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26

Matera

Martedì 23 settembre 2014
info@quotidianodelsud.it

Lorenzo Tursone: «Trascorreva tante giornate sul trattore nella sua compagna»

«Francesco amava tanto Stigliano»
Il ricordo di un amico fraterno del pilota morto nell’incidente al lido di Venezia

STIGLIANO - “Mago dell’aria”, così era definito Francesco Fornabaio, il pilota acrobatico di Stigliano tragicamente scomparso domenica al Lido di Venezia, durante
l’evento “Fly Venice”.
Aveva spento il motore del modernissimo Breitling Xtreme
3000, si stava preparando per una
delle classiche acrobazie che lo ha
reso celebre in tutto il mondo, ma
qualcosa è andato storto. Chi conosceva Fornabaio a Stigliano ci racconta che fin da piccolo ha sempre
mostrato una certa passione per il

volo, con la vittoria di tanti titoli e
riconoscimenti; ultimo in ordine
cronologico, quello di luglio scorso: campione del mondo nell’acrobazia aerea a motore nella massima categoria “illimitata”.
Tutti nella sua città natale lo ricordano come una persona buona,
disponibile e presente quando veniva chiamato in causa. Spicca la
testimonianza di Lorenzo Tursone, un fratello più che un semplice
amico: «Quella che ci legava era
una grande e fortissima amicizia
–racconta Lorenzo– ho avuto il pia-

cere, in passato, di lavorare con lui
per diversi anni; a Milano gestiva
un’azienda orafa chiamata “Goldmarket”, ma gli affari iniziavano
ad andare male e la sua più grande
passione, il volo, in breve tempo diventò il suo lavoro, all’epoca possedeva già il brevetto da pilota e aveva disputato anche qualche gara
acrobatica».
Francesco non aveva mai dimenticato le sue origini, amava
tanto il paese che lo aveva visto nascere, ogni anno da Milano tornava a Stigliano con la voglia di riab-

bracciare la gente che con
il solito affetto lo accoglieva a braccia aperte: «Più
di tutto amava la campagna, qui a Stigliano aveva
una piccola azienda agricola dove riusciva senza Il pilota Francesco Fornabaio
rendersene conto a trascorrere ore che nella vita: «Avevamo fiducia e
e ore a bardo di un piccolo trattore, stima reciproca, Francesco ha batsi divertiva con gli utensili agrico- tezzato il mio secondo figlio e io gli
li, spesso anche io lo raggiungevo ho dato il suo nome, così come aveper trascorrere qualche momento va fatto lui chiamando il suo pridi pace in aperta campagna». Nel- mogenito Lorenzo, come me».
Michele Ungolo
lo sport acrobatico è stato senza
© RIPRODUZIONE RISERVATA
dubbio un campione, ma lo era an-

In meno di un anno oltre 1.300 adesioni da tutto il mondo, un’idea divenuta terapia

“Genitori h24” è un’associazione

E’ cresciuto il gruppo nato su Facebook per aiutare le famiglie di diversabili
TRASFORMARE un momento di
sconforto in opportunità, per sè
stessi e per gli altri.
E' questa la provvidenziale intuizione, che ha portato alla nascita di “Genitori h24”, gruppo Facebook che in meno di un anno ha già
raggruppato 1.300 persone da
tutto il mondo e da oggi è un’associazione costituita. La scintilla è
scoppiata nel cuore di Lucianna
Stigliani, giovane mamma di tre
figli, di cui uno, Emanuele (Manu)
di 12 anni, affetto da autismo. In
una sera del novembre 2013, Lucianna è stata colta da uno stato di
profondo malessere per quella che
forse dentro di sè reputava una
“sfortuna”, ovvero l'avere un figlio
disabile. Ma perchè non condividere questa sofferenza con chiunque
si trovi in questa situazione, dandosi forza e gioia quotidiana?
«Allora -spiega Lucianna al
Quotidiano- proprio quella sera ho
deciso di aprire il gruppo Genitori
h24, partendo dal presupposto che
rispetto alla gestione di una disabilità, tutti diventiamo genitori:
dai parenti più stretti, agli amici
fraterni e persino un figlio può diventare genitore di un padre diversabile. Insomma, in qualsiasi momento della nostra vita, tutti noi
possiamo imbatterci nella necessità di gestire una situazione critica
come questa; quindi perchè non
scambiarci esperienze e darci forza reciprocamente?».
Un'intuizione quantomai felice,
perchè in pochi mesi il gruppo Fb
Genitori h24 è diventato letteralmente virale, attirando l'attenzione di 1.315 persone da tutto il
mondo, compresa Cina e Australia.
«Si tratta di persone come me,
tutte si confrontano quotidianamente con la disabilità propria o altrui -spiega ancora Lucianna- comunichiamo ogni santo giorno, ci
salutiamo, ci confrontiamo e ci
aiutiamo a distanza, ognuno con le
proprie esperienze e competenze
da mettere a disposizione di tutti.
Un gruppo divenuto terapeutico,
perchè tutti siamo in grado di venirci incontro e sostenerci nei momenti di sconforto; anzi, quando
qualcuno non dà segnali di esserci
per più di qualche giorno, lo cerchiamo per sapere come sta e cosa
sia successo». Un'autentica grande famiglia internazionale, «all'inizio c'erano solo i familiari e gli
amici più stretti, poi sono partite le
iscrizioni dall'Europa e dal mondo. Sono tutte persone che parlano

A sinistra Lucianna Stigliani con 2 socie di “Genitori h24” a Matera è fiera
in italiano, probabilmente oriunde gruppo ci sono persino genitori didel nostro Paese, con cui si comu- sabili con figli disabili e parlare
nica benissimo, in alcuni casi sono con loro tutti i giorni ci dà forza,
anche anziani soli non più auto- perchè quando tu li conforti, loro ti
sufficienti; dai 12/13 anni agli 80 caricano. Fuori è una lotta contiinsomma.
nua, dalla scuola alla vita quotidiaOggi il senso del gruppo si trova na, ma oggi non siamo più soli pernei nostri slogan: “Uscire a testa chè con ognuno di noi ci sono più
alta” e “Parlare della disabilità, di 1.300 compagni di viaggio».
dando voce a con non ce l'ha”. Nel
C'è già un sito web (www.genito-

rih24.it), dove presto entreranno
specialisti di ogni tipo a disposizione di tutti; persino periti assicurativi, perchè quando muore un disabile occorre curare ogni aspetto.
«Per la società la legge 104 è un
privilegio -prosegue Lucianna- allora che la società accolga i diversabili. Noi stiamo cercando una sede per l’associazione e si accettano
contributi di ogni tipo». Il gruppo
si è presentato alla comunità “fisica” in occasione di “Matera è fiera”,
promuovendo una petizione per
togliere i cassonetti dai marciapiedi; un ostacolo per normodotati e
diversabili, «nell'ottica di Matera
2019 -conclude Lucianna- si dovrebbe capire che anche la cultura
della disabilità è cultura; da qui
pensare alle attese lunghissime
per la riabilitazione, l'informazione nelle scuole su come rapportarsi con l'autismo ad esempio. Nel
gruppo c'è una chat di aiuto e ad ottobre promuoveremo un flash mob
in piazza per dare visibilità all'associazione». Con Lucianna collaborano quotidianamente Rosalba
Lascaro, Luca Scollo, Cosimo
Gaudiano, Massimo Andrisani,
Grazia Tantalo, Maria Vittoria
Motta ed Eleonora Pirrosu. Allora, Genitori h24 ad maiora semper!
Antonio Corrado
a.corrado@luedi.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

“Le voci del cuore”
Corale di Eboli
oggi in carcere
SI svolgerà oggi alle ore 15, l’esibizione della corale “Le voci del cuore” di Eboli, composta da 40 ragazzi diversamenteabili ospiti dell’Istituto di cura e riabilitazione
“Nuovo Elaion onlus” di Eboli, diretta dal tenore Maestro Mario La
Manna. I ragazzi si esibiranno in
un concerto offerto ai detenuti
ospiti della Casa circondariale di
Matera.
Tale evento si iscrive nell’ambito
delle iniziative tese a rafforzare i
rapporti con gli Enti e le Istituzioni dei territori, in relazione alla necessità di incrementare i momenti
scambio e di reciproca solidarietà,
tenuto conto della positiva ricaduta pedagogica, coniugando le dimensioni culturali ed emozionali.
Il Nuovo Elaion è un Centro di riabilitazione, che opera nel campo
della sanità, in particolare nel settore della riabilitazione. Eroga
prestazioni di assistenza, abilitazione e riabilitazione per persone
affette da minorazioni fisiche, psicofisiche e sensoriali dipendenti
da qualunque causa in regime residenziale, semiresidenziale, ambulatoriale e domiciliare, utilizzando le tecniche più avanzate.

Al via le lezioni del progetto sociale di Camera di commercio e Cna

Corso di cartapesta per i detenuti

Angelo
Tortorelli
della Cciaa
di Matera

LA manualità della
lavorazione tradizionale materana della
cartapesta per “dare
una mano’’ nella creazione di opportunità
di inclusione e lavoro
a quanti, un giorno,
avranno scontato il
proprio debito con la Giustizia.
Con questo obiettivo, sono
cominciate ieri presso la Casa
circondariale di Matera le lezioni teorico-pratiche del corso
di cartapesta, finanziato dalla
Camera di commercio di Matera con l’apporto di Cna, Confartigianato e della locale dirigenza carceraria. Sono 10 i detenuti che partecipano al corso della

durata di 60 ore, che si avvale
dell’apporto del maestro e artista cartapestaio Michelangelo
Pentasuglia, autore di numerosi carri trionfali per la festa
della Bruna. Al termine del corso, giunto alla terza edizione,
gli allievi riceveranno un attestato e i lavori saranno presentati in una mostra. L’importanza dell’iniziativa è stata evidenziata nel corso dell’avvio delle
lezioni, a cui hanno partecipato il presidente della Camera di
commercio, Angelo Tortorelli,
il direttore della Casa circondariale, Maria Teresa Percoco, il
presidente regionale di Cna
Leo Montemurro, il direttore di
Confartigianato, Gerarda Bo-

nelli, il dottor Walter Gentile
responsabile dell'area pedagogica della casa circondariale e
il responsabile degli agenti di
polizia penitenziaria, Bellisario Semeraro.
«Con l’avvio delle
lezioni -ha detto il
presidente
della
Camera di commercio,
Angelo
Tortorelli– abbiamo concretizzato
un percorso formativo finalizzato all’inclusione
sociale e al lavoro legato ad antichi mestiere e a tecniche tradizionali. La lavorazione della
cartapesta materana può offrire opportunità a quanti dopo

l’esperienza carceraria torneranno nella società. Tutto questo è stato possibile grazie all’impegno della giunta camerale, che ha promosso sul tema
della inclusione sociale e della formazione un rapporto
di collaborazione
con la coop “Fratello Sole” di Santa
Maria d’Irsi a un
consolidato rapporto con la dirigenza della Casa circondariale
e all l’ apporto proficuo con le
associazioni di categoria, che
stanno lavorando anche a un
museo della cartapesta».
matera@luedi.it

Partecipazione
della Casa
circondariale


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