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DENTI DEL GIUDIZIO REPORT .pdf



Nome del file originale: DENTI DEL GIUDIZIO - REPORT.pdf
Titolo: DENTI DEL GIUDIZIO - REPORT
Autore: fabio

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I“temuti” denti del giudizio quanti dubbi e domande!!!!
Per te abbiamo preparato delle informazioni semplici e preziose che ti aiuteranno a capire, o
se non è il tuo caso, diventeranno utili ai tuoi amici o famigliari.
Quando tenere o togliere i denti del giudizio?
Cosa fare prima e dopo un’estrazione e quali danni può

causare

un dente del giudizio?
Partiamo introducendo i denti del giudizio o terzi molari.
Occupano la parte estrema delle arcate dentarie sono gli ultimi.

Sono denti che compaiono di norma dopo i diciassette anni (da cui il nome
popolare), crescono molto a rilento, ma non necessariamente riescono ad
occupare la posizione corretta come gli altri denti. A volte addirittura non
fuoriescono dalla gengiva e rimangono dentro, inclusi. La pratica dentistica si
divide tra due approcci opposti: toglierli sempre o quasi proprio perché inutili e
potenziale fonte di problemi, oppure conservarli a tutti i costi e toglierli solo in caso diano
effettivo fastidio o siano cariati.
In realtà non esiste una regola che valga per tutti, in quanto occorre valutare caso per caso e
soppesare attentamente vantaggi e svantaggi della loro eliminazione

QUANDO TOGLIERLI?
Il dente del giudizio è una vera tortura, lungi dal portare saggezza, quando decide di
spuntare provoca solo fastidio e tumefazione della gengiva.
Il dente del giudizio, anzi, i denti del giudizio sono quattro, non sempre spuntano tutti quanti
e sicuramente mai tutti insieme.
Perché possono causare così tanti problemi, a differenza di altri denti?

La ragione sta proprio nella loro posizione: sono gli “ultimi” e
spesso non esiste fisicamente lo spazio per la loro crescita, con
una serie di possibili problemi: una serie di scompensi, sia a
livello di arcata dentaria che gengivale!
crescono storti e/o parzialmente inclusi nell’osso e ciò può minare la stabilità dei denti vicini
e/o causare una degenerazione dell’osso e una perdita della matrice ossea anche per i denti
vicini; possono essere in parte intrappolati nella gengiva, impedendo di fatto un’igiene
accurata. Il dente del giudizio diventa una “falla” del sistema entro la quale possono
penetrare i batteri dando origine a una seria malattia parodontale.
Una delle conseguenze tipiche è la pericoronarite, un’infiammazione alquanto dolorosa
della gengiva che lo avvolge e attraverso cui sta “tentando” di emergere. Problema diffuso,
non va mai trascurata, come non si devono mai trascurare le infezioni gengivali, perché
possono estendersi ad altre aree del corpo. Cosa bisogna fare? La prima cosa è recarsi dal
dentista e far valutare a lui la situazione. La gengiva appare tumefatta e arrossata, e le fitte
aumentano con la masticazione e il lavaggio dei denti. Il dentista, dinanzi ad un quadro
siffatto, potrebbe prescrivere una terapia antibiotica e antinfiammatoria, che naturalmente
allevierebbe anche la sindrome dolorosa.

Rimedi Temporanei
Li dico i rimedi, in attesa che si vada dal dentista, e non per trascinare una situazione
patologica per mesi, o addirittura anni, per pigrizia o perché vi hanno raccontato che è
qualcosa di terrificante (chi ve l’ha detto intanto sta bene, né ha la mente sconvolta). Certo
più si “tira avanti” e si cerca di “resistere”, non fate uno sgarbo al dentista, ma solo a voi
stessi perché la situazione peggiora.
L’automedicazione
Quando compare il mal di denti, contro dolore e infiammazione è consigliabile un farmaco
antinfiammatorio non steroideo (FANS), da banco, da assumere secondo il dosaggio indicato
nel foglietto illustrativo e a stomaco pieno, per evitare effetti collaterali gastrici.
L’automedicazione non va continuata per più di 48 ore. Ripeto che poi, meglio prima, si va

dal dentista. Volete insistere perché siete riusciti a trovare, in casa, da amici o parenti, degli
antibiotici assolutamente “favolosi”? Chiedetevi solo se sono quelli più indicati e se conoscete
il problema delle “antibiotico-resistenze”

Rimedi naturali: un rimedio omeopatico che risulta molto utile nelle crisi dolorose dentali e
anche negli ascessi in fase iniziale è la Belladonna(in erboristeria): se ne consigliano 5
granuli alla 9 CH ogni mezz’ora, dalla comparsa del dolore, fino a che non passa.
Altrimenti una buona disinfezione della parte si ottiene con sciacqui di acqua e bicarbonato,
oppure acqua e sale. Può essere utile anche passare un cubetto di ghiaccio sulla gengiva
gonfia per lenire il dolore e ridurre la tumefazione. Anche masticare prezzemolo o preparare
degli infusi a base di malva e di basilico aiuta a ridurre l’infiammazione. Altro “antico”
rimedio: i chiodi di garofano (ipermercato, reparto spezie) Applicatene uno nella zona del
dente del giudizio e vedrete che fungerà da analgesico. Attenzione a non mandarlo giù,
però!
I denti dell’ “assennatezza” possono essere già cariati e quindi possibile fonte di penetrazione
e proliferazione di batteri anche al loro interno, ulteriore disseminazione ai tessuti circostanti,
si aggiunge così un’ altra causa di possibile infezione, anche seria, del cavo orale;
Premendo sui denti vicini, possono dare fastidio alla masticazione e causare problemi
all'articolazione della mandibola e anche dolori facciali con nevralgie.
Spesso i denti del giudizio vengono trascurati anche se danno piccoli fastidi (gonfiori
passeggeri, dolore vago nella zona, difficoltà di una corretta masticazione), fino a che la
situazione non degenera con un'infezione (gonfiore accentuato, dolore molto forte) o si
scopre la compromissione dei denti vicini. Solo un dentista esperto e preparato può valutare
e consigliarti se i denti del giudizio sono un vantaggio aggiuntivo che non tutti hanno oppure
una fonte di problemi.
In caso di denti sani, e in assenza di qualsiasi dolore, non è necessario rimuovere i denti del
giudizio.
E’ pur vero che una perfetta pulizia del cavo orale e dei denti del giudizio, anche se
perfettamente erotti, costituisce un problema: pezzetti di cibo vi rimangono frequentemente
attaccati, con conseguente proliferazione batterica. Fastidi passeggeri possono essere
attenuati grazie a risciacqui con colluttori; tuttavia, se il problema persiste, è meglio
rivolgersi a un dentista. Paziente e professionista potranno valutare insieme la necessità di
un’estrazione dopo aver visualizzato le opportune radiografie.
In genere si applica un protocollo che mira alla riduzione delle sensazioni di dolore post
operatorio e alla ripresa veloce di una corretta masticazione: l'estrazione degli ottavi inferiori
a distanza di 15 giorni e di quelli superiori a distanza di 7 giorni. Ultimamente è sempre più in

uso l’estrazione simultanea superiore e inferiore da una parte e a distanza di 15 giorni
l’avulsione della coppia rimasta, questo con evidenti vantaggi di tempo. A seconda della
posizione e della complessità dell'intervento, potrebbero essere necessari dei punti di sutura.
Un buon dentista, per valutare l’accesso chirurgico, ed avere un quadro completo della
situazione, sottopone il paziente alla radiografia in studio, o richiede una “panoramica
dentale”.
Purtroppo, come spesso accade, fa molto più clamore la disgrazia rispetto alla normale
routine quotidiana. E presumibilmente per questo sono nate mirabili leggende sui denti del
giudizio e sulle loro estrazioni. Ovviamente ogni terapia contempla delle complicanze, ma
queste non debbono essere considerate una regola. Sicuramente il dentista di fiducia saprà
dare le migliori informazioni in merito ad ogni singolo caso e, quando mostrerà una realtà più
semplice rispetto a quella presunta, "non ci starà tendendo una trappola", ma semplicemente
ci starà riportando con i piedi per terra.

Complicazioni dell'intervento
In genere i denti superiori sono più facilmente operabili e in molti casi non è necessario
neppure suturare alla fine, questo quando non è stata fatta un’incisione e per lasciare pulita
la cavità, il tutto si svolge in anestesia, pertanto non si avvertirà alcun dolore. La principale e
più comune complicazione è l'insorgere di un'infezione: i sintomi sono il dolore intenso e
persistente anche dopo parecchi giorni, i linfonodi della bocca che si gonfiano e la possibile
presenza di febbre. Nel caso di infezione è necessaria la terapia antibiotica, da effettuarsi per
sei giorni. Nei casi più gravi, come per l'alveolite secca, l'infezione si origina proprio nel
coagulo e l'alveolo rimane vuoto, ovvero rimane un "buco" che non si richiude; in questo caso
è necessario rimuovere il coagulo per favorire una corretta cicatrizzazione (spesso usando il

laser).
Altre complicazioni più gravi sono a carico dei muscoli elevatori della mandibola (trisma, la
contrazione è tanto serrata da non permettere l’apertura della bocca!), dell'articolazione e del
nervo della mandibola, con difficoltà ad aprire la bocca e a masticare. A volte sono problemi
legati a un'infezione in atto, altre volte sono causati dal trauma fisico dell'estrazione.
Rivolgendosi ad un bravo dentista i danni a carico delle strutture collaterali (muscoli, nervi e
articolazioni) sono altamente improbabili, così come la frattura della mandibola, conseguenza
estrema spesso legata a osteoporosi già in atto ed età avanzata del paziente.

Precauzioni da prendere prima e dopo l'intervento
Nei racconti di molte persone l'estrazione dei denti del giudizio è legata a ricordi terrificanti
di un'esperienza dolorosa, per altri invece si è trattato di una semplice operazione di pochi
minuti. In realtà si tratta di un vero e proprio intervento chirurgico e, come tale, la sua
riuscita e le sue conseguenze dipendono fortemente dalle condizioni iniziali (in questo caso la
situazione in cui si trovano i denti e anche la salute generale del paziente) e dalla
preparazione e manualità del dentista. Sarebbe un errore tenersi i denti del giudizio anche in
presenza di un parere (autorevole) contrario del dentista, solo per paura dell'operazione. Con
le giuste precauzioni, ed essendo preparati ad affrontare le possibili complicazioni, anche
l'estrazione del denti del giudizio può essere un investimento nella propria salute. Ecco le
principali precauzioni che bisogna prendere:

Prima dell'intervento:

L'igiene della bocca è fondamentale per prevenire possibili infezioni: nel caso nei mesi
precedenti hai trascurato l'igiene dentale, conviene effettuare dei risciacqui con un collutorio
a base di clorexidina (nella percentuale dello 0,20%) per eliminare eventuali cariche
batteriche, a partire da 3-4 giorni prima dell'intervento e per altri 3-4 giorni dopo.

L'utilizzo di antibiotici prima dell'intervento è un argomento controverso; alcuni dentisti lo
consigliano sempre, altri invece tendono a evitare un uso
indiscriminato di antibiotici e non riconoscono l'efficacia di una
terapia preventiva, ma solo successiva in presenza di eventuali
infezioni. Io la consiglio sempre con un accurata anamnesi in cui
si vede se ci sono rischi per particolari stati di salute, che si deve sempre sapere, la prescrivo
perché gli obiettivi di un trattamento antibiotico sono due: guarire l’infezione o prevenire. E
vanno assunti sia prima che dopo l’intervento in modo che agiscano e di avere una copertura
per la zona e evitare quindi rischi d’infezione.

Cosa fare Dopo l'intervento
In caso di persistenza del sanguinamento (peraltro normale nelle

prime

12-24 ore), modera delicatamente una garza sterile nella zona
interessata.

Evita di sciacquare la bocca per almeno 12 ore e risucchiare nella zona della ferita, per non
rimuovere il tappo di fibrina che si forma sul "buco"; questo tappo (il coagulo) previene
l'insorgenza di infezioni e la sua rapida costituzione accelera i tempi di guarigione.

Non consumare bevande o cibi caldi il giorno dell’intervento,
assumendo una dieta liquida o semiliquida (yogurt, gelato e
budini sono ottimali) per evitare che cibi duri feriscano la
zona interessata o, peggio ancora, particelle di cibo si
inseriscano nel buco lasciato dal dente, con conseguente forte dolore ed elevatissimo rischio
di infezione.

Non consumare bevande acide (succhi di frutta, spremute) che aumenterebbero inutilmente il
dolore.

Non assumere farmaci con acido acetilsalicilico (la comune Aspirina e simili) perché ciò
rallenterebbe la coagulazione e la cicatrizzazione della ferita.

Non provatevi a fumare o masticare gomme nei primi due o tre giorni dopo
l'intervento.

In caso di dolore, applicare ghiaccio sulla parte interessata e assumere farmaci
antinfiammatori.

Cura particolarmente l'igiene orale, agendo con uno spazzolino molto
morbido nella zona interessata e usando tutte le strategie corrette per le altre zone della
bocca (filo interdentale e scovolino compresi). Per tenere pulita la ferita, si possono anche
effettuare lavaggi con il collutorio o acqua e sale aiutandosi anche con una siringa sterile
privata dell'ago.

Se nei giorni successivi compare gonfiore, è normale poi tutto ritorna alla normalità, applica
impacchi umidi (la classica borsa dell'acqua calda).

Nel caso di infezioni o interventi particolarmente difficili o invasivi, è consigliabile evitare
l'attività fisica nei due tre giorni seguenti.

Curiosità e novità

Infine, per sdrammatizzare, rinsavire e ritornare ad una serenità migliorata, voglio riferire di
novità, notizie e curiosità su famosi denti del cosiddetto “senno o giudizio”.
Dal Giappone.
Un gruppo di ricercatori del Japan's National Institute of Advanced Industrial Science ha
elaborato una nuova tecnica che permette di ringiovanire e riprogrammare le cellule estratte
dalla polpa del III molare (il cosiddetto “dente del giudizio”)e riportarle ad uno stadio
“primordiale”(cellule staminali)
A detta di questo gruppo di ricercatori, queste cellule (rigenerate in laboratorio, per ora come
miocardiociti) sarebbero cento volte più efficienti di quelle estratte dal midollo osseo o dalla
pelle e potrebbero rivelarsi estremamente utili per riparare il cuore dei soggetti infartuati. Si
aprono comunque tutte le prospettive delle cellule staminali. E i denti del giudizio non
sarebbe cosi “inutili”!
Mai sentito parlare di bio-gioielleria? Neanche io.
Da quello che ho capito andando in alcuni siti, si tratta di prendere cellule ossee umane (ma
vanno bene anche le cellule dentro i denti del giudizio…), coltivarle (non chiedetemi come
perché è troppo complicato) e realizzarci un anello.
Idea piuttosto originale, venuta a due studiosi di design e ad un ingegnere genetico di
Londra.
Trovata una coppia disposta e realizzati gli anelli, i due interessati se li sono scambiati
incidendo la scritta “ab intra”(da dentro): romantico, ma anche un po’ inquietante.
“Allarme” diffuso provocatoriamente dagli scienziati afferma che nei prossimi secoli la bocca
dell’uomo potrebbe ospitare nella normalità dei casi 28 denti invece di 32. I quattro molari
“del giudizio” stanno infatti scomparendo, complice l’ evoluzione dell’uomo ed il suo stile di
vita, che lo porta ad alimentarsi con cibi più morbidi, spesso cotti, che ben si differenziano dai
pezzi di carne cruda che i nostri antenati consumavano nelle caverne(è dimostrato
possedessero addirittura un quarto molare!).

Speriamo i dubbi di averli esauriti tutti! E anche di aver dato una migliore “consapevolezza”!
Se hai domande scrivici, saremo felici di esserti d’aiuto!

Altre utilissime informazioni abbiamo preparato per te!

A presto quindi!
Cordiali saluti.


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