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La Stampa 21.05.2014 .pdf



Nome del file originale: La Stampa - 21.05.2014.pdf
Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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W

.

Domani in edicola con La Stampa

*

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014 • ANNO 148 N. 139 • 1,30 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

OPERAZIONE DI SALVATAGGIO DELLA MARINA: IMBARCATI IN LIBIA, ARRIVANO DALLA SIRIA. IL RACCONTO DEL COMANDANTE: ERANO IN BALIA DEL MARE FORZA 4

UN PONTE DI CUI ESSERE ORGOGLIOSI
MARIO CALABRESI
arlare di immigrati ormai è
diventato difficilissimo, nessuno ha più pazienza d’ascoltare, i più moderati restano
in silenzio, gli altri o invitano
a rispedire ogni barca a destinazione o
a girare la testa dall’altra parte quando
fanno naufragio.
La questione è trattata solo in termini economici: prima ci si preoccupa dei
costi di salvataggio e accoglienza, poi
della minaccia che rappresentano per
la sicurezza o per il nostro già disastrato mercato del lavoro. Inutile cercare di
discutere razionalmente, guardare i
numeri che mostrano che sono molti di
più quelli che si stabiliscono in Germania, in Francia o in Svezia. Noi siamo
terra di passaggio non meta finale.
Poi leggi il racconto di quella madre
che è riuscita a tenere a galla per un’ora
il figlio di otto anni, prima di morire all’arrivo dei soccorsi, e senti che qualcosa non funziona più, dentro e fuori di

*

P
MARINA MILITARE/AFP

Uno dei due barconi con a bordo famiglie di profughi siriani soccorsi a Sud di Capo Passero

Laura Anello A PAGINA 12

Cento bambini in fuga dalla guerra
«Scegliere libertà e diritti»

Napolitano
“In Europa
troppi
populismi”
Un appello al voto per
un’Europa che ha portato
«straordinari progressi, pace
e libertà». Giorgio Napolitano,
invita gli italiani a fronteggiare con le urne il vento dei «populismi». Rampino A PAGINA 6

1

L’appello dei Presidenti
Napolitano, Gauck e Komorowski
“Perché bisogna andare alle urne”
A PAGINA 6

noi. Guardi la foto qui accanto e scopri
che su questa barca verde e rossa alla
deriva ci sono 133 bambini, che ieri sera
sono stati asciugati, rifocillati e hanno
dormito sotto una coperta grazie alla
Marina Militare italiana che li ha salvati. Sono siriani, in fuga dalla guerra con
i loro genitori.
L’operazione Mare Nostrum ne ha
salvati 30 mila da ottobre a oggi. Per
molti è una colpa, un ponte che andrebbe
ritirato al più presto. Ma forse è anche
l’unica mano che tendiamo verso una serie di conflitti che non vogliamo vedere.
Il nostro sport nazionale è ripetere
ad alta voce che l’Italia fa schifo, che
non c’è niente da difendere, che siamo
perduti. E se il nostro riscatto stesse
nel riscoprire che siamo capaci di umanità? Mi attirerò una bella dose di critiche, ma ho voglia di dire che sono orgoglioso di appartenere a una nazione che
manda i militari a salvare le famiglie e
non a sparargli addosso.

A pochi giorni dal voto si alzano i toni. Pari il duello tv fra il leader dei Cinque Stelle e Vespa. Spread a 190

LaProcuraapreun’inchiesta

Fra Grillo e Berlusconi
le europee degli insulti

Giallo Bertone
“Sottratti
15 milioni
al Vaticano”

“Rivoluzione”, “evasore, assassino”. Renzi: io governo, non litigo


scontro al calor bianco a
4 giorni dalle elezioni europee
tra i principali leader politici,
con scambi di accuse e minacce
di crisi di governo. Parole di fuoco tra Berlusconi e Grillo con
Renzi che prova a chiamarsi
fuori: io non litigo.
Bresolin,

MISSIONE BRASILE AL VIA: COSÌ PRANDELLI FA ADATTARE I CALCIATORI AL CLIMA

GIANNI RIOTTA

C

BISOGNO
DI CAMBIARE

ELENA LOEWENTHAL

ALBERTO SABATTINI/IPP

arà pure che non si mangia per vivere né si vive
per mangiare e neanche
di solo pane. Comunque sia, si
esagera: il cibo regna ovunque.
E’ pandemico nella rete digitale, onnipresente sui social
network, intasa lo zapping televisivo. All’ultimo Salone del
libro, fra pile di tomi e dibattiti
sull’incerto futuro delle nostre
menti, prosciutti sospesi e
gamberi impiattati calamitavano migrazioni di visitatori.

Ansaldo A PAGINA 34

CONTINUA A PAGINA 29

S

FEDERICO GEREMICCA

RITORNA
L’ALLARME
DEI MERCATI
FRANCESCO MANACORDA
A PAGINA 6

CONTINUA A PAGINA 29

Buongiorno
MASSIMO GRAMELLINI

9 771122 176003

40521

1 Berlusconi,

COSTUME

La cucina in tv
è il mondo
delle fiabe

Feltri, La Mattina, Magri,
Poletti, Schianchi e Sorgi PAG. 2-5

A PAGINA 3

on ventisei milioni di cittadini
senza lavoro, la
disoccupazione
è epidemica in Europa:
eppure, senza Europa, i disoccupati
cresceranno, non diminuiranno.

chiesta sull’ex segretario di Stato, Tarcisio Bertone, per appropriazione indebita: avrebbe sottratto 15 milioni dai conti vaticani. Galeazzi e Tornielli A PAG. 10

L’Italia inizia il ritiro in sauna

NON VOTARE UN DISPERATO
CONTRO
IL FUTURO

1 Il Vaticano ha aperto un’in-

Gli azzurri davanti alla sauna che ospita cyclette e tapis roulant

Fronte degli sfrontati

dico Berlusconi, ha rinfacciato a Grillo di
essere un evasore fiscale. L’ex tangentopolaro Frigerio,
uno dei pochi a essere riuscito a maneggiare mazzette in
secoli diversi, ha ammesso di avere ricevuto dei soldi per
l’Expo da un imprenditore, ma ci ha tenuto a precisare
che non si trattava di tangenti bensì di omaggi alla sua
persona. L’ex capo della commissione anticamorra, dico
della commissione anticamorra, è stato arrestato con
l’accusa di avere imposto con le minacce la nomina del
manager di una Asl a lui cara. Il presidente del Bologna
si è presentato alle trattative per la vendita del club in
compagnia del capo degli ultrà, spacciandolo per il suo
professionista di fiducia: il capo ultrà risulta laureato in
veterinaria. Durante un comizio nella natia Arconate, il

berlusconiano non riluttante Mario Mantovani ha offerto pubblicamente - dico pubblicamente - posti nella sanità lombarda ai suoi concittadini in cambio di voti. Nelle
mense scolastiche di Pomezia la giunta guidata da un
grillino ha scodellato due menu diversi - uno comprensivo di dolce e uno senza - in base alle disponibilità economiche dei bambini: la famosa dieta a cinque stelle. A Vibo Valentia alcune aziende in combutta con sindaci e assessori facevano lavorare i dipendenti in cassa integrazione, incassando i contributi statali, e nel contempo ricevevano incentivi per il mantenimento dei livelli occupazionali, riuscendo così a farsi pagare due volte dallo
Stato per dei lavoratori che a loro non costavano nulla.
Una giornata come tante, in Italia.

.

2 .Primo Piano

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO
L’ULTIMA SETTIMANA

Si alzano i toni
dello scontro
È tutti contro tutti
Affondo di Berlusconi su Grillo: “Sei un assassino”
La giornata
di

UGO MAGRI
rillo sparge a
piene
mani
l’idea che una rivoluzione sia
dietro l’angolo:
se l’Italia degli scontenti gli
tributasse un plebiscito, già
lunedì crollerebbe (oltre alla
Borsa) il Palazzo con tutta la
Casta che vi abita dentro.
Renzi, al contrario, si sforza
di trasmettere serenità: qualunque cosa dica l’avversario, il governo andrà avanti
tranquillo con le sue riforme... Più l’ex comico evoca
sconquassi, addirittura «gli
ultimi giorni di Pompei», più
l’ex sindaco rovescia acqua
sul fuoco e sfodera sorrisi
che corrispondono a un piano comunicativo deciso a tavolino, con un nome in codice: «Argo» come il film vincitore dell’Oscar, e anche come il cane di Ulisse. Chi tra i
due meglio incontra la psicologia collettiva, lo scoprire-

G

mo domenica dopo le 23,
quando sarà iniziato lo spoglio
delle schede.
Una cosa è certa: i Cinque
stelle giocano d’attacco, laddove il Pd ha scelto la difensiva, che consiste nell’ostentare
in tivù e nei comizi un’olimpica certezza di vittoria, e nel
non cedere mai alle provocazioni a cinque stelle. L’ultima
riguarda il Capo dello Stato.

Il premier si sforza
di trasmettere serenità:
il governo andrà avanti
in ogni caso
Grillo annuncia un sit-in sul
Colle in caso di vittoria, una
protesta a oltranza «per far
dimettere Napolitano» visto
che sarebbe «delegittimato
dal voto». Il Presidente non è
tipo da farsi intimidire, dalla
Svizzera (dove è in visita) alza
gelido le spalle: «In Italia c’è libertà di parola», Beppe faccia
quello che vuole. Napolitano
sa benissimo che l’obiettivo
vero di Grillo non è mandarlo
in pensione, semmai quello di

fargli firmare un decreto di
scioglimento delle Camere, in
modo che già in ottobre si torni alle urne per eleggere il
nuovo Parlamento, perfino
con il sistema elettorale monco deciso dalla Consulta. È il
tentativo, appunto, di creare
un clima da grande vigilia.
Renzi puntualizza: «Si vota
per le Europee, non è che il
giorno dopo cambia il governo...» (il fedelissimo Delrio la
vede un po’ diversa: «Si vota
anche per il governo, ma noi
non lo temiamo»). Aggiunge
Renzi: «È un derby tra noi e
chi vuole distruggere tutto».
Nel testa a testa tra i due
tenta disperatamente di inserirsi l’ex Cavaliere. Lo fa con
una violenza di linguaggio inusitata, dando a Beppe dell’«assassino» (in relazione all’incidente automobilistico del 1981
che causò tre vittime) e dell’evasore fiscale (sull’onda di
una campagna lanciata dal
«Giornale»). Neppure sui comunisti Silvio aveva mai sfoderato certi epiteti, segno di
quanto stavolta si senta in difficoltà. Tanto Grillo quanto
Renzi stanno facendo razzia

DANIEL DAL ZENNARO/ANSA

tra i suoi elettori. L’altra sera il
primo ha registrato il pieno di
ascolti nel salotto tranquillo e
«benpensante» di Vespa, 4 milioni e passa incollati al video a
cavallo di mezzanotte, quando
di solito vince lo sbadiglio.

Napolitano replica al
M5S che vuole sciogliere
le Camere: «In Italia
c’è libertà di parola»
Grillo voleva mostrare che lui
non è Hitler, e c’è riuscito al
punto che la Boschi lo accusa
di essersi «imborghesito». A
sua volta Renzi strizza l’occhio agli anziani e in particolare alle casalinghe, su cui Ber-

lusconi credeva di esercitare
un certo charme. Matteo è andato al programma della
D’Urso, rivolgendosi malandrino «alla signora Anna che
ci guarda mentre stira: guardi
le mie labbra, gli 80 euro rimarranno per sempre». Si è
perfino esercitato in una caricatura del Cav, segnalando
che «le dentiere per tutti» sono una promessa vecchia e
mai onorata...
Tanto è messo male Berlusconi, che in fretta e furia ha
rimpiazzato il dimissionario
Bondi nel ruolo di amministratore «azzurro»: al suo posto l’assistente personale Mariarosaria Rossi. Non poteva
attendere una settimana? No,
spiegano al Plebiscito: lunedì

MARCO BRESOLIN
INVIATO A BERGAMO

È

Le accuse volano in cielo
Durante il comizio, un aereo ha sorvolato la città
con lo striscione sul caso della veranda costruita
abusivamente da Gori (a destra con Renzi)

LA SFIDA «FATTIBILE»

«Giorgio puntava a questo ruolo
già 3 anni fa, se prende anche i voti
del centrodestra ce la può fare»

STRADE SEPARATE

Insieme alla Leopolda 2011,
poi il manager lo accusò
di averlo abbandonato
la strada del giornalismo di provincia, ma di fatto aprendogli quella che
lo ha portato nella Cologno Monzese
di Berlusconi – e che ora vuole riconquistare. Da primo cittadino.
Sul palco di piazza Vittorio Veneto,
Matteo Renzi lo abbraccia, sprona e i
bergamaschi («Giorgio ha una straordinaria voglia di mettersi in gioco
perché è tenace come voi») e gli tira la
volata con un aneddoto curioso, tutto
da verificare: «Già nel 2011, quando
mi contattò, mi disse che il suo grande sogno era fare il sindaco di Bergamo». In pochi gli credono davvero,
ma ciò che conta ora per Renzi è cancellare gli screzi del passato («Non
abbiamo litigato, ma discusso, ognuno ha le sue idee»). Quasi avesse qualcosa da farsi perdonare.

nel partito scoppierà un putiferio, Fitto tornerà all’assalto
del «cerchio magico», meglio
mettere da subito la cassa e il
simbolo in mani fidate. Si preparano transumanze verso altri lidi: da segnalare un convegno di Tremonti a Palazzo
Madama, affollato di senatori
che considerano Berlusconi
acqua passata...

perché il terreno bergamasco è tendenzialmente più favorevole al centrodestra («Ma noi andremo a prenderci i
loro voti, senza puzza sotto il naso») e
poi perché «sappiamo benissimo che il
nome di Gori richiama gli attacchi di
tutti». Molti, nel centrosinistra, hanno
mal digerito la candidatura di un «berluschino»: sono loro i veri elettori da
conquistare. Veranda permettendo.
Perché la vera protagonista di questa
campagna elettorale è quella veranda
abusiva che potrebbe costare molto
più di una denuncia per abuso edilizio
(che finirà in prescrizione). Gori, nel
2009, ha trasformato il porticato della
sua villa in Città Alta in una veranda di
45 metri, senza alcuna autorizzazione.
E come glielo spieghi al popolo del Pd?

Reportage
come un salto indietro nel tempo, di due anni e mezzo. Lui,
Matteo, che fa il mattatore sul
palco. L’altro, Giorgio, che annuisce
in posizione defilata. Solo che questa
volta sullo sfondo non c’è la stazione
Leopolda di Firenze, ma lo skyline di
Bergamo Alta. La città in cui Giorgio
Gori non è riuscito a sfondare professionalmente – all’inizio degli Anni 80
Vittorio Feltri lo cacciò dalla redazione di «Bergamo Oggi», sbarrandogli

Leader Pd
Renzi ieri a Mediaset per
registrare la puntata andata
in onda nel pomeriggio con
Barbara D’Urso, ha incontrato
Fedele Confalonieri,
presidente della società che
l’ha accolto sul piazzale

SPADA/LAPRESSE

“Bravo Giorgio, rimettiti in gioco”
E Renzi fa la pace con Gori
Comizio a Bergamo per lanciare l’ex guru, candidato sindaco
In effetti ne son successe di cose da
quell’ottobre 2011. Renzi ha scalato il
Pd, ha lasciato Palazzo Vecchio e si è
pure preso il governo. Ma l’ex manager Mediaset, il «Giorgio Guru» ispiratore di quella Leopolda, si è sentito abbandonato. Lui, renziano della primissima ora, costretto a un’umiliante test
elettorale alle primarie per il Senato

(solo 2.500 voti, addio seggio), ha criticato lo scarso impegno del suo leader
di riferimento. Che non gli ha nemmeno trovato un posto nel nuovo Pd. Ma
ora è il momento di stare uniti. In ballo
ci sono la legittimazione elettorale
(per Renzi) e la poltrona da sindaco
(per Gori). Il passato è passato.
Poco prima di salire sul palco, Gori

confida il suo ottimismo. «Andremo al
ballottaggio con Tentorio (l’attuale
sindaco di centrodestra, che ieri ha invitato invano Renzi in Comune, ndr),
ma ce la faremo. I grillini qui non danno fastidio». Su questo ha ragione, ma
Renzi preferisce volare più basso. Per
lui il successo di Gori è «paradossalmente fattibile». Paradossalmente? Sì,

Nella festa con Renzi, il dito nella
piaga lo mette un aereo (leghista) con
striscione «Veranda abusiva, Gori Pinocchio». L’aereo sorvola il palco di
piazza Vittorio Veneto. Anche il premier sorvola. Cristina Parodi, aspirante First Lady (e comproprietaria della
villa con veranda fai-da-te), si gode la
performance di Matteo sorseggiando
prosecco. Dall’entusiasmo con cui lo
fotografa, sembra che la vera renziana
di casa Gori sia lei, berlusconiana pentita. E mentre la Parodi accarezza il figlio Alessandro, Renzi saluta e si avvia
verso l’auto dopo il solito bagno di folla.
«Presidente!», lo avvicina una
«sciùra» sulla sessantina che gli parla
dei suoi problemi. Lui schiocca le dita,
punta l’indice, la fissa negli occhi:
«Scrivimi lunedì: matteo-chiocciolagoverno-punto-it». Lei si gira, disperata, cerca conforto: «Matteo cosa?».

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Primo Piano .3

.

Taccuino

M5S

il caso

Beppe Grillo
anche ieri
ha ripetuto
che se il M5S
dovesse battere
il Pd, Napolitano
dovrebbe
dimettersi
e sciogliere
le Camere

FEDERICO GEREMICCA
ROMA

e ci avessero detto che a una
manciata di ore dalla fine della campagna elettorale Renzi
sarebbe sembrato un leader
moderato e i toni di Marine
Le Pen (e perfino quelli della Lega) un
argomentare appena sopra le righe, naturalmente non ci avremmo creduto.
Infatti, pur avendo chiaro fin dall’inizio che la sfida Renzi-Grillo-Berlusconi
avrebbe partorito iperboli ed esagerazioni, nessuno poteva umanamente immaginare che si sarebbe conclusa addirittura a colpi di «assassino» e di «lupara»
(anche se, per fortuna, «bianca»...). Invece è andata così. E paradossalmente,
proprio i toni esasperati hanno aiutato - o
dovrebbero aver aiutato - a capire alcune
cose. La prima (e forse la più importante,
perché destinata a riproporsi nel tempo)
è che il Paese - per la crisi che attraversa
e per i gruppi dirigenti che si ritrova - resta disperatamente assetato di cambiamento. Un desiderio di novità così esasperato che perfino il primo dei rinnovatori - e cioè Renzi il «rottamatore» - è apparso in difficoltà a fronteggiarlo: nemmeno le slides di inizio campagna, infatti,

S

MASSIMILIANO SCHIAZZA/ANSA

Quell’esasperazione indice
della sete di cambiamento
L’unico tema a unire i contendenti è l’ostilità alla Germania

Matteo ha smesso i panni
del «rottamatore» e ha scelto
di tenere un profilo responsabile

I SOLDI DEI PARLAMENTARI IN UN FONDO PER LE PICCOLE IMPRESE

Il Movimento 5 Stelle «restituisce» 5,5 milioni
1 C’era anche Beppe Grillo ieri mattina

a Piazza Montecitorio dove il MoVimento
5 Stelle ha simbolicamente consegnato
un assegno da 5,5 milioni di euro per «re-

stituire» gli stipendi dei parlamentari. I
soldi - in totale 7 milioni dall’inizio della
legislatura - finanzieranno un fondo di
garanzia per le piccole e medie imprese.

Roma inviano quotidianamente report nei
rispettivi Paesi per informare sui toni, gli
argomenti e le previsioni di questa campagna elettorale: non è antipatriottico dire
checistiamofacendolafiguradeipoveracci, un Paese che non sapendo con chi prendersela e non conoscendo la pratica (e
nemmeno la teoria) dell’autocritica, dirot-

ta all’estero cause e origini delle sue difficoltà. L’ultimo aspetto emerso con crescente chiarezza col passar dei giorni è il
fatto che, in realtà, si sono svolte tre campagne elettorali contemporanee ma del
tutto diverse. Renzi, costretto a smettere i
panni del «rottamatore» (impossibile tenere il livello di Grillo...) ha scelto un profilo

«responsabile», giocando ogni sua carta
sullecosefatteoavviatedalgoverno:lasua
è una campagna che parla di cose, di progetti e di speranze. Silvio Berlusconi, invece, è partito con toni durissimi ma poi - richiamato dai magistrati che lo sorvegliano
- ha scelto un filone che potremmo definire
della nostalgia. Quel che poteva essere e
non è stato. Piatto forte di questa linea sono,naturalmente,icomplotti(icolpidiStato): quello dei giudici - denunciato sottovoce, però - quello dell’Europa e degli Stati
Uniti che vollero la sua testa nel novembre
di tre anni fa, quello ordito da Fini prima e
Alfano poi, e via dicendo. Infine Grillo, che
meriterebbe un capitolo a parte: infatti sta
facendo la sua solita campagna elettorale,
l’unica che conosca. Che si voti per il Parlamento italiano o per quello europeo (e perfino per le regionali in Sicilia) è assolutamenteindifferente:tuttiacasa,onoioloro,
via i ladri ma prima di cacciarli ci restituiscano i nostri soldi. Musica per le orecchie
di un Paese provato, e spesso disgustato. E
poiché il coraggio aiuta gli audaci... nel giro
di dieci giorni tre retate (il caso-Scajola, il
caso Expo e l’arresto di Paolo Romano)
hanno fornito propellente fresco per la sua
campagna. Gli ultimi sondaggi lo davano
oltre il 25% ottenuto un anno fa. Al Sud, si
dice, dovrebbe dilagare. Ma siamo alla fine,
fortunatamente. Il 26 maggio si saprà chi
ha vinto e si conteranno i danni procurati.
Infatti, dopo una campagna dichiaratamente antieuropea e costellata di annunci
di referendum per uscire dall’Euro, toccherà proprio all’Italia andare a presiedere il semestre europeo. Sembra una barzelletta. Purtroppo non lo è...

Le accuse al leader M5S

Hanno
detto

La destra attacca Grillo
“Beppe lavorava in nero”
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

«Pregiudicato e assassino
scampato alla prigione». E
pure un evasore che accettava compensi «gran parte in
nero», attacca Berlusconi.
«Un pover’uomo» che «non
merita risposte», lo liquida
sprezzante Beppe Grillo.
Così, a cinque giorni dal
voto di domenica, il clima
della campagna elettorale si
fa sempre più infuocato. Ha
un bel da invitare il premier
Matteo Renzi, ospite a Canale 5 e a La7, a smetterla con
«la guerra civile verbale che
stiamo vivendo»: da altri
studi tv arrivano attacchi
violentissimi.
È il leader di Forza Italia,
Berlusconi, a prendere di mira il fondatore del M5S. Non

Allarme nel Pd
Ora il sorpasso
è un’ipotesi
concreta
rimo Renzi, secondo,
a un’incollatura, Grillo, terzo, ma distaccato, seppure a cavallo della sua quota di sopravvivenza Berlusconi. Ncd e
Lega sopra la soglia di
sbarramento del 4 per cento, tutti gli altri sotto: i dati
finto-segreti dei sondaggi
che la legge impedisce di
pubblicare circolano liberamente nei corridoi degli
studi televisivi in cui i leader politici si alternano a
ritmo di inseguimento e
con toni da urlatori. Malgrado ciò, il record di ascolti - oltre quattro milioni toccato dal leader del Movimento 5 stelle nello studio
di «Porta a porta» con Vespa ha reso assai più incerte tutte le previsioni fatte
dai sondaggisti. Se il distacco tra i due maggiori
duellanti è limitato, come
dicono tutti, e se l’apparizione di Grillo nel più tradizionale salotto televisivo di
Rai1 è stata in grado di mobilitare un pubblico così vasto, sulla carta la possibilità del sorpasso, remota fino
a qualche giorno fa, si fa più
concreta. Molto resta legato all’affluenza, cioè al rientro dall’astensione di una
larga parte dell’elettorato,
al quale il leader di M5S ha
cercato di rivolgersi con un
messaggio rassicurante:
votate per chi vi pare, ma
se non siete convinti statevene pure a casa, tanto noi
grillini non pensiamo certo
di fare la rivoluzione.
Renzi ha messo in agenda un tour de force nelle
piazze, oltre che davanti alle telecamere, che punta a
mobilitare, dove ancora ci
sono, e magari sono rimaste fredde, finora, in attesa
di fare i conti dopo i risultati con il nuovo leader, le
strutture del Pd. Soprattutto al Sud, le divisioni sono fortissime, la competizione tra candidati delle varie anime del partito è fuori
controllo e il rischio di dispersione di voti per il centrosinistra concreto. Anche per questo Renzi ieri
ha avvertito che in ogni caso la sorte del governo non
sarà in discussione.
Berlusconi cerca di inserirsi nel corpo a corpo
tra i suoi due avversari, alza il tono contro Grillo
chiamandolo «assassino»,
mena duro anche contro il
presidente del consiglio
sconfessando ogni accordo con lui, ma sotto sotto
sa che sarà difficile risalire la china di una campagna che per la prima volta
in vent’anni non lo ha visto
protagonista.

P

IL PARADOSSO

l’andare a piedi tra la gente e il tono rimasto informale anche una volta indossato
l’abito da premier, sono apparsi sufficienti - evidentemente - a convincere la gente
circalospessoredelcambiamentoavviato. La seconda cosa che si è plasticamenteintesa,èchelaparaboladiSilvioBerlusconi pare ormai definitivamente compiuta. La ripetitività delle promesse proposte in ogni campagna elettorale e
poi quasi sempre disattese - è parte di
quel declino. Il grosso della difficoltà, però - e l’aspetto è sorprendente - sta nella
circostanza che quello che fino a ieri veniva considerato il «re dei comunicatori»
fa fatica a tenere il passo dei due suoi
competitor ed è ridotto, di fatto, al ruolo
di comprimario: perfino battute e barzellette sembrano antiche. E se non sono
antiche, è l’opinione pubblica che - consideratatuttal’acquapassatasottoipontinon pare più disposta ad apprezzarle ed
a riderci su. La terza cosa - e non era
scontata - è che non è vero che RenziGrillo-Berlusconi non sono d’accordo su
niente. C’è un tema che, seppur con sfumature di toni - li accomuna: l’attacco
frontale - c’è chi ha evocato i lager e che si
è lasciato andare a poco eleganti apprezzamenti personali - alla Germania ed ad
Angela Merkel. Le ambasciate europee a

MARCELLO
SORGI

gli basta insistere sulla sua
«pericolosità» che «troppa
gente non capisce» («questi
vogliono il sangue e purtroppo
Grillo dice le stesse cose che
diceva Hitler»): passa all’attacco personale. «Grillo è uno
esperto sul non entrare in prigione, con colpa ha ucciso tre

«Un pover’uomo che
non merita risposte»
la replica sprezzante
dell’ ex comico
amici. È condannato per omicidio plurimo colposo, è pregiudicato e assassino, ha
scampato la prigione», fa riferimento a una vecchia condanna a seguito di un incidente
stradale. Poi aggiunge anche

l’allusione a presunti compensi in nero: «Grillo è conosciuto
in tutto il mondo dello spettacolo come uno che non faceva
spettacolo se non era pagato in
gran parte in nero, l’ha denunciato un coraggioso imprenditore, vederlo che ora fa il moralista in televisione è qualcosa
che mi disturba».
Dichiarazioni che arrivano
al comico genovese mentre sta
lasciando Montecitorio, dove
ha sventolato soddisfatto l’assegno da oltre cinque milioni
per le piccole e medie imprese
ricavati dal taglio degli stipendi dei suoi parlamentari: «Sono voci dall’aldilà, non replico
neanche. Uno dei più grandi
evasori della storia dà dell’evasore a me? È fantastico... », allude alla condanna di Berlusconi per frode fiscale. «È un

L’ex premier

LAPRESSE

Silvio Berlusconi

pover’uomo, non merita risposte». E lo accusa di «zampettare» da «una televisione all’altra per salvare le sue aziende,
non gli elettori». Ma il botta e
risposta va avanti con Berlusconi che rilancia e lo sfida:
«Le sue parole sono evasive
per buttare fumo su ciò che ho
detto io. Se vuole facciamo una
trasmissione aperta e io porto
i testimoni e la sentenza con
cui è stato condannato».

Beppe Grillo
è conosciuto da tutti
come uno che non
faceva uno spettacolo
se non era pagato
gran parte in nero
L’ex comico

Sono voci dall’aldilà
Non replico: uno
dei più grandi evasori
della storia che mi dà
dell’evasore...
È fantastico

Jena
Cosa
Qualcuno di voi
ha capito
per cosa si vota
domenica?

jena@lastampa.it

.

MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014 LA STAMPA 4

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Primo Piano .5

.

U

VERSO IL VOTO

Doppio incarico

Duello Grillo-Vespa, tutti vincitori
Poteva essere la sfida tra il leader degli scontenti e il simbolo del potere mediatico
ma nessuna delle due vecchie volpi è finita in pellicceria. A chi è stato più utile il dibattito?

MEGLIO IL LEADER 5 STELLE

Il Beppe “moderato”
fa il pieno di consensi

Ma dài su
Ma siamo seri
Come fate a
governare senza
una maggioranza?
Vespa a Grillo

MASSIMO GRAMELLINI

G

rillo ha fatto il botto. Di spettatori e, secondo me, anche di
voti. Vespa gli ha apparecchiato la serata perfetta. Due
vecchi leoni di Raiuno che si ritrovano dopo vent’anni, si
danno il cinque come pallavolisti e si usano a vicenda con sapienza democristiana: quasi non si fossero mai lasciati.
Era un patto di utilità reciproca. Vespa aveva bisogno di essere
riconsacrato nel suo ruolo di eterno sagrestano del potere. Passano i leader e le repubbliche, questa a occhio e croce dovrebbe
essere la terza, ma lui è ancora lì con la sua conduzione
astuta e ammiccante, che
nell’arco di due secoli ha
messo a proprio agio Grillo e
Craxi, D’Alema e Andreotti,
Renzi e Berlusconi.
Il cittadino Beppe aveva un
obiettivo altrettanto pratico:
conquistare il pubblico di
«Porta a Porta», composto
per metà da ultrasessantenni,
la fascia generazionale più restia al verbo grillino. Probabile che ci sia riuscito, indossando i panni del tribuno buono e
ripetendo fino alla noia che i
Cinquestelle consentono alla
rabbia popolare di incanalarsi
in un flusso ordinato anziché
disperdersi in rivoli di violenza. Non ha proposto formule
credibili di guarigione, ma a
un pubblico che ha creduto ai
contratti di Berlusconi, l’idea
che il reddito di cittadinanza
venga finanziato dal gioco
d’azzardo online sarà sembrata un’intuizione da Nobel.
Il messaggio forte del grillismo - spazzare via tutta la classe dirigente, per definizione incapace e corrotta, sostituendola con oscuri fuoriclasse finora ignorati da un complotto interplanetario - è penetrato l’altra sera nelle teste di milioni di moderati, che l’avranno trovata persino intrigante. Depurata dalle invettive da comizio e consacrata dalla
benedizione di don Bruno, la prosa esagitata di Grillo ha ricevuto
una sorta di avallo istituzionale. Dall’altra sera abbiamo almeno
una certezza. Quando Grillo conquisterà il potere, in Italia cambierà anche tutto, ma non «Porta a Porta» e il suo conduttore.

Colloquio

FABIO POLETTI
MILANO

I

Botta e risposta

tassisti non mollano, oggi incontrano il ministro dei Trasporti
Maurizio Lupi ma intanto il Garante degli scioperi boccia come «illegittima» la protesta delle auto
pubbliche che a Milano sono sul piede di guerra contro Uber, la app che
permette di chiamare un’auto a noleggio con conducente nelle vicinanze. In ballo c’è molto di più che la difesa di una corporazione o della liberalizzazione del sistema. I tassisti
rivendicano il diritto all’esclusiva
acquisito con la licenza. Uber, la
multinazionale che viaggia nelle
strade di mezzo mondo, giura che in
ballo c’è la modernità. A Milano se

Non sei un
giornalista,
sei un pacchetto,
sei un fossile
Continui a non capire
Grillo a Vespa

23.75
Share medio
Ottimo risultato di «Porta
a Porta», record stagionale
con 3 milioni 165 mila
telespettatori

AI PUNTI PREVALE IL GIORNALISTA

Ma l’eterno Bruno
l’ha messo all’angolo
MATTIA FELTRI

E

ra così buono che non si vedevano le zanne. Nascoste
dentro le fauci ad agevolare il sorriso iniziale per il selfie,
quello finale per la stretta di mano da chitarristi. In altri
tempi e altri luoghi, Beppe Grillo aveva attinto al suo peggiore
vocabolario per definire Bruno Vespa; e dunque quello di lunedì sera aveva l’aria del duello, sebbene Vespa non sia candidato. In fondo non lo è neanche Grillo, però a un tiro di schiaffo
stavano il vendicatore del popolo umiliato e il pontefice della
casta giornalistica. Ma
Grillo non era lì per convincere i commentatori né
per infiammare le truppe:
era lì per rassicurare un
popolo non suo, e diffidente. Nessuna sparatoria né
promesse di punizione. Si
è adeguato alle soffici vette istituzionali della terza
camera, ha abbaiato il sufficiente per ricordare che
sa mordere, ha usato uno
schietto umorismo da bar
(«non sei un giornalista,
sei un pacchetto», «sei un
fossile»), ha pronunciato
morbidamente la battuta
bacucca su Vespa figlio
del Duce. E Vespa - talvolta sottovalutato come lo fu
Grillo - ha tenuto il palco
con la levità del ballerino,
non ha sbagliato una sillaba, si è offerto per un massaggio ai nervi tesi dell’interlocutore, lo ha invitato
a una gita a braccetto al
parco, se lo è freddamente
RICCARDO ANTIMIANI/ANSA
lavorato con paternalistico stupore («ma dài, su», «ma siamo seri»). Ha posto anche
qualche domanda da cui Grillo si è liberato con spezzoni di
fumisteria teatrale. Alla fine la coppia è combaciata come i
loro palmi destri, si presume per la delusione della curva che
s’aspettava uno strapazzo di quelli riservati in streaming a
Matteo Renzi e Pierluigi Bersani. Macché. Il cortigiano Vespa,
il servo del padrone di passaggio, è stato legittimato ed elogiato dallo sceriffo anticasta. Il solito trionfo del grande professionista. Quanto a Grillo, si rifarà domenica.

La ricetta del grillino
per portare la pace
tra taxi e Uber
Buffagni: “Anche i tassisti usino l’app”
ne fa pure una battaglia dal sapore elettorale. La corporazione è forte. Muove
decine di migliaia di voti. L’ex sindaco
della città Riccardo De Corato di Fratelli
d’Italia se li accarezza e vola in Centrale
dove i taxi sono fermi in fila: «Non mollate, state lottando contro l’illegalità».
«Non c’è chi ha ragione. Ci sono solo i
milanesi penalizzati dalla situazione»,
guarda invece ai cittadini Stefano Buffagni, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, pure lui tirato per la
giacca da tassisti e conducenti. «Magari pure i tassisti potrebbero trovare

ANSA

La protesta dei tassisti

il modo per sviluppare questa app. Io
vedo questa situazione come un’opportunità che non va lasciata tutta
solo nelle mani delle multinazionali».
Lo scontro tra modernità e conservazione non trova impreparato il politico del Movimento 5 Stelle: «Noi siamo per la tecnologia. Siamo per le innovazioni in ogni campo».
In mezza Europa il numero unico
con la app per i tassisti esiste da tempo. Per Stefano Buffagni questa potrebbe essere l’occasione buona: «Le
iperliberalizzazioni non hanno mai
portato bene. Ci sono i diritti dei lavoratori tassisti da difendere. Sviluppando l’applicazione i tassisti potrebbero pure vincere la battaglia
per la concorrenza». Il terreno è minato. La normativa è complicata.
Dall’inizio dell’anno la Polizia municipale ha elevato 71 contravvenzioni
contro autisti di auto a noleggio con
conducente. I sindacati dei tassisti
giurano che i Tar hanno già dato ragione alle auto pubbliche e che non
c’è contrasto con la normativa europea. Una battaglia a colpi di cavilli
che oggi finisce sul tavolo del ministro Maurizio Lupi.

Todini getta
la spugna
Lascerà la Rai
in autunno
ROMA

Alla fine Luisa Todini ha buttato la spugna, come chiedevano il Pd e 5 Stelle: lascerà il
Cda della Rai, ma non subito,
«non appena il momento sarà
opportuno, probabilmente in
autunno». Con calma. L’imprenditrice ed ex parlamentare europea di Forza Italia è
stata nominata presidente
delle Poste con uno stipendio
di 238 mila euro lordi che si
andavano a sommare i 66 mila
di consigliere Rai. Il doppio incarico aveva sollevato le critiche del renziano Michele Anzaldi e di molti altri parlamentari del Pd. La proprietaria
della Todini Finanziaria aveva
replicato alle accuse dicendo
di essere in grado di ricoprire
entrambi i ruoli. «Non esiste
incompatibilità e poi io sono
multitasking, faccio tutto e
bene». E i due stipendi in un
momento in cui si chiede a
tutti di tirare la cinghia? Aveva deciso di tenerli entrambi:
«Il lavoro va sempre pagato, è
una mia regola».

LAPRESSE

Luisa Todini dirà addio al Cda

Ora ha cambiato idea, ma
dalla Rai se ne andrà in autunno. Motivo? Todini intende
completare i dossier su cui ha
lavorato. «Stiamo facendo un
buon lavoro, i risultati già si
vedono», precisa la presidente delle Poste che considera
«ossessiva» l’attenzione sul
suo ruolo in Rai. Quello che
non spiega è perché prima si
rifiutava di lasciare la Rai
mentre adesso racconta di
avere deciso quando è stata
nominata al vertice delle Poste. Aspetta comunque «il
momento opportuno, probabilmente in autunno». «Una
notizia - aggiunge - che spero
rassicuri e soddisfi la curiosità di quei giornalisti che hanno cominciato a fare capannello sotto casa mia per carpirmi una dichiarazione».
Quanto ai compensi Rai, Todini fa sapere che la metà finisce
al fisco e l’altra metà è devoluta in attività di beneficenza.
Il Pd è diffidente. I deputati
Gelli e Magorno si chiedono
perchè non abbia rassegnato
subito le dimissioni da viale
Mazzini. E perché aspettare
l’autunno: «Siamo lieti che il
compenso che riceve dalla Rai
vada in beneficenza - dicono ma si tratta in ogni caso di beneficenza a carico dei contribuenti ancora per altri mesi».
Quando la Todini lascerà il
Cda Rai si porrà il problema
di chi andrà al suo posto in
quota centrodestra. Ma forse a quel punto potrebbero
aprirsi altri scenari, anche
in seguito ai risultati elettorali delle Europee. Potrebbero essere i 5 Stelle a chiedere di essere rappresentati
in quell’organismo di potere
[A. L. M.]
molto ambito.

.

6 .Primo Piano

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO

Il discorso

“Votate
per i diritti
e la libertà”

L’INTERVENTO
Ha
detto

Il senso dell’Europa

Uno straordinario
progresso
per centinaia di milioni
di cittadini

Pubblichiamo l’appello
al voto dei Presidenti
Napolitano, Gauck e
Komorowski in occasione
delle prossime elezioni
europee

Grazie all’unità

C

È fortemente cresciuta
l’economia, sono stati
conquistati diritti ed è
stata garantita la pace
L’incontro a Berna
Napolitano a Berna dove ha incontrato
il presidente svizzero Didier Burkhalter
LUKAS LEHMANN/AFP

“Nuova linfa per l’Europa”
Dal presidente Napolitano un rinnovato appello contro l’astensionismo
ANTONELLA RAMPINO
INVIATA A BERNA

«Domenica ci sono le elezioni
europee. Non dico una parola
in merito a scelte che attengono alla libertà di ciascuno,
ricordo solo quello che abbiamo scritto con i presidenti tedesco e polacco: lo straordinario progresso che l’Europa
ha rappresentato per noi e
per centinaia di milioni di cittadini. Grazie all’Europa è
fortemente cresciuta l’economia, sono stati conquistati
diritti ed è stata garantita la
pace». Giorgio Napolitano,
nel corso della prima visita di
un presidente della Repubblica in Svizzera dopo dieci
anni, incontra la comunità
italiana, e ancora una volta
ribadisce l’invito al voto.
Lo fa in un ampio discorso
sull’Italia di oggi, con «qualche segnale di ripresa», e ringraziando - visto che vi sono

anche imprenditori - coloro
che agiscono proprio perché vi
sia una ripresa economica.
Ovviamente il presidente
non può e non vuole entrare in
alcun modo nella tenzone elettorale, e anche ai giornalisti ricorda l’appello al voto per l’Europa nato pochi giorni fa dalla
«Carta di Napoli».
«Sapete come la penso...»,
lascia cadere lì quando gli si
chiede di possibili riflessi nella
politica nazionale dell’esito
elettorale per Strasburgo, ed è
addirittura ancor più tranchant se gli si fa presente che
intanto in Italia è un’esplosione di minacce alla stabilità:
«C’è libertà di parola». Come
dire, anche, che i fatti sono altra cosa.
L’appello contro l’astensione aveva fatto capolino anche
in un breve passaggio del discorso pronunciato davanti al
presidente della Confedera-

Analisi
FRANCESCO MANACORDA

«S

e lei fosse qui ad ascoltare i
miei colloqui di questi giorni con gli investitori istituzionali capirebbe che l’effetto della politica degli annunci di Renzi si è già
esaurito». Forse l’uomo della grande
banca che lavora sulla piazza di Londra è un po’ troppo tranchant, quando
spiega come e perché gli investitori si
stanno rapidamente spazientendo.
Ma può valere la pena di ascoltarlo,
soprattutto dopo la cavalcata di
maggio dello spread. Due settimane
fa il differenziale tra il rendimento
dei Btp nostrani a 10 anni e quello dei
Bund tedeschi era sotto i 150 punti
base; ieri, spinto anche dai timori di
instabilità politica, ha chiuso oltre
quota 190 punti. Siamo lontanissimi
dai picchi vertiginosi dell’inverno
2011, quello del lungo addio berlusconiano e dei berlusconiani sospetti di
golpe, ma ci stiamo allontanando anche da quella zona di sicurezza che
ancora a inizio mese - prima della
doccia fredda del Pil in rallentamento, fenomeno spiegabile ma comunque negativo - vedeva i rendimenti
dei titoli di Stato incamminati verso
una strada in discesa.
Che cosa pensino davvero della situazione italiana questi inafferrabili
ma onnipresenti «mercati», al di là

zione Didier Burkhalter, spiegando che l’Italia «attraversa
una fase complessa e cruciale
di rinnovato impegno per il rilancio dell’economia e della occupazione, per la definizione
delle riforme strutturali, anche in senso costituzionali, da
tempo mature».
Rassicurando che «l’asprezza del confronto politico, che in
questo momento è di scontro
elettorale, non ci farà deviare
dalla concentrazione sul progetto di Unità europea», ha ribadito che di fronte alle «pulsioni di populismo e sterili nazionalismi» è necessario tenere ben fermi e chiari gli obiettivi politici forti.
L’Europa ha bisogno di
«nuovo slancio» esattamente
come l’Italia, ma «ridare nuova linfa all’Europa è cosa ben
diversa dal negare quello che
si è fatto, e dal negare le grandi
scelte compiute».

E con ciò, Napolitano ha
espresso lo sconcerto italiano
per l’esito del referendum dello scorso 9 febbraio sull’immigrazione - che in Svizzera è
tutta intra-europea, e che ha
sconcertato anche tutto l’establishment federale, imprenditori e sindacati compresi - perchè è «un risultato che si pone
in controtendenza rispetto alla consolidata politica europea
della Confederazione».
E questo perchè quel referendum vincola Berna a rinegoziare con la Ue il Trattato
sulla libera circolazione delle
persone, proprio mentre la
Commissione ha avuto mandato di negoziare un accordo
istituzionale che, osserva Napolitano, può dare alla Svizzera «lo status di Paese che pur
senza essere membro dell’Unione condivide già ora
gran parte della legislazione».
Di questa legislazione fa parte

il famoso accordo fiscale cui
l’Italia tanto tiene per il rientro dei capitali a suo tempo illecitamente esportati, e sul
quale si negozia ormai dal
2012. Alla visita, che non aveva
ovviamente carattere di negoziazione, ha infatti partecipato
anche il consigliere del ministro Padoan e già consigliere di
Saccomanni, l’ex Bankitalia
Vieri Ceriani. La Svizzera ha
aderito il 6 maggio scorso al
protocollo sullo scambio automatico di informazioni che anche altri Paesi europei stanno
adottando (in Italia è in discussione in Parlamento) e ora, dice Napolitano al suo omologo
svizzero, «la comunità internazionale guarda con interesse alle effettive modalità e ai
tempi con cui il legislatore
metterà a punto gli strumenti
di diritto interno per garantire
la piena attuazione di quell’impegno».

Instabilità italiana e riforme in ritardo
La paura dei mercati spinge lo spread
Timori anche per un trionfo degli euroscettici in Francia e Olanda
dell’indicatore davvero molto sintetico Paesi dove è probabile che i partiti eurodello spread, è compito arduo. Certo è scettici vadano assai bene», commenta
che la congiuntura politica continentale la giapponese Nomura. Bank of Amerinon aiuta. Le elezioni per l’Europarla- ca Merrill Lynch parla di «Rebus politimento, in altre circostanze evento del co europeo» e avverte che «è aumentato
tutto trascurabile per il fondo pensione il rischio che la disaffezione politica auUsa o l’hedge fund britannico, adesso menti la frammentazione» a Bruxelles,
sono viste come il luogo dove riimpedendo così «l’ulteriore inschiano di detonare all’unisotegrazione» e il «senso della
no i tanti antieuropeismi
direzione» europea. «Alla
nazionali dalla miccia
fine - è il commento di
cortissima, con effetti in
un operatore che prebuona parte impreveferisce restare anonidibili. Non a caso per ilmo - si potrebbero avlustrare la sua copertiviare politiche econoLo spread tra il rendimento
na sul tema l’Economiche meno orientate
dei Btp nostrani
mist chiama in aiuto
al rigore di bilancio. un
a 10 anni e quello
Hyeronimus Bosch e alle
rigore che invece i merdei Bund tedeschi
delizie che allietano la Le
cati si aspettano».
Ma un effetto Grillo - in
Pen e Grillo, il britannico
accelerazione nei sondaggi e al
Farage e l’olandese Wilders, contrappone i supplizi di Merkel, Cameron galoppo in quelle sedute di training aue Hollande, quest’ultimo perfidamente togeno che sono i suoi comizi - pesa anritratto con casco per scappatelle ex- ch’esso, e quanto pesa, sulla nuova prutraconiugali a portata di mano. Più au- denza degli operatori finanziari verso
stere, le banche d’affari rifuggono dalle l’Italia? L’altra notte Davide Serra, fiillustrazioni ma sfornano rapporti ve- nanziere con il suo fondo Algebris, ma
nati dai loro timori. «I risultati delle ele- anche renziano della prima ora, ha affizioni europee possono avere più impli- dato a un tweet una valutazione particazioni a livello nazionale, specie in quei giana: «Il dramma è che se Grillo fa be-

190
Punti

ne nelle elezioni nessuno investirà più in
Italia. 2 casi: a) Troika o b) Default/
Uscita €. Game Over comunque». Che
un successo di Grillo si traduca in un immediata fuga dei capitali non lo pensa
invece il nostro interlocutore londinese:
«I mercati hanno capito già dall’anno
scorso che il voto di protesta in alcuni
Paesi, Italia compresa, sarebbe stato
forte. Non vedo ritracciamenti precipitosi». Quel che potrebbe avvenire, invece, è che con un Grillo trionfante, il centrosinistra renziano e un Berlusconi in
difficoltà abbiano un incentivo a ricompattarsi. Ma se i grillini si rivelassero
secondo partito e la strana maggioranza italiana dovesse diventare ancora più
anomala ci sarebbe ancora spazio per
fare davvero le riforme, prima fra tutte
quella elettorale? Siamo al discorso iniziale: più di un Grillo che spaventa gli
investitori come se fosse un venezuelano Chavez in salsa mediterranea, l’effetto Cinque Stelle potrebbe giocare di
sponda, aumentando l’instabilità del
quadro politico e spingendo le altre forze verso posizioni di arrocco. Se così
fosse il giudizio arriverebbe di sicuro
prima dai portafogli degli investitori
che non dalle prossime elezioni italiane.

ari Cittadini,
ci accingiamo ad
eleggere il nuovo
Parlamento dell’Unione
Europea. Quest’anno la nostra
voce conterà più che in passato:
per la prima volta la potremo
impiegare per influire
significativamente sulla scelta
di chi guiderà la Commissione
Europea verso il futuro. Allo
stesso tempo, i nuovi membri
del Parlamento Europeo
avranno una responsabilità
crescente nell’ambito del
processo di formazione delle
leggi. Ciò che faranno sarà
importante per tutti noi e per
ciascuno di noi europei. Siamo
in larga maggioranza
consapevoli dei vantaggi,
concreti e quotidiani, che ci
vengono dall’appartenenza
all’Unione Europea. Oggi sono
dati per scontati le libertà e i
diritti fondamentali. Non
dovrebbero essere considerati
come acquisiti una volta per
tutte. Essi devono essere invece
costantemente riaffermati e
difesi. Ormai da tempo si è
affermato uno stile di vita
europeo al quale la maggior
parte di noi non intende
rinunciare. Essere cittadini
europei significa oggi poter
vivere, lavorare ed esercitare
un’attività imprenditoriale
dovunque, all’interno dei confini
dell’Unione. Significa poter
viaggiare senza controlli alle
frontiere e, spesso, senza
neppure la necessità di dover
cambiar moneta. Significa
poter studiare a Varsavia,
Roma, Berlino ed in qualsiasi
altra città in Europa. Significa
poter esprimere il proprio
punto di vista liberamente,
sempre e dovunque. Essere
europei significa, in definitiva,
essere liberi.
Essere europei significa anche
vivere al sicuro. Possiamo fare
affidamento su un insieme
comune di norme e sul rispetto
di standard ambientali, sociali e
di sicurezza alimentare comuni.
I vincoli della solidarietà
europea sono così forti che
possiamo fare affidamento su
uno sforzo comune per
contrastare gli effetti della crisi
economica e finanziaria.
Combattere la disoccupazione e
ristabilire le condizioni per una
crescita sostenibile
costituiscono il nostro
obbiettivo comune. Lavorando
ed interagendo gli uni con gli
altri acquisiamo infatti la
capacità di plasmare insieme il
nostro comune destino. Nata
dalle tenebre della più tragica
delle guerre, l’integrazione
europea è stata, sin dagli albori,
un progetto di pace. Lo è
ancora. La violazione
dell’integrità territoriale
dell’Ucraina ci richiama
all’urgente bisogno di dar vita
ad un sempre più stretto
coordinamento europeo, ad
esempio nei settori della politica
estera, di difesa e dell’energia.
Libertà e prosperità, pace e
diritti umani: questo è l’Europa.
Ed è perciò che andare a votare
merita il nostro tempo ed il
nostro sforzo. Con il nostro voto
possiamo davvero influire
sull’evoluzione delle politiche
europee. Per questi motivi, il 25
maggio, votate! Votate per
l’Europa!

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Primo Piano .7

.

gg Dossier/Il voto
1

g
2

3

«Si evocano
solo paure
nessuno parla più
di sogni»

6

domande
a
Edoardo
Novelli

MARCO CASTELNUOVO

l sociologo Edoardo Novelli, professore di comunicazione politica all’Università di Roma Tre, è il coordinatore di una ricerca che coinvolge 28 Università europee,
una per Stato facente parte
dell’Unione, finalizzata a capire da un punto di vista sia contenutistico sia formale a quale
tipo di campagna elettorale
stiamo assistendo.

I
Il logo
La ricerca coinvolge 28 università

La paura dell’Orso russo

No Euro

Un orsetto che gioca con il planisfero è l’esplicito richiamo alla minaccia russa
evocata dal manifesto prodotto in Repubblica Ceca dal Partito dei Verdi. Le
recenti vicende politiche che si sono verificate in Ucraina e in Crimea
affiorano nelle campagne elettorali di alcuni paesi vicini a quell’area
geografica o membri dell’ex blocco sovietico

La proposta anti Euro rappresenta una delle costanti forti di questa campagna
elettorale. L’ipotesi di abbandonare la moneta unica ha portato ad inedite
alleanze fra partiti tradizionalmente non vicini, quali La Lega Nord italiana e il
Front National francese. Liste e movimenti che da fronti talvolta opposti
propongono l’uscita dall’Euro sono presenti in quasi tutti i paesi dell’Unione.

Slogan, temi e tormentoni
La campagna sui muri europei

Le traduzioni
dei manifesti
1

“L’Europa deve
difendere la
libera Ucraina”
Partito Verde
Rep.Ceca.

Una ricerca sui manifesti e gli spot elettorali di 28 università, una per ogni Stato
alle urne, evidenzia i temi comuni e diversi nella corsa al voto che comincia domani

2

“Con la nostra
moneta verso il
futuro”. Partito
Indipendentista
Finlandese.

3

“La corona Ceca
ha un futuro. No
Euro”. Partito
ceco Lavoratori.

C’è un tema che emerge come preminente in tutti gli
Stati?

«Il tema è la critica generalizzata all’Europa. Da nord a
sud, da destra a sinistra, si
passa da un “no” secco a un “sì
con qualche se e qualche ma”.
Ad eccezione del partito di
Monti in Italia, l’unico
che mette
addirittura il
nome del
candidato
p re s i d e n t e
Guy Verhofstadt nel
simbolo, e del partito ungherese Jobbit».
Anche in Germania?

4
6

«Sì. Gli slogan della Cdu, il
partito della Cancelliera Merkel è: “più opportunità e più
libertà", quello dell’Spd è:
“Un’Europa di persone e non
di banche”. Anche loro vogliono cambiare».
Disaffezione continentale.

«Bruxelles è vista come capitale di burocrati, è quasi una parolaccia: sinonimo di inefficienza, di banche cattive. Rispetto alle campagne anni’80
in cui l’Europa era dipinta come un’opportunità, oggi si evocano paure, mai sogni. Anche
la vena dell’ironia, del sarcasmo, della demonizzazione anche caricaturale - dell’avversario, è totalmente sparita».

Diritto alla privacy

5

Soprattutto nei paesi del Centro-Nord
alcuni partiti hanno inserito fra i temi
della loro campagna elettorale la tutela
della privacy. E’ un tema piuttosto nuovo,
almeno in questa entità, un diretto
effetto dello scandalo Snowden e della
rivelazione dello spionaggio americano ai
danni anche di alcuni capi di Stato
europei, compresa la Merkel, che spesso
si unisce al tema del diritto
all’informazione ed all’uso della rete.

7

Immigrazione
Rispetto alla sua urgenza e drammaticità, o forse proprio per queste, il tema
dell’immigrazione non è presente come ci si potrebbe aspettare nella
campagna elettorale per le elezioni europee. Le molte immigrazioni possibili:
dal Nord Africa e dal Sud Europa, dall’Est Europa e dall’Est del pianeta,
rimangono così appannaggio dei partiti populisti e dell’estrema destra che
ne fanno uno dei loro temi forti e identitari.

Gli eur
oentusi
asti

La crisi
non ha
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anche inato soltan
to l’eco
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r
inefficie Bruxelles è edibilità poli omia della U
tica ed
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onimo istituzionale.
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ritiche, smo finanzia burocrazia,
r
segnala i da paese a
paese anche se esp io. In mezzo
no alcu
e da
ress
ne cam
pagne i diversi fron e con toni
aperta
t
mente i politici, si
filoeur
opee.

8

Oltre al dibattito sull’Europa
che si vuole, con quali temi si
è cercato il voto? L’immigrazione?

4

“Camera,
camera delle
mie brame chi è
la più bella del
reame?” Partito
Pirata Tedesco.

5

“Impedisci a
Facebook di
vendere i tuoi
dati personali”
Partito Socialista
del Popolo
Danese.

6

“Diritti Europei,
Salari Europei
nel cuore
dell’Europa”
Jobbit
Movimento Per
Una Ungheria
Migliore.

7

“Nessun confine,
nessun
controllo”.
Partito
Indipendentista
Gran Bretagna.

L’ambiente
Fra le varie paure che
animano una
campagna elettorale
europea che nel
complesso sembra
evocare spettri più che
suscitare speranze, vi
sono quelle relative alla
tutela dell’ambiente,
alla qualità dei cibi, alla
salute. Si tratta di
issues tradizionalmente
appannaggio dai partiti
dei verdi e
ambientalisti, nel resto
d’Europa molto più
forti e presenti che in
Italia. Si tratta della
famiglia partitica più di
tutte capace di
uniformare e
coordinare le sue
campagne fra i vari
paesi.

8

“La politica deve
diventare più
calda. Non il
clima” Partito
Verde Svedese.

«Non direi. In fondo, tranne
che come tema identitario
delle destre (Front national,
Lega Nord, Ukip) è stato trattato solo dai partiti del nord
Europa che temono un’invasione da Est».
Ci sono temi transnazionali?

«In chiave negativa. Praticamente in ogni manifesto si fa
riferimento all’Europa, ma in
nessuno all’essere europeo.
Inoltre, non c’è stata una campagna comune così come ci si
poteva attendere per via dei
candidati alla presidenza della commissione o per le alleanze pre-elettorali fatte dai
partiti. Solo la Lista Tsipras è
l’unica che promuove un testimonial straniero. Tutto questo non vale per i Verdi che,
per tradizione e creatività,
hanno un fil rouge che li lega a
livello europeo».
Emergono nuovi terreni di
dibattito?

«Sì. La cosa che ha colpito è
il crescere in alcuni partiti medi - tipo Pirati o Verdi -, del tema della privacy, degli accessi
alle banche dati, del diritto all’informazione, ma contestualmente alla riservatezza. È la
prima volta che accade».
@chedisagio

.

8 .Primo Piano

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

U

65,28

Pagamento
contributo

Emissione
decreto

Il processo civile
diventa elettronico
dal primo luglio
Documenti via e-mail. Ma mancano le infrastrutture
le strumento per migliorare
l’efficienza della giustizia.
Un’occasione importante».
Con il processo civile telematico tutto passerà attraverso la posta elettronica: le comunicazioni tra giudice e avvocati, il deposito delle memo-

rie, le notifiche, la consultazione degli atti, persino il pagamento del contributo unificato. Però sono gravi i risultati
del monitoraggio effettuato
dall’associazione dei giovani
avvocati Aiga: esaminando 80
tribunali, si scopre che per le

ingiunzioni digitali, compreso
il pagamento telematico delle
relative spese ed emissione
on-line del decreto, sono pronti appena 36 tribunali su 100
(secondo il ministero invece
sarebbero stati formalmente
attivati il 61,43% dei tribunali).

Rilascio
copie

Pagamento
diritti di copia

Vanno malissimo le procedure
digitali per le separazioni consensuali: le pratiche on-line
sono possibili appena nel 15%
dei casi. Se si considera l’ambito esecutivo mobiliare, i tribunali che effettivamente permettono il deposito telematico
dell’istanza di vendita ed il pagamento del contributo unificato rappresentano il 13% del
totale. In ambito esecutivo immobiliare, sono il 16% i tribunali che permettono il deposito telematico dell’atto di pignoramento, dell’istanza di
vendita ed il pagamento del
contributo unificato.
Ma c’è anche di peggio.
Racconta Nicola Marino, presidente dell’Organizzazione
unitaria dell’avvocatura, che
pure è felice dell’avvento del
processo civile telematico:
«Purtroppo non possiamo
eludere la realtà strutturale
del Paese: l’informatizzazione
è in alcune zone inesistente, in
altre le connessioni sono len-

19,44

25,81

27,27
10

19,44

29,03
10

18,18

22,22

32,26

27,27

51,61

Centimetri
LA STAMPA

10
Deposito

SUD

MEDIA NAZIONALE

le sedi pronte
Sulla carta. Ma in molte
zone la connessione
a internet è lentissima
o inesistente

(dati %)

CENTRO

NORD

72,73

76,67
44,44

48,39

73,61

45,45

61,3%

40

Il dado è tratto: tra quaranta
giorni, il 30 giugno, entra a
regime il processo civile telematico. L’Italia delle cause
infinite e dei legulei entra di
slancio nel nuovo millennio,
quello digitale, pur con le differenze tra tribunali che
hanno il turbo e altri segnati
da atavici ritardi, con avvocati che scalpitano e altri che
quasi vorrebbero il ritorno
alla stilografica, e poi problemi veri quali il “digital divide” per cui ci sono città dove
Internet è davvero veloce e
piccoli centri dove la connessione te la sogni. Eppure il
ministro Andrea Orlando ha
deciso che non è il caso di attardarsi. Nessuna deroga, si
va avanti. E per una volta è
un coro soddisfatto da parte
delle associazioni che rappresentano la classe forense.
Dato che i problemi ci sono eccome, e al ministero
della Giustizia sanno che il
prossimo mese sarà cruciale
per non far abortire la riforma, saranno allestiti tre “tavoli” tecnici per seguire gli
aspetti normativi, organizzativi, e amministrativi . Il terzo tavolo dovrà preoccuparsi
anche dei rapporti con
l’utenza, con i professionisti
e dei problemi operativi delle
cancellerie.
«I “tavoli” - spiega il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri - saranno l’occasione per accompagnare l’attuazione e eventualmente
implementare le norme. Il
processo civile telematico
rappresenta un fondamenta-

64,52

FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

81,82

LA SVOLTA DIGITALE

Tribunali attrezzati per il decreto ingiuntivo telematico
80

GIUSTIZIA

Formula
esecutiva

tissime con conseguenti interruzioni dei contatti. Per
depositare documenti corposi
o comprensivi di fotografie
l’invio può impiegare anche
ore. Bisogna innanzitutto, e
necessariamente, intervenire
sul sistema telematico per
evitare eventuali interruzioni
del servizio».
Eppure la riforma è importante. Con il processo civile telematico, che si gestirà dalla
propria scrivania, previo inserimento nel computer di una
chiavetta di riconoscimento
da parte dell’avvocato o del
magistrato, ci si avvicina a
quel futuro che piace a Renzi
come a Beppe Grillo.
«L’Italia - insiste Ferri - è
tra i primi paesi d’Europa a
portare avanti un simile progetto di digitalizzazione del
processo : un’occasione unica
per modernizzare la giustizia
civile, garantire processi veloci ed assicurare nuove opportunità per tutti gli operatori».

«In molti tribunali
manca il software»

4

domande
a
Nicoletta Giorgi
presidente Associazione giovani avvocati

Nicoletta Giorgi, la vostra
associazione di giovani avvocati italiani Aiga, sta seguendo da tempo la concreta applicazione del processo civile telematico. A
che punto siamo?

«Abbiamo fatto presente al
ministero che occorreranno
interventi mirati perché se
manca anche la semplice attivazione, s’impedisce il vero
utilizzo del processo civile
telematico che noi chiamiamo in codice Pct».
In pratica, che cosa manca?

«Molte realtà lamentano
che non c’è stata la formazione, né degli avvocati, né
dei magistrati, né dei cancellieri e del personale amministrativo. È evidente che se i
protagonisti non maneggiano il software del Pct, è impossibile solo immaginare
che dal 30 giugno in Italia si
possa partire con un processo che passerebbe tutto attraverso le reti Internet. Per
fortuna abbiamo visto che in
molti casi sono stati i consigli dell’Ordine degli avvocati
a farsi carico dei corsi di formazione. Altrove, invece,
manca il software stesso».
Addirittura?

«Ci sono innegabili resistenze culturali e psicologiche.
Con il Pct si entra nel nuovo

Nuova
generazione
Nicoletta
Giorgi:
la vecchia
guardia,
racconta,
ha fatto
resistenza al
cambiamento

millennio. Ed evidentemente
qualcuno, anche tra gli avvocati, specie quelli della vecchia generazione, ha delle titubanze... O meglio, avevano
delle titubanze. Forse contavano sulla solita proroga all’italiana. Adesso quantomeno dovranno dotarsi tutti della fatidica chiavetta che permette il riconoscimento dell’operatore».
La vera novità, dunque, è il
decisionismo del ministro
Andrea Orlando: per una volta si fissa un termine e non si
deroga.

«E noi siamo d’accordo anche
se non ci possiamo nascondere che la realtà dei tribunali
italiani è fatta a macchia di leopardo. C’è chi è avanti, chi è
indietro. Ma ora è ufficiale che
non ci saranno deroghe. E mi
pare più giusto che chi è rimasto indietro debba correre e
non si debba far aspettare chi
è più avanti».
[FRA.GRI.]

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Primo Piano .9

.

U

ECONOMIA
IL RILANCIO IN AFFANNO

Industria, ripresa a passo di lumaca
Il rapporto Intesa-Nomisma: quest’anno il fatturato su dell’1,5% ma rispetto al pre-crisi mancano 100 miliardi
I dati dell’industria

20,0

Ordinativi

18,0

Indice destagionalizzati, medie mobili a tre termini
anno base 2010 =100

16,0

Fatturato

104
102

14,0

Occupazione nel settore manifatturiero
in % dell’occupazione totale
2002

-4,9%

-4%

10,0
8,0

1,3%

96
Centimetri-LA STAMPA

92

-3,1%
-3,2%

0,3%

98

-2,9%

Fonte: elaborazioni
Intesa Sanpaolo
su dati Eurostat

12,0

100

94

2012

-2,8%

-1,9%

6,0
4,0

Fonte: elaborazione

Variazioni % di marzo
rispetto al mese precedente

LA STAMPA su dati ISTAT

G F M A M G L A S O N D G F M A M G L A S O N D G F M
2013

2012

2,0
0,0

Regno Unito

Francia

Spagna

EU15

Eu27

PAOLO BARONI
ROMA

sentato ieri a Milano, prevede
che quest’anno il fatturato
dell’industria salga dell’1,5%
per effetto della ripresa dell’
export e della ripartenza degli
investimenti delle imprese.
Ma nonostante ciò di qui al
2018 recupereremo appena
80 dei 180 miliardi di fatturato
persi per effetto della recessione tra il 2007 ed il 2013.
Quest’anno «la domanda di
beni di consumo beneficerà
certamente del bonus da 80
euro e dai bassi livelli raggiunti dai beni durevoli - argomenta il rapporto - ma resterà comunque debole a causa delle
difficoltà del mercato del lavoro». Ancor meglio dovrebbe
andare dal 2015: l’ulteriore
miglioramento del mercato
domestico farà salire il fatturato in media del 2% l’anno.
Più piccoli ma competitivi

La sorpresa vera è che la recessione ci consegna comunque un
sistema industriale più competitivo. «Le trasformazioni dell’ultimo decennio hanno ridotto
la dimensione del nostro manifatturiero, che però è diventato
più forte: cresce la quota di addetti nelle grandi imprese; vengono potenziate le funzioni manageriali e tecniche, si mantiene una significativa base produttiva formata da operai specializzati e artigiani e aumenta
in modo consistente il livello
qualitativo delle nostre esportazioni», spiega Stefania Trenti
del Servizio studi di Intesa. In
questi anni Francia e Regno

ITALIA

metallurgia e prodotti in metallo), i primi a ripartire per effetto
della ripresa; quindi quelli a maggiore proiezione internazionale
(meccanica e automotive, soprattutto) che potranno beneficiare sia della «tonicità» di molti
mercati esteri sia del rimbalzo
atteso su quello interno.
Ma anche per altri comparti
si aprono ampi margini di recupero, soprattutto per quelli che
riusciranno a seguire strada
«equilibrata» intrapresa dai tedeschi.

A marzo il fatturato dell’industria segna un lieve aumento
(+0,3%) a conferma che la ripresa, anche se molto lentamente, prosegue. Ancor meglio vanno gli ordinativi
(+,1,3%). «La ripresa è molto
debole e le difficoltà ci sono
tutte» sintetizza il capo economista di Nomisma Sergio
De Nardis. Secondo il quale la
dinamica economica, però,
non è così negativa come indicava nei giorni scorsi quel
-0,1% fatto segnare dal Pil.
La marcia avanti insomma
è innestata. Il nuovo rapporto
sui settori industriali di Intesa-Sanpaolo e Prometeia, pre-

Sorpresa: la recessione
ci ha consegnato
un sistema
più competitivo

Germania

2014

Chi soffre ancora

MASSIMO DI NONNO/BUENAVISTA

La tendenza, dicono Nomisma e Intesa, è buona ma lo spunto della ripresa è ancora troppo debole

Unito hanno puntato molto sulla
globalizzazione, con un coinvolgimento molto forte nelle filiere
produttive internazionali e una
riduzione importante dell’occupazione nazionale (rispettivamente -20,5 e -28,2%). La Spagna,
che ha subito più di altri paesi la
crisi dei debiti sovrani, a sua volta ha risposto con una crescita
dell’internazionalizzazione, in

particolare nel comparto moda,
ed ha tagliato gli occupati del
28,6%. La Germania è invece il
paese dove l’occupazione ha tenuto meglio (-4,4%), grazie al
«buon equilibrio tra una forte
proiezione internazionale ed il
mantenimento di una significativa base produttiva in particolare
nei settori meccanica e automotive». E l’Italia? Siamo un po’ un

Retroscena
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

l fatturato dell’industria a marzo
risale, il prodotto interno lordo nei
primi tre mesi dell’anno scende.
C’è contraddizione fra questi due scenari? Ha ragione il forzista Renato
Brunetta - il quale pronostica una manovra correttiva per l’autunno - o invece Filippo Taddei, sicuro «della ripresa e della tenuta dei conti pubblici»?
Su un punto hanno ragione gli ottimisti: se i dati sull’andamento dell’industria hanno un valore anticipatore,
l’andamento del Pil somiglia ad una fotografia del passato. Se l’obiettivo è
vedere il bicchiere mezzo pieno, il governo Renzi ha ragioni per sostenere
che sia tale. «La svolta dell’economia
italiana è in atto, ed è iniziata fra febbraio e marzo», dice il responsabile
economia Pd. «A questo punto l’obiettivo di crescita del documento di economia e finanza dello 0,8 per cento è

I

caso a parte. Non ci siamo internazionalizzati granché, anche
perchè il nostro tessuto produttivo è fatto soprattutto di piccole e
medie imprese, che hanno certamente una minore propensione a
varcare i confini nazionali.
Ma come la Germania anche
noi abbiamo mantenuto una base manifatturiera estesa, con
una quota ancora elevata di ad-

detti, un tessuto diversificato e
filiere complete al nostro interno. Ne risultato un calo di occupati più basso della media dell’Eurozona: -10,3% contro -15,5.
I settori che tirano

Nel 2014, i settori che conosceranno ritmi di sviluppo più intensi sono quelli legati alla produzione di beni intermedi (chimica,

Segnali positivi
ma la mini-crescita
minaccia i conti
Italia maglia nera del G7 per il Pil

LAPRESSE

Il ministro dell’Economia Padoan

alla nostra portata, così come sono certo
che avremo i fondi per confermare il bonus Irpef e renderlo una volta per tutte
strutturale».
Eppure anche i pessimisti hanno frecce al loro arco. La prima: ricordare quanto profonda è stata la crisi dell’industria e
dunque quanto è lunga la salita da percorrere. Nei momenti peggiori della recessione ha segnato un calo fino al 25 per
cento. La seconda: il calo del Pil nel primo
trimestre sotto il profilo congiunturale è
dello 0,5 per cento rispetto ad un anno fa,
molto peggio del -0,1 tendenziale, il peggiore fra i Paesi G7, notava ieri l’Ocse. La

A pagare questi «dieci anni vissuti pericolosamente» saranno soprattutto mobili, elettrodomestici e i prodotti per le costruzioni,
ovvero i comparti travolti dalla
crisi dell’edilizia che continueranno a soffrire ancora. Non a caso proprio ieri il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, parlando all’assemblea di
Federacciai, è tornata a incalzare
la politica. «L’esperienza ci insegna che il rilancio della nostra
economia può esserci soltanto ripartendo dall’industria. Per questo bisogna che il Governo dica
con chiarezza che fare impresa,
soprattutto in questa fase storica, è la priorità numero uno del
Paese e, di conseguenza, orienti
tutte le proprie politiche verso
questo obiettivo».
Twitter @paoloxbaroni

terza: il calo delle Borse, dei titoli bancari
e l’aumento degli spread fra Btp e Bund
tedeschi di questi giorni sono segnali di
allarme da non sottovalutare. Sui mercati
pesa l’incognita politica, perché temono
una vittoria straripante degli antieuropeisti. E c’è molta incertezza anche sulle
prossime mosse della Bce, e le conseguenze che produrrà. Tutti si aspettano
per giugno un programma di «quantitative easing» all’americana, ovvero una forte iniezione di liquidità. Ma di cosa si tratterà? Di un programma di acquisto di titoli pubblici? E quanti ne potrà comprare
la Bce? Cosa accadrà nelle banche italiane dopo la restituzione dei fondi del programma di «Ltro» prevista per gli ultimi
mesi dell’anno? Le banche cederanno titoli italiani? Ci sarà un impatto sullo
spread? Il documento di economia e finanza prevede per quest’anno un differenziale medio di 200 punti, la soglia alla
quale siamo tornati dopo i minimi pre-crisi. Se la tensione sui mercati dovesse salire ancora, la fiducia verrebbe meno e con
essa la tenuta delle previsioni del governo. Non è il dominio della turbofinanza,
ma la fragilità di un Paese con una montagna di debiti, più alta di almeno un terzo
della ricchezza che produce ogni anno.
Twitter @alexbarbera

.

10 .Primo Piano

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

U

VATICANO
GLI SCANDALI

Buco allo Ior, bufera su Bertone
Finanziata la società cinematografica di Bernabei, amico dell’ex segretario di Stato, persi 15 milioni
ANDREA TORNIELLI
CITTÀ DEL VATICANO

Protagonisti

Un’operazione voluta dall’ex
Segretario di Stato Tarcisio
Bertone sarebbe costata allo
Ior, la «banca» del Vaticano,
una perdita netta di 15 milioni di euro che sarà registrata
nel bilancio presentato a luglio: fondi usati per finanziare la Lux Vide, società di produzione televisiva e cinematografica di Ettore Bernabei,
amico del cardinale. La notizia è stata rivelata ieri dalla
«Bild Zeitung», in un articolo
nel quale si affermava che sarebbe messo «sotto inchie-

Dopo l’elezione
di Bergoglio, i bilanci
sono stati analizzati da
una società di revisione
sta» in Vaticano per questo.
Il portavoce della Santa Sede
padre Federico Lombardi,
puntualizza «che non vi è in
corso alcuna indagine di carattere penale da parte della
magistratura vaticana». Ma
non smentisce che sull’operazione siano in corso controlli e verifiche da parte dell’Aif, l’Autorità di informazione finanziaria d’Oltretevere,
il cui presidente René
Bruelhart ha dichiarato al
giornale tedesco: «Non confermerò né smentirò indagini a carico di Bertone, e non
dirò nulla su casi specifici o
casi personali».
La storia ha inizio nel gen-

ANSA

Lo scoop della Bild
In alto, l’articolo che ha svelato l’affare Ior-Lux
Sotto, il cardinale Tarcisio Bertone con Benedetto XVI

naio 2013. Mancano pochi
giorni al clamoroso annuncio
delle dimissioni di Benedetto
XVI. La Lux Vide di Bernabei che ha tra i suoi soci il produttore tunisino Tarak Ben Ammar - è specializzata in film e
sceneggiati Tv su personaggi

legati alla religione e ha bisogno di un sostegno finanziario.
Sta infatti per scadere un prestito in obbligazioni convertibili sottoscritto tre anni prima
da Intesa San Paolo. Bernabei,
che vuole evitare di perdere il
controllo della società, si rivol-

Dopo Ratzinger
la parabola del potere
finisce nei veleni

Ettore
Bernabei

Marco
Simeon

Ettore Gotti
Tedeschi

Produttore cinematografico

Capo struttura Rai Vaticano

Ex presidente dello Ior

ge all’entourage di Bertone. Lo
Ior, in quel frangente ancora
senza presidente ma guidato
dal direttore Paolo Cipriani,
avrebbe dunque sottoscritto
un pacchetto di obbligazioni
convertibili per un importo
milionario.
Nelle settimane successive,
dopo l’annuncio delle dimissioni, Papa Ratzinger conferma la
commissione cardinalizia di
vigilanza sullo Ior presieduta
da Bertone e approva la nomina del nuovo presidente della
«banca vaticana», il tedesco
Ernst von Freyberg. Il 13 marzo viene eletto Francesco, in
giugno il Papa nomina una
commissione d’inchiesta sullo
Ior, i cui conti vengono vagliati
dalla società di consulenza
americana Promontory. Si arriva così allo scorso dicembre,

quando l’operazione Lux Vide
viene sottoposta al board dello
Ior e alla commissione cardinalizia, ancora per poche settimane presieduta da Bertone. I
porporati decidono di disdire
l’accordo con lo Ior: le obbligazioni vengono convertite in
azioni - evidentemente questo
era l’accordo sottoscritto - e
cedute a titolo gratuito a una
fondazione vicina alla Santa
Sede, che diventa così titolare
del 17% di Lux Vide. Costo in
perdita dell’operazione, quindici milioni, usciti dalle casse
dell’Istituto per le Opere di Religione.
Va ricordato che una simile
operazione, del valore di 20 milioni di euro - con cessione di
quote del capitale azionario o la
sottoscrizione di obbligazioni venne tentata da Bernabei at-

traverso l’amico Marco Simeon, capo della struttura Rai Vaticano, già alla fine del 2010.
L’allora presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, che pure
era un estimatore di Bernabei,
si era opposto fermamente e
aveva bloccato tutto. In un memorandum riservato, reso noto
dal «Fatto Quotidiano», Gotti
aveva scritto a Bertone: «il valore richiesto non è frutto di vere valutazioni di mercato». Il
prestito è andato invece in porto due anni dopo. «Non c’è nessun problema riguardo a questa operazione, effettuata con
tutta regolarità» e approvata
dagli organi preposti, ha dichiarato ieri il cardinale, assicurando che «non c’è alcuna rilevanza penale». Resta la domanda
su come sono stati usati i soldi
dell’Istituto in questi anni.

Contestato
Tarcisio Bertone, cardinale e
arcivescovo, è stato
segretario di Stato
di Sua Santità
dal 15 settembre 2006
al 15 ottobre 2013

I guai del cardinale tra eredità e lussi

Personaggio
GIACOMO GALEAZZI
CITTÀ DEL VATICANO

A

l passaggio di consegne con il successore
Parolin ha definito il
suo settennato alla guida della
Segreteria di Stato «ricco e
travagliato». E non c’è pace
neppure adesso per Tarcisio
Bertone, primo ministro di
Benedetto XVI per 7 anni e
poi, per sette mesi, di Francesco. Il porporato salesiano,
che il 2 dicembre compirà 80
anni, è di nuovo all’attenzione
della cronaca. Una nuova «tegola» sul cardinale che soltanto un mese fa era stato al centro di una polemica legata alla
sua nuova residenza in Vaticano, un appartamento di circa
600 metri quadri in un palazzo del piccolo stato, all’ombra
di San Pietro. Ma di problemi

Bertone ne ha avuti altri, come regime di «prorogatio» fin dal
la vicenda legata all’eredità del compimento dei 75 anni di età,
marchese Gerini ai Salesiani, dal 2 dicembre 2009 insieme a
alla stagione dei veleni di Vatile- quello di Camerlengo. Proprio
aks, capitata durante il suo come Camerlengo gestisce la
mandato e che lo ha visto prota- sede vacante dopo le «digonista di scontri, come quello missioni» di Ratzinger
con l’allora segretario generale dell’11 febbraio 2013. Ladel Governatorato, Viganò. Cri- scia il suo compito il 15
tiche arrivarono anche per la ottobre 2013 (anche se
«gestione» dello Ior, con la defe- l’annuncio dell’arrivo del
nestrazione del «suo» presiden- suo successore mons. Piete dell’Istituto,
tro Parolin è
Ettore Gotti TeLA CARRIERA del 31 agosto),
deschi nel mag7 mesi di
Criticato per il suo dopo
gio 2012. Già fidacollaborazioattivismo, aveva ne con Jorge
to collaboratore
delega sulle nomine B e r g o g l i o .
di Joseph Ratzinger alla CongreBenedetto
gazione per la dottrina della Fe- XVI ha fatto di lui un segrede, diventa segretario e numero tario di stato con amplissidue dell’ex Sant’Uffizio nel mi poteri, capace di gesti1995. All’inizio del 2003 diventa re largamente le nomine,
arcivescovo di Genova e viene spesso criticato per la sua
nominato cardinale. Nel giugno esuberanza e il suo attivi2006 papa Benedetto XVI lo smo. Il 7 febbraio 2014
nomina segretario di Stato, viene sostituito dallo
ruolo che ricopre dal 15 settem- stesso Parolin nella
bre 2006, succedendo al cardi- commissione cardinalinale Angelo Sodano. Un incari- zia di controllo dello Ior:
co che prosegue, però, anche in «La mia sostituzione insie-

me a quella di altri membri della Commissione Cardinalizia di
vigilanza dello Ior, credo sia stata una decisione anche fisiologica - aveva spiegato allora - cambiando il Segretario di Stato,
che negli ultimi decenni ha ricoperto il ruolo di Presidente, era
naturale che cambiassi anche
io». Entrato giovanissimo tra i
salesiani, è stato ordinato sacerdote nel 1960. Quinto di otto
figli, ha compiuto i suoi studi
medi a Torino, nell’oratorio di
Valdocco, passando direttamente al noviziato di Monte Oliveto (Pinerolo) attratto dalla
vocazione salesiana. Ha rivelato che quando incontra papa
Ratzinger (che una volta paragonò a Franz Beckenbauer)
«parliamo anche di calcio e mi
chiede cosa ha fatto la mia Juventus». Sul leghista Roberto
Calderoli che aveva sfoderato
una maglietta anti-islamica in
tv provocando ribellioni violente: «Certe persone andrebbero
mandate a fare i lavori forzati in
Cirenaica, per capire il valore
vero del rispetto».

.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

U

LE INCHIESTE
IL CASO CAMPANIA

Favori e minacce nella Asl
Arrestato candidato Ncd
AidomiciliaripertentataconcussioneRomano,presidentedelConsiglioregionale
GRAZIA LONGO
ROMA

Ancora un terremoto giudiziario in Campania. E ancora
presunti inciuci nel mondo
della sanità. Dopo il caso degli appalti illeciti all’Asl di Benevento - che portarono alle
dimissioni dell’ex ministro,
non indagata, Nunzia Di Girolamo, Ncd - finisce ora agli
arresti domiciliari la punta di
diamante del Nuovo centro
destra campano. Indagati a
piede libero, invece, due
esponenti dell’Italia dei valori e un cronista della Gazzetta di Caserta.
Il motivo? Pressioni per sistemare all’Asl di Caserta
amici e parenti. Minacce al
direttore generale che si opponeva gli inciuci. E la sua lapidazione quotidiana dalle
colonne di un giornale locale,
grazie alla complicità del
giornalista.
Al top delle accuse regna il
presidente del Consiglio regionale campano, Paolo Romano, 49 anni, candidato alle
Europee per Ncd, ai domiciliari per tentata concussione.
Ma sul palcoscenico del ma-

Il precedente
Ledimissioni
dellaDeGirolamo

1 Il 26 gennaio 2014 Nun-

zia De Girolamo, esponente
del Nuovo centro destra, si dimette da ministro delle Politiche agricole del governo Letta, in seguito alle polemiche
nate su presunte pressioni
sulle nomine nella Asl di Benevento, pur non essendo indagata. Erano state registrate alcune sue conversazioni
private su questi temi.

laffare intrecciato alla politica
irrompono anche: il consigliere regionale Eduardo Giordano, Francesco Pecorario, avvocato e membro della direzione
provinciale dell’Idv, referente
per l’area della città di Aversa
e Giuseppe Perrotta, pubblicista casertano. A farla da padrone, comunque, è Paolo Romano, «l’Impresentabile» come lo ha definito in questa
campagna elettorale un’emittente tv campana. Pezzo da novanta di Forza Italia della prima ora, il più bravo a tenere a
bada il collega-rivale Nicola
Cosentino, Romano è un’autentica macchina di voti. Ambizione e consensi intensificati
nell’Ncd, tanto da diventare
l’uomo forte di Alfano in Campania. Nel partito dicono che è
stato proprio il ministro dell’Interno a promuovere la sua
corsa alle Europee: «Paolo
neppure voleva». Abituato a
incassare solo sì (per la guida
del consiglio regionale lo votarono 56 consiglieri su 60) Romano puntava - secondo la
Procura e la Guardia di Finanza di Santa Maria Capua Vetere - «a imporre i suoi favoriti

agli incarichi di direttore sanitario e direttore amministrativo e procedeva con logiche di
spartizione politica». Al restio
super manager dell’Asl, Paolo
Menduni, che aveva nominato
la dirigente Nicoletta Tessitore urlò al telefono: «Come ti sei
permesso di mettere quella nel
mio distretto?».
Non finisce qui. Dall’altra
parte Menduni era tartassato
dai due dell’Idv perché la moglie di Pecorario, medico all’Asl di Caserta, sarebbe stata
«riportata al ruolo di medico
per l’emergenza rispetto a
quello di medico competente».
Il pm Gennaro Damiano aveva
chiesto i domiciliari anche per
i due e per il giornalista, ma il
gip Sergio Enea non ha acconsentito. Il direttore dell’Asl di
Caserta avrebbe ricevuto
pressioni per «assecondare la
richiesta di Giordano su un
che aveva presentato al concorso per direttore sanitario
certificazioni false dei titoli
professionali». Ma il gip non ha
«rilevato alcuni contatti dei
tre con Paolo Menduni». Proprio dalla denuncia di quest’ultimo, nel luglio 2012, è scattata

CIRO FUSCO/ANSA

Paolo Romano, presidente del Consiglio regionale, arrestato ieri

Romano puntava
a imporre i suoi favoriti
agli incarichi
di direttore sanitario
e direttore
amministrativo
e procedeva
con logiche di
spartizione politica
L’atto di accusa della
Procura della Repubblica

l’inchiesta della Guardia di Finanza di Caserta.
Il difensore di Romano, l’avvocato Nicola Garofalo, liquida
la questione come «un impianto accusatorio inesistente».
Mentre il ministro e leader
Ncd Angelino Alfano stigmatizza: «Se i magistrati avessero proceduto prima della presentazione delle liste o dopo le
elezioni avremmo evitato che
nell’opinione pubblica ci possa
essere il sospetto di un intervento a tre giorni dal voto. Comunque la nostra linea è che
chi sbaglia deve pagare».

.

12 .Primo Piano

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

U

IMMIGRAZIONE
EMERGENZA SBARCHI

La storia
LAURA ANELLO
PALERMO

T

ante testoline bionde e
scure, una accanto all’altra, sul barcone squassato dal mare in tempesta.
Quando l’hanno visto, gli
uomini della Marina hanno quasi
creduto che fosse un abbaglio. Invece
erano proprio bambini quelli stretti
l’uno all’altro sul barcone in avaria,
trascinato da un’altra carretta che
procedeva a fatica, tra le onde a sud
di Capo Passero, estremo lembo
orientale della Sicilia. Una nave di
bambini. Un’immagine mai apparsa
in questo mare che pure si credeva
avesse visto di tutto: morti, sangue,
pianti, abbracci, famiglie separate e
ritrovate.
Una nave di bambini in fuga dalla
Siria, dove in tre anni di guerra civile
in 7 milioni sono dovuti fuggire. Uno,
due, tre, quattro. Li hanno portati
uno per uno sulle navi Grecale e Foscari, mentre faceva sempre più buio

La fine
dell’incubo
I marinai impegnati
nell’operazione
«Mare Nostrum»
mentre
completano
l’operazione di
recupero di quasi 500
immigrati
Sulla scialuppa
alcuni degli oltre
cento bambini
che erano sui barconi

MARINA MILITARE

L’odissea dei bambini
sul barcone alla deriva

IL DRAMMA DELLA SEPARAZIONE

Molti sono stati affidati dai
genitori che avevano un solo
posto e l’hanno dato ai figli
e il maltempo peggiorava, tra le urla e il lancio di salvagenti. Alla fine
ne hanno contati 133. I più piccoli di
pochi anni, i più grandi adolescenti. Arriveranno domani al porto militare di Augusta insieme con le 64
donne e i circa 250 uomini che li accompagnavano.
«E’ l’inizio del grande esodo delle famiglie siriane, d’inverno partono solo gli uomini e solo se costretti
a lasciare subito il Paese. Per mettere sul barcone mogli e figli aspettano che il tempo migliori in primavera», spiegano gli osservatori di
Lampedusa. Ma qualcuno immagina pure che il barcone dei bambini
sia frutto della speranza di genitori
che avevano un solo posto a disposizione e l’hanno dato ai figli, affidati ad amici e parenti.

Intervista

PALERMO

«A

bbiamo 7 bambini a
bordo, e due di loro hanno i padri sull’altra nave. Abbiamo messo a disposizione
le nostre radio per farli comunicare.
Chiacchierano, si tranquillizzano, e
riprendono a giocare con gli altri
cinque piccoletti che abbiamo salvato». Il capitano di fregata Stefano
Frumento, 41 anni, comandante
della Grecale, parla mentre la sua
nave lunga oltre 120 metri procede
lentamente verso le coste siciliane,
trascinandosi dietro uno dei due pescherecci soccorsi, e mentre cinque
uomini del suo equipaggio conducono tra le onde l’altro barcone, quello
che ancora ce la faceva a navigare al
momento dell’Sos.
Avete salvato 133 bambini…

«Non è stato facile. Il mare era forza
4, con onde alte più di un metro e
mezzo, il vento a 25-30 nodi, la nave
non può stare ferma in quelle condizioni. Abbiamo sospeso le operazioni nella notte, era troppo pericoloso
continuare. Ma dovevamo tirarli
fuori dall’acqua a ogni costo».
Una nave di bambini. Anche per voi

Salvati dalla Marina in mezzo allo Ionio. Recuperati quasi cinquecento profughi

133
minori
Facevano parte
dei circa 500 immigrati
soccorsi sui barconi a Sud
di Capo Passero

1.300
sotto i 18 anni
Sono i minorenni senza un
familiare arrivati dall’inizio
del 2014: si sono aggiunti
ai circa 5.350 presenti

Storie che potranno essere chiarite
solo domani, allo sbarco, quando arriveranno i 488 profughi. Di sicuro c’è
che sono tutti sani e salvi, e non è stato
facile. Le operazioni di recupero, partite lunedì sera anche con l’aiuto di tre
navi mercantili, si sono interrotte nella
notte. Onde troppo alte, eccessivamente rischioso portare a bordo i naufraghi. In mattinata è ricominciata la conta degli uomini, delle donne, dei bambini da issare a bordo. Ma di sicuro c’è
pure che, una volta giunti a terra, tutti
questi bambini affidati al mare avranno un futuro incerto.
«Mille minorenni immigrati, fuggiti
dai Centri di prima accoglienza dell’Isola, rischiano di cadere nella rete
della criminalità», dice il presidente
della commissione regionale Antimafia Nello Musumeci, secondo il quale «i

ragazzi e le ragazze, quasi tutti in età
adolescenziale, dopo aver vagato nei
primi giorni per centri abitati e campagne, finiscono quasi sempre nelle mani
di spregiudicati, non solo loro connazionali, dediti allo sfruttamento della
prostituzione, allo spaccio di droga o al
IL TIMORE

Un migliaio di adolescenti sono
fuggiti dai centri: potrebbero
finire nella rete della criminalità
lavoro stagionale nei campi agricoli,
vittime del caporalato». Sono 1.030, sostiene, citando il dato trasmesso alla
commissione dal ministero delle Politiche sociali: «minori non accompagnati,
sbarcati negli ultimi mesi sulle nostre
coste e non identificati in tempo o regi-

Capitano
di fregata

Il capitano della Grecale:
“Rischiavano tutti la vita
dovevamo salvarli”
è stata una sorpresa?

«Sì, e vedendoli il pensiero non può
che andare agli sciacalli che lucrano
sulle disgrazie altrui, senza nessuna
pietà neanche per i piccoli. Io a bordo
di bambini ne ho solo sette, perché
sono stati recuperati in gran parte
dalla nave che ha operato insieme
con la mia, la Foscari del comandante
Alberto Raganato. Loro hanno gom-

moni più performanti e resistenti in
condizioni di mare difficili. Io ho a disposizione due più tradizionali motobarche. E la priorità era recuperare i
bambini e le donne. Tirarli a bordo
dei gommoni, prenderli in braccio,
salire sulla scaletta che porta su in
coperta. Le operazioni di trasbordo
sono le più pericolose».
Che idea si è fatta sulla presenza di

Stefano
Frumento,
41 anni,
comandante
della Grecale

tanti bambini?

«E’ cominciato l’esodo delle famiglie
siriane, gente che non è più in condizioni di restare neanche un giorno nel
suo Paese. Ci sono anche egiziani e
bengalesi, e qualche altro che si è dichiarato di altra nazionalità. Io ho
preso soprattutto gli uomini, sono
186. Due li ho mandati sull’altra nave:
uno aveva lì il bambino, l’altro la mo-

I timori del governo per il caos a Tripoli
Renzivuolel’interventodell’OnuinLibia:«Allestiscanocampiprofughi»
1 La Libia in fiamme fa paura. C’è il

timore di dover evacuare tutti. C’è la
preoccupazione che si interrompa il
flusso del gas e del petrolio. C’è la certezza di dover accogliere altre migliaia
di profughi. Il governo italiano intanto
cerca alleanze internazionali per non
trovarsi da solo di fronte allo sfacelo del
Paese dirimpettaio. Renzi ha cominciato da un paio di giorni. Ma non basta
l’Unione europea «che nell’operazione

Mare Nostrum non mette un uomo». In
Libia occorre l’Onu. «Le organizzazioni
internazionali che ci stanno a fare? Mettiamole a fare i campi profughi sulle coste libiche». Martedì Renzi ne parlerà a
Bruxelles, in una cena tra capi di governo. Introdurrà il tema libico anche nel
prossimo G7 del 4 e 5 giugno. Ieri intanto a palazzo Chigi si sono visti i rappresentanti di tutti i ministeri interessati. E
nel frattempo, anche se è prematuro

parlare di un piano di evacuazione, che
comunque, se ci sarà, sarà collettivo tra
europei, l’ambasciata a Tripoli spinge
discretamente i connazionali a rientrare in Italia. I colloqui sono intercorsi tra
le capitali dell’Unione per tutto il giorno. A sera, Renzi conclude così: «Non si
rimpiangono dittatori sanguinari. Si
rimpiange un percorso democratico
che non c’è stato e un processo di stabilizzazione mancato».
[FRA. GRI.]

strati con false generalità». Da inizio
anno, 1300. Un problema che in realtà
riguarda soprattutto gli africani.
Ma certo è che i centri di accoglienza per gli under 18 allestiti in tutta Italia stanno scoppiando. E che i Comuni
sono stati lasciati soli a gestire l’emergenza. Per legge, infatti, i minorenni
senza genitori sono affidati ai sindaci,
chiamati ad accoglierli e a sostentarli
fino alla maggiore età: un costo che va
da 80 a 100 euro al giorno, al quale l’anno scorso lo Stato ha contribuito con
soli 5 milioni di euro. Un fondo lievitato
a 40 milioni ma ancora non distribuito.
La nave dei bambini arriva in questo
caos. A puntare il dito su improvvisazioni, inadeguatezze, mancanze. A raccontare la distruzione di un Paese che
perde i suoi figli. E la speranza di portarli in salvo, nonostante tutto.

glie che doveva prendere alcune medicine. Ho preferito che fossero loro a
seguire le terapie, conoscono le situazioni».
E i suoi bambini che stanno facendo
per ora?

«La più piccola ha sei mesi, sta attaccata alla madre. Poi ci sono 4 fratellini, anche loro con la mamma. Un’altra donna con un bambino. Una signora incinta. E infine i due bambini
che si tengono in collegamento radio
con i padri sull’altra nave. Giocano,
sorridono, sembrano sereni».
Come mai tanto tempo per arrivare
fino ad Augusta?

«Ho voluto portare con me i due pescherecci. Non solo perché non volevo lasciarli in mare, ma perché è importante che gli inquirenti li abbiano
a disposizione».
Dov’erano le barche, quando siete
intervenuti?

«A 250 miglia a est di Capo Passero,
in mezzo allo Ionio. Abbiamo ricevuto la segnalazione dal Comando generale delle Capitanerie di Porto, contattato da un telefono satellitare. Abbiamo mandato l’elicottero in avanscoperta, ci ha confermato il punto.
Siamo andati alla massima velocità.
Sono andato alla radio sperando che
anche loro ne avessero una, invece
no. Mi hanno risposto tre mercantili
che hanno collaborato alle operazioni
di soccorso: il Rasheeda delle Marshall Island, il danese Margarethe
Maersk, il Gulf Pearl delle Bahamas.
Ho diretto le operazioni. Abbiamo
messo giù gommoni e motobarche.
Una corsa contro il tempo, come al
solito».
[L. AN.]

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

gg Dossier/I nuovi equilibri mondiali
AMERICA-EUROPA

Il libero scambio
si incaglia
su cibo e servizi

50

40

Intesa strategica
Ma ora è Mosca
il partner minore

MILIARDI DI DOLLARI

35,8

20

Export della Russia
verso la Cina

10

2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012

70% Beni energetici

Putin e Xi siglano decine di accordi
Intoppi sul gas, Pechino detta le regole

24% Apparecchi meccanici
elettrici,
21% Apparecchi
Tv, registratori, radio
25

Il nome in
codice
dell’accordo di
libero scambio
fra Usa (a
sinistra il
presidente
Obama) e Ue
Dovrebbe far
salire il Pil
europeo di
120 miliardi
all’anno

51,8

Import della Russia
dalla Cina

20

15

Export di beni
energetici
della Russia
verso la Cina

g

RUSSIA-CINA

30

In forse il mega accordo transatlantico
Ma chi frena davvero è Washington
T-Tip

Interscambio
Russia-Cina

Primo Piano .13

.

Il prezzo

24,9

Putin e Xi
a Shanghai
L’accordo sul
gas è slittato
Pechino vuole
pagare meno
dei 350 dollari
per mille
metri cubi
chiesti
dai russi
di Gazprom

MILIARDI DI DOLLARI

10

5
Elaborazione Fondazione Hume
su dati United Nations Commodity
Trade Statistics

2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012

17.098.242
km2
4.324.782
km2

KEVIN LAMARQUE/REUTERS

9.826.675
km2

MARCO ZATTERIN

REUTERS

9.569.452
km2

CORRISPONDENTE DA BRUXELLES

I

IL TIMORE DI BRUXELLES

O si firma prima che cominci
la campagna per le presidenziali
americane o «non si fa più»
ha valutato che il patto gonfierebbe il
fatturato continentale di 120 miliardi, con effetti evidenti su crescita e
occupazione. A regime, si stima che
in media ogni famiglia potrebbe avere un reddito aggiuntivo di 500 euro
l’anno. Almeno.
Il confronto è partito fra gli squilli
di tromba nel luglio scorso per finire
sotto traccia nel corso dell’inverno.
Lunedì si è aperto il quinto round a
Arlington, in Virgina. In salita. «Ci
sono gravi difficoltà per le regole sugli appalti da aprire che noi reputiamo sono essenziali», rivela il negoziatore, preoccupato per l’opzione zero
che Washington avanza sui dazi. «Irresponsabile - valuta -. Occorrono dei
distinguo, anche se oggi è assurdo
che la nostra cioccolata paghi il 25%
di accesso al mercato americano».
Non ci siamo. Il commissario Ue al
Commercio, il fiammingo Karel De
Gucht, sogna una riconferma e spinge perché i servizi finanziari siano
nel T-Tip, sottolineando che «gli Sta-

Cina

1.355.692.852
ABITANTI

Russia

142.470.272

Stati Uniti

ABITANTI

318.892.103
PIL

ABITANTI
PIL

16.720 mld $
52.578 $

9.330 mld $

PIL PROCAPITE

PIL PROCAPITE

14.800 $

509.365.627

ASPETTATIVA VITA

ASPETTATIVA VITA

70 anni

ABITANTI

79 anni

PIL

2.113 mld $

Unione
Europea

PIL PROCAPITE

6.800 $
ASPETTATIVA VITA

75 anni

PIL

17.030 mld $
PIL PROCAPITE

33.457 $
ASPETTATIVA VITA

79 anni
ti Uniti sono molto riluttanti e dicono
che se ne è già parlato nell’ambito del
Comitato di Basilea». In realtà, è la sua
convinzione, «dobbiamo approfondire
il legame». Gli States rispondono che
non è argomento da accordo commerciale e che la normativa Ue è meno rigida della loro. Per questo vogliono che
il dossier resti fuori.
Complica la situazione il fatto che i
negoziatori europei abbiano le spalle
scoperte. In campagna elettorale il negoziato americano è stato usato da
verdi e sinistra come esempio di intesa
che ruba ai poveri per dare ai ricchi.
Anche il socialista Martin Schulz ha
«sorpreso» il superliberale De Gucht
chiedendo la sospensione del round.
L’atmosfera è tesa. La scorsa settimana a Bruxelles una marcia contro il TTip ha portato a 250 arresti.
«Il percorso sarà complesso, ma
una volta firmato con gli americani, il
peggio sarà fatto - promette il negoziatore Ue -. E le capitali finiranno per accettarlo». Quando? La finestra è stretta. La fonte non vede una svolta prima
di novembre, causa elezioni di «midterm» negli States. Immagina qualche
passo avanti settoriale - magari nei
farmaci, apparecchiature mediche e
automotive - ma non molto di più. «Se
invece parliamo dell’accordo finale - ha
sottolineato De Gucht -, sarà nel 2015 o
niente. L’entrata nel tunnel delle presidenziali americane è da evitare». Ce la
faremo? Il funzionario scommette «Sì,
al 75-90%». Però, sospira, «adesso stiamo ancora marciando nella nebbia».

ANNA ZAFESOVA
450

Export Ue
verso gli Usa

400

387

350
300

262

250

Import Ue
dagli Usa

200
150
100
50

Interscambio
commerciale Ue-Usa
MILIARDI DI DOLLARI
Elaborazione Fondazione Hume su dati U.S.
Dep. of Commerce, Bureau of the Census, Foreign Trade

2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013

Centimetri - LA STAMPA

n cima alla lista nera europea
c’è il «Buy American Act», barriera innalzata nel 1933 dal presidente Roosevelt per proteggere le aziende a stelle e strisce
limitando l’acquisto di prodotti stranieri. «Non è compatibile con lo spirito di un’intesa», attacca uno dei negoziatori Ue che, a Bruxelles, lavora
all’intesa di libero scambio con gli
Usa: «Serve un salto di qualità per un
“Buy Transatlantic”...». Invece nulla,
gli sherpa di Obama non si smuovono. Dopo dieci mesi di colloqui, le distanze restano ampie. «Ci sono problemi sui trasporti, marittimi e aerei
- spiega la fonte -. Quanto ai servizi, a
partire da quelli finanziari, rifiutano
semplicemente di parlarne».
In codice si chiama T-Tip, ovvero
Partenariato transatlantico per commercio e investimenti. È il progetto
che dovrebbe condurre l’Europa dei
ventotto e gli Stati Uniti a sposarsi in
un unico grande mercato in cui
scambiarsi beni e vendere servizi
senza divisioni, con un quadro regolatorio armonizzato. Uno studio Ue

Produzione
petrolio
milioni
barili/giorno

11,110

1,621
Produzione
gas
miliardi
mc/annui

443,9

689,9

Unione Europea

Stati Uniti

ladimir Putin non è più
benvenuto in Occidente e
quindi vola a Oriente dove trova «partnership
globale e cooperazione
strategica» con Xi Jinping. A un vertice a Shanghai il presidente russo porta un pacchetto di più di 40 accordi bilaterali e ricorda che il primo partner
commerciale russo non è più la Germania, ma la Cina, con 89 miliardi di
dollari di interscambio, che punta a
far diventare 200 nel 2020. Unica
astenuta al voto sull’Ucraina nel Consiglio di Sicurezza, la Cina è stata indicata da diversi politici russi come
sponda economica e politica su cui rifugiarsi. E Xi ieri non ha deluso il collega russo: insieme hanno firmato una
dichiarazione contro le sanzioni occidentali e le «ingerenze di altri Paesi»
nella crisi ucraina. Unanimità anche
su altri dossier, come «l’uso della tecnologia contro le sovranità nazionali»,
un’allusione a Twitter e Google. E poi
ci sono contratti in diversi settori, dall’energia all’aviazione alle tecnologie,
una Expo russo-cinese e la decisione
di celebrare insieme i 70 anni della vittoria contro il nazismo e il «militarismo giapponese». Un riconoscimento
importante per Putin che rivendica i
diritti geopolitici acquisiti dalla Russia nel 1945, che coincide con i contenziosi territoriali di Pechino con Tokyo
(che infatti ha reagito con stizza).
Ma dietro alle dichiarazioni sulla

V

«partnership strategica» si nascondono alcune spine. Anche stavolta Putin
non è riuscito a far firmare a Xi il supercontratto che Gazprom negozia da
quasi dieci anni. «La firma può avvenire in qualunque momento», non perde
la speranza il Cremlino ma i «dettagli»
da concordare non sono secondari: innanzitutto il prezzo, troppo alto per i
cinesi, e poi la durata, trentennale, come per i clienti europei. Pechino considera l’impegno troppo vincolante, e
si rende conto che oggi Putin ha meno
carte da giocare che mai. Con l’economia in recessione e il rischio di isolamento dall’Occidente i russi hanno già
fatto passi inediti. Secondo l’agenzia
Bloomberg, che cita anonime fonti governative, dopo la crisi della Crimea
sono stati tolti i divieti «informali» per
i cinesi a investire nei settori strategici dell’economia russa, mantenendoli
solo sui metalli preziosi, diamanti e high-tech. Pechino si vede aprire progetti infrastrutturali nella neo-annessa Crimea, giacimenti di gas e petrolio, impianti di gas liquido e la nuova
metropolitana di Mosca. I russi stanno meditando di aderire alle carte di
credito cinesi Union dopo le sanzioni
I DUBBI DEGLI ANALISTI RUSSI

Per cercare un’alleanza anti
occidentale «stiamo svendendo
le nostre risorse ai cinesi»
di Visa e Mastercard, e sognano crediti per le aziende indebitate con banche europee e americane. E sono in
corso trattative per escludere il dollaro dall’interscambio bilaterale, usando direttamente rubli e yuan.
Putin cerca un’alleanza anti-occidentale, ma è una «svendita ai cinesi»,
accusa Vladimir Milov, direttore dell’Istituto di politica energetica. La
Russia è stata per anni prudente, temendo l’invasione economica e demografica cinese già in atto nell’Estremo
Oriente russo. Dai tempi dell’alleanza
tra Stalin e Mao i ruoli si sono invertiti, e in un asse Mosca-Pechino i russi
non potrebbero che essere partner
minori, fondamentalmente fornitori
di energia. Il supercontratto firmato
l’anno scorso con Rosneft che ha triplicato le forniture di petrolio russo
alla Cina, non conviene a Mosca: il
prezzo è inferiore a quello praticato
per gli europei e i costi sono più alti.
Ma il Cremlino non ha più molta scelta, e il pragmatico Xi lo sa.

.

14 .Estero

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Il web riapre la caccia
ai dispersi nell’Oceano

IL PUNTO
DEL POSSIBILE
AVVISTAMENTO
VVISTAMEN

Azzorre
zzo
A

Duecentomila firme per i 4 velisti, e le ricerche interrotte ripartono

ANTIGUA
AN
G
Partenza

Oceano
Atlantico

La storia

Un fotogramma del video

Centimetri
LA STAMPA

MONICA PEROSINO

salvataggio. E tutti sperano
che si possa ripetere il caso del
velista britannico Tony Bullimore, che nel 1997 riuscì a sopravvivere con un po’ di cioccolata e una bottiglia d’acqua
per cinque giorni, nello scafo
del suo yacht capovolto nell’Oceano antartico.
Ora si lotta contro il tempo e
contro il peggior nemico dei velisti: il freddo. Tra Cape Cod e
le Azzorre la temperatura media è attorno ai 15 gradi. Troppo bassa. Se sono caduti in acqua lo choc termico potrebbe

I

mpossibile dire quanto
pesi l’illusione, quanto la
razionalità. L’unica certezza è che 200 mila firme raccolte in poche ore
- e forse qualche spinta diplomatica - hanno convinto le autorità marittime americane a
ricominciare le ricerche.
Il 16 maggio si sono perse le
tracce della barca inglese
Cheeki Rafiki. Scomparsa nel
mezzo dell’Oceano Atlantico,
SCOMPARSI GIOVEDÌ

I PRECEDENTI

Dopo 20 ore in mare
sopravvivere è difficile
Ne sono passate oltre 100

Il First 40.7 «Cheeki Rafiki» durante una regata. La barca si sarebbe inabissata in mezzo all’Atlantico

Nel 1997 Tony Bullimore
rimase su una zattera
per cinque giorni

lei e il suo equipaggio. Da martedì scorso, da quell’ultimo
segnale di distress (la richiesta di soccorso), dei velisti inglesi Paul Goslin, 56 anni, Steve Warren, 52, Andrew Bridge, 22, e James Male, 23, non si
sa più nulla. Non si sa dove
possano essere, se stanno cercando di sopravvivere sulla
zattera di emergenza. Se hanno abbastanza cibo, acqua, riparo. Se sono ancora vivi.
Poche ore dopo l’ultimo
contatto si sono alzati in volo

tre aerei da ricognizione e tre
barche della guardia costiera.
Hanno scandagliato il mare per
53 ore, ben oltre le 20 ore stimate come tempo di sopravvivenza per chi naufraga nel mezzo
dell’Atlantico. Poi domenica
l’annuncio: ricerche interrotte,
sono sicuramente morti.
Paul, Steve, Andrew e James
stavano tornando dalla Antigua
Sailing Week, una settimana di
regate che si tiene ogni anno
nella piccola isola a est di Porto
Rico. La loro barca, un First

40.7, lunga 12 metri, potrebbe
avere avuto un incidente a circa
1000 chilometri a est delle coste statunitensi del Massachusetts, al largo di Cape Cod. Sabato una nave container che
passava nella zona ha fotografato quella che poteva sembra
la Cheeki Rafiki capovolta, ma
non si è fermata a controllare.
Al momento della scomparsa in quel tratto di mare il vento correva a 180 chilometri all’ora, le onde erano alte 4,5
metri. Ma c’è «qualcuno» che

non si è dato per vinto e, quando la petizione online (change.org) - che chiedeva, anzi implorava di riprendere le ricerche - ha raggiunto quota 200
mila, la Guardia costiera Usa
ha deciso di tornare a crederci
e ricominciare a cercare.
A questo punto tutti, esperti
di mare compresi, sono convinti che la speranza che siano
vivi ci sia ancora, seppure minima. Ci sarebbe ancora la
possibilità che i velisti siano
riusciti a salire sulla zattera di

averli uccisi in poco tempo. In
condizioni meteo così difficili
raggiungere la zattera senza
bagnarsi sarebbe stato praticamente impossibile e l’ipotermia uccide presto. La catena
dei «se» non si ferma al primo
ostacolo: se sono riusciti a
mantenersi asciutti, se hanno
raggiunto la zattera, se piove e
quindi possono bere, se non sono feriti, se hanno coperte termiche. Se è così allora, forse,
Paul, Steve, Andrew e James
sono ancora vivi.

E’ mancata all’affetto dei suoi cari

Dopo una vita laboriosa e un intenso cammino ha raggiunto la piena
serenità

Improvvisamente è mancato all’affetto dei suoi cari

E’ cristianamente mancato all’affetto dei suoi cari

RINGRAZIAMENTI

Cesare Susa

Francesco Rivetti

Lo annunciano affrante l’adorata moglie Maddalena, le affezionate iglie
Claudia e Silvia con Mario e gli amatissimi nipoti Umberto e Benedetta.
Il Santo Rosario verrà celebrato il 21
maggio ore 17,30 presso la chiesa
Cuore Immacolato di Maria ad Andora
(Sv). I Funerali si svolgeranno giovedì
22 maggio ore 11 presso la chiesa di
San Rocco a Valle Sauglio (To). La cara
salma verrà tumulata nella tomba di
famiglia a Trofarello.
– Andora, 20 maggio 2014

anni 82
Lo annuncia la moglie Elda con la sorella Giovanna ed i igli Roberto ed
Andrea. Funerali giovedì 22 alle ore
11,30 parrocchia Maria Speranza Nostra. Santo Rosario questa sera alle ore
18,45 in parrocchia.
– Torino, 19 maggio 2014
Giubileo 011.8181

La famiglia Sala sentitamente ringrazia per la partecipazione alla perdita di

Teresa Allora
in Manello
Ne danno il triste annuncio il marito
Renzo, le iglie Franca, Carla con Massimo, Angela con Ezio e la piccola Kim,
le sorelle Gemma e Lina, cognati, nipoti e parenti tutti. S. Rosario mercoledì 21 maggio ore 20,30 nella chiesa
di San Martino Vescovo in Buttigliera
d’Asti, partenza dall’ospedale Maria
Vittoria di Torino ore 9,30.
– Buttigliera d’Asti, 20 maggio 2014
Sergio e Silvana con Franca sono vicini
alle famiglie Manello ed Allora, per la
perdita della cara TERESA.
Manuela Viberti, Mino Aprato e tutti
gli amici dello studio A.B.V.S. Progetti
sono vicini ad Angela e famiglia.
Non è più con noi il nostro amato
papà

ing. Elio Delino
Partecipano la triste notizia le iglie
Paola con Bruno e Benedetta, Silvia
con Gianni ed i igli Manuele e Marta.
S. Rosario mercoledì 21 maggio ore
17,45, Funerale giovedì 22 maggio
ore 11,30 parrocchia Maria SS. Regina
delle Missioni, via Cialdini 20.
– Torino, 20 maggio 2014
Orgogliose di essere tue iglie. Ogni
giorno. Ciao, PAPA’.
Mi mancherai tantissimo. Ciao, Nonno
Pape. Dede.
Manuele e Marta ricordano affettuosamente ELIO.
Anna si stringe a Paola e a Silvia con
affetto nel ricordo del caro ELIO.
Mario con Susanna, Alberto e Piergiacomo partecipa al dolore per la scomparsa del consuocero

SWNS/KIKAPRESS

geom. Aldo Cusino
Lo salutano con dolore le iglie Manuela e Giusy e la moglie Laura. Giusy
con Claudio e l’amata Rebecca continueranno a custodirlo nei loro cuori.
Un ringraziamento particolare al professor Piccoli, al dottor Gulotta e al
dottor Pecchio per la loro umanità e
la loro professionalità. Rosario giovedì
22 alle ore 18,35 parrocchia Madonna
della Divina Provvidenza via Carrera
11. Funerale venerdì 23 alle ore 10.
– Torino, 20 maggio 2014

Carlo Pasini
L’amicizia profonda che ci lega possa
esservi di conforto. Un abbraccio affettuoso, Pallina, Filippo, Nana e Greg.
L’amore vero non muore, cambia solo
di stato. Manuela e Giuseppe.
Franco e Alberto Guiglini con personale dello Studio partecipano al dolore
della famiglia Cusino.
La famiglia Bourlot ricorda con affetto
il caro amico ALDO ed è vicina a Laura,
Giusi e Manuela in questo triste momento.

Roberto con Maria, Clara e Carlotta,
Paolo con Elena e Gabriele sono affettuosamente vicini a Paola e a Silvia in
questo doloroso momento.
Si uniscono al dolore della famiglia
dipendenti e collaboratori. Impresa
Borgomasino e Maurutto.

Caro PAPA’ Nonno Cecio ti abbiamo
tanto amato, sarai sempre nei nostri
cuori.

Improvvisamente è mancato all’affetto dei suoi cari

De Faveri Maurizio
anni 52
Ne danno il triste annuncio zii, cugini,
amici e parenti tutti. Rosario mercoledì 21 c.m. alle ore 20,30. Funerali
giovedì 22 c.m. alle ore 11 chiesa parrocchiale Madonna di Campagna via
Cardinal Massaia n. 98.
– Torino, 20 maggio 2014

Rosetta Trotti
ved. Burzi
anni 93
Ne danno il doloroso annuncio a Funerale avvenuto il iglio Angelo le nipoti
Eleonora con Mattia e Giulia con Davide e il piccolo Daniele.
– Torino, 21 maggio 2014
Luciana, Carluccio, Andrea V., Sergio,
Patrizia, Gregorio e tutti gli amici di
Società Aperta partecipano al lutto.
Il Presidente della Giunta regionale
Roberto Cota, il Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Valerio
Cattaneo unitamente agli Assessori
e ai Consiglieri, partecipano al lutto
che ha colpito il Consigliere regionale
Angelo Burzi e la sua famiglia per la
perdita della mamma

Rosa Trotti
– Torino, 20 maggio 2014

ex partigiano giustizia libertà
Lo annunciano i suoi cari. Rosario mercoledì 21 ore 18,30. Funerale giovedì
22 ore 9,30 parrocchia Immacolata
Concezione via Monte Corno 36 Torino.
– Torino, 20 maggio 2014
Giorgio e Rosaria Mondino in ricordo
dell’amico grande regista

Mario Missiroli
sono vicini ad Elena.
– Torino, 20 maggio 2014

O.F. Griglio Miletto - S. Ambrogio

Franco e Barbara Debenedetti abbracciano con affetto Elena nel ricordo e
nel rimpianto di

E’ mancato

– Milano, 20 maggio 2014

Serenamente ci ha lasciati

ing. Elio Delino
– Torino, 20 maggio 2014

E’ mancato

Mario Missiroli
Ovidio Portonero
Lo annuncia la moglie Francesca con
Monica. Benedizione giovedì 22 ore
10 ospedale Giovanni Bosco.
– Torino, 19 maggio 2014

Luigi e Pia ricordano l’indimenticabile
amico

La Direzione e i docenti della scuola
di giornalismo Carlo Chiavazza partecipano al dolore della professoressa
Francesca per la scomparsa del marito

Beppe e Ornella Garesio sono vicini a
Elena nel ricordo di

Ovidio Portonero
– Torino, 20 maggio 2014

Si uniscono al dolore di Francesca per
la perdita del caro OVIDIO: Maddalena Bergesio Maiolino, Carlo Bertolino
e famiglia.

I MIniMI piangono l’amico carissimo
OVIDIO.

Mario Missiroli
– Pinerolo, 20 maggio 2014

Mario Missiroli
– Torino, 20 maggio 2014
Il Sindaco Piero Fassino e l’Amministrazione Comunale di Torino partecipano con profonda commozione
al dolore dei familiari ed amici per la
scomparsa di

Mario Missiroli
ricordandone la lucidità intellettuale e
la passione civile che distinsero la sua
vita e il suo lavoro.
– Torino, 20 maggio 2014

Paolo Sala
Messa Trigesima 13 giugno ore 18,
Crocetta.
– Torino, 21 maggio 2014

ANNIVERSARI
2004

23 MAGGIO

2014

Pier Giorgio Pesce
La tua immortalità è nel nostro ricordo. S. Messa venerdì 23 ore 18,30
chiesa S. Giuseppe, via S. Teresa.

AVEVANO 15 E 17 ANNI

Israele, video
accusa i militari
“Due palestinesi
uccisi a freddo”
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME

Un video palestinese accusa i
militari israeliani di aver ucciso a sangue freddo due manifestanti ma per il portavoce
dell’esercito di Gerusalemme
si tratta di «immagini manomesse in malafede». Il video è
stato girato dalla telecamera
privata di un negozio palestinese a Betunia, dove in occasione del Nakba Day vi sono
stati gli scontri attorno alla
prigione di Ofer durante i
quali due manifestanti sono
rimasti uccisi. Il video mostra
entrambi i giovani (il diciassettenne Nadim Nawara e il
quindicenne Mohammed
Odeh) mentre vengono colpiti, dalle immagini non sembrano portare minacce e uno
viene colpito mentre dà le

Le immagini mostrano
i ragazzi cadere a terra
uno probabilmente
colpito alle spalle
spalle ai soldati. A trovare e
distribuire le immagini è stata la ong Difense for Children
International Palestine, il cui
direttore Rifat Kassis afferma che «documenta omicidi
illegali perché nessuno dei ragazzi uccisi poneva una minaccia vitale al momento in
cui è stato raggiunto dai proiettili». Da qui la richiesta alle
autorità israeliane di «condurre un’indagine imparziale
per identificare i responsabili
e obbligarli a rispondere dei
crimini commessi».
La stessa ong palestinese
ha reso pubblico il referto medico dell’ospedale di Ramallah in cui si attesta che i manifestanti sono stati uccisi da
«proiettili veri e non di gomma». Per Hanan Ashrawi, del
comitato esecutivo dellOlp, si
tratta di un «crimine contro
l’umanità da punire in base
alla legge internazionale».
La reazione delle forze armate israeliane è arrivata
con un comunicato del portavoce nel quale si afferma che
«il video è stato manomesso
in malafede e non riflette in
alcuna maniera la violenza e i
disordini» con cui i soldati si
sono dovuti confrontare giovedì scorso, in occasione della giornata che vede i palestinesi ricordare la «catastrofe» della nascita di Israele nel
1948. Inoltre, aggiunge il portavoce Peter Lerner, «l’indagine iniziale ha portato a
smentire l’uso di proiettili
veri da parte dei reparti impegnati e dunque resta da
appurare come sono morti i
due palestinesi». Il procuratore militare ha ordinato un
«supplemento di indagine»
su quanto avvenuto.

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

BANGKOK BLINDATA DAI SOLDATI, TV OSCURATE. IL FRONTE MONARCHICO SI SCHIERA CON L’ESERCITO

Golpe militare in Thailandia
“Dovevamo fermare il caos”
Dopo sei mesi di proteste e 28 morti, l’esercito impone la legge marziale
ALESSANDRO URSIC
BANGKOK

I militari nelle strade di Bangkok, decine di radio e tv
oscurate, e l’aria che lassù
hanno perso la pazienza di
fronte a una crisi politica che
si trascina da sei mesi: la
Thailandia si è svegliata ieri
sotto la legge marziale, proclamata da un esercito che finora aveva sempre negato di
pensare a un colpo di Stato.
Le conseguenze sono chiare:
in un Paese diviso in due e incapace di trovare un compromesso sul suo futuro, saranno ora le forze armate a dettare i prossimi sviluppi.
«Non è un golpe», ha ripetuto anche ieri il generale
Prayuth Chan-ocha, con un
discorso in tv trasmesso a
notte fonda, con cui ha assegnato più poteri ai militari.
Dopo 28 morti e 800 feriti da
novembre, con la protesta anti-governativa e i fedeli all’ex
premier Thaksin Shinawatra
contemporaneamente in
piazza a Bangkok, Prayuth ha
citato l’esigenza di «ripristinare l’ordine». Poche ore dopo i soldati hanno preso posizione anche in centro, e le
emittenti più politiche sono
state messe fuori onda.
Non c’è stata nessuna violenza. Ma la decisione è stata
accolta con spirito ben diver-

GUERRA DI HACKER

La Cina convoca
l’ambasciatore
statunitense
La Cina rifiuta le accuse di spionaggio informatico provenienti dagli
Stati Uniti, chiude la cooperazione avviata su
questo versante soltanto
lo scorso anno tra i due
Paesi e convoca l’ambasciatore Usa, Max Baucus, con la richiesta di
far marcia indietro. L’accusa di cyberspionaggio
è fondata su «fatti inventati» e «mette a repentaglio la cooperazione tra
Cina e Stati Uniti» ha reso noto il ministero degli
Esteri cinese. E in campo è sceso anche il ministro della Difesa, Chang
Wanquan: «La Cina
chiede agli Stati Uniti di
dare spiegazioni convincenti di tutto ciò», ha affermato ppuntando invece il dito sui programmi di spionaggio di massa degli Usa, come dimostrato dal Datagate.

1

KIKO ROSARIO/AP

A Bangkok giovani anti Thaksin si fanno un selfie con i soldati

so dai due campi. Mentre il ceto
medio di Bangkok - largamente
monarchico e anti-Thaksin - ne
ha approfittato per scattare
«selfie» con i soldati, le «camicie rosse» thaksiniane temono
di essere ingannate un’altra
volta da un establishment che
ormai considera ostile alle loro
preferenze elettorali. Con
Thaksin deposto da un golpe
nel 2006 e ora in auto-esilio, la
sorella Yingluck Shinawatra

destituita dalla Corte costituzionale due settimane fa, altri
due governi pro-Thaksin caduti in modo simile e un ribaltone
parlamentare manovrato dai
militari nel 2008, la loro amarezza è comprensibile.
La protesta anti-governativa
- che gode di appoggi influenti tentava da novembre di coinvolgere l’esercito per sbarazzarsi dei Shinawatra, e ora sente l’odore del sangue: per il

weekend ha annunciato la «battaglia finale» contro quel che
resta del governo pro-Thaksin
ad interim. Ma è improbabile
che si verifichino scontri con i
militari, data la convergenza
dei loro obiettivi: al di là delle dichiarazioni istituzionali, non è
un mistero che le forze armate almeno, gli attuali vertici - considerino Thaksin una minaccia
al futuro della monarchia, così
come gli anti-governativi.
Anche per questo, non è
chiaro quando i militari decideranno di far tornare la Thailandia al voto. Il blocco di Thaksin,
pescando consensi nel popoloso Nord rurale, ha vinto ogni
elezione dal 2001 e preme per
tornare alle urne perché sa di
partire favorito. Ma se ne rendono conto anche i suoi oppositori, ossia la borghesia di Bangkok e il Sud monarchico, che

Da mesi i manifestanti
cercavano di far cadere
il governo e di liberarsi
della famiglia di Thaksin
vedono in Thaksin un populista
corrotto e considerano i suoi
elettori bifolchi traditori della
patria, perché non venerano
più il re come dovrebbero.
In tale clima, il rischio di una
guerra civile è ormai dibattuto
nel Paese. Quello che non viene
menzionato - per la legge di lesa maestà, e figuriamoci ora
con la censura - è invece la lotta
di potere in vista dell’inevitabile successione all’anziano e debole re Bhumibol, formalmente al di sopra della politica ma
comunque paravento di un sistema da oltre mezzo secolo
nelle mani di un’élite che ora
annusa un’aria da crollo dell’ancien régime. Nuovi equilibri sono tutti da trovare. E anche sotto la legge marziale, per
la Thailandia la stabilità appare al momento un miraggio.

«L’ex lago»
Il Fisher Lake
uno dei bacini
idrici più
importanti
del Texas
completamente asciutto. Secondo
molti studiosi
la siccità
prolungata
in tutto il Sud
degli Stati
Uniti è uno
dei primi
sintomi dei
cambiamenti
climatici
dovuti
all’effetto
serra

il caso
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

na dozzina di Comuni
del Texas rischiano di
restare senza acqua
nel giro di 45 giorni. Altri 34
hanno riserve per tre mesi al
massimo. Se si somma questo
allarme alla siccità che ha colpito la California, assediata
nelle ultime settimane dagli
incendi soprattutto nella zona
di San Diego, si comincia a capire cosa intendeva la Casa
Bianca, quando qualche giorno fa ha pubblicato un rapporto in cui diceva che gli effetti dei cambiamenti climatici sono già evidenti negli Usa.

U

RISERVE AGLI SGOCCIOLI

I Comuni più colpiti
hanno ancora acqua
soltanto per 45 giorni
La Texas Commission on
Environmental Quality tiene
la contabilità delle riserve
idriche dello Stato, e gli ultimi
dati pubblicati sono allarmanti, se si tiene conto che
stiamo andando verso l’estate. Paesi come Pebble Beach,
nella Bandera County, sono
praticamente a secco: «Non
annaffio le piante del mio
giardino da settembre dell’anno scorso», ha detto Joe
Mooneyham parlando con
una emittente locale. «Tutto
era verde qui - ha continuato ma adesso è tutto secco».
Un’emergenza che sta arrivando a minacciare la possibilità di sopravvivere in intere regioni del Texas. Il dipar-

TONY GUTIERREZ/AP

Dal Texas alla California
la grande sete dell’America
“Diventiamo un deserto”
Acqua razionata e incendi: scatta l’emergenza
timento all’Agricoltura ha deciso di stanziare 350.000 dollari,
per consentire agli abitanti di
Pebble Beach di scavare un nuovo pozzo più profondo che consenta almeno di garantire la
sussistenza, mentre si pensa di
costruire riserve più ampie per
conservare quantità di acqua
maggiori. Se però il cielo non
darà una mano, alla lunga questi

rimedi potrebbero non bastare.
Il problema della siccità quest’anno ha colpito duramente
anche la California. Impressionante era stato soprattutto il
confronto fra la neve che l’anno
scorso copriva le montagne intorno a regioni come quella di
Lake Tahoe, e le rocce scoperte
dell’inverno appena finito. Il risultato sono una serie di incen-

di, che con l’arrivo della primavera stanno già colpendo soprattutto la zona meridionale
dello Stato. Circa una dozzina
ne sono scoppiati nelle ultime
settimane, bruciando 20.000
acri di terreno e causando danni per 20 milioni di dollari. Oltre 8.000 soldati sono stati mobilitati per contenerli e soccorrere la popolazione.

In un caso la polizia ha arrestato un piromane, Alberto
Serrato di 57 anni, fermato
mentre aggiungeva sterpaglie
ad un fuoco già acceso. È possibile quindi che dietro agli incendi ci siano anche atti dolosi, ma sono le condizioni climatiche poi a favorirli.
La siccità sembra contraddire i dati di uno studio appena
pubblicato dalla Union of concerned scientists, che elenca i
luoghi storici e i monumenti
americani a rischio di essere allagati a causa dell’innalzamento dei mari. Nella lista ci sono
anche la Statua della Libertà a
New york, e i due centri della
Nasa a Cape Canaveral e Houston. Sono l’altra faccia della
stessa medaglia, ossia il riscaldamento globale, che sta squagliando circa 159 milioni di tonnellate di ghiaccio all’anno in
Antartide. Effetti già tangibili
dei mutamenti climatici.

.

Estero .15

BOKO HARAM IN AZIONE

Autobomba
al mercato
200 morti
in Nigeria
LAGOS

È di 200 morti, secondo fonti
locali, il bilancio dell’ultimo
attacco dei Boko Haram in
Nigeria. Il gruppo islamista
ha colpito con due autobombe nella città di Jos, nello
stato centrale di Plateau,
spartiacque fra il nord musulmano e il sud cristiano.
Le due esplosioni, a distanza
di mezz’ora una dall’altra,
hanno devastato il mercato
di New Abuja all’ora di punta, crivellando con le schegge centinaia di persone.
«Ci sono almeno quaranta
corpi all’ospedale centrale»,
ha riferito in serata un testimone dalla città: «La maggior parte sono donne». Uno
dei veicoli imbottito di esplosivo era probabilmente un
minibus, molto usati nel paese per gli spostamenti collettivi. Jos era rimasta calma
negli ultimi due anni, dopo un
periodo di pesanti attacchi.
Le vittime di ieri portano
a oltre mille il bilancio delle
persone uccise dai Boko Haram quest’anno in Nigeria. E
restano nelle loro mani le
223 studentesse rapite un
mese fa nella città nordorientale di Chibok. Esperti
occidentali si sono uniti alle
forze di sicurezza nigeriane
nelle ricerche, finora senza
risultati. E anche l’annunciato rilascio di «metà» delle
liceali da parte del leader
del gruppo è rimasto lettera
morta.
[E. ST.]

AL TERZO PROCESSO

Mosca, cinque
condannati
per l’omicidio
Politkovskaya
MOSCA

Dopo tre processi arrivano le
prime condanne per l’omicidio della giornalista russa
Anna Politkovskaya, uccisa a
colpi di pistola davanti casa il
7 ottobre 2006 a Mosca. Ieri
sono stati giudicati colpevoli
tutti e cinque gli imputati. Il
ceceno Lom-Ali Gaitukayev,
che ha organizzato il delitto, i
suoi tre nipoti, i fratelli ceceni Rustam, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov, e l’ex dirigente della polizia moscovita
Sergehi Khadzhikurbanov. È
il terzo processo per la morte
della giornalista che aveva
denunciato le brutalità dell’esercito russo in Cecenia.
Nel primo, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov e Khadzhikurbanov erano stati assolti per insufficienza di prove. Ma la Corte suprema aveva annullato la sentenza. Poi
la Corte aveva sospeso il processo bis appena iniziato, inviando gli atti alla procura
per unificarli con l’inchiesta
sul mandante (allora ancora
sconosciuto). In un processo
stralcio, l’ex poliziotto Dmitri
Pavliuchenkov, pur collaborando con la giustizia, è stato
condannato a 11 anni per aver
pedinato la vittima e fornito
l’arma al killer. Restano però
nell’ombra i probabili mandanti politici.
[E. ST.]

.

R

16 .Cronache

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

L’incontro

5

Sergio
Cattozzo
con l’imprenditore
Maltauro in
un’immagine allegata
alle carte
dell’inchiesta milanese

ore
Tanto è
durato ieri
l’interrogatorio di Sergio
Cattozzo
davanti al pm
della procura
di Milano: l’ex
segretario
Udc della
Liguria ha
ammesso il
sistema delle
tagenti e
l’esistenza di
una «cupola »

Expo, parla Cattozzo
E il conto delle tangenti
sale a 2 milioni e mezzo
L’ex segretario Udc ligure: “Soldi anche a Luigi Grillo”

il caso
PAOLO COLONNELLO
MILANO

Lombardia
Offreraccomandazioni
Buferasull’assessore

Gli appalti nel mirino

R

1
R
3

C

attozzo parla e il conto sale.
Per la seconda volta in meno
di una settimana, il «mediatore» Sergio Cattozzo ieri si
è ritrovato per 5 ore davanti
ai pm dell’inchiesta Expo-sanità e non
ha potuto far altro che confermare il
quadro accusatorio contenuto nelle voluminose ordinanze d’arresto. Aggiungendo però dei particolari non secondari, come per esempio che per la tangente dell’affare Sogin - la costruzione di alcuni depositi di materiale radioattivo in
quel di Saluggia (Vercelli) - un appalto
da 85 milioni, è vero che vennero versati
600 mila euro ma il totale del denaro pagato dall’imprenditore Enrico Maltauro
avrebbe dovuto essere di un milione e
mezzo di euro, circa l’1,5 per cento dell’affare. Da ripetere, ovviamente, con il
sito di Caorso, su cui come dei falchi, i
tre della «cupola» si stavano muovendo
per ottenere un direttore generale di
Sogin «amico» attraverso le pressioni
dei loro «referenti» politici: da Letta a
Previti, passando per Cesa e Bonsignore e i contatti con Coop e Ds.
Alla tangente per Sogin, va poi aggiunta quella per l’appalto delle Architetture di Expo, calcolato in 600 mila
euro. Infine, nel conto ancora parziale,
vanno aggiunti i 300 mila euro di «con-

1 Bufera in Regione Lom-

bardia sull’assessore alla Sanità Mario Mantovani. In un
video ripreso il 6 maggio durante un comizio per le comunali ad Arconate, il politico
spiega agli elettori del suo paese di poter «segnalare» persone per un posto nel sistema
sanitario regionale. «Adesso,
per esempio - è questo il passaggio controverso - ho nelle
mie disponibilità, che voi mi
avete consentito eleggendomi in Regione Lombardia, anche di... segnalare delle persone... Ho bisogno di direttori
generali, ho bisogno di persone che me lo chiedono». Mantovani si difende: «Sono stato
frainteso», dice lui. Maroni lo
ha invitato a chiedere scusa.

I DEPOSITI
DELLA SOGIN

L’imprenditore
Maltauro avrebbe
versato 1,5 milioni
LA CITTÀ
DELLA SALUTE

La cupola aveva messo
gli occhi su un affare
da 500 milioni

Un politico avvisò Scajola:
“Marco Biagi è in pericolo”

GUIDO RUOTOLO
ROMA

Un appunto. Ci sarebbe anche l’appunto di un politico
tra i documenti trovati nell’archivio dell’ex ministro
dell’Interno, Claudio Scajola,
inviato dalla Procura di Roma a quella di Bologna. E in
quell’appunto il politico

avrebbe scritto all’ex ministro
oggi in carcere per aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena: «Guarda che Marco
Biagi è in pericolo».
Dunque, ritagli di giornali,
documenti del ministero dell’Interno, appunti compromettenti, come il messaggio del
politico che potrebbe confermare la ipotesi che quella di
Scajola fu una gravissima sottovalutazione dei rischi che il
giuslavorista bolognese stava
correndo. Avendo, lui, all’epoca, detto di non aver avuto coscienza del pericolo che Biagi
correva.
Già allora, quella tesi fu con-

R

2
R
4

LE ARCHITETTURE
DI EXPO

Secondo la procura, la
tangente sarebbe
di almeno 600 mila euro
LA SANITÀ
PUBBLICA

È l’altro filone
dell’inchiesta aperta
dai magistrati milanesi

sulenza» e l’auto da 60 mila euro di Greganti e Grillo e perché si muovesseesclusiva pertinenza di Cattozzo. Tota- ro anche molto in ambito regionale.
le, quasi due milioni e mezzo di euro in Sembra infatti che uno dei principali repoco meno di due anni di attività.
ferenti di Frigerio, fosse proprio il neo
Non male per un gruppetto che si assessore regionale alla sanità Mario
muoveva tra raccomandazioni e «rega- Mantovani, vice presidente della Lomlie», come le ha definite il «professore» bardia, che al nostro giornale domenica
Gianfranco Frigerio nel suo unico inter- scorsa ha negato questa circostanza. Da
rogatorio. Perché, a
notare però che proquesta già considereNUOVI SVILUPPI prio ieri, la giunta
vole somma, vanno
ha sospeNell’elenco degli indagati lombarda
aggiunti i soldi già
so i tre dirigenti saora potrebbero entrare nitari indagati (di
contrattati per la coi nomi di altri imprenditori Lecco e Melegnano)
struzione a Sesto
San Giovanni della
che proprio Manto«Città della Salute», un complesso vani si era rifiutato di rimuovere.
ospedaliero che dovrebbe radunare due
E’ lungo l’elenco degli imprenditori
centri di eccellenza come il neurologico che avrebbero versato il loro obolo pasBesta e l’Istituto dei Tumori, un affare sando dal pio circolo «Tommaso Moro».
che varia dai 300 ai 500 milioni di euro. Cattozzo ha cominciato a delineare un
E se la percentuale dei «lobbisti» era di quadro. E a fare anche qualche nome. Socirca l’1 e mezzo per cento, si può imma- prattutto sulla base del «diario» delle
ginare a quali vette aspiravano Frigerio, tangenti che in parte gli hanno ritrovato

L’INCHIESTA SULLE CARTE TRAFUGATE

L’appunto sarebbe
nell’archivio
sequestrato
all’ex ministro

FURLAN/NEWPRESS

futata da autorevoli esponenti
politici, come Pierferdinando
Casini che sostenne di aver segnalato al capo della Polizia le
richieste di protezione del giuslavorista. Ma anche altri documenti riservati (o segreti)
sarebbero stati ritrovati dalla
Procura di Roma nella disponibilità dell’ex capo della segreteria di Scajola, Luciano
Zocchi, indagato per la presunta truffa ai Salesiani, e del
funzionario dell’Aise al quale
sarebbero finiti faldoni e i sacchi neri della raccolta dei rifiuti riempiti di dossier e faldoni
dell’archivio dell’ex numero
uno del Viminale. E la Procura

sta cercando di definire la effettiva qualificazione di quei
documenti la Procura.
Il pm romano Sergio Colaiocco ha interrogato a metà
aprile Claudio Scajola, dopo
aver aperto un fascicolo a suo
carico per sottrazione di atti.
Con il pm l’ex ministro si è giustificando sostenendo che tutta la documentazione rinvenuta era stata prelevata dalla sua
segreteria e comunque si trattava di materiale non riservato o segreto. Tesi che cozzerebbe con quanto affermerebbero alcuni report della nostra
intelligence.
L’inchiesta romana potrebbe essere al giro di boa. Certo è
che sugli archivi di Scajola si
sono incentrate le aspettative
di diverse procure. Reggio Calabria aspetta l’interrogatorio
di garanzia di chiara Ricci, la
moglie di Matacena, prima di
andare in Liguria, a prendere
visione dell’archivio sigillato
dalla Dia dell’ex ministro.

addosso (nascosto tra mutande e pantaloni) e in parte nella sua abitazione: decine di fogli A4 su cui l’ex esponente dell’Udc ligure, e soprattutto segretario
dell’ex senatore del Pdl Luigi Grillo, aveva segnato minuziosamente entrate e
uscite della sua intensa attività di «lobbista della mazzetta». E’ un classico il
diario della tangente in questo tipo d’inchiesta. E grazie a questo documento
adesso gli investigatori stanno cercando
di risalire la corrente dei pagamenti fino
ad almeno 7 anni fa. «Sono indicazioni
precise, strutturate in modo da dare
l’impressione che Cattozzo dovesse rendere conto a qualcuno». A chi? Sicuramente a Luigi Grillo, arrestato insieme a
lui l’8 maggio e che finora, nonostante le
evidenze, si è rifiutato di rispondere.
L’ex senatore Grillo, fino al 2013 presidente della Commissione Trasporti, lo
avrebbe incaricato di mantenere rapporti e contatti con le aziende a cui, secondo l’accusa, dovevano essere assegnate le gare truccate in cambio di tangenti. Scrive il gip Antezza che l’esempio plastico dei rapporti intrattenuti in
prima persona dallo stesso Grillo si ritrova in una conversazione intercettata
il 24 dicembre 2013 con l’imprenditore
Maltauro, dove lo scambio di auguri si
trasforma in un messaggio in codice per
far sapere di aver ricevuto il dovuto: «dimostra l’avvenuta ricezione da parte di
Grillo della sua parte di denaro precedentemente versata da Maltauro a Cattozzo». «Ti ringrazio di cuore di tutto»,
si spertica al telefono Grillo: «Tutto bene, ti ringrazio molto…ci vediamo subito
dopo Capodanno e così proseguiamo
l’azione…». Era Natale, tempo di regali.

ESTRADATA DALLA FRANCIA

La Rizzo in Italia con le manette ai polsi
1 Manette ai polsi e grandi occhiali da sole, Chiara Rizzo è stato

estradata ieri in Italia. In serata, la moglie dell’ex parlamentare di
Forza Italia Amedeo Matacena è arrivata a Reggio Calabria dove dovrà essere interrogata dai magistrati che indagano sulla latitanza
del marito e sui presunti appoggi da parte dell’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, anche lui agli arresti.

.

.

Oggi
i funerali

il caso

Oggi le salme
delle tre
vittime
di Tempio
Pausania
sono arrivate
alla chiesa
di Nostra
Signora
del Rosario
per la camera
ardente
I funerali
sono previsti
oggi alle 15
in cattedrale

NICOLA PINNA
TEMPIO PAUSANIA

on racconta altri dettagli e confonde le idee
agli investigatori. Poi
Angelo Frigeri si fa
sfuggire una frase che
per i magistrati equivale a una confessione: «Ho il rimorso per quello
che ho fatto». Eccolo: il mostro di
cui tutti parlano in piazza è già pentito e la spietatezza dimostrata nella
villetta della famiglia Azzena si è
trasformata in pentimento. E questo, per la procura che indaga sulla
strage di via Villa Marina dove vennero uccisi Giovanni Azzena, la moglie Giulia e il figlioletto Pietro di 12
anni, conferma un altro sospetto:
quando ha partecipato alla spietata
esecuzione Angelo Frigeri probabilmente era sotto l’effetto della droga.
Dosi massicce di cocaina, secondo la
polizia giudiziaria, che lo hanno trasformato in un assassino per caso.
Non è insensata, dunque, la domanda che i tempiesi si fanno a voce
alta al bar e che ovviamente si sono
posti anche gli investigatori: come
mai un ragazzo educato, uno che
non aveva mai avuto guai con la giustizia, diventa una belva e trova il
coraggio di assistere (o compiere
con le proprie mani?) al massacro di
un bambino e dei genitori che erano
anche suoi amici? «Angelo? Un ragazzo normale: ci stavamo ancora
conoscendo», dice Natasha, la fidanzata di Frigeri che lavora in un

N

IL MISTERO DELL’AGENDINA

Gli investigatori sono convinti
sia stata portata via
da chi ha ucciso nella villa
negozio di abbigliamento per bimbi
in corso Matteotti. Tutto il giorno
sta quasi nascosta dietro il bancone
e in centro non si fa vedere: «Diciamo che ci frequentavamo da qualche mese. Con me è sempre stato
tranquillo». E del fatto che Angelo
Frigeri non sia una belva spietata
sembra convinta anche Gianfranca
Sotgiu, l’ex ragazza dell’artigiano
arrestato, che da ieri è anche il suo
difensore d’ufficio. Con lei si era
sempre comportato bene e anche
per questo, quando ha ricevuto la
chiamata dalla procura, ha accettato subito l’incarico. Ieri pomeriggio
lo ha assistito durante l’ennesimo
interrogatorio, il quinto nel giro di
tre giorni. E lo accompagnerà anche
stamattina quando comparirà di
fronte al Gip e magari deciderà di
collaborare.
Il dubbio principale da chiarire è
sempre lo stesso: Giovanni Azzena,
la moglie Giulia e il loro bambino
Pietro sono stati uccisi da una sola
persona? Nelle immagini delle solite
telecamere, quelle che inquadrano
via Villa Marina e anche la porta

17

PIER GIACOMO PALA

Ha sterminato la famiglia
imbottito di cocaina
Ora dice: “Provo rimorso”
Strage di Tempio Pausania, i corpi dovevano essere bruciati
Cosa L’attuale fidanzata
hanno Lo frequentavo
detto da qualche mese
Pietro Azzena

Con me è
sempre stato
tranquillo
Chi lo conosceva

Giulia Zanzani

Angelo aveva
perso gli amici
storici, c’erano
voci brutte su
chi vedeva ora
Il legale degli Azzena

FACEBOOK

L’uomo fermato Angelo Azzena, artigiano di 31 anni

MA I MEDICI: NESSUNA CORRELAZIONE

Trani, pool di esperti
per stabilire il nesso
tra vaccini e autismo
TRANI

La procura di Trani avvierà un’indagine epidemiologica per verificare l’eventuale correlazione tra autismo e vaccini. Sarà affidata a un pool
di esperti (un medico legale, un neurologo e uno
psichiatra infantile) anche a livello internazionale. È il primo atto dell’indagine, iniziata due
mesi fa, sulla base della denuncia dei genitori di
due bambini autistici. Sull’iniziativa si registra
la posizione assolutamente contraria dei medici pediatri: «Non c’è alcuna correlazione». Per
Michele Conversano, presidente della Società
italiana di igiene, medicina preventiva e sanità
pubblica, la correlazione è stata smentita dalle
più importanti istituzioni mondiali. «Al contrario - dichiara Conversano - le conseguenze della mancata vaccinazione sono gravissime e certe e aprono la strada a pericolose malattie».

IL MINISTRO: NUOVE REGOLE A LUGLIO

Università, cambiano
i test di ingresso
Primo anno libero
ROMA

Ingresso libero il primo anno e selezione al secondo anno su base meritocratica. Così il ministro per l’Istruzione Stefania Giovannini ha intenzione di cambiare i test d’ingresso all’università. Il modello è quello francese e il ministro
ha annunciato - in un botta e risposta sulla sua
pagina facebook - che ha intenzione di promuovere le nuove regole entro la fine di luglio. Il ministro ha anche parlato delle scuole di specializzazione: «Il Miur ha trovato una quota di fondi
per arrivare a un aumento che però non è sufficiente al ripristino delle quote dello scorso anno. Abbiamo chiesto al Mef di aggiungere i fondi
mancanti». Le notizie sono state accolte bene
dagli studenti. «Vittoria indiscussa per chi da
sempre combatte questo sistema iniquo» hanno commentato Udu e Rete degli studenti.

Giovanni Azzena

Non c’è alcuna
prova di una
relazione tra
Frigeri e la signora
Giulia Zanzani

della villetta degli orrori, si intravede
la sagoma di qualcun altro. Anche
quella di un giovane che assomiglia
quasi precisamente a un ragazzo che
ieri ha passato il pomeriggio in caserma. I carabinieri lo hanno messo sotto torchio e ora fanno trapelare solo
pochissimi dettagli: il giovane, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, è stato inquadrato mentre camminava fianco a fianco a Frigeri vicino
alla casa degli Azzena e ieri si è contraddetto più di una volta.
Sull’irruzione di sabato pomeriggio, intanto, emergono nuovi dettagli.
Il piano era quello di appiccare il fuoco e distruggere i cadaveri e le tracce.
Per questo, infatti, i tre corpi erano
stati spostati e accatastati. Sul movente, che è l’aspetto più confuso della vicenda, si è capito solo un particolare: il commando doveva portar via
un’agenda. Cosa c’era scritto? Appunti compromettenti, forse nomi di debitori o creditori. Gente con cui Azzena e anche Frigeri ultimamente facevano affari poco chiari. «Angelo aveva perso gli amici storici: sapevamo
tutti che da qualche tempo era entrato in un giro strano - dice Cristian uno
dei tanti ragazzi di Tempio che nel fine settimana frequenta il Bar Sporting - Su chi vedeva ultimamente,
c’erano tante voci in giro».
Ma più che ad Angelo Frigeri, la
gente di Tempio, ieri ha pensato soprattutto al piccolo Pietro e ai suoi genitori. Quando le salme sono arrivate
davanti alla chiesa del Rosario, in città, è calato un silenzio assoluto. Al povero bambino, massacrato e soffocato
per obbligare i genitori a consegnare
al commando chissà cosa, centinaia
di ragazzi hanno tributato un applauso che ha fatto venire i brividi. In cattedrale, questo pomeriggio, si celebrano i funerali e sarà un’altra giornata di lacrime.

Il Lotto

ConcorsoN.60-Martedì20maggio2014
Bari
54 44 33 59 86
Cagliari
37 83 76 59 56
Firenze
73 15 29 82 3
Genova
37 32 71 5 58
Milano
58 47 65 61 39
Napoli
25 26 73 50 41
Palermo
38 10 69 25 79
Roma
20 59 57 8 15
Torino
19 8 24 46 15
Venezia
82 42 69 7 32
Nazionale
41 26 9 90 80

AVVISO DI SELEZIONE
Metropark S.p.A. seleziona un associato in partecipazione per l’erogazione dei
servizi di sosta in 8 aree di parcheggio, di cui 3 nel Comune di Napoli e 5 nei
Comuni di Aversa, Casoria, Nola, Pozzuoli e Salerno. L’associato avrà diritto
ad una quota non superiore al 26% dei ricavi, il cui ammontare medio annuo
è stimato in: € 3.800.000,00. Durata del contratto di associazione in
partecipazione: 2 anni + 2 anni. Termine di presentazione delle offerte:
16 giugno 2014 alle ore 13:00. Tutte le informazioni sulla selezione sono
reperibili sul sito www.metropark.it sezione “bandi e gare”.
L’Amministratore Delegato

SUPERENALOTTO
Combinazione vincente
10 17 41
numerojolly 2
45 69 78
superstar 32
MONTEPREMI 1.460.570,50 €
JACKPOT
19.606.133,16 €
Nessun 6
Nessun 5 +
Ai 7 con punti 5
31.297,94 €
Ai 790 con punti 4
279,29 €
Ai 26949 con punti 3
16,31 €

10 e LOTTO
Numeri vincenti

8 10 15 19 20 25 26 32 33 37
38 42 44 47 54 58 59 73 82 83

ESTRATTO DI ESITO DI GARA
1) Stazione appaltante: ITALFERR SpA
- in nome e per conto di RFI SpA
2) Oggetto: Realizzazione di impianti
ACEI, TLC e LFM tratta S. Lorenzo Andora” (PA-1199)
3) Soggetto
aggiudicatario: CEIT Impianti Srl
Importo: Euro 9.803.499,25 Ribasso
35,2045% 4) Profilo Committente:
www.gare.italferr.it.
Il Responsabile
Ing. Fabrizio RANUCCI

ESTRATTO DI ESITO DI GARA
1) Stazione appaltante: ITALFERR SpA - in nome
e per conto di RFI SpA 2) Oggetto: Realizzazione
del PRG e del Sistema di Segnalamento a
tecnologia innovativa per l’“ACC” della stazione di
Ancona (PA-1214) 3) Soggetto aggiudicatario:
ATI ALSTOM FERROVIARIA SpA (C) BRANCACCIO COSTRUZIONI SpA (M) - ELFER Srl
(M) - OROFINO COSTRUZIONI Srl (M) POLITECNICA Ingegneria ed Architettura Soc.
Coop. (M) Importo Euro 15.010.985,71 Ribasso
22,7006% 4) Profilo del Committente:
www.gare.italferr.it.
Il Responsabile
Ing. Fabrizio RANUCCI

TRIBUNALE ORDINARIO DI TORINO
CONCORDATO PREVENTIVO IMPRESA DI COSTRUZIONI ING. G. MACIOTTA S.R.L. IN LIQ.
ERRATA CORRIGE
Si comunica che relativamente all’avviso di vendita del concordato preventivo n. 1/2001 già pubblicato su questo quotidiano il giorno 20 maggio u.s., la data della presentazione delle offerte irrevocabili ed incondizionate è il giorno 12 giugno 2014 e non 13 giugno 2014.
Fermo restando tutto il resto.

.

18 .Società

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

E-COMMERCE, I DATI

Come il supermarket
ci spinge
a comprare

1

FR

Le offerte
illustrate nell'area
dell'ingresso
restano nel
subconscio:
le cercheremo
tra i banchi

UT

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TA

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2
I

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1

O

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Appena entrati,
gli scaffali dei
prodotti stagionali
creano un ambiente
rilassato e familiare,
per farci rallentare

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SC

3

I prodotti collegati
tra loro (ad esempio
marmellata e biscotti)
sono vicini per favorire
gli acquisti impulsivi

4

Pane e latte sono
al fondo del
supermercato: per
raggiungerli bisogna
attraversarlo tutto

5

I prodotti meno
cari sono nascosti
negli scaffali più
bassi, per essere
notati di meno

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3

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1

Le corsie
dei prodotti più
cari presentano
ostacoli o strettoie
che costringono
a rallentare

2
Guerra psicologica
tra gli scaffali
5
Così vince il cliente 6

Il segreto per sfuggire alle trappole dei supermercati?
Prepararsi bene e mai fidarsi della propria forza di volontà
inglese, «Which?», ha deciso
di capire come mai le persone
che vogliono acquistare solo
un paio di prodotti ne comprano poi invariabilmente altri. E ha scoperto che il tragitto che si compie è cosparso
di trappole che usano il nostro subconscio per fare in
modo che restino alla cassa
più soldi di quelli che avevamo stanziato.
Il lavoro di condizionamento comincia al parcheggio, dove cartelli e manifesti
annunciano le offerte. Di solito sono di colore rosso. Anche se non ci facciamo caso,
la nostra mente li ricorderà,
quando saremo all’interno.
Per capire meglio come vanno le cose quando si è superata la barriera d’ingresso,
«Which?» ha scelto un gruppo di volontari, dotandoli di
un apparecchio che monitorava il loro sguardo.
Ha così scoperto, come anticipa il «Daily Mail» che i cartelli appesi al soffitto vengono
sempre catturati dalla visione
periferica, perché sono in leggero movimento. È questo invitante ondeggiare che ci fa

tornare indietro quando abbiamo già superato uno scaffale.
L’obiettivo del supermercato è di fare stare la gente al suo
interno il più a lungo possibile:
bisogna quindi rallentarla.
Quasi tutti arriviamo trafelati
a fare la spesa, con l’esigenza di
tornare a casa al più presto. La
guerra psicologica comincia
dunque all’ingresso, dove sono
sempre collocati i prodotti freschi stagionali.
La visione di frutta, insalate e verdura, accompagnata
da musica melodica, crea una
sensazione di pace in un ambiente che ispira una sensazione di vita salutare e qualità. Anche se siamo di fretta,
rallentiamo: tutto è disposto
per mettere le persone a proprio agio e per far sembrare
l’ambiente più piccolo, simile
a un negozio.
Così tranquillizzato, il consumatore si avvia per un percorso
già stabilito, nel quale le cose
non sono dove secondo la logica
dovrebbero essere: ad esempio
il pane vicino alla carne, al latte,
alle uova e al burro. Gli alimenti
che si acquistano più spesso sono anzi lontani e nascosti, in

STEFANO RIZZATO
MILANO

Cinquanta milioni di acquisti
in tre mesi, il 17% in più rispetto a un anno fa. Venti milioni
di italiani che almeno una volta nella vita hanno comprato
online. Oltre nove milioni che
lo fanno d’abitudine, almeno
una volta al mese. E un giro
d’affari che a fine 2014 avrà
sfondato quota 13 miliardi. Più
di tre volte le cifre del 2006.
Almeno davanti all’impennata dell’e-commerce, al cambiamento dei consumi e dei costumi, la crisi ha dovuto fare
un passo indietro. Lo confermano i numeri presentati ieri
– in occasione del nono Forum
italiano del settore – dal consorzio Netcomm e dall’Osservatorio sull’e-commerce del
Politecnico di Milano. Numeri
che mostrano che tra qualche
tempo distinguere tra vendite
online e vendite analogiche
non avrà più così senso. «Ormai un acquisto “reale” su dieci è deciso informandosi sul
web – dice Roberto Liscia, pre-

Fare il percorso all’inverso:
cominciare la spesa dalla
fine del supermercato e
finirla all’inizio

Non portare mai con sé
i bambini, ai quali
non si nega mai un
acquisto non previsto

Diffidare delle offerte,
che ci spingono spesso
a comprare cose di cui
non abbiamo bisogno

Q

E

Ecco come evitare
di farsi condizionare
(o almeno provarci)

8

uando usciamo da
un supermercato,
cercando nell’esorbitante scontrino
l’errore che la cassiera deve avere sicuramente
commesso, ci accorgiamo
sempre di avere acquistato
molte più cose di quelle che
volevamo.
Diamo la colpa alla disattenzione, all’autoindulgenza,
al «non saper resistere» di
fronte a prodotti invitanti.
Ma la verità è che, da quando
lasciamo l’auto al parcheggio
a quando torniamo a casa, il
nostro destino è già segnato.
Esperti che conoscono a
fondo la mente umana hanno preparato tra gli scaffali
un percorso di guerra psicologico dal quale è molto difficile uscire indenni. Un’associazione di consumatori

LA
TT

4

I prezzi di un prodotto
(ad esempio il vino) salgono
di pochi euro da sinistra a destra
per avvertire meno la differenza

VITTORIO SABADIN

&

5

DE

Le etichette
e i cartelli di colore
rosso fanno pensare
a uno sconto anche
quando non c'è

La storia

E

Acquisti
su Internet:
in un anno
il 17% in più

4

Non cedere agli acquisti
impulsivi: se cercavi
il tè, non ti serve anche
un altro infuso

3

Ascoltare musica
dal proprio iPod con
le cuffie per isolarsi
dai suoni esterni

Preparare una lista
della spesa e attenersi
strettamente a quella,
senza cedere

7

Andare al supermercato
con i soldi appena
sufficienti a comprare
ciò di cui si ha bisogno

modo da costringere le persolate mattonelle più piccole nel
ne a cercarli, passando di fianpavimento: il rumore che il
co a centinaia di altri invitanti
carrello fa sui solchi aumenta
prodotti. I cartelli rossi, che il
in frequenza e fa credere a chi
nostro subconscio ora interlo spinge di dovere rallentare.
preta come annunciatori di
Dopo avere elencato le
sconti, sono ovunque per invitrappole che ci attendono al
tarci a comprare.
supermercato, «Which?» ha
I prezzi di un prodotto, ad
consigliato anche alcune conesempio il vino, crescono da sitromisure. Fare il percorso
nistra a detra gli scaffastra perché il
I TRUCCHI li al contranostro occhio
ad esemIl rosso, i cartelli oscillanti rio,
legge gli scafpio, sconvolfali come leg- colpiscono a livello inconscio ge i l p ro E la musica ispira serenità gramma di
ge un libro. I
prezzi salgono
condizionaa piccoli scatLE CONTROMISURE mento amti, per rendere
Isolarsi da suoni e messaggi bientale.
Ascoltare
acce t t a b i l e
Lasciare i bambini a casa musica con
l’incremento,
e si finisce per Avere con sé denaro contato le cuffie evita
acquistare
di essere colqualcosa nel mezzo, scartando
piti da messaggi subliminali
le bottiglie più care, ma anche
sonori. Lasciare i bambini a
quelle più economiche.
casa aiuta a risparmiare. Ma
La sofisticazione dei mesla contromisura migliore è
saggi subliminali che chi fa la
uscire avendo in tasca solo i
spesa riceve ha raggiunto licontanti che servono a comvelli impensabili. Nelle corsie
prare ciò di cui si ha bisogno.
dei prodotti costosi la gente
In ogni caso, mai affidarsi alla
tende a transitare in fretta.
forza di volontà: il supermerPer rallentarla, in alcuni sucato sa di noi cose che nempermercati sono state instalmeno immaginiamo.

STEPHEN SWINTEK/CORBIS

Le previsioni

A fine anno l’e-commerce
avrà un fatturato di 13 miliardi, tre volte le cifre del 2006

sidente di Netcomm – e questo
coincide con un giro d’affari ulteriore di 60-70 miliardi».
Spesso, insomma, ci si informa su Internet e poi si compra dal vivo. Succede soprattutto quando l’acquisto è tangibile ed è la grande particolarità italiana. «Da noi i prodotti
si fermano al 38% delle vendite
in Rete, contro il 62 dei servizi.
Sui principali mercati stranieri avviene l’esatto contrario,
con percentuali tra il 65 e l’80
per cento per i prodotti», spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio del Politecnico di Milano.
Viaggi e biglietti di treno e
aereo restano di gran lunga gli
acquisti più digitali (41% del
totale), e si sapeva, mentre
reggono bene anche gli articoli di informatica e tecnologia
(12%). «Ma potremo davvero
dire che l’e-commerce è diventato popolare – continua
Perego – quando avrà investito due settori che stanno iniziando solo ora a crescere: abbigliamento e alimentari».
Si tratta di categorie che all’estero si vendono molto online e da noi molto meno. Continua l’esperto: «Ancora poche
aziende hanno provato a
sfruttare il mercato. L’alta
moda è abbastanza presente
nell’e-commerce, manca invece la fascia media, l’abbigliamento di tutti i giorni: a provarci dovrebbero essere le catene del commercio al dettaglio, che hanno i numeri per
farlo. E lo stesso vale per il cibo, ma qui ci sono anche ragioni culturali e sociali. Agli
italiani, in fondo, piace ancora
passare del tempo al supermercato. E ordinare la spesa a
domicilio è una rarità».

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

STEFANO RIZZATO
MILANO

«N

Perché fa litigare
censiti. Un paio di volte, è persino scattata la querela per diffamazione. Permalosi chef e alberghi o troppo crudeli
i clienti? Difficile dirlo.
Su Trip Advisor sarebbe troppo facile fare recensioni false, distribuire lodi o stroncature per simpatia o per interesse, anche senza aver visitato la
struttura. I primi a segnalarlo furono
gli albergatori della riviera romagnola,
che nel 2012 si videro promettere false
recensioni stellate in serie in cambio di
una fornitura di ciabatte da hotel. Episodi simili, poi, sono capitati altrove, da
Bassano del Grappa a Celle Ligure.
A Firenze fu lo chef Amerigo Capria
a esporsi. Denunciando il solito tentativo di scambio: «Mi hanno proposto

Voti di scambio
“Dieci casse di vino per cinque recensioni buone su Trip Advisor”. Adesso
basta». E «Adesso basta» lo dissero
anche gli albergatori del Trentino, che
minacciarono la scissione: farsi un sito
tutto loro, con qualche controllo in più.
Del progetto non s’è più saputo nulla.
«Un anno fa ho ricevuto una stroncatura che mi ha tolto il sonno», dice
Alessandro Ciulla, titolare del bed &
breakfast Palazzo Ajala a Caltanissetta. «Scrisse di “barriere architettoniche di tutti i tipi”, ma il b&b è al primo
piano. Parlò di “pareti sottilissime”, ma
è una casa dell’Ottocento. E poi ho controllato l’agenda e ne sono certo: quel
signore qui non s’è mai visto».
Quello che Ciulla contesta riassu-

Da anni se ne discute: ora l’Antitrust apre un’indagine sul popolare sito web
I giudizi degli utenti su alberghi e ristoranti non sono controllati né filtrati
Tutti i numeri
del fenomeno

150
milioni
Sono le recensioni
di hotel e ristoranti
disponibili nel mondo
su Trip Advisor

260
milioni
È il numero degli
utenti unici che ogni
mese visitano
tripadvisor.com

4
milioni
È il numero degli
esercizi e località
presenti, su oltre 140
mila destinazioni

6-12
recensioni
Tante ne legge l’80
per cento degli utenti
prima di scegliere un
hotel/ristorante

3su4
positive
Le recensioni sono
per lo più positive:
il 75% è «molto
buono» o «eccellente»

3su4
extra Usa
Benché nato in
America, il sito è
visitato per il 75%
dal resto del mondo

me le ragioni di tanti albergatori e delle
associazioni di categoria. «Chiunque
può aprire un profilo su TripAdvisor e
lasciare una recensione negativa, magari per screditare un concorrente. Quel signore ha cambiato nickname e ora al posto della foto ha un ritratto di Napoleone.
Mi ha danneggiato e non posso fare nulla, perché non ho prove. E il servizio
clienti non se ne fa carico».

L’algoritmo che vigila
Il dibattito, anche sul forum di Trip
Advisor, è caldo da tempo. «Molto spesso
vedo strutture che si auto recensiscono a
volte anche in maniera spudorata», dice
l’utente kikblue. «Trip Advisor dovrebbe
trovare un modo di registrare in modo
certificato i recensori, in modo da renderli identificabili», propone Enzo di Ro-

ma. Altri difendono il portale. Come Stefano, utente di Bologna: «M’infastidiscono le polemiche sulle recensioni false:
sminuiscono il valore delle migliaia di recensioni oneste che fanno di questo strumento un aiuto prezioso».
In molti confermano: i voti «pilotati»
esistono, ma non sono abbastanza da annullare l’utilità e il valore del portale. Altrimenti il successo di Trip Advisor si sarebbe sgonfiato da tempo. È la linea
espressa ieri anche dall’azienda, che
spiega: «Ogni singola recensione viene
monitorata con algoritmi sofisticati. In
più, un team di oltre 200 specialisti conduce investigazioni manuali su ogni singola segnalazione degli esercenti».
Duecento persone e un algoritmo bastano a vigilare su migliaia di recensioni
al giorno? Forse, la risposta al groviglio
delle recensioni online passa da qui.

Dal 2000, un successo mondiale
1 Trip Advisor nasce nel febbraio 2000, quando

Stephen Kaufer, che poi ne diventa presidente e Ceo,
la fonda con il sostegno di vari investitori. Nel 2004
viene acquistata da InterActiveCorp (Iac), colosso
Usa del digitale, che l’anno seguente dà vita a Expedia Inc., che riunisce marchi
servizi legati al mondo dei
viaggi (Expedia, Trivago, Hotels.com, Venere...) e che nel
2011 porta Trip Advisor in
Borsa (Nasdaq). Nel 2009 ha
lanciato la versione cinese, che oggi raccoglie più di
ventimila hotel e ristoranti. Nel febbraio 2012 l’authority inglese sulla pubblicità ha obbligato Trip
Advisor a cancellare lo slogan «Reviews you can
trust» (Recensioni di cui ti puoi fidare) perché non c’è
certezza che le opinioni siano autentiche e oneste.

In cucina

UNA GIORNATA NELLA CASA CHE FUNZIONA CON LE TECNOLOGIE DELLA GRANDE G

La blogger
di Giallo
Zafferano
alle prese con
una ricetta
scaricata
direttamente
ai fornelli
dallo smartphone

Così è la vita secondo Google
Per tutto c’è un’app:
giochi, film e tv,
ricerche scolastiche
e segretaria virtuale
BRUNO RUFFILLI
MILANO

Si chiama GoogleHouse, ma
meglio sarebbe Google Life, la
vita secondo Mountain View.
Un palazzetto di tre piani, pensato come uno showroom per
tutte le tecnologie di Google.
Ogni ambiente ha la sua applicazione: per il salotto c’è il
PlayStore,ilnegozioonlinedove
acquistare musica, giochi e film,
da vedere poi con Chromecast,
la chiavetta Hdmi che porta sulla tv i contenuti di smartphone,

Società .19

Recensioni online: vere o false?
Gli hotel contro Trip Advisor

il caso
on importa se
preferisci le catene alberghiere o gli hotel di
nicchia: su Trip
Advisor puoi trovare tante recensioni
vere e autentiche di cui ti puoi fidare».
Alla fine, il nocciolo della questione è
tutto qui, nella descrizione che esce
quando si cerca «Trip Advisor» su Google. In quel «vere e autentiche». Nell’idea che ci si possa fidare. Perché cresce il fronte di chi dice che non ci si può
fidare affatto.
È un gruppo che unisce gli esercenti di Fipe e Federalberghi e associazioni di consumatori come il Codacons. Un gruppo che da ieri mattina
esulta, per la decisione dell’Antitrust
di mettere sotto indagine – dopo
Expedia e Booking – anche Trip Advisor. L’ipotesi è pratica commerciale
scorretta. L’intenzione verificare se il
sito faccia tutto il possibile per evitare le recensioni fasulle.
Se la questione non vi sembra così
nuova, c’è un motivo. Da quando ha
preso piede, Trip Advisor non ha
smesso di far litigare recensori e re-

.

tablet e computer. Non è l’unico
esempio di hardware Google: nella casa milanese oltre ai tablet
Nexus 8 e allo smartphone Nexus
5, c’è anche Chromebook, il computer con sistema operativo
Chrome pensato per funzionare
appoggiandosi al cloud di Google.
La dimostrazione si tiene nella
stanza dei ragazzi: si tratta di fare una ricerca scolastica, e ovviamente il punto di partenza è il
motore di ricerca, poi si usa Street View per una visita virtuale di
Venezia, con l’Art Project si entra
in un museo , dove si possono ammirare dipinti a risoluzione elevatissima. Poi si comincia a scrivere, con Google Docs.
Si passa quindi alla stanza da
letto,doveilproblemaècosaindossare: risolto con un Hangout, una
videochiamata tra amiche che si
dannoconsigliesiscambianoabiti.

E per ricordare l’appuntamento
colparrucchiere,eccoilpromemoria vocale sullo smartphone: basta
chiedergli di avvisarci quando è
l’ora. Il trucco? YouTube è piena di
tutorial su tutto lo scibile umano (e
ci sono gli «smokey eyes»), mentre
per lui offre mille sport.
Poca enfasi su Google Plus, il
social network di Mountain View,
molto spazio per le trovate che
rendonolavitapiùsemplice:come
Picasa, che carica automaticamente su Internet le foto dello
smartphone, o Google Now, una
specie di segretaria virtuale che
informa su voli e mezzi di trasporto, e segnala la programmazione
dei cinema più vicini.
In cucina, la ricerca vocale
consente di andare sul web a caccia di ricette e trova anche i supermercati nei dintorni per acquistare gli ingredienti.

L’esterno
La casa di tre piani a Milano che
Google ha allestito con le tecnologie per la vita quotidiana

Non è una casa smart, non c’è
ancora la domotica che tutti si
aspettavano di vedere dopo l’acquisto di Nest (nello scorso febbraio, per 3,2 miliardi di dollari).
Per ora il termostato intelligente non è distribuito in Italia, ma
nel mondo secondo Google c’è
molto da scoprire. Come l’app
per tradurre in tempo reale da
una lingua all’altra: basta parlare al telefono, la traduzione arri-

va subito in qualsiasi lingua e
funziona nelle due direzioni.
Presi da soli, i vari pezzi del
puzzle sono utili e facili da usare;
visti e provati tutti insieme disegnano un mondo colorato,
smart però un po’ inquietante,
dove non si esce mai dall’ombra
della grande G di Google. Ma attenzione, ce ne sono tanti, cambia solo il logo: Facebook, Apple,
Amazon, Microsoft.

.

MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014 LA STAMPA 20

LINEA

.

21

SCIENZA&DEMOCRAZIA

MEDICINA

BENESSERE

TUTTOSCIENZE

I pionieri
del buon grano
e della salute
di massa

I dilemmi
scatenati
dal gene
della Sla

Gli occhi
non sono
solo lo specchio
dell’anima

MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

VOLPONI PAGINA 22

SURBONE PAGINA 23

DI TODARO PAGINA 24

.

NUMERO 1606
A CURA DI:
GABRIELE BECCARIA
REDAZIONE:
CLAUDIA FERRERO
GIORDANO STABILE
tuttoscienze@lastampa.it
www.lastampa.it/tuttoscienze/

tutto
salute
SCIENZE
...

&

P

Dossier Medicina

Ma le novità non finiscono
qui, perché, sfruttando questo
approccio innovativo, anche la
somministrazione dei farmaci
potrà essere rivoluzionata.
Non a caso sulle pagine della
rivista «Nature Nanotechnology» un team sudcoreano è
riuscito nell’impresa di creare
un «device» per rilevare nei
malati di Parkinson i movimenti e le contrazioni muscolari, dispensando, all’occorrenza, la quantità di farmaco
corretta. Con un approccio simile, opera invece di un gruppo di ricercatori dello Swiss
Federal Institute of Technology, le persone affette da glaucoma potranno essere monitorate attraverso speciali lenti
a contatto. «Strumenti - continua Omenetto - che verosimilmente potranno arrivare sul
mercato in un decennio. Al
momento ciò che è da perfezionare è l’alimentazione dei
dispositivi e la loro capacità di
trasmissione del segnale».
Un futuro, quello della seta,
destinato quindi a essere

DANIELE BANFI
iente più fili né
apparecchi ingombranti. Non
più taccuini per
annotare dati e
terapie in corso e non più
cerotti e garze da cambiare
periodicamente, ma sottili
«film» capaci di monitorare
lo stato di salute in diretta e
dispensare farmaci solo
quando è necessario. È questo il futuro: la medicina si
integrata con il corpo e i biosensori faranno da padroni.
Una rivoluzione che è già
iniziata: parola di un cervello italiano, Fiorenzo Omenetto, professore di ingegneria biomedica alla Tufts
University di Boston, considerato uno dei massimi
esperti del settore.
Eppure il futuro si intreccia con il passato: se le nuove
tecnologie si affermeranno, il
merito è di un materiale antico migliaia di anni: la seta.
«La questione - spiega il professore - è semplice: basta
reinventare ciò che esiste
già, aggiungendo una serie di
funzionalità. Si tratta, in fondo, di un materiale povero,
costituito da un mix di acqua
e proteine. Un prodotto lavorato a temperatura ambiente, sostenibile e con una biodegradabilità programmabile. Lo si può far dissolvere
istantaneamente in acqua o
far rimanere stabile per anni.
Commestibile, lo si può usare
per impianti senza scatenare
risposte immunitarie». Tutte
queste caratteristiche, associate alla possibilità di rendere la seta un materiale hi-tech, adatto a ospitare microcircuiti elettrici, sono fondamentali per realizzare proprio i biosensori del futuro.
Le applicazioni - sottolinea
il professore - sono straordinarie. Il suo gruppo di ricerca, tra le tante possibilità, è
riuscito nell’intento di creare
un dispositivo capace di controllare le infezioni batteriche che possono manifestarsi
dopo un’operazione chirurgica. «Abbiamo creato un adesivo in seta, contenente dei

N

UTILIZZI STRAORDINARI
Fiorenzo Omenetto è professore di ingegneria biomedica alla Tufts University di Boston

“Di seta e intelligenti:
i fili entrano nel corpo
e lo guariscono”
microcircuiti, da posizionare
durante un operazione in prossimità di una frattura o di una
protesi. All’occorrenza, con un
comando wireless dall’esterno,
attiviamo il circuito, creando
così una micro-corrente in
grado di eliminare i microrganismi», dice Omenetto. Un di-

esempio, sono i sensori per il
monitoraggio dei parametri vitali. Sono infatti capaci di registrare la frequenza cardiaca e
la temperatura corporea. Rappresentano una sorta di «tatuaggio digitale», che trasmette i dati direttamente sullo
smartphone. Ma esistono an-

che speciali «fogli di seta» che,
posizionati a livello cardiaco o
cerebrale, rilevano l’attività
elettrica di questi organi. Un
approccio per meglio comprendere dove si localizzano «problemi» come epilessia e aritmie
che originano da un’alterata
conduzione degli impulsi.

La nostra infanzia senza ricordi

ti adulti: mentre i «sedentari»,
a cui era stata inibita con mezzi farmacologici la neurogenesi, conservavano blande memorie del mini-shock, il gruppo degli «sportivi» - quello
sottoposto a lunghe sessioni
di corsa alla ruota - non mostrava alcuna reazione (o quasi) nell’ambiente dove in passato aveva sperimentato la
scarica. Spiegazione: il moto
forzato a cui sono stati sottoposti ha incrementato la comparsa del surplus di cellule
nervose, rinnovando parte del
cervello. Ciò significa - scrive
Akers su «Science» - che il
processo ha avuto come conseguenza l’eliminazione di
gran parte dei ricordi iniziali,
quelli incamerati da cuccioli.

GABRIELE BECCARIA

Neuroscienze

Protesi antibatteriche
e schedine tascabili
per gli antibiotici

iamo cervelli, ma bizzarri. Simili a codici medievali. Fragili collezioni di
fogli, dove i testi originali sono
stati grattati via per lasciare
posto a nuove frasi e nuovi racconti. Così le aggiunte si sovrappongono costantemente
alle cancellature, lasciando appena intravedere i contenuti
originali. E senza l’occhio del
filologo non c’è modo di recuperare qualche frammento di
ciò che è andato perduto.
Questa è la metafora a cui

S

spositivo che, guarita la lesione, può dissolversi in maniera
programmata ed essere quindi
assorbito dall’organismo.
Potenzialmente, con l’«elettronica in formato flessibile» così ama chiamarla il professore - è possibile sbizzarrirsi negli
utilizzi. A essere già realtà, per

ricorre Katherine Akers, ricercatrice canadese dell’«Hospital for Sick Children» di Toronto, per tentare di risolvere
un mistero che resiste da decenni. È noto in gergo come
«amnesia infantile» ed è
un’esperienza universale: i primi anni della vita sono per ciascuno di noi simili a un buco
nero. Ricordiamo pochissimo
di ciò che abbiamo vissuto all’alba dell’esistenza, sebbene ed è un curioso paradosso proprio quel periodo sia considerato decisivo per la nostra
formazione, non solo cognitiva

Amnesia
I primi anni
della nostra vita
vengono
rapidamente
dimenticati
dal cervello

ma anche emotiva. La risposta
al grande quesito - sostiene
Akers - è racchiusa in alcuni
test sui topolini e sul meccanismo della neurogenesi, la capacità del cervello bambino di
generare nuovi neuroni, un
processo che fino a un ventennio fa era considerato come un
non-senso scientifico.
Akers e il suo team hanno
insegnato ad alcune baby cavie ad associare un certo ambiente con una leggera scarica
elettrica e poi hanno osservato le loro reazioni (e quindi i
ricordi), quando sono diventa-

sempre più roseo. Nell’area di
Boston - considerata la Silicon Valley di tutto il settore
biomedicale - gli investimenti
su questa vecchia&nuova tecnologia si stanno intensificando. Ma a beneficiarne non sarà soltanto il mondo della medicina. Un esempio? Pochi anni e l’involucro del caffè che
sorseggerete sarà composto
di seta. Una volta utilizzato,
potrà essere di nuovo riconvertito in acqua e proteine,
eliminando così il problema
dello smaltimento. E se proprio si dovrà assumere un farmaco, come per esempio la
penicillina, non importa se
non ci sarà un frigorifero a
portata di mano. L’antibiotico
potrà essere conservato all’interno di una speciale scheda nel portafoglio. «La rivoluzione della seta - conclude il
professore - è già iniziata».
@danielebanfi83

Dai topolini all’uomo, poi, il
passo è breve. È il «reset» cerebrale che caratterizza anche
noi umani - sostiene la studiosa - ad agire come un efficiente
spazzino. Non a caso l’area più
coinvolta è l’ippocampo, un archivio che funziona da centro
dei ricordi. Così, se le esperienze vissute da zero a tre anni vanno inesorabilmente in
pezzi e tendono a svanire entro il settimo anno d’età, l’oblio
è una necessità biologica: invece di una forma di repressione degli impulsi sessuali, come
riteneva Freud, è il prezzo da
pagare per entrare in una nuova fase della vita, segnata dal
sentiero del linguaggio. Con
un cervello rinnovato e pronto
allo sprint decisivo.

.

22 .TuttoScienze

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

l
P MEDICINA

Come sconfiggere
l’ansia da invecchiamento
1 «Invecchiamento e complessità: autode-

terminazione e partecipazione». È questo il titolo del convegno organizzato venerdì e sabato prossimi al «Campus Luigi Einaudi» di Torino
dalla Sipi, la Società italiana di psicologia dell’invecchiamento. Ricercatori e clinici terranno
una serie di lezioni, simposi, tavole rotonde e
sessioni poster incentrati sull’«ambivalenza
della terza età», sospesa tra longevità crescente e nuovi problemi sociali e psicologici. Un fitto programma che sarà introdotto da tre rela-

zioni: «Migliorare la qualità della vita nelle persone con demenza» di Bob Woods (Università
del Galles, Bangor), «Ansia e invecchiamento:
da segnale a disturbo» di Rabih Chattat (Università di Bologna) e, infine, «Età, lavoro, benessere. Come la psicologia può contribuire a
migliorare la fase finale della carriera lavorativa
e ad affrontare il pensionamento» di Franco
Fraccaroli (Università di Trento - Rovereto).
L’evento sarà preceduto, domani, dalle 15 alle
18, alla Galleria d’Arte Moderna, da una «Giornata divulgativa» dedicata ai concetti dell’invecchiamento «attivo» ed «efficace» e aperta al
pubblico. Informazioni disponibili sul sito
www.sipinvecchiamento.it.

«Un legame tra i batteri
intestinali e l’autismo»
1 I bambini affetti da disordini dello spettro

autistico hanno concentrazioni significativamente differenti di determinati metaboliti chimici prodotti dai batteri intestinali nelle feci rispetto ai bambini che non soffrono di autismo.
«La maggior parte dei batteri intestinali è benefica - ha sottolineato Dae-Wook Kang dell’Arizona State University -. Tuttavia, se lasciati senza controllo, possono alterare delicati equilibri
in grado di danneggiare l'intestino stesso oppure il resto del corpo, incluso il cervello».

I genetisti-senatori
del grano made in Italy
Trasformarono gli alimenti e migliorarono la nostra salute
Una generazione di pionieri tra ’800 e ’900 tutta da riscoprire
Scienza

prendente possa sembrare, sono stati anche e soprattutto diversi senatori italiani della priDemocrazia
ma metà del Novecento a partecipare a tutto ciò, miglioranALESSANDRO VOLPONE
UNIVERSITÀ DI BARI
do la nostra cucina, la tavola e
la salute, nonché la nostra ima pasta, il pane e magine nel mondo. Questo la
la pizza rappre- dice lunga sul contributo che
sentano alcuni tra un Senato della Repubblica
i prodotti per i basato su capacità politiche e
quali l’Italia è no- competenze scientifiche insieta nel mondo, insieme con me può offrire al nostro Paese.
altri derivati, ma questa reSi trattò di un successo inaltà deve ricordarci che pu- ternazionale, tanto che, nonore la bontà dei nostri grani si stante la massiccia «Green relega a un tale primato. La volution», successivamente
materia prima dell’impasto avviata da Norman E. Borlaug
è estremamente importan- in Messico, negli Anni 50 e 60,
te. Oggi più che mai, d’al- sotto l’egida della Rockefeller
tronde, una buona farina di Foundation statunitense, angrano (o di altro cereale) cora oggi è possibile trovare può contribuire a salute e almeno a livello di materiale
benessere del nostro organi- parentale - varietà Strampelli
smo; e questo fa sempre più nella genealogia di molti dei
spesso la differenza nella grani coltivati nel mondo.
scelta dei nostri prodotti.
Strampelli, però, sul quale si
Accade così, ad esempio, tornerà oltre, non è il solo
che si riscopra negli ultimi esponente noto di questa notempi una cultivar di grano stra schiera di senatori del
come il «Senatore Cappelli», grano. Ne fecero pure parte,
messo a punto nei primi de- per esempio, Napoleone Pascenni
dello
serini (1862scorso secolo
STRAMPELLI 1951), agronomo
dallo scienziato
botanico fioUn’eredità di incroci, erentino
agronomo Nadi chiaibridi e varietà ra fama, nomizareno Strampelli, con alta che arriva al presente nato a soli 48 anqualità organoni, fondatore
lettica (ideale per pasta sia dell’Istituto Agrario di Scanlunga che corta oppure per dicci e poi direttore della R.
panificare), poco confacente Scuola Superiore Agraria di
alle esigenze del passato, ma Pisa, il quale, già noto come secertamente in linea con le ri- lezionatore dei bovini di razza
chieste del mercato odierno. Chianina, si occupò della staEbbene, quantunque sor- bilizzazione di grani a grande

&

L

tato, ringraziandolo con ciò di
aver caldeggiato, l’anno stesso
della sua nomina, il 1919, l’istituzione a Roma dell’Istituto
Nazionale di Genetica per la
Cerealicoltura, affidandone a
lui la direzione, prima istituzione pubblica italiana a fregiarsi della parola «genetica»
nella propria denominazione,
essendo improntata a un rinnovamento della ricerca agraria alla luce dei principi della
nuova scienza della ereditarietà (nata nel 1900).
Strampelli fu a sua volta senatore e la sua opera di studioso è stata immensa. Egli
realizzò un totale di circa 800
RUOLO: È PROFESSORE DI STORIA
incroci, selezionò oltre 800
DELLA BIOLOGIA EVOLUZIONISTICA
ALL’UNIVERSITÀ DI BARI
mila ibridi e produsse più di
IL LIBRO: «GLI INIZI DELLA GENETICA
50 varietà di grani brevettati,
IN ITALIA» - CACUCCI
alcune delle quali ancora oggi
prodotte e commercializzate.
diffusione come il Gentil rosso. Strampelli organizzò una rete
Altrettanto Francesco Todaro di stazioni fitotecniche in di(1864-1950), che si occupò sia verse regioni, anche in colladel miglioramento sia della borazione con enti privati, per
corretta diffusione dei fru- poter saggiare i suoi frumenti
menti immessi sul mercato, a in diversi contesti agro-ecololivello di certificazione e di- gici. Altrettanto si occupò di
stribuzione delle sementi: nel coordinamento e gestione dei
1911 fondò la Soprodotti ottenucietà bolognese
L’ANNO 1919 ti per garantirne
produttori sequalità. I suoi
Nasce a Roma la
menti, prima del
grani (Carlotta
l’Istituto Strampelli, Argenere in Italia
e, nel 1921, anco- per la cerealicoltura dito, Gregorio
ra a Bologna,
Mendel, Villa
l’Istituto di allevamento vege- Glori, Nuovo Gentil Rosso,
tale per la cerealicoltura. An- per citarne alcuni) oltrepascora, si ricorda Raffaele Cap- sarono i confini: anche alpelli (1848-1921), direttore del- l’estero furono fondate strutl’Istituto
Internazionale ture per lavorare con i suoi
d’Agricoltura di Roma. A lui metodi, come il «Campo espeStrampelli intitolò il grano ci- rimental de acliatatiòn de las

Alessandro
Volpone
Storico

semillas inedita» di Olivos, in
Argentina, a lui intitolato dopo la morte. Una situazione
che, oggi, è purtroppo capovolta: l’Italia è costretta a importare oltre metà del grano
per il proprio fabbisogno.
Forse proprio su Strampelli
conviene svolgere un’osserva-

zione finale. Viene generalmente ricordato come «il padre dei grani della Vittoria»,
facendo passare in secondo
piano gli sforzi di una vita tutta
dedicata al suo lavoro, che inizia nel periodo giolittiano, passa per la grave crisi economica
e alimentare del primo dopo-

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Già pronti, senz’acqua
L’era dei farmaci «fast»

Tendenze

NADIA FERRIGO
1 Compresse da sciogliere sulla lingua e bu-

stine da tenere in tasca e sgranocchiare all’occorrenza, senza neanche un po’ d’acqua: oggi
al banco del farmacista a sciroppi e pastiglie effervescenti si preferiscono le confezioni più
pratiche, meglio se monodose, che stanno nel
portafoglio. Ma come si sceglie la «forma farmaceutica» di un medicinale?
La tecnica si è evoluta, scovando nuove soluzio-

l
P

ni: compresse e polveri oro-solubili si sciolgono
già in bocca, così il principio attivo passa direttamente nel sangue. «Questa modalità, oltre a
essere pratica, è adatta a chi ha difficoltà nella
deglutizione, come bambini e anziani - commenta Cinzia D’Ambrosio dell’Aifa, l’Agenzia
del farmaco - . Alle polveri o ai granulati per uso
orale si ricorre di solito per i farmaci che vanno
somministrati a dosi elevate, anche più volte al
giorno, o per i quali non è conveniente la trasformazione in compresse».Ma non solo. «Ci
sono le formulazioni oro-solubili a rilascio prolungato, che hanno un altro vantaggio - continua -. Consentono un uniforme assorbimento
delle sostanze, per periodi di otto ore e più, così

GENETICA

ANTONELLA SURBONE
NEW YORK UNIVERSITY

P

guerra e giunge al fascismo.
Senatori di grandi capacità organizzative e di ricerca, nonché di impegno civile, come lui,
dimostrano l’importanza trasversale, dal punto di vista politico, di un’assise di personalità preposta al bene comune.
20 - continua

oche settimane fa è
stata annunciata
un’importante scoperta per chi è affetto da sclerosi laterale amiotrofica, la Sla: l’identificazione del gene «Matr3» da
parte del team dell’Università
degli Studi di Torino diretto da
Adriano Chiò, in collaborazione con il consorzio Italsgen,
che include 16 centri italiani di
ricerca, e alcuni studiosi stranieri. Anche se la genetica della Sla appare sempre più complessa, questa scoperta chiarisce uno dei meccanismi fondamentali alla base del processo
degenerativo: l’alterazione del
metabolismo dell’Rna messaggero, una molecola che permette la traduzione del codice
genetico nei costituenti fondamentali della cellula, cioè le
proteine. Le nuove scoperte,
tuttavia, costringono i clinici
ad avventurarsi su un nuovo e
accidentato terreno, quello
della comunicazione ai pazienti e alle loro famiglie del rischio
genetico della malattia.
Accanto all’intenso lavoro
per identificare nuovi geni ci si
è resi conto della necessità di
discutere e stilare una serie di
linee-guida per i neurologi clinici che devono affrontare
nuove conoscenze genetiche e
decidere se, come e quando
parlarne con i pazienti ammalati di Sla e i loro familiari. Le
linee-guida, disponibili online
dal luglio 2013 e accolte favorevolmente nel mondo angloamericano, sono state pubblicate sul «Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry» insieme con due editoriali
che ne sottolineano la necessità in questa fase di «rivoluzione genetica», che richiede una
particolare attenzione dei medici alla comunicazione. La
stesura delle linee-guida è nata essa stessa dalla comunicazione aperta e onesta tra oltre

da permettere somministrazioni distanziate
nel tempo, oltre a ridurre gli effetti indesiderati, possibili se un farmaco raggiunge troppo rapidamente un’alta concentrazione».
I farmaci, per agire, devono quindi essere assunti nella forma e nel dosaggio più adatto: se
per antistaminici e antinfiammatori si può ricorrere alla bustina monodose o alla compressa, non è così per tutti. Dalle caratteristiche del
principio attivo, dalla forma farmaceutica e dal
dosaggio, infatti, dipendono una serie di parametri che regolano l’efficacia e sono indispensabili per valutare la «biodisponibilità», vale a
dire il quantitativo che verrà «utilizzato» dal
corpo. Un esempio: la scarsa solubilità della so-

Il dilemma Sla:
scoperto il gene
come parlarne?

Quasi tutti i pazienti, dopo
averci riflettuto, informano i
loro familiari. Ma se loro, invece, non volessero sapere
nulla dei propri geni? O ancora: se il medico, avendo in cura sia il paziente sia altri familiari, ritenesse di fornire
loro l’informazione genetica
per dovere professionale? Su
questo punto la deontologia
non è chiara. Le decisioni sulla comunicazione in genetica
sono tra le più laceranti, soprattutto quando non esistono ancora terapie efficaci.
Perché, allora, comunicare
a pazienti e familiari la presenza di un “gene della Sla”?
Nelle nostre linee-guida proponiamo di farlo per rispettasulla vita futura oppure come re intelligenza, dignità e dirituna forma inquietante di pre- to alla scelta di ogni individuo
destinazione. Tutto questo è e per offrire a tutti un giusto
ancora più rilevante in malat- contatto con il mondo della ritie inevitabilmente progressi- cerca, che a sua volta si impeve, come la Sla, per la quale l’in- gna nella diagnostica, prevenformazione genetica è disponi- zione e terapia. Ma anche perbile prima che ci siano efficaci ché attraverso la comunicamisure preventive, di monito- zione costante è possibile deraggio precoce e terapeutiche. mistificare la diversità genetiL’informazione genetica, ca e fare sì che non si trasforpoi, non riguarda mai solo chi mi in svantaggio sociale.
si sottopone al test genetico,
La maggior parte delle mama i consanguinei che potreb- lattie ha origine dall’interabero un giorno ammalarsi del- zione tra geni e ambiente e
la stessa malattia, creando questo noi possiamo e dobparticolari
biamo conresponsabilitrollarlo. I
tà di comunigeni non deficazione verso
niscono chi
i familiari.
siamo in senEppure si
timenti, emopossono anzioni, espeRUOLO: È PROFESSORE
che provare
rienze, reaDI NEUROLOGIA ALL’UNIVERSITÀ
DI TORINO E RESPONSABILE
delle esitaziozioni e scelte.
CENTRO SLA DEL DIPARTIMENTO
ni nel rivelare DIDEL
Siamo tutti
NEUROSCIENZE DELLA CITTÀ DELLA
il risultato di
diversi e uniSALUTE E DELLA SCIENZA DI TORINO
un test geneci: per quetico per salvaguardare la pri- sto ci apprezziamo e sostevacy, proteggere i propri cari niamo a vicenda attraverso
da brutte notizie o perché non valori come rispetto, solidaci si frequenta tra familiari. Se- rietà e comunicazione.
condo la deontologia internaCome coautore delle lineezionale, il medico deve riuscire guida con Chiò, infine, ho la
a creare un dialogo progressi- convinzione che ogni medico
vo, nel tempo, così da spiegare debba prendersi cura dei paal paziente le implicazioni fa- zienti e dei familiari in ogni
miliari della mutazione geneti- aspetto: dalla ricerca su geni e
ca, ma non può e non deve mai farmaci all’accompagnamenscavalcare la volontà e il dirit- to medico e psico-sociale fino
to alla privacy del paziente.
alla comunicazione.

Le nuove indagini del Dna spalancano
problemi sia etici sia di metodo per i medici

20 esperti di neurologia, genetica, psicologia e bioetica in
due giorni di intensi scambi di
esperienze e opinioni. Ma cosa
rende questo tema tanto complesso e controverso rispetto a
ogni altra comunicazione in
medicina clinica?
Come ha rivelato il caso di
Angelina Jolie, portatrice di
una mutazione del gene «Brca» che espone ad alto rischio
di tumori al seno e all’ovaia, essere a conoscenza di una predisposizione genetica induce
in ciascuno di noi profondi
cambiamenti per tutta la vita:
incertezza e preoccupazione
sul futuro proprio e dei con-

sanguinei, disagio psicologico
e relazionale, medicalizzazione
dell’esistenza, scandita da test,
visite, eventuali misure preventive o terapeutiche, oltre a
potenziali ripercussioni sociali, fino alla discriminazione.
L’informazione genetica, infatti, ci fornisce un dato indelebile su qualcosa che potrebbe
accadere nel futuro, senza certezze riguardo al fatto se,
quando e con quale gravità svilupperemo mai la malattia che
ha già causato sofferenza o
morte tra i nostri familiari.
Ognuno di noi la può percepire
come strumento di maggiore
controllo sulla propria salute e

Adriano
Chiò
Neurologo

Provocazione di due ricercatori Usa: si ignorano volutamente gli effetti dell’aspirina

l
P

PAOLO MASTROLILLI

L

a cura più semplice per
il tumore al seno sta
già negli armadietti
dei nostri bagni e costa pochi
euro all’anno. Però non lo
sappiamo o non vogliamo saperlo. E’ la denuncia che
hanno lanciato sul «New
York Times» Michelle Holmes e Wendy Chen dell’Harvard Medical School, secondo cui l’aspirina è efficace
per trattare questo genere di
cancro, ma nessuno ha condotto studi seri per dimostrarlo, perché non conviene
dal punto di vista economico.

M. Holmes
W. Chen
Oncologi
RUOLO: SONO PROFESSORI
DI MEDICINA
ALL’HARVARD MEDICAL SCHOOL
DI CAMBRIDGE (USA)
IL SITO: WWW.DFHCC.HARVARD.
EDU/HOME/

Holmes e Chen sanno di cosa parlano e l’hanno scritto
sulla pagina degli editoriali.
Nel 2010 avevano pubblicato
una ricerca sul «Journal of Clinical Oncology», in cui dimostravano che le donne malate
di tumore al seno che prendevano l’aspirina almeno una volta alla settimana per varie ragioni avevano il 50% in meno di
probabilità di morire per que-

TuttoScienze .23

stanza può ostacolare, se non impedire, la produzione di una forma iniettabile. Si può sempre
individuare la formula giusta per ogni farmaco,
ma non è detto che la soluzione più efficace sia
la preferita dal paziente: se la somministrazione orale ha il vantaggio di essere poco invasiva,
per alcuni farmaci non è adatta, mentre quella
intramuscolare garantisce un ottimo assorbimento (però non sempre è gradita).
Oggi le forme più diffuse restano quelle solide,
come compresse, capsule e granulato. «La scelta - conclude D’Ambrosio - è condizionata da
molte variabili: le caratteristiche chimico-fisiche del principio attivo e anche il target di pazienti, la terapia e le dinamiche del mercato».

“Una cura per il tumore al seno c’è, nel tuo armadietto”
ONCOLOGIA

.

sta malattia. Nel 2012, poi, alcuni ricercatori britannici che
studiavano l’impatto di questo
farmaco nella riduzione delle
patologie cardiache avevano
confermato la sua associazione ad una riduzione significativa dei decessi per tumore.
Studi approfonditi non sono
ancora stati condotti, ma per
Holmes e Chen le ipotesi sono
tre: l’aspirina allevia le infiammazioni e quindi può avere un
ruolo nell’inibire la crescita del
cancro, rallentando lo sviluppo dei vasi sanguigni che lo alimentano; combatte le vecchie
cellule che dovrebbero morire
e invece continuano a crescere; frena la produzione degli
estrogeni, che favoriscono lo
sviluppo della maggior parte
dei tumori al seno.

La risposta definitiva non
si conosce, perché nessuno ha
condotto un vero «trial». Lo
sta facendo ora una società
non profit britannica, ma non
è specifico e non sarà pronto
prima del 2025. Il motivo, secondo Holmes e Chen, è economico. Per fare uno studio
su 3 mila donne malate di cancro al secondo o terzo stadio
servirebbero 10 milioni di dollari: non è una cifra enorme,
ma nessuno vuole spenderla
perché non c’è molto da guadagnarci. Le aspirine sono
già disponibili ovunque e non
c’è interesse da parte delle industrie farmaceutiche a finanziare queste ricerche, magari a scapito di altre medicine più costose e profittevoli.
Uno scandalo, perché Holmes e Chen stimano che, se
l’utilità di questa semplice pillola fosse confermata, si salverebbero 10 mila vite all’anno negli Usa, 75 mila nei Paesi
in via di sviluppo e chissà
quante in Europa.

.

24 .TuttoScienze

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

l
P BENESSERE

Le scariche di dopamina lo confermano:
la pornografia può diventare una dipendenza
STEFANO RIZZATO
1 Lo psichiatra canadese Norman Doidge vi

individuò una forza capace di riscrivere la
struttura del cervello e deviare i circuiti del
piacere scritti nei neuroni. Oggi, anche sulla
scia di film come «Nymphomaniac» di Lars
von Trier, la pornografia è tornata al centro
dell’attenzione. E con essa gli interrogativi
che la riguardano. Nel libro «Il cervello infinito» Doidge non mostrava dubbi: la pornografia opera come una dipendenza.

A causa della plasticità del cervello - la proprietà di cambiare in virtù degli stimoli - spostare la fonte dell’eccitazione su uno schermo
invece che sui sensi influisce sulla libido. Fino a
rendere difficili i rapporti con il partner. «Qualsiasi cosa che agisca sui centri del piacere è in
grado di modificarli - conferma Fabrizio Benedetti, ordinario di neurofisiologia all’Università di Torino -. C’è un fenomeno, l’effetto Coolidge, che mostra come per l’uomo il periodo di
calo del desiderio dopo l’atto sessuale si accorci drasticamente o scompaia, se si cambia

partner. La pornografia rappresenta una nuova partner “virtuale”, in grado di scatenare un
imponente rilascio di dopamina e di produrre
più piacere rispetto alla partner usuale».
Proprio la dopamina, neurotrasmettitore centrale nel sesso e nelle dipendenze, è la chiave.
«Secondo un fenomeno che si chiama tolleranza - aggiunge Benedetti - attivare i centri
del piacere sempre con lo stesso stimolo (per
esempio lo stesso partner) induce un rilascio
via via minore di dopamina. Per ripristinare livelli più alti è necessario cambiare lo stimolo.
Succede anche con la musica: se ci piace una
melodia, l’ascoltiamo anche tante volte. Poi la
dopamina diminuisce e, se vogliamo provare
le stesse sensazioni, dobbiamo cambiare».

Gli occhi, specchio
non solo dell’anima
ma dell’evoluzione
l
P

PSICOLOGIA

FABIO DI TODARO
e labbra risultano
tirate, la bocca
serrata e lo
sguardo un po’
strabico di fronte
a qualcosa che provoca disgusto. In una situazione di
timore, invece, gli occhi sono spalancati: per mettere
meglio a fuoco la realtà.
L’essere umano guarda
sempre con sospetto ciò che
non lo convince e acuisce la
vista, quando ritiene di essere di fronte a una situazione
di pericolo. Nulla di nuovo,

L

fin qui, se oggi non si sapesse ree e cognitive, dettate da feche queste reazioni istintive nomeni biologici, storici, sonascono da un adattamento ciali e anche culturali. Una teodella specie umana agli stimo- ria che, adesso, risulta messa
li ambientali e non - come si decisamente in discussione,
riteneva - in qualità di segnali nel momento in cui Adam Anconvenzionali
derson - prodi comunicafessore Alzione sociale.
l’università di
È stato uno
Cornell, negli
studio pubbliStati Uniti cato
su
suggerisce
«Psychologiche «le funRUOLO: È PROFESSORE AL COLLEGE
cal Science» a
DI «HUMAN ECOLOGY» zioni opposte
PRESSO LA CORNELL UNIVERSITY di
mettere in
amplia(USA)
dubbio la teomento
e di reIL SITO: WWW.HUMAN.CORNELL.
ria sull’evoluEDU/BIO.CFM?NETID=AKA47 stringimento
zione emotiva
degli occhi
di Charles Darwin. Secondo il potrebbero costituire le primicelebre evoluzionista inglese, tive capacità d’espressione del
infatti, le emozioni sarebbero nostro volto». E lo stesso si pouna sintesi di reazioni corpo- trebbe dire per altre manife-

Adam
Anderson
Psicologo

Addio prati, meglio la città
È l’effetto “Street golf”
L’ultima interpretazione dello sport corpo&mente

l
P

FITNESS

STEFANO MASSARELLI
campi da gioco non sono
più i manti erbosi all’inglese, ma le strade e i parcheggi delle città. La partecipazione è aperta a tutti e il
vestiario più indicato non è il
classico pullover a quadri
abbinato al pantalone beige,
ma l’abbigliamento di tutti i
giorni: maglietta o camicia e
un paio di jeans. L’essenza
dello «Street golf» sta in
questo: infrangere i cliché
che lo considerano come riservato agli «eletti», portandolo in mezzo alla gente, nei
centri storici, con le buche
piazzate tra i monumenti e le
vie dei negozi.
«Abbiamo voluto portare
uno sport di nicchia nelle
strade, perfezionando le regole, creando un format
adatto a tutti, con palline e
buche ad hoc», spiega Paolo
Bresciani, tra gli ideatori della disciplina che sta conquistando molte piazze - nel senso letterale del termine - con
percorsi di nove buche e
squadre di quattro persone.
Una pallina arancione in
gomma sostituisce quella
originale e per giocare non
servono mazze di legno, ma
bastano ferri «medi»: pitch,

I

Street golf, un’idea nata a Berlino con i «Natural Born Golfers»

Paolo
Bresciani
Trainer
RUOLO: È TRA GLI IDEATORI
DELLA NUOVA DISCIPLINA
IN ITALIA

putt o ferro 7. La buca è generalmente circondata da un
green artificiale in erba sintetica, però non è neppure detto
che una buca ci sia. «Ci sono
state competizioni in cui era
rappresentata da un’auto o da
una barca in mare», racconta
Bresciani. Nello «Street golf»,
infatti, non esistono limiti alla
fantasia del gioco, che può assumere regole differenti a seconda dei casi, come già avve-

nuto per gli eventi a Santa
Margherita Ligure o a Corvara. E l’apprezzamento è forte
per una disciplina che non
«rinnega» i principi tradizionali, ma vuole rinnovarne forme e contenuti, così da far apprezzare a tutti uno sport che
unisce tecnica e movimento.
Chi crede che il golf sia per
pigri, infatti, si sbaglia: la concentrazione, la respirazione
controllata e gli scatti regolari
ne fanno una «medicina». Da
un’analisi su 300 mila golfisti
condotta dal Karolinska Institute di Stoccolma è emerso
che la pratica può ridurre il rischio di mortalità fino al 40%.
Una conclusione legata al mix
ideale di relax e moto, perfetto
per la salute mentale e fisica.

stazioni somatiche che caratterizzano l’uomo in istanti importanti, come quelli di sorpresa, rabbia e felicità.
Sarebbero le emozioni,
dunque, ad attivare le differenti espressioni facciali:
spesso molto diverse tra loro.
Il gruppo di Anderson è riuscito a fare chiarezza al termine di un esperimento in cui ai
pazienti - in uno stato di paura
oppure di disgusto, confrontati con il gruppo di controllo - è
stata misurata, attraverso un
normale esame optometrico,

la quantità di luce che raggiungeva le retine. Si è osservato così che il disgusto innescava una maggiore acuità visiva: per permettere una migliore messa a fuoco. Opposta,
invece, la reazione di fronte a
una situazione di paura: l’ingresso di più luce nell’occhio
favoriva la creazione di un più
ampio campo visivo.
In questo modo i ricercatori hanno potuto notare come
la percezione di ciò che si vive
avvenga nei primissimi momenti di «codifica» visiva e

non dopo che l’immagine è
stata processata a livello cerebrale. In sostanza gli occhi
sarebbero vere e proprie telecamere in miniatura, «costruite» millenni prima che
l’uomo studiasse e comprendesse i meccanismi alla base
dell’ottica. «Vorremmo capire come queste espressioni ci
permettano di comunicare le
emozioni - chiosa Anderson -.
Gli occhi rivelano quasi tutto
di noi, ma ci resta da capire
come ciò accada davvero».
Twitter @fabioditodaro

.

W

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

+0,30%
+0,27%

All’estero
DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3689

Petrolio
dollaro/barile

FTSE(Londra)

S Oro

102,51

euro/grammo

-0,83%
-0,70%
-0,21%
-0,62%

S

30,7038

ECONOMIA
FINANZA

.

25

&

IN SETTIMANA IL DECRETO CHE FISSA LA NUOVA SCADENZA, PROBABILMENTE A METÀ SETTEMBRE

Tasi, si tratta sugli anticipi ai Comuni
Sindaci e Tesoro al lavoro per coprire il buco creato dal rinvio. Per Fassino (Anci) servono 2 miliardi
MARCO SODANO

Appurato che nei Comuni
che non hanno ancora provveduto a deliberare le aliquote Tasi il pagamento è rinviato a settembre, si apre ora il
problema di tamponare il buco che si verrà a creare - per
qualche mese - nelle casse
dei Comuni. Che non incassano l’imposta ma devono
continuare a spendere per
garantire i servizi. Il presidente dell’Anci (e sindaco di
Torino), Piero Fassino, ha
quantificato l’ammanco complessivo in circa due miliardi.
Le risorse da anticipare verranno pescate nel fondo di
solidarietà per i Comuni, tra i
municipi e il Tesoro si è aperta la discussione sui criteri
per gli anticipi: chi pagare
per primo, per esempio.
Ci sono grandi città che
sono in ritardo per difficoltà
oggettive nel determinare le
aliquote, altrove invece si ha
l’impressione è che gli amministratori abbiamo preferito
rinviare la decisione - inevitabilmente sgradita - a dopo
il voto per le europee. Facile
prevedere che anche questo
dibattito avrà una soluzione
solo dopo il 25 maggio: l’idea
sarebbe di dare la precedenza a chi ha avuto difficoltà
tecniche lasciando in coda le
amministrazioni che hanno
rinviato per calcolo. Ammesso che si possa fare una di-

IL RAPPORTO ABI

Mutui meno cari
e in ripresa:
+20% in tre mesi

ANSA

Al momento sono circa 500 i Comuni che hanno fissato le aliquote per la Tasi

stinzione precisa ed efficace
tra i due casi.
È altrettanto appurato che
il 16 giugno molti contribuenti
dovranno passare alla cassa.
Anzitutto i proprietari di seconda casa, chiamati a pagare
l’Imu: se non ci sono state modifiche si paga sulla base alle
aliquote del 2013, versando
metà dell’imposta annua.
Stessa scadenza per le altre
abitazioni sulle quali è rimasta
in vigore l’Imu, per esempio le

prime case registrate nella categoria lusso. Sempre il 16 giugno, nei comuni che hanno
provveduto al regolamento, si
paga la prima rata Tasi (anche
in questo caso metà del dovuto). La legge stabilisce come
termine ultimo per fissare le
aliquote il 23 maggio. Per allora deve esserci sia la delibera
di giunta sia il voto del consiglio comunale sia la pubblicazione della decisione sul portale del federalismo fiscale. Su

L’ENTE LIGURE SCENDE AL 25% E POTREBBE CEDERE ANCORA UN 6%

La Fondazione vende il 15% di Carige
e incassa 150 milioni di euro
Tra gli acquirenti
investitori
istituzionali, ma
non c’è Bonomi
LUCA FORNOVO
TORINO

La Fondazione Carige rompe
gli indugi e un po’ in ritardo
vende sul mercato a fondi e investitori istituzionali il 15%
della Banca Carige. Una cessione realizzata al prezzo di
0,4 euro per azione a forte
sconto se si considera che
qualche tempo fa il titolo era
arrivato a valere 0,70 euro.
La cessione permetterà comunque all’ente genovese di
incassare circa 150 milioni di
euro e di scendere dal 40% a
circa il 25% del capitale di Carige. Nei piani della Fondazione c’è l’obiettivo di scendere
ancora, fino al 19% della Cassa
di Risparmio di genova e Imperia e quindi in seguito potrebbe cedere ancora una

Prova a ripartire il
mercato dei mutui in
Italia, quasi azzerato
dalla crisi economica.
Nel suo ultimo rapporto
l’Abi conferma dati già
anticipati: nei primi tre
mesi dell’anno le nuove
erogazioni delle banche
sono salite del 20% e le
famiglie, specie al Sud,
sono tornate a poter
permettersi l’acquisto
grazie al calo dei prezzi
delle case. Inoltre dai
dati dell’Abi emerge anche i mutui sono meno
cari. Il tasso medio applicato sulle nuove operazioni per l’acquisto di
abitazioni si è posizionato in aprile al 3,39% (da
3,45% il mese prima e
5,72% a fine 2007), segnando il valore più basso dal luglio 2011. Infine
le operazioni di cessioni
dei crediti avviate da
molti istituti stanno
avendo i primi effetti: le
sofferenze nette sono
scese a 75,7 miliardi.

1

Paolo Momigliano

quota del 6%. Tornando al collocamento del 15% avvenuto ieri,
l’operazione è stata realizzata
attraverso una procedura di
“vendita accelerata” (accelerated bookbuilding). Il collocamento ha riguardato circa
326,2 milioni di azioni ordinarie
riservata a investitori istituzionali. La quota del 15% sarebbe
stata venduta però a prezzi un
po’ bassi, secondo fonti finanziarie. La forchetta indicativa

sarebbe compresa tra 0,435 e
0,48 euro, rispetto al prezzo di
ieri del titolo a 0,502 euro
(-1,18%). Lo sconto rispetto al
valore di chiusura sarebbe
quindi compreso tra il 13,5% e il
4,4%. Di conseguenza questa
cessione dovrebbe portare nelle casse dell’Ente genovese tra i
142 e i 156 milioni di euro.
La fondazione, guidata da
Paolo Momigliano, si è riservata il diritto di chiudere il collocamento in qualsiasi momento.
L’operazione è stata curata da
Banca Imi e Credit Suisse, in
qualità di joint bookrunners.
Nei confronti dei consulenti
l’ente ha assunto un impegno di
lock-up (vincolo alla vendita)
che impedirà la cessione sul
mercato per 90 giorni delle
azioni possedute al termine dell’operazione. Tra gli investitori,
non figura Andrea Bonomi, il finanziere a capo di Investindustrial, che per ora resta alla finestra. Non è escluso che una
sua mossa potrebbe arrivare a
giugno quando Carige lancerà
un aumento di capitale da 800
milioni di euro.

un totale di ottomila comuni
quelli che hanno già provveduto sarebbero poco più di 500.
Chi invece abita in un Comune ritardatario, sa che pagherà in autunno ma deve
aspettare il decreto legge che
modifica le scadenze (dovrebbe arrivare in settimana). Il
comunicato del Tesoro di lunedì parla genericamente di settembre, ma serve una data
precisa onde evitare che la
scadenza scivoli a fine anno

CITTA’
DI GUIDONIA MONTECELIO
Provincia di Roma
AREA IV URBANISTICA
E ASSETTO DEL TERRITORIO,
DEMANIO E PATRIMONIO
ADOZIONE DI N. 1 ATTO
DI NATURA URBANISTICA
IL DIRIGENTE
Ai sensi e per gli effetti dell’art.4/4
della l.R. n. 36/1987
RENDE NOTO
Che i documenti tecnici ed amministrativi del seguente atto urbanistico:
1. AVVIO DEL PROCEDIMENTO
FINALIZZATO ALL’IPOTESI DI
SVILUPPO PER UN POLO DIREZIONALE E VALORIZZAZIONE
AMBIENTALE IN LOCALITA’ TOR
MASTORTA ai sensi dell’art. 4/4
della L.R. n. 36/1987.
saranno depositati a libera visione al
pubblico presso la Segreteria Comunale, dalla data odierna e per trenta
giorni naturali e consecutivi dalla data
di pubblicazione del presente avviso
all’Albo Pretorio, all’Albo dell’Area IV,
sul sito www.guidonia.org e su quattro quotidiani.
Le eventuali osservazioni-opposizioni,
distinte ciascuna per ogni atto e non
una per più atti, prodotte dagli aventi
titolo, dovranno essere redatte in
triplice copia, di cui una originale su
carta legale, e presentate al protocollo
generale fino al trentesimo giorno
dopo la scadenza dell’ultimo giorno
di deposito. Eventuali allegati esplicativi potranno essere redatti in carta
semplice.
Dalla Sede Municipale, il 21/05/2014
IL DIRIGENTE
Ing. Umberto FERRUCCI

COMUNE DI
ARIZZANO
Provincia V.C.O.
Oggetto: procedura aperta affidamento servizio gestione micro
nido in locali comunali nonché
preparazione e distribuzione dei
pasti e pulizia locali – periodo
01.01.2015 – 31.12.2024.
Il bando è pubblicato sul sito web
www.comune.arizzano.vb.it
Responsabile del Procedimento
(Morandi)

Questi
e molti altri avvisi
li puoi trovare
anche su internet

Consulta i siti
www.legaleentieaste.it
www.lastampa.it

(oggi la legge dice che se in assenza di una decisione definitiva entro il 23 ottobre si paga il
16 dicembre). Più si va avanti,
più diventa oneroso coprire il
buco nelle casse dei Comuni,
Tesoro e Anci sono orientati a
scegliere una data intorno a
metà settembre. Sempre ai
Comuni tocca, infine, sciogliere i dubbi sulla quota Tasi che
pagheranno gli inquilini: la legge la fissa tra il 10 e il 30% del
totale, va regolata dalle delibere comunali.
Intanto non mancano le voci
critiche. Secondo Rete impre-

Rete imprese: la proroga
non basta per sciogliere
il caos delle detrazioni
La Cisl: tassa da rivedere
se Italia la proroga a settembre non basta: «le difficoltà
scaturiscono dalla miriade di
aliquote applicabili e, ancor di
più, nella determinazione delle
detrazioni. È per questo che è
necessario prorogare la scadenza per tutti i contribuenti».
La Cisl chiede di rimettere mano al sistema «rendendolo più
progressivo ed equo». Secondo Attilio Fontana (Anci Lombardia), l’imposta è «incostituzionale: se riguardasse i servizi si pagherebbe una volta sola,
non per tutti gli immobili. Così
com’è è una patrimoniale mascherata».

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Provveditorato Interregionale per le Opere
Pubbliche Puglia - Basilicata
BARI
AVVISO ESITO DI GARA PER ESTRATTO
Pubblicazione ai sensi e per gli effetti dell’art.
65 del D.Lg. 163/2006 e s.m.i.. Procedura
aperta per l’appalto relativo ai lavori di Realizzazione di una nuova infrastruttura a servizio
del 6° Nucleo elicotteri dei Carabinieri presso
l’aeroporto civile di Bari-Palese. Importo a base
d’appalto: 5.237.681,92 di cui € 5.083.562,27
per lavori a corpo ed € 154.119,60 per oneri
della sicurezza non soggetti a ribasso. Data di
aggiudicazione definitiva: 23.03.2014 a seguito
del perfezionamento del finanziamento CIPE.
Criterio di aggiudicazione: prezzo più basso inferiore a quello posto a base di gara determinato mediante ribasso sull’importo posto a
base di gara, ai sensi degli artt. 81, 82 co. 2 lett.
b), del D.lg. 163/2006 e s.m.i.. Offerte ricevute:
N.ro 47. Impresa aggiudicataria: RTI Caradonna
ing. Paolo srl - Tecnoedilizia Meridionale di
Oronzo Caradonna - Tecnoelettra srl - Dema Impianti srl, con sede in Bari - via Zanardelli 64
per la complessiva somma di € 2.831.631,87 di
cui € 2.677.512,27 per lavori a corpo, al netto
del ribasso del 47,33%, ed € 154.119,60 per
oneri inerenti l’attuazione dei piani di sicurezza.
L’avviso integrale, trasmesso alla GUCE il
2.05.2014, pubblicato su GURI, 5^ Serie Speciale n. 54 del 14.05.2014, è disponibile sui siti
Internet ai seguenti indirizzi www.serviziocontrattipubblici.it - www.provveditoratooopppuglia.it.
Bari, lì 9.05.2014
IL PROVVEDITORE
Dott. Ing. Francesco Musci

Enti Pubblici Piemonte
ESTRATTO AVVISO DI AGGIUDICAZIONE
Centro Regionale Antidoping “Alessandro Bertinaria” Consorzio Piemontese per la Prevenzione
e Repressione del doping e di altri usi illeciti dei farmaci, Orbassano, Regione Gonzole 10/1, tel:
011/9022401, fax 011/90224261, indirizzo e-mail: info@antidoping.piemonte.it, indirizzo di posta
elettronica certificata: protocollo@cert.antidoping.piemonte.it, sito internet: www.antidoping.piemonte.
it; alla c.a. Dott.ssa Cristina BERGESE. OGGETTO: noleggio e fornitura di materiali. Tipo di appalto:
appalto di fornitura; luogo principale di prestazione dei servizi sito nel Comune di Orbassano, LOTTO
B - CIG: 5334968ADB. Il Centro Regionale Antidoping comunica che l’aggiudicazione della gara Lotto B è stata effettuata, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, all’impresa BSN
S.r.l. con sede legale in Via Del Lavoro, 18/20 - 26012 CASTELLEONE (CR). L’importo presuntivo
a base d’asta soggetto ad offerta al ribasso ammontava ad € 240.000,00 imposte e IVA esclusa.
L’aggiudicazione è avvenuta per un importo complessivo di € 190.660,00.
Per informazioni: RUP Cristina BERGESE.

.

26 .Economia

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Intervista

Ha
detto

I conti 2013
Profittia84,8milioni
BalzodeiricaviUsa:+30%

FRANCESCO SPINI
MILANO

1 Lavazza ha chiuso il bilancio 2013

«C

i troviamo in un
momento particolare per il
mercato del caffè: è all’inizio di
un importante processo di consolidamento. Noi vogliamo sederci al tavolo
con i protagonisti del settore, per
guardare insieme a loro il menù, ben
attenti a non diventare un pezzo di
quel menù». Antonio Baravalle, 49
anni, da 3 amministratore delegato
della Lavazza, conosce una strada sola per evitare che ciò accada: «Crescere, con l’ambizione di arrivare in
un decennio dagli attuali 1,3 a quota 2
miliardi di fatturato, un’area di sicurezza. Non essendo quotati, possiamo sviluppare i nostri piani senza
l’assillo di trimestrali e analisti...».

con utili a 84,8 milioni, in flessione rispetto ai 97,1 milioni del 2012 (che
però includevano una plusvalenza
straordinaria di 38 milioni). Il fatturato sale dello 0,7% a 1.340,1 milioni.
L’Ebitda passa da 176,9 a 245,7 milioni. La quota di mercato in Italia sale
dello 0,6%, al 44,4%. Il fatturato che
arriva dall’estero cresce al 46% del totale: l’obiettivo è arrivare in 5 anni al
70%. In Italia i volumi salgono dell’1%, contro un mercato a -1,5%. «Nel
2013 - spiega l’ad Baravalle - in Usa il
fatturato è salito del 30%, in Germania del 15%, in Gran Bretagna del 7%,
nel resto d’Europa del 7%». Nei prossimi 5 anni gli Usa saranno il secondo
mercato dopo l’Italia anche grazie all’alleanza con Green Mountain.

I CONSUMI

La contrazione
si è fermata
Per effetto della crisi
c’è stato un grande
ritorno alla moka
LA MATERIA PRIMA

La siccità in Brasile
ha determinato
un rialzo del 70%
dei prezzi, industria
pronta a rincari

Antonio Baravalle, amministratore delegato del gruppo Lavazza

“In dieci anni Lavazza
raddoppierà i ricavi”

Cosa accade al vostro mercato?

«Più o meno quello che è successo a
quello della birra, fino a quindici anni
fa costellato di marchi locali. Oggi i
primi dieci brand controllano il 60%
del mercato, in tre controllano il 60%
del “profit pool” della categoria.
Adesso tocca al caffè. Prima l’unica
IL CONSOLIDAMENTO

«Vogliamo sederci al tavolo
con i protagonisti del settore
senza essere parte del menù»

L’ad Baravalle: da 1,3 a 2 miliardi col focus sull’estero

Piemonte resta centrale. Altri investimenti arriveranno in quegli stabilimenti italiani che garantiranno un modello di efficienza, flessibilità e polivalenza, così come abbiamo a Gattinara,
Verrès e Pozzilli».
È vostro il caffè ufficiale del Padiglione
Italia a Expo 2015. Cosa sarà dell’Esposizione dopo lo scandalo?

«Dalla velocità di reazione che c’è stata, ritengo che ci sia la volontà di tutti
perché sia un successo. La rinuncia sarebbe un’enorme occasione sprecata».
Consumi: segnali di ripresa in Italia?

multinazionale era Nestlé, ora fusioni e acquisizioni stanno ridisegnando
la mappa».
E voi come reagirete?

«Abbiamo l’obbligo di non far finta
che non stia succedendo nulla, cosa
che ha trasformato in prede molti
marchi italiani del “beverage”. Faremo crescere l’azienda in ambito internazionale, ma anche nelle competenze, tra processi interni, di fabbrica, manager».
Ne ha sostituiti moltissimi...

«Nulla contro le persone che c’erano

prima: erano perfette per il ruolo che
l’azienda aveva fino a ieri. Mettiamola
così: se vuoi provare a vincere la
Champions serve l’organizzazione
giusta».
Come avverrà la crescita estera?

«Nei prossimi anni puntiamo almeno a
raddoppiare la nostra dimensione nelle aree chiave. Gli Stati Uniti anzitutto
che, grazie all’alleanza con Keurig Green Mountain, saranno la nostra seconda gamba. E poi Germania, Gran Bretagna, Australia. Cresceremo in Francia come nel resto d’Europa. Stiamo

Panorama

inoltre studiando altre aree dove siamo deboli o non ci siamo affatto».
Quali i Paesi nel mirino?

«Brasile, Russia, Corea e Giappone,
per esempio. Vogliamo capire se c’è la
possibilità di allearci con player locali,
come negli Usa, dove abbiamo compreso che da soli non saremmo andati
da nessuna parte».
Sono previste evoluzioni della vostra
alleanza con Green Mountain?

«Tanto per essere chiari: non abbiamo
nessuna intenzione di cedere l’azienda
né di quotarci in Borsa. Quest’anno il

E

tihad prende tempo. Una settimana dopo la lettera di Alitalia ad Abu Dhabi, la compagnia degli Emirati non si è
ancora fatta sentire. Ma nel frattempo torna alla carica
Air France-Klm, che per la prima volta si mostra critica verso
la trattativa. Ieri l’ad di Air France, Alexandre de Juniac, si è
lamentato di due cose. Primo: le condizioni poste da Etihad sono «analoghe, anzi probabilmente più severe» di quelle poste
nell’autunno scorso da Air France-Klm, e non accolte da Alitalia in occasione dell’aumento di capitale (soprattutto sul fronte
del debito). Secondo: «Se l’operazione di Etihad non sarà amichevole e ci sarà ostile, dovremo riflettere se ritirarci in modo
più importante dal capitale di Alitalia», che già con la mancata
adesione alla ricapitalizzazione si è ridotto al 7%.
[LUI. GRA.]

«La siccità in Brasile - Paese che rappresenta un terzo della produzione
mondiale di caffè - in tre mesi ha fatto
impennare del 70% i prezzi della materia prima. In Francia e Germania sono
già intervenuti. Se resta così l’industria sarà obbligata ad alzare i prezzi».

«Abbiamo deciso di mantenere un
“made in Italy” totale, di investire 60
milioni nel sito di Gattinara e 100 milioni per rivalutare un intero quartiere
di Torino dove nascerà la nuova sede, il

È in vista un rincaro del caffè?

Hai tempo fino al 30 maggio,
aderisci all’Offerta Pubblica
di Acquisto.

V

Air France contro Etihad
“È più esigente di noi”

Come conta di risolvere le tensioni con
i sindacati?

Compriamo le azioni
Acque Potabili a
1,05 euro ciascuna.

Contratto Fiat, aumenti
legati all’innovazione

I francesi minacciano di uscire da Alitalia

«Dopo il calo dell’1,5% delle vendite
complessive di caffè nel 2013, nei primi
tre mesi la contrazione si è fermata.
L’anno scorso il canale bar ha segnato
un -10%, idem gli uffici. Effetti della crisi? Un grande ritorno alla moka».

AD: Barabino&Partners Design

La proposta dell’azienda

a avanti con qualche spiraglio il confronto tra Fiat e
sindacati per il rinnovo del contratto degli oltre 80 mila
lavoratori del gruppo. L’azienda ha presentato una proposta che prevede aumenti salariali legati all’introduzione del
nuovo sistema produttivo Wcm (World class manufacturing)
nelle fabbriche del gruppo. I sindacati hanno discusso con le
loro delegazioni lo schema della proposta. «Va approfondita,
ma apre spiragli di trattativa», hanno spiegato i rappresentanti dei lavoratori prima di riprendere il negoziato con
l’azienda. Intanto è stato fissato il calendario: azienda e sindacati riprenderanno il confronto il 3 giugno. L’incontro sarà
preceduto da una riunione tecnica il 23 maggio per approfondire la proposta della Fiat.
[R. E.]

nostro saldo di cassa è positivo di 387
milioni. I 13 milioni di titoli Keurig Green Mountain valgono da soli oltre un
miliardo di dollari. Possiamo finanziare la nostra crescita, la famiglia-azionista è pronta a supportarci, rinunciando a parte della redditività nel breve».

Chiedi subito alla tua banca.

15

Sviluppo Idrico S.r.l. ha lanciato un’Offerta Pubblica
di Acquisto con l’obiettivo di revocare la quotazione
in Borsa di Acque Potabili S.p.A.
Le azioni saranno pagate il 6 giugno 2014.

,5

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dell’Offerente e Intermediario
incaricato del coordinamento
della raccolta delle adesioni:

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a consentire agli Azionisti di pervenire ad un fondato giudizio
sull’Offerta ed è disponibile sui siti internet del Global information
Agent (www.sodali.com e www.sodali-transaction.com) nonché sul
sito internet di Iren S.p.A. (www.gruppoiren.it) e sul sito internet di
SMAT (www.smatorino.it).

.

Borsa .27

LA STAMPA

.

MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 20-05-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI dc15 Tv Eur
B IMI giu17 Eur TV Minim
B Pop lg17 Mc Eur
Barclays ott19 ZC eur
Barclays mar15 Cap.Float
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei /19 Eu. St. B.
Bei 96/16 Zc
BOA gen26 Inv.Bond Call
Centrob /18 Rfc
Centrob /19 Sdi Tse
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Crediop /19 Float1
Crediop /19 St Dw3
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Mz16 4.85
EM Mediob DC15 TV Eur
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
IMI fb15 Bposta MC Eur
IMI mar15 Tasso Misto
IMI Mz 17 Mc Eur
IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur

LUIGI
GRASSIA
IL MIGLIORE

+11,61%

Mondo TV

IL PEGGIORE

-15,77%

Eems

0,219

1,875
Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

PREZZO

Mar

BANCHE SU CON INTESA E BPER
CORRE YOOX, GIÙ TELECOM E TERNA

L

o spread tra Btp decennali e omologhi tedeschi si allarga fino a un massimo di seduta di 192 punti (con
rendimento al 3,26%) ma Piazza Affari chiude in leggero rialzo con il Ftse Mib +0,30% e l’All Share +0,27%. Il settore bancario ignora la tensione sui titoli di Stato: chiudono
bene Intesa SanPaolo (+2,98%), Bper (+2,98%), Bpm
(+2,81%), Mediobanca (+2,62%) e Mps (+1,29%).
Fuori dal comparto del credito, gran corsa di Yoox
(+6,3%), bene A2A (+2,5%), in recupero Mediaset (+2,3%) e
Wdf (+2%). Acquisti anche su Fiat (+1,7%) e Italcementi, che
ha concluso il rialzo dell’1,49% nel giorno in cui ha fissato a
79,5 euro il prezzo definitivo per l’Opa totalitaria sulle azioni
della controllata Ciment Français.
Debole invece Tod’s (-2,8%), Telecom Italia (-1,6% in una
giornata difficile per il settore Tlc in Europa) e Terna
(-1,4%). In calo del 3,33% a 1,74 euro il debutto di Energy Lab
sull’Aim, il mercato alternativo dei capitali di Piazza Affari.

109.48
100.50
96.43
106.69
88.00
99.90
105.73
123.15
98.93
112.42
108.59
95.28
60.75
59.35
103.49
139.92
120.66
98.86
101.23
102.98
102.30
100.30
100.43
104.40
108.69
112.33
100.78
112.53
107.23
100.03
103.60
99.60
124.23

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Med Lom /18 Rf C 75
Med Lom /19 1 Sd
Med Lom /19 3 Rfc
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio Cen 19 Step Down Z
Medio dc18 MB27 TF 3.20
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio mag20 Eur 4.5
Medio Mb 12 fb18 TM Mc e
Medio nov 14 Eur 2.65
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 TV Eur
Medio/15 MC Eur
Medio/15 Plus BP II
Mediobanca fb22 MB33 TF
Mediobanca nov17 MB8 Tas
Mediobanca nov21 Sintesi
Mittel lg19 Tf Call eur
Mps nov17 Stepbystep 5%
MPS set17 MC Eur
Rbs 01-20 tv Eurib.
Rbs 09-14 4%
Rbs 09-14 tv
Rbs 09-16 4.3%
Rbs 10-19 6%
Rbs 11-14 MC
RBS feb 16 TV Eur
RBS MZ18 Mc Eur
RBS nov16 Tasso Misto BP
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Aus/CMS 2035
Rep Aus/CMS SFN
Rep Ellenica /19 Tf
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

108.92
95.64
107.37
112.00
129.15
103.58
105.58
109.54
99.80
100.72
108.08
99.93
110.13
110.68
101.71
102.67
104.81
107.27
108.82
104.18
128.95
100.91
100.29
107.00
97.56
101.71
100.43
103.16
99.58
99.45
102.86
100.17
101.82
104.17

EURIBOR
20-05-2014

VAR.%

20379,85
21688,03
27804,82
17148,45
18107,62
19050,59
3163,93

+0,30
+0,27
+0,08
+0,46
+0,70
-0,31
-0,19

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2310
0,2560
0,2860
0,3180
0,4070
0,4960
0,5850

Il Mercato Azionario del 20-05-2014

0,2342
0,2595
0,2899
0,3224
0,4126
0,5028
0,5931

TITOLI

PREZZO

UBI DC14 Mc Eur
Ubi ge17 Step Up Eur 1.5
UBI giu15 Tasso Misto
UBI giu18 TF Sub Lowtier
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov17 Eur 4.3
UBI nv18 Mc Eur
UBI ott19 Lower Tier II
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr/15 LT
Unicredit mag18 Banco P

99.46
103.24
99.73
103.59
99.12
103.29
99.10
102.36
98.81
107.03
111.18
100.82
110.56

TITOLI DI STATO
BoT 13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
14-14/05/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.83%

99.98
99.97
99.94
99.92
99.90
99.87
99.84
99.83
99.78
99.76
99.72
99.71
99.67
99.60
99.52
101.37
99.47
99.42
99.32
100.07
99.59
99.89
100.34
99.55
106.00
99.17
104.56
99.67
99.91
102.81
100.05

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

20285
20170
-

20369
20297
20187
20222

20230
20170
-

20465
20350
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano

211,790 - 238,890
212,830 - 245,270
212,830 - 245,270
171,370 - 195,220
170,110 - 194,290
169,630 - 190,310
169,620 - 188,970
169,570 - 188,970
210,720 - 239,170
495,240 - 535,210
499,820 - 551,260

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3702
1 0,7298
Yen giapponese
138,8800
100 0,7200
Sterlina inglese
0,8140
1 1,2285
Franco Svizzero
1,2223
1 0,8181
Corona ceca
27,479
100
3,639
Corona danese
7,465
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,136
10
1,229
Corona svedese
9,029
10
1,107
Dollaro australiano
1,480
1
0,676
Dollaro canadese
1,492
1
0,670
Dollaro Hong Kong
10,623
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,598
1
0,626
Dollaro Singapore
1,716
1
0,583
Fiorino ungherese
305,460
100
0,327
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2255,809
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,893
1
0,346

0,09
-0,06
0,07
0,04
-0,02
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

0,899
0,841
9,575
1,048
1,162
13,360
0,039
0,001
0,621
3,612
0,565
3,820
0,082
0,005
10,900
18,740
6,395
15,860
19,000

+4,53
+2,50
+2,46
0,00
0,00
0,00
+0,77
0,00
0,00
+2,56
-0,35
+3,24
0,00
+2,13
-1,36
-0,95
+0,16
-0,06
+0,48

0,872
0,839
9,480
1,049
1,175
13,374
0,040
0,001
0,622
3,603
0,554
3,802
0,082
0,005
10,874
18,758
6,402
15,603
18,958

B Banca Generali

20,310
12,090
2,300
2,532
0,502
1,510
3,442
0,586
1,794

-0,93
+1,17
+1,68
-0,47
-1,18
-3,21
+1,00
+2,81
0,00
0,00
+0,74
-0,35
-0,77
+3,10
0,00
+3,27
+2,02
+1,67
+0,37
+1,69
+2,07
+0,43
+0,07
-0,46
0,00
+0,38
-0,68
-0,08
-1,33

20,319 0,950
12,071
nr
2,266
nr
2,561
nr
0,509
nr
1,508
nr
3,405
nr
0,584
nr
1,796
nr
nr
0,357 0,003
2,859 0,021
2,580 0,036
7,298 0,149
10,506 0,300
0,546
nr
0,465
nr
0,607 0,022
2,090
nr
0,605
nr
0,342
nr
20,990
nr
30,175 0,040
0,844
nr
1,152
nr
0,104
nr
19,082 0,110
11,785 0,050
6,702 0,050

Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

0,356
2,830
2,580
7,320
10,570
0,537
0,469
0,610
2,148
0,573
0,345
20,990
30,190
0,866
1,149
0,105
19,020
11,790
6,690

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

REND.

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,040
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,391
nr
0,200
0,700

0,849
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,039
0,001
0,622
3,231
0,488
3,681
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
18,648

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,483
7,666
17,266
25,586

128137
117
21403669 2629
105953 2019
84490
38
4791
90
21136
121
5678164
41
310300
0
0
11
145478
157
84683
51
1583828 1140
0
4
7214950
8
145963
957
6659726 15490
975942 1629
2947
68
3879040 2716

20,290 25,136 275854
9,111 15,631 2710267
2,125 2,511
23344
0,813 3,718
24665
0,396 0,678 2647127
1,041 2,273
21140
3,128 3,675
10266
0,388 0,674 70475517
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,342
20,372
28,169
0,825
0,931
0,078
19,082
11,725
6,702

0,479 756157
3,395
41663
3,135
15
7,334
20469
11,914
2230
0,647 2473338
0,619 115334
0,665 2321800
2,241
90
0,845 1045729
0,452 128209
21,448
30
38,858
11116
0,933
818
1,195
0
0,147 989776
26,230 145318
15,134 697315
7,987
89304

2345
2129
138
46
1106
4
532
1886
53
0
242
335
34
85960
69
74
93
1163
20
45
12
91
170
32
1
82
1298
1949
273

C Caleffi
1,480 +0,95 1,480 0,010 1,412 1,674
100
19
Caltagirone
2,628 0,00 2,607 0,030 2,009 2,996
8610
313
Caltagirone Ed.
1,225 -2,39 1,217
nr 1,054 1,359
8110
152
Campari
6,000 +0,08 5,997 0,080 5,738 6,306 828596 3483
Cape Live
0,069 +0,15 0,069
nr 0,056 0,083 169475
22
Carraro
2,760 -0,65 2,754
nr 2,745 3,385
19352
127
Cattolica As
16,620 -1,71 16,719 0,450 16,719 19,715
28702
904
Cell Therap
1,906 -1,75 1,915
nr 1,443 3,101 480166
286
Ceram. Ricchetti
0,264 -0,49 0,263
nr 0,184 0,389 206862
21
CHL
0,047 -3,27 0,048
nr 0,044 0,059 1041643
11
CIA
0,275 -1,36 0,271
nr 0,252 0,311
6050
25
Ciccolella
0,326 +0,40 0,320
nr 0,300 0,419 175815
58
Cir
0,958 -3,77 0,977
nr 0,977 1,214 1496915
776
Class Editori
0,284 -1,83 0,290
nr 0,209 0,429 178119
31
CNH Industrial
7,805 -0,51 7,798 0,200 7,577 8,793 2371291 10551
Cofide
0,479 -4,18 0,485
nr 0,485 0,569 336681
349
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,546 -0,73 0,534 0,060 0,534 0,655
2746
25
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 17,050 +0,65 16,989 0,550 14,552 22,149
6675 1049
Cred. Emiliano
6,425 +2,07 6,363 0,120 5,708 7,670
84997 2115
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,310 -14,13 0,305
nr 0,159 0,686
338
0
Cred. Valtellinese
1,481 -1,13 1,492
nr 1,135 1,772 1033242
717
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,690 -2,31 1,689 0,050 1,324 1,844
36206
56
D D'Amico 16 warr
Danieli
Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

0,105
23,010
16,170
15,920
1,515
29,420
3,850

0,00
-1,16
-0,49
-0,44
-0,46
+1,45
-0,05

0,099
23,100
16,210
15,917
1,517
29,320
3,879

nr
0,300
0,321
0,400
nr
0,550
nr

0,094
23,082
16,041
11,869
1,200
29,014
3,839

0,128
26,687
17,992
16,933
1,547
35,923
4,488

0
21063
107668
101707
109771
48963
410

0
944
655
2380
227
1640
6

AZIONI

E Edison r

0,954 +0,63 0,940
EEMS
0,219 -15,77 0,233
Enel
3,976 0,00 3,972
Enel Green Pw
2,030 -0,59 2,027
Enervit
4,152 -2,31 4,152
Eni
17,970 -0,55 18,030
Erg
10,380 -3,44 10,481
Ergy Capital
0,137 -1,37 0,138
Ergy Capital 16 warr 0,023 +3,64 0,022
Eukedos
0,766 -2,30 0,779
Exor
31,060 -0,26 30,971

F Ferragamo
Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

22,390
7,370
5,830
0,574
2,520

G Gabetti Pro.Sol.

1,570
Gas Plus
4,712
Generali
15,820
Geox
2,912
Gruppo Edit. L'Espresso 1,460
Gtech
19,390

H Hera
I I Grandi Viaggi
IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Isagro Azioni Sviluppo
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

Quantità
trattate Capitalizz.

0,050 0,940 1,051
nr 0,233 0,539
0,150 3,151 4,224
0,032 1,835 2,154
0,045 3,147 5,848
0,550 16,301 19,010
1,000 9,452 12,045
nr 0,138 0,190
nr 0,019 0,031
nr 0,620 0,831
0,335 28,048 33,070

166017
104
4704371
10
31069977 37346
8370688 10134
1550
74
15142269 65523
631034 1576
72405
23
35742
0
24487
14
365440 7626

-1,15 22,460 0,400 20,514 27,699 186487
+1,73 7,379
nr 6,613 8,969 13532287
-0,93 5,888
nr 5,480 7,336 4639907
+3,43 0,569 0,012 0,485 0,690 812141
+0,16 2,479
nr 2,473 3,158
6999

3782
9229
3404
248
28

-1,88 1,561
nr 1,561 2,141 431825
67
-1,01 4,724 0,220 4,555 5,061
3503
212
-0,25 15,849 0,450 15,596 17,523 5685301 24674
+3,48 2,883 0,060 2,708 3,408 646744
747
-0,95 1,495
nr 1,357 1,962 1551527
616
-0,92 19,455 0,750 19,455 24,030 377588 3386

2,028 +0,10
0,630
1,160
0,867
0,649
9,980
9,860
0,720
0,422
0,550
2,280
1,967
0,733
1,080
1,751
7,510
4,858
30,910
20,340
9,100
0,415

Massimi
Anno

Divid.

Minimi
Anno

2,026 0,090

1,641

2,167 1698119

2880

0,00 0,636
nr 0,383 0,858
30580
29
-2,36 1,174 0,065 0,861 1,365 270706
409
-2,58 0,879
nr 0,606 1,307 253218
38
-2,63 0,668
nr 0,464 0,793 328800
227
+0,81 9,912 0,170 9,387 11,386 174629 1127
-2,38 9,827 0,045 8,090 11,464
1081
5
-1,44 0,704
nr 0,652 0,977
10001
16
+2,93 0,418
nr 0,316 0,490 187549
144
+1,29 0,544
nr 0,406 0,611
28576
27
+2,98 2,259 0,050 1,803 2,567 140831530 35040
+3,80 1,944 0,050 1,469 2,128 10637451 1813
-0,14 0,723
nr 0,667 0,839
166
5
+1,41 1,078 0,052 1,044 1,343 3122053 1274
-3,10 1,778
nr 1,761 1,789
63987
25
+1,49 7,525 0,060 6,271 9,849 1205652 1333
+1,21 4,860 0,060 3,428 6,226 280995
512
+5,24 30,404
nr 24,973 34,475
20543
674
-0,10 20,639
nr 14,552 22,828
27420
337
-0,33 9,101 0,125 7,204 9,341
6978
354
+5,06 0,403
nr 0,200 0,493
10275
0

J Juventus FC

0,215 -0,28

0,216

nr

0,216

0,252

633710

218

K K.R.Energy

1,418 +1,21
2,218 +0,82

1,415
nr
2,214 0,010

1,407
1,926

1,908
2,525

107126
12930

47
47

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife

0,523 +2,95 0,519
nr 0,490 0,601
40,650 -0,88 40,727 0,650 37,321 42,208
1,180 -1,67 1,200
nr 0,493 1,803
0,141
2,320
1,181
3,326
6,860
5,655
0,128
1,550
0,594
12,580
1,150
0,369
22,000
0,036
0,171
0,073

59293
35
454098 19468
18976
13

-1,87 0,141
nr 0,141 0,168
84331
-0,09 2,337
nr 1,487 2,884 1467419
-1,58 1,168
nr 1,168 2,300 139049
+2,34 3,314
nr 3,197 4,363 12703025
+2,62 6,819
nr 6,342 8,394 6259833
-0,88 5,668 0,150 5,658 7,128 1941647
-2,52 0,127
nr 0,078 0,183
45116
0,00
4,700
-3,73 1,553
nr 1,553 1,824 333476
-4,73 0,607
nr 0,555 0,849 2319684
-0,55 12,598
nr 12,195 16,314 383574
-1,96 1,168
nr 1,168 1,541 500016
-1,39 0,375
nr 0,356 0,605
48318
+1,29 21,889
nr 16,557 28,548 1055783
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
+0,14 0,075
nr 0,060 0,100 4344532

67
714
22
3915
5874
4174
6
0
136
140
3149
288
56
2557
5
4
5

Noemalife 15 warr
Novare

5,180 +3,60
0,207 -29,97
0,900 0,00

5,029
0,207
0,909

nr
nr
nr

3,473
0,085
0,702

6,054
0,430
0,935

2707
600
0

38
0
12

O Olidata

0,416 +0,61

0,420

nr

0,374

0,534

47751

14

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

P Parmalat

2,518 +0,80 2,499
Parmalat 15 warr
1,519 +1,67 1,478
Piaggio
2,640 -2,15 2,651
Pierrel
0,636 +2,33 0,630
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
3,674 -2,03 3,701
Piquadro
2,010 -0,10 2,014
Pirelli & C.
11,570 +0,26 11,552
Pirelli & C. rnc
9,905 -0,80 9,934
Poligrafici Editoriale 0,379 +2,41 0,368
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 7,265 +2,98 7,204
Pop.Sondrio
4,440 -0,89 4,467
Prelios
0,573 -0,52 0,581
Premuda
0,321 +0,06 0,324
Prysmian
16,500 +1,16 16,338

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

T Tamburi

2,434
0,740
1,421
1,147
12,100
0,604
0,190
1,399

Divid.

Minimi
Anno

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

+0,13 15,649
-0,05 18,798
0,00 19,000
+0,24 4,092
0,00 11,904
+1,41 1,078
0,00 13,552
-3,40 12,622
+1,78 0,118
0,00 0,002
0,00 1,080
-3,38 0,429
-0,36 13,780
+1,76 3,768
-0,47 8,419
+3,66 0,105
-3,23 1,879
+0,38 4,162
0,00 5,786
-1,57 2,149
0,00 10,171
0,00
0,347 +1,94 0,343
147,000 0,00 147,000
6,925 -0,65 6,933

Massimi
Anno

PREZZO

TASSO %

22
53
84
113
145
176
204
237
267
295
327
357

99,973
99,920
99,873
99,829
99,760
99,710
99,674
99,596
99,524
99,472
99,421
99,323

0,000
0,410
0,420
0,380
0,480
0,510
0,500
0,530
0,570
0,580
0,570
0,610

Quantità
trattate Capitalizz.

0,029 2,460 2,548 936547
nr 1,416 1,502
69893
0,092 2,130 2,969 660223
nr 0,515 0,822 189807
nr
nr 3,207 5,043
73477
nr 1,778 2,355
14491
0,320 11,001 12,717 1848947
0,390 8,763 10,395
32802
0,020 0,296 0,456
27482
nr
nr 6,520 9,605 1860331
0,050 4,045 5,413 395392
nr 0,573 0,758 346024
nr 0,289 0,413
34358
0,420 15,842 19,565 3194077

nr 14,229
0,050 15,499
0,710 16,220
1,490 4,092
1,594 11,730
nr 0,837
0,090 10,750
0,520 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,104
nr 1,356
0,150 3,975
0,100 5,651
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,342
nr 146,000
0,100 5,491

10758
163343
784411
131010
678920
119084
54510
1695

4562
0
957
30
0
112
101
5496
122
49
2405
1376
294
61
3506
65
58
605
34
2466
100
154
16

19,075
19,957
19,660
4,910
12,876
1,290
13,769
13,737
0,180
0,002
1,080
0,525
14,045
3,846
8,936
0,124
2,277
4,483
6,524
2,300
11,056

116300
976
1684903 8296
0
2
257640 1831
265
19
2050785 1025
3564
134
7206
699
1843325
16
56511302
27
500
1
1550
0
37837
200
21942
0
116017 1915
1154256
4
149529
219
14425958 14074
28049
525
550735 1029
0
132
0
0,457
36127
29
147,000
0
0
7,132 3699269 6314

2,588
0,650
0,532
0,842
1,380
0,638
0,649
15,640
3,806
0,060
0,001
98,650
7,000

-0,08 2,572 0,041 2,182 2,810
84160
367
+1,56 0,625
nr 0,322 0,810
11616
0
+0,66 0,518
nr 0,473 0,626
11324
22
-1,64 0,848 0,020 0,712 0,941 97983131 11378
+0,51 1,373
nr 1,358 2,080
22454
142
-0,23 0,638
nr 0,171 0,921
4000
4
-0,69 0,654 0,028 0,563 0,723 14615847 3940
-0,32 15,583 0,300 14,900 17,363 1286625 18397
-1,45 3,820 0,070 3,568 4,011 11625732 7679
-2,45 0,060
nr 0,042 0,080 20084857
111
0,00 0,001
nr 0,000 0,001 1551868
0
-2,81 99,348 2,700 91,002 120,260 112285 3041
-1,89 7,097 0,130 6,210 8,434
99783
498

Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

5,810
5,800
8,870
4,386
4,078
2,376
235,800
2,360

-0,26 5,831
+0,78 5,781
-1,28 8,883
-1,70 4,432
+0,54 4,035
+0,68 2,360
+0,13 234,022
+0,77 2,349

V Valsoia
Vianini Industria
Vianini Lavori

12,330 -1,20 12,404 0,230 10,252 12,450
1,400 -0,71 1,410 0,020 1,192 1,541
5,365 -1,20 5,334 0,100 4,960 6,440

Tamburi 15 warr
TAS
Telecom IT
Telecom IT Media
Telecom IT Media rnc
Telecom IT rnc
Tenaris
Terna
Tiscali
Tiscali 14 warr
Tod's
Trevi Fin.Ind.

U UBI Banca

-0,49

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

0,060 4,895 7,420
0,100 5,391 6,800
0,100 7,827 9,435
0,162 4,105 5,700
0,182 3,602 5,043
nr 2,034 2,701
nr 175,065 279,317
nr 1,941 2,645

8122003 5259
60646849 33517
5085
22
1508778 1968
621601 1103
12870648 5313
3145
299
573151
886
10803
6291
6740

130
42
234

20-05-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1295,50
30,7038
476,6101

19-05-2014

EURO

1302,00 945,4824
30,8267
481,0300
-

BORSE ESTERE

GIORNI

13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15
14/05/15

-1,14 2,377 0,100 2,183 2,619
-2,31 0,740
nr 0,430 0,954
-2,00 1,423
nr 1,295 1,800
-0,69 1,145
nr 0,704 1,354
+6,51 11,794 0,110 10,290 13,196
-0,74 0,611
nr 0,553 0,781
0,00 0,190
nr 0,187 0,237
-4,70 1,405
nr 1,294 1,604

15,570
18,780
18,950
4,130
11,980
1,080
13,600
12,510
0,120
0,002
1,080
0,429
13,800
3,808
8,435
0,108
1,858
4,188
5,770
2,136
10,300

-0,01
0,18
-0,97
-0,11
0,09
-0,66
-0,14
-0,03
0,00
-0,02
0,00

ORO CHIUSURE

MERCATI

QUOTAZ.

VAR.%

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

400.80
3105.36
9639.08
22834.68
6802.00
10453.80
4452.35
5401.74
14075.25
8635.61
16374.66
4096.89

-0.06
-0.00
-0.21
+0.57
-0.62
+0.27
-0.39
+0.21
+0.49
-0.12
-0.83
-0.70

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

AZIONI

W World Duty Free
Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

9,660 +2,01

9,588

22,220 +6,32 21,765
0,095 -0,42
0,002 +13,33
0,235 -1,22

0,097
0,002
0,236

Divid.

nr

Minimi
Anno

Massimi
Anno

566250

2440

nr 20,960 34,569 1329161

1279

nr
nr
nr

9,242 10,905

Quantità
trattate Capitalizz.

0,073
0,002
0,183

0,143 2062302
0,008 152001
0,294
9987

37
0
1

nr 17,395
nr 0,730
0,043 4,025
0,160 7,534
0,120 1,775
0,190 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
0,180 5,016
0,035 2,925
0,500 18,923
0,300 4,624
0,270 5,347
0,260 8,528
0,080 4,240
0,060 1,733
nr 0,564
0,017 0,547
nr 3,200
nr 1,237
0,160 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
0,032 1,238
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,188
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,150 6,906
0,167 6,568
0,140 4,026
0,130 3,910
0,060 2,037
0,035 0,651
0,250 8,702
0,180 8,548
0,220 4,998

22,772
2453
1,266 1504019
4,890
87614
8,609 448544
2,331 371873
7,862 247385
8,612
2692
16,383
64761
147,145
1159
0,585
67314
1,053 993269
0,837
58032
6,787
29163
4,081
7992
28,569
99974
5,299
270
7,745 145835
11,793
10322
7,237 196370
5,897
38872
1,087 329428
0,733 259189
4,221
22824
1,780
8905
9,835
41974
1,463 480274
3,740
21832
43,537
54927
25,045
4866
2,033
8960
1,058 267532
53,806
3250
8,033 110699
2,639
53441
0,998
39310
1,487 396036
3,579
1813
8,759
13733
4,228
3543
39,275
61579
11,196 273622
2,150
2997
2,312 171495
2,094
1354
6,377
29379
1,582 144313
14,373 100607
1,738 294340
2,225 2945863
5,319
5769
3,599
5505
1,606
23450
8,131
38
2,957 200957
14,389
13594
0,361 525638
66,064
20734
15,496
4146
8,844
10575
7,824
2895
5,649
21274
4,961 160119
2,372
73255
0,904
61623
11,972
31427
10,749 112305
6,389
40688

73
120
998
1378
460
706
82
763
1422
173
166
22
175
89
1814
43
419
176
921
31
86
232
53
120
508
438
43
1093
109
114
154
576
379
79
42
363
15
304
53
1178
1078
55
36
14
186
134
910
269
47
198
339
61
60
415
136
110
538
160
111
48
135
469
78
71
107
637
469

STAR
Acotel Group
17,300
Aeffe
1,170
Amplifon
4,440
Ansaldo Sts
7,640
Ascopiave
1,934
Astaldi
7,150
B&C Speakers
7,495
Banca Ifis
14,190
BB Biotech
119,400
Bca Finnat
0,470
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,756
Biancamano
0,631
Biesse
6,455
Bolzoni
3,464
Brembo
27,120
Cad It
4,750
Cairo Comm.
5,355
Cembre
10,510
Cementir Hold
5,780
Cent. Latte Torino
3,128
Cobra
0,876
D'Amico
0,550
Dada
3,238
Damiani
1,450
Datalogic
8,720
Dea Capital
1,424
Digital Bros
3,080
EI Towers
39,070
El.En.
22,870
Elica
1,798
Emak
0,940
Engineering
46,000
Esprinet
7,200
Eurotech
2,244
Exprivia
0,811
Falck Renewables
1,240
Fidia
2,910
Fiera Milano
7,235
Gefran
3,700
Ima
32,160
Interpump
9,800
Irce
1,953
Isagro
1,990
IT WAY
1,710
La Doria
6,085
Landi Renzo
1,179
MARR
13,540
Moleskine
1,269
Mondo Tv
1,875
Mutuionline
5,000
Nice
2,932
Panariagroup
1,359
Poligr. S.Faustino
7,055
Poltrona Frau
2,956
Prima Industrie
13,290
R. De Medici
0,290
Reply
59,100
Sabaf S.p.a.
14,080
Saes
7,615
Saes rnc
6,590
Servizi Italia
4,950
Sogefi
4,002
TerniEnergia
2,100
Tesmec
0,670
TXT e-solution
8,925
Vittoria Ass.
9,615
Zignago Vetro
5,320

-0,46 17,395
+11,43 1,120
0,00 4,450
+0,26 7,653
-2,32 1,962
-1,52 7,174
0,00 7,440
-0,56 14,187
+0,25 119,963
+0,73 0,478
-1,75 0,766
-2,85 0,635
+0,86 6,371
-1,03 3,421
-0,80 27,161
0,00 4,750
-1,11 5,347
+0,10 10,344
-0,34 5,789
+2,09 3,112
-0,91 0,886
+1,10 0,549
-0,37 3,200
+0,07 1,449
+0,23 8,687
-1,11 1,428
-2,47 3,081
+3,47 38,657
+0,97 22,645
-0,66 1,805
-2,08 0,939
-1,05 46,055
-3,10 7,237
+0,90 2,232
+0,68 0,804
-1,04 1,245
+1,39 2,861
0,00 7,213
-0,27 3,698
+2,26 31,989
+0,05 9,898
+0,36 1,969
-2,93 2,036
-2,06 1,710
+0,41 6,006
0,00 1,188
-0,44 13,680
+1,52 1,268
+11,61 1,782
-0,10 5,003
-0,14 2,923
+4,38 1,342
-0,21 6,921
-0,07 2,957
-0,37 13,017
-0,28 0,292
+3,68 57,482
+1,96 13,891
-0,13 7,592
-0,15 6,568
-2,94 4,921
+1,57 3,970
-0,47 2,086
+1,36 0,666
-2,14 9,064
+4,74 9,451
0,00 5,326

.

28 .Lettere e Commenti

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

LA STAMPA

LETTERE AL DIRETTORE

MARIO
CALABRESI

Europee/1 Vorrei un
dibattito fra cittadini
1 Gentile direttore, come

ben si sa, le istituzioni
europee sono accusate di
essere poco democratiche e
trasparenti. Si tratta
certamente di migliorare la
struttura istituzionale, cosa
che molto (troppo)
lentamente si sta cercando di
fare: ad esempio quest’anno
con le elezioni europee si
sceglierà indirettamente
anche il presidente della
commissione, il che di per sé
è un miglioramento enorme.
Ma quanti cittadini ne
sono a conoscenza? E di
questi, quanti conoscono i
candidati, e quanti sanno
quali partiti votare per poter
sostenere il proprio
candidato preferito? Ben
poco di tutto questo è stato
spiegato nei nostri mezzi di
informazione nazionali: ad
esempio i tre grandi dibattiti
pubblici tra i candidati che si
sono svolti nelle ultime tre
settimane sono passati
praticamente inosservati.
Non c’è democrazia in
mancanza di informazione e
discussione. Manca a mio
parere un ingrediente
fondamentale per avere un
minimo di democrazia in
Europa: lo scambio di
informazioni e di pareri tra
cittadini europei al di là dei
recinti nazionali.
Si sente ad esempio la
mancanza di iniziative
editoriali continentali che
riescano a raggiungere un
gran numero di cittadini, e in
questo senso mi pare che voi
de La Stampa con altri grandi
quotidiani europei siate gli
unici che meritoriamente
state occupando questo
enorme spazio vuoto. E
sarebbe davvero una grande
cosa se riusciste a rendere
più frequente e magari
periodica la vostra
collaborazione, e se riusciste
a dargli un taglio più
appassionante, affrontando i
temi caldi del dibattito
europeo (dando ad esempio
conto degli scontri all’interno
del parlamento europeo in
merito alle varie iniziative
legislative, quelle che poi
avranno impatto sulla nostra
vita quotidiana).
Sarebbe anche una buona
cosa dare spazio
(possibilmente ampio) alle
«lettere dei lettori»: che siano
le stesse lettere, pubblicate
previa traduzione nelle
edizioni di tutti i paesi, in
modo che si possa instaurare
un vero dibattito e ci si possa
rendere conto di come
cittadini di paesi diversi
vedano le medesime
questioni.
Le prossime settimane e i
prossimi mesi (con le elezioni
e la successiva formazione
della nuova commissione)
saranno cruciali per capire se
l’Europa evolverà verso un
sistema più democratico,
partecipato e trasparente

oppure si assisterà ai soliti
accordi a porte chiuse tra capi
di stato e di governo, e in tutto
ciò il ruolo dei mezzi di
informazione potrà essere
fondamentale.
MARCO BASSET TRIESTE

Europee/2 Campagna
di soli slogan
1 Mi crederebbe se le dicessi

che sono sollevata dal fatto che
questa sia l’ultima settimana di
campagna elettorale? Se le
dicessi che ho visto e sentito
pochi contenuti in quest’ultimo
periodo, ma moltissimi insulti e
attacchi reciproci
completamente inutili? Le
uniche eccezioni derivano da
partiti/liste che non ricevono la
stessa attenzione dei tre
maggiori in ambito nazionale.
Credo che l’unico
«esperimento» degno di
attenzione sia stato
l’eurodibattito, che, almeno, ha
fornito qualche idea in più
rispetto al tristissimo teatrino
della campagna italiana, che,
immagino, in molti abbiano
confuso con quella per le
elezioni politiche.
Probabilmente verrò
considerata una folle idealista,
ma non dovrebbero essere le
nostre idee a spingerci in una
direzione piuttosto che in
un’altra? Non dovrebbero
rappresentare le fondamenta
su cui costruire un progetto
solido e, soprattutto, a lungo
termine?
Dove sono le idee di chi
insulta? Partendo dal
presupposto che non amo
molto chi utilizza questi modi

barbari, che poco si addicono
ad una democrazia, in cui
dovrebbe esistere la libertà di
pensiero ed opinione,
rispettando sempre gli altri, mi
domando come immaginano
l’Europa e, di conseguenza,
l’Italia tra vent’anni. Qual è il
loro piano? Con quali
interventi intendono
realizzarlo? Dove si trova il
denaro necessario? Chi
sosterrebbe quelle idee? Come
si pone questo piano (europeo
ed italiano) nei confronti del
resto del mondo? A queste
domande non ho trovato
risposte soddisfacenti, se
presenti.
Come se questo non
bastasse per definire
l’invivibile situazione politica,
trovo che stia diventando
insopportabile anche il
confronto tra gli elettori. Toni
da stadio e tifoseria cieca,
offese e accuse raggiungono
livelli inimmaginabili,
soprattutto in rete. Non si
tratta di vincere una coppa, un
campionato, un torneo. Il 26
maggio non ci sarà alcuna
premiazione. Soprattutto
perché mi pare che, alla fine, ci
sia qualcuno che sta perdendo
molto di più: tutti noi. Stiamo
perdendo la capacità di
confrontarci pacatamente
sulle idee, preferendo chi urla
di più, insulta di più, trova
l’epiteto più offensivo che,
magari, strappa un sorriso a
qualcuno, ma a me,
onestamente, lascia solo
l’amaro in bocca.
Si offrono, a voce, soluzioni
semplici e veloci alla crisi e ai
mille problemi che incatenano
il nostro Paese, ma non

Le 5 notizie più lette della settimana



24%



20% A Santhià, nel

In Turchia un incidente
in miniera provoca
almeno 300 vittime

esistono le bacchette magiche
e Re Mida fa unicamente parte
della mitologia. Forse, dopo
aver ascoltato gli slogan,
dovremmo iniziare a porci
semplici domande, per
esempio: «Come? Con quale
denaro?». Pensare di risolvere i
problemi finanziari del nostro
Paese con i famigerati «costi
della politica» è un’utopia. In
questo momento mi preoccupa
molto di più il valore della
classe politica (e dirigente),
quindi cosa e quanto sa fare,
vuole fare e può fare. Forse sto
solo cercando una classe che
conosca e possieda le «3 T»:
talento, tolleranza, tecnologia.
Chiedo troppo?
PAOLA BARONCHELLI

Europee/3 Che cosa
rischiamo di perdere
1 Domenica voteremo per le

elezioni europee. Ma perché
dovremmo andare a votare?
Faccio mia, e gliela rivolgo,
questa domanda che molti,
moltissimi, italiani si stanno
ponendo in questi giorni. E non
tanto perché la stia rivolgendo
a me stesso (io andrò a votare
come ho sempre fatto perché la
democrazia, come la libertà di
Gaber, è partecipazione!
Altrimenti sarebbe un’altra
cosa!) ma per cercare di
ricordarci cosa sia per noi
l’Europa e quale sarebbe il
rischio di «perderla»!
Rischio non trascurabile
viste le varie derive a cui, in
giro per il nostro continente,
stiamo assistendo. Certo! La
disaffezione al voto trova
giustificazioni nella crisi, nei
problemi quotidiani, nella
corruzione e nella burocrazia
che ci fa apparire il potere
politico così lontano dai noi
cittadini. Ma non sarebbe bene
ricordare che ben peggiore
sarebbero le conseguenze di
perdere quel poco di Europa
Nazione che stiamo cercando,
e dovremo continuare a
cercare, di costruire tra di noi?
MARIO TALIANI

Vercellese, un giovane
uccide i nonni e la zia

17%



Naufragio di una nave
nel Canale di Sicilia,
muoiono 17 migranti



10%

Indagine sugli abusi
in un asilo di Rignano,
assolti i coinvolti



9%

La crisi
dell’economia

Sondaggio Istituto Piepoli

Europee/4 La pace
è il bene più grande
1 Vorrei rimarcare una sola

cosa in merito alle elezioni
europee: è il periodo storico
più lungo nel quale in Europa
non ci sono state guerre.
Ricordo a chi è più giovane o
ha la memoria corta quanto
disse Adenauer: «Dobbiamo
accelerare l’unione degli stati
europei perché io conosco i
miei compatrioti: prima o poi
ci ricascano». L’ unione si può
correggere, modificare, limare
ma non si deve distruggere
perché senza la pace non si va
da nessuna parte!
GIANCARLO GROSSO

c.

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LA TIRATURA DI MARTEDÌ 20 MAGGIO 2014 È STATA DI 293.014 COPIE

TM

L’editoriale
dei
lettori

PER UNA UE
PIÙ SOCIALE
SALVATORE M ISCUGLIO
attuale scenario politico sociale economico europeo impone scelte che segnino discontinuità con il passato, spesso
segnato solo da slogan elettorali. Di
progetti politici ed economici seri per
l’Europa ormai consunta, mi si perdoni, neanche alla vigilia delle elezioni se ne intravede l’ombra. È invece con grande attenzione ed interesse che ho letto
l’articolo pubblicato il 19 maggio: «Abolire le povertà un dovere per l’Europa del domani», a firma del
grande economista inglese Anthony Atkinson. Le
affermazioni di Atkinson, potrebbero, in prima battuta, sembrare utopistiche, ma a parere di chi scrive
rappresentano, invece, l’unico elemento di discontinuità in un bailamme di «frasi fatte» da campagna
elettorale! L’economista propone un algoritmo capace di rivoluzionare il concetto welfare e di restituire una dignità sociale all’Europa. Attraverso alcuni
semplici passaggi: un sussidio condizionato non alla
cittadinanza, ma alla partecipazione alla società; un
reddito ai bambini UE; Atkinson rilancia il progetto
di un reddito-base per tutti destinato ad abolire la
povertà in tutta Europa, principio, definito dallo studioso «un dovere» delle Istituzioni, ma oserei aggiungere anche un diritto di coloro che vivono nel
Vecchio Continente tragiche situazioni d’indigenza.
Il tutto sembra condivisibile, ma… questa Europa
si fonda su assiomi turbocapitalisti che stridono con
il principio di «Europa Sociale» che l’economista
vorrebbe. Come è noto il Capitalismo è un sistema
capace di accumulare immani ricchezze in mani di
pochi, ma inadeguato a redistribuirle! Allora mi permetto di sottolineare che il problema prima che economico e finanziario è politico. Ogni tentativo di soluzione dovrà fare i conti con le lobby che, di fatto,
governano questo sistema. Sarebbe quindi necessario prima invertire il paradigma perverso per il quale la finanza ha l’imprimatur sull’economia e quest’ultima sulla politica e riportare l’Europa a essere
dei Popoli e non dei capitali. Magari, sogno anch’io.

L’

Dottore in Scienze dell’economia, Novara

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.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Lettere e Commenti .29

.

LA CUCINA IN TV
È IL MONDO
DELLE FIABE
ELENA LOEWENTHAL
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

dell’Est ripresi dai rancori che hanno insanguinato il XX secolo, noi latini sedotti
dalla droga svalutazione e debito facili, a
sostenere mediocri prodotti da esportazione. E l’italiano Mario Draghi, che giusto sulla linea ha salvato l’euro, sarà sommerso di autogol.
Non ascoltate dunque Gatti e Volpi populiste. I nostri guai sono i guai del tempo,
globalizzazione che marginalizza, tecnologia che elimina ceti medi e operai, flussi
migratori che non sappiamo qualificare o
formare, incertezza sul futuro che ci ha
tolto le identità, pur dolorose, di nonni e
genitori. Non è detto – il lieto fine era
scontato in tv solo prima di Troni di Spade, mai nella Storia - che l’Europa riesca a
uscire libera, unita e prospera dalla crisi
politica, economica e morale di questa
stagione. Ma se la «Generazione Hobbes»
prevarrà sulla «Generazione Erasmus»,
se i populisti prevarranno alle urne, è detto che lo spirito europeo declinerà. I leader hanno perso il diritto di criminalizzare gli elettori che sceglieranno, disgustati
da inerzia e corruzione, le sigle di un Ritorno al Passato camuffate da Futuro.
Non erano forse intonati a «Avvenire» e
«Giovinezza» gli inni totalitari di destra e
sinistra un secolo or sono? Ma chi vota
contro il futuro, prepara a se stesso, e a
tutti noi, un futuro buio.

astava un camice bianco dietro a una cipolla soffritta per formare capannelli ad
altissima densità umana. Il che non significa ancora che siamo una società affogata
nell’edonismo. Anzi. Perché il cibo mediatico, quello che ormai ci accompagna in ogni momento della giornata a prescindere dai pasti comandati, è
più concettuale che commestibile. Più che il polpettone ricavato con gli avanzi, la confortante pasta al
forno, l’insalata improvvisata, è un cibo immobile in
mezzo al piatto, pieno di colori troppo forti per essere stati cucinati. Che si guarda ma non si mangia. Un
po’ come i protagonisti di questa favola bella: i cuochi. Pardon, gli chef. Gli idoli transgenerazionali di
oggi, che mettono d’accordo vispe nonnine e scontrosi adolescenti, madri di famiglia e finanzieri in carriera. Tutti pazzi per i cuochi famosi. Nel senso che
ben pochi aspirano – e possono permettersi – il cibo
che loro preparano. Ma tutti possono ascoltarli. Contemplarli. Soprattutto, sognare: grazie a loro. Quando non loro, in carne ed ossa.
Perché in questa perenne festa del cibo in cui poco
si mangia e molto si guarda, la cucina sta diventando
il nostro mondo delle fiabe. Un castello incantato dove non manca nessun ingrediente. Il cavaliere prestante dallo sguardo ombroso ma tenero, in fondo. Il
burbero gigante buono. Il folletto spiritoso dalla battuta pronta. Il Peter Pan eterno fanciullo ricco di
esperienza. Nessuno di questi personaggi manca nel
panorama dei cuochi mediatici, tanto nostrani quanto di importazione. Siamo carenti in fatto di principesse, questo è vero. Forse perché le donne hanno
un’idea di cucina decisamente meno trasognata e girerebbero subito la favola in mani sporche di impasto, sughi al pomodoro che tappezzano di puntini
rossi le dorate pareti del castello delle fiabe.
Ma a ben guardare, questa imperante moda del
cibo che incomincia a lasciar perplessi anche i più
genuini appassionati perché il troppo stroppia anche (più che mai) a tavola, è qualcosa di più di una
semplice e passeggera tendenza. E’ come se il cibo,
insieme ai suoi «maghi», fosse diventato il nostro
rifugio per eccellenza, un non-luogo dove tenere in
caldo i sogni, gli ideali, le irraggiungibili aspirazioni. Che vanno dal rendere «sfiziosa» una chip industriale – cosa che, diciamocelo francamente, può fare solo lo sguardo truce di un grande chef molto
fotogenico – al prendere per la gola l’uomo o la donna dei nostri sogni impiattando astice selvaggio e
foie gras a tinte forti.
Tutte cose che nel mondo vero, quello dove si rimedia un pasto due volte al giorno tutti i giorni che
il cielo manda in terra, non succedono. Proprio come le fiabe, che sappiamo resteranno tali e per quello ci piacciono con il loro improbabile lieto fine, la
sfavillante «location», l’impeccabile «showcooking». L’inverosimilmente immacolata padella che
volteggia davanti alla telecamera non è poi così lontana dal ballo di corte e dalla scarpetta di cristallo,
in fondo. Se non che, prima o poi ci si sveglierà da
questo sogno fatato, catapultati fuori dal mondo
magico della cucina mediatica per colpa di un ingrediente stucchevole, di un attacco di noia, di un improvviso e irrefrenabile desiderio di banale spezzatino con polenta, due spaghetti aglio, olio, peperoncino, e basta.

Twitter @riotta

loewenthal@tin.it

B
GIANNI RIOTTA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

on il Parlamento europeo a legiferare senza sosta per regolare – o almeno provare a goffamente regolare - tecnologie,
innovazione, ricerca scientifica, l’Europa perde colpi davanti a Silicon
Valley e Bangalore nel software: eppure
senza Europa nessuna azienda o laboratorio Ue avrebbe peso nel mondo, e il
Cern – culla del bosone di Higgs e del
world wide web - chiuderebbe i battenti.
I parlamentari che eleggeremo il 25
maggio, riottosi, populisti e in vena di
protezionismi economici e culturali, vogliono bocciare, malauguratamente, il
patto di libero scambio con gli Usa: eppure senza Europa nessuna capitale del
vecchio continente avrà peso specifico
trattando con Washington. Fa disperare
la pavidità con cui Bruxelles fronteggia
l’aggressività di Putin, fino ai pasticcini
offerti da Lady Ashton al ministro degli
Esteri russo Lavrov mentre in Ucraina
si moriva in strada: eppure senza Europa il Cremlino non avrà rivali tra la Moscova e il Potomac, fiume della capitale
americana.
È il paradosso delle VIII elezioni europee dal 1979: l’Ue genera talmente
tanti problemi che il 50% dei cittadini
ne diffida, meno della metà andrà alle
urne e un terzo degli elettori sceglierà
simboli anti Unione, destra o sinistra,
Le Pen a Parigi, Farage a Londra, Grillo
a Roma, Alba Dorata o Tsipras ad Atene. 380 milioni di elettori, il secondo
corpo democratico del pianeta Terra
dopo l’India, l’Europa è accusata – e
spesso colpevole - di colpe gravi, che
però il ritorno a Stati nazionali e valute
locali, moltiplicherà, non sanerà.
Riflettano le lettrici e i lettori infuriati con Bruxelles e l’euro: le lagnanze
che mugugniamo all’ombra della bandiera blu a stelle d’oro sono le stesse
che hanno portato alla vittoria in India
il nazionalista hindu Modi, in America
azzittiscono il dialogo tra Congresso e
Casa Bianca, e che così bene Vladimir
Vladimirovich Putin strumentalizza a
Mosca. Mal comune, non solo dell’Europa comune.
L’Europa esaspera, vero. Berlino
combatte fantasmi dell’inflazione alla
Weimar, invisibili ormai come la ballata
del Mackie Messer 1928, predicando
l’impossibile sermone «tutti i Paesi possono essere esportatori sul modello teu-

C

Illustrazione di Koen Ivens

NON VOTARE
CONTRO
IL FUTURO
tonico». Italia e Francia non riescono a
completare le riforme e contenere il debito. Spagna e Grecia, dopo i disastri, colgono i benefici tardivi della svolta. Una pletora di burocrati e tecnocrati grigi ci stucca e tre candidati leader, Juncker, Schulz e
Verhofstadt, sembrano a volte la caricatura populista del «Solito Politico».
Ma – è questa la posta in gioco - se il 25
maggio prevarranno le forze della disunione, della frammentazione nazionalistica, con veti e dazi a bloccare emigrazione,
commerci, mercato, nella nuova Europa,
tra i canti di vittoria Cinque Stelle, Ukip e
Fronte Nazionale, vivremo peggio, non
meglio. Quando l’ultima diaspora antieuropea travolgerà le speranze, magari solo i
sogni, di quella che «La Stampa» ha definito Generazione Erasmus, i ragazzi che
studiano all’estero, prima leva davvero
«europea» nella nostra storia recente, non
avremo il ritorno all’armonia, con artigiani operosi da villaggio delle fiabe, l’Europa
«all’antica» cara alla propaganda anti-Ue:
avremo una «generazione Hobbes», europei lupi tra loro.
Non ci faremo subito la guerra, anche
se le tensioni nei Balcani, in Ungheria, al
confine tra Polonia e Ucraina, o al Nord
tra scandinavi, baltici e russi, sono serie,
ma ciascuno darà il peggio di sé, tedeschi
a farla da padroni, inglesi chiusi oltre Manica come il vecchio John Bull, europei

.

30

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Al via il 23 giugno la Milanesiana
Presentata ieri dall’ideatrice Elisabetta Sgarbi la 15a edizione
della Milanesiana, che avrà per filo conduttore «La Fortuna».
Prenderà il via il 23 giugno con un cartellone di oltre 40
appuntamenti in 18 giorni, oltre a mostre, spettacoli teatrali,
concerti, proiezioni, e avrà anche quest’anno una rilevante
appendice torinese. Tra gli ospiti Jonathan Lethem, il premio
Pulitzer Michael Cunnigham, Ute Lemper, il pianista Ramin
Bahrami, il Nobel per la letteratura Gao Xingjian.

CULTURA
SPETTACOLI

&

PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

umanesimo. La continuità con quella cultura
che in fondo noi italiani
abbiamo inventato, e
dovremmo esaltare e difendere, nonostante i problemi del
presente. Così Renzo Piano si spiega
il fatto che oggi la Columbia University di New York gli conferirà il titolo
onorario di «Doctor of Humane Letters», durante la cerimonia del Commencement per i laureati del 2014.

L’

Il progetto di Renzo Piano per il nuovo Manhattanville Campus della Columbia University di New York

Come è nato questo riconoscimento?

RENZO PIANO

«Il presidente della Columbia, Lee
Bollinger, mi aveva chiamato una settimana dopo la sua nomina, per progettare la costruzione del nuovo
campus a West Harlem. Così è cominciata la nostra collaborazione».
È una delle opere più importanti in
corso a New York. Come si è confrontato con la tradizione architettonica
dell’Ivy League?

«I campus originali venivano pensati
come fortezze, sul modello neoclassico, neogotico, neoromanico o rinascimentale. Lo spazio chiuso dalle
porte, protetto, serviva a produrre
un effetto di affidabilità. Ora stiamo
facendo l’opposto. Un campus aperto, permeabile, trasparente, che ha
uno scambio con la città invece di
impossessarsi di uno spazio in maniera egoistica e chiusa. Oggi la legittimità, l’affidabilità, la dignità e la serietà delle università non sta più nel
modello neoclassico, ma nella loro
urbanità di matrice direi
europea. Ecco, forse qui
sta il motivo del mio dottorato. Quando uno ha
una certa età, i premi arrivano: basta respirare.
In questo caso, però,
credo ci sia il riconoscimento dell’umanesimo
del progetto».

Il N. Y. Times Building
Il grattacielo di 52 piani che ospita il quotidiano,
progettato dall’architetto italiano in una zona
abbandonata di Manhattan, davanti alla Port Authority

Manhattan, il Whitney

A Bari il mio stadio è in degrado
Non si doveva fare così grande:
l’avevo pure detto. Ci vorrebbe
un libro per spiegare.
L’Italia è un Paese complicato

Renzo Piano è nato a Genova nel 1937
Dal 2013 è senatore a vita

La nuova sede del museo newyorchese, in downtown
Manhattan Meatpacking District, che aprirà nel 2015
ampliandone gli spazi espositivi

una iniziativa pionieristica. Forse è anche il motivo per cui hanno pensato a
me. L’Italia è sempre vista come il Paese dove questo genere di studi sono fioriti: noi rappresentiamo la continuità
con questa cultura umanistica che ci
appartiene ancora».
Lei sta costruendo anche il nuovo
Whitney Museum, che si sposta dall’Upper East Side a Chelsea, proprio
davanti all’High Line che è diventata
forse la passeggiata più popolare di
Manhattan.

E sul piano culturale cosa ha significato per lei?

«Mi ha dato la sensazione di tornare
all’inizio del Seicento, quando i medici a Padova esploravano le viscere
per capire come era fatto il corpo
umano. In fondo del cervello sappiamo ancora poco, e quindi questa è

L’architetto laureato ad honorem dalla Columbia:
“La trasformazione è la cultura di questa città
Io lavoro sui cambiamenti, non li provoco ma li celebro”
Una volta i campus universitari
erano pensati come fortezze
Alla Columbia stiamo facendo
l’opposto: uno spazio aperto,
permeabile, non egoistico

Uno degli edifici che lei
ha disegnato ospiterà
il nuovo Mind Brain
Behavior Institute. Come l’ha influenzata il
fatto di lavorare su una
struttura dedicata allo
studio del cervello?

«È un grande progetto in
corso ormai da sette anni, guidato da due premi
Nobel come Eric Kandel
e Richard Axel. Studierà il cervello a
livello molecolare, oltre che psicologico e psichiatrico: è una macchina
formidabile, ma poco conosciuta. Indagheranno la sua struttura elettrica, meccanica, idraulica. Sul piano
architettonico si trattava di pensare
un edificio adatto insieme al lavoro di
équipe e agli spazi singoli di ricerca
per 900 studiosi. Un edificio trasparente, che interagisca con la città. Al
piano terra infatti c’è anche un ristorante, e centri studi aperti al pubblico. West Harlem poi è il quartiere dove fu filmato West Side Story, dove sono nate la street art e la street music, e
bisognava tenerne conto».

Edifici trasparenti
per farci entrare
l’aria di New York

Lo stadio di Bari
Il San Nicola progettato da Piano per i Mondiali del ’90:
la struttura ovale a petali è fortemente
compromessa dall’erosione causata dalla salsedine

«Ma è un ritorno a casa, in realtà, perché il Whitney era nato proprio a
Chelsea, come luogo di incontro per
gli artisti nella zona industriale e operosa della città».

NellarecensionecheilNewYorkTimes
pubblicò sulla sua nuova sede proget-

tata da lei, c’era scritto che dava insieme un senso di nostalgia per il passato,eincertezzaperilfuturodelgiornalismo sconvolto dalla rivoluzione digitale.

«L’architetto lavora sempre sui cambiamenti. Non li provoca, ma li celebra. Quando progettai il Beaubourg a
Parigi, non fui io a cambiare il rapporto tra il museo e il pubblico: quel rapporto doveva cambiare, e noi lo registrammo. Tutto ciò che ho fatto a
New York è trasformazione: la Columbia, il Whitney, la Morgan Library, il
New York Times. Questo edificio, ad
esempio, doveva interpretare il mutamento del giornalismo ancora in corso, per aiutarlo a diventare il quotidiano che è oggi. La trasformazione è
la cultura di New York. È un lavoro

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Il Premiolino a Niccolò Zancan
per l’inchiesta sul caso Stamina
Niccolò Zancan della Stampa (foto), Fabio Lepore e
Luca Piana dell’Espresso sono tra i vincitori del
Premiolino 2014 per le loro contro-inchieste sul caso
Stamina. Il prestigioso riconoscimento giornalistico,
nato nel 1960, è stato inoltre assegnato nelle diverse
sezioni a Giacomo Di Girolamo ed Ester Castano,

per le loro inchieste su Cosa Nostra e sulla
’ndrangheta, a Lucia Goracci, inviata di RaiNews24,
per le sue corrispondenze dall’estero, a Gerardo
Greco per il talk show di Rai3 Agorà, a Barbara
Stefanelli del Corriere della Sera, coordinatrice del
blog «La 27ora», a Massimo Franco, editorialista del
Corriere della Sera, e a Paolo Marchi, curatore
di «Identità Golose». I premi saranno consegnati
il 10 giugno a Milano, a Palazzo Marino, dalla giuria
presieduta da Chiara Beria di Argentine.

VITTORIO SABADIN

31

ALambertilLeoned’oroperl’architettura
Va all’architetto canadese Phyllis Lambert il Leone d’oro
alla carriera della 14a Biennale di Architettura di Venezia.
La decisione è stata presa dal cda presieduto da Paolo
Baratta, su proposta del direttore Rem Koolhaas,
per l’«eccezionale contributo del premiato «non come
architetto, ma come committente e curatore».
«Gli architetti - conclude la motivazione - creano
architettura; Phyllis Lambert ha creato architetti».

Venezia, fuori i mercanti
dal tempio di Peggy

eggy Guggenheim, una
delle donne più straordinarie del Novecento, collezionava con la stessa
naturalezza mariti, cani
e quadri. Suo padre Benjamin era
morto sul Titanic tornando da Parigi, e poco prima si era fatto portare
l’abito da sera per andarsene come
un gentiluomo. Lasciò agli eredi
quello che restava della fortuna che
aveva largamente dilapidato nella
capitale francese, e
Peggy spese quasi
tutta la propria parte in quadri. La sua
meravigliosa collezione è ospitata dal
dopoguerra a Venezia, nel Palazzo Venier dei Leoni sul Canal Grande, dove nulla è mai cambiato fino alla sua morte, avvenuta nel 1979, a 81
anni. Ma dopo è successo di tutto: la
Guggenheim Foundation di New York,
che ha ricevuto in
donazione i quadri e
l’edificio, ha aggiunto
altre opere, esposto
sculture nel giardino, aperto un bar con
un negozio di souvenir e t-shirt. Ca’ dei
Leoni è ora molto diversa da quel luogo
magico e un po’ malinconico nel quale
Peggy se ne stava sePeggy Guggenheim nel 1979 a Venezia tra due Jackson Pollock della sua collezione
duta sugli scalini, a
osservare i visitatori che entravano si trova all’ingresso, anche quella del- sostengono Rumney e Hélion, che afgratis a vedere i suoi quadri.
la Schulhof Collection, una raccolta di fermano con chiarezza il suo desiderio
Due nipoti di Peggy, Sandro Rum- 80 opere che hanno integrato recen- che niente venisse aggiunto alla colleney e Nicolas Hélion, con il supporto temente l’originaria collezione della zione, mentre invece tutto è stato
di cinque dei loro figli, hanno però nonna. Il lascito dei miliardari ameri- stravolto sulla base di un cinismo
deciso di denunciare la Guggenheim cani Hannelore e Rudolph Schulhof commerciale che non è tollerabile.
Foundation davanti al tribunale di poteva trovare, secondo Rumney, una
I nipoti hanno probabilmente raParigi, perché rispetti le ultime vo- degna collocazione da qualche altra gione nel ricordare che la nonna non
lontà di Peggy.
parte.
ha mai cercato di fare della sua colleTutto a Venezia MA POCHI SONO D’ACCORDO
I due nipoti sono zione una macchina da soldi. Aveva
deve tornare cofortemente raccolto quadri per il gusto di farlo,
Per il mondo dell’arte le ultime anche
me quando c’era
disturbati dalla guidata dal primo marito Laurence
lei. I mercanti de- donazioni hanno enormemente presenza nel giar- Vail, un pittore dadaista sposato nel
arricchito il museo originale dino della casa sul 1922, soprannominato «il principe dei
vono andarsene,
la collezione non
Canal Grande delle bohémiens» perché conosceva tutti i
deve essere smembrata né integra- statue dei collezionisti texani Patsy e letterati e gli artisti di Parigi. Fu lui a
ta da altre opere. Rumney, che ha Raimond Nasher, proprio vicino alla presentarle Marcel Duchamp e Man
avuto un infarto dal quale si sta ri- tomba di Peggy e alla lapide che ricor- Ray, a introdurla nel mondo di Picasprendendo, dice di essersi imbufali- da i nomi e le date di nascita e di morte so, Kandinskij e Tanguy, a spiegarle il
to quando ha visto, di fianco alla tar- dei suoi 14 cani. Ci sono lettere della Futurismo, il Cubismo e l’Astrattismo.
ga della Guggenheim Collection che nonna alla Guggenheim Foundation, Ma fu Peggy a scegliere i quadri giusti

P

.

Due nipoti della Guggenheim denunciano la Foundation
al tribunale di Parigi: con le nuove acquisizioni la collezione
è stata stravolta, ora deve tornare come l’aveva voluta lei

complicato, ed è naturale che non tutti siano sempre contenti».
InItaliaèriuscitoarealizzareopereimportanti, come l’Auditorium a Roma,
ma anche strutture oggi in degrado,
come lo stadio di Bari. Perché queste
contraddizioni?

«Ci vorrebbe un libro, per spiegare. È
un Paese complicato. A Bari, per cominciare, non si doveva costruire uno
stadio così grande. Lo avevo anche
detto. Però all’epoca c’erano i Mondiali
e bisognava farlo grande. Poi queste
opere sono sempre legate anche ai
successi delle squadre di calcio. In generale il monumentalismo, la grandeur, portano sempre problemi. Bisogna pensarci prima».
Perché l’Italia è un Paese complicato?

«Molte ragioni che conoscete. La burocrazia lenta, difficile, inaffidabile. Non
ce l’ho con nessuno, ma è così. Poi la
politica, con i suoi cambiamenti, dove
chi subentra si diverte sempre a fermare quello che hanno fatto i predecessori. Ci sono tante ragioni. Detto
questo, però, alla fine le cose si fanno,
seppur con fatica. E l’Italia resta sempre il Paese dove mi piacerebbe di più
lavorare. C’è una passione, una capacità, un talento naturale per costruire.
Anche quando sono all’estero, faccio
spesso appello alle imprese e agli artigiani italiani. C’è una italianità che non
è nazionalismo, ma l’abilità riconosciuta a fare bene le cose».
Ci affossiamo troppo da soli?

«Esistono problemi che conosciamo
tutti. Però ci sono anche enormi potenzialità e capacità vere, che è giusto iniziare a riconoscere».

da comprare, che allora costavano poco. Fu lei a scoprire Jackson Pollock e
più tardi a mantenerlo con uno stipendio, perché potesse continuare a far
colare barattoli di vernice sulle tele
stese per terra. Capì De Kooning,
Mondrian, Dalí e Braque prima che
tanti altri si accorgessero di loro e
amava così tanto Max Ernst che lo
sposò. Aveva fiuto e autentica passione per l’arte e probabilmente hanno
ragione i nipoti: non le piacerebbe vedere che cosa è diventato il suo museo.
Sandro Rumney e Nicolas Hélion
avevano già provato 20 anni fa a intentare causa alla Guggenheim Foundation di New York, ma avevano perso. Gli avvocati americani avevano sostenuto che i due non avevano alcun
legame con l’eredità di Peggy, la quale
aveva lasciato tutto al primo figlio
Sindbad, lo zio di Rumney. Non esistevano inoltre documenti legali che provassero il desiderio della nonna di
mantenere inalterata la collezione e
la struttura del palazzo. E per giunta
altri due nipoti si erano espressi in favore della Fondazione, sostenendo
che amministrava tutto nel modo più
appropriato. C’è poi il mondo dell’arte, compatto nel sostenere che le donazioni di singoli privati e le collezioni
Mattioli, Schulhof e Nasher hanno
enormemente arricchito il museo originale, integrando la raccolta di Peggy con altri significativi quadri dei
suoi pittori preferiti.
Come in molti casi analoghi, ci sono
ottime ragioni per sostenere entrambe le tesi. Ma forse è più facile prevedere chi vincerà davanti al tribunale
di Parigi, che esaminerà il caso a partire da oggi: nel Palazzo Venier dei Leoni c’è ora una raccolta di opere così
importante da collocare la Collezione
Guggenheim ai vertici dei musei d’arte moderna e contemporanea in Italia
e nel mondo. Circa 400 mila persone
la visitano ogni anno. Tornare indietro, al vecchio mondo di Peggy, sembra proprio impossibile.

.

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Articoli e fotogallery
lastampa.it

Gosling regista
sceglie l’horror
e un po’ delude
EGLE SANTOLINI
CANNES

el 2011 a Cannes Ryan
Gosling divenne un mito cinematografico e
insieme un sex symbol, con
Drive di Nicolas Winding Refn. E se l’anno scorso ci era venuto solo in spirito, non accompagnando Solo Dio perdona in cui il medesimo Winding
Refn lo torturava senza pietà,
quest’anno debutta sulla Croisette come regista. Gran entusiasmo di ragazze di ogni
età più vani tentativi di imbucamento la mattina per il photocall, e al pomeriggio resse
furiose alla proiezione per la
stampa. Non era il caso di rischiare il soffocamento: Lost
River è un horror decadente
che aspira a Lynch e cita i film
de paura italiani Anni Sessan-

N

CANNES 2014

32 .Spettacoli

LA STAMPA

Lei fa l’indiana

su

Aishwarya Rai non è più la bella
diva di Bollywood. Le braccia a
lavandaia, il vestito strizzato che
non contiene più gli esuberi e non
si ha più notizia del punto vita

DI

Eva in fiore

M ICHELA
TAMBURRINO

Eva Herzigova è perfetta in
broccato lavorato. Divertente il
gioco dei colori sul grigio,
strategica la scarpa color carne.
Ovvio che sia di buon umore

giù

Dardenne: la solidarietà
ci salverà dalla crisi
“Due giorni, una notte” sulla perdita del lavoro, grande la Cotillard

I registi: la condivisione
esiste ancora
L’attrice: un ruolo da
eroina dei nostri tempi

AFP

FULVIA CAPRARA
INVIATA A CANNES

LAPRESSE

ta, perfino con un’apparizione
muta della venerabile Barbara Steele: ma sfiora il ridicolo
senza riuscire a maneggiare il
grottesco e alla fine, tra gli applausi degli irriducibili amanti dei film di serie b, son partiti
molti fischi.
In una generica cittadina
del Sud degli Stati Uniti abbandonata e distrutta dalla
crisi economica, la mamma
single Billy (Christina Hendricks di Mad Men) cerca di mantenere il figlio diciottenne e
quello di due: ma quando un
funzionario di banca parecchio perverso le propone un
nuovo lavoro tutto precipita.
C’entra una maledizione da
spezzare, legata ai quartieri di
Lost River che molti anni prima sono stati sommersi dalla
creazione di un lago artificiale; c’entrano anche un night
scalcinato specializzato in siparietti sanguinolenti (e dove
Eva Longoria balla al ritmo di
Moliendo café) e una ragazza
triste che ha un topo di fogna
come animale di compagnia.
L’autore e sceneggiatore
racconta di essersi ispirato a
Detroit: «Ci sono stato per
girarci Le idi di marzo e mi ha
segnato per sempre, quartieri devastati per decine di chilometri, famiglie che allevavano i bambini a due passi da
case demolite o incendiate, il
sogno americano che diventa
un incubo, ma anche un grande spirito di solidarietà. Ho
aggiunto il ricordo dei film di
cassetta degli Anni Ottanta
con cui sono cresciuto e ne è
venuta fuori una favola dove
la città è la damigella da salvare». Ma è forte il sospetto
che il Festival non avrebbe
selezionato il film se il regista non si fosse chiamato
Ryan Gosling.

Ryan Gosling
ha debuttato
sulla Croisette
come regista
con «Lost
River» tra
l’entusiamo di
fan di ogni età

ne), ci sono due figli piccoli, c’è
l’amica che non l’ha mai abbandonata: «La solidarietà comporta un percorso - dicono i Dardenne -. Grazie al sostegno di
queste persone, Sandra, alla fine, sarà trasformata, e potrà dire a se stessa di essersi battuta e
di sentirsi, per questo, felice».
Per Cotillard, lanciatissima
nel panorama hollywoodiano
dopo l’Oscar per La vie en rose,
lavorare con i Dardenne è stato
come ricevere un regalo inatteso: «Non potevo credere che
avessero pensato proprio a me,
non sono il tipo di attrice con
cui lavorano di solito». E invece
i pluripremiati registi hanno
voluto proprio lei: «Leggendo la
sceneggiatura ho capito che il
mio personaggio è quello di
un’eroina dei nostri tempi e che
per me, interpretarla, sarebbe
stata una grossa sfida». Di casa
in casa, di citofono in citofono,
di bar in bar, Sandra compie la
sua via crucis, qualcuno le sbatte la porta in faccia, qualcun’altro la abbraccia, tutti sono in
imbarazzo, per il senso di colpa,
per la paura delle ritorsioni,
perchè non vogliono specchiar-

l punto è la solidarietà, solo da lì può ricominciare il
cammino delle vittime
della crisi, stritolate non
solo dalla pressione economica, ma anche dalla perdita
della dignità e della fiducia in se
stesse. I fratelli Dardenne arrivano al Festival e, come sempre, ipotecano il Palmares con
un film asciutto e potente, perfettamente nell’aria del tempo.
Se Deux jours, une nuit non do-

I

vesse ottenere il premio più importante della rassegna ( gli autori hanno già vinto due Palme
d’oro), di sicuro la protagonista
Marion Cotillard, in scena dal
primo all’ultimo attimo del racconto, con il fisico esile e lo
sguardo pieno di dolore, entra,
con molte chances, nella rosa
delle possibili premiate per la
migliore interpretazione. Operaia con problemi di depressione, insicura, febbrile, con le pillole per calmarsi sempre in borsa e i capelli raccolti alla meglio
sulla nuca, l’attrice attraversa,
nell’arco di un week-end, il panorama doloroso della recessione, un posto dove ognuno è
spinto a pensare solo ai fatti
propri, dimenticando il senso
della comunità e della condivi-

sione: «Siamo convinti che la
solidarietà possa ancora esistere - dice Luc Dardenne dopo i
calorosi applausi alla prima
proiezione per la stampa - e il
film parla proprio di questo».
Ispirata a tanti fatti di cronaca degli ultimi anni, la storia di
Deux jours, une nuit segue le
mosse di Sandra, impegnata a
riconquistare il posto dopo che i
suoi datori di lavoro hanno garantito un premio di mille euro
ai colleghi che voteranno in favore della riduzione di personale, ovvero per il suo licenziamento. Accanto alla protagonista, che lotta contro la voglia di
rinunciare a tutto, anche alla vita, e che spesso crolla, abbattuta dallo stress e dall’ansia, c’è il
marito Manu (Fabrizio Rongio-

Gli attori
Marion
Cotillard e
Fabrizio
Rongione tra
i registi JeanPierre e Luc
Dardenne
Il loro «Deux
jours, une
nuit» è un film
potente e
asciutto che
ipoteca la
Palma

Protagonista de «La voce umana»

La diva Loren: Cocteau
con me parla in napoletano
DALL’INVIATA A CANNES

ricordi sono lucidi, incancellabili, da quello del sasso lanciato nella scena clou della
Ciociara, con «Vittorio De Sica
che, dietro la macchina da presa,
mi sembrava improvvisamente
piccolo piccolo», a quello di Marcello Mastroianni che «quando
era stanco, durante le pause delle
lavorazioni, si metteva a raccontare barzellette che non finivano
mai». Eppure Sofia Loren, 80 anni il prossimo 20 settembre, protagonista ieri a Cannes di due appuntamenti ad alto contenuto
emotivo, rifiuta aureole e santificazioni, con tipico understatement partenopeo: «Un mito? Io
non mi sono mai considerata in
questo modo». L’apparizione sulla Croisette è legata alla presen-

I

Twitter @esantoli
AFP

Sofia Loren
ieri sul tappeto
rosso: l’attrice
è a Cannes
anche per la
proiezione di
«Matrimonio
all’italiana»
nella versione
restaurata
dalla Cineteca
di Bologna

tazione della Voce umana, il film
del figlio Edoardo basato sul celeberrimo testo di Jean Cocteau e
riscritto in napoletano dal regista con Erri De Luca, e alla proiezione di Matrimonio all’italiana
nella versione restaurata dalla
Cineteca di Bologna in coincidenza con il cinquantenario. Inoltre oggi, dopo il fiume di applausi
che ha salutato la diva, nella sala
del «Sessantesimo», è in programma la sua lezione di cinema:
«Mica dovrò mettermi a raccontare la storia fin dai fratelli Lumiere? Vabbè, ci arrangeremo,
come abbiamo sempre fatto».
In realtà, racconta Edoardo, e
con lui produttore e interpreti
dei 25 minuti di Voce umana, Sofia, sul set, non ha lasciato nulla al
caso e all’improvvisazione: «Mia
madre è un’attrice istintiva, in

si in una tragedia che è, in fondo, anche loro: «Sandra è una
donna come tante, sa bene che
tutto ha un costo e comprende
anche le motivazioni di chi ha
votato per il suo licenziamento
in cambia di un bonus. Il film
non formula giudizi ed è anche
questa la sua forza».
Prima di girare, Cotillard si è
preparata a lungo, «per cogliere l’energia del personaggio e il
ritmo delle scene», ha cercato
di acquistare un francese con
accento belga e ha ripensato a
notizie che l’avevano scioccata:
«Mi ha colpito il fatto che, durante le riprese, i Dardenne citassero spesso gli spettatori. È
una cosa che accade di rado... la
prova che il loro cinema è fatto
per parlare alle persone».

genere non prova. Stavolta invece l’ha fatto, come se fosse a teatro, per sei settimane». Lei, naturalmente, dice che Edoardo «è
un regista meraviglioso, attento
a tutto», e poi racconta di aver
coltivato per anni il desiderio di
interpretare quel monologo
amaro di donna abbandonata:
«Prima di me sono state tante le
attrici che si sono cimentate in
questo ruolo, la Magnani, la
Bergman... Io volevo farlo da
quando ero giovane, però sapevo
di dover aspettare un po’... È una
cosa difficile, ma a me le cose difficili mi sono sempre piaciute».
Ancora adesso Loren confessa di avere un sogno nel cassetto,
un progetto, «una cosa importante», di cui preferisce non rivelare particolari. Meglio parlare
d’altro, dell’Oscar a Sorrentino
(«un successo che porterà bene
all’Italia»), e di questo Paese
guardato con l’affetto di chi lo ha
lasciato senza lasciarlo mai:
«L’Italia la vedo sempre bella, e
noi siamo tutti belli e bravi, ma
per fare le cose ci vogliono i soldi.
Speriamo che adesso tutto vada
per il meglio, d’altra parte, in
questo periodo, non siamo stati i
soli a soffrire».
[F. C.]

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .33

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 21 maggio 2014

Rai 1

Rai 2

6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
15.20 La vita in diretta Attualità Una coppia inedita al
timone dello storico
programma pomeridiano, Paola Perego e Franco Di Mare
18.50 L’eredità Game show Una
carrellata di giochi, di
curiosità e di informazioni
sono gli ingredienti del
programma quotidiano
condotto da Fabrizio Frizzi
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded

6.55 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives
Telefilm
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Meteo
10.50 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.10 Elezioni Europee - Tavola
Rotonda
17.50 Tg2 Flash Lis
17.55 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30

Rai 3

21.05
The voice of Italy

21.05
Elezioni Europee 2014

TALENT SHOW. Terzo appunta-

ATTUALITÀ. In vista delle elezio-

FILM-TV. Gli ultimi giorni di Paolo

mento con i Live Show. I tre concorrenti di ciascuna squadra si
sfidano tra loro. Il televoto e i
coach determineranno chi
andrà al 4º Live

ni europee del 25 maggio, il
secondo appuntamento sarà
con gli esponenti di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Lega
Nord, Scelta Europea

23.20 Porta a Porta Attualità
0.55 Tg 1 - Notte. Che tempo
fa
1.30 Cinematografo Speciale
Cannes
2.00 Magazzini Einstein
Attualità

0.05
0.15
1.55
2.00

Tg 2
Hawaii Five-0 Telefilm
Meteo
La donna del treno Film
(dramm.) Regia di Carlo
Lizzani.
3.30 Videocomic

6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
Reality show
14.10 CentoVetrine Soap
opera
14.45 Uomini e donne Talkshow
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia

8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee - Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.25 Pane quotidiano
12.50 Ciclismo: Giro d’Italia
2014 Sport
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Ciclismo: Giro d’Italia
2014 Sport
18.05 Aspettando Geo
18.15 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

21.15
Paolo Borsellino
I 57 giorni
Borsellino (Luca Zingaretti), dall’attentato a Giovanni Falcone
a quello di via D’Amelio, di cui
fu vittima

Canale 5

23.10 Quel gran pezzo dell’Italia Attualità
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Crash - contatto impatto
convivenza Attualità
1.55 Fuori Orario

Italia 1
6.55 Friends Telefilm
7.25 Vecchi bastardi Varietà
8.20 Urban Wild Attualità
9.20 Come mi vorrei Varietà
10.05 Dr. House - Medical division Telefilm
12.05 Cotto e Mangiato - Il
Menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset Sport
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità Il
programma condotto
da Federico Costantini
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine TF

Rete 4

La 7

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo TF
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm Le indagini del
gruppo di polizia
“distretto 21” di
Amburgo, alle prese
con i casi più difficili e
sconvolgenti
16.35 Inferno sul fondo Film
(guerra, 1958)
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore SO

6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
La nuova edizione del
programma di economia condotto in studio
da Myrta Merlino
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Starsky & Hutch Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm
18.10 L’Ispettore Barnaby
Film-tv
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.15
Impatto imminente

21.10
Furore - Il vento
della speranza

21.10
Le Iene Show
VARIETÀ SATIRICO. Tra le Iene sto-

★★

ATTUALITÀ. Il programma di

MINISERIE. La nuova vita della

FILM.(azione,1993)conBruceWil-

famiglia Licata a Lido Ligure non
è facile. La borghesia classista
della cittadina mostra ostilità nei
confronti di Vito e dei suoi cari

riche c’è Giulio Golia, in trasmissione dal 1998. Alla conduzione, come di consueto, Ilary
Blasi, Teo Mammucari e la Gialappa’s Band

Gianluigi Paragone mette in
evidenza il contrasto tra il potere politico-finanziario e i cittadini. Anche in streaming su
live.la7.it

23.00 Il segreto Telenovela
0.00 Autumn in New York
Film (dramm., 2000) con
Richard Gere, Winona
Ryder. Regia di Joan
Chen ★★
1.30 Tg 5 Notte

0.40 Chiambretti supermarket Varietà
2.00 Shameless Telefilm
3.55 Sport Mediaset Sport
4.20 Studio aperto - La giornata
4.50 La dama rossa uccide
sette volte Film

21.10
La gabbia

lis,SarahJessicaParker.RegiadiR.
Herrington. Figlio di un poliziotto ucciso, un detective vuole assicurareallagiustiziaunserialkiller
23.20 Chase Telefilm
0.00 Dentro la notizia
Attualità
1.30 Music Line Musicale
2.25 Ieri e Oggi in Tv Special
Varietà
4.20 Zig Zag Gioco

0.00 Tg La7 Night Desk Attualità La striscia di approfondimento quotidiano
in onda dal lunedì al
venerdì in seconda serata
1.15 Otto e mezzo Attualità

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

23

17.30 David Letterman
Show
18.20 Mendelssohn bartoldy - BerliozSchumann
19.40 Berlioz: Romeo E
Giulietta
20.35 Passepartout:
L’eleganza della
Tartaruga
21.15 In Scena-Odissea:
Il Mio Nome è
Nessuno
22.10 Libri Come Umberto Eco

15.05 Brothers And
Sisters Serie
15.50 Anica appuntamento al Cinema
15.55 90210 Serie
16.35 Streghe Serie
17.20 Rai News - Giorno
17.25 Streghe Serie
18.10 Joan of Arcadia
Serie
18.55 Greek Serie
19.40 Doctor Who Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 Ancora 48 ore Film
22.50 Wonderland

RAI STORIA 54
19.00 Anatomia di un
omicidio L’assassinio di
Anwar Al Sadat
19.35 Nettezza urbana
- Piovono fiori su
Napoli e Scampia
20.30 Il tempo e la storia Joseph
Goebbels:la voce
del Terzo Reich
21.15 Una giornata particolare
22.20 Tablet
23.10 RAM

RAI MOVIE

12.10 Pirati Film
14.00 The Hi-lo Country
Film
15.55 14 anni vergine
Film
17.30 Rai News - Giorno
Notiziario
17.35 Convoy - Trincea
d’asfalto Film
19.30 Piedone
l’Africano Film
21.15 Baciati dalla sfortuna Film
23.00 Eldorado Road
Film

film
17.40 Nata per vincere

SKY

CINEMA FAMILY

17.50 Ricky e Barabba

18.55 Amore mio aiutami
L’architetto Sordi propone alla moglie
Monica Vitti il rapporto
sincero e aperto SKY
CLASSICS

19.05 Spider-Man Peter,
morso da un ragno
geneticamente modificato, scopre di avere
strani poteri SKY HITS
19.15 Epic - Il mondo segreto
SKY CINEMA 1

19.25 La scoperta dell’alba
SKY PASSION

Detective coi tacchi a
spillo Detective privata,
Kathleen Turner viene
assunta dalla figlia di
un amico ucciso SKY
COMEDY

Paranormal Activity 4
Quarto episodio della
serie. Chi saranno i fantasmi di questo capitolo? SKY MAX
19.30 Oceani Aldo, Giovanni
e Giacomo esplorano
con stupore e tremore
“le grand bleu” SKY
CINEMA FAMILY

21.00 Lontano da Isaiah La
dottoressa Jessica
Lange adotta un neonato abbandonato
nell’immondizia SKY
PASSION

SKY

CINEMA 1
SKY

COMEDY

Sky Cine News -

Anteprima X-Men

Hotel Transylvania
Raduno di mostri nel
film d’animazione di
Genndy Tartakovsky
SKY CINEMA FAMILY

007 - Zona pericolo 007
(Dalton) si trasferisce
all’Est per coprire la
fuga di un generale del
Kgb SKY CLASSICS
Charlie viene prima di
tuo marito SKY COMEDY
Cellular Kim Basinger,
rapita, ricompone un
telefono distrutto e
chiama un numero a
caso SKY MAX
21.10 La leggenda degli
uomini straordinari
Solo l’unione delle
forze tra leggendari
può sconfiggere il male
sulla Terra SKY HITS
Stoker SKY CINEMA 1
22.40 Un fratello a 4 zampe
SKY CINEMA FAMILY

Unbreakable - Il predestinato David, unico
superstite di un disastro
ferroviario, viene avvicinato da Elijah SKY MAX
22.45 Anni 90 - Parte II SKY
COMEDY

22.55 Reign over me Adam
Sandler ha perso la
famiglia in uno degli
aerei kamikaze dell’11
settembre SKY PASSION
Sister Act 2 - Più svitata
che mai SKY CINEMA 1

24

serie tv
18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
19.00 Tutto in famiglia FOX
19.15 N.C.I.S. FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.40 In Cucina con
GialloZafferano FOX
LIFE

19.45 I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
20.05 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
Body of Proof FOX LIFE
20.10 The Big Bang Theory
FOX

20.35 The Big Bang Theory
FOX

20.50 Donne nel mito Peggy Guggenheim
DIVA

UNIVERSAL

Annika: Crime reporter FOX CRIME
Cucine da incubo 2
FOX LIFE

The Glades FOX
21.50 Da Vinci’s Demons
FOX

15.20 Ti racconto un
Libro
15.45 L’uomo in più Film
17.35 Note di Cinema
Varietà
17.45 Il bello, il brutto,
il cretino Film
19.30 Io l’ho Visto
19.35 A-team Telefilm
20.20 Hazzard Telefilm
21.05 Io l’ho Visto
21.10 Billy Elliot Film
23.05 Io l’ho Visto
23.10 Qualcuno con cui
correre Film

UNIVERSAL

22.45 Cucine da incubo 2
FOX LIFE

How I Met Your
Mother FOX
22.50 Graceland FOX CRIME
23.15 How I Met Your
Mother FOX
23.35 The Big Bang Theory

ARTE

Cuochi e fiamme LEI
19.50 Giardini da incubo
SKY UNO

19.55 Stupidi al quadrato

FOX LIFE

16.30 Fratelli in affari
17.30 Vendite impossibili Varietà
18.15 Buying & Selling
19.15 Affari al buio
Documentari
20.15 Affari di famiglia
21.10 Boogeyman 3 Film
23.15 The Apprentice
Italia Varietà
1.15 Boygirl Questione di...
sesso Film
3.15 Falling Skies
Telefilm

MTV

8

16.50 Time’s Up Coppie Contro Il
Tempo
17.20 The Ex And Why?
Ritorniamo
Insieme?
17.50 16 Anni e Incinta
18.50 Vieni a Vivere dai
Miei
19.50 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Dodgeball - Palle
al Balzo Film
23.00 Spit - Speciale
Super Tappa

REAL TIME

20.00 Tienanmen - Stuart
Franklin ARTE
Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL
Face Off SKY UNO

20.20
20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.30 Ritratti - Deep Purple
ARTE

Staffetta in cucina
20.55 Muoviti o muori

LEI

NATIONAL GEOGRAPHIC
ARTE

Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

21.10 Franz Ferdinand Meet The Rockers Franz Ferdinand ARTE
Face Off SKY UNO
21.25 Muoviti o muori
21.45 Franz Ferdinand Live@Konk Studios Franz Ferdinand ARTE
21.55 Accumulatori seriali LEI
Lupi di mare NATIONAL
GEOGRAPHIC

22.00 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL

Speciale Face Off Naked and Painted
SKY UNO
DISCOVERY CHANNEL

31

16.45 Quattro matrimoni - Australia
17.40 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.40 Molto bene
Documentari
20.10 Il boss delle torte:
la sfida
Documentari
21.10 Un giorno per me
Varietà
21.40 Long Island
Medium
23.05 Milionario in incognito Documentari

DMAX

18.40

D-Tox L’agente Fbi
Stallone è un alcolizzato. Dopo il ricovero iniziano gli omicidi
PREMIUM CINEMA ENERGY

Il matrimonio di mia
sorella Nicole Kidman
porta suo figlio a fare
visita alla zia per il
weekend PREMIUM

PREMIUM CINEMA EMOTION
Low Budget PREMIUM
UNIVERSAL

19.05 Identità sospette
Cinque uomini riprendono conoscenza in un
magazzino, ma non
ricordano nulla PREMIUM

UNIVERSAL

Il socio Neolaureato in
legge, Tom Cruise
crede che lo studio
legale sia una famiglia

UNIVERSAL

19.20 Asini Claudio Bisio
accetta d’insegnare
ginnastica in una
comunità francescana
PREMIUM COMEDY

Jimmy Grimble Una
vecchia barbona regala
a Jimmy un paio di
‘magiche’ scarpette
chiodate PREMIUM

PREMIUM CINEMA

22.55 Ghost Dog - Il codice
del samurai Ghost Dog
è un killer che nessuno
ha mai visto. Ma qualcuno vuole di farlo
fuori PREMIUM CINEMA
ENERGY

Bulli e pupe Frank
Sinatra fa una scommessa con Marlon
Brando: deve sedurre
Jean Simmons PREMIUM

CINEMA

19.25 Smokin’ Aces Buddy
“Aces” Israel, testimonia contro la propria
tentacolare organizzazione PREMIUM CINEMA
ENERGY

21.15 Vita Smeralda Tre amiche insoddisfatte piantano i fidanzati e se ne
vanno a Porto Cervo

UNIVERSAL

23.00 Il ragazzo del pony
express Jerry Calà, laureato disoccupato,
dopo uno scippo diventa pony express

PREMIUM COMEDY

Disastro a Hollywood
Barry Levinson racconta
la Hollywood cinematografica con un cast
stellare PREMIUM CINEMA
EMOTION

23.55
0.30

PREMIUM COMEDY
Julia PREMIUM CINEMA
EMOTION
Studio Illegale PREMIUM
CINEMA
I magnifici tre PREMIUM
COMEDY

52

14.15 Bear Grylls:
sopravvivi se ci
riesci
15.10 Top Gear
16.00 Nella terra dei
serpenti a sonagli
16.50 Airport Security
17.45 Property Wars
18.35 Perduto?
Venduto!
19.30 Affare fatto!
20.20 Banco dei pugni
21.10 MythBusters
22.00 Fai la scelta giusta!

film
18.30 The good shepherd L’ombra del potere
Robert De Niro racconta 4 decenni della storia americana, Guerra
fredda compresa

NATIONAL GEOGRAPHIC

22.30 Marchio di fabbrica

FOX

26

intrattenimento
19.30 I Beatles - David Hurn

NATIONAL GEOGRAPHIC

21.55 Castle FOX LIFE
22.00 Padre Brown DIVA

23.40 Body of Proof

CIELO

22

21.00 Destini incrociati hotel

DIVA UNIVERSAL

21.00 Padre Brown

IRIS

serie tv
15.00 Flikken - Coppia in
giallo TOP CRIME
15.50 Supernatural ACTION
16.10 Una mamma per
amica MYA
16.30 Friends JOI
16.40 The Shield ACTION
16.55 2 Broke Girls JOI
Monk TOP CRIME
16.59 In Cucina Niente
Regole MYA
17.25 The middle JOI
17.30 Spooks ACTION
17.40 Psych TOP CRIME
17.50 Shit! My Dad Says JOI
18.20 Big Bang Theory JOI
18.30 Supernatural ACTION
18.40 Una mamma per
amica MYA
18.45 Due Uomini e 1/2 JOI
19.10 Mike & Molly JOI
19.20 The Shield ACTION
19.25 Criminal Intent TOP
CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
The Vampire diaries
MYA

20.15 Spooks ACTION
20.20 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
21.15 Hustle - I signori della
truffa JOI
Pretty Little Liars MYA
Revolution ACTION
22.00 Covert affairs ACTION
22.05 The Originals MYA
22.50 The Transporter: The
Series ACTION
Wallander: Il
Fotografo TOP CRIME
22.59 Nip’n Tuck MYA
23.20 Big Bang Theory JOI

.

34

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

SPORT

Mihajlovic dice sì, Guidolin basta
Sinisa Mihajlovic, 45 anni, ha firmato il rinnovo
che lo legherà alla Samp fino al giugno 2015, e l’anno
seguente, in caso di salvezza. S’era preso una pausa,
ma non per la Juve: «Volevo capire i programmi»
A 58 anni lascia invece Francesco Guidolin: farà
il supervisore tecnico per Udinese, Granada e Watford,
i tre club di Pozzo. Del Neri e Di Francesco i sostituti,

Piogge torrenziali
AManauscrollailtettodell’aeroporto

35 gradi
e umidità al 70%:
prove di Brasile

1 Le forti piogge cadute su

Sotto controllo

Tutti in sauna

Mario Balotelli con il
cardiofrequenzimetro, lo
strumento per monitorare
il cuore sotto sforzo

Ecco il casotto, già battezzato Manaus, trasformato in sauna dove
gli azzurri si allenano su tapis roulant e cyclette alle condizioni
climatiche della città che ospiterà Italia-Inghilterra il 14 giugno

Manaus hanno fatto crollare
una parte del tetto dell’aeroporto della capitale dell’Amazzonia, dove il 14 giugno prossimo l’Italia esordirà contro l’Inghilterra ai mondiali di calcio. Il
nuovo terminal dell’aeroporto
internazionale «Eduardo Gomes», inaugurato il 15 gennaio
scorso in vista del mondiali, è

stato allagato dalla pioggia,
afferma la stampa locale. La
parte crollata è nella zona arrivi, vicino ai bagni, precisano le fonti. La presidente Dilma Rousseff ha detto proprio ieri che gli aeroporti brasiliani «sono preparati» a ricevere i tifosi che verranno a
vedere i mondiali in Brasile.
Basta non andare in bagno.

LAPRESSE

A COVERCIANO AZZURRI AL LAVORO

Clima

partita

Primo giorno di ritiro pre mondiale, l’Italia parte con una novità:
allenamenti in sauna per simulare le condizioni dell’Amazzonia
MARCO ANSALDO
INVIATO A FIRENZE

Un pezzo di Manaus nel cuore di Coverciano, periferia di
Firenze dove l’unico richiamo
all’Amazzonia sono le zanzare, piccole, meno pericolose
ma fastidiose quanto quelle
da cui ci si dovrà guardare in
Brasile. Ovviamente non ci si
può preparare contro i crolli,
come quello che si è verificato
all’aeroporto della capitale
amazzonica, a riprova della
solidità delle opere costruite
per il Mondiale, ma si prova a
lavorare sul resto. Dopo
l’esperienza alla Confederations Cup, Prandelli ha chiesto e ottenuto dalla Federcal-

Policy sull’uso
dei social network: il ct
chiede ai giocatori di
usarli con buonsenso
cio e dalla Puma un supporto
scientifico per non lasciare
niente al caso. Si è curato
molto l’abbigliamento da lavoro e da gioco, con materiali
che aiutano a mantenere costante la temperatura corporea e a limitare la disidratazione che è uno dei pericoli.
Ma l’idea di riprodurre il clima che accoglierà gli azzurri
a Manaus, dove affronteranno l’Inghilterra all’esordio, il
14 giugno, è in effetti una genialata.
Al primo giorno di ritiro i
giocatori hanno effettuato a
gruppi di quattro una parte
dell’allenamento sulle due
cyclette e il tapis roulant sistemati in un casotto allestito
nella zona degli spogliatoi. Lì
dentro la temperatura è costante a 35 gradi e l’umidità è
del 70 per cento. Una sauna
tarata sulla media di Manaus
a giugno. Il ct avrebbe preferito che la novità venisse na-

scosta alle spie, soprattutto inglesi, che seguono e seguiranno
la preparazione degli azzurri
ma l’impresa era difficile quasi
quanto superare il gruppo di
qualificazione con Uruguay, Inghilterra e Costarica. Insomma
piccoli casotti cresceranno in
altri ritiri tuttavia l’Italia ha saputo avvantaggiarsi.
Il progetto Mondiale è ricco
di trovate sconosciute nelle
precedenti edizioni. A parte la
novità di far seguire le conferenza stampa a Coverciano da
una esperta in linguaggi dei segni, per favorire i sordomuti
che le guardano nella diretta in
tv. Una riguarda la prevenzione
dalle malattie. «Nell’ultima riunione la Fifa ha dato indirettamente un’indicazione facendo

parlare gli inglesi che non faranno nessun tipo di vaccinazione» ha spiegato il professor
Castellacci, responsabile dello
staff medico. L’Italia lascia la libertà di scelta ma ai medici dei
club è stata prospettata la situazione e la possibilità di cautelarsi contro febbre gialla, malaria ed epatite A. Decideranno
i giocatori. Resta esclusa la
Dengue, la febbre virale trasmessa da un tipo di zanzare
che negli ultimi 10 anni ha colpito 7 milioni di brasiliani soprattutto a Natal, Recife e Fortaleza. Due città su tre sono sede di partite degli azzurri tuttavia l’allarme, secondo alcuni
istituti di ricerca, sarebbe eccessivo. E poi ci sono i social
network. Prandelli aveva ga-

mette l’Io davanti a tutto
diventa un problema».

«La mia firma?
Chiedete alla
Federcalcio...»

6

NonsaràunaNazionale troppo inesperta?

domande
a
Cesare Prandelli
ct Italia

Prandelli, al primo giorno di
ritirocosarimanediindeciso?

AP

to una lente di ingrandimento».
E Cassano?

«Fino al 2 giugno spero che i
giocatori mi creino più dubbi
di quelli che ho in partenza»

«È stato bravo a rimettersi in
gioco ed è l’ultima occasione
professionale che gli capita»

Il più delicato è se portare
Giuseppe Rossi?

Ma come spiegherà a Balotelli
che non è più titolare fisso e a
Cassano che potrebbe giocare
soltanto nell’ultima mezzora?

«È uno dei talenti più straordinari del calcio italiano e ha dimostrato un grande carattere
che ne fa l’esempio per tutti.
Ha già vinto la sua battaglia
per l’immagine che ha dato di
sè, ma le risposte devono arrivare dal campo e non voglio
mettergli l’ansia di sentirsi sot-

rantito il divieto dei tweet durante il Mondiale. Adesso si è
innestata una parziale retromarcia perché, ha detto il capo
spedizione Albertini, «non si
può bloccare la libertà di
espressione» ma soprattutto
non esiste uno strumento per
punire chi trasgredisce, tantomeno gli amici e i parenti. Dunque si cerca la mediazione.
Prandelli nella riunione del pomeriggio ha invitato a usare il
buonsenso e a dimostrare rispetto per il gruppo. Il rischio è
che da Balotelli in giù i calciatori e i loro sodali si rivelino sordi
al consiglio di non cinguettare
per un’esclusione sgradita o
una critica. Di quella sordità insuperabile pure con il linguaggio dei segni.

«Tutti devono capire che si può
lasciare il segno in 5’ come in
90’. Se ciascuno di noi diventa
primo tifoso della Nazionale acquisiamo una forza che altri
non hanno. Invece se qualcuno,
e mi auguro di capirlo in tempo,

«Non ho lasciato a casa
nessuno che abbia giocato tante finali di
Champions, anche se la
battuta è infelice come
quella su Criscito, cui
chiedo scusa. Comunque in questo Mondiale
l’esperienza sarà meno
determinante rispetto alla
corsa e all’entusiasmo».
Perché dopo due mesi
dall’annuncio non è ancora arrivata la firma sul
rinnovo del suo contratto,
come se ci fosse un ripensamento?

«Per me l’argomento era già
stato chiuso allora. Non so,
dovreste chiedere alla Federazione. Penso sia un discorso legato ai risvolti legali.
Si tratta di scrivere i
minimi dettagli». [M. ANS.]

Affiatati
Antonio
Cassano, 31
anni, e Mario
Balotelli, 23,
al primo
giorno di ritiro

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Basket, Cantù e Siena ko in casa

Oggi in Tv

La Vitasnella Cantù (in foto Aradori) cade per la prima
volta in casa in questa stagione: l’Acea Roma si impone
per 75-71 in gara-1 dei quarti grazie alla doppia-doppia
di Trevor Mbakwe (14 punti, 11 rimbalzi), un eccellente
Halil Kanacevic e una giocata difensiva determinante di
Phil Goss nel finale. A Siena, la Montepaschi cede 85-82
in casa contro la Grissin Bon Reggio Emilia.

13,00 The Legend: Ronaldo
14,00 Sport Mediaset
14,30 Bundesliga
15,00 Hockey su prato F.
15,10 Ciclismo: Giro d’Italia
17,30 Tennis. Atp Dusseldorf
17,55 Tg sport

Premium calcio
Premium calcio
Sky sport 3
Rai sport 1
Rai3/Eurosport
Eurosport
Raidue

19,00 History remix Champions
Sky sport 1
19,30 Goal deejay
Sky sport 1
19,30 Liga review
Fox sports
19,30 Sport Mediaset
Premium calcio
20,20 Basket: playoff quarti (gara-2)
Rai sport 1
22,30 Pugni di parole
Rai sport 1
23,00 The Legend: Milan-Inter
Premium calcio
0,00 Sport Mediaset
Premium calcio
2,30 Nba: playoff Eastern Conference Sky sport 2

4.193

MASSIMILIANO NEROZZI
TORINO

Minuti
Dopo Buffon, Pogba
è il bianconero più
utilizzato in stagione

P

iù che un remake, è
un serial, e di gran
successo: «Oggi,
Pogba è tranquillo,
sa che può restare
alla Juve ed essere felice. Ma
nel calcio non si sa mai: se domani arriva un’offerta che
soddisfa tutti e se Paul pensa
sia una buona cosa per la carriera, perché rifiutarla?» Mino Raiola, agente del talento
bianconero e di tanti altri,
specialista in traslochi, non
delude mai: quando il pallone
si ferma, comincia a giocare
lui. E pazienza se il prologo è
quasi sempre lo stesso («Oggi siamo felici e contenti»),
l’importante è che funzioni:
da Ibra a Balotelli, basta
chiedere, o controllare i conti

L’ingaggio stagionale
del francese: contratto
in scadenza nel 2016

MERCATO DA FINANZIARE

Al procuratore Raiola
per la permanenza
di Pogba alla Juve

correnti. Il club bianconero,
all’erta da tempo, è avvertito.
Dev’essere per quello che la
garanzia di non venderlo la
società non l’ha potuta dare
neppure ad Antonio Conte,
che tanto l’avrebbe gradita.
Dovendo, o potendo, scegliere, la Juve preferirebbe piazzare Arturo Vidal, ma è per
Pogba che s’è già formata la
coda davanti alla vetrina.
Vista la quotazione, dai 60
milioni in su, Pogba non è un
articolo per molti, anzi, lo è
diventato per pochissimi: s’è
un po’ defilato il Psg, alle prese con le sanzioni Uefa per il
financial fair play, restano comunque Barcellona, Real
Madrid, e i due Manchester,
City e United. In blaugrana lo
vorrebbe Luis Enrique, che
l’ha chiesto espressamente
ancor prima di insediarsi sullo scranno che fu di Guardiola, e qualche telefonata è già
partita. E se per il mercato

1,5
Milioni

4
Milioni

SYNCSTUDIO

Paul Pogba, 21 anni, è alla seconda stagione alla Juventus

Juve accerchiata
Pogba, con il Barça
in coda anche lo United
L’agente Raiola: “Se fosse un affare, perché rifiutare?”
del Real bisognerà aspettare
l’esito della finale di Champions, e quindi il futuro di Carlo
Ancelotti, si sta facendo avanti
lo United, che Pogba s’era fatto
sfilare, gratis, due estati fa. Per
il rilancio pilotato da Louis Van
Gaal, i Red Devils investiranno
parecchio, e uno degli obiettivi

è proprio il giovane centrocampista francese. Diciamo
che a sentire i suoi amici, per
Pogba giocare in Premier non
sarebbe proprio una disgrazia.
Restando dalle parti di Old
Trafford, chi potrebbe non giocare più in Inghilterra è Patrice
Evra, che è in scadenza di con-

tratto ma che potrebbe accettare una nuova offerta dello
United: in caso contrario, è già
pronto l’accordo con la Juve,
che il terzino sinistro francese
è già andato a trovare, la scorsa settimana.
Il resto delle compere, quelle a pagamento, dipenderà pe-

Il dietro le quinte del titolo raccontato agli operai Fiat di Melfi

E alla richiesta di riposo, Conte s’infuriò
“Guai mollare, c’è l’obiettivo cento punti”
TORINO

Chissà poi se per i giocatori
bianconeri è davvero una gioia, e un affare, la permanenza
di Antonio Conte sulla panchina della Juve perché come
direttore dei lavori s’è confermato uno piuttosto esigente.
Come lo stesso allenatore ha
raccontato ieri ai dipendenti
dello stabilimento Fiat di
Melfi, dov’era stato chiamato
a parlare sull’importanza del
fare squadra: «Dopo la vittoria dello scudetto - ha sostanzialmente detto il tecnico juventino - i giocatori avevano
chiesto di riprendere gli allenamenti venerdì, invece di

35

il caso

Personaggio

I bianconeri preferiscono
vendere Vidal, ma le big
puntano il francese

.

giovedì, e io mi sono quasi arrabbiato. Perché avevano ancora un traguardo da raggiungere, quello dei cento punti».
Ecco uno dei segreti della Juve:
«Il sacrificio, il sudore, il fatto
di non guardarsi mai indietro ha spiegato Conte parlando a
circa 1.200 persone, nello stabilimento che produce la nuova
Jeep Renegade - solo così si
raggiungono gli obiettivi. Senza mai mollare un millimetro,
si tiene lontana la concorrenza».
In serata, Conte è poi andato
a Rieti, per ritirare il Premio
Manlio Scopigno. Sul palco, ha
ritrovato l’ironia: «A chi avrei
assegnato il Premio io? Non

rò dal destino di Pogba, o Vidal, perché solo da loro potrà
arrivare un grande incasso.
Per il francese, s’è appunto
messo avanti Raiola, partendo
con l’esegesi delle parole, una
delle sue specialità, ieri al quotidiano L’Equipe: «Paul non ha
mai detto “non sono felice alla
Juve, devo partire, non va bene
con l’allenatore”; ma non ha
mai detto neanche “non voglio
andarmene da Torino”». Poi
comincia la sfilza di però: «Siamo felici perché la Juve ha detto di non volerlo vendere, ma
non poteva dire il contrario...
E, come lo dico ogni anno, devo
essere pronto a tutto». Non
che ci sia l’obbligo di cambiare
squadra, figuriamoci: «Non
siamo in una situazione dove
Paul deve assolutamente partire, anche se nel calcio, non si
sa mai. E purtroppo per me
non potrò andare in ferie a
Miami prima del 2 settembre».
Questi sì che sono problemi.

l’avrei dato». Risate. «Scherzo:
farei pari merito tra Benitez e
Garcia». Al solito, ha dribblato
le domande di attualità: «Giocheremo con il 4-3-3? Mi fa piacere che qualcuno pensi a delle
idee al posto mio, già succede
durante l’anno. Ma questo è il
lavoro più difficile, perché tutti
vorrebbero essere al nostro posto: ma quando si vince. Perché
quando si perde, hai sbagliato

Il tecnico campione
d’Italia chiamato a
parlare sull’argomento
«fare squadra»

Antonio Conte, 44 anni, alla Fiat

formazione, cambi o turnover.
Quando arrivai mi tacciavano
come integralista del 4-2-4, poi
mi sono accorto che era difficile tenere in panchina Vidal». E
allora, 4-3-3 e 3-5-2: «E quando
sento dire che a livello europeo
non si possa fare questo sistema, penso sia una fesseria: così, il Bayern ha vinto la Coppa
di Germania».
[M. NER.]

Buona laterza:
BariaPaparesta
C’è laRyanair
dietrodilui?
IVO ROMANO

T

hird time lucky, dicono
gli inglesi. A la tercera
va la vencida, gli spagnoli. L’esatto contrario del
nostro «non c’è due senza
tre». E la terza è quella buona, anche per il Bari, che vola
sul campo e trova acquirenti
fuori, tappe felici di una rinascita immediata. Due giorni,
altrettanti scenari. Il San Nicola pieno (35.181 paganti, cifra da record), grondante entusiasmo, il Bari vincente
(contro il Cittadella), che
schizza in zona play-off. Poi,
la terza asta fallimentare
(dopo le due andate deserte),
quella decisiva, che consegna
il patrimonio calcistico cittadino nella mani dell’ex arbitro (e ora amministratore
unico della Football Club Bari 1908) Gianluca Paparesta,
anzi degli imprenditori che lo
hanno chiamato a rappresentarli. Un’asta vera e propria,

Gianluca Paparesta, ex arbitro

roba da tenere col fiato sospeso i partecipanti e i tifosi
(che attendevano buone nuove). Quattro gruppi a contendersi il club biancorosso, poi
la volata, a suon di milioni,
con cui Paparesta ha reso vani i tentativi di Antonio Cipollone. Sul piatto, una cifra
cospicua, 4,8 milioni, addirittura più elevata rispetto alla
base della prima asta. Una
somma cui vanno aggiunti i
2,9 milioni di debito sportivo,
oltre agli investimenti da fare
nel prossimo futuro. Per Paparesta, «un grande progetto
per una grande piazza e una
grande tifoseria». Per Bari, la
puntata (forse) finale di un
film dai mille colpi di scena: i
Matarrese che passano la
mano (dopo 37 anni), i tifosi
che tornano allo stadio, la
squadra che risale la china, i
personaggi famosi che alimentano il tormentone
#compratelabari, Paparesta
che la spunta nell’asta decisiva. Non restano che la stipula
dinanzi al notaio e l’uscita allo scoperto dei nuovi padroni
del Bari. Per ora, silenzio assoluto: «Lo saprete a giorni».
Fallito il tentativo con i russi
(per via della guerra in
Crimea), naufragato quello
degli indiani, si parla di imprenditori irlandesi (c’è chi
avanza l’ipotesi Ryanair),
molto più probabilmente si
tratta di una cordata italiana,
un puzzle firmato Paparesta.

.

W

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Reportage
ROBERTO CONDIO
INVIATO A PARMA

arma, città snob e
con rari sbalzi
d’umore, ha superato traumi ben peggiori. È sopravvissuta al crack da 14 miliardi di
euro del marchio industriale
che l’aveva resa famosa dappertutto, è ripartita dopo un
sindaco in manette e un Comune con 800 milioni di debiti. Ha
le spalle larghe e per indole
scansa gli eccessi: anche nel
calcio, mondo esagerato per
definizione. Soltanto qui, forse,
poteva succedere quel che è
successo da domenica sera:
l’Europa ritrovata sul campo in

P

LAPRESSE

Un momento dell’ultima sfida tra Toro e Parma finita 1-1

Parma non trema
Ma oggi in Europa
c’è ancora il Toro

IRPEF DA 300.000 EURO

Irregolarità frutto
di operazioni fatte
per sistemare i conti
modo rocambolesco dopo 8 anni e festeggiata con misura; la
notizia della licenza Uefa negata, ma indispensabile per giocare le coppe, accolta senza
isterismi.
Parma crede nel Parma Fc,
che continua a non avere dubbi
nel lieto fine. Comincia a farsi
delle domande, però. Da dieci
giorni ha scoperto che l’unico
club, tra i big della A, a non avere la licenza rilasciata dalla Federcalcio è proprio quello di
Ghirardi. Giornali e tv locali
hanno dato poco spazio alla notizia: voci ufficiali gialloblù parlavano addirittura di «bufala».
Poi, è arrivato il «no» in secondo grado e la cruda realtà s’è
fatta strada: in Europa League
il Parma non c’è mai stato. Senza licenza, ci va il Toro che sta
un posto dietro ma quel pass ce

SPAZIO AFFARI

Emiliani esclusi fino al 28 maggio: “Il Coni ci assolverà”
l’ha. Sarà così almeno fino al 28
maggio quando l’Alta Corte del
Coni esaminerà il reclamo emiliano. Soltanto in caso di accoglimento, il Parma potrà timbrare
il passaporto con l’imprescindibile visto ancora mancante.
«Siamo abituati a soffrire, ma
non voglio neppure prendere in
considerazione una bocciatura.
Eventualmente proseguiremo
con la giustizia ordinaria - dice
l’ad Pietro Leonardi -. Per questa
licenza abbiamo fatto aumenti di

capitale e pagamenti per oltre 20
milioni e qui si parla di irregolarità per 300mila euro di ritenute
Irpef. Sarebbe paradossale». Il
paradosso, in effetti, è che a inguaiare il Parma sia una delle soluzioni scelte per sistemare conti non sanissimi: l’iperattivismo
sul mercato. Nella scorsa estate i
gialloblù hanno firmato un record: oltre 300 movimenti a caccia di plusvalenze. Nel mare magno, dieci sono finiti nella rete
dei controllori. Tutti identici:

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«incentivi all’esodo». Giocatori
ceduti in B o Lega Pro con parte
di ingaggio a carico dal Parma.
«Avremmo dovuto saldarla entro il prossimo 30 giugno ma abbiamo dato degli anticipi, sui
quali pensavamo di non dover
versare subito l’Irpef». Che invece andava pagata entro il 31 marzo. Il club urla la sua buona fede e
garantisce di aver poi liquidato i
300mila euro contestati.
In città, peraltro, erano noti
da tempo i problemi di liquidità,

tamponati ad aprile con un nuovo sponsor da 25 milioni in 10 anni. E nemmeno hanno spiazzato
le bocciature delle commissioni
federali: si bisbigliava di una
«spiata» del Milan, interessato a
eliminare un concorrente nella
corsa al 6° posto. Un «potente»
che avrebbe fatto pressioni in
Federcalcio per esami più minuziosi. È la teoria del complotto,
che adesso dà fiducia al Parma
perché l’ultimo esame sarà sotto
l’egida «neutrale» del Coni. «Ho
capito dopo due minuti che la nostra audizione di lunedì era finta
- ha spiegato Leonardi -. La seconda commissione non avrebbe
mai contraddetto la prima. Ha
fatto solo un copia e incolla».
Ora tocca all’Alta Corte, che
comprende anche l’ex ministro
Frattini. Possibile che si vada
verso un giudizio più «politico»,
pesando l’effettivo rilievo della
mancanza. Immaginabili grandi
manovre e movimenti di pedine
NEL CLUB DI GHIRARDI

Si aspettavano
i due no federali, voci
su una soffiata del Milan
«romane». Il Toro sta alla finestra, con un piano A e uno B già
pronti, ma si augura il rispetto
delle regole. Lo stesso che, con le
dovute proporzioni, gli costò il
fallimento del 2005. Parma, intanto, attende senza scaldarsi
troppo. Come sempre. Ieri, per
dire, aspettando il passaggio del
Giro in piazza Garibaldi, si parlava di bici, di Renzi e di Grillo. Lì
vicino, Domenico Morfeo, in
campo nell’ultimo Parma europeo nel 2006/7, nella sua pizzeria
Dolce Vita faceva spallucce:
«Non guardo nelle tasche degli
altri. Non danno la licenza europea? Vuol dire che staranno a casa». E 50 metri più avanti, il titolare granatissimo dell’Enoteca
Fontana buttava lì con un sorrisino: «Non li vedo preoccupati, i
miei clienti gialloblù. Aggiusteranno tutto, evidentemente».

lucazanini.it

36 .Sport

LA STAMPA

.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Risultati
Evanssempreinrosa

Personaggi
GIORGIO VIBERTI
INVIATO A SALSOMAGGIORE

n altro sprint e
terzo rush fulminante di Nacer
Bouhanni,
il
23enne francesino che sta ormai contendendo
la leadership mondiale nelle
volate a Cavendish, assente al
Giro, e Kittel, che dalla Corsa
Rosa se n’è andato dopo tre
tappe, ufficialmente per la
febbre. Prima del Giro la Cannondale, uno dei due team italiani del World Tour, aveva offerto a Bouhanni 800 mila euro per la stagione 2015, ma il
francese aveva rilanciato: 1,2
milioni o niente. Aveva visto
lungo, perché ora il suo ingaggio sarà almeno di 1,5 milioni.
«Bouhanni ha rubato il mestiere al primo Cavendish - dice di lui Silvio Martinello, 51
anni, grande velocista degli
anni 80 e 90, un oro olimpico e
quattro iridati su pista -. È
molto abile a guidare la bici, si
vede che ha fatto pista. Poi ha
colpo d’occhio e sa sfruttare
bene i varchi e gli errori altrui,
come ha fatto a Foligno passando tra Mezgec e le transenne». Senza aver bisogno
del treno che lo lanci... «Proprio come Cavendish nelle sue
prime volate». Intanto però
Bouhanni si è costruito una
propria identità. «Ha un fisico
raccolto ma longilineo, è più
nervoso che muscoloso, un po’
com’era
l’australiano
McEwen. Furbo, funambolico
sulla bici, sa sprintare in piedi
anche sul bagnato. E non ha
mai paura».
Molto diverso è Kittel, 26
anni, che al francesino rende
almeno una dozzina di cm e
una decina di kg. «Il tedesco è

1 10ª tappa Modena-Sal-

U

Tecnica da pistard
Nacer Bouhanni, 23 anni, francese, ieri al traguardo di Salsomaggiore. È uno degli eredi
di Cipollini e McEwen, abile soprattutto negli ultimi trenta metri. In questo Giro d’Italia
aveva già vinto in volata a Bari e a Foligno

Bouhanni, lezioni di volata
Lo sprint ha nuovi maestri
Per il francese 3ª vittoria al Giro: “Ha rubato il mestiere a Cavendish”

245,2
249,0

408 - Altare

23 - Lavagnola

ARRIVO
Savona

233,2

220,8

6 - Varazze

8 - Savona
98 - Santuario
714 - Naso di Gatto
204,3
211,4

167,5
174,5
181,5

9 - Quarto
12 - Genova
12 - Sestri Ponente
7 - Voltri
5 - Arenzano
151,8
157,1

4 - Chiavari
37 - Zoagli
8 - Rapallo
269 - Ruta
8 - Recco

GPM

115,3
122,5
127,9
134,8
138,5

95,6
103,0

79,0
84,1

66,1

1.058 - Passo Cento Croci
353 - Varese Ligure
294 - San Pietro Vara
267 - Castiglione Chiavarese
30 - Casarza Ligure

GPM
414 - Borgo Val di Taro

241 - Selva di Bocchetto
264 - Staz. di Valmozzola
19,5
27,4

0,0
9,3

160 - Fornovo di Taro

PARTENZA
Collecchio

193,7

tappa

49,6

11ª

Collecchio - Savona di 249,0 Km
Diretta TV: ore 15:00 su Rai 3

- LA STAMPA

tutto forza e potenza, sul piano
fisico non ha rivali. Ricorda
molto Cipollini». L’inventore
del treno. «Kittel per adesso
non ce l’ha, almeno non così organizzato. Meriterebbe un ultimo uomo come era Lombardi
per Mario. Così diventerebbe
quasi imbattibile, almeno nelle
volate lunghe e rettilinee».
Quando invece servono agilità e
destrezza, Kittel soffre. «Ma
spesso se l’è cavata anche negli
sprint tortuosi. E può ancora
crescere molto».
Chi invece dovrebbe aver già
raggiunto il top, a 29 anni, è Cavendish. «Negli anni si è evolu-

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somaggiore di 173 km: 1. Nacer Bouhanni (Fra); 2. Nizzolo;
3. Matthews (Aus); 4. Ferrari;
5. Battaglin; segue con lo
stesso tempo il gruppo dei
migliori. Classifica: 1. Evans
(Aus); 2. Uran (Col) 57”; 3.
Majka (Pol) 1’10”; 4. Pozzovivo 1’20”; 5. Morabito (Svi)
1’31”; 6. Aru 1’39”; 7. Ulissi
1’43”; 8. Kelderman (Ola)
1’44”; 9. Quintana (Col)
1’45”; 10. Kiserlovski (Cro)
1’49”; 11. Basso 2’01”. Oggi
11ª tappa Collecchio-Savona
di 249 km, con uno strappo a
30 km dal traguardo.

Energia inesauribile grazie alla carica luce

to. Prima succhiava la ruota del
più forte, poi ha chiesto e ottenuto il treno, copiando Cipollini. Non a caso ha voluto in squadra un uomo esperto come Petacchi». Cavendish però non ha
la potenza di Cipollini. «Il suo
marchio di fabbrica è un altro:
la zampata fulminante negli ultimi 30 metri. Ricorda il Marino
Basso di 40 anni fa». Ma il trio
Bouhanni-Kittel-Cavendish vale i grandi sprinter del passato?
«Van Steenbergen e Van Looy li
ho visti solo in tv - conclude
Martinello - ma per me Cipollini
resta il numero 1 di sempre. Kittel però potrebbe emularlo».

€ 278

Sport .37

.

In breve
Ligue 1, Monaco

Esonerato Ranieri
1 Il

Monaco ha esonerato
Claudio Ranieri con un anno
di anticipo sulla scadenza del
contratto. «Una decisione
presa da tempo», ha detto il
dg Vadim Vasilyev. Candidato alla successione il portoghese Leonardo Jardim, 39
anni, dello Sporting Lisbona.

F1, Gp Monaco

Rosberg sfida Hamilton
1 Nico

Rosberg sfida il
compagno di squadra della
Mercedes, Lewis Hamilton:
«Montecarlo è la mia gara di
casa. Con Lewis è un duello
ravvicinato, posso riprendermi il primo posto».

Nba, finale Conference

Belinelli vince gara-1
1 San

Antonio-Oklahoma
122-105 nella prima finale
della Western conference
Nba. Fra i protagonisti Marco Belinelli, primo italiano a
partecipare a una finale di
Conference. Stanotte gara-2.

Tennis, Norimberga

Knapp entra nei quarti
1 Karin

Knapp ha raggiunto i quarti di finale del
torneo Wta di Norimberga
battendo 6-3, 6-3 la slovena
Polona Hercog. La tennista
azzurra affronterà la vincente tra la francese Garcia e la
tedesca Pfizenmaier.

Golf, Us Open donne

Debutta a 11 anni
1 Lucy

Li, 11 anni, sarà la
più giovane golfista nella storia degli Us Open. Li ha ottenuto lo storico pass in un torneo a Half Moon Bay.

T1 CV PR T2

.

MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014 LA STAMPA 38

.

39

SPATARO FAVORITO

Il giorno del procuratore capo
Il Csm potrebbe decidere oggi
Il nome del nuovo procuratore capo di Torino, successore
di Gian Carlo Caselli in pensione dallo scorso dicembre, è
atteso per oggi, con la convocazione del «plenum» del
Consiglio Superiore della Magistratura, chiamato ad asse-

IL TEMPO IN CITTÀ
Un anno fa

MIN (˚C)

Ieri

14

13.2

10.3

MAX

Oggi

24

22.5

20.2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

gnare alcuni incarichi direttivi.
Il duello, si sa, è tra Armando
Spataro, procuratore aggiunto
a Milano, e Francesco Saluzzo,
procuratore capo a Novara. La
«preselezione» delle candidature, affidata alla commissione
«nomine» del Csm, si era con-

REPORTERS

Il palazzo di Giustizia

T1 T2

clusa con quattro voti a favore
per Spataro, esponente di
«Area» espressione dell’ambito associativo progressista che
comprende Magistratura Democratica, e due voti per Saluzzo, legato a Magistratura Indipendente. Le loro «credenziali», per ricoprire il ruolo di
procuratore capo, saranno illustrate oggi al «plenum» dai colleghi membri del Csm, nella veste di relatori: Roberto Rossi
per Spataro e Alessandro Pepe
per Saluzzo.
[M.PEG.]

TORINO

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it
L’INGORGO DELLE TASSE LOCALI LA SITUAZIONE NEI 315 COMUNI DELLA PROVINCIA

Il rebus della Tasi
Ecco dove si paga

LE STORIE

Il metro
il grammo
il grado

A Torino prima rata a giugno, ma entro maggio c’è la Tari
. Il governo, lunedì,
* Leha date
concesso una proroga
ai Comuni che ancora non
avevano definito le aliquote della nuova Tassa sui
Servizi Indivisibili: in questi Comuni si potrà pagare
a dicembre. A Torino, dove
entro maggio bisogna pagare per i rifiuti, la prima
rata scade il 16 giugno.

DOMANI SI COMINCIA CON SANTA RITA

Rossi ALLE PAGINE 40-41

LA POLEMICA

Falsi poster
firmati
Chiamparino
La beffa dei No Tav
Il Pd: rimuoveteli
Maurizio Tropeano A PAGINA 44

IL CASO

Troppo
fredde
le nuove luci
Allarme di Fassino
sui led per i lampioni

REPORTERS

La città delle processioni
Maria Teresa Martinengo A PAGINA 53

Minello e Rossi A PAGINA 49

Diario

I “combattenti” Il ristorante
cercano casa
salvato dalla tv
Aiuti dell’Enpa
per chi adotta i pitbull
delle lotte clandestine

«Cucine da incubo»
Da San Salvario
la puntata di stasera

Federica Vivarelli

Elena Lisa

A PAGINA 56

A PAGINA 48

Quattro
ruote
e tacco 12

ANTONELLA MARIOTTI

NORIA NALLI

l metro, il grammo, il grado. Tutto si misura, dalle
distanze alla temperatura, e tutto parte da qui. È a
Torino, infatti, che ha sede
l’istituto che conserva tutte
le misure «ufficiali» riconosciute dalla comunità scientifica mondiale. È l’«Inrim»
di Torino, dove ieri si è celebrata la giornata mondiale
della Metrologia.
La ricorrenza commemora la firma della «Convenzione del Metro», il trattato
che nel 1875 pose le basi dell’attuale organizzazione
metrologica internazionale.
Quest’anno il tema degli incontri torinesi riguardavano «Le misure e la sfida
energetica globale» e all’Inrim se n’è discusso con il
convegno e workshop
«Energia per la vita e per
l’ambiente».
Si è parlato anche di certificazione e tracciabilità alimentare dal campo alla tavola. Delle buone pratiche necessarie ad assicurare la
qualità delle analisi chimiche
e biochimiche in campo agroalimentare. Di tecnologie associate all’agricoltura sostenibile e del ruolo della metrologia nel monitoraggio e nella
gestione dell’ambiente.
Il workshop fa parte di una
serie di incontri che anticipano l’Expo del 2015, dedicata
appunto ai problemi dell’alimentazione e delle risorse
del pianeta.

o sempre amato
curare il mio
aspetto. Provocatoriamente penso che un buon
trucco e un paio di orecchini
vistosi, possano spostare l’attenzione dalla carrozzina».
Valentina Bazzani, 27 anni,
spiega così il suo gusto per
l’autoironia e la sfida alla chiusura nei confronti della disabilità. Ora ha lanciato ancora più
in alto la sua sfida scrivendo
un libro testimonianza: «Quattro ruote e tacco dodici» (Ipertesto) che verrà presentato oggi all’Alberghiero Beccari. Valentina definisce il suo libro
«una raccolta di frame di vita
quotidiana di una giornalista
su una sedia a rotelle, che racconta avventure, peripezie e
aneddoti a cui assiste».
Non mancano riflessioni sul
senso della sofferenza, sull’amore, sull’amicizia e su una
società, che molto spesso discrimina chi considera «diverso». «Il titolo - continua l’autrice - è volutamente provocatorio e se da una parte rimanda
alla mia situazione, dall’altra
apre le porte alla femminilità
prendendo come simbolo il
tacco 12. Sono certa, infatti,
che il look sia un aspetto molto
importante per una donna,
che possa aiutare a migliorare
la propria autostima e le relazioni. Molto spesso, quando
una donna è su una sedia a rotelle, viene definita disabile,
prima che donna. È tempo di
cambiare prospettiva»

I

«H

.

T1 CV PR T2

40 .Cronaca di Torino

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

gg Dossier /Gli appuntamenti con il fisco
Agliè
1 Cascinette d’Ivrea rinvio
Airasca
0 Caselette
rinvio
Ala di Stura
rinvio Caselle
2,5
Albiano d’Ivrea
2,5 Castagneto Po
rinvio
Alice Superiore
1,5 Castagnole Piemonte 2,4
Almese
2 - 1 Castellamonte
rinvio
Alpette
rinvio Castelnuovo Nigra
Alpignano
2,5 Castiglione
rinvio
Andezeno
rinvio Cavagnolo
2
Andrate
1 Cavour
rinvio
Angrogna
1,6 Cercenasco
rinvio
Arignano
rinvio Ceres
rinvio
Avigliana
rinvio Ceresole Reale
0
Azeglio
rinvio Cesana
rinvio
Bairo
rinvio Chialamberto
rinvio
Balangero
2 Chianocco
rinvio
Baldissero Canavese
4 Chiaverano
rinvio
Baldissero T.
rinvio Chieri
0,25
Banchette
rinvio Chiesanuova
rinvio
Barbania
1,1 Chiomonte
rinvio
Bardonecchia
rinvio Chiusa S. Michele
1
Barone Canavese rinvio Chivasso
rinvio
Beinasco
rinvio Ciconio
Bibiana
1,8 Cintano
Bobbio Pellice
0,8 Cinzano
rinvio
Bollengo
2,5 Ciriè
rinvio
Borgaro Torinese
1 Claviere
rinvio
Borgiallo
rinvio Coassolo Torinese rinvio
Borgofranco
rinvio Coazze
rinvio
Borgomasino
rinvio Collegno
rinvio
Borgone Susa
rinvio Colleretto Cast
rinvio
Bosconero
1 Colleretto Giacosa rinvio
Brandizzo
rinvio Condove
2,5
Bricherasio
rinvio Corio
rinvio
Brosso
rinvio Cossano Canavese rinvio
Brozolo
rinvio Cuceglio
Bruino
2,8-3,1 Cumiana
rinvio
Brusasco
rinvio Cuorgnè
rinvio
Bruzolo
rinvio Druento
rinvio
Buriasco
1 Exilles
rinvio
Burolo
rinvio Favria
rinvio
Busano
1 Feletto
Bussoleno
2 Fenestrelle
1
Buttigliera Alta
rinvio Fiano
rinvio
Cafasse
rinvio Fiorano Canavese
rinvio
Caluso
rinvio Foglizzo
Cambiano
0,1 Forno Canavese
rinvio
Campiglione
rinvio Frassinetto
0,1
Candia Canavese rinvio Front
rinvio
Candiolo
1,6 Frossasco
1,025
Canischio
- Garzigliana
rinvio
Cantalupa
1,75 Gassino Torinese
rinvio
Cantoira
1,5 Germagnano
rinvio
Caprie
1,8 Giaglione
Caravino
rinvio Giaveno
rinvio
Carema
1 Givoletto
rinvio
Carignano
1-1,5 Gravere
0
Carmagnola
0,33 Groscavallo
rinvio
Casalborgone
2 Grosso
rinvio

Il rebus della Tasi
apre l’ingorgo
delle tasse locali
A Torino si paga il 16 giugno, altri Comuni hanno scelto di rinviare
Ecco la mappa della Provincia, ed è caos anche sui rifiuti

In questi giorni, però, se il dibattito
ruota tutti intorno alla Tasi, i cittadini
sono alle prese con i bollettini della Tari, la tassa rifiuti che ha preso il posto
della Tares ma funziona allo stesso modo. La situazione, qui, è ancora più ingarbugliata: mentre per Tasi e Imu è lo

Stato ad aver deciso le scadenze (rinvii
a parte), per la Tari ogni comune viaggia per conto suo.
Ciascuno decide in quante rate far
pagare e con quali scadenze. Torino ha
deciso così: tre rate per le cosiddette
utenze domestiche (ovvero le abitazioni), cinque per le non domestiche (attività, negozi, imprese, mercati, bar, ristoranti). A Torino la prima rata della Tari
per le famiglie scade il 31 maggio, la seconda il 30 giugno, mentre il conguaglio
finale si pagherà entro il 10 dicembre. In
altri comuni, invece, la prima rata è stata anticipata: è il caso di Settimo Torinese, dove i cittadini hanno dovuto versare
l’acconto entro il 30 aprile. Per le imprese, i negozi e i mercati, visto che le cose
non possono mai essere semplici, cambia di nuovo tutto. A Torino potranno
saldare l’imposta in cinque tranche: 15
maggio, 30 giugno e 31 luglio per l’acconto; 15 ottobre e 15 novembre per il saldo.
Sempre a Torino, sia le famiglie che le
imprese con l’acconto estivo pagheranno il 40% di quanto versato nel 2013,
mentre per il saldo è ancora tutto da vedere. Altrove sarà diverso: sia la quantità di rate che la loro distribuzione.
C’è solo un dettaglio che accomuna tutti, ed è il meccanismo della
tassa: in ogni comune si pagherà
tanto quanto si spende per raccogliere e smaltire l’immondizia e
spazzare le strade.

Levone
rinvio
Locana
0
Lombardore
rinvio
Lombriasco
1,7
Loranzè
rinvio
Lugnacco
rinvio
Luserna San Giovanni 3,3
Lusernetta
1,75
Lusigliè
Macello
1,6
Maglione
1 - 2,5
Marentino
rinvio
Massello
-

Mathi
Mattie
Mazzè
Meana di Susa
Mercenasco
Meugliano
Mezzenile
Mombello
Mompantero
Monastero di Lanzo
Moncalieri
Moncenisio
Montaldo

ANDREA ROSSI

Il grande ingorgo delle tasse locali è
cominciato. Tanto per cambiare con
un rinvio. Ma non per tutti.
Il governo ha deciso di spostare da
giugno a settembre il pagamento della prima rata della Tasi, l’imposta sui
servizi indivisibili (illuminazione,
manutenzioni stradali, polizia municipale), ma solo per quei Comuni che
il 23 maggio (cioè venerdì) non avranno ancora deciso quale aliquota applicare. In tutti gli altri, invece, si pagherà entro il 16 giugno, come previsto inizialmente.
Chi paga e chi no

È il caso di Torino, che ha varato l’aliquota del 3,3 per mille (la massima possibile), decidendo di applicare la Tasi
solo ai proprietari degli immobili e non
agli inquilini. La Tasi, dunque, a Torino
sarà come la vecchia Imu sulla prima
casa, solo un po’ meno cara.
Altri Comuni, invece, potrebbero decidere di farla pagare un po’
ai proprietari e un po’ agli inquilini, suddividendo così il carico fiscale. In ogni caso, la seconda rata
della Tasi sarà, per tutti, il 16 dicembre. Stesso discorso per l’Imu
sulle seconde case e sugli altri fabbricati: prima rata il 16 giugno, seconda il 16 dicembre.

Grugliasco
Ingria
Inverso Pinasca
Isolabella
Issiglio
Ivrea
La Cassa
La Loggia
Lanzo Torinese
Lauriano
Leinì
Lemie
Lessolo

2
rinvio
0
rinvio
rinvio
rinvio
1,2
2
rinvio
1
1,6
0
rinvio

3,3
per mille
Il Comune di Torino ha deliberato
l’aliquota massima sulla Tasi,
il 3,3 per mille.
Si paga la prima rata
entro il 16 giugno
e la seconda entro
il 16 dicembre

Si paga tramite modello F24 in
banca, alla posta oppure on line, ma
non agli sportelli Soris.
Nella tabella a fianco abbiamo
mostrato la situazione della provincia di Torino, comune per comune:
chi ha già varato le aliquote (quindi
entro il 16 giugno dovrete stampare
il modello F24 e pagarlo) e chi non
ha ancora provveduto (in quel caso
pagherete a settembre).
Il rebus Tari

rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
3,3
1

.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .41

g

Montalenghe
Montalto Dora
Montanaro
Monteu da Po
Moriondo
Nichelino
Noasca
Nole
Nomaglio
None
Novalesa
Oglianico
Orbassano

2
1
rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
2-1
rinvio
1
0
2,5
rinvio

Orio Canavese
Osasco
Osasio
Oulx
Ozegna
Palazzo Canavese
Pancalieri
Parella
Pavarolo
Pavone Canavese
Pecco
Pecetto
Perosa Argentina

rinvio
rinvio
rinvio
0
2,5
rinvio
1,5
rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
2,5

Perosa Canavese
Perrero
Pertusio
Pessinetto
Pianezza
Pinasca
Pinerolo
Pino Torinese
Piobesi
Piossasco
Piscina
Piverone
Poirino

rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
rinvio
0
rinvio
rinvio
1,75
2,5
rinvio
rinvio
0,25

Pomaretto
0,1
Pont-Canavese
rinvio
Porte
2
Pragelato
Prali
1
Pralormo
rinvio
Pramollo
1
Prarostino
rinvio
Prascorsano
rinvio
Pratiglione
rinvio
Quagliuzzo
Quassolo
Quincinetto
Reano
rinvio
Ribordone
rinvio
Riva Presso Chieri rinvio
Rivalba
rinvio
Rivalta
3,3
Rivara
rinvio
Rivarolo
rinvio
Rivarossa
rinvio
Rivoli
3,3
Robassonero
rinvio
Rocca Canavese
rinvio
Roletto
1,1
Romano Canavese rinvio
Ronco Canavese
rinvio
Rondissone
1
Rorà
0
Rosta
2
Roure
rinvio
Rubiana
1, 5-1
Rueglio
rinvio
S. Ambrogio
rinvio
S. Benigno
rinvio
S. Colombano
rinvio
S. Francesco al C.
rinvio
S. Giorgio Canavese
2,5
S. Giorio di Susa
rinvio
S. Giusto Canavese rinvio
S. Martino Canavese
S. Maurizio Canavese 3,3
S. Pietro Val Lemina
0
S. Raffaele Cimena rinvio
S. Sebastiano Po
rinvio
S. Secondo di Pinerolo
1
Salassa
rinvio
Salbertrand
rinvio
Salerano Canavese rinvio
Salza di Pinerolo
1
Samone
rinvio
San Carlo Canavese rinvio
San Didero
rinvio
San Germano Chisone 0,6
San Gillio
rinvio
San Mauro
2,5
San Ponso
Sangano
rinvio
Sant’Antonino
rinvio

Santena
rinvio
Sauze d’Oulx
rinvio
Sauze di Cesana
rinvio
Scalenghe
Scarmagno
rinvio
Sciolze
rinvio
Sestriere
rinvio
Settimo Rottaro
rinvio
Settimo Torinese
2,5
Settimo Vittone
1
Sparone
rinvio
Strambinello
rinvio
Strambino
rinvio
Susa
1,8
Tavagnasco
1
Torrazza Piemonte
1-2
Torre Canavese
rinvio
Torre Pellice
rinvio
Trana
rinvio
Trausella
rinvio
Traversella
rinvio
Traves
rinvio
Trofarello
1,5
Usseaux
1
Usseglio
0
Vaie
1,2
Valdellatorre
1,8
Valgioie
rinvio
Vallo
rinvio
Valperga
rinvio
Valprato Soana
rinvio
Varisella
3,3
Vauda Canavese
rinvio
Venaria Reale
3,3
Venaus
0
Verolengo
rinvio
Verrua Savoia
rinvio
Vestignè
rinvio
Vialfrè
Vico Canavese
rinvio
Vidracco
Vigone
0
Villafranca Piemonte
0
Villanova Canavese rinvio
Villar Dora
rinvio
Villar Fioccardo
0
Villar Pellice
2
Villar Perosa
0
Villarbasse
rinvio
Villareggia
rinvio
Villastellone
rinvio
Vinovo
2
Virle
rinvio
Vische
2
Vistrorio
2,5
Viù
0
Volpiano
1,8
Volvera
2,5
aliquota per mille

.

T1 CV PR T2

MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014 LA STAMPA 42

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.
LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

MASSIMILIANO PEGGIO

«H

Cronaca di Torino .43

No Tav, polemica
sui lacrimogeni

il caso
o visto la
polizia
lanciare
lacrimogeni direttamente contro i manifestanti, alcuni indirizzati verso
il basso, sulla gente». Marco
Fausone, manifestante No Tav,
testimone al maxiprocesso sugli scontri in Val di Susa del 27
giugno e 3 luglio 2011, rivolge
accuse dirette alle forze dell’ordine. Su queste dichiarazioni, emerse nell’udienza di
ieri nell’aula bunker delle Vallette, l’avvocato Stefano Bertone, uno dei componenti del legal team, ha chiesto al tribunale di Torino di trasmettere i
verbali alla Procura, ipotizzando i reati di «violenza privata o
il getto pericoloso di cose».

.

La procura: i video degli scontri parlano chiaro
bisogna usare il maalox mescolato all’acqua». Vattimo, peraltro, è
imputato con l’accusa di falso
ideologico in uno dei tanti rivoli
giudiziari legati al tema Tav.
Il politico

Il racconto

Il suo resoconto si inserisce
all’interno di una lunga cateMICHELE CURTO

«Neanche al G8 di Genova
del 2001 sono stati usati
tanti gas urticanti»
na di ricostruzioni affidate ai
testi chiamati dalle difese
dei 53 imputati. Marco Fausone, ricercatore all’Environment Park di Torino, il 3
luglio del 2011 si trovava nei
pressi del viadotto dell’autostrada del Frejus, in uno dei
punti più caldi degli scontri
tra manifestanti e forze dell’ordine. Ha affermato di
aver visto usare «i lacrimogeni come fucili direttamente sui manifestanti». Sul
punto ha aggiunto: «Non ri-

T1 CV PR T2

REPORTERS

Nell’aula bunker
Al maxiprocesso per gli sconti dell’estate 2011 con le forze
dell’ordine sfilano i testimoni della difesa

cordo di aver visto feriti... ma
hanno sparato nel mucchio».

cugino in valle, aveva preso parte
anche lui al corteo del 3 luglio, attorno al cantiere di Chiomonte,
nato dallo sgombero della Maddalena del 27 giugno. «C’erano
molti manifestanti in strada, alcuni erano attivisti storici, altri
erano più giovani». Come altri testi della difesa, Vattimo ha descritto una valle invasa dai fumogeni. «Ricordo un gran fumo, si
vedeva poco. Di fatto non ho potuto partecipare alla manifestazione. E’ lì che ho imparato che
per proteggersi dai lacrimogeni

Il professore

Testimonianza sotto tono quella
del filosofo ed europarlamentare
Gianni Vattimo, da lui stesso definita «inutile» di fronte ai giudici. «Si vedeva poco: c’erano tanti
lacrimogeni. Non ho visto molto». Un commento raccolto al volo dal pm Andrea Padalino che
ha replicato con una battuta:
«Inutile? Siamo d’accordo». Il
professore, accompagnato da un

DISPONI
OGGI
per non impegnare
i tuoi cari domani

Tra i testimoni di ieri è comparso
anche Michele Curto, capogruppo di Sel in consiglio Comunale a
Torino. Come consigliere comunale partecipò anche lui alla manifestazione del 3 luglio, inserendosi alla testa del corteo con altri
amministratori locali. «Volevo
essere vicino alla gente come politico», ha detto. Poi, ricostruendo le fasi degli scontri, ha aggiunto: «Ho partecipato a tante manifestazioni, ma non avevo mai visto impiegare tanti lacrimogeni,
neanche al G8 di Genova nel
2001. Era impossibile scorgere il
paesaggio di Chiomonte».
La Procura

Brevi, o addirittura assenti anche ieri, i contro interrogatori dei
testi da parte dei pm. «Le testimonianze sono molti simili - spiegano - ma nessuno di loro dice di
aver aver visto scene di violenza
da parte dei manifestanti. Nessuno ha visto persone incappucciate, nessuno ha visto le barricate,
il lancio di pietre e massi, estintori che hanno provocato decine di
feriti tra polizia, carabinieri e finanzieri anche gravi. Restano le
immagini videoregistrate degli
incidenti in linea con la ricostruzione dell’inchiesta e l’identificazione di alcuni tra i responsabili».

1

Specchio dei tempi
1

123 566787959AB 9788C39D3EE7F79 5 797F587 1 AF3 B 39 387 787EA95F7
1 9 785E F5 5 5 F7E7F3 73 F5 1 5 3 3 87 5F 5 5 A A3895
AD73 383 5F3 1 3 7 39A9 5 597 9AB3 5F35 AD5 59 F59 3 A

Cerimonie
Programmate
in Vita

1
Unalettricescrive:

Unlettorescrive:

2 «Siamo alle solite! Chiunque

2 «Nessun numero telefonico di

percorra Lungo Stura Lazio dal
tardo pomeriggio viene investito
dall’odore acre che si innalza e infesta tutta la zona e che, come noto a tutti, cittadini e autorità, provienedairoghidovevienebruciato ogni tipo di rifiuto, compresi
quellinocivi,senzanessungenere
dicontrollo.Equestaattivitàprosegue anche tutte le notti, tant’è
che spesso, la mattina presto,
l’aria della zona Barca fa persino
bruciareocchiegola.
«Si può anche comprendere
chelosmantellamentodiuncamponomadinonsipossarealizzare
in qualche settimana, ma il fatto
cheaquestepersonesiaassolutamente consentito da parte di coloro che dovrebbero tutelare la
salute pubblica, avvelenare tutti
gli abitanti di un quartiere, senza
che nessuna autorità glielo impediscamaterialmente,questopropriono!Almenofinoaquandodovràesisterequestabidonville(ormai non si può definire diversamente), le nostre autorità si facciano carico di tutelare la salute
di tutti i cittadini. E’’ assurdo che
un gruppo di persone che agisconoillegalmente(chiunqueproduca dei fumi, fosse anche un ristorante, deve osservare giustamente delle regole),possa avvelenarel’ariacheuninteroquartiere
deverespirare!».

Soris per informazioni sulla tassa
rifiuti è raggiungibile. La voce registrata informa che “nessun operatoreèliberoesiconsigliadichiamare più tardi”. Considerato che la situazione non muta in tutto l’arco
della giornata, significa che il servizio così com’è ora strutturato non è
unserviziovalido.Deveessereriorganizzatoperrenderlorispondente
alle esigenze del contribuente ad
esempioaumentandoilnumerodegli operatori o rendendo più chiari i
moduli in maniera da ridurre le
chiamate. Il cittadino ha il diritto di
ottenere senza penalizzazioni le informazioninecessarie».

MARIATERESANEGRO

CLAUDIOSIVILOTTI

Unalettricescrive:
2 «Sono una futura mamma al-

l’8° mese di gravidanza, che utilizza
la linea 10 e 13 per i suoi principali
spostamentiechenell’ultimoperiodo si trova a dover pagare - insieme
a un non proprio regalato abbonamento mensile - anche i danni fisici
delle scelte sconsiderate di chi ha
sostituito i tram con degli “scassoni” snodati (lo so è poco ortodosso,
mamoltoefficace).Michiedosechi
ha effettuato tali scelte ha mai in vitasuausatoquestimezzi,chespaccano la schiena in condizioni normali,lascioimmaginareinunacondizione speciale... Questo quando il
35% circa dei tram sono inutilizzati
e/o fermi in manutenzione! Il 10 è

momentaneamentesuautobusper
dei lavori di manutenzione che potevano tranquillamente essere rinviati, a mio modesto giudizio, al periodo estivo. Il 13 ufficialmente per
un problema sulla linea aerea, ma
che è una bufala, oramai, lo sospettano tutti... Di fatto chi ci rimette
siamo sempre noi utenti, che paghiamoinunmodooinunaltro».
PF

Unlettorescrive:
2 «Michiedocomesiapossibile

che una bicicletta sia rubata in
pieno giorno esattamente di fronte alla Sinagoga, tra militari in assettodaguerraeunagiungladitelecamere, per giunta tagliando il
lucchetto con un rumoroso flessibile elettrico. E’ questa la sorveglianza cui è sottoposto uno dei
luoghi più sensibili della città? Se
ècosìfaciletagliareacciaiosottoil
naso dei militari, sarà altrettanto
facile compiere attentati?».
ENRICO

Unlettorescrive:
2 «15 maggio, ore 15,30, ad una

fermata di corso Vercelli oltre piazzaRebaudengosalgosul51,direzione Porta Susa. Con me altre persone,soloiotimbroilbigliettoemisiedo vicino ad una obliteratrice. Anchesel’oranonèdipuntailbusèabbastanzapieno.Duranteilpercorso
fino a Porta Susa, dove scendo, salgono alcune decine di persone. Ovviamente nessuna timbra il bigliet-

to. Non so se qualcuno ha timbrato
pressolealtreobliteratrici.Stentoa
crederechesianotuttiabbonatioin
possessodiunbigliettoancoravalido. Da quella corsa di alcuni chilometriilGTThaincassatoforsemenodi5eurocontromoltidipiùviste
le persone salite. Avrei una proposta, anzi due. Perché non rimettiamo il bigliettaio? So già che mi si risponderà che il costo del personale
viaggianteraddoppierebbe.Maanche gli incassi aumenterebbero di
molto e coprirebbero in buona parteimaggioricostiesidarebbelavoroaunbelpo’digente.Oppureperchénonfacciamocomehorecentemente visto a San Francisco dove
sui bus si entra solo davanti e l’autista controlla che tutti paghino il biglietto inserendo i soldi in un’appositamacchinettaotimbrandounbiglietto o una tessera che già possiedono?Tuttosisvolgeinmodomolto
rapidoefinoachel’ultimosalitonon
hapagato,ilbusnonparte.Dimenticavo:leporteperladiscesasonofatte in modo che si possa solo uscire.
La morale è che non si può fare affidamento sul senso civico delle persone ma bisogna operare in modo
che le stesse persone siano costretteadosservareleregole».

LINEA DEDICATA
011/6670035

PIETROCOLET

specchiotempi@lastampa.it
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi

E-mail: centanni@giubileosrl.it

.

T1 CV PR T2

44 .Cronaca di Torino

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

il caso

Il testo

MAURIZIO TROPEANO

I

l manifesto è apparso ieri mattina negli spazi affissioni della città di Torino, una lunga lettera ai
piemontesi firmata da
Sergio Chiamparino e con il
simbolo del Pd. In bella mostra c’è la foto del candidato
alla presidenza della Regione
per il centrosinistra con il
cappello d’alpino. Bella propaganda, si dirà, peccato però
che leggendo attentamente i
contenuti di quell’appello si
scopre che si tratta per dirla
con il segretario provinciale
democratico di «un atto di falsificazione per cercare di
bloccare la nostra vittoria». E
così Fabrizio Morri ha preso
carta e penna e chiesto all’ufficio affissione del comune di
LA LETTERA TAROCCA

Affissa negli spazi
comunali è un attacco
al fronte Sì Tav

REPORTERS

Il falso sui muri di Torino
Il manifesto tarocco in cui Sergio Chiamparino tratta in modo sprezzante i valsusini
è apparso sui manifesti di Torino ieri ed è subito stato denunciato dal Pd

«attivarsi per coprire e/o rimuovere quei manifesti che
sanno tanto di provocazione
politica». E poi «abbiamo anche informato le forze dell’ordine «per denunciare la falsificazione in atto».

Beffa No Tav
Falso poster
per Chiamparino

Dichiarazioni false

Ma chi sono i provocatori? Il
manifesto, naturalmente, non
ha firme o sigle ma dal contenuto del testo si capisce che
chi l’ha scritto punta a delegittimare l’ex sindaco e il Pd
per la loro posizione sulla Torino-Lione. Gli anonimi estensori, infatti, hanno costruito il
manifesto attribuendo a
Chiamparino l’invocazione
del «pugno di ferro» contro
chi si oppone all’alta velocità.
E ancora fanno dire all’ex sindaco che la realizzazione dell’opera «è stata già decisa da
politici, banchieri e imprenditori». Leggendo il testo,
Chiamparino appare come il
difensore dei poteri forti, il
garante della pace sociale
contro le proteste contro il
supertreno, il diritto alla casa, la precarietà. Pronto a
promettere ai piemontesi di
far di tutto per impedire che
«il pernicioso esempio si diffonda» al di fuori della Valle.
La replica: regole violate

Chiamparino, interpellato,
sceglie di non dar peso alla
vicenda ma dal suo staff fanno sapere: «Si tratta dell’ennesima violazione delle nor-

Il Pd: mossa disperata contro la nostra vittoria
L’ALTRO PIEMONTE

«Il pd non ha i numeri in Regione?
Non ci sarà il soccorso rosso»
Mauro Filingeri candidato presidente dell’Altro
Piemonte, ha sottolineato
come il programma della coalizione che si richiama all’esperienza del greco Alexis
Tsipras è alternativo a quello del Pd e di Chiamparino:
«Siamo contro le privatizzazione e per la difesa della sanità pubblica e dei trasporti
e non vogliamo le grandi
opere inutili come il Tav». E
per questo motivo, «se en-

1

Mauro Filingeri

treremo in Consiglio resteremo sempre all’opposizione anche se il pd non avesse i
numeri per governare».

me sulle affissioni elettorali». .
Del resto sulla questione Tav
la sua posizione è sempre stata
chiara a partire dalla scelta di
mettere nel listino Antonio
Ferrentino con cui ha presentato il programma di sviluppo
della Valle legato alla Tav. Anche in quel caso, era il 5 maggio a Villar Focchiardo, all’incontro seguirono le polemiche
per la scelta dei gestori di cascina Roland di devolvere una
parte degli incassi della giornata al movimento No Tav.
Ferrentino denunciò: è stato
pagato il pizzo al movimento.
Tesi smentita dai gestori: «Abbiamo deciso autonomamente
di investire una piccola parte
del ricavato a sostegno di progetti di sviluppo del territorio
Valsusino promossi da movi-

«In quella piccola e
insignificante valle,
una piccola
e insignificante
popolazione si
vuole arrogare
il diritto di decidere
cosa sia meglio
per sé, senza tenere
in alcun conto ciò
che è stato già deciso
da politici, banchieri
ed imprenditori.
E dovremmo
perdere il nostro
tempo per colpa di 4
bifolchi? Se
diventerò vostro
governatore non
permetterò ai
piemontesi di farsi
confondere
dall’esempio che
arriva dalla Val di
Susa, non
permetterò a
nessuno di decidere
sulla propria vita. Per
decidere sulle vostre
vite basto io»
Il testo falsificato

menti e associazioni pacifiche
come il movimento No Tav».
No Tav.info: una goliardata

I vertici del Pd, invece, hanno
deciso di non far passare la
cosa sotto silenzio. Per Morri
«questa provocazione racconta il clima di questa campagna elettorale sostanzialmente giocata contro il Pd».
Davide Gariglio, segretario
regionale, la mette giù così:
«Chi usa questi mezzi ormai
è disperato e cerca in tutti i
modi di impedire al Pd di vincere le regionali». Sul sito No
Tav.info, invece, parlano di
«goliardata» che «sicuramente l’ex sindaco sottoscriverebbe volentieri se potesse
perchè non si allontana molto dal suo pensiero».

Valle di Susa

Pichetto
rassicura
le imprese
FRANCESCO FALCONE
SUSA

«In vista delle elezioni i No-Tav e
i partiti che offrono loro una
sponda politica hanno scelto di
abbassare i toni, tant’è che sono
rimaste poche bandiere in giro
per i paesi della Valle. Ma il clima
che si respira anche oggi in Val di
Susa, e con cui devono fare i conti gli imprenditori, è impressionante», commenta Gilberto Pichetto, candidato di Forza Italia
alla presidenza della Regione,
dopo il tour in Valle.
Tra la scorsa settimana e ieri
Pichetto e Claudia Porchietto
hanno fatto visita a titolari e maestranze di piccole e medie industrie valsusine - da Avigliana a
Bussoleno, Susa, Chiomonte costrette a fare i conti con una
crisi che ha portato alla chiusura
di molte realtà storiche del territorio. Top secret nomi di aziende
e titolari: «Temono ritorsioni»,
sottolineano i due candidati.
«Proprio per essere accanto a
chi dà lavoro in un clima del genereabbiamoevitatodiandarea
farci fotografare accanto al buco
di Chiomonte, preferendo portare risposte concrete».
La prima è il bando, pubblicato il 15 maggio, per «erogare i
10 milioni alle imprese prese di
mira nei mesi scorsi dalle attività eversive dei No-Tav»: soldi
che la Regione anticiperà anche
per lo Stato. C’è poi l’idea di creare l’area di crisi complessa,
grande quanto l’intera Valle,
«che consentirà al Piemonte,
sul modello della Carinzia, di acquisire i siti industriali dismessi
per poi darli in comodato d’uso
a chi sceglierà di insediarsi in
Val Susa». Infine, la partita dei
112 milioni delle compensazioni:
«L’assessorato al Lavoro ha avviato le procedure, adesso guai
a interrompere il lavoro iniziato», avverte Porchietto.
Pichetto-chenell’incontrotorinese con Maurizio Gasparri ha
invitato gli elettori al «voto utile»
-, non risparmia critiche agli avversari: la coalizione di Chiamparino - «un falso mito», a detta
di Gasparri -, «prende in giro gli
elettori. Fa come la Bresso nel
2005, che si diceva No-Tav in
Valle e favorevole all’opera a Torino e Bruxelles. O come Sandro
PlanoaSusa,appoggiatodaiNoTav e da esponenti Pd». Poi l’attacco a Grillo: «Il suo schieramento esprime quel folklore misto a violenza che in Valle costringe gli imprenditori pro-Tav
a non metterci la faccia».

Grillo

Lunga Stura Lazio

Per Salvini
ha quasi
avallato
la linea del
governo sulla
immigrazione
ossia il nulla.
È inetto, in
linea con
Alfano

“Il peggior campo rom mai visto
La Lega porterà il caso all’Ue”
Salvini: «Bimbi nudi
in mezzo ai topi
Va chiuso subito
Che fa il Comune?»
Il peggiore. «Il peggiore mai
visto porteremo il caso del
campo rom di Torino davanti
all’Ue. Li ci sono centinaia di
bambini che girano nudi in
mezzo a topi giganteschi. C’è
un problema di diritti umani e
dei minori» Parola di Matteo
Salvini, il segretario della Lega Nord nella seconda giornata di tour elettorale nel torinese tra un colpo ai burocrati di

Bruxelles - «l’Europa che si occupa dei panda non può ignorare quello che succede nel campo rom di Torino» - e alla sinistra, colpevole «di aver dimenticato parti di questa città, anche San Salvario. Se questo è
l’antipasto di Chiamparino governatore allora siamo a posto,
povero Piemonte».
La visita al campo rom di
lunga Stura Lazio e poi la tappa
nell’ufficio rapporti sociali che
da più di dieci anni Luigi Sinatore ha aperto in largo Saluzzo,
nel cuore di San Salvario, sono
serviti a Salvini per attacare la
sinistra, ma anche Beppe Grillo
sul tema dell’immigrazione e
della lotta alla clandestinità.
«La priorità - spiega - è salvare

La sinistra
Per Salvini se
questo è
l’antipasto di
Chiamparino
presidente,
povero
Piemonte
REPORTERS

quei bambini. Che cosa fa lo
Stato? Che cosa fanno i comuni?». La sua ricetta è quella di
chiudere e sgomberare quelle
strutture: «I campi nomadi non
dovrebbero esistere, sindaci e
prefetti hanno poteri di ordine
pubblico, li usino». Soprattutto
i sindaci: «A Verona c’erano
quattro campi nomadi poi Tosi
è intervenuto e adesso non ce
ne’è più alcuno. Per un ammini-

stratore il problema è semplice:
volere o non volere. Il sindaco
se vuole può fare mentre se non
vuole non fa niente».
E poi c’è la questione dell’immigrazione clandestina. L’altra
notte a pochi centinaia di metri
dalla sede della Lega Nord c’è
stato un regolamento di conti
con un extracomunitario ammazzato a colpi di pistola: «In
questo campo non si possono

REPORTERS

fare promesse del tipo votate
noi che questo non succederà
più ma è chiaro che noi non
avremo mai dimenticato e lasciato al proprio destino pezzi
di città come è successo qui con
la sinistra al potere». Ma Salvini attacca anche Grillo: «Sull’immigrazione il leader dei 5
Stelle ha praticamente avvallato la linea del governo, ossia il
nulla». Dal suo punto di vista

«sull’immigrazione Grillo va
d’accordo con Alfano». E Roberto Cota, il presidente del
Piemonte che lo ha accompagnato in questo viaggio elettorale commenta: «Abbiamo visto una Torino diversa da quella dei salotti cara alla sinistra.
Noi stiamo con questa parte dei
torinesi, per questo mi hanno
fatto cadere con un’ignobile
[M.TR.]
campagna mediatica».

.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .45

Il rebus della Sanità
tra risorse all’osso
e servizi essenziali
Le ricette dei sei candidati per la Regione
ALESSANDRO MONDO
ANDREA ROSSI
È il tema più spinoso dopo l’emergenza-lavoro. In questa puntata parliamo del futuro
della sanità subalpina: di buon livello ma
gravata da costi insostenibili; alle prese
con una riforma controversa, fortemente
voluta dalla giunta regionale uscente e rimasta in sospeso. Un progetto a metà dell’opera, frenato dalle legittime proteste
per l’intervento su alcuni servizi socio-sanitari ma anche da resistenze che rimandano a rendite di posizione e centri di potere.
Chiunque siederà sulla poltrona più alta
della Regione dovrà occuparsi di questo capitolo, che assorbe l’80 per cento del budget
regionale e mette a dura prova ogni capacità di mediazione. Si tratta non solo di garan-

Bono

tire i servizi , evitando di compromettere gli
sforzi sostenuti dai piemontesi per rispettare
il piano di rientro del debito pregresso, concordato con il Ministero, ma anche di pensare, di immaginare un nuovo sistema: più evoluto, più moderno, in grado di garantire prestazioni soddisfacenti a fronte di minori costi. Non ultimo, articolato su strutture meno
obsolete e su altre, da costruire ex-novo: nonostante gli annunci, e i «master plan», le Città della Salute di Torino e Novara restano
sulla carta. Un comparto, sfide diverse. È il
rebus sul quale si sono esercitati con alterni
risultati gli assessori della giunta Cota: da
Caterina Ferrero a Paolo Monferino a Ugo
Cavallera. Lo stesso che dal 26 maggio, il
giorno dopo il voto, attende al varco il nuovo
titolare della delega.

Chiamparino

[4- continua]

Costa

IMAGOECONOMICA

Crosetto

Filingeri

Pichetto

“Cartelle
sanitarie
elettroniche”

“Servono
strutture più
moderne”

“Cautela
sul ruolo
dei privati”

“Eliminiamo “La politica
il blocco
resti fuori
del turn over” dalle Asl”

“Ridurre
le liste
d’attesa”

«Innanzitutto il Fondo sanitario nazionale va implementato. Nel frattempo bisogna
ottimizzare quel che si ha».
Davide Bono, candidato dei 5
Stelle, spiega il punto di
partenza: «Il sistema sanitario regionale va rivisto sulla
base di seri studi statistici ed
epidemiologici».

«La nostra regione, pur contando su indubbie eccellenze
nel sistema pubblico, ha di
fronte a sé alcune sfide che
devono essere vinte per
garantire una Sanità più
efficiente e omogenea, che
non lasci scoperti i territori a
cominciare da quelli di montagna», ragiona Sergio
Chiamparino.

«Il fatto che la Sanità piemontese sia afflitta da un
grave problema di deficit
rischia di far concentrare
troppo l’attenzione sugli
aspetti meramente finanziari». L’avvertimento arriva da
Enrico Costa, candidato alle
regionali per l’Ncd: «Il riequilibrio dei conti non può essere ottenuto solo con i tagli».

«La Sanità piemontese ha
bisogno di fare scelte autonome». Guido Crosetto, candidato dei Fratelli d’Italia, è
tranchant.

«La premessa è che la nostra
Sanità offre già buoni livelli di
servizio. E questo, anche se la
crisi ci ha obbligato a tagliare
le spese». Così Gilberto Pichetto, candidato di Forza
Italia e Lega Nord.

Strutture moderne

Efficienza

Sanità pubblica. E senza
tagli. È questa la ricetta
dell’Altro Piemonte a Sinistra
e del suo candidato Mauro
Filingeri. «Tutto passa dalla
revisione degli atti precedenti», spiega Claudio Cesaroni
(foto), medico alessandrino
che ha curato il programma.
«Tagliare sulla Sanità, come
si è fatto negli anni scorsi,
significa ridurre o eliminare
servizi essenziali».
La rete ospedaliera

Coordinamento

L’informatizzazione

Secondo il M5S «va potenziato il
territorio, controllando la qualità
ed efficacia della spesa, per
ridurre gli accessi impropri ai
pronto soccorso e ospedali.
Basta tagli di strutture e servizi.
Prevenzione, informazione ed
educazione
sanitaria
sono fondamentali. E
così l’accesso
ai servizi e
l’abbattimento delle liste
d’attesa
creando una
cartella sanitaria elettronica
condivisa e con la prenotazione
di esami e invio di referti online».
La trasparenza

La possibilità di rendere servizi,
forniture tramite appalti, assunzioni, convenzioni, cure facilmente accessibili online, «porterebbe non solo ad un maggiore
facilità di controllo della spesa
ma anche ad un’inibizione di
fenomeni corruttivi. E servirebbe anche una piattaforma di
“denuncia anonima” tipo wikileaks». Questo è il contenimento
della spesa. Poi «dobbiamo
tornare ad assumere. E gestire
al meglio il rapporto con i privati, sapendo distinguere bene tra
privato no profit e privato profit.
Le nostre strutture pubbliche
non possono essere cannibalizzate dai privati».

«Dobbiamo ammodernare le
strutture ospedaliere (molte
hanno 70 anni) e ripensare
quelle al limite dell’emergenza
(le chirurgie delle Molinette)».
Altro punto è «razionalizzare i
costi e i
sistemi
informativi
che non
dialogano fra
di loro». Le
politiche
sanitarie,
poi, «devono
tener conto
dell’incremento delle patologie
cronico-degenerative legate
all’invecchiamento della popolazione: l’impegno per una
riabilitazione sempre più
efficiente, in sinergia con il no
profit, sarà fondamentale».
La prevenzione

L’esempio è quello delle Stroke
Unit, «fondamentali per la cura
e prevenzione dell’ictus e delle
disabilità. La medicina di base
deve offrire strutture associate
sui territori dove lavorino insieme medici, infermieri e specialisti, con l’obiettivo di rilanciare la
prevenzione e ridurre lo smarrimento di chi si trova a affrontare
una malattia cronica o programmare un intervento». Altro
obiettivo è «contrastare un
eccesso di farmaci e di esami
diagnostici inappropriati».

«Una Sanità pubblica che fa il
proprio dovere è quella in cui i
risparmi derivano, ad esempio,
dall'accorpamento delle funzioni
amministrative, dalla riduzione
degli adempimenti burocratici.
E ancora:
meno uffici,
meno dirigenti, e non
certo meno
ambulatori,
meno reparti, meno
ospedali».
Personale

«Occorre rivedere subito le
assunzioni di medici e infermieri in misura sufficiente
per ridurre le liste d’attesa,
per garantire la piena adeguatezza dei servizi di pronto
soccorso, per potenziare
l’assistenza domiciliare per
gli anziani e i disabili».
Ruolo dei privati

«È un tema di cui ultimamente si è dibattuto parecchio. Bisogna interrogarsi se
davvero un più consistente
ingresso del privato nella
Sanità può essere compatibile con l’universalità del
diritto alle cure, a prescindere dal reddito di ciascuno, o
se è più opportuno far fronte
con le forze della pubblica
amministrazione».

Fondi europei

«L’Unione Europea rende
disponibile una grande quantità di risorse per obiettivi specifici nel comparto sanitario.
Serve una struttura ad hoc che
si occupi di una cosa molto
semplice: chiederle».
Meno Asl

«Abbiamo 19 aziende sanitarie,
troppe. Possiamo tranquillamente dimezzarne il numero,
senza ripercussioni sui
cittadini,
trasformando le economie in servizi per la
popolazione».
Più personale

«Penso al potenziamento di
medici e infermieri, non
lineare ma valutando caso
per caso: basta con il blocco
delle assunzioni che, di fatto,
si protrae dal 2010».
Nuovi apparecchi

«Non è normale che in Piemonte ci siano Tac del ’98 o
acceleratori lineari per la
radioterapia del 1999. Nè che si
possa contare solo su cinque
apparecchi per la Pet, indispensabile per monitorare
parecchi tumori: Milano, da
sola, ne conta nove».
Acquisti centralizzati

«Oggi ogni Asr decise cosa
comprare direttamente e cosa
“commissionare” a Scr: non
funziona».

Altra cosa è una riorganizzazione del sistema, da farsi
«attraverso un meccanismo
che garantisca i livelli delle
prestazioni e
affronti la
struttura
della rete
ospedaliera:
alcuni ospedali nati e
cresciuti per
assecondare
potentati
locali vanno ripensati, così
come alcune piccole strutture
andranno riconvertite». Fondamentali saranno «lungodegenza e ospedalizzazione a
domicilio che, oltre a un risparmio di risorse, comportano la
possibilità di garantire al
paziente il miglioramento della
qualità di vita».
Asl e politica

Non meno importante è «lo
sviluppo del territorio: è una
vecchia battaglia della sinistra
sostenere una medicina non
solo ospedaliera ma anche
territoriale, a cominciare dalla
prevenzione». Infine, il rapporto politica-Asl: «Oggi i vertici
sono diretta emanazione della
Regione. Un’ingerenza che va
ridotta a vantaggio della capacità tecnica delle persone.

Liste d’attesa

«Mi impegnerò per ridurre le
liste d’attesa, con un migliore
utilizzo del personale e delle
apparecchiature».
«Un altro punto sarà un raccordo più efficiente tra medici
di base e ospedalieri, in modo
che ad ogni cittadino sia assicurata la
continuità di
cura e assistenza:
anche trasformando i
piccoli presìdi in poliambulatori».
Nuove strutture

«Bisogna completare rapidamente i nuovi ospedali, avviare
un grande progetto di ristrutturazione delle strutture più
datate, realizzare le Città della
Salute di Torino e Novara».
Concertazione

«La realizzazione delle nuove
strutture, penso alle due Città
della salute, non può prescindere dalla sinergia con le
aziende che sviluppano ricerca in campo farmaceutico e
biomedico».
Conti in ordine

«La strada per ridefinire il
ticket sanitario, aumentando
le fasce esentate, e per istituire un contributo per sostenere i costi degli assistenti
famigliari».

T1 CV PR T2

.

MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014 LA STAMPA 46

.

T1 CV PR T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .47

Le mani delle cosche Per fermare lo sgombero
sulle magliette
portano un disabile
taroccate della Juve
sul tetto del palazzo
Denunciato un affiliato alla “locale” di Chivasso

Via Riberi, occupato l’edificio vicino alla Mole

Blitz della
Finanza

Il presidio

I Baschi Verdi
di Torino
hanno
individuato
nelle campagne
di Verolengo
un deposito
clandestino
di merci
contraffatte
con oltre 23
mila articoli
e gadget

il caso
DIEGO ANDRÀ
MASSIMILIANO PEGGIO

C’

è l’ombra della
’ndrangheta
dietro il commercio di magliette e sciarpe «taroccate» di Juventus,
Inter e Milan, scovate dalla
Guardia di Finanza di Torino
in due magazzino clandestini
nelle campagne di Verolengo.
Uno dei «corrieri» che faceva
la spola dal deposito sarebbe
Gaetano Lo Monaco, condannato a 5 anni di reclusione in
primo grado, con l’accusa di
associazione mafiosa, a seguito dell’operazione Colpo di Coda, propaggine investigativa
dell’inchiesta Minotauro sulle
infiltrazioni dei clan calabresi
nella provincia torinese.
Affari d’oro

Gli uomini dei Baschi Verdi,
dopo controlli mirati attorno
alla Juventus Stadium tra i
venditori di magliette e gadget, sono riusciti domenica
scorsa ad individuare i due
depositi «fantasma», ben nascosti all’interno di un casci-

nale. All’interno c’erano circa
23 mila articoli contraffatti, capaci di riempire tre tir. Tra i gadget sequestrati anche articoli
con i marchi Ferrari e Valentino Rossi. Grandi affari, stando
alle valutazioni della Fiamme
Gialle: il costo di produzione
delle magliette, in vendita sulle
bancarelle a 20 euro, non supererebbe i 2 euro al pezzo, mentre il margine di guadagno di
ogni sciarpa sarebbe di circa 810 euro. Due settimane fa i finanzieri aveva già dato un duro
colpo alla rete di falsari, scoprendo una fabbrica clandestina Rondissone, non lontano da
Verolengo. Nella ditta erano
state sequestrate 38 macchinari industriali, oltre 500 mila file
e cliches di marchi registrati.

La criminalità

Gaetano Lo Monaco, 44 anni,
detto «Tanino», è stato denunciato con un altra persona
per il reato di immissione in
commercio di articoli contraffatti. Da sempre lavora come
commerciante ambulante.
Per l’antimafia torinese ha
fatto parte della «locale» di
’ndrangheta attiva a Chivasso: come affiliato aveva l’incarico di fornire denaro ai detenuti. Condannato con rito abbreviato in primo grado, Lo
Monaco, assistito dall’avvocato Mauro Molinengo, è in attesa di appello, tuttora in corso.
Nel blitz che aveva portato alla scoperta della fabbrica, la
finanza aveva identificato un
familiare.

Anarco
-squatter sul
tetto dell’edificio occupato
di via Riberi
angolo via
Ferrari a pochi
metri dalla
Mole, con
l’intenzione di
resistere il più
possibile a
una eventuale
azione di
sgombero

La storia

I

l tam tam sullo sgombero di un palazzo - di proprietà privata - occupato giorni fa da un gruppo
di anarco-squatter con
base nell’Asilo di via Alessandrio, era già iniziato da alcune
ore. Così una decina di antagonisti si sono accampati sul
tetto dell’edificio, un fabbricato dell’800 distante pochi metri dalla Mole, da tempo in
vendita per una cifra notevole, oltre due milioni e mezzo di
euro. Già occupato (e poi
sgomberato) da elementi della stessa area politica nel
2008 3 ribattezzato «Ecoosservatorio2», in risposta alla scomparsa di «Fenix- osservatorio contro la repressione», ospitato all’interno della
palazzina di corso San Maurizio da tempo liberata.
È nato il «Rabèl»

Il 3 maggio scorso, il copione
s’è ripetuto. Gli anarchici hanno scassinato una porta, sono
entrati e inaugurato il «Rabèl», libreria-«distro»-bar.

Hanno già iniziato una serie di
lavori di ristrutturazione.
Problemi di sicurezza

Polizia e carabinieri in realtà ieri non si sono fatti vedere, soprattutto per ragioni di sicurezza. Sul tetto, infatti, nel corso
della mattinata, era stato portato, non senza fatica, un ragazzo disabile nella sua carrozzina.
Per evidenti ragioni di sicurezza, nessuno s’è per ora avvicinato alla sede dell’ex «ecosservatorio» degli squatter. Sui coppi del tetto viene organizzato un
rifugio, costituito da una specie
di piccola tenda da camping. poi
coperte, riserve di cibo, acqua
minerale e quant’altro serva
per resistere il più a lungo possibile. Sotto, passano le ronde

per intercettare eventuali movimenti delle forze dell’ordine.
Scritte e striscioni, esposti verso Palazzo Nuovo. Il «Rabèl»
viene definito così: libreriabar-«distro» autogestita, in collaborazione con il centro sociale di Collegno Mezcal Squat.
Ex eco-osservatorio

Gli occupanti, nei giorni scorsi
hanno organizzato una serie di
incontri e manifestazioni all’interno dello stabile. In particolare cene-benefit per finanziare la
difesa degli antagonisti sotto
processo ma anche Indymedia,
il sito web che diffonde notizie e
informazioni sui movimenti antagonisti e sulle lotte in corso.
Infine presentazione di libri e altri iniziative musicali e culturali.

.

T1 CV PR T2

48 .Cronaca di Torino

LA STAMPA

.MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Tre anni

Boja Fauss,
il ristorante
salvato dalla tv

A sinistra
lo chef
del «Boja
Fauss»in via
Saluzzo 48
Roberto
Notarpietro,
38 anni.
A destra,
Jacopo Balbo,
che gestisce
la sala
Sono soci
dal 2011
REPORTERS

Stasera “Cucine da incubo” a San Salvario
Il pronipote nobile

C

arne di vitello e
salsa tonnata, acciughe e panna,
frutta e cervella.
E’ evidente che
dalle nostre parti l’accostamento in cucina più è azzardato e più riesce bene.
Allora proviamoci: in Piemonte si mangia da re e sempre in Piemonte si guarda la
tivù. Indi: le star di trasmissioni cult di cucina saranno
destinate ad essere, sempre di
più, appassionati del fornello
e chef d’esperienza con l’accento di Gianduja.

Format inglese

Tre anni insieme

1 Cucine da incubo va

Il «Boja Fauss» lo gestiscono insieme da tre anni e il ristorante
si è fatto un nome mese dopo
mese a suon di sacrifici. Lo frequentano clienti nuovi, affezionati, giovani della movida, pensionati in cerca di ricette antiche e rivisitate. Tutto questo fino a settembre del 2013 quando
la moglie di Roberto ha deciso di
fare ai due una sorpresa.
«E’ venuta da me - dice Notarpietro - e mi ha detto: “Roberto siediti. Ho scritto a “Cucine da incubo” e ho raccontato le
difficoltà nel portare avanti un

in onda su Fox, piattaforma Sky, ogni mercoledì alle 21. In Inghilterra lo chef
Gordon Ramsay è il supervisore di ristoranti e trattorie che hanno bisogno
dei suoi consigli per poter
ripartire. In Italia lo chef
protagonista del programma è Antonino Cannavacciuolo che individua
e corregge gli errori che
hanno portato il locale
dalle stelle alle stalle

Il sudoku

Medio

Il gioco consiste nel riempire tutte le caselle in modo tale che
ogni riga, ogni colonna e ogni settore contenga tutti i numeri
senza alcuna ripetizione: negli junior sudoku sono in gioco
i numeri da 1 a 6, nel sudoku medio e difficile i numeri da 1 a 9

8
7

Junior 2

4 6

6

5

4

2

3

1

1
4

3
6

4

3

5

5

1

4 2

1

Junior 1
5 3 4
6 2 1
1 4 2
3 5 6
4 6 3
2 1 5

1
5
6
4
2
3

2
4
3
1
5
6

6
3
5
2
1
4

Junior 2
4 5 2
3 1 6
2 4 5
6 3 1
5 6 4
1 2 3

3
5
1
4
2
6

1
2
6
5
3
4

6
4
3
2
1
5

9

9 3

7
1

4
1 8 9
3
5
6

7

2
7 1 5
9
8
3
2 9

La soluzione
dei giochi di ieri

9 5
6
1

5
4

7
2
3
1 8
3 6 5

2

7 6 2
1
5 7
5
6

NUVOLOSO

COPERTO

POCO NUVOLOSO

OGGI

SVIZZERA
Annecy

Verbania
AOSTA
Biella

Pavia

TORINO
Asti

Alessandria

Gap
GENOVA
Cuneo

FRANCIA
Nizza

Savona
Imperia

Situazione e avvisi meteo

PIOGGIA INTENSA

Inizialmente nuvoloso con piogge residue in
Liguria, tra Genovese e Savonese. Schiarite
già in mattinata e passaggio a condizioni
abbastanza soleggiate ma rimangono
addensamenti più estesi e persistenti nelle
vallate e sulle pianure pedemontane dal
Torinese al Verbano con qualche piovasco.

TEMPORALE

NEBBIA

La Spezia

VENTO

NEVE

MARE CALMO

DOMANI

SVIZZERA
Annecy

Verbania
AOSTA
Biella

Temperature ˚C

Novara
Vercelli

Grenoble

PIOGGIA DEBOLEMODERATA

VARIABILE

CITTÀ

MIN MAX

2

AOSTA
VERBANIA
BIELLA
NOVARA
VERCELLI
TORINO
ASTI
ALESSANDRIA
CUNEO
MILANO
GENOVA
SAVONA
IMPERIA

12
13
12
13
13
14
13
12
12
13
15
15
17

23
26
24
26
26
24
25
26
22
26
23
24
21

A cura di www.nimbus.it

Le nostre regioni rimangono al margine dell’anticiclone africano in espansione sul
Mediterraneo con correnti sud-occidentali a tratti umide che mantengono qualche
addensamento in prevalenza sui rilievi e limitano l’aumento delle temperature con
massime di poco sopra i 25 gradi e zero termico oltre i 3000 metri. Peggioramento già
domani per l’ingresso di aria più fresca dall’Atlantico che in serata attiverà rovesci e
temporali anche intensi, soprattutto sulle Alpi e sul Piemonte settentrionale.

Centimetri-LA STAMPA

Pavia

TORINO
Asti

Alessandria

Gap
GENOVA
Cuneo

FRANCIA
Nizza

Savona

La Spezia

Imperia

MARE AGITATO

Irregolarmente nuvoloso o nuvoloso fin dal
mattino dal Torinese al Verbano con primi
rovesci nelle vallate. Schiarite altrove e
soleggiato in Liguria. Dal pomeriggio più
nuvoloso con temporali in trasferimento
dalle Alpi verso le pianure a nord del Po,
anche intensi e con grandinate in serata.
CITTÀ

MIN MAX

AOSTA
VERBANIA
BIELLA
NOVARA
VERCELLI
TORINO
ASTI
ALESSANDRIA
CUNEO
MILANO
GENOVA
SAVONA
IMPERIA

14
16
15
15
15
15
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17

21
22
21
24
25
22
25
26
22
27
23
24
21

LA LUNA A TORINO

IL SOLE
A TORINO

Sorge
alle ore 5,51

MARE MOSSO

Temperature ˚C

Novara
Vercelli

Grenoble

POCO MOSSO

Si leva alle ore 1,48
Cala alle ore 13,01
Fasi Lunari
Culmina
alle ore 13,26

Tramonta
alle ore 21,02

28 MAG

5 GIU

13 GIU

2
9
1
5
6
8
3
7
4

3
6
4
1
7
9
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4
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3

1
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9
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1
5
3
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2

7
6
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1

3
1
5
2
6
4
9
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2
7
4
9
3
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6
8
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5
1
4
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3

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3
5
8
7
1
2
4

5
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1
4
9
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3
7

4
3
7
6
5
2
8
1
9

1
2
9
8
7
3
5
4
6

4

Il tempo: l’ondata di caldo sfiora il nord-ovest, temporali già domani sera.
SOLE

cità degli alimenti e modo di
preservare l’unicità del gusto. Il
locale, poi, l’hanno trasformato». Logo nuovo, sedie rustiche,
cassette di frutta appese sul
soffitto e lampadari ovunque. Il
tocco di un design è evidente un
passo dopo il bancone.
«E’ noto per essere maestro
dei sapori - dice Roberto parlando di Cannavacciuolo che
durante le riprese gli ha confidato alcuni segreti in cucina ma come ha mangiato da me il
fritto misto non l’ha mangiato
da nessuna altra parte». Parola
di grande chef.

Difficile

Junior Sudoku
Junior 1

locale in tempo di crisi. Ho spiegato che la tensione è così alta
che si commettono errori in cucina e in sala. Dicono che verrà
Cannavacciuolo in persona a
darci un mano per migliorare”.
Io a quel punto ero semi intontito”». Primo perché il patron di
Villa Crespi ad Orta San Giulio
è il mito di Roberto. Secondo
perchè il programma non è proprio delicato nei confronti di chi
partecipa. «Siamo stati chiusi
una settimana a gennaio - dice
Jacopo - e Cannavacciuolo ci ha
richiamato all’ordine su: taglio
di verdure, cottura del riso, uni-

Medio

ELENA LISA

Difficile

La storia

Sudoku

Il programma

Esagerato? Un nome: Federico
Ferrero, il medico torinese che
ha trionfato a Masterchef.
Altri due? Roberto Notarpietro e Jacopo Balbo (ebbene
sì, il pro pro pronipote di quel
Prospero Balbo di Vinadio che,
a cavallo tra il 700 e l’800, fu
sindaco di Torino, rettore dell’Università e ministro del Regno di Sardegna).
Roberto e Jacopo sono soci
del «Boja Faus» un ristorantino
in pieno San Salvario specializzato in cucina tradizionale piemontese - si poteva mangiar sushi in un locale con quel nome? e questa sera sono le stelle di un
programma televisivo che si
chiama «Cucine da incubo» con
Antonino Cannavacciuolo, chef
partenopeo pluripremiato da
guide e riviste gastronomiche.
Notarpietro, che sta in cucina, ha 38 anni e Balbo che si occupa della sala ne ha 30.

19 GIU

1
8 5

.

T1 T2

LA STAMPA
MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014

Non sarà troppo fredda
la nuova luce su Torino?

.

Cronaca di Torino .49

«Fassino
fa bene
a essere
preoccupato»

Le novità

5

Arrivano i led: costano meno, ma il sindaco chiede garanzie
I primi

il caso

Il primo tentativo
di installare i led in città
è stato fatto nel nuovo
Parco Dora

ANDREA ROSSI

«N

on saranno
troppo
fredde?» Il
dubbio è legittimo perché
non stiamo parlando di una
cosa da poco: l’illuminazione
di Torino sta per cambiare
drasticamente. Entro due
anni 55 mila delle 98 mila
lampadine verranno sostituite con i led. Tutta un’altra
storia: è un fatto di consumi,
costi, durata, ma anche una
questione squisitamente cromatica. Cambieranno i colori
della città. E allora la domanda che il sindaco Fassino ha
rivolto ai suoi assessori ha un
suo perché: «Non saranno
troppo fredde?».

Allora, condivide la preoccupazione del sindaco Fassino sulla freddezza delle
luci a led?

Le eccezioni
Resteranno gli storici
lampioni, perché
non supportano le luci
a led, a differenza
degli altri

«Eccome. Tra una luce calda e
una luce fredda c’è la stessa
differenza tra lo stare su un
prato verde e un prato viola
perché la luce lavora sulla psiche: attraverso la retina raggiunge l’ipotalamo».
E allora?

«Lavorare in un ufficio con luci molto fredde rende isterico
chiunque»
Ma
la
promessa di utilizzare luci a led
più «calde» può
essere
mantenuta?

In effetti, le prime luci a led in
circolazione erano azzurrine,
ben diverse dai lampioni tradizionali cui siamo abituati. Per-

La nuova tecnologia
permetterà di dimezzare
i consumi di energia
ché? «Semplice: funzionano a
una temperatura vicina ai 6
mila gradi kelvin», spiega
Gianpaolo Roscio, responsabile tecnico di Iren Servizi. E con
quel calore la tonalità diventa
gelida, quasi meccanica. I primi esperimenti tentati - da
parco Dora al viale che porta a
Stupinigi fino un tratto di via
Cernaia - non avevano convinto del tutto. Da qualche tempo,
però, esistono led che funzionano a 4 mila gradi, «e a quella
temperatura siamo in grado di
diffondere una luce del tutto
simile alle lampade tradizionali». L’obiezione di Fassino è
stata risolta così: le 55 mila
nuove luci di Torino saranno
quasi tutte di questa tipologia,
così da modificare il meno pos-

Richi Ferrero
artista della luce

Richi Ferrero, 63 anni, è un
artista poliedrico e con la luce ha detto tante cose belle.
Per capirci, è stato lui, durante i Giochi olimpici del 2006,
a illuminare i monumenti torinesi. E ancora prima, nel
’96, chiusa la decennale esperienza del Gran Serraglio, ha
fondato il Gran Teatro Urbano esordendo con uno spettacolo che trasformava interi
edifici in quadri.

L’obiezione del sindaco

MENO SPESE

domande
a

L’intensità

REPORTERS

Nulla cambia nelle piazze auliche

In alcuni corsi la luce
avrà intensità diversa
tra il viale centrale
e i controviali più vicini
alle abitazioni

Nelle piazze del centro non cambia nulla. Negli altri quartieri arrivano i led, più freddi rispetto
alla tradizione, caratteristica che i tecnici correggeranno con le lampade di ultima generazione

98
mila
In città ci sono quasi 100
mila punti luce. Il piano
prevede di sostituirne
poco più della metà

sibile le tonalità cui i torinesi sono abituati, e che si riversano sul
palazzi, monumenti, piazze.
Consumi ridotti

Consumeranno meno, i nuovi
lampioni: circa la metà. E consentiranno di risparmiare 20
milioni di kilowatt ora l’anno e

poco meno di 5 milioni per le
casse della città, che ha trovato
l’accordo con Iren, l’azienda che
gestisce la manutenzione dell’illuminazione pubblica e fornisce
anche la luce. Gli assessori all’Ambiente Enzo Lavolta e al Bilancio Gianguido Passoni stanno preparando il piano e il programma biennale degli interventi. Iren sostituirà a sue spese
le lampadine e dividerà con il
Comune i benefici economici.
La città in 12 anni - tanto è la durata del contratto - potrà risparmiare sulla bolletta anche riconoscendo il canone a Iren.
E gli altri 43 mila punti luce?
Per ora non si toccano. Un po'
perché l’intervento riguarderà le lampade che consumano
di più, garantendo quindi il

grosso del risparmio, un po’
perché i lampioni storici non
possono essere sostituiti, non
esistono luci a led adattabili.
«Va però detto», spiega Roscio, «che l’illuminazione storica (zone auliche, monumenti) è molto più tenue».
Il led, invece, dovrebbe garantire maggiore qualità e precisione della luce e della sua
diffusione, evitando sprechi e
anomalie: ad esempio il dato
secondo cui il 40 per cento della luce viene disperso verso il
cielo anziché verso il basso. Al
contrario, le nuove lampade
potranno essere modulate: più
intense quelle che illuminano i
grandi viali, più tenui quelle
posizionate sui controviali e a
ridosso delle case.

«Certo. La tecnologia ormai
realizza lampade a led che
possono “mescolare” i tre colori base in modo da graduare
il loro calore, per rimanere
nella terminologia del sindaco
Fassino. In realtà si dovrebbe
parlare di gradi Kelvin che tra
3.000 e 3.500 garantiscono il
miglior confort visivo».
Spieghi meglio...

«Una candela, la luce più calda in assoluto ma poco efficiente, ha una gradazione di
2.000 Kelvin. Le più “fredde”,
come i neon, arrivano a 7.500
gradi Kelvin. La freddezza è
data dal fatto che i colori risultano meno fedeli».

Manutenzioni
Ogni anno il Comune
spende circa 10 milioni
che con i led,
che durano di più,
dovrebbero ridursi

Insomma, ’sti led sono l’uovo di Colombo...

«Beh, anche loro hanno qualche problema. Ad esempio la
durata. A fronte di un prezzo
più alto, si sostiene che vanno
avanti per ben 55 mila ore.
Non è vero. A ventimila ore
iniziano a indebolirsi». [B.MIN.]

Diario
Processo ai ladri di rame

Circolo dei Lettori

Piazza Vittorio

Il tribunale cerca
traduttore rom

Vai sull’Adriatico
Non paghi il treno

Stand per l’igiene
e il benessere

Cercasi disperatamente «traduttrice o traduttore» di Khorakhané,
dialetto parlato dai rom bosniaci di
fede musulmana, nonché titolo di una
canzone memorabile di Fabrizio De
Andrè. Il tribunale di Torino non è
riuscito a trovare un interprete capa- Refurtiva recuperata
ce di affrontare la trascrizione di centinaia di telefonate intercettate nell’ambito di una maxi-inchiesta su furti di tir e rame, con una cinquantina di imputati, tutti
appartenenti a famiglie nomadi. Il tribunale aveva affidato l’incarico ad una traduttrice rom, con il compito di rendere comprensibili i dialoghi intercettati dagli investigatori per utilizzarli
in aula. La donna, non specializzata in questo dialetto, ha gettato la spugna. Per questo motivo il giudice ha rinviato il processo
in autunno, fissando l’udienza al 28 ottobre, con la speranza di
scovare nel frattempo un esperto di Khorakhané. Intoppo che
ha suscitato stupore tra i legali egli imputati. In particolare all’avvocato Domenico Peila che ha osservato: «è singolare come
nel corso delle indagini si siano potuti tradurre i brogliacci delle
telefonate, attribuendo determinati ruoli agli imputati».

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Il turismo della Riviera Romagnola si rimbocca le maniche e per
affrontare la crisi offre il rimborso
del biglietto del treno. Oggi al Circolo dei Lettori (ore 11,30) Trenitalia presenta l’accordo raggiunto
con le località turistiche di Rimini, Nuova offerta Trenitalia
Riccione e Cattolica. L’offerta settimanale prevede il rimborso del biglietto Trenitalia di andata per chiunque effettui un soggiorno di almeno una settimana in mezza pensione o pensione completa in una delle
tre cittadine marine. L’importo rimborsabile per il soggiorno di una settimana di vacanza è pari al biglietto di sola
andata fino a 40 euro a persona per gli hotel a 3 e 4 stelle e di
25 euro a persona per gli hotel a 1 e 2 stelle.Per soggiorni di 2
settimane (offerta bisettimanale) viene rimborsato il viaggio di andata e ritorno, i rimborsi quindi raddoppiano ma
con le stesse modalità del viaggio di andata. Per due settimane di permanenza viene rimborsato il biglietto di andata
e ritorno fino a 80 euro a persona per gli hotel a 3 e 4 stelle e
di 50 euro a persona per gli hotel a 1 e 2 stelle.

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Da oggi sino a domenica 25 maggio, piazza Vittorio Veneto ospita lo
showroom mobile Geberit caratterizzato dal cuore rosa di «I Love Water». Torino è tra le 11 città italiane
dove Geberit presenta l’esposizione
itinerante «I love water tour» aperta
al pubblico ogni giorno fra le 10 e le
19.30. Promossa dall’azienda svizzera Geberit, leader nell’impiantistica idraulica, l’iniziativa nasce per avvicinare il pubblico ad alcune tecnologie in grado di rivoluzionare gesti e
abitudini degli italiani. In primis Geberit AquaClean una linea
di WC-bidet di nuova generazione, con varie funzioni oltre all’igiene intima (basata su diversi getti d’acqua e particolarmente raccomandabile per il ph): un’evoluzione significativa
in termini di progettazione del bagno per separare ad esempio l’area funzionale da quella estetica e del benessere. I tecnici Geberit illustreranno anche i vantaggi dei moduli Geberit
Monolith pensati per inserire il bagno in ambienti particolari,
dove prima non esisteva, o per semplificare le ristrutturazioni; o le nuove canaline di scarico a muro.


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