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CASTRUM ARGENTIUM.pdf


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Suessula conosciuta anche come Suessola, fu un'antica città della Campania di origine osca; Gli
Osci erano di origine indoeuropea e si insediarono in Campania verso il 1280 a. C.
L‟antichissima città decadde perché distrutta, non fu più ricostruita e se ne perse la memoria per
impaludamento e imboschimento della zona; fu riscoperta solo nella seconda metà dell '800. È
ubicata nella parte nord-orientale di quello ch‟è oggi il territorio comunale di Acerra. Trovandosi in
posizione strategica era attraversata dalla via Popilia, la strada più importante dell'antichità nel
meridione d'Italia. Fu dominata dagli Osci, e in seguito dagli Etruschi che la inclusero in una
dodecapoli con altri antichi centri della Campania. Fu teatro di diverse battaglie tra Sanniti e
Romani, che vi tenevano stanziato gran parte del loro esercito per difendersi dai Sanniti.
Memorabile fu la battaglia di Suessula fra Romani e Sanniti sotto le mura di questa città nell'anno
341 a.C.: in essa i Romani comandati dal console Marco Valerio Corvo sconfissero i Sanniti. Nel
339 a.C. divenne dominio romano.
In seguito fu sede vescovile, anche se, la sua Diocesi, è unicamente menzionata con riferimento al
VI secolo.
Dai documenti risulta l‟importanza del feudo di Suessula, dove si sparsero gli abitanti scampati ai
Saraceni, la popolazione esercitò gli usi civici sia sull‟antico territorio demaniale sia sul casale e sul
castello, posto all‟incrocio tra la “via Suessulana” e la “Capua-Regium”. Tra gli anni 879 e 882 la
città antica fu totalmente distrutta dai saraceni che erano guidati anche dal sanguinario Suchaymo,
assoldati dal vescovo e duca di Napoli Attanasio come testimonia il racconto di Erchemperto. Altra
documentazione storicha conferma invece che Suessula, nel IX secolo, risulta gastaldato
longobardo, appartenente alla contea di Capua ed è diocesi suffraganea e, dopo maggio del 969
appartenne alla metropolia di Benevento che esercitò il potere di nominarvi il vescovo per 170
anni, fino al 1050 quindi anche quando la presenza normanna era diventata significativa.
La sua cattedrale era dedicata a san Michele e sorgeva lontana dalla zona del Foro in un luogo che
ancora ogg conserva il toponimo “Vescovato”.
La fine della diocesi è da porsi attorno alla metà dell‟XI secolo. L‟ultimo documento in cui si parla
dei vescovi di Suessola è del 1054, mentre in un elenco di vescovi suffraganei dell‟arcidiocesi di
Benevento di cinque anni dopo, non ne compaiono. La diocesi a quel tempo era stata già certamente
unita a quella di Sant‟Agata de‟ Goti i cui vescovi assunsero il titolo di Episcopus Sanctae
Agathae Gothorum et Suessulae.
Il toponimo di Suessula, che è riportato nella Tabula Peutingeriana, documenta che il sito nel
secolo X era ancora abitato e vitale.
Ma Suessola, dove esattamente si trovava.
L‟abitato, relaziona Sergio Cascella, “… è posto lungo la via Popilia ad uguale distanza (9 miglia)
tra Capua e Nola.
L’abitato (I.G.M. 184-I NE) aveva come linite al sud il Clanis, che scaturisce dalle Sorgenti
Minerali riportate in cartografia, e il Castello della Pagliara (Poggio Spinelli); ad ovest la strada
che unisce questa località con il Casale Pennino, dove a nord, nella zona di Grotta Reale, incrocia
un sentiero che, procedendo in direzione est-ovest, lambisce la Masseria Balzo per poi riunirsi, ad
est, con la succitata località delle sorgenti minerali. Questa delimitazione racchiude un’area più o
meno rettangolare di poco meno 1,500 km.q..
… Il sistema viario regolare che si può notare nell’area di Calabricito potrebbe agevolmente
essere interpretato come rete viaria antica fossilizzata. Sono presenti, infatti, 2 assi stradali
principali che vanno da est ad ovest: uno unisce il Casale del Pennino a Masseria Sgambato per
una lunghezza di circa 1,500 km., un’altra, parallela alla prima, parte dalle cosidette “ Sorgenti
minerali” e procede, attraverso l’area di Masseria Calabricito, interrompendosi nel punto in cui
incrocia una via che unisce questa strada a quella ad essa parallela (distanza btra i due assi ca.
150 mt.) con andamento ovest-est. Questi due assi stradali paralleli incrociano circa 18 strade
secondarie e perpendicolari e poste ad uguali distanze. In sostanza si viene determinando un
sistema viario con 2 decumani e 18 cardini che creano isolati di forma rettangolare con il lato
lungo orientato in direzione nord.”