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Diritti animali e doveri umani.pdf


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Gli animalisti sono i loro più grandi nemici dell’industria di sfruttamento animale (perché minano i
loro profitti fatti a danno degli animali) ed è per questo che vengono continuamente attaccati con le
accuse più disparate.
L’industria di sfruttamento animale non si oppone ai diritti animali argomentando e discutendo le
proprie ragioni (perché sanno di essere nel torto), ma attaccando gli animalisti e cercando di far
passare l’idea che in questa disputa da una parte ci siano persone normali, moderati sensibili al
benessere animale (al trattamento umano e all’utilizzo responsabile) e dall’altra parte ci sono degli
estremisti violenti pronti anche a dimostrazioni terroristiche.
L’immagine che i rappresentanti dell’industria di sfruttamento animale, con la complicità dei media,
danno degli animalisti non è delle migliori: ci dipingono come “estremisti dei diritti animali”,
nemici della scienza, squilibrati emotivi, sdolcinati e confusi o terroristi misantropi che ostacolano
il benessere umano e minacciano la libertà di scelta della collettività.
Questa disinformazione è dovuta a due fattori: gli sfruttatori degli animali vogliono demolire i loro
principali avversari e giustificare un business basato sulla negazione dei diritti animali, mentre i
media, come si può facilmente intuire, rincorrono sempre notizie che facciano vendere (e fa vendere
di più una storia di un singolo folle animalista violento che la storia di tanti animalisti che
espongono le loro idee con metodi non violenti). Ai media interessa solo ciò che suscita scalpore,
perciò si occupano di diritti animali solo quando succede qualcosa di illegale (ad opera di alcuni
singoli o di isolati gruppetti minoritari, a volte fomentati da provocatori infiltrati, con l’obiettivo di
screditare gli animalisti), trascurando di raccontare le tante battaglie e proteste pacifiche della
stragrande maggioranza degli animalisti (che sono persone normalissime ed equilibrate e si
dissociano dai gruppi violenti).
Per screditare gli animalisti è anche accaduto che degli infiltrati nel movimento scrivano libri che
vanno a rafforzare lo stereotipo del militante violento e misantropo. Purtroppo questi libri vengono
presi sul serio da alcuni ingenui ed emotivi animalisti (che per fortuna sono solo una minoranza del
movimento). In questo modo l’opinione pubblica così (dis)informata a dovere si schiererà senza
troppi problemi dalla loro parte e contro i difensori dei diritti animali.
Gli animalisti sono estremisti?
Se per estremisti si intende terroristi pronti a tutto per la causa, gli animalisti non lo sono; se si
intende invece credere incondizionatamente alle proprie idee ed avere obiettivi radicali, allora gli
animalisti lo sono.
Chi sono allora questi animalisti?
La stragrande maggioranza degli animalisti è gente comune, con idee radicali ma non violente, che
si battono per i diritti umani e animali (senza metterli in contrapposizione), per la giustizia, la libertà
e l’uguaglianza, per la difesa dell’ambiente e dei diritti delle future generazioni.
Alcuni sono animalisti da sempre in quanto dotati di una innata empatia nei confronti degli animali;
altri lo sono diventati in seguito ad un’esperienza che ha provocato in loro un cambiamento di
percezione, portandoli dal considerare gli animali come oggetti al considerarli come soggetti
(individui unici con una loro vita). La maggior parte, invece, è diventata animalista col tempo, in
seguito ad un percorso più o meno lungo fatto di studi, informazioni, riflessioni, ecc.
Il principale obbiettivo tattico del Movimento di Liberazione Animale è informare e far riflettere il
maggior numero di persone, per far crescere il movimento ed avere quindi più chance di
raggiungere l’obbiettivo strategico che rimane quello delle gabbie vuote e animali liberi.
Siamo consapevoli che, anche dopo essersi informati, per molti è difficile cambiare stile di vita. C’è
chi lo fa da un giorno all’altro e chi invece avanza a piccoli passi. Invitiamo tutti i temporeggiatori
che informandosi stanno pian piano maturando una coscienza animalista ad unirsi a noi e alle nostre
lotte per fare ognuno la propria parte, cercando ognuno di dare un contributo che, sommato a quello
degli altri, può portarci alla vittoria e al riconoscimento dei diritti animali.