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Diritti animali e doveri umani.pdf


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L’idea dei diritti animali è molto semplice e allo stesso tempo profonda perché implica cambiamenti
importanti per la società umana come smettere di allevare gli animali per la carne, di ucciderli per la
pelliccia, di addestrarli per il nostro divertimento o di usarli per la ricerca.
ZOOANTROPOLOGIA
Come tutelare gli animali è un tema essenziale. Ci aiutano le scienze comportamentali applicate, in
particolare l'etologia applicata, la medicina comportamentale animale e la zooantropologia, che
studiano le caratteristiche del rapporto uomo animale, come assicurare il benessere animale, come
rispondere ai bisogni degli animali partendo dalle loro specificità.
La zooantropologia è una disciplina scientifica che studia l’interazione relazionale tra uomo e
animale non umano e i benefici che tale rapporto produce per entrambi i partner.
Nel concetto di benessere animale viene introdotto quindi oltre all’aspetto di benessere fisico e
psicologico anche l’aspetto relazionale, di cui gli animali (compreso l’uomo) hanno bisogno.
La novità di questa scienza sta nel fatto che il rapporto è dialogico e che quindi attraverso uno
scambio di contenuti anche il non umano possa ricoprire un ruolo referenziale per l’uomo.
Partendo da presupposti teorici innovativi, non può che svilupparsi in applicazione e metodologie di
lavoro alternative alla tradizione zootecnica.
Con la zooantropologia si esce da un’ottica antropocentrica che si traduce in reificazione,
antropomorfizzazione, categorizzazione e strumentalizzazione dell’animale non umano. La
zooantropologia riconosce l’alterità animale: un animale partner è coinvolto nel processo
relazionale e non utilizzato come produttore di performance. L’animale ha un ruolo di partner che
interagisce e quindi non dev’essere “utilizzato” o peggio sfruttato.
La zooantropologia incentiva il processo di relazione, di dialogo tra uomo e animale non umano, di
referenza in termini di contributi che scaturiscono da questa relazione, che vanno oltre il
tradizionale beneficio apportato da un approccio zootecnico performativo.
La zoo antropologia sfida quindi l’impostazione zootecnica del rapporto tra uomo e altri animali
(utilizzo degli “animali da…” che riduce l’animale ad un ruolo subalterno ai bisogni dell’uomo), va
nella direzione del rispetto dei diritti animali e del loro benessere, sottraendoli al dominio
dell’uomo.
L’importanza della referenza non umana non è legata alla sostituzione di altre referenze umane
mancanti e non è neanche da ritenere non pertinente con i bisogni umani o utile solo in certe
condizioni (pet therapy), ma bisogna ammettere che è necessaria per promuovere il benessere della
persona e realizzare i predicati umani. La zoo antropologia parte dal presupposto di non
autosufficienza referenziale dell’uomo.
Dobbiamo sforzarci di superare la cultura antropocentrica che vede tutto il mondo (animali,
vegetali, ecc) in funzione della specie umana e dei propri interessi.
Punto fondamentale della zooantropologia è che gli animali domestici non sono stati addomesticati
dall’uomo, bensì che tutte le specie si siano domesticate reciprocamente, attraverso processi di
ibridazione. E’ una rilettura completa del processo di domesticazione. Tale processo non è stato
quindi un atto di sopruso nei confronti di alcune specie animali, ma il momento in cui alcune specie
animali hanno avuto un’alleanza parentale con l’uomo. Per cui non è solo il cane “domesticato”. E’
anche l’uomo “domesticato”. Il cane ha iniziato ad imparare dall’uomo, l’uomo dal cane, ecc.
Su queste basi, da animalisti, non possiamo che contribuire a diffondere la zooantropologia
nell’ottica di un più ampio rispetto del benessere degli animali e dei loro diritti.
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ANIMALE