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Viaggio in Russia sulle piste dei nostri soldati art.1 .pdf



Nome del file originale: Viaggio in Russia sulle piste dei nostri soldati art.1.pdf
Titolo: Pizza camp imp

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Franco La Guidara

Viaggio in Russia
sulle piste dei nostri soldati

Gente - Gennaio 1963

Franco La Guidara
1945

Questa è la storia di milioni di uomini, che
dal 1941 all’inverno del 1943 combatterono
in Russia la guerra più tragica contro i mezzi
corazzati, il gelo, la fame. È la storia di sacrifici così forti e innumerevoli da sembrare
inverosimili.
Primo fra gli scrittori indipendenti della
stampa mondiale, Franco la Guidara ha
ripercorso, dopo vent’anni dalla fine della
guerra, le piste sovietiche e ha parlato con
centinaia di testimoni allo scopo di offrire un
quadro obiettivo della campagna sul fronte
russo con particolare riferimento all’Armata
italiana, che fu sempre generosa verso i civili ed i prigionieri nelle zone occupate.
La Guidara ha compiuto in auto un viaggio
singolare a Kiev, Kharkov, sulle piste del
Volga e del Don fino a Stalingrado.
Dall’esperienza di questo viaggio è nato
«Ritorniamo sul Don» un’epopea che sbalordì
lo stesso nemico, poiché se agli italiani
mancò in Russia la fortuna, certamente non
fecero difetto il coraggio e l’eroismo.
Molti di loro sono tornati, moltissimi sono
rimasti laggiù, inghiottiti dal grande gelo e
dalle nebbie di una sorte che non è stata mai
chiarita del tutto.
Ai caduti, ai dispersi, alle loro famiglie, ai
reduci della Campagna di Russia, Franco La
Guidara dedica queste pagine dopo aver
ripercorso gli itinerari del CSIR e dell’ARMIR
alla ricerca delle memorie lasciate dai nostri
soldati. Egli ha parlato (e non gli è stato facile) con operai e contadini che hanno conosciuto gli italiani in grigioverde. Senza fini
politici né polemici ha visitato le città e i villaggi che furono le stazioni del Calvario delle
nostre divisioni. I fatti, quasi incredibili, spogliati da ogni retorica, sono raccontati nella
loro assoluta e drammatica autenticità.

La campagna di Russia è uno dei temi più ricorrenti nei quadri di Franco La Guidara che però, sperimentando tecniche, colori e soggetti sempre nuovi, riesce a creare, in
ogni suo dipinto, immagini e sensazioni diverse.
In «Rosso sulla neve» l’artista illustra uno dei momenti
più tragici della ritirata degli italiani dalla terra sovietica: qui sugli uomini incombono i famelici lupi e nella
deserta steppa la colonna dei disperati è circondata da
un deserto di ghiaccio e neve.
Franco La Guidara intinge però il pennello nella speranza e crea all’orizzonte un meraviglioso sole, sinonimo di
salvezza, e una foresta di leggiadri fusti – come un
miraggio – che proiettano le proprie ombre sulla rossa
neve e creano una stella, un punto fermo da raggiungere
per avvicinarsi ancora un po’ al tepore di un’isba.
Abbandonando, come di consueto, gli usuali canoni pittorici, l’artista dipinge il cielo con gli occhi della fantasia e
gli conferisce un aspetto intensamente drammatico e allo
stesso tempo dispensatore di bene. Il rosso che domina
anche i riflessi sulla neve, è rosso di sangue ma è anche
il colore di una speranza che si accende e illumina il
cammino dei nostri soldati.


Con questi versi in «Odissea ‘43 nella steppa russa»
Franco La Guidara conclude la struggente lirica «Per
quale via?»

«Vogliamo una tregua»,
è un sussurro.
«Chiediamo una tregua
per limitare il disastro!»
è un urlo.
«Siamo stanchi del male»,
è una disperata preghiera.
«Pace! Pace!»
La natura mendica pace.
C’è chi non dispera.

Ma è rosso sulla neve
rosso sui tetti delle foreste
rosso sulle piste infangate
rosso sulle case vuote
rosso sugli uomini armati
rosso sui cannoni
e sugli uomini proni.
Rosso sulla neve - 1991 (62x100 – olio su pioppo)


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