ho giocato
la Champions League e voglio
continuare a giocarla. Dove?
Non ve lo dico. Di certo, però,
c’è che sto ancora molto bene,
di testa e di gambe. Farò questo Mondiale e pure il prossimo, a 37 anni». Con una dedica speciale a Mourinho, che
ha osato sfottere l’unico calciatore capace di completare
due Triplete, bissando con
l’Inter l’impresa fatta un anno
prima nel Barça.

R

34 .Sport

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Il Faraone senza Italia
“Ho perso i Mondiali
ma mi riprendo il Milan”

Domenica a Bergamo è ricominciata
una nuova fase della sua vita.

«Purtroppo proprio questa sconfitta ha compromesso l’accesso
all’Europa League. Il gruppo è
grosso modo quello che in precedenza aveva conquistato il terzo
posto. Ha grandi qualità, anche
se avrebbe dovuto fare qualcosa
di più».
È sorpreso dal rendimento del Torino?

«No perché hanno sempre giocato
bene. Il Toro ha degli ottimi giocatori, la convocazione di Immobile, ad
esempio, non mi ha sorpreso. L’ho
conosciuto nell’Under 21, è una brava persona».

El Shaarawy: “Sono rientrato tardi, ritenterò”

Intervista

5
Partite

LAURA BANDINELLI
MILANO

S

tephan El Shaarawy, negli ultimi giorni ha ricevuto una telefonata da Cesare Prandelli?

«Sì, ci siamo parlati lunedì, prima delle convocazioni. Ero a Crema a ritirare un
premio e lui è intervenuto in sala
con un collegamento. Mi ha detto
che sono sulla strada giusta e che
devo credere di più nelle mie capacità».
Dopo la Confederations Cup Prandelli disse che lei non aveva una
personalità ben definita…

«Ho ancora tanto da imparare, sono all’inizio della mia carriera. Ed è
giusto chiedermi di più».
Intanto ha dovuto rinunciare al
Mondiale in Brasile.

«Sono rientrato in campo troppo
tardi. È vero, un po’ ci credevo ma
non ho rimpianti. Ho fatto di tutto
per ritrovare la condizione, il Mondiale è stato uno stimolo per accorciare i tempi di recupero. Per fortuna sono giovane, ho tempo per riprovarci»

Giocate in questo
campionato
da El Shaarawy
È rientrato domenica scorsa nel
secondo tempo
contro l’Atalanta,
cinque mesi
dopo l’intervento
al piede

Deve ritrovare anche se stesso. La
microfrattura al piede ha compromesso la sua annata e sono girate le
peggiori storie.

Che El Shaarawy vedremo per la
prossima stagione?

«Il mio obiettivo primario sarà riprendermi il Milan, tornando protagonista e soprattutto senza avere altri infortuni».

«Se ne sono dette di tutti i colori
ma la verità è molto più semplice
di quanto uno creda, ho avuto un
brutto infortunio che adesso spero
di essermi lasciato alle spalle».

In attesa di capire chi sarà il nuovo allenatore, lei dove vorrebbe giocare?

«A sinistra. Il modulo non conta, mi
basta partire da lì».

Quando la terapia conservativa
non dava nessun beneficio cosa
pensava?

Il suo sogno è sempre stato giocare
con Kakà.

«A trovare un modo per guarire,
l’intervento mi ha bloccato per
tanti mesi ma almeno avevo la certezza che avrei ripreso a giocare.
È stata una esperienza che mi ha
segnato ma ne esco più forte e più
maturo. Non ho mai avuto brutti
pensieri, sono un positivo per natura».
Però qualcosa è successo perché l’El
Shaarawy che ha dominato tutto il
girone di andata della stagione scorsa non si è più rivisto».

«Mi è mancato il gol, le prestazione erano buone. Quando le cose girano bene ti riesce tutto, quando
inizi a sbagliare la testa va per
conto suo».

LA TELEFONATA DEL CT

«Mi ha detto di credere di più
in me stesso. I gol? Quando
sbagli, la testa va per conto suo»
«È arrivato lui e sono sparito io… ci
riproveremo da quest’estate»
Il Milan è sempre a caccia di talenti.
Da qualche giorno c’è anche il giovane Mastour ad allenarsi a Milanello.
Che impressione le ha fatto?

Stephan El Shaarawy,
21 anni, è stato fermo
5 mesi per infortunio

PHOTOPRESS

Se ne sono dette tante su di È arrivato Kakà, sono
me, ma la verità è semplice: sparito io. Ci riproveremo
è stato un brutto infortunio da quest’estate...
Stephan El Shaarawy, attaccante del Milan

«Due anni fa eravamo in vacanza
in Sardegna e palleggiavamo insieme. Sicuramente è un giocatore
di grande qualità, ma è ancora
molto giovane, non bisogna addossargli troppe responsabilità».
L’Italia per tornare competitiva deve
sperare nei giovani

«E infatti da qualche anno il settore
giovanile è tenuto in grande considerazione. Ci sono bravissimi giocatori nelle giovanili del Milan. De Sciglio è il miglior prototipo considerato il fatto che disputerà un Mondiale
ad appena 21 anni».

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Rush finale

Retroscena
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

B

attutine, allusioni
e tanta dietrologia. Il calcio italiano non tradisce
mai, soprattutto
quando si è alla vigilia delle
partite che possono valere
una stagione, mandando in
scena sempre lo stesso spettacolo. Quello dei soliti sospetti. Utili per difendere i
propri interessi o per mettere
pressione agli avversari, con
tutto il corollario di pensieri,
previsioni ed allarmi del caso.
A scaldare l’atto conclusivo del campionato, dove in
palio c’è solo l’ultimo posto da
assegnare per l’Europa League, ci ha pensato il Parma.
Squadra in lotta con il Toro, il
Milan e il Verona per un traguardo che vorrebbe dire gloria, soldi e coppe europee. I
gialloblù sono settimi ed inseguono i granata ad un punto,
dopo aver pareggiato 1-1 lo
scontro diretto all’Olimpico
di Torino domenica scorsa,
ma vedono come fumo negli
occhi la partita FiorentinaToro. Forse per la mancanza
GRANATA A FIRENZE

Dopo il pari nello scontro
diretto, Ventura e Donadoni
si contendono il 6° posto
SFIDE TRA CLUB «AMICI»

Ghirardi sollecita i viola
ma due turni fa approfittò
di una Samp «gemellata»
di stimoli della squadra viola,
blindata al quarto posto e da
ieri priva anche del difensore
Savic (frattura del setto nasale), oppure per la storica amicizia tra le due tifoserie. E così Tommaso Ghirardi, presidente del Parma, ha lanciato
il suo personalissimo sospetto. «Non sono preoccupato
dalla mancata licenza Uefa ha commentato il numero
uno del club emiliano, che attende il ricorso dopo la prima
bocciatura sul documento
fondamentale per giocare le
coppe -, ma dalla sfida di Firenze. Il Torino è una squadra forte e gioca con chi ha
poche motivazioni, ma la Fiorentina è una società che si è
sempre basata sul fair-play e
sulla propria immagine di
correttezza. Mi auguro che
dimostri anche questa volta
le sue qualità».
Da Firenze ieri nessuno ha
voluto commentare i pensieri

Sport .35

.

DUE ASTE DESERTE

Ventura e
Cerci saranno
chiamati
domenica
a Firenze
all’ultimo
sforzo con
il loro Toro:
una vittoria
e sarà Europa
League

“Comprate
il club”. Bari
in vendita sul
sito dell’usato
GUGLIELMO BUCCHERI

B

20
Anni
Il Torino
non gioca in
Europa dal
1994, anno
in cui uscì
nei quarti di
Coppa Coppe

ANSA

Europa, sprint e sospetti
Toro-Parma non finisce mai
Il presidente emiliano: “Fiorentina senza motivazioni, sono preoccupato”
di Ghirardi, lasciando cadere
nel silenzio qualsiasi tipo di illazione che qualche allenatore –
nel recentissimo passato –
avrebbe bollato tranquillamente come cose «da provinciali» o
«chiacchiere da bar». Evidentemente a Parma, però, temono che lo storico gemellaggio
tra le tifoserie viola e granata
possa dilagare in campo al
«Franchi». Un po’ come è acca-

duto lo scorso 4 maggio, quando la squadra di Donadoni ha
sfruttato l’antica amicizia tra i
sostenitori gialloblù e quelli
della Sampdoria per conquistare tre punti preziosi in una
partita senza tensioni.
Le frasi di Ghirardi, però,
hanno fatto arrabbiare i tifosi
del Toro, già turbati dalla scelta
di Rizzoli come arbitro della
partita. Per il fischietto bolo-

Domenica torna Rodriguez in difesa
Poilibereràunpostodaextracomunitario
1 Non c’è solo il capocanno-

niere Immobile da sostituire nella partita più importante dell’anno. Ventura a Firenze dovrà
fare a meno anche dello squalificato Bovo, da 3 mesi colonna
della difesa dopo una prima
parte di stagione caratterizzata
da infortuni e panchine. Contro
la Fiorentina il tecnico non riporterà Darmian nel terzetto dei
centrali e difficilmente sposterà
Maksimovic per far giocare Vesovic. L’idea è quella di rilanciare

Rodriguez al centro della difesa,
con Glik a destra. L’uruguaiano
non gioca da Inter-Toro di marzo
e ha collezionato 6 presenze in
campionato: domenica sera sarà la sua ultima partita con il Torino, visto che nel suo ruolo è già
stato preso lo svedese Jansson e
lui potrebbe rientrare in patria,
liberando un posto da extracomunitario. Utile per tesserare
Bruno Peres, 24enne esterno
brasiliano del Santos che piace
al ds Petrachi.
[G. ODD.]

gnese sarà la prima volta con il
Torino dopo la mancata concessione del rigore nell’ultimo
derby per il fallo di Pirlo su El
Kaddouri. L’aria, dunque, è già
elettrica di suo, ma ci pensa Urbano Cairo a riportare la tensione nei giusti canali. «Rizzoli
andrà al Mondiale, meglio di
così non si poteva avere», commenta il presidente granata dopo la designazione. E di fronte
alle dichiarazioni del Parma,
Cairo risponde con un sorriso
malizioso: «Voglio bene a Ghirardi, è un amico. Lui stia sereno, così come io sono sereno
per la sua partita». Che per altro vedrà Cassano e compagni
ospitare al «Tardini» il già retrocesso Livorno, non proprio
una formazione ricca di stimoli.
La volata per l’Europa è già
bella lanciata e come in tutte le
volate non mancano scorrettezze, colpi proibiti, marcature
strette e alleanze in corsa. Il
Toro ha il vantaggio di essere
padrone del proprio destino rispetto alle concorrenti, ma sa
che dovrà fare l’impresa a Firenze (dove non vince da 38 anni) per conquistare il suo scudetto e zittire i soliti sospetti.

Hanno detto
Mi preoccupa la sfida
di Firenze. Mi auguro
che anche questa
volta i viola dimostrino
le loro qualità e il fair
play che li caratterizza
Tommaso Ghirardi
PRESIDENTE
DEL PARMA

Ghirardi è un amico
ma stia sereno
Come io sono sereno
per la sua partita
contro il Livorno
che è già retrocesso
Urbano Cairo
PRESIDENTE
DEL TORINO

ari è una città con la testa nel pallone. Lo è
perchè c’è una squadra, fallita, che improvvisamente si è messa a pensare al
salto in serie A (l’obiettivo
play off appare sempre più a
portata di mano) e lo fa nonostante nessuno la voglia compare: il club pugliese, martedì, si presenterà in tribunale
per la terza asta d’acquisto
dopo che le prime due sono
andate deserte. Il prezzo è
fissato (2 milioni di euro), i
potenziali proprietari appaiono e scompaiono dalla scena, siano essi russi, indiani,
inglesi ed anche italiani. Cosa
accadrà se nessuno manifesterà interesse per la società
appartenuta alla famiglia
Matarrese negli ultimi trentasette anni? Qualcosa deve
accadere per non scomparire
dal calcio e, giurano dalle
parti di San Nicola, qualcosa
accadrà.
«Comprate la Bari, per favore...». Il tam tam è partito,
si è ingrossato, è diventato
uno tsunami. Checco Zalone,
Fiorello che a Bari dice di
aver fatto il militare, uomini
d’affari, professionisti e migliaia e migliaia di tifosi. E
poi, i giocatori: tutti con il cartello in mano, tutti sul web a
chiedere di essere acquistati
perchè è un affare. Il caso Bari è finito anche sul sito numero uno in Italia per la vendita
dell’usato (subito.it) e ha cancellato dalla testa dei baresi
la campagna elettorale per il
nuovo sindaco. Il San Nicola è
diventato il teatro dei sogni,
una trasformazione che è andata di pari passo con le cattive notizie dal tribunale: oltre
100 mila appassionati hanno
assistito alle ultime quattro
gare casalinghe dei Galletti e,
per la sfida con il Cittadella di
lunedì sera, se ne prevedono
più di 30 mila. Il motivo è
semplice: ora che il club è fallito, i tifosi vogliono dimostrare con quanto affetto verrebbe accolto il nuovo patron. E
l’affetto del popolo biancorosso, per ora, si limita a soffocare la squadra: di ritorno dal
successo di Carpi 48 ore fa, i
giocatori hanno fatto fatica a
scendere dal treno perchè i
binari erano occupati da tremila tifosi in festa.

T1 CV PR T2

VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 LA STAMPA 36

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Sport .37

.

Tutti giù per terra, piove sul Giro
Una trentina di cadute sul bagnato: Caruso e Vicioso in ospedale, Rodriguez fratturato si ritira
Le cause
possibili

il caso

1

GIORGIO VIBERTI
INVIATO A MONTECASSINO

Asfalto nuovo
e lucido: poco
drenante
in caso
di pioggia

aurosa carambola
al Giro. È bastata
un po’ di pioggia
per sconvolgere la
6ª tappa ancora
prima dell’atteso epilogo sulla salita di Montecassino. A 11
chilometri dalla vetta, nell’attraversamento di Cassino,
una rotonda traditrice si è
trasformata in una trappola.
Sulla carreggiata umida di
pioggia è stato sufficiente
che qualche corridore - a
quasi 60 km orari - toccasse i
freni per innescare una serie
di cadute che ha rischiato di
avere conseguenze drammatiche. A terra, fra gli altri, è
rimasto esanime Giampaolo

P

2
Tubolari sottili
e gonfiati
al massimo:
micidiali
sul bagnato

3
Bici leggere
in carbonio
e titanio,
ingovernabili
in simili casi

L’ACCUSA

La Maglia rosa: «La strada
passava da 4 a una corsia
Impossibile stare in piedi»

Il siciliano Giampaolo Caruso, 33 anni, a terra dolorante per un forte trauma al femore

Caruso, piegato in una posizione innaturale che per alcuni terribili minuti ha fatto
temere una tragedia come
quella che nel 2011, proprio al
Giro, costò la vita al belga
Wouter Weylandt. Per fortuna il corridore del team Katusha non ha mai perso conoscenza e dopo alcuni minuti
di smarrimento ha risposto
ai medici che lo hanno immobilizzato e trasportato in
ospedale: la diagnosi parla di
grave trauma contusivo a un
femore. Commovente l’immagine dell’altro corridore

siciliano Tiralongo, che pur essendo di una squadra rivale
(l’Astana) si è attardato vicino
all’amico e conterraneo Caruso. Fra i quasi trenta uomini finiti a terra, struggente il coraggio di Flens, Roche e Tuft,
ripartiti malgrado sanguinassero copiosamente. L’incidente ha coinvolto anche i big
Quintana, Uran, Scarponi,
Basso e Rodriguez.
Il gruppo si è così spezzato
in più tronconi. All’attacco della salita finale, al comando si
sono trovati in dodici, fra i quali la maglia rosa Matthews ed

Analisi
STEFANO SEMERARO
ROMA

ederer (mercoledì) ha
perso, la Sharapova (ieri)
ha perso, e anche Nadal
non se l’è passata bene: due set
e mezzo di sofferenza contro
Youzhny, dopo i tre patiti la sera
prima con Simon, in uno dei pomeriggi più ventosi e faticosi
della sua luminosa carriera romana. Al Foro l’emorragia di talenti ha rischiato di trasformarsi in dissanguamento fatale, ma
non è il problema di un torneo, è
l’emergenza che il tennis inizia a
scorgere nel suo futuro. Per
questioni anagrafiche, di usura
generazionale, e per una mutazione antropologica (si diceva
un tempo) che riguarda tutto lo
sport. Babbo Federer in agosto
spegnerà 33 candeline; Murray,
coetaneo di Djokovic, ha compiuto ieri 27 anni, Nadal ne farà
28 fra una ventina di giorni. Per
carità: Rafa è ancora il n.1 del
mondo, anche se sul rosso sbanda come non gli era mai successo, Djokovic il n.2 e Federer il n.
4 - ma la loro percentuale di terribilità è in calo. Il duo Rafa &
Roger ha segnato un decennio
dorato, un’epoca meravigliosa e
insieme bloccata, soffocata non
solo dal loro immenso talento
ma anche dalle loro personalità
da maschi-alfa, quindi è lecito
chiedersi cosa farà il tennis
svoltato un angolo epocale. La
stessa domanda che ha accompagnato il viale del tramonto di
Sampras e Agassi a inizio mil-

F

229 - Trevi
223 - Sant’Eraclio
199.9
207,1
211,0

189,6

322 - Spoleto
243 - San Giacomo

378 - Bv. di Rivodutri
379 - Madonna della Luce
509 - Forca di Arrone
243 - Arrone
449 - Cantoniera
135,0
142,5
148,6
154,1
161,7

ARRIVO
Foligno

182,2

390 - Rieti
123,9

542 - Castel di Tora
562 - Posticciola
93,0

101,4

470 - Arsoli
68,1

59,2

42,5

675 - Affile
408 - Subiaco
336 - Agosta

GPM

171,5

Frosinone - Foligno di 211,0 Km
Diretta TV: ore 15:10 su Rai 3

GPM

50,3

1007 - Valico di Arcinazzo
28,6

cassino: 1. Matthews; 2. Wellens; 3. Evans; 4. Rabottini; 13.
Aru49”;15.Uran;19.Quintana;
28. Basso; 39. Scarponi 1’37”.
Class.: 1. Matthews; 2. Evans
21”; 3. Uran 1’18”; 4. Majka
1’25”; 6. Rabottini; 8. Aru 1’51”;
10. Basso 2’06”; 11. Quintana
2’08”; 17. Scarponi 2’28”. Oggi
Frosinone-Foligno (211 km).

tappa

PARTENZA
Frosinone
434 - Alatri
481 - Pitocco

1 6ª tappa Sassano-Monte-



0,0
9,3
15,4

Vinceanchelatappa
Matthewsrestaleader

646 - Valico della Somma

PHOTOPRESS

- LA STAMPA

C’è un futuro dopo Federer&Nadal?
Il tennis ha paura del vuoto
I due big faticano, cercasi eredi. Panatta: “Almeno due anni di transizione”
PennettaeSchiavoneko
Rafasoffremapassa
1 Errani nei quarti, fuori

Pennetta, Schiavone e Sharapova. Maschile, 3° turno:
Haas-Wawrinka 5-7, 6-2, 6-3;
Raonic-Tsonga 7-6, 6-4; Chardy-Dodig 6-3, 6-2; MurrayMelzer 7-6, 6-4; NadalYouzhny 6-7, 6-2, 6-1; Dimitrov-Berdych 6-7, 6-2, 6-2; Ferrer-Gulbis 6-2, 6-3. Femminile,
3° turno: Suarez Navarro-Halep rit.; Li-Stosur 6-3, 6-1; Errani-Cetkovska 6-4, 7-6; A. Radwanska-Schiavone 6-4, 6-1;
Ivanovic-Sharapova 6-1, 6-4;
Zang-McHale 6-2, 4-6, 6-2;
Jankovic-Pennetta 6-2, 6-3.

ANSA

Rafa Nadal, 28 anni, è il numero uno del mondo

lennio. Con la differenza che allora l’erede, il predestinato, The
Chosen One – il cucciolo Federer
– era già all’orizzonte. Stavolta,
anche salendo sul campanile, la
pianura sembra affollata solo di
destini minori, di orde immature.
«Ma il tennis ha sempre funzionato così», sdrammatizza Adriano
Panatta. «Due o tre anni di interregno li dobbiamo mettere in conto, poi un nuovo Numero Uno arriverà. A me non dispiace Dimi-

trov, anche se è oggi dominano i
’fisiconi’ e quindi non sarà facile
trovare il Federer 2.0». Sebastien
Grosjean, ex top-10 francese trasformatosi oggi in commentatore
e tecnico di Gasquet è meno ottimista. «Rafa è ancora giovane,
Roger ha solo 5 anni più di lui, ma
quando smetteranno di giocare
loro sarà dura rimpiazzarli. Perché sono molto più che tennisti:
sono superstar. Nel tennis hanno
fatto piazza pulita, si sono presi

Come nel 2000 dopo
Agassi e Sampras ci
sarà un periodo senza
dominatori,
ma non sarà
un medioevo
Ivan Ljubicic
Ex numero 3 del mondo
e coach di Raonic

tutto. Fatalmente ci sarà un gap,
un vuoto. E individuare un erede
oggi è impossibile». È lo stesso allarme che dovranno affrontare
l’atletica del dopo-Bolt, il golf del
post-Tiger Woods e nel quale si
agita già in parte il ciclismo tradito da Lance Armstrong. Investire
– mediaticamente – su superstar
e grandi eventi rischia di svalutare le discipline che restano orfane
di grandi nomi? «Non userei la
parola investimento – analizza
Ivan Ljubicic, ex-n.3 Atp e oggi coach del canadese Milos Raonic,
n.11 del ranking – Sono cose che
vengono da sole, se Federer vince
17 Slam va da sé che si trasforma
in superstar. Di questo argomento ho discusso a lungo con molte
persone, i 50-60enni di oggi mi
hanno detto che dopo Borg e
McEnroe per qualche tempo
hanno smesso di guardare il tennis. Come è capitato attorno al
2000, dopo Agassi e Sampras, ci
sarà un un periodo senza dominatori, ma non un medio-evo. In
cambio il tennis si aprirà, i giovani che si avvicineranno al tennis
avranno nuovi idoli: se Milos crescerà potrà affascinare i canadesi
e gli americani, l’importante sarebbe avere un orientale capace
di catalizzare l’interesse dell’Asia.
Ma non mi preoccuperei troppo:
il tennis sopravviverà». Twittatelo, se volete: Tennis #staisereno.

Evans, quest’ultimo con due
compagni. Proprio i tre uomini
Bmc si sono messi a tirare, tattica che dopo la corsa avrebbe
scatenato accuse di scarso
fairplay. Sul traguardo Matthews, davvero sorprendente
nel reggere il ritmo anche in
salita, ha battuto Wellens ed
Evans che comunque ha scalato un’altra posizione in classifica. A 49” sono arrivati Aru,
Uran, Quintana e Basso, a 1’37”
Scarponi, addirittura a 7’43”
un malconcio Rodriguez, poi
trasportato in ospedale dove
gli sono state riscontrate le
fratture di un dito e di alcune
coste: inevitabile il ritiro dal
Giro. Fuori corsa per altre fratture anche Vicioso (il più grave: frattura scomposta a un femore), Brajkovic e Lancaster.
Aldilà degli sconvolgimenti
in classifica, ci si chiede il perché di una caduta così rovinosa
in un tratto quasi rettilineo.
«In quel punto - ha sintetizzato
Matthews - andavamo ai 60 all’ora e la carreggiata è passata
da quattro a una corsia. Impossibile non cadere sul bagnato». Altre considerazioni
aiutano a spiegare il patatràc:
molte strade del Sud hanno
asfalto lucido e per nulla drenante, altro che il perfetto selciato irlandese dove nelle prime tre tappe di questo Giro
non c’erano state cadute gravi
malgrado la pioggia pressoché
continua; i corridori usano
spesso tubolari molto sottili e
gonfiati al massimo, che agevolano la pedalata sull’asciutto
ma diventano micidiali sul bagnato; le bici in carbonio e titanio, leggere e robuste, diventano ingovernabili in situazioni
estreme. Forse è meglio pensarci un po’ su, perché il meteo
annuncia altri due giorni di
pioggia sul Giro.

In breve
Calcio: dopo il Mondiale

Albertini lascia la Figc
1 Il

vice presidente Demetrio Albertini ha annunciato
che dopo il Mondiale lascerà
la Federcalcio.

MotoGp a Le Mans

Oggi le prove libere
1 Oggi le libere alle 9,55 e alle

14,05, domani le qualifiche alle
14,10 (su Sky Sport MotoGp).

Basket, Eurolega: stasera

Final Four ad Assago
1 Eurolega, Final Four al Fo-

rum di Assago: alle 18 il Cska
Mosca sfida il Maccabi Tel Aviv,
alle 21 sfida fra Real Madrid e
Barcellona (su Fox Sports 2).

Presidenza Lega Basket

Minucci rinuncia
1 Rinuncerà

alla presidenza
della Lega Ferdinando Minucci
l’ex presidente della Mens Sana
Basket Siena, ai domiciliari.

Basket Nba, Conference

Belinelli in finale
1 Belinelli

è il primo italiano in finale di Conference. I
suoi Spurs incontreranno una
tra Oklahoma e Clippers.

Volley verso il Mondiale

Azzurre, primo test
1 Primo test stagionale per

l’Italia femminile: alle 20,30, a
S. Bonifacio, amichevole con
la Rep. Ceca.

T1 CV PR T2

VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

R

39

IN EDICOLA CON

ALL’OFFICINA H OLIVETTI DI IVREA

LA STAMPA

Il convegno nazionale Fai
«Come far rinascere l’Italia»
Sarà una giornata al paesaggio e alle diverse culture
dei territori d’Italia: un patrimonio unico, da cui partire
per immaginare e costruire
una rinascita, locale e nazionale. Sarà questo il tema del
XVIII Convegno nazionale Fai

2

Oggi

Ieri

MIN (˚C)

7

8.9

10.1

MAX

IL TEMPO IN CITTÀ

23

21.9

14.6

Un anno fa

Diario

che si terrà oggi, a partire dalle
15, a Ivrea, negli ex stabilimenti
Olivetti, Officina H. Alla giornata di riflessione dedicata a uno
sviluppo nuovo e sostenibile (la
tavola rotonda si intitola «Quale
rinascita per l’Italia») partecipa
anche il sindaco Fassino. [E.MIN.]

T1 T2

RUDY
OROLOGI
COMPRO ORO
COMPRO ARGENTO
COMPRO ROLEX

Il convegno si terrà negli ex stabilimenti Olivetti, Officina H

Via XX Settembre, 14/c
(quasi ang. Via Gramsci)
TORINO
Cell. 348.5502437

TORINO

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it

L’ex autista
del pm
si inventò
l’aggressione
Accusò gli anarchici
Ora non risponde
ai magistrati
Servizio
A PAGINA 43

Dalle telefonate
spuntano anche
le baby squillo

I CONTROLLI LA GUARDIA DI FINANZA ACCUSA I TITOLARI DI DIECI COPISTERIE: RISCHIANO SANZIONI MILIONARIE

Blitz in zona università
contro i libri fotocopiati
Multe e denunce. Gli studenti: a rischio il diritto allo studio
“LA CASSAZIONE NON SCARCERA I 4 NO TAV E RINVIA GLI ATTI AL TRIBUNALE DELLA LIBERTÀ

Guardia di Finanza
* inIl blitz.
azione intorno al Cam-

pus, a Palazzo Nuovo e nelle sedi universitarie per un
maxicontrollo sui libri fotocopiati. Dieci titolari di
copisterie sono stati denunciati e rischiano sanzioni altissime. I volumi
copiati illegalmente sarebbero migliaia.

Altre otto inchieste
dagli accertamenti
dopo il delitto Musy
Massimo Numa
A PAGINA 47

ALLE PAGINE 40 E 41

Minaccia
di darsi fuoco
per un verbale

IL NEGOZIANTE

«Così è troppo
voglio vendere
e in fretta»

Paura a Porta Palazzo
dopo una sanzione
da cinquemila euro

Parla uno dei denunciati
«E' tutto sequestrato»

Diego Molino
A PAGINA 54

Letizia Tortello A PAGINA 40

All’Aeg di Ivrea
si resta nel cda
fino a 90 anni
La Cooperativa pronta
a votare la norma
salva-presidente

IL PROFESSORE

REPORTERS

Da riformulare le accuse ai No Tav

Giampiero Maggio

Massimiliano Peggio A PAGINA 43

A PAGINA 50

«L’Ateneo
diventi
casa editrice»
Il direttore di Giurisprudenza
«Dimezziamo i costi dei libri»

SILVIA GARBARINO

P

assata la notte dei sorrisi e delle strette di
mano, la Uefa ha reindossato la sua maschera di
ferro. E per Torino, prossima
a diventare la città europea
dello sport, è una mezza fucilata sull’orgoglio. L’organismo presieduto da Michel
Platini ha avviato un’inchiesta sui «troppi posti vuoti»
durante la finale di Europa
League allo Juventus Stadium. La sera di Benfica-Siviglia risultavano 33.120
spettatori, la capienza dello
stadio bianconero è di 40.941

posti. La Uefa si chiede come
mai le tribune laterali, riservate agli acquirenti dei biglietti
residenti a Torino, fossero desolatamente deserte per un
evento simile. Ballano dai conti ufficiali settemila tagliandi.
Per la ratio del tifoso bianconero è che l’appeal per la
manifestazione è crollata dopo
l’uscita della Juventus, padrona di casa, e perciò chi aveva il
biglietto in tasca o ha tentato
di regalarlo - evidentemente
senza alcun successo - o semplicemente non l’ha utilizzato.
Entrambe le spiegazioni alla Uefa non sono bastate. Da
qui il via all’inchiesta.

LUIGI LA SPINA

L’inopportunità
dell’insabbiare

C

i sono decisioni che,
se possono avere
qualche giustificazione formale, si scontrano
così clamorosamente con
la sensibilità dell’opinione
pubblica da suscitare, più
che indignazione, sorpresa
e sconcerto. Come se il
mondo della politica vivesse in un altro universo, un
mondo totalmente autoreferenziale, impermeabile ai
sentimenti e agli umori dei
cittadini fino all’autolesionismo più incomprensibile.
L’ultimo caso di questa
vocazione al suicidio della
credibilità politica è stato
rivelato, ieri, dal nostro
giornale e riguarda lo scioglimento della commissione d’inchiesta sugli appalti
nella sanità regionale. Il lavoro d’indagine aveva scoperto una prassi del tutto
irregolare: dal 2002, cioè
da dodici anni e con amministrazioni di diverso colore, gli appalti delle Asl venivano assegnati senza gare e con continue proroghe
che affidavano i lavori o le
forniture sostanzialmente
sempre alle stesse ditte. La
legge, invece, prescrive
che solo in casi eccezionali,
quando ricorrano motivi di
assoluta urgenza, si possa
applicare una proroga che
può arrivare al termine
massimo di sei mesi.
CONTINUA A PAGINA 44

Elena Lisa A PAGINA 41

Settemila fantasmi

Cara
Torino

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

gg Dossier/Caro libri e legalità
ELENA LISA
LETIZIA TORTELLO

32

Un blitz da 6 milioni e mezzo di euro, 32 mila libri e files «piratati» sequestrati.
Dieci titolari di copisterie
denunciati, costretti a pagare una maxi multa, per aver
riprodotto illegalmente opere letterarie tutelate dal diritto d’autore. Il mercato
della fotocopia a Torino non
ha pace. L’ha messo sottosopra un’operazione della
Guardia di Finanza. Dopo
numerosi appostamenti, i
baschi verdi hanno passato
in rassegna le fotocopisterie
attorno alle università. Dal
Campus Einaudi a Palazzo
Nuovo (tre punti sanzionati), da Architettura ad Economia (altri tre negozi in
corso Unione Sovietica). All’elenco dei denunciati si sono aggiunti i proprietari di
quattro negozi del centro:
smerciavano illegalmente
tomi vari: diritto, psicologia, letteratura, cinema.

mila
I libri fotocopiati
illegalmente
secondo la
Guardia di Finanza

206
euro
La sanzione
comminata per
ogni libro
riprodotto

6,4

Primo passo il Poli

L’operazione ne segue una
identica eseguita poche settimana fa nella zona del Politecnico. Stessi risultati: multe sa-

Manuali di diritto
e testi d economia
erano pronti
per essere venduti
latissime e denunce a pioggia.
Il mondo sommerso della violazione del diritto d’autore viene a galla e lancia, ancora un
volta, il messaggio agli studenti: è vietato fotocopiare libri, si
può riprodurre solo il 15% dei
testi protetti da copyright.
Questione nota che trascina altrettanto note difficoltà
dei ragazzi e delle loro famiglie: tasse universitarie, affitti in nero e mole di libri costosi da comprare per superare
gli esami. Un punto questo,
più facile da aggirare, e che
invoglia molti universitari ad
arrangiarsi con le fotocopie.
I dubbi dei ragazzi

«Onestamente - dice Matteo
Botto, rappresentante nel Senato accademico del Politecnico - trovo strano che la questione possa riguardare gli
studenti di Architettura. A
noi, il più delle volte, bastano le
lezioni in aula e le dispense dei
professori per superare gli
esami. I libri li usiamo per consultare alcuni capitoli. A noi,
quindi, le fotocopie sarebbero
consentite».

milioni
REPORTERS

Sotto sequestro
Delle dieci copisterie sanzionate dalla Finanza con multe salatissime, tre si trovano vicino
a Palazzo Nuovo e al Campus Einaudi, tre nei pressi di Economia e quattro in centro

Maximulta per 10 copisterie
dopo il blitz della Finanza

Nuovo una macchina fotocopiatrice a libero uso degli studenti –. Questa operazione è
l’ennesimo tentativo di proteggere gli interessi delle grandi
case editrici.
Elena Cristini, al primo anno di Lingue, racconta: «Ogni
esame costa, all’incirca, 50 eu-

Controlli a tappeto nei negozi, dal Campus Einaudi a Palazzo Nuovo
Insorgono gli studenti: “È diventato impossibile acquistare libri nuovi”

Nel 2013 il titolare
de «L’Originale»
aveva dovuto
chiudere per un mese

Ciò che fotocopiano gli studenti di architettura sono soprattutto tavole. Loro le «plottano» cioè le riproducono a
grandi dimensioni, e per farlo
occorrono stampanti speciali.
Diverso, invece, è per l’Università: corsi come Lettere, Giurisprudenza, Psicologia, e Medicina si affidano a tomi e manuali. «Noi per primi, ma anche molti docenti – spiega Paolo Giachino, titolare da 15 anni
della copisteria L’Originale di
corso San Maurizio –, siamo
andati incontro alle esigenze

ro. Io e le mie amiche ci organizziamo, una compra il libro,
le altre lo fotocopiano». L’amica Giulia Monticone, di Psicologia, ammette: «Io onestamente non me li posso permettere 70 euro per un testo di
800 pagine. I miei già fanno i
salti mortali e non è che adesso, dopo il blitz, io improvvisamente avrò più possibilità economiche. La crisi è crisi per
tutti. O abbassano i prezzi dei
libri o solo in pochissimi potranno studiare». Quando si
dice diritto allo studio.

dei ragazzi. Nel marzo 2013 ci
hanno chiuso il negozio per un
mese. Ho un procedimento penale ancora in corso. Rischio
una multa che mi costerebbe
sui 250 euro al giorno, moltiplicato per 8 mesi». Totale: 60
mila euro. Un salasso.
Multe per tutti

Ma anche gli studenti possono
essere multati. Se le copisterie,
incorrono nella sanzione da 206
euro per ogni libro riprodotto più un procedimento penale per
violazione del diritto d’autore - i

clienti arrivano a pagare fino a
50 euro per copia piratata.
La Guardia di finanza stima
che i libri copiati illegalmente
siano 32 mila e l’ammontare
della multa, tra le 10 copisterie, superi i sei milioni di euro.
I proprietari, secondo le indagini, erano sicuri di non essere colti in fallo. Migliaia di
volumi, soprattutto manuali di
diritto e testi di economia, erano stati stipati in anfratti nascosti. Le fiamme gialle hanno
sequestrato tomi già stampati,
o dispense dei professori

(quelle protette da copyright),
chiusi nei cestini della raccolta
carta, oppure in auto parcheggiate fuori dal negozio. I files
su computer si chiamavano
con codici alfanumerici, o erano stati salvati con nomi che
potevano depistare.
Di fronte all’ennesimo blitz,
la protesta più alta è degli studenti: «Non ci interessa difendere le copisterie – commenta
Vincenzo Pellicanò, di terzo
piano Biblioteca Autogestita,
collettivo che da ottobre ha
collocato nell’atrio di Palazzo

Esasperato

Uno dei dieci denunciati

Andrea Appiano:
«Mi hanno
anche sequestrato
il computer, impossibile
continuare ad andare
avanti in questo modo»

“Sono stufo di pagare sanzioni
Ho appeso il cartello vendesi”
Il titolare della
CopyGrafica
è deciso: adesso
cambio lavoro
All’ennesimo controllo in
tre anni, Andrea Appiano ha
deciso di gettare la spugna.
Titolare della CopyGrafica
di via Tarino, è uno dei 10 fotocopisti denunciati e multati, durante il blitz degli
scorsi giorni della Guardia
di Finanza.
Fuori dal suo negozio, un
cartello: «Vendesi attività di
copisteria e grafica. Telefo-

Il valore della maximulta
dei libri se venduti
al prezzo
di copertina

nare al numero…». Marca da
bollo ben in vista (“per non
beccare altre multe”, dice) e
un numero di cellulare.
«Voglio vendere in fretta, non
ne voglio più sapere», dice. Ha
appeso il cartello l’altro ieri.
Racconta: «Questa volta si sono attaccati alle dispense, volumi che io ricevo direttamente dai docenti dell’università e
rivendo fotocopiati. Mi hanno
detto che non sono legali. Dovrei controllarli uno a uno, tenere in negozio una copia del
libro originale e controllare se
le parti del volume inserite in
dispensa superano oppure no
il 15% delle pagine complessive del libro. Un lavoro impossibile”. La legge è chiara, ma

«non è adeguata alle esigenze
degli studenti», commenta il
negoziante.
Ha deciso di «cambiare lavoro
dall’esasperazione, perché qui
faccio solo debiti, altro che
guadagnare».
Il business degli appunti dei
professori al servizio degli studenti è diventato, sempre più,
un’arma pericolosa per copisterie e clienti.
Andrea ha 27 anni e da 8 lavora nel settore: «Prima ero
commesso vicino a Palazzo
Nuovo – dice –. Noi tutti abbiamo l’impressione che alcune
librerie e case editrici locali
suggeriscano dove fare i controlli. Quando ti prendono di
mira, è finita».

REPORTERS

Specifica perché: «Prima la
Siae, che dobbiamo pagare
obbligatoriamente, nonostante i libri non si possano
fotocopiare per più del 15%.
Poi la Guardia di Finanza. Poi,
i controlli per il marchio Cee
sulle fotocopiatrici. Cosa vogliono ancora? Diciamocela
tutta. Una copisteria non può
vivere solo sulla riproduzione
di qualche paginetta, o sul bu-

siness delle tesi. Come fai a ripagarti le spese?».
Dolente nota, quella della Siae, anche per molti suoi colleghi: «Ci costa 2800 euro l’anno. A cosa serve? La mia proposta è: fatemela pagare anche 10 mila euro, ma datemi la
possibilità di fotocopiare
quanto voglio».
Il negozio è vuoto. Ad Andrea
hanno sequestrato i computer,

contenenti i files incriminati.
Il suo rammarico è di aver preso accordi con numerosi professori, che utilizzano come
metodo di insegnamento dispense e fascicoli alternativi al
libro, e non essere stato abbastanza scrupoloso da tutelarsi: «La questione dispense è la
novità. Se le accetto dal docente, queste dovrebbero essere solo appunti, non pezzi di
libri protetti dal copyright. Altrimenti vado nei guai io, non
certo il docente».
Il suo elogio va a quegli editori
che «stampano libri con il
marchio antifotocopia. Tengono prezzi bassi, per disincentivare a copiare, e agevolano gli
[L. TOR.]
studenti».

T1 CV PR T2

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .41

g

Gli studenti: “Chiederemo “Per aiutare gli studenti
ai candidati in Regione
l’Ateneo diventa
di abolire il copyright”
una casa editrice”
“Il cartello tra editori minaccia il diritto allo studio” Il direttore di Legge: “Dimezziamo i costi dei libri”

Intervista

litz nelle fotocopisterie? E dove sarebbe la
novità?».
Ludovico Astengo, 24 anni, iscritto a Giurisprudenza, presidente del Consiglio
degli studenti dell’Università, non è sorpreso dall’operazione della Finanza: «Incursione e multe. Almeno
una volta all’anno è così.
Sempre alla vigilia delle sessioni d’esami. Non esiste una
strada meno sadica per tutelare sia diritto d’autore che
finanze delle famiglie?».

Intervista

a legge sul diritto d’autore è la numero 663 del
1941. E Laura Maria
Scomparin, direttore del dipartimento Giurisprudenza,
ha un’idea per aggirarla. Legalmente però. «La prossima
frontiera - dice - è una piccola
metamorfosi dell’Università.
Trasformarsi da casa dello
studio a casa editrice».

B

L

È scritto nel libro delle utopie?

ANSA

Stop al diritto d’autore
La proposta degli studenti è quella
di escludere questa normativa dai testi scolastici

Lei è in grado di vederla?

«A prendere la questione da
vicino, il nostro Ateneo potrebbe acquistare più libri
da distribuire nelle biblioteche. Quelli disponibili sono
davvero troppo pochi».
E a prenderla da lontano?

«Occorre subito ragionare
con le istituzioni».
Se pensate alla Regione,
dovrete aspettare le elezioni...

«Non c’è tempo. Abbiamo
fissato un incontro il prossimo 21 maggio. All’Università
arriveranno i candidati alla
presidenza, da Chiamparino
a Bono. Volevamo capire
quali idea avessero sul futuro dell’istruzione in Piemonte, ma adesso imposteremo
la discussione partendo da
un imperativo: ripensare il
copyright».
Perché ripensare una legge e non semplicemente
il costo dei libri?

«Le case editrici da questo
orecchio non vogliono sentirci. Ma qui sta vacillando il
nostro diritto allo studio».
Un diritto traballante già

da un po’...

«In Piemonte mancano residenze, borse di studio. Per
un esame si spende cento
euro e oltre. Chi potrà permettersela un’Università
così concepita?»
Una risposta voi studenti
l’avete, giusto?

«I ragazzi più ricchi. Non cerI COSTI A FACCIATA

«Dipende dalla qualità
e vanno dai due
ai tre centesimi»
to i più meritevoli, quelli con
più capacità».
Quanto è diffusa la pratica
di fotocopiare i libri?

«Visto il numero di fotocopisterie attorno al Campus Einaudi e a Palazzo Nuovo, ad
Ingegneria e sedi distaccate
di Architettura, parecchio».
Costi?

«Da 2 a 3 centesimi a facciata».
I corsi di laurea più fotocopiati»?

«Quelli in cui le case editrici

sono poche e possono permettersi una sorta di “cartello”».
Cioè?

«A Giurisprudenza, per
esempio, gli editori sono sostanzialmente tre. I prezzi
dei tomi, così, li decidono in
fretta».
Ma Università e Politecnico, secondo voi, hanno ben
compreso il problema degli
studenti?

«Penso di sì. Solo dovrebbero
essere più operativi. Se intervenissero con le case editrici,
al momento dell’acquisto riusciremmo ad avere convenzioni. O sconti».
E la Regione, invece, come
potrebbe aiutarvi a cambiare le cose?

«Ci aspettiamo che trovi un
modo per depotenziare la
normativa sul copyright».
Una sorta di: «meno diritto
d’autore per tutti?»

«Piuttosto: “meno diritto
d’autore per gli studenti”. È
ora che una legge simile venga
esclusa da ciò che è scuola e
istruzione».
[E. LIS.]

«No, anzi. La strada è già
tracciata. L’amministrazione
ha avviato il percorso: l’Università di Torino diventerà
University press».
In altre parole?

«Saranno i professori a scrivere libri, ricerche, convegni,
e l’ Ateneo farà da editore».
E questo garantirà la diminuzione del costo dei libri?

«Chiaro. Perchè dobbiamo
sfatare un mito. Gli autori
prendono una percentuale
minima sugli introiti per le
vendite»
È necessario puntualizzare?

«Troppo spesso sento dire
che il caro-libri è la conseguenza di un sistema che
coinvolge docenti e case
editrici».
Non è così?

«Non per la parte che coinvolge che coinvolge i professori».
Ma per le case editrici sì...

«Il mercato è in grave crisi,
nessuno ha più i margini per
speculare troppo. Però credo
sia sbagliato ragionare in
questi termini. I libri all’Università sono fondamentali. Se
gli editori, per questioni contingenti, non riescono a vendere a prezzi contenuti allora
che sia la scuola a farlo».

REPORTERS

L’utopia concreta
Le University press diventeranno editori
di libri scritti da docenti e si scaricheranno on line
Quello dell’Università di Torino è un progetto?

«L’Università di Torino ha già
le carte in regola per essere
“University press” e i primi a
beneficiarne saranno i ragazzi
che non dovranno più ricorrere
alle fotocopie».
A proposito di miti da sfatare.
Alcuni studenti lamentano il

LA SANZIONE

«I prof che pretendono
libri nuovi vanno denunciati
contro il decoro pubblico»
comportamento di certi professori: pretendere di presentarsi all’esame con libri nuovi.
Le risulta?

«No. Ma se davvero fosse così
sarebbe inaccettabile. Un comportamento da denunciare
perché contro il decoro della
pubblica amministrazione. Io
la penso in tutt’altro modo».
Viva le fotocopie?

«Non esageriamo. Però mi è
capitato di consigliare agli
studenti di usare internet.

Perché comprare un codice di
leggi italiane che costa 40 euro e che cambia di anno in anno quando lo si può consultare
sul web?».
Già perché?

«E’ inutile. E io ai miei studenti
infatti lo dico. Ci sono siti sul
web che possono essere molto
utili».
Infatti. Non avrebbero dovuto essere web e tecnologia, gli
ingredienti della vera innovazione nelle Università?

«E qui sta la seconda parte della soluzione del problema carolibri e fotocopie».
Cioè?

«La maggior parte dei costi di
un libro sono dovuti alla carta.
testi on line, garantirebbero
un’ulteriore limata ai prezzi».
Quindi: l’Università che diventa casa editrice che consente
di scaricare libri da internet.
Davvero non è scritto nel libro
delle utopie?

«E’ una soluzione concreta per
aiutare gli studenti e spingere
l’Università nel futuro. Avremmo dovuto rinunciarci?» [E.LIS]

T1 CV PR T2

VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

R

T1 CV PR T2

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .43

La Cassazione riapre
la partita dell’accusa
di terrorismo ai No Tav

Sulla «Stampa»
TORINO, È UN DIPENDENTE DELLA PROCURA

Agguato all’autista del pm
che indaga sui No Tav
L’uomo picchiato da tre incappucciati: “Sei un servo dei servi”
LODOVICO POLETTO
TORINO

Lo hanno aggredito sotto casa, quasi in centro a Torino.
Strada residenziale, di negozi e palazzi. Erano in tre, avevano un cappuccio sul viso.
Determinati. L’auto appena
posteggiata. «Servo dei servi
dei servi» gli hanno urlato in
faccia. E gli sono saltati addosso. Botte. Insulti. Poi,
protetti dalla notte sono
scappati, senza essere visti.
Il protagonista di questa
storia è Giuseppe, autista di
Antonio Rinaudo, uno dei
due magistrati in prima fila
nelle indagini contro la parte violenta del mondo No
Tav. Lui e Andrea Padalino,
già finito pure lui nel mirino
degli antagonisti. Critiche,
accuse, scritte sui muri. C’è
di tutto in questa campagna
che ha nel mirino magistrati, poliziotti e giornalisti. E
adesso nel mirino è finito
pure uno degli autisti della
Procura, un «giudiziario»
come li chiamano gli addetti ai lavori, un dipendente
del Ministero. Che ha una
sola colpa: quella di fare ciò
per cui lo pagano, portare in
auto un magistrato. Rinaudo, appunto.
Che la matrice dell’ag-

Nel mirino
Antonio
Rinaudo
(nella foto)
e il collega
Andrea
Paladino
conducono
le inchieste
sugli
attivisti
No Tav

gere qui le parole che hanno
urlato gli aggressori a Giuseppe «Servo dei servi dei servi»,
un leit motiv sentito troppe
volte in passato. Alle manifestazioni più dure. Alle giornate di protesta. E sempre dirette contro poliziotti e carabinieri. A Giuseppe hanno poi
riservato un’altra frase che
gela il sangue: «Oggi tocca a
te. Domani verranno gli altri».
Parole che rimandano agli
anni più bui del terrorismo.
Agli anni dove parlavano le armi e poi le rivendicazioni «Altri seguiranno».
Stefano Esposito, parlamentare del Pd, anche lui finito nel mirino della protesta
violenta per le sue posizioni
sulla Tav, adesso allarga le
braccia: «Tutto questo è pazzesco», commenta a caldo.
«Una situazione che va fermata. Subito». Lo dicono tutti,
adesso, in queste ore dopo l’aggressione. Esposito va oltre.
Punta il dito contro «le connivenze, i silenzi e le strizzatine

Gli investigatori non
hanno dubbi: un’azione
dell’ala estremista
contro l’Alta velocità

REPORTERS

Le fasi

d’occhio che producono questi
effetti». Da parte di chi? «Di
quanti tendono a giustificare
anche ciò che non è giustificabile». Chi? «La politica, alcune
fette dell’informazione e molti
altri settori»
Ora il racconto di Giuseppe
è al vaglio degli investigatori
della Digos torinese, diretta da
Giuseppe Petronzi. Si cerca di
dare nomi e volti agli aggressori. Giuseppe ricorda tutto,
ha tutto nitido in testa: «Mi
hanno urlato questa è la fine
che farete».
Stefano Esposito, cui aveva-

1 giornale
2
3 12 apriSul
del
le scorso la notizia dell’agguato (poi rivelatosi fasullo) all’autista di Rinaudo
La preparazione

Botte e minacce

Le ricerche

2

“Va riformulata”. Gli atti al Tribunale della Libertà

Il magistrato
L’indagine è stata condotta
da procuratore Sandro Ausiello

il caso/1

REPORTERS

Era un’invenzione
l’agguato anarchico
all’ex autista del pm

MASSIMILIANO PEGGIO

«L

iberi, Liberi» gridavano pochi
giorni fa,
in una Torino eccezionalmente blindata, migliaia di manifestanti No
Tav scesi in corteo per protestare contro l'arresto di Claudio Alberto, Niccolò Blasi,
Mattia Zanotti e Chiara Zenobi. Liberi per il momento non
lo saranno ancora, ma l’accusa
di terrorismo per gli attacchi
al cantiere di Chiomonte rischia di vacillare, secondo le
difese.

L’ex carabiniere, sotto stress, ha simulato tutto

il caso /2

REPORTERS

L’ARRESTO

Per ora la libertà non arriva

I 4 attivisti sono in cella
per l’assalto al cantiere
del 13 e 14 maggio 2013

Sabato migliaia di attivisti sono scesi in piazza a Torino per
chiedere la libertà dei quattro No Tav arrestati.
Ma la scarcerazione non è arrivata

Con la decisione della Cassazione di annullare con rinvio
l’ordinanza dei giudici del Riesame, il processo di fronte alla
corte d’Assise si aprirà sotto
un’altra atmosfera. In carcere
dal 9 dicembre scorso per
aver attaccato il cantiere con
«finalità terroristiche», danneggiando così l’immagine
dell’Italia impegnata a costruire la linea dell’Alta Velocità, i
quattro sono in attesa del processo. La parola passerà ora
alla corte d’Assise, il prossimo
22 maggio, presieduta dal giudice Pietro Capello (lo stesso
del caso Musy) e Paola Trovati, giudice a latere, tutt’e due
magistrati di grande esperienza, più sei giudici popolari.
La procura non la considera una sconfitta. Anzi, la Cassazione ha richiesto di rimotivare la decisione del Riesame
ma non dispone la scarcerazione. Gli atti, stando alle valutazioni della procura, an-

Sulla «Stampa»

La pacifica manifestazione di sabato a Torino ha
portato in piazza migliaia di
persone.

2

drebbero restituiti agli stessi
giudici che avevano deciso e
non ad altri, nel senso che il capo di imputazione, al momento,
non subirà mutazioni.
Gli avvocati del Legal Team
però esultano, anche se sono
cauti. La battaglia è all’inizio.

MASSIMO NUMA

N

«Aver annullato la decisione
del Riesame - dice Claudio Novaro - non vuol dire aver cancellato i reati. Il processo è tutto da fare e la corte d’Assise è
libera di decidere in autonomia». Il che vuol dire che potrebbe confermare l’ipotesi
della procura, accettando la
qualificazione giuridica della finalità terroristiche degli attacchi. Attacchi messi a segno con
bombe molotov nel maggio
2013, all’interno di una lunga
catena di episodi. Le indagini,
grazie per lo più alle intercettazioni telefoniche, hanno permesso di far emergere l’esistenza di un’attività organizzata,
con più gruppi impegnati ad
agire con azioni «paramilitari».
Non a caso ieri la procura della
Cassazione, rappresentata dal
Pg Giovanni D’Angelo aveva
chiesto la conferma della detenzione in carcere per «l’accusa di danneggiamento con finalità terroristiche».

attrezzo appuntito, poi sarebbero fuggiti in auto, non prima di
averlo insultato e minacciato:
«Servo dei servi, presto farete
tutti la stessa fine». Giuseppe G. è
un ex carabiniere, dipendente come autista - del ministero della
Giustizia. Non era stato in grado
di descrivere i suoi aggressori, né
aveva dato indizi per risalire all’auto usata dai tre uomini. Aveva
aggiunto di averne colpito uno in
pieno volto e di essere stato a sua
volta ferito. Aveva subito segnalato il fatto a un collega che, a sua
volta, aveva dato l’allarme. Infine era stato medicato al pronto
soccorso del Mauriziano con
una prognosi di cinque giorni.
Presentava delle ferite (graffi)
alle braccia e una piccola tumefazione al volto.

on ha voluto rispondere alle domande del
procuratore aggiunto
Sandro Ausiello, Giuseppe G.,
l’ex autista del pm Antonio Rinaudo che aveva denunciato,
la notte dell’11 aprile scorso, di
essere stato aggredito da tre
persone incappucciate in
qualche modo legate alle frange antagoniste del movimento
No Tav. Ora è
indagato per siLA SVOLTA
indagini
mulazione di
Decisiva
la perizia Le
reato. L’inchieLa procura ha didel medico legale sposto una consusta è stata consulle ferite lenza medico ledotta dal procuratore reggale e le conclugente, Ausiello, e dalla Digos.
sioni del perito Roberto Testi non
concordano con la ricostruzione
La prima ricostruzione
della vittima. L’esame delle imSecondo il suo racconto, quella magini videoregistrate dai sistesera era sceso di casa per com- mi di sicurezza della zona non
prare un pacchetto di sigarette. hanno individuato, a quell’ora, né
A poca distanza dal portone, persone né movimenti di auto sotre individui con il volto coperto spetti. E nessun testimone, in
lo avrebbero circondato e pic- quella sera con molti negozi e bar
chiato, con un coltellino o con ancora aperti, aveva visto niente.

Il pm Rinaudo aveva chiesto
la sua immediata sostituzione
nel dispositivo della scorta,
mentre sono continuate le indagini della Digos. Stupore e amarezza tra i magistrati e i colleghi
che ora si domandano cosa può
averlo indotto a commettere un
gesto del genere. Nessuno si azzarda a fare ipotesi. Qualcuno
parla di un disagio provocato da
problemi familiari e di un senso
di malessere legato al suo ruolo
di «civile» in squadre composte
dalle forze dell’ordine. In particolare Giuseppe C. avrebbe vissuto con un senso di ansia l’ultimo periodo, in cui svolgeva servizio per i magistrati impegnati
nel pool anti terrorismo della
procura di Torino.
La sera del presunto agguato, raccontano gli amici, appariva molto provato. Si era messo
in contatto con un altro autista
del palazzo di giustizia per segnalargli quant’era accaduto
pochi istanti prima. Agli inquirenti era apparso singolare che
un ex carabiniere non si fosse
immediatamente rivolto al 112 o
al 113. Il secondo punto controverso: era parso singolare che
un commando di aggressori si
fosse trovato proprio sotto casa
sua nel momento esatto in cui
l’ex autista usciva per acquistare le sigarette che erano finite.

1
Unlettorescrive:
2 «Da sempre frequento la Li-

guriaespecialmenteFinaleLigure.Rimangoadirpococolpitodallebandireblu....Daalmeno12anni
mi reco il week end di giugno e luglioatrovareimieifigliinvacanza
edaalmeno12anniilbagnoèpossibilesololamattinaquantomeno
il sabato e la domenica. Il pomeriggio una serie continua di bolle
schiumose, sterpaglie oltre che
plastiche e rifiuti di altro genere
galleggiano nei primi 3/4 metri di
mare... inesorabilmente, quotidianamente.Inestatel’unicabandierapossibileèquelladeipirati!».
DAVIDEVIGO

Unlettorescrive:
2 «Per tornare da Torino Por-

ta Susa a Novara, in data 10 Maggio,coltreno2023,hoavutol’infelice idea di far uso della nuova applicazione per smartphone (android) chiamato “Prontotreno”,
fornita da Trenitalia. Il biglietto
emesso è digitale, e il conduttore
leggelavaliditàdelbigliettodiret-

Specchio dei tempi
1

123456787ABC7576D683E6F 1 B86 6 576A6 B67EE657BE874 4B 38ED 47F 1 C
A3EE6 B567C8 D76D788644 3876BD38 E83 6386 F 1 646 86E385 476A3 3 B6F
1
tamente dal cellulare del viaggiatore,attraversoilcodicechiamatoAtzec. Ebbene, nel momento in cui ho
mostrato al conduttore il biglietto
digitale, questi ha cominciato, con
arroganza, a sostenere che non era
laprimavoltachemiincontravasui
treni, e che il mio biglietto digitale
non risultava valido. Preciso di non
aver mai visto questa persona, credevodiesserevittimadiunoscherzo. A questo punto il conduttore,
non riuscendo per la seconda volta
aleggereilmiobigliettodigitale,me
nehafattopagareunaltrocompreso di sovrapprezzo, che ho pagato
perevitarechemivenissestilatoun
verbale.Iosonoinpossessodellari-

cevuta di pagamento del biglietto
regolarmente pagato online. E’ una
vergognaesseretrattaticomeladri
puravendopagatoilbigliettoonline
e dover pagare il biglietto due volte.
Farò ricorso nella speranza di ottenere, come è giusto, la restituzione
del prezzo del biglietto ingiustamentepagato».
MIRKOBAGLIONE

L’assessoreaiTrasportidiTorino
scrive:
2 «Rispondo al gentile lettore
chelamentalagestioneautomobilistica della linea 10 di questi giorni.
Nel tratto a Nord della linea la gestione con autobus è una soluzione

tecnicaobbligataecheverràrisolta
al termine dei lavori di superficie
dell’area interessata dal passante
ferroviario. L’attuale e provvisoria
gestione automobilistica della 10,
invece,termineràafinemaggioedè
legataalavoridimanutenzionedelle sedi binari di corso Duca degli
Abruzzi. Inoltre ci tengo a rassicurareilsignorRussopoichéaquesta
Amministrazione non sfugge l’importanza strategica del trasporto
pubblicotramviario,tantocheitecnicidellaCittàdiTorino,dell’Agenzia per la Mobilità Metropolitana e
Regionale e di Gtt stanno studiano
nuove modalità per poter accedere
afinanziamentiancheeuropei,alfi-

nedipoterpensareadunsostanzialerinnovodelparcotramviariodella città nel prossimo futuro, inserendo l’investimento come punto
cardinedelfuturopianoindustriale
aziendale».
CLAUDIOLUBATTI

LaSagatdiCasellescrive:
2 «Riscontriamo la lettera pub-

blicata sulla rubrica “Specchio dei
Tempi”dimartedìscorso“All’aeroportodiCasellequalcosanonva...”a
firmadelsignorGiuseppeCastaldi.
«Ci dispiace molto che il signore
abbia avuto la percezione di un disservizio, poiché l’Aeroporto di Torino da sempre si impegna al mante-

nimento dei livelli di efficienza, servizioesoddisfazionedeipasseggeri,
anche attraverso il monitoraggio
degli operatori non afferenti al
gruppo Sagat che forniscono l’assistenza a terra ai vettori. Tale monitoraggio registra un’elevata percentuale di soddisfazione manifestata dai passeggeri per i tempi di
attesa alla riconsegna bagagli
(97,4%).Daattentaverificadelcaso
segnalato, effettuata anche con la
compagniaaereaeconl’handlerinteressati, abbiamo riscontrato che
ilritardonellaconsegnadell’ultimo
bagaglio si discosta appena dallo
standarddiservizio.Siamocomunque sempre tesi a migliorare il servizio che l’aeroporto di Torino nel
suocomplessoerogaaipasseggerie
segnalazioni come quella ricevuta
cisonosenz’altrodistimolo».
RELAZIONIESTERNE

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

gg Dossier/La politica sotto accusa

Quindici anni per chiudere una partecipata
La Regione aveva deciso di liquidare la Società attrezzata di Grugliasco nel 1997 ma c’è riuscita soltanto nel 2012
Le dismissioni decise per ridurre i costi sono state bloccate da cavilli legali ma ora i tempi si dovrebbero ridurre
MAURIZIO TROPEANO

Privatizzare, razionalizzare,
liquidare. Ecco le azioni che
nel corso degli anni sono state
messe in campo, e che anche i
candidati alla presidenza del
Piemonte annunciano di voler
realizzare, per cercare di contenere il profondo rosso delle
partecipate regionali: 13,5 milioni l’anno scorso, quasi nove
nel 2012. Il piano di riorganizzazione portato avanti dalla
giunta Cota ha avviato l’iter
per la cessione del 30% delle
quote di Finpiemonte partecipazioni anche se l’assessore
Agostino Ghiglia non si nasconde le difficoltà di portare
a termine in tempi brevi queste dismissioni. Del resto è difficile essere ottimisti. Sono infatti trascorsi 15 anni, sei mesi
e 15 giorni dalla decisione della Regione di liquidare la Società produttiva attrezzata di
Grugliasco alla sua effettiva
cancellazione. Un record legato ad un lungo contenzioso le-

Cara
Torino
LUIGI LA SPINA

Se insabbiare
è inopportuno
SEGUE DA PAGINA 39

L

LA STRATEGIA

Da tempo si è deciso
di privatizzare
e razionalizzare
gale che ha trovato alla fine
una soluzione. E così il 18 dicembre 2012 la Sapag è stata
cancellata realizzando una decisione del 3 giugno 1997.
Rottamazione lenta

Meno lento il processo di liquidazione del Consorzio Insediamenti produttivi di Rivoli: undici anni e due mesi, dal gennaio
2002 al marzo 2013. E poi la Regione ci ha messo otto anni per
uscire da Pista, la società che si
occupava di un polo integrato
vicino all’aeroporto di Caselle.
Dovrebbe essere decisamente
più veloce l’iter di liquidazione
di Canavese sviluppo che dovrebbe chiudersi entro il mese
di maggio (l’uscita era stata decisa il 29 novembre 2011 con
chiusura definitiva annunciata
entro la fine del 2012). Villa
Gualino dovrebbe essere cancellata entro la fine dell’anno
dopo la chiusura decisa nell’ottobre 2012.

a commissione, varata alla fine del 2011
con l’assenso di tutte
le forze politiche, aveva raccolto 4.200 pagine di documenti e si apprestava a continuare i suoi lavori con la
convocazione di altri dirigenti sanitari, ma, con il
pretesto di essere utilizzata
“come strumento di lotta
politica”, è stata abolita.
Con l’aria che tira nella
campagna elettorale inquinata da gravi scandali di
corruzione politico-amministrativa proprio sugli appalti, è evidente che il sospetto di una frettolosa
chiusura delle indagini per
evitare rivelazioni imbarazzanti è fortissimo. Come si possono giudicare, allora, le proteste per gli interventi della magistratura
sull’attività della politica, i
lamenti per la presunta lesione della sua indipendenza, se le istituzioni pubbliche non dimostrano di saper “fare pulizia” da sole,
con quel rispetto dei controlli di legalità interni che
solo può giustificare la fiducia dei cittadini?
Ci sono molte occasioni
per alimentare la propaganda a sfondo qualunquista tanto alla moda, ma la
nostra classe politica è davvero abile a trovarne sempre nuove, sempre più clamorose. Salvo poi sorprendersi, con un filo di disprezzo per i cittadini, se dalle urne arrivano le risposte che
non hanno voluto ascoltare.
È proprio vero che “Dio acceca chi vuol perdere”.

ANSA

La giunta Cota ha avviato un piano per cedere il 30% delle società
La giunta regionale guidata dal presidente Cota ha approvato un progetto di riorganizzazione delle partecipate che ha portato
ad avviare le procedure per la dismissione del 30% delle quote e delle società controllate da Finpiemonte Partecipazioni

Sulla «Stampa»
gg La politica/Debiti e dubbi

Regione, Partecipate da profondo rosso
La holding FinPiemonte perde 13,5 milioni. Vanno male i conti di Eurofidi e delle società delle aree industriali
Gli unici utili arrivano dal settore energia, dall’innovazione e, in via straordinaria, dall’aeroporto di Caselle
MAURIZIO TROPEANO

La holding regionale che ha
in cassaforte le azioni della
maggior parte delle società
partecipate si avvia a chiudere il bilancio del 2013 con una
perdita di esercizio di 13,5
milioni e rotti di euro. I conti
sono stati discussi venerdì
scorso nel corso dell’assemblea dei soci che ha scelto di
rinviare al 30 giugno l’approvazione del bilancio di consuntivo 2013. Allora sarà in
carica il nuovo governo regionale che dovrà decidere
se dare seguito al progetto di
riorganizzazione portato
avanti dalla giunta Cota, o se
modificarlo anche perchè il
«rosso» 2013 si aggiunge alla
perdite del 2012 che sono state di 8,7 milioni. Il deficit nasce, soprattutto, dalla svalutazione delle società legate a
settori messi in difficoltà dalla crisi come Eurofidi, che gestisce l’attività di garanzia
collettiva dei fidi per le Pmi, o
delle partecipate che hanno
per missioni lo sviluppo dei
territorio, quelle che nel corso degli anni hanno attrezzato aree per insediamenti pro-

«Già avviate
le procedure
per cedere il 30%
delle azioni»

- 3,5
milioni
È la quota della
perdita di Eurofidi
che fa capo alla
holding regionale

3

Eurofidi
Il settore della garanzia al
credito è in sofferenza. Finpiemonte partecipazioni detiene il
16,56 del capitale di Eurofidi, il
resto è in mano alle banche. Il
rosso complessivo è 27 milioni

-3,4
i milioni
È la perdita di Sis, la società
che ha acquisito l’ex
Pininfarina di Grugliasco
per il rilancio De Tomaso

Le società del territorio
La Regione ha affidato alla Sis
la gestione dell’acquisto dell’ex
Pininfarina di Grugliasco. Ma
tutte le società che operano nel
settore dei siti produttivi sono
in rosso da Snos a Saia

Il bilancio sarà votato
a giugno quando sarà
in carica la nuova
giunta regionale
duttivi. Vanno bene, invece, e
distribuiscono anche dividenti le partecipazioni in imprese che fanno innovazione,
energia o smaltimento rifiuti.

Sulla «Stampa»

Soldi, capannoni e terme

Anche nel 2013 gli effetti della
crisi economica si sono fatti
sentire. È il caso, appunto, di
Eurofidi. La Regione ha una
partecipazione del 16,56 per
cento che produce una perdita
di esercizio nei conti di Finpiemonte partecipazioni di oltre
3,5 milioni. Con questi numeri
la perdita complessiva si aggira sui 27 milioni con una richiesta di aumento di capitale
ai soci di 30 milioni. Molto più
contenuta è la perdita di Fingranda, la finanziaria che ope-

La riorganizzazione
delle Partecipate è uno degli argomenti al centro della campagna elettorale per
la guida del Piemonte.

1

ra in provincia di Cuneo e che
nella pre-chiusura 2013 registra
un segno meno di 90 mila euro.
ma quel che preoccupa i vertici
della holding regionale è la scadenza l’anno prossimo di un prestito da 1,5 milioni.
E poi ci sono le società per lo
sviluppo del territorio. Una su
tutte, la Sit (Sviluppo investimenti e territorio) che per volontà della regione dal 2009 ha
gestito l’acquisizione delle
aree industriali ex Pininfarina
che adesso portano a Finpiemonte un rosso come perdita
da associazione che sfiora i 34
milioni. E poi ci sono i conti
della Snos, posta in liquidazione ma che porta ad una svalutazione dei crediti immobilizzati di Finpiemonte per altri

1,6 milioni. Perdite per altri
260 mila euro derivano dall’ipotesi di concordato della
Saia a cui si deve aggiungere
una svalutazione per 1,2 milioni. Un altro milione e mezzo di
perdite sono legate alla liquidazione delle quote in Finind
(nata dalla cessione di Idreg,
che operava nel campo idroelettrico): 1,5 milioni. Anche le
Terme di Acqui continuano ad
operare in perdita ma l’intervento diretto di Finpiemonte
partecipazioni nella gestione
ha portato al dimezzamento
delle perdite rispetto al 2012:
da 1,1 a 600 mila euro.
Logistica, ambiente e rifiuti

Sono i settori dove le società
partecipate dalla regione vanno

bene e producono anche utili
che, in parte, permettono di
contenere le perdite. I dividendi
2013 arrivano a quasi 3 milioni e
sono il frutto dei risultati positivi di Barricala, la società che gestisce l’omonima discarica (750
mila euro), dall’interporto di Orbassano che permette di incassare alla holding 260 mila euro
anche se dovrebbe chiudere il
2013 con un rosso di circa 400
mila euro. E ci sono anche 1,7 milioni di dividendi straordinari
pagati dalla Sagat. E vanno bene
anche Icarus (partecipata con
Finmeccanica) che chiude il bilancio con un utile di 700 mila
euro e l’Agenzia di Pollenzo. Ardea (energia) ha dato utili per 50
mila euro mentre altri 228 mila
arrivano da Strambino Solar.

domande
a
Agostino
Ghiglia

Agostino Ghiglia è l’assessore regionale che si occupa
delle partecipazioni. Il pianodiriorganizzazioneecessione porta la sua firma dopo la correzione del primo
piano presentato dall’ex assessore Maccanti. Venti milioni in due anni dove e come si può tagliare?

«Il piano di riorganizzazione
ha portato all’avvio dei procedimenti di liquidazione e di
cessione delle quote per il 30
cento delle partecipazioni regionali. E poi abbiamo anche
riorganizzato Scr e il Csi.
Stiamo andando avanti tenendo
conto delle
difficili condizioni del
mercato e
alla volontà
di non svendere questo
patrimonio pubblico».
Perché non avete ceduto la
quota di Eurofidi che ha una
perdita di 3,5 milioni?

«Perché dopo di noi sarebbero uscite le banche e questo
avrebbe fatto saltare il più
grande ente italiano di garanzia dei fidi a favore delle
Pmi con il rischio di mettere
sul lastrico migliaia di imprese e artigiani piemontesi».
Anche le società che gestiscono aree industriali sono
in crisi...

«Paghiamo la scelta fatta negli anni d’oro dei fondi europei dove bastava costruire.
Alcune società sono state
messe in liquidazione dopo
complesse trattative con gli
altri soci ma è difficile trovare acquirenti».
[M.TR.]

Sul giornale di ieri il buco da 13,5 milioni delle partecipate della Regione, dovuto soprattutto a Eurofidi
e alle aree industriali

1

Società di scopo

Dalla lettura del bilancio di prechiusura di FinPiemonte partecipazioni si intuisce che uno dei
punti critici da risolvere è il futuro delle società di scopo legate
agli insediamenti produttivi nei
diversi territori. La Snos è stata
messa in liquidazione e la Sit,
malgrado un utile di gestione,
porta una dote negativa nel bilancio della holding (3,4 milioni)
perché ha in pancia la gestione
delle aree ex Pininfarina. L’amministratore delegato è un «prestito» di Confindustria Piemonte
che nel 2012 aderendo ad una richiesta della holding FinPiemonte ha messo a disposizione le
competenze del suo segretario
generale, Paolo Balistreri. E in
questa doppia veste ha messo giù
degli «appunti» che potranno es-

sere utili al nuovo governo regionale. Il primo: «E’ necessario migliorare in modo consistente le
relazioni tra il livello delle scelte
politiche e strategiche e quello
della gestione degli enti strumentali e delle loro partecipate». Un
suggerimento a livello generale
L’ESPERTO

«Respingere le pressioni
dei sindaci
e degli interessi locali»
che diventa la premessa di una
candidatura di Sit come «punto
di riferimento per un processo di
razionalizzazione delle partecipate nel settore del territorio». Si
tratta di quelle partecipate che
più di altre hanno affrontato le
difficoltà di «un mercato immo-

biliare in tempo di crisi» ma che
secondo Balistreri possono avere
un futuro: «E’ necessaria - spiega
- una scelta politica chiara che
chiuda le società che sono da
chiudere senza farsi condizionare dalle pressioni di sindaci e amministratori locali». Fatto questo
passo si può lavorare sulla «reindustrializzazione che coinvolgerà diversi siti produttivi piemontesi nei prossimi anni». Per Balistreri il modello da seguire è
quello dell’Embraco: «A fronte di
un investimento della Regione di
12,8 milioni l’intervento ha portato al trasferimento sul sito di 2
aziende con la creazione di 7 posti di lavoro il mantenimento di
circa 600 posti di lavoro nell’area
e un gettito di fiscalità diretta ed
indiretta a favore dello Stato di
89,1 milioni».

I programmi dei candidati

Bono

Chiamparino

Costa

Crosetto

Filingeri

Basta clientele

Disboschiamo

Privatizzare senza remore

Razionalizzare, no svendita

«Basta sprechi»

Pichetto
«Largo ai privati»

1 Secondo Davide Bono,

1 Il candidato presidente del-

1 Enrico Costa, candidato

1 Nel programma elettorale

1 Il candidato dell’Altro

1 Gilberto Pichetto, candidato

candidato presidente del
M5S, le partecipate «sono un
nodo misterioso amministrazione regionale. Bisogna
fare ordine perché una partecipazione pubblica in
aziende private non va e aiuta il clientelisimo».

la coalizione di centrosinistra
sottolinea la necessità di una
profonda riorganizzazione del
sistema delle partecipate regionali. Chiamparino pensa ad un
attento esame delle situazioni
economiche e annuncia chiusure
e disboscamento.

presidente per Ncd-Udc, si dice
convinto che «sia stato un errore
costruire negli anni una IRI piemontese». Adesso serve un «robusto piano di privatizzazioni.
La Regione è un ente legislativo
e non deve improvvisarsi imprenditore».

di Fratelli d’Italia che candida alla presidenza del Piemonte, Guido Crosetto, c’è una linea di con
tinuità con il piano di razionalizzazione avviato dall’assessore
Agostino Ghiglia che ha già portato alla dismissioni del 30% delle quote ma senza svendere.

Piemonte sottolinea la necessità di evitare che si ripeta il
caso della De Tommaso dove
sono stati utilizzati un mare
di fondi pubblici ma senza
garanzie di un futuro occupazione per i lavoratori. Mai più
fondi pubblici a pioggia

presidente di Forza Italia e Lega
Nord si dice convinto della necessità di «dare spazio al mercato e ai
privati» senza però dimenticare
la necessità di «preservare le società strategiche per lo sviluppo
di alcuni territorio e quelle di valore istituzionale come l’Edisu».

T1 CV PR T2

LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45

g

Il Pd avverte Grillo
“Se ci insulti
ti quereliamo”
Sale la tensione in vista del comizio di Torino
Sulla «Stampa»

il caso

gg La politica/Debiti e dubbi

Regione, Partecipate da profondo rosso
La holding FinPiemonte perde 13,5 milioni. Vanno male i conti di Eurofidi e delle società delle aree industriali
Gli unici utili arrivano dal settore energia, dall’innovazione e, in via straordinaria, dall’aeroporto di Caselle
«Già avviate
le procedure
per cedere il 30%
delle azioni»

MAURIZIO TROPEANO

La holding regionale che ha
in cassaforte le azioni della
maggior parte delle società
partecipate si avvia a chiudere il bilancio del 2013 con una
perdita di esercizio di 13,5
milioni e rotti di euro. I conti
sono stati discussi venerdì
scorso nel corso dell’assemblea dei soci che ha scelto di
rinviare al 30 giugno l’approvazione del bilancio di consuntivo 2013. Allora sarà in
carica il nuovo governo regionale che dovrà decidere
se dare seguito al progetto di
riorganizzazione portato
avanti dalla giunta Cota, o se
modificarlo anche perchè il
«rosso» 2013 si aggiunge alla
perdite del 2012 che sono state di 8,7 milioni. Il deficit nasce, soprattutto, dalla svalutazione delle società legate a
settori messi in difficoltà dalla crisi come Eurofidi, che gestisce l’attività di garanzia
collettiva dei fidi per le Pmi, o
delle partecipate che hanno
per missioni lo sviluppo dei
territorio, quelle che nel corso degli anni hanno attrezzato aree per insediamenti pro-

S

e Beppe Grillo ha
chiesto ai suoi di
«picchiare duro contro il Pd» i democratici piemontesi non
hanno intenzione di porgere
l’altra guancia e hanno deciso
di querelare per diffamazione
Davide Bono, candidato Cinquestelle alla presidenza del
Piemonte. E il segretario provinciale, Fabrizio Morri, lancia anche un avvertimento a
beppe Grillo che oggi sarà a
Novi Ligure per visionare il
cantiere Tav del Terzo Valico
e domani sbarcherà in piazza
Castello davanti al palazzo
della Giunta regionale:
«Quando tornerà in Piemonte
e a Torino «dovrà portarsi
dietro una valigia piena di soldi perché dovrà pagare i danni morali e materiali causati

- 3,5
milioni
È la quota della
perdita di Eurofidi
che fa capo alla
holding regionale

3

Eurofidi
Il settore della garanzia al
credito è in sofferenza. Finpiemonte partecipazioni detiene il
16,56 del capitale di Eurofidi, il
resto è in mano alle banche. Il
rosso complessivo è 27 milioni

-3,4
i milioni
È la perdita di Sis, la società
che ha acquisito l’ex
Pininfarina di Grugliasco
per il rilancio De Tomaso

Le società del territorio
La Regione ha affidato alla Sis
la gestione dell’acquisto dell’ex
Pininfarina di Grugliasco. Ma
tutte le società che operano nel
settore dei siti produttivi sono
in rosso da Snos a Saia

Il bilancio sarà votato
a giugno quando sarà
in carica la nuova
giunta regionale
duttivi. Vanno bene, invece, e
distribuiscono anche dividenti le partecipazioni in imprese che fanno innovazione,
energia o smaltimento rifiuti.

Sulla «Stampa»

Soldi, capannoni e terme

Anche nel 2013 gli effetti della
crisi economica si sono fatti
sentire. È il caso, appunto, di
Eurofidi. La Regione ha una
partecipazione del 16,56 per
cento che produce una perdita
di esercizio nei conti di Finpiemonte partecipazioni di oltre
3,5 milioni. Con questi numeri
la perdita complessiva si aggira sui 27 milioni con una richiesta di aumento di capitale
ai soci di 30 milioni. Molto più
contenuta è la perdita di Fin-

La riorganizzazione
delle Partecipate è uno degli argomenti al centro della campagna elettorale per
la guida del Piemonte.

1

ra in provincia di Cuneo e che
nella pre-chiusura 2013 registra
un segno meno di 90 mila euro.
ma quel che preoccupa i vertici
della holding regionale è la scadenza l’anno prossimo di un prestito da 1,5 milioni.
E poi ci sono le società per lo
sviluppo del territorio. Una su
tutte, la Sit (Sviluppo investimenti e territorio) che per volontà della regione dal 2009 ha
gestito l’acquisizione delle
aree industriali ex Pininfarina
che adesso portano a Finpiemonte un rosso come perdita
da associazione che sfiora i 34
milioni. E poi ci sono i conti
della Snos, posta in liquidazione ma che porta ad una svalutazione dei crediti immobiliz-

1,6 milioni. Perdite per altri
260 mila euro derivano dall’ipotesi di concordato della
Saia a cui si deve aggiungere
una svalutazione per 1,2 milioni. Un altro milione e mezzo di
perdite sono legate alla liquidazione delle quote in Finind
(nata dalla cessione di Idreg,
che operava nel campo idroelettrico): 1,5 milioni. Anche le
Terme di Acqui continuano ad
operare in perdita ma l’intervento diretto di Finpiemonte
partecipazioni nella gestione
ha portato al dimezzamento
delle perdite rispetto al 2012:
da 1,1 a 600 mila euro.
Logistica, ambiente e rifiuti

Sono i settori dove le società

bene e producono anche utili
che, in parte, permettono di
contenere le perdite. I dividendi
2013 arrivano a quasi 3 milioni e
sono il frutto dei risultati positivi di Barricala, la società che gestisce l’omonima discarica (750
mila euro), dall’interporto di Orbassano che permette di incassare alla holding 260 mila euro
anche se dovrebbe chiudere il
2013 con un rosso di circa 400
mila euro. E ci sono anche 1,7 milioni di dividendi straordinari
pagati dalla Sagat. E vanno bene
anche Icarus (partecipata con
Finmeccanica) che chiude il bilancio con un utile di 700 mila
euro e l’Agenzia di Pollenzo. Ardea (energia) ha dato utili per 50
mila euro mentre altri 228 mila

domande
a
Agostino
Ghiglia

Agostino Ghiglia è l’assessore regionale che si occupa
delle partecipazioni. Il pianodiriorganizzazioneecessione porta la sua firma dopo la correzione del primo
piano presentato dall’ex assessore Maccanti. Venti milioni in due anni dove e come si può tagliare?

«Il piano di riorganizzazione
ha portato all’avvio dei procedimenti di liquidazione e di
cessione delle quote per il 30
cento delle partecipazioni regionali. E poi abbiamo anche
riorganizzato Scr e il Csi.
Stiamo andando avanti tenendo
conto delle
difficili condizioni del
mercato e
alla volontà
di non svendere questo
patrimonio pubblico».
Perché non avete ceduto la
quota di Eurofidi che ha una
perdita di 3,5 milioni?

«Perché dopo di noi sarebbero uscite le banche e questo
avrebbe fatto saltare il più
grande ente italiano di garanzia dei fidi a favore delle
Pmi con il rischio di mettere
sul lastrico migliaia di imprese e artigiani piemontesi».
Anche le società che gestiscono aree industriali sono
in crisi...

«Paghiamo la scelta fatta negli anni d’oro dei fondi europei dove bastava costruire.
Alcune società sono state
messe in liquidazione dopo
complesse trattative con gli
altri soci ma è difficile trova-

Sul giornale di ieri l’arrembaggio di Grillo al Piemonte e l’attacco al Pd

1

da queste accuse diffamatorie».
Davide Bono, lo sfidante Cinquestelle di Sergio Chiamparino,
però, non è per nulla intimorito:
«Mi hanno già querelato undici
volte, ne ho vinte dieci e vincerò
anche questa. Confermo quanto
detto». Nei giorni scorsi subito
dopo l’arresto di Primo Greganti
nell’ambito dell’inchiesta dei pm
milanesi sulle mazzette per
l’Expo aveva commentato cposì
la decisione dei democratici torinesi di sospenderlo dal Pd: «Non

sarà certo la sua sospensione a
invertire la rotta del malaffare
tra politica, opere pubbliche e
criminalità». Secondo Bono «il
rinnovamento è finto. Come possono portare cambiamento politici professionisti come Quagliotti, Fassino e Chiamparino?».
Il ruolo del segretario

Dichiarazioni che hanno spinto
Morri ad annunciare la querela:
«Accettiamo la polemica politica e possiamo sopportare anche
gli insulti, ma non possiamo accettare accuse infondate e immotivate che tengono a delineare un parallelismo tra il partito e
il candidato presidente della regione e il malaffare. Qui non c’è
una cupola». E Davide Gariglio,
segretario regionale, aggiunge:
«Non prendiamo lezioni da chi
non ha condannato gli attacchi
pre-terroristici alle nostre sedi
e ai nostri militanti e adesso lancia insinuazioni di ordine etico
sui militanti democratici». La
parola d’ordine che da oggi militanti e iscritti del Pd spiegheranno nei mercati, davanti alle
fabbriche e alle scuole è semplice: il Pd piemontese e quello di
Torino non c’entrano nulla con

ANSA

Da oggi mobilitazione in piazza
Oggi, domani (quando Beppe Grillo sarà a Torino) e domenica il Pd lancia una due giorni
di mobilitazione nelle piazze, nei mercati e davanti alle scuole

la gestione degli appalti dell’Expo. Questa è la tesi che porta
avanti Gariglio: «Per il Piemonte parlano i fatti. Torino 2006 è
stata una grande opera realizzata senza una sola condanna».
«Non siamo il Pci»

La tesi dei vertici del Pd è che
«oggi i democratici non sono il
pci degli anni Novanta e oggi
tra gli iscritti e militanti otto su
dieci non sanno e non conoscono la storia del compagno G»,

spiega Morri che per anni di militanza è tra quelli che conoscono di persona Greganti. Mentre
Gariglio arriva ad affermare
che prima di questo «chiasso
mediatico montato da Grillo»
non «sapevo nemmeno chi fosse Greganti». Insomma il Pd fa
quadrato alla vigilia di una settimana decisiva per la vittoria
elettorale: «Siamo attaccati su
due fronti sottolinea Gariglio perchè siamo la forza del cambiamento e questo dà fastidio a

molti. Saremo tra la gente senza paura». La convinzione dei
vertici del Pd è che la base dei
militanti è pronta alla mobilitazione generale: «Saremo presenti in oltre 200 piazze piemontesi». Morri spiega di aver
ricevuto solo «quattro mail di
militanti che hanno chiesto
spiegazioni sul perchè del tesseramento di Greganti. Risponderemo ma quando ha fatto
l’iscrizione non c’erano ragioni
per negargli la tessera». [M.TR.]

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VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 LA STAMPA 46

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LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .47

Diario

Le indagini sul delitto Musy
avviano altre otto inchieste
Le intercettazioni fanno scoprire baby-squillo e fiumi di coca

Restroscena
MASSIMO NUMA

P

rostituzione minorile, abusi sessuali, traffico di
stupefacenti, reati contro il patrimonio. Falsi bilanci societari, in un business che potrebbe sfiorare il mondo dell’usura. Indagini già avviate,
con numerose persone indagate per gravi reati e con alcuni fascicoli prossimi alla
chiusura. E’ lo sconcertante
retroscena nato dall’inchiesta della procura sul delitto
Musy, coordinata dal pm Roberto Furlan. La storia: sono
passati poche ore dall’agguato all’avvocato torinese
Alberto Musy. La polizia sta
cercando di individuare un
possibile movente di un gesto così atroce, avvenuto la
mattina del 21 marzo 2012.
Musy, dopo diciassette mesi
di agonia morirà in un clinica di Santena senza riprendere conoscenza. Gli agenti
della mobile, guidati dal diriNUOVO PERITO

L’ingegner Bruno Pellero
nel team della difesa
dopo il caso Meredith
gente Luigi Silipo e dal capo
della Omicidi, cominciano a
selezionare uomini e donne
che, anche in tempi passati,
avevano espresso sentimenti di rancore, di odio o di vendetta, nei confronti di un uomo, Musy, a cui tutti gli accertamenti sulla sua vita
privata hanno tracciato il
quadro di un professionista
e di un padre di altissimo
profilo morale.
Quasi 300 intercettati

Vengono intercettate 280
persone, di cui 60 che si erano trovate, quella mattina,
nell’area del centro dove era
avvenuto l’agguato. In quel
periodo, le indagini procede-

In piazza Derna

Sangue al centro massaggi
Grave cinese ferito al collo
Sono stazionarie le condizioni
di un giovane cinese, con regolare
permesso di soggiorno, che è stato accoltellato ieri pomeriggio in
piazza Derna da un connazionale,
poi fuggito. L’aggressione è avvenuta all’interno di un centro massaggi di piazza Derna, nel quartiere di Barriera Milano, al culmine
di un violento litigio per cause an- Piazza Derna
cora da accertare. Secondo le prime testimonianze, il ferito avrebbe chiesto una somma di
denaro ai titolari del locale. L’uomo, 27 anni, è stato ferito
con una lama affilata e ha riportato una profonda ferita al
collo e a un orecchio. Ha perso molto sangue. Operato, è ora
tenuto dai medici in coma farmacologico. La prognosi è riservata. Sul posto è intervenuta la polizia, che sta dando la
caccia all’aggressore che, dopo subito dopo l’aggressione,
s’è allontanato a piedi dal locale.

1

I vigili cercano testimoni

Una pensionata travolta
mentre attraversa sulle strisce
Gli agenti della Polizia Municipale cercano eventuali testimoni
che ieri mattina, alle ore 11,55 circa, in corso Traiano 16, hanno assistito al grave incidente che ha visto protagonista una signora di 73
anni. La pensionata, Pierina A.,
stava attraversando la strada sulle
strisce pedonali quando improvvisamente, è stata travolta da un’au- Investita sulle strisce
to che proveniva da corso Unione
Sovietica e procedeva verso piazza Bengasi. La donna, investita nonostante la presenza dei semafori lampeggianti, è
stata soccorsa dal conducente, un giovane che si è subito
fermato. E’ stata portata di corsa al Pronto Soccorso dell’Ospedale Cto. Il referto dei medici parla di prognosi riservata. In corso Traiano sono intervenuti gli agenti della Squadra Infortunistica dalla Municipale. Chi ha visto qualcosa
può telefonare in comando allo 011.4426509/10.

1

REPORTERS

Furchì non era ancora sospettato
Francesco Furchì, durante la minuziosa prima fase dell’indagine non era ancora tra i sospettati
del delitto, il processo in Assise riprenderà il 27 giugno prossimo con altri testimoni

Riserbo
Le indagini
avviati da
mesi dal pm
Roberto
Furlan sono
coperte dal
massimo
riserbo

vano a 360 gradi, nessuno conosceva, nè sospettava quale
ruolo avesse mai avuto Francesco Furchì. Ed è in questo
contesto - che dimostra come
la procura abbia approfondito
tutte le piste possibile, senza
escluderne nessuna - che
emergono nuovi filoni di indagine estranei al delitto. «Storie che emergono dalla nebbia
che circonda la città, come
scorrere le pagine del libro
“La donna della domenica” di
Fruttero e Lucentini», spiega
pensoso un investigatore. C’è
il professionista che contatta

prostitute minorenni, che
prende appuntamenti e si addentra nel meccanismo di un
ambiente squallido e profondamente criminogeno. La polizia, dopo le prime intercettazione, ha sviluppato un’indagine affidata alla sezione «Fasce
deboli». Contatti non solo telefonici ma estesi anche ai social
network.

nio. C’è un fascicolo aperte su
un vorticoso scambio di capitali, legati a una importante
società torinese. I reati riguardano i movimenti di ingenti flussi di denaro, in un
contesto di completa illegalità. Senza l’agguato di via Barbaroux nulla si sarebbe mai
scoperto.
La cella telefonica

Traffico di droga

Poi la droga. In questo caso, le
conversazioni intercettate riguardano l’acquisto e lo spaccio di cocaina. Di nuovo insospettabili, di nuovo ambienti
in teoria lontani dall’ombra
del racket. Partite rilevanti di
sostanze stupefacenti ordinate e infine acquistate dagli
spacciatori. Per essere cedute
a un giro ristretto di amici.
Scambi illeciti di denaro

Infine i reati contro il patrimo-

Il 27 giugno riprende in Assise
il vero processo per il delitto.
La difesa di Furchì schiera
l’ingegnere Bruno Pellero, un
consulente tra i protagonisti
del caso Meredith. Al centro la
posizione di Furchì la mattina
del delitto. Tradito da una telefonata agganciata dalla cella
di corso Siccardi 11, dunque
nella zona dell’agguato, secondo l’accusa. Un contatto con la
cella casuale, secondo la difesa
che non riesce a collocare l’imputato in un punto preciso.

Domani in piazza Castello

La comunità nigeriana
si mobilita per le studentesse
Anche la comunità nigeriana di
Torino si mobilita per le studentesse rapite dai fondamentalisti islamici del Boko Haram. La campagna «Bring back our girls« viene
portata avanti nella nostra città
dall’associazione «Nigerian Dream», il cui portavoce Samdavis
Ogbodo da’ appuntamento domani
dalle 10 alle 12 in piazza Castello, La protesta
nell’area delle fontane, «a tutti coloro che hanno a cuore la sorte delle ragazze».
«Speriamo in una partecipazione - spiega - che dimostri
quanto i nigeriani e i torinesi siano in ansia per la sorte delle
223 studentesse e quanto sperino nel loro rapido rilascio».
Il portavoce di «Nigerian Dream» spiega che «a Torino è in
corso una grande mobilitazione che coinvolge prima di tutto
le chiese: il 99 per cento dei nigeriani immigrati qui sono infatti di religione cristiana cattolica».
[M. T. M.]

1

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VENERDÌ 16 MAGGIO 2014 LA STAMPA 48

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LA STAMPA
VENERDÌ 16 MAGGIO 2014

Cinque morti per aspergillosi
A risarcire saranno i direttori
I vertici delle Molinette condannati dopo 15 anni a pagare 3 milioni
Cifre esorbitanti

il caso
MARCO ACCOSSATO

C

inque pazienti ricoverati nel Centro trapianti del
professor Mauro
Salizzoni, alle
Molinette, morirono nel
1999 infettati da un fungo
killer, l’aspergillo. A quindici
anni di distanza da quella vicenda, la Corte dei Conti
chiede che a pagare i 3 milioni di euro versati dall’ospedale ai familiari delle vittime
con una transazione extragiudiziale siano i vari direttori dell’ospedale di corso
Bramante e un dipendente
dell’ufficio tecnico: Luigi
Odasso, Mario Borsotti, Roberto Arione, e Aldo Rosso.
Tutti sono ritenuti colpevoli
perché l’infezione sarebbe
stata diffusa dalla polvere di
lavori in corso accanto al
Centro dove erano ricoverati i malati poi morti.
Una vicenda che riapre in
maniera clamorosa la questione delle assicurazioni
che (per ragioni di risparmio
sui premi assicurativi) non
coprono più le responsabilità sanitarie, scaricando sul

REPORTERS

Il paradosso delle assicurazioni
Da quando gli ospedali non assicurano più i dipendenti
la Giustizia contabile si rivale sul personale dopo le transazioni

personale ospedalieri l’onere
dei risarcimenti alle vittime.
L’inchiesta

L’indagine fu condotta dal procuratore Raffaele Guariniello.
La scoperta del fungo avvenne
quasi per caso, da parte degli
ispettori del procuratore aggiunto, mentre erano sulle tracce di un altro pericoloso killer
ospedaliero, la legionella, che
aveva già provocato una trentina di vittime negli ospedali torinese. I pazienti morti erano tut-

ti in attesa di trapianto di fegato, o appena trapiantati (quindi
con difese immunitarie praticamente azzerate) nel reparto del
professor Mauro Salizzoni:
nessuno fu ucciso dalle conseguenze dell’intervento - sempre perfettamente riuscito - ma
a causa dell’infezione sopraggiunta in un secondo momento.
Per questo motivo il procuratore Raffaele Guariniello ha ritenuto responsabili direzione e
ufficio tecnico, e nessun medico
o infermiere.

A Odasso, ex direttore generale,
la Corte dei Conti chiede oltre
254 mila euro; all’ex direttore sanitario Borsotti (che oggi dirige
VillaCristina)189milaeuro;stessa cifra ad Aldo Rosso dell’ufficio
tecnico. Ma è il dottor Arione
(tutt’oggi direttore sanitario del
presidio Molinette) a dover pagare la cifra più sostanziosa: 986
mila euro circa. Assolti Mario
Lombardo, per un periodo Commissario dell’ospedale, e il capo
ufficio tecnico Franco Rabino.
L’avvocato Roberto Longhin
ha difeso e fatto assolvere Rabino: «Una vicenda emblematica e paradossale - commenta
-. La decisione di non attivare
più polizze assicurative per risparmiare sui premi continua
a mettere a rischio i dipendenti, che pagano di tasca propria
anche per vicende legate a carenze strutturali».
All’epoca si sapeva pochissimo di aspergillo, e da tempo alle Molinette si procedeva alla
pulizia periodica delle tubature per sconfiggere l’altra minaccia letale più nota, la legionella. Non è bastato. «Fu dimostrato senza ombra di dubbio contesta ancora l’avvocato
Longhin - che i pazienti morirono per l’aspergillosi, ma non
che il decesso fu effettivamente causato dai lavori in corso
piuttosto che da un’infezione
latente comparsa in quei malati solo al momento in cui le difese immunitarie scesero».

.

Cronaca di Torino .49

CRIMINALITÀ

Raffica di furti,
ripulite le auto
dei tifosi alla partita
Altre zone a rischio
Porta Palazzo,
corso Svizzera
e San Paolo
PAOLO COCCORESE

In occasione della finale di
Europa League, con gli occhi
di tutto il mondo puntati sulla città, gli anziani del quartiere Gallo-Praille, il rione
venariese che si affaccia sullo Stadium, hanno fatto gli
straordinari per evitare problemi. «Siamo rimasti fino a
tardi a vigilare, per controllare le vetture parcheggiate
qui intorno», dice il vicepresidente del comitato di zona,
75 anni e non sentirli, Enzo
Antonacci. Ronde di pensionati contro i topi d’automobile, ma con scarso successo.
Mercoledì notte, finita la
partita - ma in altre strade una ventina di tifosi ha trovato il parabrezza o un finestrino rotto. E l’auto ripulita di
quel poco che avevano lasciato all’interno.
Le vie intorno allo stadio
sono storicamente sotto
scacco dei predoni. Se una
volta, colpivano in corso
Grosseto, lato Vallette, negli
ultimi anni il fenomeno sembra essersi spostato verso
via Druento, nella vicina zona industriale e oltre via
Sansovino. Ovviamente, il

copione è rimasto lo stesso. In
occasione delle partite infrasettimanali e dei concerti,
quando l’oscurità aiuta a non
essere visti, i malintenzionati
spaccano uno dei lunotti per
portare via gli oggetti rimasti
incustoditi come giacche, borse e poco altro. Bottino che
spesso è difficile da definire
tale, nonostante il rischio altissimo di essere visti o fermati dalle forze dell’ordine.
Ma i topi d’auto sono ladri
spregiudicati. E colpiscono in
tutta la città. In particolare,
nella zona di piazza Repubblica, a due passi dal Quadrilatero. Negli ultimi giorni si sono
accaniti nelle strade del Centro e dietro l’università di Palazzo Nuovo. Stesso discorso,
in San Paolo. La notte scorsa,
in via Braccini si sono divertiti
a prendere di mira le Smart,
forzando con un cacciavite il finestrino. A una è stato portato
via l’autoradio. Il guadagno è
minimo, il danno per gli automobilisti è di diverse centinaia
di euro. «L’altra sera avevo lasciato il pc in auto – dice Giovanni, un residente – e ho visto
una banda di ragazzini all’opera. Mi sono messo a urlare e li
ho fatti scappare». Auto parcheggiate prese di mira dai ladri anche davanti all’Amedeo
di Savoia. Secondo i vigili,
spesso sono le persone con
problemi di droga ad essere i
responsabili dei furti. I bottini,
anche se risicati, possono servire a comprare l’immancabile
dose quotidiana di veleno.


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