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LaGazzettaDelloSport 2014 09 30 .pdf



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www.gazzetta.it martedì 30 settembre 2014 1,40 €
ITALIA

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 - TEL. 0262821 - REDAZIONE DI ROMA VIA CAMPANIA 59/C - TEL. 06688281
POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. - D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

anno 118 - Numero
numero 230
Anno

NERAZZURRI SQUADRA A RAPPORTO

ROSSONERI VITTORIA DA RITROVARE

I POSTICIPI PARMA E PALERMO K.O.

Inter sotto shock
Mazzarri furioso
valuta la difesa a 4

Torres o il Faraone
E’ l’ultimo dilemma
del Milan di Inzaghi

D Natale e Udinese
Di
SStratosferici e terzi
LLazio, Djordjevic tris

Il tecnico ai giocatori: «Mai più un crollo
così». E Thohir chiede risultati subito

Pippo sceglierà in base al modulo
Silvio dal 2003 non fa gli anni in vetta

D
Doppietta
di Totò (300° gol) nel 4-2
Il serbo si scatena e rilancia Pioli: 4-0

3 Walter Mazzarri compie domani 53 anni LAPRESSE
DALLA VITE, TAIDELLI A PAGINA 12

3 Filippo Inzaghi, 41 anni, primo alla guida del Milan ANSA
OLIVERO, PASOTTO A PAGINA 13

3 Antonio «Totò» Di Natale, 37 anni il 13 ottobre ANSA
SERVIZI ALLE PAGINE 14-15
SE

CHAMPIONS DUE GIORNI IMPORTANTI PER LE REGINE DEL CAMPIONATO

IL NOSTRO
MEGLIO

L’ALTRO BIG MATCH

Psg senza Ibra
contro il Barça
Su Blanc l’ombra
di Mancini
BIANCHI A PAGINA 11

LE PARTITE DI OGGI
ORE 20.45

ALL’EURO
TEST

GRUPPO E
CSKA-BAYERN MONACO (ORE 18)
MANCHESTER CITY-ROMA
GRUPPO F
PSG-BARCELLONA
APOEL NICOSIA-AJAX
GRUPPO G
SPORTING LISBONA-CHELSEA
SCHALKE 04-MARIBOR
GRUPPO H
SHAKHTAR-PORTO
BATE BORISOV-ATHLETIC BILBAO

Stasera apre la Roma nella tana del
Manchester City e domani tocca alla
Juve che a Madrid sfiderà l’Atletico.
Due esami importanti per capire se le nostre
ambizioni valgono anche fuori confini. Garcia punta
sulla velocità di Gervinho e sulle magie di Totti

EXTRA TIME
KOMPANY
IL CAPITANO
CHE VISSE
DUE VOLTE

di PAOLO CONDÒ

Reclamiamo da talmente tanto tempo - tutti, e a gran
voce - un campionato a 18 squadre che alla fine ci
hanno accontentato: nel rapido volgere di cinque
giornate diciotto formazioni, dall’Udinese al Sassuo-

9 771120 506000

40 9 3 0>

L’ARTICOLO ALLE PAG. 2-3

lo, hanno creato un nuovo torneo liberandosi di due
capaci di adeguarsi alla mediocrità
squadre, quelle incapaci
aglia oggettivamente troppo grossa
delle grandi, e di taglia
erate spensierate rivelazioni.
per essere considerate

ARCHETTI, BOLDRINI, CECCHINI, DELLA VALLE, MAURO, RICCI DA PAG. 4 A PAG. 9
A A PAGINA 21
COMMENTI DII DI ROSA E LAUDISA

FUORICLASSE
Carlitos Tevez, 30 anni,
e Francesco Totti,
38 anni

NAZIONALE PER LE GARE DEL 10 E 13 OTTOBRE

PERSONAGGIO INTERVISTA AL RE DEGLI SCACCHI

IL CASO 16 MESI AL PRESIDENTE DEL CONI

Ora Conte pensa a Pellè
Balo ancora da valutare

Tutte le mosse di Caruana
«Io, timido, amo attaccare»

Clamoroso: la Federnuoto
ha squalificato Malagò

L’attaccante del Southampton può servire

«Temo la ressa, non vado ai concerti»

E’ l’ennesimo scontro con Barelli

LICARI A PAGINA 16

BATTAGGIA A PAGINA 31

3 Fabiano Caruana, 22 anni

ARCOBELLI, CATAPANO E ZAPELLONI PAGINE 21-29

IL ROMPI
PALLONE

DI GENE GNOCCHI

w

E’ cambiato il clima a Napoli.
Ieri due col motorino hanno
accostato l’auto di Hamsik e gli
hanno messo al polso un Rolex

LA GAZZETTA DELLO SPORT

2

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

PRIMO PIANO
MANCHESTER
CITY

ROMA

ai raggi x

ai raggi x

Negli ultimi cinque
campionati

Negli ultimi cinque
campionati



vincitore
Premier





vincitore
Premier








2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14

2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14

Nelle ultime cinque
campagne europee

Nelle ultime cinque
campagne europee

gironi Champions,
ottavi Europa L.
non
qualific.
ottavi
Europa
League

ottavi
Champions

ottavi
Champions

sedicesimi
Europa
League

gironi
Champions

non
playoff
Europa L. qualificata
non
qualificata

2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14

2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14

Fatturato negli ultimi 5
anni disponibili (fonte Deloitte)
dati in milioni

Fatturato negli ultimi 5
anni disponibili (fonte Deloitte)
dati in milioni

286

316

170

153

146

102

123

144

116

124

2008/09 2009/10 2010/11 21/1102 31/2102

2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 2012/13

Valore della rosa negli
ultimi 5 anni (fonte Transfermarkt)
dati in milioni

Valore della rosa negli
ultimi 5 anni (fonte Transfermarkt)
dati in milioni

462

510

479

383

434
250

183

215

Le superpotenze della Serie A nella tana di City e Atletico
È un test per capire il livello e le ambizioni del nostro calcio:
tenere testa alle big per tornare a ruggire in Champions

246

2010/11 2011/12 2012/13 2013/14 2014/15

L’acquisto più caro negli
ultimi 5 anni

L’acquisto più caro negli
ultimi 5 anni

Iturbe
Corteggiato da numerosi club,
l’esterno argentino del Verona
passa alla Roma quest’estate

45

22

dall’Atletico M.
nel 2011-12

dal Verona nel 2014-15

milioni

Roma e Juve all’Inferno
per sognare il Paradiso

136

2010/11 2011/12 2012/13 2013/14 2014/15

Aguero
L’attaccante argentino passa
dall’Atletico Madrid al Manchester City
nell’estate del 2011

EUROPA
DICCI
CHI SIAMO

milioni

PAOLO CONDÒ
@PaoloCond

Reclamiamo da talmente tanto tempo tutti, e a gran voce - un campionato a 18 squadre che alla fine ci hanno accontentato: nel rapido volgere di cinque giornate diciotto formazioni, dall’Udinese al Sassuolo, hanno creato
un nuovo torneo liberandosi di due squadre,
quelle incapaci di adeguarsi alla mediocrità
delle grandi, e di taglia oggettivamente troppo
grossa per essere considerate spensierate rivelazioni. Nel campionato a diciotto squadre il
premio in palio è il preliminare di Champions,
peccato che a mantenerlo tale - in questa fase
storica - debbano pensarci soprattutto le due
fuoruscite: perché nel rapido volgere di cinque
giornate la Juventus e la Roma hanno chiarito
che lo scudetto sarà nuovamente un affare tra
loro - più acceso ed equilibrato dell’anno scorso, par di capire - e che sempre loro, dopo il flop
del Napoli a Bilbao, tenteranno di riverniciare
in Champions la decrepita facciata del nostro
calcio.
Crash test Esaurito nell’incipit l’amaro sarcasmo di chi, come noi, auspicava un torneo più
combattuto (si cresce in regime di concorrenza, non di monopolio o diarchia), e a fine settembre si ritrova fra le mani questi bei risultati
delle milanesi, del Napoli e della Fiorentina,
occorre segnalare ai distratti che il vero livello
del calcio italiano verrà definito fra oggi e domani dalle due partite di Champions. Roma e

il programma
Oggi la super sfida
tra Psg e Barcellona
Domani c’è il Real
OGGI
Gruppo E
Ore 18 Cska Mosca-Bayern (arbitro
Collum); ore 20.45 Manchester CityROMA (Kuipers)
Gruppo F
ore 20.45: Apoel-Ajax (Mazic), PsgBarcellona (Rizzoli)
Gruppo G
ore 20.45 Sporting Lisbona-Chelsea
(Lahoz), Schalke-Maribor (Carballo)
Gruppo H
ore 20.45 Shakhtar-Porto (Cakir), Bate
Borisov-Athletic Bilbao (Lannoy)
DOMANI
Gruppo A
ore 20.45 Atletico Madrid-JUVENTUS
(Brych), Malmoe-Olympiacos (Karasev)
Gruppo B
ore 20.45 Basilea-Liverpool (Eriksson),
Ludogorets-Real Madrid (Thomson)
Gruppo C
ore 18 Zenit-Monaco (Clattenburg), ore
20.45 Bayer Leverkusen-Benfica
(Atkinson)
Gruppo D
ore 20.45 Anderlecht-Borussia Dortmund (Tagliavento), Arsenal-Galatasaray (Rocchi)

Juventus sono state «espulse» - in realtà se la
sono svignata da sole - in quanto troppo forti
per gli standard della serie A. Ma quanta di
questa forza è reale, e quanta indotta dall’estrema fragilità delle avversarie italiane? Il
Manchester City stasera per la Roma e l’Atletico
Madrid domani per la Juve sono i test perfetti
per rispondere. Perché c’è già stato un turno di
Champions, nel quale le nostre squadre hanno
assolto nel migliore dei modi alla più semplice
delle sei missioni che compongono un girone:
hanno battuto in casa l’avversaria più debole.
L’hanno fatto dando prova di maturità e pazienza - la Juventus col Malmoe - oppure bombardando il rivale di calcio fresco e divertente la Roma col Cska Mosca -, in ogni caso l’hanno
fatto. Come in un videogioco, ora è il momento
di passare al livello successivo. E di sopravvivere, naturalmente.
I due campioni Manchester City e Atletico sono i campioni in carica dei due campionati più
belli e importanti, la Premier e la Liga, e basterebbe questo a descrivere gli everest che si parano davanti alle battistrada della Serie A. Ha
senso spaventarsi per questo? Naturalmente
no, perché anche i signori perfettini hanno le
loro belle magagne. Prendiamo il Manchester
City: pur avendo speso l’equivalente del nostro
debito pubblico per allestire una rosa di alto
livello - chissà come, i suoi obiettivi di mercato
non vengono mai via a poco - la sua storia con
la Champions è andata poco oltre i preliminari.
Quando il sorteggio l’ha infilato nei gironi de la
muerte è appunto defunto, arrendendosi al Na-

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

S

Carlos Tevez,
30 anni, tornato al
gol in Champions
dopo 5 anni; Miralem
Pjanic, 24, in
Champions ha
segnato 6 reti col
Lione, zero con la
Roma ANSA-INSIDE

LA GAZZETTA DELLO SPORT

ATLETICO
MADRID

JUVENTUS

ai raggi x

ai raggi x

Negli ultimi cinque
campionati

Negli ultimi cinque
campionati

3

scudetto




scudetto scudetto







2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14

2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14

Nelle ultime cinque
campagne europee

Nelle ultime cinque
campagne europee

finale
gironi
Champions
Champions,
sedicesimi
vittoria
Europa L.
Europa L.
gironi Europa L. e vittoria
e vittoria Supercoppa Supercoppa
2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14

quarti
gironi Champions, Champions
ottavi Europa L. non
gironi
qualificata
Champions,
semifinali
gironi
Europa L.
Europa
League
2009/10 2010/11 2011/12 2012/13 2013/14

Fatturato negli ultimi 5
anni disponibili (fonte Deloitte)
dati in milioni

Fatturato negli ultimi 5
anni disponibili (fonte Deloitte)
dati in milioni

vittoria
Europa L.

272
203
105

S

poli (e al Bayern) la prima volta e al Borussia Champions è un avversario scomodo perché ci
Dortmund (e al Real) la seconda; l’anno scorso ricorda che i grandi risultati sono raggiungibili
l’urna ha fatto la brava riservandogli di compe- anche senza un budget hollywoodiano; occortitivo il solo Bayern - confermato quest’anno: è re una gestione sublime del mercato, e loro ce
una specie di stalking - e dunque non si è potu- l’hanno, e un tecnico capace di spostare il limito esimere dalla qualificazione agli ottavi. Lì, te del solidarismo di squadra oltre i livelli conoperò, è bastato pescare il Barcellona minore sciuti. È probabile che neanche i giocatori deldella stagione passata perché Pellegrini non ci l’Atletico sarebbero disposti a morire per i loro
stesse più dentro: autobus dacompagni; ma dal ferimento
vanti alla porta in casa propria
grave in giù, se ne può parlare.
(!), ed eliminazione cantata
I giallorossi
Conta il mondo Se la Roma e
fra mille polemiche, perché
devono provare
la Juve sono le grandi squadre
non ha molto senso spendere e
spandere se poi al momento
a colpire la scarsa che sembrano (in Italia), si
giusto rinunci a giocare. Il Ciattitudine del City giocheranno i crash test di
queste due serate con ambizioty in Europa non ha fiducia
in Champions
ne e personalità. I risultati nain se stesso, aspetto sul quaturalmente contano, e dal pale la Roma esagerata di
reggio in poi potrebbe dirsi
questi tempi - l’autostima è
I bianconeri
compiuta anche la seconda
alle soglie dell’ingresso in
contro
l’Atletico:
delle sei missioni; ma stavolta
orbita - stasera deve colpire
con la partita coraggiosa che
budget «normale» sarà il modo in cui terranno il
Garcia avrà certamente prepacampo in due situazioni rugma avversario
rato.
genti a descriverci lo stato moscomodissimo
rale del nostro calcio. A ManI meno ricchi La Juve è attesa
chester prima del match metda un rivale diverso e per molti
tono su gli Oasis a palla, e la
versi più insidioso, perché a differenza degli gente si carica come una sveglia. A Madrid la
sceicchi di Manchester l’Atletico Madrid è un bolgia è tale da non sentire ciò che dice il tuo
club col fatturato più che umano: quello del- vicino di sedia. Se entri in campo molle in quel’esercizio 2012-13 (ultimo disponibile) non gli ambientini, vieni stropicciato come un foarriva a metà della cifra bianconera, come ve- glio vecchio del calendario e gettato in Europa
dete nelle tabelle di queste pagine. L’Atletico League. Animo: sono queste le serate in cui ti
che a maggio ha vinto il campionato spagnolo accorgi del sangue che scorre nelle vene.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ed è arrivato a due soli minuti dal trionfo in

100

108

195
154

120

2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 2012/13

2008/09 2009/10 2010/11 2011/12 2012/13

Valore della rosa negli
ultimi 5 anni (fonte Transfermarkt)
dati in milioni

Valore della rosa negli
ultimi 5 anni (fonte Transfermarkt)
dati in milioni

197

Gli avversari
David Silva, 28 anni, centrocampista
del City, e Mario Mandzukic, 28,
attaccante dell’Atletico EPA

125

205

202

262

314

178

325

402
272

291

329

2010/11 2011/12 2012/13 2013/14 2014/15

2010/11 2011/12 2012/13 2013/14 2014/15

L’acquisto più caro negli
ultimi 5 anni

L’acquisto più caro negli
ultimi 5 anni

Falcao
Nel 2011 con i soldi incassati
per Aguero l’Atletico si regala
il centravanti colombiano del Porto

Morata
La giovane punta spagnola viene
prelevata quest’estate dal Real, che
ha il diritto di riacquisto per 30 milioni

40

20

dal Porto nel
2011-12

dal Real Madrid nel 2014-15

milioni

milioni

LA GAZZETTA DELLO SPORT

4

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

CHAMPIONS GRUPPO E

Roma, le vie per la gloria
COSÌ IN CAMPO ALLE 20.45 ALL’ETIHAD STADIUM DI MANCHESTER

MANCHESTER CITY 4-2-3-1

PANCHINA: 13 Caballero, 3 Sagna, 22 Clichy, 20 Mangala, 15 Navas, 18 Lampard, 35 Jovetic. BALLOTAGGI: Milner-Navas 60-40%, Demichelis-Mangala 60-40%.
SQUALIFICATI: nessuno. DIFFIDATI: nessuno. INDISPONIBILI: Fernando e Nasri.

HART

DEMICHELIS

KOMPANY

ZABALETA

27 anni

1

29 anni

5

Presenze

20

Presenze 15
Gol segnati 0

28 anni

4

Presenze 32
Gol segnati 2

PALMARÈS

KOLAROV

26

37 anni

Presenze 57
Gol segnati 2

28 anni

FERNANDINHO

11

Presenze 20
Gol segnati 3

25

29 anni

Presenze 39
Gol segnati 4

YAYA TOURÉ

MILNER

42

31 anni

Presenze 52
Gol segnati 6

4-3-3
11

KOLAROV

1

GERVINHO

NAINGGOLAN

10

20

AGÜERO

DZEKO

TOTTI

KEITA

61 anni

Presenze 25
Gol segnati 7

In Italia:
3 Scudetti
(1941-42, 1982-83, 2000-01)

26
2

4

YANGA-MBIWA

25

9 Coppe Italia
(1964, 1969, 1980, 1981, 1984, 1986, 1991, 2007, 2008)

FERNANDINHO

5

7

24

15

MILNER

FLORENZI

PJANIC

35

2 Supercoppe Italiane
(2001, 2007)

TOROSIDIS

ZABALETA

PANCHINA: 28 Skorupski, 3 Cole, 25 Holebas, 32 Paredes, 22 Destro, 8 Ljajic, 7 Iturbe. BALLOTTAGGI: De Sanctis-Skorupski 60-40%, Torosidis-Cole 60-40%,
Florenzi-Ljajic 60-40%. SQUALIFICATI: nessuno. DIFFIDATI: nessuno. INDISPONIBILI: Balzaretti, Strootman, Castan, Astori, De Rossi, Borriello, Uçan.

ROMA 4-3-3

YANGA-MBIWA TOROSIDIS

MANOLAS

MAICON
33 anni

10

10

1 Coppa delle Fiere
(1960-61)

MANOLAS

16

28 anni

PALMARÈS

DE SANCTIS

HART

3 Coppe di Lega
(1970, 1976, 2014)

16

SILVA

Presenze 30
Gol segnati 4

MAICON

44

DEMICHELIS

5 Fa Cup
(1904, 1934,
1956, 1969, 2011)

Presenze

4

YAYA TOURÉ

26

KOMPANY

26

27

42

4 Community Shield
(1937-38, 1968-69,
1972-73, 2012-13)

DE SANCTIS

21

All. PELLEGRINI

DZEKO

21

28 anni

In Europa:

13

In Inghilterra:

37 anni

Presenze 32
Gol segnati 14

4-2-3-1

4 Premier League
(1936-37, 1967-68,
2011-12, 2013-14)

16

26 anni

Presenze 13
Gol segnati 1

In Europa:
1 Coppa delle Coppe
(1969-70)

SILVA

AGÜERO

7

28 anni

13

Presenze 56
Gol segnati 5

23 anni

44

Presenze 14
Gol segnati 2

25 anni

Presenze
Gol segnati

2

7
0

29 anni

NAINGGOLAN

35

Presenze 21
Gol segnati 2

26 anni

Presenze
Gol segnati

KEITA

4

PJANIC

20

34 anni

1
0

Presenze 55
Gol segnati 5

TOTTI

GERVINHO

15

24 anni

Presenze 22
Gol segnati 5

27 anni

27

Presenze
12
Gol segnati 4

38 anni

All. GARCIA

FLORENZI

10

Presenze
51
Gol segnati 16

23 anni

Presenze
Gol segnati

24

50 anni

1
0

ARBITRO: Kuipers (Ola). ASSISTENTI: Van Roekel, Zeinstra (Ola). GIUDICI DI PORTA: Liesveld, Janssen (Ola). QUARTO UOMO: Schaap (Ola). TV: Sky Sport Plus, Sky Sport 1 e Sky Calcio 1. WEB: gazzetta.it
GRAFICI GDS E D’ARCO

DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI
MANCHESTER (Inghilterra)

Per raggiungere l’eccellenza, il «dove si
gioca» va sostituito dal «come si gioca». Alla Roma è capitato pure di pigliare sette gol a Manchester, sponda United, aprile 2007, ma il concetto di «casa e trasferta» non comprende valori
tecnici, bensì caratteriali. Se si nasconde la personalità non c’è salvezza e proprio il City ne è la
dimostrazione con la misera prova di Monaco,
persa sì all’ultimo istante ma dopo otto occasioni per i tedeschi contro due. Non è che Manuel
Pellegrini sia stato battuto dallo stadio e dall’ambiente, ma dal suo modo di rinunciare al
calcio: scelta che Garcia finora non ha mai mostrato. La Roma, oltre a tre punti in più, ha meno pensieri e più entusiasmo: ha vinto tutte le
sei partite stagionali, mentre il City soltanto la
metà, quattro su otto. Gli inglesi hanno segnato
19 gol contro i 14 giallorossi, ma il dato va depurato del 7-0 in coppa di Lega, torneo per riserve almeno all’inizio, contro lo Sheffield Wednesday che naviga nella categoria inferiore. Il
City ha preso gol sei volte su otto, l’unica uscita
senza reti contro in Premier è stata alla prima
giornata, nel 2-0 a Newcastle, poi sempre molte
concessioni che hanno portato a otto reti incassate.
Dove attaccare A Monaco, dopo 39 secondi,

Thomas Müller aveva già sorpassato tutti gli avversari, portiere compreso: ha tirato sull’esterno della rete, però la scena non era frutto di un
incidente, ma un’introduzione veritiera, il trailer del film della debolezza centrale. Se si riesce
ad aggirare la montagna Tourè, con il palleggio
rapido (Pjanic, Totti, Nainggolan) oppure passando dai lati e stringendo verso l’area, si arriva
davanti a Kompany che spesso è più preoccupato del proprio compagno, chiunque esso sia,
che degli attaccanti. E non a torto. Demichelis
resta impigliato nell’agilità altrui, Mangala
avrà futuro però sabato è stato disastroso contro l’Hull. I grafici sui tiri subiti in questa stagione sono pieni di freccette nella loro zona. Un
trio senza prime punte come è quello GervinhoTotti-Florenzi dovrebbe togliere anche i pochi

ll City dietro balla
Gervinho sprint
chiave per volare
I giallorossi attaccano a destra più che altrove
E Kompany «da solo» non tappa tutti i buchi...
ANALISI TATTICA IMPORTANTE ROMPERE L’ASSE YAYÀ TOURÈ-SILVA (DATI OPTA)
Gli attacchi della Roma
contro il Cska

27,89% 29,90% 42,21%

La “rotta” di gioco
Yaya Toure-David Silva
PASSAGGI
EFFETTUATI
21 David Silva 64
8 Samir Nasri 63
4 Vincent
48
Kompany

4

Quanto ha subito la Roma
contro il Cska

8

21

28

70

8 Samir Nasri 53
4 Vincent

41

Kompany
25 Fernandinho 38
6 Fernando

Traversa
Gol
Tiri fuori
Parate

I flussi di gioco del City
e la “bussola” Zabaleta

PASSAGGI
RICEVUTI
21 David Silva

Traversa
Gol
Tiri fuori
Parate

22

25
42

25 Fernandinho 33
22 Gaël Clichy

Quanto ha subito il City
contro il Bayern

36

4
26 11

6
25
42
8

21
25 42 16 10
7

1

21

4
5
Zabaleta

appoggi per questi difensori a loro agio nel contatto ruvido ma non quando vengono chiamati
fuori dalla linea. Nelle ultime otto eurogare in
casa, il ManCity ha sempre subito gol, e nella
scorsa Champions perse due volte su quattro.
I pericoli La linea di passaggi più calda è quella fra Tourè e David Silva: 134 «da e per» in
Premier, 23 nell’unico match di Champions.
L’ivoriano sbaglia poco (84 per cento di precisione), lo spagnolo unisce la tecnica al movimento: trequartista, esterno, seconda punta, è
difficile da inscatolare. Se giocano Dzeko e
Aguero, la sua opera può essere concentrata
più sull’esterno, magari a sinistra dove manca
Nasri e dove può bilanciare l’intensità dell’altro
lato. I flussi di gioco di Pellegrini prediligono la
salita da destra, con Zabaleta che torna titolare
dopo la squalifica. Florenzi avrà il compito della prima opposizione all’argentino, che ha l’abitudine anche di tagliare verso l’area. Dalla riuscita del lavoro su di lui dipenderà la tranquillità del recinto sinistro della Roma. Dove Milner,
teorico esterno alto, spesso si sposta sull’interno del centrocampo, lasciando spazio per far
passare il terzino e mettendosi a guardia di una
mezzala. Se sarà Pjanic ad averlo intorno, sarà
una gran seccatura che si potrà evitare con gli
interscambi con Nainggolan o l’aiuto di Totti.
Ripartenze La Roma fa le fiamme a destra
(42,21 per cento con il Cska, 43,56 nella media
campionato): tenere in ansia Kolarov e magari
far spostare Fernandinho dal centro può facilitare le intrusioni di Gervinho, la cui splendida
anarchia tattica dovrà preoccupare Pellegrini.
Le ripartenze saranno fondamentali: nella passata Premier Mourinho inchiodò il collega con
frecciate velenose e improvvise, dopo aver assorbito gli attacchi. Ma il City non è troppo inglese nella gestione del pallone, lo nasconde e
lo sa trattare: Aguero, Silva, Dzeko, Fernandinho sono tecnici e intelligenti. Otto infortunati sono molti per Garcia, fra loro Castan, De
Rossi e Astori sarebbero stati l’ideale per infittire i cespugli difensivi. La Roma ha vinto una
sola volta in 17 trasferte in Inghilterra. Ma dove
si gioca conta meno di come si gioca.
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MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

5

CHAMPIONS GRUPPO E

4

I NUMERI

1

gol segnato
da Totti
alle squadre
inglesi sui 36
nelle coppe
europee: un
rigore al
Newcastle per
firmare un 1-0
della Roma in
Uefa nel ‘99
all’Olimpico. In
altre 17 partite
(tra cui nove
trasferte inglesi)
è rimasto
a secco.

3

espulsioni
in Europa, uno
contro una
squadra inglese
(l’Arsenal,
in trasferta,
nel 2003).

-1

dal record
età-gol
in Champions
per Totti.
Segnando un
gol oggi, a 38
anni compiuti da
3 giorni,
diventerebbe il
più vecchio a
riuscirci in
Champions,
battendo Giggs
(37 anni
e 9 mesi).
Puskas in
Coppa Campioni
segnò un poker
nel 1965 al
Feyenoord con
la maglia del
Real Madrid
a 38 anni e
cinque mesi.

il personaggio
CAPITANO DELLA ROMA

Quel tabù di Albione
Ma se segna al City
Totti è nella storia
Francesco senza gol in Inghilterra, però se arriva sarà
il cannoniere più anziano in Champions, scalzando Giggs
A Manchester due brutti ricordi con lo United da cancellare
Francesco Totti, 38 anni, durante la rifinitura all’Etihad Stadium con Ashley Cole ACTION
DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMO CECCHINI
MANCHESTER (Inghilterra)

Sarà per questo tempo
bigio così lontano dall’azzurro
di Roma, sarà per una sorta di
idiosincrasia verso un calcio (a
lungo) troppo muscolare per i
suoi gusti, ma Francesco Totti
e l’Inghilterra sembrano fatti
per stimarsi ma certo non per
amarsi. E se mai negli ultimi
tempi di Premier League imperante qualche sospetto di eccessiva intransigenza possa essergli venuto, gli è bastato rispolverare nella memoria quel
10 aprile 2007 – la notte del
7-1 subito proprio a Manche-

nel 1999

Il rigore al Newcastle
è l’unica sua firma
contro i club inglesi
Un solo gol segnato
contro le squadre inglesi,
addirittura nel lontano 1999.
La fotografia qui sopra
è una «chicca» della super
carriera di Francesco Totti.
È il rigore con il quale la Roma
ha battuto il Newcastle,
all’Olimpico, in Coppa Uefa, e
sono passati quindici anni.

ster ma sponda United – per
scacciare qualsiasi tentazione
di cambiare idea. D’altronde, i
numeri sono fatti per plasmare
la realtà e forse non è un caso
che dei 36 gol segnati nelle
coppe europee, il capitano della Roma ne abbia realizzato
solo uno alle squadre inglesi,
ovvero un rigore utile per firmare un 1-0 casalingo al
Newcastle, in Coppa Uefa, nell’Anno di Grazia 1999. Nelle
altre 17 partite – 9 delle quali
disputate al di là delle scogliere di Dover dove non ha mai
vinto con la Roma (una volta
però sì con la Nazionale) – Totti è rimasto a secco. Domanda:
c’è un’occasione migliore di
oggi per cercare di colmare un
vuoto del genere?
Record La risposta sembrerebbe agevole: al momento
crediamo proprio di no, tanto
più che il Manchester City di
Pellegrini – la squadra col gioco meno «british» d’Inghilterra – ha anche quei colori biancocelesti che al numero dieci
giallorosso ricordano il derby,
con tutte le possibili conseguenze emotivo-sentimentali.
Ma non basta. Segnando una
rete, Totti – 38 anni compiuti
da 3 giorni – diventerebbe il
più anziano goleador dal
1992, cioè da quando la Coppa
dei Campioni è diventata l’assai più munifica Champions
League. Chi sarebbe scalzato
dal trono di questa classifica
virtuale è un antico ragazzo di
grinta e blasone chiamato
Ryan Giggs, che segnò al Benfica nel 2011, a 37 anni e 9 mesi. Inutile dire che – per la serie
le stracittadine in fondo non finiscono mai – Giggs giocava
proprio a Manchester, nella
metà del cielo chiamata Uni-

C'É IL DUBBIO DE SANCTIS

Garcia deciso
«Aspetteremo
per colpirli»
MANCHESTER «Quando
uscirono i gironi tutti ci davano
già per sconfitti. Ora ce la
giochiamo, ne sono orgoglioso.
E se faremo risultato, sarà un
passo importante verso la
qualificazione, anche se non
decisivo». Già, Garcia ha
ragione, anche perché
saremmo solo ad un terzo
della ronda. Certo è, però, che
in caso di pari o di vittoria
(oggi a Manchester sbarcherà
Pallotta), per la Roma i giochi si
metterebbero bene. Garcia lo
sa, come sa che in queste
partite non serve pressare i
giocatori, caricarli a pallettoni.
«Le sfide di Champions
regalano da sole le motivazioni
- continua – Dovremo essere
bravi ad aspettare il momento
migliore per colpirli». E allora
sarà una partita da scuola del
possesso palla: la Roma a
quella del City, gli inglesi a
quella giallorossa. «Loro sono
bravi e quando trovano spazio
sanno accelerare
all’improvviso. Dovremo
recuperare palla e andare.
Sappiamo che sarà difficile,
ma faremo di tutto per rendere
dura la vita al City». Sperando
di avere a disposizione De
Sanctis (problema muscolare
alla coscia destra, provino in
extremis). E poi la Juve. «Ma ci
saranno 5 giorni... possiamo
dare tutto senza problemi».
Andrea Pugliese
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ted. Sì, quella del 7-1, e Giggs
era pure in campo per una serata che il capitano della Roma
raccontò così: «È stata la più
triste della mia carriera. Se potessi, vorrei rigiocare la partita
mille volte, ma è andata così».
Insomma, se stasera le cose
andassero per il verso giusto,
sappiate che un po’ di carburante viene da lontano, cioè da
un dolore forse mai scomparso, anche perché nelle due volte che ha giocato a Manchester
(indirizzo Old Trafford) ha
sempre perso. Occhio però,
perché Totti di primati da mettere in bacheca ne ha ancora
diversi, visto che Puskas nel
1965 – quando la Coppa si
chiamava «dei Campioni» –
con la maglia del Real Madrid
realizzò addirittura un poker
di reti al Feyenoord a 38 anni e
5 mesi, cioè a un’età in cui la
maggior parte dei calciatori tira al massimo due calci al pallone con gli amici. Ne discende
questo corollario: se il capitano della Roma segnasse un gol
dai quarti di finale in avanti,
potrebbe battere persino il
magico Puskas. Insomma, ce
n’è abbastanza perché Totti
non ponga limiti a una stagione apparentemente fantastica,
tenendo conto che, per passare il turno, la squadra di Garcia
fa la corsa proprio sul City. «Fino in fondo vedo arrivare
Chelsea e Real, ma attenzione
al Bayern che si piazza sempre
tra le prime 4 – ha detto Francesco –. Noi però siamo forti e
ci sentiamo la mina vagante
della Champions». Quanto basta per attendersi una nuova
esplosione qui a Manchester.
Ma di gioia stavolta. Perché il
passato, a volte, passa davvero.
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YOUTH LEAGUE DOMANI LA JUVE

Roma all’esame d’inglese
E domenica derby rinviato
Si gioca la 2a giornata della Youth League: la
Roma (che domenica non giocherà il derby con la
Lazio, rinviato) e la Juve, ancora imbattute in Italia
e in Europa, sono attese da e trasferte complicate.
OGGI Ore 10: Cska Mosca-Bayern; ore 14: SchalkeMaribor, Shakhtar-Porto; ore 15: Bate BorisovAthletic Bilbao, Apoel-Ajax, Manchester CityRoma; ore 16: Psg-Barcellona, Sporting-Chelsea.
DOMANI Ore 11: Zenit-Monaco; ore 12: Atletico
Madrid-Juventus; ore 14: Leverkusen-Benfica; ore
15: Arsenal-Galatasaray, Ludogorets-Real Madrid,
Basilea-Liverpool; ore 15.30: Malmoe-Olympiacos.
GIOVEDÌ Ore 15.30: Anderlecht-Dortmund

la batosta del 2007

La notte più buia in casa United
Manchester per la Roma rievoca anche la
più pesante sconfitta subita in Champions. Lo
stadio era l’Old Trafford, l’avversario lo United,
ma il 10 aprile 2007 nel «teatro dei sogni» la
Roma di Spalletti passò una notte da incubo,
travolta nel ritorno dei quarti dal Manchester di
Cristiano Ronaldo (autore di una doppietta) per
7-1 dopo aver vinto il match d’andata 2-1.
Stasera la Roma torna a Manchester per la
quarta volta nella storia: nelle precedenti tutte contro lo United - ha sempre perso

L’ALTRA SFIDA DEL GIRONE IL CSKA IN CASA NON PUÒ SBAGLIARE. INTANTO BENATIA TORNA A PARLARE DI ROMA: «LORO TRA I MIGLIORI IN ITALIA, QUI TRA I PIÙ FORTI AL MONDO»

Bayern vigilia infuocata... solo in albergo
Allarme incendio
nell’hotel: tedeschi
fuori per un’ora al
freddo. A Mosca si
gioca a porte chiuse
DAL NOSTRO INVIATO

FABIO LICARI
MOSCA

Sarà spettrale l’atmosfera tutt’intorno a Cska-Bayern
stasera. Porte chiuse all’Arena
Khimki di Mosca (ore 20 locali,
18 in Italia): il club russo è stato squalificato dall’Uefa per i
simboli razzisti e di estrema
destra mostrati dai tifosi il 10

dicembre 2013 in Viktoria Plzen-Cska 2-1 (più 50mila euro
di multa). Tifosi oltretutto recidivi e sotto indagine per i fatti
dell’Olimpico: quindi è bene
restino a casa. La cosa divertente è che a lamentarsi sono
soprattutto i tedeschi. Per Kalle Rummenigge è un peccato
che «chi segue il Bayern da 25
anni, senza perdere una trasferta, non possa essere allo
stadio». Per Guardiola «sarà
molto strano e dovremo adattarci». Ma alla fine conterà una
sola cosa: i tre punti. E quelli il
Bayern non può lasciarseli
sfuggire, dopo l’1-0 al City.
Allarme incendio Il Cska, 2° in
Russia a -4 punti dallo Zenit,

reduce da un 4-3 a Ekaterinburg contro il modesto Ural, fa
più paura in casa: qui ha vinto
8 delle ultime 9 gare. Fuori ha
limiti di personalità e organizzazione: dopo l’1-5 di Roma
non può più sbagliare. Slutski
avrà studiato meglio il Bayern,
dopo aver sottovalutato Garcia. Di sicuro ha avuto più tempo del collega Guardiola: il
Bayern è arrivato a Mosca domenica, ma non ha trascorso
una notte tranquilla. L’allarme
incendio del Ritz Carlton è suonato verso le 22 locali: tutti
fuori, con le coperte addosso
perché fa freddino. L’allarme è
cessato un’ora dopo e così ieri
mattina il tecnico ha concesso
un’ora in più di sonno.

Pep Guardiola, fuori dall’hotel dopo l’allarme, si fa un selfie con la coperta

Gioia Benatia Causa infortuni
a ripetizione (out T. Alcantara,
Badstuber, Ribery, Schweinsteiger, J.Martinez) Pep farà
fatica a comporre la lista dei
18, ma lascerà in panchina l’ex
romanista Benatia. Che ha parlato ieri al sito della Bundesliga: «Ho ricevuto molte offerte,
ma quando è arrivato il Bayern
non ho avuto dubbi. La Roma è
un grande club in Italia, ma il
Bayern è già ora tra le tre migliori al mondo. Io e mia moglie siamo molto felici, la città
è bella, pulita e confortevole.
Per strada le gente mi lascia
tranquillo. Molto diverso dal
Marocco o da Roma, dove era
impossibile camminare senza
essere fermati. Lahm mi ricorda Totti: sempre nello stesso
club, capitano e sempre modesto. Sono grandi campioni».
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MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

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CHAMPIONS GRUPPO E

L’avversario
FERNANDINHO

LE ULTIME

Un sorriso
per Pellegrini
Jovetic c’è

«Il Manchester City
è spettacolo e gol
Roma, ti arrenderai»

DAL NOSTRO INVIATO

MANCHESTER

Ma il centrocampista mette in allarme i suoi difensori
«Attenti alla fantasia di Totti e Pjanic, alla forza di Gervinho
Noi obbligati a vincere una gara che farà divertire i tifosi»
Fernandinho, 29 anni, 39 gare e 5 gol con il Manchester City GETTY
DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO BOLDRINI
MANCHESTER (Inghilterra)

Un mondiale Under 20
con la Seleçao, 17 titoli con i
club e 5 lingue: portoghese,
italiano, spagnolo, inglese e
russo. Tre Paesi: Brasile, Ucraina e Inghilterra. Tre squadre:
Atletico Paranaense, Shakhtar
e Manchester City. Una vita da
viaggiatore: «Lasciai casa, la
mia Londrina, per andare in
una grande città, Curitiba,
quando avevo appena 17 anni.
Nessun problema. Poi sono
partito per l’Ucraina, destinazione Donetsk, e anche lì, freddo a parte, tutto ok. Ora sono a
Manchester e va bene anche
qui. Dopo l’esperienza in
Ucraina, il clima non è più una
croce». Già, quando non piove
Fernandinho può fare tranquillamente un barbecue in giardi-

no. A Donetsk, invece, una volta gli toccò organizzarlo in garage: il gelo era insopportabile.
Fernando Luiz Rosa è un bel
personaggio e uno dei centrocampisti più forti in circolazione. Stile europeo e piedi brasiliani: giocatore da grande
squadra. Il City lo ha arruolato
nel 2013: con l’ivoriano Yaya
Touré compone un pacchetto
di mediana da favola.
Fernandinho, seconda giornata di Champions e la parola
d’ordine nel Manchester City è:
vietato sbagliare.

«In Europa, se c’è una cosa
che non puoi permetterti, è
perdere in casa. Una sconfitta
in trasferta ci può stare, ma nel
tuo stadio devi conquistare i
tre punti. Dopo il k.o. di Monaco, l’unico risultato utile è la
vittoria. Non farcela comprometterebbe la situazione. Dan-

do per scontato che il Bayern si
qualificherà, battere la Roma è
obbligatorio».
Il suo pensiero sulla Roma?

«Il calcio italiano ha sempre
avuto squadre ben organizzate
tatticamente, ma a questo copione la Roma aggiunge una
straordinaria forza offensiva. È
un avversario pericoloso, partito benissimo in campionato e
Champions, 6 vittorie su 6 non
sono uno scherzo. Può renderci la vita difficile».

I giocatori chiave della Roma?

«Sarà un luogo comune, ma
nel caso della Roma mi pare
che la forza sia il collettivo. Poi,
certo, ci sono alcuni punti fermi. Totti continua a essere pericoloso, nonostante l’età. Pjanic è forse l’elemento più determinante nella fase offensiva. Gervinho è velocissimo e
apre le difese. E poi c’è gente
come Maicon, Florenzi, Destro, De Rossi e Castan».
Che partita si aspetta?

«

Nainggolan e
Keita possono
essere decisivi
per fermare i
nostri attaccanti
FERNANDINHO
CENTROCAMPISTA DEL CITY

«Sarà un match spettacolare. Il pubblico si divertirà. Le
due squadre hanno molta qualità. Alla fine potrebbero essere
determinanti i calciatori più
dotati nella fase difensiva.
Hanno un compito delicato:
impedire ai cosiddetti creativi
di inventare la giocata decisiva. Anche sotto questo aspetto,

la Roma non è messa male:
Keita ha una grandissima esperienza internazionale, mentre
Nainggolan ha forza fisica».
Il Manchester City è alla
quarta partecipazione di fila
alla Champions; qual è l’obiettivo reale?

«Dopo aver vinto per la seconda volta la Premier in tre
stagioni, è chiaro che ora si
vuole crescere anche in Europa. La Champions è il torneo
per club più importante del
mondo, con le squadre più forti in assoluto. L’obiettivo è centrare almeno i quarti di finale,
senza precluderci nulla. Abbiamo una squadra di spessore internazionale, un allenatore
bravo ed esperto e l’ambizione
di arrivare lontano. Non ci
manca nulla per fare un grande Champions».
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Manuel Pellegrini è di
buon umore e basta vederlo
quando firma, sorridente,
gli autografi. I medici del
Manchester City gli hanno dato
una bella notizia: Jovetic è abile
e arruolato. Il montenegrino
andrà in panchina. L’infermeria
comincia a svuotarsi: solo Nasri
e Fernando sono indisponibili.
Pellegrini, che torna in panchina
in Europa dopo la squalifica,
non fa troppi giri di parole: «Non
possiamo sbagliare. Siamo
partiti male, con la sconfitta
di Monaco: battere la Roma è
fondamentale per andare avanti
in Champions. Pressioni
particolari? Non credo. La
stagione scorsa abbiamo perso
una gara del girone e ne
abbiamo vinte cinque.
Possiamo ripeterci. Ho buone
sensazioni. La squadra sta
giocando bene e in Europa
vogliamo migliorarci». Non
sottovaluta la Roma: «Ha vinto
5 partite in campionato e ha
travolto il Cska Mosca. Non
ottieni risultati come questi se
non hai grande qualità. Garcia?
Un ottimo allenatore. C’era dello
scetticismo quando fu assunto
dalla Roma, ma è stato
bravissimo». Formazione:
Demichelis e Kolarov annunciati
titolari, con Mangala e Clichy
in panchina. Davanti, Milner in
vantaggio nel ballottaggio
con Navas.
bold
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MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

CHAMPIONS DOMANI GRUPPO A

4

CON
L’ATLETICO

6

I centri
di Llorente
Fernando ha
segnato 6 gol
all’Atletico con
l’Athletic Bilbao:
l’ultima volta
nella stagione
2011-12, quando
fece doppietta

JUVE, DERBY
SPAGNOLO
Llorente-Morata

Sprint tra amici
0 verso Madrid

Le reti
di Morata
Alvaro non è mai
riuscito a fare
gol all’Atletico
in 4 partite
giocate. L’ultima
sfida è stata
la finale
di Champions

Una maglia per due. Fernando segnava spesso
all’Atletico, l’ex Real è carico per il gol di Bergamo
DAL NOSTRO INVIATO

FABIANA DELLA VALLE
@FabDellaValle
TORINO

Li dividono 8 anni, 8 centimetri d’altezza, 225 partite e
76 gol nella Liga. In comune invece hanno il ruolo, la nazionalità, la passione per le macchine, una fidanzata di nome Maria e la smania di entrare nel tabellino dei marcatori. Solo che
Fernando Llorente non esulta
per un gol da troppo tempo (18
maggio 2014, Juventus-Cagliari 3-0), mentre Alvaro Morata
ha festeggiato sabato sera la
prima rete bianconera. Poco
più di un tempo (52 minuti giocati in stagione) è bastato al ragazzino del Real per lasciare il
segno. Di testa, alla maniera
dello spilungone Fer (così lo
chiamano gli amici), che come
l’anno scorso sta faticando a
sbloccarsi. Solo che adesso ha
un fratellino spagnolo che gli
insidia il posto. Amici fuori, rivali domani per una maglia in
Champions League.
Madrid nel destino Quando
Llorente segnò l’ultimo gol al
Vicente Calderon, Morata era
ancora un canterano del Real:
11 gennaio 2009, doppietta e
vittoria con l’Athletic Bilbao.

Fernando Llorente viene sostituito da Alvaro Morata contro l’Udinese LAPRESSE

Fernando ha dalla sua una certa abitudine al gol contro l’Atletico: sei centri in 13 partite e
tre volte su quattro quando ha
fatto gol la sua squadra ha vinto. Alvaro invece è ancora a zero (in quattro partite) ma in
compenso ha strappato una
Champions a Simeone e compagnia. Fernando non ha mai
vinto quel trofeo e in Spagna
ha raccolto poco: 9 stagioni,
262 partite e 86 centri ma nessun titolo. A Torino invece ha
messo subito in bacheca Supercoppa italiana e scudetto e ha
scoperto la Champions. Alvaro, due anni nelle giovanili nell’Atletico, poi 4 stagioni, 37 gare e 10 gol nella Liga col Real,

L’ARBITRO

Scelto un tedesco
Fischierà Brych
Per la partita tra Atletico
Madrid e Juventus valida per la
fase a gironi della Champions
League la Uefa ha designato
l’arbitro tedesco Felix Brych,
assistito dai connazionali Mark
Borsch e Stefan Lupp (con
Achmueller quarto uomo).
Brych ha arbitrato l’ultima finale
di Europa League fra Siviglia e
Benfica giocata proprio allo
Juventus Stadium di Torino.

arriva da campione d’Europa e
in patria ha sollevato anche
uno scudetto e due Coppe di
Spagna. Però in Champions ha
fatto un solo gol. Llorente è a
quota due e ha segnato la prima rete a Madrid contro il Real, la seconda a Torino ma sempre all’ex squadra di Morata.
Segni del destino? Chissà.

Ancora staffetta? Magari Allegri terrà conto anche di questo domani, quando dovrà scegliere chi dei due giocherà titolare al Calderon, nella gara più
difficile del girone. Quella che
tutti vogliono vincere, per un
fatto di prestigio ma soprattutto per allungare le mani sulla
qualificazione. Llorente piace
ad Allegri perché si sacrifica e
con le sue sponde è funzionale
alle esigenze della squadra.
Difficile che il tecnico rinunci a
lui in una partita così importante, anche perché un’esclusione adesso suonerebbe come
una bocciatura e Fernando ha
bisogno di fiducia. Con la sua
stazza patisce la preparazione
e anche ’anno scorso trovò il
gol a fine settembre, alla quarta di campionato. Perciò potrebbe essere ancora staffetta,
con Morata pronto a interpretare il ruolo di spacca-partite.

2

reti in Champions
Llorente ha fatto due gol in Coppa
con la maglia della Juventus,
entrambi al Real Madrid

Tweet da autista «Rivali» in
campo, i due spagnoli sono legatissimi fuori. Il biondo e il
moro a Vinovo sono inseparabili. Alvaro ha scelto Fernando
come autista: quando non lo
accompagna la sua Maria (l’altra, quella di Llorente, fa l’endocrinologa ed è l’anti wag per
eccellenza) Morata si fa dare
un passaggio dal fratellone
spagnolo (che ha appena comprato una Ferrari, ma non la
usa per andare agli allenamenti). L’altra sera, dopo il gol di
Bergamo, Fernando è stato il
primo a fare i complimenti ad
Alvaro con un tweet. Nessuna
invidia, solo una sana rivalità.
Bello il derby tutto spagnolo
per conquistare la Spagna.
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I VETERANI DI ALLEGRI IL DIFENSORE: «CHIUDO LA CARRIERA NELLA JUVE, A 35-36 ANNI». IL CENTROCAMPISTA: «SEMPRE PIU’ A MIO AGIO NEL RUOLO DI VICE-PIRLO»

Fedeltà Chiellini: «Via da qui? Solo in un’altra vita»
E Marchisio lancia la sfida
all’Atletico: «Staccarlo di sei
punti sarebbe un bel salto»

continuare a fare bene». Inevitabile il confronto
tra Conte e Allegri. «Con Conte abbiamo vissuto
tre anni incredibili, siamo contenti di ritrovarlo
in Nazionale. Il suo addio è stato inaspettato,
ma sapevamo che il rapporto con la Juve non
sarebbe durato per sempre. Si è creato subito un
ottimo feeling con Allegri, noi giocatori ci siamo
messi a disposizione per continuare un percorso
iniziato negli anni scorsi e vincere qualcosa a
fine stagione». Il giovane Coman ha già convinto tutti: «Mi ha sorpreso, non pensavo fosse già
così forte, pronto e sveglio: ha fisico, tecnica e
astuzia per giocare ad alti livelli. In Italia il giocatore più forte che ho affrontato è Ibrahimovic,
è uno che sposta gli equilibri da solo». Dal bianconero all’azzurro sbiadito del Brasile: «Il morso di Suarez è guarito ma il Mondiale è ancora
una ferita aperta, una grandissima delusione: è
andato male per tutti. L’Italia che ha vinto nel
2006 è la più forte degli ultimi anni, chi vince è
sempre il migliore. Lippi e Bearzot hanno fatto
la storia, saranno ricordati per sempre, speriamo di esserlo anche noi un giorno: stiamo iniziando un nuovo ciclo ma vincere non sarà facile».

ALBERTO MAURO
TORINO

Dieci stagioni, 326 presenze in maglia
bianconera (secondo solo a Buffon nell’attuale
rosa) e una certezza: «Io in un’altra squadra?
Forse in un’altra vita». La storia di Giorgio Chiellini alla Juventus è una promessa mantenuta.
«Quando questa società mi ha scelto, a 21 anni,
non ho mai avuto il minimo dubbio. Oggi spero
di chiudere qui la mia carriera calcistica intorno
ai 35-36 anni. E dopo? Mi piacerebbe rimanere
nel calcio, ma è ancora presto per pensarci».
Stregato da Coman Il difensore azzurro racconta la sua esperienza di vita e di sport di fronte a 300 ragazzi per il decennale di «Piazza dei
Mestieri», cori da stadio e tutto esaurito in platea. Si parte dalla strettissima attualità: «Affronteremo Atletico Madrid e Roma in pochi giorni,
sarà una settimana importante, speriamo di

Giorgio Chiellini, 30 anni LAPRESSE

Il salto di Marchisio Claudio Marchisio, altro
veterano bianconero con otto stagioni e 262

4

I NUMERI

3

Le presenze
in campionato
di Chiellini, che
ha saltato le
prime due gare
per squalifica

267

Le presenze
di Chiellini in
Serie A (22 gol
totali): debuttò
in maglia viola il
12 settembre
2004 in RomaFiorentina 1-0

presenze alle spalle, si è riscoperto indispensabile con Massimiliano Allegri in panchina.
«Quest’anno ho giocato in diversi ruoli - le parole del Principino a Sky Sport 24 -, il fatto di avere
sempre la fiducia dell’allenatore è importante,
mi fa sentire sereno. Mi considero una mezzala,
ma sono sempre più a mio agio nel ruolo di regista vice-Pirlo». Confermatissimo anche domani
sera contro l’Atletico Madrid: «Negli ultimi tre
anni abbiamo vinto lo scudetto, ma ci è mancato
quel salto in più in Europa. Quest’anno abbiamo
iniziato bene, vincere a Madrid e conquistare un
vantaggio di sei punti sugli spagnoli sarebbe un
grande balzo in avanti». La Juve è pronta alla
sfida del Vicente Calderon, ci sono da sciogliere
gli ultimi dubbi di formazione. Allegri è intenzionato a confermare il 3-5-2: Pirlo, Marrone,
Romulo e Barzagli ancora out, mentre Caceres
sembra pronto al rientro in difesa dal primo minuto, con Bonucci e Chiellini davanti a Buffon.
Ogbonna l’alternativa. A centrocampo Lichtsteiner, Vidal, Marchisio, Pogba e Asamoah (favorito su Evra), mentre davanti Llorente è in vantaggio su Morata per una maglia da titolare accanto
a Tevez. In mattinata rifinitura a Vinovo, nel pomeriggio partenza per Madrid, con Gigi Buffon
accanto ad Allegri nella conferenza di vigilia.
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MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

S

Gli ex della Liga
Fernando Llorente, 29 anni, attaccante, seconda
stagione alla Juve, e Alvaro Morata, 21, attaccante,
primo anno in bianconero FOTOPRESS/AA

4

I NUMERI

11

Le sfide
di Simeone
da giocatore
contro la
Juventus: 5
vittorie, 2 pari e
3 sconfitte tra
Pisa, Inter e
Lazio. Da
allenatore un
2-2 a Torino
col Catania

10

I marcatori
dell’Atletico in
questo inizio di
stagione. Sono
già nove nella
Liga (per un
totale di 11 gol)
più Griezmann,
a segno in
Champions
League

3

Le reti
segnate
da Miranda
(tutte in Liga) e
da Mandzukic
(Liga,
Champions e
Supercoppa di
Spagna): sono i
«pichichi»
dell’Atletico

1

Il k.o.
in casa
per l’Atletico
nelle ultime 19
uscite europee,
nel febbraio
2014: per il
resto 17 vittorie
e un pari

1

Gol in Coppa con il Real
Una sola rete per Morata in Champions League:
il 18 marzo 2014 nella gara contro lo Schalke 04
vinta dagli spagnoli per 3-1

PIENONE PER IL BIG MATCH

Juve-Roma, Stadium
esaurito in due ore
TORINO Ci sarà il tutto esaurito allo
Juventus Stadium per la supersfida di
campionato. La vendita libera dei biglietti per
Juventus-Roma, che si giocherà domenica alle
18 a Torino, è durata poco più di una partita di
calcio: in circa due ore i tagliandi sono stati
«bruciati» dai tifosi e lo Stadium si prepara così
ad ospitare i giallorossi con gli spalti
completamente gremiti. Chi è arrivato tardi,
quindi, dovrà farsene una ragione. L’unica
possibilità è che qualcuno rinunci. «Qualora si
liberassero delle disponibilità da parte degli
aventi diritto — si legge sul sito della Juventus —,
gli eventuali biglietti residui saranno messi in
vendita venerdì 3 ottobre a partire dalle 11».
Mancano ancora cinque giorni dal big match, ma
la febbre sale. Bianconeri e giallorossi arrivano
allo scontro diretto a punteggio pieno: cinque
vittorie per entrambi. Prima però tutte e due le
squadre saranno impegnate in Champions
League: la Roma giocherà oggi a Manchester
contro il City, la Juventus domani a Madrid
contro l’Atletico. Gare in trasferta per tutte e
due, l’unica differenza è che la squadra di
Garcia avrà un giorno in più per recuperare.
Dopo la sesta giornata di campionato ci sarà la
seconda sosta per le nazionali.
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LA GAZZETTA DELLO SPORT

9

l’avversario
DIEGO SIMEONE

Gol, rabbia, sfottò
Cholo-bianconeri
è una sfida infinita
Con Pisa, Inter, Lazio e Catania mai un incrocio banale
Oggi il tecnico dell’Atletico provoca : «Possiamo fare
bene anche con chi ha budget superiori, tipo il loro»
monito per le proteste, la partita e quel rigore di Iuliano a
Ronaldo non erano andati
giù, come a tutti i compagni e
al presidente Moratti: «È difficile per gli arbitri far male alla
Juventus, non ci riescono, è
più forte di loro». L’anno dopo
per il Cholo con la Juve uno
0-0, poi il passaggio alla Lazio.

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

FILIPPO MARIA RICCI
@filippomricci
MADRID

Il Cholo ha una visione
manichea del calcio. Bianco o
nero: da una parte i ricchi, che
sono anche potenti, dall’altra i
poveri che se la giocano ad armi impari pieni di coraggio,
fede e sacrifici. «L’Atletico mi
ricorda il Napoli di Maradona
– ha detto qualche giorno fa –
lottava con umiltà contro Milan, Inter e Juve».
La Juve, il Real e il Barça E ancora, parole freschissime:
«Noi siamo in grado di fare bene anche contro squadre che
hanno un budget superiore al
nostro, come il Madrid, il Barcellona, la Juventus». Infilata
ad arte in un trittico che farà
inorgoglire i bianconeri ma
che è sinceramente distante
dalla realtà economica delle
cose: i due mostri spagnoli
hanno budget superiori ai 600
e ai 500 milioni di euro, la Juve molto inferiore. Però era
psicologicamente perfetto elevare l’avversario di domani al
rango dei grandi nemici indigeni battuti in Liga pochi mesi
fa. Un altro esempio: «La Lazio
nella sua storia ha vinto solo
due scudetti, ma in un momento nel quale la Juve era
molto potente».
I gol con il Pisa Del resto la
carriera italiana di Simeone
ha sempre avuto la Juventus

La grinta e quel gesto... Diego Simeone, 44, all’Atletico
dal dicembre 2011, ha sfidato 11 volte da giocatore la Juve: in alto,
un suo gesto poco signorile dopo una gara coi bianconeri LAPRESSE
nel mirino. I bianconeri hanno
condizionato la vita del Cholo
in Serie A: 11 sfide (più una da
allenatore col Catania), a volte è andata molto bene, altre
molto male. Quando Anconetani porta a Pisa il 20enne Simeone le cose non vanno
granché bene: i toscani passano da Lucescu a Giannini e retrocedono. Le due sfide con la
Juventus finiscono 5-1 e 4-2
per la squadra di Maifredi,
Baggio, Schillaci e Casiraghi
ma il Cholo lascia il segno: gol
all’andata e al ritorno prima
della B e del passaggio in Spagna. Quando torna in Italia,
all’Inter di Moratti, il primo
anno salta le gare con la Juve.

«La Lazio ha vinto
solo due scudetti,
ma in un momento
in cui la Juve era
molto potente»
Dolori bianconeri Nel secondo sono dolori: all’andata a
Milano l’Inter vince 1-0
(Djorkaeff) ma Simeone si fa
male. Il ritorno è il 26 aprile
del 1998. «È stata una partita
facile», dice l’arbitro livornese
Ceccarini uscendo dallo stadio trasformato in polveriera
dalle sue decisioni. All’ex pisano Simeone, infuriato e am-

Vendetta biancoceleste A
gennaio Simeone segna il gol
decisivo nel 2-1 che permette
alla Lazio di eliminare la Juve
nei quarti di Coppa Italia (titolo poi vinto). E in campionato
al Delle Alpi il 1° aprile 2000
affonda la squadra di Ancelotti e Zidane con un colpo di testa su cross di Veron. A fine
partita va sotto la curva della
Lazio con tre dita alzate: è il
distacco dai bianconeri, tagliato da 6 a 3 lunghezze. Simeone chiude quel campionato in maniera strepitosa, segnando in tutte e quattro le ultime partite. Batterà ancora
due volte la Juve, nel 2001 e a
dicembre 2002. Pochi mesi
prima, ancora i bianconeri nel
destino: il 5 maggio il Cholo
segna il 3-2 nel 4-2 della Lazio
all’Inter di Cuper. Non festeggia, guarda in alto pensando
«Ma proprio a me doveva capitare? Proprio io dovevo aiutare la potente Juve?». Dolorosissimo contrappasso. Ora, 12
anni dopo, un nuovo capitolo
della storia di Simeone con la
Juve.
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IN RODAGGIO PER FARE ENTRARE L’AZZURRO FRA I 18, DEVE RESTARE FUORI UNO FRA SAUL E JIMENEZ

Cerci, farsi largo è dura
Ma l’anima granata aiuta
Dopo la tribuna
di sabato, il Cholo
potrebbe sfruttare
la «modalità derby»
dell’ex Torino

Umiltà e lavoro: queste le
qualità necessarie per conquistarsi Simeone. Queste le armi
in mano ad Alessio Cerci per
farsi largo in un ambiente di
primissimo livello 10 anni dopo che un altro «Cavaliere del
Lavoro» come Capello lo fece
debuttare 16enne con la Roma.

sera Simeone dopo averlo
mandato in tribuna –. Ho parlato con lui e non ci sono problemi, continuo ad essere convinto che per noi sarà importantissimo». La fiducia è intatta, e vario anche lo spettro
tattico: con l’Almeria la settimana scorsa Cerci quando è
entrato è andato a fare il centravanti, mossa anticipata da
Simeone il giorno prima commentando l’assenza di Mandzukic. I 25 minuti con l’Almeria hanno evidenziato le difficoltà fisiche di Alessio. Le sue
grandi cosce rilassate da
un’estate lunga e pensierosa
stanno evidentemente facendo
fatica ad adeguarsi ai metodi
del Profe Ortega.

Fiducia intatta «Alessio è arrivato a fine mercato, bisogna
dargli tempo – ha detto sabato

Metodi differenti «L’Atletico
gioca e si allena in maniera diversa – diceva ieri Juanfran

MADRID

parlando di Alessio – ci vuole
tempo per adattarsi ai metodi e
alle idee del Profe e del Cholo.
Lo farà poco a poco e la cosa ci
farà un gran bene, perché è un
ottimo giocatore». All’Atletico
in Cerci credono moltissimo.
L’hanno seguito tanto e hanno
speso parecchio, il Cholo ha
messo la firma sull’operazione.
E Cerci lo sa. Per questo la tribuna di sabato è stata digerita
senza traumi. Per domani è di
nuovo tosta entrare nei 18: Simeone potrebbe aver voglia di
stuzzicare la modalità derby
dell’ex granata, però per farlo
deve lasciar fuori qualcun altro. Se il capitano Gabi recupera (cosa probabile) deve star
fuori uno tra Saul e Jimenez. I
due hanno entrambi segnato
contro il Siviglia e il primo era
addirittura titolare, difficile
vederlo finire in tribuna. «Il mister non permette a nessuno di
smettere di lavorare», dice
Juanfran: Cerci sa che umiltà e
lavoro sono gli scalini per salire
sull’autobus biancorosso, affollato e pieno di qualità.
f.m.r.

Alessio Cerci, 27 anni GETTY

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10

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

11

CHAMPIONS LA GUIDA ALLA 2a GIORNATA

Psg senza Ibra
E su Blanc
aleggia l’ombra
di Mancini
Lo svedese salta la sfida col Barcellona
e attacca Guardiola: «Quanti errori»

Neymar, 22 anni e Messi, 27, fantastica coppia del Barça AFP
DAL NOSTRO INVIATO

FABIO BIANCHI
@fabiowhites
PARIGI

La Ville Lumiere luccica
più che mai in questo periodo
dell’anno. Fermento, le donne
più belle, le sfilate più prestigiose. E’ la settimana della moda. Guarda caso, quella di stanotte sarebbe anche la passerella più attesa per il Paris Saint Germain. C’è il Barcellona
di NeyMessi. Ma Laurent
Blanc non va più di moda. E
nel Psg non sfilerà il top model
principe. Ibrahimovic si è arreso: nemmeno convocato. Farà
compagnia in tribuna a Lavezzi e Thiago Silva. Senza tre
modelli del genere uno stilista
rinvierebbe la sfilata. Laurent
Blanc vorrebbe ma non può.
Ha il volto triste e le risposte
peccate. Dice: «Abbiamo provato con Zlatan anche poche
ore fa. Niente. Ha troppo male.
E’ una grave perdita, anche
perché quando c’è lui i rivali

Luis Enrique:
«Messi e Neymar
la migliore coppia
del mondo? Lo
dirò a fine anno»
stanno più attenti. Comunque
me l’aspettavo: avevo preparato la sfida senza di lui». Piove
sul bagnato: Psg in campionato sottomesso dal Marsiglia
del Loco Bielsa, infarcito di
k.o. eccellenti, minato dalla
lotta interna francesi-stranieri
e tormentato dagli attacchi al
tecnico che ormai ha perso potere nello spogliatoio ed è pieno di dubbi. Anche tatti
tattici.
Col
ici.
cii.
i. Co
C
ol
Tolosa ha provato
ovato un
4-4-2 a rombo
bo e ha
onfusioregnato la confusiodono dell
ne. Gli chiedono
i-Barça e
modulo anti-Barça
emo in stilui: «Giocheremo
mbio e perle Psg. Se cambio
eranno andiamo pioveranno
itiche.
cora più critiche.
mo
Ma proveremo
a vincere».
Il tallone dii
Ibra Sarà me-glio. Perchéé
o
i n qu e s to
quadro cupo
o
Blanc si gio-ca molto see

non tutto. Incombe l’ombra di
Roberto Mancini. Ci sarebbe
voluto Ibra. «Se ci sarà almeno
domenica col Monaco? Speriamo». Ma come, sembrava
fatta per stasera, invece lo stop
s’allunga. Il mistero del tallone
sinistro s’infittisce. Tra l’altro,
sembra che abbia giocato sotto
infiltrazione contro il Lione,
peggiorando la situazione. Lo
svedese è al terzo stop in sei
mesi. Logoro? Chissà. La lingua invece è sempre fresca. Ieri ha attaccato ancora il nemico Guardiola a Canal Plus senza nominarlo: «Avevamo la
squadra migliore al mondo ma
non abbiamo vinto la Champions (lo fece l’Inter, ndr.) per
le cattive decisioni di qualcuno. Sarei felice di riuscirci al
Psg. Continuiamo a crescere,
siamo arrivati 2 volte ai quarti
e son sicuro che faremo ancora
meglio».
Super Barca Ottimista. Intanto dopo il pari con l’Ajax ci
vorrebbero punti per classifica
e morale. Ma davanti c’è un
Barcellona che meglio non
può stare. Sette partite, sei vittorie e un pari (0-0 col Malaga). Diciotto gol fatti e nessuno subito. E in quindici di questo c’è lo zampino di Messi e
Neymar. Sei gol per O’Ney
(l’anno scorso si era fermato a
9), 5 per Leo più 4 assist. Il suo
nuovo hobby. Dice Luis Enrique: «Leo è impressionante in
qualsiasi settore del campo,
non ci sono dubbi che per noi
sia determinante come marcatore e come assist-man. Con
Neymar forma la miglior copia
del mondo? Valutiamo a fine
stagione». A dirla tutta, anche
il Barcellona va valutato dopo
questa sera: finora non ha avuto grandi esami da superare.
Senza Ibra però anche
questo per
perde un po’ di
valore. M
Mathieu, la
g
rande sorpresa
sor
grande
della
d
ifesa del nuovo
n
difesa
Barça
dis
quasi si dispiace:
«Un
grande. Mi sarebbe piaciuto affrontarlo.
Fo
Forse
è meglio
p
per
noi, ma
C
Cavani
è alt
trettanto
forte». Già, tocca al Matador salvare
il soldato
Blanc.
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CSKA M.
BAYERN

(4-4-1-1) MAN.CITY
(3-3-3-1) ROMA

GRUPPO E Ore 18

GRUPPO E Ore 20.45

35 AKINFEEV
V. BEREZUTSKI
NABABKIN
2

4

24

M. FERNANDES

14

7

66

23

18

TOSIC

NATCHO

MILANOV

MUSA

25
EREMENKO

1 HART
4

7

DOUMBIA

9 LEWANDOWSKI

24

10

GOTZE

MULLER

ROBBEN

15

PJANIC

18

3

21

BERNAT

X. ALONSO

LAHM

4

17

10

27

TOTTI

GERVINHO

20

4

KEITA

35

7

NAINGGOLAN

2

44

14

11

MATUIDI

27

CAVANI

8

INIESTA

5

4

JORDI ALBA MATHIEU

26 DE SANCTIS

RAKITIC

3

8

16

TIAGO GOMES

MANCHESTER CITY
PANCHINA 13 Caballero, 3 Sagna, 22
Clichy, 20 Mangala, 15 Navas, 18
Lampard, 35 Jovetic.
ALLENATORE Pellegrini.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Fernando e Nasri.

BAYERN MONACO
PANCHINA 23 Reina, 13 Rafinha, 5
Benatia, 16 Gaudino, 11 Shaqiri, 20
Rode, 14 Pizarro.
ALLENATORE Guardiola.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI T.Alcantara, Badstuber,
Ribery, Schweinsteiger, J.Martinez.

26

46

NUNO MORAIS

21

22

PIQUÉ DANI ALVES

20

9

9

SCHONE

21

SIGHTORSSON

25

EL GHAZI

26

SERERO

10

VIERGEVER

5

4

KLAASSEN

3

2

BOILESEN MOISANDER VELTMAN VAN RHIJN

1 TER STEGEN

CSKA MOSCA
PANCHINA 1 Chepchugov, 6
A.Berezutski, 15 Efremov, 19 Cauna, 91
Chernov, 8 Panchenko, 71 Bazelyuk.
ALLENATORE Slutski.
SQUALIFICATI Dzagoev, Wernbloom.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Elm, Shennikov, Vitinho.

6

GUSTAVO MANDUCA SHERIDAN

PEDRO

24

RIISE

3

5

MARIO SERGIO
JOAO GUILHERME
VINICIUS
ALONEFTIS

7

MESSI
BUSQUETS

18

CARLAO

28

PASTORE

10

NEYMAR

13

TOROSIDIS YANGA-MBIWA MANOLAS MAICON

DANTE
BOATENG
1 NEUER

9

LUCAS

17

DAVID LUIZ

THIAGO MOTTA

VERRATTI

21

78 PARDO
MAXWELL

32

8

24

SILVA

DZEKO

10

FLORENZI

25

5

VAN DER WIEL

YAYA TOURÉ

16

AGÜERO

GRUPPO F Ore 20.45

MARQUINHOS

23

11

42

FERNANDINHO

(4-4-2)
(4-3-3)

30 SIRIGU
KOLAROV

26

DEMICHELIS

25

MILNER

88

19

27

GRUPPO F Ore 20.45

KOMPANY

5
ZABALETA

IGNASHEVICH

ALABA

(4-2-3-1) PSG
(4-3-3) APOEL
(4-3-3) BARCELLONA (4-3-3) AJAX

22 CILLESSEN

PSG
PANCHINA 1 Douchez, 21 Digne,
6 Camara, 20 Chantome, 25 Rabiot,
4 Cabaye, 15 Bahebeck.
ALLENATORE Blanc.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Ibrahimovic, Lavezzi,
Thiago Silva.

APOEL NICOSIA
PANCHINA 22 Chiotis, 73 Kakà,
4 Artymatas, 11 Alexandrou,
15 Antoniades, 10 Charalambidis,
30 De Vincenti, 79 Djebbour.
ALLENATORE Donis.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI nessuno.

ROMA
PANCHINA 28 Skorupski, 3 Cole, 25
Holebas, 32 Paredes, 22 Destro, 8 Ljajic,
7 Iturbe.
ALLENATORE Garcia.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Balzaretti, Strootman,
Castan, Astori, De Rossi, Borriello, Ucan.

BARCELLONA
PANCHINA 13 Bravo, 14 Mascherano,
21 Adriano, 15 Bartra, 6 Xavi,
20 Sergi Samper, 31 Munir.
ALLENATORE Luis Enrique.
SQUALIFICATI Suarez.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Douglas, Masip.

AJAX
PANCHINA 33 Boer, 29 Ligeon,
24 Denswil, 32 Zimling, 8 Duarte,
16 Andersen, 19 Milik.
ALLENATORE De Boer
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI nessuno.

ARBITRO Collum (Sco).

ARBITRO Kuipers (Ola).

ARBITRO Rizzoli

ARBITRO Mazic (Ser).

TV Sky Sport 1 HD, Sky Sport Plus HD
e Sky Calcio 1 HD

TV Sky Sport 1 HD, Sky Sport Plus HD e
Sky Calcio 1 HD.

TV Sky Sport 3 HD e Sky Calcio 2 HD.

TV Sky Calcio 5 HD.

SPORTING
CHELSEA

(4-3-3) SCHALKE
(4-3-3) MARIBOR

GRUPPO G Ore 20.45

GRUPPO G Ore 20.45

1 RUI PATRICIO
41

29

4

22

SARR

JEFFERSON

UCHIDA

3

CEDRIC MAURICIO

8

14

ANDRÉ MARTINS

(4-2-3-1) SHAKHTAR
(4-4-2) PORTO

18

NANI

SLIMANI

CARRILLO

1 FAHRMANN
32
15

NEUSTADTER MATIP
HOGER

10

13

DRAXLER

CHOUPO-MOTING

10

9

HAZARD

DIEGO COSTA

SCHURRLE

IBRAIMI

TAVARES

4

21

5

70

MATIC

24

OBI MIKEL
IVANOVIC

26

CAHILL

11

2

TERRY

28

44

26

19

FRED

28
TAISON

14
17

42

11

BRAHIMI JACKSON MARTINEZ

30

33 J.HANDANOVIC

16

ÓLIVER
ALEX SANDRO

26

HERRERA

MARTINS INDI

MAICON

SIGNEVICH

14

MUNIAIN IBAI GOMEZ SUSAETA

8

RÚBEN NEVES
HALSTI

4

77
13

20 ADURIZ
11

19

TELLO

36

3

22

23

20
RODIONOV

9
30

21

PAVLOV VOLODKO OLEKHNOVIC YAKOVLEV

9

8

7

KHAGUSH KARNITSKIJ FILIPENKO

LUIZ ADRIANO

ARGHUS RAJCEVIC STOJANOVIC

13 COURTOIS

MLADENOVIC

66
8

STEPANENKO

8

ZAHOVIC Z. FILIPOVIC MERTELJ SALLALICH

VILER

16 CHERNIK

44

RAKITSKYI M. AZEVEDO

DOUGLAS COSTA ALEX TEIXEIRA

25 HUNTELAAR

14

28

20

18

19

FABREGAS
AZPILICUETA

5
KUCHER

(4-4-2)
(4-2-3-1)

GRUPPO H Ore 20.45

30 PYATOV
33
SRNA

6

SAM

10

12

AOGO

12

BOATENG

CARVALHO ADRIEN SILVA

9

GRUPPO H Ore 20.45 (a Leopoli)

9

23

77

33

(4-2-3-1) BATE
(4-3-3) ATHLETIC

2

12 FABIANO

17

ITURRASPE

24

MIKEL RICO

4

18

10

BALENZIAGA LAPORTE GURPEGUI DE MARCOS

1 IRAIZOZ

SHAKHTAR
PANCHINA 32 Kanibolotskyi, 13
Shevchuk, 18 Ordets, 17 Fernando, 10
Bernard, 11 Marlos, 21 Gladkyi
ALLENATORE Lucescu.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Ilsinho.

BATE BORISOV
PANCHINA 34 Soroko, 3 Gayduchik,
15 Klimovich, 33 Polyakov, 13 Signevich,
5 Yablonski, 62 Gordeychuk.
ALLENATORE Yermakovich.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Likhtarevich.

MARIBOR
PANCHINA 1 Cotman, 7 Mejac, 36
Zivko, 22 Vrsic, 39 Bohar, 14 Mendy, 21
Dervisevic.
ALLENATORE Simundza.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI nessuno.

PORTO
PANCHINA 25 Andrés Fernández, 5
Marcano, 21 Ricardo, 10 Quintero, 15
Evandro, 18 Adrián López, 99
Aboubakar
ALLENATORE Lopetegui.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Helton, Casemiro.

ATHLETIC BILBAO
PANCHINA 13 Herrerin, 15 Iraola, 5 Erik
Moran, 6 San José, 7 Beñat, 29 Unai
Lopez, 2 Toquero.
ALLENATORE Valverde
SQUALIFICATI nessuno
DIFFIDATI nessuno
INDISPONIBILI Viguera

ARBITRO Lahoz (Spa).

ARBITRO Carballo (Spa).

ARBITRO Cakir (Tur).

ARBITRO Lannoy (Fra).

TV Sky Calcio 3 HD.

TV Sky Calcio 4 HD.

TV Sky Calcio 6 HD.

TV Sky Calcio 7 HD.

GRUPPO C
ZENIT-MONACO (Ore 18)
ZENIT (4-2-3-1) Lodygin; Smolnikov,
Garay, Lombaerts, Criscito; Witsel, Javi
Garcia; Hulk, Danny, Shatov; Rondon.
(Malafeev, Anyukov, Neto, Ryazantsev,
Fayzulin, Arshavin, Kerzhakov). All.
Villas Boas.
MONACO (4-3-3) Subasic; Fabinho,
Raggi, Carvalho, Kurzawa; Moutinho,
Toulalan, Kondogbia; Silva, Berbatov,
Ferreira Carrasco. (Stekelenburg,
Wallace, Bakayoko, Dirar, Ocampos,
Germain, Martial). All. Jardim.
ARBITRO Clattenburg (Ing)

GRUPPO D
ARSENAL-GALATASARAY
ARSENAL (4-2-3-1) Szczesny;
Chambers, Mertesacker, Koscielny,
Gibbs; Ramsey, Arteta; Sanchez,
Wilshere, Ozil; Welbeck. (Ospina,
Bellerin, Oxlade, Cazorla, Rosicky,
Campbell, Podolsky). All. Wenger.
GALATASARAY (4-3-1-2)
Muslera; Sari, Chedjou, Kaya, Alex
Telles; Dzemaili, Felipe Melo, Inan;
Sneijder; Pandev, Yilmaz. (Bolat,
Camdal, Zan, Emre Colak, Kurtulus,
Bruma, Bulut). All. Prandelli.
ARBITRO Rocchi.

BAYER LEVERKUSEN-BENFICA
BAYER LEVERKUSEN (4-2-3-1) Leno;
Jedvaj, Toprak, Spahic, Wendell; L.
Bender, Reinartz; Bellarabi, Calhanoglu,
Son; Kiessling. (Kresic, Donati, Oztunali,
Yurchenko, Kruse, Drmic, Hilbert). All.
Schmidt.
BENFICA (4-2-3-1) Júlio César; Maxi
Pereira, Luisão, Jardel, Eliseu; Samaris,
Enzo Pérez; Salvio, Talisca, Gaitán;
Lima. (Bruno Varela, César, Lisandro,
André Almeida, Cristante, Ola John,
Derley). All. Jesus.
ARBITRO Atkinson (Ing).

ANDERLECHT-BORUSSIA DO.
ANDERLECHT (4-4-2) Proto; Colin,
Mbemba, Nuytinck, Deschacht; Najar,
Defour, Tielemans, Conté; M. Suarez,
Mitrovic. (Roef, Kljestan, Dendoncker,
Acheampong, Kabasele, Praet, Cyriac).
All. Hasi.
BORUSSIA DORTMUND (4-2-3-1)
Weidenfeller; Piszcek, Subotic,
Hummels, Schmelzer; S. Bender, Kehl;
Aubameyang, Kagawa, Grosskreutz;
Ramos. (Langerak, Ginter,
Papastathopuolos, Durm, Hornschuh,
Joijc, Immobile). All. Klopp.
ARBITRO Tagliavento.

SPORTING LISBONA
PANCHINA 22 Marcelo, 33 Jonathan
Silva, 47 Esgaio, 17 João Mário, 26
Paulo Oliveira, 11 Capel, 36 Carlos
Mané.
ALLENATORE Marco Silva.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI nessuno.

SCHALKE 04
PANCHINA 28 Wetklo, 7 Meyer, 23
Fuchs, 11 Clemens, 24 Ayhan, 20 Obasi,
27 Barnetta.
ALLENATORE Keller
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Farfan, Giefer,
Goretzka, Kolasinac, Santana.

CHELSEA
PANCHINA 1 Cech, 5 Zouma, 28
Azpilicueta, 8 Oscar, 22 Willian, 17
Salah, 18 Remy.
ALLENATORE Mourinho.
SQUALIFICATI nessuno.
DIFFIDATI nessuno.
INDISPONIBILI Drogba. Ramires.

le partite di domani (ore 20.45)
GRUPPO A

GRUPPO B

MALMOE-OLYMPIACOS
MALMOE (5-3-2) Olsen; Tinnerholm,
E. Johansson, Halsti, Helander, Konate;
Eriksson, Adu, Forsberg; Rosenberg,
Thelin. (Azinovic, Ricardinho, Hammar,
Cibicki, Rakip, Kroon, Mehmeti). All.
Hareide.
OLYMPIACOS (4-2-3-1) Roberto;
Elabdellaoui, Abidal, Botia, Masuaku;
Maniatis, Milivojevic; A. Dominguez,
Kasami, Afellay; Mitroglou. (Megyeri,
Ndinga, Leandro, Salino, Giannoulis,
Durmaz, Fuster, Diamantakos). All.
Michel.
ARBITRO Karasev (Rus)

BASILEA-LIVERPOOL
BASILEA (4-4-2) Vaclik; Suchy,
Samuel, Schar, Safari; Zuffi, Frei,
Elneny, Xakha; Gonzalez, Streller.
(Vailati, Degen, Calla, Serey Die,
Kakitani, Gashi, Sio). All. Paulo Sousa.
LIVERPOOL (4-4-2) Mignolet;
Manquillo, Lovren, Sakho, Moreno;
Henderson, Gerrard, Lallana, Coutinho;
Sterling, Balotelli. (Jones, K. Touré, José
Enrique, Lucas Lleiva, Borini, Markovic,
Lambert). All. Rodgers.
ARBITRO Eriksson (Sve)

ATLETICO MADRID-JUVENTUS
ATLETICO MADRID (4-2-3-1) Moyá;
Juanfran, Miranda, Godin, Ansaldi;
Mario Suarez, Tiago; Raul Garcia, Arda
Turan, Koke; Mandzukic. (Oblak,
Gimenez, Siqueira, Gabi, Griezmann,
Saul, Raul Jimenez). All. Simeone.
JUVENTUS (3-5-2) Buffon; Caceres,
Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Vidal,
Marchisio, Pogba, Asamoah; Llorente,
Tevez. (Storari, Ogbonna, Evra,
Pereyra, Padoin, Morata, Giovinco). All.
Allegri.
ARBITRO Brych (Ger).

LUDOGORETS-REAL MADRID
LUDOGORETS (4-2-3-1) Stojanov;
Caicara, Aleksandrov, Moti, Minev;
Dyakov, Espinho; Misidjan, Marcelinho,
Dani Abalo; Bezjak. (Borjan, Angulo,
Kerchev, Zlatinski, Wanderson, Abel,
Quixada). All. Dermendzhiev.
REAL MADRID (4-3-3) Casillas;
Arbeloa, Varane, Sergio Ramos,
Coentrao; Modric, Kroos, James
Rodriguez; Bale, Benzema, Cristiano
Ronaldo. (Keylor Navas, Nacho,
Carvajal, Marcelo, Illarramendi, Isco,
Hernandez). All. Ancelotti.
ARBITRO Thomson (Sco).

12

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

SERIE A

4

INTERISTI
AI RAGGI X

S

I minuti
giocati
Tra Serie A
ed Europa
League
8 partite
Juan Jesus 723
Handanovic
660
Kovacic 576
Hernanes 572
Vidic 565
Ranocchia 561
Dodò 522
Icardi 557
Osvaldo 546
Medel 425
M’Vila 355
Guarin 331
D’Ambrosio
327
Jonathan 297
Andreolli 281
Nagatomo 193
Palacio 179
Kuzmanovic
103
Campagnaro
95
Carrizo 92
Obi 58
Mbaye 30

INTER&MILAN CA
WM, frusta e cambi
Scuote la squadra
e valuta il 4-3-1-2

BOTTA E RISPOSTA

Giulini: «Inter
presuntuosa»
«Pensi per sé»
Tommaso Giulini,
presidente del Cagliari, a
«Radio Anch’io lo Sport» su
Radio Rai, ieri non è stato
tenero tornando sulla vittoria di
San Siro: «Mazzarri ha
schierato una formazione un po’
presuntuosa, purtroppo capita.
Deve cercare di limare questo
aspetto, ma è un problema
dell’Inter. È raro vedere la Juve
peccare di presunzione, all’Inter
a volte capita. Nell’ambito della
mia esperienza, l’unico che è
stato sul pezzo è stato
Mourinho. Gli altri hanno
riscontrato queste difficoltà».
La risposta di Mazzarri è
arrivata poche ore dopo in
un’intervista a «ITV Italia»:
«Sono abituato a non guardare
in casa degli altri. Giulini,
indipendentemente dalla
vittoria, dovrebbe pensare ai
problemi del Cagliari, come io
devo pensare ai problemi della
mia squadra».

Mazzarri ai giocatori: «Mai più una gara così»
Lavorerà sulla cattiveria e sulla difesa a quattro
DAL NOSTRO INVIATO

MATTEO DALLA VITE
APPIANO GENTILE (Como)

E il resto... gliel’ha dato ieri mattina. Walter Mazzarri alla
squadra, ovvio. Dopo aver provato l’elettroshock all’intervallo
e parlato di atteggiamenti inspiegabili nel dopo-crollo, ieri
mattina il tecnico è tornato su
tre concetti-chiave. Il tutto ad
Appiano e alla presenza del dt
Piero Ausilio, che già nel postgara era stato bello abrasivo.
«Non voglio mai più vedere una
gara del genere» è stato il concetto-base. WM non ha fatto accenni al labiale detto in panchina («Non abbiamo le p...») anche perché la panca è zona franca e intesa come tale.
Dimostrazione e pericoli «Ho
parlato alla squadra - ribadisce
il tecnico a ITV -: serve una gara diversa giovedì e una grande
prestazione a Firenze. Mettiamola così: questa è stata l’unica
partita al di fuori delle altre, è
stata così brutta che non pareva vera, i fischi ci stanno e al
contempo è giusto ringraziare i
tifosi che ci sono rimasti vicini
fino all’ultimo, ma ora dobbiamo rialzarci e lottare». Oltre al
non voler più rivedere una prestazione del genere, Mazzarri
ha dato altri due input alla
squadra. «Dimostriamo - ha
detto al gruppo - che siamo

quelli visti contro l’Atalanta e
non quelli di ieri. Fiutiamo il
pericolo su ogni pallone e lottiamo, sempre».
Forcone sempre attivo La «testa altrove» è uno dei concettichiave: se la squadra si trova in
superiorità numerica dentro la
propria area e prende gol del genere allora significa che l’attenzione è vapore. Anche per questo, d’ora in poi WM sarà ancor
più martello di sempre: se prima
la tendenza era allentare un po’
la pressione alla terza gara in
una settimana, adesso il... forcone resterà sempre attivo. E prima di ogni partita.

COME PUÒ CAMBIARE
INTER CLASSICA 3-5-2
HANDANOVIC
RANOCCHIA

VIDIC

JONATHAN

JUAN JESUS

MEDEL

DODÒ

HERNANES

KOVACIC

OSVALDO
(PALACIO)

ICARDI

COSì A FIRENZE? 4-3-1-2
HANDANOVIC
JONATHAN RANOCCHIA VIDIC
GUARIN

MEDEL

JUAN JESUS
M’VILA

KOVACIC
OSVALDO
(PALACIO)

ICARDI
GDS

Osvaldo e il capitano E mentre Osvaldo non usa giri di parole («Abbiamo fatto una brutta figura, c’è stato un atteggiamento
sbagliato: dalla prossima settimana capiremo chi siamo, a Firenze dobbiamo dare un segnale» dice a Sky), ecco Ranocchia a
Tiki-taka: «La colpa non è di
Mazzarri ma di tutti perché tutti
abbiamo fatto errori. Il segnale
che vogliamo dare è di voler vincere tutte le gare. Abbiamo grandi giocatori e grandi ricambi: vogliamo giocarci fino in fondo sia
l’Europa League sia la Coppa Italia». Senza dimenticare la A.
Il pensiero a 4 Intanto Mazzarri pensa sia al giovedì col Qarabag (ha visionato le gare contro Neftçi e Twente) e sia alla domenica: per la trasferta di Firenze è sempre favorito il modulo
classico (3-5-2) ma la valutazione della difesa a 4 di partenza
potrebbe davvero prendere piede. Il Cagliari che attaccava a «3»
ha sfibrato Dodò a destra e fatto
andare in confusione Nagatomo, e allora contro la Fiorentina (che forse riavrà Cuadrado), WM potrebbe anche pensare di posizionare Juan
Jesus a sinistra. Attenzione:
non è detto che lo faccia, ma
anestetizzare la profondità in
ampiezza dei viola è - dopo
l’esempio del Cagliari - un chiodo fisso. Il tutto, poi, porterebbe
a una rivoluzione nella zona

Pablo Daniel Osvaldo, 28; sotto Walter Mazzarri, 52 GETTY

centrale: fuori Hernanes e
dentro due mastini (M’Vila
e Medel) più Guarin; Kovacic (come accaduto con
successo a Palermo) si metterebbe sulla trequarti dietro
a due punte. Si vedrà. «Gap incolmabile fra noi e il duo JuveRoma - continua WM a ITV Italia
-? Niente oggi è definitivo: 3
giorni fa sembrava che l’Inter
giocasse bene e il suo allenatore
azzeccasse i cambi, ora è cambiato tutto. Aspettiamo e guardiamo alla distanza. Firmare per
il 3° posto? Di principio non dichiaro perché non mi accontento
mai. Di certo parlare di scudetto
dopo un ko così sarebbe sbagliato e da persone poco serie».

Bilanci difficili Giulini infine ha
tirato una stoccata finanziaria
al club nerazzurro: «Ho visto
l’Inter fare molta difficoltà con i
bilanci e ho visto fare calcio
non guardando i numeri». Ieri
mattina intanto Juan Jesus è
intervenuto nella sede della
Lega Serie A per appoggiare il
progetto contro le partite
truccate: «Se il gioco è pulito ne
giova anche lo spettacolo» - ha
commentato il brasiliano prima
di raggiungere San Siro per la
foto ufficiale della squadra.
STOP CAMPAGNARO Intanto si
ferma Hugo Campagnaro per un
risentimento al bicipite femorale
della coscia sinistra: niente
Qarabag (a Milano da ieri sera
dopo 5 ore e mezza di volo) e
Fiorentina. Stanno meglio Dodò
e Jonathan che al più tardi
torneranno a disposizione
domenica al Franchi.
Matteo Brega

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PRESIDENTE E IL COLLOQUIO AVUTO COL TECNICO E LA SQUADRA DOPO IL CROLLO INTERNO CONTRO IL CAGLIARI

IN EUROPA LEAGUE

E Thohir chiede nervi saldi e risultati subito

Kulbakov arbitra
la gara col Qarabag
Napoli, Strahonja

ET colpito dal panico
visto contro i sardi.
Vuole una reazione
immediata e duttilità.
Tornerà per il Napoli

L’Uefa ha reso note le
designazioni arbitrali relative
alle partite della seconda
giornata di Europa League in
programma giovedì. Sarà il
bielorusso Aleksei Kulbakov,
coadiuvato da Dmitri Zhuk e
Andrei Getikov, a dirigere
Inter-Qarabag, in programma
alle 21.05. Stesso orario per il
Torino, che affronterà
all’Olimpico i danesi del
Copenaghen con la direzione
di gara affidata allo spagnolo
Carlos Gomez, che verrà
assistito da Javier Rodriguez
e Teodoro Sobrino. La
Fiorentina invece giocherà
alle 19 in Bielorussia, contro
la Dinamo Minsk. Arbitro il
polacco Gil Pawel, che sarà
coadiuvato da Piotr Safczuk
e Marcin Borkowski.
Giocherà in trasferta anche il
Napoli, sul campo dello
Slovan Bratislava (ore 19). La
partita verrà diretta dalla
terna croata formata
dall’arbitro Marijo Strahonja e
dagli assistenti Sinisa
Premuzaj e Igor Krmar.

LUCA TAIDELLI
@LucaTaidelli
MILANO

Ieri sera Erick Thohir si è
imbarcato insieme alla moglie
su un volo per l’Indonesia. Nella testa tanti pensieri nerazzurri dopo la disfatta contro il
Cagliari. La sconfitta più pesante da quando è diventato a
tutti gli effetti proprietario di
maggioranza dell’Inter, il 15
novembre scorso. A preoccuparlo non solo la stanchezza di
alcuni elementi, ma anche la
confusione che si è impadronita della squadra nei momenti
critici del match di domenica.
Un «panico» non da Inter. Ecco
perché pretende una reazione
forte nelle prossime partite.
L’atteggiamento del presiden-

te rimane comunque positivo,
costruttivo. Ed ha apprezzato
che Mazzarri abbia fatto autocritica, senza prendersela con i
giocatori o con l’arbitro.
Meeting e zero ingerenze Ieri
il tycoon non è andato alla Pinetina perché impegnato in
una serie di incontri in sede e
non solo. Uno dei quali riguardava anche il settore giovanile,
cui Thohir tiene molto. I messaggi alla prima squadra ha lasciato che arrivassero da chi si
occupa della parte sportiva. Il
d.t. Piero Ausilio era stato severo con i giocatori domenica
subito dopo il match, mentre
ieri ci ha pensato Walter Mazzarri. Senza trascurare il problema linguistico, un segnale
di fiducia nei suoi uomini, non
di distacco verso il gruppo. Anche domenica infatti ET nel
colloquio con il tecnico ha voluto sviscerare i motivi del
crollo e informarsi sugli infortunati. Nessun accenno diretto
invece alle questioni squisitamente tattiche. Anche se dalla
scorsa estate sponsorizza la di-

po era però molto più viscerale. Il pragmatico Thohir invece
ha sempre in mente il quadro
complessivo - quindi anche il
fronte commerciale, finanziario e legato al rinnovamento di
S. Siro e Pinetina -. E di questo
ha aggiornato il socio durante
la cena di domenica sera.
Thohir tornerà a San Siro per il
prossimo impegno interno di
campionato, il 19 ottobre nel
posticipo contro il Napoli.
Fassone scherza su Boa

Erick Thohir, 44, con il d.g Marco Fassone e il Ceo Michael Bolingbroke GETTY

fesa a quattro come alternativa
a quella tradizionale, per il rispetto dei ruoli Thohir non si
permetterebbe di condizionare le scelte del tecnico.
Cena con Moratti e Napoli Cosa che non faceva neanche
Massimo Moratti, la cui partecipazione alle vicende di cam-

«

Da giovedì
torniamo a fare
l’Inter. C’è un
attacco da grandi
soddisfazioni
MARCO FASSONE
DIRETTORE GENERALE INTER

L’unico dirigente a parlare ieri
è stato il d.g. Marco Fassone, a
Tiki Taka: «Bisogna resettare,
per fortuna c’è già una partita
giovedì, dove dovremo tornare
a fare l’Inter. Col Cagliari è stato un incidente. La visione di
Thohir è di cercare di aiutare il
calcio italiano: nei 90’ si gioca
per vincere, dal 91’ si fa business e si cresce in altri settori
societari. Boateng all’Inter?
Mai dire mai (scherza, c’è la
Satta in studio, ndr.). Osvaldo? Talento straordinario. Il
nostro attacco è ben assortito».
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MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

4

ANTIERI APERTI
Niño o Faraone?
Inzaghi sceglie
in base al modulo

LE DUE SOLUZIONI
4-3-3

Senza le coppe, certo.
Ma con una storia che affascina
i tifosi di tutto il mondo. Così il
Milan, in una stagione priva
della vetrina internazionale, ha
già programmato un paio di
amichevoli prestigiose. Nei
giorni scorsi era stata
annunciata la disputa del Trofeo
Berlusconi il 5 novembre a San
Siro contro il San Lorenzo,
fresco vincitore della Coppa
Libertadores. Il 30 dicembre,
invece, il Milan giocherà a Dubai
contro il Real Madrid: sul
campo ci saranno virtualmente
17 Coppe dei Campioni e Inzaghi
sfiderà per la prima volta il suo
ex tecnico e amico Carlo
Ancelotti. I rossoneri
dovrebbero partire per gli
Emirati il 27 e tornare il 31,
anche se è allo studio un
secondo (e meno probabile)
programma in base al quale la
tournée si protrarrebbe di
qualche altro giorno spostando
così il rientro in Italia intorno
al 2 gennaio.
Ieri, intanto, la squadra si è
allenata in mattinata. Inzaghi
aspetta con ansia il recupero di
Diego Lopez, che dovrebbe
avvenire dopo la sosta. Contro
il Chievo giocherà ancora
Abbiati, che vorrà rifarsi dopo il
brutto errore che domenica ha
consentito a Succi di portare in
vantaggio il Cesena. Nello
spogliatoio è stato festeggiato
Andrea Poli, che ha celebrato il
compleanno numero 25: «Il 4-23-1 ci ha dato indicazioni
positive, ma anche con il 4-3-3
ci troviamo bene - ha detto il
centrocampista a Milan Channel
-. Noi abbiamo un obiettivo, ma
dobbiamo ragionare di partita in
partita. La classifica è buona,
ma potevamo fare qualcosa in
più. Adesso non pensiamo al
passato, ma solo al Chievo».

MENEZ EL SHAARAWY

MENEZ BONAVENTURA
TORRES

I due moduli Ai quattro gio-

2

N.B. Fino al ‘93-94 la vittoria vale 2 punti, dopo ne vale 3

02-03

03-04

04-05

05-06

06-07*

Stagione

che nel giorno del suo compleanno, alla lontananza dalla vetta ci abbia ormai fatto il callo.

Silvio Berlusconi, 78 anni ieri, con la figlia Barbara LAPRESSE

Sei primati Siamo andati a spulciare le classifiche datate 29 settembre a partire dal 1986, anno
in cui Silvio rilevò il Milan. E abbiamo scoperto
che l’ultima volta in cui i rossoneri quel giorno
guidavano le Serie A risale al 2003-04. Undici
anni fa. Milan primo con Juve e Roma nell’annata che avrebbe consegnato Supercoppa Europea
e scudetto numero 17. In realtà anche nel 200607 il Milan sarebbe stato primo (10 punti in 4
gare come l’Inter), ma la classifica era forzata
dalla penalizzazione di Calciopoli. Nell’era Berlusconi complessivamente il Milan ha regalato il
primato al presidente nel giorno del compleanno in sei occasioni: oltre al 2003-04, andando a





11° 12° 6°

6

9

8

8

5

7

5

8

13-14

10

6

4° 12° 9°

14-15

7

2



11-12

10

9



12-13

7

12



10-11

10

7



09-10

-

11



07-08

8

8



08-09



6

Serenità Una giornata iniziata con gli auguri

del sito milanista, fatti «di cuore e con il cuore».
Inutile dire che il Milan avrebbe voluto rendere
più dolce la festa del presidente, ma la partita di
Cesena ha chiarito che a volte nemmeno le visite
di Silvio a Milanello riescono a produrre effetti.
Berlusconi comunque è segnalato abbastanza
sereno in merito alle vicende calcistiche. Inzaghi – che lo ha chiamato per fargli gli auguri – gli
dà piena fiducia e il sesto posto in classifica, a
meno sette da Juve e Roma, per il momento non
gli crea un gran disturbo. Verrebbe anzi da dire

Punti in classifica

2° 14° 5°

01-02

90-91



Inizio campionato
a ottobre

6



00-01

8



98-99

-



99-00

3



97-98

2

89-90



96-97

Inizio campionato
a ottobre



95-96



87-88

Il Milan ha tradito, la famiglia no. Silvio
Berlusconi ha festeggiato i 78 anni, compiuti ieri, con una sorta di abbraccio dinastico ad Arcore iniziato domenica a cena e concluso ieri a
pranzo. Una festa cominciata in anticipo sotto la
regia della fidanzata Francesca Pascale, che poco prima di mezzanotte ha fatto portare in giardino una torta a tre piani. Quindi, allo scoccare
dell’ora X, il brindisi e uno spettacolo pirotecnico sotto gli occhi della primogenita Marina, del
marito e dei nipotini Gabriele e Silvio (anch’egli
nato il 29 settembre). Ieri a pranzo invece è stata la volta di tutti e cinque i figli e del grande
amico Fedele Confalonieri.

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Così i rossoneri in campionato quando Berlusconi compie gli anni
12°

88-89

MARCO PASOTTO
MILANO

Il duello Così il vero ballottaggio, legato ovviamente al
modulo, diventa quello tra
Torres ed El Shaarawy. La
spiegazione è semplice. Nel 43-3 Menez viene impiegato da
falso nove e questo esclude in
pratica il Niño dalla formazione titolare. Con Honda a destra, resta in ballo il posto di
esterno sinistro ed El Shaarawy, protetto dietro da
Muntari, ha buone chances di essere preferito a Bonaventura. Nel 4-2-3-1, invece, Menez viene schierato alle
spalle di un centravanti, ossia

9

I gol subiti
dalla squadra di
Inzaghi, che ha
preso gol in
tutte le partite
disputate.
Quella del Milan
è la seconda
peggiore difesa
del campionato
insieme a
Cesena e
Sassuolo:
peggio hanno
fatto solo il
Parma con 14 e
Palermo con 11

Silvio, il compleanno e la classifica del Milan
L’ultimo primato risale a undici anni fa

86-87

la Curiosità

RCS

Torres. Con un mediano in
meno, Inzaghi ha bisogno che
tra i trequartisti ce ne sia almeno uno in grado di ripiegare con attenzione e di dare una
mano a centrocampo. E ovviamente Bonaventura si fa preferire a El Shaarawy: il Faraone corre moltissimo, si è sempre mostrato disponibile ad
arretrare fino alla propria
area, ma il senso tattico di Bonaventura è maggiore e in
questo momento l’allenatore
preferisce Jack. Per fortuna di
Inzaghi ci sono le sostituzioni
e così accadrà raramente che
qualcuno di questi cinque giocatori resti in panchina per
tutta la partita.

93-94

HONDA

Fernando Torres, 30 anni. Sotto El Shaarawy, 21

94-95

HONDA

4-2-3-1

El Shaarawy. Inzaghi non vuole assolutamente rinunciare a
Menez, che preferisce partire
in posizione centrale: da falso
nove o alle spalle di un vero
nove, poco importa. Quando è
stato allargato a sinistra (nel
primo tempo di Empoli) il
francese ha deluso. Ecco quindi la necessità di lasciargli libertà d’azione consentendogli
di muoversi dal centro. Menez, però, pur arretrando per
costruire l’azione, si dimentica spesso e volentieri di svolgere i compiti in fase difensiva: peccato grave in caso di 43-3, gravissimo in caso di 4-23-1. E quindi Inzaghi, deciso a
non rinunciare al suo talento
più puro, deve cercare la soluzione più equilibrata attraverso scelte dolorose.

91-92

Alla playstation giocherebbero tutti insieme: Menez,
Torres, Honda ed El Shaarawy. Al campetto sotto casa
anche, perché in giardino, come nei videogiochi, si può anche far finta che l’equilibrio
sia un problema di chi cammina sul filo al circo e non dei
giocatori di calcio. Pippo Inzaghi non ama la playstation, al
campetto sotto casa è cresciuto e quando sentiva parlare di
equilibrio lasciava che se ne
occupassero altri: lui doveva
segnare. Adesso, però, fa l’allenatore e all’equilibrio pensa
eccome. Solo che il Milan non
è una squadra costruita con
l’equilibrio come concetto-base. La rosa è abbondante in alcuni ruoli e carente in altri:
«La coperta è corta» ha sintetizzato Inzaghi domenica e a
lui spetta il compito di tirarla
un po’ di qua e un po’ di là a
seconda degli avversari, delle
condizioni di forma e del tipo
di partita che intende giocare.
Quindi Menez, Torres, Honda
ed El Shaarawy difficilmente
giocheranno insieme: almeno
adesso, almeno per un po’, almeno fino a quando la fase difensiva non darà certezze.

catori offensivi già citati ne va
aggiunto un quinto: Jack Bonaventura, che nei piani del
tecnico fa l’equilibratore nel
modulo teoricamente più sbilanciato. E le qualità tattiche
di Bonaventura creano indirettamente un dualismo tra
Fernando Torres e Stephan El
Shaarawy. Finora Inzaghi ha
schierato il Milan con il 4-3-3 e
con il 4-2-3-1 (a partita in corso con Juve ed Empoli e poi
dall’inizio a Cesena). A prima
vista la differenza è semplice:
un interno di centrocampo
contro un trequartista. In realtà il discorso è più profondo e
tira in ballo Menez, Torres ed

11

I gol
segnati
dal Milan:
l’attacco
rossonero è il
più prolifico del
campionato
insieme a quello
dell’Inter. La
Juve ha segnato
10 reti, la Roma
si è fermata a 9

Il 30 dicembre
la grande sfida
Pippo-Ancelotti

92-93

G.B. OLIVERO
MILANO

I NUMERI

TEST COL REAL A DUBAI

Nel 4-3-3 Menez falso 9 e spazio a El Shaarawy.
Nel 4-2-3-1 invece Torres con Bonaventura

13

* 8 pt. penalizzazione

ritroso troviamo 2001-02, ‘95-96, ‘93-94, ‘92-93
e ‘90-91. Lo scudetto arrivò poi in quattro occasioni. Anni 90 pieni di successi e motore dell’espansione d’immagine rossonera nel mondo.
Anche perché se guardiamo ai tempi nostri, i
compleanni di Silvio diventano piuttosto tristi.
Nono posto nel 2007-08, così come nel 2011-12,
addirittura undicesimo l’anno seguente e dodicesimo lo scorso. C’è comunque stato anche di
peggio: nel ‘97-98, con Capello in panca, i rossoneri erano addirittura quattordicesimi, a -10
dalla capolista Inter. Il distacco più pesante, bissato lo scorso campionato (-10 dalla Roma). Ma
forse non tutto il male viene per nuocere: l’ultima volta che il Milan aveva 8 punti al 29 settembre fu nel 2010-11, anno dell’ultimo scudetto.
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14

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

SERIE A POSTICIPI 5a GIORNATA
IL PROTAGONISTA UN ALTRO TRAGUARDO TAGLIATO DALL’ATTACCANTE DELLA SQUADRA FRIULANA, CHE IERI HA FIRMATO ALTRI DUE CENTRI

Di Natale: 300 gol in carriera
«Soffriamo ma poi vinciamo»
DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI
UDINE

Non doveva giocare,
ma voleva giocare. A tutti i
costi. «E ho capito che quando vuole giocare non lo si
può frenare». Andrea Stramaccioni ha raccontato il
retroscena in mattinata,
quando ha intuito che Totò
Di Natale se la sentiva e non
voleva assolutamente rinunciare alla sfida col Parma, a
quella con Cassano che al-

UDINESE
PARMA

4
2

l’Europeo del 2012 parlava
quasi solo con lui e quasi mai
con gli altri. Una botta di Cana
giovedì con la Lazio gli aveva
massacrato la schiena: «E’ successo proprio davanti alla mia
panchina e mi sono preoccupato», spiega ancora Strama.
Guarigione record Venerdì
Totò stava davvero male, poi
progressivamente meglio. Il
resto lo ha visto chi ha seguito
Udinese-Parma. E il Parma ne
ha fatto le spese: «E pensare
che stavi male», gli ha detto il

L’abbraccio tra Di Natale, Stankovic e Stramaccioni

direttore generale del Parma
Pietro Leonardi. Un abbraccio
perché Leonardi qui c’è stato
pure lui.
Niente calcoli E poi via veloce ai microfoni del canale del
club. Poche parole prima di
scappare, perché Totò ai microfoni è allergico, ma quando
la felicità è tanta non può sottrarsi al protocollo «Grande
vittoria contro una grande
squadra. Riusciamo a fare bene dietro e ripartiamo. Soffriamo il giusto e giochiamo
bene». Capocannoniere con
Cassano, Osvaldo e Tevez a
quota 4, è vicinissimo ai 200
gol in A (è a 196, ma ieri ha
raggiunto i 300 da professionista e attacca Francesco Totti
che è a 304). Se glielo fai notare, lui sgomma «Penso solo al

1

2

UDINESE 7

PARMA (4-1-3-2)

ALEX FROSIO
UDINE

Arrampicata oltre i propri limiti, come Heurtaux che
si inventa una spettacolare
prodezza acrobatica. L’Udinese di Andrea Stramaccioni
si riprende il terzo posto che
era suo alla vigilia della quinta giornata e chiude otto giorni forse irripetibili, con tre
vittorie consecutive: Napoli,
Lazio a domicilio e ieri il Parma.
La forza delle idee C’è chi si
lamenta delle macerie lasciate dalle gestioni precedenti e
chi, come Strama, arriva in
una realtà nuova e si mette
semplicemente al lavoro. Proprio lui, l’ex Inter che oggi
guarda Mazzarri da quattro
punti più in su. Mourinho e
Conte sono allenatori che
sanno tirare fuori il meglio
dai loro giocatori. Non saranno certo tre partite andate per
il verso giusto a portare già
Stramaccioni al loro livello,
ma questa sua Udinese - quasi
identica a quella della stagione scorsa - è lassù perché tutti
o quasi rendono al meglio
delle proprie possibilità, e
dando magari anche qualcosa in più. Così, al solito Totò
Di Natale, si sono aggiunte le
parate di Karnezis, l’onnipresenza di Allan, i sacrifici di
corsa di Kone e Thereau.
L’Udinese ha giocato meglio
del Parma? No. Ha tenuto più
il pallone? Neanche. Ha avuto più occasioni? Più o meno
siamo lì. Ma di certo i bianconeri ci hanno creduto di più,
hanno avuto più voglia di vincere, di non regalare nulla,
come invece ha fatto la squadra di Donadoni. E sta qui il

DI A. FR.

ALLAN ONNIPRESENTE
CASSANO INCANTEVOLE

Karnezis; Widmer, Heurtaux, Danilo, Piris; Badu, Allan, Guilherme (dal 42’ s.t. Pasquale), Kone (dal 21’ s.t. Domizzi); Thereau, Di Natale (dal
26’ s.t. Muriel). PANCHINA Brkic, Meret, Belmonte, Bubnjic, A. Coda, Hallberg, Bruno Fernandes, Pinzi, Evangelista. ALL. Stramaccioni.
CAMBI DI SISTEMA dal 24’ p.t. 4-3-1-2, dal 38’
p.t. 4-3-2-1, dal 26’ s.t. 4-4-2
BARICENTRO MOLTO BASSO 46,7 metri
AMMONITI Kone e Widmer g. scorretto.

DAL NOSTRO INVIATO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

le Pagelle

UDINESE (4-4-2)

NOTE paganti 2.446, incasso di 25.503 euro; abbonati 6.206, quota n.c. Tiri in porta 5-6. Fuori 6-6. In fuorigioco 0-1. Angoli 6-4. Recuperi: p.t. 4’, s.t. 3’.

196

I gol
in Serie A
di Di Natale: con
300 reti da
pro’, diventa
il 7° marcatore
di sempre,
considerando
tutte le
manifestazioni.
Totò ha
superato
Altobelli,
che è a 298;
Totti è a 304

UNA SERATA DI PERLE ECCO IL CUCCHIAIO DI CASSANO E SUPER HEURTAUX

PRIMO TEMPO 2-2
MARCATORI J. Mauri (P) al 22’, Di Natale (U) al
28’ e al 45’, Cassano (P) su rigore al 49’ p.t.;
Heurtaux (U) al 13’, Thereau (U) al 39’ s.t.

Mirante; Mendes (dal 1’ s.t. Santacroce), Lucarelli, Felipe, Gobbi; Jorquera (dal 21’ s.t. Galloppa); Acquah, J. Mauri, De Ceglie (dal 16’ s.t.
Belfodil); M. Coda, Cassano. PANCHINA Cordaz, Iacobucci, Rispoli, Ristovski, Lodi, Lucas, Ghezzal, Palladino, Pozzi. ALL. Donadoni.
CAMBI DI SISTEMA dal 32’ s.t. 4-3-2
BARICENTRO MEDIO 51,9 metri
ESPULSI Acquah al 32’ s.t. per doppia ammonizione (entrambe per gioco scorretto).
AMMONITI nessuno.
ARBITRO Calvarese di Teramo.

4

IL NUMERO

Cesena». E fa bene perché
con le piccole lui si esalta.
L’Udinese è a 25 punti dalla
quota 40, il mantra di Guidolin. A tessere le lodi di Totò
pensa il patron Gianpaolo
Pozzo che, di questo passo,
proverà a convincerlo a iniziare la stagione 2015-2016
nel Friuli new look: «E’ inutile esprimere altri aggettivi.
Ogni palla che gli arriva è un
gol. E’ una macchina da
guerra». Tra 13 giorni Totò
compirà 37 anni. Ma sta bene
come un ragazzino. Gioca da
campione e cura gli affari.
Parla veloce con il fido Simone che segue la scuola calcio
Donatello dove Totò sogna
che nasca e cresca uno come
lui. Questa è la sua prossima
mission.

3

1 Il primo gol di Totò Di Natale, 36 anni, che vale l’1-1 dell’Udinese;
2 Gloria anche per Cassano dal dischetto: ecco il cucchiaio del 2-2;
3 La super rovesciata di Thomas Heurtaux per il 3-2 AP/LAPRESSE

Straordinaria
Totò stende il Parma
Udinese terza e sola
Grande spettacolo al Friuli: 6 gol, rovesciate, cucchiai...
La doppietta di Di Natale riporta Strama a -3 dalla vetta
lavoro di Stramaccioni. Perché dopo aver messo in bacheca gli scalpi di Napoli e Lazio sarebbe stato comprensibile un calo di tensione: ma sì,
dai, oggi un pareggio ci basterebbe anche. Nossignori.
Strama ha martellato, ha tenuto il punto (nervoso, non in
classifica...), ha tirato di qua e
di là la squadra ridisegnandola per compensare gli squilibri che il Parma gli ha comunque causato, ne ha osservato
la reazione. Il gol iniziale di
José Mauri - a proposito, i giovani buoni come il 18enne
italo-argentino ci sono, basta
farli giocare - sembra il preludio a una serataccia, il cucchiaio di Cassano su rigore a
pareggiare la doppietta di Di
Natale (per due volte solo in
area: bravo lui, ma i difensori?) proprio sul fischio di
chiusura di primo tempo una
mazzata allo spirito.
Il coro Invece succede che

l’Udinese prende le misure a
un Parma tatticamente interessante: sempre 3 uomini oltre la linea del pallone, tra i
quali non c’è quasi mai Cassano che arretra, mentre De Ceglie stringe per occupare lo
spazio da centravanti e Mauri
si inserisce (segna, sfiora un
altro gol, causa il rigore).
Thereau e Kone aiutano in
mezzo, i friulani coprono e ripartono. Ed Heurtaux diventa un supereroe: rovesciata
strepitosa su cross di Widmer
e Udinese di nuovo in vantaggio. Il Parma non la riprende
più, perché Acquah si fa
espellere e perché Thereau si
vede ripagare il tanto lavoro
con il regalo di Lucarelli, andando a segnare il gol che
chiude la partita. E dal settore
sinistro della tribuna del Friuli in rifacimento, dove sono sistemati temporaneamente gli
ultrà dell’Udinese, si alza il
coro «Stramaccioni olè».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

la Moviola
DI VINCENZO CITO

Rigore netto con giallo
Acquah, rosso inevitabile
Calvarese attento sugli episodi cruciali. Nel
primo tempo, subito dopo l’1-0 del Parma, spende
male il primo giallo Acquah che, senza motivo,
abbatte Piris a metà campo. Acquah, a sua volta,
dopo pochi minuti provoca l’ammonizione di Konè
che lo atterra in fase di ripartenza e anche qui il
provvedimento è ineccepibile. Alla fine del primo
tempo, sul 2-1 per l’Udinese, non ci sono dubbi
neppure sul rigore fischiato a favore degli emiliani.
Lanciato da un assist di Gobbi, Mauri viene steso
in area da Widmer: giusto anche il giallo. Nel
secondo tempo sul 3-2 per i friulani, Acquah, già
ammonito, interviene in scivolata su Muriel: un
fallo inutile e controproducente perché fa scattare
il secondo giallo - con relativa espulsione - e fa
scattare dalla panchina anche l’allenatore
Donadoni, inferocito col giocatore. In inferiorità
numerica, il Parma incasserà anche la quarta rete.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

KARNEZIS 7 Tre interventi strepitosi sull’1-1: reattivo su
Coda, attento su Mauri e Cassano. Vola su Gobbi nel finale.
WIDMER 6 Un Abate in Friuli. Molto bene se attacca (2
cross per 2 gol), male quando difende (causa il rigore).
HEURTAUX 7 Segna con una rovesciata pazzesca e
passi il resto del tempo a chiederti: «Ma che gol ha
fatto Heurtaux?».
DANILO 6 Soffre nel primo tempo ma regge, poi alza il
muro.
PIRIS 6 Dalla sua parte il Parma spinge poco, pochi
lazzi ma tanta attenzione.
BADU 6 Preso in mezzo nella prima parte, però si
smazza un gran lavoro.
ALLAN 7 La kryptonite di Cassano: è l’unico che
FantAntonio non riesce mai a saltare. Aggiunge anche
qualche strappo palla al piede. Onnipresente.
GUILHERME 5,5 Partecipa al gioco, ma sull’1-1 una
sua ingenuità su Cassano causa un grosso rischio
(Pasquale s.v.)
KONE 6 Inizia a sinistra, poi fa il trequartista: corre,
sbaglia un gol davanti a Mirante. Impreciso ma attivo.
DOMIZZI 6,5 Aggiunge esperienza e un paio di
coperture preziose.
THEREAU 7 Il velo per il secondo gol di Di Natale è
una finezza, la rete del 4-2 un ultimo sforzo di volontà.

h 7,5 ILDIMIGLIORE
NATALE

Che dire di Totò? Pensi: facile far gol così, è solo in
area. Già, si chiama abilità nello smarcamento...
MURIEL 6,5 Agilità preziosa nel finale: causa
l’espulsione di Acquah e un brivido a Mirante.
ALL. STRAMACCIONI 7 Parte con il 4-4-2, rimodella la
squadra per coprire le falle. La sua Udinese è sempre
un blocco compatto e convintissima dei propri mezzi.

PARMA 5,5
MIRANTE 6 Senza rete di protezione, rimanda la
capitolazione a inizio ripresa opponendosi a Kone.
MENDES 5 Difende poco, non spinge mai. Colpito
duro, non rientra dopo l’intervallo.
SANTACROCE 5 Stringe troppo la posizione, lascia
scoperta la fascia.
LUCARELLI 4 Una distrazione dietro l’altra, e il via
libera a Thereau è la conclusione di una serataccia.
FELIPE 5 Scavalcato sul primo gol, tempi di uscita in
marcatura spesso sbagliati.
GOBBI 5 Sverniciato da Widmer sul secondo gol, una
partita tutta in salita: un tiro nel finale non lo salva.
JORQUERA 6 Piazzato davanti alla difesa, diligente
nella costruzione.
GALLOPPA 6 Qualche ideuzza nell’assalto finale.
ACQUAH 5 Già ammonito, non frena l’irruenza e lascia
il Parma in 10. Il tentativo di rimonta finisce lì.
J. MAURI 7 Primo gol in Serie A e non è un caso. Donadoni
lo imposta da nuovo Parolo, mezzala di inserimento. Lui
interpreta benissimo il ruolo: sfiora il secondo, causa il rigore.
DE CEGLIE 5,5 Arma tattica, dall’ala si sposta a
centravanti per «marcare» un centrale e lasciare
spazio a Cassano. Non fa molto di più.
BELFODIL 5 Gioca un calcio alla velocità degli anni
Cinquanta. Si dia una svegliata.
M. CODA 6 Cerca le sponde, sfiora il gol di testa,
dimostra intelligenza nelle giocate.

h

IL MIGLIORE
7 CASSANO
L’altro vecchietto regala assist e una carezza sul rigore.
Anche quando inevitabilmente cala resta nel vivo del gioco.
ALL. DONADONI 6 Le idee sono tante e magari pure
giuste. Il problema è la tenuta della difesa: se prendi
14 gol in 5 partite non vai lontano.
GLI ARBITRI CALVARESE 6,5 Giusto il rigore, e
tutto sommato è più appropriato il giallo del rosso a
Widmer. Ineccepibili le due ammonizioni ad Acquah.
De Luca 6-Fiorito 6; Giacomelli 6-Abisso 6

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

15

SERIE A POSTICIPI 5a GIORNATA

Tris di Djordjevic:
la Lazio si rilancia
Iachini sprofonda
Il serbo è devastante, Parolo firma il 4-0
Palermo ultimo, l’allenatore rischia grosso
PALERMO
LAZIO

0
4

PRIMO TEMPO 0-1
MARCATORI Djordjevic al 45’ p.t., al 30’ e
al 38’ s.t., Parolo al 48’ s.t.

PALERMO (3-4-1-2)
Sorrentino; Andelkovic, Terzi, Feddal; Morganella, Barreto (dal 37’ s.t. Quaison), Rigoni, Lazaar (dall’11’ s.t. Emerson); Vazquez;
Dybala (dal 31’ s.t. Makienok), Belotti.
PANCHINA Ujkani, Vitiello, Pisano, Silva,
Bolzoni, Ngoyi, Chochev, Bamba, Daprelà.
ALLENATORE Iachini.
CAMBIO DI SISTEMA dal 15’ p.t. 4-2-3-1; dal
1’ s.t. 3-4-1-2.
BARICENTRO BASSO 50,5 METRI
AMMONITI Morganella per gioco scorretto,
Vazquez per comp. non regolamentare.

LAZIO (4-2-3-1)
Marchetti; Cavanda, De Vrij, Cana,
Braafheid (dal 32’ s.t. Ciani); Onazi, Parolo;
Candreva (dal 13’ s.t. Anderson), Mauri (dal
37’ s.t. Ledesma), Lulic; Djordjevic.
PANCHINA Berisha, Strakosha, Ederson,
Klose, Konko, Keita, Pereirinha, Novaretti.
ALLENATORE Pioli.
CAMBIO DI SISTEMA dal 32’ s.t. 3-4-3
BARICENTRO MOLTO BASSO 46,3 METRI
AMMONITI Parolo, Mauri, Cana gioco scorretto; Marchetti comp. non regolamentare.
ARBITRO Di Bello di Brindisi.
NOTE Spettatori paganti 7.357, incasso
97.522 euro; abbonati 9.730 quota 115.601
euro. Tiri in porta 4-11. Tiri fuori 4-1. In fuorigioco 0-1. Angoli 4-1. Recuperi p.t. 2’; s.t. 4’.

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO
PALERMO

Quattro sberle in pieno
volto riportano il Palermo nel
cunicolo della crisi e risolvono
in un sol colpo tutti i problemi
della Lazio. Pioli che cominciava a sentire sinistri scricchiolii
inchioda come meglio non potrebbe la sua panchina. Zamparini, dopo la prima sconfitta di
Verona, aveva assicurato a Iachini lunga vita, anche in caso
di 5 sconfitte consecutive: sono
arrivati 2 pareggi e una sola batosta, ma di quelle toste. Che ricorda lo 0-4 contro il Catania
sempre alla Favorita il primo
marzo del 2009. Il patron friulano sarà ancora dello stesso avviso? Vedremo e intanto ritorna
caldo il nome di Atzori. La gara
vive soprattutto nella ripresa.
Pochissimo accade nei primi
40’, molto nei successi 56 (recuperi compresi). La sfida fra i 2
tecnici amici ed ex compagni
(Verona e Fiorentina) si accende in coda ad un primo tempo
molto equilibrato e poco divertente. Pioli tira fuori dal cilindro

le Pagelle

DI STEFANO CIERI

TERZI E FEDDAL, CHE SERATACCIA
MAURI È OVUNQUE, ONAZI CORRE
PALERMO 5
SORRENTINO 5,5 Due miracoli su
Djordjevic e Parolo, ma sul primo e
sul terzo gol non è così
impeccabile.
ANDELKOVIC 5 Bene nella prima
frazione di gioco, va in apnea
quando la Lazio dilaga nella ripresa.
TERZI 4,5 Si perde Djordjevic sia
sul primo che sul secondo gol.
Male per tutta la partita.
FEDDAL 5 Dietro spesso in
difficoltà. E davanti sciupa
clamorosamente la palla dell’1-1
anche se è spinto da Mauri.
MORGANELLA 5,5 Molto fumo e
pochissimo arrosto. Corre tanto,
ma in maniera disordinata.

h

IL MIGLIORE
6 BARRETO
L’unico a conservare un minimo di
lucidità. Suoi gli assist che Dybala e
Feddal non sfruttano sullo 0-1.
QUAISON S.V.
RIGONI 5,5 Bene nella prima
mezzora, poi sparisce quando la
Lazio pigia sull’acceleratore.
LAZAAR 5,5 Non sfrutta una
buona opportunità in avvio di
partita, si limita a coprire la zona di
competenza.
EMERSON 5,5 Non dà il cambio di
passo che Iachini gli chiede.
VAZQUEZ 6 Spreca parecchio, ma
è uno dei pochi che inventa
qualcosa.
DYBALA 5,5 Si muove tanto, ma
non è lucido al momento della
conclusione.
MAKIENOK S.V.
BELOTTI 5 Il Gallo stavolta non
canta.
ALL. IACHINI 5,5 Per 75 minuti il
Palermo tiene bene il campo, poi
però nel finale «sbraca» in maniera
preoccupante.

LAZIO 7
MARCHETTI 6 Pochi interventi
importanti. Bravo a chiudere lo
specchio a Dybala sullo 0-0.
CAVANDA 6,5 Preferito a sorpresa
a Konko risponde presente.
E nel finale regala pure a Parolo il
gol del 4-0.
DE VRIJ 6 Puntuale e preciso ogni
volta che viene chiamato in causa.
CANA 6,5 Concentrato e mobile. E
meno falloso del solito, anche se
becca lo stesso un giallo.
BRAAFHEID 6 Spinge molto nel
primo tempo, poi rallenta.
CIANI S.V.
ONAZI 6 Corre tanto, sbaglia
qualche appoggio di troppo, ma è
sempre propositivo.
PAROLO 6,5 Ci mette un po’ a
carburare, ma esce bene alla
distanza e alla fine si regala pure il
gol del 4-0.
CANDREVA 6,5 Qualche pausa, ma
quando si accende sono dolori.
Come in occasione dell’1-0 che
nasce da un suo assist.
ANDERSON 6,5 Parte all’improvviso
seminando il panico. Se trova
continuità diventa incontenibile.
MAURI 7 Uomo-ovunque, di lotta e
di governo. Il suo ritorno dà
equilibrio e concretezza.
LEDESMA S.V.
LULIC 6 Potrebbe sfruttare meglio
certe ripartenze.

h

IL MIGLIORE
8 DJORDJEVIC
Serata da raccontare ai nipotini. Il
primo gol è facile facile, il secondo
una pennellata d’autore, il terzo una
perla assoluta.
ALL. PIOLI 7 Passa al 4-2-3-1, getta
dentro Mauri e la Lazio riparte.
Bravo a correggersi senza
rinnegare quanto fatto finora.

GLI ARBITRI DI BELLO 5 Manca un rigore al Palermo (spinta di
Mauri su Feddal), altri dubbi su due azioni in area (una della Lazio e
una del Palermo). Direzione con metro non sempre univoco.
Schenone 6–La Rocca 6 Gervasoni 6–Pezzuto 6

La tattica Iachini comincia
col 3-4-1-2 che aveva felicemente sperimentato in occasione del pari napoletano ma dopo
pochi minuti prova a mettersi a
specchio, con Lazaar o Morganella a turno che si abbassano
sulla linea dei difensori, Rigoni
e uno dei 2 esterni in mediana,
Barreto, Dyabla e Vazquez dietro Belotti che rimane però
troppo isolato e poco servito.
Nella Lazio Parolo e Onazi fanno diga e rilanciano centralmente verso Mauri che svaria
molto dando così pochi punti di
riferimento a Rigoni che prova a
seguirlo. Candreva è l’unico a
cercare la profondità sulla fascia per crossare qualche pallone in area. Dopo la conclusione
di poco a lato di Dybala, la gara
si addormenta per ridestarsi nei
concitati minuti finali, quando

CLASSIFICA
PUNTI

JUVENTUS
ROMA
UDINESE
SAMPDORIA
INTER
MILAN
VERONA
NAPOLI
LAZIO
FIORENTINA
GENOA
TORINO
CESENA
CAGLIARI
CHIEVO
ATALANTA
EMPOLI
PARMA
PALERMO
SASSUOLO

15
15
12
11
8
8
8
7
6
6
5
5
5
4
4
4
3
3
3
3

G
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5
5

PARTITE
V N
5 0
5 0
4 0
3 2
2 2
2 2
2 2
2 1
2 0
1 3
1 2
1 2
1 2
1 1
1 1
1 1
0 3
1 0
0 3
0 3

P
0
0
1
0
1
1
1
2
3
1
2
2
2
3
3
3
2
4
2
2

Pioli festeggia
Lotito in fuga
dalle «scuse»
DAL NOSTRO INVIATO

NICOLA BERARDINO
PALERMO

Il primo gol dell’attaccante serbo Filip Djordjevic, 27 anni LAPRESSE

un cambio di modulo, abbandonando il 4-3-3 utilizzato fino alla sconfitta interna contro l’Udinese. Alla Favorita i romani si
presentano con un inedito 4-23-1 che in teoria dovrebbe garantire più compattezza e maggiore copertura.

SQUADRE

DOPO LA GARA

RETI
F S
10 0
9 1
8 4
6 2
11 5
11 9
5 5
6 6
8 5
2 3
4 5
3 5
4 9
7 8
5 7
2 7
5 8
10 14
6 11
1 9

CHAMPIONS PRELIMINARI CHAMPIONS
EUROPA LEAGUE RETROCESSIONE

PROSSIMO TURNO
Sabato 4 ottobre
VERONA-CAGLIARI ore 18
MILAN-CHIEVO ore 20.45
Domenica 5 ottobre, ore 15
EMPOLI-PALERMO ore 12.30
LAZIO-SASSUOLO
PARMA-GENOA
SAMPDORIA-ATALANTA
UDINESE-CESENA
JUVENTUS-ROMA ore 18
FIORENTINA-INTER ore 20.45
NAPOLI-TORINO ore 20.45

MARCATORI
4 RETI Osvaldo (Inter); Tevez (Juventus);
Cassano (1, Parma); Di Natale (Udinese).
3 RETI Ekdal (Cagliari); Icardi (Inter);
Djordjevic (Lazio); Honda e Menez (2, Milan);
Callejon (Napoli); Vazquez (Palermo).
2 RETI Cossu (1) e Sau (Cagliari);
Paloschi (Chievo); Pucciarelli (Empoli);
Matri e Pinilla (Genoa); Kovacic (Inter);
Vidal (1, Juventus); Parolo (Lazio); Belotti
(Palermo); Destro e Florenzi (Roma);
Gabbiadini e Gastaldello (Sampdoria);
Quagliarella (Torino); Thereau (Udinese);
Ionita (Verona).

Vazquez e Dybala annullano 2
possibili occasioni per passare
in vantaggio. Che in quel momento sarebbe anche meritato.
La goleada Sbagli amaramente pagati: la Lazio colpisce
sul filo di lana con azione LulicCandreva, cross basso in area
sul quale Parolo manca la palla,
Sorrentino impaurito dall’arrivo dell’ex Parma, esce a vuoto e
Djordjevic solo davanti alla por-

la Moviola
DI CEN

Feddal spinto:
manca un rigore
I dubbi nella ripresa
quando il Palermo si lamenta
per due episodi in area sullo
0-1: prima per un tocco di mano
di Braafheid sul cross di Terzi (si
poteva punire), ma soprattutto
per la spinta di Mauri su Feddal
che sta per segnare di testa.
Era rigore e rosso al laziale.

ta mette dentro il suo primo gol
italiano. Nella ripresa Iachini
torna a mischiare le carte affiancando Dybala a Belotti, ma
nella sostanza cambia nulla e
bisogna attendere la metà della
ripresa per vedere il Palermo di
nuovo vicino al gol, stavolta a
mandare a lato è Feddal di testa
(traversone di Dybala) ma i siciliani protestano per una spinta
di Mauri sul difensore. Appena
dopo la Lazio sfiora il raddoppio 2 volte nella stessa azione,
con Djordjevic e Parolo, stavolta
Sorrentino si riscatta con una
doppia prodezza. Ma nulla può
4’ più tardi quando ancora Djordievic (servito da Lulic) la piazza sull’angolino più lontano. Il
Palermo è sulle ginocchia, la Lazio dilaga: il serbo arrivato a parametro zero dal Nantes trova la
prima tripletta della carriera
con un sinistro al volo in area.
Conclude Parolo, dopo un calcio piazzato di Ledesma e batti e
ribatti in area. Finisce con gli
applausi del popolo rosanero
proprio come era accaduto dopo uno 0-7 contro l’Udinese (27
febbraio 2011).
© RIPRODUZIONE RISERVATA

La Lazio vince, però
Lotito non risponde. Nel dopo
gara, davanti alle telecamere
Mediaset, a chi gli chiedeva se
era l’occasione giusta per
scusarsi con Marotta dopo la
terribile battuta di venerdì ha
risposto con la fuga. Prima di
lui Stefano Pioli si gustava i tre
punti. «Venivamo da partite
nelle quali non avevamo
espresso le nostre potenzialità
– spiega -. Era il momento in
cui dovevamo essere concreti
e semplici: la squadra ha
saputo rispondere sul campo.
La tripletta di Djordjevic? Lui è
un lottatore e ha un bel
sinistro. Ma tutta la squadra è
cresciuta e lui ha fatto quello
che doveva». E sul cambio di
modulo, dal 4-3-3 al 4-2-3-1.
«Mi serviva Mauri, uno di
spessore da trequartista».
Passaggio in ospedale per il
difensore Braafheid:
accertamenti dopo un colpo
alla testa.
Quasi incredulo il tecnico del
Palermo, Beppe Iachini. Il 4-0
punisce gravemente i suoi:
«Peccato perdere in questo
modo. Abbiamo fatto un ottimo
primo tempo e anche nei primi
25 minuti della ripresa
abbiamo creato occasioni da
gol. Subito il raddoppio, poi,
sono saltate le distanze. Ora
bisogna solo continuare a
lavorare, lottare e giocare con
più attenzione».

16

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

SERIE A

NAZIONALE VERSO EURO 2016

Effetto Gargano-Lopez
Il Napoli è più protetto
Con il Sassuolo, per la prima volta in stagione non ha subito reti
La mediana è meno elegante ma più pratica, con due faticatori
per giustificare le critiche che il
San Paolo non gli risparmia.
Lui non s’è abbattuto, ha puntato tutto sull’orgoglio e il carattere per convincere gli scettici. In parte c’è già riuscito: si
assottiglia sempre di più, infatti, il gruppetto dei dissidenti, di
chi continua a contestarlo. La
storia recente racconta che,
dall’inizio del campionato, il
suo rendimento è sempre al di
sopra della media, tanto che
per Benitez è diventato un inamovibile. L’allenatore spagnolo ha preferito tenere in panchina Inler per non rinunciare
alla quantità che gli può garantire il nazionale uruguaiano.

MIMMO MALFITANO
NAPOLI

Non sorride, Rafa Benitez. Nemmeno i tre punti conquistati domenica sono serviti
a restituirgli il buonumore. Ma
qualcosa di positivo il suo Napoli l’ha lasciato intravedere, al
di là della vittoria. Nulla di eccezionale, in ogni modo, la
classifica è ancora precaria. Il
dato più significativo, dopo il
Sassuolo, lo fornisce la difesa
che, per la prima volta in questa stagione, è rimasta imbattuta. Stavolta, le incertezze di
Rafael, Albiol e Koulibaly sono
state nascoste dalla traversa
colpita da Peluso sul finire della gara.
Centrocampo arcigno Qualcosa è cambiato dal punto di vista tattico. Il centrocampo
schierato da Benitez, per esempio, è stato un inedito, non
c’erano menti pensanti, lì mezzo, ma soltanto due lottatori
che hanno combattuto, inseguendo avversari. Ha voluto
gente di quantità, l’allenatore
spagnolo, contando molto sulla qualità degli attaccanti. Così, è nata una nuova coppia,
formata da Valter Gargano e
David Lopez, mediani interditori, che sopperiscono con la

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tel.02/6282.7555 - 02/6282.7422,
fax 02/6552.436

Walter Gargano, 30 anni, in un contrasto con Saphir Taider del Sassuolo

determinazione alla mancanza
di tecnica. E quel loro correre
senza frontiere ha garantito
una discreta copertura al reparto offensivo, soprattutto nel
secondo tempo, quando il Napoli ha smesso di giocare e si è
schierato a difesa del risultato,
lasciando isolato il Pipita fino a
quando è stato tenuto in campo
per poi sostituirlo con Zapata.
Inamovibile Il mercato deludente ha convinto Rafa Benitez
sulla necessità di recuperare
almeno un centrocampista tra

coloro inseriti nella lista dei
partenti. Ed il prescelto è stato
Valter Gargano, di ritorno dal
prestito prima all’Inter e poi al
Parma. Nessuna delle due società ha voluto riscattarlo e, così, il centrocampista uruguaiano è stato costretto a rientrare
tra la diffidenza dell’ambiente,
di quei tifosi che non hanno
mai smesso di contestarlo per
quella fede interista confessata
nel giorno in cui andò via da
Napoli. Parole che non sono
state mai dimenticate e che in
ogni occasione vengono fuori

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S

In difesa c’è
emergenza e il
c.t. Conte
potrebbe
chiamare Daniele
Gastaldello,
31 anni,
della Samp

S

Daniele
Rugani,
20enne centrale
dell’Empoli e
dell’Under 21, è
l’altro candidato
per un posto nel
reparto arretrato

Graziano Pellé (in basso, nella foto Reuters) osservato speciale del c.t. Antonio Conte
per la doppia sfida con Azerbaigian (10 ottobre)
e Malta (13 ottobre) verso Euro 2016: le prodezze con il Southampton non sono sfuggite e un
centravanti alla Llorente sarà utile all’Italia, soprattutto contri maltesi che si difendono con le
barricate. Anche Mario Balotelli è nel mirino,
ma dovrà dimostrare qualcosa tra Champions
League e Premier da qui alle convocazioni. Pirlo
è in forte dubbio perché non ancora rientrato
dall’infortunio: decisive le sfide con Atletico
Madrid e Roma.
Tanti in attacco La lista di Conte sarà ampia:
25/26 giocatori. Numeri ridotti soprattutto in
difesa dove, oltre agli infortunati Barzagli, Astori e Paletta, manca anche la soluzione De Rossi
(infortunato). Con tutta probabilità arriverà
Gastaldello oppure un Under 21, probabilmente
Rugani (Romagnoli invece resterà con Di Biagio). A centrocampo, assente il play romanista,
e con Pirlo in sospeso, può tornare utile Aquilani. Nel monitor del commissario tecnico anche il
sampdoriano Soriano. Infine l’attacco: fuori discussione Zaza, Immobile, Destro e Osvaldo, ecco che i due «stranieri» Pellé e Balotelli
insidiano Giovinco e Quagliarella. Rischia di restare fuori El Shaarawy.
I probabili Aspettando coppe e campionato, la probabile lista di Conte.
Portieri: Buffon, Sirigu, Perin. Difensori: Ranocchia, Bonucci, Chiellini,
Ogbonna (Gastaldello, Rugani).
Centrocampisti: De Sciglio, Florenzi, Marchisio, Giaccherini, Pasqual,
Candreva, Poli, Verratti, Aquilani (Pirlo, Parolo, Soriano, Abate). Attaccanti: Zaza, Immobile,
Destro, Osvaldo (Giovinco, Pellè,
Balotelli, Quagliarella, El Shaarawy).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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storia, la sua, perché a Napoli è
stato considerato soltanto di
passaggio nella scorsa estate,
mentre adesso è titolare.
Quanto è avvenuto evidenzia
l’approssimazione che ha caratterizzato l’intera fase del
mercato e le incertezze del club
che non hanno consentito a
Riccardo Bigon di chiudere
trattative più importanti, che
avrebbero dovuto garantire a
Benitez quei giocatori in grado
di fare la differenza. La stessa
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corsi lezioni: € 4,17; n. 16 Avvenimenti
e Ricorrenze: € 2,08; n. 17 Messaggi
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e scambi: € 3,33; n. 19 Autoveicoli:
€ 3,33; n. 20 Informazioni e investigazioni: € 4,67; n. 21 Palestre saune massaggi: € 5,00; n. 22 Chiromanzia:
€ 4,67; n. 23 Matrimoniali: € 5,00;
n. 24 Club e associazioni: € 5,42.

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

17

SERIE A L’INTERVISTA
GUGLIELMO LONGHI

Guglielmo Stendardo,
stopper dell’Atalanta, ha superato l’esame orale che si è svolto nella Corte d’Appello di Salerno. E’ dunque a tutti gli effetti un avvocato difensore.
E’ stato difficile?

«Molto, ho dovuto preparare sei materie complicate, come procedura civile, diritto ecclesiastico, deontologia professionale. E lo scritto, due anni fa, era stato anche peggio:
solo un terzo di promossi dopo
le tre prove».
Voto finale?

«Sono passato col 285, il minimo era 245. Non male, ho
anche avuto i complimenti della commissione».
Teso?

«Tesissimo, alla fine mi sono
sciolto, abbiamo parlato di calcio: un professore era juventino, uno romanista».
Meno faticoso mordere le
caviglie a un centravanti?

«Certo, ho dovuto affrontare gente come Ibra, Robben,
Van Nistelrooy. Un vero casino,
ma sai che nei momenti difficili c’è comunque la squadra che
ti dà una mano. Davanti a una
commissione di 5 avvocati, no:
non hai molte vie d’uscita».

L’avvocato
difensore
Studio Stendardo:
«Esame tremendo
Ibra fa meno paura»
Lo stopper dell’Atalanta racconta la nuova vita
«Quanti sacrifici, ma voglio giocare fino ai 40»

3

domande a...

Quanto ha studiato?

«Visto che anche i
calciatori usano la
testa? Vorrei
occuparmi di
diritto sportivo»

Stefano Colantuono, 52
=
anni, tecnico dell’Atalanta
Guglielmo Stendardo il giorno della laurea con la famiglia LAPRESSE

luzione, ci sono le udienze da
seguire, le sentenze della Corte Costituzionale da studiare».
E fare il penalista?

Cosa dicono i compagni?

«Felici per me, soprattutto
Raimondi, Cigarini e Bellini
con i quali spesso parlo di questioni legali: successioni, separazione e comunione dei beni.
Ora devo portare la squadra a
cena, l’ho promesso prima dell’esame».
E adesso?

«Continuo a fare il mio lavoro, quello di calciatore. Un lavoro stupendo. Spero di giocare fino ai 40 come Zanetti e
Maldini, poi penserò a preparare un concorso per entrare in
magistratura o fare il notaio.
Non sarebbe possibile aprire
uno studio oggi, avviare un’altra attività. Ma non lascio i libri, il diritto è in continua evo-

ALLENATORE
DELL’ATALANTA

«Bravo a fare
le due cose
ma prima
viene il calcio»

«Per sei mesi, anche in ritiro
tra un allenamento e l’altro.

Non volevo sbagliare dopo
tanti sacrifici: i 5 anni di università, i due di praticantato a
Nocera».

STEFANO
COLANTUONO

«No, piuttosto vorrei occuparmi di diritto sportivo, dare
assistenza ai calciatori».
Con gli arbitri cambia qualcosa?

«Li rispetto perché rappresentano il principio di legalità,
quello che manca oggi in Italia. Capisco la reazione di un
giocatore quando l’arbitro sbaglia, ma certe proteste sono da
evitare».
La chiameranno avvocato?

«Qualcuno lo fa già, come
Damato di Barletta: ora sono
un suo collega».
Lei è la dimostrazione vivente che i calciatori non sono
soltanto «in campo-diamo-il-

massimo», «decide-il-misterchi gioca…» e altre banalità
assortite.

«Non è semplice, bisogna fare sacrifici e conciliare molti
impegni, ma con la forza di volontà si può tutto. Io ho avuto
la fortuna che la mia famiglia
mi ha sempre spinto a studiare. Perché come diceva Socrate, so di non sapere. Sono convinto che la cultura è l’unica
cosa che rende l’uomo libero,
non sono i soldi a fare la differenza».
Scusi, ma non gioca più?

«Ho avuto un infortunio, poi
l’esame. Ma non mi preoccupo, sono sicuro che ci sarà spazio per tutti».
Avvocato panchinaro?

«Ma no, è il turnover. E poi
Biava e Benalouane sono bravissimi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ha allenato Stendardo anche
a Catania e Perugia.

1 Due anni fa si infuriò con il
futuro avvocato che senza
permesso aveva saltato
una trasferta di Coppa a
Roma perché c’era l’esame
scritto. Lo rifarebbe?
«Ma si era trattato di un equivoco, dimenticato in fretta. In
una squadra ci sono regole da
seguire».

2

Si possono conciliare
studio e allenamenti?
«Stendardo dimostra di sì. Lo
conosco bene. è un ragazzo
intelligente, ha saputo portare avanti i due impegni con
grande forza di carattere».

3 E giocare facendo l’avvocato?
«Questo mi sembra più complicato. Il calcio a livello professionistico richiede concentrazione e impegno totale.
Non ammette distrazioni».
g.lo.

4

LA SUA
CARRIERA

Guglielmo
Stendardo è
nato a Napoli il
6 maggio 1981.
Le sue squadre

S

Napoli
1997-98
1 presenza
Sampdoria
1999-2002
33 presenze
Salernitana
Gennaio-giugno
2003
17 presenze
4 gol
Catania
2003-2004
42 presenze
Perugia
2004-2005
35 presenze
2 gol

Lazio
2005-2008
52 presenze
4 gol
Juventus
Gennaio-giugno
2008
5 presenze
Lecce
2008-2009
21 presenze
Lazio
2009-2011
33 presenze
2 gol
Atalanta
2012-2014
76 presenze
4 gol

IL CASO ALLO STADIO DI BERGAMO

Stop a baby tifoso
«Devi nascondere
la maglia Juve»
MATTEO SPINI
BERGAMO

«Con quella maglia non puoi entrare».
Bullismo? No. Discussione tra tifosi? Nemmeno. Semplicemente un bambino di sei anni che
si reca allo stadio con il padre e un gruppo di
amici e che rischia di rimanere fuori per la sua
innocente passione per la Juventus. E’ successo
sabato sera a Bergamo, prima di Atalanta-Juve: per potere accedere all’interno del Comunale, in tribuna Creberg, il bambino è stato obbligato dagli steward a nascondere la maglietta
bianconera con il numero dieci di Tevez sotto
una felpa (è riuscito a metterla in mostra solo
dopo i gol). Se non l’avesse fatto, avrebbe dovuto spostarsi nel settore ospiti.
Steward zelante La segnalazione è stata raccolta da L’Eco di Bergamo, ma presto si è capito
che non si trattava di un’eccezione: secondo
una serie di storie emerse nella giornata di ieri
su Internet – tra forum e social network -, sono
stati molti i casi nei quali gli steward del Comunale hanno detto no ai colori diversi dal nerazzurro, facendo nascondere maglie, sciarpe e
zainetti bianconeri ad adulti e bambini. L’Atalanta ha preso posizione ieri: «Si è trattato di
un eccesso di zelo da parte di uno steward, che
probabilmente temeva si creassero tensioni e
ha agito in modo protettivo verso il bambino –
ha spiegato il d.g. Pierpaolo Marino -. Non esiste nessuna direttiva da parte dell’Atalanta, che
è tollerante verso ogni fede calcistica: non siamo titolati per decidere come uno deve vestirsi
per andare allo stadio. Un bambino vestito con
la maglia della sua squadra del cuore fa solo
simpatia: ci si deve preoccupare piuttosto di chi
va allo stadio per dare libero sfogo ai suoi istinti».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SI COMINCIA CON I GIOVANI

«In campo contro le frodi»
Nasce il progetto della Lega
MILANO (m.b.) È stato presentato ieri a
Milano il progetto «Per l’integrità del gioco:
formazione in campo contro le frodi sportive»
realizzato dalla Lega Serie A in collaborazione con
Sportradar, società leader nella lotta al matchfixing. Dalla formazione all’educazione, dalla
prevenzione alla conoscenza dei rischi
concreti: il workshop che è partito con la
Primavera e gli Allievi Nazionali di Inter e Milan
prevede un processo educativo rivolto ai
calciatori di domani. L’accordo tra Lega Serie
A e Sportradar prevederà anche l’ampliamento
del discorso alle prime squadre. Durante i
workshop verranno illustrati e commentati con i
partecipanti alcuni casi reali e concreti di match
fixing. Oltre a Maurizio Beretta e Marco Brunelli,
presidente e d.g. della Lega Serie A, erano
presenti per Sportaradar Andreas Krannich,
Managing Director Strategy and Integrity, e
Marcello Presilla, responsabile per l’Italia.

18

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

SERIE A

4

I NUMERI

7

I gol segnati
dal Cagliari
nelle prime
5 giornate di
campionato (8
le reti subite):
in fase
realizzativa
hanno fatto
meglio solo
Juventus,
Roma, Inter,
Milan e Parma

3

I giocatori
finora andati
a segno: Ekdal,
Cossu (due gol,
con un rigore)
e Sau

1

La tripletta
finora realizzata
in Serie A,
quella firmata
da Ekdal
domenica a San
Siro.
Lo svedese
aveva segnato
in A solo
cinque reti,
e mai più di una
per stagione

21

I mesi
senza
vittorie
in Serie A
per Zeman: il
successo
mancava al
boemo dal 22
dicembre 2012.
Allora, sulla
panchina della
Roma,
vinse contro
il Milan 4-2
all’Olimpico

l’intervista
ZDENEK ZEMAN

«Non sono cambiato
Questo Cagliari
è molto zemaniano»
L’allenatore rossoblù: «Per trasmettere le mie idee serve
tempo, perché ho preso una squadra abituata a difendersi.
Contro l’Inter ho visto il gioco che vorrei ammirare sempre»
Zdenek Zeman, 67 anni, dà indicazioni alla sua squadra durante la gara di San Siro LAPRESSE
GIUSEPPE CALVI

Non c’è trucco, non c’è
inganno… Zdenek Zeman si
prende il Cagliari, perché nel
male e nel «benissimo» di questo avvio di campionato sente
comunque sua la squadra. Eppure, anche nel giorno della
goleada rifilata a domicilio all’Inter, la sua nuova creatura è
sembrata più frenata, più razionale rispetto alle espressioni tattiche del boemo nelle
precedenti stagioni. «Nulla è
cambiato. E poi che c’entra la
razionalità? – comincia Zeman –. Questo Cagliari è mio
sin da quando ho cominciato
ad allenarlo, a luglio. Occorre
tempo per trasmettere le mie
idee e soprattutto per dare
corso al progetto sul quale
stiamo lavorando. A Milano
ho visto il gioco che mi piacerebbe ammirare sempre».
Anche nell’esibizione spettacolare ed esplosiva offerta
a Milano, il Cagliari è stato
equilibrato, prestando poche
volte il fianco alle ripartenze
dell’Inter. Non è che, all’improvviso, lei si è convertito nel
viaggio in mare verso la Sardegna?

«Non scherziamo. I concetti
del mio calcio sono sempre gli
stessi. Al limite, con il tempo

l’asso della Fiorentina

cerco di modificare qualcosa
nelle esercitazioni e nei metodi di allenamento, per migliorare certi aspetti oppure per
mantenere determinati livelli».
Non solo contro l’Inter, i difensori esterni e i centrocampisti hanno atteso il momento
propizio per tentare, in alternanza fra loro, le incursioni o
le sovrapposizioni. Lei dice
che si muovono come si sono
sempre mosse quelle pedine
sulla sua scacchiera tattica?

«Concepisco solo un gioco
di squadra, con me non esiste
parlare di singoli e di ruoli, valutati fuori dal collettivo. È
scontato che, per quanto i concetti non mutino, devo adoperarmi per esaltare le caratteristiche dei vari giocatori. In
questo gruppo ci sono doti evidenti da valorizzare e altre più
nascoste da tirare fuori meglio».
Come dire che era portato a
scoprirsi tanto con il suo Lecce, perché quella formazione
era nata solo per attaccare,
avendo in organico Vucinic,
Bojinov, Konan, Babù, Pinardi
e Bjelanovic?

«Ripeto. Bisogna pesare le
caratteristiche dei giocatori,
senza ovviamente rinunciare
al proprio progetto».

«

Io concepisco
solo un gioco
di squadra: con
me non si parla
di ruoli e singoli
ZDENEK ZEMAN
ALLENATORE CAGLIARI

Avrà rivisto e studiato il Cagliari. Davvero le sembra una
sua squadra, vede proprio lo
spirito zemaniano?

«Ancora! Visto che da più
parti insistete, voglio spiegare
meglio la crescita che mi
aspetto dalla squadra. Per certi versi, sembra una creatura
lontana dalle mie idee. Ma solo perché ho preso in mano un
Cagliari che era abituato a difendersi per evitare di essere
infilato dalle ripartenze avversarie».
Straordinario, allora. Ammette, quindi, di aver rilevato
una ricca eredità, da sfruttare
bene per creare il giusto mix
con la sua vocazione offensiva?

«Non ci siamo. Il Cagliari
arriverà a giocare il mio solito
calcio. Riflettendo sulla prestazione di Milano, i giocatori
prenderanno ancora più coscienza dell’efficacia del lavoro che svolgiamo da due mesi

e mezzo. Tocca a me il compito di accorciare la squadra in
avanti, mentre molti miei colleghi puntano ad accorciarla
all’indietro».
Nel giorno in cui mancava
un leader come Conti, a Milano la squadra ha sprigionato
rapidità e fantasia nelle giocate, sino a conquistare la
prima vittoria, dominando
l’Inter. È stato solo un caso
oppure proprio il capitano è
l’essenza della vecchia mentalità?

«Milano ha rappresentato
una tappa importante nel processo di crescita del Cagliari.
Avremmo registrato progressi
magari anche se avesse giocato Conti. Io penso di squadra,
i ragazzi devono muoversi di
squadra. Contro l’Inter mi sono piaciuti. Ma adesso posso
fare io una domanda?».
Prego, ci mancherebbe.

«Se il Cagliari sembra più
bloccato e più equilibrato rispetto ad altre mie formazioni, come mai prima del successo a Milano tutti evidenziavano che i gol subìti erano
tipici delle mie squadre? Eppure, avevamo incassato reti
anche da calcio d’angolo o da
punizione…».

«L’Inter nel mio futuro? Penso a far bene con
il Cagliari. Poi si vedrà». Lorenzo Crisetig (nella
foto Lapresse), originario di Cividale del Friuli,
classe ’93, è stato impeccabile contro i nerazzurri,
al posto di capitan Conti, che ha rimediato
un’elongazione al flessore e dovrà stare fermo due
settimane. «A San Siro abbiamo trovato le
condizioni ideali per dare il massimo. Ci siamo fatti
trovare corti, attenti in difesa e incisivi in avanti.
Una vittoria meritata», spiega con umiltà. Lanciato
da Zeman in regia («Ha giocato lì per tutta la
preparazione» dice il boemo), Crisetig ha calzato al
meglio il ruolo. Una manna per il Cagliari che ha
vinto al Meazza 19 anni dopo il 2-1
dell’undici allenato da Tabarez.
Crisetig vola leggero: «Come fosse
un derby contro l’Inter? No. Ma fa
piacere vincere così, siamo
contenti. E abbiamo margini di
miglioramento». Casa in
centro zona tribunale,
coppia fissa con Samuele
Longo, amico-compagno
fin dai tempi dell’Inter. In
vista dell’anticipo con il
Verona, Lorenzo già
accelera: «Questo
successo è un bel
segnale». San Siro
ha dato la scossa.
Mario Frongia
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Babacar, l’attaccante che visse due volte
Tra spie, sparizioni e osservatori sospesi
della storia però è un altro: la prima spia, che
ora chiama per rivendicare i meriti, è reintegrata. Per i due osservatori viola che non avevano appuntato il nome del talento arriva invece un periodo di sospensione...

Non è la classica storia del centravanti a
cui sono spariti i gol, qui sparì proprio il centravanti. È l’inverno del 2007, viene denunciata la
scomparsa di un giovane calciatore senegalese.
Ecco dov’era finito.

Nuova chiamata Passano mesi, e nella sede viola arriva un’altra chiamata: stavolta l’interlocutore gode di ampia stima. Segnala un giovane bomber senegalese, cresciuto in una scuola
calcio di Fuerteventura, e a chi è capo del settore giovanile della Fiorentina dice più meno così: «Solo un attimo, guardalo solo un attimo.

Schiaffo alla «sua» Inter
Crisetig eroe a San Siro

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ALESSANDRA GOZZINI
MILANO

Spia Mesi prima una spia spifferava un nome
all’orecchio di Pantaleo Corvino, allora d.s.
della Fiorentina. Il problema (della spia) è che
non era considerata così...attendibile. La fiducia alla fine concessa originava da una doppia
motivazione: la spia insisteva e c’era il patto
dell’ultimo bonus. Fosse stato scarso anche
questo... Quattro occhi viola si sistemano a bordo campo, il giovane talento senegalese viene
schierato insieme ad altri baby viola e alla fine...scartato. La storia di Babacar con la Fiorentina non inizierà qui. Della spia che lo aveva
segnalato si può pure cancellare il numero di
cellulare.

EX NERAZZURRO CONTI OUT 15 GIORNI

Il gol di Babacar al 33’ del secondo tempo permette alla Fiorentina di pareggiare a Torino LAPRESSE

5

i gol con i viola
Babacar li ha segnati
in 31 partite: 2 in Serie A
e 3 in Coppa Italia

Altrimenti siamo già pronti a firmare con un
altro club di Serie A». Provino organizzato, trasferimento (all’altro club) saltato: Corvino,
stavolta spettatore diretto, stoppa l’allenamento e convoca tutti in sede. Babacar diventa viola
e a Genova ne denunciano la scomparsa: per
tre giorni Baba non aveva dato notizie. L’attesa
rossoblù (il club che lo aspettava, si saprà dopo, era il Genoa) diventerà rimpianto. Il finale

Baba-car... A Torino (viola senza il tridente
Rossi-Gomez-Cuadrado, e sotto dopo il gol di
Quagliarella), è stato Baba a rimettere i conti in
pari. Lui che ama l’hip-hop, che è amico di Balotelli con cui spesso si sfida a ping-pong, lui
che ha parcheggiato la Chevrolet Camaro bianca per fare spazio a mezzi meno appariscenti,
lui che si ispira a Drogba, Eto’o, Adebayor e
Ibrahimovic. Lui che dopo il primo gol in Serie
A (a 17 anni e 3 giorni, il settimo più giovane
marcatore di sempre) restò tre ore al telefono
con i genitori (che nel frattempo avevano organizzato a Thies, Senegal, un party con decine di
invitati), che a scuola aveva una sola materia
preferita (educazione fisica), che prega molto
(è musulmano), che vedrebbe altre mille volte
Il Gladiatore, film preferito. Babacar che parla
spagnolo (tre anni fa è stato in prestito al Racing Santander, otto uscite senza gol) e che in
Serie B ha perfezionato la lingua universale del
gol (solo uno in sedici gare a Padova, due stagioni fa, addirittura 20 in trentanove partite
l’anno scorso, da titolare indiscusso del Modena). Oggi Baba è la salvezza viola, altro che
sparito.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

A

IN ITALIA
DAL 2007

S

Khouma
el Babacar
21 anni,
senegalese, è
alla Fiorentina
dal 2007:
ha vinto
lo scudetto
Allievi nel 2009,
prima di essere
promosso,
giovanissimo,
in Primavera.
Il 20 marzo
2010 ha segnato
al Genoa il
primo gol in
Serie A

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

19

SERIE A
LA PUNIZIONE MIGLIORE DEL MESE IL GOL DECISIVO DI QUAGLIARELLA IN CAGLIARI-TORINO 1-2 DEL 24 SETTEMBRE, COSTRUITO CON UNO SCHEMA

numeri&
STATISTICHE

D
Numero di gol
segnati su palla
inattiva in questo
inizio campionato

El Kaddouri

Quagliarella 2

2

4
3

Quagliarella 1
1

1

2

3

4

Gazzi e Vives sono sulla palla,
El Kaddouri-Quagliarella
a fianco della barriera

Gazzi non calcia ma passa
a El Kaddouri, che si stacca
dalla barriera del Cagliari

El Kaddouri tocca di prima
con il tacco liberando
Quagliarella, smarcato

La difesa reagisce lentamente
e Quagliarella può calciare
sul primo palo: gol del Toro
GDS

Atalanta

0

Cagliari

2

Cesena

0

Chievo

1

Empoli

4

Fiorentina

0

Genoa

1

Inter

3

Juventus

2

Lazio

0

3

Milan

Napoli

1

Palermo

1

4

Parma

Roma

2

5

Sampdoria

Sassuolo

0

Torino

2

Udinese

1

Verona

1

Fermi tutti, si segna
Il 27% dei gol arriva
dalle palle inattive
Gabbiadini, Rami, Osvaldo: la tendenza è costante
Sui corner occhio alla difesa. Meglio a uomo o a zona?
del settore alla Fiorentina. Vio
ha detto di conoscere 4830 modi di battere un angolo ma Pippo si è rovinato l’ultimo martedì sera per le soluzioni dell’Empoli: un gol da punizione e uno
da angolo. «Il 2-0 di Pucciarelli? Uno schema provato molto
in estate e 4-5 volte il giorno
prima della partita», dice Sarri.

LUCA BIANCHIN
@lucabianchin7

Il Chino Recoba offre il
pacchetto full optional. A 38
anni segna ancora direttamente da calcio d’angolo, riunendo
tre figure professionali in un
piede sinistro: il tiratore di angoli, l’allenatore che studia lo
schema e il giocatore che segna
da palla inattiva. La Serie A però non gli dà una maglia da anni e allora... studia. In questo
inizio di campionato il 27% dei
gol arriva da angoli, punizioni
o rigori e negli ultimi cinque
anni il numero oscilla tra 26 e
33%. Il weekend lungo ha portato nuove emozioni: Gabbiadini ha deciso da fermo il derby
di Genova, Rami ha pareggiato
per il Milan su calcio d’angolo e
l’unica gioia dell’Inter è arrivata da una interpretazione di
strada di un calcio di punizione. Battuta a sorpresa di Palacio e gol di Osvaldo.
Meno di 15 gol? Male Due
squadre su tutte in questo primo mese e mezzo di calcio. La
Samp ha segnato 5 gol su 6 con
le palle inattive, perché l’abilità di Mihajlovic si trasmette per
contagio. Il Toro si è guadagnato i gironi di Europa League
con un paio di rigori e uno
schema su punizione. Il 201314 fa più impressione. Nella
scorsa stagione la Juve ha se-

gnato 36 volte su palla inattiva,
primissima, e solo 5 squadre
sono rimaste sotto i 15 gol tra
campionato e coppe europee.
Sono il Cagliari (15o), il Chievo
(16o), il Catania (18o), il Bologna (19o) e il Livorno (20o e ultimo). Cinque delle ultime sei,
non è un caso. «In un campionato, stando bassi, una squadra batte 200 corner - diceva
Walter Zenga, allenatore appassionato della materia -. Se
fa 15 gol non è fortuna, è bravura». Zenga a Catania aveva
Mascara, piede nobile, ma alla
storia di YouTube passa Plasmati, che una volta si abbassò
i pantaloncini per creare problemi a Sereni, portiere del Toro. Il genio si manifesta in modi
originali. Inzaghi al Milan invece ha voluto Gianni Vio, che
lavorava in quel Catania e ha
arricchito la sua fama di mago

S

Il gol di
Bonucci in
Juve-Roma 3-0
di gennaio:
tocco sotto
porta da
punizione di
Pirlo. La Juve
ha fatto la
differenza da
fermo: 36 gol su
palla inattiva
contro i 24
giallorossi
LIVERANI

Zona o uomo? Gli allenatori
di solito fanno così anche per
gli angoli, selezionano 3-4
schemi ogni domenica dopo
aver considerato se gli avversari marcano a zona o a uomo.
L’Empoli, ad esempio, è estremista: solo zona perché ha una
squadra bassa e leggera, che
soffrirebbe la marcatura uno
contro uno. «La scelta di tempo
è fondamentale - dice Gigi Di
Biagio, che segnava molto di
testa e ora prepara (anche) i
corner per l’Under 21 -. Io
sfruttavo il fatto di aver giocato
a basket da bambino. Il tempismo mi aiutava ad anticipare i
difensori». Significa che gli allenatori a volte non possono
farci nulla, anche se si inventano di tutto. Un giorno del 2007
Spalletti si sfogò: «Basta, ormai sulle palle inattive non
proviamo più, tanto si prende
sempre gol». Il massimo, però,
da Vio: sugli angoli mandava
due giocatori davanti al portiere avversario per disturbarlo.
Non due a caso, due gemelli.
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4

il retroscena

I NUMERI

28

i gol su
punizione
diretta in A
di Mihajlovic,
1 con la Roma,
11 con la Samp
e con la Lazio,
5 con l’Inter. È il
leader di questa
classifica

25

i gol su
punizione
diretta in A
di Pirlo, 2 con
il Brescia, 3 con
la Reggina,
10 con il Milan
e la Juventus.
È il secondo
in classifica

95%

percentuale
di gol
«da fermo»
di Mihajlovic
in carriera: solo
2 reti su 38
su azione

La Samp è spietata
sulle punizioni
«Colpa» di Sinisa
FILIPPO GRIMALDI
GENOVA

Tre lustri fa, un giorno Sven Goran Eriksson, all’epoca sulla panchina della Lazio, regalò un giudizio su Mihajlovic rimasto storico:
«Lo schema ideale prevedrebbe Sinisa che tira
l’angolo e poi va a colpire di testa, perché è il
più forte anche in elevazione. Peccato non sia
possibile». In quegli anni, di sicuro, perché lui
era ancora giocatore. Adesso che allena la
Samp, invece, questa specie di miracolo diventa realizzabile, visto che il grande regista di
schemi e movimenti è proprio lui, Mihajlovic.
Quasi infallibili La Samp nei quartieri alt(issim)i della classifica ha all’origine alcuni numeri all’apparenza un po’ pazzi, ma tutt’altro
che casuali: cinque gol su sei (pari all’83 per
cento delle reti realizzate da inizio campionato) nascono sugli sviluppi di un angolo o di una
punizione. È toccato due volte a Gabbiadini su
calcio piazzato (contro il Toro, prima del derby
di domenica), a Gastaldello (contro Palermo e
Chievo) e Romagnoli (pure lui a segno contro
la squadra di Corini). Unica eccezione, Okaka
nell’entusiasmante monologo contro Ventura.
Lezioni private Come dice Gabbiadini, «chissà che fra un mese questi numeri cambino e noi
iniziamo a segnare soltanto su azione». Manca
la controprova, dunque potrebbe avere ragione
lui, ma la precisione della Sampdoria di oggi in
queste situazioni di gioco nasce proprio dalle
lunghe ripetizioni che Mihajlovic concede quotidianamente a quasi tutta la rosa, portieri
compresi. In parte è qualcosa di ludico, perché
Sinisa non le manda certo a dire se qualcuno
commette un errore, in parte è un lavoro
molto serio, visto che è proprio questo il
momento in cui Mihajlovic stimola i singoli a provarci sempre e comunque, quando si può colpire su punizione o su angolo. Aggiungendo, poi, qualche trucchetto qua e là. La
parte tattica del caso, legata cioè a scoprire come l’avversario di turno provi a neutralizza calci da fermo e angoli, è svolta dallo staff dell’allenatore blucerchiato, tattico in testa.
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20

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

MAGIC + 3 CAMPIONATO

il ritorno
Cambiano città,
maglia e colori
Ma l’istinto del gol
è sempre quello
di un bomber

PALERMO-SAMPDORIA 2-2
31 maggio 2009
Succi, servito da Miccoli, realizza il momentaneo 2-0 dei rosanero con un appoggio facile, dopo un
errore del portiere Fiorillo, che nel tentativo di dribbling passa la palla al fantasista salentino ANSA

CESENA-MILAN 1-1
28 settembre 2014
Dopo 5 anni e 4 mesi Succi torna a festeggiare un gol in A. Complice anche in questa occasione il portiere
avversario, Abbiati, che respinge male il tiro di Marilungo. Lui è bravo a ribadire in rete LAPRESSE

Un gol lungo cinque anni
Da Palermo a Cesena, è di nuovo Succi
L’attaccante non segnava in A dall’ultima giornata del 2008-09. Ma Campanini aspettò quasi 17 anni...
MARCO GUIDI

Il 31 maggio 2009
splendeva il sole su Palermo.
Era una domenica pomeriggio di primavera e oltre
23mila spettatori rinunciarono ai primi bagni a Mondello per godersi PalermoSampdoria, ultima di campionato. C’era anche Davide
Succi in campo, maglia rosanero numero 19: al 42’ del
primo tempo, con una zampata da bomber di razza, l’attaccante di Bologna aveva
firmato il 2-0 dei suoi, poi rimontati sino al 2-2 dai liguri.
Domenica scorsa a Cesena
splendeva lo stesso, caldo sole. E Succi era ancora una
volta in campo, sempre con
la maglia numero 19, ma con
colori diversi. Dal rosanero
al bianconero. Ciò che non è
cambiato, invece, è il suo
istinto del gol. Dieci minuti e
tac, rete al Milan. Di rapina,
come quel giorno a Palermo.
La Serie A aveva aspettato
sin troppo, oltre cinque anni
e tre mesi, per un’altra esultanza di Succi.
Dove eravamo rimasti? Il
buon Davide non aveva

Davide Succi, 32 anni, attaccante e capitano del Cesena, squadra con cui gioca dall’estate 2012 LAPRESSE

smesso di segnare. Solo che
in queste cinque stagioni lo
aveva fatto solo in Serie B,
tra Padova e appunto Cesena. Trentasei gol non sono
bruscolini. L’unico neo, il
campionato 2009-10: mezzo
torneo a Palermo, l’altra metà a Bologna. Zero gol e il saluto alla Serie A. Riconquistata con fatica sul campo, la
scorsa stagione, col Cesena.

In estate Succi era a rischio
cessione. I romagnoli cercavano una punta sul mercato:
Borriello, Pavoletti, nomi e
giorni di trattative, ma nulla
di fatto. Così Succi è rimasto,
anche se Bisoli ha aspettato
cinque giornate per dargli fiducia, ripescandolo per la
super sfida col Milan. E all’esordio in campionato, il
bomber ha risposto alla sua

maniera: gol ed esultanza
sotto la curva.
Campanini da record Quello
di Succi non è però l’intervallo più lungo di sempre tra un
gol e l’altro. I suoi cinque anni e quasi quattro mesi impallidiscono di fronte al record di Renato Campanini.
Professione attaccante, come Succi, Campanini realiz-

zò la sua prima rete in Serie A
il 29 dicembre 1957 in SpalLazio. A fine stagione, però,
lasciò Ferrara e girovagò nelle serie minori. Vigevano,
Mestrina, Padova, Sambenedettese, Prato, Reggiana, Cosenza, Brindisi e Ascoli: un
viaggio lungo quasi 17 anni.
In valigia quasi duecento reti, prima di tornare al punto
di partenza. Serie A, ma stavolta con l’Ascoli, a 36 anni.
Alla prima giornata Campanini debuttò contro il Napoli.
I bianconeri persero 3-1, ma
Campanini segnò. Esattamente 16 anni, nove mesi e
sette giorni dopo quella rete
alla Lazio. In tempi più recenti, ha dovuto attendere
parecchio anche Billy Costacurta, difensore del Milan
targato Berlusconi. Nessuna
rete in 367 partite tra il gol a
San Siro contro la Roma del
3 novembre 1991 e l’altro
nello stesso stadio all’Udinese il 19 maggio 2007, giorno
del suo addio al calcio giocato a 41 anni. Ma almeno Costacurta aveva la scusa per
aver fatto aspettare così tanto i suoi tifosi. Lui i gol doveva evitare di prenderli, mica
farli...

MAGIC CHAMPIONS

Riecco la coppa
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Oggi riparte la
Champions League e con la
coppa dalle grandi orecchie
riprende anche Magic
Champions. Accedere al
fantacalcio dedicato alla
più grande competizione
europea è molto semplice,
basta andare sul sito
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al costo di 9,99 euro. Le Leghe
sono totalmente gratuite. Chi si
iscrive da oggi riceverà 66
punti d’ingresso. In palio per
il Mourinho nostrano che
vincerà la giornata un
Samsung Galaxy S4. Ma
occhio a non farvi beccare
con lo smartphone in panchina
stile Garcia. Per chi invece
preferisce fare il profeta in
patria, sulla sezione
Fantanews di Gazzetta.it
trovate tutti i consigli, gli
approfondimenti e l’analisi
degli assist di questa quinta
giornata di campionato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA NUOVA COPPIA WANDA È PASSATA

Maxi Lopez ha ritrovato l’amore
Al suo fianco la modella Daniela
Non solo un ritorno «Maxi»
in campo con gol, dopo un
periodo non semplice sotto
l’aspetto realizzativo. Maxi Lopez
continua a far parlare di sé
anche fuori dal rettangolo verde
di gioco. Questa volta però non
si tratta della solita telenovela di
stampo argentino con Mauro
Icardi e l’ex moglie Wanda Nara.
Dopo che la stampa argentina
aveva parlato dell’ennesima lite
tra loro a causa della divisione
della casa che Wanda e Maxi
possiedono a Buenos Aires. Nei
giorni scorsi, durante la Fashion
Week di Milano, l’attaccante è
stato immortalato in felice
compagnia di una bellissima
ragazza bionda. In molti si sono
chiesti chi fosse la nuova
fiamma del Rubio ex di Milan e
Barcellona. La curiosità ha
portato a una rapida risposta, si
tratta infatti della modella
svedese Daniela Christiansson.
Fisico perfetto e poliglottismo.

Maxi Lopez con la nuova fidanzata
Infatti oltre allo svedese, Daniela,
conosce bene il francese,
l’inglese, il tedesco e sta
imparando anche lo spagnolo.
Lingua su cui Maxi sicuramente
potrà aiutarla. Secondo alcune
indiscrezioni i due starebbero
insieme da tre mesi, ma questa è
stata la prima occasione in cui si
sono presentati insieme ad un
evento mondano. Si tratta della
prima uscita pubblica con una
fidanzata per Maxi Lopez dopo la
separazione da Wanda.
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MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

il Commento
di UMBERTO ZAPELLONI

A

lla fine ne resterà uno solo. Come tra i
duellanti di un vecchio western. La
guerra tra Giovanni Malagò e Paolo Barelli,
rispettivamente presidente del Coni e presidente della Federnuoto, non prevede esiti
diversi, anche se sotto sotto c’è chi continua
a spingere per una stretta di mano che sotterri veleni e misfatti.
Ormai si è andati troppo avanti, oltre ogni
ragionevole schermaglia. L’ultima goccia è
la condanna arrivata ieri per Malagò, in qualità di presidente del Circolo Aniene: sospeso dalla disciplinare della federnuoto per 16
mesi da ogni attività sociale e federale. L’accusa è di aver imputato alla Fin una «doppia
fatturazione». Purtroppo è solo cronaca.

fair play e Dintorni

di CARLO LAUDISA

asciamo al campo i suoi verdetti. La corsa
L
europea di Juventus e Roma è appena iniziata e pone subito alti ostacoli. La cifra tecnica
delle avversarie è sotto gli occhi di tutti, ma i
veri interrogativi riguardano soprattutto il futuro. I campioni d’Italia e i rivali giallorossi nelle ultime stagioni hanno bruciato le tappe sul
fronte interno, mettendosi alle spalle storiche
contendenti, a lungo anche più accreditate. A
questo punto l’affascinante sfida continentale
impone loro un ulteriore salto di qualità. Non è
un compito semplice a prescindere dalla mano
di Allegri e Garcia e dalle prodezze di Tevez e
Gervinho.
Su questo versante, infatti, entra in gioco il
tema della competitività globalizzata con le
tortuose vie del Fair-play finanziario. Non è un
caso che le prossime avversarie Atletico Madrid e Manchester City per vie diverse siano entrate nel mirino degli ispettori di Michel Platini. Il club madrileno, esempio per certi versi
virtuoso, nelle ultime stagioni non ha onorato
tutti i suoi debiti e ciò ha meritato la censura
europea. Addirittura la società dello sceicco
Mansour ha dovuto patire una multa salata a

I presidenti di Roma e Juve: Pallotta e Agnelli

causa del suo enorme rosso di bilancio. Evidentemente le loro strategie di espansione in questi anni sono state borderline, vizietto comune
a un bel po’ di società che vanno per la maggiore in Europa. I provvedimenti appena presi dall’Uefa sono solo l’antipasto di una cura che meriterà monitoraggi approfonditi anche in futuro. E questa politica punta in maniera evidente
a bilanciare le sperequazioni ormai esplicite. Il
calcio italiano negli ultimi tempi ha provato a
stringere la cinghia, più per necessità che per
altro. Diciamo che i paletti imposti da Nyon
hanno indotto le nostre società di punta a mettersi in fretta in regola. Ma ciò non basta a colmare il gap.
Prendiamo il caso della Juventus che ha appena chiuso il suo bilancio con un rosso di soli
6,7 milioni di euro. I suoi parametri appaiono
eccellenti, anche il fatturato è in salita e ha toccato i 315 milioni. I margini di crescita sono
importanti e inducono all’ottimismo. Tuttavia
le grandi corazzate d’Europa ormai viaggiano a
velocità enormemente superiore. Se il Real
Madrid è vicino a sfondare il muro dei 600 milioni di fatturato è facile dedurre che i rapporti
di forza in campo lasciano poco spazio alla fantasia, visto che subito dietro poi ci sono colossi
come Barcellona, Bayern Monaco e Chelsea
con ricavi non lontani da quelli dei campioni
d’Europa in carica. Paradosso vuole che gli 007
Uefa a breve chiederanno lumi anche a Roma e
Inter sugli ultimi suoi esercizi.
Le norme impongono che il check-up valga
per tutte le società che competono nel coppe e
sia i giallorossi che i nerazzurri nell’ultima stagione ne erano rimasti fuori. Ben vengano i
controlli, sinonimo di equidistanza. Ma è evidente che il tema è molto più ampio. All’estero
i copiosi investimenti degli ultimi anni hanno
portato ad una crescita a pioggia, mentre dalle
nostre parti c’è stata carenza di capitali. È dura
stare al passo. Nonostante il Fair play finanziario.
+© RIPRODUZIONE RISERVAT

Non siamo in una commedia dell’assurdo.
Una sentenza dura e insensata perché non
ha torto il Coni quando sostiene che a decidere sulla vicenda, come aveva suggerito
l’intera Giunta Nazionale, avrebbe dovuto
essere il Collegio di Garanzia dello Sport,
che è la «Cassazione dello Sport», l’autorità
massima alla quale richiedere un parere.
Così ora Malagò (che la guerra con Barelli se
l’è però andata a cercare...) farà ricorso contro la sospensione. E toccherà alla Caf (commissione appello federale) della Federnuoto
decidere. Il buffo della vicenda è che il presidente della Caf è Maruccio, il cognato di
Sansonetti, presidente della disciplinare che
ieri ha condannato Malagò. Continuando

uesta Juventus è quasi irriconoscibile. Non
Q
ha frenesie, non si agita, non lancia grandi
assalti alle avversarie come faceva con Conte.
Vince, come prima. Convince ancora di più.
Non dà mai l’impressione che soffra la forza del
contendente. Allegri l’ha trasformata. Ha portato un vento di serenità e Allegri…a prima sconosciute. E sul piano tecnico comincia a differenziarla per rendere la Juve meno attaccabile.
I bianconeri sono più padroni del gioco grazie a un palleggio che rallenta un po’ l’azione
ma, all’improvviso, una intensa accelerata porta i giocatori dentro l’area di rigore. L’assenza di
Pirlo da handicap si è trasformata in una opportunità di sperimentazione. Marchisio non ha il
tocco del Maestro, ha bisogno di muovere la
palla due o tre volte prima di lanciare i compagni. E la posizione più arretrata di Tevez consente ad Allegri di avere un uomo in più nella
zona della trequarti. L’argentino si produce in
assist pregevoli e nello stesso tempo si fionda in
area per assestare la stoccata decisiva. Quattro
reti in quattro partite più due in Champions
contro il Malmoe fanno statistica e bottino.
Ma i maggiori progressi la Juventus li ha fatti
in difesa. Dove una retroguardia già blindata
con pochissimi gol al passivo, si è trasformata in
un bunker inaccessibile visto che non ha mai su-

TwitTwit
IL CINGUETTIO DEL GIORNO

GIUSEPPE POETA
Cestista del Manresa

Domenica capitano Milan
Honda ... Capitano Inter
Nagatomo ...bene ma nn
benissimo #calcioitaliano
@PeppePoeta

STEFANO TEMPESTI
Portiere della Pallanuoto

Un onore essere
paragonato alla leggenda
Alberto Alberani! #prorecco

Olimpionica di scherma

© RIPRODUZIONE RISERVATA

TempiSupplementari

Da Seedorf a Pippo
Pericolose illusioni

ELISA DI FRANCISCA

bito gol in serie A e in Champions nonostante le
assenze di Barzagli da inizio stagione, di Chiellini a causa della squalifica, di Caceres infortunato. Grazie ai problemi dei suoi compagni
Ogbonna sta cominciando a dimostrare che il
suo acquisto non era poi così sbagliato. Il ragazzo è più sicuro perché Allegri lo ha spostato sulla fascia destra. Al centro, invece, manifesta
molte difficoltà a organizzare la difesa e costringe Bonucci (muro invalicabile) a spostarsi
sulle fasce. Al resto ci pensa Buffon che, a dispetto di qualche ipercritico, para i rigori come
ha fatto contro Denis sabato scorso. Gigi si trova
in una condizioni prodigiosa. Dimostra di avere
smaltito la delusione mondiale. Gradisce il nuovo allenatore che mette meno pressione di Antonio Conte. Tanto il suo ex lo ritrova in Nazionale.
Domani a Madrid contro l’Atletico campione
di Spagna e vicecampione d’Europa, la Juve è
chiamata a confermare le buone sensazioni che
ha destato in chi l’ha vista giocare. Chiudersi a
riccio sarebbe un grave errore. I bianconeri devono fare il loro gioco con la consapevolezza di
non essere inferiori agli avversari. Allegri questo lo sa e trasmetterà le sue certezze ai suoi
uomini. L’Europa e i tifosi si aspettano un’altra
Juve. Capace di conquistare il girone e, dunque
il passaggio agli ottavi di finale. E di estendere il
sogno dallo scudetto alla Champions. Vedremo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

A CURA DI ALBERTO CERRUTI
Fax: 0262827917. Email: acerruti@rcs.it

QUESTA ALLEGRI...A È CONTAGIOSA
A MADRID PER IL GRANDE SALTO
di ANTONIO DI ROSA

nella trafila giudiziaria si arriverebbe poi a
chiedere il giudizio del Collegio di garanzia
del Coni e il Tas del Cio. Cioè alla fine toccherebbe a un organismo del Coni (l’ex ministro Frattini) decidere sul suo presidente... Nel frattempo potrebbe andare in tribunale anche Barelli. Entro il 20 dicembre il
gip dovrà infatti decidere se archiviare o rinviarlo a giudizio per la vicenda delle (eventuali) doppie fatturazioni.
Capito come siamo messi? E capito perché
Malagò quest’estate ha telefonato per complimentarsi a tutti (e tutte) le medagliate del
nuoto (e dei tuffi), ma non al loro presidente...

DI LORENZO CASTELLANI

@StefanoTempesti

bianco e Nero

21

MALAGÒ-BARELLI TRIONFO DELL’ASSURDO

laVignetta

LE AMBIZIONI DI JUVE E ROMA
E LA STRANA CONCORRENZA EUROPEA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Domenica 5.10 a Lario Fiere
(Como) per la prima prova
di qualificazione nazionale.
Cercasi supporter! :)
@ElisaLovesJesi

PIETRO ARADORI
Cestista del Galatasaray

Sbagliare e non imparare
mai dai propri errori è uno
dei piu grandi sbagli che
ti rovinano la vita
@pietroaradori

FEDERICA PELLEGRINI
Fuoriclasse di nuoto

Questa sera super #muffins
al #cioccolatofondente e
#mandorle (senza burro e
uova) pronti
@mafaldina88

Vorrei ringraziare la proprietà e in particolar modo
Galliani per avere saputo
trasformare in pochi anni il
Grande Milan, da loro stessi
creato, in quella misera
squadrucola che da 5/6 stagioni arranca. Lasciamo
stare Juve e Roma, come dice il povero Inzaghi. Dopo il
2-2 a Empoli ecco l’1-1 a Cesena, contro due noepromosse ma tutti, a cominciare da Pippo, sottolineano
che si poteva vincere. Anche quest’anno sarà un calvario, la cartina di tornasole è Parma, se va bene e riesci a fare un gol più dell’avversario, soffri, ma magari
fai i 3 punti, diversamente...
gioco, errori e risultati imbarazzanti. Aver perso «soltanto» 1-0 in casa contro la
Juve senza passare la metà
campo non mi sembra una
cosa di cui vantarsi. Che cosa ne pensa?
Alessio Zani
Busto Arsizio (Varese)
Compleanni amari in casa
Milan, ieri 29 settembre, per
il presidente Berlusconi (78)
e per il centrocampista Poli
(25), responsabile nell’azione del gol subito a Cesena. Ma
a scanso di equivoci, se i rossoneri hanno pareggiato la
seconda partita consecutiva
sul campo di una neopromossa, e più in generale hanno
raccolto appena un punto nelle ultime tre giornate dopo le
prime due vittorie, le colpe
sono di tutti. La storia recente
del Milan, per rimanere in tema anche se il discorso potrebbe valere per tutti, insegna che una grande squadra è
figlia di una grande società,
perché nessun allenatore e
nessun fuoriclasse può vincere da solo campionati e coppe. Come ricorda giustamente il signor Zani, il primo esaltante Milan di Berlusconi è
stato costruito scegliendo i
giocatori migliori, in base al
loro valore (Van Basten su
tutti) o alle richieste degli allenatori (Rijkaard che Sacchi
giustamente preferì a Borghi).
Ceduti gli ultimi campioni
Pirlo, Ibrahimovic e Thiago
Silva, con i quali Allegri ha festeggiato lo scudetto nel
2011, il Milan ha smesso di
vincere, allontanandosi sempre di più dal primo posto. Secondo, terzo, e poi ottavo, oggi il Milan è più che mai un
cantiere aperto. Facile, quindi, individuare nei mancati
investimenti della proprietà il
progressivo e inevitabile declino, del quale per la verità
Galliani è stato più vittima
che colpevole. Se fosse stato

Filippo Inzaghi, tecnico del Milan

per lui, infatti, Tevez segnerebbe gol «per» e non «contro» il Milan, come è risuccesso nel recente 1-0 della Juve a
San Siro, in cui si sono visti
tutti i limiti anche di mentalità della squadra, così inferiore persino a livello psicologico da giocare come una provinciale. Credere che basti
l’entusiasmo di un grande ex,
Seedorf prima e Inzaghi adesso, è una pericolosa illusione,
perché nessuno dei due ha
esperienza e a maggior motivo può fare miracoli, senza difensori di buon livello e centrocampisti di qualità in grado di impostare il gioco. Non
a caso, contrariamente a tutte
le tabelle che incoraggiavano
facili successi, invece di decollare con 6 punti contro
Empoli e Cesena, che lo
avrebbero proiettato al terzo
posto a meno 3 dalla coppia
Juve-Roma, il Milan è fermo a
quota 8. Segnare più degli altri, 11 gol come l’Inter, non
serve a nulla, se non si riesce
a mantenere inviolata la propria porta nemmeno in una
delle cinque gare giocate fin
qui, con Lopez o con Abbiati.
Ma quello che preoccupa ancora di più in prospettiva è
l’incertezza nella scelte di Inzaghi, che fin qui per un motivo o per l’altro ha schierato
quattro coppie difensive in
cinque gare, concedendo il
bis a Cesena soltanto a RamiZapata, dopo la sconfitta con
la Juve. E come se non bastassero i dubbi dietro, ecco quelli
negli altri reparti perché Inzaghi, cambiando la formula
e gli interpreti, fatica a dare
un’identità precisa alla squadra sfruttando un turnover
prematuro, sia perché è appena incominciato l’autunno,
sia soprattutto perché il Milan
non ha impegni europei. In
attesa del mercato di gennaio, il tempo sarà un buon alleato. Ma se le prime cinque
giornate hanno un senso,
pensando agli avversari e al
modo con cui sono stati ottenuti 8 punti, conviene puntare alla coppa Italia. La strada
più sicura per rientrare almeno in Europa League.
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22

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

23

SERIE B IL POSTICIPO DELLA 6a GIORNATA

Cerri, quarta rete
Ma il Bari si salva
grazie a De Luca
Lanciano in vantaggio con il giovane attaccante
Il pupillo di Mangia si sblocca: evitato un altro k.o.
LANCIANO
BARI

1
1

PRIMO TEMPO 1-0
MARCATORI Cerri (L) al 15’ p.t.; De Luca (B)
al 16’ s.t.

LANCIANO (4-3-3)
Nicolas 6; Conti 6, Troest 6, Aquilanti 6,
Mammarella 6; Vastola 6,5, Bacinovic 6,5,
Di Cecco 6,5; Thiam 5,5, Cerri 7 (dal 12’ s.t.
Grossi 5,5), Gatto 5,5 (dal 18’ s.t. Turchi 5,5).
PANCHINA Aridità, Nunzella, Agazzi, Paghera, Pinato, Monachello, De Vita.
ALLENATORE D’Aversa 6.

BARI (4-3-3)
Donnarumma 7; Sabelli 7, Camporese 5,5
(dal 21’ s.t. Ligi 6), Contini 6, Calderoni 6,5;
Sciaudone 5,5, Donati 5,5 (dal 29’ p.t. Romizi 6,5), Wolski 5,5 (dal 13’ s.t. De Luca 6,5);
Defendi 6, Caputo 6, Stevanovic 6,5.
PANCHINA Guarna, Rossini, Ligi, Filippini,
Minala, Stoian, Rozzi.
ALLENATORE Mangia 6.
ARBITRO Merchiori di Ferrara 5,5.
GUARDALINEE Tolfo 6–Mondin 6.
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Donati (B), Contini (B), Calderoni
(B), Conti (L), Romizi (B) e Ligi (B) per gioco
scorretto; Thiam (B) per comportamento
non regolamentare.
NOTE paganti 2.470, incasso di 31.016,30
euro; abbonati 1.988, quota di 12.073,94 euro. Tiri in porta 5-7. Tiri fuori 2-5. In fuorigioco 3-1. Angoli 0-8. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 4’.

DAL NOSTRO INVIATO

GIUSEPPE CALVI
LANCIANO (Chieti)

Il gigante Cerri e il piccoletto De Luca. Lanciano e Bari
s’inchiodano sul pareggio firmato dai due attaccanti, che
neppure s’incrociano in campo, per effetto delle sostituzioni decise dai tecnici.
D’Aversa e Mangia devono accontentarsi di un brodino, però almeno intravedono uno
spiraglio di luce nel lento sviluppo dei rispettivi progetti
tattici. Rispetto alla gara di
Brescia, nella formazione
abruzzese ci sono Vastola e
Thiam, dopo la squalifica. Archiviato il k.o. di Vicenza,
Mangia in difesa si affida all’esperienza di Contini e a centrocampo punta su Wolski,
con Defendi avanzato nel tridente offensivo.
Cerri batte 4 Il Bari prova a
fare la partita, però concede
varchi per le ripartenze dei
rossoneri, sempre pronti a innescare gli esterni Thiam e
Gatto e a trovare la torre Cer-

Alberto Cerri, 18 anni LAPRESSE

h7

Sabelli il migliore
BARI
Argina il dirimpettaio
Gatto e si propone spesso
come attaccante aggiunto

ri. Proprio il ragazzo di scuola
Parma sblocca il risultato, firmando il suo quarto gol (terzo
consecutivo): al 15’, su punizione Bacinovic lancia De Cecco (complice un’incertezza di
Camporese), lesto a battere a
rete, con Donnarumma bravissimo a respingere ma impotente sul successivo colpo di
testa di Cerri. La formazione
di Mangia reagisce subito, Sabelli e poi Caputo fanno tremare il portiere Nicolas. Perso
Donati per infortunio (entra
Romizi) e scampato il pericolo-Thiam (fermato per fallo su
Calderoni, prima di battere
Donnarumma), il Bari è anche
sfortunato: Stevanovic taglia
per Defendi, che con un pallonetto scavalca Nicolas, salvato
dalla traversa e poi dall’intervento di Mammarella.
Testina De Luca Nella ripresa
Caputo e compagni hanno un
altro passo, vanno all’assalto
con decisione e proprio il capitano gira di poco a lato, poi ci
prova pure Wolski. Il Lanciano
agisce in contropiede ma Donnarumma ferma i tentativi di
Thiam e Vastola. La sfida finisce su un altro binario quando
(«per crampi», dirà D’Aversa)
esce Cerri – quanto avrebbe
fatto comodo per tenere bloccati i centrali avversari - e sull’altro fronte entra De Luca. La
zanzara punge, eccome, al
primo tentativo: al 16’, su calcio d’angolo di Stevanovic e
incornata di Camporese, l’attaccante fa centro di testa
quasi sulla linea di porta (Vastola lo tiene in gioco). Corre
di gioia De Luca per abbracciare il maestro Mangia. Il Bari accelera, a tratti il modulo si
evolve in un 2-4-4 però lì davanti produce solo un colpo di
testa di Caputo, deviato in angolo da Nicolas.

PANCHINE ROVENTI

CLASSIFICA
SQUADRE

PUNTI

PERUGIA
AVELLINO
PRO VERCELLI
BOLOGNA
FROSINONE
TERNANA
CARPI
MODENA
TRAPANI
BARI
LIVORNO
CITTADELLA
LATINA
LANCIANO
SPEZIA
CATANIA
CROTONE
VICENZA
VARESE (-1)
ENTELLA
BRESCIA
PESCARA

14
11
10
10
9
9
9
9
9
8
8
7
7
7
7
6
6
6
6
5
5
3

PARTITE
RETI
G V N P F S

6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6
6

4
3
3
3
2
2
2
2
2
2
2
2
1
1
2
1
1
1
2
1
1
0

2
2
1
1
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0
1
2
2
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1
1
1
1
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3
2
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3

8
6
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10
4
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6
5
9
5
9
5
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5
2
7

3
5
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6
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11
7
9
5
5
13
7
4
10

PROMOSSE PLAYOFF PLAYOUT RETROCESSE

PROSSIMO TURNO
Venerdì 3 ottobre
LIVORNO-CROTONE, ore 20.30
Sabato 4 ottobre ore 15
BARI-MODENA
BRESCIA-VARESE
CARPI-PRO VERCELLI
CITTADELLA-LANCIANO
FROSINONE-CATANIA
PESCARA-ENTELLA
SPEZIA-PERUGIA
TRAPANI-LATINA
VICENZA-BOLOGNA
Lunedì 6 ottobre
TERNANA-AVELLINO, ore 20.30

BRESCIA

Corvia, che guaio:
fuori 30-40 giorni
Un ultrà arrestato
BRESCIA Brutte notizie
per il Brescia: Corvia ha una
lesione al retto femorale della
coscia sinistra e deve stare
fuori 30-40 giorni. Intanto,
dopo gli incidenti di sabato in
un autogrill con gli ultrà del
Verona, un tifoso del Brescia di
30 anni, residente a Orzinuovi,
è stato arrestato

Tre allenatori
sono arrivati
all’ultimatum
Tre panchine che hanno
tremato. E tre tecnici che, alla
luce di un incipit lontano dal
copione estivo, non possono
più sbagliare. Gli ultimi passi
falsi di Livorno, Spezia e Pescara, tutte k.o. in trasferta, hanno infatti messo in discussione
Gautieri, Bjelica e Baroni.
Fiducia a termine A Livorno
regnano le perplessità sul 43-3. Il presidente Spinelli ama
il 3-5-2 e, dopo lo stop di Avellino, ha pensato di cambiare. Ma
poi ha deciso di dare ancora fiducia a Gautieri. E ha accusato
qualche giocatore: «Qui c’è
gente che non corre e non lotta». Adesso serve una svolta nei
prossimi due incroci interni
(Crotone e Trapani). Rischia
meno Bjelica, anche se è reduce da due sconfitte di fila. A La
Spezia, dopo il crollo fisico di
Modena, sta facendo discutere
la sua cura della parte atletica.
Ma il d.s. Angelozzi è intervenuto per chiarire («Crediamo
nel suo lavoro»), anche se dietro l’angolo c’è il Perugia. La situazione più delicata è quella
del Pescara, unica squadra senza successi. La società ha confermato Baroni nonostante l’ultimo posto e si aspetta una
scossa con l’Entella. Un’altra
delusione potrebbe aprire alla
promozione di Oddo dalla Primavera, anche perché il peso di
Marino - ancora sotto contratto
- sui conti del club non lascia alternative.
Gianni Tacchi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LEGA PRO IL PERSONAGGIO

Iocolano, i gol per i capelli
«Li taglierei solo per la B»

A

TESTE
SIMILI

Simone ha un diavolo
per capello: «A chi mi chiede
perché non ci do un taglio rispondo...Ma farti i cavoli tuoi
no?». Dovrebbe bastare per inquadrare il soggetto, Simone
Iocolano, uomo d’attacco del
Bassano. La rima funziona,
ma in campo va ancora meglio: con il gran gol di Cremona, sabato scorso, ha riavviato
la serie. Una stagione fa furono dieci in ventinove partite,
la doppia cifra più tonda di
sempre. Al massimo erano stati due, ad Aosta o a Ivrea, mai
in questa squadra che oggi è
capolista solitaria del girone A
di Lega Pro.
Piccolissimo «Arri-

vo qui giovanissimo, diciottenne.
Mi batto e trovo
spazio, faccio
pure bene. L’anno dopo, un anno
tremendo: salta due volte il
collaterale, la seconda tre
giorni dopo dal ritorno in
campo. Mi faccio pure tre
stiramenti e chiudo l’anno. Non mollo, torno,
ma è ancora peggio: mi
mettono da parte, non
gioco, mi alleno per
poi vedere gli altri

S

Simone
Iocolano,
24 anni,
al Bassano
dal 2009.
Cresciuto nel
Torino, ha
giocato anche
nell’Ivrea
e nel Valle
d’Aosta
LAPRESSE

in campo e io mi sento piccolissimo. A gennaio vado in prestito ad Aosta, mi rimetto in
mostra e torno a Bassano. Una
persone a cui devo molto è Petrone, oggi allenatore dell’Ascoli: letteralmente mi ha
dato una bella svegliata. Ora
segno e mi rinnovano pure il
contratto in scadenza: se non
si è capito la mia dote migliore
è non arrendersi mai».
Come Marcelo La consapevolezza cresce insieme alla
chioma, i gol aumentano insieme ai ricci. Che fanno personaggio, ma che per finire in
copertina devono comunque
essere abbinati a qualcosa di
speciale, come il gol di Cremona, o certe ultime prestazioni.
Così ecco che oggi il Bassano
ha un capitano di ventiquatrtro anni che, per l’acconciatura, ricorda Marcelo (Real), o
Dante (quello del Bayern Monaco), o ancora Fellaini vecchia versione: «Crescevano
così, io segnavo e loro sparavano sempre più in aria...
Non sono scaramantico,
ma neppure potevo trascurare il dettaglio. Così
li lo lasciati fare: l’unico
problema è la mattina,
quando me li trovo
tutti schiacciati da
una parte o dall’altra. Vanno un attimo arrotondati, ma

credevo peggio... Infilo la mano in mezzo, do una scossa e si
sistemano da soli... Fanno un
po’ Marcelo o anche Willian
del Chelsea, mica male. Francesca, la mia fidanzata, è disperata: è arrivata a pregarmi
perché li tagliassi, direi che
non le piacciono molto. Ha
una sola speranza, che non le
ho ancora confessato: la sforbiciata ci sarà soltanto in caso
di promozione in B del Bassano. Non l’avevo ancora detto a
nessuno...».
Sogno... Il gol contato in

campionato non è l’unico centro di quest’anno: in Coppa
Italia, Iocolano, aveva già fatto festa in casa del Livorno. Lasciando crescere il cespuglio
in testa magari...«Ho sempre
pensato che se uno vuole fortemente una cosa, la ottiene.
Con il lavoro, con il sacrificio,
con le rinunce...Non sarò originale ma il sogno è la Serie A.
Non sono giovanissimo, lo riconosco: ma c’è gente che è arrivata a trent’anni, posso ancora farcela pure io...». Si dovrebbe poi trovare un’acconciatura celebrativa: se la
conquista della Serie B vale
una spuntata, per il doppio
salto ci vorrà qualcosa in più.
E a chi chiederà informazioni
sui capelli, stavolta, sarà felice
di rispondere...
© RIPRODUZIONE RISERVATA

la situazione

BARLETTA

0

SAVOIA

0

Il Barletta non trova il gol
Ma che rischi col Savoia:
Scarpa sbaglia un rigore

Il capitano del Bassano capolista e il look: «Sto bene così, come Marcelo»
ALESSANDRA GOZZINI
MILANO

IL POSTICIPO GIRONE C

S

Dante,
30 anni,
brasiliano,
difensore
del Bayern
Monaco

S

Marouane
Fellaini,
26 anni,
belga,
centrocampista
del Manchester
United

S

Marcelo,
26 anni,
brasiliano,
terzino
sinistro
del Real
Madrid

BARLETTA (4-3-3) Liverani 7; Meola 6,
Stendardo 5, Radi 5,5, Cortellini 6; De
Rose 6,5, Quadri 5,5 (dal 32’ s.t. Branzani
s.v.), Palazzolo 5,5; Fall 5,5, Dell’Agnello
5,5 (dal 40’ p.t. Zammuto 6), Floriano 6
(dal 39’ s.t. Venitucci s.v.). (De Martino,
Guarco, Gemignani, Rizzitelli). All. Sesia
6,5.
SAVOIA (3-5-2) Santurro 6,5; Sirigu 6,
Rinaldi 6, Di Nunzio 6; Sabatino 6, Calzi
5,5, Gallo 5,5 (dal 18’ s.t. D’Appolonia 6),
Malaccari 5, Cremaschi 6; Scarpa 5 (dal
30’ s.t. Gargiulo 6), Cipriani 6 (dal 1’ s.t. Di
Piazza 6). (Gragnaniello, Giordani, Sanseverino, Sevieri). All. Bucaro 6.
ARBITRO Guccini di Albano Laziale 6.
NOTE spettatori 2.000 circa; paganti nc,
abbonati 1.164, incasso nc. Espulsi Stendardo al 39’ p.t. e Malaccari al 26’ s.t.;
ammoniti Meola, Cortellini, Quadri, Sirigu, Calzi, Di Nunzio e Cipriani. Angoli 11-4.
BARLETTA Alla fine Barletta e Savoia
non sanno se accontentarsi del punto o
imprecare per l’occasione persa. Ma il
pari è giusto. Nel primo tempo, dopo l’occasione di Dell’Agnello, al 39’ il rigore per
il Savoia: espulso Stendardo, batte
Scarpa ma Liverani respinge. Nella ripresa anche il Savoia resta in 10 ma fa la gara, il Barletta riparte bene: occasioni per
Fall e Di Piazza, ma il gol non arriva.

Matteo Tabacco
CLASSIFICA Questa la situazione nel girone C dopo 6 giornate: Benevento e Salernitana p.14; Matera 12; Casertana, Catanzaro, Lecce, Juve Stabia e Lupa Roma
11; Vigor Lamezia 9; Barletta 8; Foggia
(-1), Savoia e Ischia 6; Reggina 5; Melfi,
Paganese e Messina 4; Aversa Normanna e Cosenza 3; Martina 2.
GIRONE B
L’Aquila ha esonerato Pagliari
Al suo posto è in arrivo Zavettieri
L’AQUILA (a.f.) Dopo cinque punti in sei
gare e un inizio diverso dalle aspettative,
si dividono le strade de L’ Aquila e di Giovanni Pagliari. Nella tarda serata di ieri la
decisione. Come suo sostituto dovrebbe
spuntarla Nunzio Zavettieri, la stagione
scorsa al Bari insieme a Roberto Alberti,
che è favorito su Paolo Stringara.

Domani il recupero
AlbinoLeffe in casa
L’Arezzo è lanciato
Domani si completa il quadro della Lega Pro con il recupero AlbinoLeffeArezzo (A, ore 20.30): arbitra Capone
di Palermo. Ecco invece il programma
delle gare nel weekend (7a giornata):
VENERDÌ
ORE 19.30 Casertana-Matera (C).
ORE 20.45 Ancona-Grosseto (B).
SABATO
ORE 14.30 Torres-Novara (A), SavonaAscoli (B), Savoia-Ischia (C).
ORE 15 Renate-Lumezzane (A), ForlìPistoiese (B), Messina-Lecce (C).
ORE 16 Pro Patria-Mantova (A), Tuttocuoio-Santarcangelo (B), PaganeseJuve Stabia (C).
ORE 17 Monza-Giana (A), San MarinoSpal (B), Foggia-Salernitana (C).
ORE 19.30 Reggiana-Pro Piacenza (B),
Martina-Vigor Lamezia (C).
DOMENICA
ORE 11 Lupa Roma-Barletta (C).
ORE 12.30 Pordenone-Cremonese (A),
Prato-Gubbio (B).
ORE 14.30 Alessandria-Sudtirol e Feralpi Salò-Como (A), Lucchese-Carrarese (B), Catanzaro-Aversa Normanna (C).
ORE 16 Bassano-Arezzo (A), Pisa-Pontedera (B), Reggina-Cosenza (C).
ORE 18 Real Vicenza-Venezia (A), Teramo-L’Aquila (B), Melfi-Benevento (C).
LUNEDÌ
ORE 20.45 Pavia-AlbinoLeffe (A).
LE CLASSIFICHE
Ecco la situazione dopo 6 giornate:
GIRONE A Bassano p. 13; Arezzo*, Como, Real Vicenza e Pavia 11; Venezia,
Sudtirol e Torres 10; Novara, Alessandria e Feralpi Salò 9; Cremonese e Giana 8; Monza 7; Renate 6; Lumezzane 5;
AlbinoLeffe* e Pro Patria 4; Mantova e
Pordenone 2. (* una partita in meno).
GIRONE B Teramo p. 12; Pisa 11; Spal 10;
Tuttocuoio, Pontedera, Ascoli, Reggiana e Prato 9; Lucchese e Pistoiese
8; Grosseto 7; Ancona, Carrarese e
Forlì 6; San Marino, L’Aquila, Savona e
Gubbio 5; Santarcangelo 4; Pro Piacenza 1 (-8).

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MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

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MOTOMONDIALE DOPO IL GP ARAGON

il Film
Da Donington
ad Alcaniz:
i grandi brividi
del pesarese

DONINGTON 2002
Botta alla testa: sviene ma poi vince il GP
Rossi cade nelle prime libere riportando una commozione
cerebrale e perdendo conoscenza. Poi vincerà la gara OMEGA

MUGELLO 2010
Cade alla Biondetti, si frattura tibia e perone
Rossi in barella assistito dal dottor Claudio Costa al Mugello,
dopo la frattura scomposta ed esposta di tibia e perone ANSA

ARAGON 2014
Soccorso dai medici dopo la caduta
I medici soccorrono Vale dopo la caduta al 4o giro del GP
Aragon. Il pesarese per la botta alla testa perde conoscenza IPP

Rossi, la paura è svanita
«Sono già al 100%
Un peccato il k.o.
penso a Motegi»
Vale controllato 4-5 volte nella notte: è ok
«Della caduta è rimasto solo il bernoccolo»
FILIPPO FALSAPERLA

Ha da passà a nuttata... E
per fortuna è passata bene. Del
resto, la grande paura per Valentino Rossi si era già dissolta
domenica in tarda serata. I patemi dopo il gran volo alla curva 7 di Alcaniz, con la Yamaha
che gli volteggiava intorno,
l’impatto finale con testata sull’erba che lo ha fatto svenire e
perdere per un po’ il ricordo
dell’incidente al quarto giro,
sono svaniti velocemente. Già
nella notte lo stesso Valentino
ha utilizzato il «social» per dire
che la paura era passata. Si è
fatto vedere sorridente e disponibile a farsi fotografare
dalle infermiere dell’ospedale

di Alcaniz; poi un po’ confuso a
riposo nell’hospitality Yamaha.
E nel giro di qualche ora ha ricostruito completamente i ricordi più vicini al volo, che si
erano «cancellati» nell’incidente.
Risveglio Il giorno dopo tutto sembra essere tornato nella
norma. Sveglia alle 9.30, orario in verità inusuale, poi al
box almeno per sostenere moralmente il compagno che girava uno spot per lo sponsor Movistar, al quale avrebbe dovuto
partecipare e che, ovviamente,
ha saltato. La condizione generale era buona. «Durante la
notte — racconta il dottore Michele Zasa, della Clinica Mobile, che lo ha seguito dall’inci-

Valentino aveva
già subìto un
trauma cranico
nelle libere
di Donington 2002
Dopo le vacanze,
il campione
farà altri esami.
Il medico: «A posto
per il Giappone»

imbufalì quando venne tradito
dalla Yamaha, dopo che lui
aveva stretto i denti per esserci.

Valentino Rossi, 35 anni, all’ospedale di Alcaniz con il personale medico MILAGRO

dente in poi — lo abbiamo monitorato svegliandolo 4-5 volte
per fare dei test neurologici.
Quindi al mattino gli ho fatto
una visita completa e la situazione era assolutamente normale. Valentino doveva decidere se confermare una breve
vacanza che aveva programmato in precedenza, in ogni caso tra qualche giorno faremo
degli ulteriori esami, ad esempio una risonanza magnetica:
una persona normale non la farebbe perché non serve, ma lui
è un pilota della MotoGP ed è
meglio eccedere nella prudenza. Se non subentreranno particolari situazioni, per la gara
di Motegi (in piogramma 12
ottobre, n.d.r.) sarà tutto a posto».

Bernoccolo Che la situazione
sia positiva emerge dall’autointervista «rilanciata» dalla
Yamaha. «È tutto ok e questa è
la cosa più importante. Ho solo
un grosso bernoccolo in testa
(sulla parte sinistra, probabilmente per l’ultimo impatto;
n.d.r.). Domenica sera avevo
un po’ di mal di testa, ma adesso sono al 100 per cento». Del
resto Valentino ci ha abituato a
recuperi lampo. Aveva già subìto un forte trauma cranico
nel 2002, nelle libere del venerdì a Donington: si riposò al
pomeriggio, ma poi si prese la
pole e la domenica vinse. Oppure a Valencia, nel 2007,
quando cadde in qualifica con
tre fratture alla mano destra:
volle correre a tutti i costi e si

Ritorno Ma anche nel 2010,
quando la frattura di tibia e perone, al sabato mattina del Mugello, lo fermò alla Biondetti
fece di tutto per rientrare il prima possibile. E ci riuscì, saltando solo 4 gare. In confronto,
domenica, è stata una «passeggiata». Quello che è successo
gli è chiaro. «Purtroppo, come
Iannone, ho messo le ruote sull’erba sintetica bagnata per la
pioggia della mattinata. Marc e
Dani, dopo con la pioggia, hanno cercato di rimanere in pista
con le slick, ma hanno preso un
grosso rischio e hanno pagato
a caro prezzo. Nel mio caso, se
fossi andato fuori pista, mi sarei semplicemente ritrovato
largo, invece ho toccato l’erba
sintetica e sono caduto».
Recupero Da pilota Valentino pensa soprattutto all’occasione perduta. «Prima della gara abbiamo fatto una modifica
che mi avrebbe aiutato molto.
La moto era veloce, avevo recuperato subito ed ero con i primi. Peccato, avrei potuto fare
una buona gara. Ma anche se
sono caduto alla fine siamo
stati competitivi su una pista
non favorevole. Mentre le
prossime tre sono bellissime».

MOTO3 LA VITTORIA IN SPAGNA HA RILANCIATO LE QUOTAZIONI DEL PILOTA ASCOLANO, A -41 DA ALEX MARQUEZ

Taccuino

Fenati crede nel titolo: «Io non mollo mai»

NELLE LIBERE IN GIAPPONE

Anche il suo «capo»
Valentino lo esalta:
«Romano è un
grande e il discorso
Mondiale è aperto»
GIOVANNI ZAMAGNI

Il punto più basso era stato toccato a Silverstone, tanto
che anche il capo Valentino
Rossi aveva perso la pazienza.
«Nelle ultime gare si è perso,
non è più convinto e concentrato come all’inizio», era stata la
critica di Valentino dopo la caduta di Romano nel GP di Gran
Bretagna. Sembrava la fine del
rapporto tra Fenati e il team
VR46, invece a Misano era arrivata la conferma. «Sono contento di annunciare il rinnovo
del contratto con Fenati: credo

lota al suo capotecnico, dopo
qualche incomprensione all’interno del box. Il successo di
Aragon è arrivato al momento
giusto e nelle ultime 4 gare il
pilota di Ascoli può fare veramente bene: in Giappone aveva ottenuto il suo miglior risultato del travagliato 2013, ma
Fenati ha la capacità e la possibilità di giocarsi il successo
ovunque e contro chiunque.

che rimarrà con noi a lungo»,
aveva ufficializzato Rossi, dopo un periodo piuttosto travagliato per la sua squadra. «A
tutti dà fastidio arrivare dietro
— racconta il vincitore di Aragon —: è chiaro che non potevo essere sempre soddisfatto e
sorridente. Purtroppo, quando
ci sono i problemi è così e anche a Misano ero caduto in prova: in gara ero un po’ bloccato.
Ma quando la moto è a posto,
come domenica, faccio bene».
Altalenante È vero: quando è

in forma, Fenati è capace di
qualsiasi impresa, come conferma anche Rossi. «Romano è
così, non sai mai cosa potrà fare! Un grande: ad Aragon è stato fantastico. E il Mondiale non
è chiuso completamente», è il
riconoscimento del capo. Purtroppo, la mancanza di costanza lo relega al quarto posto, a
41 punti dal neo capoclassifica

Romano
Fenati, 18
anni, con il
capotecnico
Rossano
Brazzi
MILAGRO

Alex Marquez. «Penso positivo,
non bisogna mollare: adesso
cercherò di stare davanti fino
alla fine della stagione. La mia
Ktm è competitiva: la Honda va
forte e ha un’ottima percorrenza di curva, ma la mia moto fa
paura. Poi ci pensa Rossano
(Brazzi, n.d.r.) a metterla a posto», è il riconoscimento del pi-

In crescita Romano non è
l’unico italiano a essere competitivo, anche se, fino ad ora, è il
solo a essere riuscito a vincere:
Enea Bastianini è costantemente nelle prime posizioni e
ad Aragon ha chiuso nei dieci
(9°) anche Niccolò Antonelli.
Insomma, una bella differenza
rispetto al 2013, quando i nostri piloti non avevano conquistato nemmeno un podio: quest’anno siamo già a quota nove.
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Verstappen il più giovane deb F.1
Max Verstappen guiderà la Toro Rosso nella prima sessione di libere del GP del Giappone, diventando
a 17 anni e 3 giorni il pilota più giovane a prendere parte a un GP di F.1. Batterà il record di Vettel, il quale in
Turchia 2006 debuttò nelle libere a 19 anni e 53 giorni.
«Mio padre ha corso a Suzuka molte volte e mi ha avvertito che è una pista impegnativa».

PREVISTI DUE O TRE PIT STOP

Pirelli dure e medie per Suzuka
La Pirelli porterà a Suzuka le gomme di mescola
dura e media, come a Monza. Al momento previste
temperature fresche e 2 o 3 pit stop.

IL TEAM SPAGNOLO PER I GIOVANI

Aspar: tre Moto3, una «italiana»?
In attesa di ufficializzare Eugene Laverty sulla
Honda Open a fianco di Nicky Hayden, il Team Aspar
chiarisce i programmi per le classi minori: stop alla
Moto2, tre moto in Moto3 con le Mahindra ufficiali (9 in
totale) : una per il confermato Juanfran Guevara, una
per il vincitore della Rookie Cup Jorge Martin. La terza
può andare ad un giovane italiano.
TURISMO TEDESCO (an.gat.) A Zandvoort (Olanda)
Ekstrom (Audi) ha battuto la Bmw del campione 2014
Wittmann. Quarto in rimonta Mortara (Audi).

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MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

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CICLISMO L’ANALISI DEL C.T. AZZURRO
DAL NOSTRO INVIATO

LUCA GIALANELLA
MADRID

Prima del via: «Gli azzurri li ho scelti io, i loro sogni nelle mie mani». I messaggi di Fabrizio Frizzi e Stefano Domenicali. Le parole: «Dovete tirare fuori anche quello che non
avete». Dopo la corsa: «I ragazzi erano distrutti, e quasi
mi chiedevano scusa per non
essere riusciti a fare meglio. Lì
capisci tante cose». Nella notte: «Ho dormito poco. Ho preso un piccolo quaderno e ho
iniziato a scrivere, tutto quello
che mi veniva in mente, che si
può migliorare. Avrò riempito
5-6 pagine». Davide Cassani, il
giorno dopo il primo Mondiale da c.t.: Sonny Colbrelli, 13°,
miglior azzurro. Il bicchiere lo
vede mezzo pieno, e noi con
lui: «Sei debuttanti su undici
azzurri, quattro sui nove titolari. Il primo passo, la prima
stazione. Certo, se guardiamo
solo al risultato, allora è stato
un fallimento. Ma per migliorare devi seminare e per raccogliere i frutti serve tempo. E
sono sicuro che presto ci possiamo togliere delle soddisfazioni. Ho ritrovato la Squadra,
la Nazionale, lo spirito giusto.
Conoscendo benissimo le nostre capacità, abbiamo cercato
di vincerlo il Mondiale. Non
puoi pensare di partire solo
per il piazzamento, a maggior
ragione in una corsa come
questa. E dovevamo assolutamente portare via una fuga».
Troppo presto partire a
quattro giri dalla fine?

«Il piano era attaccare
quando sarebbe arrivata la
pioggia. Alle 13 ho chiesto a
Velo il meteo, mi ha detto che
sarebbe piovuto alle 14.45. E
siamo partiti a tirare».
Aru, Visconti, Bennati, Damiano Caruso e De Marchi, ecco i cinque. Troppi?

«Se avessimo avuto le radio,
avrei detto che ne bastavano
tre a tirare. Ma senza radio è
tutto più lento, e poi in Nazionale ci metti il cuore».
Aru era uno dei più brillanti:
risparmiarlo per dopo?

«Gli avevo chiesto un certo
lavoro in salita e l’ha fatto sin
troppo bene, veramente bravo, encomiabile. Un ragazzo
di 24 anni, 3° al Giro e 5° alla
Vuelta, che non aveva mai fatto una grande classica, è stato
uno dei più forti. Giusto fargli
fare questa esperienza, arriverà il giorno in cui dovrà fare
l’Olimpiade con una salita di 5
km all’8% ogni giro. Con un
Mondiale nelle gambe e nella
testa è un’altra cosa».

Che futuro
per l’Italia?

L’Italia attacca
nel finale
del Mondiale
BETTINI

«Ho ritrovato la Squadra
Ora serve un sistema»
Cassani dopo il suo primo Mondiale: «La Federazione deve
aiutare i club, va creata una struttura per tutelare i nostri talenti»
«Con questa squadra, su
questo percorso, non avevamo
il vincente. Se non fossimo
partiti, avrebbe tirato ancora
la Polonia, si pedalava a 45 all’ora e non sarebbe successo
niente. Dopo la prima azione,
Davide
Cassani,
53 anni
BETTINI

Visconti è ripartito con Giampaolo Caruso: l’azione poteva
essere giusta, l’Australia si è finita».
Con De Marchi si è giocato il
finale: anche lui aveva speso
tanto prima.

«È vero, ma Alessandro stava bene, in fuga è pericoloso e
fa male, difficile andarlo a
prendere. Con lui davanti, a 10
km dall’arrivo e con quella
macchia azzurra a proteggerlo
dietro, ci ho sperato. De Marchi è più del corridore che abbiamo visto, può avere un’evoluzione come Tafi».
Lei aveva l’ammiraglia numero 2: cade Nibali.

«Potete immaginare
com’era, “smarronato”. Ci ha messo un
po’ a riprendersi.
Era molto più

Visconti dice che forse è
partito troppo presto.

«
«
«

Abbiamo bisogno
di corridori
con maggiore
esperienza
internazionale

facile fermarsi. Si è messo davanti a Colbrelli e l’ha protetto, e nel finale ha avuto l’orgoglio di provarci. Vincenzo è la
semplicità, non ha mai fatto
pesare che lui è quello che ha
vinto il Tour».
Sonny Colbrelli è l’uomo del
futuro?

Ho già portato
under 23 e
juniores a correre
con i pro’. Nel 2015
più gare all’estero

«Ha scollinato 10° a 40 metri dal gruppo di Gerrans e Valverde. I primi tre al traguardo
sono il podio della Liegi. Il
prossimo anno quei 40 metri
diventeranno 30. Doveva correre il Mondiale, l’esperienza
gli serve».

È da cambiare la
mentalità: basta
inseguire vittorie
a valanga
tra i dilettanti

A proposito di esperienza:
fuori c’erano Modolo, Ulissi,
Trentin, Moser e Pozzato. L’ultima nostra grande classica è
il Lombardia 2008 di Cunego.
L’unica speranza è sempre e
soltanto Nibali.

«L’Italia ha bisogno di corridori con maggiore esperienza
internazionale. Aggiungiamoci Battaglin, ma anche lui come il suo compagno Colbrelli
non fa un certo genere di corse. Il problema è nel nostro dilettantismo: Kwiatkowski ha
corso in Italia un anno da junior, poi uno da dilettante e
via tra i pro’. Passare nella
squadra giusta, da giovani,
non è un male, guadagni anni.
Sono andato a fare il Fiandre
con gli under 23 azzurri, e non
abbiamo mai visto la testa del
gruppo. Ho fatto la Roubaix
juniores e Ganna è stato al comando, ripreso nel finale dopo il Carrefour de l’Arbre. I team dei dilettanti cercano il velocista che vinca il più possibile, ma queste sono vittorie
relative».
Allora bisogna fare sistema.

«Esatto. In Italia è mancato
un sistema in cui la Federazione facesse da supporto ai club.
Ecco perché ho già portato juniores e under 23 con i pro’ e li
ho fatti correre insieme. Nel
2015 voglio fare più gare all’estero. Troveremo le risorse.
Creeremo una struttura per
tutelare i nostri talenti».
Le sfide di Cassani non finiscono qui. Il 9 ottobre parte
per l’Australia: «Crocodile
Trophy» in mountain bike.
Giungla, deserto e coccodrilli.
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IL NUOVO IRIDATO PRIMA GARA DA CAMPIONE DEL MONDO DOMENICA NELLA CLASSICA MONUMENTO DELLA GAZZETTA

VERSO IL 2015

Kwiatkowski, l’arcobaleno sul Lombardia

Marcato con Wanty
E Petacchi
cerca una squadra

Michal accolto
da re in Polonia:
«La mia testa
è una giungla,
che emozione»

Marco Marcato cambia.
Il 30enne re della Parigi-Tours
2012, quest’anno alla
Cannondale, passa con i belgi
della Wanty. Sul mercato
Alessandro Petacchi: l’Omega
non lo conferma e il 40enne
spezzino vorrebbe correre
un’altra stagione. Confermato
il passaggio del colombiano
Anacona dalla Lampre alla
Movistar. Intanto Elisa Longo
Borghini raggiunge Giorgia
Bronzini alla Wiggle Honda.
PISTA Via ieri a Montichiari ai
Tricolori su pista, con tutti gli
azzurri. Primi titoli assoluti a
Simona Frapporti (Astana)
nei 500 e Silvia Valsecchi
(Astana) nello scratch.

CIRO SCOGNAMIGLIO
@cirogazzetta

L’arcobaleno sul Lombardia. Michal Kwiatkowski, iridato domenica a Ponferrada,
ha infatti confermato ufficialmente che «inaugurerà» la maglia appena conquistata proprio nell’ultima classica monumento della stagione, che Rcs

stregua di una rock-star e ha
parlato con i cronisti all’aeroporto. «Forse solo adesso sto
cominciando a capire che impresa ho realizzato. Quante
emozioni: la mia testa è una
giungla».

Sport organizza per conto della Gazzetta. E il polacco resterà in zona per partecipare, l’indomani, anche alla presentazione ufficiale del percorso del
Giro d’Italia 2015.
Doppietta Vincere il Lombardia con la maglia iridata addosso? Non è da tutti (appena
sette precedenti, l’ultimo a riuscirci è stato Paolo Bettini nel
2006) e per Kwiatkowski sarà
dura. Ma c’è ancora tempo per
pensarci, perché vincere il
Mondiale a 24 anni è una sensazione che per un po’ vale la
pena di assaporare. Ieri nel
tardo pomeriggio Michal è arrivato a Torun, dove ha casa in
Polonia. È stato accolto alla

Michal Kwiatkowski, 24 anni BETTINI

Riconoscimento Domenica
sera, la festa post-vittoria ha
coinvolto la Nazionale polacca
e anche gli uomini dell’Omega-Quick Step che erano rimasti a Ponferrada, come il team
manager Patrick Levefere e il
d.s. lombardo Davide Bramati.
«Kwiatkowski mi ha conquistato subito — ha ammesso Lefevere — per due cose su tutte,
il carattere e il talento. Ed è
uno degli uomini più completi

del gruppo». E allora il Lombardia, 254 impegnativi chilometri da Como a Bergamo, è
ideale per la prima sfida. Ci sarà anche Alberto Contador,
che farà le prove generali già
domani alla Milano-Torino: lo
spagnolo, fresco re della Vuelta, sarà infatti la stella della
95a edizione della classica in linea più antica (primo atto nel
1876) già sua nel 2012. Da Settimo Milanese al traguardo in
salita del Colle di Superga (da
affrontare in tutto due volte),
193,5 dal sapore di Vuelta, visto che ci saranno di sicuro Rodriguez e Fabio Aru. E tra gli
iscritti c’è anche Alejandro
Valverde, terzo a Ponferrada.
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DOPING OLTRE IL CASO SCHWAZER

La marcia nella bufera
Damilano, la Rigaudo
e i rapporti con Conconi
La cuneese nell’interrogatorio: «Confermo che il professore
collaborava con il mio allenatore per la preparazione atletica»
VALERIO PICCIONI

La marcia è un posto strano dell’atletica. Anche in Italia.
Fatica, solitudine, scontri, veleni. È come se la positività all’eritropoietina di Alex Schwazer avesse scoperchiato la pentola di botto. Le carte di Bolzano hanno fatto luce su un
mondo in un certo senso abituato all’oscurità. Dando la parola a chi non ce l’ha mai. I
piazzati, quelli che si vedevano
sfrecciare Schwazer come un
bolide e si chiedevano mille
volte perché. Ma non c’è solo il
doping.
La legge non è uguale... Nel

suo interrogatorio con gli inquirenti, per esempio, Matteo
Giupponi racconta cosa gli accadde negli anni 2011-2012,
quando perse l’aereo per i
Mondiali di Daegu e l’Olimpiade di Londra, un’improvvisa
raffica di squalifiche, come se a
un certo punto avesse scordato
le regole della marcia. La sua
opinione su quegli anni, confessata a chi lo ha interrogato a
Bolzano, è sconsolata: «Per me
il metodo di giudizio in Italia
non è uguale per tutti, dipende
quindi in quale gruppo sportivo gareggi, chi è il tuo allenatore e come ti chiami».
Vittima sacrificale Diego Ca-

fagna ha raccontato la sua vicenda all’Olimpiade di Pechino, quella del trionfo di Schwazer. «Venni squalificato dopo
19 km a mio parere in maniera
alquanto incomprensibile. Dopo l’arrivo, Vittorio Visini (tecnico federale), presso il Villaggio Olimpico, mi avvicinò e mi
disse che dovevo essere felice
per aver preso parte all’Olimpiade ma che un agnello sacrificale, così testualmente da lui
definito, era stato necessario».
Gli inquirenti hanno indagato
intorno alla possibilità che un
italiano, ex giudice internazionale di marcia, su cui anche la

Sandro Damilano, 64 anni, abbraccia Alex Schwazer, 29, dopo il trionfo nella 50 km all’Olimpiade di Pechino 2008 EPA

SETTIMA NEI 1500 AI GIOCHI DI LONDRA 2012

Passaporto biologico: stop alla Kareiva
Nell’ultima lista Iaaf degli
atleti squalificati per doping, tra
alcuni pesci piccoli (tra i quali il
disconolo croato Martin Maric),
compare la 30enne bielorussa
Natallia Kareiva, già oro
europeo junior degli 800 a
Grosseto 2004 e più di recente,

nei 1500, 4a ai Mondiali indoor di
Istanbul 2012 e 9a all’Olimpiade
di Londra della stessa stagione.
Sospesa due anni per anomalie
nel passaporto biologico, i suoi
risultati, gli ultimi due citati
compresi, sono cancellati a
partire dal 2010.

Iaaf ha ricevuto ripetute denunce, abbia avuto un ruolo
parziale nel suo giudicare. La
vicenda non è stata ritenuta,
almeno per ora, penalmente rilevante, ma potrebbe essere
uno dei fronti su cui si eserciterà presto la giustizia sportiva.
Questo dei giudici e del rischio
di «sconfinamenti» del loro
ruolo, è un tema purtroppo ancora attuale. Un ex atleta, Stefano La Sorda, dice che «dal
2007, in Italia, non è possibile

vedere i referti delle gare di
marcia».
Le mail della Rigaudo Poi il

rapporto con il professor Conconi. «Nelle mail – scrive l’informativa conclusiva di Bolzano – non c’è mai alcun accenno
a pratiche doping, né da parte
di Schwazer né da parte di
Conconi». Ma l’argomento è tabù anche perché c’è un pesantissimo passato con cui confrontarsi. Elisa Rigaudo, nella
sua testimonianza ai carabinieri, circoscrive i suoi rapporti a
una visita a Ferrara per valutare il «costo energetico». Poi gli
inquirenti le mostrano una collezione di mail e lei ammette:
«Sulla base di quello che voi mi
avete appena letto confermo
che Conconi ha collaborato
con Sandro Damilano alla mia
preparazione atletica». Conconi non è «inibito» sportivamente a differenza, per esempio, di
Michele Ferrari. Tuttavia la
sentenza penale di Ferrara aveva usato parole durissime nei
suoi confronti. Damilano spiega che dopo l’incontro del
2006, «non ho più visto il professor Conconi». Gli inquirenti
non gli credono: «In più circostanze sia Schwazer che Conconi fanno riferimento a incontri a Ferrara con la partecipazione di Sandro Damilano».
I dubbi di Damilano C’è un altro passaggio delle dichiarazioni di Damilano che ha attirato l’attenzione dell’indagine
e riguarda proprio Pechino
2008, l’oro che Schwazer vinse
mentre ancora seguito dal tecnico piemontese. Damilano dichiara di avere chiamato
Schwazer, dopo la positività,
«per chiedergli per quale motivo né lui né il Coni o la Fidal,
valori alla mano, avessero difeso quella vittoria che io ritengo
totalmente lecita. Lui mi ha risposto chiedendomi se ero disponibile a fare una conferenza
stampa con lui, io gli risposi negativamente». Perché? «Questo mio atteggiamento verso di
lui, oltre a quanto è successo, è
legato al fatto che nei periodi
in cui non si trovava sotto il mio
diretto controllo a Saluzzo, ho
scoperto che mi mentiva su dove si trovasse realmente e sulla
tipologia di allenamenti che effettuava». Per gli inquirenti
«posto che anche nel periodo
pre-olimpico di Pechino 2008
Schwazer si era allontanato
per passare un periodo in solitaria, con quale credibilità possa difendere la medaglia d’oro
lo indica da solo».

hannodetto

«

Il metro di
giudizio in Italia?
Dipende
dall’allenatore
che ti allena
MATTEO GIUPPONI
DURANTE L’INTERROGATORIO

«

Ho avuto notizie
dei sassi nelle tue
scarpe da Sandro
Vorrei qualche
notizia in più

FRANCESCO CONCONI
MAIL AD ALEX SCHWAZER

«

Conconi? Decisi
di collaborare
con il gradimento
di Schwazer, che
era contento
SANDRO DAMILANO
DURANTE L’INTERROGATORIO

«

Sicuramente una
parte del
risultato ottenuto
domenica è
anche merito suo
ALEX SCHWAZER
MAIL A CONCONI

«

Non ricordavo di
aver scritto
queste mail al
professor
Conconi
ELISA RIGAUDO
DURANTE L’INTERROGATORIO

«

Ho scoperto a
distanza di
tempo che
Schwazer mi
mentiva
SANDRO DAMILANO
DURANTE L’INTERROGATORIO

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L’EX AZZURRO FU BRONZO OLIMPICO A BARCELLONA 1992
recenti squalifiche agli atleti russi. Avanzare dubbi
pesanti sui successi dei loro connazionali di qualche
lustro fa, può apparire azzardato. Però mi pare lecito
quantomeno dubitare. Quanto a noi, provo ad argomentare così: è stata davvero dura per me andare
avanti, nella consapevolezza che negli anni dove
avrei potuto raccogliere di più il mio principale avversario, Maurizio Damilano, si avvaleva del supporto del Centro di Studi Biomedici applicati allo sport
dell’Università di Ferrara, diretto dal prof. Conconi. Il
suo nome figura nel procedimento penale a carico di
Conconi come da sentenza del Tribunale di Ferrara».

De Benedictis accusa
«Schwazer è soltanto
la punta di un iceberg»
Un bronzo olimpico nel ‘92 e un argento
mondiale nel‘93 come «cime» della carriera, il fratello Mario per allenatore. Giovanni De Benedictis
parla della «sua» marcia.

«Visto il ruolo decisionale di un giudice o presidente di giuria, lo ritengo possibile».

Quanto veleno c’era e c’è nella marcia italiana?

«Credo sia la punta di un iceberg, ma questa mia
triste considerazione ha bisogno di conferme. Volendo scomodare Pasolini direi: “Io so. Ma non ho le prove”».

«La marcia italiana deve considerare semplicemente quello che già possiede, uomini che da anni
già lavorano intensamente ma non vengono valorizzati e presi in considerazione per quello che fanno».
E’ possibile che un giudice abbia apparecchiato delle squalifiche per favorire un gruppo?

Schwazer è stato un caso isolato o la punta di
un iceberg?

Ha la sensazione di non aver giocato ad armi
pari, dentro e fuori casa, la sua partita negli anni
in cui ha gareggiato?

«Direi proprio di sì, soprattutto a giudicare dalle

Il pescarese Giovanni De Benedictis, oggi 46enne AP

Perché diversi atleti e tecnici, nonostante
quella prescrizione piena però di passaggi durissimi sul suo ruolo, hanno continuato a frequentare Conconi?

«Forse perché, visti i suoi risultati, era garanzia di
successo?»

«Maurizio Damilano si avvaleva
del Centro Studi di Ferrara
diretto da Conconi. Il suo nome
è nel procedimento penale a
carico del professore»

Qual è il suo stato d’animo circa l’inchiesta?

«Sono in trepidante attesa. Lei non sa quanto brami la verità in questa vicenda. Forse abbiamo mosso
qualche passo, ma il cammino mi pare ancora lungo».
v.p.
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CONI-FIN SENTENZA CLAMOROSA

Squalifica
a Malagò!
La Disciplinare
della federnuoto
è dura: 16 mesi
Il presidente del Coni inibito come tesserato
dell’Aniene: è l’ultimo scontro con Barelli

4

CHI E’
MALAGO’

S

Dal 2013
presidente

Giovanni Malagò,
è nato a Roma il
13 marzo 1959.
Laureato in
economia e
commercio,
imprenditore,
siede in diversi
consigli
d’amministrazion
e. Ha praticato
vari sport con
predilezione per
il calcio a 5 (3
scudetti con la
Roma). Tifa
Roma
All’Aniene
Dal 1997 è
presidente del
Circolo
Canottieri
Aniene.
Al Coni
Nel 2000 entra
al Coni come
membro di
Giunta. Lunedì
19 febbraio 2013
è stato eletto
presidente
battendo 40-35
l’ex segretario
Pagnozzi.
Altri
incarichi
E’ stato
presidente del
comitato
organizzatore
degli Europei di
pallavolo del
2005. Tra il 1998
e il 1999 è stato
presidente del
comitato
organizzatore
degli
Internazionali di
tennis. È stato
presidente del
Comitato dei
Mondiali di
nuoto di Roma
2009

ALESSANDRO CATAPANO
ROMA

E al nono round Barelli
mandò al tappeto Malagò. La
cosa non stupisce più di tanto,
perché il presidente della Fin
ieri combatteva sul ring di casa, ma fa comunque una certa
impressione apprendere che la
Commissione disciplinare della Federnuoto ha squalificato il
suo tesserato Giovanni Malagò, presidente del Circolo Canottieri Aniene (cioè il meglio
del nuoto italiano), il quale,
«incidentalmente», è anche il
numero uno del Coni (quindi
grande capo dello sport nazionale). «Sospeso per un anno e
quattro mesi (16) da ogni attività sociale e federale — scrivono gli avvocati Adriano Sansonetti (presidente della Commissione), Massimo Mamprin
e Roberto Rinaldi — per violazione dell’articolo 12 del Regolamento di giustizia federale
anche in relazione all’articolo
6, numero 4, lettera a) dello
Statuto della Fin e degli articoli 2 e 7 del Codice di comportamento sportivo del Coni». Una
sfilza di articoli che contengono, in realtà, due accuse fondamentali: aver violato i principi
di lealtà e correttezza (art. 2);
aver espresso pubblicamente
giudizi lesivi della reputazione, dell’immagine o della dignità di altri tesserati (art. 7).
La storia Anzi, la storiaccia è

arcinota. Ma per chi si fosse
perso tra cavilli e tecnicismi le-

gali o non avesse ancora capito
quale spietata guerra di potere
si nasconda dietro la questione
delle fatturazioni, la sintesi è
bella e fatta: a febbraio il Coni
invia alla Procura di Roma un
esposto contro la Fin, cioè Barelli, denunciando presunte
doppie fatturazioni e ipotizzando il reato di truffa. In sostanza, la Fin avrebbe messo in
conto due volte le spese di ristrutturazione della piscina
del Foro italico, sostenute grazie al finanziamento del ministero dell’Economia e poi oggetto di una transazione con la
Coni Servizi. Ma il pm non riscontra ipotesi di reato, chiede
l’archiviazione. Malagò non ci
sta e manda avanti la Coni Servizi, che da (presunta) parte
lesa chiede al gip un supplemento d’indagine. Supplemento concesso fino al 20 dicembre: solo allora, per la giustizia ordinaria, sapremo che
ne sarà di Paolo Barelli. Nel
frattempo, una leggerezza di
Malagò riapre la vicenda al Foro Italico. Nel verbale di una
giunta esecutiva compaiono
sue considerazioni sul caso,
forse incaute, sulla questione
delle doppie fatturazioni: sue
interpretazioni o la semplice
trascrizione del parere del consulente del Coni Marco Befera
(figlio di Attilio, ex direttore
dell’Agenzia delle Entrate)? La
Fin, guarda un po’, opta per le
libere interpretazioni, che a
questo punto sarebbero sleali e
getterebbero «il massimo discredito» su Barelli e la federazione. Perciò, Malagò viene

Quando i due vincevano insieme: il 16 luglio 2005 a Montreal, Giovanni Malagò e
Paolo Barelli esultavano per l'assegnazione dei Mondiali di nuoto a Roma 2009

Il presidente del
Coni: «Il trionfo
dell’illogicità, una
sentenza che mi
fa ridere»
E’ solo il primo
grado di giudizio
Il prof. Sandulli:
«Non condiziona il
lavoro del Coni»

UN COMMENTO
DI UMBERTO ZAPELLONI

p

pagina delle opinioni

deferito dalla procura federale
e squalificato dalla Disciplinare, che ignora il parere del Collegio di garanzia del Coni (presieduto dall’ex ministro Frattini), secondo cui gli organi di
giustizia federale dovevano ritenersi incompetenti sulla vicenda. Che invece dovrà fare
un altro passaggio interno alla
Fin — l’appello sarà discusso
alla Caf, presieduta da Salvatore Maruccio, cognato di Sansonetti — prima di finire nelle
mani della la Cassazione dello
sport.
Reazione Insomma, ormai
siamo al pasticciaccio brutto.
Ieri Malagò ha ricevuto la notizia mentre arrivava al convegno di Bergamo su «Quale fu-

turo per i prossimi 100 anni del
Coni», organizzato nel quadro
della settimana «Lo sport contro la violenza dedicato a Yara
Gambirasio». «Mi è arrivata la
telefonata mentre ero in auto.
Me l’aspettavo questa decisione, è una cosa che mi fa ridere
perché sono di buon umore.
Ma questa sentenza è il trionfo
dell’illogicità. Mi è stato attribuito un fatto inesistente e per
questo sono stato condannato
dal primo grado della giustizia
sportiva della Fin. Questa
squalifica — ha aggiunto Malagò — significa che ho fatto le
cose per bene, io sono un pubblico ufficiale e sono obbligato
ad aprire inchieste se ci sono
fatti da chiarire. Curiosamente
io sono riuscito a far passare la
riforma della giustizia sportiva
con 74 voti a favore ed uno solo
contrario: guarda caso quello
della Federnuoto». Stamattina
Malagò chiarirà la sua posizione al Coni, ma non c’è dubbio
che possa continuare a fare il
presidente dello sport italiano.
Lo Statuto Coni (articolo 5
comma 3) parla di «squalifiche
definitive» (e non è questo il
caso, siamo al primo grado)
per un’eventuale decadenza.
Per il professor Piero Sandulli,
già componente della Corte di
Giustizia federale della stessa
Fin, «la sanzione inflitta dalla
Disciplinare della Fin — non
incide in alcun modo sul Coni,
essendo limitata alla sua attività di presidente dell’Aniene».
Ma non gli fa fare una bella figura.
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DIVERSI IN TUTTO CARRIERE PARALLELE E UNA DIVISIONE SEMPRE PIU’ FORTE SOPRATTUTTO IN PISCINA

Dalla vittoria mondiale all’odio: dirigenti agli estremi
Un rapporto iniziato
con Roma 2009
e finito male. «Io
Malagò ho conosciuto
tre Barelli...»
STEFANO ARCOBELLI

Forse Barelli lo ha colpito
al cuore, stavolta: e non per un
problema di immagine o per
come ne storpia il cognome.
Immaginate Giovanni Malagò,
che neanche da presidente del
Coni s’è mai perso una gara di
nuoto a Riccione per tifare
Aniene e la sua star, Federica
Pellegrini: ebbene, potrà il ca-

po dello sport italiano andare
a vedere i campionati italiani,
o gli impediranno nei prossimi
16 mesi, di entrare in piscina?
Prologo ed epilogo Triste epilogo ad un rapporto che il 16 luglio 2005 a Montreal (con l’assegnazione dei Mondiali 2009 a
Roma) sembrava fosse destinato a diventare un sodalizio dirigenziale a prova di affari. Si sta
consumando tra i due una divisione che è nata in piscina e s’è
allargata ma resta delimitata
alla piscina (in questo caso
quella del Foro Italico). Lacerato il rapporto umano, anche se
da parte di Barelli i tentativi politici di recupero sono stati ripetuti - finito il rapporto dirigenziale, il peccato originale del

duello romano risale appunto a
Montreal: quando Barelli e Malagò si erano divisi i ruoli. Con il
dirigente del nuoto che lasciava
la presidenza e molte altre cose
al manager che aveva contatti
oltre il nuoto. Finché s’è fidato.
Finché non l’ha sfiduciato affiancandogli l’allora direttore
generale Roberto Diacetti, il segretario federale perché controllasse cosa stesse facendo
Malagò. Che da parte sua sentenzierà: «Ho conosciuto tre
Barelli: il primo quando è partita l’avventura grazie a Veltroni,
e siamo stati compagni di avventure e sventure. Il secondo a
64 giorni dal Mondiale ha chiesto la mia testa: ed è stato un
mese di scontri che nulla avevano a che fare con il Mondiale,

direi sottopolitica. Il terzo Barelli è competente e umile, e si è
impegnato. A differenza sua —
che ha sempre pensato che il
Mondiale si poteva fare senza
un presidente come me — io
credo che senza la Fin non si sarebbe fatto. Dico però che senza
di me non veniva questo tipo di
Mondiale». E Barelli: «Non so se
ho fatto bene o male a suggerire
Malagò a Veltroni».
Rivalità Oltre le piscine, Barelli aveva scelto di sostenere
Lello Pagnozzi per il vertice Coni in cambio pure di una vicepresidenza; Malagò nega vendette di sorta ed ha sempre evitato gli attacchi personali, negando pure di non vivere per
nulla la presunta rivalità con

Barelli per diventare prossimamente membro del Cio (perché
nel frattempo Barelli non è ancora presidente mondiale ma
solo europeo): «Tutto completamente falso, è fantascienza».
Il finale Quando ha saputo
che Barelli ha provato la via interna al nuoto per cercare di
pressare Malago, la reazione è
stata piccata: «Siamo arrivati al
punto di non ritorno». Ma non è
finita qui con una squalifica
«che mi fa ridere», ed è una reazione tremendamente seria
questa del numero uno dello
sport italiano che argina tutti
quando lo sollecitano a commissariare la federnuoto. E
adesso?
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4

CHI E’
BARELLI

S

Presidente
europeo

Paolo Barelli è
nato a Roma il 7
giugno 1954. Ha
partecipato ai
Giochi di
Monaco ‘72 e a
due finali
olimpiche a
Montreal ‘76 (7°
con la 4x100
mx, 8° con la
4x200); è stato
bronzo con la
4x100 sl ai
Mondiai di Cali
‘75. Tifa Lazio
Da dirigente
Dopo essere
stato consigliere
dal 1984 e
vicepresidente
dal 1987, Barelli
è diventato
presidente della
Fin il 15 ottobre
del 2000.
Dal 2009 è
anche
componente
della Fina, la
federazione
internazionale e
attualmente
ricopre l’incarico
di segretario
onorario. Dal
settembre 2012
è anche
presidente della
Len, la
federazione
europea.
Altri
incarichi
Barelli è
attualmente
membro della
Giunta Coni, ed
è stato anche
senatore della
Repubblica dal
2001 al 2013. Ha
fondato il club
Aurelia ed è
stato gestore di
piscine

30

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

BASKET GLI AZZURRI NBA

Mago e Gallo, nuova vita
dispongono le difese avversarie. Semplice, ma complesso».

AL LAVORO IL MEDIA DAY DEI KNICKS
1

2

Coach Fisher ci ha detto che
con lei ha parlato più di difesa
che di attacco.

«Perché la difesa è dove dovremmo mettere più attenzione. Dobbiamo fare tesoro dell’esperienza della scorsa stagione: quell’aspetto non funzionò benissimo».
Com’è il suo rapporto con
Fisher?

3

«Bello e molto informale. Ha
smesso solo quattro mesi fa, è
ancora un giocatore. Lui e gli
altri vice sono tutti dei vincenti: trasmettono fiducia. Sanno
esattamente che cosa serve per
arrivare al successo, non credo
ci sia di meglio».
Per lei sarà un anno determinante: è in scadenza di contratto e dovrà dimostrare di
aver superato i problemi fisici.

1. Andrea Bargnani, 28 anni, ha giocato 108 gare
su 246 nelle ultime tre stagioni. 2. Il Mago al
media day dei Ney York Knicks ieri 3. Derek
Fisher e Phil Jackson, allenatore e presidente dei
Knicks: ai Lakers hanno vinto 5 titoli Nba REUTERS

«Ogni stagione è
la più importante
della mia carriera»
Bargnani primo giorno a scuola da Jackson
«Non vedo l’ora: lui e Fisher sono vincenti»
DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMO LOPES PEGNA
@Pegnarol
GREENBURGH (New York)

L’entusiasmo è quello del
primo giorno di scuola. Anche
nel bunker di Greenburgh, in
aperta campagna, dove si allenano i New York Knicks che
cinque mesi fa hanno chiuso
l’anno con molte insufficienze
e la miseria di 37 vittorie. Merito dei nuovi e illustri maestri,
Phil Jackson (in verità, arrivato già a metà marzo) e coach
Derek Fisher, che hanno portato con sé un nuovo sistema di
insegnamento e le prove concrete del suo funzionamento:
un curriculum carico di trionfi.
Persino Carmelo Anthony promette solennemente che di-

venterà uno studente modello.
Chiede alla platea di ansiosi
giornalisti: «La sentite anche
voi questa energia positiva, vero?». Aggiunge: «Io l’ho avvertita subito. C’è ottimismo, c’è
fede. Sono uno a cui piace studiare. Ho chiesto lumi sul
triangolo (l’attacco degli 11 titoli Nba vinti da Jackson,
n.d.r.) a Michael Jordan, Kobe
Bryant e Scottie Pippen. Ora
non vedo l’ora di iniziare a imparare. So che funzionerà, ci
vuole soltanto pazienza».
Contagioso, perché a chiunque chiedi ti ripete le stesse cose. Tutti con la stessa consapevolezza: quella di essere finalmente in ottime mani. Anche
Andrea Bargnani, che proviene
da tre infortuni e altrettanti
campionati in cui ha giocato un

numero limitato di partite, si
appassiona alla nuova dottrina, quella che ha fatto stravincere Chicago Bulls e Los Angeles Lakers. Dice: «Sarò uno studente molto attento. Il triangolo lo conosco da fuori, l’ho visto
applicare dalle squadre di
Jackson. Non vedo l’ora di apprenderlo dall’interno».
Sembra ritagliato apposta
per lei, giusto?

«Per me e per tutti gli altri. E’
un sistema che coinvolge la
squadra: si basa sull’altruismo,
la palla gira costantemente,
tutti la toccano più volte, dunque c’è più divertimento. Punta
a mettere tutti a proprio agio.
E’ semplice, ma bisogna impararlo bene. Ci sono tante variazioni, a seconda di come si pre-

«Questo non lo sapremo fino
a metà aprile. Andiamo per
gradi. Il primo obiettivo è imparare da zero un sistema nuovo. Mica facile in un mese».
Traguardi personali?

«Vengo da tre stagioni con
tre infortuni in cui ho giocato
pochissimo. Come si dice qui:
“Stay healthy”. Insomma, spero di stare bene e dare un contributo importante».

PROSSIME
DATE

S

Ieri si sono
radunate tutte
le squadre Nba,
questi i prossimi
appuntamenti.
4/10
Prima
amichevole:
Miami-New
Orleans.
6/10
Torna in campo
Gallinari in
Lakers-Denver
8/10
Gli Spurs di
Belinelli giocano
a Berlino contro
l’Alba e prima
amichevole dei
Knicks contro
Boston.
11/10
Gli Spurs
giocano a
Istanbul col
Fenerbahce.
28/10
Parte la
stagione Nba:
cerimonia degli
anelli in SpursDallas.
29/10
Primo derby
Denver-Detroit
e debutto dei
Knicks con
Chicago.
Danilo
Gallinari, 26
anni, sesta
stagione nella
Nba REUTERS

In Italia, pure le grandi squadre si nascondono. Nella Nba
c’è la tendenza opposta: anche
i Knicks non si considerano
battuti in partenza.

RIENTRO FUORI DA 18 MESI

«Non è facile
tornare in alto
Ci vorrà tempo»
Gallinari dopo tre operazioni
è pronto per il 5 contro 5
«Denver non mi mette fretta»
Dopo quasi diciotto mesi, causa rottura
legamento crociato e tre operazioni (una di
troppo, perché è certo che il suo chirurgo Richard Steadman abbia commesso un errore),
Danilo Gallinari è pronto al grande ritorno.
Conferma: «Da oggi mi allenerò con il gruppo.
Certo, ci vuole un po’ di calma. Ho già iniziato
la parte agonistica: 2 contro 2 e 3 contro 3. Ma
ora è venuto il momento del 5 contro 5. Magari
con minutaggi più brevi degli altri. Un minimo
di precauzione ci vuole. Anche se coach Shaw
quando mi ha visto in campo ha pensato che
fossi già a posto. Gli altri assistenti hanno dovuto calmarlo. E’ stato un siparietto divertente».
E’ di ottimo umore, Gallo: ride di gusto. Non
vede l’ora di ricominciare a fare sul serio. E in
queste settimane ha monitorato il «comeback»
di Derrick Rose con la nazionale Usa, anche lui
al rientro dopo un’assenza persino più lunga
della sua: «Non è facile tornare subito ad altissimo livello. Soprattutto mentalmente, ci vogliono dei mesi. Prima di farti male ti senti indistruttibile, poi devi ritrovare fiducia. So già
che ci sarà bisogno di un po’ di tempo. Ma nessuno qui mi mette fretta».
E i Nuggets dovranno pazientare per riavere
sul parquet Nate Robinson (anche lui rottura
del crociato) e il lungo JaVale McGee (frattura
da stress alla gamba sinistra). Dice l’azzurro:
«Io e Nate siamo allo stesso punto, McGee avrà
bisogno di qualche settimana in più».
Ma con coach Shaw avete già parlato del
suo ruolo il campo?

«Non molto, però mi spiegava un pick and
roll in cui io porterei palla e Lawson farebbe il
blocco. Lascio, però, che sugli schemi si ingegnino lui e i vice. Io voglio solo pensare a
segnare».
Realisticamente i Nuggets dove
possono arrivare?

«Diciamo che noi siamo più
scaramantici degli americani.
Da giocatore dico che l’obiettivo realistico sono i playoff».

«E’ una squadra con grande talento e potenzialità. Siamo molto
affiatati ed è tornato Afflalo, una
vecchia conoscenza che stimo
moltissimo. Diciamo che le
aspettative sono su altre squadre e magari ci può far comodo.
Il traguardo sono i playoff».

Storie come quella di Marco
Belinelli creano incentivi maggiori?

«La sua è una bellissima avventura. Io penso ai playoff, i
sogni, poi, sono un’altra cosa».

Si dicono buone cose del bosniaco Jusuf Nurkic, vero?

Ettore Messina è diventato
vice di Popovich agli Spurs. Ce
la farà a diventare capo-allenatore?

«E’ uno dei più preparati e
bravi al mondo. Come sapete
bene, conta avere l’opportunità e saperla sfruttare. Ci riuscirà».

«Ha le caratteristiche per essere un
giocatore fenomenale. Poca esperienza,
ma tosto. Ha iniziato solo 4 anni fa e in
modo buffo. Suo padre è un poliziotto di
2.15 per un quintale. Un giorno in un bar
pare abbia steso sette persone. Allora, gli
hanno chiesto se avesse un figlio. Jusuf,
appunto. Il basket lo ha scoperto così».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

m.l.p.

A Bologna

Reggio contro
Virtus, due novità
Trinchieri, Roma Entrano Crovetti
e Cantù più facili e Basciano

Mercato

Da un Lavrinovic all’altro. Reggio Emilia
sostituirà Darjus con il gemello Ksistof. Quest’ultimo
infatti ha raggiunto un accordo con il club emiliano
per un contratto di due mesi estendibile. L’ex
senese, 34 anni, che ha giocato il Mondiale insieme
al gemello con la Lituania e le ultime due stagioni in
patria allo Zalgiris Kaunas, salvo imprevisti
dell’ultima ora è atteso a Reggio Emilia già oggi.

Secondo Jackson, l’Est sarà
più competitivo: prevede che
ci vorranno almeno 45 vittorie
per andare ai playoff.

Eurocup

notizie
Tascabili
Reggio cambia Darjus
con l’altro Lavrinovic

«Tutti gli anni sono uguali
nella stessa misura. Non è che
giochi al campetto con gli amici, sei nella Nba. Non è una banalità: questo, come è accaduto in passato, sarà il campionato più importante della mia
carriera».

4

Ksistof Lavrinovic, 34 anni, con la maglia di Siena CIAM
Sostituirà, come detto, il fratello Darjus, operato per
una lesione al pollice della mano sinistra rimediata
nella sfida mondiale contro gli Stati Uniti, e che ne
avrà per almeno un mese e mezzo.
MATERA CONTRO FORLI’ Matera ha fatto ricorso
alla Giudicante (che dovrebbe riunirsi già domani)
circa l’iscrizione alla A-2 Gold di Forlì.

Sorteggiati i gironi di
Eurocup (passano le prime 4).
Reggio affronta il Bamberg di
Trinchieri. Girone A: Reggio
Emilia, Bamberg (Ger),
Saragozza (Spa), Strasburgo
(Fra), Parigi Levallois (Fra),
Bonn (Ger). Girone B: Cantù,
Gran Canaria (Spa), Ostenda
(Bel), Asvel Lione (Fra), Dijon
(Fra), Artland Quakenbrueck
(Ger). Girone C: Roma,
Nymburk (R.Cec), Siviglia
(Spa), Charleroi (Bel), Nancy
(Fra), Oldenburg (Ger).

La Virtus Bologna ha un
nuovo cda con alcune novità:
la new entry è Alessandro
Crovetti con delega all’area
gestionale e comunicazione.
Renato Villalta resta
presidente, il vice sarà
Claudio Albertini, poi i
consiglieri Daniele Fornaciari
e Maurizio Mazzieri. Novità
anche all’interno della
Fondazione Virtus che
controlla il club: Pietro
Basciano, patron di Trapani, è
il nuovo vice presidente.

IL 9 OTTOBRE SUL WEB

La A si presenta
in Gazzetta
Sarà in Sala Buzzati,
alla Gazzetta dello Sport, e in
streaming su Gazzetta.it la
presentazione della serie A
Beko, giovedì 9 ottobre alle
11. La Legabasket ieri non ha
preso ancora una decisione
sui diritti televisivi silver
(stagione regolare e eventi,
meno la Supercoppa che
sarà tramessa dalla Rai) ma
ha dato via libera alla
creazione della web tv della
Lega per la trasmissione delle
gare del campionato.

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

31

SCACCHI UNA GIORNATA CON IL N. 2
Majadahonda si trova nell’immediata periferia a NordOvest di Madrid. Il quartiere è
elegante, verde, ricco. Sui citofoni non ci sono cognomi ma
solo numeri. È la signora Santina a fare gli onori di casa: minuta, capelli corti, lucana di
Francavilla in Sinni e sola, in
casa, a parlare italiano, sembra quasi sovrastata dal marito Louis, un sessantenne di
lontane origini siciliane che
mantiene l’energia dei quarant’anni. Insieme, nel 2002,
decisero di lasciare la loro vita negli Stati Uniti — casa a
Brooklyn, lavoro, amicizie — e
puntare tutto sul talento del figlio 12enne. Dieci anni dopo
quella scommessa folle sembra clamorosamente vinta e i
signori Caruana hanno gli occhi pieni d’orgoglio.
Louis ha le idee chiare sul futuro del figlio. «Più che sul
Mondiale, Fabiano deve puntare sul rating. Il Mondiale è
solo un titolo. La classifica
mondiale, invece, dà la misura
della tua forza. Serve il primo
posto, magari con dieci, venti
punti in più rispetto a Carlsen.
Se arrivi lassù sei davvero il
più forte». Quando Fabiano
era bambino, Santina si preoccupava che il figlio non fosse solo un prodigio degli scacchi. «Poi ho capito che quello
era il suo desiderio e lo abbiamo assecondato. Fabiano sta
crescendo, lo vedo maturo
come uomo, autonomo nel
prendere delle decisioni. Certo, sogno che un giorno si faccia una famiglia, ma per ora gli
scacchi sono la sua vita».
si.ba.

la scheda
FABIANO CARUANA
22 ANNI
SCACCHISTA

Fabiano Caruana è
nato a Miami (Usa) il
31 /7/1992 da genitori di
origini italiane. Inizia a giocare
a scuola, a 6 anni. A 10 anni
batte Wojtkiewicz, diventando
il più giovane a sconfiggere un
Grande Maestro. A 12 anni si
trasferisce con la famiglia a
Madrid. Dal 2005 gareggia per
l’Italia. È Grande Maestro a 14
anni, 11 mesi, 20 giorni.

LA SCALATA Nel 2007 va a
Budapest e a Lugano nel 2010.
A inizio marzo 2012 entra nel top
10 mondiale, il 25/9/2012 batte
per la prima volta il n.1 al mondo
Carlsen, il 28/2/2013 l’iridato
Anand. Tornato a Madrid, a luglio
2014 sfonda i 2800 punti e a
settembre vince a Saint Louis
con 8,5 punti su 10: i suoi 3100
punti di performance rating sono
il record nella storia degli scacchi

Nel mondo di Caruana
DAL NOSTRO INVIATO

SIMONE BATTAGGIA
MAJADAHONDA (Spagna)

Eccolo, il vello d’oro degli scacchi. Occhiali, polo scura, un filo di voce da cui sgorgano poche parole, ma profonde e precise. Timido, ma
con una propensione spontanea al sorriso. Fabiano Caruana è nel suo guscio, a proprio
agio. Come ogni mattina ha
passato quattro ore al computer, col maestro Vladimir Chuchelov collegato dal Belgio. La
sera penserà alle recensioni
delle partite di Saint Louis, di
quei dieci giorni che hanno
scosso il mondo. Otto punti e
mezzo su dieci, 7 vittorie e 3
pari contro cinque dei nove
migliori giocatori di oggi, il secondo posto nella classifica
mondiale di oggi e il terzo nella lista di sempre, dietro a Carlsen e a Kasparov. Nessuno
aveva mai osato tanto. Sulla libreria spicca l’autobiografia
dell’ultimo imperatore russo
delle scacchiere. «È di mamma. Io non l’ho letta».
Lo conosce bene?

«Non bene. Non è facile avere un rapporto con lui».
Eppure Kasparov è, con Fischer, uno dei suoi miti.

«Sono i due che hanno segnato il gioco. Kasparov è stato iridato per 15 anni, Fischer
agli avversari non lasciava
nemmeno una partita».
Non che lei ci sia andato
molto distante, a Saint Louis.

«Non me l’aspettavo, nessuno se l’aspettava e non succederà più. Resterà nei libri di
storia. O almeno credo».
Aveva mai giocato così?

«Per la qualità del gioco è
stato il mio torneo migliore, di
gran lunga».

«Sono un guerriero timido
Amo attaccare e star solo»
«Sfiderei ora Carlsen, ma nel 2016 è meglio. Mi piacciono i comici,
non vado ai concerti per la ressa e mi rilasso con le pistole laser»
Come ha raggiunto questo
livello?

«Credo di avere un certo feeling per gli scacchi. Gioco dai
sei anni. Ora, lavorando con
costanza, mi viene naturale».
Cosa l’ha colpita di più a St
Louis?

«Che ho commesso pochi
errori. Puoi fare 50 buone
mosse, ma ne basta una sbagliata e il resto non conta più».

zioni più interessanti?

«Contro Aronian».
Che alla fine l’ha chiamata
«marziano». Come le è riuscita quella danza di cavalli?

«Con Chuchelov avevo preparato qualche idea sulle
aperture. Se metti subito sotto
pressione l’avversario, la sua
partita diventerà difficile. Di
sicuro non se l’aspettava».

te. Avevo già vinto il torneo ed
ero stanco. E poi quelle con
Nakamura. Nella prima ero in
vantaggio ma mi sono servite
sei ore per batterlo. Nella seconda avevo un modo facile di
vincere e non l’ho visto. Se
n’era accorto pure l’arbitro».

«

Fischer era uno
che agli avversari
non lasciava
nemmeno
una partita

competizione tra due persone.
Devi vincere, non creare arte.
Se vinci nessuno guarda al come, se perdi nessuno ti considera un artista. Oggi i grandi
giocatori sono molto pratici».
Perché vive in Spagna?

«Tra un torneo e l’altro ho
bisogno di un posto caldo dove rilassarmi. Anche a Lugano
stavo bene ma era più freddo».
Ha degli amici?

«Frequento alcune persone.
Ogni tanto andiamo a giocare
con le pistole laser».
E negli scacchi?

«Non ad altissimo livello».
Ha tempo per trovare una
fidanzata?

«Probabilmente lo troverei,
ma per ora non è successo».

Si sentirebbe pronto a sfidare Carlsen per il Mondiale?

Dicono che ami ridere.

«Sì. Ma purtroppo potrò
provarci solo tra due anni».

«Sì, amo i comici. Mi piaceva molto Robin Williams».

La partita più difficile?
In quale ha trovato le solu-

«L’ottava e la nona, due pat-

UN BALZO DA 42,5 PUNTI

GRAND PRIX

I RATING DI SETTEMBRE
Nome
Punteggio Elo
1. M. Carlsen (Nor)*
2870
2. L. Aronian (Arm)*
2804
3. F. CARUANA*
2801
4. A. Grischuk (Rus)
2789
5. V. Anand (India)
2785
6. V. Topalov (Bul)*
2784
7. H. Nakamura (Usa)*
2782
8. S. Karjakin (Rus)
2777
9. M. Vachier-Lagrave (Fra)*
2768
10. V. Kramnik (Rus)
2760
*: presente al torneo di Saint Louis

Domani a Baku
inizia la marcia
al Mondiale 2016

I RATING DI OTTOBRE
Nome
Punteggio (variaz.)
1. M. Carlsen (Nor)
2862.8 (-7.2)
2. F. CARUANA
2843.5 (+42.5)
3. V. Topalov (Bul)
2799.5 (+15.5)
4. V. Aronian (Arm)
2797.6 (−6.4)
5. A. Grischuk (Rus)
2796.6 (+7.6)

Domani Caruana
esordirà a Baku (Aze) nel
primo torneo del Grand Prix,
selezione in vista del torneo
dei Candidati che decreterà lo
sfidante al Mondiale 2016. Il
pass per il «Candidati»
potrebbe però arrivargli
anche dal rating. L’iridato
Carlsen, metterà in palio il
titolo dal 5 al 25 novembre a
Sochi contro l’indiano Anand.
Il vincitore sarà il detentore
per la sfida successiva (2016),
alla quale punta Caruana.

Però sarebbe un buon momento.

«Sarebbe un momento interessante. Ma forse tra due anni sarà migliore».
E il primo posto nel
ranking? L’attrae?

«Sì. Ora Carlsen è più vicino
di due mesi fa. Ma tutto dipende da come giocherò».

FABIANO CARUANA
SU BOBBY FISCHER

«

Il suo gioco ha debolezze?

«Sì, ma forse ora lo sono in
maniera più misurata».

«Will Hunting».
E il rock?

Kasparov è stato
iridato per 15
anni. Lo conosco
poco, è difficile
rapportarsi a lui

«Led Zeppelin, Beatles, ma
anche i Breaking Benjamin».
Mai andato a un concerto?

«No. Credo debba essere
bello, ma amo stare solo. Non
mi piace la folla».
Ha un telefonino?

«Tutti hanno debolezze, in
ogni sport. Sento però che negli ultimi tempi ne ho meno».
Dicono che sia aggressivo,
un guerriero della scacchiera.

Il suo film preferito?

«Sì, ma lo uso pochissimo».

FABIANO CARUANA
SU GARRI KASPAROV

Tempo fa diceva che i suoi
sogni erano tutti legati agli
scacchi. È ancora così?

«Sì. Ma ora non sono più sogni, sono obiettivi».
E il resto?

Come si definirebbe? Artista? Sportivo? Scienziato?

«Sicuramente non un artista. Gli scacchi sono sport,

«Un giorno, magari tra 20
anni, smetterò di giocare. Allora cercherò qualcos’altro».
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32

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

PALLAVOLO SPECIALE COLLEZIONE

23 dvd
Oggi è in edicola
la seconda uscita
«Una sfida...
per amore» a 5,99€

«Mila&Shiro – Due Cuori nella Pallavolo»: la
serie completa di uno dei cartoni più famosi al
mondo dedicato alla pallavolo, è in edicola in dvd
con La Gazzetta dello Sport e il Corriere della Sera.
Le avventure di Mila e la sua passione per il volley in
110 episodi della prima («Attacker You») e della
seconda serie («New Attacker You»), 23 dvd e un
booklet da 16 pagine. Mila & Shiro idealmente e
materialmente si lega alla Nazionale femminile
azzurra che sta giocando il Mondiale. Non a caso
alcune delle protagoniste in carne e ossa sono state
ridisegnate per la serie come un fumetto. Da oggi la
seconda uscita sarà in edicola a 5,99€, la terza dal 7
ottobre a 9,99€ (con un poster esclusivo di Mila &

Shiro). Oggi Una sfida per amore;
7 ottobre: Una Festa di diploma; 14 ottobre: Mila in
crisi; 21 ottobre: Il segreto della potenza; 28
ottobre: La meta più ambita; 4 novembre: Una
sofferta guarigione; 11 novembre: Una scelta
difficile; 18 novembre: Ansia di rivincita;
25 novembre: Una sconvolgente rivelazione;
2 dicembre: Un confronto pieno di incertezze;
9 dicembre: Insanabile rivalità; 16 dicembre: Un
nuovo inizio; 23 dicembre: Una nuova sfida;
30 dicembre: Il contrattacco; 6 gennaio: Una
straordinaria rimonta; 13 gennaio: La nuova
arrivata. L’ultima uscita è prevista nel 2015: il 24
febbraio. La serie completa a 222€.

Mila&
Shiro

Tra Italia
e Giappone
un derby
a cartoni
A Bari per la fase finale Mondiale
azzurre e nipponiche a confronto
In comune la passione per Mila
GIANLUCA PASINI

Mentre in Italia viene
pubblicata e promossa la serie
completa di Mila & Shiro (oggi
con la Gazzetta dello Sport e
con il Corriere della Sera è in
vendita il secondo dvd), la Nazionale di pallavolo femminile
si gioca l’accesso alle fasi finali
del Mondiale femminile in casa. Dopo il primo girone giocato a Roma, in questa settimana, da domani sarà
protagonista a Bari nella
2a fase del torneo, quello
che stabilisce l’accesso alla zona delle medaglie.
Diverse generazioni Come hanno raccontato in
più occasioni le azzurre di
Marco Bonitta sono state in
tante le atlete a cominciare
a giocare proprio cercando
di imitare le schiacciate e le
battute di Mila. «Un sacco di
ragazze della mia generazione si sono avvicinate al volley
grazie a questi cartoni, o prima a Mimì (che di Mila è la cugina) – ha raccontato Francesca
Piccinini – e grazie a quello che
vedevamo in tv, appena tornate
a casa da scuola, ci è scattata la
molla. L’unica differenza –
scherza il capitano dell’Italia al

In alto la copertina del
secondo dvd di Mila & Shiro, a
sinistra Francesca Piccinini,
Lea Lo Bianco e
Valentina Diouf in versione
cartone animato

Mondiale – è che noi eravamo
ragazze normali, non super
eroine. Quando andavamo in
palestra facevamo cose tranquille, non colpi impossibili».
Dalla Piccinini, ormai una veterana fino a Cristina Chirichella,
(20 anni) la più giovane delle
14 azzurre sono state portate al
volley proprio grazie a una fortunata serie di cartoni nati in
Giappone che ha fatto epoca.
Fabbrica tessile Curiosamente l’Italia si trova sulla strada delle finali proprio la squadra del Paese del Sol Levante
dove questo cartone è nato ispirandosi a una squadra esistita
veramente, quella che vinse il
primo oro olimpico della storia: nel 1964 ai Giochi di Tokyo.
Il primo durissimo allenatore
di Mila, Mister Daimon, ha modi terribili e costringe le giocatrici ad allenamenti massacranti. Quello che accadde veramente alla squadra campione nel 1964 e allenata da
Hirofumi Daimatsu, che per i
suoi modi venne definito il coach demonio. Una storia iniziata
nel 1953, nella città di Kaizuka,
dove i responsabili di una fabbrica tessile volevano portare il
loro team dopolavoristico di
volley femminile ad essere il
più forte del Giappone. Per
questo scopo venne appunto
scelto come allenatore, Hirofumi Daimatsu, un impiegato amministrativo con un passato di
giocatore ed ex militare. I suoi
metodi servirono al Giappone
per imporsi al mondo (aveva
l’ossessione dell’altezza la stessa che si rivede nella serie) e
questo, a partire, dalla fine anni 60 generò due serie di cartoni in Giappone Attack number
1 (da noi tradotto come Mimi)
e Attack You (che in Italia è diventato appunto Mila & Shiro)
arrivato diversi anni più tardi.
Mentre in Giappone il primo è
diventato un “must” anche
presso le generazioni più giovani Mila & Shiro non ha entusiasmato le folle. Mentre in Italia
proprio Mila & Shiro (e la relativa sigla musicale) è diventato
un tormentone che si è addirittura tramandato dalle madri
alle figlie. Una serie a cui la pallavolo italiana deve qualcosa
vedendo i risultati...
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

PALLAVOLO
MONDIALE

LA GAZZETTA DELLO SPORT

33

la guida
(a.a.) Dopo il giorno di trasferimento e quello di riposo domani si
riprende a giocare. Le azzurre sono a Bari dove affrontano l’Azerbaigian alle 20. Nel nostro girone
nessuna squadra è a punteggio
pieno e nessuna al palo a dimostrazione di un girone molto equilibrato.

FORMULA
Alla seconda fase (con 2 gironi da
otto Nazionali) si sono qualificate
le prime quattro dei 4 gironi iniziali,
portandosi dietro i risultati con le
altre formazioni qualificate. Alla
terza fase accedono le prime 3 di
ogni gruppo. Le 6 squadre superstiti vengono divise in due pool da

3 le prime 2 vanno alle semifinali
incrociate.

PUBBLICO: NELL’ULTIMA
GIORNATA IN 37.000
Nella quinta giornata del Mondiale
nelle 4 sedi 37.000 spettatori, così
ripartiti. Roma 13.200, Trieste
10.900, Verona 9.000, Bari 4.600

SUCCESSO IN TV:
DOMENICA IN 830.000
Audience media di 830.000 spettatori, con uno share del 3,37%:
continua a cresce l’interesse tv
degli appassionati. Questi i dati
relativi alla partita fra Italia e Repubblica Dominicana trasmessa
domenica da RaiSport

«Il segreto per vincere è divertirsi»
De Gennaro, il libero azzurro, pensa positivo: «E’ il nostro Mondiale, vogliamo godercelo»

v

DAL NOSTRO INVIATO

identiKit
& CARRIERA

VALERIA BENEDETTI
BARI

Ha studiato i migliori liberi del mondo e ora uno di loro le
fa da riserva. Monica De Gennaro, 27 anni, è il libero titolare di
un’Italia che ha fatto finora del
carattere il suo tratto distintivo.
E lei dà un buon contributo con
il suo. Una che non è facile buttare giù Monica. Per dire, domenica sera contro la Rep. Dominicana si è trovata a dover gestire
ricezione e difesa di una squadra con due opposti per un bel
po’ ma non ne ha fatto un dramma: «Ci siamo trovati in una situazione difficile. Devo dire che
le ragazze sono state molto brave ad ascoltarmi ed è stata molto brava Caterina (Bosetti, ndr),
ricevere a due alla sua prima vera partita è stata molto brava.
Ero abbastanza lucida e Marco
(il c.t. Bonitta, ndr) mi ha aiutato. Ero concentrata».

MONICA
DE GENNARO

Nata il
08/01/1987
a
Piano
di Sorrento (NA)

un po’ lo deve essere se da Piano
di Sorrento, dove ha cominciato
insieme alla sorella gemella Maria seguendo in palestra la sorella maggiore Giusy (che ora
cura la sua pagina Facebook), a
15 anni si è trasferita a Vicenza
per fare sul serio: «Non mi sono
fatta molti problemi anche se il
distacco dai miei è stato forte.
Ho pensato “se va male torno indietro”, ma non sono più tornata». Gavetta ne ha fatta parecchia: Vicenza per 7 anni (le ha
lasciato in eredità il diminutivo
Moki affibbiatole da una compagna di squadra più grande),
poi Aprilia in A-2, poi Pesaro e,
dall’anno scorso, Conegliano. In
questo Mondiale le fa da riserva
Paola Cardullo, che un Mondiale l’ha già vinto nel 2002, appena rientrata da un brutto infortunio: «Paola insieme all’americana Stacy Sykora sono stati i
miei giocatori di riferimento. E’
un grande onore e uno stimolo
avere una come lei come compagna di squadra».

Ruolo
Libero
Altezza
174 cm
Club
Conegliano

Il segreto di Moki La prima
convocazione in Nazionale è arrivata nel 2006, il primo oro nel

In Nazionale
Esordio in
nazionale a Roma
il 3 gennaio 2006
nel «Memorial
Fusco»:
Italia-Siram
Roma 3-1

114

Monica de
Gennaro, 27
anni, in
ricezione,
fondamentale
in cui fin qui al
Mondiale ha il
71% di perfette
TARANTINI

2011 alla Coppa del Mondo. E
ora il primo Mondiale. E lei lo
vive a modo suo: «Sono molto
contenta, ho lavorato tutta
l’estate per giocarmi questo
Mondiale da titolare. Più gioco
e più mi diverto più riesco a trovare le sicurezze per far star
tranquille le ragazze che giocano con me. Ho voglia di godermelo». La parola divertimento
sembra quasi un azzardo durante un Mondiale ma Monica spiega la sua filosofia: «Mi piace
l’entusiasmo con cui andiamo in
campo. Mi piace molto stare in
campo con le mie compagne. Io
penso a divertirmi perché se la
vivi diversamente ti fai prendere dalla tensione e dall’emozione. Invece dobbiamo divertirci

«

Siamo brave nelle
difficoltà:
possiamo
arrivare fino in
fondo
MONICA DE GENNARO
LIBERO ITALIA

sapendo che siamo una squadra
forte che si può giocare questo
Mondiale e quindi entro in campo pensando solo all’avversario». Concentrata quanto basta
ha eliminato anche i media:
«Non leggo nulla, non voglio neanche guardare troppo i social, i
commenti. Poi magari vengono
paranoie. E il mio Mondiale vo-

glio solo godermelo. Poi dopo
magari recupero».
Secondo girone Si inizia con
l’Azerbaigian e si finisce con la
Cina. «E’ quello che ci porterà a
Milano quindi bisognerà affrontarlo con la massima determinazione – dice Monica, fidanzata
con Daniele con cui condivide la
passione per il cinema - e concentrazione partita dopo partita. Sono gironi abbastanza equilibrati». Ma Monica ha fiducia:
«Abbiamo molto carattere, riusciamo sempre a uscirne fuori.
Anche con la Dominicana l’abbiamo mostrato, certo non si
può vincere sempre». Sempre
no ma quando conta sì.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

SQUADRE
Cina
ITALIA
R.Dominicana
Giappone
Belgio
Croazia
Azerbaigian
Germania

PT
8
7
6
5
3
3
2
2

G
3
3
3
3
3
3
3
3

V
3
2
3
1
1
1
1
0

P
0
1
0
2
2
2
2
3

SV SP
9 2
8 4
9 6
7 7
4 6
5 8
3 8
5 9

PRIMA GIORNATA
Domani
Bari ore 17 Rep.Dominicana-Belgio
Trieste ore 17 Germania-Cina
Bari ore 20 Italia-Azerbaigian
Trieste ore 20 Croazia-Giappone

LE ALTRE DELL’ITALIA
Sempre a Bari alle 20
2 ottobre Italia-Belgio
4 ottobre Italia-Giappone
5 ottobre Italia-Cina

Italia

Testarda Così si definisce e

CLASSIFICA GIRONE E

volte convocata
in nazionale
Ha vinto la Coppa
del Mondo 2011

CLASSIFICA GIRONE F
SQUADRE
Stati Uniti
Brasile
Russia
Serbia
Olanda
Bulgaria
Turchia
Kazakistan

PT
9
8
6
5
3
3
2
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3

SV SP
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9 3
7 4
7 6
4 6
5 8
5 9
0 9

PRIMA GIORNATA
Domani
Verona ore 17 Serbia-Olanda
Modena ore 17 Turchia-Stati Uniti
Verona ore 20 Brasile-Kazakistan
Modena ore 20 Bulgaria-Russia

Bronzo

al Grand Prix
2006

LE MIGLIORI DELLA 1a FASE

Con i Club
Esordio in A1
nella stagione
2005-06 con la
Minetti Vicenza

2004-07 Vicenza
2007-08 Imola
2008-09 Vicenza
2009-10 Aprilia
2010-13 Pesaro
2013- Conegliano
Ha vinto
la Supercoppa
2010 con Pesaro

Cristina Chirichella, 20 anni TARANTINI
PUNTI
1. Polina Rahimova (Azerbaigian)

INFERMERIA AZZURRE CORAGGIOSE: NONOSTANTE GLI INFORTUNI VOLEVANO RESTARE IN CAMPO

Del Core e Costagrande, nulla di grave
Entrambe fermate
da distorsioni alle
caviglie: forse
pronte già domani
con l’Azerbaigian
BARI

Sorride Marco Bonitta,
l’ultima notte romana del
Mondiale ha portato bene all’Italia. Mentre la Dominicana, festeggiava in albergo con
il presidente della Repubblica
(Danilo Medina) in visita in
questi giorni a Roma, i due infortuni che hanno condiziona-

Antonella Del Core e Carolina Costagrande, entrambe 33enni TARANTINI

to le azzurre nell’ultima gara
sembrano in via di guarigione. Sia Carolina Costagrande
che Antonella Del Core dovrebbero essere disponibili
per la prima partita della seconda fase, contro l’Azerbai-

gian, quella squadra che le azzurre hanno affrontato (e battuto) in amichevole prima del
Mondiale.
Carolina torna «Abbiamo

fatto bene a non fare giocare

Carolina - spiega c.t. azzurro
riferendosi alla Costagrande -.
Una precauzione che la potrebbe ridarci la giocatrice in
tempo per questo secondo girone. Siamo fiduciosi». La
stessa schiacciatrice non aveva preso bene la decisione di
andare in tribuna contro la
Repubblica Dominicana. «Ma
non aveva senso rischiare considerando quello che ci aspetta nella seconda settimana».
Buone nuove anche per Antonella Del Core che ha voluto
rientrare subito in campo già
durante la gara, dopo essersi
infortunata alla caviglia destra (Carolina Costagrande ha
avuto una distorsione a quella
sinistra con la Germania), ma

non ci ha sentito di restare in
panchina mentre l’Italia rischiava di perdere il primo posto nel raggruppamento e tanto ha fatto che prima della fine
del match il tecnico l’ha schierata, per sistemare un po’ la ricezione azzurra che dipende
molto dal rendimento della
schiacciatrice napoletana. Da
qui alla gara con le azere (domani sera alle 20) sarà compito dei fisioterapisti Daniele
Dailianis e Filippo D’Elia e del
doc della squadra Roberto
Vannicelli (già in azzurro coi
maschi dai tempi di Velasco)
lavorare sulle caviglie doloranti delle azzurre.
g.l.p.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

120

2. Saori Kimura (Giappone)

92

3. Ting Zhu (Cina)

88

4 . Karina Ocasio (Portorico)

88

5. Tijana Boškovi (Serbia)

87

39. Nadia Centoni

51

44. Valentina Diouf

49
MURO

1. Ting Zhu (Cina)

18 (1.06/set)

2. Annerys Vargas (R. Dominicana)

22 (1.00)

3. Fabiana Claudino (Brasile)

16 (0.89)

4. Maja Poljak (Croazia)

18 (0.86)

5. Kseniya Kovalenko (Azerbaigian)

17 (0.85)

9. Cristina Chirichella

15 (0.83)

54. Nadia Centoni

7 (0.39)
ACE

1. Charlotte Leys (Belgio)

11 (0,69/set)

2. Regla Rainierys (Cuba)

9 (0.56)

3. Evgeniya Startseva (Russia)

9 (0.53)

4. Claudia Lizbeth (Messico)

8 (0.50)

5. Dulce Carranza (Messico)

8 (0.50)

10. Valentina Diouf

7 (0.39)

29. Antonella Del Core

5 (0.28)

34

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

NAUTICA AL VIA LA 54a EDIZIONE

Il Salone del rilancio
i fiori all’occhiello

COME MUOVERSI TRA I PADIGLIONI APERTURA AL PUBBLICO DALLE 10 ALLE 18.30
PADIGLIONE B

PADIGLIONE D
SEA EXPERIENCE

Al piano terra, il BOATING DISCOVERY tutto il necessario per il primo acquisto
di un’imbarcazione. Al piano superiore,
TECH TRADE (accessori,
componentistica tecnica,
strumentazione
elettronica)

RED WALL
Portale Levante
biglietteria, reception

Area di ingresso:
inizio del percorso
di visita

Ospiterà lo shopping nautico,
l’abbigliamento tecnico
ed il mondo degli sport
acquatici

NEW SAILING WORLD
Posizionato nel Piazzale Mare
Coperto; ospiterà tutto il mondo della
vela sportiva, le derive e i monotipi,
gli accessori e i componenti, scuole
e charter, gli sport nautici, il turismo
nautico, porti turistici e marine
Teatro del Mare

Boat discovery

Sailing area

C

B

E

Sea experience
D

F

Motorboats area

NUOVA MARINA 1
La MOTOR BOATS AREA
è interamente dedicata
all’esposizione delle imbarcazioni
a motore a partire dai 12m fino
ad arrivare ai maxiyacht

FOOD COURT

Banchina

Attracco battelli

Sotto la tensostruttura è l’area
dedicata alla ristorazione di qualità
curata da Eataly.
Qui si svolgeranno inoltre eventi legati
all’eno-gastronomia mentre jazz band
si alterneranno per allietare i visitatori
in un’atmosfera glamour e conviviale

Jeanneau 64 è un mini maxiyacht di 20 metri e 5.40 di larghezza

Il motore che si guida
con il joystick
Il Mercury MerCruiser 4.5 litri da
250 hp, entrofuoribordo di cui a
Genova ci sarà il lancio europeo,
stabilisce nuovi standard per
accelerazione e prestazioni.
Tra gli accessori disponibili,
spicca il Joystick Piloting, utile
soprattutto in fase di attracco,
dove garantisce il massimo livello
di manovrabilità.

POWER VILLAGE
Il padiglione raccoglie l’esposizione
di impianti destinati alle grandi
imbarcazioni come motori
entrobordo, generatori,
trasmissioni e stabilizzatori
GDS

Genova vetrina
del made in Italy
Al centro il mare
Da domani a lunedì la fiera della nautica italiana
che vale più del 50% della produzione mondiale
LUIGI GALANTE MAGLIARI
GENOVA

Le previsioni meteo per
la settimana, danno su Genova
cielo sereno con qualche nuvoletta e temperature superiori
alla media. E questa è la prima
buona notizia. Ci mancherebbe solo il clima avverso sul 54°
Salone di Genova — da domani a domenica 6 ottobre — nella sua nuova veste rinnovata,
che non si limita a un automobilistico facelift, ovvero un intervento di blanda cosmesi per
riproporre un modello sulla
via del tramonto, studiando
bensì un evento di una settimana che coinvolge l’intera
città, pieno di novità.
50% del mondo Intanto le
barche, pur rimanendo il tema
del Nautico, faranno da quinta
a questa manifestazione che
ha scelto di mettere al centro il
visitatore e la sua passione: il
mare. Pur navigando in acque
tempestose da più di un lustro,
l’industria nautica gode ancora del primato mondiale di
produzione; in Italia costruiamo (ed esportiamo) in tutto il
mondo più del 50% della produzione mondiale. Barche favolose per emiri e capi di stato,
gommoni di tutte le taglie, sinuose barche a vela e sofisticate attrezzature per la vita di
bordo. La nautica in Italia rap-

Il SanLorenzo SD118, yacht di 37 metri, è l’ammiraglia del Salone

DOMANI LA PRESENTAZIONE

Venezia-Montecarlo al rilancio
Rinverditi i fasti degli anni ‘90
(l.g.m.) Verrà presentata
domani alle 15 al Padiglione B
del salone la nuova edizione
della Venezia-Montecarlo, una
classica che torna in auge (e
che sarà legata a Gazzetta
dello Sport e a Rcs Sport).
Qualcuno la paragonò alla
Parigi-Dakar, ma la parabola di
questa competizione offshore
è stata davvero folgorante. La
Venezia-Montecarlo si è svolta
negli anni Novanta: allora

l’Italia era la patria della
motonautica mondiale e aveva
lo scopo di far competere le
migliori imbarcazioni di serie e
offshore monocarena esistenti
sul mercato con una gara a
tappe, che si svolgesse intorno
alle coste italiane: un percorso
di 1450 miglia durissime che
pochi riuscivano a concludere.
Il nuovo corso verrà appunto
presentato domani nell’ambito
del Salone genovese.

presenta la quinta colonna industriale e non poco contribuisce a valorizzare il Made in
Italy tanto apprezzato all’estero, quanto sottovalutato in patria. Il Salone ne è la vetrina
più importante. A Genova
dunque, oltre a poter conoscere gli ultimi modelli di barche,
a poter effettuare le prove in
acqua, il visitatore trova un ricco programma di eventi e convegni dedicati al mare: attività
sportive, approfondimenti, dibattiti e mostre sul design.
Punto non da poco, tutta la rete di ristorazione durante i
giorni della manifestazione sarà curata da Eataly.
Debutta la Emotion Line di Selva Marine, gamma top di gommoni su tre misure
Street Food Numerosi corner
in diversi punti chiave offriranno ai visitatori il meglio del
«cibo di strada» di qualità, interpretato in stile italiano. La
manifestazione si è rinnovata
cominciando dalle fondamenta, eliminando vecchi padiglioni per valorizzare darsene
più moderne. Il Salone si è accorciato nel calendario e ancora rappresenta la cartina al
tornasole di un settore sofferente, ma attivo. Il nuovo corso
del Nautico comincia dai numeri: 180.000 mq di superficie
espositiva (100mila in acqua),
760 espositori, 1000 imbarcazioni di cui oltre 100 le novità,
dall’ammiraglia di quasi 40
metri, il Sanlorenzo SL 118 sino al piccolissimo Vergaplast
di poco più di 2 metri e che si
può caricare sul tetto dell’auto.
Tra le novità di quest’anno, il
ritorno di quelle che sono state
per diversi anni le cenerentole
della fiera: le barche a vela.
Con un incremento del 30% rispetto al 2013, le vele tornano
protagoniste nella darsena
principale, forse proprio come
espressione e testimoni di una
nautica meno esibita e più di
sostanza, una necessità di un
ritorno alle origini. Questo
senza voler creare banali spartiacque ideologici tra vela e
motore. Sempre il mare, uomo
libero, amerai – scriveva Baudelaire – e questo a prescindere che si sia a bordo di una canoa o di un megayacht.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Pershing 70 ha due motori da 1623 hp con eliche di superficie: tocca i 44 nodi

In anteprima mondiale, l’Advanced 44 è un day-sailer ad alte prestazioni

Lo Zar 49 SL è un «piccolo grande» gommone (4.90m) della linea Sport Luxury

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

35

TUTTNOTIZIE & RISULTATI
NUOTO COPPA DEL MONDO IN VASCA CORTA A HONG KONG

TENNIS SUL CEMENTO DI PECHINO

Hosszu ancora da urlo
Trema il record di Fede

Serena rimonta da 0-5!
Nadal si allena in doppio

Fino ai 150 metri
era 61/100 sotto al
primato di 1’51”17
della Pellegrini
nei 200 sl

La n. 1 del mondo
rovescia il match
con Espinosa. Rafa
cede con Andujar.
Giorgi in crisi

(al.f.) E’ ripartita la
Coppa del Mondo in vasca
corta e trema il record del
mondo di Federica Pellegrini nei 200 sl di 1’51”17
fermo al 2009 a Istanbul.
Ed è sempre la magiara Katinka Hosszu a provare a
sfilarlo nella tappa di Hong
Kong. Dove la polivalente
conquista cinque vittorie
individuali (e un secondo
posto nei 50 sl in 24”58),
raggiungendo quota 424
punti in classifica generale
per un montepremi parziale da 133.500 dollari.

Nel mega-torneo di Pechino (Cina, 5.427.105$, cemento), Serena Williams reagisce dopo lo strano ritiro di
Wuhan: rimonta Silvia Soler
Espinosa da 5-0 40-15 sotto
nel primo set, fino al 7-5 6-2
finale. «Non volevo perdere
6-0, e ho iniziato a lottare».
Mentre continua la crisi di crescita di Camila Giorgi, sesta
sconfitta al 1° turno negli ultimi 7 tornei. Coi soliti doppi
falli (11), cede a Safarova (n.
15 del mondo), da 3-0, 5-2 e
5-4 con un set point...
Intanto, Rafa Nadal torna
alle gare dall’eliminazione di
Wimbledon con Kyrgios, e poi
dall’infortunio al polso destro,
e perde in doppio per 7-5 4-6
10-4 con Andujar, contro Berdych-Isner (R.Cec-Usa). In
singolare fa l’esordio contro
l’ex rivale junior, Gasquet.

Ultime vasche Nei 200 sl,
tocca in 1’51”44 dopo essere passata ai 150 metri in
1’22”48,
addir ittura
61/100 sotto il primato
mondiale della Pellegrini.
Poi stanca per tutte le fatiche sostenute, l’ungherese
ha ceduto sino a toccare in
1’51”44. La Hosszu, marito-allenatore americano al
seguito, si allena 9 ore al
giorno per disputare così
tante gare. Agli Europei di
Berlino, ha conquistato 6

IPPICA
IN FRANCIA

Katinka Hosszu, 25 anni, ungherese, 6 medaglie europee (3 ori) a Berlino
TACCUINO
LA SCHIPPER SI RITIRA
Jessicah Schipper a 27 anni lascia il nuoto. Aveca raccolto l’eredità della farfalla
da Petria Thomas,e vinto due ori olimpici
con la staffetta mista australiana nel
2004 e nel 2008. La Schipper è stata anche iridata nei 100 farfalla e nella 4x100
mista nel 2005 a Montreal, e nei 200 farfalla e 4x100 mista nel 2007, e nei 200 farfalla col record del mondo a Roma 2009.
CASO AGNEL (a.g.) Su Agnel è guerra tra
allenatori. Appena accordatosi con l’ex
dt Horter, l’ex allenatore Fabrice Pellerin
(che lo aveva portato all’oro a Londra prima di una rottura clamorosa che aveva
provocato il trasloco del nuotatore a Baltimora) invita Yannick a prendere in considerazione l’idea di tornare nel suo club
perché «non si può improvvisare la crescita e io lo conosco meglio di chiunque».
VERGNOUX (pe.m.) Il francese Fred Vergnoux, allenatore di Mireia Belmonte, è
stato eletto miglior allenatore 2014 dall’associazione dei tecnici spagnoli.

BASEBALL

(25 m). Uomini: 100 sl-50 fa Le Clos
(Saf) 46”35, 22”35; 400 sl/mx Fraser-Holmes (Aus) 3’41”01, 4’03”02;
100 do Delaney (Aus) 51”48; 50200 ra Koch (Ger) 26”69, 2’02”50
(Gyurta, Ung, 2’02”51); 200 fa-100
mx Shields (Usa) 1’50”56, 52”51.
Donne: 50 sl-100 fa Dekker (Ola)
24”02, 56”03; 200-800 sl, 50-200
do, 200 mx Hosszu (Ung) 1’51”44,
8’09”36, 26”24, 2’03”08, 2’03”60;
100 ra Atkinson (Giam) 1’03”23
(29”70; 1° t. 2014).

IL PREMIO

CONCLUSA LA STAGIONE REGOLARE

La Varennina
Oakland col pass
Pleasure Kronos
Zimmermann
fa il colpo a Enghien fa la no-hit
Già vincitrice 15 giorni fa a
Vincennes, la Varennina Pleasure
Kronos ci ha preso gusto e si è
ripetuta ieri sulla pista rossa di
Enghien, alle porte di Parigi.
Guidata da Salvatore Carro (il
trainer è Cristian Rizzo), Pleasure
ha vinto in 1.15.9 il Prix d’Egletons
(m 2875, dotazione di 56.000 euro)
che era il quinté della giornata in
Francia e che la vedeva opporsi a
ben 15 avversarie, domate con un
grande scatto in retta d’arrivo che
non ha lasciato scampo a
nessuno. Pleasure è scesa in
campo senza i quattro ferri e in
Francia ha pagato 7,00 al
totalizzatore. Nell’altra corsa
europea del convegno, il Prix de
de Saint-Chamond (m 2150), buon
terzo posto di Oro Fks, guidato da
Roberto Andreghetti.
C’È COMMANDER Domenica a
Roma la finale del Derby e il Turilli
(m 1640): 1 Orsia (A. Gocciadoro);
2 Commander Crowe (O.
Kihlstrom); 3 Napoleon Bar (E.
Bellei); 4 Owen Cr (P. Gubellini); 5
Newyork Newyork (L. Baldi); 6
Prussia (R. Andreghetti); 7 Osasco
di Ruggi (R. Vecchione); 8 Louvre
(Fed. Esposito); 9 Pancottina Bar
(B. Goop); 10 Positano d’Ete (M.
Minopoli jr); 11 Lotar Bi (A.
Raspante); 12 Papalla (M. Stefani).

medaglie, di cui 3 ori: l’argento lo ha preso nei 200 sl
vinti da Federica. Doppietta per l’altro leader di Coppa, il sudafricano Chad Le
Clos, mentre tra le donne,
in evidenza la ranista giamaicana Atkinson.

(r.r.) Domenica sera ultima Mlb
e in carriera per Derek Jeter (a Boston,
3465 hit, media vita 310). L’ultimo pass
per la post season lo timbra Oakland
(4-0 su Texas) che sfida stasera Kansas
per lo spareggio tra le prime 2 wild card
AL.. La vincente contro Anaheim nelle
Division Series su 5 (l’altra BaltimoreDetroit). Nella National, spareggio
Pittsburgh-San Francisco: vincente
contro Washington (l’altra Los AngelesSt.Louis). Per Jordan Zimmerman (Was,
foto) no hit e 10 so contro Miami (1-0).
Nel 4-1 di Cincinnati, 36a salvezza su 38
peril cubano Chapman; 32° fuoricampo
per Rizzo, primo mancino del club dopo
Rick Monday (‘76). Kershaw (LA, 1.77)
chiude con la media pgl più bassa nella
NL dal ‘95 (Maddux, 1.63) e per la
quarta stagione chiude 1°: l’ultimo
Sandy Koufax (LA) ‘62-66.
Classifiche Finali. American. Ed:
Baltimore 96-66, NYY 84-78, Toronto
83-79, Tampa 77-85, Boston 71-91; Cd:
Detroit 90-72, Kansas 89-73, Cleveland
85-77, Chi WS 73-89, Minnesota 70-92;
Od: Anaheim 98-64, Oakland 88-74,
Seattle 87-75, Houston 70-92, Texas 6795. National. Ed: Washington 9666,Atlanta 79-83, NYM 79-83, Miami 7785, Philadelphia 73-89; Cd: St. Louis 9072, Pittsburgh 88-74, Milwaukee 82-80,
Cincinnati 76-86, Chi Cubs 73-89; Od:
LA 94-68, S.Francisco 88-74, S.Diego
77-85, Colorado 66-96, Arizona 64-98.

Primo turno, maschile: Cilic (Cro)
b. Bai (Cina) 6-3 6-4; Dimitrov (Bul) b.
Verdasco (Spa) 6-1 3-6 6-3; Troicki
(Ser) b. Youzhny (Rus) 6-3 6-4; donne: S. Williams (Usa) b. Soler-Espinosa (Spa) 7-5 6-2; Ana Ivanovic (9),
Serbia, def. Belinda Bencic, Switzerland, 6-2, 6-1; femminile: Cornet
(Fra) b. Jankovic (Ser) 7-5 3-6 6-4; Safarova (R.Cec) b. GIORGI 7-6 (3) 6-4;
PENNETTA b. McHale (Usa) 7-6 (3)
6-4.

ATLETICA
ASIATICI: BARSHIM 2.35
Mutaz Barshim chiude una straordinaria stagione (15 gare) vincendo i Giochi asiatici di Incheon (S.Cor) con 2.35, misura nel 2014 superata all’aperto 9 volte (4 oltre i 2.40). Uomini.
1500: Al Garni (Qat) 3’40”23; Ramzi (Bahr)
3’40”95; Almntfage (Iraq) 3’42”50. 3000 sp:
Kamal (Qat) 8’28”72; Taher (Bahr) 8’39”62; Kumar (India) 8’40”39. Alto: M. Barshim (Qat)
2.35; Zhang Guowei (Cina) 2.33; A. Barshim(Qat) 2.25. Donne. Lungo: Londa (Indo)
6.55 (+0.3); Bui (Vie) 6.44 (+0.9); Jiang Yanfei
(Cina) 6.34 (+0.3). Disco: Punia (India) 61.03;
Lu Xiaoxin (Cina) 59.35; Tan Jian (Cina) 59.03.
Eptathlon: Voronina (Uzb) 5912; Wang Qingling (Cina) 5856; Tarasova (Uzb) 5482.

PER GIOVANI SPORTIVI

Oggi ultimo giorno
per partecipare
al Mangiarotti
Scade oggi il termine
per partecipare alla 2a
edizione del premio
internazionale intitolato
all’indimenticabile Edoardo
Mangiarotti, grande campione
e gentiluomo della scherma
con 39 medaglie tra Olimpiadi
e Mondiali, e 3 vittorie
consecutive ai Challenge
Monal di Parigi, impresa mai
più eguagliata. La procedura
è semplice, sul sito
www.premiomangiarotti.org.
Possono partecipare i giovani
fra i 18 e i 30 anni che in
qualsiasi attività sportiva
riconosciuta dal Coni si siano
distinti per i risultati, oppure
in ambito professionale
abbiamo realizzato iniziative
efficaci per la pratica e la
diffusione dello sport. Il
premio principale è una borsa
di studio di 5000 euro, e sono
previsti eventuali premi di
1000 euro ai meritevoli di
menzione. Lo scorso anno
vinse la campionessa
paralimpica Martina Caironi
(nella foto). Premiazione il 24
novembre presso la
Fondazione Cariplo a Milano.

TROST 6.01 (si.g.) Personale nel lungo per
Alessia Trost nella finale Argento dei Societari
a Orvieto (Tr) con 6.01 (-0.4). Completamento. Uomini. 110 hs (+0.7): Devarti 14”15. Peso:
2. Dal Soglio 17.88. 5000 marcia: Tontodonati
19’58”75. Donne. 200 (0.0): Riva 23”98; Bonfanti 24”11. 5000: Dal Ri 16’39”77. 3000 sp. Barale 10’38”80. Lungo: 3. La Mantia 5.83 (+1.1).
Triplo: 2. D’Elicio 13.15 (+2.6, r. 13.05). Martello: Massobrio 59.31. A Genova. Donne. 3000
sp: N. Reina (a) 10’25”55; Cova 10’35”80. Giavellotto: Jemai 49.51. A Spilimbergo (Ud). Uomini. 200 (-1.0): Mensah B. 21”28. Martello:
Bortolato 68.32. Donne. 100 (-1.3)/400: Hooper 11”91/55”97. Asta: Cargnelli 4.00. A Acquaviva delle Fonti (Ba). 100 (+5.0): Bilotti
10”47. 5000 marcia: Stano 20’05”93. Donne.
1500: Costanza 4’25”71. A Matera. Uomini.
100 (-0.4)/200 (-1.5): Obou 10”68/21”26. Donne. Disco: Strumillo 54.19.
ADDIO ZANDANO (si.g.) E’ morto a Vercelli,
a 68 anni, Francesco Zandano, 9 volte azzurro della velocità, finalista con la 4x100 (8a) agli
Europei di Atene 1969. Miglior tempo sui 100
10”56 (riconvertito da 10”3) nel 1972 a Varsavia.

BASEBALL
ADDIO «BIG G» (dav.mar.) George Dummar,
detto «Big G» è morto a 54 anni negli Usa: fu
uno dei più forti battitori nella storia del Milano
(31 homer in due stagioni nell’83-84).

BOXE
LITIGIO PACQUIAO E MAYWEATHER
Manny Pacquiao l’aveva punzecchiato il 24
settembre, rinfacciandogli scorrettezze nel
reality All Access di cui è protagonista. Floyd
Mayweather ha risposto con un tweet che
mostra Pac mac k.o. al tappeto. Il filippino:
«Non sono turbato. Mayweather mi fa compassione e prego perché cambi. Dovrebbe rispettare Dio».
PER BUNDU (r.g.) Trattativa quasi definita per
la disputa a Montreal (Can) a Dicembre, della
semifinale welter Ibf, tra Ionut Dan Ion (Rom.
33-2) e l’ex europeo Leo Bundu (31-0-1). Il vin-

Serena Williams, 33 anni, n. 1 del mondo, a Pechino difende il titolo REUTERS
TACCUINO
NUOVE CLASSIFICHE
Uomini: 1. Djokovic (Ser) p. 12.150; 2. Nadal (Spa) 8.665; 3. Federer (Svi) 8.170; 4.
Wawrinka (Svi) 5.600; 5. Ferrer (Spa)
4.495; 6. (7) Berdych (R.Cec) 4.115; 7. (8)
Nishikori (Gia) 4.025; 8. (6) Raonic (Can)
9.965; 9. Cilic (Cro) 3.845; 10. Dimitrov
(Bul) 3.710; gli italiani: 18. Fognini 1.870;
48. Seppi; 77. (76) Bolelli; 80. (75) Lorenzi;
151. (165) Starace; 156. (154) Vanni; 163.
(158) Volandri; 166. (151) Cecchinato; 181.
(168) Viola; 199. Arnaboldi;
Donne: 1. S. Williams (Usa) 9.430; 2. Halep (Rom) 6.036; 3. Kvitova (R.Cec)
5.926; 4. Sharapova (Rus) 5.680; 5. Li
(Cina) 5.270; 6. A. Radwanska (Pol)
5.035; 7. (9) Bouchard (Can) 4.793; 8. (7)
Wozniacki (Den) 4.455; 9. (10) Ivanovic
(Ser) 4.180; 10. (8) Kerber (Ger) 4.050; le
italiane: 12. Errani 3.215; 16. Pennetta
2.582; 42. (44) Giorgi; 44. (45) Vinci; 58.
(62) Knapp; 71. (74) Schiavone; 181. (180)
Barbieri; 188. (185) Brianti; 235. (237)
Grymalska; 237. (238) Burnett.

citore diventa lo sfidante ufficiale dell’inglese
Kell Brook (33), campione in carica.

FOOTBALL
NFL, RISULTATI I risultati della 4a giornata
della Nfl: Washington-NY Giants 14-45; Baltimore-Carolina 38-10; Chicago-Green Bay 1738; Houston-Buffalo 23-17; Indianapolis-Tennessee 41-17; NY Jets-Detroit 17-24; OaklandMiami 14-38; Pittsburgh-Tampa 24-27; San
Diego-Jacksonville 33-14; Minnesota-Atlanta
41-28; San Francisco-Phila 26-21; DallasNew Orleans 38-17; Kansas City-New England.

GHIACCIO
SINCRONIZZATO AI GIOCHI?
L’Isu ha formalmente chiesto al Cio di inserire
il sincronizzato nel programma olimpico, a
partire da Pyeongchang 2018. La decisione in
aprile. Parteciperebbero 9 o 10 squadre, 16
pattinatori l’una. Incrementando notevolmente il numero degli atleti partecipanti ai Giochi:
questo uno dei maggiori limiti della richiesta.

HOCKEY GHIACCIO
ANTICIPO (m.l.) Oggi (ore 20.30) il Renon tricolore anticipa il 17° turno del 20 novembre
per gli impegni di Continental Cup, ricevendo a
Collalbo (Bz) il Vipiteno. Classifica: Renon,
Asiago, Gardena 7; Egna, Appiano, Cortina 6;
Val Pusteria 5; Milano 4; Vipiteno, Valpellice 3;
Fassa, Caldaro 0.

IPPICA
IERI QUINTÉ 5-11-12-6-17 A Taranto (m 1600):
1 Offen Wise As (V. Pisa) 1.14.9; 2 Picacho de
Diablo; 3 Nobel Bar; 4 Pueblo; 5 Navaho Bi;
Tot.: 3,61; 2,12, 3,39, 3,47 (65,06). Quinté: n.v.
Quarté: 2.449,89. Tris: 191,85.
OGGI QUINTÉ A SAN GIOVANNI TEATINO (inizio convegno alle 15) scegliamo Roberta Zack (15), Rudolf (10), Rancho Pancho (9),
Renilkam (14), Razor Wise (11) e Raquel Ans
(12).
SI CORRE ANCHE Trotto: Modena (15.25) e
Trieste (15.15). Galoppo: Roma (14.50).

JUDO
EUROPEAN OPEN DONNE: OK CANTONI Giulia Cantoni ha vinto l’European Open, valido
per il ranking olimpico, a Tallinn (Est) con tre
vittorie nei 70 kg. Bene Matteo Marconcini, 5°
negli 81 kg.

PALLAMANO
TRA AMICI (an.gal.) A Chieti, amichevole
Italia-Israele 27-24. Replica oggi (20,15).

FERRER DELUDE ANCORA
A Tokyo (Gia, 1.373.420$, cem.), come a
Shenzhen la settimana scorsa, David
Ferrer è subito eliminato: 7° nella «Race»
rischia la qualificazione al Masters. Dolgopolov rientra dopo 2 mesi e l’operazione al ginocchio. Primo turno: Sock
(Usa) b. Dolgopolov (Ucr) 6-4 6-1; Golubev (Kaz) b. Herbert (Fra) 6-4 6-4; Granollers (Spa) b. Ferrer (Spa) 4-6 6-4 6-4;
Anderson (S. Af) b. Thiem (Aut) 7-6(5)
6-4.
SUPER BABY USA A San Luis Potosi
(Mex), gli Usa vincono coppa Davis e Fed
Cup junior. In finale, con Blumberg,
Mmoh e Ross, battono 3-0 la Corea e,
con le ragazze Black, Bellis e Kenin, superano 3-0 la Slovacchia.
MARATONETA ESTRELLA Al Challenger di Pereira (Col, 40.000$, terra)
brilla uno degli eroi degli Us Open, il
34enne dominicano Victor Estrella Burgos che batte Souza (Bra) 7-6(5) 3-6
7-6(6), salvando un match point dopo 3
ore 17 minuti, la più lunga finale 2014.

durissimo gruppo D coi serbi, Szolnok (Ung) e
Yuzme (Tur). Avanzano le prime due di ogni girone.

RUGBY
PER PRATO (ri.te.) I Cavalieri ingaggiano i
sudafricani Ryan Smid, 22enne terza centro e
Willem heymans, 26 anni, centro; Arriva anche il francese Sylvain Pages, 26 anni, tallonatore.

SCHERMA
VINCE CIUTI Tommaso Ciuti vince la 1a
prova in Coppa del Mondo Under 20 a Budapest: superato in finale Daniel Dosa
(Ung)15-12. Francesco Ingargiola chiude
5°. Nel fioretto femminile a Timosoara
(Rom) Bianchin è 3°, Pozzan 5a..

SCI ALPINO
MONDIALI 2021, CORTINA RITENTA?
Il consiglio comunale di Cortina ha approvato con una delibera la candidatura (è la 5a) ai
mondiali di sci alpino 2021. In paese però c’è
contrarietà. Cittadini e ambientalisti criticano costi e ricadute sull’ambiente dell’evento:
ci sarà una raccolta di firme per chiedere un
referendum consultivo.

TENNISTAVOLO
EUROPEI A Lisbona il Portogallo vince a sorpresa per la 1a volta nella storia gli Europei a
squadre: 3-1 alla favorita Germania, campione in carica. Arbitro della finale l’italiano
Andrea Abascia. Donne: Germania 3-0 sull’Austria.

TIRO A VOLO
TRICOLORI Nella fossa (a Cellino Attanasio,
Teramo), 1° titolo per Valerio Grazini (122 in
qualifica) su Pellielo 14-13. 3. Candilio. Donne: 1. Rossi; 2. Stanco; 3. Bocca. Nello skeet
(a Conselice, Ravenna) titolo uomini a Lodde, campione d’Europa; 2. Sablone; 3. Eleuteri. Donne: 1. Bacosi. 2. Di Marziantonio; 3.
Spada.

VELA
J80 (r.ra.) Chiuso a Loano (Sv) il Campionato
Nazionale J80. Vittoria dell’equipaggio di Giacomo Loro Piana, Francesco Ivaldi (tattico),
Matteo e Tommaso Bert. 2. Michele Galli con
Francesco de Angelis (tattico), Michele Cannoni, e Flavio Grassi. 3. Edoardo Lupi con Lorenzo Bressani (tattico) Giorgio Tortarolo e
Massimo Pessina.

PALLANUOTO
CHAMPIONS Sorteggiati i gironi del 2° turno
(17-19 ottobre). Pro Recco nel gruppo A ad
Hannover coi tedeschi, Stella Rossa (Ser) e
Volgograd (Rus); Posillipo a Kragujevac nel

Dirigenti, tecnici, atleti ed ex giocatori di Milano
Baseball e di United piangono la scomparsa di

George Dummar
grande protagonista degli anni Ottanta.
- Milano, 29 settembre 2014.

36

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

SEGUITECI SU

ALTRI MONDI

@AltriMondiGazza

Il fatto del giorno

_ resa dei conti sul lavoro

DI GIORGIO DELL'ARTI
gda@gazzetta.it

Sul Jobs Act sì dal Pd a Renzi
Ma la strada è ancora in salita?
Ok della Direzione
dopo un duro
scontro: minoranza
spaccata. Intanto
il premier riapre
ai sindacati:
resta la minaccia
dello sciopero
Ieri sera la Direzione del
Pd ha approvato il documento
finale di Renzi sul Jobs Act: 130
voti favorevoli, 20 contrari e 11
astenuti. In pratica hanno detto
sì la maggioranza e i giovani
turchi, si è astenuta una parte di
Area riformista, hanno detto no
D’Alema, Bersani e alcuni bersaniani (da Fassina a Cuperlo),
Civati e i civatiani, il lettiano
Boccia e la bindiana Miotto. Al
documento avevano lavorato
Lorenzo Guerini, Roberto Speranza, Guglielmo Epifani e Cesare Damiano. A spaccarsi dunque è stata la minoranza, in una
giornata in cui si sono ascoltati
discorsi molto duri, con D’Alema
che rivolto a Renzi ha più o meno detto: «Matteo non credere
che siano tutti ignoranti, che
nessuno sappia le cose. Qualcuno che le cose le sa c’è, ed è quella
l’opinione pubblica più qualificata». Un modo per respingere
la tesi di Renzi secondo cui l’articolo 18 sta lì da 44 anni e nessuno fino ad ora l’ha mai toccato.
«È stato riformato due anni fa
— ha detto D’Alema — e prima
di intervenire di nuovo bisognerebbe almeno raccogliere i dati
necessari a capire quali risultati
ha avuto quella riforma» realizzata dalla Fornero.

1
Procederei per ordine. Cominciando dal discorso del segretario.

Il segretario, che in mattinata era salito al Quirinale, ha
pronunciato un discorso non
diverso da quello che abbiamo
sentito nei giorni scorsi: invito
a superare i tabù per arrivare a

largamento delle tutele ai licenziamenti disciplinari?

Per la prima volta Renzi ha
detto che è pronto a discutere
con Cgil, Cisl e Uil. «Sono pronto a confrontarmi con i sindacati a Palazzo Chigi. Li sfido su
tre punti: una legge sulla rappresentanza sindacale, la contrattazione di secondo livello e
il salario minimo». Bocconi difficili da ingoiare tutti e tre, anche se la legge sulla rappresentanza sindacale è addirittura
prevista dalla Costituzione.

4

Quali sono stati gli interventi più critici nei confronti di
Renzi?

L’intervento del premier e segretario Pd, Matteo Renzi, 39 anni, ieri alla direzione del partito ANSA

4

IL NUMERO

39

Le migliaia
di licenziati
Dall’agosto
2012, entrata
in vigore della
riforma Fornero
che ha rimodulato l’articolo 18,
39.405
lavoratori sono
passati per
i meccanismi
giudiziari della
legge dopo aver
ricevuto la
comunicazione
del licenziamento. Si stima tre
su quattro (30
mila circa)
abbiano lasciato
l’azienda
in cambio
di denaro

«una profonda riorganizzazione del mercato del lavoro e anche del sistema del welfare»
che abbia al proprio centro «i
nuovi deboli». «La rete di protezione si è rotta, non va eliminata ma ricucita, sapendo che
c’è uno Stato amico che li aiuta». I punti chiave sono due: il
governo sta lavorando perché
«il tfr possa essere inserito dal
primo gennaio 2015 nelle buste paga, attraverso un protocollo tra Abi, Confindustria e
governo per consentire un ulteriore scatto del potere di acquisto». L’Abi è l’associazione
che riunisce le banche. Anticipare mezzo Tfr nelle buste paga vuol dire costringere le imprese a saldare subito un debito che sarebbe andato in scadenza tra molti anni, cioè
strangolarle finanziariamente.
Per questo, se davvero si vuol
procedere su questa strada, è
essenziale un sostegno finanziario da parte delle banche,
che avranno a loro volta bisogno di una copertura dello Stato. Rete Imprese Italia, che riunisce le organizzazioni delle
piccole imprese e degli artigiani, s’è già dichiarata contro: «È
impensabile che le piccole im-

prese possano sostenere ulteriori sforzi finanziari, come
quello di anticipare mensilmente parte del tfr ai dipendenti».

2

E il secondo punto?

«L’attuale sistema del reintegro va superato, certo lasciandolo per i licenziamenti
discriminatori e disciplinari».
È un allargamento notevole
dell’ipotesi iniziale, che lasciava il reintegro per i soli licenziamenti discriminatori. E tuttavia Cgil, Cisl e Uil — che non
hanno ancora trovato una linea comune né hanno raggiunto un accordo per una manifestazione unitaria — non
sono ancora soddisfatte. La
Cgil giudica l’intervento di
Renzi «ancora vago, indefinito
e contradditorio». La Uil minaccia lo sciopero generale se
il governo dovesse rimuovere
tutele che già esistono. Mentre
Bonanni giudica interessanti
le aperture di Renzi.

3

Quali aperture, a parte l’al-

Quello più duro è stato Bersani, che ha respinto ogni ipotesi di «prendere o lasciare».
«Noi sull’orlo del baratro non
ci andiamo per l’articolo 18. Ci
andiamo per il metodo Boffo,
perché se uno dice la sua, deve
poterla dire senza che gli venga tolta la dignità.
Ai neofiti della ditta dico
che non funziona così. Io voglio poter discutere prima che
ci sia un prendere o lasciare,
prima che mi si carichi della
responsabilità di far traballare
un partito o il governo. Secondo me in questa delega lavoro
c’è un deficit di capacità riformatrice.
Noi abbiamo fatto riforme
hard, non mi si venga a dire
che non abbiamo fatto niente.
Non ci trema il polso, ma con
questa riforma perdiamo
un’occasione. Non si può raccontare che non ci sono occupati per colpa dell’articolo 18.
Dobbiamo ricostruire una base produttiva».

5

Civati uscirà o no?

Ha detto: «Ieri sera in tv io
ho visto un premier che diceva
cose di destra, simili a quello
che diceva la destra dieci anni
fa. Chiedo se qualche emendamento delle minoranze vedrà
il favore del Pd perché è anche
da questo che si vede il tono
della mediazione».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

A

MISURE ANTI-TERRORISMO

L’ANM
CONTRO
IL PREMIER

S

«Meno
falsità e più
rispetto»
È scontro
aperto fra Renzi
e le toghe,
passate al
contrattacco
dopo che il
premier
domenica era
tornato sulle
questioni dei
compensi
troppo alti, sul
tetto alle
retribuzioni e
sul nodo delle
ferie dei
magistrati.
L’associazione
guidata da
Rodolfo Sabelli
(nella foto Ansa)
ha ribattuto ieri
di non aver
«mai dichiarato
che tali misure
sarebbero
un attentato
alla libertà della
magistratura,
che — si legge
nel passaggio
chiave
dell’intervento —
ha troppo
rispetto
della propria
indipendenza,
perché questa
venga sfruttata
per secondi
fini»

Controlli rafforzati a Roma ANSA

Isis, Alfano
lancia l’allarme
«Passati da noi
48 jihadisti»
La minaccia dell’Isis tocca i nostri confini. «L’allerta per
l’Italia è elevata, anzi elevatissima, pur in assenza di una minaccia specifica». L’allarme è
stato lanciato, ieri, dal ministro
degli Interni Angelino Alfano
a Bruxelles, durante un convegno sulla sicurezza. Secondo il
ministro degli Interni, sono 48,
per ora, i “combattenti stranieri” nelle file jihadiste passati
dall’Italia. La situazione viene
monitorata. «Il comitato di
analisi strategica antiterroristica si riunisce di settimana in
settimana — ha aggiunto —
Abbiamo valutazioni aggiornate». E già si preparano interventi concreti. «A livello Ue —
ha detto Alfano — occorre rafforzare la registrazione dei
passeggeri in ambito Schengen
per quanto riguarda voli e transiti». Sarebbero pronte anche
norme «molto severe» da portare in Parlamento.
Gli attacchi Proseguono, intanto, i raid della coalizione
guidata dagli Usa in Iraq (ieri
c’è stato il primo attacco britannico). Durante i bombardamenti sette miliziani dello Stato islamico sono rimasti uccisi
a Kirkuk, nel nord dell’Iraq.
L’avanzata dell’Isis prosegue,
invece, in Siria e minaccia la
città di Kobane al confine con
la Turchia. Per affrontare la situazione Ankara ha dislocato
34 carri armati. C’è apprensione per i due tedeschi rapiti nelle Filippine dal gruppo islamico Abu Sayyaf . Per la loro liberazione gli estremisti hanno
chiesto a Berlino di ritirare il
suo appoggio all’offensiva Usa
contro l’Isis, oltre a un riscatto.
E hanno avvertito che uno dei
due sarà decapitato se le richieste non saranno accolte
entro il 10 ottobre.

notizie
Tascabili

Condannati a un anno

Da domani rincari fino al 5,4%

Roma, processo
baby squillo:
patteggiano in 4

Bollette di luce e gas
La nuova stangata:
21 euro in più a famiglia

Il ministro lancia la «policy mix»

Via libera della procura di
Roma: quattro clienti delle due
minorenni che si prostituivano
in un alloggio dei Parioli hanno
patteggiato. Un anno di
reclusione, con sospensione
condizionale, ed oltre 1000
euro di multa: questa la pena
concordata dai quattro,
accusati di prostituzione
minorile. Per l’accusa gli
imputati non solo erano clienti
delle due ragazzine ma erano
anche consapevoli che
fossero minorenni. Sono
intanto una sessantina le
persone indagate dal procuratore. Nello stesso processo è
stata condannata a sei anni di
carcere anche la madre di una
delle due ragazzine.

Padoan avvisa l’Europa
«La situazione è grave
serve più equilibrio»
Rivedere il fiscal compact. È questa
l’indicazione che il ministro dell’Economia Pier Carlo
Padoan ha dato all’Italia e all’Europa nel suo
intervento alla Camera. «Il fiscal compact è stato
concepito in un quadro economico più favorevole.
Esiste un’asimmetria — ha detto —, le pressioni
all’aggiustamento sui paesi in deficit sono maggiori
che nei paesi in surplus». Quindi ha spiegato che in
un quadro di semistagnazione «preoccupante» come
l’attuale, «tutte le manovre di aggiustamento sono
più difficili, ma noi continueremo a perseguirle». Ma
la parola d’ordine non può essere più solo austerity,
ma serve un più equo «policy mix».

La «gazzella» dei carabinieri sotto un tir: l’incidente nel Piacentino ANSA

Tragedia nel Piacentino

Scontro sull’A21:
carabiniere morto
in un inseguimento
L’inseguimento di una
«gazzella» dei carabinieri finisce
in tragedia. I banditi si sono
dileguati, un militare è morto e
l’altro è rimasto seriamente ferito
dopo uno schianto contro un tir,
a Castelsangiovanni, nel

Piacentino. A perdere la vita è
stato un appuntato di 39 anni,
Luca Di Pietra. Ferito il collega
Massimo Banci, 46enne. I due
carabinieri stavano percorrendo
una strada a due passi dallo
svincolo dell’A21 quando hanno
incrociato un’Audi che proveniva
dalla direzione opposta e che,
alla loro vista, ha accelerato.
La pattuglia ha invertito la marcia
e si è lanciata all’inseguimento.
Durante un sorpasso è avvenuto
lo scontro con il tir.

Bollette più care da domani: l’Authority per
l’Energia ha reso noto che per gas e luce ci sarà
un incremento rispettivamente del 5,4% e
dell’1,7%. Per una famiglia tipo ciò si tradurrà nel
prossimo trimestre in una spesa aggiuntiva di 2
euro per il gas, mentre per la luce l’aumento, più
consistente, sarà di 19 euro. «Si tratta di una
pessima notizia per le famiglie italiane in un
momento così delicato — ha avvisato il
Codacons —. Potrebbero esserci conseguenze
negative nei prossimi mesi, con una depressione
immediata nei consumi». L’Authority ha però
precisato che nonostante i rincari per «le
tensioni sui mercati legate agli attesi rialzi
stagionali della materia prima e alla crisi russoucraina», con la riforma che dallo scorso anno
ha agganciato i prezzi italiani a quelli di mercato
europei, nel 2014 ci sarà un risparmio totale di
84 euro sulla bolletta del gas rispetto ai 1.257
euro spesi in tutto il 2013.

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

L’EX PRESIDENTE DELL’INPS

ALTRI MONDI

Truffa sanità, indagato
anche Mastrapasqua
Il direttore generale
dell’ospedale Israelitico di Roma,
l’ex presidente dell’Inps Antonio
Mastrapasqua (nella foto), è stato

FILIPPO CONTICELLO
filippocont

Risuonava, ma ora rimbomba: Tienanmen è la parola
tornata di moda tra le diplomazie di mezzo mondo, un incubo
per la Cina. Hong Kong, infatti,
sembra decisa davvero a chiedere elezioni libere e democrazia
autentica: le proteste nell’ex colonia britannica, dal 1997 speciale regione amministrativa di
Pechino, non si fermano. Anzi,
dilagano fino a paralizzare le
strade, nonostante gli inviti delle
autorità a disperdersi e la repressione violenta di domenica. Si temono nuovi scontri e per questo
il colosso cinese affronta una delle sfide più complicate dal massacro di piazza Tienanmen, 25
anni fa. Nell’estremo tentativo di
rasserenare gli animi, il governo
centrale ha annunciato il ritiro
degli agenti in assetto anti-sommossa. In effetti la situazione, tesa come una lama fino a domenica, è tornata a una calma apparente. Niente attacchi delle forze

Tra gli studenti
che occupano
pacificamente
il centro anche un
cardinale 82enne
dell’ordine agli studenti (in totale si contano quaranta feriti), ma
la gente si è decisa a passare la
seconda notte in piazza. Fedele
compagno di tanti, l’ombrello:
quando serviva, ha permesso di
difendersi sia dal sole che dal
bombardamento di lacrimogeni.
Niente paletti Il nuovo «Occupy» ha un nome articolato e
ambizioni più alte dei tanti fratelli comsparsi in questi anni:
OCLP, Occupy Central with Love
and Peace, è «una marea bianca»
a leggere le cronache locali. Dopo gli arresti di massa dei giorni
scorsi. i manifestanti hanno
piantato bandiera intorno al palazzo governativo fino al rilascio
del 17enne leader del movimento, Joshua Wong. Nel mirino la
riforma alla legge elettorale che,
per il voto del 2017, primo a suffragio universale, prevede l’approvazione dei candidati da una
commissione ad hoc nominata
dall’esecutivo. Paletti insopportabili alla libertà di scelta del leader e, così, ieri un fiume di gente
pacifica ha ripetuto slogan democratici. Quelli che di solito
portano la Cina a far la faccia cattiva: da Pechino continuano a
bollare le manifestazioni come

indagato con altre 9 persone per
una maxitruffa da 15 milioni di
euro ai danni del Sistema
Sanitario. Le indagini, che si
riferiscono agli anni 2012-2014,
sono iniziate dopo un’ispezione
della Regione che ha riscontrato
una serie di anomalie tra i rimborsi
versati e le prestazioni erogate.

DISOBBEDIENZA GENTE IN STRADA PER LA SECONDA NOTTE DI FILA
1

2

LA TRAGEDIA DI SALERNO

Uccide 4 giovani al bar
«Omicidio volontario»
Aveva nel sangue un tasso
alcolico tre volte superiore a
quello consentito dalla legge e
andava a più di 100 chilometri

A

CATALOGNA
STOP
AL VOTO

S

3

1 Alcuni dimostranti ieri notte ad Hong Kong; 2 Una gigantografia
di Leung Chun-ying, capo del governo locale fedele a Pechino;
3 I giovani in piazza fermano una camionetta della polizia AP/AFP

Ancora proteste
a Hong Kong
E la Cina minaccia
Migliaia restano in piazza per chiedere elezioni libere
Pechino ritira le truppe: «Ma no a intromissioni Usa»
TENSIONE ALTRI SCONTRI A EST. LA DENUNCIA DEI RIBELLI

La tregua in Ucraina è a rischio:
«Bombe su Donetsk, sei vittime»
Scricchiola la tregua
stipulata nei giorni scorsi fra
filorussi e ucraini. Situazione
sempre più delicata nell’autoproclamata repubblica di Donetsk,
dove nelle ultime 24 ore sei civili
sono morti e altri diciotto sono
rimasti feriti in seguito
ai bombardamenti da parte
dell’esercito di Kiev. Il portavoce
militare ucraino Andrii Lissenko
ha annunciato che nello stesso
lasso di tempo hanno perso
la vita anche nove soldati

ucraini, e ventisette sono rimasti
feriti, dopo che domenica
«i ribelli hanno tentato di nuovo
di prendere d’assalto l’aeroporto
di Donetsk». In segno di risposta,
un gruppo di nazionalisti ucraini
ha abbattuto a Kharkiv, città
orientale e bastione pro-Kiev,
la più grande statua di Lenin del
Paese (il monumento svettava
sulla piazza principale della città
fin dagli anni Sessanta)
nel corso di una manifestazione
a sostegno all’unità.

figlie di «estremisti politici» e
«destinate al fallimento». Ancora
più esplicito, il ministero degli
Esteri: ha invitato le altre nazioni
a non immischiarsi. «Hong Kong
è affare interno», si ripete, messaggio potente agli Usa che soffiano sulle rivendicazioni. Intanto, il blocco studentesco si è trasformato in movimento di disobbedienza civile: in piazza gente
di ogni età e, qua e là, diversi religiosi. Nel cuore della rivolta è ricomparso ad esempio il cardinale Joseph Zen, vescovo emerito
di Hong Kong, 82 anni e grinta
da leone. A luglio aveva marciato
per 84 ore per invitare la popolazione a un referendum sulla democrazia e, come i suoi fratelli,
non vuole più lasciare la piazza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Indipendenza
L’Alta Corte
blocca
il referendum
La Corte
Costituzionale
spagnola ha
deciso ieri sera
all’unanimità di
ammettere il
ricorso presentato dal governo
di Madrid,
sospendendo
così il referendum sulla
indipendenza
della Catalogna
convocato dalla
«Generalitat»
per il 9 novembre con un
decreto approvato sabato dal
governo di Artur
Mas (foto).
Il tutto resta
sospeso per 5
mesi durante i
quali l’Alta Corte
dovrà esprimersi nel merito
in maniera
definitiva
sulla revoca
e motivarne
la decisione.
Prima ancora
della decisione,
il governo locale
si era detto
determinato a
far votare«costi
quel che costi»
il referendum,
dando il via
all’organizzazione

LA GAZZETTA DELLO SPORT

37

orari in un tratto in cui il limite
era di 50. Per questo Gianni
Paciello dovrà rispondere di
omicidio volontario (e non
colposo, come stabilito in un
primo tempo). Domenica l’uomo
era piombato con la sua Bmw su
un bar a Sassano (Sa) uccidendo
4 giovani, tra cui suo fratello.

AUDIPRESS GIORNALI SU CARTA E IN DIGITALE

La Gazza è al top
Resta la più letta
Ancora in testa. La Gazzetta dello Sport
è, stabilmente, il quotidiano più letto d’Italia.
Lo certifica l’ultima rilevazione Audipress, che
quantifica per la prima volta contestualmente
la lettura delle copie cartacee e delle copie digitali replicate su tutti i device (tablet, pc e smartphone). L’innovazione nel modello di raccolta
dei dati, ha specificato la stessa Audipress, non
rende in alcun modo comparabili questi risultati con quelli delle precedenti edizioni. Nel
dettaglio, i lettori delle versioni cartacee o digitali dei quotidiani sono in totale 19.351.000, di
cui 18.764.000 della sola carta. La «Gazza» ha
3.623.000 lettori di carta e/o copie digitali e
3.493.000 solo di carta. Al secondo posto, il
Corriere della Sera, che con il precedente metodo di rilevazione era dietro a La Repubblica: ora
ha 2.554.000 lettori totali e 2.329.000 di carta.
Supera il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari, fermo a 2.523.000 lettori (2.350.000 di
carta). Fuori dal podio Il Corriere dello Sport
con 1.529.000 lettori complessivi, La Stampa
con 1.408.000 e Il Resto del Carlino con
1.253.000. Nel campo dei settimanali maschili,
SportWeek ha 970mila lettori complessivi
(958mila di carta) in una classifica comandata
da Il Venerdì (1.845.000, 1.816.000 di carta).

CONCORDIA PARLA LA MOLDAVA DOMNICA

Avviso a Schettino
«Parla o lo farò io»

La ballerina moldava Domnica Cermotan LAPRESSE

«Hai sei giorni per raccontare tutta la verità, altrimenti lo farò io». Sembra la battuta di un
film d’azione hollywoodiano, e invece si parla di
una tragedia reale, tutta italiana. A lanciare
l’ultimatum il 24 settembre su Facebook è stata
Domnica Cemortan, la ballerina moldava che
era sulla Costa Concordia con Francesco Schettino al momento del naufragio al Giglio. Il destinatario, ovviamente, non poteva che essere l’ex
comandante. La donna ha dichiarato di essere a
conoscenza di «molti punti oscuri» mai rivelati
rispetto alla condotta di Schettino quella notte e
sarebbe pronta a vuotare il sacco. Denuncia reale o solo voglia di far parlare di sé? L’ultimatum
scade oggi, e presto sarà facile capirne di più.

38

LA GAZZETTA DELLO SPORT

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA REGISTRAZIONE IN COMUNE

ALTRI MONDI

Clooney Amal sposi
C’è il «sì» ufficiale

PREMIATA DITTA PARODI

La telenovela è giunta alla
sua puntata finale: George Clooney
e Amal Alamuddin si sono
ufficialmente sposati ieri in

Municipio a Venezia e la città,
uscita da quattro giorni di “Dolce
vita”, tra feste private e canali e
calli blindati, è tornata alla realtà.
Dopo la registrazione a Ca’ Farsetti
del matrimonio civile davanti a
Walter Veltroni, la coppia ha
chiuso il weekend in Laguna ed
è ripartita subito per Londra.

Benedetta ricetta
«Faccio scuola
anche in America»
L’ultimo libro è già in testa e in tv fa ascolti record
Ora la sua cucina iper pratica sbarca a New York

ELISABETTA ESPOSITO
@bettaesposito

Benedetta Parodi risponde al telefono con voce squillante. «Vi aspettavo». Poi si scusa e
richiama all’ordine i tre figli. La
signora Caressa si gode un pomeriggio da mamma, sapendo
che per tutti lei è soprattutto la
signora dei fornelli, quelli della
cucina facile e buona, la più democratica della tv e delle librerie italiane.

Il 17 settembre è uscito
«Molto bene» (Rizzoli), il suo
sesto libro di ricette. E anche questo è un successo.
Una serialità che piace quasi
come quella di Camilleri...

«Sono un po’ scaramantica
ma non posso negare che stia
andando molto bene... È primo
nella classifica di varia e quarto
in quella generale. Ma mi sorprendo e mi emoziono ancora
se la gente mi cerca. Io ricambio
con l’autenticità dei piatti: sono
tutti fatti da me e questa volta
ho scattato anche le foto. Niente allestimenti o food designer,
solo cose vere».

Benedetta Parodi in America, ospite del programma di cucina della Fox

«

Sono autentica
come i miei piatti,
per questo
la gente
si identifica in me
BENEDETTA PARODI
SCRITTRICE E CONDUTTRICE

Del resto anche lei è molto
autentica. Forse è questo il
suo segreto.

«Non ho fatto una
scuola di cucina e non
sono una chef. Sono solo
una donna che lavora e
che ama stare ai fornelli,
quindi punto a piatti pratici e molto buoni, evitando
ingredienti che non si trovano al supermercato o troppo
costosi, a partire da quelli
bio. Io sbaglio spesso e poi rimedio, come tutti. E soprattutto non insegno nulla, piuttosto condivido. Sono il tramite di ricette che mi arrivano da
amici o ristoratori: gli chef in-

ventano, io sono solo una brava cuoca».
Una ricetta che funziona
anche in tv. Su Real Time la
seconda stagione di «Bake
Off» è partita alla grande.

«Lì c’è anche l’elemento del
gioco che la rende divertente.
Anche se noi, occupandoci di
dolci, siamo meno crudeli di
MasterChef. Adesso poi sto
preparando il nuovo Molto bene, che partirà dopo
Bake Off tante novità».
E poi c’è l’America.

Sdoppiata Ecco i libri
di Benedetta Parodi usciti a
settembre in Italia e negli Usa

«Sono stata a New York
per presentare Everyday
Cooking from Italy (Rizzoli
Usa), un libro per sfatare
l’idea distorta che gli americani hanno di noi. Loro ci
dividono in grandi chef e
nonne ai fornelli: ho spiegato che esiste anche una cucina
italiana molto pratica. E pare
piaccia parecchio!».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

A

I NOBEL
CONTRO
AMAZON

S

Guerra degli
scrittori:
«Monopolio
illegale»
Un gruppo di
300 scrittori, fra
cui
Philip Roth, Milan
Kundera, Salman
Rushdie
e i premi Nobel
Orhan Pamuk
(nella foto) e V.
S. Naipaul si è
unito alla
battaglia della
casa editrice
Hacette contro
il colosso
dell’editoria
online Amazon,
La disputa
riguarda il
prezzo degli
e-book: Amazon
vorrebbe
applicare su di
essi uno sconto
maggiore,
riducendo i ricavi
dell’editore;
Hachette non
vuole e per
questo sui suoi
titoli è in atto
una campagna di
boicottaggio
per disincentivarne le vendite
online (ritardi di
spedizione,
impossibilità di
preordine,
ecc.).«Questa
gestione è al
limite dello
strozzinaggio»
ha fatto sapere il
gruppo di
scrittori

IL RITORNO DEL “FOLLETTO”

Prince, l’attesa è finita
Oggi esce il doppio cd
Escono oggi in tutto il
mondo i due nuovi attesissimi
album di Prince, «Art official age»
e «Plectrumelectrum», che

segnano il ritorno del folletto
di Minneapolis alla Warner Bros
dopo un divorzio durato 18 anni.
Il primo è un lavoro che Prince
ha realizzato da solo facendosi
aiutare unicamente dal fedele
Joshua Welton, l’altro è stato
registrato assieme al gruppo
delle 3rdeyegirl,

LE NOVITÀ CONTI: «ARTISTI DAI TALENT? SONO BENVENUTI»

Sanremo torna alle origini
«Un brano per ogni big»
Se Carlo Conti saprà macinare ascolti come sta facendo
con Tale e Quale Show (su Rai
1) allora Sanremo sarà salvo.
In attesa di scoprire le sorti del
nuovo Festival — dal 10 al 14
febbraio — il conduttore toscano svela gli ingredienti dell’edizione post-Fazio&Littizzetto. Innanzitutto il ritorno al
passato: Conti mette in soffitta
la formula del doppio brano e
ripristina la canzone unica per
ciascuno dei 16 big in gara (4
dei quali saranno eliminati alla
quarta serata) e delle 8 nuove
proposte. Sfide dirette al vaglio
del televoto e dei giurati decreteranno i finalisti e il vincitore:
«Un po’ di pepe ci sta bene. C’è
un bel fermento, ci sono belle
canzoni», anticipa Conti. Che
aggiunge di non avere «preclusioni nei confronti di cantanti
provenienti dai talent, perché
sarebbe chiudere gli occhi davanti alla realtà». Non va invece in soffitta l’appuntamento
“nostalgia”: nella terza serata i

Carlo Conti, 53 anni: sarà conduttore
e direttore artistico del Festival ANSA

big presenteranno cover di
canzoni italiane o straniere.
Tornando al capitolo ascolti, le
date sembrano tattiche: «Una
settimana in cui non dovremmo avere il calcio, né di campionato né di Champions», sottolinea Giancarlo Leone. Il direttore di Rai 1 tocca pure il capitolo budget: «Risparmieremo
1,5 milioni rispetto all’anno
scorso».

DAL 16 OTTOBRE LA COMMEDIA SARÀ PROTAGONISTA

Ecco il Festival di Roma
Popolare e «low cost»
«Meno rassegna e più festa». Potrebbe essere questo lo
slogan della nuova edizione
del Festival di Roma, in programma dal 16 al 25 ottobre.
Sarà un’edizione popolare da
diversi punti di vista (anche a
livello economico con il budget ridotto a 6 milioni). Si punterà sulla commedia e sarà
abolita la giuria internazionale per fare spazio al giudizio
del solo pubblico che comporrà le cinque giurie della manifestazione cinematografica. E
verrà pure dato il premio alla
carriera all’attore Tomas Milian, indimenticato «Er Monezza» negli Anni 70 e 80. Ad
aprire e chiudere il Festival ci
penseranno poi due commedie doc: Soap opera di Alessandro Genovesi e Andiamo a quel
paese di Ficarra e Picone. Non
mancheranno nemmeno le
star internazionali, soprattutto maschili: sono attesi, tra gli
altri Richard Gere, Kevin Co-

Ficarra e Picone: il loro film «Andiamo
a quel paese» chiuderà il Festival

stner e Clive Owen. Tra gli attori nostrani Diego Abatantuono, Ricky Memphis e Cristiana
Capotondi. E che sia un festival «pop» lo dimostra anche la
presenza degli «Spandau Ballet», i cinque componenti del
mitico gruppo Anni 80: accompagneranno la proiezione
del film di George Hencken,
che racconta la loro storia.

MARTEDÌ 30 SETTEMBRE 2014

LA GAZZETTA DELLO SPORT

39

ALTRI MONDI
Oroscopo

21/3 - 20/4

LE PAGELLE

DI ANTONIO CAPITANI

21/4 - 20/5

Toro 6,5

21/5 - 21/6

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

24/8 - 22/9

Ariete 8
Grinta e stile vi
fanno apprezzare
in ogni consesso.
E una bottarella di
glutei conforta.
La fornicazione
sa di fresco.

Certe mosse
economiche fanno
quasi la vostra fortuna.
E il lavoro appaga. Ma
non siate sfigocupi,
anche perché probably
si fornica.

Luna opposta,
giornata un po’ tesa.
Nel lavoro, in casa, nei
rapporti. Non forzate
le cose e aprite gli
occhi. Ormone un
cicinìn indeciso.

La vostra laboriosità
si rivela utile a
sgrossare e produrre.
Valendovi consensi.
Ma l’amor diventa una
palla. E la fornicazione
è minimal.

Le scelte sono giuste.
E voi ricevete
consensi, nel lavoro e
altrove, che appagano
vanità e autostima.
Esondazioni suine vi
fan pure gioire.

L’umore sfigopenzola,
voi siete di una noia
mortale. Ma brillate
per resistenza. Non
suina, però. Lavoro
incagliatino, ma non
sfigato.

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Con spirito concreto e
attenzione totale ai
vostri interessi,
potete vincere facile
in fatto di soldi. Bene il
lavoro, concretezze
suine.

La Luna fa partire col
piede giusto ogni
impegno e rende
fulgida la vostra
immagine. L’intuito vi è
alleato, il sudombelico
di più.

La stanchezza vi fa a
fette come una
forma di fontina:
riposate. E ricordate
che da soli farete di
più e meglio. Ormoni
incostanti.

Obblighi e fetentucoli
puntano la fiamma
ossidrica sui vostri
zebedei. Ma staff,
clienti e amici
agevolano il successo.
Furbizie suine.

Saturno vi fa reggere.
Ma oggi siete una
palla. Così rischiate di
perdere posizioni,
chance e faccia.
Fumata nera a sud
dell’ombelico.

23/9 - 22/10

Bilancia 7,5

Scorpione 7

MANUEL NEUER

Con serenità
rinnovata, potete
viaggiare, lavorare,
trattare e inviare
curricula riscuotendo
successissimi. Cuori e
corpi altrui bràmanvi.

Gemelli 5,5

Il portiere della
Germania e del
Bayern Monaco è nato
il 27 marzo 1986. Con
la Nazionale tedesca
ha vinto il Mondiale
2014 in Brasile

Cancro 6,5

Sagittario 7

Leone 7,5

Capricorno 6

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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

VICEDIRETTORE VICARIO
Gianni Valenti
gvalenti@gazzetta.it
VICEDIRETTORI
Pier Bergonzi
pbergonzi@gazzetta.it
Stefano Cazzetta
scazzetta@gazzetta.it
Andrea Di Caro
adicaro@gazzetta.it
Umberto Zapelloni
uzapelloni@gazzetta.it

Testata di proprietà de “La Gazzetta
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VICE PRESIDENTE
Roland Berger
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Pietro Scott Jovane
CONSIGLIERI
Fulvio Conti,
Teresa Cremisi,
Luca Garavoglia,
Attilio Guarneri,
Piergaetano Marchetti,
Laura Mengoni
DIRETTORE GENERALE DIVISIONE MEDIA
Alessandro Bompieri

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DIRETTORE RESPONSABILE
ANDREA MONTI
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Nancy Callaghan, la
conturbante protagonista
della clip esclusiva tratta
da «Sin City – Una donna
per cui uccidere» 3D, non
è più la ragazzina
innocente che nel primo
capitolo ballava per amore
della danza. «Nessun altro
personaggio è cambiato
quanto Jessica Alba,
nessuno è più oscuro di
lei» rivela il regista.

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Hristo Hristov è un
giornalista investigativo
nato nel 1967. Ha lavorato
anche per il «Guardian».
Ma il motivo per cui la sua
celebrità è alle stelle in
Bulgaria è la somiglianza
con Zlatan Ibrahimovic.
Non ci credete? Evitate le
foto in rete, ritoccate con
Photoshop, e guardate le
nostre immagini. Si resta
senza parole.

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3 11,39 - con DVD Ufo Robot N. 5 11,39 - con
DVD 007 Collection N. 5 11,39 - con Blueberry
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DVD La Grande Guerra N. 20 12,39 - con Tutto
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14,39 - con Le Grandi Storie Disney N. 37 9,39
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Build Up N. 22 11,39 - con Lamborghini Collection N. 65 14,39 - con Passione Rally N. 76
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