File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



Anno 4 numero 2 (finito giusto) .pdf



Nome del file originale: Anno 4 numero 2 (finito giusto).pdf
Autore: Andrea

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Publisher 2010, ed è stato inviato su file-pdf.it il 31/05/2014 alle 16:04, dall'indirizzo IP 130.25.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1284 volte.
Dimensione del file: 2.6 MB (9 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Il naturalista
Maggio 2014
Anno 4 Numero 2

Sommario
-In primo piano: un fiore, mille profumi: la Rosa (Testo di M. dall’Oglio)

-Scherzi della Natura: fiori di ghiaccio, uno straordinario fenomeno fisico (testo di A.P. Carniti)
-I Nostri Amici: un insolito animale domestico, la scimmia cappuccina (Testo di M. Mazzeo)
-Film e Libri: Uccelli di Hitchcock, una diversa visione della primavera (Testo di M. Cagliari)
-Dal mondo WWF: un fiume d’acqua, il WWF e l’oro blu (Testo di L. Andreoli)

Il naturalista
Cari lettori,
ecco finalmente il secondo numero di questo anno, un anno molto difficile per noi che scriviamo e
lavoriamo per questa rivista, ma che cerchiamo
comunque di portare
avanti con tanta passione
e voglia di fare.
Anche in questo numero
abbiamo preferito introdurre articoli più piccoli e
scorrevoli, in un tentativo
di catturare meglio il vostro interesse e di offrirvi
un più vasto orizzonte di
argomenti trattati. In questo numero in particolare
permangono le rubriche
che si occupano di animali domestici, di curiosità
del mondo naturale e di
film che trattano di animali o di ambiente. Mi
permetto inoltre di richiamare alla vostra attenzione la nuova rubrica, “dal
mondo WWF”, che presenterà in ogni numero
delle tematiche e delle
notizie di rilievo che ci
vengono trasmesse dai
nostri collaboratori del
WWF Lombardia. Questo

è quindi il primo passo per
una futura collaborazione
più articolata.
In generale, non posso fare
altro, per ora, che augurarvi
una buona lettura di questo
piccolo, ma interessante numero.
Presto però, con la fine degli
impegni scolastici della
maggior parte di noi redattori, nuove idee e progetti potrebbero rifiorire nel nostro
piccolo gruppo, portando
avanti la nostra avventura
verso nuove mete e nuovi
obbiettivi.
In conclusione, un ringraziamento speciale a tutti quelli

che, nonostante i notevoli impegni da affrontare in questa ultima
parte di anno, sono riusciti a collaborare con
la rivista scrivendo gli
interessanti articoli che
compongono questo
numero.
Buona lettura,
Alessandro P. Carniti
Si fa largo
tra la folla, brandendo
un papavero .
- Issa -

Primo piano

Un fiore, mille profumi
La rosa… Fiore orgoglioso,
fiore puro, fiore di sogni e
Allora la vecchia mi disse:
desideri. La rosa… Infiniti
“Guarda questa rosa secca
colori, infinite sfumature,
che un giorno fu incantata
infinito profumo…
dallo sfarzo della sua stagio- Quanti segreti celati fra i
ne;
suoi petali, quali suoni fra i
il tempo che sbriciola anche
suoi pistilli…
altissime mura
Da sempre messaggera d’anon priverà questo libro della more e di mistero…
sua saggezza.
Per ogni colore un signifiIn questi petali secchi c’è più cato, per ogni significato un
filosofia
pensiero:
di quella che può darti la tua ROSSO: amore vero
saggia biblioteca;
ARANCIONE: desiderio,
essa sulle mie labbra pone la fascino, passione
magica armonia
ROSA: grazia, felicità percon cui sul fuso incarno i so- fetta
gni della mia rocca.”
BIANCA: amore eterno,
“Sei una fata”, le dissi. “Sono innocenza, purezza
una fata”, mi disse,
VIOLA: incanto, amore a
“e celebro l’esultanza della
prima vista
primavera,
GIALLA: scuse, cuore
donando vita e volo a queste
spezzato, amicizia, gelosia
foglie di rosa.”
BORDEAUX: bellezza inSi trasformò in una principesconsapevole
sa profumata
PESCA: modestia
e nell’aria sottile, dalle dita
TOTALMENTE DISCHIUdella fata
SA: sei meravigliosa
La Vecchia

volò la rosa secca come una
farfalla.
-Rubén Darío –

Pagina 3

La rosa, con tutte le sue
specie (150) e le sue varietà, è da sempre la protagonista di meravigliosi prati,

giardini, muri, finestre e
stanze. Ma come poter piantare questo incantevole fiore
e rendere speciale anche solo
un piccolo vaso?
La rosa, infatti, oltre ad essere piena di grazia, si adatta a
qualsiasi tipo di terreno, purchè ben lavorato, concimato
e, soprattutto, ben drenato.
Bisogna piantarla in autunno
oppure in primavera. La
pianta della rosa presenta un
ingrossamento alla base del
fusto, al di sotto delle ramificazioni, chiamato innesto,
che deve rimanere fuori dalla
terra, come si dice: deve sentire le campane. Quando, al
di sotto del nodo dell'innesto,

La rosa… Fiore
orgoglioso, fiore
puro, fiore di sogni
e desideri. La
rosa… Infiniti
colori, infinite
sfumature, infinito
profumo…

Il naturalista

si sviluppano i cosiddetti polloni
selvatici, ossia rami verdi chiari e
spinosi, bisogna estirparli per impedire che sottraggano energie al
rosaio innestato. L'esposizione migliore della pianta è quella a sudest; infatti le rose prediligono spazi
aperti, ben areati e con un'intensa
luminosità, tuttavia soffrono se
esposte in pieno sole per l'intera
giornata, soprattutto nella stagione
estiva. Le concimazioni sono necessarie durante la fase vegetativa,
il periodo di crescita della pianta,
ed al momento della formazione
dei boccioli. Dopo aver piantato la
rosa bisogna innaffiarla abbondantemente. Periodicamente è importante anche sarchiare, lavorare il
terreno ai piedi del rosaio per rimuovere quello essiccato ed aggiungerne una piccola quantità in
sostituzione di quello rimosso. Nel
periodo invernale, invece, è importante disporre in prossimità del
piede dei rosai una buona quantità
di stallatico e foglie, oppure un
concime a base di cornunghia.
Fondamentale è la potatura, la quale mantiene giovane la pianta. Infatti, durante la fase invernale, si
devono eliminare i rami legnosi,
oltre a quelli secchi, mentre si devono lasciare i getti verdi più vigorosi che si dipartano dalla base
delle branchie dei rosai a cespuglio
o dalla base del fusto. La potatura
si pratica prima della ripresa vegetativa: a febbraio se la stagione è
mite, o a marzo se la stagione è
particolarmente rigida, per evitare
danni alla pianta dovuti a gelate
tardive. E' inoltre preferibile tagliare i fiori appena appassiscono per
evitare che, maturando e formando

Maggio 2014

la capsula porta
semi, sottraggano vigore ai boccioli e
alla pianta.
Ecco quindi pochi e semplici accorgimenti per mantenere le nostre rose
belle e felici.

"Vero", rispose dolcemente il fiore,
"e sono nato insieme al sole..."
Il piccolo principe indovinò che non
era molto modesto, ma era così commovente! "Come fai ad essere così
bello?"
Termino pensando ai bambini, alla
"Vedi, io sono un fiore e sono una
magia del loro mondo e alla maestosa creazione della natura, e in quanto
meraviglia celata in ogni piccola cosa, tale sono perfettamente simmetriin ogni piccola creatura:
co..."
[…] ma il fiore non smetteva più di
"Non capisco" rispose il piccolo
prepararsi ad essere bello, al riparo
principe spiazzato dall'uscita del fiodella sua camera verde.
re."
Sceglieva con cura i suoi colori, si
Ora ti spiego" disse superbamente il
vestiva lentamente, aggiustava i suoi
fiore.
petali ad uno ad uno. Non voleva
"In natura esistono tantissime simuscire sgualcito come un papavero.
metrie"
Non voleva apparire che nel pieno
"E a cosa servono? "
splendore della sua bellezza.
"Beh, a fare i fiori belli, non c'è dubEh, si, c'era una gran civetteria in tut- bio. Una simmetria della natura è
to questo!
qualcosa che il sole ci ha dato e che
La sua misteriosa toeletta era durata
nessuno potrà mai imitare.
giorni e giorni.
Tutto, in natura, nasce da una simE poi, ecco che un mattino, proprio al metria. Tante cose in natura sono
levar del sole, si era mostrato.
simmetriche, sai? "" Cosa ?" " Ad
E lui, che aveva lavorato con tanta
esempio le stelle marine, i fiocchi di
precisione, disse sbadigliando:
neve, le celle degli alveari delle api e
"Ah! Mi sveglio ora. Ti chiedo scui cristalli...l'uomo! " […]
sa... sono ancora tutto spettinato..."
-Il Piccolo Principe, Antoine de Saint
Il piccolo principe allora non poté
-Exupèryfrenare la sua ammirazione:
"Come sei bello!"
Micòl dall’Oglio
Pagina 4

Scherzi della Natura
Hanno forme leggere ed
eleganti, sono fragili e
sottili, hanno strutture
strane e strabilianti- Sono i fiori di ghiaccio,
molto rari da trovare,
sebbene diffusi in tutto il
mondo; infatti questi
nascono e muoiono nel
giro di poche ore, e solo
i più fortunati e intrepidi
escursionisti riescono a
trovarli.
In verità non si tratta
proprio di veri fiori, siccome non possono essere fecondati né generare
un frutto, né sono volontariamente, se così si può
dire, prodotti da una
pianta. In realtà i fiori di
ghiaccio sono curiosissime formazioni di acqua
allo stato solido che si
generano attorno a steli
di piante erbacee, per lo
più morte, quando la
temperatura esterna si
abbassa sotto quella
dell’acqua contenuta
negli steli delle piante.
La scienza non è ancora
riuscita a spiegare l’intero meccanismo mediante
il quale si formano queste splendide strutture,
ma si ritiene che l’acqua
contenuta negli steli
morti, che risale le radici
dal terreno umido, fuo-

riuscendo dai pori dello
stelo solidifichi all’istante per l’abbassamento di
temperatura. Mano a
mano che l’acqua fuoriesce si forma nuovo
ghiaccio, che spinge verso l’esterno quello già
formato, andando a creare dei bellissimi “petali
di ghiaccio”.
Altre volte invece si possono creare dei fiori per
la solidificazione della
linfa contenuta in steli
vivi che fuoriesce dai
porti della pianta (questo
caso è molto più raro).
Spesso i fiori di ghiaccio
vengono chiamati “fiori
di brina”, ma non bisogna confondere questo
fenomeno con quello
della brina, che si forma
dalla condensazione del
vapore acqueo nell’aria!
La cosa interessante è
che i botanici hanno scoperto che solo un ristretto numero di specie riesce a produrre le condizioni necessarie affinché
si vengano a crearsi queste formazioni: solo una
quarantina di specie sono adatte. Queste sono
tutte specie erbacee, senza cioè steli legnosi e
con foglie e germogli
che muoiono alla fine

della stagione estiva, e
dagli xilemi, ovvero i
vasi che trasportano la
linfa dal centro alla periferia della piante, notevolmente pronunciati.
Procurandosi alcuni steli
appartenenti a esemplari
di queste specie, si possono piantare in un suolo
molto umido in laboratorio, per poi abbassare la
temperatura dell’ambiente per ottenere delle
stupende crystallofolia
(“foglie di ghiaccio”),
come sono state definite
da Bob Harms dell’Università del Texas.
In natura, le condizioni
ottimali affinché si creino fiori di ghiaccio si
hanno in particolare di
notte, quando la temperatura dell’aria scende al
di sotto del punto di congelamento ma non così
tanto da far solidificare
l’umidità del suolo. Alle
nostre latitudini i fiori di
ghiaccio si possono facilmente formare tra metà autunno e inizio primavera, e uscendo al
mattino presto in campagna o in una zona boschiva, si potrebbe avere
la fortuna di trovarne
qualcuno.
Alessandro Paolo Carniti

Pagina 5

Il naturalista

UN INSOLITO ANIMALE DOMESTICO

Chi non vorrebbe avere un’
adorabile scimmietta che gironzola per casa o che si arrampica sulle nostre spalle?
Chi non vorrebbe tenere tra le
braccia questo tenero primate
dal mantello color caffè latte
e dai penetranti occhi neri?

La scimmia cappuccina
(Cebus cappuccinus) è un animale vivace, intelligente, giocherellone e certamente di
buon carattere. Queste simpatiche scimmiette hanno
spesso ricoperto il ruolo di
protagoniste in famosi film,
come per esempio “Il mio
amico Zampalesta” del 1994
diretto da F. Amurri. E’ proprio la visione di tali film a
far nascere il desiderio di possederne una. Prendersi cura
di una scimmietta nella vita
reale però è molto più impegnativo rispetto a come appare nei film. Se si vuole adottarne una bisogna avere ben
chiara l’ idea che accudire
una scimmia è esattamente
come accudire un bambino.
Maggio 2014

Una persona che voglia tenere una scimmia in casa
deve avere tempo da dedicarle, un’ abitazione spaziosa, possibilmente con un
giardino, per permetterle di
muoversi liberamente e,
aspetto non meno importante, deve avere a disposizione
un budget adeguato per cibo, visite dal veterinario e
per soddisfare tutti i bisogni
di questo animale. Le cose
principali da fornire ad una
scimmia per renderla felice
sono un alloggio confortevole, cibo e ovviamente,
tanto tanto amore. Una gabbia potrebbe essere una alloggio adatto. Si badi bene
però che sia sviluppata più
in altezza che in larghezza,
che sia resistente e soprattutto che sia dotata di lucchetto “a prova di scimmia”;
a dispetto dell’ apparenza,
che potrebbe indurci a pensare che siano animali docili
e miti, sono infatti estremamente furbi e dispettose.
La tradizione popolare vuole
che la scimmia una gran

mangiatrice di banane. Ovviamente la loro dieta non può e
non deve consistere solo in questo. In commercio ci sono confezioni di cibo per scimmie che
può essere integrato con verdura, uova e pane.
Una scimmia può vivere a lungo
(in media 40 anni), soprattutto se
ci si prende cura di lei con dedizione e amore, requisiti necessari per prendersi cura di qualsiasi
animale. Perché che sia una
scimmia, un coniglio o un cane... quando si sceglie di far entrare un animale nella propria
vita è per sempre.
Martina Mazzeo

Pagina 6

Film e Libri
Che una rondine non faccia
primavera lo sanno tutti, ma allo stesso
modo nessuno potrebbe pensare a una
primavera senza rondini; infatti, le
migrazioni primaverili degli uccelli, e
in particolare delle rondini nella nostra
zona, sono tra i primi avvenimenti che
ci annunciano l’arrivo della bella stagione, e il loro cinguettare mattutino ci
ricorda che la primavera è ormai inoltrata. Uno scenario completamente
diverso, anzi opposto, ci è però descritto da uno dei più famosi film del
grande maestro del thriller Alfred Hitchcock, “Gli Uccelli”, nel quale tutti i
volatili si alleano, senza una ragione
precisa o spiegabile, contro l’uomo,
con il solo obbiettivo di uccidere. Molto spesso si è sentito di episodi in cui
gabbiani, durante la stagione della
cova, hanno attaccato turisti o nuotatori, ma in questi casi, per quanto questo
possa anche sconvolgerci, possiamo
spiegare con chiarezza i motivi dell’attacco: i gabbiani sono diventati aggressivi nel momento in cui hanno
sentito un pericolo nei confronti dei
loro nidi e uova, si tratta semplicemente di istinto. Ma ciò che avviene ne
“Gli Uccelli” è tutt’altra cosa, non si
può trovare una spiegazione razionale
in ciò che sta accadendo; se alla fine in
“Psycho” tutto si giustifica attraverso
la pazzia dell’assassino ora lo scenario
apocalittico de “Gli Uccelli”, che cresce in tutto il film per poi culminare
nella scena finale, non può trovare una
ragione precisa. Lo spettatore condivide il suo sgomento con gli stessi protagonisti la cui iniziale incomprensione
degli avvenimenti- nessuno infatti osa
ammettere e credere che sia reale ciò
che accade- è poi sostituita dalla assillante domanda “Perché?”, che non
trova mai risposta.

Maggio 2014

A questo proposito una
delle scene più interessanti è quella
della tavola calda in cui la protagonista, che ormai ha realizzato cosa
sta succedendo, discute con un’anziana ornitologa. In questa situazione si scontrano proprio il razionale e
l’irrazionale: la protagonista persevera nella sua convinzione che gli
uccelli hanno dato inizio a una
“guerra” contro l’umanità senza una
ragione precisa, mentre l’ornitologa,
secondo non solo le sue conoscenze,
ma anche il senso comune, dichiara
che è impossibile che gli uccelli,
“simbolo della gentilezza” attacchino gli uomini senza una motivazione precisa e controbatte con semplici spiegazioni a tutti gli esempi che
le sono posti oppure, se non riesce a
trovare una spiegazione, li dichiara
falsi, proprio come afferma all’inizio del film il poliziotto. Costui infatti sostiene che sia impossibile che
i gabbiani abbiano assalito dei bambini a meno che questi non stessero
dando loro fastidio. Si tratta quindi
di un continuo tentativo di dare una
spiegazione alla realtà attraverso gli
schemi mentali che ci sono familiari, eliminando così qualsiasi accettazione di un motivo diverso e a noi
incomprensibile.
Per realizzare il film nel
1963 vennero utilizzate tutte le migliori tecniche per cercare di rendere il più reale possibile le scene e il

regista scelse degli attori emergenti
per interpretare i protagonisti proprio
perché siccome i costi per gli effetti
speciali furono enormi. La maggior
parte delle inquadrature contengono
trucchi o fotomontaggi, ma ciò che è
più stupefacente riguardo alla realizzazione è il fatto che molto spesso
sono utilizzati uccelli veri: solo per la
scena della festa dei bambini sono
stati utilizzati volatili meccanici. Moltissimi corvi, gabbiani e cornacchie
furono catturati e addestrati dall’ammaestratore Ray Berwick sotto la sorveglianza di un’associazione per la
protezione degli animali, la SPCA.
Probabilmente però coloro che ebbero
più disagio durante la realizzazione
del film furono gli attori e i membri
della troupe: molti di loro dovettero
ricorrere a cure ospedaliere a causa di
attacchi da parte degli uccelli e l’attrice protagonista ebbe a causa di ciò un
esaurimento nervoso durante le riprese, che per questo furono sospese per
una settimana.
Questo film si rivela essere uno tra i
primi, ma anche tra i meglio riusciti,
film apocalittici, e probabilmente l’apice di quelli riguardanti la natura
vivente; resistita alla prova del tempo
è una tra le pellicole più interessanti
realizzate da Hitchcock per il suo carisma e la sua imperscrutabilità.
Marina Silvia Cagliari

Pagina 7

Notizie dal mondo WWF
Come ben sappiamo l’acqua è
una risorsa indispensabile e sempre meno disponibile sulla Terra,
a causa dei problemi ecoambientali e dell’incremento demografico mondiale; forse, però, solo
pochi di noi sanno che tanta acqua, spesso troppa, viaggia per il
mondo e che miliardi di metri
cubi di “oro blu” entrano ogni
anno in Italia attraverso l’importazione di merci. A ogni prodotto
agricolo o di origine animale corrisponde, infatti, un quantitativo
di acqua “virtuale”, ossia di acqua utilizzata nelle fasi di produzione dello stesso: l’Italia, dunque, non solo fa un immenso
consumo delle risorse idriche sul
proprio territorio, ma consuma,
attraverso l’importazione, anche
quelle degli altri Paesi. Addirittura, dati alla mano, si scopre che
l’Italia si classifica come il terzo
importatore netto di acqua virtuale al mondo: infatti, circa il 60%
dell’acqua virtuale contenuta nei
prodotti agricoli consumati in
Italia è importato, tanta acqua
quanta ne passa in un anno e
mezzo nel Po.
Il rapporto WWF “L’impronta
idrica dell’Italia”, realizzato da
Marta Antonelli e Francesca Greco del King’s College London
che evidenzia tutto ciò vuole inserirsi in un progetto WWF in
vista dell’EXPO Milano 2015: in
quel contesto si cercherà di sensibilizzare istituzioni, imprese e

Pagina 8

cittadini sul tema dell’alimentazione e li si inviterà ad essere
più consapevoli nelle scelte alimentari così da ridurre sensibilmente il nostro impatto sull’ambiente. In Italia c’è già chi ha
fatto dell’ecosostenibilità uno
dei propri obiettivi: la Mutti,
azienda leader di mercato nella
produzione di pomodoro, ha
infatti ridotto la sua impronta
idrica, ossia il suo consumo di
acqua nella produzione; questa
azienda è riuscita così a risparmiare in media il 14% dell’acqua gestendo meglio l’irrigazione, limitandola ai volumi e periodi strettamente necessari e
migliorando l’uso di fertilizzanti.
L’esperienza di Mutti dimostra
come sia possibile ridurre l’impatto ambientale di un settore
strategico come quello agricolo
e rappresenta un esempio virtuoso: sta, infatti, rendendo i
propri metodi produttivi sempre
più ecosostenibili, ma allo stesso tempo sta aumentando il livello di eccellenza dei propri
prodotti. Mutti si è accorta, come ognuno di noi dovrebbe fare,
che bisogna assumersi responsabilità perché le questioni ambientali, anche se sono di grande
portata e addirittura globali, dipendono sempre dalle scelte dei
singoli individui.
Luca Andreoli

Il naturalista

La rivista “Il Naturalista” esce ogni quattro mesi

GDN
Giovani Guardiani Della
Natura
Presidente: A. P. Carniti
Vice-presidente: G. Ronzani
Capo-redattore: M. dall’Oglio
Rappresentante dei soci A. Benzi
Direttore della divulgazione: S. Zanelli
E-mail: gdnatura@hotmail.it

“Mai dubitar e c he un pic c ol o
gr uppo di pe r sone possa
c ambiare il mondo, perc hé è

e ed è la rivista sociale della associazione GDN,
società ambientalistica che riunisce amanti, soprattutto giovani, della natura.
REDAZIONE
Capo-redattore: M. dall’Oglio
Redattori: M. Cagliari, M. Manca; M. Mazzeo,
Revisori: A.Gervasini; M. Rimazza
Responsabile grafica: M. dall’Oglio
Foto in copertina: M. dall’Oglio

l’unic a c osa c he è se mpr e
suc ce ssa”

GDN

Tramonto
Vedo il sole lentamente calare
Vedo mille sfumature di rosso
create dall’unione tra l’immenso cielo
e l’imponenza del travolgente sole

Sento il rumore delle onde del mare
Sento il mio passo veloce fermarsi
bloccato da questo spettacolo naturale
che sontuoso continua a manifestarsi

Vedo il mio sguardo intenso
Vedo il suo riflesso nel mare immenso,
folgorato, tento invano di scoprire
ciò che oltre la ragione non è possibile capire

Sento il rumore all’improvviso calare
Sento imperioso il silenzio alzarsi,
accompagnato da una luce sempre più flebile
poiché è giunto l’aspettato imbrunire
Paolo Pastorino Olmi


Documenti correlati


Documento PDF vademecum referendum abrogativo 17 aprile 2016
Documento PDF giornalino definitivo
Documento PDF articolo servizio sociale e migranti
Documento PDF ratinglab presentazione per incontro
Documento PDF shelton assistenza igienica ai bambini
Documento PDF orizzonte48 blogspot it 2016 09 lincivilta al potere di cert


Parole chiave correlate