File PDF .it

Condividi facilmente i tuoi documenti PDF con i tuoi contatti, il Web e i Social network.

Inviare un file File manager Cassetta degli attrezzi Ricerca PDF Assistenza Contattaci



NewsLetter n. 4 14 .pdf



Nome del file originale: NewsLetter n. 4-14.pdf
Autore: Utente Microsoft

Questo documento in formato PDF 1.5 è stato generato da Microsoft® Word 2010, ed è stato inviato su file-pdf.it il 17/09/2014 alle 23:17, dall'indirizzo IP 151.50.x.x. La pagina di download del file è stata vista 812 volte.
Dimensione del file: 3.1 MB (12 pagine).
Privacy: file pubblico




Scarica il file PDF









Anteprima del documento


Newsletter n.04/2014



''Allargate i vostri cuori da fratelli a
fratelli. Questo è uno dei segreti della vita
ed è anche la dimensione più autentica
dello sport''.
E' il messaggio che Papa Francesco ha
affidato ai calciatori. ''La partita è un
evento simbolico - ha detto il Papa - credenti di religioni diverse,
conservando la loro propria identità, possono convivere in armonia e
nel reciproco rispetto. Le religioni sono chiamate ad essere vincolo di
pace, mai di odio. Lo sport in generale è un fenomeno umano e sociale
che ha tanta importanza e incidenza nel costume e nella mentalità
contemporanea''. ''E' importante dare un buon esempio sia in campo
sia fuori dal campo.
''Nelle gare sportive - ha detto ancora il Papa rivolgendosi ai giocatori
della prima partita interreligiosa per la pace - siete chiamati a mostrare
che lo sport è gioia di vivere, gioco, festa e come tale deve essere
valorizzato mediante il recupero della sua gratuità, della sua capacità
di stringere vincoli di amicizia e l'apertura degli uni verso gli altri''.
''Contribuendo a un valido e fecondo apporto alla convivenza di tutti i
popoli, escludendo ogni discriminazione di razza, lingua e religione''.
''Anche con i vostri atteggiamenti quotidiani - ha rimarcato Bergoglio carichi di fede e di spiritualità, di umanità e di altruismo, potete
rendere una testimonianza in favore degli ideali di pacifica convivenza
civile e sociale, per l'edificazione di una civiltà
fondata sull'amore, sulla solidarietà e sulla pace.
E questa è la cultura dell'incontro".

La Partita della Pace ……

1

Andare per Campi ………

2

I Volti del Campo 2014…

4

….

7

Progetti… in Campo ……

8

Foto da Policoro

Rassegna Stampa ….

10

Prossimi appuntamenti 11



Andando per Campi
Nel gergo comune l’espressione “andare per campi” assume
un’accezione non sempre positiva indicando coloro che avanzano senza
una mèta, non sapendo esattamente cosa fare: i cosiddetti perditempo.
Ma, nella ricchezza straordinaria della nostra lingua, chi va per campi è
etimologicamente il pellegrino (per agros) che affronta le difficoltà e le intemperie per seguire una
direzione precisa: quella che conduce a Gesù.
E’ questa la speranza del mio cuore: che coloro che hanno
partecipato al campo Mlac lo abbiano “attraversato” arricchendosi dei frutti necessari a proseguire
fortificati il cammino verso il Signore. Coloro
che dinanzi alle difficoltà del nostro tempo,
decidono di impegnarsi, di scendere in
campo! Allora sì, il campo assume davvero
l’importanza di un’esperienza fruttuosa,
arricchente.
Tanti sono stati i seminatori, anche nelle
stagioni passate, coloro che con fatica e
sudore, hanno arato, hanno preparato il
terreno, gli strumenti e le persone che
hanno cercato di spargere semi di speranza.
In tutte le direzioni, e non a caso come i più
superficiali avrebbero sentenziato, ma nella speranza che tali semi potessero germogliare anche laddove
sembrava esserci roccia, terreno arido.
Le relazioni, non solo degli illustri relatori, ma anche e, in taluni casi soprattutto, quelle sperimentate fra le
persone sono state i semi più preziosi. Dalle parole di Don Filippo Lombardi, abbiamo appreso lo
straordinario senso del dovere dei lucani, la ricchezza di risorse materiali ed immateriali di questa terra
dove la natura è ancora padrona del territorio. I più giovani (beati loro!) ci hanno ricordato quanto
importante sia l’ascolto, il confronto tra generazioni in un’epoca che li vede arrancare e scontare scelte
assurde e insostenibili di egoisti che li hanno preceduti,
dichiarando la loro volontà manifesta a mettere in gioco la
loro giovinezza: forza per la sopravvivenza dell’intera
umanità!
In questa alleanza generazionale tutta da ricostruire, il nostro
essere associazione è il vero antidoto all’individualismo che ci
sta impoverendo, alle varie periferie esistenziali, ci ha
ricordato il nostro presidente Matteo Truffelli. E’ davvero una
sfida quella dello stare insieme (dialogos) ma, nonostante le
innumerevoli difficoltà, è quella che merita più di altre di
essere affrontata!
Un grande amico del Movimento, Mons. Superbo, già
assistente generale dell’AC nonché prezioso assistente nazionale del MLAC, ci ha provocati definendo
questo il tempo di una nuova primavera per il Movimento. Se
questo, quale Movimento di sfondamento nel mondo del
lavoro, come lo ha definito Don Mimmo Beneventi, infatti,
riuscirà ad essere antenna per l’intera associazione per i
problemi del lavoro, contagiandola di quella sensibilità che gli è
propria, allora si riuscirà tutti insieme a portare i luoghi e le
situazioni in cui viene lesa la dignità dei lavoratori, le periferie, al
centro diTutta la chiesa. Per farlo c’è bisogno di tanto impegno,
ci ha ricordato Mons. Mansueto Bianchi, che porti ad un
discernimento vigile, fondato sulla Dottrina Sociale

della Chiesa, capace di indignarsi dinanzi alle
ingiustizie e di annunciare e progettare un’altra
realtà possibile: un’economia amica dell’uomo,
attenta al creato e ai poveri, aperta al futuro, che
crea le condizioni per un lavoro offerto a tutti nel
pieno riconoscimento della dignità di ogni uomo…
un’economia amica della felicità! Fra gli strumenti
offerti, ci si è confrontati con le strategie ed i
programmi europei per l’inserimento lavorativo
dei giovani, grazie al Dott. Flavio Venturi e al Dott.
Gino Magno che, anche con attività laboratoriali, ne
hanno evidenziato le potenzialità e le debolezze.
Accanto alla formazione, però, come una sorella gemella,
non bisogna trascurare la preghiera, la ricerca continua di Dio che ci dona occhi illuminati attraverso cui
scorgere le sofferenze dei fratelli, come sperimentato nel ritiro spirituale vissuto nello scenario suggestivo
di Matera.
Che in questa sua nuova primavera, il Mlac possa davvero essere capace di non stancarsi mai di seminare!
Da bravi pellegrini, ciascuno di noi procedendo “a piccoli passi ma con alti orizzonti” (Don Tonino Bello),
sappia prendersi cura amorevolmente delle situazioni e delle persone che il Signore ci porrà sul nostro
cammino. E chissà che questa primavera possa donare tanti piccoli fiorellini all’altare di Dio!
Simona Loperte
CONTINUA A SEMINARE
Semina i tuoi beni, condividi
non lasciare che i tuoi soldi
alimentino le guerre e le ingiustizie.
Semina la tenerezza, sempre
sana le ferite, dai il perdono
e abbraccia il tuo nemico.
Semina la giustizia in ogni cosa
nelle piccole scelte di ogni giorno
spezza tutte le mafie e i sistemi di violenza.
Semina Pasqua anche quando è inverno
semina sempre, anche controvento
il fiore sboccerà, rifiorirà la terra.
Ma tu continua, semina ancora
l’aurora nasce
e il seme ormai matura…
Semina sempre nelle stagioni della vita
semina quando il sole sorge
e la luce danza nei campi.
Semina sempre nei passaggi della vita
quando sei giovane e cerchi il tuo futuro
quando sei vecchio e speri in un abbraccio.
Semina sempre non ti rassegnare
quando sei sano e pieno di energia
quando malato, sei fragile e stanco.
Semina sempre intorno a te ogni giorno
per le tue figlie e per i figli della terra
perché ci sia pane sulla tavola di tutti
e il vino nuovo per brindare alla vita.
Semina nella Chiesa le parole del Vangelo
che diventi più povera e contenta
Chiesa ricostruita dalla gioia
non più legata ai giochi del potere.

Semina nel tuo Paese.



Partecipare al Campo MLAC, nella mia terra, la Basilicata, è stato motivo
di pregio ed onore. Da lucano conosco bene i problemi dei lavoratori, ed il
titolo di questo Campo, “Le periferie del lavoro e il ruolo della comunità
cristiana” è molto attinente alla situazione della Basilicata, sempre più
periferia d’Italia, nonostante produca molto.
Significativa la scelta del luogo, Policoro ed il Centro Padre
Minozzi, che videro nel 1995 la nascita del Progetto Policoro.
Inutile dilungarsi sulla situazione economica e sociale della
Basilicata, con un tasso di disoccupazione tra i più alti e con
una percentuale elevata di precari, nota un pò a tutti.
Il punto da cui partire dopo questo Campo è sicuramente
affidarsi ai consigli di Mons. Mansueto Bianchi, che ha
delineato le linee guida per la comunità cristiana di oggi per
dare fiducia e speranza ai tanti giovani e padri di famiglia che
si incontrano nelle parrocchie, nei centri Caritas, nei gruppi di
ascolto. Da aderente al Movimento Lavoratori e da Animatore
Comunità del P rogetto Policoro non posso che condividere le
parole di Mons. Bianchi e fare tesoro di tutti i consigli e le di
indicazioni che ci ha fornito, cercando di mettere in pratica quanto più mi
riesce possibile.
Con tutti gli spunti di riflessione e le provocazioni ricevute in questo
Campo, la comunità cristiana, a partire da noi, da me, deve porsi come
promotore di iniziative che riavvicinino l’uomo al mondo del lavoro,
facendo si che l’economia diventi per l’uomo e per la vita.
Da Policoro sono ripartito con un bagaglio culturale arricchito non solo da
riflessioni e spunti ma anche dalle esperienze condivise con altre persone
provenienti da realtà diverse dalle mie, con cui si è conversato, avendo
l’occasione di confrontare le proprie difficoltà con quelle altri, ricevendo e
dando risposte fiduciose. Un ringraziamento doveroso va all’Assistente
don Emilio ed alla Segretaria Nazionale Simona e a tutti i membri
dell’Equipe Nazionale, per l’ottimo lavoro svolto riuscendo a realizzare un
campo ricco di persone illustri che hanno suscitato negli ascoltatori
numerosi spunti e feedback.
Salvatore Colucci

Nonostante i tanti anni di impegno in AC, gli incarichi ricoperti a più
livelli, è stata la prima volta che ho partecipato ad un campo
nazionale, così con mio marito Francesco e Vincenzo ci siamo
avventurati con un lungo viaggio alla volta di Policoro, luogo dove si
sarebbe svolto il campo.
E’ stata per me una bellissima esperienza,
ricca di spiritualità, di approfondimenti sul
complesso tema del lavoro, ma anche di
gioia, fraternità e amicizia. Posso dire di
aver investito bene le due settimane di
ferie estive per l’AC: la prima con il campo
diocesano ACR, la seconda con il campo
nazionale MLAC.
Le giornate sono trascorse troppo veloci,
come succede sempre quando le esperienze
sono intense.
Ho conosciuto tante persone nuove, ma è
stato come essere amici da sempre!
Le giornate sono state tutte interessanti, sono stati suddivisi con
attenzione i tempi di studio attraverso gli approfondimenti offerti dai
relatori, i momenti di confronto nei laboratori all’interno dei quali
abbiamo avuto modo di condividere riflessioni ed esperienze, la
preghiera sempre curata e carica di spunti spirituali, l’animazione
territoriale gioiosa che ci ha permesso di conoscere persone e storie
nuove.
Non sono mancate le opportunità culturali che ci hanno condotti alla
scoperta del territorio e della storia della Basilicata. L’amicizia
stretta con i partecipanti al campo, con gli amici dell’AC di Policoro
mi hanno fatto sentire parte di una bella e allegra famiglia! Un
grazie a tutti: da Simona, don Emilio, Patrizia, Lucia, Maurizio,
Pasquale, Elisa, Anna Maria, Cristiano, Lavinia, Pina, Antonello,
Andrea, … ai ragazzi che hanno condiviso con noi questa avventura!!

Paola

Una parola mi ha accompagnato in questo campo:
assuefazione. L’hanno ripetuta in modi diversi, ma
con lo stesso significato
Mons. Superbo e Mons. Bianchi nei loro interventi,
riferendosi a chi, avendo perso il lavoro o non
avendolo mai trovato, non crede più nella possibilità
di vivere con dignità; e a noi, laici impegnati, che a
volte stentiamo a trovare parole e modalità d’azione
di fronte alle notizie che ascoltiamo e alle storie che
incontriamo. Stessa assuefazione che spesso
caratterizza chi un lavoro ce l’ha, ma lo vive senza
gratitudine, senza amore, senza creatività. Chi in un
modo chi nell’altro, abbiamo tutti perso la speranza.
E invece il campo è stato per me un vero e proprio
esercizio contro l’assuefazione, un esercizio allo
stupore. Grazie alla presenza dei bambini come
Andrej, che, con una domanda semplice e diretta al
vescovo di Matera “Che sei venuto a fare qui?”, ha
permesso di ribadire l’alleanza irrinunciabile tra l’Ac e
la Chiesa locale; grazie ai segni urbani e umani della
grande bellezza che abbiamo potuto ammirare a
Matera da diverse angolature; grazie all’itinerario di
spiritualità con i suoi segni, acqua olio casa pane,
quotidiani eppure nuovi; grazie alle occasioni di
incontro e di relazione con esperienze e sensibilità
così simili o così diverse dalle mie.
Non assuefarci, allora, ma stupirci e
contagiare gli altri, lavoratori e non,
in Ac e negli ambienti di vita e di
lavoro, di questa prospettiva! E lo
stupore genera sempre speranza !
Continuiamo a sperare e camminare
insieme!
Patrizia

Per raccontare il campo estivo del Mlac vissuto a Policoro mi piace riprendere quanto
detto da Mons. Bianchi nell'ultima giornata. La capacità di discernimento del nostro
tempo a cui ci ha richiamato l'assistente nazionale non può
non farci riflettere su quanto sia difficile guardare oggi alle
periferie del lavoro nei nostri territori e soprattutto starci
dentro con lo stile del Vangelo, cioè della solidarietà e della
Speranza che fa vedere Gesù anche laddove sembra, agli
occhi dei più, essersi dimenticato dell'uomo.
Questo mi
porto a casa da questo campo, il desiderio e l'impegno di
un' AC che stia accanto a chi, nel mondo del lavoro, vive
le mille difficoltà del nostro tempo.
Gabriella

Sono fiero di essere parte del MLAC, movimento lavoratori di Azione
Cattolica e ho partecipato al campo nazionale a Policoro con molto
interesse per il tema trattato “Le periferie del lavoro e il ruolo della
comunità cristiana”.
Ho incontrato persone straordinarie che hanno saputo
Mettere in campo le loro capacità facendo vivere
splendide giornate.
Sono stati coniugati momenti di approfondimento con
relazioni molto interessanti e momenti culturali con
la visita a stupendi luoghi lucani; le attività sono state
accompagnate da tempi di preghiera e di liturgia
comunitaria che hanno definito l’orizzonte spirituale.
E’ stata coinvolgente l ’esperienza dei laboratori in cui
È stato possibile partecipare in prima persona e fare
comunità tra di noi; dal fare comunità, associazione,
nasce la spinta alla missione di “abitare”,
evangelizzando, l’ambiente di lavoro.
Vincenzo


Tutte le foto
del Campo
Sulla pagina
https://www.facebook.com/mlac.
movimentolavoratori?fref=ts



Il mio ruolo in questo Campo doveva essere di “formazione” nella
due giorni (giovedì e venerdì) dedicata ai Progetti vincitori del
Bando Nazionale Idee e Pastorale 2014, in rappresentanza della
Cooperativa Sociale PROGETTO GERMANO, che con il corso di
orientamento e formazione denominato “Non fatevi rubare la
Speranza: Ho fiducia nel mio Futuro in Calabria”, cerca di
responsabilizzare i Giovani e i meno giovani orientandoli verso
quelle opportunità Lavorative che nascono dalla buona prassi e
dalla esperienza dei “nonni” e dei “territori”.
La possibilità che l’Equipe del MLAC mi ha dato di
frequentare tutto il periodo di svolgimento del campo,
ha fatto sì che potessi confrontare le idee e le
“opportunità” che nascono dalle difficoltà degli altri
territori, con quelle della nostra Terra, martoriata non
solo dal malcostume che spesso sfocia in “delinquenza”
(…o Mafia…), ma anche dalla disinformazione e dal
“lassismo” che si assiste per lo scoraggiamento
quotidiano nel vedere una “classe sociale” avanzare
non per meriti propri ma per “spinte” o “chiamate”
varie.
Purtroppo si rafforza l’idea che i nostri territori spesso sono le
periferie delle Periferie, con la differenza che mentre in alcune si
lavora per ridare dignità, da noi esiste il malcostume di non far
sviluppare il Territorio affinché il “comando” resti nelle mani di
pochi e ciò che è Diritto diventa “Favore Ricevuto”.
Questa realtà confrontandola con quanto illustrato da
Don Filippo LOMBARDI, dall’Ing. SANTANGELO e da
Don Domenico BENEVENTI, porta a fare una seria
considerazione: nella nostra Terra sembra mancare
la concezione di essere tutti figli di un'unica Patria,
spesso ci si allontana dalla CHIESA, intesa come unica
“comunità vivente”, perché non avendo ricevuto da
piccoli una SANA educazione al Vangelo, ci si ritrova
smarriti alla ricerca del facile impiego, il soldo facile,
calpestando ogni tipo di diritto e di dignità…….
dimenticando di essere figli di un unico Dio e
dirigendosi verso l’unica meta al quale siamo
stati abituati, il successo !!! perché dà la prima
pagina, il bel vestito, il rispetto, la convinzione
che questo “paradiso” che mi sono creato è
opera mia e solo mia, perdendo di vista il
concetto bene espresso da Mons. Agostino
SUPERBO, quando descriveva la differenza fra
spazio e tempo… Riempiendo il primo di tante
cose inutili a scapito del secondo che non
impareremo a viverlo. Tutto questo è servito
a darci una maggiore coscienza di cosa
dobbiamo portare” nelle nostre periferie :
Speranza e Voglia di costruire Comunità !!

Molto interessante, ma con tanti punti da
Approfondire tanto è vasta la “materia”, è
stato il convegno sulle “Strategie e strumenti
europei per l’inserimento lavorativo dei
giovani”, in particolare l’esposizione fatta dal
Dott. Gino MAGNO sulle opportunità che
Bruxelles offre la dove ci sia un valido
progetto, senza passare da “vicoli vari” ma,
utilizzando alcuni canali per provare ad avere
“ACCESSO DIRETTO” ai contributi che l’Europa
prevede per lo sviluppo delle aree
“inquadrate”.
L’ultimo appuntamento del Campo l’incontro con Mons.
Mansueto BIANCHI, che nel Suo intervento ha donato perle di
saggezza, difficilmente contestabili, tornando su un concetto che è
alla base dell’essere Cristiano: la Carità come strumento di
Evangelizzazione non serve se non è seguito dalle opere e dai fatti
che noi laici siamo chiamati a portare fin nelle periferie del Lavoro.
Un gruppo questo dell’Equipe molto bene assortito,
tutti padroni del proprio ruolo e della propria
competenza, con una Segretaria Nazionale, Simona
LOPERTE, vera padrona di casa e sempre precisa in
ogni intervento chiamato a fare, dimostrando una
padronanza del ruolo che mi ha impressionato in
maniera molto positiva.
Un ringraziamento
particolare per Don Emilio CENTOMO, che con la sua
infinita pazienza ci ha accompagnato ogni giorno
spezzando per noi la Parola , e attualizzandola, è
riuscito a farcela vivere.. e inoltre, sempre con
pazienza, ha condiviso con noi quello che è diventato
poi “ il fondo del Bus”, un incontro di persone di
diverse zone d’Italia, Nord-Sud, che facendo comunità,
no “comunella”, hanno riempito con canti e cori
i momenti di “viaggio” verso le bellezze della Basilicata
che l’organizzazione ci ha permesso di vivere in
questi pochi giorni.
In conclusione la partecipazione e la formazione ricevuta in questo
breve ma “intenso” Campo, oltre a fornirci dei nuovi mezzi per
combattere il disagio lavorativo, ci ha indicato la strada da
percorrere insieme ai Lavoratori, ai Disoccupati e a coloro che
incontriamo ogni giorno nell’ambito lavorativo, verso l’incontro
con Cristo.
Fabio



Tratto dal quotidiano

del 26 agosto 2014

I luoghi e le situazioni in cui viene
lesa la dignità dei lavoratori
rappresentano gli ambiti privileggiati
di evangelizzazione del Movimento
Lavoratori di Azione Cattolica. Questo
è l’impegno preso dagli oltre
partecipanti giunti in Basilicata da
tutta Italia in occasione del campo
nazionale dedicato alle periferie del
lavoro e al ruolo della comunità
cristiana, svoltosi a Policoro dal 19 al 24
agosto. La strada di riferimento del
Movimento è quella tracciata << dai
vescovi italiani nel documento “ Nella
precarietà, la speranza” , diffuso il Primo
Maggio scorso >>, ha dichiarato Simona
Loperte, segretaria nazionale del Mlac.
Loperte ha poi sottolineato <<che oggi occorre costruire
un lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale proprio come ci esorta Papa Francesco nell’Evangelii
Gaudium>> . Nell’essere associazione e nello sperimentare la solidarietà tra coloro che si riconoscono fratelli
in Cristo, si sono delineate le possibili strade per il Mlac, prospettate dal presidente nazionale di AC Matteo
Truffelli e da monsignor Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza, Muro Lucano, Marsico Nuovo il quale
citando don Tonino Bello ha ricordato che l’impegno di tutta la comunità è quello di <<mantenere alti gli
orizzonti, procedendo a piccoli passi>>. Strade queste, che passano per l’ascolto delle realtà dei territori e
l’attenzione ai giovani. Perciò il Mlac si vuole porre come antenna capace di captare le realtà del mondo del
lavoro per dimostrare la sua presenza, portando così quel modo di essere associazione che, come
sottolineato da Matteo Truffelli, è antidoto alle periferie esistenziali. Una risposta concreta alle periferie
esistenziali è il concorso di idee <<Lavoro e Pastorale>>, strettamente legato al progetto Policoro. Nel corso
del campo i quattro progetti vincitori di quest’anno
hanno esposto lo stato di avanzamento delle
loro attività. Semi di speranza per
l’occupazione, prevalentemente nel settore
dell’agricoltura, nati in Puglia, Calabria e
Lazio.
Monsignor
Mansueto
Bianchi,
assistente generale di AC, ha sottolineato che
oggi sono i meccanismi economici a
governare il mondo. Le decisioni che contano
non passano più per la politica. C’è un potere
economico nascosto, subdolo che decide per
pochi. Si producono esclusi e aumenta lo
spazio della povertà. Questo meccanismo
mette il profitto al disopra dell’uomo,
penalizzando le fasce più deboli. Bianchi
rivolgendosi ai laici ha chiesto un discernimento
vigile, segnato dalla Dottrina Sociale della Chiesa per
rifondare un economia amica dell’uomo, attenta al creato e ai poveri, aperta al futuro, che si faccia carico
del fatto che il lavoro sia offerto a tutti nel pieno riconoscimento della dignità di ciascuno; che sia un
economia amica della felicità. In altre parole occorre cambiare il modo di pensare l’economia per superare il
rischio della confusione delle coscienze il cui livello si abbassa nell’ assuefazione a questa realtà di crisi che

frantuma il Bene Comune, formando insieme
una nuova mentalità non aperta al prossimo.
Il campo è stato anche occasione per
analizzare le strategie e i programmi europei
finalizzati all’inserimento lavorativo, come
Garanzia Giovani. Forte, da parte dei
partecipanti è stato il richiamo al valore della
formazione. Una formazione che non
prescinde dal significato cristiano del lavoro e
dalla consapevolezza di quanto sia
importante il coraggio di sperare e la
capacità di strutturare tale speranza in
percorsi di solidarietà concreta. I momenti di
preghiera e di spiritualità vissuti nel campo sono stati il cuore pulsante per fondare l’impegno di tutto il
Mlac in questo nuovo triennio che on rinnovato si fa presente nel mondo del lavoro. << Per portare le
periferie del lavoro al centro della Chiesa e della società>>, ha concluso Simona Loperte,
Costantino Coros


In preparazione al Convegno Nazionale

“NELLA PRECARIETÀ, LA SPERANZA”
Educare alla speranza in un tempo di precarietà: le giovani generazioni
nella ricerca del lavoro e nel progettare la loro famiglia”
che si svolgerà a Salerno, 24-26 ottobre 2014 (Grand Hotel Salerno), promosso dalla Conferenza
Episcopale Italiana attraverso gli Uffici Nazionali; per i problemi sociali e il lavoro, per la pastorale della
famiglia, per la pastorale giovanile, per il laicato.

Sabato 11 ottobre 2014

Roma Domus Pacis

ore 9,00

Interverranno:

SIMONA LOPERTE
MATTEO TRUFFELLI
Mons. FABIANO LONGONI
EDOARDO PATRIARCA
Don FRANCESCO SODDU
JOHNNY DOTTI

Segretaria Nazionale Mlac
Presidente Nazionale Azione Cattolica
Direttore dell'Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro

della CEI

Deputato, Presidente CNV - Centro Nazionale per il Volontariato

Direttore CARITAS Italiana
Presidente WELFARE ITALIA

Nel pomeriggio si terrà un incontro tra equipe nazionale, membri di presidenza e segretari diocesani sulle linee di
indirizzo per il triennio MLAC.

Per info: mail mlac@azionecattolica.it
tel. 06 66132355 fax 06 66132360

http://mlac.azionecattolica.it/comunitacristiana-e-corpi-intermedi-tempo-di-crisi

Per ulteriori informazioni consultare

www.azionecattolica.it/aci/MLAC

Se vuoi iscrivere un amico oppure se non vuoi più ricevere la newsletter
invia un messaggio all’indirizzo: mlac@azionecattolica.it


Documenti correlati


Documento PDF binocolo n 34 dicembre 2014 1 2
Documento PDF binocolo n 33 novembre 2014 10
Documento PDF newsletter n 4 14
Documento PDF newsletter pasqua parma turismo
Documento PDF giambrone corporate commercial newsletter
Documento PDF atn53


Parole chiave correlate