File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



QSVD numero 4 .pdf



Nome del file originale: QSVD numero 4.pdf
Titolo: Presentazione standard di PowerPoint
Autore: Pelle

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® PowerPoint® 2010, ed è stato inviato su file-pdf.it il 06/07/2014 alle 19:34, dall'indirizzo IP 2.230.x.x. La pagina di download del file è stata vista 1033 volte.
Dimensione del file: 837 KB (15 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


La società GNAGNA EDITORE

presenta

NUMERO 4

L’esperienza della violenza di linguaggio
Essere divini significa essere un «essere» strano. A volte alienato, come
Drogo nella Fortezza Bastiani, a volte impotente (per rispetto di tutti non
faccio esempi), a volte incosciente. E, troppo spesso, indisponente.
E’ nato, a furor di popolo… Di cortile (se non cogliete lo zoologico
riferimento… Sono mortificato) una nuova dinastia: l’anziano saggio. Nelle
strade, nelle piazze (nei palazzi… E qui forse solo Freccia può capirmi)
osservano i lavori, con braccia giunte dietro la schiena e qualche rimbrotto
timido e sottovoce. Nella mailing list nostrana urlano, fragorosamente, come
un’eclisse di un pianeta che, di soppiatto, si adagia sul proprio infimo
satellite.
L’anzianità «ludica» si è trasformata in saggezza, la polemica in aforisma, la
considerazione in diktat. E il linguaggio, improvvisamente, è diventato
lapidario e disarmante.
Si era iniziato con l’inusitato attacco di Di Natale a questa pubblicazione,
ma soprattutto ai danni dei lettori che hanno espresso liberamente il proprio
voto, dall’alto della sua esperienza giornalistica reale (con qualche
«piccola» lacuna stilistica divina). La superbia che trasudava da quelle
parole scritte velocemente nero su bianco colmava nel primo articolo, in cui
si sottolineava il proprio prodotto, o perlomeno la continuazione del
pensiero, «uno spettacolo». Ah, ricordate gli anziani? Sì, loro sono anche
colmi di superbia, perché un attacco laterale viene ingoiato e rivomitato
frontalmente.
Guai a toccare un iscritto da più di 10 anni nel gioco. Un iscritto pulito, si
intende, non chi ha avuto un passato fosco e «doppionale».

E poco importa che quello stesso iscritto, al di là di liste cedibili con
giocatori in procinto di svernare in Russia o Arabia, scriva solo per
polemiche contro qualche desaparecido in ML e poi agli organi (forse al
singolare è preferibile) in ritardo di quasi 20 giorni. E, ben si intenda, è
obbligatorio il procedimento d’urgenza perché un personaggio di tale
tiraggio è obbligato ad avere una priorità tale da meritare una
considerazione differente.
Ma attenzione: ci sono anche giovani che paiono vecchi. Giovani che sono
stati i migliori in ogni campo (sportivo, giornalistico, presidenziale e
scopano meglio di te) e tu, stupido essere paraculato che devi ringraziare
Thor che sei qui dentro, devi prostrarti al suo passaggio. Perché lui ha vinto.
Lui ha ragione, sempre. Anche quando il potere lo perde ma dovrebbe
giungergli dall’alto, come uno spirito di qualche religione occidentale.

Sono troppo strette e inanimate le righe per poter proseguire nella
trattazione di chi mastica psicofarmaci scaduti o chi appoggia qualsiasi
personaggio oscuro, novello Shredder.
Vi salutiamo citando un autorucolo inglese, tale Charles Dickens: «Certi
vecchi sono come gli elefanti. Di tanto in tanto si eccitano e diventano
selvaggi».

Inghilterra e quella crisi che latita…
Lo spauracchio di tutti i presidenti ha un nome. Anglosassone. Perché,
diciamoci la verità, se un giocatore finisce in Francia, Spagna o Italia, bene
o male, si vende, e anche bene. Ma nella terra d’Albione… Si vende male e in
maniera nevrastenica.
La storia ci dice questo, e ci racconta il motivo: quanti giocatori arrivano in
Inghilterra rispetto a quelli che viaggiano in sensi opposti? Troppi, e un
mercato chiuso a 4 campionati come il divino si sbilancia, in maniera
preoccupante.
Eppure le inglesi, frutto probabilmente di sagaci presidenti che sanno ben
sfruttare le fonti pro-corazzate, fanno man bassa in Europa: Champion’s ed
Europa League sono rimaste a casa loro, come botti fragorosi in uno
squarcio di primavera inoltrata. Questo significa rispetto, applausi e soldi,
tanti soldi. Pensate all’Exodus, una delle nobili inglesi, che ha incassato in
questa stagione, solo di premi, qualcosa come 158 milioni, da far invidia agli
squadroni degli sceicchi.
Improvvisamente la stagione si è aperta con dei fragorosi botti nel «resto
del Divin» (basti pensare a Ibra in Francia, Messi, Benzema, Susaeta, Ramos
e Bacca in Spagna, Iturbe e Balotelli in Italia)… E dalla Regina?
Vi mostreremo che la situazione è molto meno preoccupante di un anno fa, e
lo dimostreremo non con complicati calcoli di cash-flow, ma tramite un
mercato reale che, per una volta, sorride alle squadre inglesi.
Così il riscatto di Cabaye genera un utile di 30 milioni, il 32enne Vidic un
assegno da oltre 12 milioni, il riscatto di Osvaldo altri 25, persino i quasi 10
di uno che ha deluso tutti come Luis Alberto.

Senza dimenticare i vari rumors su Suarez, Aguero, Jovetic, Nocerino,
Aspas, Torres, Cazorla, Lamela, Hernandez e Nani. Un mercato inglese che,
finalmente, può essere davvero protagonista in uscita. Il risultato è uno
solo: soldi, tanti, in entrata, con le uscite di giocatori star o ex top player
che non si sono confermati.
Qualcosa già è in via di movimento: lo dimostrano i 6.5 milioni per il prestito
di Borini, reduce da 7 gol reali in una squadra certamente non di prima
fascia, i 40 per Courtois, i 18 per Ander Herrera. Le cessioni eccellenti del
mercato reale non si sono ancora concretizzate, ma le squadre inglese,
finalmente quasi tutte in salute economica, attendono con golosità dei
tempi da superstar economiche europee, iniziando, da bravi imprenditori, ad
investire già ora i propri soldi che potrebbero arrivare da scommesse future.
Solo chi riuscirà a comprare a prezzi vecchi all’interno dei confini sarà il
vincitore. E il suo vantaggio competitivo rischierà di sconquassare
terribilmente i valori del campionato forse più equilibrato al vertice
dell’intero panorama divino.
Attenzione, quindi, ministri di Sua Maestà: la rivoluzione è alle porte.
Sappiate sfruttare fin da subito le ghiotte occasioni. Il mercato vi
gratificherà di plusvalenze a 7 zeri.

La rivoluzione silenziosa della serie C
Visto che a quanto sembra va di moda sparare proposte "ad minchiam",
come amava dire il compianto professor Francesco Scoglio, proviamo a
giocare anche noi proponendo il famoso "cosa va e cosa non va" nel Divin
Soccer Game e presentando scenari più o meno fantasiosi e più o meno
realizzabili all'interno del nostro amato gioco.
Parliamo nello specifico della Serie C, poiché da due settimane si insiste
sulla possibilità di reintrodurre il manager unico... Ma daaai (Parafrasando
un altro noto personaggio televisivo “pseudo sportivo”): invece di andare
avanti torniamo indietro? Il bello del Divin è la distinzione dei ruoli, istituire
il manager unico sarebbe un grosso passo indietro ed una sconfitta per il
Divin tutto.
E’ certo che la serie C vada modificata, per quanto a detta di molti sia
appetibile e lo si nota anche dagli acquirenti delle squadre all’asta, ma il
problema di fondo rimane: mercato bloccato, aste per giocatori spesso
inutili e a volte a cifre folli per la categoria, draft troppo lunghi e scomodi
sia per la gestione che deve lavorarci, sia per i presidenti che devono
pianificare la loro stagione.
E' per questo che proprio nella settimana appena passata i gestori hanno
annunciato di stare lavorando su modifiche sostanziali per snellire tutti i
procedimenti a partire dalla stagione 2015-2016.
Per ora è stato eliminato il draft, sostituito da una lista di scelte basate su
turni (una scelta a testa per ciascuna squadra), soluzione che sembra aver
riscosso il gradimento dei partecipanti.

In futuro i progetti prevedono in primis la necessità di automatizzare il tutto
seguendo la falsariga dei campionati professionistici ed in secondo luogo la
necessità di contenere i costi sostenuti dalle varie squadre.
La proposta è quella di inserire un sistema a crediti, ma il cogestore si è
dichiarato contrario in quanto un sistema simile fu adottato sotto la
gestione Pater diverse stagioni fa e con risultati poco apprezzabili.
Si pensa piuttosto di istituire un fondo cassa su base percentuale uguale per
tutti, da utilizzare per tutto l'anno in corso: se per ipotesi la percentuale
fosse del 10%, chi ha in cassa cento milioni potrebbe utilizzarne dieci per il
mercato stagionale mentre chi ne ha trenta potrebbe utilizzarne solamente
tre.
In questo caso è però il gestore ad essere dubbioso, ma la discussione va
avanti, il tempo a disposizione c'è e le idee non mancano.
Il tutto è però strettamente legato alle implementazioni su sito di tutte le
funzioni necessarie a gestire questa lega che, vogliamo ricordare, nasce con
lo scopo di essere formativa, ovvero una base di partenza per i nuovi iscritti
che si affacciano per la prima volta alla finestra del Divin Soccer Game e,
forse, pensata così bene che sembra essere di richiamo anche per iscritti di
lungo corso.

Nuovi moduli: mission… failed
C’era una volta un esperimento, uno dei tanti che Morelli, mosso a
compassione quasi caritatevole, aveva concesso ai propri Divini, come un
signore dell’Alto Medioevo mentre concede mezzo ettaro di prato arido ai
propri vassalli.
I nuovi moduli, quelli dove sei un allenatore «avanzato» e non ti rimane che
inserire un centrocampista, ma devi stare attento che sia un mediano destro
o un trequartista centrale, sono ad un passo dal naufragio, senza scialuppa.
Morelli non più tardi di un anno fa l’aveva preannunciato tra il serio, faceto e
la mezza parola: «ci sono già in C, nelle primavera e nei mondiali. Non sono
previsti negli altri campionati». E così sarà, ringraziando l’anonima fonte,
ormai imprescindibile nella sua lentezza e immobilità (escluso l’elefante di
prima vi ricorda qualcuno?), che prima ha tolto gli ID, su cui si fondavano i
«volti» dei calciatori divini, e quindi la propensione. Una pietra tombale
senza via d’uscita.

Eppure… la stessa fonte aveva rassicurato che sarebbe stati inseriti, nel
tourbillon dell’ecatombe delle certezze divine della scorsa estate. Calciatori
è clamorosamente crollato, nelle preferenze di qualsiasi appassionato di
calcio, fantacalcio e pure delle ombrelline di Imola o Le Mans.
Transfermarkt, con la C unica, sarebbe una soluzione immortale… Ma ne
parleremo a tempo debito su altri fogli.
I moduli oggi si fondano su un’idea cervellotica: freghiamocene di dove
gioca realmente e lasciamo la posizione al caso, tramite formula di excel.
Così mediani sono diventate ali e trequartisti centromediani metodisti.

Obiettivamente, una soluzione inquietante. Per ora, peraltro, abbiamo un DB
«antico» dove vengono riproposte le vecchie «propensioni»; ma nel futuro?
Ci affideremo sempre al caso?
Per quello questa «suddivisione» potrà rimanere in campionati «minori»,
perlomeno alla vista di Morelli, come serie C, di cui in realtà il gestore è
molto geloso, primavera e mondiale. Genererà divertimento, relazioni reali
con CT veri e posizioni… Finte.
Ecco perché la morte di trequartisti, mediani e attaccanti esterni è vicina.
Viste le consuete tempistiche di adattamento della gestione, il ritorno al
passato potrebbe voler significare un nuovo reset con conseguente
impantanamento di queste 3 competizioni. Perché il sito è vecchio, perché
la fonte è obsoleta, perché Simone deve essere pungolato da coccodrilli
corazzati per aggiungere motricità al suo incedere.
Ma ce lo siamo già detti troppe volte: per questo motivo torniamo a goderci
lo spettacolo dei lavori. Con le braccia dietro la schiena.

Il Divino che vorrei…
Così come Dante fece con la Divina Commedia, ieri sera mi sono
addormentato ed ho sognato un Divin Soccer Game nuovo.
Non c'erano solo i tre campionati esteri che conosciamo. C'era qualcosa di
nuovo, di fresco, un gioco dove Robben era in squadra con Trezeguet e
Jackson Martinez, dove gli iscritti venivano attirati dalla pubblicità sulle
radio locali e, catturati dai campionati meno appetitosi, venivano coinvolti in
una realtà completamente diversa da tutto ciò che oggi esiste nel web.
Ad oggi nella realtà abbiamo tre leghe estere ma le fonti per almeno altre
tre. Eliminiamo una bella fetta di CNI e creiamo un piccolo «All Star Game».
Nel Divino che vorrei esiste un campionato dove i giusti modificatori
permettono di creare una rosa di giocatori provenienti almeno da Germania,
Argentina e Portogallo vivacizzando il mercato e risparmiando tante
imprecazioni a chi vede Javi Martinez accasarsi a Monaco di Baviera ma
anche solo Brahimi passare il confine in seno alla penisola iberica.
Nel Divino che vorrei non ci sono procuratori assenteisti perché gli
investimenti fatti in pubblicità hanno ripagato gli sforzi portando un gran
numero di iscritti partecipi e propositivi che permettono alla comunità di
crescere con continuità.
Nel Divino che vorrei esiste una squadra di procuratori in grado di analizzare
le prestazioni dei propri assistiti e stipulare contratti obiettivi in base al
reale valore dei giocatori…
Già era proprio un sogno. Mi sono svegliato ed ho trovato i soliti campionati
ed i soliti introvabili ed avidi procuratori. Ma proprio come il sommo poeta
disse: "non ti curar di lor ma guarda e passa".

Messina’s sensation
Ed ecco l’ormai «consueto» intervista, questa volta ad un nuovo
iscritto, al secolo Antonio Messina. Sentiamo le sensazioni di chi è qui
da pochi giorni, con la curiosità di scoprire come vede noi «esseri
fantacalcistici strani»

Intervistatore: Antonio Messina, uno dei volti nuovi del divin estivo
2014. Lasciando per strada presentazioni varie che hai già fatto, com'è
il "tuo" Divin dopo alcuni giorni da semplice iscritto alla ML? Così te lo
avevano raccontato?
Messina: Devo dire bello, mi piacciono le discussioni a cui tutti
possono partecipare. Magari ancora qualcosa non la capisco ma penso
che fra un po’ di tempo questo problema sarà superato: non vedo l'ora
di iniziare e potere partecipare. Per quanto riguarda la seconda
domanda, penso che sia pure meglio di come me lo raccontavano,
infatti mi sembra molto dinamico e non ci si ferma mai e per me che
sono un appassionatissimo di calcio è meraviglioso

I: Negli scorsi giorni hai chiesto in mailing list quale fosse il ruolo
ideale per un neoiscritto, "idealità" che fondamentalmente non esiste.
Hai riflettuto su cosa fare da grande non appena verrà creato il tuo file
personale?

M: Io vorrei fare il presidente ma la mia paura è che può essere un
ruolo difficile come inizio, quindi alla fine forse deciderò di fare il
procuratore, ma forse… Perché quello che a me piace è costruire una
squadra e poi vincere

I: Hai già preferenze di campionato o sei disposto a studiare anche un
campionato come quello francese che è meno conosciuto ai più?
M: Mi piacciono molto i campionati stranieri, in particolare quello
francese mi interessa: lì ci sono tanti giovani che stanno crescendo
molto bene

I: Volendo c'è una squadra senza presidente in Francia, gli
Stratocaster. Da ristrutturare ma può essere una buona palestra.
Cambiamo discorso... Sei da alcuni giorni ormai in ML e avrai visto
qualche polemica. In tutta onestà... Che idea ti sei fatto del "clima"
che si respira?
M: Mah... Mi sembrano normali: c‘è sempre qualcuno che si sente
derubato. Ma se ci sono delle regole devono essere rispettate ed è
giusto così. Chissà se toccherà a me come potrò reagire

I: Facci il nome di una "personalità" che ti ha colpito in modo
particolare, e perché
M: Non saprei, così di botto ti dico Mauro Gonzato perché mi sembra
molto attivo nelle varie discussioni ma è solo un impressione: sono da
troppo poco tempo e ancora un'idea precisa non me la sono fatta su i
vari personaggi

I: Immagina di aver comprato una squadra. Hai investito diciamo il 30%
del tuo patrimonio. Raccontaci i primi passi che faresti, i progetti che
hai in mente, la scelta dell'allenatore...
M: Aaah mi sembra di essere ad un esame! Bisogna vedere com‘è
composta la rosa, se ci sono dei top player allora posso stare
tranquillo cercando di trovare buoni calciatori a poco prezzo; se invece
non ci sono top player cercherei di prenderne almeno uno. Per
l'allenatore non so: pensavo di farlo io nel caso riuscissi a prendere
una squadra straniera

I: Dove vedi Antonio Messina all'inizio della stagione 2016-17 del Divin?
M: Nel 2016 spero di essere vivo, magari lavorare e non avere il tempo
di occuparmi del Divin!

I: Ok. Grazie mille per il tuo tempo e... Buon Divin!
M: Speriamo in bene! Ciao Ciao

Il contro - editoriale
Stavo rileggendo la bozza del giornale quando su un mio articolo mi sono
fermato per un secondo e, chissà per quale strano motivo, mi sono chiesto:
ma chi leggerà questo pezzo capirà se l'ho scritto io oppure penserà che è di
un altro dei redattori?
E subito mi è tornato alla mente l'appunto ricevuto qualche giorno fa sul
perché non firmare gli articoli.
Su questa domanda mi sono soffermato per qualche istante e sono giunto a
conclusione che tutto sommato è giusto così. E' vero, siamo una squadra, le
responsabilità, i meriti ed i demeriti sono di tutti in egual misura, ma non è
questo il punto che rende corretta una scelta.
Ho fatto un tuffo nel passato quando da intervistato o da intervistatore ho
avuto a che fare con diversi giornalisti, ognuno con il suo stile, le sue idee e,
perché no, le sue fissazioni ed ho inevitabilmente espresso dentro di me un
giudizio o se volete una preferenza verso l'uno piuttosto che verso l'altro.
Ma a proposito di fissazioni: come noi giornalisti abbiamo le nostre, anche
voi lettori le avete ma soprattutto avete le vostre preferenze che vi portano,
non tutti sia chiaro, a leggere un articolo perché l'ha scritto Falivene
piuttosto che Pellegrini o Gentile o a non leggerne un altro perché lo stile di
Falivene proprio non vi piace o le interviste di Gentile sono decisamente
noiose.
Noi invece vogliamo che voi abbiate modo di valutare tutto il nostro prodotto
senza soffermarvi sul chi ha scritto cosa, vogliamo che almeno ci proviate e
magari rimaniate sorpresi, nel bene o nel male che sia.
Ad esempio in questo numero avete trovato editoriale e contro editoriale:
due stili completamente diversi, ma sareste pronti a scommettere tutto il
vostro patrimonio divino che sono stati davvero scritti da due personaggi
distinti? Anche questo fa parte del bello del giornalismo divino.

SALUTI E RINGRAZIAMENTI
Ringraziamo in ordine sparso:





Gentile, che ormai è di casa qui e forse è arrivato il momento di non
salutarlo più
Messina, perché si è sobbarcato una bella intervista fiume
Tutti i lettori, votanti o no, che ci danno la forza di continuare
Last but not least… La Gnagna

Ecco il primo dei numeri «diversi». Abbiamo cambiato stile, che si
confà molto di più al nostro modo di essere ed interpretare il divino. Già
sappiamo che qualcuno non gradirà ma… lo avevamo detto che si
trattava di numeri di «assestamento». Alla fine sono stati ben 3, perfino
contro le nostre previsioni. Speriamo di andare avanti a lungo, finché le
ferie non incomberanno. Fino ad allora speriamo di allietare qualche
minuto di vostra lettura.

Se avete gradito il prodotto, avete critiche, suggerimenti o tirate
d’orecchie non siate timidi e scriveteci pure in privato a:
superskunk@divin.it e fali91@hotmail.it
Se poi da lunedì alle 00.01 a mercoledì alle 23.59 vi avanzano 5 minuti,
potete anche votarci sul sito che male male non ci fa…


Documenti correlati


Documento PDF qsvd numero 3
Documento PDF qsvd numero 1
Documento PDF qsvd numero 4
Documento PDF qsvd numero 2
Documento PDF il cantar bene numero 15
Documento PDF la sveglia numero 4 aprile 2014


Parole chiave correlate