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La Stampa 18.05.2014.pdf


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LA STAMPA
DOMENICA 18 MAGGIO 2014

Ha
detto

LA RISPOSTA A GRILLO

SU EXPO E INDAGINI

Su Hitler e razzismo
ci deve essere una
dannazione eterna alla
memoria. Pagine del
passato da non usare
neanche per scherzo

Fanno il Daspo
ai tifosi, ci vuole
il Daspo per i politici
che prendono
tangenti, mai
più, mai più!

Primo Piano .5

.

IL PREMIER

Lo sprint di Renzi
per strappare
la quota del 33%
“Daspo a vita per i politici che prendono tangenti”
CARLO BERTINI
ROMA

«Noi queste persone non le vogliamo più vedere nei palazzi
pubblici, fanno il Daspo ai tifosi, ci vuole il Daspo per i politici
che prendono tangenti, mai
più, mai più!», urla Matteo
Renzi quando dal palco di Forlì
si rivolge, più che ai presenti,
all’elettorato di un Beppe Grillo che dice di aver già vinto
queste europee. Se ormai la sfida è chiaramente bipolare,
«caro Beppe gufo, non si fischia l’inno nazionale», alza i
toni il premier; se l’avversario
Berlusconi resta il meno bersagliato nei suoi comizi, è perché
il nemico da battere è solo il comico genovese: che al di là dei
consensi reali che prenderà è
già riuscito a far sentire il suo
fiato sul collo dei democratici,
pervasi in queste ore dal timore di una rimonta, o addirittura
del testa a testa andato in scena alle politiche l’anno scorso.
I colonnelli del leader che girano il paese, che siano o meno
di fede renziana doc, riportano
la percezione di un Grillo in
ascesa e in questo clima annuvolato che si fa strada un interrogativo sulla carta non meno
insidioso per Renzi: visto come

La storia
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

atteo Renzi rimase
spiazzato quando Lucia Annunziata, durante un’intervista per «In
Mezz’Ora», gli disse: «Presidente, lei non corre più come
prima, noto che ha messo su
un po’ di pancia». Il premier
apparve interdetto e si contorse in un forzatissimo sorriso. E allora, quando può, il
giovane Matteo coglie l’occasione per sgranchirsi le gambe. Lo ha fatto ieri alla sede
della Technogym: non solo
una visita ad una delle aziende più famose della Romagna,
ma anche un vero e proprio
allenamento. Quale miglior
modo per iniziare il suo tour
elettorale nella Regione? Un
allenamento fuori programma, insieme al fondatore Nerio Alessandri, con la maglietta gialla della campagna pub-

M

Bordatesulleriforme
Berlusconi:«Lamarcia
suRomalafaremonoi»
1 A poco più di una setti-

mana dalle elezioni europee
Silvio Berlusconi va all’attacco
di Beppe Grillo, la cui ambizione sarebbe - dice - quella di
spazzare via Parlamento e partiti e instaurare una «dittatura». Ma alla fine la «marcia su
Roma la faremo noi», assicura
l’ex premier. Nel mirino del Cavaliere oltre Grillo ovviamente
c’è Renzi. Governo, quello del
segretario Pd, che l’ex premier
accusa di essere privo di contenuti. «Abbiamo il pericolo
del comunismo ancora oggi sostiene l’ex premier - ma non
ci facciamo incantare da Renzi» che ha fatto «cose pasticciate come una riforma del Senato inaccettabile e che fa ridere». E se Berlusconi è pronto
a riconoscere la «faccia simpatica» del premier, spiega anche di essere orgoglioso di essere all’opposizione: «non c’è
nessuna ambiguità nel nostro
comportamento».

si stanno mettendo le cose, ce
la farà il Pd a superare quella
fatidica soglia del 33%, quella
raggiunta nel 2008 da Veltroni
che sancì il massimo livello ottenuto dalla sinistra negli ultimi trent’anni? Un interrogativo con ricadute molteplici, che
si misureranno solo dopo il 26
maggio, ma che già ora vengono messi in preventivo dallo
stato maggiore del partito.
Tanto che i renziani più alti in
grado non ne sottovalutano la
portata quando prevedono che
«alla fine il Pd andrà bene e
vincerà ma si attesterà sotto il
33%». Facendo capire che
l’obiettivo che fino a un mese fa
era dato per scontato, cioè la
vittoria, ora che la campagna si
è incattivita è divenuto il target
primario. Perché se la prima
soglia psicologica è tornata
quella del 30%, se il distacco da
Grillo dovrà essere tangibile e
non di misura, ve ne è una seconda che fino a poche settimane fa sembrava più alla portata: quella di uno sfondamento delle linee nemiche tale da
poter fare il pieno anche nel
blocco sociale moderato, pescando pure in quello grillino,
facendo rientrare a casa i voti
dispersi l’anno scorso a sini-

ANSA

In Emilia Romagna
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ieri in piazza a Forlì
In mattinata era stato a Modena

stra. «Purtroppo ormai pure
gli 80 euro sono già dati per
scontati dalla gente», ragiona il
dalemiano Danilo Leva, uno
dei promotori della nuova corrente di quarantenni ex diessini che fa capo al capogruppo
Speranza. «E se resteremo ai
livelli di Veltroni anche con un
fuoriclasse della comunicazione quale è Renzi, vorrà dire
che pure avendo l’asso pigliatutto non si riesce mai a sfondare in questo paese». Insomma, al di là del fatto che l’opposizione interna, se pur collaborativa, non vede l’ora di poter
contare di più, «Renzi in quel
caso capirà che non può far
tutto da solo», il timore di non

Voti e acido lattico
Renzi
Il premier
Matteo Renzi
ieri si è
allenato
in palestra
a Modena
alla Tecnogym

In bici, a nuoto, di corsa
Se la caccia al voto
si fa a suon di muscoli
blicitaria della Technogym
«Let’s move for a better world». In uno scatto c’era tutto:
politica, economia, pubblicità
per l’eccellenza italiana e messaggio educativo da portare
nelle scuole.
La fisicità è spesso stata al
potere. Il politico sportivo ha
sempre fatto colpo nell’immaginario popolare, il marketing
del corpo e della prestanza fisica del leader politico ha sempre funzionato in tutti i sistemi
politici, democratici e dittatoriali, del presente e del passato.
Senza scomodare le nuotate di
Mao nel fiume Yangtsi e le finte
prodezze ginniche di Mussolini, i leader dei giorni nostri si
dedicano al basket come Oba-

ma o alle arti marziali e alla
caccia come Putin. A casa nostra abbiamo avuto il tennista
Giuliano Amato, che amava talmente il suo sport che sponsorizzava con il Monte Paschi il
club di Orbetello dove andava a
giocare. Romano Prodi quando
era premier veniva spesso immortalato in tuta e caschetto
sopra la bici da corsa (seguito
dalla scorta in macchina).
Sembra di un secolo fa, ma era
del 1995, la foto scattata nel villone berlusconiano delle Bermuda con il Cavaliere che guidava un gruppo in mutandoni
bianchi (arrancavano sudati
Confalonieri, Letta, Dell’Utri,
Galliani). «Bei tempi», direbbe
oggi il leader di Forza Italia,

Grillo
La nuotata di
Grillo nello
Stretto
siciliano

Berlusconi
Ha costruito
una parte
della sua
leggenda
elettorale
sul corpo: qui
una storica
foto di quando si allenava
con Piersilvio
e il cane
AP

riuscire a sfondare il muro del
suono sta contagiando i belligeranti all’opera sul campo.
Dalla Sicilia, il segretario regionale Fausto Raciti, iscritto
alla corrente lealista dei «giovani turchi», si compiace di
aver riempito l’altra sera piazza Politeama a Palermo, ma
non si nasconde la fatica di rastrellare consensi al sud. E sono tanti i fattori che non aiutano, dall’Expo al caso Genovese,
tutta acqua al mulino di Grillo.
Tanto più che chi governa da
sempre è bersaglio di contestazioni e nella sua pedalata in salita il premier deve fare i conti
nelle piazze con comitati in
subbuglio come quelli degli al-

luvionati che ieri lo hanno accolto nelle sue trasferte emiliane. Così anche il bersaniano
Nico Stumpo, tornato dalla Calabria, svela l’apprensione che
«anche stavolta siano più di
quanti pensassimo a voler dare
un segnale». Un altro calabrese doc, l’ex Dc Gigi Meduri, è

La fronda del Pd: «Se
neanche un fuoriclasse
come lui riesce a fare
meglio di Veltroni....»
costernato dal fatto che questo
segnale di protesta possa arrivare «da molta gente nostra,
non ragazzi, ma professionisti
e pensionati», con la scusa che
si vota per le europee e non per
le politiche. Ecco perché Renzi
combatte ventre a terra per rastrellare i delusi del Pdl, quando attacca la Cgil si rivolge proprio a loro, è lì che vuol pescare. Mentre sulla presunta crescita dei 5stelle prova a sedare
le ansie Maria Elena Boschi,
perché «visto come sono andati i sondaggi alle ultime politiche, adesso, per precauzione,
danno sondaggi altissimi per
Grillo, così non sbagliano».

vent’anni dopo, gravato di una
pancia prominente, che giustifica i suoi problemi alle ginocchia con il fatto di averne abusato da giovane, quando era un
centometrista. Un altro secolo
sembra passato dalle partite
del cuore in cui giocavano
D’Alema, Veltroni, Cofferati,
Casini, Fini, Mastella.
Portando avanti il nastro dei
gesti sportivi dei nostri politici,
quello più eclatante è stata la
traversata a nuoto di Beppe
Grillo dello Stretto di Messina.
Tuta nera e occhialini, il messianico e robusto leader pentastellato riuscì nell’impresa,
colpì il sentimento mascolino e
femminile dei siciliani che alle
regionali del 2012 gli tributarono il primo risultato clamoroso
nelle urne. Ora, non è che una
pedalata sulla bike di Renzi alle
7 del mattino possa cambiare
le sorti di questa incerta campagna elettorale per le europee
e fermare Beppe. Comunque,
in pantaloncini e maglietta, con
quel leggero sudore sulla fronte, Matteo sembra ancora più
giovane e vitale. E questo lo
rende ancora più familiare e a
portata di mano, e di voto.