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La Stampa 19.05.2014 .pdf



Nome del file originale: La Stampa - 19.05.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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* In edicola con La Stampa *

R

T1 AL AO AT BI CN CV NO PR T2 VB VC

.

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 137 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

In un video la sequenza del raid omicida

Un commando spara
nella strada della movida
Ucciso uno spacciatore
Due fotogrammi del video della spedizione punitiva

Massimo Numa ALLE PAGINE 8 E 9

INTERVISTA

Fassino: ma qui
non è il Bronx
Il sindaco: episodio
grave e brutale
Subito contromisure
Alessandro Mondo

Torino, agguato a San Salvario

A PAGINA 9

BAGNO DI FOLLA PER I CAMPIONI. CERCI SBAGLIA UN RIGORE AL 94’: TORO, NIENTE EUROPA

L’intesa ministero-regioni per i prossimi 3 anni

La nuova Sanità:
parti senza dolore
e ticket più bassi

A Bengasi 79 morti

Juve a 102 punti: è nella storia

Libia nel caos
Il generale
assalta
il Parlamento
Il generale Khalifa Haftar
ha assaltato il Parlamento di
Tripoli, accusato di filo-islamismo. I deputati sono fuggiti, il nuovo premier è senza fiducia. Attacco ad oltranza a
Bengasi.
Stabile A PAG. 12

1

Esenzioni sganciate dall’Irpef
Tasi, governo costretto al rinvio
Entro giugno il ministero
della Sanità e le Regioni firmeranno l’accordo sul «Patto per
la Salute»: significa, tra le altre
cose, il taglio dei piccoli ospedali e delle mini-cliniche con
meno di 60 posti letto, lo stop
al rimborso delle prescrizioni
«inappropriate», la riforma dei
ticket. È previsto un risparmio
di 10 miliardi in tre anni, da investire in ricerca e ammodernamento. Tasi verso un rinvio.

1

È DIFFICILE
ANCHE PAGARE
LE TASSE
PAOLO BARONI
ià pagare le tasse
è una gran sofferenza, poi negli
ultimi
tempi
sembra che governo, Parlamento e Comuni
facciano di tutto per renderci
la vita impossibile. Prendiamo il caso della Tasi, la tassa
sui servizi indivisibili che di
fatto sostituisce la vecchia
Imu, ultimo pasticcio in ordine di tempo. Si sa quando si
paga, il 16 giugno, ma solo
una parte degli italiani sa
quanto deve pagare.
Il campanello d’allarme è
suonato almeno un mese fa,
poi la scorsa settimana si è
scoperto che nemmeno mille
Comuni avevano fissato le aliquote mentre tutti gli altri ancora dovevano decidere. Soprattutto mancano all’appello
i quattromila Comuni chiamati al voto la prossima settimana, amministrazioni che si
sono ben guardate dal fissare
l’ammontare della nuova tassa. Meglio aspettare, meglio
rinviare a dopo il 25 e evitare
l’accusa d’aver aumentato le
tasse rischiando magari di
perdere il municipio.

G

CONTINUA A PAGINA 29

UCRAINA

Il re del cacao
può riaprire
la via di Mosca
MARK FRANCHETTI
KIEV

onsiderato uno degli
uomini più ricchi dell’Ucraina e un sopravvissuto all’infida politica locale, Petro Poroshenko è abituato ad aver successo in un ambiente ostile.

C

Barbera, Galeazzi e Russo
DA PAG. 2 A PAG. 5

VERSO LE ELEZIONI

Renzi su Grillo
“Non votate
i buffoni”

CONTINUA A PAGINA 13

IDEE PER L’ EUROPA

Casaleggio parla in tv:
se il premier perde
sarà lui a uscire di scena

Abolire
la povertà:
un dovere

Bertini, Iacoboni, Martini ALLE PAG. 6 E 7

IL CASO

ANTHONY BARNES ATKINSON

Veronica su “Chi”
In Forza Italia
le donne con lei
Amedeo La Mattina A PAGINA 6

MATTIA FELTRI

9 771122 176003

CONTINUA A PAGINA 30

Polverini: «No alla dittatura
dell’eterna giovinezza
Non siamo tutte rifatte»
La squadra con la coppa dello scudetto sfila tra la folla

Io e Annalena, a dividerci è soltanto l’Ikea
40519

I SERVIZI NELLO SPORT

Q

I 25 anni del colosso svedese dell’arredo: così ha cambiato la famiglia italiana

ra un sabato mattina e il tempo era
bellissimo: pioveva. Gite fuori
porta impossibili, pregustavo
una giornata complementare al divano, coi giornali, i libri e soprattutto nel primo pomeriggio - Sassuolo-Torino: i granata impegnati nel big match della serie B. Tu sei arrivata, Annalena, col sorriso infinito per cui ti ho
sposata, e mi hai detto: «Amore, andiamo
all’Ikea?».

E

SPADA/LAPRESSE

uarantacinque anni
fa pubblicai un libro,
Poverty in Britain
and the Reform of Social Security, in cui avanzavo proposte che puntavano a realizzare nel Regno Unito
l’aspirazione del Piano Beveridge del 1942.

Qualcosa dentro di me si è rotto. Ho visto
ore fra mobili dai nomi pieni di dieresi, pupazzi di stoffa da uno e novantanove, batterie di colini delle quali non avremmo
assolutamente potuto fare a meno. Alla fine, fra l’altro, avresti comprato
degli scaffali Vittsjö o un portasciugamani Grundtdal che io avrei montato
all’indomani, fra crisi isteriche e patetiche scorciatoie: a me non avanza mai
un solo bullone, mi avanza direttamente
una mensola.
CONTINUA A PAGINA 11

.

2 .Primo Piano

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

gg Sanità/Verso la riforma del settore

Via i piccoli ospedali, ticket meno caro
Ecco la rivoluzione per tagliare i costi
Entro giugno il ministero e le Regioni firmeranno l’accordo sul “Patto per la Salute”
Previsto un risparmio di 10 miliardi in 3 anni da investire in ricerca e ammodernamento
PAOLO RUSSO

rossa che vale circa 7mila posti letto.

ROMA

Stop ai rimborsi facili

S

i scrive «Patto per la salute» e si traduce in taglio
degli ospedaletti e delle
mini cliniche con meno di
60 posti letto, stop alla
rimborsabilità delle prescrizioni
«inappropriate», riforma dei ticket
all’insegna del motto «pagare tutti
per pagare meno», «case della salute» per garantire cure 24h nel territorio. Sono solo alcuni dei capitoli
dell’accordo, già in larga misura nero su bianco, che Ministero delle
salute e Regioni si apprestano a
sottoscrivere entro giugno.
Parole da imprimere in articoli e
commi di un decreto che recepirà
l’intesa destinata, secondo il ministro Lorenzin, a portare 10 miliardi
di risparmi in tre anni, da reinvestire in ricerca e riammodernamento
dei nostri ospedali. I tempi sarebbero stati ancora più rapidi se il Tesoro non avesse tirato il freno proprio questi giorni, preoccupato dell’allentamento dei vincoli per le Regioni in piano di rientro, da troppi
anni condizionate da tagli che stanno compromettendo la loro capacità di garantire i livelli essenziali di
assistenza. E poi c’è da sciogliere il
nodo delle risorse.
Il Patto prevede di arrivare dagli
attuali 109,9 miliardi del fondo saI PUNTI DEBOLI

Sono stati individuati i reparti
che trattano troppi pochi
casi per essere ritenuti sicuri
L’ASSISTENZA

Le «case della salute» saranno
aperte 24 ore su 24 e faranno
da filtro al Pronto soccorso
nitario ai 115,4 del 2016. Meno di
quanto previsto inizialmente perché le risorse devono seguire l’andamento lento del Pil.
Ma le scelte di fondo sono già in
una bozza che abbiamo potuto visionare e che siamo in grado di anticipare nelle sue linee essenziali.
Mini strutture addio

L’asticella si è abbassata da 120 a
60 posti letto. Sotto questa soglia
gli ospedali dovranno essere riconvertiti in strutture per l’assistenza
nel territorio e la riabilitazione,
mentre le clinichette, salvo quelle
mono specialistiche, dovranno
riaccorparsi fino a raggiungere la
dotazione di almeno 100 letti o
chiudere i battenti. Ma gradualmente, per evitare contraccolpi negativi sul piano occupazionale. Sulla carta a rischio sarebbero 192
strutture private, anche se, alla fine, a chiudere i battenti saranno la
metà.
Nel pubblico, invece, sono 72 gli
ospedaletti nella «black list» che è
possibile stilare dai dati del ministero della salute. In totale oltre
2800 posti letto da trasformare in
assistenza sul territorio. Anche
perché, statistiche alla mano,
ospedali o cliniche troppo piccoli
significano più possibilità di incappare in errori sanitari.
Le inefficienze

Il «Piano esiti» del ministero fornisce la
mappa dei reparti che trattano troppo
pochi casi per essere sicuri o di quelli
con risultati dal punto clinico insoddisfacenti. Per loro un tratto di penna

Per le prestazioni sanitarie più richieste e a maggior rischio di inappropriatezza delle linee guida diranno ai medici quando una cura o un accertamento

saranno rimborsabili oppure no.
Esempio: la Tac per un sospetto menisco dell’ultraottantenne no, per una
sospetta lesione cerebrale sì.
Il decentramento

Le case della salute dovranno garan-

tire assistenza 24h e accertamenti
diagnostici meno complessi, ospitando team di medici di famiglia,
specialisti e infermieri. Faranno da
filtro al pronto soccorso. Se ne parla
da molto ma ora diventano un vincolo per le Regioni.

I pagamenti

Metà degli italiani è esente dal ticket e sono quelli che consumano
l’80% delle prestazioni sanitarie.
In compenso chi li paga si svena
per visite specialistiche e diagnostica, alle quali, per questo motivo,
LE ESENZIONI

Non saranno più agganciate
all’Irpef ma all’Isee, che
indica precisamente la ricchezza
rinunciano ogni anno 6 milioni di
italiani. Di qui l’idea, ancora da
mettere nero su bianco, di ridurli
drasticamente, rivedendo però le
esenzioni, non più agganciate al
reddito Irpef, che premia gli evasori, ma a quell’indicatore più reale
della ricchezza che è l’Isee. Corretto in questo caso premiando chi ha
più familiari a carico, anziani e malati cronici. Questi ultimi non sarebbero però più esentati se hanno
un reddito Isee alto.
Agenzie Agenas e Aifa

Avranno entrambe più potere.
L’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) controllerà il rispetto
del Patto e l’andamento dei conti;
quella del farmaco (l’Aifa) avrà più
strumenti per evitare il ripetersi di
truffe farmaceutiche a danno dei
conti pubblici.

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Primo Piano .3

.

g
Tutto questo sulla carta,
perché, come sempre, bisognerà poi vedere la capacità delle
regioni di garantire i Lea. Fino
ad oggi, rivela un documento
ministeriale in via di pubblicazione, 5 regioni, quasi tutte in
piano di rientro dal deficit,
hanno in parte fallito l’obiettivo. In Sicilia, Molise, Abruzzo,
Puglia, Calabria e Campania, si
rivelano falle soprattutto nell’assistenza residenziale per
anziani e disabili, nell’appropriatezza delle cure ospedaliere, nelle vaccinazioni antinfluenzali degli anziani, nella
prevenzione veterinaria e negli
screening.

il caso
ROMA

ra le novità da sottolineare nelle linee guida del
«Patto sulla Salute» c’è l’occhio di
riguardo riservato al tema
della maternità e delle donne
in gravidanza.
«Dobbiamo pensare non
solo a rendere più facile la maternità, ma anche a far nascere più bambini in Italia e immaginare dei percorsi diversi
per aiutare le coppie a fare famiglia - ha detto il ministro
della Salute Beatrice Lorenzin in un video pubblicato su
Youtube dopo una visita al reparto neonatale dell’Ospedale
SS.Benvenuti e Rocco di Osimo (Ancona) -. Parliamo di fare famiglia, di uno Stato per la
famiglia da anni e poi non facciamo niente. Credo sia arrivato il momento di fare qualcosa di molto più concreto».
Tra le cose concrete c’è anche l’inserimento dell’anestesia epidurale nei parti naturali. Oggi viene applicata a macchia di leopardo, e spesso tocca alle donne delle fasce più
deboli scontare attese, indecisioni e mancanza di attrezzature, all’insegna del motto
biblico «Partorirai con dolore». Nelle nuove linee guida,
invece, si tratteggia uno scenario in cui tutte le cittadine,
senza distinzioni, avranno diritto a partorire con l’aiuto
dell’anestesia.
Di sofferenza e di come lenirla si occupa anche un altro

T

LE MALATTIE RARE

All’elenco di quelle esentate
da pagamento per le cure
se ne aggiungeranno 110
RICHARD SCHULTZ/CORBIS

Il nuovo «Patto per la salute» prevede che tutte le partorienti possano richiedere l’anestesia epidurale

LA CLASSIFICA

Mamme senza soffrire
L’anestesia epidurale
non sarà più un privilegio
Terapia del dolore: ogni Regione avrà un centro specializzato
passaggio del documento: secondo le nuove linee guida ministeriali ogni regione dovrà
istituire centri specializzati per
la terapia del dolore.
Il «Patto per la salute» porterà in dote anche i nuovi Lea, i

livelli essenziali di assistenza,
in attesa dal 2001 di rifarsi il
trucco. Un elenco di oltre 6 mila
prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale che dovrebbe arricchirsi di 110 nuove
malattie rare, per le quali è pre-

vista l’esenzione totale dei ticket. Esenti diventano anche sei
patologie croniche: sarcoidosi,
osteomielite cronica, broncopneumopatia cronico ostruttiva,
rene policistico autosomico dominante, patologie renali croni-

che e sindrome da talidomide,
della quale sono vittime le donne trattate con il medicinale impiegato, negli Anni 50 e 60, nel
trattamento di disturbi del primo trimestre di gravidanza, tipo ansia o nausea.

All’ultimo posto per qualità
del servizio sanitario c’è la
Campania, in testa l’Emilia
Il documento assegna anche
dei punteggi: in fondo alla classifica la Campania, con 117 punti, in testa l’Emilia Romagna
(210), la Toscana e il Veneto
(193 entrambe), seguite da Piemonte e Lombardia, rispettivamente con 186 e 184 punti.
Ma il «Patto per la salute»
vorrebbe tendere la mano anche alle regioni ancora in difficoltà per i troppi vincoli imposti
loro dai Piani di rientro, dettati
in qualche modo dall’Economia.
Vincoli che si vorrebbe ora allentare, soprattutto per il turn
over del personale, vincolando
le Regioni al rispetto di 4 o 5 macro obiettivi. Una semplificazione ancora tutta da far digerire
in via XX Settembre. [PAO. RUS.]

Le interviste
Girolamo Sirchia

Francesca Barra

“L’alternativa etica
all’eutanasia
è lenire il male”
GIACOMO GALEAZZI
ROMA

«Lenire la sofferenza è un dovere in tutto il mondo avanzato. L’Italia è indietro
di decenni». L’ex ministro della Salute,
Girolamo Sirchia, pioniere nell’ematologia e nei trapianti, invoca una «rivoluzione culturale» nella sanità. «L’ospedale
senza dolore nell’intero
Occidente tranne che
nel nostro Paese».
Professore, perché la terapia dolore è così in ritardo
in Italia?

Medico
e politico
È stato
Ministro
della Sanità
del secondo
governo
Berlusconi

«E’ un terribile ritardo
culturale. Speriamo che
stavolta non sia solo un
annuncio e che ne scaturisca un piano nazionale
vincolante. Le persone
che soffrono e sono vicine alla morte hanno il diritto di essere
sedate. Ciò in Italia non accade. Neppure in fase di delirio, la terapia del dolore
viene giudicata un tassativo obbligo di
cura. In grandi ospedali funziona meglio,
ma non c’è uniformità sul territorio. Tra
le varie Asl ci sono differenze enormi e
spesso i medici curanti non sono in grado di eseguire le terapia».
Dove sono le lacune maggiori?

«Quasi ovunque. In Emilia, in Lombardia e in qualche altra realtà le associazioni di volontariato riescono ad assistere un buon numero di malati oncologici
attraverso équipe specializzate. Ma per

il cardiopatico, il moribondo o l’anziano
in quanto tale manca ovunque un sostegno adeguato. Quand’ero ministro ho
cercato di promuovere la terapia del dolore anche attraverso l’introduzione di
un nuovo ricettario per i medici che consentisse di semplificare la prescrizione
dei farmaci oppiacei. Ma nessuna iniziativa di sensibilizzazione è stata finora
sufficiente».

“In sala parto
mi dissero che dovevo
saper patire”
ROMA

Per chi soffre non c’è attenzione?

«Siamo un paese che non risponde ai reali bisogni dei pazienti affetti da dolore
grave soprattutto per patologie neoplastiche o degenerative. E’ assurdo e disumano negare alle persone il giusto sollievo soprattutto nella fase terminale. Il ricorso agli analgesici e ai trattamenti diffusi nei paesi avanzati resta un miraggio.
Se stavolta si cambia registro sarà davvero una svolta di grande impatto sulla
condizione di migliaia di pazienti. Alleviare il dolore delle persone malate può
contribuire anche a contrastare l’eutanasia. Lo sa bene la Chiesa».

«Partorirai con dolore, ancora nel 2014,
è un assunto da cui non si sfugge». La
scrittrice e conduttrice tv Francesca
Barra, giovane mamma di due bambini, ha sperimentato personalmente le
resistenze che l’epidurale incontra negli ospedali «sia pubblici sia privati»italiani.
Da cosa nascono queste
resistenze?

Sedare invece di “staccare la spina”?

«Sì. L’eutanasia è una grande mistificazione e un sofisma basato sull’assunto
che il dolore sia peggio della morte. Questo ragionamento sbagliato si estende
anche al darsi e a chiedere la morte, cioè
all’eutanasia. In altre parole siccome
morire è meno doloroso del dolore stesso, la morte viene considerata il male minore. Ma se alleviamo il dolore, il falso
castello crolla. È un diritto rinunciare alle cure, però non esiste il diritto a essere
eliminato fisicamente. La società e i medici non hanno questo dovere ma quello
esattamente opposto: lavorano e assistono per curare, per lenire le sofferenze
e non per uccidere. Perciò è incivile e
dannoso negare la terapia del dolore solo perché in molti ospedali, specie di provincia, non si è in grado di applicarla. E’
così che si creano malati di serie A e B».

Scrittrice e
giornalista
Autrice
di vari libri,
conduttrice
televisiva
e radiofonica

«Ti negano l’epidurale
con una frase: “Tutte le
donne partoriscono naturalmente”. È una vera e propria violenza
psicologica esercitata
da molte ostetriche. In
questo modo si induce
una madre, soprattutto
al primo parto, a crederci. E a forzarsi
di accettare di soffrire, perché chiedere sollievo rivela una debolezza, una
mancanza di sacrificio e di senso materno. Almeno è quanto ci fanno credere. La stessa cosa accade per l’allattamento. Poco importa se tu sei lacerata, sofferente, se non hai latte o il
bimbo si disidrata perché non si attacca, tu devi forzarti».
Perché accade questo secondo lei?

«È un condizionamento fortissimo. Devi riprovare, mortificarti perché il valore di una mamma è dato anche da
quanto soffrirai per raggiungere lo sco-

po. È una crudeltà senza alcun senso.
So per esperienza che tante donne la
pensano come me, ma hanno il timore
di dichiararlo perché la propria madre,
sorella o vicina di casa hanno partorito
senza epidurale, magari in condizioni
disperate e vantandosi della propria
forza e resistenza. Ma è tutta una mistificazione, non bisogna crederci. Un
bimbo felice è il figlio di una madre felice. Non distrutta, frustrata e dolorante.
Dopo quello che ho passato io, solo dei
mostri potevano insistere per farmi
partorire naturalmente. Stesso meccanismo per farmi allattare. Anche se
avevano lesionato con il bisturi il nervo
pudendo e per mesi , anzi per anni, non
mi sono più potute sedere senza soffrire. Partorire con l’epidurale, gratuito,
senza insinuare sensi di colpa, è una
conquista enorme per la donna».
Si è sentita in trappola?

«Ho avvertito l’obbligo di soffrire, mi
hanno costretta ad accettare la pratica
“naturale” senza il minimo rispetto per
la mia condizione e per la mia volontà.
Come dire, “non sei una brava madre se
non sei disposta a soffrire”. Tra atroci
sofferenze. Ho implorato di farmi l’epidurale e alla fine me l’hanno fatta. Ma
c’era una pessima informazione sulla
pratica. Mi dicevano che non sentivo le
spinte e così è sparito l’effetto e ho ripreso a soffrire. Mi hanno fatto sentire
incapace perfino di spingere. Non sapevo più di chi fosse la colpa. Ho ringhiato
per pretendere l’anestesia mentre mi
stavano ricucendo la lacerazione».
Un dolore necessario?

«No. L’ostetrica mi aveva rotto le acque
manualmente e non avendo le contrazioni quella notte me le aveva anticipate. 12 ore di travaglio Il bimbo aveva due
giri di cordone al collo. Mio marito fu
mandato a casa perché “troppo emotivo”. Ero sola, senza conforto». [GIA. GAL.]

.

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LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

U

FISCO
CAOS PAGAMENTI

Pasticcio Tasi, governo verso il rinvio
Versamento a luglio o settembre, il Tesoro sarebbe costretto ad anticipi di cassa. Oggi vertice tecnico
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Sembra una maledizione. O
forse è solo la dimostrazione
del perché il Paese fa così fatica a riprendere la strada
della crescita. Anche quest’anno il pagamento dell’Imu sulla prima casa - che
nel frattempo ha cambiato
nome e si chiama Tasi - sarà
complicato. Se fino a giovedì
il sindaco di Torino e presidente dell’Anci Piero Fassino
escludeva categoricamente
ogni rinvio, ora l’ipotesi ha ripreso quota. Con il passare
delle ore la realtà prende il
sopravvento: degli oltre ottomila sindaci italiani, solo un
migliaio hanno già deliberato
le aliquote della nuova tassa.
Gli altri sembrano ormai
troppo in ritardo per rispettare la scadenza fissata dalla
nuova legge: il 23 maggio per
l’approvazione delle delibere,
il 31 per la pubblicazione sulle bacheche comunali. Il sottosegretario
Graziano
Delrio, intervistato ieri da
Maria Latella a SkyTg24,
non nasconde l’imbarazzo:
«Questa è la prima applicazione della Tasi e ci saranno
un po’ di difficoltà. Invitiamo
i Comuni che non l’hanno già
fatto a decidere alla svelta in
modo da dare certezza. In
queste ore si sta svolgendo
un incontro fra i sindaci e il
governo e penso che la settimana prossima daremo indicazione sulle scadenze da rispettare, se verrà chiesta
una proroga o no. ».
Di chi è la responsabilità
del pasticcio? In parte del governo, in parte dei Comuni. Il
primo può far valere però
una circostanza attenuante.
Insediato a fine febbraio, ha
dovuto fare i conti con la

Intervista
ROMA

«S

cusi il ritardo, in
questi giorni vado
di comizio in co-

mizio».
Guido Castelli è il sindaco
di Ascoli Piceno dal 2009, corre per la rielezione con la lista
«Forza Ascoli». Ex An, poi
Pdl, è avvocato e incidentalmente anche responsabile finanza locale dell’Anci, l’associazione dei Comuni. È uno
dei settemila che non hanno
ancora deliberato le aliquote
della nuova Tasi. Accetta di
parlare al telefono di questo
ennesimo pasticcio fra un appuntamento e l’altro.
Sindaco, dica la verità. Non
avete ancora fatto nulla
perché siete tutti in campagna elettorale e ve ne guardate bene dal disporre nuove tasse.

«Ma si figuri! La verità è un
altra: gli ultimi decreti attuativi del governo sono arrivati
un mese fa. Tenga conto che
nei Comuni in cui si vota i comizi elettorali sono stati convocati il 10 aprile, e i consigli

40
miliardi
L’incasso complessivo
atteso dalla Tasi
Ma sui tempi
non ci sono certezze

«Penso che la prossima
settimana si saprà se ci
sarà una proroga o no.
Chiedo ai cittadini
di avere pazienza
I comuni che non lo
hanno ancora
fatto decidano
alla svelta le aliquote»

1.000
Comuni
Sono solo questi
(una piccola minoranza)
ad aver già deliberato
le aliquote della Tasi

Graziano Delrio

7.000
Comuni
La stragrande maggioranza
è inadempiente
Questo provocherà
il caos nei pagamenti

30
per cento
La quota che potrebbero
dover pagare gli inquilini
La Tasi infatti non ricade
solo sui proprietari

FRANCESCA LEONARDI/CONTRASTO

La casa è il grande amore degli italiani ma anche fonte di mille tormenti

complicata eredità del governo Letta: gli ultimi decreti attuativi non risalgono che ad un
mese fa. I sindaci possono lamentare il ritardo del governo,
ma su di loro pende un sospetto: aver ritardato l’approvazione delle delibere per ragioni
elettorali. Con le europee vanno al voto circa la metà dei Comuni italiani.
Come uscirne? Qui la risposta è più complicata. L’ipotesi
più semplice - avanzata dal
sottosegretario all’economia
Enrico Zanetti e dal presidente Pd della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, è quella di rinviare

tutti i pagamenti della prima
rata al 16 settembre, e dare così tempo ai Comuni di deliberare sulle aliquote fino al 31 luglio. Questa ipotesi scontenterebbe i Comuni virtuosi, ma al
momento è la più gettonata
perché creerebbe meno pasticci da un punto di vista fiscale e contabile. Ha una controindicazione: costringerebbe il Tesoro ad anticipare ai
Comuni i fondi necessari ad
arrivare a settembre senza affanno. La seconda ipotesi, un
po’ più complessa, è quella che
propone Fassino: permettere
ai Comuni che hanno deliberato le aliquote di procedere con

le scadenze fissate (pagamento della prima rata il 16 giugno)
e concedere il rinvio a settembre a tutti quelli - la gran parte
- che invece la delibera non
l’hanno applicata. La terza
ipotesi è quella di un mini-rinvio di tutti i pagamenti di un
mese, dal 16 giugno al 16 luglio.
Già oggi ci dovrebbe essere un
vertice tecnico per decidere il
da farsi. La soluzione del rebus
è complicata dal fatto che la
nuova Tasi ha una clausola di
salvaguardia che costringe i
Comuni a non far pagare più di
quanto non fosse previsto per
l’Imu. L’attuale norma prevede infatti per i Comuni che non

“Sindaci capri espiatori
L’esecutivo è in ritardo”
Che intende dire?

«Negli ultimi quattro anni lo
Stato ha modificato l’ordinamento fiscale dei Comuni 32
volte. Nel 2009 hanno abolito
l’Ici sulla prima casa. A fine
2011 l’hanno reintrodotta e
l’hanno chiamata Imu. Nel
2012 hanno cambiato le regole di ripartizione degli incassi fra Stato e Comuni. Nel
2013 hanno cambiato ancora,
e introdotto la Iuc, somma di
Tasi e Tari. Per non parlare
del pasticcio della mini Imu.
Vado avanti?»
No, grazie. Permetta però
una obiezione sindaco: mille
suoi colleghi in giro per l'Italia si sono rimboccati le maniche e le nuove aliquote le
hanno applicate. Forse ha
prevalso la solita approssimazione all’italiana? Vi siete
convinti che lo Stato alla fine
avrebbe concesso la solita

Il premier Renzi
«Imprese,ora
abbassareletasse»
1 «Il sistema politico può

smettere di rompere le scatole e abbassare le tasse». Il premier Matteo Renzi dopo il bonus da 80 euro ai lavoratori
ha allo studio un pacchetto di
norme in favore dell’imprenditoria, per semplificare le
procedure, alleggerire le norme di giustizia civile e ridurre i
costi dell’energia. Le novità
potrebbero arrivare proprio
mentre entra nel vivo, in Parlamento, l’esame dal decreto
Irpef, con 800 richieste di modi: fra le proposte, c’è chi
punta a estendere il bonus di
80 euro alle famiglie monoreddito con più figli e alle partite Iva, a evitare i tagli alla Rai
e a rivedere i tagli ai Comuni.

Insomma, la colpa secondo lei
è del governo. È così?

«Lei conosce quel personaggio
dei libri di Pennac, il signor
Malussène? Noi siamo i commessi, i capri espiatori contro i
quali scagliarsi per tutte le cose che non vanno. Il nostro datore di lavoro è lo Stato. Fino a
un certo punto ci hanno detto
che la Tasi doveva essere fatta
in un certo modo. Poi si sono
accorti che sarebbe costata
troppo, e allora hanno introdotto la compensazione per introdurre la franchigia. Un pasticcio incredibile».

Twitter @alexbarbera

Guido Castelli

proroga, alla faccia della certezza fiscale e del rispetto per
il contribuente.

«Quella sulla aliquota Tasi non
è una decisione banale. Occorre valutare le norme, fare una
simulazione dell’impatto finanziario, trovare il giusto
equilibrio con l’Imu sulle seconde case. Non sono questioni di semplice soluzione con i
consigli sciolti».

hanno deliberato in tempo
l’applicazione dell’aliquota base - quella prevista dallo Stato
- e il pagamento del conguaglio
con la seconda rata di dicembre. Ma questo meccanismo
potrebbe spingere alcuni a far
pagare troppo sulla seconda
casa, costringendoli alla fine
dell’anno a concedere rimborsi. Il solito pasticcio all’italiana
in barba alla certezza del diritto e delle regole. Delrio chiede
«pazienza con i sindaci». In
ogni caso è «l’inizio di una nuova fiscalità che dovrà rimanere tale». Tutti si augurano sia
la volta buona.

Regole cambiate
troppe volte
E con i consigli
comunali sciolti
già il 10 aprile
non c’era più tempo
per fare niente

Castelli (Anci): le elezioni non c’entrano
sciolti da un pezzo. Noi in questa storia siamo vittime, non
carnefici».

Sottosegretario
Presidenza del Consiglio

Sindaco di Ascoli
responsabile finanza Anci

Ma non siete voi quelli che
chiedevano il federalismo fiscale? Non volevate l’autonomia impositiva?

«Il principio è sacrosanto, figuriamoci se lo contesto. Ma qui
ho la sensazione che lo Stato ci
stia marciando. Troppo facile
tagliare continuamente i trasferimenti e poi costringerci a
chiedere in tasse tutto quel che
ci hanno tolto».
Dunque sindaco, come ne
usciamo? Perché alla fine il
prezzo dei vostri problemi con
lo Stato lo pagano i cittadini, i
quali non sanno mai fino all’ultimo quando e cosa pagare. Lei pensa ai bilanci dei Comuni, ma che dire del bilancio
delle famiglie? Loro non hanno il diritto di fare un po’ di

pianificazione fiscale? Sapere
quanti soldi avranno per le vacanze?

«Che i Comuni già sciolti per
via delle elezioni abbiano bisogno di una soluzione è inevitabile. Però più di tanto non
possiamo rinviare. Ormai i
nostri flussi di cassa dipendono da quel che abbiamo dal
gettito delle case».
E quindi? Che soluzione proponete? Rinvio di un mese solo per chi non ha deliberato?
O è necessario un rinvio per
tutti?

«(voci di sottofondo, Castelli è
arrivato alla successiva iniziativa elettorale e saluta alcune persone). Buonasera eccoci qui!». Clic.
[A.B.]
Twitter @alexbarbera

.

6 .Primo Piano

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO
LA SFIDA TRA LEADER

10.000 persone a Reggio
dopo aver fatto chiudere
le serrande ai locali senza
alcun rimborso, e
offrendo cibo gratis
Beppe Grillo
fondatore
del Movimento cinque stelle

I supp
orter d
el Pd in
piazza
a Pale
rmo

«Votate per chi vi pare, ma non mandate
buffoni in Europa. Alcuni scommettono sulla
sconfitta; dall’altra ci siamo noi, non perfetti,
limitati, ma che ci siamo tirati su le maniche».

La pia
zza gr
illina a
l rione
Sanità
di Nap
oli

PIETRO
MASTU
RZO PE
R

LA STA
MPA

Matteo Renzi
presidente
del Consiglio
PIETRO
MASTU
RZO PE
R

LA STA
MPA

Renzi e Grillo, guerra delle piazze
Il premier vede un Beppe in lieve calo rispetto al 2013. La replica: a Reggio ti ha salvato lo gnocco fritto
FABIO MARTINI
ROMA

C’era una volta un vecchio slogan della Democrazia Cristiana che diceva «Avanti al centro contro gli opposti estremismi», messaggio che sembra
destinato a guidare gli ultimi
cinque giorni di campagna
elettorale di Matteo Renzi. Intervistato da Massimo Giletti
nella sua “Arena”, il presidente
del Consiglio ha coniato una di
quelle frasi semplici che sono il
suo forte: «Votate per chi vi pare, ma non mandate buffoni in
Europa». Renzi non dice esplicitamente chi siano i buffoni,
ma nelle sue intenzioni l’epiteto non è indirizzato al solo
Grillo: gli innominabili sono
due, il comico, ma anche Ber-

il caso
AMEDEO LA MATTINA
ROMA

iva Veronica Lario, abbasso Alfonso Signorini. Anche un servizio
della rivista «Chi» sull’ex moglie di Berlusconi suscita sospetti. Gli uomini, ma soprattutto le donne di Forza Italia,
impegnate in una difficile rimonta elettorale, si chiedono
perchè proprio ora dare l’occasione alla signora Veronica
di rispondere in maniera tagliente in un colloquio con
Maria Latella per Il Messaggero. «Signorini ci fa perdere
altri voti», temono in casa Fi.
Ma il direttore di «Chi» replica: «L’indignazione della signora Lario è a orologeria e a
sette giorni dalle elezioni si
presta a qualche sospetto».
Sarà pure, ma la diretta interessata non ha sopportato
quel servizio fotografico che
ne sottolinea il giro vita, con
tanto di interviste a chirurghi
estetici che le consigliano di
eliminare le rughe e liposuzioni. «Sono vittima di agguati
fotografici - dice Lario - perché non mi chiamo più Berlu-

V

lusconi. Proprio Renzi lo ha fatto capire in un altro passaggio
dell’intervista: «C’è una parte
delle forze politiche che punta a
insultare, non a cambiare l’Italia, ma scommette sulla sconfitta, sono i gufi che sperano che il

«Una parte delle forze
punta solo a insultare»
Il primo ministro pensa
anche a Berlusconi
Pil vada male, che il lavoro non
ci sia e che si possa dire: c’è la
crisi. Dall’altra ci siamo noi, non
perfetti, limitati, ma che ci siamo tirati su le maniche».
Come dire, o almeno, provando a dire: il duello non è

soltanto tra me e Grillo. Perché questo - pensa Renzi equivarrebbe a dire che la sfida è tra anti-politica e politica,
uno schema nel quale il premier finirebbe per incarnare
l’establishment. E invece, con
l’invenzione dei «buffoni», il
capo del governo prova a lanciare un diverso discrimine:
tra salvatori della patria e disfattisti. Infilando nel secondo
sacco sia Grillo che Berlusconi. Questo sarebbe lo schema
che Renzi preferirebbe, ma
oramai è complicato invertire
il flusso informativo: il suo antagonista è Grillo. Una sfida su
diversi livelli. Renzi e Grillo si
contendono i voti in uscita da
Forza Italia e al tempo stesso
sono in corsa per la conquista

del primo posto alle Europee
del 25 maggio. Due obiettivi da
raggiungere attraverso una
terza sfida: quella delle piazze.
Una suggestione che i duellanti coltivavano da tempo. Grillo
in queste settimane ha proseguito la sua campagna “en
plein air”, la stessa perseguita
alle Politiche del 2013, quando
ebbe l’intuizione di chiudere
la campagna elettorale nella
grandissima piazza San Giovanni a Roma, piazza simbolo
della sinistra. Una sfida riuscita perché quel giorno Pier
Luigi Bersani chiuse la campagna del Pd dentro un teatrino di Roma, l’Ambra Jovinelli,
finendo per proporre agli occhi degli elettori un raffronto
disarmante.

Renzi, da parte sua, ha saputo che il tour di Grillo, pur entusiasmando i numerosi fans, registra presenze leggermente
ridotte rispetto al 2013. E d’altra parte la contestazione subìta dal premier nel suo comizio in piazza Politeama a Palermo, per quanto ignorata da
gran parte dei media, lo ha
pungolato a rilanciare la sfida.
Quella sera, era il 14, Renzi ha
urlato: «Ci riprenderemo la
piazza senza paura!». Ecco
perché il Pd emiliano-romagnolo, tra venerdì e sabato, ha
organizzato al meglio i riusciti
comizi di Renzi a Cesena, Forlì,
Modena e Reggio Emilia. Ecco
perché Renzi dice che Grillo
«sta facendo meno piazze e
prenderà meno voti. Io sarò in

Le donne berlusconiane:
giù le mani da Veronica

«Frasi infelici»
L’expremier:«Suilager
miscusoconitedeschi»
1 «Forse mi sono espresso

Dopo le foto su “Chi”: “Basta stereotipi e chirurgia”
sconi. Offese con me tutte le
donne che rifuggono dall’ossessione giovanilista. Non temo di
invecchiare. È venuto meno il
rispetto per una donna che è comunque la madre dei figli di Silvio Berlusconi». Anche questo
entra in campagna elettorale.
Ma chi immagina che le donne di Fi si schierino con Signorini sbaglia alla grande. Sarà
forse una preoccupazione elettorale, perché le donne elettrici possono essere solidali con
Veronica. Oppure una dignitosa difesa dell’immagine femminile che non passa dai ferri del
chirurgo estetico. L’unica che
non vuole dire una parola su
questo tema è Daniela Santanchè (già in passato si era scagliata contro l’ex moglie di Berlusconi a proposito dei soldi
chiesti per il divorzio), ma si
stupisce quando viene a sapere
che le donne di Fi danno ragione a Veronica: «Non ci posso
credere», dice.

Santanché

Polverini

Biancofiore

La pasionaria
dei falchi
è sorpresa
di fronte
alla solidarietà
verso Veronica:
«Non ci credo»

Ex presidente
della Regione
Lazio, deputata
di FI: «La penso
come lei, no alla
dittatura dell’estetica»

Ex sottosegretaria di FI: «Anche
Veronica si è un
po’ ritoccata, ma
è una donna di
grande personalità»

Sentite Renata Polverini. «La
penso come la Lario: ognuno ha
diritto di invecchiare come vuole e nessuno si può permettere
di dire a una signora cosa deve
fare. Cos’è, la dittatura dell’eterna giovinezza per fare arricchire i chirurghi? Sono convinta
che c’è un problema nella vita di

coppia: l’uomo è sempre alla ricerca di donne più giovani e nella psicologia di certe donne
scatta il meccanismo di voler
apparire sempre giovani per
non perdere il proprio uomo. Io
ho compiuto 52 anni pochi giorni fa e non ho l’ossessione del
tempo che passa. E finiamola

piazza a Napoli, la stessa dove
è stato lui e credo ci sarà qualche persona in più».
Beppe Grillo gli ha replicato
dal suo blog, definendo il premier ”Renzie gnocco fritto” e
scrivendo: «A Reggio Emilia lo
gnocco fritto per tutti ha attirato secondo il Resto del Carlino
10.000 persone, dopo aver fatto
chiudere le serrande ai locali
della zona senza alcun rimborso degli incassi che ci sarebbero stati se avessero potuto rimanere aperti». Stasera duello
a distanza in tv, ma nei prossimi
giorni si torna in piazza: Grillo
ha scelto le più grandi (piazza
Duomo a Milano e San Giovanni a Roma), Renzi replica con
piazza del Popolo a Roma e
piazza della Signoria a Firenze.

Il servizio è un attacco
alle donne che, come
me, vogliono
invecchiare sfuggendo
agli stereotipi
Veronica Lario
Nell’intervista
al Messaggero

con la favola che le donne di Fi
sono tutte rifatte». Deborah
Bergamini ha scritto spesso delle donne che esistono e agiscono
solo perchè «intermediate da un
uomo». La responsabile comunicazione di Fi vuole prescindere dal caso specifico, ma è chiaro che difende la reazione di una

in modo infelice, e mi scuso
con coloro che si sono sentiti
offesi». Lo dice Silvio Berlusconi alla Welt am Sonntag, a proposito della recente affermazione sul fatto che i tedeschi
non riconoscerebbero l’esistenza dei lager. Ribadendo
che le sue parole sono state divulgate fuori contesto, ha criticato certa stampa estera in
Italia che, in modo «pigro si limita a fare da cassa di risonanza» ai media di sinistra italiani

donna che viene sottoposta ai
raggi X. Chi ha lo stress di apparire giovane è «una persona insicura», dice Bergamini, e noi viviamo in una fase di insicurezza
che riguarda anche gli uomini: il
boom dei cosmetici e dei ritocchi estetici è da quella parte.
«Diciamo - osserva Michaela
Biancofiore - che anche Veronica Lario ai suoi tempi qualche
ritocco lo fatto, ma devo riconoscere che è una donna di grande
personalità, con una forte coscienza di sè».

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Se vincessimo il giorno
dopo chiederemmo
un nuovo Presidente
della Repubblica, e di
indire le politiche

Se si andrà alle
politiche, non diremo
solo vota il M5S,
diremo vota questa
squadra di governo

Renzi sta catalizzando
in 80 euro un pensiero
complesso che deriva
dal Pci, da Berlinguer,
da Togliatti

Ho fatto scuole cattoliche, e
apprezzo figure cattoliche

Camere
con vista

Gianroberto Casaleggio

CARLO
BERTINI

E Casaleggio su Raitre
“Siamo già pronti
con la squadra di ministri”

Sel punta
sui nudisti
per sviluppare
il turismo

Dei due passaggi politicamente
più interessanti della prima intervista tv di Gianroberto Casaleggio - Grillo va da Vespa, lui,
significativo, a Raitre, al pubblico di Lucia Annunziata - uno riguardava una «svolta istituzionale» del Movimento: proprio
mentre a Torino Grillo le sparava grossissime (ma, cosa strana, risparmiando il Pd proprio
laddove è più attaccabile, sui
casi Greganti o Quagliotti, o sulla vicenda parlamentare del voto su Genovese), Casaleggio
spiegava che il Movimento è
pronto a prendersi responsabilità di governo, e già «con una
nostra squadra». «Se vinciamo
(ma lui quel «se» è pronto a toglierlo) il giorno dopo chiederemmo un nuovo presidente
della Repubblica e chiederemmo al nuovo presidente di indire le elezioni politiche», perché
è chiaro - a detta sua - che «l’attuale Parlamento dal punto di
vista costituzionale e di rappresentanza della volontà popolare
non avrebbe legittimità».
Naturalmente resta da capire con che quadro si potrebbe
eleggere un nuovo presidente
senza ricadere da capo a dodici
nella stessa situazione (anzi,
più logorata e esacerbata) in cui
ci si trovò ad aprile del 2013,
perché il Parlamento sarebbe lo
stesso, per quanto legittimato o
no. Ma il messaggio di fondo anticipato ieri dalla Stampa era che il Movimento oggi non
rifiuta di prendersi eventuali
responsabilità: «Se si andrà alle
politiche non diremo vota il
M5S, diremo vota il M5S con
questa squadra di governo. I
cittadini non voteranno il premier o il movimento, ma la
squadra di governo». E ancora:
«Nel movimento ci sono molte
persone che potrebbero ricoprire incarichi di governo. Faremo una valutazione attraverso
gli iscritti, per competenza,
onestà e trasparenza».
E così mentre Grillo urla nelle piazze, Casaleggio prova a
convincere che loro sono una
forza spendibile nel gioco istituzionale. Sarà riuscito o meno
nell’opera? Vedremo. Il secondo
passaggio rilevante (quello in
cui Casaleggio attacca Renzi)
conferma invece una cosa bizzarra: sembra che il cofondatore del M5S pensi - come i renziani, da questo punto di vista che il Pd esiste solo grazie a
Renzi, ormai; o meglio, che il Pd
in quanto tale sia già scomparso, esiste Renzi. «Renzi sta catalizzando in 80 euro il pensiero
complesso che deriva dal Pci,
da Berlinguer, Togliatti», dice
Casaleggio. E qui si viene al secondo punto della sua tesi:
sconfitto politicamente il premier, non resterebbe altro, «se
Renzi perderà alle europee
uscirà dallo scenario politico».
Molto probabilmente la fanno troppo facile; ma certo avevano capito con qualche anticipo che si andava a finire allo
scontro frontale Renzi-M5S.

Ha detto tanto altro Casaleggio
nell’intervista: sul suo rapporto con Grillo, «la diversità è di
carattere, e di estrazione. Lui è
un artista e io un manager. Due
culture molto diverse»; sulla
passione per San Francesco
d’Assisi - «io ho fatto le scuole
cattoliche e apprezzo alcune figure e tra queste San Francesco»; sulla prima cosa che farebbe in economia: «Il problema fondamentale per l’Italia è

quello di aiutare le piccole e
medie imprese a svilupparsi e a
fare concorrenza internazionale e innovazione». Ma i due
punti chiave sono l’apertura alla responsabilità, e una sfida
«totale» al nemico Renzi. Che
infatti gli risponde senza cadere nel referendum pro o contro
Renzi: «Ho rispetto per Casaleggio, ma queste elezioni servono a eleggere il Parlamento
europeo».

ulle coste croate, così come in quelle
francesi, per non dire in paesi come la Germania dove può capitare
di veder circolare auto cariche di nudisti in pieno
centro a Berlino, il fenomeno del naturismo è
pratica diffusa e di antica
tradizione. In Italia c’è chi
invoca una legge per sottrarre «quell’insieme di
pratiche di vita all’aria
aperta» dai principi del
codice penale. Per la prima volta in questa legislatura ci provano i deputati
di Sel a scodellare un testo di legge che sponsorizza «il nudismo come forma di salute fisica e mentale, in armonia e a contatto diretto con la natura, perché il naturista ha
una vita sana e si alimenta
in modo naturale». Il primo firmatario è Luigi Acquaniti, già del Ppi, poi
della Margherita, approdato in Sel passando per i
Ds: assieme ai suoi compagni, compreso il capogruppo Gennaro Migliore, cita le sentenze della
Cassazione sulla nudità
integrale in pubblico,
«che se attuata in luogo
abitualmente frequentato
da nudisti non è riconducibile agli articoli del codice sugli atti contrari alla
decenza o atti osceni». E
poi punta il dito contro «lo
spreco di risorse pubbliche per reprimere un fenomeno che potrebbe
rendere maggiormente
competitiva l’offerta turistica italiana superata oggi non solo dall’Europa
settentrionale, ma da tutti i paesi europei che si affacciano sul mediterraneo. Visto che l’attuale incertezza legislativa non
consente investimenti
volti a favorire lo sviluppo
del naturismo nel nostro
paese». E per questo, una
proposta ancora da incardinare in una delle commissioni della Camera,
punta a disciplinare l’individuazione di apposite
aree da destinare a campi
naturisti, «da attrezzare
con specifici servizi, per
un utilizzo di tipo turistico-ricettivo».

S

Il cofondatore M5s: se Renzi perde uscirà di scena
JACOPO IACOBONI

Primo Piano .7

.

ANSA

Casaleggio nell’intervista a Lucia Annunziata

Fine dei giochi

«È il costante aumento
dell’offerta di nuovi giochi on line a causare
l’esplosione di una patologia che riguarda ormai
un milione di italiani», notano i grillini che in commissione Affari Sociali
sono riusciti a far passare
una moratoria grazie ad
un emendamento rivisto
e vidimato dal governo.
Così quando la legge per
la prevenzione e la cura
delle ludopatie verrà votata in aula, per 5 anni sarà vietata «l’introduzione
di nuovi apparecchi e
piattaforme on line per il
gioco d’azzardo».

.

R

8 .Primo Piano

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

VIOLENZA IN CITTÀ
REGOLAMENTO DI CONTI

Esecuzione a Torino
5 colpi nella notte
accanto alla movida
San Salvario, ucciso in strada un pusher di 24 anni

La sequenza

U

La spedizione punitiva

Il contatto

In via Ormea, intorno all’1,50,
c’è un gruppo di pusher all’angolo.
Una Punto grigia è ferma. Arrivano
una Classe A e una Fiesta
che bloccano la strada

Il gruppo di pusher e i sei uomini
delle auto discutono. Qualcuno
è armato di mazza. Dopo qualche
minuto, però, tutto sembra finito.
Le tre auto sembrano andarsene

MASSIMO NUMA
TORINO

gastronomia e divertimento, è
quantomai incerta. Questi ragazzi sono arrivati in Italia con
i barconi, qualcuno ha lo status
di rifugiato, altri non hanno altro che il racket. Ogni notte incassano in media 2 mila euro,
nelle loro tasche resta poco.
Hanno quasi tutti i polpastrelli
delle dita abrasi dall’acido, per

L’uomo con la camicia chiara
a quadri è in piedi. Le mani
lungo i fianchi. Il killer gli sta
di fronte, armato di una pistola semi-automatica calibro
7,65. Non accenna neanche a
fuggire. Uno dei cinque proiettili esplosi in sequenza gli
sfiora in cuore e devasta le arterie. L’uomo con la camicia
chiara cade a terra . Morto. In
bocca nasconde le «palline»
con le dosi di cocaina. Identificato mesi fa dalla polizia come Moussa Seck, 24 anni.
Peccato che sia anche il nome
di un noto sportivo senegalese, ramo basket.

Polpastrelli abrasi
con l’acido per impedire
l’identificazione
attraverso le banche dati
sopravvivere devono essere come fantasmi: senza patria, senza nome, senza niente.

Un mondo di fantasmi

L’identità dell’esercito di pusher che ha colonizzato le
strade di San Salvario, il
quartiere multi-etnico di Torino centro della movida e di
interessanti storie di cultura,

«Spedizione punitiva»

DARIO NAZZARO/REPORTERS

L’omicidio in via Ormea, all’altezza del civico 80

Ore 1,50, via Ormea, angolo corso Raffaello. Un piccolo gruppo
di pusher aspetta i clienti del sabato sera. Dall’altra parte della
strada due prostitute dell’Est,

giovanissime, jeans bianchi, tshirt nera, tacchi a spillo. Una
divisa. Qualcosa accade, forse
da tempo covano incomprensioni, forse c’è altro ancora. Arrivano tre auto, una Punto, una
Fiesta e una Mercedes Classe
A. Sei uomini. Sembra un blitz
delle forze dell’ordine: due auto
del commando chiudono la
strada, la terza si blocca a fianco dei pusher. Scendono armati
di mazze e spranghe, si muovono rapidi verso gli africani. C’è
un contatto. Due, tre minuti,
non di più. La «spedizione punitiva» pare conclusa.
Spuntano le spranghe

Gli spacciatori non sembrano
intimoriti e si avvicinano al
commando. Impugnano bastoni. La Punto riparte. Si ferma
dopo pochi metri. Il killer è seduto a fianco al guidatore,
scende, spiana la pistola e spara. Moussa Seck cade all’indietro, la camicia insanguinata,

.

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Il killer

L’omicidio

La Punto grigia si ferma e dal lato passeggero
esce un uomo a volto scoperto. Impugna una
pistola, la punta contro i pusher e fa fuoco
quattro o cinque volte. I pusher
non sembrano capire cosa sta accadendo

Uno dei pusher, quello con la camicia
a scacchi, rimane solo e viene colpito.
Il colpo è mortale, l’uomo cade
e si accascia. Gli altri spacciatori
cercano riparo dietro alle auto

soccorso invano dagli altri, accorsi in massa, e dai medici del
118. Anche un altro del gruppo
di fuoco del racket impugnava
una pistola. Se ne vanno indisturbati, mentre le volanti della polizia blindano le strade.
Tornano

E così San Salvario, il quartiere
multi-etnico conosciuto in tutta
Europa per un miracoloso melting pot tra razze e religioni diverse, con la Moschea non distante dalla Sinagoga e le chiese
cattoliche che conservano un
senso profondo di cristianità,
mostra nuovamente il suo lato
oscuro. Da qualche mese, dopo
un lungo periodo di tregua, i
narcos sono tornati nelle strade
e delle piazze di questo quartiere bello e struggente, diviso tra i
kebab, i bar che offrono il tè alla
menta, i dehors con la musica live, dominato dalla stazione di
Porta Nuova. I boss governano
un esercito di disperati, di uomi-

ni arrivati chissà quando, anche
con i barconi dalla Libia, alcuni rari - con lo status di rifugiato.
Riforniti di cocaina e di eroina
tipo white dagli «ovulatori» che
trasportano la droga nei loro
corpi . Il racket li addestra quando sono ancora bambini, tra loro molti minorenni. Poi la strada. Torino come terminale delle

Le organizzazioni
dell’Est si dividono
il territorio e sfruttano
giovani prostitute
organizzazioni criminali nigeriane e senegalesi. Si muovono
da una via all’altra in modo incessante, muniti di telefoni con
schede intestate ad altri fantasmi. Viaggiano in metro, in taxi,
a piedi, ogni notte un’estenuante maratona, per confondere gli
investigatori ed eludere i controlli. La droga nascosta in rifu-

gi sicuri, le dosi nelle «palline»
termosaldate. Cocaina rossa,
eroina blu o bianca.
Albanesi e romeni

Dall’altra parte della strada le
ragazze dell’Est. Hanno occupato da pochi mesi le zone tradizionali delle prostitute più anziane, le decane di questo intrico di strade che lavorano da
sempre senza protettori. Le
nuove arrivate sono gestite con
mano ferrea dalla delinquenza
albanese e romena. I primi controllano il territorio, gli altri pagano loro una quota e le sfruttano. Private dei documenti, della
loro identità, dell’anima stessa,
vanno lasciando da qualche
tempo le periferie per il centro.
Sono giovanissime, vestite in
modo eguale. Il capo della Mobile, Luigi Silipo, spiega che «le
indagini sono in una fase avanzata, diciamo che abbiamo già
qualche idea precisa. Vedremo
nelle prossime ore». Guerra tra

racket? «Non credo». Allora?
«Un conflitto nato in quel segmento di quartiere. C’è questo
gruppo di persone che va a “cercare” gli africani, per un’azione
a sfondo intimidatorio. Poi il delitto. Partiamo da qui».
Militarizzazione

Nei mesi scorsi polizia e carabinieri hanno portato a termine
una serie di operazioni antimalavita. Decine di agenti e militari con i blindati e persino una notte - con un elicottero
hanno attraversato le vie a caccia di spacciatori. Retate con
decine di arresti e ingenti sequestri di stupefacenti. Non
tutti gli abitanti di San Salvario
hanno gradito questo tipo di interventi, bollati come una «militarizzazione» del quartiere.
Adesso un uomo è stato ucciso.
C’è aria di nuove riflessioni.
Guarda il video su
www.lastampa.it

Primo Piano .9

.

La fuga
Il killer risale sulla Punto grigia che riparte
mentre i colleghi della vittima cercano di soccorrerla. In basso a sinistra spunta un uomo
incappucciato. Sembra uscito dalla terza auto,
la Mercedes, e anche lui sembra armato

Il sindaco Fassino
“Non siamo il Bronx
ma l’episodio è grave”
Intervista

ALESSANDRO MONDO
TORINO

videntemente
siamo in presenza di un episodio
grave, particolarmente grave, che richiede contromisure adeguate». Piero Fassino,
sindaco di Torino, si fa raccontare i dettagli dell’agguato avvenuto sabato notte nel
quartiere di San Salvario: il
quartiere della movida.

«E

Siamo a questo punto: imboscate, regolamenti di
conti, sparatorie. Torino come il Bronx?

«Calma. Il primo errore che
si può fare in circostanze del
genere sono i paragoni improbabili, per tacere di certe
speculazioni. Va da sè che la
lotta alla criminalità, e la sicurezza dei cittadini, sono
una priorità».
Come se ne esce?

«Alzando il livello delle iniziative con il contributo di
tutti: vale per le forze dell’ordine, per lo Stato, per la
Città. Non intendo certamente tirarmi indietro. È un
problema che chiama in
causa tutti, e come tale presuppone una risposta a diversi livelli».
Cosa l’ha colpita di questo
episodio?

«La brutalità, naturalmente».
Che altro?

«Il fatto che sia avvenuto in
una zona molto frequentata,
per di più in un giorno prefestivo. Anche questi devono
essere elementi di riflessione: oltretutto, con il rischio
che nella sparatoria ci andasse di mezzo pure qualche
passante».
Tutt’altro che un’eventualità, quella di una pallottola
vagante.

«Appunto: chi vive la propria
vita deve poterlo fare in piena sicurezza».
Resta da capire come si può
passare dalla teoria alla pratica.

«Per questo bisogna ragio-

Bisogna evitare
le speculazioni
Il tema della sicurezza
non è di sinistra
o di destra
Piero Fassino
Sindaco
di Torino

narci, e con tempestività. Porrò il tema alla prossima seduta
del Comitato per l’ordine e la
sicurezza, l’organo interistituzionale che si riunisce regolarmente a Torino, in Prefettura,
proprio per fare il punto su
queste questioni».
Obiettivo?

«L’adozione di strategie e misure, concrete e adeguate, per
la sicurezza sul territorio».
Insomma: nessuna sottovalutazione.

«Al contrario. Quello che è avvenuto sabato notte è un episodio grave: come tale, non va
archiviato. Il passo successivo
è decidere quali iniziative possiamo intraprendere».
Dal centrodestra si sono già
levate le prime voci contro il
Governo.

«A questo pensavo quando invitavo ad evitare le speculazioni».

Agostino Ghiglia, Fratelli
d’Italia, accusa il Governo di
avere approvato, in combutta con Forza Italia, il decreto
svuota carceri e di avere abrogato il reato di immigrazione
clandestina.

«L’episodio di sabato notte è
troppo grave per farlo diventare occasione di speculazioni
elettorali, mi appello al senso
di responsabilità di tutti. La sicurezza dei cittadini non è di
destra o di sinistra, ma un bene prezioso che tutti noi, insieme, abbiamo il dovere di tutelare e garantire».

.

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 LA STAMPA 10

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

U

ANNIVERSARIO
I 25 ANNI IN ITALIA DEL MARCHIO

“Io e Annalena:
uniti da tutto
ma non dall’Ikea”
Per me l’incubo del montaggio dei mobili
Per lei la poesia dei cataloghi e delle stanzette

La formula
del successo
Dalle poltrone alle librerie:
una popolarità globale
dovuta al concetto
che si possa acquistare
un mobile esteticamente
piacevole e dal design
moderno, ma sempre
a prezzi accessibili e
personalizzati con il fai da te

MATTIA FELTRI
ROMA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

«I

nfatti non è
bello andare
all’Ikea con te.
Tu non hai lo
spirito giusto,
ti manca la predisposizione
filosofica. Entrare all’Ikea
significa lasciarsi condurre
da una danza, in cui ogni
passo e ogni sguardo hanno
un significato. Non si può
andare all’Ikea per comprare una poltrona, che è la tua
idea di shopping: arrivi e dici, già nervoso, ok, dove sono le poltrone? Non è così: si
affronta il percorso come un
tratto di vita, lasciandosi
stordire da tutto, paralumi
di carta, possibilità di nuovi
bagni, sgabelli a tre piedi,
copriletti variopinti, vasi di
orchidee. Ci si lascia rapire
da un cuscino a fiori e si esce
con la testa che gira».
Annalena è così, è poetica. Si incanta sui cataloghi
Ikea dove famiglie bionde e
con gli occhi azzurri - non
c’è mai un tarchiato corvino
- scoppiano di felicità con alle spalle una libreria Billy.
Hanno case fresche, moderne, accoglienti, coordinate, e
se le sono montate da sé in
un trionfo di ganci di fissaggio a elle. Su di me la poesia
evapora prima dell’arrivo:
Ikea sta sempre dopo un
modernissimo svincolo con
sopraelevate e rotonde. E’ lì,
a cento metri in linea d’aria,
a portata di mano. E io riesco regolarmente a impigliarmi nello svincolo, potrei ripercorrerlo per ore
senza riuscire ad avvicinarmi a Ikea di un solo palmo.
Che cosa c’è di poetico nel
passaggio al magazzino dove si va a prendere il tavolino Rekarne alla posizione Q
fila 16, imballato dentro una
scatola di cartone di otto
metri quadrati che occupa
l’interro carrello, una specie
di Tir già colmo di bambini e
padelle? Progettare l’acquisto di un guardaroba a tre
ante scorrevoli sarà anche
romantico, ma a me tocca
spoetizzare: amore, noi non
abbiamo un camion Iveco,
abbiamo una Panda. La prima volta sono andato all’Ikea in metropolitana. Dovevo compare una cucina
(una Torsby rossa che ha
fatto il suo dovere). Arrivo e
dico: «Buongiorno, mi serve
una cucina». Pensavo di essere preparato: «La voglio

27,9
miliardi di euro
È il fatturato globale
di Ikea del 2013:
nei suoi centri vende
9500 prodotti

DUILIO PIAGGESI/FOTOGRAMMA

lunga tre metri e trenta». Ne
ho indicata una che mi piaceva. Il commesso mi ha guardato come fossi un idiota (come dargli torto?). Non sapevo

che servivano le posizioni dei
tubi del gas e di scarico. Sono
tornato la settimana dopo e il
commesso mi ha piazzato davanti a un computer: prenda

col mouse i componenti e si
costruisca la cucina, stia attento che le misure combacino, si serva dei regoli nel menu strumenti… Volevo piangere. L’ho corrotto e me l’ha
fatto lui.
«Questa è la ragione per
cui con te all’Ikea non ci vado
più. Vado con la mia amica
Anna, partiamo la mattina
presto sperando di anticipare
l’invasione e trovare un parcheggio vicino all’ingresso. Non ci riusciamo
mai, però saremo felici
lo stesso. Davanti a noi si
schiuderanno suggerimenti per il futuro, promesse di serenità arredata da letti a castello
con la scaletta e piumini arcobaleno.
Troverò qualcosa
da regalare a te,
qualcosa per i
bambini. Mi sento
giovane e responsabile, perché non
ho speso troppo per
una sedia firmata e
scomoda, ma mi sono
immersa nella frugalità
allegra, dell’investimento consapevole. Se tu venissi con me, e ci portassimo i bambini, andremmo a mangiare al self service,
prenderemmo polpette sve-

303
negozi
Sono sparsi in 26 Paesi:
215 in Europa, 50 in Nord
America, 19 in Asia,
14 in Russia e
5 in Australia

684
milioni
Sono i visitatori dei negozi
Ikea nel mondo. Il marchio
raccoglie 1,3 miliardi
di utenti sul web

212
milioni
Sonoicataloghistampati
in29linguecontuttigliarticoli
invendita(il60%èprodotto
inEuropa)

desi con marmellata di mirtilli rossi, medaglioni di salmone con salsa olandese, per i
bambini patatine fritte e succhi Drick Lingon, infine torta
di marzapane Princess. Invece niente. L’ultima volta, per
avere la cassettiera dei miei
sogni, ho dovuto chiamare
mio padre da Ferrara».
Io adoro la bottega svedese. Intanto per il non trascurabile motivo che è subito dopo le casse, varcate le quali si
respira il vento della libertà.
E poi finalmente qualcosa mi
fa battere il cuore. Prendo le
polpette Köttbullar, gli hot
dog surgelati Korv, i pancakes, decine di buste di salmone Lax Kallrökt che una
sera Marina Ripa di Meana ci
servì come antipasto. Prendo
aringhe marinate con cipolle,
aringhe alla senape, aringhe
con aglio, tutte quelle salse
all’aneto che dopo l’entusiasmo iniziale ammuffiranno in
frigorifero.
Soprattutto
prendo il capolavoro definitivo dell’Ikea, le Potatischips
Saltade, le strepitose patatine col peso specifico del
piombo.
Non posso che affogare nel
cibo il dolore per non essere
all’altezza delle aspettative di
mia moglie. Stefano, mio suocero, mi spiegò che per costruire una cassettiera Hemnes - e qualsiasi altro prodotto Ikea - bisogna seguire al
dettaglio le istruzioni, anche
se paiono superflue. Se non si
salta nemmeno un passaggio,
il miracolo si compirà. Impiegammo quattro ore, muti e
concentrati, e senza di lui
avrei scaraventato tutto dalla
finestra, ma alla fine la cassettiera fu eretta a monumento della nostra vita coniugale.
«Non so perché, ma ogni
volta torno da Ikea con un tagliere nuovo. L’ultimo era a
forma di riccio».

.

12 .Estero

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

I DEPUTATI FUGGONO E IL NUOVO PREMIER NON PUÒ AVERE LA FIDUCIA

Libia, il generale golpista
attacca il Parlamento
Scontri a Tripoli, assedio con blindati. A Bengasi i morti salgono a 79
GIORDANO STABILE

Cannonate contro il Parlamento di Tripoli, accusato di
proteggere gli islamisti, e attacco a oltranza a Bengasi,
in mano alle brigate di Ansar
al Sharia, la branca libica di
Al Qaeda. L’offensiva del generale Khalifa Haftar per riportare «l’ordine» in Libia è
al punto decisivo. Il generale, che rifiuta l’etichetta di
«golpista» in quanto a suo
dire «patriota», ha attaccato
l’unica sede democratica, il
Congresso, quando erano
passati pochi minuti dalla
formazione del nuovo governo, guidato da Ahmed Mitig,
che ha preso il posto di Abdullah al Thani, che a sua
volta aveva sostituito Ali
Zaidan, cacciato perché
troppo morbido con i secessionisti-islamisti dell’Est.
Ma evidentemente nessun governo uscito dall’assemblea è mai abbastanza
duro con la Bengasi ribelle,
in piena accelerazione centrifuga, anche perché il
gruppo che ha la maggioranza relativa al Congresso è legato ai Fratelli musulmani
ed è contrario all’uso della
forza. Il presidente dell’assemblea Nuri Abu Sahmein
ha condannato sabato l’offensiva del generale Haftar

ESAM OMRAN AL-FETORI/REUTERS

Il generale Khalifa Haftar in un albergo alla porte di Bengasi, che vuole riconquistare

300

160mila

«brigate»

barili di greggio

Le formazioni armate si
dividono fra «laiche», circa
30mila uomini, e islamiste,
20mila a Bengasi

La produzione è crollata
All’epoca di Gheddafi se ne
estraevano 1,6 milioni
al giorno

contro Bengasi, e minacciato
di arrestare «tutti i responsabili di questo colpo di Stato».
La battaglia fra le fazioni
«laiche» e quelle islamiste si
è spostata dunque nel cuore
del potere libico, a Tripoli,
mentre a Bengasi si continuava a combattere e il bilancio
dei morti saliva a 79. Una battaglia condotta con serrati
raid di elicotteri d’assalto. Il
Parlamento, prima di essere

circondato dai blindati, aveva
risposto con l’imposizione,
non si sa con quali mezzi, di
una «no fly zone» sopra la capitale della Cirenaica, da dove nel 2011 era partita la rivoluzione che ha portato alla
caduta di Gheddafi.
Nella primavera di tre anni
fa i ribelli invocavano la «no
fly zone» per fermare i Mig
del colonnello. A imporla dal
cielo furono Francia e Stati
Uniti, che salvarono città e rivoluzione. A terra fra le centinaia di gruppi armati, c’era
anche quello di Haftar. Un militare buono per tutte le stagioni. Al fianco di Gheddafi
nel 1969 nella destituzione del
re Idris, poi alla testa delle
truppe inviate in Ciad dal
raiss, dove viene catturato dai
governativi e passa dalla parte dell’Occidente, in seguito
esule in America per vent’anni, in Virginia, e infine nel 2011
al servizio della rivoluzione.
Ora, probabilmente, al servizio soltanto di se stesso.
Ma nella Libia che scivolava verso l’anarchia ribaltare le
fortune è affare anche degli
protagonisti più improbabili,
basta un colpo deciso al traballante edificio statale. Con

Khalifa Haftar era
con Gheddafi nel 1969
poi con l’America
Ora punta al governo
gli ex militari fedeli ad Haftar
si è schierato la potente brigata di Zintan, vera padrona della capitale. I deputati sono
fuggiti, il nuovo governo non
ha ricevuto l’investitura.
L’anarchia adesso è certificata. E le trecento brigate censite dal profetico rapporto Cesi
sugli «Sviluppi dell’instabilità
in Libia» si preparano a spartirsi quel che resta dello Stato
e dei pozzi di petrolio.

IL TRADER CONDANNATO

MA UN LEADER: RAPIREMO MASCHI PER FARLE SPOSARE

Kerviel
ci ripensa
e torna
in Francia

I Boko Haram: pronti Grecia, sinistra in testa
a liberare alcune liceali nel voto amministrativo

PARIGI

Nuovo colpo di scena nella vicenda di Jerôme Kerviel: l’ex
trader ha deciso ieri di lasciare l’Italia e fare rientro in
Francia, per consegnarsi al
commissariato frontaliero di
Mentone. «Torno in Francia», ha detto Kerviel lasciando il suo hotel a Ventimiglia, zaino sulle spalle e rasato di fresco. Eppure ancora
poco dopo mezzogiorno, aveva ribadito che se ne sarebbe
rimasto in Italia ad aspettare
la decisione del Presidente
francese Hollande sull’immunità, chiesta dallo stesso
Kerviel, per i testimoni del
suo processo. Kerviel è stato
condannato in via esecutiva
a 5 anni di reclusione (2 cancellati per la condizionale e
41 giorni in detenzione provvisoria già scontati) per un
buco di 4,91 miliardi alla Société Générale.
[E. ST.]

E’ mancato

Carlo Negro
Armeria Negro
Lo annunciano la moglie Antonietta, i
igli Massimo, Luisa e Alessio. Funerali
martedì 20 maggio ore 10 parrocchia
S. Giulia.
– Torino, 17 maggio 2014
O.F. San Paolo - tel. 011.3853017

ENRICO CAPORALE

Speranze e minacce per le
studentesse rapite in Nigeria. Mentre il responsabile di
un liceo maschile di Makurdi,
nello Stato di Benue, racconta di aver ricevuto una lettera nella quale Boko Haram
annuncia di voler rapire duecento giovani per farli sposare alle liceali sequestrate il 14
aprile a Chibok, nel Borno, e
in un villaggio dell’Est viene
denunciata l’ennesima strage (40 morti), gli islamisti
fanno sapere di essere pronti
a trattare: già nei prossimi
giorni - riferiscono fonti citate dal giornale britannico
«Daily Telegraph» - i taleban
d’Africa potrebbero rilasciare un primo gruppo di ragazze (almeno cento) in cambio
della liberazione di alcuni
miliziani rinchiusi nelle prigioni nigeriane.
La novità è che Boko Haram (che significa «l’educazione occidentale è peccato») avrebbe rinunciato alla
scarcerazione dei suoi comandanti, richiesta d’altra
parte impossibile da soddisfare. Così ad essere liberate
dovrebbero essere ora mogli
e familiari, insieme a figure
di più basso profilo. «Una lista è stata recapitata alle autorità», spiegano le fonti. In
ogni caso pare che, nonostante nei giorni scorsi il
presidente Goodluck Jonathan avesse escluso la possi-

SYRIZA AVANZA, PARTITI DI GOVERNO IN DIFFICOLTÀ

ATENE

AP

Le giovani in ostaggio

bilità di negoziare, una trattativa segreta sia in corso.
Intanto, gli aiuti degli altri
Paesi prendono corpo: ieri da
una base aerea del Lincolnshire, in Inghilterra, è partito
uno dei velivoli di sorveglianza - un Sentinel R1 della Raf che Londra, come hanno già
fatto gli Stati Uniti, ha messo
a disposizione per la caccia ai
miliziani. Sabato, inoltre, cinque capi di Stato africani si
sono incontrati a Parigi per
dichiarare
ufficialmente
guerra ai Boko Haram. Insieme al presidente francese
François Hollande è stato
adottato un piano d’azione per
combattere il gruppo islamista: il piano prevede il coordinamento dei servizi segreti, lo
scambio di informazioni, una
regia unitaria per la lotta al
terrorismo, la sorveglianza
delle frontiere e una presenza
militare attorno al lago Ciad.

La Grecia, in attesa delle europee di domenica, comincia
a svoltare a sinistra nelle
amministrative. Secondo i
primi exit poll, Rena Dourou, candidata di Syriza alla
carica di presidente della regione Attica avrebbe ricevuto tra il 27 e 30 per cento delle preferenze. Al secondo posto Yannis Sgouros, candidato di centro-sinistra (presidente uscente) con il 20-

24. A Salonicco, la seconda
città della Grecia, Yannis Butaris, sindaco uscente e candidato di centro-sinistra, sarebbe invece in testa con il 35
-39%. Al secondo posto Vassilis Michaloliakos, sindaco
uscente e candidato di Nea Dimokratia, con preferenze fra il
28 ed il 32%. Al terzo posto,
Thodoris Dritsas, candidato
di Syriza, con il 18-22%. La
Grecia è governata da una alleanza fra i socialisti del Pasok
e Nea Dimokratia.
[E. ST.]

PAURA PER DUE CENTRALI ELETTRICHE

Bosnia e Serbia sott’acqua: 50 vittime
1 Serbia e Bosnia-Erzegovina (sopra, Brcko) sono in ginocchio per

le inondazioni più estese e devastanti mai subite finora. Il bilancio è
di una cinquantina di morti, decine di migliaia di sfollati, danni incalcolabili all’agricoltura e alle infrastrutture. In Serbia sono forti le apprensioni per due grandi centrali termiche assediate dalle acque,
quella sulla Sava presso Obrenovac e quella di Kostolac, sul Danubio.

FOCUS

Aziende hi-tech
e lotta all’islam
L’asse Bibi-Modi

ISRAELE

Netanyahu è il migliore
alleato del leader indiano

L’

esito delle elezioni ha
trasformato New Delhi
in un partner
privilegiato di Israele. Il motivo
è nel legame, personale e
politico, del vincitore Narendra
Modi con lo Stato Ebraico.
Tutto inizia nel 2002, quando
Modi è governatore dello Stato
di Gujarat teatro di sanguinose
violenze etniche fra indù e
musulmani che causano oltre
1200 vittime. Usa e Ue lo
incolpano di «eccessiva
tolleranza» nei confronti degli
odii atavici, chiamando così in
causa il nazionalismo indù del
suo partito Bjp. La
conseguenza immediata per
Modi è una drastica
diminuzione degli investimenti
euroamericani ma una boccata
di ossigeno gli arriva da Israele,
dove l’allora premier Ariel
Sharon compie la scelta
opposta. Sebbene assediato
dalla Seconda Intifada, Sharon
decide di favorire gli
investimenti israeliani in
Gujarat gettando le basi per
una partnership economica
bilaterale che, alla fine del 2013,
ha visto un’importante azienda
israeliana nel settore dei
semiconduttori varare una
joint venture con svizzeri ed
indiani destinata a creare oltre
20 mila posti di lavoro. Si tratta
solo dell’ultimo dei progetti
«Made in Israel» che hanno
contribuito in circa dieci anni a
trasformare il Gujarat nel
modello di sviluppo economico
locale che Modi ha cavalcato
nella recente campagna
elettorale, indicandolo come un
esempio per l’intera India.
Benjamin Netanyahu, erede
politico di Ariel Sharon, ha
mantenuto la strategia di
sostegno al Gujarat, portando
Modi a diventare uno dei rari
leader politici indiani giunto in
visita nello Stato Ebraico. Le
posizioni nazionaliste indù di
Modi, anzitutto nei confronti
del Pakistan ma spesso anche
dell’Islam, hanno aggiunto
cemento politico alla
partnership economica. Da qui
la volontà, espressa da
Netanyahu nella telefonata di
complimenti per la vittoria, di
accelerare ora gli aspetti
strategici di cooperazione:
dall’industria della Difesa alla
lotta al terrorismo. Ma non è
tutto perché l’attenzione di
Modi per «Bibi» è la cartina
tornasole anche di un
fenomeno più vasto: Cina e
India sono protagoniste di una
gara non dichiarata per
rafforzare i legami con il Medio
Oriente al fine di alimentare le
rispettive economie e se la
maggiore attenzione va alle
monarchie del Golfo in realtà
anche Israele fa gola per hitech, agricoltura, difesa e
giacimenti di gas naturale.
Ecco perché alcuni giornali
nipponici hanno commentato
la recente visita a Tokyo di
«Bibi» titolando: «Israele
guarda all’Oriente».
(Maurizio Molinari)

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Personaggio
MARK FRANCHETTI*

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

M

a il «Re del cioccolato», come è soprannominato il miliardario
dei dolciumi, è ormai
vicino ad affrontare
l’incarico politico meno invidiabile
del mondo: il presidente dell’Ucraina.
L’uomo che tutti danno vincente
alle elezioni di domenica prossima,
Poroshenko, che ha costruito la sua
fortuna nel pericoloso caos che il Paese ha attraversato negli anni del
post-comunismo, se effettivamente
vincerà dovrà affrontare una sfida da
far tremare le vene e i polsi: salvare
l’Ucraina. Con una violenta ribellione
separatista nelle città dell’Est e una
crisi finanziaria senza precedenti, il
presidente miliardario avrà bisogno
di tutta la sua astuzia politica e finanziaria se vorrà evitare che il Paese
precipiti nel baratro di una guerra civile o della bancarotta.
Secondo gli ultimi sondaggi, Poroshenko potrebbe trionfare con il 50%
dei voti. Yulia Timoshenko, l’ex controverso primo ministro e uno dei
principali attori sulla scena politica
del Paese per oltre un decennio, sarebbe ferma all’11%, un risultato che
potrebbe significare la fine della sua
carriera politica. «Pare che Poroshenko sarà il prossimo presidente
dell’Ucraina - ha detto uno dei suoi ex
soci in affari -. Questo è un bel risultato anche considerato il fatto che
dopo oltre 15 anni in politica Poroshenko non è certo un volto nuovo,
ma in questo momento quello di pre-

.

Estero .13

Poroshenko, l’oligarca voltafaccia
ultima speranza per l’Ucraina
Ha cavalcato tutte le stagioni per arricchirsi, ma è l’unico che può accordarsi con Putin

REUTERS/MAKS LEVIN

Petro Poroshenko con l’ex pugile Vitaly Klitschko, che si è ritirato per fargli largo

Le presidenziali del 2010
R U SS IA

UCRAINA
Leopoli

Kiev

CAMBIO DI CASACCA

È stato ministro con il governo
filo-Ue di Yushenko e con
quello filo-russo di Yanukovich

Vittoria di Yanukovich
con oltre il 20% dei voti

LA MEGALOMANIA

Vittoria del partito
pro-europeo

Ha fatto fortuna con il cacao
Possiede una villa vicino a Kiev
che ricorda la Casa Bianca
sidente dell’Ucraina deve essere il
peggiore dei calici avvelenati».
La chiave per il futuro del Paese
sarà come Poroshenko - la cui fortuna è stimata in 1,6 miliardi di dollari si relazionerà con la Russia. Dopo
l’occupazione della Crimea e la strategia della tensione adottata nell’Est
ucraino, da maggio il presidente russo Vladimir Putin ha cominciato
quella che a tutti gli analisti è parsa
come una ritirata tattica. Putin, la
cui popolarità è schizzata alle stelle
dopo il blitz in Crimea, ha invitato i
separatisti filo-russi dell’Ucraina
orientale a rinviare il referendum
sull’indipendenza da Kiev.
Le elezioni farsa si sono svolte
ugualmente, ma non hanno ricevuto
l’appoggio ufficiale del Cremlino.
Per la prima volta Putin ha anche
definito il voto di domenica come
«un passo nella giusta direzione».
Finora il Cremlino ha inviato messaggi contrastanti su come accoglierà i risultati, ma fonti interne hanno
annunciato che Mosca potrebbe timidamente riconoscere una eventuale vittoria di Poroshenko, aprendo così la strada per i colloqui sul futuro delle regioni filorusse dell’Est
ucraino. Sergei Lavrov, il ministro
degli Esteri russo, la settimana scorsa ha detto che conosce Poroshenko
e che «non è un fascista», termine
usato invece per descrivere i membri del governo ad interim di Kiev.
«Siamo pronti al dialogo con chiunque», ha poi aggiunto Lavrov.
Poroshenko - padre di quattro figli
con un gigantesco palazzo che ricorda la Casa Bianca nei dintorni di
Kiev - ha minacciato di citare la Russia in giudizio per il «furto» della
Crimea, ha promesso di non fare
«nessun accordo» con Putin ma ha
anche segnalato il suo desiderio di ricucire le relazioni con la Russia.
Il miliardario, che ha in comune
con Putin la passione per il judo, gioca a tennis, parla inglese ed è un appassionato di quadri impressionisti,

Donetsk

Vittoria di Yanukovich
(candidato pro russo)

Vittoria del partito
pro-europeo con oltre
il 20% dei voti

Simferopoli
Sebastopoli

Centimetri
LA STAMPA

1,6mld

ha anche espresso la sua volontà di garantire alle regioni orientali dell’Ucraina maggiore autonomia, ma ha
scartato l’ipotesi di una federalizzaIl patrimonio personale
zione - la quale rimane una richiesta
di Petro Poroshenko
chiave dei separatisti armati che la
Secondo Forbes
scorsa settimana hanno dichiarato
è il settimo uomo
l’indipendenza. Il miliardario ha defipiù ricco d’Ucraina
nito le milizie armate «terroristi».
Le persone vicine a Poroshenko, 48
anni, che ha cominciato negli affari
vendendo semi di cacao e ora possiede quando lo scorso ottobre cominciaroun impero che spazia dalle fabbriche no le proteste contro un presidente
di cioccolato, a cantieri navali, ai con- sempre più autoritario e l’inversione
cessionari di auto e include uno dei ca- a U sull’integrazione nella Ue, Poronali di news più seguiti nel Paese, dico- shenko ruppe le righe di nuovo, divenno che la sua più grande risorsa nella tando il primo importante uomo d’afcrisi attuale sarà il suo pragmatismo. fari a schierarsi apertamente con le
Poroshenko, che la scorsa settimana proteste in piazza. La sua tv trasmetha incontrato il cancelliere tedesco teva le manifestazioni giorno e notte e
Angela Merkel, ha nel passato mostra- il miliardario venne visto mentre dito visioni politiche sorprendentemen- stribuiva cioccolata di persona ai dite flessibili, passando facilmente dal mostranti. Si pensa anche abbia forgoverno all’opposizione.
nito aiuto finanziario al movimento.
Eletto per la prima volta al Parla«Poroshenko ha un ego immenso e
mento nel 1998, il devotissimo miliar- ama mostrarlo», dice un uomo d’affari
dario (possiede una chiesa privata nel- occidentale che ha fatto parecchi affale sue proprietà) è
ri con lui. «L’ho vistato il co-fondatoIL CARATTERE ECCENTRICO sto una volta a borre del Partito delle
di uno yacht
Gli piace mettersi in mostra do
Regioni, filorusso.
enorme in mezzo a
Si è fatto fotografare mentre un lago. Un po’ ridiMa ciò non gli ha
impedito di lascia- distribuiva cioccolata a Maidan colo. Un’altra volta
re il partito e unirsi
l’ho sentito lamenall’opposizione, per appoggiare nel tarsi del livello del patrimonio di altri
2005 la Rivoluzione arancione e alla fi- oligarchi ucraini che erano più ricchi
ne essere nominato capo del Consiglio di lui ed era chiaro che aveva un comdi sicurezza e ministro degli Esteri sot- plesso di inferiorità nell’essere un mito l’ex presidente Vitkor Yushenko, liardario di secondo rango. Diventare
che è fra l’altro padrino di due dei suoi presidente sistemerebbe la cosa».
«Quello che lo spinge - continua - è
figli. Un anno dopo, i conflitti all’interno del governo e la rivalità fra Poro- più l’ambizione personale che l’ideoloshenko e la Timoshenko erano tali che gia. Farà qualunque cosa funzioni meil presidente dovette licenziare l’intero glio per lui in quel momento. Non di
governo per mettervi fine.
certo una cosa molto bella, ma ora il
Quando il pendolo politico tornò freddo pragmatismo è ciò di cui
indietro, portando Yanukovich al po- l’Ucraina ha più bisogno se non vuol
tere nel 2010, Poroshenko cambiò cadere nell’abisso».
campo per diventare per un breve pe*Corrispondente da Mosca
riodo ministro dell’Economia. Ma
del «Sunday Times» di Londra

di dollari

MYKOLA LAZARENKO/POROSHENKO PRESS SERVICE/AFP

Verso la presidenza
Poroshenko firma autografi a Kirovograd. Domenica si vota
per le presidenziali: i sondaggi lo danno in testa con il 50%

Gli altri sfidanti

Yulia Tymoshenko
L’icona della rivoluzione
pro-occidentale del 2004, caduta
in disgrazia, poi liberata
di prigione dopo la cacciata
di Viktor Yanukovich
da parte del movimento
«Euromaidan», sarebbe
ferma al 11% dei consensi

Sergey Tigipko
Subito dietro ci sarebbe
l’ex banchiere filo-russo
con il 6,7%. Uomo forte
dei separatisti, vicino a Mosca,
Tigipko era vice primo
ministro durante la presidenza
Yanukovich: rappresenta
le città ribelli dell’Est

Dmytro Iaroch
È soprannominato «la bestia
nera dei russi» e su di lui
Mosca ha emesso un mandato
di cattura per terrorismo.
Leader del movimento
paramilitare «Pravy Sektor»,
nelle regioni dell’Est Iaroch
è considerato un fascista

.

14 .Cronache

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Harry,ilprincipediventauomotraireduci
A Montecassino per i 70 anni dall’offensiva alleata. Scambio di battute con gli ex combattenti italiani
che ama party e champagne.
Ma anche Harry che insegna e
cucina per i bambini sordi del
Lesotho. Harry che si fa crescere la barba in un viaggio al Polo
MARIA CORBI
sud nonostante la disapprovaINVIATA A CASSINO
zione di nonna Elisabetta.
Ha lasciato da poco la sua
carriera di pilota di Apache
arry d’Inghilter- perché così ha deciso la “ditta”.
ra. Una corona di E lui, il capitano Wales, ha ubbicapelli rossi per dito: meglio stare a terra, se
un volto che non ti fanno rischiare come tutsembra
dire ti i colleghi top gun. Ora ha un
«amatemi», che il mondo si ri- ufficio a Londra, organizza tutcorderà sempre triste mentre ti gli eventi legati all’esercito di
segue la bara della mamma. sua maestà. E cerca una fidanEra solo un bambino e in quel zata dopo la fine della storia
momento condiviso in mon- con Cressida Bonas che aveva
dovisione venne adottato ide- un difetto: non piacere a sua coalmente da tutti. Ora è in Ita- gnata Kate Middleton. Lui,
lia per le celebrazioni dei 70 trentenne, ha più tempo di Wilanni delle battaglie di Monte- liam per decidere con chi concassino e per svelare il padi- dividere cuore e impegni uffiglione inglese all’Expo.
ciali. «Nessuno può spingerti a
Nella divisa con giacca sistemarti», ha spiegato. «E anbianca dell’esercito di sua ma- che se trovi la persona giusta,
està Harry ieri ha celebrato i richiede tempo, soprattutto
caduti polacchi e neozelande- per me e mio fratello. Bisogna
si, ha visitato l’abbazia di valutare bene che la persona
Montecassino
che sta con te
accompagnato
LA FIDANZATA non lo faccia per
da don Antoposizione che
«Difficile sceglierla la
nio, assistito a
puoi offrirle».
Potrebbe star con te
una danza maOggi Harry saori e fatto il tra- solo per la posizione» rà di nuovo a Casdizionale salusino per partecito hongy, un curioso struscia- pare alla cerimonia al cimitero
re di nasi. Ha pranzato in una inglese, nel giorno dell’annivertrattoria ciociara, chiacchie- sario della Quarta battaglia di
rato con i bambini delle scuo- Montecassino (“Operazione
le inglesi romane arrivati al Diadem”), combattuta dal geMaxxi a salutarlo con le ban- nerale polacco Władysław Andierine. Un successo per il ders e che costò la vita a 18.000
quinto in linea di successione americani, 14.000 agli inglesi e
al trono che ha avuto in dote 11.000 ai tedeschi.
non il titolo di principe erediSguardo serio, berretto deltario, ma quello di principe l’alta uniforme dell’esercito bridei cuori dono di mamma Dia- tannico sotto al braccio, il prinna. Harry che fatica a trovare cipe Harry all’abbazia di Monuna strada, vuole essere Har- tecassino ha incontrato un
ry, non il fratello di William. gruppo di invalidi di guerra itaHarry l’eroe che vorrebbe an- liani con i quali ha scambiato aldare in Iraq e riesce ad anda- cune battute e dai quali si è fatre due volte in Afghanistan. to raccontare le loro storie. PriHarry che a una festa di met- ma ha visitato una mostra fotote un’uniforme nazista. Harry grafica sulla ricostruzione del“rash” (rich-arse-hole), ra- l’abbazia rasa al suolo dal bomgazzotto della Londra bene bardamento.

Personaggio

H

IERI PROTESTA SPONTANEA IN TUTTA LA CITTÀ

Milano, tassisti fermi
contro il noleggio 2.0
MILANO

Non uno sciopero proclamato da tutte le organizzazioni
di categoria, come il 20 marzo, ma una protesta spontanea. Ma il risultato è stato
identico: ieri in quasi tutta
Milano i taxi sono rimasti
fermi per protestare ancora
contro Uber, la multinazionale che con la sua app offre
un servizio di noleggio con
conducente.
Prosegue quindi la protesta nata sabato dopo che 300
tassisti avevano bloccato l’incontro organizzato al Wired
Next Fest con la manager di
Uber Italia Benedetta Arese
Lucini e l’assessore alla Mobilità del Comune Pierfrancesco Maran. Già in serata i tassisti avevano deciso che ieri
non avrebbero lavorato: molti
sono rimasti a casa, fermo il
radiotaxi mentre in Stazione
Centrale, all’aeroporto di Linate e in molte piazzole è stato garantito il servizio ad anziani, donne incinte, portatori
di handicap e famiglie con
bambini. «UberPop ha scate-

ANSA

Tassisti in sciopero a Milano

nato l’inferno - spiega Silla Mattiazzi, coordinatore nazionale
Uil trasporti - è il massimo dell’illegalità. Se passa il concetto
che una multinazionale arriva e
trasgredisce le regole, è il Far
West. Ora succede a noi, potrà
succedere ad altre categorie».
Sulla questione interviene
anche il governo: il ministro dei
Trasporti Maurizio Lupi ha
convocato per mercoledì a Milano i rappresentanti sindacali
dei taxisti, poi incontrerà il prefetto e l’assessore alla mobilità
del Comune.

Il saluto hongy
A sinistra il principe Harry con un reduce
neozelandese. In alto mentre scambia il
tradizionale saluto hongy
Durante la vista al Maxxi di Roma il principe
Harry ha parlato anche dell’Expo di Milano: «Mi
auguro che possa far capire che è il momento
di agire ora, tutti insieme, prima che sia troppo
tardi sulla sostenibilità e lo sviluppo»
ROBERTA BASILE/AFP

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Cronache .15

.

L’UOMO NEL 2008 ERA STATO ARRESTATO PER PRESTITI ILLEGALI. CACCIA AGLI ASSASSINI INQUADRATI DALLE TELECAMERE

SI TEME IL SUICIDIO

L’usuradietrolafamigliasterminata

Controllato
il ragazzo
che ha ucciso
nonni e zia

Tempio Pausania: picchiati e strangolati padre, madre e figlio di dodici anni
NICOLA PINNA
TEMPIO PAUSANIA

FRANCO COTTINI
SANTHIÀ (VERCELLI)

Il posto nel banco della quarta
fila è rimasto vuoto: i bambini
lo sapevano che Pietro non sarebbe venuto alla messa della
domenica. Ma nessuno ha osato occuparlo. «Io invece speravo che arrivasse da un momento all’altro, non volevo credere
che l’avessero ammazzato davvero», dice in lacrime Francesco, uno dei ragazzini che ogni
pomeriggio giocava a pallone
nella piazzetta del Comune.
«Che colpa ha un bambino?
Pietro neppure lo sapeva che il
padre era un usuraio, non glielo
aveva neppure detto che era
stato arrestato». Ma chi voleva
regolare i conti con Giovanni
Azzena, 50 anni, e la moglie
Giulia Zanzani (48) se l’è presa
anche con il figlio di appena 12
anni. Senza pietà. Tutti e tre
sono stati brutalmente picchiati e strangolati con dei caricabatteria trovati sul posto.
L’unica colpa di Pietro è stata

ANSA

ANSA

ANSA

I killer hanno tentato
anche di nascondersi
tra gli invitati
di due matrimoni
quella di arrivare a casa nel
momento sbagliato, quando il
commando era già all’opera in
soggiorno, al secondo piano di
una palazzina in granito in via
Villa Marina.
Pietro sabato mattina era a
scuola, è tornato a casa per
pranzo e quando ha aperto la
porta, probabilmente, i genitori erano già sotto le grinfie degli
assassini. Gente conosciuta
che prima di presentarsi ha
persino telefonato e che non ha
dovuto sfondare la porta per
entrare nell’appartamento degli Azzena. L’incontro è avvenuto all’ora di pranzo, quando
Giovanni e Giulia avevano appena chiuso il loro negozio di
scarpe per bambini. Pietro è
arrivato di corsa, perché alle
15,30 doveva andare al campo:
c’era la festa di fine campionato
ma l’allenatore Antonello Mureddu era convinto che il difensore degli «allievi» avesse disertato per andare dai nonni a
Trinità d’Agultu. «Era un ragazzo splendido, pieno di vita:
più che un difensore era un lottatore - dice il mister della Civitas - Non aveva piedi da campione ma non si arrendeva mai.
In campo ma non solo».
I tre sospetti, che ora i carabinieri cercano ovunque, non
era arrivati con l’intenzione di
uccidere. Erano venuti per parlare. Per trattare, portare via
qualcosa, al massimo per litigare. Ma poi, chissà perché, hanno perso la testa. Hanno ucciso
senza pietà e senza studiare
bene le mosse. Hanno cercato
di confondersi tra gli invitati di
due matrimoni, ma sono passati sotto l’occhio di ben tre telecamere e hanno ripulito maldestramente la scena del crimine.
I volti di chi ha sterminato la famiglia Azzena, infatti, i carabinieri li hanno già visti nelle registrazioni sequestrate sabato
notte. Resta da individuare il
loro nome, ma potrebbe essere
davvero questione di ore. Del
movente si scoprirà di pari passo. Ma un sospetto già c’è: Giovanni Azzena era titolare del
negozio di scarpe e contemporaneamente gestiva altri affari.
Nel 2008 era finito in manette
per usura e negli ultimi sei anni, molto probabilmente, aveva
continuato a intrattenere rap-

Le vittime
Olbia

LAPRESSE

Strangolati e uccisi padre, madre e figlio a Tempio Pausania

Sassari

Sapevo quel che è
successo ma speravo
di veder arrivare Pietro
a messa, ancora non
riesco a crederci

Un ragazzo splendido
pieno di vita. Pietro
più che un difensore
era un lottatore:
non si arrendeva mai

Francesco

Antonello Mureddu

Uno degli amici
di Pietro

L’allenatore della Civitas
la squadra di Pietro

porti con personaggi discutibili. I
carabinieri sono quasi certi che
avesse continuato anche a prestare denaro. Ai compaesani ma
non solo. Si spostava di continuo
da una regione all’altra, ma le

amicizie più strette le aveva in
Campania. Ed è anche per questo che qualcuno ha ipotizzato
che il commando fosse arrivato
da fuori. Di questo però gli investigatori non sono convinti e col

La storia
TEMPIO PAUSANIA

G

iovanni è un imprenditore edile e dalla panchina in ferro di piazza Gallura osserva la casa
dell’orrore: «Dicono che dietro questa tragedia ci sia
l’ombra dell’usura. E io ci credo. In questa città gli strozzini fanno business. Io però sono stato fortunato: gli usurai
mi hanno aiutato a salvare
l’azienda. Li ho sempre considerati benefattori, anche se
mi hanno chiesto il doppio dei
soldi che mi avevano dato.
Nel 2005 rischiavo di fallire,
avevo già licenziato quasi tutti gli operai e con duecentomila euro sono riuscito a risollevarmi. Le banche mi
avevano chiuso le porte in
faccia e non sapevo come fare. Un amico mi aveva presentato la persona giusta e ce
l’ho fatta. Quando l’azienda si
è ripresa ho versato tutto
quello che mi avevano chiesto e così ho chiuso tutti i conti. Da quel momento mi hanno lasciato in pace. Non mi
hanno fatto del male. Certo,
qualche telefonata di minacce è arrivata ma per fortuna
non è successo niente di più
grave di tante notti insonni».

Mar
Tirreno

Nuoro
TEMPIO
PAUSANIA
(Olbia-Tempio)
Mar
Mediterraneo

Centimetri
LA STAMPA

CAGLIARI

passare delle ore si rafforza l’ipotesi che gli assassini siano della
zona. Forse di un paese attaccato
a Tempio. I sospettati sono già
quattro: nelle ultime settimane
telefonavano di continuo sia Gio-

In alto
Giovanni
Azzena
50 anni
la moglie
Giulia
Zanzani
di 48
e il figlio
Pietro
di 12
I tre sono
stati uccisi
nella loro
casa
a Tempio
Pausania

vanni Azzena che la moglie Giulia. Poi c’è un giovane che li ha
aiutati e che in serata è finito in
caserma: sotto torchio per ore,
tra bugie e contraddizioni fin
troppo evidenti.

Il paradiso del sughero
diventato terra di strozzini
Crisi e giustizia lenta, così si sono diffusi in Gallura
Chi ha avuto coraggio
e ha denunciato
alla fine è stato tradito
dalle istituzioni

Siamo passati
da una situazione
florida alla crisi e senza
risposte dalle banche

Suor Luigia Leoni

Romeo Freudiani

Fondatrice del centro
di ascolto vittime dell’usura

Sindaco
di Tempio Pausania

Nel paradiso perduto del
sughero c’è un giro milionario
di denaro che sfugge ai controlli. Agli usurai si rivolgono
imprenditori caduti improvvisamente in disgrazia ma anche famiglie che hanno esagerato con le finanziarie. Gente
che in banca non può più chiedere nulla e che finisce nella
rete degli strozzini. Suor Luigia Leoni è la direttrice della
Caritas diocesana ma anche la
fondatrice del centro di ascolto per le vittime dell’usura:
«Nel nostro territorio purtroppo il fenomeno è radicato
e ha una tradizione più che secolare. La crisi economica ha
reso più difficile tutto e allo

stesso tempo ha proposto occasioni ancora più ghiotte a
chi offre denaro. Gli usurai sono difficili da riconoscere ma
sono in mezzo a noi: si presentano inizialmente come amici
molto generosi, poi fanno venire fuori la loro vera faccia. Conoscono le persone che hanno
bisogno, le avvicinano e garantiscono un aiuto che in realtà è
una trappola. Le vittime non
denunciano ma ultimamente
in tanti si rivolgono al centro
d’ascolto. Il guaio è che talvolta neanche fare denuncia è
sufficiente. Abbiamo avuto casi di persone che hanno trovato il coraggio di rivolgersi alle
forze dell’ordine ma alla fine

sono state tradite dalle istituzioni: la giustizia è stata lentissima e la prescrizione ha fermato il processo».
Qualche storia, comunque,
è venuta a galla. E nel giro di
pochi anni la Procura di Tempio e la Guardia di finanza hanno chiuso tre inchieste. Sono
scattate diverse denunce e in
qualche caso anche le manette. Ma soprattutto si è scoperto che agli usurai si rivolgono
piccoli imprenditori, artigiani,
padri di famiglia e industriali
alla prese con il rischio del fallimento. «Abbiamo sentito di
qualcuno che ha chiesto soldi
agli usurai per fare a sua volta
lo strozzino: è nato una sorta
di business - racconta il sindaco Romeo Freudiani - In questo territorio siamo passati da
una situazione economica florida a una crisi senza precedenti. E poi c’è un altro problema che favorisce ulteriormente il mercato del prestito clandestino: le persone in difficoltà
non trovano risposte quando
si rivolgono alle istituzioni o
agli istituti di credito». [NIC.PIN.]

Potrebbe tentare di uccidersi.
Così Lorenzo Manavella, il
pallavolista che ha trucidato
nonni e zia a Santhià, ha trascorso la sua prima notte in
carcere sorvegliato a vista.
L’avvocato Andrea Brignoglio
non l’ha più incontrato dopo le
7 ore di interrogatorio di sabato «per dargli modo di ambientarsi nella nuova realtà».
Il ragazzo nega di aver avuto complici. «Ho fatto tutto da
solo, ma non so perché; me li
sono trovati davanti e li ho colpiti». E gli inquirenti sono
propensi a credere che il massacro sia soltanto opera sua. Il
perché, la causa scatenante,
resta ancora un mistero che
Lorenzo non aiuta a sciogliere: «Non so, non so» ripete come un mantra.
Che il pallavolista cercasse
o volesse denaro è fuori di
dubbio. Forse aveva debiti con
uno spacciatore, magari ha
chiesto soldi ai familiari (e
non quella sera soltanto) e al
loro rifiuto la sua rabbia, moltiplicata dalla cocaina appena
sniffata, è esplosa feroce.
C’è un altro episodio al vaglio degli inquirenti. Qualche
giorno fa dalla casa della zia
Patrizia erano spariti tutti i
gioielli. La donna confidandosi con un’amica aveva detto di
avere qualche dubbio. Forse
sospettava di chi potesse essere l’autore o l’organizzatore
del colpo. «Ti spiego tutto a
cena una di queste sere».

ARRESTATA UNA MADRE

Espelle il feto
e lo affoga
nell’acqua
del water
BUSTO ARSIZIO

Tre settimane fa sembrava
un dramma familiare, il dolore di una giovane coppia che
ha perso il bambino in un
aborto spontaneo. Oggi, invece, il sospetto è che si sia
trattato di un delitto. La madre, una donna di 21 anni, è
stata arrestata con l’accusa
di aver ucciso il proprio bambino. Incinta al 7° mese (e con
un bimbo di un anno), la donna avrebbe infatti assunto un
farmaco in grado di provocare forti contrazioni uterine
con l’espulsione del feto anche in avanzato stato di gravidanza. Espulso il feto, la
donna lo avrebbe affogato
nell’acqua del water, poi chiamando il 118. Ai carabinieri,
chiamati dai paramedici, la
donna aveva raccontato di
aver scoperto da poco di essere incinta, di aver avuto
forti dolori addominali e dell’espulsione. Ma quel racconto non aveva convinto. E così
i militari avevano deciso di
approfondire. Dalle intercettazioni sarebbe così emersa
la seconda verità. La donna è
stata tratta in arresto perché, sempre grazie alle telefonate intercettate, sarebbe
venuto fuori che la donna voleva tornare in patria preoccupata dagli approfondimenti degli investigatori.

.

16 .Società

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Intervista

I principi

DA OGGI IN TV

A ognuno il suo

A «Nautilus»
i protagonisti
della scienza

1 La dieta è un atto medi-

co e quindi deve essere sempre personalizzata.

Di tutto un po’
1 Non bisogna mai esclu-

NADIA FERRIGO

al benessere, al
«bellessere».
Una dieta personalizzata, proprio come un abito su misura, non regala solo
buona salute, ma anche serenità e armonia. Per essere sani e belli non servono trucchi,
basta la nostra cucina mediterranea. Il dietologo ed
esperto nutrizionista Giorgio
Calabrese, nel suo ultimo libro «Dimagrire con la dieta
mediterranea», pubblicato
da Cairo Editore e scritto a
quattro mani con la moglie
Caterina, spiega come adottare un regime alimentare
sano ed equilibrato, ideale sia
per chi deve dimagrire, sia
per chi vuole mantenere il peso forma.

D

Equilibrata, conviviale, trasversale, duttile. Ma anche
etica e allegra. Patrimonio
dell’Unesco, orgoglio nostrano e ora anche il segreto
per dimagrire?

«Di dieta mediterranea si
parla parecchio, in gastronomia, economia e agricoltura,
ma non viene mai presa in
considerazione come modello
per perdere peso. Forse perché non ha un acronimo, e
non suona “moderna”: per
questo nel libro la chiamiamo
DM. E’ una dieta “includente”, cioè che non elimina nessun cibo, anzi: si deve mangiare un po’ di tutto. La tanto celebrata Dukan, come tutte le
diete iperproteiche con un solo nutriente, nel breve perio-

dere nessun alimento: una
buona dieta include e non elimina nulla.

I più importanti
scienziati italiani, i maggiori centri di ricerca del
Paese e una redazione di
giovani divulgatori e studiosi: sono questi gli ingredienti di «Nautilus - I
protagonisti della scienza», la trasmissione con
Federico Taddia che
esordisce oggi e che sarà
trasmessa ogni giorno
alle 21 su Rai Scuola.
L’ospite di stasera sarà la
specialista di cellule staminali e senatrice a vita
Elena Cattaneo.

1

Età e patologie
1 Se ben calibrata, la dieta

non serve solo per dimagrire,
ma anche per combattere gli
acciacchi dell’età.

Kilometro zero
1 La qualità dei cibi che

consumiamo è molto importante: se arrivano da luoghi
vicino a casa è meglio.

Bellessere
1 La dieta non serve sol-

tanto per dimagrire, ma anche per ingrassare un po’ e
mantenersi in buona salute.

GETTY

La dieta mediterranea è un grande contenitore da cui attingere i cibi più giusti per noi

“Il futuro è nel bellessere:
il mix di salute e serenità”
Il dietologo Calabrese spiega i segreti della dieta mediterranea
do aiuta a dimagrire. Poi però i
chili si riprendono, e con interessi da usurai».
Il libro non consiglia un regime preciso, illustra una serie
di modelli differenti. Sta a
ognuno di noi capire che cosa
va bene e cosa no?

«Credere che la dieta possa essere la stessa per tutti è un errore. Prendiamo il metodo Weight Watchers., valido, ma non è
“su misura”, mentre il paziente
deve capire cosa mangiare e

cosa no, anche in base a età, patologie e stile di vita. Bisogna
immaginare la dieta mediterranea come un grande un contenitore da cui pescare gli alimenti più giusti per noi».
Mangiar bene per curare il
corpo, ma anche il cervello.

«Se a pranzo mangio solo un
panino di corsa, poi, tornato in
ufficio non riuscirò a concentrarmi. Come dietologo della
Juventus, so bene che per avere
un’ottima prestazione bisogna

seguire un’ottima dieta. Questo
non vale solo per gli sportivi, ma
per tutti, compresi quelli intellettuali. È questo che si intende
per bellessere, il primo vantaggio di uno stile di vita sano. Un
concetto nato dal confronto con
mia moglie, che oltre a essere
tecnologa alimentare, è anche
laureata in teologia: il benessere della mente, e dell’anima, non
sono slegati da quello fisico».
E come si fa a capire quando e
se bisogna dimagrire?

Il libro
«Dimagrire con la dieta mediterranea», di Giorgio e Caterina
Calabrese (Cairo Editore)

«Nel libro riporto una misura
semplice, l’indice di massa
corporea: una formula facile,
che si ottiene dal rapporto tra
peso e altezza. Da lì si può iniziare a costruire la propria
dieta su misura».
Per dimagrire bisogna iscriversi in palestra?

«Bisogna valutare con attenzione le varie esigenze: Ma la
regola per tutti è : un po’ di movimento va fatto, sempre e comunque. Può bastare una
camminata di un’ora al giorno,
oppure lasciare a casa la macchina e prendere la bicicletta.
Se facciamo esercizio tutti i
giorni, abbassiamo la nostra
resistenza all’insulina, che va
bene perché brucia gli zuccheri, ma se ne produciamo troppa, e troppo velocemente, la
fame torna subito. Il benessere si costruisce giorno dopo
giorno, con uno stile di vita sano: ecco l’unica ricetta davvero infallibile».

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

.

Società .17

Vincenti

1

Passione

2

Proattività

3

Ambizione

4

5

Perdenti

Presentarsi
in perfetto orario
non è più
un requisito
sufficiente,
è necessario
anche dimostrare
di amare
il proprio lavoro
Essere dinamici
e sempre pronti
a lanciare idee
nuove. Perché
anche far bene
il «compitino»
che è stato
assegnato non è più
sufficiente
È molto importante
anche far capire
di voler crescere
o comunque
di puntare
a consolidare
la propria posizione
all’interno
dell’azienda

Flessibilità

Gli scenari
lavorativi ormai
tendono
a cambiare
in continuazione:
per seguirli occorre
essere svegli
e pronti
a (quasi) tutto

Positività

La capacità
di esibire un sorriso
è apprezzata
sia dai colleghi
sia dai propri capi:
rappresenta
il miglior biglietto
da visita
ogni giorno

Il primo passo per la carriera?
Arrivare presto al mattino
L’Università di Washington: “Dimenticate l’orario flessibile”
Il motivo sono gli stereotipi che ogni capufficio porta con sé
STEFANO RIZZATO

arà anche diventato
«liquido» e flessibile,
più libero da schemi,
sedi, orari. Eppure il
lavoro ha ancora le sue
regole, magari meno scritte,
magari meno categoriche, eppure importanti. E, almeno loro, solidissime. La prima è tanto
vecchia quanto semplice: sul lavoro vince chi arriva prima. Almeno, questo suggeriscono i ricercatori dell’Università di
Washington, forti di un accurato studio che sarà pubblicato
nelle prossime settimane e che
ha già trovato spazio sull’Harvard Business Review, una delle
più autorevoli riviste su imprenditoria e vita d’azienda.
Oltreoceano l’hanno definito
«morning bias», pregiudizio
mattiniero. È quello che premia chi si presenta in ufficio
presto, magari ben prima del-

S

l’orario previsto. E che invece
penalizza chi tira tardi e si presenta giusto in tempo, oppure –
orrore – proprio in ritardo. Secondo lo studio, poco importa
che ci si fermi dietro alla scrivania fino a tardi, a fare gli
straordinari. Agli occhi del capo brillerà sempre di più l’impiegato mattiniero.
Per capirlo, gli psicologi di
Washington sono partiti con
una lunga serie di interviste
doppie, a decine di coppie formate da manager e impiegato,
di aziende americane ma non
solo. L’obiettivo era individuare
quanto influissero le lancette
nella valutazione data dal capo
sul proprio dipendente. La sorpresa è stata trovare una correlazione molto chiara: i voti migliori sono finiti quasi sempre a
chi è solito mettersi all’opera
prima. Il tutto a prescindere
persino dal tempo effettivo passato sul lavoro. Colpa di uno ste-

reotipo duro a morire. Chi «attacca» tardi viene visto come
meno diligente. E pazienza se
poi salterà la cena per finire la
pila di scartoffie che gli hanno
rifilato quegli altri, i secchioni
del mattino.
Quel che è peggio è che lo stereotipo sembra scritto tra i neuroni di tutti, non solo dei mana-

Penalizzati i dipendenti
che tirano tardi:
sono considerati
pigri e poco affidabili
ger. Lo mostra la seconda parte
dell’esperimento, che ha coinvolto 141 studenti di un’università statunitense. A loro è stato
chiesto di vestire i panni dei capi, in un gioco di ruolo a sfondo
aziendale, e di valutare una serie di profili – finti ma realistici
– di dipendenti. Ecco la seconda

sorpresa: anche con un gruppo
di giudici più giovani e, in teoria,
liberi da pregiudizi, la musica
non è cambiata: a parità di ore
lavorate, voti alti per i mattinieri, più bassi per gli altri.
Un brutto colpo per quelli dal
risveglio difficile (parecchi),
che la mattina vivono già come
un’impresa arrivare in ufficio
giusto in orario. E un guaio anche per chi crede nella flessibilità e nel lavoro senza orari.
Tutti questi, senza saperlo, si
trovano etichettati ogni giorno
come dipendenti poco affidabili
o pigri. E pensare che sono
spesso le stesse aziende – a partire da quelle della «new economy» – a promuovere gli stili
di lavoro senza schemi e cartellini da timbrare. A quanto pare
un cartellino da timbrare, tutto
immaginario, c’è. E, a chi proprio non ce la fa ad essere mattiniero, non resta che trovarsi un
capo come lui

1

Ritardo

2

Poca serietà

3

Passività

4

Poco rispetto

5

Essere costretti
ad aspettare
non piace
mai a nessuno.
Figurarsi
al vostro capo
(si farà subito
una pessima
opinione)
Può sembrare
banale, ma non lo è
affatto: le persone
che non sanno
dimostrarsi
sufficientemente
affidabili
non faranno
mai strada
«Dimmi che cosa
devo fare
e lo faccio»: ecco
una frase che non
si addice proprio
al presente.
Rivela
un atteggiamento
sbagliato
Le gerarchie
e l’organizzazione
complessiva
di un’azienda
oppure
di un ufficio vanno
capite
e comunque
assecondate

Troppa foga

Il tentativo
di volersi
mettere in mostra
a tutti i costi,
magari in modo
forzato o invadente,
non paga
sul lungo
termine

“Ma la disciplina non basta
Adesso ci vuole creatività”

Intervista

Tutte le nuove “virtù” che fanno la differenza
are il compitino e spaccare
il secondo all’arrivo in ufficio, essere puntuali e seri:
tutto questo serve, ma non basta più.
Quello che fa la differenza è la passione. Da dimostrare ogni giorno, fin dal
colloquio». A dirlo è Stefano Moda,
«Candidate management director» di
Adecco, specialista nel gestire e guidare i lavoratori che passano per la nota
agenzia interinale e vengono «somministrati» (si dice così) a un’azienda.

Lo specialista

«F

Dottor Moda, anche in Italia l’orario
conta così tanto per fare una buona
impressione?

«Credo sia uno dei tanti elementi, ma
l’aspetto decisivo è l’atteggiamento
generale. Timbrare il cartellino perfettamente in orario, sia all’entrata

Stefano Moda
«Candidate
management
director»
Adecco Italia

che in uscita, non è necessariamente una
virtù. Certo, la serietà e la puntualità sono le basi di ogni rapporto di lavoro. Ma
bisogna saper dare e dimostrare di più,
non essere passivi e meccanici, bensì
protagonisti della vita lavorativa».
Da dove si parte?

«Da due parole: passione e ambizione.

Amare il proprio mestiere significa
metterci più di quello che è strettamente dovuto. Dare l’idea di non vedere l’ora
– o quasi – di mettersi al lavoro aiuta eccome, e questo si lega al discorso dell’orario. Poi c’è l’ambizione, che non dev’essere eccessiva, ma fa bene: trasmette un senso d’importanza e motivazione
in quello che si fa».
C’è una «virtù» lavorativa che vent’anni
fa non era richiesta e che oggi è fondamentale?

«Sì, ed è la proattività: un concetto che
è la logica conseguenza di tutto quello
che ho appena detto. Passione e ambizione si mostrano anche prendendo
l’iniziativa, lanciando idee, mostrando
interesse per i propri compiti di ogni
giorno. E anche dimostrandosi flessibi-

lità e capaci di assecondare scenari che
cambiano – ormai per tante realtà – di
minuto in minuto. Al contrario, un atteggiamento del tipo “Dimmi che devo
fare e io lo faccio” non lascia certo una
buona impressione».
Tutte queste qualità sono evidenti sul
posto di lavoro, ma si possono dimostrare anche in un colloquio?

«Certo. Anche in quella situazione vale
la stessa regola: andare un passo oltre il
compitino. Proattività è studiare a fondo l’azienda cui ci si presenta, i suoi punti di forza, gli aspetti da migliorare. E
poi sorridere, che è un’altra grande regola della vita in azienda. È qualcosa
che apprezzano i colleghi, che apprezza
il capo, che aiuta anche la produttività.
Quale miglior biglietto da visita?». [S. RIZ.]

.

18

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

ECONOMIA
FINANZA

Deutsche Bank, aumento da 8 miliardi
La Deutsche Bank ha annunciato una ricapitalizzazione
da 8 miliardi di euro. Lo ha reso noto lo stesso istituto
di credito a Francoforte in serata. La banca riceverà sostegno anche dal mondo arabo, con 1,75 miliardi di euro in arrivo dallo sceicco Hamad Bin Jassim Bin Jabor
Al-Thani del Qatar.

&

L’ANNUNCIO UFFICIALE PREVISTO PER MERCOLEDÌ PROSSIMO

Fincantieri, maxicommessa da 1,4 miliardi
Ordine per due navi da crociera dal gruppo Msc di Aponte. A fine giugno la quotazione in Borsa
TEODORO CHIARELLI
INVIATO A GENOVA

L’annuncio lo ha dato in diretta tv il premier Matteo
Renzi a “L’Arena” su Raiuno: «Mercoledì ci sarà un
importante accordo attorno a Fincantieri».
La società cantieristica,
controllata dallo Stato attraverso la Cassa Depositi e
Prestiti e che a giugno sbarcherà in Borsa, costruirà
due nuove navi da crociera
per il gruppo Msc dell’armatore campano-ginevrino
Gianluigi Aponte. Le due na-

Opzione per costruire
altre due unità
Saranno realizzate
a Monfalcone
vi, valore complessivo intorno a 1,4 miliardi di euro, saranno realizzate nello stabilimento di Monfalcone.
Per la società, guidata dall’amministratore delegato
Giuseppe Bono, si tratta di un
risultato importantissimo: fino a poco tempo fa Msc Crociere non aveva un buon rapporto con Fincantieri e aveva
costruito tutte le sue navi in
Francia presso il gruppo Stx
(con il quale continua, peraltro, a lavorare avendo appena commissionato altre due
unità). Con l’arrivo in Msc,
proveniente dal concorrente

Costa Crociere, del nuovo amministratore delegato Gianni
Onorato, però, le cose sono
cambiate e i rapporti sono stati
lentamente riannodati.
E’ di pochi mesi fa l’avvio del
“progetto Rinascimento”, per
il restyling e l’allungamento,
con un’operazione di chirurgia
navale, delle quattro navi della
classe Lirica, le più vecchie del
gruppo, presso lo stabilimento
palermitano di Fincantieri: valore 200 milioni di euro.
Le due nuove navi (il cui design è affidato agli architetti
De Iorio, Yran & Storbraaten e
Tillberg Design) dovrebbero
invece avere, secondo quanto
trapelato, 152 mila tonnellate
di stazza lorda, 310 metri di
lunghezza e oltre 40 di larghezza. Ad esse si accompagnerà
l’opzione per la costruzione di
altre due unità.
Fincantieri ha raggiunto
nel primo trimestre 2014 un
carico di lavoro di 8,8 miliardi di euro. «I risultati attestano la solidità del business sia
da un punto di vista economico che finanziario - ha detto
Bono pochi giorni fa, presentando la trimestrale - e sono
stati conseguiti nonostante il
permanere della sottoutilizzazione della capacità produttiva in Italia».
Lo stesso amministratore
delegato, in un’intervista al
Wall Street Journal, ha spiegato che Fincantieri prevede di
lanciare l’offerta pubblica ini-

ziale (Ipo) nell’ultima settimana di giugno. Bono ha aggiunto
che i ricavi saranno reinvestiti
in azienda. Sul mercato verrebbe collocato almeno il 40
per cento del capitale azionario, con lo Stato che resterà
comunque azionista di maggioranza. L’operazione dovrebbe conferire a Fincantieri
un valore di mercato di oltre
un miliardo di euro.
«C’è stato grande interesse da parte delle principali
istituzioni finanziarie mondiali - ha detto la settimana
scorsa Franco Bassanini,

A Piazza Affari
fino al 40 % del gruppo
L’interesse dei fondi
internazionali

Moltrasio
«Ubi,nessun
pattoocculto»
1 Nessun patto occulto

ANSA

in Ubi Banca e tutto va ridimensionato aldilà del
«polverone mediatico». Il
presidente del consiglio di
sorveglianza Andrea Moltrasio prende le difese dell’istituto e guarda avanti.
«È tutto alla luce del sole,
di occulto non c’è nulla. Le
nomine di chi siede in consiglio vengono decise dall’assemblea» assicura Moltrasio. «I vertici non sono
accusati di riciclaggio».

Una nave di Msc Crociere

presidente di Cassa Depositi
e Prestiti -. D’altra parte il
portafoglio ordini di Fincantieri è il più grande d’Europa.
Naturalmente Fincantieri
non può competere nel fare le
portacontainer con cinesi e
coreani, ma si è specializzata
in una serie di settori ad alto
valore aggiunto come le
grandi navi da crociera, i mega yacht e le navi militari. Abbiamo scelto il global coordinator: sono sei fra le principali banche del mondo, tra
cui due italiane, tre americane e una svizzera. Stessa cosa per il bookrunner».

“Lascio la guida
della Fondazione Mps
perché ho altre mete”
il caso
GIANLUCA PAOLUCCI

Comune di Pantelleria
Provincia di Trapani
Fondo europeo di sviluppo regionale

Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca

Ministero dello
Sviluppo Economico

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA
ESITO DI GARA
Sez. I: Università degli Studi di Messina - Dipartimento di Ingegneria
Elettronica, Chimica e Ingegneria Industriale Contrada Di Dio I,
98166 - Messina. Sez. II: Fornitura e posa in opera di n. 1 Banco
prova motori a combustione interna CIG 5490687240 CUP
J41D11000110007. Sez. III: Finanziamento comunitario nell’ambito
del Progetto di Ricerca PON 2007/2013 CSEEM a3_00335 dal titolo
“Potenziamento del Center for Sustainable Energy, Environment and
Mobility”. Sez. IV: Procedura Aperta. Sezione V: n. offerte ricevute:
1 Aggiudicazione alla Ditta ASSING S.p.a. per un importo pari a
€ 349.917,38 oltre IVA.
IL DIRETTORE
Prof. Ing. Edoardo Proverbio

Fondo europeo di sviluppo regionale

Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca

SETTORE II
Si avvisa che con determina n. 210/II
Sett. dell’8.04.2014 sono stati approvati
gli atti di gara della procedura aperta ai
sensi degli artt. 3 c. 37, 23, 27, 54, 55 ed
83 del D.Lgs. 12/04/2006, n. 163 con il
criterio dell’offerta economicamente più
vantaggiosa, relativa al servizio di gestione integrata dei rifiuti solidi urbani CIG 536960630C. Imprese partecipanti:
n. 2. Imprese ammesse: n. 2. Impresa
aggiudicataria: AGESP s.p.a. Servizi
Ambientali con sede in Castellammare
del Golfo, Via Enna 1, per l’importo netto
di € 5.730.814,79 oltre ed € 181.457,31
per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso, per un totale complessivo di
€ 5.912.272,10.
Pantelleria lì 16/05/2014
IL RESPONSABILE DEL II SETTORE
(Geom. Salvatore Gambino)

Ministero dello
Sviluppo Economico

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA
ESITO DI GARA
Sez. I: Università degli Studi di Messina - Dipartimento di Ingegneria
Elettronica, Chimica e Ingegneria Industriale Contrada Di Dio I,
98166 - Messina. Sez. II: Fornitura e posa in opera di n. 1 Microscopio elettronico SEM dual beam completo di accessori CIG:
5495818C79 CUP J41D11000110007. Sez. III: Finanziamento comunitario nell’ambito del Progetto di Ricerca PON 2007/2013
CSEEM a3_00335 dal titolo “Potenziamento del Center for Sustainable Energy, Environment and Mobility”. Sez. IV: Procedura Aperta
Sezione V: n. offerte ricevute: 2 Aggiudicazione alla Ditta ASSING
S.p.a. per un importo pari a € 890.047,54 oltre IVA.
IL DIRETTORE
Prof. Ing. Edoardo Proverbio

Questi e molti altri avvisi li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti

www.legaleentieaste.it - www.lastampa.it

«L

o so che non va
molto di moda lasciare libere le sedie», si schernisce Antonella
Mansi dopo l’annuncio del
suo prossimo addio alla presidenza della Fondazione Mps.
Un mandato durato meno
di nove mesi che ha però inciso profondamente nelle vicende della città e della terza
banca italiana. Arrivata alla
presidenza a sorpresa, nell’estate scorsa, ha guidato
una Fondazione oberata di
debiti e prossima al collasso
in un complesso percorso di
risanamento. Ha intrapreso
una lunga battaglia con i vertici della banca per rinviare
l’aumento di capitale previsto
inizialmente nel gennaio
scorso, venduto le quote e
trovato dei nuovi soci strategici, Fintech e Btg Pactual.
Soci con i quali ha stretto un
patto di sindacato - che vincola il 2,5% del capitale residuo
in mano all’ente e il 9% del capitale totale - che dovrebbe
garantire la stabilità dell’assetto proprietario per almeno due anni.
A pochi giorni dal via libera al nuovo assetto, la Mansi
ha scelto una email per annunciare l’addio ai membri
della deputazione generale e
amministratrice di Fondazione Mps. Nella email inviata

ANSA

Antonella Mansi

nella serata di sabato, laMansi nomi che circolano sono quelli
scrive di «considerare chiusa di Enrico Totaro - membro della sua esperienza», e di non es- la deputazione ma visto come
sere «disponibile» a un nuovo vicino all’ex sindaco Franco
mandato. La presidente spiega Ceccuzzi - e Francesco Maria
ai consiglieri «che si tratta di Pizzetti - già «bruciato» neluna scelta professionale e di vi- l’estate scorsa -. Possibile anta» avendo lei «altre mete e al- che che spunti fuori una vectri obiettivi».
chia conoscenza della politica
Proprio su quest’ultimo locale come Roberto Barzanti,
punto, gli obiettivi futuri, si so- ex sindaco e a lungo parlamenno subito scatenate le voci più tare europeo, un nome che
disparate: forte dei risultati ot- metterebbe d’accordo le varie
tenuti a Siena,
fazioni che in
non manca chi DECISIONE A SORPRESA queste ore apla vedrebbe coconfuse
«Scelta di vita, so che paiono
me candidata
dalla mossa a
succedere, tra non va di moda lasciare sorpresa della
libere le poltrone» Mansi. Il suo
due anni, a Giogio Squinzi al
successore dovertice di Confindustria. O ma- vrà comunque portare a comgari alla presidenza della ban- pimento il lavoro avviato. Far
ca, al posto di Alessandro Pro- funzionare l’intesa con i soci
fumo. La Mansi nega: «Non sudamericani, in primis. E ricerco ruoli», spiega. Per la sua solvere i problemi della fondasuccessione i tempi sono stret- zione che restano ancora apertissimi: domani con le riunioni ti. Il principale, ha detto la stesdella deputazione partirà l’iter, sa Mansi al Sole 24 Ore, è quelche dovrebbe essere definito lo delle partecipazioni immobientro il prossimo 9 giugno. I liari della Sansedoni.

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

OCCUPAZIONE

MERCATI

TRASPORTI

TUTTOSOLDI

L’azienda
fidelizza
il dipendente
con i benefit

Gli operatori:
bene le azioni
dei periferici
e del credito

Tnt Post
diventa Nexive
e punta
sul digitale

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

A PAGINA 20

A PAGINA 21

A PAGINA 23

L’INCHIESTA

19

NUMERO 80
A CURA DI:
GIANLUCA PAOLUCCI E MARCO SODANO
REDAZIONE:
LUCA FORNOVO
LUIGI GRASSIA
tuttosoldi@lastampa.it
www.lastampa.it/tuttosoldi/

tuttoSOLDI

P

LAVORO IN CORSO

Estratti conto, assegni, esenzioni
Come difendersi dal redditometro

MARCO
POLO

Per l’acquisto di immobili è necessario sottrarre il mutuo per capire quanto pesano

SANDRA RICCIO
entile contribuente...». È così che
inizia la lettera
dell’Agenzia delle
Entrate arrivata
in questi giorni a molti contribuenti e
che altri devono ancora ricevere. È la
comunicazione che dà il via all’operazione «nuovo redditometro», l’intervento
di controllo dell’evasione definita «spudorata» da Attilio Befera, al vertice del
Fisco. Quell’evasione insomma dove c’è
una capacità di spesa altissima e redditi
dichiarati che invece sono da miseria.
La differenza deve essere superiore al
20% ma, da quanto si è capito, in questo
primo esordio del nuovo redditometro il
gap considerato sarà anche più alto.
La lettera contiene un «invito al
contraddittorio», dove il Fisco chiede
al contribuente di giustificare la differenza tra il reddito dichiarato e le
spese sostenute in base all’anno di
imposta 2009. Spese tutte elencate in
un allegato alla lettera.
Sotto la lente finiscono così case, auto costose, polizze e spese per consumi
di lusso. In tutto oltre 100 voci. A far
scattare le sirene del Fisco sarà, per
esempio, l’iscrizione alla palestra esclusiva o quella al club riservato ma anche
la barca di extra-lusso di chi dichiara un
reddito molto basso.
«Come assicurato dalla stessa Agenzia delle Entrate a gennaio, i soggetti selezionati saranno soltanto i veri evasori
e quindi i finti poveri», tranquillizza Fabrizio Iacuitto, partner dello studio romano Di Tanno e Associati.

«G

L’INTERVISTA

.

L’immobile che fa saltare i conti

Le fasi del procedimento
LE LETTERE
Arriveranno a 20 mila contribuenti
e riguardano il 2009. Si dovrà
giustificare al Fisco la differenza superiore
al 20% tra reddito dichiarato e spese
sostenute

L'ADESIONE
In caso ci siano delle
incongruenze, l'Agenzia notifica
una proposta di adesione con il maggior
imponibile, inclusi gli interessi e le sanzioni

I TEMPI
La lettera fissa la data
dell'appuntamento con il Fisco.
Il contribuente però potrà posticipare quella
data di 15 giorni dal ricevimento della
comunicazione

PER CHIUDERE
Il contribuente pagando subito
le somme pretese beneficerà delle
sanzioni ridotte a un sesto del minimo. In
alternativa, potrà presentarsi all'incontro

L'ACCERTAMENTO
In assenza di adesione, l'ufficio
emette l'avviso di accertamento
con le motivazioni fondanti la pretesa e la
quantificazione del reddito ritenuto evaso
- LA STAMPA

Le strade per difendersi

Vie di uscita ce ne sono. A patto che davvero ci siano le carte che attestano redditi
congruenti. Il primo passo, vale a dire il
contraddittorio, è obbligatorio. Dunque il
contribuente deve presentarsi all’appuntamento indicato nella lettera (ha la possibilità tuttavia di posticiparlo di 15 giorni
dalla data di ricevimento della missiva) e
chiarire le incongruenze (anche verbalmente). Naturalmente si tratta di presentare passaggi verificabili e tracciabili. «Il
contribuente può provare, per esempio,
che le spese sono state sostenute con redditi esenti o redditi soggetti a imposizione

sostitutiva o comunque non soggetti a dichiarazione – spiega Iacuitto -. Come pure
può dimostrare che talune spese sono state sostenute da altri soggetti o familiari».
Nel caso ci sia stato un aiuto di terzi bisogna però conservare ed esibire copia degli
assegni circolari emessi ai venditori e gli
estratti conto di coloro a cui si imputa la
spesa. Un percorso a ostacoli, insomma,
che potrebbe evitare, a chi ne ha titolo, di
ricevere un vero e proprio accertamento.
In tal modo il contribuente potrà limare fino alla soglia del 20% il rapporto
tra le spese effettivamente sostenute e
quelle dichiarate.

I casi di incongruenza spiegabile non
sono pochi. Ad esempio, la spesa più
corposa per molti, quella per l’acquisto
della casa, potrebbe essere a rischio.
Questa singola operazione fatta magari
con i risparmi accumulati per una vita
intera potrebbe far saltare tutti i parametri. Cambia, infatti, il reddito presunto attribuito al contribuente.
Come vanno fatti i calcoli? Per gli immobili si prende l’incremento patrimoniale, vale a dire la spesa per la casa, a
cui si sottrae l’ammontare totale del
mutuo ed eventuali disinvestimenti fatti
anche negli anni passati. Per esempio,
se un contribuente nel corso del 2013 ha
acquistato un’abitazione pagandola 400
mila euro e questo acquisto è stato fatto
tramite la cessione della precedente
abitazione (nel 2012 per 150 mila euro) e
tramite un mutuo da 200 mila euro (a
fronte del quale nel 2013 il contribuente
ha pagato rate per 4 mila euro), il reddito presunto attribuito nel 2013 per l’acquisto dell’abitazione sarà quindi pari a
54 mila euro (400 mila meno 200 mila
meno 150.000 più 4 mila).
Rimane comunque ferma la possibilità di dimostrare ad esempio che l’immobile è stato acquistato con una provvista realizzata anche in epoca più remota rispetto ai quattro anni precedenti l’acquisto effettuato nell’anno di riferimento. Ma anche redditi esenti (come
borse di studio), redditi assoggettati a
tassazione alla fonte con ritenuta, o ancora che le spese sono state sostenute in
virtù di smobilizzi patrimoniali come la
vendita di un immobile, servono a dimostrare di non essere evasori.

“ItaliaIndependent,
nonsoloocchiali
perunfatturato+60%”
BOOM ALL’ESTERO

SFIDA ALLA CRISI

Un risultato eclatante
Nel primo trimestre
il mercato nazionale
ha pesato per il 53%
mentre nel 2013
era il 73%. Merito
della crescita in Usa,
Francia e Spagna

In questi anni
siamo cresciuti
grazie all’offerta
di 100 modelli
in 1000 varianti
Il nostro prodotto
è unico
e al giusto prezzo

SARA RICOTTA VOZA
A PAGINA 22

Andrea Tessitore, amministratore delegato e co-fondatore di Italia Independent Group

Le chiusure
dei pannolini?
Magis le vende
a tutto il mondo
NADIA FERRIGO
alla sua fondazione a oggi, la Magis di Cerreto
Guidi, provincia di Firenze, è sempre cresciuta a
doppia cifra: nata nel 1987 come
piccola azienda a conduzione
familiare, è diventata leader in
Italia e Europa prima per la
produzione di nastri per imballaggio, poi per i sistemi di chiusura per pannolini per neonati.
Il segreto? Essere i primi a produrre le chiusure meccaniche,
senza colla adesiva ma con il
velcro. «Siamo entrati nel mercato al momento giusto - commenta Marco Marzi, amministratore e fondatore della società -. Mentre il mercato dei nastri adesivi è per lo più italiano
ed europeo, con le chiusure per
i pannolini arriviamo in quasi in
tutto il mondo, con ottimi risultati in Nord Africa e Sud America. Agli stabilimenti che realizzano pannolini garantiamo
un prodotto completo, così per
le piccole e medie imprese del
settore è più conveniente usare
i nostro sistemi che produrli in
proprio. In più li possiamo personalizzare per ogni cliente».
La Magis ha chiuso il 2013
con 55 milioni di euro di fatturato, con circa l’80 per cento nelle
esportazioni e per quest’anno
l’obiettivo è superare i 60 milioni. La strategia è la stessa degli
esordi: puntare su innovazione
tecnologica, ricerca di nuovi
prodotti e mercati di sbocco.
L’azienda si è specializzata
nei «telati americani», nastri
adesivi particolari che aderiscono a qualsiasi superficie ed è
stata una delle prime a sperimentare la spalmatura su prolipropilene e la tecnica «sandwich», che assicura una migliore qualità della stampa su adesivo. «Se negli ultimi due anni
abbiamo perso qualche cosa in
Italia - conclude Marzi -, nella
maggior parte dei paesi dove
esportiamo i pannolini sono
una novità, e la crescita è assicurata. Il prossimo obiettivo?
Stiamo definendo i dettagli di
un nuovo contratto, questa volta con la Russia».

D

.

20 .Lavoro in corso

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

lavoro

Centocinquanta con Cambiomarcia

Venti posizioni con Subito.it

Sono 150 i nuovi posti di lavoro previsti con
Cambiomarcia, la prima società italiana di
franchising per la vendita di auto usate da
privato a privato. Il mercato dell’usato ha
superato quello del nuovo, con 1,4 milioni di
auto, e Cambiomarcia vuole raddoppiare i suoi
nove franchising. Info: cambiomarcia.com.

Subito.it , azienda leader nella compravendita
dell’usato, ha una decina di posizioni aperte
nella sede di Milano, fra le quali quella del
nuovo General Manager. Il piano è allargare
la squadra entro fine anno per un totale di 20
posizioni in più. Per le informazioni:
www.subito.it/info/lavora-con-noi.

E LO CHIAMANO
STIPENDIO
DI PRODUTTIVITÀ
WALTER PASSERINI
rima i bonus stellari
dati ai manager di
aziende in rosso. Poi
i tetti retributivi nel settore pubblico parametrati al
presidente della Repubblica. Il dibattito sugli stipendi è decollato e il toccasana sembra essere uno
solo: il mix tra stipendio
fisso e stipendio variabile,
legato ai risultati.
Le retribuzioni di produttività sono ancora ben
poca cosa in Italia, dove lo
stipendio fisso è la modalità preponderante. E anche
se il variabile viene definito
la panacea per premiare il
merito, le esperienze concrete non decollano.
L’ultimo esempio è il
Dpcm del 19 febbraio, entrato in Gazzetta ufficiale
il 29 aprile, che prevede
un incentivo per i premi
di produttività: la detassazione agevolata al 10
per cento della parte di
stipendio legata ai risultati. Sicuramente la direzione è giusta, ma i limiti
imposti rischiano di renderla inefficace.
Infatti, da un lato vi è un
tetto massimo di reddito
annuo dei lavoratori che
possono beneficiare della
tassazione agevolata, che è
di 40mila euro, sempre meglio dei limiti precedenti
(30-35mila euro), ma confinato a una fascia professionale con mansioni e ruoli
più esecutivi che imprenditivi. Dall’altro, vi è anche
un massimale di importo
agevolato, che non può superare 3 mila euro l’anno
(prima era di 2.500 euro,
ma in passato è arrivato a
6mila euro), una cifra davvero poco significativa.
La morale è una sola: lo
stipendio variabile è ancora molto lontano dal suo
tanto declamato decollo.

P

Meno tasse, più servizi e benessere
Così l’azienda gratifica i dipendenti
Rapporto welfare

La fiera dei benefit: dalla previdenza ai buoni spesa fino alla palestra e al telelavoro

La storia
alfa è nata sui banchi di
scuola; beta è il sistema su
cui è visibile ancora per un
mese; gamma è la nuova versione in
arrivo; delta è il futuro che, se si vede dal presente, non può che essere
roseo. Matteo Achilli a 22 anni ragiona come un manager. È al terzo
anno in Bocconi, economia aziendale e management, ed è fondatore e
proprietario di Egomnia, il primo
social network italiano dedicato al
mondo del lavoro e ai giovani. La
sua rapida ascesa ha suscitato critiche e sospetti. Lui non polemizza.
«Sono stato fortunato – riconosce –
ho avuto un grande interesse da
parte della rete e dei media, che
hanno capito l’originalità e il potenziale della mia idea». Egomnia, insieme di ego e di tutto, vuole essere

L’

ai buoni pasto alla palestra,
dalla previdenza integrativa al telelavoro, dai voucher per la spesa alla banca delle
ore, al rimborso trasporti. Le vie
del welfare aziendale sono infinite
e si arricchiscono di nuovi strumenti, che non sempre però sembrano rientrare in una finalizzata
strategia d’impresa. Gli obiettivi
sono: sopperire alla crisi del welfare statale, fidelizzare i collaboratori, migliorare la produttività,
ridurre gli oneri fiscali e realizzare politiche di maggior benessere.
La formula cresce nelle aziende e
rivela vitalità e fantasia.
Previdenza, mobilità, ristorazione e gestione del tempo sono le
quattro aree su cui si concentrano
i maggiori benefici. Secondo il
Rapporto Welfare 2014 della società Od & M (Gi Group) diretta da
Simonetta Cavasin, su un campione di 100 imprese e oltre 600 lavoratori, gli indici di gradimento e di
soddisfazione sono: l’area assistenza sanitaria e previdenza

D

(previdenza integrativa, assicurazioni sanitarie, spese mediche,
con una valutazione di 7,6); l’area
mobilità (viaggio casa-lavoro,
buono carburante, agevolazioni e
rimborso trasporti pubblici o navetta aziendale, car sharing, car
pooling, con un voto di 7,1); i servizi di ristorazione (buoni pasto, ticket restaurant, mensa, bar aziendale, ristoranti convenzionati,
buoni spesa, con un voto di 6,9); la
gestione del tempo (aspettativa,
periodi sabbatici non retribuiti,
banca delle ore, flessibilità entrata-uscita, job sharing, part-time,
telelavoro, con un voto di 6,5).
La percentuale di aziende che
ha introdotto un piano di welfare
aziendale sale al crescere della dimensione aziendale: il 53% fra le
piccole, il 59% fra le medie, il 79%
fra le grandi aziende. La diffusione dei piani di welfare è maggiore
tra le aziende multinazionali
(77%) rispetto alle non multinazionali (54%). Emergono anche
differenze di approccio. Chi ha in-

tenzione di avviare il piano sembra orientato prevalentemente a
ottimizzare i costi dell’azienda;
tra le aziende che lo hanno introdotto l’obiettivo è stare più vicini
ai bisogni e alle esigenze dei dipendenti. Bassa è la percentuale
di lavoratori che pensano che il
piano di welfare sia stato realizzato per prendersi cura dei loro bisogni; i lavoratori sono più inclini
a pensare che l’azienda abbia usato la leva per l’opportunità di contenere i costi del personale.
La metà delle aziende che hanno
introdotto un piano di welfare ha
colto l’importanza di differenziare,

Migliora
la produttività
e si fidelizzano
i collaboratori

creando panieri di servizi differenti per gruppi di popolazione omogenee. Tra le imprese che diversificano l’offerta dei servizi, la maggior parte (63%) sceglie in base al
livello di inquadramento quali servizi offrire. La metà delle aziende
permette ai dipendenti di scegliere
all’interno di un paniere di servizi;
tra di esse il 42% lascia a tutti i dipendenti la possibilità di scelta dei
servizi più adatti alle loro esigenze,
mentre negli altri casi la possibilità
di scelta viene data solo ad alcuni
gruppi di popolazione o ad alcuni
servizi. Infine, le condizioni per
l’introduzione di un piano di welfare che garantisca una maggiore efficacia sono: una survey precedente di ascolto e analisi dei bisogni; il
supporto di professionisti esterni
in grado di ridurre le complessità
organizzative e fiscali; la segmentazione delle popolazioni per cicli
di età; la capacità di comunicare
efficacemente con i dipendenti; il
monitoraggio continuo e la valutazione periodica.
[W. P.]

FONDATO DA UN VENTENNE

Egomnia, il social per chi cerca un impiego
un ponte tra aziende, laureandi e laureati. Oltre a offrire i servizi tipici di
un «social & professional network»,
ha reso operativo un innovativo metodo di ricerca di talenti per le imprese iscritte. Ad oggi sono 700 tra multinazionali e aziende di marca (Bulgari, Ericsson, Calzedonia, Bialetti, Mediobanca, Hays tra gli head hunter),
che pescano in un magazzino di oltre
230mila curriculum indicizzati e un
volume d’affari intorno ai 500mila euro. «E pensare che tutto è cominciato
quasi per gioco – commenta – Fin dal
liceo mi divertivo a fare il programmatore. L’idea mi è venuta analizzando le classifiche delle università pubblicate dai media. Mi sono detto: perché non stilare una sorta di classifica
dei giovani talenti, indicizzarla e metterla a disposizione di imprese e cac-

Matteo Achilli

ciatori di teste?». Da qui è nata una
vera miniera d’oro fatta di curriculum di ragazzi. E pensare che quando Matteo aveva 16 anni suo padre

venne licenziato e si dovette arrangiare; ora è uno dei soci di una realtà
che si occupa di reti. L’avvio è costato
diecimila euro. «Una prima fortuna
l’ho avuta quando, dopo essere sfuggito alla richiesta economica di una
software house che mi chiese 100mila
euro, ho incontrato per caso un laureando dell’università di Pisa che ha
fatto da sviluppatore. La seconda è
arrivata da un marketing del tutto
gratuito che mi hanno fatto i media».
Matteo ha sempre goduto di buona
stampa. Perché, dice, «sono stato il
primo ventenne italiano, l’uomo giusto capitato al momento giusto, quando Facebook si quotava in Borsa».
Mark Zuckerberg dal network degli
amici è diventato l’imperatore dei social network. Matteo con Egomnia ha
fondato un network con l’intento di

aiutare le persone a trovare lavoro, in
Italia e all’estero. Sta lanciando Egomnia Brasile ed entro l’anno aprirà a
Singapore. Oggi ha una ventina tra dipendenti e collaboratori sparsi tra Roma e Matera, mentre lui fa la spola con
Milano per completare i suoi studi e
per fare network.
Intanto si gode le previsioni di crescita e la copertina che Panorama
Economy gli ha dedicato. E ai blogger
e agli startupper che l’hanno tacciato
di essere un figlio di papà risponde:
«Sono partito senza soldi né padrini».
«Se l’invidia fosse febbre tutto il mondo ce l’avrebbe», diceva Fabio Volo nel
film «La febbre» di Alessandro D’Alatri, una critica alla burocrazia italiana
e alla difficoltà di realizzazione dei giovani. E chiude: «Voglio solo dimostrare che se si vuole si può fare».
[W. P.]

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

investimenti

.

Lavoro in corso .21

Bond Sogefi da 100 milioni

Banca Profilo, ricavi a +25% Bando Unipol per le startup

Sogefi ha collocato sul mercato
obbligazionario un bond equity-linked a 7
anni per 100 milioni di euro a fronte di una
domanda, che secondo fonti di mercato, ha
superato quota 800 milioni. Le obbligazioni
pagheranno una cedola semestrale a tasso
fisso del 2% annuo.

Il cda di Banca Profilo ha approvato i conti
del primo trimestre che vedono un utile di
2,7 milioni (+24,5%), un risultato della
gestione operativa in crescita del 64% a 5,4
milioni e una raccolta della clientela a 4,4
miliardi (+11,9%). I ricavi netti si sono
attestati a 16,5 milioni (+25%).

Oggi Unipol presenta al Superstudio + di Via
Tortona a Milano un progetto di
accelerazione d’impresa, un incubatore per
«formare» le 10 start-up selezionate per 2
mesi a Bologna. Il bando è aperto a tutti gli
aspiranti imprenditori. Per Info
www.unipolideas.it.

Mercati

In attesa
di Draghi
I mercati
aspettano
le decisioni
della Bce,
anticipate
da Mario
Draghi
nelle linee
generali
ma non
nei tempi

mercati
e gestori

«Buone opportunità
da energia e banche»

5
La supermossa della Bce?
Non è ancora il momento
Gli analisti: in recupero le azioni dei Paesi periferici
SANDRA RICCIO
MILANO
rancoforte sta preparando un Qe, cioè un
interventoi straordinario per immettere liquidità nei mercati? La politica
della Bce, negli ultimi due
anni, è sempre stata improntata a formare delle aspettative interventistiche, ma
qualcosa sembra cambiato.
Per agire in maniera ancora
più efficace alla Bce serviva
l’avvallo di un fattore legato
alla politica monetaria. Ora
l’andamento delle dinamiche
dei prezzi e il rischio deflazione potrebbero concretamente spingere l’Europa
verso manovre di Quantative easing già dalla seduta di
giugno. Quali opportunità ci
saranno per gli investitori?
«Le nuove misure non convenzionali potrebbero concretizzarsi in un’ulteriore ri-

F

duzione dei tre tassi di riferimento, compreso il tasso sui
depositi che potrebbe scendere al di sotto dello zero, penalizzando quindi le banche che
riallocano la loro liquidità verso l’istituto centrale, spingendole a impiegarla sotto forma
di prestiti all’industria» spiega Francesca Cerminara, Responsabile Bond e Valute di
Zenit Sgr. Per l’esperta in questo contesto saranno avvantaggiati i titoli azionari più
esposti a una ripresa economica europea, in particolar
modo dei paesi periferici, oltre ai titoli finanziari, che dopo l’Asset Quality Review, beneficeranno di un possibile
piano di acquisto di titoli Abs
da parte della Bce.
E l’opzione di acquisto diretto sul mercato secondario
di titoli governativi? Ancora fa
discutere i membri della Bce e
potrebbe accelerare dopo le
ultime rilevazioni negative dei

la
settimana
dei
cambi

Pil, portando a nuove riduzioni degli spread tra paesi core e
paesi periferici. «Tendenzialmente il Qe sarebbe positivo
per l’equity. Non tutti i settori
ne beneficerebbero allo stesso
modo però – è l’analisi di Ubs
Investment Bank -. Se Francoforte dovesse partire con il
Qe, ci concentreremmo su
stocks dei mercati periferici».
A livello di comparti, Ubs vede
avvantaggiati i finanziari e i
settori con alta leva finanziaria (utilities) ma anche le concessioni, le autostrade, e ancora utilities, e property. Ubs però non si aspetta che la Bce arrivi ad annunciare un Qe, sia
per motivi operativi, sia perché deve prima completare
l’Asset Quality Review. «Se un
Qe venisse annunciato, dovrebbe avere come obiettivo
quello di acquistare prestiti,
in modo da liberare il bilancio
delle banche e portarle a concedere nuovo credito all’eco-

Diego Franzin
Pioneer Investments

Diego Franzin, responsabile
azionario europeo di Pioneer Investments, quali sono i
temi ancora interessanti oggi sui listini europei?

«Nell’attuale contesto di tassi bassi e dinamiche inflazionistiche, le azioni hanno un
buon profilo rischio-rendimento, anche se non trattano più “a sconto” come nel
passato. Per vedere importanti rialzi la tessera mancante è la crescita. È necessaria una conferma della ripresa economica con crescita degli utili e maggiore redditività delle aziende. Questi
saranno gli elementi discriminanti per leggere le future
evoluzioni dei mercati».
Quali sono i nomi che vi
piacciono di più e che consigliereste a un piccolo investitore?

«Vediamo opportunità interessanti nel settore dell’energia dove la razionalizzazione delle spese darà i
suoi frutti. Società esposte
alla crescita globale continuano ad essere interessanti
e correzioni di mercato offrono opportunità in storie di
successo legate all’aumento
dei consumi e all’espansione
industriale. Nel medio-lungo
periodo è interessante il settore bancario, tuttora alla ricerca della nuova normalità,

ma che può offrire valore. Da
non sottovalutare poi i settori
del “Liquefied Natural Gas” o
della distribuzione on-line».
Ci sono Paesi che correranno
di più?

«Con un ritorno alla crescita
mi attendo che i paesi periferici continuino ad offrire
buone opportunità e che possano sovraperformare i paesi
“core” come Francia e Germania. Trarranno i frutti dell’implementazione di eventuali riforme e hanno storie
interessanti nel segmento
delle medie imprese».
E dell’Italia cosa ne pensate?

«Pur essendoci qualche rischio
di revisione al ribasso per la
crescita di quest’anno, riteniamo che l’azione della Bce sulla
liquidità del sistema e, in particolare, a favore delle piccole e
medie imprese possa avere un
effetto importante soprattutto
nel secondo semestre. Un possibile consolidamento del consenso verso la maggioranza di
governo post-elezioni fornirebbe ulteriore supporto».
Cosa comprate oggi in Italia?

«Al momento stiamo gestendo
una parziale rotazione del portafoglio, riducendo l’esposizione a società con esposizione
prettamente domestica che
hanno performato molto bene
negli ultimi 8 mesi e riaccumulando società con maggior
esposizione internazionale. Il
tema stagionale dei dividendi
ci induce ad avere attenzione
nei confronti di società che distribuiscono interessanti cedole e con prospettiva di crescita
delle stesse».
[S. RIC.]

VALUTE E MATERIE PRIME

Euro sotto 1,37 e il palladio supera gli 800 dollari
L'andamento euro/dollaro

- LA STAMPA

GRAFICO GIORNALIERO A CANDELE GIAPPONESI

CARLO ALBERTO DE CASA*
a correzione delle quotazioni
dell’euro, iniziata dopo il discorso di Mario Draghi dell’8
Maggio, è proseguita la scorsa settimana. Ad appesantire la moneta
unica, in ribasso sia nei confronti
del dollaro che della sterlina, sono
stati i dati negativi sul Pil nell’Eurozona. La lettura del primo trimestre 2014 ha infatti deluso le aspettative degli analisti soprattutto in
Francia, dove non si è registrata
crescita (+0%), in Italia e Portogallo, dove il Pil è tornato a scendere.
Pare quindi aumentare il divario
fra la Germania, dove l’economia è
cresciuta dello 0,8 per cento ed i

nomia. A nostro avviso la modalità operativa che potrebbe
essere scelta è quella di acquistare prestiti bancari alle
aziende in forma cartolarizzata, ma, l’ipotesi resta lontana
nel tempo» dice Ubs che ritiene più probabile, già a giugno,
un taglio del tasso di rifinanziamento e dunque quello sui
depositi a meno 10 bps.
E’ più facile che la Bce esaurisca gli strumenti convenzionali prima di prendere in considerazione un Qe – dice anche
Sandra Crowl, Membro del
Comitato Investimenti di Carmignac Gestion. Farebbe bene
all’azionario e l’esperta, dato il
deludente scenario di crescita
e le pressioni deflattive, non si
aspetta che i settori ciclici sovraperformino, ma piuttosto
che i titoli growth più difensivi
si comportino positivamente
in un contesto di tassi di interesse in calo in settori quali la
sanità e i beni di consumo.

domande
a

1.399,34

L

1.396,49

1.379,33
1.375,54
1.369,95
21 26
mar mar

31 4 9 14 18 23 28 2
7 12 16
mar apr apr apr apr apr apr mag mag mag mag
2014

Le candele giapponesi sono il
metodo più usato in borsa per
analizzare le quotazioni in
quanto includono 4 valori per
ogni seduta: apertura, chiusura,
massimo e minimo. Il corpo
della candela è dato dai valori
dell'apertura e della chiusura
della seduta. Candela verde:
quando la chiusura di seduta è
ad un valore superiore rispetto
a quello dell'apertura. Candela
rossa: se la chiusura è ad un
valore inferiore rispetto a
quello dell'apertura. I due
estremi, definiti tecnicamente
"shadow" rappresentano il
massimo di giornata (la linea
sul lato superiore della candela)
e il minimo di giornata (al di
sotto di ciascuna candela). In
caso di chiusura sui minimi o
sui massimi la candela sarà
priva di una (o entrambe) le
shadow.
Fonte: Piattaforma MetaTrader
- ActivTrades

paesi del Mediterraneo. Sulla scia di
questi dati e delle attese per un intervento di politica monetaria da
parte della Banca Centrale Europea
nei prossimi mesi, il cambio euro/
dollaro è sceso al di sotto del supporto posizionato in area 1,375, chiudendo la settimana a quota 1.3691.
La situazione tecnica è piuttosto
complessa, ma appare chiaro che il

La correzione
avviata da Draghi
è resa più decisa
dal Pil Ue debole

trend rialzista dell’euro, cui avevamo
assistito negli ultimi mesi, stia perdendo forza. La rottura ribassista
dell’area 1,365 aprirebbe spazio per
un’ulteriore correzione, con target in
area 1,348-1,35, mentre soltanto un ritorno dei prezzi al sopra di quota 1,38
ridarebbe fiducia agli investitori.
L’euro ha perso terreno anche nei
confronti della sterlina, arrivando in
area 0,813, ai minimi dagli ultimi 16
mesi, mentre il cambio contro lo yen è
sceso a 138,96.Sul fronte dei metalli
preziosi l’oro rimane stabile fra 1.290
e 1.300 dollari l’oncia. Prosegue invece il cammino rialzista, più volte segnalato in questa rubrica, del palladio, che da inizio anno ha ormai guadagnato il 15%, salendo da quota 700
a 817 dollari l’oncia.
Analista dei mercati valutari
presso ActivTrades Londra

.

22 .Lavoro in corso

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

TESTIMONIAL SENZA CHIEDERE

Quest’attività è cresciuta del 40%
e anziché essere un costo
rappresenta una fonte di introito
I progetti di lifestyle ci affermano
come brand a 360 gradi

Non abbiamo avuto contatti
con loro, eppure personaggi
come Karl Lagerfeld e Lady Gaga
hanno cominciato
a mettersi i nostri occhiali

L’intervista

investimenti

FARE IMMAGINE PER SÉ E GLI ALTRI

+60%
il fatturato
Questo il risultato
di Italian Independent
nel primo trimestre
del 2014. E la redditività
è aumentata del 70%

70
Paesi
Il gruppo ha 2200 clienti
in Italia e i 2000 all’estero
Il 90% delle vendite avviene
presso ottici, poi ci sono
11 negozi monomarca

Patron del gruppo
Da sinistra Andrea Tessitore con gli altri due fondatori Lapo Elkann
e Giovanni Accongiagioco. A destra foto della campagna pubblicitaria
di Italia Independent negli scatti di Pierpaolo Ferrari

OCCHIALI

“Italia Independent
piace al mercato e al Mit”

L’azienda in cifre
Anno di fondazione

2007

MILANO

N

2013

Fatturato 2013

Ebitda

24,9

4,7

milioni di euro
(+ 59,1% rispetto
al 31 dicembre 2012)

milioni di euro
(+ 57,4%)

Dipendenti

Presenza in Italia
e all'estero
(% fatturato eyewear
prodotto)

117
40

L’ad Tessitore: “Ci hanno premiato fra le regine dell’innovazione
La prima novità è il modello di business, eyewear+comunicazione”
SARA RICOTTA VOZA

Anno di quotazione
28 giugno

All'estero

%

60
In Italia

proporzione hanno contribuito al
buon risultato del primo trimestre
del 2014?

on si fa che dire che la
crisi può essere un
tempo di opportunità e
che la chiave di tutto è
“l’innovazione”. Ma
che cosa voglia dire poi in concreto
lo si capisce quando s’incontra una
realtà che non solo è partita da una
buona idea, ma l’ha saputa sviluppare realizzare e trasformare in solidità economica e posti di lavoro.
Quello che è successo in sintesi a
Italia Independent, un’azienda che
fino a sette anni fa non c’era, un anno fa si è quotata in Borsa, ha appena presentato conti in crescita a due
cifre (+60% di fatturato nel primo
trimestre del 2014) e in questi giorni
ha ricevuto il Premio della Mit Technology Review Italy come una
delle 10 società italiane più innovative. Il suo nome compare con Ferrari, Pirelli, Datalogic, Kedrion, ma resta ancora sconosciuto al grande
pubblico. Il core business è costituito dagli occhiali, poi c’è la comunicazione - con un’agenzia interna che
si occupa del proprio brand e di
clienti esterni come Rinascente,
caffè Vergnano, Jeckerson, Fiat per
dirne alcuni - e infine il lifestyle, con
tante operazioni di cobranding su
prodotti vari, dai frighi Smeg ai
giubbotti Colmar e K-Way alle sacche Invicta ai cellulari Vertu.
Quale sia l’I-factor inteso come
“Innovazione” in questa piccola storia di successo lo chiediamo a Andrea Tessitore, amministratore delegato di Italia Independent Group
nonché uno dei tre soci fondatori
(gli altri sono Lapo Elkann e Giovanni Accongiagioco).

«Su questi risultati eccezionali - fatturato in crescita del 60%, redditività
del 70% rispetto al 31 marzo del 2013 l’eyewear pesa per l’86%, ma anche la
comunicazione è cresciuta del 40% in
questo primo trimestre; quanto ai
progetti di lifestyle, l’impatto economico è relativo, quello strategico
enorme. In questo senso, il primo nostro fattore innovativo è proprio il
modello di business: incentrato sull’eyewear quando la maggior parte
dei marchi lo fa su licenza, con un settore comunicazione che lavorando
per sé e per altri diventa un centro di
ricavi e non solo di costo, e infine con
progetti di lifestyle che affermano il
brand a 360 gradi, senza farlo percepire solo come occhialeria».

Il vostro Gruppo è partito dagli occhiali ma lavora su più fronti, in che

Dove sono i vostri laboratori e chi sono i vostri tecnici e creativi?

Non solo i conti funzionano, anche i
contenuti, l’edizione italiana del
Massachusetts Institute of Technology li ha giudicati “innovativi” e li ha
premiati. Che cosa li ha convinti?

«Premetto che siamo stati premiati fra
le 10 aziende più “smart & disruptive”
ovvero quelle capaci di generare innovazione ma anche business; detto questo il Premio è andato a due innovazioni
in modo specifico: la prima è il trattamento che ha introdotto “l’effetto velluto” che viene dall’automotive e già altri
avevano tentato di fare; noi lo abbiamo
ottimizzato e trasformato anche in un
successo commerciale mondiale. Senza
nessun contatto da parte nostra, si è cominciato a vederli addosso a personaggi
come Karl Lagerfeld e proprio pochi
giorni fa Lady Gaga. Il secondo trattamento innovativo che ci è valso il premio
è I-Thermic, che prevede l’utilizzo di un
pigmento termocromico che cambia colore al raggiungimento dei 30 gradi».

- LA STAMPA

Negozi
monomarca
L’azienda
vende presso
gli ottici
ma ha anche
undici shop
esclusivi

L’approdo in Borsa
ci ha portato risorse
e più credibilità
sui mercati esteri
«Siamo in 122, l’80% per cento in Italia, abbiamo il quartier generale a Torino e a Venaria oltre 6000 metri quadri di logistica. C’è un team interno di
designer e responsabili prodotto che
lavora a stretto contatto con i nostri
due fornitori - italiani, del Varesotto e
del Cadore - ma ci tengo a dire che da
noi l’innovazione si è sviluppata proprio come un’attitudine dell’azienda e
coinvolge tutti, anche chi lavora in
amministrazione».
A quasi un anno dalla quotazione in
Borsa-giugno2013-qualèilbilancio
complessivo?

«Se si pensa che è stata una mossa

inusuale per un gruppo non grande e
con una storia recente come il nostro, ci
ha dato tre cose belle e importanti: solidità, legittimità, credibilità. La prima è
fondamentale perché oggi abbiamo investitori che credono in noi e ci supportano. La seconda ci serve per realizzare
le nostre ambizioni internazionali: l’essere pubblici ti rende più facile sederti a
un tavolo quando giri il mondo, la trasparenza paga. Quanto al terzo elemento acquisito, la credibilità, ci è stato utile
per esempio poco tempo fa, in fase di ricerca di location importanti per le nostre nuove aperture a New York e Parigi. Ti permette di essere preso in considerazione anche se non sei ancora un
grande nome».
I negozi e le strategie di vendita: come va la boutique di Via Montenapoleone a Milano?

«Un ottimo modo per farci conoscere
in un punto centrale dello shopping
mondiale, e ci riusciamo anche in una
location che non dà sulla strada ma in
un cortile interno. Il nostro vero test
internazionale, però, sarà con l’aper-

tura dei due nuovi monomarca di
New York e Parigi in top location: il
primo è in Mercer Street, a Soho, il
secondo in Rue du Four».
Quali sono i vostri mercati principali
oltre all’Italia?

«Uno dei dati più eclatanti di questo
primo trimestre è che il mercato italiano oggi conta per noi il 53% mentre
fino allo scorso anno contava il 73%;
sono infatti cresciute Francia e Spagna, e la filiale americana ha iniziato a
contribuire ai ricavi del Gruppo in modo importante».
Aprite monomarca ma lavorate moltissimo con gli ottici indipendenti.
Qual è la vostra strategia distributiva?

«Noi vendiamo il 90% attraverso gli ottici, tutta la nostra attività di comunicazione - anche attraverso gli undici monomarca - ha proprio l’obiettivo di sostenere quel tipo di vendite. Abbiamo
2200 clienti in Italia e quasi 2000 all’estero, siamo presenti in 70 Paesi».
Voi siete partiti nel 2007, poi è arrivata la crisi economica; come si spiega il
vostro successo di realtà relativamente piccola in tempi che hanno
messo in difficoltà le grandi?

«Forse la nostra storia e il nostro modello di business dimostra proprio questo,
che anche nei periodi più delicati grazie
all’innovazione si possono ottenere
grandi risultati. Noi offriamo 100 modelli in 1000 varianti, la crisi rende i consumatori più attenti e a noi ha permesso
di far conoscere un prodotto unico, distintivo, colorato, con trattamenti materici differenziati. E al giusto prezzo».

.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

.

Lavoro in corso .23

Boutique Ungaro a Portofino

È stata inaugurata presso il Crocus City, uno
degli shopping mall più grandi e lussuosi di
Mosca, la seconda boutique di Harmont &
Blaine nella capitale russa, che ha seguito di un
mese l’apertura nella via dello shopping –
Kutnetsky Most 7 – della prima boutique del
Bassotto. Seguiranno altre aperture.

Emanuel Ungaro ha inaugurato a Portofino
la prima boutique monomarca da quando
Fausto Puglisi è il direttore creativo
della maison francese. Lo spazio ospita
le collezioni abbigliamento, accessori e
calzature della stagione Primavera Estate
2014. Il negozio (foto) è situato In via Roma 28.

Le aziende

Harmont & Blaine bis a Mosca Burberry apre a Malpensa
Burberry apre la sua prima boutique
nell’aeroporto di Milano Malpensa-Terminal 1.
Il nuovo negozio, caratterizzato
dall’utilizzo di materiali inglesi, riflette il
concept globale delle boutique Burberry.
Burberry, fondata nel 1856, ha sede a Londra
e fa parte dell’indice Ftse 100.

TRASPORTI E COMUNICAZIONE

Tnt Post diventa Nexive
e fa rotta sui servizi digitali
Il primo operatore postale privato in Italia cambia nome e strategia
Leader
Nata nel 1998 dopo
una serie di
acquisizioni, Nexive
opera in 12 bacini
territoriali,
dalla Lombardia
fino alla Sicilia

CHIARA MERICO

U

n nuovo nome, un nuovo logo, una diversa
strategia aziendale,
che punta sul digitale e
sul commercio elettronico: da oggi Tnt Post Italia, il primo operatore postale privato nel
nostro Paese, diventa Nexive.
Nata nel 1998 dopo una serie di
acquisizioni di agenzie private, come la storica Rinaldi L’Espresso di
Milano, attualmente Nexive opera
in 12 bacini territoriali, dalla Lombardia alla Sicilia, con 12 centri di
smistamento e 600 filiali dirette e
indirette, e impiega 5500 persone
tra dipendenti e collaboratori, per
un totale di mezzo miliardo di buste
movimentate al giorno.
Il restyling, come ha spiegato
l’amministratore delegato, Luca Palermo, «è stato deciso innanzitutto
per motivi legali»: il nome Tnt, dopo
la separazione dell’attività postale
da quella di corriere espresso, doveva restare al corriere. «La casa madre olandese, PostNL, lo ha già fatto
due anni fa: entro giugno anche noi
dovevamo trovare un nuovo nome, e
così è partito un lungo percorso che
ci ha portato fin qui», ha aggiunto
l’ad. La scelta è caduta su Nexive,
parola che simboleggia «connessione, modernità e futuro, valori che
fanno sì che la nostra azienda diventi un punto d’incontro tra il servizio

5.500
dipendenti
I collaboratori del gruppo
lavorano in 12 centri
di smistamento e 600 filiali
dirette e indirette sparse
per tutta la Penisola

fisico di recapito della posta e i servizi
digitali, con lo scopo di semplificare la
vita per chi invia e riceve posta», ha
sintetizzato Palermo.
«Nel nuovo nome è presente anche
la parola Next, che significa vicinanza,
prossimità», ha aggiunto la responsa-

bile della comunicazione, Valentina
Pavan, secondo cui «il cambio di nome
è un momento peculiare nella vita di
un’azienda, un momento importante
di ripensamento strategico». E la trasformazione da Tnt Post in Nexive, come ha chiarito l’ad, coincide «con un
nuovo posizionamento della società:
vogliamo rafforzarci come piattaforma di recapito della posta e dell’e-commerce, fornendo soluzioni per creare
luoghi fisici e digitali di connessione
tra aziende e consumatori, e tra pubbliche amministrazioni e cittadini».
Tenendo conto del mondo che cambia:
«La posta non è più quella di una volta
– ha aggiunto Palermo -. Adesso bisogna offrire, oltre ai servizi tradizionali,
anche una gamma di soluzioni innova-

tive, come la fatturazione elettronica o
la posta elettronica certificata».
Tuttavia, rinunciare a un marchio
così noto nel settore della logistica
come quello di Tnt può sembrare un
azzardo: per questo Nexive ha puntato su una campagna informativa
massiccia, per la quale ha investito
oltre 10 milioni di euro. «Oltre alla
presenza sui media, da oggi tutti i
nostri postini vestiranno la nuova divisa Nexive, e il nuovo logo comparirà sulle insegne, sui mezzi, sulle buste: ogni oggetto cambierà nome – ha
sottolineato l’amministratore delegato -. Pur essendo un’azienda B2B,
che opera principalmente con enti e
imprese, dobbiamo essere riconoscibili anche al pubblico».

FARMACEUTICA

Per Sanofi
export al 90%
del fatturato

«S

iamo un gruppo industriale che produce salute, una
delle presenze più rilevanti in Italia». Arturo Zanni, amministratore delegato di Sanofi in Italia,
ha riassunto così, in un incontro con
la stampa, i risultati del gruppo farmaceutico, che ha chiuso il 2013 con
un fatturato complessivo di 1.593 milioni di euro e una quota di export pari a 355 milioni, corrispondente al
90% della produzione industriale.
Nel nostro Paese, Sanofi ha «sei
stabilimenti, che presidiano diversi
settori della salute: dai farmaci generici all’automedicazione, dalle
principali aree terapeutiche all’ambito delle malattie rare», ha aggiunto l’ad. La strategia del gruppo, ha
spiegato, si articola «su diverse
piattaforme: diabete, malattie del
sistema nervoso centrale, malattie
cardiovascolari. Vogliamo mantenere un approccio sostenibile al
mercato, e infatti siamo presenti nel
settore dei farmaci generici, con il
marchio Zentiva, e dell’automedicazione, oltre a investire nella ricerca sulle malattie rare».
Proprio alla ricerca è dedicata
una parte consistente degli investimenti, che nel 2013 sono stati pari a
un totale di 51,2 milioni di euro, di cui
40,9 destinati al comparto industriale e 10,3 agli studi clinici. «Crediamo
fortemente che investendo in ricerca si possa fare molto per il Paese e
per i pazienti: sviluppare un nuovo
farmaco oncologico, ad esempio,
vuol dire dare una speranza a chi
non ne ha più», ha sottolineato il direttore medico-scientifico di Sanofi,
Marco Scatigna. Gli investimenti negli impianti e nel prodotto trainano
anche le esportazioni. «Siamo presenti in più di 30 Paesi al mondo – ha
ricordato Zanni -, dagli Stati Uniti ai
Paesi emergenti, come la Cina e le
nazioni africane. Di recente abbiamo
puntato molto anche sul Sudamerica, dove abbiamo trovato una buona
accoglienza, specie per un prodotto
come Enterogermina».
[C. M.]

.

R

24 .Lavoro in corso

LA STAMPA

.LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

La posta
di Maggi
A CURA DI GLAUCO MAGGI
GLAUCO.MAGGI@MAILBOX.LASTAMPA.IT
COORDINAMENTO DI AGNESE VIGNA
AGNESE.VIGNA@LASTAMPA.IT
Le lettere vanno spedite alla redazione
di TuttoSoldi in via Lugaro, 15

Riscatto e conteggio
della polizza
Tramite Banca
Popolare di Vicenza il 2
febbraio ho richiesto il
riscatto totale di 20mila
euro investiti l’11 marzo 2010
nella polizza “Berica
orizzonti reddito più”,
durata di 5 anni con cedola
annuale che scade il 22
marzo, e interessi variabili,
minimo il 2%. Il 1° aprile mi
sono stati versati 20.079
euro, senza cedola annuale
né interesse maturato. È
giusta la liquidazione?

riduzione di 30 euro come
previsto dalle condizioni di
polizza in caso di riscatto
anticipato nel corso del 4° anno;
al capitale lordo riscattato di
20.088,03 sono stati aggiunti gli
interessi di mora di 5,5 euro a
favore del lettore perché la banca
aveva superato i 30 giorni
previsti entro cui doveva pagare,
ma contemporaneamente è stata
sottratta l’imposta sostitutiva di
14,22 euro. Il risultato è la somma
netta pagata al cliente di
20.079,31 euro.

ADRIANO MARTINELLI - UDINE

Abbiamo richiesto la “storia”
della polizza alla banca per
verificare la esattezza del
conteggio, e il dettaglio
conferma la correttezza della
liquidazione. In realtà il lettore
non ha “investito” tutti i 20mila
euro versati, perché il premio
investito davvero, al netto di
costi e commissioni, è stato di
19.570,60 euro. Ad ogni
ricorrenza annuale la
rivalutazione è liquidata sotto
forma di cedola e non si
consolida: il capitale ad ogni
ricorrenza annuale rimane
quindi pari a quello iniziale,
19.570,60 euro. Nei primi tre
anni sono state liquidate cedole
per complessivi 1.415,55 euro
(378,58 nel 2011; 457,36 nel
2012; 579,61 nel 2013) .
L’importo dell’ultima cedola
annua (del 2014) è compreso nel
capitale liquidato ed è dato
dalla differenza tra il valore del
capitale all’ultima ricorrenza
annuale (11/03/2013) - pari
sempre a 19.570,60 euro - e il
capitale lordo riscattato alla
data del 17/02/2014 - pari a
20.088,03 euro. La differenza
tra 20.088,03 e 19.570,60 fa
517,43 euro, la quarta cedola.
Per ricapitolare: al capitale
rivalutato al 17/2/2014, pari a
20.118,03, è stata applicata una

La polizza
e il risparmio fiscale
1 Vorrei investire in una

polizza vita per costruirmi
una rendita, risparmiando il
bollo a carico di tutti gli altri
investimenti. Vorrei sapere

?
il

quesito

come funziona il meccanismo
e se l’operazione è
conveniente.
ANGELO R.-TORINO

Scegliere un investimento
esclusivamente in funzione del
“risparmio fiscale” è riduttivo ed
espone ad operazioni non
convenienti sotto altri aspetti.
Non è solo il carico fiscale che va
considerato, ma anche la
redditività complessiva, i costi di
acquisizione, la liquidabilità.
L’assicurazione offre la possibilità
di incassare una rendita vitalizia
calcolata sul “tasso tecnico”
indicato nel contratto (un minimo
garantito, indicizzato sulla base
dei risultati della gestione
effettivamente conseguiti). Da
notare che la rendita non solo è
tassata, ma è anche “limata”
dalle commissioni della
compagnia, che in genere

costituito da 8 edifici
condominiali che hanno in
comune la copertura del
tetto, il giardino, il cortile,
l’area aperta “piano piloti”, il
locale centrale caldaiaimpianto di riscaldamento e
l’ erogazione acqua.
Ciascuno edificio ha un
proprio regolamento e
l’impianto di riscaldamento
comune è collegato al
teleriscaldamento. E’
possibile che un intero
condominio si distacchi
dall’impianto comune, tenuto
conto anche della prossima
scadenza (settembre 2014)
per l’obbligatorietà valvole
termostatiche e della
contabilizzazione?
AUGUSTO ERCOLINO - TORINO

Pare implicito nella
domanda il fatto che sinora il
complesso sia stato gestito come
“supercondominio”. La riforma
del condominio prevede la
possibilità del distacco del

L’amministratore
e le assemblee
straordinarie

rima della riforma del
condominio e cioè ante
18 giugno 2013, la giurisprudenza chiarì che tutta
l’attività dell’amministratore
connessa ed indispensabile
allo svolgimento dei suoi
compiti e non esorbitante dal
mandato con rappresentanza (le cui norme disciplinavano i suoi rapporti con i condòmini) doveva ritenersi compresa, anche per il compenso, nel corrispettivo stabilito
al momento del conferimento dell’incarico ed a valere
per tutta l’attività annuale e

P

Distacco
dall’impianto
1 Un complesso è

A ogni ricorrenza annuale la rivalutazione
viene liquidata sotto forma di cedola e non si consolida
1

trattiene per sé il 20% di quanto
generato dalla gestione. I costi
complessivi sono elevati e vanno
attentamente valutati prima di
sottoscrivere un contratto.

non doveva, perciò, essere
retribuita a parte (Corte di
Cassazione,
sentenza
28.4.2010, numero 10204).
Si riteneva anomalo consentire all’amministratore di
poter incrementare il suo
compenso, convocando a suo
piacimento assemblee dei
condomini in sessione straordinaria (Cassazione, sentenza
12.3.2003, n. 3596).
Ovviamente, era sempre
possibile che l’amministratore si facesse approvare preventivamente i compensi specificamente richiesti per le

assemblee straordinarie; oppure poteva succedere che
l’assemblea li ratificasse comunque in sede di approvazione del consuntivo.
Per quanto riguarda tutte
le nomine o conferme dell’amministratore intervenute prima del 18 giugno 2013 valgono
ancora queste regole, anche
se la gestione si è poi sviluppata per un periodo successivo
all’entrata in vigore della riforma; il rendiconto e quindi
gli eventuali compensi extra
saranno regolati dalle vecchie
norme per quei preventivi ap-

singolo condomino, a patto che
non crei squilibri termici e
notevoli aggravi di spesa agli
altri (cosa che va in genere
dimostrato con relazione
tecnica). Comunque il
condominio dovrà continuare a
pagare per le spese di
manutenzione e conservazione
dell’impianto comune. Quindi le
condizioni per il distacco
sarebbero molteplici. A queste
condizioni la decisione sarebbe
possibile, ma c’è da chiedersi se
valga la pena di prenderla: tra
l’altro tutti i condomini del
palazzo che si distacca
dovrebbero essere d’accordo e
dovrebbero affrontare una
spesa notevole continuando nel
frattempo a contribuire a quella
del vecchio impianto. In fondo,
con l’installazione della
contabilizzazione, ciascuno
pagherà comunque in
proporzione a quanto
consuma…

Ente locale:
no ai 64 anni
1 Ho letto la risposta al sig.

G.E. e la mia situazione non è
molto diversa. Nel dicembre
2012 ho compiuto 60 anni ed
ho raggiunto quota 97 (60 +
37 di contributi). Sono
dipendente di ente locale ma
all’Inps mi dicono che posso

provati prima dell’entrata in
vigore della riforma.
Per gli incarichi conferiti
dopo l’entrata in vigore della
riforma opera ora l’articolo
1129 del codice civile (nuova
formulazione) secondo cui
l’amministratore, all’atto dell’accettazione della nomina e
del suo rinnovo, deve specificare analiticamente (voce per
voce), a pena di nullità della
nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso per
l’attività svolta.
Dovrà quindi prevedere il
suo compenso (anche) per
convocazione e svolgimento
dell’assemblea straordinaria; se il compenso non è
preventivamente concordato l’amministratore non ha
diritto ad esigerlo.
PIER PAOLO BOSSO
CONFEDILIZIA

Previdenza

Colf e badanti, in arrivo riduzioni fiscali
BRUNO BENELLI
hi ha alle dipendenze colf,
badanti, assistenti familiari, baby sitter, ecc. ricordi
che deve consegnare al lavoratore
una «dichiarazione dalla quale risulti l’ammontare complessivo
delle somme erogate» nel corso
dell’anno. E ciò almeno 30 giorni
prima della scadenza dei termini
stabiliti per la presentazione della
denuncia annuale dei redditi. Lo
dispone il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro domestico.
L’attestato – spiega Teresa
Benvenuto, segretaria nazionale dell’associazione Assindatcolf aderente a Confedilizia e
firmataria del contratto – serve
al lavoratore per compilare la
propria dichiarazione dei redditi e per chiedere l’attestato Isee
necessario in caso di richiesta di
prestazioni agevolate o per ac-

C

cedere a servizi di pubblica utilità. E se si tratta di colf extracomunitaria la dichiarazione serve anche per gli adempimenti
connessi con il rinnovo del permesso di soggiorno.
Ovviamente l’attestazione dei
compensi non va confusa con la
certificazione unica di redditi di
lavoro dipendente (il cosiddetto
Cud), in quanto il datore di lavoro
domestico non ha la qualifica di
sostituto di imposta e quindi non

Deduzioni: fino
a 1.549,37 euro
Detrazioni: fino
a 399 euro

trattiene in busta paga la ritenuta
d’acconto ai fini Irpef.
Un aggancio comunque con il fisco esiste. Ed è quello per cui il datore di lavoro può, stavolta per se stesso, fruire di due agevolazioni fiscali
legate al lavoro di colf e badante.
1 - La prima riguarda la deduzione dei contributi Inps dal proprio reddito imponibile. Si possono dedurre i contributi versati
nel corso del 2013 (e cioè, per chi
ha pagato entro i termini dettati
dalla legge, quarto trimestre
2012, primo, secondo e terzo trimestre 2013) nell’esatto importo
pagato all’Inps e comunque fino
al massimo di 1.549,37 euro. Attenzione: la deduzione riguarda
solo la quota a carico del datore
di lavoro e ciò anche se costui in
via bonaria ha versato l’intero
contributo Inps pagando anche
la quota a carico della colf. Il beneficio è riconosciuto a tutti,

senza alcuna limitazione.
2 – La seconda riguarda la detrazione del costo della badante
assunta per assistere una persona non autosufficiente. Il beneficio non viene dato a chi ha
un reddito familiare annuo superiore a 40 mila euro e in ogni
caso è stabilito nella misura del
19% calcolata su un massimo di
2.100 euro, risultando in tal modo pari a 399 euro.
Attenzione: la detrazione è
ammessa anche in favore del
contribuente che non è il datore di lavoro della badante, ma
che di fatto paga il salario in
quanto ha un rapporto familiare stretto con quest’ultimo: ad
esempio è un figlio, è un genitore, oppure è un coniuge, ecc.
Una persona, in presenza dei
requisiti sopra indicati, può
chiedere al fisco entrambe le
agevolazioni.

andare in pensione solo con
42 anni + 10 mesi di
contributi, quindi non a fine
2016 ma nel 2018. Mi può
spiegare qual è la differenza
tra le due situazioni?
D. A

La differenza è che lei è
lavoratore del comparto
pubblico mentre la legge
Fornero - che prevede la corsia
preferenziale per la pensione a
64 anni - è riservata solo ai
lavoratori dipendenti del
settore privato.

Mobilità
e pensione
1 Ho 23 anni di contributi

nella gestione artigiani e ho già la
pensione nella gestione separata
Inps in qualità di amministratore
di società. Da novembre 2013
sono in mobilità volontaria e
potrò avere la pensione a
dicembre 2014 con l’attesa
aggiuntiva di 3 mesi. Inps mi
comunica che l’indennità di
mobilità non mi verrà
corrisposta in quanto già titolare
di pensione. Io chiedo però i
contributi per il periodo di
mobilità (novembre 2013 –
dicembre 2014): allo sportello mi
hanno dato risposte contrastanti.
Vorrei una risposta certa.
R. B. - FRABOSA SOPRANA (CN)

Credo che lei non abbia
diritto all’accredito dei
contributi. Questa possibilità è
prevista nel caso in cui la
prestazione sia l’assegno
ordinario di invalidità, per il
quale si può optare in luogo
dell’indennità.

Collaboratrice
scolastica
1 Nata il 19 febbraio 1958

lavoro come collaboratrice
scolastica e a fine 2015 avrò 41
anni e 11 mesi di lavoro.
Quando potrò andare in
pensione?
L. A.

Con settembre 2015.
Hanno collaborato:
GIANLUIGI DE MARCHI
BRUNO BENELLI
SILVIO REZZONICO,
PRESIDENTE CONFAPPI

domande
e risposte
Laureato da sette mesi, in attesa di lavoro (chissà quando arriverà...), posso riscattare i quattro anni di studi
universitari. Mi conviene?
Lucio

Difficile prevedere il futuro. In linea di massima ritengo di sì, anche perché in questo momento a
pagare sarebbe papà e il costo
dell’operazione verrebbe stabilito
su redditi minimali.
Raggiungo, forse, i requisiti per la
pensione anticipata nel 2017. In caso
contrario chiedo quale sarà l’età minima chiesta per la pensione di vecchiaia per lavoro dipendente di uomini e donne?
Riccardo Luna

Al momento l’età minima è di 66 anni
+7 mesi. Stessa età per le donne del
pubblico impiego e un anno in meno
per quelle del settore privato.

.
SPECIALE LA STAMPA/PUBLIKOMPASS
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

25

Il caso

L’assicurazione
giusta si trova
a colpi di click

Un aiuto digitale per la casa

Se è vero che la fatica maggiore è ottenere il mutuo, anche la scelta della
polizza da abbinare al finanziamento
è un aspetto importante che può incidere non poco sulla rata da pagare
a fine mese. Come scegliere l’assicurazione giusta per il mutuo o per un
altro tipo di finanziamento? Per dare
una mano alle famiglie, gli operatori
di settore hanno predisposto guide
pratiche da consultare direttamente

online con informazioni utili e simulatori ad hoc. Su www.assicurareilmutuo.it, per esempio, si possono
trovare dati e consigli. Dalle indicazioni in tema di legislazione, ai suggerimenti da seguire quando si muovono i primi passi alla ricerca della
polizza, fino a un vero e proprio servizio per ottenere in pochi secondi
un preventivo. Dalla giovane coppia,
alla persona non più giovane, dal ma-

nager agli ordini professionali, passando per chi pratica sport o svolge
professioni a rischio, ciascuno può
trovare il proprio preventivo su misura, tra la tante offerte Afi Esca, che
prevedono la copertura di oltre 600
categorie di utenza. Altrettanto fa
MetLife sul suo sito web www.metlife.it con una guida gratuita per aiutare chi è in procinto di accendere un
mutuo a orientarsi nella scelta.

DOSSIER MUTUI
I numeri chiave

+20
per cento
I finanziamenti nei primi
tre mesi per l’acquisto
di abitazioni rispetto
al primo trimestre 2013

80
per cento
Il finanziamento che si
ottiene rispetto al costo
della casa. Nel pieno
della crisi era solo il 60%

20,4
per cento
I clienti che chiedono
la sostituzione o la surroga
Tale quota è raddoppiata
rispetto al 2013

Speciale

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

SANDRA RICCIO
l lungo inverno del credito pare alla fine. Dopo
anni di gelata, specie sul
fronte dei finanziamenti per la casa, le banche
stanno cambiando atteggiamento. Anche le famiglie, rimaste lontane dal mercato,
riprendono fiducia e tornano
allo sportello. Merito del calo
dello spread tra Btp e Bund,
merito di quel flebile ottimismo che sta ricomparendo e
della timida ripresa economica, sta di fatto che il settore
sta piano piano ripartendo.
Lo dimostrano i numeri contenuti nel Rapporto immobiliare, appena diffuso da
Agenzia delle Entrate e Abi. I
dati dicono che, in questi primi tre mesi del 2014, i nuovi
finanziamenti per l’acquisto
delle abitazioni hanno registrato un incremento superiore al 20% sullo stesso periodo del 2013. «Sul fronte dei
mutui per le abitazioni i segnali cominciano a essere positivi» è stato il commento del
direttore generale dell’Abi
Giovanni Sabatini.
Il cambio di passo si era visto già negli ultimi mesi dell’anno scorso con le banche
che erano tornate ad affacciarsi sul mercato e fare offerte più competitive per attirare clienti ma è solo in questa
prima parte dell’anno che c’è
stata la vera accelerata. Ad
arricchire le nuove offerte,
sono comparsi poi nuovi servizi che gli istituti hanno studiato per famiglie e giovani
coppie che progettano l’acquisto dell’immobile. Del resto la prima casa è l’obiettivo
principale di cerca un finanziamento. È questa la finalità

I

REPORTERS

Tornalavoglia
dicomprarecasa
di quasi tutti quelli che cercano
un mutuo. Secondo i dati nei
primi quattro mesi del 2014,
ben il 64,2% delle richieste di finanziamenti era rivolta all’abitazione principale mentre la
domanda per la seconda casa si
è fermata all’8,1% (Osservatorio MutuiOnline.it). E la quota
di capitale coperto dal muto sta

di nuovo salendo: oggi si arriva
all’80% mentre nel periodo della crisi più acuta era ferma al
60% per quei pochi che riuscivano a ottenere il prestito.
Si fa strada poi una nuova
tendenza. L’arrivo sul mercato
di prodotti più vantaggiosi e a
spread più basso ha convinto
molte famiglie a chiedere una

surroga del proprio prodotto,
rimasto fermo nel cassetto negli ultimi tre anni soprattutto
per mancanza di alternative
migliori. «Il risparmio non è di
poco conto – spiega Roberto
Anedda, Direttore Marketing
di MutuiOnline.it – Oggi si arriva a un taglio che è tra un punto
e un punto e mezzo di tasso».

Da gennaio ad aprile di quest’anno, la percentuale dei richiedenti di mutui per sostituzione e surroga è raddoppiata,
salendo al 20,4%. Nello stesso
periodo del 2013 le rottamazioni erano ferme al 10,4%. Anche
l’erogato per questa tipologia
di mutui vede una crescita di
quasi 4 punti percentuali rispetto allo stesso periodo, passando dal 5,1% del primo semestre 2013 al 8,8% di aprile 2014
(dati Osservatorio MutuiOnline.it). «Alcuni, e non sono pochi, passano addirittura dal
tasso fisso al variabile, scommettono sul fatto che i tassi
molto bassi di questo periodo
resteranno a questi livelli per
un bel po’ di tempo ancora», dice Anedda. E per l’esperto lo
spread potrebbe scendere ancora, con molte offerte delle
banche che a partire dall’estate
saranno sotto alla soglia del 2%.

26

SPECIALE LA STAMPA/PUBLIKOMPASS
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Credito al consumo

Avere soldi diventa un po’ più facile
Anche i prestiti provano a ripartire. Se il mercato dei mutui ha già ingranato la marcia, il credito al consumo rimane ancora indietro ma dà
comunque segnali di miglioramento. Nei primi tre mesi
di quest’anno, il settore ha
accusato un altro calo, è vero,
però questa volta è stato più
contenuto rispetto al passato
con la frenata che ha iniziato
a perdere velocità. Il trimestre si è chiuso, infatti, con un
-1% di erogazioni rispetto allo
stesso periodo dell’anno prima mentre nell’intero 2013 la
diminuzione era stata di un
ben più ampio 5% (dati Assofin). Certo quello dei finanziamenti per gli acquisti è un
mercato che non offre ancora un’inversione di tendenza
anche perché, essendo i consumi del Paese complessivamente ridotti, è ovvio che anche gli strumenti per il finanziamento di questi ne soffrano. Un marginale passo
avanti verso un cambio di
rotta inizia però a vedersi.
Intanto l’importo medio
del finanziamento richiesto
si aggira oggi intorno agli
11mila euro. Casa e auto sono
le finalità preferite dalle famiglie. La gran parte delle
richieste di prestiti è, infatti,
rivolta a questi due obiettivi.
Secondo l’ultima edizione
dell’Osservatorio di PrestitiOnline.it, la liquidità più richiesta dagli italiani nei mesi da gennaio ad aprile di
quest’anno è relativa alla ri-

11mila
euro
L’importo medio del
finanziamento richiesto
da parte delle famiglie
nei primi mesi
del 2014

21,8
per cento
La percentuale
di chi chiede
un finanziamento
per acquistare
un’auto

IMAGOECONOMICA

L’aiuto
si chiede
per la casa
e per l’auto

strutturazione della casa
(19,4%) e all’acquisto di un’auto usata (21,8%). La fotografia
combacia con le erogazioni effettivamente concesse. Vanno
quasi tutte verso la casa (29%
per ristrutturazioni e 14% per
mobilio e arredamento). L’altra quota rilevante riguarda
le auto (24% per un’auto nuova e 13% per l’usato).

Tra le forme di accesso al
credito c’è poi la formula della
cessione del quinto dello stipendio con i dipendenti del pubblico
in testa. Questa tipologia rappresenta oggi un quinto dei prestiti concessi in Italia. La cessione è offerta sia da banche come
Intesa, Bnl o Ibl Banca, tanto
per citarne alcune, o società
specializzate nel credito al con-

sumo come ad esempio Findomestic o Compass. Per fare un
esempio, Ibl Banca offre finanziamenti a dipendenti (e pensionati) che possono ottenere liquidità e restituire la somma erogata in 120 mesi con la rata trattenuta direttamente dallo stipendio (o dalla pensione).
A quanto ammonta la «trattenuta» mensile? Può arrivare

fino a 1/5 dell’importo totale
della busta paga. L’importo della cessione può aumentare, solo per i lavoratori dipendenti, e
arrivare fino ai 2/5 dello stipendio grazie al prestito delega, il
così detto «doppio quinto».
«La cessione è una forma di
finanziamento molto particolare, l’unica accessibile anche a
chi, ad esempio, ha subito dei
protesti – dichiara Lorenzo
Bacca, Responsabile della Business Unit prestiti di Facile.it –
Vanno però specificate alcune
cose. La prima è che, con la cessione del quinto, non viene valutata solo l’affidabilità del richiedente, ma anche quella dell’azienda che eroga lo stipendio.
Per questo motivo spesso è ritenuto più affidabile un ente statale. L’azienda privata, in fondo,
potrebbe sempre essere esposta a rischi di fallimento o di difficoltà del mercato».
Confrontando le cessioni del
quinto con i prestiti personali di
tipo diverso si vede come, proprio in virtù del particolare profilo dei richiedenti, sia l’entità
del finanziamento, sia la durata
del piano di restituzione siano
maggiori. A chiederli poi sono
sempre di più le donne, spesso
impiegate statali. In pratica, se
in una coppia il marito è dipendente privato e la moglie è dipendente statale, magari una
maestra, è preferibile sia lei a
richiedere la cessione del quinto perché il suo datore di lavoro,
vale a dire lo Stato, sarà considerato con maggiore favore
dalle finanziarie.

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le rate fino a 18 mesi o alleggerirle quando può servire.
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SPECIALE LA STAMPA/PUBLIKOMPASS
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

27

Finanziamenti per le abitazioni

Prestiti anche ai precari,
la svolta delle banche
Consigli per la mini-rata
Per le giovani coppie la ricerca di un mutuo per la prima
casa resta ancora difficoltosa. Alcune banche però si sono fatte avanti e propongono
soluzioni per chi ha meno di
35-40 anni. E ci sono sempre
più finanziamenti pensati anche per chi ha un lavoro a
tempo determinato. Il numero degli istituti che apre ai lavoratori con contratto a scadenza è, infatti, in crescita.
«La platea si è di recente allargata – racconta Roberto
Anedda, direttore marketing
di MutuiOnline –. Prima
c’erano soltanto i grandi
gruppi, ora si sono aggiunte
WeBannk, Ing Direct ed Extrabanca». Tutte realtà che
rendono dichiaratamente disponibile il loro prodotto a chi
ha un contratto determinato.
Un target di clientela – oltre
un milione e mezzo di persone - che tuttavia non è escluso
dalle altre banche, solo che
queste non hanno proposte
pubblicizzate su misura.
Tra le offerte dei big c’è
«Domus Offerta Superflash»
di Intesa Sanpaolo, dedicato
ai giovani dai 18 ai 35 anni anche se si tratta di lavoratori

I megatrend globali
MercatoincrescitaancheinAmerica
1 Per farsi un’idea del mer-

cato dei mutui e della sua evoluzione conviene non guardare
solo a quello che succede in Italia ma anche al di fuori dai suoi
confini, per cogliere i megatrend che poi influenzano anche noi. Dall’America, dove il
settore immobiliare ha dato il
via alla crisi finanziaria del
2008, arriva la notizia di una ulteriore ripresa del mercato:
nell’ultima settimana le richieste di mutui negli Stati Uniti sono cresciute del 3,6 per cento a

atipici. Non ci sono spese di incasso rata, istruttoria e di estinzione anticipata. C’è però un’assicurazione che assiste la giovane coppia, la «Polizza Lavoratori Atipici» di durata decennale
ma senza costi aggiuntivi per il
cliente. Sul mercato è arrivato
poi «Mutuo casa giovani coppie
2013» di Ubi Banca, specificatamente dedicato ai giovani fino a
39 anni con contratti lavorativi
atipici o a tempo determinato.

quota 363,4 punti. Secondo i
dati della Mortagage Bankers
Association, i rifinanziamenti
sono saliti del 6,8 per cento a
1.386,4 punti mentre i nuovi
contratti sono scesi dello 0,1
per cento a 185,1 punti. Intanto a Washington è arrivato il
primo via libera alla riforma del
mercato dei mutui, che prevede tra l’altro l’eliminazione di
Fannie Mae e Freddie Mac, i
due giganti del settore finiti
sotto il controllo del Ggoverno
durante la crisi post-2008.

Con questo prodotto Ubi Banca
intende sostenere i progetti di
autonomia e indipendenza dei
più giovani in uno scenario economicamente difficile per i tanti che lavorano con contratti a
termine. Anche «Mutuo OnOff» di Monte dei Paschi di Siena va in questa direzione.
Per i giovani, nuove offerte
sono arrivate poi insieme al
Plafond Casa, la convenzione
da 2 miliardi di euro stipulata

Un sogno
da realizzare
L’acquisto
della casa
è l’obiettivo
di quasi tutte
le famiglie
italiane
ma la crisi
ha complicato
le cose. Adesso
i soldi
ricominciano
a girare un po’

tra Cassa Depositi e Prestiti e
l’Abi per favorire le famiglie e le
giovani coppie. Tra chi è in pista con questa formula c’è Banca Sella con il suo «Mutuo Plafond Casa». Questa offerta è
adatta per chi vuole sottoscrivere un mutuo di acquisto prima casa conveniente oppure
per coloro che vogliono effettuare degli interventi di riqualificazione energetica su un immobile. L’importante è che i

clienti scelgano sempre l’offerta di mutuo con attenzione e valutando bene tutti i dettagli del
contratto. Da non sottovalutare
sono le spese di erogazione e gestione del mutuo, comprese le
spese di perizia dell’immobile.
È guardando anche a queste voci che si riesce a tenere la rata
bassa. La strada per il mutuo
delle famiglie passa infatti anche per le tante spese e per i costi di vario genere che in taluni

casi possono nascondere brutte insidie e far lievitare il conto
finale. Oggi più che mai. Succede infatti che alcune spese iniziali (come perizia e istruttoria)
che fino a qualche anno fa pesavano per poche centinaia di euro adesso si paghino molto di
più. Per un tenere sotto controllo i costi c’è il Taeg. È a questo
indicatore che bisogna sempre
guardare per la scelta del prestito per la casa.

Le offerte sul mercato

Banco Popolare
lancia MutuoYou

Con Flessibile di Ubi Banca
puoi metterti in stand by

Legato all’Euribor (che è atteso stabile)

Soluzioni per aiutare chi è in difficoltà

Tra gli istituti che per primi
sono tornati sul mercato dei
mutui c’è Banco Popolare.
Con il suo MutuoYou ha anticipato le mosse della concorrenza con condizioni particolarmente competitive. MutuoYou a tasso variabile offre
uno spread che è del 2,5% (a
cui va sommato poi il valore
dell’Euribor a 3 mesi che oggi
è vicino allo zero). A queste
condizioni il tasso d’interesse “finito” è particolarmente
conveniente ma c’è l’incognita dell’Euribor a cui guardare. Se questo saggio dovesse
salire anche la rata del mutuo diventerà più saltata. Gli
esperti, va detto, non prevedono rialzi nell’immediato
per l’Euribor e, anzi, si dicono convinti che i tassi di riferimento resteranno stabilmente bassi ancora a lungo.
Chi non si fida dei mutui
variabili e teme un rialzo del
costo del denaro, può invece
indirizzarsi su MutuoYou a
tasso fisso. In questo caso la
proposta di tasso è stabile al
4,75% per tutta la durata del
periodo. Un costo un po’ più
alto rispetto a quel che propone il variabile ma con la sicurezza di non veder crescere la rata nei prossimi anni.

25 anni
La possibilità
di scadenzare
le rate su
un periodo
fino a
un quarto
di secolo
riduce molto
l’impegno
finanziario
mensile

REPORTERS

E’ in pratica la soluzione per
mettersi al riparo dalla variabilità dei tassi di mercato e conoscere fin dall’inizio l’impegno finanziario complessivo.
«Il settore dei mutui alle famiglie, così come tutto l’ambito
dei finanziamenti, rappresenta
il “core business” dell’attività
del nostro Gruppo che ha
l’obiettivo primario di sostenere i territori in cui si trova ad
operare» dice Andrea Lavezzi,
Responsabile Prodotti di Finanziamento Privati Banco Popolare. «Pertanto, non appena
le condizioni di mercato hanno
reso possibile una ripresa importante in termini di nuove

erogazioni, il Banco Popolare ha
prontamente risposto, affiancando alla gamma prodotti già
in essere la proposta di offerte
promozionali particolarmente
convenienti». Le due nuove proposte di MutuoYou (nella versione a tasso variabile e a tasso
fisso) sono destinate al finanziamento della prima o della seconda casa fino all’80% del valore dell’immobile, per una durata che va dai 10 ai 25 anni. Le famiglie hanno subito scoperto
questa nuova proposta tant’è
che i volumi erogati dalla banca
nei primi mesi del 2014 sono saliti di circa il 30% rispetto allo
stesso periodo del 2013.

Il mutuo rinasce con nuove
offerte e diventa più ricco
con servizi che sono studiati
per le famiglie. La crisi ha
portato a ripensare questo tipo di finanziamento e le banche stanno aggiungendo via
via nuovi tasselli alla formula
iniziale. Ubi Banca per esempio ha da poco lanciato Mutuo Flessibile che va oltre la
tradizionale proposta puntando su flessibilità e rapidità. E’ intorno a queste due
extra-caratteristiche che è
stato creato il nuovo finanziamento. Il primo aspetto, la
flessibilità, è pensato per offrire maggior serenità a chi
accende il prestito. Mutuo
Flessibile di Ubi Banca dà,
infatti, diritto a “mettere in
pausa” la rata in caso di necessità, fino a due volte per
un periodo di 18 mesi per ciascuno dei due break. Un vantaggio che permette di dormire sonni tranquilli soprattutto in questo momento di
grandi incertezze. Inoltre è
anche prevista la possibilità
di chiedere un abbassamento della rata che quindi andrà
ricalcolata su un allungamento della durata dell’intero piano di ammortamento.
Il nuovo Mutuo Flessibile

In pausa
Possibile
sospendere
le rate
quando
si perde
il lavoro
ma anche
per eventi
lieti, come
la nascita
di un figlio

REPORTERS

(per acquisto, costruzione e ristrutturazione) è stato studiato
appositamente per rispondere
alla richiesta del consumatore
di avere una soluzione altamente flessibile e personalizzabile, che gli consenta allo stesso
tempo di far fronte all’incertezza e al rischio che determinati
eventi straordinari possano
condizionare il corso della vita
e la capacità di spesa di una famiglia. Quando può scattare la
sospensione? La richiesta si
può fare in caso di eventi negativi come la perdita del lavoro
ma nell’elenco delle possibilità
sono inclusi anche eventi positivi come la nascita di un figlio.

Anche queste possono scombinare i piani di una famiglia.
La seconda caratteristica di
questo prodotto appena arrivato sul mercato, la rapidità, riguarda invece la fase iniziale
della vita del prestito ed è pensata per chi non ha tempo da
perdere perché garantisce un
primo riscontro sulla “fattibilità di massima” entro le 24 ore
successive sia che la richiesta
avvenga in filiale, sul canale
online (ubibanca.com), sia tramite numero verde 800500200
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LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 LA STAMPA 28

Lettere e Commenti .29

LA STAMPA

.

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

È DIFFICILE
ANCHE PAGARE
LE TASSE
PAOLO BARONI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

così, da giorni, il Paese delle
Milleproroghe dopo aver scoperto il caos-Tasi discute e si
divide sull’ipotesi del rinvio dei
pagamenti. Mancano tre settimane alla scadenza della Tasi, sugli italiani incombono di qui a luglio quasi 80 differenti impegni di pagamento e non si riesce a far chiarezza. In un primo momento
il ministero del Tesoro ha infatti escluso
qualsiasi ipotesi di rinvio della prima rata. Ieri invece il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio, il braccio destro di Renzi, ha detto che ci si sta ragionando, ma che nel frattempo è meglio che
tutte le amministrazioni ritardatarie decidano le loro aliquote. Piero Fassino, presidente dell’Associazione dei Comuni, invece ha proposto una mediazione, un
doppio regime: nei Comuni dove le ali-

E

La grande
bruttezza
Pane al pane
LORENZO
MONDO

on basta scandalizzarsi per
le auto blu di politici e burocrati sottoposte a un simbolico sfoltimento. Che dimostra quanto sia difficile in
questo (si fa per dire) benedetto paese
intaccare i privilegi di politici e burocrati. C’è una storia che, prima di lasciare
l’amaro in bocca, ti costringe a lottare
con l’incredulità. Mi riferisco a ciò che
sta accadendo nella romana Villa Spada.
E’ un palazzo secentesco che ospita
la collezione d’arte di un cardinalemecenate, ma che attrae i turisti di palato fine specialmente per un prodigio

N

quote sono state già decise si paga il 16
giugno, in tutti gli altri si pagherà il 16 settembre. E il governo cosa risponde? Non
sa assolutamente cosa fare, potrebbe accogliere il lodo Fassino oppure, per semplificare un poco la vita a tutti, potrebbe
anche disporre un rinvio generalizzato
per tutti i Comuni a settembre. Scelta
certamente popolare quest’ultima, soprattutto in tempo di elezioni, a patto però di reperire i 4 miliardi che nel frattempo andrebbero anticipati alle amministrazioni locali.
Ecco spiegato il balletto di questi giorni, che non fa altro (ancora una volta)
che aumentare lo stress nei contribuenti. Perché è chiaro che a loro, in fondo,
non ci pensa mai nessuno. Le tasse sulla
casa poi, da quando i partiti hanno deciso di cancellare tutta l’Imu, sono diventate argomento di vero e proprio scontro
ideologico, oltre che un motivo di ulteriore forte frizione tra Comuni e Stato
centrale. Forse, si può dire, oggi col gial-

lo-Tasi paghiamo il peccato originale di
aver cancellato in maniera affannosa
questa tassa. Cancellata a rate ed in maniera affannosa, basti pensare al pastrocchio del decreto Imu-Bankitalia.
Quindi è partita la tarantella della nuova
tassa. Come la chiamiamo? Come la calcoliamo? Sarà più o meno pesante dell’Imu? Via Tarsu e Tares spunta la Tari,
poi la Trise, quindi la Tuc e infine la già
odiata Tasi. Un’inutile girandola di nomi
che ha creato confusione nei contribuenti e pure negli amministratori. Al punto
che lo stesso presidente del Consiglio
Matteo Renzi, tempo fa, aveva confessato di non averci capito nulla. Ma se non ci
capisce niente uno che sino all’altro ieri
ha fatto il sindaco, chi può venirne fuori?
Vedremo se questa settimana porterà
consiglio e soprattutto se il governo,
quando parla di riforma del fisco e semplificazione, ha un progetto in mente oppure cerca solo di prendere tempo.

barocco, la galleria prospettica di Francesco Borromini (l’abbiamo intravista
nella Grande bellezza di Sorrentino): un
«passaggio» che, grazie a una serie di artifici, sembra protendersi ben al di là dei
suoi nove metri, lasciando stupefatto il
visitatore. Certo meno interessato al fatto che Villa Spada sia la sede dell’altrimenti degno Consiglio di Stato.
Bene, nell’adiacente giardino secentesco si è aperto un cantiere. Alla buonora,
direte voi, qualcosa si muove nel campo
del restauro o riassetto dei monumenti.
Macché, si sta apprestando un banale
parcheggio sotterraneo. Non per risolvere impellenti problemi di circolazione,
perché il manufatto dovrebbe essere adibito al riparo di appena 20-25 auto. Si
obietta che il sito tornerà come prima,
ma neanche lo sbrigliato illusionismo barocco riuscirebbe a occultare le inevitabili rampe di accesso al parcheggio e le
connesse griglie di aerazione. Un giardino storico sarà in realtà manomesso e
stravolto per la comodità di giudici e funzionari. Com’è possibile che la Soprintendenza ai Beni culturali abbia dato il

permesso? Abbia consentito che venga
compromesso un bene comune a beneficio di pochi? Ad aggravare la situazione
è il costo della dissennata impresa, che
ammonterebbe a tre milioni di euro: dividete per 25 e vi rendete conto di quanto viene a costare uno di quei posti macchina. Se proprio gli interessati non potessero avvicinarsi al palazzo pedibus
calcantibus, sarebbe più vantaggioso pagargli il taxi per un numero indefinito di
anni. Al danno storico-ambientale va
sommato dunque lo spreco di denaro
pubblico. Due argomenti che si trovano
al centro del dibattito sulle necessarie riforme, sul cambiamento di una mentalità e di un costume. Poche sono state finora le voci che si sono levate a segnalare il
caso. E, che si sappia, dalle competenti
autorità non si sono avute risposte convincenti. Il ministro Franceschini, che si
mostra sollecito dello stato deplorevole
dei beni culturali, non ha niente da dire?
Sarebbe bello che si provvedesse a riempire sollecitamente quello scavo. Darebbe fiducia a noi e darebbe pace all’ombra
sdegnosa di Borromini.

Editrice La Stampa
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LA STAMPA

Aspettando le lucciole
MARCO
BELPOLITI

Minima

e lucciole ancora non ci sono. Per quanto siamo già a maggio inoltrato, non ha fatto abbastanza caldo. Pasolini ne aveva decretato la
fine nel 1975, ma negli ultimi anni sono tornate, sebbene non più in gran numero come nel
passato. Come aveva intuito il poeta, che ne aveva fatto
il simbolo vivente della «mutazione antropologica» della società italiana, l’inquinamento ne ha limitato la riproduzione. Nei primi Anni Sessanta in maggio e giugno ce n’erano a migliaia la notte tra l’erba fresca e lungo i fossati. Probabilmente sono stati gli Anni Ottanta il
punto più basso della loro diffusione, ma già qualche
anno dopo la famosa denuncia del poeta friulano questi
insetti erano ricomparsi. Lo
ricordava Leonardo Sciascia
all’inizio del suo L’affaire Moro, nel 1979. E dopo cos’è successo? Poche lucciole e per pochi giorni in estate. Ne ha parlato non tanto tempo fa uno
scrittore e saggista francese
Georges Didi-Huberman polemizzando con Pasolini in Come le lucciole (Bollati Boringhieri). Cosa ne pensano gli
studiosi degli insetti, gli entomologi? In un testo apparso su un quotidiano proprio all’inizio degli Anni Ottanta, Danilo Mainardi racconta la presenza delle lucciole
nei prati e aggiunge un dettaglio riguardo il loro messaggio luminoso. I maschi, spiega, volano in alto emettendo un messaggio luminoso; le femmine attendono a
terra, e quando il maschio le vede, scende e s’accoppia.
Gli entomologi avevano trovato il modo di riprodurre
con una piccola pila quel messaggio luminoso, al fine di
catturare le femmine e studiarle. Poi avevano scoperto
che le loro torce elettriche producevano il messaggio
per le lucciole del genere Photinus, e invece rispondevano le femmine Photurius. Un fatto strano, dato che si
trattava di due linguaggi diversi. Queste femmine poliglotte lo facevano per trarre in inganno i maschi della
specie diversa: i maschi Photinus attratti dal seducente
lampeggio calavano, così le femmine Photurius li catturavano e divoravano. Pasolini probabilmente lo ignorava, come la maggior parte di noi, dato che non siamo
entomologi. Certo il mondo animale, in particolare
quello degli insetti, visto da vicino è molto meno idilliaco di come appare a poeti e filosofi. Ora aspetto l’arrivo
delle lucciole tra i campi, anche se non so bene di quale
specie si tratta: saranno le lucciole divoratrici o quelle
propense all’accoppiamento? Poveri maschi. Spero solo che faccia presto caldo.

L

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30

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Crolla il parco archeologico di Kaulon
Crollano muri e altari, e il cedimento del parco
archeologico dell’antica Kaulon, a Monasterace Marina
(Reggio Calabria), sembra sempre di più inarrestabile.
A denunciarlo è l’archeologo Francesco Cuteri che ieri
mattina ha effettuato un sopralluogo nell’area riscontrando
«danni gravissimi e un quadro ormai desolante». Il parco
archeologico è stato colpito nei mesi scorsi da violente
mareggiate e da allora si succedono frane ovunque.

CULTURA
SPETTACOLI

ANTHONY BARNES ATKINSON
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

O

ssia, di «mettere l’uomo al riparo dal bisogno assicurando sempre a ogni cittadino
che voglia servire secondo le proprie energie un reddito
sufficiente per far fronte alle sue
responsabilità». A parte i toni un
tantino maschi, questa affermazione della nostra aspirazione a garantire un reddito minimo nazionale
appare importante ai nostri giorni
come lo era allora.
Oggi, il problema della povertà è
urgente allo stesso modo. Nel 1969,
il tasso di povertà nel Regno Unito
era, secondo gli standard attuali
dell’Unione Europea (la quota di
persone che vivono con un reddito
inferiore al 60% del reddito disponibile mediano equivalente), del
14%. Nel 2011, è stata registrata al
16%. Eppure, la risposta della politica sembra camminare all’indietro. Nel marzo del 2014, il parlamento britannico ha approvato a
larga maggioranza un tetto ai sussidi della previdenza sociale. Il cosiddetto Welfare cap stabilisce un
limite, suscettibile di adeguamenti
solo in rapporto all’inflazione, alla
spesa complessiva di tutte le prestazioni previdenziali (a parte le
pensioni statali di base e certi sussidi di disoccupazione) per gli anni
dal 2015-16 al 2018-2019. Questo è
un provvedimento che va ad aggiungersi alla precedente legge,
approvata nel 2012 dal governo di
coalizione britannico, per limitare
l’ammontare dei sussidi che possono essere percepiti settimanalmente da una singola famiglia. Il
tetto alla spesa per il Welfare viene
così messo in due modi.
LA NUOVA IDEA

Un sussidio condizionato
non alla cittadinanza, ma alla
partecipazione alla società
La cosa sconcertante, per me, è
che i tetti ai costi globali del Welfare sono stati approvati in Inghilterra avendo scarsa o nessuna
considerazione delle conseguenze
per gli obiettivi propri che la spesa
previdenziale vuole raggiungere.
Vuol dire questo che il Regno Unito ha voltato le spalle all’obiettivo
di Beveridge di garantire un reddito minimo nazionale? Vuol dire che
a una persona che non è in grado di
lavorare – ad esempio per un incidente – dovremo dire che non ci sono più soldi nel bilancio del ministero del Lavoro e delle Pensioni?
Che i sussidi per l’infanzia dovranno essere tagliati per le ristrettezze di bilancio imposte da altri programmi? [...]
Delle nuove forme di previdenza
sociale, la più discussa è forse
l’idea di un «reddito di cittadinanza» o «reddito di base», che prevede un sussidio universale da pagarsi individualmente a tutti i cittadini, variabile da uno dei paesi membri all’altro a seconda delle loro
specifiche circostanze. L’entità
della somma potrebbe essere legata ad alcuni parametri determinati
da caratteristiche personali, come
l’età, ma non sarebbe legata al fatto di essere o no occupati.
Il reddito di cittadinanza è una
vecchia idea, che però non è stata
adottata come parte della protezione sociale europea. A livello nazionale, è stato in genere molto discusso in tempi di ricostruzione,
come dopo la Seconda guerra
mondiale, e in questo senso potrebbe essere naturale per l’Ue riprenderla come elemento di un più
grande «balzo in avanti» del dopo

TOBY MELVILLE/REUTERS

Una manifestazione della campagna contro la povertà infantile,
a Londra nel 2008. Nel 1969 il tasso di povertà nel Regno Unito
era del 14 per cento. Nel 2011 era salita al 16 per cento

Abolire la povertà
un dovere
per l’Europa di domani
Il grande economista inglese Anthony Atkinson
rilancia il progetto di un reddito-base per tutti

Sulla webzine «Eutopia»
Anthony Atkinson, 70 anni, è uno
dei maggiori economisti mondiali,
docente alla London School of
Economics. L’articolo di cui qui
anticipiamo un ampio stralcio sarà
da domani online nel nuovo numero
tematico di Eutopia, la webzine di
Laterza, dedicato al tema «Welfare:
Why we need a social Europe?»
(www.eutopiamagazine.com).
Intervengono alcuni tra i maggiori
esperti europei, tra i quali
Enrico Giovannini, Maurizio
Ferrera, Chiara Saraceno,
Colin Crouch, Stephan Lessenich,
Willem Adema, Eiko Thielemann

recessione. Essa tuttavia solleva la
questione del fondamento della idoneità. Il reddito di base viene spesso
presentato come «incondizionato»,
ma deve comunque esserci una condizione qualificante. Questa viene di
solito individuata nella cittadinanza, ma la cittadinanza non è la stessa
cosa che la base per la tassazione e
evidentemente non è la base giusta
nel contesto della Ue. Il criterio della cittadinanza significherebbe che
un lavoratore svedese in Francia riceverebbe il reddito di base svedese,
non il reddito di base francese, il che
non sarebbe coerente con la libertà
di movimento della manodopera.
La razionalità di un reddito di base
che varia da paese a paese dovrebbe
essere nel fatto che il reddito di base
vari in relazione al costo della partecipazione a una società particolare. Un
approccio alternativo perciò è di rendere il reddito di base condizionato,
ma non alla cittadinanza, bensì alla
partecipazione nella società. [...]
Proponendo un simile «reddito di
partecipazione», piuttosto che un

universale reddito di base, sono ben
consapevole che esso presta il fianco
a due obiezioni: che il suo essere
condizionato rischia di escludere
persone vulnerabili, e che comporta
un notevole impegno amministrativo. Ma il reddito universale è una
chimera. Tutti i progetti attuali prevedono una condizione di idoneità e
quindi il rischio di esclusione. La cittadinanza sarebbe di tutta evidenza
un criterio altamente discriminatorio, e probabilmente contrario alle
leggi europee. Le regole esistenti
per stabilire l’idoneità a ricevere
sussidi si sono rivelate politicamente tossiche, e parecchie difficoltà nascono quando si tratta di applicare
le regole a persone che vivono in un
paese ma che non vi hanno domicilio
per motivi fiscali. Tutti questi elementi evidenziano la necessità di un
accordo esplicito sulla nozione di
partecipazione a una particolare società. Una volta stabilito un accordo
del genere, l’applicazione delle regole richiederebbe naturalmente un
apparato amministrativo. Per esem-

&

pio, la qualificazione di attività non
di mercato richiede una certificazione. Ma il sistema esistente di assicurazione sociale richiede un analogo
apparato se dev’essere adeguato al
XXI secolo, per cui il tema dovrà essere comunque affrontato.
Lanciare un’iniziativa europea
per un reddito di partecipazione sarebbe una mossa politica ardita.
Proporre un’iniziativa del genere
può apparire come una sfida ai decenni di incapacità dell’Ue di fare
progressi nell’armonizzazione della
previdenza sociale. Ma ci sono due
ragioni di ottimismo. La prima è che
essa offre una soluzione a problemi
con cui i governi nazionali stanno
oggi combattendo – esattamente come le prime istituzioni europee offrirono una soluzione a problemi nazionali di ristrutturazione economica. La seconda è che il reddito di
partecipazione è – salvo un’eccezione – una forma nuova di previdenza
sociale. Non ci sarebbe il problema
di imporre un modello nazionale a
tutti gli Stati membri. Non sarebbe
un’assicurazione sociale alla Bismarck o alla Beveridge. Sarebbe
una strada del XXI secolo verso
un’Europa sociale.
C’è un’eccezione all’affermazione
che un reddito di base non è ancora
entrato nella protezione sociale europea: l’erogazione di un sussidio
universale alle famiglie per tutti i figli, magari variabile per età, può essere vista come una forma specifica
di reddito di base. Erogazioni del genere sono comuni nei paesi Ue. Se la
Ue vuole incamminarsi lungo la strada del reddito universale, il punto di
partenza naturale è di cominciare
con un reddito di base europeo per i
bambini. Una decina d’anni fa, il
Gruppo ad Alto Livello sul futuro della politica sociale in un’Unione EuroIL PRIMO PASSO

Un reddito ai bambini Ue, fissato
al 10% del reddito medio pro capite
in ciascuno degli Stati membri
pea allargata fece una proposta simile, come elemento di un possibile
«patto intergenerazionale». In termini concreti, ciò può significare un
reddito di base in tutta la Ue per bambini, fissato, diciamo, al 10% del reddito mediano pro capite in ciascuno degli Stati membri per ogni bambino.
Sarebbe amministrato e finanziato,
con clausole di sussidiarietà, da ciascuno degli Stati membri. Un programma del genere – rifinito nei dettagli – permetterebbe all’Europa di investire sul suo futuro.
Quarantacinque anni fa, proponevo
riforme al sistema di previdenza sociale britannico che miravano a realizzare l’obiettivo di Beveridge di abolire
la povertà. All’epoca credevo che il
suo Piano di assicurazione sociale, portato pienamente a compimento, fosse
il percorso giusto da seguire. Non è accaduto, e oggi, purtroppo, il problema
della povertà rimane – in Inghilterra e
in tutta l’Unione Europea. Quali risposte possiamo dare alla ricerca di riformare il Welfare State europeo oggi?
- La prima priorità è di ri-affermare
l’aspirazione a offrire previdenza sociale per tutti;
- Partire da un tetto alla spesa per il
Welfare è il modo più sbagliato; abbiamo invece bisogno di partire da obiettivi sociali;
- Il Welfare State deve adattarsi ai
radicali cambiamenti del mercato del
lavoro e della società;
- Ciò significa ripensare tutto a fondo, e da parte mia propongo un «reddito di partecipazione» e un reddito di
base in tutta l’Unione Europea per i
bambini.
Sto di nuovo sognando?
[Traduzione di Michele Sampaolo]
© Eutopia

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

PERSONALI

FOTOGRAFIA

Arturo Martini a Brescia

Davide Monteleone a Milano

Da giovedì alla Galleria dell’Incisione di Brescia
saranno esposte una ventina di opere di piccolo
e medio formato di Arturo Martini

Si inaugura venerdì alle 19 allo Studio Museo
Francesco Messina di Milano la mostra «Spasibo»
del fotografo Davide Monteleone

Tra le opere
di Frida Kahlo
in mostra a Roma:
qui a fianco
Autoritratto
con treccia,
olio su masonite, 1941;
a sinistra Autoritratto
con collana
di spille e colibrì,
olio su lamina
metallica, 1940
in basso Autoritratto
con vestito
di velluto,
olio su tela, 1926;
sotto il titolo
Autoritratto come
Tehuana
(o Diego nei miei
pensieri)
olio su masonite, 1943

ROMA

inizio è sontuoso: l’Autoritratto come Tehuana o Diego nei
miei pensieri, in
cui Frida Kahlo si ritrae con
una corona di fiori sulla testa e un vestito bianco ricamato: letteralmente sulla
fronte, quasi una presenza
fisica talmente i pensieri
per lui sono ingombranti, un
piccolo cameo di Diego Rivera, suo marito per due volte, il suo doppio.
Comincia con un capolavoro la retrospettiva alle Scuderie del Quirinale dedicata
ad una delle artiste più amate
di sempre, un’icona, un fenomeno di costume e può essere, questa, una buona occasione per tornare indietro e
provare a capire le ragioni di
tanto successo. Nel 1943,
quando dipinge quel quadro
è già successo molto, alla sua
vita e alla sua pittura. Ha 36
anni, conosce Diego Rivera
da venti, da quando lei era
ancora una studentessa e lui

L’

già un mostro sacro, specializzato in sconfinate pitture
murali capaci di raccontare
le gesta popolari in vista di un
futuro differente. Si incontreranno un’altra volta, in
una delle molte serate organizzate dalla fotografa Tina
Modotti, le più disinibite e divertenti di Città del Messico.
Frida Kahlo ha già avuto il
terribile incidente che la segnerà per sempre: è già passata attraverso i dolori fisici e
la depressione, le operazioni
chirurgiche e le lunghe convalescenze a letto. Ma adesso
ha ben chiara la sua ragione
di vita, la pittura. Dipinge notoriamente a letto grazie ad
uno specchio, il suo viso e i
suoi mutamenti diventano
necessariamente il suo universo e alla radice di tanta ossessività per un genere pittorico specifico c’è, anche questa volta, una ragione pratica, almeno all’inizio.
Tra le 167 opere di questa
mostra curata da Helga Prignitz-Poda, c’è anche un autoritratto che racconta Frida
nel 1926: lo sfondo è blu scuro, il mare di notte, lei è come
sempre elegante, con un vestito di velluto, ma non si è
ancora trasformata in quella
divinità messicana che conosciamo, per desiderio di Diego e soprattutto per la sua vo-

Milano

I moduli
di Cecchini
s’ispirano
alla natura
FIORELLA M INERVINO
MILANO

31

ARTE

ELENA DEL DRAGO

La pittura riuscì
a farla convivere
con grandi sofferenze
fisiche e morali

.

Kahlo, crudeltà e umorismo
in una donna appassionata
Alle Scuderie del Quirinale gli autoritratti, quasi ex voto,
dell’artista messicana diventata icona della condizione femminile
lontà di esaudirlo. Nel 1929 infatti si sposano e Frida Kahlo
lascia che sia Rivera con la sua
fama, il suo carisma e le continue commissioni a dettare il
ritmo della loro vita. Per una
personale di Rivera a New
York e una committenza di
Henry Ford partono insieme
per gli Stati Uniti ed ecco che
Frida dipinge se stessa in viaggio, sospesa tra il suo Messico
e un paese che le sembrò sempre troppo grigio, inospitale.
È vestita con un abito lungo
rosa al certo della tela, in mano
ha una piccola bandiera del
Messico, a destra le industrie, i
loro fumi e il cielo grigio, a sinistra il sole e i templi aztechi. Il
quadro è quasi un diario visivo,
un’espressione intima del proprio stato d’animo come poi sarà negli anni successivi, quando con la stessa franchezza,
Frida dipingerà il proprio dolore e la propria passione, politica o amorosa.
Sono quadri di piccole di-

mensioni i suoi, degli ex-voto
personalissimi, in cui esprime
con un’originalità disinteressata alle mode e agli stili, soprattutto la propria emotività.
Per questa capacità di rivelare
ansie, tormenti e tentativi di
orgoglio, ognuno dei quadri

esposti, soprattutto
quelli che la vedono
protagonista, sono divenuti lo specchio di
sentimenti simili, condivisi e universali: per
questo la loro autrice
è oggi tra gli artisti
più amati di sempre.
Lo dice Andrè Breton con la solita lucidità in una frase in catalogo: «Non manca
neppure in quest’arte
una goccia di crudeltà
e di umorismo, la sola
in grado di legare le
eccezionali forze affettive che formano il
filtro del quale il Messico conosce il segreto...». Fu il grande capo del
surrealismo a volerla in mostra a Parigi nel 1939. Poi le
esposizioni si moltiplicano,
Frida lontana da Diego che ha
lasciato per l’ennesimo tradimento, conosce il suo momento di gloria e altri amori, cele-

embrano davvero respirare le candide pareti della Fondazione
Pomodoro che accolgono i rilievi pulsanti
ideati da Loris Cecchini, fra le
voci più significative nel panorama italiano specie nella prima decade del secolo, ora vincitore del Premio Arnaldo Pomodoro per la scultura.
Vive e lavora a Berlino oggi
il milanese Cecchini proseguendo le ricerche scandite
sui binari di natura, scienza,
architettura con l’aiuto di tecnologie avanzate. Wallwave Vibrations si intitolano quei cer-

chi concentrici ondivaghi, in
vetro resina, mimetizzati sotto
il biancore dell’intonaco, che
simulano una superficie liquida quasi in simbiosi organica
fra scultura e parete. È l’artista stesso a spiegare che le «vibrazioni» scaturiscono da studi scientifici sul comportamento delle onde sonore, elaborati attraverso diversi software fino a dare vita a forme
tridimensionali nello spazio.
In occasione della mostra,
curata da Marco Meneguzzo,
Loris Cecchini ha realizzato
appositamente un’opera dal
titolo Waterbones, centinaia di

minuscoli moduli d’acciaio
(definiti «ossa d’acqua», «ossa
liquide» a indicarne leggerezza e libertà morfologica), affiorano, si moltiplicano come
una metafora biologica: cellule che si aprono liberando,
molecole in dialogo con lo spazio, e si sviluppano in modo
autonomo. Frattali che creano forme fluide. A vederli si
presentano come sculture minimal, dalla levità e trasparenza inconsuete, come dall’indubbia suggestione: l’impressione è che potrebbero
espandersi all’infinito.
Cecchini tiene a precisare

S

bri e meno celebri. Questo non
le impedisce di ritrarsi ancora
dolente in un quadro che è,
probabilmente, il più significativo in mostra.
Nell’Autoritratto con collana
di spine e colibrì, il suo viso occupa gran parte della superficie ed è al centro, circondato
da una natura lussureggiante e
calda, una scimmia e un gatto
nero. La sua corona di spine è
una collana che la fa sanguinare, come pendente ha un colibrì. Anche nel momento della
sua affermazione, alleggerita
dalle pastoie del suo rapporto
con Rivera, vicina ad un fotografo che l’amo moltissimo per
un decennio, Nickolas Muray,
Frida continuava ad espiare
qualche strano peccato originale, la sua malattia, l’impossibilità di diventare madre. Vedersi riconosciuta da critiche
positive e mostre non bastano
a farle dimenticare il dolore
della vita privata.
Proprio Muray la ritrae in

fotografie di straordinaria bellezza, che arricchiscono la seconda parte della mostra, dove
si indulge anche in oggetti e
memorabilia che contribuiscono a tenere vivo il culto di Frida, come il busto che fu costretta a portare.
In una di queste foto, la più
celebre forse, Frida è serena,
seduta su una panchina bianca, su uno sfondo verde smeraldo a fiori, come la sua gonna,
fiori anche sui capelli e lo
sguardo dritto davanti a se, cosciente forse di non essere poi
così sola nella sua diversità.
«Ero solita pensare di essere la
persona più strana del mondo scrisse infatti - ma poi ho detto,
ci sono così tante persone nel
mondo, ci dev’essere qualcuna
proprio come me, che si sente
bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io».
FRIDA KAHLO
ROMA SCUDERIE DEL QUIRINALE
VIA XXIV MAGGIO 16
FINO AL 31 AGOSTO

che per i suoi lavori comincia
dall’osservazione della natura
attraverso immagini al microscopio: ora la nervatura d’una
foglia, oro lo sviluppo di un corallo. Seguono poi i diagrammi
e le esplorazioni tecnologiche.
La prossima installazione, un
intrecciarsi di nuvole, composta di 10 mila moduli ed estesa
per 25 metri, vedrà la luce in
un luogo pubblico al centro di
Marsiglia, con inaugurazione
ufficiale il 23 maggio.
LORIS CECCHINI
MODULO E MODELLO
MILANO FOND. ARNALDO POMODORO
FINO AL 27 GIUGNO

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Articoli e fotogallery
lastampa.it

Intervista

FULVIA CAPRARA
INVIATA A CANNES

ella campagna
difficile di Gelsomina e delle sue
sorelle, in mezzo
ad api operose e
pericolose, sotto un cielo
spesso plumbeo e in una casa
che non conosce comodità,
l’immagine di Milly Catena,
morbida fata dai lunghi capelli candidi, annuncia l’avvio di
una rivoluzione familiare. Il
desiderio di partecipare al
suo programma, «Il paese delle Meraviglie», una specie di
«Campanile sera» modernizzato dove vince la fattoria più
tipica, diventa l’idea fissa della protagonista, 12 anni (Maria Alexandra Lungu), figlia
prediletta di Wolfgang (Sam
Louwyck) che in lei ripone la
speranza di preservare il valore della vita sana. Apparizione fugace, ma cruciale, Milly
Catena è la chiave di volta delle Meraviglie, unico titolo ita-

N

CANNES 2014

32 .Spettacoli

su

Molto intima
DI
M ICHELA
TAMBURRINO

Magico incrocio
Hilary Swank è perfetta per un
abito bianco. Il suo è
drappeggiato un po' da dea, un
monospalla ben costruito. Su cui
svettano pendenti da favola

giù

Monica Bellucci
“Come la mia fata
cerco innocenza”
Dodici minuti d’applausi per “Le Meraviglie”
“Un piccolo ruolo arrivato al momento giusto”
Commosse
A sinistra,
Alice, regista,
e dietro di lei,
Alba Rohrwacher, attrice:
le sorelle ieri
si sono molto
commosse
per la grande
accoglienza
del Festival

La diva

LAPRESSE

ALLA SOGLIA DEI 50 ANNI

«Mi sento molto meglio
adesso e ho ancora
così tanto da imparare»
liano in gara, presentato ieri
con grande successo al Festival. La proiezione di gala è stata salutata da quasi 12 minuti
d’applausi, con le due sorelle,
regista e interprete, Alice e
Alba Rohrwacher, che si abbracciavano commosse, mentre Monica Bellucci non riusciva a trattenere le lacrime:
«Serviva un’icona - spiega
l’autrice -, e mi era difficile immaginare al suo posto qualcuno che non fosse Monica».
Dea bianca, presentatrice
del concorso a premi in una tv
«al tempo stesso reale e fiabesca, innocente e pre-analitica», Bellucci, neo-separata

Adriana Lima indossa la bellezza.
Una gran comodità non pensare
al vestito. Così esce direttamente
con il corsetto rinforzato appena
acquistato dalla bustaia

(da Vincent Cassel), alle soglie
dei fatidici 50 (li compie il 30
settembre), ha accettato il ruolo con gioia: «Come dice Skakespeare “siamo tutti in un teatro
e siamo tutti attori”. Le parti,
nella vita di un’interprete, non
arrivano mai a caso. È stato così anche per Milly, l’ho fatta in
un momento in cui mi era necessario farla».
Intanto, nell’orizzonte di Bellucci, c’è già un nuovo impegno
che la porterà a Montreal, in
Canada. Il film, annunciato proprio in questi giorni al Festival,
si chiama Ville-Marie, lo dirige il
canadese Guy Edon e Bellucci
sarà protagonista, nei panni di
Sophie, un’attrice che tenta di
ricostruire il rapporto spezzato
con il figlio: «Mi sono subito innamorata del personaggio e
non vedo l’ora di farlo vivere. La

sceneggiatura è scritta benissimo, mi attira l’idea di lavorare
con un regista emergente così
talentuoso». Insomma, per la
diva, che ha già dichiarato di
sentirsi pronta per futuri amori, il mezzo secolo coincide con
l’avvio di una carriera più variegata, e forse anche più interessante, di quella vissuta finora.
La Milly del film di Rohrwacher,
spesso inquadrata in primo piano, non nasconde le rughette intorno agli occhi e, quando finalmente può liberarsi della parrucca, mostra innegabile sollievo. Magari anche Bellucci è
contenta di sapere che, negli
anni a venire, non dovrà essere
solo e unicamente bella.

Monica Bellucci ieri
sul tappeto
rosso. Nel
film Le meraviglie è una
fata che
annuncia
l’avvio di una
rivoluzione
familiare

Che cosa le è piaciuto di questa prova nelle «Meraviglie»?

«Il lavoro, per me, è soprattutto
esperienza umana, per questo
REUTERS

«The Homesman» in concorso

Tommy Lee Jones: western esotico
per raccontare il disagio delle donne
EGLE SANTOLINI
CANNES
l film al momento più femminista di Cannes 67 s’intitola The Homesman e arriva a sorpresa da Tommy
Lee Jones che ne è il regista e
interprete principale. Siamo
nel 1855 nel grande nulla dei
Territori del Nebraska e tre
donne hanno perso il senno
per l’impossibilità di vivere in
tali condizioni d’isolamento.
A tentare di portarle in salvo
verso Est (e chi le attende è
Meryl Streep nella parte della moglie di un pastore) la
coppia improbabilissima formata da una zitella molto pia

I

e di gran carattere (Hillary degli Stati Uniti perché è alSwank) e da un disertore an- l’origine di quella attuale». Inziano, brusco e male in arnese vitato a sbilanciarsi un po’ di
(lo stesso Tommy Lee Jones).
più, durante la conferenza
Il regista-attore-coprodut- stampa ha parlato di «ingiustitore-cosceneggiatore (67 anni zia di ogni discriminazione di
portati in grande stile e perfino genere». Certo le ragazze nel
la cortesia di
film se la passascusarsi con la
HILARY SWANK no malissimo:
stampa locale
a pe«Ho imparato ad arare costrette
perché non parla
santi lavori agrifrancese ) ha e non mi sono lavata ma coli, trattate cotratto il film da ho dato senso al lavoro» me animali per
un romanzo di
la riproduzione
Glendon Swarthout e spiega, da maschi brutali, piegate dalfin dalle note di accompagna- le disgrazie e dalle malattie.
mento, che gli è sembrato inte- Una di loro è infanticida, l’altra
ressante «esplorare la condi- è schizofrenica e tenuta legata,
zione femminile a metà del Di- la più giovane (Grace Gummer
ciannovesimo secolo nel West che di Meryl Streep è la figlia)

Tommy Lee Jones è regista, protagonista e produttore del film

impazzita dopo che le sono
morti tre figlioletti di difterite.
Il personaggio di Hillary
Swank è quello che si prende
carico di tutte e di tutto, con

conseguenze non previste.
Spiega la Swank: «Ho imparato ad arare, ho sopportato il gelo e nessuno di noi si è lavato i
capelli per molto tempo. Ma

sono film come questi a dare
un senso, faccio l’attrice perché ho voglia di raccontare cose semplici e reali».
In effetti il film pare, più che
un western in senso stretto
(«non so neanche bene che cosa voglia dire il termine», taglia corto Tommy Lee Jones)
un trattato antropologico; e
anche, nella definizione del coproduttore Luc Besson, «un
film esotico, come se fosse un
Kurosawa». Tra le fonti principali, fa sapere l’autore, «un libro fotografico sulle pazienti
psichiatriche dell’Ottocento:
all’epoca, la cura migliore per
la schizofrenia erano ritenuti i
bagni di otto ore nell’acqua gelida». Accolto da applausi di
cortesia alla proiezione stampa, il film potrebbe tuttavia
candidare Tommy Lee Jones a
un premio: nel 2005, con Le tre
sepolture che aveva anche diretto si portò via quello al miglior attore (più quello alla sceneggiatura).
twitter@esantoli

W

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .33

I «Mercenari» invadono la Croisette
Hanno paralizzato la Croisette arrivando a bordo di un carro
armato dell’Armata Rossa. Da sinistra si riconoscono Sylvester
Stallone, Mel Gibson, Jason Statham, Harrison Ford, Arnold
Schwarzenegger e Antonio Banderas, ovvero i protagonisti del
terzo capitolo della saga dei «Mercenari». Un’occasione unica
per vedere tutto riunito il super cast del film diretto da Patrick
Hughes che uscirà il prossimo 4 settembre. Stavolta la squadra
deve fare i conti con uno spietato commerciante d’armi
interpretato da Gibson. L’ultima missione è uno scontro tra stile
classico della vecchia scuola contro la perizia tecnologica.

cerco sempre di muovermi in
contesti diversi e di entrare in
contatto con altre culture. E poi
i piccoli ruoli sono interessanti,
si ha la possibilità di dire qualcosa in pochi minuti. Il mio, nel
film, è come una ciliegia sulla
torta, una gran bella ciliegia. E
poi c’è la regista, Alice, la sua
freschezza, la pulizia, la sincerità, hanno rappresentato per me
un valore inestimabile».

Intervista

CANNES
DALL’INVIATA A CANNES

Chi è Milly Catena?

«Una fata stanca di incarnare
un sogno, una donna che vuole
tornare ad essere vera, ritrovare la propria innocenza. La
protagonista la incontra in un
momento che è insieme duro e
magico».
Sul set ha recitato soprattutto
con i più piccoli, come si è trovata?

«I bambini sono attori naturali,
lavorare con loro fa bene al cuore, è una cosa che rinfranca. Il
cast era stupendo, mi dispiace
solo di non aver avuto scene con
Alba Rohrwacher, un’attrice
che adoro».
Al centro della storia c’è una
ragazzina, nel pieno dell’età
difficile. Lei come vede quella
zona della vita?

«L’adolescenza è terribile, è la
fase in cui ci si scontra con la reCRESCITA E BILANCI

«La verità fa sempre male
ma continuare a illudersi
significa non vivere»
altà, osserviamo tutto, per la
prima volta, con occhi diversi,
con sguardo chiaro, a cominciare dai nostri genitori. E così iniziano a cadere le illusioni, un
processo che poi va avanti fino
alla morte. La verità fa sempre
male, ma se ci si continua a illudere, si finisce per non vivere».
Che bilancio fa, a questo punto della sua vita?

«Prima di tutto sono contenta
di essere viva, e di essere riuscita ad arrivare fin qui. Spero di
continuare a imparare, perchè
ho ancora tantissimo da apprendere. E poi ho due bambine
piccole, a cui devo dare tanto,
cosa che mi rende molto felice».
Meglio prima o meglio oggi?

«Mi sento molto meglio oggi, e
non vorrei cambiare assolutamente nulla di quello che ho
fatto».

Per Clooney
e Amal
nozze in Italia
a settembre

F

luviale, entusiasta,
incontenibile. Sono
pochi i divi che, passata da tempo la
mezzanotte, al termine di un incontro con la
stampa fitto di domande e curiosità, preferiscono fermarsi a
parlare con ammiratori e giornalisti piuttosto che scivolare
via scortati dalle guardie del
corpo. Bisogna avere un dono,
e Gerard Depardieu ce l’ha, attraente nonostante l’immensa
stazza, simpatico nonostante
le polemiche fiscali, sincero nonostante le mille trappole contenute in un ruolo spinoso come quello che ha accettato di
interpretare in Welcome to New
York di Abel Ferrara, l’altra sera in anteprima al Festival. Con
il cognome di Devereux, l’attore porta sullo schermo la vicenda di Dominique Strauss Kahn,
ex- direttore del Fondo monetario arrestato con l’accusa di
violenza nei confronti di una
donna delle pulizie impiegata
presso l’hotel Sofitel di New
York: «Il film - annuncia un cartello iniziale, concepito in modo
da evitare grane legali - s’ispira
a un affare giudiziario le cui fasi
pubbliche sono state filmate,
ritrasmesse e commentate dai
media del mondo intero. I personaggi, però, insieme alle sequenze che li descrivono nella
loro vita privata, sono frutto di
finzione». Lontano mille miglia
dagli equilibrismi di avvocati e
produttori, Depardieu ha una
visione affascinante del personaggio che ha dato spessore a
un film discontinuo, ma valido,
e non privo di intensità, soprattutto nei momenti in cui, sulla
scena, si fronteggiano moglie e
marito, la Simone di Jacqueline Bisset e il Devereux del mattatore francese.

SPAZIO AFFARI >

In che modo ha interpretato
la vicenda del protagonista?

Gérard Depardieu e Jacqueline Bisset in una scena del discusso «Welcome to New York»

“A Strauss Khan
ho dato anima
non solo lussuria”
Gérard Depardieu nel film di Abel Ferrara
«L’ho vista come un soggetto tipicamente skakespeariano, basato su sesso, potere e denaro,
la materia prima di tutte le
grandi pieces teatrali. La gente
che pratica la lussuria e ha piacere di mostrarlo esiste, ho pietà per chi ne soffre».

non ripongo in loro alcuna fiducia, ma recitare è anche un modo per comprendere meglio le
cose che succedono, per entrarci dentro, e non limitarsi a giudicarle dall’esterno come si fa in
genere. Facendo Devereux, ho
pensato che tutti abbiamo delle
Quanto ha pensato a Domini- pulsioni di cui possiamo essere
vittime, e che
que Strauss
sono
Kahn, mentre «WELCOME TO NEW YORK» queste
spesso
frutto
recitava nei
«Non è stato ammesso la solitudine.delMi
panni di Devealla gara, forse hanno sono chiesto che
reux?
«Non ci ho pensa- subito delle pressioni» come mi sarei
to molto, la scecomportato se
neggiatura ha la stessa energia mi fossi trovato al suo posto, ho
di quella storia, ma non mi sono riflettuto sul fatto che certe volidentificato nel protagonista, te succede di sapere di essere
anche se, naturalmente, Strauss malati, ma di non voler andare
Khan era nella mia testa».
da un dottore a farsi curare».
Qual è la sua opinione sui fatti
che lo riguardano?

«Di norma non amo i politici e

ATTIVITA’ COMMERCIALI
Negozi/aziende acqu./gerenze

Gli avvisi si ordinano presso:
TORINO, - via Lugaro 15, t. 011.6665211/258; MILANO,
via Winckelmann 1, t. 02.24424611;
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4, t. 015.2522926-8353508; CUNEO, corso Giolitti
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Lavoro Offerte, 7 Afitti Offerte, 8 Afitti Domande,
9 Autoveicoli, 10 Viaggi e Vacanze, 11 Matrimoniali,
12 Investigazioni, 13 Varie Euro 2,61 /// 4 Lavoro
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Il film non è stato inserito nel
programma del Festival. Secondo lei perchè?

«Non so perchè il film non è stato ammesso alla competizione,
ma ricordo bene che spesso i
vincitori delle Palme d’oro sono
stati fischiati. A voler pensare
male si potrebbe immaginare
che il direttore del Festival possa aver subito delle pressioni.
Se è così, direi che capisco le
sue ragioni, così come lui ha capito le ragioni della famiglia
Grimaldi che ha protestato contro il film su Grace di Monaco».
Come è stato lavorare con
Abel Ferrara?

«Un grande piacere. Ferrara
non è un regista che dirige gli
interpreti, e io sono d’accordo
con lui. La direzione degli attori
è buona per gli attori, per gente
come me non esiste...».
Lei non si considera attore?

«No, io mi considero un essere
vivente».
[F. CAP.]

Mentre la beautiful coppia
Angelina Jolie-Brad Pitt è
data in arrivo a Cannes dove
potrebbe essere l’asso nella
manica di Thierry Fremaux
per gli ultimi giorni del festival, i commenti ora sono invece sulle voci del matrimonio vip dell’anno tra George
Clooney e l’avvocato di origine libanese Amal Alamuddin, che dovrebbero sposarsi
il 12 settembre in Italia. Secondo indiscrezioni trapelate da amici della stessa Amal
e riportate dal Daily Mail, i
due starebbero per spedire
le partecipazioni ad amici e
familiari. «Il 12 settembre è
la data sulla quale puntano»,
scrive il giornale, anche perché George e Amal si sono incontrati proprio lo scorso
settembre, così se la data sarà confermata, coinciderà
con l’anniversario.
La coppia sarebbe intenzionata a tenere una cerimonia intima sul Lago di Como,
dove George ha casa. Le nozze sarebbero previste «in un
piccolo paese italiano» dove
«i due possono controllare i
fotografi». Ma sarebbe stata
scartata la villa dell’attore
perché lei pensa che sia
«troppo pubblica». Di sicuro
a seguire ci saranno festeggiamenti a Londra e in Libano dove la donna è nata.
Il party di fidanzamento si
era svolto una settimana fa
al Malibu Café di Los Angeles, di proprietà dell’attrice e
amica Cindy Crawford. Secondo The Mirror pare che
Clooney, 53 anni, abbia cominciato a corteggiare
Amal, 36 anni, via e-mail
dopo che lei si era rifiutata
di dargli il numero di telefono. Il corteggiamento è
finito con un anello di fidanzamento dal costo di
600 mila dollari.
[S. N.]

W

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 LA STAMPA 34

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .35

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 19 maggio 2014

Rai 1

Rai 2

6.00 Euronews
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco
Varietà
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale
Attualità
15.20 La vita in diretta
18.50 L’eredità Game show
Una carrellata di giochi,
di curiosità e di informazioni sono gli ingredienti del programma quotidiano condotto da
Fabrizio Frizzi
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded
Attualità

6.55 Cartoon Flakes
8.05 Protestantesimo
8.35 Desperate Housewives TF
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
10.50 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg2 Costume e società
13.50 Medicina 33
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.10 Elezioni Europee - Tavola
rotonda
17.50 Tg2 Flash Lis
17.55 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

Rai 3

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
Reality show
14.10 CentoVetrine Soap
opera
14.45 Uomini e donne Talkshow
16.05 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Tg Regione
Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Terra nostra 2 - La speranza Telenovela
15.55 Aspettando Geo
16.40 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

Italia 1
7.25 Vecchi bastardi Varietà
8.20 Urban Wild Attualità
9.20 Come mi vorrei Varietà
10.05 Dr. House - Medical division Telefilm
12.05 Cotto e Mangiato - Il
Menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset Sport
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità Il
programma condotto
da Federico Costantini
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine
Telefilm

Rete 4

La 7
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
La nuova edizione del
programma di economia condotto in studio
da Myrta Merlino
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Starsky & Hutch Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’Ispettore Barnaby Filmtv Le storie del laconico
ed astuto ispettore
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm
16.35 My Life Soap opera
16.45 Il comandante Florent
Film-tv Le vicissitudini di
una brigata di gendarmi capitanati da una
donna, Isabelle Florent
(Corinne Touzet)
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore Soap
opera

21.15
La Partita
del Cuore 2014

21.10
Resurrection

21.05
Report

21.10
Grande Fratello

21.10
Lanterna Verde ★★★

21.15
Quinta colonna

21.10
Piazzapulita

TELEFILM. Quando Jacob ha una

FILM. (fant., 2011) con Ryan Rey-

ATTUALITÀ. In diretta dagli studi

ATTUALITÀ. Nuovo appunta-

chi di Firenze si gioca il match tra
la Nazionale Cantanti ed Emergency.Scenderàincampoanche
Batistuta. Conduce Carlo Conti

crisi, Maggie lo visita in ambulatorio e resta sbalordita da
quello che scopre. Intanto, Bellamy e lo sceriffo Fred si alleano
per trovare Caleb

ATTUALITÀ. Nuovo appuntamento con il programma di
Milena Gabanelli, considerato
un punto di riferimento nel giornalismo d’inchiesta televisivo
italiano

REALITY SHOW. Alessia Marcuzzi

SPORT. Allo Stadio Artemio Fran-

conduce il penultimo appuntamento con la Casa più spiata
d’Italia. Giovanni e Modestina
sono tra i finalisti di questa edizione

nolds, Blake Lively. Regia di Martin
Campbell.QuandoParallaxminaccia di distruggere l’Universo, tutte
le speranze si concentrano sull’ultima recluta delle Lanterne Verdi

di Roma, Paolo Del Debbio conduce l’ultima puntata preelettorale del programma di
approfondimento giornalistico di Rete 4

mento con il programma di
inchieste d’attualità condotto dal giornalista napoletano
Corrado Formigli. Quarta edizione

23.20 Porta a Porta Attualità
1.00 Tg1 Notte. Che tempo fa
1.35 Cinematografo Speciale
Cannes
2.05 Terza pagina Attualità
2.35 I racconti del Maresciallo
Fiction

23.30 Tg2
23.45 After.Life Film (dramm.,
2009) con Liam Neeson,
Christina Ricci, Justin
Long, Josh Charles, Celia
Weston. Regia di Agnieszka Wojtowicz-Vosloo

23.00 Visionari Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Fuori orario. Cose (mai)
viste Solo cinema d’autore, ovvero “cose mai
viste” in televisione

0.40 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
1.10 Striscia la notizia
1.45 Uomini e donne Talkshow Il talk dei sentimenti condotto da
Maria De Filippi

23.30 Tiki Taka - Il calcio è il
nostro gioco Attualità
1.55 Chiambretti supermarket Varietà
2.55 Shameless Telefilm
4.35 Studio aperto - La giornata

23.55 La grande speculazione
Attualità
0.45 Confessione reporter
1.45 Tg4 Night News
2.05 Ieri e Oggi in Tv Special
Varietà
2.45 Music Line Musicale

0.00 Tg La7 Night Desk
1.15 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber
1.55 Coffee Break Attualità
Con Tiziana Panella
3.10 L’aria che tira Attualità
4.50 Omnibus Attualità

digitale terrestre
RAI 4

21

15.05 Brothers And
Sisters Serie
15.50 90210 Serie
16.35 Streghe Serie
17.20 Rai News - Giorno
17.25 Streghe Serie
18.10 Joan of Arcadia
18.55 Greek Serie
19.40 Xena Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 Confession of a
Murder Film
23.15 The Chaser Film
1.20 Anica appuntamento al Cinema

RAI 5

23

19.15 SchnittkeCaikovskij
20.05 Sibelius: Sinfonia
20.40 Passepartout:
Dimmi Quel Che Hai
21.15 5 Buoni Motivi-La
Professione della
Signora Warren
21.20 Teatro - La
Professione della
Signora Warren
22.55 Ubiq - Muri
23.25 Lucrezia Guidone
Intervista Luca
Ronconi

RAI STORIA 54
18.35 Il giorno e la storia
19.00 Tablet
20.00 R.A.M. (Viaggiatori
ed Esploratori
Italiani Bottego)
20.30 Il tempo e la storia Giuseppe
Prezzolini:la voce
dell’interventismo
21.20 Rewind-Binario
Cinema Roma
citta’ aperta
22.50 Rewind-Punti di
vista Mi manca
Riva

RAI MOVIE

9.05 Questione di
punti di vista Film
10.30 Gli amici del bar
Margherita Film
12.05 Americani Film
13.45 F.I.S.T. Film
16.00 Meno male che
c’è papà Film
17.45 Rai News - Giorno
17.50 I guardiani del
faro Film
19.30 Tutti al mare Film
21.15 La tortura della
freccia Film
22.45 Gotti Film

serie tv

film
17.25 Argo Ben Affleck alla
regia per un film
d’azione tratto da
un’incredibile storia
vera SKY HITS
Asterix & Obelix al servizio di sua Maestà
Asterix attraversa il
canale per aiutare
Anticlimax ma si trova
davanti i romani SKY
CINEMA FAMILY

L’ultimo buscadero Il
cowboy Steve
McQueen scopre che il
fratello ha venduto la
vecchia fattoria SKY
CLASSICS

17.30 Dream Team SKY CINEMA 1
17.40 Code Name: Geronimo
In un film il racconto
dell’uccisione di Osama
Bin Laden in Pakistan
SKY MAX

17.45 Please Give Kate compra oggetti vintage di
persone morte e li
rivende nel suo negozio SKY PASSION
18.10 I delitti del BarLume-La
carta più alta SKY
COMEDY

19.10 Maccheroni Un americano, a Napoli per lavoro, ritrova l’amico
conosciuto durante la
guerra SKY CLASSICS
19.15 Nella casa Ispirato alla
pièce “Il ragazzo dell’ultimo banco” del
drammaturgo Juan
Mayorga SKY CINEMA 1

19.20 Appuntamento da
sogno! SKY PASSION
Sammy 2 - La grande
fuga SKY CINEMA FAMILY
19.25 Stato di crisi SKY MAX
19.30 Resident Evil:
Retribution Il T-Virus
continua a trasformare
le persone in morti
viventi SKY HITS
19.35 I delitti del BarLume-Il re
dei giochi SKY COMEDY
21.00 Limitless In piena crisi
creativa, uno scrittore
comincia a prendere una
pillola magica SKY MAX
Sky Cine News SKY
CINEMA 1

Vita di Pi Il film segna
l’approdo al 3D del pluripremiato regista Ang
Lee SKY CINEMA FAMILY
Operazione sottoveste
Cinque ausiliarie e un
tenente fanno di un sottomarino un luogo di
divertimento SKY CLASSICS
Abbronzatissimi 2 - Un
anno dopo SKY COMEDY
Country Strong
Gwyneth Paltrow in un
film sulla relazione tra
due stelle della musica
country SKY PASSION
21.10 Killer Elite SKY HITS
I Croods SKY CINEMA 1
22.45 Il mio miglior nemico
L’esistenza di Carlo
Verdone viene sconvolta dall’incontro con
Silvio Muccino SKY
COMEDY

18.00 La vita secondo Jim
FOX

18.20 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
18.30 How I Met Your
Mother FOX
18.35 Rare Books And
Manuscripts DIVA
FOX

LIFE

18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
19.00 Tutto in famiglia FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.40 In Cucina con
GialloZafferano FOX LIFE
19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
20.05 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
Body of Proof FOX LIFE
20.10 The Big Bang Theory
FOX

20.35 The Big Bang Theory
FOX

20.50 Donne nel mito Ondina Valla DIVA

13.55 L’insegnante va in
collegio Film
15.40 L’amico di famiglia Film
17.30 Note di Cinema
17.40 Franco, Ciccio e il
pirata Barbanera
Film
19.30 A-team Telefilm
20.15 Hazzard Telefilm
21.05 Blood Diamond Diamanti di sangue Film
22.35 Nemico Pubblico
Film

Da Vinci’s Demons
FOX

21.50 The Glades FOX
21.55 N.C.I.S. Los Angeles
FOX CRIME

Scandal FOX LIFE
22.35 Donne nel mito Hedy Lamarr DIVA

CIELO

26

15.30 MasterChef
Australia Varietà
16.30 Fratelli in affari
17.30 Vendite impossibili Varietà
18.15 Buying & Selling
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
21.10 Boygirl Questione di...
sesso Film
23.00 Vita da escort
0.00 The Sex Inspectors
- Segreti di coppia
Varietà

MTV

8

16.50 Time’s Up Coppie Contro Il
Tempo
17.20 The Ex And Why?
Ritorniamo
Insieme?
17.50 16 Anni e Incinta
18.50 Vieni a Vivere dai
Miei
19.50 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Snooky and
Jwoww
22.00 Catfish: False
Identita’

REAL TIME

SKY UNO

20.00 Mohammed Alì Thomas Hoepker ARTE
Affari a quattro ruote
20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.10 Coldplay: Ghost
Stories SKY UNO
20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.30 Meet the Rockers Skunk Anansie ARTE
20.55 Stupidi al quadrato
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.00 Destini incrociati hotel
ARTE

Come è fatto
DISCOVERY CHANNEL

Partorirò tuo figlio LEI
21.10 Sky Buffa racconta:
Notti magiche ARTE
Junior Masterchef
Spagna SKY UNO
21.25 Stupidi al quadrato
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.55 Muoviti o muori
NATIONAL GEOGRAPHIC

22.00 Dual Survival
DISCOVERY CHANNEL

Come restare giovane
22.10 Coldplay: Ghost
Stories ARTE
22.15 Work of Art: Ep. 7
22.25 Muoviti o muori

ARTE

NATIONAL GEOGRAPHIC

DMAX

19.15 Fastest - Il più veloce
Girato tra il 2010 e il
2011, il film racconta il
Campionato del
Mondo MotoGP

CINEMA

PREMIUM CINEMA ENERGY

Miss Fbi: infiltrata speciale L’agente Sandra
Bullock è popolarissima
per aver salvato la pelle
a Miss Usa PREMIUM

South Kensington I fratelli Vanzina a Londra
per raccontare la storia
di un nobile spiantato

COMEDY

17.20 Baci e abbracci Per un
equivoco l’aspirante
suicida Mario viene
scambiato per un assessore PREMIUM CINEMA
EMOTION

17.35 Streghe Anni 30: una
donna viene bruciata da
strega. La città è ancora
sotto maledizione
PREMIUM CINEMA ENERGY

18.45 Tuffo Nel Vuoto
PREMIUM CINEMA

Il buongiorno del mattino I progetti di Rachel
McAdams alle prese
con un programma
informativo del mattino PREMIUM UNIVERSAL
19.10 Pallottole cinesi Nel
vecchio West, una
guardia imperiale cinese deve salvare una
principessa PREMIUM
Tutta la vita davanti
Paolo Virzì osserva in
chiave tragicomica il
mondo del precariato
PREMIUM CINEMA EMOTION

PREMIUM COMEDY

21.15 Una notte da leoni Due
giorni separano Doug
dalle sue nozze, due
giorni da consumare a
Las Vegas PREMIUM CINEMA
La Pelle Che Abito
PREMIUM CINEMA EMOTION
Battleship PREMIUM
CINEMA ENERGY

Un corpo da reato Bella
e perversa, Liv Tyler fa
perdere la testa a Matt
Dillon e Michael
Douglas PREMIUM
COMEDY

21.30 Blindman Pistolero
cieco deve consegnare
a dei minatori le mogli
comprate per posta
PREMIUM UNIVERSAL

22.55 Harold e Kumar Escape
From Guantanamo Bay
PREMIUM COMEDY

23.05 Gli Amanti Passeggeri
PREMIUM CINEMA

23.20 L’uomo che non c’era
1949: il barbiere Ed
conduce una vita insoddisfacente. E la moglie
lo tradisce PREMIUM
CINEMA EMOTION

52

12.35 Una famiglia in
affari
13.25 Banco dei pugni
14.15 Bear Grylls:
sopravvivi se ci
riesci
15.10 Top Gear
16.00 Matto da pescare
16.50 Airport Security
17.45 Property Wars
18.35 Perduto? Venduto!
19.30 Affare fatto!
20.20 Banco dei pugni
21.10 Affare fatto!
22.00 Unti e Bisunti

film
17.15 Final Destination 5 Il
quinto capitolo della
saga cinematografica
dedicata al destino
della morte PREMIUM

CINEMA

LEI

31

15.45 Quattro matrimoni
16.40 Quattro matrimoni - Canada
17.35 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.30 Molto bene
19.25 Il boss delle torte:
la sfida
20.20 Il boss delle torte
21.10 Extreme
Makeover: Diet
Edition
22.10 Extreme
Makeover: Diet
Edition

intrattenimento
19.30 Tienanmen - Stuart
Franklin ARTE
Staffetta in cucina LEI
19.50 Giardini da incubo

DISCOVERY CHANNEL
FOX

LIFE

UNIVERSAL

22

21.30 Come è fatto

UNIVERSAL
N.C.I.S. FOX CRIME

Grey’s Anatomy

IRIS

DISCOVERY CHANNEL

UNIVERSAL

18.40 Ghost Whisperer

21.00

24

serie tv
16.15 The Shield ACTION
16.35 Friends JOI
16.40 E Se... Fosse Andata
Diversamente? MYA
16.55 Monk TOP CRIME
17.00 2 Broke Girls JOI
17.25 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
17.30 Suburgatory JOI
17.40 Psych TOP CRIME
17.50 Shit! My Dad Says JOI
18.20 Big Bang Theory JOI
18.25 Supernatural ACTION
18.40 Una mamma per
amica MYA
18.45 Due Uomini e 1/2 JOI
19.10 Mike & Molly JOI
19.15 The Shield ACTION
19.25 Criminal Intent TOP
CRIME

19.30 The Vampire diaries
MYA

19.35 Duro a Morire JOI
20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.20 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
21.05 Law & Order: Los
Angeles TOP CRIME
21.15 Shameless JOI
Parenthood MYA
Grimm ACTION
22.00 I Signori della Fuga
ACTION

22.05 Mercy MYA
22.15 United States Of Tara
JOI

22.50 Almost Human

ACTION

R

36

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

SPORTLUNEDÌ
Pagelle

I primati
PUNTI: 102
La Juve di Conte batte il record
battuti
di punti della serie A
dai campioni che apparteneva all’Inter
di Mancini del 2006/07
d’Italia
con 97 punti in 38 partite

PUNTI NEL RITORNO: 50

MEDIA PUNTI: 2,68

VITTORIE TOTALI: 33

Dopo aver stabilito il primato di
punti nel girone d’andata (52),
i bianconeri ottengono anche
quello del ritorno che risaliva al
2009/10 con i 48 su 57 della Roma

I bianconeri stabiliscono la migliore media punti di sempre
in Italia grazie ai 102 punti in 38
partite. Superata l’Inter del Trap
del 1988/’89 (2,48 in 34 partite)

I bianconeri stabiliscono il primato di vittorie in un singolo campionato (33 su 38) e superano
l’Inter dei record di sette stagioni
fa (30 successi)

Buffon ok
E Pirlo fa
cinquina
TORINO

7

BUFFON

6

CACERES

6,5

BONUCCI

6,5

OGBONNA

6,5

LICHTSTEINER

6

POGBA

7,5

PIRLO

Da cinema, fino all’ultimo giorno di programmazione: sulla sassata di Ibarbo, e mica da tanto lontano,
estrae gli artigli da Wolverine;
riflessi da supereroe anche su
Dessena. Il tutto, a copione da
scrivere (dall’8’ st RUBINHO SV).

Si fa scappare Ibarbo, ma alla lunga rimane l’unica leggerezza del pomeriggio.

“Non c’è niente di deciso”
Conte-Juve, il giorno più lungo

Suda freddo solo
sulla carambola che arma il
piede di Dessena, ma per il resto è un pomeriggio di relax. E
con la palla nei pressi, pure
con veli in mezzo al campo, fa
sempre la sua figura.

Giornata tranquilla, anche per merito suo:
quando Ibarbo s’avventa nel
quartiere, non perde la calma
e sorveglia.

Tra oggi e domani l’incontro : “Ho un anno di contratto, e sono sereno”
Tutto lo stadio per il tecnico, ma sui piani futuri manca l’accordo con la società
Futuro
in bilico

Al pronti e via pianta le tende nel cortile di Avelar:
assalti e cross.

Antonio
Conte,
44 anni,
insieme alla
figlia Vittoria
Il tecnico
guida
la Juventus
dall’estate
del 2011
Ha vinto tre
scudetti e due
Supercoppe
italiane

Senza svolazzi e piroette, meglio non farsi azzoppare le caviglie, il giorno
prima della Nazionale. Così si
limita al minimo, che basta e
avanza.

E la moglie si commuove

Autogol di Silvestri, diranno i Ris della moviola, ma la punizione è tutta
sua. E delle sue, da smentire
la balistica dei proiettili. Quinto colpo da fermo stagionale,
come nessuno in Europa (dal
35’ st PEPE SV).

7,5

MARCHISIO

Con 400 minuti
giocatiinmenosulcontachilometri rispetto alla stagione
scorsa, è ancora in forma
(Mondiale). Grandi ripartenze
e un gol da playstation.

6,5

ASAMOAH

7

LLORENTE

6

TEVEZ

Solita assiduità
d’assalto e pure una sventola
da trenta metri.

Una sponda per
Tevez e un gol da centravanti, nel traffico (dal 14’ st
OSVALDO SV).

Voto da ultimo
giorno di scuola, perché bisticcia con il gol fin dall’inizio.
[M. NER.]

Durante la standing ovation per Conte la moglie
Elisabetta è scoppiata a piangere (foto Sky)

MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

viene chiamato sul palco della
premiazione, e quelle, trattenute, dello stesso allenatore, invoe sono lacrime di gioia cato dall’arena, con gigantograo di addio, lo sapremo fie, striscioni, cori. Aveva costasera, domani al minciato la curva sud, regno ulmassimo, quando An- trà, dopo neppure due minuti:
tonio Conte discuterà «Non ci lasciare, Antonio non ci
nuovamente con la società, lasciare». Lui rispondeva apdandosi una risposta che ades- plaudendo. «Commuoversi non
so non ha: «Niente è deciso», ri- è semplice - racconta alla fine
badiva ancora ieri il tecnico Conte - come non è stato semplice trattenere
bianconero, evitando qualsiasi SITUAZIONE IN BILICO qualche lacrima.
uno molto
discorso sul futuL’ad Marotta Sono
passionale, che
ro, che però è già
«Ci sono situazioni esterna sentipresente nell’estate frenetica che vanno affrontate» menti ed emozioni, e così fa la mia
del pallone. Del
resto, neppure a casa Juve san- famiglia. Mi sono commosso, e
no come andrà: «Da parte no- sentire tutta la curva, tutto lo
stra cercheremo di fare di tutto stadio, mi ha riempito d’orgoper tenercelo - spiega l’ad Bep- glio. Con il tifoso juventino, non
pe Marotta - poi ci sono delle si- sarà mai qualcosa di normale».
tuazioni che vanno affrontate e Speciale, come la coreografia in
a cui, eventualmente, andranno sedici noni che la curva mostra
date delle risposte». Che anco- in avvio di ripresa, con poster e
dedica: «Senza di te non andrera non ci sono.
Nel giorno della festa, ci sono mo lontano, perché sei il migliostate lacrime: quelle della mo- re e hai la Juve nel cuore». C’è la
glie Elisabetta, quando Conte spiegazione: «Penso che i nu-

S

ANSA

meri parlino da soli - dice Conte
- e la vittoria è l’eccezionalità, la
sconfitta la normalità». Lui, e
questa Juve, le hanno invertite.
Da far perdere la testa e da
smarrire se stessi: «Non avrei
mai sperato di avere una Juve
così». Che ridisegnerà i paragoni: «Forse, d’ora in poi, i raffronti li faranno con questa squadra, e non con altre». Magari
con quella che verrà, non fosse
terra proibita: «Adesso vorrei
pensare esclusivamente al record e alla festa. Vorrei evitare
mezze frasi, cose dette e non
dette, su cui poi si ricama». Come finirà non lo sa, ripete, anche se qualche messaggio il tec-

nico lo lancia: «In maniera molto serena, valuteremo tutte le
situazioni: ecco, per esempio, io
ho un altro anno di contratto,
siccome qualcuno me lo ricorda. E l’ho firmato non perché mi
hanno puntato il fucile. Anche
da questo punto di vista sono
molto sereno. Cercheremo di
prendere la giusta decisione».
Volgare esegesi: se il club mai
volesse cambiare allenatore,
magari perché accordo sui programmi non v’è, dovrebbe licenziarlo. Fin qui s’è discusso,
anche con toni alti, ma il clima
resta amichevole, racconta
Conte: «Abbiamo avuto sempre
un rapporto molto sincero con

la proprietà, con Andrea
(Agnelli) e così continuerà».
Anche se le posizioni restano
un po’ distanti. Il tecnico vorrebbe un esteso restyling della
rosa, perché tre anni con lui sono vincenti ma usuranti, ed è il
primo a saperlo; e un’aspettativa che allenti le pressioni, dallo
scudetto alla Champions. La società è pronta a un’evoluzione
della squadra, ma non a una rivoluzione, guardando pure all’Atletico Madrid, capace di arrivare in cima all’Europa senza
i soldi degli sceicchi. Un eccezione, direbbe Conte: che applica la vittoria, come fosse una
regola.

R

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Risultati
Catania-Atalanta

Classifica

38ª giornata
2-1

Juventus-Cagliari

3-0

Chievo-Inter

2-1

Lazio-Bologna

1-0

Fiorentina-Torino

2-2

Milan-Sassuolo

2-1

Genoa-Roma

1-0

Napoli-Verona

5-1

Parma-Livorno
Udinese-Sampdoria

2-0
3-3

Centimetri
LA STAMPA

Champions League (Napoli ai preliminari)

102
Roma
85
Napoli
78
Fiorentina 65
Inter
60
Juventus

58
57
57
56
54

Parma
Torino
Milan
Lazio
Verona

I PAREGGI: 3

SUCCESSI IN CASA: 19

VITTORIE DI FILA: 19

IN CASA: 57 PUNTI

Come il Milan nel 1949/50, la
Juve ha pareggiato solo tre volte:
un solo punto contro Inter, Lazio
e Verona. Due, invece, le sconfitte: a Firenze e Napoli

Nessuno potrà battere la Juve
nel record di vittorie interne:
19 vittorie su 19. Il Grande Torino
nel 1948/49 e il Milan 2005/06
si fermarono a quota 18

Il primato di successi casalinghi
consecutivi fino a ieri apparteneva al Torino, 14 vittorie di fila nel
1975/76. La Juve l’ha prima
eguagliato e poi portato a 19

Bottino pieno anche
davanti ai propri tifosi, grazie
alle 19 vittorie. Il Milan
di Ancelotti arrivò a quota 55
(18 vittorie e 1 pareggio)

Europa League

.

37

Retrocesse in serie B

Fiorentina ai gironi, Inter al playoff, Parma al preliminare

50
Sampdoria 45
Udinese
44
Genoa
44
Cagliari
39
Atalanta

Chievo
Sassuolo
Catania
Bologna
Livorno

36
34
32
29
25

FUORICAMPO
Chi sale
Silvestri

6

La Nazionale
del campionato
è targata Torino
GIGI GARANZINI

D

E
Chi scende
Rossettini

5

T
L’abbraccio
della curva

GIANLUCA ODDENINO
TORINO

P

asseranno i giocatori,
cambieranno gli allenatori e altre coppe verranno
messe in bacheca, però questa
Juve è destinata a restare unica. Non solo nel cuore dei tifosi
bianconeri, ma anche nella storia del calcio italiano. Perché il
muro dei cento punti, abbattuto
in Italia per la prima volta dagli
uomini di Conte, è la soglia tangibile che trasforma la già incredibile tripletta tricolore in
qualcosa di speciale. E difficilmente eguagliabile. «Abbiamo
battuto tutti i record, sarà quasi impossibile ripetere questo
campionato», sottolinea Andrea Pirlo dopo aver conquistato il suo 4° scudetto consecutivo
(uno con il Milan prima dei tre
juventini) e aver assaporato la
perfezione. Fatta di 102 punti
sui 114 possibili, ma anche da
una serie impressionante di
primati che la Juve si è gustata
come i bambini fanno con le ciliegie. Via uno dietro l’altro. E
allora ecco il record di vittorie
casalinghe consecutive e totali
(19), che ovviamente produce
anche quello di punti casalinghi
totali (57 su 57).
D’ora in avanti nessun’altra
squadra potrà fare meglio dei
campioni d’Italia visti in azione
allo Stadium, ma passeranno
diversi anni prima che qualcuno possa migliorare la media
punti (2,68) e il numero di successi in un campionato (33).
«Sono stati stracciati record su
record – annota Antonio Conte
– e si parlerà di questa Juve per
tanto tempo ancora. Abbiamo
fatto qualcosa d’incredibile e
questi ragazzi sono stati straordinariamente speciali».
Il bagno di folla in piazza e allo stadio, anche se l’invasione di
campo ha negato una festa ancora più intensa, sono il termometro di che cosa hanno combinato Buffon e compagni. «Siamo una grande squadra e un
grande gruppo – ha twittato il
capitano -: 102 volte fantastici».
I tifosi ieri celebravano più il record dei 102 punti che lo scudetto. Perché quello è l’Olimpo assoluto: nessuno ha saputo fare
meglio nei 5 principali campio-

L’analisi

SYNCSTUDIO

Lo striscione
dello Stadium
per Conte

Juventus

3

Cagliari

0

Juventus

Cagliari

(3-5-2)

(4-3-1-2)

Buffon 7 (8’ st Rubinho sv), Caceres 6,
Bonucci 6,5, Ogbonna 6,5, Lichtsteiner
6,5, Pogba 6, Pirlo
7,5 (35’ st Pepe sv),
Marchisio 7,5, Asamoah 6,5, Llorente 7
(14’ st Osvaldo sv),
Tevez 6

Silvestri 6, Perico
5,5, Rossettini 5,
Astori 5 (1’ st Bastrini
sv), Avelar 5,5, Dessena 6, Conti 6, Tabanelli 6, Cossu 5,5
(21’ st Ibraimi sv),
Ibarbo 5,5 (42’ st Loi
sv), Pinilla 5

ALL. Conte

7 ALL. Pulga

5

RETI: pt 8’ Silvestri (autorete), 15’ Llorente, 40’ Marchisio
ARBITRO: Bergonzi 6
SPETTATORI: 11.630 per un incasso di
723.415 euro; abbonati 27.583 per una
quota di 882.744 euro
AFP

La Juventus in trionfo con la coppa dello scudetto, il terzo consecutivo

“102 volte fantastici”
La firma di Buffon
sul campionato mostruoso
Un autogol, Llorente e Marchisio: il Cagliari va ko
Tifoso identificato: per lui Daspo immediato
LoStadiumfischialostriscioneperSpezialeincurvaSud
1 È stato identificato dalla

digos di Torino e subito sottoposto a Daspo, il tifoso bianconero che ieri ha esposto allo Juventus Stadium uno striscione
per Antonino Speziale, l’uomo
che il 2 febbraio del 2007 a Catania, dopo il derby con il Palermo, uccise l’ispettore di polizia Filippo Raciti. Al termine
dell’incontro l’ultrà, 42 anni,
della provincia di Pesaro, è stato fermato dalla polizia e portato in Questura, dove è stato
denunciato e gli è stata appli-

cata l’interdizione dagli stadi.
Lo striscione è apparso sulle
gradinate della curva Sud della
Juventus a metà del secondo
tempo ma è stato rimosso po-

chi minuti dopo quando l’intero stadio si è rivoltato contro
gli ultrà sommergendoli di fischi fino a costringerli a ritirare
i due cartelli.

nati europei (Inghilterra, Spagna, Francia, Germania e Italia) e solo il Celtic scozzese nel
2001/02 ha fatto di più a livello
numerico con 103. «Quando ho
visto Barça e Real vincere la Liga con 100 punti – sorride Fernando Llorente – ero stupito e
mai avrei pensato un giorno di
vivere un’impresa così. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario, abbiamo fatto la storia e
siamo contentissimi perché
vuol dire che per un anno siamo
stati praticamente perfetti».
Lo spagnolo ha contribuito
pesantemente, segnando 16 gol
in campionato. L’ultimo ieri, nel
3-0 rifilato al Cagliari dopo l’autorete del portiere Silvestri su
punizione di Pirlo e prima del
capolavoro di Marchisio. Tre
gol per gli ultimi tre punti che
hanno scatenato la festa e permesso di sfoggiare la nuova maglia celebrativa: «C’è chi la storia la legge e chi la scrive. 102
punti». Firmata dagli amici del
locale di Conte, ma senza le insegne dello sponsor o della Juve, che però aveva già lanciato il
«Non c’è 2 senza 3» comparso
ieri anche come gigantesca coreografia nella tribuna Est.
Questione di numeri, ma Pogba
non ha dubbi: «102 punti, che altro dire?». Già, che altro dire?

a domani si comincerà
a pensare alla Nazionale di Prandelli. Per
oggi divertiamoci ancora con
quella del campionato, che potrebbe tranquillamente essere bicromatica, nel senso del
bianco e del nero per via di
quegli sbalorditivi 102 punti
ottenuti dalla Juventus: ma
qualche (opinabile) alternativa la può anche contemplare.
Il modulo è il 3-5-2 in omaggio
a quello dei campioni d’Italia.
L’imbarazzo delle scelte riguarda l’attacco assai più della difesa perché la grande
scuola difensiva italiana è ormai pressoché estinta, e gli
stranieri bravi in quei ruoli sono davvero pochi.
Buffon. Non solo continua
a non perdere colpi. Ma ne
guadagna nel gioco di piede
dove è assai più disinvolto di
un tempo. Ottima la stagione
di De Sanctis, buona per Reina e Perin.
Barzagli. La seconda giovinezza continua. E nella sua
ombra è molto cresciuto Caceres.
Benatia. Forse il miglior
difensore in assoluto di quest’anno. In alternativa Paletta,
e ovviamente Bonucci.
Moretti. Omaggio ad un
professonista esemplare, costante nel rendimento e corretto. Senza ovviamente dimenticare Castan, Chiellini e
forse Rolando.
Callejon. Forse il settore di
campo, la destra, in cui si è visto di più e di meglio, da Cuadrado a Candreva, a Romulo,
all’immarcescibile Lichtsteiner. Ma Callejon ha anche segnato 15 gol, senza rigori.
Vidal. Lui si è fermato, si fa
per dire, a 11 e con due rigori.
Ma è di quelli che vorresti
sempre con te, mai contro.
Splendido Pjanic, ma discontinuo.
Pirlo. Basta la parola. O
quelle punizioni, o quei lanci
telecomandati che alla sua età
solo Rivera. Bravini Marchionni, Inler, Cigarini, Vives.
Strootman. Grande protagonista in giallorosso, finchè
c’è stato. Ma da quella parte
bravo Parolo, ottimo Nainggolan, formidabile Pogba cui
manca solo la continuità.
Asamoah. A proposito di
continuità, magnifico campionato quello del ghanese. E bravo Lulic.
Immobile. Capocannoniere e rivelazione di una stagione in crescendo continuo. Certo che anche Toni, Llorente,
Higuain la parte loro l’hanno
fatta.
Tevez. Si scrive seconda
punta, si legge attaccante universale con il valore aggiunto
di un furore agonistico raro. E’
sua la firma più preziosa sul
terzo scudetto dell’era-Conte.
Con l’onore delle armi allo
sfortunato Pepito Rossi, a un
eccellente Palacio, al trascinatore Gervinho, al cesellatore
Cerci.

R

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Sport .39

.

Successo di famiglia
Il presidente Andrea Agnelli, 38 anni, con la moglie Emma
e il figlio Giacomo di tre anni, pronti per il giro di campo
allo Juventus Stadium

PEGASO

Oltre il gossip
Gigi Buffon, 36 anni, con la
moglie Alena Seredova.
Festeggiano insieme sul
campo. In settimana erano
uscite le indiscrezioni del
presunto flirt con Ilaria
D’Amico del portiere e le foto
sul settimanale «Chi»

LAPRESSE

Orgoglio bianconero
Finalmente il giorno della festa scudetto: i tifosi si sono
scatenati per celebrare la squadra dei 102 punti
LAPRESSE

de. La marcia del bus no, resta
inchiodato ogni tre per due.
Circondato, preso d’assalto, da
migliaia e migliaia di tifosi in
delirio. Quanti? Stime impossibile in questa serata dove tutto
si deve improvvisare.
Ma anche se la marcia del
bus è lenta non c’è uno che se ne
vada. Anzi: tutti restano lì con il
telefonino in mano pigiare a
raffica sull’icona delle fotografie: «C’è Conte, c’è Conte...».
«Hanno lo scudetto: fantastico». Baci alla squadra. Al bandierone. Alle ragazze con la faccia dipinta di bianco e di nero. È
la festa dello scudetto conqui-

LA FESTA

Parata di stelle
e la folla va in delirio
I Campioni sfilano sul bus scoperto in centro città
LODOVICO POLETTO
TORINO

DOPO IL TRIPUDIO

Risse, bombe carta
e anche un accoltellato:
la serata degenera

ltro che passeggiata, è un assedio. Un grande
assedio al bus
scoperto della Juve che arranca per più di
un’ora e mezza alle vie del
centro, cercando di fendere
una selva di teste, bandiere,
fumogeni, carrettini con la
birra. Una marea di persone
che s’infilano dappertutto,
spingono chi gli sta davanti,
talvolta travolgono, o calpestano. È la festa del 30° scudetto che esplode in modo incontrollato. Fumogeni, bandiere, e qualche bomba carta.
La prima fa due feriti. Un carabiniere ricoverato in ospedale con lesioni a una gamba e
all’inguine. E un tifoso. Quando c’è il botto chi è lì vicino
scappa. Una persona scivola.
La travolgono: risultato, ha un
femore rotto. Lo portano via
rapidamente e la festa ripren-

A

AP

LAPRESSE

Saluto di gruppo

Pirlo ride

Leonardo Bonucci, Carlitos Tevez, Sebastian
Giovinco e Martin Caceres sulla prua del pullman
per tutta la sfilata

Come la Garbo sul poster di Ninotchka, Andrea
Pirlo, 34 anni, abbandona l’espressione seria che
lo contraddistingue e si lascia trascinare

stato con 102 punti, il terzo di
seguito e via elencando numeri
e statistiche che non c’è un tifoso che sia uno a ignorare. E c’è
anche tempo di riflettere sul
calcio. In via Po due ragazzi
bardati come tutti gli altri con
maglie e sciarpe e cappellini alzano uno striscione: «Stop alla
violenza negli stadi». Applausi.
Il resto è cronaca di una festa
iniziata allo Juve Stadium, ma
con un imprevisto. Terminata
la partita il protocollo prevedeva tutta una serie di passaggi,
dalla premiazione alla partenza
del bus verso il centro città.
Non era certo prevista l’invasione di campo dei tifosi. Con la
squadra costretta correre negli
spogliatoi. Qualche porta rotta
un po’ di tensione. Ma poi alla
fine è tutto rientrato. Ed è
esploso il delirio da stadio.

La Roma chiude perdendo con il Genoa, l’Inter sconfitta dal Chievo
Catania

2

Chievo

2

Genoa

1

Lazio

1

Napoli

5

Parma

2

Atalanta

1

Inter

1

Roma

0

Bologna

0

Verona

1

Livorno

0

Catania

Atalanta

Chievo

Inter

Genoa

Roma

Lazio

Bologna

Napoli

Verona

Parma

Livorno

(4-3-3)

(4-3-2-1)

(3-5-1-1)

(3-5-2)

(3-4-3)

(4-3-3)

(4-3-3)

(3-4-3)

(4-2-3-1)

(4-3-3)

(4-3-3)

(4-3-3 )

Frison 6,5; Gyomber
6,5, Bellusci 6, Capuano 7, Monzon 6
(44’ st Garufi sv); Izco
6, Rinaudo 6,5, Fedato 6 (40’ st Aveni
sv); Leto 5,5 (11’ st
Lodi 6,5), Bergessio
6,5, Castro 6

Sportiello 6,5; Raimondi 5,5, Benalouane 6, Bellini 6,
Brivio 5 (1’ st Caldara 5); Kone 6,5,
Cigarini 5,5 (20’ st
Olausson 6), Baselli 5,5; Brienza 5
(27’ st Bentancourt
5), Moralez 5,5;
Denis 6

Squizzi 6; Frey 6, Bernardini 6, Dainelli 6
(72’ Obinna 7,5);
Dramé 5,5, Radovanovic 6 (61’ Kupisz
6), Bentivoglio 6, Hetemaj 6 (86’ Calello
sv), Rubin 5,5; Lazarevic 6,5; Paloschi
6,5

Carrizo 5,5; Campagnaro 5,5 (46’ Ranocchia 6), Cambiasso 6, Andreolli6,5;
Zanetti 6, Taïder 6,
Kovacic 6,5 (82’
Guarín sv), Álvarez
5,5, D’Ambrosio 6,5;
Botta6 (85’ Bonazzoli
sv), Milito 6

Perin 6; De Maio 6,
Portanova 6, Burdisso 6; Vrsaljko 6, Sturaro 6,5, Cabral 6,
Marchese 6; Centurion 6,5 (44’ st Motta
sv), Calaiò 6 (34’ st
Konatè 6), Sculli 6
(24’ st Fetfatzidis 6,5)

Skorupski 6; Jedvaj
5,5, Benatia 6,5, Castan 6, Bastos 6; Taddei 6, Nainggolan
5,5, Florenzi 6; Ljajic
6.5 (28’ st Totti 6),
Destro 6 (33’ st Dodò
6), Ricci 6 (14’ st
Mazzitelli 6)

Berisha 6; Pereirinha
6, Biava 6, Dias 6,
Radu 6; Biglia 6, Ledesma 6 (44’ st Minala sv), Lulic 5,5;
Candreva 6 (14’st Felipe Anderson 6),
Klose 5 (36’ st
Tounkara sv), Keita 6

Stojanovic 6,5; Sorensen 6, Natali 5 (1’
st Antonsson 6), Cherubin 6; Crespo 6, Pazienza 6, Cech 6,
Morleo 5,5; Moscardelli 5, Acquafresca 5
(34’ st Federico Rodriguez 5), Laxalt 5,5
(1’ st Ibson 6)

Doblas 6,5; Maggio
6,5, Henrique 6,5,
Britos 6, Ghoulam
6,5; Dzemaili 6 (14’
st Zuniga 6), Jorginho 6,5 (34’ st Lasicki); Callejon 7 (1’ st
Radosevic 6) , Mertens 8, Insigne 6,5;
Zapata 7

Nicolas 5,5; Cacciatore 5,5 (10’ st Gomez 5), Marques 5
(24’ st Rabusic sv),
Maietta 5, Agostini
5,5 (13’ st Albertazzi
5,5); Sala 5,5, Donadel 5, Hallfredsson 5;
Iturbe 6,5, Toni 5,5,
Marquinho 5

Mirante 6 (42’ st Pavarini sv); Cassani 6,
Paletta 6,5, Gobbi 6,
Molinaro 6; Acquah
6, Marchionni 6 (37’
st Galloppa sv), Parolo 6; Schelotto 6 (8’ st
Amauri 7,5), Cassano 6,5, Biabiany 6,5

Anania 6 (38’ st Aldegani sv); Ceccherini 6, Rinaudo 6,
Emerson 6, Gemiti
6; Biagianti 6, Mosquera 6, Duncan 6;
Siligardi 5,5 ( 24’ st
Bartolini sv), Paulinho 6, Belfodil 5
(16’ st Piccini 6)

ALL. Pellegrino

6,5 ALL. Colantuono 5

RETI: st 20’ Lodi, 35’ Kone, 47’ Bergessio rigore
ARBITRO: Aureliano 5,5
AMMONITI: Kone, Baselli, Izco
SPETTATORI: paganti 1918, abbonati
10.462; incasso 8130 euro

ALL. Corini

6,5 ALL. Mazzarri

6

RETI: pt 41’ Andreolli; st 74’ e 90’ Obinna

ARBITRO: Manganiello
AMMONITI: Andreolli, Frey, Dramé
SPETTATORI: 20.000 circa

ALL. Gasperini

6 ALL. Garcia

6

RETI: st 38’ Fetfatzidis

ARBITRO: Irrati 6
AMMONITO: Jedvaj
SPETTATORI: paganti 2546, incasso
20.226 euro; abbonati 16731, quota
165.379 euro

ALL. Reja

6 ALL. Ballardini

5,5

RETI: st 49’ Biglia (rig.)

ARBITRO: Maresca 6
AMMONITI: Pazienza, Felipe Anderson, Pereirinha
SPETTATORI: 5mila circa

ALL. Benitez

7 ALL. Mandorlini 5,5

RETI: 5’ pt Callejon, 13’ e 25’ pt Zapata,
16’ st Mertens, 21’ st Iturbe, 32’ st Mertens
ARBITRO: Pairetto 6
AMMONITI: Callejon, Agostini, Radosevic

ALL. Donadoni

7 ALL. Nicola

6

RETI: St 17’ e 35’ Amauri

ARBITRO: De Marco 6
AMMONITI: Ceccherini
SPETTATORI: 16.763 incasso 103.402 euro
(abbonati 9.235, quota abbonati 71.287
euro; paganti 7.086 incasso paganti 31.067,
voucher 98, rateo voucher 1.046)

40 .Sport

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Verdetto Europa League

Sbagliare in un momento così
decisivo fa male, ho consolato Cerci

Pagelle

L’analisi

Granata fuori, passa il Parma

Giuseppe Rossi
ATTACCANTE DELLA FIORENTINA

ULTIMA GIORNATA DI CAMPIONATO AL CARDIOPALMO

Padelli vola
Glik non
dà la scossa
DALL’INVIATO A FIRENZE

7

PADELLI

5

GLIK

6

VIVES

5,5

MORETTI

5,5

MAKSIMOVIC

5,5

TACHTSIDIS

Vola sulla parabola
velenosa di Rossi nel primo
tempo e si merita gli applausi
del Franchi. Ottimo senso della posizione.

Dal capitano granata non è mai arrivata la scossa del gladiatore: troppo «leggero»davantiagliassaltiviola.
ANSA

Alessio Cerci a terra in lacrime a fine partita: lo consola Giuseppe Rossi (di spalle) insieme con il portiere viola Rosati e il granata Vesovic

Si muove dal cuore
della difesa granata e non sbaglia i tempi.

La grande beffa

Puntuale ed ordinato fino a quando il copione
della notte non fa saltare gli
schemi.

In avvio è il più reattivo quando è il momento
di spezzare le trame di casa.
Si spegne con il passare del
tempo (dal 20’ st BARRETO
6,5: partecipa al momento
migliore del Toro, prova ad
alzare il ritmo: si guadagna il
rigore).

6

KURTIC

Tocca un’infinità di
palloni: peccato per l’imprecisione dell’ultimo tocco. Sui titoli di coda prende la mira e
beffa Rosati.

5

EL KADDOURI

Spuntato: dà la
sensazione dell’incompiuto
nel momento in cui dovrebbe
chiudere il cerchio.

5,5

DARMIAN

Preoccupato da
Cuadrado, si dimentica di
accompagnare i compagni
quando il Toro prova ad accelerare.

4

CERCI

Non trasforma
l’ultima magia: va fuori giri
dal dischetto e non riesce a
frenare le lacrime davanti all’errore che chiude le porte
dell’Europa.

4,5

MEGGIORINI

Una notte di duelli, spalla a spalla con gli avversari. L’occasione della vita gli scorre accanto ma non
la conquista (dal 20’ st LARRONDO 6,5: 120 secondi e realizza un gol che gli mancava
da 13 mesi).
[G. BUC.]

Il Toro fa harakiri a Firenze: Cerci fallisce il rigore al 94’. Finisce pari, addio Europa
MARCO ANSALDO
INVIATO A FIRENZE

F

ine della corsa e fine
del sogno. Con il pareggio di Firenze il
Toro non entra in
Europa e lo fa alla
sua maniera, da tragedia, se si
trattasse di qualcosa di più serio del pallone. Mai una cosa
che fili nella normalità. Il rigore che Cerci si è fatto parare da
Rosati al penultimo minuto di
recupero, e che sarebbe valso
la vittoria, è stato il modo più
crudele per fallire l’obiettivo:
l’uomo più rappresentativo,

Fallito l’obiettivo
nel modo più crudele,
a sbagliare è uno dei
simboli della stagione
colui che, prima dell’esplosione
di Immobile, aveva tenuto i
granata al di sopra della linea
di galleggiamento, si porterà,
ovunque vada, il peso e qualche
maledizione per aver sbagliato
la palla più fascinosa nella storia recente del Torino. Così è la
storia. In Europa League va il
Parma. La stagione rimane eccellente, ben oltre i programmi
e non saranno i due ultimi passetti falsi a cambiare l’opinione
sul lavoro di Ventura e di una
squadra che ha offerto il massimo, talvolta sfortunata, talvolta bersagliata da decisioni discutibili, altre volte, come questa, semplicemente immatura.
Tuttavia arrivare a Roma e
non vedere per due volte il Papa (la pratica europea si poteva già risolvere domenica scor-

sa con il Parma) dà al viaggio
un senso di incompiutezza anche perché non succede tutti
gli anni di calarsi in un campionato come questo. Cerci ha
sbagliato il finale. Non l’avesse
fatto parleremmo di una rimonta straordinaria, per due
volte in svantaggio. D’accordo
che la Fiorentina, a parte Cuadrado, sembrava non volesse

infierire e si lasciava volentieri
schiacciare negli ultimi 20 metri ma il 3-2 avrebbe cancellato
tutto. Ora invece si può dire
che i granata hanno dimostrato come manchi ancora qualcosa per stabilirsi nell’élite del
calcio italiano. Se il Toro avesse potuto scegliere l’avversaria
contro cui giocarsi l’Europa,
avrebbe indicato la Fiorentina

Toro sotto 2 volte
11’st
Larrondo e Kurtic
l’avevano pareggiata

La partita

Si limita a svolgere
il compitino.

Fiorentina

2

Torino

2

Fiorentina

Torino

(4-3-1-2)

(3-5-2)

Rosati 7; Roncaglia
5,5, Rodriguez 6, Hegazi 6, Pasqual 5,5
(32’ st Rebic 6,5);
Aquilani 6, Pizarro 6,
Vargas 6; Borja Valero 6; Rossi 6,5 (17’ st
Joaquin 6), Cuadrado 7 (40’st Bakic sv)

Padelli 7; Glik 5, Vives 6, Moretti 5,5;
Maksimovic 5,5,
Kurtic 6, Tachtsidis
5,5 (20’ st Barreto
6,5), El Kaddouri 5,
Darmian 5,5; Cerci 4,
Meggiorini 4,5 (20’
st Larrondo 6,5)

ALL. Montella

6 ALL. Ventura

22’st

stanca del finale di stagione e
appagata al punto che i giocatori si prestavano alla foto di
gruppo con i figli prima, e non
dopo, il match. E, sugli spalti, si
assisteva a un evento ormai rarissimo negli stadi presidiati:
nella curva Ferrovia i tifosi
granata si mescolavano a quelli
viola senza che un qualsiasi tipo di cordone né di distanza di

Rigore su Cuadrado
Rigore per la Fiorentina. Vives in
area tocca Cuadrado, anche se il
giocatore granata all’ultimo momento ritrae il piede. Rossi realizza dagli undici metri.

Pari in contropiede
La Fiorentina con Pizarro perde il
pallone a centrocampo. Cerci ne
approfitta: fugge in contropiede
e serve Larrondo per il gol del pareggio granata.

34’st

Botta e risposta

49’st

Errore fatale

La Fiorentina torna in vantaggio
con Rebic, in contropiede, ma il
Toro riprende speranza cinque
minuti dopo, con una gran punzione di Kurtic.

6

RETI: st 12’ Rossi, 22’ st Larrondo, 34’ st
Rebic, 39’ Kurtic
ARBITRO: Rizzoli 6,5
AMMONITI: Pizarro,Vives,Rodriguez,Vargas
SPETTATORI: 17.080 paganti per un incasso di 197.564 euro più 23.832 abbonati per
una quota di 371.012 euro

In pieno recupero, il Toro ha l’occasione più facile per vincere:
Roncaglia commette fallo in area
su Barreto. Cerci tira il rigore, Rosati si tuffa sulla sinistra e para.

sicurezza li dividesse. I cori
contro la Juve, invece, li univano. Non c’era situazione migliore per una squadra costretta a
vincere in trasferta. Il punto è
che l’ambiente e il pubblico aiutano ma non decidono e il Toro,
incoraggiato senza soste, per
un’ora (fino al rigore di Rossi
che l’ha finalmente scosso catapultandolo in avanti) non ha
combinato niente di decisivo.
Anzi non ha combinato niente
e basta, rischiando di prendere
gol nel primo tempo sulla conclusione di Giuseppe Rossi,
uno che non poteva permettersi di giocarsela come al torneo

I granata hanno fallito
due match point in due
domeniche: segno che la
maturità manca ancora
dei bar. Dai granata ci si aspettava almeno un tiro in porta, la
condizione minima per provare a vincere, e purtroppo si deve battere sul solito dente. Almeno da un mese il Toro quando si spiega in attacco è legato
al movimento, alla guerriglia di
Ciro Immobile e a Firenze il capocannoniere del campionato
sedeva in tribuna. Ventura aveva gli uomini contati, almeno
quelli di cui si fida, tra i quali
non c’è Vesovic visto che persino con l’impressionante carico
di indisponibili il tecnico granata ha preferito spostare Vives al centro della difesa, con
Tachtsidis a centrocampo, anziché dare spazio al giovane
montenegrino. Dettagli che il
fallimento di un rigore rende
ormai inutile discutere.

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

3

35

I RIGORI SBAGLIATI DAL TORO
1 In questo campionato sono stati due i tiri dal

dischetto falliti da Alessio Cerci (contro l’Inter e ieri
sera contro la Fiorentina). L’altro errore è stato di
Ciro Immobile in Toro-Atalanta.

Sport .41

.

I GOL DELLA COPPIA IMMOBILE-CERCI
1 I nuovi gemelli del gol granata sono stati la

miglior coppia di attaccanti del campionato assieme agli juventini Tevez e Llorente. Immobile ha
segnato 22 reti, Cerci 13.

Ciro re senza Europa
Ora trattenerlo
sarà ancora più difficile

“Orgoglioso di quel che abbiamo fatto”

Immobile, lacrime in tribuna, ma l’addio è vicino

GUGLIELMO BUCCHERI
INVIATO A FIRENZE
a nuova cellula del Toro è stata, comunque, creata e, forse, nemmeno chi
l’ha ideata poteva immaginare di portarla in giro fino a sfiorare l’Europa. Alla
cellula granata pensò Giampiero Ventura
l’8 giugno di tre anni fa quando si presentò
al mondo granata. Attorno a lui, macerie, o
quasi. Davanti un bivio: cancellare la B dai
pensieri del popolo del Toro e rimettere in
orbita un’astronave malconcia e ferita.
«Sono qua per ricreare la nuova cellula...», disse mister Libidine. Il primo anno
fu promozione, poi salvezza ed ora... Ora,
l’Europa che sfugge dal dischetto all’ultimo
respiro, un viaggio affascinante soltanto rimandato e quasi toccato. Ventura ha costruito molto in questo campionato. Lo ha
fatto sul campo ma, soprattutto, fuori. Lunga, lunghissima è stata la lista degli orrori
arbitrali, con i granata uniche vittime. E
dietro ad ogni amnesia dei direttori di gara,

L

Decisivo
Giampiero
Ventura,
66 anni,
al Toro
dal 2011

Personaggi

Firenze non cancella
il capolavoro di Ventura
e di una squadra vera

Rivelazione
Ciro Immobile,
24 anni,
re dei bomber
al 1° anno
granata

DALLA B A UN PASSO DALLE COPPE

Il processo di crescita non si ferma
E senza i torti arbitrali il 6° posto
sarebbe già stato al sicuro
il timoniere di Genova ha cercato di vedere
una luce, negli occhi dei suoi ragazzi, nel
processo di crescita della truppa. Ci rimase
male, Ventura, dopo il ko di Napoli: spiegò
che i suoi non avevano benzina nelle gambe,
ma la sconfitta maturò per due rigori inesistenti là dove aveva lasciato la pelle da poco
il Borussia, corazzata vice campione d’Europa e nessuno lo sottolineò. Malissimo rimase il tecnico della rinascita dopo il ko di
Cagliari, ma solo per il risultato perché «in
Italia raramente si vede una squadra in trasferta imporre il proprio gioco come abbiamo fatto noi qua...».
Ventura ha in mano il Toro. Lo ha fin dai
primi giorni di quel giugno di tre anni fa. La
B è un ricordo, i patemi anche: oggi c’è una
fotografia di un gruppo che, in ogni teatro,
non cambia marcia o faccia. «Lascerò
quando pensare al Toro in Europa non sarà
più come andare a cercare dentro ai segreti
di una sorpresa, ma quando sarà considerata la normalità...», ha sentenziato il condottiero granata. Ventura ha lavorato, spesso
oltre il recinto di gioco perché le fortune di
un club si costruiscono mettendo al loro posto ogni piccolo particolare. Nel gennaio di
un anno fa, nella quiete del breve ritiro di
Ragusa, il tecnico granata indicò la via.
«L’anno prossimo saremo nella parte sinistra della classifica...», disse in privato. I
fatti gli hanno dato ragione. «Portaci in Europa, Ventura portaci in Europa...», cantavano ieri sera i tifosi granata dal cuore di
una tribuna (finalmente) riunita per qualcosa di grande. Lui, il timoniere del Toro, ha
risposto: un cenno, poi occhi sul torello prepartita dei suoi ragazzi.
A fine partita, incassata la beffa, per
qualche minuto non ha avuto la forza per
alzarsi della panchina. Poi, ha detto: «Resto
orgoglioso di quel che abbiamo fatto. È stato un campionato importante, poteva essere straordinario. Abbiamo avuto due volte
la possibilità di andare in Europa League
ma forse ce lo saremmo meritato anche prima, con tutto quello che ci è successo. Il rigore di Cerci e le sue lacrime? Ho visto
piangere Baresi, può farlo anche Alessio. È
il calcio. Spiace che sia successo proprio a
noi, proprio adesso». Ventura può provare
a consolarsi: guida una squadra di giocatori
maturi, sicuri, preparati al duello. Tre di loro, questa sera, varcheranno il cancello di
Coverciano per staccare il biglietto per il
Brasile. Dove erano Immobile, Cerci e Darmian l’8 giugno del 2011? E il Toro?

118
panchine
Per Ventura
è la terza
stagione
al Toro

22
reti
Immobile
in 38 partite
ha segnato
22 gol
senza rigori

Cassano pensa al «suo» Bari

mo minuto è il più sofferto: arriva
la notizia del rigore del Franchi,
regna lo sconforto, ma Rosati
spazza via tutti i sospetti e fantasmi dell’ultima settimana. Atteso
il fischio finale a Firenze, il Tardini può esplodere di gioia, una festa che è andata avanti tutta la
notte per le vie della città, con i
caroselli in piazza Garibaldi come non si vedeva dai tempi di Nevio Scala. Il 18 maggio 2008, 6 anni fa esatti, i crociati retrocedeva-

mancato lui. E soprattutto sono mancati i suoi gol. Ciro Immobile ha assistito impotente dalla tribuna del
«Franchi» al pareggio di Firenze, che condanna il Toro a restare fuori dall’Europa
proprio all’ultimo curva. Un finale choc,
con quel rigore fallito sul gong dal suo gemello, Alessio Cerci, nella partita che i granata aspettavano da più di vent’anni. Il destino li ha divisi all’ultima curva di una stagione irripetibile. Ciro a soffrire sugli spalti, Alessio in campo con l’occasione della vita sul dischetto. Hanno finito entrambi in
lacrime: uno circondato dai compagni, l’altro seduto accanto alla fidanzata.
Dopo aver scalato a colpi di gol la classifica del campionato e dei marcatori, 35 reti
in due, loro malgrado sono diventati protagonisti della notte più atroce. Un epilogo da
Toro, che probabilmente spingerà Immobile (e forse anche il suo gemello) verso altri
lidi. Il bomber si era già congedato la scorsa
settimana, con una sciocca espulsione contro il Parma all’Olimpico, ma ieri quel rosso
ha pesato oltre misura su una squadra che
si è trovata orfana del capocannoniere.
Senza Immobile la squadra di Ventura ha
perso riferimenti, profondità e soprattutto
l’istinto killer. Ben 22 gol in 33 partite con
zero rigori trasformati, 14 reti in 18 gare nel
2014. Un capolavoro per un attaccante che
la scorsa stagione aveva realizzato 5 gol nel
Genoa giocando lo stesso numero di match.
Una beffa totale per un giocatore che
aveva fatto la follia di accettare il granata la
scorsa estate, primo giocatore di sempre a
militare nel Torino in comproprietà con la
Juve, e decidere di prendere in eredità il

È

IN TRIBUNA A FIRENZE

Doppio Amauri, il Parma fa festa
Ma manca ancora la licenza Uefa
Dopo 8 stagioni il Parma rinconquista l’Europa al termine di una
serata pazzesca vissuta con il
cuore al Tardini e l’orecchio teso
verso Firenze. La «prima volta»
del presidente Ghirardi arriva dopo la vittoria sul Livorno, sigillata
da una doppietta di Amauri, ma
porta anche la firma di un ex gialloblù, Giuseppe Rossi, che ha contribuito a fermare il Toro. Una
stagione, però, non si può ridurre
alle altalenanti emozioni dell’ultima serata: a Parma si celebra il
capolavoro di Roberto Donadoni.
Il bergamasco ha dato un gioco
spettacolare alla squadra, esaltando le doti di Cassano e portandolo sulla porte del Mondiale.
Nella stagione del centenario
del club, i tifosi tornano a respirare i fasti degli Anni ’90. Nella sera
della festa il primo tempo scivola
via senza reti. Nella ripresa il rigore di Rossi accende la sfida del
Tardini. Entra Amauri e stende i
toscani. Il resto delle emozioni arrivano, come ai vecchi tempi, dalle radioline e dal tabellone. L’ulti-

TORINO

Il Borussia ha pronta una mega
offerta, Cairo dovrà trattare
l’altra metà con la Juve

DOPO 8 ANNI SULLA RIBALTA INTERNAZIONALE

MARCO BALESTRAZZI
PARMA

GIANLUCA ODDENINO

no in B con una doppietta di
Ibrahimovic. Oggi sono in paradiso con due gol di Amauri.
Il Parma che vola in Europa
porta con se il record stagionale
di 17 risultati utili consecutivi,
mai visti nella storia della società. Poi ci sono le stagioni ad alto
livello di Cassano, Paletta, Parolo
e Mirante, preconvocati da Prandelli in vista del Mondiale, senza
dimenticare Biabiany, tra i migliori nel finale. Sono loro il vero
tesoro per le casse del club crociato in ottica mercato. È su questi giocatori che Ghirardi può costruire il futuro del Parma. C’è la
fila per averli. Al presidente resta
un dilemma: cedere alle lusinghe
dei grandi club per i suoi gioielli e
fare cassa, magari per reinvestire, oppure tenerli stretti per puntare ancora più in alto. C’è tempo
per pensarci, intanto il Parma
per andare in Europa League deve prima risolvere un altro problema: non ha la Licenza Uefa,
per una ritenuta Irpef contestata. Ma il club è fiducioso. Sarebbe
pazzesco cancellare una stagione
storica per un cavillo.

numero 9 del capitano Rolando Bianchi.
«Sono già nella storia», ci scherzò sopra nei
primi giorni di ritiro a Bormio. È stato profetico, perché quei due macigni sulle sue
spalle non l’hanno schiacciato. Il tempo di
prendere confidenza con il gioco di Ventura, trovare in Cerci il «gemello» giusto e
sbloccarsi dopo un lunghissimo digiuno,
poi Immobile ha scalato il Toro, la classifica
dei bomber e la Nazionale. Fino a diventare
«Ciro il Grande»: capocannoniere del torneo, totem per i granata e speranza azzurra
nell’imminente Mondiale brasiliano.
Il titolo resta, ma la sua storia con il Toro
rischia di essere ai titoli di coda. Senza Europa diventa difficile trattenerlo, anche
perché le sirene del Borussia Dortmund sono più incantevoli per prospettive (Champions) e soldi (quinquennale da 2,5 milioni
netti a stagione). «Io sono disponibile a
comprare tutto Immobile e ad adeguare il
suo contratto», aveva rilanciato Urbano
Cairo alla vigilia di Fiorentina-Torino. Il
problema è che senza le coppe i rischi di
perdere entrambi aumentano esponenzialmente. I tifosi granata vorrebbero vedere
ancora Immobile con la maglia del Toro,
perché non è facile pensare di rinunciare al
quarto capocannoniere di sempre in serie
A dopo Mazzola (29 reti nel 1946/47), Pulici
(tre volte re dei bomber: 17 gol nel 1972/73,
18 nel 1974/75 e 21 nel 1975/67) e Graziani
(21 reti nel 1976/77). Nell’attesa di capire
che cosa accadrà - c’è tempo fino al 20 giugno per le comproprietà - le strade di Immobile e del Toro si separano. Il bomber,
come Cerci e Darmian, si ferma a Firenze
per lo stage con la Nazionale. Poi venerdì si
sposerà con Jessica. Rischia di essere il suo
unico matrimonio di questo 2014.

R

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

LAURA BANDINELLI
MILANO

ue gol al Sassuolo non bastano,
come previsto il
Milan non parteciperà neppure ai preliminari di Europa
League.
Finisce con Clarence Seedorf che quasi fa fatica a staccarsi dalla sua panchina e
con uno smarrito Mauro
Tassotti che di fronte all’interrogativo, cosa farai l’anno
prossimo non riesce a trattenersi: «Potrei lasciare». San
Siro è avvolto in una nuvola
d’incertezza. Si conosce ciò
che succederà oggi (giornata
dedicata a Casa Milan e al
suo museo all’avanguardia)
ma non si conosce il domani.
Il futuro di Seedorf si deciderà probabilmente dopo le elezioni Europee, quando la finale di Champions League
tra Atletico Madrid e Real
avrà già un verdetto e Adriano Galliani saprà il destino di
Carlo Ancelotti. Non è un segreto per nessuno, è lui il
principale candidato ma nessuno vuole ammetterlo perché sarebbe come augurargli
di perdere la Decima e l’affet-

D

GALLIANI

«Spesso si formano coppie
di allenatore e vice, Tassotti
sarebbe pronto a restare»
to è troppo grande.
Galliani parlando di Tassotti prima dell’inizio della
partita, ha alimentato i sogni
dei tifosi con una frase sibillina: «Spesso si formano coppie di allenatore e vice allenatore. Magari Mauro vuol stare con qualcuno che è già
passato dal Milan». Il vice di
Carletto, ovvero Zidane ha
già fatto sapere di voler lasciare, ma di questi tempi fa
bene al cuore pensare che sia
Tassotti a restare e Ancelotti
a tornare. «Si deciderà tutto
in un consiglio» ha ribadito
anche ieri Silvio Berlusconi.
E Seedorf, nelle vesti di Fonzie («Mai chiesto scusa ai
giornalisti») aspetta di capire cosa succederà per armare i suoi avvocati. Anche lui
ha un dossier da sottoporre
al presidente, resta da capire
se almeno avrà il privilegio di
essere ascoltato e se non servirà neppure un faccia a faccia. Al momento gli altri pretendenti non sono contemplati, ma non è detto che ritornino di moda.
Nel frattempo Donadoni
oggi parteciperà all’inaugurazione di Casa Milan, ma dovrà essere molto bravo nelle
pubbliche relazioni, soprattutto con Barbara, perché si

Milan, addio Europa
Il futuro è legato
al destino di Ancelotti
Non bastano i due gol al Sassuolo
Milan

2

Sassuolo

1

Milan

Sassuolo

(4-3-2-1)

(4-3-3)

Abbiati 6; De Sciglio
5,5, Rami 6, Mexes
5, Constant 6 (18’ st
Zaccardo 6); Montolivo 6, De Jong 6,6,
Muntari 6,5 (14’ st El
Shaarawy 6); Kakà 6
(28’ st Balotelli sv),
Taarabt 6; Pazzini 6,5

Pomini 5; Mendes 5
(33’ st Terranova sv),
Cannavaro 5, Ariaudo 5, Longhi 5,5;
Chibsah 5 (28’ st
Masucci sv), Magnanelli 5, Missiroli 4,5
(1’ st Biondini 5,5);
Berardi 5,5, Zaza
5,5, Sansone 6,5

ALL. Seedorf

6 ALL. Di Francesco 5,5

RETI: pt 2’ Muntari, 27’ De Jong;
st 45’ Zaza (rigore)

Occhio di triglia

Classifica

TOTALE
PARTITE

SQUADRE

ELIO
PIRARI

RETI

PUNTI

G

V

N

P

F

S

DIFF

102

38

33

3

2

80

23

57

2. Roma

85

38

26

7

5

72

25

47

3. Napoli

78

38

23

9

6

77

39

38

4. Fiorentina

65

38

19

8

11

65

44

21

CRASH TEST
PER PEPE
E MAZZARRI

5. Inter

60

38

15

15

8

62

39

23

SI TOGLIE I MASSI

6. Parma

58

38

15

13

10

58

46

12

7. Torino

57

38

15

12

11

58

48

10

8. Milan

57

38

16

9

13

57

49

8

9. Lazio

56

38

15

11

12

54

54

0

10. Verona

54

38

16

6

16

62

68

-6

11. Atalanta

50

38

15

5

18

43

51

-8

12. Sampdoria

45

38

12

9

17

48

62

-14

13. Udinese

44

38

12

8

18

46

57

-11

14. Genoa

44

38

11

11

16

41

50

-9

15. Cagliari

39

38

9

12

17

34

53

-19

16. Chievo

36

38

10

6

22

34

54

-20

17. Sassuolo

34

38

9

7

22

43

72

-29

18. Catania

32

38

8

8

22

34

66

-32

19. Bologna

29

38

5

14

19

28

58

-30

20. Livorno

25

38

6

7

25

39

77

-38

1. Juventus

In caso di parità di punti la classifica viene stilata in base a: 1° Scontri diretti; 2° Differenza reti
negli scontri diretti; 3° Differenza reti generale; 4° Maggior numero di reti segnate; 5° Sorteggio.
Le prime due direttamente in Champions League, la terza ai preliminari di Champions, quarta e
quinta in Europa League, le ultime tre retrocedono in serie B.

ARBITRO: Valeri 6
AMMONITI: Mexes, Ariaudo
ESPULSI: st 23’ Mexes, 44’ De Sciglio
SPETTATORI: Paganti 14.552, Abbonati
23.567, totale 38.119, incasso 914.585,24
ANSA

Clarence Seedorf, 38 anni

vocifera che non piaccia a suo
padre. La conferma di Seedorf
di sicuro presuppone molti
cambiamenti. A partire dal
modo di gestire il gruppo degli
italiani ieri rappresentati nelle
vesti di titolari da Abbiati, Pazzini, De Sciglio e Montolivo.
Balotelli è finito in panchina:
giovedì è arrivato tardi all’allenamento per seguire le prati-

Serie A Tim

che burocratiche relative al
furto della sua villa e nelle ultime sedute successive è apparso svuotato. Anche il suo futuro è avvolto nel mistero. Per
far quadrare i conti non è
esclusa una cessione eccellente ma non prima del Mondiale
perché è l’unico modo per sperare di guadagnare delle cifre
interessanti.

Risultati
Udinese-Sampdoria
3-3
p.t.: 10’ Okaka (Sa); 26’ Di Natale (Ud); 32’
Di Natale (Ud); s.t.: 8’ Eder (Sa); 10’ Soriano
(Sa); 43’ Di Natale (Ud)
Catania-Atalanta
2-1
s.t.: 19’ Lodi (Ct); 35’ Kone (At); 47’ Bergessio
(Ct) rig.
Genoa-Roma
1-0
s.t.: 38’ Fetfatzidis (Ge)
Juventus-Cagliari
3-0
p.t.: 9’ Silvestri (Ca) aut.; 15’ Llorente (Ju); 40’
Marchisio (Ju)
Chievo-Inter
2-1

Marcatori

p.t.: 41’ Andreolli (In); s.t.: 28’ Obinna (Ch);
45’ Obinna (Ch)
Fiorentina-Torino
2-2
s.t.: 12’ Rossi (Fi) rig.; 22’ Larrondo (To); 35’
Rebic (Fi); 40’ Kurtic (To)
Lazio-Bologna
1-0
s.t.: 49’ Biglia (La) rig.
Milan-Sassuolo
2-1
p.t.:3’ Muntari (Mi);27’ De Jong (Mi);s.t.:45’ Zaza (Sa) rig.
Napoli-Verona
5-1
p.t.: 5’ Callejon (Na); 13’ Zapata (Na); 25’
Zapata (Na); s.t.: 17’ Mertens (Na); 21’
Iturbe (Ve); 32’ Mertens (Na)
Parma-Livorno
2-0
s.t.: 17’ Amauri (Pr); 35’ Amauri (Pr)

19 reti: Tevez (Ju, 1 rig.).
17 reti: Palacio (In), Di Natale (Ud,
4 rig.), Higuain (Na, 5 rig.).

22 reti: Immobile (To).
20 reti: Toni (Ve, 3 rig.).

All’estero
Spagna

Francia

a

38a Giornata

38 Giornata
Malaga-Levante
Real Madrid-Espanyol
Barcellona-At. Madrid
Valencia-Celta
Real Sociedad-Villarreal
Almeria-Athletic
Osasuna-Betis
Rayo Vallecano-Getafe
Valladolid-Granada
Siviglia-Elche

IN OSASUNA-BETIS. I GIOCATORI TRASPORTANO I FERITI

Paura a Pamplona, crolla una tribuna
1 Panico a Pamplona durante Osasuna-Betis. Al gol dell’Osasuna

che lottava per non retrocedere la pressione dei tifosi fa crollare una
tribuna, molti cadono in campo e sono i giocatori a soccorrerli. Nessun
ferito grave, la partita finisce 2-1 ma l’Osasuna retrocede comunque.

Sport .43

.

1-0
3-1
1-1
2-1
1-2
0-0
2-1
1-2
0-1
3-1

Bastia-Nantes
Lorient-Lille
Monaco-Bordeaux
Nizza-Lione
Marsiglia-Guingamp
Paris-Sg-Montpellier
St-Etienne-Ajaccio
Sochaux-Evian Tg
Stade Reims-Rennes
Tolosa-Valenciennes

0-0
1-4
1-1
0-1
1-0
4-0
3-1
0-3
1-3
3-1

Classifica

Classifica

At. Madrid 90; Barcellona, Real Madrid 87; Athletic 70; Siviglia 63; Villarreal, Real Sociedad 59; Valencia,
Celta 49; Levante 48; Malaga 45;
Rayo Vallecano 43; Espanyol, Getafe
42; Granada 41; Elche, Almeria 40;
Osasuna 39; Valladolid 36; Betis 25

Paris-Sg 89; Monaco 80; Lille 71;
St-Etienne 69; Lione 61; Marsiglia
60; Bordeaux 53; Lorient, Tolosa,
Bastia 49; Stade Reims 48; Rennes,
Nantes 46; Evian Tg 44; Montpellier, Guingamp, Nizza 42; Sochaux
40; Valenciennes 29; Ajaccio 23

anonizzazione di
Conte. Viaggio di
Xxl tra gli ultrà arrivati davanti all’hotel della Juve da ogni parte d’Italia, l’inviato Balzarini:
«Perché siete qui, di preciso cosa volete?», «Niente,
siamo qui per l’Angelus».
****
Marocchi trova un senso a
un inutile fallaccio di Rossettini su Pepe: «Ok, ha
voluto fargli un crash
test».
****
Festa scudetto. «È bello
vedere una famiglia così
felice e unita», Massimo
Mauro pericolosamente
incontenibile commenta
in tutte le varianti possibili l’unità di intenti descritta da Ilaria D’Amico: «Bello sì, probabilmente Lapo,
John Elkann e Andrea
Agnelli staranno complottando insieme qualcosa
per l’anno prossimo».
****
Caduta massi. Thohir è
ambizioso e alla Pinetina
fanno le cose sempre più
in grande, Nebuloni conferma: «In attesa che
Mazzarri si tolga qualche
masso dalla scarpa anche all’Inter è tempo di
bilanci».
****
Showquiz di Lauro:
«Mihajlovic e Guidolin mi
sono sembrati vaghi, che
siano in partenza?», Dossena dubbioso: «Mah, indubbiamente la catena
che si sta innescando per
gli uomini in panchina dice che niente è sicuro».
****
Raduno punk al San Paolo. «Con la caviglia che si
ritrova Hamsik salterà
anche l’ultima di campionato davanti a 10mila
bambini tutti con la cresta
come lui», Francesco Modugno.
****
Non ci sono più le mezze
stagioni, Mangiante: «Dopo 4 anni e mezzo Burdisso ritrova la Roma che come ricorderete aveva lasciato a gennaio».

C

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 LA STAMPA 44

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Sport .45

.

Il record

TENNIS, INTERNAZIONALI D’ITALIA. NON RIESCE IL MIRACOLO ALL’ITALIANA

Marc Marquez, 21 anni,
supera Valentino Rossi (35)
dopo una
rimonta dal
decimo posto
La quinta
vittoria consecutiva al via
della stagione
è un primato
nella MotoGp

Djokovic e Williams
accoppiata vincente
Il serbo supera Nadal, Serena batte la Errani che finisce in lacrime
STEFANO SEMERARO
ROMA

Serena e Nole, core de Roma.
La Williams, sempre più
Number One, ha raccolto in
due set, anzi uno, i resti di Sara Errani – che nonostante le
lacrime di delusione per l’infortunio alla gamba (elongazione muscolare, il Roland
Garros è a rischio) ha provato a tornare in campo per la
finale del doppio – e si è poi
presentata in conferenza
stampa indossando una tshirt con scritto «I love Rome» tagliuzzata ad arte («È il
mio stile, mi conoscete»).
Djokovic, che n.1 potrebbe diventarlo a Parigi fra un paio
di settimane, dopo aver bat-

La dedica del n.2
per le vittime
dell’alluvione in Serbia
«Per chi sta soffrendo»
tuto in tre set Nadal (ma il risultato è generoso con Rafa)
il cuore lo ha disegnato sul
campo con la racchetta, stile
Guga Kuerten. «È per voi e
per il mio Paese, che sta soffrendo tanto», ha spiegato il
n.2 del mondo, che con il pennarello ha scritto una dedica
per le vittime dell’alluvione
anche sul vetro della telecamera. Sono dieci anni che la
coppa del Foro la alzano solo
loro: per Djokovic è il terzo
centro su cinque finali, il secondo dopo quello del 2011 su
Nadal. Il Niño resta in van-

MOTOGP, VALE 2º A LE MANS: «RIVINCITA AL MUGELLO»

Record di pubblico
IldolorediSara
«Parigièarischio»

Super Rossi non basta
Marquez, quinto assolo

1 Delusione anche in doppio

per Sara Errani che, con la Vinci,
hadovutoabbandonaredopo4
game la finale. «In singolare sono rimasta in campo per rispetto del pubblico, il doppio ho
provato a giocarlo per Roberta.
L’infortunio? Non so cosa ho e
neppure se potrò giocare a Parigi, deciderò dopo la risonanza».
Al Foro record di spettatori:
175.978, la sfida ora è battere
Madrid nella corsa al mini-Slam
2016. Finale maschile: DjokovicNadal 4-6, 6-3, 6-3. Finale femminile: S.Williams-Errani 6-3,
6-0. Doppio maschile: Nestor/Zimonjic-Haase-Lopez 6-4, 7-6.
Doppio femminile: Peschke/Srebotnik-Errani/Vinci 4-0, rit.

MATTEO AGLIO
LE MANS

LAPRESSE

Novak Djokovic, 26 anni, con il trofeo

taggio 22-19 negli scontri diretti, ma ha perso gli ultimi 4. Inseguiva l’ottava vittoria romana in nove finali e anche se è
riuscito a strappare un set ieri
è sembrato ancora una volta
lontano dalla forma dei bei
tempi. Per una vita ha vinto
partite che avrebbe dovuto
perdere, Rafa ora inizia a perdere anche quelle una volta
avrebbe vinto.
Il suo vantaggio nel ranking
su Novak si è ridotto a 650
punti e se al Roland Garros dovesse uscire battuto in finale a

AFP

Djokovic basterebbe una semifinale per scavalcarlo (addirittura un ottavo se Rafa si dovesse fermare prima). Lo spagnolo non si era mai presentato al
Bois de Boulogne con un solo
titolo sulla terra – per giunta
minore, quello di Rio de Janeiro a febbraio -, è dunque ora di
chiedersi se sia davvero lui il
favorito per lo Slam che ha vinto 8 volte. La Williams in Francia arriverà invece da grande
favorita dopo il secondo titolo
in due anni a Roma, il terzo in
totale. La prima coppona al Fo-

ro la sollevò nel 2002, 12 anni
fa, ma lei civettando come al
solito ha puntualizzato: «sono
come il vino, il mio tennis migliora con gli anni». Ieri era la
favoritissima, alla fine del primo set Sara però si è infortunata al flessore dell’anca e nel
secondo è rimasta in campo
solo per onore di firma, scoppiando in lacrime prima della
premiazione. A consolarla è
arrivata anche una telefonata
di Matteo Renzi. Speriamo
non il tweet con l’hashtag «Sara, stai serena».

per lui. Come me ora? sono passate solo cinque gare». Che ha
dominato senza fare troppa fatica, «in questa stagione non ho
ancora spinto al massimo», ha
ammesso candidamente. Rossi
è al momento il rivale più quotato. «Dopo gli anni in Ducati e la
prima stagione con Yamaha,
prendo la sconfitta più tranquillamente. L’importante è che mi
sento più forte che mai. Il Gp
del Mugello, fra due settimane,
arriva al momento giusto: lì sarà una questione di onore». Il
guanto di sfida è lanciato.

Scalatore

In breve

L’Italia gioca il jolly
Pozzovivo, l’uomo Giro
“Ho voglia di salite”

Domenico
Pozzovivo
31anni,
nei tre Giri
conclusi
in carriera
si è sempre
piazzato fra
i primi 9

GIORGIO VIBERTI
INVIATO A SESTOLA

Italbici gioca il jolly.
Dopo l’exploit di Ulissi nella tappa di sabato a Montecopiolo, ieri la vittoria sul traguardo in quota a
Sestola è andata all’olandese
Weening, che ha bruciato il
nostro Malacarne. Ma poco
dopo, tutto solo, è arrivato
Domenico Pozzovivo, il piccolo scalatore lucano che nel
finale ha staccato gli altri big,
guadagnando 30" in classifica e salendo così al 4° posto
della generale.
Dopo la tappa erano in
tanti a promuoverlo tra i candidati alla conquista di questo Giro. Ma è davvero così?
O i vari Evans, Uran o Quintana hanno qualcosa in più?
Di sicuro a favore di Pozzovi-

L’



Posto
in classifica
per il 31enne
lucano del
team Ag2r: è
a 1’20” dal
leader Evans

Tappa a Weening, Evans in rosa. Oggi riposo
1 Nona tappa Lugo-Sestola,

172 km: 1. Weening (Ola); 2. Malacarne; 3. Pozzovivo 42”; 4. Ulissi 1’08”; 5. Uran (Col); 6. Kelderman (Ola); 7. Evans (Aus); 13.
Quintana (Col); 20. Basso. Classifica: 1. Evans; 2. Uran 57”; 3.

Majka 1’10”; 4. Pozzovivo 1’20”;
5. Morabito 1’31”; 6. Aru 1’39”;
7. Ulissi 1’43”; 9. Quintana 1’45”;
11. Basso 2’01”. Oggi 2° giorno
di riposo a Modena. Domani 10a
tappa Modena-Salsomaggiore
(173 km), per velocisti.

sfida: «Sto benissimo e l’unico
problema per me sarà tenere
questa condizione fino alla
conclusione del Giro». Subito
dopo la tappa Pozzovivo era
parso addirittura contrariato
anziché contento del 4° posto.
«Questa giornata me l’ero segnata, volevo vincere. Ma è andata via una fuga da lontano e
gli uomini di classifica hanno
lasciato fare», permettendo
così a Wenning e Malacarne di
disputarsi il successo in una
volatina a due. «Nel finale ho
voluto dare lo stesso un segnale - ha aggiunto Pozzovivo -,
perché questo Giro pieno di sa-

(Honda); 2. Rossi (Yamaha); 3.
Bautista (Honda); 4. P. Espargaró (Yamaha); 5. Pedrosa
(Honda). Classifica: 1. Marquez 125 punti; 2. Pedrosa 83;
3. Rossi 81. Moto2: 1. Kallio
(Kalex); 2. Corsi (Kalex); 3. Rabat (Kalex). Classifica: 1. Rabat 99; 2. Kallio 92; 3. Viñales
62. Moto3. 1. Miller (Ktm); 2.
Rins (Honda); 3. Viñales (Ktm).
Classifica: 1. Miller 104; 2. Fenati 74; 3. Vazquez 72. Prossimo GP: Italia, 1º giugno.

Serie B

Il Latina a Siena
1 Stasera 2 posticipi di se-

rie B: Bari-Cittadella (19
Premium Calcio), LatinaSiena (21). I playoff al via dal
3 giugno.

Ferrari d’oro
1 Europei

di ginnastica:
Vanessa Ferrari vince l’oro al
corpo libero, a pari merito con
Iordache (Rom). Era dal 2007
(sempre Ferrari) che gli azzurri non vincevano un titolo.

Basket, Eurolega

Trionfo Maccabi
1 Il Maccabi Tel Aviv batte

LAPRESSE

vo giocano alcuni fattori importanti. Per esempio la sua
squadra - la francese Ag2r - è
tra le più attrezzate ed è al suo
servizio. Poi non va dimenticato che nella terza settimana il
Giro proporrà salite durissime
(neve permettendo!), proprio
quelle che piacciono a Domenico. E persino le due cronometro individuali potrebbero sorridergli, anche se Pozzovivo
non è certo un cronoman: la
Barbaresco-Barolo (12a tappa,
42 km) ha infatti molta salita e
la Bassano-Cima Grappa (19a
tappa, 17 km) è una cronoscalata. L’interessato accetta la

1 MotoGp: 1. Marquez

Ginnastica, Europei

Prende 30” ai big. Ulissi: “Antidoping alle 6, vergogna”

Personaggio

Classifiche

Marc Marquez ha tagliato il
traguardo di Le Mans a braccia spalancate, in piedi sulle
pedane. Il suo volo è terminato con la quinta vittoria consecutiva. La suspense è durata
12 giri, una partenza sbagliata
seguita da una rimonta inarrestabile. «Mi sono rilassato
un po’ troppo nei primi giri.
Poi ho visto Rossi davanti e
non ho pensato ad altro se non
riprenderlo». È passato dalla
decima alla prima posizione,
quasi una passeggiata. «So
bene come ci si sente quando
sai che puoi gestire la gara a
tuo piacere. Lo facevo anch’io
una decina di anni fa», ha raccontato Valentino. Il piccolo
diavolo sembra il suo doppio,
uno di quei fenomeni che nascono a cadenza regolare e riscrivono le regole del proprio
sport.
«A volte penso che sarebbe
bello affrontarlo avendo la sua
stessa età – ha giocato il Dottore con la fantasia – Poi ci ripenso, forse è meglio così, sia
per lui adesso che per me allora». Marc è stato allo scherzo:
«Non so se mi piacerebbe, a
vent’anni Valentino sembrava
imbattibile, tutto era facile

lite dure mi piace davvero».
Attenzione: il 31enne corridore di Policoro, provincia di
Matera, nei tre Giri conclusi in
carriera si è sempre piazzato
fra i primi 9 (più un 6° posto
nella Vuelta 2013, l’unica disputata) e quest’anno ha dimostrato di avere una grande
condizione anche alla LiegiBastogne-Liegi, conclusa al 5°
posto dopo essere stato ripreso solo nell’ultimo km. «Certo
che Pozzovivo può vincere il
Giro, e per me sarà un avversario in più» ha confermato Cadel Evans, il leader di classifica
che per la prima volta in car-

riera è riuscito a conservare la
maglia rosa: l’aveva già indossata due volte, nel 2002 e 2010,
ma sempre per un giorno.
Subito dietro a Pozzovivo, e
primo fra i big, sul traguardo di
Sestola è giunto Ulissi, l’eroe
del giorno prima a Montecopiolo. Che ha tuonato: «Fra
trasferimenti e massaggi, avevo finito di cenare alle 23,30,
eppure alle 6 di mattina sono
arrivati i controlli antidoping.
E’ vergognoso! Ho dormito
meno di 5 ore e poi in corsa mi
sono sentito svenire. Ma non
potevano farli alle 8? Che cosa
sarebbe cambiato?».

per 98-86 il Real Madrid e
vince la finale di Eurolega che
si è disputata ieri al Forum a
Milano.

Marcia, a Misterbianco

Giorgi record sui 5km
1 Eleonora Giorgi, a 2 setti-

mane dal record italiano nella
20 km, firma il record del
mondo sui 5000m a Misterbianco (CT): 20’01”80.

Atletica, Diamond League

Gatlin già veloce
1A

Shanghai nella 2ª tappa di Diamond League Lavillenie vince l’asta con 5,92 e
Gatlin è 1° nei 100m in 9”92.
Non c’erano azzurri in gara.

T1 CV PR T2

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 LA STAMPA 46

Da Unimpiego servizi gratuiti per le Aziende associate

Decreto Lavoro e Garanzia Giovani
Si susseguono in questo
periodo le novità in
materia di lavoro di sicuro
interesse per le aziende.
I servizi dell’Unione
Industriale seguono con
attenzione tutti gli sviluppi
normativi e regolamentari
e, insieme agli Enti
dedicati Unimpiego
Confindustria (mercato del
lavoro) e Camerana
(formazione professionale),
si preparano ad essere a
fianco delle imprese per
risolvere qualunque loro
necessità o richiesta, con
competenza e
gratuitamente.
Ma è importante anche
informare direttamente le
aziende delle variazioni:
la settimana scorsa è stato
convertito in legge il
cosiddetto Decreto
Occupazione.
Sia pure in forma più
attenuata rispetto a quello
iniziale, il testo approvato
in via definitiva introduce
alcune significative
modifiche alla disciplina
del contratto a termine e
dell’apprendistato.
E’ prevista, in particolare,
la possibilità di stipulare

contratti a termine senza
vincolo di causale fino ad
un massimo di trentasei
mesi, prorogabili fino a
cinque volte nell’ambito di
tale periodo.
Per approfondire i
contenuti delle nuove
disposizioni, l’Unione
Industriale di Torino
organizza un seminario per
le aziende associate che si
terrà lunedì 26 maggio,
con inizio alle ore 9.30,

presso le sale del Centro
Congressi in via Vela 17,
Torino. Il seminario sarà
anche occasione per
tornare sul tema dei
giovani e dei programmi a
loro dedicati.
Si intende infatti
presentare, con il supporto
della Regione Piemonte, il
nuovo Portale regionale
dei tirocini e per illustrare,
in collaborazione con
l’Agenzia Piemonte

Lavoro, le opportunità
offerte dal Programma
Garanzia Giovani
Piemonte.
Si ricorda che tale
programma è finalizzato a
favorire l’inserimento al
lavoro o in tirocinio dei
giovani fino a 29 anni di
età e che, nell’ambito della
Garanzia Giovani,
Unimpiego Confindustria,
l’Agenzia per il lavoro del
sistema associativo, è in
grado di offrire alle
aziende interessate un
supporto gratuito nella
ricerca e selezione dei
giovani da inserire,
provvedendo anche,
tramite Assocam Scuola
Camerana, all’eventuale
formazione finalizzata
all’occupazione.
Per informazioni sulla
partecipazione al
seminario: Servizio
Sindacale, tel.
011.5718265, e-mail
sindacale@ui.torino.it
Per chiarimenti sulla
Garanzia Giovani
Piemonte: Unimpiego
Confindustria, tel.
011.5718405, e-mail
torino@unimpiego.it.

IN BREVE
L’Unione Industriale con
l’Ambasciata e il Consolato
del Ghana, organizza un
forum sulle occasioni di
business nei settori
dell’energia, agricoltura ed
agroalimentare, ecc.. con
riferimento ai programmi di
sviluppo del Paese africano.
L’incontro si tiene venerdì
23 maggio dalle 10.00
presso il Centro Unicredit,
via XX Settembre, 29 a
Torino. Per info: Servizio
Estero, export@ui.torino.it,
011.5718296.
Venerdì 23 maggio dalle
ore 9.30, presso il Centro
Congressi, AIT organizza
un seminario riguardante i
modelli di libretto di
impianto per la
climatizzazione e di
rapporto di efficienza
energetica. Per iscrizioni:
AIT, tel 011. 5718660.

dedicato alla cultura della
vendita, organizzata con
Amma, UI e Cdvm. La
partecipazione è gratuita.
Per info: tel. 011.5718561,
www.skillab.it
Martedì 20 maggio alle
ore 21.00 si svolgerà presso
il Centro Congressi la
presentazione del libro di
Alberto Orioli "Figli di papà
a chi? Storia del movimento
che ha cambiato la
Confindustria": il volume
rievoca la storia del Gruppo
Giovani imprenditori
attraverso i suoi
protagonisti. Partecipano
con l’autore Marco Gay,
Edoardo Garrone, Jacopo
Morelli e Lorenzo Vallarino
Gancia.

Piccolindustria organizza
mercoledì 21 maggio dalle
8.30 presso il Centro
Congressi il primo
Venerdì 23 maggio alle
appuntamento del ciclo
ore 17.30 Skillab presenta la “Comunicare sempre. Di
9 edizione di SALES
più. Con meno”. Per info:
CULT, percorso formativo piccolindustria@ui.torino.it

Grande opportunità per le imprese

In marcia verso l’Expo 2015
Manca meno di un anno
a Expo 2015, l’Esposizione
Universale che, dal 1°
maggio al 31 ottobre, si
occuperà del tema “Nutrire
il Pianeta, Energia per la
Vita”. Nonostante le attuali
turbolenze, ci sono ancora
diverse opportunità per le
imprese interessate a
partecipare.
La più recente è il progetto
“Federalimentare4Expo”:
un padiglione “corporate”
che sarà dedicato a
valorizzare le filiere del
settore alimentare, la storia
delle eccellenze del Made
in Italy e di quei marchi
che hanno fatto del cibo

italiano un elemento
distintivo della storia e
della cultura del nostro
Paese. La gestione del
Padiglione è stata affidata a
Fiere di Parma e la
proposta, riservata alle
imprese del settore food e
collegate alla filiera,
prevede la possibilità di
acquistare slot istituzionali
o aziendali completamente
allestiti e personalizzati. La
scadenza per l’adesione è
fissata, al momento, al 30
maggio. Tra le ulteriori
opportunità a disposizione
delle imprese, ricordiamo
che i bandi di gara della
Società Expo 2015 Spa sono

disponibili su
www.expo2015.org, sul sito
del Padiglione Italia
www.padiglioneitaliaexpo20
15.com e su
www.ui.torino.it, alla
Sezione “Progetto Speciale
Expo 2015”. E’ancora
possibile, inoltre, iscriversi
al catalogo dei fornitori su
http://fornitori.expo2015.org
ed al catalogo territoriale
che il Ceipiemonte
presenta direttamente ai
Paesi interessati. Infine,
sono ancora presenti
possibilità di sponsorship e
partnership sia per gli
allestimenti degli spazi che
per gli eventi.

AZIENDE D’ECCELLENZA
FIBET: LEADER MONDIALE
DELLA STABILITÀ
E' a Moncalieri (attiva da oltre 60 anni) una delle
aziende leader mondiali nei comparti automotive di
supporti antivibranti (motore,
cambio e differenziale) e nelle
articolazioni elastiche per
sospensioni, barre stabilizzatrici e
balestre. I componenti
antivibrazioni, inoltre, sono
applicati ovunque ci siano
vibrazioni da smorzare: macchine
movimento terra, gruppi
elettrogeni, macchine agricole, dal
condizionamento al navale,
dall'aeronautico al ferroviario. Si
tratta della Fibet, un "campione"
della componentistica torinese
che ha saputo reggere alla crisi, come sottolineano il
direttore amministrativo, Sergio Bertolino, e quello

commerciale, Stefania Saitta. Fibet ha chiuso il 2013
con fatturato in aumento del 18 per cento sul 2012,
mentre le proiezioni per il 2014 prevedono vendite
complessive di gruppo (Italia, Uk e Cina) in
aumento del 20 per cento. I primi tre mesi del 2014
mostrano buone performance,
con la quota di vendite all'estero
che ha superato il 50 per cento.
La presenza su mercati esteri,
fondamentale anche per Fibet,
si è concretizzata in particolare
in Cina (attiva, dal 2007, la
Zhongshan Fibet ltd) e, fin dal
1993, nel Regno Unito (con la
Fibet Uk ltd) e con l'export
verso mercati consolidati come
Germania, Francia, Russia, Paesi
Baltici, Penisola Arabica, Nord
America, Maghreb. Prova di una
riconosciuta capacità nella soluzione di problemi
vibrazionali e di rumorosità a tutti i livelli.

47

Gli autovelox della settimana in città
Oggi
Domani

21 mag
22 mag

IL TEMPO IN CITTÀ
Ieri

Un anno fa

MIN (˚C)

12

12

9.0

MAX

Oggi

15

23.5

19.9

All’interno
La folla
di Grillo
non spaventa
Chiamparino
Settimana decisiva
venerdì il Pd chiude
in piazza Castello
Alessandro Mondo
A PAGINA 53

Lite in cucina
tre feriti
all’agriturismo
Prima urla e insulti
poi coltellate
tra cuoco e cameriere

Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa

Corso Tazzoli
Corso Orbassano
Corso Cosenza
Corso Siracusa
Corso Moncalieri Corso G. Ferraris
Strada Aeroporto Corso Allamano
Via Bologna
Corso Salvemini
Via Plava
Corso Settembrini

Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
C.so Quintino Sella

Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa
Strada del Drosso
Via Biscaretti di Ruffia
Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa

Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Corso Novara

Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Corso Belgio

Corso Francia
Corso Peschiera
Corso Trapani
Via Mazzarello
Corso Rosselli
Via Botticelli

Corso Francia
Corso Peschiera
Corso Trapani
Via Mazzarello
Corso Rosselli
Via Passo Buole
Via O. Vigliani

22 mag

23 mag

Via Passo Buole
Via Onorato Vigliani
Corso Vercelli
Corso Giulio Cesare
Corso Novara
Strada Traforo al Pino
Via Agudio
Corso Cairoli

24 mag

Via Passo Buole
Corso Orbassano
Via Onorato Vigliani Corso Settembrini
Strada del Drosso
Via Biscaretti di Ruffia
Via Plava
Corso Grosseto
Lungo Stura Lazio
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Corso Giulio Cesare
Corso Novara

Corso Grosseto
L.go Stura Lazio
Via Pietro Cossa

Strada Comunale
di Pecetto
Via Agudio
Corso Cairoli
Via Passo Buole
Via Onorato Vigliani

Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Corso Vercelli

Centimetri
LA STAMPA

Si ricordano inoltre
le postazioni fisse
di c.so Regina
Margherita
e c.so Unità d’Italia

25 mag

NESSUN
ACCERTAMENTO

LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

Via XX Settembre, 14/c
(quasi ang. Via Gramsci)
TORINO
Cell. 348.5502437

IL DELITTO UNO SPACCIATORE UCCISO DOPO UN’AGGRESSIONE A DUE PASSI DALLA MOVIDA

Guerra tra bande
paura a San Salvario
Il racket dietro il commando killer in azione in via Ormea
*

L’agguato. Era l’1,50 di
sabato notte quando un
commando su tre auto ha
aggredito un gruppo di
spacciatori africani in via
Ormea, dalle spraghe si è
passati alle pistole e un
uomo è morto.

*

La grande paura. L’agguato ha alzato il livello della preoccupazione anche se
nella zona di San Salvario i
controlli di polizia e carabinieri sono frequenti soprattutto nelle ore notturne.

Le reazioni
I residenti: le retate non bastano
bisogna far tornare la legalità

Numa A PAGIINA 48

Elisa Barberis A PAGINA 49

VIA PO INVASA DA MIGLIAIA DI TIFOSI UNA GRANDE FESTA NEL CUORE DELLA CITTÀ

L’acchiappa-bambini
e il decalogo
del Regina Margherita
Claudio Laugeri
A PAGINA 52

Rita Pavone
ritorno a casa
con spettacolo

Marinella Venegoni

COMPRO ORO
COMPRO ARGENTO
COMPRO ROLEX

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it

Cosa fare se
un bimbo fugge
dall’ospedale

Domani al Colosseo
un concerto dedicato
ai grandi successi

RUDY
OROLOGI

TORINO

LA STAMPA

Alessandro Previati
A PAGINA 55

T1 CV PR T2

REPORTERS

Una folla mai vista per la Juve dei record
Brunetto, Coccorese e Poletto ALLE PAGINE 50 E 51

A PAGINA 55

Il cybercodice medico
MARCO ACCOSSATO

S

ette anni dopo l’approvazione del Codice
2006, Torino consegnerà alla medicina il nuovo
testo di deontologia professionale. Un lavoro di revisione durato circa due anni che
ha coinvolto nella discussione tutti gli Ordini dei Medici
e Odontoiatri d’Italia.
Il nuovo codice professionale nasce dalla necessità di
dettare le linee di comportamento di fronte all’evoluzione e ai sempre più rapidi
cambiamenti della Medicina. Le novità riguardano in-

fatti ambiti prima inesplorati,
come la medicina potenziativa che punta non solo al recupero fisico ma anche a quello
psicologico del malato, quella
militare, la telemedicina e la
moderna organizzazione sanitaria, temi a cui sono stati dedicati quattro nuovi articoli,
mentre gli altri 75 sono stati
rivisti e in parte corretti.
Il nuovo codice deontologico dell’Ordine fa i conti anche
con le nuove tecnologie e le
frontiere del web che hanno
portato a rivedere alla luce di
Internet i princìpi guida di
una medicina diventata cybermedicina.

L’EVENTO

I musei
si svegliano
a mezzanotte
GUIDO NOVARIA

E

ra prevedibile, ma il
successo della Notte
dei Musei, l’altra notte,
è andato ben oltre le previsioni della vigilia. La direzione
dei Beni Culturali ha reso noto che i visitatori «notturni»
del Polo Reale Villa della Regina e Palazzo Carignano sono
stati oltre 3.500. Lunghissime
code per visitare anche il Palazzo, l’Armeria Reale e il Museo Archeologico: grande richiamo per i dipinti provenienti dalla Tate Gallery di
Londra esposti nella mostra
dei Preraffaelliti, che ha proposto percorsi guidati conclusi oltre mezzanotte.
Boom di visitatori al Museo
Nazionale del Risorgimento: il
botteghino per la giornata di
sabato 17 maggio ha registrato l’emissione di 3.500 biglietti. Particolare interesse del
pubblico per la mostra «Belle
époque. Lo sguardo ironico di
Dalsani». Ottimi risultati di
presenze anche per i musei
del Cinema e l’Egizio e per
quello della Montagna. Fuori
città, la Reggia di Venaria ha
dovuto fronteggiare un assalto inaspettato di visitatori
notturni.
Da registrare infine il tutto
esaurito per l’apertura serale
della chiesa di Santa Cristina,
in piazza San Carlo, in occasione dell’inaugurazione del
nuovo impianto luci, con il
concerto della banda di Caselle, diretta da Flavio Bar.

T1 CV PR T2

48 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

gg Dossier/Omicidio in strada
Segnali
di
tensione

R

1

R

MARZO 2013

2

Alcune
prostitute
vengono
aggredite a
coltellate
nella zona
di via Ormea

Ilmarciapiede èdivisotraspaccioe prostituzione
malaconvivenzanelquartiereèsemprepiùdifficile

La ricostruzione

Cosa è successo? Gli investigatori - in questa fase dell’indagine, che non parte affatto da zero ma anzi - tendono ad escludere una guerra di racket, cioè
un conflitto tra criminalità centro-africana e quella dell’Est
romeno-albanese che control-

Due
parcheggiatori
abusivi
marocchini
vengono
ammazzati
in via Nizza

I due fronti del racket a San Salvario
Bertini

LA DROGA
La mafia nigeriana
300 affiliati
Le truppe senegalesi
200 affiliati
1
2
3
4
5
6
7

via Muratori

piazza
De Amicis

via Saluzzo
via Goito-Berthollet
via Galliari
corso Raffaello
via Ormea
via Monti
via Foscolo

Ogni pusher frutta
all'organizzazione
circa 1.000 euro a notte

1

7

piazza
Nizza

4

via Belfiore

via Giotto

3

6
via Foà

7
6

LA PROSTITUZIONE
Il controllo delle 100 ragazze
che lavorano ogni sera
nel quartiere è diviso
tra albanesi e romeni
1 via Nizza
2 via Pio V
3 via Ormea
4 corso Raffaello
5 corso Marconi
6 corso Dante
7 via Pietro Giuria
8 corso Massimo D'Azeglio

I pusher africani forse
hanno infastidito
alcune ragazze
dell’Est Europa
Le prime sequenze dell’omicidio descrivono un primo contatto tra uomini bianchi, armati di mazze, e alcuni spacciatori
africani. Qualche minuto dopo
le tre auto del commando si allontanano. Ma una si ferma,
scende il killer, sceglie il bersaglio, spara e uccide.

3

Un giovane
pusher
di origine
senegalese
viene
ucciso con
una coltellata

MASSIMO NUMA

La spietata esecuzione dell’uomo di origine africana,
identificato come il senegalese Moussa Seck, 24 anni, riaccende ancora una volta i fari
sul quartiere multi-etnico di
San Salvario. Il killer lo ha voluto freddamente uccidere,
centrandolo con un proiettile
vicino al cuore.

APRILE 2014

o

La guerra tra gang
dietro l’esecuzione
di San Salvario

R

DICEMBRE 2013

Moussa Seck, 24 anni, sulla cui
vera identità nessuno sarebbe disposto a scommettere un solo
centesimo.

Cinque colpi per uccidere
Uno dei fori provocati dai proiettili sparati dall’assassino per
uccidere lo spacciatore senegalese. L’esecuzione è avvenuta in
via Ormea, nella parte più a sud del quartiere di San Salvario

la, in tutte le sue possibili declinazioni, il mondo della prostituzione. Si tratta di due organizzazioni
abituate a convivere nel nome del
proprio core business di riferimento.
La zona condivisa

L’episodio di via Ormea potrebbe

avere un’origine più semplice,
cioè uno scontro tra alcuni pusher e le prostitute che lavorano
nella stessa zona. Alla fine le donne, disturbate o addirittura molestate, avrebbero deciso di fare intervenire la rete degli sfruttatori.
Da qui la spedizione punitiva e la
gelida esecuzione del sedicente

Il racket e la movida

Ma che la questione San Salvario
- un quartiere rinato in pochi anni, epicentro della movida torinese dopo la chiusura dei Murazzi,
con una vita culturale, artistica e
di divertimento tra locali alla moda e ristoranti di pregio - stia rivelando di nuovo un lato oscuro,
con i tentacoli del racket che si allungano nelle vie e nelle piazze, è
purtroppo un problema ben noto
alle forze dell’ordine.
Polizia e carabinieri hanno

via Marocchetti

co

rso

Ga

lile

oG

TORINO

ali

lei

portato a termine, in modo incisivo, una serie di operazioni anti-malavita. I carabinieri hanno
impiegato, in piena notte, anche
un elicottero per la caccia ai pusher. Qualcuno nel quartiere
aveva denunciato il «clima di militarizzazione». Oggi c’è un senso di sgomento e di dolore per la
morte di un ragazzo, spacciatore di cocaina o anche no.
La nuova criminalità

Da qualche tempo non c’è strada
di San Salvario che non sia colonizzata dalle organizzazioni criminali africane. Sono racket efficienti, in grado muovere, via Spagna o Olanda, ingenti quantitati-

vi di stupefacenti, soprattutto attraverso l’esercito disperato degli «ovulatori». compresi ragazzini, addestrati da bambini a ingoiare i contenitori pieni di droga.
I narcos senegalesi

Una recente indagine del nucleo
investigativo dei carabinieri aveva ricostruito il percorso dei «narcos» senegalesi, che utilizzavano
il denaro ricavato dallo spaccio
per finanziare le guerre tribali e
politiche africane. Gli investigatori della Narcotici della polizia in
pochi mesi hanno sequestrato notevoli quantità di cocaina e arrestato decine di spacciatori. Il salto
di qualità preoccupa tutti.

4

T1 CV PR T2

LA STAMPA
LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .49

g
Le reazioni

“Serve una nuova
strategia
per la sicurezza”
Michele
Coppola

ALESSANDRO MONDO

STAZIONE
PORTA NUOVA

1

2

via Giacosa

via Campana

via Morgari

uso
Valperga Cal

5

2

5
3

via Madama Crist

ina

8

parco
del Valentino

v
Po

N
- LA STAMPA

Il tratto di via Ormea dove è avvenuta la sparatoria

Smarrimento ma anche polemiche, e recriminazioni, a seguito di un episodio che per la
sua brutalità, e per il sostanziale senso di impunità che presuppone, interroga bruscamente un’intera città.
Non a caso, Mauro Marino,
presidente della Commissione
Finanze e Tesoro del Senato e
già autore di un’interrogazione parlamentare presentata lo
scorso luglio sul fenomeno dello spaccio a San Salvario, oggi
chiederà un incontro al prefetto: «Voglio capire se esistono
strategie, e quali. Vivo in zona,
da tempo fioccano le lamentele. Non si può andare avanti
così». Un episodio dal quale le
forze politiche, impegnate nel
rush finale verso le elezioni del
25 maggio, traggono considerazioni diverse.
Sergio Chiamparino, che
per anni ha amministrato Torino, e ora ci prova con la Regione, mette le mani avanti: «Difficile dire cosa si potrebbe fare,
sono dinamiche che non chiamano in causa le istituzioni locali ma semmai lo Stato. Purtroppo lo spaccio di droga, e la
prostituzione, restano i grandi
business della criminalità. Come tali, questi fenomeni, e le
violenze correlate, vanno
stroncati con la repressione».
Guai a sottovalutarli, insomma. «Sicuro - aggiunge Chiamparino . È vero che, rispetto ad
altre grandi città, da noi queste cose non sono all’ordine del
giorno. Anche così, bisogna capire se si tratta di un fatto occasionale o, come penso, un indizio che Torino è considerata
una piazza “valida” per questo
genere di affari».
Un commento prudente,
quello dell’ex sindaco, al quale
fanno da contraltare le posizioni in arrivo dalla sinistra e dal
centrodestra. «Per avere città
più sicure ci vogliono città più
giuste - commenta Michele
Curto, capogruppo di Sel in Comune -. Bisogna essere duri con
i forti, con le gang criminali, e al

«Bisogna
intervenire
prima che
l’emergenza
diventi fatto
di cronaca»

Agostino
Ghiglia
«Certi episodi
dimostrano
il fallimento
delle strategie
buoniste»

Mauro
Marino
Senatore Pd
«Chiederò
oggi stesso
un incontro
con
il prefetto»

tempo stesso promuovere l’integrazione, i servizi e il welfare per i
più deboli».
Agostino Ghiglia, coordinatore regionale dei Fratelli d’Italia,
non ha dubbi: «La tragica sfida
all’Ok Corral dimostra il fallimento delle politiche tolleranti e
buoniste del governo di centrosinistra che, forte anche dei voti di
Forza Italia, negli ultimi mesi ha
approvato il decreto svuota carceri rimettendo in giro migliaia
di delinquenti e ha abrogato il reato di immigrazione clandestina
incentivando l’assalto alle nostre
coste». Gilberto Pichetto, candidato di Forza Italia alla carica di
governatore: «C’è un serio problema di ordine pubblico, legato
alla necessaria tutela che devono
avere anche le forze dell’ordine e
alla pena per chi compie certe
azioni. Basta impunità».
Un fatto drammatico, interviene Michele Coppola, in corsa
per le regionali con Ncd, «che dimostra come il tema della sicurezza deve entrare nell’agenda di
governo della Città e della Regione: si deve uscire dalla logica secondo cui certi problemi esistono
solo quando arrivano alla ribalta
della cronaca».

Vigilantes privati ingaggiati per prevenire risse e schiamazzi

La rabbia dei residenti

“Le maxiretate
non bastano
Ci vuole legalità”
ELISA BARBERIS

«A cosa sono servite le retate
con tanto di elicotteri, se poi il
giorno dopo gli stessi pusher
sono tornati a spacciare indisturbati nello stesso angolo?».
È quanto si domandano residenti e commercianti del
quartiere, a poco più di due
mesi dal grande blitz in cui sono stati arrestati una trentina
di spacciatori.
«Il risultato? Non è cambiato nulla», spiega Eliana
Strona, segretario dell’Associazione Rispettando San Salvario. La sensazione è che ormai la legalità manchi ad ogni
livello: «Non si possono fare
incursioni ogni quindici giorni, mostrare i muscoli non basta più: qui serve una soluzione che sia duratura».
Certo, San Salvario ha
cambiato volto rispetto a dieci anni fa, quando era un
quartiere blindato in cui si respiravano tensione e degrado,
ma prostituzione e spaccio lo
non hanno comunque mai abbandonato. Sono cambiate le
regole: il commercio illegale
si è fatto itinerante, le dosi di
droga vengono nascoste in
bocca dai pusher, i sacchetti
di «erba» sotto le auto, ma
nessuno porta più con sé
quantità di stupefacenti tali

da consentire l’arresto. I «narcos» spariscono quando passa
la ronda delle forze dell’ordine,
per riapparire pochi metri più
avanti. Chi sta per strada è la
manovalanza, assoldata rapidamente e a basso prezzo in un
ambiente di disperati. Chi consuma, invece, studenti, professionisti. «Abbiamo chiesto più
volte un intervento che abbia
effetti a lungo termine – precisa il presidente della Circoscrizione 8, Mario Levi –. Dopo
l’esposto al prefetto, la situazione è un po’ migliorata nei giardini di via Morgari, ma rimangono tante altre zone del quartiere disagiate. I residenti chiedono un segnale vero, non la solita inutile maxi-retata».
In pratica, le dinamiche restano sempre le stesse. «È assurdo che questi criminali possano immaginarsi di fare un
raid con bastoni, spranghe e pistole, sparare in mezzo alla
strada e farla franca», commenta un commerciante che abita
proprio all’incrocio con via Ormea, storica strada della prostituzione. Nel cuore della notte
ha sentito i colpi d’arma da fuoco, poco dopo il rientro a casa
del figlio 17enne: «Voglio rigirare la domanda a chi in passato
preferiva gli spacciatori alla
movida: quale vince tra i due
malesseri?».


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