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La Stampa 20.05.2014 .pdf



Nome del file originale: La Stampa - 20.05.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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* In edicola con La Stampa *

T1 AL AO AT BI CN CV NO PR T2 VB VC

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 138 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Annuncio dopo l’incontro con Agnelli

Europa League, irregolarità fiscali

Juve e Conte
insieme anche
l’anno prossimo

Il Parma senza
licenza Uefa
Toro ripescato?

DANIELE BADOLATO/LAPRESSE

Conte con la coppa dello scudetto Nerozzi PAG. 34

MAURIZIO DEGL’INNOCENTI/ANSA

Le lacrime di Cerci

Ilpremier:lorosonol’insulto

Il governo anticiperà i fondi ai sindaci. Sostegno agli affitti e cedolare al 10%: via libera al piano casa

Grillo choc:
“Lupara bianca
per Renzi”
Poi lo show in tv

Tasi, nei Comuni in ritardo
la prima rata slitta a settembre



ancora scontro fra Grillo
e Renzi. Il leader M5S pubblica
un post sul suo blog in cui preconizza che il premier perderà le
europee e ad attenderlo ci sarà
una «lupara bianca». La replica
del segretario Pd: loro sono l’insulto, noi l’Italia della speranza.
Iacoboni, La Licata, La Mattina,
Martinetti, Martini
e Salvaggiulo ALLE PAG. 6 E 7

Sulle seconde abitazioni si paga il 16 giugno: il caso dei versamenti al buio
RETROSCENA

Scajola, archivio
a segretari e 007
Il giallo dei faldoni
riservati del Viminale

COSÌ L’EUROPA
HA MIGLIORATO
LA NOSTRA VITA
VLADIMIRO ZAGREBELSKY
appello rivolto dal
presidente Napolitano insieme ai Presidenti di Germania e di
Polonia a «Votare e Votare per
l’Europa», non ha trovato l’attenzione che merita, travolto nel
gorgo di insulti, sciocchezze e battute di spirito che avvelenano la
campagna elettorale. E
invece quell’appello è importante. È innanzitutto importante
perché viene dai Presidenti di tre
grandi Paesi dell’Unione europea, che, pur rappresentando
storieecaratteridiversi,chiamano all’unità d’Europa. A prova
che il motto della Unione europea, Uniti nella diversità, risponde ad una realtà ancor viva, che i
vari stereotipi di contrapposizione (primo fra tutti quello dei Paesi del Nord opposti a quelli del
Sud) non riescono ad annullare.

L’

Accordo sulla Tasi, con
rinvio. I Comuni che hanno già
deliberato l’aliquota, o lo faranno entro venerdì, potranno
chiedere ai propri cittadini il
versamento entro il 16 giugno
(scadenza che va estesa a tutte
le seconde case). Per gli enti
«ritardatari», vale la proroga
sino a settembre.
Barbera,

1

Guido Ruotolo A PAGINA 5

L’ASSEMBLEA DELLA CEI

Il Papa ai vescovi: aiutate l’Italia
a resistere al catastrofismo
Francesco invita i pastori a uno stile di vita semplice
e a evitare «cordate e mezze verità che diventano bugie»

Baroni e Russo ALLE PAGINE 2 E 3

Ansaldo e Oddenino PAG. 35

TURCHIA

Erdogan
decisionista
in crisi
ROBERTO TOSCANO
a giorni ormai, in
Turchia, giornali e televisioni dedicano più
della metà degli spazi alla
tragedia mineraria nella località di Soma. Non mancano strazianti storie di sofferenza umana, foto di minatori impegnati nelle squadre
di soccorso e di parenti angosciati che attendono notizie ai cancelli della miniera.

D

CONTINUA A PAGINA 27

Andrea Tornielli A PAGINA 9

SVOLTA NELL’INCHIESTA SUL TRIPLICE OMICIDIO: FERMATO UN AMICO DI FAMIGLIA. I PM: NON HA AGITO DA SOLO

Strage in Gallura, hanno torturato il bambino

REPORTAGE

Milano,tassisti
allaguerra
dellamodernità
FRANCESCO MANACORDA
MILANO
avanti alla Stazione
Cadorna, porta d’ingresso alla città dell’Expo, nemmeno un taxi. I
viaggiatori spaesati che da
terre assai lontane sono sbarcati a Malpensa con trolley
mastodontici s’infilano sbuffando nella metropolitana.

D

CONTINUA A PAGINA 13

IL CASO

Turismo online,
indaga l’Antitrust

CONTINUA A PAGINA 27

Il voto di domenica
Il Paese tiratardi: solo da noi
urne aperte fino alle 23

«I siti Booking ed Expedia
dettano i prezzi agli hotel»
PIER GIACOMO PALA

Michele Brambilla A PAGINA 11

I messaggi dei compagni di classe del piccolo Pietro nella scuola media di Tempio Pausania

Granata da legare
MASSIMO GRAMELLINI

9 771122 176003

40520

1 Se

a inizio campionato qualche chiromante avvinazzata ci avesse predetto che il Toro avrebbe perso
l’Europa all’ultimo minuto dell’ultima partita sbagliando un calcio di rigore con il suo giocatore più
forte, le avremmo creduto.
C’è un’epica nelle nostre sconfitte che le rende
memorabili almeno quanto le vittorie. Persino prevedibili, nella loro imprevedibilità. Escludendo i lutti veri, con cui pure abbiamo una certa dimestichezza, nella lista dei dieci dolori granata più atroci della
mia esistenza quello di domenica sera si colloca (per
ora) intorno al settimo posto. Tra lo spareggio perso
immeritatamente ai rigori contro il Perugia del sor
Gaucci e un lontanissimo pasticciaccio ammirato

Pinna e Sapegno A PAGINA 17

Il kolossal infinito
dal vivo a Varese: da 2 a 0 per noi a 2 a 2, con autorete
creativa di Crivelli all’ottantaduesimo minuto. Capisco che possa apparire un episodio banale a chi quest’anno ha visto il Toro farsi rimontare due gol dal
Milan nel recupero e lasciarsi raggiungere dalla Lazio
al novantacinquesimo in contropiede, ma all’epoca
possedevo la scorza sottile dell’infanzia e le pugnalate
del destino vi si immergevano ancora con profondità
indelebile.
Ammettiamolo senza falsa modestia. Sono capaci
tutti di andare in Europa battendo il Parma davanti al
proprio pubblico osannante, con un gol e un uomo di
vantaggio.
CONTINUA A PAGINA 35

Bottero, Rizzato, Ruffilli A PAG. 18

2 .Primo Piano

.MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

U

FISCO
LA TASSA SUGLI IMMOBILI

Tasi, arriva la proroga a settembre
I sindaci incontrano il governo: il pagamento slitta all’autunno nei Comuni in ritardo con la delibera
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

E rinvio fu. Dopo un’intera
giornata di contatti fra tecnici, a tarda sera la soluzione è
arrivata. I Comuni che hanno già deliberato le aliquote
della nuova tassa sulla casa e
quelli che lo faranno entro
venerdì potranno chiedere ai
propri cittadini il pagamento
regolare dell’imposta entro il
16 giugno, come previsto dalla norma già approvata.

Lo Stato anticipa i fondi
e permette agli Enti
di resistere anche senza
i proventi dell’imposta
Quelli che non l’avranno fatto - la stragrande maggioranza - potranno rinviare il
pagamento da giugno a settembre. Il comunicato del
Tesoro non aggiunge altro, e
questa è la novità. Per ora a
via XX settembre non si sbilanciano su quale sarà il giorno per il pagamento della rata. «Valuteremo sulla base
del calendario fiscale» spiega una fonte. La prima certezza è che lo Stato dovrà anticipare fondi per permettere ai Comuni di resistere fino

Per venire incontro alle esigenze di rinnovo dei
consigli comunali e di garantire certezza ai
contribuenti, nei Comuni che al 23 maggio
non avranno deliberato le aliquote, la scadenza
della prima rata Tasi è prorogata a settembre

Il povero contribuente brancola nel buio,
bloccando qualsiasi tipo di acquisto fino
a quando non avrà certezza del reddito
realmente disponibile. Anche perché
in 12 città la Tasi sarà più alta della vecchia Imu

Pier Carlo Padoan

Renato Brunetta

Ministro
dell’Economia

Capogruppo di Forza Italia
alla Camera

a settembre senza i proventi
della tassa. L’altra certezza è
che il partito dei sindaci sotto
elezioni - sono oltre quattromila quelli che vanno al voto
domenica prossima - i quali
hanno colpevolmente ritardato l’approvazione delle delibere, ha avuto la meglio. Fino all’ultimo il presidente dell’Anci

Piero Fassino ha tenuto il punto nella speranza che il maggior numero di Consigli deliberasse. Ma a conti fatti a
completare l’iter di approvazione sono stati finora meno di
mille. Fino all'ultimo si sono
valutate diverse ipotesi: dallo
spostamento tout court dei
pagamenti ad un trattamento

differenziato per i Comuni al
voto. È passato il lodo Fassino,
il meno complicato da spiegare, per certi versi l’unica via
d’uscita per non penalizzare i
(pochi) Comuni virtuosi.
La decisione ha del resto
spaccato gli stessi Comuni. Se
Guido Castelli - sindaco di
Ascoli e responsabile finanza

locale dell’Anci - si era detto
favorevole, quello di Livorno
nonché presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi ieri
era contrario: «Capisco le
preoccupazioni di Fassino»,
ma «il costo dello spostamento della scadenza a settembre
dovrebbe essere anticipato
dai Comuni, e questo crea

Twitter @alexbarbera

senza di decisioni dei sindaci i proprietari paghino a giugno la metà dell’aliquota base, che sulle seconde case per
la nuova imposta sui servizi indivisibili
è l’uno per mille. Facile si dirà. Nemmeno per sogno. Prima di tutto le legge
dice che i comuni possono decidere di
non far pagare la Tasi, spingendo invece al massimo l’aliquota dell’Imu che, è
bene ricordarlo, sugli immobili diversi
da quello principale resta. In questo
caso si pagherebbe dunque un acconto
su una tassa che non c’è, sperando poi
nei tempi biblici di rimborso o, meglio,
in un conguaglio in sede di pagamento
dell’Imu. Poi bisogna fare i conti con
un’altra regola, quella in base alla quale la somma di Imu e Tasi non deve mai

Retroscena
PAOLO RUSSO
ROMA

l pasticciaccio della Tasi rischia di
trasformarsi in una beffa soprattutto per inquilini e proprietari di
seconde case, che con l’acconto del 16
giugno potrebbero pagare più del dovuto in assenza di un parola chiara
sulle aliquote. Mentre chi di abitazione ne possiede una sola è esentato
dall’acconto ma rischia poi di veder
sfumare parte della tredicesima a dicembre, quando i sindaci presenteranno tutt’insieme il conto. Chi poi
l’acconto lo dovrà pagare sarà comunque costretto a un “fai da te” degno del cubo di Rubik, giacché del
bollettino pre compilato che avrebbe
dovuto aiutare a sciogliere il rebus si
sono perse le tracce.
Anche perché c’è poco da pre
compilare quando a soli tre giorni
dalla scadenza prevista dal “SalvaRoma ter” per la pubblicazione delle
delibere sul sito del ministero dell’Economia, su oltre ottomila comuni solo 832 hanno fatto i compiti e di
questi ancor meno, 514, si sono degnati di rendere pubbliche le loro decisioni su aliquote e detrazioni. Tra
le grandi città che hanno già fissato
le aliquote ci sono Torino, Milano e
Roma. Ma anche Aosta, Bergamo,
Biella, Brescia, Ferrara e Savona
hanno «fatto i compiti». Il controllo
lo ha fatto ieri la Uil Servizio politiche territoriali, che conferma la
giungla di regole che avevamo già fotografato a inizio mese e il fatto che
nel 37,5% delle città dove si è deliberato la Tasi sarà più cara dell’Imu.
Risultati frutto di un ginepraio di aliquote e detrazioni diverse, che porterà a ben 75mila modi differenti di
pagare un’imposta che resta un enigma, in attesa che il governo dica l’ultima parola su un eventuale proroga
del pagamento. Per i proprietari di

grosse difficoltà».
Eppure raccontano a Montecitorio che sempre ieri fra i
banchi del governo si dava per
certa la disponibilità del ministro Padoan a concedere anticipazioni di cassa. La responsabilità del pasticcio è in parte
del governo: dell’attuale - che
non ha affrontato il problema
per tempo presentando alle
Camere diverse versioni del
decreto sui Comuni - e del precedente, che aveva lasciato in
eredità il pasticcio della miniImu per il 2013.
Chi possiede più di una casa
in Comuni diversi dovrà armarsi di pazienza e cercare di
capire quando pagare e quando no. Eppure non tutti i mali
vengono per nuocere: con il
rinvio del pagamento della Tasi la campagna elettorale nei
Comuni potrà continuare al riparo dalle polemiche sul costo
della nuova tassa. I ballottaggi
- dove ci saranno - avverranno
fra almeno tre settimane. Possibile che a conti fatti Renzi ci
abbia messo lo zampino trasformando un problema in
un’opportunità? Pubblicamente ne è rimasto alla larga, è
da escludere che il sottosegretario Delrio e Padoan abbiano
deciso senza consultarlo.

I

RINCARI IN VISTA

Secondo l’ufficio studi Uil
in diversi casi la nuova imposta
è più salata dell’Imu 2012
I SINDACI IN REGOLA

Sono solo 514 su oltre ottomila
le città che hanno deliberato
Tra queste Torino, Milano e Roma

Sulla seconda abitazione
l’acconto del 16 giugno
si deve pagare comunque
Dove non è stata fissata l’aliquota versamenti al buio
prima casa la legge parla chiaro: in assenza di delibera comunale che specifichi cosa e quanto pagare si salda tutto il 16 dicembre. Anche perché il Salva Roma ha consentito ai comuni di al-

zare l’aliquota dello 0,8 per mille indirizzando i ricavi alle detrazioni a favore delle categorie più disagiate. Questo vuol dire che chi ha casa con rendita catastale bassa o redditi modesti,

oppure una famiglia numerosa, alla fine potrebbe non pagare nulla.
I problemi cominciano per le abitazioni diverse da quella principale. La
normativa in vigore prevede che in as-

superare il 10,6 per mille. Aliquota che
collima con quella massima dell’Imu,
che al 50% va pagata in acconto a giugno. Ergo se i comuni che non hanno
deliberato decidessero poi di spingere
l’aliquota Imu vicino al massimo si pagherebbe un acconto Tasi non dovuto.
Infine il nodo inquilini. Sulle seconde case i sindaci possono decidere di
accollare a chi è in affitto tra il 10 e il
30% della Tasi, oppure nulla se si punta tutto sull’Imu. L’affittuario in assenza di delibera al momento non dovrebbe nulla, ma poi se una quota della tassa toccherà anche a lui come si dovrà
regolare il proprietario che ha anticipato anche la sua fetta? Dovrà battere
cassa al suo inquilino o al Comune?
Quesiti che sarebbe meglio sciogliere
con una proroga che consenta ai sindaci che non lo hanno fatto di decidere e
ai contribuenti di fare in pace due conti. Senza vedersi costretti a supplicare
un rimborso non si sa come e a chi.

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Primo Piano .3

.

I DATI EUROSTAT

Lavoro nel 2013:
solo la Grecia
peggio dell’Italia

Investimenti
Il ministero
delle Infrastrutture ha reso
disponibili 400
milioni per
il recupero
e l’adeguamento energetico,
impiantistico
e statico di 12
mila alloggi ex
Iacp
Altri 67,9
milioni vanno
al recupero
di 2300
appartamenti
per le classi
disagiate

Il tasso di occupazione in Europa tra i 20 e i
64 anni scende per il
quinto anno consecutivo
dal 2008 e l’Italia fa registrare il calo più accentuato dopo la Grecia: dal
61% nel 2012 scende al
59,8% del 2013, lontana
dalla media della Ue-28
che scende a 68,3%, perdendo solo uno 0,1 sul
2012. È quanto emerge
dai dati Eurostat diffusi
ieri. Nonostante la fotografia dell’istituto sia poco confortante, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha detto di vedere «segnali di ripresa».

1

MARCO BECKER/
BUENAVISTA

Al via il piano casa: scende la cedolare secca
Sostegno agli affitti, più alloggi popolari e sviluppo di edilizia pubblica sono i filoni del decreto che oggi diventa legge
Rafforzato il bonus-mobili e gli inquilini potranno denunciare i proprietari che evadono il Fisco. La guida alle novità
PAOLO BARONI
ROMA

un pacchetto
interventi che
vale almeno 1,7
miliardi quello
del decreto casa, che dopo il voto di fiducia
di ieri sera, da oggi (con l’ultimo sì della Camera) viene definitivamente convertito in
legge. I «sì» sono stati 324, 110
i «no»: a favore Pd, Ncd, Scelta civica e Per l’Italia, contrari
M5s, Forza Italia, Sel e Lega.
Il via libera è stato accolto con
lanci di uova contro Montecitorio da parte dei movimenti
per la casa, che annunciano
per oggi nuove proteste. Tre i
filoni di intervento: misure di
sostegno degli affitti a canone
concordato, ampliamento dell’offerta degli alloggi ex Iacp,
sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica.

E’

Bonus mobili

Dopo un lungo tira e molla, nel
corso dell’iter parlamentare è
stata ripristinata la versione
originaria del testo relativo all’utilizzo del bonus del 55% su
mobili ed elettrodomestici. In
particolare il Senato ha soppresso la norma in base alla

quale le spese per acquisto di mobili ed elettrodomestici (ad alta
efficienza energetica) oltre ad
avere un tetto massimo di 10 mila
euro non potevano essere superiori a quelle sostenute per i lavori di ristrutturazione.

teranno determinati paletti) potranno attingere dal fondo pubblico per evitare lo sfratto. Lo
stanziamento è di 226 milioni di
euro per il periodo 2014-2020,
che si aggiungono ai 40 milioni
stanziati col decreto Imu lo scorso agosto.

Cedolare secca

Si abbassa ancora la cedolare
secca, l’imposta pagata dal proprietario sugli affitti percepiti nel
periodo 2014-2017. Coloro che
concedono in locazione (a privati,
non ad aziende) un appartamento a canone concordato e sito in
un comune ad alta tensione abitativa o colpito da calamità naturali, avranno la possibilità di optare per un’imposta fissa, slegata
dal calcolo Irpef del 10% (in origine era il 21%, poi abbassata una
prima volta al 15%). Inoltre non
pagherà imposte di registro e
bollo ma dovrà rinunciare agli
aggiornamenti Istat del canone.

Fondo affitto

Il fondo affitto cresce di 100 milioni di euro (50 milioni per quest’anno ed altri 50 per il prossimo), importo che si aggiunge ai
100 milioni di euro già stanziati
ad agosto. Tra le novità introdotte c’è la possibilità di accedere a
questi stanziamenti non solo da
parte delle cooperative edilizie
ma anche i soggetti che operano
nel settore delle costruzioni.
Queste risorse potranno essere
impiegate non solo per favorire
nuove locazioni ma anche per
consentire la rinegoziazione dei
vecchi contratti e la stipula di un
nuovi a canone inferiore.

Fondi morosità incolpevole

Il governo ha ampliato i fondi da
destinare a quanti, causa forza
maggiore come la perdita del lavoro, non possono più pagare l’affitto. Un fenomeno cresciuto a dismisura in questi ultimi anni a
causa della crisi economica. I
«morosi incolpevoli» (che rispet-

Incentivi alle agenzie

Una quota del Fondo affitto è destinata alle agenzie locali che assegnano alloggi ad inquilini ex
Iacp o sottoposti a procedure di
sfratto e ai soggetti che hanno intermediato il maggior numero di
contratti a canone concordato.

Alloggi ex Iacp

Revocando una parte di opere inserite nella Legge Obiettivo il ministero delle Infrastrutture ha
reso disponibili 400 milioni di euro da destinare al recupero e all’adeguamento energetico, impiantistico e statico di 12mila alloggi ex Iacp. Altri 67,9 milioni
vanno al recupero di altri 2300
alloggi da destinare alle categorie sociali disagiate. Entro giugno, poi, verranno definite le procedure per la vendita degli appartamenti: verranno ceduti solo
agli inquilini, mentre le risorse ricavate dovranno essere destinate in via esclusiva all’aumento del
patrimonio abitativo.
Abusivi, niente luce e gas

Chi occupa abusivamente una
casa, anche se vuota, non può ottenere la residenza e neanche
l’allaccio di luce e gas. I fornitori
infatti dovranno accertare se i richiedenti hanno o no diritto all’attivazione delle utenze. Negata
per 5 anni agli abusivi la possibilità di essere inseriti nelle liste per
l’assegnazione di case popolari.
Contratti in nero

Per ripristinare la possibilità da
parte di un inquilino di denunciare (con sconti sul canone) senza

subire conseguenze il proprietario di un appartamento che non
denuncia al Fisco l’affitto, il «Piano casa»introduce il divieto di
sfratto sino a fine 2015. Questo
dopo che a marzo la Consulta
aveva cancellato le sanzioni previste contro i proprietari che avevano affittato gli alloggi in nero.
Imu case sfitte pensionati

Chi risiede all’estero e ha in Italia
una o più case sfitte non pagherà
Imu su una di queste perchè verrà considerata come prima casa.
Super-detrazione

Gli inquilini che vivono in affitto
in alloggi sociali adibiti ad abitazione principale avranno la possibilità di applicare un ulteriore
sconto Irpef. Si tratta di una detrazione complessiva da 900 euro per redditi che non superano i
15.493 euro e di 450 euro per
quanti dichiarano un reddito fino
a 30.987 euro. Sono previsti sconti fiscali anche per le società proprietarie di immobili sociali: i
redditi da locazione concorreranno a formare il reddito d’impresa nella misura del 40% per
un periodo non superiore ai 10
anni dalla data di completamento dei lavori. Si potranno anche
offrire agli inquilini nuovi con-

tratti di affitto con riscatto a condizioni agevolate trascorsi almeno 7 anni dalla stipula del contratto.
Deroghe per l’Expo

Inserite una serie di deroghe a favore dell’Expo, da quelle al codice degli appalti alla possibilità di
usare i proventi delle concessioni
edilizie per effettuare la manutenzione del verde a Milano. Destinati poi al Comune 25 milioni
di nuovi stanziamenti.

Jena
Fuori
Il Papa non l’ha detto
ma l’ha pensato:
«Fuori i vescovi
dal Tempio».

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

U

LE INCHIESTE
GLI SVILUPPI

Paris, prime ammissioni:
così sono caduto nella rete
della cupola dell’Expo
Nelle intercettazioni prima degli arresti “collegamenti romani”
E Greganti su Pisapia: “Debole, non c’è più la nostra etica”
PAOLO COLONNELLO
MILANO

Ex Dc
Gianstefano
Frigerio, agli
arresti
nell’inchiesta Expo

«Son due anni che ci lavoriamo
dentro, ragazzi: abbiam fatto
pranzi, cene, abbiamo la gente,
abbiamo fatto i consorzi, li abbiamo messi d’accordo…cavolo, buttar via due anni di lavoro
mi sembra…». «All’ultimo minuto ci si inventava qualche
collegamento romano, adesso
non c’è più, adesso l’unica linea
seria da seguire è due passaggi:
primo portar dentro Paris, secondo passaggio è che Enrico
(Maltauro, ndr) si coltivi il suo
Tosi e io mi coltivo il mio Maroni, bene come ho fatto». Ultimi
giorni prima della retata. Nella
«cupoletta», Gianstefano Frigerio e Giuseppe Cattozzo,
commentano questo scorcio di
fine impero. Antonio Rognoni
sta per essere arrestato per i
finti contratti su Expo e loro
hanno puntato sul nuovo cavallo di razza: Angelo Paris.

La «promozione»
Il direttore dei contratti di
Expo, è un uomo ambizioso ma
con poche conoscenze «politiche». E nella «squadra» gli hanno fatto balenare la possibilità
di prendere il posto di Rognoni
a Infrastrutture Lombarde, la
potente società della Regione
che controlla in pratica il mercato degli appalti pubblici in
Lombardia: dall’Expo alla Sanità, passando per le discariche all’edilizia. Lo hanno fatto
andare da Berlusconi attraverso il fido Fabrizio Sala, sottosegretario con delega all’Expo
della Lombardia e adesso che
«i collegamenti romani non ci
sono più», bisogna stringere.
Perché, come dice in un’altra
intercettazione
Greganti,

Compagno
Primo Greganti, tornano alla ribalta
della cronaca
giudiziaria
per l’arresto
nell’inchiesta
sugli appalti
Expo

MAURIZIO MAULE/FOTOGRAMMA

Angelo Paris in tribunale per l’interrogatorio

Primo Greganti

Expo dura due anni,
ma Infrastrutture
Lombarde va avanti
almeno per vent’anni

«Expo dura due anni, ma Infrastrutture Lombarde va avanti
almeno 20».
Ieri pomeriggio sul punto,
Paris è stato interrogato a lungo dai pm Gittardi e D’Alessio
che si occupano dell’inchiesta e
hanno deciso di secretare il
verbale. L’ex manager, assistito
dall’avvocato Luca Troyer ha
risposto a lungo cercando di ridimensionare il suo ruolo ma
ammettendo «di aver turbato»
alcuni appalti, quelli che gli
vengono. In sostanza, avrebbe
detto, «mi sentivo il fiato sul

collo di Rognoni» e del suo giro
ciellino. Quindi, catapultato da
Torino all’Expo, avrebbe spiegato di volersi «coprire le spalle». Ed evidentemente per chi
frequenta certi ambienti, non
doveva essere difficile. Finisce
perciò nelle mani del «gatto e la
volpe», ovvero Frigerio e Greganti. Ciascuno per il suo
«mondo»: Forza Italia, Luigi
Grillo, Letta e Previti, passando per Berlusconi, il primo; il
Pd e il potente mondo delle cooperative il secondo. Per fare
certe carriere, bisogna avere
spalle coperte: Cielle e Coop
uniti nella lotta. Così avrebbe
raccontato Paris ai pm la sua
risibile ascesa nel mondo degli
appalti. Spiegando perfino che
sì, da Berlusconi effettivamente ci andò una sera a cena, ma
non gli avrebbe quasi rivolto la
parola: «Era una cena elettorale, c’erano i circoli e un sacco di
gente».

Le sponde politiche
Al telefono poi se la rivendette come un grande successo
personale. Insomma, un ingenuo carrierista. Per non sbagliare comunque, il suo legale
nei giorni scorsi, dopo che la
procura aveva dato parere sfavorevole, ha ritirato la richiesta
per agli arresti domiciliari, ieri

puntualmente negata dal Gip a
Frigerio che la chiedeva per motivi di salute e si era presentato
in carrozzella agli interrogatori.
Paris comunque dovrà essere
ascoltato una seconda volta.

Le cooperative
Cattozzo lo dice chiaro a Frigerio, durante una cena nel ristorante preferito a due passi
dalla Stazione Centrale: «Perché non sostituiamo Rognoni

Gianstefano Frigerio

Sono due anni che
ci lavoriamo dentro:
abbiamo fatto pranzi,
cene, consorzi
con Paris?» «Si - risponde il
“professore” - perché lì c’è un
manager bravo...». E dove Paris
tentenna, interviene il «compagno G», alias Primo Greganti,
per quella che gli investigatori ribattezzano «operazione Ecatonchiri»: «Se decidi ad aiutare
quella cooperativa lì, anche al di
là dell’allestimento...» Paris:
«Certo, do incarichi spot, cosette libere..» Greganti: «Stamattina ho parlato con Pittella…Gianni Pittella…è il presidente del

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

GUERRA IN PROCURA

Robledo al Csm
«Ecco la verità
sul processo Ruby»
Nuova puntata della
«guerra in Procura».
L’aggiunto Alfredo Robledo scrive una lettera
di 5 pagine al Csm chiedendo che venga convocato il suo collega Alberto Nobili, coordinatore
del dipartimento criminalità organizzata comune, per spiegare se è
vero che rinunciò all’inchiesta Ruby in favore di
Ilda Boccassini. «E’ invece noto in via diretta allo scrivente che il collega
Nobili non è mai stato interpellato sul punto, né
richiesta la sua opinione». Ma venne «meramente informato dal Procuratore» che la decisione era già stata presa.
Dunque, conclude Robledo, «è stata resa al Csm
una dichiarazione del tutto difforme dall’effettivo
svolgimento dei fatti».

560

1

Consiglio Europeo, grande potere, enorme, quindi nel Pd è considerato potente, ecco, io l’ho incontrato…sul piano casa abbiam
parlato parecchio…Tu, quando
hai bisogno chiami, non ci sono
problemi, io passo a trovarti…».
I due parlano di tutto, Greganti gli spiega il bel mondo
della politica, da Palazzo Marino al Governo. «Pisapia praticamente…è debole…Non c’è
più l’etica nostra…ha illuso tutti…La riforma del Senato non si
fa quindi…adesso parte col piano casa e se passa va confezionato…per l’Expo…se fossi al posto di Renzi…».
Spunta perfino il nome di Bisignani, il grande tessitore romano arrestato e scarcerato
per altre vicende, riciclatosi come scrittore di segrete cose.
«Bisignani - dice Greganti - settimana prossima…Terna…io sono del parere che ci siano un bel
po’ di personaggi insomma,
eh…». Chiacchiere, tante chiacchiere in libertà. Qualche rara
certezza: «Una decina di padiglioni per l’Expo» e i rapporti
«con i cinesi». «Loro pensano di
poter risolvere come un mosaico, un pezzo a uno un pezzo a
quell’altro…pezzi in parte fatti
dai cinesi in parte da aziende
italiani...non ne escono fuori
perché io ho provato a spiegargli in tutti i modi con la CmC».

milioni di euro
L’importo complessivo
degli appalti che nel 2014
sono stati verificati
come irregolari

ANGELO PARIS/PHOTOVIEWS

Operai al lavoro nel cantiere dell’Expo a Milano

Il finanziere anti corruzione
“Irregolari sette appalti su dieci
Pagano cittadini e lavoratori”

Intervista

GRAZIA LONGO
ROMA

ubare. Rubare. E ancora rubare. Sette appalti pubblici su dieci
sono truccati. La sanità e il
mattone i settori più ambiti.
Con imprenditori super
spregiudicati, come quelli
che all’Asl di Foggia si sono
aggiudicati il contratto dei
solventi con un ricarico di oltre il 3 mila per cento. Avete
capito bene: sono riusciti a
farsi pagare 1.920 euro per
ogni flacone, che in realtà costava appena 60 euro.

te anche l’attività illecita. Tanto per capirci a fronte di appalti
per 6,8 miliardi di euro, 82,7%
in più rispetto a un anno fa, è
lievitato anche la percentuale
dell’irregolarità, circa il 70%
appunto».

R

Colonnello Giovanni Avitabile, lei è il responsabile
dell’ufficio «Tutela uscite
e mercati» al Comando
generale della Guardia di
Finanza: la truffa è più diffusa a Nord o a Sud?

«Il fenomeno purtroppo è
nazionale. Ovunque ci sia un
affare da concludere c’è chi
ne vuole approfittare. Nei
primi quattro mesi del 2014,
scandalo Expo a parte, su
820 milioni di euro di appalti
che abbiamo controllato,
quasi il 70 per cento, per 560
milioni di euro, è risultato
non in regola».
Un dato in crescita rispetto
allo scorso anno?

«Sì: è lievitata la mole degli
affari, e contemporaneamen-

Quanti colpevoli sono stati individuati?

Giovanni Avitabile, capo
dell’ufficio «Tutela uscite
mercati» al Comando
generale della Finanza

La criminalità

Mafia e ’ndrangheta
s’infiltrano perché
hanno interesse
a riciclare i proventi
di attività illegali
I sistemi

Spopolano cartelli
preventivi e gare
confezionate
su misura: l’abbiamo
verificato nelle Asl

«Fino ad aprile sono stati denunciati 290 soggetti, di cui 26
tratti in arresto, per reati di
frode nelle pubbliche forniture,
turbata libertà degli incanti.
Nel 2013, l’attività di contrasto
agli illeciti negli appalti pubblici ha condotto alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 657
soggetti, per i reati di turbata
libertà degli incanti e frode nelle pubbliche forniture, dei quali
135 sono stati tratti in arresto».
Al di là del reato commesso da
chi si arricchisce ingiustamente, in che modo un appalto
truccato si ripercuote negativamente sulla società?

«Innanzitutto peggiora la qualità dei servizi appaltati, inoltre
non favorisce la concorrenza
leale tra le imprese. Senza contare, poi, l’enorme danno sul
fronte occupazionale».
In che senso?

«Dai dati presentati in Parlamento dall’Autorità per la vigilanza dei contratti pubblici, si

evince lo stretto legame tra giro di affari e occupazione. Per
capirci: nel 2012 nel nostro Paese si è registrata una mole di affari di 95 miliardi e 300 mila euro, pari al 6% del Pil interno e al
18% del Pil europeo, che comporta tra 11.700-15.600 posti di
lavoro per ogni miliardo di euro
investito. Ma è chiaro che tangenti e corruzione alterano
drammaticamente il mercato
del lavoro. Per non parlar, poi
della piaga del lavoro nero, altra pagina nera negli appalti e
subappalti pubblici».
Fino a che punto imprenditori
e faccendieri collaborano con
la criminalità organizzata?

«Mafia e ’ndrangheta hanno interesse a riciclare i proventi di
attività illegali, come il traffico
di stupefacenti e l’estorsione, in
affari legali. La loro infiltrazione negli appalti pubblici è sempre più diffusa».

attività criminose di una ‘ndrina calabrese che, anche attraverso la collusione di alcuni
amministratori locali, era in
grado di manovrare appalti e
concessioni e di intervenire per
modificare il piano di governo
del territorio per favorire gli interessi dell’associazione».
E a parte la criminalità organizzata?

«Spopolano cartelli preventivi
e gare confezionate su misura.
A Brindisi, cinque dirigenti Asl,
in cambio di gioielli, viaggi e bustarelle rivelavano i contenuti
delle offerte ai titolari di imprese amiche per l’aggiudicazione
di appalti ospedalieri. Le buste
venivano aperte e richiuse con
“precisione chirurgica”, utilizzando addirittura un bisturi».
Oltre agli appalti truccati, in
che modo evadono la legge
gli imprenditori truffaldini?

«Questo è l’esempio eclatante
di un’inchiesta ancora “calda”,
ma ci sono anche altri precedenti. La nostra polizia Tributaria di Milano, ad esempio,
nell’ambito dell’operazione
“Metastasi”, ha ricostruito le

«Come ha evidenziato il Comandante generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, nel 2013 si sono verificate
frodi per 5 miliardi: 3,5 di danni
erariali e 1 miliardo e 400 mila
di truffe ai finanziamenti nazionali ed europei. Le cosiddette
“cartiere”, imprese cioè che
producono solo documenti,
carta straccia, senza avviare
mai le attività sovvenzionate».

servate da Zocchi c’è tutto un
carteggio relativo a Mario
Ledda. Condannato per truffa,
in carcere, (oggi è deceduto),
avrebbe addirittura minacciato Scajola per ottenere aiuti. Si
racconta che sarebbe stato
Ledda a presentare Scajola al
presidente Silvio Berlusconi.
Circostanza smentita dall’ex
ministro dell’Interno.
Accanto a bloc-notes con
raccomandazioni varie, appunti del ministero dell’Interno, e atti della Cassazione sul
G8 di Genova (nel 2001 era
Scajola ministro dell’interno),
gli investigatori hanno trovato
un quaderno rosso con l’elenco
dei fascicoli consegnati a un
agente di polizia segnalato al
direttore del servizio segreto
estero, Niccolò Pollari, e tutt’ora funzionario dell’Aise.
Il giorno dopo la perquisizione, Zocchi fu interrogato

dagli inquirenti e spiegò loro
che una volta sfrattati dal
Viminale, le segretarie di
Scajola spedirono tutto l’archivio in scatoloni al segretario organizzativo di Forza
Italia che a sua volte gliele
ha inviate.
Zocchi si è rivolto all’amico poliziotto transitato all’ex
Sismi. Buste di plastica, sacchi neri della spazzatura.
Decine e decine di documenti. L’inchiesta è ancora in
corso. Una parte del materiale, quella su Marco Biagi,
è stata inviata a Bologna.
Dunque, di un immenso archivio disponeva Scajola.
Una parte affidata al suo capo della segreteria. Poi gli uomini della Dia di Reggio Calabria hanno trovato e posti i sigilli a un altro corposo archivio. E solo qualche agenda e
faldone sono stati analizzati.

Come dimostra la mazzetta
dello 0,80 per cento imposto
nel caso dell’Expo. Percentuale ridotta visti i tempi di crisi?

Tre indagini sull’ex ministro

Faldoni a 007 e segretari
Scajola e il nuovo giallo
sull’archivio del Viminale
GUIDO RUOTOLO
ROMA

Che ci fa un archivio riservato
del Viminale a casa di un
agente dei servizi segreti dell’ex Sismi, oggi Aise? E perché
appunti vergati dall’allora ministro dell’Interno, Claudio
Scajola, finiscono a casa del
suo capo della segreteria? Misteri che si aggiungono ad altri misteri. E che vedono
Claudio Scajola in questo momento al centro di tre inchieste della magistratura: Reggio Calabria, Roma e Bologna.

Tre inchieste diverse, naturalmente. Quella che lo vede in
carcere per aver favorito la latitanza dell’imprenditore colluso con la ’ndrangheta Amedeo Matacena. A Roma, nell’ambito di una inchiesta che
vede coinvolti in una truffa i
Salesiani è indagato il suo ex
capo segreteria del Viminale,
Luciano Zocchi. E a Bologna
perché ritrovando pezzi d’archivio di Scajola sono usciti
appunti sul giuslavorista Marco Biagi, ucciso dalle Brigate
Rosse.

Dunque, il 9 luglio del 2013,
nell’ambito della inchiesta sulla truffa a danno dei Salesiani,
viene perquisito (e indagato)
Luciano Zocchi. Gli investigatori trovano nella sua abitazione di tutto e di più: un faldone
con la pratica della pensione di
Claudio Scajola. E appunto
manoscritti e ritagli di giornali
sulla vicenda Biagi. Ricordate
«quel rompicoglioni» che voleva una scorta a tutti i costi,
«mica possiamo proteggere
tutti..»... Sì, il povero professore Biagi trucidato dalle Br? E

ANSA

Arrestato
L’ex ministro dell’Interno
Claudio Scajola

Scajola che dieci anni e passa
dopo manda la sua scorta a
prelevare la moglie del latitante Matacena, Chiara Rizzo, per
accompagnarla da lui a Imperia. Nelle carte di Scajola con-

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO

Taccuino

LE STRATEGIE DEI PARTITI

MARCELLO
SORGI

Dal Papa
nessun
endorsement
al premier

Nelle
piazze
Continua
il tour
elettorale
del
presidente
del consiglio
in tutta
Italia

D

PIETRO MASTURZO PER LA STAMPA

Renzi: loro sono l’insulto
noi l’Italia della speranza
A Napoli duemila in piazza Sanità, con decine di pullman prenotati
FABIO MARTINI
ROMA

Per riempire piazza Sanità a
Napoli - e farla apparire più
popolata di quando ci è approdato Beppe Grillo - il Pd
partenopeo aveva prenotato
decine di pullman e così,
quando Matteo Renzi è salito
sul palco, ad attenderlo
c’erano più di duemila persone, non tantissime ma più
che per il rivale. Renzi è stato
accolto in un clima («Matteo, Mat-teo») ben più caldo
di quello riservatogli nell’altra grande capitale del Sud,
Palermo. E dal palco del popolaresco rione Sanità, urlando, il presidente del Con-

siglio ha ripetuto con più energia gli slogan che va ripetendo
nei talk show: «Un noto statista ligure ha usato un linguaggio che non sarà mai quello del
Pd: Hitler, la peste rossa, i
morti di lupara bianca, che invece meritano rispetto!» E poi
quello che sta diventando il
messaggio-chiave della campagna elettorale, quello su cui
Renzi punta tutto: «Loro sono
l’insulto, noi siamo la speranza». Un passaggio che alla fine
risulterà anche il più applaudito dalla piazza napoletana, così come lo era stato nella due
giorni emiliano-romagnola.
E ancora: «Io da solo non ce
la faccio, o vince il Pd o perde

Intervista

l’Italia». E Renzi ha concluso il
comizio con una proposta
spiazzante: «Cantiamo tutti assieme l’inno d’Italia», quell’inno che i tifosi napoletani avevano fischiato nella finale di Coppa Italia. Appello raccolto non
entusiasticamente, anche se alla fine Renzi è stato festeggiato,
sull’onda di una popolarità epidermica, fisica, che il breve giro d’Italia sta confermando.
In una campagna elettorale
che si sta trasformando in una
rincorsa al reciproco insulto,
Matteo Renzi insiste nella sua
sfida a Grillo sulle piazze più o
meno piene. Guerra psicologica più che contabile: Renzi conosce bene la lezione del feb-

braio 2013, quando il Pd di Bersani perse in 48 ore quasi 5
punti percentuali a vantaggio
di Beppe Grillo. In quella occasione il Pd mollò nell’ultimo
miglio, lasciando il campo al
leader del Cinque Stelle proprio nella occupazione delle
piazze: Grillo chiuse la campagna elettorale nella grande e
affollatissima piazza San Giovanni a Roma, piazza simbolo
della sinistra, mentre il Pd si
rinchiuse nel piccolo teatro
Ambra Jovinelli. Immagini rilanciate delle tv che diedero
l’impressione di un vento che
spirava da una sola parte.
Altrettanto pungente Renzi
era stato, qualche ora prima,

Tsipras: “Matteo non dà
risposte di sinistra”
“La Merkel decide le sorti dei governi”

GIUSEPPE SALVAGGIULO
TORINO

tà. In Italia c’è una peculiarità: questa
n abbraccio ad Alessandra forza popolare si esaurisce nella denunQuarta, giovane giurista cia, non ha niente a che fare con la rapcandidata nel Nord Ovest presentanza tradizionale della società
per la quale hanno firmato un ap- propria della sinistra».
pello centinaia di personalità guiGrillo: scheggia impazzita della sinidate da Rodotà e Zagrebelsky. Un
stra o avanguardia della destra?
comizio davanti all’università. Poi «Nell’interpretare la rabbia dei cittadida Torino a Bologna, per la chiusu- ni, mostra un mood di sinistra. D’altra
ra della campagna elettorale, men- parte, su temi come l’immigrazione ha
tre dalla sua Grecia arrivano i
strategie di destra».
risultati delle ammiDà risposte di destra a
a
li
g
nistrative. «Andiadomande di sinistra?
a
t
t
a
b
La
«Risposte apolitiche a
mo al ballottaggio ad
m
u
r
o
u
per il q
domande di sinistra.
Atene e in Attica, che
Non è destra tout
fa il 40% della popolazione greca: pronosticourt. La nostra presenza l’ha coci smentiti», dice Alexis Tsipras.
stretto a posizioni più politiche».

U

Perché in Grecia lottate per essere il primo partito e Italia per superare la soglia del 4 per cento?

«In Grecia siamo riusciti a imporre
un modo di parlare diverso, dimostrando che non siamo un vuoto
d’aria e abbiamo radici nella socie-

Renzi dà risposte di sinistra a domande di destra?

«Renzi non dà risposte di sinistra».
Che cosa significa per voi vincere?

«Avere almeno 55 eurodeputati e superare i liberali come terzo gruppo».
Volete proporre ai socialisti un’alleanza alternativa a quella col Ppe?

«Vogliamo cambiare gli equilibri, giocare un ruolo determinante. I socialisti sono in un vicolo cieco, negli ultimi
anni le loro scelte si sono identificate
con quelle della destra. Sarebbe importante riuscire a strapparli dall’abbraccio mortale con la Merkel».
Per fare cosa, subito?

«Stop ai programmi di austerità, via la
troika, gestione solidale del debito».
E il fiscal compact?

«Non lo accettiamo, ma è un trattato
internazionale: non si può cambiare
subito. Le cose che ho detto sì».
Che cosa pensa delle rivelazioni sul
vertice di Cannes del 2011?

Il leader greco, Alexis Tsipras

E Renzi?

«All’inizio ha creato speranze: giovane,
voleva ridurre le tasse sui cedi mediobassi e ridiscutere il fiscal compact. Ma
le sue idee si sono dimostrate strutturalmente neoliberiste: lavoro più precario, meno stato sociale, privatizzazioni.

nella registrazione dell’intervista a «Piazza pulita», «Chi
sono i buffoni? C’è un lungo
elenco... Ho sempre avuto rispetto per chi votava nel centrodestra e anzi dicevo che bisognava convincerli, non insultarli ma mi preoccupa come
viene vista l’Italia in Europa,
perché la credibilità di FI e
M5S non è all’altezza delle
aspettative che l’Italia suscita». Dunque i buffoni innominabili sono due, Grillo e Berlusconi. In vista delle Europee di
domenica prossima, Renzi ha
tenuto bassa l’asticella: «Alle
Politiche il M5S ha preso più
voti rispetto al Pd» e ora «il risultato va rovesciato e noi stiamo cercando di superare Grillo», il cui obiettivo - dice tendenzioso Renzi - dovrebbe essere quello di restare il primo
partito, Anche se poi è lui stesso ad ammettere di essere un
premier di lotta e di governo:
«Fino all’ultimo giorno lotterò
per prendere un voto in più».
La Rai? «In passato i partiti
hanno già messo troppo bocca
sulla Rai. Io invece non metterò mai il mio partito nelle condizioni di prendere decisioni
su quella azienda».

Anagraficamente, è mio coetaneo. Politicamente, di Blair».
E lo rivendica.

«Il problema è proprio questo, perché
la terza via ha fallito».

«Andò in scena lo scioglimento della
democrazia: aveva superato la misura
che le forze dominanti sono disposte a
sopportare. Hanno tramato alle spalle
dei popoli italiano e greco. Un tempo
c’erano i re nazionali a fare e disfare i
governi. Ora c’è un palazzo reale europeo, con la signora Merkel come un
monarca assoluto a decidere se governi democratici possono vivere».
Con quale l’obiettivo?

«Imporre l’austerità. Che non è un
mezzo, ma un fine».

a oggi, è sicuro, il Vaticano troverà il modo di precisare, chiarire, delimitare il senso dell’intervento di Papa Francesco all’assemblea dei vescovi italiani. Ma ieri, quando il
“No al catastrofismo” del
Pontefice è risuonato nell’aula della Conferenza episcopale, il pensiero di tutti i
presenti è corso alla campagna elettorale italiana e allo
scontro all’ultimo sangue
che si sta consumando in vista del voto di domenica.
Aspettarsi che il Papa
prenda posizione a favore di
Renzi e contro Grillo è sbagliato. Ma è trasparente che
il suo appello di ieri, rivolto
principalmente alla Chiesa,
vada in direzione di chi cerca di affrontare le difficoltà
del Paese, trovando delle
soluzioni, e che in qualche
modo si debba anche intendere come uno sprone a chi
governa, perchè non perda
di vista i problemi più gravi,
gli strati più deboli della società, le sofferenze di chi
perde il lavoro accanto a
quelle di chi deve chiudere
le imprese.
In quest’ambito, e ovviamente in senso lato, si può
dire che il monito del Papa
boccia i toni senza speranza
della campagna di Grillo; e
pur senza sostenerlo esplicitamente, fa un’apertura al
giovane leader cattolico
Renzi e lo spinge a un maggiore impegno. Che poi un
richiamo così alto possa essere ascoltato, in questi ultimi giorni di una campagna
che diventa ogni momento
più dura, sarà tutto da vedere. Anzi, proprio mentre i
vescovi discutevano dell’Italia, il duello tra il leader
di M5s e il presidente del
consiglio è andato avanti
per tutto il giorno con toni
pesantissimi. Grillo a dire
che il premier sarà inghiottito da una sorta di “lupara
bianca” politica, Renzi a rispondergli per le rime. Fino
a tarda sera, quando il primo è entrato per la prima
volta nello studio di “Porta a
porta” pressappoco quando
il secondo usciva da quello
di “Piazza pulita”.
Sullo sfondo, la questione
aperta della Tasi, il cui pagamento verrà rinviato, rischia di pesare sulle scelte
degli elettori quasi quanto
gli scandali e gli arresti di
una settimana fa.
I tecnici sono al lavoro,
la scadenza potrebbe slittare fino a settembre, perchè domenica si vota anche in molti comuni e i sindaci temono le reazioni dei
cittadini a un più che probabile inasprimento fiscale locale e a una nuova tassa che potrebbe pesare più
della vecchia Imu.
A meno di un anno dalla
dura contesa sulla tassa
sulla casa che tormentò la
vita grama del governo
Letta, rivedere Renzi e i
sindaci alle prese con un
problema simile era imprevedibile. Ma tant’è. Il
consiglio dei ministri cercherà di metterci una pezza. Ma ogni giorno che
passa è sempre più tardi.

R

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Ha
detto

Primo Piano .7

.

L’ULTIMO PICCOLO SQUADRISMO: SALVINI (E COTA) SOTTO CASA DELLA FORNERO
CESARE MARTINETTI
a spedizione condotta ieri dalla Lega, guidata dal suo ducetto Salvini,
sotto casa di Elsa Fornero (dopo
analoga performance a Bologna sotto
l’abitazione di Romano Prodi) si distingue per una violenza che supera i limiti
anche della più cruda e legittima contestazione politica perché colpisce uno
spazio privato e dunque fisicamente –
seppur nel simbolo – l’avversario. Ed è
così vero che Salvini stesso dice: «Per
fortuna il ministro non è in casa, perché
mi prudono le mani…». Per nostra sfortuna, però, tutto questo ha un nome: squa-

L

Perché ora sì da Vespa?

Sul blog

Vespa rappresenta
quell’elettorato che
pensa che io sia Hitler
Abbiamo 22 milioni di
pensionati, anche io
sono un pensionato

Letta, il cocco di
Napolitano, e rigor
Montis hanno fallito e,
come avviene per i
mafiosi, chi fallisce
viene punito

drismo. Nella storia ce n’è stato di rosso e
di nero. Ed è sempre finito male.
La politica può essere cruda nelle parole, ha il diritto di colpire sotto la cintura
e insieme sfruculiare la pancia degli elettori. Si può mentire, esagerare, caricaturare. Sarà il popolo a giudicare mentitori,
fanfaroni e caricaturisti. Ci sono però dei
limiti non scritti che appartengono all’educazione personale prima che al galateo pubblico. Ma anche, eccome, al costume politico che la campagna elettorale attualmente in corso sta piegando al grottesco per iperboli dei soggetti evocati (Hitler, Stalin) e per la violenza delle immagini che vengono usate: la lupara bianca…

Un ultimo limite, poi, dovrebbe essere
rappresentato dal senso della vergogna
e del ridicolo. Con quale faccia, un partito trascinato negli scandali più goffi e
grotteschi della Seconda Repubblica –
in un tourbillon di lauree comprate e
rimborsi spese tarocchi – osa ergersi a
difensore del popolo contro un establishment di cui ha ampiamente dimostrato in questi anni di fare parte? Nella
visita a casa Fornero, accanto al Salvini
si agitava nientemeno che Cota, cha sarebbe ancora governatore del Piemonte
in carica, ma che con quest’ultima uscita sarà davvero ricordato soltanto per
un per un paio di mutande verdi.

Grillo, dalla “lupara bianca” al selfie con Vespa
“Io urlo, ma è rabbia buona”. Tra gag, monologhi e un “assegnone” al posto del contratto con gli italiani
JACOPO IACOBONI

E così, ultima metamorfosi, il lupo s’è travestito da agnello. E s’è
fatto pure il selfie con Bruno Vespa.
Se quella di Silvio fu la serata
del contratto con gli italiani, questa resterà forse quella dell’assegnone (Grillo sfodera i cinque milioni della restituzione della prossima parte di eccedenze degli stipendi dei parlamentari del M5S);
e del capello azzurrino, dei monologhi senza teatro, dei bicchieri
d’acqua e della saliva deglutita a
mascherare l’emozione persino
lui, vecchio volpone tv, degli
«eh?» perché non sentiva le domande, dei diluvi torrenziali
quando le sentiva e non rispondeva («Grillo! È un’intervista e non
uncomizio»,e«mastaischerzando? Io non venivo qua a farmi intervistare da te»), e dell’incredibile parodia e autoparodia: «Un
milione di posti di lavoro lo dico
io, ora!», ha fatto a un certo punto
Grillo, con Vespa che rideva perché sapeva che era tutto show, e
si sentiva coinvolto nella parte.
Ma è stata anche una serata furbo-soffusa - «Voglio spiegare alle
pensionate, anch’io sono un pensionato, che non sono Hitler» - in
cui ogni tanto Grillo diceva «ci conosciamo da vent’anni», e Vespa
ammetteva che sì, oppure Grillo
gli faceva «non riesco a rilassarmi con te davanti», e Vespa «e
che devo farti, un massaggino?»...

«Il voto è politico, sarà
o noi o loro»
«Processo non violento
all’establishment»
Ecco. Dopo aver variamente
evocato Hitler, o usato ieri pomeriggio sul blog metafore tipo la
«lupara bianca» («a Renzi faranno fare la fine di Letta e Monti,
con la lupara bianca»), Beppe
Grillo ieri era atteso a una delle
performance più nazionalpopolari dell’anno. Così è stato. All’arrivo ha mostrato ai fotografi il
plastico del castello di Lerici, «da
Vespa non fanno entrare le cose
di plastica ma fanno entrare Berlusconi». Messo piede in studio
guardava la foto dicendo «mi
mettete sempre con la faccia ghignante per spaventare le vecchiette». E poi una performance
inarrestabile, flusso di coscienza,
i cui effetti sull’inerme elettore
alias telespettatore-tipo di questa trasmissione sono impossibili
da indovinare; ma escludere che
possano essere stati proficui per
il Movimento sarebbe avventato.
È stata l’ennesima metamorfosi, da insurrezionalista a nazionalpopolare, dall’urlo alla modalità-Fantastico, del suo showman. «Una mossa politica, ci sono le elezioni, avete notato?». Do-

«Dai 5 Stelle
un linguaggio
barbaro
e contagioso»

3

domande
a
Antonio
Ingroia

«La lupara bianca attende
Renzi», dice Grillo. Che effetto fa a un ex Pm di Palermo come Antonio Ingroia
che alle politiche aveva lasciato la toga per la politica?

PIETRO MASTURZO PER LA STAMPA

La folla al comizio di Beppe Grillo a Bergamo

ve’erano indistinguibili battute,
provocazioni, proposte, frasi di
repertorio: «Noi siamo la rabbia
buona», le «due slinguate di Renzi alla Merkel», il «processeremo
gli imprenditori, gli editori, i giornalisti», o «il comunismo è fallito,
ma era una bella idea; il capitalismo invece è questo, disintegra le
società». Il tetto alle pensioni,
«cinquemila euro, possiamo recuperare sette miliardi». Il «vinceremo, e il Pd dovrà farsi un esamedicoscienza.AndremoalQuirinale, con la nostra gente, e diremo al presidente: lei ha fatto questa larga intesa, non ha funzionato, proviamo diversamente». In
mezzo a tante teorie, per esempio quella della decrescita, spiegate un po’ così, con Vespa che
esordisce dicendo «ero a Dubai
due giorni fa..» e Grillo che lo interrompe dicendo «che eri a fare
a Dubai?!?»...
«Chi ruba allo Stato avrà l’interdizione perpetua», ha annunciato a un certo punto Grillo parlando dell’Expo: «Tu non ci sei
stato, lì, c’è un grande campo ma

non c’è niente!». Ha citato Benedetto Croce, «l’unica rivoluzione
è inserire una persona onesta».
Ha sostenuto che «il voto sarà il
più politico da anni, o noi o loro».
«Se usciamo dall’euro? Lo deciderà il popolo italiano, non quattro c. di partito».
Da Vespa c’era già andato, ma
era un’altra vita. Era la serata

Mostra il plastico del
castello di Lerici: «Non
fanno entrare
la plastica, ma Silvio sì»

PIETRO MASTURZO PER LA STAMPA

Il leader dei 5 Stelle, Beppe Grillo

elettorale del 1983, un voto in cui
la Dc crollò (il crollo in Italia è un
lento morire che dura trent’anni)
e - come racconta Vespa - «quando Grillo vide che la Dc perdeva
sei punti, staccò il ritratto di De
Mita dalla parete e chiese: “Che
faccio, lo butto?”. Io gli risposi:
“Lascia perdere, può tornare
buono”. E infatti De Mita non si
dimise». Aveva ragione, ovvio,
Vespa.

QUELL’OMICIDIO MAFIOSO CHE EVOCA IL CADAVERE SPARITO
FRANCESCO LA LICATA
e immagini truculente sembrano
essere le sue preferite: Grillo le
centellina sapientemente, sempre
con la giusta attenzione mediatica. Questa volta tira fuori la “lupara bianca”- forse perchè i sondaggi lo danno forte in Sicilia - presagendo quel terribile “trattamento mafioso” per il nemico Renzi, ad
opera della “Piovra-Sistema”. È davvero
atroce la morte per lupara bianca. Il luogo comune giornalistico non rende appie-

L

no l’eccesso di violenza che viene riservata alle vittime. La mafia fa ricorso a quel
sistema per due motivi: per eseguire una
sentenza di morte in modo che non si susciti clamore e, soprattutto, per liberarsi
di un “pericolo” ma non prima di aver interrogato con la tortura l’uomo da eliminare. Niente cadavere, niente morte nè
assassino. Negli Anni Sessanta si usava il
cemento armato dei piloni autostradali o i
pilastri dei palazzi della città nuova, poi
arrivò l’acido. In Calabria si usano i maia-

li, che non lasciano nulla. Una simile fine
fu riservata a Mauro De Mauro, il coraggioso giornalista dell’Ora di Palermo. Ma
il cronista era uno che “faceva” e non un
fallito come sembra dire Grillo di Renzi.
La mafia, infatti, elimina quelli pericolosi
non le mezze calzette. L’esempio sembra
poco congruo, come la frase su Cosa nostra che sarebbe meglio dei governanti
perchè “almeno dà da mangiare”. È stato,
questo, per anni, il ritornello autoassolutorio della mala politica siciliana.

«È un linguaggio barbaro.
Grillo non è nuovo a questi riferimenti assurdi. Durante le
regionali siciliane disse che
“la mafia, a differenza dello
Stato, si limita a chiedere il
pizzo ma non strangola la vittima”. È colpa dei media che
regalano titoli a Grillo, contribuendo all’imbarbarimento della politica. È un film già
visto alle Politiche: i media tirano la volata a Grillo. Ormai
predomina solo l’aspetto
spettacolare».
Lei non è stato sempre critico con i 5 Stelle.

«Hanno contenuti in parte
condivisibile ma non
sembra più
possibile ragionare del
merito. È
stata abbassata la capacità critica del cittadino elettore ormai
A. Ingroia
trasformato
in tifoso che sta sugli spalti e
vuole effetti speciali. Mentre
gli altri non hanno spazio, come la lista l’Altra Europa con
Tsipras, che io appoggio. I
candidati riflessivi come
Barbara Spinelli vengono totalmente ignorati. C’è una
censura politica ma l’Altra
Europa è ignorata perchè poco appetibile da punto di vista comunicativo».
Grillo è contagioso?

«Sì, temo un declino inarrestabile. Questo tipo di linguaggio ha contagiato ambienti che dovrebbero esserne immuni. Ho letto che un illustre e fine giurista, sulla
carta, come Fiandaca, candidato del Pd, vorrebbe prendermi a calci nel sedere perchè io ho criticato il suo libro
che mette in discussione il
processo sulla trattativa Stato-mafia».
[A.L.M.]

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 LA STAMPA 8

W

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Primo Piano .9

.

U

LO STATO DEL PAESE
VATICANO E COLLE

Il Papa guarda oltre la crisi:
“Non cedere ai catastrofismi”
Francesco ai vescovi italiani: no all’ambizione che genera correnti

Quirinale
Il presidente
Giorgio
Napolitano
in questi giorni
ha scelto
un basso
profilo
per non
interferire con
la campagna
elettorale

ALESSANDRO PARIS/IMAGOECONOMICA

il caso

IL PRESIDENTE E I TENTATIVI DI COINVOLGERLO

ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

l Papa apre per la prima volta i lavori dell’assemblea della Cei chiedendo alla Chiesa italiana, in questo tempo
di crisi, di aiutare la gente a
non cedere «al catastrofismo
e alla rassegnazione». Invita i
vescovi a non fare affidamento sull’«abbondanza di risorse e strutture» ma ad essere
«semplici nello stile di vita».
Indica tre priorità: famiglia,
lavoro e immigrati. E auspica
che nella Cei si sia reale libertà di discussione, a cominciare da subito: appena terminato l’intervento, Bergoglio è
infatti rimasto nell’aula per
dialogare con vescovi e rispondere alle loro domande.
La prima «prolusione» di
Francesco - una novità assoluta, dato che l’apertura era
sempre riservata al cardinale presidente - è un discorso
programmatico che delinea
«le attese» del Papa sull’episcopato italiano. Ai confratelli non esita a dire: «Seguite Gesù!», ricordando che
senza la preghiera «il pastore
è esposto al pericolo di vergognarsi del Vangelo». Significativo l’elenco delle «tentazioni» per la vita del vescovo,
tra le quali inserire «la presunzione di chi si illude di poter far conto solamente sulle
proprie forze, sull’abbondanza di risorse e di strutture,
sulle strategie organizzative». E il Papa ha ben presente di parlare a una delle conferenze episcopali più strutturate, che può contare su
notevoli risorse economiche.
Francesco chiede ai vescovi di essere uniti sull’essen-

Napolitano e le Europee
“A pochi giorni dal voto
io mi tengo ben lontano”

I

ANTONELLA RAMPINO
INVIATA A BERNA

MAX ROSS/REUTERS

Papa Francesco ha aperto per la prima volta i lavori dell’assemblea della Cei

Ha
detto
L’INVITO

«Siate uniti,
evitate le cordate
e le mezze verità
che diventano bugie»
ziale. Li invita ad evitare «le
chiacchiere, le mezze verità
che diventano bugie, la litania
delle lamentele che tradisce intime delusioni; la durezza di
chi giudica senza coinvolgersi». Mette in guardia dal «rodersi della gelosia, l’accecamento indotto dall’invidia,
l’ambizione che genera correnti, consorterie e settarismi».
Parla del «ripiegamento che va
a cercare nelle forme del passato le sicurezze perdute; e la
pretesa di quanti vorrebbero

difendere l’unità negando le
diversità». Con un’indicazione
particolarmente significativa,
il Papa ha sottolinea la necessità di «partecipazione e collegialità», di «dialogo, nella
ricerca e nella fatica del pensare insieme». Questo «è importante in un’assemblea:
ognuno dica quello che sente,
questo aiuta...», sottolinea,
ricordando la valorizzazione
di tutte le diocesi, «anche delle più piccole».
I pastori sono invitati ad
ascoltare i fedeli, perché «il popolo santo di Dio ha il polso per
individuare le strade giuste», e
a far crescere la «corresponsabilità» dei laici, riconoscendo
«spazi di pensiero, di progettazione e di azione alle donne e ai
giovani». Ai vescovi Francesco
chiede inoltre «l’eloquenza dei
gesti»: siano «semplici nello stile di vita, distaccati, poveri e
misericordiosi», per «poter essere vicini alla gente».
Tre sono gli impegni specifi-

TRIBUNALI

ci che il Papa suggerisce, mantenendosi lontano da interferenze politiche. Il primo è la famiglia: «Testimoniatene la centralità e la bellezza. Promuovete la vita del concepito come
quella dell’anziano», senza dimenticare di curare «con compassione su chi è ferito negli affetti», accenno quest’ultimo ai
tanti matrimoni in crisi. Il secondo è il dramma dei «disoccupati, cassintegrati, precari»
e di «chi non sa come mandare
avanti l’azienda». Un’emergenza storica, la definisce Francesco, «che interpella la responsabilità sociale di tutti: come
Chiesa aiutiamo a non cedere
al catastrofismo e alla rassegnazione, sostenendo con ogni
forma di solidarietà creativa la
fatica di quanti con il lavoro si
sentono privati persino della
dignità». Il terzo impegno è «la
scialuppa che si deve calare»
per «l’abbraccio accogliente ai
migranti. Nessuno volga lo
sguardo altrove».

Presidente, a pochi giorni
dalle elezioni europee la politica italiana è incandescente... Napolitano non s’irrigidisce, ma naturalmente glissa e
sposta l’attenzione su quel
che è veramente in ballo, «ma
no, le tematiche europee
stanno venendo fuori...».
Ha appena finito di parlare ai funzionari italiani che
lavorano alla sede Onu di Ginevra, un fuoriprogramma
nella visita di Stato che inizia
domani in Svizzera, uno dei
pochi paesi del Vecchio Continente non ancora toccati
da Napolitano, e un Paese
con il quale l’Italia ha nei
rapporti bilaterali frizioni in
materia fiscale.
Anche agli italiani dell’Onu Napolitano ha ribadito
la propria ferma intenzione
di «tenersi ben lontano» dai
temi della politica italiana,
data anche «la fase che ha
una connotazione non brillante ma piuttosto deviante»
come sempre appunto è la vigilia di un voto. Naturalmente, il Quirinale e Napolitano
anzitutto, seguono con occhio vigile ogni sfumatura
delle peraltro roboanti prese
di posizioni di questi giorni,
preparando il dossier che
verrà poi aperto il 26 e il 27
maggio: l’analisi del voto. Ma
ad entrare in prima persona
nella tenzone elettorale il

presidente, ovviamente, non ci
pensa nemmeno: e anche così
si spiega la lunga e minuziosa
nota dei giorni scorsi sul «caso
Berlusconi», ovverosia sul caso di uno dei contendenti di
questa tornata di voto che tentava - con vari strumenti, e anche per interposta persona - di
tirare il Quirinale per la giacchetta, come si suol dire.
Ma di Europa, e di relazioni
internazionali, invece Napolitano parla eccome. Il governo
Renzi ha un bel po’ di problemi
da affrontare, «un carnet di
questioni per il semestre europeo a guida italiana». Che, anticipa, avrà al centro i temi dell’asilo e dell’immigrazione,
l’Italia «sta facendo un lavoro
straordinario con Mare Nostrum missione costosa e coraggiosa nel Mediterraneo, ma
c’è sordità europea». Occorre
porre rimedio, «c’è un’assoluta
esigenza di aiuto da parte della
Ue», e anche occorre far capire
alla pubblica opinione la «netta
distinzione tra chi si muove per
ragioni economiche e quanti
chiedono asilo per le drammatiche condizioni nei loro Paesi».
I diplomatici italiani all’Onu
hanno esortato Napolitano a
non farsi «prendere dalla frustrazione» (ammesso che il rischio esista). Il presidente ha
spiegato la posizione italiana
sulla questione Ucraina, invitando «a non considerare banale il rischio di un ritorno alla
Guerra Fredda».

Vendite Giudiziarie

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TRIBUNALE DI PINEROLO

TRIBUNALE DI TORINO

FALL.TO N. 25/13; VENDITA DI BENI MOBILI:

BENI MOBILI

- Magazzino di Cumiana Lotto 1 Ferramenta, prezzo base € 9.100,00 - Lotto 2 Sanitari ed arredi
Bagno, prezzo base € 21.100,00 - Lotto 3 Stufe e caminetti, prezzo base € 55.000,00 – Lotto 4
Edilizia, prezzo base € 53.000,00. - Magazzino di Frossasco Lotto 5 Ferramenta, prezzo base
€ 21.500,00 - Lotto 6 Edilizia, prezzo base € 22.500,00. - Magazzino di Pinasca Lotto 7 Edilizia,
prezzo base € 18.500,00. - Magazzino di Vigone Lotto 8 Ferramenta, prezzo base € 33.000,00
- Lotto 9 Sanitari e arredi Bagno, prezzo base € 45.500,00 – Lotto 10 Edilizia, prezzo base
€ 96.500,00. - Lotto n. 32 Muletto a batteria Still prezzo base € 3.800,00 - Lotto n. 39 Rimorchio
Viberti 2 assi prezzo base € 3.000,00 - Lotto n. 40 Rimorchio Viberti 2 assi prezzo base € 3.000,00 Lotto n. 41 Iveco Magirus prezzo base € 4.500,00 Lotto n. 42 Rimorchio Viberti 3 assi prezzo base
€ 3.800,00 - I prezzi base di tutti i Lotti sono al netto di IVA di Legge. - Le modalità, le condizioni
di vendita e la specifica dei beni sono visionabili negli inventari e nel bando pubblicati sui siti internet:
www.legaleentiaste.it, www.astalegale.net , www.tribunale.torino.giustizia.it e www.studiogoffi.com.
L’asta si svolgerà presso lo studio del Curatore, dott.ssa Stefania Goffi, in
Torino, via Duchessa Jolanda 21 il 05/06/2014 ore 17,00. Le offerte devono essere presentate presso lo studio del Curatore entro le ore 12,30 del giorno 04/06/2014.

TRIBUNALE DI IVREA
ESEC. IMM. N. 192/12 R.G.E.

Lotto unico - Comune di Strambino (TO), Via Piemonte, 54. Piena prop. di fabbricato di civ. abitazione su 3 p.f.t. composto da: cucina, camere e bagno al p. terra; 2 camere e piccolo locale al p. 1º;
locale sgomberi e camera al p. 2º, oltre magazzino, tettoia e cortile. Prezzo base: Euro 120.400,00.
Vendita senza incanto: 25/09/2014 ore 10.00, innanzi al professionista delegato Avv. Claudia Guzzo presso lo studio Dott. terranova, in Ivrea, Via A. De Gasperi, 4. Deposito offerte entro le ore
12 del 24/09/2014 presso lo studio predetto. In caso di mancanza di offerte, vendita con incanto:
23/10/2014 ore 10.00 allo stesso prezzo base aumento minimo Euro 2.000,00. Deposito domande
almeno tre giorni prima della data dell’incanto fissata in avviso. Maggiori info presso il delegato
tel. 011485332 e presso il custode giudiziario IVG Torino tel. 0114731714 e su www.tribunaleivrea.it, www.giustizia.piemonte.it, www.astegiudiziarie.it (A263935) e su www.legaleentieaste.it.

FALLIMENTO N. 96/2012 VENDITA DI BENI MOBILI: Si rende noto che il giorno 26 giugno 2014
alle ore 10,00, in Torino – Corso Duca degli Abruzzi n. 34 bis, presso il proprio studio professionale,
avanti il curatore si procederà alla vendita, mediante gara informale con il sistema delle offerte segrete in busta chiusa, dei beni mobili di cui dal n. 1 al n. 94 così come individuati nel verbale di inventario fallimentare in LOTTO UNICO al prezzo base di Euro 43.000,00 oltre oneri fiscali di legge. Beni
consistenti in arredi vari ed apparecchiature d’ufficio, macchinari (cesoie, piegatrici, bordatrici, calandre, saldatrici, ecc., per la lavorazione di lamiere d’acciaio), mezzi di trasporto, beni vari (scaffalature,
magazzino, attrezzatura minuta). Chiunque intenda partecipare dovrà depositare offerta presso lo
Studio del curatore dott. Stefano Alberione in Torino – Corso Duca degli Abruzzi n. 34 bis, entro le
ore 12,00 del giorno 25 giugno 2014. Nel caso in cui risultino presentate più offerte valide di diverso
importo, si darà luogo, da parte del curatore, a gara informale con prezzo base quello dell’offerta
più alta con aumenti minimi non inferiori ad Euro 1.000,00 (mille/00). Per informazioni consultare la
documentazione sul sito del Tribunale di Torino www.tribunale.torino.giustizia.it e rivolgersi presso
lo studio del curatore (tel. 011/580.74.34; fax 011/50.29.66, mail stefalbe@etabeta.it). TO208843

Questi e molti altri avvisi li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti: www.legaleentieaste.it - www.lastampa.it

TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
CONCORDATO PREVENTIVO
IMPRESA DI COSTRUZIONI ING. G. MACIOTTA S.R.L. IN LIQ.
AVVISO DI VENDITA IMMOBILIARE
Si rende noto che il giorno 13 giugno 2014 presso lo Studio del dott. Giuseppe Gianelli, notaio in
Torino – Via Colli n. 20, si procederà alla vendita con il sistema della raccolta delle offerte segrete, dei
seguenti beni immobili:
LOTTO UNICO Comune di Gignese - Frazione Alpino - Salita Rognoni (Ex Grand Hotel Alpino)
• alloggio al piano terreno/giardino (1° fuori terra) composto da soggiorno-pranzo, angolo cottura,
due camere, disimpegno, due servizi igienici e ampia porzione di giardino in uso esclusivo e perpetuo
a vantaggio e per l’utilità del suddetto alloggio posta sui tre lati (F 9 numero 730 sub 62),
• cantina pertinenziale individuata con il numero 19 (F 9 n.ro 730 sub 109),
• box n° 18 (F 9 numero 730 sub 39).
Gli interessati dovranno far pervenire offerte irrevocabili ed incondizionate in busta chiusa allo Studio
del dott. Giuseppe Gianelli, notaio in Torino – Via Colli n. 20, entro le ore 12.00 del 13 giugno 2014.
Non saranno ritenute valide offerte inferiori a Euro 138.000,00 oltre imposte di legge.
Le offerte irrevocabili ed incondizionate dovranno essere corredate di A.C. N.T. all’ordine di “Concordato Preventivo Impr. Costruzioni Ing. Giovanni Maciotta S.r.l. in liq.” per un importo pari al 20% del
prezzo offerto. L’apertura delle buste avverrà il giorno 13 giugno 2014 alle ore 16.00. L’aggiudicazione
avverrà al miglior offerente ed il pagamento del prezzo dovrà avvenire in unica soluzione entro 90
giorni dall’aggiudicazione, contestualmente all’atto notarile di trasferimento, con A.C. N.T. all’ordine
di “Concordato Preventivo Impr. Costruzioni Ing. Giovanni Maciotta S.r.l. in liq.” ed a semplice richiesta del liquidatore giudiziale. Altre condizioni di vendita come da ordinanza agli atti.
Per ulteriori informazioni rivolgersi al liquidatore giudiziale dott. Rosmino Banone, Corso Montevecchio n. 62 - Torino, tel. 011/517.25.29, fax 011/517.16.49, e-mail: banone@banonerosmino.191.it.
Il Liquidatore Giudiziale (dott. Rosmino Banone)

R

10 .Primo Piano

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

gg Dossier/Il voto per il rinnovo del Parlamento europeo

L’euroelezione più incerta
con i partiti che ignorano l’Ue
Le campagne elettorali sono tutte centrate sui temi nazionali
Gli antieuropeisti saranno numerosi ma (forse) non rilevanti
MARCO ZATTERIN
CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

arà il voto più lungo. Si comincia giovedì di buon’ora
con l’apertura delle
urne
olandesi,
trenta minuti dopo le sette e
trenta prima che il Regno
Unito arrivi secondo per colpa del fuso orario. La consultazione destinata a comporre l’ottavo parlamento europeo a suffragio universale si
chiuderà domenica alle 23,
nella notte dell’Italia, ultima
a sigillare le urne. Nel frattempo 400 milioni di aventi
diritto decideranno se è il
caso di aver voce in capitolo
nell’elezione dei 751 che li
rappresenteranno a Strasburgo e Bruxelles. Cinque
anni fa l’affluenza fu del 43
per cento, stavolta potrebbero essere meno e, se così
fosse, sarebbe qualcosa di
molto simile a un disastro.
Dal numero dei votanti dipende buona parte della
partita. Questo non è un referendum sull’Europa, ma
poco ci manca. La crisi ha tagliato le gambe alla crescita
e all’occupazione, intaccando anche la fede nel processo di integrazione comunita-

S

Il voto europeo degli italiani
QUANDO

VOTANTI

25 maggio 2014

47,3

26,4 mln
Donne

dalle 7.00 alle 23.00

Elettori iscritti
in Italia

Alle urne 400 milioni
di cittadini europei:
in tutto il continente c’è
l’incognita astensione

51,0

Sezioni elettorali

61.588

mln
3,7 milioni

COME SI VOTA
Il voto va espresso
tracciando un segno
sul simbolo del partito
prescelto.
Si possono esprimere fino
a tre preferenze (di cui
una di genere diverso)
scrivendo nome
e cognome o solo

Elettori iscritti
all’estero

24,6 mln

Uomini
SEGGI ITALIANI AL PARLAMENTO EUROPEO PER
CIRCOSCRIZIONE
Nord Est

20

Totale

14

73

Nord ovest

14

17

Centro

8
Isole

ria. C’è una voglia diffusa di
esprimersi contro scelte giudicate inefficaci piuttosto che
per quelle da compiere per rimettere le cose a posto. L’incertezza regna sovrana in
queste ore di vigilia e lo si vide
dalla schizofrenia dei sondaggi, divergenti e ballerini. Da
noi sono vietati, all’estero seguitano senza sosta. È un segno di rispetto per le tradizioni locali.
Gli ultimi due «poll» sono
«made in the Uk», recapitati
nella posta elettronica ieri
mattina. Uno dà i conservatori in rimonta al secondo posto
dietro i laburisti e davanti agli
indipendentisti dell’Ukip.
L’altro assegna a questi ultimi
e al loro Nigel Farage la palma
(virtuale) di primo partito dell’isola. Confusione.

Sud

- LA STAMPA

Sulla nostra sponda della
Manica la divergenza è di analoga portata. Il 14 maggio VoteWatch ha detto che i popolari europei sono avanti di poco,
212 seggi contro i 209 dei rivali
socialisti e i 63 dei Libdem.
Margine risicato, che sottolinea la necessità che la compagine cristiano democratica ha
dei voti di Forza Italia, non
sempre considerata il più opportuno degli alleati, soprattutto a causa delle ricorrenti
sparate contro l’euro.
Poi è arrivato il Parlamento
europeo che ha fotografato il
Ppe in grande spolvero, attribuendogli 221 deputati a fronte dei 194 del Pse, con una forbice portentosa di 27 poltro-

ne, il massimo da che sono cominciate le rilevazioni, e la
conferma d’una leadership riconquistata a inizio marzo e
mai perduta. Chi avrà davvero ragione?
Più stabilità si legge nelle
stime sugli scranni che fanno
rotta verso il vociante potente
pacchetto di mischia formato
da euroscettici e antieuropei.
Potrebbero essere fra i 130 e i
140, abbastanza per infastidire i manovratori a livello nazionale, non per essere davvero rilevanti negli emicicli europei. Qui i tre partiti principali sembrano poter avere
una solida maggioranza, ma
chi lo sa davvero. È probabilmente l’euroelezione più incerta di sempre.
Gli osservatori concordano
sul fatto che manca un orientamento preciso che guidi i
cittadini e le loro intenzioni.
Le campagne elettorali sono
nazionali, si parla poco (e male) del senso dell’Europa, i
cinque candidati di bandiera
per la presidenza della Commissione Ue non hanno bucato lo schermo. L’astensione
sarà un dato decisivo, visto
che si tende ad accreditare la
regola secondo cui più saranno gli elettori e più partiti tradizionali andranno bene.
Stando alle regole europee
potremmo cominciare a saperlo dopo le 23 di domenica,
visto che prima sarà vietato
diffondere dati definitivi. O
quasi. Il parlamento europeo
ha annunciato i suoi «exit
poll» già alle dieci della sera,
cosa che intendono fare in
molti, anche prima. La tv
olandese Nos ci ha già dato
appuntamento per venerdì,
dimostrando che - in fondo - in
Europa chi vuole, e sa, riesce
a fare come gli pare meglio.

R

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

g
Svezia

Quando si vota
Giovedì

Venerdì

Sabato

Domenica

22

23

24

25

8

Finlandia

Lussemburgo

20

7,30

8

9

21

8

7

20

7

20

Polonia

7

7

22

21

Germania

14

(8-16 on line)
Slovacchia

Repubblica Ceca

14

22

8

7

14

8

7

Croazia

7

19

ITALIA

Spagna

7

18

Austria

22
Romania

Portogallo

8

4

domande
a
Rosa Balfour
analista politica

DAL CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

Belgio

8

«È finito
l’europeismo
anomalo
di Roma»

22

Lituania

Irlanda

22

20

14

Danimarca

Gran Bretagna

7

20

Lettonia

Olanda

ORE

8

Estonia

21

19

Bulgaria

7

Cipro

17

19

«È finita l’anormalità dell’europeismo italiano». Rosa Balfour, «senior analyst» dell’European Policy Center, autorevole think tank bruxellese, misura il consenso in calo anche
da noi per le cose a dodici stelle
e non vede ragione d’allarme:
«Sino a poco tempo fa gli italiani hanno sostenuto l’integrazione a prescindere e in modo
apolitico, tanto che i sondaggi
rivelavano sempre tassi di europeismo più elevati rispetto
agli altri. Era un fatto ideologico, ora è un europeismo più
normale. Più “europeo”».
Cos’è cambiato?

9

20

7

Francia

23

Malta

8

7
Slovenia

13

18

Grecia

18

(8-20 nelle grandi città)

7

22

7

19

7

22

Il Paese dei tiratardi non si smentisce
Solo da noi urne aperte fino alle 23
M ICHELE BRAMBILLA
vero che il peggior
difetto di noi italiani
è quello di parlare
sempre dei nostri
difetti: quanto ad
autodenigrazione, non ci batte
nessuno. Però è vero anche che
gli argomenti per far salire lo
spread tra noi e gli altri popoli
non ci mancano mai.
Prendiamo il voto di domenica. In un sussulto di amor
patrio, e contraddicendo la
tendenza di cui sopra, ci apprestiamo ad andare alle urne da euroindignati: ma come
si permettono questi tedeschi di comandare a casa nostra? E i francesi? Che cos’hanno da ridere di noi? Pen-

È

12

(non ancora ufficiali)

sassero al loro presidente in
casco integrale che porta i bignè all’amante. E così via.
Poi però basta dare un’occhiata agli orari di apertura e
chiusura delle urne per capire
almeno uno dei mille motivi per
cui all’estero ridono di noi. Lasciamo pure perdere le eccezioni particolarmente virtuose,
tipo il Belgio e il Lussemburgo,
dove si comincia a votare alle 8
e alle due del pomeriggio è già
finito tutto. Guardiamo i Paesi
che consideriamo più simili a
noi. In Francia si voterà domenica dalle 8 alle 18: nelle grandi
città fino alle 20. Anche in Germania le urne chiuderanno alle
18. In Spagna l’orario è 9-20; in
Svezia 8-20. In molti Paesi che
riteniamo più «arretrati», poi,
si finirà di votare ancora pri-

ma: in Bulgaria, Croazia, Portogallo e Slovenia alle sette di
sera sarà già finito tutto, in Austria addirittura sono previsti
gli exit poll all’ora dello strudel,
le cinque del pomeriggio.
Solo in Italia, in tutta Europa, ci vorranno sedici ore per
votare. Si comincerà alle sette
e si chiuderà alle ventitré. Solo
in Italia si finirà così tardi.
Commenteremo i risultati a
notte fonda, e meno male che il
campionato è finito, altrimenti
ci sarebbe una seccante sovrapposizione con il ben più eccitante posticipo.
Del resto il tirar tardi è una
nostra particolarità. Siamo un
popolo dagli strani bioritmi:
non c’è avvenimento importante che non finisca a notte fonda,
dalle votazioni – appunto – alle

sentenze dei processi. Dalla
Cassazione alla Suprema Corte,
dai Tribunali alle Corti d’assise,
sembra che i magistrati italiani
siano un esercito di nottambuli.
Non parliamo poi della politica: la tendenza a sfidare le tenebre ha attraversato la monarchia e la democrazia, la prima e la seconda repubblica. La
finestra del Duce a Palazzo Venezia restava illuminata fin dopo mezzanotte, forse perché
Mussolini voleva far vedere a
chi passava che stava lavorando per loro, anche se gli italiani
pensavano che quel lavoro non
valesse la bolletta della luce.
Poi ci fu la Democrazia Cristiana. Interminabili e snervanti
discussioni di governo e di partito si protraevano immancabilmente all’orario di cena e do-

pocena. Si diceva allora fosse
per via di Moro, che non carburava prima delle cinque del pomeriggio. Ma in realtà anche la
generazione successiva di politici pare essersi addestrata in
discoteca: le fondamentali dichiarazioni di maggioranza e
opposizione arrivano di solito
nei talk show di seconda serata. Ci si aspettava uno scatto di
efficienza dai lumbard, quando
sono arrivati al governo; ma chi
ha seguito Bossi ricorda bene i
suoi orari: sveglia nel primo pomeriggio, comizio la sera, spaghetti in bianco e Coca Cola alle due di notte, poi si cominciava a conversare di federalismo.
Però probabilmente i bioritmi non c’entrano. Forse la
verità è che noi italiani parliamo tanto di politica, ma abbiamo sempre da fare qualcosa di più importante della politica. E così il voto di domenica caspita se è decisivo, l’Europa poi non parliamone, ma
meglio chiudere i seggi alle
ventitré perché bisognerà
pur tornare dalla gita, no?
Metti che ci sia bel tempo.

«Nell’Europa gli italiani cercavano, e trovavano, due ragioni
di conforto complementari: da
un lato, il patto europeo era
l’alternativa a quella che ritenevano essere la “debolezza”
dello stato; dall’altro era l’entità che poteva proteggerlo».
Come si è arrivati a questo rifiuto crescente?

«Non è sorprendente. Se potessimo comparare i giudizi
sull’Europa con l’atteggiamento dell’opinione pubblica
italiana nei confronto dello
Stato la tendenza non sarebbe
differente. C’è una diffusa
perdita di fiducia che pone le
sue radici nella sensazione
che ci sia una mancanza di democrazia».
La sorprende che l’euroscetticismo sia più forte al Sud?

«No. È legato all’andamento
dell’economica e delle aspettative di ripresa. Colpisce
piuttosto che i partiti politici
più veementi contro l’Europa
siano nati al Nord - Lega, Grillo, Forza Italia - mentre l’opinione pubblica più negativa è
nel Sud. È anche un problema
culturale».
Come se ne esce?

«Con la crescita. Coi posti di
lavoro. Non c’è altra soluzione, se non il ripristino della
fiducia nel fatto che le ricette comuni sono più efficaci.
Attraverso risultati concreti, però».
[M. ZAT.]

W

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 LA STAMPA 12

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Primo Piano .13

.

U

MOBILITÀ URBANA
LA RIVOLUZIONE
gono il passo; figurarsi quelle
sui taxi che sono state scritte
nel ’92, quando i cellulari nemmeno esistevano. Sempre sabato l’assessore comunale milanese alla Mobilità Pierfrancesco Maran, preso in mezzo
alle proteste, ha varato una
proposta in cinque punti che
«vuole garantire l’innovazione
e la legalità». C’è scritto che
per qualsiasi Ncc «dalla prenotazione all’inizio del servizio dovranno decorrere almeno 90 minuti». Quanto basta
per uccidere la concorrenza di
Uber ai tassisti sulle corse immediate, relegandola a quelle
prenotate con ampio preavviso. Eppure i conducenti di taxi
sono tutt’altro che soddisfatti.
Raffaele Grassi, che è consigliere comunale, nonché lea-

Reportage
FRANCESCO MANACORDA
MILANO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

A

ll’uscita della
Stazione centrale i taxi sono una
cinquantina. Rigorosamente fermi. Picchetti autoproclamati
non si sa con quali regole, quali gerarchie e quali strumenti
di persuasione, guidano il secondo - e forse non ultimo giorno di sciopero selvaggio
contro il nemico immateriale
ma concretissimo che si chiama Uber e dispensano ai passeggeri appiedati indicazioni
non proprio da Gps: «Prenda
la linea rossa della metro e arriva in San Babila. Da lì sono
due minuti a piedi». «Ma la
rossa da qui non passa!».
«Vabbè, prende la gialla e
scende in Duomo, è quasi lo
stesso». In piazza della Scala,
dove da poco in un centinaio e
passa hanno terminato l’assedio a Palazzo Marino e adesso
si dirigono verso la Prefettura, l’israeliano Uzi e il figlio
tredicenne Ephraim, addosso
la maglietta del Maccabi campione, rifiutano di credere che
in quella fila di auto bianche e
immobili non ce ne sia una che
li carichi «Protestano? Ma
perché? Non c’è il libero mercato?».

L’ULTIMA FRONTIERA

Con un clic è possibile
contattare un privato che
«vende» un passaggio

DANIEL DAL ZENNARO/ANSA

Non si ferma a Milano la protesta dei tassisti contro il servizio Uber

Come funziona
Travis Kalanick
e Garret Camp
nel 2009 lanciano
Uber a San Francisco:
il servizio permette
di prenotare un'auto
con conducente
via smartphone

LA SORPRESA

I turisti increduli
«Ma qui non c’è
la libera concorrenza?»
Uber

Così l’ultima protesta globale rischia di bloccare le città

Centimetri - LA STAMPA

L’ultima battaglia della modernità - o forse contro la modernità - globale non si combatte nelle miniere del Sulcis,
ma in pochi chilometri quadrati nel centro di Milano. Prima le uova e i fumogeni lanciati da alcuni tassisti sabato
scorso alla festa della rivista
Wired, per impedire alla manager di Uber Italia Benedetta Arese Lucini, ribattezzata
cortesemente «Benny ’a canaglia», di parlare del suo servizio che con un solo tocco di
smartphone consente di trasformare qualsiasi berlina a
noleggio con conducente che
si aggiri nei paraggi in un similtaxi pronto alla bisogna.
Poi due feriti - lievissimi, per
fortuna - proprio tra i tassisti
che nella notte tra domenica e
lunedì hanno cercato lo scontro con gli odiati noleggiatori
con conducente o Ncc. E ieri la
giornata surreale che svuota
le vie dai taxi e popola i tram di
manager per concludersi con i
toni poco concilianti del Comitato provinciale per l’ordine e
la sicurezza: le manifestazioni
selvagge dei tassisti «possono
rivestire anche carattere penale per i profili di interruzione di pubblico servizio» e portare fino alla revoca della licenza «nei casi più gravi».
Ma non è certo con un atto
prefettizio che si può domare
la rivolta dei tassisti contro
Uber. La protesta che monta a
Milano - e serpeggia anche a
Roma - è già protesta globale.
Globale proprio come il colosso di San Francisco e il suo
fondatore, Travis Kalanick
che ha già rilasciato al Financial Times dichiarazioni destinate ad entusiasmare gli autisti di piazza ad ogni latitudine:

Il download dell'app
per smartphone
è gratuito
((è disponibile per
iiP
P
iPhone
e dispositivi
ccon sistema
operativo Android)

ItassisticontroUber
AMilanocomeaLondra
laguerradellamodernità
«Sono un distruttore di monopoli nato». E l’ultimo passo di
Uber che fa scaldare gli animi
dei tassisti, Milano compresa, si
chiama UberPop e sta ai taxi
tradizionali come il nuovo fenomeno Airbnb - il sito che permette di alloggiare nella casa di
un privato in tutto il mondo a
prezzi stracciati - sta alla Pen-

Intervista

Quando si apre l’applicazione
appare una mappa che visualizza
la nostra posizione e quella delle
auto con conducente più vicine
Viene calcolato il tempo di attesa
previsto; si prenota con un clic
Si paga con carta di credito;
dopo la corsa si può lasciare
un commento sul servizio
I prezzi sono di circa

il 20% superiori
a quelli dei taxi
In Italia sbarca

nell'aprile del 2013
Attivo in 80 città
(IN ITALIA A MILANO
E A ROMA)

3 miliardi

attuale valutazione della società

1 miliardo

incassato finora da Uber

MILANO

P

rofessor Pietro Ichino, come giudica le nuove manifestazioni di questi giorni
da parte dei tassisti milanesi
contro il servizio Uber?

«Mi sembra che siano un classico caso di autodifesa di un
gruppo di insiders contro la
concorrenza di un gruppo di
outsiders. Come sempre in
questi casi, gli insiders si presentano come paladini di un
interesse degli utenti alla qualità e sicurezza del servizio.
Ma non è così».

sione Miramare di Rimini.
Adesso, infatti, con un clic si
può contattare non solo l’Ncc,
ma anche un qualsiasi privato
che mette a disposizione la sua
auto per fare un pezzo di percorso assieme: tu spendi poco,
magari meno del taxi, lui incassa qualcosa e Uber si prende come al solito una commissione.

Anche per questo l’11 giugno,
quando sotto il Duomo è già
prevista la marcia bianca degli
anti-Uber, manifestazioni simili
sono in programma a Parigi,
Madrid e Londra, dove diecimila «cabbies» promettono «chaos, congestion and confusion».
La spinta della modernità fa
saltare le regole che non ten-

der di una delle venti e passa
sigle sindacali dei balcanizzati
conducenti milanesi, spiega
che «è una proposta copiata
da quella francese. Ma lì chi
sgarra rischia un anno di galera. Qui quali controlli si faranno? Non chiediamo la chiusura
di Uber, ma vogliamo garanzie
sul rispetto delle regole da
parte degli Ncc».
Nella guerra che oppone le
auto bianche a quelle nere degli Ncc, spesso anche loro piccolissimi imprenditori di se
stessi, si attende adesso l’intervento del governo, che non ha
certo formule magiche per risolvere lo stallo. Domani il ministro dei Trasporti Maurizio
Lupi ha convocato in Prefettura i sindacati dei tassisti e solo
loro. Le convivenze si annunciano difficili, ma anche i confini sono meno netti di quel che
possa apparire. L’Ncc che ieri
girava in centro a Milano con
due vistosi cartelli «Uber? No
grazie» sulle fiancate è solo un
simbolo dell’inesausta creatività italiana quando si tratta di
non prenderle o invece è il segnale che se il colosso californiano coinvolge nella gara al ribasso anche i privati con il requisito minimo di un’auto e una
patente anche gli Ncc finora
ubercollaborazionisti difenderanno la loro corporazione?

Ichino attacca il Comune:
“Un errore piegarsi
alla lobby delle auto bianche”
Pietro
Ichino
È docente
di diritto
del lavoro
alla Statale
di Milano

La liberalizzazione non esporrebbe gli utenti a qualche rischio?

anche dei servizi offerti dagli
outsiders. Nulla vieterebbe
poi, in un mercato liberalizzato, ai tassisti più seri e affidabili di organizzarsi e darsi un
marchio di qualità e sicurezza.
Ma devono essere gli utenti a
giudicare e a scegliere.

«No. Gli utenti avrebbero tutto
l’interesse di poter usufruire

Lei è stato «pubblico ministero» nel «processo» fatto lo

scorso anno da Italia Aperta
sui provvedimenti restrittivi
minacciati dall’amministrazione Pisapia nei confronti di
Uber. L’ultimo documento di
consultazione del Comune,
che propone un tempo di attesa minimo di 90 minuti tra la
chiamata all’Ncc e il suo effettivo utilizzo, conferma la sua
opinione di una discriminazione contro gli Ncc?

«Sì: sarebbe né più né meno che
un modo per mettere i bastoni
tra le ruote all’innovazione tecnologica. Una forma di vero e
proprio luddismo. Con l’aggravante che a porlo in essere sarebbe un’amministrazione comunale, la quale dovrebbe invece fare

l’interesse di tutta la cittadinanza. Non dovrebbe porsi al servizio di una lobby, per quanto prepotente e agguerrita».
I tassisti sostengono che la loro licenza, spesso acquistata
a caro prezzo, viene di fatto
svalutata da una liberalizzazione del trasporto urbano.
Non è così?

«I tassisti nel recente passato
hanno respinto anche alcune
proposte che prevedevano di
accompagnare la liberalizzazione con un congruo indennizzo a
loro favore, in proporzione al
valore originario della licenza.
Quello che difendono, in realtà,
è proprio il principio del loro
[FRA. MAN.]
monopolio».

W

AVVISO ESPLORATIVO
PER MANIFESTAZIONE DI INTERESSE
RELATIVA ALL’ACQUISTO DI UN IMMOBILE DI
PROPRIETÀ DELL’IMMOBILIARE CARLO ALBERTO SRL

14 .Estero

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

SI INFILTRAVANO DEI COMPUTER DELLE AZIENDE AMERICANE E GIRAVANO I SEGRETI AI CONCORRENTI

OGGETTO
Il presente avviso è finalizzato ad ottenere manifestazioni di interesse volte all’acquisto di un immobile di proprietà dell’Immobiliare Carlo Alberto srl, preliminare alla procedura mediante confronto
competitivo che la società si riserva di avviare nelle modalità e nelle forme che riterrà opportune. La
pubblicazione del presente avviso e la ricezione delle manifestazioni di interesse non comportano
per l’Immobiliare Carlo Alberto srl alcun obbligo o impegno nei confronti di soggetti interessati, né
danno diritto a ricevere prestazioni di sorta, compreso il pagamento di commissioni di mediazione
ed eventuali oneri di consulenza. La manifestazione di interesse non determina l’insorgenza di alcun
diritto o interesse giuridicamente rilevante per pretendere la prosecuzione della procedura. La manifestazione d’interesse non costituisce vincolo all’acquisto. Alla successiva procedura, i cui termini
saranno in seguito comunicati, saranno invitati a partecipare i soggetti che avranno presentato
manifestazione di interesse in risposta a questo avviso. La società si riserva la facoltà di chiedere
chiarimenti e/o la produzione di ulteriori documenti agli interessati. Potrà eventualmente escluderli
a suo insindacabile giudizio. Si riserva inoltre la facoltà di invitare alla procedura altri soggetti se
ritenuti idonei.

Fbi a caccia di spie cinesi
nella cyberguerra globale

DESCRIZIONE IMMOBILE
UBICAZIONE: Torino, Via dei Mille n. 16. DESCRIZIONE: edificio disposto su due piani oltre a piano
terra, piano interrato, piano terzo mansardato e aree pertinenziali. RIFERIMENTI CATASTALI: l’immobile insiste al nuovo Catasto Fabbricati del Comune di Torino al foglio 192 particella 21 sub 2, 3,
4, 6, 8, 10, 11, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 19, foglio 192 particella 26, foglio 192 particella 23 sub. 2, foglio
192 particella 162 sub. 16. VALORE DELLA STIMA: Il valore stimato dell’immobile sopra specificato
è di Euro 3.500.000,00. La società non prenderà in considerazione manifestazioni di interesse riferite
a valori al di sotto di quello stimato.
MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLA MANIFESTAZIONE DI INTERESSE I soggetti che intendono
manifestare il proprio interesse all’acquisto dell’immobile dovranno far pervenire all’ Immobiliare
Carlo Alberto srl presso Cassa Edile di Torino – Comitato di Presidenza – Via Quarello 19 – 10135
Torino – entro le ore 12,00 del 30 giugno 2014, una missiva con oggetto “Manifestazione di interesse per l’acquisto di bene immobile” ed i dati completi del mittente. La scrivente si riserva la
facoltà di non prendere in considerazione eventuali documenti pervenuti oltre il termine indicato.
La manifestazione d’interesse dovrà essere completa: - dei dati integrali del soggetto interessato
(se persona giuridica, allegare copia di un certificato della C.C.I.A.A.); - del recapito presso il quale
il soggetto interessato dichiara di voler ricevere le comunicazioni afferenti al presente avviso; - di
una dichiarazione di accettazione incondizionata di quanto previsto nel presente avviso; - di una
fotocopia del documento di identità del sottoscrittore. Il trattamento dei dati inviati si svolgerà in
conformità alle disposizioni del D.Lgs. 196/03 e s.m.i.. A suo insindacabile giudizio, l’Immobiliare
Carlo Alberto srl potrà decidere di non procedere con la successiva fase del confronto competitivo.
Per informazioni e per richiedere copia dell’avviso: dr. Aldo Fiorito tel. 011 8107 507-508-514 email:
amministrazione@cassaedile.torino.it.
Torino, 9 maggio 2014
Gli Amministratori Vogliotti Dr. Augusto Boni Dario

TRIBUNALI Vendite Giudiziarie
Per questa pubblicità: 011/6665241
Gli avvisi legali de La Stampa li puoi trovare anche su:
www.tribunale.torino.it – www.asteimmobili.it – www.legaleentieaste.it

TRIBUNALE DI TORINO
SEZIONE ESECUZIONI IMMOBILIARI
R.E. 580/06 - Delegato dott. Andrea GROSSO. Piena proprietà: in Torino, via Feletto 35,
alloggio al piano secondo con cantina (Fg. 1148, particella 694, sub. 54). Vendita senza
incanto: 15 luglio 2014 ore 16.00; apertura buste ore 15.00. Prezzo base: € =45.000,00=.
Nel caso in cui l’immobile resti invenduto la vendita con incanto si terrà: 25 settembre
2014 alle ore 11.00. Prezzo base: € =45.000,00=. Aumenti minimi: € =2.000,00=. Le vendite si terranno presso lo studio dell’avv. Erika Amerio in Torino, via Pastrengo 17. Le offerte
in busta chiusa o le istanze di partecipazione devono essere depositate dal lunedì al giovedì
dalle ore 9.30 alle ore 12.30 (mercoledì anche il pomeriggio dalle ore 15.00 alle ore 18.30)
presso lo studio dell’avv. Erika Amerio. Custode: IVG.Sito internet: www.legaleentieaste.it.
Dottor Andrea Grosso

TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
BANDO DI VENDITA
Nel fallimento n. 78/2013
Il Professionista Curatore Fallimentare dottoressa Lucia Bertoldo, delegato dal G.D. dottoressa Cecilia
Marino, con ordinanza di delega in data 15 maggio 2014,
DISPONE LA VENDITA SENZA INCANTO E SUCCESSIVA CON INCANTO
Del seguente immobile: Lotto 1: in Torino (To), Via Peyron n. 31 nr. tre unità
1. al N.C.E.U. al Foglio 1176, particella 434, sub.125, categoria A/2, R.C. € 1.306,64.
2. al N.C.E.U. al Foglio 1176, particella 434, sub.11, categoria A/3, R.C. € 506,13.
3. al N.C.E.U. al Foglio 1176, particella 434, sub.3, categoria C/6, R.C. € 127,98.
Il valore del Lotto 1 è pari a € 160.000,00.
DISPONE LA VENDITA SENZA INCANTO
Del seguente bene mobile: Lotto 2: Automobile BMW GT 530D targata EA 570 VG.
Il valore del Lotto 2 è pari a € 15.000,00 (il valore del Lotto è già comprensivo di Iva).
Il tutto come meglio descritto nelle relazioni di stima dell’Architetto Maria Rosa Cena, che espressamente vengono richiamate in ogni sua parte.
DISPONE LA VENDITA SENZA INCANTO
- Vendita senza incanto del giorno 9/07/2014 alle ore 11,00 presso lo studio del Curatore
Fallimentare delegato, in Ivrea (TO), Via Palestro n. 31.
1) Prezzo base: Lotto 1 - Euro 160.000,00, oltre imposte e tasse di legge, Lotto 2 - Euro 15.000,00
già comprensivo di Iva.
2) Aumenti minimi di € 1.000,00 o suoi multipli per il Lotto 1 e Euro 500,00 o suoi multipli per il Lotto 2.
3) Termine per il deposito delle offerte in busta chiusa entro il giorno 8 luglio 2014 (giorno antecedente
la vendita) ore 12,00.
4) Giorno di apertura delle buste e della eventuale gara il giorno 09 luglio 2014 alle ore 11,00 presso
lo studio del Curatore Fallimentare delegato, in Ivrea (TO), Via Palestro nr. 31;
Per il caso in cui la vendita senza incanto del Lotto 1, per qualsiasi motivo, si concluda senza esito
positivo, si
DISPONE LA VENDITA ALL’INCANTO
- Vendita con incanto del 31/07/2014, ore 11,00 presso lo studio del Curatore Fallimentare
delegato, in Ivrea (TO), Via Palestro n. 31.
1) Prezzo base : Lotto 1 - Euro 160.000,00, oltre Iva di legge e altre imposte e tasse di legge.
2) Aumenti minimi di € 1.000,00 o suoi multipli per il Lotto 1.
3) Termine per il deposito delle offerte in busta chiusa entro il giorno 30 luglio 2014 (giorno antecedente la vendita) ore 12,00.
4) Giorno di apertura delle buste e della eventuale gara il giorno 31 luglio 2014 alle ore 11,00
presso lo studio del Curatore Fallimentare delegato, in Ivrea (TO), Via Palestro nr. 31;
LUOGO DELLE OPERAZIONI DI VENDITA
La presentazione delle offerte in busta chiusa e delle istanze di partecipazione all’incanto, l’apertura
delle offerte, le operazioni di gara e tutte le altre attività riservate per legge al Cancelliere o al
Giudice Delegato avverranno a cura del Professionista delegato dottoressa Lucia Bertoldo in Ivrea
(TO) Via Palestro n.c. 31, tel. 0125-424825 oppure 0125-43694, fax 0125-40394 e-mail : l.bertoldo@
bellassaibertoldo.it ; lucia.bertoldo@odcec.torino.legalmail.it
VENDITA SENZA INCANTO.
L’offerta deve essere depositata in busta chiusa, almeno entro le ore 12 ,00 del giorno prima della
data fissata per la vendita e recare, all’esterno, solo l’indicazione del: “Fallimento n. 78/2013 Tribunale di Torino” e il giorno di udienza. Sarà cura del professionista delegato annotare su di essa, come
prescrive l’art. 571 4°c. c.p.c. il nome, previa identificazione di chi materialmente provvede al deposito, nonché la data e l’ora del deposito stesso. L’offerta è irrevocabile per 120 giorni dal deposito,
salvo quanto previsto dall’art. 571, 3° c. c.p.c. Indicare nell’offerta: il lotto che si intende acquistare
e il prezzo offerto (non inferiore al prezzo base dell’avviso). Allegare all’offerta (inseriti nella busta):
<una marca da bollo da Euro 16,00; la cauzione pari ad almeno il 10 % del prezzo offerto da versare
con assegno circolare NON TRASFERIBILE INTESTATO a: < FALLIMENTO N. 78/2013.>
All’udienza il professionista delegato apre le buste e delibera sulla convenienza dell’offerta. Se vi
sono più offerte valide si svolge tra tutti gli offerenti una gara a rilancio sull’offerta più alta. Il termine di pagamento del prezzo di aggiudicazione è di giorni 60 dall’aggiudicazione.
VENDITA ALL’INCANTO
L’istanza deve essere deposita, entro il giorno prima della data fissata per la vendita, in questo caso
entro il giorno 30 Luglio 2014 entro le ore 12,00. L’offerente deve indicare nell’offerta: Allegare
all’offerta: una marca da bollo da Euro 16,00; la cauzione pari al 10% del prezzo base da versare
con assegno circolare NON TRASFERIBILE INTESTATO a: <FALLIMENTO N. 78/2013>. Il termine di
pagamento del prezzo di aggiudicazione è di giorni 60 dall’aggiudicazione.
Se l’istante non partecipa, senza giustificato e documentato motivo, la cauzione potrà essere trattenuta dal Fallimento a norma di legge.
PUBBLICITA’
Un estratto del presente bando di vendita sia:
inserito sul sito internet www.asteimmobili.it e sul sito del quotidiano LA STAMPA unitamente a
copia della relazione peritale, il tutto almeno 45 giorni prima della data di scadenza del termine di
presentazione delle offerte.
Torino, lì 16 Maggio 2014
Il Professionista delegato Curatore Fallimentare D.ssa Lucia Bertoldo

APPUNTAMENTO
A TUTTOAFFARI DI
DOMENICA 25 MAGGIO

Spionaggio industriale, per la prima volta ricercati ufficiali di Pechino
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

Internet ormai è un campo di
battaglia, fra i governi e contro
la criminalità comune. Lo dimostrano due operazioni in cui
è coinvolta anche l’Italia.
La prima riguarda l’incriminazione da parte degli Stati
Uniti di cinque membri dell’esercito cinese, accusati di
attività di spionaggio in America. La seconda è una retata
condotta in 19 Paesi, incluso il
nostro, per arrestare un centinaio di criminali che usavano un malware chiamato

In un’altra operazione
100 hacker nel mirino
in tutto il mondo.Tredici
denunciati in Italia
«Blackshades», per infiltrare
computer privati e poi ricattare i proprietari.
Finora non era mai successo che gli Usa indicassero nomi
di membri dell’apparato militare della Repubblica popolare, colpevoli di spionaggio. I
cinque si chiamano Wang
Dong, Sun Kailiang, Wen
Xinyu, Huang Zhenyu e Gu
Chunhui, e lavorano tutte nella
«Unit 61398», la struttura alla
periferia di Shanghai che l’intelligence americana ha individuato come centro delle attività digitali illecite della Cina. Ad
esempio, la compagnia americana per l’energia solare SolarWorld aveva grandi difficoltà, perché perdeva ampie fette
di mercato a favore di aziende
cinesi, che ottenevano i contratti offrendo sempre prezzi
più vantaggiosi. L’intelligence
ha scoperto che gli hacker di
Pechino erano entrati nei siste-

Retroscena
DALL’INVIATO A NEW YORK

A

rriverà prima Putin a
vendere il suo gas alla
Cina, o gli Stati Uniti
a esportare in Europa il frutto della tecnologia shale?
Dalla risposta a questa domanda potrebbe dipendere
non solo il futuro dell’Ucraina, ma gli interi equilibri tra
Est e Ovest, col rischio che
Mosca approfitti del caos a
Kiev per completare il suo
«pivot verso l’Asia» prima
degli occidentali.
Oggi il leader del Cremlino
arriva a Shanghai, per una
visita di due giorni in cui incontrerà il collega Xi Jinping.
L’obiettivo principale, dichiarato dallo stesso Putin in
un’intervista, è quello di
chiudere l’accordo per fornire gas alla Repubblica popolare. «Siamo nella fase finale
della trattativa», ha detto il
presidente russo. Il problema è soprattutto il prezzo:
Mosca vuole 25 miliardi subito; Pechino domanda azioni
dei giacimenti della Siberia
da cui arriveranno le sue forniture. Se l’intesa verrà siglata, per i prossimi 30 anni

AP

I membri dell’apparato militare della Repubblica Popolare Cinese denunciati per spionaggio

Il divorzio da 3 miliardi dell’oligarca
ContosalatoperRybolovlev,patrondelMonaco
1 Costerà caro a Dimitry Rybolovlev,

re russo del potassio, il divorzio dalla
moglie Elena. Il tribunale di Ginevra,
dove lei risiede, le ha riconosciuto la
metà della fortuna dell’oligarca, patron
fra l’altro della squadra di calcio del Monaco. La somma è stata calcolata in
4.020.555.987,20 franchi, con precisione svizzera, pari a circa 3,295 miliardi di
euro. La coppia si era sposata 23 anni fa
a Cipro e si era separata nel 2008.
Dimitry Rybolovlev

mi di SolarWorld, per scoprire
costi, prezzi e strategie di comunicazione, girando poi questi segreti alle aziende locali. Un’operazione simile era stata lanciata
contro la Westinghouse, rubando segreti per la costruzione di
centrali nucleari. Dunque spionaggio industriale, ma con una

AFP

importante valenza strategica.
Pechino ha negato tutto, ricordando invece che sono gli Usa a
spiare attraverso la Nsa.
La seconda operazione si è
concentrata sulla criminalità
comune. Tempo fa Cassidy
Wolf, vincitrice del concorso
Miss Teen Usa, aveva subito un

ricatto: qualcuno le aveva scattato foto nell’intimità della sua
casa, minacciando poi di pubblicarle se lei non avesse fornito
altre
immagini.
Jared
Abrahams, ex compagno di
classe di Cassidy, era stato poi
arrestato: aveva usato un «Remote Access Tool» chiamato
«Blackshades», che consente di
prendere il controllo di un computer, rubare informazioni,
criptarle, e usare la sua fotocamera. Questo malware è in vendita per circa 40 dollari, ma
l’Fbi ha fermato due hacker che
lo avevano sviluppato e ha ottenuto la lista di chi lo aveva ricevuto in tutto il mondo. Così è
partita l’operazione in 19 paesi,
fra cui l’Italia, dove sono state
denunciate 13 persone. L’Fbi è
particolarmente preoccupata
per il nostro paese, perché ritiene che soprattutto il settore
pubblico non sia abbastanza
protetto dai reati digitali.

Putin a Shanghai per siglare
l’accordo del secolo sul gas
Mosca cerca sbocchi a Est e aggira le sanzioni
Il tubo
Mosca punta
a vendere
38 miliardi
di metri cubici
di gas
all’anno
ai cinesi
Ma resta
il nodo
del prezzo

la Gazprom venderà alla China
National Petroleum Corporation 38 miliardi cubici di gas.
Così la Repubblica popolare risolverebbe un serio problema
riguardo il proprio fabbisogno
di energia, mentre la Russia
aprirebbe un mercato alternativo a quello Europeo, che la
metterebbe al riparo da eventuali ritorsioni. In altre parole,
la prossima volta che si creas-

se una situazione come quella
in Ucraina, Putin potrebbe
ignorare la minaccia delle sanzioni contro il settore del gas,
perché tanto potrebbe continuare a venderlo alla Cina.
Il problema negoziale sta
nel prezzo, e quello tecnico nei
tempi. Se l’accordo verrà siglato, entro la fine del 2014 dovrebbero cominciare i lavori
per costruire un gasdotto, che

consegnerebbe le prime forniture alla Repubblica popolare
entro il 2018. Nell’arco di questi 4 anni, gli Usa riuscirebbero a passare le leggi e completare le strutture per esportare
il gas in Europa, necessario
per rimpiazzare l’eventuale diminuzione delle forniture russe e quindi togliere a Putin
questo potere di ricatto?
Il rischio non è solo economico e tecnico, ma anche politico. Negli ultimi anni gli Usa si
sono concentrati sul «pivot»
verso l’Asia, proprio per contenere l’espansionismo cinese e
sviluppare i loro interessi economici nella regione. Anche
l’Europa sta conducendo una
simile strategia di penetrazione di quei mercati. Nonostante
la Cina non sia favorevole al separatismo ucraino, perché è
minacciata dai suoi separatismi, il pericolo è che la crisi finisca per avvicinarla alla Russia, frenando invece gli sforzi
occidentali per ottenere più
spazio in Asia.
[PAO. MAS.]

R

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Libia, le forze speciali
passano con i golpisti
Tripoli: c’è dietro l’Egitto
Il governo filo-islamico accusa: Al Sisi vuole una spartizione

il caso
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

ruppi jihadisti accusano l’Egitto di
appoggiare l’assalto del generale
Khalifa Haftar a
Bengasi, Tripoli chiama a difesa del traballante governo le
milizie islamiche e ottiene
l’immediato avallo di Algeri:
l’accelerazione della crisi militare in Libia porta con sé lo
spettro di un duello per procura fra i potenti vicini che potrebbe coinvolgere altri Paesi
del mondo arabo.
A puntare l’indice contro il
Cairo sono i «Leoni del monoteismo», una milizia jihadista
della Cirenaica, secondo cui
Haftar avrebbe iniziato venerdì l’assalto a Bengasi sostenuto da «elicotteri egiziani». È
una tesi che rimbalza su alcuni siti islamici maghrebini perché attribuisce al generale egiziano Al Sisi, ex ministro della
Difesa e candidato presidente,
la volontà di portare in Cirenaica la «guerra totale» contro i fondamentalisti che lo ve-

G

AFP

Miliziani filo-governativi a difesa di Tripoli

de già protagonista in patria del
pugno di ferro nei confronti dei
Fratelli Musulmani.
D’altra parte non è un mistero
che proprio i generali egiziani
imputano ai jihadisti della Cirenaica di essere stati una sorta di
arsenale per i Fratelli Musulmani di Morsi, consentendogli di attingere ad armi e istruttori che
spesso venivano trasferiti, attraverso i contrabbandieri del Sinai, alle milizie di Hamas nella
Striscia di Gaza. Si spiega così

quanto afferma Muhammad
Hijazi, generale delle forze libiche pro-Haftar, che dagli schermi di Al-Arabiya paragona «i
terroristi di Bengasi ai Fratelli
Musulmani»
promettendo:
«Schiacceremo entrambi». La
decisione di alcuni reparti speciali e della base di Tobruk di sostenere Haftar lascia intendere
l’esistenza di un piano preordinato. Alla scelta di Haftar di puntare su militari e clan tribali per
espugnare Bengasi, roccaforte

dei jihadisti, risponde il governo
di Tripoli guidato da Abdullah al
Thani facendo appello proprio
alle milizie islamiche per difendersi dai rivoltosi. E rilanciando
verso Haftar vecchi sospetti di
«connivenze con la Cia» in una
«rivolta ciadiana contro Gheddafi fallita 25 anni fa».
È in tale cornice che il governo
algerino del rieletto Abdelaziz
Bouteflika ha espresso, attraverso i suoi portavoce, «pieno sostegno al governo di Tripoli» (che
nel frattempo è stato costretto
però a «sospendere» l’attività del
Parlamento) dichiarando lo stato
di emergenza nelle regioni settentrionali, nell’area ricca di petrolio e gas ai confini con la Libia.
«L’Egitto ha interesse a eliminare gli islamici dalla Cirenaica e
l’Algeria a garantire la stabilità
delle regioni petrolifere in Tripolitania» osservano fonti occidentali al Cairo. E non è tutto perché
sul «Muftah» gli analisti Ayat
Mneina e Ayman Grada vanno oltre: «Se il Qatar dovesse intervenire in Libia a sostegno degli islamici porterebbe sauditi ed Emirati a compiere la scelta opposta
a favore di Haftar» innescando
un conflitto per procura che evoca quella siriana. Da qui la scelta
del ministero degli Esteri egiziano di gettare acqua sul fuoco:
«Siamo contrari a ogni tipo di intervento esterno in Libia».

Serve la transizione
democratica prima
che la conflittualità
diventi irreversibile
Federica Mogherini

.

Estero .15

Il ministro
degli
Esteri

La Farnesina invita gli italiani a rientrare

Solo sei mesi per evitare
il “punto di non ritorno”
FRANCESCA PACI
ROMA

La Libia è al bivio tra democrazia e caos, aveva detto ieri mattina l’ambasciatore italiano a Tripoli Giuseppe Buccino Grimaldi.
In serata il tono cambia: «In
mancanza di esigenze particolari - scrive la nostra rappresentanza diplomatica - i connazionali sono invitati a valutare un
rientro temporaneo in patria».
Se l’Eni va per ora avanti con l’attività, gli altri 1.200 italiani e italo-libici presenti nel Paese sull’orlo della guerra civile farebbero bene a considerare la ritirata.
Non siamo all’evacuazione ordinata da emiratini e sauditi o alle
frontiere algerine sigillate, ma
l’allarme è serio.
Mentre il resto d’Europa e gli
Usa paiono più concentrati sull’Ucraina, l’emergenza italiana si
chiama Libia: secondo gli esperti
ci sono 6 mesi per evitare di ritrovarci con una nuova Somalia
alle porte di casa.
«La situazione è estremamente preoccupante» ammette il ministro degli Esteri Federica Mogherini esortando la comunità internazionale a sostenere lo sforzo di Roma per un rilancio della
transizione democratica «prima

che il Paese imbocchi in modo irreversibile la strada della conflittualità». Bruxelles è consapevole
del monito del premier Renzi,
che ricorda come da lì provenga
«circa il 96% degli sbarchi sulle
nostre coste». Nonostante le difficoltà l’Organizzazione internazionale per le migrazioni continua a utilizzare i 9,9 milioni di
fondi europei Enpi per la gestione dei flussi. E ci sono anche i 10
milioni extra del progetto «Sahara-Med». Ma la crisi permanente
alza la posta in gioco che per l’Italia è già molto rischiosa.
In ballo non c’è solo la pressione demografica extracomunitaria. La produzione di greggio è un
sesto del previsto e anche quella
di gas è ridimensionata, uno scenario fosco che con l’Ucraina in
bilico potrebbe rivelarsi traumatico per il nostro Paese, primo
partner commerciale della Libia
e dipendente da Tripoli per petrolio (23% del fabbisogno) e gas
(13%). Inoltre, tra il separatismo
della Cirenaica e il virus qaedista, le casse esangui del governo
libico (il ricavo energetico è 200
milioni di euro al mese contro i 4
miliardi del 2013) non sono un indice incoraggiante di stabilità. In
particolare per l’Italia.

16 .Cronache

.

PRODUZIONE E CONSUMO
DI PETROLIO E GAS
NATURALE IN ITALIA

il caso

(Milioni di tonnellate)
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

allarme l’ha lanciato Romano Prodi alcuni giorni fa. «Non facciamoci
soffiare il petrolio dalla
Croazia». In verità non è
sicuro che ci sia petrolio sotto il mare,
semmai il gas. L’ex presidente del
Consiglio ha comunque introdotto un
tema delicatissimo alla vigilia del voto: la ricerca dei pregiatissimi idrocarburi. L’Adriatico ne è ricco. Secondo alcune stime si potrebbero ricavare 22 milioni di tonnellate equivalenti
di petrolio e quindi si potrebbe addirittura raddoppiare la produzione
nazionale, che oggi, dopo un picco nel
1996, conta sull’estrazione annua di 13
milioni di tonnellate tra gas e petrolio
(pari al 10% dei consumi).

Consumo
Produzione
Quota di produzione sul consumo

L’

1,11
93,85
1,49

Sì al lavoro
per la Reggiani
“Non vedo l’ora
di cominciare”

Patrizia Reggiani
MILANO

Sarà libera di muoversi e lavorare Patrizia Reggiani, vedova di Maurizio Gucci, nei
prossimi tre anni che le rimangono da scontare. Potrà
andare a lavorare nella showroom di Boozart, alta bigiotteria nei pressi di Porta Venezia, e prestare servizio in
altri giorni alla Caritas.
Con quali modalità ancora non è preciso perché a deciderlo sarà l’Uepe di Milano (Ufficio esecuzione pena
esterna), lo stesso che ha
stabilito il percorso per l’ex
premier Silvio Berlusconi,
dopo il suo affidamento ai
servizi sociali in seguito alla
condanna definitiva nel caso
Mediaset.
«Sono contenta e non vedo
l’ora di cominciare a lavorare»ha commentato la donna
parlando con il suo legale,
l’avvocato Danilo Buongiorno, la decisione dei giudici.

1,6%
96,44

1980

1,9%

1,83
93,29

1990

Sotto l’Adriatico è certa la presenza di gas, mentre non è sicuro che ci siano giacimenti petroliferi

73,53
2009

Dopo una breve malattia affrontata
con dignità e coraggio è tornato alla
Casa del Padre

le royalties) vanno tutte da quella
parte. E oltre il danno dei mancati
guadagni, l’Italia rischia anche la beffa dei pericoli ambientali perché non
è che l’Adriatico sia poi così largo. Si
dice d’accordo il presidente del settore Idrocarburi di Assomineraria, Pietro Cavanna: «È un’assurdità non voler utilizzare queste risorse, dando
ossigeno a un’industria all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, garantendo la massima sicurezza».
Il governo Renzi ha ben presente il
problema. Subito dopo l’insediamento,
al ministero dello Sviluppo economico

Elena, Bindo ed Alessandro annunciano con immenso dolore la scomparsa del nostro amatissimo

Claudio Bartolini

Mario Missiroli

Con profonda tristezza lo annunciano
la moglie Graziella, le iglie Cristiana
con Eisio, Manù con Emanuele e gli
amatissimi nipotini Leonardo, Niccolò e Violetta, il fratello Gianpiero con
la moglie Terry. Un ringraziamento
particolare al personale medico e infermieristico dell’ospedale San Luigi
di Orbassano e a tutti gli amici che ci
sono stati affettuosamente vicini. Funerali mercoledì 21 alle ore 11,30 parrocchia Ascensione del Signore. Santo
Rosario questa sera alle ore 18,30 in
parrocchia. Non iori ma eventuali
donazioni a Onlus San Luigi per Oncologia Medica CF. 95570360016 Iban
IT27T0200830689000003298464.
– Orbassano, 19 maggio 2014

Per un ultimo saluto, mercoledì al
teatro Gobetti di Torino dalle ore 10
alle ore 18. I Funerali giovedì 22 presso la sala del Tempio Crematorio del
Cimitero Monumentale di Torino; per
orario telefonare allo 011.8194094.
Un ringraziamento particolare al dottor Comandone, al dottor Gulotta ed
al personale medico - infermieristico
dell’ospedale San Luigi di Orbassano. Non iori ma offerte a Onlus,
Gruppo Italiano Tumori Rari, Iban:
IT77P0200830740000002341216
Unicredit agenzia di Pianezza.
– Torino, 19 maggio 2014
O.F. Gran Madre - tel. 011.8194094.

Giubileo 011.8181

Presidenza, Sovrintendenza e Direzioni della Fondazione Teatro Regio di
Torino esprimono il più vivo cordoglio
per la scomparsa del
MAESTRO

Sentitamente partecipiamo al dolore
che ha colpito Graziella, Emanuela e
Cristiana per la perdita del caro CLAUDIO. Porteremo sempre nei nostri cuori la sua amicizia e la sua simpatia. Gigliola, Duccio e Daniela Monero.
E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Luigia Cerrato
(Luigina)
ved. Lazzari
di anni 90
Lo annunciano il iglio Franco con
Ester e le nipoti Giulia e Silvia. Un
sentito ringraziamento per le cure
prestate alla signora Ana e al dottor
Marietta. Funerale martedì 20 maggio
alle ore 11 nella parrocchia San Giulio
d’Orta.
– Torino, 18 maggio 2014

Ci ha lasciati l’
ARCHITETTO

Cristina Secondi
Ciao Cri, iglia e madre meravigliosa,
uniti sempre da un amore ininito.
Mavi, Bebe, Umbi papà e Nene. Cristina riposa a casa, la Camera Ardente è
allestita a casa oggi. Non si terranno
altre funzioni.
– Bergamo, 20 maggio 2014

Papà Pipo, con Isa Edo e Carol si stringe a Mavi, Bebe e Umbi.

Mario Missiroli
artista intelligente e colto che ha portato sulle scene torinesi e al Teatro
Regio la migliore drammaturgia tradizionale e innovativa.
– Torino, 19 maggio 2014
Addio Mario. Flavio.
Beppe Navello, con Gabriella e Maria
Alberta, ricorda con affetto e amicizia
di allievo

Mario Missiroli
e rimpiangerà sempre la sua passione
artistica, la sua intelligenza e il suo furore alieriano contro la pochezza del
tempo presente.
– Torino, 20 maggio 2014
Carissimo MARIO esserti amico è stato
un privilegio:
Paolo, Franca Aglietta
Livio, Silvia Berruti
Vito, Pina Bonsignore
Gigi, Marina Brandoli
Renzo Ciaiolo
Enrica Dorna
Giusy, Chiara Lanzetti
Pier Paolo, Rosemary Maggiora
Ermanno Marocco
Giancarlo, Luisella Quagliotti
Gigi, Anna Ravizza
Giorgio, Alessandra Scianca
Liborio, Pina Termine
Roberto, Chiara Tricarico
Rosalba Vertone

e dell’Ambiente si sono messi al lavoro
per recepire finalmente la Direttiva
europea che detta parametri tecnici
più stringenti sulla ricerca e la coltivazione degli idrocarburi, in terra e in
mare. A seguire, ci si ripromette di
concedere nuove licenza di ricerca, ma
rispettando le nuove regole.
Allo stesso tempo, con le ipotesi di
riforma costituzionale del Titolo V,
Renzi ha inserito l’energia tra le materie che in futuro non sarebbero più
condivise tra Stato e Regioni ma riservate al governo centrale. E quale sia il
sentimento prevalente nei ministeri

Enrico e Donatella abbracciano con
tanto affetto Elena nel ricordo del
caro MARIO.
La Fondazione TPE ricorda con affettuosa riconoscenza il
MAESTRO

Mario Missiroli
amico e assiduo frequentatore del Teatro Astra nelle ultime stagioni.
– Torino, 20 maggio 2014
Ci ha lasciati

Flavia Currao
in Marini
Solo chi non l’ha conosciuta può non
averla amata, lei immagine di bontà,
di dolcezza e di altruismo, ha conquistato tutti coloro che ha incontrato nel
suo percorso terreno. La piangono: il
marito Roberto, la sorella Maria, il fratello Bruno, nipoti, famigliari ed amici
tutti. Funerali parrocchia San Tommaso oggi 20 maggio ore 11,30.
– Torino, 18 maggio 2014
O.F. Boggio - tel. 011.852091
Massimo e Donatella con Paolo e
Matteo partecipano al grande dolore
di Roberto per la perdita della cara e
indimenticabile FLAVIA.
Gli amici di FLAVIA, Conterno Ferrero
Forlano Fornaresio Pavone partecipano al dolore di Roberto.
E’ mancata

Giovanna Mare
ved. Chiadò Piat
anni 92
L’annunciano: il iglio Piero, il fratello,
la sorella, nipoti, parenti tutti. Funerali
in Borgaro Torinese, chiesa centro storico mercoledì 21 corr. ore 10,30
– Borgaro Torinese, 19 maggio 2014
E’ mancato all’affetto dei suoi cari

Giovanni Virano

72,97

10,4%

7,59
70,81

2011

10,5%

7,41
63,68
2012

11,7%
7,42
Fonte: elaborazione

Centimetri
LA STAMPA

LA STAMPA su dati
International Energy Agency

l’ha fatto capire appena quattro giorni
fa in Parlamento il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, Pd, riepilogando la questione di un contestato progetto di esplorazione petrolifera al largo di Chieti, attualmente bloccato dal
ministero e sottoposto a Valutazione di
impatto ambientale: «Appare quasi
superfluo precisare che la valutazione
d’impatto ambientale dei progetti presentati non può essere preconcetta e
basata esclusivamente sul “sentito”
dell’opinione pubblica e sulle pur legittime istanze degli amministratori territoriali locali».

E’ mancato all’affetto dei suoi cari il
PRESIDENTE DELL’UNITRE
DI SAN MAURO

Pino Ruggieri
Ne danno il triste annuncio la moglie
Teresa, i igli Luciano e Dario, il nipote
Nicolò, le nuore Sara e Eliana. Come
da volontà del defunto la Cerimonia
di Commiato si terrà presso il Tempio
Crematorio, Cimitero Monumentale
di Torino, oggi 20 maggio, alle ore
14,30.
– Torino, 17 maggio 2014
O.F. Beato Cottolengo tel. 011.8172464
Presidente Onorario Irma Re, Direttivo,
Docenti e studenti tutti dell’UNITRE di
San Mauro esprimono le più sentite
condoglianze.
E’ mancato
GRAN UFFICIALE

dott. Raniero Tedeschi
magistrato
di anni 92
Lo annunciano affranti la iglia Anna
Carlotta con Marco e l’adorato nipote
Rodolfo. Mancheranno il suo luminoso intelletto e l’amorevole affetto.
Rosario 20 maggio ore 18,45, Esequie
21 maggio ore 10 parrocchia Beata
Vergine delle Grazie, Crocetta.
– Torino, 16 maggio 2014
Mi unisco al dolore della famiglia, per
la scomparsa del

dott. Raniero Tedeschi
al quale ero molto affezionata e devo
tanto. Paola Gelato e famiglia.
– Torino, 17 maggio 2014
Roberto e Daniela affettuosamente
partecipano al dolore di Carlotta.
Presidenza Direzione collaboratori
personale Senior Residence partecipano al dolore della famiglia.

Lo annunciano la moglie, le iglie e
parenti tutti. Rosario oggi ore 18,45.
Funerali mercoledì ore 10 parrocchia
Madonna della Guardia.
– Torino, 19 maggio 2014
O.F. Lesna - tel. 011.7681216

I famigliari ricordano con molto affetto

Uniti a Marisa, la sorella Giovanna
Bertone ved. Manservigi, i igli Nico,
Edgardo e famiglia.

a tutti quanti li ebbero cari.
– Torino, 20 maggio 2014

ANNIVERSARI

Giorgio e Nini Agosti

8,9%

6,54

2010

Zagabria pronta a trivellare, Roma rischia di perdere le royalties
una gara a chi trivella prima. L’Italia
infatti sta rinviando ogni decisione e
tiene a bagnomaria le richieste di
esplorazione. La Croazia, invece, ha
già diviso la sua porzione di Adriatico
in 29 spicchi e si prepara a farli sfruttare dalle multinazionali petrolifere.
Ecco perché Prodi conclude: «Si tratta di giacimenti che si estendono nelle acque territoriali di entrambi i Paesi ma che, se non cambierà la nostra
strategia, verranno sfruttati dalla sola Croazia». Già, perché i giacimenti
sono lì nel mezzo, ma se poi le sonde
succhiano da un lato solo, i benefici (e

5,1%

4,72

Il gas dell’Adriatico
fa gola alla Croazia
L’Italia è in ritardo

L’intervento in un mare
di piccole dimensioni può
danneggiare l’ecosistema

OMICIDIO GUCCI

1,1%

1978

IL NO AMBIENTALISTA

Tema delicatissimo, ma anche
sensibile. La crisi ucraina e le convulsioni libiche, infatti, hanno rilanciato
il problema della nostra dipendenza
dalle importazioni di fonti fossili. Ne
hanno parlato a lungo i ministri dell’Energia del G7 a Roma un mese fa.
Ma siccome non c’è comunità locale
che non s’imbizzarisca a sentire
che vogliono piazzargli una trivella
nel parco più vicino oppure una
piattaforma off-shore davanti alla
costa, nessuno vuole sporcarsene le
mani. Letteralmente. E non ci sono
solo tanti movimenti «No triv» sul
piede di guerra. Dappertutto si
schierano comunità locali, sindaci,
Governatori regionali, vescovi, partiti. Il M5S e Sel in particolare cavalcano le proteste.
Con il suo intervento sul “Messaggero”, però, Prodi ha svelato che
nel mezzo dell’Adriatico è partita

99,00

1973

2009

2014

Maria Donato
(Mariella)
Sempre nei nostri cuori. Marco, Federica, Giorgia.
2013

20 MAGGIO

2014

Nicola Rondolino
Mamma, papà, Fabrizio, Simona,
Bianca, Francesca con Manuela ti abbracciano con ininito amore e dolcezza, e pur col cuore gonio di una
indelebile malinconia non dimenticheranno mai il tuo sorriso, i tuoi occhi
dolci e l’amore intenso e generoso che
ci hai donato.

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Le 4 versioni dell’uomo fermato

La storia
NICOLA PINNA
TEMPIO PAUSANIA

L

o hanno torturato e poi
strangolato. Sotto gli occhi
dei genitori che imploravano di risparmiarlo e di lasciarlo andar via. Gli assassini, invece, non hanno avuto pietà: hanno picchiato Pietro, gli hanno
sfigurato il volto e lo hanno strangolato con il caricabatteria di un cellulare.
La procura, ormai, non ha più dubbi:
la verità sulla strage familiare di Tempio Pausania è ancora tutta da scoprire. Perché tanta violenza?
Una cosa, dopo l’autopsia di ieri,
per i pm è ormai certa: Giovanni Azzena e la moglie Giulia non hanno ceduto e gli assassini prima hanno ucciso brutalmente un bambino di 12 anni, poi hanno finito i genitori: li hanno
colpiti con una spranga alla nuca e così li hanno fatti fuori. Poi li hanno legati e spostati da una parte all’altra della casa, accatastandoli come sacchi
uno sull’altro. «Almeno Pietro potevano risparmiarlo - dice in lacrime
Giovanni Paolo, il compagno di banco
- Quelli che lo hanno ucciso sono persone senza cuore». «Pietro - aggiunge
la professoressa di italiano del bambino - era uno dei più diligenti della classe. Amatissimo dai suoi genitori».
L’AUTOPSIA

Il dodicenne sfigurato
e strangolato, i genitori
uccisi con una spranga
Ma chi erano e quanti erano quelli
che sabato scorso hanno sterminato
la famiglia di Tempio Pausania? Per
ora l’unico accusato di omicidio è Angelo Frigeri, un artigiano di 31 anni
che da qualche tempo era disoccupato. Era amico e socio in affari di
Giovanni Azzena e da lui reclamava
dei soldi. In passato, come dimostrano le intercettazioni del 2008, era
stato l’amante di Giulia e ora le chiedeva di intercedere per chiarire i
pasticci col marito. Sabato mattina,
di sicuro, ha fatto più volte avanti e
indietro davanti alla casa di via Villa
Marina. Domenica a mezzogiorno,
invece, si godeva il più sconvolgente
degli spettacoli a pochi passi dalla
villetta degli orrori: mentre i carabinieri cercavano le impronte lasciate
dagli assassini lui osservava la scena. I compaesani l’hanno visto e anche fotografato. «Era solo e silenzioso, sembrava impassibile - racconta
il cameriere del bar di piazza Gallura - Non potevamo immaginare che
avesse partecipato a questa strage».
E fino a quando non è uscito dalla
caserma in manette, accompagnato

il caso
PIERANGELO SAPEGNO

M

a davvero abbiamo fatto un
mondo dove i bambini devono morire come i grandi?
Pietro Azzena, che aveva appena 12
anni, è morto così, torturato e massacrato, durante la rapina nella villa dei
suoi genitori, in Gallura. Volevano
farli parlare, perché l’innocenza può
essere uno strumento nelle mani dei
malvagi. Anche se Dostoevskij faceva urlare al cielo Ivan Karamazov «ci si può fidare di Dio in un mondo
dove i bambini sono torturati?» -, la
mafia ha sempre ucciso i bambini gli
innocenti, come le guerre, come le
pesti. Anche Nicola Campolongo, che
in casa chiamavano Cocò o Junior, e
che di anni ne aveva solo 3, era morto
come un boss: gli avevano sparato un
colpo di pistola alla testa e poi avevano dato fuoco al suo corpo, assieme al
nonno e alla sua fidanzata. Volevano
punire e spaventare il padre e la madre, che erano in carcere. La cosa
terribile è che potremmo raccontarne tanti altri di delitti come questi, da
Domenico a Valentina, a Raffaella, fi-

Cronache .17

.

I lavori in casa

L’automobile

«Ero a casa di Azzenna
perché stavo facendo
dei lavori di impiantistica
che mi aveva affidato»

«Sono andato lì per
riprendermi l’auto. Azzenna
doveva vendermela ma non
era riuscito a farlo»

I napoletani

I tempiesi

«Due napoletani mi hanno
fermato in strada. Mi hanno
costretto a pulire la scena
del crimine dopo la strage»

«Non erano napoletani ma
di Tempio. Gli Azzenna non
erano già morti: li hanno
uccisi davanti ai miei occhi»

Ammazzato per primo
Pietro Azzena, 12 anni, è stato ucciso per primo davanti ai genitori
ANSA

Il bambino torturato davanti ai genitori
La strage svela il suo ultimo orrore
Tempio Pausania, fermato un artigiano ex amante della madre. Caccia ai complici
Il fermato
Angelo Frigeri
31 anni
artigiano
disoccupato
è stato fermato
dopo un lungo
interrogatorio
Gli inquirenti
sono sicuri
di avere in mano
elementi che
lo posizionano
in casa della
famiglia Azzena
durante la strage
Per ora non ci
sono altre
persone
coinvolte

Le vittime
Da sinistra il piccolo Pietro Azzena, 12 anni, la madre Giulia
Zanzari di 48 e il padre Giovanni Maria Azzena di 50

LAPRESSE

da un coro di insulti, nessuno ci credeva: «Sembra impossibile che sia stato
un compaesano - commenta Antonello Menne - Ha commesso un delitto
inaccettabile. Ma era da solo?».
Questa è la domanda chiave. I carabinieri e i magistrati fanno intendere che

ci sono altre persone da cercare e l’accusa di omicidio volontario in concorso nei
confronti di Angelo Frigeri lo dimostra
con certezza. «Per ora abbiamo chiarito
la posizione di una sola persona - sottolinea il procuratore Domenico Fiordalisi Sulla sua responsabilità abbiamo messo

Quando il crimine
massacra i piccoli
per colpire gli adulti

insieme elementi oggettivi di assoluta hanno minacciato con una pistola e cocertezza». Il più importante è il filmato stretto a salire nella casa. Dentro c’eradi una delle tre telecamere che control- no già tre cadaveri e mi hanno obbligato
lano la via. Angelo Frigeri si vede con a ripulire tutto. Mi hanno detto che erachiarezza, ma non è l’unico a passare da- no napoletani e uno l’avevo già visto in
vanti alla casa degli Azzena tra le 12 e le un paese vicino». Qualche ora più tardi il
15. Per capire chi siano gli altri il suo rac- racconto cambia di nuovo. «Quelli che
conto serve a poco. La
mi hanno obbligato a
versione l’ha cambiaLA RABBIA DEL PAESE salire nell’abitazione
ta tante volte e nel gidi Tempio e
Insultato all’uscita dalla erano
ro di poche ore. Quehanno ucciso gli Azcaserma: «Ha commesso zena davanti a me:
sta è la prima: «Sono
un delitto inaccettabile» hanno litigato e li
andato a casa degli
Azzena per riprenhanno colpiti in testa,
dermi l’auto: Giovanni doveva rivender- poi mi hanno costretto a ripulire la scela ma non l’ha fatto e così sono andato a na». Chi sono questi personaggi misteportargliela via. Alle 11,30 me ne sono riosi? Qualcuno è già finito in caserma,
andato». Ma nelle immagini compare di ma le persone giuste i carabinieri le
nuovo anche più tardi. Ed ecco la secon- stanno ancora cercando. I nomi forse li
da versione: «Mentre andavo via sono conoscono. E non sono quelli indicati
stato fermato da due napoletani che mi dall’ex amico di famiglia.

I precedenti

Da Di Matteo a Cocò: le vittime innocenti
Giuseppe Di Matteo
no a Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia Santino, che
venne catturato da un commando travestito da poliziotti: «Vieni, ti portiamo a vedere papà». Aveva 15 anni, più o
meno l’età di Pietro. Gaspare Spatuzza, che era uno dei banditi, disse che
SCIOLTO NELL’ACIDO

Spatuzza: «Il piccolo Giuseppe
ci vide come angeli
e invece eravamo i lupi»
non stava più nella pelle dalla gioia.
Continuava a ripetere «oh papà mio,
amore mio». «Gli siamo apparsi come
degli angeli. Ma eravamo dei lupi».
Quando entrò in macchina, lo legarono e lo nascosero nel portabagagli di un

furgoncino. Fece due anni di prigionia,
in mano alla mafia, e poi Giovanni Brusca decise di ucciderlo sciogliendone il
corpo nell’acido. Era diventato irriconoscibile, quasi scheletrico, e indebolito, anche nei movimenti, da quella dura
e prolungata detenzione. Ma la nostra
malvagità è davvero senza limiti, così
bestiale, così ripugnante, se l’innocenza
che la Bibbia riserva solo a Dio - «i Suoi
occhi sono troppo puri per sopportare
la vista del male», Ab. 1:13 - è diventata
niente altro che uno strumento di vendetta o di pressione? Qualche anno fa, il
10 giugno del 1997, Raffaella Lupoli, una
bambina di 11 anni - sempre, di nuovo,
più o meno la stessa età di Pietro - è stata massacrata con tre colpi di pistola
dai killer che volevano punire il padre,
un piccolo tossicodipendente «che ave-

Il figlio del pentito Santino, 15
anni, sciolto nell’acido da Brusca

Nicola «Cocò» Campolongo
Il bimbo di 3 anni è stato bruciato
insieme al nonno e alla babysitter

va insidiato la donna di un boss mentre
lui era in galera». Lui era con lei in macchina, ma fu ferito appena di striscio,
da qualche proiettile volante. Raffaella
da grande voleva fare il giudice per
«strappare papà alla droga», come diceva lei, perché l’innocenza ha una
grandezza che persino la realtà non
possiede, ha uno sguardo nella vita che
appartiene quasi al fluttuare indistinto
di una poesia. Invece, anche Raffaella è
stata uccisa come un boss, come un
adulto che ha perso la sua purezza nelle
strade e negli incroci dell’esistenza.
AMMAZZATO COME UN BOSS

Nicola Campolongo aveva
3 anni: gli hanno sparato,
il corpo dato alle fiamme
Il cuore del piccolo Pietro, assassinato così, in quella casa dell’orrore in
Gallura, deve aver ceduto come cedono le cose fragili, schiacciate senza
speranza. Come Cocò, che a 3 anni aveva già visto tutto, aveva visto la droga e
aveva visto i tossici bussare alla porta
di casa a tutte le ore del giorno e della
notte, e aveva visto i poliziotti portare
via mamma e papà, e poi aveva visto
anche un’aula di Tribunale dietro a
una gabbia, fra le braccia della madre,
come Cocò, aveva gli occhi troppo puri
per vedere e riconoscere tutto il male
che noi riusciamo a fare.

R

18 .Società

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

A prima vista sembrano il paradiso degli sconti. Ma in realtà le più grandi agenzie di
viaggio on line potrebbero nascondere clausole e accordi
con gli albergatori che finirebbero per aumentare il prezzo
di una vacanza anche del 30%.
Expedia e Booking finiscono nel mirino dell’Antitrust
che, dopo esposti di albergatori, decide di accendere un faro
sulle attività dei colossi turistici internazionali in Italia.
L’istruttoria, che si concluderà entro il 30 luglio 2015, dovrà verificare se davvero il
meccanismo messo in piedi da
Booking e Expedia limiti la
concorrenza sul prezzo e sulle
condizioni di prenotazione tra
i diversi canali di vendita,
ostacolando la possibilità di
trovare sul mercato offerte
più convenienti.
Nel mirino, spiegano dall’Autorità, ci sono le «clausole
che vincolano le strutture ricettive a non offrire servizi alberghieri a prezzi e condizioni
migliori tramite altre agenzie
di prenotazione online, e in generale, tramite qualsiasi altro
canale di prenotazione». Tradotto: uno potrebbe acciuffare uno sconto migliore, se solo
il «cartello delle agenzie» glielo permettesse. E lo stesso vale per i gestori di hotel e bed
and breakfast.
Ieri, negli uffici di Federalberghi, si respirava una certa
soddisfazione. «La decisione
dell’Antitrust dà ragione alle
nostre tesi» spiega il direttore
generale Alessandro Nucara,
ben consapevole che il problema - se il problema esiste - non
è soltanto italiano. «Un’azione
analoga è già stata avviata anche in Germania», dice. Non
solo: gli uomini dell’Autorità

«A volte è vero
chi prenota
direttamente
spende meno»

una fase nuova - chiede il presidente di Aica (Associazione
italiana confindustria alberghi) Giorgio Palmucci -. Non
possiamo nasconderci l’importanza che le grandi agenzie
online come Booking ed Expedia hanno per il nostro mercato, ma dobbiamo poter competere a livello internazionale
senza subire penalizzazioni e
condizionamenti ingiusti».
Da parte delle agenzie, nessun intento bellicoso. Expedia,
in una nota, garantisce «massima collaborazione» e difende
il suo operato: «Siamo impegnati a offrire le migliori tariffe e visibilità».

Turismo online
vincoli troppo stretti
dai due siti leader

GIUSEPPE BOTTERO
TORINO

Expedia e Booking nel mirino dell’Antitrust
“Dettano prezzi e condizioni agli hotel”

4

«Dipende dalla stagione e dalla disponibilità, ma a volte è
vero: prenotare direttamente
può costare meno che su Booking». Non si nasconde Marco
Ponzo, che all’Hotel Capri di
Roma da anni lavora al frontdesk dell’albergo di famiglia.
Dove una matrimoniale dal 19
al 22 giugno – per esempio –
costa 195 euro sul sito dell’hotel, ma sale a 255 euro come
«Offerta Smart» su Booking.
Qual è la percentuale di Booking in una prenotazione?

«Oscilla tra 15 e 20% e cambia
anche in funzione della visibilità che si vuole avere. Se si è
disposti a lasciare una fetta
maggiore, l’agenzia s’impegna
a promuovere di più l’hotel».
E funziona?

«Sì, ne siamo soddisfatti. Il sistema è facile da gestire in
tutto e per tutto, permette di
cambiare prezzi e disponibilità in tempo reale. E ha permesso a chiunque di trovarci
e controllare dove siamo sulla
mappa. Quando ero bambino,
ricordo che gran parte dei
clienti arrivava di persona, citofonava e prenotava così».
In questo modo la mole delle
prenotazioni è aumentata?

«Sì, abbastanza, anche se a
Roma in alta stagione c’è sempre stato movimento. Certo,
va detto anche che proprio
grazie a siti come Booking c’è
una competizione fortissima e
i prezzi si sono abbassati parecchio nel tempo».

FEDERALBERGHI

Con le recensioni che rapporto avete?

File

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Visualizza

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«Ora si può anche rispondere
alle opinioni dei clienti, ma
non lo facciamo mai. Onestamente è raro anche che le legga. Ho notato che durante l’inverno, quando i prezzi sono
stracciati, riceviamo più recensioni negative.
Chissà perché».

Componi ?

LA RISPOSTA DI EXPEDIA

2008

Fonte: Elaborazione

38,3%

su dati Istat

34,2%

35,6%

28,4%
23,8%
Centimetri - LA STAMPA

Viaggi e vacanze
prenotati
direttamente
tramite
21,4%
Internet

2009

2010

2011

2012

1,9%
Non sa/
non risponde

2013

14,2%
Prenotazione
diretta

Fonte: Elaborazione

40,6%

Caccia alle offerte: i consigli degli esperti

Primo, prendersi del tempo. Ci
sono mille regole per spuntare
una vacanza al prezzo migliore, ma la più importante è dedicare un po’ di impegno alla ricerca. Momondo, Volagratis,
Trabber, Airfarewatchdog sono i motori più famosi, che confrontano voli in tutto il mondo:
non basta uno, meglio controllare su tutti, senza dimenticare
naturalmente Booking.com,
Venere.com, Expedia.it, più
utili se si pensa a pacchetti che
comprendano oltre al viaggio
anche il soggiorno.
Per i voli, inutile affrettarsi:
prenotare troppo in anticipo
non porta grandi risparmi, e
nemmeno farlo troppo in là. Il

periodo migliore, secondo il colosso Skyscanner, è sette settimane prima della partenza, ma
varia in relazione alla meta: per
Grecia e Spagna scende a sei, per
Usa e Thailandia arriva rispettivamente a 18 e 20.
Attenzione anche al giorno: le
nuove offerte arrivano di solito il
lunedì, quindi martedì mattina si
trovano gli affari più convenienti
e la disponibilità più elevata. Bene anche il mercoledì, da evitare
invece il weekend, quando i prezzi salgono e l’offerta scende.
Un’altra regola è quella di non affidarsi alle opzioni preconfezionate: il ritorno potrebbe costare
meno con una compagnia diversa da quella del viaggio di andata.
Alle volte, partire da un aeroporto anziché un altro comporta dif-

ferenze notevoli di prezzo (ma poi
bisogna calcolare le tariffe per i
collegamenti con la meta finale).
Meglio essere flessibili nelle
date ed evitare di partire o tornare nei weekend. E se la caccia al

Né troppo presto né
troppo tardi, meglio
acquistare con 6 o 7
settimane d’anticipo
biglietto più economico inizia
presto, molti siti permettono di
registrarsi e ricevere via email un
avviso quando il prezzo cala.
Attenzione poi alle spese nascoste: bagagli, assicurazioni,
commissioni varie. La più assurda è quella sui pagamenti con

A
ST

BRUNO RUFFILLI
TORINO

su dati Istat

L’organizzazione
dei viaggi
%
degli italiani 35,6
Prenotazione
(anno 2013)

7,7%

LA

“Mai conl’iPad,sempredi martedì”
Risparmiare è facile, se sai comefarlo

Nessuna
prenotazione
ietr
ti m
Cen

sono al lavoro pure in Francia,
Gran Bretagna, Stati Uniti. «I
danneggiati, oltre alle imprese, sono gli utenti, che pagano
commissioni anche del 30%
sul costo della stanza», ragiona Nucara, che si augura di
spezzare i vincoli per innescare una (virtuosa) corsa al ribasso che porti nuove presenze nelle strutture.
È da un pezzo che gli albergatori si sentono accerchiati.
Prima l’avvento di Airbnb, il
portale di «share economy»
che permette a chiunque di affittare una stanza e, in questo
modo, dribblare le strutture
tradizionali. Poi, il proliferare
dei siti di recensioni, da Tripadvisor in giù, cliccatissimi eppure a rischio false recensioni. Addirittura, secondo il Fipe, una su tre sarebbe contraffatta. Comprarle, in effetti, è abbastanza semplice e il
rischio di rimanere delusi, per
i clienti, è all’ordine del giorno, nonostante l’impegno dei
gestori del servizio: «Quella
contro i falsi è una lotta quotidiana che noi affrontiamo attraverso un team dedicato di
mille persone», spiega il numero uno di Tripadvisor Joseph Fratangelo.
Tentare di interrompere il
groviglio armonioso che si è
creato tra web e turismo sarebbe folle e autolesionista, e
gli albergatori lo sanno: sette
vacanzieri su dieci ritengono
Internet indispensabile per
prenotare le ferie. È arrivato
il momento, però, di regolare
il settore. «Bisogna aprire

Marco Ponzo
albergatore
STEFANO RIZZATO
ROMA

«La scelta ci dà ragione
alcuni utenti pagano
commissioni del 30%»
«Massima collaborazione
Vogliamo offrire visibilità
e le migliori tariffe»

domande
a

M

PA

diretta
tramite
internet

Prenotazione
tramite agenzia

carta di
credito. Non
la applicano tutte
le compagnie, ma vale la
pena di controllare se viene imposta anche prenotando dal sito
per un altro Paese: la differenza
fra un .it e.fr ad esempio può valere cinque euro a tratta.
A proposito di comparazioni,
meglio provare a fare ricerche
con un pc: alcuni siti, infatti, partono dal presupposto che chi possiede un Mac o un iPad sia più disposto a spendere, e non presentano per primi i risultati più economici, ma quelli di fascia alta. I
prezzi sono gli stessi, solo che le
offerte possono essere nascoste.
YallaYalla, Trivago, Kayak,
Trip Advisor possono essere ottimi punti di partenza anche per

pacchetti vacanze e alberghi, ma qui suggeriamo di controllare sempre sul sito
web dell’hotel: i prezzi sono di solito gli stessi, però spesso è possibile spuntare una camera migliore o qualche offerta, come il wifi
gratis o la colazione.
Per budget più ridotti o mete
particolarmente costose, Airbnb
è un’ottima soluzione. Ma c’è un
altro posto dove cercare, e in pochi ci pensano: le agenzie viaggi.
Non è detto che siano sempre più
care del web, a volte anzi riescono a spuntare prezzi uguali o addirittura migliori, con il vantaggio di avere di fronte un interlocutore in carne e ossa e non lo
schermo di un computer.

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Personaggi
ALBERTO MATTIOLI
MILANO

Borse di studio Quindicimila euro
per tenere in Italia i cervelli femminili
tentati dalla fuga nelle università estere

.

Società .19

La carica delle 300 È stato Umberto Veronesi
a scegliere le candidate più promettenti
Dal 2002 già 60 le sovvenzioni assegnate

Chi dice donna dice scienza
Alzheimer, farmaci, ambiente: il programma L’Oréal-Unesco premia cinque giovani ricercatrici

S

ono donne, giovani,
serie ma per fortuna
non seriose e chiaramente determinatissime. Cinque
scienziate italiane hanno ricevuto ieri altrettante borse
di studio da 15 mila euro l’una
dal programma «L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza».
Tutto nasce da una partnership fra la multinazionale dei
cosmetici e l’Unesco, che esiste dal 1998 e parte da una
constatazione: in campo
scientifico, continua lo squilibrio di genere.
In altri termini, la ricerca
viene ancora considerata
un’attività più maschile che
femminile. I dati sono chiarissimi: è vero che nello scorso
decennio la quota di ricercatrici a livello mondiale è aumentata del 12%, ma in tutti i
livelli universitari, le donne
continuano a essere sottorap-

“Parkinson
ti sfiderò
in Sicilia”

32%
Le laureate
Tante sono
le dottoresse
nelle materie
scientifiche
in Europa

M.Enrica
Di Pietro
Laurea
in chimica
a Cosenza,
progetta
farmaci

demici, la percentuale crolla all’11 in ambito scientifico, dove i
premi Nobel assegnati alle donne sono appena il 3%.
Da quando esiste, il programma «L’Oréal-Unesco for
Women in Science» ha distribuito riconoscimenti a più di duemila scienziate di 115 Paesi, premiato 82 donne e distribuito

borse di studio a 1.920 borsiste.
In Italia il programma esiste
dal 2002 e ha già assegnato 60
borse di studio ad altrettante
ricercatrici. Aperto a donne under 35, residenti in Italia e laureate in discipline nell’area delle Scienze della vita e della materia, quest’anno al concorso
hanno partecipato oltre 300

Irene Paterniti

Sarah
Caronni
Laurea
in Scienze

3%
Le Nobel
Ancora bassa
la percentuale
delle donne
premiate
a Stoccolma

candidate. La giuria, presieduta dal professor Umberto Veronesi, ne ha scelte cinque che ieri
sono state premiate all’Università di Milano. Cinque ragazze
in gamba, cervelli per fortuna
non in fuga ma anzi intenzionati
a restare in Italia, con idee chiarissime anche sulla parità. La
ricerca è donna.

“Sono tornata da Parigi
carica di molecole”

“I miei occhiali hi-tech
per chi ha una paralisi”

Maria Enrica Di
Pietro («Nessuna
parentela, che io
sappia») è la
premiata più
giovane: ha 27 anni,
una laurea in Chimica
in Calabria ed è appena
rientrata da 14 intensi
mesi a Parigi. «Studio la
struttura delle molecole.
Servirà per progettare dei
farmaci più efficaci». Già in
Italia fare ricerca non è facile,
magari a Cosenza meno
ancora...
«Non credo che ci siano molte
differenze. Quello della
ricerca è un problema
nazionale. Quando si parla di
cervelli in fuga, bisogna
capire che nessuno se ne va

Lavora ad Harvard
«ma per favore lo
scriva, che faccio
sempre parte
dell’Università degli
studi di Milano». Il
suo progetto è
ambizioso: creare degli
occhiali speciali, connessi
a un piccolo computer, che
possano essere utilizzati
anche da chi ha una paralisi
facciale. Alice Frigerio,
milanese, 34 anni, ha passato
gli ultimi tre in
Massachusetts: «Ma grazie a
questa borsa di studio
tornerò in Italia almeno per i
prossimi dieci mesi». Sulle
sorti della ricerca nel nostro
Paese, è meno pessimista
delle altre premiate:

volentieri. Una se ne va
soltanto se è costretta. Finché
potrò, io userò le mie capacità
in Italia e in Calabria. Però è
chiaro che se i finanziamenti
non arriveranno, sarò
obbligata ad andare dove ci
sono. Inutile negarlo:
all’estero fare ricerca
scientifica è più facile».
Ed è anche più facile se porti i
pantaloni? «Diciamo che è più
difficile andare avanti. Se sei
una donna, cercano sempre di
fermarti prima». Ma fra
trent’anni come e dove si
vede? «Io sono ottimista e mi
vedo professoressa, a
studiare le mie molecole e
nella mia città. Beninteso
dopo aver fatto molti giri per
il mondo».

Alice
Frigerio
Milanese,
ha passato
gli ultimi
tre anni
a Harvard

“Il super-microscopio
contro le alghe aliene”

Biologa, di Messina,
ha lavorato a Londra

Alzheimer, Parkinson, nomi
che trasmettono
inquietudine solo a
nominarli. Irene Paterniti, 31
anni, dottoressa in Scienze
biologiche a Messina, poi
«visiting scientist» a Londra,
punta sull’«autofagia» per
trovare la terapia per queste
malattie. Spieghi in parole
poverissime...: «Studio come
le cellule sane “mangiano”
quelle malate. Tenga
presente che di malattie
come l’Alzheimer e il
Parkinson si parla molto per
il loro impatto sociale, ma in
realtà se ne sa ancora ben
poco. Il campo della ricerca
è vastissimo». Anche in
Italia? Lei rappresenta un
caso non frequente di
cervello che rientra... «...e
che vorrebbe restare
stabilmente a lavorare in
Italia. Lo sappiamo tutti che
è difficile, a Messina come
ovunque. Ma questo non può
essere l’alibi per non credere
e non scommettere sulla
ricerca». Per le donne è più
difficile? «Io credo che di
base ci voglia passione per
quello che si fa, e questo di
sicuro non dipende dal
sesso. Poi, sì, nel seguito
della carriera capita spesso
che gli uomini raggiungano
più facilmente posizioni di
vertice. Le statistiche sono lì
a dimostrarlo. Ma non è una
buona ragione per non
provarci».

presentate nelle discipline
scientifiche. Ottengono soltanto il 32% delle lauree scientifiche, il 30 di quelle specialistiche, il 25 dei dottorati. E sono
donne solo 29 ricercatori su
cento. Peggio ancora per le posizioni dirigenziali: se nell’Unione europea le donne occupano il 19% dei vertici acca-

«Valutare gli effetti
dell’invasione di
alghe aliene nel
Mediterraneo».
Detto così, il progetto
di ricerca di Sarah
Caronni, 35 anni,
laureata a Pavia in Scienze
naturali, sembra vagamente
inquietante. In realtà, le alghe
sono aliene solo perché
arrivano nel Mediterraneo da
altre aree geografiche; un po’

“Bambini
obesi? C’è
la cura”

Sardegna, dove ovviamente
sono molto interessati alle mie
ricerche». Una vita da
precaria? «Perché no? Dopo il
dottorato, ho sempre cercato
di trovare i mezzi per poter
fare quello che mi interessava.
E il fatto di essere una donna
non è mai stato un problema».
Ma la felicità è davvero
studiare al microscopio la
mucillagine? «La felicità è
cercare di capire. E, capendo,
di poter risolvere un serio
problema per l’ambiente
italiano». A proposito, conta di
restare in Italia o di andarsene
alla prima occasione buona?
«Io voglio assolutamente
restare in Italia».

inquietanti però
effettivamente sì perché
producono della mucillagine
che crea seri problemi agli
organismi marini autoctoni.
La dottoressa Caronni non si
limita a vincere borse di
studio: «Mi sono sempre
procurata da sola i fondi
necessari alle mie ricerche.
Adesso collaboro con l’Area
marina protetta di Tavolara
Punta Coda Cavallo, in

Loredana
Marcovecchio
Laurea
in medicina

Le soluzioni dei giochi
TM

RUZZLE
Ecco le nostre soluzioni: riuscite a
superarci?
Parole sopra gli 80 punti: orleanista
(180), orleanisti (180), romanista
(133), romanisti (133), stiperai
(122), amnistia (116), amnistie
(116), palesati (116), atesine (105),
pietosi (105), atermani (104),
pisani (100), ernista (99), ranista
(99), ranisti (99), petasi (94),
atesina (93), erniosa (93), erniosi
(93), maoista (93), maoisti (93),
pelarsi (84).
Parole che contengono MAN:
atermane, atermani, mane, mani,
manie, manista, permane, permani,
romane,
romani,
romanista,
romaniste, romanisti.
Capoluoghi di provincia: Aosta,
Asti, Isernia, Palermo, Parma,
Pesaro, Pisa, Pistoia, Roma, Siena,
Teramo, Terni.
TEXAS
La situazione proposta nel testo di
domenica scorsa consentiva di
puntare senza nemmeno guardare
le carte.

D

EM

N
A

REBUS [3, 7, 2, 6] D Ares, EM pio,
dio N, est A = dar esempio
di onestà
SCACCHI
Partita giocata nel campionato
italiano a squadre, Condino (Tn)
2014.
Incontro
Scacchistica
Milanese – Obiettivo Risarcimento
Padova. Il Nero ha vinto giocando
1…Cf3! (minaccia matto con Dg1);
2. e:f3. e:f3; 3. A:f3, A:g4!; e il
Bianco non evita lo scaccomatto.
La minaccia è 4…Ah3+; 5. Ag2,
D:g2 matto. Se 4. Ag2, allora
4…Ae2+; 5. Re1, Dg1 matto.

a cura di

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«Lavorare ad Harvard o a
Milano, alla fine, è la stessa
cosa. Io ho sempre trovato
porte aperte. E non c’è
differenza fra uomini e
donne, se non che le donne
sono generalmente più
meticolose. Le qualità
necessarie per fare questo
mestiere? Soprattutto una: la
curiosità, l’apertura mentale.
Non avere pregiudizi fa sì che
non li abbiano nemmeno gli
altri». Nel futuro, come si
vede? «Intanto mi vedo
lavorare in Italia, rientrata
dopo un po’ di tempo passato
all’estero. Credo che fra
vent’anni farò il chirurgo
maxillo-facciale. E spero che
avrò realizzato i miei
occhiali».

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Maria Loredana
Marcovecchio ha 34
anni, un curriculum
con una laurea in
Medicina a Chieti, tre anni
di studi a Cambridge e una
passione: comprendere le basi
genetiche dell’obesità nei
bambini (in Italia, il 23% dei
pupi è sovrappeso e l’11 obeso).
Sulle donne che si dedicano a
una carriera scientifica, le
idee sono chiarissime:
«Personalmente, non vedo
alcuna differenza con gli
uomini. Almeno all’inizio. Poi
forse per loro è più facile che
per noi raggiungere dei posti
di responsabilità».
In questo Paese di cervelli in
fuga, il suo è un cervello che
ha deciso di rientrare: «Sì, è
vero che all’estero
decisamente ci sono più
opportunità. In Italia però c’è
più genialità. Diciamo che noi
abbiamo le idee ma ci
mancano i fondi. Per questo
vincere la borsa di studio
dell’Oréal è per me molto
importante: significa che per
dieci mesi potrò continuare a
studiare senza avere la
tentazione di andarmene
all’estero. Non ci vuole molto
perché i ricercatori restino in
Italia: basta semplicemente
credere in loro e investirci un
po’ di più». Confessi però che
studiare a Cambridge è più
fascinoso che farlo a Chieti...
«No, non è vero. Abbiamo un
campus molto carino».

W

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 LA STAMPA 20

R

12

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

-1,6%%
-1,51%

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

-1,06%

Petrolio
dollaro/barile

FTSE(Londra)

+0,12%
+0,86%
+0,31%
-0,16%

R Oro

102,61

R

euro/grammo

30,8267

ECONOMIA
FINANZA

.

21

&

LA BORSA DI MILANO È LA PEGGIORE IN EUROPA: PESANO I VENTI DI GUERRA E IL PAGAMENTO DELLE CEDOLE DI CINQUANTA SOCIETÀ QUOTATE

Libia e dividendi frenano Piazza Affari
Milano in calo dell’1,6% e lo spread risale. Gli operatori temono scossoni in vista delle elezioni europee
SANDRA RICCIO
MILANO

Alla fine Piazza Affari è riuscita a limitare i danni e a
chiudere con un calo dell’1,6%.
Ma la giornata era iniziata nel
peggiore dei modi con un tonfo dell’indice di Milano, che a
metà seduta era arrivato a
-3%. Per Piazza Affari si preannunciava, insomma, un’altra dura botta, da sommare a
quelle di giovedì scorso sull’onda delle brutte notizie sul
Pil. Per di più la nuova frenata
arrivava all’inizio di una settimana già parecchio nervosa
per le Borse, in vista delle elezioni europee di domenica
prossima. E, a detta di analisti
e operatori, nei giorni che precederanno la tornata elettorale del 25 maggio, non mancheranno nuove tensioni anche
se, al momento, non è prevista
una rottura del trend positivo.
Certo, il forte calo della
Borsa della mattinata andava
depurato dell’effetto “stacco
dividendo”, un buon -1,5% (per
un valore di 7 miliardi di euro)
determinato dalle cedole di
una cinquantina di società
quotate fra cui molte blue
chip, ma comunque il resto
erano tutte vendite. Segno
che, dopo una lunga luna di
miele che durava dall’inizio
dell’anno, qualcosa sta cambiando sui mercati. A questo
nuovo clima si sono aggiunte
tensioni come quella sulla Libia dove è in atto un rovesciamento di regime a opera di
militari e gruppi armati. Sulla
giornata ha pesato anche il
dato dalla Cina sul mercato
immobiliare con i prezzi in
rallentamento. E la situazione
di rinnovata incertezza e in
particolare l’incognita delle
elezioni europee ha riportato
anche ieri le vendite sui titoli
di Stato dell’Italia e dei Paesi
della periferia. Così, mentre il
mercato azionario risollevava
la testa, lo spread Btp/Bund
tornava vicino ai 190 punti per
poi chiudere a quota 181, sette
punti in più di venerdì. Il decennale ha finito la seduta a

Col Fisco Usa

181

Accordo
da 2,5 miliardi
Credit Suisse
patteggia

lo spread
Si è ancora allargato il
differenziale di rendimento
del decennale italiano
rispetto al bund tedesco

BERNA

3,14
per cento
Il rendimento del Btp
decennale: la scorsa
settimana era sceso
fin sotto la soglia del 3%
AFP

Gli operatori di Borsa alle prese con lo stacco dei dividendi a Piazza Affari

LA LOTTA AL RICICLAGGIO DELL’AIF

Finanza vaticana, giro di vite
sotto la lente 200 operazioni
Più controlli bancari in
Vaticano: nell’ultimo anno
le operazioni finanziarie
classificate come sospette
sono passate da 6 a 202. Sono aumentate le segnalazioni e diminuite le dichiarazioni di trasporto transfrontaliero: passi avanti
nella lotta al riciclaggio di
capitali sporchi e al terrorismo finanziario. L’autorità
d’informazione finanziaria
(Aif) ha diffuso il rapporto
annuale del 2013, il secondo
dalla sua nascita. L’Aif ha
concluso l’annunciata ispezione dello Ior, mentre procede il coordinamento con
la neonata Segreteria per

1

l’Economia, affidata da papa Francesco al cardinale
australiano Gorge Pell. Il
numero delle richieste di
informazioni presentate
dall’Aif ad autorità estere è
cresciuto da uno nel 2012 a
28, mentre il numero delle
richieste ricevute dall’Aif
da autorità estere è salito
dalle tre del 2012 alle 53 del
2013. Nel primo trimestre
del 2014 l’Aif ha condotto la
prima ispezione ordinaria
dello Ior per verificare la
messa in opera delle misure stabilite per prevenire e
impedire il riciclaggio di
denaro e il finanziamento
del terrorismo.
[GIA. GAL.]

Il rischio inflazione bassa

La Bce pronta a ritoccare i tassi
possibile un taglio fino allo 0,1%
FRANCOFORTE

Il Consiglio direttivo della
Bce «è unanime nel possibile ricorso a misure straordinarie o di politica monetaria
convenzionale, per limitare
in modo efficace i rischi di
un’inflazione molto bassa
per un periodo di tempo
troppo lungo» e le possibilità che il Consiglio «si muova
già nella prossima riunione
di giugno sono così aumen-

tate in modo considerevole».
Lo ha detto Yves Mersch,
esponente del comitato esecutivo, a Monaco di Baviera,
premettendo che la Bce «ha
tutti gli strumenti a disposizione per rendere ancora più
generosa la propria politica
monetaria».
Alla luce delle base pressioni sui prezzi, ha sottolineato
ancora Mersch, «i nostri tassi
di riferimento sono molto bassi» e, ha confermato, «partia-

mo dal presupposto che resteranno a questo livello o a livelli
più bassi per un periodo di
tempo prolungato». Secondo
il settimanale tedesco Spiegel
l’Eurotower sta valutando
concretamente di procedere a
un ulteriore taglio del tasso di
riferimento e a decidersi per
tassi negativi sui depositi: il
tasso potrebbe essere abbassato a un valore record dello
0,15% o dello 0,1% (attualmente è 0,25%).
[R. E.]

un rendimento del 3,14%, dal
3,06% di venerdì sera.
Sull’azionario invece a dare
un po’ di fiato sono stati i titoli
dell’industria, con l’indice Ftse
Mib che ha terminato comunque in ribasso dell’1,6%. Certo
va detto che tolto l’effetto cedola (1,5%), la chiusura delal Borsa di Milano non è stata così negativa: -0,1%. Si è mossa bene
l’industria con Fiat (+1,3%), Pirelli (+0,6%) e Brembo (+3,2%).
In rosso le banche con Generali
(-1%) e Unicredit (-1,5%). Dalla
situazione di caos in Libia è stata travolta Eni che ha chiuso la
giornata con un regresso del
2,95% sulle incertezze sul Paese
in cui opera. Hanno guadagnato
gli altri petroliferi Saipem
(+1,2%) e Tenaris (+1,8%). «Le
turbolenze sui mercati in parte
possono essere imputate alle
elezioni europee, che saranno il
termometro della forza degli
euroscettici», spiega Vincenzo
Longo, strategist di Ig. «La Bce
sembra però pronta a interve-

nire sul mercato con misure
espansive e questo dovrebbe
evitare la spinta ribassista»,
continua lo strategist.
In particolare Longo mette
in evidenza la recente discesa
dell’indice italiano, che sconta
anche la parziale uscita degli investitori esteri, soprattutto statunitensi, che temono l’effetto
cambio in vista della politica
espansiva della Bce che potrebbe deprimere l’euro rispetto al
dollaro. «Ora che la Bce ha scoperto un po’ le carte, si sono un
po’ raffreddati i flussi di investimento verso Spagna e Italia»,
spiega. In ordine sparso si sono
mosse le altre piazze europee
con il listino di Francoforte e
Parigi in rialzo e Londra in calo.
In evidenza Deutsche Bank
(-1,71%) dopo l’annuncio, fatto
domenica sera, di un maxi-aumento di capitale da 8 miliardi
di euro, il secondo più ingente
mai lanciato dall’istituto di credito, sottoscritto in parte dalla
famiglia reale del Qatar.

Anche Credit Suisse getta la
spugna davanti al Fisco americano. Dopo il caso Ubs, un
altro colosso del credito elvetico ha deciso di patteggiare
con le autorità Usa, che l’accusano di aver aiutato l’evasione
fiscale. L’intesa da 2,5 miliardi
di dollari sarà annunciata a
breve e includerà anche l’ammissione di colpevolezza da
parte della banca svizzera.
A riportare la notizia dell’imminente patteggiamento
è il Wall Street Journal che cita fonti, secondo cui l’accordo
non costerà il posto all’amministratore delegato, Brady
Dougan, o al presidente Urs
Rohner. Anche se - va detto le polemiche contro i vertici di
Credit Suisse si stanno inasprendo nella Confederazione. Nelle settimane scorse
Dougan e Rohner sono stati
criticati da diversi partiti elvetici per aver permesso che
la battaglia legale col Fisco
americano danneggiasse la
reputazione della storico istituto svizzero. «Le dimissioni
dei top manager di Credit
Suisse sono un prerequisito
indispensabile per il rilancio
del gruppo» ha dichiarato il
leader del Partito socialdemocratico. Tuttavia, secondo le
indiscrezioni raccolte dal quotidiano finanziario americano, il board del Credit Suisse
non avrebbe ritenuto Dougan
e Rohner responsabili delle
pratiche di evasione fiscale
che hanno portato la banca ad
avere guai con gli Usa.
[R.E.]

TRIBUNALE DI ASTI (ex ALBA)
TRIBUNALE DI NOVARA
Fall. n. 20/10 Tribunale Asti (ex Alba)
GD dr Monica Mastrandrea
Fall. n. 44/10 Tribunale Novara
GD dr Marco Valecchi
Si comunica che si intende procedere alla vendita congiunta in un
unico lotto di complesso aziendale sito in Guarene (Cn) avente
ad oggetto attività di macellazione capi bovini per conto proprio
e per conto terzi, commercio ingrosso carni e prodotti alimentari e
produzione di piatti pronti, costituito da fabbricato industriale della
superficie di mq.2220 ca di proprietà del Fall.44/10 Trib.Novara, oltre
impianti, attrezzature, automezzi, mobili e macchine ufficio di proprietà del Fall.20/10 Trib.Asti (ex Alba). L’azienda è attualmente concessa in affitto con contratto in scadenza il 30.06.14 con rapporti di
lavoro dipendente in corso. La vendita del complesso aziendale verrà
esperita mediante gara competitiva per l’individuazione del miglior
offerente con modalità da stabilire e successiva formalizzazione con
rogito avanti notaio designato dalla procedura n.20/10 Trib.Asti (ex
Alba). Prezzo base € 1.273.200,00 oltre imposte di legge. Si invita
a fare pervenire manifestazioni di interesse entro e non oltre le ore
12,00 del 13.06.14 presso lo studio del dr G.M. Sibona in Alba, via
Macrino 4 (Tel.0173441838 / Fax 0173364693 / e-mail michelesibona@studiosibona.it). Maggiori informazioni possono essere richieste
al curatore previa sottoscrizione impegno alla riservatezza. Si precisa
che la presente comunicazione costituisce esclusivamente invito giuridicamente non vincolante a manifestare interesse e non costituisce
per la procedura alcun obbligo o impegno alla vendita né costituisce
invito ad offrire né offerta al pubblico ex art.1336 cc né sollecitazioni
al pubblico risparmio ex art.94 e ss D.Lgs. n.58/1998.
I CURATORI dr Giovanni Michele Sibona - dr Daniele Frè
Questi e molti altri avvisi
li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti
www.legaleentieaste.it - www.lastampa.it

W

22 .Economia

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Le tariffe

I COMUNI INDICANO IL NUOVO AD DELLA MUNICIPALIZZATA LOMBARDA. A METÀ GIUGNO LA FINE DEL DUALE

I prezzi
terranno
conto
del grave
momento
economico
e finanziario

A2A dà l’addio al doppio Cda
Camerano scala i vertici
Milano e Brescia
trovano l’accordo
Valotti sarà
il presidente

Alla guida
Luca
Camerano
(foto),
ex numero
uno di Gdf
Suez Energie,
è il nuovo
amministratore delegato
della municipalizzata
lombarda
A2A
Giovanni
Valotti
sarà invece
il presidente

LUCA FORNOVO
TORINO

Milano e Brescia trovano l’accordo in extremis per la rivoluzione ai vertici della supermunicipalizzata lombarda
A2A, che si prepara a dare
l’addio alla governance duale.
Sarà Luca Camerano, ex numero uno di Gdf Suez Energie, il nuovo amministratore
delegato di A2A. Il nome di
Camerano figura infatti nella
lista del Cda ed è stato indicato insieme dai comuni di Milano e Brescia. A2A tornerà così ad avere un ad, visto che finora è stata gestita da due direttori generali Paolo Rossetti
e Renato Ravanelli.
La scelta di un “esterno”
come Camerano ha messo
d’accordo i due Comuni. Nei
giorni scorsi erano circolate le
ipotesi di nomina di Ravanelli,
attuale dg a cui Brescia avrebbe inizialmente voluto affidare le redini dell’azienda. E poi
quella di Stefano Cao, gradito
a Milano come possibile ad,
che invece dovrà accontentarsi di mantenere un posto
nel Cda. La lista comprende
anche il nome di Giovanni Valotti, presidente di Metropolitana Milanese, indicato dal

GLI APPUNTAMENTI DI BANCA E FONDAZIONE

Mps verso l’assemblea dei soci
Si cerca il successore della Mansi
1 Slitterà

quasi di sicuro a
domani, in seconda convocazione, l’assemblea straordinaria di Banca Mps per l’ok all’aumento di capitale da 5 miliardi. Soldi necessari per restituire 3 dei 4 miliardi di
Monti bond. In prima convocazione, oggi difficilmente ci
sarà il quorum. Intanto i vertici della Fondazione Mps

hanno fissato la riunione della
Deputazione amministratrice e di quella generale per oggi. Dopo l’annuncio della presidente della Fondazione Antonella Mansi che si è detta
indisponibile per un secondo
mandato, a Siena inizia l’iter
per la sua successione. Tra i
papabili, Enrico Totaro e
Francesco Maria Pizzetti.

sindaco Giuliano Pisapia, che
sarà presidente. Mentre Giovanni Comboni è stato indicato
da Brescia per la vice presidenza. Oltre alla lista dei Comuni, a
cui andranno 9 consiglieri su 12,
sono state presentate altre tre
liste di minoranza: una dei fondi
di Assogestioni, una della Carlo
Tassara e una da parte dei Comuni di Bergamo e Varese.
Il nuovo consiglio verrà nominato dall’assemblea di metà
giugno, che in sede straordinaria approverà preventivamente
la riforma dello statuto, con
l’abolizione della governance
duale e il ritorno al sistema tradizionale. Non ci saranno più
quindi consiglio di sorveglianza
(finora presieduto da Pippo
Ranci) e di gestione (presieduto
da Graziano Tarantini) ma un
unico Cda. E così gli amministratori diminuiranno da 23 a
12. «È una scelta che abbiamo
fortemente voluto - affermano
in una nota i sindaci Pisapia ed
Emilio Del Bono (Brescia) - per
lo sviluppo di una società molto
importante nel panorama energetico nazionale».
Spostandoci dalla Lombardia al Piemonte acque agitate
per gli azionisti di Iren. Il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha
sottolineato che l’Anci (da lui
presieduta) sarebbe disposta
ad aprire un tavolo per mettere
a punto una regola che stabilisca come i Comuni scendano
sotto il 35% delle ex municipalizzate, un po’ come si fece in
passato per le Fondazione bancarie nel mondo creditizio.

IMAGOECONOMICA

TIRRENIA PRESENTA LE STRATEGIE

“Salvi i posti di lavoro”
Il nuovo piano di Cin
Morace: rammarico
per la dialettica
tra i soci e le critiche
alla gestione
TORINO

Mantenere gli stessi livelli di
occupazione e ridurre le corse con bassissima occupazione. Il Consiglio d’amministrazione di Compagnia italiana di navigazione (Cin) approva all’unanimità il nuovo
piano industriale di Tirrenia.
In dettaglio il piano prevede
interventi sulla formazione
del personale marittimo sardo, una politica di promozione e sviluppo turistico in collaborazione con l’imprenditoria locale, il mantenimento
del livello occupazionale.
Prevista anche la riduzione
in inverno delle corse che
hanno un’occupazione media
inferiore al 5%.

Il piano, che è già stato presentato alle banche, spiega
una nota, «tiene conto del mutato contesto di mercato ed
economico-finanziario, ma anche degli importanti investimenti sulla flotta e del posizionamento commerciale che sono stati realizzati e proseguiranno, sempre nella prospettiva di assicurare la migliore
continuità territoriale alla
Sardegna e alle altre Isole».
«È stata inoltre salvaguardata l’esigenza, fortemente
rappresentata a tutti i livelli, affinché i prezzi dei collegamenti
da e verso la Sardegna tenessero conto del grave momento
economico-finanziario». L’ad di
Tirrenia, Ettore Morace lascia
però trasparire un po’ di insofferenza e rammarico «per la vivace dialettica tra i soci che di
recente caratterizza il dibattito
su Tirrenia e per gli attacchi
strumentali e pretestuosi che
puntualmente vengono sferrati
contro la gestione, che ha avuto
e ha come obiettivo primario lo
sviluppo di Tirrenia».
[R.E.]

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

La fusione

Panorama

il caso
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

Aerospazio

Airbus, Dassault e Alenia
sviluppano il drone europeo
Europa accelera sullo
sviluppo di un drone
europeo di nuova generazione. Le tre principali
aziende aeronautiche del
Vecchio Continente, Airbus
Defence and Space, Dassault
Aviation e l’italiana Alenia
Aermacchi (Finmeccanica),
hanno consegnato ai Ministeri della Difesa di Francia,
Germania e Italia una propo- Il prototipo del drone
sta per portare avanti il programma per un aereo senza pilota «made in Europe», completando così la prima fase di definizione del progetto nato 11 mesi
fa e stabilendo ulteriori dettagli per un approccio comune. L’industria del Vecchio Continente - che vuole competere con Usa e
Israele - è pronta per lo sviluppo di un sistema aereo avanzato a
pilotaggio remoto di nuova generazione, denominato
«Male2020». Il ministro della Difesa tedesco Ursula von der
Leyen, però, ha frenato sul progetto: «Al momento - ha detto non c’è alcuna fretta per una decisione».
[R. E.]

L’

A Genova

Banco Popolare lancia
i “bond del territorio”
n bond del territorio per aiutare le imprese, quelle micro,
piccole e medie che stanno soffrendo la crisi da un punto
di vista finanziario. A lanciare l’iniziativa a Genova sono il
Banco di Chiavari (gruppo Banco Popolare) e la Camera di Commercio. Lo strumento consiste in un prestito obbligazionario a 3
anni a tasso fisso (1,60% lordo) emesso per un massimo di 5 milioni di euro che può essere sottoscritto da privati e aziende.
I fondi saranno usati per le aziende di Genova e provincia col l
principio della leva 2 che garantisce in pratica un plafond di 10
milioni. «Si tratta - ha detto il presidente della Camera di Commercio, Paolo Odone - di un aiuto alle imprese che hanno difficoltà ad accedere al credito». Verrà formato un plafond per offrire
alle imprese finanziamenti, da un minimo di 10 mila a un massimo
di 200 mila euro a tasso variabile, per sostenere crescita, sviluppo e rinnovo delle scorte di magazzino.
[TEO. CHI.]

U

Economia .23

.

a strada sembra segnata: fusioni sempre più ambiziose
nel settore delle telecomunicazioni,
per mettere insieme telefoni,
internet e televisione. Lo dimostra la decisione della
AT&T di comprare il servizio
satellitare DirectTV per 48,5
miliardi di dollari. Se le autorità di controllo della Federal
Communicatons Commission
approveranno l’accordo, l’interrogativo diventerà l’effetto
sui servizi offerti agli utenti, i
prezzi, e lo sviluppo delle nuove tecnologie streaming.
L’annuncio è arrivato domenica sera, a mercati chiusi.
La AT&T, storico colosso della telefonia americana, ha offerto 48,5 miliardi di dollari
per acquistare Direct Tv, la
società basata in California
che fornisce televisione via
satellite. Compresi i debiti sul
tavolo, l’affare vale complessivamente 67 miliardi. La
proposta è stata approvata
da entrambi i cda, e quindi
ora finisce sul tavolo della Fcc
per valutare se è conforme alle leggi federali. La AT&T è
già presente sul mercato televisivo con U-Verse, che raggiunge 5,7 milioni di utenti in
22 stati. Sommando i 20,3 milioni di clienti che oggi ricevono i programmi attraverso
Direct Tv, si crea una compagnia poco più piccola di
Comcast e Time Warner, che
hanno appena annunciato la
loro fusione, e molto più grande di Dish e Verizon.
La AT&T nega di aver deciso questa mossa per rispondere a Comcast, ma gli obiettivi sono chiari. L’azienda già
offriva servizi telefonici, via
cavo e wireless, e ora potrà
aggiungere in un pacchetto
unico anche la televisione satellitare. Il serbatoio da 26 milioni di utenti, poi, consentirà
di negoziare prezzi più vantaggiosi per l’acquisto dei contenuti. Sul piano finanziario,

L

Fonte: Wall Street Journal

48,5 miliardi

12 mesi

di dollari
il prezzo pagato da At&T

di tempo per concretizzare
l’accordo

DIRECT
TV

At&T

70 milioni
20 milioni
Gli abbonati
negli Stati Uniti

18 milioni
Gli abbonati
in America
Latina

24,1 miliardi
il fatturato

Centimetri-LA STAMPA

gli utenti

127,4
miliardi
il fatturato

241 mila
dipendenti

COME CAMBIA IL MERCATO
DELLA PAY TV NEGLI USA

23 mila
dipendenti

Comcast+Time Warner
At&T + DirectTv
Dish
Verizon
Altri

33%
25%
14%
5%
23%

At&t compra Direct tv
nozze da 67 miliardi
Telefono e tv satellitare: la nuova sfida delle tlc
E-commerce
Mondadori acquista
il portale delle boutique
1 Il gruppo Mondadori ac-

celera lo sviluppo delle attività del «Grazia International
Network» ed entra nel mercato dell’e-commerce della moda con l’acquisizione di London-Boutiques.com. Il portale
ha sede a Londra e offre la
possibilità di acquistare sul
web un’ampia gamma di capi
di abbigliamento e accessori
in vendita nelle migliori boutiques della capitale britannica.
«Questa operazione si inserisce nel progetto di lancio della piattaforma globale di ecommerce del brand Grazia»
dice l’ad del gruppo Ernesto
Mauri. Dopo l’estate infatti
sarà online la piattaforma internazionale graziashop.com.

infine, Direct Tv ha un grande
flusso di contante, che aiuterà
la AT&T a pagare i suoi dividendi da circa 10 miliardi di dollari annui, che preoccupavano
gli analisti. Per addolcire la pillola ed evitare lo stop delle autorità di controllo, la compagnia promette di allargare l’offerta di internet broadband nelle aree rurali, e si impegna a rispettare la net neutrality per almeno tre anni, anche se la Fcc
decidesse che questa regola
con cui i gestori della rete sono
obbligati a dare a tutti gli utenti
le stesse condizioni di accesso è
ormai superata.
Il vero scopo, però, va oltre
questi vantaggi ovvi, e riguarda più in generale il futuro. Secondo gli analisti la pay tv è in
calo, perché i prezzi crescono
in continuazione e gli utenti
preferiscono i servizi wireless e
streaming tipo Netflix. Se la situazione è davvero questa, per
la AT&T acquistare una società che fornisce televisione sa-

tellitare non avrebbe molto
senso: nel breve periodo fornirebbe dei vantaggi, ma non andrebbe nella direzione dove
sembra avviato il futuro. Il problema però è proprio mettersi
in condizione di entrare al meglio in questo futuro, sviluppando la tecnologia necessaria.
Ad esempio il “multicasting”,
che consente di fornire video in
streaming a molti utenti simultaneamente, senza intasare
troppo lo spectrum delle frequenze usate per la trasmissione. Per realizzare tutto questo
servono investimenti, che
un’azienda di dimensioni più
grandi può stanziare più facilmente. Nel breve periodo, quindi, AT&T punta agli utenti e ai
soldi di Direct TV; nel lungo,
spera che l’acquisto le consenta
di offrire un pacchetto più completo e avanzato ai clienti. A
patto che a rimetterci non siano proprio loro, con meno concorrenza, meno opportunità di
scelta, e prezzi più alti.

Alimentare

La crisi premia il pollo
Amadori investe 200 milioni
on la crisi e le diete più
salutiste gli italiani riscoprono la carne bianca. E a beneficiarne sono le
aziende di pollame. È il caso
della Amadori che prevede investimenti per 200 milioni di
euro in 5 anni. In particolare il
colosso alimentare ha programmato nel quartier generale a San Vittore di Cesena investimenti importanti, anche nel Francesco Amadori
settore energetico e ambientale come un nuovo rendering per la lavorazione dei sottoprodotti
della macellazione costato 25 milioni, una centrale termica e cogenerazione da 8 milioni e un biodigestore anaerobico da 3,5 milioni.
«Nel periodo di crisi - sottolinea Francesca Amadori, responsabile
corporate communication - hanno tenuto anche le vendite del prodotto top del gruppo, il pollo campese allevato all’aperto». In tredici anni si è passati da sei a 100 allevamenti. La produzione si attesta in circa 7,5 milioni di capi e rappresenta il 7% del fatturato
globale di Amadori che nel 2013 si è attestato a 1,2 miliardi.

C

LA COMPAGNIA BRITANNICA RIFIUTA I 117 MILIARDI OFFERTI DALLA CONCORRENTE USA

AstraZeneca, ultimo no a Pfizer
Il colosso americano
rinuncerà all’Opa:
sfuma il maxi-polo
del farmaceutico
LONDRA

AstraZeneca ha respinto al
mittente anche l’ultima offerta d’acquisto presentata
da Pfizer, che ha rialzato la
posta a 117 miliardi di dollari. Secondo AstraZeneca,
anche questa proposta della
concorrente Usa sottovaluta la compagnia. Dovrebbe
essere quindi tramontato il

sogno di Pfizer di creare la
maggiore compagnia farmaceutica del mondo, con quartier generale a New York e sede fiscale in Gran Bretagna
(dove avrebbe beneficiato di
tasse meno elevate). Il gruppo americano aveva infatti
fatto sapere che, anche in caso di rifiuto di questa offerta
finale, non si sarebbe rivolta
direttamente agli azionisti
con un’Opa ostile.
«Abbiamo rifiutato l’offerta
finale di Pfizer perché è inadeguata e comporterebbe rischi
significativi per gli azionisti,
avendo inoltre serie conseguenze per la compagnia, i nostri dipendenti e il settore delle scienze della vita nel Regno

Unito, in Svezia e in Usa», ha
dichiarato il presidente di
AstraZeneca Leif Johansson,
che ha poi accusato la società
Usa di volere la fusione solo
per pagare meno tasse.
«L’approccio di Pfizer è stato guidato fondamentalmente
dai benefici economici per i
suoi azionisti legati al risparmio sui costi e alla minimizzazione delle tasse», ha infatti
aggiunto Johansson, «dal nostro primo incontro in gennaio alla nostra ultima discussione di ieri e nelle numerose
conversazioni telefoniche in
mezzo, Pfizer non è mai riuscita a elaborare una strategia, un piano aziendale o una
valutazione che fossero con-

vincenti». La società eventualmente nata dalla fusione
sarebbe stata controllata dal
gruppo americano con una
quota del 73%. L’operazione
era stata fortemente avversata sia dalla politica che dai sindacati britannici, nel timore
di tagli all’occupazione e di
danni al ruolo del Regno Unito
come hub di ricerca e sviluppo. Il corteggiamento di
AstraZeneca nasce in un contesto che vede Pfizer e gli altri
colossi mondiali del farmaco
alla ricerca di maniere per
compensare la riduzione dei
ricavi legati ai tagli nella sanità pubblica in alcuni paesi e alla scadenza di numerosi brevetti.
[R. E.]

24 .Borsa

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 19-05-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
B Intesa/14 STEuro
Barclays Dc16 TV Eur
Barclays giu17 Fix Fl.No
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei/20 EIBeuF
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Crediop /14 Fe Cms
Crediop /19 Float1
Crediop /19 St Dw3
Crediop 98/18 Tf Capped
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Cred. Gn16 Tv Eur
Dexia dic17 Serie Ord. T
Dexia Mz16 4.85
Enel 07/15 Eu 5.25%
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni ott 17 4.875
IMI mar15 Tasso Misto
IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur
KfW Fix Rate to CMS
Med Lom /19 1 Sd
Med Lom /19 3 Rfc
Medio ag21 MB22 Index Li
Medio ap23 Lower Tier2 T

GIUSEPPE
BOTTERO
IL MIGLIORE

+9,06%

Rosss

IL PEGGIORE

-15,24%

Be

0,52

1,468
Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

PREZZO

Lun

GIÙ UNICREDIT, INTESA E UBI
CORRONO ST, A2A E FINMECCANICA

G

iornata negativa a Piazza Affari, maglia nera in Europa: il Ftse Mib ha perso l’1,6% e il Ftse All Share l’1,51%.
Sui listini ha pesato lo stacco delle cedole di 18 società
quotate. Le vendite si sono concentrate sulle banche dopo
l’annuncio di una maxi-ricapitalizzazione da 8 miliardi per
Deutsche Bank e il risalire dello spread a quota 180 punti
base. Unicredit ha perso il 3,2% e Intesa Sanpaolo il 2,29%.
Seduta complessa anche per Ubi (-1,6%) e Banco Popolare
(-0,67%) mentre si è mossa in controtendenza Bpm (+1,15%).
Male, fra gli assicurativi, Generali (-3,76%), che ha pagato le
nuove voci su un possibile collocamento della quota detenuta
dal Fondo strategico italiano. Vendite anche su Yoox (-3,42%),
Snam (-3,29%) ed Eni (-2,95%), che paga le tensioni in Libia. Il
titolo migliore è stato St che ha guadagnato il 2,27% e ha recuperato terreno dopo alcune sedute deboli, complice il fermento sul settore tecnologico. Bene A2a (+1,86%). Acquisti
su Tod’s (+1,65%), Finmeccanica (+1,55%) e Autogrill (+1,51%).

109.50
100.34
96.57
100.30
98.60
99.41
105.89
105.30
60.75
59.61
100.68
103.56
139.58
105.27
120.20
98.91
101.26
97.53
106.17
103.00
102.92
100.32
100.43
104.41
112.58
103.62
112.59
100.02
99.61
124.20
99.79
95.64
107.25
104.23
112.13

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio lug16 TF 4.45%
Medio mag20 Eur 4.5
Medio nov 14 Eur 2.65
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 Eur 3
Medio Nv14 TV Eur
Medio/14 Rend TP
Medio/15 MC Eur
Medio/15 Plus BP II
Mediobanca fb22 MB33 TF
Mediobanca gen19 Inflaz.
Mittel lg19 Tf Call eur
Mpaschi 99/29 4
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS ot17 Mc Eur
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 04-19 5.5%
Rbs 09-14 tv
Rbs 09-16 4.3%
RBS gen17 TM BcoPosta
RBS GN20 Eur 5
Rbs LG25 Rf Eur
RBS MZ20 Tsf
RBS nov16 Tasso Misto BP
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS 2035
Rep Ellenica /19 Tf
SG mg16 MC Eur
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7
UBI feb17 Lower TierII T
UBI giu14 Tasso Misto
UBI giu14 TF 5 Eur

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

93.54
105.79
105.51
109.40
100.78
108.48
100.95
99.93
100.11
110.13
110.66
101.77
102.97
107.48
108.62
109.20
104.69
104.33
128.98
116.50
100.29
107.01
99.68
116.83
129.98
98.30
99.57
99.23
102.85
101.38
103.22
104.15
97.39
99.93
100.14

EURIBOR
19-05-2014

VAR.%

20318,46
21630,39
27782,13
17069,27
17981,41
19109,14
3169,90

-1,60
-1,51
-0,65
-1,27
-0,69
-0,70
-0,09

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2320
0,2570
0,2870
0,3180
0,4090
0,4970
0,5860

Il Mercato Azionario del 19-05-2014

0,2352
0,2605
0,2909
0,3224
0,4146
0,5039
0,5941

TITOLI

PREZZO

UBI giu14 Welc.Ed. Eur
UBI giu15 Tasso Misto
UBI giu18 TF Sub Lowtier
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI nv18 Mc Eur
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr/15 LT

100.23
99.65
103.97
99.29
103.56
99.33
98.99
99.05
107.69
100.87

TITOLI DI STATO
BoT 13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
14-14/05/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.83%
CTz 12-30/05/14 A
12-30/09/14 A
13-30/06/15 A
13-31/12/15 A
14-29/04/16 A

99.99
99.96
99.96
99.93
99.90
99.87
99.86
99.83
99.80
99.76
99.74
99.72
99.67
99.61
99.54
101.39
99.48
99.42
99.37
100.08
99.60
99.90
100.35
99.62
106.00
99.28
104.74
99.82
100.18
103.04
100.39
99.89
99.76
99.16
98.60
98.18

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

20380
20280
-

20316
20246
20144
20179

19925
19925
-

20460
20380
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano
20 Dollari liberty

211,790 - 238,890
213,340 - 245,270
213,340 - 245,270
171,880 - 195,270
170,110 - 194,290
169,630 - 190,310
169,620 - 188,970
169,570 - 188,970
210,720 - 239,170
495,240 - 535,210
499,820 - 551,260
974,010 - 1088,020

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3715
1 0,7291
Yen giapponese
138,7900
100 0,7205
Sterlina inglese
0,8146
1 1,2276
Franco Svizzero
1,2228
1 0,8178
Corona ceca
27,474
100
3,640
Corona danese
7,465
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,136
10
1,229
Corona svedese
9,046
10
1,105
Dollaro australiano
1,465
1
0,682
Dollaro canadese
1,490
1
0,671
Dollaro Hong Kong
10,632
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,587
1
0,630
Dollaro Singapore
1,714
1
0,584
Fiorino ungherese
305,380
100
0,327
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2256,369
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,879
1
0,347

-0,14
0,12
0,02
-0,15
-0,11
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

0,860
0,820
9,345
1,048
1,162
13,360
0,039
0,001
0,621
3,522
0,567
3,700
0,082
0,005
11,050
18,920
6,385
15,870
18,910

+1,90
+1,86
-1,63
0,00
-0,68
0,00
0,00
+12,50
0,00
-1,78
+2,90
-4,79
0,00
+2,17
-1,34
+0,11
+1,51
-0,31
-0,30

0,850
0,811
9,325
1,048
1,162
13,360
0,039
0,001
0,622
3,579
0,565
3,681
0,082
0,005
11,052
18,642
6,343
15,744
18,754

B Banca Generali

20,500
11,950
2,262
2,544
0,508
1,560
3,408
0,570
1,794

-0,63
-0,67
-0,79
-4,00
-2,40
-7,14
-0,93
+1,15
0,00
0,00
-2,05
-1,05
-1,89
-2,34
+0,67
-15,24
+0,66
+0,17
-0,83
-1,49
-5,48
0,00
+0,23
+2,90
0,00
-2,62
-1,29
+0,34
-1,31

20,290 0,950
11,767
nr
2,256
nr
2,584
nr
0,513
nr
1,586
nr
3,406
nr
0,565
nr
1,796
nr
nr
0,348 0,003
2,836 0,021
2,672 0,036
7,221 0,149
10,526 0,300
0,552
nr
0,459
nr
0,593 0,022
2,097
nr
0,558
nr
0,343
nr
20,900
nr
30,139 0,040
0,855
nr
1,152
nr
0,105
nr
19,155 0,110
11,750 0,050
6,731 0,050

Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

0,353
2,840
2,600
7,100
10,570
0,520
0,460
0,600
2,140
0,563
0,338
20,900
30,170
0,870
1,149
0,104
19,150
11,800
6,780

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

REND.

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,040
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,391
nr
0,200
0,700

0,849
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,039
0,001
0,622
3,231
0,488
3,681
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
18,648

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,483
7,666
17,266
25,586

111455
114
13828710 2541
120408 1986
45169
38
32678
89
745
121
5860148
40
3296648
0
0
11
58488
156
104315
52
2431474 1103
0
4
2303660
8
65067
973
12349251 15394
1818387 1614
287
69
1522838 2687

20,290 25,136 468818
9,111 15,631 3984032
2,125 2,511
41949
0,813 3,718
28548
0,396 0,678 4356222
1,041 2,273
9630
3,128 3,675
2135
0,388 0,674 96268692
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,343
20,372
28,169
0,825
0,931
0,078
19,134
11,725
6,729

0,479 2113306
3,395
34479
3,135
1820
7,334
5703
11,914
5388
0,647 5168057
0,619 141395
0,665 3445347
2,241
21340
0,845 294296
0,452
72300
21,448
0
38,858
45873
0,933
1700
1,195
0
0,147 753156
26,230 126416
15,134 885064
7,987 105614

2342
2075
138
46
1117
4
532
1824
53
0
236
332
35
85050
69
74
92
1137
20
42
12
91
170
32
1
83
1303
1943
274

C Caleffi

1,466 -0,61 1,432 0,010 1,412 1,674
5300
18
Caltagirone
2,628 +0,69 2,622 0,030 2,009 2,996
2259
315
Caltagirone Ed.
1,255 -1,18 1,242
nr 1,054 1,359
22671
155
Campari
5,995 -1,80 6,004 0,080 5,738 6,306 1275774 3487
Cape Live
0,069 -2,96 0,068
nr 0,056 0,083 1020950
22
Carraro
2,778 -0,43 2,747
nr 2,745 3,385
18482
126
Cattolica As
16,910 -1,91 16,939 0,450 16,939 19,715
22949
916
Cell Therap
1,940 +2,16 1,877
nr 1,443 3,101 1086179
281
Ceram. Ricchetti
0,266 -2,07 0,268
nr 0,184 0,389
54918
22
CHL
0,049 +0,82 0,049
nr 0,044 0,059 677204
11
CIA
0,279 0,00 0,273
nr 0,252 0,311
0
25
Ciccolella
0,324 -3,17 0,321
nr 0,300 0,419
68107
58
Cir
0,996 -1,24 1,001
nr 1,001 1,214 857681
795
Class Editori
0,289 -1,30 0,287
nr 0,209 0,429 120194
30
CNH Industrial
7,845 -0,13 7,797 0,200 7,577 8,793 3434775 10549
Cofide
0,500 +0,18 0,495
nr 0,495 0,569
89916
356
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,550 -1,35 0,543 0,060 0,543 0,655
16941
25
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 16,940 +0,18 16,477 0,550 14,552 22,149
14360 1017
Cred. Emiliano
6,295 -1,79 6,287 0,120 5,708 7,670 153290 2090
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,361 -1,23 0,305
nr 0,159 0,686
338
0
Cred. Valtellinese
1,498 +0,54 1,477
nr 1,135 1,772 1743875
710
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,730 -1,48 1,717 0,050 1,324 1,844
22260
57

D D'Amico 16 warr
Danieli

0,105 +6,94 0,099
nr 0,094 0,128
23,280 +1,04 23,082 0,300 23,082 26,687

10500
48582

0
944

AZIONI

Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

16,250
15,990
1,522
29,000
3,852

0,948 -0,79 0,951
EEMS
0,260 +7,44 0,241
Enel
3,976 -0,85 3,972
Enel Green Pw
2,042 -2,48 2,043
Enervit
4,250 -0,70 4,250
Eni
18,070 -2,95 18,088
Erg
10,750 -5,77 10,759
Ergy Capital
0,139 -0,22 0,138
Ergy Capital 16 warr 0,022 0,00 0,019
Eukedos
0,784 +1,75 0,764
Exor
31,140 0,00 30,956

Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

G Gabetti Pro.Sol.
Gas Plus
Generali
Geox
Gruppo Edit. L'Espresso
Gtech

H Hera

Massimi
Anno

+0,93 16,177 0,321 16,041 17,992
+0,38 15,967 0,400 11,869 16,933
+4,97 1,465
nr 1,200 1,547
-2,49 29,214 0,550 29,014 35,923
-2,48 3,839
nr 3,839 4,488

E Edison r

F Ferragamo

Divid.

Minimi
Anno

0,050 0,941 1,051
nr 0,241 0,539
0,150 3,151 4,224
0,032 1,835 2,154
0,045 3,147 5,848
0,550 16,301 19,010
1,000 9,452 12,045
nr 0,138 0,190
nr 0,019 0,031
nr 0,620 0,831
0,335 28,048 33,070

Quantità
trattate Capitalizz.

109687
86033
170161
66517
11377

113155
105
2337534
11
43825965 37346
9002925 10217
1850
76
17225234 65735
531410 1617
341668
23
0
0
40647
14
449930 7622

22,650
7,245
5,885
0,555
2,516

-1,09 22,404 0,400 20,514 27,699 437335
+1,33 7,161
nr 6,613 8,969 15665166
+1,55 5,829
nr 5,480 7,336 5663935
-2,38 0,554 0,012 0,485 0,690 677685
-0,79 2,473
nr 2,473 3,158
2558

1,600
4,760
15,860
2,814
1,474
19,570

-5,33 1,630
nr 1,561 2,141
61330
70
+0,21 4,760 0,220 4,555 5,061
1598
214
-3,76 15,875 0,450 15,596 17,523 8821240 24716
-1,95 2,833 0,060 2,708 3,408 493317
734
-0,74 1,444
nr 1,357 1,962 1138793
595
-3,12 19,678 0,750 19,678 24,030 661916 3425

2,026 +1,30

I I Grandi Viaggi

0,630
IGD
1,188
Il Sole 24 Ore
0,890
Immsi
0,666
Indesit
9,900
Indesit rnc
10,100
Industria e Inn
0,731
Intek Group
0,410
Intek Group rnc
0,543
Intesa Sanpaolo
2,214
Intesa Sanpaolo rnc 1,895
Invest e Sviluppo
0,734
Iren
1,065
Isagro Azioni Sviluppo 1,807
Italcementi
7,400
Italcementi rnc
4,800
Italmobiliare
29,370
Italmobiliare rnc
20,360
IVS Group
9,130
IVS Group 16 warr
0,395

2,004 0,090

1,641

2,167 2002413

0,216 -0,60

0,216

nr

0,216

0,252 1115058

K K.R.Energy

1,401 -1,20
2,200 -0,81

1,407
nr
2,200 0,010

1,407
1,926

1,908
2,525

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife

0,508 +1,40 0,513
nr 0,490 0,601
41,010 -1,61 40,988 0,650 37,321 42,208
1,200 +0,08 1,212
nr 0,493 1,803
0,144
2,322
1,200
3,250
6,685
5,705
0,131
1,610
0,624
12,650
1,173
0,374
21,720
0,036
0,171
0,073
5,000

3773
8958
3370
241
28

2849

+2,77 0,615
nr 0,383 0,858
77251
28
-1,82 1,167 0,065 0,861 1,365 837313
406
-4,30 0,890
nr 0,606 1,307 420630
39
-1,48 0,674
nr 0,464 0,793 381840
229
-2,94 9,939 0,170 9,387 11,386 330268 1130
-2,32 9,885 0,045 8,090 11,464
2352
5
-3,88 0,726
nr 0,652 0,977
6911
17
0,00 0,403
nr 0,316 0,490 103188
139
-0,73 0,541
nr 0,406 0,611
39081
27
-2,29 2,204 0,050 1,803 2,567 124014887 34186
-2,47 1,894 0,050 1,469 2,128 9371100 1766
+0,55 0,725
nr 0,667 0,839
4751
5
-0,65 1,053 0,052 1,044 1,343 3398687 1244
-2,85 1,789
nr 1,761 1,789 405592
25
-0,13 7,382 0,060 6,271 9,849 183005 1308
+0,29 4,772 0,060 3,428 6,226
89052
503
-0,88 29,495
nr 24,973 34,475
18240
654
-0,68 20,487
nr 14,552 22,828
23550
335
-0,16 9,130 0,125 7,204 9,341
750
356
-7,93 0,394
nr 0,200 0,493
19470
0

J Juventus FC
Kinexia

654
2387
219
1634
6

160862
18690

4,987

nr

3,473

6,054

47
47

51694
35
651391 19593
33811
13

-1,03 0,142
nr 0,142 0,168
30912
-3,25 2,345
nr 1,487 2,884 1907237
-3,38 1,191
nr 1,191 2,300 288433
+0,12 3,221
nr 3,197 4,363 13208622
-0,37 6,616
nr 6,342 8,394 10539492
-2,65 5,658 0,150 5,658 7,128 3843102
-1,43 0,131
nr 0,078 0,183 176645
0,00
4,700
+0,63 1,607
nr 1,584 1,824
21209
-0,24 0,617
nr 0,555 0,849 1302655
-0,63 12,667
nr 12,195 16,314 645684
-0,09 1,174
nr 1,172 1,541 254018
-0,32 0,356
nr 0,356 0,605
34562
-0,23 21,201
nr 16,557 28,548 2356129
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
+1,10 0,077
nr 0,060 0,100 5349021
0,00

218

2105

67
716
22
3804
5699
4167
7
0
141
143
3167
289
53
2477
5
4
5
38

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

PREZZO

TASSO %

23
54
85
114
146
177
205
238
268
296
328
358

99,963
99,929
99,868
99,829
99,763
99,724
99,671
99,608
99,537
99,479
99,420
99,374

0,000
0,340
0,430
0,380
0,470
0,480
0,500
0,510
0,550
0,570
0,570
0,560

13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15
14/05/15

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

AZIONI

0,296
0,900

0,00
0,00

0,296
0,909

nr
nr

0,085
0,702

0,430
0,935

0
0

0
12

Vianini Industria
Vianini Lavori

O Olidata

0,413 -2,71

0,425

nr

0,374

0,534

47277

14

W World Duty Free

P Parmalat

2,498
1,494
2,698
0,621

-0,64 2,493 0,029 2,460 2,548 619500
+1,49 1,479
nr 1,416 1,502
42766
+1,58 2,681 0,092 2,130 2,969 1075640
-7,17 0,627
nr 0,515 0,822 641820
0,00
nr
+0,27 3,686
nr 3,207 5,043
30920
-3,27 2,021
nr 1,778 2,355
55092
+0,61 11,472 0,320 11,001 12,717 2498486
+1,42 9,885 0,390 8,763 10,395
21804
-4,64 0,366 0,020 0,296 0,456
71094
0,00
nr
-0,35 6,998
nr 6,520 9,605 2912623
+0,95 4,477 0,050 4,045 5,413 345530
-2,12 0,580
nr 0,573 0,758 496570
-5,08 0,324
nr 0,289 0,413 109659
+0,37 16,209 0,420 15,842 19,565 1796228

4551
0
968
30
0
111
101
5458
121
48

-0,24 2,413 0,100 2,183 2,619
3798
+7,37 0,730
nr 0,430 0,954 717144
+4,54 1,424
nr 1,295 1,800 2437267
+3,96 1,125
nr 0,704 1,354 289385
-1,13 11,388 0,110 10,290 13,196 238336
+0,75 0,599
nr 0,553 0,781 600376
+0,85 0,188
nr 0,187 0,237 105100
+9,06 1,407
nr 1,294 1,604
20791

66
57
605
33
2381
98
152
16

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

2,462
0,758
1,450
1,155
11,360
0,608
0,190
1,468

+0,39 15,530
+1,29 18,539
-0,26 19,000
-1,90 4,100
0,00 11,980
-4,40 1,073
-0,15 13,569
+2,37 12,775
+5,27 0,109
0,00 0,002
+2,96 1,080
-3,06 0,443
-1,00 13,754
-2,20 3,757
-1,28 8,451
-1,98 0,104
-1,54 1,892
-3,29 4,175
-2,94 5,816
+0,65 2,168
+3,00 10,171
0,00
0,340 -1,22 0,342
147,000 0,00 147,000
6,970 +2,27 6,872
15,550
18,790
18,950
4,120
11,980
1,065
13,600
12,950
0,118
0,002
1,080
0,444
13,850
3,742
8,475
0,104
1,920
4,172
5,770
2,170
10,300

T Tamburi

nr 14,229
0,050 15,499
0,710 16,220
1,490 4,100
1,594 11,730
nr 0,837
0,090 10,750
0,520 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,104
nr 1,356
0,150 3,975
0,100 5,651
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,342
nr 146,000
0,100 5,491

-0,13

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

2336
1380
294
61
3478

19,075
19,957
19,660
4,910
12,876
1,290
13,769
13,737
0,180
0,002
1,080
0,525
14,045
3,846
8,936
0,124
2,277
4,483
6,524
2,300
11,056

194992
969
2662555 8181
0
2
251734 1835
97
19
2045454 1021
5255
134
1885
707
3622167
15
38300894
27
500
1
10399
0
9071
199
9895
0
163195 1923
500632
4
260920
220
18118536 14118
27190
527
906212 1038
8845
132
0
0,457 122084
29
147,000
0
0
7,132 5721519 6258

2,590
Tamburi 15 warr
0,640
TAS
0,528
Telecom IT
0,856
Telecojjm IT Media
1,373
Telecom IT Media rnc 0,640
Telecom IT rnc
0,653
Tenaris
15,690
Terna
3,862
Tiscali
0,061
Tiscali 14 warr
0,001
101,500
Tod's
Trevi Fin.Ind.
7,135

-0,38 2,559 0,041 2,182 2,810 123140
365
+1,03 0,617
nr 0,322 0,810
16075
0
-0,38 0,527
nr 0,473 0,626
4380
22
-0,52 0,848 0,020 0,712 0,941 102138580 11383
+0,59 1,358
nr 1,358 2,080
53969
140
-7,45 0,640
nr 0,171 0,921
15490
4
-1,51 0,652 0,028 0,563 0,723 13237857 3931
+0,45 15,523 0,300 14,900 17,363 1982180 18326
-0,46 3,861 0,070 3,568 4,011 10104178 7762
-1,29 0,060
nr 0,042 0,080 33172542
112
0,00 0,001
nr 0,000 0,001 11124149
0
+1,65 99,629 2,700 91,002 120,260 206109 3050
-1,04 7,130 0,130 6,210 8,434
83824
500

U UBI Banca

-1,60 5,795
-3,20 5,740
-0,17 8,899
-2,58 4,469
-3,80 4,088
-3,90 2,390
-8,28 236,172
-3,62 2,357

0,060 4,895 7,420 7824600 5225
0,100 5,391 6,800 74668539 33280
0,100 7,827 9,435
2164
22
0,162 4,105 5,700 1803839 1984
0,182 3,602 5,043 6320174 1118
nr 2,034 2,701 15738878 5380
nr 175,065 279,317
4037
302
nr 1,941 2,645 1184375
889

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

5,825
5,755
8,985
4,462
4,056
2,360
235,500
2,342

V Valsoia

12,480 +0,24 12,450 0,230 10,252 12,450

10571

130

19-05-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1302,00
30,8267
481,0300

16-05-2014

EURO

1291,50 949,3255
30,5520
477,6399
-

BORSE ESTERE

GIORNI

Noemalife 15 warr
Novare

Parmalat 15 warr
Piaggio
Pierrel
Pierrel 12 war
Pininfarina
3,750
Piquadro
2,012
Pirelli & C.
11,540
Pirelli & C. rnc
9,985
Poligrafici Editoriale 0,370
Pop Emilia 01/07
Pop.Emilia Romagna 7,055
Pop.Sondrio
4,480
Prelios
0,576
Premuda
0,321
Prysmian
16,310

0,18
-0,37
-0,14
-0,05
-0,14
-0,06
0,00
0,18
0,00
0,09
0,00

ORO CHIUSURE

MERCATI

QUOTAZ.

VAR.%

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

401.04
3105.37
9659.39
22704.50
6844.55
10425.50
4469.76
5390.29
14006.44
8646.02
16511.86
4125.82

+0.37
+0.23
+0.31
-0.04
-0.16
-0.51
+0.30
-1.26
-0.64
-0.43
+0.12
+0.86

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

1,410 0,00
5,430 -1,27

1,414 0,020
5,407 0,100

1,192
4,960

1,541
6,440

9,470 +1,83

9,475

9,242 10,905 1057692

2412

nr 20,960 34,569 1093659

1232

20,900 -3,42 20,960
0,095 0,00
0,002 -11,76
0,238 +0,85

0,095
0,002
0,238

nr

nr
nr
nr

Quantità
trattate Capitalizz.

1864
18594

43
237

0,073
0,002
0,183

0,143 517218
0,008 2068714
0,294
626

36
0
1

nr 17,568
nr 0,730
0,043 4,025
0,160 7,534
0,120 1,775
0,190 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
0,180 5,016
0,035 2,925
0,500 18,923
0,300 4,624
0,270 5,440
0,260 8,528
0,080 4,240
0,060 1,733
nr 0,564
0,017 0,547
nr 3,250
nr 1,237
0,160 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
0,032 1,238
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,189
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,150 6,906
0,167 6,584
0,140 4,026
0,130 3,910
0,060 2,037
0,035 0,651
0,250 8,702
0,180 8,548
0,220 4,998

22,772
2720
1,266 573057
4,890 250094
8,609 640717
2,331 382983
7,862 185584
8,612
19719
16,383
71819
147,145
2260
0,585 188749
1,053 1363328
0,837
29605
6,787
50005
4,081
4737
28,569 259861
5,299
1329
7,745
78500
11,793
6888
7,237 430894
5,897
31221
1,087 534232
0,733 1509174
4,221
606
1,780
36336
9,835
18288
1,463 320690
3,740
32007
43,537
62167
25,045
15589
2,033
65896
1,058 271277
53,806
4281
8,033
77147
2,639 259795
0,998
50830
1,487 943036
3,579
4025
8,759
48260
4,228
9062
39,275 129185
11,196 697802
2,150
1159
2,312 229152
2,094
6055
6,377
48414
1,582 258070
14,373
88155
1,738 217781
2,225 2264314
5,319
5089
3,599
79433
1,606
17475
8,131
336
2,957 251759
14,389
16092
0,361 450170
66,064
54036
15,496
4581
8,844
8542
7,824
4742
5,649
4430
4,961 148642
2,372
18500
0,904
69412
11,972
70376
10,749 154196
6,389 123661

73
114
996
1372
467
710
81
767
1415
171
168
22
174
91
1797
43
426
176
919
30
83
231
54
118
508
439
43
1066
110
114
153
568
383
77
42
361
15
305
53
1156
1078
53
37
14
186
134
911
265
43
203
337
60
60
415
137
109
534
160
110
49
139
465
79
70
103
619
467

STAR
Acotel Group
17,380
Aeffe
1,050
Amplifon
4,440
Ansaldo Sts
7,620
Ascopiave
1,980
Astaldi
7,260
B&C Speakers
7,495
Banca Ifis
14,270
119,100
BB Biotech
Bca Finnat
0,467
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,770
Biancamano
0,650
Biesse
6,400
Bolzoni
3,500
Brembo
27,340
Cad It
4,750
Cairo Comm.
5,415
Cembre
10,500
Cementir Hold
5,800
Cent. Latte Torino
3,064
Cobra
0,884
D'Amico
0,544
Dada
3,250
Damiani
1,449
Datalogic
8,700
Dea Capital
1,440
Digital Bros
3,158
EI Towers
37,760
El.En.
22,650
Elica
1,810
Emak
0,960
Engineering
46,490
Esprinet
7,430
Eurotech
2,224
Exprivia
0,805
Falck Renewables
1,253
Fidia
2,870
Fiera Milano
7,235
Gefran
3,710
Ima
31,450
Interpump
9,795
Irce
1,946
Isagro
2,050
IT WAY
1,746
La Doria
6,060
Landi Renzo
1,179
MARR
13,600
Moleskine
1,250
Mondo Tv
1,680
Mutuionline
5,005
Nice
2,936
Panariagroup
1,302
Poligr. S.Faustino
7,070
Poltrona Frau
2,958
Prima Industrie
13,340
R. De Medici
0,291
Reply
57,000
Sabaf S.p.a.
13,810
Saes
7,625
Saes rnc
6,600
Servizi Italia
5,100
Sogefi
3,940
TerniEnergia
2,110
Tesmec
0,661
TXT e-solution
9,120
Vittoria Ass.
9,180
Zignago Vetro
5,320

-1,81 17,568
-3,23 1,057
-0,67 4,441
-1,10 7,623
-0,80 1,991
+0,14 7,209
+1,56 7,383
-1,38 14,259
-0,67 119,425
-2,95 0,470
-0,26 0,773
-1,29 0,644
-0,39 6,357
-0,06 3,492
+3,29 26,905
+0,51 4,737
-1,28 5,440
-0,66 10,365
+1,22 5,775
-1,16 3,046
+6,06 0,859
-2,68 0,547
-1,69 3,250
+3,43 1,423
-1,58 8,697
-0,07 1,432
-0,06 3,063
-0,55 37,732
-3,49 22,866
-2,16 1,803
+1,91 0,933
+3,20 45,410
+0,75 7,315
+0,27 2,178
-2,25 0,801
-0,63 1,238
-3,04 2,887
+3,06 7,229
-0,32 3,682
-2,51 31,377
-1,11 9,902
+0,83 1,899
-5,96 2,089
-0,23 1,720
-0,98 6,007
-0,92 1,189
-0,73 13,699
-0,64 1,248
+7,69 1,646
-1,86 5,127
-0,47 2,902
-4,34 1,319
+1,43 6,967
+0,07 2,957
+2,62 13,042
-1,56 0,288
-4,84 57,105
-1,92 13,885
-0,85 7,528
-0,30 6,584
-0,29 5,058
-0,10 3,933
-1,86 2,104
-0,60 0,655
+3,99 8,702
-1,02 9,180
-0,93 5,306

R

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 LA STAMPA 25

W

12

26 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE

MARIO
CALABRESI

Qualche tempo fa un lettore mi aveva scritto: «Gent.mo Direttore, perché non dedicare il 20% dei vostri spazi alle notizie buone e positive? Ci sono: bisogna cercarle e diffonderle.
Anche se indignazione, paura e ansia attirano molto di più
l’attenzione. Non sarebbe bello se un domani per legge tutti
i media fossero obbligati a dedicare il 20% del loro spazio
alle “buone notizie”? Tomaso Raggi (Ge)». Ogni martedì,
da allora, dedico questo mio spazio a una buona notizia segnalata dai lettori. Vi invito a continuare a mandarcene.

Odissea in treno senza drammi
grazie ai passeggeri e ai tecnici
aro Direttore, a pochi mesi dalla frana di Andora, un’altra odissea ha colpito i viaggiatori
che utilizzano i treni in quella sfortunata tratta. Dirà lei: dov’è la buona notizia? Un po’ di pazienza. Mi riferisco all’intercity n. 518 Roma-Ventimiglia, che nella notte di venerdì 9 maggio e l’alba del
giorno seguente è giunto a destinazione con 4 ore e
più di ritardo. Da quello che si è potuto capire, nella
concitazione degli eventi, pare essersi trattato di un
guasto elettrico sulla linea ferroviaria in questione.
Fatto sta che, giunti alla stazione di Albenga, i

C

passeggeri sono stati fatti scendere e stanziati al binario 1, in attesa di un altro intercity straordinario
trainato da una locomotrice a motore diesel.
Il nuovo treno, a velocità ridotta (lumaca), ha
portato a termine il viaggio, soffermandosi anche in
stazioni non previste, come Imperia Oneglia e Taggia Arma, per permettere di salire anche ai passeggeri degli altri treni regionali e non, a loro volta
bloccati dal guasto citato.
Nel frattempo, ad Andora, i tecnici Fs avevano
provveduto a rimettere una locomotrice elettrica.
Ed ecco la buona notizia: concludo questa breve
ricostruzione con un messaggio positivo: nonostante il forte disagio i numerosi passeggeri hanno mantenuto la calma, solidarizzando con l’incolpevole
personale Fs di bordo. E nonostante le gravi ed evidenti lacune dei nostri treni, i viaggiatori hanno
raggiunto le loro rispettive destinazioni grazie anche ai tecnici delle Fs che nella notte hanno effettuato cambi di motrici e sostituzione di interi treni.
P.S. Resta però da capire cosa è accaduto veramente: sul treno lo speaker ha detto poco se non
nulla; il sottoscritto, comunque è sceso a Bordighera alle 3,20 di sabato 10 maggio.
STEFANO MASINO ASTI

Quotidiano fondato nel 1867
2

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
REDATTORI CAPO CENTRALI
FLAVIO CORAZZA, GUIDO BOFFO
MARCO BARDAZZI (DIGITAL EDITOR)
LAURA CARASSAI
(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
ANDREA MALAGUTI
RESPONSABILE EDIZIONI LIGURIA
DARIO CORRADINO
ART DIRECTOR CYNTHIA SGARALLINO
REDAZIONI
GIANNI ARMAND-PILON ITALIA, ALBERTO SIMONI ESTERI,
MARCO SODANO, GIANLUCA PAOLUCCI ECONOMIA E FINANZA,
PIERO NEGRI SCAGLIONE SOCIETÀ, RAFFAELLA SILIPO SPETTACOLI,
PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

2
EDITRICE LA STAMPA SPA
PRESIDENTE JOHN ELKANN
AMMINISTRATORI
LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO, JAS GAWRONSKI, ANTONIO MARIA MAROCCO,
LODOVICO PASSERIN D’ENTRÈVES, DIEGO PISTONE,
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DIRETTORE GENERALE LUIGI VANETTI
RESPONSABILE DEL TRATTAMENTO DEI DATI (D. LGS.196/2003):
MARIO CALABRESI

2

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STAMPA IN FACSIMILE:

LA STAMPA, VIA GIORDANO BRUNO 84, TORINO
LITOSUD SRL, VIA CARLO PESENTI 130, ROMA
ETIS 2000, 8A STRADA, CATANIA, ZONA INDUSTRIALE
RCS PRODUZIONI MILANO S.P.A., VIA ROSA LUXEMBURG 2 – PESSANO CON BORNAGO
L’UNIONE SARDA S.P.A. – VIA OMODEO, 5 , ELMAS (CAGLIARI)
©2014 EDITRICE LA STAMPA S.P.A.
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www.lastampa.it/lettere

LA TIRATURA DI LUNEDÌ 19 MAGGIO 2014 È STATA DI 284.773 COPIE

TM

Ragazze rapite,
impegni più concreti

Casa/2 A Genova
peggio che altrove

Meno Expo più forni
per nutrire il pianeta

1 Dalla Spagna dove mi

1 Ci risiamo! La tassa sulla

1 Con gli inutili miliardi di

trovo in questi giorni seguo
con angoscia la vicenda delle
ragazzine rapite in Africa da
uno dei tanti gruppi di
integralisti islamici, e tutte le
manifestazioni,
lodevolissime, che a loro
favore si svolgono in varie
parti del mondo.
Tuttavia, pur consapevole
della difficoltà dell’impresa,
mi chiedo: che cosa fa il resto
del mondo, in concreto, per
cercare di liberare queste
piccole donne, maltrattate,
violate?
Ci chiediamo, noi
occidentali in gran parte
tanto buonisti e tolleranti,
quanta responsabilità, di
questa e di altre vergogne
che mai si conosceranno,
abbiamo in prima persona
per non aver mai preso sul
serio il pericolo integralista,
per aver sorriso sprezzanti
alle grida di allarme che pure
si sono levate da vari paesi?
CHIARA DESTEFANIS

Casa/1 Temo batoste
per gli inquilini
1 Inquilino, pensionato con

moglie a carico, quando sento
parlare di interventi sulla
casa mi viene l’orticaria
perché so per esperienza che
sarà un peggioramento o
formale o economico o tutte
due. La prima batosta agli
inquilini fu data dalla legge
359/92 - governo Amato - con
l’abolizione dell’equo canone.
La seconda la procurò la
431/98 - governo D’Alema che diede ai locatori libero
sfratto, libero contratto,
libero canone. L’ultima
l’abolizione dell’Imu governo Letta - e la
conseguente Tasi a carico
pure degli inquilini. Quale
altro guaio ci sta preparando
il Dl che si sta discutendo?

L. N.

prima casa, la più odiata dagli
italiani, è tornata con un altro
nome! Dopo l’abolizione
dell’ICI da parte del governo di
Centro Destra era stata
ripristinata con il nome di IMU
dal governo tecnico di Monti.
Abolita per la seconda volta
dal governo di Larghe Intese,
per la terza volta è stata
reintrodotta dal governo di
Centro Sinistra con il nome di
TASI. A Genova la giunta ha
deliberato di applicare
l’aliquota massima del 0,33%
poiché come sostiene
l’assessore al bilancio Franco
Miceli (da molti considerato
uno dei più esperti in materia!)
è necessaria per continuare a
sostenere i servizi sociali a cui
altrimenti il Comune non
potrebbe più far fronte.
I miei genitori che
percepiscono una modesta
pensione e come loro molte
altre famiglie, hanno
acquistato negli anni ’70 un
appartamento con tanti
sacrifici e un mutuo di svariati
anni, in una zona popolare
della città (Oregina, non
Castelletto!) si ritrovano ora a
dover sostenere una spesa di
circa 600 Euro.
A Milano e Torino, guidati
come Genova da giunte di
centro sinistra, hanno
deliberato un’aliquota dello
0,25% forse perché sono
riusciti a reperire maggiori
risorse tagliando le spese di
altri settori, cosa che la nostra
giunta non è riuscita o non ha
voluto fare.
IGINIO UMILE

euro buttati per l’Expo e con
quelli che seguiranno si
potrebbero costruire in tutto il
mondo povero tanti panifici
per sfornare pane e per poter
riempire le bocche degli
affamati. Solo in questo caso
avrebbe un senso la roboante
dicitura «Nutrire il pianeta».
Tanto è risaputo che, alla fine
dell’Expo, ammesso che ci sia
l’inizio, ci sarà la solita grande
abbuffata degli addetti ai
lavori, alla faccia di coloro che
si accontenterebbero
volentieri almeno di un forno
che sfornasse loro qualche
panino al giorno.
M.GIUNTINI, CARLO MENEGHINI,
GISELLA FLORIANI

Grillo, i meriti
e le esagerazioni
1 Cortese Direttore, non

sono un elettore del
Movimento 5 Stelle ma devo
ammettere che ci sono almeno
un paio di argomenti su cui mi
trovo d’accordo con Beppe
Grillo. Il primo è il continuo
riferirsi alla necessità di quella
tanto auspicata democrazia
diretta che negli scorsi decenni
ha «addormentato» gli italiani.
Nel senso che la nostra
democrazia, fin troppo
rappresentativa, ha finito con
de-responsabilizzare il proprio
corpo elettorale. Con la
deprimente constatazione che
noi italiani non siamo più in
grado di «cambiare» perché
non sappiamo più decidere di
noi stessi.

Il secondo argomento
riguarda l’effettivo merito del
movimento grillino di aver
catalizzato in maniera non
violenta l’esasperazione di un
quarto dei votanti del nostro
paese. Perché è indubbio che
senza questa nuova presenza
politica sarebbero state le
forze più estremiste a
beneficiarne. Con tutte le
conseguenze del caso, visto che
i riferimenti fatti durante il
comizio di Torino agli esempi
greci, ungheresi e francesi non
sono del tutto inappropriati.
Certo, peccato che poi
Beppe Grillo «la faccia fuori dal
vaso» su tante altre cose
altrettanto importanti, vedi
l’Europa!
MARIO TALIANI

Odiavo le costruzioni
anche da piccolo
1 Desidero ringraziare

Mattia Feltri per il suo articolo
dedicato ai 25 anni dell’Ikea.
Mi riconosco in ogni frase
dell’articolo. Anche per me è
motivo d’ansia continua l’idea
di trascorrere alcune ore
all’Ikea e sono sempre
terrorizzato quando mia
moglie decide di acquistare
mobili che andranno poi
costruiti e per l’ennesima volta
si rischierà il divorzio.
Grazie per aver messo in
luce un fenomeno che credevo
limitato solo a chi, come me,
non ha molta dimestichezza
con le «costruzioni» che non
amavo nemmeno da bambino.
DONATO ANTONIELLO

Politici, lasciate
in pace gli animali
1 Sarebbe meglio lasciare il

c.

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LA STAMPA VIA LUGARO 15,
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gufo fuori dalla campagna
elettorale, un paragone
simbolico con umani che
annunciano sventura che
questo simpatico rapace
notturno proprio non merita.
Non coinvolgiamo gli animali in
contese «troppo umane».

L’editoriale
dei
lettori

SE LA SCUOLA
È INADEGUATA
BRUNO BRUNA
test Invalsi sono stati effettuati nel 98,48% delle classi della primaria. L’avversione di cui ha
parlato Ricolfi in un editoriale è più una leggenda metropolitana che un dato di fatto. I
test, pur con margini di miglioramento, tendono a misurare competenze più che conoscenze e sono pertanto coerenti con le Indicazioni Nazionali
che hanno sostituito i vecchi programmi. Ritengo
che l’insegnamento in funzione del test sia fenomeno marginale. La manipolazione dei test è rilevata,
ormai da anni, dall’Invalsi sia attraverso l’invio di
osservatori esterni sia attraverso la misurazione del
cheating. Non risulta che i dati siano preoccupanti.
Molte scuole rendono pubblici i risultati dei Test. Da
quest’anno su Scuola in chiaro (portale a disposizione dei cittadini), l’Invalsi ha pubblicato i dati aggregati a livello di istituzione scolastica, relativamente
alle scuole in cui c’è stato il consenso del Dirigente.
Poi, i Test Invalsi sono una parte infinitesimale di
quanto si fa quotidianamente a scuola, per cui non
vanno né enfatizzati né demonizzati.
È la conclusione di Ricolfi, però, che mi ha lasciato più perplesso, là dove dice che per alzare i livelli di
apprendimento basterebbe che gli insegnanti rispettassero i programmi e non abdicassero al proprio ruolo (ad esempio non bocciando abbastanza).
Aldilà del fatto che nei Paesi con le performances
scolastiche migliori (Paesi nordici, Regno Unito,
ecc.) da anni sia vietato bocciare nella scuola dell’obbligo, quello che non viene messo in evidenza è la
difficoltà di insegnare in classi-pollaio, la vetustà e
l’inadeguatezza degli ambienti di apprendimento,
l’assenza di fondi per la formazione e l’aggiornamento, lo scarso riconoscimento sociale del ruolo, la continua contrazione delle risorse e numerose altre inadeguatezze. Non si carichi (solo) sulle spalle degli
insegnanti la responsabilità di un funzionamento
non sempre adeguato del sistema scolastico. È il Paese che deve credere e investire seriamente sul sistema d’istruzione; la maggior parte degli insegnanti non ha mai smesso di farlo.

I

dirigente scolastico, Diano d’Alba (Cn)

FILIPPO TESTA

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LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

ROBERTO TOSCANO

COSÌ L’EUROPA
HA MIGLIORATO
LA NOSTRA VITA

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

a il tema principale è la politica, e più precisamente il ruolo di chi nell’ultimo decennio
ha imposto una forte leadership sulla base dei successi
economici e di un deciso piglio decisionista,
Tayyip Erdogan.
Le critiche nei suoi confronti sono durissime, e si estendono ben al di là dello schieramento di opposizione. Come è recentemente
avvenuto per il naufragio del ferry in Corea
del Sud, è inevitabile che le catastrofi, soprattutto quando comportano elevate perdite
umane,inneschinocontestazionineiconfronti del vertice politico. Viene inevitabilmente
da ricordare il ciclone Katrina, con la valanga
di critiche nei confronti di George Bush, responsabile di un’amministrazione rivelatasi
inefficienteedinsensibiledifrontealdisastro.
Ma nel caso di Erdogan vi è molto di peggio. Il suo primo commento è consistito nell’affermazione, di un inaccettabile se non cinico fatalismo, che gli incidenti sul lavoro, soprattutto nelle miniere, sono un fatto della vita cui bisogna realisticamente rassegnarsi.
Recatosi successivamente sul luogo del disastro minerario, ha reagito ad una manifestazione di protesta nei suoi confronti in un modochesarebbedifficilenondefinireinsensibile ed arrogante se non addirittura violento,
persinoconunduroconfrontoconunmanifestante che sarebbe arrivato a schiaffeggiare.
Il manifestante ha poi dichiarato che il primo
ministro lo aveva colpito «involontariamente» nell’accaloramento dei gesti. Se su questo
episodio esistono versioni non del tutto coincidenti (Erdogan lo ha smentito) una foto che
è diventata «virale» mostra invece in modo
inequivocabile uno dei consiglieri di Erdogan
che prende a calci un dimostrante bloccato a
terra da due poliziotti. Ed è anche indubbio
che la polizia abbia usato mezzi repressivi nei
confronti delle manifestazioni di protesta sia
a Soma che in varie località della Turchia.
Si potrebbe pensare che, con tutti i problemi del Paese, dalla sempre più dura contrapposizione fra laici e islamisti al crescente
autoritarismo governativo – senza parlare
degli errori in politica estera, in primo luogo
la Siria - un episodio del genere non dovrebbe meritare un tale rilievo né giustificare
un’analisi in chiave politica. Se non è così è
perché in politica – e noi italiani, reduci da
vent’anni di berlusconismo e alle prese con il
«fenomeno Renzi» dovremmo saperlo più di
altri – è molto difficile distinguere fra sostanza e forma, contenuto e stile personale.
Ora, se è vero che il decisionismo di Erdogan aveva affascinato, in Turchia e nel mondo, anche chi non ne condivideva necessariamente le radici ideologiche islamiste, emerge oggi che quel decisionismo è anche arroganza ed intolleranza delle critiche. Anzi,
che, di fronte alle critiche e all’opposizione,
Erdogan, come già era avvenuto in occasione delle proteste di Gezi Park, tende a rivelare un inquietante profilo di autoritarismo
che finisce per confermare quello che i suoi
oppositori laici avevano da tempo esortato
Stati Uniti ed Europa - entusiasti di un leader che sembrava offrire un attraente modello in cui democrazia ed islam apparivano
compatibili - a non ignorare.
Vuol dire questo che la presente ondata
d’indignazione potrebbe segnare l’inizio della
fine della parabola politica di Erdogan? Una
simile valutazione appare affrettata, e comunque prematura. Se è vero che sarebbe
errato sottovalutare il costo politico di questa
clamorosa combinazione di scomposta perdita di calma e vasta caduta di prestigio, un

M

VLADIMIRO ZAGREBELSKY
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

ncora una volta gli svizzeri sembrano rifiutare l’idea che in certi
ambiti lo Stato possa imporre
dei limiti al mercato. Dopo la
schiacciante maggioranza di
«no» alle sei settimane di ferie e alla regola
«1/12»cheavrebbeimpostoadogniaziendadi
limitarelostipendiopiùaltoaquellopiùbasso
moltiplicato per dodici, la confederazione ha
votato domenica contro il referendum per il
più alto salario minimo al mondo. I promotori
– sindacati e partiti di sinistra - avevano volutamente, e pericolosamente, posto l’asticella
molto in alto. È vero che la busta paga media
supera in Svizzera i 5.000 euro al mese, ma il
salario minimo a 22 franchi (18,5 euro) all’ora
– oltre il doppio di quello tedesco – avrebbe
significato garantire minimo di 4.000 franchi
al mese (3.300 euro) a tutti. Un sogno, anche

A

poi fondamentale il contenuto dell’appello, perché finalmente attira l’attenzione su temi diversi da quello, importante ma non esclusivo, della
politica economica e della relativa crisi.
La pace nella grande area dell’Unione viene
data per scontata. La maggior parte delle attuali generazioni non ha visto la guerra, non ne conosce l’orrore, non sa
che per secoli gli europei si sono combattuti in un’infinita
guerra civile europea, che nel secolo scorso, ha trascinato
nel conflitto l’intero mondo. Ma la pace acquisita è anche il
frutto di un’audace iniziativa politica, lanciata alla fine della
seconda guerra mondiale, da uomini politici lungimiranti e
convinti che l’Europa non avrebbe potuto vivere in pace se
non unificandosi. La costruzione europea cominciò a realizzarsi concretamente mettendo in piedi istituzioni comuni. La nostra Costituzione già nel 1948 offriva la disponibilità dell’Italia a cedere porzioni della sua sovranità a favore
di istituzioni internazionali capaci di assicurare la pace e lo
sviluppo delle nazioni.
L’Europa era distrutta materialmente e moralmente.
L’Europa nei secoli recenti aveva indicato al mondo la via
della libertà di pensiero e di espressione, della libertà religiosa, della libertà di associazione, della tolleranza e del rispetto delle persone. Ma poi aveva prodotto i fascismi e il
nazismo. I Paesi d’Europa rimasti dall’altra parte della
Cortina di Ferro erano costretti nel comunismo sovietico.
La ricostruzione dunque doveva certo riguardare l’economia, ma anche la democrazia, i diritti umani, le libertà fondamentali. La pace, bene supremo, avrebbe potuto realizzarsi solo se entrambi i campi di azione fossero stati curati.
Al primo venne destinato l’insieme delle Comunità europee che sono ora raccolte nella Unione europea, al secondo
doveva dedicarsi il Consiglio d’Europa. A quest’ultimo venne confidato il compito di promuovere la democrazia e i
diritti umani, con l’azione culturale e politica e attraverso
l’opera della Corte europea dei diritti umani. L’influenza di
quest’ultima sull’armonizzazione e la protezione dei diritti
in Europa è stata ed è profonda, anche se qualche volta è
accolta con irritazione da chi rilutta a seguire il movimento
europeo verso il maggior rispetto dei diritti e delle libertà
di ciascuno. Ora la dimensione delle libertà economiche inizialmente riassunte in quelle di movimento in Europa
dei lavoratori, delle merci, dei capitali e dei servizi - ha incontrato inevitabilmente quella delle libertà civili e politiche e quella dei diritti sociali. L’Unione europea non è più
solo strumento di un mercato comune europeo. Essa nei
suoi trattati fondativi e nelle sue istituzioni protegge la sicurezza dei suoi cittadini, i loro diritti e le loro libertà in
tutta la vasta area dell’Unione. E i cittadini dei 28 Paesi dell’Unione sono anche cittadini europei.
Se ora in Italia il Parlamento modifica la legge sul divorzio, semplificandone e abbreviandone la procedura, è perché non possiamo rimanere isolati dall’Europa in cui viviamo. Se i diritti delle coppie che devono procreare con l’aiuto della scienza medica vengono ora assicurati anche in
Italia, è perché non regge l’imposizione di divieti in una Europa che conosce la libertà. Se ora anche in Italia i figli, tutti
i figli, comunque nati, sono eguali, è perché le discriminazioni non sono ammesse in Europa. Se i criminali che ignorano le frontiere possono essere ricercati e perseguiti efficacemente in Europa, è perché i Paesi dell’Unione collaborano e riconoscono reciprocamente le sentenze dei loro
giudici. Se l’Italia dovrà adattarsi a regolare le discariche
dei rifiuti in modo da non danneggiare la salute delle persone, è perché la salute in Europa è bene comune e l’Unione
impone sanzioni ai governi che non se ne curano. Se, quando necessario, è possibile farsi curare in Europa nei servizi
sanitari pubblici di altri Paesi, è perché vi sono accordi europei che lo consentono. La lista può continuare e certo si
arricchirà in futuro se all’Unione si chiederà di aumentare
l’integrazione e rafforzare le politiche comuni. Un tema urgente e grave è quello della gestione delle immigrazioni dall’esterno dell’Unione. Ma c’è contraddizione in chi accusa
l’Unione di non fare abbastanza e di lasciar sola l’Italia (e la
Spagna, e la Grecia) e al tempo stesso fa crescere idee di
abbandono dell’Unione e di isolamento nazionale. L’Italia
può pensare di affrontare da sola simili epocali movimenti
di popolazioni?
Ora, proprio a partire dalle prossime elezioni europee, il
Parlamento dell’Unione vedrà i propri poteri di iniziativa e
decisione aumentati rispetto a quelli restanti dei singoli governi. La sua composizione è dunque più importante di prima e sarà determinante il conflitto tra i gruppi che vogliono andare avanti e quelli che vogliono abbandonare il disegno grandioso della federazione dell’Europa.
La libertà di movimento nell’Unione non è solo una comodità, né riguarda solo la libertà di viaggiare. Significa
invece libertà di lavorare e di studiare e vivere in tutta l’Europa dell’Unione. Essa è un diritto per i cittadini dell’Unione. Quando era necessario il passaporto, la persona doveva
chiederlo alle autorità del proprio Stato e doveva presentarlo a quelle dello Stato in cui voleva entrare. Doveva chiedere e poteva ricevere un rifiuto. Non aveva diritto. Ora
non ci si rende nemmeno conto di attraversare le antiche
frontiere. I cippi in pietra che si vedono sulle creste alpine
per segnare che più oltre c’è Francia, sono ora una curiosità, ma per quei confini, che abbiamo abolito e che qualcuno
vorrebbe veder rinascere, si sono combattute guerre e sono morte persone. Ricordiamocene ora che abbiamo il diritto di votare per comporre il Parlamento di noi europei.

È
Illustrazione di Dariush Radpour

ERDOGAN
DECISIONISTA
IN CRISI
ragionamento non superficiale, e non falsato
dall’emotività che in queste ore sta prevalendo
nell’opinione pubblica turca, andrebbe esteso
al complesso del quadro politico.
Se infatti Erdogan non è forte come lo era
anche soltanto un paio d’anni fa, il principale
partito di opposizione, il Chp, un partito progressista laico, non sembra oggi in grado di offrire una credibile alternativa al partito islamista, l’Akp. Forte tra gli intellettuali e fra gli aleviti, musulmani anti-integralisti e liberali, il
Chp non riesce a sfondare il tetto di circa un
quarto dell’elettorato, fermo com’è in una politicamente sterile nostalgia dei tempi di Kemal
Ataturk. Sostenuto dalle classi più colte e cosmopolite, soprattutto dalla borghesia di
Istanbul, risulta invece incapace di proporre,
nonostante l’esplicito orientamento socialdemocratico, un messaggio a contenuto sociale
politicamente convincente per quelle masse
popolari che continuano ad appoggiare Erdogan in sede elettorale.
L’occasione, nelle attuali condizioni del Paese, per passare dalle nostalgie kemaliste ad
una moderna proposta progressista non dovrebbe mancare, così come non dovrebbe essere impossibile far passare finalmente la distinzione fra laicità e ateismo. Si tratta infatti
di una distinzione senza la quale è impossibile
immaginare la democrazia non solo in Turchia, ma in tutto il mondo islamico, dove l’irreligiosità risulta addirittura inconcepibile, ma
dove disgraziatamente anche troppi laici non
sono in grado di fare la distinzione, di modo
che – a tutto vantaggio degli islamisti – la contrapposizione laicismo/islamismo viene presentata come ateismo contro islam.
Ma non si tratta soltanto di religione e nemmeno di ideologia. Come ha rivelato il tragico
episodio della miniera di Soma, su certi temi i
cittadini sono pronti a mobilitarsi anche al di
là delle appartenenze. I manifestanti che hanno fischiato Erdogan erano persone umili, religiose, tradizionaliste (le donne dei minatori
erano tutte velate), probabilmente anche elettori di Erdogan. Ma qualcuno dovrebbe, al di là
della legittima protesta per l’insensibilità ma-

REFERENDUM SVIZZERO
VINCE IL MERCATO
TONIA MASTROBUONI

Lettere e Commenti .27

.

per molti transfrontalieri italiani, che si è infranto contro un muro: il 76,5 per cento di «no».
A giudicare dalle prime analisi, il ragionamento di una parte della sinistra, che aveva
pensato con questa proposta anche di esorcizzare le paure di chi aveva votato a favore di un
limite agli immigrati, è fallito. Non c’è la minima coincidenza tra chi ha espresso un voto anti-immigrati e chi ha votato a favore di un livello di stipendio minimo obbligatorio: in molte
città è anzi vero il contrario. E la campagna
contraria al salario minimo «d’oro» era stata
condotta dai datori di lavoro con uno spauracchio ovvio: il rischio della perdita di migliaia di
posti di lavoro. Sul tema specifico del lavoro, a
giudicare anche dai referendum degli anni
scorsi, gli svizzeri sembrano poco inclini alle
scorciatoie, se devono decidere di allungarsi le
ferie o se stabilire buste paga blindate, sembrano chiedersi anche «chi paga».
Interessante anche il secondo referendum

nifestata dal primo ministro, allargare in chiave critica il discorso al capitalismo senza regole che sta dietro le mancate strutture di sicurezza ed i sistemi antiquati di sfruttamento
della miniera.
Erdogan è populista, ma non popolare, nel
senso che – come è vero per Putin in Russia e
per Modi, oggi nel Gujarat e domani in tutta
l’India – il suo è notoriamente un «crony capitalism», il capitalismo non della libera concorrenza e del mercato, ma quello dei favori agli
amici e ai sostenitori politici, il tutto combinato con una stretta crescente nei confronti della
libertà di stampa.
I risultati economici del decennio erdoganiano non possono essere negati. Il dinamismo
della Turchia in questi ultimi anni è stato straordinario in termini di crescita economica, infrastrutture, livelli di istruzione. Oggi però il
Paese sembra richiedere un rinnovamento sia
di stile che di sostanza. Un rinnovamento che
dovrà certo venire da un’opposizione finalmente capace di guardare avanti invece che verso
un mitico passato di unità nazionalista e laica,
ma anche da un auspicabile rinnovamento interno nel partito di maggioranza, l’Akp, essenziale per mantenere nell’ambito della democrazia quella parte della popolazione, e anche
delle stesse classi produttive (e della borghesia
dell’Anatolia) per cui modernità e democrazia
non dovrebbero essere incompatibili con le tradizioni religiose. Ha molto colpito, in questi
giorni, vedere negli stessi quotidiani la foto del
consigliere di Erdogan che prende a calci il manifestante e quella del presidente della Repubblica Gul, che - anche lui islamista, anche lui
Akp ma con un altro stile politico e probabilmente anche un diverso disegno politico rispetto al primo ministro - che abbraccia in segno di comprensione e solidarietà il familiare di
un minatore.
Le elezioni presidenziali di agosto non dovrebbero riservare sorprese: Erdogan probabilmente le vincerà, nonostante tutto. Ma dalla tragedia della miniera di Soma può essere
iniziata una nuova e più dinamica fase della
politica turca.

di domenica, in cui hanno prevalso i «no» e che
è sembrato invece più ideologico: quello che ha
bocciato l’acquisto di 22 jet da combattimento
Gripen. Qui la mappa del voto fa emergere due
tendenze: le città hanno votato contro, le campagne a favore. Gli oppositori hanno fatto
breccia con il ragionamento che la confederazione è un Paese neutrale e non ha bisogno di
jet da combattimento. Ed è emerso di nuovo il
«Roestigraben» che si era manifestato anche
per il voto sul limite agli immigrati: la divisione
tra parte francofona occidentale – contraria –
e parte orientale, germanofona, favorevole.
Difficile analizzare il voto svizzero, al di là
del fatto che i referendum sono frequentissimi. Racconta il filosofo di Harvard, Michael
Sandel, in «Quello che i soldi non possono
comprare» (Feltrinelli) che durante un esperimento condotto da due economisti, gli svizzeri
di un piccolo villaggio votarono a favore di un
sito di stoccaggio di scorie nucleari. Quando
gli studiosi proposero anche un risarcimento,
nel caso di rifiuto, i «sì» addirittura aumentarono. Venne fuori che gli abitanti del villaggio
consideravano un dovere civico votare di sì. E
che erano indignati all’idea di essere «corrotti» da un incentivo. Altri mondi.

28

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Torino, omaggio ad Augusto
«Pacatumque reget... orbem»: è tratto dai versi virgiliani
il titolo del convegno dedicato alla figura di Augusto, nel
bimillenario della morte, organizzato dalla delegazione
torinese dell’Associazione italiana di cultura classica.
L’appuntamento è per oggi alle 16,30 presso la sala
congressi della banca IntesaSanPaolo, in via Santa
Teresa 1/G a Torino. Intervengono Luciano Canfora,
Mario Citroni e Paolo Botteri

CULTURA
SPETTACOLI

&

GIAN ENRICO RUSCONI
a «catastrofe originaria
del XX secolo» rimane la
definizione più efficace
della Prima guerra mondiale. Eppure, quando è
scoppiata, nessuno immaginava «la
Grande Guerra» quale sarebbe stata vissuta, trasmessa e depositata
nella memoria storica – associata
soprattutto alle scene traumatiche
delle trincee.
Era stata pensata, preparata e affrontata come un’altra guerra. Quella che sarebbe finita a metà settembre del 1914 sulla Marna, la battaglia
decisiva che non ha deciso, ma ha
cambiato la natura della guerra.
È importante distinguere il 1914
dagli anni successivi. Tra il luglio e il
settembre di quell’anno, infatti, non
matura soltanto la decisione condivisa di guerra, ma si fanno le mosse
strategico-militari che condizioneranno lo sviluppo successivo del
conflitto .
Tutto si mette in moto con l’assassinio dell’arciduca austriaco a
Sarajevo (il 28 giugno), cui segue
una crisi politico-diplomatica che
dura l’intero mese di luglio, fatta di
intese segrete (tra Vienna e Berlino), di frenetiche comunicazioni ufficiali, fraintendimenti, bluff e minacce di un conflitto che nessuno dice di volere. La Gran Bretagna, in
particolare, ha di mira una soluzione negoziata, come era già accaduto
nelle crisi precedenti.
Questa volta, però, pesano i piani
strategico-militari predisposti in
dettaglio dalle maggiori potenze europee, Germania e Francia, per ogni
evenienza. Mai nessuna guerra era
stata elaborata con tanta accurata
programmazione operativa, logistica, tecnologica.
Eppure quella che s’inizia ai primi di agosto non è affatto una guerra inevitabile, predeterminata, necessaria. È un conflitto avventatamente ma intenzionalmente rischiato da parte di tutti i governi,
anche se con modalità diverse. I decisori coinvolti non agiscono come

L

GLI ACCORDI CON LA GERMANIA

In caso di conflitto continentale
Roma doveva inviare un’armata
sul Reno a fianco dei tedeschi
IN PRINCIPIO FU LA NEUTRALITÀ

Una scelta legittima, perché
l’alleanza con le Potenze centrali
era di carattere difensivo
«sonnambuli» (come si ama ripetere oggi), ma sono cattivi giocatori
consapevoli. Lo è chi impone il proprio gioco (le Potenze centrali) e chi
vi replica (Russia e Francia). Anche
l’Italia ha un ruolo importante –
proprio con la scelta della neutralità
–, importante più di quanto non ammetta la storiografia internazionale
che volentieri si limita a ironizzare
maliziosamente sulle sue incertezze
di schieramento.
Per poter giudicare le mosse dei
governi, la loro responsabilità graduata, per cosi dire, è indispensabile
capire «quale guerra» hanno in testa l’Austria, la Germania, la Russia,
che aprono le ostilità. Gli iniziatori
del conflitto sono disposti alla escalation di una guerra locale (Austria
contro Serbia), che diventa eurocontinentale (la Germania sostiene
l’Austria, mentre la Russia sta con la
Serbia) e poi generale-mondiale
(con l’intervento della Francia a
fianco dell’alleata Russia e quindi
con la discesa in campo all’ultimo
momento della Gran Bretagna).
Non è la trappola delle alleanze che

Un manifesto dei tempi della Prima guerra mondiale, per invitare gli italiani ad acquistare i titoli di Stato nazionali

Grande Guerra
il peso
del “fattore Italia”
Per la storiografia internazionale, un fenomeno
marginale. Ma è un errore: senza la nostra
partecipazione, l’esito sarebbe stato diverso
scatta al di là delle intenzioni, ma è un
sistema di complicità consapevolmente calcolato.
In questo contesto la Germania ha
un ruolo militarmente determinante,
dal momento che mette in atto immediatamente il suo piano offensivo (l’attacco a Occidente), muovendo oltre
un milione di uomini e invadendo senz’altro il Belgio neutrale. È «la guerra
tedesca», non solo perché condiziona
le azioni belliche sul campo dei primi
mesi, ma perché come tale è vissuta
dal popolo tedesco, incoraggiato dalla
totalità dei «professori» e degli intellettuali. Quello che gli avversari considerano «l’assalto al potere mondiale» da parte della Germania, per i tedeschi è la rottura dell’accerchiamento di cui si sentono vittime. Di fatto si

tratta della risistemazione degli equilibri di potenza in Europa e quindi indirettamente nel mondo. Ma l’investimento emotivo e culturale (per cui i
tedeschi parlano esplicitamemme di
Kulturkrieg) ne fa subito uno «scontro
di civiltà» intra-occidentale che cambierà la storia mondiale.
Oggi nella storiografia c’è la rincorsa a parlare di «guerra assurda» o
dell’«evento più complesso dell’epoca
contemporanea» in cui è difficile raccapezzarsi, usando volentieri i toni foschi dell’irrazionale. In realtà è molto
più istruttivo ripercorrere freddamente i processi e la catena dei passaggi cruciali che hanno portato le
classi politiche europee, e segnatamente quella tedesca, a provocare un
conflitto vissuto come inevitabile, che

oggi invece ci appare evitabile o «improbabile» . È possibile dimostrarlo
controfattualmente. Non si tratta di
puntare il dito sui «colpevoli», ma di
tentare un’operazione concettualmente più impegnativa e più istruttiva che prende sul serio le «razionalità» di tutti gli attori coinvolti e le opportunità da essi considerate e scartate. Presto si scopre che la categoria
dominante è quella del rischio, imposto e accettato. È la logica del rischio
che rende probabile ciò che è soltanto
possibile e rende effettivo ciò che è
semplicemente virtuale.
Come giudicare l’Italia del 1914,
formalmente alleata con Austria e
Germania nella Triplice Alleanza? La
decisione del governo di proclamare
la propria neutralità è legittima, per-

Al festival «èStoria»

Gian Enrico Rusconi, professore
emerito di Scienza politica
all’Università di Torino e recente
autore per il Mulino del saggio 1914.
Guerra d’Europa. Guerra tedesca,
(oggi alle 18 la presentazione
al Circolo dei lettori di Torino), è tra i
protagonisti di «èStoria», decima
edizione del festival internazionale
della storia, che si terrà a Gorizia da
giovedì 22 a domenica 25 maggio.
Tema di quest’anno le «Trincee»,
tragico simbolo della Prima guerra
mondiale del cui scoppio si ricorda
il centenario. Rusconi discuterà,
sabato alle 16, con Mimmo Franzinelli
sull’«Attacco a Occidente», ossia la
guerra tedesca per rompere
l’accerchiamento di cui la Germania si
sentiva vittima da parte dell’Intesa
russo-francese e inglese. Programma
completo sul sito www.estoria.it

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Pisa, nel sarcofago di Enrico VII
un drappo di seta unico al mondo
«È un ritrovamento sensazionale quello del drappo di seta
che era conservato all’interno del sarcofago di Enrico VII
custodito nel Duomo di Pisa e che tra due anni sarà
esposto nel museo dell’Opera del Duomo, appena terminati
i restauri e il nuovo allestimento». Lo ha detto Moira
Brunori, responsabile del Centro restauri tessili,

MAURIZIO ASSALTO
ché l’alleanza stretta da decenni con
le Potenze centrali era e doveva rimanere per sua natura di carattere difensivo. Per di più nel corso dei contatti e delle comunicazioni della crisi
di luglio Roma era stata intenzionalmente e malevolmente tenuta all’oscuro sia da Vienna sia da Berlino.
Come si può pretendere che l’alleato
italiano onori i suoi impegni di intervento, se è stato messo davanti al fatto compiuto di una guerra generale,
senza consultazione? Certo, gli accordi militari italiani presi con la Germania (segreti, ma approvati dal governo) erano molto impegnativi. Nel caso
di un conflitto continentale, l’Italia
doveva mandare un’armata sul Reno
a fianco dei tedeschi.
L’impegno non era rimasto teorico:
lo Stato maggiore italiano aveva
pronti piani dettagliati di questo trasferimento. Davanti alle prime mobilitazioni degli eserciti europei, il generale Cadorna mette in movimento
unità italiane secondo i piani – in previsione dello scontro con la Francia!
Ne informa doverosamente il re. Riceve una risposta genericamente positiva. Ma poi, inatteso, arriva da Roma
un nuovo comando di restare fermi. È
una storia che ha dell’incredibile.
LA STORIA CONTROFATTUALE

Col sostegno italiano, Germania
e Austria avrebbero goduto
di un enorme vantaggio iniziale
Stiamo ai fatti. L’assenza dell’Italia nei primi mesi del conflitto ha oggettivamente un peso molto rilevante sull’andamento della guerra. È un
peso che viene riconosciuto (sia pure
con qualche reticenza) dalla storiografia militare. La storiografia ufficiale internazionale invece continua
a trattare l’Italia come un fenomeno
marginale. È un errore storico. Se
l’Italia avesse «lealmente fiancheggiato» Germania e Austria, avrebbe
loro consentito di affrontare con
enorme vantaggio lo scontro iniziale.
Forse addirittura vincerlo. Qualcosa
di analogo può dirsi a fronte del successivo intervento del 1915. «Senza
l’entrata in guerra dell’Italia, sarebbe stato pensabile un pareggio europeo», scrive un apprezzato storico
tedesco. È una considerazione (controfattuale) che conferma come «il
fattore Italia» sia stato tutt’altro che
scarsamente rilevante nell’andamento iniziale e poi nell’esito finale
della Grande Guerra.

TORINO

29

illustrando il telo che avvolgeva le spoglie del monarca. «Si
tratta - ha spiegato - di un drappo rettangolare lungo oltre
tre metri, una rara testimonianza della produzione aulica
di stoffe seriche degli inizi del XIV secolo». L’ispezione
della tomba ha permesso anche il recupero della corona,
dello scettro e del globo: tre oggetti che richiamano subito
le immagini dell’imperatore contenute nel resoconto
illustrato in 73 miniature della sua discesa in Italia. Enrico
VII (nell’immagine, la sua incoronazione) morì di malaria il
24 agosto 1313 mentre cingeva d’assedio la guelfa Siena.

Bernardino Drovetti
e i predatori
dell’arte faraonica

embra una trama di Indiana
Jones. C’è il tesoro sepolto
(molti tesori), ci sono gli
acerrimi rivali che se lo contendono senza risparmiarsi
colpi proibiti, c’è il cattivone, ci sono
furti, bugie, tradimenti, scandali, spari, scimitarre, e ci saranno stati indubbiamente anche serpenti e scorpioni
acquattati nelle infide sabbie dell’Egitto. Invece è una storia (vera) che
parte da Barbania, il paesino del Canavese dove nasce, nel 1776, Bernardino Drovetti, il diplomatico dalla cui
collezione di antichità ha preso origine il Museo Egizio di Torino
che festeggia tra pochi mesi
il suo 190° anniversario. Per
celebrare la ricorrenza la
Compagnia di San Paolo,
che dal 1997 cura un «Progetto» volto a indagare sul
personaggio e sulla sua collezione, ha organizzato il
convegno internazionale
«Bernardino Drovetti, dall’avventura alla scienza»,
venerdì dalle 9,30 presso
l’Accademia delle Scienze.
Contestualmente, nella
stessa sede, sarà allestita
una mostra documentaria,
visitabile anche in seguito
su prenotazione.
Drovetti, dopo la laurea
in legge all’Università di
Torino, si arruola nell’esercito napoleonico, scalandone le gerarchie fino al grado
di capo di stato maggiore
della Divisione piemontese,
e nel 1803 viene nominato
dall’Empereur console generale a Alessandria d’Egitto.
Qui si fermerà fino al 1829, trovando
Bernardino Drovetti misura la testa di un colosso semi sepolto dalla sabbia
anche moglie, la francese Rosine Rey,
già sposata e sottratta al legittimo piemontese si sdebita dispensando pre- da con l’aga del villaggio, dietro conconsorte, un commerciante transalpi- ziose consulenze in campo economico, gruo compenso, perché glielo conservi.
no, con conseguente scandalo in cui militare e sanitario.
Due anni dopo viene a sapere che l’obedeve intervenire perfino Talleyrand.
Nell’Egitto dell’epoca vige il princi- lisco è in viaggio per l’Inghilterra, mitMa è nel periodo
pio per cui chi vede tente Belzoni, che pare abbia omaggiasuccessivo alla UN CONVEGNO PER CELEBRARLO un oggetto ne di- to il capo locale con un orologio d’oro. E
il proprieta- quando pochi mesi dopo avviene un
caduta di NapoleVendette la sua collezione venta
rio. Drovetti si aggi- contatto ravvicinato tra le due squadre
one, dopo il 1815,
che Drovetti, a Carlo Felice, che 190 anni fa ra lungo il Nilo, ve- di «cacciatori», gli uomini del piemonla aprì al pubblico de, si appropria. E tese assalgono quelli del padovano, e a
temporaneamenincappa in qualche un certo punto dalla pistola di Drovetti
te rimosso dall’incarico, si mette alla ricerca di antichi- incidente di percorso. Come quando si parte un colpo di pistola. Dopo queltà egizie. Lo fa attratto dal business, e imbatte nel suo grande rivale, il gigan- l’episodio Belzoni lascerà l’Egitto per
sfruttando l’amicizia con il viceré te padovano Giovanni Battista Belzoni, non farvi mai più ritorno.
Mohammed Ali che gli concede i «fir- che setaccia l’Egitto per conto degli inInvece Drovetti continua le sue rimani», ossia i permessi necessari per glesi. Nel 1816 Drovetti avvista un obe- cerche, e nel 1819 fa partire le prime
portarsi via tutto quello che vuole. Il lisco sull’isola nilotica di File e si accor- casse dirette verso il porto di Livorno.

S

.

Le avventure alla Indiana Jones del “piemontese
di Francia” alle origini del Museo Egizio di Torino

La sua intenzione è di vendere la collezione alla Francia, ma il prezzo richiesto è troppo alto e non se ne fa niente.
Intanto nella vicenda interviene un altro viaggiatore piemontese, Carlo Vidua, che si prodiga affinché i reperti,
ammassati in un magazzino del porto
franco toscano, non prendano la via di
Parigi: «Questo affare mi sta moltissimo a cuore», scrive a un amico. «Desidero che i forestieri non possano più dire: “Turin est une ville fort jolie et régulière, mais il n’y a presque rien à voir”».
Brillante intuizione della possibile vocazione turistica della città, a cui il re
Carlo Felice aderisce acquistando nel
1823 la collezione per una cifra enorme:
400 mila lire, pari a circa 700 milioni di
euro attuali. Niente male per
un piccolo Stato militare come era il Regno di Sardegna.
A Torino i reperti - ottomila pezzi, tra i quali grandi statue, sarcofagi, papiri, mummie, amuleti, tutti oggetti di
primaria importanza, da cui
si svilupperà la moderna egittologia - arrivano sotto la neve, accolti nella Reale Accademia delle Scienze che diventa il primo museo al mondo interamente dedicato all’antico Egitto. Dopo alcuni
mesi di studi e catalogazione,
l’apertura al pubblico, l’8 novembre 1824. E subito a Torino accorre Jean-François
Champollion, che ha appena
decifrato la stele di Rosetta e
vuole mettere alla prova la
sua scoperta. In particolare
lo attrae il papiro del «Canone reale», alla base della cronologia faraonica, ridotto in
una miriade di frammenti.
Ma qui interviene il «cattivo»,
Giulio Cordero di San Quintino,
conservatore del museo, che per ostacolare il lavoro del francese sottrae alcuni
dei frammenti del puzzle che questi stava faticosamente ricomponendo. Dopo
essersi pure attribuito alcuni scritti di
Champollion, pagherà le sue malefatte
con la rimozione dall’incarico.
In seguito Drovetti riesce ancora a
vendere altri pezzi: nel 1827 al governo
francese, per il Louvre (a un «prezzaccio» di 140 mila franchi), nel 1837 a Berlino e quindi a Monaco, Ginevra, Vienna, Lione, Marsiglia. Ciononostante, e
incomprensibilmente, muore in povertà, nel 1852 a Torino, dopo avere disperso ai quattro angoli d’Europa la sua collezione. Che ora è ricomposta - virtualmente - in un cd-rom del «Progetto» a
lui intitolato.

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Articoli e fotogallery
lastampa.it

“Foxcatcher”
scava nel cuore
del potere
ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH
isogna dire che il
newyorkese Bennett
Miller non sbaglia un
colpo: dopo gli ottimi Capote e
L’arte di vincere, arriva sulla
Croisette con un terzo film,
Foxcatcher, che può aspirare
ad entrare nel Palmarés, se
non altro per la straordinaria
interpretazione di Steve Carrel ottimamente coadiuvato
dai coprotagonisti Channing
Tatum e Mark Ruffalo. Molto
si deve all’equilibrata sceneggiatura di E. Max Frye e Dan
Futterman, basata su un fatto di cronaca nera, ma di suo
Miller mette la capacità di bilanciare ritmo narrativo e
studio di caratteri, imbastendo la vicenda sul filo di complesse dinamiche interiori; e
avvolgendola in un’atmosfera, a volte un po’ programmatica nei toni plumbei, ma
sempre tesa e suggestiva. Al
centro dell’affresco John Du
Pont, erede di una ricchissima famiglia dell’East Coast:
individuo psicotico, sessualmente represso, afflitto da
una madre imperiosa (Vanessa Redgrave), e privo di qualsiasi fascino a parte quello
conferitogli dallo status sociale. Cade nella rete delle sue
morbose manipolazioni l’ex
olimpionico di lotta Mark
Schultz, che a dispetto dei
muscoli è insicuro e malleabile; mentre il fratello maggiore
Dave - anche lui un ex campione, e uomo risolto - diventerà di questo triangolo al
maschile la vittima reale.
Scavo nella natura umana,
impietosa metafora dell’America del potere, Foxcatcher ha
l’arte di coinvolgere lo spettatore in una storia in cui in teoria non vorrebbe entrare, così
come Carrell sa rendere carismatico un personaggio sinistro e sgradevole. Proprio
quello che David Cronenberg
con A Map to the Stars, da giovedì nelle nostre sale, non è
riuscito a fare, attirandoci nei
giorni infernali di una Hollywood ritagliata a Toronto; e
infatti di Los Angeles sullo
schermo non si avverte l’aria,
la luce. Comunque, il film si
inserisce buon ultimo nella
lunga lista di pellicole intese a
demistificare la fabbrica dei
sogni, raccontando di un divo
tredicenne già arrogante, già
drogato, già infelice al pari
dei genitori: John Cusack, guru della psiche con clientela
di lusso, e l’isterica Olivia
Williams. Non è meglio di loro
Julianne Moore, diva egocentrica e nevrotica, in crisi di
mezz’età. Ma ognuno ha i suoi
fantasmi: a partire da una
strana ragazza (Mia Wasikowska,)segnata nel volto e
nel corpo da ustioni, che si invaghisce dell’autista e aspirante attore Robert Pattinson. Il tutto in chiave di black
comedy, ma c’è poco da ridere: il copione di Bruce Wagner, autore di una decina di
libri inside Hollywood, ostenta troppo il suo cinismo e l’occhio da entomologo di Cronenberg raffredda ogni cosa.

B

CANNES 2014

30 .Spettacoli

Sarah chi?

su

Già di Sarah Marshall modella se
ne potrebbe fare a meno. Ma sfila
con quelle gambotte insaccate,
il vestito ascellare e la scarpa
serrata alla caviglia stile Dumbo?

DI

M ICHELA
TAMBURRINO

Sta nel suo Brody
Adrien Brody è elegante persino
quando si veste da Travolta
«febbricitante». Il tocco dei
gemelli è magistrale e le mani,
quelle sono pazzesche

giù
A sinistra i
due film in
concorso ieri,
entrambi
centrati sul
mito del
successo:
«Foxcatcher»
di Miller e
«Map to the
stars» di
Cronenberg.
A destra
Jessica
Chastain

AP

ANSA

La mappa delle stelle
punta sulla Croisette
Tra il film di Cronenberg e quello di Miller il festival fa il pieno di divi
FULVIA CAPRARA
INVIATA A CANNES
er quasi due settimane, grazie a un miracolo mediatico che
puntualmente si ripete ogni anno, il Festival diventa il cuore pulsante
del cinema mondiale. La mappa
delle star, non solo quella macabra e folle descritta da David
Cronenberg nel suo nuovo film
in gara ieri, si ridisegna lungo la
Croisette in preda al caos perenne. Dalla mattina alle 8
quando drappelli di cercatori di
biglietti sorvegliano le entrate
del Palais prese d’assalto dagli
addetti ai lavori, fino a notte alta, quando abiti da sera e smoking stazzonati sciamano verso
residence e hotel.
Se in qualche modo si è parte
del firmamento cinematografico, bisogna necessariamente
fare tappa qui, entrare nella
fortezza del Palais, salire la sca-

P

linata coperta dal tappeto rosso, o anche gironzolare nelle vicinanze, respirando la stessa
aria dei divi più divi del mondo.
Ci sono quelli che devono esserci, in gara con un film o invitati
nelle altre sezioni, ci sono quelli
che devono vendere e quindi
frequentare il «Marchè», ci sono quelli delle feste, quelli dei
lanci internazionali di pellicole
di là da venire, quelli che hanno
girato un corto e sperano di girare un lungo(metraggio), quelli delle celebrazioni importanti,
come Sofia Loren, da oggi sulla
Croisette per una serie di appuntamenti, dalla presentazione del film del figlio Edoardo
Ponti La voce umana alla master-class di domani.
Il mondo delle star, dice Cronenberg parlando della sua
opera basata sulla sceneggiatura di Bruce Wagner, ha qualche
cosa di claustrofobico e incestuoso, almeno quello collocato
intorno alla collina di Hollywo-

od. Lì l’orizzonte è angusto, si
vive solo una volta, a condizione
di riuscire ad agguantare la fama e a non lasciarsela scappare. Qui a Cannes l’illusione dura
un tempo definito, poi si torna a
casa e la vita vera ricomincia.
Lì la realtà è un incubo popolato di fantasmi, adolescenti
inspiegabilmente celeberrimi,
ragazze tristi e piromani come
Agatha Weiss (Mia Wasikowska), dive capaci, come
Havana Segrand (Julianne
Moore) di danzare dalla gioia
dopo aver scippato la parte alla collega che non può più accettarla perchè le è morto il figlio: «L’universo del cinema spiega l’autore - è incestuoso
nel senso che è molto limitato,
anche se poi i film hanno diffusione mondiale. È fatto di un
gruppo ristretto di persone
che non smettono di incontrarsi negli stessi luoghi, oppure ai
festival. Tutti hanno gli stessi
problemi, tutti partecipano al-

Sophie Marceau in «Sex, love & therapy»
DALL’INVIATA A CANNES

sordire a 13 anni ed essere travolta da un successo enorme, spropositato, che ancora oggi in
qualche modo le pesa. Il tempo delle mele è lontano, ma
Sophie Marceau, parigina,
classe 1966, al Festival per il
lancio della nuova commedia
di Tonie Marshall Sex, love &
therapy, ne porta ancora i segni: «Quella notorietà arrivata all’improvviso, con il primo
film, ha cambiato per sempre
la mia vita. Ho dovuto fronteggiare un ciclone, da un momento all’altro mi sono ritrovata a non poter prendere la
metropolitana, a non poter
uscire con gli amici di sempre, a non poter fare nulla di
quello che avevo fatto fino a
quel momento. La mia non è

E

Sophie Marceau in «Sex, Love & Therapy»

“Il sesso? Una cosa
da ridere
Basta che funzioni”
una famiglia di artisti nè di intellettuali, nessuno avrebbe
potuto prevedere un simile
terremoto, così ho dovuto trovare da sola il modo per proteggermi».
Come ha fatto?

«Ho scelto di mettermi per un
po’ in disparte. Per non essere
fagocitata dal mondo dello
spettacolo ho fatto un passo
indietro, pensando a recuperare me stessa anche su altri
territori. Per me la vita non è
solo cinema, contano pure

l’arte, la letteratura, insomma,
nutrimenti di altro tipo che,
negli anni, ho cercato e coltivato. Così il tempo è passato,
sono cresciuta, e adesso, alla
mia età, è tutto più facile».
Come sceglie oggi i suoi
ruoli?

«La cosa più importante è la
scrittura, è quello l’elemento
che mi fa decidere se fare o
meno un film. Ancora non mi
spiego come mai gli sceneggiatori, pur avendo un ruolo
così fondamentale, siano pa-

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .31

Addio a Missiroli
maestro di teatro
Regista geniale e innovativo, aveva 80 anni
Dal 1976 al 1984 diresse lo Stabile di Torino
OSVALDO GUERRIERI
TORINO

I

AFP

le stesse discussioni, tutti condividono gli stessi interessi».
Di certo Hollywood, prosegue
Cronenberg, «è una comunità
incredibilmente piccola» dove il
concetto dell’incesto riguarda
appunto la scarsità di scambi
con l’esterno: «L’incesto è presente negli affari, nella sensibilità e nella creatività, e i risultati
negativi si vedono anche nei film
prodotti dagli studios, opere un
po’ ritardate e malformate, non
sane». In questo senso il dramma di Maps to the stars riguarda
«la famiglia hollywoodiana, ma
potrebbe anche svolgersi a Wall
Street o altrove, in tutti i luoghi
frequentati da gente estremamente ambiziosa, animata solo
dal desiderio di arrivare». Del
cast strepitoso di Maps to the
stars fa parte anche Robert Pattinson, ex-vampiro di Twilight
qui alle prese con il ruolo di un
autista aspirante sceneggiatore,
amato da Agatha-Wasikowska e
concupito da Havana-Moore,
con cui finirà per fare l’amore in
macchina, come gli era già accaduto con Juliette Binoche in Cosmopolis: «Sono state due esperienze meravigliose», risponde
imbarazzato il ragazzo a chi gli
chiede in quale delle due situazioni si sia trovato meglio. E meno male che l’incontro con la
stampa sta per finire, perchè nei
giorni del Festival, a Cannes come a Hollywood, i confini tra realtà e finzione si fanno labili, e
l’overdose di divismo può causare pericolose allucinazioni.

«Welcome to NY»

Strauss Kahn
“disgustato”
querela
Abel Ferrara
EGLE SANTOLINI
CANNES

D

ominique
Strauss
Kahn non ha visto né
intende vedere il film
che Abel Ferrara ha dedicato
alla sua vicenda, ma ha comunque deciso di querelare
per diffamazione, definendosi
«inorridito e disgustato». Lo
ha annunciato il suo avvocato
Jean Veil, ieri durante un intervento radiofonico a Europe
1. Il legale non ci è andato leggero, definendo Welcome to
New York, interpretato da
Gérard Depardieu, oltre che
«spregevole», «una m…., uno
str…. di cane». Veil ha fatto notare che l’ex direttore del Fmi,
accusato di stupro da una cameriera del Sofitel di New
York, è stato «prosciolto dall’accusa e ha diritto all’oblìo».
Anne Sinclair, ex moglie di
DSK (nel film Jacqueline Bisset), si è intanto detta «disgustata dagli attacchi chiara-

mente antisemiti» contenuti
nel film, che invece ha voluto
vedere. A differenza del suo ex
marito, la direttrice dell’edizione francese dell’Huffington Post
ha comunque deciso di non procedere legalmente contro Abel
Ferrara o il produttore Vincent
Maraval. «Non farò a questi due
signori il piacere di trascinarli
in tribunale. Aspettano solo
quello, ma io non attacco la
sporcizia, la vomito e basta».
Nel film si mette in dubbio la lealtà della famiglia della Sinclair
durante la guerra e si insinua
che la donna abbia tramato con
lo Stato d’Israele e alti esponenti della comunità ebraica per
far eleggere suo marito all’Eliseo e poi per farlo prosciogliere
dalle accuse. Ferrara si è difeso
in maniera piuttosto blanda:
«Io antisemita? Spero proprio
di no. Sono stato allevato da
donne ebree». Dépardieu, da
parte sua, aveva dichiarato sabato a Cannes di «non essersi
identificato con Strauss Kahn».
E intanto ribolle sui giornali
francesi la polemica. Dopo la
proiezione del film in margine
al Festival e la sua messa a disposizione su Internet, le Figaro ha definito Welcome to New
York «di un antisemitismo nauseabondo» e Le Monde, i cui
giornalisti non erano stati ammessi alla proiezione, attacca il
party «di pessimo gusto» dove
sono stati distribuiti accappatoi e minikit sado-maso.

eri, a ottant’anni, il regista Mario Missiroli è
morto. Negli ultimi tempi si era ammalato, respirare era diventato un
suo tormento, ma finché ha
potuto ha portato in giro la
sua prodigiosa vitalità di dandy elegantissimo e ironico. Si
esprimeva anche con elevate
punte di edonismo. Una sera –
erano gli Anni ’80, aveva appena realizzato Antonio e Cleopatra di Shakespeare – riceve dietro le quinte un dono.
Legge con compiacimento il
biglietto, dopo di che lacera
l’involucro, apre la scatola, ne
estrae una bottiglia di whisky
e sui due piedi ne ingolla una
porzione degna di un irlandese felice: apprezzava e di accettare tutto dalla vita. Senza
rinvii. Sembrerà strano. Missiroli ha dovuto attendere la
rispettabile età di 78 anni per
vedersi ritratto e analizzato in
un libro curato da Andrea
Rabbito e intitolato Il moderno
e la crepa. Questo volume ha
colmato un vuoto inspiegabile, poiché Missiroli è stato per
cinquant’anni un protagonista della creazione teatrale,
un inventore dalla voce sarcastica e educatamente provocatoria, la sua caratura di artista è stata certamente europea. Ciò nonostante, silenzio.
Missiroli non è stato sempre regista di teatro. Bergamasco, è cresciuto a Milano
nel fervido clima del dopoguerra tra Piccolo Teatro e
Scala. Amava il melodramma
e ha pure studiato un po’ di
musica. Ma fornì le sue prime
prove importanti nella letteratura e nel cinema. Negli Anni ’60 scrisse con Alberto Arbasino Amate sponde!, un cabaret abnorme sulla storia patria, e sempre con Arbasino

girò il film La bella di Lodi, riservandosi anche una parte
d’attore accanto a una luminosa Stefania Sandrelli. Il cinema
lo interessava, ma richiedeva
un’applicazione che sapeva di
non avere. Quindi si concentrò
su ciò che, intanto, aveva cominciato con Strehler: il teatro.
Fu tuttavia allo Stabile di Torino che forni le prove più significative del suo lavoro di regista. Vi arrivò nel 1976 e se ne allontanò nel 1984. In otto anni,
circondato da attori di alto livello, da Annamaria Guarnieri
a Glauco Mauri a Valeria Mori-

Mario Missiroli è stato per
cinquant’anni un protagonista
della creazione teatrale

coni, mise in scena la Trilogia
della villeggiatura di Goldoni,
Zio Vanja di Cechov, I giganti
della montagna di Pirandello,
Verso Damasco di Strindberg,
La mandragola di Machiavelli.
Li citiamo alla rinfusa quei suoi
spettacoli che, eleganti nel segno, non lasciavano mai indifferenti le platee e anzi aprivano
squarci fortemente innovativi
come I giganti, o magari molto
disturbanti, come la scena finale di Antonio e Cleopatra in cui si
scorge Adolfo Celi appeso a un

Pausini stasera in tv
“È uno show tutto mio
un sogno che s’avvera”
LUCA DONDONI
TAORMINA

Hatami bacia Jacob
è scandalo in Iran
Ha destato scandalo in Iran,
suscitando le critiche del
viceministro della cultura Hossein
Noushabadi, il casto bacio sulle
guancia che l’attrice iraniana Leila
Hatami (Una separazione di Asghar
Farhadi) ha dato a Cannes
all’anziano presidente del Festival,
Gilles Jacob che commenta su
twitter: «Questa polemica basata
su un’usanza tipica in Occidente
non ha motivo di esistere».

gati poco e vengano considerati, nel mondo del cinema, un
po’ come i parenti poveri... Mi
interessa anche molto la passione degli autori, la loro capacità di restare liberi in una cinematografia come quella di
oggi che è ormai molto codificata e svuotata di contenuti.
L’economia ha imposto le sue
leggi, gran parte dei film vengono prodotti con l’aiuto della
tv e questo ha limitato l’autonomia degli autori, io invece
penso che gli artisti debbano
sempre restare marginali,
fuori dalle istituzioni, e funzionare come un contropotere».
Il suo nuovo film Sex, love &
therapy è una commedia
spumeggiante sul tema della dipendenza dal sesso. Argomento di cui in questi
giorni si parla molto, anche a
proposito del film di Abel
Ferrara ispirato alla vicenda
Strauss Kahn.

«Sì, potrebbe essere vero, come sostiene quel film, che
Strauss Kahn soffra di questo
tipo di malattia e cioè la necessità di stare perennemente
nella condizione fisica dell’orgasmo. La nostra è una commedia, siamo su un altro pianeta, ma posso dire che per
me il punto è uno solo. Ovvero
che, in materia di sesso tra
due persone adulte, va tutto
bene fino al momento in cui
ambedue sono consenzienti».
Lei è stata anche regista, ha
intenzione di ripetere l’esperienza?

«Ho riflettuto molto, e sono
arrivata alla convinzione che
quando, come me, si recita da
tanto tempo, è molto difficile
cambiare prospettiva. Dovrei trovare un soggetto che
mi attira profondamente, girare un film tanto per girarlo
non mi interessa, se ne fanno
già troppi».
[F.C]

«H

o creduto in un
sogno e ho fatto
bene». Così Laura
Pausini ha commentato la serata del suo esordio televisivo
che andrà in onda questa sera
su Rai1 alle 21,10. In verità, anche sotto una pioggia insistente, lo spettacolo è stato
superbo. Di fatto, si è trattato
del primo «one woman show»
italiano, che si deve a un’ospitata che la star di Solarolo fece all’Edicola di Fiorello mesi
fa. «Il mio sogno è uno show
tutto mio», disse, e Giancarlo
Leone direttore di Raiuno e
spettatore dell’Edicola Fiore,
l’ha presa in parola.
Dal vivo sono state tre ore
di musica e spettacolo in compagnia di un cast volutamente
tutto italiano grazie al quale
l’artista ha potuto raccontare
una storia che l’ha portata, ormai da venti anni, a «vivere
dentro ad un sogno».

Laura Pausini nel primo «one
woman show» italiano su Rai1
Con lei tanti amici artisti

verricello come una bestia macellata. In ogni creazione Missiroli partiva da un principio rubato al suo maestro Bertolt
Brecht: doveva impedire che
nello spettatore scattasse la
trappola del coinvolgimento
emotivo, occorreva che tra platea e palcoscenico ci fosse una
intercapedine critica. Era il famoso concetto di straniamento,
che Missiroli rielaborava con
una coerenza mai terroristica.
Potremmo dirla delicata.
Conclusa l’esperienza di Torino, cominciò l’attività del libero professionista. Missiroli andava dove lo
chiamavano. Roma, Palermo, la
Sardegna, dove
realizzò un pregevole Victor o i
bambini al potere
di Vitrac. Nel
frattempo aveva
messo a rumore
le cronache per
una lite furibonda con Tognazzi.
Dovevano mettere in scena L’avaro di Molière, ma
inseguivano visioni opposte e
l’accoppiata si
sciolse. Fu inventato per Tognazzi un attacco di
sciatalgia. La verità venne a
galla quando L’avaro cominciò a
girare. Missiroli non avrebbe
mai firmato quel pastrocchio.
Poi, d’improvviso, nessuno lo
cercò più. Il regista che non faceva esplodere i vasi, ma provocava crepe critiche nelle drammaturgie più consolidate, era
forse fuori gioco. Vissuto sempre nella modernità, si scopriva
improvvisamente démodé.
Sembrava non ci fosse più posto per la sua fulminante intelligenza. Parlava di «un paese fallimentare», il cui «livello politico è diventato miserabile». Era
il suo ultimo rammarico.

Sul palco con lei, per aprire
le danze, un Pippo Baudo in
grande forma, che in passato la
lanciò in tv. Si è poi assistito a
un divertente dialogo con Paola
Cortellesi, alla quale la unisce
una maternità condivisa 14 mesi fa. Insieme l’attrice e la cantante hanno intonato, emozionatissime, Se non
te per poi lasciare spazio a Claudio Baglioni con
cui ha duettato in
Avrai: «La più
bella canzone italiana mai scritta
per un figlio».
Hanno poi via
via duettato con
lei Marco Mengoni, Fiorella Mannoia, Raf, Biagio
Antonacci. Tutto
all’insegna del
rock il siparietto
con una band al
femminile: al piano Noemi, alla
chitarra Paola
Turci ed Emma,
al contrabbasso
Malika, al basso
L’aura, Syria alla
consolle e LaPina. La Pausini,
eroica, ha finito la
serata sotto un acquazzone regalando brani come Una storia
che vale, Celeste, Uguale a te.

W

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 LA STAMPA 32

R

12

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 20 maggio 2014

Rai 1

Rai 2

6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
15.20 La vita in diretta Attualità Una coppia inedita al
timone dello storico
programma pomeridiano, Paola Perego e Franco Di Mare
18.50 L’eredità Game show
Una carrellata di giochi,
di curiosità e di informazioni sono gli ingredienti del programma quotidiano condotto da
Fabrizio Frizzi
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded
Attualità

6.55 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives TF
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
10.50 Elezioni Europee 2014 Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.10 Camera dei Deputati:
dichiarazioni di voto
14.15 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.10 Elezioni Europee 2014 Tavola rotonda
17.50 Tg2 Flash Lis
17.55 Tg sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

21.10
Il meglio
di Made in Sud

21.15
Stasera... Laura!
MUSICALE. Dal Teatro Antico di

Taormina, Laura Pausini in concerto per festeggiare i 20 anni
di carriera. Sul palco amici, colleghi, ospiti a sorpresa, la sua
bandelaGreatestHitsOrquestra
23.50 Porta a Porta Attualità
1.15 Tg 1 - Notte. Che tempo fa
1.50 Cinematografo Speciale
Cannes
2.20 Terza pagina Attualità
2.50 Mille e una notte Memoria Magazine

VARIETÀ. In compagnia di Gigi e

Rossripercorreremoimomentipiù
divertenti del programma appena concluso. In scaletta un collage
di spezzoni e dietro le quinte
23.45 Tg 2
0.00 2Next - Economia e Futuro
0.55 Rai Parlamento Telegiornale
1.05 Hawaii Five-0 Telefilm
1.50 Meteo 2
1.55 Appuntamento al cinema

Rai 3

Canale 5

7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee 2014 Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.30 Camera dei Deputati:
dichiarazioni di voto
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Ciclismo: Giro d’Italia
18.05 Aspettando Geo
18.10 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine SO
14.45 Uomini e donne
16.05 Grande Fratello - Live
Reality show Il daytime
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show Conduce Gerry
Scotti, affiancato da
Luca Laurenti
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

21.05
Elezioni Europee 2014

21.10
La bella società ★★

ATTUALITÀ. In occasione del voto
del 25 maggio, conferenza
stampa finale riservata ai rappresentanti delle liste nazionali che concorrono alle Elezioni
Europee

FILM. (dramm., 2010) con R.
Bova, M. G. Cucinotta. Regia di
G. P. Cugno. Torino: la vita di
due fratelli siciliani viene sconvolta dall’incontro con una bellissima ragazza

23.25 Nemico Pubblico Live
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Speciale Gap Attualità
1.35 Prima della Prima
2.05 Fuori Orario. Cose (mai)
viste

23.40 Matrix Attualità Conduce Luca Telese
1.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
2.00 Striscia la notizia
2.35 Uomini e donne
4.05 Pushing Daisies Telefilm

Italia 1

Rete 4

La 7

6.55 Friends Telefilm
7.25 Vecchi bastardi Varietà
8.20 Urban Wild Attualità
9.20 Come mi vorrei Varietà
10.05 Dr. House - Medical division Telefilm
12.05 Cotto e Mangiato - Il
Menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset Sport
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
Conduce Paolo Ruffini
con Scintilla
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine TF

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm Rick
Hunter è un sergente
della polizia di Los
Angeles
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm
16.35 Ieri e Oggi in Tv Special
Varietà
16.45 Sfida nell’Alta Sierra Film
(western, 1961)
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
La nuova edizione del
programma di economia condotto in studio
da Myrta Merlino
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Starsky & Hutch Telefilm
15.50 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.00 L’Ispettore Barnaby Film-tv
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

20.55
La partita mundial:
Italia-Brasile

21.15
Alive - Storie di
sopravvissuti

21.10
Bersaglio Mobile

All’Olimpico di Roma,
un’incontro di calcio a scopo
beneficocoinvolgelevecchiegloriedellanazionaleazzurraedella
seleçao brasiliana. Tra questi Zico

ATTUALITÀ. Vicende reali, alcune

Elezioni Europee 2014, appuntamento con il programma di
Enrico Mentana. In studio, ospiti Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Alessandro Di Battista

SPORT.

23.05 Chiambretti supermarket Varietà
1.15 Shameless Telefilm
3.05 Grande Fratello - Live
3.50 Sport Mediaset Sport
3.50 Studio aperto - La giornata

ATTUALITÀ. In occasione delle

ordinarie altre eccezionali, documenti originali e testimonianze
inedite sono alla base del programma di Vincenzo Venuto

0.00 Tg La7 Night Desk
1.15 Otto e Mezzo Attualità
Conduce Lilli Gruber
1.55 Coffee Break Attualità
3.10 L’aria che tira Attualità
Conduce Myrta Merlino
4.50 Omnibus Attualità

0.35 Il giardino delle vergini
suicide Film (dramm.,
1999)
2.30 La commare secca Film
(dramm., 1962)
4.15 Help Varietà
5.15 Zig Zag Gioco

digitale terrestre
RAI 4
12.55
13.40
14.25
15.10
15.50
16.35
17.20
17.25
18.10
18.55
19.40
20.25
21.10
23.00

RAI 5

21

Fumettology
Flashpoint Serie
Private Practice
Brothers And
Sisters Serie
90210 Serie
Streghe Serie
Rai News - Giorno
Streghe Serie
Joan of Arcadia
Greek Serie
Xena Serie
Heroes Serie
Id:A Film
Wonderland 2014

RAI STORIA 54

23

16.00 Petruska Presenta
16.05 Il Sogno di Una
Cosa
17.40 Petruska - Musica
Degenerata?
18.15 Rai News - Giorno
18.20 David Letterman
Show
19.10 Bruckner: Sinfonia
N.5 In Si Bem Mag
20.35 Passepartout:
Grandeur Export
21.15 Cirkus Columbia Film
23.00 David Letterman
Show

18.00 Viaggio nell’Italia
del giro ModenaSalsomaggiore
18.30 Il giorno e la storia
19.00 a.C.d.C. Annibale
19.45 Luoghi misteriosiTarxien,la civilta’
dimenticata
20.30 Il tempo e la storia
Il voto alle donne:la
lunga strada
21.15 Magazzini Einstein
22.15 Correva l’annoGiorgio Almirante.
Dall’RSI all’MSI

RAI MOVIE

SKY COMEDY

Taken: la vendetta

FAMILY

17.00 Effetti collaterali

produttrice dello show

SKY

CINEMA 1

17.05 Grandi speranze Mike
Newell si confronta con
uno dei grandi classici
della letteratura inglese SKY PASSION
17.20 S.W.A.T. - Squadra
Speciale Anticrimine
Una squadra speciale
scorta un boss della
droga in una nuova prigione SKY MAX
17.25 100 metri dal Paradiso
Jordi Mollà è un ex
centrometrista che non
è riuscito a coronare il
suo sogno SKY HITS
17.35 Abbronzatissimi 2 - Un
anno dopo SKY COMEDY
17.50 Roba che scotta SKY
CLASSICS

18.50 Wolverine L’immortale Wolverine
si dirige in Giappone
per seguire la sua
amante Mariko Yashida
SKY CINEMA 1

19.10 Goal! 2 - Vivere un
sogno Arrivato al traguardo, un giovane
campione deve affrontare di tutto SKY HITS
19.15 The Wedding PlannerPrima o poi mi sposo
SKY PASSION

19.20 La dura verità Storia di
Mike, presentatore
televisivo, e di Abby,

SKY

MAX

19.25 Un americano a Roma
(Vers. Rest.) SKY
CLASSICS

21.00 Un amore di candidato
SKY PASSION

Sky Cine News

SKY

CINEMA 1

L’incredibile vita di
Timothy Green Jim e
Cindy Green sognano il
momento in cui
potranno diventare
genitori SKY CINEMA
FAMILY

Il filo del rasoio Bill
Murray, reduce della
Grande guerra, lascia
tutto e va in cerca di se
stesso SKY CLASSICS
Ghost Academy Juan è
un insegnante che qualche volta “vede la gente
morta” SKY COMEDY
Uno sbirro tuttofare
SKY MAX

21.10 Closer Jude Law e Clive
Owen si contendono
Julia Roberts e Natalie
Portman SKY HITS
Gomorra - La serie SKY
CINEMA 1

22.10 Gomorra - La serie

SKY

CINEMA 1

22.35 Anni 90 SKY COMEDY
22.45 Ti va di ballare? SKY
PASSION

22.50 Nata per vincere
CINEMA FAMILY

SKY

22

7.25 Americani Film
9.05 Il giovane leone Film
10.35 Champagne in
paradiso Film
12.10 The Dragon Film
14.00 Cabaret Film
16.10 Navigator Film
17.45 Rai News - Giorno
17.50 Orizzonti lontani
Film
19.30 Il suo nome è
Donna Rosa Film
21.15 Happy Family Film
22.50 Ubriaco d’amore Film
0.25 Rai News - Notte

11.55 Ciaknews
12.05 L’uccello migratore Film
13.55 40 gradi all’ombra
del lenzuolo Film
15.50 Le conseguenze
dell’amore Film
17.40 Note di Cinema
17.50 I due vigili Film
19.35 A-team Telefilm
20.20 Hazzard Telefilm
21.10 La collina degli
stivali Film
22.55 Storie di Cinema
23.20 Mannaja Film

serie tv

intrattenimento

film
16.15 Mandie e il natale
dimenticato SKY CINEMA

IRIS

24

18.30 How I Met Your
Mother FOX
18.35 Matilde DIVA UNIVERSAL
18.40 Ghost Whisperer FOX
LIFE

18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
19.00 Tutto in famiglia FOX
19.10 N.C.I.S. FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.40 In Cucina con
GialloZafferano FOX LIFE
19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
20.05 Body of Proof FOX LIFE
Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
20.10 The Big Bang Theory
FOX

20.50 Donne nel mito Luciana N.
Momigliano DIVA
UNIVERSAL

21.00 Agents of S.H.I.E.L.D.
FOX

Revenge FOX LIFE
N.C.I.S. Los Angeles
FOX CRIME

Wolff, un poliziotto a
Berlino DIVA UNIVERSAL
21.50 C’era una volta FOX
21.55 The good wife FOX LIFE
Graceland FOX CRIME
Wolff, un poliziotto a
Berlino DIVA UNIVERSAL
22.45 Cumbia Ninja FOX
Castle FOX LIFE
22.50 Polizia: Femminile, singolare. In difesa delle
donne - Violenza sessuale DIVA UNIVERSAL

20.00 I Beatles - David Hurn
ARTE

Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

20.05 Cuochi e fiamme LEI
20.20 Glee 5 SKY UNO
20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.30 Ogni volta Vasco:
Siamo solo noi ARTE
20.55 I maghi del garage
NATIONAL GEOGRAPHIC

21.00 Destini incrociati hotel
ARTE

Affari da non perdere
DISCOVERY CHANNEL

Chi veste la sposaMamma contro suocera LEI
21.10 Work of Art: Ep. 8
ARTE

The Dancer India è
una bellissima ballerina di colore. Ma è
muta e nessuno la fa
ballare SKY UNO
21.30 Affari da non perdere
DISCOVERY CHANNEL

21.55 Due uomini e un
manuale NATIONAL
GEOGRAPHIC

22.00 Alessio Boni
Affare fatto!

ARTE

DISCOVERY CHANNEL

Chi veste la sposaMamma contro suocera LEI
22.20 Due uomini e un
manuale NATIONAL
GEOGRAPHIC

22.30 Writers’ Room - Parks
& Recreation ARTE

CIELO

26

14.30 MasterChef
Australia Varietà
15.15 Sky TG Giorno
15.30 MasterChef
Australia Varietà
16.30 Fratelli in affari
17.30 Vendite impossibili Varietà
18.15 Buying & Selling
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
21.10 MasterChef USA
23.15 Histoire d’O Film
1.15 Fotografando
Patrizia Film

MTV

8

16.50 Time’s Up Coppie Contro Il
Tempo
17.20 The Ex And Why?
Ritorniamo
Insieme?
17.50 16 Anni e Incinta
18.50 Vieni a Vivere dai
Miei
19.50 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Il Testimone
23.00 Ex On The Beach:
La Rivincita degli
Ex

REAL TIME

31

12.50 Fuori menù Varietà
13.50 Amici di Maria De
Filippi Varietà
14.45 Shopping Night UK
15.45 Quattro matrimoni
16.45 Quattro matrimoni - Australia
17.40 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.40 Molto bene
20.10 Il boss delle torte:
la sfida
21.10 Non sapevo di
essere incinta
0.05 Malattie misteriose

DMAX

12.35 Perduto? Venduto!
13.25 Banco dei pugni
14.15 Bear Grylls:
sopravvivi se ci
riesci
15.10 Top Gear
16.00 Matto da pescare
16.50 Airport Security
17.45 Property Wars
18.35 Perduto? Venduto!
19.30 Affare fatto!
20.20 Banco dei pugni
21.10 Troy
22.00 Breaking Magic
22.50 I maghi delle auto

serie tv

film
17.15 Una notte da leoni Due
giorni separano Doug
dalle sue nozze, due
giorni da consumare a
Las Vegas PREMIUM
CINEMA

17.20 Shopgirl Annoiata e un
pò triste, una commessa si ritrova corteggiata
da due uomini PREMIUM
CINEMA EMOTION

17.40 Un corpo da reato Bella
e perversa, Liv Tyler fa
perdere la testa a Matt
Dillon e Michael
Douglas PREMIUM
COMEDY

18.20 Il mandolino del capitano
Corelli Cefalonia, 1941:
l’isola greca viene occupata dalle truppe italiane
PREMIUM UNIVERSAL

19.10 Die Hard-Duri A Morire
PREMIUM CINEMA ENERGY

19.15 Zucchero, miele e
peperoncino Pozzetto,
Franco, Banfi e Fenech
in 3 episodi sulle disavventure di 3 sfigati
PREMIUM COMEDY

È complicato Dopo
dieci anni dal divorzio,
Jane ha un ottimo rapporto con il suo ex
marito PREMIUM CINEMA
EMOTION

2 cavalieri a Londra
Londra: Chon e Roy
devono recuperare un
sigillo rubato nella
Città Proibita PREMIUM
CINEMA

21.15 Run Fatboy Run
PREMIUM COMEDY

Hatfields & Mccoys
PREMIUM CINEMA EMOTION

Next Nicolas Cage ha
uno straordinario potere: può vedere cosa
accadrà nel futuro
PREMIUM CINEMA ENERGY

Dal tramonto all’alba
Due fratelli rapiscono un
uomo e i suoi figli.
Finiscono in un covo di
vampiri PREMIUM UNIVERSAL
Cado dalle nubi Checco
Zalone è un giovane
pugliese che sogna di
diventare cantante
PREMIUM CINEMA

22.50 Espiazione Inghilterra,
1935. Briony Tallis è
un’adolescente appassionata di letteratura
PREMIUM CINEMA EMOTION
Jabberwock PREMIUM
CINEMA ENERGY

22.59 Tutti insieme inevitabilmente Durante le festività natalizie, una coppia
decide di far visita ai
genitori PREMIUM CINEMA
23.00 Il barbiere di Rio A Rio, il
barbiere Diego
Abatantuono s’innamora
di Giorgina, donna del
nipote PREMIUM COMEDY
23.10 Snatch - Lo strappo Il
corriere “Quattrodita”
viene mandato a New
York per consegnare
un diamante PREMIUM
UNIVERSAL

52

16.30 Friends JOI
16.40 The Shield ACTION
16.55 2 Broke Girls JOI
Quel Mostro di
Suocero 2 MYA
Monk TOP CRIME
17.25 The middle JOI
17.35 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
17.40 Psych TOP CRIME
17.50 Shit! My Dad Says JOI
18.20 Big Bang Theory JOI
18.35 Supernatural ACTION
18.45 Due Uomini e 1/2 JOI
Una mamma per
amica MYA
19.10 Mike & Molly JOI
19.25 The Shield ACTION
Criminal Intent TOP
CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
The Vampire diaries MYA
20.15 Spooks Le indagini
degli agenti segreti
dell’Intelligence britannica ACTION
20.20 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
21.05 Wallander: Il
Fotografo TOP CRIME
21.15 Big Bang Theory JOI
Gossip Girl MYA
Almost Human ACTION
21.35 2 Broke Girls JOI
22.00 Arrow ACTION
22.05 Mike & Molly JOI
22.30 Suits JOI
22.50 Grimm ACTION
Law & Order: Los
Angeles TOP CRIME

34

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

SPORT

«Spero che Alena venga comunque in Brasile»
Per la prima volta Gigi Buffon ha parlato (in
un’intervista a Sky) della sua situazione personale:
«Ringrazio Alena perché nonostante la nostra recente
separazione non mi ha mai messo in difficoltà dal
punto di vista mediatico ed è venuta con i bambini
alla festa Juve. Spero che vengano anche in Brasile, mi
farebbe tanto piacere averli tutti lì».

SCIOLTI I DUBBI: I CAMPIONI D’ITALIA NON CAMBIANO GUIDA

Avevano
detto

Ambizioni limitate

L’Europa? Con
dieci euro
non si mangia
in un ristorante
da cento
Antonio Conte

Il peso della società

La Juve vince da più
di 100 anni. Qui
siamo tutti utili
ma nessuno
è indispensabile
Andrea Agnelli

Ancora
MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

Come nelle coppie felicemente sposate cui capita di litigare, in fondo a due ore e passa
di discussione la Juve e Antonio Conte si sono ritrovati
davanti a una domanda: ma
perché mai dovremmo lasciarci? Le rivendicazioni
dell’ultimo mese erano diventate comprensione, gli attriti smussati, e il presente,
di nuovo prossimo futuro.
Banalmente, separarsi non
sarebbe convenuto a nessuno. E, a voler pensare malissimo, nessuno aveva migliori
soluzioni. Visto poi che la faccenda s’era fatta intricata, e
nulla pareva scontato, anzi

Più avanti (forse)
tratteranno il rinnovo
Non cambia la linea sul
mercato: niente follie
sul web già spiravano venti di
divorzio, alle otto e mezza
della sera il club bianconero
ribadiva con un tweet un pezzo dell’organigramma: «Stagione 2014/15: allenatore Antonio Conte». Del resto, come
aveva ricordato lo stesso tecnico domenica sera, «ho un
contratto».
Ma tre anni di scudetti,
coppe e record mica potevano finire in una disputa di
carte, e di quattrini: e così,
questa è anche una storia di
commozione (del tecnico) e
di lacrime (della moglie Elisabetta), di delusioni finalmente digerite, e di un’intera arena che invoca il tuo nome, da farti venire i brividi.
Voce e coreografia dello Ju-

Insieme per la quarta stagione
Andrea Agnelli e Antonio Conte insieme hanno già vinto tre
scudetti. Da ieri sono ufficialmente ripartiti per un’altra
stagione bianconera. Che il tecnico affronterà con il contratto
in scadenza. A fianco il tweet societario con l’annuncio

Conte

Il tecnico dei tre scudetti resta alla Juve
Il club lo annuncia su twitter, avanti fino al 2015
Vertice da Agnelli: continuiamo a vincere insieme
ventus Stadium hanno pesato, sull’anima e sulla ragione,
di tutti. Perché dieci giorni fa,
la Juve e Conte s’erano davvero persi, smarriti in visioni
differenti e piani futuri, resi
ancor più cupi dall’eliminazio-

LAPRESSE

ne in semifinale di Europa League. Tutte cose che avevano
segnato il tecnico, soffiato sui
cattivi pensieri e fatto perdere la pazienza al club. Incrinato l’intesa, insomma.
C’erano angoli da smussare,

e lì si sono messi all’opera l’ad
Beppe Marotta, uno che tratta
per mestiere e media per indole, e Pavel Nedved, che non
avrà ancora l’esperienza del
dirigente ma conserva il carisma del campione. E poi il ds

Inaugurata Casa Milan

Berlusconi
“Potrei tenere
Seedorf”

ANSA

Casa Milan apre ai tifosi con un
Museo inaugurato da Barbara
Berlusconi (nella foto tra Adriano Galliani e il sindaco di Milano
Giuliano Pisapia)). C’era anche
Seedorf il cui futuro verrà discusso dopo le elezioni europee.
Ancelotti resta l’unica alternativa, ma Berlusconi avrebbe detto
a degli amici: «Credo che dovrò
tenere questo allenatore».

Fabio Paratici, che conosce il tecnico come
nessuno. Così, all’incontro di ieri pomeriggio, a casa Agnelli, presidente e allenatore si sono ritrovati attorno a quel verbo diventato ragione sociale della
Juve: vincere. Un po’ come accadde l’estate scorsa, quando
Conte e società discussero a
lungo. E il tecnico, s’è sostanzialmente riconosciuto nelle
intenzioni di Andrea Agnelli:
questa società condivide il
percorso dell’allenatore, e come lui vuole continuare a vincere. Qualsiasi competizione
cui partecipa, a cominciare dal
quarto scudetto consecutivo.
Dopo di che, alla Champions,
partecipano ogni anno 76
squadre, e solo una arriva in
fondo. Senza garanzia di vittoria, se al Real Madrid la Coppa
sfugge da dodici anni, nonostante oltre un miliardo di euro spesi per lo shopping.
Per tutto il resto, ci sarà
tempo, raccontano da casa Juve. Compreso il rinnovo del
contratto, al momento in scadenza a giugno 2015, ma che
non era argomento di discussione. Lo sarà nei prossimi mesi, chissà. Un po’ prima, invece,
si dovrà riprendere la discussione dei programmi e, quindi,
del mercato. Neppure di questo s’è parlato ieri, ma è chiaro
che la linea rimane quella finanziariamente sostenibile
del club. Ovvero, per avviare
grandi commerci bisognerà
venderne uno tra Vidal e Pogba: fosse concessa scelta, la
preferenza sarebbe per il primo. Niente rivoluzione, semmai un’evoluzione. Felice però,
a sentire Buffon: «Perché non
c’è Juve, senza Conte».

StriscioneperSpeziale
Stadiumcontrogli ultrà:
nientemultaaibianconeri
1 Nessuna multa e un

pubblico elogio alla «ribellione» dei tifosi nei
confronti degli ultrà. Il
giudice sportivo ha deciso
di non prendere provvedimenti nei confronti della
Juventus per lo striscione
«Speziale libero», apparso
domenica
pomeriggio
nella curva Sud allo Juventus Stadium, «per avere i
suoi sostenitori immediatamente e chiaramente
manifestato la propria
dissociazione da tale deprecabile comportamento». I fischi dello stadio e il
coro «scemi scemi» rivolto
a chi esponeva quella
scritta, passata alle cronache nell’ultima finale di
Coppa Italia per la maglia
di «Genny ‘a carogna», sono stati dunque premiati
dal giudice Gianpaolo Tosel. A Catania, invece,
identico striscione contro
Raciti (morto proprio allo
stadio Cibali) è comparso
e non ha prodotto gli stessi effetti visti a Torino. Per
questo il giudice sportivo
ha sanzionato il club siciliano con diecimila euro di
multa.
[G. ODD.]

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Da oggi Italia in ritiro a Coverciano

Oggi in Tv

Comincia oggi a Coverciano il ritiro premondiale
dell’Italia che durerà fino a giovedì per riprendere
lunedì 26 fino alla partenza per il Brasile il 5
giugno. Prandelli ha chiamato 31 giocatori (i 30
della lista Fifa più il 4° portiere Mirante) che si
ridurranno a 23 il 2 giugno, dopo l’amichevole di
Londra contro L’Eire.

13,00 Sport Mediaset
Italia 1
14,00 Tennis. Wta Norimberga
Eurosport 2
14,00 Ciclismo Anteprima Giro
Rai Sport 2
14,30 Tg sport
Rai Sport 1
15,10 Ciclismo. Modena-Salsomaggiore
Raitre
16,30 Pomeriggio da campioni
Rai Sport 1

Intervista

MARCO ANSALDO
INVIATO A FIRENZE

Presidente Cairo, cosa ha
pensato domenica nel momento in cui Cerci ha piazzato la palla sul dischetto?

«Ero ottimista, positivo. Lui di
solito i rigori li segna».
E ricorda che parola le è sfuggita dopo l’errore?

«Ma no. Nemmeno per un momento mi è passata per la testa un’idea che non fosse di
comprensione per Cerci. Dire
che era sconvolto è poco. Gli
ho ricordato che anche i grandi campioni hanno sbagliato
rigori molto più importanti».
È troppo romantico attendersi che per farsi perdonare
accetti di rimanere un’altra
stagione al Toro?

«Non deve farsi perdonare

Cairo e quel rigore sbagliato: “Era sconvolto. Andrà via? Non è detto”

Stesso discorso per Immobile?

Il
tweet

Non è un rigore
che cambia il tuo
campionato

«La differenza è che l’uno è tutto nostro e l’altro no. Comunque voglio giocarmi fino in fondo questa partita con la Juve».

Non è umano che Immobile
voglia monetizzare in tutti i
sensi una stagione straordinaria e che potrebbe non ripetersi più?

«Non è come alla roulette quando ci si ritira con il piatto pensando che vada già bene così.
Qui conta il lavoro, non la fortuna. Se a 24 anni Ciro si convince
di aver già fatto la migliore stagione della vita sbaglia prospettiva: ne ha ancora dieci per fare
meglio. I numeri li possiede: ha
segnato gol straordinari come
con la Roma e il Genoa, altri da
goleador vero. Deve solo avere
pazienza e lavorare bene».
Parola di Ventura: «Per il futuro non è tanto importante chi
va via quanto trovare chi li sostituisca con la stessa voglia di
arrivare». È d’accordo?

Abbiamo
riportato
in alto il Toro
La sfida è
mantenerlo
Urbano Cairo, presidente Toro
nulla, tanto più dopo due campionati molto buoni in cui ha
inciso moltissimo nel gioco e
sui risultati. Cerci si è assunto
una responsabilità pesante all’ultimo minuto dell’ultima
partita, magari era stanco ma
ha fatto quello che doveva. E
non è detto che vada via».
Non è detto, però è probabile.

«Niente è deciso, dovremo ragionare insieme. Non voglio
negare a nessuno una opportunità di carriera dopodiché il
Toro è più appetito di qualche
tempo fa: se ci sono buoni giocatori che si offrono per venirci, chi c’è già si chieda se non
sia proficuo restarci».
Cerci da oggi è in Nazionale e
andrà in Brasile. Quando
avrete il tempo per parlare?

«Esistono i procuratori e le telefonate. E se sarà necessario

Dopo questa stagione sarà più
difficile far accettare ai tifosi
una buona salvezza o al massimo la metà classifica?

«Abbiamo mancato un obiettivo che poi non era il nostro di
partenza: volevamo piazzarci
nella parte sinistra del campionato e offrire un calcio di
buona qualità».
Diciamo che nella tabella di
viaggio siete in anticipo di una
stagione?

«In apparenza è vero ed è stata la stagione migliore da 20
anni. Ma preferisco vederla in
altro modo e concentrarmi
sulla necessità di consolidare
quanto abbiamo fatto nei risultati, nel gioco che molti apprezzano, nella scoperta e nel
lancio di giovani come Immobile, Darmian, El Kaddouri,
Maksimovic o nell’aver portato ad un alto rendimento i Moretti, i Bovo, i Vives. Abbiamo
riportato il Toro in una posizione che era normale negli
Anni 60 e 70 fino allo scudetto.
La sfida è mantenerlo».
Presidente, la porta dell’Europa è davvero chiusa o rimane
lo spiraglio della mancata licenza al Parma?

«No, auguro al Parma che gliela
diano. Sul campo ha conquistato un punto più di noi ed è quanto conta per me».

ANSA

Cerci in lacrime dopo il rigore sbagliato al 94’ a Firenze

Licenza Uefa per l’Europa League

Parmadinuovorespinto
Igranatatornanoasperare
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

Prima il sogno, poi l’incubo ed ora la speranza.
L’umore del Toro viaggia spedito sulle montagne russe: neanche 24 ore dopo la delusione per
il beffardo pareggio di Firenze e la partita per
l’Europa torna clamorosamente a riaprirsi. Non
sul campo, visto che il campionato dei granata si
è concluso con il 7° posto, ma nei palazzi del calcio. La Commissione di 2° grado della Figc ieri
sera ha negato la licenza Uefa al Parma, qualificatosi per l’Europa League ai danni del Torino,
ed ora la società di Cairo ha buone possibilità di
essere ripescata dopo la seconda bocciatura in
pochi giorni dei gialloblù. Si dovrà attendere la
decisione dell’Alta Corte del Coni, in programma
mercoledì 28, per capire se il ricorso del Parma
(non in regola con pagamenti Irpef e in contenzioso con il Fisco, «come faccio a spiegare che ci
sono delle società che fanno dei danni per multe
da 50 milioni, mentre per 300.000 euro non dobbiamo partecipare all’Europa League?» dice l’ad
Pietro Leonardi) verrà accettato o definitivamente respinto. Nell’attesa il Toro accederà ai
documenti come parte in causa e spera con un
precedente illustre. Quello del Siviglia, che ha
appena vinto la finale di Torino, dopo esser stato
iscritto all’Europa League per la negazione della
licenza Uefa al Rayo Vallecano che lo precedeva.

MASSIMO
GRAMELLINI

Ma il nostro
kolossal
aspetta ancora
il lieto fine

M

ATTACCANTE DEL TORO

«Infatti nessuno deve rimanere
al Toro controvoglia. Una proposta la farò anch’io. Immobile
è un po’ come il Toro, sono due
realtà in crescita e con il bisogno di confermarsi: se lo fanno
insieme è più probabile che ci
riescano».

«Il mercato comincia ora,
con qualche idea già nel cassetto per le conferme e per
gli acquisti».

Granata
da legare

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

Ciro Immobile

Ventura, realisticamente, ha
detto che quando arriva la
proposta della vita è difficile
trattenere chi l’ha ricevuta.

35

17,15 Ciclismo. Processo alla tappa
Rai Sport 2
17,30 Tennis. Atp Dusseldorf
Eurosport
17,55 Tg sport
Raidue
19,00 Sport Mediaset
Italia 2
20,30 Basket. Cantù-Roma
Rai Sport 1
20,55 Calcio. Italia-Brasile vecchie glorie
Italia 1
23,00 Zona 11
Rai Sport 1
1,00 Basket Nba. Cleveland-Detroit
Fox Sports 2

“Cerci ha dato tanto al Toro
Non deve farsi perdonare nulla”
guardarsi negli occhi, fino al 5
giugno sarà in Italia e ci potremo vedere, senza disturbare il
lavoro della Nazionale».

.

Alessio, alza la
testa e continua
a emozionarci
Danilo D’Ambrosio
EX TORO, ORA ALL’INTER

L’eventuale ripescaggio dei granata nelle coppe non asciugherà tutte le lacrime versate da
Alessio Cerci dopo il rigore fallito al 94’ contro la
Fiorentina, ma almeno gli farà tornare il sorriso.
«Non è un rigore che cambia il tuo campionato –
ha scritto il suo gemello Immobile su Twitter -:
testa sempre alta. L’importante è aver dato il
massimo e tu l’hai fatto». Cerci voleva diventare
l’uomo capace di portare il Toro in Europa, a
maggior ragione nella Firenze che non l’ha mai
compreso («Non poteva che andare così, quello è
uno stadio malaugurante per noi», è il pensiero
affidato a Facebook dalla fidanzata Federica),
ma ora il destino gli offre una nuova chance.
Questa volta il rigore, però, è per gli altri.

olto più originale lasciarsi pareggiare su
rigore e farsi espellere il capocannoniere del campionato, per
poi tentare l’impresa disperata in casa della Fiorentina, andare sotto due
volte e due volte tornare
su, dare la sensazione di
una rimonta inesorabile,
ottenere il rigore decisivo
e affidarlo al giocatore più
emotivo. Siamo alla scena
clou del dramma: Alessio
Cerci, il campione incompreso che il suo mentore
Ventura ha riabilitato e
condotto per mano fino
alla scaletta dell’aereo
per i Mondiali, sta per calciare quello che rischia di
essere il suo ultimo pallone con la maglia del Toro.
Può entrare nella storia in
due modi: segnando il gol
che vale l’Europa oppure
sbagliandolo. Il regista cinematografico dell’infinito kolossal granata ha un
tremito nell’inquadratura: lieto fine oppure no?
Gli eroi vincenti non sono
simpatici. Per la trama è
molto meglio che Cerci
spari il rigore sui guantoni del portiere di riserva
della Fiorentina. I tifosi,
allo stadio o inginocchiati
in pose tantriche davanti
al televisore, sono colti
da una paralisi emotiva,
mentre l’eroe si getta sul
campo di battaglia e lo inzuppa di lacrime inconsolabili.
E ora? E ora niente. Si
va avanti. Con o senza
Cerci, che dopo l’errore e
le lacrime amiamo ancora di più. Con o senza Immobile, che se restasse
un altro anno farebbe la
sua e la nostra fortuna.
Con un Torino che è tornato Toro, una società
moderatamente ambiziosa, un grande allenatore, un gioco riconoscibile, un progetto di futuro e una certezza eterna.
Che se ci rialziamo è per
cadere, e se cadiamo è
per rialzarci.
P.S. Difatti. Mentre rileggo queste righe giunge
notizia che il 28 maggio il
Parma potrebbe essere
escluso per irregolarità fiscali dall’Europa League
e venire sostituito, guarda un po’, da noi. Ah, dimenticavo: l’anno scorso
una sorte analoga colpì in
Spagna il Rayo Vallecano.
Gli subentrò il Siviglia che
poi ha vinto la Coppa…

W

36 .Sport

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

“Fiero di essere ebreo e nero”
Blu, il nuovo simbolo d’Israele

Personaggio
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

A

vendo messo a
segno 29 punti in
complessivi 33
minuti di gioco
nelle ultime due
Alto 2,01
partite David Blu è il giocaDavid
tore con cui Israele identifiBluthenthal,
ca la vittoria del Maccabi
Tel Aviv nella Eurolega ed è diventato Blu,
ha 33 anni
una star che si proietta ben
Nato negli
oltre il campo da basket perUsa e naturaché rappresenta l’identità di
lizzato israeuna nazione in rapida traliano gioca
sformazione.
Nato nel 1980 in California per il Maccabi
Tel Aviv
da padre afroamericano e madre ebrea, emigrato in Israele
ed orgoglioso delle radici familiari nel riscatto dalla
schiavitù, David Bluthenthal accorciato in Blu - è un campione nel quale si rispecchiano i giovani israeliani come i Realizzazioni
Cinque centri
figli degli immigrati africani
su 9 con
che popolano i quartieri più
il Cska Mosca
poveri a Sud di Tel Aviv. Pere 2 su 4 con
ché si dice «orgoglioso di essere nero ed ebreo» con una de- il Real Madrid
(nella finale
terminazione pari a quella
vinta
che dimostra nei tiri da tre
per 98-86)
punti, come quello che ha
cambiato le sorti della semifinale con il Cska di Mosca e pochi attimi dalla fine. A descri- israeliano, dando vita ad un sotvere il fenomeno-Blu è stato il tobosco di povertà che alimenparterre di Piazza Rabin, ta il degrado, ma nell’abbraccio
inondata da un tappeto uma- collettivo a David Blu ed agli altri «eroi di Milano di migliaia di
fan composto DECISIVO SUL PARQUET no» - come li defianche da suda- Nato negli Usa da padre niscono i quotidiani locali - quenesi, eritrei ed
altri africani afro americano è l’idolo ste ferite scomdei figli degli immigrati paiono, ripropoarrivati in Isranendo l’unicità
ele negli ultimi
dieci anni attraversando a del Maccabi Tel Aviv, capace di
piedi il deserto del Sinai in continuare a rappresentare, di
cerca di lavoro o di asilo politi- generazione in generazione, le
co. Le statistiche indicano che trasformazioni nazionali. Se il
a Tel Aviv 1 abitante su 8 non è coach David Blatt è stato il regi-

Campione europeo di basket col Maccabi e avanguardia di integrazione

AFP

53,8%

Gli eroi di Milano
Ritorno trionfale per il
Maccabi Tel Aviv al rientro da
Milano dove domenica si è
aggiudicato l’Eurolega
Atterraggio in diretta tv e
centinaia di tifosi intorno al
bus. Il tecnico Blatt ha
ricevuto telefonate dal
premier Netanyahu e del
capo di Stato Shimon Peres
REUTERS

Basket, i quarti dei playoff
MilanoeSassari,buonalaprima
1 Vittorie interne per iniziare

per poi prendere il largo negli ultimi 3’ (tripla di Melli, top scorer
con 18 punti, per il +10 a 2’33
dalla fine). Sassari, invece, ha
sempre rincorso (sotto anche di
14, 46-60) per poi sorpassare al
fotofinish con le triple di Drake
Diener e Caleb Green. Questa sera (20.30) Siena-Reggio Emilia e
Cantù-Roma (dir. Rai Sport 1).

Serie B, i posticipi

Bari sempre più su
1I

posticipi della 36a di B:
Bari-Cittadella 1-0; LatinaSiena 0-3. Prime posizioni a
due turni dal termine: Palermo 82 (già promosso); Empoli 68; Cesena 65; Latina 64;
Modena 62; Bari 60; Crotone
59; Lanciano, Spezia, Siena
58; Trapani 57.

Serie A, gli squalificati

Tre turni a Cannavaro
1 Gli

squalificati dell’ultimo turno di A: 3 turni a Cannavaro (Sassuolo); 1 a Pazienza (Bologna), Cuadrado,
Roncaglia (Fiorentina), Pereirinha (Lazio), Emerson
(Livorno), De Sciglio, Mexes
(Milan), Mustafi (Sampdoria), Vives (Torino), Pinzi
(Udinese).

Ex tecnico della Roma

Luis Enrique al Barça
1 Luis

Enrique è da ieri il
nuovo allenatore del Barcellona al posto di Martino. L’ex
tecnico della Roma, che in
questa stagione ha guidato il
Celta Vigo, ha firmato un
contratto biennale.

Un altro anno all’Udinese

Di Natale continua
1 Antonio

Di Natale giocherà ancora per una stagione nell’Udinese.

Manchester United

Giggs si ritira
1 Ryan

Giggs si ritira ma
resta allo United come assistente del nuovo tecnico van
Gaal (che ha ufficializzato ieri un contratto di 3 anni). Ha
vinto tra i tanti trofei 13 Premier e 2 Champions.

lucazanini.it

i playoff scudetto 2014: quelle
dell’EA7 Milano su Pistoia (7359) e di Sassari su Brindisi (7573).Due gare molto diverse tra
loro: i milanesi sono stati sempre avanti ma si sono impantanati spesso contro la difesa a zona proposta dal Paolo Moretti
(eletto allenatore dell’anno),

sta di un campionato d’Europa
vinto a sorpresa, la maglia numero 13 forte di 2,01 metri d’altezza ha portato la magìa dei
canestri da 3 punti: 5 centri su 9
con il Cska di Mosca e 2 su 4 con
il Real Madrid, percentuale di
realizzazione del 53,8% rivelatasi un’arma strategica contro
gli avversari, inclusa l’EA7 Milano che nei playoff era stata
punita in questa maniera per
ben 9 volte. Quando gli viene
chiesto di spiegare da dove viene il «tiro magico», Blu risponde raccontando l’adolescenza a
Venice, il college all’University
of Southern California, l’essere
«ebreo e nero, della California e
dell’Arkansas» come anche la
grinta con cui reagì alla morte
della madre Suzanne, uccisa
dal cancro quando lui aveva 14
anni, e l’amore per moglie e
quattro figli (la più grande avuta da un precedente matrimonio). Affascinato dalla genealogia, Blu ha scoperto che il cognome originale materno proviene da una famiglia di ebreitedeschi proprietari di schiavi
nel XIX secolo ma è stato il padre afroamericano Ralph, convertito all’ebraismo, che più lo
ha segnato. Fu infatti lui nel
1997 a spingerlo a entrare nel
team americano delle XV Maccabiadi che si trasformarono
nel trampolino verso il mondo
prof. Ed è un precedente che
evoca il mito Tad Brody, il cestista del New Jersey, anch’egli debuttante alle Maccabiadi nel
1965, decisivo per far nascere il
moderno basket israeliano.

In breve

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Sport .37

LA STAMPA

.

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

CICLISMO, OGGI SI RIPARTE: EVANS IN ROSA

Ritratto

Quintana e Uran
Quando i favoriti del Giro
giocano a nascondino
I due colombiani
finora non si sono
visti, ma da domani
potrebbero allearsi
GIORGIO VIBERTI
INVIATO A MODENA

21 - Villarotta
25 - Guastalla
22 - Gualtieri
24 - Brescello

53 - Sorbolo

62 - Parma

76 - Ponte Taro

111,7

120,5

141,7

147 - Bagni di Tabiano
166 - Salsomaggiore

20 - Reggiolo

68,4

85,2
85,2

ARRIVO
Salsomaggiore Terme

76,3

PARTENZA
Modena

Modena - Salsomaggiore Terme di 173,0 Km
Diretta TV: ore 15:05 su Rai 3

75 - Fidenza

tappa

164,3
168,1
173,0

10ª

60,9

Gare
corse in F1 da
Jack Brabham
Conquistò 14
vittorie
e 13 pole
position

19 - Camposanto
14 - Ponte San Pellegrino
18 - Mirandola
22 - Concordia sul Secchia
19 - Moglia

128

di ieri, il Giro riprende con la
10a tappa Modena-Salsomaggiore di 173 km, per velocisti: sempre in rosa l’australiano Cadel Evans. Classifica:
1. Evans (Aus); 2. Uran (Col)
57”; 3. Majka (Pol) 1’10”; 4.
Pozzovivo 1’20”; 5. Morabito
(Svi) 1’31”; 6. Aru 1’39”; 7.
Ulissi 1’43”; 8. Kelderman
(Ola) 1’44”; 9. Quintana (Col)
1’45”; 10. Kiserlovski (Cro)
1’49”; 11. Basso 2’01”.

19 - Crevalcore

del primo
titolo mondiale vinto da
Jack Brabham
Il bis nel ’60, il
tris nel ’66

1 Dopo il giorno di riposo

42,9
49,2
53,9

L’anno

33,6

1959

A Salsomaggiore
Arrivopervelocisti

21 - S. Giovanni in Persiceto

Mito
Jack Brabham
in un foto
scattata
qualche anno
fa accanto
al busto
dedicato a lui
e scoperto
all’Albert Park
di Melbourne,
il circuito
di F1

buttare in F1, abbinando partecipazioni e ottimi risultati in F2
e con le vetture sport. Con la
Cooper si impose nei Mondiali
del 1959 e ’60. Seguì un periodo
buio concluso nel 1966, quando
con una sua vettura (aveva fondato la Brabham in società con
il designer Ron Tauranac),
centrò il terzo Mondiale. Il
trionfo non gli portò fortuna:
altra crisi e l’abbandono finale
nel GP del Messico 1970. La
squadra successivamente passò nella mani di Ecclestone che
ottenne due titoli con Nelson
ANSA
Piquet nel 1981 e ’83. Il team
ro e traiettorie da kamikaze. Un
venne chiuso del 1992.
po’ come Lewis Hamilton priJack Brabham faceva la sua
ma maniera, guida ruvida però
comparsa ai GP di Adelaide e
efficace, travolgente. Spesso
Melbourne, con qualche puntasbriciolava i motori. Erano anta al Festival di Goodwood in
che altri tempi, quando saper
affrontare il rischio era una filoInghilterra. Non amava il palcosofia comune, chi
scenico. Confesnon aveva coragsò una sola forte
AVEVA
88
ANNI
gio e soffriva la
sepaura, poteva anCarattere introverso, attrazione
greta per Grace
dare a casa. Jack
ammise solo la passione Kelly che aveva
comunque non
aveva mai avuto
per Grace Kelly conosciuto a
incidenti gravi.
Montecarlo. CeI successi lo
lebre una sua frase lapidaria:
convinsero a trasferirsi nel
«Voglio essere uno che muore
1955 in Europa. Intendeva per
fermarsi per un anno. Tornò a
senza un solo nemico al mondo:
casa nel 1972. Era soprannomili voglio seppellire tutti io quei
nato «Black Jack«, per i capelli
bastardi». In 128 gare di F1 ha
neri e il carattere introverso.
ottenuto 3 Mondiali, 14 vittorie
Comprò una Cooper che ase 13 pole position.
semblò con le sue mani per de-

23,4

Scompare Brabham: vinse 3 mondiali sulla “sua” auto

41 - Castelfranco Emilia

Addio a Black Jack
Per vincere in F1
diventò una macchina

Attenti a quei due. È l’allarme lanciato da Cadel Evans,
leader del Giro dopo 9 tappe,
ai compagni della Bmc. L’australiano vola, ma il suo vantaggio è esiguo e i primi 10
della classifica sono in meno
di 2’. Evans teme soprattutto
Uran e Quintana, i due colombiani che finora hanno
giocato a nascondino e potrebbero allearsi per far saltare il banco. «Tra i colombiani c’è grande solidarietà,
ma per vincere un Giro potrebbe nascere anche qualche gelosia», spera Evans.
Rigoberto Uran, 27 anni, e
Nairo Quintana, 24, hanno
storie simili. Il primo, cresciuto in una famiglia poverissima a 1800 metri di altitudine, era poco più di un ragazzo quando perse il padre,
coinvolto in una sparatoria
tra narcotrafficanti. Ne rilevò il lavoro, vendere biglietti
della lotteria, e intanto cominciò a pedalare, ben presto con successo. Così a 19
anni venne in Italia, a Brescia, ospitato dalla famiglia
Chiodi che domenica era al
via della tappa a Lugo per
salutarlo. Uran nel 2014 ha
corso poco e nessuno sa in
quali condizioni di forma sia.
Di sicuro è un corridore vero: 5° alla Liegi 2011, 2° ai

9,3

AFP

La F1 ai tempi di Jack Brabham: correva l’anno 1966

Giochi 2012, 3° al Lombardia
2012 e 2° nel Giro 2013 vinto da
Nibali, dopo che però Rigoberto aveva perso tempo prezioso per aspettare il capitano
Wiggins, poi ritiratosi. Anche
Quintana finora si è nascosto,
complice la caduta di Cassino
che l’ha ammaccato su un gluteo. Lui pure ha avuto un’infanzia di sacrifici e rischiò anche due volte di morire per
gravi malattie. Il 2° posto finale al Tour 2013 basta però a
candidarlo per la conquista di
questo Giro.
Oggi Uran e Quintana resteranno ancora acquattati
nel gruppo, perché la 10a tappa
è per velocisti o cacciatori di
giornata. Ma domani sul Naso
del Gatto, dente aguzzo prima
di Savona, potrebbero scoprire le carte. E il giorno dopo,
nella crono Barbaresco-Barolo, magari brindare con vini
piemontesi dopo qualche
exploit. Attenti a quei due, ribadisce Evans.

156,6

F

0,0

u il primo pilota a
essere insignito,
dalla Regina Elisabetta nel 1966, del
titolo di baronetto.
Sir John Arthur Brabham,
detto Jack, si è spento ieri nella sua casa sulla Gold Coast,
in Australia, assistito dalla
moglie, Lady Margareth, dai
figli Geoff, Gary e David, dai
nipoti Mattew e Sam, tutti piloti . Lo ha stroncato, all’età di
88 anni, una crudele malattia.
Tre volte campione del mondo, era una leggenda della F1,
alla pari di Stewart, Lauda e
Piquet, che hanno ottenuto il
suo stesso numero di titoli.
Ma viene ricordato per essere
stato l’unico a vincere con una
macchina da lui costruita e
iscritta dalla squadra che portava il suo nome.
Nipote di un emigrante londinese, nato Hurtsville, nei
sobborghi di Sidney, Brabham era il classico self-made-man. Imparò a guidare a 12
anni, con un furgone, studiò
metallurgia, lavorazione del
legno e disegno tecnico. Ancora adolescente si impiegò come meccanico in un’officina,
frequentando di sera un corso
d’ingegneria.
Un mese dopo
aver festeggiato i 18 anni, in
piena guerra
mondiale, si arruolò nella Royal Australian
Air Force, con il
ruolo di addetto alle riparazioni.
Terminato il
conflitto, Jack
aprì un’attività
per l’assistenza
delle automobili. A portarlo
verso il mondo delle corse fu
un americano, Johhny Stromberg che lo convinse ad assistere a una gara di vetture midget. Brabham venne letteralmente travolto dall’amore per
le corse. Si mise al volante e in
poco tempo si impose in molte
categorie, correndo sia in Australia che in Sudafrica e in
Nuova Zelanda. Un giorno
prese parte a una prova in salita, fece il record del tracciato, ma venne squalificato perché la sua auto era priva di
tutti e quattro i freni. Questo
episodio la dice tutta sullo stile di Brabham: anche a 40 anni era un pilota da staccate
acrobatiche, all’ultimo respi-

98,2
101,8

CRISTIANO CHIAVEGATO

- LA STAMPA

T1 CV PR T2

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

T1 T2

39

SOLIDARIETÀ

Le consigliere della Sala Rossa
con le ragazze rapite in Nigeria
Anche il Comune scende in
campo nella drammatica vicenda delle oltre duecento
studentesse nigeriane rapite
da Boko Haram lo scorso 14
aprile nello stato del Borno.
Da ieri una gigantografia che
riprende le consigliere che

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi

MIN (˚C)

Un anno fa

12

12.6

10.0

MAX

Ieri

19

17.2

21.5

Diario

siedono in Sala Rossa e il sindaco Fassino con in mano lo
slogan «Bring Back our girls»
è appesa al balcone di Palazzo
Civico. Quattro giorni fa, analoga iniziativa, era stata presa
da tutta la giunta e dal sindaco
di Milano Pisapia.

La gigantografia che da ieri è appesa al balcone di Palazo Civico

TORINO

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it

A Caselle
un’estate
da scalo
internazionale
Tra una settimana
torna il volo Klm
per Amsterdam
Servizio
A PAGINA 53

Rinvio Tasi
A Nichelino
il primo sì

LA SPARATORIA IL MINISTRO ALFANO PRONTO A UN BLITZ NEL QUARTIERE

Dopo l’agguato
si teme la vendetta

IL CASO

Il triangolo
a Palazzo
Civico
BEPPE M INELLO

L’allarme di San Salvario. La polizia sulle tracce del killer
Dopo la spa* L’agguato.
ratoria in via Ormea i re-

DA SABATO LE FINALI DELLE SELEZIONI PER IL TALENT DI SKY

sidenti di San Salvario temono che l’agguato di sabato notte sia l’inizio di
una guerra di bande. Intanto il ministro Alfano
progetta un blitz nel
quartiere.

Torino conferma
la scadenza
Acconto il 16 giugno
Giuseppe Legato

Coccorese, Numa e Rossi

A PAGINA 49

ALLE PAGINE 40-41

Negozi uccisi
dal cantiere
fantasma

INCHIESTA

Il metrò non riparte
In Piazza Bengasi
è crisi profonda
Chiara Priante
A PAGINA 47

Pms battuta
Ma ora si gioca
al Ruffini

Cosa fare
per i trasporti

Basket, semifinali
playoff: venerdì
gara -3 a Torino

I programmi
dei sei candidati
alla Regione

Domenico Latagliata

X Factor si decide al Lingotto
Letizia Tortello A PAGINA 58

A PAGINA 60

Dov’era il compagno G?
ANDREA ROSSI

È

finita a sganassoni, come prevedibile. In Sala
Rossa le opposizioni
chiedevano di discutere le ultime rivelazioni del caso Greganti: le incursioni in Comune
del compagno G, arrestato a
Milano nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti Expo.
«Sono in assessorato», diceva al telefono, intercettato,
lo scorso febbraio. Quale? Mistero, anche se le tracce portano in via Corte d’Appello,
dove hanno l’ufficio tre esponenti della giunta Fassino: Lavolta, Curti e Gallo.

Niente da fare. Un altro assessore, Lo Russo, spiegava che
se ne riparlerà a campagna
elettorale finita. Obiezione che
ha spinto il grillino Bertola e
Marrone, di Fratelli d’Italia, ad
aprire il fuoco. «Il Pd ha paura
di discutere. Forse ha qualcosa
da nascondere».
Apriti cielo. Luca Cassiani,
che in questo periodo non ne
perde una, si è avventato contro
Marrone, rinfacciandogli i guai
della moglie, la consigliera regionale Augusta Montaruli, a
giudizio per Rimborsopoli. Il dibattito è stato aggiornato al 26.
Peccato che quel giorno il Consiglio salterà per le Regionali.

Alessandro Mondo
A PAGINA 45

«I

l triangolo no» cantava
Renato Zero. «Il triangolo? Perché no?» cantano a Palazzo Civico. La vicenda dell’accordo tra il Mao, Museo d’Arte orientale, con l’omologo Museo delle Culture di Lugano non è nuovissima, ma si
sta sclerotizzando su una ricostruzione che lascia aperta la
porta a chi vuole sollevare i peggiori sospetti e a chi, invece, si
appella «a un innovativo modo
di gestire la cultura». In sintesi:
l’accordo di cui dicevamo, difeso
a spada tratta dalla Fondazione
Torino Musei e dalla sua presidente Patrizia Asproni, prevede
un esborso di 66 mila euro l’anno per 4 anni: «Il Mao potrà
sfruttare la loro rete di contatti
internazionali e avere, a prezzi
più bassi, le loro mostre». Interessante, vero? Il fatto è che gli
svizzeri, alla modica cifra di 41
mila euro l’anno per 5 anni, si sono aggiudicati i servigi di Antonio Scuderi incaricato di cercare fondi per il loro museo. Il problema, sollevato dalla consigliera grillina Chiara Appendino, è
che sempre Scuderi ha un analogo contratto con la Fondazione per la cultura torinese per
circa 60 mila euro l’anno.
Asproni e l’assessore Braccialarghe battono sul fatto che Scuderi è un professionista senza
esclusive. E sottolineano che la
destra non è detto debba sapere
cosa fa la sinistra, cioè il Mao è
cosa diversa dalla Fondazione
per la cultura. E la Appendino?
Lei scommette sul triangolo.

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

gg Dossier/La sparatoria a due passi dalla movida
I momenti chiave dell’agguato

Le tre auto arrivano

Bloccano la strada

Il commando percorre via Ormea

Per evitare la fuga al gruppo di africani

La folle sequenza degli spari

In strada resta solo il cadavere

Cinque colpi per uccidere il giovane gabonese

Gli amici tentano di reagire poi fuggono

Nel quartiere
resta la paura
di una vendetta
I residenti abituati a tollerare pusher e ragazze
Ma è rivolta dopo il commando dell’altra notte
PAOLO COCCORESE

Sulla «Stampa»

La Svizzera e il Bronx, si affacciano sulla stessa strada. La
In un video la sequenza del raid omicida
prima bella e ordinata, si muoUn commando spara
ve in bicicletta, corre la domenella strada della movida
nica al Valentino e si perde tra
Ucciso uno spacciatore
le chiacchiere leggere degli stuTorino, agguato a San Salvario
denti delle facoltà scientifiche e
dell’Opera, la sala studio che uve a 102 punti: è nella storia
sta aperta fino a tardi. Il secondo si materializza dopo le 23, attende agli angoli dei marciapiedi tra le «ragazze di vita» di
1 Il titolo di prima pagina
qualsiasi età e i giovani di origisul giornale di ieri sulla spane africana, marsupio, jeans e
ratoria di sabato notte a
palline di coca in bocca. Il giorSan Salvario
no e la notte, il pulito e lo «sporco». Due mondi separati, fino a
quando una persona non viene «Con i pusher ormai ci si conoammazzata a colpi di pistola co- sceva. La notte mi dicevano di
me in un film di gangster. «Era non legare la bici tanto da lì non
solo una questione di tempo, si sarebbero mossi. Tranquilli,
quando si precipita sempre più non davano fastidio. Lavorano
in basso è normale che prima fianco a fianco dalle prostitute».
poi arrivi il morto. E adesso ab- Sulle stesso marciapiede la bicibiamo paura», dice il signor cletta e lo spacciatore. Ma la
Giuseppe in piazza Nizza, con convivenza tra i due mondi non è
un giornale sotto il braccio.
facile lo dimostra l’aggressione
di sabato notte.
Le due San Salvario
«Abbiamo deciso di mettere
Il confine è corso Marconi, i le telecamere perchè arrivava
suoi alberi e quella pista ciclabi- sempre più brutta gente, clienti
le che di notte si trasforma in delle ragazze e tossici che fumaun parcheggio abusivo. E’ la no crack». Giorgio Mangiapia,
frontiera tra le due San Salva- abita e lavora nel quartiere. E’ il
rio tra il passato e il presidente fruttivendolo del mercato di
del quartiere. Da una parte si piazza Nizza. «Questa gente ha
mescolano la la vecchia casbah, esagerato, sono troppi, ormai
il pavé, i kebab e i negozi per hanno superato il limite». «Gli
stranieri con i tanti locali della spacciatori si stanno spostando
movida che non fanno dormire verso le Molinette – dice -. Lonla notte. Dall’altra veso corso tano dai locali, lungo via Ormea.
Dante, c’è un borgo differente. Quando porto a passeggio il caLe vecchie case di ringhiera do- ne, di sera, ne conto sei ad ogni
ve abitano gli studenti si me- angolo. Dopo quello che è sucscolano con i palazzi delle fami- cesso questa strada non sarà più
glie: professionisti e «quadri» come prima. Ci resta la paura».
Fiat in pensione. Gente che s la- Gli spacciatori sono «vampiri»,
menta ma che ha imparato a vivono di notte. Prima di prentollerare ma non a sopportare dere il posto, mangiano il kebab
tutto. E ci mancherebbe.
in una rosticceria turca. Sono a
decine, si conoscono tutti.
Numa ALLE PAGINE 8 E 9

DI FOLLA PER I CAMPIONI. CERCI SBAGLIA UN RIGORE AL 94’: TORO, NIENTE EUROPA

I volti della via

In via Ormea abita Dario Mennillo, 25 anni frequenta Fisica.

Il timore di una vendetta

«Qui lo spaccio c’è sempre stato,

una volta era i marocchini, poi sono arrivati i neri», dice Francesco, un «ragazzo di qui, nato e
cresciuto a San Salvario». In via
Ormea, qualche volte scoppiano
le risse. «Questi spacciatori danno i pacchi, lo sanno tutti. Vendono medicinali, a volte ti danno solo la carta. Potrebbe essere iniziata una guerra per controllare
la piazza». E tutti temono una
vendetta, una seconda puntata.

Ieri mattina la tranquillità di via Ormea
All’angolo tra corso Raffaello e via Ormea la calma è tornata da tempo, ma nessuno ha
dimenticato la sparatoria e la grande paura della notte tra sabato e domenica.
Gli spari hanno terrorizzato molti dei residenti di una zona abitata da famiglie e studenti

«Era solo una questione
di tempo: quando si
precipita sempre più in
basso come è successo
nel nostro quartiere
è normale che
prima poi arrivi il morto.
Adesso abbiamo paura»
Giuseppe

A destra e a sinistra

Dopo il tramonto, i pusher si
spartiscono i marciapiedi con le
prostitute. In via Ormea, a sinistra stanno le ragazze dell’est, a
destra i giovani africani. Ognuno
al suo posto, guai a sgarrare. Come all’angolo con corso Corso
Raffaello. Sul muro ci sono ancora i buchi dei proiettili. Qui, da
quasi un anno, lavora una ragazza con i capelli neri. Nel pomeriggio la vedi passeggiare con i sacchi della spesa, con una tutta grigia. Quasi nessuno sembra notarla. Poi, quando sale sui tacchi,
la musica cambia. Sembra una
cubista. Danza fino a tardi sotto
un lampione. Ed è un viavai continuo di auto che si mescolano con
quelle che cercano la droga. «Per
venire al bar una volta facevo via
Ormea, da qualche mese preferisco evitare. Sono troppi e alle sei
sono ancora in giro», dice un barista di corso Raffaello.
La prostituzione

«Qui le ragazze straniere hanno
tutti un pappone che le controlla,
spesso è violento, le tengono sotto occhio. Sono giovani e spesso
non si sanno comportare. Se si
sentono in pericolo, le vedi al cellulare per chiedere aiuto», dice
un’altra prostituta. E’ italiana, lavora in questa strada dal pomeriggio alle 11 di sera da 40 anni.«Adesso si temono le vendette,
qui ci conoscevamo tutti. Mi salutano i bambini, i negozianti. Poi
sono arrivate queste. E’ qui non
siamo più sicuri».

«Sabato mentre
tornavo verso casa
ho visto una ragazza
dell’Est discutere
con alcuni spacciatori
Sono tutti molto
giovani: sembrano
quasi dei bambini»
Germana Buffetti

Le indagini

Dopo il delitto fuga ed errori in serie
La polizia sa chi è stato a sparare
MASSIMO NUMA

Questione di ore. O di giorni.
Ma l’uomo che ha ucciso nella
notte di venerdì in via Ormea
un pusher africano a colpi di
pistola sarà presto arrestato
dagli investigatori della sezione Omicidi.
Nell’ansia della fuga s’è lasciato alle spalle tracce importanti. C’è un primo profilo: origine albanese, casa a

poca distanza da via Ormea, ex
muratore, età tra i 25 e i 30. Capelli rasati, occhi chiari. Assieme a X, un altro albanese a sua
volta ricercato, sfrutta la prostituzione di due ragazze arrivate a Torino dall’Est pochi
mesi fa. Individuati (forse) anche gli altri complici.
«Un uomo violento»

Nell’ambiente è conosciuto con
un nome italiano, dicono di lui

che è «un violento, uno che picchia per niente, anche le donne». Spesso ubriaco. Pochi giorni fa aveva minacciato uno dei
pusher che «lavorano» all’angolo tra via Ormea e corso Raffaello con una mazza da baseball.
Indizi e prove decisivi

Fa parte, nel livello più infimo,
del racket dell’Est che controlla la prostituzione in centro e
nelle periferie. Il movente è una

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .41

g

Alfano giovedì a Torino
pensa a un blitz
sul caso San Salvario
E Fassino chiede un vertice del comitato per la sicurezza

il caso
ANDREA ROSSI

Sabato il far west a due passi dalla movida
Dopo il primo botto nessuno credeva fossero spari, poi il secondo, il terzo, il quarto e il quinto e
la paura nei residenti dei palazzi tra via Ormea e corso Raffaello
è salita alle stelle, soprattutto per chi stava ancora aspettando il ritorno a casa dei figli

«Questa gente
ha esagerato
sono troppi: ormai
hanno superato il limite
Quando porto
a passeggio il cane,
di sera, ci sono sei
spacciatori a ogni angolo»
Giorgio Mangiapia

G

iovedì sarà a Torino per il giorno
più caldo della
campagna elettorale del Nuovo
Centro Destra, ma la presenza del ministro dell’Interno
Angelino Alfano cambia
completamente sapore dopo
l’aggressione di sabato notte.
La visita era organizzata da
tempo per tirare la volata a
Enrico Costa, il candidato alla guida della Regione, a pochi giorni dal voto. Però Alfano guida il Viminale. E Costa
è vice ministro della Giustizia. Così fonti vicine al ministro assicurano che Alfano
sta modificando l’agenda di
giovedì proprio per inserire
tra gli appuntamenti di giornata una visita a San Salvario. «Ci siamo confrontati a
lungo sul tema sicurezza a
Torino - spiegava ieri Costa e l’argomento sarebbe stato
comunque all’ordine del
giorno dell’appuntamento di
giovedì. Ma alla luce della
folle aggressione di sabato
notte e dei rischi per i cittadini, il ministro Alfano si sta
prendendo particolarmente
a cuore il caso Torino soprattutto per i rischi che corrono
i cittadini».

LAPRESSE

Il sindaco e il ministro
Alfano potrebbe dedicare parte della visita elettorale
di giovedì a un sopralluogo a San Salvario

Sulla «Stampa»
Il sindaco Fassino
“Non siamo il Bronx
ma l’episodio è grave”
Intervista

Vertice in prefettura

«Abito lì vicino
con i pusher ormai
ci si conosce.
Quando torno a casa
mi dicono di non legare
la bicicletta
tanto loro restano
lì per tutta la notte»
Dario Mennillo

banale questione personale con
gli spacciatori centro-africani
che hanno colonizzato via Ormea e dintorni. Testimonianze
unanimi: «Da qualche tempo,
almeno un mese - racconta una
prostituta - i neri tentavano di
allontanare le romene. Troppo
vicine alla loro postazione. Avevano chiesto loro di allontanarsi di qualche decina di metri, i
clienti non volevano essere
confusi con altri tipi di clienti.
Invano. Avevano tentato altre
forme di pressione, molestavano le ragazze in modo pesante,
cercavano di avvicinarle».
Interrogate tutta la notte

Sino a venerdì sera. Le romene
scendono in strada e si trovano
di fronte gli africani. C’è una di-

scussione. I fidanzati-protettori
intervengono una prima volta.
Poi se ne vanno. Ma la tensione
tra i due gruppi resta alta. Gli albanesi decidono che è arrivata
l’ora di dare una lezione ai pusher. All’1,50 arrivano in forze:
sei su tre auto. Scendono armati
PERQUISIZIONI

Blitz della Mobile
in casa di un sospettato
Trovati indizi decisivi
di bastoni e spranghe. Nuova discussione. I ragazzi neri si presentano con i bastoni e non si lasciano intimidire. Gli albanesi
fingono di andarsene. Due sono
armati di pistola. Una delle auto, una Punto, si blocca in mezzo

a via Ormea. Il killer punta la pistola, una semi-automatica 7,65
e spara. Moussa Seck viene ferito e muore pochi istanti dopo.
Il commando si allontana a
bordo delle tre auto. Iniziano le
indagini. Le «fidanzate» vengono individuate dalla polizia e
accompagnate in questura. Rilasciate solo all’alba, dopo una
notte di interrogatori. Sentite
anche le prostitute della zona.
Scenari di morte

«Abbiamo ricostruito in poche
ore scenari e moventi - spiega il
capo della mobile Luigi Silipo di un delitto che ha una radice
nel mondo della prostituzione
di San Salvario. Ci solo elementi precisi, le indagini hanno imboccato una pista precisa».

La visita, partita per essere una kermesse di campagna elettorale, potrebbe
diventare istituzionale. E
non è escluso - anzi, è probabile - che il ministro dell’Interno incontri anche il
prefetto di Torino, Paola
Basilone, e i vertici delle
forze dell’ordine.
In Prefettura, tra qualche
CAMBIO DI PROGRAMMA

Il titolare del Viminale
sarà in città
con il viceministro Costa
giorno, andrà anche Piero
Fassino. Il sindaco, come
già annunciato domenica,
ha chiesto una convocazione straordinaria del comitato per l’ordine e la sicurezza. «In via Ormea si è verificato un episodio grave, che
desta preoccupazione e inquietudine. Per questa ragione bisogna verificare
quali misure vadano adottate per garantire la maggior
sicurezza possibile. Al comitato chiederemo una verifica sullo stato delle attività di contrasto alla criminalità. Il tutto, ovviamente, nel
rispetto dei ruoli».
La precisazione del sindaco si potrebbe prestare a due
letture. La prima, scontata,
fa leva sul rispetto istituzionale e sulla divisione delle
sfere tra chi amministra la
città e chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico. La

ALESSANDRO MONDO
TORINO

«E

videntemente
siamo in presenza di un episodio
grave, particolarmente grave, che richiede contromisure adeguate». Piero Fassino,
sindaco di Torino, si fa raccontare i dettagli dell’aggua-

Bisogna evitare
le speculazioni
Il tema della sicurezza
non è di sinistra

L’intervista con il sindaco pubblicata ieri: «Bisogna evitare le speculazioni ha detto Fassino - il tema
della sicurezza non è di destra, né di sinistra».

1

seconda, più ardita, raffigurerebbe un sindaco che forse si
aspetta qualcosa di più da chi
coordina le forze dell’ordine e
che al comitato solleciterà risposte concrete. Proprio come quando i forconi imperversavano per le strade di Torino
e Fassino fu protagonista di
una memorabile sfuriata all’indirizzo del prefetto, ai suoi
occhi poco deciso nell’affrontare la situazione. Non sarà
questo il caso: Fassino ieri voleva semplicemente separare
le sfere ed evitare strumentalizzazioni.
Le forze dell’ordine

Il tono della discussione di ieri
in Sala Rossa, però, avvalorava
un certo senso di insoddisfazione, l’esigenza di affrontare la situazione con piglio deciso. «Non
è più tollerabile che ci siano pezzi di città ostaggio di spacciatori
che si contendono la zona e regolano i conti in mezzo alla strada», ragiona Michele Paolino,
capogruppo del Pd. «Negli ultimi tempi abbiamo assistito a
misure spot, blitz con elicotteri
e blindati. Servirebbero invece

azioni concrete e quotidiane. Lo
Stato non può permettere che
una porzione di città sia in mano ai delinquenti». Concetto ripreso da Marco Grimaldi di Sel,
che già all’epoca dell’ultima
operazione a San Salvario - 120
uomini, un elicottero e 9 persone arrestate - aveva chiesto le
comunicazioni in Sala Rossa:
«Sarebbe meglio sostituire certe operazioni un po’ pubblicitarie degli ultimi tempi con un lavoro più costante e profondo, di
presidio. Ad esempio, da parte
nostra, ragionando sulla possibilità di tenere aperta la caserma dei vigili a San Salvario il venerdì e sabato notte».
Il centrodestra

Pure Enzo Liardo del Nuovo
Centrodestra, che pure voleva
polemizzare con il sindaco e la
sua maggioranza «perché via
LA SALA ROSSA

Appello alle forze dell’ordine
«Basta interventi spot,
servono azioni concrete»
Ormea è solo l’ultimo di una serie di episodi seri ma sottovalutati», ha finito per prendersela
con chi gestisce l’ordine pubblico. Praticamente con il suo capo
partito, Alfano: «Noi capigruppo siamo stati dal prefetto qualche settimana fa. Ci ha risposto
in maniera imbarazzante, assicurandoci che la situazione in
città è sotto controllo. A me
sembra che non ci sia niente
sotto controllo».
A Palazzo Civico non pare
esserci nessuna intenzione di
ridimensionare l’accaduto.
Anzi, c’è una certa apprensione. «La città non si sottrae se
c’è da collaborare e studiare
soluzioni», ripete ancora il sindaco. «Però non tocca all’amministrazione scegliere quali
sono le risposte adeguate».
Fassino si è anche detto disponibile a convocare un Consiglio aperto sul tema sicurezza.
Decideranno i capigruppo.

T1 CV PR T2

MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

il caso
MASSIMILIANO PEGGIO

D

are della «pecorella» a un carabiniere può costare una condanna per oltraggio. Marco Bruno, il manifestante No Tav diventato
famoso per il suo monologo
provocatorio contro alcuni
carabinieri, durante una
manifestazione in Val di Susa del 2012, è stato condannato ieri da tribunale di Torino a una pena di quattro
mesi di reclusione. Il duello
di sguardi, ancora oggi disponibile su Youtube, «cliccato migliaia di volte», fu ripreso da una troupe televisiva che catturò l’attacco verbale dell’attivista No Tav e la
fermezza dei militari, impassibili di fronte agli insulti.

.

Cronaca di Torino .43

“Sei una pecorella”
No Tav condannato
Quattro mesi per oltraggio a un carabiniere
un vero oltraggio. Marco era
rimasto molto scosso dall’incidente di Abbà. Era in uno
stato di forte tensione emotiva» avevano replicato i difensori dell’imputato, gli avvocati
Claudio Novaro e Maurizio
Cossa. Il giudice ha comunque
disposto la sospensione condizionale della pena.
Il clamore mediatico

La protesta

L’episodio si era verificato
nel corso di un blocco di proIL GIUDICE

Ieri la sentenza:
inflitti quattro mesi
di reclusione
testa organizzato sull’autostrada del Frejus il 28 febbraio 2012, come reazione al
ferimento di Luca Abbà, uno
dei leader storici della lotta
No Tav, rimasto ustionato il
giorno precedente mentre
scalava un traliccio dell’alta
tensione. Marco Bruno, in
quella occasione, si trovò a
faccia a faccia con alcuni carabinieri schierati lungo il
guard rail dell’autostrada.
«Era davanti a noi e continuava a dire “che belle peco-

REPORTERS

Aggressione verbale
Il monologo di Marco Bruno contro i militari era stato ripreso
da una troupe televisiva durante una protesta del 2012

relle che siete”. Poi si è soffermato di fronte a me, iniziando
il suo monologo: “lo sai che sei
illegale, lo sai che qui non ci
potete stare, sai che vestiti così da str... arriverete fino alla
pensione noi ci divertiamo a
vedere voi str... vestiti così. Io
non ho risposto. L’ho guardato negli occhi». Così aveva ricostruito in aula, nel corso del
processo, il carabiniere Stefano Fadda, 28 anni, in servizio
presso il Battaglione Liguria.
Il militare, rimasto immobile

di fronte alle provocazioni,
era stato premiato con un encomio dal comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli, per la «fermezza e la
compostezza professionale».
Accanto a Fadda c’era il brigadiere Alessandro Macrì, chiamato anche lui a testimoniare
di fronte al giudice Gian Luca
Robaldo. L’accusa, rappresentata dal pm Nicoletta Quaglino, aveva chiesto una condanna a sei mesi di carcere per oltraggio. «Non si era trattato

Incastrato da un filmato. Il
faccia a faccia tra Marco Bruno e il carabiniere, ripreso
dalla troupe televisiva, rimbalzò rapidamente sui siti
web e sui telegiornali nazionali, ispirando una catena di
commenti sulle prima pagine
dei giornali. E quella parola,
«pecorella», ripetuta più volte
nel filmato con aria di sfida, finì per marchiare le proteste
No Tav. Un marchio contestato fin da subito dal movimento, e anche oggi alla luce della
condanna. «Questa sentenza
e questo processo - si legge
sulla pagina web del movimento, Notav.info - sono nati
solo ed esclusivamente in seguito alla sovraesposizione
che giornali e tv hanno dato
alla frase di Marco.In qualsiasi circostanza in cui polizia e
carabinieri utilizzano la forza,
un termine come “pecorelle”
sarebbe considerato quasi
gentile, ma non qui. Perché?
Perché c’è stato un processo
con l’accusa di oltraggio per
una vicenda insignificante?».

1

Specchio dei tempi
1

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1
Unlettorescrive:
2 «A distanza di otto mesi vi

scrivonuovamenteanomedidecine di residenti e commercianti
dell’ultimo tratto di via Nizza,
piazza Bengasi, nonostante le
promesse i lavori per il proseguo
dellametropolitanasonotuttora
fermi, i cantieri deserti ( di notte
grossirattiesconoescorrazzano
allegramente tra il pietrisco),
Piazza Bengasi sembra non in
Italia ma in una Siria bombardata,viaNizzaèbloccataall’altezza
del sottopasso Lingotto, ma
quando arriveranno i turisti da
Milano per l’Expo 2015, signor
Sindaco,ilvoltodiquestapartedi
cittàsaràlasciatoinquestosconcio? Se non si è in grado di far ripartire i lavori (chapeau!) almeno riaprite via Nizza, asse portante della viabilità della zona
SuddiTorino».
FABIOPILONE

Unalettricescrive:
2 «Il 25 maggio si voterà per il

Consiglio Regionale e per il Parlamento Europeo. Tra le tante
scuole elementari torinesi che
ospiteranno le sezioni elettorali
c’èanchelaParatodiViaAquileia - Corso Sicilia. E’ la scuola che,
dopo settimane di pacifiche protesteesvariatiappelli(deglialunni, dei docenti e dei genitori), da
metà aprile ha perso il 75% della
sorveglianza, collaborazione e
pulizia poiché i suoi tre straordi-

nari operatori scolastici non sono
“statali”,madasempredipendenti
dicooperativeche,neltempo,hanno subito ingenti tagli economici.
Provounaprofondaamarezza,come genitore, ma ancor più come
cittadino, constatare che lo stesso
luogo ove verrà esercitato lo strumentopiùaltodellademocraziadi
unPaese,siastato(edancorasarà)
teatro del degrado, della noncuranza e dello svilimento di alcuni
dei valori fondanti la democrazia
stessa. Ci penserà il Comune, almeno in questo caso, a pagare un
extraachidovràpulireedallestire
(primaedopo)leaulesedidiseggio
elettorale?».
CRISTIANAMARIAFILIPPI

Unlettorescrive:
2 «Frequento il centro di Tori-

notuttiigiornipermotividilavoro
e non posso fare a meno di notare
che agli angoli delle vie del centro,
in particolare agli incroci di piazza
Castello/via Roma, via Garibaldi/
viaXXSettembre,porticidipiazza
Castello ecc., ci sono dei soggetti
chesispaccianopervolontaridiassociazioni Onlus e che con qualsiasi scusa (la più ripetuta è “scusate
siete di Torino?” a gente con la
mappa turistica della città!) fermano i passanti per spillare loro
del denaro vendendo loro la storia
diraccoglierefondipernonsochie
dandoincambiopennebiroodisegni.Hocongrandedispiacereassistitopiùepiùvolteasceneadirpo-

cospiacevoli,soprattuttoora,periodo primaverile, in cui il centro si
riempiediragazziingitascolastica
(minorennitral’altro)chevengono
adescati con una scusa qualunque
e turlupinati; ho inoltre assistito a
sceneincuiil“volontario”metteva
direttamente le mani nei portafogli dei malcapitati, perché quanto
dato dal malcapitato non bastava.
Unannofahosentitounragazzino
in gita scolastica che riferiva alla
maestra di aver subito un furto da
unodiquestisoggetti,ilqualesiera
intascatoisoldiederascappato.La
scorsasettimanahoavvertitodelle
ragazzeanonfarsi“fregare”eloro
stesse, di tutta risposta, mi hanno
detto che poche ore prima un loro
compagno di scuola era stato circuito. Tre giorni fa ho assistito alla
scenacompleta:unacoppiadituristi toscani sono stati fermati... prima5,poi10infine15euro...nonera
mai abbastanza. Come se non bastasse tra questi soggetti c’è chi si
permette di fare battute (fastidiose)seunpassantenonsiferma...».
PAOLO

Unalettricescrive:
2 « La valle di Susa, grazie alle

strademilitaricostruiteafine‘800
per il collegamento delle varie fortificazioni è un museo a cielo aperto. Mi preme perciò segnalare che
dall’annoscorsolagalleriadelPramand,sullastradamilitarechecollega Salbertrand a Bardonecchia,
è chiusa. La galleria è un ardito

esempio di architettura militare e
fu ricostruita nel 1925 in quattro
anni, col il rifacimento della strada
militare. Il panorama che questa
strada consente di ammirare è indescrivibile perché la vista spazia
fino ai ghiacciai francesi del Pelvoux e della Barre des Ecrins. Le
notiziechehoavutodalComunedi
Oulx lo scorso anno furono che la
galleria appartiene ancora al Genio Militare che ne ha disposto la
chiusura per motivi di sicurezza.
Mi dispiace perché per raggiungere la cima del Seguret e del Vallonetto occorre passare da Bardonecchia, privando così Oulx di una
delle sue più peculiari attrattive.
La chiusura della galleria comporta infatti il blocco di molti itinerari
tra i più belli della valle e il collegamento della panoramica strada
militarechehasemprerichiamato
turisti italiani e stranieri, anche in
motoeinauto.
«Oltrealrincrescimentopersonale di vederla franare e chiudere
per sempre, il venire meno di una
grande attrattiva della valle di Susa,unicadalpuntodivistastoricoculturale oltre che ambientale, è
certo un’occasione mancata per il
turismodellazona».
ROSANNACARNISIO

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

.MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Pichetto va alla guerra
“Il Pd mente agli elettori”
Il candidato di Forza Italia contro Chiamparino: deve smentire

il caso
ALESSANDRO MONDO

I

l Governo Monti? Un colpo di Stato». «Il comizio
di Grillo? Come andare
al circo gratis». «Il Pd?
Parlano del debito senza
sapere, il Greganti dei vecchi
tempi avrebbe almeno fatto i
calcoli in modo corretto».
Pichetto contro tutti

Gilberto Pichetto mette l’elmetto. Non è solo un involontario gioco di parole ma la metamorfosi del candidato di Forza
Italia e Lega Nord. Ieri ha abdicato al tradizionale «savoir faire» di moderato a tutto tondo,
non senza sforzo, per andare alla carica contro tutti: sornione
ma affilato.
E pazienza se alcune
espressioni care al Cavaliere «colpo di Stato», appunto - gli
escono a fatica dalle labbra. Si
tratta non solo di guadagnare
visibilità ma di galvanizzare le
truppe, disorientate dalla
frantumazione del centrodestra e dalle traversie romane
di Forza Italia, accelerando «il
grande lavoro» che secondo
Berlusconi c’è ancora da fare
in Piemonte. Lo ha detto il leader maximo in persona sabato, in collegamento telefonico
con i “Club Forza Silvio” in
Piemonte, dopo avere appreso che al Sermig lo ascoltavano un centinaio di persone.
Affondo a Chiamparino

Ieri Pichetto ha rotto gli indugi
attaccando Chiamparino, finora risparmiato o ripreso in maniera non proprio bellicosa dai

REPORTERS

Ultimi fuochi
A pochi giorni dal voto si scalda lo scontro tra i candidati alla guida della Regione: ieri Pichetto
ha inquadrato Chiamparino, il primo scontro frontale di questa campagna elettorale.

numerosi «competitor» del centrodestra impegnati a beccarsi
tra loro. Prodigi della campagna
elettorale a fine corsa.
Ma tant’è: il vicepresidente
della giunta uscente gli lancia il
guanto di sfida, invitandolo «a
una pubblica smentita». A fargli saltare la mosca al naso è
stata una brochure del Pd pen«DATI FASULLI»

«Sul debito danno i numeri,
il Greganti dei vecchi tempi
almeno sapeva fare i conti»
sata per demolire l’operato della giunta Cota. Un condensato
di «balle», secondo Pichetto,
che semmai addebita all’esecutivo a trazione leghista «di non
essersi accorto subito di essersi
imbarcato su una nave che faceva acqua da tutte le parti». Tutto il resto sono, per l’appunto,

«balle»: «E chi racconta frottole
sul passato, è pronto a raccontarle anche in futuro». Da qui la
decisione di rispondere punto
per punto - «Le bugie della sinistra»; «La verità dei fatti» - contro «la falsità della comunicazione politica del Pd». Un modo,
anche, per riportare con i piedi
per terra una campagna elettorale che i leader dei partiti declinano solo in chiave europea.
«Menzogne dal Pd»

I democratici insorgono contro i
300 euro aggiuntivi di tasse pagate da ogni piemontese nel 2014?
«Falso!», replicano le slide snocciolate da Pichetto: dei 137,47 euro aggiuntivi, 59,52 rimandano alla copertura dei debiti della giunta Bresso e 77,45 alla tassa Monti». E via andare. Debito: «Nei
cinque anni della giunta Bresso il
debito è raddoppiato, passando
da 6,768 a 12,512 miliardi».

«Ridurrò i ticket»

Sanità: «Stando al Ministero,
la nostra è la quinta migliore
in Italia. In Piemonte i ticket
non sono più alti che altrove:
Pichetto si propone di eliminare alcune fasce, «irrilevanti
per gettito». Nè è vero che sono aumentate le liste d’attesa.
Il Piemonte commissariato da
Roma? Ma quando mai. Idem
per i trasporti, «dal 2012 la
Regione ha realizzato il Sistema Ferroviario Metropolitano». Sul fronte del lavoro è
stata Claudia Porchietto a replicare ai Chiamparino boys:
«Sulle politiche innovative
siamo la Regione-guida».
Compreso il piano giovani,
«che Chiamparino si sta rivendendo». Lo stesso Chiamparino al quale Pichetto chiede una pubblica ammenda. A
cinque giorni dal voto, qualcosa è cambiato.

Il comizio di Tsipras

Tsipras: “Torino?
È una povera
città del Sud Europa”
L’incontro
a Palazzo Nuovo
«Troppi
disoccupati»
ELENA LISA

I compagni di Tsipras il greco hanno la faccia degli operai, impiegati, professori, lavoratori dipendenti, studenti, laureati senza occupazione e giovani con la partita
Iva. Ieri pomeriggio stavano
davanti a Palazzo Nuovo per
sentire il leader di Syriza, il
partito della sinistra radicale, in persona.
In pratica, per dirla con
Ivano Battiston, 32 anni, laureato in informatica, si sono
ritrovati quelli che «se la
prendono sempre in saccoccia e oggi non si fidano né di

Renzi né di Grillo. Di Berlusconi
poi, non ne parliamo...».
Bandiere Rosse

Alle tre del pomeriggio gli scaloni
dell’Università in via Sant’Ottavio sono già pieni e Battiston è
stato uno dei primi ad arrivare.
Il comizio di Alexis Tsipras,
candidato presidente della
Commissione europea per la sinistra, è fissato per le quattro.
Nel cielo si addensano nuvole e
dalle finestre delle case attorno
si affacciano persone. Il palco si
monta qualche metro più avanti e quando Tsipras arriva si
sventolano bandiere rosse.
«La Grecia è stata la prima
cavia della crisi, ma applicando
le stesse ricette presto altri Paesi avranno identici problemi esordisce -. Nella mia nazione
un terzo della popolazione attiva non ha accesso alle cure e la
maggior parte degli anziani non
può pagarsi le medicine. Se non
fermiamo chi vuole applicare la

Il leader
di «Syriza»
Ha parlato
davanti
a Palazzo
Nuovo

ricetta dell’austerità, è ciò che
aspetta tutti noi in Europa».
«Un errore la Gtt privata»

Per quanto internazionali e distanti dal Piemonte possano
sembrare le questioni sollevate
da Tsipras, chi è lì «localizza» subito i suoi timori. Giovani D’ambrosio ha 20 anni ed è uno studente: «Sono decenni che la politica sbaglia sistema. Tsipras è
contro le privatizzazioni e a Torino la vendita di Gtt confermerà
l’errore madornale».
I punti di contatto

Grazia Calligaris è un’impiegata
comunale di 57 anni: «Anche lui

non crede nelle grandi opere. E in
questo momento ne esiste forse
una più inutile del Tav, Torino Lione?». A sentirne i sostenitori,
sono parecchi gli elementi della
nostra città che ben si inquadrerebbero nel panorama di cambiamento proposto da Tsipras.
Proprio da Torino il leader di
Syriza ha annunciato un primo
grande successo: ad Atene il
suo candidato è testa a testa
con il sindaco uscente. Ma sempre qui, alle cinque del pomeriggio, lascia un monito amaro.
«Torino stia attenta: oggi il numero di disoccupati fa di lei non
più un grande polo del Nord.
Ma una povera città del Sud».

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45

La grande sfida
dei Trasporti
nell’era dei tagli
Le ricette dei sei candidati per la Regione
ALESSANDRO MONDO
ANDREA ROSSI
Il lavoro che non c’è, naturalmente. Le grandi
infrastrutture. Le ricadute della controversa riforma sanitaria targata Cota, rimasta in sospeso. Il ruolo della cultura e del turismo come volano economico.
Ma tra le sfide più difficili che attendono il
prossimo governatore della Regione, chiunque
sarà, c’è quella di un trasporto pubblico ridotto
all’osso dai tagli dei trasferimenti: statali e quindi regionali. Parliamo di autobus e tram, di trasporto urbano ed extraurbano, di qualità del
servizio oltre che di numero e cadenzamento
delle corse: uno dei paradossi di una Regione, e
di un Paese, dove la recessione e l’aumento del
prezzo dei carburanti spinge progressivamente
un numero crescente di persone ad affidarsi ai

Bono

mezzi pubblici e si dibatte non sempre a proposito di qualità dell’aria. Cioè di inquinamento.
Le girandole degli autobus delle imprese private davanti al palazzo della Regione contro i tagli e il riordino disegnato complessivo del settore
ad opera della giunta uscente - dal cadenzamento
delle corse all’eliminazione della sovrapposizione
delle linee su ferro e su gomma, passando per
l’abolizione di una decina di «rami secchi» ferroviari - appartengono al passato prossimo. Da allora, a seguito di una faticosa mediazione con gli
enti locali, la situazione è rientrata ma il tema del
trasporto pubblico locale, di cui si avvalgono quotidianamente milioni di pendolari, resta il convitato di pietra di cui dovrà occuparsi qualsiasi amministrazione prenderà le redini della Regione.
Ecco come i potenziali governatori intendono affrontarlo.

Chiamparino

[3 - continua

Costa

Crosetto

Filingeri

Pichetto

Investire
Costruire
sulla mobilità un metrò
collettiva
regionale

Puntare
sui servizi
innovativi

Contrastare Niente
il monopolio spazi
delle Ferrovie ai privati

Più risorse
alle aziende
efficienti

«L’obiettivo prioritario per il
M5S è fare in modo che il
trasporto collettivo sia pubblico che privato (car pooling) sia
privilegiato e dunque vantaggioso rispetto al trasporto
individuale perché meno
costoso e meno impattante»,
dice Davide Bono, il candidato.
«È quindi necessario un miglioramento di capillarità,
tempi di percorrenza, frequenza (puntando sul cadenzamento ed il collegamento di tutti i
capoluoghi di provincia con
Torino), costo (soprattutto per
persone in difficoltà), evitando
i doppioni e orari infruibili».

Parte da una premessa,
Enrico Costa, candidato per
l’Ncd: «In questo settore la
giunta uscente ha commesso
molti errori. Si è voluto tagliare in maniera meccanica,
guardando ai bilanci e non ai
problemi del territorio». Non
solo: «Nonostante l’impegno
a un’ampia consultazione, le
comunità e i pendolari si sono
visti arrivare sulla testa tagli
irragionevoli, che non tengono conto del valore di presidio sociale del trasporto
pubblico». In compenso,
precisa, «sono state miracolosamente “salvate” linee in
perdita come e più di altre,
ma che
contavano
sull’interessamento di
singoli
esponenti
politici».
Nel mirino,
anche «l’appiattimento» dell’amministrazione
uscente a Trenitalia.

«Il problema del trasporto
pubblico locale si chiama
“trasferimenti”: negli ultimi
anni per il Piemonte quelli
statali sono scesi da 700 a
500 milioni: 200 milioni di
peggioramenti pagati dai
cittadini». Guido Crosetto,
candidato dei Fratelli d’Italia,
avrebbe molto da dire sul
passato, ma punta al futuro.

La premessa è questa: «È
ovvio che se il servizio è
scadente (come lo è) la gente
sarà incentivata a usare il
mezzo privato. Noi, invece,
dobbiamo spingere sul trasporto pubblico. E lavorare a
un piano regionale partecipato. Finora hanno deciso persone che non hanno mai
preso un mezzo pubblico».

«Fondi certi».

Più soldi

«Al trasporto pubblico, che
dal 2010 ha subìto la riduzione di oltre il 30 per cento
delle risorse, serve una
terapia d’urto: il taglio, che
doveva essere compensato
da un efficientamento del
sistema, nei fatti ha reso
impossibile l’obiettivo. E
questo, nonostante la sostituzione di alcuni rami secchi
ferroviari con servizi su
gomma». Parola di Bartolomeo Giachino (foto), ex-sottosegretario ai Trasporti,
delegato dalla coalizione di
Pichetto a trattare il tema.

No grandi
opere

Altro punto
cardine è la
ferma opposizione a Tav
e Terzo
Valico e a
nuove grandi infrastrutture: tangenziale Est, Pedemontana: «Chiederemo che gli
investimenti siano indirizzati
verso il trasporto locale: raddoppio, elettrificazione, potenziamento delle linee ferroviarie secondarie, riapertura di
linee esistenti, acquisto di
nuovo materiale rotabile e bus
ibridi o a metano».
L’intermodalità

Altro tassello è la gestione
intermodale: «Parcheggi di
interscambio e terminal bus
all’ingresso dell’area metropolitana torinese e presso le
principali stazioni; parcheggi
bici e postazioni di bike sharing anche elettrico; car-sharing e car-pooling; car renting
e autostop sicuro modello
«jungo» con un unico sito
dedicato».

«Inutile girarci intorno: parlare di trasporti significa parlare
di Tav», ragiona Sergio Chiamparino. «E io ribadisco: la Tav
si farà perché è utile al Piemonte e perché si sta già facendo. Trasformerà in meglio
il Paese, il bilancio va fatto sul
medio-lungo periodo. La discussione vera è invece su
come utilizzare i fondi per
aiutare lo sviluppo economico
della Val Susa: noi abbiamo
alcune idee, come ad esempio
aiutare le imprese creando una
zona a burocrazia zero».
Un metrò regionale

Oltre ai grandi collegamenti c’è
da pensare
allo «sviluppo di una
rete di trasporto
pubblico
locale che
consenta di
spostarsi in
modo più
semplice e veloce. Sogno una
sorta di “metropolitana regionale” in grado di collegare
tutte le città del Piemonte tra
di loro e con torino riducendo
al minimo i cambi».
Servizio a gara

L’immediato però è rinegoziare con Gtt e le Ferrovie le
condizioni del Servizio Ferroviario Metropolitano «anche
utilizzando lo strumento della
gara, per far diminuire i costi e
sostenere così le tratte meno
frequentate, garantire efficienza, pulizia e puntualità. I prezzi
degli abbonamenti per chi
studia e lavora, poi, devono
restare accessibili a tutti. Nel
2013, i piemontesi che usano i
mezzi pubblici sono aumentati
del 18%: questa percentuale
può essere migliorata».

«Tutela del territorio».

«La Regione deve innanzitutto
pensare agli interessi di cittadini e utenti, dev’essere il loro
avvocato di fronte ai fornitori e
agli esercenti dei servizi di
interesse pubblico».
«Soluzioni diversificate».

Se è per questo, «la Regione
deve valutare con attenzione le
specificità dei territori».

«Certezza sulle risorse disponibili: i fondi per il trasporto
vanno trattati con lo Stato su
base decennale».
«Stop al monopolio»

«Per me le
Fs non
saranno un
interlocutore privilegiato, anzi:
serve una
gara che
metta in
concorrenza
il monopolista e i privati non
solo sul costo ma sulla qualità
del servizio. L’offerta dev’essere tarata in base ai diversi
target della clientela».
«Integrazione»

«Ovviamente non si può prescindere da un’integrazione del
servizio su ferro con quello su
gomma: giusto eliminare le
sovrapposizioni ma in questi
anni in molte aree si è finito
per tagliare l’una e l’altra
cosa».
«Treni polivalenti»

«Innovazione»

Non ultimo, aggiunge Costa,
«bisogna anche trovare soluzioni innovative: ad esempio,
ricorrendo ai servizi su chiamata su misura delle piccole
comunità».

«Su alcune linee, meno utilizzate e quindi meno redditizie,
penso ad un uso polivalente dei
mezzi: trasporto pubblico ma
anche, in certi periodi, servizi
turistici. Un altro modo per
ottimizzare ».

Mauro Filingeri, candidato
dell’Altro Piemonte a Sinistra,
fissa anche un’altra priorità:
«Al trasporto servono maggiori risorse. Dove trovarle?
Semplice , rinunciando a
grandi opere
inutili come
Tav e Terzo
Valico. Negli
anni scorsi si
è sbagliato
tutto, tagliando i
fondi, chiudendo intere
linee ferroviarie. Invece un
territorio appetibile non solo
per studenti e pendolari ma
per i turisti non può permettersi intere zone isolate. Piuttosto, serve un sistema integrato capace di alternare bus e
treni a seconda delle zone e
degli orari».
No ai privati

Sì, ma quali treni? «Pubblici»,
risponde Filingeri, che anni fa
ha fondato un comitato pendolari. «Già privatizzare le Ferrovie è stato uno sbaglio, non
ripetiamo l’errore in Piemonte.
I trasporti sono un servizio e,
come tale, vanno garantiti dal
pubblico, non da chi vuole fare
profitti. E anche le tariffe
devono essere adeguate e
privilegiare i pendolari e le
fasce deboli».

«Maggiori risorse»

«E’ prioritario un intervento
d’emergenza, attraverso l’immediato ripristino delle
risorse, per
rianimare il
trasporto pubblico».
«Programmazione»

Se è per questo, «occorre
anche garantire stabilità e
certezza dei fondi nel medio
periodo: senza questi requisiti le imprese del settore non
possono operare e programmare nulla, cominciando dal
rinnovo degli autobus».
«Interventi mirati»

In aggiunta, secondo Giachino «è anche essenziale definire i fabbisogni standard
per i cittadini delle diverse
aree del territorio e i costi
standard di produzione del
servizio, in modo tale da
finanziare le aziende del
settore in base all’efficienza
raggiunta e non secondo
rendite di posizione».

T1 CV PR T2

46 .Cronaca di Torino

.MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

Il caffè più buono
è della figlia di Eto’o
Sienna, 8 anni, vince la gara dei “bambini baristi”
Sienna
Eto’o
Ecco la
baby barista
che sabato
scorso al
Lingotto ha
vinto la gara
«Best Barista
Junior»

La storia
EMANUELA MINUCCI

a vinto lei. Dis t i l l a n d o
espressi che sono stati un gol.
Con la destrezza e la rapidità con cui il suo
papà faceva sognare un tempo l’Inter e oggi il Chelsea.
Ha dribblato fra gli ingredienti dolci a base di caffè
portando a casa il risultato
di un cocktail delizioso e
scenografico. E così, Sienna
Eto’o, otto anni, terzogenita
del grande centravanti, è tra
i tre vincitori del «Best Barista Junior» - il concorso promosso da Caffè Vergnano
per i giovani baristi del futuro - proclamati sabato scorso da Eataly al Lingotto.
Dotati di grembiule e cap-

Sudoku

H

pellino, esattamente come i baristi professionisti i baby-partecipanti (dai 6 ai 12 anni) si sono cimentati nella preparazione di cappuccini ed espressi
creativi aiutati dal «master
trainer» Damian Burgess. Le
prove erano tre: la prima appunto riguardava l’espresso, la
seconda il cappuccino, ovvero
le due ordinazioni più diffuse al

bar, mentre la terza, la più creativa, prevedeva la creazione
di una bevanda dolce a base di
caffè, utilizzando ingredienti e
strumenti trovati sul bancone.
La fantasia di Sienna

La terzogenita del calciatore camerunense, accompagnata dalla tata e dalla sorellina Lynn, si è
aggiudicata il titolo di «Best Ba-

rista Junior» distillando una bevanda completamente realizzata con fragole, gelato, panna,
cioccolato bianco, codette e, ovviamente, il prodotto di casa, il
Caffè Vergnano.
Espressi perfetti

Cerchietto rosso e jeans la piccola Sienna si è dimostrata capace di destreggiarsi dietro la
macchina espresso come il più
abile dei barman. È ormai un
fatto che i bambini siano sempre
più competitivi con gli adulti, soprattutto se c’è di mezzo la cucina. Ma lo scorso sabato il clima
era quello della festa più che
quello della gara a nervi tesi. E
Sienna si è divertita, ha giocato
senza mai perdere quel senso di
professionalità e un amore per
la materia prima, il caffè, che a
volte non si trova negli adulti.
«Lo scopo era quello di avvicinare sia i bambini sia i genitori al
mondo del caffè» dicono gli organizzatori. A giudicare dai sorrisi finali, l’obiettivo, opportunamente shakerato, è stato raggiunto.
twitter@emanuelaminucci

L’evento

Un’alleanza vino-cibo
per promuovere
la qualità del Piemonte
Sembrava di essere in uno di
quei film girati a Torino, ieri
sera, all’Nh Lingotto Tech.
Protagonisti il grande vino
della terra di Langa e un poker di ristoranti stellati in
grado di far sognare a partire
dall’amuse bouche, quel bocconcino di salsiccia di Bra innaffiato da una Barbera incantevole. Padroni di casa
della «tasting dinner» l’azienda vinicola di Barolo «Terre
da Vino» che ha inaugurato a
Torino una tournee del gusto
con l’obiettivo di far conoscere e assaggiare i suoi vini, a
partire da quelli più nuovi, di
alta gamma. Ai fornelli, gli
chef del «Gardenia» di Caluso, «La Credenza» di San
Maurizio Canavese, «Magorabin» di Torino, «Il cascinale
nuovo» di Asti e il cuoco di casa, Daniele Giolitto.
«Il nostro gruppo - ha spiegato il presidente Piero Quadrumolo - che mette insieme
2.500 aziende agricole per un
totale di 5 mila ettari di vigneti, sta misurandosi con nuove
sfide. E siccome vogliamo far
conoscere i nostri prodotti a
chi se ne intende ecco il moti-

La cantina Terre da Vino

vo della cena: perché nell’era di
Internet, c’è solo una cosa che
non riusciamo a trasmettere on
line: il bouquet dei nostri vini».
La serata, a cui hanno partecipato oltre trecento fra ristoratori, critici enogastronomici
e foodblogger aveva un titolo
romantico: «La luna tra le stelle». Fra una cipollata con mela
verde, robiola e sgombro marinato, un club sandwich di
salmone e un gelato di salmone, alla fine c’è chi come Maurizio Zito dell’Epat ha commentato: «Cena stellare sul
serio, con vini che saranno un
biglietto da visita del Piemon[E.MIN.]
te in Italia».

T1 T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .47

il caso
CHIARA PRIANTE

on abbiamo
una data. Prima sapevamo che nel 2018 il cantiere si sarebbe concluso,
ora senza una fine certa non
c’è più neanche la speranza». A Erica della panetteria
di piazza Bengasi scendono
le lacrime. Ha contato i metri che la separano dal cantiere, fermo dall’agosto scorso, che dovrebbe portare la
metro sin qui dal Lingotto:
sono dodici.

«N

«Senza una fine certa
del cantiere per noi
non c’è più neanche
la speranza»
Said
Panettiere

I negozi

«Dodici metri che fanno sì
che il mio negozio, che valeva novantamila euro, oggi
sia sceso a diecimila. Gli affari non vanno, io non riesco
più a pagarmi l’Inps». Insieme al marito Said, Erica ci
prova. Tiene aperto. Ma in
tanti hanno chiuso in via
Nizza e in piazza Bengasi,
che è stata spesso dimentiIL CROLLO

«Il mio negozio prima
valeva 90 mila euro
adesso solo più 10 mila»
cata ma ha pure perso il
mercato. Per strada raccontano che qualcuno ha battezzato questa zona del Lingotto «striscia di Gaza». E’
un’infilata di serrande chiuse e pubblicità mezze strappate dai vecchi negozi. Effetto città sotto assedio.
«The Sound Computer» si
sta trasferendo. L’altro giorno qui sono stati incassati
280 euro, troppo pochi per
un centro che vende e aggiusta pc e prima era abituato
ad altri incassi giornalieri:
«Siamo qui da 13 anni ma a
un certo punto bisogna dire
basta», dice Leandro Allemandi. «Oggi vengono i fedelissimi, qualche anziano che
va a piedi. Chi arriva a cercarci tra i cantieri? E l’auto
dove la si lascia?», spiega
Alessandro Marino dal centro scommesse Better.

«Chi arriva a cercarci
tra i cantieri?
E l’automobile
dove la si lascia?»

Negozi chiusi

Leandro Allemandi
Negozio di computer

Così viene chiamata la zona di piazza Bengasi interessata dai lavori della metropolitana
Gli sgravi fiscali e i crediti agevolati non bastano a tranquillizzare i commercianti sul piede di guerra

Il cantiere fantasma
sta uccidendo
piazza Bengasi
I lavori per il metrò dovevano ripartire ad aprile
aveva lavorato per altri negozi a
Porta Palazzo e Porta Susa. Poi
ha scelto d’aprire un’attività
sua, al Lingotto. Con Amine, calcolatrice alla mano, facciamo i
conti: si sfiorano i mille euro di
spese al mese tra affitto, commercialista, bollette. Il negozio è
però vuoto.
I disagi

Il parrucchiere

Nella polvere - perché anche
se non si lavora, quella non
manca e si solleva dagli scavi spunta il giovane volto di Amine che non si dà per vinto. Ha
aperto a gennaio, realizzando
il sogno di diventare parrucchiere. Prima lui, marocchino,

Pochi clienti
I negozianti lamentano il crollo degli affari: nonostante la
segnaletica è troppo difficile raggiungere le vetrine

Camminando lungo il cantiere,
ognuno racconta la sua storia.
Chi ha subito allagamenti della
fogna perché, lavorando, hanno
rotto i tubi, chi ha i doppi cantieri: davanti al bar Beatrice c’è la
sostituzione di condutture d’acqua. «Dovevano finire a marzo
ma non si vedono da settimane», dice sconsolato Mauro Panetta. Poi c’è il traffico: nella zo-

Sulla «Stampa»
il caso
BEPPE MINELLO
EMANUELA MINUCCI

D

opo cinque mesi
esatti di blocco
(e un certo timore che i lavori restassero arenati
troppo a lungo) si è trovato finalmente un accordo tra Infra.To, la società della Città
incaricata di realizzare la
metropolitana e la terza ditta
classificata alla gara per l’assegnazione dei lavori della
tratta «Lingotto-Bengasi»,
l’Ati «Edilmaco-Ccc».

Metrò, trattativa sbloccata
I lavori possono ripartire
Il consorzio piemontese Edilmaco e gli emiliani di Ccc dicono “sì”
metrò avrebbe conseguenze positive sia in termini economici
che ambientali e della mobilità.
L’amministratore unico di Infra.To Giancarlo Guiati e l’assessore alla Mobilità Lubatti dichiarano la loro soddisfazione
«per l’importante percorso
svolto in questi mesi. La conclusione positiva di questo accordo,
testimonia la volontà della Città
di proseguire negli investimenti
delle infrastrutture del trasporto pubblico». Il completamento
della Linea 1 della metropolitana a piazza Bengasi è uno degli
obiettivi prioritari dell’amministrazione comunale. Intanto, come già detto, per eliminare un
cantiere che crea disagi enormi
ai commercianti della zona e per
completare un’opera capace di
rivoluzionare, dove arriva, la
viabilità cittadina.

Settimane di trattative

Dopo lunghe e serrate settimane di trattative si è deciso
che Edilmaco e il Consorzio
Cooperative Costruzioni, subentreranno al contratto
precedentemente stipulato
con Seli/Coopsette alle medesime condizioni di gara,
come prevede la legge. «Non
UN LUNGO STOP

I lavori in via Nizza
per l’ultima tratta
sono fermi da 5 mesi

Il rifiuto di due imprese

avremmo potuto fare altrimenti» spiega Giancarlo
Guiati, presidente di Infra.To
che in queste settimane s’è
dannato l’anima per arrivare
a un accordo che facesse partire subito i lavori, ché l’alternativa sarebbe stata quella di
rifare la gara con un allungamento dei tempi insostenibile. «Per legge - continua
Guiati - non si poteva ridiscutere il prezzo di assegnazione
della gara. L’unica cosa è stato ragionare con il gruppo di

Verso piazza Bengasi
I lavori i della tratta Lingotto-Bengasi sono fermi da 5 mesi da quando Infra.To, l’ente
appaltante, rescisse il contratto con il consorzio vincitore che da ben prima procedeva a rilento

60

1,9

milioni

chilometri

I lavori per la tratta Lingotto
Bengasi «valgono» 60
milioni, ma i valori sono

La nuova tratta è lunga 1,9
chilometri e avrà due
stazioni a Italia ’61 e

organizzazione del personale)
per iniziare a pieno ritmo nel
mese di maggio. I lavori, come
previsto nel contratto, dureranno circa 3 anni, con la messa in
esercizio della metropolitana
nel 2017. Sarà però possibile riaprire via Nizza al traffico già al
termine della realizzazione del

Per questo motivo, vista la grande scarsità di mezzi il sindaco
Fassino e l’assessore Lubatti,
con la «complicità» dei parlamentari piemontesi, stanno lavorando per convincere Roma a
dirottare i 28 milioni di euro
stanziati per un primo tratto
della futuribile Linea 2. Denaro
che il Comune intende utilizzare
per coprire la propria quota di
fondi da versare a Infra.To. Lavori andati subito in crisi e provocato la rescissione del contratto. Per legge, a subentrare

L’11 febbraio di quest’anno la «Stampa» dava la notizia della possibile ripresa

1

na della futura fermata Italia ’61
la viabilità non è agevole. Anche
in via Genova nelle ore di punta
le deviazioni causano code.
LA DESOLAZIONE

Pochi passaggi
niente posteggi
e incassi inesistenti
All’ombra del futuro grattacielo della Regione insomma,
tutti odiano il cantiere. Alcuni
ne parlano come fosse fermo
da decenni.
L’appalto

Era il dicembre 2011, in realtà,
quando venne assegnato l’appalto. Il via nella primavera del
2012, con chiusura di via Nizza

da novembre. Nell’agosto scorso lo stop, con la rescissione del
contratto tra Infra.To e l’azienda, in difficoltà e in ritardo sui
tempi. La seconda impresa
classificata alla gara - dopo tre
mesi d’incontri - ha detto di
non voler subentrare. Quindi, è
stata contattata l’Ati Edilmaco-Ccc che a febbraio ha accettato di subentrare: sono state
siglate le bozze contrattuali,
con impegno a sottoscrivere il
contratto definitivo che però
ancora non c’è e a riaprire il
cantiere ad aprile. Chi subentra ha chiesto, infatti, approfondimenti tecnico-legali: l’ultima riunione mercoledì scorso, non ancora risolutiva.
La reazione

Nel frattempo Comune e Infra.To fanno sapere d’essersi dati da fare: hanno istituito un tavolo per rispondere a domande,
ci sono visite settimanali a negozi e abitanti, anche per sanare problemi legati ai cantieri. E’
stata implementata la segnalazione, concessi sgravi fiscali
(che però non riguardano la metà dei commercianti di piazza
Bengasi, già sotto Moncalieri),
crediti agevolati.
Ora ci si gioca pure la carta
cultura: dopo il Salone Off, la
Circoscrizione 9 sta provando
a portare eventi di Mito in via
Nizza e dintorni. Obiettivo evitare la desertificazione.

Diario
Processo Furchì

Via Gorizia

Chivasso

Ecco l’identikit
della discordia

Poliambulatorio
occupato

Precipita nel Po
da 20 metri, salva

Maria Rosa Ferrara, uno dei difensori di fiducia di Francesco Furchì, ritiene che l’identikit realizzato
nell’aprile 2013 dalla Scientifica della polizia del killer di Alberto Musy,
possa costituire una svolta del processo in Assise: «Questo identikit, L’identikit
molto interessate per il collegio della difesa, non era stato inserito nel fascicolo. Penso sia stata
una grave dimenticanza. Abbiamo acquisito solo in queste ore
altre testimonianze, a loro volta ancora ignote. D’accordo, saranno pure irrilevanti nella ricostruzione dell’agguato, ma
non è corretto che non siano state messe subito a disposizione
della difesa». E l’identikit? «Interessanti. La teste (Laura C.,
ndr) dice che “Casco” non aveva baffi ed è un dettaglio importante». E il processo? «La Corte ha capito che questo collegio
difensivo non vuole perdere tempo con testimonianze inutili.
Ma vogliamo tutelare l’imputato». Pm e parte civile, al contrario, ritengono testimonianze e identikit «del tutto inutili. La
teste - spiega un inquirente - è caduta in contraddizioni e imprecisioni che azzerano il valore del suo racconto».

1

Uno spazio d’accoglienza autogestito da pazienti psichiatrici, aperto
24 ore su 24, con uno sportello di
counseling e laboratori, dalla danza
all’arteterapia. È con l’intenzione di
mettere a disposizione di tutta la cittadinanza una sorta di «rifugio urba- Il poliambulatorio
no» che ieri il movimento Torino Mad
Pride ha occupato parte del poliambulatorio di via Gorizia 114.
Secondo i piani dell’Asl To1, la palazzina dovrebbe essere destinata al ricovero temporaneo di venti giovani con un disagio psichiatrico, in attesa di inserirli in residenze autonome o in strutture per la lungodegenza. A un anno e mezzo dalla fine dei lavori, però, i locali sono ancora inutilizzati: «Stiamo cercando di
reperire fondi e personale per far partire il progetto», spiega il
direttore generale Giovanna Briccarello. «Comprendiamo la
protesta, ma siamo costretti comunque ad avvisare le autorità,
anche per tutelare gli occupanti». Questa notte una ventina di
persone ha dormito in sacchi a pelo improvvisati, oggi riprenderanno attività e assemblee: «Non siamo qui per rivendicare uno
spazio, ma per dimostrare di poter fare qualcosa».
[EL. BAR]

1

Spettacolare e drammatico salvataggio, ieri pomeriggio, di una
donna nelle acque del Po a Chivasso: un carabinieri si è tuffato in acqua e l’ha bloccata prima che la corrente la trascinasse via. Poi entrambi sono stati recuperati dall’elicot- Il salvataggio
tero dei Vigili del fuoco di Torino. Si
tratta di L.C., 58 anni, residente in città, e dell’appuntato Antonio Levanto. Le condizioni della donna non destano preoccupazioni. Per il carabiniere un bel bagno fuori stagione. Un
agente della Forestale di Chivasso si è tuffato in acqua dalla
sponda sinistra, ma ha dovuto desistere per la forte corrente. Pare che la donna si sia affacciata troppo dalla ringhiera
del ponte di via Po e sia caduta in acqua da un’altezza di oltre
venti metri. A dare l’allarme ai carabinieri è stato un automobilista di passaggio che ha visto la donna precipitare dal
ponte. Prontamente è scattato anche l’allarme per i Vigili del
fuoco e l’elisoccorso del 118. L.C. è stato trasportata in ambulanza presso il locale ospedale in stato di ipotermia e sottoposta alle cure del caso.
[D. AND.]

1

T1 T2

48 .Quartieri

STAMPA
.LA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

uartieri

A CURA DI
ANTONELLA MARIOTTI
Per le vostre segnalazioni quartieri@lastampa.it

Aperte tutti i giorni: Piazza Massaua 1, sempre aperta (24 ore su 24).
Atrio Stazione Porta Nuova, dalle ore 7 alle ore 19,30.
Orario minimo 9-19,30: via San Marino 37; via Reggio 1/A; corso Trapani 150; via Cimabue 8; via dei Mille 48; via Pietro Cossa 16; via Oglianico
4; piazza della Vittoria 29; corse R. Margherita 218/bis; corso Vitt. Emanuele II 84; corso Turati 38; corso Unione Sovietica 491; strada San
Mauro 35; corso M. D’Azeglio 100.

Di sera (19,30-21,30): piazza Galimberti 7; via Foligno 69; via Sempione 112; via San Remo 37; via Sacchi 4; corso Traiano 73; corso
Francia 1/bis.
Aperte anche di notte: corso Belgio 151/B; via Nizza 65; corso Vittorio
Emanuele II 66; Piazza Massaua 1.
Informazioni: www.farmapiemonte.org.

Vicino
all’ospedale

Pozzo Strada

Al mercato ristrutturato
non ci sono bancarelle

Il parcheggio
in via Andrea
Del Sarto, ha
un piano
«privato»
aperto e un
piano pubblico di Gtt
chiuso

Solo quattro ambulanti in via Don Rua: “I costi sono troppo alti”
San Donato

FEDERICO CALLEGARO

Fino a qualche anno fa, al
mercato rionale di via Don
Michele Rua in Pozzo Strada, i
banchi che si contendevano
uno spazio erano quasi 70.
C’erano due contadini che
vendevano le verdure, tre artigiani del formaggio, uno per
il pane e diverse bancarelle
specializzate in abbigliamento. Oggi non è più così: i commercianti rimasti, infatti, sono soltanto più due e a breve,
anche loro, potrebbero dover
dire addio al mercato che affianca la parrocchia del quartiere. «I problemi sono iniziati
sette anni fa, dopo che il Comune decise di ristrutturare
la zona – dichiara Francesco
Bronti, titolare di un banco
che vende verdura –. Sborsarono diverse migliaia di euro
per un intervento che non ci
interessava nemmeno ma ci
dissero che erano soldi dell’Unione Europea e andavano
spesi».
Da lì in poi, secondo alcuni,
complice anche una nuova sistemazione dell’arredo urbano che rendeva il mercato meno visibile, il numero di commercianti in via Rua è iniziato
a diminuire. «Dei 45 posti disponibili, ne vengono occupati
quattro – racconta Bronti – Il
motivo per cui non riusciamo
ad attirare altri ambulanti è
che pur lavorando in condizioni più difficili, dobbiamo pagare quanto quelli dei mercati
più grandi».

Lavori e ritardi
tengono chiuso
il parcheggio Gtt
FABRIZIO ASSANDRI

Spazi vuoti
In meno di dieci anni è mutato completamente lo scenario del mercato di via Don Michele Rua:
dei 45 ambulanti sono rimasti in 4. E chiedono di essere ricollocati

E le cifre sono alte per tutti:
sia per chi vende, con 3mila euro per l’immondizia e 2mila e
500 euro di plateatico (imposta
sul suolo pubblico occupato dal
banchetto), che per il Comune,
con i 60mila euro annui che destina alla manutenzione della
via. «Le istituzioni avrebbero
dovuto abbassare le imposte
sui piccoli mercati rionali – racconta Carlo, che gestisce un
banchetto di calzature – La so-

luzione che ci è stata proposta è
quella di trasferire i banchi rimasti in corso Brunelleschi ma
dobbiamo ancora capire se lì ci
sia posto per noi».
A questo scopo, Giancarlo
Cardile, vice presidente della
Circoscrizione 3, ha organizzato un tavolo con l’assessore al
Commercio, Mangone. «Questo
mercato purtroppo non ha futuro – racconta Cardile – Le nostre richieste di abbassare il

plateatico sono cadute nel vuoto e ora l’unica strada da intraprendere è la ricollocazione».
Ma dall’assessorato fanno
sapere che una decisione definitiva non è ancora stata presa:
«Le strategie relative ai mercati di Torino sono affidate a uno
studio del Politecnico che si sta
occupando di analizzare la logistica migliore per favorirli», dicono. Questa analisi non darà
un responso fino a fine giugno.

È ancora un cantiere il parcheggio Gtt con l’ingresso da
via Andrea del Sarto, dietro
l’ospedale Maria Vittoria.
Centodue posti auto pubblici, a rotazione, che attendono da mesi l’inaugurazione,
tra gli interrogativi e le polemiche dei residenti. La
struttura interrata è stata
realizzata dai proprietari del
Richelmy, l’ex istituto salesiano trasformato in residenza per anziani. È quanto
prevede una convenzione
voluta dal Comune perché,
come spiegano da Palazzo
Civico, «la zona, anche per la
presenza dell’ospedale, è carente di posti auto».
Il parcheggio ha due piani.
Il «meno uno» - privato a uso
del Richelmy - è aperto da
gennaio, quando fu inaugurata la residenza. Il piano “meno due” è invece ancora sbarrato e i lavori non sono nemmeno finiti. Sulla recinzione
che impedisce l’accesso c’è
scritto: «Questo cancello deve rimanere rigorosamente

chiuso». Ieri non c’era nessun
operaio al lavoro.
«Non capiamo le ragioni di
questo ritardo così prolungato
– dice un residente, Giovanni –
i cittadini sono sempre penalizzati». «Sono quasi sei mesi –
dice un passante – che ci avevano promesso l’apertura del
parcheggio. Quasi non ci speriamo più».
Luca Bernard, responsabile
tecnico del Richelmy, spiega
che si stanno completando – ci
vorrà circa un mese – alcuni
interventi di “rifinitura”. Poi la
palla passerà a Gtt, che dovrà
attrezzare il parcheggio con
casse, sbarre automatiche, telecamere di sorveglianza. Dietro i ritardi ci sarebbero questioni burocratiche. Ma non
solo. Pare che abbia pesato anche l’incertezza sulla vendita
ai privati del ramo parcheggi
di Gtt, che comprende anche
quelli in struttura. Ma con le
gare andate finora deserte
sembra che la situazione si sia
sbloccata anche per via del
Sarto. Dal Comune calcolano
che il parcheggio possa essere
aperto entro settembre.

Mirafiori Nord

Centro

Mirafiori Sud

Buche in via Reni
arriva l’esposto

Il punto acqua Smat
pronto a fine mese

Dopo le proteste
ripuliti i tetti “stagno”

DIEGO MOLINO

Un sobbalzo continuo viaggiando su auto e bus, una pericolosa prova a ostacoli per
chi si sposta su due ruote: è la
situazione del manto stradale in via Guido Reni, specie
nel tratto compreso fra via
Monfalcone e piazza Omero.
Lungo tutto il percorso sono
disseminate decine di buche
profonde, placche di asfalto
saltate e avvallamenti, alcuni
una conseguenza di recenti
lavori di scavo. A suonare
l’allarme è il comitato Strademulte.it, che ha appena
fatto un esposto: «Ci sono anche una dozzina di chiusini

Uno dei buchi in via Guido Reni

infossati fra corso Salvemini e
via Gaidano – dicono –, la tenuta di auto e mezzi pubblici è
messa a dura prova». Come se
non bastasse, all’angolo fra via
Veglia e via Guido Reni da
giorni ci sono dei cavalletti a
centro strada per segnalare
l’assenza di un tombino; un
ostacolo poco visibile in auto,
soprattutto di notte.

Anche per i residenti di Centro e Crocetta arriva l’acqua a
“chilometri zero”. Sono partiti i lavori di scavo nell’area
verde di via Bertolotti, proprio davanti alla sede della
Circoscrizione Uno, per l’installazione del punto acqua
Smat, che dovrebbe essere attivato entro fine mese. Per
tutti l’acqua naturale, a temperatura ambiente o refrigerata, sarà distribuita gratuitamente; quella gasata verrà invece erogata a pagamento,
cinque centesimi per un litro e
mezzo. Nei vicini locali all’interno della Circoscrizione sarà presente la macchinetta
automatica necessaria ad ac-

Via
Bertolotti
Il punto Smat
erogherà
gratuitamente l’acqua
naturale

quistare la tessera prepagata
da utilizzare alla casetta dell’acqua. «La volontà è far sì che
la nostra sede diventi punto di
riferimento per tutti i residenti – spiega il presidente della
Uno, Massimo Guerrini –. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di attivare anche il
punto blu, dove è possibile pa[D.MOL.]
gare le multe».

CRISTINA INSALACO

Dopo le proteste dei cittadini, i tetti delle quattro torrette di piazza Capuana sono
stati puliti. Le torrette, dalle
quali usciranno le auto dai
parcheggi sotterranei, hanno dei tetti che, essendo più
bassi delle pareti, a ogni
pioggia diventano stagni pieni di zanzare. «Oggi sono puliti, non c’è più acqua e non ci
sono le foglie che otturavano
le grondaie», dice Giorgina
Fogliato, una residente. E a
breve la Gtt costruirà delle
tettoie sopra alle quattro torrette, in modo che il problema dell’acqua stagnante non

Le torrette di piazza Capuana

si possa riformare. Da due settimane, inoltre, sono in fase di
ristrutturazione anche le 18
torri che illumineranno la
piazza. «Il cantiere ormai assomiglia alla tela di Penelope»,
continua Fogliato. Dalla Circoscrizione comunque garantiscono che piazza Capuana sarà sistemata e riaperta al pubblico entro metà giugno.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014

etropoli

Metropoli .49

.

Per le vostre segnalazioni metropoli@lastampa.it

Orbassano, furto di rame

Riva di Chieri, nuova sede dei pompieri

Stavano rubando cavi di rame alla All Neon Plus
di via San Luigi, ma sono stati arrestati in
flagrante dai carabinieri. In manette sono finiti
Adrian C. e Ciprian C., 31 e 36 anni, residenti a
Rivoli e Vaie.
[M. MAS.]

Dopo anni di attesa i vigili del fuoco di Riva
hanno una nuova casa. La sede, prima
accanto allo stabilimento Embraco, si è
spostata in strada del Vernante, dove hanno
trovato posto i mezzi e i 15 volontari. [F. GEN.]

Dopo l’ok
del governo

Beinasco

Sicurezza, inaugurate
le prime tre telecamere

A Rivoli
Settimo
e Venaria
si pagherà
regolarmente

L’opposizione: “Guarda caso capita nella settimana delle elezioni”
centro storico ce ne saranno 18
e si pensa a rimettere in funzione anche gli impianti già esistenti: «Saranno operativi entro l’estate».

MASSIMO NASSENZIO

Dopo gli incendi e gli atti vandalici, arriva il Grande Fratello a sorvegliare le strade
cittadine. Ieri mattina il Comune ha inaugurato le prime
tre telecamere di un sistema
di vigilanza che prevede ben
72 punti di osservazione in
tutta la città.
Per il momento gli occhi
elettronici sono stati posizionati a Fornaci, in via Torino,
ma, secondo i programmi dell’amministrazione, la copertura verrà presto estesa alle altre frazioni e al centro storico.
Se per la maggioranza si tratta di una promessa mantenuta, secondo l’opposizione, invece, non è altro che «fumo
negli occhi» per coprire altre
magagne.

Campo nomadi

Si parte da Fornaci

«Siamo partiti da Fornaci
perché proprio in quella borgata, pochi mesi fa, è stata incendiata l’isola ecologica»,
spiega l’assessore ai Lavori
Pubblici, Antonino Gannuscio (Moderati). E precisa: «Il
progetto prevede ben 72 telecamere e 24 punti di osservazione in tutta la città. Vogliamo ottenere una copertura
capillare del territorio e siamo convinti che la vigilanza
elettronica possa essere un
ottimo deterrente contro la
microcriminalità».
Il maggiora numero di videocamere (27) verrà installato a Borgaretto, mentre nel

Occhio elettronico
Una delle prime telecamere di sicurezza è stata installata
nella frazione Fornaci, la più vicina alla periferia di Torino

72

27

videocamere

postazioni

È il numero previsto dal
progetto del Comune,
distribuite in 24 punti
di osservazione

È la quantità di telecamere
che verranno installate a
Borgaretto, la frazione
più grande

Non è previsto, almeno per il
momento, un monitoraggio
elettronico dell’area della nuova circonvallazione di Borgaretto: «Lavoreremo affinché il
sistema sia ampliato perché in
quella zona è presente un campo nomadi e le segnalazioni che
ci arrivano non sono affatto
tranquillizzanti», sottolinea il
coordinatore dei Moderati, Michele Colaci. Che aggiunge: «Le
politiche di integrazione vanno
bene quando portano risultati.
Altrimenti è meglio investire
sulla sicurezza».
Per il sindaco Maurizio Piazza è solo il primo passo di una
programmazione più ampia:
«Cablando tutta la città con la
fibra ottica puntiamo a essere
appetibili per aziende e imprenditori che pensano a trasferirsi
alle porte di Torino. Senza contare che con il sistema wi-fi potremo garantire accessi pubblici a internet con navigazione
gratuita».
Per la minoranza ci sono
strane coincidenze: «Da anni
sentiamo parlare delle telecamere e, guarda caso, spuntano
proprio alla vigilia delle elezioni
amministrative – insinua Cristiano Avanzi, candidato del
Centrodestra – Per il momento
ce ne sono solo tre e chissà
quando vedremo le altre».

La tassa sui servizi

Acconto Tasi
Nichelino rinvia
Moncalieri forse
GIUSEPPE LEGATO

La decisione del governo (presa e comunicata ieri sera) di
far slittare la prima rata della
Tasi (tassa sui servizi indivisibili) per i Comuni in ritardo
con la definizione delle aliquote ha generato un sorta di ordine sparso nei principali centri della prima cintura della
città. Chieri ha preceduto tutti e ha già inviato nei giorni
scorsi il primo bollettino con
l’anticipo della tassa.
«L’aliquota ha mantenuto i
livelli di spesa dell’anno scorso, quindi della vecchia Tarsu» fanno sapere dal Comune.
Ma questa è una delle poche
eccezioni nella cintura. A Nichelino, ad esempio, la prima
rata slitta e si pagherà a settembre: «Abbiamo le elezioni
e il consiglio non si è riunito spiega l’assessore Claudio Benedetto - quindi deciderà la
prossima assise civica che
uscirà dalle amministrative
del 25 maggio».
Si paga invece a breve quindi entro il 16 giugno - a
Rivoli. Aliquota sulla prima

casa fissata al 3,3 per mille con
riduzione di 80 euro sulle case
categoria A e di 130 euro sugli
immobili appartenenti alle categorie A3/A4/A5. In più è stato istituito un fondo si 200 mila
euro per andare incontro alle
famiglie in difficoltà. Stessa situazione a Venaria dove le aliquote sono state approvate
proprio ieri sera: 3,3 per mille
sulla prima casa. Si paga entro
il 16 giugno anche a Settimo:
aliquota a 2,5 per mille. Entro
metà giugno arriveranno le
prime bollette.
Non si sa, invece, cosa accadrà a Moncalieri. E il perché è
presto detto. la giunta ha approvato nei giorni scorsi le aliquote per la prima casa al 2,5
per mille, ma la delibera non è
arrivata in consiglio. Nei piani
dell’amministrazione c’era la
volontà di portarla in approvazione proprio domani, ma la nota diramata dal Tesoro che posticipa, senza penali, l’invio del
primo acconto, lo scenario potrebbe cambiare e i cittadini
potrebbero ritrovarsi a pagare
a settembre per poi aspettare il
conguaglio entro fine anno.

Chieri

Massacrato di botte per vendetta
FEDERICO GENTA

Lo hanno preso a calci e pugni in mezzo alla strada.
Hanno cercato di finirlo con
una pesante chiave inglese.
Tutto per una banale lite. Un
diverbio acceso, concluso pochi giorni fa con l’arrivo dei
carabinieri e quello che sembrava un chiarimento. Ma
non è andata così. Ora i militari hanno arrestato due fratelli con l’accusa di tentato
omicidio volontario. La vittima è invece ricoverata al Cto
di Torino. È sfigurato ma non
è più in pericolo di vita.
Un bicchiere di troppo

Tutto è iniziato lo scorso
mercoledì. È quasi sera.

Erion e Haxhi Hoxhaj, 26 e 32
anni, sono seduti al tavolo di
un bar di corso Torino, la strada che da Chieri sale verso il
traforo di Pino. Entrambi di
origine albanese, sono noti alle

Operaio litiga con due
fratelli e loro cercano
di ucciderlo a colpi
di chiave inglese
forze dell’ordine per piccoli
precedenti penali. Sono davanti ad un distributore di
benzina. Bevono qualche birra
di troppo. Alzano la voce.
Valentin è un operaio di 36
anni. Interviene chiedendo di
moderarsi. Un primo batti-

becco che sembra subito degenerare. I gestori delle pompe chiedono l’intervento dei
carabinieri. Una pattuglia riesce a riportare la calma. I presenti assicurano che l’incidente è stato chiarito e non ci
saranno più problemi. Pochi
giorni dopo, invece, scatta il
raid punitivo.
La vendetta

I fratelli Hoxhaj rintracciano
Valentin sabato sera. Lo fermano in strada Andezeno, sotto i portici non lontani dal centro storico. Uno di loro stringe
nella mano una chiave svita
bulloni. Le parole finiscono dopo pochi secondi e inizia un autentico pestaggio. Calci e pugni. L’uomo, solo senza possi-

bilità di difendersi, finisce a
terra.

Erion
Hoxhaj
26 anni

Il pestaggio

Ma ancora non basta. Viene
raggiunto più volte da quell’arnese trasformato in arma. Viene colpito ripetutamente sulla
testa. In piena faccia. Lo salvano le grida degli abitanti della
zona. Qualcuno chiama il 112.
Gli uomini del radiomobi|le arrivano in pochi minuti, insieme
all’ambulanza. La vittima viene trasportata al Cto di Torino, dove è tutt’ora ricoverata.
Ha un forte trauma cranico e
fratture al volto.
Le indagini

I militari impiegano poco a capire quello che è successo. Ha-

Haxhi
Hoxhaj
32 anni

L’aggressione è avvenuto in strada Andezeno

xhi, già fermato da un ispettore di polizia fuori servizio, viene subito ammanettato. Erion
sarà arrestato poco dopo. Nella sua casa, ad Andezeno, vengono ritrovati i vestiti usati du-

rante l’aggressione. Sono ancora macchiati di sangue. I due
sono stati rinchiusi nel carcere
Lorusso e Cotugno di Torino e
denunciati all’autorità giudiziaria per tentato omicidio.


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