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La Stampa 18.05.2014 .pdf



Nome del file originale: La Stampa - 18.05.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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* In edicola con La Stampa *

T1 AL AO AT BI CN CV NO PR T2 VB VC

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
DOMENICA 18 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 136 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Il triplice delitto di Santhià

Settecento abbandoni l’anno

Il campionato di Spagna

Il nipote e la strage
per 300 euro

“Amiamo un prete”
E scrivono al Papa

La Liga all’Atletico
il Barça applaude

Lorenzo ha ucciso i nonni e la zia
sotto effetto di cocaina: ho perso
la testa. Si sospettano complici
Cottini, Roberto e Sceresini A PAG. 15

L’appello a Francesco delle compagne
di 26 sacerdoti contro il celibato:
«Non recidere un legame solido e bello»
Tornielli e Galeazzi A PAGINA 11

Ai madrileni basta l’1-1 al Camp Nou
È il loro 10° titolo, mancava dal ’96
Inghilterra, l’Arsenal vince la FA Cup
Condio e Zonca A PAGINA 33

Nostra inchiesta: gli italiani europeisti, ma flessibili

In Lombardia in arrivo nuovi arresti. Il capo dell’Autorità potrà intervenire sulle gare di appalto

Inchieste su Expo e corruzione
Il governo: Cantone avrà i poteri
Il Parlamento europeo
Levi, Mastrobuoni,
Molinari, Rizzo E UN’ANALISI DI Marini ALLE PAG. 8 E 9

L’anti-Europa
all’assalto
dell’Europa
Si vota tra 8 giorni: crescono i populisti
Per tre italiani su quattro uscire dall’euro sarebbe un guaio
per l’economia. Ma le misure anti-crisi imposte dall’Ue al Paese
generano perplessità. E nel Continente crescono gli euroscettici.

1

MA DALLE CRISI

POLITICA-ANTI

NASCONO SPESSO
LE GRANDI COSE

LA BATTAGLIA
DI GRILLINI & C.

ENZO BETTIZA

GIOVANNI ORSINA

I

P

n attesa delle elezioni
del Parlamento europeo
del 25 maggio è forse
possibile tratteggiare
fin d’ora un quadro in bilico tra qualche certezza e diverse incertezze. Accanto ai
partiti che si potrebbero definire tradizionali, diciamo
pure costituzionali, l’Europa
dovrà fare il conto con un’eccedente presenza di nuovi
movimenti, partiti o semipartiti che siano: etnicopopulisti, estremisti, folcloristici, al limite anche nichilisti.
L’antieuropeismo purtroppo,
favorito dalle varie crisi che
l’Europa ha subito nell’ultimo quinquennio, è riuscito a

9 771122 176003

Expo, il magistrato a capo
della task force anti-corruzione Raffaele Cantone «avrà i
poteri che ha chiesto»: lo assicura il ministro Lupi. Grillo attacca Merkel e Schulz: io oltre
Hitler.

1

PERSONAGGIO

La seconda vita
del compagno G
Greganti tra coop rosse
fiduciarie e rinnovabili
Gianluca Paolucci A PAGINA 3

Barbera, Bertini,
Bresolin, Colonnello, Feltri,
Iacoboni, La Mattina, Nicoletti
e Ruotolo DA PAG. 2 A PAG. 7

LA LETTERA

Ecco perché
quella legge
non va bene
RAFFAELE CANTONE

CONTINUA A PAGINA 23

C

aro direttore,
ho letto con l’attenzione che meritava la bella
e chiara intervista pubblicata
ieri sul suo giornale dal Presidente (oltre che amico e collega) Piero Grasso.
CONTINUA A PAGINA 23

SETTANT’ANNI FA L’OFFENSIVA ALLEATA: I REDUCI SI RITROVANO E NASCE UN MUSEO PER RICORDARE I CADUTI

Il ritorno degli eroi di Montecassino

er definire il movimento 5 stelle si ricorre spesso alla
categoria dell’antipolitica. La definizione è corretta, benché vaga, se guardiamo ad alcuni
aspetti del grillismo: l’ostilità
verso i professionisti della
politica e il giustizialismo;
l’impazienza per le complessità dell’amministrazione; il
disinteresse per le culture
politiche tradizionali. Se lo si
osserva da un altro punto di
vista, tuttavia, il movimento
di Grillo può essere compreso meglio con la categoria
non dell’antipolitica ma della
«politica-anti».

CONTINUA A PAGINA 23

40518

Grillo attacca la Merkel e Schulz: “Io come Hitler? No, oltre”
Renzi, alle elezioni obiettivo 33%: “Daspo per i politici corrotti”

FOTO DI BRAD HANSON

Alcuni veterani della battaglia di Cassino: in primo piano, Doug Ross

Cannes, applausi per il film di Bonello

Tennis, oggi in finale a Roma con la Williams

Yves Saint Laurent
il genio senza pace

La piccola Errani
sfida Serena la gigante

FULVIA CAPRARA

STEFANO SEMERARO

INVIATA A CANNES

ROMA

L

S

e feste dissolute nei ruggenti
Anni 70, la concentrazione
febbrile dietro le quinte delle
sfilate, gli amplessi omosessuali carichi di desiderio, la cura nei dettagli, il culto dell’estetica insieme al fumo, alle droghe e all’alcool.
CONTINUA A PAGINA 26

e il tennis fosse un pensiero
che si balla, come il Tango, allora nessuna al mondo ballerebbe come Sara Errani. Un’idea
dietro ogni figura, Sarita. Senso
del ritmo, grinta e anima. Mai un
passo fuori tempo.

Lo stilista nel film

CONTINUA A PAGINA 35

Sara Errani

Corbi E UN INTERVENTO DI Gentiloni A PAGINA 10

2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

U

TANGENTI
SCANDALO APPALTI

La presenza
dell’Autorità
ha senso soltanto
se ci danno strumenti
di controllo ad hoc

La nomina di Cantone
non è stata formale
Gli saranno dati
tutti gli strumenti
per poter agire

Raffaele Cantone

Maurizio Lupi

Autorità anticorruzione
e commissario Expo

Ministro
delle Infrastrutture

ANSA

L’Esposizione di Milano aprirà i battenti nel maggio 2015

Expo, Cantone spiazza il governo
Il ministro Lupi: “Avrà i poteri che ha chiesto”. Ma Palazzo Chigi: “Sorpresi dalle parole del magistrato”
ALESSANDRO BARBERA
GUIDO RUOTOLO
ROMA

Rassicura Renzi: le richieste
dell’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone non verranno archiviate,
«l’Expo non verrà lasciata in
mano a chi prende tangenti».
Rassicurano il ministro delle
Infrastrutture Maurizio Lupi
e quello dell’Interno Angelino
Alfano: Cantone «avrà i poteri che chiede». Il magistrato,
incaricato di guidare una
task force anticorruzione nei
cantieri venerdì era stato duro: «Non farò gite a Milano,
sull’Expo, voglio poteri veri».
Ma con il passare delle ore è
come se qualcuno volesse gio-

care a chi spegne per ultimo il
cerino. Finora non è arrivato
nessun segnale concreto di accelerare i tempi, di procedere a
interventi legislativi d’urgenza, visto che i lavori sono in ritardo, anzi devono concludersi
in fretta: il countdown è entrato nell’ultimo anno. Per il momento da Palazzo Chigi non ci
sono commenti ufficiali, anche
se trapela «sorpresa» per le
modalità con le quali Cantone
ha affrontato un tema delicato,
da affrontare nei prossimi giorni, però «attorno ad un tavolo».
Un passo indietro nel tempo.
Un’immagine: martedì scorso,
Milano, vertice straordinario
su Expo 2015. Ci sono lo stesso
Cantone, Renzi, i ministri Mar-

tina e Lupi, il commissario Sala, le autorità locali. Da pochi
giorni è stata scoperchiata la
Cupola del malaffare dalla Procura di Milano. Il governatore
lombardo Maroni prende la parola: «Propongo di affidare poteri eccezionali all’Autorità nazionale anticorruzione, che
possa conoscere gli atti delle
inchieste giudiziarie». Maroni
si appella all’articolo 118 del Codice di procedura penale: «Il
ministro dell’Interno, direttamente o a mezzo di un ufficiale
di polizia giudiziaria o del personale della Direzione investigativa antimafia appositamente delegato, può ottenere dall’autorità giudiziaria [...] copie
di atti di procedimenti penali e

informazioni scritte sul loro
contenuto, ritenute indispensabili per la prevenzione dei
delitti per i quali è obbligatorio
l’arresto in flagranza. L’autorità può trasmettere le copie e le
informazioni anche di propria
iniziativa».
Proposta estrema, quella di
Maroni. Prende la parola Cantone il quale, rivolgendosi al
premier dice chiaramente:
«Non condivido la proposta di
dare gli strumenti all’Autorità
per poter interferire con l’autorità giudiziaria». Cantone boccia la possibilità di acquisire atti coperti dal segreto investigativo. Da magistrato è molto
sensibile al tema dell’autonomia e dell’indipendenza della

magistratura, oltre che della
sacralità del segreto investigativo delle indagini.
Dunque? Cosa chiede esattamente Cantone? Che sia solo
un problema di incomprensioni? Il magistrato nei giorni
scorsi ha ricordato di aver informato il premier delle iniziative da prendere per controllare che Expo 2015 possa realizzarsi nel rispetto della legge.
Tre le richieste: dare all’Autorità nazionale anticorruzione il
potere di supervisione dei singoli appalti in corso e in itinere,
ovvero permettere all’Autorità
di chiedere alle imprese che
partecipano alle gare d’appalto
tutta la documentazione necessaria. Secondo: dare la pos-

La storia
MATTIA FELTRI
ROMA

Cesare Mori Carlo A. Dalla Chiesa

Guido Bertolaso

Generale dei carabinieri nel 1974 nel
Nord-Ovest ebbe un ruolo decisivo
nella lotta alle Brigate Rosse. Nel 1982
da prefetto è inviato a Palermo per
combattere la Mafia. Fu ucciso insieme
alla moglie nel settembre del 1982

Ha raggiunto l’apice della carriera
nella Protezione civile. È stato
Commissario straordinario
per il terremoto dell’Aquila,
rischio bionucleare
e il G8 de L’Aquila del 2009

Durante il Fascismo fu inviato
nel 1924 da Mussolini in Sicilia
per combattere la mafia.
Fu soprannominato «prefetto
di ferro» per la sua durezza
e determinazione

Dal prefetto Mori a Bondi
L’ossessione italiana
per l’uomo solo al comando
a già un nome, Anac, adatto
a una municipalizzata o a
una nuova tassa locale, e
perfetto per consegnare il rassicurante suono burocratico a un’impresa muscolare. Perché vuol dire
Autorità Anticorruzione e sarà presieduta da Raffaele Cantone, il magistrato incaricato dal governo di

H

portare fino all’inaugurazione l’Expo,
e precisamente di vegliare perché ci
si arrivi senza che ladruncoli e ladroni ci mettano le mani. Il povero Cantone, buon conoscitore dell’ingranaggio, ha detto che non vuole andare a
Milano a fare qualche gita: al momento, ha detto venerdì, non ci sono gli
strumenti «per occuparsi delle vicen-

de dell’Expo». Avremo l’ennesima
legge, ha detto, che «però non avrà
nessuna efficacia». E così ieri si è cominciato a discutere del conferimento a Cantone di poteri speciali.
Niente di straordinario, nella
straordinarietà del nostro paese, attualmente governato da un numero
di norme che i più sventurati specia-

Enrico Bondi
Si è occupato del salvataggio
della Montedison e poi dopo
il crack del 2003 è diventato
commissario straordinario
per la Parmalat. Attualmente
è commissario per l’Ilva

sibilità di far partecipare alle
stesse gare d’appalto un delegato dell’Autorità. Terzo: tutta
l’attività preventiva di controllo della stessa Autorità deve
essere resa pubblica. Insomma, nessuna violazione del segreto d’indagine. Il procuratore di Milano Bruti Liberati sottolinea la sua disponibilità: «Ci
siamo già sentiti, gli abbiamo
messo a disposizione le carte di
tutte le misure cautelari e gli
atti amministrativi», ovvero
tutto ciò che non è coperto dal
segreto. Ora manca solo la risposta di Palazzo Chigi e del
governo. Campagna elettorale
permettendo.
Twitter @alexbarbera
@guiruo

listi fissano in 125 mila. Leggi che
contraddicono leggi e poi controllori
di controllori, uffici studiati perché
si annullino l’uno con l’altro, competenze distribuite con chirurgica confusione ai quattro punti cardinali.
L’unico modo di combinare qualcosa
è rimediare la dispensa eccezionale,
e cioè di radunare per sé poteri complessivi, indiscutibili, implacabili,
superiori a ogni protocollo o procedura, e che faranno di Cantone, come dei suoi predecessori, l’eroico
salvatore (almeno sinché le cose andranno bene).
Questo è sempre stato il paese dei
raffinati bizantinismi, una morbida
rete sempre più fitta, da cui poi ci si
salva solo con la falce. Il prefetto Mori in Sicilia, Guido Bertolaso negli anni della gloria berlusconiana, Carlo
Alberto Dalla Chiesa contro le Brigate rosse (e poi contro la mafia), l’ormai mitologico Enrico Bondi, una
specie di cerottone a ogni ferita nell’economia nazionale. La parola
“commissario” è l’abracadabra dopo
il culmine della disperazione: i commissari per Pompei, i commissari
per l’emergenza carceri, persino i
commissari per le persone scomparse o per i rischi idrogeologici. L’uomo
forte - direbbero quelli che ancora
hanno paura del più noto e sbrigativo
commissario straordinario conosciuto nella recente storia italiana: Benito Mussolini. È che siamo collettivamente bravissimi a metterci nei pasticci, e poi ci serve uno che ce ne tiri
fuori. Quanto a Cantone, comincerà a
lavorare in attesa che vengano nominati i suoi quattro vice, una nomina
che, fanno sapere, «non potrà avvenire in tempi brevi». Ma va?

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

La “cupola” e il business Sanità
Via alla fase due dell’inchiesta

ca Troyer, ha intenzione di rispondere a tutte le domande
dei pm. Secondo i quali, «Paris
è apparso in primo luogo immediatamente interessato a procurarsi nuove opportunità di
carriera e protezione». Ma anche affari in proprio, attraverso
Greganti, come dimostrerebbe
l’incontro con Filippo Lodetti
presidente della Reggio Parcheggi Spa «interessato ad aggiudicarsi una gara di rilevanti
dimensioni in tema di mobilità
a sostegno del prossimo evento
espositivo» in cambio, come
minimo, «di una macchina anche per te».
La posizione dell’ex numero
due di Expo è però particolarmente delicata perché si lega a
quella di Antonio Rognoni, l’ex
direttore generale di Infrastrutture Lombarde, arrestato un
mese fa per i contratti truccati
sugli appalti Expo. L’inchiesta,
coordinata dall’aggiunto Alfredo Robledo, proprio sul nome di
Rognoni e di Paris s’interseca su
quella condotta dalla Dda di Ilda
Boccassini e, com’è noto, ha dato
origine alle note frizioni sfociate
nella cosiddetta “guerra in procura”. Gli ultimi verbali di Rognoni, tenuti gelosamente segreti, pare diano nuove indicazioni sia sul ruolo di Paris, che
aspirava a prenderne il posto in
IL.Spa, sia sulle influenze in Regione della «cupola», che lavorava in aperta concorrenza con
l’altro «sistema parallelo» quello
che faceva capo al mondo cielli-

no di Daccò e Formigoni. Non a
caso, in una delle innumerevoli
intercettazioni dell’inchiesta,
Giuseppe Cattozzo, parlando
con l’imprenditore Enrico Maltauro, commenta le inchieste
che hanno travolto l’ex presidente della regione Lombardia in
questo modo: «La mia tesi è che
l’attacco non è su Roberto ma sul
mondo ciellino». E Frigerio,
chiarisce: «E non c’è protezione
in Vaticano perché là, il Papa
nuovo, se ne strafrega del mondo italiano e poi tra i cardinali,
non c’è più nessuno in grado di
proteggere…anche il mio amico
ministro delle finanze,…il cardinal Versaldi non protegge certo i
ciellini…».
E dunque, per una «cricca»
che cade in disgrazia, una nuova è già pronta a prenderne il
posto. Cercando di infilarsi in
tutte le aziende pubbliche possibili. Oltre alla Sogin infatti, ci
sono l’Anas dove la «squadra»
di Frigerio vorrebbe piazzare
Rognoni: «Ne parliamo con Primo…» ma anche, secondo Frigerio, con il ministro Maurizio
Lupi, a cui sostiene «di dover
mandare un biglietto con il nome di Antonio»; l’Iri, dove vorrebbero dirottare Grillo «così
avrebbe il controllo su ponti e
ferrovie»; raccomandandosi infine di lasciare Rognoni alle
Concessioni Autostradali Lombarde, nonostante le dimissioni
da Infrastrutture Lombarde.
Una «cupola» insomma, come
aspirazioni da «piovra».

Rinnovabili

Fotovoltaico

Combustibile per biomasse

Greganti ha cercato in più
occasioni di entrare nel business delle energie rinnovabili

Ha aiutato il nipote a mettere
in piedi una società
per il fotovoltaico «fai da te»

Tra i progetti una centrale a
biomasse alimentata dal legno
di una segheria di cui era socio

Frigerio intercettato: “I ciellini? In Vaticano non hanno più protezione”
PAOLO COLONNELLO
MILANO

ANSA

Il Palazzo di giustizia di Milano

re vicentino Enrico Maltauro
l’appalto per la piattaforma delle architetture. Paris, nel primo
confronto avuto settimana

scorsa davanti al gip, ha già ammesso alcune responsabilità
ma negato di aver fatto parte
dell’associazione a delinquere

Retroscena
GIANLUCA PAOLUCCI
TORINO

«U

n vulcano di idee», racconta un imprenditore
che ci ha avuto a che fare. Non tutte portate a buon fine, va
detto. Ma con un gran lavorìo di contatti a tutti i livelli. Sempre restando
lontano dai riflettori, protetto da intrecci di quote societarie e schermi
di fiduciarie. Il gruppo Seinco, a lui
riferibile, era prima intestato a una
fiduciaria e poi passato alle figlie
Barbara e Luna, che si dividono il
50% ciascuna del capitale. Gli uffici sono nel cuore di Torino e alla
Seinco fanno capo una serie di
partecipazioni. Come quella nella Seinco En.Ri. alla quale Greganti fa avere un «contratto di
partnership» con la Cmc di Ravenna, colosso del mondo cooperativo. Altra coop che intreccia gli affari di Greganti e gli
appalti nelle carte dell’inchiesta milanese è la Viridia di
Settimo Torinese. I finanzieri
scrivono che Viridia «assume rilevanza con riferimento a buona
parte delle vicende attenzionate»
dai pm Claudio Gittardi e Antonio
D’Alessio.
A Seinco o alle sue controllate
fanno capo una serie di quote societarie ma anche i telefoni o le auto
utilizzate da Greganti. La En.Ri. ad
esempio aveva, fino allo scorso an- chiamato «Sesto San Giovanni Acno, il 24% della Agenergia. Tra i soci cordo Preliminare», che in precedendella stessa società c’era Pierpaolo za sarebbe stato girato, secondo la
Maza, ex membro del Toroc ed ex Gdf, dall’imprenditore vicentino Enpresidente della Fondazione posto- rico Maltauro, ora in carcere, allo
limpica. Tramite la Agenergia - e stesso Beretta. Il file conteneva «la
Greganti - il comune di Torino trova bozza di una scrittura privata tra i segli sponsor per il siguenti soggetti: Imstema di lampioni in- LA KERMESSE MILANESE presa Costruzioni Giutelligenti di Piazza
seppe Maltauro spa;
Una società a lui legata Cons. Naz. Coop di
San Carlo. Tra gli
sponsor c’è la Olicar, sarebbe riuscita a vincere Produzione e Lavoro
che si occupa di seri lavori per la «piastra» Ciro Menotti Scpa
vizi per l’energia.
(che interveniva per la
Che, guarda caso, compare anche consociata Viridia, ndr); Cefla S.C;
lei nell’inchiesta milanese, nel filone Prisma Impianti spa; Gemmo Spa;
Città della salute. In una mail che, Manutencoop; Servizi Ospedalieri
scrive la Finanza, sarebbe stata in- spa; Olicar; Vivenda spa; Sotraf». Era
viata a Greganti l’11 aprile del 2013 una bozza con l’indicazione della «coda Lorenzo Beretta di Olicar veniva stituzione di un raggruppamento
indicato come oggetto «Città della temporaneo di imprese» per parteciSalute e della Ricerca-Sesto San pare alla gara.
Quello dell’energia e delle rinnovaGiovanni», ed era allegato «un file»

che comprendeva «il professore», Luigi Grillo, Primo Greganti e Giuseppe Cattozzo. E domani, fa sapere il suo legale, Lu-

Gli interessi

Da lunedì si ricomincia. Il tribunale del riesame in settimana
dovrebbe decidere sui nuovi 12
arresti richiesti dalla Procura
dando così il via alla «fase due»
delle indagini, dedicata questa
volta quasi esclusivamente agli
appalti sulla sanità anche in
centri come Melegnano, Lecco,
Pavia e in particolare per la costruzione della Città della salute a Sesto San Giovanni, un business da 500 milioni di euro.
La macchina degli interrogatori invece si rimetterà in moto
con l’incontro, nel primo pomeriggio, tra i pm e Angelo Paris, il
numero due di Expo che secondo le accuse avrebbe messo al
servizio della «cupola» degli
appalti la sua funzione («Vi faccio avere tutti gli appalti che
volete, basta fare carriera…»)
passando in anticipo le informazioni sulle gare di Expo e facendo ottenere all’imprendito-

Primo Piano .3

.

Tra coop rosse e fiduciarie
La seconda vita nell’ombra
del “Compagno G.”
Affari in vari settori e società intestate alle figlie
Primo Greganti
è stato arrestato
nell’ambito
dell’inchiesta
sugli appalti
per l’Expo
di Milano

bili è un settore che interessa molto al
«Compagno G.» nella sua seconda vita
di facilitatore d’affari. A cavallo del decennio la Società energetica Vinovo,
della quale la Seinco di Greganti è socia, cerca di costruire una centrale
elettrica a biomasse alle porte di Torino. Il progetto resta solo sulla carta
ma tra i fornitori del combustibile, materiale legnoso, doveva esserci la segheria Mozzone, ex socia - fino al 2013
- dei Greganti anche in un’altra attività: la bioedilizia. Con la Mozzone Building System realizzano case in legno.
La storia più interessante è però
forse quella della Finomnia. Viene costituita nel febbraio del 2012 e i soci
sono al solito schermati da due fiduciarie, la Simon e la Nomen dello studio Grande Stevens. Il 25% è in realtà
della Seinco dei Greganti. Tra gli altri
soci, una società del gruppo Marachella. Si tratta di una gruppo che si

definisce «multiservizi», che ha sede
a Torino e nei cui uffici Greganti è stato visto spesso negli ultimi due anni.
Nel periodo di suo massimo splendore, tra il 2012 e il 2013, è attiva praticamente dappertutto. Gestisce ristoranti a Torino, alberghi in provincia di
Cuneo, impianti di risalita, servizi di
catering, un golf club, cura la ristrutturazione di una residenza di caccia
dei Savoia, spazi espositivi, tre call
center (a Torino, Livorno e Palermo)
che lavorano per grandi clienti. E ancora energie rinnovabili, una lavanderia industriale e di nuovo la bioarchitettura con la Mwb. Mette in piedi anche un allevamento di asini. Di chi sia
la Marachella non si sa: il 90% è in mano a una fiduciaria. Tramite la Finomnia, Greganti e la Marachella
mettono in piedi la Mr. Facile, sede a
Jesi e guidata da Simone Greganti, nipote di Primo. Doveva realizzare kit
fotovoltaici «fai da te», ma anche questa attività stenta a decollare. «Ho conosciuto Greganti perché abbiamo lo
stesso commercialista», dice Marco
Maniezzi, ad del gruppo. Quello dei
pannelli è l’unico affare in comune?
«Abbiamo parlato di tante cose», dice
Maniezzi, «ma nessuna si è concretizzata». Così anche la Finomnia viene
venduta. Il 20 gennaio di quest’anno
la proprietà passa tutta alla galassia
Marachella. Che due settimane dopo,
l’11 febbraio, presenta la richiesta di

concordato preventivo: il sistema
«multiservizi» prevede troppi servizi
e non sta più in piedi. Ma Greganti sta
già pensando ad altro: il 29 febbraio
Greganti è con Paris e un responsabile di Viridia per discutere della realizzazione dei padiglioni Expo. Il 14 febbraio Greganti invia una mail a Dario
Foschini, ad di Cmc, contenente il testo di un contratto che riconosceva
«sostanzialmente da parte di Cmc un
concorso in spese di ufficio per sei
mesi e, soprattutto, una provvigione
sulle attività e progetti frutto del presente accordo che (...) non potrà essere inferiore all’1% del valore delle operazioni portate a buon fine».

Jena
Potrei
Grillo no, Berlusconi no, Renzi no,
potrei votare per Alfano.
Stai scherzando?


jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

U

IN PIAZZA
SFIDA A DISTANZA
DEFINITIVO SULLA MONETA UNICA

Chiederemo di eliminare il 3%. Se ci
dicono no, faremo un referendum
e chiederemo di uscire dall’euro
FASSINO E IL SISTEMA PD TORINESE

Quando ha alzato il dito medio

Ha moscio a momenti sveniva, è
detto l’unico globulo rosso che ha

A Torino
Migliaia di persone ieri
in piazza Castello a Torino
a sentire Beppe Grillo
ANSA

IL FONDATORE DEL M5S

Grillo-show, c’è la Merkel nel mirino
Casaleggio, svolta istituzionale a “In mezz’ora”: se vinciamo, pronti ad accettare responsabilità
JACOPO IACOBONI
TORINO

Immaginate il Movimento
cinque stelle di questa fase
come un vinile, due lati. Il lato
A è Grillo, che arriva in piazza
Castello a Torino e si lancia in
invettive, contro Schultz,
Renzi, la Merkel, ma stranamente poco approfitta dei
tanti casi in area Pd piemontese. Schulz l’aveva paragonato a Stalin, e Grillo nelle
risse mena sempre più forte,
è un vecchio principio della
strada (accanto all’altro, di
menare per primi), «guarda,
Schulz, se non c’era Stalin tu
e i tedeschi a quest’ora stavate coi nazisti e la svastica in
fronte». Poi, colpendo Renzi,
in realtà ferisce la Merkel,
«l’ebetino in Europa va solo a
fare due leccate al c... della
Merkel». «Dicono che io sono
Hitler?! Io sono oltre, Hitler.
Senza di noi, in Italia avreste i
nazisti». La frase girerà il
mondo. Mentre la dice, Grillo
strabuzza gli occhi come

quando fa l’invasato. In piazza
la vedono come una performance, non come le dichiarazioni di un politico. «Grillo è così», dice una placida pensionata sabauda, capelli azzurrini,
due figli, tutta la famiglia pro
M5S. È così, e loro lo accettano.
Non gli importa della volgarità.
Poi ci sono i b-sides. Gianroberto Casaleggio ieri ha registrato una puntata di «In mez-

Insulto alla cancelliera
Migliaia in piazza
Castello, ma non è
come lo Tsunami tour
z’ora», la trasmissione di Lucia
Annunziata, prima giornalista
a portarlo in tv. Si presenta con
il cappellino giallo in testa, ci
tiene a mostrarsi guarito e in
forma, racconta di sé - cosa inusuale - attacca molto Renzi ma,
sorpresa, compie una svolta diciamo così «istituzionale» del
Movimento: «Se saremo il pri-

il caso
MARCO BRESOLIN
BERGAMO

è una casa a Bergamo, a due
passi dalle Mura di Città Alta, che potrebbe decidere le
prossime elezioni comunali. Il proprietario si chiama Giorgio Gori ed è
l’aspirante sindaco per il centrosinistra. Fino alla scorsa settimana tutti i
sondaggi lo davano in vantaggio sul
primo cittadino uscente Franco Tentorio (centrodestra), ma lunedì gli
agenti della polizia municipale hanno
suonato al citofono di quella - splendida - villa in via Porta Dipinta. Fotografie, rilievi tecnici, misurazioni,
analisi dei dati degli uffici. Dopo
quattro giorni, il responso: la veranda realizzata dall’ex manager Mediaset in quella casa è abusiva.
Ma come, un candidato sindaco
che commette abusi edilizi nel Comune che vorrebbe amministrare?
Questa la domanda che circola tra i
bergamaschi e che, a una manciata di
giorni dal voto, potrebbe ribaltare lo
scenario disegnato dai sondaggi pri-

C’

mo partito dopo il voto - dice
più o meno - diremo al presidente della Repubblica che in
caso di crisi di governo noi siamo pronti a ricevere un incarico, se lui ce lo desse». Insomma, dal no no no a una forma di
responsabilità.
In realtà lato A, roco, e b-side,
istituzionale, sono d’accordo. Il
Grillo della città antifascista, la
città di Gobetti, una città intimamente, umanamente, si potrebbe dire, “di sinistra”, è sì pugilistico («le manette non mi interessano, mi interessa fare un
processo pubblico, non violento,
- aggiunge dopo - a chi è stato
connivente»), ma soprattutto
nazionalpopolare; è lo stesso
che poi domani sarà da Vespa.
Lui nazionalpopolare, Casaleggio invece a parlare di scenari al
pubblico della terza rete.
Funziona, dal punto di vista
elettorale, questa doppiezza?
In piazza Castello ieri c’era tanta gente, fin oltre le fontane a
terra; ma non era la piazza dello Tsunami tour. Tuttavia più

Io Stalin? Senza Stalin
Schulz sarebbe in
Parlamento con la
svastica. Mi dicono
che sono come Hitler?
Io sono oltre Hitler!
La frase di Beppe Grillo

che la sterile gara delle piazze,
al voto conteranno le astensioni; il che rende tutto imprevedibile. Grillo qui poteva affondare nel burro su Greganti iscritto al Pd a Torino, San Donato - e non l’ha fatto. Poteva
devastare i personaggi torinesi
vicini al sistema FassinoChiamparino, s’è limitato a una
battuta sul sindaco, «quando
ha alzato il dito medio moscio a
momenti sveniva, è l’unico globulo rosso che ha». Poteva attaccare sul caso Genovese,
niente. Sul Tav ha lasciato che
fosse il no tav Perino a dire «se i
4 arrestati sono terroristi, allora siamo tutti terroristi»; in
piazza la saldatura no tav-M5s
era simboleggiata da uno striscione «per ogni azione di lotta
efficace e si prepara la gabbia
del terrorismo», issato, pensate, sul milite sardo davanti a
Palazzo Madama.
Pare un po’ provato. Anche
se mai come ora il M5s dipende dal Capo. La cosa più utile
da registrare è sulla vexata

Nella volata di Gori per il Comune
spunta una veranda abusiva
L’ex manager, candidato a Bergamo, sotto accusa per la villa

FOTO BERGAMONEWS.IT

Nel mirino
Giorgio Gori
è candidato
sindaco con
il centrosinistra
Sopra, la villa
in Città Alta
e nel tondo
la veranda

ma del «casa-gate». E non è finita, perché nelle ultime ore si parla anche di
possibili irregolarità sull’Imu, con fascicoli anonimi inviati nelle redazioni.
Accuse, dossier, veleni: questa la campagna elettorale alla bergamasca.
Dietro questa vicenda c’è lo zampino della Lega Nord, che appoggia la ricandidatura di Tentorio. In città, la voce della veranda abusiva circolava da
un po’. Ma i leghisti hanno atteso il momento giusto per sparare il colpo. Li
per lì, Gori si è difeso bollando quelle
accuse come «polemiche di bassa lega». Sostenendo che in quella casa - in
cui non vive più da due anni, ma che
ora è affittata a un manager – non c’è
stata alcuna irregolarità: «I pannelli
della veranda sono rimovibili». Poi però sono arrivati i vigili (con una celerità effettivamente sospetta, come denunciano i sostenitori di Gori) e già le

foto del blitz, nella casa di un aspirante
sindaco, non sono state un’ottima pubblicità. A quel punto Gori, pur ribadendo la sua buona fede, ha annunciato:
«Rimuoverò la veranda per evitare
strumentalizzazioni». Non potrebbe
fare altrimenti: un contenzioso con il
Comune lo renderebbe incompatibile
MESSO ALL’ANGOLO

La polizia locale: «Lavori eseguiti
senza alcuna autorizzazione»
Giallo su presunte irregolarità Imu
con la carica di sindaco. «Ma questo è
un tranello», ha attaccato.
Nel frattempo, è arrivato il verbale.
Che oltre a rilevare la veranda «abusiva» (di fatto una stanza in più di 40-45
metri) ha anche segnalato un pergolato ricoperto da un roseto e una casetta

quaestio dell’euro: uscita o no?
«Chiederemo di eliminare il
vincolo del 3%. Se ci dicono
no, faremo un referendum e
chiederemo di uscire dall’euro». Secco, chiaro, anche se di
dubbia praticabilità giuridica
e costituzionale. Poi lui è convinto che «ormai digos, dia e
carabinieri votano tutti per
noi». Inverificabile, ma lo ripete sempre; qui c’è qualcosa
che non capiamo.
A Torino, tra no tav, no agli
F35, molto reddito di cittadinanza, Grillo si sposta sempre
a sinistra. In piazza ci sono i
pannelli solari, allo stand-bar i
cannoli siciliani (Torino è una
città sicula, in certe aree tipo
Regio parco), tra gli organizzatori spicca la consigliera Chiara Appendino, una che nel 2016
potrebbe sfidare il Pd per fare
lei il sindaco. «Il vero problema
di Torino è il sistema degli amici degli amici, la Cerchia; fanno
affari anche senza bisogno, magari, di fare reati». È una tipa
tosta, e andrà seguita.

prefabbricata in legno «realizzati in
assenza di titolo autorizzativo». Il tutto in un’area coperta da vincoli paesaggistici. Potrebbe dunque scattare anche un’inchiesta penale, ma Gori dovrebbe cavarsela con la prescrizione (i
lavori risalgono a 5-6 anni fa).
E ora c’è pure il sospetto che Gori
sia scivolato sulla questione Imu. Questa volta non c’entra la casa in via Porta Dipinta, ma quella nella vicina via
Osmano, dove vive con la moglie Cristina Parodi (comproprietaria degli
immobili) e i figli. Una mano anonima
ha spedito ai giornali locali un dossier
contenente documenti su presunte irregolarità fiscali. Nessuno gli ha dato
troppo peso, nessuno ha scritto, ma
Gori ha convocato i giornalisti in fretta
e furia alle 9 di sera per denunciare
l’«atteggiamento inaccettabile» dei
suoi avversari. Si è difeso dalle accuse,
ma sulla questione Imu si è limitato a
un «se ho sbagliato pagherò». Il rivale
Tentorio è sempre rimasto in seconda
fila, lasciando fare il «lavoro sporco»
agli alleati leghisti (ben supportati dagli uffici tecnici del Comune). Ma ieri
ha buttato lì un ironico «prendo atto
delle dichiarazioni di Gori, che ammette l’evasione Imu». Sanare la questione
dal punto di vista fiscale potrebbe costargli poche centinaia di euro. In termini elettorali, forse, qualcosa di più.

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Ha
detto

LA RISPOSTA A GRILLO

SU EXPO E INDAGINI

Su Hitler e razzismo
ci deve essere una
dannazione eterna alla
memoria. Pagine del
passato da non usare
neanche per scherzo

Fanno il Daspo
ai tifosi, ci vuole
il Daspo per i politici
che prendono
tangenti, mai
più, mai più!

Primo Piano .5

.

IL PREMIER

Lo sprint di Renzi
per strappare
la quota del 33%
“Daspo a vita per i politici che prendono tangenti”
CARLO BERTINI
ROMA

«Noi queste persone non le vogliamo più vedere nei palazzi
pubblici, fanno il Daspo ai tifosi, ci vuole il Daspo per i politici
che prendono tangenti, mai
più, mai più!», urla Matteo
Renzi quando dal palco di Forlì
si rivolge, più che ai presenti,
all’elettorato di un Beppe Grillo che dice di aver già vinto
queste europee. Se ormai la sfida è chiaramente bipolare,
«caro Beppe gufo, non si fischia l’inno nazionale», alza i
toni il premier; se l’avversario
Berlusconi resta il meno bersagliato nei suoi comizi, è perché
il nemico da battere è solo il comico genovese: che al di là dei
consensi reali che prenderà è
già riuscito a far sentire il suo
fiato sul collo dei democratici,
pervasi in queste ore dal timore di una rimonta, o addirittura
del testa a testa andato in scena alle politiche l’anno scorso.
I colonnelli del leader che girano il paese, che siano o meno
di fede renziana doc, riportano
la percezione di un Grillo in
ascesa e in questo clima annuvolato che si fa strada un interrogativo sulla carta non meno
insidioso per Renzi: visto come

La storia
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

atteo Renzi rimase
spiazzato quando Lucia Annunziata, durante un’intervista per «In
Mezz’Ora», gli disse: «Presidente, lei non corre più come
prima, noto che ha messo su
un po’ di pancia». Il premier
apparve interdetto e si contorse in un forzatissimo sorriso. E allora, quando può, il
giovane Matteo coglie l’occasione per sgranchirsi le gambe. Lo ha fatto ieri alla sede
della Technogym: non solo
una visita ad una delle aziende più famose della Romagna,
ma anche un vero e proprio
allenamento. Quale miglior
modo per iniziare il suo tour
elettorale nella Regione? Un
allenamento fuori programma, insieme al fondatore Nerio Alessandri, con la maglietta gialla della campagna pub-

M

Bordatesulleriforme
Berlusconi:«Lamarcia
suRomalafaremonoi»
1 A poco più di una setti-

mana dalle elezioni europee
Silvio Berlusconi va all’attacco
di Beppe Grillo, la cui ambizione sarebbe - dice - quella di
spazzare via Parlamento e partiti e instaurare una «dittatura». Ma alla fine la «marcia su
Roma la faremo noi», assicura
l’ex premier. Nel mirino del Cavaliere oltre Grillo ovviamente
c’è Renzi. Governo, quello del
segretario Pd, che l’ex premier
accusa di essere privo di contenuti. «Abbiamo il pericolo
del comunismo ancora oggi sostiene l’ex premier - ma non
ci facciamo incantare da Renzi» che ha fatto «cose pasticciate come una riforma del Senato inaccettabile e che fa ridere». E se Berlusconi è pronto
a riconoscere la «faccia simpatica» del premier, spiega anche di essere orgoglioso di essere all’opposizione: «non c’è
nessuna ambiguità nel nostro
comportamento».

si stanno mettendo le cose, ce
la farà il Pd a superare quella
fatidica soglia del 33%, quella
raggiunta nel 2008 da Veltroni
che sancì il massimo livello ottenuto dalla sinistra negli ultimi trent’anni? Un interrogativo con ricadute molteplici, che
si misureranno solo dopo il 26
maggio, ma che già ora vengono messi in preventivo dallo
stato maggiore del partito.
Tanto che i renziani più alti in
grado non ne sottovalutano la
portata quando prevedono che
«alla fine il Pd andrà bene e
vincerà ma si attesterà sotto il
33%». Facendo capire che
l’obiettivo che fino a un mese fa
era dato per scontato, cioè la
vittoria, ora che la campagna si
è incattivita è divenuto il target
primario. Perché se la prima
soglia psicologica è tornata
quella del 30%, se il distacco da
Grillo dovrà essere tangibile e
non di misura, ve ne è una seconda che fino a poche settimane fa sembrava più alla portata: quella di uno sfondamento delle linee nemiche tale da
poter fare il pieno anche nel
blocco sociale moderato, pescando pure in quello grillino,
facendo rientrare a casa i voti
dispersi l’anno scorso a sini-

ANSA

In Emilia Romagna
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri in piazza a Forlì
In mattinata era stato a Modena

stra. «Purtroppo ormai pure
gli 80 euro sono già dati per
scontati dalla gente», ragiona il
dalemiano Danilo Leva, uno
dei promotori della nuova corrente di quarantenni ex diessini che fa capo al capogruppo
Speranza. «E se resteremo ai
livelli di Veltroni anche con un
fuoriclasse della comunicazione quale è Renzi, vorrà dire
che pure avendo l’asso pigliatutto non si riesce mai a sfondare in questo paese». Insomma, al di là del fatto che l’opposizione interna, se pur collaborativa, non vede l’ora di poter
contare di più, «Renzi in quel
caso capirà che non può far
tutto da solo», il timore di non

Voti e acido lattico
Renzi
Il premier
Matteo Renzi
ieri si è
allenato
in palestra
a Modena
alla Tecnogym

In bici, a nuoto, di corsa
Se la caccia al voto
si fa a suon di muscoli
blicitaria della Technogym
«Let’s move for a better world». In uno scatto c’era tutto:
politica, economia, pubblicità
per l’eccellenza italiana e messaggio educativo da portare
nelle scuole.
La fisicità è spesso stata al
potere. Il politico sportivo ha
sempre fatto colpo nell’immaginario popolare, il marketing
del corpo e della prestanza fisica del leader politico ha sempre funzionato in tutti i sistemi
politici, democratici e dittatoriali, del presente e del passato.
Senza scomodare le nuotate di
Mao nel fiume Yangtsi e le finte
prodezze ginniche di Mussolini, i leader dei giorni nostri si
dedicano al basket come Oba-

ma o alle arti marziali e alla
caccia come Putin. A casa nostra abbiamo avuto il tennista
Giuliano Amato, che amava talmente il suo sport che sponsorizzava con il Monte Paschi il
club di Orbetello dove andava a
giocare. Romano Prodi quando
era premier veniva spesso immortalato in tuta e caschetto
sopra la bici da corsa (seguito
dalla scorta in macchina).
Sembra di un secolo fa, ma era
del 1995, la foto scattata nel villone berlusconiano delle Bermuda con il Cavaliere che guidava un gruppo in mutandoni
bianchi (arrancavano sudati
Confalonieri, Letta, Dell’Utri,
Galliani). «Bei tempi», direbbe
oggi il leader di Forza Italia,

Grillo
La nuotata di
Grillo nello
Stretto
siciliano

Berlusconi
Ha costruito
una parte
della sua
leggenda
elettorale
sul corpo: qui
una storica
foto di quando si allenava
con Piersilvio
e il cane
AP

riuscire a sfondare il muro del
suono sta contagiando i belligeranti all’opera sul campo.
Dalla Sicilia, il segretario regionale Fausto Raciti, iscritto
alla corrente lealista dei «giovani turchi», si compiace di
aver riempito l’altra sera piazza Politeama a Palermo, ma
non si nasconde la fatica di rastrellare consensi al sud. E sono tanti i fattori che non aiutano, dall’Expo al caso Genovese,
tutta acqua al mulino di Grillo.
Tanto più che chi governa da
sempre è bersaglio di contestazioni e nella sua pedalata in salita il premier deve fare i conti
nelle piazze con comitati in
subbuglio come quelli degli al-

luvionati che ieri lo hanno accolto nelle sue trasferte emiliane. Così anche il bersaniano
Nico Stumpo, tornato dalla Calabria, svela l’apprensione che
«anche stavolta siano più di
quanti pensassimo a voler dare
un segnale». Un altro calabrese doc, l’ex Dc Gigi Meduri, è

La fronda del Pd: «Se
neanche un fuoriclasse
come lui riesce a fare
meglio di Veltroni....»
costernato dal fatto che questo
segnale di protesta possa arrivare «da molta gente nostra,
non ragazzi, ma professionisti
e pensionati», con la scusa che
si vota per le europee e non per
le politiche. Ecco perché Renzi
combatte ventre a terra per rastrellare i delusi del Pdl, quando attacca la Cgil si rivolge proprio a loro, è lì che vuol pescare. Mentre sulla presunta crescita dei 5stelle prova a sedare
le ansie Maria Elena Boschi,
perché «visto come sono andati i sondaggi alle ultime politiche, adesso, per precauzione,
danno sondaggi altissimi per
Grillo, così non sbagliano».

vent’anni dopo, gravato di una
pancia prominente, che giustifica i suoi problemi alle ginocchia con il fatto di averne abusato da giovane, quando era un
centometrista. Un altro secolo
sembra passato dalle partite
del cuore in cui giocavano
D’Alema, Veltroni, Cofferati,
Casini, Fini, Mastella.
Portando avanti il nastro dei
gesti sportivi dei nostri politici,
quello più eclatante è stata la
traversata a nuoto di Beppe
Grillo dello Stretto di Messina.
Tuta nera e occhialini, il messianico e robusto leader pentastellato riuscì nell’impresa,
colpì il sentimento mascolino e
femminile dei siciliani che alle
regionali del 2012 gli tributarono il primo risultato clamoroso
nelle urne. Ora, non è che una
pedalata sulla bike di Renzi alle
7 del mattino possa cambiare
le sorti di questa incerta campagna elettorale per le europee
e fermare Beppe. Comunque,
in pantaloncini e maglietta, con
quel leggero sudore sulla fronte, Matteo sembra ancora più
giovane e vitale. E questo lo
rende ancora più familiare e a
portata di mano, e di voto.

DOMENICA 18 MAGGIO 2014 LA STAMPA 6

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Primo Piano .7

.

U

VERSO IL VOTO
COMIZI E POLEMICHE
anca ancora una
settimana alle elezioni
europee, per cui la
collezione si arricchirà più di un
po’. Ma già adesso è piuttosto
considerevole: insulti, bizzarrie,

MATTIA FELTRI
ROMA

M

Iva Zanicchi (FI), 2 maggio
«Visto che ama tanto gli animali, magari Berlusconi mi avesse lasciata sola come un cane. Peggio».
Silvio Berlusconi, 2 maggio
«Grillo è un uomo cattivo».
Elvira Savino (FI), 3 maggio
«Chi vota per la Lega nord alle Europee vota per i fascisti».
Silvio Berlusconi, 4 maggio
«Abbiamo scoperto che la sinistra
sta pensando a una legge patrimoniale da 400 miliardi».

proposte estemporanee, annunci
roboanti, promesse spericolate,
paralleli storici impegnativi,
freddure imbarazzanti. Da Beppe
Grillo a Silvio Berlusconi,
passando per i due Matteo - Renzi

e Salvini - e da qualche simpatico
e sconosciuto candidato, ecco a
voi il meglio del meglio - o il peggio
del peggio, dipende dai gusti di chi
legge - della solita irrefrenabile
campagna elettorale.

Attacchi, insulti e bizzarrie
da campagna elettorale
Domenica prossima si vota e il clima è sempre più teso

Gianfranco Librandi (Sc), 4
maggio
«In Italia ci sono due ragioni famosi:
Ugo Fantozzi e Beppe Grillo».

Silvio Berlusconi, 15 maggio
«Grillo ha annunciato anche una nuova marcia su Roma. Io non l’ho mai annunciata e pensata».
Matteo Renzi, 16 maggio
«L’Italia è più forte di questi buffoni e
pagliacci».

Beatrice Lorenzin (Ncd), 6
maggio
«L’Italia la puntelliamo noi».

Beppe Grillo, 8 maggio
«Andremo in Europa e stracceremo
gentilmente il fiscal compact davanti
alla Merkel».

PIETRO MASTURZO

Piazze piene in tutta Italia per i comizi della campagna per le Europee

Silvio Berlusconi, 9 maggio
«Cerchio magico? Qua di magico ci sono solo io».

Angelino Alfano (Ncd), 11
maggio
«Forza Italia non è né carne né pesce».

Giovanni Toti (Fi), 9 maggio
«Avevo ragione io a non volere la candidatura di Claudio Scajola».

Maurizio Gasparri (FI), 11 maggio
«Il Nuovo centrodestra è un salame finito a fette».

Giovanni Toti (FI), 9 maggio
«Siamo al 28 per cento».

Daniela Santanchè, 11 maggio
«Il Nuovo centrodestra non è né un
primo né un secondo, è un contorno».

Matteo Salvini (Lega), 8 maggio
«Se la Lega a Lamezia Terme prende
meno di cinquecento voti mi spoglio».

Monica Frassoni (Verdi), 9
maggio
«Un successo della lista Green ItaliaVerdi europei è necessaria per l’alternativa europea».

Fabrizio Cicchitto (Ncd), 9
maggio
«Il sogno di Grillo è imitare Genny ’a
carogna».

Silvio Berlusconi, 10 maggio
«Servono regole più severe per la raccolta di quello che sapete voi (la cacca
dei cani, ndr)».

Silvio Berlusconi, 9 maggio
«Il Nobel per la pace lo darei a Berlusconi».

Federica Di Benedetto (FI), 10
maggio
«Mi candido ma non mi spoglio».

il caso
GIANLUCA NICOLETTI
ROMA

ndiamo a vedere se dormiranno alla Camera con il sacco a pelo? Questo veramente
attizza chi riduce Code4Italy
@Montecitorio in un bel pezzo di colore, peccato perché un Hackathon
nel cuore della Camera dei Deputati
non è proprio un’occupazione scolastica anni 70. Dovrebbe essere considerato molto di più che una semplice rottura dei protocolli ufficiali, uno
sberleffo alla grisaglia istituzionale.
Purtroppo ancora c’è un condizionamento di base nel considerare
tutto quello che avviene nell’ambito
della cultura digitale come un cedimento alla dissolutezza, un allontanamento dai problemi concreti o
peggio una pericolosa deriva verso
una patologica disumanizzazione.
Ecco quindi che da venerdì serpeg-

A

Raffaele Volpi (Ln), 14 maggio
«Un accordo politico importante per il
presente ma anche in prospettiva futura è stato siglato tra la Lega Nord e
Rinascita socialista».

Giorgia Meloni (Fdi), 15 maggio
«Proponiamo lo scioglimento concordato e controllato della zona euro».

Beppe Grillo, 6 maggio
«Genny ’a carogna e Renzi ’a menzogna si ritroveranno nel Pd e faranno
leggi insieme».

Angelo Bonelli (Verdi), 8
maggio
«Svuotare gli arsenali per riempire i
granai».

Matteo Salvini, 13 maggio
«Purtroppo con una sanità arretrata
in Nord Africa, questa gente riporta
malattie che avevamo sconfitto da anni, come la scabbia e la tubercolosi».

Beppe Grillo, 15 maggio
«Per noi il Parlamento non esiste».

Matteo Renzi, 5 maggio
«A Piombino, Grillo è andato a fare lo
sciacallo».

Beppe Grillo, 7 maggio
«Renzi è una persona malata, come sono malati tutti i figli dei banchieri e dei
massoni. Questa gente non va battuta,
va spazzata via come cibo deteriorato».

Matteo Salvini, 13 maggio
«Renzi è complice di queste morti, ce
le ha sulla coscienza, l’operazione Mare nostrum significa complicità».

Martin Schulz, 11 maggio
«Grillo minaccia ammende ed espulsioni per i deputati che non votano come dice lui. L’ultimo a dire una cosa del
genere è stato Stalin. O forse Hugo
Chavez».
Matteo Salvini, 12 maggio
«La mia scommessa come Lega è di dire: fuori dall’Euro subito».
Matteo Renzi, 12 maggio
«Suglio ottanta euro faremo la stessa

cosa per i pensionati, ma dal prossimo
anno».
Nichi Vendola (Sel), 12 maggio
«Sono preoccupato perché si vedono
tanti incendiari e nessun pompiere».
Ignazio La Russa (Ncd), 12
maggio
«Appena saremo in Europa daremo
un tempo minimo per avere due monete europee: una per la Germania e
i pochi paesi ricchi, e un’altra per
tutti noi».
Silvio Berlusconi, 13 maggio
«Il M5S in Europa verrà messo in
un angolo; un importante deputato europeo mi ha detto: stiamo
allargando i cessi e li metteremo
lì».
Beppe Grillo, 13 maggio
«Berlusconi è una salma che gira e
promette dentiere».

La sfida degli hacker:
“Controlla sul telefonino
il lavoro del tuo deputato”
giavano i mormorii tra chi degli austeri palazzi ha fatto casa sua, sembrava
imminente una calata di punkabbestia. Sarebbero entrati dei barbari a
rompere il nitore ovattato dei saloni di
Montecitorio. I pericolosi scassinatori
di casseforti informatiche avrebbero
posato i loro ordigni sul legno degli
scranni parlamentari, lucidato da generazioni di frescolana antracite.
Naturalmente nulla di tutto questo,
nessun bivacco di manipoli di smanettoni strafatti, irsuti personaggi in maglietta nera con il teschio, come ancora suggerisce l’ iconografia cara a ogni
terrorizzato luddista che pensa che
l’hacker sia una sorta di fuorilegge.

Sono una sessantina di nerd che stanno testa bassa sulle tastiere. Avevano
persino l’obbligo della giacca e il divieto di fumo, gente che ha studiato veramente materie molto toste e non per
finta, la loro età spazia dai vent’anni ai
sessantacinque. L’anagrafe però conta poco, alla fine è la capacità di saper
attingere all’essenza visionaria della
tecnologia che permette loro di lavorare gratis e con entusiasmo a una
bella sfida.
Dovranno saper tirare fuor dagli
open data qualcosa che sia utile. In
certi casi persino divertente, se come si vede tra i 21 Pitch c’è un aggregatore di presenze e voti con prefe-

150

21

Programmatori

Progetti

Riuniti nella due
giorni per studiare nuove app

C’è anche un
«Grande Fratello
della Camera»

Comunicato Idv, 16 maggio
«Controlacorruzioneeatuteladeicittadini, l’Italia dei Valori chiuderà la campagna
elettorale delle prossime elezioni europee
in mille piazze italiane che noi abbiamo ribattezzato piazze dalle Mani Pulite».
Silvio Berlusconi, 16 maggio
«Sì, papa Bergoglio mi piace, fa il papa
esattamente come l’avrei fatto io».
«Ci vuole un processo online per chi ha
ridotto così male l’Italia».
Matteo Salvini, 16 maggio
«Al Parlamento europeo, Grillo sarà
solo come un cane».
Silvio Berlusconi, 16 maggio
«Grillo e il suo ispiratore Casaleggio
sono molto simili a personaggi come
Robespierre, Stalin, Pol Pot e soprattutto Hitler».
Micaela Biancofiore (FI), 16
maggio
«Grillo è paggio di Hitler, è l’alter ego di
Mengele».
Beppe Grillo, 16 maggio
«Dudù deve essere affidato alla vivisezione».

renze e classifiche intitolato «Il
grande Fratello della Camera». Se
funzionerà potrete forse vedere in
tempo reale sul vostro smartphone
chi fa meglio il proprio dovere. Oppure «Fantaparlamento» che sarà finalizzato a sviluppare una gamification del Parlamento, persone e atti
in un videogioco per capire meglio
ciò che spesso è astruso.
Sarà difficile non far passare la loro incursione autorizzata come una
bizzarra performance. Oggi la trasparenza è un valore di cui tutti rivendicano il diritto, però senza gli
hacker capaci di metterci le mani cosa ce ne facciamo, noi emigranti digitali, degli 8541 dataset delle Amministrazioni, che si sono già adeguate alla legge, rendendo disponibili i propri
database? Dovremmo abituarci a
pensare che abbiamo tutti bisogno di
questi nuovi artigiani, che hanno
strumenti e capacità per trasformare
del codice in oggetti, servizi utili e
maniere per vivere meglio. È venuto
il momento di smettere di considerarli avanguardie di un mondo che
verrà, in quel mondo da parecchio
tempo ci siamo già dentro tutti.

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

gg Dossier/Verso le elezioni

Popolazione
187.000
Area
36,11 km2

Viaggio nella periferia di Londra

Immigratiedisoccupazione
Anchelaroccafortelaburista
tentatadall’ultradestraantiUe

Immigrati
(Nigeria,
Bangladesh,
Lituania)
30%
Regent
Park

Disoccupazione
15,5%
(media
nazionale
7,8%)

LONDRA

Mayfair
Westminster

Barking
Dagenham

City
Southwark

Poplar
Aeroporto
Londra-City

Bexleyheath

A Barking l’Ukip di Farage fa proseliti: basta Europa, siamo inglesi
ALESSANDRA RIZZO
LONDRA

- LA STAMPA

S

30%
per l’Ukip
Il partito anti Europa
di Farage è in testa
nei sondaggi per le elezioni
del 22 maggio

AP

La crociata anti-Islam
di Wilders irrita i sauditi
“Basta affari con voi”
L’Arabia Saudita irrompe nella campagna elettorale
olandese lanciando un siluro contro Geert Wilders,
leader del partito anti-immigrati dato dai sondaggi
testa a testa con i democratici nella corsa alla vittoria.
Sono fonti governative di Riad a far sapere, attraverso il giornale «Al-Eqtisadiah», la decisione di escludere le aziende olandesi da qualsiasi tipo di commessa e
appalto in segno di protesta contro le «offese all’Islam» di Wilders. In particolare a suscitare l’ira dei

Francia

d’oro, frutta esotica. Un altoparlante suona disco music Anni 70,
mentre anziani signori fumano e
bevono tè ai tavolini dei bar. A
pochi metri un consigliere locale
di Ukip distribuisce volantini,
qualcuno gli grida: «Il mio voto
ce l’hai, amico!»
Ukip non è mai riuscito a portare deputati a Westminster, e
non è detto che un eventuale successo in questa tornata elettorale (si vota anche per il rinnovo dei
consigli comunali) si traduca in
voti alle politiche del prossimo
anno. Ma è in posti come questo
che Ukip si gioca la battaglia per
il futuro e, nonostante il progresso previsto, non avrà vita facile.
Molti continuano a votare Labour nonostante le riserve su Ed
Miliband, segretario incolore e
poco amato, altri dicono di essere passati a Ukip.
Farage viene ancora percepito come un outsider nonostante i
15 anni passati in quel parlamento europeo che vorrebbe eliminare. Mentre gli altri partiti sono
accusati di difendere gli interessi
dei grandi gruppi industriali e
delle banche, Ukip promette di
proteggere i piccoli lavoratori.
Nel corso di una campagna elettorale giocata all’attacco, il partito si è attirato accuse di razzismo: Farage ha sostenuto, tra le
altre cose, che è lecito preoccuparsi se si ha un gruppo di rumeni per vicini di casa; candidati locali hanno offeso praticamente
ogni minoranza possibile con
commenti xenofobi, islamofobici, omofobici. Per i suoi detrattori, Farage sogna un ritorno a una
«piccola Inghilterra» insulare
che non rispecchia più la realtà.
A chi lo vota, la prospettiva non
appare malvagia. «Non sono razzista, ma tutte queste persone
che arrivano pesano sul sistema,
la mia pensione diminuisce - dice
Englis, il fioraio di Barking -.
Quest’Europa, cosa fa per noi? A
noi inglesi, l’Europa ci odia».

Olanda

Un cartellone elettorale a favore dell’Ukip in una strada della periferia di Londra

sauditi è stata la scelta di Wilders di distribuire adesivi con i colori della bandiera del regno ma sostituendone le scritte coraniche con frasi in cui si insulta il
Profeta, l’Islam e tutti i musulmani. Riad rimprovera
all’Aja di non aver «fatto cessare le gravi offese all’Islam da parte di Wilders» e a pagarne le conseguenze potrebbero essere le aziende olandesi coinvolte in
119 progetti sauditi per un interscambio annuale dal
valore stimato di oltre 8 miliardi di dollari. L’Olanda è
uno dei maggiori investitori stranieri nel regno wahabita e ciò consente a Riad di adoperare per la prima
volta la leva dei rapporti commerciali per ritorsione
contro leader politici stranieri considerati islamofobi.
La reazione di Wilders è stata sprezzante: «Avremmo
dovuto essere noi olandesi a boicottare una nazione
come l’Arabia Saudita già da molto tempo».
MAURIZIO MOLINARI

Il Front National di Le Pen
attacca la “casta”
È primo partito con il 24%
Una vittoria del Front National segnerebbe una «nuova era», con la «totale ridefinizione della vita politica
francese»: non è mai stata così vicina alla vittoria Marine Le Pen, la leader dell’estrema destra transalpina,
che praticamente tutti i sondaggi accreditano al primo posto nelle elezioni europee del 25 maggio. Secondo un ultimo studio della Ipsos-Steria, il Fn viene accreditato come primo partito di Francia con il 24% del-

Germania

olo roba inglese! Tutti fiori inglesi!» dice
orgoglioso Peter Englis ai clienti, quasi a
fugare il dubbio che
boccioli stranieri possano nascondersi tra peonie e margherite. Intorno a lui famiglie pachistane e ragazze romene passeggiano tra i banchi del mercato di Barking, nella vecchia
Londra cockney. «In passato
ho votato Conservatore - dice il
fioraio - ma ora basta, dobbiamo mandare un messaggio».
Englis, 58 anni, racconta di essere stato costretto a chiudere
due negozi a causa della crisi e
di aver perso fiducia nei partiti
tradizionali. Alle elezioni europee di giovedì voterà per la prima volta Ukip, partito populista ed euroscettico. «Ne ho abbastanza - spiega - dobbiamo
fare capire ai politici che siamo
stufi delle loro bugie».
I sondaggi danno Ukip (UK
Independence Party) al 2530%, rispetto al 16.5% delle europee del 2009. Potrebbe essere abbastanza per vincere le
elezioni, ma in ogni caso sarebbe sufficiente a provocare il
«terremoto politico» che l’esuberante leader Nigel Farage ha
promesso. Farage, l’affabile politico che ama farsi fotografare
nei pub con una pinta di birra
in mano, ha dominato la campagna elettorale con un messaggio semplice: uscire dall’Ue,
tagliare l’immigrazione e «restituire la Gran Bretagna ai britannici». Il suo slogan fa presa
non solo sull’elettorato di estrema destra, ma anche sui conservatori delusi dal premier
Cameron, che anni fa aveva
bollato Ukip come un «mucchio di svitati e lunatici segretamente razzisti».
«In misura minore ma potenzialmente significativa,
Ukip potrebbe attingere anche
dalla vecchia “working class”
che non si sente più rappresentata dal Labour - spiega Simon
Hix, professore di politiche europee alla London School of
Economics -. Nelle zone rurali,
gli elettori Ukip sono contro gli
stranieri, contro l’Europa o contro il fatto che i Conservatori,
per cui votavano prima, adesso
sono a favore dei matrimoni
omosessuali. Ma Ukip attira voti anche tra i gruppi sociali a
basso reddito delle aree metropolitane in declino, tra quanti si
lamentano che non c’è lavoro e
si domandano cosa faccia per
loro il Partito Laburista».
Barking nell’East End londinese è un caso emblematico.
Vecchia roccaforte Labour, la
zona industriale ha vissuto per
decenni intorno allo stabilimento Ford che dava lavoro a
migliaia di persone, ma le cui
attività sono state progressivamente smantellate. Dal 2000
l’immigrazione è cresciuta e il
numero di persone con posto
fisso è sceso. Al mercato del sabato si trova un po’ di tutto, a
prezzi bassi: jeans, finti orologi

Afd, il partito anti-euro
diventa conservatore
e vola nei sondaggi: 7%
Nel sondaggio più recente, gli anti-euro Afd hanno
raggiunto un record: il 7%. Ma persino i «cugini»
liberali, che si erano distinti negli ultimi anni per le
posizioni eurocritiche e filo-Bundesbank, li chiamano ormai «fascisti da salotto». Essendo passata
la fase acuta della crisi dell’euro, gli Afd hanno cominciato infatti a puntare molto di più su temi di
politica interna, cercando di accreditarsi come
partito nazionalista e ultraconservatore. Si batto-

le intenzioni di voto. Oltre due punti indietro, al 21,5%,
il centrodestra Ump. Mentre la maggioranza socialista di François Hollande resta in alto mare, con appena il 17%. E non è un caso se negli ultimi giorni il governo ha moltiplicato gli annunci per evitare il disastro.
Come la promessa di esonerare dall’imposta sul reddito quasi 2 milioni di famiglie in difficoltà. Annunci che
a pochi giorni dal voto «suonano sospetti», ha commentato la populista francese, che durante l’intera
campagna elettorale ha tuonato contro la «casta» di
Parigi e Bruxelles. Nei giorni scorsi, la bionda Marine
ha anche lanciato uno speciale «social network» frontista. Obiettivo della nuova piattaforma web è conquistare nuovi elettori e formare una grande rete di «patrioti» pronti a militare contro l’euro e per la difesa
della sovranità nazionale.
PAOLO LEVI

no contro i matrimoni gay, contro la presunta «immigrazione sociale» dei Paesi dell’est. Un recente
manifesto elettorale che sostiene che la Ue sia paragonabile alla Corea del Nord, ha fatto molto discutere, esattamente come la notizia che molti
membri delle inquietanti Burschenhaften, le associazioni studentesche di destra, simpatizzerebbero
per l’Afd. L’ala liberale è sempre più disagio: qualche giorno fa uno degli ex dirigenti del ministero
delle Finanze che contribuì all’introduzione dell’euro, Wolfgang Glomb, si è dimesso in piena polemica con la deriva populista del partito. Ma la notizia più inquietante è che per colpa della sentenza
della Corte Costituzionale di Karlsruhe che ha abolito lo sbarramento del 3%, nel Parlamento europeo
entreranno per la prima volta nella storia i neonaTONIA MASTROBUONI
zisti della Npd, stimati all’1%.

Primo Piano .9

LA STAMPA

.

DOMENICA 18 MAGGIO 2014

g

Italiani, europeisti con riserva
Da Bruxelles troppi vincoli
Per tre cittadini su quattro uscire dall’euro sarebbe un guaio per l’economia
Ma le misure anti-crisi imposte dalla Ue al nostro Paese generano perplessità
Dal 1° gennaio 2002 è arrivato l’Euro.
Secondo Lei la moneta unica europea…

Disoccupato

59,0%

57,0%

Europeista flebile

Uomo

Casalinga

9,0%
11,4%

(in percentuale)

36,6 46,5 6,0 10,9
Nord Est
Centro

11,5%

Studente

37,1 40,9 6,7 15,3

40,5%
Livello di studio

43,8%

31,8% 7,4%

17,0%

9,7%

15,0%

Basso

41,4%

Sud e isole

28,8 40,2 11,5 19,5

Medio

22,1%

39,4%
30,4%

51,4%

45,6%

24,0%

Basso

19,1%

17,6%

58,6%

24,4%
62,6%

Alt
Al
A
Alto

(57%) degli italiani sottolinea
come abbia creato complicaiamo diversamente zioni, ma in fondo è stato uno
europeisti. Non desi- strumento necessario per la
deriamo fare a meno costruzione dell’Ue. Se a quedell’Ue e dell’euro. sti aggiungiamo il 20,6% che
Ma, nello stesso tem- invece ne evidenzia i vantagpo, vorremmo rinegoziare il gi, possiamo osservare come
vincolo (economico) che ci le- in generale la popolazione apga. O ci strozza. È questo, in prezzi il valore di poter disintesi, l’orientamento degli sporre di un’unica moneta in
italiani rilevato dall’ultima in- Europa. Non sono, però, mardagine LaST (Cmr – Intesa ginali quanti sottolineano
Sanpaolo, per «La Stampa»). esclusivamente gli aspetti neNon mancano in questi anni di gativi: 22,4%.
crisi le spinte a uscire dalMa, quali sarebbero le conl’Unione e abseguenze
di
bandonare l’euro
PESSIMISMO u n ’ i p o t e t i c a
per tornare alla Il 22,4% delle persone uscita dall’Ue e
lira. Ma fino a
l’abbandono delvorrebbero l’euro? La grande
che punto l’opiun ritorno alla lira m a g g i o r a n z a
nione pubblica
considera simili
della popolazioprospettive cone considera sime un’effettiva
QUALE SOLUZIONE mili prospettive
exit strategy dalassai negaOpinione pubblica come
la crisi? L’indagitive. Il 72,4% rine LaST, dopo divisa sulle vie d’uscita tiene che l’abdalla recessione bandono dell’euaver delineato il
profilo
delle
ro e il ritorno alla
identità territoriali e della fidu- lira peggiorerebbe la situaziocia nei confronti delle istituzio- ne economica dell’Italia. Per
ni nazionali ed europee, ha son- una quota di poco inferiore
dato le opinioni sulle conse- (68,5%) l’uscita dall’Ue approguenze di un’uscita dall’Ue.
fondirebbe la crisi economica.
Innanzitutto, il tanto vitupe- Piuttosto, sono le misure imporato euro in realtà, dopo 15 anni ste dall’Ue al nostro Paese a gedalla sua introduzione, è più nerare molte perplessità. Se il
apprezzato di quanto non ap- 36,4% immagina che la situapaia. Certo, la maggioranza zione dell’Italia declinerebbe
DANIELE MARINI*

23,8%

Medio

18,3%

46,9%

7,5%

Estero

6,2%

42,5 32,5 13,8 11,2

Alto

Livello di studio

26,5%

S

39,4 41,5 8,6 10,5

6,7%

Donna

33,9%

Donna

Area geografica

31,9%

22,4%
Genere

Nordd Ovest
N
O
Oves

40,1%

Ha comportato
solo complicazioni
per la mia vita

Uomo

Europeista scettico

16,8%

23,6%
60,6%
15,8%

59,5%
26,1%

14,1%

41,3%
Pensionato

Anti-europeista

36,2%

Genere

Lavoratore
manuale,
operaioo

14,4%

Europeista convinto

Centimetri
LA STAMPA

40,7%

25,0%

16,0%

22,4%
58,0%
19,6%
Tecnico,
direttivo

26,3%
56,7%
17,0%

19,8%
53,9%
26,3%
Imprenditore,
lavoratore
aautonomo

11,4%
46,1%
42,5%

20,6%

Fonte:
CMR-Intesa Sanpaolo
per La Stampa,
aprile 2014
(n. casi: 2.200)

Ha creato qualche
complicazione,
ma è necessaria
all’Europa

Condizione

Ha prodotto
solo vantaggi

Profilo dell’orientamento
europeista

62,2%

13,4%

Secondo Lei,
rispetto all’attuale
crisi economica,
come andrebbero
le cose se l’Italia
PEGGIO
ALLO STESSO MODO
MEGLIO

ulteriormente qualora non rispettassimo quei vincoli, per
contro una quota analoga
(35,6%) pensa che miglioreremmo le nostre prospettive.
Dunque, non si tratta di avviare un processo di exit dall’istituzione europea e dall’euro,
che preluderebbe – nell’opinione della popolazione – a un netto peggioramento delle condizioni economiche. Piuttosto,
una negoziazione delle misure
adottate negli anni recenti, ritenute non completamente
adatte a risolvere la crisi. D’altro canto, le stesse istituzioni
politiche e monetarie che hanno posto quei vincoli da qualche tempo stanno mettendo in
discussione l’efficacia reale di
quelle misure.
Volendo delineare un profilo
di sintesi dell’orientamento degli italiani verso l’Europa è possibile individuare quattro tipologie prevalenti. Il gruppo più
cospicuo è degli «europeisti flebili» (40,7%). In essi prevale generalmente un orientamento
positivo nei confronti dell’Ue e
non considerano l’opportunità
di strategie di uscita. Ciò non di
meno ritengono necessario ridiscutere i vincoli posti, migliorare il funzionamento della casa comune. Il secondo gruppo
(36,2%) è degli «europeisti convinti». In questo caso non vi sono dubbi sostanziali nella posi-

Non facesse parte dell’UE

68,5%

14,5%

17,0%

Uscisse dall’Euro e tornasse alla Lira

72,4%

10,6% 17,0%

Non rispettasse i vincoli finanziari imposti dall’UE

36,4%

L’indagine
1 L’indagine LaST (Laboratorio

sulla Società e il Territorio), promossa da Community Media Research in collaborazione con Intesa
Sanpaolo per La Stampa, si è svolta
a livello nazionale dal 7 al 17 aprile
2014 su un campione rappresentativo della popolazione residente
in Italia, con età superiore ai 18 anni, e raggiungibile via internet. Gli
aspetti metodologici, la rilevazione e l’elaborazione è stata curata
dalla società specializzata Questlab. I rispondenti totali sono stati
7.714 e, per una maggior rispondenza all’universo della popolazione, l’analisi dei dati è stata effettuata su 2.200 casi riproporzionati sulla base del genere, del territorio, delle classi d’età, della condizione professionale e del titolo
di studio, opportunamente bilanciati con coefficienti correttivi che
tengano conto della possibile distorsione per lo strumento di rilevazione utilizzato. I partecipanti
all’indagine sono stati invitati a rispondere a un questionario via
web attraverso un loro coinvolgimento sui principali canali social
network e grazie all’attivazione di
un campione casuale di nominativi raggiungibili via e-mail. Daniele
Marini ha progettato e diretto la ricerca. I risultati sono visitabili presso www.indaginelast.it.

28,0%

35,6%

tività dell’appartenenza all’Unione e percepiscono quasi
esclusivamente aspetti positivi. Per altro verso, incontriamo
gli «anti-europeisti» (14,1%) i
quali non avvertono alcuna positività nell’appartenenza all’Ue e nell’utilizzo dell’euro.
Anzi, considerano un’eventuale uscita foriera di un miglioramento delle condizioni dell’Italia. Al loro fianco, incontriamo
gli «euroscettici» (9%) per cui
l’Ue e l’euro hanno generato e
generano effetti più negativi
che positivi. Quindi, se complessivamente una parte maggioritaria della popolazione
(76,9%) nutre un atteggiamento positivo verso l’Ue, una quota minoritaria, ma sicuramente non marginale (23,1%), evidenzia un orientamento tendenzialmente negativo e ostile.
Sicuramente, i segni profondi della crisi uniti alle misure
cui anche l’Italia è stata costretta dall’Ue, hanno alimentato il malessere nei suoi confronti. Certamente, quegli interventi devono essere rivisitati. Tuttavia, non dovremmo dimenticare che i vincoli posti sono il frutto di nostre (ir)responsabilità: delle scelte e delle riforme non realizzate. Di non
aver disegnato un futuro plausibile e sostenibile per l’Italia.
*Università di Padova

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

U

ANNIVERSARIO
1944-2014
In fila

La storia
MARIA CORBI
INVIATA A CASSINO

roi arrivati da lontano a combattere una guerra per la democrazia e la pace, per liberare l’Italia e il mondo dal nazifascismo. Settant’anni fa la
battaglia di Montecassino che li ha visti
protagonisti, polacchi, neozelandesi che
oggi sono qui nei luoghi che li hanno visti giovani. Novantenni gagliardi che
hanno affrontato lunghi viaggi per tenere viva la memoria di quei giorni. C’è il
premier polacco Donald Tusk, c’è il
principe Henry d’Inghilterra, autorità
italiane e internazionali, ma i veri protagonisti sono solo loro. Una due giorni di
celebrazioni con l’inaugurazione del
museo memoriale del cimitero militare
polacco, l’intitolazione di una piazza e la
scoperta di un busto dedicati al generale Wladyslaw Anders, comandante del
secondo Corpo d’Armata che conquistò
le rovine dell’ abbazia. La corsa sui luoghi della battaglia, rievocazioni storiche
e 1400 scout dalla Polonia nell’ambito
dell’iniziativa «Uniamo le generazioni».
Dalla Nuova Zelanda, come i monument’s man del film di George Clooney, i veterani hanno portato in dono un fregio
dell’Abbazia abbattuta. Il governatore
Mateparae ha incontrato il sindaco di
Cassino Petrarcone e gli ha consegnato
il cimelio di guerra, raffigurante un uccello esotico, preso da un soldato di
stanza nell’abbazia e poi venduto a un
antiquariato e infine alla signora Saunders che appena ha saputo delle celebrazioni ha voluto donarlo all’Italia:
«Please look after it and return it home»
(«per favore tenetela da conto e riportatela a casa», ha scritto nel suo biglietto.

E

I veterani
della battaglia
di Cassino
ieri
durante
la cerimonia
alla stazione
In primo piano
sulla destra
il veterano
Bill Tucker
Oggi
è previsto
anche l’arrivo
del principe Harry,
secondogenito
di Carlo d’Inghilterra
e di Lady Diana

BRAD HANSON - NZDF

“Noi, reduci di Montecassino
vi abbiamo dato la libertà”
Il ritrovo dei protagonisti della battaglia combattuta 70 anni fa
Il ricordo
Il veterano
neozelandese
Noel Bunn
al suo arrivo
in stazione
Con loro
anche una
delegazione
di medici
per assisterli

POLACCHI E NEOZELANDESI

Tutti ultranovantenni
hanno affrontato lunghi viaggi
per tenere viva la memoria
Tanti i veterani, molti di loro non sono
più tornati in Italia dopo la guerra. Tra
loro anche l’ufficiale pluridecorato
Wojciech Narebski, scienziato e professore emerito della Università Jagellonica di Cracovia, ufficiale ordine al merito
della Repubblica italiana. La memoria
di quei giorni epici della Seconda guerra
mondiale è raccolta adesso nel museo
del cimitero militare polacco, frutto di
una raccolta di fondi tra associazioni,
enti, istituzioni italo-polacche, ex combattenti e cittadini polacchi, progettato
da Pietro Rogacien, figlio di un soldato
polacco del secondo Corpo d’Armata
che ha combattuto a Montecassino e
che ha costruito il cimitero. Una mostra
permanente racconta la storia del 2o
Corpo d’Armata, la deportazione dei polacchi in Siberia, la formazione dell’esercito del generale Anders a cui ieri è
stata intitolata una piazza. Quaranta i
veterani arrivati dalla Nuova Zelanda

BRAD HANSON - NZDF

insieme a uno stuolo di medici che vegliano sulla loro salute. Ma a settant’anni dalla fine della guerra il cittadino neozelandese Morris Johnstone, classe
1921, dice che «ha perso una parte della
gioventù in Italia». «Ma questo è stato
compensato dal desiderio di conoscere
altre terre e dalla voglia di avventura.
Ho raggiunto mio fratello nel ventisettesimo battaglione di artiglieria e siamo
andati in Egitto nel 1943». Poi in Italia.
Henry Atkinson, classe 1922, in Nuova
Zelanda era impegnato a preparare l’invasione del Giappone». In Italia, racconta è stato impegnato nella fanteria. «E
come ingegnere ho aiutato a costruire
un ospedale a Bari». Tanti ricordi, tante
storie. Come quella dell’orso Wojtek che
era nato in Persia e gli piaceva fare la lotta con i soldati, sempre pronto ad aiutarli a portare le pesanti casse di munizioni.
Una favola vera. Un cucciolo d’orso orfano di madre che finisce in un campo vicino a Teheran per civili polacchi evacuati
assieme ai soldati del generale Anders.
Quando cresce viene accettato anche
dagli ufficiali ed è imbarcato assieme ai
soldati del 2° Corpo d’armata di Anders,
chiamati a combattere in Italia. E dopo
la guerra la sua casa sarà lo zoo di Edimburgo. «Wojtek era una sorgente continua di affetto e di gioia, era un nostro
vero amico, al ritorno dal fronte ci faceva le feste, giocava con noi, e dopo l’azione ci teneva compagnia», racconta l’ex
ufficiale Wojciech Narebski. Da domani
l’orso Wojtek avrà anche una statua.

QUEGLI ERRORI PAGATI A UN PREZZO TROPPO CARO
UMBERTO GENTILONI
a battaglia finale si conclude tra l’11 e il 18 maggio 1944 dopo oltre quattro mesi di combattimenti dal
cielo e da terra. La linea difensiva dei tedeschi cede, Cassino
cade in mano alleata: un varco
decisivo che condurrà alle
porte di Roma qualche settimana dopo. Un epilogo attesto
da troppo tempo e pagato a caro prezzo. Gli americani sfondano il lato destro della linea
Gustav; al centro gli inglesi aggirano la collina di Cassino e
cominciano a imboccare la via

L

Casilina, mentre il 17 maggio i
polacchi conquistano le alture
che circondano l’abbazia. La
notte seguente ha inizio la ritirata delle truppe tedesche che
piegano a Nord in cerca di nuove postazioni da difendere.
L’operazione Diadem ha l’obiettivo di conquistare la capitale di
un paese dell’Asse per dare un
segnale al mondo: Roma è la
strada che porta a Berlino, la
sconfitta di Mussolini un sentiero obbligato per la vittoria. Ed è
così che la campagna d’Italia
sembra riprendere vigore dopo
le incertezze e gli errori dei mesi
precedenti. La mattina del 18
maggio le truppe inglesi che en-

ANSA

Cassino dopo i bombardamenti

trano a Cassino parlano di città
torturata, sulla cima del monte
alle 10 e 20 i soldati del generale
Anders issano la bandiera polacca, poco dopo anche l’Union
Jack sventola sulle macerie del
monastero distrutto. Il bilancio
è doloroso, macerie e numeri
impietosi, incerti anche 70 anni
dopo. Un quotidiano londinese
come il “Sun” scrive di 55 mila
caduti tra gli Alleati e di circa 20
mila tra i tedeschi; altri hanno
ipotizzato cifre molto più alte. Il
dizionario di Oxford della Seconda guerra mondiale si ferma
a 180 mila; la Bbc, dieci anni fa in
occasione del Sessantesimo anniversario, ha proposto un cal-

colo di oltre 250 mila uomini tra
caduti e feriti sui due versanti.
Una storia difficile e per molti
versi imbarazzante: il volto più
crudele della Seconda guerra
mondiale. Per la popolazione di
Cassino è la fine di un incubo:
1800 i caduti civili, 200 i feriti e
150 dispersi. Un prezzo troppo
alto, una condotta inadeguata,
un tragico errore come riconosciuto a seguito di inchieste statunitensi nel 1969 e britanniche
dieci anni dopo (rendendo noti i
risultati di un’indagine del lontano 1949). Forse un’intercettazione radio del comando tedesco tradotta male («L’abate è
nel monastero» diventa «Il battaglione è tra le mura dell’abbazia») rafforza le ragioni dei bombardamenti più massicci. Ipotesi e retroscena di un mosaico
che appassiona studiosi e prota-

«Qui ho perso
i miei amici
Sono arrivato
anche per loro»

3

domande
a
Steve Danes
reduce

DALL’INVIATA A CASSINO

Steve Danes ha 91 anni. «Ma
non li sento», dice. Una memoria di ferro. Settant’anni
fa era anche lui a combattere
a Cassino.
Cosa ha provato a ritrovarsi
dopo 70 anni qui, a Cassino?

«È stata un’emozione assoluta, soprattutto quando gli
italiani mi fermano e mi ringraziano per avere contribuito a liberarli dai nazisti e dai
fascisti. Lo dico con tutta sincerità: non riesco proprio a
trattenere le lacrime».
Lei che ruolo aveva nel battaglione?

«Ero un autista di camion e
jeep nel ventunesimo battaglione. Ricordo in maniera
vivida i combattimenti di
notte. Il freddo. Purtroppo
ho perso due tra i miei migliori amici qui in Italia. E sono qui anche per loro, perché
non vengano dimenticati».
È la prima volta che torna in
Italia?

«Sì, ma ne parlo sempre con i
miei figli quando ricordo
quei momenti. Quei giorni
sono sempre con me».
[M. COR.]

gonisti da alcuni decenni.
Il tempo non ha cancellato
quelle giornate, basta una breve
visita attraverso i cimiteri militari della zona: mille i polacchi
che riposano sulle pendici della
celebre quota 593; 20 mila i tedeschi, oltre 4 mila i soldati del
Commonwealth, quasi mille gli
italiani, 3 mila i francesi, marocchini, algerini e tunisini; gli americani caduti tra lo sbarco in Sicilia e la conquista di Roma sono
circa 8 mila. La distanza dagli
eventi deve spingerci verso una
memoria consapevole: ricordare per conoscere il passato, fare
i conti con pagine fondamentali
di una storia che ci appartiene.
Gli anniversari sono anche questo, un modo per ritrovarsi e rinnovare i lasciti e le radici comuni
dell’Europa del lungo dopoguerra. Di questi tempi non è poco.

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

U

CHIESA

Il diritto canonico
Derogaimpossibile

LA SPINTA AL RINNOVAMENTO
Le
frasi

Noi amiamo questi
uomini e loro noi
Non si riesce
a recidere un legame
così solido e bello

1 Il Codice di Diritto Cano-

nico, approvato nel ’83, prevede che la sacra ordinazione,
una volta validamente ricevuta, non divenga mai nulla. Il
chierico può perdere lo stato
clericale, ma ciò non comporta la dispensa dall’obbligo del
celibato. Questa dispensa può
essere concessa unicamente
dal Pontefice. Inoltre, chi ha
perduto lo stato clericale non
può tornare ad essere un chierico se non per decisione della
Sede Apostolica.

Le alternative
sono l’abbandono
del sacerdozio o una
relazione segreta
per tutta la vita

L’appello delle donne
che amano un prete:
“Rivedere il celibato”
Lettera al Papa. Francesco: “No alla doppia vita”
ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

«Caro Papa Francesco, siamo
un gruppo di donne da tutte
le parti d’Italia... Ognuna di
noi sta vivendo, ha vissuto o
vorrebbe vivere una relazione d’amore con un sacerdote,
di cui è innamorata». Inizia
così la lettera firmata - con il
solo nome di battesimo, ma
nella raccomandata spedita
in Vaticano c’era un cognome
con dei recapiti telefonici - da
ventisei donne di diverse età
sentimentalmente legate a
dei preti che chiedono al Papa
di rivedere il celibato sacer-

dotale obbligatorio.
«Ben poco - scrivono - si conosce della devastante sofferenza a cui è soggetta una donna che vive con un prete la forte
esperienza dell’innamoramento. Vogliamo, con umiltà, porre
ai tuoi piedi la nostra sofferenza affinché qualcosa possa
cambiare non solo per noi, ma
per il bene di tutta la Chiesa».
«Noi amiamo questi uomini,
loro amano noi - scrivono le
donne - e il più delle volte non si
riesce pur con tutta la volontà
possibile, a recidere un legame
così solido e bello, che porta
con se purtroppo tutto il dolore

del “non pienamente vissuto”.
Una continua altalena di “tira e
molla” che dilaniano l’anima.
Quando, straziati da tanto dolore, si decide per un allontanamento definitivo, le conseguenze non sono meno devastanti e
spesso resta una cicatrice a vita per entrambi. Le alternative
sono l’abbandono del sacerdozio o la persistenza a vita di una
relazione segreta».
«Nel primo caso la forte situazione con cui la coppia deve
scontrarsi viene vissuta con
grandissima sofferenza da
parte di entrambi: anche noi
donne desideriamo che la vo-

Sono 26 le donne che hanno scritto al Papa

cazione sacerdotale dei nostri
compagni possa essere vissuta
pienamente, che possano restare al servizio della comunità». «Nel secondo caso, ovvero
nel mantenimento di una relazione segreta - si legge ancora
nella lettera - si prospetta una
vita nel continuo nascondimento, con la frustrazione di
un amore non completo che
non può sperare in un figlio,
che non può esistere alla luce
del sole. Può sembrare una situazione ipocrita, restare celibi avendo una donna accanto
nel silenzio, ma purtroppo non
di rado ci si vede costretti a

questa dolorosa scelta».
Jorge Mario Bergoglio, da
cardinale, dopo aver assistito
sul letto di morte l’ex vescovo
argentino Jerónimo Podestá,
era rimasto in contatto con la
vedova Clelia Luro. Ma nel
dialogo con il rabbino Skorka
si era espresso in favore «del
mantenimento del celibato,
con tutti i pro e i contro che
comporta, perché sono dieci
secoli di esperienze positive
più che di errori. La tradizione
ha un peso e una validità».
Bergoglio si era espresso in
modo chiaro contro la doppia
vita dei sacerdoti: «Se uno vie-

Intervista

ne da me e mi dice che ha messo incinta una donna, io lo
ascolto, cerco di tranquillizzarlo e poco a poco gli faccio
capire che il diritto naturale
viene prima del suo diritto in
quanto prete. Di conseguenza
deve lasciare il ministero e
farsi carico del figlio, anche
nel caso decida di non sposare
la donna. Perché come quel
bambino ha diritto ad avere
una madre, ha anche diritto ad
avere un padre con un volto».
«Ora - aggiungeva il futuro
Papa - se un prete mi dice che si
è lasciato trascinare dalla passione, che ha commesso un errore, lo aiuto a correggersi...
Alcuni purtroppo non vengono
nemmeno a dirlo al vescovo». E
concludeva: «La doppia vita
non ci fa bene, non mi piace, significa dare sostanza alla falsità». Non va dimenticato infine
che anche nelle Chiese ortodosse che per tradizione hanno
clero sposato, non è mai stato
concesso a un prete già ordinato di prendere moglie e continuare a fare il prete, ma si sono
ammessi al sacerdozio uomini
che erano già sposati.

700
abbandoni
Ogni anno sono circa
settecento i preti
che abbandonano
l’abito talare

GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

6000

«M

i hanno eletto
alla guida
della comunità perché ero
il più giovane
dei monaci e quindi potevo portare
novità. Poi, quando, ho proposto di
creare una realtà che includesse celibi, eremiti e coniugati mi hanno opposto il muro delle leggi ecclesiastiche». Padre Alberto Stucchi è sacerdote e religioso, priore del monastero
di Chiaravalle, nel Milanese, dove vive un’antica comunità dell’ordine cistercense. Dopo 11 anni di vita monastica condotta, per ammissione stessa dei suoi superiori, in modo esemplare, ha conosciuto Elena, con la
quale è nata una storia d’amore. Dopo aver chiesto e ottenuto un periodo
di riflessione fuori dal monastero ha
deciso di non interrompere la sua relazione. «I consigli peggiori me li hanno dati in monastero. Erano arrivati
anche a “giustificare” la mia relazione. Mi dissero che ero priore, che
avevo tante responsabilità, che forse
avevo bisogno di uno sfogo, insomma
“Fai quello che vuoi, ma di nascosto”.
L’importante era che non si sapesse
in giro».
A chi ha detto della sua relazione?

«Appena ho capito di amare Elena
prima ne ho parlato con i miei confratelli, poi con i superiori dell’ordine.
Ho avvertito subito il loro terrore. Ho
capito che dovevo scegliere: o lei o il
monastero. Dovevo rinunciare all’amore per conservare il patentino
necessario a predicare l’amore: un
paradosso. Il diritto canonico conce-

ex preti
In Italia su 33 mila
sacerdoti diocesani gli
ex preti sposati
sono oltre 6mila

“Io sacerdote e priore più che mai
con Elena ho riscoperto la vocazione”
Padre Stucchi di Chiaravalle: i superiori mi dicevano di tenere nascosto tutto
de un anno di riflessione e andai a vivere con Elena. Mi fu detto di chiedere la
dispensa dal sacerdozio».
Vuole la dispensa?

«No, sarebbe come ammettere di non
essere stato consapevole al momento
dei voti. In pratica, un errore. Invece io
non rinnego nulla di quello che ho vissuto. Davanti a me si era aperta una
nuova strada. Sono uscito dall’ordine
ma sono ancora sacerdote. Se un vescovo o il generale di una congregazione mi accogliessero, potrei tornare a
svolgere la mia missione. Elena è morta 5 mesi fa per un tumore alle ossa».
E’ stata una crisi di vocazione?

«La crisi non era legata al mio ministe-

ro. Non stavo perdendo la vocazione,
anzi la stavo scoprendo più che mai.
Dopo l’incontro con Elena ho riconosciuto la bellezza della vita religiosa, e
avrei desiderato continuare a condurLA SCELTA

«Non rinnego nulla: ho lasciato
l’ordine cistercense
ma sono ancora sacerdote»
la in un nuovo villaggio monastico. Per
questo ho provato a più riprese, con la
mia compagna, a dialogare con l’istituzione ecclesiastica, cercando di spiegare l’assurdità di un celibato vissuto

non come scelta ma come obbligo. E lasciare Elena per tornare come se nulla
fosse alla mia precedente vita non era
una soluzione possibile. Il mio desiderio di amore si è scontrato con la rigidità delle leggi ecclesiastiche, con la contraddizione di essere fuori dalle regole
canoniche e allo stesso tempo sempre
più coinvolto in un’esperienza che mi
faceva sentire più monaco, prete e
priore che mai. Tra due opzioni inconciliabili ho scelto Elena».
Cosa avevate chiesto?

«Abbiamo cercato di rivendicare come l’amore per Dio e l’amore per una
donna non siano in contraddizione. Su
questo punto con i miei superiori non

c’è stata alcuna possibilità né di dialogo, né di comprensione. Io e Elena abbiamo rifiutato di mantenere segreta
la nostra relazione, di accettare quella
che è divenuta, nella vita religiosa, una
consuetudine tollerata o suggerita».
E la risposta?

«”Di nascosto si ruba e si uccide, non
certo si ama”, ho replicato a chi mi proponeva di vivere la mia storia nell’ambiguità, nel compromesso.. Il principio
agostiniano “Ama e fa’ quel che vuoi” si
trasforma drammaticamente in “Fa’
quello che vuoi, ma di nascosto”. Confido che le donne in cerca di vera limpidezza trovino in papa Francesco un coraggioso difensore della trasparenza».

12 .Estero

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

L’altra Lampedusa
Un’enclavediMadrid
sullecosteafricane

REUTERS

1 Melilla è un’enclave spagnola

che sulla costa Nord del Marocco. Si
trova in Nordafrica, ma fa parte della
Spagna e quindi dell’Unione Europea. Per questo è diventata una delle
vie più usate dai migranti che dall’Africa tentano di raggiungere l’Europa. Per questo il confine tra Melilla
e l’entroterra marocchino è recintato e sorvegliato da polizia e militari,
allo scopo di contenere l’ingresso di
immigranti nell’enclave che, in
quanto territorio spagnolo, garantisce ulteriore libero accesso all’area
europea delle nazioni aderenti al
trattato di Schengen. La recinzione tripla - è alta 6 metri e dotata di torrette di osservazione.
Migranti che sono riusciti a superare il muro giocano a calcio sulla spiaggia di Melilla

Reportage
TOMASO CLAVARINO
NADOR (MAROCCO)

I

Tra i migranti che sognano Melilla
“Cinque anni per saltare il muro”

l vento soffia forte, arriva diretto dal mare, tutti i giorni, senza
incontrare ostacoli. Alza la polvere, scoperchia le tende fatte
di teli di plastica e rami secchi,
scivola via tra gli alberi rendendo
fredde anche le notti estive.
Amadou, Youssef, Momo, Baba,
stanno in cerchio attorno a un fuoco.
Seduti su delle pietre, le mani quasi
sulle fiamme, come per riuscire ad accumulare più calore possibile. Un pentolino di acqua sporca messo a
bollire, dentro, una manciata
di foglie di eucalipto. Vivono sulle pendici del monte Gurugu da sei mesi,
scappati dal Mali, dalla
guerra e dalla povertà.
Hanno attraversato la
Quelle che vivono
Mauritania, l’Algeria,
accampate sul monte
prima di raggiungere
Gurugu, in Marocco,
questa montagna che, alle
alle spalle di Melilla
spalle della cittadina marocchina di Nador, sovrasta
l’enclave spagnola di Melilla, la porta
d’Europa. Come loro altre tremila,
forse quattromila persone. Nessun
Sul monte Gurugu in attesa del «salto»
dato certo, perché qui gli arrivi, così
come le partenze, sono quotidiani. Un
villaggio, immerso tra gli alberi e le
nuvole. Una tendopoli esposta a ogni
tipo di calamità, lontana qualche chilometro dalla più vicina sorgente d’acqua, nella quale buona parte dell’Africa sub sahariana è rappresentata.
Ci sono maliani, guineensi, senegalesi, camerunensi, nigeriani, liberiani,
ghanesi, arrivati sul Gurugu con un
unico obiettivo: saltare il muro che divide il Marocco da Melilla. Dodici chilometri di tripla barriera alta sei metri e presidiata da un lato dai militari
marocchini e dall’altro dalla Guardia
Civil. Divisi a seconda della nazionalità, in quelli che da loro vengono chiamati ghetti, i migranti del Gurugu a
ondate scendono dalla montagna e
provano a scavalcare le reti divisorie
della frontiera per raggiungere l’Europa. Ieri l’ultimo tentativo, fallito, di
circa 500 persone. Quelli che riescono
a entrare a Melilla finiscono al Ceti Migranti ivoriani cercano di scaldarsi accendendo fuochi nel bosco
(Centro de Estancia Temporal de Inmigrantes), un centro di prima accoglienza sull’orlo di esplodere, con oltre umani. La Spagna fa fare il lavoro spor- me alla periferia di Rabat. «Quasi ogni
1300 persone a fronte dei 480 posti di- co al Marocco, in cambio di cosa? Prima giorno, all’alba, i militari marocchini
sponibili, gli altri, braccati dalla Guar- o poi lo si scoprirà». Sono infatti le forze partono dalla loro base ai piedi del Gudia Civil, vengono rispediti in Maroc- dell’ordine marocchine l’incubo più rugu, arrivano al nostro campo e dico e lasciati nelle mani dei militari e grande dei migranti, non solo di quelli struggono tutto – racconta Idriss, che
della polizia marocchina. «Una palese che vivono sul monte Gurugu, ma delle a causa dei colpi di bastone subiti rieviolazione del diritto internazionale - decine di migliaia (una stima recente sce a malapena a camminare –. Danno
spiega José Palazon, attivista di Melil- parla di circa 80 mila) che si nascondo- fuoco alle tende, buttano il cibo, rubala – che espone i migranti alla violenza no nelle foreste del Marocco, a Nador, no quei pochi soldi che abbiamo, i celdi un Paese che non rispetta i diritti come al confine con Ceuta, a Oujda co- lulari, e se riescono a prendere qual-

Raid punitivi, blitz e sgomberi: così Marocco e Spagna respingono i clandestini

4000
persone

Gli accampamenti di tende sul monte Gurugu

cuno lo picchiano a sangue, lo arresta- pressione migratoria senza precedenno e lo portano a Rabat. Ci rincorrono ti» ed è forse per questo che il governo
per la montagna, ci spingono verso i di Mariano Rajoy non ha detto nulla sulpendii più scoscesi. Cadiamo, molti di la nuova barriera che il governo marocnoi si fratturano braccia e gambe, ci chino ha iniziato a costruire attorno a
feriamo e non abbiamo medicine per Melilla. «Un fossato di cinque metri di
curarci. I morti nel corso degli anni profondità, largo altrettanto, pieno di
abbiamo smesso di contarli».
lame» accusa ancora Palazon, uno dei
Freddo, fame, malattie e violenza so- primi a denunciare l’inizio dei lavori.
no all’ordine del giorno sul Gurugu. Un
«Una nuova barriera che secondo i
monte che sembra un girone infernale, giornali spagnoli sarebbe finanziata
dove solo tre o quattro ragazze hanno il con parte di quei 50 milioni di euro
coraggio di vivere invece di raggiungere chiesti dalla Spagna all’Ue per raffordonne e bambini nascosti nei boschi at- zare le frontiere», spiega Padre Estetorno a Nador, ai piedi dell’altro versan- ban Velázquez, gesuita, tra i pochi a
te della montagna.
prestare aiuto ai
C’è chi è appena arLA PORTA DELL’EUROPA migranti sul lato
rivato, chi è qui da
In migliaia vivono nei campi marocchino».
Nulla sembra
sei anni, chi non ha
ancora provato a sul monte Gurugu. Aspettano però riuscire a piel’attimo giusto per scavalcare gare la forza di vosaltare il muro, chi
ha già tentato trenlontà di queste perta, quaranta volte. Tutti hanno un so- sone, per lo più giovani tra i 15 e i 28 angno: l’Europa. Un’Europa che però non ni. «Un mio amico, Moussa, è stato qui
li vuole, e che, come accusano molte sul Gurugu 5 anni, ha provato 67 volta a
ong, chiude gli occhi sulle violenze, sia saltare il muro – racconta Ibrahim giomarocchine che spagnole (è da poco che cando a carte in una tenda adibita a “cala Guardia Civil, messa sotto pressione sinò” –. Alla 68esima ce l’ha fatta. Posda associazioni e stampa, ha deciso di sono trattarci come animali, picchiarci,
abbandonare le pallottole di gomma derubarci, ferirci, anche ammazzarci,
che nel corso degli anni hanno fatto per- ma non sanno da cosa scappiamo e non
dere occhi e ferito gravemente centina- sanno quanto desideriamo arrivare in
ia di migranti). Secondo Abdelmalik El Europa. Tutti qui sogniamo delle ali, ma
Barkawi, delegato del governo spagnolo se Dio vuole anche senza volare prima o
a Melilla, «l’enclave sta affrontando una poi ce la faremo».

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Argentina, i giacimenti petroliferi

La corsa all’oro nero
nel Klondike del Sud
Ad Añelo boom di aziende: nascono casinò e bordelli
FILIPPO FIORINI
BUENOS AIRES

PATAGONIA

Ricorda i tempi della corsa all’oro del Klondike, un’epoca che
in America non solo non è mai
finita, ma sopravvive nel mito
di fortune rapide in luoghi remoti, e rifiorisce oggi in una
sperduta località della Patago-

nia argentina. Añelo, 1.200 km
a sud di Buenos Aires, è stata
segnata dalla scoperta di un
enorme giacimento petrolifero
ed ora è oggetto di un continuo
pellegrinaggio di avventurieri,
multinazionali e prostitute.
Da quando ha smesso di essere un forte solitario, battuto

ón

Curitiba

Pu

ARGENTINA

URUGUAY

Santiago

dai venti e dagli attacchi indigeni, questo paesino della provincia di Neuquen è sempre stato
legato al petrolio, ma le sue vicende sono cambiate solo nel
2011, quando la società spagnola Repsol annunciò che la propria filiale locale, Ypf, aveva
scoperto il giacimento di Vaca
Muerta, un tesoro di idrocarburi non convenzionali (i cosiddetti shale gas e shale oil), grande
come il Belgio. «Cambierà il
profilo dell’azienda, ma anche
quello della nazione», disse a
suo tempo il portavoce, in riferimento a quello che oggi si considera il secondo bacino di gas al
mondo e il quarto di petrolio.

La notizia entusiasmò a tal
punto la presidente Cristina
Kirchner che 5 mesi dopo tolse
agli spagnoli il 51% di Ypf, dicendo di voler «restituire agli argentini la sovranità energetica»
e risarcendo i soci di una parte
del maltolto. Ad Añelo, dove
non c’è asilo, ospedale, fogne e
acquedotto, intanto, la febbre
dell’oro nero era già cominciata, perché da qui i pozzi mobili
del fracking, la tecnica che pesca il petrolio con esplosioni
sotterranee e iniezioni di acqua
ad alta pressione, hanno iniziato a «mungere la mucca».
Il censimento nazionale del
2001 aveva 1.543 abitanti. Quello del 2010, dopo i primi sondaggi favorevoli nel sottosuolo,
2.449. Oggi, superano i 4.500 e il
sindaco, Dario Diaz, dice che
l’anno prossimo saranno 5 mila.
Nulla in confronto ai 30 mila
che si attendono per la prima
fase del piano che culminerà nel
2030, con la costruzione di 3 città gemelle. Cattedrali in un deserto di sassi, che si stanno già
popolando di affaristi e operai.
«Bussano alla porta della sacrestia una o due facce nuove al
giorno», dice Pablo Pinemonti,
prete inviato da Cordoba a gestire la situazione. «Arrivano

Buenos Aires

Añelo
(1200 km da Buenos Aires),
provincia di Neuquen

CILE

Trelew
provincia
di Chubut

Is. Falkland
(Malvine)

Temperatura
media
annuale

Stati

10˚C
Cile

Argentina
Superficie

900.000
km²
Abitanti

1.740.000

Prima
esplorazione
europea

1520

Il giacimento di Vaca Muerta nei pressi di Añelo, in Patagonia

.

Estero .13

da tutto il Paese con famiglia al
seguito. Nell’ultimo mese ho
dato da mangiare e dormire a
30 persone, ma non c’è posto
per tutti». Alcuni dormono in
macchina, altri entrano qualche ora per stare accanto alla
stufa e poi tornano fuori, nel
freddo della Patagonia. Con 46
aziende in lista d’attesa per installarsi subito, un casinò e tre
zone industriali in cantiere,
non è il lavoro quel che manca
ad Añelo, sono le case.
«Il mercato è saturo», sintetizza Judith, al banco vendite
dell’immobiliare Seleme. «Siamo subissati di telefonate di
gente che vuole un terreno a
Vaca Muerta, come se fosse
una località e non una formazione geologica 3 km sottoterra». Nel 2008, affittare una casa di 60 m² costava 400 pesos,
mentre oggi un container di
due ambienti e le stesse dimensioni ne costa 6 mila al mese,
cioè 430 euro. Per questo, gli
autoctoni traslocano: affittano
casa loro e vanno a vivere di
rendita a 100 km da qui. «I lotti
coi moduli abitativi per le maestranze sono il primo business», spiega ancora l’impiegata, il cui marito era amministratore agricolo, ma ha trovato fortuna facendo le fondazioni in cemento per i pozzi. Il secondo affare sono i bordelli. Da
tempo il Municipio discute la
legge per vietare la prostituzione, tuttavia, la Pantera Rosa e
gli altri locali simili sono ancora
aperti. «Il paese è pieno di domenicane», racconta di nuovo
don Pablo.
A Malargue, 700 km più a
nord, Luis si prepara a partire.
«Il lavoro non ce l’ho, ma mia
zia vive ad Añelo», spiega fiducioso. Negli ultimi anni ha lavorato nei pozzi vicino a casa, ma
dice che ora i soldi sono tutti su
Vaca Muerta. Dopo aver cacciato Repsol, il governo ha capito che da solo non aveva le risorse per sfruttare il giacimento e si è associata a Chevron.
Peccato per la sovranità nazionale, ma gli americani ci hanno
messo 1,2 miliardi di dollari.
Luis spera che una minuscola
parte siano per lui, ma soprattutto spera di non finire tra
quelli che ogni giorno decidono
di tornare indietro.

4500
abitanti
Secondo
l’ultimo censimento. Ma
nel 2001
Añelo ne
contava 1543
Entro pochi
anni potrebbero arrivare
a 30.000

430
euro
Il prezzo
di un container di 60 m²
in città
Nel 2008
una casa
delle stesse
dimensioni
costava 15
volte di meno

46
aziende
Quelle in lista
d’attesa
per installarsi
subito
ad Añelo
Previsto
anche
un casinò
e tre zone
industriali

con
Ferdinando
Magellano
(ma è possibile che
già nel 1502
Amerigo Vespucci
avesse scoperto
la zona)
- LA STAMPA

2,40

Gli scavi a Trelew

metri

Trovatoildinosauro
piùgrandedelmondo
Eralungo40metri
PAOLO MANZO
SAN PAOLO

Di dinosauri così grandi non
se ne erano mai scoperti prima. Se ne sono accorti subito
i ricercatori del Museo Egidio Feruglio di Trelew, città
della Patagonia argentina,
quando hanno trovato all’interno di rocce vecchie 100 milioni di anni un femore che, da
solo, misura 2 metri e 40 centimetri. E giusto per far capire a tutti la straordinarietà
delle dimensioni del bestione,
i ricercatori si sono messi in
posa e hanno scattato una foto al fianco del super-femore.
«Delle centinaia di ossa
appartenenti a sette scheletri di dinosauri che abbiamo
trovato, il più grande doveva
pesare tanto quanto 14 ele-

fanti africani adulti messi uno
sopra l’altro, in tutto qualcosa
come 77 tonnellate» racconta
visibilmente emozionato Diego
Pol, uno dei ricercatori del team che ha fatto la sensazionale
scoperta in una zona di scavi
che da mesi si è trasformata
nella sua seconda casa.
«Date le dimensioni delle ossa ritrovate – certifica Rubén
Cúneo, il direttore del museo di
Trelew – questo è il più grande
di tutti i dinosauri ad oggi conosciuti, avendo superato anche
l’Argentinosaurus
di
Neuquén», l’altra città patagonica che sino a ieri deteneva il
primato dei pesi massimi «categoria dinosauri».
«Adesso bisognerà trovargli un nome», aggiungono in
coro i ricercatori mentre i loro

AFP

Un ricercatore accanto al femore di dinosauro ritrovato a Trelew, in Patagonia

Il gigante del Mesozoico
Caratteristiche e confronti
Gruppo: dinosauro saurodopo
Lunghezza: 40 metri
Peso: 77 tonnellate

Il femore ritrovato

2,40 m
Argentinosauro

Elefante africano
Quando è vissuto

Milioni di anni
250
230
Eoraptor

200

Gigantosauro
150

100

Estinzione
dei dinosauri
65
50

Oggi

Argentinosauro
- LA STAMPA

telefoni squillano in continuazione perché, da oggi, l’hollywoodiana Jurassic Park si
chiama Patagonia e tutti,
adulti o bambini che siano, sono affascinati dalle dimensioni monstre dei dinosauri e vogliono parlare con loro.
«Sino ad oggi tutti associavano queste terre ai ghiacci del
Perito Moreno, alle montagne
come il Cerro Torres e alle pecore di lana merino – racconta
un collega di Diego – ma è chiaro a tutti dopo questa scoperta
che milioni di anni fa qui c’era il
paradiso dei dinosauri più
grandi del mondo». L’Argentina è oggi una delle aree più importanti per i ritrovamenti dei
fossili di questi animali che vissero nel Mesozoico fra i 250 e i
65 milioni di anni fa.

La misura
del femore
di dinosauro
ritrovato
dai ricercatori
all’interno
di rocce
vecchie
cento milioni
di anni

14
elefanti
Sono
quelli che
sommati
peserebbero
come il dinosauro scoperto a Trelew,
in tutto qualcosa come
77 tonnellate

14 .Cronache

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

60

il caso

È la tariffa
della corsa
da Malpensa
a Milano
di Uber
contro i 90
chiesti
dai tassisti

GIUSEPPE BOTTERO

o scorso 20 marzo,
il giorno dello sciopero dei taxi a Milano, nella casella
mail degli iscritti a
Uber è comparso un messaggino: «Le tariffe oggi sono
scontate del 20%». Un colpo
di marketing e un guanto di
sfida. L’ultimo di una lunga serie che, ieri, ha fatto esplodere
la rabbia dei tassisti.
Al «Wired Next Fest», il festival della rivista tecnologica
che avrebbe dovuto ospitare
un intervento di Benedetta
Arese Lucini, manager della
divisione italiana del servizio
di noleggio con conducente,
sono volati fumogeni, uova, insulti, cori. E una minaccia,
lanciata davanti alla polizia in
tenuta anti-sommossa: «Il Comune deve chiudere immediatamente l’applicazione, altrimenti nei prossimi giorni
potremmo decidere di attuare dei fermi del servizio». Insomma la paralisi. La stessa
che, ieri pomeriggio, ha mandato in tilt il traffico attorno ai
giardini Montanelli: due, forse, trecento auto bianche incolonnate che più tardi hanno
fatto rotta verso la Stazione
Centrale. In testa, Cosimo
Tartaglia, portavoce dei tassisti. Furibondo perché, dice, la
app che permette di spostarsi
in città a colpi di clic sullo
smartphone, e che può offrire
tariffe nettamente più basse
rispetto alla categoria che
Tartaglia rappresenta, si sta
mangiando il futuro di chi ha
investito tutto in una licenza.
«Uber lavora contro la legge
quadro 21 del 1992, che stabilisce in modo chiaro il ruolo e le
caratteristiche di tassisti e di
servizio noleggio con conducente».
La legge però è stata ritoccata nel 2008, quando è arrivato il via libera al noleggio
con conducente purché inizi e
termini la sua corsa in una rimessa. È a questo cavillo che
s’aggrappa Uber. A questo, alla mancanza totale di liberalizzazioni, e a un potere economico che cresce di giorno in
giorno: il gioiellino, su cui hanno investito Goldman Sachs,
Google, Tpg e First Round Capital, in questi giorni sta rastrellando fondi e, al termine
delle trattative, potrebbe valere fino a 10 miliardi di dollari, il triplo rispetto a 9 mesi fa.
Il giro d’affari di Uber è ingente, anche se quantificarlo
è difficile. Di sicuro l’Agenzia

L

Il Lotto

ConcorsoN.59-Sabato17maggio2014
Bari
51 3 8 68 77
Cagliari
36 18 44 31 84
Firenze
77 63 44 45 6
Genova
70 6 55 20 88
Milano
60 39 36 86 59
Napoli
18 77 54 73 29
Palermo
4 76 50 54 60
Roma
13 80 58 46 78
Torino
48 37 63 7 24
Venezia
77 9 89 55 44
Nazionale
23 43 67 61 24

SUPERENALOTTO
Combinazione vincente
5 31 36
numerojolly 52
68 75 90
superstar 35
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19.237.184,38 €
Nessun 6
Ai1 con punti5 + 368.948,78€
Ai8 con punti5
34.588,95 €
Ai862 con punti4
322,81 €
Ai32.027 con punti3
17,32 €

10 e LOTTO
Numeri vincenti

3 4 6 8 9 13 18 36 37 39 44
48 51 55 60 63 70 76 77 80

Costruire
cose buone

euro

10

AGNESE
MORO

Bambini
senza sbarre
Un sogno
da realizzare

miliardi
È il valore
stimato
di Uber
Nove mesi fa
valeva
tre volte
di meno

Uova e fumogeni, i tassisti
contro i nuovi servizi 2.0
Milano, hanno impedito di parlare alla manager di Uber: ci rubate i clienti
delle Entrate sta monitorando
il fenomeno.
A Bruxelles, quanto un tribunale ha vietato Uber, s’è alzata la voce della commissaria Ue
per l’agenda digitale, Neelie
Kroes. «Sono indignata. È una
decisione che non difende gli interessi dei passeggeri, ma protegge il cartello dei tassisti». Il
Comune di Milano non è arrivato a tanto. «Non possiamo chiudere applicazioni - ragiona l’assessore alla Mobilità Pierfrancesco Maran -. Serve un meccanismo per regolarle e capire chi

E’ mancato all’affetto dei suoi cari il

cav. Michele Cantarella
(Miguel)
Ne danno il triste annuncio la moglie
Augusta, la iglia Rita con Franco, il
nipote Andrea con Chiara e la piccola
Federica, la cognata Carla e il nipote
Franco. Il Funerale avrà luogo lunedì
19 maggio alle ore 15,30 presso la
chiesa parrocchiale di Caluso. Il S. Rosario sarà recitato questa sera alle ore
17,30 presso la parrocchia di Caluso.
– Caluso, 16 maggio 2014
O.F. Garda - Ivrea
Caro MIGUEL, ci hai sempre accompagnato sul sentiero della vita di generazione in generazione, dedicando
la tua esistenza a tutta la famiglia.
Sempre presente, sincero, affettuoso
e onesto hai condiviso con noi gioie
e dolori con abnegazione e saggezza.
Uniti in una sola voce ti ringraziamo di
cuore con commozione, riconoscenza e affetto. Ci mancherai. Alberto,
Adriana, Antonella, Marco e Manuela.
Ora MIGUEL è con papà. Unitamente
a Monica e Micaela, Elena si unisce al
dolore di Augusta e Rita per la scomparsa dell’amato Michele, meraviglioso partecipe della nostra vita.
Profondamente addolorato per la
scomparsa di MIGUEL, Marco ricorda
con grande affetto l’amico alpino che
ora riposa con il nonno.
Maria Teresa, Giuseppe e Francesca
partecipano con affetto al dolore della
famiglia per la scomparsa di MICHELE,
di cui ricordano le continue e gentili
attenzioni ed i tanti anni di fedele e
impeccabile collaborazione e amichevole servizio.
Giovanni Faliva e famiglia sono vicini
alla signora Augusta per la scomparsa
del caro

Come funziona
Unosmartphoneeunclicpercorseeprezzi
1 Uber è un servizio di berli-

ne a noleggio che funziona tramite un’applicazione per smartphone (iOs e Android). Si paga
on line via carta di credito e si
può valutare il proprio autista.
Il meccanismo è semplice: una
volta scaricato il servizio basta
controllare sulla mappa che appare sul telefonino se c’è un’au-

Circondato dall’affetto dei suoi cari,
munito dei conforti religiosi, serenamente è mancato

Emilio Chiastellaro
Lo annunciano la moglie Rosalia, la
iglia Daniela, il iglio Rodolfo con la
moglie Serena, i nipotini Giovanni ed
Elisa, il fratello Angelo, parenti e amici. Santo Rosario lunedì 19 maggio,
ore 20,30; Funerale martedì 20 maggio, ore 10; parrocchia Madonna di
Campagna, via C. Massaia 98. La moglie ringrazia di tutto cuore Daniela e
Rodolfo per l’amore e le cure prestate
per il loro amato papà. Un ringraziamento ai medici per le cure prestate
e ad Aleya e Lucia per le affettuose
attenzioni. Non iori ma offerte per
UGI-Unione Genitori Italiani (www.
ugi-torino.it/donazioni) o altri atti di
carità.
– Torino, 16 maggio 2014
O.F. Bibiana - Torino
Emma, Giovanna e i loro familiari abbracciano la sorella Rosalia con Daniela e Rodolfo.
Rosanna e Filippo Meliga affettuosamente partecipano al dolore.

to affiliata a Uber nelle vicinanze. A quel punto si inserisce la
tratta da percorrere e l’autista
fornisce i prezzi della corsa: per
accettare basta un clic. L’applicazione, sbarcata a Milano nel
2012, è cresciuta grazie al passaparola ed è osteggiata dai
tassisti. Secondo loro si tratta
di concorrenza sleale.

E’ mancata ai suoi cari

NEL MIRINO ZUNIGA

Maria Teresa Komac
ved. Vian
Addolorati lo annunciano il iglio
Giancarlo con Silvana, genero, nipoti e
pronipoti. Funerali martedì 20 maggio
ore 10 parrocchia Gesù Buon Pastore.
– Torino, 17 maggio 2014
O.F. Astra - tel. 011.280901
E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Gina Baravalle

Cristianamente è mancato

Ciro Sicignano
(nonno Ciro)
Lo annunciano i igli Rosa con Andrea,
Carolina, Michele con Tina, i nipoti,
Mariella e parenti tutti. Santo Rosario
domenica 18 maggio ore 19 chiesa
Santa Chiara, via Vandalino 49 Collegno. Funerali lunedì 19 maggio ore
14,45 stessa chiesa.
– Grugliasco, 17 maggio 2014
L’Accademia Delle Scienze di Torino
partecipa con profondo cordoglio la
scomparsa del socio corrispondente

Franca Maraga
– Torino, 15 maggio 2014

Michele Burzio

Giuseppe Ferrara si unisce al dolore
della famiglia per l’improvvisa scomparsa di

Lo annunciano la moglie Rosanna e
il iglio Stefano con Elena. Funerali in
Chieri lunedì 19 ore 11,30 nella chiesa
di S. Giovanni Bosco.
– Chieri, 17 maggio 2014

Un personale ricordo ad un uomo,
vero innovatore, tenace e corretto.
– Torino, 17 maggio 2014

Cristianamente è mancato

Ugo Panini

Michele Cantarella
– Torino, 17 maggio 2014
Improvvisamente è mancata

Rosa Anna Bosco
in Boccardo
di anni 84
Lo annunciano: il marito Mario, la iglia Daniela con Arturo e Silvia e parenti tutti. Funerali domani in Bruino
nella parrocchia San Martino alle ore
9,30. La cara salma proseguirà per il
Cimitero di Moncalieri.
– Bruino, 16 Maggio 2014

E’ mancata

Olga Curletti
in Curati
di anni 80
Lo annunciano il marito Giorgio, cognati, nipoti e parenti tutti. Funerali
martedì 20 maggio ore 9 parrocchia
San Benedetto Abate. Santo Rosario
lunedì 19 maggio ore 17,50 nella medesima parrocchia. La presente è partecipazione e ringraziamento.
– Torino, 17 maggio 2014
O.F. Eurofunerali - tel. 011.389335

Pistola al volto
Rapinato
calciatore
del Napoli

Giorgio Perosino
Funerali lunedì 19 maggio ore 11,30
parrocchia Gran Madre di Dio.
– Alpignano, 17 maggio 2014
O.F. La Torinese - Torino

E’ mancata
ex vice sindaco di Murello
Lo annunciano i parenti. Funerali lunedì 19 ore 10 parrocchia di Murello.
– Murello, 17 maggio 2014

rispetta o meno le regole». Insomma, un’apertura al dialogo.
Anche nei confronti degli autisti. Avrebbe voluto dialogare
anche Benedetta Arese Lucini,
la rabbia e gli insulti glielo hanno impedito. «Ieri ha vinto la
violenza - spiega la manager di
Uber -. Speriamo di poterci sedere al più presto al tavolo per
confrontarci sulle nuove regole
e confidiamo che tutti facciano
la loro parte per poter finalmente cominciare questa importante discussione sul futuro
della mobilità».

ANNIVERSARI
2004

18 MAGGIO

2014

Mariuccia Del Mastro
Parnigoni
Abbiamo nostalgia di te. Laura, Pier
Carlo e tutti i tuoi cari.
1999

2014

Carlo Ramella
Sempre nei nostri cuori.

NAPOLI

Hamsik prima, poi Behrami.
Ieri è stata la volta di un altro giocatore del Napoli a finire nel mirino della malavita napoletana. Stavolta è
toccato a Juan Camilo Zuniga, il terzino colombiano, reduce da un lungo infortunio.
Oltre alla scelta della vittima, un calciatore, non è una
novità nemmeno l’obiettivo
dei rapinatori: Zuniga, infatti, è stato costretto a consegnare l’orologio - con pistola
puntata in faccia - mentre si
trovava in automobile nei
pressi di via Caravaggio assieme al connazionale e
compagno di squadra Duvan
Zapata.
Secondo la ricostruzione
degli investigatori Zuniga, di
ritorno dall’allenamento al
San Paolo, è stato accostato
da due persone in moto e con
il casco. Tutto si è svolto rapidamente: una pistola puntata al volto e Zuniga, spaventato, ha immediatamente consegnato il suo prezioso
orologio ai due rapinatori.
Recentemente si è parlato
di alti calciatori del Napoli
vittime di rapine: in alcuni di
quei casi si era ipotizzato
che si trattasse soprattutto
di una forma ritorsione da
parte delle frange più calde
della tifoseria degli azzurri.

ncora per la giornata di oggi è possibile
partecipare alla
campagna di raccolta fondi
“Non un mio crimine, ma
una mia condanna” dell’Associazione Bambinisenzasbarre. Con l’invio al
45507 di un sms da cellulare si possono donare 2 euro, e 2 o 5 euro
chiamando da
telefono fisso
(altre forme
per fare donazioni all’Associazione si trovano sul loro sito internet
www.bambinisenzasbarre.org ) . Si sostengono così
il consolidamento e l’estensione negli Istituti penitenziari italiani del Modello
d’accoglienza Spazio Giallo. Si tratta del sistema che
Bambinisenzasbarre da
molti anni ha sperimentato nelle carceri e che è dedicato alle famiglie ed ai
bambini che si preparano,
insieme alle psicologhe,
psicopedagogiste e arteterapeute, all’incontro con
il genitore detenuto. Gli
“utenti” da raggiungere
sono 100.000 al giorno. Si
vuole, inoltre, strutturare
il servizio nazionale di Telefono Giallo per rispondere alle famiglie di persone
in una situazione di detenzione, agli operatori e, al
contempo, per dare risposte concrete alle esigenze e
alle difficoltà dei figli. La finalità della Campagna è
anche quella di far conoscere al grande pubblico la
situazione di questi piccoli
e i loro bisogni e prevenire
qualunque forma di stigmatizzazione, nel pieno rispetto del diritto di ogni
bambino a essere tale.
Si intende anche, sottolineano gli organizzatori,
far comprendere come la
continuità e il rafforzamento del legame affettivo
agisca in termini di prevenzione sociale. Per i figli,
infatti,
l’improvvisa
“scomparsa” del genitore
rischia di creare forme di
idealizzazione e la tendenza a ripeterne l’esempio.
Viceversa la continuità di
rapporto aiuta il bambino
a comprendere le debolezze e gli errori del genitore
mettendolo in grado di scegliere un diverso stile di vita. Per il genitore detenuto
il figlio con cui riesce a
mantenere un legame diventa «la motivazione forte per non ripetere il reato
e ritornare ad essere per
lui un modello».
A parte indignarci e
protestare possiamo fare
ben poco per il problema
delle carceri sovraffollate.
Aderendo alla campagna
di Bambinisenzasbarre,
con un piccolo gesto, possiamo invece fare concretamente la nostra parte
perché quelle stesse strutture perdano un poco della
loro disumanità, consentendo a genitori e figli che
vivono una situazione del
tutto particolare di non
perdere relazioni per loro
fondamentali.

A

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

I dubbi
da
chiarire

R

1

QUANTE PERSONE
HANNO AGITO?

Il giovane dice di aver
ucciso da solo con un
coltello. Ma sui corpi ci
sono anche i segni
di un oggetto contundente

R

2

QUAL E’ STATA
LA DINAMICA ?

Non è chiara la sequenza
delle aggressioni: forse
ha ucciso per prime la
zia e la nonna e infine il
nonno, vicino alla porta

R

3

COS’È SUCCESS0
TRA LE 23 E LE 5?

Lorenzo è tornato a casa
verso le 22.30; ha preso
il treno per Milano alle 5
C’è un buco di oltre
sette ore

R

4

Cronache .15

.

PERCHE’ NON CI SONO
TESTIMONI DELLA FUGA?

Lorenzo è arrivato
a Venezia sporco
di sangue: perché
nessuno in treno gli
ha chiesto spiegazioni?

HA AMMAZZATO I NONNI E LA ZIA, POTREBBE AVER AVUTO DEI COMPLICI

Santhià, un massacro per 300 euro
Il giovane fermato dopo 7 ore di interrogatorio. Gli investigatori: ha ucciso sotto l’effetto della cocaina
FRANCO COTTINI
SANTHIÀ (VERCELLI)

La cattura

«La droga
elemento decisivo
a scatenare
la mattanza»

Lorenzo

Lucido, collaborativo, risponManavella
de a tono senza mai versare
si è costituito
una lacrima. Era scappato a Venezia (foto)
dalla casa di Santhià con 300
In laguna era
euro dopo aver ucciso i nonni
arrivato verso
e una zia, ancora sotto l’effetmezzogiorno,
to della cocaina. Da chiarire
poi aveva
un altro punto: hanno partecigirovagato
pato altri al massacro? Lorensenza meta
zo Manavella, il pallavolista di e infine, venerdì
25 anni ha confessato il triplisera, la
ce omicidio ai magistrati che
decisione
l’hanno interrogato per 7 ore.
di costituirsi
Non spiega perchè li ha uccisi.
«Non so, ho perso la testa, me
li sono trovati davanti e li ho
colpiti». Tutto qui. Sembra
atterrato da un altro pianeta,
quello dove l’aveva portato la
cocaina che aveva sniffato prima di rientrare a casa dopo
un pomeriggio passato a bighellonare da un bar all’altro.
ANSA
Pur monca di quel tassello importante la ricostruzione di quella notte è Non so che cosa
completa e definitiva.
Ore 22,30

3

La prima vittima

La terza vittima

Appena salito in casa incontra
la zia che seduta sul divano
guarda la tv. Qui scatta la scintilla che determina l’esplosione
di violenza. Due le ipotesi. La
più probabile: Lorenzo ha bisogno di soldi, forse per pagarsi
una dose o per raggiungere gli
amici in discoteca per una serata a cui aveva dovuto rinunciare proprio perché al verde, e
cerca di rubarli dalla borsa della zia. La donna se ne accorge,
lo rimprovera, magari lo accusa. Il ragazzo non le dà neppure
il tempo di alzarsi dal divano, la
stordisce a pugni le a finisce a
coltellate. Poi prende il corpo, lo
adagia sul letto e lo copre con
un lenzuolo. Seconda ipotesi:
Lorenzo chiede soldi alla zia, lei
glieli nega e allora lui perde la
testa e la uccide.

A quel punto forse pensa che deve eliminare tutti o forse ha perso ogni freno. Va in camera da
letto dove la nonna, malata e invalida, dorme senza essersi accorta di nulla. Con un’unica coltellata uccide anche lei. Sono ormai le 4 di notte.
La fuga

Lorenzo arraffa tutti i soldi che

Colloquio

«Gli stimolanti hanno spesso effetti devastanti sulla
capacità di intendere e di
volere: i fatti di Santhià ne
sono l’ennesima prova».
Non ha dubbi il professor
Andrea Fagiolini, docente di
psichiatria all’università di
Siena: nella strage della famiglia Manavella, il fattorecocaina potrebbe avere avuto un ruolo decisivo.

Per qualche motivo il ragazzo
decide di uscire. Ma fa un errore, lascia le chiavi in casa e si
trova chiuso fuori. Fa quello
che deve fare (va a comprare o
a pagare la droga?) e quando
rientra prende una scala dal ripostiglio, forza una finestra del
primo piano ed entra. Magari è
convinto di riuscire così anche
a depistare le indagine indirizzandole verso una rapina finita
male. Ma fa troppo rumore.
La seconda vittima

In casa vicino alle scale incrocia il nonno che si è svegliato.
Capisce di essere finito e allora
prende a pugni l’anziano poi lo

Professor Fagiolini, in che
misura l’assunzione di stimolanti come la cocaina
può aver influito sulle azioni
di Lorenzo Manavella?

LA NONNA
PINA MANAVELLA, 78 ANNI, MALATA
E INVALIDA, POTREBBE
ESSERE STATA L’ULTIMA AD ESSERE
UCCISA, UNA COLTELLATA

trova in casa (circa 300 euro),
prende la bicicletta perché non
ha la patente e corre in stazione.
Salta sul primo treno in transito,
quello per Milano delle 5,40, ripreso dalle telecamere di sicurezza. Ha gli abiti sporchi di sangue, ma vista l’ora i passeggeri
sono pochi ed è facile non dare
nell’occhio. In Stazione Centrale
le telecamere lo riprendono
mentre si guarda attorno, non ha
una meta precisa. Sceglie Venezia quasi a caso, con pochi solidi

VALENTINA ROBERTO
SANTHIÀ (VERCELLI)

«S

ono rimasto solo,
la mia famiglia è
stata distrutta.
Come ha potuto Lorenzo
farmi tutto questo? Come ha
potuto?». Piange Gianluca
Manavella. Ora spera solo
che questa strage, dove ha
perso i genitori Tullio e Pina
oltre alla sorella Patrizia,
non sia stata premeditata
dal figlio approfittando della
sua assenza dalla villetta di
via Marconi a Santhià.
Guarda quella casa dove lui
aveva preferito vivere, con il
figlio, loro due soli e i genito-

IL NONNO
TULLIO MANAVELLA, 86 ANNI, PRESO A
PUGNI E UCCISO CON UN VASO: ERA STATO
SVEGLIATO DAL NIPOTE CHE ERA ENTRATO
DA UNA FINESTRA

LA ZIA
HA 56 ANNI, SAREBBE STATA LA PRIMA
A CADERE SOTTO I COLPI DEL NIPOTE: PUGNI
E UNA COLTELLATA. L’INIZIO DELLA
STRAGE, FORSE, UN DIVERBIO SUI SOLDI

in tasca sa che non può andare
molto lontano.
Un viaggio di tre ore, sempre con il sangue di nonni e
zia addosso, senza che nessuno gli chieda se stia male o se
abbia bisogno di aiuto. Incredibile, ma vero. Scende a Santa Lucia verso mezzogiorno.
Racconta di aver girovagato
senza meta senza però mai allontanarsi dalla stazione.
Verso sera capisce che non
può andare da nessuna parte,

che per lui il futuro è segnato.
La resa

Allora fa l’unica cosa saggia di
quelle 24 ore di pazzia. Torna in
stazione e si consegna agli
agenti della Polizia postale.
«Sono Lorenzo Manavella, mi
costituisco qui perché mi vergogno troppo di farlo a Vercelli». Poi il lungo viaggio verso
l’interrogatorio e il fermo: è accusato di omicidio plurimo e rapina aggravata.

Il papà: “Lascerò questa casa
Non posso più tornare in paese”
Distrutto

L’uscita da casa

Andrea Fagiolini
Psichiatra

ANDREA SCERESINI

è successo, quella notte
Ho perso la testa,
me li sono trovati
davanti e li ho colpiti

Accompagnato da alcuni amici che dicono di
non aver notato in lui
nulla di anormale, Lorenzo Manavella rientra Lorenzo Manavella
nella villa dove abita con Accusato di triplice omicidio
i nonni: lui e il papà Luca e rapina
(allenatore e gloria del
volley piemontese) al
piano superiore, i nonni Tullio
(86 anni) e Pina (78) al piano
terreno. Con Lorenzo in questi
giorni abita anche la zia Patrizia perché il padre è in Sardegna per una breve vacanza.
colpisce con un vaso e lo uccide.

domande
a

Gianluca
Manavella:
«Spero che
mio figlio
non abbia
premeditato
tutto»

ri, anche se aveva una compagna, e non la vuole più: «Venderò tutto. Vado via»
«Ma prima voglio sapere
come sono andate le cose, spero di saperlo subito per capire
cosa sia successo quella notte
- ha detto agli amici - non posso immaginare che questa
strage sia stata architettata,
pensata e attuata. No, non

posso». Un pensiero fisso: capire i movimenti di quella serata e, in cuor suo, sperare di
perdonare Lorenzo. «Ma perché è successo questo? – ha
chiesto l’uomo sfogandosi con
un dirigente della Stamperia
Alicese, team di volley che allena da anni -. Tutto finora era
andato bene. Perché mai mio
figlio avrebbe dovuto fare un
gesto simile? Abbiamo da poco finito il campionato, quinti,
eravamo tutti felici».
Una felicità, quella della famiglia Manavella, spezzata in
una notte. «Ora chiedo a tutti
di avere pietà, per noi e per Lorenzo, che porterà per il resto
della vita il peso delle sue gravi
azioni». Gianluca: lui, ex gioca-

tore abituato a vincere e allenatore di una squadra di serie
B capace di scalare le classifiche nazionali, ora si trova davanti alla partita più dura della
sua vita. Senza una famiglia,
senza una casa. L’uomo guarda la sua Santhià da lontano:
da venerdì sera si trova in un
hotel perché nella sua villa non
può e non vuole tornare.
In televisione ha rivisto la
sua casa, delimitata dal nastro
rosso e circondata dalla folla.
«Ora come faccio a tornare in
paese? Non riesco, vado via,
mi vergogno troppo, mollo tutto. Addio squadra, venderò la
casa, voglio andare in un posto
dove nessuno mi conosca e
sappia che cosa è successo».

«In misura notevole. La cocaina altera profondamente la
capacità di giudizio. Annulla
l’empatia con il prossimo, la
capacità di valutare i pro e i
contro di ciò che si sta facendo. La mente si atrofizza, focalizzandosi su un unico
obiettivo: tutto il resto perde
improvvisamente ogni importanza. Questo vale, a
maggior ragione, per gli individui con disturbi psichici,
ma non solo. Gli effetti della
droga sono spesso imprevedibili: nessuno può dirsi al sicuro».
Una sorta di «annebbiamento mentale».

«Esattamente. E’ un effetto
che può durare anche uno e
due giorni, ma che in genere
si dirada nel giro di qualche
ora. Il verificarsi di un trauma, come ad esempio una
colluttazione, può ritardare
in modo sensibile il ritorno
alla piena coscienza».
Una banale lite per motivi di
soldi, l’improvvisa esplosione di violenza, la fuga in stato di choc verso Venezia: le
dinamiche sembrano coincidere.

«Proprio così. La cocaina,
purtroppo, è drammaticamente in voga tra i giovani. E’
una sostanza infida, che dona
un improvviso senso di benessere. Ti senti potente, iperattivo. Riesci a fare mille cose insieme, e ti sembra di farle benissimo. Perciò chi la
prova tende a reiterarne il
consumo, entrando ben presto in una fase di dipendenza.
Il meccanismo è molto semplice: una volta sfumata l’euforia del momento, subentra
la fase depressiva, che viene
sconfitta assumendo nuova
cocaina. E’ un circolo vizioso
apparentemente impossibile
da spezzare. Che spesso deflagra in improvvisi episodi
di violenza. Come nel caso di
Santhià».

W

16 .Società

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Carissimo Fido, se ti ammali
mi costi anche 20 volte di più

il caso
PAOLO RUSSO
ROMA

C

aro, carissimo Fido. Soprattutto quando ti ammali. Sì,
perchè i farmaci per curare
l’amico a quattro zampe arrivano a costare 10-20 volte
di più rispetto a quelle per l’uomo. Un salasso per oltre la metà delle famiglie italiane che possiedono almeno un animale
domestico. I «pet», come li chiamano gli
inglesi, in cure e farmaci ci costano in
media un centinaio di euro l’anno (ma un
terzo dei proprietari arriva a sborsare
2-3 volte tanto). E la spesa per curare cani e gatti sarebbe molto superiore se
molti, fregandosene dei divieti, non praticassero la scorciatoia di usare le più
economiche pillole per noi. Un trucco
che i veterinari conoscono bene e che a
volte assecondano, conoscendo i prezzi
elevati delle medicine formato «pet».
Siamo andati a scorrere i listini e a
confrontarli con quelli degli equivalenti
ad uso umano per rendercene conto.
Prendiamo la «amoxicillina» addizionata con clavulanato. Un antibiotico in
commercio da oltre 30 anni per curare
infezioni respiratorie e otiti. Nella versione «umana» 12 compresse da un
grammo costano 8,72 euro. Lo stesso
prodotto ad uso veterinario, con meno
pillole (10, sempre di un grammo) di euro ne costa 14. Se facciamo il confronto al
grammo, quasi il triplo.
Entriamo nel terreno degli antidepressivi. Anche cani e gatti ne soffrono.
E gli italiani, a giudicare dalle spese,
sembrano avere a cuore anche il loro
umore. A caro prezzo. La clomipramina, venduta per i depressi a quattro
zampe con il nome «Clomicalm», nella
confezione da 30 compresse da 5 milligrammi costa 22,60 euro. Per noi lo
stesso principio con il nome «Anafranil», al milligrammo ha un prezzo 30
volte inferiore all’equivalente veterinario. Di esempi come questi ne abbiamo
trovati a decine. Insomma, alla fine, per
curare un cane di grossa taglia si spende dieci volte tanto che per «impillola-

SPAZIO AFFARI >

È polemica: i farmaci sono gli stessi che usiamo noi. E a dosaggi più bassi

100
euro
È il costo
all’anno per
un animale
in cure
e farmaci (ma
un terzo dei
proprietari
sborsa 2-3
volte tanto)

2
per cento
È la quota
di mercato
in Italia
dei farmaci
per uso
veterinario

Alcuni esempi
Eguaiseilcucciolosoffredidepressione
L’antibiotico

Il collirio

1 Il cefadroxile, per curare infezio-

1 Quello per infezioni, a base di

ni respiratorie costa 7,92 euro per
l’uomo, la confezione di 8 compresse
da un grammo. 14 se deve assumerlo
il cane o il gatto di casa, per i quali la
scatola di pillole ne contiene 20 ma
con un dosaggio di soli 50 milligrammi. Risultato: la versione veterinaria
costa 14 volte in più a milligrammo.

gentamicina per l’uomo costa 5,60;
per gli animali 12,60.

IMMOBILIARE VENDITA
Torino citta’

Gli avvisi si ordinano presso:
TORINO, - via Lugaro 15, t. 011.6665211/258; MILANO,
via Winckelmann 1, t. 02.24424611;
ALESSANDRIA, Borgo Città nuova 72, t. 0131.445522;
AOSTA, piazza Chanoux 28/A, t.0165.231424; ASTI,
corso Dante 80, t. 0141.351011; BIELLA, via Colombo
4, t. 015.2522926-8353508; CUNEO, corso Giolitti
21bis, t. 0171.609122; NOVARA, Corso Cavour 17,
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1 Anche cani e gatti ne soffrono.

La clomipramina, nella confezione da
30 compresse da 5 milligrammi costa
22,60 euro. Per noi umani il prezzo a
milligrammo è trenta volte inferiore.

re» un uomo. Per uno di media-piccola taglia o per un gatto la spesa è venti volte
superiore. Il motivo non si capisce i dato
che i principi attivi sono gli stessi ed i farmaci a uso umano vengono prima sperimentati sugli animali. Spesso, poi, si tratta di medicine prodotte in entrambe le
versioni dalle stesse multinazionali farmaceutiche. Che siano difficilmente giustificabili differenze di prezzo di 10- 20
volte l’analogo farmaco umano ce lo conferma anche Marco Melosi, Presidente
dell’Anmvi, l’Associazione dei medici veterinari. «Anche se parliamo di un mercato che è il 2% sul totale di tutti i farmaci, tra veterinari e ad uso umano, e que-

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sto influisce negativamente sul prezzo».
«Poi gli eccipienti sono spesso diversi.
Noi mandiamo giù anche una fiala sgradevole, sapendo che è per la nostra salute,
mentre un cane la rifiuta se non è aromatizzata», spiega Melosi. L’associazione dei
camici bianchi degli amici animali ha però
le idee chiare su come calmierare i listini.
«Prima di tutto - elenca il presidente dell’Anmvi- prevedere una registrazione unica a livello europeo per non decuplicare i
costi burocratici che incidono molto sul
prezzo e poi incentivare le aziende alla
produzione dei generici». Gli stessi che
big-pharma non vede di buon occhio nemmeno per gli umani.

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LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Come partecipare Scrivete un testo
di 60 righe, scegliendo l’argomento
tra uno dei 5 proposti sul nostro sito

MONTAGNA

.

Società .17

Fino al 6 giugno È la data entro la quale
inviare le proposte, poi la redazione
sceglierà un autore per categoria

www.lastampa.it/montagna

1. Gite e percorsi

3. Extreme

Per il racconto di escursioni, luoghi da scoprire
o riscoprire e nuovi itinerari da provare

Il sempre più importante e variegato mondo delle
competizioni particolarmente sfidanti, dai trail alle scalate

2. Sport
Dalla corsa alla bici, dal parapendio allo sci sui ghiacciai,
la montagna è una fantastica palestra di attività

Diventate i nostri blogger
tra viaggi e avventure

4. Relax
Il cibo, le spa,
le offerte
culturali. Oggi
la montagna
offre possibilità
nuove e sempre
più numerose

La Stampa vi dà la possibilità di tenere un diario on line per l’estate
LUCA UBALDESCHI
hi va in montagna ha dentro di sé il gusto della sfida. Che sia per una gita
domenicale o per una
scalata da record, la voglia di mettersi alla prova fa parte del
bagaglio di chi sale in quota. È a tutti
gli appassionati che sentono di avere
questa ambizione che si rivolge la
nuova iniziativa de lastampa.it/montagna, la pagina web - che assieme a
quella cartacea che pubblichiamo
ogni domenica - racconta ormai da
due anni il pianeta montagna.
La sfida che vi lanciamo è di diventare i nostri blogger. Ve la sentite
di raccontarci la montagna come voi
la vedete e la vivete? Avete voglia di
tenere un diario on line durante
l’estate per raccontarci le vostre gite, le vostre escursioni, le vostre piccole e grandi imprese?

C

Diventare blogger per La Stampa è
facile. Scrivete un testo di 60 righe
(3600 battute massimo) che parli di
montagna secondo una di queste declinazioni: gite e percorsi; sport; extreme; relax; a misura di bambino.
Avete tempo fino al 6 giugno, dopodiché la redazione del giornale leggerà
tutti i testi e sceglierà un blogger per
ognuna delle categorie. A partire dalla
metà di giugno, poi, i prescelti (cui andrà anche un regalo) avranno il loro
spazio su lastampa.it/montagna in cui
raccontare, settimana dopo settimana, le esperienze di cui saranno protagonisti, per descrivere itinerari, luoghi
da visitare, per dibattere i temi legati
alla montagna che stanno loro a cuore.
Abbiamo organizzato questa iniziativa per essere fedeli allo stile con cui
cerchiamo di parlare di montagna, ovvero con gli occhi di chi la vive in prima
persona. Il modo migliore - crediamo per un racconto che sia il più possibile

autentico e spontaneo. Contiamo sull’entusiasmo e la fedeltà con cui avete
risposto anche ad altre iniziative: vi offriamo la possibilità di essere protagonisti sulle nostre pagine, chiedendo a
chi sarà «arruolato» di garantire una
regolarità nei contributi (almeno uno
a settimana) fino alla fine dell’estate.
I dettagli per partecipare li trovate su www.lastampa.it/tuttomontagna: cliccate sulla sezione «Tutto
montagna - La Stampa cerca blogger.
Ti senti all’altezza?», troverete la
spiegazione sulle 5 sezioni, le istruzioni e il regolamento. Il debutto dei
blog a metà giugno coinciderà con il
rinnovamento della sezione, che si
presenterà sia con una veste grafica
diversa, sia con contenuti più articolati, per meglio interpretare il mondo
della montagna, che d’estate offre
possibilità sempre più diverse per essere vissuta e amata.

5. A misura
di bambino
Tutto quello
che si può fare per
una vacanza o
una gita
a misura
di famiglia,
con consigli
per trovare
la località giusta

twitter: @lucaubaldeschi

Oggi l’iniziativa del Cai con una novantina di escursioni nelle aree protette di tutta Italia

letica uniforme riconoscibile dal segnavia rosso-bianco-rosso promosso
dal Cai, in pratica l’abaco della segnaletica», chiude Filippo Di Donato.
A proposito di comportamenti virtuosi e di fruizione eco-compatibile
del territorio montano, l’iniziativa “In
cammino nei parchi” quest’anno ha
una valenza particolare. Cade infatti
a poco più di un mese dalla mobilitazione del Cai Lombardia per affermare il divieto di transito su sentieri e

A piedi nel parco per tutelare i sentieri
MAX CASSANI

Ci sono le strade, i binari, i fiumi.
Ma ci sono anche i sentieri: oltre 60
mila chilometri solo quelli segnalati nel nostro Paese dal Club Alpino
Italiano, il doppio dell’estensione
della rete ferroviaria. Un tale patrimonio – ambientale e culturale –
dev’essere tutelato e preservato,
ma soprattutto fatto conoscere. E’
quanto si propone la seconda edizione di «In cammino nei parchi»,
l’iniziativa organizzata per oggi dal
Cai e da Federparchi in occasione
della 14° Giornata nazionale dei
sentieri, che precede di una settimana quella europea dei parchi.
«L’obiettivo – spiega il presidente della commissione Tutela ambiente montano del Cai, Filippo Di
Donato – è quello di promuovere
l’escursionismo e di accrescere la
sensibilità nei confronti di sentieri
e aree protette, che sono un’infrastruttura fondamentale del Paese».
Conoscere per tutelare il territorio: per farlo, il Cai ha organizzato
per oggi una novantina di incontri
ed escursioni guidate in 47 aree protette in tutta Italia (l’elenco completo delle iniziative su www.cai.it). Da

L’OBIETTIVO

«Promuovere comportamenti
eco-sostenibili e accrescere
la sensibilità verso la montagna»

Sull’Etna
Un itinerario
lungo le pendici
del vulcano
siciliano
Le iniziative
organizzate
per oggi da Cai
e Federparchi si
snodano lungo
tutta la Penisola
(info: www.cai.it)

semplici passeggiate per sensibilizzare la gente a una fruizione consapevole e rispettosa del territorio («In Italia
si cammina troppo poco», dice Di Donato) a interventi di manutenzione
della segnaletica e dei sentieri perché
possano essere percorsi in sicurezza
da tutti, bambini e anziani compresi.
«Quasi settanta mila chilometri
di itinerari naturalistici necessitano
di un’attenzione e una cura costanti
da parte di tutti gli enti preposti –
continua Di Donato, che è anche re-

ferente del Cai per Federparchi –.
L’intento è quello di completare la
Rei, la Rete escursionistica italiana,
mappando i sentieri di tutta la penisola, dal Monte Bianco all’Etna passando dal Gran Sasso, in modo da
collegare tutta l’Italia attraverso i
cammini di montagna».
L’ossatura c’è già, ed è il Sentiero
Italia: 6000 chilometri di percorso
lungo l’arco alpino, la catena appenninica, la Sicilia e la Sardegna: «Un itinerario caratterizzato da una segna-

60
mila
I chilometri
di sentieri segnalati del Club
Alpino Italiano

mulattiere di montagna di moto,
quad e altri mezzi motorizzati, di cui
la Regione aveva proposto la deroga.
La petizione del Club Alpino
Italiano – oltre 20 mila firme raccolte e un imponente tam-tam su
web e social network – è riuscita
per il momento a fermare il progetto di legge deroga, che avrebbe
incentivato il turismo motoristico
a danno dell’ambiente.
«Volevamo far sentire la nostra
voce – ha sbottato la presidente del
Cai lombardo, Renata Viviani –,
perché siamo esasperati da tutti
quei mancati controlli che fanno sì
che i divieti non vengano mai rispettati». Una battaglia vinta ma la
guerra è solo rimandata.
twitter @maxcassani

R

18 .Società

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Domenica
con
Alain Elkann

no punti di riferimento a livello internazionale».

«Il mio “distretto” preferito è la spalla. Si tratta di una parte del corpo
molto affascinante: ha una libertà di
movimento unica e ha anche un ruolo
importante nella nostra vita di relazione. Noi siamo bipedi e un gomito
che non funziona in modo corretto
non ci permette di eseguire molte
funzioni: per esempio di mangiare, di
pettinarci o di scrivere. Se le protesi
delle gambe permettono all’amputato
di fare una vita praticamente normale, quelle dell’arto superiore sono ancora da perfezionare: ecco perché il
nostro convegno ne parlerà a lungo».

Può spiegare a un non specialista che
cos’è il Cto?

«Il Cto è il più grande centro regionale piemontese che si occupa di patologie ortopediche e traumatologiche. È
un centro di riferimento nazionale
per le varie patologie, come la chirurgia ricostruttiva muscolo-scheletrica. In altre parole, se si deve ricostruire un pezzo di tibia o di omero, qui lo
si fa con successo».
Quali sono oggi le fratture più comuni?

«Il femore e l’omero».

E il dolore? È ancora un problema
molto grave?

Soprattutto nelle persone anziane?

«In gran parte e per questo al Cto si
è raggiunto l’obiettivo di un trattamento ideale entro le 48 ore dall’incidente».

«Dal punto di vista della terapia del
dolore, oggi abbiamo molti mezzi per
riuscire a controllarlo».
Si tratta di dolori talvolta insopportabili?

Quali sono le cause più frequenti?

«Automobilistiche, oltre a quelle sul
lavoro e nello sport. Quest’anno, per
esempio, la stagione sciistica ha causato ogni sorta di incidenti e di fratture complesse degli arti».
Filippo Castoldi, lei è
direttore della Seconda Clinica Universitaria di Ortopedia e
Traumatologia all’ospedale Cto di Torino: dal 22 al 24 maggio si terrà
proprio a Torino il 12° congresso
della società italiana di chirurgia
della spalla e del gomito che lei presiede. Perché questo evento è così
importante?

«In parte sì, perché è praticato ad altissimi livelli da soggetti molto giovani, e l’attrezzatura rende sempre più
veloce lo sport in sé».
In auto ci sono meno incidenti?

«Meno no, ma con i livelli di sicurezza
dei veicoli la mortalità è più bassa».
Da quando lei ha iniziato la professione sono stati fatti molto progressi?

La chirurgia del- per tenerlo sotto controllo»
le ossa è una disciplina sempre più specializzata?
Torino?

A che livello è la chirurgia ortopedica in Italia?

«È assolutamente di buon livello. Ci
sono molti centri d’eccellenza e so-

E la frattura peggiore?

«Quella esposta, senz’altro: è quella
che è venuta a contatto con l’esterno
e che può quindi infettarsi. L’infezione dell’osso rappresenta ancora un
capitolo aperto, perché l’osso a differenza di altri tessuti si trasforma facilmente nel nido di una serie di batteri e gli antibiotici fanno spesso fatica a ucciderli».

Lo sport diventa sempre più pericoloso?

«Sì, si sono affinate le tecniche e gli
«Perché si tratta dell’unica società strumenti a disposizione ci rendono il
italiana che si occupa del tema. Il lavoro più facile, mentre i tempi chicongresso affronterà in particolare rurgici si sono ridotti. L’artroscopia
i problemi legati a
della spalla è camqueste due articoIL DOLORE biata totalmente: un
lazioni che sono
è la sutura
«Disponiamo di mezzi esempio
ancora molto da
della cuffia dei rotasempre più efficaci tori».
studiare».

«Sì. Anche la diagnostica, dato che
ci sono risonanze magnetiche con
mezzi di contrasto sempre più efficaci».

«Penso che quello peggiore sia il neuropatico».

Ma di che cosa discuterete nel convegno a

«Del gomito e dei progressi delle protesi».
Operate anche i tumori?

«Sì. Lo scheletro rappresenta una
frequente sede di tumori primitivi e
anche di quelli secondari, vale a dire
le metastasi».
Qual è la sua specialità?

Filippo Castoldi, il secondo da sinistra, con il suo team al Cto di Torino

Filippo Castoldi
Specialista in ortopedia

“Ora la sfida
è la protesi
per le braccia”

Bruxelles

GIACOMO PORETTI

Il mond
o

P

Piedi e mani sono le parti più delicate?

«Sì, perché hanno dei movimenti che
sono difficilmente riproducibili. Il nostro lavoro di ortopedici, poi, sarebbe
inutile, se non ci fossero anche le figure del fisiatra e del fisioterapista».
Qual è il motivo?

«Perché noi ci occupiamo dell’apparato locomotore, poi, dopo l’intervento, che prevede un periodo di inattività, è necessario che i pazienti riscoprano la mobilità grazie a una fase di
recupero con specialisti dedicati. Il
Cto, da questo punto di vista, è anche
un importante centro di riabilitazione. E si tratta di fasi che possono essere anche molto lunghe».

Spesso i servizi segreti
francesi entrano in allarme:
scattano tutte le procedure
di massima protezione
per il Presidente, il quale
per un talento misterioso
è abilissimo nei travestimenti
ancora più di Diabolik
e riesce a far perdere
le tracce di sé perfino
alla Cia e al Kgb

iac
di G om

Un mistero tra tanti:
perché l’Europa è unita?
E perché le donne over 40 perdono la testa per Hollande?
misterioso è come tutte le francesi sopra
i 40 anni perdano la testa per Hollande.
Quando presentano una signora che ha
superato i 40 anni a Hollande, i servizi
segreti entrano in allarme: scattano le
procedure di massima protezione per il
Presidente, il quale, per un talento misterioso, è abilissimo nei travestimenti
ancora più di Diabolik. Se decide di portarsi a letto una signora di 45 anni, Hollande riesce a far perdere le tracce di sé
anche alla Cia e al Kgb. Qualche gola
profonda racconta che, quando si svolgono gli incontri del G8 e G20, mentre

«Sì, è difficile, perché siamo abituati a
ricostruire e non a distruggere. Inoltre per il paziente è una perdita sicuramente molto grave».

Fughe
improvvise

Il senso
escatologico
dell’Europa
resta
ancora
un enigma

o

roseguendo nella tappa di avvicinamento alle elezioni del 25
maggio mi ero proposto di conoscere meglio i Paesi che compongono
la Ue, però non mi è possibile sottrarmi ad una questione preliminare di decisiva importanza. Io, assieme a tutti
gli elettori, mi sto ponendo il tormentoso dubbio: perché l’Europa Unita? Al
momento le discipline interpellate - la
scienza politica, gli studi economici, la
sociologia,la psichiatria,l’astrologia,
lo studio delle maree e la veterinaria - non sono state in grado di
dare una risposta convincente:
il senso escatologico dell’Ue è
avvolto dal mistero. Del resto
gli esseri umani lo sanno bene
che il mistero avvolge le nostre
vite: veniamo dal mistero, andremo verso il mistero.
Tutti i santi giorni siamo alle
prese con la risoluzione di enigmi e ci
voleva pure la complicazione dell’Europa! Quale mistero anima il vento?
Qual è quella cosa misteriosa che tiene insieme l’acqua? Qual è il mistero
che ci fa digerire la caseüla e la bagna
cauda? E’ misterioso come ogni anno
torni la primavera, misterioso come
possano volare gli uccelli, misterioso
riuscire a comprendere come faremo
a pagare la Tarsu. E’ misterioso come
un’indonesiano possa comprare una
squadra di calcio; altrettanto misterioso è come pensa di farla vincere.
Misterioso come si riesca a passare indenni l’adolescenza, misterioso
come si possano superare le prove Invalsi, misterioso sapere se lo stesso
inventore sappia risolvere le sue prove. Curioso e misterioso che Greganti
e Frigerio siano i soprannomi più
usati dai corruttori di ogni Paese: sono stati segnalati due corruttori in
Westfalia di nome Greccanti unt
Friccerio, due concussori in Bretagna, Gregantì e Frigeriò, e due in
Spagna: Gregantos e Frigheriòs.
Misterioso è come si possa amare la
propriamoglieper40anni.Ancorapiù

L’amputazione per un chirurgo è una
decisione traumatica?

Obama si ammazza di noia, tentando di
decifrare l’inglese della Merkel e cercando di calmare l’irascibile Putin, lui, Hollande, se ne stia in un alberghetto a spassarsela con una tardona.
Il giorno dopo che è stato cuccato
in motorino mentre andava ad un incontro amoroso, il Presidente ha dichiarato che avrebbe ridotto la pressione fiscale. Berlusconi, quando lo
cuccavano che faceva i trenini alle feste, aboliva l’Imu: non è che il governo
attuale avrebbe bisogno di una vita
sessuale un po’ più movimentata?

Un’altra gola profonda sta per fare
delle rivelazioni scottanti a proposito del
presunto golpe istituzionale ai danni di
Berlusconi. Già l’ex segretario al Tesoro
Usa, Timothy Geithner, ne ha parlato.
Secondo informazioni in mio possesso,
Berlusconi, dopo che venne informato
che Hollande aveva superato il proprio
record personale di avventure amorose,
a quel punto, furioso più di Lady Macbeth, fece effettuare un riscontro dal
Mossad ed una controverifica dal Kgb.
Una volta che anche il suo amico Putin
dovette confessargli che «l’insignificante

mezzouomo»l’avevafottuto,Berlusconi,
umiliato più che dopo la sconfitta del Milan ad Istanbul contro il Liverpool, si recò al Quirinale e rassegnò le dimissioni:
«Presidente Napolitano, possiamo esser
secondi nei formaggi, secondi nei vini,
ma non posso essere secondo dietro a
quella mezza calzetta, mi dimetto!».
Berlusconi era inconsolabile e temeva il G8: non avrebbe sopportato
gli sfottò della Merkel. Pare che Silvio
non sia più lo stesso dopo quell’episodio: tutte le volte che Hollande viene
in Italia, lui scappa in Sardegna con la
amata Pascale e quando va a dormire
si assicura che Dudù sia chiuso a
chiave dentro la sua cuccia trilocale.
Un grave compito spetta ai nuovi governanti dell’Europa: dissipare le invidie reciproche e rasserenare la algida
Merkel. La gola profonda ha sussurrato
che Angela, riferendosi ad un’alta carica del governo francese, si sia lasciata
scappare: «Due anni che è Presidente e
non mi ha mai chiesto se mi piace andare in motorino…».

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Il riepilogo dei mercati

ECONOMIA
FINANZA

settimanale dal 30/12/11
FTSE/MIB
FTSE Italia AllShare
DOW JONES(New York)
NASDAQ (New York)
FTSE (Londra)
DAX (Francoforte)

-3,47%
-3,62%
-0,95%
-0,23%
+0,61%
+0,50%

+8,86%
+8,71%
-0,48%
-2,21%
+1,85%
+0,81%

.

19

&

IL 16 GIUGNO SI PAGA LA PRIMA RATA DELLA TASI: È L’INIZIO DI UNA MARATONA CHE PORTERÀ 75 MILIARDI NELLE CASSE DELLO STATO

Dalla casa al 730, maxi-ingorgo di tasse
Caf presi d’assalto: in due mesi 29 scadenze. E il governo rinvia a dopo l’estate il canone per i balneari
SANDRA RICCIO
MILANO

Maxi-ingorgo di tasse con
brivido. Succede anche questo nel Paese dei tartassati. A
rendere la situazione da thriller è la nuova Tasi, la tassa
sui servizi indivisibili che, di
fatto, ha sostituito l’Imu sulla
prima casa (e che in molti casi ci costerà anche di più).
Sarà la tassa al «buio». Andremo a pagarla (praticamente tutti visto che tocca ai
proprietari di prima casa, di
seconde case e pure agli inquilini) senza sapere qual è
l’aliquota, quali sono le detrazioni e senza certezze sulla
data del versamento. A meno
di un mese dalla scadenza ufficiale della prima rata (16
giugno) si sa ancora poco e
niente e per molti proprietari
di seconde case pure la scadenza del 16 giugno potrebbe
slittare.
I Comuni hanno tempo fino al 23 maggio per deliberare gli importi da versare (e le
eventuali detrazioni) ma fino
ad ora solo uno su otto ha già
deciso. Molte amministrazioni potrebbero aspettare le
elezioni prima di dare indicazioni. Dunque a numerose
prime case toccherà pagare
al «buio» (già il 16 giugno ma
senza sapere quale sarà la
quota per l’inquilino che va
dal 10 al 30%). Le seconde case di quei Comuni «indecisi»
pagheranno invece in una sola volta a dicembre.
Un vero caos a più livelli
con il rischio di errori moltiplicati per i contribuenti. La
prima cosa che molti faranno
sarà quella di cercare spiegazioni ai centri per l’assistenza
fiscale. Questi sono già in allarme e temono l’assalto, anche perché si troveranno a
gestire un imbottigliamento
di tasse in arrivo. Il 16 giugno

Le scadenze
GIUGNO

LUGLIO

18

11

scadenze

scadenze

Gli appuntamenti chiave

Gli appuntamenti chiave

Versamento
delle ritenute
Irpef

Versamento
dei contributi
previdenziali
e assistenziali

Versamento
della
liquidazione Iva
del mese
precedente

Prima rata Tasi

Prima rata Imu

Versamento
delle imposte
risultanti dal
modello Unico
per le persone
fisiche e società
di persone

Modello 730:
il Caf consegna
al contribuente
copia della
dichiarazione
e del prospetto
di liquidazione

Versamento
delle ritenute
Irpef

Versamento
dei contributi
previdenziali
e assistenziali

Invio telematico
del modello 770
per i sostituti
d'imposta

Presentazione
dell'istanza
di rimborso o di
compensazione
Iva infrannuale

40 miliardi
1 A tanto ammonta la ci-

fra che le famiglie verseranno
nelle casse del Fisco entro la
fine di luglio.

269
1 Le ore che, ogni anno,

sono necessarie per espletare
tutte le incombenze fiscali
per una impresa italiana.

80.000
1 Gli appuntamenti quoti-

diani già fissati nei Caf della
Cisl per il prossimo mese.

coincide infatti anche con la
scadenza del 730 e sempre per
quella data bisogna versare
anche la prima rata dell’Imu
(non la pagano le prime case) e
nell’elenco c’è anche la Tarsi
(tassa sui rifiuti). Per questo
ieri i Caf hanno lanciato l’allarme: si rischia la «paralisi fiscale» e molti contribuenti potrebbero finire per non rispettare le scadenze. Gli appuntamenti nei Caf oggi sono già a
quota 80mila al giorno. «Siamo
molto preoccupati – ha detto il
coordinatore della Consulta
dei Caf, Valerio Canepari quindici giorni fa avevamo sollecitato il governo a pensare a
un rinvio e a soluzioni che attenuino il disagio dei contribuenti. Questa netta chiusura del-

IL FUTURO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA

Etihad studia il dossier Alitalia
Lupi: «Mi aspetto buone notizie»
Settimana del verdetto
per Alitalia. È possibile che
si riunisca nei prossimi giorni l’executive team di Etihad
guidato dal Ceo, James Hogan, per decidere se andare
avanti o meno nel negoziato
con l’ex compagnia di bandiera. Al centro del tavolo, la
missiva inviata nei giorni
scorsi dall’ad, Gabriele Del
Torchio, che garantisce l’impegno di azionisti e banche a

1

I GIGANTI DI SILICON VALLEY LAVORERANNO INSIEME A UNA RIFORMA DELLE NORME

“Stop alla battaglia sui brevetti”
Tregua storica tra Apple e Google
GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

Duecento cause in quattro anni, spese legali che, solo per
Apple, sono schizzate oltre
quota 32 milioni di dollari. Poi,
di colpo, la tregua. Per stoppare un gioco che stava diventando pericoloso. Di più, autolesionista.
La casa della Mela e Google, gli arci-nemici della Silicon Valley, decidono di stringersi la mano e congelano tutti i ricorsi legali accumulati a
partire dal 2010, l’anno in cui è
esplosa una delle più complesse battaglie del mondo hightech dopo quella che ha azzerato Netscape, il gioiellino dei

Sinergie
Una mappa
realizzata
da Google
utilizzata
su un iPad,
la tavoletta
che Apple
ha lanciato
all’inizio
del 2010

AP

browser che aveva osato sfidare Microsoft. S’è fatto sbranare. Di sicuro non succederà ad
Apple e Google. Che, anzi, sono

Autotrasportatori
presentazione
dichiarazione
per ottenere
il rimborso dei
maggiori oneri
conseguenti
alle variazioni
dell'aliquota
di accusa sui
quantitativi
consumati
nel secondo
trimestre

- LA STAMPA

Fonte: ufficio studi Cgia di Mestre

I numeri

Presentazione
all'Inps
del modello
Uniemens da
parte del datore
di lavoro

pronte a sedersi attorno a un
tavolo e a discutere una riforma
dei brevetti. Incrociavano le armi dal 2010, i colossi: sul piatto,

2007

fare la propria parte. Ma in
attesa di novità da Abu Dhabi, chi si è detto fiducioso
per la trattativa è stato il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. «Mi aspetto buone
notizie. Spero che Etihad, a
cui è arrivata la risposta finale possa valutare con molta attenzione le risposte che
le sono state date. Sarebbe
un grande segnale per il rilancio di tutta l’industria».

2010

l’esecutivo creerà problemi
soprattutto ai cittadini perché pochi Comuni hanno deliberato e nessuno è intenzionato a mandare a casa dei
contribuenti l’F24 pre-compilato, per cui la gente si trova
alle prese con un’imposta
nuova che non conosce e temiamo che ai primi giugno
milioni di cittadini invaderanno i nostri uffici».
Rincara la dose la Cgia di
Mestre, che punta il dito contro lo tsunami di tasse in arrivo. Sono ventinove le scadenze
da pagare in due mesi, per un
esborso che ammonterà a 75
miliardi di euro: 40 miliardi
toccheranno alle famiglie,
mentre i restanti 35 saranno a
carico delle imprese.
E a mettere in guardia è anche Unimpresa, secondo cui
questo quadro porterà inevita-

Unimpresa in pressing:
rinviare l’imposta
sugli immobili o ci sarà
una valanga di ricorsi
bilmente a una valanga di ricorsi sia da parte dei Comuni
(nell’ipotesi in cui gli importi
pagati siano inferiori al tributo
da pagare) sia da parte dei proprietari di immobili (nel caso di
versamenti superiori).
Il governo, intanto, è andato
incontro agli stabilimenti balneari e ha rinviato a dopo
l’estate - quando le casse degli
operatori sono già piene - il pagamento dei canoni demaniali
marittimi. La promessa è arrivata dal sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta
ed è stata ben accolta dal Sib
(Sindacato italiano balneari),
convinto che la misura, adottata già lo scorso anno, darà «un
po’ di respiro» a un settore in
difficoltà da anni.

2012

Computer

Smartphone

Social network

Microsoft deve pagare
1,5 miliardi di multa:
ha violato i brevetti
registrati dai francesi
di Lucent-Alcatel

Inizia la saga Apple Samsung: secondo
l’accusa i coreani hanno
ha copiato lo smartphone
lanciato da Steve Jobs

Yahoo muove contro
Facebook: il sito
di Zuckerberg avrebbe
copiato alcuni sistemi
legati alla pubblicità

le idee nate nei laboratori Motorola (acquistata da Google) e i
segreti dell’iPhone, la creatura
di Jobs. Una spy-story tutta statunitense, che finisce con un comunicato scarno. Anche perché la posta in palio non fa più
gola: nel campo degli smartphone il gruppo di Tim Cook
ha preso il largo da un pezzo.
Non finisce, invece, lo scontro feroce tra Apple e Samsung,
il principale produttore di cellulari con tecnologia Android.
La partita vale il gradino più alto del podio nella classifica del-

le vendite: difficile pensare a un
passo indietro. Anzi, la tregua
con Google, servirebbe a Cupertino per muovere con più

nova University, si spinge più in
là: «L’accordo Apple-Google? È
per lo più simbolico. Motorola
non è più un grande competitor.
Sarà interessante vedere invece se prima o poi finirà la guerra con Samsung». L’ultimo capitolo, il 2 maggio, s’è concluso
con una mini-vittoria di Cupertino: un risarcimento di 120 milioni di dollari per il sistema che
«blocca» lo schermo del telefonino. Nel quartier generale Apple, neppure un brindisi: la richiesta danni superava i due
miliardi.

Le cause tra i due colossi
della tecnologia
sono state 200 soltanto
negli ultimi quattro anni
decisione contro i sudcoreani,
ragiona Brian Love, docente di
legge alla Santa Clara University. E Michael Risch, della Villa-

20 .Agricoltura

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

&

Europa Italia

Pesca

A CURA DI Marco Zatterin

In diecimila
Mercoledì a Milano sul progetto «Italia»
1 «L’agricoltura di chi ama l’Italia»: richiamati

da questo slogan, mercoledì diecimila coltivatori e
dirigenti di Coldiretti si troveranno a Milano, per il
bilancio annuale sul progetto di una filiera agricola
tutta italiana e per tracciare le prospettive dell’organizzazione. Attesi gli interventi dal segretario
nazionale Gesmundo, del Ministro delle Politiche
Agricole Maurizio Martina, e di Diana Bracco Commissario Generale Padiglione Italia Expo 2015.

Riforme

Ogm

Spadare addio?

Meno cadmio ai bimbi

Arriva la proposta

1 Tradizione contro conserva-

1 Sentito il parere dell’Autori-

1 I tecnici di Bruxelles presen-

zione? La Commissione Ue ha
deciso di mettere al bando dal
primo gennaio tutte le reti lunghe chilometri, le cosiddette
«spadare», introducendo anche
il divieto di tenerle a bordo. La
commissaria Maria Damanaki riconosce che «il caso dell’Italia è
complesso e difficile». Tuttavia si
dice «fiduciosa di poter contare
sul sostegno del governo italiano e della futura presidenza Ue
italiana per aiutarla ad attuare la
nuova normativa».

tà per la sicurezza alimentare (Efsa), la Commissione Ue chiede ai
Ventotto di diminuire ulteriormente la presenza negli alimenti
del metallo pesante cadmio, cominciando da cioccolato, latte in
polvere per neonati e baby food,
in modo da proteggere i gruppi
di popolazione più vulnerabili.
Devono essere adottati nuovi tenori massimi per gli alimenti destinati ai piccoli (da gennaio
2015) e per prodotti a base di
cioccolato e di cacao (dal 2019).

terà nei prossimi giorni agli ambasciatori dell’Ue la nuova proposta di intesa in vista di un accordo politico sulla coltivazione
degli organismi geneticamente
modificati (Ogm) autorizzati nell’Ue. Se il documento verrà accolto, finirà diritto sul tavolo del
Consiglio in giugno. Il compromesso non punta a modificare la
commercializzazione di Ogm autorizzati nella Ue in tutti gli Stati
membri, ma si concentra sulla
coltivazione del biotech.

Controtendenza

Il Pil non frena
nei campi: “Ora
bisogna investire”

A gricoltura

MAURIZIO TROPEANO
TORINO

L’agricoltura è l’unico settore produttivo a registrare un
incremento congiunturale
del valore aggiunto nel primo trimestre dell’anno contribuendo così a contenere il
calo del Pil. Lo dicono i dati
dell’Istat che confermano la
fotografia scattata dal Censis per conto della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori che mette in evidenza come per l’82% degli italiani «rappresenta un asset
strategico del paese per tornare a crescere». La ricerca
è stata presentata il giorno
dopo il dato negativo sul pro-

Ricerca Censis-Cia:
per l’82% degli italiani
il settore è strategico
per battere la crisi
dotto interno lordo nazionale e questo, forse, spiega anche l’entusiasmo con cui il
ministro delle
Politiche
Agricole, Maurizio Martina,
commenti questi risultati:
«Se per anni il settore è stato visto come marginale rispetto ad altri, oggi questo
pregiudizio è finalmente tramontato: l’agricoltura è in
grado non solo di resistere
alla crisi ma anche di creare
opportunità lavorative soprattutto per i giovani».
Già perché, almeno secondo quanto sostengono i
ricercatori del Censis: a par-

17 mila
imprese
giovani
Sono state
aperte da
under 30 tra il
2010 e i primi
mesi del 2014

82
per cento
Sono gli
italiani che
giudicano
l’agricoltura
strategica
per la crescita

30
miliardi
È il valore
aggiunto che
porta l’Italia
al 2° posto
dell’economia
agricola Ue

tire dal 2010 sono stati 17 mila
gli under 30 che hanno avviato un’impresa agricola e su
100 start up, 15 sono state create da giovanissimi. Per il presidente della Cia si tratta di
un dato «significativo ed eclatante visto che l’accesso al bene terra è stato tutt’altro che
agevole».
E nello stesso periodo sono
state create in tutto 117 mila
nuove aziende, comprese quelle agroalimentari. Numeri che
secondo Scanavino conferma
la «vitalità delle imprese che,
pur in presenza di numerosi
ostacoli economici e di una burocrazia opprimente continuano ad andare avanti, garantendo produttività e lavoro
in controtendenza rispetto all’andamento generale». La ricerca Censis fotografa un settore che ha un valore aggiunto
superiore a 30 miliardi e colloca l’Italia al secondo posto dopo la Francia e con un peso del
15,2% nell’economia agricola
europea. A fronte di questo risultato, però, il nostro paese si
colloca al sesto posto per volumi di esportazione preceduto
da Paesi Bassi, Germania,
Francia, Spagna e Belgio. Secondo la Cia questi numeri dimostrano che il «nostro sistema agricolo non riesca ancora
ad organizzarsi al meglio per
sfruttare il suo grande potenziale di crescita».
Il ministro Martina spiega
che «le sfide che ci troviamo
ad affrontare, dall’attuazione
a livello nazionale della nuova
Politica agricola comune al se-

INFOPHOTO

mestre Ue di Presidenza italiana ed Expo 2015, sono delle
grandi opportunità per portare avanti le nostre battaglie,
come quella relativa all’etichettatura, valorizzando e
promuovendo ancora di più il
nostro patrimonio agroalimentare. Se ci giochiamo bene le nostre carte possiamo
crescere ancora, anche in termini di export».
Prima di allora, però, la Cia
sottolinea la necessità di intervenire per sbloccare la stagnazione dei consumi alimentari:
il calo della spesa pe ril cibo ha
sfiorato il 12 % rispetto ai livelli
pre-crisi ecco perché «è necessario aumentare le misure a
sostegno dei redditi delle famiglie e di investire sull’agricoltura anche in vista dell’Expo».

L’affitto dei pascoli

Tutelare chi coltiva e difende gli alpeggi
La Commissione agricoltura della Camera ha approvato la risoluzione presentata dal deputato Mino Taricco (Pd) che impegna il
governo a definire nuove
regole per il pagamento dei
premi Pac (Politica agricola comunitaria) a chi affitta
pascoli, soprattutto montani. «L’obiettivo è evitare
speculazioni e tutelare chi
davvero utilizza quei terreni per l’attività agricola –
spiega Taricco -. La Pac sul
tabacco, ad esempio, vale

dai 2 ai 3 mila euro a ettaro,
ma alcune aziende non hanno superfici sufficienti: così offrono decine di migliaia
di euro nelle aste d’assegnazione degli alpeggi,
escludendo di fatto i margari che rischiano di non
poter portare gli animali in
quota e perdere i premi
Ue». Tre le possibili vie per
evitare questa concorrenza
sleale: vietare l’affitto dei
pascoli alle imprese agricole troppo distanti (ma risulta difficile indicare quan-

Divieti
no agli affitti
dei pascoli
alle imprese
distanti

to); stabilire un tetto massimo alla Pac ottenibile da
chi utilizza un alpeggio
(per l’allevamento i premi
sono molto più bassi rispetto a quelli per il tabacco);
reintrodurre il divieto di
ospitare sui pascoli animali
non di proprietà dell’affittuario, imposto da Agea
(Agenzia per le erogazioni
in agricoltura), ma sospeso
dal Consiglio di Stato. Probabilmente, la decisione
verrà presa entro la prima[A.PR.]
vera 2015.

Sostiene Slow Food
ROBERTO
BURDESE

Non diamo i soldi della Pac
agli speculatori della terra

S

iamo arrivati al dunque con la Pac 20142020. In queste settimane, in questi giorni, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e
le Regioni stanno definendo
le scelte nazionali che determineranno la destinazione
delle risorse per i prossimi
sette anni. I soldi della Pac
sono tanti - 41,5 miliardi di
euro di fondi UE, cui si sommano 10,5 miliardi di euro di
fondi nazionali, per un totale
di 52 miliardi in sette anni - e
sono forse gli ultimi «veri»
soldi rimasti in circolazione
in questa economia in crisi.
Orientare i fondi nella giusta
direzione può significare
non solo garantire un futuro
all’agricoltura di qualità, ma
incidere nel cambiamento,
verso un’economia buona,
pulita e giusta.
Slow Food, assieme a tante altre organizzazioni, negli
ultimi due anni ha partecipato al dibattito sulla Pac e
formulato pareri e proposte:
abbiamo ottenuto relativamente poco rispetto a quello
che chiedevamo, ma la par-

tita non è chiusa del tutto.
L’Europa infatti stabilisce il
quadro legislativo di riferimento, ma sono poi gli Stati
membri a orientare e attuare l’erogazione dei finanziamenti. Ecco perché oggi noi
chiediamo che queste risorse finiscano nelle tasche giuste, che sono quelle dei veri
contadini. Diamo i soldi della Pac a chi fa agricoltura
biologica e biodinamica, ricreando la fertilità dei suoli,
a chi difende la biodiversità,
a chi tutela i saperi, a chi si
occupa della manutenzione
dei territori, ai giovani di cui
il nostro settore primario ha
tanto bisogno. Diamo questi
soldi ai soggetti che sono le
pietre miliari dei nostri futuri sistemi alimentari. Non
diamo i soldi della Pac a chi
coltiva mais per fare il biogas, o a chi abusando della
chimica di sintesi uccide le
api. Non diamo i soldi della
Pac a speculatori che vivono
a centinaia di chilometri dalla terra. La crisi si combatte
anche facendo cambiare
verso ai soldi che finiscono
nelle tasche sbagliate.

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

.

Tempo Libero .21

Giochi

a cura di

Parole incrociate

[Rocchi]
ORIZZONTALI: 1. Locale londinese - 4. Una
coppia... al lotto - 7. Iniz. di Pelù - 11. Luigi che
scrisse «Il pianeta azzurro» - 17. Come sopra - 19.
Limiti di allenamento - 20. Grandioso e sfarzoso 24. Uno dei profeti maggiori - 25. Vi si canta
«Stizzoso mio stizzoso» - 28. Mangiare a... spese
d’altri - 29. Piccolo insetto dannoso alle colture 31. Nolo senza pari - 33. Affrescò la Cappella degli
Scrovegni a Padova - 34. Le medie dei corridori
ciclisti - 37. Introduce l’ipotesi - 38. Stadio di
Parma - 39. Una zeppa sul giornale - 42. Un tipo di
motore - 43. Mezzo pubblico - 45. Nome di missili
statunitensi - 46. Banchetto dei primi Cristiani - 49.
Iniz. di Mallarmé - 50. Studiosa di filosofia della
scienza - 55. Il nome della Levi-Montalcini - 56. Il
portico di Zenone - 58. Era detta Anatolia - 59.
Iniz. della Mannoia - 60. Monti siciliani detti anche
Nebrodi - 62. Profanazione di luogo consacrato 63. Iniz. di Altman - 64. Piante ornamentali con
infiorescenza a ombrello o a capolino - 65. Scolpì
«Il pensatore» - 67. Fiume della Francia
meridionale, affluente della Garonna - 68.
“Grande” dello spettacolo o della finanza - 69.
Nastro trasportatore - 70. Erano copricapi per
pontefici - 71. Scrisse «La montagna incantata» 72. Risultato di partita senza gol - 73. Antico
castello - 74. Mezzo che decolla e atterra.

[Ala]

Il NERO MUOVE E VINCE

3

Sudoku
7

8

8

6

4 3

7
2 4

5
9

8

4 3

9
7

3 1

5

8
5

2

Scacchi

Terzo scudetto consecutivo per «Obiettivo
Risarcimento» di Padova che vince a Condino (Tn)
il campionato italiano a squadre (6 incontri vinti e
1 pari) schierando Caruana, Nakamura, VachierLagrave, Kiril Georgiev, Godena, Vocaturo, Dvirny
e Mogranzini. Secondo posto per la squadra di
Chieti (6 incontri vinti e sconfitta con i vincitori)
con Salgado Lopez, Carlo Garcia Palermo, Alessio
Valsecchi, Andrea Stella e Carlo D’Amore. Terza
Nereto (Te). Conclusione al cardiopalma nel
Femminile: scudetto a Chieti (Monica Socko, Olga
Zimina, Marina Brunello e Eugenia Di Primio) ma
solo per spareggio tecnico dopo essere stata
sconfitta all’ultimo turno da “Scacchisti.it” di
Viterbo (Elena Sedina, Ketin Kachiani, Elisa
Chiarion e Sabrina Reginato): per assegnare il
titolo si è arrivati alle vittorie di scacchiera! La
terza classificata è stata l’Accademia Milano (sito
www.arcoworldchess.com).

DAVID – VACHIER LAGRAVE

Anche i settori di colore
diverso devono contenere
tutti i numeri da 1 a 9,
senza ripetizioni.

VERTICALI: 1. Edith che cantava - 2. Sigla di Udine
- 3. Giuseppe Gioachino poeta - 5. Uomini che
insegnano - 6. Duca di Ferrara ricordato per una
Bibbia - 7. Candidato con buone probabilità - 8.
Museo di Madrid - 9. Etnica... che si ascolta - 10.
Città belga - 11. Le ultime del ciclismo - 12.
Autorizzano l’uso di un’immagine - 13. Moltiplica
per sei - 14. Il Riefoli della canzone - 15. Scienza
con robot - 16. Pari in gara - 18. Scrisse «Senza
famiglia» - 20. Si producono al mulino - 21. Porto
dello Yemen - 22. Si paga all’armatore - 23.
Gradinate negli antichi teatri - 26. Poeta di
Maronea - 27. Complesso di credenze indiane - 28.
Segnale di fermata - 30. Una vecchia imposta
(sigla) - 32. Papa ricordato per l’incontro con Attila
- 35. Ladro di bestiame - 36. Aromatizza certe
grappe - 37. Sceso dalla nave - 40. Una serie di
sonde statunitensi - 41. Erano governatori persiani
- 43. Moneta d’oro di Costantinopoli - 44. Lo è il
dispositivo mal regolato - 47. Grosso vaso - 48.
Gino cantautore - 51. L’autore della «Historia del
Cavalier Perduto» - 52. Principi arabi - 53. Tomas
attore - 54. Luoghi massonici - 56. Liquido che
immunizza - 57. La cura il giardiniere - 59. Fu
modella di Prassitele - 61. L’amico di Eurialo - 65.
Liquore per il babà - 66. L’attore Aykroyd - 68. Apre
presto e chiude tardi - 71. Io... in certi casi.

6

1

2

3

17

4

18

25

29

5

6

7

19

8

9

20

26

21

10

22

11

12

23

13

14

27

34

38

46

47

39

42

43

48

49

55

50

56

60

57

61

64

65

51

35

52

53

54

58

59

62

63

66

67

68

74

Certo, le tue due carte sono un elemento imprescindibile della
mano che stai giocando. Ma non sopravvalutare la loro
importanza, spesso non sono il fattore veramente decisivo, se non
in relazione a numerosi altri elementi. Vi sono anche casi limite in
cui le tue carte non contano nulla e potresti giocare senza
guardarle. Per esempio, durante un torneo sei in short stack (cioè
sei veramente a corto di chips) con circa 2.000 chips e devi
metterne 1.000 (metà di quello che hai) come BB (grande buio),
tutti passano tranne l’avversario in SB (piccolo buio) che ha molte
più chips di te e ti rilancia all in: non hai scelta, devi giocare in ogni
caso! Non serve nemmeno che guardi le carte, puoi vedere la
puntata tenendole coperte e scoprirle per lo showdown. Una
situazione come questa è rappresentata in figura. Ovviamente in
condizioni normali nessuno si sognerebbe di giocare senza
guardare le sue carte, ma c’è chi è riuscito ad aggiudicarsi mani e
anche a vincere piccoli tornei senza farlo. Per esempio la giovane
norvegese Annette Obrestad online ha vinto un Sit&Go da 180
giocatori, completamente cieca, senza mai guardare le sue carte,
basandosi solo su posizione e giocatori: ci sono i video a provarlo.

D

TM

Ruzzle

Ogni riga
e ogni
colonna deve
contenere
i numeri
da 1 a 6.
All’interno
di ogni settore
sono indicati
il risultato
da ottenere
e il segno
aritmetico
col quale
combinare
i numeri
inseriti per
ottenerlo.
Nello stesso
settore i
numeri
possono
ripetersi.

Texas hold'em

[De Toffoli]

La mano descritta nel testo: puoi fare la tua scelta
senza guardare le carte

Cercate parole del maggior valore possibile
(noi ne abbiamo trovate una ventina, alcune inconsuete,
sopra gli 80 punti). Cercate anche parole che
contengono le lettere MAN (noi 13). Cercate anche i
capoluoghi di provincia italiani (noi 12).
Il gioco consiste nel
2P
2P
1
2
1
5
formare parole
attraversando caselle
contigue (anche
2L
diagonalmente); in una
1
2
1
1
parola ogni lettera può
essere usata una sola
3P
3L
volta. Si possono
1
1
2
3
coniugare i verbi.
Punteggio: sommare i
valori di ogni lettera
3L
1
3
3
1
tenendo conto delle
caselle bonus e
aggiungere poi 5 punti
per ogni lettera oltre alla
parola x2
parola x3
quarta. Esempio:
PESTA=(5+1+2x2+2+1)
lettera x2
lettera x3
x2+5=31.

71

73

1. 500 (SB)
3. raise: all in

SB
30.000

Tu (BB)
1.000

36

45

70

2. 1000 (BB)

32

40

44

69

72

31

28

33

41

16

24

30

37

15

Kendoku

Rebus
[3, 7, 2, 6]

[Minigame]

4+

36x

4-

14+
12x

3-

20+
3:

32x
16+

D

2:

9x

12+

Le soluzioni saranno pubblicate su

N
EM

A
di 20 maggio 2014

22 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Cuori allo specchio - La Stampa,
via Paleocapa, 7 - 20121 Milano
cuoriallospecchio@lastampa.it
www.lastampa.it/cuoriallospecchio/

Caro Filemone, ti scrivo mentre
trentasei palloncini blu galleggiano per la stanza. Sono un regalo
di Matteo... Non avevo più avuto
sue notizie dalla prima e unica sera in cui siamo usciti insieme. Per
come l’ho salutato, fingendo un
improvviso, orribile mal di testa e
sono scappata via (proprio scappata via, eh, rotolata dalle scale...), ero certa che non mi avrebbe mai più cercata: e non gli avrei
potuto dare torto.
Ma quella sera, fra le tante cose
che ci siamo detti, gli avevo raccontato dell’incubo che facevo da bambina, della festa di compleanno a cui
non si presentava nessuno. Lui (anima evidentemente complementare
mia…) nonsolo si èricordato cheoggi compio gli anni: ma si è ricordato
anche dell’incubo. Così ecco questi
palloncini, ecco il biglietto: Buon
compleanno da chi non è invitato a
una festa a cui vorrebbe tanto partecipare. Che siano splendidi e blu,
questi tuoi trentasei.
Sai che cosa ho fatto lì per lì,
Filemone? Ho strappato il biglietto, incazzata: perché quando ho
scartato il pacco, ho sperato con
tutta me che arrivasse da Leonardo…Anche stamattina, in
classe. I ragazzi della prima, della
seconda e della terza B si erano
riuniti in un’aula. Sono entrata,
ho trovato la luce spenta, le serrande abbassate, e: “Sorpresa!”,
mi hanno urlato. Appena si è accesa la luce io cercavo una sola
persona con lo sguardo: Leonardo. Ma c’era Kiki, c’era il Panacci,
c’erano tutti gli altri professori.
Leonardo no. E allora evidentemente hai ragione tu, sai? Se mi
ha lasciato perché l’ho tradito, la
verità è che non mi amava davvero. O comunque non mi ama più.
Ma scoprirlo il giorno del mio
compleanno non è facile, Filemone. E’ tutto il contrario di una festa a sorpresa, mettiamola così.
È un funerale, a sorpresa.
“ANCHE SE STAI TANTO
MALE, NON PUOI TRATTARE
COSI’ CHI TI VUOLE TANTO
BENE”. E’ il messaggio che mi ha
scritto Kiki, oggi pomeriggio. Poi
deve essersi sentita in colpa perché ha aggiunto “ANDIAMO A
BALLARE COME SE TU COMPISSI SEDICI ANNI? GUARDIAMO UN VECCHIO FILM
COME SE NE COMPISSI SET-

Illustrazione di Stefania Manzi

Massimo Gramellini e CUORI ALLO SPECCHIO presentano

Dialoghi con l’angelo custode

Caro angelo, l’ho tradito
ma lui non mi amava
TANTASEI? QUANTI ANNI
VUOI COMPIERE, INSOMMA?
E CHE COSA VUOI FARE? IO
COMUNQUE CI SONO”.
Non le ho risposto. E non ho
ancora nemmeno ringraziato
Matteo. Che cosa ti devo dire, Filemone? La sofferenza ti dovrebbe regalare almeno la maleducazione di comportarti un po’ come
ti pare, confidando nella comprensione degli altri. No? Soprattutto nel maledetto giorno del tuo
compleanno.
GIÒ
Eccola qui, la mia diva del muto.
Bisognosa di rassicurazioni da
parte del pubblico osannante.
Naturalmente senza vincolo di
reciprocità, perché la diva ha tutto il diritto di essere maleducata
con chi le vuole bene. Sta soffrendo ed è una creatura sensibile, lei,
Mica come quelli che le stanno
attorno, a cui tocca sorbirsi in si-

M

FEDERICO TADDIA
to pensando da tempo a come riuscire a
realizzare il rinoceronte: mi manca ancora la giusta posizione per integrare tra
loro con armonia il corpo tozzo,
le orecchie ben pre3senti e l’immancabile corno». Tiene uno
zoo tra le dita Guido Daniele, artista multimediale e body-painter, diventato famoso a livello
internazionale grazie alle sue
straordinarie opere di hand
painting, dove le mani diventano l’imprevedibile tela su cui dipingere animali che sembrano

«S

MANO

LA STAMPA
Quotidiano fondato nel 1867
1

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO
MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)

lenzio i suoi bronci scortesi. Come osano corteggiarla con una
cucciolata di palloncini e organizzarle feste a sorpresa? L’unica
sorpresa gradita consisterebbe
nel lasciarla in compagnia delle
sue paturnie o, meglio ancora, nel
portarle il suo ex marito infiocchettato e ammansito, così che
da domani la nostra piccola Giò
possa avere altre ragioni per
piangersi addosso. Mi spiace, anima mia, ma nessuna - nemmeno
tu - ha diritto di infliggere la propria sofferenza agli altri, evocando da loro quella comprensione
che non riserva a se stessa.
Ti sembro duro o soltanto giusto? Quando una persona è affetta da una patologia sentimentale,
il suo cuore ferito non risponde ai
comandi e non ne dà, se non di
confusi. Così non le rimane che rivolgersi alla testa, ai suoi percorsi
ossessivi e tortuosi, comunque
malati. In questi momenti il tuo

vivi. “L’intuizione è venuta a
Michele Bedeschi, un’art director che nel 2000 mi chiese
per una campagna pubblicitaria di esplorare e sperimentare
questa tecnica. Sono stato io il
primo a sorprendermi del risultato ottenuto, e così ho deciso di
continuare questa mia personale ricerca”. Ciprie colorate atossiche, una macchina fotografica
digitale e le mani del figlio
15enne come modello diventano
così gli ingredienti con cui creare tucani, zebre, fenicotteri e
tante altre specie che ad ora formano un album di 75 figure. “I
più complicati sono stati il pito-

LAURA CARASSAI
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
ANDREA MALAGUTI
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DARIO CORRADINO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
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GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
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PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

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cervello non andrebbe proprio
ascoltato perché emette solo sentenze sbagliate. E allora? Affidati,
Giò. Affidati agli altri. Sono più lucidi di te e le loro pulsioni più sane.
Il Matteo dei palloncini mi restituisce un’immagine del tuo sedicesimo compleanno. Un compagno di
classe particolarmente romantico si presentò alla festa con uno
zaino che conteneva trecentosessantacinque regalini personalizzati. Da una forcella color fucsia
alla cartolina in bianco e nero del
tuo ponte preferito, quello di San
Francisco, che avevi appena visto
in qualche serie tv.
Era un dono che non valeva
niente e però valeva tutto. Più di
qualsiasi gioiello che da adulto
quel ragazzo avrebbe potuto
comperare alla sua fidanzata.
Dentro ci aveva messo l’unica cosa che possedeva in abbondanza:
il tempo. E la passione. Aveva
esplorato i tuoi gusti con la dedi-

ne reale, che ha chiesto l’utilizzo
di tre braccia, e l’anatra mandarina in cui ho dovuto coinvolgere anche mia figlia e una sua
amica per arrivare ad avere 6
mani”. Grazie alle pubblicazioni, alle mostre e alla diffusione
virale in rete, il bestiario di Guido ha fatto così il giro del globo,
tanto che in Australia i bambini
di una classe elementare hanno
creato un fan club e hanno deciso di studiare zoologia con le
sue immagini; mentre dall’India
al Venezuela giovani artisti si
propongono per diventare allievi e apprendere questa raffinata arte. “Il tutto inizia dall’osser-

zione assoluta di un adolescente.
E invece tu c’eri rimasta male. All’epoca ti piaceva uno pseudo intellettuale dell’ultimo anno, che
arrivò alla festa vestito di nero e
scortato da un paio di jeans chilometrici a cui era appesa la sorella
maggiore della tua vicina di banco. Rovesciasti lo zaino e i suoi
trecentosessantacinque regalini
sul letto della tua stanza e ti mettesti a piangere. Equivocando, lo
spasimante romantico azzardò
una carezza, alla quale tu rispondesti con un ruggito: «Non sto bene, vorrei che per un po’ mi lasciaste in pace tutti quanti!». Nella stanza c’era solo lui: lo consideravi talmente poco da non concedergli nemmeno l’esclusiva della
tua sfuriata.
Adesso non sentirti in colpa: in
questi vent’anni si sarà sicuramente ripreso. Sei tu che ti ostini a rimanere la stessa di allora.
Esci dalla gabbia dei pensieri
storti, chiama la tua amica Kiki
e dalle retta. Andate in discoteca come se aveste sedici anni, a
vedere un vecchio film come se
ne aveste settantasei. O magari
a farvi una passeggiata complice come se ne aveste davvero
trentasei.
FILÈMONE

vazione delle mie mani: le guardo e le riguardo, pensando a cosa possono assomigliare. E
quando scatta la visione chiamo
mio figlio, che così si guadagna
anche la paghetta, e inizio a giocare con i pennelli. Con la regola
di non usare nessun ritocco digitale: quello che cattura e affascina l’occhio è proprio la commistione tra dipinto e reale, dove nulla viene deformato o ingannato con il trucco. E una volta lavate le mani l’opera finisce,
come è giusta che sia, perché
nulla è per sempre. Ma rimane
la sua eco, la fotografia, che può
circolare libera nel mondo”.

STAMPA IN FACSIMILE:

1
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LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

ENZO BETTIZA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

scavarsi un solco alquanto vischioso e contagioso: il blocco ideologico antieuropeo,
assente in Germania ma fortissimo in
Francia, alquanto presente in Italia, vibrante e nervoso in Spagna, è ormai mosso
da pulsioni disgreganti e sovente autodistruttive che potrebbero incidere, più del
solito, sul giudizio popolare e quindi sull’insieme dell’esito elettorale.
Occhio ai sondaggi. Non pochi osservatori annunciano che i movimenti «anti» potrebbero perfino occupare lo spazio d’un
quarto dei seggi. Molti ritengono probabile, se non possibile, che il Fronte Nazionale
di madame Le Pen possa ottenere in Francia un quoziente sensibilmente elevato:
quoziente che con ogni probabilità la signora del «no» saprà strappare, con i suoi comizi eccitati, alle folle che la seguono e la
sostengono come una leader da provvidenza estrema nonché estremista. Lo stesso si
potrebbe dire per l’irrequieto Partito della
Libertà in Olanda e il grintoso Partito Indipendente nel Regno Unito.
Ma è ancora una volta che la stabile Germania farà caso e notizia a sé stante. Il suo
canto è il contrario di quello di una sirena
omerica: lancia fuori del coro note sobrie e positive. Ecco infatti, la signora Angela Merkel,
eccola muoversi alata e sicura da una capitale
all’altra in un continente molto vecchio, molto
stanco, anche molto rassegnato e forse perciò
quasi soddisfatto di subire il nuovo scettro tedesco al femminile. Merkel insomma è una
sorta di gigante buono, con la cassa in mano,
da cui tutti aspettano salute, benessere, incoraggiamento, salvezza. La si ascolta, la si subisce, la si stima in parte sul serio e in parte per
calcolo di cinghia e di necessità; se ne accettano i consigli e soprattutto i sussidi che essa distribuisce qua e là, esempio i poveri greci, con
un tenue sorriso materno. I consigli e interventi che Angela sa imporre o proporre ai colleghi del vecchio continente non suscitano
rimproveri né ripudi.
Frattanto in Germania l’elettorato, al solito disciplinato e tradizionalista, non delude né ostacola le manovre anticrisi attuate
dai due maggiori partiti tradizionali, il socialdemocratico e i conservatori cristianodemocratici: parliamo della Grosse Koalition magistralmente amministrata dal pugno flessibile, ma pugno pur sempre, di
Frau Merkel. Non a caso, un grosso premio
di riconoscimento e di stima le viene oggi
elargito da tanti europei nonché da molti
tedeschi anche avversari. Più enigmatico
invece potrà riuscire l’esito elettorale in
Italia, dove l’ambiguità caratteristica del
Movimento 5 stelle di Grillo sarà per metà
antieuropeo e per l’altra metà astutamente
filoeuropeo. Sicuramente però, a prescindere dalle sparate antieuropee di Berlusconi, il grosso dei due grandi partiti italiani di
centrodestra e centrosinistra terrà ferma

MA DALLE CRISI
NASCONO SPESSO
LE GRANDI COSE
la posizione di voto a favore del consolidamento del processo unitario continentale.
La situazione europea viene ironicamente rappresentata dalla copertina dell’Economist, dove sullo sfondo di un quadro
che ricorda un ambiente infernale alla Bosch, spicca una Marie Le Pen a cavalcioni
di un gallo, mentre nei piani successivi vediamo via via un Hollande inchiodato alla
gogna, una Merkel legata ma integra a testa in giù da una pertica rudimentale, poi
ancora un Cameron strettamente legato a
un palo. In ultimo, sullo sfondo, popolato da
diavoli e angeli in rissa, spicca un enigmatico Grillo drappeggiato disordinatamente
da un’azzurra bandiera con stelle dorate:
non si capisce bene se stia per togliersela o
per tenersela stretta addosso. L’Economist
getta al tempo stesso attraverso il commento qualche squarcio di luce sul presente e sul futuro del continente. Vi si sostiene
che le economie europee nell’insieme stanno migliorando dopo anni di recessione e di
crisi dell’euro; si sottolinea altresì che nei
sondaggi dell’ultima settimana la fiducia
nell’Europa unita si sarebbe rafforzata.
Tirate le somme, la maggioranza degli osservatori nota la profonda contraddizione che
lacera il cuore dell’Europa: da un lato vedono
la spinta verso una maggiore integrazione
economica, ma, dall’altro lato, scorgono il rigetto dell’integrazione da parte di tanti cittadini e movimenti europei inclini allo scetticismo. I movimenti populisti, che potremmo
anche definire contromovimenti, mettono difatti e soprattutto in rilievo i punti deboli e vulnerabili dei processi integrativi. Annunciano
che la disoccupazione in Europa colpisce ormai 26 milioni di persone, mentre il debito
pubblico appare ovunque sempre più insostenibile. Accompagnano il quadro indicando la
fragilità delle banche, criticando il credito
bancario avaro o nullo, ammonendo che una
parte dell’Europa è già sulla sogli di una spinosa deflazione. Non pochi sostengono che
l’Europa è in procinto di attraversare un decennio oscuro simile a quello attraversato dal
Giappone negli Anni Novanta.
Al centro del disagio divampa poi il dibattito sulla moneta unica. Qui emergono argomenti pro e contro la centralizzazione dei poteri della Banca centrale; tuttavia, mentre la
maggioranza degli elettori dell’eurozona vorrebbero mantenere l’euro, nello stesso tempo
molti Stati europei si oppongono oggi ad un
accrescimento intrusivo nelle questioni nazionali dei poteri della Banca centrale, della

Commissione di Bruxelles e del Parlamento
di Strasburgo. Basterà ricordare che il testo
di una Costituzione europea, nonché del Trattato di Lisbona che avrebbe dovuto sostituirlo, sono stati entrambi rigettati in tre referendum. Nel frattempo si sono perfino rovesciati
i percorsi dell’euroscetticismo. Oggi per
esempio è in Francia, il più importante Stato
fondatore dell Ue, che si manifestano più che
altrove il disagio e il risentimento nei confronti del processo d’integrazione. Il noto euroscetticismo britannico appare attualmente
quasi in secondo piano rispetto all’ostile nervosismo antieuropeo di Parigi. Al seguito del
disagio francese sintomi di forte malessere si
notano per le interferenze di Bruxelles in Italia, in Spagna, in Polonia, in Portogallo e in
Grecia. L’ostilità verso Bruxelles avrà probabilmente il suo peso nel voto e, soprattutto,
nelle astensioni che questa volta potrebbero
segnare in pericoloso tasso d’aumento.
Tuttavia, molti ostinati e anche illuminati
federalisti ritengono che non tutti i mali vengono per nuocere. Dicono che dalle crisi nascono spesso le grandi cose, le grandi idee, le
costruzioni in parte anche utopiche come il
progetto, finora realizzato solo per un quarto,
degli Stati Uniti d’Europa. Il dado europeo,
forse, sarà definitivamente tratto quando una
maggioranza di popoli del vecchio continente
sarà convinta che ai furori della globalizzazione si potrà resistere appieno soltanto il giorno
in cui dalle urne, alle quali ci avviamo, emergerà un vero e unico Stato europeo.
Rassegniamoci per ora di votarlo almeno
con l’immaginazione. L’Unione Europea c’è
difatti più sulla carta che nella realtà. Non è
certo molto, tuttavia è molto più di quanto potevamo fare al tempo della Guerra fredda. Solo dalle cose, come dicono i tedeschi, nascono
altre cose. Questo voto europeo, difatti, è già
di per sé una cosa importante, un impegno,
una promessa che l’elettore fa a se stesso e al
futuro delle generazioni che verranno dopo.
Forse, una volta tanto, gli scettici inglesi andrebbero ascoltati con attenzione quando sostengono che l’Unione Europea, se desidera
sopravvivere, deve concedere non solo a Bruxelles ma anche ai singoli popoli europei un
certo potere d’ingerenza e quindi di presenza
nel meccanismo dell’unificazione. Adesso che
ci viene offerta dalle urne una buona occasione, cerchiamo di non sprecarla. Sforziamoci
di votare convinti, tenendo ben ferma in mente la Cosa per la quale si celebra domenica
prossima una votazione d’impegno contro gli
scettici e contro gli astensionisti.

ECCO PERCHÉ QUELLA LEGGE NON VA BENE
RAFFAELE CANTONE
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

E

partendo da essa, approfitto della sua disponibilità per chiarire
cosa è accaduto ieri e soprattutto escludere categoricamente
che vi sia stato un contrasto o
una polemica con il Presidente.
Nel corso di una lezione di apertura del
Master di criminologia dell’Università Federico II, dal titolo «Le strategie di contrasto alla corruzione: repressione e prevenzione», dopo avere evidenziato le luci e le
ombre contenute nella legge Severino del
2012 ho auspicato, come in tante altre occasioni avevo già fatto, la necessità di un suo
«tagliando migliorativo», alla luce della prima applicazione pratica.
Ed in questa prospettiva ho rappresentato che era all’esame della commissione
Giustizia del Senato un ddl che era stato
calendarizzato di recente e per il quale era
stato fissato un breve termine per gli
emendamenti che si occupava proprio del
contrasto alla corruzione.
Ho rimarcato che in quel testo vi erano
norme sicuramente utili (ad esempio
quella sull’allungamento della prescrizione per i reati contro la pubblica amministrazione), ma anche molte criticità (i reati di falso in bilancio e di auto riciclaggio,
cosi come formulati, mi sembravano tecnicamente poco idonei a contrastare gli illeciti) ma ho soprattutto evidenziato che
l’impianto complessivo della legge (caratterizzato da un ulteriore inasprimento

delle pene a meno di due anni di distanza
dagli inasprimenti della Severino e al di
fuori di ogni logica complessiva di sistema) non mi convinceva.
Non vi è, infatti, in essa nessun intervento sulla parte preventiva che, pure, avrebbe meritato modifiche quantomeno per
evitare che quegli adempimenti imposti alle pubbliche amministrazioni in materia di
trasparenza ed anticorruzione apparissero soltanto obblighi «burocratici».
In questo senso, ho ricordato come l’Autorità che oggi presiedo ha già più volte evidenziato inadempimenti anche gravi della
normativa ma non ha potuto, con gli strumenti che ha, intervenire in modo risolutivo.
Ed ho concluso che se dovesse essere approvato il ddl così come è, sull’onda anche dell’emotività e dell’urgenza per quanto sta emergendo a Milano, avrebbe rischiato di apparire
più una sorta di spot che non uno strumento
utile davvero per contrastare la corruzione.
Non ho mai citato Grasso (sapevo benissimo che il suo originario ddl era tutt’altra
cosa e che oggi per il suo ruolo istituzionale
super partes non si può occupare di formulazione delle norme) né attaccato il Parlamento; in una sede accademica ed in un
contesto tecnico ho espresso riserve, in
una logica non certo distruttiva ma ampiamente costruttiva.
Quando ho verificato come erano state
riportate le mie affermazioni sui siti di alcuni giornali ho chiamato subito Piero
Grasso e gli ho spiegato l’accaduto.
Quindi nessun contrasto né sul piano
istituzionale né tantomeno sul piano personale; restano immutate stima ed amicizia

che risalgono al periodo in cui Piero era il
Procuratore nazionale antimafia.
Se quelle critiche meriteranno di essere
raccolte o di essere oggetto di approfondimento o riflessione lo deciderà il Parlamento, verso il quale nutro ovviamente il massimo ed assoluto rispetto.
Approfitto ancora della Sua disponibilità per aggiungere, inoltre, che le mie parole
sulla necessità che l’Autorità anticorruzione fosse dotata di speciali poteri per poter
svolgere un ruolo di controllo sugli appalti
dell’Expo erano lontanissime dal poter essere interpretate come una critica al governo o al suo Premier, come qualche giornale ieri ha (un po’ maliziosamente) detto.
Già nell’incontro di Milano fu detto da
tutti i presenti che perché l’autorità anticorruzione potesse occuparsi della questione
sarebbe stata necessaria una norma ad hoc.
L’ho ribadito l’altro ieri ad una domanda
di uno dei presenti alla lezione, aggiungendo
che di questo si era già parlato a Milano nell’incontro a cui avevo partecipato e che su
questo aspetto erano tutti gli interlocutori
istituzionali presenti (in primis il Presidente
del Consiglio) assolutamente concordi.
Come questa affermazione possa essere
letta come critica o peggio ancora attacco,
non riesco proprio a capire.
Mi sarei dovuto risparmiare la battuta
che «non avevo intenzione di andare a Milano a fare gite»?
Con il senno di poi forse avrei fatto bene
a non farla, ma era (e resta) solo una battuta, stimolata da una domanda, e fatta, fra
l’altro, dopo aver spiegato (questa volta in
modo molto serio) lo «stato dell’arte».

Lettere e Commenti .23

.

POLITICA-ANTI
LA BATTAGLIA
DI GRILLINI & C.
GIOVANNI ORSINA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

I

5 stelle insomma non vogliono meno politica, ne vogliono di più. Ma questa loro urgenza, nell’attuale momento storico, non possono declinarla che in negativo.
L’ultima grande ubriacatura di politica che abbia
vissuto l’Occidente data dalla seconda metà degli Anni
Sessanta. Dalla fine del decennio successivo, e con un’accelerazione dopo il 1989, è cominciata una stagione di riflusso
che ha visto gli spazi della politica compressi da tre ondate
tecnocratiche distinte ma collegate. La prima ha spinto in
alto la fiducia nel mercato, e di conseguenza ha gonfiato il
ruolo dei tecnici dell’economia. La seconda ha sviluppato le
istituzioni internazionali, a partire dall’Unione Europea, accrescendo il potere dei tecnici della globalizzazione – una
parola, questa, che comincia a essere utilizzata proprio alla
fine degli Anni Settanta. La terza ondata, infine, ha dato prominenza ai tecnici della tecnologie in senso stretto: mediche, fisiche, biologiche, ingegneristiche.
Era impossibile che la compressione tecnocratica della politica – e quindi l’affievolirsi negli uomini qualunque della convinzione di poter tenere politicamente sotto controllo il proprio futuro – non generasse una qualche forma di reazione,
prima o poi. Sentirsi in balia dei tecnocrati è tanto poco piacevole quanto trovarsi sotto il bisturi di un chirurgo. Ancorché
spiacevole,certo,losipuòritenerebenefico.Perchéciòavvenga,però,occorrechesidianoalmenoduecondizioni:laprima,
che il sapere del tecnocrate sia incontrovertibile; la seconda,
che il tecnocrate funzioni. Se i tecnocrati litigano l’uno con
l’altro mostrando a tutti quanto precaria sia la loro «verità», e
soprattutto se la loro azione non porta miglioramenti, allora
all’uomo qualunque non resterà altro che la sensazione sgradevole di aver rinunciato alla propria sovranità per nulla.
Ora, sono esattamente queste le condizioni nelle quali ci
troviamo oggi. La «verità» dei tecnocrati è naufragata nelle discordie non soltanto delle scienze sociali ma anche di
quelle «dure» – si vedano i dissensi sul riscaldamento globale o anche, nel nostro Paese, il caso Stamina. Quanto ai
risultati ottenuti dai tecnocrati dell’economia e della globalizzazione, basti pensare alla recessione. Appoggiandosi
a questa situazione la cosiddetta antipolitica, a partire da
quella grillina, ha reclamato in realtà un ritorno in forze
della politica: poiché i tecnocrati hanno fallito, gli uomini
qualunque devono riappropriarsi della sovranità e cercare
la salvezza non nelle competenze ma nell’azione collettiva.
Non è un caso che Grillo conquisti tanti voti fra i giovani, i
maschi, le persone più istruite e quelle economicamente
più attive. Ossia in quelle fasce dell’elettorato che più delle
altre sentono l’urgenza di riconquistare il futuro e credono
di esser mature a sufficienza da poterlo fare.
Fin qui la politica. Ma perché «politica-anti»? Per due
ragioni. In primo luogo perché i tecnocrati avranno magari fallito, ma prima di loro aveva fallito già la politica.
Le grandi ideologie novecentesche che promettevano
agli uomini qualunque di riconquistare il futuro attraverso l’azione collettiva, non solo il fascismo o il comunismo ma pure la socialdemocrazia, sono defunte o moribonde – le prime due dopo aver fatto danni incalcolabili.
In secondo luogo perché i processi di integrazione sovrannazionale e la dilatazione degli spazi tecnocratici
sono andati così avanti che tornare indietro è pressoché
impossibile – o meglio richiederebbe, per paradosso,
straordinarie competenze tecniche.
Il desiderio di riappropriarsi politicamente del proprio
futuro non può allora che assumere forme apocalittiche, generare un agglomerato incoerente di esasperazioni e microistanze, alimentare mitologie improbabili e pericolose come
la democrazie diretta della rete. Non può che diventare una
politica del «no». Non può che respingere a priori come mistificazione non soltanto l’eccesso di tecnocrazia, ma pure
un apprezzamento ragionevole e realistico delle competenze tecniche. Da qui il mito grillino della casalinga al ministero dell’economia. Da qui la provocazione del leader della Lega Salvini, che qualche giorno fa ha dichiarato di voler denunciare per procurato allarme chiunque ipotizzi conseguenze negative in caso di uscita dall’euro.
Per quanto si declini soprattutto al negativo, a ogni modo,
la «politica-anti» un segnale chiaro non manca di darcelo. La
compressione della politica avviata negli anni Settanta dalle
ondate tecnocratiche ha generato frustrazione ovunque, e
nel nostro Paese più ancora che altrove. Questa frustrazione
va gestita, e non può esserlo che politicamente. Ritenere che
comprimere gli spazi della politica equivalesse a ridurre la
politica all’irrilevanza, insomma, è stato un errore grave. I
tecnocrati del resto sono assai spesso drammaticamente impolitici, o addirittura antipolitici. Ben pochi di loro avranno
letto Carl Schmitt, che nell’anno fatale 1929 già spiegava come il rapporto fra il conflitto politico e la neutralità tecnica
non sia dato una volta per tutte, ma vada ricostruito daccapo
– politicamente – ogni volta: «L’umanità europea migra in
continuazione da un campo di lotta ad un terreno neutrale, e
continuamente il terreno neutrale appena conquistato si trasformadinuovo,immediatamente,inuncampodibattagliae
diventa necessario cercare nuove sfere neutrali».
gorsina@luiss.it

AI LETTORI
Per assoluta mancanza di spazio, la rubrica «Pane al
Pane» di Lorenzo Mondo è stata rinviata.

24

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Udine, si conclude «Vicino/Lontano»
Con un centinaio di protagonisti fra i quali Chiara
Saraceno, Alberta Basaglia, Sara Simeoni, Anna Oliverio
Ferraris, René Major, Massimiliano Panarari, si conclude
oggi a Udine il festival «Vicino/Lontano». Ieri
la premiazione dello scrittore pakistano Mohsin Hamid
(per il romanzo Come diventare ricchi sfondati nell’Asia
emergente, Einaudi) e del poeta Pierluigi Cappello,
che hanno ricevuto il «Tiziano Terzani» 2014.

MARIO DEAGLIO

C

hi segue le vicende dell’imprenditoria italiana
di oggi ne ricava l’impressione di un ceto in
trincea schiacciato da
una crisi angosciosa e angosciante.
Gli imprenditori spesso rivendicano prima di proporre e paiono meno attenti di 10-20 anni fa alla scena
internazionale, alla società, alla
cultura. Non è sempre stato così.
Durante il primo «miracolo economico» italiano, gli imprenditori
parteciparono attivamente al dibattito politico e culturale. Giovanni Agnelli discuteva con Luigi Einaudi sull’orario di lavoro, Camillo
Olivetti dialogava con Filippo Turati e si faceva eleggere al consiglio
comunale di Ivrea nella lista socialista. Durante il secondo, Gaetano
Marzotto istituì il premio letterario
che porta il suo nome. E l’elenco potrebbe continuare a lungo.
Tra le persone che maggiormente rappresentano questo profilo alto
dell’imprenditoria va ricordato Riccardo Gualino, di cui il 6 giugno ricorre il cinquantesimo anniversario
della morte. Gualino nacque nel
1879 in una famiglia molto numerosa di Biella. Suo padre aveva un laboratorio tra l’artigiano e l’industriale in cui lavorava oro e argento,
ma Riccardo, ancora giovanissimo,
decise di correre da solo. La sua traiettoria industriale inizia, ai primi
del Novecento, nel mondo del legname, di cui l’industria delle costruzioni faceva un uso molto esteso. Le
grandi foreste erano però lontanissime dai luoghi di utilizzazione di
tronchi. Fu così che Gualino, si mosse subito in un ambito globale, non
ancora trentenne, in un’Italia che
IN ANTICIPO SUI TEMPI

Giovanissimo, decise di correre
da solo. Non ancora trentenne
si muoveva in un ambito globale
dava ai giovani molto più spazio di
quella di oggi e in un’economia che
viveva il suo primo «miracolo».
Gualino riuscì a trovare finanziamenti adeguati e acquistò foreste nell’Europa orientale. Per trasportare il legname su lunghi percorsi, però, ci vogliono le navi ed
eccolo fondare la Snia, Società di
Navigazione Italo Americana (che
poi riconvertirà dai trasporti alla
chimica, facendone il principale
produttore italiano di rayon e altre
fibre artificiali); per fare le navi ci
vogliono i cantieri navali, e Gualino
ne acquista uno in Texas. Nell’industria delle costruzioni il ruolo
del cemento armato si sta accentuando: Gualino fa il suo ingresso
nell’Unione Italiana Cementi. E
per finanziare il tutto sono necessarie le banche, così dal 1905 Gualino entra con varie «scalate» nel
mondo piemontese del credito.
Questa giovane star del capitalismo italiano viaggiava continuamente per intrecciare affari, quasi
come i manager di oggi, in un tempo in cui gli imprenditori italiani
avevano generalmente orizzonti
molto più casalinghi. Nel 1914, allo
scoppio della Prima guerra mondiale, il suo è un «impero industriale» multinazionale di prima grandezza che si estende attraverso vari settori (tra gli altri, il cuoio, il tessile, il cioccolato), è fortemente presente in Paesi molto diversi tra loro
e in continuo cambiamento, tanto
che riesce difficile tener dietro ai

CULTURA
SPETTACOLI

&

Riccardo
Gualino in auto
in una foto degli
Anni Trenta.
Nato a Biella
nel 1879, figlio
di un piccolo
industriale che
lavorava l’oro
e l’argento, iniziò
l’attività
imprenditoriale
ai primi del ’900
nel campo del
legname.
Vicepresidente
della Fiat
nel 1920, è stato
tra l’altro
il fondatore della
Snia, nata
come società
di navigazione
e poi riconvertita
alla chimica.
Morì
a Firenze
il 6 giugno 1964

Gualino, l’imprenditore
non interpreta il mondo
ma lo trasforma
Protagonista del primo miracolo economico italiano, all’inizio
del ’900, mandato al confino da Mussolini, moriva 50 anni fa
suoi interessi. Lo ha fatto alcuni anni
fa, in un bel libro, Claudio Bermond,
dell’Università di Torino (Riccardo
Gualino finanziere e imprenditore,
Centro Studi Piemontesi, 2005).
Questo «impero» naturalmente
soffrì per il drastico ridimensionamento degli scambi internazionali,
conseguenza della guerra, che per
Gualino implicò di fatto la perdita

dei suoi interessi nell’Europa orientale. Il che non gli impedì di cogliere
nuovi successi industriali e finanziari nel dopoguerra, svolgendo, tra
l’altro, un ruolo cruciale di sostegno
ad Agnelli contro il tentativo di scalata dei Perrone alla Fiat, di cui nel
1920 divenne vicepresidente
La sua parabola ebbe come punti
di svolta negativi la crisi mondiale

del ’29 e la rivalutazione della lira (la
famosa «quota 90»), contro la quale
Gualino scrisse una vibrante lettera
a Mussolini, riportata da Bermond
(«ritornerà la miseria nelle vallate
[…] dalle quali era discesa la manodopera, […] gli industriali si trovano
oggi con case svalutate e debiti rivalutati»). Mussolini gli rispose, senza
nominarlo, in un duro discorso del

1930, nel quale condannò i «Cagliostro dell’economia […] acrobati dell’industria e della finanza […] disinvoltamente enciclopedici […] con bilanci allegri e dividendi inventati».
Nel 1931, poi, lo fece arrestare quando sembrava prossimo il tracollo del
suo impero, fortemente indebitato
con la Banca d’Italia.
Gualino fu condannato al confino
nell’isola di Lipari e qui espresse la
sua infaticabile voglia di attività diventando un vulcano dello scrivere:
dalla sua penna, in poco più di un anno, uscirono l’autobiografia, un romanzo sulla crisi economica del ’29 e
un racconto sulla conquista coloniale
dell’Africa. Mussolini lo fece rilasciare nel 1932 mentre il suo impero veniva smembrato per far fronte ai debiti,
con l’interdizione a ricoprire cariche
societarie. Sembrava la fine, ma non
era così. Aggirò il divieto a fare l’imprenditore e conservò il controllo della Rumianca, che divenne uno dei poli
della chimica italiana e, attraverso

Così portòin scena l’avanguardia
In un libro la breve storia
del suo Teatro di Torino:
oltre il tardoromanticismo,
il verismo e il naturalismo
PAOLO GALLARATI

I

l 26 novembre 1925, con la rappresentazione dell’Italiana in Algeri
diretta da Vittorio Gui, scene e
costumi di Gigi Chessa, si apriva la
breve, fulminante avventura del Teatro di Torino. Sarebbe durata 5 anni,
sino alla caduta del suo ideatore e
mecenate, Riccardo Gualino che, travolto da una crisi finanziaria, perseguitato dal fascismo, fu arrestato,
processato e inviato al confino. Nel
1924 Gualino aveva acquistato il vecchio Teatro Scribe e, con un meticoloso restauro tecnico ed estetico, ne

aveva fatto una sala bellissima, tecnicamente all’avanguardia, poi ridotta
in macerie durante la guerra, e la cui
facciata è ancora visibile oggi, in via
Verdi angolo via Montebello. Gualino
si era circondato da un gruppo di consiglieri e amici che portavano i nomi
di Lionello Venturi, Felice Casorati,
Gigi Chessa, Guido M. Gatti. I progetti coreografici facevano capo a Bella
Hutter, quelli figurativi, oltre a Casorati e Chessa, al gruppo dei pittori conosciuto come i Sei di Torino.
In questo ambiente nacque l’idea
di un teatro alternativo, che portasse
in Italia le ultime produzioni nel campo dell’opera, della musica da camera
e sinfonica, del teatro di prosa e del
balletto. Si videro, così, a Torino spettacoli straordinari come i Balletti russi di Diaghilev, le danze dei Sakharov,
si ascoltarono opere di Malipiero,
Stravinskij, Ravel, si conobbero il teatro di prosa dei Pitoëff e di Copeau, le
messinscene stilizzate di Komi-

sarjevski per Così fan tutte e di Otto
Erhardt per Arianna a Nasso di
Strauss, le grandi commedie di Pirandello con la compagnia di Marta
Abba, e il teatro Kabuki. Ma le stagioni comprendevano anche letture poetiche, musiche della tradizione popolare, jazz e spiritual, persino cinematografia d’avanguardia.
Le scelte artistiche operate dal direttore Guido M. Gatti e dai sovrintendenti Gualino e Lionello Venturi
andavano in due direzioni: da un lato
la produzione moderna, dall’altro
quella antica e settecentesca, con
esclusione dell’800 romantico e verista, che dilagava invece nei teatri ufficiali, come il Regio o la Scala di Milano. Dal gusto imperante in questi solenni templi della lirica, il Teatro di
Torino si distingueva per messinscene agili e moderne, ispirate a un gusto
sobrio ed essenziale , lontano dal minuzioso realismo e dalla ricerca di effetti spettacolari.

Circondato da un’aura mitica nella
storia culturale della città, il Teatro di
Torino, mancava, finora, di una trattazione esauriente. Vi supplisce il volume di Stefano Baldi, Nicoletta Betta
e Cristina Trinchero, Il teatro di Torino di Riccardo Gualino (1925-1930),
edito dalla Libreria Musicale Italiana
di Lucca. Attraverso i nove saggi raccolti nel volume, e la ricostruzione
virtuale della sala che accompagna la
ricca documentazione sul dvd allegato, il lettore ha l’illusione di entrare
nel bel teatro da circa 1000 posti, ridisegnato da Gigi Chessa, in cui dominavano i toni tabacco scuro e color
caffelatte. Il volume e il dvd offrono

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Esposto a Roma il rotolo Bamodoizu
capolavoro del Seicento giapponese

NON SOLO INDUSTRIA

Fondò la Lux Film, sostenne
l’arte, la danza, il teatro,
non trascurò l’architettura

E Ca’ Foscari “laurea”
(di nascosto) l’uomo di Putin
L’onorificenza consegnata a domicilio al russo Medinsky,
ministro della Cultura. A Venezia rivolta di docenti e studenti
ANNA ZAFESOVA
ladimir Medinsky, ministro della Cultura
russo, appare sorridente davanti alle telecamere della tv di Stato, indossando la mantellina nera
bordata di rosso del professore
onorario e mostrando la sua «Ca’
Foscari Honorary Fellowship». Altro che un «pezzo di carta», per il
ministro – uno dei più convinti sostenitori dell’annessione della
Crimea e capofila della crociata putiniana contro i valori europei – è un
trofeo. Anche se ha dovuto riscuoterlo nel suo ufficio di Mosca e non
nell’aula magna dell’università veneziana: la notizia del conferimento
di un titolo onorario a Medinsky ha
provocato una rivolta tra i docenti e
gli studenti dell’ateneo. La cerimo-

Riccardo
Gualino in una
caricatura
di Massimo
Quaglino.
In basso
la ricostruzione
virtuale della
sala del Teatro
di Torino, nel
volume edito
dalla Libreria
Musicale
Italiana

mario.deaglio@unito.it

anche la ricostruzione virtuale di uno
spettacolo: l’Alceste di Gluck, rappresentato, nel 1926, con la direzione di
Gui e le sobrie scene di Chessa, fatte
di linee, luci, ombre, adatte a immergere lo spettatore nell’atmosfera lirica e dolorosa della tragedia. Contemporaneamente si possono leggere i
programmi di sala di opere e concerti, e le critiche giornalistiche che fornivano allora un contributo fondamentale alla storia della recezione e
del gusto musicale e teatrale.
Il caso dell’ industriale mecenate
torinese, e la qualità degli spettacoli
da lui finanziati, suscitarono infatti un
interesse vastissimo: del Teatro di To-

rino parlarono 275 testate nazionali e
internazionali, mentre le stagioni torinesi divennero un punto di riferimento per la cultura musicale e teatrale italiana. La riscoperta dell’opera
buffa di Rossini, ad esempio, con le
rappresentazioni di opere dimenticate come l’Italiana in Algeri e la Cenerentola, presentate a Parigi con il Barbiere in una trionfale tournée, anticipò
la Rossini Renaissance che si sarebbe
sviluppata nel secondo dopoguerra.
Il progetto di Gualino fu in definitiva quello di portare a conoscenza della cultura italiana la straordinaria
trasformazione che le arti avevano
subito a cavallo tra Otto e Novecento,
con il superamento della cultura tardoromantica, il verismo e il naturalismo. Fu, come scrisse Marziano Bernardi, allora capo dell’ufficio stampa
di Gualino, poi per decenni critico
d’arte della Stampa, «un teatro di
straordinaria informazione culturale, che sembrava voler dire a Torino
ed all’Italia: “Ecco, vedete, da quarant’anni in Europa e in America si
pensa e si crea così, il pubblico segue
e capisce, e voi, cari amici, non ne sapevate nulla”».

Il ministro
della Cultura
russo Vladimir
Medinsky,
con la
mantellina
nera bordata
di rosso
del professore
onorario,
mentre riceve
l’onorificenza
dal prorettore
dell’università
veneziana
Ca’ Foscari,
Silvia Burini

V

ANTI-OCCIDENTALE

Non trascurò l’architettura: villa
Gualino, sulla collina torinese, e il
villaggio Gualino, in prossimità dell’imbocco dell’autostrada per Milano, ne sono esempi eloquenti, con
funzioni sociali in parte opposte.
L’interesse per l’arte e la sua notevole ricchezza ebbero come sbocco
naturale la formazione di una grande collezione; una parte si trova alla
Galleria Sabauda, un’altra a Palazzo
Koch, sede della Banca d’Italia. Coerentemente con il suo eclettismo,
spazia da Botticelli a Modigliani a
oreficerie, mobili e oggetti antichi.
Riccardo Gualino si avvicina alla
figura d’imprenditore delineata da
Schumpeter nella Teoria dello sviluppo economico del 1911: l’imprenditore schumpeteriano non accetta la
situazione esistente ma agisce per
modificarla. Con tutti i loro chiaroscuri, questi imprenditori sono il
sale del capitalismo.

25

di recuperare e indagare. L’opera sarà eccezionalmente esposta il 21
maggio nella sede romana dell’Istituto in occasione della
presentazione del volume Il Rotolo giapponese Bamodoizu. Studio e
restauro, curato da Daila Radeglia e Maria Vera Quattrini (ed.
Gangemi). Il Bamodoizu («disegno dei tipi di manto equino») è un
emakimono, ossia un dipinto orizzontale costituito da sequenze di
immagini che si svelano a poco a poco da destra a sinistra. Diffusi in
Giappone fin da epoche remote (il loro impiego si fa risalire al
periodo Nara, 710-784), rappresentano il formato narrativo per
eccellenza, in quanto permette il dipanarsi di lunghe storie.

Otto metri di carta di riso, disseminati dalle più svariate
raffigurazioni di cavalli, immortalati in varie tipologie e colorazioni
di manto dal pittore giapponese Kano Sansetsu (1590-1651): è lo
straordinario rotolo chiamato Bamodoizu, custodito al Museo
Stibbert di Firenze, che un intervento di restauro compiuto dall’Iscr
(Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro) ha permesso

società estere, fondò nel 1934 la Lux
Film. Giustamente convinto delle
grandi potenzialità del cinema, ne fece una delle principali case cinematografiche che produsse centinaia di
film con molti registi dei tempi d’oro
del cinema italiano.
L’imprenditoria si saldava così
con l’altro grande interesse della vita di Gualino, quello per l’arte. Gualino vedeva nell’esperienza artistica qualcosa di «creativo»,
così come era «creativa» la
sua attività imprenditoriale; sicuramente, però, ne
considerava anche il lato
economico, nel senso
che il suo mecenatismo
ha generalmente rinvigorito l’attività artistica e portato a una valorizzazione degli artisti che ha sostenuto. Il suo
sostegno si rivolse alla pittura (in
particolare al gruppo dei Sei di Torino e a Felice Casorati che gli fece
un noto ritratto) e alla danza. Fu
grazie a sua moglie, Cesarina Gurgo
Salice, che ebbe inizio la scuola di
danza di Bella Hutter di fama internazionale. Non si fermò qui: nel 1932
acquistò, restaurò e rilanciò il Teatro di Torino, una finestra sulla cultura internazionale, divenuto poi il
primo auditorium della Rai.

.

Nazionalista, omofobo, fan
di Stalin, nei suoi scritti storici
si sono trovati numerosi plagi
nia sembrava rinviata, ma il 15 maggio il prorettore Silvia Burini è volata a Mosca per consegnare l’onorificenza al ministro, ufficialmente impossibilitato a visitare Venezia per
«improvvisi impegni istituzionali».
Una vittoria di immagine per il
governo di Mosca, che ha scatenato una guerra di Crimea a Venezia.
Non solo perché Medinsky è un
candidato discutibile: è l’autore di
un documento-guida sulla «concezione statale della cultura» voluto
da Putin, che dichiara che «la Russia non è Europa», e propone di limitare l’accesso alla cultura dell’Occidente «degradato» e «tollerante», opponendo al «multiculturalismo fallito» la gloria dei «valori
tradizionali russi». Dei quali fa

parte l’idea che il governo deve «scoraggiare» manifestazioni artistiche
«contrarie ai valori russi» e anche
«usare misure repressive». Dalle parole si passa ai fatti: pochi giorni fa il
ministro ha licenziato il curatore russo della Biennale dell’architettura
Grigory Revzin per le sue critiche all’annessione della Crimea.
Nazionalista, omofobo, ammiratore
di Stalin (nei suoi libri difende il patto
Molotov-Ribbentrop), il ministro ha
anche un curriculum assai dubbio. Gli
infaticabili di «Dissernet», che danno
la caccia ai falsi dottori nella nomenclatura russa, hanno trovato numerosi
esempi di plagio nei suoi scritti storici.
Nominarlo professore onorario poteva
essere una cortesia da parte di un ateneo che ha un centro di studio dell’arte
russa, Csar, con ottimi legami a Mosca: ha ospitato l’ex first lady Svetlana
Medvedeva, e alcune mostre sono state sponsorizzate da oligarchi filogovernativi. Ma la professoressa Burini
(che dirige il Csar), pur ammettendo
in un’intervista a Radio Liberty che
l’onorificenza è un «atto politico», racconta ai media russi che i libri di Medinsky vengono studiati a Ca’ Foscari,
e che la protesta contro la sua nomina

è stata un’epoca - il fascismo
- in cui il potere era assoluto
e riduceva a sua immagine e
somiglianza qualsiasi modo espressivo, la cultura, la pittura, l’architettura. E c’è stato un lungo, lunghissimo
periodo, che per comodità si usa definire la Prima Repubblica, in cui una
democrazia imperfetta, fondata su
partiti storici, provava con tutti i limiti immaginabili a esercitare l’arte
del possibile, la politica.
Marco Follini, nato in quella stagione, cresciuto in quella successiva,
la Seconda Repubblica, e divenuto
segretario dell’Udc, vicepresidente
del Consiglio con Berlusconi e insomma membro dell’oligarchia che ha
dominato l’ultimo ventennio, ora che
ne è fuori riflette sul disastro che ne è
seguito. È una riflessione (La nebbia
del potere, Marsilio, pp.121, € 10) che
l’autore può permettersi, perché anche nel momento in cui era in sella
aveva provato, inutilmente, a mettere in guardia il suo partito, gli alleati
e lo stesso Cavaliere, al cui fianco si

C’

Elzeviro
MARCELLO
SORGI

I rischi
del potere
senza
rappresentanza
era seduto brevemente e controvoglia, dei rischi a cui la degenerazione
del sistema poteva portare.
Un potere senza rappresentanza. Partiti ridotti a comitati elettorali, organismi di propaganda. Governi orientati a inseguire i desideri più sbagliati di un’opinione pubblica testata approssimativamente
da sondaggi. In una parola, il populismo, la bestia nera non solo della

in realtà si sarebbe limitata solo a pochi docenti «di quelli che contestano
tutto», mentre gli studenti non avrebbero potuto esprimersi perché «non ci
sono, le lezioni sono finite».
Una vicenda «vergognosa, che per
cialtroneria, dei russi e degli italiani,
sembra un pezzo della commedia
dell’arte», dice la scrittrice Liudmila
Ulizkaya, che ha firmato insieme a
decine di intellettuali russi di prima
grandezza una lettera aperta sul
«caso Medinsky». A Venezia è bufera: le firme dei docenti e del personale di Ca’ Foscari contro la «Honorary
fellowship» - conferita, ritirata e poi
«consegnata all’insaputa di tutti, a
domicilio come una pizza», commenta lo slavista Andrea Gullotta – sono
ormai più di 230, e manifestazioni di
solidarietà sono arrivate dai maggiori slavisti italiani come Serena Vitale
e Gian Piero Piretto. Gli studenti
che, secondo la Burini, «non ci sono»
hanno firmato un appello a «riparare
l’errore» e fare luce sulla procedura
della nomina. Il ministro Medinsky a
Mosca intanto festeggia: «Altro che
sanzioni, l’Europa sta abbandonando la sua politica di tolleranza e ora
vuole imparare da noi».

crisi italiana, ma di un più generale indebolimento delle democrazie
occidentali in Europa. La classe
dirigente chiusa in un labirinto
che in buona parte ha contribuito
a edificare attorno a sé stessa. Il
Palazzo sfidato dalla gente che
grida in piazza. L’idea falsamente
assembleare della democrazia diretta costruita sulla Rete.
Follini dedica più di due terzi
della sua analisi alla descrizione
dei sintomi, sempre più gravi, della malattia, per la quale non riesce
a indicare una terapia sicura. Ma
se un tentativo si può fare, è quello
di una sorta di ricostruzione, della
politica e della democrazia appunto, e forse dei partiti o di forme organizzate in cui la partecipazione
dei cittadini non sia a senso unico.
Avvertenza: il libro è stato concepito prima dell’avvento dell’era
Renzi: Follini sospende il giudizio
sull’eventualità che si tratti di uno
stadio maturo del male o dell’inizio di una guarigione.

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Articoli e fotogallery
lastampa.it

Chastain
moglie in crisi
evoca i Beatles
amore, in fondo, non è
che un punto di vista.
E di sicuro, quando è
fra un uomo e una donna, la
prospettiva è sempre profondamente diversa. Costruito
intorno a questa idea, il film di
Ned Benson The disappearance di Eleanor Rigby, protagonisti James McAvoy e Jessica
Chastain, racconta la vicenda
di una coppia newyorkese che
cerca di rimettere insieme i
pezzi di un’unione deflagrata
dopo la morte di un figlio. Da
una parte c’è Lei, tornata a casa dai genitori dopo la tragedia, dall’altra c’è Lui, impegnato a cercare la strada per
tornare insieme alla moglie.
Secondo il regista il film potrebbe essere visto anche invertendo le parti, perchè i due
universi, maschile e femminile, sono così differenti da non
avere bisogno di nessun legame narrativo. Anche grazie al
titolo, che evoca la celebre
canzone dei Beatles (i genitori
l’hanno chiamata così in nome
della passione per il quartetto
di Liverpool) il film, nel Cer-

L’

CANNES 2014

26 .Spettacoli

su
Casalinga felice
Eva Longoria è quella che è. E da
tempo questo fatto non la
dispera nemmeno più: è tanta e
il vestito a sirena le scoppia
addosso. Che bellezza, lei pensa

La pelle d’oca
DI

M ICHELA
TAMBURRINO

Il povero Saint Laurent si rigira
nella tomba: alla sua premiere il
collega Gaultier gli fa questo
spregio trascinando nell’orrore in
pelle zippata la regista Marshall

giù

Il cast di Yves Saint Laurent: da sinistra, Lea Seydoux, il regista Bertrand Bonello, Gaspard Ulliel, Jeremie Renier, Amira Casar e Aymeline Valade

Bonello: il mio Saint Laurent
viaggio nel lato oscuro del genio
Applausi per il film “non autorizzato” sullo stilista, “un’Odissea di insoddisfazioni”
FULVIA CAPRARA
INVIATA A CANNES
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

L’attrice Jessica Chastain

tain regard, era tra i più attesi.
Un ripescaggio a Cannes
equivale a una promozione sul
campo, e poi al centro della
storia si muovono attori di
gran calibro, lo scozzese McAvoy, Isabelle Huppert, William Hurt, ma soprattutto la
splendida Chastain, volto da
Madonna rinascimentale e piglio della grande attrice.
Una che può passare tranquillamente dal talento del
maestro Terrence Malick che
la lancia in Tree of life affidandole il ruolo di una madre dolcissima, a quello di Katherine
Bigelow che in Zero dark thirthy la trasforma in agente Cia.
L’amicizia con il regista Ned
Benson appartiene a un’altra
epoca: «Ci siamo conosciuti
10 anni fa, vidi un suo bellissimo cortometraggio e andai a
fargli i complimenti, dicendogli che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui. Non avevo fatto
ancora quasi nulla, tranne
una partecipazione a E.R.».
Così, mentre Chastain costruiva la sua brillante carriera, Benson continuava a lavorare al personaggio di Eleanor
Rigby: «È come se avessi interpretato due persone differenti, in Him sono descritta attraverso gli occhi del mio compagno, Conor, e appaio lontana, misteriosa, in Her sono invece raccontata da me stessa.
Nel primo caso mi sono detestata, nel secondo ho provato
[F. C.]
empatia e stima».

nnunciato da mesi
di polemiche e preceduto dal film di
Jalil Lespert sullo
stesso soggetto, il
Saint Laurent di Bertrand Bonello, ieri in gara al Festival, tra
molti applausi, è un viaggio appassionante al centro della creazione, l’indagine nella mente
di un genio senza pace, inseguito dai suoi fantasmi esistenziali,
posseduto dalla voglia di perdersi, ma anche di affermarsi:

A

«Più che una biografia - dice il
protagonista Gaspard Ulliel vedo il film come un’Odissea
nella testa di un grande inventore, ed è questo che lo rende
speciale». Raccontato nell’arco
di tempo che va dal 1967 al 1976,
il film è pervaso da un’inguaribile nostalgia per due fra le caratteristiche più brevi, effimere
e meravigliose della condizione
umana, giovinezza e bellezza.
La moda, ai livelli eccelsi di uno
dei più grandi couturier di tutti
i tempi, può dare l’illusione di
rompere l’incantesimo, ma è un
attimo, poi restano malinconia
e ricordi: «La depressione - os-

serva ancora Ulliel - ha segnato
l’intera esistenza di Saint Laurent, inoltre la sua omosessualità, unita all’aspetto fragile e alla
sensibilità particolare, lo hanno
perennemente esposto al giudizio e all’ironia degli altri. Eppure sono convinto che da tutto
questo siano venute fuori una
forza, un’ansia di rivincita, che
lo hanno sempre sostenuto».
La coesistenza con un altro
Saint Laurent ha offerto a Bonello la possibilità di essere più
libero, di esplorare in profondità i lati oscuri del personaggio,
dalla relazione con Pierre Bergè, tutta all’insegna dell’equili-

brio e degli affari, a quella ben
più tumultuosa con Jacques De
Bascher, interpretato da un
Louis Garrel che in qualche modo ricorda Freddie Mercury:
«Non ho visto l’altro film - taglia
corto il regista -, volevo concentrarmi sul mio progetto, conservare la mia autonomia. Lespert
ha ottenuto il sostegno di Bergè,
noi volevamo fare un film su
Yves e non su di lui, e alla fine il
fatto che ci sia un’altra pellicola
con lo stesso personaggio mi ha
alleggerito dagli obblighi di una
biografia tradizionale». Intorno
al protagonista, e a due delle sue
più celebri collezioni, la «Libe-

ration» del ‘71 e «Ballet russe»
del ‘76, si muove l’universo effervescente dell’epoca, quello di
cui la musa Loulou de La Falaise
(Léa Seydoux) è interprete perfetta, con i turbanti colorati e il
gusto per la contaminazione. A
Parigi le notti sono folli e i grandi stilisti si fronteggiano, dall’altra parte dall’oceano Andy
Warhol ammira il lavoro di Saint Laurent e gli scrive, a Marrakesh le giornate si consumano
tra giochi e oblio, nella comunità degli amici, eppure Yves è
sempre alla ricerca di qualcosa
che non ha: «Le persone che
creano non sono mai contente

Salma Hayek e Julie Gayet con cartelli per le nigeriane rapite

Quest’anno il party va intelligente
e la buona causa sfila sul red carpet
EGLE SANTOLINI
CANNES

ranquilli, è arrivata anche Paris Hilton, per di
più al braccio del rapper
Tyga. Con lei il parterre del più
bling bling dei Festival è al completo, nel solito mix di divine,
tycoon, star appannate in cerca
di visibilità politicamente corretta (Pamela Anderson, la bagnina di Baywatch, si è data all’ambientalismo e cerca proseliti da uno yacht), russe dalle
gambe iperuraniche, attrici cinesi dai nomi indistinguibili. Né
manca il côté politico-scandaloso che a Cannes ha dato sempre

T

un bel po’ di pepe: e se Dominique Strauss-Kahn fu arrestato a
New York proprio durante un
Festival, dove mai poteva debuttare il film su di lui, seguito da un
party che Le Monde ha definito
«di pessimo gusto»? E dove mai
poteva rispuntare, sorridente e
molto omaggiata dal direttore
Thierry Frémaux, Julie Gayet,
la ragazza a cui François Hollande comprava i croissant?
Ex del presidente a parte, finora il Festival se lo sta rubando Cate Blanchett: ospite d’onore con Nicole Kidman e Harrison Ford del festone Vanity Fair
America-Giorgio Armani ieri
sera al Hotel du Cap, superba al

trofeo Chopard dove si premiavano le nuove leve e cioè Logan
Lerman e l’imbronciata Adèle
Exharcopuolos, perfino fotografata sulla montée des marches mentre carezza il pupazzone di Dragon 2. In quest’ultimo caso di certo anche come
omaggio ai nuovi mercati orientali, più rampanti che mai: vedi
il successo, un paio di sere fa,
della festa Nuit de Chine.
Va anche il party intelligente
e impegnato, meglio se per pochissimi: come quello di Calvin
Klein e dell’Independent Filmaker Project che, l’altra sera a
Villa Amélie, ha riunito in nome
della creatività femminile al ci-

REUTERS

Julie Gayet con il cantante MIka, a destra Salma Hayek

nema Rooney Mara, Julianne
Moore, Naomi Watts e Lupita
Nyong’o, più la comparsa abbacinante di Liya Kebede in azzurro polvere. O quello per il restauro della facciata di Cinecit-

tà, presente il ministro Dario
Franceschini: ed è un peccato
che a un monumento del costume e della cultura italiana come
quello debbano pensare i gioiellieri svizzeri di Chopard. Fino

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Le
recensioni
TV & TV
DI ALESSANDRA COMAZZI

Oggi “Le meraviglie” in concorso

Rohrwacher cattura
il fascino inafferrabile
di un’adolescente
ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH
CANNES

N

degradata dove le identità culturali si sono sfaldate, dove l’antica origine etrusca è ricordata
solo sulle etichette dei prodotti,
dove il magico balugina nei lustrini di una falsa fata diva (Monica Bellucci) di una tv locale,
quel bizzarro gruppo sembra
l’unico a esprimere un’autenticità. Affidabile assistente del
padre che adora e materna verso le sorelline, Gelsomina è una
ragazzina la cui femminilità sta
segretamente sbocciando, provocandole desiderio di fuga e
voglia di amore.
Sul filo dell’autobiografia, la
Rohrwacher ne racconta gli aneliti senza indorare la pillola: si

sopportava di vedersi». Inventore dell’armonia nella provocazione, lo stilista che vestiva le
donne ispirandosi a Gauguin, a
Matisse e a Delacroix, non poteva sopportare lo sfregio della
decadenza fisica. Anche per
questo, nell’ultima inquadratura di Saint Laurent, c’è il sorriso
enigmatico e accattivante dell’Yves dei tempi d’oro, assetato
di vita, nonostante le ferite.

on ci sono italiani in
giuria a Cannes quest’anno, quindi Le meraviglie, che nella sua apparente semplicità (e santa povertà di budget) è un film fine
e inafferrabile, affronta la
competizione privo di padrino. Non vuol dire: può essere
che la sua protagonista, la giovanissima Gelsomina, tocchi
le corde di registe sensibili alle problematiche femminili
adolescenziali come la presidente Jane Campion, e magari Sofia Coppola. E tuttavia,
l’opera due di
Alice Rohrwacher non parla
solamente di
questo.
Siamo in un
ambiente agricolo, ritagliato
nella bassa Toscana fra Sovano e i Bagni di
San Filippo, il
lago potrebbe
essere quello di
Bolsena e l’accento dei nativi
piega sull’umANSA
bro/viterbese. Alba Rohrwacher nel film della sorella Alice
In quest’angolo
dai confini vaghi vive uno capisce che la sua eroina è come
straniero di lingua tedesca prigioniera; che la scelta, a suo
con una moglie (Alba tempo «alternativa», dei genitoRohrwacher) italiana, quattro ri si è trasformata in una scelta
figliolette fra cui Gelsomina senza alternative. E tuttavia atche è la più grande. Lui, un ti- traverso lo sguardo dell’adolepo iracondo e scorbutico che scente la realtà viene sublimata
fa l’apicultore, produce un a livello di stato d’animo, e ogni
miele genuino con metodi sen- cosa assume uno spessore, diz’altro genuini, che i cerberi viene esperienza, scoperta,
della commissione europea emozione: dagli anfratti di tufo,
boccerebbero all’istante, giu- le dolci acque, i boschi umidi
dicandoli poco igienici; e la emana un fascino segreto; la fata
piccola tribù è accampata in tv appare quasi una figura mitiun fatiscente casale secondo ca. E quella strana famiglia è couno stile che richiama quello munque la famiglia, luogo di
di una comune sessantottina. stratificazione di affetti e di comEppure in quella campagna plicità inestricabili.

REUTERS

alla serata Kahlil Gibran per il nora sarà affidata a Lana Del
progetto animato di Salma Rey, Robin Thicke, Aloe Blacc. E
Hayek (ieri sul red carpet con intanto ricevono la vodka (Belcartello pro liceali nigeriane ra- vedere: con esibizione di Rita
pite) sul poema Il profeta.
Ora) e stilografiche, profumi e
Pierre Niney, l’Yves Saint balocchi. Per qualche motivo inLaurent del biopic approvato da sondabile si prepara sulla CroiPierre Bergé, uscito prima di sette un torneo di spillatori di
quello più scandaloso ora in con- birra, mentre Bob Sinclar, che
corso, è conteso da tutti da sagacemente monetizza sul torquando si è saputo che Harvey mentone della Grande bellezza,
Weinstein distriofficia ogni sera al
buirà il film in
«FAR L’AMORE» Gotha sulla Pointe
Usa. Pedro Al- Il dj Bob Sinclar al Gotha Croisette. Sulle almodóvar, in veture della Califorsfrutta il tormentone nie, dopo la chiesa
ste di padre nobile e produttore della «Grande bellezza» ortodossa di Midel film in comchele Arcangelo,
petizione Relatos salvajes, è com- nidificano gli oligarchi russi e va
parso anche lui da Chopard ac- a quintali il nuovissimo caviale
canto alla sua musa Penelope bio. Fedele al tradizionale PeCruz. Si aspetta come sempre la trossian è invece lo chef della
serata dell’amfAR, mercoledì al- Bastide Bruno Oger, che per il
l’Hotel du Cap, quest’anno dedi- gala inaugurale ha messo a tavocata, per scelta della gran sacer- la 670 ricchi e famosi. Ma nesdotessa della moda Carine Roi- sun commensale gli ha dato sodtfeld, a Marilyn Monroe e al co- disfazione come Nanni Moretti,
lore rosso: ci saranno i migliori presidente di giuria nel 2012.
nomi del Festival e la colonna sotwitter @esantoli

AFP

fino in fondo, mentre giravo ho
pensato a Serge Gainsbourg,
anche lui soffriva di quello stesso senso di insoddisfazione».
Nell’ultimo capitolo del film,
intrecciato con l’inizio della malattia del protagonista, la parola passa a un Saint Laurent invecchiato e appesantito, un altro corpo per raccontare un’altra epoca dell’esistenza: «Ho
pensato subito a Helmut Berger, nel 1989 Yves era completamente diverso, diceva che non
IL PROTAGONISTA ULLIEL

«La depressione ha segnato
tutta la sua vita, si sentiva
esposto al giudizio altrui»

ANSA

Chiambretti
alla frontiera
di Burlesque
hiambrettismo. Non è
varietà. Non
informazione.
Chiambrettismo, Uno stile. Un
genere tv che Piero Chiambretti
ha inventato e consolidato, dai
tempi di Rete Manila, passando
attraverso tanti campi e tante
battaglie, che si chiamavano,
citando alla rinfusa, Divano in
piazza, Va’ pensiero, Il
portalettere, Il laureato,
Markette, Chiambretti c’è senza
dimenticare i festival di Sanremo,
per cuiconiò il sempreverde
slogan «comunque vada sarà un
successo». Ecco ora Chiambretti
Supermarket su Italia 1 per un
mese tutte le sere: tre volte in
diretta, le altre con un «meglio di»
rinfrescato. Lui si è portato avanti
parlando di «veglione di
capodanno»: davvero, che senso
ha fare un programma tanto
lungo (un’ora sarebbe la misura
ideale), articolato, complesso.
Barocco. Impegnativo. E
trasmetterlo tra mezzanotte e le
due? Ma dài. Non va bene. Va
bene la nicchia, ma qui si esagera.
Ove mai fosse Chiambretti che
preferisce così, la rete dovrebbe
convincerlo a non disperdere
risorse e ascolti. Persino Arbore, ai
tempi di Meno siamo meglio
stiamo, trovò che Raiuno
esagerava con l’ora del vampiro.
La trasgressione è la mancanza
di ipocrisia. Chiambretti prosegue
nel suo pensiero: la tv è un
gigantesco supermercato, spesso
mascherato. Anche tutti noi, gli
«humani», siamo in vendita: non
si deve dire, prima di mezzanotte?
O è che Chiambretti non dice le
parolacce, e la sua trasgressione è
dunque più pericolosa? Ecco
offrirsi persone con la doppia vita,
impiegati di giorno ma la notte
esplosivi di burlesque. Proprio il
burlesque è la nuova frontiera del
chiambrettismo. Si telefona per
acquistare l’uomo-trottola o la
donna-zombie, in una sorta di
Portobello rivisitato.
Supermarket, ma anche circo: le
figurine sotto la tenda, dopo la
confusione della prima puntata,
si stanno delineando. Il pianista
Bacchetti che battibecca con
Cristiano Malgioglio. La cavia che
guarda i film; il pittore che
dipinge in diretta; la centralinista
svampita. I ballerini, descritti colti
e poliglotti, ballano su una
struttura divisa su tre piani, i
personaggi si scambiano, una
sorta di traduzione italiana di quel
Voyeur Project dell’Hbo, regista
Jake Scott, figlio di Ridley,
avveniristica collezione
multimediale di storie. Belen
legge la chiusa di un classico russa
a fine puntata, e balla sul letto;
una sera, ecco la lettera di Corona
dal carcere. Situazioni. Morale sì,
moralismo, no. Chiambrettismo.

C

Chiambretti Supermarket
Varietà notturno
Italia 1
con Piero Chiambretti

****

***
***
****
*****

PESSIMO
MODESTO
DISCRETO
BUONO
OTTIMO

TEATRO

Tra i produttori ci sono i fratelli Almodovar (e Pedro ha
accompagnato a Cannes regista e attori), e si vede, nella commedia
grottesca e piena di humour noir in salsa argentina Relatos Salvajes
(Racconti selvaggi), il film è come una sorta de I nuovi mostri, ovvero
un film ad episodi con tanto di stoccata finale, ma con tanta violenza
in più: c’è l’ingegnere Ricardo Darin che non ci sta a vedersi portare
via l’auto dai vigili senza colpa. Ci sono Julieta Zylberberg e Rita
Cortese cameriera e la cuoca di una trattoria. Entra però il cliente
sbagliato e tutto vira in horror.

Spettacoli .27

Tre magnifiche donne
per la Trilogia di Eschilo
MASOLINO D’AMICO

O

rgogliosamente l’INDA
celebra i suoi cento anni
allestendo la trilogia di
Eschilo, ovvero il massimo monumento del teatro dell’antichità, e lo fa conciliando la parola
dei testi con le necessità dell’intrattenimento di massa nell’età
dell’immagine. Così mentre le
nuove versioni di Monica Centanni puntano alla massima accessibilità, le regie di Luca De
Fusco (Agamennone) e di Daniele Salvo (Coefore-Eumenidi accorpate) cercano di saziare l’occhio anche con frequenti e ben
coordinate evoluzioni di mimidanzatori nella scenografia di
Arnaldo Pomodoro, ampio spazio vuoto con misteriosi elementi bronzei, soprattutto due
grandi torri-portali-pilastri,
quasi residui di una precedente
invasione spaziale. Niente contemporaneizzazioni tipo uomini in bombetta, però, ma costumi semplici e arcaizzanti.
In Agamennone il terreno è
una asciutta palude di torba da
cui emergono lentamente prima il popolo di Argo, quindi la
barca semisepolta che contiene
il reduce Agamennone, un po’
come un astronauta ibernato.

Nelle Coefore il matricidio non è
solo raccontato ma avviene in
scena, e le Erinni sono una legione squittente di minacciose
creature che si agitano come pipistrelli. I tanti movimenti sottolineati da musiche non ci impediscono però di notare come
qui si celebri l’uscita dalla barbarie dell’Atene di Pericle, come dire uno dei momenti fondamentali della faticosa marcia
della nostra civiltà verso il progresso. C’è infatti l’orrore per i
sacrifici umani; c’è l’istituzione
del primo tribunale. E anche se
quest’ultimo sancisce tutto
sommato la superiorità dell’uomo sulla donna, è anche vero
che qui le figure delle donne sono travolgenti. Due cori sono di
donne e il terzo, quello dell’
Agamennone, di vecchi imbelli;
e mentre gli uomini appaiono
confusi e indecisi, hanno grande rilievo, in una distribuzione
ricca di grandi nomi, almeno
tre eroine, l’intelligentissima,
appassionata Clitemnestra di
Elisabetta Pozzi, la fiera benché
umiliata Cassandra di Giovanna Di Rauso, e la lucida Atena di
Piera Degli Esposti.
AL TEATRO GRECO DI SIRACUSA
FINO AL 22 GIUGNO

****

DANZA

Almodovar«padrenobile»deimostriargentini

.

Meg Stuart, la violenza
fa troppo rumore
SERGIO TROMBETTA

T

re ragazzi e due ragazze
in fondo alla scena. A sinistra una batteria, di
sfondo una parete nera e lucida.
Mentre un rumore sordo di risacca si sviluppa lentamente
ecco i cinque muoversi con altrettanta lentezza. Ognuno secondo una propria gestualità
che, seppur sviluppata, resterà
una costante di tutto il brano.
Poco per volta il sonoro aumenta e il ritmo si fa incalzante,
azionato al computer dal batterista. Il sound si fa ossessionante, quasi insostenibile. Tanto
che nel corso della serata alcuni
spettatori lasceranno la sala.
I cinque intanto avanzano, si
sparpagliano, occupano tutto lo
spazio, mentre i loro gesti si trasformano in un delirio motorio,
carico di energia scatenata.
Lampi squarciano la scena, loro
ora sono a terra e rotolano su sé
stessi come in preda a una crisi

isterica. Ma non si incrociano
mai. Non si toccano. Ognuno è
un atomo a sé stante. Lanciano
grida disperate. C’è molta violenza in Violet il brano che la
americana Meg Stuart ha presentato alla Stazione Leopolda
per il festival fiorentino Fabbrica Europa. Di stanza in Europa
con la sua compagnia Damaged
Goods, capofila di una danza fisica di estrema violenza, il 28
giugno sarà alla Biennale di Venezia con un altro titolo, Hunter.
La feroce cavalcata dei cinque
protagonisti finisce, apparentemente, con i ragazzi schierati in
proscenio. Ma è una finta. Perché la giostra riparte e i protagonisti si avvicinano in unico viluppo, un abbraccio collettivo.
Per spiegarci che non c’è fine alla violenza. Per allungare un po’
il brodo dello spettacolo?
VIOLET
Stazione Leopolda , Firenze e il 28
giugno a Venezia

***

T1 CV PR T2

DOMENICA 18 MAGGIO 2014 LA STAMPA 28

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .29

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 18 maggio 2014

Rai 1

Rai 2

Rai 3

6.00 Da Da Da Musica e Cinema Videoframmenti
6.30 UnoMattina in famiglia
10.00 Buongiorno benessere
10.30 A Sua immagine Rubrica
religiosa
10.55 Santa Messa
12.00 Recita Regina Coeli
12.20 Linea verde Attualità
13.30 Telegionale
14.00 L’Arena Attualità Massimo Giletti conduce il
talk di attualità e approfondimento
16.30 Tg1
16.35 Domenica In Varietà
18.50 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.35 Tg sport
20.40 Affari tuoi Game show
21.25 Carosello Reloaded
Attualità

6.00 Videocomic
6.30 Real School - Il Divertinglese Attualità
7.00 Zorro Telefilm
7.30 Spaghetti Western In the
water Film-tv
9.05 Il nostro amico Charly
Telefilm
10.30 Cronache animali
11.30 Mezzogiorno in famiglia
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg2 Motori
13.45 Quelli che aspettano
Varietà
15.40 Quelli che... il calcio
Varietà
17.05 Il commissario Herzog
Telefilm
18.00 Tg 2 L.I.S.
18.05 90° Minuto
18.50 Countdown Telefilm
20.30 Tg 2

7.00 Un figlio d’oggi Film
8.45 Tgr - Speciale Ambiente
Italia Oasi WWF Attualità
11.10 Tgr Estovest Attualità
11.30 Tgr RegionEuropa
12.00 Tg3
12.25 Tgr Mediterraneo
12.55 Ciclismo: Giro d’Italia
2014 Sport
13.10 La signora del West TF
14.00 Tg Regione. Tg Regione
Meteo
14.30 In 1/2 h Attualità
15.05 Ciclismo: Giro d’Italia
2014 Sport
15.30 Tg 3 Lis
18.10 Squadra Speciale Vienna
Telefilm
18.55 Meteo
19.00 Tg 3. Tg Regione. Tgr
Meteo
20.00 Blob Videoframmenti

21.30
La leggenda
delle gru

23.20 Speciale Tg1 Attualità
0.25 Tg 1 Notte. Che tempo fa
0.50 Cinematografo Cannes
1.50 Sette note. Musica e
musiche Magazine
2.20 Così è la mia vita... Sottovoce Attualità

6.00 Tg 5 Prima pagina
7.55 Traffico
8.00 Tg 5 Mattina
8.50 Le Frontiere dello Spirito
10.05 Ciak junior Programma
per ragazzi
10.35 Belli dentro Serie
11.10 Supercinema
12.00 Melaverde Rubrica
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 L’Arca di Noè Attualità
14.00 Furore - Il vento della
speranza Miniserie
16.00 Dietro le quinte “Romeo
e Giulietta”
16.05 Dietro le quinte “Angeli Una storia d’amore”
16.15 Non smettere di sognare
Film-tv (comm., 2009)
18.50 Avanti un altro!
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Paperissima sprint

21.00
NCIS

20.10
Che tempo che fa

21.10
Il segreto V

Il Segretario della
Marina è stato messo sotto sorveglianza durante un meeting
confidenziale. La squadra riceve l’incarico di scoprire chi è il
responsabile

ATTUALITÀ. Ogni puntata pro-

TELENOVELA. Raimundo (Ramòn

pone l’esilarante appuntamento cult con Luciana Littizzetto
che commenta a modo suo i fatti
della settimana. Con la partecipazione di Massimo Gramellini

Ibarra) scopre che nella sua
locanda è stato commesso un
delitto. Nel frattempo, Pepa
chiede a Olmo di confessarle i
suoi intrighi

TELEFILM.

Dopo la morte del
padre, Johanna decide di rimanere in Africa per continuare la
sua opera e dirigere il piccolo
ospedale che lui aveva creato
FILM-TV.

Canale 5

21.45 Hawaii Five-0 Telefilm
22.40 La Domenica Sportiva
Sport
1.00 Tg 2
1.20 Sorgente di vita
1.55 Appuntamento al cinema

22.45 Tg 3
22.55 Tg Regione
23.00 Glob - Diversamente italiani Attualità Torna
Enrico Bertolino con la
sua comicità
0.10 TeleCamere Attualità

23.00 Grande Fratello riassunto
23.30 X-Style Attualità
0.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
1.00 Paperissima sprint
1.35 Amore tra le righe Film
(comm., 1998)

Italia 1
7.00 Superpartes Attualità
7.45 Til Death Telefilm
9.00 Scooby Doo! La leggenda
del Fantosauro Film-tv
10.35 Fratello Scout Film-tv
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset XXL
Sport
14.00 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
14.25 Virus letale Film (fant.,
1995) con Dustin Hoffman, Morgan Freeman
16.50 Z la formica Film
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.00 Come mi vorrei Varietà
19.45 Streetdance 2 Film
(mus., 2012) con Falk
Hentschel, Sofia Boutella, George Sampson,
Akai Osei-Mansfield

Rete 4

La 7

6.55 Superpartes Attualità
8.00 Zorro Telefilm
8.30 Asia Documentari
9.25 Magnifica Italia
10.00 Santa Messa
10.50 Pianeta mare
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Pianeta mare
13.00 Ricette all’italiana
13.55 Blue Beach Paradise
Story Attualità
14.45 L’isola del tesoro Film
(avv., 1973) con Orson
Welles, Kim Burfield,
Lionel Stander
16.45 Hudson Hawk - Il mago
del furto Film (avv.,
1991) con Bruce Willis,
Danny Aiello
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
6.55 Movie Flash
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 L’aria che tira - Il diario
11.30 Bersaglio Mobile
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Assassinio a bordo Film
(giallo, 1964)
16.30 La Libreria del Mistero
Film-tv
18.10 L’Ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Domenica nel Paese
delle meraviglie

21.30
Il principe cerca
★★
moglie

21.15
Debito di sangue ★★★

21.10
Balla coi lupi ★★★★

FILM. (pol., 2002) con Clint Eastwo-

FILM. (comm., 1988) con Eddie Mur-

od, Jeff Daniels. Regia di Clint
Eastwood. Dopo un trapianto di
cuore, l’ex agente McCaleb viene
ingaggiato per indagare sulla
morte della sua donatrice

FILM. (western, 1990) con Kevin
Costner. Regia di Kevin Costner.
Un ufficiale nordista decide di
andare a vivere nella frontiera. Scoprirà la civiltà degli indiani e la ferocia dei bianchi

phy, Arsenio Hall. Regia di John
Landis. Akeem, principe ereditario del regno di Zamunda, si finge
povero per trovare una moglie
23.55 Confessione reporter
1.15 Chiambretti supermarket Varietà
2.25 Grande Fratello - Live
2.40 Sport Mediaset Sport
3.00 Studio aperto - La giornata

23.35 Mediterraneo Film
(comm., 1990) con
Diego Abatantuono
1.30 Tg 4 Night News
1.55 Topaz Film (spion., 1969)
con Frederick Stafford
3.55 Come eravamo

0.30
0.45
0.50
4.10

Tg La7 Sport
Movie flash
Adventure Inc. Telefilm
Omnibus Attualità
Rubriche, dibattito sul
tema del giorno, rassegna stampa e meteo

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

23

18.05 Rai News - Giorno
18.10 David Letterman
Show
19.00 Petruska - Il Terzo
Uomo
19.35 Shostakovic:
Sinfonia N.10 In
Mi Min
20.40 Antonio Paolucci:
I Due
Michelangelo
21.15 Art Of...Germania
- L’ombra del Iii
Reich
22.10 Cool Tour Arte

13.55 Timeline - Ai
Confini del Tempo
Film
15.50 Fumettology
16.20 Continuum Telefilm
17.05 Rai News - Giorno
17.10 Ashes To Ashes
Serie
18.05 Haven Serie
18.50 Flashpoint Serie
19.35 Ghost Wisperer
Serie
21.10 Bates Motel Serie
22.50 Mainstream 2014
23.10 I 13 Assassini Film

RAI STORIA 54
19.30 Storie della
Letteratura
20.00 Anatomia di un
omicidioL’assassinio di
Anwar Al Sadat
20.30 Il tempo e la storia D’Annunzio,
Mussolini, carissimi nemici
21.15 Eco della storiaBauman e
l’Europa liquida
22.15 Crash-contatto
impatto convivenza

RAI MOVIE

PASSION

17.30 Pazze di me SKY HITS
17.40 Ecco a voi Lola SKY
CINEMA FAMILY

17.55 Marci X La figlia di un
discografico americano
s’innamora di un rapper. Con Lisa Kudrow
SKY COMEDY
Waterloo SKY CLASSICS

18.45
19.05 World War Z Un kolossal zombie diretto dal
regista di “Quantum of
Solace”, Marc Forster
SKY

PASSION

The Impossible Una
famiglia sopravvissuta
allo tsunami che ha colpito l’oceano Indiano
nel 2004 SKY HITS
19.20 Ancora 12 round SKY
MAX

19.25 Piovono polpette
Cercando di risolvere il
problema della fame
nel mondo, Flint fa piovere cibo SKY CINEMA
FAMILY

Le comiche 2 SKY COMEDY
21.00 Prometheus Il film rivela l’identità del gigantesco alieno ignoto, lo
Space Jockey SKY MAX
Sky Cine News SKY
CINEMA 1

Le avventure di
Sharkboy e Lavagirl
SKY CINEMA FAMILY

SKY

CLASSICS

Starsky & Hutch Dalla
celebre serie televisiva,
la “strana coppia” Ben
Stiller-Owen Wilson SKY
COMEDY

A proposito di Henry
Una ferita alla testa fa
perdere la memoria ad
Harrison Ford SKY PASSION
21.10 Warm Bodies La vita di
R, morto vivente, gli ha
gradualmente prosciugato la memoria SKY
HITS

Tutti pazzi per Rose

SKY CINEMA 1

19.10 Cime tempestose

Bersaglio mobile

SKY CINEMA 1

22.35 Asterix & Obelix al servizio di sua Maestà
Asterix attraversa il
canale per aiutare
Anticlimax ma si trova
davanti i romani SKY
CINEMA FAMILY

22.45 Merry Christmas Il caso
fa incontrare il pilota
Christian De Sica e l’industriale Massimo Boldi
SKY COMEDY

22.55 Viva l’Italia I difetti
dell’Italia di oggi messi
alla berlina da
Massimiliano Bruno SKY
HITS

Litigi d’amore Dopo la
morte del marito, Terry
si ritrova sola con 4
figlie. Con Kevin
Costner SKY PASSION
23.05 Dream Team SKY
CINEMA 1

22

11.55 Moviextra 60
12.30 Io sono con te Film
14.15 Difesa ad oltranza
Film
16.00 Flashdance Film
17.35 Rai News - Giorno
Notiziario
17.40 My Life - Questa
mia vita Film
19.40 San Giovanni
decollato Film
21.15 Il duro del Road
House Film
23.10 Il segreto dei suoi
occhi Film

10.55 Ciaknews
11.00 Adesso Cinema!
11.30 La valle dell’Eden
Film
13.30 We Are Marshall
Film
15.50 L’impero del sole
Film
18.40 Note di Cinema
18.50 Oliver Twist Film
21.05 Brothers of War Sotto due bandiere Film
23.40 Bangkok
Dangerous Film

serie tv

intrattenimento

film
17.15 I puffi 2 SKY CINEMA 1
17.20 Insonnia d’amore SKY

IRIS

24

18.20 Cold Case FOX CRIME
Modern Family FOX
18.40 Una mamma per
amica FOX LIFE
18.45 La vita secondo Jim
FOX

19.10 I Simpson FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
19.35 Cucine da incubo: le
ricette FOX LIFE
I Simpson FOX
20.00 Castle FOX LIFE
How I Met Your
Mother FOX
20.05 N.C.I.S. Los Angeles
FOX CRIME

20.30 The Big Bang Theory
DIVA

21.00 Criminal Minds
Anthology FOX CRIME
Cucine da incubo 2
FOX LIFE

I Griffin FOX
21.25 I Griffin FOX
21.50 American Dad FOX
21.55 Criminal Minds
Anthology FOX CRIME
The good wife FOX

NATIONAL GEOGRAPHIC
DISCOVERY
CHANNEL

19.35 Nudi e crudi

19.45 Destini incrociati hotel
ARTE

19.55 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.05 The Story of Film: An
Odyssey ARTE
Cuochi e fiamme LEI
20.25 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

GEOGRAPHIC
DISCOVERY CHANNEL

Malattie misteriose
LEI

21.10 Bmovie - Roger
Corman - Roger
Corman ARTE
Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

21.30 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

21.55 Partorirò tuo figlio LEI
Stupidi al quadrato

LIFE
FOX

LIFE

Agents of S.H.I.E.L.D.
FOX

22.50 Criminal Minds
Anthology FOX CRIME
22.55 Donne nel mito Amelia Earhart DIVA
UNIVERSAL

19.25 Stupidi al quadrato

21.00 Marchio di fabbrica

UNIVERSAL

22.15 Brickleberry FOX
22.45 Grey’s Anatomy

LEI

20.55 Cosmos. Odissea nello
spazio NATIONAL

FOX

20.50 Donne nel mito Nancy G. Brinker

19.15 L’oro di Napoli: Museo
Archeologico ARTE
Grassi contro magri

NATIONAL GEOGRAPHIC

22.00 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

22.05 Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

22.25 Stupidi al quadrato
NATIONAL GEOGRAPHIC

22.30 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

CIELO
14.45
15.00
15.10
16.00
16.30
16.45
17.00
18.05
18.30
19.30
20.30
21.00
22.45
0.15

MTV

26

Sky TG Giorno
Studio MotoGP
Moto3 Gara Sport
Studio MotoGP
Moto2 Gara Sport
Studio MotoGP
MotoGP Gara
Studio MotoGP
Roma Unico
Grande Amore
Affari al buio
Affari di famiglia
Ice Twisters
Stop & Gol Night
Histoire d’O Film

8

15.30 Teenager in Crisi
di Peso
16.20 Compagni di Ballo
17.20 Catfish: False
Identita’
18.10 Friendzone: Amici
o Fidanzati?
19.10 Ragazze: Istruzioni
per l’uso
20.10 Ex On The Beach:
La Rivincita degli
Ex
21.10 Tristano e Isotta
Film
23.20 Il Testimone

REAL TIME

31

10.30 Un giorno per me
10.55 Molto bene
12.50 Il re del cioccolato Documentari
13.50 Il boss delle torte
14.45 Amici di Maria De
Filippi Varietà
16.15 Abito da sposa
cercasi Varietà
21.10 Proposal Planner:
la proposta perfetta Documentari
22.10 90 giorni per
innamorarsi
Varietà

DMAX

13.25 Troy
14.15 Unti e Bisunti
15.10 Acquari di famiglia
16.00 Perduto?
Venduto!
16.50 Affari in valigia
17.45 Property Wars
18.35 Affare fatto!
19.30 Texas Tarzan
20.20 Banco dei pugni
21.10 Affari a tutti i
costi
22.00 Acquari di famiglia

film
17.15 Il prescelto La scomparsa di una donna spinge
uno sceriffo a indagare.
Con Nicolas Cage
PREMIUM CINEMA

17.25 Mr. Deeds Il candido
Adam Sandler è l’erede
naturale di un bizzarro
magnate dei media
PREMIUM UNIVERSAL

17.30 Appuntamento con
l’amore San Valetino,
un giorno cruciale per
gli innamorati e per chi
vorrebbe esserlo
PREMIUM CINEMA EMOTION

Ho vinto la lotteria di
Capodanno Un giornalista perseguitato dalla
sfortuna vince alla lotteria PREMIUM COMEDY
17.45 The Fast and The
Furious: Tokyo Drift La
malavita a Tokyo: fra
corse illegali e la yakuza, la mafia giapponese
PREMIUM CINEMA ENERGY

19.00 La tempesta perfetta Il
capitano Tyne e il suo
equipaggio vengono colpiti da una furiosa tempesta PREMIUM CINEMA
19.05 E Alla Fine Arriva Polly
PREMIUM UNIVERSAL

19.30 Scontro tra Titani Il viaggio del figlio di Zeus,
Perseo e della sua battaglia contro Medusa
PREMIUM CINEMA ENERGY

19.35 Il diario di Bridget
Jones Bridget è una
single trentenne con-

vinta che tutti riescano
a farcela tranne lei
PREMIUM CINEMA EMOTION

21.15 Final Destination 5 Il
quinto capitolo della
saga cinematografica
dedicata al destino della
morte PREMIUM CINEMA
Le relazioni pericolose
Intrighi, vendette e
passioni nella Francia di
fine Settecento. Ottimo
il cast PREMIUM UNIVERSAL
Serenity Le vicende della
Serenity, una nave da
guerra adibita a traffici illegali PREMIUM CINEMA ENERGY
Per fortuna che ci sei
Sophie Marceau, 3 figli
e 2 ex mariti. Nella sua
vita non c’è posto per
l’amore PREMIUM CINEMA
EMOTION

22.55 Punto d’impatto Il
tenente di polizia Daly
viene sospeso per i suoi
metodi poco ortodossi
PREMIUM CINEMA

23.05 L’amore, Per Caso
PREMIUM CINEMA EMOTION

23.10 Johnny English Mr.
Bean, impiegato dei
servizi segreti britannici, si ritrova agente
segreto PREMIUM COMEDY
23.15 Low Budget PREMIUM
UNIVERSAL

Drive Angry John
Milton dà la caccia a
dei satanisti che vogliono sacrificare sua nipote PREMIUM CINEMA

52

serie tv
10.10 Almost Human ACTION
10.15 Friends JOI
10.40 Mercy MYA
10.50 Duro a Morire JOI
Eleventh Hour TOP
CRIME

11.35 The Originals MYA
12.20 Dracula MYA
12.35 Colombo TOP CRIME
13.10 Dracula MYA
13.55 Gossip Girl MYA
14.25 Bones TOP CRIME
14.30 Mike & Molly JOI
15.25 Suits JOI
15.35 Parenthood MYA
16.10 Hustle - I signori della
truffa JOI
Le indagini di padre
Castell TOP CRIME
16.25 The Vampire diaries
MYA

17.35 I Signori della Fuga
ACTION

17.45 Giudice Amy TOP CRIME
18.20 Big Bang Theory JOI
18.25 Arrow ACTION
18.45 Due Uomini e 1/2 JOI
19.10 Mike & Molly JOI
19.30 Criminal Intent TOP
CRIME

19.35 Dr. House - Medical
division JOI
20.25 The Originals MYA
21.05 Il ritorno di Colombo
TOP CRIME

21.15 Big Bang Theory JOI
22.05 Mom JOI
Pretty Little Liars MYA
22.30 The middle JOI
22.55 Parenthood MYA
Criminal Intent TOP
CRIME

30

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

SPORT
MARCO ANSALDO
TORINO

L’Inter (oggi a Verona con il Chievo) ha azzerato la
squadra del Triplete. Dopo Javier Zanetti, che ha
lasciato il calcio ma resta in società, se ne vanno
Esteban Cambiasso, Diego Milito e Walter Samuel. Ad
annunciare l’addio del centrocampista è il ds Ausilio:
«L’Inter vuole partire da un nuovo ciclo per questo non
è stato proposto il rinnovo del contratto a Cambiasso».

I conti
dell’Europa
a
League

Secondo match point per
l’Europa. Il Torino ha sprecato il primo domenica scorsa
quando aveva in pugno la vittoria con il Parma e se l’è fatta
sgusciare via come sabbia tra
le dita. I granata, in formazione senza varianti obbligata da
squalifiche e assenze (si è fermato anche Rodriguez per un
attacco febbrile), ci riprovano
a Firenze, sapendo di essere
di nuovo padroni del proprio
destino: bella situazione
quando si possiede la scorza
per non farsene suggestionare, altrimenti diventa un peso
che schiaccia. Dover vincere è
sempre difficile. La Fiorentina non giocherà alla morte
perché ha uomini già con la testa al Mondiale o alle spiagge
ma pure al 70 per cento può
resistere ad un Toro che non
sappia produrre pericoli senza Immobile che è molta parte
del gioco offensivo. Più di
Meggiorini, dovrà pensarci

IN EURO

QUALIFICAZIONI
NII
Terzo turno preliminare

140 mila
Spareggio
(solo per chi perde)

150 mila
FASE A GIRONI

1,3 milioni
il gettone
d’ingresso

400 mila
per chi vince il girone
(200 mila per il secondo)
Centimetri - LA STAMPA

200 mila

a vittoria
(100 mila a pareggio)

10 milioni

Protagonista
Alessio Cerci con Ventura
L’esterno granata, 27
anni, ha realizzato 13 gol

il guadagno massimo
del percorso fino alla finale

Al Franchi cinquemila
tifosi granata. Cairo:
«Pronto a comprare
tutto Immobile»

Addio Inter del Triplete: saluta Cambiasso

Classifica

Cerci: deve uscire dall’appannamento delle ultime settimane per sigillare la stagione del
lancio definitivo. Quanto alla
storiella del gemellaggio che
ammorbidirebbe i viola, possono crederci i tifosi e il presidente del Parma che doveva
mettere la mani avanti anche
se sarebbe stato elegante tenerle in tasca.
Comunque vada è già formidabile trovarsi lì. Ne è la
prova l’esodo dei tifosi granata, il primo che si riallacci dopo tanti anni a un passato non
fatto di viaggi della speranza
per una salvezza o una promozione. Per il Toro, ma anche per il Parma che ne è la vera rivale per l’Europa League
(il Milan sembra fuori corsa),
entrare al terzo turno preliminare è una motivazione per il
cuore più che per il cervello.
Forse sarebbe saggio starne
fuori. Se ne ricava poco e si
moltiplicano le controindicazioni, almeno con la mentalità
dei club italiani perchè il Siviglia ha dimostrato che si può
partire da lontano, vincere la
Coppa e mantenersi dignitosi
in campionato. Il primo pro-

Juventus *
99
Roma
85
Napoli
75
Fiorentina
64
Inter
60
Torino
56
Parma
55
Milan
54
Verona
54
Lazio
53
* Campione d’Italia

Fiorentina

25

ORE 20,45

30

Rosati Padelli

19

Roncaglia Maksimovic

25

G. Rodriguez Glik

40

Tomovic Moretti

24

23

Pasqual Vesovic

29

10

Aquilani Kurtic

27

7

Pizarro Vives

20
7

14 Mati Fernandez El Kaddouri
20

36

Borja Valero Darmian

49

11

Rossi Cerci

11

Toro padrone del proprio
destino: se vince
a Firenze è in Europa

(3-5-2)

SKY CALCIO 4 - PREMIUM CALCIO 4

2

Dentro
o fuori

Torino

(4-3-1-2)

4

ULTIMA GIORNATA, MANCA ANCORA UN VERDETTO

Atalanta
50
Sampdoria ** 45
Udinese **
44
Genoa
41
Cagliari
39
Sassuolo
34
Chievo
33
Catania
29
Bologna
29
Livorno
25
** Una partita in più

69

Cudrado Meggiorini

ARBITRO: RIZZOLI
All: MONTELLA

All: VENTURA

blema è che si comincia ai primi
di agosto, anticipando la preparazione. Il secondo è che se prosegui devi disporre di una «rosa» che affronti la sovrapposizione con la serie A: campioni e
molte ottime riserve. Ieri il presidente si è lanciato all’attacco
per i primi. «Se Immobile restasse ancora un anno, sarebbe
meglio per la Juventus, per il
Toro e per lui perché si valorizzerebbe - ha detto a Radio De-

ejay -. Però se la Juve vuole cederlo, prima di parlare con altre
squadre è giusto sentire il Toro.
Io sono disponibile a comprare
l’altra metà. Poi parlerò con Immobile e sono pronto ad adeguargli l’ingaggio. Cerci? Voglio
allungare e migliorare il suo
contratto. Se poi vorrà andar
via, vedremo».
Ancora per un giorno comunque il mercato passa in subordine, si sogna l’ingresso in

Europa League e ci si aspetta
che il Toro si lasci trasportare
dall’orgoglio di recuperare un
proprio spazio all’estero. L’ultima partita europea risale a 20
anni fa a Londra con l’Arsenal in
Coppa delle Coppe, l’ultima
emozione rimane il fotogramma della sedia di Mondonico ad
Amsterdam. E’ ora di ammodernare il guardaroba. Discorso che spiega anche la tenacia
del Parma che attende il passo

falso dei granata per scavalcarli, giocando con il Livorno: i
tempi di Tanzi sono lontani e li
abbiamo pagati tutti, sta di fatto però che l’ultima apparizione
europea degli emiliani risale a 7
anni fa e l’ultimo successo a 15.
Per entrambe sarebbe un altro
passo nel percorso di crescita.
Cogliere l’attimo con la consapevolezza che è un premio ad
una stagione straordinaria. In
attesa che diventi la normalità.

Partite e arbitri della serie A. 38a giornata - ore 15 e 20,45
Catania

Atalanta

(4-3-3)

(4-3-3)

SKY CALCIO 6 - PREMIUM CALCIO 3

1
24
14

Frison Sportiello
Gyomber Nica

Chievo

Inter

(4-3-1-2)

(3-5-2)

PREMIUM CALCIO 2

37

1

93

21

ORE 20,45

Puggioni Carrizo
Frey Campagnaro

Genoa

Roma

(3-4-3)

(4-3-3)

SKY CALCIO 2 - PREMIUM CALCIO 2

30

1

14

4

Lazio

(3-4-3)

SKY CALCIO 6 - PREMIUM CALCIO 5

28

1

De Maio Jedvaj

33

17

Perin Skorupski

Bologna

(4-3-3)

ORE 20,45

Berisha Stojanovic
Pereirinha Sorensen

Napoli

Verona

(4-2-3-1)

(4-3-3)

SKY CALCIO 3 - PREMIUM CALCIO 3

ORE 20,45

Parma

Livorno

(4-3-3)

(4-3-2-1)

SKY CALCIO 5

ORE 20,45

32

25

Reina Nicolas

12

83

Mirante Bardi

6

11

Maggio Cacciatore

29

2

Cassani Ceccherini

17

1

14

4

Henrique Moras

18

29

Paletta Rinaudo

77

21

21

Fernandez Maietta

22

3

Molinaro Emerson

23

Zuniga Agostini

33

18

Gobbi Mesbah

11

Acquah Biagianti

27

29

3

Dainelli Cambiasso

19

90

Portanova Benatia

17

20

33

Capuano Bellini

6

12

Cesar Andreolli

6

8

Burdisso Castan

5

3

18

Monzon Brivio

28

33

Rubin Zanetti

4

20

Vrsaljko Dodò

3

26

Radu Crespo

75

18

8

11

Guana Alvarez

11

79

11

5

Biglia Pazienza

24

8

Jorginho Sala

26

30

21

9

21

69

44

24

35

20

Dzemaili Donadel

30

32

10

3

95

19

3

7

Callejon Hallfredsson

10

16

Parolo Duncan

41

33

18

Fetfazidis Florenzi

24

87

99

19

Pandev Iturbe

15

23

Schelotto Siligardi

37

Amauri Greco

19

13
15

Bellusci Benalouane

Izco Migliaccio
Rinaudo Cigarini

Bentivoglio Taider

Cabral Taddei
Sturaro Nainggolan

Biava Natali
Dias Cherubin

Ledesma Cech

8

Plasil Baselli

18

23

11

Leto Estigarribia

20

56

Hetemaj D’Ambrosio

Bergessio De Luca

91

77

Théréau Icardi

9

16

Calaiò Totti

10

11

Klose Acquafresca

12

24

Insigne Toni

9

11

Castro Brienza

23

43

Paloschi Milito

22

10

Sculli Ljajic

8

14

Keita Laxalt

13

91

Zapata Marquinho

7

99

9
19

Guarente Kovacic

Antonini Mazzitelli

ARBITRO: AURELIANO

ARBITRO: MANGANIELLO

ARBITRO: IRRATI

All.: PELLEGRINO

All.: CORINI

All.: GASPERINI

All.: COLANTUONO

All.: MAZZARRI

Lulic Morleo
Candreva Cristaldo

ARBITRO: MARESCA
All.: GARCIA

All.: REJA

All.: BENITEZ

Cassano Paulinho

ARBITRO: DE MARCO

ARBITRO: PAIRETTO
All.: BALLARDINI

Marchionni Mosquera

All.: MANDORLINI

All.: DONADONI

All.: NICOLA

14

9

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Pallanuoto, Recco campione d’Italia

Oggi in Tv

La Pro Recco è campione d’Italia ed è lo scudetto
numero 28, il 9° di fila . Nella 3ª e decisiva sfida con
Brescia i liguri si sono imposti per 12-7. Sempre
rispettato il fattore campo, ogni squadra ha vinto in
casa in questa finale ma a differenza delle precedenti
gare, molto tirate, stavolta il dominio di Recco,
capitanato dal portiere Tempesti, è stato netto.

11,00 Moto. Gp Francia, Moto 3
Sky MotoGp
13,00 Sport Mediaset XXL
Italia 1
13,00 Golf. Open di Spagna
Sky Sport 3
14,00 Moto. Gp Francia, Moto Gp
Sky MotoGp
14,00 Atletica. Diamond L. Shanghai
Fox Sports 2
15,00 Calcio. Juventus-Cagliari Sky Sp.1-Premium C.
15,05 Ciclismo. Giro d’Italia, 9a tappa
Raitre

Retroscena
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

31

Sky Sport 2
Rai Sport 1
Rai Sport 2
Raidue
Sky Sport 1
Rai Sport 2
Sky Sport 2
Eurosport
Raidue

Arrabbiato

Evra vola a Torino
Solo l’offerta United
può levarlo alla Juve

a notizia è che il signor
Patrice Evra, 33 anni
compiuti tre giorni fa, è
atterrato venerdì a Torino
poco dopo le nove del mattino, con volo Air France AF
1102, per poi tornarsene a Parigi intorno alle 18, con velivolo AF 1203. È un apolide del
Red Devil
pallone, al momento: non più
Patrice Evra,
terzino sinistro del Manche33 anni
ster United, anche se formalcompiuti tre
mente l’unione scade il 30
giorni fa,
giugno, non ancora della Juha giocato le
ve, di cui potrebbe però esseultime nove
re il primo colpo, a costo zero.
stagioni
Anche se fonti bianconere
danno altra lettura alla gita: al Manchester
United, con
«Sarà venuto a fare il turicui è in scasta». Magari alla Reggia di
denza di
Venaria, se il prossimo anno
contratto
potrebbe spesso ritrovarsi da
quelle parti, allo Juventus
Stadium. L’altra ipotesi è che
sia venuto per un check-up fisico, obbligatorio, prima dell’autografo sul contratto: visto che da lunedì prossimo
Partite
Evra sarà arruolato dalla NaGiocate in
zionale francese per il ritiro
Champions,
pre-mondiale, non restavano
tra Monaco e
poi tanti giorni liberi.
United, con
La riservatezza juventina
cui l’ha vinta
è presto spiegata: il Manchenel 2008. 379
ster, per il quale Evra ha ben
le gare con il
esercitato il mestiere nelle ulManchester
time nove stagioni, avrebbe
ancora un’opzione per tenerlo alle proprie dipendenze. E
se Louis Van Gaal sarà davvero il prossimo allenatore dello United, pare che a tenersi il
terzino sinistro ci abbia fatto Evra sarebbe perfetto come lapiù di un pensierino. L’ad terale mancino di una difesa a
Beppe Marotta lo segue da quattro, se non altro perché fa
tempo, tanto da lasciarsi quel mestiere da una vita, tra
scappare una battuta, un pa- United e Nazionale. E se la creio di settimane fa, tra il serio e scita europea della Juve passa
l’ironico: «Già fatto un colpo? pure dall’esperienza dei suoi
Abbiamo lavouomini, diciamo
rato, e magari
PARAMETRO ZERO che il francese ne
al momento opabbastanza,
A Manchester è in ha
portuno, quancon 86 presenze
scadenza: Marotta di Champions
do il campionaha pronta l’offerta League, tra Moto sarà terminato, e il regonaco e Manchelamento ci consentirà di af- ster, con il quale l’ha vinta nel
frontare dialetticamente tut- 2008. Fisicamente gli si può
te le situazioni, saremo un po’ pronosticare una certa usura
più chiari». Dopo di che tutto (379 gare con i Red Devils), pas’è un po’ rallentato, visto che ri però all’affidabilità, se l’ultipure il futuro dell’allenatore mo serio guaio fisico, al ginocs’è fatto incerto. Nel caso, in- chio, risale a cinque anni fa.
tegrità fisica permettendo, Per tutto questo, la Juve avreb-

L

16,00 Tennis. Masters Roma
16,00 Rugby. Mogliano-Rovigo
18,00 Calcio. Pisa-Frosinone
18,05 90° minuto
20,45 Calcio. Diretta serie A
20,50 Calcio. Benevento-Lecce
21,00 Basket Nba. Indiana-Miami
22,30 Ciclismo. Giro di California
22,40 La domenica sportiva

.

Clarence
Seedorf,
38 anni,
dal 16
gennaio è
l’allenatore
del Milan
Su 18 partite,
ne ha vinte
dieci,
pareggiate 2
e perse 6

Il francese venerdì in città. Il club frena: “Un turista”
ANSA

C’è Milan-Sassuolo. Derubato SuperMario

Seedorf perde la pazienza
Balotelli invece la Porsche
TIZIANA CAIRATI
MILANO

86

ANSA

be già pronto l’accordo, bien- 30,7 milioni: avendo il contratnale, dopo di che, la firma di to in scadenza, una quotazione
Evra potrebbe essere appesa pazzesca. Che mai la Juve
all’offerta, o meno, dello Uni- avrebbe potuto mettere sul
ted. Si parte da un minimo di piatto. E dopo mesi di smentitre milioni a stagione: digeribi- te, anche perché Van Persie era
li, vista la gratuità del cartelli- sotto contratto, ci fu l’ammisno. Il fatto che
sione: sì, l’olanEvra si sia preso
CHECK-UP dese era venuto
la briga di venire
Un alUltimi giorni per le atroTorino.
a Torino dovrebseguito a
be essere almeno visite mediche: lunedì Manchester reindizio di inte- sarà con la Nazionale sta Nani, 27 anresse, anche se lo
ni, esterno d’atstesso, due estati fa, fece Robin tacco che pure Marotta e il ds
Van Persie che, clandestina- Paratici hanno discusso. Piace
mente, diede una sbirciata a al club, per un buon rapporto
Vinovo e allo stadio. L’olandese qualità-prezzo, un po’ meno a
lasciò sì l’Arsenal, ma sceglien- Conte, anche con fondato motido lo United, convinto dagli ot- vo, il recente serio infortunio.
to milioni di euro di stipendio, In ogni caso lui, l’aereo per Tomentre ai Gunners andarono rino, non l’ha ancora preso.

Dice di essere tranquillo, ma
Clarence Seedorf è tutto tranne che sereno. Il tecnico del
Milan si cimenta nell’arduo
compito di controllarsi, ma
l’impresa non gli riesce. Il tasto dolente è il suo futuro. Un
argomento alquanto fastidioso per il neofita della panchina. «Ho altri due anni di contratto e ho la coscienza a posto, non parlo con la società
attraverso i giornali», dice
l’olandese alla vigilia della gara contro il Sassuolo. Poi, incalzato sullo stesso argomento, sbotta contro i giornalisti:
«I nomi che vengono fatti per
la panchina? Non devo dire
nulla a nessuno, leggo sempre
tante invenzioni della stampa
italiana. Alcuni meccanismi
di comunicazione sono sbagliati, in 4 mesi credo abbiate
esagerato con me». Uno sfogo
in piena regola che lo ha costretto a tornare sui propri
passi convocando la stampa
per scusarsi.
Mentre Seedorf sbottava a
Milanello, Mario Balotelli lo
faceva su Twitter dopo un fur-

Alle 15 con il Cagliari, poi il bus scoperto

Cento punti e parata scudetto
Ultima sfida: il rinnovo di Conte
TORINO

Nonostante lo scudetto sia già
arrivato, in hotel, a tre giornate dalla fine, c’è ancora da festeggiare oggi allo Juventus
Stadium, per l’ultima della
stagione, contro il Cagliari. E
c’è ancora qualcosa da addentare, un record, tanto per
cambiare. Così, per non perdere l’abitudine, si punta a
vincere, e a sfondare il muro
dei cento punti: già nessuno
s’era mai spinto ai 99 attuali,
figurarsi ai 102, che sarebbero

la seconda prestazione europea
di ogni epoca. Poi ci sarà da alzare la Coppa dello scudetto, e
da portarla in trionfo, insieme
ai trofei degli altri due anni.
Tutti in mostra sul pullman che
porterà la squadra nel cuore di
Torino, in un percorso breve
ma, s’immagina, stipato di tifosi: piazza Castello, via Po, e conclusione in piazza Vittorio.
All’appello, non mancherà
che il futuro di Antonio Conte,
da decidere tra stasera, quando
il tecnico tornerà a parlare, e
martedì, il giorno fissato da

Juventus

Cagliari

(3-5-2)

(4-3-1-2)

SKY SPORT 1 - PREMIUM CALCIO 1

1

Buffon Silvestri

4
19

24

Bonucci Rossettini

15

Ogbonna Astori

26

Lichsteiner Avelar

21

1

Caceres Perico

5
6

ORE 15

13
8

Pogba Dessena

21

Pirlo Conti

5

8

Marchisio Tabanelli

22

Asamoah Cossu

7

10

Tevez Pinilla

51

14

Llorente Ibarbo

23

ARBITRO: BERGONZI
All: CONTE

All: PULGA

4

Sassuolo
(4-3-3)

SKY CALCIO 1 - PREMIUM CALCIO 1 ORE 20,45

32

Abbiati Pomini

1

2

De Sciglio Gazzola

23

13

5

Rami Antei

5

Mexès Cannavaro

28

21

Constant Longhi

3

18

Montolivo Biondini

16

34

De Jong Chibsah

45

4

Muntari Missiroli

7

23

Taarabt Berardi

25

22

Kakà Zaza

10

45

Baloteli Sansone

17

ARBITRO: VALERI
All.: SEEDORF

All.: DI FRANCESCO

to subito nella casa di Limido
Comasco: A SuperMario hanno
rubato una Porsche che aveva
preso a noleggio, ma non la Ferrari di proprietà rimasta in garage. La fuoriserie poi è stata ritrovata. Ma è arrivato l’immancabile tweet: “Mi sento vuoto!
No emozioni. Non al momento.
Ma combatto sempre per le poche persone che amo. Loro lo
meritano».

Finisce pari l’anticipo con la Samp

A Udine la giostra del gol
Di Natale, tripletta d’autore
ANDREA IOIME
UDINE

club. Gli ultimi exit poll sono
per la conferma del tecnico, come parole e contratto esistenze
lasciano pensare da qualche
giorno. Se così fosse, si inizierebbe a lavorare per il rinnovo,
perché la società non vuole un
tecnico in scadenza. L’ipotesi è
quella di un accordo fino al
2018, con adeguamento per
Conte, guadagnato sul campo.
Fiducia e tempo per aprire un
nuovo ciclo, anche se poi bisognerà conciliare le aspettative
sul mercato. Ieri s’è presa la
giusta ribalta lo staff medico,
visto che secondo dati Uefa, la
Juve è tra le squadre con meno
infortuni: «La preparazione è in
grado di diminuirli - ha spiegato
Fabrizio Tencone, il direttore
dello staff juventino - e, sembrerà banale, ma chi si fa meno male vince».
[M. NER.]

Milan
(4-3-1-2)

Gol a valanga e schemi tattici
«elastici» nell’ultimo anticipo tra due squadre da tempo
con la testa altrove. Tra i
pensieri di entrambe, il futuro delle panchine, con
Mihajlovic che ha rimandato
la firma e Guidolin che tiene
alta la suspense ma, alla fine,
potrebbe rimanere magari
con un altro ruolo. La Samp
approfitta subito della difesa
rimaneggiata dei bianconeri,
al 10’ di testa con Okaka, poi
Di Natale sale in cattedra con
una pregevole doppietta (punizione ed esterno destro).
Nella ripresa la Samp ribalta
il risultato in contropiede
con Eder e Soriano. Ma ci
pensa Totò, terzo gol al 43’.
Si avvicina a quota 200 gol in
A e, forse, rimanda il ventilato addio a Udine.

Udinese

3

Sampdoria

3

Udinese

Sampdoria

(4-3-2-1)

(4-2-3-1)

Brkic 4; Widmer 6,
Domizzi 5,5, Bubnic
6 (33’ st Nico Lopez
6), Gabriel Silva sv
(18’ pt Naldo 4,5);
Pinzi 6, Allan 6 (20’
st 6), Lazzari 5,5; Pereyra 7, Bruno Fernandes 6,5; Di Natale 9

Fiorillo 6,5; De Silvestri 5, Mustafi 5,
Gastaldello 5,5, Regini 5; Palombo 5,5
(1’ st Renan 6,5), Krsticic 6; Gabbiadini
6,5 (37’ st Wszolek
sv), Soriano 6, Eder
6,5 (21’ st Sansone
6); Okaka 6,5

ALL. Guidolin

6 ALL. Mihajlovic

6

RETI: pt 10’ Okaka, 27’ e 32’ Di Natale;
st 8’ Eder, 10’ Soriano, 43’ Di Natale
ARBITRO: Saia 5
AMMONITI: Mustafi, Eder, Pinzi, Domizzi
SPETTATORI: 8 mila circa

DOMENICA 18 MAGGIO 2014 LA STAMPA 32

Sport .33

LA STAMPA

.

DOMENICA 18 MAGGIO 2014

12 4151678 9 A171B8

Ci sono maledizioni che continuano, come quella del
Benfica che giovedì a Torino ha perso l’ottava finale
consecutiva in Europa. Ma ci sono anche cicli neri che

finiscono. Ieri hanno ripreso a vincere due nomi storici
del calcio: l’Atletico Madrid ha trionfato nella Liga dopo
18 anni; l’Arsenal è tornato a celebrare un trofeo (la FA

Cup) dopo 9 anni di digiuno assoluto. E in Spagna e
Inghilterra sono state feste vere. Con gli applausi degli
sconfitti. Dovrebbe essere normale: in Italia non lo è.

ROBERTO CONDIO
Madrid, da ieri
sera, festeggiano
la «Decima». Ma
non è la Champions che il Real
aspetta dal 2002. È il giorno
dei cugini poveri, arrivati al
momento del raccolto dopo
una stagione di semina favolosa: Atletico dieci volte campione della Liga, 18 anni dopo
il suo ultimo trionfo, con pieno merito, nel modo più esaltante possibile. È andato a
prendersi il titolo in casa del
Barcellona, ex padrone di tutto. L’ultima di campionato, al
Camp Nou, è stata una finale
ma ai «materassai» biancorossi è bastato pareggiarla 1-1
per laurearsi campioni con
tre punti sul Real e sui catalani, condannati al digiuno assoluto in questo 2014.
Senza aspettare la finalederby di Champions di sabato, al «Vicente Calderon» possono portarsi avanti con i lavori e iniziare a piazzare un
monumento al grande artefice del miracolo di un club che
ha un quarto del fatturato
delle due grandi di Spagna.
Diego Pablo Simeone era leader in campo dell’ultimo «Atleti» campione nel 1996 ed è
l’allenatore che adesso l’ha
portato su livelli mai visti. Dopo aver venduto Falcao, bomber seriale, ha plasmato una
squadra monoblocco, un inno

A

4
Titoli
Con Simeone l’Atletico
ha vinto una Liga, una coppa
spagnola, un’Europa League
e una Supercoppa
europea

10
Campionati
L’Atletico vinse la prima Liga
nel 1940. L’ultima, prima
di ieri, l’aveva festeggiata
nel 1996, con Simeone
in campo
AFP

Diego Simeone, 44 anni, portato in trionfo dai giocatori del suo Atletico Madrid: sabato potrebbe fare il bis in Champions

ATLETICO, LIGA DOPO 18 ANNI

Il capolavoro di Simeone
Anche il Barça applaude

BASTA UN PARI

Al Camp Nou il 10° titolo
Nell’ultimo il «Cholo» era in
campo. Ora la Champions
alla corsa, alla lotta, al collettivo. Talmente coeso da riuscire nell’atto decisivo a dribblare anche gli ostacoli della
malasorte: Diego Costa e Arda Turan, gli uomini in grado
di fare la differenza, fuori
combattimento e in lacrime
rispettivamente già dopo 14’ e
23’ per infortunio; il palo a negare a Villa dopo 45” della ripresa il gol che avrebbe pareggiato la prodezza firmata
da Sanchez al 34’ con un missile terra-aria in diagonale.
Non poteva finire 1-0, perché l’Atletico giocava meglio,
attaccava e tirava di più. Specie dopo l’intervallo, dopo l’ultima carica suonata dal «Cholo» che ha scatenato i suoi. E
in effetti, al 49’ è arrivato l’1-1,
con l’arma migliore dei madrileni, colpendo il punto più
debole del Barça: corner e gol
di testa. L’«hombre de la Liga» non è una stella. Si chiama Godin, difensore tosto che
l’Italia si troverà di fronte tra
un mese ai Mondiali. È uruguaiano come un altro protagonista ancora più oscuro del
capolavoro biancorosso: se
l’Atletico corre tanto e bene
da settembre il merito è tutto
del «profe» Oscar Ortega,
preparatore atletico che lavorava con Simeone già ai tempi
del Catania. «I suoi ritiri estivi sono infernali», garantiscono i giocatori che li hanno
sperimentati. Ma riempiono
il serbatoio di energie fino in
fondo. Fino, c’è da scommetterlo, al galà di Champions di
sabato che potrebbe valere
una doppietta da favola.
La festa dell’Atletico coincide inevitabilmente con la
chiusura del ciclo-Barça.
Martino saluta con una misera Supercoppa vinta a inizio

3283
Giorni
Senza successi per l’Arsenal
che era fermo alla Fa Cup del
2005. Ha perso una finale
di Champions nel 2006

11
Fa Cup
L’Arsenal raggiunge
il Manchester United
con il record di Coppe
d’Inghilterra vinte
LAPRESSE

La festa dell’Arsenal con la FA Cup vinta rimontando da 0-2 a 3-2

ARSENAL, TRIONFO DOPO 9 ANNI

Coppa a fiducia scaduta
Wenger esce dal letargo
GIULIA ZONCA
l successo dell’Arsenal arriva quando non c’è più tempo, a fiducia scaduta. Supplementari della finale di Fa
Cup, Wembley esaurito e pazienza ai limiti, di minuti buoni
per battere l’Hull in realtà ce
ne sono ancora, esattamente 11
più rigori, solo che non è più
una questione di cronometro
ma di tifo stanco, di gruppo
provato, di un allenatore che
ha bisogno di un segno per restare al suo posto, di nove lun-

I

ghi anni di attesa senza alzare
un trofeo e tutta questa ansia
arriva al culmine in una sfida
ovviamente impari tra la squadra che non riesce più a vincere e quella che non ha vinto
mai. Finisce 3-2 per i Gunners,
dopo un inizio da incubo con
due gol incassati (Chester e
Davies) e una rimonta che guarisce e chiude la strisce nera
dell’Arsenal.
Arsène Wenger, di solito poco propenso alla frasi ad effetto ci tiene a dare subito un senso al momento: «Abbiamo fat-

to la storia, dimostrato come
non si inizia una finale e come
si può recuperare un risultato.
Sono convinto che questa sia
una svolta nella carriera dei
miei giocatori». Anche nella
sua e il tecnico ne è consapevole. Al di là dei contratti gli sarebbe stato difficile trovare sostegno e quasi impossibile motivare un gruppo dopo essere
stato in carica per nove anni di
digiuno, 3283 giorni che messi
in fila fanno impressione.
Non che monsieur Wenger
possa essere considerato un

stagione proprio contro Simeone, grazie a due pareggi. Anche
ieri s’è vista una squadra a fine
corsa, stanca, orfana dei suoi
uomini più attesi. Neymar e
Xavi sono partiti dalla panchina per entrare, senza incidere,
dopo 62’ e 77’. Messi, invece, ha
giocato 90’ ma non ha combinato nulla in grado di giustificare il suo stipendio di 20 milioni l’anno da calciatore più paga-

perdente, è il suo 12° trofeo
con l’Arsenal: 3 Premier League, 5 Fa Cup e 4 Coppe di Lega però era tutto datato, immobile dal 2005. La metà dei
giocatori che erano in campo
allora si sono ritirati, l’Arsenal
è diventato una battuta: «Cosa vi è successo in questi 9 anni?», «Ricordate dove eravate
quando l’Arsenal ha vinto
qualcosa?», il termometro del
tempo, di una eternità in termini calcistici.
Certo l’Hull che è partito
spregiudicato, ha segnato subito e ci ha messo moltissimo
ad arrendersi non vince nulla
da 110 anni, ma è appena salito
in Premier, non ha la pressione
di un club piazzato tra i migliori sei al mondo e ormai ai margini della statistica. Niente da
aggiornare, nulla da segnalare,
solo un atto di fede della società che si è tenuta lo stesso allenatore e di una piazza votata
alla sofferenza come ha ampiamente spiegato Nick Hornby.
Ogni amore ha un suo limite, quello per l’Arsenal era in
FA CUP A WEMBLEY

I Gunners battono l’Hull
nei supplementari:
il tecnico francese è salvo
via di estinzione ed è stato rianimato da tre reti in sequenza:
Cazorla ha ridato un po’ di ossigeno nella fase di totale
emergenza, Koscelny ha riportato in vita cori e aspettative e
il gallese Aaron Ramsey ha
chiuso la maledizione e dato la
scossa: «Eravamo obbligati a
vincere forse per questo siamo
entrati in campo così tesi. Meritiamo il trofeo, soprattutto i
nostri sostenitori lo meritano». L’atto di fede ha funzionato. Wenger resterà in panchina
come minimo per altri 10 anni.

to del mondo. In compenso, ha
di nuovo fatto un figurone il
pubblico blaugrana. Centomila
tifosi delusi che, a Liga appena
sfumata, hanno scelto il commiato più bello: applausi ai vincitori, all’Atletico dei guerrieri
e del miglior allenatore dell’anno. Uno che, tra Pisa, Inter, Lazio e Catania, abbiamo avuto in
Italia per 9 anni ma che non siamo stati capaci di trattenere.

In breve
Serie B, Novara ko

Empoli vicino alla A
1 Serie

B (40a giornata):
Empoli-Novara 3-1; Juve Stabia-Crotone 2-2; LancianoSpezia 2-2; Modena-Avellino
1-0; Padova-Pescara 2-1; Palermo-Carpi 1-2; RegginaCesena 1-2; Trapani-Ternana 2-1; Varese-Brescia 1-2.
Domani alle ore 19 Bari-Cittadella, alle 21 Latina-Siena.
Classifica: Palermo 82 (promosso); Empoli 68; Cesena
65; Latina 64; Modena 62;
Crotone 59; Spezia, Lanciano 58; Bari, Trapani 57; Avellino 56; Siena, Carpi 55; Brescia 53; Pescara 51; Ternana
48; Cittadella 45; Varese, Novara 43; Padova 38; Reggina
26; Juve Stabia 19.

Basket. Eurolega a Milano

Finale Real-Maccabi
1 Oggi

al Forum milanesi
le finali di Eurolega (Fox
Sports 2): ore 17 3° posto
Cska Mosca-Barcellona; 20
Real Madrid-Maccabi.

Atletica, Diamond League

Lavillenie a Shanghai
1 Seconda

tappa di Diamond League a Shanghai
(ore 14, FoxSports2) con Gatlin nei 100 e Lavillenie nell’asta, prima gara dopo il record del mondo.

Nuoto, nei 100 farfalla

Phelps torna a vincere
1 Seconda

gara dopo il
rientro per Michael Phelps
che a Charlotte (Usa) vince
i 100 farfalla (senza Lochte)
in 52”13.

34 .Sport

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Personaggio
GIORGIO VIBERTI
INVIATO A MONTECOPIOLO

3

Cambio di leader
Evansmagliarosa
Scarponistaccato

I bis
Tre corridori
hanno vinto 2
tappe in
questo Giro:
Marcel Kittel,
Nacer
Bouhanni,
e Diego Ulissi

1 8ª tappa Foligno-Monte-

Lugo - Sestola 172 km
Diretta TV: ore 15:35 su Rai 3

161.9
167.9
172.0

155.5

628 - Fanano
925 - Sestola
1.350 - Pian del Falco

ARRIVO
1538-Sestola

403 - Fondovalle Scoltenna
689 - Rocchetta Sandri
140.4

123.5
128.1

125 - Vignola
139 - Marano sul Panaro
205 - Osteria Vecchia

64 - CRESPELLANO
84.7

68 - Bologna
68 - Casalecchio di Reno
74 - Zola Predosa
66.8
72.1
76.9

62 - Ozzano dell’Emilia
62 - S. Lazzaro di Savoia
52.1
58.7

72 - Toscanella
70 - Caste S. Pietro Terme

GPM

704 - S. Antonio
677 - Pavullo nel Frignano

GPM

38.7
43.1

35 - Faenza

PARTENZA
15-Lugo

148.4

tappa

98.6
103.3
110.3



42 - Castel Bolognese
43 - Imola

del Carpegna (l’australiano sarebbe poi arrivato 180° con oltre 34’ di ritardo), nelle posizioni di testa sono rimasti tutti
i big tranne Scarponi, che ha
pagato i postumi della caduta
di Cassino ed è crollato (60° al
traguardo a quasi 10’: addio Giro). Incredibile però che - sulle
dure rampe conclusive dove si
sono letteralmente piantati in
rapida successione il colombiano Arredondo, il francese
Rolland e lo spagnolo Moreno sia sbucato con azione superiore proprio lui, Diego Ulissi
da Cecina, stesso luogo di nascita di un certo Paolo Bettini.
«Sul Carpegna ho cercato
di resistere e ho scollinato come ultimo nel gruppetto dei
migliori - ha detto Ulissi, con
l’occhio furbo e il sorriso sornione -. Poi sulla salita finale ho
giocato a nascondino, perché
gli altri non vedessero che
c’ero anch’io. Avevo studiato la
salita su Google Map (altro che
sopralluoghi!, ndr) e sapevo
che mi si addiceva. È andata
bene». Bene? Forse il ciclismo

ANSA

Show nel finale e 2a vittoria: il ciclismo azzurro rialza la testa

15.0

«Avevo studiato
la salita sul web e sapevo
che avrebbe fatto per me»

gli anni
di Diego Ulissi
Nel 2006
e nel 2007
vinse il titolo
mondiale
in linea
juniores

Ulissi, al Giro con Google map
“Ho giocato a nascondino”

23.4
31.4

ALL’AVANGAURDIA

24

Diego Ulissi, 24 anni, dopo il successo a Montecopiolo. Aveva già vinto a Viggiano

18 - Cotignola
14 - Granarolo

D

copiolo: 1. Ulissi (Ita); 2. Kiserlovski (Cro); 3. Kelderman
(Ned) 6”; 4. Quintana (Col); 5.
Evans (Aus) 8”; 6. Uran (Col); 7.
Pozzovivo; 8. Majka (Pol) 14”;
9. Aru 17”; 10. Hesjedal (Can)
20”; 13. Basso 24”; 29. Cunego
3’18”; 60. Scarponi 9’39”; 180.
Matthews (Aus) 34’19”. Classifica: 1. Cadel Evans; 2. Uran
57”; 3. Majka 1’10”; 4. Morabito (Svi) 1’31”; 5. Aru 1’39”; 6.
Ulissi 1’43”; 7. Kelderman
1’44”; 8. Quintana 1’45”; 9. Kiserlovski 1’49”; 10. Pozzovivo
1’50”; 11. Basso 2’01”; 25. Cunego 6’02”; 41. 11’38”; 74.
Matthews 33’50”. Oggi 9a tappa Lugo-Sestola di 172 km, con
3 GpM e salita finale di 16 km.

0.0
3.1
6.2

ue indizi fanno
una prova. Nella
5ª tappa di questo Giro, che mercoledì scorso si
era conclusa sulla salita di
Viggiano, la zampata vincente di Diego Ulissi era stata accolta con soddisfazione doppia: prima vittoria italiana
dopo un poker di tappe straniere e la sensazione che il nostro ciclismo avesse finalmente trovato un uomo per le
classiche monumento. Il bis
di Ulissi nell’8ª tappa di ieri
proietta però il 24enne corridore toscano della Lampre in
una nuova dimensione, quella
del potenziale specialista anche dei Grandi Giri.
La giornata sembrava infatti favorire gli scalatori puri ed
essere terreno di conquista
per i pretendenti alla maglia
rosa della vittima predestinata
Michael Matthews. Bisognava
infatti affrontare il Cippo Carpegna, l’impervia montagna
sulla quale si allenava Marco
Pantani, e nella parte finale la
salita verso il traguardo di
Montecopiolo, GpM di prima
categoria. Saltato in aria Matthews già sui primi tornanti

- LA STAMPA

italiano ha scoperto un nuovo fenomeno. «La scossa era arrivata
a Viggiano, nella quinta tappa.
Là, sotto l’acqua e con il vento
forte, c’era voluta tanta potenza.
Qui ci ho aggiunto la resistenza». È troppo pensare per i prossimi anni anche a vincere un Giro? «Non ho ancora l’autonomia
delle tre settimane e soffro troppo le salite ripide. Ma, se continuerò a crescere, in futuro ci
penserò eccome. Mi sa però che,
con i miei compagni Cunego e
Niemec ormai attardati in classifica, la Lampre mi chiederà di

fare classifica già in questo Giro». Perché no? La condizione è
al top e la testa, finalmente, non
fa più i capricci. «Ho la fortuna
di avere come preparatore un
maestro (Michele Bartoli, ndr) e
come team manager un grande
campione (Beppe Saronni, ndr).
Con loro nulla è impossibile».
Quindi neanche il Mondiale di
settembre a Ponferrada... «Ci
penso, certo, e andrò a visionare
il percorso. Se sarà adatto a me,
ci arriverò al top, promesso». Lì
vicino al nuovo ct Davide Cassani brillano già gli occhi.

Il preparatore: «Neanche
lui sa quanto è forte»

7

domande
a
Michele Bartoli
ex ciclista

DALL’INVIATO A MONTECOPIOLO

Michele Bartoli, 44 anni fra 9
giorni, è stato uno dei più
grandi specialisti delle classiche e ora segue come preparatore i corridori della Lampre, fra i quali Ulissi.
Bartoli, è vero che Ulissi era
una testa matta?

«Diego a volte si fa male da solo perché ha poca fiducia in se
stesso e non crede di valere i
migliori».
Invece ne ha le potenzialità?

«Certo, neanche lui sa quanto
è forte. È un perfezionista ma
se qualcosa non va come vuole
si demoralizza».
Come nelle ultime classiche
del Nord, che ha fallito?

«Appunto. Era bloccato men-

talmente, come se pensasse di
non poter mai battere i migliori».
Al Giro sta dimostrando il contrario.

«Perché ha classe e talento da
vendere. Io ci credo moltissimo,
deve farlo anche lui. E mi sembra
chepianopianocistiariuscendo».
Uomo da
classiche o
anche da
Grandi Giri?

«Ci vuole
pazienza, ha
solo 24 anni.
Ma ha un recupero straordinario e il
fiuto per il traguardo».
Allora non gli manca nulla?

«Una cosa sì: più consapevolezza nei propri mezzi».
Bartoli, ma anche lei era un po’
così da corridore...

«È vero, ma solo al Mondiale,
mentre nelle classiche ero molto sicuro di me. Per questo credo di capire meglio Diego e di
poterlo aiutare».
[G. VIB.]

MOTOGP A LE MANS

Marquez in pole
Rossi si inchina:
“Vincerebbe pure
sulla mia moto”
MATTEO AGLIO
LE MANS

Ci vuole un campione per descriverne un altro e il ritratto
di Marc Marquez, alla quinta
pole position consecutiva, lo
traccia Rossi. «Ha fatto un giro semplicemente incredibile,
il suo dominio è netto. È sulla
moto migliore, la Honda, ma
penso che vincerebbe anche
se salisse sulla mia Yamaha.
Forse è un po’ noioso vederlo
sempre davanti a tutti ed è
una situazione che potrebbe
non cambiare per molti anni».
Chapeau, come si direbbe
qui a Le Mans. È ancora una
volta il cronometro a parlare
per il piccolo diavolo, capace
di tenere a sette decimi il più
diretto inseguitore, il debuttante Pol Espargaró.
«Ho sfruttato bene le gomme e un po’ sono stupito anch’io del tempo. Un conto è fare un giro veloce trovando il limite, un altro la gara», ha fatto il modesto il campione del
mondo. In verità le speranze
di interrompere la sua fuga
sono ridotte. Valentino, che
scatterà in 2ª fila davanti a Lorenzo, vuole provarci. «Sono
pronto per la lotta, abbiamo
stravolto la moto. Sicuramente il mio ritmo è più vicino a
quello di Marc rispetto al gap
sul giro secco». C’è anche un
altro italiano che ha il podio
nel mirino, Andrea Dovizioso
ottimo 3° in qualifica: «Degli
ultimi Gp, questo è quello in
cui sono più competitivo. La
Ducati è migliorata, anche se
so che ci servirà ancora un ultimo passo avanti per puntare
in alto». L’Italia è chiamata a
fermare la Spagna in campo
neutro. Impresa difficile, non
impossibile.

Oggi via alle 14
1 MotoGp: 1. Marquez

(Honda) 1’32”042. 2. P.
Espargaró (Yamaha) 3. Dovizioso (Ducati). Moto2: 1. Folger (Kalex), 2. Rabat (Kalex),
3. Salom (Kalex). Moto3. 1.
Vazquez (Honda), 2. Miller
(Ktm) 3. Rins (Honda). Le gare: Moto3 alle 11, Moto2 alle
12.20, MotoGp alle 14 (Sky
Sport HD MotoGp, repliche
su Cielo dalle 15.10).

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Personaggio

2
en plein

STEFANO SEMERARO
ROMA

SUCCESSI SINGOLO E DOPPIO

La Errani è in finale anche nel
doppio (con la Vinci). Agli
Internazionali il bis è riuscito a
Palmieri nel ’34 e alla Reggi nell’85

ADRENALINA

Sport .35

.

Intervista

Un epilogo del
duello da grande
show: Sara alza i
pugni al cielo come
Nadal. E il pubblico
romano va in delirio

ROMA

Il tennis come un tango
Piccola grande Errani
Grinta e senso del ritmo: Jankovic ko. Oggi finale con la Williams
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

erché anche se il tuo mestiere è scolpire pensieri
nell’aria, e durano attimi,
ti servono comunque ordine e rigore.
La prima grande milonga Sarita
l’ha danzata nel 2013 a Parigi, solo
Serena Williams riuscì a metterla a
sedere. La seconda al Foro Italico:
battuta venerdì la n.2 del mondo Na
Li nei quarti, accompagnata ieri all’uscita la n.9 Jelena Jankovic in due
set da manuale (6-3 7-5), da festa vera. Un finale da grande show: Sara
che alza i pugni all’aria – come Nadal
- un pubblico dal cuore spesso scettico che la copre di molto amore.
Nessuna italiana, in realtà, era
mai arrivata in finale al Foro. Lucia
Valerio, negli anni ’30, vinse una
volta e toccò altre quattro finali ma
allora gli Internazionali si giocavano al TC Milano. Raffaella Reggi
trionfò nel 1985 nell’esilio un po’
svalutato del circolo Italsider di Taranto, un successo che i puristi vorrebbero espellere dall’albo d’oro:
erano anni bui, uno strascico di terrorismo nelle strade e gli sponsor in
fuga, in semifinale arrivarono altre
due italiane (Nozzoli e Garrone). Il
torneo l’anno dopo neppure si giocò. A Roma nel 1950 aveva vinto Annelies Ullstein Bossi Bellani, campionessa nata a Dresda, azzurra solo per (doppio) matrimonio e passaporto. Sara, finalista 64 anni dopo
l’impresa della vedova tedesca, è
tutta musica nostra, nata a Bologna
ma cresciuta a Massa Lombarda,
provincia di Ravenna. Figlia di REUTERS
Giorgio, grossista di frutta e verdura, e di Fulvia, farmacista che le ha battuto con quei dritti arrotati: la
insegnato a dosare l’essenziale.
palla mi tornava sempre alta e io la
Per diventare grande Sara è do- picchiavo sempre troppo, o troppo
vuta emigrare prima negli Usa (a 13 poco». Un capolavoro tattico. L’arte
anni) poi in Spagna, però sa pensa- di rubare il tempo, di variare il peso
re all’italiana, battendosi con i suoi degli scambi. E di andarsi a prendere
164 centimetri contro le gigantesse, punti anche sotto rete perché Sara,
filtrando oro da
doppista di classe,
un fiume di con6-3 7-5 IL PUNTEGGIO con la manina sa
cretezza.
La Coach Lozano: «Il suo segreto è toccare deliziosaJankovic tira più
mente di volo.
l’ordine, non deve mai perdere
forte di lei, ma le
«Per me questa
di vista il piano di gioco» finale non è una
manca la rasoiata capace di
sorpresa», sorride
tranciare la rete
SEMPRE LUCIDA da Faenza Raffaelpaziente di Sari- A 13 anni è emigrata negli Usa la Reggi che nell’85
ta, e ieri si è
in finale vinse anpoi in Spagna ma non smette che il doppio, come
smarrita in fretmai di pensare all’italiana proverà a fare oggi
ta, irritata e decentrata dai dritla Errani insieme
ti in cross della Errani, mandata con Roberta Vinci. «Sara ha avuto
fuori tempo dalle sue parabole alte, qualche incertezza a inizio anno, ma
sfiancata da smorzate definitive sulla terra da due anni sulla terra vale
come un casqué. Jelena si è fatta le migliori del mondo. Tecnicamente
beccare a lungo dal pubblico per i la sua forza è quel diritto alto carico
suoi consueti piagnistei, ma è stata d’effetto, ma gioca benissimo anche il
onestissima fuori campo: «Brava rovescio lungolinea. Possiede due o
Errani, ha giocato benissimo. Mi ha tre schemi vincenti che nel tennis di

P

AFP

La gioia di Sara Errani al termine del match

“Avevo i brividi
Neanche a Parigi
mi sono sentita così”
Sara, più emozionante arrivare
in finale al Roland Garros o a
Roma?

«A Parigi fu inaspettato, vinsi
delle partite incredibili. Qui la
differenza la fa il pubblico, non
l’avevo mai sentito così tutto a mio favore. Sui miei punti vincenti si è esaltato, io avevo quasi i brividi, ho faticato a restare calma. Pazzesco, neanche
a Parigi mi ero sentita così».
Più difficile il quarto con Na Li o la semifinale con la Jankovic?

«Sono due giocatrici diverse. Con Na
l’obiettivo era farla sbagliare, e mi è
riuscito. Jelena è forte ma non ti prende a pallate come la Li, ti lascia più
tempo per pensare».

Nel secondo set si è trovata sotto 4-1:
ha avuto paura?

oggi fanno la differenza. Ha grande
capacità di concentrazione, non spreca energie fuori dal campo. E poi da
romagnola doc sa rialzarsi sempre,
anche nei momenti più difficili».
Magari con un piccolo aiuto da
parte di Pablo Lozano, il coach spagnolo che ieri a metà del secondo
set, quando improvvisamente Sarita ha perso il filo del match e si è
ritrovata sotto 4-1, è piovuto giù dalle tribune per dare un colpetto al
metronomo. «Le ho detto che doveva pensare al suo tennis», spiega Pablo, l’accordatore di Valencia. «Il segreto di Sara è l’ordine, non deve
mai perdere di vista il piano di gioco.
Anche qui a Roma, anche se l’emozione è tanta. Anche se la rivale si
chiama Serena Williams». Passata
la buriana Sara ha riacciuffato la
Jankovic, è tornata in sincrono con i
suoi pensieri. Oggi le tocca Serena,
che ha battuto la bella Ivanovic, e sarà tutta un’altra musica. Ma in agguato dietro le battute a vuoto della
Pantera ci sarà Sara, la ragazza che
pensa con le mani.

Internazionali, tv dalle 13,30 su Sky sport e Supertennis
NadalcontroDjokovicperiltitolomaschile
1 Sarà la quarta finale a Roma tra

Nadal e Djokovic quella che si giocherà oggi. Djokovic ha battuto Raonic,
NadalinveceDimitrov.Oggialle13,30
lafinalefemminilefraSaraErranieSerena Williams, alle 16 quella maschile,

mentre a seguire il doppio maschile la
Errani giocherà insieme con Roberta
Vinci la finale del doppio contro Pesckhe-Srebotnik. Finale femminile in
diretta tv su SuperTennis, quella maschile sia su SuperTennis sia su Sky

Due scalpi
eccellenti

Sport. Maschile, semifinali: DjokovicRaonic 6-7 7-6 6-3. Femminile, semifinali: Errani-Jankovic 6-3 7-5, S.Williams-Ivanovic 6-1 3-6 6-1. Doppio
femminile, semifinali: Errani/VinciGoerges-Groenefeld 6-2 6-1.

Protagonista
Sara Errani è nata
a Bologna il 29
aprile del 1987
In classifica
mondiale occupa
attualmente
l’undicesima
posizione
In passato è salita
fino al quinto
posto

«No, sull’1-1 mi sono lasciata sfuggire un game poi ho dovuto giocarne
due controvento, ma ero comunque
serena perché sapevo che avrei potuto recuperare. Poi un piccolo calo
fisico a questi livelli bisogna metterlo in conto».

Elena Jankovic
La tennista serba
di 29 anni è stata
numero uno del
mondo nel 2008
Ora occupa la
nona posizione

L’intervento del suo coach Lozano le
ha schiarito le idee...

«Pablo ha capito che ero un po’ stanca,
mi ha ripetuto che dovevo giocare punto dopo punto, game dopo game, senza
pensare al risultato, e alla fine tutto sarebbe andato a posto. È stato così».
Ha battuto la n.2 e la n. 8 del mondo:
pensa di poter battere chiunque e di
valere un posto fra le prime 5?

«No, figuriamoci. A dire il vero non
mi sentivo neanche una top-10 quando lo ero».

Li Na
Tennista cinese
di 32 anni,
ha vinto nel 2011
il Roland Garros
È la numero due
al mondo

La terra è la sua superficie preferita,
ma sul rosso voi donne giocate poco:
le dà fastidio?

«Sì, perché alla fine di tornei sulla terra ne gioco tre in un anno. Ne ho parlato con la Wta, altre tenniste sono d’accordo da me, ma conto poco. Adesso la
Cina ha grande peso politico e lì è più
popolare in cemento...».
Come si fa a battere Serena Williams
in finale?

«Se lei è al 100 per cento, non si può.
Cercherò di fare il massimo, e la terra
potrebbe aiutarmi».
[SEME]

3
Vittorie
DI GIOCATRICI ITALIANE

Lucia Valerio (1931 a Milano),
Annelies Ullstein Bossi Bellani
(1950 a Roma), e Raffaella
Reggi (1985 a Taranto)

Lucia
Valerio

Annelies Ullstein
Bossi Bellani

Raffaella
Reggi

36

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

I numeri
della
settimana

507

LE MASERATI IN EUROPA AD APRILE
1 Vola il marchio Maserati, grazie a Ghibli e

Quattroporte. Sono 507 le vetture immatricolate in
Europa nel solo mese di aprile (+333%) di cui 116 in
Italia. Dall’inizio dell’anno 1.837 vetture (+420%)

5

MILIONI DI DACIA PRODOTTE DAL 1968
1 Dacia ha raggiunto il traguardo di 5 milioni di

esemplari prodotti dalla fondazione, nel 1968. Passata sotto il controllo di Renault nel ’99, la Casa romena sta sostenendo la crescita del Gruppo francese

SI MOLTIPLICANO LE OFFERTE SULLA SCIA DEI SUCCESSI DI BERLINO E PARIGI

1 Enjoy è nato lo scorso di-

1 Car2go è già diventato il

cembre a Milano da un consorzio Eni-Trenitalia-Fiat. Propone un car sharing di 650
vetture (in dettaglio seicento
Fiat 500 e altre cinquanta
500L). Il prezzo per l’utilizzo
all-inclusive è di 25 centesimi
al minuto. Superati i 50 km,
alla tariffa oraria si aggiunge
quella chilometrica con altri
25 centesimi a km. Se si sceglie di mantenere attivo il noleggio durante la sosta, il costo scende a 10 centesimi al
minuto. Sosta gratis sulle strisce blu (in qualunque posto)
e accesso libero all’Area C.

PIERO BIANCO
MILANO

L’automobile vive di certezze consolidate, di molte incertezze economiche ma soprattutto di tendenze. L’ultima moda - che emerge con
evidenza frequentando i
centri urbani delle principali città - si chiama car sharing. Significa auto condivisa. La scegli, la usi, l’abbandoni senza stress. Se per
l’Italia è una novità piuttosto recente, odiata dai tassisti ma sempre più amata dai
clienti, nel resto d’Europa è
una realtà vincente, sperimentata da almeno cinque
anni, cioé da quando la diffusione massiccia degli smartphone l’ha resa gestibile.
Perché è necessario scaricare una App (ma si può fare
meno comodamente anche
da un pc) per accedere al
mondo del car sharing e utilizzarlo in modo intelligente.
Le offerte si vanno moltiplicando sul mercato, cambia
leggermente la tariffa (che
in genere è a tempo: da 25 a
29 centesimi al minuto con
«pacchetti» per i lunghi tragitti) ma lo schema è identico. Ci si iscrive al servizio,
anche online, si ritira la tes-

I servizi vengono gestiti
da App specifiche
tramite smartphone
Le tariffe sono a minuto

servizio più diffuso in Italia.
Dopo il debutto a Milano, è
stato esteso a Roma, Firenze
(da mercoledì scorso) e sarà
Bologna la prossima tappa.
Utilizza la Smart ForTwo di Daimler, non in versione elettrica
perché mancano le colonnine
di ricarica e diventerebbe obbligatorio il parcheggio in postazioni fisse. Costa 29 centesimi al minuto, 14,90 euro
per un’ora e 54 per un’intera
giornata). La benzina è compresa, si ha accesso alle aree
riservate anche dei centri storici, con poche limitazioni.

MILANO

Car

1 Ultimo arrivato (dall’inizio

del mese ha debuttato a Milano) Twist (che è acronimo di
Transport With Innovative Sustainable Technology). Nato da
unteammilanese,associalasocietà Twist con la Frigerio Viaggi, mentre il partner Vodafone
fornisce i sistemi di connettività. Le vetture (inizialmente 80
che diventeranno 500 a settembre) sono tutte Volkswagen Up!, 5 porte e 4 posti, con
motore benzina da un litro e
cambio automatico. Il costo è
di 27 centesimi al minuto, tutto compreso. La tessera
d’iscrizione costa 15 euro.

sharing
Il fenomeno crescente dell’auto condivisa: si paga esclusivamente l’utilizzo
e non esistono vincoli di parcheggio né aree vietate. Milano città pilota
ma Car2go è già a Roma e Firenze e sta per ampliarsi anche a Bologna
cliente potrà reperirla e utilizzarla. Un ciclo virtuoso continuo. Un’alternativa valida rispetto all’auto di proprietà e ai
maggiori costi del taxi.
La formula piace parecchio
in Europa. Berlino vanta 450
mila iscritti al car sharing, Parigi ne ha oltre 100 mila e propone la flotta più «verde»: l’op-

zione aggiuntiva è infatti offrire 1700 vetture elettriche, le famose Bluecar di Bolloré prodotte nello stabilimento Pininfarina di Bairo Canavese. Ma a
livello continentale è proprio
Milano, dove è appena sbarcato Twist con le sue Volkswagen
Up! e in lista d’attesa c’è pure
DriveNow con le Mini Cooper,

a vantare con oltre 70 mila
iscritti la più alta densità nel
rapporto automobilisti-clienti,
oltre che il maggior numero di
fornitori del servizio (presto diventeranno sei).
In Italia è stato Car2go della
Daimler, con le Smart friendly
che emettono appena 98 g/km
di Co2, a investire con decisio-

ne nell’auto condivisa. Dopo il
debutto nel capoluogo meneghino, lo ha attivato a Roma, in
questo giorni a Firenze (200
vetture), quindi a Bologna. Del
resto fu l’azienda tedesca a
sperimentare in modo pionieristico, con Europcar, il servizio
in Germania fin dal 2008. Oggi
Car2go è presente in 27 città

PARTITA LA PRODUZIONE NELLA FABBRICA PSA DI MADRID
sera, poi si individua la vettura più vicina disponibile e
ci si mette al volante.
A differenza di quanto accade per esempio a Torino,
dove il sistema IoGuido impone di riconsegnare il veicolo
in una delle zone riservate,
con il car sharing evoluto non
esistono vincoli di parcheggio: alla fine dell’utilizzo basta abbandonare l’auto in modo legittimo, anche sulle strisce blu, ovviamente non su un
marciapiedi. Né ci sono problemi di accesso alle aree riservate: col car sharing a Milano si entra anche nell’area
C e a Roma nel centro storico
(dove però resta un incubo
trovare parcheggio).
Come si paga? Semplice
anche questo. La fatturazione
arriverà online, grazie alla
tessera d’iscrizione che
«scheda» a priori l’utilizzatore, il quale ha l’unico onere di
comunicare l’inizio e la fine
dell’utilizzo. La posizione dell’auto parcheggiata finirà immediatamente sulla mappa, e
dallo smartphone un altro

La Cactus è in rampa di lancio
I prezzi dell’originale
Citroën oscillano fra
14.950 e 21.750 euro
Consegne a settembre
CORRADO CANALI
MADRID

Sconvolto negli ultimi anni da
una delle crisi economiche più
devastanti, il settore dell’auto
sta cambiando. Al passo con
le richieste dei clienti, ecco
vetture molto diverse rispetto
soltanto a qualche anno fa:
adeguarsi alle tendenze diventa indispensabile. Fra i
marchi che per primi se ne sono resi conto la Citroën, che
risponde alle attese commercializzando un’autentica alternativa alle tradizionali medio-compatte: si tratta della

C4 Cactus. All’interno di un settore accreditato di un alto tasso
di competitività, ma anche caratterizzato da codici stilistici
che faticano a rinnovarsi, questa Cactus si distingue anche
per un design insolito capace di
associare funzionalità con estetica, in una sintesi unica che offre probabilmente molto più di
quello che gli stessi acquirenti
possono oggi desiderare.
In occasione dell’inizio della
produzione nella fabbrica di
Madrid del Gruppo PSA (Peugeot e Citroën) è stato anche ufficializzato il listino prezzi del
nuovo originale modello: sono
compresi fra 14.950 e 21.750 euro, dunque competitivi. La location di Madrid, operativa dal
lontano 1952, è passata di mano
diverse volte. Prima di PSA a
gestirla è toccato anche al marchio americano Chrysler. Oggi
è un sito produttivo modello sia

I primi esemplari di Citroën Cactus sono stati prodotti in settimana

dal punto di vista della sicurezza che della qualità con una presenza vicina al 50% di donne.
Tutto il ciclo produttivo avviene completamente in automatico. Attualmente oltre alla Citroën Cactus sono prodotti due
modelli Peugeot, la 207 Plus e la

207 coupé e cabriolet. La nuova
C4 Cactus è disponibile in 3 allestimenti Live, Feel e Shine e
già ordinabile dal 15 maggio,
ma le prime vetture saranno ritirabili nelle concessionarie da
settembre. Per la fase di lancio
sono, inoltre, previste due ver-

del mondo (13 europee) con un
parco macchine che supera le
10 mila unità. Il valore aggiunto
è la possibilità di sfruttare il
servizio anche all’estero: basta
essere iscritti per accedere,
tramite la propria member
card, ai servizi di car sharing di
Daimler in qualunque città
d’Europa in cui siano attivi. Occorre soltanto aprire un «account moovel» sul quale trasferire tutti i dati Car2go della
propria nazione e quelli personali. In cambio si hanno benefit
aggiuntivi, ad esempio la facoltà di accedere in Germania a
servizi come mytaxi e nextbike.

sione speciali con allestimenti
superiori ai livelli standard. Si
tratta delle Live Plus e della
Feel Plus che in più aggiungono
di serie, fra l’altro, le barre sul
tetto, ma anche il volante in
pelle e il clima manuale con filtro antipolline. O ancora, nel
caso della Feel Plus, il clima automatico, i sensori di parcheggio e la retrocamera utile in
manovra oltre a due prese Usb
nel cassetto portaoggetti.
Quattro le motorizzazioni:
benzina 1200 cc da 75 e da 82 Cv
(e inoltre il 1200 cc da 82 Cv con
cambio pilotato), 1200 cc 3 cilindri turbo da 110 Cv: poi i due
turbodiesel, il 1600 cc da 92 Cv
e l’altro 1600 cc BlueHDi da 100
Cv. Dieci i colori di carrozzeria
e quattro, invece, quelli per gli
Airbump, gli originali paracolpi, una delle innovazioni esclusive di Cactus. In aggiunta anche le tre tonalità cromatiche
destinate agli allestimenti dell’abitacolo: si tratta del grigio,
dell’avana e del porpora. Citroën, inoltre, offrirà su tutti i
modelli un pacchetto gratuito
che comprende l’assicurazione
furto e incendio per un anno.

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

87,3

MILIONI DI VEICOLI COSTRUITI NEL 2013
1 L’Oica (Organisation Internationale des Con-

structeurs) ha comunicato i dati 2013 della produzione mondiale: 87.300.115 unità (+3,7%) tra auto
(65.433.287) e veicoli commerciali (21.866.828)

www.lastampa.it/motori
Nel sito motori
approfondimenti
e fotogallery

.

37

MOTORI
In breve

Tendenze

Peugeot 308

Cerimonia a Parigi
per la «Car of The Year»

BALOCCO (VERCELLI)

L

a funzione alimenta anche il
design, dicono i manager di
Fiat Professional. Ed è questa la chiave del nuovo Ducato, che offre la versatilità
e la funzionalità tipica dei veicoli commerciali, ma vi abbina uno stile accattivante e allestimenti interni con materiali di pregio e sistemi infotainment
che fanno invidia a molte berline. La
svolta è evidente, nella 6ª generazione
di questa icona italiana del trasporto
leggero che presidia 80 mercati mondiali (anche la Russia, e gli Stati Uniti
dove è marchiato Ram Promaster).
Il frontale è caratterizzato da un design moderno, con calandra disponibile in due colori, proiettori che incorniciano il cofano fino ai montanti e luci
Drl (ma in opzione anche quelle diurne
a Led), un paraurti in quattro parti distinte che facilita l’accesso agli organi
meccanici e abbassa i costi di riparazione. Lo stile del Ducato è evoluto per
trasmettere i valori primari: funzionalità, efficienza e robustezza. L’abitacolo prevede tre ambienti diversi, con livelli crescenti di qualità, sedili in tessu-

1 Con

La svolta hi-tech
dei veicoli commerciali

una serata di gala
sulla Torre Eiffel, il responsabile del marchio Peugeot
Maxime Picat ha ritirato ufficialmente dal presidente della giuria Hakan Matson il
premio Car of The Year 2014.
La Peugeot 308, incoronata
al termine delle votazioni al
Salone di Ginevra, registra
un eccellente successo di
vendite in tutta Europa. «Il
prestigioso riconoscimento
che le è stato assegnato - ha
detto Picat - è per tutti noi
uno stimolo in più in un momento molto delicato». Nell’azionariato del gruppo francese PSA, come noto, sono
entrati i cinesi di Dongfeng.

Il nuovo Ducato: stile, comfort e sicurezza da berlina

Passerella marchiata Bmw

Il nuovo Ducato nella versione per il trasporto passeggeri. I proiettori che incorniciano il frontale prevedono luci diurne a Led

FIAT PROFESSIONAL

Lo commercializza in ottanta
mercati mondiali: in Usa
si chiama Dodge Promaster
ti anti macchia confortevoli e accessori
in sintonia con i tempi moderni: il supporto multifunzionale in plancia, ad
esempio, è studiato per ospitare smartphone e tablet che hanno sostituito i
vecchi block notes. Di serie c’è la radio
MP3 con connettività Bluetooth, ma è
disponibile il sistema multimediale
UConnect da 5 pollici, con retrocamera e navigatore. La posizione di guida
permette ottima visibilità, è ergonomica con il sedile ben molleggiato e regolabile anche in base al peso.
Stessa evoluzione si nota sotto il
profilo della sicurezza, perché la nuova
generazione del Ducato ha controllo
elettronico di stabilità su tutte le versioni, con funzioni anti-ribaltamento e
riconoscimento del carico (Lac) e l’Hill
Holder per gestire le partenze in salita
e le discese impegnative. Disponibile
anche la Traction+. Miglioramenti riguardano inoltre la scocca, rinforzata
come le portiere, sospensioni e frizione

Salotto
Il cruscotto
è da vera
automobile
Sotto i sedili
girevoli: un
salotto
per i camper

2,6
milioni
Sono le unità
del Ducato
prodotte
dal 1981

che sono state irrobustite. Non manca
l’opzione del cambio automatizzato
comfort-matic, mentre lo start&stop
contribuisce alla riduzione (sorprendente) di consumi ed emissioni nocive: il
10% in meno rispetto alla precedente serie. Merito dei motori, che sono stati ottimizzati. La gamma prevede i turbodiesel Multijet evoluti 2.0 (115 Cv, 280 Nm),
2.3 (130 Cv, 320 Nm e 150 Cv, 300 Nm), e
al top di gamma il 3.0 da 180 Cv, 400 Nm.
A inizio 2015 sarà disponibile anche un
3 litri Natural Power a metano da 140 Cv
e 350 Nm. Nella configurazione Eco si arriva a percorrere 100 km con 5,8 litri, la
media è intorno ai 6,2 litri. Questo Ducato è davvero di concezione automobilistica, nelle prestazioni e nella guida, facilitata dal servosterzo ad assistenza variabile Servotronic (sulle versioni 2.3 e 3.0).
La modularità è garantita da 10.000 varianti (trasporto oggetti, passeggeri e basi per conversione, specie camper) combinando le scocche, i motori e la meccanica. La gamma furgoni ha 8 capienze, da 8
a 17 m3, tre varianti di altezza e 4 di lunghezza ( 6 i cabinati).
[P. BI.]

Villa d’Este si prepara
al Concorso d’Eleganza

1 Per

la 10ª volta Bmw
Group organizza l’esclusivo
Concorso d’Eleganza per
vetture e moto storiche a Villa d’Este e Villa Erba (23-25
maggio). Il gruppo tedesco
parteciperà con due affascinanti concept car. In vetrina i
100 anni della Maserati presente con una 450 S del 1956,
prodotta in soli 9 esemplari,
e una V4 Zagato del 1929. Il
concorso celebrerà inoltre i
110 anni di Rolls-Royce.

Auto glamour e tennis

Ford agli Internazionali
con Mustang e Vignale
EREDE DELLA IMPREZA, RIVISITATA NELLO STILE E NELLE SOFISTICATE TECNOLOGIE

L’icona della sportività Subaru
La WRX STI brilla
per prestazioni
in pista ma diventa
docile su strada
ALFONSO RIZZO
VAIRANO

Ricordate il famoso spot della
Pirelli con Carl Lewis che correva sull’Hudson a New York?
Il claim recitava: «La potenza
è nulla senza il controllo». Ecco, in Giappone, qualche ingegnere della Subaru ne ha fatto
un mantra, pensando a quella
che sarebbe diventata una
delle sportive più vincenti di
sempre nei rally: la Impreza
WRX. Oggi si chiama WRX
STI e rappresenta la 4ª generazione di un concetto automobilistico che continua a co-

niugare al meglio potenza e
controllo, nel segno della «fiducia in movimento» che contraddistingue il marchio Subaru.
I numeri non sono da supercar, ma i 300 Cv sprigionati dal
motore 2.5 Boxer turbo sono
addomesticati da una meccanica-elettronica così raffinata da
renderli fruibili tutti, subito e in
qualsiasi condizione, per un godimento alla guida difficilmente riscontrabile su altre vetture
di pari prezzo (da 44.500 euro).
La straordinaria trazione integrale Symmetrical AWD e i tre
differenziali (anteriore di tipo
elicoidale, posteriore Torsen e
centrale DCCD a gestione elettronica) permettono di gestire
la generosa coppia massima di
407 Nm (ora ottimizzata tra
3.000 e 4.500 giri) tra asse anteriore e posteriore passando
dal 59% dietro e 41% davanti fino al 50/50%, anche con blocco

La nuova Subaru WRX STI ha un motore Boxer 2.5 da 300 cavalli

del differenziale. Tre le mappature della centralina regolabili
attraverso il pomello SI Drive
che permettono di trasformare
la WRX STI da tranquilla berlina per accompagnare i bambini
a scuola (un po’ vistosa con quel
generoso spoiler posteriore, ma

pur sempre una comoda 4 porte 5 posti) a vero e proprio mostro da pista nella posizione S.
Le sospensioni sono irrigidite del 22% davanti e del 6% dietro senza compromettere il
comfort su strada, ma offrendo
maggiore precisione di guida in

pista dove la WRX STI ha trovato il suo nuovo terreno di sfida dal 2008 nelle competizioni
Endurance. La precisione dello
sterzo, il torque vectoring e la
sapiente ripartizione della coppia (anche in modalità Auto +/-)
permettono di divertirsi in pista sempre nel pieno controllo
del mezzo. Il feeling è immediato e la risposta ai comandi sincera e costante. Il limite è dettato dalla tenuta delle gomme.
Più lunga di 15 mm, più alta
di 5 mm e con passo allungato di
25 mm (a vantaggio dell’abitabilità interna), la Subaru WRX
STI ha un’immagine ancor più
aggressiva con il montante anteriore avanzato di 20 cm, i generosi passaruota a incorniciare i cerchi da 18 pollici (di serie),
i parafanghi allargati, i nuovi
gruppi ottici totalmente a Led,
le ampie minigonne e la presa
d’aria dell’intercooler sul cofano. La capienza del bagagliaio è
stata incrementata a 460 litri e
gli interni sono razionali con accenti rossi. La WRX STI raggiunge un livello di maturità
estremizzando la sportività,
pur migliorando il comfort.

1 Ford

«motorizza» gli Internazionali d’Italia di tennis
con la nuova EcoSport (vettura ufficiale) e con lo spazio
allestito al Foro Italico che
anticipa l’atmosfera delle Vignale Lounge presto realizzate in Europa presso i concessionari selezionati. Alla
ribalta la Mondeo Vignale, in
arrivo nel 2015, e la S-Max
Vignale che sarà introdotta
successivamente. Ford ha
presentato anche ufficialmente, per la prima volta in
Italia, la nuova Mustang.
L’emozionante «muscle-car»
ha dominato la scena nelle affollatissime Mustang Nights,
una serie di eventi in cui
spettacolari allestimenti
hanno animato le serate del
Foro Italico celebrando i 50
anni dell’iconica sportiva.

T1 CV PR T2

DOMENICA 18 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

39

IN EDICOLA CON

IL TIR DELLA POLIZIA IN PIAZZA SAN CARLO

LA STAMPA

La guerra al Cyber-bullismo
per vivere i Social senza paura
Come combattere il Cyberbullismo. Come usare (bene)
facebook. Appunto: «Una vita da Social» ma senza correre rischi. Ieri in piazza San
Carlo il Tir della polizia postale che sta girando l’Italia
per far conoscere la campa-

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi

Ieri

MIN (˚C)

11

13.1

9.2

MAX

Un anno fa

23

23.2

14.7

Diario

gna di educazione alla legalità
sulla rete curata dall’Ufficio
relazioni Esterne del Viminale.
Sono 34 le tappe (la prossima a Venaria) del camion allestito con tecnologie di ultima
generazione in cui vengono illustrate a studenti, famiglie e

REPORTERS

visitatori i pericoli del web che
coinvolgono soprattutto i minorenni, compreso il rischio
del cyber-adescamento.
Sino a sera, con Tiziano
Lamberti e i comici di Colorado. Ieri ha visitato lo stand il
questore Antonino Cufalo con
gli ex calciatori di Juve e Toro
Gianluca Pessotto e Renato
Zaccarelli. Interesse per le
nuove auto della polizia in mostra, il Freemont della Stradale e la Fiat Bravo, la nuova
«pantera» del 113.

T1 T2

RUDY
OROLOGI
COMPRO ORO
COMPRO ARGENTO
COMPRO ROLEX
Via XX Settembre, 14/c
(quasi ang. Via Gramsci)
TORINO
Cell. 348.5502437

TORINO

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it

Amianto
nelle scuole
Due docenti
ammalate
Mesotelioma
in un asilo e in un liceo
Indaga la Procura
Lodovico Poletto
A PAGINA 46

Oggi la festa
scudetto
della Juventus

CINQUESTELLE ALL’ATTACCO NESSUN RIFERIMENTO A CHIAMPARINO

Grillo tace sul Pd
“Abbiamo già vinto”
Comizio-show in piazza Castello, sul palco anche i NoTav
politiche. Ma i Cinquestelle arrivati, ieri, in piazza
Castello per ascoltare
Beppe Grillo, sono il segno
che il movimento e più vivo
che mai. E promette di replicare - se non addirittura
migliorare - il boom dello
scorso anno.

Brunetto, Crocifisso, Garbarino
ALLE PAGINE 64-65

INCHIESTA

Vigilantes
anti movida
selvaggia
Controlli fai-da-te
in dodici locali
di San Salvario
Elisa Barberis
A PAGINA 53

Colpaccio
della Pms
a Trento

Domenico Latagliata
A PAGINA 62

Il sindaco e Kerry Kennedy

Castello. Erano
* Piazza
La fondazione
meno di un anno fa per le

La squadra sfila
su un autobus
scoperto

I torinesi vincono
la prima semifinale
per la promozione

LA STORIA

Sei candidati
all’esame
della rete

Folla, ma senza tutto esaurito
Elena Lisa, Alessandro Mondo e Andrea Rossi ALLE PAGINE 40-41

Pianista in vetta
GUIDO NOVARIA
ianista e direttore d’orchestra davvero originale il norvegese Leif
Ove Andsnesk che stasera
guiderà la Mahler
Chamber Orchestra nel concerto di
fine stagione all’Auditorium «Agnelli»
al Lingotto. Ad Andsnesk piacciono
gli spazi insoliti per
fare musica come l’Apple Store di New York o la sommità
del monte Hardanger, con il
pianoforte che giunge in vetta trasportato da un elicotte-

P

ro. Considerato uno dei pianisti «più talentuosi della sua
generazione», Leif Ove Andsnesk proporrà, oggi al Lingotto nella doppia veste di direttore e pianista, il concerto
n.5 per pianoforte e
orchestra di Ludwig
van Beethoven, detto «Imperatore». Ai
suoi più stretti collaboratori avrebbe
confidato che, anzichè l’Auditorium, si
poteva scegliere la sommità
della pista utilizzata un tempo
al Lingotto, per il collaudo delle auto. Sarà, magari, per l’anno prossimo.

Campagna elettorale
corre sui social network
Barberis e Lessi ALLE PAGINE 44 E 45

Kennedy
apre a Torino

EMANUELA M INUCCI
ono venuta a Torino per la prima volta nel 1978: ora ho
trovato una città risorta, magnifica, piena di gente interessante e sensibile». Lo dice
nel suo americano dolce, Kerry Kennedy, rivolgendosi alla
Sala Rossa che ieri le ha rivolto un omaggio. Il sindaco parla della missione per cui lei si
è sempre battuta: la difesa dei
diritti umani. E insieme annunciano che la Fondazione
Robert Kennedy aprirà una
sua sezione a Torino. «C’è un
filo conduttore che unisce
tutte le battaglie per i diritti
umani - ha detto la figlia del
senatore Bob che ieri ha anche inaugurato la mostra fotografica “Freedom Fighters”, organizzata dalla
Fondazione Rosselli -. È la lotta per la dignità che ogni essere umano merita. Molte sono
le modifiche di legge che si
possono fare per garantire i
diritti civili, ma la cosa più importante è cambiare il nostro
atteggiamento».

«S

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

gg Dossier/Verso il voto del 25 maggio
ANDREA ROSSI

Tocca partire dai numeri,
quanto meno dal colpo d’occhio e tentare un confronto.
L’impressione è che il popolo
che inondava piazza Castello,
ieri pomeriggio, per Beppe
Grillo, fosse certamente meno numeroso di un anno fa:
10-15 mila persone anziché le
25-30 mila del 16 febbraio
2013. E qui sarebbe troppo facile concludere che il Movimento 5 Stelle mostra la corda, ha esaurito la sua spinta,
fatica a coinvolgere quelle
stesse persone che solo 15 mesi fa si erano mobilitate in
massa, lasciando intendere la
valanga in arrivo sul sistema
politico. Troppo semplice. Innanzitutto perché stavolta si
vota per Europee e Regionali,
mentre un anno fa di mezzo
c’erano le politiche, elezioni
capaci di smuovere ben altre
energie. C’è un altro dettaglio, poi: in questa campagna
elettorale stanca, svogliata, di
comizi deserti e nessuno che

Grillo ignora Chiamparino
e chiama sul palco i No Tav
Diecimila persone in piazza Castello, meno che al comizio di febbraio per le politiche

Solo una battuta
contro Fassino
Gli attacchi al Pd
da Bono e Perino
REPORTERS

se la senta di scendere in piazza, la folla di piazza Castello è
comunque il segno che i grillini sono più vivi che mai. E
promettono di replicare - se
non addirittura migliorare - il
boom dello scorso anno.

Lo
show
Grillo
sul palco
accanto
alla foto
di Fassino e
Chiamparino
A destra
il candidato
Davide Bono

Grillo ignora il Pd

Beppe Grillo, invece, ha spiazzato tutti, soprattutto chi pensava che avrebbe utilizzato la
tappa di Torino - comunque la
più popolata di questa campagna elettorale - per rovesciare
bordate di veleno sul Pd, su
Chiamparino e su Fassino, rispolverando l’inchiesta milanese sugli appalti Expo e l’arresto
di Primo Greganti. Nulla. Non
una parola. Solo una battuta,
ma quasi affettuosa, sul sindaco e il dito medio rivolto due
settimane fa ad alcuni tifosi del
Toro al Filadelfia: «Per sollevare quel dito moscio ha usato
l’unico globulo rosso che ha, a
momenti sveniva».
Ha delegato gli altri, Grillo:
i parlamentari, il candidato alla Regione Bono e il leader dei
No Tav Alberto Perino. A lui, il
capo popolo ha affidato la
chiusura della manifestazione, a voler rinsaldare ancora
una volta il legame di ferro
con il movimento che s’oppone all’alta velocità. E Perino

REPORTERS

ha confermato l’endorsement
dei No Tav per i 5 Stelle: «Questa volta bisogna vincere. Non
c’è alternativa. Bisogna dargli il
giro. Chiamparino non può vincere: ha distrutto le finanze del
Comune, distruggerà anche
quelle della Regione».
Nell’ora e mezza di monologo, qua e là Grillo rispolvera i
temi tanto cari ai suoi attivisti:
il no alle grandi opere, all’inceneritore, le spese pazze nella
sanità, i rimborsi elettorali, i
costi del carrozzone politico. Si
limita a un paio di riferimenti
alla Valsusa: «Che senso ha accusare di terrorismo quattro
ragazzi?»; «la vera associazione a delinquere è nominare al-

REPORTERS

l’Expo il direttore del cantiere
Tav». Punta sulla diversità del
Movimento: «Noi siamo cittadini come voi, loro burocrati».
«Dicono che i nostri candidati
sono degli sconosciuti? È vero,
sono sconosciuti alle procure di
tutta Italia».

Hanno
detto

La valigia di Bono

«Siamo a un passo
dalla vittoria: ridaremo
i servizi tagliati da Cota»

«Siamo cittadini come voi
Tutti gli altri invece
sono dei burocrati»

Davide Bono

Beppe Grillo

candidato alla Regione

leader Movimento 5 Stelle

Venga con una valigia piena di
soldi, perché a ogni insulto risponderemo con una querela,
l’aveva avvertito il Pd. Non ci sarà
lavoro per gli avvocati (almeno,
non per i legali dei democratici.
Una valigia, però, sul palco è
spuntata. L’ha portata Davide
Bono, il candidato alla guida della
Regione. «È il Pd a doverla riem-

T1 CV PR T2

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .41

g
I convinti

Gli indecisi

L’entusiasmo
non ha età
“Ora si cambia”

Molti giovani
non sono convinti
“Slogan, e poi?”

ALESSANDRO MONDO

L’anagrafe, ecco. Tra le molti
chiavi di lettura per provare a
spiegare il successo del Movimento 5 Stelle c’è anche questa: una simpatia, e sovente
un’adesione, trasversale a tutte
le fasce d’età.
I delusi

REPORTERS

Folla e ironia
Il colpo d’occhio di piazza Castello ieri pomeriggio
e i cartelli ironici esposti dai militanti grillini

REPORTERS

pire di soldi. Quelli dei rimborsi
elettorali che dovrebbero restituire». Bono sì che ha tentato
l’arrembaggio al Piemonte: «Siamo a un passo dalla rimonta». Distribuendo carezze a destra -

Bono spera
nella rimonta
«Con noi né inquisiti
né pregiudicati»
«siamo passati da Cavour a Cota,
uno che ha distrutto la sanità e i
trasporti, azzerando servizi che
noi rimetteremo in piedi» - a
manca: «Il Pd, che ha le primarie
nello statuto, le ha archiviate in-

coronando Chiamparino. Noi le
abbiamo fatte. Ma soprattutto da
noi non c’è posto per inquisiti,
pregiudicati e condannati».
Intorno al palco c’era di tutto: stand del movimento No
Tav, i no inceneritore, e fin qui
niente di nuovo. La novità è il
mondo del lavoro, sempre più
rappresentato alle adunate
grilline: dai lavoratori dell’Agrati a quelli di altre aziende
a un passo dalla chiusura.
«Manca una settimana, teniamo duro», urla dal palco la
deputata Laura Castelli. Esagera con la retorica: «Lunedì
prossimo sarà un’alba nuova».
Però la piazza ci crede. Grillo la
incita: «O noi o loro».

C’era chi, come Ferdinando
Perillo, 64 anni suonati, pensionato Telecom, è passato dal
Psi ad Alleanza nazionale, poi
a Forza Italia e al Pdl, salvo affidare ai grillini il desiderio di
una vita: «Sono stufo di questo
andazzo, mi aspetto che facciano pulizia». Concetto ribadito da Mario Loi, che con i partiti dell’arco costituzionale,
suoi 58 anni non è esattamente vuole solo voltare pagina: l’ultiun «teen ager» della politica: ma chance prima di disertare de«Lavoravo in un’azienda me- finitivamente le urne.
talmeccanica e sono in mobilità. Cosa votavo? Pd, Ma ormai I ragazzi
non mi riconosco più, ho vota- E poi i ragazzi, la vera forza del
to per quarant’anni e non è mai Movimento. Christian Behrend,
cambiato nulla». Alle ultime 20 anni, è di Savigliano ma studia
elezioni politiche aveva già da- Filosofia all’Università di Torino:
to il suo consenso al Movimen- «Alle politiche ho votato Pd ma
to, ed è pronto a bissare il 25 d’ora in poi voterò sempre il Momaggio: «Quando sento parla- vimento. Onestà e intransigenza
re questi ragazzi mi si apre il le parole d’ordine che mi hanno
cuore. Chiamparino? Brava convinto». Pier Luigi Mucciolo,
persona, ma
al suo fianco, è apnon mi fido del
UN PENSIONATO prodato alla polisistema che gli
grazie al Pd «Fregato da tutti tica
ruota intorno».
«ero nei giovani
mi aspetto che democratici» - ma
«Siamo genifacciano pulizia» ha già preso il lartori, abbiamo il
dovere e il diritgo: «Se non altro,
to di pensare innanzitutto al fu- Bono ha messo nero su bianco
turo dei nostri figli - gli fa eco quello che farà e poi ha promesso
Elio, 61 anni e un impiego in Co- di lasciare il campo. Chiamparimune -. In passato ho votato al- no è sempre lì...».
tri partiti, ma quelli li abbiamo
Davide Mastrodomenico, 24
già provati. Il Movimento è vici- anni, progettista meccanico, prino alla gente». «Io avevo votato ma votava Pd: «Come i miei genianche Fini - interviene Luigi, 61 tori. Ma il Movimento è compoanni anche lui e una vita di lavo- sto da persone giovani, cittadini
ro alla Standa -. I partiti tradi- come noi. Chiamparino si faccia
zionali non hanno mantenuto le da parte e lasci spazio ai giovani». Stefano e Debora, invece,
loro promesse».
Applaudono i passaggi sa- non hanno mai avuto dubbi: «Ablienti del comizio di Grillo, re- biamo sempre votato il Moviplicano con una risata liberato- mento. Sono gli unici fuori dagli
ria agli affondi più duri, lo invi- schemi, non si sono sporcati le
tano a continuare. Accanto a mani. Il che rende credibili». Non
loro famiglie con bambini, cop- c’è che l’imbarazzo della scelta.
pie distinte venute per farsi Mentre Grillo si sgola dal palco,
un’idea. C’è chi, dopo aver vota- un signore di mezza età lo incita:
to negli ultimi decenni tutti i «Avanti così, dai: dillo ancora».

ELENA LISA

Ti aspetti di vedere i giovani
trascinati dalla forza istrionica di Grillo e gli anziani più
prudenti. E invece, all’esame
di piazza Castello, il pregiudizio non regge. Anzi, tra gli
indecisi arrivati qui per chiarirsi le idee in vista del 25
maggio, quelli che se ne vanno senza aver risolto il problema sono proprio i ragazzi.
Alla fine, i più facili da
convincere si rivelano i più
anziani. Angelo Roboaldo,
78 anni, ex infermiere in
pensione, confida: «Sono un
vecchietto e in Italia ne ho
viste tante. Troppe». Le
«scatole piene» per il nostro
passato (e presente) spiegano perché sotto il sole delle
cinque, ad ascoltare Grillo,
uomini e donne con i capelli
bianchi non siano affatto un’
eccezione.

«Per la prima volta in vita mia dice Rosa - non andrò a votare.
Esprimerò così la mia delusione
totale».
La curiosità

Allora è sua figlia ad averla trascinata qui? «Sono solo incurioI dubbi
sita - puntualizza lei - l’analisi di
I giovani, quelli che hanno me- Grillo è corretta: il Paese è stato
no anni, meno delusione accu- divorato dalla corruzione. Parlamulata sulle spalle, restano in- va di Parmalat quando la politidecisi. I loro dubbi restano, ca ufficiale lo isolava. Ma a non
perché hanno motivazioni essere credibili sono le soluzioni
concrete.
che propone. La democrazia
Matteo Mardella rete è un
tisano, 22 anni,
LO STUDENTE principio applicastudente di in- «Fuori dall’Europa? bile, al massimo,
formatica, berin un Comune di
Va bene, ma non piccole dimensiomuda, maglietmi dicono come» ni. Governare
te a maniche
corte e bicicletuna nazione atta accanto, assiste al suo traverso votazioni on line e con il
primo comizio. È qui per- parere dei cittadini sul web, è
ché: «Ho bisogno di capire impossibile. Pensarlo è roba da
come si fa. I Cinque Stelle bambini».
dicono: “fuori dall’Europa”.
E io rispondo: “ok va bene, La parodia di Povia
ma come?”. Perché, oltre al- In piazza il caldo si fa sentire.
lo slogan, non mi spiegano Chi è lì o applaude o resta immocome fare?».
bile. A comizio finito, dopo l’intervento di Alberto Perino e il
Madre e figlia
«vinceremo» di Grillo, gli orgaMentre l’ispiratore del Movi- nizzatori salutano il pubblico
mento tuona contro Marcello che si allontana mettendo musidell’Utri: «Torna in Italia e fat- ca: «Il mio voto i Cinque Stelle
ti giudicare come un uomo ve- non lo avranno - ridacchia Simoro!» il pubblico applaude, qual- ne Carillo, 39 anni, allenatore
cuno si allontana e Rosa ed sportivo - buona l’idea della paEmilia Senigalliesi sorridono. rodia di una canzone pro Grillo,
Sono madre e figlia, insegnan- ma usare quella dei bambini di
te di 54 anni la prima e studen- Povia no, è troppo. Ma che gusti
tessa in legge di 24 la seconda. hanno questi grillini?».

T1 CV PR T2

DOMENICA 18 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

T1 CV PR T2

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

il caso
MARINA CASSI

l Pd vincerà le elezioni e
Sergio Chiamparino sarà presidente della Regione Piemonte». È l’assoluta certezza che il segretario regionale del partito
democratico, Davide Gariglio,
trasmette in una lettera inviata ai militanti. E aggiunge:
«Da quel giorno tutti al lavoro,
con orgoglio democratico, per
cambiare questo Piemonte».
Mentre in piazza Castello
Beppe Grillo tiene il suo show
il leader democratico Gariglio
annuncia che il Pd chiuderà la
sua campagna nella stessa
piazza con una festa alle 18 di

I

.

Cronaca di Torino .43

Il Pd: ora andiamo noi
in piazza Castello
Gariglio ai militanti: non facciamoci intimidire
organizzati dal Pd per incontrare migliaia di elettori e diffondere il materiale elettorale
per le europee e le regionali.
Racconta il segretario provinciale, Fabrizio Morri: «Abbiamo organizzato tra Torino e
provincia 105 incontri tra fabbriche, scuole, mercati con gazebo e banchetti. Una mobilitazione che ha coinvolto non meno di due mila militanti».
Programma chiaro

L’INTERCETTAZIONE

Greganti al telefono
«Sono in assessorato
al Comune di Torino»
venerdì. «Deve essere un’occasione per dimostrare la nostra forza - dice il senatore
Stefano Esposito - dobbiamo
metterci la faccia nella stessa
piazza riempita da Grillo».
«Andiamo fortissimo»

Nella lettera Gariglio rassicura i suoi attivisti: «Stiamo andando fortissimo: dall’ultimo
sondaggio, Chiamparino raggiunge quasi la maggioranza
assoluta dei consensi; il nostro partito è ampiamente il
primo partito e supera la soglia del 30%, la coalizione nel
suo complesso ottiene la maggioranza assoluta dei consiglieri e può dunque governare
da sola». E polemizza: «Quando Grillo dice che il Movimento Cinque Stelle è il primo
partito, mente sapendo di

REPORTERS

L’avvio della campagna
La manifestazione di apertura della campagna elettorale
per le Regionali del candidato Pd Sergio Chiamparino

mentire». Gariglio analizza la
fase politica - particolarmente
aspra soprattutto nel confronto Pd-M5S - e dice: «Proprio
per il fatto di essere il primo
partito in Piemonte e nel Paese,
siamo sotto un duplice attacco:
violenze e minacce da una parte, insinuazioni denigratorie
dall’altra».

guarda le insinuazioni sollevate da Grillo, circa una complicità tra il Pd e gli affaristi arrestati a Milano i fatti di indagine
concernono la Lombardia e
non la nostra regione. A oggi
non c’è nessun fatto che coinvolga dirigenti del Pd o amministratori iscritti al Pd piemontese». E Gariglio esorta i militanti democratici che affrontano l’ultima settimana di campagna elettorale a reagire con
orgoglio. Ieri sono proseguiti in
tutta la provincia gli incontri

«Nessun affarista»

Entra nel merito delle ultime
querelle e delle accuse sollevate dai grillini: «Per quando ri-

Morri sottolinea che «il clima è
complessivamente buono. La
gente fa tante domande suoi
programmi di Chiamparino e
anche sul governo Renzi e le
sue scelte come quella degli 80
euro in busta. Se si è disponibili a ascoltare le persone, i loro
bisogni, le loro domande queste hanno ancora voglia di parlare». Ieri da Milano è filtrato
un’intercettazione di Primo
Greganti - l’ex funzionario del
Pci arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti dell’Expo. Parlando al telefono
con Paolo Fusaro - ad della Olicar, gruppo che si occupa di
servizi per l’energia - avrebbe
detto: «Adesso sono in assessorato al Comune di Torino».
Nella telefonata - si legge in
un’informativa della Finanza
del 28 febbraio scorso, Greganti «conferma a Fusaro il già
preannunciato incontro» e dice: «Prendo il treno delle dieci.
Adesso sono in assessorato al
Comune di Torino».

1

Specchio dei tempi
1

123455678A47B4C37DEF B 8 FF8 757F8 737 A4 8 7 1 B4 8A7 7
F8 F74FB4 558 B A7 4 4F 7 B 1 8 B A 4 A FB7 7548 F54 4
1 8 7 !7EA754A7" 54# 7 757 4 4 4EA74F D F564F4$ 78 7 B 7 7B7
1
IlpresidentedellaFondazione
LaStampa-Specchiodeitempi
scrive:
2 «Cari lettori, il Consiglio
d’amministrazione della Fondazione “La Stampa-Specchio dei
tempi” ha approvato il bilancio
delle attività per il 2013. Il documento consuntivo fotografa un
sentimento d’affetto che si rafforzaneltempo,inuncomuneimpegnodisolidarietàversochisoffre.
Leoffertedeilettori–inuncontesto economico difficile – sono state generose anche grazie ad alcune consistenti eredità che ci consentiranno di predisporre un pianosocialediinterventistrutturali
afavoredellecategoriepiùdeboli.
«La Tredicesima dell’Amicizia
– giunta alla trentanovesima edizione – si è confermata la sottoscrizione più sostenuta dai lettori
eharegalatoadicembreunsorriso a 2450 persone sole e bisognose. Oltre alla tradizionale iniziativanatalizia–chehacostituitouno
dei dati più significativi del bilanciocertificatodaunaprimariasocietà di revisione – la nostra Fondazione lo scorso anno ha effettuato erogazioni per oltre 3 milionie100milaeuro.Inparticolare,a
giugno, è stato realizzato un programma straordinario di aiuto a
millefamiglieindigenti.
«A novembre abbiamo aperto
due sottoscrizioni a favore delle
Filippine travolte da un ciclone e
di quattro Paesi sardi colpiti da

un’alluvione(Posada,Torpé,Urase
Bitti). Nella primavera scorsa si è
concluso l’intervento a favore delle
popolazioni terremotate dell’Emilia,aSant’AgostinoeMirandola.
«E’proseguitalaraccoltadifondi per l’ospedale pediatrico di HargeisainSomaliadovesonogiàstati
curati13.500bambini.Estaperessereultimatalacostruzionedelpoliambulatorioall’ospedaleInfantile
Regina Margherita di Torino (la
somma impegnata nel progetto è
di 1.200.000 euro). Abbiamo donato attrezzature e automezzi ad associazioni di volontariato. Migliaia
di offerte hanno alimentato gli investimenti per il Centro Tumori di
Candiolo e la sezione piemontese
del“ComitatoGigiGhirotti”.Interventi che si aggiungono a quelli
quotidiani per soccorrere chi è in
gravidifficoltà.
«Cari lettori, sento di dovervi un
grossograzie,dalprofondodelcuore.Cosìcomevoglioringraziaretutticolorochecihannoaiutatonelsostenere iniziative benefiche con lascitiedereditàodestinandoallanostra Fondazione il cinque per mille
nella denuncia dei redditi. In questi
tempicosìduripertantefamiglie,il
vostrosostegnocièdistimoloaproseguire con sempre maggiore impegnoeserenitànelnostrolavoro».
ROBERTOBELLATO

Unlettorescrive:

2 «Ho trascorso una splendida

giornata al castello di Masino, io da

poco socio del Fai sono orgoglioso
che una parte del mio Canavese
vengacosìbenvalorizzata.Miavvicino al bar del parco dove mi viene
servita un’aranciata rigorosamenteaKm0(diunavallepiemontese)
ed anche questo mi crea un certo
sollievomaalmomentodibuttareil
vuoto cerco inutilmente in questo
paradisodelFondoAmbientaleItaliano un raccoglitore per il vetro mi
dicono di buttarlo nel sacco nero
dell’indifferenziato. Allora mi chiedo perché, in luogo di così alto valore artistico che ospita une fiera florovivaistica molto apprezzata (solo
domenica si parla di oltre quindicimila persone paganti) il tutto gestitodaunassociazionechecural’ambiente non ci si ponga il problema
anchedieducareapreservarlo?».
NIKISCALA

Unlettorescrive:
tutte le mattine io e
tante altre persone residenti in collinacerchiamonell’orariodientrata
della scuola di arrivare a Torino in
corso Casale dalla strada di Superga E come tutte le mattine dobbiamoaffrontarelunghecodedianche
venti minuti per arrivare in corso
Casale, infatti nonostante nel raggio di pochi metri ci siano ben tre
enormi parcheggi capaci di centinaia di automobili numerosi suv,
prevalentementecontargastraniera,bloccanoiltrafficodellastradadi
Superga davanti alla scuola franceseinfischiandosenetotalmentedel-

2 «Come

leregoledeltraffico,deidivietidisosta e con una sempre attenta arroganzaversochicercasolodiandare
a lavorare, quasi sia un loro diritto
agire in questo modo. Possibile che
non ci sia mai un vigile che spieghi,
come succede nei loro Paesi verso i
nostri confronti, il dovere di rispettareleregoleancheinItalia?».
O.S.

Unlettorescrive:
possibile parlare con un
GiudicediPacediturno(invialedei
Mughetti 22) soltanto il martedì
(mattina e pomeriggio) e il giovedì
mattina.Neglialtrigiorninonèpossibile. Peccato che ultimamente sia
capitatospessocheilGiudicediPacediturnosiaassenteancheilmartedì e il giovedì. Così uno si organizza, prende un permesso, si reca dal
Giudice di Pace nei giorni “giusti”,
ma poi arrivato lì si trova la brutta
sorpresadell’assenzadelGiudice.A
me è già capitato due volte nelle
scorse settimane. So di altri che
hannoavutolastessasventura.Per
favore qualcuno stabilisca, una voltapertutte,inqualigiornièpossibile parlare con un Giudice di Pace di
turnoepoifacciainmodochenesia
presenteeffettivamenteuno».

2 «E’

A.G.

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

gg Dossier/ Verso il voto del 25 maggio
SERGIO

GUIDO

BONO

CHIAMPARINO

CROSETTO

Movimento 5 Stelle

Partito Democratico, Scelta Civica,
Moderati per Chiamparino,
Chiamparino per il Piemonte,
Sinistra Ecologia Libertà, Italia dei Valori

Fratelli d'Italia

@DavideBono5s

@SergioChiampa

FOLLOWER

FOLLOWER

5.742

2.150

TWEET
PIÙ RETWITTATO
«#serviziopubblico @pinapic
visto che sei responsabile
legalità PD,
ci spieghi questo?
http://t.co/Aroc5uIgAt»

TWEET
PIÙ RETWITTATO
«Grazie
@matteorenzi,
hai ridato fiducia
nella politica
e nel Pd e dopo
tanti anni rifaró
la tessera
#unnuovoinizio»

(Link a un giornale con un consigliere
comunale lombardo del Pd arrestato
per collegamenti con la 'ndrangheta)

20.522

Centimetri - LA STAMPA

DAVIDE

@GuidoCrosetto

TWEET
PIÙ RETWITTATO
«Renzi é molto più
bravo, lo ammetto.
Fa casino per 4 mesi
nel PD e Veltroni
e D'Alema non si
candidano.
Io 2 anni nel Pdl
e arriva Briatore»

18.074
FAN

FAN
15.848
+
AMICI
4.674
PAROLE CHIAVE
CAMPAGNA
#M5S
#vinciamonoi
#piazzapulita
#escidaquelpalazzetto

FOLLOWER

54.070

5.000
AMICI

PAROLE CHIAVE
CAMPAGNA
#perChiampa
#parlaconChiampa
#Piemonte
#alzalatesta
#Pd
#Renzi

PAROLE CHIAVE
CAMPAGNA
#senzapaura
#atestaalta
#como
#cantù
#cattivissimome
#ilgigante

I candidati all’esame dei social network
Il grillino Bono può contare su 20 mila amici su Facebook, Chiamparino parte in ritardo ma lo segue da vicino
Pichetto aggiorna sempre con stile sobrio il suo diario Facebook, Crosetto usa Twitter come un esperto
cani stile Dudù. Il candidato
di Forza Italia Gilberto Pichetto preferisce uno stile
sobrio. Il suo diario Facebook
e la sua timeline in Twitter
sono un bel racconto della
campagna elettorale in corso: foto che lo ritraggano ai
comizi sul territorio e video
con gli interventi elettorali.
Ma la sensazione, confermata dai pochi «mi piace» su Facebook, è che non riesca ancora a bucare gli schermi di
computer e smartphone. Del
resto, come spiega Cristopher Cepernich, sociologo
dei media e dei fenomeni politici all’Università di Torino,
è difficile sbarcare sui social:

DAVIDE LESSI
ELISA BARBERIS
Manifesti politici con scritte
incomprensibili, senza alcun
rispetto per gli spazi e l’ortografia. Santini arricchiti dai
loghi di Facebook (una «F»
su sfondo blu e di Twitter (un
uccellino blu stilizzato). E poi
tantissimi hashtag, la «parole chiave». Qualcuno, osservando i poster elettorali, se
ne sarà accorto: il voto regionale, per la prima volta, è entrato nell’era dei social
network. Alla piazza reale si
affianca un’altra agorà, quella digitale.
In regione ci sono circa 2
L'ESPERTO

VOLTI SOCIAL

«I profili non possono
diventare surrogati
degli uffici stampa»

Enrico Costa
non emerge
Filingeri si difende

milioni di profili Facebook su
quasi 4 milioni 400 di residenti. La politica e i politici si
adeguano e devono correre
anche sul web. Ecco allora
una panoramica per vedere
come i candidati stanno affrontando la sfida 2.0.

«Se usato impropriamente il
profilo Facebook rischia di
diventare un surrogato di un
ufficio stampa e perde così
l’originalità e le caratteristiche di un profilo gestito a livello personale».
Gli altri

ANSA

Un piemontese su due è su Facebook

#vinciamonoi

Se si votasse sui social avremmo già un vincitore: il suo nome è Davide Bono, candidato
governatore del M5S. Con oltre 20 mila amici su Facebook
e quasi 6 mila «seguaci» su
Twitter è lui il «re» indiscusso
della campagna digitale.
I Cinque Stelle in Piemonte hanno importato lo slogan
nazionale: un hashtag, #vinciamonoi, con dietro una
storia. «Sono le parole pronunciate dal deputato Matteo Dall’Osso alla Camera
quando ha raccontato di es-

In regione ci sono circa 2 milioni di profili Facebook su quasi 4 milioni 400 di residenti
La politica e i politici si adeguano e devono correre la campagna elettorale anche sui social network

sere malato di sclerosi multipla», racconta Francesca Frediani che cura la comunicazione per il candidato pentastellato. Una comunicazione aggressiva ed efficace che prende spunto anche dalle tante
segnalazioni degli attivisti.
«È successo così anche per
la foto che ha fatto il record di
condivisioni su Facebook»,
racconta Frediani. L’immagi-

ne è in realtà un foto-montaggio: da una parte Bono con la
scritta «medico, 33 anni, massimo due mandati in politica»,
dall’altra Sergio Chiamparino
con la didascalia «banchiere,
65 anni, in politica da 40».
#parlaconChiampa

Se il M5S comanda la corsa, il
Pd rincorre ma non sta a guardare. «Siamo partiti quasi da ze-

ro», ammette Riccardo Caldara, nello staff di Sergio Chiamparino. Il candidato governatore del Pd non aveva un profilo
Facebook. «Ma in 40 giorni abbiamo superato quota 18mila
con un coinvolgimento molto alto degli utenti: in media ogni
settimana abbiamo raggiunto
400mila persone», dice soddisfatto Caldara. Certo, non è facile per l’ex sindaco, abituato a

conquistarsi i consensi ai mercati rionali, sbarcare sulle nuove
piattaforme digitali. Ma il suo
staff ha cercato di guardare anche ai più giovani con i “Chiamparino under 30”, un gruppo di
volontari che organizza dibattiti
con tanto di aperitivi elettorali.
#pichettoprogetta

Niente messaggi personali,
né immagini di famigliari o

Dal punto di vista dei social è un
po’ un desaparecido Enrico Costa, candidato del Ncd. Ma il
suo partito può contare su una
piccola star di internet come
Michele Coppola. Cerca di
sfruttare l’onda lunga del greco
Tsipras, invece, il candidato per
L’Altro Piemonte Mauro Filingeri che non a caso usa tra i suoi
hashtag #laltraeuropa.
Ultimo, ma tutt’altro che ultimo sui social, Guido Crosetto, il candidato di Fratelli
d’Italia che su Twitter, con i
suoi 54mila follower, è una
sorta di guru del cinguettio.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45

g
GILBERTO

MAURO

ENRICO

PICHETTO

FILINGERI

COSTA

Forza Italia, Lega Nord,
Civica, Verdi Verdi,
Destre Unite, Grande Sud

L'Altro Piemonte

Nuovo Centrodestra,
Unione di Centro

@Gpichetto

@mfilingeri

@NCD_Piemonte

FOLLOWER

FOLLOWER

FOLLOWER

489

61

251

TWEET
PIÙ RETWITTATO
«Con @GiovanniToti,
@msgelmini,
@LiciaRonzulli e tutti
i candidati in Regione
Piemonte e nei comuni
piemontesi. Forza!
http://t.co/tG43OkmriX»

TWEET
PIÙ RETWITTATO
«La lista completa
dei candidati per
L'Altro Piemonte
a Sinistra
goo.gl/2C1Lcv
#elezioni #regione
#piemonte
#Voto2014»

1.600
AMICI

No profilo
personale
TWEET
PIÙ RETWITTATO
---

546
AMICI
No profilo
personale né fan

PAROLE CHIAVE
CAMPAGNA
#pichettoprogetta

PAROLE CHIAVE
CAMPAGNA
#laltraeuropa
#Piemonte
#elezioni
#Tsipras
#benicomuni
#sinistra

I veterani

Coppola-Gariglio
web senza segreti
Non sono nativi digitali, ma
sui social network si muovono
con l’agilità dei più giovani.
Per Michele Coppola, assessore regionale alla Cultura
uscente in quota Ncd, e Davide Gariglio, segretario del Pd
piemontese, Facebook e Twitter non sono certo una novità
dell’ultimo minuto. Classe
1973 il primo, 47 anni il secondo. È dal 2010 che si sfidano
anche sul web a colpi di post e
cinguettii: erano altre elezioni
– quelle comunali –, le piazze
virtuali non erano ancora così
influenti, ma già entrambi
avevano capito il potenziale
che portavano con sé. A patto
di non lasciare nulla all’im-

provvisazione. «È sbagliato in
partenza pensare che basti svegliarsi al 90° e utilizzare i social
network come una sorta di tipografia – sostiene Coppola –. La
rete non deve essere solo un
ALLE COMUNALI

Nel 2010 avevano
già utilizzato
i comizi virtuali
luogo in cui ci si racconta, ma
essere luogo dove ci si incontra:
la vera sfida è far nascere dibattito online».
Un ragionamento che trova
d’accordo anche l’avversario:
«In un momento in cui c’è una

distanza incredibile dagli elettori, l’unica chance che abbiamo per avvicinarli è raccontare
il più onestamente possibile
tutto ciò che abbiamo fatto e
che siamo». E, a volte, anche il
volto più privato. «Come mi capita di parlare della mia famiglia durante i comizi, così vale
lo stesso anche sui social
network», spiega il capolista
Pd. Un modo anche per umanizzare la politica e avvicinarsi di
più ai propri elettori: «Tanta
gente non ha voglia, né tempo,
né l’opportunità di partecipare
ai comizi – continua il candidato di Ncd –, ma ha comunque il
desiderio di confrontarsi con
noi, specie i più giovani. E il web
è il modo più immediato ed efficace per raggiungerli». Insomma, se si vuole parlare di futuro,
si devono usare gli strumenti
del presente: sul web o no, la vera sfida per i candidati è stimolare il dialogo.

I debuttanti

“Mancano i soldi?”
Campagna online
Per i trentenni rampanti in
lizza per i 50 posti da consigliere regionale, Internet
non è solo la quotidianità, ma
anche un canale obbligato.
Se in tempi di crisi trovare i
soldi per una campagna elettorale non è facile neanche
per i big, figurarsi per la generazione dei precari. Allora
tocca trovare nuovi modi per
raggiungere il grande pubblico. E che siano i più creativi possibili.
Una foto con Renzi e è subito boom nel web. Insieme
al ministro Boschi e all’ex
rettore del Politecnico Profumo, il presidente del Consiglio è solo uno dei tanti, tra
amici e parenti, che si sono

prestati come testimonial per
Daniele Valle, classe 1983, presidente della Circoscrizione 3
dal 2011. Volti freschi, che
hanno in mano un cartoncino
con lo slogan “Voglio farlo con
LA SCELTA

Con poche risorse
finanziarie, puntano
tutto sulla rete
lui”. Sul sito Piemontevalley.it
racconta con un linguaggio dinamico e social la sua idea di
una regione «innovativa, connessa e solidale».
Nella prima settimana di vita, la pagina correlata su Facebook ha raccolto più di mille

“mi piace”: paradossalmente,
molti di meno da quando ha
messo in bella vista il logo del
Pd, segno che in molti vedono
nel “like” (il “mi piace” su Facebook, ndr) una sorta di dichiarazione di voto.
Abituato a cavalcare l’attualità, anche con dichiarazioni forti che più volte hanno suscitato polemiche, Maurizio
Marrore, consigliere comunale di Torino e capogruppo di
Fratelli d’Italia, ha scelto invece l’hashtag #mattonesumattone, giocando sull’assonanza
con il proprio nome. La sfida è
con #ilPiemontechevorrei di
Michele Curto, anche lui in Sala Rossa ma in quota Sel: sul
suo profilo Facebook tante foto tratte dalla quotidianità,
scattate durante la campagna
piuttosto che con gli amici, e
poi il tentativo di coinvolgere i
potenziali elettori con dei messaggi nella posta privata del
social network.

PAROLE CHIAVE
CAMPAGNA
#scegliere
#insieme
#caffèinsieme

“Per molti politici
la piazza virtuale
è un’insidia”

LETTERA APERTA

«L’Università
vuole risposte
dalla Regione»

L’esperto: devono aggiornarsi

Intervista

er dirla con Filippo Sensi, capo ufficio stampa
del Partito democratico
e portavoce del presidente del
Consiglio Matteo Renzi, viviamo in un’epoca in cui i cinguettii su Twitter hanno sostituto i comunicati stampa.
Tradotto per i politici significa che essere presenti sui social newtork vuol dire esistere. Ne è convinto Lorenzo Pregliasco, torinese e giovane
fondatore di YouTrend, magazine online attento alle dinamiche sociopolitiche italiane.

P

Pregliasco, quanto conteranno i social network nel
voto in regione?

«È difficile dirlo. Non sono ancora stati effettuati degli studi
sulla capacità di internet di
spostare le preferenze. Però,
secondo me, c’è un eccesso di
romanticismo e retorica sul
ruolo delle piattaforme digitali: non è vero che aprirsi una
pagina Facebook vuol dire automaticamente finire in Consiglio regionale».
Come pensa stiano affrontando la sfida 2.0 i candidati?

«Si vede chiaramente che questa è la prima campagna elettorale su internet. Molti politi-

Lorenzo
Pregliasco
Torinese
fondatore
di YouTrend,
magazine
online
attento alle
dinamiche
sociopolitiche

ci non hanno compreso a pieno
le potenzialità del mezzo che sono l’interazione e la capacità di
condivisione. Per fare un esempio negli Stati Uniti funziona diversamente: Obama, nella sua
ultima campagna elettorale, ha
utilizzato i social non tanto per
spostare i voti ma per mobilitare i comitati elettorali, inviando
messaggi personalizzati attraverso la rete di volontari».
Il limite dei candidati in Piemonte è quello di utilizzare le
piazze virtuali in modo troppo
generalista?

«Sì perché la cosa migliore da
fare sarebbe “targhetizzare” i
propri messaggi sul web considerando a che tipo di utenti sono destinati. Non posso rivolgermi con lo stesso linguaggio a
un trentenne e a un cinquantenne: gli interessi e le aspettative sono per forza diverse».
Ma quindi è meglio restare
fuori dall’agorà digitale se non
si hanno le competenze per affrontarla?

«No, la cosa migliore sarebbe
aggiornarsi per stare al passo
con i tempi. Perché, come per i
manifesti e i santini di carta, ormai se non hai un profilo Facebook e Twitter esisti, ma un po’
meno degli altri».

Gianmaria Ajani

Il rettore Gianmaria
Ajani e i rappresentanti
degli studenti hanno
scritto una lettera ai candidati alla presidenza
della Regione, evidenziando i temi da affrontare e risolvere: «Mobilità,
costruzione di forme di
connessione con il territorio durante tutte le fasi
del percorso di vita; il sostegno e il finanziamento
della ricerca di base; la
riorganizzazione e la riqualificazione degli spazi». E ancora: «In termini di rilevanza strategica
per un’Università e un
territorio che intendono
qualificarsi nella formazione e nella cultura, attirando un sempre maggiore numero di studenti, risulta essere di primaria importanza il tema del diritto allo studio,
la cui condivisione è essenziale per poter ricostruire quanto si è perduto. Ad oggi la situazione è drammatica e negli
ultimi quattro anni la copertura di borse di studio si è dimezzata. È urgente un profondo rifinanziamento della voce
di spesa, per garantire il
concreto godimento di
questo diritto».

1

T1 CV PR T2

46 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

La morte
bianca

Due insegnanti
ammalate
di mesotelioma

Nonostante
le bonifiche
in molti
istituti
scolastici
le fibre
di amianto
non sono
state
eliminate
in modo
totale

L’amianto colpisce in due scuole della città
sone. Quattro sono i responsa- un forno per la cottura della
bili della divisione servizi edu- ceramica, tutti usurati e privi
cativi del Comune. Gli altri tre, di materiali incapsulanti».
invece, sono funzionari della
scuola che non avrebbero fatto Un nuovo caso
tutto il possibile, nel corso degli E ora dopo il caso di quella donanni, per evitare che l’amianto na, morta nel 2008, Guariniello
diventasse un
ha aperto un alproblema.
LA VICEPRESIDE tro fascicolo su
insegnaPer la sua morte un’altra
Fibre ovunque
te, ammalatasi
ora sono indagate pure lei di mesoSecondo i consette persone telioma pleurico.
sulenti del pm
ed i tecnici della
Questa volta si
Asl di zona, l’inALL’ASILO tratta di una ex
segnante sarebd’asilo,
La maestra ora in maestra
be stata esposta
andata in pensio«a materiali pensione ha lavorato ne una ventina di
in due istituti anni fa dopo aver
presenti nelle
pareti di tampoprestato servizio
namento delle strutture di in due scuole torinesi: la «Picgabbiotti al piano interrato - colo Torino» di via Giacinto
si legge nella relazione conse- Collegno angolo via Cavalli, e la
gnata a Guariniello - nei pavi- «Sansovino» di via Sansovino.
menti degli uffici amministra- Strutture nelle quali ha lavorativi al piano terreno, dell’ex bi- to fino alla metà degli Anni ’90.
blioteca al primo piano ed in Poi è arrivata la malattia, con-

P

Sudoku

erchè non è stato
fatto nulla per salvare quella donna.
Cioè, nulla per evitare che microscopiche fibre di amianto venissero respirate da quella insegnate di scuola media, salvandole la vita. E non dentro
una fabbrica, ma nella scuola
dove lei insegnava matematica, dov’era stato anche vicepreside: la Vivaldi di via Casteldelfino. Ed è per questo
che - chiuse in queste giorni le
indagini - il pm Raffaele Guariniello ha indagato sette per-

Il sudoku

Medio

Il gioco consiste nel riempire tutte le caselle in modo tale che
ogni riga, ogni colonna e ogni settore contenga tutti i numeri
senza alcuna ripetizione: negli junior sudoku sono in gioco
i numeri da 1 a 6, nel sudoku medio e difficile i numeri da 1 a 9

Junior 1

6
4

4
1

1

3

2
1 5

6 5
2
4

2

3

2

La segnalazione del nuovo caso è giunta al magistrato tramite l’Osservatorio, unica
struttura che raccoglie i dati
sull’incidenza dei tumori provocati appunto dalle fibre di
asbesto respirate sui luoghi di
lavoro. E che ha già fatto
emergere come l’asbesto abbia provocato - nel corso degli
anni - centinaia di vittime.

Junior 1
6 5 1
3 4 2
2 1 4
4 3 5
1 2 6
5 6 3

3
5
6
2
4
1

2
6
3
1
5
4

4
1
5
6
3
2

Junior 2
6 2 1
3 5 4
1 3 5
2 4 6
5 6 3
4 1 2

5
2
6
1
4
3

4
6
2
3
1
5

3
1
4
5
2
6

La soluzione
dei giochi di ieri

7

3
1 2
1
3
5
4
2
2
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6
9
4
3 6
9
5
2 9
1

1 8
3 7 9
2 1
4
8 9 7

9 4 3
3
2 4
3 9 6
1
5 6

9

Il tempo: cede l’alta pressione, da domani più nuvoloso
SOLE

NUVOLOSO

COPERTO

POCO NUVOLOSO

OGGI

SVIZZERA
Annecy

Verbania
AOSTA
Biella

MILANO

Novara
Vercelli

Grenoble

Pavia

TORINO
Asti

Alessandria

Gap
GENOVA
Savona

FRANCIA
Nizza

Imperia

Situazione e avvisi meteo

PIOGGIA DEBOLEMODERATA

VARIABILE

La Spezia

PIOGGIA INTENSA

Abbastanza soleggiato con addensamenti
sparsi, ma con cielo tendente a divenire
parzialmente o irregolarmente nuvoloso
sulle zone montane torinesi, Valle d'Aosta,
Canavese, Biellese e nord Piemonte, con
qualche rovescio o piovasco sparso tra
pomeriggio e sera.

NEBBIA

TEMPORALE

VENTO

NEVE

MARE CALMO

DOMANI

SVIZZERA
Annecy

Verbania
AOSTA
Biella

Temperature ˚C
CITTÀ

MIN MAX

AOSTA
VERBANIA
BIELLA
NOVARA
VERCELLI
TORINO
ASTI
ALESSANDRIA
CUNEO
MILANO
GENOVA
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IMPERIA

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12
11
11
10
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9
9
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24
21
23
23
23
23
22
21
23
20
23
22

A cura di www.nimbus.it

Si sfalda gradualmente il ponte di alta pressione tra l’Atlantico e il Nord Europa che ha
protetto le regioni alpine negli ultimi giorni. Una depressione atlantica si estende alla
Francia e da domani indirizzerà aria nuovamente più umida verso il sud delle Alpi. Per
ora non entreranno perturbazioni significative, ma un fronte sul Tirreno porterà nubi più
estese domani.
Centimetri-LA STAMPA

Pavia

TORINO
Asti

Alessandria

Gap
GENOVA
Cuneo

Nizza

Savona

La Spezia

Imperia

MARE MOSSO

MARE AGITATO

Da irregolarmente nuvoloso a nuvoloso con
piogge in accentuazione su Liguria e basso
Piemonte; in giornata qualche piovasco sul
resto del Piemonte e ovest Lombardia,
inizialmente qualche schiarita resterà sul
nord-ovest della Valle d’Aosta e alte valli
alpine.
CITTÀ

MIN MAX

AOSTA
VERBANIA
BIELLA
NOVARA
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TORINO
ASTI
ALESSANDRIA
CUNEO
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IMPERIA

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18
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17

LA LUNA A TORINO

IL SOLE
A TORINO

Sorge
alle ore 5.54

POCO MOSSO

Temperature ˚C

Novara
Vercelli

Grenoble

FRANCIA

Non soltanto tra gli operai e
impiegati che lavoravano nelle cave e nelle miniere come
quella di Balangero, oppure
alla Eternit, o ancora sotto le
volte dei capannoni della Olivetti, ma anche quei lavoratori che, in teoria, erano «al sicuro». Impegnati in attività i
cui rischi potenziali sono di
tutt’altra natura. Come le due
insegnati, appunto.

5

2

6
7
9

Junior 2

3

Indagine aperta

Difficile

8 4

Junior Sudoku

5

tro al quale la ex maestra d’asilo sta lottando ancora oggi. Cosa c’era in quelle scuole di così
pericoloso? Secondo i primi accertamenti disposti dal magistrato la presenza di fibre
d’amianto sarebbe stata diffusa. Ci sarebbe stata sulle coperture degli edifici. E nei materiali adoperati all’epoca per avvolgere i tubi del riscaldamento.
Sui linoleum del pavimento.

Si leva alle ore Cala alle ore 9.30
Fasi Lunari
Culmina
alle ore 13.26

Tramonta
alle ore 20.58

21 MAG 28 MAG 5 GIU

13 GIU

Medio

LODOVICO POLETTO

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8
5
4
3
7
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9

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1
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Difficile

il caso

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SPECIALE GIUBILEO

PUBLIKOMPASS
SERVIZI PROMOZIONALI

47

VIAGGIO NELLA STORIA E NELLE TRADIZIONI DEGLI ONORI FUNEBRI

Al camposanto fra tombe e mausolei
Ecco il significato delle parole nel lutto
Trovare un… posticino al cimitero? Messa
così la frase non dice molto e, d’istinto, non
sembra seria, se paragonata alla sacralità
del luogo cui si riferisce. E, pure, proprio di
«posticino» si parla ogni volta che si citano i
loculi: termine che deriva dal latino ed è il
diminutivo di luogo, posto.
Le parole racchiudono spesso delle sorprese legate alla loro origine, alla loro etimologia. E’ un’affermazione valida in assoluto e, come tale, applicabile anche al contesto funebre. E a proposito: il termine «funerale» da dove deriva? Ci sono almeno due
spiegazioni possibili: una vede un’affinità
con il «fumo», relativo alla combustione o
all’incensamento del defunto, l’altra collega a «funi», attorcigliate e imbevute di pece, usate come torce nell’accompagnamento al cimitero.
E cimitero, già che ci siamo, che origine
ha? La radice è greca, e vuol dire «dormitorio». Un termine più ampio, nella sua accezione, rispetto a quello di «camposanto»,
che designa nello specifico il cimitero dei
cristiani.
Se si cercano i sinonimi di tomba, una
delle parole che emergono è «sacello»: è un
diminutivo di «sacro», e definisce un piccolo recinto scoperto, a delimitare una zona
consacrata. Nei cimiteri, il sacello mortuario è la cappella che accoglie i defunti in
attesa di sepoltura.
Se il defunto è una persona illustre, è possibile che ad accoglierlo sia un vero e proprio «mausoleo». Si tratta di una tomba di
eccezionale importanza, tale da ricordare
quella che la moglie Artemisia fece costruire per il marito Mausolo, re persiano. Era un
edificio di bellezza eccezionale, tanto da essere inserito tra le sette meraviglie del mondo antico. E qui un inciso: è curioso che, tra
le sette meraviglie, ben due fossero delle
tombe: il Mausoleo e la piramide di Cheope.
Un altro sinonimo di tomba è «edicola»:
non ha nulla a che fare con giornali e riviste, è ovvio, e si può tradurre con «tempietto». Per quanto possa sembrare strano, anche le parole «bara» e «feretro» hanno lo stesso significato: «portare» (il defunto che contengono). Bara ha radice indo-europea, feretro è di derivazione latina, ma sono nomi
simili nell’indicare una funzione. «Cassa»
(da morto) potrebbe apparire come un termine inadeguato, se accostato agli altri due.
E invece non è così: in questo caso la derivazione è greca, ma il significato non si discosta troppo, perché indica una «scatola profonda, per il trasporto».
Questa idea di movimento, di passaggio,
è fatta propria anche dalla Chiesa che, a chi
è in gravi condizioni di salute, offre il Viatico. E’ la comunione proposta come alimento spirituale per chi si appresta ad affrontare il «viaggio» da questa all’altra vita. E’ un
aiuto a chi è prossimo al «trapasso», cioè
all’«andare oltre».

Un servizio in più

Formula
“Cent’anni”
di Giubileo

Defunto Il termine
che deriva dal latino
vuol dire: esser sciolti
dagli obblighi terreni
Cimitero La radice è greca
e si traduce «dormitorio»
indipendentemente
dalla fede religiosa
Chi muore è «defunto»: il termine deriva dal latino, e significa «che si è sciolto
dagli obblighi», e anche «che ha compiuto
il tempo». C’è, nella parola, l’idea di abbandonare la vita quasi fosse un carico, un
peso, un impegno.

DISPONI
OGGI
per non impegnare i tuoi cari domani

Spesso, però, di una persona che muore si
dice che è «perita»: quasi che il termine suoni meno crudo rispetto ad altri. In realtà il
«perito» è colui «che ha fatto esperienza». Di
qui la possibilità di usare la parola con due
significati assai distanti tra loro: nel senso
di chi conosce a fondo una determinata materia per averla tanto praticata, e nell’altro
di chi ha concluso la sua esistenza dopo
averne fatto una esperienza lunga quanto la
propria vita. Il defunto viene anche definito
«estinto»: qui il significato è più immediato,
perché fa pensare alla fiamma della vita che
a un certo punto si spegne. C’è poi ancora
una parola che viene usata in questi casi, ed
è «deceduto». Anche qui la radice è latina,
per una parola che è venata di profonda malinconia: indica infatti chi è «andato via».
Un significato che, per certi versi, si ritrova anche in «scomparso»: è infatti «chi non
si fa più vedere».

Quali sono le maggiori preoccupazioni per
una persona, specie se già un po’ avanti negli
anni? Quelle che riguardano i propri congiunti più diretti. Ci si domanda se, in un domani
che si spera il più lontano possibile, dopo la
propria scomparsa, i propri cari potranno essere autonomi sia sul piano umano sia su
quello economico
Giubileo prende atto di questa inquietudine, e cerca di risolverne almeno una parte:
«Conilprogetto“Cent’anni”offriamoinfattiai
nostri clienti la possibilità di decidere oggi come avverranno le proprie esequie, accollandosene il costo».
In un periodo di notevole incertezza economica, «Cent’anni» viene incontro alle famiglie:
«Non scarica sui famigliari il costo molto spesso imprevisto del funerale – annotano da Giubileo - Aiuta ad affrontare il lutto in maniera
più serena perché, provvedendo in anticipo alle proprie esequie, la persona che ci ha lasciato
se n’è andata con un ultimo pensiero, un ultimo riguardo nei nostri confronti».
Chi desidera aderire a «Cent’anni» che cosa
deve fare? «E’ sufficiente che telefoni o si presenti alla nostra sede: verrà fissato un appuntamento con un nostro funzionario». Tutto si
svolgerà nella più rigorosa riservatezza: «Il nostro incaricato presenterà nei dettagli la formula ‘Cent’anni’, e risponderà a ogni domanda. Se poi la persona lo riterrà, si provvederà alla stesura del contratto. In questo modo Giubileo sarà impegnato a provvedere alle onoranze
funebri di chi sottoscrive, secondo criteri che si
saranno concordati, all’insegna della trasparenza e della chiarezza che da sempre ci contraddistinguono».
Quindi una persona può definire nei dettagli come si svolgerà il suo funerale? «Esattamente. Può scegliere tutto, come si fa quando
si organizza una qualsiasi cerimonia funebre.
E’ un ‘progetto’ che resta nei nostri schedari
fino a quando non verrà il momento di tradurlo in pratica».
Come si paga la formula «Cent’anni»? «Proponiamoduesoluzioni:oilnormalepagamento del compenso pattuito oppure, in alternativa, la stipula di una polizza assicurativa che indichi Giubileo beneficiario per l’importo dovuto. Con questa seconda forma, per la quale interviene un intermediario assicurativo, non è
necessario anticipare tutta la somma».

Cerimonie Programmate in Vita

LINEA DEDICATA
011/6670035
E-mail: centanni@giubileosrl.it

T1 CV PR T2

DOMENICA 18 MAGGIO 2014 LA STAMPA 48

R

T1 CV PR T2

SPECIALE NEBBIOLO PRIMA

PUBLIKOMPASS
SERVIZI PROMOZIONALI

49

SI È CONCLUSO L’EVENTO DEDICATO ALLE ULTIME ANNATE DI BAROLO, BARBARESCO E ROERO

“Nebbiolo Prima”, grande successo
con più esperti mondiali e produttori
Cento giornalisti provenienti da 30 Paesi esteri, 210 aziende partecipanti, 450 vini in assaggio. Sono questi i numeri della quinta edizione di «Nebbiolo Prima», evento internazionale
organizzato da Albeisa, l’Unione Produttori Vini Albesi, per presentare in anteprima alla critica internazionale la qualità delle nuove annate. Barolo 2010 e Riserva 2008, Barbaresco
2011 e Riserva 2009, Roero 2011 e Riserva 2009
sono stati i protagonisti dell’appuntamento,
tenutosi dal 12 al 16 maggio ad Alba.
«Il bilancio è più che positivo - dice il presidente di Albeisa, Alberto Cordero di Montezemolo -. Questa manifestazione esprime costantemente la propria rappresentatività. Oltre alla presenza crescente di giornalisti provenienti da tutto il mondo, ogni anno si aggiungono
nuove aziende che scelgono questa vetrina per
presentare la propria produzione. Sempre
maggiore è poi l’interesse da parte dei mercati
esteri, come ad esempio quelli asiatici, che fino a ieri preferivano i vini francesi».
Secondo la giornalista cinese Grace Zeng,
ad esempio, l’evento rappresenta un’ottima
opportunità per conoscere la diversità dei

vini a base Nebbiolo e le aziende che li producono. L’americana Marcela Winehouse
ha invece evidenziato le potenzialità di questi vini nel proprio paese: «Tra gli esperti e
gli appassionati, Barolo e Barbaresco sono
molto conosciuti negli Usa, mentre il pubblico sta imparando a conoscere anche il Roero, che unisce le caratteristiche organolettiche al prezzo più ragionevole».
Dal parere della stampa si confermano
grandi aspettative per le vendemmie 2010
e 2011, annate tra loro molto diverse ma
con enorme potenziale qualitativo, complementari fra loro. Una coppia di annate
che potrà dunque entrare nella storia, sulle orme della prima grande doppietta,
quella delle vendemmie 1989-1990.
«Nebbiolo Prima» è stata anche l’occasione
per raccontare lo stato di salute delle denominazioni, grazie ai numeri presentati durante
l’apertura da Pietro Ratti, presidente del Consorzio di Tutela. Nel 2010 sono state prodotte
12.147.000 bottiglie di Barolo, 4.265.573 bottiglie di Barbaresco e 727.115 di Roero. La produzione è stabile: dal confronto tra 2012 e 2013,

infatti, nell’ultimo anno sono stati confermati
i numeri del 2012 per il Barolo, mentre per il
Barbaresco si è registrata una crescita del 4%.
In crescita è anche il numero di aziende che
utilizzano le Menzioni Geografiche Aggiuntive, che rappresentano oggi circa il 50% della
produzione.
Archiviato un evento di successo, Albeisa è
già al lavoro per implementare nuovi progetti,

I progetti dell’Albeisa
Associazione impegnata
anche nella conservazione
della foresta del Kenya
primo fra tutti quello a favore dell’ambiente.
Continua, infatti, l’iniziativa per la conservazione della foresta tropicale del Kenya. Il progetto dell’associazione, nato per celebrare i
quarant’anni della storica bottiglia albese, mira a finanziare il reintegro di 4.000 alberi del
Bore, grazie al supporto dell’organizzazione
Tree-Nation, comunità internazionale che svi-

luppa progetti di rimboschimento. Il fine è
combattere il cambiamento climatico, la deforestazione e aiutare le economie locali, perché
piantare alberi non è solo una parte necessaria
e importante della lotta contro i cambiamenti
climatici pericolosi, ma contribuisce a creare
posti di lavoro, prospettive e conoscenze nelle
comunità in cui essa si svolge.
Albeisa è stata fondata nel 1973 da
un’idea di Renato Ratti con l’obiettivo di
identificare attraverso un contenitore unitario, una bottiglia dalla forma unica e speciale, le migliori produzioni di Langa. E’ un’associazione non a scopo di lucro, la cui finalità principale è la promozione e la valorizzazione dei vini dell’albese. «Nebbiolo Prima»,
anteprima internazionale di Barolo, Barbaresco e Roero, organizzata in collaborazione
con il Consorzio di Tutela, è il principale
evento che impegna l’associazione. L’Unione
Produttori Vini Albesi è lporganismo che gestisce l’utilizzo della bottiglia Albeisa, con
l’impegno costante a diffonderne l’uso, nel
rispetto di precise regole. Oggi rappresenta
circa 230 soci e 13 milioni di bottiglie.


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