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LETTERE E COMMENTI 17

Martedì 26 agosto 2014

DE TOMASO

CHE AMBIENTE FA

Il mal Comune di bussare...
l’impoverimento generale. Al posto di Renzi
ci presenteremmo in tv non solo per dire al
i preannuncia un giro di vite sulle Paese la verità sui conti pubblici, ma per
detrazioni fiscali, il che non farà invitare tutte le istituzioni, dai Comuni ai
felici molte famiglie: lo stop alle ministeri, a cambiare registro, cioè a ridetrazioni equivale a un automa- sparmiare a più non posso, perché il ricorso
tico aumento del prelievo tributario. Pun- ai balzelli sui cittadini non può durare
all’infinito.
to.
Invece, dai Comuni ai ministeri, l’andazIl tam tam della vigilia non esclude un
intervento sulle successioni e sulle dona- zo sprecaiòlo non si ferma. Anzi, più un’iniziativa è superflua, più
zioni tra genitori e figli,
ottiene risorse pubbliin gran parte detassate
che. I giornali sono piedal governo Berlusconi di casi di spreco
ni. Ma il giro di vite su
compulsivo: dalle feste
queste altre agevolaziopaesane ai convegni
ni è sinomino di rialzo
più bizzarri. Solo nei
della pressione fiscale.
servizi telefonici è staForse, il 29 agosto la
ta individuata una
casa non sarà più presa
sprecopoli da un midi mira (dopo le miciliardo di euro: basti didiali stangate negli ulre che la chiamata da
timi due anni). Ma sarà
un ufficio pubblico couna magra e beffarda
sta il 71% in più.
consolazione. Quello
Alcuni sindaci, poi,
che non farà lo Stato
amministrano i loro
centrale, lo faranno i
territori come cacicComuni sempre più inchi, per usare la tergordi e insaziabili. La
minologia in voga
Tasi sarà l’incubo dei BCE Il presidente Mario Draghi
qualche lustro addieprossimi mesi e contribuirà ad abbattere vieppiù i valori degli tro. Ci sono situazioni in cui l’intervento dei
privati nella realizzazione delle opere pubimmobili.
Sindaci e amministrazioni fanno orec- bliche dovrebbe essere benedetto come un
chio da mercante. Sono convinti che le usci- regalo piovuto dal cielo. Invece, certi amte finanziarie dei loro enti costituiscano una ministratori provano quasi piacere nel met«variabile indipendente». Fanno finta di tere i bastoni tra le ruote, nell’ostacolare
ignorare che nessun pasto, anche il più mi- iniziative a costo zero per le casse pubbliche.
Che poi i servizi facciano acqua. Che poi il
surato, viene elargito gratis et amore Dei.
A tutti piace fare bella figura, soprattutto turismo perda colpi; che poi l’offerta inspendendo i soldi degli altri. Ma arriva il frastrutturale assuma connotati da Terzo
momento in cui bisogna fermarsi, pena Mondo; che poi il brand di una località
>> CONTINUA DALLA PRIMA

S

prestigiosa vada in malora, a loro poco importa. L’importante per chi dispone del potere è tassare e tartassare, l’importante, per
capirci, è aumentare la rendita catastale,
anche quando la quotazione immobiliare
risulta dimezzata a causa della crisi economica e delle addizionali a getto continuo.
Cosicché l’anno in cui lo Stato colpisce la
casa, non la colpisce il Comune. E viceversa:
l’anno in cui il Comune prende di mira gli
immobili, non lo fa il Comune. Un bel gioco
delle parti che ha contribuito non poco ad
affondare l’economia italiana. Sembra quasi che i risparmi dei cittadini siano risorse
collocate solo provvisoriamente nella disponibilità dei legittimi titolari, e che quando i
poteri pubblici ne hanno bisogno se ne approprino senza particolari problemi di coscienza.
Ma uno Stato non può funzionare così.
Idem Regioni e Comuni. Il principio di responsabilità deve essere il cardine su cui si
fonda il patto fiscale tra istituzioni e popolazione. Anche il linguaggio dev’essere
fondato sul senso di responsabilità. Per cui,
non si deve dire, furbescamente, che le tasse
non sono state ritoccate in caso di abolizione delle detrazioni fiscali, perché sarebbe come sostenere che un malato non ha la
febbre solo perché un termometro guasto è
bloccato a 36.
Speriamo dunque che lo «Sblocca Italia»
non sia il sequel di tutte le manovre e manovrette del passato. Altrimenti, riprenderà
la litania: Draghi che invoca tagli alla spesa,
il governo che invoca tagli (solo) alla lingua
del super-governatore di Francoforte. E la
giostra tassaiòla comincerà un altro giro.
Giuseppe De Tomaso
giuseppe.detomaso@gazzettamezzogiorno.it

TONDO

Politici, dovete fare un bagno...
>> CONTINUA DALLA PRIMA

I

nvece, piace ai nostri politici la fuga nella fantasmagoria e
nella retorica. E’ più facile una frase propagandistica e
infiammata che una riflessione corretta e ben fatta. La tifoseria politica sempre più sconcertata e massimalista non
vuole saperne delle origini e delle ragioni stratificate della deriva
dell’Italia, ormai ai margini dell’Europa evoluta, ma preferisce le
illusioni e soprattutto aspetta il capro espiatorio di turno da
sacrificare per ottenere un equilibrio momentaneo, scaricare tensioni e approfondire il fossato dell’irrazionalità. Illusioni e vittimismo sono le malattie micidiali del Mezzogiorno che via via, in
ogni frangente storico significativo, hanno sconfitto e seppellito le
elite moderne ed europee minoritarie. I politici amano (pericolosamente) allargare i confini del baratro, cercando di garantirsi
il sostegno dei gruppi sociali ed economici legati alla promessa di
spesa pubblica invece di affrontare con sincerità e passione la
strada più ardua del dialogo razionale, fecondo e difficile.
Gli esponenti che si candidano alle elezioni non devono giocare
col fuoco. Farebbero bene a riflettere su quello che dicono. Nessuno
vuole una campagna elettorale modello Prima Repubblica e Tribuna elettorale; il duello politico democratico deve essere duro e
vero, ma sui contenuti e sui problemi. Il valore della democrazia è
nella grande considerazione del cittadino la cui dignità è la base
stessa della politica. Informarlo e comunicare correttamente sui
complessi problemi è un dovere primario senza il quale la democrazia degrada e diventa qualcosa di diverso: Stato autoritario e
clientelare, discrezionale e non prevedibile, con la violenza che
viene usata per spaventare le persone. E’ il rischio incombente del
Mezzogiorno, la cui vastità è sempre più preda della subcultura
assistenziale.
Illusioni, retorica e spesa clientelare sono le facce della stessa
medaglia. Leggendo le dichiarazioni dei candidati fin qui annunciati e ascoltandoli si registra una fuga continua dalle responsabilità. La politica densa di valori, come l’arte e la letteratura, ma la stessa economia non ne è esente, ha bisogno di
essere pensata e ripensata. Per rendere fecondo il dibattito il
pensiero umano deve agire in profondità per gustare la bellezza
delle idee da coltivare come fa la mucca quando rumina il suo pasto
senza stancarsi per assimilarlo meglio.. Decidere senza pensare e
conoscere, diceva Einaudi, è veramente pericoloso oltre che dannoso. Per questo, sosteneva Moro, la politica è anche ricerca. La

velocità, oggi, è tutto. Renzi docet. Lo dicevano i futuristi che con il
loro attivismo metropolitano annunciavano i bagliori delle guerre
e l’irruzione delle macchine distruttrici.
E’ più facile promettere spesa pubblica che impegnare e sollecitare l’opinione pubblica sulla necessità di organizzare quadri
legali coerenti e prevedibili. Dare una mancia elettorale, come è
successo nell’ultima seduta del consiglio regionale (come ha riportato la Gazzetta), è molto più produttivo sul piano elettorale e
clientelare rispetto al governo della legge dello stato di diritto. Ma
sappiamo che questa è la strada maestra dei Paesi più civili e più
sviluppati. Le scorciatoie clientelari conducono all’inferno del
sottosviluppo.
Quando nel 1970 i primi e più importanti presidenti di regione,
appena eletti per la prima volta, pensavano al futuro immaginavano con ottimismo a regioni di alta amministrazione con leggi
razionali e generali in grado di sollecitare l’intelligenza e la
passione degli italiani al lavoro e all’impegno. Il presidente della
Lombardia, Piero Bassetti, sognava una vera fase costituente
dell’Italia finalmente approdata alla democrazia compiuta. Ma
anche allora hanno vinto le illusioni: i politici hanno percorso la
strada delle promesse facili e dello scambio; molti cittadini hanno
accettato la copertura assistenziale pensando così di migliorare le
proprie condizioni di vita. Fino a quando tutti non siamo stati
costretti al brusco risveglio. Di fronte non abbiamo molte strade.
La prima, molto breve, è liberarci dalla retorica della Puglia che
eccelle. Anche se non mancano storie di successo, dobbiamo
diventare più seri: i politici dicano con competenza e studio le
differenze spesso abissali tra i nostri standard e quelli, non diciamo della Baviera o della Corinzia, ma di regioni intermedie
come il Veneto e l’Emilia; pongano con rigore i problemi e facciano
appello, anche questo non retorico, alla collaborazione dei cittadini per recuperare i nostri ritardi, area per area, impresa per
impresa, scuola per scuola, ospedale per ospedale. Ritardi tecnologici, ma anche di capacità valutativa. E soprattutto dicano che
per fare questa strada non servono tanti soldi, ma buone pratiche,
cultura, scienza e ardore per il proprio Paese e la propria regione.
Invece di distribuire soldi in mille rivoli imparino a essere europei,
a misurare le politiche con i risultati concreti abbandonando
l’inferno di uno scontro combattuto con lo schema dell’amico/nemico oggi presentato con il moralistico e inconcludente onesto/disonesto.
Tonio Tondo

di GIORGIO NEBBIA

Perché dire grazie
all’ingegner Cowper

N

ei vari dibattiti sull’inquinamento dovuto allo stabilimento siderurgico di Taranto più volte è stata citata
una apparecchiatura ausiliaria degli altoforni chiamata “cowper”, un ingegnoso sistema inventato
nell’Ottocento al fine di risparmiare energia e di evitare la dispersione del calore nell’ambiente. Non siamo stati i primi a pensare al risparmio energetico e a pensare come produrre merci e
manufatti cercando di consumare meno materie prime e meno
energia, anzi alcune innovazioni “ecologiche” furono applicate
proprio nell’industria più inquinante, quella del carbone e dell’acciaio. Nella metà dell’Ottocento l’acciaio si produceva già, come
del resto si fa ancora oggi, partendo dai minerali di ferro, costituiti da ossidi di ferro nei quali il ferro è combinato con l’ossigeno. I minerali sono scaldati ad alta temperatura insieme a
carbone coke, prodotto nel reparto della cokeria, uno dei più
inquinanti dell’intero processo siderurgico. Qui il carbone fossile,
l’altra materia prima del processo, viene scaldato ad alta temperatura in assenza di aria; circa tre quarti del carbone si ritrovano sotto forma di una massa porosa solida ricca di carbonio,
il coke, appunto; il resto del carbone originale si libera sotto
forma di polveri, sostanze organiche varie e gas. Il carbone coke
viene miscelato, “agglomerato”, col minerale di ferro e con calcare in speciali reparti che i cittadini di Taranto ben conoscono in
quanto fonti di agenti inquinanti fra cui le diossine dovute all’inevitabile presenza di cloro nei vari ingredienti della miscela. A
questo punto l’agglomerato viene caricato dal foro superiore
dell’altoforno, un lungo tubo verticale nel quale contemporaneamente viene introdotta, dal basso, una corrente di aria calda, il
“vento”. Attraverso complesse reazioni chimiche, il carbonio
“porta via” l’ossigeno degli ossidi di ferro dai quali si libera un
ferro greggio, impuro di carbonio, la ghisa, che diventerà poi
acciaio in altri reparti della fabbrica. In tali reazioni si forma una
miscela di gas caldi, costituiti da anidride carbonica, ossido di
carbonio, idrogeno e altre sostanze che all’inizio venivano perdute
nell’aria; poi si è scoperto che alcuni di questi gas erano combustibili e potevano essere bruciati per fornire una parte
dell’energia al processo. Qualcuno aveva proposto di far passare i
gas caldi entro tubazioni circondate dall’aria del “vento” da preriscaldare ma il sistema non era efficiente. La vera soluzione fu
trovata da un ingegnere inglese, Edward Alfred Cowper, nato nel
1819 a Londra e figlio di un professore di ingegneria meccanica. A
quattordici anni Edward era stato mandato a lavorare in una
officina e mostrò subito una grande attitudine all’innovazione e
alle invenzioni; ancora giovanissimo aveva fondato l’associazione
britannica degli Ingegneri Meccanici nelle cui riunioni gli inventori e gli ingegneri riferivano e rendevano pubblici i risultati
delle loro scoperte.
RECUPERO -Nel 1857 Cowper affrontò con successo il problema
del recupero del calore dei gas d’altoforno; il materiale più umile
che ci sia, il mattone, quando è scaldato ad alta temperatura
restituisce lentamente all’ambiente circostante il calore immagazzinato. Su questa proprietà è basato il funzionamento della
“torre” che porta il suo nome: si tratta di un grande tubo metallico verticale pieno di mattoni disposti in maniera alternata, in
modo da lasciare lo spazio per la circolazione dei gas. I gas caldi
provenienti dal foro superiore dell’altoforno entrano dal fondo
della torre, passano attraverso la massa dei mattoni, li scaldano ed
escono freddi dalla parte superiore della torre. A questo punto i
mattoni hanno immagazzinato gran parte del calore dei gas e il
ciclo viene invertito; l’aria fredda esterna (il “vento”) passa attraverso la massa di mattoni caldi, si riscalda e viene immessa
nell’altoforno, con cicli alternati. Negli stabilimenti siderurgici le
torri “cowper” sono a coppie: una viene riscaldata dai gas provenienti dall’altoforno e l’altra è percorsa dal “vento” che si preriscalda prima di entrare nell’altoforno. Il dispositivo permise
ben presto di produrre una tonnellata di ghisa consumando 400
chili di carbone meno di prima. All’instancabile Cowper si devono
molte altre invenzioni. Sempre nel campo del risparmio energetico, che era un problema già nell’Inghilterra della metà dell’Ottocento, come lo è per noi oggi, Cowper inventò un recuperatore
del calore per le locomotive ferroviarie che fece diminuire molto i
consumi di carbone a parità di chilometri percorsi. Aveva appena
diciotto anni, nel 1837, quando aveva inventato un dispositivo di
allarme per l’arrivo dei treni; si era all’alba della diffusione delle
ferrovie e Cowper pensò di mettere sulle rotaie una piccola cartuccia; il rumore dell’esplosione che si verificava al passaggio del
treno avvertiva i casellanti che dovevano abbassare le sbarre dei
passaggi a livello anche quando la fitta nebbia impediva di vedere
il treno in arrivo: in questo modo i treni potevano viaggiare più
rapidi e sicuri e diminuivano gli incidenti. A Cowper, che morì nel
1893, si devono innovazioni nella costruzione di ponti metallici, di
rotaie ferroviarie, l’invenzione di una telescrivente e di macchine
per la stampa e l’invenzione della pedivella, la ruota dentata su
cui scorre la catena della bicicletta, il perfezionamento che fece
uscire la bicicletta dalla sua infanzia. I lettori che usano questo
ingegnoso e utile mezzo di trasporto ecologico, non inquinante,
nel pedalare dicano grazie all’ingegner Cowper.


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