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ES 7 8 Luglio Agosto 2014 web.pdf


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Convenzione sul
controllo analogo Cogesa,
parola alla Commissione
I soci non sottoscrivono il documento presentato da Sulmona
e delegano una squadra per eventuali osservazioni.
De Crescentiis: “Entro agosto approvazione nei rispettivi Consigli”.
Goti sostiene la presenza del criterio della prevalenza dell’attività
sui soci: “Il Tar ha sbagliato”

L

e parole della minoranza,
in Commissione ambiente
a giugno e successivamente in
Consiglio comunale, risuonano
quasi come una premonizione.
Alcuni consiglieri di opposizione
lo avevano annunciato che l’iter
di approvazione della Convezione
Cogesa avrebbe potuto subire
un blocco tale da ritardare le
procedure di esternalizzazione
del servizio rifiuti per Sulmona.
Nell’assemblea dei soci, avvenuta
l’11 luglio scorso, in effetti, il

4

ES - LUGLIO/AGOSTO 2014

primo cittadino, Peppino Ranalli,
non è riuscito a far sottoscrivere
il documento e l’incontro si è
concluso con la formazione di
una Commissione paritetica
(composta dai sindaci di Sulmona,
Pratola, Campo di Giove, uno
della Valle Subequana e vari tecnici)
che si è riunita già in due incontri
per analizzare la Convenzione
presentata dall’amministrazione
sulmonese ed apportare eventuali
modifiche. L’esternalizzazione
del Cogesa, quindi, potrebbe

slittare ancora. «Ci siamo dati tempi
stretti -spiega il primo cittadino di
Pratola, Antonio De Crescentiismassimo due riunioni, entro agosto,
e poi tutti i Comuni dovranno
approvare il documento in
Consiglio comunale». Prima, però,
il documento dovrà essere ratificato
dall’assemblea dei soci. Sui ritardi
che si vanno accumulando la
pensa diversamente l’assessore
all’Ambiente del Comune di
Sulmona, Stefano Goti, ancora
fiducioso che l’iter volga al termine
agli inizi di agosto. «Il gruppo di
lavoro ha verificato se ci sono i
mezzi per avviare un controllo
più serrato del Cogesa -spiega
Goti- ed effettivamente hanno
riscontrato che all’interno c’è
tutto visto che le modifiche
apportate sono state minime».
Dubbi erano scaturiti dalla
sentenza del Tar con la quale è
stato bocciato, il 10 luglio,
l’affidamento in house del
comune di Castel di Sangro al
Cogesa sotto ricorso della Undis
Servizi srl, altra azienda del
settore. Le motivazioni alla base
della decisione del tribunale
amministrativo sono ricondotte
all’assenza, al momento, di un
reale controllo analogo congiunto
e alla non prevalenza dell’attività
del Cogesa (società pubblica e
partecipata) nei confronti dei
suoi soci, 37 Comuni in tutto,
attualmente ferma al 55 per cento
di contro l’80 richiesto dalla
normativa europea (diventata di
riferimento dopo l’abrogazione,
per incostituzionalità, della legge
italiana). Se sul primo punto