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Bloodline Magazine numero 2 anno 2° 2014 .pdf



Nome del file originale: Bloodline Magazine - numero 2 - anno 2° - 2014.pdf

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IKC – BLOODLINE MAGAZINE – IKC

Informatore zootecnico organo ufficiale
dell'Independent Kennel Club
Presidente IKC:
Daniele Santoni
Direttore Responsabile & Art Director:
Daniele Santoni
Hanno collaborato:
Mimmo Labianca
Daniele Piacentini
Sonia Paternesi
Daniele Santoni
Indirizzo per la corrispondenza:
Bloodline Magazine
c/o Daniele Santoni
Via Arno 2
00040 – Rocca Priora (RM)
Nota dell’editore
I concetti e le opinioni espresse negli articoli dai collaboratori
non sono necessariamente quelli dell'IKC o della rivista, per cui
non ci assumiamo nessuna responsabilità al riguardo.
Nota per i collaboratori
Bloodline Magazine garantisce l’integrità degli articoli inviati,
tranne eventuali piccole correzioni che non influiranno
sull’articolo stesso, i quali devono pervenire tramite e-mail con
foto esplicative e firmati dall’autore. Bloodline Magazine si
riserva il diritto di accettare o rifiutare qualsiasi articolo non
inerente gli argomenti trattati dalla rivista stessa o contrari
all'etica e i principi dell'Independent Kennel Club.

IKC - BLOODLINE MAGAZINE - IKC

Editoriale

I tempi cambiano, le persone cercano emozioni nuove e anche in
cinofilia si respira, ormai da parecchio tempo, aria di
cambiamenti epocali. Entrando nello specifico del nostro discorso,
posso dire di essere dello stesso parere di chi pensa che le
performance richieste nei cani da lavoro sono cambiate rispetto al
passato e, sicuramente, PER ALCUNE DI QUESTE RAZZE, sarà difficile
tornare allo standard di perfezione originario. Però sono anche
con chi scrive che è possibile avere delle "buone performance" in
chiave selettiva moderna, anche se è mia personale convinzione che
questo possa realizzarsi solo per ALCUNE RAZZE e quindi solo per
gli SPECIFICI IMPIEGHI ad esse collegati. In definitiva, sono
consapevole del fatto che i miei SBT (tanto per fare un esempio
pratico) non sono più testati per il loro game come nel passato, e
che quindi su questo carattere genetico non possono essere
paragonabili a quelli di 100 anni fa, però penso che oggi il
"grado di espressione del game" in un Bulldog non può essere
l'unico parametro di valutazione perchè l'utilizzo che si fa di
questi cani, così come le condizioni sociali in cui si trovano a
vivere, è drasticamente mutato negli ultimi sessanta o settanta
anni. Ora, chiederci se questa situazione sia "buona" o "cattiva",
è come chiederci se era meglio la vita al tempo dei nostri
bisnonni rispetto a quella che conduciamo noi oggi, ed è scontato
capire che una risposta assoluta a certe domande non può esistere,
perchè ogni epoca porta con sè cose positive e altre negative,
senza contare il fatto che i gusti e le necessità delle singole
persone sono molto diverse tra loro per poter mettere tutti
d'accordo.
Quindi
amici
allevatori,
invece
di
lagnarci
continuamente (come fanno già in troppi) rimbocchiamoci le maniche
e godiamoci, migliorandolo il più possibile tramite la scienza
selettiva moderna, il patrimonio cinotecnico che abbiamo ora,
senza vivere di ricordi o perdendoci il presente per paura di un
futuro ancora lontano.
Daniele Santoni

Pubblicità su Bloodline Magazine

E' possibile aiutare nel suo lavoro di informazione zootecnica
Bloodline Magazine tramite l'inserimento di piccoli annunci
pubblicitari a pagamento.
P.S. Per gli allevatori
ulteriore sconto del 10%!

con

Affisso

IKC

verra

effettuato

1/2 pagina a colori x singola uscita: 30 €
1 pagina a colori x singola uscita: 50 €
1/2 pagina a colori x l'intero anno (minimo 3 numeri): 80 €
1 pagina a colori x l'intero anno (minimo 3 numeri): 150 €
Per ogni info contattare il numero 333-4119930

Opera prodotta per l'IKC dall'artista Rocca Mirco

un

IKC – INDEPENDENT KENNEL CLUB – IKC
TAG TEST MASOR & PROVA IN TANA
28 Settembre 2014
Giudici IKC della giornata
Enrico Casucci & Daniele Santoni
Presso il vivaio "Passione Natura"
di Enrico Nardin (335-7316628)
Via Nettunense km 25,800
Località Campo di Carne (Aprilia)
Classi di iscrizione (maschi e femmine):
Giovani (dai 10 mesi ai tre anni di età)
Contributo iscrizione: 30 euro un cane – 25 euro a soggetto per
due o più cani iscritti a nome dello stesso proprietario

Adulti (dai tre ai sette anni di età)
Contributo iscrizione: 30 euro un cane – 25 euro a soggetto per
due o più cani iscritti a nome dello stesso proprietario

Premi:
Attestato di partecipazione a tutti gli iscritti & diploma di
superamento del TAG test IKC per i soggetti che superano il test

IMPORTANTE:
E' possibile iscrivere i cani direttamente sul
luogo della prova entro le ore 9:30 AM, ma è
INDISPENSABILE LA PRENOTAZIONE perchè saranno
ammessi un massimo di 20 soggetti.

Controlli ufficiali IKC:
Sul posto sarà presente il veterinario ufficiale IKC, il Dottor
Pietro D'Agostino che per l'occasione eseguirà i controlli
sanitari per treno posteriore, ginocchio, treno anteriore e cuore
a prezzi scontati per tutti i presenti. I controlli saranno
protocollati dal registro e saranno UFFICIALI.
I prezzi saranno:
A) Controllo arti posteriori + ginocchio - 35 euro a cane, 30 euro
per due o più cani dello stesso proprietario.
B) Controllo arti anteriori + cuore - 40 euro a cane, 35 euro per
due o più cani dello stesso proprietario.

IMPORTANTE:
E' possibile pagare la visita ufficiale
direttamente sul luogo ma è INDISPENSABILE LA
PRENOTAZIONE perchè saranno ammessi alle visite un
massimo di 20 soggetti.
Norme di comportamento IKC:
L'entrata è gratuita per tutti gli spettatori, tesserati e non
tesserati IKC. Come sempre è richiesta da parte di tutti i
partecipanti e gli spettatori presenti la massima serietà,
educazione e rispetto verso lo staff, i giudici e il campo
ufficiale della prova IKC, nonchè il controllo totale dei
soggetti presentati al test. Per chi iscrive uno o piu soggetti
(anche solo alla visita veterinaria) è importante portare con sè
la fotocopia del (o dei) pedigree e il libretto sanitario. Si
consiglia vivamente il trasportino. Tutti i trasgressori alle
regole IKC saranno immediatamente allontanati dal luogo della
prova dal nostro servizio d'ordine.

Prenotazioni e informazioni:
Per ogni tipo di informazione, per iscrivere i
soggetti al test o per prenotare la visita
veterinaria ufficiale telefonare al: 333-4119930
Il direttivo IKC

I CONTATTI IKC
IMPORTANTE: sono stati nominati i nuovi Ispettori Federali IKC con
mansioni di controllo su pratiche genealogiche, cucciolate,
selezione, formazione figuranti, ecc. Chi fosse interessato ad
iscrivere i propri cani all'IKC, registrare un affisso, a
tesserarsi, ad organizzare prove di lavoro IKC, ecc, dovrà
contattare le seguenti persone a seconda del luogo di residenza e
delle singole richieste:
Nord Italia - Lombardia: Andrea
Sportive IKC) Tel: 328-4527352

Botticini

(Responsabile

Prove

Nord Italia - Lombardia: Rocca Mirco (Responsabile Prove di Lavoro
e Test Caratteriali IKC in Lombardia. Referente IKC per la razza
Bull Terrier) Tel: 333-6072616
Nord Italia (resto): Vincenzo Cuozzo (Responsabile Pratiche
Genealogiche IKC Nord Italia (esclusa Lombardia) Tel: 338-9311628
Centro Italia: Daniele Santoni (Presidente IKC - Responsabile
Pratiche Genealogiche IKC Centro Italia. Responsabile Selezione &
Allevamento IKC. Responsabile Prove di lavoro e test caratteriali
di caccia IKC) Tel: 333-4119930
Centro Italia: Enrico Casucci (Responsabile Addestramento e Prove
di Difesa/Guardia IKC) Tel: 347-9555813
Centro Italia: Simone Simonante
Figuranti IKC) Tel: 392-4444955

(Responsabile

Centro Italia: Mauro De Vitis (Referente
Staffordshire Bull Terrier) Tel: 328-0452207

IKC

Formazione
per

la

dei
razza

Sud Italia: Mimmo Labianca (Responsabile Pratiche Genealogiche IKC
Sud Italia. Responsabile Prove di Lavoro e Test Caratteriali IKC
Sud Italia) Tel: 340-8845158
Sardegna: Michele di Summa (responsabile Pratiche Genealogiche IKC
per la Sardegna)
Il Direttivo IKC

IKC & "Bulls is Back"
Il giorno 22 Giugno 2014
siamo
stati
invitati
all'evento "Bulls is Back"
organizzato dalla IABC:
il
Direttivo
IKC
desidera
ringraziare gli organizzatori
per
averci
ospitato
ed
accolto come si fa tra veri
amici. Speriamo che questo
evento sia il primo di una
lunga fila di collaborazioni
tra
due
realtà
cinofile
diverse ma non antagoniste.
Durante
la
serata
abbiamo
cercato
di
far
capire
i
principi
che
regolano
la
filosofia
IKC:
umiltá,
trasparenza
nei
comportamenti, rispetto delle
tradizioni
e
le
singole
persone, ricerca scientifica,
apertura
mentale
senza
preconcetti
e
tecnica
applicata
alla
pratica
di
selezione. In definitiva è
stato
produttivo
parlare
seriamente con persone che
non
conoscevano
il
nostro
lavoro
(o
peggio
lo
conoscevano
tramite
i
"sentito dire") e che hanno
capito quanta base tecnica è presente in quello che proponiamo.
Sicuramente da rifare.

Scienza Veterinaria
"Relazione tecnica sullo sviluppo scheletrico del bulldog"
A CURA DELLA SEZIONE DI RADIOLOGIA E DIAGNOSTICA PER IMMAGINI E
SEZIONE DI CLINICA CHIRURGICA E MEDICINA D'URGENZA UNIVERSITA'
DEGLI STUDI DI PARMA, FACOLTA' DI MEDICINA VETERINARIA
DIPARTIMENTO DI SALUTE ANIMALE
Lo
sviluppo
dell'apparato
scheletrico
del
cane
di
razza
Bulldog Inglese è un argomento di
notevole interesse in riferimento
soprattutto
all'evoluzione
dell'articolazione dell'anca e del
gomito.
Da
una
indagine
radiografica
effettuata
dalla
Orthopedic Foundation for Animals
(O.F.A.) in 87 razze canine, da
gennaio 1974 a dicembre 1998, è
emerso che su 197 Bulldog Inglesi
ben il 72,6% presentava displasia
dell'anca e nessuno un'ottima conformazione articolare. La
prevalenza di questa patologia è risultata superiore rispetto a
quella di altre razze molossoidi, come il San Bernardo (47,2%), il
Bullmastiff (26%), il Rottweiler (21,2%), l'Alano (12,4%) ed il
Boxer (11,4%). Per capire il perché il Bulldog Inglese non può
essere considerato con gli stessi parametri di valutazione comuni
alle altre razze canine occorre fare un rapido, ma efficace,
excursus sulle caratteristiche morfologiche e biomeccaniche di
tale razza, unica nel panorama cinofilo internazionale.
INTRODUZIONE
Condrodistrofia
Va premesso che il Bulldog Inglese è una razza volutamente
condrodistrofica, con arti corti e deformi.
La condrodistrofia è una condizione congenita patologica, dovuta
allo sviluppo anomalo della cartilagine di accrescimento. Tali
caratteristiche sono causate da un anomalo sviluppo della
cartilagine di accrescimento del Radio e dell'Ulna in particolare,
che provoca asincronia della crescita, incongruenza articolare del
gomito, dell'articolazione antebrachio-carpica e valgismo del
carpo. L'incongruenza è una delle cause principali per lo sviluppo
della
displasia
del
gomito.
Nel
caso
specifico
dell'arto
anteriore, tale condizione provoca in ultima analisi incurvamento
delle ossa dell'avambraccio e deviazione del carpo. Spesso si
presentano anomalie della fisi distale dell'ulna, con conseguente
crescita asincrona tra Radio e Ulna stessa in favore del Radio e
valgismo del Carpo. La crescita asincrona delle ossa in questione
causa anche anomale tensioni che provocano reazioni periostali

sull'inserzione del legamento interosseo ed incurvamento del Radio
ad arco. Il Radio infatti, avendo uno sviluppo in lunghezza
maggiore dell'Ulna, ma essendo limitato da essa, si comporta come
l'arco teso dalla sua corda.
Standard di razza
- Il petto è ampio, convesso, esteso dall'alto delle spalle sino
alla punta dello sterno e disceso fra gli arti anteriori. Deve
avere un diametro molto grande ed un notevole spessore che arriva
sin dietro gli arti anteriori e con una forma arrotondata che
accompagna le costole anch'esse arrotondate (non piatte). Questa
forma del petto ampio sul davanti, lateralmente arrotondato,
prominente e profondo, rende il cane molto largo e corto sugli
arti.
- Le spalle devono essere larghe, oblique e profonde, molto
potenti e muscolose e dare l'impressione di essere state
inchiodate al corpo.
- Gli arti anteriori molto vigorosi, di notevole spessore, ben
staccati e in appiombo, con avambraccio ben sviluppato a linea
piuttosto inclinata, ma con ossa forti e diritte (non arcuate o
storte), piuttosto corti nel rapporto con quelli posteriori, ma
non tali da far apparire più lungo il dorso del soggetto, né da
limitare la sua capacità di movimento, né tanto meno da farlo
apparire storpio.
- I gomiti devono essere bassi e ben staccati dal torace.La
conformazione della razza in questione fa sì che il baricentro
cada proprio tra gli arti anteriori.
- Il treno anteriore è muscoloso e potente ed anche la testa ha
uno sviluppo sproporzionato per le dimensioni del cane.
Il
treno
posteriore
si
presenta
più
leggero
rispetto
all'anteriore.
- Gli arti posteriori devono essere molto grandi, muscolosi e più
lunghi in proporzione di quelli anteriori, in modo da elevare la
regione renale.
- La gamba deve essere leggermente curva e ben discesa, in modo da
far apparire l'arto lungo e muscoloso dal rene alla punta del
garretto.
- Il metatarso si presenta corto, forte ed in appiombo.
- La grassella è rotonda e leggermente girata verso l'esterno. In
questo modo i garretti si avvicinano e i piedi sono deviati verso
l'esterno.
Considerazioni biomeccaniche
La particolare conformazione dell'arto anteriore, con i gomiti
arcuati ed il carpo valgo, induce a pensare che le forze statiche
e dinamiche vengano scaricate sull'articolazione omero-radioulnare in modo non uniforme. Tale situazione successivamente porta
ad un sovraccarico funzionale, con conseguenti lesioni alle
strutture ossee e cartilaginee della giuntura. La morfologia
dell'apparato muscolo-scheletrico del bulldog inglese è tale da

indurre il peso corporeo a gravare prevalentemente sul treno
anteriore,
alleggerendo
in
tal
modo
lo
stress
funzionale
dell'articolazione coxo-femorale. Da un punto di vista del
movimento, data la sua conformazione, il Bulldog ha un'andatura
particolare, pesante, contratta, con passi corti e rapidi sulla
punta dei piedi; i piedi posteriori non si sollevano quasi, ma
sembrano radere il suolo. Correndo, le spalle sono gettate in
avanti alla maniera di un cavallo al piccolo galoppo.
DISPLASIA
Visto che lo scopo di tale relazione è quello di cercare di fare
luce
sulla
disquisizione
relativa
alla
displasia
ed
alle
ripercussioni importanti giurisprudenziali legate al fenomeno
della compravendita, risulta utile precisare la terminologia di
seguito utilizzata. Una displasia è un processo patologico a
carico di un tessuto, di un organo, più tessuti o più organi,
caratterizzato
da
una
ripartizione
anomala
qualitativa
e
quantitativa degli elementi che li costituiscono. In sostanza si
tratta di un disturbo che agisce sullo sviluppo di un tessuto o di
un tessuto durante la fase di crescita, determinando alterazioni
di
forma,
dimensione,
volume
e
spesso
anche
alterazioni
funzionali. La displasia può poi esser suddivisa in due grandi
capitoli:
1- Displasia di formazione ossia di alterazioni che si instaurano
nel corso dell'embriogenesi e si continuano nel corso dello
sviluppo fetale
2- Displasia di sviluppo accrescitivo o dell'accrescimento
caratterizzata da un sviluppo anomalo di un organo o di un tessuto
in
accrescimento,
cioè
durante
lo
sviluppo
somatico
dell'organismo. Le displasie dell'anca, del gomito, del ginocchio
e della spalla sono displasie dell'accrescimento e non congenite.
La parola congenita deriva dal latino “congenitus” che significa
che esiste già dalla nascita pertanto una malattia viene definita
congenita quando è presente fin dalla nascita. Le articolazioni
mobili
si
sviluppano
nel
cane
durante
l'accrescimento
extrauterino, vale a dire nei primi 6 mesi circa di vita: è facile
sostenere che se al momento della nascita le articolazioni non si
sono ancora formate, difficilmente possono aver subito quelle
alterazioni che comportano anomalie di sviluppo di questi comparti
(nell'uomo la displasia dell' anca è congenita in quanto già
diagnosticabile alla nascita).
DISPLASIA
DEL
GOMITO: malattia
scheletrica
del
periodo
di
accrescimento di cani di taglia grande e gigante caratterizzata
anch'essa dalla conseguente evoluzione in artrosi. Il termine
displasia
del
gomito
indica
uno
sviluppo
anomalo
dell'articolazione
del
gomito
che
sviluppa
un'artrosi
indipendentemente
dal
problema
specifico
che
ha
colpito
l'articolazione. Il termine “displasia del gomito” comprende
alcune condizioni patologiche, che interessano diversi comparti

dell'articolazione e che hanno come comune denominatore una forte
componente
ereditaria
e
lo
sviluppo
di
artrosi,
segno
inequivocabile di sofferenza articolare e causa di dolore. Non è
stata ancora definitivamente chiarita la eziologia, ma sono
chiamati in causa due fattori: l'osteocondrosi e la crescita
asincrona del radio e dell'ulna. Numerosi studi hanno dimostrato
che
è
una
patologia
ereditaria
anche
se
la
componente
nutrizionale, ambientale ed il rapido accrescimento possono
giocare
il
loro
ruolo
nello
sviluppo
della
patologia.
Sfortunatamente la malattia è poligenica, ossia, non è il frutto
dell'espressione di un unico gene, ma della sommatoria o della
interazione di più componenti geniche. Causa degenerazione
articolare con progressiva artrosi, limitazione dell'ampiezza dei
movimenti
articolari,
dolore
cronico
con
riacutizzazioni
periodiche e necessita di trattamenti chirurgici e farmacologici.
Le diverse forme patologiche sono:
- Mancata unione del processo anconeo: si osserva con maggiore
frequenza nei cani di grossa taglia quali Pastore Tedesco, San
Bernardo, Basset Hound.
- Frammentazione del processo coronoideo mediale (FCP): le razze
più interessate sono i Retrievers, il Bovaro Bernese, il
Rottweiler
- Osteocondrosi/osteocondrite dissecante: colpisce le stesse razze
interessate dalla FCP
La patologia si manifesta con una zoppia evidente dai 4-6 mesi. Si
notano anche alterazioni della postura, caratterizzate dallo
spostamento del peso sull'arto sano o meno interessato dalla
patologia. Sono evidenti anche atteggiamenti antalgici quali il
valgismo del gomito. Nei casi più lievi può essere anche
asintomatica. Dai pochi studi effettuati sul Bulldog Inglese,
passibili di modificazione, ma ad oggi assolutamente attendibili,
risulta che solo il 13% all'anamnesi hanno riportato episodi di
lieve zoppia dopo leggeri traumi accidentali a carico di entrambi
i gomiti. All'esame ortopedico nessun caso ha presentato zoppia
evidente, ma solo una lieve risposta algica alla palpazione delle
strutture ossee profonde ed alla extrarotazione del gomito. Non
era presente alcuna alterazione dell'ampiezza dei movimenti di
flesso-estensione
dell'articolazione.
L'indagine
condotta
ha
dimostrato la presenza di lesioni a carico dell'articolazione del
gomito così suddivise:
- 15,5% osteofitosi del processo anconeo (frequenza relativa nella
popolazione del gruppo: 47,3%);
- 29,5%
incongruenza
articolare
(frequenza
relativa
nella
popolazione del gruppo: 94,7%);
- 4% sublussazione gomito (frequenza relativa nella popolazione
del gruppo: 21%);
- 17,2% irregolarità del processo coronoideo mediale (frequenza
relativa nella popolazione del gruppo: 68,4%);
- 9,8% osteofitosi del capitello del radio (frequenza relativa
nella popolazione del gruppo: 31,5%);

- 8,1% kissign lesions /ocd troclea dell'omero (frequenza relativa
nella popolazione del gruppo: 31,5%);
- 15,5%: Osteofitosi dell'epicondilo laterale e mediale dell'Omero
(frequenza relativa nella popolazione del gruppo: 47,3%);
Tutte le lesioni radiografiche del gomito sia nel gruppo di cani
con controlli fino a 6 mesi, sia oltre 6 mesi, sono suggestive
della displasia del gomito. L'età di insorgenza delle alterazioni
a carico del gomito è risultata circa 4 mesi. Tra i soggetti con
controlli oltre 6 mesi, solo un cane non ha mostrato alterazioni
degne di nota. Le lesioni riscontrate nel gomito sono riferibili
alla displasia; in particolare è stata rilevata frequentemente
l'incongruenza articolare, irregolarità del processo coronoideo
mediale e le " kissing lesions "/ocd della troclea omerale.
L'incongruenza articolare è la prima lesione visibile (4-6 mesi),
mentre le manifestazioni artrosiche si sviluppano più tardivamente
(7-12 mesi. Da tutto questo risulta che nei cani con controlli
oltre i 6 mesi ben il 94,7% è affetto dalla displasia del gomito.
Tali lesioni possono essere imputabili alla statica e alla
dinamica del corpo del cane, il cui baricentro cade proprio tra
gli arti anteriori. La morfologia del Bulldog Inlgese infatti è
quella di un cane molossoide, con grandi ossa e potente
muscolatura. A differenza però delle altre razze di questo gruppo
cinologico, come il Rottweiler ed il Terranova, il Bulldog
presenta una morfologia tarchiata e bassa sugli arti, tipica delle
razze condrodistrofiche, come i Bassotti. Il tronco è largo e
compatto e la testa è massiccia e pesante, sproporzionata rispetto
alla taglia dell'animale. Il treno posteriore è invece molto più
leggero rispetto a quello anteriore. È necessario sottolineare la
presenza quasi costante di una grave incongruenza articolare, tale
da portare la superficie articolare della Troclea dell'Omero a
prendere rapporti non più con il Processo Coronoideo Mediale ma
con il Capitello del Radio. Tale fatto provoca una intrarotazione
dell'epifisi distale dell'Omero, con conseguente varismo del
gomito stesso. Questa conformazione è una caratteristica tipica
della razza, che presenta il torace a botte. I Bulldog in questo
studio hanno mostrato frequenti lesioni a carico del Processo
Coronoideo Mediale, benché la
crescita asincrona di Radio e
Ulna sia avvenuta a favore
del Radio. Infatti i fattori
eziologici
della
frammentazione del Processo
Coronoideo Mediale dell'ulna
che sono stati identificati
includono
la
crescita
eccessiva dell'Ulna rispetto
al Radio, l'osteocondrosi e
l'incongruenza
o
la
malformazione
dell'incisura
trocleare
dell'Ulna.
E'
possibile
quindi
che
il
Processo Coronoideo in questo

caso vada incontro a frammentazione a causa di un'alterata forma
dell'incisura trocleare dell'Ulna e/o per la anomala posizione
della troclea omerale di cui sopra. È stato descritto infatti che
nelle
razze
predisposte
l'incisura
trocleare
è
di
forma
leggermente ellittica, con un arco di curvatura limitato, causando
un'anomala distribuzione dei carichi su alcune aree del processo
anconeo, del coronoideo mediale e della troclea omerale. è
possibile quindi supporre che l'atipica posizione assunta dalla
troclea omerale in questi soggetti, determini un eccessivo
contatto della stessa con alcune zone del processo coronoideo
mediale. Il frequente riscontro della reazione periostale sul
Processo Anconeo potrebbe essere imputabile alla incongruenza
articolare e alla sublussazione del gomito. Questa condizione,
infatti,
porta
ad
una
intrarotazione
dell'epifisi
distale
dell'Omero, tale per cui l'epicondilo mediale viene a contatto con
l'aspetto mediale del Processo Anconeo. In conclusione è possibile
osservare con interesse il fatto che solo il 13% dei soggetti
abbia mostrato alla visita clinica lieve sintomatologia algica
riferibile al gomito, senza però evidente zoppia, o segni di
zoppia di I grado. Probabilmente le ragioni di tale risultato
possono essere ricercate nella natura sedentaria di questa razza e
nella selezione, fin dalle origini, di soggetti con un'alta soglia
del dolore. Dallo studio si evince anche che i soggetti con
sintomatologia clinica avevano un'età superiore ai 14 mesi e le
rispettive lesioni radiografiche erano di grave entità. Ciò può
far supporre che le alterazioni delle ossa del gomito nel Bulldog
Inglese diventino clinicamente manifeste molto più tardivamente
rispetto
al
momento
in
cui
compaiono
radiologicamente.
È
importante sottolineare anche che molti soggetti, pur essendo
asintomatici, hanno presentato alterazioni della stessa gravità di
quelle dei soggetti con sintomatologia. È pertanto possibile
sospettare, dai risultati della presente ricerca, che non vi sia
una correlazione tra la gravità dei segni radiografici e quella
dei segni clinici. Le alterazioni a carico di Radio e Ulna sono
lesioni tipiche del complesso patologico della condrodistrofia,
caratteristica per altro ricercata in questa razza ed in altre.
DISPLASIA DELL'ANCA: è definita come un'anormalità di crescita o
di sviluppo dell'articolazione coxo-femorale, spesso bilaterale,
caratterizzata da lassità dei legamenti e della capsula articolare
con conseguente instabilità, sublussazione e raramente lussazione
articolare che portano inevitabilmente ad un alterato carico
ponderale e successiva artrosi. E' uno dei principali disordini
dell'anca del cane ed è la causa più importante di osteoartrite a
carico di tale articolazione. L'incidenza di tale affezione è
maggiore nelle razze di cani di grossa taglia. Infatti si verifica
raramente in cani di peso inferiore a 11-12 Kg che hanno raggiunto
la maturità scheletrica. Benché siano stati osservati casi di
displasia
dell'anca
in
cani
di
razze
Toy
o
nel
gatto,
l'instabilità dell'articolazione coxo-femorale propria di questi
soggetti non dà origine alle modificazioni ossee tipiche di cani
di peso maggiore. Tuttavia si possono riscontrare lussazioni
d'anca in seguito a traumi di modesta entità. Può essere definita

come una patologia biomeccanica derivante da una disparità tra
l'iniziale
massa
muscolare
e
la
troppo
rapida
crescita
scheletrica. Non è una patologia congenita ma una malattia dello
sviluppo ed i fattori che contribuiscono alla sua genesi hanno il
massimo peso nei primi sei mesi di vita. Cani con accrescimento
più veloce degli standard di razza hanno una maggior prevalenza di
displasia rispetto ai cani con accrescimento sotto le curve
standard di razza. E' pressoché certo che l'ambiente agisca in
sinergia con il genotipo per determinare il fenotipo displasico:
fattori come l'alimentazione, la velocità di accrescimento,
l'esercizio fisico o eventuali traumi possono condizionare lo
sviluppo della displasia dell'anca. La malattia ha una componente
genetica importante; infatti tra i fattori predisponesti la
displasia dell'anca si annovera l'ereditarietà, generalmente
considerata
di
tipo
poligenico
dominante
a
penetrazione
incompleta. La componente genetica è controllata da un insieme di
molti geni. Può essere misurata sulla popolazione mediante modelli
statistici espressi come ereditabilità (h 2). Tale modalità di
trasmissione appartiene alla genetica quantitativa, in cui la
determinazione del fenotipo è influenzata in modo variabile
dall'ambiente. I caratteri poligenici sono dunque meno ereditabili
rispetto ai caratteri monogenici, determinati invece dall'effetto
di un solo gene. I geni non agiscono primariamente sullo
scheletro, ma piuttosto sulla cartilagine, sul tessuto connettivo
di sostegno e sui muscoli della regione dell'anca. L'indice di
ereditarietà della displasia dell'anca ha generalmente un valore
di 0.2-0.6, vale a dire che il 20-60% della variazione fenotipica
di una determinata popolazione dipende da fattori genetici. La
probabilità di generare una progenie displasia diminuisce via via
che aumenta la qualità delle articolazioni dei genitori e della
loro discendenza, ma è anche vero che due cani fenotipicamente
privi di tratti displasici possono produrre displasia in più del
36% della loro progenie. Le articolazioni dell'anca sono normali
alla nascita ma l'assenza di un processo di sviluppo funzionale
dei muscoli, sincrono con quello della base scheletrica, favorisce
l'instabilità articolare. Le ulteriori anomalie di sviluppo sono
indotte dall'allontanamento della testa del femore dall'acetabolo.
Le alterazioni ossee tipiche della displasia dell'anca sono dunque
causate dalla mancata congruenza tra le superfici articolari di
femore e acetabolo. Da ciò consegue il fatto che i cani con una
muscolatura pelvica più sviluppata presentano articolazioni coxofemorali più corrette rispetto a quelli che presentano un treno
posteriore meno muscoloso.
La predisposizione genetica è però influenzata e modificata da
molteplici fattori ambientali, quali:
-

Iperestrogenismo;
Miopatie;
Eccessiva attività fisica in fase di accrescimento;
Ambiente fisico;
Dieta;
Eccessiva somministrazione di calcio;
Errati trattamenti antielmintici;

- Squilibrio funzionale paratormone-calcitonina;
- Rapporto tra crescita e peso corporeo.
CLASSIFICAZIONE
La classificazione della displasia dell'anca secondo la FCI
prevede 5 gradi: a (normale), b (quasi normale), c (leggera
displasia), d (media displasia), e (grave displasia), suddivisi
ciascuno in due sottogruppi (1 e 2). La classificazione secondo
l'OFA prevede invece 7 gradi: eccellente, buono, discreto, dubbio,
leggera displasia, media displasia, grave displasia. Nello studio
condotto e preso come riferimento nella seguente relazione solo il
2% dei soggetti considerati, all'anamnesi, ha riportato un
episodio di zoppia intermittente ai posteriori al 4° controllo (27
mesi di età), che però al momento della visita clinica era
risolto. Nei restanti pazienti In nessun caso sono state rilevate
risposte algiche all'esecuzione dei movimenti di flesso-estensione
e abduzione-adduzione dell'articolazione coxo-femorale. L'ampiezza
dei movimenti è risultata nella norma.
Le caratteristiche radiografiche
lesioni così distribuite:

hanno

rilevato

una

serie

di

- 30,9%: irregolarità del profilo del margine acetabolare craniale
(frequenza relativa nella popolazione del gruppo: 40%).
- 12,6%: osteofitosi del margine acetabolare dorso-craniale
(frequenza relativa nella popolazione del gruppo: 22%).
6,3%:
incongruenza
articolare
(frequenza
relativa
nella
popolazione del gruppo: 8%).
- 15%: osteofitosi del collo femorale (frequenza relativa nella
popolazione del gruppo: 18%).
- 9,5%: deformità della testa del femore (frequenza relativa:12%).
- 3,1%: bilabiazione dell'acetabolo (frequenza relativa: 4%).
- 6,3%: sclerosi del margine acetabolare dorso-craniale (frequenza
relativa: 8%).
- 15,8%: margine acetabolare dorso-craniale sfuggente (frequenza
relativa: 20%).
2,3%:
appiattimento
della
cavità
acetabolare
(frequenza
relativa: 6%).
CONSIDERAZIONI
Dall'analisi dei risultati esaminati e dall'indagine effettuata
dall'OFA si evince che il Bulldog Inglese è una delle razze più
predisposte all'insorgenza della displasia dell'anca. In questo
studio si evidenzia come la quasi totalità dei cani non presentino
un'articolazione coxo – femorale “normale”. Tuttavia è indubbio
che in questi soggetti esistano dei meccanismi in grado di
compensare l'alterazione morfogenetica dell'articolazione coxofemorale, che permettono loro di non manifestare la sintomatologia
clinica. Tale caratteristica differenzia questa dalle altre razze
con alta incidenza della patologia in questione. La biomeccanica
articolare normale è garantita dalla congruenza articolare, dalla

distribuzione uniforme dei carichi ponderali sulle superfici
articolari e dalla sollecitazione sulla cartilagine, che non deve
essere superiore a 1 kg/mm; la superficie articolare di un cane
affetto da displasia dell'anca è ridotta e da ciò consegue che il
carico ponderale sulla cartilagine aumenta il sovraccarico
provocando alterazioni gravi quali:
- Perdita di elasticità della cartilagine;
- Condromalacia;
- Fissurazione, fibrillazione della cartilagine e necrosi dei
condrociti;
- Esposizione dell'osso subcondrale;
- Sinovite;
- Artrosi;
- Eburneazione ossea;
Riguardo alla mancanza di segni clinici riferibili alla displasia
dell'anca nei soggetti esaminati, possono essere formulate alcune
ipotesi. È possibile che la distribuzione dei carichi sulla
cartilagine sia inferiore a 1 kg/mm 2 , a causa della morfologia
tipica della razza, che permette di scaricare il peso soprattutto
sugli arti anteriori. Inoltre dai radiogrammi si è evidenziata una
lassità articolare precoce, che favorisce l'allontanamento dei
capi articolari. In tal modo la testa del femore, non poggiando
più sulla superficie articolare dell'acetabolo, solleva dalla
cartilagine ogni tipo di carico e lo scarica altrove, in parte
probabilmente sui tessuti molli periarticolari. Ciò può spiegare i
caratteristici segni artrosici rilevati che sono imputabili alla
lassità
articolare,
come
gli
osteofiti
sulla
inserzione
acetabolare e femorale della capsula articolare. Tali lesioni
probabilmente sono causate dalla tensione anomala che esercita la
capsula a livello dei punti di attacco sull'osso. L'allontanamento
della testa femorale provoca anche un mancato approfondimento
della cavità acetabolare, che normalmente si modella sui carichi
funzionali portati da questa. Tutto ciò può spiegare lo sviluppo
di alterazioni artrosiche minime, almeno fino a 12 mesi di vita,
con caratteristiche differenti da quelle delle altre razze. In
primo luogo la deformazione che si sviluppa a carico del femore
appare diversa se paragonata a quella che si rileva nel Pastore
Tedesco o nel Labrador; nel Bulldog, infatti, il collo diventa
tozzo e corto, la testa va incontro ad appiattimento, ma il suo
profilo rimane liscio, quasi ad indicare una atrofia funzionale.
Nelle altre razze, invece, la testa ed il collo si modificano
drasticamente, assumendo un profilo irregolare. È stato dimostrato
che la lassità articolare è un fattore di rischio per lo sviluppo
della malattia degenerativa articolare, ma che non è di per se
stessa sufficiente a causare la patologia. Infatti esiste una
correlazione tra la lassità articolare e la malattia degenerativa,
non costante nelle varie razze canine.Tali differenze possono
essere spiegate dalla diversa morfologia del cane e dal diverso
utilizzo delle masse muscolari. L'andatura del bulldog è tipica,
essendo pesante e contratta. Gli arti anteriori radono il suolo e
vengono portati in avanti, con un movimento quasi semicircolare
attorno al loro asse. Gli arti posteriori sono piuttosto rigidi,

con movimento leggermente incrociato e radente il terreno.
Analizzando la cinetica del passo, si nota che il punto di
contatto con il terreno e il punto di sollevamento sono
ravvicinati. Ciò permette una limitazione dei movimenti della
testa femorale nell'acetabolo e una riduzione della quantità di
energia
scaricata
sull'articolazione
coxo-femorale.
Tali
caratteristiche corrispondono con quelle dei cani affetti da
displasia dell'anca valutati attraverso metodi di analisi della
cinematica del passo computerizzati e confrontati con un gruppo
di soggetti sani. In alcune ricerche in merito infatti, è stato
dimostrato che nei cani displasici il piede viene alzato quasi 1
cm in meno rispetto a quelli normali, probabilmente a causa della
riduzione dei movimenti di flessione dell'articolazione coxofemorale.Inoltre i movimenti pelvici sono risultati di ampiezza
significativamente maggiore rispetto al gruppo di controllo, per
compensare
al
dolore
o
alle
modificazioni
meccaniche
dell'articolazione dell'anca. In questo tipo di studio, inoltre, i
cani affetti da displasia hanno mostrato alterazioni anche a
carico dei movimenti delle articolazioni femoro-tibiale e del
tarso. È da sottolineare, infine, l'indole pigra e mansueta della
razza, che preserva il cane da una intensa ed eccessiva attività
fisica in fase di accrescimento, considerata un fattore di rischio
per lo sviluppo della displasia dell'anca. Una caratteristica
peculiare, che è stata rilevata all'osservazione dei radiogrammi,
è quella della proiezione che ha assunto il coxale, che è apparso
leggermente inclinato in senso caudo-dorsale Tale inclinazione può
essere spiegata dal fatto che la trazione manuale esercitata sugli
arti posteriori è stata trasmessa non già sull'articolazione coxofemorale, ma sull'inserzione prossimale sull'ileo dei muscoli
glutei, essendo presente un grave grado di lassità articolare con
conseguente sublussazione del femore. I muscoli glutei infatti,
inserendosi distalmente sul trocantere del femore, fungono da
ponte di unione con l'ileo, trasmettendo su di esso tutta la forza
di trazione applicata dalla mano dell'operatore. Infine si è
rilevato che la maggior parte dei soggetti a 2,3-2,6 mesi di vita
ha presentato una conformazione del bacino e dell'articolazione
coxo-femorale del tutto diversa da quella delle altre razze non
condrodistrofiche, caratterizzata in sintesi da incongruenza
articolare,
lassità
articolare
e
irregolarità
del
margine
acetabolare craniale. Da ciò è possibile sospettare che la
presenza di tali caratteristiche radiografiche a quell'età, possa
essere un indice precocissimo per lo sviluppo della displasia
dell'anca nel bulldog inglese.
CONCLUSIONI
In letteratura veterinaria vi sono solo sporadiche segnalazioni di
patologie ossee nel Bulldog Inglese, riguardanti per esempio la
condrodistrofia, l'osteopatia craniomandibolare, l'osteocondrite
dissecante della troclea femorale e alcune malformazioni del
rachide, associate o meno a malformazioni del midollo spinale.

L'unico dato bibliografico, a
nostra conoscenza, circa la
displasia dell'anca in questa
razza, è quello dell'indagine
dell'OFA.
Dall'analisi
dei
dati di ciascun soggetto di
questo studio, si evince che
il Bulldog Inglese è una delle
razze
canine
maggiormente
soggette
alle
patologie
dell'apparato scheletrico, in
particolare
delle
articolazioni
coxo-femorali,
del gomito e del rachide. La discrepanza che è stata rilevata tra
segni radiologici e segni clinici, però, in parte giustifica la
mancanza di dati in letteratura. Infatti, nella pratica clinica e
nell'esperienza degli allevatori contattati per la ricerca, tale
discrepanza è un dato di fatto empirico. E' necessario anche
aggiungere che il Bulldog Inglese è una razza abbastanza rara e
particolare
e
questo
spiega
la
difficoltà
oggettiva
nel
raccogliere una casistica clinica e diagnostica di una certa
consistenza. Ciò detto, bisogna sottolineare l'importanza dei
risultati ottenuti attraverso questa ricerca, benché ancora
incompleti, che devono essere considerati come un punto di inizio
per lo studio dell'apparato scheletrico di questa razza. Le
indagini diagnostiche fin qui eseguite, infatti, non sono state
sufficienti a dare una valida e inequivocabile spiegazione della
mancanza di correlazione tra i dati radiologici e i dati clinici.
E' altresì evidente che, inoltrandosi in un campo in parte
inesplorato, sorgano, via via, interrogativi e problemi non ancora
chiariti. Tra questi vi è quello relativo alla statica ed alla
cinetica del passo nel Bulldog Inglese, che dovranno essere
indagate con i metodi di analisi computerizzata ( force plate
analysis e gait analysis ). Tali informazioni potranno risultare
estremamente
utili
per
descrivere
scientificamente
la
distribuzione dei carichi sugli arti (durante la stazione e
durante il movimento) e quindi per chiarire in parte la mancanza
di sintomatologia a carico del treno posteriore. Sarebbe anche
interessante valutare macroscopicamente ed istologicamente le
strutture che compongono l'articolazione coxo-femorale in questa
particolare razza. Un altro quesito irrisolto è quello sulla
natura delle lesioni della cartilagine di accrescimento della
tuberosità tibiale. Anche in questo caso, per poter dare risposte
concrete, è necessario ricorrere ad indagini di diagnostica per
immagini sofisticate (scintigrafia e risonanza magnetica) e
all'esame istologico. In conclusione è possibile affermare che il
Bulldog Inglese, dalle informazioni fino ad ora ricavate, è un
soggetto sui generis e le frequenti lesioni a carico delle
strutture ossee devono essere valutate in maniera differente dalle
altre razze, poiché nella maggior parte di questi cani viene a
mancare ciò che motiva qualsiasi trattamento terapeutico, ovvero
una sintomatologia clinica evidente.

TESSERAMENTO IKC 2014/2015
IMPORTANTE: è aperto il tesseramento IKC per il 2014/2015. La
tessera viene € 30,00
Per ricevere la tessera basta versare il corrispettivo dovuto a:
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Il modulo per iscriversi all'Independent Kennel Club è scaricabile
direttamente dal nostro gruppo ufficiale.
La tessera da diritto a sconti su tutte le pratiche IKC e consente
di usufruire di particolari trattamenti sui prezzi dei prodotti
e/o dei servizi delle aziende che hanno stipulato con il nostro
registro una convenzione ufficiale (vedi elenco sul sito
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Chi fosse interessato può contattare uno dei nostri Ispettori
Federali a seconda della zona di residenza.
Il Direttivo IKC

I Club di Razza IKC
L'IKC collabora con gli allevatori che vogliono creare un Club di
razza che condivida l'etica selettiva del registro. Il Club, una
volta riconsciuto, potrà gestire direttamente le prove agonistiche
della razza (o gruppo di razze) tutelata, approvare o meno le
prime registrazioni, organizzare raduni di selezione, stilare lo
standard ufficiale che verrà omolgato dall'IKC (ovviamente
standard che deve essere in linea con la filosofia di selezione
funzionale e non estetica dei cani), ecc. Chi fosse interessato a
creare un club specifico, o chi volesse far riconscere un club già
esistente, non esiti a contattarci per avere più info. Facciamo in
modo che, alle belle parole, seguino fatti concreti per arrivare
ad una nuova cinofilia.
Ad oggi sono stati riconosciuti:
1) Lo Staffordshire Bull Terrier Club Italiano (SBTCI);
2) L'Old Time Bull Terrier Club Italiano (OTBTCI)

I Club di specializzazione hanno come scopo quello di far
conoscere e di valorizzare la propria razza. Sono punti di
riferimento per gli appassionati che possono così arricchire la
propria conoscenza ed ottenere tutte le informazioni tramite varie
iniziative (prove di lavoro, siti internet, libri, ecc). Tutti i
Club di Razza devono
attenersi alle precise direttive etiche ed
ai regolamenti dell’IKC.
Chi fosse interessato a far riconoscere
chiamare questo numero: 333-4119930

un

proprio

club

può

Pillole zootecniche:
le 5 tipologie di allevamento più diffuse
di Daniele Santoni
Se dovessimo suddividere in modo schematico le varie tipologie di
selezione cinotecnica, anche in ordine di merito per i risultati
concreti che si ottengono con queste se ben applicate nella
pratica di allevamento, potremmo distinguere queste 5 differenti
tipologie di base:
1)Working
dog:
cani
da
lavoro
selezionati
accoppiando
i
riproduttori testati nel lavoro REALE e scelti in base alle loro
performance,
abbinando
tali
risultati
alle
altre
tecniche
selettive oggi conosciute (color and type selection, linebreeding, cross-breeding, test precoci, ecc);
2)Trial dog: cani selezionati unendo i riproduttori valutati nei
test di attitudine genetica (TAG) e/o in prove di "lavoro"
sportive (trial) e poi scelti in base alle loro performance e alle
altre
tecniche
selettive
oggi
conosciute
(color
and
type
selection, line-breeding, cross-breeding, test precoci, ecc);
3)Sporting dog: cani selezionati accoppiando tra loro i soggetti
vincitori nelle varie discipline sportive (coursing, Tug of War,
Weight Pull, ecc) e quindi accoppiati tra loro tramite la
valutazione delle rispettive performance, abbinando il tutto alle
altre
tecniche
selettive
oggi
conosciute
(color
and
type
selection, line-breeding, cross-breeding, test precoci, ecc);
4)"Working"
Show
dog:
cani
da
esposizione
(working
show)
selezionati unendo i riproduttori scelti in base a requisiti
morfo-funzionali ben precisi (working standard) e quindi tramite i
risultati delle vittorie espositive dei singoli soggetti, senza
trascurare le altre tecniche selettive oggi conosciute (color and
type selection, line-breeding, cross-breeding, test precoci, ecc);
5)Show
dog:
cani
da
esposizione
selezionati
accoppiando
riproduttori scelti in base a requisiti morfologici ben precisi
(show standard) e quindi tramite i risultati delle vittorie
espositive dei singoli soggetti e alle altre tecniche selettive
oggi conosciute (color and type selection, line-breeding, crossbreeding, test precoci, ecc).
Noi allevatori e sostenitori dell'IKC dobbiamo iniziare ad
utilizzare i giusti termini per ogni tipo di selezione che
utilizziamo, spiegando chiaramente che tutte queste tipologie di
allevamento
fanno
una
certa
"pressione
selettiva"
sulla
popolazione dei riproduttori disponibili e che quindi tutte loro
possono avere una valenza allevatoriale se applicate nei modi e
nei tempi più opportuni, senza trascurare il fatto che due o più

di queste tecniche possono essere scelte e utilizzate dallo stesso
allevatore nel suo programma di miglioramento (esempio Working +
Working show). E' chiaro quindi che i prodotti delle varie
selezioni vanno scelti in base alle proprie necessità di
allevatore/proprietario e che, prima di dare una “classificazione”
al nostro cane (o a quelli da noi selezionati), dobbiamo
riflettere attentamente per non creare ulteriore confusione nel
nostro mondo cinofilo. Infatti, affermare di allevare dei “working
dog” quando invece la nostra selezione si basa sui trial
artificiali o sullo sport (tanto per fare un esempio) non sarebbe
eticamente corretto, e per l'IKC l'etica del comportamento è una
priorità assoluta.

Allevamento BK
Staffordshire Bull Terrier in standard IKC di alta genealogia
Dal 1991 seleziono la razza e il mio è uno dei più vecchi kennel
Italiani ancora in attività. I miei soggetti sono selezionati per
tipicità, carattere equilibrato, rusticità, fertilità, capacità di
monta e parto naturali, ecc, nonchè allevati nel rispetto delle
antiche tradizioni della "Black Country". A breve prossima
cucciolata tra soggetti di alto valore zootecnico e in
consanguineità su linee femminili ormai rare (Melmars).
Per ogni info 333-4119930.
Daniele Santoni

Nuovi Allevamenti Raccomandati IKC!
Siamo lieti di annunciare che gli allevamenti OLD POWERS (di
Enrico Nardin) & GIAFRA (di Gianfranco Steri) sono diventati
ALLEVAMENTI RACCOMANDATI IKC!
Il Presidente dell'Independent Kennel Club si congratula con i
titolari di questi affissi per l'eccellente lavoro di selezione
portato avanti nella razza Staffordshire Bull Terrier.
Daniele Santoni

L'intervista: Daniele Piacentini
di Daniele Santoni

Queste
poche
righe
di
presentazione sono un mio
personale ringraziamento a
Daniele
Piacentini,
sia
perchè, conoscendo bene la
sua reticenza nel mettersi
in
mostra,
so
che
ha
accettato di fare questa
intervista
solo
per
accontentare
un
suo
"vecchio"
amico,
sia
perchè è per merito suo –
e
quindi
dei
suoi
insegnamenti - che la mia
vita cinofila è cambiata
radicalmente. Ancora oggi,
a distanza di tanti anni,
e pur non pensandola allo
stesso
modo
su
alcuni
aspetti della selezione,
penso
a
Daniele
come
all'esperto
che posso consultare ogni volta che i miei dubbi
"cinofili" devono trovare una risposta, e lui è sempre pronto ad
aiutare un "allievo" come il sottoscritto che ha voglia di
imparare e di mettersi in gioco. Grazie per tutto amico mio.
Ma chi è Daniele Piacentini? Per chi ancora non conoscesse il suo
nome, basti dire che Daniele è un personaggio cinofilo di fama
mondiale, grande esperto di terrier & bulldog da lavoro, nonchè
autore di pregevoli volumi inerenti il mondo dei working terrier,
tutti prodotti in collaborazione con la casa Editrice Indigo.
Certamente è riduttivo presentare Daniele elencando i suoi tanti
meriti cinofili, sia perchè non è possibile parlare di lui in
termini meramente schematici, sia perchè è importante capire che
"il Piacentini" (come amiamo chiamarlo noi amici più stretti, così
come poi facevano i nostri padri, ai loro tempi, quando dicevano
"il Rigutini" per indicare il più celebre dei dizionari) è un
personaggio che ci riporta indietro nel tempo, in un posto lontano
dove la cinofilia era uno sport fatto di tradizioni e onore,
passione e sacrificio... in poche parole in un mondo cinofilo
profondamente diverso da quello attuale. Certamente Daniele,
figlio di quella cultura, è un uomo severo, schietto, di poche
parole e che non esita a dire ciò che pensa, tanto che anche i
suoi amici più intimi non sono immuni dal suo parlar chiaro e
senza mezzi termini: personalmente è questo il lato del suo
carattere che apprezzo maggiormante. Severo, schietto e sincero

dicevo, quanto disposto ad aiutare chi ritiene degno della sua
fiducia, anche se il "fortunato" non dovesse pensarla esattamente
come lui. Si, perchè come ogni "grande", Daniele sa rispettare e
capire anche posizioni diverse dalle proprie, senza per questo
sentirsi "minacciato" intellettualmente e, posso sicuramente dire,
che anche in questo suo modo di porsi è sempre stato un esempio
per tutti noi. Persona umile, ama stare nel bosco a cacciare in
simbiosi con suoi cani quanto evitare di scrivere o apparire su
internet, tanto che è una delle poche persone di mia conoscenza
che si tiene fuori dalla "cinofilia moderna" e dai mezzi
telematici che oggi la fanno da padrone nel nostro campo. Per
concludere, spero che questa breve intervista possa essere uno
spunto di riflessione per chi intende avvicinarsi al mondo del
lavoro con i cani da tana e/o da presa, così come spero possa
essere un insegnamento di umiltà per quanti, come purtroppo
capita troppo spesso di incontrare oggi, dopo aver allevato una
sola cucciolata, si sentono già arrivati e in diritto di giudicare
il lavoro altrui dall'alto della loro superbia.
-----------------------------------------------------------------Nome: Daniele
Cognome: Piacentini
Nome Kennel (Affisso): nessun affisso riconosciuto
Razza/e allevata/e: Patterdale Terrier e dei Bull cross da lavoro
Domanda: Quando hai preso il tuo primo cane e perchè hai scelto
proprio la razza che allevi?
Risposta: Il primo cane con cui ho lavorato è stato uno Jagd, poi
Pit Bull, Patterdales, Staff e dei Bull cross. Con il tempo ho
scelto i cani e le tipologie che più si avvicinavano al mio stile
lavorativo e al territorio. Ormai sono passati 27 anni dal mio
primo lavoratore: se tornassi indietro rifarei tutto uguale.
Domanda: Cosa cerchi
soggetto ideale?

caratterialmente

e

fisicamente

nel

tuo

Risposta: Caratterialmente voglio dei cani game e con un buon
stile lavorativo. Fisicamente cerco dei cani solidi, privi di
debolezze.
Domanda: Che linee di sangue ritieni valide e per quali motivi?
Risposta: Non cerco nessuna linea in particolare, mi attengo a ciò
che vedono i miei occhi e che reputo valido.
Domanda: Su quali soggetti si basa la tua selezione e perchè?

Risposta: Nei Patterdales
lavoro con il sangue di
Powell, un amico Gallese.
Mi piace il loro stile e
le performance che fanno,
e per il momento sono
cani che non mi hanno
deluso
e
che
mi
permettono di fare il mio
sport.
Nei
Bull
type
lavoro con un mix di
Staff
X
Pit
che
ho
selezionato negli anni,
mi soddisfano e ho poco
scarto. Non parlo mai di
cani specifici aventi un
nome, ce ne sono stati
tanti buoni e degni di
essere ricordati, alcuni
sono morti e altri sono
ancora in vita, ma è una
cosa
personale,
che
rischierebbe di diventare
vanto
e
ostentazione,
allora preferisco tenere le cose per me.
Domanda: Il carattere dei tuoi cani: come lo selezioni e come
scegli i riproduttori?
Risposta: Semplice:
scarsi li tolgo.

i

cani

buoni

e

Domanda: Cosa non sopporti vedere,
fisicamente, in uno dei tuoi cani?

forti
sia

li

accoppio,

quelli

caratterialmente

che

Risposta: Caratterialmente non mi piacciono i cani timidi e gli
iper-aggressivi, ambedue sinonimo di insicurezza. Cani fragili e
non costruiti per lavorare.
Domanda: Quali sono stati, ad oggi, i tuoi migliori soggetti e
perchè?
Risposta: Ho già risposto precedentemente che non mi piace parlare
di cani aventi un nome, questo lo fa normalmente chi vuole darsi
un tono. Spero che il miglior cane debba ancora nascere.
Domanda: Quali sono i più importanti attributi che un'esponente
della razza deve avere per entrare nel tuo programma selettivo?
Risposta: Gameness e ossessione lavorativa.
Domanda:
In-breeding,
line-breeding
preferisci, quando e perchè?

e

out-crossing:

cosa

Risposta: Dipende da
come è costruita una
linea,
ma
per
il
lavoro preferisco un
cross.
Domanda:
Credi
sia
corretto
utilizzare,
come riproduttore, un
cane solo in funzione
del suo buon "working
pedigree"?
Risposta: Del pezzo di
carta non mi interessa
niente
e
per
far
capire questo concetto
posso soltanto dirti
che non userei neanche
un mio cane, di cui
conosco bene il suo
pedigree, se prima non
ha lavorato. Figurati
utilizzare un cane di
cui non sai niente.
Domanda: Che test caratteriali fai per scegliere, a livello
genetico, i migliori riproduttori tra i tuoi soggetti e che
attinenza hanno questi test con il lavoro storico della razza
stessa?
Risposta:
Non uso dei test caratteriali, quando hanno l’età
giusta porto i cani a lavorare e vedo se sono buoni. Tutto qui.
Domanda: A quale età sottoponi i tuoi
caratteriali e/o al lavoro vero e proprio?

soggetti

ai

test

Risposta: Dipende dal soggetto, alcuni sono più precoci, altri
meno. L’importante è rispettare la maturazione mentale.
Domanda: A quale età invece valuti la durezza o il game nei tuoi
riproduttori?
Risposta: Dal momento che iniziano a lavorare. Non c’è un’età come
punto di riferimento, ma il tempo e le varie performance mi dicono
se un cane è duro e game.
Domanda: Che tipo di valutazioni utilizzi per il tuo "game test"
nel venatorio?
Risposta: Non penso si possa rispondere a questa domanda; le
situazioni, gli avversari e la durezza del lavoro quotidiano ti

danno le indicazioni per capire se un cane è game, un test non
potrebbe mai permetterti questo.
Domanda: Cosa pensi degli show dogs, e di chi sceglie i suoi
riproduttori tra i campioni di bellezza?
Risposta: Non è il mio settore.
Domanda: Quali breeders
cammino di allevatore?

o

sportmen

hanno

influenzato

il

tuo

Risposta: Per prima cosa non sono un allevatore, mi ritengo uno
sportman. Nei vari anni ho avuto esperienze con sportmen di
diversi settori. Alcuni mi sono piaciuti, altri meno. Non faccio
nomi perché non mi piace parlare degli altri. Preferisco avere
scambi di opinioni con amici veri, sono cose costruttive e ognuno
porta del buono all’altro.
Domanda: Consigli finali per chi vuole allevare oggi una razza da
lavoro?
Risposta: Non sono la persona giusta per dare consigli, ho il mio
modo di vedere le cose e non mi aspetto che sia uguale a quello
degli altri. Credo che la cosa importante è porsi un obiettivo e
seguirlo a qualsiasi costo, senza farsi influenzare da mode o
personaggi. Per me è di vitale importanza che un cane mi soddisfi
al 100%, e per fare questo mi metto in discussione ogni giorno.
Quando ti guardi allo specchio, non conta quello che pensano gli
altri o quello che dicono di te, la verità sui tuoi cani la sai
solo tu e non puoi mentire.

I servizi Genealogici IKC
Come Registro Genealogico, il nostro Kennel Club rilascia
concessioni d'affisso (nome ufficiale dell'Allevamento), stampa
accurati pedigree su cartoncino pergamenato (quattro generazioni)
riportanti la linea di sangue ufficiale dei cani iscritti,
riconosce e incentiva la selezione e l'allevamento di ogni razza
(soprattutto da lavoro), anche in via di formazione e, novità
assoluta nel panorama cinofilo Italiano, dei working cross.
Inoltre verifica ed ufficializza i passaggi di proprietà dei cani
iscritti e certifica la genealogia delle cucciolate nate da
genitori regolarmente iscritti all'Independent Kennel Club. Altro
importante
servizio è quello
dell'iscrizione
dei cani di razza
pura
(ma
sprovvisti
di
altro
regolare
pedigree)
come
capostipiti
(prima
registrazione).
L'IKC riconosce e
riporta
sui
pedigree tutti i
titoli
sportivi
attualmente
in
uso per la razza
Pitbull
in
standard
ADBA,
come CH, GR CH,
ROM, POR, ecc.
Per ogni tipo di informazione
www.independentkennelclub.it.gg

Carboidrati nella dieta: bene o male?
di Mimmo Labianca

Nel
mondo
cinofilo
capita
spesso
di
rincorrere le mode del
momento
e
tutti
i
cinofili
più
o
meno
informati
conosceranno
le
"crocchette
Grain
Free". Cerchiamo di fare
un pò di chiarezza. Per
"Grain Free" si intende
prive di grani” e non di
“
carboidrati come molti
pensano, e per grani si
intende: frumento, orzo,
mais,
riso
ecc,
e
sebbene questi ultimi siano ricchi di carboidrati non sono gli
unici alimenti a contenerli. I carboidrati sono composti chimici
formati da carbonio, idrogeno e ossigeno, e sono chiamati anche
zuccheri, idrati di carbonio o glucidi: sono un'importante fonte
energetica per gli esseri viventi, non sono presenti solo nei
grani (anche se in questi ultimi, come detto, ce ne sono di più)
ma anche nella patata, nei piselli, nella frutta, nella patata
dolce, ecc, quindi, se leggiamo le etichette delle crocchette
comunemente in commercio,
è facile capire che se un prodotto
"Grain Free" ha il 35% di proteine, e il 15% di grassi, il
restante 40% è dato da carboidrati e fibre. Ma perché allora
dovrebbero essere prodotti più idonei alla dieta di un carnivoro?
Innanzitutto il cane non è’ un carnivoro puro come il gatto, perchè
si è adattato a nutrirsi anche di cereali tramite la secolare
convivenza con l’
'uomo. Vero che il Lupo è il progenitore del cane,
ma da quando il cane era identico al lupo ne è’ passato di tempo, e
in virtù’ della convivenza con noi l’
'organismo del cane ha imparato
ad assimilare i carboidrati e a ricavarne energia. Certo, il cane
potrebbe vivere bene anche senza i carboidrati perché il suo
organismo sa ricavare egregiamente energia dalle proteine, ma
questo non significa che i carboidrati siano dannosi al suo
organismo. Dopo quanto letto, siamo sicuri al 100% che i mangimi
"Grain Free" siano sempre i più corretti per i nostri cani o, per
meglio dire, per ogni cane? Io credo che non sono alimenti adatti
a tutti i soggetti e ad ogni razza, e che andrebbero utilizzati
per cani da lavoro o da sport in piena attività, in virtù’ dei loro
bassi indici glicemici, e non in cani sedentari che fanno poco
movimento in quanto cibi troppo "carichi" di grassi e proteine. In
questi ultimi casi, un buon mangime bilanciato, potrebbe essere la
risposta ai nostri problemi, sempre partendo dal presupposto che
ogni cane reagisce in maniera a sè stante ai diversi tipi di

dieta, quindi dobbiamo tenere a mente che per capire se un cane
tollera bene un tipo di cibo/crocchetta o meno, si devono
osservare i suoi parametri vitali più che seguire delle regole
fisse e poco elastiche. Osserveremo allora la lucentezza del pelo,
gli occhi (che non devono essere arrossati o cisposi),la massa
muscolare, la resistenza alla fatica, la quantità e consistenza
delle feci. Ribadisco quindi

'importanza di osservare i nostri
cani e di agire sempre controllando che tollerino bene la dieta da
noi scelta,
ricordando che in campo nutrizionale non esiste la
verità’ assoluta perchè ogni soggetto risponderà’ in maniera
soggettiva e sempre diversa.

IKC – INDEPENDENT KENNEL CLUB – IKC
TAG TEST Difesa & dimostrazione Mondioring IKC
12 Ottobre 2014
Giudici IKC della giornata
Enrico Casucci & Daniele Santoni
Presso il vivaio "Passione Natura"
di Enrico Nardin (335-7316628)
Via Nettunense km 25,800
Località Campo di Carne (Aprilia)
Classi di iscrizione al TAG test
(maschi e femmine):
Giovani (dai 10 mesi ai tre anni di età)
Contributo iscrizione: 30 euro un cane – 25 euro a soggetto per
due o più cani iscritti a nome dello stesso proprietario

Adulti (dai tre ai sette anni di età)
Contributo iscrizione: 30 euro un cane – 25 euro a soggetto per
due o più cani iscritti a nome dello stesso proprietario

Premi:
Attestato di partecipazione a tutti gli iscritti & diploma di
superamento del TAG test IKC per i soggetti che superano il test

IMPORTANTE:
Sarà possibile iscrivere i cani direttamente sul
luogo della prova entro le ore 9:30 AM, ma è
INDISPENSABILE LA PRENOTAZIONE perchè saranno
ammessi un massimo di 20 soggetti.

Controlli ufficiali IKC:
Sul posto sarà presente il veterinario ufficiale IKC, il Dottor
Pietro D'Agostino che per l'occasione eseguirà i controlli
sanitari per treno posteriore, ginocchio, treno anteriore e cuore
a prezzi scontati per tutti i presenti. I controlli saranno
protocollati dal registro e saranno UFFICIALI.
I prezzi saranno:
A) Controllo arti posteriori + ginocchio - 35 euro a cane, 30 euro
per due o più cani dello stesso proprietario.
B) Controllo arti anteriori + cuore - 40 euro a cane, 35 euro per
due o più cani dello stesso proprietario.

IMPORTANTE:
E' possibile pagare la visita ufficiale
direttamente sul luogo ma è INDISPENSABILE LA
PRENOTAZIONE perchè saranno ammessi alle visite un
massimo di 20 soggetti.
Norme di comportamento IKC:
L'entrata è gratuita per tutti gli spettatori, tesserati e non
tesserati IKC. Come sempre è richiesta da parte di tutti i
partecipanti e gli spettatori presenti la massima serietà,
educazione e rispetto verso lo staff, i giudici e il campo
ufficiale della prova IKC, nonchè il controllo totale dei
soggetti presentati al test. Per chi iscrive uno o piu soggetti
(anche solo alla visita veterinaria) è importante portare con sè
la fotocopia del (o dei) pedigree e il libretto sanitario. Si
consiglia vivamente il trasportino. Tutti i trasgressori alle
regole IKC saranno immediatamente allontanati dal luogo della
prova dal nostro servizio d'ordine.

Prenotazioni e informazioni:
Per ogni tipo di informazione, per iscrivere i
soggetti al test o per prenotare la visita
veterinaria ufficiale telefonare al: 333-4119930
Il direttivo IKC

Staffordshire Bull Terrier Club Italiano

Lo SBTCI intende tutelare, nel pieno rispetto dei regolamenti
genealogici ed etici dell'Independent Kennel Club, la razza
Staffordshire Bull Terrier. La tessera annuale per associarsi è
fissata - per l'anno 2014/15 - a 20,00 euro. I soci dello SBTCI
usufruiranno di sconti particolari su tutte le iniziative
dell'IKC.
Per ogni info riguardo al club:
Mauro De Vitis
328-0452207

Staffordshire Bull Terrier Club Italiano

IKC – INDEPENDENT KENNEL CLUB – IKC

Registro cinofilo Italiano

www.independentkennelclub.it.gg

IKC – INDEPENDENT KENNEL CLUB - IKC


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