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La Stampa 17.05.2014.pdf


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4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
SABATO 17 MAGGIO 2014

U

TANGENTI
LA CONTROFFENSIVA

Cantone: per l’Expo voglio poteri speciali
Il magistrato: “Non vado a Milano per fare una gita”. Scontro con Grasso sulla legge anticorruzione
GUIDO RUOTOLO
ROMA

Chi lo conosce da tempo sa
perfettamente che Raffaele
Cantone non è il tipo che manda messaggi felpati perché chi
deve intendere intenda. Le cose che deve dire le dice pubblicamente e senza filtri. E ieri si
è fatto sentire, e rumorosamente: «Non ho intenzione né
voglia di fare gite milanesi. Ha
senso la presenza dell’Autorità se ci danno strumenti di
controllo ad hoc, e se si impone alle società private di seguire norme di trasparenza».
Consapevole che la politica, le istituzioni debbano risolvere i problemi e non solo
enunciarli, ieri l’Autorità nazionale anticorruzione ha
mandato un segnale forte e
chiaro. Che qualche malumore, però, ha creato nel governo e nella maggioranza,
più per la forma che per la
sostanza delle cose dette.
Cantone sostiene: «Se dobbiamo controllare che Expo
2015 diventi un fiore all’occhiello della trasparenza e
della legalità, datemi gli strumenti per poter agire».
Nessun dissenso, nessuna
incomprensione con il presidente del Consiglio, Matteo
Renzi. Anzi, quando Renzi ha
chiamato Cantone per propor-

Ha
detto

Ha senso la presenza
dell’Autorità se
ci danno strumenti
ad hoc e se si impone
trasparenza
alle società private
Dobbiamo poter
assistere alle gare
di aggiudicazione
degli appalti
e avere poteri
di controllo
ANSA

Raffaele Cantone, Autorità nazionale anticorruzione

gli quest’avventura milanese, il
giudice di Gomorra ha spiegato
al presidente del Consiglio che
aveva bisogno di strumenti per
poter esercitare al meglio l’azione di vigilanza. Essendo nata da
poche settimane l’Autorità na-

zionale anticorruzione, bisognava inventarsi delle «norme
speciali» per intervenire. Ricevendo da Renzi comprensione e
condivisione degli obiettivi.
Ieri Cantone ha voluto ricordare che non ha senso fare una

Le modifiche al ddl
anti-corruzione
presentato da Grasso
hanno vanificato
la produttività
della legge

«gita» a Milano se non ha questi benedetti strumenti. Ai suoi
interlocutori istituzionali, l’Autorità anticorruzione ha pazientemente spiegato che deve
essere messo in grado di esercitare «poteri di controllo e di
supervisione» degli appalti di
Expo 2015. Deve poter assistere, da invitato e non da clandestino, «alle gare di aggiudicazione degli appalti» (il tempo
stringe) e, come altri organismi
parlamentari bicamerali e istituzionali, avere poteri propri
dell’autorità giudiziaria e
ispettivi di controllo.
Insomma, poter acquisire
documentazione, certificati,
capitolati di spese, gare d’appalto. Il governo e il Parlamento devono intervenire subito, con uno strumento legislativo speciale, un decreto
legge che metta l’Autorità in
condizione di essere immediatamente operativa.
Ma ieri il magistrato di Gomorra è intervenuto anche
sulla legge anticorruzione in
discussione in Parlamento.
Una legge che non affronta, o
meglio non risolve il problema. L’ha chiamata «legge
spot», anche se poi Cantone ha
rettificato l’agenzia di stampa
che aveva riportato un giudizio pesante del magistrato
contro il Parlamento: «Mi

guarderei bene dal dare un
giudizio pesantissimo sull’approvazione di una legge - dice
l’Autorità -, visto che la Costituzione affida al Parlamento
proprio il potere legislativo. È
vero però che le modifiche apportate al disegno di legge
presentato dal senatore Pietro
Grasso, prima che fosse eletto
presidente di Palazzo Madama, hanno vanificato la stessa
produttività della legge».
Forse non è solo una coincidenza che ieri Cantone sia intervenuto su Expo 2015, rivendicando strumenti legislativi che mettano l’Autorità in
condizione di intervenire, e
nello stesso tempo sulla legge
antiriciclaggio in discussione
al Senato. È come se si fosse
voluto tracciare un percorso
molto netto, una richiesta di
riformismo alto al Parlamento e all’esecutivo.
Cantone avverte che la partita della credibilità delle istituzioni si giochi adesso - anche se
coincide con la campagna elettorale - prima che la collera e
l’insofferenza dell’opinione
pubblica contro questa Tangentopoli di ritorno («Oggi la politica gioca un ruolo subalterno precisa Cantone - rispetto ai comitati d’affari che sono sopravvissuti alla prima Tangentopoli») travolga tutti quanti.