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La Stampa 22.05.2014 .pdf



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Autore: 8080 pdfGrill - http://www.8080.it

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* Oggi in edicola con La Stampa *

1

23 56 71 28

LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014 1 ANNO 148 N. 140 1 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it

Il balletto della Tasi

Il successore di Caselli

Lupi e Maroni bocciano l’app

Acconto a ottobre
nelle città in ritardo

Torino, Spataro
nuovo procuratore

Milano, i tassisti
fermano Uber

Nei mille Comuni che hanno già deciso
aliquote e detrazioni, la prima rata
dovrà essere versata entro il 16 giugno
Paolo Russo A PAGINA 13

Via libera del Csm al pm che ha
sostenuto l’accusa al processo
per il rapimento di Abu Omar
Paolo Colonnello IN CRONACA

Il ministro: presto il decreto sul settore
I gestori del servizio di auto a noleggio:
così tagliamo fuori i visitatori dell’Expo
Fabio Poletti A PAGINA 21

Europee, oggi nel Regno Unito si aprono le urne: ultraconservatori in pole. Il leader M5S a Firenze: nel Pd i figli dei massoni

Via al voto, allarme populismo
Le Pen: a Bruxelles blocchiamo tutto. Prodi: la Germania sbaglia
Renzi e l’incognita Sud: anche se vince Grillo, io non mi dimetto
Sarà l’Inghilterra ad aprire oggi le urne per le elezioni
europee. Scatta l’allarme populismi con l’euroscettico Nigel Farage, leader dell’Ukip, in
testa nelle intenzioni di voto. E
Marine Le Pen in Francia che
annuncia: andiamo a Bruxelles per bloccare tutto. Intanto

1

L’EUROPA
CHE SERVE
ALL’ITALIA
FRANCO BRUNI

P

oco si parla di Europa in questa campagna per le elezioni europee, strumentalizzate per la
politica interna. E i nostri leader sono presuntuosi, nel senso che non riconoscono e non
spiegano la forte interdipendenza che ci lega all’Europa.

in Italia si infiamma la campagna elettorale con Beppe Grillo che sul palco a Firenze rinnova gli attacchi a Matteo
Renzi. Il presidente del Consiglio cita i sondaggi: «Sono ottimi, ma resto anche se il Pd dovesse prendere meno voti del
M5S».
DA PAGINA 2 A PAGINA 7

SONO TROPPO LARGHI: 1300 BANCHINE DA RIFARE

Francia, i treni grassi

LE INTERVISTE

grassi”

REPORTAGE

Laclassemedia
dellaSiria:ecco
inuovimigranti
NICCOLÒ ZANCAN
MILANO

I

l biglietto per Vienna costa 430 euro più spese di
agenzia, tre adulti e due
ragazzini. Va a comprarlo
un nonno che si chiama
Shady Zyadan, srotolando
dalla tasca dei pantaloni
una mazzetta spessa un dito. E mentre cammina verso la biglietteria, si tocca la
bocca per il dolore o forse
per vergogna: «In Libia mi
hanno strappato tutti i denti d’oro. Lo hanno fatto anche a mia moglie, quei cani.
E’ stato terribile.
CONTINUA A PAGINA 14

Anello e Giralucci ALLE PAG. 14 E 15

LA STORIA

CONTINUA A PAGINA 35

Marine Le Pen

COMBATTERE

Romano Prodi

“No al trattato “Troppi danni
dall’austerità”

LA TORTURA
A TRIPOLI

MA L’UNIONE con gli Usa”
NON CAPISCE
SE STESSA

«Basta con le politiche «L’Italia soffre più di altri
utili solo alle banche» perché è più indebitata»

STEFANO LEPRI

L

a risalita degli
spread per fortuna
interrottasi ieri ricorda che l’instabilità dei mercati è
ancora con noi. L’ondata di
vendite di titoli pubblici dei Paesi deboli dell’euro che ha colpito l’Italia più di altri era partita, in origine, dalla Grecia.
CONTINUA A PAGINA 35

AI LETTORI
Per lo sciopero del personale poligrafico La Stampa, come gli altri quotidiani, domani non sarà in edicola. Il sito de La Stampa invece sarà regolarmente aggiornato. A sabato.

Alberto Mattioli A PAGINA 2

VINCENT KESSLER/REUTERS

Levi A PAGINA 16

CONTINUA A PAGINA 35

Il dossier Scajola
riapre il caso Biagi
L’ipotesi: omicidio per omissione
I pm di Bologna ipotizzano l’omicidio per omissione
per la morte di Marco Biagi:
l’attentato al giuslavorista sarebbe stato commesso perché
qualcuno non avrebbe vigilato. Un orientamento che fa pesare le parole di Luciano Zocchi, l’ex segretario dell’ex mi-

1

MASSIMO GRAMELLINI

nistro dell’Interno Claudio
Scajola: a casa - ha detto - custodivo alcune lettere indirizzate al ministro in cui si sollecitava la scorta a Biagi. Il ministro 12 anni fa negò di essere
a conoscenza del pericolo che
correva il professore.
Grignetti e Longo A PAG. 11

Un nuovo treno regionale

Un treno per l’Europa

1 La France. La grandeur. La perfection. Et voilà: dall’altra

9 771122 176126

N

ei prossimi giorni può
iniziare una nuova guerra civile in Libia. Le
truppe di un ex generale del
vecchio regime, Khalifa Haftar,
hanno sferrato domenica attacchi coordinati contro il Parlamento a Tripoli e contro milizie islamiste a Bengasi. Il primo
ministro ha denunciato il tentativo di colpo di Stato. Ma sarebbe troppo semplice descrivere gli eventi in Libia come
uno scontro tra rivoluzione e
ancien régime. Il governo ufficiale è ostaggio di milizie armate che regolarmente rapiscono
cittadini sospettati di collaborazionismo con Gheddafi e li
gettano in carceri segrete. Un
rapporto recente delle Nazioni
Unite parla di 27 persone morte per i postumi delle torture
subite in prigioni governative.

Francesco Semprini A PAGINA 3

Bologna,s’indagasulleletterechesollecitavanolascorta

Buongiorno

40522

FEDERICO VARESE

parte delle Alpi hanno costruito vagoni più larghi delle banchine dentro le quali sarebbero dovuti passare. Pare che sui
fianchi metallici spuntino venti centimetri di troppo: le famose maniglie dell’amore (poignées d’amour). Rimettere i treni
sul binario giusto costerà cinquanta milioni di euro pubblici,
per lo scorno di monsieur Dupont (il francese medio) e la gioia di madame Le Pen (la francese smodata) a cui stavolta i
voti arriveranno direttamente in carrozza. C’est pas possible!Einvecesì:bastachegliingegneriprepostiallacostruzione dei vagoni li progettino minuziosamente sulla carta senza
mai degnarsi di alzare il sedere (le derrière) per andare a misurare dal vivo la larghezza di una banchina. Si sono fidati di
dati antichi, di polverose mappe, quando sarebbe bastato re-

carsi nella più umile stazioncina di provincia con un righello.
Ah, la présomption! (presunzione)! Ah, la paresse (pigrizia)!
Ma da che monde è monde, sommando paresse e présomption si ottiene sempre una bêtise (stupidaggine).
Stiamoinfierendosuisocievolicugini,confidandonellaloro proverbialeautoironia? Fossesuccesso a noi,ci avrebbero
dedicato una sinfonia a base di smorfie di disgusto, scuotimenti di testa e raffiche di «mon Dieu!» Ma a noi non sarebbe mai potuto succedere, per la semplice ragione che qualche burocrate o contestatore avrebbe fermato la costruzione dei treni se non addirittura quella dei binari. Alla peggio
avremmo spacciato i vagoni grassi per una nuova moda. Altra classe, se permettete. Noi le stupidaggini le sappiamo
truccare da opere d’arte, e senza neanche darci tante arie.

Devolvi il tuo
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Portiamo avanti la ricerca
di Rita Levi Montalcini
per la lotta contro
le malattie degenerative
del sistema nervoso
come Alzheimer,
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Rita Levi Montalcini
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2 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

U

EUROPEE 2014

La pattuglia
degli euroscettici

LA SFIDA ELETTORALE

Londra apre le danze
Farage guida la carica
degli anti-Bruxelles

Olanda
Secondo
i sondaggi
il Partito per la
Libertà di Geert
Wilders può
arrivare al 30%

Oggi vota il Regno Unito. Il leader dell’Ukip: vinceremo
ALESSANDRA RIZZO
LONDRA

«Ma tu, chi sei?» chiedeva Nigel Farage, sprezzante e sarcastico, al presidente del Consiglio europeo. «Hai il
carisma di uno straccio bagnato e
l’aspetto di un impiegato di banca di
basso livello... Chi sei?». Oggi molti si
domandano la stessa cosa di lui: Chi è
Farage? L’esuberante euroscettico
inglese, birra in mano e sorriso stampato in volto, potrebbe risultare il
vincitore delle elezioni europee in
Gran Bretagna.
Secondo i sostenitori, Farage è
l’erede del conservatorismo britannico, il difensore degli interessi del
paese contro gli odiosi burocrati di
Bruxelles, il paladino dei lavoratori
inglesi contro gli immigrati. Per i detrattori, è un fomentatore di pregiudizi, un pericoloso razzista, un ipocrita che alimenta l’odio contro gli
stranieri ma impiega la moglie tedesca come assistente. Qualunque cosa si pensi del leader di Ukip, il partito che vuole la Gran Bretagna fuori
dalla Ue, Farage è emerso come la
forza nuova della politica britannica.

Intervista

Ha dominato la campagna per il voto
di oggi, che accorpa elezioni europee e
locali, con il suo stile di uomo del popolo e doti di formidabile comunicatore che anche gli avversari gli riconoscono. Farage parla a braccio, ha la
battuta pronta; nemico del politically
correct, è un provocatore nato che
sguazza nelle polemiche ed è capace
di uscirne indenne. Cinquant’anni,
quattro figli e un passato di trader nella City, Farage ama dire di sè che non è
un politico di professione. Eppure la
politica lo ha quasi ucciso. Nel 2010,
scampò per miracolo allo schianto del
piccolo aereo in cui viaggiava: lo striscione elettorale («Vota per il Paese.
Vota Ukip») si impigliò nella coda, facendo precipitare il monomotore. Deluso dai conservatori, ha fondato Ukip
ed è stato eletto tre volte nel parlamento europeo, l’istituzione dove nel
2010 pronunciò il discorso dello
«straccio bagnato» di fronte ad un
esterrefatto Van Rompuy.
Farage incarna il sentimento di diffidenza verso l’Europa, quando non di
aperta ostilità, ancora radicato nel paese nonostante siano passati 41 anni

Ungheria

27

AFP

Il leader dell’Ukip Nigel Farage

per cento
I consensi che, secondo
gli ultimi sondaggi,
hanno Ukip e laburisti
I conservatori sono al 23%

dall’adesione al blocco. È quel senso di
orgogliosa insularità che fece scrivere
al «Times» in un famoso titolo del 1957:
«Nebbia sulla Manica, Continente isolato». Ma Ukip cerca anche di intercettare il voto degli elettori provati
dalla crisi economica e delusi da Tory
e Labour, entrambi visti come espressione delle élite metropolitane.
Farage è certo di essere rieletto all’Europarlamento nel quale siede col

solo intento di ridicolizzarlo e, idealmente, sopprimerlo. Alla vigilia delle
elezioni, in cui 46 milioni di cittadini
sono chiamati alle urne, i sondaggi davano Ukip testa a testa con i laburisti,
relegando i conservatori di David Cameron in un’imbarazzante terza posizione. Ma è da tempo che Farage crea
grattacapi al primo ministro e ne influenza ile politiche: per esempio costringendo Cameron a promettere un
referendum per decidere se stare dentro o fuori la Ue, dopo le elezioni politiche del prossimo anno. All’Ukip sono
sicuri di stravincere. Allora chi è Nigel
Farage? Resta da vedere. Soprattutto
se sarà in grado di portare il suo movimento di protesta dai banchi di Strasburgo a quelli di Westminster.

Le Pen: “Saremo così forti
da fermare le politiche Ue”
La leader del Fn: stop al Trattato con gli Usa e all’allargamento

Jobbik,
movimento di
estrema destra
guidato da
Gabor Vona, è il
terzo partito

Germania
Alle elezioni del
22 settembre
Alternativa per
la Germania di
Bernd Lucke ha
preso il 4,7%

Svezia
Il re dei populisti
si chiama Jimmie
Akesson: a 35
anni è leader dei
Democratici
della Svezia

ALBERTO MATTIOLI
INVIATO A LE HAVRE

ultimo comizio non è dei più
esaltanti. Sarà che Le Havre non è proprio una roccaforte del Front national, sarà
che piove a dirotto, sarà che i francesi le europee le «sentono» perfino meno degli italiani (pare che solo il 40% abbia deciso di andare a
votare), fatto sta che sugli spalti
del cupo palazzone dello sport ci
saranno al massimo trecento persone. Pazienza. Per Marine Le Pen
i sondaggi sono ottimi. Secondo
l’ultimo, il suo Front national sarebbe al 24%, i sarkozysti dell’Ump
al 22 e i socialisti a un misero 17,5.
Le gradinate semivuote non sono
un problema. Lei, in ogni caso, inveisce diligente contro l’«Unione
sovietica europea», dà la carica ai
francesi, «dei leoni governati da
asini» (François Hollande ringrazia), tuona contro la Bce, l’Fmi, le
banche, la finanza, i tedeschi. E
poi, a comizio finito, sorseggia
champagne parlando con noi.

L’

Madame Le Pen, domenica sarete
il primo partito francese?

«Dirlo non mi sembra corretto. Lo
decidono i francesi, non i sondaggisti. Ma di certo è una possibilità
molto concreta».
Crede che a Bruxelles siano preoccupati?

«Credo che a Bruxelles siano nel
panico. Infatti contro di noi hanno
mobilitato tutto e tutti, politici ed
editorialisti, industriali ed ecologisti. Ma ci hanno fatto un favore: così hanno trasformato le elezioni europee in un referendum sul Fn».

Perché non ha fatto l’alleanza con
Beppe Grillo?

Favorita

«Bisogna chiederlo a lui. Credo però
che debba fare ancora molta strada
per essere davvero credibile. Sì, è
contro l’euro e contro la corruzione
dei politici, ma contestare non basta,
bisogna anche proporre».

Marine Le Pen
durante un
comizio
I sondaggi
danno il Front
National
come primo
partito
davanti
all’Ump

Insomma, rimpiange di non aver
fatto l’accordo?

La frase choc

Francia sommersa
dagli immigrati? Monsieur
Ebola può risolvere
il problema in tre mesi
Jean-Marie Le Pen
AFP

Nessuna alleanza con Grillo

Deve fare ancora molta
strada per essere credibile
Non basta contestare
L’immigrazione

I singoli Paesi devono
riprendersi la sovranità
e controllare il territorio
Marine Le Pen

Secondo i sondaggi, nel nuovo Parlamento europeo un deputato su
quattro sarà euroscettico. Ma allora
che ci andate a fare?

«Andiamo a bloccarlo. Il mio gruppo, perché spero che il Fn con i suoi
alleati sarà talmente forte da poter
costituire un gruppo, si batterà per
impedire ogni ulteriore allargamento dell’Europa, per respingere il
trattato di commercio in discussione con gli Stati Uniti, per fermare le
politiche di austerità che servono
solo alle banche e, in generale, per
dire di no a qualsiasi decisione contraria agli interessi della Francia».
Per esempio, le ondate di immigrati
che si stanno abbattendo su Lampe-

dusa sono un problema europeo o
italiano?

«Un problema europeo, anche perché la maggioranza dei migranti
che arriva in Italia non si ferma
certo lì. Quindi è anche un problema francese, tedesco o svedese,
per citare i Paesi che ne accolgono
di più. Ma la soluzione, quella, non
è europea, è italiana. Solo riprendendo la sovranità, quindi il controllo del proprio territorio, ogni
Paese potrà decidere la sua politica e gli strumenti per applicarla.
Bloccare l’immigrazione incontrollata in Francia significa bloccare la pompa aspirante che attira
i migranti in Italia».

«Rimpiango il fatto che dei patrioti non capiscano che solo l’unione
di tutti i patrioti potrà salvare
davvero i nostri Paesi. Al di là del
settarismo».
Invece con la Lega l’accordo è
solido?

«Ci conosciamo bene e da molto tempo. Ma c’è stata una svolta. Prima,
come molti partiti regionalisti, anche la Lega era abbastanza favorevole all’euro. Poi è arrivata la svolta con
l’elezione di monsieur Salvini, che ha
preso chiaramente posizione contro
l’Unione europea».
Altri partiti italiani con i quali pensa
di poter lavorare?

«Fratelli d’Italia. Mi sembra che abbiamo molti punti in comune».
Ultima domanda. Ieri (martedì, ndr)
suo padre Jean-Marie ha fatto scalpore, come al solito, spiegando che
la soluzione al problema dell’esplosione demografica del terzo mondo
è «monsieur Ebola», che «in tre mesi
potrebbe risolvere la situazione...

«Una semplice osservazione, magari un po’ cruda, che è stata snaturata per montarci sopra una piccola manovra pre elettorale. Se credono di fermarci con questi sistemi, beh, si sbagliano».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Primo Piano .3

.

FRANCESCO SEMPRINI
ASTANA (KAZAKISTAN)

a riforma della
burocrazia è il
passaggio obbligato per la rinascita dell’Italia,
per azzerare gli spread, sconfiggere
il populismo e conquistare la credibilità che il Paese merita in Europa e
nel mondo». Romano Prodi sceglie il
palco dell’Astana Economic Forum,
in Kazakistan, per lanciare il suo
messaggio al governo Renzi, alla vigilia delle elezioni europee.

«L

Un anno fa, proprio qui, ci disse che
la ricetta di austerità di Berlino fa
male alla stessa Germania. Angela
Merkel ha colto il suggerimento?

«Ma neanche per sogno. L’Europa
continua ad agire in modo sparso dal
punto di vista politico, proprio come
prima, la Commissione non ha fatto
proposte sostanziali e prevale l’austerità. Solo la Bce ha creato un minimo di contropotere».

Le riforme
Per Romano Prodi
la prima riforma che
Matteo Renzi
avrebbe dovuto fare
è quella della
burocrazia: una volta
snellita la macchina
pubblica italiana
anche i mercati
potrebbero tornare
a scommettere
sul nostro Paese

Chi ne soffre di più?

«L’Italia, come gli altri Paesi molto
indebitati, visto che il Pil non cresce».

ROMANO PRODI

Cosa si aspetta da queste elezioni
europee e cosa teme di più?

«La risposta è la stessa, una forte
avanzata dei partiti antieuropeisti,
perché sono riusciti a far passare la
correlazione tra crisi ed Euro anziché tra crisi e politiche sbagliate.
Un quadro tempestoso, avrà pure
delle speranze.

«Mi auguro che dinanzi a questo
scontato successo, dannosissimo per
il lungo periodo, si possa creare un’alleanza più attiva, un governo più forte a livello di Commissione che, costretto da questo assedio, prenda le
decisioni che avrebbe già dovuto
prendere».
In questo progetto che ruolo avrà
Renzi?

«Può avere la funzione di condensatore di alleanze che possono cambiare la politica europea. Alla scalata del
populismo bisogna reagire, non biasimare o piangersi addosso. Renzi
può interpretare i problemi di molti e
non solo dell’Italia. Francia e Spagna
non stanno meglio di noi, pensano di
starci. Per questo serve una grande
convergenza di interessi».
Parliamo però della stessa Europa
che chiese a Timothy Geithner di far
cadere Berlusconi, chi fece la proposta indecente?

«Potevano essere ministri, ma può
essere anche una balla, mi viene in
mente un proverbio reggiano, “se è
vero è una gran bugia”».
Che vantaggio avrebbe avuto l’ex
segretario Usa a inventare?

«Ognuno può dare colore alla sua vita».
Cosa si aspetta dalla presidenza italiana all’Ue?

«Che dal primo luglio faccia proposte
diverse, per una politica energetica
europea, per integrare le reti elettriche e di nuove tecnologie. Mi aspetto
che l’Europa si svegli e si modernizzi».

I problemi

La politica europea
continua ad agire
in modo sparso
dal punto di vista politico,
la commissione non ha
fatto proposte sostanziali
e la politica
è ancora di austerità
La riforma che Renzi deve fare

Il vero problema italiano
è la burocrazia, noi siamo
isolati perché nessuno
ci capisce niente su come
funziona
l’amministrazione,
su questo vedo
serie difficoltà
Grillo e Le Pen

I loro populismi sono
uguali, forse Le Pen ha
fatto qualche proposta
costruttiva in più,
ma l’obiettivo comune
è prendere il potere
e recidere ogni legame
con l’Europa

ODD ANDERSEN/AFP

“Altri danni dall’austerità
Solo la Bce ha provato
a frenare la Merkel”
L’ex premier: “L’Italia soffre di più perché è più indebitata”
Intanto gli spread si allargano: si paga
l’incertezza e il ritardo delle riforme?

«Attenzione. Le riforme bisogna farle e
in fretta. Dall’esterno però si conferisce
un peso sbagliato alle nostre riforme:
non è il costo del lavoro il problema, ma
come il lavoro viene fatto, le sue regole e
l’organizzazione. Il nostro costo del lavoro è molto inferiore a quello tedesco,
di poco inferiore a quello francese e poco superiore a quello spagnolo. Il vero
problema italiano è la burocrazia, noi
siamo isolati perché nessuno ci capisce
niente su come funziona l’amministrazione, su questo vedo serie difficoltà».
Renzi dovrebbe fare sforzi maggiori in
materia?

«La gerarchia dei valori è essenziale. Il
governo deve essere consapevole che
la priorità è la riforma del nostro incomprensibile sistema pubblico. Sono
sicuro che una volta fatta questa, gli
spread andranno a zero».

Le fa più paura il populismo della Le
Pen o quello di Grillo?

«È uguale, forse Le Pen ha fatto qualche proposta costruttiva in più, ma
l’obiettivo comune è prendere il potere
e recidere ogni legame con l’Europa».
Renzi ha detto che porterà il problema
libico all’attenzione dell’Onu, che ne
pensa?

«Il caos in Libia e la questione dei migranti sono frutto di una guerra sbagliata che ha creato un dramma di
ampiezza colossale. Lavorando in
Sahel me ne sono reso conto. È ora
che ognuno si assuma le proprie responsabilità».
Da una crisi all’altra, Putin sta tentando di sostituire l’Europa con la Cina nel
suo portafogli clienti di gas naturale?

«La direzione è quella, c’è un riavvicinamento notevole, ma i tempi saranno più
lunghi di quelli che possono sembrare».
A proposito di Onu, c’è chi la da prossi-

mo Segretario generale?

«Non ci penso lontanamente ora, figuriamoci fra due anni».
Allora pensa al Pd?

«Ci ha provato anche l’anno scorso con
questa domanda. Mi auguro solo che il
Pd abbia successo, perché è l’unico
punto di riferimento dell’Italia».

Jena
Lunedì
E se domenica Renzi perde
noi lunedì mattina
che facciamo? Colazione.

jena@lastampa.it

jena@lastampa.it

4 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO

Taccuino

I TIMORI DEI PARTITI

MARCELLO
SORGI

L’ora della prudenza
Renzi: se vince Grillo
io non mi dimetto
Tutti i leader abbassano l’asticella dei sondaggi
La giornata
di

UGO MAGRI

A

lle 9 di mattina lo
spread (rieccolo)
era balzato a 200
punti. Pure la
Borsa andava
male. Un tam-tam aveva sparso la voce di un Grillo inarrestabile, per cui grande agitazione... Poi, però, il trend si è
rovesciato, Piazza Affari ha
chiuso col segno più. Anche
qui la spiegazione è legata ai
sondaggi, che nei santuari
della finanza circolano sottobanco: dopo quelli del mattino
favorevole ai Cinque stelle, ne
sono circolati altri che vedono
Renzi in testa, da cui l’effetto
calmante. I bookmaker pagano 2,5 una vittoria grillina: segno che giudicano a rischio
metterci su dei soldi.
E i protagonisti? Nei loro
pronostici, di colpo, sono diventati prudentissimi. Quasi
umili. Casaleggio, ad esempio,
confida a Travaglio che gli basterebbe un voto in più del 26
per cento conquistato dal
M5S nel 2013. Berlusconi era
partito dando per sicura Forza Italia al 25 per cento, successivamente era calato al 20,
ora non disdegnerebbe un 1819 (dei voti persi per strada
darà la colpa ad Alfano). Renzi non fissa asticelle. «I dati
delle ultime ore sono straordinariamente incoraggianti»,
infonde fiducia ai suoi. Però
ospite dalla Gruber mette le
mani avanti, «se vince Grillo
non mi dimetto, decide il Parlamento». Gli basterebbe anche meno del 30, così assicura, a patto di avere «il gruppo
più numeroso nel Parlamento
europeo», visto in fondo che di
Europa si tratta. Tutti discorsi inevitabilmente viziati dalla
propaganda. Il premier sa che
non gli basterebbe vincere
per un pelo: se vorrà evitare
fibrillazioni, deve tenere Grillo a debita distanza, altrimenti nel Pd comincerebbero subito a rimproverargli di non
essere l’antidoto giusto al populismo, contro cui Napolitano ha messo ieri in guardia
dalla Svizzera (Marchionne
totalmente d’accordo con lui).
Stesso discorso per i Cinque Stelle. Il loro vero obiettivo è, quantomeno, mettersi
sulla scia del Pd, in modo da
tentare il sorpasso al prossimo rettilineo. Casaleggio sul
«Fatto» già prefigura un ruolo
da ministro per sé e per Beppe, salvo precisare in una nota
che i futuri incarichi di governo verranno decisi dai cittadini on-line. E sempre on-line si
svolgeranno i processi alle
«tre categorie di distruttori»,
all’«orrendo trio», che nella
visione M5S sono giornalisti,

industriali e politici (sul sito
grillino l’editto integrale), tutti
senza distinzione gettati nel falò del risentimento collettivo. A
sua volta l’ex comico deve subire le ingiurie dell’ex Cavaliere
che ospite da Vespa insiste nel
dargli dell’«assassino» per il
triplice omicidio colposo com-

messo nel 1981, «un incidente
d’auto che ha voluto lui» va giù
pesantissimo Berlusconi. Il
quale così ritiene di vendicarsi
per gli epiteti ricevuti da Grillo
(«pregiudicato») e soprattutto
della minaccia poi ritirata di vivisezionare Dudù, cui Silvio
vuole più bene ormai che agli

«Balotelli
voterà
Forza Italia»
Questa
la previsione
di Giovanni
Toti, che ha
«svelato»
il voto
del calciatore

FABIO CIMAGLIA/LAPRESSE

Il premier Matteo Renzi

umani. Rinfaccia a Renzi di essere diventato comunista.
L’unica carta a sorpresa da
quella parte la gioca Toti, rivelando che secondo lui Balotelli
voterà Forza Italia.
Con queste premesse non è
difficile per Renzi accomunare i
rivali, «due facce della stessa

medaglia», e cestinarli insieme
(«In Europa non abbiamo bisogno di pagliacciate»). Stasera
alle 18 parlerà in Piazza del Popolo a Roma. Berlusconi lo precederà di mezz’ora all’Eur. Invece Grillo invoca masse oceaniche domani a San Giovanni,
per la spallata finale.

Il premier
e i timori
per gli effetti
sul governo

G

rillo prepara il suo
show finale, previsto
per domani pomeriggio a Piazza San Giovanni a
Roma, con una serie di colpi a
sorpresa. Dopo la serata
«moderata» da Vespa, e dopo
l’annuncio, ieri, in un’intervista a Marco Travaglio sul
«Fatto», che Grillo e Casaleggio sono pronti a fare i ministri, serviva un aggiustamento di linea per la parte più radicale del popolo della rete.
Ecco quindi i tribunali popolari in cui, oltre a imprenditori e giornalisti, dovrebbero
essere processati, dopo la vittoria che il leader di M5S continua ad annunciare, Napolitano, Renzi, Berlusconi e
Monti, per i quali tra l’altro
sarebbero pronte le celle nel
castello di Lerici.
Anche se è difficile prendere sul serio argomenti come questi (e Grillo tra l’altro
ne approfitta per un gioco di
continui aggiustamenti e
smentite), è chiaro l’obiettivo di occupare la scena fino
all’ultimo momento della
campagna elettorale. Il linguaggio è truce, i tribunali
popolari ricordano quelli
delle Brigate rosse, ma il leader del Movimento, che fino
all’altro ieri ripeteva e assicurava che i grillini non pensano di fare la rivoluzione,
può far finta in ogni momento di aver scherzato.
Renzi è quasi solo ormai
ad accettare la sfida della
campagna in crescendo di
M5S, a ribattere colpo su colpo (ha trattato da «poltronisti» gli aspiranti ministri
Grillo e Casaleggio), e a prepararsi anche lui a chiudere il
suo tour elettorale in Piazza
della Signoria a Firenze, accettando la sfida del numero
dei partecipanti, e non solo
dei telespettatori, alle manifestazioni finali. La scelta del
Presidente del Consiglio è di
contrapporre alla propaganda «pop» l’appello a rafforzare il governo per metterlo in
condizione di proseguire il
proprio lavoro e realizzare il
programma di riforme interrotto a causa delle divisioni
preelettorali. Renzi continua
a ripetere che le elezioni europee non sono un referendum sul governo. Ma sotto
sotto sa che sarà impossibile
sterilizzare i risultati del 25
maggio. Un’eventuale vittoria del Movimento 5 Stelle,
che continua a considerare
impossibile, sarebbe assai
difficile da digerire, sia per il
governo che per il Pd. Una
vittoria, ma solo di un’incollatura, del premier, congelerebbe gli attuali equilibri di
maggioranza
(nessuno
avrebbe più voglia di andare
ad elezioni anticipate), ma
senza dare al governo la spinta di cui ha bisogno.
La preoccupazione per
l’avanzata delle forze populiste del resto riguarda tutta
l’Europa. All’allarme che Napolitano ha ripetuto anche ieri s’è affiancato a sorpresa,
quasi con le stesse parole,
quello dell’amministratore
delegato di Fiat-Chrysler
Marchionne. Un altro segno
del peso che il voto di domenica può avere sulle prospettive del Paese.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Analisi
FABIO MARTINI
ROMA

è qualcosa di nuovo,
anzi di molto antico
in arrivo dal Sud.
Una messe di voti
ribellisti e di disperazione, un possibile boom del Cinque Stelle che finirebbe per collocare un’intera area del Paese all’opposizione. Certo, per ora si tratta soltanto di una sensazione, ma
molto diffusa in tutti i partiti, in
particolare tra coloro che sono impegnati nella campagna elettorale.
Una sensazione confermata dalla
decisione di Matteo Renzi di chiedere improvvisamente gli straordinari ad alcuni suoi ministri: Roberta Pinotti, Giuliano Poletti, Maria Elena Boschi, Andrea Orlando,
Maurizio Martina, Graziano Delrio
hanno dovuto trasferirsi al Sud,
impegnati nelle ultime 48 ore in
una full immersion. E la Boschi
ammette: «Sì, il test nel Mezzogiorno rischia di diventare decisivo per il successo nel Paese».
Ma c’è di più. Il presidente del
Consiglio aveva fatto sapere che
domani – a distanza di pochissimi
giorni dal comizio in piazza Politeama – sarebbe tornato a Palermo,
in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Un bis plateale
da collegare al tam-tam che dà
Grillo in testa in Sicilia? Ovviamente da Palazzo Chigi non confermano una lettura a tinte così forti, sta
di fatto che ieri Renzi ha rinunciato
al viaggio, per fugare il sospetto di
una presenza elettoralistica. Ma
sul forfeit di Renzi ha pesato anche
l’eventualità di ritrovarsi sul palco
di Palermo, a fianco dei protagonisti di una polemica furibonda tutta
interna alla sinistra, quella che divide il presidente della Regione Sicilia e il candidato alle Europee
Giovanni Fiandaca. E la Boschi
chiosa: «Basta con le divisioni del
Pd in Sicilia, altrimenti si rischia di
fare un regalo a Grillo».
Ma il Pd lacerato al Sud da faide
intestine, non è il principale motivo del sommovimento elettorale
che si sta preparando. Ci sono ragioni strutturali che un parlamentare di grande esperienza come
Pino Pisicchio, entrato alla Camera nel 1987, spiega così: «Al Sud il
voto clientelare di una volta non
esiste più, non c’è quasi più nulla
da scambiare o promettere, sia
perché si sono ridotti i rubinetti
della spesa pubblica, sia perché il
“patrono” politico non sta più al
governo in eterno, come capitava
con la Dc». E se il clientelismo ha
meno armi che nel passato, il sentimento dilagante è la rabbia: «Da
noi - dice il pugliese Rocco Palese,

Giovanni Fiandaca (Pd)

Così un anno fa
ABRUZZO
25,43%
21,56%
25,56%

SARD
25,20%
20,40%
29,73%

MOLISE
22,60%
21,05%
27,69%

C’

Legenda

PUGLIA
18,46%
28,91%
25,49%
BASILICATA
25,68%
19,08%
24,27%

CAM
21,83%
29,80%
23,16%
CAMPANIA 2
21,93%
28,15%
21,13%

18,65%
26,18%
35,55%
SICILIA 2
18,59%
26,83%
32,74%

CALABRIA
22,36%
23,77%
24,86%
CIRCOSCRIZIONE
C
IR
RCOSCRIZZIO
ONE SUD
SUD
((Abruzzo,
Abruuzzoo, Molise,
Mo se, Campania,
Camppaaniaa,
Puglia,
PPu
ugliliaa, Basilicata,
B
Baasi caata
ta, Calabria)
Ca abbria
ia)
21,17% 11.567.818
5667 8188 voti
voti
27,15% 22.009.905
.0009.905
24,53% 11.816.603
8166 603

C
CIRCOSCRIZIONE
IR
RCOSC
SCR ZIO
O
ON
NE ISOLE
ISSO
OLLE
((S
(Sicilia,
Sicilia
l a, Sardegna)
Sarddegna
na)
20,39% 701.002
701
01.0002
24,88% 8855.221
55.2221
32,55% 1.118.798
1 11
118 798
- LA STAMPA

Voti ribelli e addio clientele
Il sisma elettorale del Sud
Divisioni locali e ondata M5S: il Pd spedisce i suoi ministri

32,8%
Palermo
Nella città siciliana,
nel 2013 il M5S
è risultato essere
il partito più votato

36,87%
Agrigento
I voti al Movimento
sono stati più del doppio
di quelli presi
dal Pd (15,96%)

Primo Piano .5

.

parlamentare emergente dell’ulti- tante: l’incazzatura silente». Effetma leva di Forza Italia - la quasi to- tivamente un anno fa i Cinque Steltalità dei giovani sotto i 30 anni si le sono stati il primo partito in una
prepara a votare per Grillo. Rab- città Palermo (32,8%) ma anche in
bia, ma anche qualcosa che somi- tanti paesi dell’entroterra meridioglia ad una moda, direi una nuova nale, come Canicattì (36,7%) o cotendenza. Anche al Sud sta arri- me Grotte (addirittura 40,6%). Sovando una società post-ideologica stiene il professor Mauro Calise,
e post-partitica».
autore di alcuni dei
Dunque centiIL POLITOLOGO CALISE saggi politologici
naia di migliaia di «Visto il contesto, la vera più significativi degiovani, ma Grillo
gli ultimi anni: «I
al Sud è solo que- notizia sarebbe se Renzi Cinque Stelle paraccorciasse il distacco» tono già da un risto? Dice il napoletano Enzo Amensultato alto e il
dola, già segretario del Pd campa- contesto è il più favorevole per lono: «Attenzione, l’unica certezza ro: le Europee non mobilitano il voper ora è che per la prima volta il to micro-notabilare, che ancora
partito-leader al Sud, il Pdl, avrà esiste; non si vota per il governo;
una caduta forte. E quanto al voto quanto ai tantissimi giovani senza
al Cinque Stelle non si alimenta lavoro perché non dovrebbero vosoltanto di rabbia o di insurrezio- tare Grillo che denuncia i signori
nalismo: nelle ultime Politiche nei della austerità? In questo contesto
grandi centri della provincia cam- la vera notizia sarebbe quella oppana loro sono andati fortissimo, posta al frame prevalente: Renzi
intercettando un fenomeno impor- che accorcia le distanze al Sud».

“Qui c’è sofferenza
e i masanielli
attirano consensi”
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

Giovanni Fiandaca, ordinario di Diritto penale a
Palermo, è uno dei candidati più illustri del Pd.
Sta girando la Sicilia per una campagna elettorale sempre più in salita. Nel frattempo polemizza ferocemente con Rosario Crocetta, il Governatore siciliano, del suo stesso partito.
Professore, è vero che Grillo dilaga in Sicilia?

«Purtroppo la gente è ormai convinta che l’Europa sia sinonimo solo di austerità, di tagli, di
ostacoli alla crescita. Per fortuna, però, non
sono pochi i giovani che hanno ben chiaro che
la possibilità di uscire dalla crisi non è connessa alla fuoriuscita dall’Europa, ma a un nuovo
modello di integrazione. Dico i giovani più consapevoli e più colti. Ma è anche vero che l’elettorato non è fatto solo di colti e di consapevoli.
E qui la sirena grillina risulta molto attraente.
Voglio sperare però che l’affermazione dei
grillini in Sicilia non sia così eclatante come
qualcuno crede».
L’isola ci ha abituato ai cappotti elettorali.

«La Sicilia è anomala politicamente, come tutti
sappiamo. È
molto protestataria. Ha la
tendenza a fare i cappotti. E
siccome c’è
tanta gente
che soffre, qui
i capipolo, i populisti, i masanielli purtroppo attraggono».

Giovanni Fiandaca

Sarà sufficiente,
allora, contrapporre la speranza alla rabbia?

«Guardi, io mi
considero uno studioso illuminista, erede di
Sciascia, e preferisco contrapporre la ragione
alla rabbia. Mi piace pensare alla necessità di
una concretezza competente. In tutti i campi.
Anche in quello dell’antimafia».
Ecco, veniamo alla polemica ultima.

«Persino don Ciotti, pur sottolineando l’importanza dell’educazione morale, dei riti, e
dei simboli, si è accorto che un certo tipo di
antimafia corrente è diventata retorica in
senso deteriore».
Intanto Crocetta l’ha attaccata a testa bassa, dandole del «negazionista». Lei ha risposto con «stalinista». Il Pd si spacca e gli
altri se la godono?

«Io rivendico il diritto di criticare, se è il caso, le
scelte politiche di tutti. Non credo si possa dire
che il governo Crocetta abbia dato risultati significativi in termini di crescita».
E secondo lei quanto quell’antimafia retorica
sfocia nel complottismo?

«Purtroppo c’è molta ignoranza, disinformazione e mancanza di consapevolezza. I grandi
ayatollah dell’antimafia ne approfittano. C’è un
modo di fare antimafia che è molto emotivo e
anche molto strumentale».

6 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

U

VERSO IL VOTO

«D’accordo con il Capo dello Stato»
Marchionne:«Populismorischioreale»

IL PRESIDENTE IN SVIZZERA
Ha
detto

1 «Il populismo è un rischio

reale». È l’allarme che lancia Sergio Marchionne, commentando
le elezioni europee di domenica
prossima, a margine del convegno organizzato a Washington
alla Brookings Institution sul
salvataggio dell’industria dell’auto americana. L’amministratore delegato della Fiat e della
Chrysler è partito dalle considerazione del presidente della Repubblica: «Sono totalmente
d’accordo con Napolitano: il populismo è un rischio reale». La
responsabilità di questa minaccia, però, ricade anche sulle
spalle di chi non ha saputo pre-

L’appello ai giovani

Non bisogna mai
lasciarsi impressionare
da manifestazioni
di insufficienza
istituzionale e politica,
come anche dalle
difficoltà nella crescita

La visita a Lugano
Il Capo dello Stato con il presidente della
Confederazione Elvetica Didier Burkhalter

Sergio Marchionne

venirla: «Credo - ha aggiunto che la classe politica europea
abbia gravi responsabilità, per
non essere riuscita a dare risposte credibili agli elettori». [P. MAS.]

AP

Napolitano: “Più fiducia nell’Italia”
Il discorso all’Università della Svizzera Italiana: “Serve maggiore serenità nell’affrontare le nostre vicende”
ANTONELLA RAMPINO
INVIATA A LUGANO

A quattro giorni dal voto, mentre a votare si comincia già oggi in paesi come Gran Bretagna e Olanda che son non meno esposti di noi al vento del
populismo eurofobico, Giorgio
Napolitano lancia un invito alla
serenità e alla fiducia. Sentimenti, rivela, che sono per lui
stesso un costante e necessario esercizio: guardare oltre la
contingenza, che pure nell’attesa di un risultato che non nasconde di «sperare sia di conferma del sentimento europeo
e dell’impegno volontariamente assunto sessant’anni fa per
la costruzione di un’Europa

unita», è però riempita da un clima politico incandescente che
contribuisce non poco a mettere
a rischio nuovamente l’Italia sui
mercati.
A ben guardare, dopo l’appello al voto per l’Europa che «ci ha
portato progressi economici, diritti e pace», e per battere appunto il populismo, il richiamo a
quei sentimenti che per le istituzioni - e non solo - sono un vero e
proprio patrimonio è perfettamente complementare. Bisogna
avere fiducia nell’Italia, con serenità, dice agli italiani e al mondo Giorgio Napolitano: «Non bisogna mai lasciarsi impressionare e deviare da manifestazioni
di insufficienza istituzionale e

politica, come anche dalle difficoltà nella crescita economica e
sociale del nostro Paese». Parla
a braccio dal podio dell’Università della Svizzera Italiana lodando l’«alto valore umanistico
dell’unico ateneo italofono al
mondo» ma, mentre guarda il
presidente svizzero Didier Burkhalter seduto in prima fila, è
agli italiani che il presidente
pensa. È a loro, squassati da una
campagna elettorale dai contenuti e toni devastanti, che ricorda il valore della serenità, virtù
dei forti che si mette alla prova
nei momenti difficili: «Vi esorto
a considerare con serenità le vicende italiane, che è quel che anch’io faccio a mia volta...Badate

che la serenità, anche per chi
possa avere una vocazione caratteriale ad esercitarla, non è
mai scontata». Insomma, anche
e perfino per chi - come di Napolitano disse Malaparte - sa restar calmo anche dentro l’apocalisse, «la serenità è sempre frutto di uno sforzo», eppure «è di
serenità che abbiamo forte bisogno in Italia, e in questi momenti
di accesa competizione politicoelettorale».
E poi un esplicito invito del
capo dello Stato agli osservatori
stranieri, categoria nella quale
sono evidentemente ben compresi i famosi mercati che sembrano al momento aver ripreso
nei confronti dell’Italia un atteg-

giamento perlomeno di cautela
e scetticismo, di cui è evidente
termometro l’andamento degli
spread. Mentre invece, ribadisce Napolitano, «vi sono ragioni
fondamentali di fiducia nel nostro popolo e nella nostra nazione per le energie che riesce a
sprigionare, per le potenzialità
che ancora esprime in un mondo
così profondamente mutato».
E tra questi veri e propri asset nazionali, in un discorso tenuto a braccio in un’istituzione
universitaria straniera, Napolitano mette proprio il richiamo
alla cultura: «l’Italia non deve dimenticare mai questo punto fermo, contiamo nel mondo per il
retaggio culturale che rappre-

sentiamo, al di là degli alti e bassi
della storia nazionale e delle vicende interne». E, aggiunge con
un certo orgoglio, «ho contribuito anch’io, nell’ambito delle mie
prerogative costituzionali», evidente richiamo all’ancora recente nomina da senatori a vita appunto ad illustri personalitá della cultura, quali Renzo Piano,
Elena Cattaneo, Carlo Rubbia, e
il compianto Claudio Abbado.
Dunque, occorre che l’Italia
abbia fiducia in se stessa, perché
anche il resto del mondo possa
averla nell’Italia. Andare alle urne per l’Europa è poi l’ovvia e naturale conseguenza, per permettere all’Italia di «essere più
assertiva in Europa».

1

U

VERSO IL VOTO
IL MOVIMENTO

In braccio
Come Benigni con
Berlinguer, Di Battista
prende in braccio Grillo

Grillo nella tana di Renzi
“Nel Pd non più operai
ma figli di massoni”
La minaccia: processi contro i giornalisti dopo le elezioni

Reportage
CARLO BERTINI
INVIATO A FIRENZE

L

a serata è afosa, lo spettacolo del catechizzatore che si
cala in partibus infidelium,
nella terra dei non credenti,
è di quelli da non perdere. E
dunque non sorprende che la piazza sia
piena come un uovo e non è un caso se
le urla di giubilo all’arrivo del “camper
di Beppe” fanno credere che gli astanti
siano tutti già da tempo convertiti. Grillo viene a cantare messa a Firenze nella
stessa agorà, Santissima Annunziata,
dove Renzi ringraziò i suoi concittadini
subito dopo esser stato eletto sindaco.
Per fargli vedere quanto sia capace di
trascinare all’ovazione i suoi concittadini. Radioso in volto per il piacere di
poterlo insidiare in una piazza “sua”,
perché si sa che le sfide in trasferta sono le più godute.
Arriva preceduto da una selva di at-

tacchi: l’ultimo del Pd per la «voglia di cosa che è cambiato», esordisce Grillo.
poltrone», innescato da quel «perché no» «Ora hanno paura, dicono già che se vindi Casaleggio, che intervistato da Trava- ciamo loro non vanno via, vediamo, vediaglio, apre all’ipotesi di poter fare un gior- mo». Ed esplode il coro del «tutti a casa».
no il ministro. E Grillo? «Bisogna chiede- Parla della «leggera umiliazione di andare
re a lui, io lo vedrei bene». Dopo la piog- da Vespa, che non ha fatto entrare il mio
gia di proteste, arriva la smentita (deci- plastico ma Berlusconi sì».. Ma svela anderà la rete chi andrà al governo), ma re- che una vena di autocritica quando amsta sul terreno il segnale di una fuga in mette «non sono riuscito a esprimermi»,
avanti per incutere terrore negli avver- come a dire di non esser riuscito in pieno a
sari. Ore prima, di buon mattino, Grillo farsi capire. E ritorna sulle tre categorie
evoca i tribunali del popolo, processi e li- messe all’indice, che «un po’ dovranno riste di proscrizione per giornalisti, indu- spondere agli italiani di trent’anni di distriali e politici «che
sgrazie». Quella stamvengono un gradino
LA NUOVA PROSPETTIVA pa «che le tenta tutte,
più in basso delle mesta lì nascosta a
Di Battista sul palco: che
retrici». «Un orrencercare qualche com«Siamo pronti a diventare mento di qualche disdo trio che va giudiforza di governo» sidente».
cato con un processo
popolare, mediatico,
Racconta di quella
che inizierà dopo le elezioni europee».
televisione che «manda le risate registraLa sera sale sul palco fiorentino dopo te di gente morta anni fa» e giù risate. Di
che Alessandro Di Battista, Massimo Ar- Berlusconi «preoccupato delle sue azientini, Alfonso Bonafede, portavoce dei de che stanno andando a picco, delle tre
5Stelle alla Camera, suonano la carica. E tivvù pubbliche in mano ai partiti. Mi danora «iniziate a entrare nell’ottica di essere no del cattivo, di Hitler e io ho detto sono
forza di governo», urla Di Battista ai mili- oltre, siamo Charlie Chaplin». Avverte
tanti per lanciare al meglio l’ingresso del che dopo aver vinto le europee, «andremo
leader. Lo prende in braccio sul palco co- a Roma, ma noi siamo francescani. Il nome fece Benigni con Berlinguer. «C’è qual- stro movente è far diventare i cittadini

MAURIZIO DEGL’INNOCENTI/ANSA

stato, non è trenta o quaranta o sessanta,
ma cento per cento. Noi siamo la visione
di un altro mondo». E scoppia l’ovazione.
Ed ecco la novella, «mi sono accorto che
siamo un movimento cristiano, non capivo cosa sia esser sereni e la felicità è una
cosa sola: condividere delle cose con altri». Poi evoca l’apocalisse, «siamo un meteorite che cambierà questo Paese»; lancia la botta a quelli del Pd «che non sono
più figli di operai ma di massoni». E sfotte
quelli che dicono «non abbiamo i programmi», mentre i militanti in piazza distribuiscono i volantini con i sette punti
per l’Europa. Abolizione del fiscal compact, adozione degli eurobond, alleanza
tra i paesi mediterranei per una politica
comune, investimenti in innovazione
esclusi dal 3% annuo del deficit di bilancio,
finanziamenti per attività agricole finalizzate ai consumi nazionali interni, abolizione del pareggio di bilancio. E ultimo, referendum per la permanenza nell’euro.
Esalta il valore della tecnologia, parla
di F35, strappa la risata con la parabola
del “Drone Padulo”, insomma sfodera il
meglio del suo repertorio, la piazza apprezza. Lui si scalda, «grido troppo, se mi
viene un infarto siete rovinati». E li manda in delirio.

MATTIA FELTRI

N

on per rovinare la
festa ma, al
giocondo progetto di
Beppe Grillo - processare
politici, industriali e
giornalisti, l’«orrendo trio»
la cui lista di imputati sarà
presto pronta, un processo
on line lungo un anno con
prove, testimoni e capi
d’accusa, il pm-cittadino
che cambierà per ogni
incriminato, la web
sentenza degli iscritti manca un piccolo dettaglio:
l’avvocato. Niente di che, ne
basta uno che a un certo
punto si appelli alla
clemenza della corte.

8 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

gg Dossier/Un posto in Europa
GAETANO QUAGLIARIELLO (NCD)
GUIDO CROSETTO (FDI)

g

Ex ministro

Nordovest

Gaetano
Quagliariello
è il coordinatore
nazionale
del Nuovo
centro destra

Guido
Crosetto è
candidato
nel
Nord-Ovest
per Fratelli
d’Italia

a
La battagli m
u
per il quor

GIACOMO QUILICI/
IMAGOECONOMICA

DANIELE SCUDIERI/
IMAGOECONOMICA

“Da lunedì avremo
“Se ci fermiamo al 3,9%
più peso nel governo” vinceremo lo stesso”
“Il nostro successo darà impulso alle riforme”
FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

«Noi di Ncd ci troviamo nelle
condizioni di uno studente di
buona qualità che deve fare
la maturità con un anno di
anticipo», è la metafora che
usa il coordinatore nazionale
Gaetano Quagliariello.
E che fa lo studente che arriva alla maturità in anticipo?

«Studia tutta la notte. Così è
sicuro di prendere la sufficienza, poi tutto quel che viene in più è meglio».

È sicuro della sufficienza,
cioè il quorum del 4% ?

«Non lo metto nemmeno in
discussione».

Non teme possano danneggiarvi i problemi giudiziari
di qualche esponente di
Ncd?

«Noi abbiamo dimostrato
uno stile diverso rispetto al
vecchio centrodestra: siamo
garantisti, ma non pensiamo
che il garantismo possa apparire come pretesa di impunità».
Ma quanto pensa che questi problemi possano incidere sul vostro risultato?

«Sono convinto che non incideranno perché di fronte alle
difficoltà ci siamo comportati di conseguenza. Quelle di
Romano (ieri ha ritirato la
candidatura alle Europee,
ndr.) sono solo le ultime dimissioni date per non creare
difficoltà alle istituzioni e al
partito».
Quindi lei è certo che arriverete in Europa…

«Se superiamo l’esame per
noi si spalancano le porte del
futuro».
Che significa? Se doveste
andare molto bene questo
avrebbe conseguenze sul
governo e i suoi equilibri?

«Non è un problema di posti
ma di peso politico: no a una
poltrona in più, sì a più peso
politico nel governo».
E quanto inciderà il voto sul
destino delle riforme?

«Se le forze di governo
avranno un buon risultato, le
riforme andranno avanti. Noi
le abbiamo mandate avanti
anche quando Berlusconi le
voleva bloccare, e se avremo
un buon risultato si potranno
fare bene, evitando per
esempio che il Senato diventi
un dopolavoro dei sindaci del
Pd».
Una stoccata a Renzi: se andrete bene dovrà ascoltarvi
di più?

«Vogliamo provare a contare
di più: vogliamo essere nel
governo quelli che difendono
determinati principi e interessi. Diciamo che Renzi dovrà essere motore delle riforme, e noi il timone».
Nel frattempo questa cam-

pagna ha visto toni forti…

«Al limite dell’impazzimento.
Dopo aver dato dell’assassino
all’avversario non so cosa possa esserci».

Lo ha detto il vostro ex leader
Berlusconi…

«Questa campagna elettorale
mi ha confermato che la nostra
scelta era inevitabile».

“Più perde Forza Italia, più risorge il centrodestra”
MARCO BRESOLIN

«Per quanto valgono, i sondaggi ci dicono che abbiamo
superato il quorum. Ma noi

facciamo battaglia sui contenuti, l’ansia del quorum è determinante solo per quei partiti che
esistono da anni e che sono in
caduta libera».

Guido Crosetto, candidato
con Fratelli d’Italia, per voi il
quorum non è determinante?

«Ma noi siamo nati un anno fa,
in un momento in cui i partiti
perdevano. Siamo senza potere, senza ruoli che contano, ma
ci stiamo sedimentando. Nonostante tutto, siamo sopra il 4%».
E se invece finite sotto, magari
al 3,9%?

«Se Ncd si ferma al 3,9%, è un
disastro. Per noi il 3,9% vorrebbe dire raddoppiare i voti rispetto a un anno fa. Certo, il
3,9% sarebbe come andare a
Roma senza vedere il Papa...».
Voi, la Lega, Ncd: nel centrodestra siete in molti sul filo del
quorum. Perché vi ostinate ad
andare da soli?

«C’è una cosa che ripeto da due
anni, da quando ho iniziato a
chiedere le primarie: serve un
passo di lato di Berlusconi. Solo
così si può lavorare per ricostruire il centrodestra».
Con Forza Italia che continua a
perdere consensi?

«Più perde consensi FI, più sarà facile ricostruire il centrodestra. Attorno a un’idea di Paese,
non attorno a una persona».
Nell’attuale centrodestra avete la stessa idea di Paese?

«Vedo molti punti in comune
con Salvini, abbiamo lo stesso
giudizio nei confronti dell’Ue».
Più vicini a Salvini che non a
Ncd e Forza Italia?

«È inconcepibile che loro si
ostinino a restare nel Ppe, dove
non contano nulla. Quello è un
partito contro l’Italia, in cui comanda la Merkel».
Voi in che gruppo entrerete?

«La Meloni ha avuto contatti
con la Le Pen, io con i conservatori inglesi. Poco fa ho incrociato Salvini e gli ho detto: dopo il
26 ci dobbiamo parlare. Uniremo tutta quell’area che si oppone alle politiche di Ppe e Pse».
E lei come si vede nel Parlamento Europeo?

«A me interessa il progetto politico, non i destini personali».
In Piemonte si è candidato alla
presidenza: nel centrodestra
siete in tre a sfidare Chiamparino e i Cinque Stelle. Un solo
candidato non vi bastava?

«Questa assurdità è frutto dell’accordo tra Renzi e Verdini.
Forza Italia ha deciso di non disturbare il manovratore, di non
intralciare Chiamparino. Noi
non lo possiamo accettare».
Lei è piemontese, ha affinità
con la Lega: nel centrodestra
c’è ancora spazio per un grande partito del Nord?

«No, oggi la questione settentrionale è superata. L’intero Paese è in ginocchio, a 360 gradi.
Non solo: nel momento in cui si
parla di ricostruire il Paese, la
parte che dovremmo sviluppare di più è il turismo. E questo
vuol dire guardare a Sud».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Primo Piano .9

.

U

GOVERNO
I REDDITI

La Boschi il ministro più “povero”
Il premier Renzi supera i 145 mila euro. La Lanzetta ha anche una farmacia e un supermercato
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

I più gelosi della privacy cercano di non entrare troppo nel
dettaglio. I più scrupolosi non
omettono nulla. Giuliano Poletti, per esempio: denuncia la
proprietà di una roulotte
«Adria 440 ST» del 1986 e un
Camper «Trigano VDL FD1»
del 2006. Graziano Delrio possiede due terreni ad Albinea.
Ma ci tiene a sottolineare che
sono entrambi «terreni seminativi arborei». Maurizio Lupi, citatissimo nelle telefonate
dell’inchiesta Expo, allontana
ogni sospetto presentando un
preciso resoconto delle spese
elettorali. Altri si concentrano sugli oggetti intestati. Se il
sottosegretario Marco Minniti denuncia un gommone, il
ministro della Giustizia Orlando ci fa sapere che il padre
possiede un gozzo di quattro
metri.
Ieri sono scaduti i tre mesi
entro i quali la legge impone ai
ministri di rendere noti redditi e patrimoni. Di molti di loro
abbiamo letto quando sono
uscite le dichiarazioni on line
di deputati e senatori. Ora è
venuto il momento di fare le
pulci a chi parlamentare non
é. Le dichiarazioni non sono
raccolte in una sola pagina,
ma scaricarle dai siti di cia-

scun ministero non è poi così
difficile. Di Matteo Renzi sapevamo già quasi tutto, perché da
tempo mette on line le sue dichiarazioni da sindaco. L’anno
scorso ha denunciato (per i redditi del 2012) un imponibile di
145.624 euro, metà dei quali arrivati da «opere di ingegno»,
presumibilmente i diritti d’autore per i molti libri che lo ri-

1

Federica
Guidi

guardano, il resto dalla indennità del Comune, circa quattromila euro netti al mese. Sua moglie Agnese, insegnante precaria a scuola, ha contribuito al
reddito familiare con 8.627 euro
ed una Volkswagen Sharan del
2009. Insieme possiedono la casa a Pontassieve, 12,5 vani in
comproprietà. Un altro membro del governo sul quale finora

2

Maria Elena
Boschi

non sapevamo molto è il ministro del Tesoro Padoan. Una
breve dichiarazione di tre righe
ci informa che «in quanto dipendente di una organizzazione
internazionale», non era soggetto a tassazione in Italia e nel
2013 non ha presentato dichiarazione. Ma poiché la trasparenza è trasparenza, ci spiega
che in qualità di «vicesegreta-

3

Maria Carmela
Lanzetta

rio e capo economista dell’Ocse
percepiva una retribuzione di
216mila euro». Padoan ha una
casa a Roma e due utilitarie.
Maria Carmela Lanzetta da
Monasterace - ministro degli
Affari regionali - è quella con
più proprietà: è unica intestataria di cinque appartamenti, di
altri quattro al 50 per cento, di
quote minori di altri immobili.

4

Piercarlo
Padoan

Dichiara un reddito di 119.479
euro, ma possiede un supermercato e una farmacia che fatturano 1.049.907 e 1.316.497 euro. Maria Elena Boschi si conferma il ministro meno ricco
con un imponibile di 76.259 euro: lo avevamo appreso dalle dichiarazioni dei parlamentari, e
nell’anno di imposta 2012 non lo
era ancora. Da quest’anno per
lei, come per tutti i ministri parlamentari, vale la regola per la
quale si percepisce solo lo stipendio della Camera di appartenenza.
Federica Guidi è il ministro
che paga il dazio più alto alla vita precedente: da 298.708 euro

Il sottosegretario Delrio
possiede due terreni
ma precisa che sono
«seminativi arborei»

298.708

76.259

119.479

216.000

Imprenditrice

Come ministro

Come ministro

Dall’Ocse

lordi dichiarati nel 2012, quest’anno, in qualità di ministro,
per non incorrere in conflitti di
interesse dovrà avere solo il
reddito da ministro: 114.796 lordi. Euro più, euro meno, l’indennità riconosciuta al presidente
del Consiglio, metà dell’ormai
noto tetto imposto a tutti gli alti
burocrati della Pubblica amministrazione.
Twitter @alexbarbera

1234567 99 AB1123 9CDE LA STAMPA DC

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Primo Piano .11

.

U

NUOVE BR
L’AGGUATO AL GIUSLAVORISTA

Biagi, fu un omicidio per omissione
L’ex segretario inguaia Scajola: “Avevo delle lettere all’allora ministro che sollecitavano la scorta”
GRAZIA LONGO
ROMA

«Sì è vero, l’ho detto ai magistrati un anno fa e lo ribadisco oggi: a casa custodivo
tanti documenti sul caso Biagi. Comprese alcune lettere
inviate all’allora ministro
Scajola che sollecitavano la
scorta al professore. E su una
c’è il visto di Scajola». A parlare è Luciano Zocchi, ex segretario particolare dell’ex
ministro dell’ Interno che 12
anni fa negò di essere a conoscenza del pericolo in cui viveva il giuslavorista, poi ucciso dalle Nuove Br.
Le affermazioni di Zocchi il quale peraltro rivela di aver
parlato della scorta negata a
Biagi anche al cardinal Tarci-

mai voluto nascondere le carte, come affermò un anno fa ai
magistrati. «Le carte importanti - dichiarò a verbale - non
le ho mai nascoste. Io conosco
suore e preti, conventi e monasteri. Se volevo celare, nascondere alla giustizia o a
chissà chi certe cose, avevo
anche modo di nasconderle. Io
invece me le sono sempre tenute strette con me».
E poi, colpo di scena, c’è il capitolo cardinal Bertone. Ai magistrati romani l’ex segretario
di Scajola raccontò di conoscere Bertone da tempo. «Ho studiato dai salesiani e lui era rettore». Spiega che in passato
l’allora segretario di Stato vaticano lo aveva anche aiutato per

I protagonisti

Scajola
L’allora ministro definì
Biagi «un rompicoglioni»

Zocchi: «Ne parlai
anche con il cardinal
Bertone che mi disse
di lasciare perdere»

Su un’esortazione
forse di Frattini
il visto dell’ex titolare
dell’Interno

Retroscena
FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA

oberto Maroni minimizza: «Sono cose che
già si sapevano». Sarà.
L’ex ministro dell’Interno però è bene addentro alla tragedia del professor Marco Biagi, in quanto era con lui, all’epoca ministro del Lavoro,
che il professore collaborava
e a lui aveva chiesto aiuto per
riavere la scorta. Ma siccome
Scajola aveva deciso un taglio lineare del 30% sulle
scorte, non c’era stato nulla
da fare.
Un altro che sa come sono
andate le cose è Beppe Pisanu, che subentrò a Scajola al
ministero dell’Interno. Non
ne vorrebbe parlare perché
rispettoso dei doveri istituzionali, ma con i suoi collaboratori Pisanu non s’è negato
un commento: «È verissimo
che dietro le richieste di
scorta si mescolano pretese
stravaganti, comprese le rin-

R

GIORGIO BENVENUTI/ANSA

Biagi
Il professore venne ucciso
il 19 marzo 2002

Frattini
È lui forse il politico che
avvertì Scajola su Biagi

La piccola viuzza vicino alla stazione di Bologna in cui venne ucciso Marco Biagi

IL REATO

sio Bertone - pesano come
pietre e mettono sicuramente
in difficoltà Scajola.
Soprattutto alla luce del
nuovo reato ipotizzato dalla
procura di Bologna per la
morte del professor Marco
Biagi: omicidio per omissione.
Un’accusa gravissima. Come
dire che l’attentato delle Nuove Br è stato commesso perché qualcuno non ha vigilato,
«ha omesso» cioè di intervenire come avrebbe dovuto. Al
momento non ci sono iscritti
nel registro degli indagati, ma
la procura bolognese punta il
dito contro chi avrebbe potuto aiutare Biagi e non lo ha fatto. La posizione dell’ex ministro dell’Interno, insomma, si
fa sempre più delicata.
Determinante è proprio il
suo «visto» sulla richiesta di
aiuto di un politico. Da ambienti vicini alla famiglia Biagi
si apprende che quella lettera

L’ipotesi della
procura si basa
sul 2° comma
dell’art. 40 c.p.
che dice: «Non
impedire un evento,
che si ha l’obbligo
giuridico di
impedire, equivale
a cagionarlo».
È più grave
dell’omissione
semplice che infatti
si prescrive
in sette anni e mezzo

sarebbe stata scritta da Franco
Frattini, all’epoca dei fatti ministro della Funzione pubblica
con delega ai servizi segreti.
Non solo, dopo le dimissioni
di Scajola - in seguito all’oltraggiosa definizione di Marco Biagi come «un rompicoglioni che
mirava solo ad avere una nuova
consulenza» - il successore titolare dell’Interno Giuseppe
Pisanu ricevette diverse sollecitazioni di scorte da giuslavoristi che temevano per la propria vita.
Il documento vistato è stato
re recuperato dalla Guardia di
Finanza nell’archivio di Zocchi,
nell’ambito di un’inchiesta nella
capitale sull’eredità dei Salesia-

ni. Le nuove indagini della Procura di Bologna sono condotte
dallo stesso pm, Antonello Gustapane, che nel 2003 aveva
chiesto l’archiviazione per i
quattro funzionari indagati per
cooperazione colposa in omicidio. Zocchi non si nega neanche
ai cronisti: «Mi sento come uno
con le manette ai polsi che prende legnate da tutte le parti». E
giura e spergiura di «aver agito
sempre per dimostrare la mia
perfetta buona fede». Lancia
anche dei messaggi più o meno
sotterranei: «Quando l’inchiesta sarà chiusa, i dettagli metteranno a fuoco quel che oggi non
si capisce». Zocchi continua
inoltre a sostenere di non aver

La stoccata del successore Pisanu
“È vero, richieste anche strane
ma se il rischio è reale si deve agire”
corse allo status symbol, ma
anche richieste di gente che
aveva ben ragione a temere
per la propria vita. E quando si
è di fronte alla sicurezza di un
cittadino, non ci può essere
spending review che tenga».
Pisanu si trovò a gestire il
Viminale in un frangente delicatissimo. Il suo predecessore
era stato costretto alle dimissioni proprio per l’affaire Biagi. In Parlamento Scajola era
stato netto, fin troppo, nel negare che mai gli fossero state
sottoposte le richieste del professore. Poi però venne il famoso sfogo contro quel «Biagi
rompicoglioni...». E quando Pisanu s’insediò, trovò sulla sua
scrivania una valanga di richieste di protezione da parte
dei giuslavoristi come Marco

Pisanu
Il successore di Scajola
dopo le sue dimissioni

Biagi, comprensibilmente spaventati. Oltretutto le nuove
Brigate Rosse non erano ancora state sgominate. «Alcune richieste erano veramente esa-

Dopo l’omicidio Biagi
alcune domande
erano veramente
esagerate ma laddove
erano suffragate
da un rischio
oggettivo, furono
tutte soddisfatte
E comunque, prima
ancora, avevano
provveduto in modo
autonomo i servizi
e le forze di polizia
Giuseppe Pisanu
Ministro dell’Interno
dal 2002 al 2006

gerate - rievocava ieri Pisanu
con i suoi - ma laddove erano
suffragate da un pericolo oggettivo, furono tutte soddisfatte. E comunque, prima ancora,
avevano provveduto autonomamente le forze di polizia e i
servizi».
Comunque, come ricorda
Maroni, molte cose già si sapevano. Si sapeva, per dire, che
Maroni stesso aveva scritto un
biglietto a Scajola perché fosse
ridata la scorta al professore
bolognese, anche se poi su
questo biglietto non è mai voluto andare a fondo per carità
di coalizione politica, e che addirittura volesse investire il
consiglio dei ministri del problema.
Si sapeva che Biagi, terrorizzato dalle continue telefo-

altre vicende. In particolare, a
proposito della vicenda Biagi
raccontò dei suggerimenti di
Bertone: «Delle cose di cui parlavamo prima mi ha detto “lascia stare, non metterti nei
guai”, chiuso, basta. E mi ha
detto così, amen stop».
E ora aggiunge che il cardinale in quella stessa occasione
gli chiese «come mai fosse finito il mio rapporto con Scajola.
Io spiegai che fu per quella vicenda lì, dissi cose molte sommarie e lui mi rispose di agire
comunque secondo coscienza.
Gli parlai come fosse un padre
spirituale». Intanto il senatore
Ncd Nico D’Ascola rinuncia alla
difesa di Claudio Scajola per la
polemica, «falsa e strumentale», sul presunto conflitto di interessi tra essere il difensore
dell’ex ministro e, contestualmente, il relatore del ddl sui reati dei pubblici ufficiali contro
la Pa e le false comunicazioni
sociali.

nate anonime, si era rivolto all’allora presidente della Camera, l’amico Pierferdinando Casini, il quale ne aveva parlato
con il Capo della polizia Gianni
De Gennaro e da lui era stato
richiamato e tranquillizzato.
Possibile che non ne avesse accennato al “suo” ministro?
Si sapeva infine che s’era
dato molto da fare il sottosegretario al Lavoro, Maurizio
Sacconi, incredulo quanto Biagi che gli avessero tolto la scorta. Le minacce erano nell’aria.
Arrivarono persino circostanziati allarmi dei servizi segreti
a Franco Frattini, ministro
della Funzione pubblica con
delega ai servizi segreti. Tutto
inutile. Scajola garantì al Parlamento che nessuno lo aveva
avvertito del pericolo.
Alla fine le Br uccisero Biagi. E dal suo computer saltarono fuori mail imbarazzanti.
C’era uno sfogo con Maroni,
del 23 settembre 2001. «Qualora dovesse malauguratamente
occorrermi qualcosa - scriveva - desidero si sappia che avevo informato inutilmente le
autorità di queste ripetute telefonate minatorie senza che
venissero presi provvedimenti
conseguenti».

1234567 99 AB1123 9CDE LA STAMPA D9

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Primo Piano .13

.

gg Dossier/Guida alla tassa sulla casa
PAOLO RUSSO
ROMA

L’agenzia delle Entrate
Bonusmobili,ichiarimenti

I

l dado è tratto: nei circa settemila comuni che ancora
non hanno deliberato aliquote e detrazioni Tasi l’acconto
di giugno slitta al 16 ottobre.
L’annuncio dell’intesa con l’Economia lo ha dato ieri il presidente
dell’Anci Piero Fassino, ma come
pagare Tasi ed Imu resta un rebus. Proviamo allora a mettere un
po’ di ordine cominciando con il
dire chi dovrà sbrigarsi a fare i
conti per giugno.

1 Via libera al bonus mobili per chi

Chi paga il 16 giugno?
Nei circa mille comuni dove si è
deliberato (erano 500 solo sabato
sorso) pagano l’acconto Tasi del
50% i proprietari di prima casa.
Anche senza le delibere per quella
data si deve però versare l’acconto
Imu del 50%. Calcolato sull’aliquota dello scorso anno se il Comune

CARLO CERCHIOLI/BUENAVISTA

Nei Comuni ritardatari
prima rata Tasi il 16 ottobre

QUEL CHE RESTA DELL’IMU

CHI VIVE IN AFFITTO

non ne ha ancora deciso di nuove.
L’Imu è stata abrogata sulle prime
case non di lusso, ma resta in vigore per tutte le altre abitazioni.
Quindi è dovuta su seconde case,
appartamenti sfitti o affittati, negozi e capannoni. L’acconto Imu è
dovuto anche a chi possiede come
abitazione principale ville e castelli classificati A1, A8 e A9. Attenzione poi se si hanno balconi,
box o cantine. Chi possiede più di
una “pertinenza” a partire dalla
seconda paga l’Imu anche se appartiene alla prima casa.

Come si paga sulla prima
casa?
Il 26 maggio è il termine ultimo
per approvare e pubblicare le delibere. Nei comuni che per quella
data avranno fatto il loro dovere il
16 giugno si pagherà l’acconto del
50%. Ma su come fare i calcoli è
una giungla di regole perché ogni
amministrazione si è mossa a modo proprio. L’aliquota base della
Tasi è fissata all’1 per mille ma i
comuni possono diminuirla fino
ad azzerarla o aumentarla fino al
2,5 per mille. Finora 16 comuni,
tra cui Anacapri, hanno adottato
la formula “zero Tasi”, ma la tendenza è di puntare verso l’aliquota massima. L’aliquota può essere
aumentata di un altro 0,8 per mille, spalmabile anche sulle seconde
case. Questo per introdurre le de-

ha acquistato da un’impresa non residente tramite bonifico internazionale, ammesse alla detrazione le spese
per ristrutturazioni edilizie anche se
effettuate tramite una società finanziaria. Salve le detrazioni in caso di
scambi di riferimenti normativi per errori materiali nella compilazione del
bonifico. Sono questi alcuni dei principali chiarimenti contenuti nella circolare, con cui l’Agenzia delle entrate
risponde ai quesiti posti dai Centri di
assistenza fiscale sulla compilazione
della dichiarazione dei redditi per il
2014 (www.agenziaentrate.gov.it).

In circa mille Comuni il 16 giugno i proprietari di prima casa pagheranno la prima rata Tasi del 50%

La vecchia imposta è dovuta
su seconde case, ville di lusso
negozi e capannoni
Potrebbe dover contribuire
con una quota tra 10 e 30%
La decisione tocca ai municipi

g

Versamenti entro il 16 giugno in un migliaio di città che hanno fissato le aliquote
I COSTI DELLA TASI PER LA PRIMA CASA
Si riferiscono alla media delle rendite catastali nelle singole Città
e tengono conto delle detrazioni medie deliberate dai Comuni. (Dati in euro)
Città
TORINO
Bologna
Brescia
Aosta
Livorno
Reggio Emilia
Forlì
Novara
Ravenna
Biella
Sassari
Vicenza
Macerata

Acconto TASI Saldo TASI
16 Giugno 16 Dicembre

234
150
71
153
135
88
133
111
112
74
119
81
79

234
150
71
153
135
88
133
111
112
74
119
81
79

ESEMPI DI COSTI
DELLA TASI
PER GLI INQUILINI
Brescia

Costo
Totale TASI

14

468
300

69
55

142
Forlì

306
270

11

176
266
96
222
224
148
238
Elaborazione
162
UIL Servizio 80
158 Politiche Territoriali

107

Mantova

Fonte: UIL Servizio Politiche Territoriali

trazioni a favore delle fasce più disagiate. Il problema è che non c’è
un comune che abbia le stesse regole. Solo Bologna ha adottato 23 detrazioni diverse. La maggior parte
è però andata sul sicuro, conceden-

Le stime
Tra le città che
hanno pubblicato
le aliquote sulla
prima casa, svetta
Torino dove il
pagamento medio
sarà in totale di
circa 468 euro,
molto più alto di
città come
Bologna (300 euro)
e Aosta (306 euro)
Sempre secondo
le stime della Uil,
la Tasi a carico
dell’inquilino
varierà tra i 10 e i
20 euro in città
come Brescia, Forlì
e Mantova

20

100

- LA STAMPA

do le detrazioni solo per le rendite
catastali più modeste. Milano ha
deciso per un mix tra rendita catastale (con bonus fino a 770 euro di
rendita) e reddito Irpef, con il risultato che in media si pagheranno 64

euro in più. Qualcuno ha affiancato
al valore catastale anche la detrazione per i figli a carico, come Torino, dove al bonus fisso di 110 euro
per ciascun immobile entro la soglia dei 700 euro di rendita catasta-

le, si sommano 30 euro ogni figlio
under 26. Risultato: Tasi meno cara
dell’Imu, ma di soli 7 euro.

Come si paga per le seconde
case?
Il 16 giugno si pagherà comunque
l’acconto Imu. Dove la delibera c’è
si verserà anche l’acconto Tasi sui
servizi indivisibili, che sulle seconde abitazioni è facoltativa. La somma di Tasi e Imu non può superare
comunque l’aliquota del 10,6 per
mille, che può arrivare all’11,4 con
l’addizionale dello 0,8, che serve a
finanziare le detrazioni, ma solo
per le prime case. Opzione adottata
da Milano e Roma dove sulle seconde case si prevede un salasso.

Cosa devono fare gli
inquilini?
Se la casa è in affitto una quota tra il
10 e il 30% è dovuta anche dagli inquilini. Finora circa metà dei Comuni ha però deciso per le seconde case, comprese quelle in affitto, di puntare tutto sull’Imu facendo a meno
della Tasi. In questo caso gli inquilini il 16 giugno non verseranno un euro. La quota a carico di chi è in affitto
più alta a Brescia e Mantova, che
con il 20% in media si pagheranno 14
e 20 euro. Altrove sarà più la fatica
di fare i conti che l’obolo da versare.
Tutte le aliquote fissate dai Comuni
www.lastampa.it

14 .Primo Piano

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

U

IMMIGRAZIONE
LE STORIE

Reportage
NICCOLÒ ZANCAN
MILANO

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

na tortura continua. Ci hanno tenuti prigionieri
per venti giorni
dentro una casa.
Eravamo più di trecento. Il 7
maggio sono venuti con il mitra. Me l’hanno puntato contro: “O vi imbarcate o vi ammazziamo qui”».
Non è facile imbarcarsi,
per la famiglia Zyadan. Non è
facile neppure fare dieci metri, per la verità. Perché i due
nipoti sono due ragazzini paraplegici di 14 e 16 anni. Non
camminano dalla nascita,
non parlano e fissano il vuoto
con occhi persi. Certe volte
sembrano proprio arrabbiati. Altre, invece, fanno dei
versi acuti con la bocca, che
assomigliano a risate. Sono
stati visitati al centro Arca di
via Aldini. Hanno mangiato
pasta al pomodoro, bevuto
una Sprite. E adesso, con la
mamma, aspettano sullo scalone monumentale della Stazione Centrale. Nell’ultima
fermata italiana dei profughi
siriani in fuga dalla guerra.
«Siamo partiti da Homs otto mesi fa - spiega il signor
Zyadan - in Siria non c’è più
niente, non c’è più nessuno.
Secondo me, presto anche
Bashar Al-Hassad verrà a
chiedere asilo politico...». Sorride, mentre compone un numero di telefono su un smartphone nuovo di zecca. Vogliono andare a Vienna perché
hanno uno zio. E’ stato lui a
spedire i soldi. E adesso bisogna muoversi, il treno parte
alle 21,30. Ecco la scena: due
operatori della protezione civile del Comune di Milano,
Alessandro e Mauro, prendono sulle spalle i ragazzini. I
nonni ringraziano e si toccano
il cuore, mentre la madre tiene un borsone verde in una
mano e un sacchetto con delle
lattine nell’altra. Stanno per
portare a termine la missione
che si erano prefissati fin dall’inizio del viaggio: non fermarsi in Italia, non farsi identificare qui. Proseguire il viaggio verso Nord.
Per tutti è così. Sullo scalone monumentale, in attesa di
altri treni, ci sono: quattro famiglie con bambini piccoli, due
ragazze incinte con i fidanzati,
una dottoressa, un artigiano,
un commerciante, un professore. Un signore con 2000 dollari da cambiare urgentemente. «E’ una migrazione del tutto nuova», dice Valentina Polizzi di Save the Children.
«Qualcosa che non avevamo
mai visto». Lei, insieme ai mediatori Majdi Karbai e Sara
Sayed, passa i giorni e le notti
qui, a prestare conforto. «Arrivano persone che conoscono
l’inglese, colte, di classi sociali
medio alte. Per prima cosa,
chiedono di potersi lavare. Sono tutte molto informate. Sono
sempre grate, rispettose. Non
ho mai assistito al minimo episodio di violenza».
Sono storie vere, che diventano leggendarie. I novemila dollari persi in mare da
un profugo durante uno sbarco di agosto. I magnifici gioielli d’oro portati al cambio da
un altro. La famiglia siriana

U

Hanno detto
Il dolore

In Libia mi hanno
strappato tutti i
denti d’oro. L’hanno
fatto anche a mia
moglie, quei cani
La tragedia

Siamo partiti da
Homs otto mesi fa:
in Siria non c’è più
niente, non c’è più
nessuno
Il sollievo

Il mio barcone si è
scontrato contro un
altro fuori dal porto
Ho pregato. Il mare
è stato buono
MARINA MILITARE/AFP

Assistenza medica ai bambini dopo lo sbarco

NellastazionediMilano
profughidellaclassemedia
inattesadell’ultimotreno
Gli esperti: “Fenomeno nuovo, arrivano i siriani colti”

MARINA MILITARE/AFP

Un bambino viene soccorso

che ha pagato 2 mila euro per
andare in Germania, ma è stata
abbandonata in un autogrill all’altezza di Como. Quelli che lunedì non sono neppure usciti
da Milano: «L’uomo alla guida
ha detto che c’era una gomma
bucata, ci ha fatti scendere, ed
è partito a razzo». Quelli che
sono stati messi incautamente
su un treno per la Svizzera.
«Anche in Egitto adesso ci trattano malissimo - racconta un
profugo - i prezzi per noi siriani
sono quadruplicati». Sbarcano
e finiscono nella rete di altri
trafficanti. Li vedi qui, alla Stazione Centrale. Avvoltoi, in attesa. Quelli che promettono un
accompagnamento sicuro.

Dopo il salvataggio

Quelle famiglie ritrovate
in mezzo al Mediterraneo
La spola sui gommoni per riunire padri e figli
LAURA ANELLO
PALERMO

Quando li hanno visti arrivare
sul gommone, quasi si precipitavano dal ponte per la felicità.
Mohammed e Ahmed, i due
bambini siriani di dieci anni
portati a bordo della Grecale,
hanno potuto così riabbracciare i padri salvati dall’altra nave, la Foscari. Abbracci, pianti,
grida di felicità. «Mi sono commosso anch’io, anche se ne ho
viste tante. Le madri? Non ho
osato chiedere», racconta il

comandante della Grecale,
Stefano Frumento.
Sono stati loro, Mohammed
e Ahmed, i protagonisti del
primo dei ricongiungimenti familiari fatti tra la fregata e il
pattugliatore della Marina militare che hanno salvato i due
barconi con 488 migranti - tra
cui 133 bambini - che arrancavano nello Ionio in tempesta.
Durante la lenta navigazione
verso Augusta, dove sono attesi stamattina, complice il mare
più calmo, i due comandanti

hanno inviato i mezzi dall’una
all’altra delle loro navi per fare
riabbracciare figli, madri, padri. «Abbiamo accolto a bordo
cinque persone – racconta il
comandante - i padri di
Mohammed e Ahmed con un
altro figlio diciassettenne, il
marito di una giovanissima
donna in gravidanza avanzata,
un altro uomo che aveva qui la
moglie e quattro figli, di cui un
neonato di sei mesi. E ne abbiamo mandato alla Foscari altre sei. Padri di famiglie nume-

Quelli che ti offrono un documento falso. Chi per comprarti
il biglietto per Ventimiglia,
chiede 50 euro di commissione.
Ma intanto, quasi ogni giorno,
altri profughi siriani continuano ad arrivare. «Queste famiglie hanno una forza e una fiducia nel futuro a noi del tutto
sconosciute», dice Valentina
Polizzi. C’è Khalid, con la gamba fratturata all’altezza della
caviglia: «Il mio barcone si è
scontrato contro un altro barcone, appena fuori dal porto di
Alessandria. Ho pregato. Il mare è stato buono». Ieri gli hanno messo i chiodi nella gamba.
E poi c’è Hamal, una bambina
di 5 anni che nessuno riesce a

togliersi dal cuore. Racconta il
mediatore Majdi Karbai: «Ho
sentito che parlava con sua padre. Hamal diceva: “Adesso
che siamo in Italia, se non mi
fai mangiare ti denuncio. Non
dico tutti i giorni, ma almeno
uno su due”». Anche loro abitavano a Homs. Erano andati a
comprare il pane, quando è volato giù dal cielo un barile
esplosivo. Hamal ha visto la
sua casa distrutta. Ha seppellito la madre. Ha viaggiato per
sette mesi. E adesso ride, mangia un panino al formaggio, seduta per terra, alla stazione di
Milano. Questa notte parte anche lei. E’ arrivata fino a qui,
chi può fermare Hamal?

rose, altri due uomini con donne in attesa di partorire. Sono
in tanti qui a avere la famiglia
sull’altra nave, a invocare di
riabbracciarla subito, abbiamo chiesto a tutti un po’ di pazienza e dato priorità alle situazioni più difficili». Così, in
mezzo al Mediterraneo di
morte, per tutto il giorno è stato un via vai di gommoni e motobarche. Piccoli sorrisi che
hanno illuminato gli occhi dei
bambini, donne aggrappate a
mariti che in Siria facevano i
professionisti – medici, ingegneri, consulenti – e che adesso sono qui, a tentare di salvare la vita propria e dei figli.
Il comandante del Foscari,
Alberto Raganato, è quello
che ha preso a bordo la maggior parte dei bambini, 125,
grazie ai gommoni veloci di
cui è dotato. E adesso racconta che sulla sua nave, un pattugliatore militare, l’hangar adibito a ricovero per elicotteri è

stato trasformato in angolo tv
con cartoni animati, mentre
sono comparsi indumenti
asciutti e puliti e giocattolini
portati dall’equipaggio. «C’è
un bambino autistico che
viaggia accompagnato solo
dal papà – dice -. C’è un dentista al quale è stato distrutto lo
studio e assassinato il padre
nel corso dei combattimenti.
C’è un adolescente egiziano
che viaggia da solo. E tante famiglie incomplete, che hanno
lasciato qualcuno nel Paese di
origine in Egitto, perché il denaro non era sufficiente a pagare a tutti la traversata».
Dall’altra nave gli fa eco il
comandante Frumento: «Un
giovane di 25 o 30 anni, anche
lui in fuga dalla Siria, mi ha
raccontato che il suo cantiere
edile è stato trasformato in
una prigione. Ha due lauree,
mi chiedeva dove trovare facilmente lavoro. Non le nascondo
che ho faticato a rispondergli».

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

il caso
SILVIA GIRALUCCI
AUGUSTA

E’

ora di cena
nella scuola
primaria di
via Dessiè, ad
Augusta,
enorme porto commerciale
in provincia di Siracusa.
Dalla guardiola del bidello,
esce un volontario della Protezione civile con la casacca
gialla fosforescente: in mano ha una bacinella carica di
scatolette di lasagne. Attorno decine di ragazzi scuri,
alcuni scurissimi, una babele di lingue e di razze che si
accalcano per le nostre lasagne. La maggioranza sono
teenager, ma ci sono anche
bambini di 11-12 anni. Probabilmente anche diversi «finti» minorenni.
Non è un centro di accoglienza accreditato, non è
neppure un centro di accoglienza. Nelle classi con gli
abbecedari alle pareti ci sono
le brande per dormire. I disegni dei bambini sono appesi
accanto ai vestiti dei migranti. Si mangia seduti sulle coperte appoggiando il cibo
sulla seggiola delle elementari. Fuori da ogni norma,
quando la norma non c’è.
Dall’inizio dell’operazione
Mare Nostrum la Marina Militare - le cui enormi navi non
possono attraccare ovunque
- ha fatto sbarcare ad Augusta 52 carichi di migranti, oltre 24 mila persone, tra le
quali 2.400 bambini o ragazzini. La legge prevede che i
«minori non accompagnati»
vengano affidati ai Servizi
Sociali del Comune in cui
vengono trovati. Di certo
nessuno poteva immaginare

2013

Prime tre nazionalità
degli sbarcati
sulle coste italiane
Dal 1° gennaio
al 19 maggio

2014

11.375

Elaborazione

TOTALE SBARCATI
NELL’ANNO

5.340

Eritrea

Siria

2012

11.307 9.834 42.925

10.379
3.394

38.062

3.263
Siria

su dati Frontex fino al 2012
e Ministero dell'Interno
anni più recenti

3.897

Primo Piano .15

.

27.982

Eritrea
ritre

Somalia
omal

2011

6.078
3.703
Tunisia
unisi

Nigeria
igeri

1.889

Tunisia
unisi

Eritrea
ritre

2010

64.261

Mali

Somalia
omal

2.244

Africa
centrale

4.448

Centimetri
LA STAMPA

1.701
Afghanistan
hanis

652

567

Tunisia
unisi

Egitto

Il calvario infinito dei bimbi africani
nelle scuole trasformate in dormitori
Ad Augusta giacigli di fortuna tra i banchi. I volontari: “Un’emergenza dimenticata”
La scuola
primaria di
via Dessiè, ad
Augusta,
trasformata
in dormitorio
per i bambini
arrivati dall’Africa a
bordo dei
barconi

LA SPEREQUAZIONE

Per gli adulti vengono
stanziati 35 euro al giorno,
per loro solo venti
che un Comune in dissesto finanziario come Augusta,
guidato da un commissario
prefettizio perché l’amministrazione è stata sciolta più
di un anno fa per infiltrazioni
mafiose si trovasse a gestire
questa enormità di minori
non accompagnati.
«L’unica soluzione che
possiamo adottare - spiega il
commissario prefettizio Maria Carmela Librizzi - è quella che si usa nel caso delle calamità: scuole e palestre per
far in qualche modo dormire
questi ragazzi evitando che
rimangano al porto per mesi.
Perché nessuno, proprio nessuno li vuole».
Nelle aule della scuola di
via Dessiè ce ne sono 160. Ne
sono arrivati di 40 etnie diverse. Al momento ci sono
soprattutto ragazzi siriani,
del Ghana, del Gambia e del
Bangladesh. Di loro si occupano i volontari della Protezione civile di Augusta, ricevono ogni giorno le visite
dei mediatori culturali, ma
pare che non abbiano mai
visto una donna bianca:
«Perché siamo qui? Ci hanno detto che ci portavano a
scuola. E siamo in una scuola, ma non ci insegnano
niente, non facciamo niente
tutto il giorno!».
Nella scuola di via Dessiè,
Yerry, 16 anni, è il più intraprendente. E’ partito dal
Gambia a fine gennaio ed è
ad Augusta da un mese. Fa la
guida per la scuola. Ti mostra che è pulita, perché qui

IlprogettodiFabrica
1 Il reportage è stato realiz-

zato nell’ambito di Sciabica,
progetto lanciato da Fabrica
(centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group)
all’indomani del naufragio del
3 ottobre. Sciabica - parola di
origine araba che significa rete da pesca - è una rete che,
partendo da Lampedusa, raccoglie le storie di migranti lungo le rotte della disperazione in Africa e in Medio Oriente - e
della speranza - in Europa.

vige il principio che prima
riordini e poi mangi, e poi chiede: «Portami con te, a casa tua.
Voglio solo stare con una famiglia italiana e andare a scuola.
Education is important».
Ibraihim ha 13 anni e parla
un inglese quasi incomprensibile. Mostra i vestiti, si alza
la maglietta, si tocca i pantaloni. Traducono i compagni
di stanza: è qui da 15 giorni, è

arrivato che non aveva nulla no lasciare la palestra del Pae non ha abiti per cambiarsi. lajonio per il centro Papa
Solo la maglietta blu e jeans Francesco di Priolo Gargallo,
che gli hanno dato i volontari pochi chilometri da Augusta.
allo sbarco. Con Wheed 17 Salgono su un pulmino con le
anni del Pakistan e Mamun, ciabatte ai piedi e un sacchetto
16, del Bangladesh il dialogo è della spesa che contiene tutte
una triangolazione tra arabo le loro cose. All’arrivo, prima
e inglese.
dell’assegnazione della stanza,
Sono tutte diverse e tutte si- c’è la seconda identificazione.
mili queste storie, se non c’è E foto per il tesserino con un
posto per farcartello con
si carico di
L’ASSISTENZA la data dello
ogni dram«In
Anche le visite mediche sbarco.
ma. Il Comuquesto centro
per chi si ammala - racconta il
ne di Augusta
diventano un problema responsabile
può fare proprio poco per
Daniele Carquesti ragazzi. Le palestre so- rozza - dovrebbero stare un
no un doppio problema: i ra- massimo di 72 ore, e invece ci
gazzi mangiano e dormono stanno dei mesi». Perché per i
sulle loro brandine nel campo minori non accompagnati nesda gioco sotto gli spalti, tutti suno paga e quindi nessuno li
assieme. I ragazzi di Augusta vuole. «E’ un’emergenza - afinvece hanno perso le uniche ferma Carrozza - che il goverdue strutture che avevano per no non sta proprio gestendo.
fare sport al coperto.
C’è una palese differenza tra il
Man mano che si liberano trattamento per i migranti
letti, i ragazzi vengono spostati adulti o minori accompagnati
in strutture di prima acco- da genitori per i quali il miniglienza. Trenta ragazzi di stero dell’Interno stanzia 35
Gambia, Mali e Senegal posso- euro al giorno, e i minori stra-

nieri non accompagnati che
sono di competenza del ministero del Welfare e per i quali
vengono stanziati 20 euro al
giorno per ragazzo. In teoria
Regioni e Comuni dovrebbero
integrare questa cifra, ma è
chiaro che nessuno vuole farsene carico. E’ una sperequazione seria e grave».
Con i 20 euro al giorno un
centro di prima accoglienza
può garantire cibo, un letto, e
qualche genere di prima necessità. Già le visite mediche
per chi sta male sono un problema. «Ma come facciamo a
non farle?». Tra i 30 arrivati
dal Palajonio c’è un ragazzo
con una grande escrescenza
su un orecchio. Dice che gli è
venuta qualche mese fa e sta
crescendo. Si può negare una
visita dermatologica perché i
venti euro non bastano?
Le storie che raccoglie la
psicologa di Terre del Hommes che si occupa di loro sono
terribili. «Un ragazzino di 16
anni - ricorda Carrozza - è stato 18 giorni in ospedale con
una rabdomiolisi. Abbiamo

scoperto che quella malattia
era un conseguenza delle 50
elettrocuzioni che gli avevano
fatto in una prigione libica,
prima di attraversare il canale
di Sicilia». Alcuni ragazzi giocano a calcio nel cortile, altri
dormono o stanno seduti sul
letto tutto il giorno.
«Perché la gente per strada
quando ci vede scappa?» chiede uno dei ragazzini della
scuola di via Dessiè. Paura di
questi adolescenti vestiti con
gli abiti smessi dai nostri figli?
O piuttosto la difficoltà di
guardare? Di farsi carico di un
problema? L’Europa non aiuta
abbastanza l’Italia nell’accoglienza dei disperati che attraversano il Canale di Sicilia, ma
forse anche l’Italia non aiuta
abbastanza le varie Augusta,
Pozzallo, Porto Empedocle che
si trovano sole nell’emergenza.
Questa mattina al porto di
Augusta ci saranno altre due
navi della Marina Militare, la
Grecale e la Foscari. A bordo ci
sono altri 500 migranti, tra i
quali un centinaio di bambini
piccoli e mamme.

16 .Estero

.GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Polemiche
La società
ferroviaria
francese ha
acquistato
circa duemila
vagoni che a
causa della
loro larghezza
- 20
centimetri di
troppo
rispetto allo
spazio delle
banchine non possono
entrare in
1300 stazioni
(su 8700)
della rete
regionale

il caso
PAOLO LEVI
PARIGI

alla giovane coppia che acquista
un divano troppo
grande per il proprio salotto, fino
al latin lover attempato la cui
spider fiammante non entra
in garage: sbagliare le misure
può capitare a tutti. Ma questa volta, a farne le spese, è
un’intera compagnia ferroviaria, la francese SNCF, che
sconta una delle più clamorose figuracce della sua storia.
Motivo? Aver commissionato
circa duemila vagoni nuovi di
zecca che a causa della loro
larghezza - 20 centimetri di
troppo rispetto allo spazio
delle banchine - non entrano
in stazione. Risultato: 50 milioni di euro per adattare
1.300 piattaforme sul totale di
8.700 dell’intera rete regionale. Un disastro economico e
una figuraccia memorabile.
Se alcuni ironizzano sulle
solite manie di «grandeur»,
altri non sembrano affatto divertiti. Segolène Royal, ministro dell’Ambiente, si chiede
«come possono essere prese
decisioni così sfasate». E av- dei dirigenti ferroviari». Dimisverte: «Le regioni non paghe- sioni? «Chiedetelo a loro».
ranno per questi errori inve«È una situazione rocamborosimili, che dimostrano solo lesca e comicamente drammache negli uffici a Parigi c’è tica» denuncia invece Frederic
gente troppo
Cuviller, sottosedistante dalle
L’ACCUSA gretario ai Trarealtà del territuonando
«Nessun dialogo sporti,
torio». Una ricontro l’assurda
chiesta nem- tra chi gestisce i vagoni «separazione a
e chi le infrastrutture» compartimenti
meno troppo
velata di dimisstagni» tra chi si
sioni, rafforzata dalle parole occupa di treni e chi di infradel segretario socialista, strutture. La vicenda l’ha tirata
Jean-Christophe Cambadelis: fuori il settimanale satirico «Le
«In questa storia allucinante Canard Enchainé» e quasi subic’è di mezzo la responsabilità to gli addetti ai lavori, travolti

D

FRANCOIS GUILLOT/AFP

La Francia sbaglia
le misure dei treni
Stazioni da rifare

Troppo larghi: 50 milioni per adattare le banchine
da sfottò e reazioni indignate,
sono stati costretti ad ammettere e a provare a spiegare l’incredibile cantonata. Dei treni è
responsabile SNCF, delle infrastrutture ferroviarie RFF. Entrambe hanno confessato che i
nuovi treni regionali sono pronti e che bisognerà procedere all’adattamento delle banchine.
Un cantiere che durerà fino a fine 2016 e che in tempi di ristrettezze economiche Parigi si sarebbe risparmiato.
Jacques Rapoport, patron di
RFF, ha provato a difendersi sostenendo che «quando si com-

pra una macchina ci possono
essere dei lavori da fare per farla entrare là dove bisogna parcheggiarla». Scuse a parte, lo
scivolone brucia. Anche per il
rischio di costi extra per il contribuente. Ma le due società assicurano: «Ci faremo carico dei
50 milioni di spese». Intanto, su
richiesta del sottosegretario ai
Trasporti, SNCF e RFF si sono
impegnate a consegnare entro
lunedì i risultati di un’indagine
interna, per cercare di capire le
cause che hanno condotto alla
cantonata. Che forse piacerebbe all’ispettore Clouseau.

FOCUS

Repubblicani al voto
schiaffo al Tea Party
I candidati dell’ultradestra
battuti alle primarie. Il
movimento è al capolinea?

l Tea Party sta arrivando al
capolinea? È una domanda
lecita, che il mondo della
politica Usa si sta ponendo
dopo i risultati delle primarie di
martedì. I candidati
dell’establishment repubblicano
hanno vinto tutti i confronti più
importanti, confermando
l’impressione che il Gop voglia
rivolgersi a politici più
moderati per vincere le elezioni
midterm di novembre. Non
tutti, però, leggono nei risultati
di ieri l’annuncio di una svolta
epocale, perché gli equilibri in
Congresso garantiscono
ancora rilevanza agli uomini
del Tea Party. La sfida più
significativa era quella del
Kentucky tra il leader al Senato
Mitch McConnell, simbolo
dell’establishment, e l’uomo
d’affari di Louisville Matt
Bevin, portato invece dalla
destra. Il primo ha vinto con il
60% dei voti, il rivale è rimasto
sotto il 40%. Risultati simili, si
sono ripetuti in Georgia, Idaho
e altri stati, confermando
quella che pare una tendenza
nazionale. Il Tea Party era
emerso nel 2009 come forza
spontanea di opposizione alla
riforma sanitaria di Obama, e
agli interventi del governo per
salvare le banche dopo la crisi
economica del 2008. In breve
era diventato la colonna
ideologica del Gop guidando la
campagna elettorale che nel
2010 aveva consentito al partito
di riconquistare la

I

maggioranza alla Camera. Da
allora, quello che era nato come
una specie di «movimento
insurrezionale» si era
trasformato nel gruppo
dominante del Congresso,
bloccando ogni possibile
collaborazione con la Casa
Bianca, dalla riforma
dell’immigrazione al braccio di
ferro sul bilancio, sfociato nello
shutdown del governo. Nelle
elezioni del 2012 il Tea Party
aveva condizionato la scelta dei
candidati, soprattutto al Senato,
ma le posizioni estremistiche di
alcuni di loro li avevano
condannati alla sconfitta. Da
allora era iniziato un dibattito
interno al Gop, sulla necessità di
riposizionarsi verso il centro. I
risultati di martedì sembrano
andare in questa direzione, ma il
«Wall Street Journal» avverte
che potrebbe trattarsi di una
illusione: sul piano ideologico il
Tea Party resta la forza più
determinata, e lo stesso Speaker
della Camera Boehner non può
sperare di essere confermato
senza il loro appoggio. L’agenda
intransigente, insomma, non è
destinata a cambiare in fretta.
(Paolo Mastrolilli)

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

.

Estero .17

DOPO DIECI ANNI DI NEGOZIATI ARRIVA LA FIRMA A SHANGHAI: PREVISTA LA COSTRUZIONE DI UN GASDOTTO LUNGO 4 MILA CHILOMETRI

Patto Xi-Putin, il gas russo per la Cina
Intesa trentennale per 400 miliardi di dollari. I timori di Barroso: “Mosca garantisca le forniture all’Europa”
ANNA ZAFESOVA

Lo «storico contratto» è stato
firmato alle quattro del mattino ora di Pechino, dopo che un
negoziato serrato era andato
avanti, come aveva promesso
il Cremlino, per tutta la notte.
Vladimir Putin può tornare
da Shanghai portando a casa
quello che lui stesso definisce
«l’affare di gas più grande della storia dell’Urss e della Russia». Dopo 10 anni di negoziati
Mosca riesce finalmente ad
aprire le porte dell’Oriente al
suo metano: fornirà alla Cina
38 miliardi di metri cubi l’anno, per un valore totale di 400
miliardi di dollari nei prossimi 30 anni. È un cambio di
orizzonte strategico rispetto
al tradizionale commercio
con l’Europa, e tutti i numeri
sono giganteschi: si potrebbe

Il business
dell’energia
L’ACCORDO

di metri cubi/anno
(la metà dei consumi italiani)

400 miliardi

IL PREZZO STIMATO

Gasdotti
in progetto

per mille metri cubi
(Mosca ne chiede
all’Ucraina 485)

186 miliardi

di metri cubi di gas
che raggiungerà
l’import cinese
con il nuovo accordo

Centri
di produzione
del gas
1 Krasnoyarsk
2 Irkutsk
3 Yakutia
4 Sakhalin

Magadan

di metri cubi di gas
che l’Ue ha acquistato
da Mosca nel 2013

Mosca
osca
osca

Power of Siberia
il gasdotto
che sarà costruito
dalla Yakuzia
a Vladivostok,
Cina Orientale
(4.000km)

360 dollari

160 miliardi

Khatanga
Novyi-Port

Okhotsk

RUSSIA

Urengoy

Rigassificatori
Okha 4

Tyumen

3

Tomsk Boguchany

2

Omsk

KAZAKISTAN

Skovorodino
Khabarovsk
Blagoveshchensk

Abakan
Gorno-Altaisk

Korsakov

Irkutsk

CINA

27%

Turchia

14%
10%

ltro che líder máximo austero e dedito a
«lavorare per la rivoluzione», come ce lo ha descritto in passato Ignacio
Ramonet, autore di numerosi libri-intervista su di lui.
Da quando, oltre 50 anni fa,
Fidel Castro ha preso il potere a Cuba condurrebbe in
realtà una vita all’insegna
del capitalismo più sfrenato, come un signorotto feudale. Questo, almeno, sostiene Juan Reinaldo Sánchez, per 17 anni una delle
sue guardie del corpo più fedeli ma che, dopo essere
«caduto in disgrazia», adesso pubblica un libro - «La
Vita Nascosta di Fidel Ca-

I leader

MARK RALSTON/AP

A

1 Lanciato e subito bloc-

cato il nuovo sito della blogger cubana Yoani Sanchez
diventata famosa per il suo
blog «Generazione Y». Lo riferiscono utenti cubani, secondo cui nel digitare l’indirizzo www.14ymedio.com si
apre un’altra pagina,
www.yoanislandia.com,
che denuncia l’attività anticastriste della Sanchez.

Altri Paesi
dell’Europa
occidentale

Francia

8%

10%

Da chi importa
il gas Pechino

Yemen

2%

Malaysia

Russia

6,1%

1,2%

Indonesia

8%

Altri

3,2%

11,7%

gico per entrambi, il negoziato
è stato faticoso fino all’ultimo,
e si è concluso con un compromesso. I cinesi hanno ceduto
sulla durata del contratto, 30
anni. E i russi sul prezzo. Pe-

Vladivostok

chino insisteva su 360 dollari a
mille metri cubi, per poter sostenere le tariffe interne. Il risultato finale è un «segreto
commerciale», dice Alexei
Miller, il capo del monopolio

Qatar

16,4%

russo, ma dalle stime degli
esperti pare di capire che alla
fine l’hanno spuntata i cinesi.
Il quotidiano d’affari «Vedomosti», citando una fonte di
Gazprom, sostiene che la trattativa si è chiusa sulla soglia
più bassa, sotto la quale i russi
non riescono a coprire le spese
colossali del progetto: 55 miliardi di dollari, con altri 20 miliardi stanziati dalla Cina. Il ministro dell’Energia russo
Mikhail Novak ieri non ha
escluso un anticipo di 25 miliardi di dollari dai cinesi per finanziare le spese. E per far quadrare i conti i russi hanno cancellato le tasse sull’estrazione, altrimenti il prezzo concordato
«non sarebbe stato praticabile», dice Mikhail Korchomkin
di East European Gas Analysis.
«Non aspettiamoci profitti dal-

stro» - destinato a far discuEx
tere proprio perché ricco di
presidente
particolari inediti sulla vita
Fidel Castro
quotidiana del líder máximo.
è stato
Già nel 2006 «Forbes» avepresidente
va scritto che tra i dieci capi di
cubano
Stato più ricchi del mondo
dal 1959
c’era Fidel, ma in quell’occaal 2008,
sione lui aveva negato sdegnoquando
samente, confermando l’icogli è
nografia rivoluzionaria della
succeduto
vita spartana e senza lussi.
Ora, però, l’ex guardia del il fratello Raúl
corpo traccia un quadro spietato da cui si evince come, in
realtà, Fidel abbia per 50 anni tanto di delfini, allevamenti
goduto di comodità più conso- di tartarughe caraibiche e
ne a un broker di Wall Street ogni genere di comfort?
«Quando Castro partiva sul
che a ex guerrigliero tutto desuo yacht – scridito al pueblo.
Come spiega- IL LIBRO-RIVELAZIONE ve Sánchez – sere, infatti, a chi
sempre in
«Non ha mai deva
oggi all’Avana
un’enorme polguadagna 20 rinunciato ai comfort trona di pelle nedel capitalismo» ra, con in mano
euro al mese il
suo yacht suun bicchiere di
perlusso Aquarama II, con Chivas Regal on the rocks, il
chiglia fatta con legname pre- suo drink preferito. E che dire
giato dell’Angola, o la sua iso- - aggiunge l’ex guardia del corla privata di Cayo Piedra, con po - della corte di donne che

Turkmenistan

51,4%
la Cina - avverte - i primi anni
saranno in perdita, un aumento
di margine è possibile solo incrementando le forniture, ma i
livelli di redditività ottenuti in
Europa resteranno lontani».
Il contratto con la Cina infatti non libera la Russia dal
vincolo al suo mercato principale. Anche perché il gas per
Pechino uscirà da giacimenti
nuovi, mentre quelli attuali
continuano a produrre metano
per l’Ue, fondamentale per il
bilancio russo. E il presidente
della Commissione Ue José
Manuel Barroso ieri ha mandato a Putin una lettera nella
quale gli ricorda che la responsabilità di forniture regolari in
Europa resta della Gazprom,
indipendentemente dal contenzioso sul prezzo che Mosca
ha con l’Ucraina.

CONTRO BOKO HARAM

Liceali rapite
Obama invia
80 soldati
in Ciad

L’ex guardia del corpo demolisce la figura del líder máximo

PAOLO MANZO
SAN PAOLO

Altro

37%

ITALIA

“Yacht di lusso e isole private
Ecco come vive Fidel Castro”
La storia

31%

Australia

GIAPPONE

Il presidente
russo
Vladimir Putin
stringe
la mano
a Xi Jinping
in occasione
del summit
asiatico sulla
cooperazione
a Shanghai

La blogger
Subitobloccato
ilnuovositodiYoani

Altri Paesi
dell’Europa
orientale

Germania

Dalnerechensk

MONGOLIA

da quando in Occidente incontra le sanzioni. A Est Mosca si
affaccia su un mercato immenso, con potenziale estensione
al Giappone e alla Corea del
Sud. Nonostante fosse strate-

Centimetri
LA STAMPA

Komsomolsk on Amur

SIBERIA

Barnaul

Pozzi

1

Nizhnevartosk

Pechino vuole
aumentare del 20%
le importazioni
e limitare il carbone
arrivare fino a 60 miliardi di
metri cubi di gas l’anno, la capacità massima del gasdotto
«La forza della Siberia», che
si svilupperà per 4 mila chilometri, dalla Yakuzia a Khabarovsk e Vladivostok, sul Pacifico. Le forniture partiranno
non prima del 2018 e nei prossimi quattro anni, dice fiero
Putin, «sarà il cantiere più
grande del mondo».
Il leader russo ha condotto
in persona la fase finale delle
trattative con il suo collega
cinese Xi Jinping. Per la Cina
il supercontratto significa un
quinto dei suoi attuali consumi di gas, la possibilità di ridurre l’uso del carbone e di
diversificare le forniture. Ma
si tratta anche di una alleanza geopolitica importante
con una Russia che ha un bisogno di partner a Oriente

38 miliardi

di dollari
LA DURATA
dal 2018 al 2048

Dove esporta il gas Mosca

Gasdotti
operativi

LA FORNITURA

JORGE REY/AP

gli hanno dato 9 figli o dell’immenso immobile di sua proprietà all’Avana, con tanto di
campo da bowling sul tetto, un
altro da pallacanestro ai piani
inferiori e un centro medico
dotato di ogni equipaggiamento all’avanguardia? Senza
parlare del bungalow con molo privato extra-lusso sulla costa o dei diamanti angolani
che Fidel conserverebbe gelosamente nelle casse dei suoi
sigari Cohiba. Che cosa ne
pensano i compagni?».

Il presidente Barack Obama
ha inviato circa 80 militari
americani in Ciad per contribuire alle ricerche delle liceali nigeriane rapite dai guerriglieri radicali di Boko Haram. Lo rende noto la Casa
Bianca che ha inviato una lettera al Congresso, in cui annuncia il via all’operazione.
I soldati – dice la Casa
Bianca – «sosterranno le
operazioni di intelligence,
sorveglianza e ricognizione
aerea per missioni nel nord
della Nigeria e nell’area circostante». I soldati rimarranno in Ciad «fino a quando il loro sostegno per risolvere la situazione del rapimento non sarà più richiesto». Le forze speciali nigeriane hanno intanto ristretto l’aerea di ricerca delle
250 ragazze rapite. Si troverebbero in tre campi controllati dall’organizzazione
islamica, a nord di Kukawa,
verso il lago Ciad.

12 45 67 18

9AB5CDE 88 F 99AB 8 2 LA STAMPA 2

Cronache .19

.

SOSTITUISCE CASELLI

Spataro
nuovo capo
della procura
di Torino
MILANO

Le cifre
del raggiro
mondiale

Personaggio
PAOLO COLONNELLO
MILANO

er dire quanto contano le
Coop nel mondo: l’ultima
truffa ai danni di banche
russe, ma anche dell’americana Jp Morgan o della società di Atlanta Ker Capital, il nostro
“Madoff della Bocconi” l’ha messa a
segno dando in pegno proprio una fideiussione, in realtà falsa, di 20 milioni di euro «apparentemente emessa
da BNL filiale di Reggio Emilia in favore di Coopsette, società cooperativa di
Castelnovo Sotto».
I russi, notoriamente poco inclini
allo scherzo, pare che siano riusciti a
riprendersi il maltolto. Gli altri si dovranno costituire parte civile e aspettare la fine del processo. I cinesi invece, nelle cui banche sono scomparsi 40
milioni di dollari, non si sa come si regoleranno. Difficile tradurre in mandarino le carte di un’inchiesta che spazia dalle spiagge cipriote alle pianure
emiliane, dalla Mole Antonelliana al
Duomo, approdando infine, nel disvelamento della truffa, tra le lamiere arrugginite di una scalcagnata roulotte
parcheggiata tra le strade desertiche
nel Nevada, vera sede del centro affari
del professor Alberto Micalizzi, l’ex ricercatore dell’Università Bocconi che
spendendo questo “brand” a piene
mani, ha fatto fesso mezzo mondo.
«Una personalità senza scrupoli,
incurante delle regole e incline a delinquere». scrivono i giudici che lo
hanno arrestato ieri con altre 8 persone. Ma pochi anni fa, il prof Micalizzi, faccia da bravo ragazzo e autorevolezza di docente di Finanza
Aziendale alla Bocconi, era conside-

P

40

250

10

Milioni

Milioni

Miliardi

È il valore della truffa compiuta
in Italia sui 700 milioni totali

Micalizzi ha raggirato - per 40
milioni - anche le banche cinesi

L’ultima «invenzione»
di Micalizzi: un megabond

Micalizzi, il Madoff italiano
e la megatruffa da 700 milioni

È stato il pm del processo sul
sequestro di Abu Omar e durante gli anni di piombo ha
rappresentato la pubblica accusa in numerosissimi procedimenti contro il terrorismo
e l’eversione, il primo dei quali - a carico di Renato Curcio e
di altri appartenenti alle Br.
Ora Armando Spataro, 66 anni, originario di Taranto, guiderà la procura di Torino, rimasta «orfana» dal dicembre
scorso con l’uscita anticipata
di Giancarlo Caselli, dopo una
polemica con la sua corrente,
Magistratura democratica,
legata alla questione No tav.
La nomina di Spataro che secondo Caselli «premia
un magistrato che ha dimostrato di sapere operare con
efficacia e indipendenza» - è
stata decretata dal plenum
del Csm a larga maggioranza, con 16 voti a favore con-

Milano, nuovo arresto per l’ex docente della Bocconi
rato un enfant prodige, una stella nascente dell’economia italiana e internazionale: aveva messo a punto modelli finanziari che lo avevano reso famoso pochi anni prima della Grande Crisi
del 2008. Ma certe teorie, quando le
metti in pratica, non sempre funzionano. E così, pur di non perdere la faccia,
Micalizzi dall’alto della sua Dynamic
Decisions Capital Management Ltd,
sede nella city di Londra, quando è arrivata la resa dei conti con il crollo della Leman Brother’s, ha deciso di praticare una delle più antiche specialità finanziarie: la truffa in grande stile.
Agli investitori che sulla base del suo
Growth Premium Analysis, un modello
di gestione dei rendimenti azionari,
avevano investito fiumi di denaro e ora
li chiedevano indietro, propose un gi-

gantesco bond da 10 miliardi di dollari,
garantito, apparentemente, da forniture di petrolio. Un titolo obbligazionario
emesso dalla florida società statunitense Asseterra, sede in Nevada. Precisamente in una roulotte parcheggiata nei
pressi di un incrocio tra un paio di quelle lunghe strade americane che si perdono tra le nuvole. Un gigantesco pacco
mondiale. Nel quale, ora la Finanza ha
messo a segno gli arresti e svelato, con
un’inchiesta del pm Tiziana Siciliano, la
gigantesca truffa, avevano creduto in
molti. Troppi, a dire il vero. L’ammontare della somma fatta svanire tra le montagne del Nevada, nonché banche cipriote, cinesi e russe, si aggira sui 700
milioni di euro (di cui 250 in Italia). E ha
colpito istituti finanziari di prim’ordine
come la Fiduciaria Orefici o Ubi banca

Il gip archivia
Telecom,cadonoleaccusecontroTronchetti
1 Cadono le accuse contro Marco

Tronchetti Provera che dal 2009, nell’ambito della vicenda Telecom, era indagato dalla procura di Milano per i reati di accesso abusivo al sistema informatico, associazione a delinquere e
corruzione. Come nella precedente richiesta di archiviazione il pubblico ministero m Alfredo Robledo ha attestato

«l’assenza di elementi di prova tali da
poter sostenere in coinvolgimento dell’indagato nell’utilizzazione dei dati relativi al traffico storico di utenze Tim attinti tramite l’applicativo Radar (in uso
dal 1999, ndr)». Le conclusioni del pm
sono state accolte dal giudice per le indagini preliminari che ha così messo la
parola fine alla vicenda.

(25 milioni di euro ciascuna), l’Indipendente Global Managers (5) la Sim Gest
(3) e, a scendere, la Carige, la Rb Trade
srl, la Redi spa. In fondo Micalizi, con il
suo pacco-bond, nel 2008, mentre tutto
andava a rotoli, garantiva guadagni da
favola. Gli bastava falsificare materialmente i NAV, cioè i rendimenti sui titoli,
facendo figurare continue acquisizioni
di bond del Nevada per il valore facciale
di 300 milioni di dollari. Ci sono cascati
in tanti: dagli Emirati Arabi, agli Stati
Uniti, dall’Australia alla Cina.
Allarmi dell’autorità di controllo?
Non pervenuti. Quando qualcuno si fa
venire il sospetto e comincia a chiedere
il rientro dei capitali investiti, il prof
cambia banda. Lascia i salotti accademici e si rivolge a dei veri balordi con
cui s’inventa finte fideiussioni per garantire i vecchi bond. La solita truffa a
cascata. Si rivolge alla Banca Agricola
Russa riuscendo ad ottenere 20 milioni
di euro garantiti da un’obbligazione da
100 milioni di dollari, completamente
falsa. Poi ne ottiene altri 20 dalla Invest
Trade Bank di Mosca, 20 dalla Jp Morgan, 61 dalla Ker Capital di Atlanta, 11
dalla Pirelli, 6 dalla Ubs di Monaco, 30
dalla Snam Rete Gas.
Perfino il suo avvocato inglese che lo
ha difeso a Londra, dove gli hanno revocato ogni licenza multandolo per tre milioni di sterline, si è visto rifilare 60 mila
sterline con la fideiussione falsa. Micalizzi, un genio.

ANSA

Armando Spataro

tro gli otto andati al suo diretto concorrente, il procuratore di Novara Francesco
Enrico Saluzzo.
Per lui hanno votato i togati di Unità per la Costituzione
(il gruppo di centro della magistratura) e quelli di Area (la
coalizione delle correnti di sinistra delle toghe); i laici del
Pd Guido Calvi e Glauco Giostra, il vice presidente del
Csm Michele Vietti e il Pg
della Cassazione Gianfranco
Ciani. Lo stesso schieramento che con qualche piccola
differenza si era rivelato determinante poco prima per le
nomine di altri due nuovi capi
di procura: Giuseppe Creazzo a Firenze, attualmente
procuratore di Palmi, e Giuseppe Volpe a Bari.

1234567 99 AB1123 9CDE LA STAMPA 9C

GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Cronache .21

.

Protesta
Cinquecento
taxisti milanesi ieri erano
davanti alla
prefettura
Su un lenzuolo bianco
avevano
scritto
«Uber spaccia
nella Milano
corrotta.
Abusivi»

il caso
FABIO POLETTI
MILANO

a battaglia per ora
l’hanno vinta i tassisti milanesi. Dopo
cinque giorni di
sciopero selvaggio
contro Uber, la app che consente alle auto a noleggio con
conducente e pure ai privati di
fare corse a pagamento come
un normale taxi, le auto bianche milanesi ottengono quello
che volevano da Governo, Regione e Comune. Il ministro
dei Trasporti Maurizio Lupi
vola in Prefettura a Milano e
dopo tre ore di riunione boccia la app attiva in mezzo
mondo: «Tolleranza zero per
chi viola la legge. Qualsiasi
app o innovazione che eroghi
un servizio pubblico non autorizzato compie un esercizio
abusivo della professione».
Un’altra stoccata finisce però
alle auto bianche: «Finiscano
le proteste. No all’interruzione di un servizio pubblico».
I tassisti promettono di
tornare al lavoro. Davanti alla
Prefettura sono in cinquecento. Su un lenzuolo hanno scritto a caratteri cubitali: «Uber
spaccia nella Milano corrotta.
Abusivi». Ma i nervi rimangono scoperti. Nei giorni scorsi
alcune auto a noleggio con
conducente sono finite nel mirino. I dirigenti di Uber presi a
lanci di uova. Si capisce che la
situazione deve ancora essere
definita. Il ministro Lupi annuncia che si aprirà presso il
dicastero delle Infrastrutture
un tavolo che coinvolgerà anche la conferenza delle Regioni per discutere il decreto attuativo della legge di settore.
Alla riunione in Prefettura
Uber non viene invitata. La
general manager Benedetta
Arese Lucini non si piega né si
spezza: «Entro settimana
prossima presenteremo un
nostro progetto. La normativa a cui si fa riferimento è stata sospesa in sede europea
perché viola un principio liberale sulla circolazione».
La questione è cavillosa. Si
discute tra modernità e conservazione dello strapotere
dei tassisti, una lobby assai
potente a Milano, ancora più
potente ora che si avvicina il
voto alle elezioni europee. Di
app come Uber ce ne sono
ovunque in mezzo mondo. Solo a Londra sono venti. Alla
società vengono contestate le
modalità del loro servizio che
violerebbe alcune norme: le
auto con conducente dovrebbero uscire sempre da una ri-

L

FEDERICO FERRAMOLA/LAPRESSE

Lupi frena Uber
vincono i taxisti
Il ministro si schiera: presto il decreto sul settore
I gestori dell’app: ma il mercato si è evoluto
L’accusa Tolleranza zero
del Chi svolge un servizio
ministro pubblico non
autorizzato compie
un esercizio abusivo
della professione
Maurizio Lupi
Ministro delle Infrastrutture
e dei Trasporti

messa e non essere contattate
per strada con uno smartphone, le tariffe dovrebbero essere
predefinite e non a seconda del
viaggio, ai privati dovrebbe essere vietato di diventare tassisti occasionali. La general manager di Uber promette di rispondere punto per punto: «Faremo sapere presto le nostre
proposte. Tra app come la nostra e il car sharing il mercato
della mobilità si è evoluto e tutti
se ne devono fare una ragione».
Ma nel tavolo in Prefettura
per ora vince la ragione dei tassisti milanesi che mal digeriscono concorrenza e libero mercato
dopo aver speso fino a 200 mila
euro per una licenza. Il Governa-

tore Roberto Maroni sta dalla
loro parte senza se e senza ma:
«La normativa vigente non consente l’uso dell’app Uberpop».
Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia usa parole rotonde: «Non
siamo né contro una app né
contro l’innovazione ma siamo
contro l’illegalità da qualsiasi
parte provenga. Se si usa l’app
in maniera illecita si mette a rischio l’utenza ». Allora questa
battaglia la vincono i taxi. Ma si
capisce che la guerra sarà ancora lunga. Alla fine l’unica ad
avere i toni meno accesi è la general manager di Uber: «Non
nascondiamo che all’inizio abbiamo avuti problemi anche in
altre città. Ma poi ci siamo se-

duti attorno a un tavolo».
Ed è quello che faranno quando sarà pronta la loro controproposta. Si capisce che non vogliono rinunciare ad offrire questo servizio ad una piazza golosa
come Milano in vista di Expo
2015. La general manager di
Uber vuole essere chiara: «Noi
siamo un servizio complementare. In alcune città la nostra app
funziona pure per i taxi. Sarebbe un peccato se i 7 o 8 milioni di
visitatori stranieri che verranno
a Milano l’anno prossimo per
Expo non potessero usare la app
Uber che hanno sugli smartphone e che funziona in tutto il mondo. Alla fine sarebbe giusto che a
decidere fossero i cittadini».

“Il buffet per vip in Vaticano
non è piaciuto a Francesco”

MILANO

A papa Francesco quelle scene non sono piaciute. «Non è
rimasto contento, per usare
un eufemismo» come ha detto
il cardinal Giuseppe Versaldi,
presidente della Prefettura
degli Affari Economici della
Santa Sede alla «iena» Filip-

po Roma che l’ha intervistato.
Il caso è il buffet per vip che
si è tenuto proprio sulla terrazza della prefettura il giorno della canonizzazione dei due Papi,
Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Un ricevimento a cui erano presenti, tra gli altri, Roberto D’Agostino, Bruno Vespa, il
presidente della Banca del Vaticano Von Freyberg, l’imprenditore Marco Carrai, Francesca Chaouquoi e monsignor
Vallejo Balda, entrambi nominati nella Commissione Pontificia per il riordino degli affari
economici del Vaticano.
«Io con quella festa non c’entro, ero a Lourdes - ha detto il

SUMMERSPORT ORGANIZZA
PER L’ESTATE 2014 A SAUZE D’OULX
LA TRADIZIONALE VACANZA
DEDICATA ALLO SPORT
E AL DIVERTIMENTO
Stage di Calcio (coordinato da Moreno
Longo, attuale allenatore del Torino F.C.
Primavera), Tennis, Volley, Basket, Danza e
Multisport con uno staff tecnico all’avanguardia, presieduto dal dott. Gigi Gabetto,
dal 1994 al 1999 responsabile del Settore
Giovanile del Torino Calcio.
Età di partecipazione: ragazzi e ragazze dai 7 ai 18 anni
Turni settimanali 2014







dal
dal
dal
dal
dal
dal

22 giugno al 28 giugno
29 giugno al 5 luglio
6 luglio al 12 luglio
13 luglio al 19 luglio
20 luglio al 26 luglio
27 luglio al 2 agosto

Turni bisettimanali 2014
1° dal 22 giugno al 5 luglio
2° dal 6 luglio al 19 luglio
3° dal 20 luglio al 2 agosto

Grand Hotel La Torre****
Sauze d’Oulx

I ragazzi saranno ospitati presso il Gand Hotel La Torre (4 stelle).
L’edificio più panoramico della Valsusa dispone di 109 camere
(2/3/4 posti letto con bagno, doccia, asciugacapelli, tv e telefono),
reception, bar, sale tv, sale riunioni, terrazza con solarium,
piscina coperta, palestra, tutto a norme Cee; ristorante riservato
allo stage con apposito menù studiato da medici sportivi.

POLEMICA SUGLI INVITI NEL GIORNO DELLA CANONIZZAZIONE

Il responsabile
degli affari economici:
«Non era autorizzato,
andremo a fondo»

a r t c a f e a d v. i t

12 45 67 18

LA STAMPA

Sul tetto
Alcuni degli
ospiti sulla
terrazza della
Prefettura
ANSA

cardinale - ma posso assicurare che questi episodi non capiteranno più. Stiamo individuando le persone responsabili
che saranno ben messe in guardia contro tali iniziative». Filippo Roma ha gioco facile a insistere sul contrasto: nella piazza i pellegrini accaldati e pigiati
all’inverosimile, sulla terrazza i
vip che mangiano e bevono.
«Come molti di voi sono stato

indignato e meravigliato da
questa mescolanza tra sacro e
profano» ha detto ancora il cardinale, che ha svelato: il biglietto d’invito, con tanto di stemma
della prefettura e del Vaticano,
non era autorizzato. «Il millantato credito non è cosa da poco». Indagini anche sul versante degli sponsor e dei soldi raccolti che, ha detto il cardinale,
nessuno sa dove siano finiti.

INFO e PRENOTAZIONI
www.summersport.it
Cell. 335.8047091 • Tel. 011.19505116
Fax 011.5695318 • info@summersport.it

22

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

VALERIO GRIFFA
d e l
Grand ’A p pennino, figlio
picciolo sì, ma glorioso…» cantava Torquato Tasso, riferendosi al fiume Metauro. Perché
glorioso? Bisogna risalire al
207 a.C., quando attorno a
questo fiume marchigiano si
radunò l’esercito di Asdrubale, il fratello di Annibale, per
risalire l’Appennino e arrivare
a Roma da nordest. Pericolo
mortale, scongiurato con una
battaglia terribile in cui gli
eserciti romani distrussero
quelli cartaginesi. Eppure il
Metauro è un fiume gentile,
che vede le sue sponde collinose vitate, per dare un bianco doc delicato e fresco, il
«bianchello». Ma è tutta l’area
del fiume, compreso l’importante affluente Candigliano e
compresa la costa adriatica, a
sposare arte e cibo, come nella migliore tradizione dell’Italia centrale. E Fano è il centro
del sistema. È qui che arriva
la Via Flaminia, da Roma e
verso Rimini, e si innesta sul
decumano massimo della cit-

Le segnalazioni
Slow Food

«O

Luoghi del gusto

I

Est

La valle
Per saperne di
più sulla Valle
del Metauro,
sia dal punto
di vista dei
borghi e dei
monumenti,
sia da quello
naturalistico:
www.valledel
metauro.org.
Per Fano e le
sue numerose
iniziative:
www.turismo
fano.com

Borghi ricchi di storia e di specialità gastronomiche
che vanno dal brodetto al pecorino di fossa
porto-canale per poi arrivare
alle spiagge di Lido e Sassonia
(pietrosa). Da non perdere le
trattorie, come Da Maria o Da
Nadia, che propongono due glorie locali: le tagliatelle al ragù e
il brodetto fanese. A sud della
cittadina, il Metauro, dove si
può andare in canoa o passeggiare lungo le sponde.
Intorno, sulle colline, c’è Cartoceto, forse fondato dai Cartaginesi al tempo della battaglia
prima nominata. Abitato a lisca
di pesce, un magnifico teatro
settecentesco, Il Trionfo, una
piazzetta detta La Turchia, adi-

Distinti
Salumi
A Cagli dal
31maggio al
2 giugno si
svolge Distinti
Salumi
kermesse con
il meglio dei
produttori di
salumi italiani

Angelo Surrusca

Le colline marchigiane sono uno spettacolo dolce che si ritrova nei quadri di Raffaello

Le dolci colline
marchigiane
sulle rive del Metauro

Il fiume è famoso
per la battaglia
che vide i romani
contro i cartaginesi
di Asdrubale
tadina, entrando con un Arco
di Augusto che certifica l’importanza del luogo. Qui c’era il
Fanum Fortunae, il Tempio
della Fortuna, intesa come
evento favorevole, e dedicato
probabilmente a quella vittoria romana ricordata precedentemente. Fano, con la Rocca Malatestiana, il Palazzo
Malatestiano con la Loggia
del Sansovino, il Duomo del
XII, le mura, romane, malatestiane, pontificie, ha molto da
offrire. Ma quello che è ancora
più affascinante è il suo centro
storico tranquillo, con la piazzetta del Mercato del Pesce, i
suoi ritmi blandi, i locali in cui
gustare la moretta, un caffè
corretto con anice, brandy,
rum e zucchero (attenzione, si
devono vedere i tre strati: liquore, caffè, crema di caffè). E
poi il lungomare, a partire dal

l salame di Fabriano è
preparato macinando la parte
più pregiata del maiale: il
prosciutto. La ricetta storica è
questa: si taglia il lardo di schiena
in cubetti di mezzo centimetro,
che vengono salati e rimescolati
con cura, poi si provvede alla
preparazione delle parti magre
del maiale (coscia e spalla)
anch’esse tagliate e tritate
finissime. Quindi si amalgama
l’impasto con la forza delle
braccia e si condisce con sale e
pepe (a volte si aggiunge un po’
d’aglio). A questo punto si
insacca nel budello gentile
passato nel vino o nell’aceto.
Asciugati per qualche giorno al
fuoco del camino, i salami
stagionano 50-60 giorni. Il
Presidio Slow Food è nato per far
conoscere questa specialità. Info
Sandro Gioia, tel. 339-5443553.

bita un tempo ad avvistare i pirati. Colline di uliveti, che danno un ottimo olio, cultivar raggiola e moraiolo. Poi c’è il formaggio. Anzi, uno dei più straordinari formaggi italiani, il pecorino di fossa. Si tratta di un
formaggio fatto stagionare su
assali in una grotta scavata nel
tufo o nell’argilla, con temperatura costante a 5-6° C, e con pareti ricoperte di paglia e erbe
aromatiche. Se si risale la Flaminia, si incontra prima il Furlo, riserva naturale sullo spartiacque appenninico, tra i monti
Pietralata e Paganuccio. Una

gola del fiume Candigliano e
una galleria della Flaminia, tra
Acqualagna e Fossombrone.
Un microcosmo in cui si mescolano vegetazione mediterranea
e appenninica, calcari e marne.
Poi Acqualagna, terra di tartufo
bianco e nero, arcinota. Ma è
Cagli è il punto finale. Qui si tiene una manifestazione golosa,
una di quelle che molti vorrebbero avere, Distinti Salumi, rassegna della tradizione norcina
marchigiana. Cagli è deliziosa:
una città d’arte malatestiana,
con palazzi, piazze, vicoli sullo
sfondo dei verdi Appennini.

Osterie d’Italia
irginio e la moglie Catia
hanno deciso di riaprire
l’osteria-emporio di paese,
appartenuta al nonno Gustin. Il
ridotto menù cambia di giorno in
giorno. Consigliamo di iniziare
con gli eccellenti salumi e
formaggi, accompagnati da
confetture casalinghe e crescia
sfogliata. Tra i primi, da provare
le tagliatelle al farro con porcini e
i maltagliati di polenta con ragù
di cinghiale. Per i secondi si
sfrutta appieno la piccola griglia:
galletto arrosto e agnello a
scottadito panato alle erbe
aromatiche; il tutto
accompagnato da patate arrosto
o erbe spontanee ripassate in
padella. Invitanti i dolci preparati
da Catia: ciambella, crostata con
fichi e noci, crema di latte con
frutti di bosco. Pochi vini ma ben
selezionati. Prenotazione
consigliabile. Prezzi: 30 euro

V

Da Gustin, Via Castello 27
Bargni di Serrungarina (Pu)

Rio, spiagge d’incanto e Corcovado

Sud

La città del Carnevale e della samba vale un viaggio non solo per il calcio

La statua del Redentore domina Rio

MARCO MORETTI
l 13 luglio lo stadio Maracanã
di Rio de Janeiro vedrà la finale della Coppa del Mondo,
dopo avere già ospitato sei partite nelle fasi eliminatorie. Rio è
sinonimo di calcio, oltre che di
samba e Carnevale. I nomi di alcune delle sue più famose
spiagge (dov’è ufficialmente
vietato giocare a pallone) corrispondono a squadre di prima
grandezza come Bottafogo e
Flamengo. Partendo dal centro
di Rio, Flamengo è il primo di
una serie di sinuosi arenili di
sabbia bianca che si susseguono verso sud - tra promontori
montuosi, penisole e lagune per 36 chilometri. Copacabana,
dominata da Pão de Açucar, un

I

panettone foderato di vegetazione alto 396 metri, è la cartolina di Rio, il quartiere più animato, con i ristoranti più rinomati e gli hotel storici (come il
Copacabana Palace), ma anche
quello in cui son più attive prostituzione e micro-criminalità.
Copacabana è il trionfo dell’allegria e dell’edonismo: dal culto
del corpo celebrato sulla sua
lunga spiaggia alle notti trasgressive tra i locali che punteggiano l’omonima avenida.
Bisogna prendere la teleferica con viste mozzafiato che
conduce in cima al Pão de Açucar per godere il paesaggio
sbalorditivo della baia di Rio:
un mosaico di verdi picchi vulcanici che si innalzano tra il
blu del mare e l’azzurro cielo,

tra un inseguirsi di strisce di
sabbia senza eguali. Sono i
morros, i panettoni montuosi
come Pão de Açucar che movimentano lo scenario della
baia, a rendere Rio un posto
unico, a valergli il soprannome
di «città meravigliosa».
A Sud di Cobacabana - chiusa tra mare e laguna interna - si
trova la lunga spiaggia di Ipanema, insieme a Leblon la destinazione balneare più chic e
colta di Rio. Qui si trovano università, gallerie d’arte, discoteche di tendenza e caffè frequentati da artisti e studenti. Ipanema è anche il ritrovo della Rio
gay e degli amanti del surf. Chi
cerca una vacanza attiva noleggia una bici e insegue le spiagge
di Leblon, Ipanema e Copaca-

bana pedalando su una ciclovia
(ciclorio.ta.org.br).
Per la Rio romantica si
prende il bondinho, il tram che
conduce al barrio de Santa Teresa, un dedalo di viuzze e scalinate che ricorda l’antica di
Lisbona. Il quartiere - detto la
Montmartre carioca per i molti artisti che vi hanno aperto
atelier - si sviluppò nel Settecento attorno all’omonimo
convento. E, a inizio Ottocento,
si trasformò nel Barrio Rico
dove risiedeva la classe alta.
Imperdibile anche il Corcovado, arroccato sui monti e dominato dalla statua di 28 metri
del Cristo Redentore: da qui si
coglie a pieno la superbia di uno
scenario da molti definito il più
bello della Terra.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

.

23

Consigli ai Viaggiatori
DARIO BRAGAGLIA

C
Italian Beer Fest
Da domani a domenica si svolge
a Roma l’edizione 2014
dell’Italian Beer Festival, la
kermesse itinerante, darà spazio
alle ultime tendenze e alle
novità nell’ambito della
produzione birraria. Info
www.degustatoribirra.it

Baleari d’estate
L’isola più verde del
Mediterraneo, Minorca, è un
gioiello di natura, storia e
cultura, dove una vacanza di
una settimana è sinonimo di
relax e divertimento. Una
settimana da 538 euro a giugno
con voli e pernottamento.
Info www.lastminutetour. it

anti, balli, chitarre
che ritmano il flamenco, ceri accesi,
cavalli bianchi,
donne con costumi
dai colori sgargianti, corse di
tori, le processioni che si inoltrano nelle acque del mare: difficile immaginare qualcosa di
altrettanto coinvolgente in un
solo fine settimana. Come ogni
anno, il 24 maggio, i gitani provenienti da tutta Europa si ritrovano a Saintes-Maries-dela-Mer per festeggiare Sara la
Nera, la loro santa protettrice.
Le funzioni religiose, con canti
e acclamazioni per le reliquie,
si svolgono nella chiesa-fortezza della città della Camargue.
Da qui parte la processione,
con i fedeli che trasportano la
statua di Sara fino al mare. La
discesa al litorale simboleggia
anche l’attesa per l’arrivo delle
due sante che danno il nome alla località, Maria Jacobé e Maria Salomé, che si celebra il
giorno successivo.
I momenti di devozione si
confondono con quelli dedicati
alla festa e alla musica che risuona in ogni angolo del paese
nella lunga notte fra il sabato e
la domenica. Vale la pena salire
fin sul tetto della chiesa, dove il
cammino di ronda regala
splendide visioni del paese, del
mare e degli stagni della Camargue punteggiati di fenicotteri rosa. Non distante si scorge la casa-museo dove visse il
marchese Folco de Baroncelli,
la famiglia era di origini tosca-

In Camargue
i gitani festeggiano
Sara la Nera
Questo weekend a Saintes-Maries-de-la-Mer
la tradizionale processione in riva al mare

Da visitare anche la
casa museo del poeta
Frederic Mistral:
ricorre il centenario
dalla morte

Tanzania felix
Non un semplice safari, ma il
meglio dei parchi e della
lussureggiante natura della
Tanzania, coniugata al massimo
del confort e dello charme dei
lodge e dei campi tendati.
Partenze 4 e 11 agosto
Info www.africanexplorer.com

ne, innamorato di questa terra
dove cielo, mare e le vaste aree
umide formate dalla foce del
Rodano sembrano confondersi. Baroncelli si batté per il riscatto sociale degli zingari e
dei gardians, i butteri locali. Fu
lui a ottenere, nel 1935, che i gitani potessero onorare con una
grande festa la loro santa pa-

Van Gogh
Il periodo trascorso da Van
Gogh ad Arles è considerato
l’apice della sua ispirazione
creativa. La nuova
fondazione Van Gogh,
inaugurata agli inizi di
aprile, intende rinsaldare il
legame con il pittore
olandese. La mostra
inaugurale ospita quadri di
Van Gogh e opere di artisti
contemporanei. Info
www.fondationvincentvangogh-arles.org

Ovest

Vicino
& lontano

Un’immagine della tradizionale festa che vede in Camargue gitani di tutta Europa

trona e a riscoprire e rilanciare, assieme
a
Frédéric Mistral, le tradizioni della Provenza che andavano perdendosi. Proprio di
Mistral, quest’anno si festeggia
il centenario della morte: l’eredità del moderno canonizzatore della lingua occitana è ancora forte. A Saintes-Maries-dela-Mer c’è una statua dedicata
a Mireille, la sua eroina più famosa. Una storia di amore impossibile in stile camargueise

che lo scrittore immaginò nella
casa di Maillane, poco a nord di
Arles. Ora la villa di Mistral è
diventata un piccolo museo arredato con i mobili originali e
pieno di oggetti appartenuti al
poeta vincitore del premio Nobel nel 1904. Una rara fotografia lo immortala assieme all’amatissimo cane Pan Perdu.
La guida del museo racconta
un aneddoto: l’animale faceva
parte del circo di Buffalo Bill
che si esibiva in quel periodo in
Francia e, perdutosi, scambiò
Mistral per il famoso cacciatore americano. In effetti i due
uomini si assomigliavano: cap-

pello a larghe falde, barba e pizzetto, aria seriosa e corporatura massiccia. Da Maillane raggiungiamo, passando per Saint
Remy, Arles. Si attraversa, con
un bell’itinerario, la piccola catena delle Alpilles, in un paesaggio di vigne, uliveti e pini. In
Place du Forum una statua
conferma la curiosa somiglianza: qui un elegante Mistral dà
le spalle al Grand Hotel Nord
Pinus, fascinoso indirizzo, dove ci si può concedere un aperitivo e ripensare ai tanti grandi
personaggi che lo hanno frequentato, da Picasso a Cocteau, da Lucia Bosè a Dominguin.

Il chiostro
Il chiostro di SaintTrophime, l’ex cattedrale di
Arles, è uno dei luoghi da
non perdere in una visita
alla città. I capitelli sono un
capolavoro della scultura
romanica. Attualmente una
porzione del chiostro è in
restauro, ma altre parti
sono state appena ripulite.
A luglio ad Arles ritornano i
tradizionali Rencontres de la
Photographie, con mostre e
workshop e fotografi da
tutto il mondo. Info
www.arlestourisme.com

1234567 99 AB1123 9CDE LA STAMPA 9E

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

«M

i chiamo Nicola
Splendiani e la
mia vita è cominciata il 6 aprile del 2009, alle 3
e 32 del mattino a L’Aquila, la
mia città. Da quel preciso momento in poi, molte cose sono
cambiate nella mia vita. Da
quando ho capito che in venti
secondi puoi perdere quello
che hai costruito, ma soprattutto quello che non hai costruito o che hai rimandato».
Inizia così il racconto di questo
coraggioso vignaiolo trentottenne, che ha abbandonato
L’Aquila e le macerie della sua
casa, un lavoro sicuro da ban-

In cantina

cario a Roma, riponendo nel
cassetto una laurea in economia. Dunque la sua storia riparte sposando Giusy, l’amore
della sua vita e dalla terra di
origine di lei, le Marche, per
dedicarsi a una passione fino
ad allora lasciata nei sogni: la
vitivinicoltura. Ha subito rimesso in sesto quattro ettari
di vigneti nella prestigiosa località Piantate Lunghe, su una
collina di fronte al Monte Conero, un ettaro di olive e un po’
di terra da seminare. Con i risparmi ha iniziato a fare dei
corsi per imparare a gestire un
vigneto. Lo incontro una mat-

PAOLO MASSOBRIO

Dall’Aquila
al Conero
PODERE G.M. GIUSTINI
LOC. CANDIA (AN)
VIA PIANTATE LUNGHE, 90
TEL. 3384016767
UNA BOTTIGLIA DI ROSSO
CONERO: EURO 10

tina di pioggia battente, sulla
jeep a visitare i vigneti, bellissimi e nella cantina stile «chateau garage» che è pronta per
10 mila bottiglie. Il suo Rosso
Conero 2013 da uve montepulciano in purezza è proprio la
sintesi di un microclima favorito dalle brezze marine e dai
terreni calcarei. Dopo la vendemmia la vinificazione segue
una macerazione sulle bucce
per circa 15 giorni, fermentazione a temperatura controllata in acciaio, dove avviene anche l’affinamento prima di 2
mesi in bottiglia. Che sia un vino «concepito» da una passio-

.

25

ne lo si capisce già dal colore
concentrato, da cui esce un
profumo di more suadente. Ma
poi senti anche la liquirizia nera e la mineralità. In bocca è
elegante, con quel tannino che
diventa trascinatore piacevole
di una persistenza amarognola. Che soddisfazione per me
che lo bevo; che vittoria per lui
che lo ha fatto. In botte assaggio la Riserva del suo Rosso
Conero 2012, affinata per 18
mesi in barrique. Ed è già importante: domani proveremo
la versione Rosato. Questo è
proprio il vino che fa dei racconti. In bocca al lupo Nicola!

Il bello & il buono
Souvenir

Mister Chef

Formaggi in grotta
1 Nel centro di Schio il sotterraneo rifugio

funse da ricovero fino alla Liberazione. Oggi in
quelle grotte storiche, umide, si stagiona un
formaggio vaccino che diventa pressoché unico, il Castelgrotta. È il fiore all’occhiello delle
Latterie Vicentine, 400 soci che conferiscono il
latte fresco,100 dipendenti che producono anche Grana Padano(a Bassano del Grappa) e
Asiago a D.O.P. (a Bressanvido). (Latterie Vicentine, Bressanvido,Vicenza, tel 0444.1425010
www.latterievicentine.it ). [e.ras.]

Colagreco, il Maradona
della nuova cucina
ROCCO MOLITERNI

F

L’aperitivo
ROBERTO DUIZ

Q

uando il turismo balneare, da quelle
parti, non era ancora neanche un’ipotesi, inoltrandosi nella fitta pineta di
Lignano, col fucile da caccia in spalla, Hemingway azzardò una profezia: «Questo posto
diventerà la Florida d’Italia», disse. La cementificazione selvaggia che seguì quando il
turismo balneare divenne una profittevole
realtà rivelò di averci azzeccato solo di
sghembo. Perciò sembra un po’ ironico il
nome del bar che si affaccia sulla movimentata darsena: Mi Ami, alludendo con un voluto
refuso alla capitale della Florida senza la
pretesa di evocarla come modello. Comodi
divani su cui sorseggiare freschi cocktail
pestati, che sono la specialità della casa. Mojito in tutte le sue varianti, Caipirinha, Caipiroska e molteplici, fantasiose divagazioni.
Bar Mi Ami, Lignano Sabbiadoro (UD), V.le Italia 48

L’albergo

N
Baccalà e ali di razza
con fegato grasso
Gli immaginifici piatti di Alice a Eataly di Milano

Le pagelle di Raspelli

reschezza, equilibrio, naturalezza:
definirei così la mia cucina: a parlare è Mauro Colagreco, lo chef italoargentino del Mirazur di Mentone
che la recente classifica The Best 50
della San Pellegrino ha visto balzare dal 28°
all’11° posto tra i migliori cinquanta cuochi del
mondo. Nel fisico Colagreco un po’ ricorda
Maradona, e il guizzo che in un anno gli ha
permesso di diventare il primo fra gli chef di
Francia ricorda le imprese del Pibe de Oro.
«Certo mi fa piacere - dice -. Ma le classifiche
valgono per quel che valgono. A me interessa
far bene il mio lavoro». Cosa intenda l’ha dimostrato domenica mattina al Palafiori di Sanremo nello showcooking organizzato da Luigi
Cremona per il Riviera Food Festival. Ha
preparato due piatti con i prodotti del Ponente
Ligure, dalle trombette ai gamberi di Sanremo: «Questa parte di Liguria - spiega - mi
affascina proprio per la qualità dei prodotti
che svela, sia di terra sia di mare». Lui, che ha
avuto esperienza con i grandi di Francia (Loiseau, Passard, Ducasse) coltiva, vicino al ristorante, un orto che è una vera e propria miniera
per le sue invenzioni. Così i gamberi di Sanremo («non li spadello perché si rovinano, li
cuocio a una temperatura che non supera i 60
gradi») li ha preparati con una salsa di fiori di
nasturzio, marmellata e rondelle di kumquat
(«i mandarini cinesi danno quel pizzico di
acidità di cui il piatto ha bisogno») e pisellini
freschi. Il piatto, pur realizzato con una cucina
da shoowking, si rivela incantevole per il mix
di sapori e freschezza. «I miei quattro nonni dice ancora Colagreco - erano italiani, io mi
sento ancora legato all’Argentina, ma sono
felice di lavorare in quest’angolo di Francia».
Chissà se però, come per il Bartali della canzone di Conte, ai francesi «le balle ancora gli
girano» sapendo che in tutto il mondo considerano lui il miglior chef del Paese.

Il ristorante

D

a bravo antico milanese, da uno la
cui nonna «la se
ciamava Gallera
Fumagalli, spusada in San Babila, maritada in
San Babila, funerada in San
Babila», da milanese la cui
mamma lo portava allo Smeraldo a vedere e sentire Jannacci, Piero Mazzarella e gli
straordinari travestiti de I Legnaesi, un po’ di nostalgia non
posso non averla. Quando il
Teatro Smeraldo ha chiuso il
palcoscenico, un pezzo della
mia vita, della vita di noi milanesi se ne è andato.
Ma un altro palcoscenico si
sta dispiegando in piazza XXV
Aprile, sacra all’Italia ed agli
italiani; un altro capolavoro
sta vivendo davanti all’antico
casello daziario di Porta Volta
legato alla storia ed alle letterature. Il gigantesco parallelepipedo voluto da Oscar Farinetti incombe lucente rinnovato entusiasmante in tutto il suo
cristallino splendore di oggi. Il
geniale gioco di parole dell’insegna, quell’Eataly ormai dif-

fuso nel mondo e diventato un
marchio del Tricolore, svetta
nella sua mole trasparente sulla grande piazza ordinata in
cui si affolla il pubblico del
mondo con il naso all’insù prima di entrare nella reggia di
Pantagruel. Certo, è un’azienda, certo, servirà anche a fare
soldi, però qui c’è il genio, la
fantasia, l’entusiasmo, la passione, la voglia di fare, l’accettazione anzi la scelta del rischio. E la gente, anche a mesi
di distanza dalla schioppettante inaugurazione che ha visto
uniti Petrini, Pisapia, Oliviero
Toscani, Beppe Severgnini…
affolla i banchi rutilanti, fa la
spesa dell’alta qualità, si mette
a tavola nelle mille occasioni
gastronomiche che offre l’ex
Teatro Smeraldo.
Al secondo piano è il regno
di Alice, famoso ristorante milanese che ha aperto qui i suoi

il voto

15/20

nuovi battenti con all’opera
una celebre coppia: Viviana
Varese in cucina, Sandra Ciciriello in sala con le loro brigate
giovani cordiali amichevoli attente professionali. Con l’unica eccezione negativa che qui
non ci sia uno spazio per i fumatori, il posto è bellissimo,
oasi tranquilla perché lascia
fuori il brusio della clientela
del resto di Eataly. Arredo originale e firmato, con utilizzo di
materiali e legni singolari e rari ed ampia scelta gastronomica. Nel mezzogiorno da lunedì
al venerdì, ad esempio, con 43
euro avrete: due portate scelte
nella carta tra 14, un dolce tra
4, acqua, bicchiere di vino, caffè, coperto…; poi due menu degustazione a 85 e 92 euro. Alla
carta pranzo medio completo
con 100-110. Vi suggerisco di
riassaggiare i miei piatti, a cominciare dall’immaginifica serie dei pre-antipasti per passare a timballo di baccalà, ali di
razza con fegato grasso, fegato
grasso in doppia cottura con
salsa alla ciliegia, sorbetti e gelati, pastiera, crème brulée.
ALICE EATALY SMERALDO
MILANO, PIAZZA XXV APRILE 10
WWW.ALICERISTORANTE.IT
PROVATO IL 14-5-2014

elle camere, in
tutti gli angoli,
capolavori di
arte contemporanea. Hanno
chiamato questa raccolta «In
punta di piedi, stanza per
stanza» ma in effetti le opere
non decorano solo le 72 stanze, tra normali junior suite o
suite (che hanno tanto di
armadio cucina), ma anche i
vari angoli comuni di questo
lucente squillante avveniristico albergo che sorge a Cassola, comune di 14 mila abitanti
alle porte di Bassano del
Grappa, lungo la strada statale che dal vicentino entra in
provincia di Trento.
La Nazionale si allarga tra
falansteri di vetro e cemento
su un gruppo di palazzi dai
mille impieghi, dalle 100
occasioni. Fuori, un mosso
tronco di cilindro con alla
base un cristallino parallelepipedo tutti trasparenze, poi,
dentro, un elegante raffinato
gioco di essenzialità e minimalismo creato ad arte da
importanti architetti e validi
geometri. Certo, a mezzanotte il portiere potrà sentirsi
spaesato davanti alla richiesta dei giornali per l’indomani (domenica) ma poi lo perdonerete per l’eleganza del
tutto, per la funzionalità degli
ambienti, per la bellezza dei
lunghi ovattati corridoi, per
l’ampiezza comoda delle
stanze, per i salottini che
completano le junior, per il
regalo delle consumazioni
analcoliche di cui dispone il
frigobar.
GLAMOUR
V. VALSUGANA 90, CASSOLA(VI)
WWW.HOTELGLAMOUR.IT
ULTIMA PROVA:10-5-2014

il voto

14/20

26

SPECIALE LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Speciale ITForum

A Rimini le tendenze del trading online
SANDRA RICCIO
Al via la quindicesima edizione
dell’ITForum, il più importante evento italiano, indipendente e gratuito, dedicato al risparmio gestito ed al trading
online. La manifestazione, una
due giorni che prende il via domani per chiudere venerdì 23
maggio, si terrà presso il PalaCongressi di Rimini. Sono
8mila le presenze attese per
110 espositori e 190 relatori.
Organizzata da Traderlink,
Trading Library e Morningstar, si propone come un momento di approfondimento
con i professionisti e i grandi
nomi del settore per ragionare
sulle complesse dinamiche di
un mercato oramai sempre più
integrato e veloce, all’interno
del quale gli accadimenti locali
possono condizionare le altre
aree del mondo: dai beni strumentali a quelli di consumo,
dall’energia alla tecnologia, al
mondo del credito e alla finanza, insomma ogni aspetto di
un’economia globalizzata.
Tantissimi gli appuntamenti in calendario, dagli incontri didattici, con un taglio
molto pratico per scoprire e
comprendere i tanti e differenti modi di affrontare i mercati e difendere il proprio capitale, al ricco menù di corsi
didattici certificati €FPA, fino
alle sessioni di trading in tempo reale e “Top of the Top”, il
torneo di trading con denaro
reale organizzato da Directa.
Rinnovata la presenza dell’Advisory Village, da quest’anno all’interno della zona

8000
presenze
È il numero di visitatori
atteso per questa
quindicesima edizione
dell’ITForum, l’evento a
Rimini sul trading
online

110
espositori
Sono presenti professionisti
e grandi nomi
del trading online
con un loro stand
all’ITForum
di Rimini

Educazione
finanziaria
e tecnologie
al centro
dell’evento

espositiva, dove formazione, informazione e networking si alterneranno a ciclo continuo nei
due giorni della manifestazione. Confermata anche l’area
previdenza, tema di grande interesse per i professionisti della
gestione e della consulenza ed
esigenza alla quale individui e
famiglie guardano con attenzione e lungimiranza (nel corso
della mattina di venerdì si susseguiranno due grandi conve-

gni, in cui verranno illustrati i
più recenti cambiamenti legislativi e delineate le opportunità per giocare ad armi pari con
il resto d’Europa).
Oltre ai numerosi appuntamenti con l’informazione e
l’educazione finanziaria, ITForum sarà l’occasione per confrontarsi con i maggiori protagonisti del mercato e le nuove
tecnologie in grado di aiutare
risparmiatori e trader nelle

scelte di investimento. Il parter
di nomi che interverranno quest’anno è particolarmente nutrito spazia dai protagonisti
della scena finanziaria italiana
fino ai grandi ospiti internazionali del panorama del trading.
Di richiamo la presenza di
John Bollinger, star dell’analisi
tecnica, che sarà protagonista di
un interessante convegno sulle
varie fasi dell’apprendimento
nella vita di un trader professio-

Mercati

L’indagine
Crolli di Borsa, continue incertezze e tassazioni opprimenti non frenano il popolo
dei trader che a Rimini si incontrerà per cercare nuovi
spunti e confrontarsi con i
grandi professionisti degli investimenti. Ma chi sono i trader online e su cosa puntano
oggi i così detti Tol? Dai dati
Assimo, l’associazione degli
intermediari finanziari, emerge che il peso del trading online occupa oltre il 40% degli
scambi a Piazza Affari. Un numero importante che resiste
anche in fasi di turbolenze e
tassazioni mirate sulla categoria, come la Tobin-Tax.
I dettagli su questo microuniverso arrivano dall’indagine IT Forum 2014 condotta su
un campione di quasi mille
trader. I numeri raccolti rivelano che quest’anno i trader
sono di nuovo alla carica:
l’83% del Campione ITF ha effettuato almeno una operazione sui mercati finanziari nei
tre mesi precedenti la rilevazione (aprile 2014), più di
quanto succedeva l’anno scorso (81%). Ma soprattutto, un
buon numero, è pronto a comprare e vendere anche nel resto dell’anno (per le azioni la
quota è al 65% contro il 64%
del 2013), indipendentemente
da come andranno i mercati.
Come si muove chi fa trading online? Inutile dire che è
un popolo che privilegia operazioni di breve periodo, il
mordi e fuggi che, a chi ci sa
fare, permette di guadagnare. Secondo le analisi condot-

Il popolo
dei trader
privilegia
operazioni di
breve periodo
e in questa
attività
investe circa
un quarto
del
patrimonio

40%
a Piazza Affari
È il peso degli scambi di
trading online che vengono
effettuati sulla Borsa di
Milano. Un dato che resiste
anche in fasi
di turbolenza

AFP

Azioni e “acquisti mordi e fuggi”
Le scommesse di chi opera sul web
Il 66% degli intervistati dice di aver guadagnato in Borsa da gennaio a oggi
te dalla professoressa Anna
Ponziani che ha curato la rilevazione sui trader, la parte del
patrimonio che dedicano a
questo tipo di attività arriva a
circa un quarto dell’intero ammontare a disposizione. Molto
elevata, e ancora aumentata,
la parte di patrimonio lasciata
liquida (21% contro il 22% dell’anno prima) ma le scelte vanno anche su fondi italiani ed
esteri con una quota del 19%, in

crescita di due punti percentuali rispetto al 2013. In quarta
posizione arrivano azioni a
lungo termine (14%) e solo dopo i titoli di Stato italiani ed
esteri (nel 2014 all’11% contro il
12% dell’anno prima).
Le azioni restano lo strumento preferito tra quelli che
fanno operazioni frequenti sui
mercati. L’indagine dice, infatti,
che Il 60% del Campione concentra l’operatività sul mercato

19%
nei fondi
È la quota in percentuale
di patrimonio che in media
i trader investono nei fondi,
oltre il 60% viene invece
investito
nelle azioni

azionario (sostanzialmente come l’anno precedente).
Ma davvero si riesce a guadagnare sui mercati? A quanto
pare la risposta è positiva. Ben
il 66% del campione dichiara di
aver ottenuto risultati positivi
nei primi mesi del 2014, e una
quota ancora maggiore quando
l’arco temporale di riferimento
si allunga ai 12 mesi. Solo il 15%
di quanti partecipano all’Indagine dichiara di aver subito per-

nista: dalla formazione iniziale
fino alla consapevolezza di avere
bisogno di poche cose, quasi assumendo una visione “zen” del
mercato. Ci sarà anche la possibilità di una “ristretta”, a tu per
tu con il guru (è necessario iscriversi e i posti sono limitati).
Chi è a caccia di segreti e
trucchi dei trader avrà a disposizione, tra le varie, big italiani
come Alessandro Aldrovandi,
Gabriele Bellelli, Pietro Di Lorenzo, Giovanni Lapidari e
Maurizio Mazziero che si “metteranno a nudo” per il pubblico
di ITForum e riveleranno i loro
segreti. Succederà nel corso di
un’intervista collettiva (nella
mattina di giovedì 22 maggio)
durante la quale racconteranno come lavorano e come guadagnano: le loro storie, la loro
vita quotidiana, i loro successi,
le loro sconfitte e qualche trucco del mestiere, tutto in tempo
reale sui mercati.
Per partecipare all’IT Forum
è necessario registrarsi gratuitamente al sito www.itforum.it,
attraverso il quale è possibile
acquistare l’ITForum Card, che
consente di usufruire di interessanti vantaggi (servizi gratuiti, sconti speciali, promozioni e convenzioni ed anche della
possibilità di accedere alla fiera
da un gate riservato).
E ITForum viaggia sul web.
L’app dell’evento 2014, pensata per smartphone e tablet,
permetterà di organizzare il
proprio calendario. La scelta è
tra: didattica, incontri preferiti, mappe, espositori, relatori,
tutto l’ITF a portata di mano
sul telefonino.

dite o di non essere in grado di
quantificare i risultati ottenuti
(o di preferire non farlo).
Chi fa trading, per continuare a farlo, vuole imparare ad
usare gli strumenti ed i prodotti
opportuni e diventare più bravo. E le persone interessate al
trading desiderano approfondire la conoscenza di mercati su
cui vorrebbero incrementare
l’operatività, ed in particolare
commodities, valute (ancor più
dopo l’introduzione della Tobin
tax) e derivati. Per questo, il
57% di quanti hanno fatto almeno un’operazione nell’ultimo
trimestre dedica al trading almeno un’ora al giorno. La distribuzione non è molto variata rispetto allo scorso anno. Chi effettua più di 200 eseguiti nel trimestre opera tutti i giorni, dedicando al trading più ore nella
giornata (solo il 5% di queste
persone dedica ai mercati finanziari 2-3 ore settimanali).
Alla due giorni di Rimini non
mancheranno occasioni per approfondire le conoscenze già
acquisite e trovare spunti tra i
temi caldi del momento. Basti
dire che a poche ore dall’apertura delle urne per mezzo miliardi di elettori europei, all’IT
Forum si parlerà di euro durante una tavola rotonda che si annuncia carica di aspettative, sia
per l’argomento, sia per gli
ospiti di assoluto livello (tra i relatori anche il giornalista de
La7, Marco Fratini). Ci saranno
poi trading show con negoziazione, didattica e news tutto rigorosamente in real time.
Grandi novità anche da Trading Library come la novità editoriale del 2014 in ambito finanziario: la nuova edizione del libro «I segreti del trading di breve termine» di Larry Williams,
guru di Borsa.

SPECIALE LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

27

Terzo pilastro, i fondi
che arricchiscono
la pensione degli italiani
Una vita sempre più lunga, un
assegno pensionistico sempre
più magro. E’ questo lo scenario futuro per milioni di persone. Il tema diventerà sempre
più centrale per il Paese per
questo alla XV edizione dell’IT
Forum è stato confermata anche l’area previdenza, il “terzo
pilastro” tematico di Rimini.
L’anno scorso la materia della
pensione aveva visto l’esordio
all’IT Forum ed è stata ripresa
anche in questa nuova edizione
con un menù più ricco. Il settore previdenziale si intreccia infatti in misura crescente con
l’industria del risparmio gestito, mentre i prodotti pensionistici complementari entrano
sempre di più nella pianificazione finanziaria di individui e
famiglie e, quindi, nella gamma
di offerta di banche, reti di promozione finanziaria, agenzie di
assicurazioni e broker.
Il peso crescente sul mercato
dell’intermediazione e della gestione e i legami stretti con il
mondo del risparmio e degli investimenti, non potevano non
portare il settore previdenziale
all’IT Forum. L’argomento è di
grande interesse per i professionisti della gestione e della
consulenza ed è un’esigenza alla
quale individui e famiglie guar-

Il convegno sulla moneta virtuale
Bitcoin,eccolestrategiedaadottare
1 Truffa o hackeraggio?

Ancora non si sa. Sta di fatto
che la moneta virtuale continua ad attirare e sarà tema di
dibattito anche all’IT Forum di
Rimini. Per qualcuno la cripto
moneta sarà una rivoluzione e
segnerà un cambiamento
epocale, in grado di trasformare le tradizionali forme di
pagamento. È quel che pensano Davide Capoti e Matteo
Maggioni, trader indipendenti, che al prossimo IT Forum
guideranno i curiosi e gli appassionati nel campo delle

dano con attenzione. Diversi gli
appuntamenti e le iniziative pensate per questo canale. Oggi, nella giornata di apertura dell’IT Forum, si terrà il convegno «Il peso
della previdenza complementare
all’interno del Financial Planning». Si tratta di una sessione
dedicata all’analisi e comprensione delle strategie più efficaci per
investire in modo consapevole a
fini previdenziali. Così facendo
saremo in grado di liberarci dal-

Valute Digitali, e in particolare dei Bitcoin. I due trader
hanno in preparazione un libro sul tema. Dal trading puro
alla gestione portafoglio, saranno prese in esame le strategie operative e gli strumenti
idonei per poter operare nell’attraente mondo dei Bitcoin. Intanto nuove valute si
stanno già prendendo la scena dopo il default di MT Gox. I
nomi sono tanti come il Bitstamp (inglese) o, per citarne
un’altro, Coinbase (solo per
residenti Usa).

l’incertezza sul futuro economico
che ci attende attraverso un approccio consapevole.
Domani, nel corso della mattinata, si avvicenderanno due momenti di approfondimento: “Le
nuove sfide della previdenza Ostacoli e opportunità per giocare ad armi pari in Europa”, in collaborazione con Mondo Institutional. Durante l’incontro verranno affrontati i risvolti normativi e
illustrate le iniziative volte a col-

Previdenza
I prodotti
pensionistici
complementari entrano
sempre di più
nella
pianificazione
finanziaria
di individui
e famiglie

mare il gap della cultura previdenziale con il resto d’Europa.
Un secondo convegno (sempre
venerdì) sarà più operativo e realizzato con la Giornata Nazionale
della Previdenza, dal titolo «I fondi pensione, un salvadanaio per i
giovani e un’opportunità per il
mercato: come svilupparli?». In
collaborazione con Morningstar
l’appuntamento definirà l’attuale
situazione della previdenza pubblica e le possibilità della previ-

denza complementare, dalle varie forme disponibili, alla fiscalità
e alle novità normative.
Questi due appuntamenti, in
particolare, sono parte del panel
di eventi che si potranno seguire
live da casa online con una semplice registrazione. Le coordinate
si possono trovare sul sito
www.itforum.it. Sempre in materia di previdenza sarà allestito un
angolo tutto dedicato al tema, all’interno del quale un esperto di

pensioni sarà a disposizione per
rispondere alle domande dei risparmiatori sui meccanismi previdenziali, gli strumenti finanziari e la normativa più attuale.
Infine ci sarà anche un angolo dell’esperto di tasse con un fiscalista che risponderà alle domande degli investitori su vari
temi tra cui: la tassazione delle
rendite finanziarie, la voluntary
disclosure e altri argomenti legati al risparmio.

Spese e risparmi, ora è nata la app
che aiuta a gestire il bilancio delle famiglie

zero commissioni (anche la Tobin Tax dal 1° settembre non si
paga perché la mette Fineco). Il
servizio sarà ancora più accessibile dato che l’apertura è online e l’attivazione avviene in pochi giorni dal momento della richiesta. I nuovi utenti potranno
operare su Logos con le app per
Iphone, Android, Ipad, oltre
che con la nuova piattaforma
web appena rivista.
Sempre per i clienti più attivi, l’IT Forum sarà l’occasione
per presentare le novità dedicate ai Cfd, i contract for difference. Con Fineco è possibile
comprare e vendere a zero
commissioni Cfd sulle azioni
americane e inglesi che sono
state inserite in una gamma di
offerta già ampia che includeva
indici internazionali (Europa,
Usa, Germania, Brasile, Messico, Sudafrica e così via), obbligazionari di Italia, Germania e
Francia (Btp, Bund, Bobl, Buxl,
Schatz, Oat e altro ancora). Per
i Cfd è possibile ottenere gratuitamente le quotazioni in push su tutti i mercati. Inoltre,
questi strumenti sono disponibili su Powerdesk, la piattaforma Fineco professionale, e sul
sito privato Fineco. A breve saranno disponibili anche sulle
app mobile di Fineco. Quanto al
mondo obbligazionario, all’IT
Forum sarà presentata la nuova vetrina Otc, che si arricchisce di migliaia di titoli. Le obbligazioni negoziabili con la banca
diretta di Unicredit diventeranno circa 8.000, un numero
elevato e in grado di soddisfare
i clienti più esigenti.

Le novità

FinecoBank lancia applicazioni per gli smartphone e servizi per i conti correnti online
La due giorni di Rimini diventa l’occasione per presentare
al popolo dei trader e dei risparmiatori le proposte più
innovative. Quest’anno FinecoBank, banca diretta multicanale del gruppo UniCredit e
primo broker online in Italia
per volumi intermediati e in
Europa per numero di eseguiti, sarà in prima linea. Sono
molte le novità che ha preparato in vista dell’IT Forum.
Sono pensate per i diversi target di sua clientela e non si rivolgono soltanto al popolo dei
professionisti della finanza.
Innanzitutto, l’IT Forum
sarà l’occasione per far conoscere la nuova app di MoneyMap, adatta agli smartphone
Android e iPhone. Per i clienti
Fineco e per il sistema bancario italiano rappresenta un’innovazione assoluta. È la prima applicazione di bilancio familiare, sviluppata e pensata
per il mondo delle app. Una
novità che non riguarda solo il
trading, ma tutti i correntisti
Fineco e le famiglie e che permette di avere un controllo
ancora più approfondito e immediato del proprio conto e

L’offerta
Il broker
online
FinecoBank
(gruppo
Unicredit)
presenta le
ultime novità
sui servizi
finanziari
all’ITForum
di Rimini

IMAGOECONOMICA

dei propri risparmi. D’ora in
poi, infatti, i clienti Fineco potranno categorizzare in ogni
momento le spese effettuate, visualizzare il proprio livello di risparmio e la vicinanza con le soglie di budget determinate. Alcuni servizi sono del tutto nuovi
e pensati appositamente per

l’app, come ad esempio la possibilità di assegnare un promemoria e un “tag” a ogni spesa,
oltre al fatto di poter localizzare in automatico una spesa direttamente con il Gps dello
smartphone, scattare una foto
dello scontrino o del prodotto e
abbinarlo alla singola spesa.

Per i trader è invece in arrivo la
novità del nuovo conto corrente
dedicato e al mondo Logos. Chi
vorrà operare sulle centinaia di
indici, azioni, obbligazioni, materie prime e valute di tutto il
mondo disponibili con Logos
non dovrà per forza aprire un
conto Fineco. Il tutto avverrà a

Iw Bank
Start-updellafinanza,
partelaselezione
1 ITForum ospiterà l’inizia-

tiva di IWBank rivolta ai giovani imprenditori e alla promozione di start-up: dopo un roadshow di sei tappe in giro per
l’Italia durante cui la banca selezionerà le idee più innovative in campo digitale con applicazioni nel settore banking e
FinTech e una settimana di full
time mentoring presso la propria sede, a Rimini Iw Bank darà la possibilità ai dieci migliori
progetti di presentarsi davanti
a rappresentanti della comunità finanziaria, investitori e
giornalisti. Gli startupper hanno giù superato due fasi di selezione, di cui la prima a bordo
di un camper che ha battuto le
principali città. Dietro al progetto c’è la metodologia Barcamper, un format innovativo,
che si ispira ai “barcamp”, gli
incontri organizzati nelle università della California.

12 45 67 18

9AB5CDE 88 F 99AB 8 2 LA STAMPA 8

Da sempre il Consorzio prende tutto il suo tempo, per garantirti un prosciutto di qualità DOP, solo carne italiana,
una stagionatura di almeno 12 mesi e niente conservanti.
E oggi Prosciutto di Parma difende la tua qualità della vita ancora di più: dal 23 al 31 maggio nelle salumerie torinesi
che aderiscono all’iniziativa, se acquisti almeno 150 gr di prosciutto, 50 gr sono in omaggio.
E il 24 maggio a partire dalle 11 vieni in Piazza Vittorio Veneto in bicicletta o con i mezzi pubblici,
potrai gustare gratuitamente Prosciutto di Parma.**
Scopri di più su difendilaqualità.it
*FONTE:“ICity Rate 2013 – La classifica delle città intelligenti italiane” – Ottobre 2013, Realizzata da FORUM PA.
**In caso di maltempo l’evento sarà annullato.

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

All’estero

+1,07%
+0,95%

Euro-Dollaro
CAMBIO

DOWJONES(NewYork)
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3662

Petrolio
dollaro/barile

FTSE(Londra)

R Oro

104,07

euro/grammo

+0,97%
+0,85%
+0,23%
+0,28%

S

30,5892

ECONOMIA
FINANZA

.

29

&

IL GOVERNO PROCEDERÀ ALLA NOMINA OGGI. SUL TAVOLO L’IPOTESI DI FUSIONE CON EQUITALIA PER UNA RISCOSSIONE MENO INVASIVA

Entrate, Di Capua verso la direzione
In pole position al posto di Befera l’attuale numero due sostenuto dal Tesoro, Renzi vorrebbe il pm Greco
ALESSANDRO BARBERA
ROMA

Prelievo del 25%
Unatassasuibonus
deimanagerpubblici

La convocazione del consiglio dei ministri previsto per
oggi è scarna: «All’ordine del
giorno l’esame di leggi regionali, di varie ed eventuali».
Ma fra le «varie ed eventuali» ci sarà una delle nomine
più importanti della macchina pubblica: quella del nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate. «Domani (oggi
per chi legge, ndr) avrete il
nome», ha detto Renzi ospite a «Otto e mezzo». Dopo
sei anni, il lavoro di Attilio

1 Una tassa extra sulle

Il magistrato di Milano
è già al lavoro
sul dossier dei capitali
nascosti in Svizzera

Attilio Befera: ha guidato l’agenzia per sei anni

Befera è giunto al termine.
La scadenza è nota da settimane, ma ancora ieri non
c’erano certezze sul nome
del successore. È un testa a
testa: fra Marco Di Capua,
storico vice di Befera all’Agenzia e Francesco Greco,
sostituto procuratore di Milano, magistrato simbolo di
Mani Pulite e impegnato nella lotta al riciclaggio.
Il candidato in vantaggio
è Di Capua. La macchina burocratica tifa per lui, agli occhi del Tesoro è la migliore
garanzia di continuità. Greco è invece sostenuto dal

consenso trasversale di chi
vuole una guerra senza quartiere all’evasione e sarebbe dicono i ben informati - il candidato preferito di Matteo
Renzi. Del resto il magistrato
lavora da tempo per il governo
che gli aveva affidato il «dossier Svizzera» per il rimpatrio
dei capitali all’estero.
Fino a ieri mattina circolava
anche il nome di due donne.
Quello di Silvia Giannini, docente di Scienza delle Finanze
a Bologna e del direttore dell’Agenzia delle Entrate del Piemonte, Rossella Orlandi. La

ANSA

va: la facevano le banche, con
costi enormi rispetto alle cifre
recuperate e risultati irrisori.
Oggi ci sono Equitalia e un sistema di controlli che, a detta
di molti, sarebbero fin troppo
invasivi. Befera ha gestito la
riorganizzazione dell’Agenzia, che il primo dicembre
2012, su decisione del governo
Monti, è stata accorpata all’Agenzia del Territorio.
Al netto delle polemiche, i
freddi numeri danno ragione
all’ex ispettore del Secit. Gli
incassi da lotta all’evasione
sono aumentati sensibilmen-

PAOLO BARONI
ROMA

Nellaclassificaglobaledellacompetitivitàrestiamomaglianera

A

mento, l’efficienza economica,
dove passiamo dal 46° al 45° posto. Uno è stabile, l’efficienza
delle politiche di governo (che
ci vede però 55esimi), mentre i
restanti due segnano un peg-

gioramento: perdiamo tre posizioni sia come performance
economica (dalla 50 alla 53), sia
per la dotazione di infrastrutture, dove scendiamo al 33° posto.
Tra i punti di forza dell’Italia

LE RICHIESTE DI CONFINDUSTRIA AL GOVERNO

Squinzi: cambiamo le regole
sui contratti e gli ammortizzatori
«Serve un mercato del
lavoro moderno. Quello italiano è anacronistico e non
aiuta la ripresa dell’occupazione. I giovani vivono
una condizione drammatica, tagliati fuori dal mercato del lavoro: dobbiamo
cambiare le regole». Lo ha
detto il leader di Confindustria, Giorgio Squinzi, al
ministro del lavoro Giuliano Poletti, a cui ha presen-

1

tato alcune proposte. «Occorre ripensare con coraggio il modello del contratto
a tempo indeterminato, in
modo che le imprese siano
incoraggiate a utilizzarlo»,
ha aggiunto Squinzi, che
sugli ammortizzatori sociali vuole che le imprese possano «reagire alle difficoltà
affrontando i processi di ristrutturazione con maggiore velocità».

l’Imd indica soprattutto
l’export (siamo secondi in
quanto a focalizzazione delle
produzioni), bassa inflazione
(19), numero di giorni per avviare una start-up (15) e fattori
di produzione (11). Sull’altro
piatto della bilancia ci sono tutti i mali storici del Belpaese. Oltre alla scarsa crescita ed al fisco vorace soffriamo per i prezzi dei carburanti (siamo al 55°
posto), la disoccupazione giovanile (54), debito pubblico ed
evasione fiscale (58), credito,
servizi finanziari e presenza di
grandi gruppi (56), investimenti in infrastrutture (59). «La capacità competitiva dell’Italia
sta fortemente diminuendo –
commenta Salvatore Cantale
docente dell’Imd -. Le cause sono molteplici, ma le variabili
che hanno inciso di più sono riconducibili agli investimenti
esteri e al basso livello di crescita dell’occupazione».
Ancor peggio della competitività però va la nostra immagine all’estero: in base ad un son-

Il direttore uscente
ha quasi raddoppiato
gli incassi da evasione
da 6,9 a 13,1 miliardi
sanzioni. Se dipendesse dal
Movimento Cinque Stelle,
Equitalia sarebbe essere abolita. Nei programmi di Renzi
c’è una soluzione meno drastica: la fusione di Agenzia delle
Entrate ed Equitalia. Ma sono
in tanti a sostenere che la separazione tra il soggetto accertatore (Agenzia delle Entrate) e il soggetto incaricato
della riscossione (Equitalia)
sarebbe un grosso rischio. Il
rischio di buttare a mare gli
ottimi risultati contro l’evasione e insieme gli eccessi della
macchina della riscossione.
Twitter @alexbarbera

All’Italia un solo primato mondiale:
il costo più basso dei licenziamenti

il caso
bbiamo il primato
mondiale dei costi connessi ai licenziamenti, i
più bassi in assoluto (cosa che
farà piacere alle imprese, un
po’ meno ai lavoratori). Ma
purtroppo abbiamo anche la
pressione fiscale reale più alta
di tutti e siamo al 59esimo posto su 60 in fatto di crescita.
Ovviamente bassa. È così che
l’Italia perde ancora posizioni
nel mondo. Secondo il rapporto elaborato dal World Competitiveness Center dell’Imd,
la famosa business school di
Losanna che ogni anno stila la
classifica mondiale della competitività, il nostro Paese nel
2014 scende dal 44° al 46° posto. Nel 2012 eravamo al 40°.
Solo la Grecia fa peggio di noi,
precipitando al 57esimo (-3),
mentre la Germania è sesta, la
Francia 27esima e la Spagna
39esima. Ai vertici della classifica globale Usa e Svizzera si
confermano rispettivamente
nella prima e nella seconda
piazza, mentre terza è Singapore che nel 2013 era quinta.
Di quattro macro-indicatori solo uno segna un migliora-

candidatura della Giannini,
molto sostenuta nel Pd, ha però scontato due handicap: non
ha mai lavorato nella burocrazia anti-evasione ed è attualmente vicesindaco a Bologna,
non il massimo per chi deve sedere su quella poltrona al riparo dalle polemiche.
Chiunque sarà il prescelto
fra Di Capua e Greco, avrà parecchio da fare. I sei anni di
Befera - nel bene e nel male verranno ricordati come i più
importanti della storia
dell'Agenzia. Sei anni fa la riscossione di fatto non esiste-

buonuscite dei manager
pubblici è stata proposta
dalla senatrice di Scelta civica, Linda Lanzillotta, con
un emendamento al Dl Irpef. «A decorrere dal 2014
- si legge nell’emendamento - sulle somme erogate agli amministratori
delegati e ai direttori generali di società controllate dallo Stato o da altri enti
pubblici a titolo di indennità di fine mandato, di
patto di non concorrenza
e, per i direttori generali,
in aggiunta al Tfr, è applicata un’aliquota aggiuntiva del 25% rispetto a quella determinata ai sensi dell’articolo 11, comma 1, del
testo unico delle imposte
sui redditi». In pratica rispetto all’aliquota massima del 43% si aggiungerebbe un ulteriore prelievo del 25% sui bonus maturati dai manager pubblici a partire già dall’anno in
corso. L’addizionale riguarderebbe anche le liquidazioni milionarie degli ex ad di Eni, Enel, Terna
e Finmeccanica.

te, passando dai 6,9 miliardi
di euro del 2008 ai 13,1 miliardi del 2013. Un risultato tanto più importante se si considera che i proventi da evasione sono cresciuti nonostante
la crisi. L’anno scorso è stato
record anche per i rimborsi:
un milione e mezzo per 13,5
miliardi di euro.
Le polemiche su una riscossione - si dice - «troppo aggressiva», poco attenta alle
ragioni della crisi e degli imprenditori ha spinto il Parlamento ad una serie di modifiche che hanno annacquato le

daggio che ha coinvolto 4300
manager dei 60 Paesi l’Imd ci
colloca infatti al 49° posto su 60
dietro alla Russia e – magra
consolazione - davanti alla
Francia. Al primo posto c’è Singapore, a seguire Germania e
Irlanda. Ovviamente l’Italia paga il prezzo di una certa instabilità politica. Che, secondo il direttore del Wcc, Arturo Bris, «è
vista dalle imprese come un importante fattore di rischio che
deteriora la competitività. In
tutto il mondo la mancanza di
stabilità del processo politico
influisce in maniera significativa: danneggia il “brand” e quindi l’attrattività degli investitori
stranieri, riduce lo spirito imprenditoriale degli attori locali
ed ha un impatto su finanze
pubbliche, evasione fiscale e i
tassi di interesse». Detto questo Cantale è ottimista: «Non è
troppo tardi per invertire il
trend. La nostra storia insegna
che in passato ci siamo riusciti
e possiamo riuscirci ancora».
Twitter @paoloxbaroni

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI MESSINA
AVVISO ESITO DI GARA
Si rende noto che la procedura aperta, suddivisa in due lotti, per l’affidamento del servizio di trasporto gratuito bus navetta per
studenti, assegnisti, dottorandi e borsisti
dell’Ateneo, periodo 03.02.2014/22.12.2014
è stata aggiudicata in via definitiva il
07/03/2014 al R.T.I. Longanobus di
Coiro Mario & Mario s.n.c. di Barcellona
P.G. (ME) / Mediterranea Bus s.a.s. di Furci
Siculo (ME): Lotto A / Polo Annunziata (CIG
54394063D4) per il prezzo di € 264.585,24
comprensivo del costo del personale, oltre
Iva - offerte presentate: 1; Lotto B / Polo
Papardo (CIG 543940857A) per il prezzo
di € 286.939,60 comprensivo del costo del
personale, oltre Iva - offerte presentate:
1. L’avviso è pubblicato sulla GUUE
dell’11/04/2014 e sulla GURI, 5a serie speciale, n. 49 del 30/04/2014.
IL DIRETTORE GENERALE
Prof. Francesco De Domenico

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BARI
“ALDO MORO”
AVVISO ESTRATTO
DI APPALTO AGGIUDICATO
Amministrazione aggiudicatrice: Università
degli Studi di Bari Aldo Moro - P.zza Umberto
I n. 1 - 70121 - Bari-Italia. Tipo e denominazione dell’appalto: Procedura aperta ex
art. 55D. Lgs. 163/06 e s.m.i., per l’affidamento del servizio di raccolta, trasporto e
smaltimento finale dei rifiuti speciali prodotti
nelle diverse strutture universitarie, per la
durata triennale - CIG 55637729E. Criterio
di aggiudicazione: Prezzo più basso, ex art.
82 del D. Lgs. 163/06 e s.m.i.. Data di aggiudicazione: 27/03/2014. N. offerte ricevute: 3. Aggiudicatario: Soc. Antinia S.r.l. via C. Contegiacomo s.n. Z.I. - Putignano
(BA). Valore finale: € 346.320,00= oltre IVA,
cui vanno aggiunti € 1.500,00 per il costo
della sicurezza non soggetti a ribasso. Organismo responsabile delle procedure di ricorso: TAR Puglia, P.zza Massari, n. 14 - Bari
- Italia. Data di spedizione del presente avviso alla GUUE: 07/05/2014.
Il Direttore Generale
Avv. Gaetano Prudente
Questi e molti altri avvisi
li puoi trovare anche su internet
Consulta i siti
www.legaleentieaste.it - www.lastampa.it

30 .Economia

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

PROBABILE UN RIMESCOLAMENTO PER FAR ENTRARE I RAPPRESENTANTI DEI PATTISTI

Mps dice sì al maxi-aumento
In cda spazio per i nuovi soci
Profumo: «Ora
non siamo più
un problema
per il Paese»
GIANLUCA PAOLUCCI
INVIATO A SIENA

Oggi non siamo più un problema per il paese», dice
Alessandro Profumo. Alle
sue spalle il manifesto della
campagna pubblicitaria, che
parla di «un periodo un po’
complicato», riferito ai guai
degli ultimi due anni. Il via libera dell’assemblea all’aumento di capitale da cinque
miliardi è la base dalla quale
ripartire, spiegano i manager. I risultati si sarebbero
già visti nell’ultima trimestrale, che avrebbe potuto
rappresentare il ritorno al-

l’utile. Non fosse stato per
quella incomprensibile clausola del contratto sui Monti bond
secondo la quale il maggior
prezzo incassato dalla Fondazione per la vendita della sua
quota comporta un onere maggiore per la banca, che ha significato da solo 126 milioni di
esborso aggiuntivo.
Quando venne preparato il
contratto dei Monti bond
«l’idea era quella che chi avrebbe comprato, avrebbe comprato tutta la banca con un’opa»,
spiega Profumo. Il Monte dei
Paschi di oggi è invece quanto
di più vicino ad una public company, con un gruppo di soci forti - Fondazione, Fintech e Btg
Pactual - uniti da un patto di
sindacato che vincola il 9% del
capitale. E i soci precedenti?
Svaniti, di fatto. Unicoop Firenze ha venduto tutto, gli Aleotti
(Menarini) hanno anche loro liquidato la quota, i vecchi “soci

INCASSATI 93 MILIONI. MA L’ISTITUTO PERDE IL 17%

La Fondazione fa flop,
ceduto solo l’11% di Carige
e la banca crolla in Borsa
LUCA FORNOVO
TORINO

Per il mercato non ci sono
dubbi: è stato un flop la vendita da parte della Fondazione
Carige di quasi l’11% della banca genovese. E le vendite sul
titolo non si sono fatte attendere: dopo una seduta in profondo rosso ieri Carige ha ceduto il 17,33% a 0,41 euro, chiudendo un centesimo sopra al
prezzo di 0,4 euro fissato per
la cessione del 10,9% della
Fondazione. Gli investitori
hanno reagito male all’esito
del collocamento che, nelle intenzioni doveva riguardare
una quota del 15% (ben più alta del 10,9%) e a un prezzo superiore di quello avvenuto con
uno sconto dell’11,7%.
L’ente guidato da Paolo Momigliano è riuscito a piazzare
solo l’11% e solo dopo aver abbassato le sue pretese a 0,40
euro, il 20% in meno della
chiusura del titolo prima dell’annuncio della vendita acce-

lerata (accelerated bookbuilding) curata da Banca Imi e
Credit Suisse. Senza contare
che qualche tempo fa il titolo
valeva 0,70 euro.
La cessione ha comunque
permesso alla Fondazione di incamerare 95,3 milioni di euro. E
Momigliano cerca di guardare
il bicchiere mezzo pieno: da
questa vendita e da quelle fatte
in precedenza sul mercato «abbiamo incassato 150 milioni di
euro. Siamo molto soddisfatti,
è un passo importante per la
messa in sicurezza della Fondazione». Le risorse permetteranno di estinguere buona parte dei 200 milioni di debiti contratti con Mediobanca e la stessa Banca Carige. La Fondazione, a cui resta in carico un altro
29% dell’istituto, può comunque cedere un altro 10% scendendo al 19%. Nei prossimi
giorni valuterà il da farsi anche
alla luce dell’interesse manifestato dalla Investindustrial di
Andrea Bonomi.

I SINDACATI: IL GOVERNO NON CI HA MAI CONVOCATO

Poligrafici in sciopero
a difesa degli esodati
ROMA

Oggi i lavoratori poligrafici
sono in sciopero nazionale
per protesta contro il mancato intervento dei governi a tutela degli esodati del settore
editoriale. I lavoratori si trovano in tale condizione per la
riforma Fornero del 2012.
I sindacati spiegano che
«nonostante le recenti dichiarazioni del ministro Poletti circa la disponibilità ad
ascoltare le parti sindacali
sul tema, dal 3 marzo ad oggi,
e nonostante le innumerevoli

sollecitazioni, il nuovo Ministro del Lavoro non ha mai
convocato i sindacati».
Nulla è stato fatto e così gli
esodati del comparto editoriale stanno andando incontro al loro destino. «I lavoratori - concludono i sindacati hanno risposto responsabilmente, congelando scioperi e
manifestazioni, ma è mancata l’autorizzazione del Ministero alle soluzioni scelte per
gestire la situazione. Da quel
momento i rapporti con il
Ministero del Lavoro si sono
interrotti».
[R. E.]

5

-2,4%

miliardi di euro

in Borsa

È il valore dell’aumento
di capitale che è stato
approvato ieri in
assemblea dai soci di
Montepaschi

È quanto ha perso ieri
a Piazza Affari il titolo
di Montepaschi dopo l’ok
dei soci alla
ricapitalizzazione

ANSA

Alessandro Profumo, presidente di Mps

salentini” entrati con l’acquisizione di Banca del Salento sono
dispersi. Della compagine che
due anni fa ha espresso il consiglio attuale resta la sola Axa:
gli altri soci sopra al due per
cento, oltre al 2,5% rimasto alla
Fondazione si chiamano Fintech, Btg, Blackrock.
Possibile quindi un rimescolamento del cda, per far entrare i rappresentanti dei soci
pattisti. Anche se Profumo

puntualizza che la sua intenzione è quella di restare fino alla fine del suo mandato, tra un
anno. In assemblea questa volta c’è anche Antonella Mansi:
auspica il ritorno all’utile e al
dividendo, plaude ai primi segnali positivi in termini di redditività malgrado i nove trimestri consecutivi in perdita. E rivendica il suo operato alla guida dell’ente, diventato in questi
otto mesi da grande malato a

«soggetto aggregante» di investitori impegnati a sostenere il
rilancio della banca. Nessun
sassolino dalle scarpe.
La nuova sfida per la banca
si chiama aumento di capitale:
5 miliardi di euro, il doppio della capitalizzazione di borsa,
che dovrebbe partire ad inizio
giugno. Un’operazione grande,
onerosa (il 5 per cento se ne
andrà in commissioni alle banche del consorzio), con qual-

che incognita in più dopo i segnali d’incertezza che arrivano dai mercati, vedi l’operazione Carige. Per il dopo aumento
si aprono gli scenari più disparati. Compreso quello che vedrebbe la banca risanata facile
preda di un gruppo che volesse entrare sul mercato italiano
con una posizione di forza. Anche perché le public company,
in questo paese, hanno sempre
avuto vita breve.

12 45 67 18

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Economia .31

.

A WASHINGTON CELEBRATI I CINQUE ANNI DALL’INTERVENTO DELL’AMMINISTRAZIONE OBAMA

“Fiat-Chrysler ha contribuito
a salvare il settore auto Usa”
Marchionne: nel 2009 il governo ci mise alla prova, molti erano scettici
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A NEW YORK

«Noi eravamo il bambino che
avevano attaccato alle macchine in ospedale, per vedere
se sopravviveva fino a Natale.
Siamo ancora qui, grazie a come abbiamo cambiato cultura. Ci ho giocato su la mia reputazione». C’è un po’ di orgoglio, e molta coscienza di
quanto difficile fosse l’impresa, quando Sergio Marchionne ricorda il salvataggio della
Chrysler. L’occasione ieri, alla
Brookings Institution di
Washington, per il quinto anniversario del bailout con cui
Obama evitò il collasso dell’auto americana. C’è anche
Larry Summers, allora consigliere del presidente, che dice:
«Facemmo bene, non c’erano
alternative». Poi lui e Steve
Rattner, che negoziava con le
aziende in crisi per conto del
Tesoro, aggiungono: «Abbiamo potuto farlo perché c’era
un management di alto livello». Senza la leadership di
Fiat e Marchionne l’intervento non sarebbe avvenuto.
Marchionne ricorda un
ambiente di lavoro in cui
«neppure i bagni erano presentabili». E quindi la necessità di fare subito un doppio
sforzo: ricostruire le infra-

L’ad: «La nazionalità
non conta, ma una
Ferrari fatta in Cina
non è più una Ferrari»
strutture, il marchio, il morale dei lavoratori, mentre si
preparavano i nuovi modelli.
Il tutto sullo sfondo di un sostegno pubblico che trattava
Chrysler e General Motors in
maniera diversa: «Il governo
aveva deciso che un bambino
aveva la sopravvivenza garantita, e l’altro doveva guadagnarsela. Noi eravamo il
secondo, ma in fondo è stato
meglio così. Sarebbe stato
giusto trattare anche la Gm
alla stessa maniera, l’avrebbe
resa migliore». Marchionne
rivela che «il piano B del governo era fondere le due compagnie», e Rattner non lo nega: «Non si fece perché la Gm
si opponeva: dopo aver ridotto i suoi marchi da 8 a 4, non
voleva caricarsene altri». Anche lo sbarco della 500 negli
Usa «era una delle condizioni» per ricevere gli aiuti, perché il governo voleva vederla
sulle strade, anche se la Fiat
sapeva che non avrebbe potuto fare volumi. Alternative a
quel piano, secondo Marchionne, non c’erano: «La finanza non poteva digerire la
bancarotta di Gm e Chrysler:
avrebbe congelato anche la
Ford, distruggendo l’auto
Usa». Ora, invece, si può
guardare al futuro. Marchionne conferma che la quotazione del nuovo gruppo avverrà entro la fine dell’anno:
«Ci sto lavorando con tutte le
forze». Così come gli investimenti a Mirafiori: «Avverranno, anche se non ho mai detto
nel giro di due settimane». Un
elemento importante della
strategia è la «globalizzazione del marchio Jeep». Questo
gli consente anche di rispondere a chi si preoccupa della

Alla guida
Sergio
Marchionne
amministratore delegato
del gruppo
Fiat-Chrysler
è intervenuto
alla Brookings
Institution di
Washington
per parlare
del rilancio
dell’industria
dell’auto

Alberto Bombassei controlla il gruppo Brembo: ha il 53,5%

E Brembo apre
la fabbrica
nel Michigan
Inaugurato il polo produttivo Usa
Bombassei: qui i freni del futuro
(marchio Sabelt). «L’evoluzione ci spinge a cercare di ridurre
i consumi e l’inquinamento spiega Bombassei -. Realizziamo freni sempre più leggeri».
TEODORO CHIARELLI
Acquistato nel 2007 da Hayes
INVIATO A HOMER (USA)
Lemmerz International (insieme ad altri due siti in Nord
America e in Messico) lo stabiell’America che caval- limento di Homer produceva
ca la ripresa dell’auto dischi freno e tamburi per il
(e dell’industria) c’è mercato Nord Americano. Ocun’altra azienda italiana che cupa circa 41mila metri quascommette sullo sviluppo. La drati, con 450 addetti, 47 linee
bergamasca Brembo punta 83 produttive e 12 di verniciatura.
milioni di euro sul nuovo im- Lo scorso anno ha prodotto diepianto di Homer, nel Michi- ci milioni di dischi e 300 mila
gan, a metà strada fra Detroit moduli. Nel 2014 si prevede di
e Chicago, lo Stato protagoni- realizzare 12,5 milioni di dischi
sta della rimonta della Chry- e 100 mila moduli in più, sino ad
sler formato Marchionne. Lo arrivare a 400 mila unità.
stesso Marchionne che ieri ha
A rafforzare le prospettive di
affiancato, nel giorno del- crescita nel mercato Nord
l’inaugurazione dello stabili- Americano contribuiscono le
mento, il presidente Alberto previsioni sui progressi dell’auBombassei (che controlla il to negli Usa. Nei paesi aderenti
gruppo, quotato in Borsa, con al Nafta (Usa, Messico e Canail 53,5%), il vicepresidente da), dopo il crollo verticale dei
operativo (nonchè genero) veicoli leggeri negli anni a caMatteo Tiraboschi, il Gover- vallo della crisi, un primo senatore dello Stato del Michi- gnale per la ripresa del mercato
gan, Rick Snyder, il president è arrivato con la crescita supeBrembo North America
riore al 38% tra il 2009 e il 2010.
(Bna), Dan Sandberg.
Oggi, secondo le stime
Ottantatatrè midi Lmc Automotilioni di investive, la crescita
mento per il
media annua
nuovo imdell’area dopianto sivrebbe attegnificano
starsi inanche latorno ai tre
Lavorano nell’impianto
voro in
punti
perrilevato da Brembo
America
centuali.
negli Stati Uniti: l’obiettivo
per una seQuesto ulteè cavalcare la ripresa
rie di azienriore svilupdel mercato americano
de italiane: la
po consacra gli
Cemb (macchiStati Uniti come
ne di bilanciamenpolo privilegiato
to e strumenti per
per l’espansione e l’inl’analisi delle vibrazioni), Ge- ternazionalizzazione di Bremfit (apparecchiature per i si- bo. Il Nord America è infatti il
stemi di montaggio), Maus mercato con i più ampi margini
(leader nel campo della torni- di crescita per Brembo. Oltre
tura verticale), Savino Del Be- alle ottime performance del
ne (logistica) e Vimacchine 2013, chiuso con un incremento
(macchine utensili e automa- del 19,4% delle vendite, il primo
zione industriale). L’America trimestre del 2014 ha visto
non è comunque un semplice un’ulteriore crescita del 27,7%,
punto di arrivo. Brembo sta rafforzando l’Outlook positivo
lavorando per i freni del futu- sul Nord America, che diverrà
ro. Già da diversi anni ha so- leader di mercato per Brembo
stituito la ghisa con l’allumi- entro la fine dell’anno. Oggi gli
nio (in colore rosso) per le pin- Usa rappresentano già un quarze, ora ha sviluppato con Mer- to del mercato del gruppo, a pacedes uno speciale disco in ac- ri merito con la Germania.
Brembo ha iniziato la sua
ciaio e ghisa. Per la Ferrari, infine, realizza un sistema fre- espansione in Nord America
nel 1988. Nel 2007, con lo stabilinante in carbonio ceramico.
Con un fatturato 2013 di mento di Homer e altri due in
1,565 miliardi, 7.421 dipenden- Nord America e in Messico), è
ti, 22 stabilimenti in tre conti- partita la crescita nel continennenti, Brembo è leader mon- te. Nel 2010 l’apertura del quardiale e innovatore riconosciu- tier generale a Plymouth, semto della tecnologia degli im- pre nel Michigan, che occupa
pianti frenanti a disco per au- 70 persone, di cui 45 ricercatori
to e moto. Fornitore dei più (su un totale di 600 unità in
prestigiosi costruttori del R&S in Italia). Il gruppo ha anmondo, produce anche frizio- che un impianto a Mooresville,
ni, sedili e cinture di sicurezza Carolina del Nord.

il caso

nazionalità del gruppo: «A chi
dice che Chrysler ora è l’affiliata di una compagnia italiana,
rispondo che tra qualche mese
Fiat sarà l’affiliata di un’azienda olandese con sede a Londra
e quotata a New York. Non si
ragiona più così. Conta il
brand, non la nazionalità: se la
Ferrari viene costruita in Cina,
non è più una Ferrari». Lo sviluppo tecnologico è centrale,

ma Marchionne crede poco alle
fuel cell: «Qualcuno deve dimostrarmi che bruciare combustibili fossili per produrre idrogeno è meglio per il pianeta».
L’elettrificazione invece è
una strada segnata, ma puntata
sugli ibridi, «che diventeranno
almeno il 50% delle nostre auto
negli Usa». Con rinnovata attenzione per qualità e affidabilità, visti i problemi enormi che

Gm sta incontrando per il ritiro
di auto difettose: «Le case devono cambiare, diventando più
prudenti. Noi abbiamo avviato
la revisione dei processi con
consulenti esterni». La chiave
del successo «è stata la volontà
del sindacato americano Uaw
ad abbracciare il progetto».
Quanto a quello italiano, «ci
stiamo lavorando. Sono processi lunghi, sfortunatamente».

N

450

addetti

12 45 67 18

9AB5CDE 88 F 99AB 8 2 LA STAMPA 8

Borsa .33

LA STAMPA

.

GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

LEGENDA
AZIONI: il prezzo ufficiale rappresenta il prezzo medio dell’intera quantità di titoli trattata nella seduta. Il prezzo di riferimento è costituito dal
prezzo medio dell’ultimo 10% di titoli trattati. La capitalizzazione è
espressa in milioni di Euro. EURO 50: selezione dei 50 titoli più significativi quotati in Europa. Prezzo con variazione percentuale sul precedente.

OPZIONI:call è il prezzo di chi acquista; put quello di chi vende. Sono
indicati: il mese di scadenza dell’opzione; la base del prezzo del titolo; il
prezzo, cioè il premio da pagare; il volume dei pezzi negoziati; l’interesse
aperto, riferimento per i future. EURIBOR: è il tasso interbancario comune delle piazze finanziarie dell’area euro: lettera è il prezzo di chi vende;
denaro quello di chi acquista.

OBBLIGAZIONI 21-05-2014

il punto

TITOLI

Atlantia nv18 TF Eur 3.6
B IMI giu17 Eur TV Minim
Barclays giu17 Fix Fl.No
Barclays mar15 Cap.Float
Bco Popolare nv20 TF LT
Bei 96/16 Zc
Centrob /19 Sdi Tse
Comit 97/27 Zc
Comit 98/28 Zc
Crediop /14 Fe Cms
Crediop /19 St Dw3
Crediop 98/18 Tf Capped
Crediop 98/18 Tf Capped
DB LG14 MC Eur
Dexia Cr dic14 Step Up
Dexia Cr/15 ST Gen05
Dexia Cred. Gn16 Eur 3.6
Dexia Cred/05/15
Dexia Mz16 4.85
EM Mediob DC15 TV Eur
Enel 07/15 Ind
Enel 10/16 TV Eur
Enel Feb16 Eur 3.5
Enel feb18 TF 4.439% Eur
Enel feb18 TF 4.875% Eur
Eni giu 15 4% Eur
Eni giu 15 Eurib 6m+0.89
Eni ott 17 4.875
IBRD/25
IMI fb15 Bposta MC Eur
IMI mar15 Tasso Misto
IMI MZ15 MC eur
IMI st14 Bposta MC Eur

LUIGI
GRASSIA
IL MIGLIORE

+6,99%

Mondo TV

IL PEGGIORE

-26,94%

Eems

0,16

2,006
Gio

Ven

Lun

Mar

Mer

Gio

Ven

Lun

Mar

PREZZO

Mer

BENE UNICREDIT, ENI E SAIPEM
GIÙ MPS, AFFONDA CARIGE

P

iazza Affari chiude in rialzo una seduta iniziata col
segno meno. L’indice Ftse Mib ha registrato un
+1,07% mentre l’All Share ha guadagnato lo 0,95%. A
condizionare la seduta è stato il saliscendi dello spread.
Nel resto d’Europa il Dax di Francoforte guadagna lo
0,61%, il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,37%, il Ftse 100 di
Londra segna +0,28% e l’Ibex di Madrid sale dello 0,74%.
Sul paniere principale bancari, energetici e industriali
contrastati. In evidenza Ubi (+3,36%), Unicredit (+3,02%),
Eni (+2,28%) e Saipem (+2,24%). Giù Mps (-2,45%) nel giorno in cui l’assemblea ha approvato l’aumento di capitale.
Nell’energia, bene anche Enel (+1,81%); giù Snam (-1,34%)
e Terna (-0,21%). Tra gli industriali, in cauto rialzo Fiat
(+0,41%), in calo Finmeccanica (-1,29%) e Ansaldo Sts
(-1,18%).
Fuori dal Ftse Mib, Carige affonda (-17,33%) sul collocamento del 10,96% del capitale da parte della fondazione.

109.38
96.35
99.41
99.92
105.20
99.03
95.21
60.66
59.15
100.65
139.76
104.49
104.49
120.62
101.56
98.93
101.19
98.65
102.73
102.23
100.28
100.38
104.20
108.44
111.93
103.50
100.66
112.27
101.03
107.21
100.00
99.61
124.33

FUTURES SU FTSE MIB

TITOLI

FTSE MIB
FTSE Italia All Share
FTSE Italia Mid Cap
FTSE Italia MIB Storico
FTSE Italia Stars
FTSE Italia Small Cap
D.J.Eurostoxx 50

PREZZO

Intek ag17 TF Eur 8%
Med Lom /18 Rf C 75
Medio ap23 Lower Tier2 T
Medio Cen 18 Step Down
Medio Cen 19 Step Down Z
Medio dc23 MB29 TM Cap F
Medio dic17 Zc Eur
Medio giu21 TV 4to Atto
Medio mag20 Eur 4.5
Medio nov 14 Eur 2.65
Medio Nv 20 Eur 5
Medio Nv14 Eur 3
Medio Nv14 TV Eur
Medio/15 Plus BP II
Mediobanca gen19 Inflaz.
Mittel lg19 Tf Call eur
Mps nov17 Stepbystep 5%
Rbs 01-15 MC
Rbs 01-20 tv infl.
Rbs 04-19 5.5%
Rbs 09-14 4%
Rbs 09-14 tv
Rbs 10-19 6%
Rbs 12-19 4.6%
Rbs 22-12-14 tf/tv
RBS feb 16 TV Eur
RBS GN20 Eur 5
RBS GN20 Mc Eur
Rbs mg22 Mc Eur
RBS MZ20 Tsf
RBS nov16 Tasso Misto BP
RBS ott16 Tasso Misto BP
Rep Ellenica /19 Tf

INDICE BORSA
VALORI DI MILANO

Mercati

Fondi su LaStampa.it
1 34567 67 7589AB7C95B4 A454 45 D759 AE F B C 7B
9 45AEDB D7 D 7567 7 4 111234564784296ABCDE9

107.04
108.48
111.50
128.34
127.86
102.58
93.33
105.00
109.55
100.70
107.56
100.90
99.92
110.62
102.83
106.78
108.09
102.35
104.10
116.50
100.86
100.28
97.62
113.39
100.03
100.44
116.50
109.59
137.72
98.07
99.61
99.45
101.50

EURIBOR
21-05-2014

VAR.%

20597,51
21893,50
27753,17
17204,79
18086,59
18980,41
3187,08

+1,07
+0,95
-0,19
+0,33
-0,12
-0,37
+0,73

PER.

TA.360 TA.365

1 sett
1 mese
2 mesi
3 mesi
6 mesi
9 mesi
12 mesi

0,2420
0,2590
0,2890
0,3190
0,4070
0,4950
0,5830

Il Mercato Azionario del 21-05-2014

0,2453
0,2626
0,2930
0,3234
0,4126
0,5018
0,5911

TITOLI

PREZZO

Spaolo 97/22 115 Zc
TIP 2014/2020 TF Eur 4.7
UBI DC14 Mc Eur
UBI dc14 TF 4 Eur
UBI feb17 Lower TierII T
UBI giu15 Tasso Misto
UBI giu19 MC eur
UBI gn18 Eur 5.4
UBI mar19 LowT2 Call
UBI nov15 LowT2 Amor
UBI ott19 Lower Tier II
UBI ott19 Lower Tier II
UniCr/15 LT
Unicredit mag18 Banco P

79.11
104.30
99.44
101.37
98.05
99.64
98.25
102.75
98.28
99.09
106.44
110.42
100.88
110.13

TITOLI DI STATO
BoT 13-30/05/14 S
13-13/06/14 A
14-30/06/14 S
13-14/07/14 A
14-31/07/14 S
13-14/08/14 A
14-29/08/14 S
13-12/09/14 A
14-30/09/14 S
13-14/10/14 A
14-31/10/14 S
13-14/11/14 A
13-12/12/14 A
14-14/01/15 A
14-13/02/15 A
12-01/03/15 S
14-13/03/15 A
14-14/04/15 A
14-14/05/15 A
CcT 07-01/12/14 S 0.42%
13-31/12/14 A
08-01/09/15 S 0.38%
10-15/12/15 S 0.59%
09-01/07/16 S 0.56%
12-01/12/16 S 3.00%
10-01/03/17 S 0.38%
12-15/06/17 S 1.45%
10-15/10/17 S 0.62%
11-15/04/18 S 0.73%
13-01/11/18 S 1.15%
13-15/11/19 S 0.83%

99.98
99.97
99.94
99.93
99.90
99.88
99.85
99.82
99.78
99.75
99.74
99.71
99.67
99.60
99.50
101.36
99.47
99.39
99.31
100.07
99.62
99.90
100.30
99.43
106.00
99.06
104.52
99.57
99.62
102.57
99.93

SCADENZA

Giu14
Set14
Dic14
Mar15

CAMBI VALUTE

APERT.

CHIUS.

MIN.

MAS.

20265
20320
-

20587
20515
20410
20445

20180
20320
-

20630
20535
-

MONETE AUREE
VALUTA

EURO

Sterlina (v.c)
Sterlina (n.c)
Sterlina (post.74)
Marengo Italiano
Marengo Svizzero
Marengo Francese
Marengo Belga
Marengo Austriaco
20 Marchi
10 Dollari liberty
10 Dollari Indiano

211,790 - 238,890
212,830 - 245,270
212,830 - 245,270
171,370 - 195,220
170,110 - 194,290
169,630 - 190,310
169,620 - 188,970
169,570 - 188,970
210,510 - 238,190
495,240 - 535,210
499,820 - 551,260

MERCATI

EURO

%

Dollaro Usa
1,3676
1 0,7312
Yen giapponese
138,1800
100 0,7237
Sterlina inglese
0,8094
1 1,2355
Franco Svizzero
1,2216
1 0,8186
Corona ceca
27,467
100
3,641
Corona danese
7,465
10
1,340
Corona islandese
100
Corona norvegese
8,139
10
1,229
Corona svedese
9,001
10
1,111
Dollaro australiano
1,482
1
0,675
Dollaro canadese
1,491
1
0,671
Dollaro Hong Kong
10,603
1
0,094
Dollaro neozelandese
1,597
1
0,626
Dollaro Singapore
1,714
1
0,583
Fiorino ungherese
304,480
100
0,328
Litas lituano
3,453
1
0,290
Leu rumeno
4 10000 2256,063
Lev bulgaro
1,956
1
0,511
Lira cipriota
1
Lira maltese
1
Lira turca
2,884
1
0,347

0,19
0,51
0,57
0,06
0,04
0,00

AZIONI

A A.S. Roma
A2A
Acea
Acque Potabili
Acsm-Agam
AdF-Aerop.Firenze
Aedes
Aedes 14 warr
Aiòn Renewables
Alerion
Ambienthesis
Anima Holding
Antichi Pell
Arena
ASTM
Atlantia
Autogrill
Autostrade Mer.
Azimut

B Banca Generali
Banco Popolare
Basicnet
Bastogi
Bca Carige
Bca Carige r
Bca Intermobiliare
Bca Pop.Milano
Bca Pop.Spoleto
Bca Popolare Italiana 10 warr
Bca Profilo
Bco Desio-Brianza
Bco Desio-Brianza rnc
Bco Santander
Bco Sardegna rnc
BE
Beghelli
Beni Stabili
Best Union Co.
Bialetti Industrie
Bioera
Boero Bart.
Bon.Ferraresi
Borgosesia
Borgosesia rnc
Brioschi
Brunello Cucinelli
Buzzi Unicem
Buzzi Unicem rnc

0,880
0,841
9,755
1,049
1,158
13,370
0,039
0,001
0,621
3,544
0,562
4,050
0,082
0,005
11,060
18,500
6,505
15,910
19,490
20,450
12,250
2,250
2,590
0,415
1,560
3,410
0,589
1,794
0,357
2,824
2,524
7,420
10,570
0,515
0,455
0,610
2,172
0,564
0,345
20,990
30,120
0,857
1,100
0,110
18,990
11,890
6,730

-2,11
+0,06
+1,88
+0,10
-0,34
+0,07
-0,77
-33,33
0,00
-1,88
-0,62
+6,02
0,00
-2,08
+1,47
-1,28
+1,72
+0,32
+2,58
+0,69
+1,32
-2,17
+2,29
-17,33
+3,31
-0,93
+0,51
0,00
0,00
+0,31
-0,21
-2,17
+1,37
0,00
-4,10
-3,15
0,00
+1,12
-1,48
0,00
0,00
-0,23
-0,98
-4,26
+5,17
-0,16
+0,85
+0,60

0,888
0,841
9,669
1,051
1,172
13,365
0,039
0,001
0,622
3,598
0,556
3,983
0,082
0,005
10,939
18,562
6,458
15,831
19,332

Divid.

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

TITOLI PUBBLICI

USA 10 anni
CAN 10 anni
UK 10 anni
GER 10 anni
FRA 10 anni

REND.

TITOLI PUBBLICI

1,980%
2,060%
2,140%
1,940%
2,940%

REND.

ESP 10 anni
HOL 10 anni
SVE 10 anni
GIA 10 anni

5,320%
2,260%
1,870%
0,980%

nr
0,026
0,250
nr
0,040
0,040
nr
nr
nr
0,120
nr
nr
nr
nr
0,450
0,391
nr
0,200
0,700

0,849
0,782
8,054
0,759
1,038
9,622
0,039
0,001
0,622
3,231
0,488
3,681
0,082
0,005
10,688
16,498
6,159
15,005
18,648

1,259
1,016
10,906
1,096
1,369
13,529
0,054
0,002
0,622
3,957
0,675
4,410
0,082
0,007
12,839
19,483
7,666
17,266
25,586

62223
119
12242672 2633
65596 2059
72199
38
27600
90
2744
121
2413458
40
336080
0
0
11
74547
157
28226
52
2989478 1194
0
4
8110000
8
35383
963
2824406 15328
1101544 1643
36
69
1480427 2769

20,315 0,950
12,292
nr
2,259
nr
2,576
nr
0,423
nr
1,506
nr
3,415
nr
0,588
nr
1,796
nr
nr
0,358 0,003
2,766 0,021
2,585 0,036
7,357 0,149
10,524 0,300
0,519
nr
0,466
nr
0,610 0,022
2,119
nr
0,571
nr
0,342
nr
20,990
nr
30,147 0,040
0,825
nr
1,100
nr
0,109
nr
18,824 0,110
11,883 0,050
6,718 0,050

20,290 25,136 212912
9,111 15,631 3017147
2,125 2,511
49034
0,813 3,718
28771
0,396 0,678 192639661
1,041 2,273
27309
3,128 3,675
3116
0,388 0,674 59373389
1,796 1,796
0
0,200
2,198
2,038
6,268
9,510
0,258
0,415
0,492
1,482
0,222
0,342
20,372
28,169
0,825
0,931
0,078
18,824
11,725
6,702

0,479 715697
3,395 205997
3,135
955
7,357
25036
11,914
4346
0,647 982868
0,619
92495
0,665 2173267
2,241
5365
0,845 110576
0,452
41650
21,448
0
38,858
17164
0,933
3016
1,195
580
0,147 999588
26,230 146003
15,134 992456
7,987
88786

2344
2168
138
46
920
4
533
1898
53
0
243
324
34
86656
69
70
93
1168
20
43
12
91
170
31
1
86
1280
1965
274

C Caleffi

1,480 0,00 1,466 0,010 1,412 1,674
4774
18
Caltagirone
2,624 -0,15 2,592 0,030 2,009 2,996
10043
311
Caltagirone Ed.
1,199 -2,12 1,200
nr 1,054 1,359
16713
150
Campari
6,065 +1,08 6,054 0,080 5,738 6,306 948165 3516
Cape Live
0,069 +0,43 0,071
nr 0,056 0,083 1383100
23
Carraro
2,722 -1,38 2,754
nr 2,745 3,385
18310
127
Cattolica As
16,590 -0,18 16,645 0,450 16,645 19,715
28728
900
Cell Therap
1,886 -1,05 1,903
nr 1,443 3,101 1121069
285
Ceram. Ricchetti
0,258 -2,35 0,259
nr 0,184 0,389
63675
21
CHL
0,047 -0,85 0,046
nr 0,044 0,059 1221333
10
CIA
0,275 0,00 0,271
nr 0,252 0,311
0
25
Ciccolella
0,307 -5,68 0,310
nr 0,300 0,419 255056
56
Cir
0,943 -1,57 0,950
nr 0,950 1,214 1246414
755
Class Editori
0,275 -3,10 0,278
nr 0,209 0,429 324913
29
CNH Industrial
7,865 +0,77 7,832 0,200 7,577 8,793 2911048 10597
Cofide
0,462 -3,49 0,468
nr 0,468 0,569 540606
337
Cogeme Set
0,048 0,00 0,049
nr 0,049 0,049
0
3
Conafi Prestito'
0,512 -6,14 0,517 0,060 0,517 0,655 124403
24
Cred. Artigiano
0,00
nr
0
Cred. Bergamasco 17,350 +1,76 17,280 0,550 14,552 22,149
7955 1067
Cred. Emiliano
6,515 +1,40 6,444 0,120 5,708 7,670 132109 2142
Cred. Valtell. 10 warr
0,00
nr
0
Cred. Valtell. 14 warr 0,340 +9,68 0,300
nr 0,159 0,686
26349
0
Cred. Valtellinese
1,450 -2,09 1,464
nr 1,135 1,772 1847409
704
Crespi
0,026 0,00 0,025
nr 0,025 0,025
0
4
Csp
1,693 +0,18 1,668 0,050 1,324 1,844
47659
55

D D'Amico 16 warr
Danieli
Danieli rnc
De'Longhi
Delclima
Diasorin
Dmail Group

0,105
23,300
16,060
15,780
1,520
29,130
3,850

0,00
+1,26
-0,68
-0,88
+0,33
-0,99
0,00

0,099
23,269
16,107
15,896
1,513
29,183
3,792

nr
0,300
0,321
0,400
nr
0,550
nr

0,094
23,082
16,041
11,869
1,200
29,014
3,792

0,128
26,687
17,992
16,933
1,547
35,923
4,488

0
23564
74117
60560
339791
41997
1105

0
951
651
2376
226
1633
6

AZIONI

E Edison r

0,943 -1,10 0,946
EEMS
0,160 -26,94 0,191
Enel
4,048 +1,81 4,014
Enel Green Pw
2,040 +0,49 2,030
Enervit
4,130 -0,53 4,130
Eni
18,380 +2,28 18,066
Erg
10,710 +3,18 10,416
Ergy Capital
0,135 -1,53 0,136
Ergy Capital 16 warr 0,023 0,00 0,022
Eukedos
0,763 -0,39 0,764
Exor
31,380 +1,03 31,231

F Ferragamo
Fiat
Finmeccanica
FNM
Fullsix

22,510
7,400
5,755
0,568
2,520

G Gabetti Pro.Sol.

1,658
Gas Plus
4,762
Generali
15,920
Geox
2,890
Gruppo Edit. L'Espresso 1,480
Gtech
19,750

H Hera
I I Grandi Viaggi
IGD
Il Sole 24 Ore
Immsi
Indesit
Indesit rnc
Industria e Inn
Intek Group
Intek Group rnc
Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo rnc
Invest e Sviluppo
Iren
Isagro Azioni Sviluppo
Italcementi
Italcementi rnc
Italmobiliare
Italmobiliare rnc
IVS Group
IVS Group 16 warr

Quantità
trattate Capitalizz.

0,050 0,940 1,051
nr 0,191 0,539
0,150 3,151 4,224
0,032 1,835 2,154
0,045 3,147 5,848
0,550 16,301 19,010
1,000 9,452 12,045
nr 0,136 0,190
nr 0,019 0,031
nr 0,620 0,831
0,335 28,048 33,070

43911
104
5946593
8
34731379 37740
7208639 10151
1150
74
37776398 65657
565244 1566
256580
23
0
0
4579
14
460888 7690

+0,54 22,409 0,400 20,514 27,699 160913
+0,41 7,393
nr 6,613 8,969 9898996
-1,29 5,810
nr 5,480 7,336 4712997
-1,05 0,568 0,012 0,485 0,690 673843
0,00 2,518
nr 2,473 3,158
1504

3774
9248
3359
247
28

+5,61 1,569
nr 1,561 2,141 118023
68
+1,06 4,718 0,220 4,555 5,061
2508
212
+0,63 15,918 0,450 15,596 17,523 6735534 24783
-0,76 2,903 0,060 2,708 3,408 346047
753
+1,37 1,463
nr 1,357 1,962 308966
603
+1,86 19,557 0,750 19,455 24,030 375606 3403

2,006 -1,08
0,645
1,160
0,841
0,646
9,930
9,960
0,720
0,419
0,550
2,300
1,993
0,733
1,070
1,690
7,575
4,878
30,600
20,300
9,005
0,415

Massimi
Anno

Divid.

Minimi
Anno

2,009 0,090

1,641

2,167 3575393

2855

+2,38 0,634
nr 0,383 0,858
1881
29
0,00 1,164 0,065 0,861 1,365 754146
405
-3,00 0,864
nr 0,606 1,307 472194
37
-0,39 0,650
nr 0,464 0,793 132292
221
-0,50 9,904 0,170 9,387 11,386 203172 1126
+1,01 9,766 0,045 8,090 11,464
2787
5
0,00 0,749
nr 0,652 0,977
2264
18
-0,64 0,417
nr 0,316 0,490 110479
144
-0,09 0,539
nr 0,406 0,611
18156
27
+0,88 2,278 0,050 1,803 2,567 196325148 35325
+1,32 1,975 0,050 1,469 2,128 8099411 1842
0,00 0,709
nr 0,667 0,839
11181
5
-0,93 1,056 0,052 1,044 1,343 4396564 1248
-3,48 1,701
nr 1,701 1,789
95056
24
+0,87 7,535 0,060 6,271 9,849 443276 1335
+0,41 4,875 0,060 3,428 6,226 154338
514
-1,00 30,843
nr 24,973 34,475
3300
684
-0,20 20,400
nr 14,552 22,828
2403
333
-1,04 9,037 0,125 7,204 9,341
1200
352
0,00 0,403
nr 0,200 0,493
0
0

J Juventus FC

0,219 +1,72

0,218

nr

0,216

0,252

474320

220

K K.R.Energy

1,424 +0,42
2,200 -0,81

1,410
nr
2,206 0,010

1,407
1,926

1,908
2,525

87893
7887

47
47

Kinexia

L Lazio
Luxottica
Lventure Group

M M&C
Maire Tecnimont
Mediacontech
Mediaset
Mediobanca
Mediolanum
Meridie
Mid Industry Cap
Mittel
MolMed
Moncler
Mondadori
Monrif
Monte Paschi Si.
Montefibre
Montefibre rnc
Moviemax

N Noemalife

0,519 -0,86 0,522
nr 0,490 0,601
40,800 +0,37 40,699 0,650 37,321 42,208
1,230 +4,24 1,231
nr 0,493 1,803
0,141
2,260
1,180
3,346
6,865
5,675
0,127
1,550
0,574
12,500
1,150
0,354
21,460
0,036
0,171
0,072

135449
35
371620 19455
62669
13

-0,21 0,141
nr 0,141 0,168
13507
-2,59 2,257
nr 1,487 2,884 2315732
-0,08 1,168
nr 1,168 2,300
55101
+0,60 3,345
nr 3,197 4,363 7393305
+0,07 6,835
nr 6,342 8,394 5400252
+0,35 5,655 0,150 5,655 7,128 3095154
-0,70 0,125
nr 0,078 0,183 162251
0,00
4,700
0,00 1,543
nr 1,543 1,824
83120
-3,37 0,580
nr 0,555 0,849 2603826
-0,64 12,543
nr 12,195 16,314 504795
0,00 1,149
nr 1,149 1,541 229394
-3,96 0,354
nr 0,354 0,605
22094
-2,45 21,782
nr 16,557 28,548 1828349
0,00 0,037
nr 0,037 0,037
0
0,00 0,167
nr 0,167 0,167
0
-1,91 0,073
nr 0,060 0,100 1954922

67
690
22
3951
5888
4165
6
0
136
134
3136
283
53
2544
5
4
5

Noemalife 15 warr
Novare

5,160 -0,39
0,207 0,00
0,900 0,00

5,084
0,207
0,909

nr
nr
nr

3,473
0,085
0,702

6,054
0,430
0,935

1634
0
0

39
0
12

O Olidata

0,423 +1,76

0,418

nr

0,374

0,534

44545

14

AZIONI

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

P Parmalat

2,518 0,00 2,511
Parmalat 15 warr
1,502 -1,12 1,484
Piaggio
2,620 -0,76 2,615
Pierrel
0,640 +0,71 0,640
Pierrel 12 war
0,00
Pininfarina
3,648 -0,71 3,632
Piquadro
2,068 +2,89 2,039
Pirelli & C.
11,670 +0,86 11,639
Pirelli & C. rnc
10,010 +1,06 9,926
Poligrafici Editoriale 0,360 -4,91 0,363
Pop Emilia 01/07
0,00
Pop.Emilia Romagna 7,220 -0,62 7,342
Pop.Sondrio
4,526 +1,94 4,525
Prelios
0,573 0,00 0,574
Premuda
0,328 +2,05 0,321
Prysmian
16,340 -0,97 16,332

R Ratti
RCS MediaGr r B
RCS Mediagroup
RCS Mediagroup risp
Recordati
Retelit
Risanamento
Rosss

S Safilo Group
Saipem
Saipem risp
Salini Impregilo
Salini Impregilo rnc
Saras
Sat
Save
Screen Service BT
Seat PG
Seat PG r
Servizi Italia 15 warr
Sesa
Sesa 18 warr
SIAS
Sintesi
Snai
Snam
Sol
Sorin
Space
Space warr
Stefanel
Stefanel risp
STMicroelectr.

T Tamburi
Tamburi 15 warr
TAS
Telecom IT
Telecom IT Media
Telecom IT Media rnc
Telecom IT rnc
Tenaris
Terna
Tiscali
Tiscali 14 warr
Tod's
Trevi Fin.Ind.

U UBI Banca
Unicredit
Unicredit risp
Unipol
Unipol pr
UnipolSai
UnipolSai risp
UnipolSai risp B

V Valsoia
Vianini Industria
Vianini Lavori

2,412
0,749
1,403
1,115
12,200
0,597
0,189
1,400

Divid.

Minimi
Anno

QUOTAZIONI BOT
SCADENZA

PREZZO

TASSO %

21
52
83
112
144
175
203
236
266
294
326
356

99,969
99,927
99,879
99,824
99,754
99,714
99,667
99,595
99,503
99,472
99,391
99,314

0,000
0,380
0,400
0,400
0,500
0,510
0,510
0,540
0,600
0,580
0,610
0,620

13/06/14
14/07/14
14/08/14
12/09/14
14/10/14
14/11/14
12/12/14
14/01/15
13/02/15
13/03/15
14/04/15
14/05/15

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

4584
0
944
30
0
110
102
5537
122
48

-0,90 2,413 0,100 2,183 2,619
650
+1,15 0,725
nr 0,430 0,954 967814
-1,27 1,398
nr 1,295 1,800 1297731
-2,79 1,115
nr 0,704 1,354 217641
+0,83 12,108 0,110 10,290 13,196 563405
-1,16 0,599
nr 0,553 0,781 353018
-0,53 0,188
nr 0,187 0,237 225999
+0,07 1,422
nr 1,294 1,604
19130

66
56
594
33
2532
98
152
16

+1,09 15,723
+2,24 19,114
0,00 19,000
-0,48 4,108
0,00 11,904
0,00 1,086
-1,18 13,496
+0,32 12,633
+4,58 0,124
0,00 0,002
0,00 1,080
0,00 0,429
-0,43 13,709
0,00 3,744
-2,19 8,285
-2,97 0,106
+0,54 1,834
-1,34 4,144
+2,43 5,853
-0,47 2,129
0,00 10,171
0,00
0,350 +0,75 0,345
146,000 -0,68 146,000
6,950 +0,36 6,931

nr 14,229
0,050 15,499
0,710 16,220
1,490 4,092
1,594 11,730
nr 0,837
0,090 10,750
0,520 12,384
nr 0,061
nr 0,002
nr 0,480
nr 0,235
nr 11,476
nr 2,225
0,240 7,252
nr 0,104
nr 1,356
0,150 3,975
0,100 5,651
nr 2,054
nr 9,704
nr
nr 0,342
nr 146,000
0,100 5,491

0,32

(Prezzi vendita in $ per oncia). Un’oncia Troy=gr.31,1035
SCADENZA

2451
1394
291
60
3505

19,075
19,957
19,660
4,910
12,876
1,290
13,769
13,737
0,180
0,002
1,080
0,525
14,045
3,846
8,936
0,124
2,277
4,483
6,524
2,300
11,056

119895
981
2093873 8435
0
2
125173 1838
0
19
1099733 1033
1266
133
4188
699
1784517
17
63883439
27
0
1
0
0
45463
199
4361
0
203351 1885
1145648
4
336584
214
12546486 14014
23539
531
584865 1019
0
132
0
0,457
47813
29
147,000
110
0
7,132 3653919 6312

2,544
0,640
0,535
0,831
1,372
0,638
0,642
15,740
3,798
0,058
0,001
97,600
6,885

-1,70 2,564 0,041 2,182 2,810
74990
366
-1,46 0,640
nr 0,322 0,810
14031
0
+0,66 0,532
nr 0,473 0,626
10004
22
-1,31 0,829 0,020 0,712 0,941 131520284 11124
-0,58 1,360
nr 1,358 2,080
17758
141
0,00 0,638
nr 0,171 0,921
24995
4
-1,00 0,638 0,028 0,563 0,723 19322635 3843
+0,64 15,708 0,300 14,900 17,363 1375323 18544
-0,21 3,801 0,070 3,568 4,011 10514527 7640
-2,35 0,058
nr 0,042 0,080 29590597
108
0,00 0,001
nr 0,000 0,001 2713119
0
-1,06 97,761 2,700 91,002 120,260
91348 2992
-1,64 6,935 0,130 6,210 8,434 114592
487

6,005
5,975
8,860
4,500
4,180
2,366
236,900
2,350

+3,36 5,944
+3,02 5,888
-0,11 8,893
+2,60 4,494
+2,50 4,158
-0,42 2,383
+0,47 236,982
-0,42 2,360

0,060 4,895 7,420
0,100 5,391 6,800
0,100 7,827 9,435
0,162 4,105 5,700
0,182 3,602 5,043
nr 2,034 2,701
nr 175,065 279,317
nr 1,941 2,645

12,320 -0,08 12,218 0,230 10,252 12,450
1,380 -1,43 1,384 0,020 1,192 1,541
5,070 -5,50 5,173 0,100 4,960 6,440

9222931 5360
69442977 34139
2438
22
1741268 1995
930050 1137
7426945 5364
7704
303
351811
890
10749
5496
35395

128
42
227

21-05-2014

Londra
Milano (Euro/gr.)
Argento (Euro/Kg.)

1287,25
30,5892
475,6500

20-05-2014

EURO

1295,50 941,2474
30,7038
476,6101
-

BORSE ESTERE

GIORNI

0,029 2,460 2,548 344740
nr 1,416 1,502
47935
0,092 2,130 2,969 1209179
nr 0,515 0,822 340795
nr
nr 3,207 5,043
30306
nr 1,778 2,355
27523
0,320 11,001 12,717 1407045
0,390 8,763 10,395
21482
0,020 0,296 0,456
18140
nr
nr 6,520 9,605 2830552
0,050 4,045 5,413 328970
nr 0,573 0,758 380474
nr 0,289 0,413
8771
0,420 15,842 19,565 1400096

15,740
19,200
18,950
4,110
11,980
1,080
13,440
12,550
0,126
0,002
1,080
0,429
13,740
3,808
8,250
0,105
1,868
4,132
5,910
2,126
10,300

-0,04
0,32
-0,15
0,09
0,18
0,06
0,12
0,32
0,00
0,01
0,00

ORO CHIUSURE

MERCATI

QUOTAZ.

VAR.%

Amsterdam (Aex)
Bruxelles (Bel 20)
Francoforte (Dax Xetra)
Hong Kong (Hang Seng)
Londra (Ftse 100)
Madrid (Ibex 35)
Parigi (Cac 40)
Sydney (AllOrd)
Tokio (Nikkei)
Zurigo (Smi)
New York (Dow Jones)
Nasdaq

402.90
3118.46
9697.87
22836.52
6821.04
10531.40
4469.03
5403.86
14042.17
8655.90
16532.48
4131.54

+0.52
+0.42
+0.61
+0.01
+0.28
+0.74
+0.37
+0.04
-0.24
+0.23
+0.97
+0.85

VWP è il Prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, comprese le fasi d’asta
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

X

RENDIMENTI ESTERI

Dati forniti da IL SOLE 24 ORE - RADIOCOR.

I dividendi indicati si riferiscono all'anno solare corrente o a quello precedente.
Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

QUOT.

AZIONI

W World Duty Free
Y Yoox
Z Zucchi
Zucchi 14 warr
Zucchi rnc

Prezzo Differ. %
Chiusura Riferim.Prezzo VWP

9,710 +0,52

9,660

22,530 +1,40 22,380
0,095 -0,11
0,002 -11,76
0,240 +2,13

0,094
0,002
0,239

Divid.

nr

Minimi
Anno

Massimi
Anno

Quantità
trattate Capitalizz.

9,242 10,905

631546

2459

nr 20,960 34,569
nr
nr
nr

652000

1316

0,073
0,002
0,183

0,143
0,008
0,294

729359
650000
69

36
0
1

nr 17,263
nr 0,730
0,043 4,025
0,160 7,520
0,120 1,775
0,190 6,630
0,320 6,404
0,570 11,790
7,000 112,051
0,010 0,361
nr 0,515
nr 0,499
0,180 5,016
0,035 2,925
0,500 18,923
0,300 4,624
0,270 5,347
0,260 8,528
0,080 4,240
0,060 1,733
nr 0,564
0,017 0,547
nr 3,200
nr 1,237
0,160 7,659
nr 1,204
nr 2,179
0,420 33,649
0,500 16,021
0,024 1,683
0,020 0,805
0,533 43,751
0,089 5,286
nr 1,834
nr 0,789
0,032 1,238
nr 2,405
nr 6,977
nr 2,749
1,250 28,136
0,170 8,795
0,020 1,686
nr 1,714
nr 1,484
0,065 3,917
nr 1,165
0,580 11,639
nr 1,219
nr 0,500
0,120 4,050
0,075 2,729
nr 1,232
nr 5,900
nr 2,270
nr 9,295
nr 0,263
0,700 53,541
0,350 12,470
0,150 6,906
0,167 6,556
0,140 4,026
0,130 3,910
0,060 2,037
0,035 0,651
0,250 8,702
0,180 8,548
0,220 4,998

22,772
1,266
4,890
8,609
2,331
7,862
8,612
16,383
147,145
0,585
1,053
0,837
6,787
4,081
28,569
5,299
7,745
11,793
7,237
5,897
1,087
0,733
4,221
1,780
9,835
1,463
3,740
43,537
25,045
2,033
1,058
53,806
8,033
2,639
0,998
1,487
3,579
8,759
4,228
39,275
11,196
2,150
2,312
2,094
6,377
1,582
14,373
1,738
2,225
5,319
3,599
1,606
8,131
2,957
14,389
0,361
66,064
15,496
8,844
7,824
5,649
4,961
2,372
0,904
11,972
10,749
6,389

2527
1156049
57642
751422
322234
212030
4931
120869
2714
183030
1048474
47034
103518
48003
202501
120
171325
4956
302854
45066
122925
555939
6000
16300
60173
222218
3446
55149
4029
67580
154272
3440
96712
62941
13059
1660804
50
22091
2972
159263
244762
2200
167124
1503
23483
164616
175104
233584
5201948
3181
12361
23077
16
47624
2679
273571
10559
5394
19356
2772
4494
159509
12035
42979
106185
55664
60003

72
127
999
1354
458
720
81
753
1411
169
163
22
179
86
1806
42
431
175
931
30
86
232
54
118
512
433
44
1089
109
116
153
573
387
79
42
361
15
303
54
1171
1068
55
34
13
189
131
886
265
53
198
339
60
60
412
137
109
542
163
110
48
135
469
78
70
103
655
467

STAR
Acotel Group
17,500
Aeffe
1,170
Amplifon
4,476
Ansaldo Sts
7,550
Ascopiave
1,951
Astaldi
7,295
B&C Speakers
7,445
Banca Ifis
14,030
118,200
BB Biotech
Bca Finnat
0,467
Bca Pop.Etruria e Lazio 0,744
Biancamano
0,636
Biesse
6,620
Bolzoni
3,464
Brembo
27,100
Cad It
4,690
Cairo Comm.
5,545
Cembre
10,140
Cementir Hold
5,925
Cent. Latte Torino
3,046
Cobra
0,891
D'Amico
0,544
Dada
3,290
Damiani
1,420
Datalogic
8,750
Dea Capital
1,420
Digital Bros
3,106
EI Towers
38,480
El.En.
22,590
Elica
1,838
Emak
0,939
Engineering
45,550
Esprinet
7,430
Eurotech
2,236
Exprivia
0,809
Falck Renewables
1,222
Fidia
2,902
Fiera Milano
7,230
Gefran
3,738
Ima
32,280
Interpump
9,910
Irce
1,950
Isagro
1,910
IT WAY
1,699
La Doria
6,120
Landi Renzo
1,168
MARR
13,190
Moleskine
1,248
Mondo Tv
2,006
Mutuionline
5,000
Nice
2,910
Panariagroup
1,329
Poligr. S.Faustino
7,020
Poltrona Frau
2,948
Prima Industrie
13,150
R. De Medici
0,287
Reply
58,000
Sabaf S.p.a.
14,130
Saes
7,500
Saes rnc
6,590
Servizi Italia
5,145
Sogefi
3,924
TerniEnergia
2,092
Tesmec
0,658
TXT e-solution
9,030
Vittoria Ass.
9,785
Zignago Vetro
5,270

+1,16 17,263
0,00 1,186
+0,81 4,456
-1,18 7,520
+0,88 1,955
+2,03 7,313
-0,67 7,335
-1,13 13,994
-1,01 119,112
-0,79 0,467
-1,59 0,750
+0,79 0,644
+2,56 6,537
0,00 3,312
-0,07 27,047
-1,26 4,691
+3,55 5,497
-3,52 10,300
+2,51 5,850
-2,62 3,045
+1,77 0,885
-1,09 0,551
+1,61 3,238
-2,07 1,425
+0,34 8,753
-0,28 1,413
+0,84 3,104
-1,51 38,530
-1,22 22,653
+2,22 1,827
-0,11 0,936
-0,98 45,879
+3,19 7,377
-0,36 2,217
-0,19 0,802
-1,45 1,238
-0,27 2,902
-0,07 7,196
+1,03 3,728
+0,37 31,784
+1,12 9,813
-0,15 1,943
-4,02 1,949
-0,64 1,700
+0,58 6,082
-0,93 1,165
-2,58 13,315
-1,65 1,249
+6,99 1,996
0,00 5,005
-0,75 2,921
-2,21 1,330
-0,50 6,972
-0,27 2,938
-1,05 13,062
-1,21 0,288
-1,86 57,986
+0,36 14,118
-1,51 7,499
0,00 6,556
+3,94 4,932
-1,95 3,965
-0,38 2,083
-1,87 0,657
+1,18 8,748
+1,77 9,716
-0,94 5,306

34 .Lettere e Commenti

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

LA STAMPA
MARIO
CALABRESI

LETTERE AL DIRETTORE

Quando ieri ho scritto il mio breve commento sull’operazione
Mare Nostrum e su quel barcone carico di famiglie con bambini,
pensavo che le critiche avrebbero superato le adesioni, invece così
non è stato.
Non vi nego che mi faccia piacere che ci siano ancora molte
persone capaci di vedere ciò che di buono sappiamo fare. Voglio
però aggiungere una cosa, per rispondere a chi invece pensa che
l’operazione sia sbagliata: ritengo il mio pezzo un punto di

Una riflessione
coraggiosa

Ora però dobbiamo
tutelare i bambini

1 Scrivo solo due righe per

1 Caro Direttore, condivido

comunicare tutta la mia
stima per il suo articolo «Un
ponte di cui essere
orgogliosi», pubblicato ieri su
La Stampa. Condivido
pienamente ogni parola e mi
ritengo orgogliosa e felice di
poter leggere su un
quotidiano nazionale una
riflessione così coraggiosa.

MARIA SERENA CORREGGIA

La teoria è una cosa
la realtà tutt’altra
1 Per una volta non sono

d’accordo con lei. Il suo
articolo in prima pagina
potrebbe essere condivisibile
in linea teorica, ma appare
lontanissimo dalla realtà .
L’Italia di oggi è un paese
stremato, con percentuali
elevate di popolazione sotto
la soglia di povertà,
assolutamente incapace di
assicurare un futuro
dignitoso agli immigrati già
presenti sul territorio.
L’operazione «Mare
Nostrum», purtroppo, si sta
rivelando un formidabile
affare per le mafie che
gestiscono il miliardario
traffico di esseri umani.
L’Italia viene considerata il
ventre molle dell’Europa,
verso cui far confluire tutti i
disperati, dopo averli
ovviamente depredati. Gli
immigrati così arrivati, senza
controllo ed in numero
assolutamente non gestibile
dalle nostre strutture,
finiscono in breve tempo
nelle mani delle criminalità
che così recluta manodopera
a bassissimo costo per
qualsivoglia disegno
criminale.
Questa è la realtà,
purtroppo, sotto gli occhi di
tutti. Insistere con il
buonismo dell’accoglienza
indiscriminata porterà il
Paese al collasso e a
scatenare una guerra tra
poveri. Mi creda, scrivo tutto
ciò con grande tristezza ed
angoscia: sono infatti
lontanissimo dal razzismo
leghista e dalla destra post
fascista. I miei riferimenti
politico/ideologici sono
Croce ed Einaudi. Ma
l’ondata folle di immigrazione
va fermata. Piuttosto si
dirottino i fondi, elevatissimi,
spesi per «Mare Nostrum»
per costruire in Libia
strutture di assistenza, per
inviare un corpo europeo,
armato, per contrastare i
mercanti di esseri umani.
GIAN PIERO AURELI

in pieno il suo pensiero.
Aggiungerei solo che questi
bambini, adesso però
dobbiamo tutelarli e
proteggerli; i loro genitori, al
limite della più grande
disperazione, li hanno affidati
all’Italia, sperando per loro in
un futuro migliore.
Ci hanno dimostrato una
grande fiducia, dobbiamo fare
in modo di meritacela e non
tradirla, e proteggere i
bambini da delinquenza e
pessime compagnie.
Adesso tocca a noi, a chi
può fare qualcosa
(affidamento immediato a
famiglie in grado di crescerli
bene, e magari vederli un
giorno tornare dai loro
genitori naturali se le cose
miglioreranno).
Spero che anche Renzi,
sensibilissimo e con le idee
molto chiare, abbia letto il suo
editoriale.

partenza, non di arrivo. Ci tenevo a mettere un punto fermo:
salvare i profughi è e deve essere un motivo d’orgoglio per l’Italia
e se vogliamo rialzarci dobbiamo ripartire dai comportamenti
migliori, non certo dagli istinti peggiori che finiranno per
dissolverci. Ma questo non significa che tutto funzioni e sia roseo,
a partire dal fatto che sarebbe certamente più giusto che Mare
Nostrum fosse un’operazione comune europea.
www.lastampa.it/lettere

gli altri paesi per una equa
distribuzione dei migranti.
Potremmo dirci orgogliosi se
anziché lasciar liberi gli scafisti
sovente denunciati dagli stessi
profughi (come è emerso da
precise testimonianze ascoltate
in una recente trasmissione
televisiva) li processassimo per
direttissima comminando pene
durissime; se no si tratta solo di
facile buonismo .
GAETANO BENATTI

Però puniamo
anche i governi
1 Anch’io sono orgoglioso di

appartenere ad un Paese che
non usa l’esercito per sparare
ai migranti ma per salvarli,
vorrei però provare lo stesso
orgoglio se il Paese si
impegnasse a fermare quei
governi che fanno sì che i loro
popoli debbano sfidare la
morte in mare, invece di
blandirli quando ci sono
interessi economici.

SERGIO FALCHERO

EUGENIO BORGHESE

Sono certo che avrà
molte critiche
1 Credo che lei abbia

ragione, l’editoriale che ha
scritto le procurerà molte
critiche. Personalmente voglio
dirle che sono orgoglioso di
essere lettore fedele di un
giornale così. Continui.
GIUSEPPE GREGORI PRATO

No, non possiamo
dirci orgogliosi
1 Mario Calabresi si dice

orgoglioso della nostra Marina
che corre a raccogliere i
profughi nel Mediterraneo
anche a cento miglia dalle
nostre coste.
Mi si permetta di dissentire;
potremmo dirci orgogliosi se
queste povere persone fossero
poi accolte degnamente e non
abbandonate dopo pochi
giorni senza alloggio e senza
cibo nella certezza che l’Italia
sarà per loro solo un percorso
per raggiungere il Nord
Europa ; la solita italica
furbizia.
Potremmo dirci orgogliosi se
riuscissimo a farci valere con

Molti italiani
la pensano così
1 Le esprimo la mia sincera

gratitudine per l’editoriale
«Un ponte di cui essere
orgogliosi» che rappresenta in
maniera efficace il pensiero di
molti italiani di buona volontà.
Ci siamo dimenticati di
quanto questo paese sa
accogliere e soccorrere (si
pensi ai vietnamiti, agli
albanesi di qualche decennio
fa), facendoci rinchiudere dagli
steccati della paura, della
diffidenza e dell’insicurezza.
ROBERTO CALZÀ DIRETTORE CARITAS
DIOCESANA TRENTO

Mare Nostrum
operazione unica
1 Come Consiglio Italiano

per i Rifugiati (CIR) abbiamo
davvero molto apprezzato il
suo editoriale. L’Operazione
Mare Nostrum rappresenta
un’iniziativa assolutamente
singolare per non dire unica
dell’impiego delle forze armate
di uno Stato, per salvare
rifugiati e migranti in mare.
Il CIR ha lodato e difeso
Mare Nostrum in tutti questi
mesi e ha messo anche in

c.

LE LETTERE VANNO INVIATE A
LA STAMPA VIA LUGARO 15,
10126 TORINO

contatti

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FAX: 011 6568924

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Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.

evidenza, statistiche ufficiali
alla mano, che l’Operazione
non è causa principale del
forte aumento degli arrivi via
mare in questi ultimi 9 mesi
(www.cir-onlus.org). Sappiamo
bene però che Mare Nostrum
trova molta critica da parte di
governi di altri Stati europei e
temiamo che la proposta che
l’operazione diventi una
responsabilità comunitaria
non troverà facile consenso.
D’altro canto, in occasione
di colloqui con giornalisti in
altri paesi europei
specialmente dopo l’ultimo
naufragio del 12 maggio,
abbiamo avuto la chiara
sensazione che almeno una
parte dell’opinione pubblica
pensa diversamente e richiede
con forza la continuità del
salvataggio in mare e
l’accoglienza dei rifugiati, in
particolare di bambini.

Quotidiano fondato nel 1867
2

DIRETTORE RESPONSABILE
MARIO CALABRESI
VICEDIRETTORI
MASSIMO GRAMELLINI, FRANCESCO MANACORDA (RESPONSABILE MILANO),
CESARE MARTINETTI, LUCA UBALDESCHI
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(RESPONSABILE EDIZIONI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA)

CAPO DELLA REDAZIONE ROMANA
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PAOLO BRUSORIO SPORT, GUIDO TIBERGA CRONACA DI TORINO

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LA TIRATURA DI MERCOLEDÌ 21 MAGGIO 2014 È STATA DI 295.568 COPIE

TM

L’editoriale
dei
lettori

CHRISTOPHER HEIN DIRETTORE
CONSIGLIO ITALIANO PER I RIFUGIATI - CIR

Inchiesta Romano,
nessun Idv coinvolto
1 In relazione alla notizia

del coinvolgimento di Eduardo
Giordano e Francesco
Pecorario, nell’inchiesta che
ha portato agli arresti
domiciliari il presidente del
Consiglio della Regione
Campania Paolo Romano,
Nello Di Nardo segretario
regionale in Campania di Italia
dei Valori dichiara: «Nessun
attuale esponente dell’Italia
dei Valori è coinvolto
nell’inchiesta. Eduardo
Giordano, pur essendo stato
eletto nel 2010 nelle liste Idv, è
fuoriuscito dal partito da circa
due anni aderendo ad altra
forza politica. Non conosco, né
ho mai sentito nominare il
signor Francesco Pecorario,
che non fa parte di alcun
organismo dirigente del
partito di Italia dei Valori».
NELLO DI NARDO SEGR. REGIONALE
IN CAMPANIA DELL’ ITALIA DEI VALORI

Ho riportato quanto scritto
nell’ordinanza del gip Sergio
Enea: «Giordano Bruno, eletto
nel consiglio regionale nelle fila
del partito Italia dei Valori e
Francesco Pecorario membro
della direzione provinciale del
predetto partito e referente
per l’area di Aversa».
[GRA.LON.]

Settori industriali,
ricerca di Prometeia
1 Nel titolo pubblicato ieri a

pagina 9 abbiamo attribuito la
ricerca sui settori industriali a
Nomisma anziché a
Prometeia. Ce ne scusiamo coi
lettori e con gli interessati.

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Istituto Bancario S. Paolo; Carta di Credito telefonando al numero 011-56.381

CURE PALLIATIVE
E EUTANASIA
MARCO CAPPATO
er molti eutanasia e cure palliative sono
scelte alternative. Da ultimo, l’ex Ministro della salute Sirchia. La realtà dei fatti va nella direzione opposta: analizzando
i dati riportati dal Consiglio d’Europa
nella Raccomandazione «sull’organizzazione delle
cure palliative del 2003» e «sulla promozione dei
diritti umani degli anziani del 2014», risulta che in
Belgio e Olanda, Paesi in cui sono legali i trattamenti eutanasici, le cure palliative siano più sviluppate
che in Italia. Secondo Sirchia «siccome morire è
meno doloroso del dolore stesso, la morte viene
considerata il male minore. Ma se alleviamo il dolore, il falso castello crolla»; così non si considera né
la libertà di scelta della persona, né la sua fiducia
verso il medico se sa che le proprie scelte saranno
rispettate. Cure di fine vita e diritto ad una morte
dignitosa possono coesistere: in Belgio le cure palliative sono inserite tra le «buone pratiche mediche», al tempo stesso si è regolamentata l’eutanasia
invece che relegarla nella clandestinità.
In Italia, come denuncia una inchiesta di Fainotizia-Radio Radicale, «c’è una legge del 1999 che ha
stanziato dei fondi per la costruzione di hospice
pubblici: peccato che in molte Regioni questi fondi
siano rimasti inutilizzati oppure messi a disposizione dei privati; di fatto la mancata gestione pubblica
della rete determina una discriminazione nell’accesso alle cure». Affrontare questa situazione è doveroso, ma la criminalizzazione dell’eutanasia non
aiuta. L’Associazione Coscioni lo scorso settembre
ha consegnato alla Camera dei deputati 70000 firme per una proposta di legge di iniziativa popolare
per il testamento biologico e la liceità dell’eutanasia:
il Parlamento non ha avviato il dibattito, nonostante
i richiami del Presidente della Repubblica.
Decidere come morire è una scelta: ciascuno decide ciò che è peggio o meglio per sé, fermo restando
l’obbligo per lo Stato di fare il massimo per alleviare
ogni sofferenza.

P

tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni
per la libertà di ricerca scientifica

oppure collegandosi al sito www.lastampashop.it; presso gli sportelli del Salone La Stampa,
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LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

FRANCOBRUNI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

L’EUROPA
CHE SERVE
ALL’ITALIA

saltano il loro ruolo nazionale
senza render conto di quanto i
nostri destini dipendano da
quelli degli altri Paesi dell’Ue e
viceversa, di quanto si stia sulla
stessa barca, anche se per qualche tempo
sulla barca c’è chi può star più comodo e
chi meno. Ma se la barca balla o affonda
balliamo e affondiamo insieme, se naviga
bene condividiamo i benefici del viaggio.
morato e cedevole. Senza le grida scomLa presunzione caratterizza in qualche poste di Grillo, il giovanotto ha mostrato
misura tutti i partiti. Vediamo i principali. con accattivante abilità la prosopopea
Renzi è presuntuoso quando non del giusto, isolato fra i dannandi, conforspiega che le riforme che sta impostan- tato solo dall’aspettativa di diventar
do, da quella della pubblica amministra- maggioranza e schiacciare i diavoli, a
zione a quella del mercato del lavoro, so- Roma, a Bruxelles, a Francoforte.
no state richieste dal meccanismo di
Prendiamo solo due sue affermazioni.
concertazione delle politiche europee. La prima, più ovvia, è che la sua squadra è
Sono le stesse che la Bce chiedeva nella sola nel combattere eroicamente per le
famosa lettera del 2011, le stesse che leggi anticorruzione e antiriciclaggio. Gli
Monti ha provato ad avviare, le stesse altri nemmeno ci penserebbero: «Se solo
che la Commissione ha sollecitato nel dare la pagella a Letta.
Renzi ha ragione di ricordare
che sono nel nostro interesse;
ma perché non spiega che, senza le sollecitazioni dell’Europa,
saremmo ancora più lontani
dall’avviarle? Perché è così presuntuoso da far credere di esser
lui a dettare un’agenda originale? E’ perfetto quando dice che,
prima di andare a dir la nostra
in Europa, dobbiamo mostrare
di saper riformare il nostro Paese. Ma perché non ci insegna ad
apprezzare i consigli dell’Europa oltre a quelli che, a suo dire,
noi sapremmo dare a lei? Perché continua a presentare Bruxelles solo come causa di sciocca austerità finanziaria mentre
da tempo è da lì che vengono gli
esami più accurati dei nostri difetti di funzionamento strutturale? Perché non ricorda che
dobbiamo sperare che la Germania vada bene, se vogliamo
andare bene, e che la ragione
per cui la Germania desidera
che noi facciamo le cose per noi
giuste è che ne beneficia anche
lei? Perché ha la presunzione di
non fare pedagogia sull’Europa
mentre chiede il voto europeo?
La presunzione di Berlusconi è debordante, quasi simpati- Illustrazione di Gianni Chiostri
ca, connaturata al personaggio. E’ clamorosa quando non ricono- Renzi le avesse proposte le avremmo apsce che ha perso il posto perché il Pae- poggiate». Ma come può chi non ha cinse che governava stava saltando in que stelle combattere la corruzione e il
aria, e sarebbe successo se l’Europa riciclaggio? Sta di fatto che l’anticorrunon ci avesse stimolato e assistito nel zione e l’antiriciclaggio sono obblighi che
cambiar rotta. Più sottile e velenosa è l’Italia ha nei confronti dell’Europa la
la presunzione a cinque stelle, quella quale, guarda caso, è l’origine dei provvetipica dei tutti i populisti radicali, che dimenti che Monti cercò di prendere urriducono i problemi più complessi al gentemente nel 2012. La squallida resigioco dei buoni contro i cattivi. Marte- stenza che incontrò nel centrodestra lo
dì sera Di Battista ha mostrato il me- portò a varare un’anticorruzione parziaglio del grillismo in tv da Mentana che, le, protestando con chiarezza che la sua
forse per stanchezza, sembrava inna- proposta era più severa. Penso sia stato

E

MA L’UNIONE
NON CAPISCE SE STESSA
STEFANO LEPRI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

n questa vigilia elettorale il caso
greco è purtroppo esemplare delle
difficoltà che l’Europa ha nel capire sé stessa, e quindi nell’indicare
via d’uscita. E’ esemplare nel senso che se ne sentono troppo spesso ripetere interpretazioni insoddisfacenti.
La prima è quella di Alexis Tsipras, il
politico greco che l’estrema sinistra
candida a guidare la Commissione europea. La Grecia, ripete, è stata «la cavia»
di un complessivo progetto neoliberista
per ridimensionare lo Stato sociale.
Non è affatto chiaro chi siano oggi in
Europa i promotori di un simile progetto tipo Tea Parties americani. In Francia di sicuro nessuno. In Germania l’attuale governo di grande coalizione fa il
contrario: pensioni più facili, minimo
salariale per tutti.
Fragile è anche l’interpretazione
opposta, popolare nel Nord Europa soprattutto a destra: una severa austerità in Grecia era la cura appropriata,
anzi urgente, per rimettere in piedi un
Paese pigro con uno Stato irresponsabilmente spendaccione.

I

A quattro anni dalla firma del «memorandum» (l’accordo sorvegliato dalla
troika Commissione europea-Bce-Fmi)
la Grecia in sostanza ha realizzato quanto richiesto: forte calo del costo del lavoro, bilancio dello Stato in attivo al netto
degli interessi sul debito.
Per ora non funziona. La recessione
continua, forse ancora per mesi. Solo
il turismo va bene, anzi benissimo,
con i prezzi scesi; per l’estate qualcuno prospetta addirittura l’affollamento. Le sole nuove imprese che nascono
sono ristoranti.
In cifre, la famiglia greca media ha dovuto rinunciare a circa 370 euro al mese a
persona, il doppio di quanto è mancato
agli italiani. I suicidi sono davvero aumentati (mentre da noi i dati statistici
non confermano l’impressione). I prezzi
delle case sono caduti del 35%.
Tuttavia la cura alla tedesca in Portogallo i risultati li ottiene. Si può discutere
se li abbia dati a costo di sacrifici eccessivi, o se ci fossero alternative migliori, ma
li ha dati; le esportazioni salgono, la ripresa è arrivata.
La differenza si può trovare proprio
nelle ragioni per cui Sýriza, la composita
coalizione di gruppuscoli guidata da Tsipras, probabilmente diventerà domenica

Lettere e Commenti .35

.

COMBATTERE
LA TORTURA
A TRIPOLI
FEDERICO VARESE

uno degli episodi che lo convinsero a lasciare il governo. E se Renzi ha ripreso
questi temi nel suo programma, non è solo per bontà sua e paura della concorrenza delle purissime cinque stelle. E’ la Corte di Giustizia europea che dobbiamo temere se non miglioriamo sull’anticorruzione e l’antiriciclaggio. Quel che i leader
dovrebbero spiegare, abbassando le creste presuntuose, è che non c’è alcuna possibilità di battere corruzione e riciclaggio
se non con politiche unitarie europee; e
che l’Europa ci ha pensato. E’
proprio sul fronte della lotta al
crimine economico che si mostra
con più evidenza l’imprescindibile interdipendenza dei Paesi
membri, il bisogno di tantissima
Europa che abbiamo tutti.
Meno ovvia, più avventata, è
l’altra affermazione di Di Battista: quella sul «ricatto» che l’Italia dovrebbe fare all’Europa minacciando di non ripagare i debiti agli investitori esteri. E’ evidente che la minaccia non sarebbe credibile perché un default
italiano causerebbe disastri per
l’Italia non meno che per i suoi
creditori e l’Europa tutta. Ma, a
parte la sciocchezza in sé, c’è la
presunzione di chi non vuol prendere atto che, tramite il mercato
del credito e la finanza, oltre che
tramite il commercio di merci e
servizi, siamo interconnessi intimamente con l’estero, sicché i ricatti suonano come quelli di chi,
molto al largo, minaccia i compagni di barca di bucarla se non gli
danno ascolto.
Per questo l’Europa, faticosamente, vincendo i superati nazionalismi dei governi nazionali,
ricchi e poveri, settentrionali e
mediterranei, sta andando nella
direzione opposta a quella dove
ci vorrebbe condurre Di Battista. Coopera: facendo insieme la
politica monetaria, mettendo in comune
la vigilanza sulle banche, facendo piccoli
passi verso la solidarietà finanziaria, con
i fondi strutturali, col fondo salvastati,
con la flessibilizzazione del Patto di Stabilità e l’introduzione del Semestre Europeo e, ora, preparando una cassa comune per gestire le crisi bancarie. Perché questi presuntuosi non lo spiegano?
Sarebbe la premessa per fondare la speranza che la cooperazione e la solidarietà
europee accelerino e si consolidino.
franco.bruni@unibocconi.it

il primo partito del Paese. Se, a differenza
dei portoghesi, i greci rifiutano chi ha governato fin qui, il problema è interno.
Non è stata la troika a proteggere le
spese militari o i privilegi degli armatori.
Nell’analisi Ocse, i tagli alle spese sociali
hanno danneggiato soprattutto i più poveri, mentre in Portogallo sono stati ripartiti meglio. Il fisco è evaso alla grande
perché fino a ieri non esistevano né catasto né anagrafe tributaria.
Eppure, l’Europa avrebbe potuto evitare quattro anni fa che la crisi greca
precipitasse. Occorreva riconoscere
che le scelte distorte dei politici locali si
erano rette tanto a lungo grazie al credito facile fornito dalle banche del resto
dell’area euro.
Affrontando per tempo i problemi, gli
Usa sono usciti dalla crisi prima e lo Stato ha recuperato per intero le somme immense prestate alle banche. Invece in
Germania il costo netto dei salvataggi
bancari si aggira sui 60 miliardi di euro;
molte volte più di quanto peserà sui contribuenti tedeschi il nuovo intervento a
favore della Grecia che occorrerà negoziare dopo il 25 maggio.
Si è costruita l’Unione europea per
evitare che governi senza scrupoli aizzassero un popolo contro l’altro, come
cent’anni fa. Ma con l’attuale assetto risulta troppo facile aizzare i popoli contro l’Europa lontana per nascondere le
malefatte dei poteri nazionali. O dopo il
25 maggio si saprà andare avanti, o ricadremo indietro.

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

loro volta, i golpisti annoverano
tra le loro fila elementi liberali,
ma anche individui compromessi con Gheddafi e un gruppo berbero di pessima fama per
le sue violenze contro i civili. La Libia è oggi
una giungla di uomini armati, dove le distinzioni astratte - islamisti, liberali, democratici - hanno poco valore. In questo mondo
dove la violenza è ovunque, l’incarico più
pericoloso e forse futile è quello svolto da
Currun Singh, ventotto anni, responsabile
a Tripoli dell’ufficio dell’Organizzazione
Mondiale contro la Tortura (Omct).
Nato in Kuwait da genitori indiani poi immigrati negli Stati Uniti, Currun ha ottenuto
due anni fa un Master alla Erasmus University di Rotterdam con una tesi sulla pirateria
somala, tema di cui non ha mai smesso di occuparsi (di recente un suo articolo è apparso
sul New York Times). La vita accademica, però, non fa per lui. Agile, alto, con un fisico da
atleta e capelli corti scurissimi, Curran ha lo
spirito del ribelle e i modi impeccabili di un
signore d’altri tempi. Dopo un periodo in India e a Chicago, ha deciso di tornare alla sua
passione per i diritti umani in Africa e ora
guida un team di quattro persone e una ventina di volontari nel cuore di Tripoli. Il suo
gruppo documenta gli abusi commessi nel
passato e nel presente, e offre assistenza alle
vittime. Almeno diecimila persone sono
scomparse dopo la rivoluzione, e il compito di
questi volontari è scoprire che ne è stato di
loro: un lavoro talmente delicato, che la sede
dell’Organizzazione è segreta.
«La cosa più complessa in queste ore è distinguere i fatti dalla finzione», mi dice Currun al telefono da Tripoli in una delle nostre
recenti conversazioni. «La situazione è tesa.
Ci sono stati un’ottantina di morti nel fine
settimana, e diverse centinaia di feriti. Gli
analisti fanno scenari, ma è impossibile capire fino in fondo quali siano le motivazioni
di questi eserciti e le loro alleanze future». Il
nuovo uomo forte, il generale Haftar, ha promesso al Paese di metter fine all’insicurezza, soprattutto nell’Est del Paese. «La situazione a Bengasi è fuori controllo. Avvocati,
medici, professionisti vengono trucidati con
la scusa del collaborazionismo col passato
regime, ma sono vendette private». La Libia
di oggi è un Paese allo stremo, in preda al
terrore. Non stupisce che Haftar abbia un
certo sostegno nella popolazione.
L’associazione di Currun opera in Libia
da due anni. «Abbiamo documentato oltre
duecento casi di tortura avvenuti prima e
dopo la rivoluzione». Molti di questi morti
atroci avvengono nelle carceri gestite dal
Comitato della Sicurezza Suprema (parte
del ministero dell’Interno), l’incarnazione
rivoluzionaria della polizia segreta di Gheddafi. La Procura Generale ignora le denunce
per timore di rappresaglie da parte delle milizie e l’ingiustizia si alimenta grazie all’ignoranza, all’impossibilità di sapere.
«Quando una persona scompare, oppure
viene trovata trucidata al bordo di una strada, nessuno sa darsi una spiegazione plausibile e spesso non sappiamo dove sia il corpo.
Vi sono mille possibili ragioni, ma non esiste
una polizia in grado di indagare, una stampa
che faccia una denuncia. Le famiglie non
hanno risposte. È questa l’ingiustizia suprema, l’ingiustizia del non sapere».
I quattro dipendenti, coadiuvati da una rete di attivisti e professionisti, fanno del loro
meglio per proteggersi. «Non portiamo armi,
viaggiamo senza scorta, siamo integrati nel
contesto locale. I nostri uffici sono un luogo
dove le vittime si sentono sicure e vengono a
raccontare le loro storie». Ma negli ultimi mesi le minacce sono aumentate. Un avvocato è
stato rapito e torturato, il suo corpo gettato
da una macchina in corsa. In un altro caso, un
medico è stato ucciso davanti ai figli. «Quando possibile, facciamo espatriare i nostri collaboratori. Alcuni oggi vivono in Tunisia».
Mi chiedo che senso abbia difendere i diritti umani in un luogo dove non esiste il diritto. Currun cerca la verità in un mondo
dove è quasi impossibile trovarla. Come
nella Russia sovietica raccontata da Viktor
Serge o nella Cecenia di Anna Politkovskaja, documentare gli orrori è l’unico atto
rivoluzionario possibile. Nella nostra ultima conversazione Currun mi dice che ha
consigliato al suo staff di non venire in ufficio. Il giovane ribelle, oggi, è solo.

A

36

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Al via con Ravasi il Festival biblico
Con una lectio magistralis del card. Gianfranco Ravasi su
«Le Scritture. Dio e l’uomo si raccontano», si apre oggi nel
Duomo di Vicenza il X Festival biblico, in programma fino
al 2 giugno tra Vicenza, Verona, Padova e Rovigo: lezioni,
musica, canti, balli e gastronomia all’insegna dell’incontro
di tutte le culture, dal cattolicesimo all’ebraismo,
dall’ortodossia all’islamismo all’induismo.
Programma completo su www.festivalbiblico.it

CULTURA
SPETTACOLI

&

Federico II (1194-1250) si accorda con il sultano a Gerusalemme, in una miniatura del ’300 dalla Cronica di Giovanni Villani

ALESSANDRO BARBERO
vidi salir
dal mare
una bestia
piena di
nomi di
bestemmia»: così, con una citazione dell’Apocalisse, papa
Gregorio IX aprì la bolla in cui
denunciava i delitti dell’imperatore Federico II, che i suoi
ammiratori chiamavano stupor mundi. A dar retta al Papa,
Federico considerava Cristo
un impostore, metteva in dubbio la sua nascita da una vergine, e preferiva l’Islam al Cristianesimo. Non c’è da stupirsi se molti fedeli credettero di
riconoscere in lui l’Anticristo,
che doveva mettere il mondo
a ferro e fuoco preannunziando la fine dei tempi. I più convinti erano i seguaci dell’abate
Gioacchino da Fiore, il mistico
calabrese che aveva profetizzato per il 1260 la rovina dell’Anticristo e l’avvento di
un’età nuova. Quando, nel
1250, si sparse la notizia che
Federico II era morto - senza
aver conquistato il mondo, come avrebbe dovuto fare l’Anticristo - il francescano Salimbene da Parma non voleva
crederci, e si disperò: la profezia era sbagliata, l’Anticristo
non era lui e bisognava ricominciare ad aspettarlo.
Attraverso il clamore delle
testimonianze contrastanti,
delle maledizioni apocalittiche e degli elogi cortigiani,
par d’intuire che nei suoi ultimi anni Federico II si trasformò davvero in un tiranno malefico, come accade ai despoti
abituati male da troppi decenni di potere e inaspriti dai fallimenti. Fece ammazzare tanta gente, e spesso senza buoni
motivi: così si offuscò la leggenda dell’imperatore dotto e
splendido, che fondava università, promulgava codici di

«E

I MUSULMANI RIBELLI

Non li uccise ma li spostò
dalla Sicilia alla Puglia
dove diede loro una città
I PIEMONTESI DI CORLEONE

Ripopolò le campagne
reclutando al Nord
contingenti di emigranti
leggi, costruiva meraviglie come Castel del Monte, assisteva a esperimenti scientifici e
nei ritagli di tempo scriveva di
suo pugno quel De arte venandi cum avibus che non è solo un
manuale di falconeria ma un
vero trattato di zoologia.
Ma almeno una delle accuse che i Papi scagliavano contro lo stupor mundi suscita
piuttosto la nostra ammirazione, e anziché contribuire alla
leggenda nera alimenta semmai il mito d’un Federico lontano e superiore rispetto al
suo tempo: e sono i rapporti
che intrattenne col mondo
musulmano. Certo, oggi siamo
lontani dagli entusiasmi di Jacob Burckhardt che vedeva in
lui il primo uomo moderno;
ma certamente Federico fece
tutto quello che poteva per
contrastare il clima da scontro
di civiltà in cui il mondo europeo e mediterraneo era precipitato all’epoca delle crociate.

Federico II
l’incontro di civiltà
Esecrato dal Papa, additato come l’Anticristo,
l’imperatore favorì i rapporti tra Cristianesimo e Islam
I musulmani Federico li aveva in casa, giacché prima d’essere imperatore era re di Sicilia. Certo, non erano più i tempi
in cui gli scrittori arabi esaltavano la Sicilia come la provincia
più ricca del mondo islamico, e
neppure quelli di suo nonno
Ruggero II, nella cui cancelleria
lavoravano fianco a fianco notai
latini, greci, ebrei e arabi. All’inizio del suo regno Federico
aveva ancora al suo servizio
qualche funzionario arabo, però battezzato. Dotti musulmani
a Palermo non ce n’erano più;
ma c’erano alcuni dotti ebrei,
cui l’imperatore commissionò
traduzioni dall’arabo. Federico
aveva una gran voglia di discutere con i sapienti islamici, e
scrisse al sultano del Marocco
ponendo una raffica di quesiti
filosofici e scientifici, cui sperava che i dotti di laggiù potessero
rispondere. Uno di loro, Ibn Sabin, in effetti gli rispose, anche
se in tono piuttosto sostenuto,

invitandolo a impadronirsi un
po’ meglio della terminologia filosofica, e osservando che se
aveva tanta sete di verità
avrebbe fatto meglio a cominciare convertendosi all’Islam.
Ma se non c’erano più dotti,
la Sicilia di Federico II era ancora piena di contadini musulmani, impoveriti e vessati dopo la
riconquista cristiana. Molti di
loro, riparati nelle zone montagnose e poco accessibili di Monreale e del Val di Noto, erano in
stato di ribellione endemica.
Federico cercò di reintrodurre
le colture in cui erano più esperti, come l’indaco, lo zucchero,
l’henné, ma soprattutto pubblicò leggi in loro favore, per impedire che fossero maltrattati dai
suoi funzionari. Musulmani ed
ebrei dovevano avere la possibilità di rivolgersi alla giustizia
come tutti gli altri sudditi, e non
bisognava che fossero trattati
diversamente dai cristiani né
sottoposti a vessazioni.

Domani ai «Dialoghi sull’uomo»
Si apre domani a Pistoia la quinta
edizione dei «Dialoghi sull’uomo»,
festival di antropologia del
contemporaneo che ha in programma
fino a domenica 22 appuntamenti nel
centro storico cittadino. Tema di
quest’anno «Condividere il mondo.
Per un’ecologia dei beni comuni». Tra
i protagonisti della prima giornata,
alle 21,15 in piazza del Duomo,
Alessandro Barbero (foto), scrittore e
medievista, che parlerà su «Una
storia di condivisione: Federico II».

Ma quando i ribelli delle
montagne catturarono il vescovo di Agrigento e lo tennero prigioniero per un anno, Federico
perse la pazienza. È forte la tentazione di definire pulizia etni-

ca le ripetute campagne che i
soldati del re condussero in Sicilia, al termine delle quali non
c’erano più musulmani nell’isola. Un grande storico del mondo
mediterraneo come David Abu-

lafia ha proposto, non credo con
molta ragione, di vedere nella
guerriglia dei saraceni le remote origini della mafia; semmai è
più curioso scoprire che Federico, per ripopolare le campagne
devastate, organizzò il trasferimento in Sicilia di grossi contingenti di emigranti reclutati
in Piemonte, e che da loro discendono gli abitanti di Corleone. Ma il punto cruciale è che i
saraceni catturati, se rifiutavano di convertirsi al Cristianesimo, non vennero messi a morte
com’era abituale in clima di crociata, ma risistemati in Puglia,
la provincia più amata da Federico, dove il re donò loro una città. A Lucera, dove la cattedrale
era opportunamente crollata e
il vescovo s’era dovuto trasferire altrove, vennero risistemati
15.000 musulmani, e fra di loro
l’imperatore reclutò una guardia di fedelissimi.
Per i polemisti di parte papale, quei saraceni che accompagnavano Federico sui campi di
battaglia erano la prova che
l’imperatore preferiva Maometto a Cristo. Del resto, quando dopo molte insistenze l’imperatore si era deciso a partire
per la crociata, non aveva rovinato tutto mettendosi d’accordo col sultano e trasformando
Gerusalemme in una città
aperta, dove cristiani e musulmani avevano ciascuno i propri
spazi? Da entrambe le parti gli
integralisti, che non mancano
mai, erano inorriditi. Per noi
tutto questo è piuttosto la prova che lo stupor mundi, per
quanti delitti abbia commesso,
era un uomo che sulla convivenza tra fedi diverse aveva saputo andare avanti, e non solo
rispetto al suo tempo.

1

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Così i conquistadores di Pizarro
alterarono la costa peruviana

ace fatta, o quasi,
tra Chiarelettere e
il ct della nazionale
Cesare Prandelli,
dopo polemiche e
lettere di avvocati. Per favore
non dite niente, il romanzo di
Marco Ciriello ispirato alle
dolorose vicende dell’allenatore quando per assistere la
moglie ammalata si dimise
dalla Roma, potrà uscire senza intoppi. I legali della Figc
avevano diffidato la casa editrice dall’accostare al libro il
nome di Prandelli (che invece
compariva nella quarta di copertina e nella fascetta, con
tanto di foto); l’editore Lorenzo Fazio aveva replicato che il
personaggio è costruito in
modo molto positivo. Alla fine, si è deciso che il romanzo
andrà in libreria senza la fascetta, e quindi senza vistosi
riferimenti all’allenatore. Il
nome resterebbe così solo
nella quarta di copertina.
Caso chiuso? Forse, ma
certo la discussione è apertissima. I libri di «fiction» ispirati a personaggi reali, anche famosi, sono una costante nella
storia editoriale recente e antica. Qualche volta hanno scatenato polemiche, altre volte
no. Lauren Weisberger, ad
esempio, lavorava a Vogue
Magazine quando scrisse Il
diavolo veste Prada, storia dal
forte sapore autobiografico in
cui il personaggio del ferocissimo capo vessatore, in un’immaginaria rivista di moda, era
ispirato in modo trasparente
al mitico direttore Anna Wintour. Correva l’anno 2003, il libro fu un grande successo,
venne il film e tutto filò liscio.
Capita. Invece Klaus Mann,
figlio del sommo Thomas, con
Mephisto fece talmente arrabbiare il cognato Gustaf Gründgens (si era riconosciuto nel
protagonista Henrik Hoffgen)
da ritrovarsi condannato per
diffamazione, e col libro sequestrato. Era il 1936. Ciò non gli
ha impedito di diventare molto
tempo dopo, dimenticato il cognato, un gran film con Klaus
Maria Brandauer. Capita. Basti pensare ai molti e non fortunatissimi romanzi dedicati a

P

Il diavolo
veste Prandelli
Quando la fiction si ispira alle persone reali:
il romanzo che racconta un dramma privato
del ct è l’ultimo caso di un genere di successo

li, anche se mai nominato nel romanzo? «Ci piaceva l’idea di indagare sul tema del personaggio pubblico - e non c’è niente di
più pubblico del calcio - che si
deve confrontare con un grande
dolore privato. Ciriello ha costruito il suo libro sulle interviste che Prandelli rilasciò all’epoca. L’uomo più rappresentativo
del calcio affrontato dal punto di
vista di un sentimento privatissimo. Senza gossip. Detto questo, come editore dovevo spiegare e mettere in chiaro il riferimento, che nel romanzo non è
esplicitato».
Qualcosa di analogo accadde
a Alessandro D’Avenia, per la
sua opera prima - e di grande
successo - Bianca come il latte,
rossa come il sangue: la madre
della ragazza che nel romanzo
muore di una grave malattia non
gradì. «Ma in quel caso mi ero
ispirato a un fatto accaduto», dice lo scrittore. «Solo in seguito la
DOPO LE POLEMICHE

Pace fatta tra Chiarelettere
e l’allenatore: il suo nome
non comparirà nella fascetta
ANCHE NELL’ARTE

Berardinelli: «Warhol
ha preso le facce dei vip
e se l’è rivendute in serie»

L’editore
Chiarelettere
ha pubblicato
il romanzo di
Marco Ciriello
Per favore
non dite
niente, in cui
Prandelli non
compare con
il suo nome,
che è tuttavia
esplicitato
nella fascetta
con tanto
di foto

Berlusconi (il più noto Chi ha ucciso Silvio Berlusconi, di Giuseppe Caruso nel 2005), a film come
Il Caimano di Nanni Moretti o Il
Divo di Paolo Sorrentino (in questo caso il dedicatario, Giulio
Andreotti, reagì ironicamente).
Chiarelettere sta trasformando questa tendenza in un
genere letterario. Tutta la sua
collana di narrativa punta al
bersaglio grosso, da I Buoni di
Luca Rastello (l’autore nega, ma
non mancano i riferimenti a don
Ciotti) a Il direttore di Luigi Bisignani, in cui è trasparente l’allusione a Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, e

37

un impatto inaspettato sul territorio. «Prima dell’arrivo degli spagnoli,
gli abitanti della costa peruviana settentrionale avevano finito per
rivestire con milioni di gusci di molluschi, scartati durante i loro pasti,
le creste costiere, proteggendole dall’erosione per quasi 4700 anni. In
questo modo, avevano creato un vasto paesaggio ondulato», ha
spiegato l’archeologo Dan Sandweiss dell’Università del Maine di
Orono. Questa protezione venne però rapidamente meno a causa delle
malattie portate dai coloni, che decimarono la popolazione locale.
«Senza esseri umani a creare il rivestimento protettivo, i cordoni
litoranei di nuova formazione furono erosi e scomparvero».

I conquistadores spagnoli hanno letteralmente modificato il profilo
delle coste peruviane. In base a un nuovo studio pubblicato sulla
rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, la decimazione
della popolazione inca da parte di Pizarro ha portato all’indebolimento
di una sorta di «armatura» che proteggeva alcuni cordoni litoranei, e
che era fornita dagli indigeni. Nel 1532, la vittoria del conquistador ebbe

MARIO BAUDINO

.

che secondo autore e editore
proprio per questo è stato escluso dall’ultimo Salone del libro.
Scelta editoriale o marketing?
«Abbiamo considerato che
certi temi non possono essere
affrontati con le armi del giornalismo d’inchiesta», dice Lorenzo Fazio, che finora aveva caratterizzato Chiarelettere proprio per le inchieste di taglio
giornalistico, o per i pamphlet di
Grillo e Travaglio. «In Italia non
siamo molto abituati a fare letteratura con le storie vere», aggiunge. Ma c’è bisogno di dire
esplicitamente «quanto» è vera,
una storia? Con foto di Prandel-

ragazza è stata identificata». In
ogni caso, imporre regole al romanzo è da sempre fatica vana.
Al più, se esiste una base giuridica, si possono imporre all’editore. Il romanzo è «il più impuro
dei generi letterari», ricorda Alfonso Berardinelli: «si nutre di
qualsiasi cosa». Dostoevskij sosteneva che la più «pura» delle
motivazioni letterarie è il denaro. «Anche nell’arte. Andy
Warhol ha preso le facce di personaggi famosi e se l’è rivendute
in serie. È una storia che parte
da lontano».
E dove arriva? «Alla lotta disperata del libro per sopravvivere. Di un animale in estinzione
che si ciba di elementi a elevata
tossicità sperando contengano
nuove proteine». Darwinismo?
«Anche un po’ di cannibalismo.
È un modo spasmodico per accedere alla realtà: siamo disposti a mangiarci persone vive».

Elzeviro
LORENZO
MONDO

Tra il giovane Magris
e Biagio Marin
galeotto fu Platone
el 1955 Claudio Magris, allora sedicenne, viene accompagnato dal padre a conoscere il poeta Biagio Marin, che svolge le funzioni di bibliotecario
alle Assicurazioni Generali di Trieste. L’incontro fra quel ragazzo e l’uomo che con i
suoi 64 anni potrebbe quasi essere suo nonno, segnò un colpo di fulmine.
Propiziato, si direbbe, dal fatto che, fin
da quella prima volta, si misero a discorrere di Platone. Nacque tra loro un rapporto
di grande affettuosità, nutrita di passione
intellettuale e morale, che non trova l’equivalente nella storia della nostra letteratura
moderna. Come appare dalle lettere che si
scrissero per 28 anni, oggi raccolte e illustrate con simpatetica perizia da Renzo
Sanson (Claudio Magris, Ti devo tanto di
ciò che sono. Carteggio con Biagio Marin,
Garzanti, pp. 406, € 18,60).
Claudio ammira l’appartato poeta di
Grado, che inanella versi mirabili in una
lingua arcaica, lo proclama suo primo
maestro e promette di diventare il suo
Giovanni Battista. Marin è colpito dalla
febbrile, vorace intelligenza di quel liceale in cui intravede i lineamenti del figlio
Falco, caduto in guerra. Da allora Claudio diventerà per lui il «figlio d’anima».
Ne segue con fervore la maturazione e il
successo.
Dopo aver letto Il mito absburgico azzarda una profezia: «Se continuerà così avremo in lui un saggista di somma statura».
Non mancano tra i due le tensioni, che si
stemperano nel rapporto paritario da essi
liberamente accettato. Marin non sopporta in particolare che Claudio metta un freno selettivo alla sua fluviale produzione
poetica («... perché i fiori di pruno facciano
festa, ce ne vogliono tanti»). Ma, doppiato
il capo dei novant’anni, sarà ancora lì a
confidarsi (anche nel diario smisurato)
con Claudio. Che non mancherà di riconoscere i propri debiti: la conoscenza, vissuta in prima persona da Marin, dell’Impero
austroungarico al tramonto, la grande stagione degli scrittori triestini... Insieme all’alta lezione spirituale suggerita, nell’oscillazione tra panteismo e cristianesimo, dal poeta innamorato del suo piccolo
cosmo gradese: «Le nostre contingenze
colorano l’eternità di Dio».

N

38 .Spettacoli

.
Ragazzo di
strada
«La strada oggi
non è più il
marciapiede ma la
Rete - dice J-Ax-.
Nei 140 caratteri
di Twitter ci può
stare tutta la forza
verbale di un
graffito su un
muro o sulla
fiancata della
carrozza di una
metropolitana»

Intervista

LUCA DONDONI
MILANO

J

-Ax è la killer application
dell’edizione di quest’anno
di The Voice of Italy arrivata
alle fasi finali (si chiude il 4
giugno). Certo, c’è suor
Cristina, ci sono i tantissimi contatti sui social network, i buoni ascolti,
ma soprattutto c’è J-Ax. L’anno
scorso il pubblico considerava #tvoi
un prodotto migliorabile. Per la consacrazione serviva un personaggio
tosto, furbo, capace di catalizzare
l’attenzione, intelligente e soprattutto fuori dalle righe. Dopo l’addio
di Cocciante gli autori hanno pensato a J-Ax e hanno fatto bingo. «Sono
salito su un treno che non avrei mai
immaginato di prendere – dice l’ex
Articolo 31 –. L’80-90 per cento dei
miei fan mi ha criticato perché stavo per partecipare a un “talent” ma
si è ricreduto quando ho aperto bocca in trasmissione parlando senza
rete e rompendo gli schemi. In più
c’è Raffaella Carrà, un’icona dello
spettacolo italiano».

«Be’ sì. O almeno credo. Ho colmato il
gap fra chi parla il linguaggio della tv

PAOLO GALLARATI

Pappano e S. Cecilia
esaltano gli aspetti
teatrali di Verdi
otto la guida di Sir Antonio Pappano,
l’Orchestra dell’Accademia di Santa Ceciliacontinuaacrescereperqualitàtecnica e flessibilità di stile.Così oltre alle incisioni discografiche, si moltiplicano gli inviti all’estero
come i due concerti alla Royal Festival Hall. Diretta da Pappano con quattro cantanti eccellenti,laMessadaRequiemdiVerdisembraesaltata nei suoi aspetti teatrali: quelle preghiere
«appaiono» come scene teatrali, in un seguito
di gesti tragici e pietosi, riferiti all’uomo messo
difrontealmisterodellamorte.Manonc’èmai
enfasi o vuote retorica, e qui sta il pregio maggiore: tutto è profondamente commosso, intensoevero.Ipassipiùintimiedelicatisfumano
in un sussurro, tanto quanto quelli catastrofici
esplodono terribili. E il suono è sempre bello,
pieno, mai assordante, come avviene, invece,
presso quei direttori meno capaci di controllo
tecnicochecredonodistupireconilfracasso.
Ovazioni finali con un’ impennata nei confronti del Coro istruito da Ciro Visco: il che fa
particolarmentepiacere,vistalaqualitàdeicori cui sono abituati gli inglesi. La sera prima il
corosieraesibitonellavocalitàaspra,rocciosa
e brunita del Prigioniero di Dallapiccola, che
Pappano ha posto al centro di un programma
fuori norma. Prima l’aria di Florestano, dal Fidelio, poi gli ultimi due movimenti della Nona
Sinfonia: eseguiti senza intervallo e preceduti
da un discorso di Pappano che ha spiegato le
ragioni dello strano accostamento, i pezzi
hanno tenuto tutti col fiato sospeso, grazie all’alta tensione che ha percorso l’esecuzione,
senzaunattimodicedimento.

S

J-Ax: porto a “The voice”
il linguaggio della rete
“Suor Cristina? Spero che grazie al successo costruisca un ospedale”

e chi parla quello della strada che oggi
In Rai le hanno dato carta bianca.
«Totale libertà di azione, tanto che non è più il marciapiede ma la Rete.
per la prima volta sulla tv di Stato si Nei 140 caratteri di Twitter ci può stasono sentite le parole “narghilè” o re tutta la forza verbale di un graffito
“lap dance”. Con i miei Axforismi fac- su un muro o sulla fiancata della carcio battute diverrozza di una metrotendomi. A una conPROGETTI politana. Ho aggregacorrente ho detto:
il basso e l’alto fot«Ho aperto un’etichetta to
“Le tue corde vocali
tendomene dell’etiindipendente con Fedez chetta, ma mantemi hanno fatto un
massaggio thailan- che si chiama Newtopia» nendo una serietà
dese al cervello”.
che è dovuta quando
L’ho pensato e l’ho urlato nel micro- si manda a casa o si sceglie una persofono senza mediazioni».
na che nel momento in cui si esibisce
E così ha creato il corto circuito che sta dando tutta se stessa».
ha fatto scattare la scintilla degli
ascolti.

Colonna
Sonora

Ma senza Suor Cristina…

«Sarei falso a non ammettere che la
sua presenza ha illuminato lo show.
Ancora c’è chi sta lì a elucubrare se sta

suora sia vera o falsa. Se un giorno si
scoprirà che Cristina ha recitato, allora la propongo per l’Oscar di platino.
Oggi in America la vogliono tutti. NBC,
Today Show, Daily Show e le dirò di
più: la vuole anche Jimmy Fallon, che
in questo momento è il conduttore più
forte della tv a stelle e strisce».
Si riferisce a Emma Marrone e a quello
che ha dichiarato a Vanity Fair? Ricordiamolo: «Suor Cristina è un insulto
per quelli che come me sono nello
showbiz. Se hai un dono prendi i bambini dalla strada e ci fai un coro».

«Già, l’autoproclamatasi star dello
“showbiz”. Suor Cristina non si può difendere e su twitter ho risposto a Emma per le rime. Ma sono un gentiluomo
e non porto avanti certe cause perse,

né rancore a una signora».
QualèilfuturodiJ-AxaldilàdiTheVoice? Che vinca o no Suor Cristina?

«Sarò felice se lei sarà felice, mi dispiacerò se non dovesse vincere ma credo
che il suo obiettivo, portare attenzione
sulla Chiesa e sull’amore, l’abbia raggiunto. Spero che pubblichi un disco
fantastico, venda in tutto il mondo e
con i soldi costruisca un ospedale, un
convento o quello che le piacerà. Per
quanto mi riguarda ho appena aperto
un’etichetta indipendente con Fedez
che si chiama “Newtopia” e fra un po’
uscirò con il mio nuovo disco di inediti.
Non ho mai rappato così bene e il disco
è già qui, sulla mia testa e badi bene ho
detto “sulla” non “nella”. Quando uscirà il cd si ricordi le mie parole e vedrà».

ORCHESTRA E CORO DELL’ACCADEMIA DI
SANTA CECILIA
royal festival hall, londra

*****

Articoli e fotogallery
lastampa.it

Godard
senzalinguaggio
restailvuoto
ALESSANDRA LEVANTESI KEZICH
CANNES

T

empi duri per Putin:
paragonato a Hitler dal
principe Carlo durante
la visita in Canada, ora è evocato insieme all’allora presidente Eltsin come il burattinaio dell’invasione cecena del
1999 in The Search, di Michel
Hazanavicius che, con svolta
inaspettata, passa dalla commedia al dramma bellico in un
registro di denuncia che di
certo i Russi, nuovamente nel
mirino della comunità internazionale per la crisi ucraina,
non apprezzeranno. Il film si
dipana in un intreccio di storie correlate. C’è la francese
Carole (Berenice Bejo) che si
impegna a documentare i crimini commessi dall’esercito
russo in violazione dei diritti

CANNES 2014

.

Rolling Stone

su

Certo, ha belle gambe Sharon
Stone. Ma perché arrivare con il
copricostume e gli occhiali da
sole? Perché a Cannes la spiaggia
è giusto dietro il red carpet

DI

M ICHELA
TAMBURRINO

Cara lei
Impossibile trovare difetti in Cara
Delevingne, se non fosse per la
borsa fuori contesto. E dire che
ieri è caduta al party De
Grisogono. Ma non riporta danni

giù

Hazanavicius, la Cecenia
in salsa “Full Metal Jacket”
Il regista: un film di guerra, non politico e non partigiano

FULVIA CAPRARA
INVIATA A CANNES

«Adieu au
langage» di
Godard, per
colmo di ironia
in 3D, gioca su
un susseguirsi
di immagini e
suoni in
funzione
destrutturante

I

l dramma della Cecenia
negli occhi spalancati di
un bambino che assiste
all’assassinio dei genitori,
giustiziati sotto casa dai
soldati dell’esercito russo. Il
suo vagare nel paesaggio di macerie con in braccio il fratello
neonato, la paura di tutto, il silenzio testardo, il lento, difficile, ritorno alla vita. La scommessa di The search era ambiziosa, dopo la luminosa leggerezza di The artist, dopo gli
Oscar e dopo il successo mondiale, Michel Hazanavicius torna al Festival con The search,
ispirato a Odissea tragica di
Fred Zinnemann, del 1948, e

trasferito nell’Est europeo dell’anno 2000: «Per troppo tempo
le informazioni sulla guerra in
Cecenia sono state parziali e
controllate, quel popolo ha invece sofferto enormemente, le
vittime sono state per l’80% di
civili e solo per il 20% di soldati,
una proporzione inversa a quella della Prima guerra mondiale,
e tutto questo nell’indifferenza
europea». Il documentario
Ruanda: History of a genocide di
Raphael Glucksman (figlio del
filosofo Andrè) ha spinto il regista, che lo aveva co-prodotto, a
cercare una storia che richiamasse l’attenzione su un’altra
realtà dimenticata e soprattutto manipolata, questa volta nell’Est europeo: «Volevo controbattere all’assurda teoria se-

condo cui tutti i Ceceni sarebbero dei terroristi, e volevo farlo con un film di guerra, non politico e non partigiano, ma centrato su un melodramma umano, qualcosa con cui ognuno
può entrare in contatto».
Alla proiezione per la stampa il film è stato accolto da fischi sonori (qualcuno li ha attribuiti alla quota russa di giornalisti accreditati al Festival), e
Hanavicius, pur continuando a
parlare e a spiegare, accusa visibilmente il colpo: «Venivo da
un film completamente fuori
dalle regole del mercato, muto
e in bianco e nero, che ha avuto
un enorme successo, questo mi
ha permesso di realizzare The
search». Ma il budget da kolossal (22 milioni di euro), i riferi-

Michel
Hazanavicius
con la moglie
attrice
Berenice Béjo
sul tappeto
rosso per «The
search» sul
dramma della
guerra in
Cecenia

Nastassja Kinski

“Paris, Texas
lo stesso fascino
trent’anni dopo”
DALL’INVIATA A CANNES

N

ei ricordi di Nastassja
Kinski il primo incontro
con Wim Wenders è già
la scena di un film: «Eravamo a
Monaco, in un piccolo locale dove amavo rifugiarmi per sentire
musica e ballare. Quella volta
c’era una gara di rock’n roll, e io
ero vestita in tema, jeans Anni
50, canottiera, coda di cavallo.
Lisa Kreuzer, attrice e moglie di
Wim, mi chiese subito se mi sarebbe piaciuto fare un film, io le
risposi che avrei dovuto chiederlo a mia madre. Mi raccontò
anche la storia della pellicola
che Wim voleva girare, e poi si
segnò il mio numero». La ma-

menti celebri (non solo Zinnemann ma anche Full metal jacket di Stanley Kubrick), il cast
prestigioso (la moglie del regista Berenice Bejo, Annette Bening, e soprattutto il piccolo
protagonista Abdul-Khalim
Mamatsuiev) non bastano a far
spiccare The search (in Italia
uscirà a dicembre) in mezzo ai
tanti, grandi titoli dello stesso
filone. Come in un mosaico, la
storia segue i diversi destini del
bambino rimasto orfano, della
sorella che non rinuncia a cercarlo, del diciannovenne russo
arrestato, spedito al fronte, e
trasformato in macchina da
guerra, della responsabile del
centro di accoglienza dei rifugiati che non smette di sperare
e lavorare, e dell’inviata della
Commissione per i diritti umanitari Carole, interpretata da
Bejo, personaggio che nel film
di Zinnemann era affidato al
soldato Montgomery Clift: «Ho
incontrato ceceni e ho visto
molti documentari sull’argomento, ma non ho voluto sapere
troppo, il mio è il personaggio di
una donna che si informa,
ascolta, e prende coscienza».

Fischi alla proiezione
stampa (qualcuno
li ha attribuiti alla quota
russa di giornalisti )

AP

umani per risvegliare l’attenzione della distratta comunità
europea; c’è il bimbo ceceno
Hadji cui hanno ammazzato i
genitori; c’è l’intrepida americana Helen (Annette Bening)
responsabile di un campo profughi. Mentre, sul fronte opposto, abbiamo un diciannovenne russo finito in divisa
per evitare il carcere che i soprusi subiti di commilitoni più
anziani, nonché l’impatto con
la morte e la violenza nella zone calde, trasformano in un
carnefice. Questo romanzo di
formazione al Male che, con
efficace balzello temporale, si
conclude circolarmente là dove tutto inizia, è il nucleo più
interessante di un film che ha
il difetto di voler essere troppe cose insieme. Ebreo askenazita, sensibilizzato dai racconti dei nonni alle tragedie
del genocidio e della guerra,
Hazanavicius ha cercato di realizzare un’opera che avesse
la pasta delle verità, ricreando una Cecenia credibile nella
confinante Georgia, reclutando in loco non attori fra cui lo
straordinario interprete di
Hadji. Ma nello stesso tempo
si ispira al cinema americano
classico, a partire da The Search di Zimmerman (1948); e tiene conto dei drammi di guerra
sovietici così come del kubrickiano Full Metal Jacket. Con
il risultato che, pur non privo
di pregi, il film finisce per essere quello che non voleva:
una pellicola di genere.
A non correre questo pericolo è Jean Luc Godard che
con Adieu au langage, per colmo di ironia in 3D, gioca su un
susseguirsi di immagini e
suoni in funzione destrutturante, mantenendo la promessa del titolo ma a prezzo
di ottenere un effetto di vuoto
sullo schermo e in sala.

Spettacoli .39

dre di Nastassja parlò con Wenders e sua moglie, e il film (Falso
movimento), il primo dell’attrice, diventò realtà. Il legame tra
l’autore la giovanissima scoperta era destinato a durare e, nell’84, Wenders scelse di nuovo
Nastassja per Paris, Texas, Palma d’oro e film culto, proiettato
ieri al Festival per il trentennale, sezione Cannes Classics.
Il restauro, supervisionato
dallo stesso regista, fa riaffiorare le emozioni di allora, il mito
americano filtrato dalla sensibilità europea del regista preferito dalla generazione del rock.
Nel viaggio «on the road» dell’enigmatico Harry Dean Stanton, il pubblico più giovane av-

AFP

Roman Polanski e Nastassia Kinski a Cannes 1979 per «Tess»

vertì il senso di crisi e sbandamento di un’era post-politica,
priva di battaglie da compiere e
valori da difendere: «Wim era
sempre molto calmo e gentile ricorda Kinski -. Un giorno all’improvviso mi chiama, io ero a
Parigi, voleva sapere se ero disponibile a recitare in un altro
suo film. Mi spiegò che era la
storia di un ragazzino, gli risposi immediatamente di sì». Aver

lavorato con Wenders, ma anche con Roman Polanski e con
Wolfgang Petersen (e poi con
Francis Coppola), è stata una
fortuna enorme di cui Kinski
parla ancora adesso con entusiasmo e riconoscenza: «Sono
registi incredibili, poterli vedere al lavoro è stata una vera benedizione. Allora ero giovanissima, stando accanto a persone
di quel calibro ho imparato tan-

Sola e senza figli, Carole accoglie in casa il bambino in fuga e,
a poco a poco, riesce a penetrare nella fortezza di dolore in cui
è rinchiuso: «E’ una storia che
parla di ripresa, di capacità di
recupero, di gente che ha vissuto eventi tragici e che in qualche modo trova la forza per ricominciare». La scena di Carole che descrive la situazione in
Cecenia rivolta alla platea distratta e svogliata della Commissione Europea è un chiaro
atto d’accusa: «L’Europa non
ha fatto nulla per la Cecenia dice il regista -, purtroppo lo
sappiamo dalla storia, nel viso
Carole c’è il sorriso disilluso di
chi sapeva già come sarebbe
andata a finire, ma non per questo smetterà di combattere».

to, soprattutto la serietà e la dedizione. Oggi lo capisco ancora
meglio, ero solo una ragazzina,
e quelle esperienze mi hanno
fatto crescere».
Certo, con Wenders è diverso, «perchè con lui tutto è iniziato». E infatti Kinski ricorda
ogni fase della loro collaborazione: «Lavorare con Wim significava provare la sensazione
di far parte di qualcosa di bello,
di importante, qualcosa a cui lui
si era dato completamente. E’
stato il mio primo regista, ha
messo le basi di tutto, mi ha fatto capire che cosa sono la creatività e la fiducia, in se stessi e
negli altri». Celebrare Paris,
Texas a Cannes «è un regalo meraviglioso, sono fiera di questo
film, felice per Wim, e spero che
magari un giorno possa chiamarmi di nuovo». E poi quest’anno, continua l’attrice, c’è
anche Mastroianni, nel manifesto del Festival: «Per me lui è il
simbolo del calore, della grazia
e dell’amorevolezza che un attore può esprimere. E poi quella
capacità di essere insieme profondo e leggero, e quei modi da
gentiluomo, e quella voce, unica, così riconoscibile....». [F.C.]

1234567 99 AB1123 9CDE LA STAMPA EC

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

.

Spettacoli .41

Programmi tv

I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi

del 22 maggio 2014

Rai 1
6.10 Unomattina Caffè
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Lo storico programma leader della cucina
in Tv condotto da Antonella Clerici
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.10 Verdetto finale Attualità
15.20 La vita in diretta
18.50 L’eredità Game show
Una carrellata di giochi,
di curiosità e di informazioni sono gli ingredienti del programma quotidiano condotto da
Fabrizio Frizzi
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
21.10 Carosello Reloaded

Rai 2
6.10 La strada per la felicità TF
6.55 Cartoon Flakes
8.15 Due uomini e mezzo TF
8.35 Desperate Housewives TF
10.00 Tg 2 Insieme Attualità
10.50 Elezioni Europee 2014 Messaggi autogestiti
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Costume e Società
13.50 Medicina 33 Attualità
14.00 Detto Fatto Attualità
16.15 The good wife Telefilm
17.10 Elezioni Europee 2014 Tavola rotonda
17.55 Tg2 Flash Lis
18.00 Tg Sport
18.15 Tg 2
18.45 Squadra Speciale Cobra
11 Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie

Rai 3

Canale 5
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.54 Traffico
7.56 Borse e Monete. Meteo
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.05 Grande Fratello - Live
14.10 CentoVetrine Soap
opera
14.45 Uomini e donne Talkshow
16.05 Grande Fratello - Live
16.15 Il segreto Telenovela
17.10 Pomeriggio cinque
Attualità
18.50 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia Varietà
satirico

7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Elezioni Europee 2014 Messaggi autogestiti
10.10 Mi manda Raitre
11.15 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg 3 Fuori Tg
12.25 Pane quotidiano
12.50 Ciclismo: Giro d’Italia
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 Ciclismo: Giro d’Italia
18.05 Aspettando Geo Doc.
18.15 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.10 Pane quotidiano
20.35 Un posto al sole SO

Italia 1

Rete 4

6.55 Friends Telefilm
7.25 Vecchi bastardi Varietà
8.20 Urban Wild Attualità
9.20 Come mi vorrei Varietà
10.05 Dr. House - Medical division Telefilm
12.05 Cotto e Mangiato - Il
Menù del giorno
12.25 Studio Aperto. Meteo
13.00 Sport Mediaset Sport
13.40 Grande Fratello - Live
14.10 I Simpson
14.35 Vecchi bastardi Varietà
Conduce Paolo Ruffini
con Scintilla
15.25 What’s my destiny Dragon Ball Cartoni animati
15.50 Urban Wild Attualità
16.45 Big Bang Theory Sitcom
17.40 Come mi vorrei Varietà
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.20 CSI Scena del crimine TF

6.25 Chips Telefilm
7.20 Miami Vice Telefilm
8.15 Hunter Telefilm
9.40 Carabinieri Telefilm
10.45 Ricette all’italiana
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
12.55 La signora in giallo
Telefilm
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Hamburg distretto 21
Telefilm
16.35 Magnifica ossessione
Film (dramm., 1954) con
Rock Hudson, Jane
Wyman. Regia di Douglas Sirk ★★★★
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.35 Il segreto Telenovela
20.30 Tempesta d’amore Soap
opera

21.15
Un medico
in famiglia 9

21.10
NCIS: Los Angeles

21.00
Elezioni Europee 2014

21.10
Ammutta Muddica

21.10
Wild - Oltrenatura

TELEFILM. Callen (Chris O’Don-

DOCUMENTARI. Nuovo appun-

nell) e gli altri membri del team
sono alla ricerca di una testata
atomica rubata, che potrebbe
essere usata per un attacco terroristico

ATTUALITÀ. Proseguono gli incontri con gli esponenti delle formazioni politiche in vista delle
elezioni europee. Stasera tocca
a L’altra Europa con Tsipras e
Nuovo Centrodestra-Udc

VARIETÀ. Alla guida di un gran-

FICTION. Lorenzo torna da New

de tir dal quale prendono vita le
varie scene, Aldo, Giovanni e
Giacomo sono protagonisti di
situazioni esilaranti e irresistibili gag

tamento con Fiammetta Cicogna, protagonista di imprese
spettacolari, affiancata da Carlton Myers, asso del basket italiano

Yorkperiniziarelasuanuovavita
con Sara. Intanto, Libero ed Enrica cercano le prove di un delitto
commesso dalla vicina di casa
23.25 Porta a Porta Attualità
1.00 Tg 1 - Notte. Che tempo fa
1.35 Cinematografo
2.05 Storie della Letteratura
2.35 Terapia Roosevelt - La
giusta terapia per la tua
timidezza Film

23.35 Tg 2
23.50 L’attentatuni - Il grande
attentato Film-tv
(dramm., 2001)
2.05 La donna del treno Fiction
3.40 Tg 2 Eat Parade Attualità
3.50 Videocomic

23.00 Il giudice ragazzino Filmtv (dramm., 1993)
0.00 Tg 3 Linea notte. Tg
regione
1.05 Cortoreale Documentari
1.30 La musica di Raitre
2.05 Fuori Orario.

23.30 Matrix Attualità Conduce Luca Telese
1.30 Tg 5 Notte. Rassegna
stampa. Meteo.it
2.00 Striscia la notizia Varietà
satirico Il Tg satirico di
Antonio Ricci

23.55 Chiambretti supermarket Varietà Piero Chiambretti presenta il nuovo
show e porta la telepromozione alla sua massima espressione
1.55 Shameless Telefilm

La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
7.00 Omnibus - Rassegna
stampa Attualità
7.30 Tg La7
7.50 Omnibus meteo
7.55 Omnibus Attualità
9.45 Coffee Break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache Attualità Il programma, a cura
della redazione News,
dedicato alla cronaca
14.40 Starsky & Hutch Telefilm
16.40 Il commissario Cordier
Telefilm Serie televisiva
francese
18.10 L’Ispettore Barnaby
Film-tv
20.00 Tg La7
20.30 Otto e Mezzo Attualità

21.15
Submerged - Allarme
negli abissi


21.10
Announo
ATTUALITÀ. Terzo appuntamento con il settimanale di
approfondimento giornalistico ideato da Michele Santoro
e condotto in studio da Giulia
Innocenzi

FILM. (azione, 2005) con Steven

Seagal. Regia di A. Hickox. Il capitano Cody e la sua squadra devono recuperare una potentissima arma bio-mutante

0.00 Tg La7 Night Desk Attualità La striscia di approfondimento quotidiano
in onda dal lunedì al
venerdì in seconda serata
1.15 Otto e Mezzo Attualità

23.20 I nuovi eroi Film (fant.,
1992) con Jean-Claude
Van Damme, Dolph
Lundgren. Regia di
Roland Emmerich ★★
1.10 Blue Beach Paradise
Story Documentari

digitale terrestre
RAI 4

RAI 5

21

15.05 Brothers And
Sisters Serie
15.50 90210 Serie
16.30 Streghe Serie
17.15 Rai News - Giorno
17.20 Streghe Serie
18.05 Joan of Arcadia
Serie
18.55 Greek Serie
19.40 Doctor Who Serie
20.25 Heroes Serie
21.10 Dark Water Film
22.50 Supernatural Serie
0.25 Sword Art On Line
Telefilm

RAI STORIA 54

23

15.40 Art Of...Germania L’ombra del III Reich
16.35 Cool Tour Arte
17.30 Rai News - Giorno
17.35 David Letterman
Show
18.25 Mozart-WolfBritten-Castaldi
19.35 Mozart: Sinfonia
N.29-Concerto In
Do Mag
20.30 Concerto Mozart
22.00 Petruska - La
Doppia Vita di
Amade’

18.10 Viaggio nell’Italia
del giro
Barbaresco-Barolo
18.35 Il giorno e la storia
19.05 I-Varieta’ Fantastico 7
20.30 Il tempo e la storia I nemici di
Giovanni Gentile
21.15 a.C.d.C. Viaggio
nei secoli bui:
donne coraggiose
22.15 a.C.d.C. Carvilius:
un’enigma dall’antica Roma

RAI MOVIE

12.25 Pioggia di fuoco
Film
14.05 Baciati dalla sfortuna Film
15.50 Quiz Show Film
18.05 Rai News - Giorno
Notiziario
18.10 I figli di Zanna
Bianca Film
19.40 Gli amici del bar
Margherita Film
21.15 Voglia di ricominciare Film
23.15 Cinemag Ieri Oggi
Domani Magazine

film
17.35 Un fratello a 4 zampe
SKY CINEMA FAMILY

Takers Matt Dillon è
intenzionato a fermare
un abile gruppo di
rapinatori di banche
SKY MAX

17.45 Stuart Little 2 Il topino
Stuart, integrato nella
famiglia Little, s’invaghisce di un’uccellina
SKY HITS

PASSION

19.05 Snitch - L’infiltrato

SKY

CINEMA 1

19.10 The Twilight Saga:
Breaking Dawn-Parte 2
SKY HITS

Che ne sarà di noi

18.40 Tutto in famiglia
18.45 Ghost Whisperer

COMEDY

18.50 JAG - Avvocati in divisa DIVA UNIVERSAL
19.10 N.C.I.S. FOX CRIME
I Simpson FOX
19.35 In Cucina con
GialloZafferano FOX

Sky Cine News

SKY

L’era glaciale 4 Continenti alla deriva
Manny, Sid, Diego, Ellie
e Scrat sono stati completamente ghiacciati
SKY CINEMA FAMILY

18.50 Julie & Julia Meryl
Streep ed Amy Adams
interpreti di ricette che
salvano la vita SKY

SKY

COMEDY

19.15 Nanny McPhee - Tata
Matilda Dopo aver cacciato 17 tate, 7 terribili
bambini avranno pane
per i loro denti SKY

Il cavaliere della valle
solitaria Arrivato nel
Wyoming, un misterioso Alan Ladd diventa
paladino della giustizia
SKY CLASSICS

Die Hard - Un buon
giorno per morire
Ritorna Bruce Willis
nelle sue esaltanti
avventure, stavolta sarà
in Russia SKY MAX
21.10 Marilyn Il giovane Colin
Clark diventa il confidente e la spalla di
Marilyn Monroe SKY
Gli amanti passeggeri
SKY CINEMA 1

CLASSICS

SKY PASSION

Fatti, strafatti e strafighe Due studenti

22.30 Vacanze di Natale ‘90
Da Cortina a SaintMoritz una galleria di
personaggi alla ricerca
di avventure SKY
COMEDY

22.35 Burlesque Una ragazza
si avventura a Los
Angeles e trova lavoro
in un nuovo club burlesque SKY PASSION

FOX
FOX

LIFE

LIFE

I Simpson FOX
19.50 Quincy DIVA UNIVERSAL
In Cucina con
GialloZafferano FOX
LIFE

20.00 Body of Proof FOX LIFE
20.05 Law & Order: Unità
Speciale FOX CRIME
The Big Bang Theory
FOX

20.30 The Big Bang Theory
FOX

20.50 Donne nel mito Palma Bucarelli DIVA

IRIS

21.00 Miss Marple

21.25
21.55

DIVA
UNIVERSAL
C.S.I. FOX CRIME
Scandal FOX LIFE
New Girl FOX
Modern Family FOX
N.C.I.S. FOX CRIME
Grey’s Anatomy FOX
LIFE
Aiutami Hope FOX
Back in the Game FOX

22.25
22.45 Donne nel mito Estée Lauder DIVA
UNIVERSAL

N.C.I.S. Los Angeles
22.50 Revenge

FOX LIFE

CIELO

26

15.30 MasterChef
Australia Varietà
16.30 Fratelli in affari
17.30 Vendite impossibili Varietà
18.15 Buying & Selling
19.15 Affari al buio
20.15 Affari di famiglia
21.10 Bad Teacher - Una
cattiva maestra
Film
23.15 Calzedonia Ocean
Girls Varietà
0.15 Top Dj Varietà
1.15 Boogeyman 3 Film

MTV

8

15.10 New Girl
16.00 Catfish: False
Identita’
16.50 Time’s Up Coppie Contro Il
Tempo
17.20 The Ex And Why?
Ritorniamo
Insieme?
17.50 16 Anni e Incinta
19.20 Pranked
20.15 New Girl
21.10 Prima o poi me lo
sposo Film
23.00 Il Testimone

REAL TIME

NATIONAL GEOGRAPHIC

19.30 Tienanmen - Stuart
Franklin ARTE
Cuochi e fiamme LEI
19.50 Giardini da incubo
SKY UNO

19.55 Stupidi al quadrato
NATIONAL GEOGRAPHIC

20.00 Adam Green ARTE
Affari a quattro ruote
DISCOVERY CHANNEL

20.15 Ogni volta Vasco: Ma
cosa vuoi che sia una
canzone ARTE
Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

20.25 Cosa ti dice il cervello?
NATIONAL GEOGRAPHIC
Staffetta in cucina LEI

20.30
20.40 Caserta Palace Dream
- Portrait From a Set
ARTE

20.55 Missione recupero
21.00

NATIONAL GEOGRAPHIC
Top Gear DISCOVERY
CHANNEL

Accumulatori seriali
LEI

21.10 Frida Kahlo ARTE
Hell’s Kitchen Italia
SKY UNO

21.45 L’oro di Napoli: Latta e
Cafè ARTE
21.50 Megastrutture:
L’Empire State
Building NATIONAL
GEOGRAPHIC

21.55 Come restare giovane

PREMIUM CINEMA ENERGY

17.45 Vita Smeralda Tre amiche insoddisfatte piantano i fidanzati e se ne
vanno a Porto Cervo
PREMIUM COMEDY

17.55 Disastro a Hollywood
Barry Levinson racconta
la Hollywood cinematografica con un cast
stellare PREMIUM CINEMA
EMOTION

18.35 Jane Eyre

PREMIUM

UNIVERSAL

18.45 Ocean’s Thirteen
George Clooney e la
sua banda si preparano
ad affrontare un ambizioso colpo PREMIUM
CINEMA

19.30 Role Models Danny e
Wheeler sono venditori
di un energy-drink. Ma
vengono arrestati
PREMIUM COMEDY

19.35 Librarian: Alla Ricerca
della Lancia Perduta
PREMIUM CINEMA ENERGY

19.45 Un marito di troppo
Uma Thurman scopre,
poco prima delle nozze
con Richard, di essere
già sposata PREMIUM
CINEMA EMOTION

LEI
CHANNEL

17.30 In the Name of the
King La vita di un contadino cambia quando
i pericolosi Krug arrivano a Stonebridge

DISCOVERY

20.50 Chaplin Vs Hitler
PREMIUM CINEMA

31

16.45 Quattro matrimoni - Australia
17.40 Amici di Maria De
Filippi Varietà
18.40 Molto bene
20.10 Il boss delle torte:
la sfida
21.10 Extreme
Makeover: Home
Edition Sudamerica
Documentari
22.10 Hotel cercasi
22.40 Dottoresse in sala
parto Documentari

DMAX

52

14.40 Bear Grylls:
sopravvivi se ci
riesci
15.10 Top Gear
16.00 Nella terra dei
serpenti a sonagli
16.50 Airport Security
17.45 Property Wars
18.35 Perduto?
Venduto!
19.30 Affare fatto!
20.20 Banco dei pugni
21.10 Texas Tarzan
22.00 Caccia all’uomo
22.50 The Soul

film

serie tv

21.15 Dorian Gray Nella
Londra Vittoriana arriva Dorian Gray, un
uomo di straordinaria
bellezza PREMIUM CINEMA
Vivere e morire a Los
Angeles Due poliziotti
devono incastrare lo
spietato pittore falsario
Willem Dafoe PREMIUM

15.00 Flikken - Coppia in
giallo TOP CRIME
15.50 Supernatural ACTION
16.10 Una mamma per
amica MYA
16.25 Friends JOI
16.40 The Shield ACTION
16.50 2 Broke Girls JOI
16.55 Monk TOP CRIME
16.59 Fire & Ice - La Sfida più
Grande MYA
17.20 The middle JOI
17.30 Spooks ACTION
17.40 Psych TOP CRIME
17.45 Shit! My Dad Says JOI
18.15 Big Bang Theory JOI
18.30 Supernatural ACTION
18.35 Due Uomini e 1/2 JOI
18.40 Una mamma per
amica MYA
19.00 Mike & Molly JOI
19.20 The Shield ACTION
19.25 Criminal Intent TOP

intrattenimento
19.25 Demolitori d’azzardo

22.00 Fast n Loud

FOX CRIME

22

14.00 La dottoressa del
distretto militare
Film
15.45 Prendimi l’anima
Film
17.35 Don Chisciotte e
Sancio Panza Film
19.35 A-team Telefilm
20.20 Hazzard Telefilm
21.10 Un Matrimonio
all’inglese - Easy
Virtue Film
22.55 Adesso Cinema!
23.20 Profumo - Storia di
un assassino Film

UNIVERSAL

HITS

CINEMA FAMILY

Racconti romani Le
disavventure di un
gruppo di piccoli truffatori, tra cui l’ex detenuto Alvaro SKY
19.25 Dirty Teacher SKY MAX
21.00 Drew Peterson L’amore fa impazzire

serie tv

imbranati ma festaioli
si risvegliano completamente strafatti SKY
CINEMA 1

24

UNIVERSAL

Bangkok Dangerous - Il
codice dell’assassino
Un killer in trasferta a
Bangkok deve portare
a termine un paio di
lavori PREMIUM CINEMA
ENERGY

L’ultimo bacio Storie di
otto personaggi trentenni. Con Stefano
Accorsi e Giovanna
Mezzogiorno PREMIUM
CINEMA EMOTION

In Viaggio Con Una
Rock Star PREMIUM
COMEDY

22.55 Nemico Pubblico
PREMIUM CINEMA ENERGY

23.10 Terapia e pallottole De
Niro mafioso colto da
crisi di panico sconvolge lo psichiatra Crystal
PREMIUM COMEDY

23.15 Anna Karenina
PREMIUM CINEMA
Low Budget PREMIUM
UNIVERSAL

Baciami ancora Dopo
10 anni da “L’ultimo
bacio” le coppie fanno
i conti con gli errori
commessi PREMIUM
CINEMA EMOTION

CRIME

19.35 Duro a Morire JOI
The Vampire diaries
MYA

20.15 Spooks ACTION
20.20 Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
21.05 Rizzoli & Isles TOP
CRIME

21.15 Suits JOI
Arrow ACTION
22.00 Nikita ACTION
22.05 Shameless JOI
Dracula MYA
22.50 Grimm ACTION
Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
22.55 Nip’n Tuck MYA
23.05 Big Bang Theory JOI

42

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

SPORT

F1 a Montecarlo, Alonso: «Ferrari da migliorare»
L’effetto Mattiacci ancora non si sente. Secondo
Fernando Alonso, il nuovo team principal Ferrari ha
bisogno di tempo per fare esperienza. «Aspettiamo le sue
decisioni, ma per adesso il lavoro a Maranello e l’attività
in pista non sono cambiate - ha detto ieri a Montecarlo il
pilota spagnolo -. Probabilmente era previsto che
andasse così». Sul Gp che si correrà domenica nel

ITALIA VERSO IL MONDIALE: IL BOMBER HA SCELTO IL PROPRIO FUTURO

Ciro

A viso
aperto

mobile

Lui e il presidente

Cairo dice che dovrei crescere
in granata? Tra me e lui c’è
un buon rapporto, ci siamo
detti quello che c’era da dire
La mia crescita passa
da una nuova esperienza

Immobile, sì al Borussia: “Voglio la Champions”
PrimoincontroJuve-Toro:intesaperlacessione
MARCO ANSALDO
INVIATO A FIRENZE

I segnali che Ciro Immobile si è
proiettato in un’altra dimensione sono due. Il primo è mediatico. Nell’ultimo ritiro con la Nazionale lo fecero parlare nella saletta delle «seconde scelte»,
mentre ieri la Federcalcio gli ha
concesso l’aula magna di Coverciano. Il secondo (e suonerà doloroso per i tifosi granata) è la
chiarezza con la quale l’uomo
nuovo dell’attacco azzurro ha affrontato il discorso sul proprio
futuro, senza nascondersi nell’ipocrisia e dimostrando la personalità di chi ormai sa cosa
vuole. Un atteggiamento insospettabile in un ragazzo di 24 anniallaprimastagionedagrande.
Se le parole hanno un senso, Immobile ha scelto. Lascia il Toro e
punta al Borussia Dortmund. Al
proposito ieri qualcosa si è mosso: a Milano infatti l’ad della Juve Marotta ha incontrato il presidente granata Cairo. Il primo
ha chiesto scusa per non aver informato «l’altra metà» della visita del Borussia a Torino due settimane fa, mentre il Toro ha ritirato la minaccia di ricorrere all’articolo 18 del regolamento Fifa. Ricomposti i buoni rapporti,
Cairo ha respinto l’offerta di 16
milioni dei tedeschi e si è proposto di versare lui la cifra di 8 milioni nelle casse della Juve per
comprarsi tutto il giocatore. La
mossa è servita per alzare la posta in palio e poi dividersela in
futuro: Immobile ora viene valutato 25 milioni dai due club.
Con loro, aspetta un risposta
da Dortmund anche il centravanti. «Il Borussia è un club importante che l’anno scorso giocò
la finale di Champions League ha spiegato il napoletano -. E
l’anno prossimo voglio giocare
in Champions perché sono ambizioso e dopo una stagione come questa è normale che punti
al massimo. Cairo sostiene che
io e il Toro dovremmo ancora
crescere insieme? Con il presidente c’è un buon rapporto, ci
siamo detti quello che c’era da
dire e sono convinto che la mia
crescita passi attraverso una
nuova esperienza: essere il capocannoniere della Serie A mi
ha fatto conoscere, la Nazionale
aggiunge visibilità». Cogli l’attimo. È così difficile da capire?
«Mio padre - sorride - ripeteva
che vincere la classifica dei cannonieri della B non vale niente.

Per la A credo che abbia cambiato
idea». Ciro si vede già un po’ con la
maglia di Lewandowski. «Uno dei
migliori in circolazione ma se vado in Champions, che sia il Borussia o un’altra squadra, troverei
molti campioni». E poi la Germania: «Ho parlato con Caldirola e
Donati, miei compagni nell’Under
21. Mi hanno detto che in Bundesliga loro si trovano bene. C’è il
problema della lingua ma un napoletano si arrangia sempre».
Colpisce in Immobile la serenità.
Ha perso la timidezza, se mai l’ha

L’attaccante: «Ventura
mi ha cambiato, ma
è nell’Under che era
cominciato tutto»
avuta. Ride, trova la battuta, confida di «essere un po’ in ansia per il
matrimonio» che si celebrerà domani in provincia di Chieti perché
la sua compagna, dopo le nozze
rinviate l’anno scorso per colpa
dell’Under 21, non avrebbe accettato una nuova dilazione. Capisci
che si sente forte. Non spaccone.
«Nella mia trasformazione è stato
fondamentale Ventura per la serenità che mi ha dato dopo un’annata negativa, mi ha sbloccato
mentalmente. Ma il cambiamento

era cominciato nell’Under 21: lì capii che un attaccante oggi non può
occuparsi soltanto del gol e deve
rincorrere l’avversario». Adesso
Immobile se la gioca per un posto
nei 23 («Dite che è sicuro? Di sicuro c’è solo la morte») e la prospettiva di avere una vetrina più ampia del previsto. Come accadde a
Schillaci nel ‘90. «Fece un grande
Mondiale - dice -, mi piacerebbe
imitarlo però il solo punto di contatto mi pare che siamo nati al
Sud». «Voglio giocare le mie carte
al 200 per cento - aggiunge -, sapendo che siamo 7 attaccanti e
non sarà semplice tenerne a casa
due. Come qualità sono forse l’ultimo però fisicamente sto benissimo e credo di essere una punta
differente da Destro e Balotelli. Io
amo stare sul filo del fuorigioco e
cercare la profondità, Destro tra
tuttièdipiùlaprimapuntaeBalotelli va a cercare la palla dove c’è
perché ha bisogno di trovarsi al
centro del gioco. Mario è un bravo
ragazzo, l’hanno insultato ma è
stato bravo a trattenersi. Dare importanza a certa gente forse è un
errore anche se qualcosa dobbiamo fare: la realtà è che nel 2014 è
assurdo che ci sia ancora chi parla
di neri, di cinesi, di napoletani.
Quando succede non è che mi vergogni dell’Italia. Mi sento solo
molto triste».

X Factor

Nel ’90 Schillaci giocò
un grande Mondiale,
mi piacerebbe imitarlo
Ma per ora il solo punto
di contatto con lui è che
siamo entrambi nati al Sud

REUTERS

Ciro Immobile, 24 anni, capocannoniere dell’ultima serie A con 22 gol

Durante
l’allenamento

“Balotelli negro di m...”
Mario sceglie il self control

Mario Balotelli,
23 anni, 12 gol in 29
gare in Nazionale,
di nuovo vittima
di attacchi razzisti

Insulto razzista, il bomber si sfoga con Marchisio
“Solo a Firenze e Roma accadono certe cose”
DALL’INVIATO A FIRENZE

Un solo grido. Però razzista.
Però levato contro il bersaglio
più facile e abusato che si possa proporre in Nazionale: Mario Balotelli. «Negro di m...».
La voce di un ragazzotto fuori
dalla recinzione di uno dei
campi di Coverciano ha rotto
nella mattinata la tranquillità
dell’allenamento. Il milanista
stava corricchiando insieme
a Cassano, Giuseppe Rossi,
De Rossi e Marchisio. A quest’ultimo, il più vicino, Super-

mario ha consegnato la propria
reazione: «Solo a Firenze e a
Roma succedono queste cose»,
altri sostengono che l’epilogo
del Balotelli-pensiero sia stato
«ci sono questi scemi». La sostanza non cambia. Al secondo
giorno di ritiro c’è stato il primo incidente ed è un buon segno che l’attaccante si sia limitato a un commento tra amici
invece di avvicinarsi all’ignoto
contestatore. Subito dopo altra
gente, dalla strada, lo ha incitato, anticipando la tesi poi immancabilmente espressa dal

«Coordinamento dei tifosi viola», per cui «non si deve generalizzare». Come altrettanto
immancabili sono state le stigmatizzazioni del presidente
della Figc Abete e del vicesindaco di Firenze.
Francamente ci è parsa una
tempesta in un bicchiere d’acqua. Stessa tesi espressa da
Prandelli, che insieme ai giocatori della Juve è andato a firmare autografi a chi stava in
strada, dietro le reti. «Se ci sono dieci persone che applaudono e una che insulta perché bi-

ANSA

sogna ascoltare solo quella?».
A Coverciano l’invettiva è
una tradizione. Baggio, Lippi,
gli juventini, Montolivo. Chiunque abbia avuto un conto aperto con il tifo fiorentino prima o
poi è stato preso a male parole
e sempre da quel punto della
recinzione, «la siepe dell’insul-

to», l’ultimo nascondiglio da
quando è diventato impossibile
arrampicarsi sugli alberi della
stradina adiacente dove spesso
si acquattava chi spiava gli allenamenti. La novità, triste e
preoccupante, è che oggi la
connotazione è razzista. I carabinieri e i poliziotti del folto servizio d’ordine sono corsi a cercare l’autore del misfatto, che
ovviamente se n’era già andato.
Da ieri comunque è stato potenziato il controllo, con un’auto che staziona nei pressi della
siepe. Per uno scemo. [M. ANS.]

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Oggi in Tv

Principato, Alonso non è troppo ottimista: «Serve una
buona trazione, una delle cose che ci mancano. Partiamo
da una base di competitività molto bassa, per cui
possiamo migliorare in tutte le aree. Da qui a fine
stagione potrebbe arrivare qualche buon risultato». Oggi
le prove libere, da tradizione anticipate di un giorno: ore
10-11,30 e 14-15,30. Sabato ore 14 qualifiche, domenica
ore 14 la gara (tutto in diretta su Sky sport F1, differita
qualifiche Raidue alle 18,05, differita Gp Raidue ore 21).

Verdetto tra 6 giorni

LicenzaUefa
negataalParma
Entraingioco
ancheilToro
TORINO

Ci sarà anche il Toro davanti all’Alta Corte del Coni, nell’ultimo ricorso possibile alla giustizia sportiva, quando il Parma
cercherà di ottenere la licenza
Uefa per poter disputare la
prossima Europa League. Mercoledì prossimo, a Roma, la società granata sarà presente come parte interessata per difendere la propria partecipazione
alle coppe. Il Torino potrà accedere ai documenti presentati
dal Parma, alle sentenze delle
commissioni tecniche di primo
e secondo grado della Figc che
hanno negato la licenza ai gialloblù e soprattutto potrà intervenire nella discussione all’Alta

Urbano Cairo, 57 anni

Il club ha deciso:
preparerà una memoria
in vista della sentenza
dell’Alta corte del Coni
Corte del Coni. Entro domani
sera dovrà formalizzare la propria presenza e poi parteciperà
alla seduta con un avvocato e il
segretario generale Pantaleo
Longo.
Il Toro aspetta e spera, mentre a Parma sta crescendo la
tensione. «Stiamo vivendo un
pochino d’angoscia in questi
giorni che dovevano essere di
festa – prova a sminuire il presidente Tommaso Ghirardi -: abbiamo ottenuto la possibilità di
partecipare ai preliminari grazie a un grande campionato e
sono convinto di aver meritato
tutto sul campo. Ora c’è questo
problema che conoscevo già da
due settimane: c’era già stata
segnalata questa piccola anomalia, ma c’era stato detto che
era solo un problema interpretativo». Quei 300mila euro di Irpef non versata nei tempi previsti sono il confine tra andare in
Europa o restare a casa. «L’assurdità – aggiunge Ghirardi - è
che questi soldi ci sarebbero
dovuti essere contestati già lo
scorso febbraio, essendo usciti
a dicembre 2013, ma non l’hanno fatto altrimenti ci avrebbero
penalizzato per questo». Il presidente federale Abete non nasconde le difficoltà del ricorso:
«Bisogna tenere conto che il
meccanismo delle licenze nazionali riconosce l’adempimento tardivo – ha commentato ieri
-, mentre il meccanismo Uefa è
più rigido. Capisco l’amarezza
di Ghirardi, però, perché la sua
società ha fatto tanto sul versante degli impegni». [G. ODD.]

Retroscena
GIANLUCA ODDENINO
TORINO

inseguimento è
finito. Dopo una
lunghissima caccia, durata nel
tempo e sconfinata in più paesi, la Juve è riuscita a mettere le mani su Didier
Drogba. Il primo rinforzo per
l’attacco bianconero è un vecchio pallino di Marotta: più
volte è stato tentato l’ingaggio
nel corso degli ultimi anni, ma
per i motivi più disparati il
bomber ivoriano non è mai
sbarcato a Torino. Ora, invece, le possibilità di garantirsi
Drogba sono altissime: la Juve è in pole position, in Francia danno addirittura l’affare
per fatto e lo stesso giocatore
vuole vestire la maglia dei tre
volte campioni d’Italia. L’ultima parola, però, spetta ad Antonio Conte e alla sua idea di
gioco. Non c’è solo la rivoluzione del reparto offensivo juventino ad animare il mercato
bianconero (almeno il 50% degli attuali giocatori verrà ceduto), ma anche la possibilità
di tornare al 4-3-3. Per questo
l’operazione Drogba va soppesata sotto tutti gli aspetti, senza dimenticare i pro e i contro
del caso. L’attaccante del Galatasaray (20 gol in 53 partite
dal febbraio 2013 ad oggi) è
l’uomo giusto per avere peso,
esperienza e qualità in Champions, in più arriverebbe come svincolato e con la voglia
di dire ancora la sua. Drogba,
però, ha anche 36 anni nelle
gambe, qualche problema
muscolare da tenere in considerazione e soprattutto chiede uno stipendio d’altissimo livello (in Turchia guadagnava
6 milioni netti a stagione).
Le valutazioni sono ancora
in corso nella Juve, anche
perché Conte vorrebbe che le
risorse a disposizione per il
mercato venissero dirottate
sugli esterni. Dove è già stato
blindato il portoghese Nani,
ormai tagliato fuori dal nuovo Manchester United di Van
Gaal, e si lavora per garantir-

L’

17,30 Tennis. Atp Dusseldorf
Eurosport
18,00 Tg Sport
Raidue
18,30 Sport Mediaset
Premium Calcio
19,00 Wwe Wrestling
Sky Sport 2
20,15 Calcio femm. Finale Champions
Eurosport
21,00 Golf. Pga European Tour
Sky Sport 3
21,05 Basket. Playoff Siena-Reggio E.
Rai Sport 1
22,00 F1. Gp Monaco, libere
Rai Sport 2

Accordo con l’ivoriano svincolato dal Galatasaray:
un anno di contratto a 3,5 milioni e opzione sul rinnovo
Longevo
Didier
Drogba,
36 anni,
tre trofei
in una
stagione
e mezza col
Galatasaray:
campionato,
coppa e
supercoppa
nazionale
2012/13

6

42

Milioni

Gol

L’ingaggio attuale
di Drogba al Galatasaray,
club con cui ha giocato
dal febbraio 2013

Il suo bottino in Champions
(vinta nel 2012
con il Chelsea)
in 87 gare

si il cileno Sanchez del Barcellona. In questi anni, però, i dirigenti bianconeri hanno saputo fare grandissimi affari senza spendere per il cartellino:
da Barzagli a Pogba, da Pirlo a
Llorente, gli esempi non mancano. Drogba può rientrare in

questa tipologia di “colpo”, così come il difensore francese
Evra se il Manchester United
non si avvarrà dell’opzione di
un prolungamento annuale. Le
linee guida, in ogni caso, sono
chiare e potrebbero essere ribadite oggi all’assemblea degli

azionisti della Exor (la holding dell’eliminazione precoce in
del gruppo Agnelli che detiene Champions e non a caso a Drogoltre il 63% della Juve). Per fa- ba è stato offerto un contratto di
re un grande shopping bisogna un anno (più l’opzione per un alvendere qualche pezzo pregia- tro ancora) che oscilla tra i 3,5 e
to. E non è escluso che possa 4 milioni. Molto meno rispetto
essere ceduto Fernando Llo- alla proposta di due anni fa,
quando la Juve
rente in caso di
proposte da 18MOSSE BIANCONERE offrì 5 milioni
più 500 mila
20 milioni (piace
Il tecnico aspetta ali netti
euro di bonus a
al Barcellona,
In caso di offerte stagione per due
che sul piatto
può mettere il può partire Llorente anni al fresco
campione d’Eu«Nino Maravilla»). Lo spagnolo non partireb- ropa del Chelsea. Ora il destino
be solo per fare spazio a Drog- ha offerto un nuovo incrocio:
ba in attacco, ma anche per ot- Marotta e l’agente della punta,
tenere una maxi plusvalenza Thierno Seydi, si sono visti lo
scorso 10 aprile prima di Juvedopo un solo anno.
Gli equilibri di bilancio pesa- Lione di Europa League e hanno
no sul mercato, anche perché i trovato un accordo. Adesso diconti restano in rosso a causa pende solo dalla Juve.

Inter, dubbi sulle strategie
Moratti-Thohir più distanti

LAURA BANDINELLI
MILANO

L’

43

La Juve ha Drogba in pugno
Ma l’ultima parola sarà di Conte

Retroscena
Inter ripartirà da Walter Mazzarri e questa
al momento è una delle
poche certezze sulla prossima
stagione. Il resto è un cantiere
aperto che vive di scadenze e
di questioni burocratiche legate alla liberazione delle garanzie che servono per il rifinanziamento del nuovo club. Senza questo passaggio diventa
difficile programmare la stagione come è facilmente deducibile dai discorsi di Mazzarri
che non si è voluto sbilanciare
su quelli che sono i nuovi obiettivi. La nuova Inter per prendere il volo ha bisogno di svincolarsi dal passato, un taglio è
già stato dato con gli addii degli

10,00 F1. Gp Monaco, prove libere Sky Sport F1 HD
11,00 Golf. Pga European Tour
Sky Sport 2
13,00 Sport Mediaset
Italia 1
14,30 F1. Gp Monaco
Rai Sport 2
15,10 Ciclismo. Giro d’Italia
Raitre
17,15 Ciclismo. Processo alla tappa
Raitre

.

Sale la tensione, attesa per le garanzie bancarie
Mazzarri: “Tornare in Champions? Servono investimenti”

REUTERS

Soci
Erick Thohir, 43 anni (a sinistra),
con Massimo Moratti (69)

eroi del Triplete ma sono tanti i me settimane la tensione è crepassaggi che mancano per con- sciuta proprio per le questioni fisolidare la nuova struttura. Per- nanziarie, ecco perché gli avvoché oltre a rinforzare la rosa so- cati sperano di chiudere la queno necessari altri tagli che Mas- stione garanzie entro la prima
simo Moratti mal
settimana di giusopporterebbe e
IL TECNICO gno quando, tra
quindi meno vinsarà più
Presentata la lista l’altro,
coli ci sono meglio
chiaro anche il
è. I rapporti tra dei rinforzi: al primo futuro dirigenposto Luiz Gustavo ziale di Zanetti.
Thohir e il petroliere restano corThohir arriverà
tesi ma non c’è più quello spirito in Italia domenica per seguire
di condivisione totale che aveva questa vicenda e se avanzerà del
caratterizzato l’inizio di questa tempo rassicurerà Mazzarri sulavventura. Tra l’altro nelle ulti- la questione rinnovo. L’allenato-

re chiederà almeno tre rinforzi,
la priorità è trovare il sostituito
di Cambiasso, il modello è Luiz
Gustavo del Wolfsburg ma costa
30 milioni ed è fuori budget. L’Inter inoltre segue Behrami e per
l’attacco Fernando Torres (ma
Thohir pensa ad un elemento
più giovane), un altro nome caldo è quello di M’Vila, centrocampista del Rubin Kazan. Mazzarri ieri ha provato a difendersi
dalle critiche che gli sono piovute addosso andando al contrattacco: «Insieme alla Roma, tra le
grandi l’Inter è l’unica ad aver
fatto più punti dell’anno prima per la verità anche la Juve -. E ci
si ricordi pure del nostro mercato». Thohir ambisce a tornare in
Champions, Mazzarri però avverte : «È stato lui a parlarne. Io
posso tirare la macchina al massimo, ma ci devono essere delle
basi oggettive. Cosa cambia con
l’Europa League? Per vincere su
tutti i fronti occorrono investimenti di un certo tipo».

1

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Cadel Evans (a lato)
Ottimo cronoman,
la maglia rosa è in forma
e va forte in salita
Rigoberto Uran (sotto)
Pedala bene, non teme crono
impegnative ed è in crescita

GIORGIO VIBERTI
INVIATO A SAVONA

L

1
2
3

AP

Tre salite
1 La prima subito

in avvio, non difficile
ma lunga, la terza
verso l’arrivo: bisogna dosare le forze.

Due discese
1 Tecniche e peri-

colose, la seconda è
pure molto ripida e rischiosa anche perché
si prevede pioggia.

Falsopiano
1 A metà gara, di

soli 9 km, ma sono
troppo pochi per favorire i passisti e i cronomen puri.

PHOTOPRESS

Barbaresco-Barolo, la crono doc
Il Giro aspetta la prima verità
Oggi tappa contro il tempo, percorso ricco di incognite. La maglia rosa Evans: “Fa per me”

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tappa

Barbaresco - Barolo di 41,9 Km (cronometro individuale)
Diretta TV: ore 15:10 su Rai 3

329 - Castiglione Falletto
325 - Loc. Rovella - bv. per Barolo
222 - Bv. per Barolo

202 - Loc. Uccellaccio

195 - Gallo

40,3

38,7

37,1

31,7

30,1

40

41,9

181 - Bv. per Roddi

168 - Alba

30

26,2

20,6

14 0

20

12,6

9,5

10

250 - Ricca

650 - Boscasso

ARRIVO
294 - Barolo

601 - Manera

494 - Bv. per Benevello

PARTENZA
262 - Barbaresco

34,0

12ª

431 - Treiso

non sarà decisiva. Ma sicuramente svelerà le reali condizione di Quintana, il grande favorito della vigilia di questo Giro che lamenta però i postumi
della caduta di Cassino, sta
uscendo da un leggero attacco
influenzale e pare soffra anche
di allergie da polline. «Non so
proprio che cosa dire, Quintana è un mistero anche per me conclude Evans -. Finora non
si è praticamente visto. La crono sarà molto importante per
sapere come sta davvero».
Oggi non sapremo chi vincerà il Giro, ma potremmo sapere chi lo perderà.

5,5

in classifica sugli avversari diretti. «Ma non chiedetemi
quanto penso di guadagnare»,
si schermisce questa volta
Evans. Proviamo a dire noi: un
minuto su Uran, il doppio su
Quintana, anche di più su Pozzovivo. «Vedo pedalare molto
bene Uran - precisa il 37enne
australiano - e temo anche
Majka, che è giovane e forte su
tutti i terreni».
L’impressione, però, è che i
divari che esprimerà la Barbaresco-Barolo fra i big potrebbero essere ribaltati nella cronoscalata del Monte Grappa,
alla terz’ultima tappa. Dunque

324 - Tre Stelle

losa (soprattutto sul bagnato!)
verso Alba, prima dell’unico
tratto piatto da cronomen puri. Infine ci saranno un’altra salita per raggiungere Castiglione Falletto, ancora una breve
picchiata e l’ultimo strappo
verso il traguardo di Barolo.
«Lo so, questa crono è adatta a me - non si tira indietro
Evans -, ma molto dipenderà
dalla condizione fisica dopo
una prima parte di Giro già
molto faticosa, con continui attacchi e problemi anche col
meteo». Evans potrebbe addirittura vincere la tappa e aumentare così il suo vantaggio

3,2

a Collecchio-Savona si preannunciava come un possibile terreno di battaglia per un’azione
da lontano o per qualche tentativo dei big sulla salita inedita del Naso di Gatto. Invece
la fuga della prima ora non ha
avuto successo e quando nell’ultima discesa è partito l’australiano Michael Rogers
nessuno ha più avuto la volontà o la forza per andarlo a
prendere. Così il 34enne corridore della Tinkoff ha vinto
in solitaria con pochi secondi
sul gruppo dei migliori, forse
già proiettati sulla difficile
cronometro di oggi.
La Barbaresco-Barolo, 12a
tappa tutta piemontese che
vuole celebrare i grandi vini
di questa terra, rischia di
ubriacare qualcuno perché
non sarà la solita prova contro il tempo. Intanto è piuttosto lunga, quasi 42 km (41,9
per la precisione), e c’è l’incognita della pioggia che potrebbe mischiare ulteriormente le carte. Poi arriva dopo una giornata che sarebbe
dovuta essere di un certo riposo e invece è diventata un
lungo inseguimento (di quasi
250 km), scatenato dalla
squadra Androni, poi criticata duramente all’arrivo dal
leader rosa Evans. Infine il
tracciato della crono è davvero molto mosso e difficilmente decifrabile.
Si parte infatti con una salita di una dozzina di km piena di curve e controcurve fino al GpM di Boscasso (4a categoria). Quindi si affronta
una discesa tecnica e perico-

Tracciatoindecifrabile

A chi si addice

Retroscena

0,0

44 .Sport

- LA STAMPA

12 45 67 18

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

Intervista

AP

A chi non si addice
Nairo Quintana (sopra)
Non è al top per una caduta, i postumi
dell’influenza e un’allergia da polline
Domenico Pozzovivo (sotto)
Il suo fisico lo aiuterà in salita,
ma rischia di perdere molto in discesa
e nel tratto in falsopiano

ROBERTO CONDIO

è un campionato che perde colpi, con club che
non sanno più
vincere in Europa. E c’è una Nazionale che fa
risultati, ha credibilità e sta per
giocare in Brasile, favorito del
Mondiale. Potrebbe essere
l’Italia del pallone e invece è
quella del volley. Peso differente, situazioni simili. A partire
dagli azzurri: questa volta i pallavolisti di Berruto precedono i
calciatori di Prandelli. Sono già
in Sudamerica, domani e sabato sfideranno la Seleçao nel debutto della World League.

C’

C’è un’Italia già in Brasile
“Alla mia Nazionale
manca soltanto l’oro”
World League al via, il ct del volley Berruto: “Anno cruciale”
Il programma
Domaniincampo
LefinaliaFirenze
1 L’Italia debutta nella 25a

Obiettivo olimpico

Il traguardo è Rio
Ma per la qualità
delle cose che
faremo, questo
2014 è il massimo

I numero 3 del mondo in casa dei numeri 1. Preoccupato, Berruto?

LAPRESSE

A Savona vince Rogers
1 11 tappa Collecchio-Savona di
a

249 km: 1. Rogers (Aus); 2. Geschke
(Ger) 10”; 3. Battaglin; 4. Kelderman
(Ola); 5. Brambilla; 6. Moser; 7. Hesjedal (Can); 8. Rabottini. Classifica:
1. Evans (Aus); 2. Uran (Col) 57”; 3.
Majka (Pol) 1’10”; 4. Pozzovivo 1’20”;
5. Morabito (Svi) 1’31”; 6. Aru 1’39”;
7. Kelderman (Ola) 1’44”; 8. Quintana
(Col) 1’45”; 9. Kiserlovski (Cro) 1’49”;
10. Basso 2’01”; 21. Ulissi 6’04”; 22.
Cunego 6’35”; 55. Scarponi 41’19”.
Oggi 12a tappa Barbaresco-Barolo,
crono di 41,9 km.

«No, non vedo l’ora. Mi piace
questa terapia d’urto a inizio
stagione. L’affrontiamo con
una manciata di allenamenti
ma con gli uomini migliori.
Sono molto curioso: siamo
abituati a misurarci con i russi ma il confronto con il Brasile ci manca da un po’».
È un anticipo di Rio 2016?

«Sì, giocare in Brasile è sempre speciale. E poi l’Olimpiade
è il traguardo del nostro progetto e questa stagione è uno
snodo cruciale per la qualità
delle cose che faremo».
Finali di World League in Italia e Mondiali in Polonia: vi
aspettano mesi intensissimi.

«Sono due appuntamenti
prioritari e ce li vogliamo godere. Con un gruppo che sa di
poter fare molto bene».
Fino a vincere? Sa com’è, la

Mauro Berruto, ct azzurro

World League sfidando a Jaragua do Sul il Brasile: doppia
sfida domani alle 19,35 (Rai
Sport 2) e sabato alle 15 (Rai
Sport 1 alle 18). Giocano Travica, Baranowicz, Zaytsev, Parodi, Kovar, Sabbi, Randazzo, Birarelli, Buti, Piano e Rossini.
Nel girone azzurro anche Polonia e Iran. La finale a 6 si svolgerà dopo 10 anni in Italia (1620 luglio a Firenze, azzurri col
posto già assicurato).

FIVB

sua Italia è ormai fissa sul podio ma non ha mai vinto nulla.

«L’oro ci manca ed è uno stimolo. Negli ultimi tre anni sono arrivate tante medaglie che hanno aumentato l’autostima della
squadra e dei singoli».
A proposito, dopo Travica anche Zaytsev va in Russia.

«Spiace per la nostra A1 che
perde pezzi importanti. L’esperienza all’estero, però, responsabilizza e aiuta a crescere. E
io, con tre anni in Grecia e sei
in Finlandia, l’ho sperimentato. Travica, poi, torna in azzurro dopo aver vinto Champions

e Mondiale di club...».
Tornati dal Brasile, comincerete un lungo giro d’Italia. Questa Nazionale riempirà ancora
i palasport?

«So che i biglietti per le nostre
partite sono al 3° posto tra gli
eventi più venduti sul web. Sì, fra
Trieste, Verona, Bari, Roma, Bologna, Milano e Firenze faremo
di nuovo il pieno di passione ed
entusiasmo. Senza presunzione,
sentiamo di essere un punto di
riferimento del movimento».
L’8 giugno giocherete all’aperto sul centrale del Foro Italico romano contro la

Polonia. Bello, no?

«Meraviglioso. Sarà uno spottone per la pallavolo, in uno scenario di assoluta bellezza. Ce lo
gusteremo senza pensare ai
problemi che potrebbero dare
vento e umidità».
Ultima domanda: il nostro asso è Zaytsev. Gioca opposto,
ruolo in cui è esploso Vettori.
Sta studiando come impiegarli insieme?

«Ho delle idee, devo verificarle
e non ho fretta. Ma per tutti dev’essere già chiara una cosa: la
duttilità di Zaytsev è una risorsa e non certo un problema».

Sport .45

.

In breve
Basket, gara 2 dei quarti

Milano va sul 2-0
1 Quarti

(gara 2): MilanoPistoia 87-67 (serie 2-0); Sassari-Brindisi 89-62 (2-0). Stasera ore 20,30: Cantù-Roma
(0-1) e Siena-Reggio E. (0-1).

Saltano le nozze tra assi

Stop McIlroy-Wozniacki
1 «Non

sono pronto per il
matrimonio». L’asso del golf
Rory McIlroy pianta la tennista Caroline Wozniacki con
un comunicato: le nozze erano previste per fine anno.

Tennis: promossi ai quarti

Avanti Giorgi e Seppi
1 Camila

Giorgi ai quarti
di Strasburgo: ko la francese
Feuerstein (5-7, 7-5, 7-6), ora
sfida la spagnola Soler. Ai
quarti di Dusseldorf, invece,
Andreas Seppi: battuto 6-2
6-1 il francese Mannarino, affronterà l’uzbeko Istomin.

Calcio, resta a Verona

Mandorlini fino al 2015
1 Mandorlini

ha firmato
ieri il rinnovo per un anno del
contratto con il Verona.

Una «lista nera» in serie A

Gare a rischio di giorno
1 Una

«lista nera» delle
partite considerate a rischio,
da giocare solo di giorno. È
l’ipotesi alla quale stanno lavorando la Prefettura di Roma e il Viminale, per frenare
le violenze negli stadi.

Verso i Mondiali

Germania in Alto Adige
1 Da ieri la Germania pre-

para i Mondiali a S. Leonardo, in Alto Adige.

12 45 67 18

9AB5CDE 88 F 99AB 8 2 LA STAMPA

56

AL MUSEO DELLA MONTAGNA

zo, inricordo di un amico valdostano morto nel gruppo del
Monte Rosa. Il maestro Luigi
Pigarelli di Trento l’armonizzò
sotto lo pseudonimo di Pierluigi
Galli. Venne donata al Coro della Sosat, che ne curò la prima
edizione del 1930. Gli spartiti
recuperati da un remoto passato attingendo a collezioni di tutto il mondo, con le loro copertine compongono un’inedita suite alpestre.

Ecco lo spartito originale
della «Montanara»
Per la prima volta gli spartiti
originali della «Montanara»
da domani (al 12 ottobre) sono
esposti al pubblico nelle sale
del Museomontagna, nella
mostra «Spartiti di montagna», che s’inaugura oggi pomeriggio, alle 18,30.

IL TEMPO IN CITTÀ
Oggi

Ieri

MIN (˚C)

14

14.8

10.9

MAX

Un anno fa

21

25.1

19.8

Diario

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

La «Montanara» è la canzone più celebre (ed eseguita) della tradizione alpina, composta
da Toni Ortelli, alpinista vicentino, ma piemontese d’adozione. Ortelli scrisse testo e musica, nel luglio del 1927, al Pian
della Mussa, nelle valli di Lan-

12 14

Novaria
Lo spartito della «Montanara»

A PAGINA 61

TORINO

Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 fax 011 6639003, e-mail cronaca@lastampa.it 1 specchiotempi@lastampa.it 1 quartieri@lastampa.it

Bono: pronti
al dialogo
dopo
le elezioni
«Nessuno avrà
la maggioranza
assoluta»
Andrea Rossi

LA VOTAZIONE LA NOMINA CON 18 VOTI CONTRO I 9 DI FRANCESCO SALUZZO

Spataro dopo Caselli
Il nuovo procuratore capo nominato ieri dal Csm
La sua carriera: dalle prime Br al caso Abu Omar

LA STORIA

L’Ermitage
alla corte
di Venaria
EMANUELA M INUCCI

A PAGINA 50

Gli industriali
al cantiere
della Tav

nomina. Il Csm ha scelto
* LaArmando
Spataro per so-

MUSEI, DOPO LE PROTESTE VIA ALLE CORSIE PREFERENZIALI

stituire Giancarlo Caselli
alla guida della procura. Il
pm del processo Abu Omar
ha ottenuto 16 voti contro
gli 8 del procuratore di Novara Saluzzo.

Mattioli: «Avviso
ai politici, indietro
non si torna»

Colonnello, Peggio e Poletto
ALLE PAGINE 48-49

Maurizio Tropeano
A PAGINA 50

INCHIESTA

Aboliti i test
a Medicina
Torino critica
Il rettore al ministro
«Non abbiamo
spazi sufficienti»
Nadia Ferrigo
A PAGINA 51

Domani
arriva
il Giro d’Italia
Attesa per la tappa
di Rivarolo: sabato
si riparte da Aglié
Bocca, Dolfin e Previati
ALLE PAGINE 66-67

Le sigarette
dei ragazzi
REPORTERS

Code più brevi per gli abbonati
Servizio A PAGINA 55

Fuma uno su tre
Le studentesse
in maggioranza
Maria Teresa Martinengo
A PAGINA 62

D

i fronte alla Reggia ha
sorriso: «E una meraviglia che lascia senza
fiato». E dire che il signore in
questione non era proprio un
turista qualsiasi, di quelli che
girano poco il mondo, ma il direttore dell’Ermitage Michael
Piotrowsky: il quale ha visitato ieri la Reggia confermando
una seconda tranche di eventi
in collaborazione con Torino,
che farà ancora più grande il
2015 dell’Expo in salsa subalpina. Accompagnato dal sindaco Fassino il numero uno
del museo di San Pietroburgo
ha reso noti gli artisti e le opere che faranno parte della mostra «I tesori dell’Ermitage»
prevista a Torino nell’autunno 2015 (pittori francesi del
’600 e capolavori dell’impressionismo), ma ha anche annunciato una collaborazione
con il Mao per una grande mostra sull’arte islamica e con la
Gam sull’arte contemporanea. «La collaborazione tra le
istituzioni culturali torinesi e
l’Ermitage - ha commentato il
sindaco - sarà suggellata dalla
tournèe che il Teatro Regio
compirà a San Pietroburgo il
5 e 6 luglio prossimi, nell’ambito delle celebrazioni del
250° anniversario dell’Ermitage». Ma non è ancora tutto:
alla fine del 2015 avverrà il
contrario: a San Pietroburgo
sbarcherà il Museo dell’Automobile di Torino che racconterà ai russi quella magia
chiamata design.

12 45 16

48 .Cronaca di Torino

STAMPA
.LA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

gg Dossier /Cambio della guardia in Procura

Spataro, il maratoneta della giustizia
Nominato ieri il successore di Caselli al vertice della procura: 65 anni, gran parte dei quali trascorsi in Lombardia
Nella sua lunga carriera la lotta ai primi terroristi delle Br, alla criminalità organizzata e il caso Abu Omar
PAOLO COLONELLO

bro che, passati i 60 anni, ha
deciso di scrivere scegliendo
un titolo emblematico: «Ne
valeva la pena». E se adesso,
che ne ha 65, si appresta a ricoprire un incarico impegnativo come quello di procuratore in una città come Torino, è
perché, in fondo, non ci sono
punti di domanda in quell’affermazione, ma solo grande
amore per la toga. E per un
mestiere, quello di magistrato
inquirente, che lo ha portato
ad attraversare stagioni davvero difficili.

Dietro la sua ormai ex scrivania al palazzo di giustizia di
Milano, dove ha trascorso più
degli ultimi 30 anni della sua
vita, c’è un quadro: impossibile non notarlo. E’ il poster
incorniciato di «The problem
we all live with», famosissima
immagine della bambina di
colore Ruby Bridges che, a 6
anni, nel 1964, dovette entrare a scuola scortata da agenti
federali del Marshall Service.
Si vede la piccola con un vestito immacolato che cammina impettita tra uomini in
giacca e cravatta ma senza
volto, chiamati a far rispettare una sentenza della Corte
Suprema che pose fine all’apartheid in Louisiana, obbligando la scuola elementare di New Orleans ad accoglierla tra i suoi allievi.
In quell’immagine, firmata
dal pittore Rockwell e che gli
venne regalata proprio dal-

Di origine tarantine
dopo l’ingresso
in magistratura
si è trasferito a Milano
l’ufficio dello sceriffo di New
Orleans, c’è tutta la filosofia
di Armando Spataro, 65 anni,
nuovo procuratore capo di
Torino.
La legge, innanzitutto

Che è senza volto e si deve far
rispettare anche contro l’opinione comune. Quindi il coraggio. Che spesso appartiene ai
deboli, quando possono contare sul fatto che in una società
sana i propri diritti, prima o
poi, verranno fatti rispettare.
Infine l’orgoglio. Di chi quella
legge deve rappresentare.
Di orgoglio, per la verità,
Armando Spataro, ne ha da
vendere. E non solo per la
legge. Per le origini tarantine
ad esempio (altro quadro totem è infatti un’immagine del
porto antico di Taranto) e
per le gare di corsa che lo
hanno portato nel ’96 alla
Maratona di New York e nel
2000 quella («più veloce») di

Accusatore del capo Br

Ed è curioso che uno dei primi
processi affrontati fu proprio
quello contro il vecchio capo delle Brigate Rosse, Renato Curcio,
indagine condotta insieme a un
altra vecchia volpe della Procura, Ferdinando Pomarici, il collega con cui poi si occupò della vicenda Abu Omar. Una storia
che, alla fine, lo ha amareggiato
perché, come è noto, governi di

Da 40 anni in prima linea
Armando Spataro, entra in magistratura il 27 marzo 1975, l’anno dopo è nominato Sostituto Procuratore della Repubblica
di Milano, dove ha svolto tutta la sua carriera occupandosi prima di sequestri di persona e poi di terrorismo di sinistra

Chicago. Dunque, un magistrato che conosce la resistenza,
sia quella di borrelliana memoria («Resistere, resistere, resistere»), sia quella faticosa e
umile di chi, quando imbocca
un’indagine, difficilmente molla l’osso.

Le tappe

Ammirazione dagli Usa

Ne sanno qualcosa proprio gli
americani, che pure quel quadro
gliel’hanno regalato e che, nonostante le pene per l’inchiesta
Abu Omar e le condanne degli
agenti della Cia per le cosiddette
«extraordinary rendition», hanno sempre dimostrato grande
stima e ammirazione per l’uomo
che negli anni ’70 e ’80, insieme a
tanti altri magistrati, combatté
il terrorismo. Sconfiggendolo, a
costo di perdite umane e di affetti che ancora commuovono Spataro, come l’omicidio dell’amico
Emilio Alessandrini.
La stagione dei ricordi di
Spataro è ben racchiusa nel li-

1991

1994

1998

Alla Direzione
Antimafia

Nel pool
Mani pulite

Entra nel
Csm a Roma

Dall’epoca della sua
costituzione (1991), ha fatto
parte della Direzione
Distrettuale Antimafia,
occupandosi principalmente
delle indagini sulla mafia
calabrese e siciliana

Dopo le dimissioni di
Antonio Di Pietro, avvenute
nel 1994, era stato chiamato
dal Procuratore Generale di
Milano Francesco Saverio
Borrelli a fare parte del pool
di «Mani pulite».

A luglio è eletto
componente del Csm. Per
questo si trasferisce a Roma
fino alla scadenza del
mandato quando ritorna
alla procura di Milano
come procuratore aggiunto

«Ne valeva la pena»
è il titolo del libro
che ha scritto sul
suo lavoro di pm
sinistra e di destra non hanno
mai dato seguito alle richieste di
estradizione seguite alle condanne. La “realpolitik” non sempre si sposa con la cosiddetta
“obbligatorietà dell’azione penale”. Sebbene Spataro, abbia conosciuto da vicino i meccanismi
felpati degli ambienti romani,
sedendo dal 1998 al 2002 tra gli
scranni del Consiglio Superiore
della Magistratura, eletto con i
voti della corrente del Movimento per la Giustizia di cui è
stato anche segretario.
Ma limitare l’attività di Spataro al terrorismo o alle inchieste sulla Cia, sarebbe riduttivo. Portano la sua firma,
ad esempio, le indagini degli
anni ’90 sulla criminalità organizzata, passate in secondo
piano per la dirompenza mediatica di Mani Pulite, ma fondamentali per la comprensione attuale dei meccanismi della ‘ndrangheta in Lombardia.
Ora tocca a Torino.

12 45 16

LA STAMPA
GIOVEDÌ 22 MAGGIO 2014

.

Cronaca di Torino .49

g
Alta Velocità

’ndrangheta

La pericolosa deriva
della violenza

Tra affari e politica
gli interessi dei clan

Il «caso Val Susa», con il suo strascico di
violenze, figlie di aspre contrapposizioni, anche
ideologiche, agita la valle e si riflette sul reso del
Paese. La Procura è in prima linea per arginare le
derive della lotta all’Alta Velocità. Dal 2010 sono
circa un centinaio i procedimenti che
riguardano attivisti ed episodi di contestazione.
Più di mille le persone sottoposte ad indagini
per reati che vanno dalla resistenza,
all’oltraggio, dal danneggiamento alle lesioni
contro le forze dell’ordine a difesa del cantiere
di Chiomonte. Altre indagini sono in corso. Ma il
«caso Val Susa» è anche una trincea di idee, tra
sostenitori e oppositori dell’opera, ancor più
oggi con un processo incardinato su ipotesi
terroristiche. Trincea che in passato ha finito per
separare anche le toghe, alimentando
polemiche sulle scelte investigative.
[M.PEG.]

«Nella provincia di Torino ci sono più affiliati di
quanti ne siano finiti alla sbarra». Sono le parole
del pm Roberto Sparagna, pronunciate lo
scorso anno al processo contro le infiltrazioni
della ’ndrangheta. Come a dire che, nonostante
le indagini e le condanne, si è scoperta solo la
punta dell’iceberg della criminalità organizzata.
Dov’è il resto? Mimetizzato, osservano in
procura, con solidi legami con le cosche. Si
continua a fare affari nell’edilizia, negli esercizi
commerciali o con riciclando denaro sporco
rilevando aziende in difficoltà. È la ’ndrangheta
che entra nella pubblica amministrazione:
Torino ha il triste primato di due giunte
comunali sciolte per infiltrazioni mafiose. Gli
intrecci degli affari si combattano oggi anche
attaccando i patrimoni illeciti, confiscando
case, castelli, depositi di denaro.
[M.PEG.]

Criminalità di strada

Ecco i problemi
sul tavolo
del procuratore capo

Economia in affanno

Pusher e rapinatori I fronti aperti: dalle tensioni legate alla Tav
Lotta ai reati impuniti alle cosche che si estendono nella provincia

La crisi e la sua
faccia criminale

Strade violente dove si torna a sparare, pusher
che si prendono gioco delle retate , rapinatori e
scippatori che rimangono impuniti. Sono le
frontiere della piccola criminalità con le quali si
misurano ogni giorno i magistrati del pool
«reati urbani», che fa capo al procuratore
aggiunto Paolo Borgna. I quartieri caldi di
Torino, San Salvario, Porta Palazzo, Barriera
Milano non sono più quelli di 15 anni fa, ma
riemergono altri problemi. E la gente protesta.
Proprio ieri i pm hanno messo a punto nuove
strategie per contrastare lo spaccio di strada.
Altro tema caldo le microrapine impunite: ogni
giorno sono un mezza dozzina, alcune con
lesioni. Al mese se ne scopre una decina, grazie
al lavoro degli uffici della Procura. Eppure non
basta mai. La microcriminalità scopre ogni
giorno nuove forme e nuove illegalità.
[M.PEG.]

Due dati: lo scorso a anno a Torino sono fallite
circa 2,5 imprese la giorno. E quest’anno, nei
primi cinque mesi, siamo già ben oltre quota
200. La nuova emergenza è l’economia malata
che ha portato anche un’impennata di reati
legati alle bancarotte fraudolente, alle
distrazioni di beni e via elencando. Un fronte
di lavoro sul quale la procura della Repubblica,
in questi ultimi mesi, ha investito parecchio,
andando a perseguire chi, approfittando della
congiuntura economico-industriale non certo
favorevole ne approfitta per rubare a man
bassa. I casi - tra piccoli e grandi - sono infiniti.
Basta salire al quinto piano del Palazzo di
giustizia per capire la dimensione del
fenomeno, la sua estensione e le ricadute
sociali. Questa è una criminalità che non spara,
ma uccide come e più di quell’altra.

MASSIMILIANO PEGGIO
LODOVICO POLETTO

È la città che cambia. Quasi
quarant’anni fa era il terrorismo politico a dominare la scena: Brigate Rosse, Prima Linea, gli uomini dello Stato uccisi o gambizzati. I «nemici»
giustiziati: sindacalisti, dirigenti industriali, giornalisti.
Da Carlo Casalegno, vicedirettore de la Stampa, a Carlo Ghiglieno. Torino, allora, era uno
dei fulcri della violenza terroristica. E la magistratura era
in prima fila con le grandi inchieste, gli arresti, le analisi.

Oggi è tutto differente. Quei
terroristi non ci sono più. C’è
la criminalità straniera. Spesso misteriosa e sempre violenta. Nigeriana. Albanese, Romena. E quella ancora tutta da
scoprire con gli occhi a mandorla. Dopo il terrorismo Torino voltò pagina. Divenne terreno di scontro tra clan: catanesi, calabresi, morti sulle
strade. E la magistratura era
ancora lì con le sue inchieste,
la sua capacità di far reagire la
società civile. Una guerra pagata con il sangue del procuratore capo Bruno Caccia. Oggi

è, ancora tutto diverso. La criminalità si è trasformata. Vive
un nuovo periodo, per certi
versi meno violento (nel 2013 a
Torino ci sono stati 16 omicidi,
negli Anni ’80 erano quasi cinquanta l’anno), ma non meno
pericoloso. E le sfide che la magistratura deve affrontare sono altrettanto impegnative:
dalla Tav, alla ’ndrangheta che
s’infila in politica per dirne
due. Questa che segue è una
panoramica dei fronti più caldi
sui quali la magistratura inquirente gioca oggi la sua partita
di legalità.



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