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La Stampa 18.05.2014.pdf


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LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

La “cupola” e il business Sanità
Via alla fase due dell’inchiesta

ca Troyer, ha intenzione di rispondere a tutte le domande
dei pm. Secondo i quali, «Paris
è apparso in primo luogo immediatamente interessato a procurarsi nuove opportunità di
carriera e protezione». Ma anche affari in proprio, attraverso
Greganti, come dimostrerebbe
l’incontro con Filippo Lodetti
presidente della Reggio Parcheggi Spa «interessato ad aggiudicarsi una gara di rilevanti
dimensioni in tema di mobilità
a sostegno del prossimo evento
espositivo» in cambio, come
minimo, «di una macchina anche per te».
La posizione dell’ex numero
due di Expo è però particolarmente delicata perché si lega a
quella di Antonio Rognoni, l’ex
direttore generale di Infrastrutture Lombarde, arrestato un
mese fa per i contratti truccati
sugli appalti Expo. L’inchiesta,
coordinata dall’aggiunto Alfredo Robledo, proprio sul nome di
Rognoni e di Paris s’interseca su
quella condotta dalla Dda di Ilda
Boccassini e, com’è noto, ha dato
origine alle note frizioni sfociate
nella cosiddetta “guerra in procura”. Gli ultimi verbali di Rognoni, tenuti gelosamente segreti, pare diano nuove indicazioni sia sul ruolo di Paris, che
aspirava a prenderne il posto in
IL.Spa, sia sulle influenze in Regione della «cupola», che lavorava in aperta concorrenza con
l’altro «sistema parallelo» quello
che faceva capo al mondo cielli-

no di Daccò e Formigoni. Non a
caso, in una delle innumerevoli
intercettazioni dell’inchiesta,
Giuseppe Cattozzo, parlando
con l’imprenditore Enrico Maltauro, commenta le inchieste
che hanno travolto l’ex presidente della regione Lombardia in
questo modo: «La mia tesi è che
l’attacco non è su Roberto ma sul
mondo ciellino». E Frigerio,
chiarisce: «E non c’è protezione
in Vaticano perché là, il Papa
nuovo, se ne strafrega del mondo italiano e poi tra i cardinali,
non c’è più nessuno in grado di
proteggere…anche il mio amico
ministro delle finanze,…il cardinal Versaldi non protegge certo i
ciellini…».
E dunque, per una «cricca»
che cade in disgrazia, una nuova è già pronta a prenderne il
posto. Cercando di infilarsi in
tutte le aziende pubbliche possibili. Oltre alla Sogin infatti, ci
sono l’Anas dove la «squadra»
di Frigerio vorrebbe piazzare
Rognoni: «Ne parliamo con Primo…» ma anche, secondo Frigerio, con il ministro Maurizio
Lupi, a cui sostiene «di dover
mandare un biglietto con il nome di Antonio»; l’Iri, dove vorrebbero dirottare Grillo «così
avrebbe il controllo su ponti e
ferrovie»; raccomandandosi infine di lasciare Rognoni alle
Concessioni Autostradali Lombarde, nonostante le dimissioni
da Infrastrutture Lombarde.
Una «cupola» insomma, come
aspirazioni da «piovra».

Rinnovabili

Fotovoltaico

Combustibile per biomasse

Greganti ha cercato in più
occasioni di entrare nel business delle energie rinnovabili

Ha aiutato il nipote a mettere
in piedi una società
per il fotovoltaico «fai da te»

Tra i progetti una centrale a
biomasse alimentata dal legno
di una segheria di cui era socio

Frigerio intercettato: “I ciellini? In Vaticano non hanno più protezione”
PAOLO COLONNELLO
MILANO

ANSA

Il Palazzo di giustizia di Milano

re vicentino Enrico Maltauro
l’appalto per la piattaforma delle architetture. Paris, nel primo
confronto avuto settimana

scorsa davanti al gip, ha già ammesso alcune responsabilità
ma negato di aver fatto parte
dell’associazione a delinquere

Retroscena
GIANLUCA PAOLUCCI
TORINO

«U

n vulcano di idee», racconta un imprenditore
che ci ha avuto a che fare. Non tutte portate a buon fine, va
detto. Ma con un gran lavorìo di contatti a tutti i livelli. Sempre restando
lontano dai riflettori, protetto da intrecci di quote societarie e schermi
di fiduciarie. Il gruppo Seinco, a lui
riferibile, era prima intestato a una
fiduciaria e poi passato alle figlie
Barbara e Luna, che si dividono il
50% ciascuna del capitale. Gli uffici sono nel cuore di Torino e alla
Seinco fanno capo una serie di
partecipazioni. Come quella nella Seinco En.Ri. alla quale Greganti fa avere un «contratto di
partnership» con la Cmc di Ravenna, colosso del mondo cooperativo. Altra coop che intreccia gli affari di Greganti e gli
appalti nelle carte dell’inchiesta milanese è la Viridia di
Settimo Torinese. I finanzieri
scrivono che Viridia «assume rilevanza con riferimento a buona
parte delle vicende attenzionate»
dai pm Claudio Gittardi e Antonio
D’Alessio.
A Seinco o alle sue controllate
fanno capo una serie di quote societarie ma anche i telefoni o le auto
utilizzate da Greganti. La En.Ri. ad
esempio aveva, fino allo scorso an- chiamato «Sesto San Giovanni Acno, il 24% della Agenergia. Tra i soci cordo Preliminare», che in precedendella stessa società c’era Pierpaolo za sarebbe stato girato, secondo la
Maza, ex membro del Toroc ed ex Gdf, dall’imprenditore vicentino Enpresidente della Fondazione posto- rico Maltauro, ora in carcere, allo
limpica. Tramite la Agenergia - e stesso Beretta. Il file conteneva «la
Greganti - il comune di Torino trova bozza di una scrittura privata tra i segli sponsor per il siguenti soggetti: Imstema di lampioni in- LA KERMESSE MILANESE presa Costruzioni Giutelligenti di Piazza
seppe Maltauro spa;
Una società a lui legata Cons. Naz. Coop di
San Carlo. Tra gli
sponsor c’è la Olicar, sarebbe riuscita a vincere Produzione e Lavoro
che si occupa di seri lavori per la «piastra» Ciro Menotti Scpa
vizi per l’energia.
(che interveniva per la
Che, guarda caso, compare anche consociata Viridia, ndr); Cefla S.C;
lei nell’inchiesta milanese, nel filone Prisma Impianti spa; Gemmo Spa;
Città della salute. In una mail che, Manutencoop; Servizi Ospedalieri
scrive la Finanza, sarebbe stata in- spa; Olicar; Vivenda spa; Sotraf». Era
viata a Greganti l’11 aprile del 2013 una bozza con l’indicazione della «coda Lorenzo Beretta di Olicar veniva stituzione di un raggruppamento
indicato come oggetto «Città della temporaneo di imprese» per parteciSalute e della Ricerca-Sesto San pare alla gara.
Quello dell’energia e delle rinnovaGiovanni», ed era allegato «un file»

che comprendeva «il professore», Luigi Grillo, Primo Greganti e Giuseppe Cattozzo. E domani, fa sapere il suo legale, Lu-

Gli interessi

Da lunedì si ricomincia. Il tribunale del riesame in settimana
dovrebbe decidere sui nuovi 12
arresti richiesti dalla Procura
dando così il via alla «fase due»
delle indagini, dedicata questa
volta quasi esclusivamente agli
appalti sulla sanità anche in
centri come Melegnano, Lecco,
Pavia e in particolare per la costruzione della Città della salute a Sesto San Giovanni, un business da 500 milioni di euro.
La macchina degli interrogatori invece si rimetterà in moto
con l’incontro, nel primo pomeriggio, tra i pm e Angelo Paris, il
numero due di Expo che secondo le accuse avrebbe messo al
servizio della «cupola» degli
appalti la sua funzione («Vi faccio avere tutti gli appalti che
volete, basta fare carriera…»)
passando in anticipo le informazioni sulle gare di Expo e facendo ottenere all’imprendito-

Primo Piano .3

.

Tra coop rosse e fiduciarie
La seconda vita nell’ombra
del “Compagno G.”
Affari in vari settori e società intestate alle figlie
Primo Greganti
è stato arrestato
nell’ambito
dell’inchiesta
sugli appalti
per l’Expo
di Milano

bili è un settore che interessa molto al
«Compagno G.» nella sua seconda vita
di facilitatore d’affari. A cavallo del decennio la Società energetica Vinovo,
della quale la Seinco di Greganti è socia, cerca di costruire una centrale
elettrica a biomasse alle porte di Torino. Il progetto resta solo sulla carta
ma tra i fornitori del combustibile, materiale legnoso, doveva esserci la segheria Mozzone, ex socia - fino al 2013
- dei Greganti anche in un’altra attività: la bioedilizia. Con la Mozzone Building System realizzano case in legno.
La storia più interessante è però
forse quella della Finomnia. Viene costituita nel febbraio del 2012 e i soci
sono al solito schermati da due fiduciarie, la Simon e la Nomen dello studio Grande Stevens. Il 25% è in realtà
della Seinco dei Greganti. Tra gli altri
soci, una società del gruppo Marachella. Si tratta di una gruppo che si

definisce «multiservizi», che ha sede
a Torino e nei cui uffici Greganti è stato visto spesso negli ultimi due anni.
Nel periodo di suo massimo splendore, tra il 2012 e il 2013, è attiva praticamente dappertutto. Gestisce ristoranti a Torino, alberghi in provincia di
Cuneo, impianti di risalita, servizi di
catering, un golf club, cura la ristrutturazione di una residenza di caccia
dei Savoia, spazi espositivi, tre call
center (a Torino, Livorno e Palermo)
che lavorano per grandi clienti. E ancora energie rinnovabili, una lavanderia industriale e di nuovo la bioarchitettura con la Mwb. Mette in piedi anche un allevamento di asini. Di chi sia
la Marachella non si sa: il 90% è in mano a una fiduciaria. Tramite la Finomnia, Greganti e la Marachella
mettono in piedi la Mr. Facile, sede a
Jesi e guidata da Simone Greganti, nipote di Primo. Doveva realizzare kit
fotovoltaici «fai da te», ma anche questa attività stenta a decollare. «Ho conosciuto Greganti perché abbiamo lo
stesso commercialista», dice Marco
Maniezzi, ad del gruppo. Quello dei
pannelli è l’unico affare in comune?
«Abbiamo parlato di tante cose», dice
Maniezzi, «ma nessuna si è concretizzata». Così anche la Finomnia viene
venduta. Il 20 gennaio di quest’anno
la proprietà passa tutta alla galassia
Marachella. Che due settimane dopo,
l’11 febbraio, presenta la richiesta di

concordato preventivo: il sistema
«multiservizi» prevede troppi servizi
e non sta più in piedi. Ma Greganti sta
già pensando ad altro: il 29 febbraio
Greganti è con Paris e un responsabile di Viridia per discutere della realizzazione dei padiglioni Expo. Il 14 febbraio Greganti invia una mail a Dario
Foschini, ad di Cmc, contenente il testo di un contratto che riconosceva
«sostanzialmente da parte di Cmc un
concorso in spese di ufficio per sei
mesi e, soprattutto, una provvigione
sulle attività e progetti frutto del presente accordo che (...) non potrà essere inferiore all’1% del valore delle operazioni portate a buon fine».

Jena
Potrei
Grillo no, Berlusconi no, Renzi no,
potrei votare per Alfano.
Stai scherzando?


jena@lastampa.it