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Sai cosa causano alla salute pesticidi, erbicidi e concimi chimici www.laviadiuscita.net .pdf



Nome del file originale: Sai cosa causano alla salute pesticidi, erbicidi e concimi chimici - www.laviadiuscita.net.pdf

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1

PREFAZIONE
Questa è una pubblicazione che fa parte dei libri
e delle dispense “LIFE PROJECT” che hanno lo
scopo di diffondere le giuste informazioni e le
soluzioni che agiscono sulle vere cause dei
problemi che ogni giorno viviamo.
Però dobbiamo essere consapevoli che solo se
cambieremo il nostro modo di pensare e di agire,
secondo il Vero Amore così come è insegnato nel
libro “La Legge Eterna dell’Amore” (che fa parte
delle pubblicazioni “Life Project”), le soluzioni
indicate porteranno il vero cambiamento di “tutte
le cose” sul Pianeta.

2

LA GIUSTA INFORMAZIONE E’ UN
DIRITTO-DOVERE PER SALVAGUARDARE
LA SALUTE, LA PACE E LA VITA DI TUTTI

Questa dispensa indica a tutti come evitare le
malattie conoscendone le cause, che sono attribuibili
anche e soprattutto al tipo di coltivazione prevalente
nel mondo che è di tipo chimico. Indica quindi come
proteggere la salute dei propri figli e di coloro che
amiamo.

È giunto il momento che gli agricoltori debbano
veramente farsi un esame di coscienza affinché si
rendano conto che, se non cambiano le modalità di
produzione agricola, ossia se non adotteranno al più
presto

l’agricoltura

biologica,

continueranno

a

rendere i terreni sempre più sterili, a distruggere le
api, il Pianeta con tutti i suoi abitanti, a creare cancri
su cancri, una miriade di allergie, disturbi e malattie
3

a se stessi, ai propri familiari e alla popolazione
mondiale, anche a distanza di tempo. Come avviene
tutto ciò viene spiegato in questa dispensa.

All’interno di essa potete trovare anche le alternative
all’agricoltura di tipo chimico che fa uso di prodotti
chimici quali: pesticidi, erbicidi, concimi chimici,
OGM, ecc., che avvelenano terreni, aria, prodotti,
falde acquifere, ecc., e distruggono la Salute e la
Pace nelle famiglie. Inoltre, è stato accertato che in
tutto il mondo, a causa di questi prodotti chimici,
sono diventati sterili circa il 70% dei terreni, mentre
il restante 30%, per le stesse ragioni, sono sempre
meno produttivi.

Quale può essere quindi l’alternativa?

Questa sana, produttiva, “salvifica” alternativa è
l’agricoltura biologica. Essa non inquina terra, aria,

4

prodotti agricoli, falde acquifere, in quanto non fa
uso di pesticidi, erbicidi, concimi chimici, OGM, ecc.,
fa

uso

solo

di

prodotti

naturali

al

100%

che

accrescono il valore nutritivo dei prodotti agricoli, a
differenza dell’ “agricoltura chimica” che causa una
carenza o assenza di principi nutritivi. Pertanto,
l’agricoltura biologica salvaguarda la produzione,
l’ambiente, la salute e la vita su tutta la Terra.

L’agricoltura

biologica,

che

viene

presentata

in

questa dispensa, è la sana, vera alternativa per
iniziare ad avere Salute e Pace nelle famiglie e nel
Mondo.

Questa

dispensa

poteva,

infatti,

essere

anche

intitolata: “COME INIZIARE AD AVERE SALUTE E
PACE

NEL

MONDO”.

Leggendola,

PERCHÈ E COME ciò sia possibile.

5

comprenderete

Buona lettura a tutti e buon inizio di un Mondo Nuovo
fondato

su

Giuste

Informazioni,

Consapevolezza,

Amore in Azione, Salute, Gioia e Benessere per tutti.

www.laviadiuscita.net

6

INDICE
Introduzione.......................................................................... p.

10

Pesticidi e diserbanti............................................................... p.

13

Bambini e pesticidi................................................................. p.

18

Malation e altri pesticidi..........................................................

p.

20

Piove Malation sulle teste........................................................ p.

34

Pesticidi : i killer della vita....................................................... p.

36

E il pesticida creò il parassita................................................... p.

37

Conseguenze prevedibili e non................................................. p.

39

Controlli insufficienti............................................................... p.

40

Cinque buoni motivi per usare la massima cautela...................... p.

41

S.O.S. Terra..........................................................................

p.

43

La morte delle api su tutto il pianeta......................................... p.

46

Api e pipistrelli: misteriosa peste.............................................. p.

53

Imidacloprid e ambiente.........................................................

p.

57

L'ambiente alpino è più inquinato della pianura..........................

p.

59

In montagna a respirare aria buona.......................................... p.

60

Pesticidi, allarme europeo uno studio rivela...............................

p.

64

Questi prodotti sono cancerogeni.............................................

p.

68

Il caffè biologico: una miscela senza pesticidi............................. p.

69

Anche il cibo delle mense scolastiche contiene veleni..................

p.

72

L'inganno delle multinazionali..................................................

p.

77

Che cosa accade alle piante irrorate da pesticidi, erbicidi ecc........ p.

83

Che cosa accade a mucche, latte, prodotti caseari......................

p.

86

Come i pesticidi distruggono il mantello di ozono e la salute......... p.

89

I disgregatori del sistema endocrino.........................................

p.

91

Come agiscono i disgregatori endocrini.....................................

p.

93

Gli xenoestrogeni...................................................................

p. 100

7

Problema inquinamento mondiale............................................. p. 107
L'Italia è il principale consumatore di pesticidi in Europa.............. p. 111
Le regioni italiane con il maggior consumo di antiparassitari......... p. 112
L'Italia al primo posto nel consumo di pesticidi...........................

p. 114

Anche i concimi chimici sono pericolosi...................................... p. 115
Come i concimi chimici alterano gli elementi..............................

p. 120

Un vero rischio per la salute....................................................

p. 121

“Se uccidono erbacce e insetti”................................................. p. 122
Sotto accusa i pesticidi in agricoltura........................................

p. 124

Pesticidi................................................................................

p. 125

Pesticidi dannosi per il sistema immunitario...............................

p. 128

La qualità dell'acqua in Italia...................................................

p. 130

Pesticidi e leucemia................................................................

p. 131

Ancora DDT nel sangue........................................................... p. 133
Pesticidi: cancro del fegato, anemia aplastica e leucemia............. p. 134
Pesticidi e tumore al cervello...................................................

p. 136

Pesticidi e cancro all'esofago e allo stomaco............................... p. 136
L'inquinamento del latte ha conseguenze fatali........................... p. 137
La sindrome del bambino blu...................................................

p. 139

Pesticidi in Nepal.................................................................... p. 140
Bambini senza occhi per i pesticidi............................................ p. 141
Parkinson: con due erbicidi “provocato” nei ratti......................... p. 143
Parkinson: agricoltori rischiano doppio......................................

p. 144

Pesticidi killer in Europa..........................................................

p. 145

Una molecola è sufficiente a creare il cancro..............................

p. 146

Human killer..........................................................................

p. 147

Grazie ai finanziamenti si distrugge la salute dell'umanità............ p. 148
Studio canadese conferma gli effetti nocivi dei pesticidi...............
8

p. 150

Il cibo biologico può combattere il cancro..................................

p. 152

L'agricoltura biologica.............................................................

p. 154

Appunti di agricoltura biologica................................................

p. 157

I parassiti sono la diretta conseguenza dei pesticidi....................

p. 163

Pensare globalmente, consumare localmente.............................

p. 166

Agli agricoltori sempre meno...................................................

p. 177

Subito una commissione parlamentare d'inchiesta sui pesticidi.....

p. 178

Attenzione: cosa fare per eliminare pesticidi, O.G.M e veleni........ p. 182
Fonti e bibliografia.................................................................. p. 185

9

INTRODUZIONE

In ogni alimento possono essere presenti da tre fino a nove
sostanze chimiche diverse (pesticidi, erbicidi, ecc.) che interagendo
tra di esse possono diventare per sinergia “mille volte” più tossiche e
cancerogene rispetto alla singola sostanza chimica. In un anno, per
intenderci, un uomo medio con un’alimentazione non biologica,
ossia

tradizionale,

accumula

3

kg

di

sostanze

chimiche

e

l’organismo umano non riesce a far fronte alla quantità delle predette
sostanze introdotte con gli alimenti.

Queste pericolose sostanze chimiche si fermano per mesi e per anni
nell’organismo depositandosi soprattutto nei tessuti grassi e negli organi
che hanno una componente prevalentemente lipidica, come il tessuto
adiposo

e

le

ghiandole

endocrine,

provocando

squilibri

che

si

ripercuotono su tutte le funzioni dell’organismo (ciclo mestruale,
pressione arteriosa, metabolismo, sistema immunitario e conseguenti
allergie, sclerosi, cancro, ecc.).

Anche i neonati vengono a contatto con tutti questi veleni; nei primi mesi
di vita fegato e sistema immunitario non sono ancora maturi per cui il
contatto con queste sostanze provoca ai piccoli organismi danni ancora
maggiori.
10

Pesticidi, erbicidi e fertilizzanti si riversano anche nelle falde acquifere e
quindi nei nostri rubinetti di casa. I filtri per l’acqua non possono eliminare
del tutto pesticidi, erbicidi e fertilizzanti (nitriti cancerogeni). Non si risolve
il problema nemmeno con filtri a carboni attivi, che vengono utilizzati
anche nei sistemi ad osmosi inversa, perché sono cancerogeni, essendo il
carbone in se stesso cancerogeno. Inoltre, insieme a questi filtri,
vengono utilizzate per legge delle sostanze chimiche per distruggere
la flora batterica che si accumula su questi stessi filtri.

Forse non tutti sanno che il cancro proviene anche dall’acqua.
Pesticidi, erbicidi, nitrati cancerogeni (fertilizzanti) presenti nelle acque
“potabili” si fissano sui cibi cotti con queste stesse acque. Perfino le
costose acque minerali rivelano la presenza di quasi tutti i più
micidiali pesticidi, erbicidi, solventi chimici, cloro, atrazina, DDT,
diossina, fluoro, ecc. (Pesticidi ed erbicidi vengono prodotti anche con
cloro, fluoro, mercurio e così via). Fino a 20 ed oltre di questi micidiali
veleni non vengono dichiarati sulle etichette delle acque minerali, ma
risultano dalle analisi ufficiali degli organi di controllo, che tutti possono
avere su richiesta.

Il cloro, il fluoro ed altri ancor più dannosi elementi chimici contenuti in
pesticidi, erbicidi e fertilizzanti evaporano dalla Terra in cielo e distruggono
il mantello di ozono che protegge il Pianeta dai pericolosi raggi ultravioletti
e questo avviene con molta più efficacia ed intensità rispetto ai
clorofluorocarburi usati nei frigoriferi, etc., ma ciò non viene pubblicizzato
11

per proteggere l’industria dei pesticidi e i guadagni astronomici che
provengono dalla loro vendita.
E’ accertato che i terreni trattati con pesticidi, erbicidi e fertilizzanti chimici
sono sempre più avvelenati e sterili e quindi danno sempre meno raccolti.

Il cancro e le malattie sono dovuti non al “destino” e neppure a virus e
batteri che sono solo l’effetto delle malattie stesse. Esse sono causate solo
da errati modi di pensare e di agire, da atteggiamenti sbagliati nei
confronti della vita e di se stessi. Di conseguenza a ciò si è creato,
assecondato e legalizzato un inquinamento chimico pestilenziale che ha
inondato la Terra, il cibo, l’aria e tutti gli organismi viventi facendoli così
ammalare. E’ forse giunto il momento di aprire gli occhi, di cambiare il
proprio modo di pensare e di agire ed iniziare ad innamorarci veramente
della vita.

Questo libro indica quali sono le possibili vie di uscita per non continuare
più a distruggere il Pianeta, ad ammalarci e a morire come tanti parassiti.

12

PESTICIDI E DISERBANTI:
(da “I veleni sulla nostra tavola” - Ass.ne Yoga Mayavirupa)

I pesticidi rappresentano l’insieme dei prodotti chimici destinati alla lotta
contro i nemici delle colture. Ogni anno miliardi di danni sono provocati da
insetti, funghi microscopici, erbacce, che distruggono una parte notevole
dei raccolti. Rimane tuttavia da considerare un aspetto di fondamentale
importanza, e cioè che i pesticidi sono tossici non solo per i predatori delle
coltivazioni ma anche e soprattutto per l’uomo.

Questa tossicità si manifesta in diversi modi:

1) Tossicità diretta: quando importanti quantità sono assorbite per via
orale, per inalazione e dalla pelle. Questa tossicità investe
essenzialmente chi fabbrica tali prodotti, chi li manipola o
li utilizza senza le necessarie precauzioni.

2) Tossicità cronica: per assorbimento, anche se in piccolissime dosi,
protratto per un lungo periodo. Questa tossicità colpisce
tutti i consumatori. In effetti, i prodotti delle coltivazioni
non biologiche contengono residui di pesticidi utilizzati in
trattamenti eseguiti prima del raccolto e questi ultimi si
accumulano nel suolo, inquinando le colture future.
13

Troviamo i pesticidi nel latte, nella carne, nelle uova, poiché presenti
nell’alimentazione del bestiame e nelle stalle e pollai disinfettati. Il DDT si
trova

per

esempio

quasi

integralmente

nella

panna,

nel

burro.

Aggiungiamo che i prodotti di coltivazione subiscono anch’essi dei
trattamenti con erbicidi, funghicidi e insetticidi estremamente pericolosi e
dannosi per l’organismo umano.

Una scoperta incredibile fatta dagli scienziati sull’accumulo delle sostanze
inquinanti provenienti dall’agricoltura e dall’ambiente rivela che, al vertice
della catena alimentare (ovvero in specie come gli uccelli marini, le foche,
gli orsi polari e l’uomo) l’accumulo di queste sostanze può essere da 100 a
1000 volte più elevato che alla base della catena alimentare (State of the
World ‘99 - aut. Lester Brown).

Negli Stati Uniti è stato pubblicato recentemente un rapporto molto
allarmante a proposito dell’uso dei pesticidi. L’attrice Meryl Streep ha
accettato

di

dirigere

un

movimento

chiamato

“Le

madri”

per

la

sensibilizzazione ad un uso limitato dei pesticidi.
Questo

rapporto

dell’alimentazione

dichiara:
dei

“La

bambini,

frutta

e

i

contengono

vegetali,

elementi

purtroppo

base

legalmente

pericolose quantità di pesticidi che aumentano in modo considerevole i
rischi di cancro, problemi neurologici ed altri ancora, sempre legati alla
salute.” Questo rapporto è stato emanato dal Consiglio di Difesa delle
Risorse Naturali (NRDC 1988).

14

Secondo i dati raccolti dal NRDC, da 5 a 6.000 bambini, attualmente sotto
i 5 anni, rischiano cancri provocati dalle sostanze contenute nella frutta e
nei vegetali che avrebbero consumato prima dei 6 anni.
Dopo aver studiato 23 dei 300 pesticidi autorizzati negli Stati Uniti, i
ricercatori hanno messo in modo particolare sotto accusa il DAMINOZIDE,
commercializzato sotto il nome di ALAR e utilizzato per dare alle mele il
colore e la durezza così apprezzata dai consumatori. Il Daminozide si
ritrova evidentemente anche nei succhi di frutta che i giovani consumano
in grandi quantità.

La maggior parte dei pesticidi, fungicidi, erbicidi, costituisce quel
che definiamo con l’espressione: agenti promotori del cancro.

Non è possibile citarli dettagliatamente tanto sono numerosi, ma quel che
è peggio è che il consumatore è impossibilitato a reprimere o a evitare il
loro uso da parte degli agricoltori, che ricorrono sempre più spesso
all’utilizzo di queste sostanze.
Nel 1974 due pesticidi sono stati vietati negli Stati Uniti: si tratta
dell’ALDRINA e della DIELDRINA. Purtroppo, come per il DDT e per i
pesticidi vietati in occidente, continuano ad essere ammessi ed utilizzati in
numerosissimi

paesi,

pertanto

li

ritroviamo

nel

piatto

grazie

alle

importazioni di cereali e prodotti alimentari.
Il DDT è responsabile di molte malattie, in particolare può provocare
15

l’insorgenza di tumori al seno e alla vescica. L’ALDRINA, un suo
derivato, è ancora più tossica.
L’accumulo di insetticidi e pesticidi nelle ghiandole riproduttrici (testicoli e
ovaie) possono causare disturbi della fertilità, cisti ovariche e alterazioni
del ciclo mestruale nelle donne.
Anche

la

ghiandola

tiroidea

subisce

una

serie

di

squilibri

dovuti

all’accumulo di questi prodotti nelle sue cellule: uno studio del dott. Porter
pubblicato sulla rivista Toxicology and Industrial Health (volume 15 1999 pp.133-150), afferma che anche basse dosi di questi prodotti nella tiroide
provocano squilibri al metabolismo dell’intero organismo. In particolare si
può avere un’iperattività della tiroide con modifiche del carattere quali
comparse di irritabilità e aggressività.
Tra le ghiandole endocrine dove si accumulano queste sostanze ricordiamo
il pancreas, il cui squilibrio può provocare disturbi diabetici e le ghiandole
surrenali che regolano, con i loro ormoni, la vitalità dell’organismo e il cui
squilibrio può comportare sintomi quali: stanchezza, scarsa adattabilità a
situazioni stressanti, tensione.

DISERBANTI:
CIANAZINA: Diserbante usato per cereali e mais. Non è regolamentata la
concentrazione massima accettabile dei suoi residui.

16

DIALLATE: Diserbante utilizzato per lenticchie, barbabietole, colza, girasole. Si
ritrova nello zucchero, nell’olio di colza e nell’olio di girasole.
DINOSEBE: Diserbante molto pericoloso utilizzato nei cereali, coltivazioni di
vegetali, frutteti e vigne. Si ritrova anche nella cacciagione, pesci, e vino.
DINOTERBE: Diserbante molto pericoloso usato nella coltivazione di cereali e
mais in particolare.
DIQUAT: Diserbante utilizzato nei frutteti, vigne e coltivazioni di patate. Si trova
anche nel vino.
D.N.O.C.: Diserbante molto pericoloso utilizzato per cereali, meli e peri. Nessuna
regolamentazione.
E.P.T.C.: Diserbante utilizzato nei campi di girasole e di mais. Nessuna
regolamentazione.
LOXYNIL: Diserbante utilizzato per cereali, aglio, cipolle, porri. Nessuna
regolamentazione.
MOLINATE: Diserbante usato nelle risaie. Non regolamentato.
PARAQUAT: Diserbante utilizzato in vigne, frutteti, coltivazioni di ribes e su
tutte le coltivazioni ma senza spruzzare le foglie. Se ne trovano tracce nelle
marmellate di ribes e lamponi.
PENOXALINA: Diserbante utilizzato nelle coltivazioni di fagioli, piselli e
pomodori.
TERMUBETONE: Diserbante usato nei vigneti. Si trova nel vino.
PROFAME o IPC: Impedisce alle patate di germogliare. Nel 1977 l’Accademia di
Medicina ha emesso parere sfavorevole riguardo al suo utilizzo. Ma è sempre
utilizzato senza che ne sia stato stabilito il tenore massimo ammissibile.

17

BAMBINI E PESTICIDI

Secondo i dati raccolti da Legambiente nella primavera del 2002, il 50%
della frutta analizzata dalle Agenzie Ambientali e dalle Asl risulta
contaminata da pesticidi, con una percentuale quasi doppia rispetto al
2001.

Roberto Della Seta, portavoce nazionale di Legambiente, afferma che “Il
problema messo in luce da questi dati è che la legislazione italiana,
vecchia di oltre 30 anni, non prevede ancora un limite alla somma di più
residui nello stesso alimento. Questo fa si che vengano considerati
“regolari” campioni di frutta e verdura contenenti fino a 6 principi attivi
diversi. Il numero dei casi fuori legge conferma poi che in Italia continua
l’abuso di pesticidi, compresi alcuni principi attivi come CLORPIRIFOS,
PROCIMIDONE,

DITIOCARBAMMATI,

BENOMIL,

da

tempo

ritenuti

cancerogeni in altri paesi”.
In uno studio condotto dall’Environmental Working Group, organismo non
governativo statunitense, si legge che “A causa della loro fisiologia, del
tipo e della quantità di alimenti consumati, i bambini, in presenza di
residui dei pesticidi corrono rischi molto più elevati degli adulti di
contrarre un cancro. Sommando il rischio relativo ai residui di soli 8
pesticidi sui 20 utilizzati nella coltivazione di frutti e ortaggi, oggi il
bambino “medio” già all’età di 6 anni, supera di oltre 10 volte il
18

livello di rischio”.
Il problema della violenza nei ragazzi in età scolare sembra collegato, oltre
che a fattori familiari o di stile di vita, anche all’azione di pesticidi ed
erbicidi sulle ghiandole endocrine, in particolare sulla tiroide.

Un confronto tra bambini esposti a pesticidi nella “Yaqui-Valley” (Messico),
dove si faceva largo uso di pesticidi nebulizzati, e bambini non esposti a
pesticidi che risiedevano in un luogo vicino, dove non si faceva uso di
pesticidi nebulizzati, dimostrò la comparsa di turbe comportamentali,
turbe di apprendimento e aggressività nei primi, mentre i secondi non
presentavano disturbi del carattere.

19

MALATION ED ALTRI PESTICIDI

Il MALATION è uno dei pesticidi usati su agrumi, frutta e ortaggi che
quotidianamente mangiamo.
Andiamo a vedere che cosa affermano le ricerche sul malation riportate
nel libro “Salvate il vostro corpo” scritto dalla dott.ssa Catherine
Kousmine: “Il malation distrugge la guaina dei nervi, mentre altri
tipi di insetticidi causano la perdita della memoria e forme di
psicosi”.

Il METIL PARATION è un altro insetticida usato su frutta e ortaggi; nel
predetto libro della dott.ssa Kousmine si parla del paration in questo
modo: “Sappiamo che la trasmissione dell’impulso nervoso è resa
possibile dalla presenza nelle sinapsi (o punti di unione tra i neuroni) di
una sostanza: l’acetilcolina, che, dopo aver svolto il suo compito,
scompare. La sua distruzione è assicurata da un fermento, la colinaesterasi. Il paration, che è un insetticida organofosforico, distrugge questo
enzima, per cui l’acetilcolina non può essere eliminata, causando
disordini mentali di gravissima entità. Il veleno presente in alcuni
funghi mortalmente tossici produce lo stesso effetto. Tutto questo non ha
impedito che in California venisse sparsa sui campi coltivati a frutteto e su
tutte le altre coltivazioni una tale quantità di paration da poter
tranquillamente annientare una popolazione cinque o dieci volte più
20

numerosa di quella della Terra!”
Altre notizie sui pesticidi riprese sempre dal predetto libro vengono
riportate qui di seguito:

L’uomo, per combattere l’invasione delle infestanti, dei funghi e degli
insetti che minacciano le sue colture, ha deciso di usare i pesticidi
(insetticidi, diserbanti, fungicidi), ma questa specie di guerra chimica non
distrugge soltanto gli insetti nemici, ma involontariamente anche quelli
utili all’uomo.

La scoperta di sostanze organiche mortali per gli insetti risale alla Seconda
Guerra Mondiale; in previsione di un’eventuale guerra chimica, vennero,
infatti, condotte ricerche che permisero di trovare sostanze organiche
letali per gli insetti.

Le proprietà insetticide del rappresentante principale di un gruppo di
sostanze, il DDT (di cloro-difenil-tricloroetano), che era stato sintetizzato
già nel 1874, furono riscontrate soltanto nel 1939, grazie agli esperimenti
di uno scienziato svizzero, Paul Müller (che venne per questo insignito del
premio Nobel).
Questo prodotto venne inizialmente utilizzato per scopi estremamente
benefici. Usato sotto forma di polvere, distruggeva tutte le pulci da cui
erano infestati migliaia di soldati e di rifugiati in costante pericolo di
contaminazione da tifo esantematico, malattia spesso mortale trasmessa
21

proprio da quei parassiti. In un secondo tempo venne impiegato per
liberare

alcune

regioni

dalla

malaria

e

dalla

malattia

del

sonno,

distruggendo sia l’anofele che la mosca tsé-tsé, responsabili delle due
malattie.
Il DDT salvò dunque numerose vite umane. Purtroppo i primi successi
ottenuti e la convinzione della non tossicità del prodotto indussero molti a
usare il DDT in modo sconsiderato per debellare ogni specie d’insetti sulla
terra. Il DDT, come gli altri insetticidi sintetizzati in epoca posteriore, era
molto diverso dai prodotti usati fino ad allora, di natura vegetale o
minerale, come il solfato di rame usato nella vigna, o l’estratto di tabacco
utilizzato contro i pidocchi.
Gli

insetticidi

moderni

agiscono

neutralizzando

i

fermenti

indispensabili alla respirazione cellulare, quindi alla vita, fermenti
presenti negli insetti, ma anche negli uccelli e nei mammiferi.
Quando il DDT in polvere venne usato sull’uomo, restava all’esterno
dell’organismo, perciò venne giudicato inoffensivo; ma se veniva sciolto
nell’olio i risultati erano ben diversi: era assorbito dall’apparato digerente
e dai polmoni.
Il DDT è un veleno terribile: una dose di 3 parti per milione (3 ppm=3
milligrammi per chilo) distrugge l’effetto di un enzima indispensabile alla
normale funzione del muscolo cardiaco, 5 ppm sono sufficienti a uccidere
le cellule epatiche.

22

La normale funzione delle ossidazioni, cioè della respirazione cellulare, si
svolge attraverso una successione di degradazioni che liberano energia; è
un processo che avviene a tappe, simile alla discesa di una scala, gradino
dopo gradino, resa possibile solo dal lavoro di una diastasi specifica. Se un
qualunque fermento di questa catena viene a mancare, l’intera funzione si
arresta. L’azione degli insetticidi (DDT, malation, ecc.) è proprio quella di
bloccare gli enzimi respiratori e di conseguenza tutta la vita cellulare ne
rimane sconvolta; se questo si verifica all’interno di un embrione, ne
possono derivare problemi al suo sviluppo o malformazioni.

Queste sostanze esercitano un ulteriore effetto altamente tossico sulla
fosforilazione. In tutti gli esseri viventi è presente una sostanza
dispensatrice di energia, indispensabile alla realizzazione dei fenomeni
vitali: si tratta dell’adenosina trifosfato (ATP), che agisce come un
accumulatore. Se si scarica perde un gruppo di fosforo e diventa
adenosina difosfato (ADP); l’energia necessaria perché si ricarichi e si
ritrasformi in ATP, che è appunto il processo di fosforilazione, è fornita dai
fenomeni di ossidazione, cioè di respirazione cellulare.

La fosforilazione è quindi accoppiata a un’ossidazione e questa reazione è
fondamentale e essenziale alla vita stessa. Se l’accoppiamento viene
interrotto,

le

ossidazioni

proseguono,

ma

cessa

qualunque

altra

produzione di energia che non sia quella termica, il muscolo non si contrae
più, i nervi non trasmettono l’impulso nervoso, l’ovulo fecondato non si
divide,

ecc..

Qualora

questa

interruzione
23

si protragga

nel

tempo,

interviene la morte delle cellule dei tessuti e, a volte, dello stesso
organismo.
Naturalmente

quest’azione

dissociativa

dell’accoppiamento

di

una

fosforilazione e di un’ossidazione è prodotta da agenti chimici, dai pesticidi
(insetticidi, diserbanti), ma anche dai raggi X; in certi casi essi fanno
aumentare

pericolosamente

la

temperatura

del

corpo,

sintomo

inequivocabile del riscaldamento di un motore che si è incantato.
Per conoscere i reali effetti di un’intossicazione da DDT, alcuni volontari
hanno accettato di farsi spalmare sulla pelle una soluzione oleosa
contenente una leggera dose di DDT. Subito sono stati colpiti da un senso
di affaticamento, di pesantezza e dolori ai muscoli e alle giunture, da
depressione

nervosa,

irritabilità,

da

una

sensazione

d’incapacità

intellettuale, tensione nervosa, ansietà e insonnia. Fu necessario un anno
per eliminare gli effetti tossici.

Gli insetticidi, che sono liposolubili, si accumulano in tutte le parti grasse
del corpo, soprattutto nei grassi di deposito. Piccole quantità di lipidi sono
però presenti in tutte le cellule, a partire da quelle nobili, del fegato, dei
reni, delle ghiandole surrenali e del sistema nervoso, fino alle cellule
riproduttrici, dove appunto gli insetticidi tendono a fissarsi.

L’immagazzinamento del DDT nell’organismo inizia nel momento in cui
anche una dose minima penetra nei tessuti; si pensi che è sufficiente la
presenza di una parte di DDT per 10 milioni (=0,1 milligrammo per chilo)

24

nel consumo di alimenti, perché si verifichi nei tessuti grassi una
concentrazione cento volte superiore. Se poi l’individuo si ammala e
presenta uno stato febbrile, questo insetticida rende tossici i grassi
presenti nel corpo impedendo che l’ammalato possa servirsene.
Alcuni tecnici che avevano maneggiato la dieldrina, un insetticida molto
efficace simile al DDT e ancora più tossico, furono colpiti quattro mesi
dopo aver organizzato una campagna contro la malaria da stati convulsivi,
a volte mortali, sopravvenuti durante episodi di banali infezioni febbrili: la
liberazione

dell’insetticida

immagazzinato

aveva

provocato

un’intossicazione acuta del sistema nervoso.
Una persona mediamente esposta al DDT, come capita a ognuno di noi, ne
mantiene nel suo corpo circa 6 ppm (= 6 milligrammi per chilo); la
percentuale triplica nei contadini e centuplica negli operai che lavorano
nelle fabbriche d’insetticidi.
Gli individui più colpiti sono le donne e i bambini, alle madri che
allattano i loro piccoli si raccomanda di controllare sempre il loro peso, per
evitare che il pesticida immagazzinato nei tessuti grassi si attivi e passi nel
latte intossicando i neonati!

Una delle caratteristiche più pericolose del DDT e degli altri prodotti simili
è rappresentata dalla difficoltà di renderli biodegradabili, per cui si
trasmettono da un individuo all’altro sfruttando la catena alimentare.

25

Poniamo il caso di un campo di erba medica trattato col DDT; ebbene
l’erba medica è data come mangime ai polli le cui uova contengono DDT.
Se il tenore di DDT del fieno è di 7 ppm, quello del latte proveniente dalle
mucche che l’hanno mangiato è di 3 ppm, mentre il burro estratto da
quello stesso latte ne contiene venti volte di più.

Nel 1973 l’aldrina, successore del DDT, è stata finalmente vietata perché
eccessivamente tossica; infatti, sia nella frutta che negli ortaggi non deve
trovarsi nessun residuo di aldrina (se non come massimo 0,01 ppm).
Tuttavia la quantità che ancora è rimasta nei terreni coltivati è ancora così
alta che i vegetali provenienti da quei terreni resteranno contaminati per
quindici anni almeno. Si pensi che una dose di 15 milligrammi di aldrina
provoca nell’uomo la comparsa di albumina e di sangue nell’urina; nei casi
di intossicazione grave sopravvengono dei sintomi nervosi, come tremito,
atassia, convulsioni, o addirittura la morte per arresto della respirazione.

Nei casi di intossicazione cronica letale, in presenza di autopsia si scopre
l’esistenza di un edema polmonare, renale e del cervello e di una
degenerazione epatica e tubulare renale. Nella carne e nel latte delle
mucche nutrite con alimenti (fieno, farine) contaminati l’aldrina si
trasforma in dieldrina.

Esistono anche altri prodotti, chiamati insetticidi sistemici, che penetrano
nella linfa di una pianta e la rendono velenosa per l’insetto che la succhia;

26

trattando dei semi (piselli, fagioli, cotone) con questo prodotto, si rende la
pianta velenosa per i pidocchi e gli insetti che se ne nutrono. Negli Stati
Uniti alcuni operai che avevano toccato dei sacchi pieni di semi trattati con
insetticida sistemico si sono improvvisamente ammalati. Lo stesso polline,
proveniente da piante che prima della fioritura erano state trattate con lo
stesso prodotto, ha reso tossico il miele delle api che lo avevano
succhiato.

Le ghiandole riproduttrici, cioè i testicoli e le ovaie, sono ricche di
lipidi e favoriscono la concentrazione degli insetticidi; alcuni giovani
galli che erano stati nutriti con alimenti inquinati presentarono uno
sviluppo parziale (ridotto di un terzo) dei caratteri sessuali secondari
(cresta e barbigli), mentre i testicoli risultarono ridotti di un quinto. Le
galline, le femmine di topo e le cagne che avevano assorbito piccole dosi
d’insetticidi sono diventate sterili o hanno partorito dei cuccioli che sono
vissuti pochissimo.
Alcuni piloti, che avevano partecipato con i loro apparecchi al lancio di
insetticidi nei campi, hanno visto ridotta la loro produzione di
sperma.

Il fatto che gli ormoni della riproduzione subiscano serie alterazioni è
molto grave. Si tratta quindi di un’autentica minaccia per tutta
l’umanità, che viene colpita nelle sue capacità di trasmettere
geneticamente la propria eredità alle generazioni future. Il pericolo
maggiore viene appunto dalla possibilità di distruggere, di modificare o di
27

ridurre la presenza dei geni, manipolandoli con agenti chimici fabbricati
dall’uomo, ma completamente estranei al suo equilibrio naturale.

Nel 1950, in America, a danno avvenuto, ci si rese conto di aver
sottovalutato il grado di tossicità del DDT, mentre in Svizzera si dovette
attendere il 1968, anno in cui alcuni formaggi di produzione elvetica,
esportati negli Stati Uniti, vennero rispediti al mittente perché troppo
contaminati dal DDT.

In ogni tempo l’uomo ha distrutto gli animali e le piante, ha trasformato,
con un disboscamento selvaggio, regioni un tempo fertili in deserti senza
vita, ha ridotto in via d’estinzione numerose specie di animali, uccelli e
mammiferi; a questo panorama sconsolante, oggi si aggiungono le
ecatombe causate dalla guerra chimica, perché se la preda sono gli insetti,
si finisce per uccidere anche i pesci, gli uccelli e i mammiferi.
Rachel Carson, nel suo libro “Primavera silenziosa” (che io raccomando
caldamente di leggere) scritto nel 1963, denunciava che in America
venivano prodotte 300.000 tonnellate d’insetticidi all’anno, dal DDT ai suoi
derivati piuttosto tossici. Questi prodotti sono stati usati in maniera
selvaggia e senza discernimento: contro il curculione del grano e altri
predatori delle monocolture, ma anche contro le tarme, le mosche delle
stalle, le zanzare delle regioni temperate, i maggiolini, i parassiti delle
carote, ecc..

28

Nel 1959 lo stato del Michigan decise di spargere polvere insetticida su
11.000 ettari di terreno per debellare uno scarabeo moderatamente
nocivo. Così un’intera squadra di aerei sganciò sulla regione una nevicata
di scaglie di aldrina, giudicandola del tutto inoffensiva! Ce n’era ovunque:
sui tetti delle case, nelle campagne e nei paesi. Dopo alcuni giorni le larve
di alcuni insetti e dei vermi di terra morti in superficie vennero divorate da
uccelli insettivori (pettirossi, cinciallegre, storni), che in breve tempo
morirono tutti paralizzati dall’insetticida. I sopravvissuti rimasero sterili.
Sparirono anche i conigli, gli scoiattoli, i gatti. Gli uomini e i cani furono
colpiti da diarrea, vomito, tosse e convulsioni.
Dopo l’esperienza per fortuna simili catastrofi oggi non accadono più, ma
ciò non toglie che l’uomo moderno resta comunque esposto a questi
veleni.

Chi di noi non ha usato bombolette contro le tarme, le zanzare, le mosche
o le pulci?
Chi non ha spruzzato i fiori del proprio giardino con un insetticida?
In America la carta da parati ne è letteralmente impegnata, come la cera
dei pavimenti, e perfino i nostri stessi alimenti ne risultano intaccati.
Alcuni anni fa si analizzarono alcuni piatti serviti nei ristoranti, con la
sgradevole sorpresa che tutti risultavano contenere DDT.

Una delle cause che facilita il pericolo di avvelenamento da insetticida
ricade proprio sulla superficialità degli agricoltori che fanno uso di dosi
29

eccessive d’insetticidi, effettuando i trattamenti poco prima del periodo
della raccolta, utilizzando contemporaneamente anche più prodotti, senza
leggere le indicazioni sulle confezioni.

Le autorità hanno fissato il limite di tollerabilità degli alimenti agli
insetticidi, ma nessuna dose può essere giudicata innocua, se riferita a un
veleno che si accumula nell’organismo così facilmente. Per ottenere un
minor prezzo di costo delle derrate alimentari, si autorizza l’uso di
sostanze altamente tossiche e poi si pagano gli ispettori per
verificare che la gente non ne resti troppo intossicata!

Ormai l’uso di tali sostanze è talmente diffuso che non esistono controlli
efficaci. Un trattamento con insetticidi è giudicato “normale” quando
presenta una concentrazione pari a 1 parte su 50 milioni (=1 milligrammo
per 50 chili); la realtà è molto diversa, infatti, analizzando una certa
qualità di pane si è riscontrata una concentrazione 15.000 volte superiore.

Un terzo dei prodotti caseari esaminati è stato contaminato.
La frutta e gli ortaggi trattati risultano meno nocivi se si toglie loro la pelle
o le foglie esteriori; lavare le verdure però non basta, perché gli insetticidi
moderni

restano

concentrati

sia

nell’insalata

che

negli

spinaci

preventivamente trattati. Ed anche i sacchi di farina o le casse di prodotti
alimentari conservati nei magazzini sono spesso trattati con bombole
d’insetticidi, che possono filtrare attraverso la carta d’imballaggio e
30

contaminare gli alimenti.

Gli insetticidi sono degli inibitori del sistema nervoso, e in alcuni casi di
intossicazioni gravi compaiono tremiti e convulsioni; il malation distrugge
la guaina dei nervi, mentre altri tipi di insetticidi causano la perdita della
memoria e forme di psicosi.

L’uomo moderno vive quindi continuamente circondato da prodotti
chimici altamente tossici. Sono ormai quarant’anni che un po’ ovunque
si fa uso indiscriminato di pesticidi: nell’acqua dei fiumi, nei terreni, dove
sono stati usati anche vent’anni prima, nel corpo dei pesci, degli uccelli,
dei rettili, dei vermi, degli animali domestici o selvatici. Si sono trovati
pesticidi nelle uova d’uccello, nel corpo degli orsi polari, nell’uomo, nel
latte materno (dove in certi casi è presente in dosi superiori a quelle
consentite per il latte di mucca) e non si può escludere che siano
contaminati anche i tessuti del nascituro. L’inquinamento da DDT e dai
suoi derivati ha così invaso tutto il mondo.

Nessun

animale

sfugge

all’azione

inquinante

voluta

dall’uomo,

ad

eccezione dell’insetto! Esso presenta un ciclo riproduttivo molto veloce,
ragione per cui vengono autoselezionati individui molto forti, che danno
origine a una discendenza con le stesse caratteristiche. L’uomo interviene
inventando sostanze sempre più tossiche, ma il risultato non cambia. Ecco
perché in certe zone agricole dove non si fa uso d’insetticidi, le malattie

31

portate dagli insetti sono meno frequenti che in altre zone dove invece si
usano, proprio perché i nemici naturali vengono in un certo senso
rispettati!

Accanto agli insetticidi la nostra società moderna ha inventato anche i
diserbanti, e purtroppo tra questi esistono prodotti chimici che agiscono
perfino su tessuti animali: alcuni provocano forme di avvelenamento
generale, altri aumentano la temperatura; ve ne sono poi alcuni che
provocano mutazioni genetiche e tumori maligni.

Il PENTACLOROFENOLO, ad esempio, è un diserbante usato spesso
lungo il bordo delle strade, oltre che per sfogliare il cotone. Ebbene, a un
operaio che stava preparando una soluzione di questo prodotto, è capitato
di farvi cadere dentro un arnese di lavoro; per poterlo recuperare ha
affondato la mano in quel liquido e subito dopo è andato a lavarsi: è stato
immediatamente colto da malore e il giorno dopo è morto.

Molti diserbanti sono derivati dall’arsenico. Se usati lungo i bordi
delle strade hanno causato una moria di mucche, se versati nei laghi o nei
bacini per distruggervi le alghe, hanno reso l’acqua non potabile o
addirittura non balneabile.

Resta poi il fatto che i diserbanti distruggono soltanto alcune specie di
erbacce, e perciò favoriscono lo sviluppo di altre specie molto più
32

resistenti, con il risultato di spostare il problema, senza risolverlo.

Data la nostra scarsa conoscenza delle relazioni esistenti tra le piante e il
terreno in cui vengono coltivate, ignoriamo se anche le cosiddette erbacce
non svolgano una funzione utile all’equilibrio naturale dell’ambiente. Così,
un terreno può essere liberato dall’azione nociva di alcuni vermi piantando
delle calendule, che attraverso le loro radici trasudano sostanze tossiche
per quei parassiti” (1).

(1) In agricoltura biologica tale collaborazione sinergica tra piante contro i
parassiti viene chiamata CONSOCIAZIONE. Esistono molte consociazioni
che possono essere di aiuto nelle diverse coltivazioni per evitare molti
parassiti nocivi.

33

PIOVE MALATHION (PESTICIDAINSETTICIDA) SULLE TESTE DI
UOMINI, ANIMALI E PIANTE
(SCIENZE NEWS 9 marzo – 1996)

Uno tra gli insetticidi più noti, che oggi viene usato
indiscriminatamente

è

il

MALATHION,

esso

viene

impiegato nelle disinfestazioni sotto forma di piogge,
soprattutto per combattere zanzare e altri insetti.

Nello scorso settembre ‘99, su tutti i quartieri di New York è piovuto
Malathion, al fine di debellare un tipo di zanzara portatrice di un’infezione
virale che causa encefalite.
Ma il danno minore lo subiscono proprio le zanzare. Esse, infatti, hanno un
ciclo vitale molto breve e possono riprodursi nelle generazioni successive
selezionando ceppi più forti e perciò resistenti all’insetticida.

Le autorità sanitarie hanno affermato che questo insetticida “non ha effetti
negativi sugli uomini” (Gazzetta del Mezzogiorno 11.9.1999). Ma in realtà
le cose stanno ben diversamente, il Malathion è altamente tossico e
34

cancerogeno per l’uomo ed esistono già in letteratura molti casi di
avvelenamenti e lesioni permanenti provocate all’organismo dal contatto
con questa sostanza.

Già nel 1979, uno studio fatto dal Centro per il controllo delle Malattie
Tropicali di Atlanta (Georgia) rilevava che durante una disinfestazione in
Pakistan nel 1976 l’uso del Malathion provocò 2800 avvelenamenti e
5 morti. La causa principale dei danni fu attribuita all’ISOMALATHION,
una delle sostanze presenti nello stesso insetticida, che si è dimostrata
pericolosissima.

Anche la rivista Epidemiology del gennaio ‘92 rileva che, dopo una
disinfestazione con Malathion, in California, osservando i bambini nati da
donne che avevano subito il contatto col pesticida, si evidenziarono molti
casi di disordini intestinali. Dato confermato da una ricerca dell’Istituto di
Educazione

Medica

dell’insetticida

Indiano

Malathion

che

afferma

“danneggia

che

una

seriamente

le

singola

dose

funzioni

di

assorbimento dell’intestino”.

Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Lancet del 1981 dimostra
che i bambini che hanno avuto contatto con pesticidi, tra cui il Malathion,
si ammalano di disordini del sangue, tra essi si evidenzia un caso di
leucemia linfoblastica acuta. Gli stessi agricoltori che avevano fatto uso di
Malathion e altri organofosforici avevano un’alta incidenza di leucemia.

35

Il Malathion può provocare danni renali e difetti congeniti, tra cui la
nascita di bambini senza muscolatura scheletrica o con scarsa
muscolatura

(Teratology

36:

7-9

‘87),

può

causare

danni

cromosomici alle cellule umane (Mutation research 1993 - 301: 13-7)
può abbassare le difese immunitarie disponendo l’organismo a
molte malattie, polmoniti e TBC.

PESTICIDI: I KILLER DELLA VITA
I pesticidi chimici di sintesi sono sostanze velenose che servono per
combattere gli insetti (insetticidi), le malerbe (erbicidi) e alcune infezioni
(anticrittogamici) delle piante coltivate.

36

E IL PESTICIDA CREÒ IL PARASSITA

I microrganismi che dovrebbero essere attaccati dai veleni possiedono
delle notevoli capacità di adattamento e di difesa. Essi si riproducono
molto velocemente ed hanno una vita molto breve che li espone per poco
tempo agli effetti del veleno.
Se, per esempio, da un solo microrganismo in un anno nascono 1 miliardo
di altri esseri sarà molto probabile che almeno uno di questi sia capace di
sopravvivere al pesticida. In questo modo esso riprodurrà altri esseri con
le sue caratteristiche, ormai insensibili a quel tipo e a quelle dosi di
pesticida.

Più aumentano i tipi di parassiti che resistono ai fitofarmaci e più si è
costretti ad usare nuovi prodotti: nel mondo gli agricoltori utilizzano ora
1.500 tipi di pesticidi commercializzati con 40.000 nomi diversi. In questo
gruppo sono compresi, oltre alle sostanze destinate a uccidere i parassiti,
anche gli erbicidi.
I pesticidi sono in realtà dei biocidi, sono cioè in grado di uccidere tutti i
piccoli organismi con cui vengono a contatto. Muoiono, quindi, anche gli
insetti impollinatori, fondamentali per l’agricoltura, le coccinelle, gli uccelli,
le rane, i rospi, ecc., proprio quegli esseri viventi in grado di eliminare i
parassiti, esercitando un controllo naturale.

37

Secondo la FAO (Organo dell’ONU che si occupa dell’agricoltura e
dell’alimentazione nel Mondo), le specie di parassiti che risultavano
resistenti ai veleni erano:

· 7 nel 1938
· 182 nel 1965
· 364 nel 1977
· 432 nel 1980
· 600 nel 1986

38

CONSEGUENZE PREVEDIBILI E NON

I pesticidi, sparsi a tonnellate nell’ambiente, ritornano
concentrati per mezzo della catena alimentare nei nostri
piatti.

Molte

e

gravi

sono

le

conseguenze

sinora

dimostrate.

Si conosce poco l’effetto di sinergismo (potenziamento degli effetti dei
singoli elementi dovuto alla loro contemporanea presenza negli organismi
o nell’ambiente) tra le varie sostanze che gli esseri viventi assorbono
respirando, mangiando o bevendo. È quasi impossibile conoscere l’effetto
prodotto da una piccola dose di insetticida A che si sommi ad una di
anticrittogamico B e ad un conservante C o a un farmaco D o a un
colorante E.

Un paragone può farci capire meglio questa sovrapposizione degli effetti:
se considerati separatamente, l’etere trinitrico e la glicerina non sono
affatto pericolosi, ma se li si unisce ecco un bel botto! Si ottiene, infatti, la
famosa Nitroglicerina.

Le leggi e le circolari riguardanti la dose giornaliera ammissibile (DGA) di
39

residui velenosi che si possono ingerire non sono sufficienti a garantire la
salute dei cittadini.
I danni provocati dai pesticidi vanno divisi in due categorie:

-

Pesticidi con effetti immediati: intossicazioni ed avvelenamento

-

Pesticidi con effetti a lungo termine: cancerogeni (modifiche

nella riproduzione delle cellule), teratogeni (modifiche del feto),
mutageni (modifiche del patrimonio genetico).

CONTROLLI INSUFFICIENTI
Da una recente inchiesta condotta da Legambiente in tutta Italia, risulta
che l’attività dei laboratori pubblici di controllo sulla merce venduta è
molto disordinata e irrazionale: si controlla poco, male e solo in alcune
regioni.

40

CINQUE BUONI MOTIVI PER USARE
LA MASSIMA CAUTELA CON I
PESTICIDI, E POSSIBILMENTE
ELIMINARNE L’IMPIEGO:

1. I pesticidi, contaminando i parassiti, provocano l’avvelenamento e la
scomparsa anche dei loro nemici naturali, come gli uccelli insettivori.

2. I pesticidi eliminano tutti i parassiti tranne alcuni, naturalmente
resistenti al pesticida, che successivamente formeranno una discendenza
più forte, che dovrà essere combattuta con dosi maggiori di insetticidi più
potenti, e così via, con grave danno per l’ambiente.

3. I pesticidi sono sostanze velenose, spesso molto tossiche anche per
l’uomo che li impiega o che si nutre di cibi trattati con i pesticidi stessi.

4. Molti pesticidi servono a migliorare solo l’aspetto della frutta e della
verdura per vendere più facilmente il prodotto. Ne vale la pena?

41

5. I pesticidi provocano l’inquinamento dell’ambiente e minore fertilità del
suolo.

Gli insetti sopportano sempre meglio i veleni
agricoli, gli uomini li sopportano sempre peggio!

La maggior parte degli agricoltori, al fine di eludere la legge che
impone un tetto all’uso dei singoli pesticidi, combinano cocktail di
più sostanze chimiche. Per esempio, su una ciliegia coltivata in
Calabria

sono

stati

trovati

tre

pesticidi

diversi

(paration,

clorpirifos, metidation). Ogni pesticida era in dosi inferiori al tetto
di legge, ma per la somma dei tre pesticidi non è previsto alcun
tetto. Molti ricercatori hanno appurato che la somma di più
pesticidi messi insieme, anche se ognuno di essi è in dosi
infinitesimali,

opera

un’azione

più

potente

e

più

distruttiva

rispetto all’uso del singolo pesticida. Tutti, infatti, sanno o
dovrebbero sapere che le sinergie di vari elementi sono molto più
potenti del singolo elemento.

42

S.O.S. TERRA
LA MORTE DI QUASI TUTTE LE API È UN SEGNO
EVIDENTE CHE LA VITA È IN PERICOLO SU
QUESTO PIANETA

A causa dell’inquinamento (pesticidi, erbicidi, ecc.) e dei
mutamenti climatici, in alcuni paesi sono morte l’80%
delle api. Attenti ai mieli perchè...

Il grido d’allarme viene dal Presidente del WWF, Fulco Pratesi. Secondo
Fulco Pratesi la morte di milioni di api è soltanto la punta dell’iceberg di
un fenomeno di ben più vasta portata che coinvolge una natura
ormai irrimediabilmente compromessa. Le api sono, infatti, uno degli
anelli più fragili dell’ecosistema e risentono per prime della presenza di
elementi inquinanti.

Sono sensibilissimi indicatori biologici dell’inquinamento da insetticidi,
anticrittogamici e simili. Questi insetti svolgono un compito indispensabile
alla sopravvivenza di gran parte delle piante, facendo da impollinatori,
cioè trasportando il polline da una pianta all’altra. Senza di esse
l’impollinazione e la riproduzione non potrebbero avvenire e la loro
scomparsa comporterebbe conseguenze difficilmente immaginabili.
43

Il mutuo rapporto tra piante e impollinatori si è creato nel corso di milioni
di anni. Ma da qualche tempo le popolazioni degli animali impollinatori
vanno continuamente decrescendo. E con esse diminuiscono le prospettive
di vita delle specie vegetali legate alla loro azione.

Responsabili sono naturalmente i pesticidi. Dal 1962, l’anno in cui il
celebre libro di Rachel Carson «La primavera silenziosa» lanciò il primo
allarme contro il loro uso indiscriminato, malgrado il bando delle sostanze
più pericolose messe in atto da molti Paesi, l’impiego di veleni sui campi di
tutto il mondo è più che raddoppiato, fino a raggiungere il milione di
tonnellate all’anno. (La Stampa, 23 agosto 2002).

Le api ‘bottinatrici’, partono dall’alveare per ricercare nettare e altri
elementi utili per la loro sopravvivenza. Ma la maggior parte cadono a
terra morte dopo essere entrate in contatto con queste molecole tossiche.
Uno dei principali accusati è un insetticida prodotto dalla Bayer col nome
“Gaucho”, in vendita da circa dieci anni, basato sulla molecola attiva
imidacloprid, utilizzato per il trattamento di mais, grano, barbabietola e
girasole.

Il “Gaucho” fa parte dei cosiddetti insetticidi “sistemici” che non vengono
cosparsi sulle colture, ma vengono inglobati nei semi per essere rilasciati
nel corso della crescita. Si propaga tramite le piante dal punto di
applicazione ed uccide gli insetti che se ne nutrono. Ha una lunghissima

44

persistenza nel terreno ed un’azione tossica sulle api anche a dosi inferiori
a tre particelle per miliardo.
A causa dell’utilizzo dell’imidaclorid, in Francia scompaiono ogni anno
un quarto delle api e negli Stati Uniti gli apicoltori hanno già perso
l’80% delle loro api.

Anche in Italia la situazione è molto grave. Gli apicoltori hanno segnalato
gravi spopolamenti e morie di intere famiglie di api, in particolare nel
nord. Il 2002 è stato l’anno peggiore mai registrato a memoria d’uomo nel
settore: basti pensare che la produzione di miele nazionale è scesa
del 70% rispetto al 2001. Gli apicoltori avvertono che d’ora in poi occorre
fare molta attenzione perchè c’è il rischio che circoli miele fatto con
zucchero e poco miele oppure miele straniero di dubbia provenienza.

45

LA MORTE DELLE API SU TUTTO IL
PIANETA:
C’È TEMPO PER FARE IL PROCESSO?
(Fonte: Aam Terra Nuova – luglio/agosto 2007)

«In Nord America la mortalità è stimata intorno al 60-70% delle famiglie»
spiega

il

professor

Santi

Longo,

ordinario

di

entomologia

agraria

dell’Università di Catania. «In Europa l’allarme è scattato già da qualche
anno soprattutto in Spagna, Polonia, Germania e Inghilterra.
Particolarmente preoccupanti sono i dati della Svizzera, dove la mortalità
delle colonie è passata da un fisiologico 10% a un preoccupante 25% nel
2006. In Italia ci sono numerose segnalazioni di casi di mortalità nelle
regioni settentrionali, imputati soprattutto ad avvelenamenti provocati da
trattamenti con agrofarmaci, come fipronil e imidacloprid, effettuati nei
frutteti, nei vigneti e nelle colture di barbabietole, girasole, pomodoro,
nonché per la concia delle sementi di mais. (...)».

Fitofarmaci sotto accusa
Il professor Longo coglie nel segno e lancia un segnale importante: infatti,
tra le cause del fenomeno numerosi studiosi elencano fitofarmaci
46

ampiamente utilizzati in agricoltura. «Alcuni agrofarmaci» prosegue Longo
«hanno meccanismi d’azione che interferiscono sulla trasmissione degli
impulsi nervosi condizionando il comportamento delle api, sopratutto delle
bottinatrici, che faticano a orientarsi e a rientrare nell’alveare. (...)».
Addirittura negli Stati Uniti sono stati raccolti e sottoposti a test genetici
alcuni gruppi di api morte e l’esito uscito dalla Columbia University ha
rivelato negli insetti la presenza di un sistema immunitario indebolito che
può venire aggredito,

con esiti infausti, anche da funghi e altri

microrganismi.
Chris

Mullin,

professore

alla

Pennsylvania

State

University,

ha

recentemente inviato alcuni campioni di api a un laboratorio federale di
Raleigh, che sta effettuando uno screening per la presenza di 117
sostanze chimiche.

Sotto i riflettori ci sono soprattutto i pesticidi cosiddetti sistemici, che sono
capaci di essere assorbiti nel sistema circolatorio delle piante e quindi
sono presenti anche nelle foglie nuove e nei fiori, con i quali le api entrano
in contatto. Uno di questi gruppi di sostanze è quello dei neonicotinoidi,
usati per trattare il grano e altri semi.
Uno di questi neonicotinoidi, l’imidacloprid, è comunemente usato sia in
Europa che negli Stati Uniti per il trattamento dei semi e dell’erba.

Già negli anni ’90 gli apicoltori francesi avevano registrato numerose
perdite di api ed espresso particolare preoccupazione per la diffusione di
47

questa sostanza, venduta sotto il nome di Gaucho. Più tardi i ricercatori
scoprirono che questo prodotto chimico pareva non uccidere direttamente
le api, ma le disorientava a tal punto da renderle incapaci di ritornare
nell’alveare; morivano così esposte al freddo. Il governo francese ha poi
messo al bando già otto anni fa questo pesticida anche per il grano,
malgrado le forti proteste del gigante tedesco Bayer che continuava a
sostenere come non fosse tossico per le api.

A sconfessare le rassicurazioni della Bayer sono stati diversi studi di
ricercatori francesi indipendenti, come ha spiegato anche il New York
Times in un articolo pubblicato lo scorso aprile (1).
Qualche anno dopo, nel 2002, anche in Italia si era cominciato a parlare
del problema, che oggi è sotto gli occhi di tutti. Nel giugno di quell’anno in
Veneto e Piemonte era stata fatta un’indagine dall’associazione apicoltori,
che aveva concluso come la moria di api avesse portato ad un calo più che
considerevole delle quantità di miele prodotto, segnalando anche l’effetto
deleterio che aveva su questi insetti il trattamento utilizzato contro la
flavescenza dorata che attacca la vite.

A rischio l’agricoltura mondiale
A definirsi estremamente preoccupata per la situazione è la Coldiretti, che
ha dipinto un quadro veramente allarmante, puntando il dito contro
cambiamenti climatici, organismi geneticamente modificati, elettrosmog,
parassiti e pesticidi.

48

«Si tratta di una situazione che mette in discussione l’equilibrio naturale
globale» - sottolinea la Coldiretti - «con rischi anche per la salute e
l’alimentazione, che dipende per oltre un terzo da coltivazioni impollinate
attraverso il lavoro degli insetti, al quale proprio le api concorrono per
l’ottanta per cento. Prodotti come mele, pere, mandorle, agrumi, pesche,
kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori,
zucchine, soia, girasole e colza dipendono completamente o in parte dalle
api per la produzione dei frutti. Ma le api sono utili anche per la
produzione di carne: con l’azione impollinatrice che svolgono nei confronti
delle colture foraggere da seme come l’erba medica ed il trifoglio, sono
fondamentali per i prati destinati agli animali da allevamento».

«Anche la grande maggioranza delle colture orticole da seme si possono
riprodurre grazie alle api come l’aglio, la carota, i cavoli e la cipolla. precisa ancora Coldiretti - Se non sarà interrotto il trend che ha portato in
pochi mesi alla scomparsa solo negli Stati Uniti di un quarto degli alveari
con 15 miliardi di api, le conseguenze ambientali sarebbero disastrose
perché se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non
resterebbero che pochi anni di vita». L’allarme è stato lanciato in molte
regioni, dalla Lombardia al Piemonte, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia.

I pesticidi sotto accusa
Legambiente ha dedicato grande attenzione allo studio degli effetti
dei fitofarmaci maggiormente incriminati di provocare la moria delle

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