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Franceschini Gherardi Es2 .pdf



Nome del file originale: Franceschini_Gherardi_Es2.pdf
Autore: asus

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Corso di laurea in Scienze dell'Architettura A.A. 2013/2014
PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA E URBANA - LABORATORIO 6 A
Estimo - Docente Fabrizio Finucci
Studenti: Giulia Franceschini - Giulia Gherardi

2. Quadro descrittivo del progetto (2° fase dell’elaborato)
2.1 Ipotesi di progetto
L’analisi del contesto attraverso gli aspetti territoriali, sociali, urbanistici etc. ha portato
all’elaborazione di tre distinte ipotesi progettuali, che differiscono tra loro per:
-

Impatto visivo / ambientale
Permeabilità visiva
Qualità urbana

A priori sono stati stabiliti dei parametri progettuali indicativi di posizione e orientamento
dell’edificio all’interno del lotto. Infatti in tutte le ipotesi si riscontra la scelta di occupare l’intera
superficie a disposizione, talvolta identificando una zona edificata ed una adibita a spazio pubblico
(soluzione a corte), talvolta invece edificando lungo l’intera superficie rispettando l’allineamento
con via degli Orti di Cesare.
1° Ipotesi

Fig.1 Prima ipotesi progettuale

Breve descrizione:
Essa prevede una grande pedana che occupa sia visivamente che fisicamente tutto il lotto ed ha una
funzione di passaggio pedonale con dei momenti di sosta (prevedendo anche degli interventi di
verde) e di collegamento degli edifici residenziali e commerciali, i quali ne sono incastrati e in modo
irregolare la perforano.

2° Ipotesi

Fig.2 Seconda ipotesi progettuale

Breve descrizione:
Essa prevede la sistemazione di due edifici distinti che occupano tutto il lotto e che diventano
quattro portali di passaggio. Questa ipotesi prevede quindi l’incastro di due diverse tipologie edilizie
ovvero quella a torre e in linea.
3° Ipotesi

Fig.3 Terza ipotesi progettuale

Breve descrizione:
Essa prevede un grande edificio a corte aperto su un lato con un grande portale centrale e piazza
antistante. Esso diversamente dagli altri rompe la linearità del lotto e si colloca nella parte più alta

di questo, ma non rinuncia a riqualificare l’intero spazio attraverso una pedana che occupa tutto il
lotto.

Fig.4 Schema ipotesi progettuali

La scelta progettuale ricade anche in base ad un’analisi tecnica che va a studiare e approfondire gli
aspetti geologici, geotecnici, idrologici, di traffico e strutturali di Roma ed in particolare dell’area di
progetto, ovvero quella di Trastevere.

Geologia

Alluvioni del Tevere e dei suoi
affluenti:
prevalentemente
argille, ghiaie e sabbie
Tufo lionato: comunemente di
colore rosso utilizzato come
pietrame per le murature

Fig.5 Carta geologica di Roma / Litografia artistica cartografica - U.Ventriglia, Firenze 1970

A livello geologico quindi l’area di progetto risente molto della presenza del Tevere, infatti il terreno
proprio all’interno del lotto risulta essere argilloso e quindi la costruzione necessita di basamenti
più forti e larghi per prevenire crepe nelle fondamenta. A tale scopo si preferisce uno schema delle
fondamenta costituito da una maglia di pilastri regolari.

Geomorfologia e Reperti Archeologici
Il territorio del municipio XII è caratterizzato da una morfologia a dolci colline tagliate dai fossi
principali e dalla vasta valle del Tevere.
Della morfologia naturale del centro storico restano accenni delle colline principali e sono ancora
leggibili le principali aree pianeggianti: Campo Marzio, Campo Vaccino, Valle Camena, la parte bassa
di Trastevere, le zone del Vaticano e Prati, la valle tra l’Aventino e il Piccolo Aventino e pochi altri
elementi. Tutto questo territorio ha subito tali e sostanziali modifiche con i tagli, i rinterri, le
sovrapposizioni millenarie di edifici e, da ultimo con i muraglioni del Tevere che l’assetto
morfologico originario è quasi del tutto obliterato.
Parte della zona coperta dal territorio è ed è stata sede di intensa attività di scavo per il prelievo di
sabbia e ghiaia, sia dai rilievi collinari che dalla piana del Tevere. Meno frequenti le cave in materiale
vulcanico. Nell’area più prossima al centro storico, sono presenti tracce di antiche gallerie, talora
utilizzate nei tempi passati come luoghi di culto o cimiteriali, di cui solo raramente si conoscono le
ubicazioni e lo sviluppo e di cui, talora, si suppone l’esistenza e milioni di metri cubici di materiale
sono stati estratti dai rilievi collinari.
Recentemente nell’ottobre 2013, a seguito di alcuni lavori eseguiti presso un cantiere privato, Roma
Sotterranea, su richiesta della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, è stata
ritrovata una cava di enorme dimensione la cui memoria era andata persa antistante l’area di
progetto. Trattasi di cave di tufo lionato, materiale particolarmente resistente e ottimo per essere
utilizzato in edilizia.
La presenza di cave con accessi dalla base della collina di Monteverde Vecchio è attestata da
numerose fonti già in epoca romana. Le cave sono poste a notevole profondità rispetto al piano di
calpestio moderno: il pozzo di accesso, realizzato appositamente per gli operatori di Roma
Sotterranea è profondo 23 metri. Gli ambienti caveali sono unici per le enormi dimensioni dei saloni,
lunghi anche 90 metri, larghi 30-40 metri ed alti circa 7 metri.
Roma Sotterranea ha iniziato ad effettuare l’ispezione il rilievo e la documentazione fotografica degli
ambienti caveali, che si estendono realisticamente nell'area compresa fra Viale Trastevere,
Circonvallazione Gianicolense, Piazza Dunant, Via dei Quattro Venti, Via Poerio e Via Marino, su di
una superficie ipotizzabile di 150.000 metri quadrati, in un reticolo di ambienti in parte riempiti nei
decenni passati con materiali di risulta, terra, e residui di costruzione.
Le cave sono state anche utilizzate durante l'ultimo conflitto mondiale come rifugi antiaerei.
Esso quindi risulta essere un importante reperto archeologico non trascurabile.

cava

St. Trastevere

Fig.6
Cava di Tufo da
Monteverde Vecchio fino alla
stazione Trastevere (in blu il
lotto), Roma Sotterranea

Idrologia
Rocce sciolte
Mediamente permeabili

Poco permeabili

Da molto a mediamente permeabili

Da mediamente a poco permeabili

Fig.7 Estratto della
Ventriglia, 2002

carta

idrologica

del

Affrontando l’aspetto idrogeologico la prima cosa da evidenziare è la contemporanea presenza nella
zona del fiume Tevere, del fosso di Vallerano e del fosso dei Tiradiavoli .
L'aspetto idrogeologico è da tenere in considerazione soprattutto nel caso di opere che comportano
un drenaggio della falda esistente.
Di seguito una mappa riassuntiva di Roma degli aspetti geologici, archeologici, di vincolo e idrologici.

Fig.8 Pericoli geologici di Roma

Traffico
Vista la posizione del lotto non si possono trascurare gli aspetti inerenti al traffico, in particolare
dovuti soprattutto alla presenza di importanti reti stradali come Viale Trastevere, Viale Guglielmo
Marconi, Via degli Orti di Cesare, Circonvallazione Gianicolense e Via Ettore Rolli.
Inoltre altri due elementi non possono essere trascurabili in quanto invadevano un tempo il lotto:
il vecchio tracciato della Via Portuense e i vecchi binari ferroviari che collegavano Ostiense,
Trastevere e la vecchia ferrovia a Porta Portese.

Fig.9 Piano Paesistico del Lazio, in Viola il
vecchio tracciato della Via Portuense

Fig.10 Roma e Suburbio, Istituto Geografico Militare 1924

Soluzione definitiva
In seguito alle analisi svolte, sia tecniche che progettutali, la scelta è ricaduta sul secondo schema,
ovvero quello dei portali.
Esso infatti in base alle necessità e caratteristiche del luogo si inserisce in maniera decisa ma allo
stesso tempo poco invasiva. È vero che il suo aspetto risulta monumentale rispetto agli edifici
circostanti, però la suddivisione in quattro torri collegate da dei “ponti” vetrati permette non solo
una permeabiltà visiva ma anche fisica. Infatti vista da sempre l’importanza del luogo a livello di
traffico, di rete stradale che collega tre quartieri di Roma, risultava opportuno che l’edificio da
inserirvi dovesse enfatizzare questa unione attraverso l’aspetto della permeabilità, garantendo
quindi ampi spazi di passaggio che diventano parte integrante del progetto stesso.
Allo stesso tempo la disposizione degli edifici mantiene e si affianca alla linea stradale favorendo la
formazione di un ampio spazio nella parte retrostante, più riparato e tranquillo, che può funzionare
da nuovo punto d’incontro o centralità (vista anche la disposizione di ambienti commerciali e di
aggregazione nel progetto) che risulta essere mancante o non chiara nell’attuale maglia urbana.

Fig.11 Inserimento planimetrico
nel lotto con schema strutturale

La regolarità delle torri (pianta rettangolare) presuppone una maglia strutturale interna molto
semplice: travi e pilastri in acciaio, che si vanno a congiungere in un setto portante centrale il quale
mantiene la parte servente (scale e ascensori). I ponti sono anch’essi in acciaio e costituiti da una
maglia di reticolari e si vanno ad agganciare ai pilastri della struttura delle torri. Questo schema
regolare tiene in considerazione quelle che sono le caratteristiche del luogo, ovvero la presenza di
terreni argillosi vista la presenza di una complessità idrologica.

Fig.12 Schema funzionale e
strutturale

Fig.13 Schizzo Residenze temporanee (soluzione definitiva)

Gli accessi agli spazi commerciali sono localizzati nella fascia rivolta verso la Stazione Trastevere e
su Via degli Orti di Cesare, mentre l’accesso alle residenze è riservato alla parte meno esposta al
traffico che affaccia su Via Portuense. Quindi il piano terra (al livello di Viale Trastevere) e il primo
piano prevedono spazi commerciali; il piano interrato prevede una sala conferenza e dei luoghi di
magazzino; i piani più alti sono riservati alle residenze in modo da garantire un distacco dal livello
stradale e su ogni piano è previsto uno spazio comune; i ponti sono riservati a spazi comuni e
commerciali.

2.2 Individuazione e perimetrazione delle consistenze per destinazione d’uso
Alloggi
Spazi comuni/commerciali

Fig. 14 Schema
funzionale



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