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Avvenire 2014 10 11 .pdf



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Sabato 11 ottobre
2014
ANNO XLVII n° 240
1,40 €
San Filippo
diacono

Opportunità
di acquisto
in edicola:
Avvenire
+ Luoghi dell’Infinito

4,00 €

Quotidiano di ispirazione cattolica

Politica
Marini in campo
Si allarga
la galassia moderata
GRASSO, PICARIELLO

A PAGINA

EDITORIALE

STAVOLTA SPLENDIDA LA SCELTA DI OSLO

IL GRAN PESO
DI UN PREMIO
ANDREA LAVAZZA

C

on la scelta di Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi, gratificata di un indiscusso plauso mondiale, il Comitato di Oslo ha ridato al Nobel per la Pace quel
prestigio che premi dati e mancati del
passato avevano intaccato. Non c’è solo l’emozione
superficiale per un riconoscimento che va idealmente ai bambini del mondo nella designazione
della più giovane laureata della storia e dell’attivista
contro la schiavitù minorile. Attraverso il conferimento di un sigillo planetario si dà concreto sostegno alla battaglia per i diritti fondamentali dei più
indifesi e allo sviluppo civile di un’area chiave del
mondo.
Non può sfuggire, infatti, che saranno insieme davanti ai riflettori a ricevere il premio una donna pachistana di fede islamica e un indiano di fede indù,
proprio mentre i loro Paesi tornano a spararsi lungo
la linea di confine del Kashmir e le religioni vengono
strumentalmente usate per alimentare odii e violenze. Già tale circostanza, insieme alla sensibilizzazione sul dramma di milioni di minori cui è impedita l’istruzione o che sono costretti a lavorare in condizioni più che precarie, sarebbe un risultato da salutare
con soddisfazione. Eppure, senza nulla togliere allo
sforzo trentennale di Satyarthi, che è valso la salvezza per almeno 80mila bambini, sottratti a forme solo mascherate di schiavitù e che continuerà d’ora in
poi con maggior appoggio e favore, ci piace concentrarci sul successo ottenuto da Malala e sul fardello
che è stato posto sulle sue giovani, fragili e insieme
fortissime spalle.
Verrebbe quasi da chiedere se qualcuno si è preoccupato di considerare che cosa significhi per lei questo premio, di quale responsabilità la gravi e di quanto, verosimilmente, segnerà la sua vita. Certo, è stata consacrata a simbolo del riscatto delle ragazze cui
l’oscurantismo vuole negare l’accesso alla scuola e
alla conoscenza, lei che è stata ferita dai taleban per
avere osato tentare di vivere ciò che per tanti suoi coetanei è la normalità quotidiana, lei che davanti all’Assemblea generale dell’Onu, nel giorno del suo
sedicesimo compleanno, aveva proclamato: "Le
penne e i libri sono la nostra arma più forte".
Oggi è già di fatto esiliata dal suo Paese che, malgrado le felicitazioni del premier Sharif ("è l’orgoglio del
Pakistan"), non si schiera certo unanime nell’apprezzarne parole e gesti estranei a una tradizione di
subordinazione femminile. Domani andrà ancora a
lezione nel liceo che frequenta in Gran Bretagna, dove è ospitata con la famiglia, ma ciascuno da lei si aspetterà qualcosa di speciale, il suo destino - segnato da quelle pallottole che la ridussero in fin di vita
mentre era sull’autobus con le compagne - forse definitivamente e prematuramente scritto nel segno
di una esistenza pubblica al servizio di una causa
tanto nobile quanto esigente.
Malala può diventare un grande esempio per molte sue coetanee di ogni nazione, un elemento di speranza per coloro che sono costantemente nel mirino, come le ragazze rapite da Boko Haram in Nigeria, per le quali si sta battendo da mesi con una campagna internazionale. Sarà però condannata, come
non molti altri premiati nella storia, al timore del fanatismo sempre in agguato e a una costante protezione perché quel fanatismo non la raggiunga. Donne e uomini veramente di pace, profeti disarmati
quale è più di ogni altro una ragazza che chiede solo di andare a scuola, nel nostro mondo imperfetto
sono esposti alla minaccia di chi vuole imporre il
proprio potere o la propria ideologia.
Ieri, uscita da scuola, Malala ha detto che il riconoscimento non è un traguardo ma un inizio, che
le dà coraggio, perché tutte le bambine accedano
all’istruzione. E ha invitato i leader di India e Pakistan alla cerimonia di consegna. Una passerella
che forse accetteranno. Ma non è questo (solo) il
seme che vorremmo crescesse con il Nobel. La vera vittoria sarebbe, e sarà, il ritorno di Malala, senza una scorta militare, nella propria casa nella valle dello Swat o in qualunque altro luogo dove il
fondamentalismo cerca di prevalere con la forza
e l’imposizione dell’ignoranza.
Nella innocente, disarmata e disarmante determinazione di una diciassettenne sta il futuro di un nuovo sogno alla Martin Luther King. A tanti il dovere di
accompagnarla e di sostenerla perché diventi realtà.
Lo dobbiamo, oltre che a tutte le bambine e i bambini senza diritti, a quella ragazza loro portavoce cui
abbiamo consegnato l’onere maggiore, seppure sotto forma di un grande premio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

w w w. a v v e n i r e . i t

Calabria
Una bomba carta
alla casa dei poveri
del prete antimafia
GUALTIERI

12

A PAGINA

Allarme Ebola
La Ue alza i controlli
Possibile invio
di truppe in Africa
ALFIERI

21

A PAGINA

Speciale Auto
Al Salone di Parigi
tornano fiducia
e un tocco italiano
INSERTO

22

Il fatto. Riconoscimento alla ragazza paladina del diritto all’istruzione

e all’uomo che ha riscattato 80mila minori dalla piaga del lavoro forzato

Nobel per la pace
nel segno dei piccoli
Vincono la pachistana Malala e l’indiano Satyarthi

ALLE PAGINE

14-19

I NOSTRI TEMI

L’analisi

Città metropolitane
una rivoluzione
tutta da inventare
MARCO IASEVOLI
Listoni, larghissime intese, accordi sottobanco, spartizioni e veleni. Dopo la
tornata del 28 settembre, si chiude domani, con appuntamenti clou a Napoli, Torino e Bari, il primo test elettorale
delle Città metropolitane e delle "nuove" Province. Ed è un bilancio con più
ombre che luci.

A PAGINA 3

Fenomeno globale

La 17enne Yousafzai è la più giovane premiata della storia. «Voglio vedere andare
a scuola i 58 milioni di minori che ancora non possono farlo», ha detto prima di
invitare i premier di Islamabad e New
Delhi alla cerimonia di consegna del 10
dicembre ad Oslo. L’attivista Kailal, che
ha riscattato dalla schiavitù 83mila ragazzini, ha invitato la collega: «Lavoriamo
insieme per la pace».

Scuola negata
a 58 milioni
di «under 11»
Il lavoro minorile coinvolge invece 200 milioni di minorenni, 70
milioni dei quali sotto i 14 anni.

ALFIERI, CAPUZZI, DEL SOLDATO, VECCHIA E ZAPPALÀ

NEL PRIMOPIANO ALLE PAGINE

6E7

A PAGINA 6

I lavori del Sinodo

Scontro sui conti

Divorziati risposati:
c’è chi chiede
percorsi penitenziali

UN MORTO, SCUOLE E STRADE CHIUSE, LA CITTÀ IN GINOCCHIO

Padoan:
«La Ue
non boccerà
la manovra»

GIANNI CARDINALE
In otto Congregazioni generali il Sinodo dei
vescovi sulla famiglia ha registrato ben 181
interventi, a cui si devono aggiungere gli 80
avvenuti nelle ore di dibattito libero. Queste certificano più di ogni discorso l’ampio
dibattito – i padri sinodali sono infatti 191
– che ha caratterizzato la prima settimana
delle assise convocate da papa Francesco.

PRIMOPIANO

ALLE PAGINE 4 E 5

Il caso trascrizioni

La Curia di Milano:
no alle "nozze" gay
Renzi: presto la legge
Pier Carlo Padoan

Il ministro dell’Economia risponde alle indiscrezioni secondo le quali Bruxelles avrebbe chiesto ai governi di
Roma e di Parigi di cambiare
le manovre annunciate: «Non
c’è nessun negoziato in corso
e non vedo nessuna chance
che la legge sia respinta». Renzi ai suoi: sarebbe una follia

PINI

A PAGINA

Genova di nuovo sott’acqua
VIVIANA DALOISO
Le cerate fosforescenti, il rumore costante delle pale che sfregano contro l’asfalto. Senza quelli, nel marrone informe che confonde fango e cielo, Genova
sembrerebbe morta. Sono passate da poco le quat-

tro di pomeriggio, sedici ore dall’esplosione. D’acqua.
Una signora abbraccia un ragazzo all’angolo, come
fosse tornato dalla guerra. Lo sfondo della scena è un
groviglio di automobili aperte come scatolette di tonno. Fango, morte, distruzione. Pensava d’aver pagato il suo tributo al maltempo, Genova.

FRAMBATI, SALINARO, TORTI E VIANA

11

NEL PRIMOPIANO ALLE PAGINE

n cuore pensante
L’altro orizzonte

Fede al femminile

Suor Papa: la donna
non occupa spazi,
ma è chiamata a esserci
BADARACCHI

A PAGINA

C

26

Dibattito

Tecnoscienza e pensiero
unico: parlano
Amaldi e Ricci Sindoni
CASTAGNA

A PAGINA

27

Inchiesta

La Formula 1 a Sochi:
arriva in Russia
lo sport più capitalista
CICCARONE

A PAGINA

30

redo che la prima domanda
sulla realtà dell’uomo debba
nascere dalla contemplazione
degli occhi dei neonati. Lo sguardo
che si muove, ancora coperto dal velo
lattiginoso della vita uterina, sembra
venire da un mondo molto lontano.
Succede qualcosa di molto simile nel
morente: a un tratto, lo sguardo si
storna, un altro orizzonte lo chiama.
Fin dai tempi più antichi, l’uomo ha
mostrato la tendenza a credere in una
realtà che prosegue dopo la morte.
Dato che ogni cosa, per esistere,
necessita del suo opposto, è chiaro
che, se c’è un dopo, ci deve essere
anche un prima. Da dove viene
dunque la parte non misurabile di un
bambino? Dove va la parte non

Susanna Tamaro
misurabile di un morente? Il viaggio
dell’anima è un viaggio coperto da
una fitta discrezione, non si può
indagare, misurare, classificare.
Veniamo da un’oscurità e ci
dirigiamo verso un’altra oscurità. E
allora? Che senso ha perdere tempo
con qualcosa che non potremo mai
conoscere davvero? Non è meglio
rimanere ancorati alla concretezza
dei giorni? Sì, certo lo è se, davanti
allo sguardo di un neonato, non
proviamo turbamento, se, di fronte al
corpo di un defunto, pensiamo
unicamente ai pezzi di ricambio, alle
ceneri fertilizzanti o ai collemboli
pasciuti che si nutriranno a breve
delle sue carni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

8/9

PINO CIOCIOLA
La diocesi milanese scende in campo, dopo la trascrizione dei sette matrimoni omosessuali celebrati all’estero fatta dal sindaco Pisapia, per ricordare che le leggi vanno rispettate. Poco prima il Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, aveva chiesto
al Comune gli atti delle trascrizioni. E Renzi dice che la legge sulle unioni gay «si farà».

A PAGINA 13

2

La sfida che la Chiesa vive non è tanto quello di "calarsi"
"nella" realtà ma quella di "partire" con Cristo "dalla" realtà
Antonio Spadaro SJ

IDEE

«Il Governo merita sostegno non critiche»
Evidenti forza e idee, ma anche i problemi
il direttore
risponde
di Marco Tarquinio

G

entile direttore,
il commento apparso su “Avvenire”
del 9 ottobre a firma di Mauro
Magatti, a mio parere, colma la
misura. L’analisi di partenza pare
esatta, ma poi l’autore scivola sulle
solite critiche prive di rapporto con la
realtà verso il governo Renzi di cui
sono pieni i giornali di ogni tendenza

Magatti, nella
sua analisi, ha
colto un punto
cruciale: le
domande degli
italiani
rischiano di
tornare a
correre più
delle risposte
che il pur
“veloce”
premier riesce
a dare

e colore. E invece è esatto proprio ciò
che dice in partenza l’articolista e
cioè che gli italiani sono fermamente
convinti che a Renzi bisogna dare la
possibilità di governare il Paese. Ma è
semplicemente ridicolo addossare al
premier responsabilità e colpe per
fatti addebitabili ai governi
precedenti (la mancata ripresa
economica) o pretendere di veder
concretizzare in pochissimi mesi
risultati che i governi precedenti non
hanno conseguito e in anni e anni di
governo (e di errori). Gli italiani non

M

ontanelli, dando efficace forma a un’antica
consapevolezza di chi fa il mio mestiere senza deliri di
onnipotenza, era solito dire che «se un lettore non capisce, la
colpa è del giornalista». La penso come lui, da sempre.
Purché anche in chi legge ci sia buona fede o anche solo
buona disposizione. Sia chiaro: penso che lei sia in
buonissima fede, gentile signor Stolfa. Ma mi pare che lei
non sia altrettanto disposto a ragionare serenamente su
valutazioni e critiche costruttive sul Governo per cui fa
comprensibilmente il tifo. Per di più tra le diverse doti di
Mauro Magatti – che non è un giornalista, ma uno dei più
importanti e acuti sociologi economisti italiani – c’è quella
di una notevole e brillante chiarezza espositiva. Mettere in
evidenza la forza (oggettiva), la spinta riformatrice
(evidente) e il sostegno popolare (ampio) a un leader
politico che è, oggi, segretario di partito e anche presidente
del Consiglio e individuare limiti e rischi (altrettanto
oggettivi ed evidenti) della sua azione di governo significa
«addossare» a lui errori e omissioni ereditati da altri? Ma
via… Quando, poi, lei scrive che Renzi, oggi, «comunque non
ha alternative credibili» e che «gli italiani vogliono vedere

lettere@avvenire.it

sono così ingenui da non vedere che
Renzi è sulla strada giusta e che
comunque non ha alternative
credibili. Critiche assurde e prive di
costrutto servono solo a creare un
clima di incertezza permanente nel
Paese e negli italiani i quali, proprio
per questo, non investono e non
consumano. Gli italiani vogliono
vedere quello che Renzi riuscirà a
fare, ma vogliono concedergli anche i
giusti tempi.
Francesco Stolfa
Corato (Ba)

quello che riuscirà a fare» riprende esattamente concetti
espressi nell’editoriale di Magatti. Assurdo e ridicolo sarebbe
intonare un “tutto va ben, madama la marchesa”… Non è
così, e si vede a occhio nudo. Così come si vede a occhio
nudo che la battaglia di Matteo Renzi per “fare” passa da un
Parlamento non esattamente e sempre in sintonia col
premier in carica. Magatti, nella sua analisi, ha colto a mio
avviso un punto cruciale: le domande degli italiani che
rischiano di tornare a correre più delle risposte che il pur
“veloce” Renzi riesce a dare. Rispetto a questo, gentile
lettore, torno su quello che poco più su ho definito il suo –
legittimissimo, sia chiaro – «fare il tifo». Credo che nel nostro
Paese si debba ritrovare una passione per la politica che si
nutra anche di questo tipo di atteggiamenti, ma li
razionalizzi dopo le sbornie faziose degli ultimi due decenni.
Per quanto ci riguarda, poi, noi facciamo un giornale
d’ispirazione cattolica, non un giornale di partito o di
corrente, e facciamo il tifo solo per l’Italia. Per questo
esprimiamo senza timidezze, e con l’equilibrio e la
profondità di cui siamo capaci, il nostro giudizio sui fatti che
riguardano tutti, sulle scelte delle persone che ne sono
protagoniste e responsabili, sui processi riformatori in corso
o al palo. È un dovere di cittadinanza, e una libertà
d’opinione alla quale non abbiamo mai rinunciato e non
rinunceremo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA VIGNETTA

a voi la parola
«QUEI DIVORZIATI RISPOSATI
IN SITUAZIONI IRREVERSIBILI»
Caro direttore,
nell’esperienza pastorale di ogni parroco e di ogni confessore, il problema dei divorziati risposati che desiderano riconciliarsi si pone, nella
stragrande maggioranza dei casi, dal
di dentro di situazioni irreversibili.
Mi sono messo nei panni di un fedele fra i tanti che si sono confidati con
me e ho pensato a una lettera che ciascuno di loro potrebbe scrivere ai padri sinodali: «Cari Padri sinodali, ho
alle mie spalle una famiglia distrutta… per fortuna senza figli. Ho fatto
molti errori e ho peccato: lo riconosco e me ne pento. Ora ho una nuova famiglia con due bambini; uno
farà quest’anno la Prima Comunione. Voglio osservare le regole; non
farò, se pure con molto turbamento,
la Comunione con lui. Il confessore,
per assolvermi, mi chiede di rispettare la indissolubilità del mio primo
matrimonio e, se la mia prima moglie rifiuta di ritornare con me, di accettare di restare solo. Ma posso, per
far questo, abbandonare la mia nuova famiglia? Non commetterei così
un’altra gravissima colpa? Peggiore
della prima, perché toglierei ai miei
figli la gioia di una famiglia unita e la
cura di un padre e una madre, uniti
nell’amore. Per uscire da una situazione di peccato devo crearne una
nuova? O vivere tutta la vita senza il
perdono? Da voi attendo una risposta che mi aiuti a vivere nella grazia
di Dio senza, per questo, dover far
soffrire la donna che amo e i miei
bambini. Che Dio vi aiuti a trovare le
vie giuste per poter restare i ministri
della sua misericordia».
don Severino Dianich
«CI SI PUÒ SPOSARE ANCHE OGGI
CON UN PO’ DI CORAGGIO»
Gentile direttore,
trovo discutibile quanto affermato
dai responsabili nazionali dei Centri
di preparazione al matrimonio, e
pubblicato su “Avvenire” di ieri 10 ottobre. Non sto a ribattere frase per
frase alle opinioni espresse. Cito solo: «Oggi... la convivenza non viene
vissuta come una scelta di leggerezza morale, ma come una prassi dettata dal cambiamento dei costumi in
senso globale e dalla distanza, spesso enorme dal punto di vista cronologico, che passa dall’innamoramento al momento del matrimonio».
Una contraddizione in termini: non
si vede perché ci debba essere questa distanza tra innamoramento e

matrimonio, quando non c’è tra innamoramento e convivenza. La verità è che molti vanno a convivere
senza sposarsi perché non hanno il
coraggio di una scelta impegnativa,
per tutta la vita, perché vogliono un
“periodo di prova”, perché vogliono
una facile scappatoia da quel rapporto di coppia. Insomma, proprio
per quella «leggerezza morale». Oppure, e secondo me questo dimostra
ancora di più l’immaturità di molti,
perché non hanno i soldi necessari a
un matrimonio da favola. Molti, forse la maggior parte. Poi però ci sono
molti altri, che forse sono pochi a livello statistico, che si dicono cattolici perché osservano quanto scritto
nel Catechismo della Chiesa Cattolica. Io, nel mio piccolo, mi sono sposato con una donna che si è trasferita nella mia città da un’altra regione.
Non abbiamo fatto un matrimonio
sfarzoso, ma semplice, con una quarantina di invitati e senza (dico senza) fare il viaggio di nozze. Per i primi tre anni abbiamo vissuto in un bilocale di 24 metri quadrati, senza riscaldamento. Due anni fa abbiamo
faticosamente ottenuto un mutuo
per comprarci un appartamento più
grande (60 metri quadrati) e sognare un figlio. Tutto questo cominciando dal matrimonio, non dalla convivenza: non sarebbe cambiato nulla,
salvo il fatto che ci saremmo messi
fuori dalla Chiesa, ci saremmo stoltamente privati del sostegno dei sacramenti e dell’azione della grazia di
Dio, l’unica cosa che non ci è mai
mancata, insieme al freddo quando
a Genova ci sono stati zero gradi per
due settimane di fila e a tanti altri guai
che non sto a elencare. E al nostro amore, che a cinque anni dal matrimonio è ancora saldo, è anche più
saldo, proprio in virtù di quel matrimonio e di quella scelta. Che si può
compiere, anche oggi, con un po’ di
coraggio.
Emanuele Gavi
Genova
Le lettere vanno indirizzate ad
Avvenire, Redazione Forum, piazza
Carbonari 3, 20125 Milano.
Email: lettere@avvenire.it
Fax 02.67.80.502
I testi non devono superare le
1.500 battute spazi inclusi e non
devono avere allegati. Oltre alla
firma e alla città chiediamo
l’indicazione dei recapiti che non
divulgheremo. Ci scusiamo per
quanto non potremo pubblicare.

Sabato
11 Ottobre 2014

Di fronte ai desideri individuali diventati «diritti civili»

UNA SOCIETÀ IN SERIA CRISI
E LE RISPOSTE DEI CREDENTI

di Sandro Lagomarsini

N

el 1958, don Lorenzo
Milani concludeva
Esperienze pastorali, il
suo capolavoro
teologico e letterario,
con tre proposte, da valutare in
alternativa. La prima era il ritorno al
non expedit, cioè una nuova
proibizione ai cattolici di
compromettere il nome cristiano in
una politica liberal-capitalistica.
Seconda ipotesi: affrontare le
ingiustizie sociali con una radicalità
superiore a quella dei comunisti. Al
terzo posto una separazione totale
dei ruoli: i laici cristiani impegnati
in politica come «privati cittadini», i
preti occupati ad annunciare
«l’ideale cristiano alto e puro» e
pronti a parlare di governi e di
politici solo per criticarli
duramente. Erano proposte fatte
per provocare riflessione e
discussione. Oggi non siamo più in
concorrenza col comunismo, il
capitalismo è in crisi ed è sparito il
"partito cattolico", che
comprometteva la Chiesa. Ma la
situazione di oggi sembra aver
realizzato la terza proposta di don
Milani. Chi si aspetta più che un
politico agisca «da cattolico»? La
legge sul divorzio non è nata dai
cattolici, ma oggi un Parlamento e
un governo dove stanno molti
cattolici approvano il "divorzio
breve". Forse la legge sull’aborto
era, nello spirito, una
depenalizzazione del reato, ma è
stata gestita come la protezione di
un "diritto civile" e ora sembra
superata dalla diffusione delle
pillole abortive. Abbiamo difeso
(come male minore) la
fecondazione omologa in vitro e ora
i governatori regionali (cattolici e
no) fanno a gara per offrire il

miglior servizio di fecondazione
eterologa. Quanto reggerà il fronte
contro il matrimonio omosessuale e
la maternità surrogata? Quanto la
resistenza contro la ricerca
attraverso la dissezione degli
embrioni soprannumerari? E la
deriva eutanasica? La voce dei preti,
su cui contava don Milani, arriva
appena al piccolo gregge dei
praticanti, mentre la gran massa dei
battezzati "in sonno" ascolta altri
maestri. E se la voce oltrepassa le
navate della chiesa, scatta l’accusa
di ingerenza indebita. Eppure, non
siamo soltanto davanti a nicchie di
paganesimo, come ce ne sono state
tante in passato, in basso come in
alto. La trasformazione dei desideri
individuali in "diritti civili" (oggi
primaria preoccupazione della
politica) sta mettendo in crisi le
fondamenta della società. Alcuni
politici sono arrivati a contestare
l’obiezione di coscienza all’aborto,
tutelata per legge. Io mi chiedo:
quante occasioni di obiezione di
coscienza (non tutelata) si
presenteranno in futuro? Per
quanto ancora i cristiani potranno
sentirsi partecipi di un
ordinamento civile così permeabile
al disprezzo verso la vita nascente,
verso la famiglia, verso i figli? I
cristiani dei primi secoli si posero il
problema della collaborazione con
le istituzioni statali dell’epoca, in
pieno declino. Sant’Agostino giunse
a vedere nella devastazione di Roma
del 410 un giudizio di Dio che
delegittimava del tutto lo Stato
romano. Che dire, davanti alle
devastazioni che da tanto tempo si
operano in tutti i campi delle
relazioni umane? Forse non serve
sognare una nuova "città di Dio",
visti anche i tanti fallimenti del
passato, ma certo è tempo di dare
uno sguardo complessivo ai
cambiamenti in corso. E chiederci
poi se le risposte che stiamo dando
come credenti sono adeguate alla
gravità del momento.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

ORRORE IN MESSICO

Non il “nero” ma la solidarietà
va conteggiata nel nostro Pil
Scripta
manent

C

aro direttore,
vi è un nesso tra solidarietà e
incremento del Pil? La necessità
della crescita economica e del lavoro catalizza oggi il dibattito, le
attenzioni e le nostre ansie. E in
questa fase depressiva l’accoglienza dell’altro, specie se straniero, sembra svantaggiosa perché pare togliere pane, lavoro e
sussidi agli italiani.
Il zizzanioso dibattito politico rischia così di generare una guerra
fra poveri. Ma la domanda che invece bisogna farsi è: in che rapporto sta con il benessere? È un di
più che si fa quando tutto va bene per salvarci l’anima? È un ornamento esterno all’economia o
un elemento costitutivo? Si può
fare economia senza solidarietà?
La legge del mercato è forse sufficiente a garantire opportunità e
giustizia sociale? Il cardinale Martini diceva nel 2002 al Consiglio
Comunale di Milano: «L’invito a
creare legami di solidarietà non è
solo uno sfizio di anime belle...
per funzionare la città abbisogna
di gesti di dedizione e non di investimenti in separatezza…» (donazione civica). È utile ricordare
che economia ha la radice “eco”
che dal greco oikos significa casa
e quindi le “economie” hanno il
senso di provvedere al bene comune. La solidarietà è, dunque,

nel Dna dell’economia. Del resto
tante imprese e le stesse banche
nascono storicamente da forme
associate di mutuo soccorso. Senza dimenticare l’apporto delle comunità monastiche alla costruzione delle polis tant’è che san Benedetto è patrono d’Europa e san
Francesco d’Italia.
Invece, con il capitalismo finanziarizzato e duramente speculativo ha prevalso l’idea dell’economia che, in primis, produce ricchezza per fini particolari e specifici che poi indirettamente producono benessere collettivo. La
buona economia poi si fa se si conosce l’essere umano che è anche essere spirituale mosso da
fattori non misurabili con le algide regole economiche. Ciò che
spinge l’uomo a dare oltre le regole e i contratti – il di più – deriva dall’ispirazione di sentimenti
di gratuità e dono. Inoltre se non
vi fosse la solidarietà organizzata
del non profit, quali e quanti sarebbero i costi in più per lo Stato?
E se non vi fosse la primaria rete
di solidarietà familiare che attutisce la crisi, come farebbero a
reggere i bilanci pubblici? Insomma, quanto pesa e incide la
solidarietà nel Pil? E se invece delle attività illegali conteggiassimo
nel Pil la solidarietà? Forse ne avremmo un incremento da record. Concepire l’economia e le
sue imprese partendo da principi di bene comune è utile e genera valore.
Alberto Mattioli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Studenti scomparsi, trovate altre quattro fosse
Le autorità messicane hanno scoperto altre quattro fosse clandestine nell’ambito
dell’inchiesta sulla scomparsa due settimane fa di 43 studenti: lo ha annunciato il
ministro della Giustizia, Jesus Murillo Karam. Il ministro ha detto di ignorare il numero
di corpi che si trovano nelle fosse comuni. Questa settimana due presunti membri di
una banda criminale hanno confessato di aver ucciso 17 dei 43 studenti scomparsi.
Nella foto Lapresse la manifestazione di giovedì scorso a Città del Messico.

Favorì il dialogo tra fede
e mondo contemporaneo
il santo
del giorno
di Matteo Liut

Giovanni XXIII

È

stato per tutti un uomo della misericordia, un padre
umile, una guida sicura e un "Papa buono", ma la "rivoluzione" di san Giovanni XIII non si è limitata a mostrare a tutti il volto umano del Vangelo. La sua eredità, infatti,
sta anche in una rinnovata visione teologica della Chiesa,
così come fu espressa dal Concilio Vaticano II da lui voluto, e in un ritrovato ruolo mondiale della comunità dei credenti come baluardo per la costruzione della pace. In Angelo Roncalli (1881-1963), che oggi la Chiesa celebra per la
prima volta come santo dopo la canonizzazione dello scorso 27 aprile, insomma si ritrova la formula dell’incontro efficace tra fede e società. Complesso e articolato il suo percorso: figlio di contadini, cappellano militare, visitatore apostolico, nunzio, patriarca e infine Papa dal 1958.
Altri santi. San Filippo, diacono (I sec.); san Firmino di Uzes, vescovo (VI sec.). Letture. Gal 3, 22-29; Sal 104; Lc 11,
27-28. Ambrosiano. Dt 24,10-22; Sal 94; 1 Cor 12,12-27; Mt
18,23-35 / Gv 20,19-23.

@

Sabato
11 Ottobre 2014

www.avvenire.it

3

IDEE

Domani è la Giornata nazionale delle persone con
sindrome di Down: cioccolato in 200 piazze per sostenerle

Una seria "novità" politica e la storia d’Italia

ADDIO ALLE PROVINCE, DOMANI IL SECONDO GIRO DI ELEZIONI

NEL «RENZISMO» C’È
QUALCOSA DI ANTICO

Città metropolitane si parte
La rivoluzione da inventare

di Marco Olivetti

D

ell’ascesa di Matteo Renzi e del nuovo ceto politico che
gli si è costruito attorno si è sinora ragionato in termini
di radicale novità – anzitutto, ma non solo,
generazionale – o di continuità con un recente passato
contrapposto alla parte politica di cui è espressione:
così l’immagine del "rottamatore" che sblocca un Paese bloccato
accredita la prima ricostruzione, mentre i denigratori del presidente
del Consiglio tendono a evidenziarne alcuni tratti che, soprattutto nel
linguaggio e nell’uso spregiudicato dei mezzi di comunicazione, lo
avvicinerebbero a Silvio Berlusconi. Non sono mancati, certo, altri
tentativi di individuare qualche "pedigree" politico per il renzismo: da
quello di chi ha richiamato il filone rutelliano-veltroniano (e, in
ultima istanza, prodiano) del centrosinistra degli ultimi due decenni a
chi (Galli della Loggia) ha sottolineato la novità del cattolicesimo
«decomplessato» di Renzi, sottolineandone i noti legami con lo
scautismo, per finire con le opinioni che hanno evidenziato la rottura
del leader Pd con le due grandi tradizioni del centrosinistra italiano,
quella post-democristiana e quella post-comunista, alle quali il
renzismo avrebbe posto la parola "fine".
Al di là degli elementi di verità che ciascuna di queste ricostruzioni, in
misura diversa, contiene, ci si può forse chiedere se non sia più utile
un tentativo di interpretazione della nuova stagione politica alla luce
di alcune tendenze assai risalenti della storia politica italiana. La
quale, dal momento in cui, a metà del XIX secolo, ha importato gli
ordinamenti rappresentativi di matrice britannica attraverso la
mediazione franco-belga incorporata nello Statuto albertino, si è
caratterizzata per la prevalenza di un modo di interpretare l’azione
politica che è antitetico a quello – tendenzialmente bipartitico – che
ha reso celebre (e celebrato) il parlamentarismo britannico. La storia
italiana, invece, è stata caratterizzata, certo, dalla presenza di "partiti"
(intesi dapprima come orientamenti ideali e come raggruppamenti di
notabili e solo dopo come organizzazioni di massa) con orientamenti
diversi, ma non si è sviluppata attraverso una chiara alternanza al
potere fra i partiti stessi, sul modello reso celebre ai tempi di
Gladstone e Disraeli e che da noi parve delinearsi in una fugace
stagione con la «rivoluzione parlamentare» del 18 marzo 1876,
quando Agostino Depretis, leader della Sinistra storica, successe a
Marco Minghetti, leader della Destra come presidente del Consiglio.
Ma questo caso di alternanza non si verificò a seguito di elezioni: esso
seguì piuttosto a una sconfitta del governo Minghetti alla Camera e le
elezioni furono poi vinte da Depretis alcuni mesi dopo, grazie all’uso
dei prefetti a opera del suo ministro dell’Interno, Giovanni Nicotera.
Mai, dal 1848 al 2001, un governo in carica fu battuto alle elezioni e
sostituito dall’opposizione parlamentare secondo l’archetipo
britannico e solo le prime elezioni del XXI secolo hanno visto apparire
l’alternanza Westminster Style in Italia. L’accesso al potere è invece
sempre avvenuto grazie a voti parlamentari e a mediazioni prima
regie e poi presidenziali. Ma soprattutto la caratteristica strutturante
del sistema politico italiano è stata la costruzione di alleanze al centro,
tagliando le estreme: così fece Cavour nel 1852, grazie al "Connubio"
con la sinistra moderata di Rattazzi; poi Depretis, nel 1882, con quel
che restava della destra di Minghetti; indi – perfezionando la tecnica –
Giolitti, nel quindicennio che porta il suo nome. E non è mancato chi
ha visto persino nel fascismo quei tratti "trasformistici" che avevano
caratterizzato la storia precedente e che riapparvero in tutto il loro
splendore nel cinquantennio democristiano, sia pure in modi diversi
nelle fasi del centrismo degasperiano, del centro-sinistra fanfaniano e
moroteo, della solidarietà nazionale e dello stesso pentapartito.
Questa tradizione nazionale, è vero, si è interrotta fra il 1996 e il 2011,
ma è poi prepotentemente ritornata in auge, con i governi Monti e
Letta, in nome dell’emergenza e della governabilità, grazie alla
maieutica del Quirinale retto da Giorgio Napolitano. E Matteo Renzi,
con il suo «mai più le larghe intese» e con l’invocazione di un governo
che sia noto «la sera delle elezioni» ha inteso più volte rimarcare una
distanza fra il suo esecutivo e i governi degli anni 2011-14, al punto da
impostare la riforma elettorale proprio in questa prospettiva. Ma i
primi sette mesi del governo Renzi lasciano intravedere, assieme a
questi elementi, anche una continuità con la tradizione trasformistica
e centrista nazionale: il taglio delle estreme (si veda la riforma del
Senato), il ricorso a coalizioni al centro, la ricerca di un discorso
politico de-ideologizzato su cui possono convergere e "trasformarsi"
tradizioni politiche diverse, ritenute un residuo del passato e in tal
modo svuotate.
È sicuramente troppo presto per trarre conclusioni, anche perché il
renzismo deve ancora dimostrare di essere un’epoca e non solo un
episodio. Ma alcuni passaggi di questi mesi inducono a guardare con
attenzione alla storia patria: il tessitore dell’unità d’Italia (il Conte di
Cavour), l’«irto spettral vinattier di Stradella» (Agostino Depretis), il
«ministro della buonavita» (Giovanni Giolitti) e tutta la storia
democristiana aleggiano alle spalle del più giovane e innovatore
premier della storia repubblicana.
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Democrazia, competenze e risorse: tutte le sfide aperte
di Marco Iasevoli

L

istoni, larghissime intese, accordi
sottobanco, spartizioni e veleni. Dopo la
tornata del 28 settembre, si chiude domani,
con appuntamenti clou a Napoli, Torino e
Bari, il primo test elettorale delle Città
metropolitane e delle "nuove" Province. Ed è un
bilancio con più ombre che luci. Nel complesso, da
lunedì avranno votato i loro nuovi Consigli 64 Province
e 8 aree metropolitane corrispondenti alle vecchie
Province di Roma, Milano, Napoli, Torino, Genova,
Bologna, Firenze, Bari. Dopo, mancheranno
all’appello Venezia (prima si deve scegliere il sindaco
del comune capoluogo) e Reggio Calabria (bloccata
dal commissariamento). La prima vera novità è che,
per effetto del disegno di legge Delrio (legge 56/2014),
alle urne ci sono andati non i cittadini, ma solo
amministratori e consiglieri comunali. Affluenze
sostenute, mai inferiori al 70% e spesso superiori
all’80. Ma con un paradosso: la gran parte degli esiti
era già scritta. Poco o nessun pathos anche per
conoscere i vertici delle nuove istituzioni: i sindaci
metropolitani sono, di diritto, i sindaci dei comuni
capoluogo; i presidenti di Provincia nella gran parte dei
casi sono stati predeterminati da ampi accordi
trasversali tra partiti e liste civiche. I consiglieri eletti
sono suddivisi in modo più o meno proporzionale al
peso provinciale dei singoli partiti. E le eventuali
deleghe amministrative (vicepresidenti, consiglieri con
portafogli…) saranno distribuite in base ad accordi
precedenti il voto.

N

ei fatti, le prime elezioni di secondo livello si sono
trasformate in elezioni-fantasma, programmate a
tavolino, totalmente oscure ed enigmatiche per i

cittadini e l’opinione pubblica. Colpa anche delle
dinamiche interne alla politica locale e alla sostanziale
indifferenza delle segreterie nazionali. I numerosi casi
di listone unico Pd-Forza Italia-Ncd sono stati letti
come un mero "inciucio" anziché come una legittima
necessità derivante dai comuni problemi
amministrativi. Situazioni ambigue aggravate da una
grossa carenza di comunicazione: alle liste non è infatti
stato associato uno straccio di programma pubblico, i
candidati si sono spesi più nelle stanze di partito che
tra la gente, nessuno ha avuto cura di spiegare se, come
e perché queste "nuove" istituzioni che sono le Città
metropolitane (in realtà molto simili alle vecchie
Province) potranno cambiare la vita ai cittadini.

Serve una risposta ai sospetti sugli accordi
politici trasversali, alimentati in alcuni casi
anche da listoni unici Pd-Fi-Ncd. Sfruttando
le potenzialità della legge, le nuove istituzioni
operative da gennaio 2015 possono cambiare
in meglio la vita delle grandi aree urbane.
Primo test: Statuti che aprano strade nuove

U

na "raddrizzata" democratica è necessaria, in
modo particolare per le Città metropolitane, che
dal ddl Delrio ottengono un sostanzioso ruolo politico
e interessanti prospettive di crescita. Per parlare chiaro:
il nuovo assetto – come avviene in altri Stati – delega la
scelta degli amministratori di "area vasta" al ceto
politico locale, ma allo stesso tempo i nuovi enti
restano potenti centrali di spesa. A fronte di un
risparmio da 100 milioni annui sui costi della politica
(via le spese per le elezioni e via gli indennizzi per
consiglieri e amministratori, ci si auspica un analogo
embargo per tutte le spese per personale e staff

di Tiziano Resca

E

vitiamo malintesi e facciamoci subito un
augurio: alla fine non succederà nulla di
irreparabile, i cocci torneranno ordinatamente ai loro posti e i catastrofici timori degli iperpessimisti, qualcuno potrebbe chiamarli
gufi, svaniranno. E questo Paese tornerà prima o poi a vivere in tranquilla serenità.
Detto questo però, il cannocchiale di un osservatore oggi ingrandirebbe situazioni diverse. Pare aggirarsi una sorta di cupio dissolvi, come vivessimo gli anni dell’autocombustione,
della miccia sempre accesa. E sembrano potersi sbriciolare dal di dentro molti pilastri – o

I

nuovi enti entreranno nel pieno esercizio delle
funzioni l’1 gennaio 2015. Tra i primi compiti dei
nuovi consigli delle Province e delle Città
metropolitane ci sarà quello di stendere uno Statuto. È
questo il luogo per recuperare democraticità, per
imporre regole più stringenti al momento elettorale,
per garantire la partecipazione dei cittadini ai processi
decisionali, per garantire equilibrio tra grandi centri e
periferie, per introdurre serrati controlli sugli atti
politici e amministrativi. Per stabilire gli effettivi poteri
di proposta e di controllo dei Consigli e delle
Conferenze dei sindaci (una sorta di Assemblea
plenaria del territorio). Alcuni sindaci metropolitani
già si sono sbilanciati sull’ipotesi di chiamare i cittadini
a votare quantomeno il vertice del nuovo ente.
Potrebbe essere una strada almeno per la Città
metropolitana, dove è forte il rischio di un predominio
del Comune capoluogo sulle periferie. Massima
vigilanza, dunque, su un sistema che è stato
faticosamente costruito in modo da anticipare la vera
riforma, quella che farà sparire dalla Costituzione la
parola "Province". L’idea è condivisibile, avvia lo
snellimento istituzionale di cui il Paese ha bisogno, ma
se mal gestita potrebbe suonare come un campanello
d’allarme in vista del superamento del bicameralismo
perfetto, che prevede elezioni di secondo livello anche
per il Senato della Repubblica.
Sul fronte delle funzioni e delle competenze, nei fatti
non è cambiato nulla. Le Città metropolitane e le
Province si occuperanno, come gli enti che
sostituiscono, di strade intercomunali, edilizia
scolastica, politiche attive del lavoro, formazione
professionale. Roba che pesa. Erediteranno entrate e
spese, e gli obiettivi di spending review. Quanto alle
risorse, i nuovi presidenti provinciali e sindaci
metropolitani già sono sul piede di guerra con il
governo. Ma con un deficit nazionale che balla
pericolosamente intorno al 3% del Pil, i loro appelli
resteranno inascoltati. Si sta vagliando la strada di
incassare parte dell’Irpef regionale, prendendosi però
in carico servizi che i governatori non riescono a gestire
su una scala territoriale troppo ampia.

L

a vera grande sfida dei nuovi enti, e in modo
speciale delle Città metropolitane, è insomma
quella di passare a una pianificazione territoriale
integrata, provare a fare "sistema", a disegnare lo
spazio facendo in modo che i Comuni condividano
non solo regole e prassi urbanistiche (già sarebbe
tanto), ma soprattutto il progetto complessivo, un’idea
di sviluppo industriale e mobilità collegata, un
indirizzo forte su istruzione secondaria e formazione
professionale, ricerca, servizi, commercio, Terzo
settore. Una rivoluzione culturale per la politica "del
campanile" di casa nostra, dove gran parte del potere
del sindaco nel Comune medio-piccolo si esercita nella
concessione di licenze edilizie, permessi a costruire e
nella gestione clientelare di piccoli appalti, dove
magari la stessa strada ha livelli di manutenzione
diversi a seconda dell’amministrazione competente,
dove – nell’incapacità di condividerne i benefici con i
vicini – ci si prende a capelli per avere una scuola, un
ospedale, un insediamento produttivo a casa propria.
Nella stessa logica va inquadrata la possibilità di dare
alla Città metropolitana il potere di fungere da stazione
appaltante per i propri Comuni e addirittura di
organizzare per loro concorsi e selezioni: una mossa
contro la frammentazione e il rischio-corruzione che
però dovrà vincere tante resistenze.

CITTÀ NELLA NOTTE. Una foto area del Nord italia

almeno tali considerati – del Paese. Sbriciolarsi dal di dentro.
Prendiamo i partiti, quelli che secondo la Costituzione sono lo strumento affinché i cittadini possano «concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale».
Roba non da poco, quindi. Eppure, molti di
loro paiono a rischio di autocombustione. Il
Pd, neanche 5 mesi fa al voto europeo aveva
superato il 40 per cento. Un trionfo. Garanzia
di stabilità? Neanche per sogno: tra protagonismi, livori, ripicche, sapori di normalizzazione, per il tuttofare-segretario-premier Renzi sono arrivati tempi duri.
Inconsistente o caotica l’opposizione fuori dal
partito, severa – a volte durissima – quella interna. Di solito sono i nuovi arrivati a disturbare gli anziani manovratori; nel giovane Pd
renziano è il contrario: il detonatore è nelle

mani della vecchia guardia. E in Forza Italia
scricchiolii ben più forti, col ventennale regno
berlusconiano sempre meno omaggiato (come cambiano i tempi!) e sempre più nel mirino di gruppi rampanti.
Verrebbe da dire che avevano visto quasi giusto quelli dell’altro grande raggruppamento, i
grillini che tempo fa avevano profetizzato la fine imminente dei partiti. "Quasi" giusto, perché in realtà il big bang incombe sempre, ma
non arriva e perché – quanto a grane interne
– neppure il Movimento sta molto bene.
I partiti col fiatone, certo. E poi la magistratura. Avete presente il pool di Mani Pulite, quei
magistrati anticorruzione che da vent’anni sono parte attiva – secondo qualcuno troppo attiva – nella vita del Paese? Hanno resistito nel
tempo a ogni attacco, a leggi e leggine che parevano fatte ad hoc per metterli fuorigioco, a

G

ispezioni e tentati trasferimenti. Ma adesso
quella squadra a lungo granitica s’è accesa da
sola la miccia in casa, un magistrato contro
l’altro, accuse reciproche e polemiche pubbliche, storie tutte da chiarire.
E ancora: si parva licet... il calcio. Ecco, il calcio. Che poi non è solo un gioco, ma un’importante valvola sociale. E qui servirebbe un
lungo discorso: non tanto sulle legittime polemiche di un post-partita (non è questa la sede per dire Juve o Roma) quanto su quegli ultrà da scrivania che quelle polemiche le trasformano in bile, violenza verbale, insulti atroci, complotti planetari. Altro che miccia accesa. Ce n’è abbastanza per temere l’incendio.
Ma alla fine il rogo non divamperà: anche perché in questo Paese chi sta in basso è spesso
meglio di chi sta in alto.

li Statuti ancora da scrivere dei nuovi enti
potranno essere il banco di prova per aprire strade
innovative anche sul fronte dei servizi digitali, sociali
ed educativi. Attraverso convenzioni con le Regioni,
ma anche attraverso un trapasso parziale e volontario
di competenze dai Comuni, si potrebbe – volendo –
ragionare in modo sistemico, e non parcellizzato, su
banda larga, accesso all’istruzione e lotta all’evasione
scolastica, sostegno al lavoro femminile, sistema dei
nidi e assistenza alla famiglia. Il ddl Delrio, per le Città
metropolitane, parla apertamente di «strutturazione di
sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici e
organizzazione dei servizi pubblici di interesse
generale». Un fronte ampio in cui rientrano anche
ambiente e rifiuti. E che, potenzialmente, può
spalancare le porte a una bella rivoluzione. Passati i
primi mesi di rodaggio, inizieremo a capire se i nuovi
enti hanno accolto davvero la sfida oppure se siamo di
fronte all’ennesimo caso di trasformismo istituzionale.
Per togliere i dubbi a chi ha guardato con disincanto,
distacco e indifferenza a queste strane elezioni, si
potrebbe iniziare con un piccolo gesto di coraggio:
qualcuno ha capito mai a cosa serve la polizia
provinciale?

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Italia: il gioco rischioso della miccia sempre accesa
smemorati
e dintorni

parapolitici), restano circa 10 miliardi di uscite delle
vecchie Province (2 di stipendi, 8 per appalti, servizi,
prestazioni sociali…) che la politica ora gestirà senza
aver avuto un consenso popolare. Fin quando non ci
sarà una vera redistribuzione delle funzioni, delle
risorse e delle competenze tra Stato, Regioni e Comuni,
l’attuale delega in bianco ai partiti va corretta,
integrata, aggiustata.

4

ASSIEME
A PIETRO

PRIMO PIANO
per sempre

Chiara Luce Badano e l’invito alla gioia

di Elio Guerriero

L

a bellezza viene da Dio e a lui conduce.
Hans Urs von Balthasar ha posto questa
verità alla base della sua imponente estetica
teologica. Chiara Luce Badano l’ha testimoniata con la sua vita radiosa. I genitori, Ruggero e Maria Teresa abitanti a Sassello in provincia di Savona, l’avevano attesa a lungo e quando lei arrivò nel 1971 fu una gioia piena. Chiara era una bambina con grandi occhi limpidi
e il sorriso aperto. A nove anni conobbe il movimento dei Focolari e l’ incontro con tanti ra-

gazzi, che coltivavano l’ideale dell’unità nell’amore che viene da Gesù, la rese più altruista, più bella. Quando la ragazza finisce le scuole medie nel paese natale si trasferiscono a Savona per consentire a Chiara di iscriversi al liceo classico. Anche in città la ragazza non si
perde d’animo: si abitua facilmente al nuovo
ambiente, ha nuovi amici, pratica diversi sport.
Durante una partita di tennis, tuttavia, accade
l’imprevedibile. La ragazza avverte un forte,
persistente dolore alla spalla che inizialmente
sembra dovuto a un banale incidente. Le analisi, invece, danno un responso impietoso: sar-

coma osseo, senza tante possibilità di guarigione. Comincia la lunga trafila di visite e i ricoveri in ospedale, ma nulla sembra poter togliere il sorriso dal volto di Chiara. La sua cameretta diventa una piccola chiesa, luogo di incontro e di preghiera. A tutti lei ripete: «L’importante è fare la volontà di Dio» e la sua omonima, la fondatrice dei Focolari, le attribuisce un secondo nome: Luce, perché dai suoi
grandi occhi promana una luce di gioia. Si avvicina ormai il momento del distacco e la giovane non ancora ventenne ne è pienamente
cosciente. È il suo incontro con lo sposo Gesù

Sabato
11 Ottobre 2014

e lei vuole presentarsi bella ed elegante. Si sceglie l’abito bianco, i canti per la Messa, raccomanda a tutti di non piangere. Alla mamma
lascia le sue ultime parole: «Mamma sii felice,
perché io lo sono già». Muore all’ alba del 7 ottobre 1990. Disse di lei il suo vescovo: «Si sentiva in lei la presenza dello Spirito Santo che la
rendeva capace di imprimere nelle persone
che l’avvicinavano il suo modo di amare Dio e
gli uomini». Il 25 settembre 2010 alla celebrazione per la beatificazione di Chiara c’erano
tanti giovani. Ricordava mamma Maria Teresa: all’inizio sentivo forte la sua mancanza. Poi
sono venuti tanti giovani, gli amici di Chiara di
un tempo e quelli nuovi. Il loro entusiasmo e
la loro presenza hanno asciugato le lacrime sul
volto dei genitori.

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Su www.avvenire.it è possibile seguire il Sinodo in diretta, grazie agli aggiornamenti
e al «punto» nel corso della giornata.

Nel dossier tutti i testi
Gli articoli di Avvenire si trovano nei quattro «contenutori» del Dossier Sinodo: cronache, editoriali, interviste, le parole del
Papa.

«Amore, i “metodi” della verità»
La presidente dei centri per la fertilità: non contraccezione
ma stile di vita che esalta la bellezza del rapporto di coppia
LUCIANO MOIA
metodi naturali non sono
mezzi contraccettivi, ma uno
stile di vita. E non possono
neppure essere chiamati contraccettivi naturali. Sono metodi per la regolazione naturale della fertilità che,
al di là della loro scientificità oggi assolutamente indiscutibile, poggiano
originalmente sulla struttura stessa
dell’essere umano, sulla differenza
maschile femminile, sulla dinamica
iscritta nell’unica verità della sessualità coniugale possibile, quella tra uomo e donna, in ogni suo atto». È un
torrente impetuoso Giancarla Stevanella, presidente della Confederazione italiana dei Centri per la regolazione naturale della fertilità. Da
quando, l’altro ieri, nel dibattito sinodale, è emerso il tema dei metodi
naturali, non riesce più a trattenersi.
Se avesse potuto intervenire alla discussione cos’avrebbe detto?
Che i metodi naturali non sono in alcun modo un’alternativa alla contraccezione, ma sono uno stile che la

«I

Giancarla Stevanella con il marito Daniele Soave

METODI NATURALI

Per «osservare» i tempi giusti
I metodi di regolazione naturale della fertilità
consentono di individuare all’interno del ciclo
femminile il periodo fertile ed i tempi sterili,
attraverso l’osservazione quotidiana di alcuni
segni e sintomi naturali di fertilità
strettamente dipendenti dall’andamento
ormonale proprio di ciascun ciclo. Questa
conoscenza può essere utilizzata dalla coppia
per la ricerca della gravidanza o per rinviare il
concepimento. Possono essere applicati in
ogni circostanza della vita della donna.

Il caso

Il dibattito sul ricatto all’Africa:
aiuti economici «in cambio»
di aborti e unioni omosessuali

coppia sceglie per vivere la pienezza
e la bellezza dell’amore coniugale. E
la sua verità.
La coppia brasiliana intervenuta al
Sinodo ha fatto notare che i metodi
sono una "buona cosa ma che nella
cultura attuale sembrano privi di

Giancarla Stevanella:
giusto che se ne sia parlato
anche al Sinodo. La
sessualità nel matrimonio è
vera, solo se è donazione e
accoglienza l’uno dell’altra
praticità". Cosa non va in quest’affermazione?
Ma la praticità non c’entra nulla con
l’amore. L’amore non ha bisogno di
praticità, l’amore dal punto di vista
cristiano ma anche dal punto di vista
umano, è innanzi tutto ricercare il be-

ne dell’altro. La proposta, chiara e trasparente, dei metodi naturali è l’unica via capace di permettere, proteggere e promuovere l’amore di coppia, come donazione e accoglienza
totale l’uno dell’altra.
In che modo i metodi naturali si legano al senso profondo del matrimonio cristiano?
Perché donazione e accoglienza senza riserve sono parte integrante della possibilità di fare esperienza della
verità dell’amore coniugale, di verificare, cioè di fare vero ogni giorno,
nella carne degli sposi, cioè che è avvenuto nella celebrazione del matrimonio.
In questa visione perché rifiutare la
contraccezione?
Perché la scelta contraccettiva riduce l’uomo a una sola dimensione,
quella di un erotismo malato. Quando l’uomo e la donna umano i "mezzi contraccettivi" e non i "metodi"
non fanno che rifiutare il dono della
vita, cioè rifiutarsi reciprocamente,
perché non si danno né si accolgono
nella totalità di quello che sono. Il si-

gnificato primo della contraccezione non è infatti anti-concezionale ma
anti-coniugale.
Qualcuno accusa la Chiesa di promuovere i metodi naturali con propositi moralistici. È un’accusa condivisibile?

«Quando l’uomo e la donna
ricorrono ai mezzi
contraccettivi non si
accolgono nella totalità di
quello che sono. Fanno cioé
una scelta anti-coniugale»
Niente affatto. Chi afferma questo
non ha capito assolutamente la
realtà dei "metodi", che non si usano come fossero qualcosa di estrinseco alla persona, ma si "vivono"
nella dimensione della coppia, si abitano. Chi fa tale esperienza, fa l’e-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

«Le donne, pilastro della pastorale»
L’arcivescovo Kaigama: «In Nigeria la Chiesa è come la famiglia»
STEFANIA CAREDDU

MIMMO MUOLO

me spesso essa sia perpetrata da perROMA
sone giovani».
Tra i temi affini a quello relativo alla cosiddetta «salute riproduttiva», bisogna
os dall’Africa al Sinodo. Nei conregistrare la posizione dei padri sinofronti dei Paesi più poveri viene
dali riguardo alla Humanae vitae, l’enspesso messo in atto un autenciclica di Paolo VI sulla contraccezione.
tico ricatto. Aiuti economici solo in
Ribadita «la vocazione alla vita come ecambio di alcuni cambiamenti cultulemento fondante della famiglia», i carrali. E i padri sinodali non hanno esidinali e vescovi che partecipano all’astato a denunciarlo. «Da più parti – si
sise invitano «i fedeli ad
legge infatti nella sinapprofondire la conotesi dell’ottava conscenza» di questo dogregazione generale
diffusa dalla Sala I padri sinodali hanno cumento «comprenStampa vaticana – è messo in luce i rischi dendo così meglio anche il significato del ristata evidenziata la
tendenza di alcuni della propaganda che corso ai metodi naturali di regolazione delPaesi ed organizzaziovuole far passare
la fertilità e della non
ni del mondo occiqueste pratiche
accettazione
della
dentale di presentare,
contraccezione. Unioin particolare nel conper «diritti umani
ne e procreazione – si
testo dell’Africa, alcue alla salute»
è detto – non sono seni concetti (tra cui l’aparate dall’atto coniuborto e le unioni omogale». Su questo argosessuali), come "diritmento anche il cardinale Luis Antonio
ti umani", legando gli aiuti economiTagle, giovedì sera, rispondendo alle
ci e forti campagne di pressione alla
domande dei giornalisti su possibili
recezione di tali concetti».
modifiche all’enciclica montiniana, aRiflettori puntati anche sull’ambigua
veva detto: «Prima di tutto occorre riespressione «diritti alla salute sessualeggerla». Il Sinodo inoltre ripropone
le e riproduttiva». A tal proposito, è sta«con forza la condanna della manipoto anche evidenziato che questo conlazione genetica e della crioconservacetto «non ha, nell’ambito del diritto
zione degli embrioni».
internazionale, una definizione preciInfine notevole attenzione è stata desa, finendo per racchiudere in sé prindicata al tema delle migrazioni e al rapcipi in contraddizione tra loro, come la
porto con la famiglia, sottolineando
condanna dell’aborto forzato e la proche «il nucleo familiare è un diritto fonmozione dell’aborto sicuro, oppure la
damentale da riconoscere per ogni mitutela della maternità e la promozione
grante ed esortando le politiche midella contraccezione». I partecipanti al
gratorie internazionali a tutelare il diSinodo fanno notare che «pur se tali
ritto all’unità familiare. Per i migranti –
"diritti" sono privi di valore vincolansi è detto – la famiglia è elemento este, tuttavia la loro promozione rappresenziale per l’integrazione nei Paesi di
senta un rischio, perché può influendestinazione».
zare l’interpretazione di altre norme,
Fin qui la discussione nelle congregain particolare nel campo della lotta
zioni generali. La prossima settimana
contro la discriminazione della donanche questi temi continueranno ad
na». E a proposito di questo, «ferma
essere approfonditi nei circoli linguicondanna è stata espressa per tutte le
stici prima della votazione finale.
forme di violenza domestica, in particolare sulle donne, evidenziando co© RIPRODUZIONE RISERVATA

sperienza di sentirsi a casa, perché
non fa altro che essere radicalmente se stesso nel proprio corpo e con
il proprio corpo.
Lei sostiene che la scientificità dei
"metodi" è ampiamente dimostrata. Esistono dei dati per attestarlo?
Certo, abbiamo una mole straordinaria di studi. Non solo, a breve pubblicheremo un saggio che dimostra
come sono sempre più numerose le
coppie che si rivolgono ai "metodi"
dopo il fallimento della fecondazione assistita. Quando una coppia conosce i tempi del suo periodo fertile
il concepimento – in assenza di gravi patologie – è assicurato. E lo posso
anche affermare sulla base della mia
lunga esperienza di insegnante di
"metodi".
Quindi è sbagliato parlare dei "metodi" come pratica cattolica?
È vero che la Chiesa ha investito molto in questa direzione, promuovendo la ricerca scientifica, ma è altrettanto vero che i metodi naturali non
sono un’invenzione della Chiesa.

ROMA
amiglia, scuola e Chiesa:
tre elementi indispensabili perché ci sia «il fervore dell’evangelizzazione». Ignatius Kaigama, arcivescovo
di Jos e presidente della Conferenza episcopale nigeriana,
ricorre ad un esempio tratto
dalla cultura africana per spiegare quanto le tre realtà siano
legate tra loro: «quando devono cucinare, le donne del mio
Paese prendono tre pietre e sopra vi appoggiano la pentola.
Se ne manca una, la pentola si
sbilancia». La «famiglia è il primo ambiente in cui si riceve la
vita», ma servono anche «degli
insegnanti che diano una buona formazione e dei bravi sacerdoti che comunichino la
gioia della fede».
I laici hanno dunque un ruolo strategico…
Nel mio Paese ci sono uomini
e donne impegnate per diffondere il Vangelo. Le donne in
particolare sono il pilastro della pastorale. I sacerdoti sono
pochi, servono i laici. Ci sono
poi i giovani, spesso però pecore senza pastore che si lasciano attrarre dai nuovi gruppi pentecostali, capaci di raggiungerli personalmente.
Cosa ha da dire la Chiesa africana al mondo occidentale?
La Chiesa è una famiglia, una
famiglia grande dove ci sono
grande gioia, ma anche grandi sfide e problemi. E quando
ci sono dei problemi, dobbiamo stare insieme, in spirito di
comunione con il Papa e con
Gesù al centro per cercare soluzioni. Questo è quello che
stiamo cercando di fare in
questo Sinodo.
Quali sono le principali diffi-

F

S

L’incontro di Azione cattolica sul Sinodo

(Siciliani)

L’iniziativa. Alla Gregoriana

incontro sul Medio Oriente
«Uno sguardo di verità e di misericordia sulle famiglie in Medio Oriente». È il titolo del convegno promosso dalla Fondazione vaticana «Centro Internazionale Famiglia di Nazareth» in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la famiglia, in occasione della III Assemblea straordinaria dei vescovi sulla famiglia. L’appuntamento è per le 18.30 presso
l’’Auditorium Giovanni Paolo II della Pontificia Università
Urbaniana. Un convegno che giunge all’indomani di un vero e proprio Messaggio che i padri sinodali hanno voluto
inviare alle famiglie dei Paesi in conflitto, in particolare Iraq
e Siria (di cui riferiamo più ampiamente in altra pagina). E
dopo il saluto iniziale affidato al presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, e l’introduzione sul significato dell’incontro a cura di Salvatore
Martinez, presidente della Fondazione vaticana «Centro Internazionale Famiglia di Nazareth», interverranno quattro patriarchi della Chiesa medio orientali: il cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti; Fouad Twal, patriarca di Gerusalemme dei Latini, presidente della Conferenza episcopale dei Paesi arabi; Ignace Youssif III Younan
patriarca di Antiochia dei Siri,; Louis Raphaël I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei.

coltà in Africa nell’inculturazione della dottrina sul matrimonio e la famiglia?
La famiglia africana è estesa,
non è formata soltanto da un
uomo, una donna e dei bambini, ma da diverse famiglie
che fanno una famiglia. C’è
spirito di comunione, di condivisione: non sono solo i parenti biologici che educano i
figli, si fa insieme. Nella famiglia trovano rifugio i malati, i
bambini, coloro che hanno
problemi. C’è la questione della poligamia: fa parte della nostra cultura, ma avendo ricevuto il messaggio del Vangelo
dobbiamo cambiare e pratica-

«Custodire e promuovere
la vita per noi è normale
Quando sentite parlare
di Boko Haram, dovete
pensare che sono
persone che hanno perso
la ragione»

L’arcivescovo Kaigama

(Siciliani)

re la monogamia. Non è facile, ma si deve.
Poligamia, ma anche infibulazione, piani di controllo delle nascite. Come si fa a promuovere la cultura della vita?
Custodire e promuovere la vita per noi è normale. Quando
voi sentite che in Africa ci sono uccisioni da parte di estremisti, di Boko Haram, dovete
pensare che queste sono persone che hanno perso la ragione. Gli africani normali rispettano la vita: il matrimonio è per
avere figli, un gran numero di
figli, la vita è al primo posto,
non si può giocare con essa e
limitarla con la contraccezione. Questa è per noi un’imposizione che viene da fuori.
Quale è la situazione dei cristiani in Nigeria oggi?
Continuano i problemi con
Boko Haram e con i fondamentalisti islamici che stanno
uccidendo, distruggendo, facendo violenze. Nel nord del
Paese una diocesi è stata completamente distrutta, i seminari e i conventi bruciati. Gli estremisti hanno proclamato un
Califfato e vogliono espandersi in tutta la nazione. Sono sorpreso di come vadano avanti,
senza che nessuno li fermi. Aspettiamo che il Governo possa fare qualcosa. I cristiani soffrono, ma sono saldi nella loro
fede tanto che nessuno si è
convertito. Anche le ragazze
rapite qualche mese fa, qualora diventino musulmane, lo faranno solo perché costrette e
non perché convinte. Vi chiedo
quindi di ricordare la mia gente: nonostante la situazione
difficile, i cristiani nigeriani
non rinunceranno alla loro fede, ma affronteranno la persecuzione.
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ASSIEME
A PIETRO

Sabato
11 Ottobre 2014

I lavori
Nella prima settimana di Sinodo
registrati 181 interventi su 191
padri sinodali. Ieri l’intera
nona Congregazione generale
dedicata alle comunicazioni
dei laici (6 coppie e 9 singoli),
tutti impegnati nell’ambito della
pastorale familiare. Costituiti
i «circuli minores» sui singoli
temi affrontati in questi giorni

Coppie vere per il dialogo interreligioso

«P

Reinhard, arcivescovo di Monaco, che con il fondatore del marxismo condivide soltanto il cognome. Ma, al di là delle battute, emerge con sempre maggior evidenza che la questione dei divorziati risposati – pur drammatica e
importante – ha contorni essenzialmente occidentali. Non caso,
più di un vescovo asiatico ha invitato a spostare il discorso sullo
stile di vita delle famiglie cristiane e sulla qualità del matrimonio.

La testimonianza forte deve arrivare da lì. È noto come nella maggior parte dei Paesi asiatici i cattolici siano minoranza più o meno esigua. Ma la simpatia con cui
le altre religioni, a partire dai buddisti, guardano al cristianesimo –
hanno in sostanza spiegato i presuli dell’estremo Oriente – è direttamente proporzionale alla capacità delle coppie cristiane di testimoniare la bellezza del matrimonio in Cristo. Da qui la richie-

sta di un percorso più accurato
per la preparazione alle nozze e
di una catechesi specifica per accompagnare le coppie. Dai vescovi africani invece forte accento sull’emergenza povertà che tritura tanti nuclei familiari. Mentre
dalla Grecia è arrivato un appello: «Basta con i pacchetti turistici
che includono le più belle isole
dell’Egeo come "location" per il
matrimonio».
Luciano Moia

La conferenza stampa
di ieri mattina
in Sala Stampa
per raccontare
argomenti e lavori
del Sinodo dei vescovi
Sono stati 181
gli interventi
nelle Congregazioni
e 80 nelle ore
di dibattito libero
Ieri mattina un’intera
Congregazione
è stata dedicata
agli interventi
dei laici presenti
(Siciliani)

Preparazione al matrimonio
riscoprire la vocazione per la vita
Divorziati risposati: chiesti percorso penitenziale e tutela dei figli
GIANNI CARDINALE
ROMA
n otto Congregazioni generali il Sinodo dei vescovi ha registrato ben
181 interventi, a cui si devono aggiungere gli 80 avvenuti nelle ore di dibattito libero. Queste certificano più di
ogni discorso l’ampio dibattito – i padri sinodali sono infatti 191 – che ha
caratterizzato la prima settimana delle assise convocate da papa Francesco
per discutere delle sfide pastorali sulla famiglia. Sui contenuti dell’ultima
riunione dedicata agli interventi dei
padri sinodali, quella di giovedì pomeriggio, ha riferito ieri il "portavoce"
vaticano padre Federico Lombardi.
Molteplici gli argomenti (alcuni dei
quali vengono trattati in un separato
articolo).
Preparazione al matrimonio. A questo riguardo si è tornati a ribadire l’importanza di una adeguata preparazione, poiché la sua celebrazione sembra
ridursi sempre più alla dimensione sociale e giuridica, invece che religiosa e
spirituale. Il percorso preparatorio - è
stato notato - spesso viene percepito
dai nubendi come un’imposizione, un
compito da assolvere senza convincimento e risulta essere troppo breve.
Poiché, invece, il matrimonio è una vocazione per la vita, la sua preparazione dovrebbe essere lunga ed approfondita, come avviene per la vita religiosa.

I

Sicilia.
PALERMO

esù non porta la soluzione
dei problemi, ma l’annuncio di una vita grande,
capace di fedeltà e di fecondità, capace di amore, nonostante i nostri limiti
e dentro i nostri limiti». Allarga lo sguardo alla grande risorsa della famiglia
monsignor Livio Melina, presidente del
Pontificio istituto Giovanni Paolo II per
studi su matrimonio e famiglia, affrontando il tema dell’“Esodo della famiglia nel tempo della crisi” assieme ai
vescovi di Sicilia e alle rappresentanze
delle Chiese siciliane, riunite nella seconda giornata del seminario organizzato al centro “Cardinale Pappalardo”
di Baida a Palermo. Un momento di riflessione coordinato da Giuseppe Savagnone, responsabile dell’Ufficio di

«G

Processi matrimoniali. Sullo snellimento delle procedure per verificare
la nullità del vincolo, è stata ricordata
la Commissione speciale di studio per
la riforma del processo matrimoniale
canonico, da poco istituita da papa
Francesco, ed è stato poi auspicato il
raggiungimento di una procedura più

semplice, purché una ed unica per tutta la Chiesa. Nello specifico, sulla doppia sentenza conforme conseguente
all’obbligatorietà dell’appello, inoltre,
ci si è chiesti se sia possibile ipotizzare
di lasciare al discernimento del vescovo la determinazione di ricorrere o meno in appello. Al contempo, si è auspi-

Tra i moderatori Filoni e Bagnasco
Menichelli e Fisichella tra i relatori
Papa Francesco ha scelto ieri alcuni padri sinodali che affiancheranno il relatore generale (il cardinale di Budapest
Peter Erdo), il segretario speciale (l’arcivescovo di Chieti
Bruno Forte) e il segretario generale (il cardinale Lorenzo
Baldisseri) per la stesura della Relatio Synodi finale. I nominati sono i cardinali Gianfranco Ravasi (presidente Consiglio per la cultura) e Donald W. Wuerl (arcivescovo di Washington); gli arcivescovi Victor Manuel Fernandez (rettore Università Cattolica di Buenos Aires) e Carlos Aguiar
Retes (messicano, presidente del Celam); il vescovo di
Cheju Peter Kang U-Il (presidente episcopato coreano) e
padre Adolfo Nicolás Pachón, generale dei gesuiti. Sempre ieri nelle prime riunioni dei dieci Circoli minori sono stati eletti i moderatori e i relatori. Nei tre circoli di lingua italiana essi saranno, rispettivamente: il cardinale Fernando
Filoni (prefetto Propaganda Fide) e l’arcivescovo di Ancona,
Edoardo Menichelli; il cardinale di Genova Angelo Bagnasco (presidente Cei) e l’arcivescovo Rino Fisichella
(presidente Consiglio nuova evangelizzazione); l’arcive-

cata una maggiore presenza di giudici
laici opportunamente preparati, in
particolare anche donne, nei Tribunali ecclesiastici.
Divorziati risposati.L’argomento è stato di nuovo toccato durante l’ora dedicata al dibattito libero. Al riguardo è
stata evidenziata in primis la necessità

scovo Angelo Massafra (arcivescovo di Scutari in Albania) e padre Manuel Jesus Arroba Conde (claretiano spagnolo, decano alla Lateranense). Nei due in lingua francese saranno: il cardinale africano Robert Sarah (presidente Cor Unum) e padre Francois-Xavier Dumortier (gesuita francese, rettore della Gregoriana); il cardinale di
Vienna Christoph Schönborn e l’arcivescovo di MalinesBruxelles André Léonard. Nei tre circoli in lingua inglese
saranno invece: il cardinale statunitense Raymond L. Burke
(presidente Segnatura Apostolica) e l’arcivescovo di Wellington in Nuova Zelanda John A. Dew; il cardinale di Durban in Sud Africa Wilfrid F. Napier e l’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin; l’arcivescovo di Louisville Joseph
E. Kurtz (presidente episcopato Usa) e l’arcivescovo di Cape Town Stephen Brislin (presidente episcopati sudafricani). Infine i due circoli di lingua spagnola avranno come
moderatori e relatori, rispettivamente: il cardinale di Guadalajara Francisco Robles Ortega (presidente episcopato messicano) e l’arcivescovo di Tunja Luis Augusto Castro Quiroga (presidente episcopato colombiano); il cardinale di Barcellona Lluis Martinez Sistach e il vescovo di
Vera Paz Rodolfo Valenzuela Nuñez (presidente vescovi
Guatemala). (G.C.)

A Palermo il seminario del
Centro Pappalardo sulla
crisi del matrimonio oggi,
con i presuli dell’Isola
perdita dell’orizzonte di una vita più
grande, quella che Gesù è venuto a portare, con l’annuncio e col dono di grazia del suo Spirito».
Le sfide pastorali sono davvero tante,
ma occorre portare «la gioia del Vangelo alle famiglie concrete, le quali talvolta, soprattutto ai nostri giorni, attraversano una profonda crisi culturale dovuta ad un radicale individualismo e che soffrono tante fragilità e attacchi a quei legami che le costituisco-

no e che sono fondati sul sacramento
del matrimonio tra l’uomo e la donna».
Ma, secondo monsignor Melina, bisogna cambiare prospettiva per rendere
efficace il lavoro da svolgere: non guardare più solo i problemi della famiglia,
ma tirarne fuori le risorse e la bella notizia. «Vorrei suggerire che molte delle
difficoltà derivano proprio dal fatto di
concentrarsi sul primo aspetto, dimenticando il primato del secondo e del terzo. Solo invertendo l’ordine delle considerazioni la Chiesa può illuminare e
importare adeguatamente la sua azione pastorale verso la famiglia». E, dunque, «per impostare adeguatamente
un’azione pastorale si devono ricordare bene due elementi: la famiglia è il luogo dove le persone apprendono i parametri fondamentali della vocazione all’amore, indispensabili per raggiungere
la propria identità; inoltre la famiglia,

Indissolubilità
Dal punto di vista teologico l’indissolubilità del
sacramento del matrimonio rimanda all’unione indissolubile di Cristo con la sua Chiesa. È
stato Cristo stesso, «sposo della Chiesa sposa»
che ha elevato il matrimonio a dignità di sacramento. Tra i vari passaggi evangelici tradizionalmente citati per sottolineare il valore dell’indissolubilità c’è quello di Matteo (19, 3-6):
«Ed egli rispose: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua
madre e si unirà a sua moglie e i due saranno
una carne sola? Così che non sono più due, ma
una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi"». Il richiamo all’essere "una carne sola" non è dato per acquisito, ma sembra configurare – anche dal punto di vista antropologico – un cammino a due,
un processo di crescita della coppia garantito
e protetto in qualche modo dall’indissolubilità. Non un peso che grava sui destini dei coniugi, ma un aiuto, un conforto per procedere
insieme sulla strada della reciproca conoscenza che, nella luce della fede, è anche strada di
santità. Solo condividendo e donandosi reciprocamente la vita su una base di stabilità la
coppia può aspirare a un benessere reale che
si estende anche ai figli. Un impegno che dura
nel tempo e diventa anche garanzia sociale.

Azione cattolica

Arancedo: serve
più profezia, meno
nostalgia del passato
STEFANIA CAREDDU
ROMA

fondata sul Sacramento del matrimonio in cui uomo e donna diventano una sola carne nell’amore, è anche la cellula fondamentale della vita di quell’organismo che è la Chiesa». «Occorre – aggiunge Melina – imparare a guardare e
a parlare alle persone in chiave familiare: le persone non sono mai un individuo autonomo, ma sono sempre identificate dalle relazioni costitutive».
Da qui le conclusioni di monsignor Calogero Peri, vescovo delegato per la famiglia della Conferenza episcopale siciliana: «Siamo in un tempo di crisi, attaccando la famiglia si attacca l’uomo.
C’è un’antropologia scristianizzante.
Ma dobbiamo cogliere la sfida di evangelizzare questo tempo e tentare di
trasformare la crisi in un’opportunità,
dimostrare la bellezza di una famiglia
alternativa che è quella cristiana».
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di un percorso penitenziale, accompagnato anche da una riflessione sui
divorziati rimasti soli, che spesso soffrono in silenzio, ai margini della vita
sociale. Mentre in secondo luogo, poi
si è sottolineato il bisogno di tutelare i
figli di coniugi divorziati dalle ricadute psicologiche del divorzio su di loro.
E in quest’ambito, è stato ricordato che
un’adeguata pastorale dei bambini
spesso può riavvicinare i loro genitori
alla Chiesa.
Ieri mattina si sono costituiti i dieci "circuli minores" che la prossima settimana approfondiranno i temi toccati nelle assemblee generali. I padri sinodali
sono stati divisi in dieci gruppi: tre in
lingua inglese e italiana, e due in lingua
francese e spagnola. Ciascuno di questi "circoli" ha eletto il presidente e il relatore (ne parliamo in altro articolo).
Sempre ieri mattina, nella nona Congregazione generale, c’è stata l’audizione di 15 interventi (6 di coppie e 9
di singoli uditori), quasi tutti laici impegnati nell’ambito della pastorale familiare, della bioetica e dell’ecologia umana. Provenienti da diverse Paesi del
mondo, in rappresentanza di quasi tutti i continenti, gli uditori hanno portato in Aula la loro testimonianza viva, di
apostolato familiare vissuto nella quotidianità. Ieri pomeriggio invece sono
intervenuti in Aula sette delegati fraterni delle altre Chiese e comunità cristiane.
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pastorale della Cultura dell’arcidiocesi di Palermo, che ha tenuto a precisare lo stretto legame di questo incontro
con il Sinodo, «con uno stile laico di
confronto, dove l’intenzione è quella di
discutere davvero e non di assumere
posizioni precostituite».
«Se la Chiesa può essere paragonata ad
un ospedale da campo, che cura le ferite e riabilita al cammino – sottolinea
monsignor Melina –, certamente non
deve avere per nulla l’aspetto di un
“centro benessere”, che si limita a far
sentire tutti “felici e contenti”, come una qualsiasi delle proposte “spirituali”
che oggi sono sul mercato, perdendo
così la sua differenza profetica rispetto al mondo. La vera tragedia delle famiglie non sono tanto le difficoltà e i
problemi che devono affrontare (difficoltà e problemi che sempre ci sono
stati e ci saranno), quanto piuttosto la

Matrimonio

l Sinodo «non viene a cancellare ciò che
si è detto finora, la dottrina non cambia».
Di fronte «alle difficoltà e alle sfide del
mondo di oggi» però la Chiesa «deve ascoltare, prestare attenzione e rispondere». Monsignor José Maria Arancedo, arcivescovo di
Santa Fe de la Vera Cruz e presidente della
Conferenza episcopale argentina, ha voluto
ribadirlo nel corso dell’appuntamento su
“Famiglia, parrocchia, formazione, santità»
organizzato dall’Azione cattolica. «La famiglia è attualità e profezia, non nostalgia del
passato: promuoverla significa promuovere
l’uomo», ha affermato Arancedo. Non si tratta infatti di una realtà a sé stante, ma «pienamente inserita nella storia». Ecco allora
che «le domande che si fanno in famiglia sono quelle che si fanno nella Chiesa». Senza
nascondere «gli attacchi, i conflitti, il fatto
che molti bambini siano orfani di padri vivi», il presidente dei
vescovi argentini ha
«la miseriIl presidente ricordato
cordia è l’impronta
della
del Papa e che non si
può capire Cristo
Conferenza
senza di essa». Nel
episcopale
suo intervento, Arancedo ha evidenziato
argentina
che sono diversi i teall’incontro
mi che i padri sinosvoltosi a Roma dali stanno affrontando in un clima
«cordiale»: «c’è – ha
commentato – grande libertà, ognuno può parlare, dire cosa
pensa e gli altri ascoltano».
«Oserei dire che c’è un largheggiare di sorrisi che dà il senso dell’incontro, si respira un’aria di simpatia della Chiesa per l’uomo», ha
confermato Pina De Simone che insieme al
marito Franco Miano partecipa ai lavori. «Le
posizioni – ha sottolineato – sono nette e
spesso anche molto diverse tra loro, ma vengono espresse nel rispetto, nell’accoglienza
reciproca, nella volontà di procedere insieme». Un’altra nota positiva è certamente la
presenza «continua, semplice, familiare» di
papa Francesco: «la mattina arriva a piedi, ascolta tutti, e anche nel tempo delle pause la
gente si avvicina e gli parla». Quello del Sinodo, ha aggiunto Miano, «è un tempo bellissimo di semina, che impegna i laici a raccogliere uno stile: di apertura, di ricerca, di
freschezza, di libertà». «Noi laici – ha osservato – rischiamo di cadere nel clericalismo
che noi stessi contestiamo, mentre la dimensione di apertura ci mette in cammino,
ci provoca, ci chiede di osare di più». Perché
«la famiglia è una risorsa fondamentale per
la vita delle persone e della società, per l’educazione umana e spirituale», ha concluso
Matteo Truffelli, presidente nazionale di Ac,
che ha moderato l’incontro al quale hanno
preso parte anche il cardinale Luis Antonio
Tagle, arcivescovo di Manila, e monsignor Ignatius Kaigama, arcivescovo di Jos e presidente della Conferenza episcopale nigeriana.

La Chiesa? Ospedale da campo, non centro benessere

ALESSANDRA TURRISI

la parola

diario
uò prendere la parola
il cardinale Karl Marx».
Karl? Momenti di imbarazzo e qualche risolino l’altro
ieri al Sinodo. Qualcuno avrà pensato: «Ora ci manca solo che arrivi l’esortazione: "cardinali di tutto il mondo unitevi"». Ma si è trattato solo di un lapsus. Il cardinale invitato a prendere la parola
non era evidentemente Karl, ma

5

PRIMO PIANO

I

6

LA SCELTA
DI OSLO

PRIMO PIANO

Fenomeno globale
Esiste una chiara relazione
tra mancanza di formazione
e schiavitù dei più piccoli
Per questo anche il Sud
del mondo ha messo
la scolarizzazione in cima
alle priorità: gli investimenti
sono triplicati in dieci anni
Non è però abbastanza

Sabato
11 Ottobre 2014

58milioni

70milioni

I BAMBINI, TRA I 6 E GLI
11 ANNI, CHE NON
HANNO POSSIBILITÀ DI
ACCESSO ALLE SCUOLE

SONO I PICCOLI, DA 4
A 14 ANNI, COSTRETTI
A LAVORARE IN MOLTE
AREE DEL MONDO
Pakistan: bimbi sfollati per gli scontri con i taleban studiano l’alfabeto urdu

(Ap)

Lavoro forzato e scuola negata a troppi
L’insegnamento

Lo sfruttamento

Soltanto l’Asia fa passi avanti
nell’educazione per tutti

Cala il numero di minorenni
Ma la battaglia è ancora lunga

DANIELE ZAPPALÀ

STEFANO VECCHIA

l loro cammino verso una scuola è stato negato da violenze sociali e familiari, situazioni di schiavitù e lavoro forzato, guerre,
miseria, forme estreme d’intolleranza ed esclusione etnica o religiosa, flagelli sanitari come la malaria. E il Nobel assegnato a Malala, come sottolineava ieri il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, premia idealmente pure
le sofferenze e gli sforzi dei bambini di ogni Continente privati d’istruzione. Secondo l’Unesco,
l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata nel
diritto allo studio, i bambini fra i 6 e gli 11 anni
tenuti lontani dai banchi sarebbero ancora circa 58 milioni, un dato simile a quello del 2007.
«I progressi verso l’educazione per tutti stagnano, ma certi Paesi mostrano la strada da seguire», ha appena sintetizzato l’agenzia Onu,
lanciando in proposito un nuovo allarme: «Se
la tendenza attuale è confermata, circa il 43 per
cento dei bambini non scolarizzati, cioè 15 milioni di bambine e 10 milioni di bambini, non
andranno probabilmente mai a scuola». Nell’Africa subsahariana straziata non di rado da guerre o epidemie endemiche, i bambini non scolarizzati sono circa 29,6 milioni. In tutta l’area,
per chi è riuscito a varcare la soglia di una scuola, il rischio di uscire rapidamente dal mondo

Gli esempi concreti delle Ong: vincere si può

I

dell’istruzione resta sempre in agguato: più di
un terzo dei bambini entrati in prima elementare nel 2012 non riuscirà a completare il ciclo
delle primarie.
L’Asia della più giovane Nobel della storia ha
compiuto fra il 2000 e il 2012 notevoli progressi, ma i bambini non scolarizzati sarebbero ancora almeno 9,9 milioni, contro i 33,8 milioni al
giro di boa del millennio. Il Pakistan di Malala,
sotto il giogo dell’intolleranza taleban, rappresenta il principale buco nero, con ben 5,4 milioni di bambini fuori dal sistema scolastico. A
livello di un singolo Stato, su scala mondiale, la
piaga è ancora più diffusa solo in Nigeria, dove
i bambini esclusi restano circa 8,7 milioni. Gli
altri Paesi maggiormente feriti sono, nell’ordine, il Sudan (2,8 milioni), l’India (1,4) e l’Indonesia (1,3). Al di fuori dell’Africa e dell’Asia, soffre molto pure la Colombia, con 600mila bambini lontani dai banchi.
Malala è divenuta un simbolo planetario anche perché storicamente il dramma è stato soprattutto femminile. Nel 2000, fra i piccoli non
scolarizzati in Asia, le bambine erano i due terzi del totale. Ma nel grande Continente, da allora, lo scenario è mutato: l’esclusione infantile assoluta dalla scuola è oggi maschile nel 51,5%
dei casi.
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siste una stretta ma chiara correlazione tra istruzione e lotta allo sfruttamento dei minori. Per gli attivisti come
Kailash Satyarthi se non si affrontano le cause culturali, che sono anzitutto nella povertà e
arretratezza di troppe famiglie e di intere comunità costrette a spingere i propri figli nelle
mani di sfruttatori senza scrupoli, la soluzione sarà sempre lontana. Di conseguenza, l’istruzione è alla base di ogni prospettiva di crescita e di sviluppo, individuale e nazionale.
Una teoria provata sul campo e convalidata da
dati globali. I Paesi in via di sviluppo hanno
compreso il valore dell’educazione e lo hanno messo in cima alle priorità delle richieste
di aiuto allo sviluppo. Risultato, gli investimenti in questo settore sono cresciuti di tre
volte nel primo decennio del secolo, arrivando a oltre 300 milioni di dollari. Come
conseguenza, i lavoratori stimati nella fascia
di età 4-14 anni sono scesi nel mondo da 130
milioni a 70 milioni.
Un dato incoraggiante, che accompagna il calo da 250 a 200 milioni dei minori fino a 16 anni complessivamente coinvolti in sfruttamento lavorativo nello stesso periodo. Una tendenza che non ha registrato significativi ral-

E

LA FORNACE. Bimbo al lavoro in India

(Reuters)

lentamenti nonostante l’impatto della crisi globale ma che non va sopravvalutata per non allentare la guardia. Contano impegno della comunità internazionale e il miglioramento delle legislazioni. Conta anche molto, come ricordava tempo fa il neo Nobel per la Pace, «la
crescita della responsabilità delle aziende più
esposte alle pressioni dell’opinione pubblica
locale e internazionale».
Molte aree del pianeta restano ad alto rischio:
Asia meridionale e Africa subsahariana, soprattutto. La situazione va migliorando in Asia sudorientale e America Latina. Grandi Paesi che stanno combattendo con successo la loro battaglia a difesa dei minori, oltre all’India,
sono Brasile, Kenya e Sudafrica.
«Si potrebbe pensare che il fenomeno dello
sfruttamento sia più esteso dove la povertà è
maggiore, ma non sempre è così – segnalava
Satyarthi –. In realtà, in molti parti del mondo
la crescita economica non va di pari passo con
una maggiore giustizia sociale. Fondamentale è la volontà politica. Nel caso dell’India ci sono miglioramenti in alcuni settori, come industria o artigianato, ma il numero dei bambini-lavoratori è cresciuto nel settore domestico e non vede sostanziali miglioramenti in
quello agricolo».
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AVSI

VIS

«Il primo giorno di scuola non avevo neppure un paio di scarpe
Mi hanno valorizzato e oggi sono all’università di Nairobi»

«In Bolivia 3.500 ragazzi strappati alla strada e alla droga
scoprono l’accoglienza, i libri e imparano un mestiere»

Vivo a Kibera, Kenya, uno dei più
grandi slum del mondo. Prima di
frequentare la scuola la mia vita
era molto dura. Da bambino mi
svegliavo la mattina, andavo in giro
a chiedere soldi tutto il giorno.
Tutto quello che desideravo erano
un po’ di denaro, di cibo e qualche
caramella. A quel tempo andare a
scuola era un sogno. La mia vita è
cambiata grazie all’incontro con gli
insegnanti della Little Prince, una
scuola speciale, dove ti senti
Ignatius Juma
accolto, sostenuta dalla
Fondazione Avsi. All’inizio è stato
molto difficile passare dalla vita di strada ai banchi.
I risultati erano disastrosi, ma dopo il primo anno ho
cominciato a crederci e ad amare tutto ciò che mi
trovavo davanti, e la mia autostima ha cominciato a
crescere. Un giorno un’assistente sociale mi chiese
cosa volessi fare da grande e io le risposi

timidamente: «Il presidente». Lei,
dandomi una pacca sulla spalla, mi
disse: «Sarai il presidente di questo
Paese». E pensai: «Se questa donna
crede davvero che io possa farlo,
significa che è possibile». Da quel
momento ho cominciato a credere
nel mio sogno. Ora frequento la
prestigiosa università di Nairobi e
seguo il corso di laurea in
Diplomazia e Politica internazionale.
Il più vivido ricordo della Little
Prince è che mi ha accolto in tutti i
miei bisogni: il primo giorno di
scuola non avevo le scarpe, così
andai a piedi nudi ma venni accolto. A quel tempo,
non capivo quanto fosse speciale questo per me.
Alla Little Prince mi hanno aiutato a diventare la
persona che sono oggi, uno che sa di valere e che
guarda la vita in maniera positiva.

La storia.

Ignatius Juma

Maud, orfana, la più giovane universitaria d’Africa

PAOLO M. ALFIERI

P

La 16enne Maud Chifamba

«Siamo certi che il presente e il futuro della nostra
le figlie di famiglie vulnerabili, vittime di abbandono,
società dipenda da quanto sapremo promuovere e
povertà e maltrattamenti, anche tra le mura
proteggere i diritti dei bambini, delle bambine e dei
domestiche». Il Vis e i Salesiani, in una realtà come
giovani, soprattutto di quelli che vivono in
quella boliviana, realizzano complessi interventi
condizione di povertà e vulnerabilità estrema» dice
sociali ed educativi finalizzati a togliere i bambini o
Nico Lotta, presidente della Ong Vis, volontariato
gli adolescenti dalla strada, accogliendoli in un
internazionale per lo sviluppo. «In Bolivia a Santa
luogo sicuro, protetto, dove poter crescere,
Cruz de la Sierra, per portare un esempio del
studiare e apprendere un mestiere.
nostro lavoro nel mondo, sono circa 3.500 i
L’accompagnamento verso la vita adulta attraverso
bambini, le bambine e gli
un itinerario educativo e
adolescenti accolti in uno
di formazione
dei sei Centri del Progetto
professionale costituisce
Don Bosco. Sono
il pilastro fondante
bambini e ragazzi con
dell’azione del Vis e dei
una storia difficile alle
Salesiani di Don Bosco.
spalle: vivevano in strada,
«È un percorso –
senza dimora, vittime di
spiegano dal Vis – che
violenza e di sfruttamento
mette al centro i bambini,
sessuale o lavorativo,
le bambine, i giovani e li
oltre che di dipendenza
rende protagonisti della
L’impegno tra i ragazzi di strada
(Bozzalla) loro vita».
da droghe. Sono i figli e

arla così bene e con così tanta passione
che ti chiedi se alla fine davvero farà il revisore contabile, come dice, o se, invece, il suo
destino sia di fare altro. Ispirare la gente con
la sua storia, testimoniare che si può, se ci si
crede davvero, realizzare le proprie aspirazioni. Originaria dello Zimbabwe, Maud Chifamba, 16 anni, è la più giovane universitaria
d’Africa e, secondo Forbes, tra le 10 giovani
donne più influenti del continente. In questi
giorni è in Italia per il lancio della campagna
di Terre des Hommes “Indifesa”, che ha l’obiettivo di difendere i diritti di bambine e ragazze, ad esempio contro i matrimoni precoci, e farne le protagoniste del futuro. Proprio
come Maud.
«Sono rimasta orfana molto piccola – racconta
ad Avvenire – mio padre è morto quando avevo cinque anni e a quel tempo mia madre
era già malata di cancro. È stato mio padre a

scuola brucia le tapinsegnarmi a pregare e
pe, superando in ana trasmettermi quello
che diceva Nelson
È stata aiutata dal governo dello ticipo esami di livello
superiore. Fino a
Mandela: l’educazione
Zimbabwe, dove a 16 anni
quando viene notata
è il modo in cui puoi
dal ministero dell’Icambiare il mondo».
è un esempio per i coatanei:
ed aiutata
Immaginate una bam«L’istruzione diventi prioritaria» struzione
con una borsa di stubina esile di sei anni,
dio. Nel 2012, ad apche ogni mattina campena 14 anni, Maud,
mina per sei chilomeuna passione per i numeri, è la matricola più
tri su una strada non asfaltata per raggiungegiovane dell’Università di Harare e lì punta a
re la scuola. «Eravamo poveri e non avevo i
laurearsi nell’agosto del 2016, quando avrà
soldi per il pranzo, ed è difficile concentrarsi
appena 18 anni. «Guarda dove sono nata e dose non hai mangiato niente. E poi la scuola:
ve sono adesso – sorride –. Non è solo quenon aveva mobili, solo delle panche sulle quastione di diplomi o certificati: l’istruzione ti
li appoggiavamo i libri. E c’erano appena tre
rende più matura. E può essere lo strumento
insegnanti per sette classi. Ma anche se le coper combattere anche la violenza sulle donse erano difficili ho sempre pensato che ci fosne e i matrimoni precoci, un dramma per molse Dio a occuparsi di me». Forza di volontà, fete bambine». Nel mondo sono 39mila ogni
de, tenacia, gli insegnamenti del padre: Maud
giorno le nozze con spose bambine. Maud racresce nel villaggio di Wedgedraai e, nonogiona di un’educazione che «ti fa vedere gli
stante le difficili “condizioni di partenza”, a

effetti delle tue azioni, come il dolore emotivo per le ragazze, i rischi a cui sono sottoposte». «È sbagliato affrontare una tale questione guardando solo agli effetti e non anche alle cause. Spesso le famiglie povere danno in sposa una bambina per denaro: bisogna educare sulle conseguenze, far capire le
opportunità perse da quella bambina».
Per i suoi compagni Maud è diventata un modello. Viaggiare le piace, ma alla fine torna
sempre a casa. «Fuori ci sono tante opportunità – nota – si può guadagnare di più. Ma non
puoi comprare la felicità. La cosa più importante è che anche altri possano avere le mie
chance. Perché troppi bambini non hanno
scelta. Bisogna offrirne una, soprattutto alle
ragazze. Per questo ho lanciato una petizione
internazionale su Change.org: chiedo che la
loro istruzione diventi un obiettivo prioritario della comunità internazionale. E serve
l’impegno di tutti».
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LA SCELTA
DI OSLO

Sabato
11 Ottobre 2014

7

PRIMO PIANO

La proclamazione

I Nobel per la pace

La 17enne Yousafzai, già
insignita dall’Ue del Sakharov,
è la più giovane premiata
della storia. All’annuncio
era in classe: «Voglio vedere
tutti i piccoli andare
a scuola». Il «neolaureato»
Kailash ha riscattato dallo
sfruttamento 83mila minori

Negli ultimi anni
2014
Malala (Pakistan)
Kailash Satyarthi (India)

Personaggi insigniti
86

16

uomini

donne

2013
Organizzazione per la proibizione
delle armi chimiche (Opac)

Organismi internazionali

2012
Unione europea

Distribuzione dei personaggi premiati

2011
Ellen J. Sirleaf (Liberia), Leymah
Gbowee (Liberia), Tawakkul
Karman (Yemen)
2010
Liu Xiaobo (Cina)

22

Nord
America

Europa
Occidentale

Asia

3

45

22

Europa
Orientale

17

2009
Barack Obama (Usa)
2008
Martti Ahtisaari (Finlandia)

Una donna con il figlio
alla ricerca di materiale da
vendere in una gigantesca
discarica alle porte
di New Delhi in India

5

10

2007
Al Gore (Usa)
2006
Muhammad Yunus (Bangladesh)

(Ap)

America
latina

Africa
ANSA

Il Nobel per la Pace dedicato ai bambini
La pachistana Malala e l’indiano

Satyarthi vincono: «Lavoriamo insieme»

LUCIA CAPUZZI

PREMIATI

Kailash Satyarthi
anno vinto i bambini. E non soe Malala Yousafzai:
lo perché Malala Yousafzai è la
il Comitato del Nobel
più giovane premiata nella stonorvegese li ha
ria del Nobel.
affiancati, come segno
La scelta di inanche di pacificazione
signire con il
La giuria: «Segnale
tra Pakistan e India
premio per la
(Reuters/LaPresse)
Pace la 17enne forte». L’adolescente
pachistana e
ha invitato alla
l’indiano Kailal
cerimonia del 10
Satyarthi, 62
anni, storico
dicembre a Oslo
attivista contro
i premier dei due
lo sfruttamento infantile, ha
Paesi «rivali»
voluto catalizzare l’attenzione globale sui
diritti dei minori. In un anno simbolico:
il 25esimo anniversario della Convenzione per i diritti dei bimbi. Del resto, sono questi ultimi – come ha detto l’Unicef – «la forza del cambiamento». Una
forza fiaccata dagli abusi, soprattutto nel
ELISABETTA DEL SOLDATO
STEFANO VECCHIA
Sud del pianeta. Dove i più piccoli sono
privati delle prerogative basilari, inclusa
quella di immaginarsi una vita migliore.
a vittima a simbolo vivente. Malala nasce il 12 luglio 1997 da una famiel suo modo schivo, alla notizia dell’assegnazione del Nobel, Kailash
Poiché l’istruzione è innanzitutto queglia sunnita di etnia pashtun, a Mingora, nella Valle di Swat, in Pakistan.
Satyarthi ha ringraziato il Comitato per avere «riconosciuto la sofferenza
sto: possibilità di riscatto, umano prima
Cresce ispirata da un padre poeta e insegnante che si impegna a istruirla
di milioni di bambini in quest’epoca moderna». Uno stile semplice, praancora che sociale. Come ama ripetere
e educarla in una zona dove l’influenza dei taleban diventa ogni giorno sempre
tico, il suo. Quello di un ingegnere elettronico oggi 60enne, sposato e padre di due
Malala – «un libro, una penna, un alliepiù oppressiva. Ed è proprio il padre che un giorno, è il settembre del 2008, la
figli, che ha deciso 28 anni fa di dare una svolta alla sua vita e con essa a quella di
vo e un insegnante» possono cambiare
porta con se a Peshawar per parlare al club della stampa locale.
decine di migliaia di piccoli connazionali. Sono 83mila quelli stimati che il moil destino proprio e dell’intero mondo.
«Chi sono i taleban – dice con impeto la ragazzina davanti a una folta platea –
vimento da lui fondato, il Bachpan Bachao Andolan (Movimento per la salvezza
Anche la battaglia pluridecennale di
per negarmi il mio diritto fondamentale allo studio?». Un anno dopo, quando
dei bambini) ha liberato da una condizione che acquista sovente aspetto di vera
Satyarthi per strappare i bambini alla
non ha compiuto neanche 12 anni, comincia a scrivere, usando uno pseudonischiavitù.
schiavitù delle fabbriche di tappeti è inimo, un diario in urdu per la Bbc dove racconta delle privazioni sotto l’occupa«Un uomo che si è posto in prima linea contro il lavoro minorile», ha segnalato il
ziata sui gradini di scuola. Là, Kailal, a sei
presidente del Comitato per il Nobel, Thobjorn Jagland – guidando per questo marzione taleban. Ma la sua storia subisce una svolta drastica il 9 ottobre del 2012,
anni, si è imbattuto per la prima volta in
ce di protesta nel suo Paese e in altre parti del mondo». Un personaggio non molquando tornando da scuola in autobus la studentessa ormai quindicenne vieun baby-lustrascarpe che, a differenza
to noto nemmeno nella sua in India, ma a capo anche dell’impegno globale per
ne ferita al collo e alla testa da un miliziano dei taleban. «Chi è Malala?», chiede
sua, era costretto a star fuori dalla clasla sicurezza e la scolarizzazione dei minori. Satyarthi è infatti presidente della
il killer dopo essere salito sul mezzo. Nessuno risponde ma alcuni ragazzi si volse, per lavorare.
Global March contro il lavoro minorile, aggregazione di 2000 organizzazioni di
tano verso la giovane e così l’uomo spara. Le condizioni di Malala sono gravi: la
«Abbiamo attribuito il riconoscimento a
impegno sociale e sindacale attivi in 140 Paesi. «Basterebbero tre giorni di spesa
giovane viene trasferita d’urgenza all’ospedale di Peshawar con un elicottero mesdue persone che combattono per la stesmilitare mondiale, pari a 11 miliardi di dollari, per far sparire la piaga del lavoro
so a disposizione dall’allora premier Raja Pervez Ashraf ma poco dopo i medici
sa causa: una viene dal Pakistan, l’altro
minorile attraverso l’istruzione data ai 246 milioni di bambini lavoratori», aveva
decidono di trasferirla all’estero.
dall’India – ha detto Thorbjorn Jagland,
ricordato nel maggio 2004 intervenendo a un convegno organizzato da Cgil, CiViene scelto l’ospedale Queen Elizabeth di Birmingham in Inghilterra dove Maportavoce del Comitato norvegese del
sl, Uil e Mani Tese.
lala subisce diverse operazioni tra cui una complicata ricostruzione del cranio.
Nobel –. È un forte segnale». Entrambi i
Il nuovo Nobel per la Pace ha voluto ieri anzitutto dare credito al suo Paese per
L’8 febbraio del 2013 viene dimessa ma non torna in Pakistan. Si iscrive alla Edgpremiati lo hanno subito colto. «Uniaessere guidato da una democrazia «viva» e «vibrante» che consente non solo l’abaston High School di Birmingham e con la sua famiglia comincia la sua vita
mo le nostre mani per la nuova battaglia
zione di una società civile forte, ma anche di «qualcosa che nato in India è diventata
lontana dal Pakistan. «Mi manca il mio Paese», dirà più tardi, «e le mie amiciper la pace nel sub-Continente», ha eun movimento globale contro il lavoro minorile». L’India, e con essa molti Paesi
zie». Ma tornare è un rischio che non può correre. Scrive un libro in cui racconsclamato Satyarthi appena saputo del
interessati dal lavoro di Satyarthi, hanno leggi di prim’ordine per contrastare feta la sua storia, «I’m Malala» e il 12 luglio del 2013, il giorno del suo compleanNobel. «Sono onorata di ricevere questo
nomeni di abusi e sfruttamento, ma vastità di problemi, interessi locali, corruno, parla alle Nazioni Unite e qui per la prima volta rivolge una sfida ai taleban:
premio con Kailash, anche se non riesco
zione, rendono sovente impossibile un contrasto radicale di certi fenomeni. Il
«Pensavate di potermi zittire con una pallottola ma non ci siete riusciti». In tea pronunciare bene il suo nome», gli ha
movimento di Satyarthy non potrà che ricevere nuovo impulso dal prestigioso rista ha uno scialle, appartenuto all’ex premier pachistana Benazir Bhutto assasrisposto in tono scherzoso Malala, qualconoscimento arrivato da Oslo, e con esso la causa dei piccoli lavoratori-schiavi.
sinata dagli estremisti.
che ora dopo. Giusto il tempo di termi© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA
nare la giornata di studio e di tornare dalla Edgbaston High School di Birmingham, la città inglese dove è stata curabini. «In ognuno di loro vedo il volto di
ta dopo l’attacco dei taleban due anni e
Dio», ha affermato il neolaureato
un giorno fa. E dove ormai si è trasferita.
Satyarthi, definito dal Comitato di Oslo
La 17enne – insignita un anno fa del pre«il nuovo Gandhi». La sua lotta contro lo
è una storia
ca da questi due simboli.
mio Sakharov per i diritti umani dell’Ue
sfruttamento lavorativo dei ragazzini –
che
in
Una distanza inversamen– stava seguendo una lezione di chimipicchiati, abusati, sottopagati –, portata
qualche
te proporzionale forse a
FABIO CARMINATI
ca mentre ad Oslo veniva annunciato il
avanti con l’associazione “Bachpan Bamodo uniquanto sono invece vicini
suo nome. Le dichiarazioni ufficiali sochao Andolan”, si basa sulla mobilitaziosce la pachistana Malauna diciassettenne islamino arrivate nel pomeriggio, durante una
ne sociale non violenta. Con questo silaYousufzai e l’indiano Kailal Satyarthi. È quella di Ica e un sessantaduenne indù. Una simbolo, l’altro artoccante conferenza stampa. «Sono fiestema, l’attivista ha riscattato finora
qbal Masih, un ragazzino cristiano del Pakistan libetefice della speranza per tante piccole vittime. “Simra di essere la prima pachistana a ricevere
83mila minori.
rato dalla schiavitù del lavoro minorile all’età di dieboli” di due nazioni divise, due potenze nucleari che
il Nobel. Questo non è, però, il punto di
Eppure fino a ieri il nome dell’ideatore
ci anni: il Fronte contro il lavoro forzato (oggi parte delanche in questi giorni si stanno sparando cannonate
arrivo ma l’inizio di una più forte battadella Global March era meno noto di
la Global March guidata da Satyarthi) lo aveva strapnella provincia contesa del Kashmir. Due nazioni nate
glia per il diritto allo studio. Voglio vedequello della giovanissima collega, divepato alla mafia dei tappeti, trasformandolo in un proda una divisione e rimaste tali contro ogni logica.
re tutti i bambini andare a scuola: 58 minuta notissima per essere sopravvissuta
motore tra i suoi coetanei dei diritti dei minori. QualDue realtà geopolitiche con al loro interno contraddilioni non possono farlo», ha detto la gioall’agguato con cui i taleban hanno voche anno più tardi, nel 1995, Iqbal pagò con la vita il
zioni gigantesche. Il peggiore integralismo dei taleban
vane attivista. Poi ha invitato i premier di
luto “punirla” per aver sfidato il divieto alsuo impegno contro le mafie.
o delle persecuzioni religiose che possono riassumerPakistan e India – Nawaz Sharif e Nerenl’istruzione femminile, imposto dagli eUna storia senza un lieto fine, come quella delle decisi con l’esempio della Legge antiblasfemia in Pakistan,
dra Modi – a partecipare alla cerimonia
stremisti nella valle di Swat fin dal 2007.
ne di migliaia di ragazzi che non conosceranno mai
che si scontra con una divisione di credo che in India
di consegna, il 10 dicembre, a Oslo. AlloPer questo, il premio «è una buona notil’infanzia perché rinchiusi nelle fabbriche di mattoni
relega le minoranze in aree (per nulla protette) in cui
ra, la coppia riceverà – oltre alla medazia» in quanto «rimette al centro la queo in qualche conceria delle periferie del mondo. Ieri il
spesso la violenza trionfa e la giustizia latita.
glia d’oro da circa 200 grammi – la somstione dei diritti delle donne», ha detto alpremier indiano Modi ha manifestato l’«orgoglio del
Può essere forse puerile sperare che due “simboli” posma di otto milioni di corone norvegesi
l’agenzia FidesAtaurehman Saman, delproprio Paese» per il Nobel a Satyarthi. Lo stesso «orsano smuovere gli animi. Ma sperarlo costa veramen(quasi 900mila euro), divisi in parti ula commissione Giustizia e Pace della
goglio» espresso dal collega pachistano Sharif per Mate poco.
guali. Come li impiegheranno è quasi
Conferenza episcopale pachistana.
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lala. Ma quanto appare lontano il mondo della politiscontato: per progetti in tutela dei bam© RIPRODUZIONE RISERVATA

H

«Pensavate
di zittirmi con le pallottole»

La diciassettenne.

D

Una Global March
contro la «baby-schiavitù»

«Riteniamo che siano state
premiate due figure significative,
siamo contenti che abbiano
avuto questo riconoscimento, e
speriamo che sia un appoggio
per cause positive».

L’attivista.

N

C’

PADRE LOMBARDI
«Due figure significative»

Islamabad e Delhi
devono imparare

BAN KI-MOON
«I bambini i veri vincitori»
«I veri vincitori oggi sono i
bambini. Malala è una ragazza
coraggiosa e gentile che ha
difeso la pace. E quello portato
avanti da Kailash Satyarthi è un
lavoro eroico».

MODI
«L’India orgogliosa di lui»
«L'intera nazione è orgogliosa di
questo risultato importantissimo.
Satyarthi ha dedicato la sua vita
ad una causa che è
estremamente importante».

SHARIF
«Esempio per i ragazzi»
«Malala è l'orgoglio del Pakistan.
I suoi risultati sono incomparabili.
Le ragazze ed i ragazzi del
mondo dovrebbero assumere la
responsabilità della sua lotta».

MOGHERINI
«Riconosciuto il coraggio»
«Il Nobel a Malala e Satyarthi è
un grande riconoscimento a due
persone che si battono con
coraggio per la tutela dei diritti».

I precedenti

8

LA LANTERNA
SOTT’ACQUA

PRIMO PIANO

4 NOVEMBRE 2011
Sei persone perdono la vita nel
nubifragio che inonda Genova

25 OTTOBRE 2011
Dodici vittime nell’alluvione
che devasta 5 Terre e Lunigiana

Sabato
11 Ottobre 2014

8 OTTOBRE 1970
In un’ora cade la pioggia di
un anno. In Liguria 40 morti

Canali, idrovore e cantieri
Prevenire costa 8 miliardi
In Liguria 112 scuole e 12 ospedali a rischio
PAOLO VIANA

Il meteorologo

i sapeva prima, che gli italiani vivono in un territorio a rischio. E lo sapremo anche tra qualche mese, quando non si parlerà più del Bisagno. Si sapeva prima di Olbia (2013), di Genova (2011)
di Atrani (2010), di Messina (2009): la difesa del suolo
è da anni una litania di distruzione e di morte. Con
l’aggravante che le informazioni sulle criticità sono note a tutti. Secondo la Protezione civile l’82% dei Comuni ricade in aree ad alto rischio idrogeologico: 6 milioni di italiani, 22 se si considera il rischio medio, vivono sotto la minaccia di una frana o di un’alluvione.
Per loro, finora, lo Stato non ha fatto molto. Quello che
fa il governo Renzi lo annuncia via web: su italiasicura.governo.it si può consultare lo stato di avanzamento dei cantieri aperti e il sito passodopopasso.governo.it presenta «il primo database degli ultimi 15 anni
di investimenti pubblici per la difesa da frane e alluvioni». Con una goccia di veleno: in base alle risorse assegnate a Regioni ed Enti locali opere e interventi «dovevano essere già conclusi».
La tesi è che non tutti i governi sono uguali. Effettivamente, se all’indomani del disastro di Messina il centrodestra cancellò il dipartimento da cui dipendeva la
difesa del suolo, qualche settimana fa Renzi ha varato
un’unità di missione ad hoc per drenare 2,4 miliardi di
euro che serviranno ad aprire 3mila cantieri. Valore
totale di 3,5 miliardi. «FiL’associazione
nalmente si volta pagina»
dice Massimo Gargano,
nazionale
che da qualche settimana
delle bonifiche:
è direttore generale delNazionale
fatti molti errori, l’Associazione
delle Bonifiche Italiane,
ora l’obiettivo
dopo esserne stato a lungo
è voltare pagina il presidente. L’Anbi è l’associazione dei consorzi da
cui dipende gran parte della rete irrigua nazionale:
chilometri e chilometri di canali, idrovore e una competenza di alto livello in materia idraulica. In questi
anni, l’Anbi è sempre stata dall’altra parte della barricata, rispetto ai governi: è suo il piano nazionale per la
riduzione del rischio idrogeologico, che ogni anno viene presentato e al quale vanno solo le briciole. Sua la
denuncia secondo cui «dal 2002 al 2014 si sono registrati circa 2mila eventi alluvionali che hanno determinato 293 perdite di vite umane e ancora vi sono
1.260.000 edifici a rischio frane; di questi 6.121 sono edifici scolastici e 531 ospedali». Le richieste non sono
cambiate. «Per mitigare il rischio bisogna aprire 3.405
cantieri e disporre di 8 miliardi di euro, ma l’istituzione della nuova struttura governativa, fa pensare
che si stia passando dall’emergenza alla protezione».
Non siamo ancora alla prevenzione, ma si cambia registro: Gargano è convinto che i fondi necessari per
risolvere il problema si possano trovare e che si debbano «finanziare gli interventi con mutui quindicinali della Cassa Depositi e Prestiti». Pollice verso rispetto alle nuove imposte: è di ieri la denuncia della
Cgia di Mestre sull’utilizzo di quelle ambientali pagate dai contribuenti per finanziare la realizzazione delle opere di protezione ambientale e finite «da più di
vent’anni a coprire altre voci di spesa». Stando ai dati Cgia sono andati a bersaglio solo 463 milioni su quasi 47,2 miliardi versati.
«La prevenzione costa meno dell’emergenza – ricorda
Gargano –. Parliamo di un rapporto da uno a cinque,
senza contare che l’emergenza non produce solo danni ma anche vittime» ricorda. Vale anche per Genova
e la Liguria: il 90% della superficie del capoluogo è a rischio, peggio sta solo La Spezia. Secondo i dati Anbi,
in Liguria ci sono 112 scuole e 12 ospedali tuttora soggetti a rischio elevato. «Realizzare le opere di mitigazione del rischio che proponiamo – spiega – ha un’efficacia e lo sanno a Orvieto, dove l’anno scorso non c’è
stata alcuna alluvione perché quando è arrivata la bomba d’acqua si è riempita la nuova vasca di laminazione di 70 ettari realizzata dal locale consorzio di bonifica, che ha salvato la città». Ma i cantieri non bastano
ed infatti ieri il presidente dell’associazione, Francesco
Vincenzi, ha difeso la proposta di legge del governo
Renzi contro il consumo del suolo «perché continuare a cementificare il Paese accresce il rischio, la spesa
pubblica e il numero delle vittime».

«Eventi sempre più estremi
Ma il disastro era prevedibile»

S

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Domande &
Risposte

Quanta pioggia è caduta
a Genova giovedì notte?
NELLA ZONA DEL
BISAGNO IN UN’ORA
SONO CADUTI AL
SUOLO 150 MM
D’ACQUA. SIGNIFICA
CHE SU OGNI
PORZIONE DI UN
METRO QUADRO DI
STRADA SI SONO
RIVERSATI 150 LITRI
D’ACQUA

Perché così tante
alluvioni in Liguria?
PERCHÉ LE MASSE
D’ARIA FREDDA DEL
NORD E IL CALDO
PROVENIENTE DAL
MERIDIONE SI
SCONTRANO CON
VIOLENZA PROPRIO IN
CONCOMITANZA
DELLA CORONA
APPENNINICA,
SCARICANDOSI A
VALLE

e un fulmine cade su un campanile non vuol
dire che, successo una volta, non accadrà
mai più. Al contrario. Le complicate leggi
della meteorologia – ai tempi dei social netowork
scardinate dal fai-da-te – dicono che se un evento
straordinario si verifica in una zona, molto probabilmente ricapiterà proprio lì, nella stessa porzione di territorio. E questo indipendentemente dalle previsioni del giorno. «Come è accaduto a Genova», spiega il meteorologo Francesco Laurenzi.
Il bollettino meteo locale diramato dall’Arpal non
parlava di fenomeni straordinari e ora quelle previsioni sono finite sotto accusa...
La meteorologia ha fatto passi da gigante in questi
ultimi anni: possiamo dire se pioverà o non pioverà
su una determinata area e per quanto, anche se
ancora non possiamo indicare con precisione strade o quartieri che saranno più colpiti. Ma qui il
punto credo sia un altro.
E quale?
Ottobre e novembre sono da sempre i mesi in cui
in Italia si verificano le alluvioni. Questo avviene
perché all’arrivo delle prime perturbazioni fredde
dal Nord il nostro Paese si trova ancora avvolto, soprattutto al Sud, dal caldo del Mediterraneo. Le due
diverse masse d’aria si scontrano e in prossimità
delle zone montane come la Liguria e la Toscana
creano sempre fenomeni intensi. A ciò va aggiunto il fatto che le cosiddette "depressioni sottovento" – fenomeni di intensificazione ancora maggiore delle piogge – sono tipiche del mare davanti a Genova e al Levante.
Sta dicendo che lì ogni anno avvengono disastri
e che, in questo senso, ciò che accaduto a Genova
era prevedibile?
Sto dicendo che da sempre quella zona è soggetta
ad alluvioni. Ecco perché quello che è accaduto a
Genova c’entra più che con la prevenzione che con
la meteorologia. Se so che ho costruito una casa su
un fiume, e che quel fiume esonda, faccio tutto
quello che posso per mettere in sicurezza il fiume
e la mia casa. La prevenzione si fa carico della storia di un territorio. La meteorologia con questo non
c’entra.
Che autunno dobbiamo aspettarci?
Assisteremo sempre più spesso a fenomeni estremizzati: pioverà moltissimo o non pioverà per settimane, fara caldissimo oppure si gelerà. A questo
cambiamento dovremo al più presto abituarci anche culturalmente. (V. Dal.)

S

GENOVA

LA METEOROLOGIA
NON È UNA SCIENZA
ESATTA: SE È
POSSIBILE STABILIRE
CON CERTEZZA
QUANDO E DOVE
PIOVERÀ, L’INTENSITÀ
DEI FENOMENI PUÒ
SFUGGIRE AI CALCOLI

«Vado a controllare la piena». Non è più tornato
Ha salutato Mirco, barista di via Canevari, battendo il cinque: «Vado un pò a vedere il Bisagno – gli ha detto –, chissà se è in piena». Sono state queste le sue ultime parole. Poi ha
percorso qualche decina di metri sul marciapiede che porta a Borgo Incrociati prima di venire travolto e ucciso dalla piena del torrente. È morto sul colpo Antonio Campanella, 57
anni, conosciuto da tutti come Aldo, operatore sanitario all’ospedale San Martino in pensione da quattro anni. Voleva raggiungere alcuni amici che lo attendevano in un bar di Brignole ma non ha fatto in tempo. Il suo corpo è stato trascinato per metri dalla furia delle
acque del torrente fino a finire contro il palo di una fermata del bus. È lì che lo hanno trovato i primi soccorritori arrivati subito dopo la piena. Tutti immediatamente hanno capito
che non c’era più nulla da fare per lui, se non quello di coprire la salma con un lenzuolo e
tenere lontani chi voleva vedere il morto del fiume. Campanella abitava in via Bobbio, a Staglieno, all’ultimo piano di un’abitazione che s’affaccia proprio su quel Bisagno che lo ha
ucciso. E quel fiume con il quale è cresciuto lo ha strappato alla vita. Infermiere dal carattere gentile e disponibile, preparato e competente, era
cambiato da qualche anno. Da quando la madre era morta lasciandolo solo. Per lui, senza moglie e figli, lei rappresentava tutto quanto, la sua famiglia e il suo mondo. E
da quel giorno non si era più ripreso completamente. «Era una persona gentile e disponibile – raccontano i vicini
– certo era molto riservato e non parlava mai di sé. Ma se
avevi bisogno di lui potevi farci affidamento». Che fosse
una persona gentile lo hanno anche confermato i colleghi
di lavoro dell’ospedale San Martino. Aveva lavorato per anni al Monoblocco poi, prima di andare in pensione, era passato al pronto soccorso. Il Bisagno l’ha aspettato dietro
Antonio Campanella
l’angolo del suo bar preferito. E l’ha portato via con sé.

Doria: misure strutturali. Negozi in ginocchio
DINO FRAMBATI

Perché le previsioni
hanno fallito?

La vittima. L’infermiere che amava il Bisagno

uattrocento millimetri di acqua sul bacino del Bisagno in meno di 36 ore in una
città come Genova, che ne accoglie mediamente tra i 1.000 ed i 1.200 l’anno. È la storia
che si ripete di una città fragile ai frequenti eventi
meteo avversi, per orografia e posizione geografica ma soprattutto per un’urbanistica mal concepita ed una speculazione edilizia che l’ha cementificata come poche altre. In questi parametri ci sono le cause del nuovo disastro che ha colpito il capoluogo ligure nelle stesse zone e quartieri nel giro di tre anni, superando però, quanto a dimensioni, quello del 2011. Lo ha ricordato ieri mattina il sindaco Marco Doria, nel corso
di un conferenza stampa che ha aperto esprimendo cordoglio per la vittima ed annunciando
un giorno di lutto cittadino. «Non posso dirvi:
state tranquilli. Vorrei, ma non posso. Genova è
fragile e malata e non si può curare con l’aspiri-

Q

na, necessita di interventi strutturali» ha detto,
sottolineando come finora ricorsi al Tar e burocrazia abbiano impedito di realizzare lo scolmatore e la copertura del tratto finale del Bisagno.
Doria ha poi ricostruito le varie fasi delle due giornate tra le più difficili nella storia di Genova, quando ha ricordato come per giovedì ci fosse soltanto uno stato di attenzione e non di allerta.
«Non voglio fare il meteorologo che poi dice: avevo ragione. Preferisco sia la scienza a decidere ed indicare cosa potrà accadere». Ha ricordato il dispiego di pattuglie per il controllo e la chiusura decisa per scuole ed altre strutture pubbliche, avvenuta pur in assenza di allerta. Quindi ha
sottolineato come dei circa 400 millimetri di pioggia caduti, la metà si sia concentrata in un paio
di ore, giovedì sera. Ha detto che inviterà la Regione a chiedere lo stato di calamità ed ha sottolineato la necessità per Genova di interventi radicali, illustrando come si siano puliti rivi ed abbattuto un palazzo che ostruiva un fiume nel Ponente genovese. Intanto però la città appare in

ginocchio, per quasi metà paralizzata da fango e
acqua, con decine di auto accatastate l’una sull’altra ed un numero ancora imprecisato di negozi distrutti, in massima parte già sconvolti nell’alluvione del 2011, con l’aggravante che adesso devono far fronte ad un momento di fortissima crisi. Già in molti avevano chiuso tre anni fa.
«Non so come faremo a salvarli – afferma Silvia
Avanzino, segretario Fisascat Cisl Genova – dal
momento che allora si era ricorsi alla cassa integrazione in deroga, che oggi non esiste più». Mentre Ascom ha aperto un’unità di crisi per assistere le attività danneggiate, Confesercenti invita il
Governo ad una moratoria, «almeno fino a fine
anno, dei tributi e dei contributi nelle aree colpite, avviando allo stesso tempo un piano di intervento anche economico finalizzato al ripristino della normale attività delle imprese». Anche
per Antonio Graniero, segretario Cisl Genova, è
necessario un «atto di solidarietà» del Comune,
verso chi ha subito danni.
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LA LANTERNA
SOTT’ACQUA

Sabato
11 Ottobre 2014

PRIMO PIANO

9

Il disastro

Macchine
accartocciate,
voragini nell’asfalto,
fango e distruzione.
La città di Genova si
sveglia dopo la
violenta pioggia che
nella notte di giovedì
ha provocato un
morto e allagamenti
in varie parti della
città. Qui a destra,
una strada vicino
alla stazione di
Brignole
completamente
sommersa

L’allarme mancato
impedisce, proprio come
avvenne tre anni fa, di
arginare i danni. Volontari da
ogni parte della regione per
pulire le vie dal fango. Anche
l’entroterra in ginocchio: la
gente disperata si mette in
salvo sui tetti. Ferrovie e
autostrade bloccate

Scuole chiuse, la città nel caos
A Genova un incubo senza fine
Allerta meteo fino a oggi. La gente: «Traditi dalle istituzioni»
VIVIANA DALOISO
e cerate fosforescenti, il rumore costante delle pale che sfregano contro
l’asfalto. Senza quelli, nel marrone
informe che confonde fango e cielo, Genova
sembrerebbe morta. Sono passate da poco le
quattro di pomeriggio, sedici ore dall’esplosione. D’acqua. Una signora abbraccia un ragazzo all’angolo, come fosse tornato dalla
guerra. Lo sfondo della scena è un groviglio di
automobili aperte come scatolette di tonno.
Qualcuno scatta una fotografia.
Fango, morte, distruzione. Pensava d’aver pagato il suo tributo al maltempo, Genova. Quella mattina di tre anni fa corpi e motorini galleggiavano indistinti nell’acqua del Fereggiano e del Bisagno. S’erano presi tutto, i bulldozer travestiti da rigagnoli, strade e piazze e negozi. Giovedì notte l’hanno fatto ancora.
È successo in un attimo. Qualcuno si difende
già dicendo che per questo la gente non è stata avvertita, per questo giovedì sera la vita procedeva come nulla fosse, con le famiglie che

L

La reazione del governo

Lo Stato lotta contro lo Stato
Renzi: bloccati dalla burocrazia

Bufera sulle previsioni dell’Arpal,
che avevano indicato «criticità
ordinaria». Bisagno e Fereggiano
esondati negli stessi punti del
2011. Disagi anche
nell’entroterra: chiusa
per ore l’autostrada A7
uscivano dal cinema e il via vai di ombrelli in
via XX Settembre. Invece i fiumi sfioravano i
ponti, i tombini ribollivano come gaiser, finché il Bisagno ha urlato tutta la sua rabbia fuori dagli argini, invadendo Sant’Agata, Molassana. Brignole. Niente, sulla sua strada, a impedire che il copione si ripetesse.
La gente scappa e urla, le macchine cominciano a scivolare via in una folle carambola.
Bisogna salvarsi la vita nello tsunami di segnali

Come funziona il sistema di allerta della Protezione Civile
REGIONI O PROVINCE AUTONOME
Con centri funzionali autonomi
Con centri parzialmente autonomi
Senza centri
Prov. Bolzano
Prov. Trento

Valle d’Aosta
Piemonte

VITO SALINARO

S

Marche
Liguria
Lombardia
E. Romagna
Toscana
Sardegna

Centro funzionale delocalizzato
(presso Regioni e Prov. autonome)

Centro funzionale centrale
(presso Dip. Protezione Civile Roma)

Per criticità
elevata

Può sostituire i Centri
funzionali delocalizzati
se assenti

allerta la
Regione

Raccoglie
i bollettini
dei centri
delocalizzati
e li trasmette a

Umbria
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania

altri centri delocalizzati
Min. Interno
Min. Politiche agricole
Min. Infrastrutture e trasporti
Min. Ambiente

Basilicata
Calabria
Sicilia
Puglia
(dall’1 dic 2013)

che
allerta
i Comuni

Informano
le proprie
strutture

ANSA

stradali divelti, tronchi che arrivano da chissà
dove, scooter e ruote di biciclette. La città entra in black out. Alle undici e mezza Antonio
Campanella esce dal bar dopo una partita a
carte e quattro chiacchiere coi vecchi amici.
«Vado a controllare il Bisagno», dice. Nessuno
lo vede tornare, l’infermiere di 57 anni. Così
innamorato della sua Genova da volerla tene-

Bagnasco.

spiega il governatore della Regione Claudio Burlando. Ma non basta per spiegare la catastrofe.
Ci vuole che arrivi il colpo di grazia e che il sindaco Marco Doria spieghi che i lavori per la
messa in sicurezza dei torrenti e per gli scolmatori non si sono fatti per i ritardi legati a tribunali e burocrazia: «Le pratiche sono rimaste
ferme sei mesi all’attenzione della Corte dei
Conti». Il resto lo hanno fatto i ricorsi al Tar.
Le scuole restano chiuse, la circolazione è
bloccata, la città è isolata con l’uscita di Genova Est chiusa. C’è qualcuno che pensa persino di approfittarsene: quattro sciacalli vengono arrestati per aver rubato in due negozi
devastati dall’alluvione. Ci si sfoga online, intanto, sui social network, dove torna in vita la
pagina "Angeli con il fango sulle magliette",
quella creata per l’alluvione del 2011: a centinaia si rendono disponibili a tornare nelle strade per aiutare e spalare via il fango. I video e
le riprese del disastro corrono in Rete, lasciando l’Italia senza parole.
Se Genova è in ginocchio, non va meglio nell’entroterra. Il torrente Scrivia è una furia: e-

La rabbia dei genovesi online
e sulle strade: aggredita
una volante dei vigili,
arrestati quattro sciacalli
Frana sul tratto ferroviario
verso Torino: deraglia un treno,
ferito il macchinista

RETE DEI CENTRI FUNZIONALI

Monitora
i fenomeni
meteo locali

Friuli V.G.
Veneto

Nel capoluogo, il ministro della
Difesa Roberta Pinotti indica la
possibilità che «venga riconoui fatti di Genova il gosciuto lo stato di calamità natuverno esprime vicinanza
ai familiari della vittima e
rale» e assicura che «il governo
alla popolazione colpita, ma non
non lascerà sola Genova. Ho
nasconde rabbia e nervosismo,
detto al prefetto, al sindaco, al
attribuendo gran parte delle colcommissario della Provincia e al
pe alla …burocrazia statale e a
presidente della Regione che
quella direttamente prodotta
siamo a disposizione per qualdagli enti locali. Così il premier
siasi esigenza» e che «le forze arMatteo Renzi dall’Emilia, dove
mate sono allertate».
si trova per una visita ad un nuoIl ministro dell’Ambiente Gian
vo insediamento industriale,
Luca Galletti non si lascia sfugspiega il paradosso: l’esecutivo
gire l’occasione per denunciare
«ha messo al centro il dissesto i- Il sottosegretario Graziano Delrio
che «i lavori per la messa in sidrogeologico. Purtroppo in tancurezza del Bisagno, con 35 mite vicende emergono fenomeni
lioni già stanziati e pronti da
difficili e sconcertanti, ad esemspendere, sono rimasti bloccati
pio il fatto che le opere pubbliper 3 anni per un contenzioso».
Il sottosegretario Delrio:
che siano bloccate dalla buroNel luglio scorso, «la questione
ci sono 2 miliardi per la
crazia». Anche se «non è detto
giuridica è stata risolta, ma inche sia stata la mancanza di
tanto contiamo un’altra vittima
prevenzione
ma
non
sono
stati
quell’opera pubblica l’unica
e altri ingenti danni». Guardancausa di ciò che è accaduto», la spesi. Il ministro dell’Ambiente do a domani, il titolare del dicavicenda di Genova è definita codell’Ambiente, evidenzia
Galletti: limitare il consumo stero
munque dal presidente del Conche «nel decreto "Sblocca Itadi suolo e mai più condoni
siglio «molto grave». Renzi elia" abbiamo inserito norme che
sprime vicinanza alla famiglia
consentono di velocizzare le
edilizi in questo Paese
della vittima e solidarietà ai
procedure per la messa in sicucommercianti «in ginocchio.
rezza del territorio. È doloroso
Non lasceremo solo chi vuole riripetere che questi cantieri departire», afferma. E promette, annunciando una sua vivono partire con decisione estrema, trasparenza e vesita nel capoluogo dopo la prima fase: «Se il problema
locità». Perché «il dissesto non aspetta i contenziosi,
non è solo l’acqua ma è anche la mancanza di opere
uccide e travolge».
pubbliche perché ci sono finanziamenti ma ci sono riGalletti ricorda il varo dell’unità di missione per il discorsi al Tar allora bisogna cambiare qualcosa a livello
sesto che ha proprio nel Bisagno, nel Sarno e nel Sedi norme».
veso, le «emergenze assolute», e avverte: basta ritardi
E il sottosegretario alla Presidenza, Graziano Delrio,
e inefficienze. Anche se, riconosce, «ci vogliono tante
ammette che eventi come quelli liguri si ripetono nel
risorse e poi, in uno, due anni è impossibile sistemare
tempo «perché purtroppo non abbiamo avuto cura
tutte le situazioni a rischio. Siamo intervenuti sulle
sufficiente del nostro territorio. Le risorse ci sono, sosemplificazioni», ma «abbiamo bisogno di più risorse
no disponibili 2 miliardi di euro per la prevenzione e
e lo faremo con i fondi europei». Il ministro rileva poi
l’adeguamento ma non sono stati spesi e decine di acche il problema delle alluvioni è legato ai cambiamenti
cordi quadro non sono stati attuati». «Questo è un fatclimatici che riguardano tutto il pianeta. Dunque, octo grave – prosegue Delrio –, abbiamo un ritardo gracorre «limitare il consumo di suolo. Ristrutturare e non
ve da colmare nel più breve tempo possibile, per quecostruire. E poi mai più condoni edilizi in questo Paesto il premier ha dato l’unità di missione a Palazzo Chise». Un imperativo condiviso dal presidente della comgi, siamo riusciti a sbloccare opere per 250 milioni.
missione Ambiente della Camera, Ermete Realacci
Dobbiamo cambiare passo, lo dobbiamo alle persone
mentre il capogruppo di Fi alla Camera Renato Bruche hanno perso la vita» in calamità naturali come
netta chiede al premier di riferire al più presto in Aula.
quella di Genova.
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re sott’occhio, a modo suo. L’hanno ritrovato
senza vita a una fermata dell’autobus, le scarpe affioranti dall’acqua e il volto tumefatto.
Ora tocca al Rio Fereggiano sfogare la sua furia. La zona dietro lo stadio Ferraris in un attimo è sott’acqua. Un’unica, enorme piscina
solcata soltanto soltanto adesso dai mezzi della Protezione Civile, che cominciano a girare
nelle zone alluvionate con sirene e altoparlanti invitando i cittadini a non uscire di casa
e a salire ai piani alti.
A guardarla da lì, Genova, fa ancora più male.
Specie con le luci dell’alba. La devastazione fa
il paio con la rabbia della gente che comincia
a riversarsi per le strade e scopre ora, dagli inviati dei giornali e dei telegiornali, che l’allarme non è stato dato in tempo, che i lavori per
mettere in sicurezza i torrenti promessi tre anni fa non sono mai stati fatti. I residenti del
quartiere del Fereggiano aggrediscono e insultato gli agenti della Polizia municipale e i
tecnici della Protezione civile che si sono recati nel quartiere per verificare il colmo di piena del torrente. «Non è questo il momento del-

le polemiche. La situazione è critica, serve operatività» commentano dall’Arpal, l’organo
meteorologico regionale. Quello che avrebbe
dovuto diramare l’allerta e che invece, nel suo
bollettino, parlava di «criticità ordinaria per rischio idrogeologico localizzato». Una discrepanza tra previsione e realtà «che non c’è mai
stata in tanti anni che usiamo questo modello»,

sonda a Montoggio, trasformando il paese in
un fiume in piena di detriti e automobili. Campogrande di Savignone viene spazzato via: un
gruppo di persone si rifugia sui tetti e aspetta
l’arrivo di un elicottero per evacuare. A Chiavari tocca all’Entella, le 5 Terre tremano. L’allerta 2, oltre che a Genova e a tutta la provincia di Savona, viene estesa al Levante e alla
provincia della Spezia fino al mezzogiorno di
oggi. Anche la viabilità è impazzita: una frana
sui binari della linea Genova Torino, nei pressi della località Fegino, fa deragliare il il treno
Frecciabianca 9764 partito dal capoluogo ligure alle 12. Il macchinista del treno è ferito, i
200 passeggeri nel panico. All’A7 tocca cedere nel tardo pomeriggio: il traffico automobilistico da Milano viene interrotto sempre a
causa di una frana. Genova è un’isola devastata. E piove, non smette di piovere.
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«La Chiesa in strada con la gente»
ADRIANO TORTI

Il cardinale esprime
vicinanza alla
famiglia della
vittima e ai colpiti
e ringrazia comunità
e associazioni

GENOVA
revenzione per evitare nuove ferite alla città. È il
pensiero dichiarato a TV2000 dal cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a Roma per il Sinodo, che ha espresso
vicinanza «alle persone colpite dalla nuova esondazione del torrente Bisagno e del torrente Sturla, a cominciare dai parenti della vittima per cui prego e chiedo di
pregare». «Genova è nuovamente ferita – ha ricordato,
– ma soprattutto ripropone il problema della propria sicurezza, della viabilità, della logistica». Il porporato ha
detto che «Genova è una striscia di terra» e che «dai monti scende l’acqua attraverso, torrenti, piccoli fiumi, rivoli
e rigagnoli. Bisogna che siano sempre liberi da qualunque forma di ingombro per poter accogliere bombe d’acqua che fanno esondare i fiumi invadendo negozi e case». Bagnasco ha quindi messo in evidenza «il problema della prevenzione, che ci deve essere sempre. Genova
da questo punto di vista deve fare molto di più». «Ho sentito i sacerdoti delle zone colpite – ha aggiunto – da ieri

P

notte sono in strada accanto alla gente. Questo fa onore ai miei sacerdoti e li ringrazio». Poi ha ricordato «le
comunità cristiane e le altre associazioni che subito in
queste emergenze si mettono in campo. In simili momenti si sprigionano in tutti le energie migliori».
Per monsignor Marino Poggi, direttore della Caritas genovese, «sono situazioni che si ripetono e non siamo
pronti ad affrontarle». Da ieri mattina la Caritas è in contatto con parroci e centri di ascolto per verificare i bisogni. «Sono colpite le stesse zone già coinvolte nell’alluvione del 2011», ha spiegato Maria Rita Olianas, coordinatrice dei progetti di emergenza. La stessa Caritas ha
subito danni. Il punto di emergenza del centro storico
è allagato. Alcune chiese tra cui San Fruttuoso e Santa
Zita, hanno avuto i piani inferiori allagati. Nei fondi della chiesa di San Gottardo a Molassana si è registrato almeno mezzo metro di acqua. «La maggior parte di questi edifici erano stati ripristinati dopo i fatti nel 2011 – ha
dichiarato Poggi –: soldi e fatica buttati». Anche gli scout
si sono subito attivati aiutando a sgomberare il campo
nomadi di Molassana.
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10

ATTUALITÀ
Disoccupati.

Garanzia non garantita per 85mila giovani

I

l nuovo aggiornamento del monitoraggio di Garanzia giovani, effettuato dal Ministero del Lavoro, evidenzia ancora una leggera crescita dei ragazzi iscritti. Ma certifica soprattutto i forti ritardi delle Regioni nell’implementazione del piano. E, di fatto, l’inadempienza rispetto a ben 85mila giovani.
I dati.Al 9 ottobre risultano iscritti al portale nazionale e a quelli regionali 236.969 giovani, dei quali il 20% è laureato, il 56%
è diplomato e il 24% risulta avere solo un titolo di studio di
terza media o inferiore. Di questi hanno effettuato il primo
colloquio e sono quindi stati presi in carico e "profilati" 53.781
ragazzi under-30.
Le inadempienze. La prima scadenza del programma eu-

I dati del ministero
certificano i ritardi delle
Regioni. E il bonus
assunzioni è meno
conveniente di quello
Letta (già poco efficace)

Sabato
11 Ottobre 2014

ropeo prevede che un giovane che si iscrive al portale abbia diritto – ecco la garanzia appunto – di effettuare il primo colloquio (ed essere "profilato") entro 2 mesi dall’iscrizione. Se si considera che a fine luglio (cioè oltre due
mesi fa) gli iscritti al portale erano già 138mila, si vede come i 53mila che fino ad oggi sono stati chiamati rappresentano solo poco più di un terzo di quelli che avrebbero
dovuto essere presi in carico. E quindi per 85mila giovani
la garanzia non è stata garantita.
Le offerte di lavoro. Finora sono state pubblicate 24.854
opportunità di impiego (per il 71% al Nord), ma in realtà
quelle attive al 9 ottobre sono appena 6.258. Veramente po-

che rispetto al numero degli iscritti.
Il Bonus. Uno studio di Adapt ha inoltre analizzato il bonus
Garanzia giovani per le assunzioni, scoprendo che è meno
conveniente per le imprese di quello messo in campo dal governo Letta. E se il secondo ha funzionato poco (ha prodotto
un quarto delle assunzioni previste) perché il nuovo bonus dovrebbe dare migliori risultati? Per le assunzioni a tempo indeterminato, infatti, il massimo ottenibile attraverso Garanzia Giovani è 6.000 euro. Mentre l’incentivo del Pacchetto Letta, valido fino al 30 giugno 2015, arriva sino a 11.700 euro.
Francesco Riccardi

Riforme, «ancora molto da fare»
Renzi e Napolitano all’unisono. Costo del lavoro, dubbi sul taglio

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I dissidenti Pd

Matteo ricuce:
«Col 40 per cento
no al pensiero unico»
ROMA

MARCO IASEVOLI

mizio presso la Menu, simbolo
ROMA
ricostruzione post-sismica.
Il capo dello Stato della
Certo pesano sull’umore di Renpromuove il Jobs zi più della contestazione a dirima di partire per «l’Estanza della Fiom («Con Landini
milia che riapre le saraciact. Ma le nubi
mi sento tutti i giorni») o degli
nesche», ieri mattina
europee mettono
sfottò dei Cinquestelle locali («Noi
Matteo Renzi ha tenuto una riunione di quattro ore con il suo a rischio la riduzione non andiamo a dar noia al Circo
Massimo...», replica il premier).
staff economico per rivedere tutdelle tasse
La legge di stabilità conta più di
te le voci della Legge di stabilità.
ogni cosa: ci sarà uno sblocco
L’indiscrezione di un pressing Ue
per le imprese
parziale del Patto di stabilità inper rivedere i conti su deficit e deterno da un miliardo di euro, in
bito pubblico già era nell’aria. E
attesa di cancellarlo del tutto peril premier non è riuscito a naché «fa arrabbiare anche i santi». E poi il governo
scondere la sua ira: «Non scherziamo, è una roba
chiederà la delega per riscrivere la Tasi, trasforirricevibile, stiamo lavorando per dare all’Europa
mandola in una tassa unica che accorpa tutti i daun’Italia completamente diversa, siamo dentro
zi comunali. Si estende da 3 a 5 anni il credito
tutti i parametri, non siamo come la Francia. Se
d’imposta per la ricerca e, soprattutto, «non si audavvero ci chiedessero di portare il deficit dal 3 al
mentano le tasse». Promessa che però si può man2,2 metterebbero a rischio il patto di integraziotenere se l’Europa consentirà di deviare dagli one, darebbero da mangiare alla protesta anti-eubiettivi di medio termine sul deficit fino al 2017 opro... Stiamo parlando di 10 miliardi in più di tasse
e tagli!». «Follie», dicono a Palazzo Chigi. Ma «follie» con un effetto pratico, perché ora i numeri
della manovra sono un enigma. E il premier potrebbe dover accettare dolorosi compromessi: «Ci
sarà una misura di riduzione del costo del lavoro
per le imprese – dice in serata da Medolla, mentre lancia la volata per la Regione a Stefano Bonaccini –. Per i lavoratori già c’è stata con gli 80 euro. Stiamo verificando le compatibilità perché non
vogliamo aumentare le tasse». Quest’ultima frase apre a delle domande. Il governo si prepara a
ridurre le ambizioni per prevenire procedure d’infrazione? La trattativa con Bruxelles è più aperta
che mai.
Le notizie europee guastano il venerdì del premier, e arrivano giusto a metà tra l’inaugurazione
del nuovo stabilimento della Philip Morris e il co-

P

pure aumentando i tagli di spesa. Ma dove mettere le forbici a 4 giorni dal varo?
Le buone notizie provengono dal fronte-lavoro.
Anche Giorgio Napolitano promuove di fatto il
Jobs act: «È un passo avanti in un quadro di riforme che contiene molti altri elementi ancora da
coltivare», dice il capo dello Stato. E il premier è
d’accordo: «Ha ragione, c’è ancora molto da fare».
Con le sue parole, il Quirinale replica indirettamente a chi gli ha sollevato un problema di costituzionalità.
Anche in Emilia Renzi ha fatto appello all’orgoglio
patriottico: «Se facciamo le cose giuste tra venti anni saremo un Paese leader. Ma dobbiamo rimuovere gli ostacoli alla crescita o sarà colpa nostra».
Un passaggio politico importante è l’invito all’ex
governatore Vasco Errani a «venire a Roma, il partito e il Paese hanno bisogno di te». Alla luce del
mini-rimpasto che seguirà il passaggio di Federica Mogherini nel ruolo di "lady Pesc", sembra una chiamata in un posto di governo.

D

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ALFANO (NCD)
«Lavoro, decisioni rapide
La fiducia è giustificata»

LANDINI (FIOM)
«Non è il líder maximo,
il consenso che ha è finto»

«Il Jobs act è un provvedimento
che dà un’identità riformatrice al
governo ed è di tale rilievo che il
ricorso alla fiducia è giustificato.
Il Parlamento è fatto per discutere e poi decidere, serve una decisione rapida perché la riforma
ha lo scopo di creare più posti di
lavoro», lo ha detto il ministro dell’Interno, a margine di un convegno al Centro studi americani.

«Renzi non è il líder maximo di
questo Paese a cui non
abbiamo alternative. Bisogna far
capire che lui ha la fiducia finta
in questo Paese, ma non quella
vera, lui ha preso il 40% ma non
ha la maggioranza che non è
andata a votare o ha votato per
i partiti dell’opposizione»,
attacca il sindacalista dei
metalmeccanici.

Vitalizi per tutti ai 65 anni
Ma restano i 170 milioni
spesi per quelli già maturati

Grillo al Massimo cerca la scossa
«Meglio Berlusconi della sinistra»

ROMA

Beppe-show, ma spazi vuoti. «Noi con più iscritti del Pd»

Nelle Regioni

opo aver abolito i vitalizi tra il 2012 e il 2013 in tutte le
Regioni - ma il provvedimento entra in vigore dalla legislatura successiva a quella in cui è stato assunto - ieri
i Consigli regionali riuniti in plenaria hanno fatto un altro passo
per dare un colpo al tanto criticato istituto del vitalizio. Con un
ordine del giorno approvato all’unanimità nella seduta presieduta da Eros Brega (Umbria) hanno stabilito che in tutte le Regioni per ottenere il vitalizio si dovranno avere 65 anni, se si è fatta una legislatura, e 60 con più di una, analogamente a quanto
previsto dai regolamenti del Parlamento.
Si eviteranno così - una volta che le singole Regioni avranno
approvato una legge ad hoc - situazioni imbarazzanti come
quella del Lazio, che consente agli ex
consiglieri di ottenere il vitalizio già a 55
Non solo: è stato anche deciso di
L’assemblea anni.
ridurre per tre anni i vitalizi, con perdei Consigli centuali che variano secondo l’entità. Il
è stato abolito già in 10 Regioapprova un odg vitalizio
ni (Trentino, Lazio, Lombardia, Molise,
che stabilisce Basilicata, Friuli, Sardegna, Sicilia, Ae Piemonte), lo sarà a breve in
anche criteri bruzzo
Calabria ed Emilia Romagna, dove si
di riduzione andrà al voto nelle prossime settimaE dalla primavera 2015, quando si
degli assegni ne.
voterà nelle altre Regioni, sarà abolito
del tutto. Resta però il problema dei vitalizi maturati dai consiglieri delle legislature passate: circa 3.200, che assorbono 170 milioni.
«Auspico che le Regioni che vanno a votare in primavera adottino la legge prima», commenta Brega. Per quanto riguarda la riduzione temporanea dei vitalizi, per il triennio 2015-2017, l’odg
spiega che «tenuto conto della necessità di rivedere l’entità del
diritto secondo criteri di temporaneità, ragionevolezza e proporzionalità rispetto alle finalità di contenimento della spesa
pubblica e alle esigenze di bilancio», si adottano queste misure:
-6% di riduzione dell’importo lordo fino a 1.500 euro, -9% per
l’importo lordo superiore, fino a 3.500; -12% quelli eccedenti tale cifra. Infine -15% oltre i 6mila. Chi ha un reddito annuo inferiore o pari a 18mila euro può chiedere l’esenzione. Le aliquote
sono, invece, maggiorate del 40% se il beneficiario è titolare di
un altro vitalizio, erogato dal Parlamento italiano e/o europeo.

D

LUCA MAZZA
ROMA
sa ogni volta espressioni diverse, ma il
concetto di fondo è
sempre lo stesso. Beppe Grillo lo ripete ossessivamente per
tutta la giornata d’esordio del
primo "congresso" dei Cinque
Stelle, come per esorcizzare una difficoltà che in realtà è palese. E che ora come non mai
rischia di far implodere il movimento. Inizia appena esce
dall’albergo, dopo un lieve
malore notturno: «Non abbiamo un problema di leadership. Io sono il garante e
faccio rispettare le regole affinché non entrino persone
che possano disintegrarci», afferma prima di raggiungere
Gianroberto Casaleggio in un
altro hotel, a pochi metri dal
Circo Massimo. Nel tardo pomeriggio ribadisce il suo pensiero, quando improvvisa una
sorta di pre-comizio davanti a
giornalisti e attivisti: «Renzi è
un leader senza base, noi siamo una base senza leader».
Infine, durante lo showsul palco, l’ex comico esalta il lavoro
di squadra svolto finora: «In 5
anni abbiamo fatto un miracolo. Non è più il tempo di dire o noi o loro. Siamo l’ultimo
baluardo di democrazia del
Paese. E dunque, o noi... o
noi. Ognuno di voi deve di-

U

ventare me». Non mancano
le stoccate a Federico Pizzarotti, che arriverà solo oggi a
Roma: «Poverino, abbiamo
sindaci bravi e meno bravi».
Casaleggio parla poco. Il guru si limita a un giro sull’auto elettrica in compagnia di
Grillo e prova a rassicurare
sulla compattezza di M5S:
«Una kermesse per serrare le
fila? Sono già serrate».

Via alla festa M5S
Il comico critica il
Jobs act: è licenziare
uno per prendere 3
precari. Il messaggio:
«Ognuno di voi
deve diventare me»»
Durante il discorso, Grillo attacca soprattutto i suoi nemici "storici": «Napolitano doveva darci l’incarico di formare il governo». Poi arriva il turno del premier. «Abbiamo più
iscritti del Pd». Seguono altri
affondi contro l’inquilino di
Palazzo Chigi: «Vi devo chiedere scusa perché quando sono andato a incontrare Renzi
ho agito d’istinto. Adesso lo
prenderei per la testa e gli direi "Matteo, per favore fai pre-

opo i venti di scissione e di espulsioni
ventilate, nel Pd si prova anzi a ricucire. «Un partito del 40 per cento non
può avere il pensiero unico», stempera Matteo
Renzi. Il vicesegretario Lorenzo Guerini preannuncia anche un ruolo per Vasco Errani. «In segreteria nessuno ha parlato di processo ai dissidenti. Guerini ha semplicemente detto che
esiste questo problema, ma da qui a parlare di
espulsioni ce ne corre», assicura David Ermini, presidente della Commissione di Garanzia,
l’organo che infligge le sanzioni. Curiosamente tocca a uno dei leader della minoranza, Matteo Orfini, ricordare che «il partito è uno solo,
chi non rispetta le regole non rispetta il Pd. Bisogna ritrovare le ragioni dello stare insieme»,
dice il presidente dell’assemblea. «Cancellerei
dal vocabolario: espulsione, dissidenti», interviene Gianni Cuperlo.
Toni più distesi al Senato, dove la riforma del
lavoro ha avuto il primo sì. Giovedì ci sarà la
riunione del gruppo, dove si affronterà la questione dei tre senatori
dissidenti che non
hanno votato la fiduStemperata
cia, ma «non sarà assolutamente un prol’ira, stop alle
cesso, bensì un momento per decidere le espulsioni. E il
modalità dello stare premier difende
insieme», assicura il vii bersaniani
cepresidente dei senatori Giorgio Tonini. «Il
dagli attacchi
Pd è vincolato dall’orientamento della Di- di M5S. Orfini:
rezione», ricorda però
«Il partito
Simona Bonafé: «Riè uno»
spettiamo il dissenso,
ma chiediamo anche
che le regole che ci siamo dati non siano considerate carta straccia».
Getta acqua sul fuoco Dario Nardella: «La gente è stufa di vedere politici che litigano», dice
il sindaco di Firenze. «Troviamo punti di contatto e mettiamo davanti a tutto l’interesse dei
cittadini». Ma la tensione resta. «Un grande
partito non può espellere o sanzionare chi dissente: non avviene in nessun altro partito riformista che abbia l’ambizione di definirsi democratico e in nessuno tra quelli europei», interviene la vicepresidente Sandra Zampa.
E i parlamentari del Pd che minacciano ma
poi votano a favore - Cuperlo, D’Alema, Bersani, Civati - finiscono nel mirino di M5S. Sul
blog di Beppe Grillo in un post intitolato "le pecore belanti" Aldo Giannuli attacca la minoranza Pd: «Non ha alcuna strategia alternativa a quella renziana: ha fatto un po’ di capricci per rilanciarsi ma alla stretta finale si è data
indietro. Hanno pensato: "per ora s teniamoci Renzi e non rischiamo un’espulsione che si
tradurrebbe nell’avventura di una scissione.
Aspettiamo tempi migliori"».
A.Pic.

sto a distruggere il Paese, vai
più veloce". Noi abbiamo bisogno di uno choce questo sta
arrivando. È il Jobs act». Per
Grillo il piano sull’occupazione è destinato a fallire: «Vuol
dire prendere uno che ha un
lavoro normale, licenziarlo e
mettere tre precari al suo posto». È un fiume in piena: «Meglio Berlusconi dei finti della
sinistra». Il monologo si interrompe solo quando sveste i
panni del politico e si piazza
alle tastiere lanciandosi in un
giro di blues. Il pubblico, però,
non si scalda quasi mai. Del
resto, in piazza ci sono poche
migliaia di persone. È un’arena con ampi spazi vuoti. In
confronto alla folla oceanica
di febbraio 2013 a piazza San
Giovanni o ai "Vaffa day" del
passato, l’evento assomiglia a
un ritrovo per pochi intimi. E
non mancano i pentastellati
delusi: «Non ho ricevuto il
programma né ho la più pallida idea di cosa accadrà fino
a domenica - racconta il deputato Sebastiano Barbanti -.
Anzi, ho saputo solo adesso
che dovevo accreditarmi».
Walter Rizzetto, dissidente di
vecchia data, se ne sta in un
angolo e sceglie la carta dell’ironia: «Il mio contributo alla
festa? Ho dato 10 euro per avere il badge. Più di così non
saprei davvero cosa fare».
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Canone Rai nel mirino
ncora il canone Rai nel mirino. Stavolta persino del direttore generale Luigi Gubitosi. Il balzello più detestato ed evaso dagli italiani è stato infatti al centro di un convegno di Eurovisioni
a Roma. «Se il canone fosse pagato da tutti – dice Gubitosi –, potrebbe anche diminuire. Anzi, il canone dovrebbe essere inferiore in generale e dovrebbe poi essere
ridotto o eliminato per le fasce più deboli». Poi però cita la virtuosa Germania «dove il canone è più alto, lo pagano tutti e genera un gettito doppio, anche se i tedeschi
non sono il doppio degli italiani». Insomma, l’addio al canone («nato in Inghilterra
per evitare la dipendenza dei broadcaster
dai governi», spiega Gubitosi) non sarà più
un tabù, ma per ora non si tocca.
«Non spetta a noi dire come cambiare il canone – continua il dg, riferendosi all’annunciata riforma del canone da parte del
governo che vedrebbe la presentazione del

A

decreto già nelle prossime settimane e il
disegno di riforma della Rai entro l’anno –
, ma è evidente quanto sia obsoleta la legge del 1938. Ci deve però essere certezza di
risorse per consentire una pianificazione
pluriennale». Un concetto sottolineato anche dal presidente Anna Maria Tarantola,
secondo cui il finanziamento del servizio
pubblico deve essere «equo, adeguato, certo e stabile». Certezza e stabilità che vengono garantiti in larga parte anche dalla
pubblicità. Un dato di fatto che dà il destro
a Gubitosi per replicare a chi vorrebbe una rete senza spot. «Sarebbe necessariamente piccola, con programmi non visti
da una vasta platea che sono quelli che attraggono le risorse pubblicitarie». Intanto
da alcuni parlamentari del Pd arriva l’invito al governo ad avviare la citata riforma
Rai per poter rinnovare i vertici, in scadenza
a maggio 2015, con la nuova legge. (M.Ion.)
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A T T U A L I T À 11

Sabato
11 Ottobre 2014

Lavoro.

Accordo per Termini Imerese: salvi i 768 dipendenti

L

La Grifa, che fa capo
a un fondo brasiliano
e alcuni ex dirigenti
Fiat, rivelerà il ramo
d’azienda per produrre
auto elettriche e ibride
Lavoratori a Termini Imerese

avoratori salvi e produzione che riprende. Finisce
bene il lungo incubo dei dipendenti dello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese, chiuso dal novembre
del 2011. Il suo futuro si chiama "Grifa" (Gruppo Italiano Fabbrica, costituito da un fondo brasiliano e alcuni
ex dirigenti Fiat): entro il 30 dicembre verrà infatti effettuata la cessione del ramo d’azienda, passo decisivo per
la nuova realtà industriale che produrrà auto ibride ed
elettriche.
L’accordo decisivo si è chiuso ieri sera al Ministero dello Sviluppo economico, dove è stato firmato dalle parti
un verbale d’incontro che, registrando gli impegni pre-

si dalle due aziende interessate all’operazione (Fiat e Grifa), costituisce la premessa per la ripartenza del sito palermitano, quindi per il reimpiego di tutti i 768 lavoratori diretti dell’ex Fiat (ad eccezione di quelli che aderiranno alla mobilità volontaria ancora da definire) e, in
prospettiva, anche di quelli dell’indotto.
«La firma odierna – ha detto il vice-ministro Claudio De
Vincenti – è un passaggio fondamentale per poter dare
un futuro produttivo e occupazionale a Termini Imerese. Ora ci sono tutte le condizioni perché riparta a breve». Già da domani, infatti, le organizzazioni sindacali sottoporranno il testo siglato alla consultazione dei lavora-

tori e, se tutto procederà senza intoppi, dal primo gennaio 2015 i dipendenti da anni in cassa integrazione potranno tornare al lavoro. «Abbiamo costruito un importante risultato, unico sul piano della reindustrializzazione», ha sottolineato il segretario nazionale Fim-Cisl Ferdinando Uliano. «Sorge finalmente il sole su Termini Imerese – gli ha fatto eco Paolo Di Giovine (Fismic) –. Non
sarà licenziato alcun lavoratore e ripartirà la produzione». Più prudente Michele De Palma, coordinatore del
gruppo Fiat per la Fiom-Cgil: «Oggi abbiamo costruito
una premessa pure per i lavoratori dell’indotto ma è tutta da verificare la conclusione definitiva», ha detto.

«La Ue non boccerà la manovra»
Padoan risponde a Bruxelles che chiede correzioni (anche a Parigi)
NICOLA PINI
ROMA
ra l’Italia e la Commissione Ue sarebbe in atto un braccio di ferro sotterraneo sulla legge di stabilità, che
sarà ufficialmente inviata a Bruxelles il prossimo 15 ottobre. Dopo l’approvazione dell’aggiornamento al Def, che ha sancito il rinvio al 2017 del pareggio strutturale di bilancio e lo stop alla discesa del deficit nominale
(che è e resterà anche il prossimo anno appena sotto il tetto del 3%), l’Europa sta cercando di convincere l’esecutivo italiano a
modificare il disegno di legge in arrivo in direzione di una maggiore disciplina di bilancio. Un pressing analogo viene svolto in
queste stesse ore verso la Francia che ha sfidato le regole di Bruxelles in maniera ancora
più eclatante dell’Italia annunciando che si
prenderà altri due anni per far scendere il
deficit, oggi al 4,4% sotto il limite del 3%.
Nel braccio di ferro si inserisce il Fondo Monetario Internazionale, schierandosi contro l’eccesso di austerity: «I Paesi Ue dove gli
obiettivi di bilancio non sono stati centrati
a causa di una minore crescita non dovrebbero compensare con nuove misure di aggiustamento», ha detto ieri il responsabile
europeo dell’Fmi.
«La legge ancora non è stata scritta, come è
possibile che qualcuno abbia chiesto di modificarla?», ha risposto ieri Matteo Renzi a
chi gli chiedeva conto delle voci sulle pressioni Ue. E in un’intervista alla Cnn, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha
negato a sua volta che sia in corso un negoziato preventivo con Bruxelles. «Non ve-

T

Stabilità.

irca 3 miliardi dai ministeri e un
altro dagli enti locali, che potranno contare, però, su un allentamento del patto di stabilità interno. La legge di stabilità 2015 si baserà
anche su queste coperture, abbandonando parzialmente la logica della spending reviewalla Cottarelli e optando per
tagli che appaiono sempre di più come
"semilineari".
Dopo gli input arrivati direttamente dalla presidenza del Consiglio sui risparmi
da effettuare (indicativamente intorno
al 3% dei budget), i ministeri hanno consegnato a Palazzo Chigi i loro dossier.
Secondo le anticipazioni del Sole24Ore
si tratterebbe di tagli sul deficit per 3 miliardi che, calcolati come «saldo netto
da finanziare», diventerebbero nella legge di stabilità «coperture» per circa 6 mi-

N

I MERCATI

Ripresa vacilla
Borse ai minimi

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA. Pier Carlo Padoan

Invito finale della Ue
a cambiare i conti
nei due Paesi. Il Fmi:
no all’austerità con
la crescita bassa

(Epa)

vute alla recessione in corso ed evidenzia il
cammino intrapreso sulle riforme strutturali, come il jobs act. A nostro sfavore gioca
però l’enorme debito pubblico che supera
il 130% del Pil ed è ancora in aumento. Inoltre preoccupa Bruxelles che circa la metà
della manovra annunciata da 23-24 miliardi sarà fatta in deficit mentre il taglio strutturale delle spese sarà di soli 4-5 miliardi di
euro, molto al di sotto di quanto era stato annunciato con il defunto Piano Cottarelli.
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Da ministeri ed enti locali 4 miliardi

ROMA

C

do possibilità che la legge di stabilità venga
rigettata. Abbiano i numeri giusti e abbiamo fatto gli aggiustamenti giusti», ha rimarcato il ministro, dunque «non mi aspetto problemi». Ma la nettezza delle sue
parole potrebbe anche essere letta come un
avvertimento: non insistete perché non
cambieremo linea. Per rispettare integralmente le richieste europee, l’Italia dovrebbe ridurre il deficit strutturale quasi a zero
nel 2015 e raggiungere il pieno pareggio nel
2016. Ma per farlo ci vorrebbe una manovra correttiva fino a 35 miliardi già nel prossimo anno. Le voci sull’atteggiamento poco benevolo di Bruxelles vanno infatti avanti da giorni e secondo l’agenzia economico-finanziaria Reuters durante l’ultimo
vertice europeo di mercoledì scorso a Milano sarebbe stato lo stesso presidente del
Consiglio europeo Van Rompuy a fare pressione riservatamente su Renzi e sul presidente francese Hollande. Avvertendo in sostanza che se le decisioni annunciate dai
due governi saranno confermate, da Bruxelles arriverebbe una bocciatura delle due
manovre.
Nel caso di Parigi l’intenzione è esplicita. Il
presidente dell’eurogruppo Dijsselbloem
ha detto ieri che la Francia ha già ottenuto
due anni di tempo per rientrare nei parametri Ue e non ne ha approfittato per fare
le riforme. «Quindi non dobbiamo dare altro tempo», ha sentenziato.
L’Italia si attende un trattamento diverso
perché è uscita dalla procedura per deficit
eccessivo e si impegna a rispettare il limite
del 3%. Inoltre Roma invoca il riconoscimento delle "circostanze eccezionali" do-

un allentamento del patto di stabilità
liardi. Il risparmio maggiore arriverebinterno che potrebbe, secondo il vicebe dai ministeri del Lavoro (600 milioministro dell’Economia, Enrico Moranni di deficit, 2,2 miliardi per il saldo netdo, essere superiore al
to) e dell’Istruzione
miliardo inizialmente
(840 milioni di deficit,
e arrivare an1.170 per il saldo netCoperture garantite annunciato
che a 2,5. «Il Patto di stato). Sarebbero previsti,
tra gli altri, tagli mirati da tagli «semilineari» bilità è cosa che farebbe
arrabbiare anche i santi»,
a sgravi contributivi
La contropartita
ha sottolineato Renzi, riper i contratti aziendabadendo che «nella legli, ai Caf, agli scatti di
per i Comuni:
ge di stabilità ci sarà una
anzianità degli insel’allentamento
misura di riduzione del
gnanti, ai contributi del
costo del lavoro per le imcanone Rai.
del Patto interno
prese». L’obiettivo, seSul tavolo dovranno arcondo il sottosegretario al Mef, Pier Paorivare però anche nuovi risparmi di Relo Baretta, sarebbe quindi quello più
gioni e Comuni. I contatti del presidencomplessivo di abbandonare totalte del Consiglio Matteo Renzi con il premente il meccanismo entro il 2016.
sidente dell’Anci Piero Fassino e il preIl premier preme inoltre perché già nel
sidente della conferenza delle Regioni
testo in arrivo il 15 ottobre ci sia la TasSergio Chiamparino sono continui. I
sa unica comunale (unione di Tasi e IComuni avranno come contropartita

onostante l’apparente stabilità
sociale garantita dal rigore dei
conti pubblici, anche la piccola
Finlandia del super-commissario europeo Jyrki Katainen, considerato un falco dell’austerità, è rimasta impigliata nelle
maglie della crisi economica che, propagata
dagli Stati Uniti, avvolge gran parte dell’Europa con effetti devastanti sul tenore di vita di
larghi strati della popolazione. Una crisi, quella finlandese, assai più grave di quanto non
risulti dalle statistiche ufficiali (ieri l’agenzia
S&P ha tagliato il rating ad «AA» da «AAA», facendo perdere al Paese, appunto, l’eccellenza
della "tripla A").
Un importante centro di ricerca economica di
Helsinki (Pellervo Economic Research Institute, PTT) sostiene che la disoccupazione effettiva sia assai superiore a quella dichiarata. Ove infatti venisse considerata anche la disoccupazione nascosta – e cioè l’insieme delle persone che hanno rinunciato a cercare lavoro –

mu), i cui proventi andrebbero tutti ai
Comuni. I tempi sono però molto stretti. Tra le misure sembra si stia ragionando anche sull’introduzione di una
polizza anticalamità sulla casa. Un’idea
ricorrente che torna di attualità dopo
l’alluvione di Genova. Molti sarebbero,
però, i nodi da sciogliere: il primo riguarda l’obbligatorietà dell’assicurazione, ma da valutare resta anche quali calamità eventualmente coprire. Tutto da definire anche il ruolo dello Stato
come garante di ultima istanza nel caso di vera e propria catastrofe che il settore privato non sarebbe in grado di coprire in toto. Dallo Sviluppo economico sarebbe in arrivo, infine, il credito
d’imposta per ricerca e sviluppo esteso
a 5 anni, con risorse stimate intorno a
400 milioni l’anno, mentre si cerca ancora la copertura per il piano Made in Italy dello Sblocca Italia.

La Finlandia perde la tripla A
e la disoccupazione fa boom
ALESSANDRO MONTI*
il tasso di disoccupazione salirebbe a ben il
12% della popolazione attiva: vicino al nostro
12,6% (secondo il Fmi), più del doppio di quello tedesco (5,1%), quasi quattro volte quello
norvegese (3,3%). L’entità dello scostamento
del tasso di disoccupazione reale da quello ufficiale in Finlandia è rilevante e appare dilatarsi: il tasso medio di disoccupazione ammesso ufficialmente era 9,6% nel primo trimestre 2014 e appena 7,4% nell’ultima rilevazione di agosto. Coloro che non cercano più
un’occupazione sono infatti in forte crescita:
ad agosto 2014 sfioravano le 150mila unità rispetto alle meno di 120mila nel 2013.
Il persistente calo della produzione industriale
e della domanda di forza di lavoro da parte
delle imprese si accompagna così all’aumen-

to dei disoccupati che abbandonano definitivamente il mercato del lavoro: ritenendo privi di chance i tentativi di ricerca di un nuovo
posto, preferiscono occuparsi dei figli o riprendere gli studi grazie anche ai generosi sussidi statali. La progressiva demotivazione a
trovare lavoro rischia però di trasformarsi in
disoccupazione strutturale: una perdita secca
di capitale umano.
Si stima che, per invertire la tendenza all’aumento della disoccupazione, il Pil dovrebbe
crescere nel 2015 di almeno l’1,5%, mentre le
stime si fermano ad appena lo 0,5% (per Nordea Bank solo 0,3%). L’attuale sistema di welfare, uno fra i più sviluppati in Europa non solo per i cittadini finlandesi, ma anche per tutti i residenti nel Paese, è considerato dal par-

Le Borse europee vanno a
picco, Parigi, Berlino e Londra
ai minimi di un anno, con gli
investitori sempre più
preoccupati dai crescenti
segnali di una ripresa globale
che vacilla, e l’Europa fulcro
delle preoccupazioni. Alle
tensioni europee si aggiunge la
Finlandia, bocciata da
Standard & Poor’s che ha
tagliato il rating. Le parole di
Mario Draghi, che ieri ha
ribadito che «se dovesse
essere necessario» la Bce è
pronta «a usare ulteriori
strumenti non convenzionali»,
stanno cominciando a
provocare scetticismo dopo la
presa di posizione della
Germania, con la Bundesbank
di Jens Weidmann e lo stesso
ministro delle Finanze
Wolfgang Schaeuble
apertamente contrari agli
acquisti di Abs varati a giugno
e che dovrebbero partire entro
questo trimestre. Fra le voci di
un’imminente revisione al
ribasso delle stime di Berlino
sul Pil tedesco, intanto, la
produzione industriale tedesca
ha segnato una caduta mensile
del 4%, con gli ordini industriali
a -5,7%. Dopo il calo
dell’export tedesco pubblicato
giovedì, il peggiore dal gennaio
2009, e nonostante i segnali
positivi dall’Italia (produzione
industriale +0,3% ad agosto),
per i mercati ce ne è
abbastanza per mettersi sulla
difensiva. Il Dax della Borsa di
Francoforte ha segnato il
peggior calo fra le Borse
europee, con un 2,4% ai
minimi di un anno, dopo aver
perso quasi il 10% da inizio
2014. Milano -0,94%. In
Francia, dove la produzione
industriale è risultata stagnante
ad agosto, il Cac-40 ha ceduto
l’1,6%. Tensione crescente
anche sui titoli di Stato dove la
fuga dal rischio provoca un
afflusso verso il porto sicuro dei
titoli tedeschi: lo spread Btpbund ha chiuso in rialzo a 144
punti base.

tito conservatore addirittura un deterrente alla ricerca di lavoro e intende quindi ridimensionarlo. Il centro di ricerca economica PTT
prevede ampi tagli – sia pure prevedendo forti resistenze – e, per una solida ripresa economica, suggerisce un graduale abbandono del
settore industriale e un deciso sostegno finanziario agli investimenti nei nuovi comparti
del terziario avanzato. Nonostante le differenze storiche, culturali e climatiche che ci separano da un paese con un decimo della popolazione italiana, l’esperienza finlandese offre preziosi spunti di riflessione, per evitare
magari di commettere errori, nella ridefinizione in atto della nostra politica economica
e di quella dell’Unione europea. Puntando
piuttosto a estendere a tutti e non a restringere i livelli di protezione sociale raggiunti.
*Consiglio scientifico della Fondazione Bruno Visentini, già professore ordinario di Politica economica, Università di Camerino
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Profit e non profit
uniti per il welfare
(Con gli assessori)
è una nuova missione per il non
profit: educare gli assessori. Aiutare i pubblici amministratori a
comprendere che il modello dirigista nella
gestione dei servizi sociali e del welfare non
è più adeguato, non regge. Oggi se si vuole
continuare a mantenere in vita un sistema
di Stato sociale che arrivi a tutti, un welfare
universale, è necessario rivoluzionare l’approccio nella produzione dei servizi: da un
sistema nel quale il pubblico produce in proprio, e al limite "delega" al Terzo settore e ai
soggetti del privato sociale, a un modello di
co-produzione. Dove la Pubblica amministrazione controlla, regola, accompagna, ma
soprattuto co-produce, co-costruisce, cogestisce insieme ai protagonisti, sempre più
in rapporto tra loro, dell’economia sociale
e del mercato "for profit".
È, come si dice, un cambio di paradigma, di
cultura. Ed è per questo che l’economista
bolognese Stefano Zamagni lancia una sfida a chi opera nel Terzo settore: andate ed
educate alla sussidiarietà gli amministratori, non limitatevi a fare bene il vostro lavoro, ma cercate di avere una funzione "civilizzante" nel pubblico come nel privato for
profit.
Il contesto è quello delle Giornate di Bertinoro per l’Economia civile, 14esima edizione dell’appuntamento dell’Aiccon (l’Associazione per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit dell’Università di Bologna) dedicato alle questioni
dello sviluppo sostenibile. Il tema di quest’anno porta a riflettere su «Dualismo e coproduzione». In buona sostanza: come superare i molti dualismi che frenano il nostro
Paese, nello sviluppo regionale, ma anche
nella contrapposizione tra sfera economica
e sfera civile e sociale, tra reddito e fiducia;
e come indirizzare il Welfare State verso un
sistema fondato sulla co-produzione dei servizi. Dove, e questa è una conseguenza necessaria, non si arriva più a parlare di utenti o di clienti, ma finalmente di «cittadini».
Il modello che pone la Pubblica Amministrazione al centro è superato nella percezione diffusa. L’avanzata del non profit che
– come ha rilevato il presidente dell’Istat
Giorgio Alleva – negli ultimi 10 anni ha visto crescere gli addetti del 40% e i volontari
di un milione e mezzo, ne è la prova. Ma a
metterlo in rilievo è anche un’indagine Aiccon. Il 47% degli intervistati tra operatori
del non profit, della pubblica amministrazione e imprenditori è convinto che per superare i dualismi nel nostro Paese occorra
un nuovo paradigma di sviluppo che valorizzi i soggetti dell’economia sociale e coinvolga ancora di più le imprese for profit. Solo il 13% ritiene più utile rafforzare l’intervento del pubblico. Nell’assicurare l’universalismo del sistema di welfare, nemmeno chi lavora nella Pubblica amministrazione sembra credere in essa: il 20% di chi
vi opera ritiene fondamentale affidare il
compito anche al mercato. Invece il 77% degli intervistati crede in un modello condiviso tra imprese dell’economia sociale e Pubblica amministrazione. Significativo anche
il fatto che il 57% giudichi adeguati i contenuti della delega al Governo per la riforma
del Terzo Settore, e che l’apprezzamento
venga proprio dal mondo del non profit e
della cooperazione, mentre ad essere meno
convinto è la metà chi appartiene alla Pubblica amministrazione.
Come a dire che la strada da fare è soprattutto educativa, verso gli amministratori.
Mentre è forte la consapevolezza circa la necessità di assegnare al non profit un ruolo
da protagonista, sviluppando forti relazioni con le imprese for profit. Qui il discorso
porta dritto alla questione della misurazione dell’impatto prodotto dall’economia sociale, tema controverso. È possibile farlo?
Zamagni ne è certo: il valore qualitativo può
essere misurato. E anche la maggioranza del
campione dell’indagine (55%) ritiene possibile raggiungere una metrica condivisa.
Come, e insieme a chi, è la prossima sfida
dell’economia sociale.
Massimo Calvi

C’

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12 A T T U A L I T À

Sabato
11 Ottobre 2014

Scenari

La galassia moderata
in cerca di una bussola

Lo spazio politico ed
elettorale che si colloca
alla destra di Matteo Renzi
– un territorio sterminato
che rappresenta milioni
di persone – è trasformato
in un grande campo
di battaglia tra eserciti divisi
anche al proprio interno

I

La galassia alla destra del Pd
AREA PPE-LIBERALI

DESTRA
S. Berlusconi
G. Toti
D. Verdini
R. Fitto
R. Brunetta

GAL

L. Dellai
A. Olivero
L. Romano
M. Giro
S. Giannini
G. Susta
I. Tinagli

G. Meloni
I. La Russa

M. Ferrara
G. Tremonti
P. Naccarato

ENTE POPO
ITU

RE
LA

n principio c’era la Dc. Con un forte e radicato consenso la "Balena Bianca" ha avuto la capacità di rappresentare, per cinquant’anni, la maggioranza, moderata e riformatrice, degli italiani e di essere il centro (in
senso politico ma anche geografico) dell’Italia
politica. Con un netto argine a destra. Alla sua
scomparsa, dopo il 1994, sembrava che Forza
Italia, la nuova creatura di Silvio Berlusconi, ne
avesse preso grosso modo il posto, rompendo
però i confini sulla destra, inglobata nell’alleanza. Il "miracolo" di Berlusconi fu indubbiamente quello di tenere insieme dentro il patto elettorale forze che sembravano inconciliabili: la destra nazionalista (che non si era ancora
del tutto affrancata dalle suggestioni neofasciste), la Lega, che oscillava tra autonomia e separatismo, e la costola cattolica-moderata di
Casini, sorta a destra dalle ceneri della Dc
Con il ridimensionamento (non solo elettorale) di Silvio Berlusconi, legato alle vicende giudiziarie ma anche a un fisiologico logoramento di una leadership ventennale, lo spazio che
per estrema semplificazione si colloca alla destra del Pd di Renzi – un territorio sterminato
con milioni di elettori e grandissime potenzialità – sembra oggi trasformato in grande un
campo di battaglia, con eserciti divisi anche al
proprio interno.
Prove di intesa a destra.
La crisi del Pdl e il ritorno alle vecchie (o nuove) sigle ha intanto determinato un evidente
fenomeno di affrancamento da Berlusconi (e di
radicalizzazione) dei partiti alla destra dello
schieramento: Giorgia Meloni, con i suoi Fratelli d’Italia, e la nuova Lega di Matteo Salvini,

il giovane "condottiero" padano, che ha battuto sul campo il leader storico Umberto Bossi.
Tra Fdi e Lega – un tempo saldamente in area
di governo, con propri ministri –ci sono prove
di apparentamento. Terreno comune: il no all’immigrazione, sul quale potrebbe formarsi un
cartello in grado di attrarre anche gruppuscoli
di estrema destra.
Lo scontro dentro Fi.
Forza Italia, come raccontano le cronache recenti, è dilaniata al suo interno secondo uno
schema che sarebbe riduttivo descrivere solo
come uno scontro di potere tra filo-berlusconiani (Toti, Verdini e il "cerchio magico") ed ex
democristiani come Raffaele Fitto. In realtà nella contesa interna entrano motivi legati al programma (basti pensare alla "conversione" dei
berlusconiani più stretti al tema dei matrimoni gay o agli attacchi del Cavaliere all’Ue, mal
visti in casa Ppe) e all’idea della forma partito.
Sempre più «liquida», «leggera» e mediatica
quella proposta dai fedelissimi del Cavaliere,
più tradizionale e legata ai territori quella di Fitto e dei suoi seguaci.
La travagliata intesa popolare.
L’appartenenza convinta al Ppe, ai suoi valori
e alla sua politica, accomuna una serie di sigle
e di personalità: il Ncd di Alfano e Quagliariello, nato da una scissione di Forza Italia, l’Udc
di Cesa e Casini, i Popolari per l’Italia di Mario
Mauro (proveniente da Scelta Civica). Quest’ultimo, in particolare, si è fatto recentemente promotore della Costituente Popolare, sperando di federare tutti i soggetti che guardano
al Ppe. Ma la fusione tra i tre partiti, che avrebbe dovuto cominciare da quella dei gruppi parlamentari, tarda a realizzarsi. Non ci sono solo
motivi legati alla scelta della leadership comu-

COS
T

GIOVANNI GRASSO

Le manovre al centro tra prove d’intesa e scontri

L. Cesa

M. Mauro

P. Casini

B. Tabacci
P. Pisicchio

A. Alfano
G. Quagliariello
M. Lupi
M. Sacconi

M. Salvini
R. Maroni

G. Galletti

F. Storace
C. Passera
Casapound

ne o alle inevitabili rivalità presenti e passate.
A dividerli c’è anche la questione delle alleanze future. I rapporti tra Ncd e Forza Italia rimangono pessimi (vedi la questione delle Regionali in Calabria dove l’accordo è sfumato) e
questo non agevola il progetto di nuovo polo
moderato. In più Mauro ha messo il veto a ogni possibile alleanza con Lega e Fdi. Proprio
ieri il presidente dell’Udc Giampiero D’Alia ha
annunciato un nuovo stop: «No alla fusione

La Dc e poi Berlusconi hanno costituito per
decenni il baricentro della rappresentanza
moderata. Oggi la rotta del polo
alternativo al Pd non è ancora segnata

fredda con Ndc».
La diaspora dei montiani .
La vicenda convulsa di Scelta Civica illustra in
modo lampante le difficoltà dell’area di centro.
Dopo il polemico addio di Monti, il partito si è
spaccato in due proprio sulla collocazione europea: da una parte un’area cattolico-democratica (Dellai, Olivero e inizialmente Mario
Mauro) che guardava al Ppe, dall’altra un’area
liberal, con Stefania Giannini, filo-Alde. Ma anche le due nuove costole hanno avuto vita travagliata. Dalla prima (che ora si chiama Democrazia e solidarietà e guarda all’alleanza con
il Pd, nel rispetto di valori specifici della tradizione cattolica democratica) si è staccato Mauro. Nella parte restante di Scelta Civica, che ha
subito prima le dimissioni di Stefania Giannini da segretario e poi il passaggio del "reggente" Renato Balduzzi al Csm, si confrontano diverse anime: Irene Tinagli e altri pensano a confluire direttamente nel Pd, i capigruppo Susta
e Rabino si barcamenano, sperando di mantenere simbolo e partito, mentre Causin, Vitelli e
Vargiu guardano ad Alfano.
Alleati del Pd e outsider
Corrado Passera, ex ministro di Monti, ha fondato "Italia Unica", con l’ambizione non di essere l’ennesima sigla ma il nucleo fondante del
nuovo polo moderato. I riferimenti? Sturzo, De
Gasperi ed Einaudi. Nel campo moderato Si
parla di una possibile scesa in campo dell’imprenditore Diego Della Valle. Il Centro democratico dell’ex dc lombardo Bruno Tabacci, alleato con il Pdi, ha deciso di aderire in Europa
al gruppo dei Liberali (Alde). In dissenso con il
leader meridionale del movimento, Pino Pisicchio, che avrebbe preferito il Ppe.
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«Questo Paese è privo di alternative
Ora ci vuole il partito della Gente»
Dalla Coldiretti all’impegno politico, Sergio Marini fonda una "rete"
R

esponsabilità» e «fratellanza» sono le due categorie del nuovo movimento politico lanciato ieri mattina alla
Domus Pacis da un comitato promotore
presieduto da Sergio Marini. A fronte di una politica che rischia di andare in direzione opposta: crisi di rappresentanza,
smarrimento del senso di comunità e bene comune. Circa un migliaio i partecipanti,
ieri, «niente truppe cammellate, ognuno
ha pagato il viaggio da sé», sottolineano gli
organizzatori di «Verso il partito della gente,
riprendiamoci l’Italia». Famiglia, impresa e società i tre «potenti motori» dell’iniziativa, «da essi dipendono lavoro, sviluppo e progresso del
Paese». Un partito «diverso», sul modello M5S
quanto a leggerezza, «che punterà sulla Rete, ma
anche sull’incontro, sulla stretta di mano. Non un
partito virtuale», spiega Marini.
Nessun contatto con le forze politiche in campo,
dialogo aperto invece con le altre iniziative che
partono fuori dal Parlamento. In prima fila c’era ieri anche Lelio Alfonso, portavoce di Italia unica, la formazione di Corrado Passera. (A.Pic.)
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ANGELO PICARIELLO
ROMA
arà il partito della Gente, «con
una sola G, ma maiuscola.
Serve un partito vero e proprio». Sergio Marini fino a un anno
fa è stato presidente della Coldiretti, una delle più numerose e fattive
associazioni di area cattolica. Il
quartier generale dove ci riceve è in
corso Vittorio Emanuele: la fondazione di Italia spa (Sostenibile per
azioni). Della precedente esperienza si porta dietro un po’ di cose: l’esperienza organizzativa, la matrice
cristiana, e quell’idea di concretezza e rispetto dell’ambiente che caratterizzano il mondo agricolo.
Saltate le categorie "geografiche"
sinistra-destra-centro, a chi guardate?
Ci rivolgiamo alle forze che hanno
a cuore il futuro del Paese e non si
rassegnano a quest’assenza di al-

S

dini. Senza contare che se si torternativa. In primo luogo ai cattolinasse a votare avremmo di nuovo
ci, anche se le nostre proposte saun Parlamento ingovernabile.
ranno laicissime. Le abbiamo tenLa legge in vigore resta la stessa...
tate tutte, e non siamo interessati a
Siamo passati dall’effetto annuncio
nessuno dei modelli fallimentari
all’effetto prima lettura. Si spinge
presenti in Parlamento. Ormai il 50
sull’acceleratore
per cento non voper l’approvaziota e molti votano
ne di una delle Caper protesta. Met«Bisogna sforare il 3%.
mere. Poi se ne
teremo insieme gli
Renzi leader delle "prime perdono le tracce,
innamorati della
verità, che non vo- letture". In Parlamento non e forse è meglio
così. Dalla legge egliono perdere altro tempo con gli vedo interlocutori. Passera? lettorale al Jobs act
effetti speciali. Va
per la
Ci guarderemo intorno...» passando
detto con chiarezlegge anti omofoza che il Paese va
bia.
male, malissimo e
Come se ne esce,
non c’è tempo da perdere.
che proponete?
Tutto sbagliato, finora?
Sarà un partito di scopo, per realizNon sono sbagliati gli obiettivi in azare alcuni obiettivi. Sulle riforme,
stratto, ma le soluzioni: legge eletper ridare parola alla gente. Poi l’Eutorale, riforma del Senato, del lavoropa. È stato fatto un errore di fonro, così non fanno altro che togliedo. All’Italia sarebbe servito un comre diritti e diritto di parola ai cittamissario all’Economia, mentre è

Urbani: il nuovo bipolarismo? Le carte le darà l’Ue
ROMA
en presto le parole centrodestra
e centrosinistra non avranno
molto senso. Il nuovo bipolarismo sarà tra chi accetterà le dure condizioni che ci verranno chieste dall’Europa e chi
chiederà di uscire, sia pure momentaneamente, dalla zona euro». Il professor Giuliano Urbani, tra i fondatori di Forza Italia, preferisce oggi la qualifica di «politologo» a quella di «politico». E guarda con «molta amarezza» a quel patrimonio di elettorato moderato disperso in tanti frammenti. Spiega:
«Oggi nella politica italiana c’è una sola calamita ed è quella di Renzi, ma i nodi verranno al pettine anche per lui».
Non c’è dubbio, però – gli chiediamo – che
il grande consenso a Matteo Renzi arrivi anche da elettori in libera uscita che prima aveva votato Pdl. Urbani risponde: «Sicuramente sì. Nei confronti di Renzi, però, l’elet-

«B

torato di centrodestra oscilla tra una posizione di attrazione, perché il premier dice di
fare le cose che avrebbe dovuto fare Berlusconi, e una di rabbia, perché si accorge che
alle parole dell’attuale premier seguono pochi fatti. Il gioco, secondo me, non durerà.
Perché prima o poi l’Europa ci chiederà il
conto e sarà un conto assai salato».
Il politologo è piuttosto pessimista: «Penso
– spiega – che arriverà il commissariamento da parte dell’Europa, della Germania: del
resto tutti gli indicatori economici italiani
vanno male. Non dico che questa tutela europea sarà necessariamente negativa: certo,
perderemmo anche quel poco di sovranità
residua che ci rimane. Ma saremo anche obbligati a fare le riforme e il risanamento che
non abbiamo fatto per anni.... Non sarà una
passeggiata: per tagliare il debito pubblico,
bisognerà tagliare le spese. A cominciare dall’esercito sterminato dei dipendenti pubblici. Saranno dolori, ma dolori necessari. E

questo determinerà il nuovo scenario politico».
Uno scenario, sembra di capire, che farà saltare le tradizionali categorie di destra e sinistra? Urbani annuisce: «Ci sono alcune cose
che l’Italia deve assolutamente fare: e non
sono né di destra né di sinistra, sono gli interessi nazionali. Pensiamo alla questione
dell’immigrazione. Gli sbarchi continuano e
l’Europa non ci dà retta. L’interesse nazionale sarebbe che tutti i partiti italiani si unissero attorno a un tavolo per chiedere insieme all’Europa di intervenire. E così dovrebbe accadere per molti altri temi. Poi, certo, ci sarà qualcuno, magari i più giovani, che
chiederanno di provare ad andare avanti facendo a meno, almeno per un po’ della tutela europea. La linea tra i due poli passerà
da qui: tra un’area politica che accetterà le direttive europee e un’altra che le rifiuterà».
Ma allora – gli chiediamo – tra i tanti soggetti e le tante persone che si muovo nell’area

moderata chi prenderà in mano l’eredità di
Berlusconi? Urbani sospira: «L’eredità di Berlusconi è ridotta a ben poco. Nel 1994 con la
nascita di Forza Italia avevamo suscitato speranza ed entusiasmo. Avevamo promesso la
grande rivoluzione liberale. Non so se per
colpa degli alleati di Berlusconi, penso a Casini, Bossi e Fini, o per altre responsabilità ,
non abbiamo fatto né la riforma fiscale, né
quella della burocrazia, né quella della giustizia.... Oggi tutto questo affollamento nel
centrodestra mi ricorda i "Personaggi in cerca d’autore" di Pirandello. I moderati, e comprendo tra questi anche Renzi, avranno il
compito di gestire nel modo più intelligente possibile i rapporti con l’Europa che ci
commissaria. Non conterà molto se saranno del Ppe o del Pse: la strada da questo punto di vista è una sola e l’ha segnata Angela
Merkel».
Giovanni Grasso
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Giuliano Urbani

Il colloquio
Il politologo, che fu
tra i fondatori di Forza
Italia: «La grande
sfida del domani sarà
sull’Europa»

stata fatta una battaglia di immagine sulla Mogherini. Infine la riforma
del fisco.
Siamo nel semestre italiano: che
cosa chiedere all’Europa?
Anche qui le soluzioni hanno disatteso gli obiettivi iniziali. Si era detto più flessibilità, invece ci siamo adeguati allo strapotere della Germania che affama il resto d’Europa.
Che fare invece?
Inutile girarci intorno, è necessario
sforare il finto parametro del 3 per
cento. Lo hanno fatto già gli altri
(Francia in primis), bisogna quindi
andare per qualche anno al tre e
mezzo per finanziare piccole opere
pubbliche, il recupero di strade,
scuole, nuove piattaforme informatiche e la tutela del paesaggio. Sono
queste le priorità minimali irrinunciabili per rimettere un po’ in moto
l’economia.
A ciò dovevano servire gli 80 euro.
Gli 80 euro sono andati a chi ha già
qualcosa, e per la paura che c’è in giro non sono stati spesi, non hanno
rimesso un moto un ben niente.
Mentre ci sono sempre più famiglie
sotto la soglia di povertà, senza lavoro, e per loro non c’è niente.
Poi, diceva, la riforma del fisco.
In Italia bisogna essere matti oggi
per mettere in piedi un’impresa,
purtroppo non è diverso per mettere su una famiglia. La semplificazione è l’unica strada per alleggerire la onerosa macchina dello Stato
e restituire risorse e libertà ai cittadini.
Altri indicano obiettivi simili. Lei
aveva guardato anche all’iniziativa di Passera. Un nuovo partito non
rischia di aumentare la frammentazione?
Ci guarderemo intorno, non vogliamo fare da soli. Abbiamo messo al
centro i principi fondanti di una
nuova politica che non vediamo attualmente rappresentati. Se troveremo la possibilità di incontrarci
con altri ne saremo lieti, ma senza
recedere dai principi che ci siamo
dati.
Sarete presenti alle elezioni?
Per cambiare le cose bisogna sporcarsi le mani. Se il progetto andrà
vanti e si strutturerà sul territorio
saremo presenti di certo alle prossime politiche. Ma potremmo già
valutare la presenza alle Regionali e
alle amministrative.
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A T T U A L I T À 13

Sabato
11 Ottobre 2014

India.
I due giovani
avevano già un figlio
e hanno deciso
di accettare unicamente
il neonato
di sesso diverso
Il fatto sarebbe
avvenuto nel 2012

Utero in affitto, gemellino rifiutato da coppia australiana

LORENZO SCHOEPFLIN
a notizia è emersa in questi giorni, ma riguarda un fatto avvenuto nel 2012. Una coppia australiana ha abbandonato uno dei due
gemelli avuto attraverso utero in affitto, lasciandolo in India dove era nato. Alla base della decisione
dei genitori committenti ci sarebbe la scelta del
sesso: i due avevano già un figlio ed hanno optato
per accettare unicamente il gemello del sesso diverso. Non si sa se ad essere abbandonato sia stato il maschio o la femmina, ma le autorità confer-

L

mano questa versione dei fatti. Sono molte le testate che riportano le parole di Diana Bryant, giudice capo della Corte australiana che si occupa di
questioni di diritto familiare. Secondo quanto riferito dalla Bryant, il personale del consolato australiano a Nuova Delhi, venuto a conoscenza dei
fatti, provò a convincere i due genitori a portare
con loro entrambi i gemelli, ritardando nel frattempo il rilascio dei permessi per tornare in patria.
Ma, sempre stando a quanto affermato dal giudice Bryant, dall’Australia arrivarono pressioni affinché si accelerasse il rimpatrio. Le autorità con-

solari riferirono anche di aver assistito ad un passaggio di denaro nell’ambito dell’affidamento del
gemello abbandonato ad un’altra famiglia. Se ciò
fosse accertato, ha detto senza mezzi termini Diana Bryant, si tratterebbe di «traffico di bambini».
Ulteriori indagini – riporta il quotidiano inglese
Guardian – avrebbero evidenziato che non ci sarebbe stata tale compravendita, ma che i due cittadini australiani avrebbero lasciato il bambino ad
amici indiani. I diplomatici australiani hanno comunque manifestato il loro disappunto ed una forte preoccupazione per un bimbo che rischia di tro-

varsi senza una padre e una madre ufficialmente
registrati all’anagrafe e privo di cittadinanza indiana o australiana.
Proprio pochi giorni fa, fu il Commissario australiano per l’infanzia, Megan Mitchell, a mettere in
guardia circa le possibili conseguenze della maternità surrogata. In un contributo sul tabloid Newcastle Herald, la Mitchell parlò esplicitamente del
rischio di traffico di esseri umani, riferendosi al fatto che i pedofili potrebbero usare l’utero in affitto
per procurarsi bambini.
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Altri no alla trascrizione
dei «matrimoni» gay
La diocesi di Milano: si tuteli la natura
della famiglia. Renzi: legge sulle unioni
PINO CIOCIOLA
ROMA
a diocesi milanese scende in campo, dopo
la trascrizione dei sette matrimoni omosessuali celebrati all’estero fatta dal sindaco
ambrosiano Giuliano Pisapia, per ricordare anzitutto che le leggi vanno rispettate. Poco prima il
Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, aveva
chiesto al Comune gli atti di quelle trascrizioni. Ed
anche Renzi aveva lasciato intuire la stessa preoccupazione, assicurando che la legge sulle unioni gay
«si farà» (sebbene non tutti nel governo e nella maggioranza si dicano d’accordo).
«È auspicabile che si possa ottenere presto una legislazione adeguata in materia di famiglia che sappia tutelare i diritti di tutti» e però occorre «rispettare la natura delle cose», si legge in un comunicato del "Servizio per la famiglia" della diocesi milanese. Visto che «anche nel Comune di Milano è stata autorizzata la trascrizione di unioni sancite al-

L

Il dibattito

PALAZZO MARINO. Comune di Milano al centro delle polemiche per il caso delle unioni omosessuali

sa, il cibo, le cure, l’educaziol’estero tra persone dello
ne. Impegno e tutela dovuti
stesso sesso, in contrasto
in modo particolare alle facon la normativa vigente in
che generano figli e gaItalia» e «generando un conLupi frena su un intervento miglia
rantiscono il futuro alla noflitto istituzionale tra orgalegislativo
stra società».
nismi con competenze diSul fronte politico, il dibattiverse». Così – scrive ancora
Il prefetto chiede
to torna a riguardare il Parlala diocesi – «ai termini "fala documentazione a
mento (e il governo) col premiglia" e "matrimonio" la
definizione della realtà delPisapia per fare chiarezza mier Matteo Renzi che assicura: «Sulle unioni gay farel’unione stabile di un uomo
mo una legge e non è una
e una donna aperta alla vibattuta, ma la verità». Il mita; per altri tipi di unione alnistro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, la vede
tri nomi». Guardando alla realtà ambrosiana, «ridiversamente: «Prima di una nuova legge bisogna
salta come in questo tempo di crisi si aggravi semche i sindaci rispettino quelle già esistenti». Intanpre più la situazione economica delle famiglie,
to il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, torna
spesso in difficoltà nel far fronte anche ai beni essulla sua circolare ai Prefetti: «Non c’è nessuna isenziali», quindi «è quanto mai necessario fare in
deologia, voglio fare applicare la legge che non conmodo che non si ponga in secondo piano l’attensente unioni tra persone dello stesso sesso. I sinzione e l’impegno verso la tutela di tutti i diritti, afdaci agiscono come ufficiali di governo, se fanno
finché a genitori, figli e nonni non manchino la ca-

Il sindaco Pd: registri inutili
No alle forzature dal basso
Del Bono (Brescia): ora si muova il Parlamento
A tutti è chiesto il rispetto della legge. Anche a noi
DIEGO MOTTA

I registri delle unioni mi sembrano
tanto clamorosi quanto inutili. Per
intenderci, tantissime persone che
convivono non intendono miniItalia non può diventare un
mamente iscriversi ai registri. CaPaese a geografia variabile
pisco la battaglia politica, che può
sui temi eticamente sensiessere utile per arrivare a una nuobili. È quanto sostiene Emilio Del
va disciplina sull’argomento ma,
Bono, sindaco di Brescia ed esporipeto, non condivido le forzature
nente del Partito democratico, rifatte. La nostra legislazione ci perspetto al dibattito in corso sulle umette di fotografare le convivenze
nioni omosessuali, che hanno
senza bisogno di enfasi.
scatenato un duello a distanza tra
Cosa si aspetta dal governo?
il ministero dell’Interno e alcuni
Mi sembra che, in questa fase, tocprimi cittadini. Una posizione,
chi semmai al Parlamento un’equella di Del Bono, da «sostenitoventuale decisione, da prendere
re convinto della linea del govercon legge ordinaria. Il Paese è mano. La linea di Renzi mi sembra
turo per una decisione di questo ticondivisibile e i modelli in matepo, ma le accelerazioni dal basso
ria non mancano, a partire dalla
non servono: non si può eludere la
Germania».
Costituzione, che definisce prima
Più duro il giudizio sull’operato di PRIMO CITTADINO. Emilio Del Bono
di tutto la famiglia come società
altri primi cittadini. «Mi pare che ci
naturale fondata sul matrimonio.
si trovi davanti a una sorta di "arComplessivamente, come sindaco
lecchino", fatto di decisioni munie come sostenitore di questo esecipali che rischiano di aggiungere
cutivo, mi sento invece di mettere
ulteriore caos istituzionale a una
in guardia Palazzo Chigi da evensituazione di per sé già non facile
«La
prima
sfida
da
affrontare
tuali nuovi tagli diretti ai territori.
per chi è chiamato al governo del
è il rilancio della natalità:
Qual è la priorità, a vostro paterritorio» osserva Del Bono.
rere?
Piero Fassino, a nome dell’Anil
nostro
è
un
Paese
I Comuni rappresentano il 7% delci, ha chiesto un chiarimento al
che sta invecchiando e sta
la spesa pubblica, dopo aver congoverno, facendo intendere che
tributo alla sua riduzione per il
occorre una legge nazionale sul
facendo sempre meno figli»
30%. È evidente che adesso la cutema delle convivenze. Che ne
ra dimagrante deve riguardare alpensa?
tri settori dello Stato, perché non
Penso innanzitutto che non siano
si può pensare di ridurre ulteriormente servizi sociali escondivisibili le forzature operate da alcuni colleghi di
senziali. Detto questo, la prima sfida da affrontare è il
fronte all’attuale quadro normativo. Ognuno partecipa
rilancio della natalità: il nostro è un Paese che sta inal dibattito politico come meglio ritiene, ma quando si
vecchiando e sta facendo sempre meno figli, ma una
ha un ruolo istituzionale come nel caso di noi sindaci,
società senza bambini è una società senza futuro.
è chiesto il rispetto della legge e dell’ordinamento giuNel suo programma elettorale, lei parlava anche di inridico anche quando non si è d’accordo. Il quadro norcentivi alla genitorialità. A che punto siamo?
mativo, in questo momento, non può che essere nazioÈ una sfida che voglio vincere, anche se le poche risornale e guardo in modo negativo a tante forzature che si
se pubbliche a disposizione rappresentano un ostacosono verificate in questi giorni.
lo gigantesco da superare.
Cosa pensa dello strumento dei registri comunali in
materia di coppie omosessuali?
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MILANO

L’

L’intervista

cose contro la legge, ho chiesto ai Prefetti di annullarle».
La precisazione era arrivata di buon mattino da
Nitto Francesco Palma, FI, presidente della Commissione Giustizia del Senato. Seccato, perché se
«nel dibattito sulle cosiddette unioni civili» si chiede «un sollecito intervento del legislatore», precisa che «i disegni di legge in tema di unioni civili sono stati oggetto di approfondita discussione in
Commissione Giustizia del Senato, tanto da avere
redatto il testo unificato da parte della relatrice Cirinnà», non votato «su richiesta del governo» preannunciando un suo disegno di legge. Non essendo
mai arrivato, «la Commissione», esaurita la trattazione dei decreti legge attualmente in esame, «voterà quel testo». Senza dimenticare però che «il legislatore non potrà prescindere dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale e della Corte di
Cassazione, secondo cui la famiglia, di cui all’articolo 29 Costituzione, è solo quella costituita da un
uomo e una donna» e che «l’eventuale disciplina

delle coppie di persone dello stesso sesso non può
avere contenuti identici a quelli del matrimonio».
Il capogruppo Ncd a Palazzo Madama, Maurizio
Sacconi, invita a trovare «soluzioni pragmatiche e
non divisive della nazione», cosa possibile «se vengono rimosse le istanze ideologiche ispirate a teorie che potremmo definire post-umane». Le convivenze, dunque, si possono regolare «senza per
questo generalizzare il matrimonio e il concetto di
famiglia». Sempre dal Ncd Carlo Giovanardi concorda «pienamente col presidente Nitto Palma»
sulla distinzione di termini. E anche Mara Carfagna (Fi), dopo le polemiche, "benedice" i colleghi
Ncd: «Ben venga la loro collaborazione». Diverso
l’accento di Alessandro Pagano, Ncd: al nostro Paese adesso «occorre saggezza e pragmatismo». E
Renzi scelga di «accelerare con le sterzate necessarie sul mercato del lavoro e sul taglio delle tasse
per famiglie e imprese» invece di cedere a chi vuole alzare nuove barricate ideologiche».
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Sabato
11 Ottobre 2014

SALONE DI PARIGI
Pagine a cura di Alberto Caprotti

A Parigi vince l’Italia che sa guidare
Il Salone

La nuova Fiat 500X
che arriverà sul mercato
italiano a gennaio 2015
I prezzi (ancora non ufficiali)
dovrebbero partire
da 18.500 euro circa

La nuova Fiat 500X protagonista
assoluta della rassegna francese
dove l’automobile torna a respirare
un po’ di fiducia mentre
il mercato (ma solo
da noi) resta
condizionato
dalla crisi e dai
paradossi

DI ALBERTO CAPROTTI
INVIATO A PARIGI

on è facile che una nuova automobile tolga i
veli provocando un applauso spontaneo. Specie se
si è a Parigi, e soprattutto se l’auto non è francese. Invece non solo è successo. E per di più con un’auto di casa nostra, con nuove derive americane, ma costruita a Melfi, profondo Sud. E allora, diciamolo, per una volta, si può essere orgogliosi di essere italiani.
Ma il consenso unanime che la nuova Fiat 500X ha sollevato al Salone di Parigi rubando la scena ad altri attesi debutti, va oltre la soddisfazione per un modello che
pare ben riuscito e che attende ora il giudizio del mercato. Perchè, sia chiaro, non è un assoluto capolavoro
nè di originalità nè di contenuti l’ultima nata della famiglia 500, la prima crossover in un segmento dal quale Fiat mancava del tutto, la prima anche con trazione
integrale, la prima vera auto globale del Lingotto (per il

N

progetto congiunto con Jeep) e che sarà venduta in oltre 100 Paesi, inclusi gli Stati Uniti. Sembra invece “solo” una vettura ben riuscita, adulta, moderna, ricca di
personalità, semplice e funzionale. Che conferma che
le cose l’Italia che lavora e produce sa ancora farle bene. Specie se si concentra su ciò che da sempre l’ha fatta eccellere, senza sconfinare, senza esagerare. In ritardo rispetto alla concorrenza magari – e Fiat in questo è
maestra – ma in tempo per recuperare il tempo perduto con un prodotto maturo, interessante, trasversale.
Quello insomma che si chiede oggi ad un’automobile,
in assoluto e soprattutto in Italia, palcoscenico surreale dove il mercato è tornato indietro di 35 anni, con un

calo delle immatricolazioni del 47,7% rispetto ai livelli
ante crisi. Solo noi o quasi, però. Perchè in tutto il resto
del mondo invece, il mercato automobilistico continua
a crescere, e nel 2014 le vendite mondiali supereranno
quelle del 2013.
Di contro, alla soddisfazione fuoriluogo degli ambientalisti più integrali che ritengono un grande traguardo
di civiltà la diminuzione delle vendite delle quattro ruote, l’82,7% degli italiani l’hanno scorso ha scelto l’auto
privata come primo mezzo di mobilità (era meno,
l’81,4% nel 2008). Quindi, in soldoni, i dati indicano che
la crisi non ha fatto diminuire l’uso delle auto, ma ha solo portato ad un aumento dell’età media delle vetture

circolanti, cresciuta del 30%
dal 2007 al 2013
(ora è di 9 anni
e 9 mesi), e quindi
della loro pericolosità e del loro potenziale grado di inquinamento.
Non è a Parigi dunque – dove fino al 19 ottobre va in scena un Salone finalmente tornato ai fasti passati e dove
si respira un’aria se non di ottimismo, almeno di rinnovata fiducia – che la nostra automobile deve cercare
le risposte a certe contraddizioni. Quelle dovrebbero
fornirle le istituzioni, magari riflettendo che, anche senza eccedere nel nazionalismo di un entusiasta presidende Francoise Hollande che si aggirava tra gli stand
dei marchi francesi promettendo appoggi a pioggia all’industria di casa sua, un po’ di attenzione finalmente
non guasterebbe. C’è l’Italia che lavora e che produce
da difendere, l’Italia che fa e che stavolta fa anche bene. Tra gli applausi di chi, purtroppo solo a Parigi, l’ha
capito.
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La tendenza
A 30 anni dal lancio
del modello che
inventò un genere,
Renault presenta
la nuova Espace
Ma arricchiscono
il segmento anche la
nuova Ford S-Max
e la Bmw Serie 2
Active Tourer, prima
trazione anteriore
del marchio tedesco

12,9%

La seconda generazione della Ford S-Max debutta al Salone

la quota di monovolume vendute in
Italia rispetto al totale del mercato
nei primi sei mesi del 2014. Fiat
500L guida la classifica di quelle di
taglia piccola, Ford C-Max e
Ford S-Max tra le medie
e le grandi

DI FERDINANDO SARNO

automobile cresce, cambia, si elettrifica, si connette, immagina già
di guidarsi da sola. Poi però, quando realismo e senso del presente diventano
predominanti, ecco che cerca risposte e
conforto nel passato. Inevitabile pensarlo
di fronte ad una delle tendenze più marcate espresse dal Salone di Parigi: le grandi
monovolume sono tornate.
Un esempio per tutti è l’anteprima mondiale
della nuova Renault Espace. Auto che il segmento delle monovolume l’ha inventato
contaminando poi anche quelli inferiori con
il gran successo della Scenic. Sono passati
trent’anni dal lancio della prima versione
ma l’obiettivo è sempre lo stesso: rivoluzionare il panorama automobilistico.
La nuova Espace in realtà si discosta parecchio dallo stile classico del monovolume

L’

La nuova Renault Espace, a Parigi in anteprima mondiale

Bentornata monovolume
La famiglia sale e ringrazia
per adottare quello dinamico e filante di una grande crossover, ma a distanza di generazioni ed epoche, si presenta ancora oggi come il simbolo del rinnovamento stilistico e tecnologico di Renault. Dove eleganza e robustezza si coniugano alla modularità tipica di un’auto familiare che non
rinuncia ad un piacere di guida portato ai
massimi livelli.
Ma i patiti della classica auto da famiglia,
“stradista” per eccellenza, tutto spazio e guida alta, troveranno molto interessante anche
la seconda generazione della Ford S-Max,
altra novità di Parigi. Vista dal vivo al Salone
spicca ancora per l’avantreno massiccio e
muscoloso ma si distingue per l’inedito frontale che la integra nell’ormai noto family feeling di Ford. Le linee delle fiancate ne slanciano le dimensioni importanti. Quello che
però colpisce di più è la qualità percepita
(migliorata) unita alla dotazione tecnologi-

ca più ricca di prima. Del resto la S-Max vuole rimanere un punto di riferimento per le
monovolume. Un altro aspetto che salta subito agli occhi sono i rivestimenti degli interni, che sono stati sottoposti ad una particolare serie di test di resistenza. Essendo la
S-Max una vettura studiata appositamente
per la famiglia è utile l’idea di utilizzare tessuti lavabili a prova di bambino. Sotto il cofano c’è un TDCi 2.0 declinato in tre varianti di potenza: 120 cavalli (con cambio manuale a 6 marce), 150 o 180 cavalli (con cambio sia manuale che automatico Powershift
a doppia frizione). Sul fronte benzina ricordiamo che ci sono il nuovo EcoBoost 1.5 da
160 cavalli con cambio manuale e l’EcoBoost
2.0 da 240 cavalli, con cambio automatico.
Ma che questo segmento di mercato faccia
a gola a tutti, lo dimostra la scelta di Bmw che
in un colpo solo con la nuova Serie 2 Active
Tourer rinuncia ai suoi integralismi lan-

82,7%
la percentuale degli spostamenti
effettuati in automobile in Italia
nel 2013 nonostante la crisi e il
calo di oltre il 20% dei consumi di
carburanti per autotrazione
(dati Centro Studi
Promotor)

ciandosi nelle monovolume addirittura con
la prima vettura a trazione anteriore della
sua storia. Chiaro l’obiettivo di conquistare

-23%
l’entità della diminuzione di
immatricolazione auto in Europa dal
2007 ad oggi. Nei primi otto mesi
del 2014 il mercato è cresciuto del
5,8% ma Italia, Francia e
Germania restano in forte
sofferenza

nuovi clienti: la Serie 2 Active Tourer richiama nelle forme (specie nel posteriore) la
Mercedes Classe B – che proprio a Parigi si
ripresenta in versione rinnovata – e pur introducendo concetti nuovi per la casa bavarese, coma la guida rialzata, non rinuncia
ad offrire una guida dimnamica e precisa
come da tradizione. Sotto al cofano non solo la nuova architettura a trazione anteriore
con motore trasversale (parzialmente condivisa con l’ultima generazione Mini) ma
anche una nuova famiglia di motori modulari a 3 e 4 cilindri, benzina e diesel. Altra novità il posizionamento prezzi. Porta d’ingresso al mondo Bmw, Serie 2 Active Tourer
è infatti proposta con un listino che parte da
27.950 euro ma prevede anche una versione d’ingresso (la 218i) da 26.950 euro. Il debutto nelle concessionarie è previsto per il
prossimo 27 settembre.
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17

Sabato
11 Ottobre 2014

Protagoniste

LA NOVITÀ

Concept car e tanti
modelli già su strada:
Citroën, con una
visione dell’auto
moderna e ottimista,
e Peugeot con la sua
gamma rinnovata
completamente in
due anni e mezzo,
stupiscono il Salone

La Peugeot Exalt, vettura che
prefigura l’evoluzione della classica
berlina a tre volumi (foto Reuter)
Sotto, l’avveniristica
Citroën DS Divine

Le francesi accelerano
Il futuro è già adesso

La constatazione
amichevole? Presto si
farà con lo smartphone
Tra le tante cose che si
possono fare con uno
smartphone, presto ci sarà
anche la “constatazione
amichevole” dopo un
incidente automobilistico,
grazie alla App E-Statement
che a inizio 2015 sarà
disponibile in Italia.
Sviluppata dal Gruppo
Euresa - che riunisce 14
compagnie assicurative
internazionali - è
attualmente in fase di test
per i principali sistemi
operativi mobili e sarà un
prezioso strumento per
compilare in meno di 6
minuti la constatazione
amichevole. A incidente
avvenuto, E-Statement geolocalizza il luogo dell’impatto
e permette di disegnare lo
schema che descrive le auto
coinvolte e la dinamica; è
anche possibile caricare delle
foto in tempo reale e, una
volta inseriti tutti i dati, l’app
genera in automatico la
constatazione amichevole,
pronta per essere inviata via
mail alle compagnie
assicurative. Gli automobilisti
negli ultimi mesi hanno
assistito a una proliferazione
di software utilissimi che
ricordano, per esempio,
quando sta per scadere la
patente e quanti punti
rimangono, oppure quando
bisogna fare la revisione o
pagare il bollo. Diversi
comuni inoltre permettono
di pagare direttamente dallo
smartphone il parcheggio
sulle strisce blu.

DI ALBERTO CAPROTTI INVIATO A PARIGI

DI CORRADO CANALI

e forme, certo. ma anche la sostanza. Fedele al proprio
Dna, Citroën si presenta in forza al Salone dell’auto
di Parigi per confermarsi come marca attenta a bisogni individuali, con la creatività e la tecnologia al servizio
del benessere.
È questo il “manifesto” di un costruttore in piena espansione, che ha recentemente deciso di promuovere DS, il
suo brand più esclusivo, a marchio nel marchio. Una distinzione per segnare ancora di più la volontà di sviluppare autonomamente l’anima “premium” di Citroën per erodere mercato alla concorrenza tedesca. Inevitabile dunque
far scintillare davanti agli occhi del pubblico di Parigi un
modello di grande impatto scenico come la Divine DS, in
assoluto una delle concept più affascinanti e spettacolari
viste al Salone. Si tratta di un prototipo che non preannuncia alcun modello di serie. Tuttavia la Divine Concept
preannuncia la visione futura del marchio DS, una visione autonoma ed indipendente: apertura a forbice delle
portiere, design futuristico, assenza di lunotto posteriore
e tetto a pelle di serpente.
Il nuovo posizionamento di Citroën dunque continua attraverso una costante implementazione, che spazia dal
prodotto al rapporto con il cliente, passando per la tec-

L

egli ultimi due anni e mezzo ha rinnovato tutte le
sue vetture: dalla 208 alla 308 SW, dalla 108 alla
2008: ora chiude con il cerchio con il restyling della 508, presentando la gamma più giovane della sua storia e dell’intero panorama automobilistico mondiale. Ha
fatto le cose, davvero, in grande Peugeot al Salone di Parigi. D’accordo, gioca in casa, ma il marchio del Leone ha
fatto di tutto per rendere omaggio alla propria nazionalità esponendo tante novità che confermano il suo ritrovato dinamismo.
Punto di partenza i prototipi, una visione sul futuro. La 208
Hybrid Air 2L, con i suoi 860 kg, mette in mostra come la
tecnologia ad aria compressa brevettata dal Gruppo PSA
potrà permettere a Peugeot nei prossimi anni di ottenere
risultati di rilievo sulle piccole. La Quartz, invece, è un crossover dalle linee sportive e un po’ estreme, con soluzioni stilistiche inedite che sulla nuova piattaforma modulare del
Gruppo supportano un motore ibrido plug-in con un’unità
termica, il 1600 cc THP da 270 CV e due motori elettrici da
115 CV. In totale fanno addirittura 500 CV. «È il Suv compatto
del futuro per il marchio: ha uno stile intrigante e soluzioni raffinate ed ecologiche», spiega Eugenio Franzetti, responsabile della comunicazione di Peugeot in Italia.

CITROËN

PEUGEOT

N

Creatività e tecnologia al
servizio del benessere di chi
guida: è il nuovo manifesto
del marchio che mantiene
alta la sua vocazione
generalista con la C4 Cactus
ma investe decisamente
sull’esclusività della linea DS

Lo sviluppo della tecnologia
ibrida ad aria compressa, una
GT per la 308, il restyling
della 508, il salto in avanti
con la Exalt, avveniristica
berlina dagli interni in carta
riciclata: il marchio del Leone
non è mai stato così giovane

nologia. Quello che è stato adottato dal costruttore francese è un nuovo approccio all’auto, più globale e fluido, più conviviale e leggero. E gli ultimi prodotti della Casa del Double
Chevron sono la dimostrazione di questa visione dell’auto decisamente moderna e ottimista.
Tra le auto esposte a Parigi, la C4 Cactus - altro modello manifesto del nuovo posizionamento, questa
volta nella fascia “generalista” - è la dimostrazione di tale strategia. Vera e innovativa alternativa alle berline compatte del segmento C, segna un nuovo corso nell’auto. Va in
questa direzione anche la nuova Citroën C1, lanciata da poche settimane. Pratica e confortevole, fa della città il suo ambiente naturale, con una nota in più di confort rappresentata dal tetto Airscape. Nella fascia superiore, C4 Picasso e
Grand C4 Picasso sono invece la dimostrazione concreta
della ricerca del “feel good” di Citrëon e lo dimostra il fatto
di essere diventate in pochi mesi leader del segmento dei monovolume in Europa, con oltre 142.000 veicoli ordinati dal
lancio.
Nel futuro della Casa del Double Chevron ci sono però anche soluzioni fortemente innovative, destinate a favorire una guida più rilassata, a ridurre i consumi, i costi di utilizzo
e l’impatto ambientale. È quanto propone il concept C4 Cactus AirFlow 2l, vero laboratorio su ruote che dimostra come
dall’unione di design, aerodinamica, alleggerimento e innovazione nella catena di trazione sia potenzialmente possibile proporre una vettura producibile in grande serie e che
sia capace di consumare meno di 2 litri ogni 100 km massimizzando anche la riduzione delle emissioni.
Una filosofia, quella che allarga a tutte le componenti dell’auto l’impegno per limitare l’impatto ambientale, che è
destinata a caratterizzare tutti i prodotti della gamma Citroën. Lo dimostra la presenza nello stand al Mondial de
l’Automobile delle nuove famiglie di motori benzina PureTech e diesel Blue HDi, compatibili con le norme Euro 6 e
in fase d’introduzione in tutta la gamma per incrementare
ancora le prestazioni e ridurre i consumi.
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CURIOSITÀ AL SALONE

C1 Urban Rider
Il pubblico decide
se produrla o no
Si chiama Citroen
Urban Rider ed è la
versione Suv della
nuova C1 con un’altezza
da terra maggiorata,
carreggiate allargate e
carenature sui paraurti.
Se il marchio francese
dovrà produrla o meno
però lo deciderà il
pubblico del Salone di
Parigi, invitato a votare
attraverso un terminale
posto nello stand
accanto al prototipo.

Di sicuro impatto scenografico la Exalt, una vettura
che prefigura l’evoluzione della classica berlina a tre
volumi e le future linee del design della Casa del Leone. «Fra le innovazioni che si trovano nell’Exalt – spiega Gilles Vidal, direttore dello Stile Peugeot – c’è l’impiego di particolari materiali per alcuni componenti dell’abitacolo attraverso una tecnica che definiamo “upcycling”. Apparentemente alcuni elementi della plancia e del
tunnel centrale sembrano di legno o di marmo, in realtà si
tratta di carta. È un materiale ottenuto riciclando e pressando vecchi quotidiani fino a ottenere dei grossi blocchi
che poi sagomiamo nelle forme più varie».
E veniamo alle vetture stradali. La 208, passando per la 308,
fino all’ammiraglia 508 recentemente rinnovata. La famiglia 208 rende omaggio alla mitica progenitrice, la 205 GTI
con la serie speciale la 30th Edition, aggressiva nell’aspetto, ma anche molto veloce grazie al 1600 cc THP a benzina
da 208 CV. «È il risultato di una cura meticolosa di Peugeot
Sport che ne ha esaltato le qualità sportive. Ma non è una
show car: arriverà a novembre al prezzo di 26.000 euro»,
conferma Franzetti.
La 308, invece, vede aggiungersi agli allestimenti la versione GT. «Un allargamento di gamma logico, che aggiunge
qualcosa di più ad un modello di gran successo». Una variante aggressiva, ma non troppo, anzi persino discreta nelle colorazioni scure che quando arriverà sul mercato verrà
equipaggiata coi motori più potenti a disposizione del marchio: il 1600 cc THP 205 CV a benzina e il 2000 cc BlueHDI
da 180 CV a gasolio.
Completa la presenza al Salone la ristilizzata 508: il nuovo
frontale con i gruppi ottici a led ha visivamente ringiovanito la vettura che in Italia sarà disponibile soltanto in versione
station wagon. E l’abitacolo guadagna una diversa console centrale e un sistema d’infotainment di nuova generazione. In aggiunta, i motori della 508 sono tutti aggiornati
per rispettare la normativa Euro 6. Al vertice dell’offerta 508,
si conferma la RXH, cioè la versione ibrida (diesel+elettrico, un’invenzione di Peugeot) a trazione integrale.
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19

Sabato
11 Ottobre 2014

L’incubo del 2020: i costruttori chiedono pietà alla Ue
«Ridurre le emissioni costa 2.000 euro in più a vettura»
al Salone dell’auto di Parigi i costruttori europei
D
lanciano a Bruxelles l’allarme sulle prospettive che
creerà l’abbassamento dei target di emissioni ai 95 grammi
di Co2 entro il 2020 deciso dal Parlamento Europeo.
«Auspichiamo la creazione di una normativa sull’ambiente
più equilibrata in Europa, che permetta alle imprese di
continuare a innovare con costi minori», ha detto nella
riunione dell’Acea (l’associazione dei costruttori europei
dell’auto) che si è tenuta a margine del Salone il
presidente di turno, nonchè patron dell’Alleanza RenaultNissan Carlos Ghon. E l’amministratore delegato di Fiat
Chrysler Sergio Marchionne che ha partecipato
all’incontro ha precisato che «se si abbassa la soglia cambia
la natura industriale, i prezzi salirebbero e venderemmo
meno auto. Con la nuova soglia fissata per il 2020 - ha
aggiunto Marchionne - si parla di 1.800-2.000 euro di costi
in più a vettura». «Bisogna consentire alle imprese di
mantenere e rafforzare la leadership tecnologica e il ruolo
di traino a livello di normativa che la nostra industria ha
svolto tradizionalmente in Europa», ha detto Ghosn

ricordando che l’industria europea dell’auto dà «occupa
12,7 milioni di persone, investe in ricerca e sviluppo 32,3
miliardi di euro all’anno ed ha un fatturato di 843,4
miliardi, pari al 6,6% del Pil europeo». «Imporre regole
ancora più stringenti prima che si crei un mercato per le
auto elettriche e ibride plug-in», ha aggiunto Martin
Winterkorn, numero uno del gruppo Volkswagen, primo
costruttore in Europa (e nei primi 6 mesi dell’anno anche
mondiale), potrebbe essere «fatale» per l’industria
dell’auto europea e per la sua competitività nello scenario
mondiale.Winterkon ha ricordato che il gruppo
Volkswagen investe da solo oltre 10 miliardi di euro
all’anno in ricerca e sviluppo. «In concreto - ha precisato ogni singolo grammo di CO2 che noi tagliamo nella nostra
flotta europea ci costa quasi 100 milioni di euro, che noi
investiamo senza sapere se il nostro investimento verrà
ripagato. Penso quindi che sia compito del business e della
politica fare di tutto per confermare i target già decisi e
rendere le auto elettriche e ibride plug-in un successo in
larga scala». (Ferdinando Sarno)

L’intervista
Ogni anno 1,3 milioni di morti sulle
strade. L’appello del presidente Fia,
Todt: «Si investono somme ingenti
contro malattie come Aids e Ebola
che causano molte meno vittime
Preziosa la tecnologia della Formula 1»
DI PAOLO CICCARONE

un pallino che ha in testa da
anni Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, a proposito della relazione fra le corse e la strada, soprattutto in materia di sicurezza. Si
batte da anni per trasferire poi su
strada quello che si è imparato, eppure, come dimostra l’incidente di
Jules Bianchi domenica scorsa nel
GP del Giappone, per quanto si faccia, non basta mai. Il concetto base
è uno solo: se in pista si va forte e si
rispettano le regole, non si capisce
perché su strada, dove si va meno
forte, non si possa fare lo stesso e salvare delle vite.
Ogni anni nel mondo 1,3 milioni di
persone muoiono e 50 milioni restano ferite in seguito ad incidenti
stradali. Cosa si può fare per frenare questa strage?
«Fondamentale è coinvolgere i grandi organismi internazionali. L’Onu
ad esempio investe somme ingenti
per combattere malattie come Aids,
Ebola o altre che causano molte meno vittime, mentre non fanno nulla
per questa emergenza».
Il comportamento corretto di chi
guida però rimane fondamentale...
«Certo. Quando si parla di vittime
della strada, invece, dipende solo da
noi e dal comportamento che manteniamo, della mancanza di rispetto verso pedoni e ciclisti e delle regole elementari. In Italia, abbiamo
3600 morti l’anno, molti meno rispetto al passato ma sempre troppi.
E lo dobbiamo principalmente alla
mancanza di rispetto delle norme
basilari. Su questo possiamo intervenire e se un pilota, una competizione, sono un esempio, devono esserlo positivo per far capire, specie
ai giovani, che la pista è una palestra
di vita, dove anche andando veloci
tutti devono rispettare le regole».
A Monza, nei giorni del Gran Premio, lei ha parlato anche di un altro aspetto che miete tante vittime,

È

Jean Todt, presidente Fia

il “colpo di sonno”...
«Sì, oltre il 20% dei morti sono dovuti
a questa patologia di cui molti soffrono ma non ne sono consapevoli.
Riferendosi all’Italia si tratta di 800
vittime dovuti a questa patologia che
colpisce all’improvviso e non lascia
scampo. Dobbiamo lavorare per limitare le vittime e conoscere anche
questo fenomeno».
Quando si parla di circuiti si parla
anche di infrastrutture, negli ultimi
anni sono migliorati e cambiati, invece le nostre strade non sempre sono a questo livello…
«In Formula 1 quello di Bianchi è il

LA NOVITÀ
Ford lancia le cinture
con air-bag integrato
A Bimbinfiera, la kermesse
dedicata al mondo delle
famiglie e dei bambini svoltasi
a Novegro, Ford ha
presentato per la prima al
pubblico italiano le innovative
cinture di sicurezza con airbag integrato inventate per
incrementare la sicurezza dei
passeggeri che siedono sui
sedili posteriori dell’auto in
caso di impatto. Il sistema è
progettato per proteggere
testa, collo e busto,
specialmente nel caso di
passeggeri più vulnerabili,
come i bambini e le persone
anziane. Grazie all’air-bag, la
forza dell’urto viene
assorbita da un’area cinque
volte superiore rispetto a
quella di una cintura
tradizionale. Debutteranno a
bordo della nuova Ford
Mondeo, che sarà lanciata
all’inizio del 2015, e saranno
successivamente offerte a
bordo di altri modelli Ford.

Sicurezza al volante
«Va coinvolta l’Onu»

primo incidente grave da 20 anni a
questa parte. Il travaso alle auto stradali delle tecnologie che garantiscono l’incolumità dei piloti in F.1 è fondamentale. Per quanto riguarda le
strade invece, molto dipende dai governi e dai loro investimenti. In alcuni paesi la situazione è buona, in
altri meno. Diciamo che sotto questo aspetto si può fare molto, non
solo per la sicurezza ma anche per
le nuove forme di mobilità, penso a
quella elettrica, che necessita di apposite strutture».
Quest’anno in Formula 1 ci sono i
motori ibridi, con la stessa potenza
di quelli dell’anno scorso, ma con
consumi più bassi del 40 per cento…
«Avere la stessa potenza dei motori
e consumare il 40% meno
vuol dire che domani
possiamo trasferire
sulle strade questi
concetti. È una rivoluzione importante
per la diminuzione
dell’inquinamento,
delle cilindrate più
piccole dei motori e
per la durata
delle batterie.
Peccato che
questa rivoluzione, così importante per le
Case auto e per
la salute dei nostri figli, non sia
stata divulgata
in maniera corretta e come avrebbe dovuto essere,
invece si parla di “formula noia” e altro ancora, dimenticandosi
che abbiamo auto potenti, quasi più veloci
di quelle dell’anno
scorso, meno inquinanti e con meno
consumo».
E poi è partita la Formula E, la serie con

La tendenza
DI FERDINANDO SARNO

monoposto elettriche…
«È una nuova sfida. Importante per
tutti. A Pechino c’è stata la prima gara, vedremo come evolverà, ma anche in questo caso abbiamo il dovere morale di sostenere questa
nuova serie, che propone una mobilità che potrebbe
essere il futuro delle nostre città».
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Una Smart dopo il crash-test EuroN’Cap al quale viene sottoposta ogni vettura per valutarne la sicurezza

Ma dove vai se l’ibrido non ce l’hai?
Volkswagen, con la Passat GTE,
e Ford con la Mondeo si
adeguano. Ma anche i marchi
di lusso non possono più farne
a meno: così ora la Lamborghini
Asterion ha 910 CV ma emissioni
nocive uguali a quelle della Panda

missioni nocive di una Panda.
Nel “club del lusso green” svetta poi Porsche che presenta l’inedita Cayennne S EHybrid annuncia consumi medi di 3,4 litri/100 km (29,4 km/litro) ed emissioni di
CO2 non superiori a 79g/km. Ma la signora delle ibride è la Mercedes Classe S
Plug-in Hybrid che sposa un motore elettrico da 85 kW con un V6 biturbo benzina da 245 Cv, per un consumo medio di
2.8 litri per 100 km.
Tornando sulla terra, alle vetture cioè accessibili dai comuni mortali, non è un caso che Volkswagen e Ford abbiano inserito in gamma la doppia alimentazione anche sui loro modelli più popolari. Il costruttore tedesco a Parigi lancia così la Passat in versione GTE, con motore TFSI da
156 Cv, combinato con un elettrico da 115
Cv e 400 Nm di coppia per raggiungere 220
km/h di velocità. Dopo diversi stadi di svi-

lle prese con vincoli ambientali e
normative sempre più severe,
l’auto del futuro diventerà più
frugale e dotata di tecnologie ibride, mentre il diesel perderà la sua attrattiva. Prospettive ancora una volta rimandate invece per l’auto elettrica che, anche se sovvenzionata dal governo in alcuni Paesi e da
massicci investimenti di importanti produttori, sta ancora lottando per mantenere le sue promesse. Le cifre lo dicono con
chiarezza: su 1.000 modelli di vetture prodell’ibrido” che ha contagiato tutti i mardotti nel 2013, solo due erano elettrici e dichi (Fiat a parte) e invaso ormai anche il
segmento del lusso. Significativo che
venteranno 9 su mille nel 2020, mentre gli
marchi di assoluta elite come Lamboribridi dovrebbero raggiungere il 4,7% del
ghini presenti un “mostro ecologico” comercato mondiale in sei anni, contro il
me la Asterion LPI 910-4 che a fronte di
2,9% del 2013.
910 CV ottenuti con un 5.2 litri 10V e tre
La tendenza insomma è segnata. Anche
motori elettrici, promette le stesse ese il diesel in Europa rappresenta ancora
la scelta preferita dalla maggior
parte degli acquirenti che vogliono risparmiare sui consumi,
DA SAPERE
il mercato è sceso dell’8% dal
2012 e tutti gli esperti sono d’acIL BOOM DELLE IBRIDE PLUG-IN
cordo sul fatto che i costi della
Variante dell’ibrida pura (nella quale il motore elettrico si alimenta
motorizzazione aumenteranno
automaticamente attraverso l’impianto frenante a recupero d’energia o tramite il
con lo sviluppo delle nuove norgeneratore di bordo), l’auto ibrida elettrica plug-in (in sigla PHEV: plug-in hybrid
me Euro 6 rendendolo meno
electric vehicle) è un tipo di vettura le cui batterie possono essere caricate anche
conveniente.
senza l’ausilio del motore a combustione, utilizzando una fonte di energia elettrica
Normale che i costruttori si adeesterna collegata attraverso sistemi a cavo.
guino, così al Salone di Parigi va
in scena una specie di “festival

A

L’attacco della ricarica della Mercedes S500 Plug-in hybrid

Si chiama Fresh Breeze il prototipo di un’auto “volante” a emissioni zero testato nei giorni scorsi in Germania

luppo invece Ford introduce l’ultima generazione Mondeo che in versione ibrida
contiene le emissioni di CO2 in 99 g/km.
Variazione sul tema per il gruppo PSA Peugeot-Citroen, che ha optato per un sistema ibrido inedito: al posto di essere stoccata all’interno della batterie, pesanti e
complesse, l’energia risiede dentro un serbatoio d’aria ad alta pressione comandato da una valvola idraulica. Montato sulla
Peugeot 2008 e sulla Citroen C4 Cactus,
secondo la PSA questo propulsore permette di limitare i consumi a due litri ogni
cento chilometri. Ancor meglio (ma a livello per ora ci concept car) dice di aver fatto Renault, che ha annunciato di aver raggiunto la cifra simbolica di un litro ogni
100 km in una vettura di taglia simile a
quella della Clio. Il veicolo, l’Eolab, è un ibrido che ricorre a materiali alleggeriti e
un’aerodinamica studiata per ridurre i
consumi.
Protagonista per l’impegno speso nel progresso dei veicoli ibridi è il gruppo Toyota
che con Lexus a Parigi espone la NX, prima crossover compatta premium ibrida,
e il trasgressivo C-HR concept al cui design sarà ispirato il futuro linguaggio dello
stile Toyota. Ma il gigante giapponese va oltre con il grande successo della Yaris Ibrida e con la FCV, prima berlina di serie alimentata da fuel cell a idrogeno, dal prossimo anno disponibile anche in Italia.
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A T T U A L I T À 21

Sabato
11 Ottobre 2014

Caso Ruby.

Mora, niente appello. E il Pg: sconto di 4 anni

on è mai troppo tardi per pentirsi. Lele Mora si
affida a una memoria consegnata dal nuovo
difensore Gianluca Maris un attimo prima che
il pm cominci la requisitoria in appello. E Pietro de Petris, il più rigoroso e temuto fra i procuratori generali,
dà credito al suo "percorso critico". Perché Mora non
si è limitato alle parole, ha fatto il «gesto concreto di rinunciare ai motivi di appello». Ha accettato la colpa di
aver indotto tante ragazze alla prostituzione, inclusa la
minorenne Karima El Maroug, Ruby. Ha accettato la
condanna a sette anni comminati in primo grado con
il rischio concreto di vederli assommati ai quattro già

N

definitivi per la bancarotta della sua agenzia. Ma De Petris, concedendo questa forma inconsueta di patteggiamento chiede attenuanti generiche piene. Accorpa
alle induzioni alla prostituzione anche la bancarotta.
Perché al fallimento hanno concorso «le criticità» conseguenti all’esplodere dello scandalo, dato che se avesse potuto portare ancora ragazze all’«utilizzatore finale» avrebbe evitato il crack.
La somma finale è sette anni e tre mesi. Che l’avvocato spera gli evitino altra galera con l’affidamento ai servizi sociali. Anche l’impegno nella comunità Exodus di
don Mazzi, concessagli dopo la prima condanna, ha

contribuito a «restituirgli dignità» in un percorso scandito anche da dichiarazioni sulla «dismisura, l’abuso di
potere» che riempivano le serate di Arcore. Il procuratore non fa sconti a Berlusconi sulla prostituzione di
Ruby neppure dopo l’assoluzione in appello: «Aspettiamo le motivazioni, ma quel "non costituisce reato"
dice solo che non sapesse della minore età della ragazza». Lui, ma non Emilio Fede, l’altro procacciatore,
per cui chiede la conferma a sette anni. E cinque restano gli anni chiesti per Nicole Minetti.
Luigi Gambacorta
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Tangenti. Corruzione, assolto Formigoni

Il processo per concussione va a Bergamo
ssolto Roberto Formigoni dall’accusa
di corruzione per la vicenda relativa alla discarica di Cappella Cantone. A suo
carico resta l’accusa di concussione. Il giudice ha trasmesso gli atti a Bergamo per competenza territoriale. Lo ha deciso il gup di Milano Tutinelli dopo che i pm Filippini e D’Alessio avevano riqualificato il reato contestato all’ex governatore lombardo, attuale senatore di Ncd. Tra gli imputati anche l’ex assessore del Pirellone, Marcello Raimondi, e l’ex vicepresidente del consiglio regionale, Franco

A

Lamezia, bomba carta
contro prete antimafia

RAVENNA
In corsia 11 morti sospette
Arrestata un’infermiera
È stata arrestata Daniela Poggiali l’infermiera al centro di un’inchiesta per undici morti sospette nell’ospedale di Lugo (Ravenna). La donna, 42 anni, è finita sotto inchiesta l’8 aprile dopo la morte di una 78enne. Proprio a causa di questo decesso, è accusata di omicidio pluriaggravato. Gli
inquirenti hanno fatto accertamenti su 38 decessi, una decina
ritenuti particolarmente dubbi.
Per gli investigatori, la donna se
la sarebbe presa con i pazienti
particolarmente impegnativi da
assistere o con parenti pressanti; esclusa l’eutanasia per motivi
"umanitari".

Nel mirino don Giacomo Panizza
Attentato alla «sua» casa dei poveri
In trincea

ANDREA GUALTIERI
LAMEZIA TERME (CATANZARO)
on Giacomo è indignato: «Mi piacerebbe capire cosa passa nelle
teste di chi ha fatto questo». Non
riesce a spiegarsi perché sia stato fatto esplodere un ordigno davanti a una delle case che la comunità Progetto Sud di
Lamezia Terme concede a famiglie povere, sfrattati, immigrati. Il boato ha svegliato il quartiere alle 2.30, nel cuore
della notte tra giovedì e venerdì, ma i
danni sono stati lievi e non ci sono stati feriti. La polizia, però, è convinta che
si tratti di un messaggio intimidatorio.
«Se lo hanno fatto per colpire noi – aggiunge don Panizza – stanno davvero
esagerando».
Per lui le minacce non sono una novità:
la sua azione pastorale che guida giovani e famiglie sulla strada della legalità è
finita diverse volte nel mirino della ’ndrangheta. Altre bombe erano state fatte esplodere in passato davanti alla sua
abitazione e alla sede della comunità che
don Giacomo ha voluto collocare in un
fabbricato confiscato al potente clan dei
Torcasio. Stavolta, però, è diverso. «Quella casa non è un luogo simbolo – spiega
il sacerdote – non apparteneva alla ’ndrangheta, non ci vive gente che ha conti in sospeso con la criminalità, è solo
l’alloggio di persone povere». La comunità Progetto Sud usa quei locali nel rione popolare "Bella" per dare una prima

Indignato il sacerdote:
«Stanno esagerando»
Solidarietà dalla diocesi

D

accoglienza a chi sta cercando una sistemazione più stabile. Si tratta di due
appartamenti ristrutturati: cucina bagno e camera da letto nella più piccola,
mentre l’altra ha una stanza aggiuntiva
per accogliere famiglie più numerose.
Chi arriva si ferma per poco. È don Giacomo, molto spesso, a recuperare per gli
inquilini la caparra che serve per trovare una casa in affitto. Ma i due appartamenti del quartiere Bella tornano subito a riempirsi, perché i bisognosi sono
sempre tanti.
«Qualunque messaggio – commenta il
prete – ci sia dietro questa esplosione,
arrivare a mettere una bomba lì vuol dire non aver rispetto della povera gente».
Don Giacomo Panizza, che ieri è stato
raggiunto dalla notizia nelle Marche, dove si era recato per partecipare ad un
convegno. Anche la diocesi di Lamezia
Terme ha espresso la propria condanna:
«È un gesto che colpisce tutta la città –
ha dichiarato il vescovo, Luigi Cantafora – perché è rivolto ai più bisognosi. In
attesa che si faccia luce va comunque ribadita la solidarietà a chi si schiera dal-

Calabria

Elezioni,
«rammarico»
dai vescovi
Una nota dei vescovi calabresi
ricorda che le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale sono state fissate il 23 novembre
prossimo, in concomitanza con
la canonizzazione di fra Nicola
Saggio dei Frati Minimi di San
Francesco di Paola. La circostanza «impedirà a tanti cittadini calabresi di poter esercitare il proprio diritto di voto», ha
sottolineato la Conferenza Episcopale Calabra al termine della sessione autunnale svoltasi a
Decollatura sotto la presidenza
dell’arcivescovo Salvatore Nunnari. I presuli «prendono atto»
della decisione esprimendo
«profondo rammarico perché,
nonostante «ripetuti interventi e sollecitazioni di cambiare la
data suddetta, le autorità hanno ritenuto di rimanere fermi
nella loro decisione». Nunnari
aveva chiesto di non fissare le elezioni in coincidenza con la cerimonia religiosa.
In vista delle regionali, il vescovo di Lamezia ha lanciato un
appello per la costituzione di liste «pulite», con uomini e donne capaci. Il pastore si è augurato che i partiti diano spazio a
«chi vuole impegnarsi con gratuità e coraggio nel far crescere la nostra terra lavorando per
promuovere il bene comune».
(R. Iar.)

Perugia-Assisi.

la parte dei deboli».
Gli inquirenti, intanto, hanno avviato le
indagini e per il momento non si sbilanciano, ma l’ipotesi è che la bomba possa essere stata fatta esplodere davanti al
più vulnerabile tra i presidi della comunità Progetto Sud. Nonostante don Giacomo Panizza abbia sempre rifiutato la
scorta, la sua abitazione, la sede della comunità e i laboratori nei quali si portano avanti i progetti per la legalità e il recupero dei tossicodipendenti sono sottoposti al controllo delle telecamere di
sorveglianza e alla vigilanza frequente di
pattuglie delle forze dell’ordine. Quella
casa del rione "Bella", invece, era un avamposto facile da colpire.
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NAPOLI
Migliora il 14enne seviziato
Oggi udienza per il fermato

Don Giacomo Panizza a un incontro di «Progetto Sud»

IL PERSONAGGIO

Bresciano, fondatore di Progetto Sud
Dal 2002 minacciato dalla ’ndrangheta
Minacce di morte, le gomme tagliate, le esplosioni, i
colpi d’arma da fuoco contro i portoni. Don Giacomo
Panizza non nasconde di aver paura della
’ndrangheta. Ma, dice, «fa più paura sottomettersi
alla logica della violenza». A Lamezia Terme lui è
arrivato negli anni Settanta. Proviene da Brescia, un
passato da operaio in acciaieria, e si definisce un
emigrante al contrario. Nel 1976 ha fondato la

LUCA LIVERANI

arriverebbe a «un miliardo o un miliardo e mezzo».
Ma «si trascurano i danni sociali che la dipendenza di
gioco produce». E allora «in presenza di pareri discordanti tra i diversi ministeri, non sarebbe inopportuno un intervento della Presidenza del consiglio». Perché, dice Preziosi, «c’è un problema politico ed etico che non può non attirare l’attenzione del
governo su una vera emergenza sociale». L’eventuale «mancato gettito», dice il deputato, sarebbe compensato dal risparmio «dell’investimento necessario
alla cura dei soggetti patologici». Una via di intervento sarebbe «la delega fiscale».
Paola Binetti di Per l’Italia sottolinea la «disponibilità
a intervenire» del governo «per rivedere le quote delle risorse, imposte ai concessionari, destinate all’informazione e all’educazione sui rischi di dipendenza. Di azzardo ci si ammala tanto più facilmente
quanto più capillare e invasiva la pubblicità. Il gioco
non può essere considerato dal ministero dell’Economia solo come una fonte di reddito».
L.Liv

il Coordinamento degli enti locali per la pace. Ma a turbare il clima della giornata arriva la conferma della defezione
dell’Agesci - resa nota a luglio - assieme all’annuncio, ieri,
dell’uscita anche del Movimento nonviolento, fondato proprio da Aldo Capitini, l’inventore nel 1961 della Marcia della Pace. Entrambe le realtà in polemica con la gestione della Tavola della pace.
Grandi i numeri delle adesioni - 763 - alla Perugia-Assisi,
tra cui 101 scuole, oltre 200 enti locali e associazioni da 480
comuni. Già 39 quest’anno le Marce locali. «Lanceremo un
segnale di allarme - dice il coordinatore Lotti – perché c’è
una perdita di senso del pericolo: i media hanno un atteggiamento di sufficienza preoccupante, rischiamo di rilegittimare la guerra come strumento inevitabile».
Ma per la prima volta da 20 anni, gli scout non ci saranno.
A luglio l’Agesci annunciava la sua defezione chiedendo un
cambio di rotta nella Tavola su tre punti: individuazione di
chiare regole statutarie e di rappresentanza; gestione finanziaria trasparente; sostituzione del coordinatore Lotti,
presente fin dalla nascita della Tavola, anche alla luce della candidatura alle politiche - senza successo - con Ingroia.
Analoghe le motivazioni del Movimento nonviolento: «Conduzione monocratica, si chiede solo di aderire, modalità e
contenuti sono comunicati come un dato di fatto».
«L’Agesci dice falsità – replica Lotti – i nostri bilanci sono
online e consegnati a tutti quelli che hanno contribuito anche con un euro, non l’Agesci. Abbiamo provato a ricucire,
ma hanno chiuso tutti i canali. La Tavola ha un comitato
direttivo molto più aperto, ma uno statuto è troppo rigido
ed escluderebbe molte realtà. Dopo la mia candidatura sono solo tornato a fare quello che facevo prima».
La marcia costerà 150 mila euro. «Un anno di lavoro finanziato da singoli e da enti locali, da 500 euro a 2mila».
I francescani del Sacro Convento di Assisi confermano l’adesione. Lo stesso fa don Luigi Ciotti: «Non è tempo di tacere o rimanere indifferenti davanti all’ondata di violenza»,
dichiara Libera. Parteciperà la Rete della pace (che non è
tra gli organizzatori) nata a dicembre 2013 da realtà importanti - tra cui la stessa Agesci - uscite dalla Tavola (oltre
70 tra cui Acli, Focsiv, Cnca, Legambiente, Arci, Cgil).

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ROMA
cento anni dallo scoppio della prima Guerra mondiale, «l’inutile strage» di Benedetto XV, il mondo è
percorso da violenze e conflitti, tanti «pezzi di una
III Guerra mondiale» in corso, come ha detto papa Francesco. Più che mai necessario, dunque – dicono associazioni
ed enti locali della Tavola della pace – manifestare la volontà
di costruire un mondo diverso, dando il via domenica 19
ottobre alla biennale Marcia della pace, 25 chilometri da Perugia ad Assisi. A presentare il programma, nella sede nazionale della Fnsi, è Flavio Lotti con padre Alex Zanotelli e

A

Sì alle scommesse di serie D
ROMA
entre il Parlamento cerca di legiferare per arginare i danni del gioco d’azzardo, i Monopoli di Stato continuano pervicacemente ad
ampliare l’offerta: la Snai ha appena avuto il via libera
dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli per estendere la possibilità di scommettere - a partire da oggi - oltre che sulle serie professionistiche del calcio - A, B e Legapro - anche sui dilettanti della serie D, ovvero 167
squadre minori, ma molto seguite localmente.
In commissione Bilancio alla Camera è in discussione
il progetto di legge su «Prevenzione, cura e riabilitazione della dipendenza da gioco d’azzardo patologico».
Tra i pareri giunti manca ancora quello della ragioneria dello Stato, a differenza del contributo dei ministero della Salute. «Particolarmente negativo quello dell’Agenzia delle dogane», riferisce Ernesto Preziosi del Pd:
«Segnalano il calo delle entrate erariali che verrebbe
dalla riduzione del numero degli apparecchi e da disposizioni più restrittive: lettori di tessere sanitarie o
meccanismi di autolimitazione». La riduzione di introiti

M

comunità Progetto Sud che, partendo dalle persone
disabili e innestandosi nei progetti della Caritas, ha
portato avanti un modello di accoglienza e un
impegno di rilancio sociale che ha dato fastidio alla
criminalità locale. Don Giacomo è nel mirino delle
cosche dal 2002, quando ha preso in gestione il
palazzo confiscato ai Torcasio. Lo stabile dista pochi
metri dalla casa in cui abitano i mafiosi.(A. G.)

Nubi sulla Marcia della pace

Per la prima volta Agesci
e il Movimento nonviolento
escono dall’organizzazione
dell’evento del 19 ottobre per
polemiche sulla gestione
Confermata l’adesione del Sacro
Convento e di Libera

Nicoli Cristiani, finito in carcere nel novembre
2011 con l’accusa di aver incassato 100 mila
euro. Solo una fetta della somma superiore al
milione che l’imprenditore Pier Luca Locatelli, titolare del sito della discarica di Cappella
Cantone, secondo l’accusa, avrebbe pagato ai
vertici della Cdo di Bergamo in cambio dell’autorizzazione del Pirellone a smaltire rifiuti speciali e amianto. Per il nuovo capo di imputazione, Formigoni avrebbe concusso Locatelli tra Bergamo e Calcinate. Di qui la decisione di inviare gli atti al tribunale orobico.

È in corsia, nel suo letto d’ospedale, in una stanza solo per lui,
per fortuna migliora e sta reagendo bene: é vigile e cosciente.
Il ragazzino di 14 anni seviziato in
un autolavaggio del quartiere Pianura di Napoli perché "grasso"
resta in prognosi riservata, ma la
direzione dell’ospedale San Paolo dov’è ricoverato, parla di miglioramenti che hanno reso possibile il suo trasferimento dalla terapia intensiva al reparto di chirurgia. Oggi è prevista l’udienza
di convalida del fermo di Vincenzo Iacolare, il 24enne fermato dai
carabinieri per avere seviziato il
14enne. I pm ipotizzano i reati di
tentato omicidio e violenza sessuale. Oggi, alle 17, nel quartiere
Pianura, fiaccolata di solidarietà.

SCUOLA
«Autunno caldo» di studenti
Ieri in 100mila nelle piazze
Hanno gridato slogan contro la
"Buona Scuola", la riforma proposta dal governo Renzi, ma anche contro il Jobs Act. A Milano
hanno rovesciato un sacchetto di
letame davanti all’Università Cattolica, a Palermo lanciato uova
contro la sede della Banca d’Italia, nella Capitale esposto striscioni al Colosseo e sulle gradinate del ministero dell’Istruzione.
Migliaia di ragazzi – 100.000 secondo le associazioni studentesche (Udu, Uds, Rete degli studenti) che hanno promosso la
protesta – sono scesi in piazza ieri in circa 100 città italiane per la
prima mobilitazione dell’anno
scolastico 2014-2015.

ABUSI
Parroco arrestato ai pm:
ho avuto rapporti con minori
Dopo sei mesi di carcere don Giovanni Desio ha ammesso di aver
avuto rapporti con tre minorenni.
Il sacerdote, parroco di Casal
Borsetti, frazione del litorale ravennate, è stato interrogato dal
pm Isabella Cavallari e ha ammesso di aver avuto rapporti con
alcuni ragazzini che frequentavano la parrocchia, tra i 14 e i 15 anni. In particolare è stata fatta luce sulla relazione con un terzo
minorenne che lo andava a trovare in parrocchia. Si sarebbe
trattato, ha spiegato il prete, di una sorta di «relazione amorosa»
della quale non aveva parlato all’inizio per una supposta volontà
di «protezione» nei confronti del
ragazzino.

MONDO

22
Stati Uniti. «Meriam

Philadelphia.

forse in Italia a Natale»
Washington. Meriam Yehya Ibrahim, la
donna cristiana condannata a morte in Sudan
per apostasia e poi liberata grazie a una campagna internazionale guidata in Italia da Avvenire con Italians for Darfur, «avrà presto il
passaporto americano e potrà tornare in Italia, possibilmente entro Natale».
Lo ha fatto sapere Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur. La famiglia si trova da oltre tre mesi negli Stati Uniti. Meriam
era uscita dal Sudan grazie a un volo della presidenza del Consiglio italiana.

Il piccolo è nato senza
una parte di cervello
ed è morto poco dopo
Ma, nel pancione, la
sua mamma e il suo
papà gli hanno fatto
«conoscere» il mondo

Shane, tutta la vita in quattro ore

New York. La sua vita è durata solo quattro ore, ma per i suoi genitori Shane rimarrà
sempre «un piccolo miracolo». Shane Michael Haley, nato ieri in Pennsylvania senza una parte del cervello, «ha passato la sua
vita intera nelle braccia di una famiglia che
lo amava ed è stato battezzato nella fede
cattolica», ha scritto la madre su Facebook,
annunciando la sua morte.
Parole che hanno scatenato migliaia di risposte improntate alla speranza e alla fede.
La coppia, Jenna Gassew e Dan Haley di

La gioia dopo il parto

Sabato
11 Ottobre 2014

Philadelphia, aveva scoperto la rara malformazione cerebrale del piccolo lo scorso aprile. «È la cosa più difficile del mondo – aveva scritto la madre –, ma ce la possiamo
fare. Siamo i suoi genitori, e ci prenderemo
cura di lui più a lungo che possiamo».
Da allora, marito e moglie hanno iniziato un
viaggio attraverso gli Stati Uniti per far «vivere» al piccolo, nel pancione, tutte le avventure che non avrebbe potuto sperimentare una volta uscito dal grembo materno. Shane ha così incontrato i giocatori

di pallacanestro del Philadelphia Phillies, è
stato in cima all’Empire State Building e a
Times Square.
Quando Shane è nato, oltre 700mila persone si sono congratulate con la famiglia sulla pagina Facebook, «Prayers for Shane»
(Preghiere per Shane) e hanno lasciato preghiere e commenti commossi in calce all’ultimo messaggio della famiglia: «Shane
adesso è a casa con Dio e rimarrà per sempre il nostro piccolo miracolo». (E.Mol.)
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L’Onu: aiuti a Kobane
È un’altra Srebrenica

Afghanistan

Il Sinodo: «Siamo vicini alle famiglie
costrette a fuggire da Iraq e Siria»

opo due anni e mezzo di prigionia, il cooperante tedesco
Bernd Muehlenbeck, rapito
il 19 gennaio 2012 a Multan, in Pakistan (sul confine con l’Afghanistan)
insieme all’italiano Giovanni Lo Porto, è stato liberato ieri a Kabul. Lo ha
reso noto il ministero degli Esteri di
Berlino. Secondo il quotidiano tedesco Bild, l’uomo, che lavora per la
Ong tedesca Deutsche Welthungerhilfe, è stato consegnato in una
moschea della capitale afghana: sono intervenuti i soldati di un’unità
tedesca d’élite, che lo hanno preso
in consegna. Ai soldati era stato ordinato di non far uso della forza.
Non vi sono invece notizie di Lo Porto, 38 anni, di Palermo, cooperante
presso la stessa Ong e da sempre impegnato su scenari di grande instabilità politica, dalla Repubblica Centrafricana, ad Haiti, fino al Pakistan.
Muehlenbeck, che si era appellato al
cancelliere Angela Merkel in un video-messaggio disperato per la sua
liberazione, è in condizioni buone,
considerate le circostanze. Secondo
la Bild, già da settimane militari delle forze speciali tedesche erano in azione a Kabul in abiti civili per la liberazione dell’uomo, che è avvenuta senza azioni violente. Per il suo rilascio, i rapitori avevano chiesto un
riscatto. Non ci sono indicazioni sul
fatto che il governo tedesco abbia pagato alcunché.

LUCA GERONICO

zone presenta «molte complicazioni». Lunedì giungerà ad Ankara una delegazione militare Usa di massimo livello per aotrebbe essere l’epilogo della “batnalizzare la situazione. In Turchia è nel
taglia finale” per Kobane: nella
frattempo salito a 30 morti il bilancio delmattinata di ieri i jihadisti dello Stale vittime delle violente proteste di piazto islamico hanno conquistato il comanza, cominciate mercoledì in varie città, ordo delle forze curde. A cadere nelle mani
ganizzate dal Pkk. Nonostante gli scontri
dello Stato islamico è stata l’intera “area di
il presidente Recep Tayyp Erdogan, ha assicurezza” cittadina: il quartier generale
sicurato che tenterà di arrivare
delle Ypg (Unità di protezione
a una pace con i curdi fino al
del popolo) – la principale milizia curda – la base di Assayech e
L’Is sfonda e conquista il quartier generale curdo suo «ultimo respiro». I jihadisti, intanto, vanno avanti con
la sede del consiglio comunale.
De Mistura ad Ankara: fate rientrare i profughi la “raffica” di orrori: a Samra, a
L’avanzata nonostante gli Usa
abbiano compiuto 9 raid aerei,
pronti a difendere la città o ce ne pentiremo tutti nord di Baghdad, l’Is ha ucciso
in pubblico un cameraman idi cui 7 su Kobane dove è stata
Padre Hanna ai «domiciliari» aspetta con altri racheno e tre civili. Con la paupure segnalata un’autobomba.
Almeno 21 vittime, tra cui alcu5 cristiani il «processo» di un tribunale islamico ra cresce anche la reazione deStati: nel Sinai egiziano un
ni civili, per i raid della CoalizioEsecuzioni pubbliche in Iraq: ucciso cameraman gli
blitz ha ucciso il leader di Anne nella provincia di Daraa. Nelsar beit al Maqdis, braccio di Is
le ultime ore i jihadisti stanno
nella zona.
provando a raggiungere il confine con la Turchia da Nord, mentre a Koso contrario «tutti, Turchia compresa, ce
L’emergenza umanitaria nella regione ha
bane sono rimasti intrappolati circa 700
ne pentiremo», ha concluso.
scosso pure i lavori del Sinodo dei vescovi
civili, per la maggior parte anziani. Sono inche, con un comunicato, hanno espresso
Una preoccupazione condivisa dal segrevece oltre 13mila gli sfollati dalla città ora
particolare vicinanza alle «famiglie iratario alla Difesa Usa, Chuck Hagel, che ieammassati alla frontiera. Una situazione
chene e siriane, costrette, a causa della feri ha chiesto alla Turchia di aprire le sue
insostenibile per l’inviato Onu per la Siria,
de cristiana che professano o dell’apparbasi agli aerei statunitensi, mentre la riStaffan De Mistura: «Se Kobane non sarà
tenenza ad altre comunità etniche o relichiesta di Ankara di stabilire una no-fly

P

aiutata, probabilmente cadrà» e si rischia
«una nuova Srebrenica». Per questo si deve permettere ai rifugiati curdi di superare il confine e «unirsi all’autodifesa della
città, con un equipaggiamento sufficiente». Per il diplomatico delle Nazioni Unite
l’avanzata dell’Is non verrà fermata tramite risoluzioni Onu, per cui la Turchia deve
«prendere misure supplementari». In ca-

Epidemia.
NORD COREA
Kim non riappare
Il mistero continua
Pyongyang. Resta fitto il mistero sulla sorte del leader
nordcoreano Kim Jong-un,
che non si vede in pubblico
dal 3 settembre. Ad alimentare le voci di una sua malattia e quelle di un golpe militare, Kim ha saltato nuovamente un evento pubblico di
grande rilievo. Il nome di Kim
non era tra quelli elencati
dall’agenzia di Stato Kcna tra
i dignitari che, nel pellegrinaggio annuale ai fondatori
dello Stato, hanno reso omaggio alle statue del nonno
e del padre, rispettivamente
Kim Il-Sung e Kim Jong-il. All’evento spiccava invece la
presenza del numero 2 di fatto del regime, Hwang PyongSo, che sabato scorso, era
stato a sorpresa in visita a
Seul e che, si vocifera, potrebbe aver deposto il giovane Kim.

HONG KONG
Migliaia in piazza
Tensione alle stelle
Hong Kong. Migliaia di giovani, le stime parlano di
10mila, sono tornati ieri in
piazza ad Hong Kong, dopo
la sospensione del dialogo
decisa dalle autorità, mentre
da Pechino il premier cinese
Li Keqiang ha avvertito che le
proteste mettono a rischio la
prosperità della regione. La
tensione è altissima al 13°
giorno di protesta e si teme
un intervento della polizia.

Libero il tedesco
sequestrato
con Lo Porto
KABUL

D

L’ASSEDIO. Una potente esplosione alla periferia di Kobane

giose, ad abbandonare tutto e a fuggire verso un futuro privo di ogni certezza». Nel
ringraziare Stati e organizzazioni internazionali per la «solidarietà», il Sinodo invita tutti a offrire «assistenza» e «aiuto» alle
«vittime innocenti della barbarie in atto».
Inoltre si chiede alla comunità internazionale di adoperarsi per «ristabilire la convivenza pacifica» in Iraq, in Siria e in tutto il
Medio Oriente. Un allarme umanitario sottolineato pure dal segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin: «Non dobbiamo dimenticare, non dobbiamo rassegnarci» è
l’appello lanciato in una intervista all’Osservatore Romano in cui ha parlato di cifre
«sconvolgenti» che richiedono una «rinnovata volontà di solidarietà».
Intanto si chiariscono i dettagli sulla liberazione, giovedì a Knayeh in Siria, del padre francescano Hanna Jallouf: «È un rila-

scio parziale, una sorta di arresto ai domiciliari», ha spiegato padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa a Tg2000.
«Ora dovrà essere processato – ha spiegato padre Pizzaballa – con l’accusa di collaborazionismo con il regime di Assad». Sono ancora detenuti cinque dei circa venti
parrocchiani che insieme al francescano
avevano subito il rastrellamento, la notte
tra domenica 5 e lunedì 6 ottobre.
Tra gli uomini ancora detenuti c’è uno zio
di padre Hanna. Gli altri sono il cuoco del
convento di san Giuseppe a Knayeh e un
operaio del convento di Nostra Signora di
Fatima a Yacoubieh, insieme ai rispettivi
fratelli. Il rastrellamento, si è appreso, è stata una misura punitiva messa in atto su disposizione del Tribunale islamico di
Darkush, a pochi chilometri da Knayeh.
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Ebola, la Ue in allarme alza i controlli
PAOLO M. ALFIERI

Possibile utilizzo
di truppe europee
in Africa, dove
le vittime hanno
superato quota
4.000. Allerta
rientrata
a Parigi, caso
sospetto in Brasile:
è un missionario

Militare Usa in Liberia

Tanzania.

(Ansa)

(Reuters)

M

entre l’allarme per l’epidemia di ebola
cresce in tutto il mondo, dall’Africa Occidentale non arrivano notizie tranquillizzanti. L’Organizzazione mondiale della sanità
(Oms) ha avvertito che il virus è ormai radicato anche nelle capitali dei tre Paesi più colpiti,
e la sua corsa sta accelerando. Insomma, secondo l’Oms la risposta globale all’epidemia
non ha tenuto il passo della malattia in Guinea,
Liberia e Sierra Leone, dove l’epidemia ha ucciso più di 4mila persone.
Sei aerei militari americani sono atterrati ieri a
Monrovia. Gli aerei hanno trasportato altri 100
marines, portando a circa 300 il numero delle
truppe Usa sul territorio. L’esercito statunitense sta lavorando per costruire centri medici in
Liberia. Anche l’Ue starebbe considerando l’impiego di militari in Africa per appoggio logisti-

co. Ieri, intanto, il premier spagnolo Mariamo
Rajoy si è riunito con i sanitari dell’ospedale
Carlo III-La Paz di Madrid, che assistono Teresa Romero, l’infermiera positiva all’ebola prima
contagiata fuori dall’Africa. Rajoy ha ammesso
che la crisi è «complessa e difficile», ma ha assicurato che «il rischio che l’ebola si propaghi è
molto basso». «Niente panico» è anche il messaggio diffuso dal premier francese Manuel Valls. Ieri una donna sospettata di aver contratto il
virus in Africa è stata ricoverata a Parigi nell’ospedale Bichat. Le analisi hanno però dato esito negativo. Rientrato anche l’allarme per un
sospetto caso di ebola a Praga.
È stato invece trasferito in un ospedale specializzato di Rio de Janeiro il paziente con sintomi
di ebola sentitosi male a Cascavel, città brasiliana nello Stato meridionale del Paranà. Si tratta di un missionario africano di 47 anni, Bah
Souleymane, che potrebbe aver contratto il

Accusati di stregoneria, 7 arsi vivi

MATTEO FRASCHINI KOFFI

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Londra. Entra in Parlamento

il partito anti-europeista
LONDRA

LOMÉ
ennesimo attacco contro delle persone accusate di stregoneria è stato
lanciato lunedì scorso a Murufiti, un
villaggio della regione occidentale di Kigoma.
Almeno sette civili sono stati bruciati vivi da una folla inferocita. «Abbiamo arrestato 23 persone che hanno preso parte al linciaggio – ha
detto ieri Jafari Mohamed, capo della polizia
regionale di Kigoma –. Alcuni leader della comunità locale e un uomo considerato un guaritore sono stati accusati di omicidio».
Le autorità hanno reso pubblica tale notizia
solo dopo aver arrestato i responsabili. «Quando sono tornato a casa ho trovato il corpo di
mia madre a 10 metri dall’ingresso e il cadavere di mio padre tutto carbonizzato», ha raccontato alla stampa Josephat John, figlio di una delle vittime. In gran parte della Tanzania
la credenza nelle streghe e nella magia nera

morbo durante un viaggio in Guinea. Secondo
Globo News, il paziente avrebbe preso un volo,
con scalo in Marocco, verso l’Argentina. Da qui
avrebbe proseguito via terra per il Brasile. Per il
ministro della Sanità, il religioso sarebbe invece atterrato il 19 settembre all’aeroporto Guarulhos di San Paolo.
Il governo italiano ha annunciato di aver convocato un vertice straordinario dei ministri della Salute Ue per giovedì prossimo a Bruxelles.
Per il ministro Beatrice Lorenzin tra le misure
di cui si discuterà ci sarà il controllo per i passeggeri in partenza dagli aeroporti dell’Africa
occidentale e un sistema «per la tracciabilità dei
passeggeri che partono dall’Africa occidentale
con voli non diretti per l’Europa». Tra le idee in
discussione c’è anche l’invio, coordinato tra gli
Stati membri, di aerei per la possibile evacuazione di pazienti affetti da ebola in Africa.

L’

Un guaritore tradizionale in Togo

continua a fomentare violenze, spesso contro
civili innocenti. «I guaritori tradizionali vengono spesso consultati da chi ha avuto una
morte in famiglia o da chi crede di essere perseguitato dalla sfortuna – ha recentemente
spiegato la stampa locale –. Poi i guaritori identificano gli individui che avrebbero usato
la magia nera contro un vicino di casa, un collega, o persino qualcuno della stessa famiglia».
Le vittime di tali aggressioni sono infatti solitamente prese di mira per altri problemi rela-

Arrestati 23 individui coinvolti
nel linciaggio. Tra il 2005
e il 2012 sono state oltre 3mila
le persone uccise
per allontanare il malocchio
tivi alla comunità: come la malattia di un figlio
o un raccolto andato male. «Sono state circa
tremila le persone accusate di stregoneria e
linciate tra il 2005 e il 2012», afferma uno studio del Legal and human rights centre (Lhrc),
una Ong per i diritti umani. Tra le vittime ci sono soprattutto donne anziane, ma anche albini, tra cui molti minorenni, che vengono uccisi e smembrati per allontanare il malocchio
o ingraziarsi gli spiriti.

a volpe dell’Ukip è entrata nel pollaio di Westminster». Così hanno commentato ieri diversi giornali britannici la conquista del primo seggio in Parlamento del partito per l’indipendenza del Regno Unito guidato da Nigel Farage. La «volpe» sarebbe Douglas Carswell che
ieri si è guadagnato, grazie al 60% dei consensi, il seggio di deputato per la circoscrizione di Clacton-on-sea in Essex. Una
carica che ricopriva già, ma come conservatore fino allo scorso agosto quando ha deciso di abbandonare il partito del premier David Cameron innescando così le elezioni suppletive
di due giorni fa. «Questa vittoria – ha commentato Farage – ha
scosso la politica britannica».
E in un’intervista ha scatenato le ire di molti. «Il sistema sanitario – ha detto – è per i britannici e per le famiglie che lo pagano da generazioni. Oltre agli immigrati positivi all’Hiv, il leader dell’Ukip propone di vietare l’ingresso anche a quanti sono affetti da tumori o malattie come la «tubercolosi» che, afferma, «sta costando un sacco di soldi e la maggior parte dei
casi provengono dall’Europa meridionale e orientale». (E.D.S.)

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«L

CATHOLICA

Sabato
11 Ottobre 2014

23

«Esame di coscienza per custodire il cuore e lo Spirito»
Santa Marta

O

Nell’omelia di ieri
il Papa ha richiamato
alla vigilanza, perché
dentro di noi «non
entrino altri spiriti»
La Messa in Santa Marta

(Osservatore)

ccorre custodire il nostro cuore dove abita lo
Spirito Santo «perché non entrino gli altri spiriti». Custodire il cuore «come si custodisce una casa, a chiave». E poi vigilare, come una sentinella. Lo
ha ricordato ieri il Papa nella Messa mattutina a Casa Santa Marta, come riportato dalla Radio Vaticana.
Il passo del Vangelo commentato da Francesco era
quello di Luca in cui Gesù dopo aver scacciato un
demone risponde a coloro che lo accusano di averlo fatto per mezzo di Beelzebùl. E pronuncia quell’ammonimento misterioso: «Chi non raccoglie con
me, disperde».

«Usa la parola “raccogliere” – ha detto il Papa – avere
un cuore raccolto, un cuore sul quale noi sappiamo
cosa succede, e qui e là si può fare la pratica tanto antica della Chiesa, ma buona: l’esame di coscienza. Chi
di noi, la sera, prima di finire la giornata, rimane da
solo, da sola, e si fa la domanda: cosa è accaduto oggi nel mio cuore? Cosa è successo? Che cose sono passate attraverso il mio cuore? Se non lo facciamo, davvero non sappiamo vigilare bene né custodire bene».
L’esame di coscienza «è una grazia, perché custodire
il nostro cuore è custodire lo Spirito Santo, che è dentro di noi»: «Noi sappiamo, Gesù parla chiaramente,

che i diavoli tornano, sempre. Anche alla fine della
vita, Lui ci dà l’esempio – Gesù – di questo. E per custodire, per vigilare, perché non entrino i demoni, bisogna saper raccogliersi, cioè stare in silenzio davanti
a se stessi e davanti a Dio, e alla fine della giornata
domandarsi: “Cosa è accaduto oggi nel mio cuore? È
entrato qualcuno che non conosco? La chiave è a posto?”. E questo ci aiuterà a difenderci da tante cattiverie, anche da quelle che noi possiamo fare, se entrano questi demoni, che sono furbissimi, e alla fine
ci truffano tutti». (A.G.)

Due santi per il Canada
il grazie di Francesco

SAVONA-NOLI
Lupi con la Veglia
apre il nuovo Anno

Una Messa per de Laval e Maria Guyart
Due apostoli francesi ispirati dall’impegno dei missionari gesuiti nel Nord America: è questo il profilo comune tra Francesco
de Laval e Maria dell’Incarnazione Guyart Martin, che si spesero per l’evangelizzazione nel Continente americano. Due testimoni che il Pontefice ha iscritti nell’elenco dei santi lo scorso 3
aprile optando per una canonizzazione equipollente. Un atto,
cioè, con il quale il Pontefice estende alla Chiesa universale il

culto di un testimone della fede la cui memoria è già celebrata
in maniera stabile da Chiese locali o da congregazioni religiose.
Un gesto per il quale papa Francesco renderà grazie con una
Messa in San Pietro. La celebrazione, presieduta dal Pontefice,
si terrà domani mattina alle 10. Assieme a Bergoglio, fa sapere
la Sala Stampa vaticana, concelebreranno «i vescovi e i sacerdoti indicati dall’arcidiocesi di Québec». (M.Liut)

Piazza San Pietro durante una precedente beatificazione

Il vescovo

La religiosa

Apostolo del Nord America
Fu il primo pastore di Québec,
vero padre anche per i nativi

Dalla guida dell’azienda familiare
all’impegno a favore dei bambini
e delle popolazioni americane

te. Nell’adolescenza Francesco de Montmorency-Laval (che preferì sempre firmarsi solo «de
Laval») frequentò il collegio dei gesuiti di La Flèentusiasmo che un bambino di otto anche. Compiuti gli studi teologici a Parigi, venne
ni nel 1631 provava davanti ai racconordinato sacerdote il 1° maggio 1647 nella capiti dei missionari gesuiti di ritorno al
tale dove esercitò nei primi tempi il suo ministero
Collegio di La Flèche in Francia da mondi lonsacerdotale. Nel 1648 venne nominato arcidiatani lo possiamo solo immaginare. Ma una cosa
cono di Évreux, cioè vicario generale, cominè certa: quell’entusiasmo negli anni seguenti si
ciando subito una serie di vitrasformò in una grande opesite in diocesi. Nel 1653 venra di evangelizzazione e di dine scelto come vicario apofesa della dignità umana a fastolico per il Tonchino in Invore di un intero continente,
Cresciuto
tra
i
gesuiti,
docina, ma le difficoltà politiil Nord America. Ma la nota
che ha reso di Francesco de Francesco de Laval, diede che nell’area non gli permidi assumere l’incarico. Si
Laval un testimone degno di
una struttura alla Chiesa sero
ritirò allora per alcuni anni alessere inserito nell’elenco die
della «Nuova Francia»
l’Hermitage, scuola di spirisanti fu di certo la sua capatualità fondata da Jean de Bercità di condividere la vita delnières de Louvigny.
le persone, specie degli ultiIntanto dal Canada giunse
mi, degli oppressi, di coloro
forte la richiesta da parte dei missionari, soche venivano sistematicamente schiacciati dalprattutto gesuiti, di poter avere un vicario apola fredda logica della dominazione coloniale. Enstolico che guidasse la costruzione della nuova
trò da subito nel cuore dei fedeli e vi è sempre
Chiesa in quella terra. Con l’assenso di papa Arimasto a tal punto da spingere papa Francesco
lessandro VII nel 1658 l’incarico andò a de Laad estendere il suo culto – assieme a quello di
val, che fu ordinato vescovo, con il titolo di PeMaria dell’Incarnazione Guyart Martin – alla
tra, l’8 dicembre di quell’anno. Il 16 maggio 1659
Chiesa universale con la canonizzazione equicome vicario apostolico della Nuova Francia arpollente dello scorso 3 aprile. Domani il Ponterivò a Québec dedicandosi da subito alla pastofice celebrerà una Messa di ringraziamento in
rale, impegnandosi per dare una forma orgaSan Pietro per quella canonizzazione. Assieme
nizzata a parrocchie, missioni, scuole e comua lui ci saranno anche i vescovi e i sacerdoti chianità religiose.
mati a rappresentare l’arcidiocesi di Québec.
A beneficiare della sua cura, sorretta da una viProprio di quella Chiesa, che allora si estendeva
ta fatta di rigore evangelico, furono anche le cosu un territorio vastissimo dalla baia di Hudson
munità dei nativi americani, schiacciati da un lafino al Mississipi, de Laval fu il primo vescovo.
to dalla dominazione straniera e dall’altro dalla
Il santo nacque a Montigny-sur-Avre il 30 aprile
piaga dell’alcolismo. Nel 1663 fondò il Semina1623, figlio di una delle famiglie nobili più imrio di Québec; nel 1674 il vicariato apostolico diportanti di Francia. Fu battezzato lo stesso giorvenne diocesi e de Laval primo vescovo. Ritirano nella chiesa di San Martino e gli fu dato il notosi nel 1688, morì nel 1708.
me dell’«apostolo delle Indie», Francesco Saverio, che era stato canonizzato l’anno preceden© RIPRODUZIONE RISERVATA

mezzo agli uomini.
piccoli del Nord America hanno una madre e
In quel periodo intraprese un cammino spirituauna protettrice tra i testimoni presenti nell’ele assieme a Raimondo di san Bernardo, religioso
lenco dei santi: santa Maria dell’Incarnaziodei fogliantini (congregazione soppressa dalla Rine, al secolo Maria Guyart Martin. Lo scorso 3 avoluzione), il quale l’accompagnò fino alla scelta
prile papa Francesco decise anche per lei di prodi entrare tra le orsoline di Tours il 21 gennaio 1631
cedere con la canonizzazione equipollente, un
ed emettendo la professioni religiosa il 15 gennaio
atto, cioè che estende alla Chiesa universale un
1633. Intanto le visioni continuavano e la spingeculto già radicato in «porzioni particolari» del
vano a percepire la grandezza
popolo di Dio. Stupisce scodella missione cui era chiamaprire che questa orsolina franta: offrire la vita di Dio, di quelcese, in realtà, nella prima
la Trinità che le si era manifeparte della sua vita fu sposa,
Madre,
sposa
e
mistica,
stata durante le esperienze mimadre e «dirigente d’azienMaria dell’Incarnazione stiche, a tutti gli uomini.
da». Un profilo complesso che
La sua vocazione missionaria
corrispondeva alla complessa
da orsolina si dedicò
maturò grazie al contatto epimissione tra le popolazioni
all’educazione dei piccoli stolare con i gesuiti missionadel Nord America, allora cori in Canada. Dopo aver conolonie francesi, dove Maria
sciuto Madame de la Peltrie, uspese 33 anni della sua vita ena vedova di Alençon, che inducando, assistendo, annuntendeva fondare nel Nuovo Mondo un convento
ciando il Vangelo nelle lingue dei nativi locali.
per l’educazione delle bambine native americaMaria Guyart nacque il 28 ottobre 1599 a Tours in
ne, Maria decise di partire per il Québec, dove arFrancia, in una famiglia di panettieri. Fin da giorivò il 1° agosto 1639. Là portò avanti con detervane il suo percorso esistenziale fu segnato da eminazione la sua attività: costruì un convento, che
sperienze mistiche, che la convinsero di essere
venne distrutto da un incendio e che fu subito sochiamata a una vita religiosa. Ma per lei la famiglia
stituito da una nuova casa religiosa. E qui nel temaveva altri progetti: nel 1617 sposò il proprietario
po arrivarono numerose religiose, provenienti da
di un setificio. Dall’unione, il 2 aprile 1619, nacque
congregazioni diverse. Per loro Maria scrisse una
il figlio Claudio. Appena sei mesi dopo Maria rinuova regola, che fu approvata nel 1662 dal vemase vedova e le toccò farsi carico sia dell’educascovo Francesco de Laval.
zione del figlio, il quale poi si fece religioso, che
Per la diffusione del Vangelo tra i nativi americadell’azienda.
ni, Maria imparò le loro lingue e scrisse per loro
La sua vita da «manager», però, non interruppe le
catechismi, grammatiche, dizionari. Inoltre soesperienze mistiche che la spingevano sempre di
stenne i missionari, che in quegli anni subirono
più verso la consacrazione. Ma questo per lei non
numerosi martirii. Provata da una salute malfersignificò abdicare ai doveri della vita familiare o rima, nel 1669 lasciò la guida del convento. Morì il
nunciare alla difficile impresa di portare avanti il
30 aprile 1672 lasciando una comunità di suore che
setificio, in un contesto in cui le donne non avediventeranno le Orsoline del Canada.
vano alcun ruolo rilevante nella vita economica.
Matteo Liut
È innegabile che questa esperienza le insegnò a coniugare la vita dello spirito con la vita attiva in
© RIPRODUZIONE RISERVATA

MATTEO LIUT

L’

I

La Chiesa celebra la prima memoria di san Giovanni XXIII
MARCO RONCALLI
11 ottobre 1962. «Questa giornata segna l’apertura solenne del Concilio ecumenico. La cronaca è su tutti i giornali e per Roma è nei cuori esultanti di tutti. Ringrazio il Signore che mi abbia fatto non indegno
dell’onore di aprire in nome suo questo inizio di
grandi grazie per la sua Chiesa Santa. Egli dispose che la prima scintilla che preparò durante tre anni questo avvenimento uscisse dalla mia
bocca e dal mio cuore. Ero disposto a rinunziare anche alla gioia di questo inizio…», così la pagina del diario di Giovanni XXIII .
11 ottobre 2014. «Dio onnipotente ed eterno, che
in san Giovanni, Papa, hai fatto risplendere in
tutto il mondo l’immagine viva di Cristo, buon
pastore, concedi a noi, per sua intercessione, di
effondere con gioia la pienezza della carità cristiana», così, oggi, la Colletta propria, mentre
l’Ufficio delle letture attingerà all’indimenticabile «Gaudet Mater Ecclesia», il discorso di a-

L’

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pertura del Vaticano II. Per la
tuario “post conciliare”. Così coprima volta dunque la memoria
me si augurava il suo predecesliturgica celebra san Giovanni
sore monsignor Giuseppe PiazXXIII entrato nel “calendario Rozi nel solenne ufficio funebre “in
mano”. E lo fa, dopo che papa
die septima” in suffragio di GioFrancesco ha indicato questa
vanni XXIII, il 10 giugno 1963
data tenendo conto delle innu(disse «Dio sa se un giorno, comerevoli richieste giunte da ome Riese, Sotto il Monte non pogni parte del mondo (a Bergatrà riavere celebrità e diventare
mo e a Roma, Giovanni XXIII veun grande Santuario, dove si
niva già ricordato l’11 ottobre),
venga ad onorare e a supplicare
facendosi così eccezione alla San Giovanni XXIII
(Ansa) la grandezza e la potenza di una
tradizione per cui i santi vengoSantità ufficialmente riconono iscritti nel calendario nel giorno della loro
sciuta ….»). Si erige a Santuario uno spazio di
morte - per papa Roncalli sarebbe stato il 3 giudevozione e di preghiera da poco tempo congno - considerato il dies natalis in cielo. Ma non
centrato sulla chiesa parrocchiale, l’attigua Cappella della Pace, il Giardino della Pace e la cripè tutto.
ta “Oboedientia et pax”, al centro di un percorso
L’11 ottobre a Sotto il Monte, il suo paese natache molti devoti iniziano affluendo alla Casa del
le, nasce il “Santuario”: Un decreto del vescovo
Pellegrino, moderno e funzionale centro di acdi Bergamo Francesco Beschi, riconosce la realtà
coglienza, dilatandolo poi alle “mete storiche”:
di un luogo che, di fatto, era già una sorta di paela casa natale custodita dai padri del Pime, e alse Santuario a cielo aperto, forse il primo San-

la residenza estiva roncalliana, Ca’ Maitino, oggi sede di molto più che una raccolta di ricordi
giovannei, affidata alle cure delle Suore delle Poverelle, anche per la presenza straordinaria del
cardinale Loris Francesco Capovilla, il fedele segretario del Pontefice.
Parla di «segni di un particolare anno di grazia
soprattutto per la Chiesa bergamasca, ma non
solo», il giovane parroco monsignor Claudio Dolcini. Aria di festa e partecipazione tipica delle
grandi occasioni dunque nel paese bergamasco
dove sono aperte due piccole ma accurate mostre –una fotografica ed una di arte contemporanea- e dove domani monsignor Maurizio Malvestiti, bergamasco, vescovo eletto di Lodi, presiederà la sua prima Messa di episcopato assieme al vescovo di Bergamo, Francesco Beschi . Né
mancano altri appuntamenti di rilievo per i quali è stata scelta questa data: come la dedicazione della nuova chiesa dedicata a papa Giovanni,
all’ospedale cittadino che pure ne porta il nome.
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Essere «servi inutili a tempo
pieno». Questa convinzione di
don Tonino Bello ispirerà la
Veglia di apertura dell’Anno
pastorale della diocesi di Savona-Noli, stasera alle 21 nella Cattedrale di Savona, presieduta dal vescovo Vittorio
Lupi. Sarà un riflettere e pregare per essere corresponsabili nella fragilità. Che vale per
tutti i fedeli ciascuno per le
proprie capacità e limiti. La
corresponsabilità, un tema sul
quale la Chiesa savonese prosegue il lavoro avviato negli
anni scorsi, ma ora visto con
un’ottica nuova. Come spiegato nella monizione iniziale,
«accetta la tua fragilità» è un
atteggiamento che segna un
passaggio interiore, una
«conversione» che affonda le
radici nella Parola. La riflessione toccherà poi la fragilità
personale e relazionale perché «c’è bisogno di valori, idee, reazioni diverse di fronte alla realtà». Da qui si passa alla «fragilità ecclesiale»:
«Solo se si tiene ben chiara una delle finalità della vita ecclesiale - la consacrazione al
bene e alla crescita del fratello e della sorella - sarà possibile vivere una vita comunitaria di condivisione di un progetto carismatico e pastorale». Poi l’assemblea si interrogherà sulle «fragilità da coltivare» meditando su un passaggio della lettera di Paolo
ai Corinzi. Infine il momento
che parla di apertura della
Chiesa alla grazia. «La fragilità che si affida alla grazia è
la fonte della responsabilità di
ciascuno all’interno della
Chiesa». Seguirà la riflessione conclusiva di Lupi prima
della lettura del testo di don
Tonino Bello.
Paolo Pittaluga

LORETO
Padre Carollo nominato
rettore della Basilica
L’arcivescovo delegato pontificio di Loreto, Giovanni Tonucci, ha nominato padre
Franco Carollo nuovo rettore
della Pontificia Basilica della
Santa Casa di Loreto, su presentazione di padre Giulio Criminesi, provinciale dei cappuccini delle Marche, e di padre Raffaele Della Torre, consigliere generale dell’Ordine
dei cappuccini, al quale, nel
prossimo dicembre, passa la
diretta giurisdizione del servizio nel santuario lauretano,
affidatogli da Pio XI nel 1934
con chirografo pontificio. Padre Franco Carollo proviene
dalla Provincia dei Cappuccini del Veneto e vanta una ricca esperienza, essendo stato
consigliere provinciale, maestro degli studenti di teologia
e, per alcuni anni, rettore del
Santuario della Madonna di
Castelmonte (Udine), molto
frequentato dai fedeli del Friuli e del Veneto. Padre Carollo
è chiamato a svolgere l’ufficio di rettore della Basilica di
Loreto in questo periodo di
transizione, in vista del passaggio del servizio dei cappuccini nel Santuario della
Santa Casa dalla Provincia
delle Marche alla Curia Generale dell’Ordine.

24 F O N D I E B O R S A
CHIUSURA BORSE
I MIGLIORI 10
TITOLO

8,500

INVEST. E SVIL.

0,5250

4,57

AEROP. FIRENZE

13,570

4,41

ACOTEL

15,020

2,21

BENI STABILI

0,5300

1,99

CIA

0,2553

1,92

CICCOLELLA

0,2700

1,89

1,410

1,55

CALEFFI
DAMIANI

1,211

1,04

BON. FERRARESI

28,20

0,96

I PEGGIORI 10
TITOLO

PREZZO CHIU € DIFFER. %

ZUCCHI 14 WARR W

0,0004

-19,73

POLIGR. ED.

0,2397

-8,63

TISCALI 14 WARR W

0,0002

-8,56

3,866

-8,42

MONDADORI

0,7160

-8,11

K.R.ENERGY

0,8900

-7,23

ERGY CAPITAL 16 WAR

0,0150

-7,01

7,000

-6,79

GEOX

2,352

-6,71

AEDES

0,0202

-6,55

GASPLUS

BIESSE

VALORE IERI

VAL. PREC.

102,070
109,611
106,648
114,051
115,224
115,388
102,826
115,113
115,995
117,088
108,736
102,746
113,616
113,796
113,530
120,070
121,964
125,933
126,074
112,796
118,945
121,228
152,900
157,601
110,721
101,341
112,712
119,387
123,786
118,135
119,160
148,586
141,261
121,550

102,257
109,887
106,778
114,177
115,396
115,555
103,025
115,293
116,182
117,282
109,085
103,030
113,820
114,008
113,701
120,317
122,272
126,254
126,355
113,264
119,301
121,625
152,900
158,002
111,046
101,739
113,112
119,725
124,223
118,656
119,532
149,045
141,574
121,911

Titoli di Stato
5,77

mercati Milano giù con le borse europee

VWP = è il prezzo calcolato sui dati dell’intera seduta di negoziazione, compresa la fase d’asta

PREZZO CHIU € DIFFER. %

IVS GROUP

Sabato
11 Ottobre 2014

BTP 15/11/14 6%
BTP 01/12/15 2,75%
BTP 15/04/15 3%
BTP 15/06/15 3%
BTP 01/11/15 3%
BTP 01/08/15 3,75%
BTP 01/02/15 4,25%
BTP 15/07/15 4,5%
BTP 15/12/16 1,5%
BTP 15/09/16 2,1%
BTP 15/05/16 2,25%
BTP 26/03/16 2,45%
BTP 22/10/16 2,55%
BTP 15/11/16 2,75%
BTP 11/06/16 3,55%
BTP 01/08/16 3,75%
BTP 15/04/16 3,75%
BTP 15/09/16 4,75%
BTP 15/05/17 1,15%
BTP 15/09/17 2,1%
BTP 12/11/17 2,15%
BTP 22/04/17 2,25%
BTP 01/11/17 3,5%
BTP 01/02/17 4%
BTP 01/05/17 4,75%
BTP 01/06/17 4,75%
BTP 01/08/17 5,25%
BTP 15/09/18 1,7%
BTP 01/06/18 3,5%
BTP 01/12/18 3,5%
BTP 01/02/18 4,5%
BTP 01/08/18 4,5%

VALORE IERI

VAL. PREC.

100,511
102,688
101,368
101,809
102,772
102,753
101,215
103,148
102,033
104,101
102,856
102,761
103,863
104,597
104,879
105,889
104,962
108,105
101,344
105,868
104,364
103,891
108,461
107,815
110,390
110,674
112,685
105,536
109,488
110,584
112,132
113,603

100,526
102,704
101,385
101,821
102,784
102,758
101,212
103,164
102,086
104,271
102,861
102,881
103,964
104,627
105,027
105,908
104,987
108,155
101,399
106,096
104,456
104,025
108,546
107,877
110,451
110,741
112,786
105,851
109,571
110,715
112,216
113,741

BTP 01/08/19 1,5%
BTP 15/09/19 2,35%
BTP 01/05/19 2,5%
BTP 01/02/19 4,25%
BTP 01/09/19 4,25%
BTP 01/03/19 4,5%
BTP 23/04/20 1,65%
BTP 01/09/20 4%
BTP 01/03/20 4,25%
BTP 01/02/20 4,5%
BTP 15/09/21 2,1%
BTP 15/12/21 2,15%
BTP 01/08/21 3,75%
BTP 01/03/21 3,75%
BTP 01/05/21 3,75%
BTP 01/09/21 4,75%
BTP 01/03/22 5%
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BTP 15/09/23 2,6%
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BTP 01/03/26 4,5%
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BTP 01/11/27 6,5%
BTP 01/09/28 4,75%

BTP 01/11/29 5,25%
BTP 01/03/30 3,5%
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BTP 01/02/33 5,75%
BTP 01/08/34 5%
BTP 15/09/35 2,35%
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BTP 01/08/39 5%
BTP 01/09/40 5%
BTP 15/09/41 2,55%
BTP 01/09/44 4,75%
CCT 31/12/14 T.V.
CCT 01/12/14 T.V.
CCT 01/09/15 T.V.
CCT 15/12/15 T.V.
CCT 01/07/16 T.V.
CCT 01/12/16 T.V.
CCT 01/03/17 T.V.
CCT 15/10/17 T.V.
CCT 15/06/17 T.V.
CCT 15/04/18 T.V.
CCT 01/11/18 T.V.
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CCT 15/12/20 T.V.
CTZ 30/06/15 Z.C.
CTZ 31/12/15 Z.C.
CTZ 29/04/16 Z.C.
CTZ 30/08/16 Z.C.

VALORE IERI

VAL. PREC.

128,124
107,063
139,059
136,730
126,006
110,688
110,147
125,179
124,314
109,565
120,617
99,977
100,087
100,167
100,724
100,174
104,100
100,164
101,024
105,379
101,531
104,647
102,579
100,323
99,791
99,510
99,275
99,041

128,477
107,358
139,545
137,248
126,514
110,375
110,468
125,631
124,753
109,400
121,098
99,973
100,090
100,180
100,733
100,199
104,100
100,186
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104,763
102,688
100,389
99,794
99,530
99,307
99,063

Male Stm, Prysmian e il lusso

P

contratti spagnoli. Giù anche Prysmian (-3,23%) e Mediolanum (-3%), nel giorno in cui Bankitalia ha imposto a Fininvest di ridurre al 9,9% la sua partecipazione.
Il petrolio ai minimi dal 2012 ha pesato su Eni (-2,29%)
e Saipem (-2,86%). Hanno contribuito a limitare il calo di Piazza Affari i rialzi di alcuni titoli, come Finmeccanica (+1,76%) e Moncler (+1,39%).
Seduta in altalena per le banche: in rialzo Banco Popolare (+2,41%), Ubi Banca (+0,5%) e Bper (+0,66%),
mentre sono scese Intesa Sanpaolo (-0,18%), Unicredit (-0,6%) e Mps (-1,87%). In calo Generali (-0,44%).
Sotto la parità Telecom (-0,54%).
Nel lusso, male Tod’s (-3,15%) e Ferragamo (-2,57%),
mentre Moncler ha terminato la seduta con un
+1,39%. Piatta Luxottica (+0,1%) nonostante le indiscrezioni su una possibile uscita del nuovo Ad Enrico Cavatorta. Nella galassia Berlusconi, infine, è salita Mediaset (+1,05%) mentre, fuori dal Ftse Mib, è scivolata Mondadori (-6,59%).

iazza Affari ha chiuso la settimana con il quinto
calo consecutivo, depressa al pari delle altre borse europee dalle nubi che si addensano sull’economia del Vecchio Continente. Il Ftse Mib ha ceduto lo
0,94%, lasciando sul terreno quasi il 5%. La maglia nera è stata però indossata da Francoforte (-2,4%) - che
ha preceduto Londra (-1,43%) e Parigi (-1,64%) - a causa dei timori per una un nuovo calo del Pil nel terzo
trimestre.
Nel giorno dell’addio a Piazza Affari dopo ben 90 anni
- e dove ritornerà lunedì sotto le insegne di Fca -, Fiat
ha chiuso in calo del 2,12% a 6,94 euro. Cenerentola del
listino è stata Stm (-5,49%), investita dai rischi di una
correzione per l’industria dei semiconduttori lanciata
dalla statunitense Microchip. Male anche Autogrill (2,7%) eWorld Duty Free (-3,28%); su quest’ultima in particolare, alla settima seduta consecutiva in calo, pesano i timori di un impatto della diffusione di Ebola sul
traffico aereo, che si sommano all’incertezza legata ai

I FONDI DELLA SETTIMANA
QUOTAZIONE
EURO

VAR. %
3 MESI

VAR. %
12 MESI

Acomea It. A1
Acomea It. A2
Allianz Az.Ita. All Star
Anima Geo It. A
Anima Geo It. Y
Anm Anima It. A
Anm Anima It. F
Arca Az.It.
Bnl Az.It.
Eurizon Az.It.
Eurizon Az.Pmi It.
Euromob. Az.It.
Fideuram It.
Fondersel P.M.I.
Fondit. Eq. It. R
Fondit. Eq. It. T
Gestnord Az.It. A
Gestnord Az.It. C
Interf.Equity It.
Pioneer Az.Crescita A
Pioneer Az.Crescita B
Symphonia Selez. It.
Synergia Az.It.
Synergia Az.Sm.Cap It.
Ubi Pra. Az.It.
Zenit Mc Pianeta It Cl.I
Zenit Mc Pianeta It Cl.R

18,425
18,998
4,842
16,015
17,546
17,042
17,252
22,379
17,451
13,037
5,088
21,863
28,134
19,957
13,369
13,870
12,286
12,385
10,344
13,577
7,154
7,714
6,241
6,404
5,702
11,712
11,111

-7,356
-7,100
-7,824
-7,917
-7,570
-7,741
-7,565
-7,529
-8,447
-7,748
-12,951
-7,104
-8,002
-11,124
-8,525
-8,370
-8,484
-8,259
-8,168
-8,548
-8,610
-8,807
-8,717
-11,815
-7,345
-9,399
-9,601

8,433
9,543
6,558
7,102
8,711
6,920
7,704
5,526
-0,439
5,171
4,049
5,593
9,101
8,057
6,365
7,055
6,161
6,961
7,181
2,530
2,258
-0,988
-0,637
2,711
5,867
1,835
0,798

5,763
3,964
15,089
5,851
5,414
28,654
6,631
5,722
7,119

-6,536
-6,066
-7,775
-6,534
-6,137
-5,264
-4,700
-6,243
-6,391

4,915
1,850
-0,231
4,147
5,208
4,672
8,438
5,826
5,796

12,491
12,866
22,750
8,466
5,233
29,400
32,283
14,751
16,211
5,069
5,142
9,219
9,073
12,118
3,052
4,933
10,016
4,975
7,165
10,038
10,669
11,989
16,732
11,712
12,149
10,985
11,086
7,641
6,139
7,575
8,767
6,643
17,189
6,121
6,804
7,060

-4,758
-4,498
-4,915
-3,741
-4,975
-7,305
-6,963
-3,374
-3,009
-3,448
-3,255
-6,368
-6,647
-5,187
-5,040
-5,025
-5,017
-4,602
-3,657
-3,832
-7,105
-5,105
-3,944
-5,373
-5,227
-5,440
-5,224
-6,601
-4,243
-4,077
-3,638
-3,641
-4,749
-4,806
-2,647
-5,387

7,293
8,309
7,099
3,954
3,891
4,559
6,117
7,078
8,689
7,031
7,957
6,912
5,709
8,071
5,891
3,944
10,810
7,416
2,834
4,836
6,417
6,174
6,861
5,920
6,750
3,762
5,138
8,060
9,015
9,296
7,331
7,067
10,329
8,116

17,226
17,850
19,794
7,037
6,937
7,612
14,920
15,143
26,576
24,976
14,216
32,614
13,343
14,921
12,959
13,443
17,031
17,188
8,362
9,407
83,143
5,970
11,382
7,127
9,759
9,542
6,230

1,941
2,222
3,655
4,021
4,868
5,269
4,937
5,160
3,566
5,158
3,600
-1,753
5,453
4,687
3,251
3,424
3,400
3,630
-3,262
3,830
10,640
4,007
4,221
4,196
2,339
5,483
-0,590

16,016
17,295
19,176
21,390
24,163
26,026
24,582
25,585
20,998
21,965
21,380
12,505
22,200
18,027
17,831
18,597
20,326
21,350
14,595
21,963
25,050
18,688
24,339
24,598
22,278
23,075
17,392

Acomea Asia Pac. A2
4,583
Acomea Asia Pacif. A1
4,439
Allianz Az.Pacif.
6,191
Alto Pacif. Az.
6,421
Anima Geo Asia A
7,351
Anima Geo Asia Y
8,104
Anm Anima Pacif. A
5,957
Anm Anima Pacif. F
6,057
Arca Az.Far East
6,826
Eurizon Az.Asia Nuove Ec 12,235
Eurizon Az.Pacif.
4,498
Fms-equity Asia
10,578
Fondersel Oriente
8,145
Fondit Eq.Pacif.Exjap R
4,177
Fondit Eq.Pacif.Exjap T
4,328
Fondit. Eq. Jap. R
3,044
Fondit. Eq. Jap. T
3,158
Gestnord Az.Pacif. A
8,212
Gestnord Az.Pacif. C
8,290
Interf.Eq. Jap. H
3,076
Interf.Eq.Pacif.Exjap.
6,646
Interf.Eq.Pacif.Exjap. H
5,363
Interf.Equity Jap.
3,178
Investitori Far East
5,956
Pioneer Az.Area Pacif A
3,816
Pioneer Az.Area Pacif B
5,658
Ubi Pra. Az.Pacif.
8,162

0,792
0,544
1,409
0,975
1,351
1,745
1,396
1,696
1,336
3,590
1,421
1,273
4,503
1,114
1,240
-0,229
-0,095
1,521
1,743
-1,125
1,188
-1,632
0,642
1,869
1,818
1,859

9,171
8,005
6,065
3,648
4,835
6,422
5,136
6,058
4,341
9,368
4,995
6,322
9,226
7,268
7,957
0,528
1,153
4,986
5,915
5,162
6,149
3,075
1,049
4,144
4,234
4,180
6,498

0,867
1,132
2,799
-0,035
0,323
0,363
0,637
1,657
1,360
1,128
1,961
7,556
1,787
1,978
2,479
2,711
1,985
1,927
2,100
1,718
2,586

4,702
5,770
8,373
3,406
4,964
4,234
5,390
6,350
5,488
5,869
8,078
19,834
9,797
10,608
7,576
8,529
9,846
13,367
14,503
7,457
7,145

-0,956
-0,753
2,734
-5,461
1,561
1,943
1,725
1,934
0,855
-0,417
1,206
-0,580
-0,337
-0,263
-0,238
-0,014
1,252
1,119
-0,749
-0,584
0,518
0,620
-2,239
-2,327
-0,778
-0,555
1,441
1,074
1,659
-3,033

10,289
11,416
13,157
0,251
14,108
15,817
15,580
16,406
14,912
11,668
14,633
10,515
12,435
13,384
15,211
13,214
8,453
9,169
13,005
15,060
14,559
14,647
9,522
10,300
15,239
12,011
17,112
8,333

AZIONARI AREA EURO

8a+ Eiger
Agora Equity
Alto Az.
Banco Posta Az.Euro
Epsilon Qequity
Eurizon Az.Area Euro
Symphonia Az.Euro
Ubi Pra. Az.Etico
Ubi Pra. Az.Euro
AZIONARI EUROPA

Acomea Europa A1
Acomea Europa A2
Allianz Az.Europa
Allianz Multieuropa
Amundi Az.Europa
Anima Geo Euro Pmi A
Anima Geo Euro Pmi Y
Anima Geo Europa A
Anima Geo Europa Y
Anm Anima Europa A
Anm Anima Europa F
Anm Anima Iniziativa Eu
Anm Anima Iniziativa Eu
Arca Az.Europa
Bnl Az.Europa Div
Consultinvest Az.A1
Consultinvest Az.A2
Consultinvest Az.I
Epsilon Qvalue
Eurizon Az.Europa
Eurizon Az.Pmi Europa
Fms-equity Europe
Fondersel Europa
Fondit. Eq. Europe R
Fondit. Eq. Europe T
Gestnord Az.Europa A
Gestnord Az.Europa C
Interf.Equity Europe
Investitori Europa
Malatesta Az.Eu
Pioneer Az Val Eu Dis A
Pioneer Az Val Eu Dis B
Pioneer Az.Europa A
Pioneer Az.Europa B
Ras Lux Equity Europe
Synergia Az.Europa
Ubi Pra. Az.Europa
AZIONARI AMERICA

Acomea Amer. A1
Acomea Amer. A2
Allianz Az.Amer.
Alto Amer. Az.
Anima Geo Amer. A
Anima Geo Amer. Y
Anm Anima Amer. A
Anm Anima Amer. F
Arca Az.Amer.
Bnl Az.Amer.
Eurizon Az.Amer.
Eurizon Az.Pmi Amer.
Fms-equity Usa
Fondersel Amer.
Fondit. Eq.Usablue Ch R
Fondit. Eq.Usablue Ch T
Gestnord Az.Amer. A
Gestnord Az.Amer. C
Interf.Eq. Usa H
Interf.Eq.Usa
Interf.Equity Usa Adv
Investitori Amer.
Pioneer Az.Am. A
Pioneer Az.Am. B
Symphonia Az.Usa
Synergia Az.Usa
Ubi Pra. Az.Usa
AZIONARI PACIFICO

AZIONARI PAESI EMERGENTI

Acomea Paesi Em. A1
Acomea Paesi Em. A2
Allianz Az Paesi Emer
Anima Geo Paesiem. A
Anima Geo Paesiem. Y
Anm Anima Emerg. A
Anm Anima Emerg. F
Arca Az.Paesi Emerg.
Bnl Az.Emerg.
Eurizon Az.Paesi Emer
Fms-equity Gl Em Mkt
Fms-equity New World
Fondit Eq Glb Em Mkt R
Fondit Eq Glb Em Mkt T
Gestnord Az.Paesi Em A
Gestnord Az.Paesi Em C
Interf.Eq. Glb Em Mkt
Pioneer Az.Paesi Em. A
Pioneer Az.Paesi Em. B
Symphonia Mult Emer Fle
Ubi Pra. Az.Merc. Emerg.

QUOTAZIONE
EURO

VAR. %.
3 MESI

VAR. %
12 MESI

4,574

-3,421

6,695

7,291
7,449
9,551
9,741
9,900
10,097

4,009
4,167
8,670
8,935
10,122
10,289

4,545
5,167
7,702
8,486
40,207
41,039

1,737
-0,845

15,508
11,078

Zenit Mc Megatrend Cl.R

AZIONARI ITALIANI

6,747
6,966
10,834
5,647
6,217
10,241
10,421
9,998
9,764
9,055
13,313
17,636
12,418
12,940
9,755
9,849
9,349
11,212
5,495
13,503
11,742

AZIONARI INTERNAZIONALI

Acomea Glob. A1
11,394
Acomea Glob. A2
11,868
Allianz Multi90
4,997
Alto Int. Az.
4,795
Anima Geo Glob. A
36,704
Anima Geo Glob. Y
40,346
Anm Anima Valore Glob. A 30,185
Anm Anima Valore Glob. F 30,418
Arca Az.Int.Ionali
16,275
Bancoposta Az.Int.
5,254
Capital It.
105,760
Consultinvest Global A1
5,145
Consultinvest Global A2
5,024
Consultinvest Global I
5,313
Etica Az.
7,116
Etica Az.I
7,277
Eurizon Az.Int.Ionali
10,513
Euromob. Az.Int.
15,088
Fondit. Global R
148,635
Fondit. Global T
154,149
Gestnord Az Trend Set
3,493
Pioneer Cim Glob.Quity
47,201
Soprarno Esse Stock A
6,114
Soprarno Esse Stock B
6,254
Star Coll Az.Inter. A
5,866
Star Coll Az.Inter. C
5,911
Synergia Az.Glob.
7,532
Talento Global Equity
155,688
Ubi Pra. Az.Globali
6,618
Zenit Mc Megatrend Cl.I
4,732

AZIONARI PAESE

Foi Eq Brazil R
Foi Eq Brazil T
Foi Eq China R
Foi Eq China T
Foi Eq India R
Foi Eq India T

AZIONARI ALTRE SPECIALIZZ.

Eurizon Az.Int. Etico
Fondit Eq.Gl.High Div. S

8,260
8,212

AZIONARI ENERGIA E MAT. PRIME

Eurizon Az.Enmatprime

10,092

-7,540

6,120

26,000

6,592

30,627

23,659
6,184
6,434

3,400
-0,595
-0,402

11,599
7,287
8,080

AZIONARI SALUTE

Eurizon Az.Salute
AZIONARI FINANZA

Eurizon Az.Finanza
Fondit. Eu Financials R
Fondit. Eu Financials T

AZIONARI INFORMATICA

Eurizon Az.Tecn.Avanz

5,850

26,591

10,129
13,192
13,761
14,458
15,084
2,782
2,692
5,309
5,500
60,198

5,989

-6,464
-12,427
-12,261
-5,200
-5,031
0,615
0,485
0,912
1,047
6,543

1,840
-4,758
-4,038
8,356
9,178
4,665
4,099
6,972
7,443
28,488

Anima Forza 5 A
5,109
Anima Forza 5 B
5,106
Anima Forza 5 Y
5,398
Anm Anima Cap. Più 70 F 6,342
Anm Anima Cap. Più 70 N 6,198
Anm Anima Capi Più 70 A 6,205
Fondit. Core 3 R
11,826
Fondit. Core 3 T
12,275
Igm Fdf Bil.Az.Cl.A
5,805
Igm Fdf Bil.Az.Cl.B
6,051
Ubi Pra. Port. Aggressiv
6,677

1,168
1,149
1,371
2,109
1,740
1,755
-1,671
-1,508
0,259
0,415
-0,299

10,060
9,996
11,001
12,268
10,639
10,744
7,734
8,436
9,715
10,460
10,327

2,468
-1,289
1,080
1,062
1,238
-1,808
-0,973
-0,686
-0,861
0,336
0,551
-0,965
1,414
0,925
-0,510
-1,707
0,634
0,821
-1,434
-1,283
-2,649
-2,433
-1,164
3,205
3,447
-0,862
-1,307
0,385
0,815

11,379
0,116
9,172
9,174
9,873
8,464
5,644
8,170
11,154
12,135
8,186
10,627
10,291
8,513
5,251
6,013
6,566
7,204
7,262
8,210
10,701
8,011
8,947
6,846
8,788
8,352

2,141
0,645
0,520
0,157
2,462
1,238
-0,690
1,183
1,183
1,336
-1,002
-0,389
-0,150
-0,984
-0,731
-0,537
-0,374
1,689
-0,830
-0,710
-0,080
-2,191
1,523
-1,133
1,111

9,929
5,682
6,421
6,420
7,002
4,772
3,937
4,916
4,866
6,008
5,569
6,233
9,393
4,665
5,179
6,047
1,604
6,230

-0,595
-0,514
0,540
0,776
-0,069
0,083
0,191
0,066
0,180
0,634
0,075
0,020
0,792
0,176
0,097
0,167
0,172
0,375
-0,058
0,179
0,180
0,288
0,213
0,341
0,416
0,037
0,109
0,114
0,239
0,408
0,144
0,146
0,245
0,178
0,178
0,261
0,117
-0,142
-0,175
0,274
0,155
0,203
0,074
0,227
0,135
0,252
0,613
0,513

5,221
5,535
3,262
6,670
0,137
0,371
0,371
1,685
2,150
1,135
1,496
4,764
0,739
0,434
5,088
1,706
1,388
1,638
1,642
2,464
0,116
1,422
1,429
2,402
0,630
1,344
1,697
0,247
0,549
1,670
-0,459
2,126
0,535
1,475
3,194
1,603
1,594
1,868
1,450
0,293
0,176
1,424
1,819
2,202
1,512
3,690
2,224
1,764
2,472
2,096

AZIONARI ALTRI SETTORI

Fms-eq.Glob.Resources
Fondit. Eu Cyclicals R
Fondit. Eu Cyclicals T
Fondit. Eu Defensive R
Fondit. Eu Defensive T
Fondit. Flex Em. Mkts T
Fondit. Flex Em.Mkts R
Fondit. Glob Income R
Fondit. Glob Income T
Inter.Int.Sec.New Ec
BILANCIATI AZIONARI

BILANCIATI BILANCIATI

Allianz Multi50
6,186
Alto Bil.
17,237
Anima Forza 4 A
5,618
Anima Forza 4 B
5,617
Anima Forza 4 Y
5,887
Anima Prog.Europa 21 Ced 5,000
Arca Bb
39,211
Bancoposta Mix 2
7,431
Consult Bil.A2
6,077
Consultinvest Bil A1
5,181
Etica Bil.
9,258
Etica Bil.I
9,481
Eurizon Bil.Euro Multi.
44,341
Eurizon Soluzione 40
7,672
Eurizon Soluzione 60
30,125
Euromob. Bil.
33,765
Fideuram Bil.
14,571
Fms-balanced
10,324
Fondersel
53,787
Fondit. Core 2 R
11,685
Fondit. Core 2 T
12,084
Gestnord Bil.Euro A
16,647
Gestnord Bil.Euro C
16,804
Nextam Part. Bil.
6,962
Star Coll Bil.Paesiem A
5,056
Star Coll Bil.Paesiem C
5,102
Synergia Bil.50
6,555
Ubi Pra. Europe Multifun
5,136
Ubi Pra. Gl. Multif.50
6,784
Ubi Pra. Port. Dinamico
6,681
BILANCIATI OBBLIGAZIONARI

Allianz Multi20
Alpi Bil.
Amundi Obb.Br.Ter. D
Amundi Oriz 20 Pem Impre
Amundi Oriz.20 It.
Amundi Oriz.20 Silver Ag
Amundi Oriz.2020 Alpha I
Amundi Orizzonte 20 Glob
Anima Ced. Al.Pot. 2021
Anima Ced.Al.Pot.2021 Ii
Anima Ced.Al.Pot.2021 Ii
Anima Forza 3 A
Anima Forza 3 B
Anima Forza 3 Y
Anm Anima Cap. Più 30 N
Anm Anima Cap.Più 15 A
Anm Anima Cap.Più 15 F
Anm Anima Cap.Più 30 A
Anm Anima Cap.Più 30 F
Anm Anima Visconteo A
Anm Anima Visconteo F
Arca Te
Fondit. Core 1 R
Fondit. Core 1 T
Synergia Bil.30
Ubi Pra. B. Euro Ris. Co
Ubi Pra. Glob. Multiasse
Ubi Pra. Multiasset It
Ubi Pra. Port. Moderato

7,252
5,933
5,011
5,026
5,117
5,411
5,000
5,151
9,931
9,935
5,900
5,901
6,143
5,730
5,887
5,976
5,733
5,840
40,947
41,331
20,405
11,824
12,165
6,261
6,206
5,065
4,976
6,735

OBBLIGAZIONARI EURO GOV.B.T.

Acomea Breve Term. A1
14,713
Acomea Breve Term. A2
14,890
Alto Euro Governativo B/
7,818
Amundi Obb.Br.Ter. C
8,444
Anima Fix Euro A
8,744
Anima Fix Euro I
8,931
Anima Fix Euro Y
8,938
Anima Fix Obb.Bt A
10,800
Anima Fix Obb.Bt Y
11,024
Anm Anima Salvadanaio A 12,209
Anm Anima Salvadanaio F 12,278
Arca Mm Bond Euro Sh.T. 17,769
Bancoposta Obb.Eu Bt
6,676
Bancoposta Replay 12 Mes 5,091
Consultinvest Breve Term
5,597
Etica Obb.Breve T. I
6,258
Etica Obb.Breve Term.
6,208
Eurizon Obb.Euro Bt A
16,199
Eurizon Obb.Euro Bt D
14,977
Euromob. Euro Aggregate 9,108
Fideuram Risparmio
17,224
Fondaco Euro Cash
123,950
Fondaco Euro Cash B
122,593
Fondersel Redd.
16,029
Fondit Eur Bond Defe. S
8,464
Fondit Eur Bond Defen R
8,523
Fondit Euro Bond Defen T 8,692
Fondit. Eu Currency R
8,109
Fondit. Eu Currency T
8,247
Gestielle Bt Cedola Cl.A
6,169
Gestielle Bt Cedola Cl.B
6,284
Gi Focus Euro Gov. Bt
17,724
Interf.Euro Currency
6,950
Malatesta Breve Termine
6,190
Mediolanum Risp Dinam L 5,306
Nordfondo Obb.B.T A
9,571
Nordfondo Obb.B.T B
10,068
Nordfondo Obb.B.T C
9,598
Passadore Breve Termine
7,695
Pion. Eur Gov Bt (ex Mon 14,051
Pion. Eur Gov Bt (ex Mon
5,131
Soprarno Pronti Termine
5,483
Soprarno Pronti Termine
5,004
Symphonia Obb Breve Term 7,110
Symphonia Obb Rend.
8,400
Synergia Obb.Euro Bt
5,438
Synergia Obb.Rend.
5,732
Teodorico Breve Termine
8,137
Ubi Pra. Euro Bt
7,154
Zenit Mc Breve Ter Cl.I
8,208
Zenit Mc Breve Ter Cl.R
8,037

OBBLIGAZIONARI EURO GOV.M.L.T.

Acomea Eurobb.A1
17,324
Acomea Eurobb.A2
17,550
Agora Income
5,545
Allianz Redd. Euro
39,988
Anima Fix Obb.Mlt A
6,936
Anima Fix Obb.Mlt Y
7,127
Anm Anima Cap. Più Ob. N 6,003
Anm Anima Obb.Euro A
7,678
Anm Anima Obb.Euro F
7,715
Anm Capitale Più Obb.A
6,010
Anm Capitale Più Obb.F
6,085
Arca Rr Bond Euro
11,198
Azimut Redd. Euro
17,644
Bancoposta Obb.Eu Mlt
8,328
Epsilon Qincome
9,329
Eurizon Obb.Euro
17,492
Euromob. Redd.
18,619
Fideuram Rendimento
10,739
Fondaco Eurogov Beta
153,846
Fondaco Eurogov Beta B 135,433
Fondersel Euro
9,980
Fondit Eur Bd Lng Term S 10,044
Fondit. Eu B. Long T R
10,292
Fondit. Eu B. Long T T
10,551
Fondit. Euro Bond R
13,398
Fondit. Euro Bond S
13,212
Fondit. Euro Bond T
13,713
Gestielle Mt Euro Cl.A
16,774
Gestielle Mt Euro Cl.B
17,341

-0,722
-0,623
-0,162
2,615
2,225
2,385
0,806
1,093
1,180
0,822
1,029
1,865
0,490
1,413
2,595
2,610
2,224
2,618
3,282
3,285
1,660
6,398
7,063
7,182
1,948
1,631
2,054
1,066
1,226

6,892
7,320
0,947
10,139
9,608
10,036
4,564
5,221
5,483
4,667
5,496
8,413
4,452
5,699
11,845
9,441
8,998
8,300
11,837
11,857
9,047
18,737
21,712
22,189
6,893
5,384
7,317
6,158
6,839

QUOTAZIONE
EURO
Interf.Euro Bond Long T
Interf.Euro Bond Med. T
Interf.Euro Short Term 1
Interf.Euro Short Term 3
Malatesta Obb.Euro
Nordfondo Ob.Euro M.T. A
Nordfondo Ob.Euro M.T. C
Pioneer Eu Gov Mt Dis A
Pioneer Eu Gov Mt Dis B
Pioneer Obb.Euro Distr B
Ras Lux B. Europe
Symphonia Obb.Euro
Synergia Obb.Euro Mt
Ubi Pra. Euro M/L Term.

VAR. %
3 MESI

11,960
10,714
7,475
13,469
6,743
19,284
19,372
5,601
5,578
5,701
8,244
6,162
7,999

7,120
3,417
0,241
1,187
1,628
1,618
1,733
2,784
2,758
2,334
1,690
1,482
2,696

VAR %
12 MESI
22,091
12,283
1,673
5,639
6,626
6,383
6,839
10,149
10,006
8,222
7,051
6,480
7,658

OBBLIGAZIONARI EURO CO.INV.GR.

Amundi Corporate 3 Anni 87,090
Anima Fix Imprese A
8,221
Anima Fix Imprese Y
8,560
Anm Anima Obb.Corp. A
9,037
Anm Anima Obb.Corp. Ad 8,927
Anm Anima Obb.Corp. F
9,133
Arca Bond Corporate
8,985
Banco Posta Corp. 2014
5,222
Eurizon Obb.Euro Corp.
6,715
Eurizon Obb.Euro Corp. B 8,433
Foi Eu Corp Bnd S
9,161
Fondit. Eu Corp Bnd R
10,059
Fondit. Eu Corp Bnd T
10,287
Interf.Euro Corporate Bd
5,994
Nordfondo Ob.Euro Corp A 9,600
Nordfondo Ob.Euro Corp C 9,646
Pioneer Ob Eu Co Et Dis
5,277
Pioneer Ob Eu Co Et Dis
5,678
Symphonia Obb.Corp.
6,701
Synergia Obbl Corporate
6,515
Ubi Pra. Euro Corp.
9,463

0,193
0,379
0,540
0,612
0,451
0,739
1,285
0,038
0,811
0,095
0,881
1,442
1,540
1,559
1,405
1,537
1,305
1,266
0,812
0,898
0,960

0,078
8,043
8,740
8,880
11,719
7,915
1,031
6,099
2,355
4,518
7,033
7,458
7,400
7,696
8,224
6,820
6,667
6,112
5,489
5,957

OBBLIGAZIONARI EURO HIGH YIELD

Anima Fix H.Y.
Anima Fix High Yeld Y
Anm Anima Ob Hi Yield A
Anm Anima Ob Hi Yield Ad
Anm Anima Ob Hi Yield F
Eurizon Obb.Euro Hy
Foi Bnd Gl. H.Y.
Foi Bond Gl.H.Y.
Foi Bondglobh.Y.
Ifu Bond Gl. H.Y.
Ubi Pra. Gl.High Yld Eur

10,665
11,342
21,002
20,117
21,393
9,453
17,646
15,182
17,136
9,800
5,000

-3,230
-2,985
-3,359
-3,355
-3,072
0,117
-2,862
-4,166
-3,055
-2,497
-

7,629
8,713
7,317
7,331
8,572
7,068
5,601
-0,635
4,762
6,314
-

7,130
6,413
0,154

5,753
5,328
1,495

6,837
7,798
7,197
7,989
0,546
0,736
7,872
7,647
7,739
8,168
8,294

6,449
8,802
6,639
9,571
2,338
3,086
8,267
7,387
9,466
8,089
8,628

7,511
7,469

13,021
14,049

4,986
2,988
5,865
6,074
5,682
5,874
3,942
4,627
4,355
4,367
4,978
4,020
4,236
4,755

6,522
2,712
8,439
9,293
7,992
8,567
6,665
5,739
6,834
6,888
8,432
4,716
5,647
7,324

OBBLIGAZIONARI DOLL. GOV.B.T.

Anima Riserva Doll. A
Anima Riserva Doll. F
Anima Riserva Doll. I
Eurizon Br.Ter.Doll.
Eurizon Br.Ter.Doll. $
Euromob. Conservativo

6,454
10,050
9,637
10,395
9,762
9,989
11,223
10,699
8,673
16,156
16,242

OBBLIGAZIONARI DOLL. CO.INV.GR

Pioneer Ob Co Am Dis A
Pioneer Ob Co Am Dis B

5,326
5,312

OBBLIGAZIONARI INTERN. GOV.

Allianz Redd. Glob
17,475
Alto Int.Obb.
6,894
Anima Fix Obb.Glob A
10,036
Anima Fix Obb.Glob Y
10,408
Anm Anima Pianeta A
10,918
Anm Anima Pianeta F
11,013
Arca Bond G.
14,739
Eurizon Obb.Int.
9,746
Fondaco World G Abnoe 116,700
Fondaco World G Abnoe B106,746
Fondersel Int.
16,281
Gestielle Obb.Int. Cl.A
6,883
Gestielle Obb.Int. Cl.B
7,259
Ubi Pra. Obb.Globali
6,521

OBBLIGAZIONARI INT.CORP.INV.GR

Ubi Pra. Obb.Glob. Corp.

8,551

1,592

7,506

-1,389
-2,385
-1,267
4,694
4,655
-2,358

12,566
12,480
5,413

1,619

-2,930

OBBLIGAZIONARI INT. HIGH YIELD

Fondit Bond Hy Short R
9,940
Fondit Bond Hy Short S
9,742
Fondit Bond Hy Short T
9,975
Pioneer Obb Glo Hy Dis A 5,626
Pioneer Obb Glo Hy Dis B 5,629
Ubi Pra. Obb.Gl. Alto Re
11,841
OBBLIGAZIONARI YEN

Interf.Bond Jap.

5,334

OBBLIGAZIONARI PAESI EMERGENTI

Anm Anima Obb.Emerg A
Anm Anima Obb.Emerg Ad
Anm Anima Obb.Emerg F
Arca Bo Paesi Em Val.Loc
Arca Bond Paesi Em.
Bnl Obbl Emerg.
Eurizon Obb.Emerg.
Fondit Bnd Glb Em Mkt R
Fondit Bnd Glb Em Mkt S
Fondit Bnd Glb Em Mkt T
Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. R
Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. R
Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. S
Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. T
Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. T
Gestielle Em Mkts Bo Cl.
Gestielle Em Mkts Bo Cl.
Interf.Bond Glb Em Mkt
Interf.Em.Mkt Loc.Cur H
Interf.Em.Mkt Loc.Curr
Nordfondo Ob.Paesi Em A
Nordfondo Ob.Paesi Em B
Nordfondo Ob.Paesi Em C
Pioneer Ob.Paesiem Dis A
Pioneer Ob.Paesiem Dis B

7,267
7,182
7,327
5,584
17,009
30,286
13,721
13,307
12,688
13,534
9,781
9,549
9,416
9,171
9,859
13,033
13,854
13,582
10,335
10,866
11,519
10,888
11,607
11,177
5,543

0,138
0,142
0,260
2,515
-1,637
6,092
-0,896
-0,849
-1,621
-0,777
1,811
-5,089
0,824
-4,687
1,976
0,008
0,275
-0,629
-4,799
2,172
5,621
5,627
5,816
2,064
1,875

2,165
2,662
5,638
7,421
14,802
5,110
7,854
4,929
8,177
2,774
-3,516
-1,061
3,431
8,500
9,570
7,589
-1,515
4,915
10,749
11,541
12,812
12,759

0,946
0,651
-0,178
0,075
0,356
0,374
0,454
0,912
0,893
0,997
3,388
3,309
2,187
2,135
0,616
1,066
0,422
1,074
0,875
-0,792
-1,340
0,907
0,540
-0,720
-0,517
0,735
-0,562
1,362
2,725
0,457
0,457
2,181
0,329
0,423
0,379
0,142
-0,130
0,594
0,683
-4,545
-5,000
-4,384
1,787
1,885
-0,237
-0,010
1,897
-4,664
-3,642
-3,278
2,299
2,354
6,949
7,082
1,909
2,052
8,277

2,545
7,995
1,526
2,555
3,317
3,335
3,672
5,962
5,939
6,319
6,686
6,232
2,124
1,884
7,236
9,705
2,864
1,191
6,153
7,717
8,788
10,499
6,140
8,680
9,490
3,447
3,438
8,603
5,199
5,617
1,511
0,542
3,245
2,398
2,769
-0,235
-2,135
0,391
4,967
5,381
7,738
8,620
5,521
1,540
0,869
1,571
8,079
8,363
9,675
10,232
7,926
8,463
10,914

OBBLIGAZIONARI ALTRE SPECIAL.

Alpi Bond
7,575
Amundi Obb.Ob.Ced.
6,335
Anima Fix Emerg. A
15,102
Anima Fix Emerg. Y
16,093
Anima Forza 1 A
5,637
Anima Forza 1 B
5,639
Anima Forza 1 Y
5,759
Anima Forza 2 A
5,421
Anima Forza 2 B
5,423
Anima Forza 2 Y
5,569
Anm Anima Riserva Emer. 5,218
Anm Anima Riserva Emer. 5,182
Anm Anima Riserva Glob.
5,000
Anm Anima Riserva Glob.
4,975
Aureo Cedola I-2016
5,882
Aureo Cedola Ii-2017
5,689
Azimut Trend Tassi
10,236
Bancoposta Obb.Feb14
5,083
Bancoposta Obbl Dic 2017 5,648
Bcc Ced. Att. Dicembre 1
5,008
Bcc Ced. Att. Marzo 19
4,933
Bcc Ced. Dicembre 18
5,120
Bcc Ced. Marzo 19
5,027
Bcc Ced.Att. Settembre19 5,000
Bcc Ced.Più Settembre19 5,000
Bcc Ced.Reale Settemb.19 5,000
Bcc Cedola Iii Op-2017
5,170
Bcc Cedola Iv Op-2018
5,300
Bcc Cedola Iv-2018
5,439
Bcc Cedola V Op-2018
5,307
Bcc Cedola V-2018
5,434
Bnl Obb.Globali
8,330
Eurizon Obb.Cedola A
6,812
Eurizon Obb.Cedola D
6,108
Eurizon Obb.Etico
6,043
Foi Core Bond R
10,987
Foi Core Bond T
11,151
Foi Eu Yield Pl S
9,270
Fondersel Sh.Term Asset 100,734
Fondit Core Bond S
10,785
Fondit. Eu Yield Pl R
9,651
Fondit. Eu Yield Pl T
9,871
Fondit. Glob Conv. R
10,187
Fondit. Glob Conv. S
9,993
Fondit. Glob Conv. T
10,272
Fondit. Inflat Linked R
16,062
Fondit. Inflat Linked T
16,430
Gestielle Obb.Corp. A
9,663
Gestielle Obb.Corp. B
9,955
Interf.Inflation Linked
16,493
Interfund Glob.Convert
11,672
Nordfondo Obb.Conv. A
6,033
Nordfondo Obb.Conv. C
6,079
Pioneer Cim Eurofixincom 19,893
Pioneer Obb.Euro Distr A
7,436
Ras Lux Short T. Dollar
Ras Lux Short T. Eur.
Star Coll Ob Inter. A
5,294
Star Coll Ob Inter. C
5,322
Star Coll Ob M/L Ter A
5,392
Star Coll Ob M/L Ter C
5,421
Ubi Pra. Obb.Doll.
6,240
OBBLIGAZIONARI MISTI ITALIANI

22,263
22,641
5,665
5,332
5,085
5,322
5,260
5,521
5,511
5,228
5,223
5,351
5,248
5,091
5,214
5,159
5,187
5,307
5,429
5,422
5,373
5,010
5,312
5,883
11,732
11,868
10,637
7,044
7,367
7,485
9,460
6,578
6,282
7,644
5,583
5,159
5,473
7,650
7,280
9,107
5,437
8,376
5,996
6,700
5,252
5,226
9,292
9,027

VAR. %
3 MESI

VAR %
12 MESI

0,194
0,328
0,962
-0,169
0,534
0,453
0,420
0,785
0,879
0,249
0,423
-0,187
0,306
0,296
0,559
1,058
-0,192
0,265
0,388
0,407
0,261
0,200
0,264
-0,389
0,973
1,202
2,092
0,342
1,614
1,754
1,101
-0,137
-0,128
0,210
-0,143
-0,290
-2,023
1,553
0,400
0,953
0,778
-0,226
0,469
1,010
2,418
2,310
-0,748
-0,889

7,504
8,087
5,789
7,182
6,782
6,525
9,565
9,825
7,019
6,552
7,283
6,140
7,441
7,686
7,353
6,240
3,848
5,589
6,392
10,319
5,639
7,815
8,447
5,170
2,079
2,083
4,526
10,053
4,787
10,437
6,138
5,142
5,061
5,478
5,193
4,769
9,205
8,760
3,520
2,954

1,023
-0,335
0,787
0,821
0,847
0,875
0,739
1,202
0,921
0,940
1,127
0,961
-1,604
0,512
-0,936
0,918
1,064
1,175
-0,988
0,165
-1,705
0,998
1,243
1,400
-0,175
0,228
-0,121
-0,108
0,554
0,075
0,147
0,051
0,129
0,464
0,406
-0,017
0,162
0,537
-0,423
-0,423
-1,700
-1,700
-0,095
1,059
1,077
1,145
1,164
0,995
1,001
2,226
2,227
2,204
2,224
2,191
2,172
1,407
1,407
1,252
1,252
-0,220
-0,200
-0,315
0,141
0,600
0,855
0,835
0,824
-0,222
0,072
-0,928
0,096
-0,037
1,016
0,626
2,553
2,407
2,484
2,501
1,164
1,145
1,124
1,136
0,504
0,487
1,283
0,487
0,450
0,595
1,603
1,733
-0,180
0,414
1,797
-0,376
0,502
1,530
0,998
1,642
0,828
0,827
0,766
0,268
0,875
0,055
0,234
-0,983
0,589
-1,259
-0,728
-0,762
0,156
-1,324
3,297
0,264
-0,189
1,090
-0,019
-0,158

3,605
-1,398
8,444
7,954
6,078
6,307
6,571
8,261
7,700
8,337
9,926
10,451
8,962
8,323
5,423
5,985
6,772
5,714
2,542
2,600
7,714
4,423
6,624
0,596
6,574
7,815
7,457
4,257
3,427
7,078
2,523
8,563
8,624
5,029
5,049
7,904
7,593
4,492
4,450
5,057
5,138
8,281
8,221
2,711
4,625
6,387
7,259
7,039
6,757
3,554
3,276
4,090
0,947
1,289
4,225
4,418
12,247
10,144
10,177
6,221
6,207
10,379
10,718
6,049
4,330
1,958
3,268
3,921
1,685
4,381
1,802
1,852
2,720
0,734
3,185
2,866
3,704
4,156
1,379
5,091
-0,092
4,063
8,679
3,561
2,701
2,391
0,155
2,534
0,313
-0,178

OBBLIGAZIONARI FLESSIBILI

5,000
5,000
5,000
12,922
16,427
11,675

OBBLIGAZIONARI DOLL. GOV.M.L.T

Azimut Redd. Usa
Foi Bond Us Plus R
Foi Bond Us Plus S
Foi Bond Us Plus T
Fondit Bond Us Plus Rh
Fondit Bond Us Plus Th
Gestielle Bond Doll. Cl.
Gestielle Bond Doll. Cl.
Ifu Bond Us Plus
Interfund Bond Us Plus H
Nordfondo Obb.Doll. A
Nordfondo Obb.Doll. C

QUOTAZIONE
EURO
Acomea Perform. A1
Acomea Perform. A2
Alleanza Obb.
Anima Tr. 18 It.Al.Pot.I
Anima Tr. 21 Glob.
Anima Tr.18 Eu.Al.Pot.Ii
Anima Tr.18 Eu.Al.Pot.Ii
Anima Tr.19 Cre.Sost.
Anima Tr.19 Cre.Sost. Ii
Anima Trag 18 Alto Pot.
Anima Trag 18 Eu.Al.Pot.
Anima Trag 18 It.Al.Pot.
Anima Trag 2019 Glob
Anima Trag 2019 Glob Ii
Anima Trag 2019 Multiass
Anima Trag Ced. Amer.
Anima Trag Cedola Europa
Anima Trag. 19 Flex Ii
Anima Trag. 19 Plus
Anima Trag. 19 Plus Ii
Anima Trag. 2019 Flex
Anima Trag. Crescita Ita
Anima Trag. Dinamico
Anm Anima Cap. Più 15 N
Anm Anima Sforzesco A
Anm Anima Sforzesco F
Arca Obb.Europa
Bancoposta Mix 1
Etica Obb.Misto
Etica Obb.Misto I
Eurizon Diversetico
Eurizon Rend. A
Eurizon Rend. D
Eurizon Soluzione 10
Gestielle Ced.Multi Tar
Gestielle Ced.Multi Tar2
Gestielle Cedola Più Ita
Nextam Part. Obb.Misto
Nordfondo Etico Obmisto
Pioneer Ob. Piu' Dis A
Pioneer Ob. Piu' Dis B
Symphonia Patrim. Redd.
Synergia Bil.15
Ubi Pra. Port. Prudente
Unicredit Redd. A
Unicredit Redd. B
Zenit Mc Obb.Cl.I
Zenit Mc Obb.Cl.R

Allianz Obb.Flessibile
17,186
Alto Eu Flessibile Obb.
9,525
Amundi Div.Attiva 18
5,381
Amundi Div.Attiva 18 4
5,278
Amundi Div.Attiva 18 Due
5,361
Amundi Div.Attiva 18 Tre
5,306
Amundi Div.Attiva 19
5,181
Amundi Meta 19 Prem. Due 5,306
Amundi Meta 2018
5,478
Amundi Meta 2018 Due
5,368
Amundi Meta 2018 Quattro 5,386
Amundi Meta 2018 Tre
5,357
Amundi Meta 2019 Premium 5,458
Amundi Meta Opp. 2017
5,109
Amundi Meta Plus 19 Ae D 5,504
Amundi Meta Plus 19 Ae T 5,389
Amundi Meta Plus 19 Mer 5,317
Amundi Meta Plus 19 Usa 5,512
Amundi Meta Plus 2019 Ae 5,612
Amundi Oriz.19 Ced E Div 5,471
Amundi Oriz.19 Ced E Div 5,362
Amundi Traguardo 3%
5,463
Anima Rend.Ass.Obb.A
5,702
Anima Rend.Ass.Obb.Y
5,865
Anima Risparmio A
7,409
Anima Trag 2017 Ced4 Ii
5,705
Anm Anima Risparmio Ad 7,411
Anm Anima Risparmio F
7,407
Anm Anima Tr. 18 M.Cedii 5,267
Anm Anima Trag 17 Ced4
5,331
Anm Anima Trag 17 Ced4 3 5,447
Anm Anima Trag 2016 Ced3 5,904
Anm Anima Trag 2017 M.Ce 5,417
Anm Anima Trag 2018 C.Se 5,201
Anm Anima Trag 2018 T.Ce 5,437
Anm Anima Trag Ii 2016
5,825
Anm Anima Traguardo 2016 5,571
Anm Anima Traguardo 2018 5,988
Arca 19 Red. Multiv. P
4,947
Arca 19 Red. Multiv. R
4,947
Arca 19 Red. Multiv.Ii P
4,915
Arca 19 Red. Multiv.Ii R
4,915
Arca 19 Red.Multiv.Iii P
5,000
Arca 19 Red.Multiv.Iii R
5,000
Arca Ced Bond Glob Eur
5,328
Arca Ced.18 Ob.Att.Iii P
5,335
Arca Ced.18 Ob.Att.Iii R
5,338
Arca Ced.18 Ob.Att.Iv P
5,201
Arca Ced.18 Ob.Att.Iv R
5,202
Arca Ced.18 Ob.Attiva Ii
5,366
Arca Ced.18 Obb.Attiva
5,335
Arca Ced.18 Paesi Em.Vl
4,795
Arca Ced.18 Paesi Em.Vl
4,793
Arca Ced.18 Paesi Em.Vl2 5,074
Arca Ced.18 Paesi Em.Vl2 5,078
Arca Ced.18 Paesi Em.Vl3 5,300
Arca Ced.18 Paesi Em.Vl3 5,297
Arca Ced.19 Ob.Att. Vi P
5,046
Arca Ced.19 Ob.Att. Vi R
5,046
Arca Ced.19 Ob.Att.V P
5,091
Arca Ced.19 Ob.Att.V R
5,091
Arca Ced.19 Ob.Att.Vii P
4,989
Arca Ced.19 Ob.Att.Vii R
4,990
Arca Ced.19 Ob.Att.Viii
5,000
Arca Ced.19 Ob.Att.Viii
5,000
Arca Ced.Bo.2015 Alto Po 5,408
Arca Ced.Bo.2015 Alto Po 5,602
Arca Ced.Bo.2016 Alto Po 6,019
Arca Ced.Bo.2017 Alto Po 5,642
Arca Ced.Bo.2017 Alto Po 5,297
Arca Ced.Bo.2017 Alto Po 5,608
Arca Ced.Bond Glob.Eu Ii
5,420
Arca Ced.Bond Glob.Eu Ii
5,466
Arca Ced.Bond Paesi Em. 5,242
Arca Ced.Corp.Bond Iv
5,219
Arca Ced.Gov.Eu.Bond Iv
5,466
Bcc Risparmio Obb.
6,463
Bnl Redd. Plus
4,986
Consult H.Y.
5,463
Consult H.Y.
7,149
Consult H.Y.
5,272
Consult H.Y.
5,451
Consult Redd. A1
5,389
Consult Redd. A2
8,567
Consult Redd. B1
5,299
Consult Redd. B2
7,915
Consult Valore A2
6,386
Consult Valore B2
5,984
Consultinvest Redd. I
5,446
Consultinvest Valore A1
5,155
Consultinvest Valore B1
4,914
Consultinvest Valore I
5,073
Eurizon Ced. Doc 02/19
5,577
Eurizon Ced. Doc 04/19
5,576
Euromob. Cedola 2018
4,989
Euromob. Cedola 3-2017
5,330
Euromob. Crescita Attiva
5,000
Euromob. Emerg Mkt Bond 7,590
Euromob. F2
6,882
Euromob. Obiettivo 2015
5,403
Foi Global Bond R
10,283
Foi Global Bond S
9,416
Foi Global Bond T
10,460
Fondit Ethical R
10,110
Fondit Ethical T
10,121
Fondit. Flexib Bond R
8,687
Fondit. Flexib Bond S
8,236
Fondit. Flexib Bond T
8,877
Gestielle Ced Fissa Ii A
5,420
Gestielle Ced Fissa Ii B
5,571
Gestielle Cedola Fissa
5,639
Gestielle Cedola O.B.E.
5,324
Gestielle Cedola Più
5,491
Gi Focus Obb.
6,544
Mediolanum Fle Obb Glob 9,638
Ritorni Reali
6,411
Soprarno Redd.& Cresc. A 4,994
Soprarno Redd.& Cresc. B 5,002
Symphonia Obb.Alto Pot.
5,439
Symphonia Obb.Din. Val.
6,235
Synergia Bond Flessib.
5,311
Ubi Pra. Active Duration
5,814
Ubi Pra. Tot Ret Pr
11,128
Unicredit Soluzione Bta
5,129
Unicredit Soluzione Btb
5,042
FONDI FLESSIBILI

8a+ Gran Paradiso
8a+ Latemar
Acomea Etf Attivo A1
Acomea Etf Attivo A2
Acomea Patr. Aggr. A2
Acomea Patr. Aggr.A1
Acomea Patr. Dinam.A1
Acomea Patr. Dinam.A2
Acomea Patr. Prud. A1
Acomea Patr. Prud. A2
Active Discovery Flex

5,198
5,745
4,435
4,559
4,092
3,955
5,310
5,434
6,343
6,499
5,079

-0,345
-2,989
-5,134
-4,922
-0,098
-0,378
0,094
0,277
0,205
0,371
0,079

58
-0,345
2,079
3,986
4,829
7,177
6,004
6,285
7,095
7,399
8,047
4,873

QUOTAZIONE
EURO
Active Global Flex
5,079
Active Income Flex
5,296
Active Opport. Flex
5,079
Agora 4 Invest
5,177
Agora Pegasus
5,041
Agora Selection
4,173
Agora Valore Prot.
6,958
Agoraflex Q
7,339
Agoraflex R
7,154
Alarico Re
4,707
Alkimis Cap Ucits Acc.
5,809
Alkimis Cap Ucits Coup.
5,177
Allianz Global Strategy
5,823
Allianz Global Strategy
32,414
Allianz Global Strategy
5,723
Amundi Accumulaz.Att.
4,998
Amundi Accumulaz.Att. 2
4,999
Amundi Eu Brasile 2016
4,185
Amundi Eu Bric 2017
5,074
Amundi Eu Cina Ripr 2015 5,790
Amundi Eu Cr.Ar.Euro 19
5,910
Amundi Eu Cr.Az 2017
5,665
Amundi Eu Cr.Az Ii 2017
6,430
Amundi Eu Cr.Fin 2015
5,575
Amundi Eu Cr.Fin 2017
6,832
Amundi Eu Cr.Ita 2015
5,664
Amundi Eu Cr.Ita 2018
6,493
Amundi Eu Cr.Set.Imm17
6,500
Amundi Eu Cr.Tai 2018
6,610
Amundi Eu Cv 17
6,345
Amundi Eu Cv 18
6,456
Amundi Eu Double Call
5,918
Amundi Eu Euemrip17
5,082
Amundi Eu It. Dopop18
5,822
Amundi Eu Ma.In.Dpop18 5,222
Amundi Eu Merc. Em. 18
5,164
Amundi Eu P Iv 2017
6,021
Amundi Eu Sv M P 2016
5,029
Amundi Eu Sv.It-fr-sp18
6,115
Amundi Eu Svi. Russia18
4,713
Amundi Eu Svi.Germa18
5,906
Amundi Eu Svil.En. 2016
5,243
Amundi Eu Svil.Merc.Em17 5,296
Amundi Eu Utilit.Dopop18 6,201
Amundi Eu.Cr.Cina 2017
5,299
Amundi Eu.En.Dpop18
5,724
Amundi Eu.Sv.Gr.Cina18
5,444
Amundi Eur. Brict Pr17
5,380
Amundi Eur.Svil.Usa 2016 6,538
Amundi Eur.Svil.Usa 2018 6,146
Amundi Eureka Cina 2015 5,108
Amundi Eureka Dragon
7,087
Amundi Eureka Or 2015
5,367
Amundi Eureka Rip.2 2014 5,567
Amundi Eureka Sett.2016
5,222
Amundi Flessibile
5,436
Amundi Fogaemeqre 2014 5,132
Amundi Forgaeqre 14
5,126
Amundi Meta Plus 20 Ae U 5,229
Amundi Meta Plus 20 Mer 5,119
Amundi Meta Plus Din 20
5,007
Amundi Metaplusdin20ae U 4,957
Amundi Piu'
5,862
Amundioriz2019marcgllus 5,294
Anima Active Curr. Flex
5,075
Anima Evoluzione 2017 I
4,996
Anima Evoluzione 2017 Ii
Anima Evoluzione 2019 Ii
5,037
Anima Evoluzione 2019 Ii
5,008
Anima Evoluzione 2019 Iv
5,000
Anima Russell Multi-asse
5,111
Anima Selection
5,091
Anima Star Eu Altopot A
2,674
Anima Star Eu Altopot Y
2,800
Anima Star It Altopot A
5,926
Anima Star It Altopot Y
6,164
Anima Star It Altopot Yd
6,153
Anima Tr.18 It.Al.Pot.Ii
5,319
Anima Trag Evoluz 2019 I
5,105
Anm Anima Alto Pot.Gl. A 15,556
Anm Anima Alto Pot.Gl. F 15,707
Anm Anima Fondo Trading 14,749
Anm Anima Fondo Trading 15,049
Anthilia Orange
6,311
Anthilia Yellow
6,515
Arca Bond Flessibile
4,966
Arca Cash Plus
9,691
Arca Form Eustoxx (r)201
5,882
Arca Form Ii Estox (r)20
5,814
Arca Strat.Gl.Crescita
6,101
Arca Strat.Gl.Opportun.
6,414
Azimut Dinamico
26,086
Azimut Scudo
8,937
Azimut Str. Trend
6,385
Azimut Trend
29,357
Azimut Trend Amer.
13,194
Azimut Trend Europa
13,013
Azimut Trend It.
16,739
Azimut Trend Pacif.
7,297
Banco Posta Extra
Banco Posta Step
4,768
Banco Posta Trend
5,418
Bancoposta Inv Pr 90
Bancoposta Obbl Giu 2015 5,257
Bancoposta Obbl Giu 2017 5,575
Bcc Cedola Iii-2017
5,330
Bcc Crescita Bil.
6,383
Bcc Investimento Az.
9,832
Bcc Selez. Crescita
4,738
Bcc Selez. Investimento
4,440
Bcc Selez. Opportunità
5,345
Bcc Selez. Risparmio
5,701
Bnl Assetto Comfort
5,596
Bnl Assetto Dinamico
4,985
Consult Alto Div A1
5,104
Consult Alto Div A2
3,854
Consult Alto Div B1
4,997
Consult Alto Div B2
3,288
Consult H.Y.
6,536
Consult Mercati Em A1
5,474
Consult Mercati Em A2
4,786
Consult Multi Flex I
5,201
Consult Multi High Vol A
5,080
Consult Multi High Vol B
5,064
Consult Multi Low Vol A
5,047
Consult Multi Low Vol B
5,046
Consult Multi Low Vol I
5,163
Consult Multi Med Vol A
5,012
Consult Multi Med Vol B
5,005
Consult Multi Opport A
5,242
Consult Multi Opport B
5,258
Consultinvest Multi Flex
5,060
Consultinvest Multi Flex
5,553
Consultinvest Plus A1
5,226
Consultinvest Plus A2
6,297
Ec Cap Prot. 12/14
5,514
Epsilon All.Tattica 09/1
4,967
Epsilon All.Tattica 11/1
4,998
Epsilon Dlongrun
7,199
Epsilon Fle Forex C 02/1
5,154
Epsilon Fle Forex C 04/1
5,133
Epsilon Fle Forex C 07/1
5,020
Epsilon Fle Forex C 09/1
5,192
Epsilon Fle Forex C 09/1
4,997
Epsilon Fle Forex C 11/1
5,000
Epsilon Fle Forex C 12/1
5,171
Epsilon Qreturn
7,782
Eurizon Ced.Att + 05/18
5,229
Eurizon Ced.Att + 05/19
5,082
Eurizon Ced.Att + 06/18
5,169
Eurizon Ced.Att + 07/19
5,047
Eurizon Ced.Att + 12/19
5,000
Eurizon Ced.Att. + 10/19
5,033
Eurizon Ced.Att. 05/18
5,199
Eurizon Ced.Att. 05/19
5,052
Eurizon Ced.Att. 06/18
5,152
Eurizon Ced.Att. 07/19
5,053
Eurizon Ced.Att. 10/19
5,023
Eurizon Ced.Att. 12/19
5,000
Eurizon Ced.Att.Top 04/2
5,062
Eurizon Ced.Att.Top 05/2
5,204
Eurizon Ced.Att.Top 05/2
4,989
Eurizon Ced.Att.Top 06/2
5,224
Eurizon Ced.Att.Top 07/2
5,255
Eurizon Ced.Att.Top 07/2
4,912
Eurizon Ced.Att.Top 10/2
5,166
Eurizon Ced.Att.Top 10/2
4,925
Eurizon Ced.Att.Top 12/2
5,142
Eurizon Ced.Att.Top 12/2
5,000
Eurizon Ges.At.Cla 02/18
5,199
Eurizon Ges.At.Cla 04/18
5,189
Eurizon Ges.At.Cla 04/19
5,134
Eurizon Ges.At.Cla 05/19
5,078
Eurizon Ges.At.Cla 07/19
5,015
Eurizon Ges.At.Cla 10/18
5,175
Eurizon Ges.At.Cla 10/19
4,964
Eurizon Ges.At.Cla 11/17
5,294
Eurizon Ges.At.Cla 12/18
5,146
Eurizon Ges.At.Cla 12/19
5,000
Eurizon Ges.At.Cla 6/18
5,207
Eurizon Ges.At.Cla 7/17
5,348
Eurizon Ges.At.Cla 7/18
5,192
Eurizon Ges.At.Cla 9/17
5,312
Eurizon Ges.At.Din 02/18
5,359
Eurizon Ges.At.Din 04/18
5,324
Eurizon Ges.At.Din 04/19
5,181
Eurizon Ges.At.Din 05/19
5,107

VAR. %.
3 MESI
0,079
0,360
0,079
0,838
-1,137
-0,667
-0,387
-1,635
-2,000
-1,424
0,589
0,505
-0,154
-1,156
-0,470
-1,437
3,193
0,399
-0,522
-4,259
-1,229
-0,125
0,826
-3,591
-0,703
0,247
0,182
-1,060
-1,073
-8,546
2,398
-0,171
-4,725
-1,488
-0,199
-4,519
-1,956
-5,740
-4,030
-6,392
-0,563
-1,540
-0,226
-4,568
0,147
0,730
-3,112
-2,661
-0,234
0,184
-0,923
-3,199
0,077
0,704
-0,058
-6,443
1,024
1,026
0,482
0,291
1,108
0,535
0,080
0,379
0,160
0,158
0,296
-0,187
0,071
-3,217
-2,975
-2,965
-0,188
0,374
-1,904
-1,647
-3,355
-3,016
-1,190
0,509
-0,898
0,062
-3,621
-3,438
0,047
-1,503
1,246
-0,437
1,638
1,119
-3,565
-7,947
1,942
-0,542
-0,129
0,095
0,632
0,441
-0,947
-2,305
-0,608
-0,716
-0,706
-0,262
-1,986
-2,222
-2,108
-2,263
-2,118
2,408
1,653
2,047
-0,687
-1,033
-1,132
-0,119
-0,139
0,019
-0,949
-1,009
-0,057
-0,152
-1,095
-1,051
0,519
0,511
-0,660
0,883
1,097
1,543
0,440
1,127
1,371
-2,285
0,861
0,674
0,832
0,718
0,732
0,597
0,759
0,738
-1,479
-1,514
-1,462
-1,508
-1,296
-1,799
-1,261
-1,438
0,600
0,621
0,607
0,594
0,240
0,642
0,627
0,606
0,599
0,640
0,445
0,492
0,582
0,586
0,407
0,216

QUOTAZIONE
EURO

VAR %
12 MESI
4,873
4,975
4,873
3,914
2,794
0,264
1,949
1,466
0,140
4,740
3,308
2,955
2,971
7,892
4,168
-0,594
6,329
4,475
11,237
2,423
5,966
8,358
9,716
6,466
10,163
9,189
9,600
10,907
9,091
0,595
4,913
10,874
5,346
1,494
2,224
-3,214
9,765
-5,740
4,642
2,044
0,532
14,473
2,714
5,706
8,750
3,303
5,418
7,636
0,809
0,340
-1,251
-1,434
1,714
11,508
-0,388
-6,289
1,612
2,100
3,093
4,460
5,386
7,201
3,445
4,477
2,267
3,708
3,833
7,190
1,978
6,308
5,269
3,197
7,114
2,503
6,812
4,965
14,270
13,859
5,900
5,676
4,124
1,124
2,092
1,264
5,721
8,973
7,169
4,429
6,472
5,992
3,146
3,204
0,847
7,112
8,625
8,557
12,277
4,066
3,737
3,495
3,656
3,635
3,255
3,217
5,155
4,929
3,286
3,408
5,601
2,320
9,424
3,995
3,661
6,384
6,873
6,625
5,585
5,376
5,524
5,568
6,183
3,341
3,835
4,176
3,479
3,763
3,932
3,804
3,736
3,629
6,520
6,800
-

Eurizon Ges.At.Din 07/19
5,009
Eurizon Ges.At.Din 10/18
5,253
Eurizon Ges.At.Din 11/17
5,550
Eurizon Ges.At.Din 12/18
5,201
Eurizon Ges.At.Din 12/19
5,000
Eurizon Ges.At.Din 6/18
5,329
Eurizon Ges.At.Din 7/18
5,306
Eurizon Ges.At.Din 9/17
5,561
Eurizon Ges.At.Din. 7/17
5,631
Eurizon Ges.At.Opp 02/18 5,508
Eurizon Ges.At.Opp 04/18 5,518
Eurizon Ges.At.Opp 04/19 5,240
Eurizon Ges.At.Opp 05/19 5,158
Eurizon Ges.At.Opp 10/18 5,334
Eurizon Ges.At.Opp 11/17 5,776
Eurizon Ges.At.Opp 12/18 5,302
Eurizon Ges.At.Opp 6/18
5,446
Eurizon Ges.At.Opp 7/18
5,411
Eurizon Ges.At.Opp 9/17
5,744
Eurizon Ges.At.Opp. 7/17
5,822
Eurizon Gest.At.Cla 12/1
5,243
Eurizon Gest.At.Din 10/1
4,939
Eurizon Gest.At.Din 12/1
5,457
Eurizon Gest.At.Opp 12/1
5,647
Eurizon Guida Att. 04/19
5,119
Eurizon Guida Att. 05/19
5,075
Eurizon Guida Att. 07/19
5,026
Eurizon Guida Att. 10/18
5,157
Eurizon Guida Att. 10/19
4,966
Eurizon Guida Att. 12/18
5,137
Eurizon Guida Att. 12/19
5,000
Eurizon Masset Red. 10/1 4,967
Eurizon Masset Red. 12/1 5,000
Eurizon Obiettivo Rend
8,826
Eurizon Profilo Fle Dif.
5,896
Eurizon Profilo Fle Equi
5,963
Eurizon Profilo Fle Svil
6,151
Eurizon Rend.Ass 2anni
5,626
Eurizon Rend.Ass 3anni
5,934
Eurizon Stra Pro 1tri13
5,356
Eurizon Stra. Flessib 15
5,416
Eurizon Stra.Pro 1tri12
5,776
Eurizon Stra.Pro 2tri12
5,533
Eurizon Stra.Pro Iiitr11
5,925
Eurizon Team 1 Cl A
6,343
Eurizon Team 1 Cl G
6,394
Eurizon Team 2 Cl A
6,089
Eurizon Team 2 Cl G
6,155
Eurizon Team 3 Cl A
5,148
Eurizon Team 3 Cl G
5,277
Eurizon Team 4 Cl A
4,422
Eurizon Team 4 Cl G
4,550
Eurizon Team 5 Cl A
4,354
Eurizon Team 5 Cl G
4,488
Euromob. F3
4,808
Euromob. Rising Stars
4,967
Euromob. Science 4 Life
5,000
Euromob. Seven Stars
5,082
Finint Absolute Ret Euro 4800,301
Fms-absolute Ret.
8,965
Foi Flex Europe R
9,083
Foi Flex Europe T
9,299
Foi Flex It. R
12,755
Foi Flex It. T
13,041
Fondaco Global Opport. 112,359
Fondaco Global Opport. B107,937
Fondersel World All.
99,530
Fondit Diver.Real Asset
10,039
Fondit Diver.Real Asset
10,330
Fondit Diver.Real Asset
10,255
Fondit Eq Gl High Div R
8,538
Fondit Eq Gl High Div T
8,499
Fondit Flexib Strategy R
8,013
Fondit Flexib Strategy S
7,356
Fondit Flexib Strategy T
8,217
Fondit Global Income S
5,130
Fondit. Fl Risk Par R
9,585
Fondit. Fl Risk Par T
9,914
Fondit. Flexib Growth R
9,587
Fondit. Flexib Growth T
9,817
Fondo Antelao
5,000
Formula 1 Absolute
6,824
Formula 1 Conservative
6,883
Formula 1 Target 2014
6,759
Formula Target 17 Eq.Opt
7,017
Gestielle Absolute R
15,256
Gestielle Best Sel.Eq.50
4,957
Gestielle Ced.Dual Brand
5,004
Gestielle Ced.Euroit.
5,593
Gestielle Ced.Multiass I
4,961
Gestielle Ced.Multiasset
5,062
Gestielle Dual Brand Eq3
5,000
Gestielle Harmonia Dinam 5,734
Gestielle Harmonia Mod.
5,616
Gestielle Mult.Ab.Ret
5,376
Gestielle Ob Amer.
9,689
Gestielle Ob Brasile
4,323
Gestielle Ob Cina
10,574
Gestielle Ob Eeurp.
13,796
Gestielle Ob India
5,965
Gestielle Ob Int.
20,017
Gestielle Ob Piu'
5,635
Gestielle Ob Risp A
8,254
Gestielle Ob Risp B
8,443
Gestielle Ob. Cedola
5,247
Gestielle Ob. Em. Mkt
15,222
Gestielle Ob. Europa
7,669
Gestielle Ob.It.
12,913
Gestnord Asset Allocatio
5,335
Igm Fdf Flessibile Cl.A
4,315
Igm Fdf Flessibile Cl.B
4,482
Interf.System Evolution
11,279
Interfund System 100
9,875
Investitori Flessibile
7,104
Investitori Piazza Affar
4,578
Italfor. Glob Tot Ret
19,600
Kairos Income
6,813
Kairos Selection
10,191
Macro F.O.
4,274
Mediolanum Fle Strateg L 6,265
Mediolanum Flex Glob L
16,726
Mediolanum Flex It. L
19,618
Mediolanum Flex Svi Ita
9,994
Mediolanum Flex Val.Att
9,864
Pioneer Target Controllo
5,327
Pioneer Target Controllo
5,400
Raiffeisen Strat. Fonds
5,115
Sofia Flex
Soprarno Inflaz.1,5% A
6,366
Soprarno Inflaz.1,5% B
6,455
Soprarno Relat Value A
6,152
Soprarno Relat. Value B
6,334
Soprarno Rit. Ass A
6,203
Soprarno Rit. Ass. B
6,383
Star Coll Multi As.Gl A
5,029
Star Coll Multi As.Gl C
5,052
Symphonia Asia Fles.
8,033
Symphonia Fortissimo
3,215
Symphonia Patrim. Attivo 25,269
Symphonia Tematico
3,952
Synergia Total Return
5,950
Ubi Pra. Capital Growth
5,375
Ubi Pra. Euro Eq Risk Co
4,630
Ubi Pra. Inflat. Shield
4,957
Ubi Pra. Mult.Vol.Target
5,101
Ubi Pra. Protez. Mkt Eur
4,807
Ubi Pra. Tot. Ret. Din.
4,821
Ubi Pra.Tret.Mod.To A
4,961
Ubi Pra.Tret.Mod.To B
5,018
Unicredit Eco Reale A
5,286
Unicredit Eco Reale B
5,253
Unicredit Sol. Pa. Em. A
5,112
Unicredit Sol. Pa. Em. B
5,041
Unicredit Soluzione 20a
5,445
Unicredit Soluzione 20b
5,361
Unicredit Soluzione 40a
5,665
Unicredit Soluzione 40b
5,569
Unicredit Soluzione 70a
5,872
Unicredit Soluzione 70b
5,763
Unicredit Trend A
5,321
Unicredit Trend B
5,287
Volterra Absolute R
5,917
Volterra Dinamico
5,694
Zenit Mc Evoluzione Cl.I
5,863
Zenit Mc Evoluzione Cl.R
5,503
Zenit Mc Parsec Cl.I
4,487
Zenit Mc Parsec Cl.R
4,349

VAR. %
3 MESI

VAR. %
12 MESI

0,120
0,401
0,616
0,251
0,490
0,435
0,379
0,661
1,194
1,303
0,963
1,078
1,099
1,404
0,971
0,983
0,707
0,967
1,376
0,614
0,608
1,382
0,550
0,535
0,540
0,546
0,528
-0,660
0,490
0,255
0,709
0,671
0,464
0,559
-0,261
0,501
-1,517
-0,736
-2,373
0,523
0,582
0,695
0,769
0,567
0,687
0,409
0,575
0,601
0,763
0,393
-0,561
0,415
-6,777
-0,400
-2,302
-2,095
-2,050
-1,689
3,825
3,834
1,062
-0,139
0,594
0,460
0,106
0,260
-0,878
-1,684
-0,773
-0,078
-0,787
-0,552
0,052
0,153
-3,820
-0,463
-0,501
0,372
-0,248
-0,060
-4,393
-0,780
-0,039
0,667
0,339
0,467
3,870
6,583
4,995
0,087
3,775
1,774
-0,984
0,012
0,130
-0,361
2,761
-1,642
-1,728
-0,429
-0,162
0,022
-0,643
0,101
-0,155
-8,440
-1,110
-0,044
-1,755
1,256
0,914
0,246
-8,147
-2,473
-0,551
-0,653
-0,626
-0,195
-0,078
-0,031
-2,919
-2,808
-1,508
-1,253
-1,469
-1,251
-0,323
-0,741
-1,185
-8,221
0,541
1,838
-6,991
-2,364
2,020
-5,150
-0,041
0,874
0,925
0,609
0,536
1,308
1,164
0,647
0,525
-0,035
-0,143
-0,811
-0,945
0,169
0,057
-0,488
0,618
-3,187
-3,541
-4,267
-4,627

5,039
6,403
6,198
6,354
6,227
6,527
8,983
9,138
6,701
8,674
8,270
8,198
8,541
8,802
3,699
6,478
8,701
3,161
3,519
2,468
4,522
6,825
2,347
3,344
5,683
2,634
4,316
4,357
3,947
1,879
2,173
2,716
3,030
3,477
3,980
3,949
4,526
4,890
5,550
2,741
2,305
-2,700
-2,033
2,392
3,156
9,434
9,471
6,995
2,491
5,269
4,696
15,488
16,186
3,367
0,850
3,816
3,365
3,432
4,139
4,753
5,130
0,902
1,564
1,792
2,036
2,991
7,146
3,074
2,183
1,741
7,298
3,993
4,849
-4,881
6,804
5,209
1,094
3,746
4,222
-1,205
3,067
2,240
1,830
4,546
2,714
3,486
5,668
1,993
5,276
2,030
0,191
-0,517
5,976
7,210
6,190
2,508
4,101
4,261
2,035
5,467
5,526
4,501
5,007
5,011
5,749
1,719
2,122
11,631
12,609
5,746
-4,587
5,478
1,602
1,431
1,620
8,165
7,754
4,199
3,639
3,992
3,514
5,415
4,897
7,684
7,099
8,260
7,810
3,716
2,928
-0,492
-1,750
0,022
-1,271

7,026
4,000
3,395
2,275
4,074
2,124
3,976
1,480
12,153
0,574
10,315
14,151
5,069
11,354
3,979
0,235
5,380
1,610
9,297

14,250
7,543
18,134
13,622
20,085
5,589
15,708
3,672
41,048
7,515
40,000
49,383
1,333
22,010
29,801
2,644
21,888
9,544
32,418

ALTRI

Alfa 2000
Beta 2000
Bilanciata Aggressiva
Bilanciata Attiva
Bpn Un Futur
Bpn Un Overl
Cu Vita Balanced
Cu Vita Eb $ Bond
Cu Vita Eb Dutch Eq
Cu Vita Eb Emu Bond
Cu Vita Eb Eur.Eq
Cu Vita Eb I.T.Fund
Cu Vita Eb Jap.Eq
Cu Vita Eb Nam. Eq
Cu Vita Eurofin. Eq
Cu Vita Europe Click
Cu Vita European Eq
Cu Vita Global Bond
Cu Vita Global Eq

6,470
5,810
7,980
10,367
4,420
6,780
6,480
6,510
3,980
8,820
5,040
2,010
3,190
4,810
4,790
30,600
7,300
5,870
6,570

EuroStoxx 50
Ab Inbev
Air Liquide
Allianz
Arcelormittal
Axa
Basf
Bayer
Bbva
Bmw
Bnp Paribas
Carrefour
Crh Plc
Daimlerchrysler
Danone
Deutsche Bank
Deutsche Boerse
Deutsche Telekom
E.On Ag
Enel
Eni
Gdf Suez
Generali
Iberdrola
Inditex
Ing
L'oreal
L.V.M.H.
Muenchener Ru.
Nokia
Philips
Repsol Ypf
Rwe St A
Saint-gobain
Sanofi-synthelab
Santander C.H.
Sap
Schneider Electr
Siemens
Soc. Generale
Telecom It
Telefonica
Total Fina Elf
Unicredit
Unilever Nv
Vinci
Vivendi Univ.
Volkswagen

VALORE IERI

VAR. %

83,87
92,22
122,95
9,647
18,265
66,58
102,75
9,030
79,53
48,52
22,95
16,435
56,01
50,79
25,32
51,54
10,870
13,285
3,868
16,715
18,505
15,749
5,413
20,76
11,030
123,00
125,00
148,75
6,340
23,09
17,420
27,75
31,65
83,07
7,116
54,56
55,37
83,60
36,79
0,8264
11,700
44,60
5,807
30,34
42,09
18,150
150,95

0,36
-2,06
-1,17
-2,56
-0,52
-2,59
-2,47
-0,66
-3,60
-0,69
0,31
-2,49
-2,95
-0,47
-2,37
-0,69
-2,77
-2,32
-1,09
-2,57
-1,52
-0,85
-0,68
-0,77
-0,54
-0,40
-1,65
-1,56
-1,86
-2,14
-2,65
-3,04
-2,31
-1,14
-0,70
-0,16
-3,00
-3,92
-2,30
-1,92
-1,31
-3,65
-1,48
-1,33
-2,74
-0,58
-2,99

Obbligazioni
VALORE IERI
ATLANTIA NV18 TF EU
B IMI DC15 TV EUR
B IMI GIU17 EUR TV
B INTESA/14 STOT04
B POP LG17 MC EUR
BARCLAYS GIU17 FIX
BARCLAYS MAR15 CAP.
BCO POPOLARE NV20 T
BEI 97/17 ZC
BERS /24 SD LIFE
BOFA MAG18 TV EUR 4
CR.SUISSE AGO15 MC
CREDIOP /19 ST DW3
CREDIOP 98/18 TF CA
CREDIOP 98/18 TF CA
DEXIA CRED. GN16 TV
DEXIA CRED/05/15
DEXIA MZ16 4.85
ENEL 07/15 EU 5.25%
ENEL 07/15 IND
ENEL 10/16 TV EUR
ENEL FEB16 EUR 3.5
ENEL FEB18 TF 4.439
ENEL FEB18 TF 4.875
ENI GIU 15 4% EUR
ENI GIU 15 EURIB 6M
ENI OTT 17 4.875
IMI LUG15 EURIBOR R
IMI MAR15 TASSO MIS
IMI MZ 17 MC EUR
IMI MZ15 MC EUR
INTEK AG17 TF EUR 8
MED LOM /18 RF C 75
MED LOM /19 1 SD
MED LOM /19 3 RFC
MED LOM /19 37
MEDIO AP23 LOWER TI
MEDIO CEN 18 STEP D
MEDIO DC23 MB29 TM
MEDIO DIC17 ZC EUR
MEDIO GIU21 TV 4TO
MEDIO MAG20 EUR 4,5
MEDIO MB 12 FB18 TM
MEDIO MG19 MB15 TAS
MEDIO NOV 14 EUR 2,
MEDIO NV 20 EUR 5
MEDIO NV14 EUR 3
MEDIO NV14 TV EUR
MEDIO/15 INF. PERF.
MEDIOBANCA AP19 MB1
MEDIOBANCA FB22 MB3
MEDIOBANCA GE19 MB1
MITTEL LG19 TF CALL
MPS OT17 MC EUR
MPS SET17 MC EUR
RBS 10-19 6%
RBS 22-12-14 TF/TV
RBS APR15 MC EUR
RBS FEB 16 EUR 4
RBS GEN17 TM BCOPOS
RBS MZ20 TSF
REP AUS/22 FBL
REP ELLENICA /19 TF
SOC.GEN. MAR16 MC E
SPAOLO /19 SW EURO
SPAOLO 97/22 115 ZC
TIP 2014/2020 TF EU
UBI DC14 MC EUR
UBI DC14 TF 4 EUR
UBI DC14 TF EUR 3%
UBI GIU15 TASSO MIS
UBI GIU19 MC EUR
UBI MAR19 LOWT2 CAL
UBI NOV15 LOWT2 AMO
UBI NV18 MC EUR
UBI OTT19 LOWER TIE
UNICR AG18 TF 5.65%
UNICR MAR18 TF BANC
UNICR/16 LT
UNICREDIT MAG18 BA
Cu Vita Jap. Click

111,057
101,307
98,432
100,241
105,028
99,878
100,068
105,502
40,364
173,103
107,845
110,466
143,715
105,475
105,728
98,072
99,399
103,396
101,290
100,198
100,797
104,238
108,551
113,295
102,615
100,582
113,071
99,353
100,133
105,106
100,035
107,526
112,944
97,853
110,165
97,714
113,714
134,273
103,449
95,697
107,157
113,740
100,885
100,632
100,148
110,256
100,238
100,012
99,959
100,660
104,217
101,963
107,088
105,846
104,681
98,255
100,010
99,800
103,582
99,950
96,388
100,606
103,685
102,749
104,831
85,449
104,883
99,920
100,610
100,210
100,080
100,305
100,066
99,477
96,364
107,368
115,128
114,613
101,115
111,685

VAL. PREC.
111,151
101,337
98,423
100,255
104,998
99,930
100,129
105,428
40,530
172,403
107,560
110,567
144,181
105,691
105,566
98,055
99,486
103,495
101,269
100,210
100,792
104,235
108,501
113,354
102,628
100,602
113,111
99,249
100,176
105,109
100,031
107,480
112,997
97,898
110,720
97,521
113,760
134,552
103,996
95,824
107,302
113,659
100,899
101,120
100,160
110,032
100,246
100,022
100,000
100,657
103,969
101,853
107,501
105,804
104,665
98,000
100,000
99,700
103,705
99,912
96,124
100,790
103,651
102,326
104,834
86,302
104,827
99,911
100,620
100,220
100,086
100,445
100,065
99,426
96,250
107,688
115,150
114,610
101,357
111,837

28,370

0,258

1,116

Cu Vita Mosso

6,400

3,252

17,051

Cu Vita Prestige Eq

7,050

9,326

40,199

Cu Vita Pro. 70

5,520

1,730

3,339

Cu Vita Pro. 80

5,650

1,375

2,609

Cu Vita Pro. 90

5,750

0,684

1,903

Cu Vita Tech.Eq

2,980

6,989

19,880
14,968

Dinamica Protetta

16,992

2,437

Ina Val Att

4,712

0,716

1,570

Ina Val Est

1,124

0,185

-0,822

Linea Garantita

10,094

0,519

7,610

Nis Strategic 1

29,420

0,543

2,397

Nv Ina Va At

9,541

0,780

7,489

Omega 2000

8,210

0,708

3,947

Quota

21,770

0,495

3,098

Rea Imp Em

55,100

13,883

12,116

Rea Imp It

8,094

1,424

20,745

Rea Imp Mon

9,110

4,294

27,041

10,896

2,432

13,161

8,997

3,528

19,803

Reale Obb.

13,841

0,588

6,737

Trasformaz.

10,015

0,497

3,112

Reale Linea Equilibrio
Reale Linea Futuro

Sabato
11 Ottobre 2014

indice
positivo

U

na medicina contro "tutti i mali" e di
origine naturale. La realtà a volte si avvicina molto alla fantasia. Almeno nel caso della Gin Pent, una pianta le cui proprietà terapeutiche sono conosciute dai
tempi antichi e che da qualche anno ha
trovato in Italia un ambiente particolare e
favorevole per svilupparsi. Merito, occorre dirlo subito, un po’ del caso e un po’ delle capacità tecniche di una vivaista, Gio-

E C O N O M I A & L AV O R O
Il vivaio che coltiva la pianta contro «tutti i mali»
vanni Ambrogio, che in provincia di Brescia ne ha fatto una vera ragione di vita.
Certo, in fatto di salute e medicinali occorre prendere tutto con grande attenzione. Ma qui storia e scienza pare mettano
in fila numerosi dati positivi. La Gin Pent
(il cui nome scientifico è "Gynostemma
pentaphyllum") è una pianta erbacea che
vive tutto l’anno, originaria del Giappone
e delle montagne cinesi, appartenente alla grande famiglia delle Cucurbitaceae, la
stessa delle zucche e dei cetrioli tanto per

capire meglio. La Gin Pent (chiamata anche Jiaogulan o Makino) ha innumerevoli proprietà terapeutiche conosciute fin dall’antichità (sembra dal 1330 a.C.): nei testi
di medicina cinese viene addirittura indicata come pianta dagli effetti miracolosi.
Ad introdurla in Italia pare sia stato proprio
Ambrogio, colpito dai benefici sui propri
problemi di salute (dall’artrosi all’ulcera,
passando per la gastrite e il colesterolo alto). Un percorso non facile, visto che Ambrogio ha impiegato 10 anni per fare abi-

tuare la pianta al clima del Nord Italia. Un
periodo importante, però, perché la pianta ha aumentato nel frattempo il contenuto di "saponine" che sono proprio il
principio attivo più importante in base al
quale si sviluppano gli effetti benefici sull’organismo umano. La pianta è stata poi
mandata in Germania per tre anni in modo che venissero effettuati tutti i controlli.
E, soprattutto, per ottenere il brevetto europeo, avuto nel 1998. Solo dopo aver ottenuto il via libera dalla Comunità Euro-

Fininvest deve vendere
il 20% di Mediolanum
Doris: spero la quota rimanga ai Berlusconi
ANDREA D’AGOSTINO
MILANO
ilvio Berlusconi dovrà vendere il 20% della
Fininvest in Mediolanum, dopo la condanna a 4 anni per frode fiscale nel processo per i diritti tv Mediaset. Lo ha stabilito Bankitalia, visto che la condanna ha fatto perdere all’ex
premier i requisiti di onorabilità; motivo per cui
non può più restare come
azionista indiretto del
gruppo bancario-assicuBankitalia:
rativo guidato da Ennio
Fininvest ha ora 30
l’ex premier ha Doris.
mesi di tempo per cedere
perso i requisiti il 20% delle sue quote. Ieri sera il titolo di Medioladi onorabilità
num ha accusato il colpo
per la condanna a Piazza Affari, segnando
in giornata il prezzo più
a 4 anni per
basso dell’anno, cedendo
frode fiscale
il 3% a 5 euro per azione,
e chiudendo ai minimi
dal luglio 2013.
Il provvedimento della Banca d’Italia deriva dalla
nuova disciplina sui conglomerati finanziari che
l’Italia ha recepito con il decreto legislativo 53 in
vigore da aprile. In base a questa nuova disciplina, la holding Mediolanum è diventata capogruppo di Banca Mediolanum ed è quindi soggetta alle norme sui requisiti di onorabilità di chi

S

Ast

A Terni è ancora
protesta. Sciopero
fino a lunedì

A

Terni la protesta non si ferma dopo il fallimento della trattativa sul
piano industriale di Ast, la ultrasecolare acciaieria cittadina di proprietà
Thyssenkrupp, e l’avvio delle procedure di mobilità per 537 dipendenti.
Dopo lo sciopero, cominciato ieri mattina e andato avanti fino alle 14, la Rsu ha proclamato una nuova agitazione dalle 22 di ieri alle 6 di lunedì. Resta il presidio permanente in viale
Brin, davanti ai cancelli della fabbrica. Intanto tutte le sigle sindacali hanno annunciato la data dello sciopero
generale a Terni e provincia: venerdì
prossimo. Sempre lunedì si terrà una
seduta straordinaria del consiglio comunale ternano: gli «stati generali»
sulla vertenza Ast, per una città che,
tutta intera, per la crisi delle acciaierie vede a rischio il proprio futuro.
«Siamo tutti molto preoccupati, la situazione non è semplice», ha commentato stamani il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, che
nella notte tra mercoledì scorso e ieri
non aveva potuto che registrare la distanza di posizioni tra azienda e sindacati, i quali «hanno deciso – è l’analisi del sottosegretario, Graziano
Delrio – di andare a un altro livello di
confronto. Ma se hanno bisogno il governo resta a disposizione delle parti,
perché non vogliamo perdere nemmeno un posto di lavoro», ribadisce il
braccio destro del presidente del consiglio, respingendo le critiche di chi,
come la leader Cgil, Susanna Camusso, aveva accusato il governo di essere «rimasto a guardare» in questa dura vertenza. Da Bruxelles, intanto, si
pronuncia anche il commissario alla
Concorrenza, Joaquin Almunia, sottolineando che la Commissione europea «monitora da vicino il rispetto
dei livelli produttivi».

25

ha più del 10% del capitale.
Con questa decisione cambia soprattutto un’epoca, dato che va a colpire direttamente il braccio finanziario
della holding di casa Berlusconi: l’investimento dell’ex
premier in Mediolanum, infatti, risale al 1984, un anno
prima di quello nel Milan. Al
1982 è datata invece la nascita di Programma Italia, da
cui deriva l’attuale Mediolanum.
Fininvest ieri ha fatto sapere
che riunirà al più presto il suo IL FONDATORE DI BANCA MEDIOLANUM. Ennio Doris (Ansa)
Cda per valutare il da farsi. In
centuali», a condizione di non oltrepassare soglie
una nota, l’azienda ha spiegato che su questa quod’Opa. Il suo «primo auspicio», ha precisato, è «che
ta sono sospesi i diritti di voto e che per questo
tale quota rimanga nell’ambito della famiglia Fiviene meno l’efficacia del patto di sindacato con
ninvest-Berlusconi», perché il sodalizio «è andato
l’altro socio Ennio Doris. La holding che fa capo
così bene sia da un punto di vista professionale che
alla famiglia Berlusconi, secondo l’ultima assemumano che spero che loro mantengano in qualblea di bilancio, risultava avere tramite Fininvest
che maniera questo investimento».
una quota del 30,15%; l’altro socio fondatore DoNon è ancora chiaro se tale riassetto verrà effettiris risultava al 29,73% e sua moglie Lina Tombovamente valutato, mentre sulla carta sembrano
lato al 6,75%. Doris intanto, amico di lunga data
diversi gli scenari possibili. Gli analisti finanziari,
di Berlusconi, ha espresso nei suoi confronti «toinvece, sembrano ritenere più probabile una sotale solidarietà anche in questa circostanza», diluzione mista, con parte delle quote destinate a
cendosi subito pronto ad acquistare parte delle
Doris e altre ai figli stessi di Berlusconi.
quote Fininvest se finiranno sul mercato, aumentando la partecipazione di «un po’ di punti per© RIPRODUZIONE RISERVATA

pea i vivai di Giovanni Ambrogio hanno
iniziato a produrre medicinali a base di
Gin Pent: capsule, compresse, creme, ed
altri prodotti naturali per il benessere del
corpo.
Intanto la moda della "pianta miracolosa"
si è diffusa un po’ ovunque e, a detta degli
appassionati, adesso è possibile trovare esemplari di Gynostemma pentaphyllum
anche in giardini privati e balconi di casa.
Andrea Zaghi
© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA MAPPA

Da Mediaset al Milan
l’impero del Cavaliere
L’investimento di Silvio Berlusconi in
Mediolanum, su cui è intervenuta ora
Bankitalia, è perfino precedente a quello
nel Milan: risale al 1984, quello nel Milan
l’anno dopo. L’unica altra partecipazione
significativa della Fininvest nel comparto
finanziario riguarda Mediobanca, a lungo
il salotto buono della finanza milanese,
dove Fininvest ha l’1% e partecipa al
patto, mentre Mediolanum a sua volta
ha il 3,38% di Mediobanca, e ne è
alleata in Banca Esperia. Al cuore delle
attività Fininvest restano gli interessi nei
media tramite Mediaset e la sua
controllata Medusa, e con l’editoria,
tramite Mondadori. Di Mediaset (ieri il
presidente Fedele Confalonieri
sull’ipotesi del conferimento di Mediaset
Premium in Telecom in cambio di una
quota della stessa si è limitato a dire che
«è una vita che se ne parla: vero o falso
che sia è price sensitive») Fininvest ha il
41,291%, mentre di Mondadori il 53%. Il
controllo della stessa Fininvest invece è
organizzato in finanziarie denominate
tutte Holding Italiana. All’inizio erano 22,
si sono ridotte a otto dopo l’ultimo
riassetto del 2004. Il controllo fa sempre
capo a Silvio Berlusconi che ne
possiede il 63%. I figli del primo
matrimonio Marina (presidente Fininvest
e Mondadori) e Piersilvio (vice
presidente Mediaset) hanno poi una
quota del 7,65% a testa. Nell’estate del
2005 anche i figli avuti dal secondo
matrimonio, Barbara (è vicepresidente
nonché amministratore delegato del
Milan), Eleonora e Luigi (questi è nel Cda
Fininvest e Mediolanum), hanno ricevuto
una quota del patrimonio, di cui hanno
attualmente il 21,4%.

PM investe 500 milioni in Emilia
SIMONETTA PAGNOTTI
ella grande piana adiacente al polo produttivo del Martignone, a Crespellano alle
porte di Bologna, le ruspe sono al lavoro da
agosto. Quando sarà terminato, si parla di fine 2016,
sarà uno stabilimento colossale degno della Philips Morris International, il gigante del tabacco statunitense che ha deciso di investire in Emilia circa
500 milioni di euro. A regime, la nuova megafabbrica impiegherà circa 600 persone, la maggior parte assunte in Italia, e produrrà 30 miliardi l’anno di
sigarette «a potenziale rischio ridotto».
Il premier Matteo Renzi ieri ha presenziato alla posa della prima pietra del nuovo stabilimento con André Calantzopoulos, Chief executive officer Philip
Morris International. I due hanno poi tagliato il nastro della fabbrica pilota che è già in funzione a Zola
Predosa, a pochi chilometri di distanza, a fianco della Intertaba, lo storico stabilimento della multinazionale di New York che dal 1963 produce filtri dan-

N

Mcl.

A Bologna il maxi-impianto Philips
Morris che produrrà sigarette
«a potenziale rischio ridotto»
do lavoro a 400 dipendenti. Non si tratta solo di un
ulteriore investimento in Italia, ma di una svolta.
«Questa fabbrica è la realizzazione di un sogno», ha
detto Calantzopoulos. Aspettando il 2016, infatti,
la ricerca su quella che viene presentata come la sigaretta del futuro è già partita in questo centro di
produzione innovativo, il primo al mondo, precursore dello stabilimento di Crespellano dove oggi lavorano una cinquantina di dipendenti mettendo a punto il nuovo prodotto. Proprio qui sta nascendo la Marlboro Iqos, un ibrido inedito sul mercato che ha forma e consistenza di una sigaretta vera ma, al pari delle sigarette elettroniche già in com-

Giovanni Ambrogio è
riuscito a portare in Italia
la Gin Pent, rafforzandone
le proprietà terapeutiche

mercio, non brucia, non fa fumo e non fa cenere,
ma si scalda solamente, generando un aerosol di
nicotina privo di catrame. Questa nuova sigaretta
sarà prodotta esclusivamente negli stabilimenti emiliani e sarà lanciata tra qualche settimana in via
sperimentale e venduta solo in due città al mondo: Milano e Nagoya, in Giappone.
Fino a questo momento l’azienda ha investito oltre due miliardi di dollari nella ricerca volta alla riduzione del danno da fumo, coinvolgendo oltre
300 scienziati in tutto il mondo. Calantzopoulos ha
parlato di un’occasione storica, non solo per la Philip Morris, ma anche per tutti coloro che fumano:
circa 10 milioni oggi in Italia, mentre secondo le stime saranno quasi due miliardi nel 2019 in tutto il
mondo. «L’innovazione alla base di questo investimento rappresenta un potenziale cambio di paradigma per la nostra industria, per i fumatori adulti, per la società - ha concluso - un cambio di paradigma il cui epicentro sono Bologna e l’Italia».

QUOTAZIONI
Dal 13 parte l’Ipo Fedrigoni
Forchetta prezzo tra 5 e 7 euro
Fedrigoni ha ricevuto da Consob il via libera al prospetto sull’Offerta Pubblica di
Vendita e Sottoscrizione per la quotazione in Borsa al segmento Star. L’offerta
partirà il 13 ottobre fino al 23 ottobre e il
prezzo sarà compreso tra i 5 e i 7 euro per
azione.

ENI
Descalzi incontra Shkolnik
nuovo ministro kazako Energia
Il nuovo ministro dell’Energia, Vladimir
Shkolnik, il presidente della compagnia di
Stato KazMunaiGaz Sauat Mynbaev e l’Ad
di Eni, Claudio Descalzi, si sono incontrati ieri ad Astana. Durante gli incontri, «è
stato fatto il punto sugli sviluppi e i risultati delle attività che Eni ha in corso nel
paese, in particolare sui progetti Kashagan e Karachaganak, rispetto ai quali l’Ad
Eni ha aggiornato il ministro sulle attività
di preparazione dei nuovi sviluppi».

IMPRESE
Scrigno rinnova l’accordo
con la "nobiltà francese"
Scrigno, azienda riminese leader mondiale nella produzione e commercializzazione di controtelai per porte e finestre
scorrevoli a scomparsa, ha siglato il rinnovo dell’accordo triennale con il colosso francese Saint Gobain, leader mondiale nel settore edilizia, raggiungendo nel
2014 25 milioni di ordini in terra francese.

LA RICERCA
Per American Express le Pmi
sono al punto di svolta
Negli ultimi anni le piccole imprese italiane hanno dovuto affrontare momenti di
vera crisi, ma sembra che si stia finalmente registrando un’inversione di tendenza: nel primo semestre dell’anno, il
43% ha visto crescere il proprio business
e il 73% prevede risultati migliori rispetto
al 2013. Questo è quanto emerge dall’ultimo Barometro sulle piccole imprese di
American Express.

AIFI
Fase di stallo per i fondi
di private equity e venture capital
Il consiglio direttivo Aifi ha discusso della direttiva Aifm sui gestori di fondi alternativi e della incertezza fiscale sugli Lbo,
snodi aperti che non permettono il decollo del mercato degli investimenti di private equity e di venture capital in Italia. In
merito alla direttiva Aifm siamo infatti in
forte ritardo nell’attuazione.

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Agricoltura-migranti, chance da studiare

Seminario
A Marsala si discute di
sbarchi e politica
agricola comune
Costalli: dobbiamo
aiutare chi fugge dalla
fame ma anche pensare
a una risposta
strutturale a questa
pressione da Sud

i immigrazione non si parla soltanto. Il Movimento cristiano lavoratori entra nella realtà dei flussi e degli sbarchi, si
confronta con gli altri soggetti del terzo settore sulla frontiera meridionale dell’Europa, cerca di interpretare i problemi della cooperazione e dello sviluppo alla luce del Magistero di papa Francesco: «Da tempo l’agricoltura italiana - settore che registra interessanti livelli di ripresa e di occupazione - si va popolando di lavoratori di origine straniera e spesso questa mano d’opera è ’invisibile’ e, salvo gravi fatti di cronaca, raramente si cerca di affrontare con
serietà il tema» ha spiegato ieri il Presidente del MCL Carlo Costalli, aprendo il seminario internazionale Mcl-Eza-Federagri su immigrazione e agricoltura che si chiuderà domenica a Marsala. Un appuntamento a forte caratura europeista, preparato da un incontro
tra Costalli e la Presidente della Repubblica di Malta, Marie Louise
Coleiro Preca. Il Mcl a Marsala e Mazara del Vallo ha promosso tre
case per giovani donne e piccoli immigrati abbandonati, gestite da
cooperative: «dobbiamo fare tutto per fermare la strage in mare e
l’Europa non può considerare gli sbarchi un problema "italiano" –
ha commentato Costalli visitando le strutture – ma è importante iniziare a preparare una risposta strutturale alle grandi migrazioni e
capire quali spazi offra in tal senso la nuova politica agricola comune a un Paese come il nostro, a forte vocazione agricola». Al semi-

D

nario sono intervenuti il sottosegretario di Stato al Ministero delle Politiche agricole, Giuseppe Castiglione («È necessario un piano europeo di politiche per l’immigrazione: altrimenti vedo dei rischi di coesione sociale...»), e il responsabile del dipartimento politiche sociali e del lavoro di Coldiretti Romano Magrini. Particolarmente intenso l’intervento di monsignor Domenico Mogavero,
vescovo di Mazara del Vallo: «Si parla di centralità del Mediterraneo – argomenta nel discorso diffuso in serata – ma vanno date risposte meno provvisorie perché da parte del mondo arabo c’è un
interesse nuovo verso l’Italia, l’Occidente e la Chiesa: non a caso,
il presidente della Repubblica di Tunisia ha ottenuto di incontrare il Papa. Anche l’Occidente dovrebbe prestare un’attenzione nuova verso la sponda Sud e credo che abbiamo sprecato un’occasione formidabile, quella delle primavere arabe: non abbiamo capito che era una rivolta di popoli che chiedevano di essere accompagnati in un cammino nuovo verso il rispetto e la centralità della persona. Persiste un pregiudizio nei confronti del mondo arabo». E ancora: «Il Mediterraneo non è una frontiera, non è una barriera che chiude». L’atteggiamento della Chiesa è quello di «offrire accompagnamento e cura, dare senza pretendere conversioni
o altro» ha detto il vescovo. (P. V.)
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26

Sabato
11 Ottobre 2014

anzitutto Roma. Alla Gregoriana

CULTURA, RELIGIONI, TEMPO LIBERO, SPETTACOLI, SPORT

arte e spiritualità

omincia lunedì alla Pontificia Università Gregoriana a Roma
(piazza della Pilotta, 4) il ciclo di incontri Arte, fede e spiritualità. Dall’antichità ai nostri giorni promosso dal Centro di
Spiritualità Ignaziana. Un percorso a cadenza settimanale
per comprendere lo «spirito della forma», muovendosi dalle sculture paleocristiane al Beato Angelico.
Il primo incontro sarà con Umberto Utro che analizzerà la situazione della Chiesa durante la crisi ariana a partire dall’iconografia de cosiddetto «sarcofago dogmatico» conservato nei Musei Vaticani. Seguiranno, il 20 ottobre, la lezione di Maria T. Gigliozzi sulla cappella
degli Scrovegni e quella, il 27 ottobre, di Maria G. Muzj sui mosaici
della basilica dei SS. Cosma e Damiano a Roma. Info: press@unigre.it

C

S

T O R I A

A L L O

S P E C C H I O

BERLINO E L’OCCHIO
DELLA STASI
CHE SPIAVA L’ITALIA

Fede al femminile/6. Suor Diana Papa, abbadessa del monastero di Otranto, spiega
come, sull’esempio di Assisi, le donne siano testimoni del Cristo che vive accanto agli ultimi

ROBERTO FESTORAZZI
Italia, dagli anni Cinquanta del secolo scorso fino
alla caduta del Muro di Berlino, fu spiata sistematicamente dalla Stasi, il ministero per la Sicurezza
di Stato della Ddr. Se questo non stupisce, nemmeno per l’intensità dello spionaggio (politico, diplomatico,
industriale, tecnologico, militare) condotto su larga scala per
carpire i segreti di un Paese schierato nell’alleanza atlantica, a
colpire è invece l’istantanea dello Stivale che si coglie dall’insieme delle carte compulsate da Gianluca Falanga, autore di
Spie dall’Est, in uscita per Carocci.
Falanga ha studiato i documenti scampati al “grande diluvio”
dell’89, quando gli archivi della Stasi, in contemporanea all’implosione della Germania Est, vennero distrutti. Dai dossier superstiti emerge in modo chiaro come l’Italia, a causa della glaciazione della Guerra Fredda, venne congelata a uno stadio evolutivo del suo sistema politico che fosse minimamente compatibile con l’equilibrio di blocchi contrapposti mantenuto grazie al deterrente delle armi atomiche. In altre parole, senza i tutori ortopedici imposti dalla logica stringente del
terrore nucleare, il nostro Paese sarebbe pervenuto con molto anticipo a uno sbocco compiuto della sua democrazia, con
l’alternanza tra schieramenti
contrapposti.
Le carte analizzate dall’autore,
infatti, ci raccontano come, con
un decennio di anticipo sull’Ostpolitik di Willy Brandt, i cattolici democratici che vararono il
centrosinistra (Fanfani, Moro e
Gronchi) furono all’avanguardia
dei tentativi volti a spianare la
strada al riconoscimento internazionale della Germania Orientale. Un obiettivo che venne
raggiunto soltanto nel 1973. AmIl protagonista del film bizione della politica estera italiana di quegli anni era infatti
«Le vite degli altri»
quella di favorire la costruzione
di una federazione fra due GerDai documenti
manie neutralizzate, orizzonte
da perseguire mediante un prodegli archivi della
gressivo allentamento dei vincopolizia politica
li che legavano ciascuna delle
della Ddr emerge
entità statuali, la Repubblicome l’evoluzione due
ca federale e la Ddr, al rispettivo
del nostro sistema blocco di appartenenza.
politico pagò
Dietro questo disegno si legge, in
lo scotto della
filigrana, anche il tormentato
percorso evolutivo del Partito coGuerra Fredda,
munista italiano, il quale, fin dai
che imponeva
primi anni Sessanta, allacciò rapdi salvare
porti fruttuosi con la socialdel’equilibrio
mocrazia tedesca: relazioni che
dei due blocchi
non è esagerato definire prefecontrapposti
renziali rispetto a quelle intrattenute, per obblighi di schieramento, con il partito “fratello”
della Germania Est. In sostanza, il Pci comprese che il dialogo tra i due Stati tedeschi, e la stessa difesa dei legittimi interessi della Ddr, dovevano passare attraverso la necessaria maturazione del sistema politico della Germania “atlantica”. Di qui,
i contatti privilegiati tra Pci ed Spd, con grande scorno per l’indispettita dirigenza della Germania comunista.
Questo lineare percorso venne però a essere “sporcato” dalle
dure necessità imposte dalla Guerra Fredda, che guidava la
politica verso esiti di quasi meccanica contrapposizione frontale. Tanto per cominciare, Berlino Est, nel 1961, eresse il Muro. Un atto unilaterale che condannò la Ddr ad altri dieci anni di isolamento.
L’Italia, nazione di frontiera tra i due blocchi, fu in primo piano nel promuovere azioni che favorissero il disgelo tra le due
Germanie. Questo spiega il motivo per il quale la Stasi sottopose a spionaggio sistematico l’intero nostro sistema politico,
monitorando la vita dei partiti e aprendo fascicoli su personaggi politici come Andreotti.
Falanga non ha trovato finora prove di legami tra le Brigate Rosse e la Ddr: emerge invece curiosamente che Berlino Est soffiasse sul fuoco del terrorismo altoatesino. Al tempo stesso, la
Stasi predispose schedature individuali dei singoli protagonisti dell’eversione rossa in Italia. Non è inoltre privo di significato che, mentre Berlinguer cercava di ancorare il suo partito
a responsabilità di governo, la nomenclatura della Germania
Est premesse sul Pci perché non abbandonasse del tutto la
prospettiva della lotta armata per la conquista del potere. Nel
libro si accenna anche al fatto che la Ddr avesse pianificato operazioni «di infiltrazione» in territorio nemico, da attivarsi sia
in caso di guerra sia in caso di acuta crisi e di disarticolazione
del fronte Nato, addestrando"quinte colonne" di forze paramilitari e unità di "partigiani dormienti" in seno all’esercito popolare. Una sorta di "Gladio dell’Est" sulla quale sarebbe di fondamentale importanza sapere di più.

L’

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LAURA BADARACCHI
ome vivere oggi la relazione
tra uomo e donna nella
Chiesa, a partire dall’esperienza di Francesco e Chiara? «Vivendo il paradigma
dell’incarnazione. Entrambi
imparano ad ascoltarsi reciprocamente, ad accogliere la bellezza della specificità senza competizione», spiega
suor Diana Papa, abbadessa del monastero di Otranto. «Chiara condivide con Francesco la tenerezza, la sensibilità, la attenzione, la fecondità tipicamente femminili
e lui le fa scoprire la visione panoramica
della realtà, del mondo e della storia. Dalla consapevolezza della loro diversità nasce
la reciprocità vissuta all’insegna dell’unico
amore, Dio, che ha permesso a entrambi di
scoprire la fecondità della propria e altrui
solitudine. Ancora oggi urgono delle presenze femminili e maschili capaci di stupirsi
per la bellezza della diversità».
Anzitutto, perché ha scelto di entrare fra
le Sorelle Povere di santa Chiara?
«L’esperienza di Francesco e di Chiara, la
loro ricerca costante del volto di Dio nelle
periferie della storia personale e in quella
degli uomini e delle donne del loro tempo
mi hanno sempre affascinata. Visitando la
fraternità di Sorelle Povere di Santa Chiara di Otranto, ho avvertito che si poteva vivere totalmente in Dio con i piedi aderenti alla terra abitata dall’umanità. In quella
occasione ho colto la bellezza della contemplazione di Cristo povero e crocifisso,
la scelta di conformarsi a Lui sine proprio,
vivendo il Vangelo, nella conversione costante di se stesse, nel rispetto e nell’accoglienza incondizionata di ogni fratello e
sorella. Capii che, abbracciando la regola
di Chiara di Assisi nella stabilità, avrei potuto vivere semplicemente il Vangelo, da
consegnata a Dio in fraternità, senza possedere nulla, in obbedienza alla Parola, alla Chiesa, alla storia».
Quali aspetti del carisma clariano possono essere riscoperti dopo otto secoli come dono per la Chiesa e per l’umanità?
«Chiara, trasformata in Cristo dalla contemplazione, ancora oggi ci chiede di vedere Dio operante nella storia, attraverso la
bellezza dell’incarnazione. Vivendo alla
presenza di Dio, siamo chiamate ogni giorno a essere donne dell’incontro, capaci di
prossimità, dono incondizionato, perdono, misericordia, tenerezza. La stabilità vissuta dalla fraternità in monastero può essere un segno efficace in mezzo alle fluttuazioni delle correnti mondane: ci siamo
sempre per tutti con la preghiera e con l’accoglienza. I nostri monasteri spesso sono
meta di chi cerca luoghi di silenzio, di chi
non si pone più le domande esistenziali,
ha smarrito la propria dignità, vive il non
senso della storia ed è in ricerca di amicizia, di significato, di Dio. Vibrando accanto agli uomini e alle donne del nostro tempo, la fraternità si dona totalmente nella
gratuità, rendendo visibile la vicinanza fedele di Dio all’umanità».
Chiara è stata la prima donna nella Chiesa a scrivere una regola, riuscendo a
"strappare" al Papa "il privilegio della povertà": cosa dice questo alle donne di oggi?
«Abbracciare come Chiara “il privilegio della povertà” è riproporre oggi il valore dell’esistenza custodita da Dio e vissuta per
amore dal suo nascere al tempo del compimento. Il vivere sine proprio ci colloca ogni giorno nella stabilità ai margini della
storia, per essere, da povere, compagne di
viaggio dei poveri di pane, di senso, di dignità e di amore. Quando si sperimenta la
precarietà della vita e nello stesso tempo
tutta la cura di Dio, si rende visibile il valore assoluto del povero come persona, la
sua dignità umana sacra e inviolabile, anche se sfigurata. Identificare la propria vita con quella dei poveri non è un’ideolo-

C

MODELLO. Francesco e Chiara rappresentati nel «Gonfalone della peste» di Nicolò Alunno

Vivere il privilegio
della

POVERTÀ

Suor Diana Papa

«Sono d’accordo sulla decisione
di aprire le porte alla presenza
femminile in luoghi di
responsabilità, anche nella Curia
romana. La donna non è
chiamata ad occupare spazi,
ma ad esserci sempre»

gia, è un modo evangelico di vivere come
Gesù. In atteggiamento di restituzione e
abbandonate alla Provvidenza, rendiamo
visibile una vita fondata sull’essenzialità.
Non accumuliamo beni, condividiamo
tutto con chi non ha: la giustizia di Dio attende anche da noi delle risposte! Possiamo condividere con i piccoli la dignità e il
valore della vita ricevuti da Dio».
Papa Francesco sta cercando di valorizzare la presenza femminile anche in posti di
responsabilità. Qualche proposta per valorizzare ancor più il ruolo della donna in

ambito ecclesiale?
«Sono d’accordo sulla decisione di aprire
le porte alla presenza femminile in luoghi
di responsabilità, anche nella Curia romana. La donna non è chiamata ad occupare
spazi, ma ad esserci sempre, in ogni ambiente, in nome della vocazione alla vita,
portando il suo contributo specifico che
non può essere sostituito da quello dell’uomo. Provo un certo disagio quando sento parlare del rispetto delle quote rosa! La
presenza delle donne non è una concessione, ma un aprirsi alla reale e completa

In cammino sulle orme di santa Chiara
Sorella povera di Santa Chiara, abbadessa del monastero
di Otranto, laureata in pedagogia con indirizzo psicologico,
suor Diana Papa ha conseguito il master per counsellor
professionista a indirizzo analitico-transazionale. Fino al 2012 è
stata coordinatrice delle Presidenti delle Federazioni delle clarisse in
Italia. Un passato da vicepresidente dell’Azione cattolica a Brindisi, è
autrice di diversi volumi: «L’Emmanuele sulle strade del mondo»
(2001) e «Il Risorto sulle strade del mondo» (2003), editi dalle
Paoline. Dalle Dehoniane di Bologna ha pubblicato nel 2007 «Le
Sorelle povere di santa Chiara» e nel 2011 «Dimora di Dio. La fede
nel quotidiano». Nove anni fa ha curato per il Messaggero di
Padova «Audite, Sorelle. Un itinerario per rifondare la vita
consacrata», scritto da padre Giacomo Bini. Collabora alla rivista
spagnola “Vida Religiosa” e ha scritto testi per l’agenzia Sir. (L.Bad.)

visione del mondo. L’apertura in tal senso
favorisce un cambio di mentalità, per superare una concezione maschilista della
vita. Bisogna pensare a itinerari formativi
perché l’uomo e la donna si accolgono nella specificità e nell’unicità, nella reciprocità e nella parità della relazione, pur nel rispetto della diversità dei ruoli. La presenza femminile fa risaltare il bello della vita,
perché coniuga il cuore con la ragione attraverso uno sguardo panoramico della
realtà e l’attenzione al frammento; quella
maschile permette di scrutare l’orizzonte,
di guardare in avanti, tracciando percorsi
a lungo termine con lo sguardo rivolto al futuro. Una storia solo al maschile o solo al
femminile impoverisce l’universo. Solo insieme si possono aprire strade inedite per
l’umanità».
Sta per iniziare un anno che il Pontefice ha
voluto dedicare alla vita religiosa: quale il
ruolo (spesso nascosto ma fecondo) della
donna consacrata?
«In questi anni abbiamo dato priorità alla
cura della vita intellettuale, ma spesso abbiamo confuso l’acquisizione di competenze con la cura della vita spirituale, con il
conseguente impoverimento di significatività del nostro esserci nella Chiesa per il
mondo. Quest’anno potrebbe essere per
tutti un tempo di grazia… Se fosse possibile, dovremmo rivivere l’anno di noviziato,
per rinsaldare nella freschezza evangelica
le coordinate della nostra vita, a volte dimenticate per le cose da fare, e immergerci con rinnovata passione in Dio, imitando
Gesù nella quotidianità dell’esistenza. La
credibilità dell’essere consacrate passa attraverso la testimonianza di una vita evangelica senza sconti. Papa Francesco ci chiede di essere donne di fede profondamente
umane, capaci di leggere già nell’oggi i segni della risurrezione; donne che danno la
vita per costruire con il Signore e con tutti
gli uomini e le donne di buona volontà un
mondo più umano, abitato dallo Spirito».
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A G O R À c u l t u r a 27

Sabato
11 Ottobre 2014

Da martedì 14 il FestivalStoria a San Marino
s’interroga sul denaro lungo i secoli

Grande Guerra, convegno in Vaticano

uri Sacra Fames» è il titolo della
IX edizione del FestivalStoria, la
manifestazione ideata da Angelo
d’Orsi ospitata quest’anno dalla
Repubblica di San Marino. Il ruolo svolto dal denaro lungo i secoli è l’oggetto del festival: faraoni egizi e patrizi romani, banchieri fiorentini,
mercanti olandesi, proprietari terrieri inglesi,
spregiudicati finanzieri e mafiosi dei nostri giorni… Ma il Festival si porrà anche domande più
generali: è pensabile un mondo che faccia a meno del denaro? Quale è la posizione delle reli-

ento anni dopo lo scoppio
della prima guerra mondiale, il Pontificio Comitato di
Scienze Storiche, in collaborazione con l’Accademia di Ungheria in Roma e la Commission Internationale d’Histoire et d’Études du Christianisme, offre
l’occasione di una rivisitazione della storiografia con particolare attenzione al ruolo dei
cattolici e della Santa Sede nel conflitto». Lo
ha spiegato padre Bernard Ardura, presidente del Comitato pontificio, nel presen-

«A

gioni rispetto al denaro? A partire da martedì 14
ottobre e fino a sabato 18 si terranno lezioni, dialoghi, dibattiti, spettacoli. Fra i partecipanti Luciano Canfora, Franco Cardini, Roberto Esposito, Giovanni Filoramo, Giuseppe Galasso, Isabelle Garo, Peter Kammerer, Domenico Losurdo, Francesco Margiotta Broglio, Stefano Zamagni. L’edizione è dedicata alla memoria del grande storico francese Jacques Le Goff, recentemente scomparso. Tutti gli eventi sono gratuiti
e si svolgeranno al Teatro Titano e al Monastero
di Santa Chiara. Info: www.festivalstoria.it

«C

tare ieri i tre giorni del convegno internazionale "Inutile strage. I cattolici e la Santa
Sede nella Prima Guerra Mondiale" che si
terrà a Roma dal 15 al 17 ottobre. Previste le
relazioni di 24 docenti universitari provenienti da molti degli Stati coinvolti nel conflitto. Ardura ha fra l’altro sottolineato: «La
guerra scoppiò in una Europa cristiana, e la
tentazione di mescolare fino a confonderle
guerra e religione non fu illusoria. Se il ritorno su quegli eventi potesse aiutarci a capire l’incongruenza della strumentalizza-

zione della religione e della sacralizzazione
della guerra e della violenza, avremmo capito quanto la storia sia magistra vitae». Fin
dal titolo il convegno darà ampio spazio al
ruolo di Benedetto XV e al significato di quel
suo «Inutile strage» contenuto nella Nota di
pace inviata l’1 agosto 1917 ai Paesi in guerra, mostrando, ha detto Roberto Morozzo
della Rocca, docente a "Roma Tre", di aver
chiaro come «con quella guerra, che metteva popoli cristiani gli uni contro gli altri, l’Europa abdicava dal suo primato di civiltà»

ieri &
domani

Dibattiti. L’argomentazione razionale trova
spazio nell’epoca del “totalitarismo culturale”?

di Maria Romana De Gasperi

PADRONI

Mercato delle armi
il vero fantasma
della pace globale

I
del pensiero
EDOARDO CASTAGNA

I

Amaldi

Ricci Sindoni

«Scienziati concordi
sul criterio di verità»

«Il relativismo
va in cortocircuito»

le stringhe cadrebbe, e con lei l’attuale “penprio orizzonte di riferimento si è dichiaraiamo immersi dentro quesiero unico”. Bisognerebbe costruirne un alto “colpito nel vivo della propria libertà”, e
st’atmosfera. Quando l’avretro; alcune alternative sono già pronte».
alcuni sindaci hanno annunciato che non
mo capito, potremo cercare di
elle scienze il pensiero unico è la norQuesto rimettersi in discussione deriva dalavrebbero obbedito. È il punto cruciale: il redecostruirla, di farne una sorma. Ma non è un problema, anzi: perl’accordo di base sul criterio di verità?
lativismo culturale non può diventare una
ta di diagnosi». E per la filosofa Paola Ricci
ché non è mai “dittatura”. «Gli scien«Esattamente: nessuno che appartenga alla
norma giuridica disfacendo ogni orizzonte
Sindoni l’atmosfera dominante ha un nome
ziati si riconoscono nei modelli che
categoria degli scienziati – che, va detto, sono
oggettivo di riferimento. Siccome per il penben preciso: «È la dittatura del relativismo,
meglio descrivono i fatti – spiega il fisico Ugo
coloro che hanno prodotto e pubblicato consiero unico quel che “vale per me” non ha
come la definiva acutamente Ratzinger. Il
Amaldi –. Quando ce n’è uno che assolve metributi significativi nel loro campo, non colobisogno che io lo giustifichi obiettivamensuo frutto è il pensiero unico che tutti reglio questa funzione, quasi tutti l’accolgono.
ro che si proclamano tali alla televisione – può
te – la soggettività portata alle estreme conspiriamo, soprattutto a causa della pervaCerto, possono esserci contrasti, scienziati che
negare che, se riproduce i fenomeni esistenti
seguenze – ecco che si annulla ogni riferisività dei media. Lo vedo nel linguaggio cosostengono teorie alternative e magari lameglio di un altro e ne predice di attesi, allomento. Ma si può argomentare soltanto a
mune, nei dibattiti con i miei studenti, nelmentano di essere discriminati in ambito acra un modello è buono, è più vicino alla verità
partire dalla legittimazione che deriva da
le tavole rotonde. È un cortocircuito, perché
cademico. Ma a monte c’è l’accordo sostanscientifica – che non è la verità assoluta».
una pratica razionale condivisa».
il relativismo promette di garantire, all’inziale attorno al “criterio di verità”».
Anche l’economia ha tentato di farlo...
terno di una società complessa, il pluraliCioè?
È ancora possibile sostenere un dibattito ra«Sì, ma i risultati non sono soddisfacenti e non
smo dei linguaggi, degli orizzonti culturali,
«A differenza di economia, sociologia o etica,
zionale, magari in ambito etico?
per colpa degli economisti. Va detto che chi
dei sistemi valoriali... insomma, una benela scienza è un insieme di molte teorie, o me«Lo spazio per farlo è stato eroso. Il pensiecome me si occupa del mondo subatomico e
vola tolleranza. Questo invece non avviene.
glio modelli spesso matematici, che sintetizro unico è il pensiero dell’identità, è il pendegli inizi dell’universo si confronta con un sizano le conoscenze acquisite osservando e
siero che non ammette spazi esterni a se
E cosa accade, allora?
stema sostanzialmente semplice; invece l’esstudiando una parte limitata del mondo nastesso, perché anche le argomentazioni ra«Il relativista predica – per così dire – la vasere umano, e ancor più l’essere umano in inturale. Ciascun modello riproduce un gran nuzionali vengono squalificate come “crelidità di tutti i punti di vista, ma poi finisce
terazione con gli altri, è estremamente commero di osservazioni sperimentali descritte in
denze”. Non importa se noi cattolici offriaper imporne uno su tutti gli altri, tacciando
plicato. Il problema è un alarticoli pubblicati su riviste
mo motivazioni alle nostre
immediatamente di intoltro: mentre gli scienziati sanscientifiche internazionali
posizioni, se la logica è uno
leranza chi tenta di trovano
che
i
loro
modelli
sono
applicando il metodo del
strumento valido per tutti:
re,
per
via
razionale,
una
Il fisico: «Nel nostro
La filosofa: «Solo
sempre provvisori, spesso gli
peer review, il processo di reè il dialogo stesso a non esqualche legittimità morale
ambito c’è sempre
apparentemente
economisti tendono a travisione fatto da competenti
sere più accettato, quasi
o valoriale. Il relativista non
un “pensiero unico”:
garantisce spazio a ogni fosse un termine demodè...
scurare la complessità e non
del campo. Un modello
vuole né convincere della
scientifico è considerato va- quello che spiega meglio si rendono conto che i loro lo
bontà del suo orizzonte di posizione: in realtà zittisce Ci sentiamo dire: non ti
chi continua a cercare
lido quando, introducendo i fenomeni. Ma sappiamo sono ancor di più».
piace l’eutanasia? Allora
senso, né farsi carico delle
Nella nostra società si osun numero limitato di ipotenon farla, ma non “pretendifferenze; insomma, non
che è provvisorio
un orizzonte comune
si, sa spiegare, riprodurre e
dere” di incidere su chi ha
gli interessa il dialogo».
Invece chi studia l’uomo serva un paradosso: da un
Ma senza confronto
lato una fiducia quasi cieca
predire un gran numero di
un orizzonte di valori diEppure nel senso comune
tende ad assolutizzare
razionale sui valori
nelle scienze, dall’altro casi
fenomeni. Per questo in ogni
verso dal tuo. Ma così le coil relativismo è proprio
le proprie conclusioni»
la società si disgrega»
in cui anche le evidenze
campo della scienza è accetse non funzionano».
quell’approccio che garanscientifiche più solide ventato un modello generale cotisce spazio a tutti…
Perché?
gono rigettate in nome delmune, che potrebbe essere
«Ma il suo meccanismo è il
«Paradossalmente il relatile preferenze individuali. Perché?
definito un “pensiero unico”: ma è un pensierifiuto di ogni criterio oggettivo sul quale
vismo culturale, anziché ampliare una so«Occorre tornare alla definizione di scienziaro unico sempre pronto a essere smentito, momisurare le posizioni. Il soggettivismo, orcietà complessa abitata da famiglie valoriali
to. Iniziative come Stamina o il metodo Di Beldificato, perfino ribaltato».
mai imperante, si chiude e si auto-definisce
diverse, diventa una forma di dogmatismo,
la non sono venute da persone che abbiano
Un esempio?
non riconoscendo alcun orizzonte di rifeperché non accetta alcuna risposta. È queldato un contributo significativo al loro camrimento condiviso. L’abbiamo visto proprio
la politica multiculturale che abbiamo vi«Fino a pochi anni fa in biologia dominava il
po. Purtroppo spesso all’opinione pubblica e
nei giorni scorsi, quando il ministro degli
sto fallire negli Stati Uniti, dove ormai si è
modello neodarwinista, che in effetti spiega un
ai mezzi di comunicazione sembra mancare
Interni Alfano ha ricordato a sindaci e precapito che dividere la società in monadi –
numero immenso di fatti. Eppure, recentela capacità di riconoscere l’autorevolezza
fetti che i matrimoni tra persone dello stesChinatown da una parte, Little Italy dalmente ha subito un cambiamento abbastanza
scientifica di chi parla».
so sesso non sono contemplati nel nostro
l’altra... – non funziona, perché ci vogliodrastico includendo con l’epigenetica una cerImpossibile quindi esportare il meccanismo
ordinamento e che quindi non possono esno spazi comuni di condivisione. Secondo
ta visione lamarckiana, ammettendo cioè l’edelle scienze matematiche a quelle umane?
sere riconosciuti quelli effettuati all’estero.
il relativismo invece non esiste alcuna posreditarietà di alcuni caratteri acquisiti. Si è ve«Sociologi, economisti, filosofi fanno quello
Una norma oggettiva, come è evidente, insibilità di trovare un bilanciamento tra varificato sperimentalmente che i figli dei topi che
che possono... L’unico rimprovero possibile è
vece ecco che chi si riconolori diversi, un minimo comune denomihanno sofferto privazioni durante la gestazioche alcuni di loro, come ha giustamente detsce soltanto all’innatore di riferimento che distingua il giune hanno una diversa capacità di sopravvivento Stefano Zamagni [su Avvenire di mercoterno del prosto dall’ingiusto, il corretto dallo scorretto,
za; sebbene non vi siano cambiamenti del paledì, ndr], considerano i propri modelli
il leale dallo sleale».
trimonio genetico, le privazioni hanno o silencome se fossero la verità assoluta, e
ziato o modificato tratti del Dna».
Nessuna via d’uscita?
ne derivano conseguenze che inE nel suo campo, la fisica delle particelle?
«Siamo ancora totalmente immersi in
cidono sulla vita di tutti. Noi
«Il nostro “pensiero unico” è ciò che chiamiaquesta dittatura del relativismo. Ma dobDALL’ECONOMIA ALL’ETICA
scienziati siamo più fortunati:
mo il Modello Standard della particelle e delbiamo continuare a cercare di rompere il
i nostri modelli riguardano sile forze, che già cinquant’anni fa aveva precortocircuito che impoverisce la cultura.
Si conclude oggi con il fisico Ugo Amaldi e la
stemi che, per quanto comdetto l’esistenza del bosone di Higgs. Due anÈ possibile, lo vedo con i miei studenti: ifilosofa Paola Ricci Sindoni il dibattito avviato – a partire
plessi, sono al confronto
ni fa l’abbiamo osservato, proprio qui al Cern,
nizialmente partono dall’appiattimento
dai recenti richiami di papa Francesco e del cardinale
semplici e, inoltre, non
e quindi il modello è stato confermato. Ma
sul pensiero unico, ma poi – siccome i raAngelo Bagnasco contro il “totalitarismo culturale” e la
hanno ricadute così imquesto non ha certo completato lo studio del
gazzi sono più capaci di mettersi in gio“dittatura del pensiero unico” – su Avvenire mercoledì con
mediate sulla vita di tutti.
mondo subatomico. Non sappiamo ancora
co – la loro base dogmatica può essere
l’intervista a Stefano Zamagni, nella quale l’economista aveva
Se perfino noi facciamo
perché il bosone di Higgs esista. La migliore iscossa, quando si mostra loro che, quanricostruito come in campo finanziario l’adozione di un unico
fatica a tenere la rotta, impotesi al momento è che nel mondo subatodo le scelte individuali devono essere lemodello avesse portato ai danni della crisi scoppiata nel 2007.
maginiamo la difficoltà di
mico valga una nuova forma di simmetria, la
gittimate socialmente e politicamente, alGiovedì il filosofo Sergio Givone aveva rilanciato il ruolo della
chi si occupa d’interazio“supersimmetria”, che potrebbe essere legata
lora non si può non tener conto di un umetafisica e dell’ermeneutica come “antidoti” al pensiero unico
ni sociali ed economiche
al fatto che le particelle non sono “puntini”,
niverso di valori oggettivo. Invece nella
e come strumenti per riappropriarsi della fondamentale
tra gli esseri umani, oppure
ma piccole “corde” oscillanti – è quella che si
cultura “alta” questo non accade, il diritlibertà dell’essere, mentre il semiologo Ugo Volli aveva
addirittura di comportamenchiama teoria delle stringhe. Il prossimo ciclo
to individuale ha la preminenza sui diritsottolineato come la ragione venga generalmente
ti degli spiriti umani, come neldi attività dell’acceleratore del Cern punterà
ti sociali».
espulsa dal dibattito etico, dove imperano le
l’etica».
proprio a cercare una particella supersimmeEdoardo Castagna
“preferenze” non argomentate.
trica. Se non dovessimo trovarla la teoria del© RIPRODUZIONE RISERVATA
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N

l mercato delle armi come un
fantasma passa ad ali spiegate a raccogliere violenza, ira, vendetta e sconvolge e
porta turbamento e morte tra i
popoli più deboli. L’istituto che si
occupa del conteggio dei conflitti
mondiali ci fa sapere che il 2013
ha sopportato 20 guerre mentre
non abbiamo ancora la cifra dei
conflitti armati del 2014. Turchi,
Jihadisti, Curdi, gli uomini dell’Isis chi sono per noi? Ne vediamo
le ombre scure rincorrersi nelle
terre aride e nelle nuvole di fumo
che tolgono realtà alle loro battaglie. Le bombe gettate dagli aerei americani non sono sufficienti a fermare questi uomini
che si cercano per togliere gli uni agli altri la vita. La loro violenza non ha volto, è coperta da
fazzoletti scuri.
Lontano, nelle nostre case, tra la
réclame di un brodo o dell’ultima macchina, appaiono sullo
schermo delle televisioni, e solo
per qualche istante, le immagini
di chi spara e di chi muore saltando in aria, quasi come nelle
antiche gesta di guerra ricamate
sulle sete cinesi. Non c’è l’odore
del sangue, né lo sfuggire della
vita, ma un grande silenzio anche nel fotomontaggio della tempesta di fuoco della città di Kobane. Un conflitto che potrebbe
diventare la nostra terza guerra
mondiale. Di fronte a tutto questo quale può essere il nostro piano di pace da proporre a questo
mondo così variegato, sospinto
al conflitto da antiche rivalità.
Chi avrà la forza della convinzione, l’equilibrio del buon volere, la pazienza di un cammino
forse lento ma decisivo?
L’Unione Europea nata dalle macerie della II guerra mondiale ha
ricevuto il premio Nobel per la pace nel 2012 per aver creato una esemplare convivenza pur nelle
sue diversità. Davanti alle crescenti crisi mondiali i movimenti cristiani assieme alle persone di
buona volontà promuovono un
piano di pace dell’Europa per il
mondo ed in questo momento
per i vicini paesi del Mediterraneo. Una messa per la pace si è
svolta il 7 ottobre nella cappella
del Parlamento. Quasi irraggiungibile per i non parlamentari, tanti sembrano gli ostacoli composti
da mura, corridoi e da un vasto
cortile fino ad arrivar a questa
cappella dalle origini antiche. Del
XII secolo son il campanile e gli
affreschi dell’aspide dove Cristo
è accompagnato dai Santi Gregorio Nazianzeno e Giovanni Crisostomo. Tutto il resto è disadorno
e confessa i molti rifacimenti dei
secoli scorsi quando, sconsacrata,
venne adibita agli archivi assieme
al monastero di santa Maria in
Campo Marzio.
Riportata poi al culto nel 1987 divenne la cappella dei deputati. Alla preghiera per la pace hanno
preso parte parlamentari di ieri e
di oggi, presidenti di associazioni cristiane, movimenti cattolici
e persone di buona volontà affinché il nostro continente eviti una
nuova terribile guerra e ci sia pace per i popoli intorno a noi cominciando dal vicino Medio Oriente. Anche noi siamo chiamati oggi a questa preghiera.

«S

IL CASO

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28 A G O R À c u l t u r a
Francoforte

ALESSANDRO ZACCURI
NOSTRO INVIATO A FRANCOFORTE

er immedesimarsi in Johannes Gutenberg basta un minuto o poco più. Il tempo di inchiostrare la lastra, applicare il
foglio di carta, passare tutto sotto il torchio. Il risultato è un quadretto con citazione
dai Salmi o da san Paolo offerto con i complimenti di Bibelmobil, uno dei tanti progetti di
diffusione della Bibbia presenti nel settore tedesco della Buchmesse.
Nella terra di Lutero la Scrittura viene prima di
tutto, ma tra i best seller della fede spicca il benedettino Anselm Grün. Amatissimo in Italia,
padre Anselm è tradotto anche negli Usa su iniziativa della Paulist Press in un ristretto drappello di maestri della spiritualità che comprende Enzo Bianchi, Carlo Maria Martini e José Tolentino Mendonça, il sacerdote-poeta portoghese che in patria è una vera celebrità. Il suo
nuovo libro, Mistica dell’istante, esce da Paulinas (corrispettivo lusitano delle nostre Paoline) in una tiratura di 15mila copie.
E l’effetto Francesco? La Buchmesse del 2013 era stata letteralmente travolta dall’elezione del
Papa argentino. Ora, a un anno di distanza, l’attenzione si sta focalizzando in maniera diversa. «Ci si concentra di più sul retroterra di Bergoglio, sugli elementi costitutivi della sua formazione», spiega Lorenzo Fazzini della Emi,
che ha in calendario per i prossimi mesi l’Introduzione alla teologia del popolo di Enrique
Ciro Bianchi, subito intercettato da molti osservatori stranieri. Ma incuriosiscono anche i
retroscena di vita quotidiana descritti da Aldo
Maria Valli in Con Francesco a Santa Marta, una delle proposte dell’Àncora più apprezzate
alla Buchmesse. La situazione avvantaggia inoltre le Publicaciones Claretianas, che detengono i diritti dei testi pubblicati dal cardinal
Bergoglio nell’epoca in cui era arcivescovo di
Buenos Aires. «È stata l’occasione per farci conoscere», spiega direttore del gruppo, padre
Fernando Prado Ayuso, aggiungendo che il sussidio di spiritualità quotidiana Palabra y Vida
(già disponibile in dieci lingue) riporterà nel
2016 i testi del cardinale Gianfranco Ravasi.
La conferma più autorevole viene da don Giu-

STIVALE DECLASSATO AL PIANO TERRA
Fra un anno si cambia. La Buchmesse fa i conti delle
metrature, rivede i costi, ridisegna la mappa. Addio al remoto
padiglione 8, dove finora si concentravano gli editori di lingua
inglese e al quale si accede solo dopo che il personale di sicurezza ha
controllato borse e borsette. Nel 2015 inglesi e americani, con il
sostanzioso contorno di irlandesi, australiani e neozelandesi, si sposteranno
in massa al primo piano del padiglione 5 che ospita, tra gli altri, italiani e
spagnoli. Ma c’è un altro colpo di scena: a dispetto di una secolare diffidenza,
gli anglosassoni hanno infatti accettato la compagnia degli editori dell’area
francofona, con i quali condivideranno il nuovo «piano nobile» della fiera.
All’Italia non resta che trasferirsi di sotto, dove da tempo ormai l’editoria
baltica e scandinava sta mettendo in mostra la sua intraprendenza. Al di là
della sistemazione logistica, il quadro finirebbe dunque per congelare il
panorama internazionale in uno status quo dominato da anglofoni e –
in posizione distaccata ma comunque invidiabile – francofoni. Pur
continuando a occupare la sesta posizione nel mercato
mondiale del libro, l’Italia ne uscirebbe penalizzata, se non
altro quanto a immagine.(A. Zacc.)

Presenze meno
numerose rispetto
al passato, ma tutte
di editrici impegnate
in un rilancio. L’attesa
apertura al sacro
dei grandi gruppi
anglosassoni e spagnoli
porterà nuovi mercati
Da evitare la ripetizione
di titoli e generi

seppe Costa, direttore della Libreria Editrice
Vaticana: «Le pubblicazioni del Papa sono ancora richiestissime – dice –. In questo momento si privilegiano le raccolte di testi a tema, a
partire dalle catechesi del mercoledì e degli Angelus domenicali, e senza dimenticare le riflessioni sulla famiglia, le omelie, le interviste.
L’interlocutore principale continuano a essere
gli Stati Uniti, che coprono il 30% dei diritti esteri venduti dalla Lev. Non mi riferisco solo ai
libri di Francesco, ma anche al filone della mistica contemporanea e ad alcuni sussidi specifici, come quelli indirizzati ai consacrati e alle
consacrate».
Lo stand francofortese della Lev ospita un avamposto della Conferenza episcopale statunitense, che lo scorso anno ha visto balzare in

Editoria

RELIGIOSA
L’Italia tira

VOLUMINOSO.La vetrina di uno stand alla Buchmesse di Francoforte, che si conclude domani

La tendenza.

GIULIANO VIGINI
n questi giorni, rilanciata alla Fiera
del libro di Francoforte dal ministro
Franceschini e dall’Associazione
italiana editori, anche attraverso
un’apposita campagna («Un libro è un
libro»), è tornata alla ribalta la questione
dell’equiparazione dell’Iva sui libri al
4%, a prescindere dal supporto su cui i
contenuti sono veicolati. Oggi infatti,
come si sa, su un libro digitalizzato
viene applicata l’Iva del 22%. Per
inquadrare i termini della questione,
occorre prima di tutto ricordare che gli
Stati membri dell’Unione europea
applicano un’Iva normale, che va dal
15% del Lussemburgo al 27%
dell’Ungheria, con l’Italia al 22%.
Possono però essere applicate una o
due aliquote ridotte relative
esclusivamente alla cessione di beni e
alle prestazioni di servizi delle 18
categorie previste, tra cui i libri. Queste
aliquote ridotte
oscillano tra il 5%
D’altro canto non
e il 12%, ma vi
ci si deve illudere: sono comunque
5 Paesi (Francia,
il libro digitale
Irlanda, Italia,
costa già poco,
Lussemburgo e
tra i 7 e gli 8 euro Spagna) che
Abbassare il prezzo hanno
un’aliquota
non basterà
superridotta,
a spingere la lettura applicata ai libri
da Spagna e Italia
(4%) e
Lussemburgo (3%), con le uniche
eccezioni di Irlanda e Regno Unito che
applicano anche al consumo di libri
l’aliquota zero. All’interno del quadro
fissato dalla Direttiva europea 2006/112
e dal suo Regolamento applicativo
2011/282, non c’è ancora spazio per il
«contenuto digitalizzato di libri e altre
pubblicazioni elettroniche», come
specificato in un allegato del citato
Regolamento. Da qui la proposta di
unificare il trattamento fiscale tra
cartaceo ed e-book. È quindi
auspicabile che si cambi la norma,
evitando naturalmente che, per
compensazione, si alzi al 5% o più l’Iva
sui libri di carta, come già avviene in
gran parte degli altri Paesi, considerato
che lo stato attuale della lettura in Italia
è purtroppo molto più basso che altrove
e non è proprio il caso di infierire su un
malato già così grave. D’altro canto, non
ci si deve illudere che, abbassando l’Iva
sul libro digitale, aumenti a dismisura il
suo utilizzo. Tutto sommato, già oggi il
prezzo medio di un e-book, analizzando
la classifica di quelli più venduti, oscilla
tra i 7 e gli 8 euro: non quindi cifre
impossibili, anche in tempi di consumi
molto rallentati. La riflessione
conclusiva è in definitiva questa: un
conto sono le questioni di equità e buon
senso; un altro sono le radici profonde
dei problemi che attengono a un
mercato del libro in Italia ristretto e,
diciamolo pure, in parte anche drogato
per un consumo «usa e getta»; a un
sistema di imprese editoriali
generalmente troppo piccole e
sottocapitalizzate; e soprattutto a livelli
di lettura che non ci consentono di
espanderci e di fare dell’Italia un Paese
virtuoso come in altri campi. Ora
sappiamo che l’istruzione, la ricerca, la
lettura – insieme all’innovazione che le
supporta – sono il motore dello sviluppo
economico. Gli sforzi da intensificare
dovrebbero andare appunto in questa
direzione.

I

testa alle classifiche Amazon la versione americana del Catechismo. È un altro indizio da tenere in considerazione: insieme con gli approfondimenti sul futuro della famiglia, i sussidi per l’iniziazione cristiana sono una delle
costanti di questa Buchmesse. La domanda più
consistente proviene dai Paesi dell’Est europeo
e dell’America Latina, con una gamma di richieste che va dagli opuscoli devozionali agli
strumenti per l’evangelizzazione di adulti e ragazzi. Un’area in cui hanno una posizione consolidate sigle come Elledici (che, in vista del bicentenario del 2015, promuove l’innovativa biografia Don Bosco, una storia senza tempo di Domenico sr, Renzo e Domenico jr Agasso), le Paoline (qui a tenere banco sono i libri per bambini, tra cui il sorprendente Mi confesso anch’io!
di don Tonino Lasconi) e la più giovane Effatà
(benissimo la spiritualità familiare, ma molto
attraente risulta anche la collana di narrativa biblica «Scrittori di Scrittura»).
tiamo attraversando una fase ancora delicata – avverte padre Alberto Breda, amministratore delegato di Edb – e il rischio da evitare è quello di un’eccessiva sovrapposizione
su argomenti e proposte. In questa fase l’editoria religiosa italiana riesce a vendere all’estero più quanto riesca ad acquistare e questo costituisce una criticità da non sottovalutare». La
nostra saggistica di qualità, in ogni caso, non è
penalizzata. Lo ribadiscono le valutazioni di case editrici come Queriniana («Il libro teologico
si è sempre difeso bene», ammette con un certo orgoglio padre Rosino Gibellini nel segnalare l’interesse riscosso da La Chiesa cattolica verso la sua riforma di Severino Dianich e La trasmissione della fede di Bruno Forte), il tandem
Morcelliana-La Scuola (il direttore editoriale Ilario Bertoletti è molto soddisfatto dell’accoglienza riservata a Quale Gesù? di Paolo De Benedetti) e la stessa Edb, che ha in programma,
tra l’altro, Le imprese del patriarca di Luigino
Bruni: il volume, che raccoglie gli articoli sulla
Genesi apparsi ogni domenica su Avvenire, è
all’esame di moltissimi editori stranieri.
Una possibile svolta è intravista da don Giacomo Perego, direttore della San Paolo: «Sia nell’area anglosassone sia in quella
di lingua spagnola – sottolinea –
i grandi gruppi editoriali stanno
valutando l’apertura di settori
dedicati al libro religioso. Se così fosse, le case editrici italiane
potrebbero presto contare su una rete di relazioni internazionali
decisamente più solida. Si libererebbero risorse, saremmo nella condizione di tornare a investire». È un’esigenza avvertita anche dal presidente dell’Unione editori e librai cattolici italiani
(Uelci), Gianni Cappelletto, che
nella sua qualità di direttore del
Centro Ambrosiano ha presentato con ottimi risultati non solo la
meditazione del cardinale Angelo Scola in vista di Expo 2015, Cosa nutre la vita?, ma anche i numerosi titoli di Giovanni Battista
Montini presenti in catalogo.
«Quest’anno alla Buchmesse gli
editori cattolici sono meno numerosi rispetto al passato – conclude – ma quelli che ci sono ragionano tutti in termini di rilancio».

«S

(AP Photo/Michael Probst)

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La letteratura per ragazzi lascia l’horror per le storie «riuscite»

DANIELA PIZZAGALLI
libri della rentrée, come dicono i francesi, quelli usciti dopo le vacanze estive, sono di solito buoni indicatori delle nuove tendenze letterarie, e la stagione autunnale da noi sembra aprirsi su
un’inaspettata voglia d’innocenza, per il
numero significativo di romanzi che hanno come protagonisti dei bambini. Potremmo interpretare questa convergenza
come una reazione all’invasiva caterva di
gialli, noir, thriller e horror provenienti da
tutte le latitudini, che mirano a sollevare il
velo sul nostro lato oscuro: forse incominciamo a sentire la nostalgia per il pascoliano fanciullino che abita in ciascuno di noi.
Romanzi e autori sono molto diversi tra
loro ma concordano nell’attribuire ai bambini, benché siano esposti a dure esperienze, maggior forza di volontà e senso di
responsabilità rispetto agli adulti che li cir-

I

La proposta
E-book, giù l’Iva
(ma senza alzarla
sui tomi di carta!)

IL CASO

Il bilancio della Buchmesse
per le nostre case cattoliche
è positivo: molto richiesti
soprattutto saggistica di qualità
e sussidi educativi. E si vende
più di quanto si compri: che però
è indice di deboli investimenti

P

Sabato
11 Ottobre 2014

condano. Il modello letterario di riferimento non è certo un Peter Pan destinato
a una vita da bamboccione, ma semmai i
dickensiani Oliver Twist e Piccola Dorrit, le
cui sofferenze non cancellano la speranza
di riscatto. E se la descrizione di infanzie
abusate comporta il rischio di componenti
morbose, tutti i libri che vogliamo segnalare le evitano con buon gusto e senso del
pudore, assicurando anche finali positivi
alle storie, senza peraltro scadere nella superficialità.
Passando ad esempi concreti, mettiamo a
confronto due figure di bambine private
dell’affetto della madre. In Marta nella corrente, romanzo d’esordio dell’insegnante
Elena Rausa (Neri Pozza, pp.272, euro 14)
si snodano due storie parallele: quella di una piccola di 7 anni la cui madre è morta in
un incidente e della psicologa che tenta non
soltanto di farle elaborare il lutto, ma di avviarla a una nuova vita con un nonno che

non sapeva di avere. E durante il percorso
sarà la psicologa stessa ad essere aiutata a
smantellare inviolati sensi di colpa sepolti
nel suo passato.
A differenza di Marta, l’undicenne Lucy,
protagonista della storia vera E tu mi vorrai bene? (tre60, pp. 330, euro 14,90) ha ancora la madre, ma incapace e anaffettiva
perché a sua volta abusata fin da piccola,
che appare e scompare nella vita della figlia
costringendo i servizi sociali a trovare sempre nuove famiglie affidatarie. L’autrice
Cathy Glass, madre in affido per vocazione
che ha dedicato alle sue esperienze libri
molto popolari in Inghilterra, qui è particolarmente coinvolta perché è riuscita ad
insegnare alla traumatizzata Lucy che cos’è l’amore, tanto da aver poi ottenuto di adottarla legalmente.
Di tutt’altro genere Se ho paura prendimi
per mano (Corbaccio, pp. 236, euro 14,90)
di Carla Vistarini, brillante sceneggiatrice

C’è voglia d’innocenza, dopo
una stagione di thriller e noir
Si esplorano vicende di cronaca
magari dolorose per l’infanzia
(si va dagli abusi agli abbandoni),
ma con finali che premiano
il coraggio e la forza di reagire

per cinema e Tv, al debutto nel romanzo
con un emozionante e divertente inseguimento attorno a una misteriosa bambina che, sfuggita casualmente alla banda che l’ha rapita, si aggrappa a un clochard costringendolo ad avventurose peripezie, con l’immancabile lieto fine che
comporterà anche per il clochard l’inizio
di una nuova vita.
C’è un tocco di giallo anche in Quello che

gli altri non vedono di Virginia Mc Gregor (
in uscita il 5 novembre da Giunti, pp. 392,
euro 12) perché il piccolo protagonista Milo per liberare la bisnonna da un ospiziolager dovrà smascherare i colpevoli, conquistandosi tanti amici grazie alla sua sconfinata capacità di amare.
Dopo tante autrici, l’unica firma maschile
del gruppo, Philippe Hayat, non è meno
capace di sensibilità e tenerezza nel raccontare la storia di Momo a Les Halles (Neri Pozza, pp. 350, euro 18), l’odissea di un
ragazzo ebreo nella Parigi occupata dai nazisti che merita di essere inserito fra i romanzi di punta dell’anno, pur essendo l’opera prima di un imprenditore.
Tranne il libro della Glass sono tutti romanzi d’esordio, quelli segnalati, il cui tema dedicato all’infanzia è una significativa
metafora della condizione aurorale degli
avviati percorsi di scrittura.
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A G O R À s p e t t a c o l i 29

Sabato
11 Ottobre 2014

MINGHI Canto

Intervista
Alla vigilia di un tour
negli Usa e a pochi
mesi dalla morte
della moglie Elena,
l’artista parla di fede,
famiglia e successo
nel mondo della «buona
musica italiana»:
«Noi la sottostimiamo»

il mio amore per lei

ANDREA PEDRINELLI
antar d’amore: bellissimo, ma anche terribile. Incontriamo il maestro del nostrano cantar d’amore, Amedeo Minghi, alla vigilia del
suo tour fra States e Canada, dove (come in
Brasile) ha schiere di fan. Si dovrebbe parlare di quello, del successo di "Emanuela e io"
(brano dell’84) in Repubblica Ceca, di Justin
Timberlake che su una sua melodia ha costruito una hit,
del nuovo disco "Suoni tra ieri e domani": live piano e voce in cui l’artista si riappropria di veri gioielli ("L’amore",
"Solo all’ultimo piano", "Il profumo del tempo", "Firenze
piccoli particolari") donati negli anni ad altri (Morandi,
Bocelli, Mietta, Oxa, Mia Martini, Katia Ricciarelli). Ma c’è
un inedito, nel disco. Si intitola "Io non ti lascerò mai",
canta "Un’altra vita eravamo noi / E adesso sì che sto imparando a stare nel mondo / ancora qui… per noi". Non
c’è retorica, sono parole vissute, quasi incise nel volto sofferto e nella voce che trema di Minghi, quando parla di lei.
Elena, sua moglie, morta nel sonno il 7 gennaio, pochi mesi dopo le feste per i 40 anni di matrimonio. Una tragedia
vissuta con dignità nel silenzio, di cui ora Minghi parla
per la prima volta con la forza di dire, e cantare, ancora
d’amore. Il suo amore, anzi «il nostro amore: per cui vado
avanti, anche se è non è facile».
Dove trova la forza per un disco e per cantare in tour, a pochi mesi da un lutto tanto pesante?
«Il disco era già registrato. Cantare dal vivo… È un’altra cosa. Pochi giorni dopo la morte di Elena avevo un concerto
a Roma. Tutti pensavano sarebbe saltato, ma lei non avrebbe voluto. E l’impatto fu spaventoso: pubblico in piedi per quindici minuti, piangevano con me. Poi ho trovato la forza per cantare, è stato uno dei miei più bei concerti.
Ma non so dove l’ho trovata».
E ora? L’energia di lavorare dove la cerca?
«Sono un credente, anzitutto. Poi mi aiutano le mie due figlie, il nipotino, e l’amore nostro, mio e di Elena. Che vive
ancora e l’ho messo nella canzone nuova, senza nascondermi. Anche la canzone, sa, c’era già. Meglio, c’era la musica che a Elena piaceva moltissimo, l’unica frase che avevo appuntato era "Io non ti lascerò mai". Il testo l’ho ter-

C

minato dopo la tragedia. Ma non è solo una dedica, tutte
le mie canzoni d’amore parlano di lei. Glielo dovevo».
È cambiato il suo rapporto con la musica?
«Non lo so ancora. Non credo. Per ora ho soprasseduto sul
progetto di scrivere con Mogol un disco. Non mi sentivo di
occuparmi di canzoni in quei giorni, in quei mesi. Non potevo non completare quella di cui le parlavo, ma altro… Magari riprendiamo nel 2015, due pezzi sono già finiti, quattro abbozzati».
Fortunatamente le soddisfazioni professionali ci sono. Di
cosa va più fiero, del suo oggi artistico?
«Sapere che il 24 mi aspettano a Praga per il primo posto
di "Emanuela e io", aver visto un telegiornale russo su una mostra di pittura e poesia ispirata a miei brani, il singolo di Timberlake imperniato su un mio pezzo del ’72 e
usato per presentare il suo disco a Londra e Los Angeles…
La canzone italiana funziona, siamo noi che la sottostimiamo. Siamo masochisti, temo».
Per la seconda volta, dopo un Dvd di riletture live di tutta
la sua carriera, tenta di storicizzare il suo repertorio: col
nuovo Cd un libro, dove valorizza l’epoca d’oro della canzone. Che aspettative ha?
«Il 30 lo presento alla Sapienza, e gli studenti di lì hanno
fatto il video del brano nuovo. Penso che la mia generazione abbia prodotto cultura nella canzone: venivamo da
Lauzi, Endrigo, Bindi, il concetto era una canzone che durasse nel tempo. Anche questi brani che ricanto non erano scritti "per la Oxa" o "per Bocelli", era l’apertura dell’autore nel condividere il suo mondo con altri. Oggi si
devono seguire standard che nulla hanno a che fare con
l’arte. Io vorrei che i giovani capissero che la buona musica non è quella "radiofonica", ma quella che entra nei
nostri ricordi, nella nostra vita».
Ci sono brani che ci teneva di più a riprendere?
«Ad alcuni sono legato, "Fijo mio" spinse Califano a divenire anche cantante, prima scriveva solo testi. Ma soprattutto volevo riportare i pezzi alla loro essenza piano
e voce. Anche per sottolineare che oggi si pensa alla parola gridata, per l’acuto. Noi si pensava alla parola cantata, per dire. E mi risulta che io, Baglioni, De Gregori, siamo qui da 40 anni».
Riprenderà anche i concerti sulla fede?

Cinema

Gaetano Di Vaio, viaggio nei ghetti
di Napoli cercando l’anti-Gomorra
LUCA PELLEGRINI
oro fanno parte di una "batteria". Girano per i vicoli dei
Quartieri Spagnoli, tutta vita
fuori, molte tragedie dentro.
Non cercano guai, ma sono costretti a difendersi. Cuore del rione, una piazza: Largo Baracche. Qui
convergono i meandri, si creano incontri. Qui spesso si pianifica il malaffare, ma fa capolino anche la necessità di un futuro onesto e dignitoso. Sono percorsi che Gaetano Di
Vaio conosce bene, sia quelli materiali che quelli dell’animo. Oggi
lui fa il produttore, il regista, l’attore e lo scrittore. Ieri bazzicava nel
mondo della microcriminalità napoletana, che gli aveva anche aperto le porte del carcere di Poggioreale. Nel 2003 fonda "Figli del
Bronx" (con cui ha coprodotto l’opera seconda di Guido Lombardi in
questi giorni in sala, Take Five), arriva al cinema e i suoi film vanno ai
festival e si parla di lui e di loro, dei
"figli di Napoli" buoni e cattivi, dei
mille problemi che affliggono le famiglie e il tessuto sociale di quella
città.
Di Vaio è esuberante per carattere,
forse anche per necessità. Sente
quasi il dovere morale di raccontare ciò che lui ha vissuto, ciò che vivono ancora tanti come lui. Largo
Baracche è il suo ultimo documentario, sarà presentato nella sezione
"Prospettive Italia" del Festival del
Film di Roma. «I Quartieri Spagnoli, dove abbiamo girato, sono situati nel cuore di Napoli – racconta –
eppure sembrano lontani anni luce dal centro storico. Proprio come
Scampia, la Zona Nord, la Sanità e
tutte quelle aree che vivono il fenomeno della cosiddetta "emarginazione", una parola oramai abusata, svuotata di significato. Eppure un significato forte ce l’ha, per
chi porta quasi un marchio sulla
pelle. Ce l’hanno addosso i sette ra-

L

gazzi di Largo Baracche: Mariano,
Carmine, Giovanni e gli altri. Hanno gli stessi sogni dei loro coetanei:
un lavoro, una ragazza, una famiglia. Insomma, una vita onesta. Io
li ho conosciuti attraverso il giornalista Fabio Venditti, che stava lavorando proprio con loro ai Quartieri Spagnoli. Ci sono entrato immediatamente in sintonia, perché
anch’io provengo da quella realtà.
Così ho deciso di farli parlare».
E ascoltandoli, Di Vaio è riuscito a
comprenderli meglio. «Ho inter-

REGISTA. Gaetano Di Vaio

«Quel film non fa capire bene
la realtà». Il regista cresciuto
nei Quartieri Spagnoli parla
del suo ultimo lavoro
sui giovani che «non hanno
ceduto ai ricatti»
cettato il loro entusiasmo, la loro
grande voglia di fare, anche se sono costretti a muoversi senza avere un orizzonte né fisico né professionale. La loro vita si affaccia sul
nulla, Largo Baracche per loro è un
ghetto. Sono intelligenti, hanno una grande energia, ma a cosa serve?». Attorno a un tavolo, mentre
discutono, le posizioni sono distanti. Ma interviene una loro coetanea, Raffaella, che dice chiaro e
tondo: «Chi si vuole salvare, si salva da sé». Un momento delicatissimo, per il regista. «Lei cerca di tra-

sferire su di loro la responsabilità
del loro futuro. Vuole spronarli ad
agire, convincerli che è inutile aspettare che venga ad aiutarli qualcuno da fuori:, famiglia, amici, istituzioni. Devono rimboccarsi le maniche. Napoli è piena di gente che
aspetta la salvezza. Nessuno andrà
a salvarli».
Nel film tre parole chiave vengono
ripetute in alcuni momenti forti e
decisivi: solitudine, alternativa, eccezione. Non è un caso. «La solitudine – precisa Di Vaio – è quella che
si vive ovunque, soprattutto nel carcere e poi quando si esce. Ma è anche il frutto di quello che noi ci costruiamo attorno. L’alternativa è ciò
che i ragazzi continuano a chiedere ("Ci stanno altre cose, non c’è solo Napoli, no?" si domanda uno di
loro) e che fanno fatica a trovare nel
loro ambiente ristretto e chiuso. Appena gliela dai, sono fantastici. L’eccezione può essere vista nel bene e
nel male».
Di Vaio non può fare a meno di scavare nei desideri di questi giovani,
nelle paure, nelle speranze. «Più
faccio cose e più si apre il buco –
confessa –. Napoli, la gente che la
vive, i loro problemi, sono una fonte inesauribile di storie. Ma sia ben
chiaro: io non scendo per andare a
cercare il male, anche se inevitabilmente lo trovo, io scendo per andare a cercare la luce. Altrimenti descriveremo sempre questa Napoli
"gomorriana" disperata. Io penso
che oltre Gomorra ci sia tanto da esplorare e raccontare. Gomorra
confonde troppo le idee e non fa
capire del tutto la realtà. Certo io,
Gaetano, lancio un sassolino nell’oceano, ma l’importante è che
qualcuno lo faccia. Molti dei miei
personaggi, pur nell’oscurità, sono
forti, riescono a non cedere ad altri
ricatti, hanno davanti a loro la speranza del cambiamento. Insomma,
sanno che devono salvarsi da sé».
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Tarantola-Gubitosi:
adattare il canone
Rai all’era digitale
ROMA. «Sul canone anche gli
altri Paesi europei stanno avendo
le nostre stesse difficoltà»: lo ha
detto il presidente della Rai, Anna
Maria Tarantola, chiudendo ieri il
convegno “Eurovisioni” dedicato
proprio alla riforma del canone
radiotelevisivo in Europa nell’era
digitale. Perfino in Svezia
l’evasione aumenta e in molti
Paesi hanno riformato le modalità
di prelievo della tassa: «Per noi
sono preziose indicazioni anche
se ogni Paese deve trovare le
modalità che più gli si adattano»,
anche considerando che sempre
più persone usufruiscono del
servizio pubblico su sistemi diversi
da tv e radio, ha concluso la
Tarantola. Anche il direttore
generale, Luigi Gubitosi, ha parlato
della necessità di cambiare il
canone (che si fonda su una legge
del 1938) «così che possa essere
pagato da tutti e l’azienda
abbia certezza di risorse».

Torna a suonare
l’organo di San
Pietro in Vincoli
CANTAUTORE. Amedeo Minghi

«No: ma vorrei pubblicarne i brani. Ho scritto sulle Beatitudini, sul Cantico delle Creature, ho musicato Padre Nostro e il discorso del "Non abbiate paura" di Wojtila. Sono
su iTunes, ma penso di farne un disco».
Senta Minghi, ma oggi lei si riconosce ancora nell’etichetta del maestro del "cantar d’amore"?
«Farlo mi è stato spontaneo. E forse lo fanno tutti, anche Vasco, certo con sfumature diverse. Ma anch’io ce le
ho messe, in "Cuore di pace" o in "Gerusalemme" che ho
cantato come una donna, come accade nella Bibbia stessa. Certo la tragedia mi ha segnato. Farò un tour, poi vediamo. Come le ho detto, non credo che cambierò il mio
rapporto con la musica: però su progetti inediti è presto
per capirlo».
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ROMA. Torna a suonare dopo
50 anni uno degli organi italiani più
antichi e prestigiosi, il seicentesco
Alari-Priori di San Pietro in Vincoli.
Questa sera alle 18.30 nella
basilica romana, alla presenza del
cardinale titolare Donald William
Wuerl, si tiene una conferenza del
maestro restauratore Michel
Formentelli alla quale seguono le
esibizioni di Francesco Saverio
Colamarino, organista di Santa
Maria degli Angeli, e
Giandomenico Piermarini, direttore
del Conservatorio dell’Aquila e
primo organista
di San Giovanni in Laterano.

30 A G O R À s p o r t

Sabato
11 Ottobre 2014

L'Italia soffre e vince contro l’Azerbaigian, fa tutto Chiellini

Euro 2016
Gli azzurri si impongono 2-1
ma rischiano la beffa
contro avversari modesti
Doppietta di testa
e autorete del difensore
bianconero. La squadra
di Conte è prima
nel girone di qualificazione
a punteggio pieno

inché c’è vittoria c’è speranza. L’Italia vince di misura, supera un ostacolo
non insormontabile, non
brilla, diverte a corrente alternata, scatena un Chiellini autore di
doppietta e autogol, ma becca tre
punti con l’Azerbaigian che fanno
classifica e morale. Niente fuochi
d’artificio, dunque. Ma stavolta
può bastare. A Palermo la gara è
terminata 2-1. Evento facile per gli

F

Giorgio Chiellini

(Ansa)

I

La prima volta dello sport “capitalista”
per eccellenza nell’ex Unione Sovietica
Un affare fortemente voluto da Putin

Basket.

2009, ad Abu Dhabi quando la Ferrari inaugura
il parco tematico dedicato a Maranello, di contorno al circuito, costato 350 milioni di euro.
Non è un caso che fondi di investimento di Abu Dhabi e Bahrain siano presenti non solo
nella Ferrari ma anche nella McLaren e in altre attività di F1, vedi Aabar, il maggior costruttore edile di Dubai che fattura oltre 3mila miliardi di dollari e che sponsorizza la Lotus del magnate Lopez dando 800mila euro
in contanti e il resto, circa 4,2 milioni di euro,
in beni immobili che la Genii Capital utilizza
per le proprie attività commerciali.

Il nuovo
circuito
di Sochi
dove
domani
si corre il
primo
Gran Premio
di Russia
della storia
è costato
150 milioni
di euro (Ap)

Sempre nel 2004 la Cina ospita il primo Gp a
Shangai, poi tocca alla Corea, gigante dell’auto e dell’elettronica (tv, computer e telefonini). Quindi la F1 sbarca in India, un mercato da 1 miliardo di abitanti, ma di cui 50
milioni sono ricchissimi e vogliosi di beni occidentali, auto di lusso in testa. Poi, il ritorno
negli Usa, principale mercato mondiale, dopo la Cina, per le auto di lusso. E ancora Singapore, base finanziaria per moltissime società europee e non. Dopo la Russia, nel 2016
toccherà a Baku, Azerbaigian, con un tracciato cittadino e altri milioni investiti dal governo locale.
Con un’audience mondiale di oltre 1,2 miliardi di spettatori, la F1 dimostra di essere il
mezzo più economico e competitivo per far
conoscere una nazione attraverso un evento sportivo. Per questo i governi locali investono soldi, molti meno che ospitare
una volta sola un’Olimpiade, e con una durata maggiore per il ritorno
di immagine internazionale. Questo spiega perché se fino a qualche anno fa su 18 gare, 13-14 erano in Europa e 4 erano extraeuropee, ora su un calendario di 20 gare, 13 si disputano fuori dall’Europa, i cui circuiti storici sono in crisi e rischiano di saltare uno
dopo l’altro. Ora tocca alla Russia, dopo 30
anni di trattative, fallimenti e discussioni.
Stavolta Putin ha fatto sul serio e Bernie Ecclestone lo ha accontentato.

nale che, tolta l’esclusione di Balotelli e il nuovo attacco, presenta
gli stessi attori amaramente protagonisti in Brasile. E allora cercasi nuove facce, nuovi campioni,
ma nel frattempo accontentiamoci di questi. Che corrono, lo
fanno tutti nella stessa direzione.
Con Conte non potrebbe essere
altrimenti.
Giulio Peroni
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Semifinale mondiale
per l’Italvolley rosa
MILANO. Le azzurre del volley sono
sempre più vicine alla finale del Mondiale.
Battono anche la Russia (3-1),
conquistano il primo posto del girone e
oggi giocano la semifinale contro la Cina
(tv: Rai Sport1, ore 20), già superata una
settimana fa (3-0). Brasile-Usa l’altra
semifinale. Italia fuoriclasse anche in tv: il
match di mercoledì contro gli Usa è stato
visto da oltre un milione e mezzo di
telespettatori.

MotoGp: Dovizioso
più veloce di Marquez
MOTEGI. Andrea Dovizioso è il più
veloce nella prima giornata di prove libere
del Gp del Giappone che si corre domani
(tv: Sky, ore 7). Marquez (6°) comincia in
salita la caccia al bis iridato. Valentino
Rossi 5°, nonostante la frattura all’indice
della mano destra.

Calcio: in Slovacchia
pari dell’Under 21
ZLATA MORAVCE. L’Italia pareggia (11) con la Slovacchia nell’andata dei
playoff per l’Europeo 2015 di calcio
Under 21. Gol di Belotti (9’) e Zrelak (24’).

Tassa per la polizia
la Serie A si ribella
MILANO. La Lega Calcio di Serie A chiede
al governo di cancellare l’emendamento che
impone ai club di pagare una parte del
servizio di ordine pubblico, definito «di
dubbia costituzionalità».

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BIANCHI RESTA GRAVE
IL PILOTI: «SIAMO TUTTI CON JULES»
«Jules sta combattendo come ha sempre fatto, come se
fosse in gara. È forte, ha 25 anni ed è un atleta...». Ne è sicuro
Philippe Bianchi, padre del pilota della Marussia cresciuto nel
vivaio della Ferrari gravemente ferito nel drammatico incidente
capitatogli domenica scorsa nel Gran Premio del Giappone a Suzuka.
La Marussia, il team per cui corre Bianchi, ha deciso di schierare un
solo pilota nel Gp di Russia: «Correremo con una sola macchina in
segno di rispetto per il nostro pilota» ha spiegato in un comunicato. Fin
dalle prime prove di ieri e per tutto il week end in sostegno a Bianchi,
tutti i piloti in gara hanno deciso di indossare sul casco un adesivo
con il numero 17 del francese e la scritta: «Siamo tutti con Jules». Il
responsabile della gestione sportiva della Ferrari, Marco
Mattiacci intanto riassume così lo stato d’animo di tutti gli
addetti ai lavori: «È un momento molto difficile per tutti noi
della scuderia, Jules è uno di noi. Siamo sotto choc,
è un momento molto difficile».

Tecnologia e giovani, la ricetta per andare a canestro

GIULIANO TRAINI

Oggi riparte il campionato
di Serie A con l’anticipo
fra i campioni d’Italia di Milano
e Cremona. Molti i giovani
italiani lanciati nella mischia
L’inno di Mameli prima delle
partite. L’instant replay aiuterà
gli arbitri e la Lega
sta progettando una web tv

Ranocchia-Chiellini. Il trio dovrebbe occuparsi delle incursioni
avversarie, praticamente nulle a
Palermo, invece è risultato il valore aggiunto dell’attacco nostrano.
Che non ha fatto (e dimostrato)
chissà quali prelibatezze, eccetto
un paio di rovesciate di Zaza. Siamo all’inizio del progetto, questa
Italia va giudicata nella quantità
dei punti fatti, non ancora nei suoi
massimi sistemi. Questa Nazio-

La Russia va veloce

Formula Uno

a tecnologia proietta verso il futuro, i numeri fanno rivivere il
passato. La pallacanestro italiana si rimette a caccia dello scudetto con l’ausilio dell’instant replay, la
moviola a cui potranno attingere gli arbitri: sarà presente in tutti i campi. Presto arriverà anche una web tv - anticipata dalla diretta streaming, sul sito della Gazzetta, dell’anticipo del sabato -per
sopperire alla latitanza della televisione: è possibile vedere una sola partita a
settimana.
Si riparte con la fiducia di un consenso
tornato a salire. La scorsa stagione la Serie A ha registrato oltre un milione di
spettatori (+3,8%) e quasi 12 milioni di
incassi (+2,9%), erano 16 anni che non
si superavano i 4mila spettatori di media a partita, e anche gli abbonamenti

L

squadra di Conte, non trascendentale, ma in fondo sempre vincente già dal primo appuntamento (2-0 nell’amichevole contro l’Olanda). Un’Italia agonisticamente impeccabile, nonostante il
gioco sia ancora lacunoso. C’è la
coppia Zaza-Immobile davanti, il
ritorno di Andrea Pirlo con la maglia azzurra “abbandonata” dopo
il Mondiale brasiliano. E c’è la linea a tre dei difensori: Bonucci-

BOLIDI e dollari

PAOLO CICCARONE
numeri parlano chiaro: con oltre 3 milioni di auto nuove vendute ogni anno, la Russia è il primo mercato europeo per il settore. Che per la prima volta nella storia ci sia anche una gara di
Formula 1, domani sul nuovo tracciato di Sochi, è solo una logica conseguenza di una nazione che, anche nel mondo dei motori, vuol dire la sua.
Il mercato russo, infatti, è appetibile non solo per i costruttori generalisti, che vendono
buona parte di quei 3 milioni di veicoli all’anno, ma anche per i nuovi ricchi che intasano le concessionarie Ferrari, Porsche, Lamborghini,
Bentley di Mosca. C’è, però,
un altro aspetto importante
legato alla Formula 1 che
non può passare inosservato. Mentre le Olimpiadi si
svolgono ogni quattro anni e
vengono assegnate di volta
in volta a varie nazioni, il
Mondiale di F1 è l’unica vetrina internazionale, itinerante, che anno per
anno può dare risalto e pubblicità a una nazione emergente.
In Russia, per costruire il nuovo impianto di
Sochi, hanno speso 150 milioni di euro, investiti in parte dalla neonata società Ojsc Omega Partner, creata apposta dal presidente Putin in collaborazione con la Fom di Bernie Ecclestone. Ma anni prima, oltre un decennio fa,
in Cina per l’impianto di Shangai spesero molto di più e considerato quanto poco costa la
mano d’opera cinese, si può dire che fu un’impresa titanica. Prima ancora, e parliamo degli albori, fu l’Ungheria a rompere il muro,
prima che cadesse quello di Berlino. Era il
1986 e un tracciato alle porte di Budapest venne costruito apposta per ospitare un Gran Premio. Fu il primo nell’Europa dell’Est e fu il primo di una lunga serie di Gp in cui lo sport
passava in secondo piano rispetto alla politica. Se qualche anno dopo il Gp d’Ungheria
cadde il muro di Berlino, lo sdoganamento
avvenne proprio nella capitale magiara, che
ospitò un evento “capitalista” per eccellenza
e che lo sfruttò per lanciare le bellezze paesaggistiche e turistiche dell’Ungheria, fino a
quel momento conosciute da pochi.
La stessa cosa accadde nel 1999, quando per
la prima volta si andò a correre in Malesia. Qui le tigri economiche stavano crescendo a dismisura. La Petronas, colosso
locale del petrolio, fece costruire le due famose torri di Kuala Lumpur, che per parecchi anni furono le più alte del mondo,
e come biglietto da visita fu proprio il Gp,
su un circuito costruito apposta a Sepang
(altri 200 milioni di euro di investimento) a presentare al mondo intero la Malesia, la sua economia e la sua natura. Ironia della sorte, oggi proprio i malesi della Petronas sono i principali contestatori del Gp di Russia dopo l’abbattimento
del volo Malesian Airlines a seguito del
conflitto fra Russia e Ucraina.
Era, invece, l’anno 2004 quando Bernie
Ecclestone mise a segno altri due colpi di
eccezione. Si disputò il primo Gp del
Barhain e la F1 sbarcò nel golfo Persico, a
dimostrazione che, oltre al petrolio, ci sono possibilità di investimenti finanziari di
alto livello. Cosa confermata anni dopo,

azzurri, a parte quei terribili minuti successivi al provvisorio pareggio degli uomini del ct Vogts.
L’Italia alla fine ha vinto, e c’è pure la traversa di Giovinco nel finale. Le reti, si diceva, sono invece
tutte di Chiellini: in quota quelle
nella porta avversaria, di piede
nella propria. La sostanza del successo è un primo posto nel girone
H con l’Italia a punteggio pieno
dopo due gare. È visibilmente la

sono in forte aumento. Si torna a fare canestro con ottimismo e con un pizzico
di orgoglio, a sottolinearlo l’inno di Mameli, suonato prima di ogni match, voluto da Gianni Petrucci. Perché resta alta l’attenzione verso la “questione Nazionale”, è il pallino del presidente federale e una necessità per ridare ancora
più slancio a uno sport che con una
squadra azzurra vincente, o almeno
competitiva, potrebbe tornare ad entusiasmare una platea ben più ampia. Ma
per avere una Nazionale di caratura europea bisognerebbe contare su giocatori abituati a confrontarsi sui parquet continentali e qui ci si addentra in un labirinto senza uscite d’emergenza. I club
hanno pochi giocatori italiani e poche
occasioni di confronto. «Paghiamo la
mancanza nelle coppe europee», sostiene il ct Simone Pianigiani che spera
di vedere un cambio di rotta in Eurole-

ga, il torneo che da tempo vede l’Italia
fare da comprimaria. Non sempre le
sconfitte aiutano a crescere, qualche volta possono anche deprimere.
Una squadra nazionale, poi, avrebbe bisogno di un serbatoio di giovani sui quali attingere per garantire il ricambio, un
problema in comune con le società, le
quali spesso lo hanno aggirato come se
non fosse di loro competenza. Stavolta,
però, complice la crisi economica, su
questo fronte si è assistito a un mercato
un po’ più autarchico. Tanti i giovani “fatti in casa” sui quali si ripongono le speranze per salvare il bilancio sul campo e
in contabilità. Cremona ne ha addirittura 2 nel quintetto titolare. Reggio Emilia ne ha fatto incetta: ai suoi Mussini, Pini e Cervi ha aggiunto Polonara e
Della Valle (reduce dall’esperienza nei
college Usa). La squadra emiliana è anche l’unica ad avere solo giocatori bian-

chi. Riuscire a sopportare il peso del predestinato fa la differenza fra un campione e un eterno incompiuto, così, si
potrà vedere ben presto se hanno spalle larghe i vari Fontecchio (Bologna),
Sandri (Roma), Ruzzier (Venezia), Abass
(Cantù) e Flaccadori (Trento). Tanti
giovani anche fra gli allenatori, come
l’istrionico Pozzecco, alla prima esperienza in A: è tornato a Varese per cominciare la nuova avventura, è passato dall’altra parte della barricata assumendo quel ruolo da «rompiscatole»
che mal digeriva quando aveva la palla in mano e a poche ore dal fischio
d’inizio appare teso come un ragazzo
all’esame di maturità.
La Serie A schiera 16 squadre ma solo 4
o 5 puntano dichiaratamente a giocarsi
lo scudetto, per le altre i playoff sono una speranza. Milano, campione in carica, è la formazione da battere. Sassari,

Venezia, Cantù e Reggio Emilia le squadre che dovranno contenderle il primato fino all’ultimo canestro. Ma se fare
pronostici è sempre un’operazione rischiosa, stavolta rischia di esserlo ancora di più, visto che tutte le squadre sono
state ampiamente rimaneggiate e l’amalgama per qualcuno potrebbe risultare complicata. E la finale di Supercoppa italiana, domenica scorsa, ha offerto
quello che potrebbe essere il copione
della stagione (a Milano lo chiamano
spettro): l’Ea7 che parte superfavorita e
una outsider, in questo caso Sassari, che
vince. Ma il campionato è diverso da una sfida “secca”: nella lunga sequenza
dei playoff per marcare la differenza basta una “lunga” panchina. Tutti contro
l’Ea7, dunque, a cominciare da Cremona che stasera ospita i campioni d’Italia
nell’anticipo della prima giornata.
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Sabato
11 Ottobre 2014

P ROGRAMMI
R ADIO & T V
Le nostre scelte/SABATO
RAIUDUE/ore 9.00

Sulla via di Damasco
Monsignor Giovanni D’Ercole conduce
un racconto approfondito sulla variegata realtà
ecumenica, umana e sociale, italiana e non solo.
RAIUNO/ore 17.15

A Sua immagine
L’attrice Beatrice Fazi e l’incontro con Dio che cambia
ogni cosa: una straordinaria storia
di conversione, un cammino di fede fatto in famiglia.
RAITRE/ore 21.30

Ulisse: il piacere della scoperta
“Caldo e freddo: vivere tra due estremi”: Alberto
Angela prosegue la sua esplorazione della Terra.

Le nostre scelte/DOMENICA
CANALE 5/ore 8.50

Le frontiere dello spirito
Tra le novità di questa stagione dello storico
programma con il cardinale Ravasi e Maria Cecilia
Sangiorgi, la voce dei cristiani perseguitati d’Iraq.
RETE 4/ore 10.00

Santa Messa
La celebrazione in diretta dal santuario di Maria
del Carmine a Tornareccio (Chieti). Messa anche
su Raiuno (ore 10.55) dal santuario di Santa Maria
a Parete in Liveri (Napoli); a seguire, l’Angelus.
RAIUNO/ore 10.30

A Sua immagine
Quanto è difficile metter su famiglia? E mantenerla?
La famiglia è la cellula della società? Quanto è bello
essere famiglia? Una puntata tra domande e sfide.

A G O R À t e l e v i s i o n e 31
SABATO/ore 21.10

Beato Giovanni
Duns Scoto
Il film di Fernando Muraca
e interpretato da Adriano
Braidotti esalta le doti umane
e di fede del francescano
scozzese, senza trascurare
la sua profondità di pensiero.
DOMENICA/ore 10.00

Santa Messa e Angelus
Santa Messa di ringraziamento
per due santi canadesi
dalla Basilica Vaticana;
a seguire, “Terra Santa News”
e, alle 12.00, l’“Angelus”
recitato da papa Francesco
da piazza San Pietro.

dulcis in fundo
di Pino Ciociola

Donare gli organi:
ancora uno sforzo
n fondo è un pezzo di noi che resta in vita. E
che – soprattutto – la vita permette a qualcun
altro di continuarla. Perciò oggi è la Giornata europea per la donazione degli organi promossa dal Consiglio d’Europa e perciò lo slogan
di quest’anno è "Prima che sia tardi dichiara il
tuo amore", cioè esprimere la propria volontà di
donare gli organi dopo la propria morte. È Roma
ad ospitare le iniziative per celebrare la Giornata, che in moltissimi punti della città (dall’Auditorium, a decine di strade e piazze) ruoteranno
intorno al tema del "dono".
«L’Italia dei trapianti ha fatto passi importanti
negli ultimi 20 anni, il nostro Paese è tra i primi
posti in Europa per numero di donazioni e trapianti e detiene una leadership indiscussa nel
campo della sicurezza e della qualità delle procedure e interventi», spiega il direttore generale dell’Istituto superiore di Sanità, Angelo Del
Favero».
Tuttavia non è sufficiente l’eccellenza clinicoscientifica, non può certo bastare senza che si
diffonda la volontà di donne e uomini di donare.
Allora ricorda Alessandro Nanni Costa, direttore
del Centro nazionale trapianti, come «la Giornata servirà a dire che c’è ancora molto da fare» e
«che promuovere il consenso verso le donazioni
deve essere un impegno costante e di tutti».

I

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SALVIAMO ASIA

Asia Bibi in carcere
da 1.938 giorni
perché cristiana

QUOTIDIANO DI ISPIRAZIONE CATTOLICA
LA CONSAPEVOLEZZA CAMBIA IL MONDO

Direttore responsabile
Marco Tarquinio
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il meteo

BUONE NOTIZIE e NECROLOGI

Oggi

Domani

Cielo

NORD: Più nubi e piogge
anche forti sulla val
d'Ossola, Novarese e
Varesotto. Piogge anche
sul Veneto, più sole
altrove. Più stabile
altrove con nebbie
mattutine in pianura.
CENTRO: Alta pressione
dominante a garanzia di
un'altra giornata
prevalentemente
soleggiata, ma piogge
giungono in Toscana.
Temperature massime
comprese tra 24 e 29
gradi, minime a 16/18˚.
SUD: Sempre alta
pressione su tutte le
regioni a garanzia di
un'altra giornata
prevalentemente
soleggiata su tutte le
zone. Più caldo con
temperature estive
comprese tra 26 e 30˚
di giorno.

NORD: Ancora molte
nubi diffuse al Nord
Ovest con piogge
dapprima deboli poi in
intensificazione verso
sera su Piemonte,
Liguria e Lombardia con
piogge anche localmente
forti; meglio a Est.
CENTRO: Bel tempo
soleggiato pressoché
ovunque salvo più nubi e
locali rovesci su Centro
Nord Toscana e una
diffusa parziale
nuvolosità in Sardegna.
Temperature massime
sui 24 e 29˚.
SUD: Insiste l'alta
pressione con bel tempo
e tanto sole ovunque
salvo poche nubi alte in
Appennino. Temperature
stazionarie, tardo estive
con massime in pianura
tra 24 e 29˚.

sereno

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poco nuvoloso molto pioggia
nuvoloso
nuvoloso

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I

Sabato
11 Ottobre 2014
Redazione di Milano
Piazza Carbonari, 3

Duomo, falso allarme bomba
L’

cronaca@avvenire.it

allarme bomba al Duomo era una bufala. La telefonata che ieri pomeriggio ha annunciato la
presenza di un ordigno pronto a esplodere all’interno
della cattedrale non era altro che uno scherzo concepito da un mitomane che potrebbe essere già noto alle
forze dell’ordine. La voce registrata al centralino del 112,
infatti, somiglia a quella di una persona che in passato
ha segnalato altre bombe in giro per la città, anche in
un commissariato di polizia. Se sia lo stesso autore non
è ancora possibile stabilirlo. L’unica cosa certa è che il
Duomo non è mai stato in pericolo. La chiamata è arrivata attorno alle 17.30. Un uomo ha segnalato la bomba e ha riattaccato subito dopo. In pochi secondi l’allarme è arrivato agli agenti di guardia sul sagrato che hanno invitato i fedeli e i turisti a uscire in fretta.
Il deflusso è stato rapido e senza isterismi. Gli artificieri hanno impiegato ore per controllare tutto il perimetro e accertare che non ci fossero rischi. Oggi il Duomo
rispetterà i consueti orari di apertura.

CRONACA
DI MILANO
«Matrimonio è tra uomo e donna»
Una telefonata ha fatto
scattare l’evacuazione.
Oggi orari regolari

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La Curia boccia la trascrizione delle “nozze” gay fatte all’estero
DANIELA FASSINI
erve una legge, ma il matrimonio è quello tra un
uomo e una donna». Lo
afferma il servizio per la famiglia della diocesi. Dopo lo strappo del sindaco Giuliano Pisapia, che ha deciso di accodarsi ai sindaci "creativi",
trascrivendo sette matrimoni gay celebrati all’estero, anche la Chiesa ambrosiana fa sentire la sua voce. E
quella di migliaia di famiglie che, in
un momento di così grande crisi,
«sono spesso in difficoltà nel far fronte anche ai beni essenziali».
Quello che sta succedendo a Milano
e in altre città d’Italia, «avviene in
contrasto con la normativa vigente»
sottolinea la diocesi, auspicando una legge adeguata «che sappia tutelare i diritti di tutti e rispettare la natura delle cose». E infatti la nota accende i riflettori sui termini: "famiglia" e "matrimonio". Sono quelli
cioè che definiscono «la realtà dell’unione stabile di un uomo e una
donna aperta alla vita». Serve una
normativa nazionale, quindi, ma che
sia anche e soprattutto per la famiglia, «affinché a genitori, figli e nonni non manchino la casa, il cibo, le
cure, l’educazione».
Non è una sorpresa, intanto, che anche la prefettura si sia mossa. Il pre-

«S

fetto Paolo Francesco Tronca, ieri ha
ufficialmente chiesto al Comune di
conoscere gli "atti amministrativi",
ovvero le sette trascrizioni effettuate personalmente dal primo cittadino. Un passo atteso e dovuto, dopo
il richiamo del ministro dell’Interno,
Angelino Alfano: la questione dei diritti civili è materia di governo e del
parlamento.
A Milano la questione è delicata e
complessa, fanno sapere da Palazzo
Diotti. A differenza di Bologna, infatti, dove il sindaco aveva emanato
una direttiva agli uffici anagrafici, nel
capoluogo lombardo la "forma" è diversa. Se a Bologna il prefetto ha potuto fermare il sindaco con una
informativa in cui si chiedeva di annullare la direttiva, un provvedimento non previsto dall’ordinamento italiano, qui dovrà fermare direttamente il sindaco o i suoi atti. Nei
prossimi giorni potrebbe infatti partire un invito formale a Pisapia e se
nulla dovesse cambiare, gli atti potrebbero essere annullati d’ufficio.
Ma può anche essere necessario l’intervento del tribunale. In assenza di
una normativa, il territorio nazionale si sta così trasformando in un "far
west" dove ogni procedura può essere oggetto di interpretazioni differenti.

La nota Una legge che tuteli i diritti

e sappia rispettare la natura delle cose

L’ufficio per la famiglia: scelta
in contrasto con le norme vigenti
e che genera conflitto istituzionale
Il prefetto Francesco Paolo Tronca
chiede a Palazzo Marino
di consegnare i documenti
per fare chiarezza

Anche nel Comune di Milano, come in altre città italiane, è stata autorizza la trascrizione di unioni sancite all’estero tra persone dello stesso sesso. Questo avviene in contrasto con la normativa vigente in Italia, generando un conflitto istituzionale tra
organismi con competenze diverse.
È auspicabile che si possa ottenere presto una legislazione adeguata in materia di famiglia che sappia tutelare i diritti di tutti e
rispettare la natura delle cose. Ai termini "famiglia" e "matrimonio" la definizione della realtà dell’unione stabile di un uomo e una donna aperta alla vita; per altri tipi di unione altri nomi.
Proprio in questi giorni si sta celebrando a Roma il Sinodo straordinario dei vescovi, voluto da Papa Francesco, sulle "sfide pastorali della famiglia, nel contesto dell’evangelizzazione": anche da questo evento emerge come la Chiesa sia impegnata
con attenzione a comprendere e accompagnare i grandi processi
di trasformazione della società e della famiglia.
Guardando alla realtà ambrosiana, risalta come in questo tempo di crisi si aggravi sempre più la situazione economica delle
famiglie, spesso in difficoltà nel far fronte anche ai beni essenziali. È quanto mai necessario fare in modo che non si ponga in
secondo piano l’attenzione e l’impegno verso la tutela di tutti i
diritti, affinché a genitori, figli e nonni non manchino la casa, il
cibo, le cure, l’educazione. Impegno e tutela dovuti in modo particolare alle famiglia che generano figli e garantiscono il futuro
alla nostra società.
Servizio per la famiglia
Diocesi di Milano

Diminuiti del 40% dopo l’installazione degli autovelox
GIOVANNA SCIACCHITANO
Milano si può parlare di effetto autovelox. Marco Granelli, assessore alla sicurezza, responsabile della polizia locale,
ha spiegato ieri, nella Giornata della educazione stradale che: «Grazie agli autovelox sono diminuiti del 30-40 per cento gli incidenti stradali con feriti».
In particolare, uno dei sette nuovi apparecchi
installato sul cavalcavia del Ghisallo ha fatto registrare quest’anno 22 incidenti con feriti, a fronte dei 57 del 2013. Certo, i dati restano allarmanti:
ben 4728 incidenti stradali con feriti quest’anno in città. Ma la cifra conferma comunque una costante tendenza in discesa rispetto al 2013
che ha visto 9.603 incidenti. Il cambio di rotta,
secondo il Comune, si deve anche alla riduzione del traffico del 7% in tutta la città e del 30%
in area C, alle opere di risistemazione, alle in-

A

Rilievi sul luogo di un incidente

L’assessore Granelli ieri durante un incontro per
l’educazione stradale con 400 studenti ha assicurato
anche altri nuovi interventi. «Raddoppio della
sanzione – ha detto – per chi parcheggia in doppia
fila, vicino agli incroci o sulle strisce pedonali»

frastrutture e all’educazione stradale. «Oggi è una giornata importante – ha detto Granelli –, anche se è aumentata la sensibilità verso questo tema, occorre far capire ai giovani quanto si rischia quando ci si mette per strada». Fra i vari
interventi, l’assessore ha citato il raddoppio delle sanzioni per chi parcheggia in doppia fila, in
prossimità degli incroci e sui passaggi pedonali. «Tutte situazioni che aumentano i pericoli –
ha sottolineato –. Come d’altra parte la velocità».
E ieri in piazza Beccaria sono passati un migliaio di ragazzi, di cui 400 provenienti dalle
scuole, a partire dalle elementari fino alle superiori. Ad attenderli cinque laboratori: il percorso "ghisalandia" pensato per chi va in bicicletta, uno più giocoso per prendere confidenza con le due ruote, un finto "autovelox" che rilascia il cartellino segnaletico con la foto e le impronte digitali, la visita alla centrale operativa e
un corso di guida sicura per i ragazzi delle su-

Luoghi di culto: sermoni tradotti in italiano

L

Questa mattina alla 10 si terrà
un incontro di orientamento rivolto alle famiglie della secondaria di primo grado all’Istituto San Vincenzo-Scuole
Regina Mundi (via Boncompagni 18). Relatore della giornata sarà Luigi Ballerini. Verranno presentati attraverso stand
e vari allestimenti le varie offerte formative per questo anno scolastico di molti istituti
paritari. (Info:www.scuolareginamundi.it)

VIA DE CASTILLA
Una giornata di studio
sulla famiglia con Oeffe
Dalle 10.30 di oggi si svolgerà
l’incontro «Family Day Of» nella Fondazione Riccardo Catella (via Gaetano de Castilla,
28 – zona Porta Nuova). L’evento è organizzato da Oeffe,
un’associazione di orientamento familiare che da anni
sostiene lo sviluppo della famiglia con corsi, seminari e
molto altro.(Info:www.famigliaok.it).

POLDI PEZZOLI
Un laboratorio domani
a misura di bambino

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Calano gli incidenti con feriti

a giunta guidata da Giuliano Pisapia si riunisce e formalizza con tutte le specifiche
necessarie, il bando con il quale in città
verranno assegnante tre aree pubbliche, per la
realizzazione di nuovo luoghi di culto, tra cui le
moschee, per le religioni iscritte al registro del
Comune.
Il bando è stato articolato in due parti, le condizioni (che se disattese porteranno alla revoca
della concessione) e i criteri, per i quali in fase di
valutazione le associazioni potranno avere punti in più.
Per esempio, dicono in Comune, il “tradimento”
del patto che sarà siglato da chi parteciperà alla gara sul rispetto della Costituzione porterà automaticamente alla perdita del diritto acquisito con la
gara. Invece, nella categoria “criteri” saranno valutati parametri come il piano di sostenibilità economico finanziaria, gli strumenti di tracciabilità
dei movimenti finanziari, la chiusura di strutture
religiose già presenti nel territorio, l’accessibilità alla comprensione dei contenuti divulgati nel cor-

REGINA MUNDI
Offerta formativa:
incontro con i genitori

Comune
Rese note le condizioni e i criteri
del bando per l’assegnazione
delle tre aree. Chi non rispetterà i
patti perderà ogni diritto acquisito
so delle attività religiose anche tramite utilizzo di
traduzioni in lingua italiana.
La concessione onerosa sarà trentennale e rappresentanti dei centri o degli istituti islamici ed imam e di tutte le associazioni a gara dovranno essere incensurati. Per ottenere le aree in questione
(via Marignano, via Sant’Elia e via Esterle) le confessioni religiose dovranno riqualificare gli immobili che saranno concessi. Per esempio per l’area
di via Sant’Elia i concessionari dovranno provvedere anche all’abbattimento e smaltimento a pro-

periori patentati con le microcar elettriche del
car sharing. Nel cortile della sede dei vigili urbani anche un simulatore di guida con cui si sono cimentati i più grandi. Sempre ieri, a Palazzo Marino, sono stati premiati per la loro attività 290 "nonni amici", tutti con il giubbetto catarifrangente d’ordinanza, che hanno ricevuto
dal sindaco Giuliano Pisapia un diploma di benemerenza. Il sindaco ha ringraziato questi
"nonni", che danno sicurezza, grazie alla loro esperienza. Ringraziamenti sono venuti anche
da Granelli («siete gli occhi della città») e da Antonio Barbato, capo di gabinetto della polizia
locale: «Ogni anno riusciamo a contattare per
le nostre lezioni di educazione stradale 55mila
bambini». Per la primavera è previsto un progetto che coinvolgerà 10mila ragazzi dai 13 ai 15
anni per imparare ad andare in sicurezza sui ciclomotori (per l’occasione elettrici).
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Regione. Il gruppo Fi:

il rimpasto va fatto subito

prie spese del vecchio Palasharp e poi successivamente sostenerne economicamente la gestione.
Dovrà essere pagato un canone di affitto pari al
prezzo di mercato dell’immobile abbattuto del
70%, come nel caso delle concessioni ai fini sociali e culturali, secondo quanto deciso dalla precedente amministrazione con delibera del 2008.
«Con l’approvazione – afferma l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – ci avviciniamo a dare una risposta concreta alle richieste
provenienti da numerose confessioni religiose
presenti a Milano da tempo in attesa di poter avere di luoghi di preghiera per i propri fedeli». Critiche al bando dal Centrodestra, dalla Lega Nord
a Fratelli d’Italia, con Riccardo De Corato. Oggi
Forza Italia, dalle 9 alle 13, organizzerà dei presidi di protesta. «Con le linee guida , questa volta il
Comune si trasforma in ufficio complicazioni affari semplici», conclude Matteo Forte, consigliere comunale dei Popolari.
Davide Re

artedì i consiglieri di Forza Italia, in tutto 10, potrebbero non presentarsi in Aula, per la seduta del
Consiglio regionale della Lombardia, convocata dal
presidente Raffaele Cattaneo. Il motivo? Una protesta silenziosa, contro il governatore Roberto Maroni e la sua intenzione di posticipare il rimpasto di giunta al nuovo anno. Non
solo, dopo le dure critiche rivolte negli scorsi giorni al governatore e al suo operato da parte del capogruppo di Fi, Claudio Pedrazzini, il malessere in Forza Italia prosegue, tanto che
girerebbe al gruppo un documento, sottoscritto da quasi tutti i consiglieri, in cui formalmente si chiederebbe al governatore per motivi politici di effettuare immediatamente la
seconda parte del rimpasto fatto in primavera per accontentare il Nuovo centrodestra che chiedeva, pure lui, una
maggiore “agibilità politica”. I canali di comunicazione tra
Maroni e il coordinatore regionale di Fi, Maristella Gelmini
rimangono aperti e assolutamente caldi, ma è difficile che nel
nel giro di pochi giorni il governatore possa mettere nuovamente mano alla formazione di giunta, cosa che non vuole
fare. Tuttavia per il rimpasto, con lo stupore di Maroni, sono
arrivate richiesta anche da parte della Lega Nord. (D.Re)

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M

Domani dalle 15 alle 17.30 si
svolgerà un laboratorio a misura di bambino (dai 5 ai 10 anni) «Alla scoperta del museo
con Poldo!» al museo Poldi
Pezzoli (via Manzoni, 12). (Info
e prenotazione obbligatoria –
posti limitati – telefono
02.79.48.89; info@museopoldipezzoli.org; www.museopoldipezzoli.it).

ESERCITO
Nuovo comandante
per l’artiglieria a cavallo
Il Colonnello Franchini è il 78°
comandante del Reggimento
artiglieria a cavallo “Voloire”, in
sostituzione del Colonnello
Sergio Vignocchi. Il passaggio
di consegne si è tenuto ieri
mattina durante una cerimonia che si è svolta nella caserma Santa Barbara di piazzale
Perrucchetti, storica sede del
reparto. Presente anche il comandante della brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli”, il
generale Domenico Pace. La
cerimonia ha avuto termine
con il tradizionale carosello
della sezione a cavallo in uniforme risorgimentale.

GAGGIANO
Percorso biblico
sul tema del cibo
«Non di solo pane....ma della
sua misericordia». Sarà il tema del primo incontro del percorso biblico sul tema del cibo che si svolgerà oggi dalle 15
alle 19 alla certosa di Vigano a
Gaggiano (Milano; piazza San
Brunone 18). Relatori della
giornata saranno il vice direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti e l’esegeta don
Massimiliano Scandroglio.
L’incontro di oggi fa parte del
primo ciclo di incontri che proseguirà per tutto il 2015 nell’ambito di «Catechesi 2015 –
Nutrirsi della Parola».

II

MILANO

Sabato
11 Ottobre 2014

L’incontro.
Alla vigilia della
beatificazione diocesi
e Comune ricordano
l’arcivescovo,
futuro Paolo VI,
con un convegno
e un documentario

«La sfida di Milano»: Montini torna a Palazzo Marino

G

L’arcivescovo Montini

iovanni Battista Montini torna a Palazzo
Marino. Era il 19 ottobre 1957 quando l’arcivescovo di Milano, futuro pontefice e prossimo beato veniva ricevuto nella sede del Comune dal sindaco Virgilio Ferrari e dalla giunta per
annunciare la grande Missione cittadina. Vi sarà
accolto nuovamemte mercoledì prossimo, 15
ottobre, quando alle 18 in Sala Alessi prenderà
il via il convegno «Montini e la sfida di Milano»,
organizzato dalla diocesi col patrocinio del Comune in vista della beatificazione di domenica
19, a Roma.

Dopo i saluti degli assessori Carmela Rozza (Lavori pubblici) e Marco Granelli (Sicurezza), spazio alle relazioni di Giselda Adornato, consultore storico della causa di beatificazione («Caratteristiche di un episcopato»), monsignor Luca
Bressan, vicario episcopale per la Cultura, la missione e la carità («Il rapporto con la cultura»),
Luciano Gualzetti, vicedirettore di Caritas ambrosiana («L’intuizione della Caritas») e Rosangela Lodigiani, sociologa della Cattolica, curatrice del Rapporto sulla cittàdell’Ambrosianeum
(«Le periferie di Milano, allora e oggi»): quattro

contributi per andare al cuore di Montini, del
suo episcopato milanese (1954-1963), delle sue
peculiarità, della sua attualità. Elisabetta Sola e
Nicola Salvi dell’Officina della comunicazione,
con Annachiara Valle, vaticanista di Famiglia
Cristiana, presenteranno il documentario «Paolo VI, il Papa della modernità», curato da Centro
televisivo vaticano (Ctv), Officina della comunicazione e Famiglia Cristiana col patrocinio dell’arcidiocesi e del Comune di Milano. Modera il
convegno don Davide Milani, responsabile comunicazione della diocesi. L’ingresso è libero

con prenotazione (tel. 02.8556240; www.chiesadimilano.it/comunicazionisociali).
L’incontro di mercoledì anticipa un grande evento televisivo: la Messa di beatificazione del 19
presieduta in piazza San Pietro da papa Francesco, alla quale saranno presenti migliaia di pellegrini ambrosiani. La celebrazione – su iniziativa della diocesi e del Comune, e grazie al Ctv –
sarà trasmessa in diretta nel "salotto" della città,
la Galleria Vittorio Emanuele.
(L.Ros.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA

«Profughi, non riduceteci
a luogo di identificazione»
Don Colmegna: servono politiche europee
Iniziative per il decennale di Casa della Carità
LORENZO ROSOLI
ra maggio e fine settembre Casa della Carità ha
accolto oltre 1.400 profughi siriani, eritrei e palestinesi: 600 nell’auditorium della sede di via
Brambilla, 800 con la parrocchia dell’Annunciazione
di Affori. Ora non ne sta ospitando. Ma fin qui ha fatto la sua parte. Ed è pronta a riaprire le porte. Purché
non le si chieda di ridursi ad essere mero «luogo di identificazione». Finora la logica era stata quella del
«corridoio umanitario», col sostegno offerto a profughi stremati che facevano tappa a Milano prima di dirigersi verso il Nord Europa, loro meta ultima. Se la
nuova logica sarà quella della costruzione di un percorso serio di accoglienza, accompagnamento, integrazione, Casa della Carità c’è. Se sarà altro, non si
chieda alla fondazione voluta dal cardinal Martini di
tradire la propria identità e la propria vocazione.
Così spiegano il presidente don Virginio Colmegna e
il nuovo direttore generale, Maurizio Azzollini, presentando il programma delle iniziative per il decennale dell’inaugurazione della sede di via Brambilla, avvenuta il 24 novembre 2004 (mentre la Fondazione
Casa della Carità nasce nel 2002). Un programma che
allinea nomi autorevoli. E che rispecchia, innanzitutto, la filosofia della Casa.
Per dirla con Martini: «Questa Casa vuole essere non
solo un piccolo luogo di rifugio per chi ha bisogno –
spiegò quel 24 novembre – ma vuole anche pensare il
perché di certe sofferenze e situazioni: vuole esaminare dal punto di vista scientifico perché certe avven-

F

Incontri di riflessione, musica, teatro,
cinema. Ma anche una veglia,
una Messa, un pellegrinaggio in Terra
Santa. Così la fondazione festeggia
il «compleanno» della sede di via
Brambilla. Fra gli ospiti: Scola,
don Ciotti, Cacciari, Prodi e Pisapia
ture umane finiscano così male. Così che l’aiuto non
sia solo la monetina che ci sgrava le coscienze, ma sia
una città che si lascia interrogare e rinnovare dalle sofferenze di oggi e vuole rispondervi in maniera eccellente, non solo in una maniera qualunque». E questo
vale per tutti: siano profughi – per i quali, dice Colmegna, servono «politiche europee e internazionali, per
affrontare un problema che non è un’emergenza ma
strutturale» –, rom, anziani, disoccupati, persone ferite nel corpo, nella psiche, nella dignità, nella speranza... Ecco allora – spiega don Colmegna – una Casa che è accademia della carità, come la volle Martini,
e si offre come luogo d’incontro e dialogo fra la città,
la Chiesa, le istituzioni, la cultura. Ed ecco un programma per il decennale «che è nel contempo festa e
itinerario di riflessione».
Si comincia martedì 14 ottobre alle 18 in via Brambil-

Visite mediche
gratuite pensate
per le famiglie

D

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La Casa della Carità, al 10 di via Francesco Brambilla

LUIGI GAMBACORTA
na mezza assoluzione dopo un
mezzo pasticcio. A beneficiarne è Roberto Formigoni, che
vede cancellata in udienza preliminare l’accusa di concorso in corruzione
per l’autorizzazione a trasformare una cava in discarica di amianto a Cappella Cantone, nel Cremonese. Cancellata a Milano l’inchiesta passa Bergamo. Il mezzo pasticcio è nato con la
richiesta del Gup, Vincenzo Tutinelli,
di contestare all’ex presidente della Regione il reato più grave di concussione per induzione. Un percorso che i
pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio
non hanno "coltivato". Ora il processo si sdoppia. A Milano rimangono cinque imputati, tutti accusati dell’origi-

U

Roberto Formigoni

Concussione: gli atti sono
stati girati a Bergamo
L’ex governatore: è la mia
dodicesima vittoria

Premio.

Dal 2004 accolte oltre duemila persone di 94 Paesi
Dal novembre 2004 al giugno scorso Casa della Carità ha ospitato 2.164 persone di 94 diverse
nazionalità. Attualmente sono circa 130. A queste vanno aggiunti i 1.400 profughi accolti fra
maggio e settembre di quest’anno. In via Brambilla si intrecciano da sempre carità e riflessione,
con iniziative nel campo dei diritti, del lavoro, della salute, chiamando dentro percorsi e spazi
condivisi italiani e stranieri, rom e anziani del quartiere. L’impegno culturale ha generato
iniziative come Souq, il Centro studi per la sofferenza urbana diretto da Benedetto Saraceno, o
la Biblioteca del Confine. Il 65% delle attività è svolto gratuitamente, non coperto da
convenzioni; decisivo il ruolo dei tanti piccoli e grandi donatori e di realtà come Fondazione
Cariplo. «L’abbraccio della città – ha detto don Colmegna – l’abbiamo sentito forte in questi anni,
ma non smettiamo di chiederlo: restiamo in emergenza fondi anche se, ora, è un’emergenza ma
che vede la testa fuori. Per di più, la sensazione è che con questa crisi economica e questa
situazione internazionale la domanda di aiuto e di cura stia crescendo». (L.Ros.)

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Roberto Lombardi, Giuseppe Riva, Paolo Pagaria,
Simonetta Di Giusto, Carlo Borgnino, Roberto Locatelli, Marilena Ganci e
Gian Michele Passera.
A presiedere la cerimonia,
in rappresentanza del sindaco Pisapia in viaggio a
New York, è stata l’assessore alle politiche
per il Lavoro, Cristina Tajani, insieme al
console regionale della federazione Maestri del Lavoro, Luigi Vergani, e al console
provinciale Alberto Mattioli.
«Siete giunti all’apice di un percorso che
fa onore a ciascuno di voi e contribuisce
ad arricchire dal punto di vista civile, sociale ed economico la città, che avete
servito con almeno 25 anni di impegno
lavorativo di alto valore - ha detto l’assessore Tajani - . Al riconoscimento che
vi ha dato il presidente della Repubbli-

Riconoscimento a 16
cittadini. Mattioli: siete
un capitale umano
da non dismettere

"Maestri del Lavoro"
hanno
ricevuto
l’Ambrogino d’Oro,
la massima benemerenza civica che la città conferisce ai milanesi già insigniti dal capo dello Stato della Stella al Merito del Lavoro. E in
questo 2014, il primo maggio, l’avevano
ricevuta sedici concittadini "in riconoscimento dei distinti meriti di perizia, laboriosità e condotta morale". Ieri i sedici milanesi (quattro donne e dodici uomini) si sono ritrovati a Palazzo Marino
per la cerimonia di consegna della medaglia d’oro con l’effigie di sant’Ambrogio, patrono della città: Gian Paolo Pola,
Paolo Bandera, Sergio Missaglia, Franca
Carugati, Franco Monzani, Gabriella Canuti, Mario Topputi, Luciano Battaglia,

I

nario concorso in corruzione. Il primo
è Franco Nicoli Cristiani, ex presidente dell’assemblea regionale che per "facilitare" l’autorizzazione, incassò
100.000 euro in contanti. È previsto che
il 29 ottobre patteggi la pena insieme
al funzionario dell’Arpa Giuseppe Rotondaro. Sempre a Milano, Pierluca Locatelli, proprietario della cava da trasformare in discarica beneficerà del
giudizio abbreviato: porte chiuse e
sconto di un terzo della pena. Con lui
ci saranno la moglie e gli altri due imprenditori e soci, Antonio e Giovanni
Testa.
Il processo vero, che si sposta a Bergamo, vede coiunvolti, oltre allo stesso
Formigoni, Rossano Breno e Luigi
Brambilla, già presidente e vice a Bergamo delle Compagnia delle Opere. A

chiudere Marcello Raimondi, ex assessore all’ambiente.
Sotto lo schermo di collaborazioni i
due - secondo i pm - avrebbero incassato 185.000 euro più 25.000 in contanti. Il resto, 871.000 euro, sarebbe andati dal 2002 al 2009 alla Fondazione
Maddalena di Canossa per la ristrutturazione di una scuola, la Imiberg.
Questa la versione di Locatelli, che in
una intercettazione dice a Nicoli Cristiani: «C’è da dare a Formigoni, che è
l’unico che ci ha dato una mano… Se
abbiamo preso la discarica è per lui».
Lui, Formigoni, per ora si gode questa
"dodicesima" assoluzione. E pronostica che «il castello fantasioso dei pm
milanesi sarà smontato dalla concretezza bergamasca».
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Ambrogini d’oro ai Maestri del lavoro

LUCIA BELLASPIGA

(foto Omnimilano)

FRA SOLIDARIETÀ E CULTURA

Corruzione, Formigoni assolto

Viale Jenner

ue sabati mattina da dedicare alla salute dei bambini grazie all’iniziativa “Back to
school” del Poliambulatorio Jenner73.
Oggi e il 18 ottobre gli odontoiatri, la
nutrizionista e l’osteopata del centro
attendono, dalle 9 alle 13.30, in viale
Jenner 73, genitori e figli per incontri
e visite gratuite da prenotare (tel.
02.89.91.99.30). È questo il mese in cui,
ritornando a scuola e alla pratica di
attività sportive, è importante sapere
quale stile di alimentazione adottare,
come curare i denti, in quale modo
correggere vizi posturali. Per sensibilizzare su questi aspetti la rete Welfare Italia ha promosso la campagna nazionale “Back to school”, alla quale il
poliambulatorio ha aderito organizzando per la prima volta questi incontri. «Gli incontri – afferma la nutrizionista Maria Laura Grieco – sono
stati pensati per fornire informazioni
nel quadro complessivo della salute
di un bambino».
L’attenzione alla persona e al dialogo
è alla base del Poliambulatorio Jenner73. La struttura, infatti, è stata creata nel 2011 dal Consorzio Farsi Prossimo – Salute, promosso da Caritas
Ambrosiana, come una terza via nelle prestazioni di sanità leggera, alternativa al privato profit. «La nostra finalità – spiega Alessio Torti, direttore
operativo del consorzio – è di offrire visite e cure di qualità, in un ambiente
accogliente, con tempi di attesa minimi e a tariffe calmierate». A costi,
cioè, fino al 30% più bassi rispetto alle medie del mercato milanese.
Federica Serva

la, ma con lo sguardo rivolto a domenica 19, il giorno
della beatificazione di Paolo VI a Roma. Il tema: «Carità e povertà». La storica Giselda Adornato, la pedagogista Paola Bignardi e il filosofo Giuseppe Savagnone rifletteranno sulla sfida educativa rappresentata
dalla povertà, muovendo da papa Montini a papa Francesco. Sabato 18 ottobre alle 18 don Colmegna dialogherà di carità, giustizia e impegno per la legalità con
don Luigi Ciotti, presidente di Libera. Sabato 8 novembre, l’omaggio a Giovanni Paolo II dell’attrice Pamela Villoresi. Lunedì 10 alle 20 il sindaco Giuliano Pisapia cenerà con gli ospiti della Casa e incontrerà operatori e volontari. Lunedì 24, il giorno del «compleanno», il cardinale Angelo Scola e il filosofo Massimo Cacciari, moderati dal sociologo Mauro Magatti, parleranno di «Carità e cultura. I poveri hanno molto da insegnarci». Mercoledì 26 novembre alle 9,30
nell’aula magna dell’Università Bicocca si parlerà di
carità, globalizzazione e disuguaglianze con la lectio
di Romano Prodi e l’intervento, fra gli altri, del padre
gesuita Giovanni La Manna.
In calendario (si veda www.casadellacarità.org) anche
altri momenti di riflessione ed eventi di teatro, musica, cinema, fotografia. E preghiera. Sabato 22 novembre, dalle 23, sarà una notte di silenzio, preghiera, adorazione. Il giorno dopo, alle 12, la Messa presieduta dal vescovo ausiliare Franco Agnesi, che fu stretto
collaboratore di Martini, e concelebrata da Colmegna.
Mentre dal 21 al 26 ottobre Casa della Carità si farà pellegrina in Terra Santa.

ca, per questo motivo il sindaco di Milano ha voluto aggiungere il suo più alto riconoscimento».
«Di lavoro si discute soprattutto in tema
di crisi. Ma il lavoro fonda la Repubblica, come dice l’articolo 1 della Costituzione, e fonda soprattutto noi, la nostra
dignità – ha sottolineato Mattioli –. Siete persone che nella quotidiana fedeltà
al lavoro avete contribuito a creare un
patrimonio che arricchisce il bene comune, il Paese tutto. Voi siete giovani e
nel contempo già esperti. Dice un proverbio masai che i giovani corrono veloci, ma gli anziani sanno dove andare! Voi
incarnate le due realtà in un’epoca di paradosso in cui troppo spesso i giovani
non trovano lavoro e però proprio le persone esperte vengono dismesse quando
hanno tanto da dare e insegnare. Siete un
capitale umano indispensabile».
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Un momento della premiazione

Caso Maroni

Sala sentito
dagli avvocati
del governatore
amministratore delegato e
commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, è stato
sentito ieri come persona informata
sui fatti nell’ambito dell’inchiesta
della Procura che vede, tra gli indagati, il governatore lombardo Roberto Maroni, in relazione a presunti
pressioni per un viaggio a Tokyo nell’ambito del World Expo Tour a cui
avrebbe dovuto partecipare una sua
ex collaboratrice, e per un contratto
ottenuto da un’altra professionista
con la società Eupolis. Sala, che era
già stato ascoltato lo scorso luglio dal
pm Eugenio Fusco quando gli atti
dell’inchiesta erano ancora a Busto
Arsizio (Varese), si è presentato in
Procura ed è stato sentito, da quanto si è saputo, appunto nell’ambito
di indagini difensive richieste dal legale di Maroni, l’avvocato Domenico Aiello. Sempre nell’ambito di indagini difensive sono stati convocati in Procura oggi anche il direttore
degli Affari istituzionali di Expo 2015,
Roberto Arditti, e la direttrice della
Comunicazione di Expo 2015, Rossella Citterio. Dopo quest’ultima tornata di testimonianze che segue
quelle dei giorni scorsi, gli inquirenti sono pronti ad ascoltare nei prossimi giorni a verbale il Governatore
- accusato di induzione indebita e
turbata libertà nel procedimento di
scelta del contraente - e un altro degli indagati, il suo stretto collaboratore Giacomo Ciriello, prima di chiudere l’inchiesta. Per un’eventuale richiesta di giudizio immediato da
parte della Procura c’è tempo fino a
fine ottobre.

L’

MILANO & LOMBARDIA

Sabato
11 Ottobre 2014

RnS.
Montichiari ospita
la 36ª Convocazione
lombarda del
Rinnovamento nello
Spirito. Fra gli ospiti
padre Cantalamessa,
Maffeis e Introvigne

In cinquemila da tutta la regione «nella luce» di Paolo VI

«L

a Chiesa e il mondo hanno bisogno
più che mai che il prodigio di Pentecoste continui nella storia... Come potrebbe questo “rinnovamento spirituale”
non essere una chance per la Chiesa e per
il mondo?». Così Paolo VI si rivolgeva ai partecipanti al terzo Congresso Internazionale del Rinnovamento carismatico cattolico,
il 19 maggio 1975, nella Basilica Vaticana. Ad
una settimana dalla beatificazione del Pontefice bresciano, la 36ª Convocazione regionale dei gruppi e delle comunità del Rin-

novamento nello Spirito (RnS) rilegge il
cammino del movimento nella luce del magistero di Paolo VI e mette a tema proprio
quelle parole del 1975. Appuntamento domani al PalaGeorge di Montichiari (Brescia),
dove cinquemila persone da tutta la Lombardia sono attese a condividere un «evento di cultura di Pentecoste».
Alle 9 il via. Alle 10 Marcella Reni, direttore nazionale RnS, introdurrà la giornata e
la figura di Paolo VI. Alle 10,30 la relazione
di padre Raniero Cantalamessa, predica-

tore della Casa pontificia (che terrà un secondo intervento alle 14,45). Alle 11,30 la
Messa presieduta da monsignor Alfredo
Scaratti, parroco della Cattedrale di Brescia, con le testimonianze di don Fulvio
Bresciani (membro aggiunto del Consiglio
nazionale RnS) e dei coniugi Angelo e Francesca Venturini (presenti all’incontro del
1975). Alle 15,30 la tavola rotonda «Per una cultura della Pentecoste. Spiritualità,
modernità ed eredità di Paolo VI» con padre Cantalamessa, don Angelo Maffeis,

III

Addio al caffé Balzer
Lavoratori dicono no

P

presidente dell’Istituto Paolo VI di Brescia,
il sociologo Massimo Introvigne e i sindaci di Brescia, Emilio Del Bono, e di Montichiari, Mario Fraccaro, moderati da Tonino Zana del Giornale di Brescia. Alle 16,15
fra letture e arte si farà «memoria» di Paolo VI con – fra gli altri – il soprano Ines Salazar, l’attrice Giusi Turra e l’intervento del
coordinatore regionale di RnS, Piero Sebastiano. Alle 18 la preghiera corale finale.
(L.Ros.)

olitica e sindacati si muovono per scongiurare la chiusura del Balzer, storico caffè
del Sentierone a Bergamo. La fine dell’attività è
fissata per il 31 ottobre, ma i 21 dipendenti non
si arrendono. Ieri mattina hanno abbassato la
saracinesca e hanno manifestato a difesa del posto di lavoro.«È opportuno – ha detto Alberto Citerio, segretario generale di Fisascat Cisl –che
l’attuale gestione,e gli eventuali futuri acquirenti
ci dicano se sono intenzionati a mettere in atto
misure utili a favorire un reimpiego». (M.Bir.)

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Sindaci in campo
per salvare Malpensa
Documento chiede l’aumento degli slot
e delle rotte intercontinentali sullo scalo
MARIA TERESA ANTOGNAZZA
VARESE
i intensifica la mobilitazione intorno a Malpensa, dopo la presentazione dei contenuti del decreto
Lupi “sblocca-Linate”, che è subito apparso agli operatori economici e ai vertici istituzionali locali come una pietra tombale sul futuro dell’aeroporto della brughiera gallaratese.
La fibrillazione è altissima e in questi giorni sono i sei sindaci delle principali città
del territorio lombardo e piemontese che
gravita sullo scalo a scendere in campo.
Seduti attorno allo stesso tavolo, Attilio
Fontana borgomastro di Varese, Edoardo
Guenzani primo cittadino di Gallarate,
Gianluigi Farioli di Busto Arsizio e i colleghi Alberto Centinaio di Legnano, Gianmarco Invernizzi di Magenta e Andrea Ballarè di Novara, hanno messo la firma sotto un durissimo documento di indirizzo
politico sull’intera vicenda.
«La nostra iniziativa – spiega Guenzani,
che ha accolto a Palazzo Broletto gli altri
sindaci – va avanti nella prospettiva di
scongiurare il depotenziamento di Malpensa, che penalizzerebbe fortemente tut-

S

Mantova.

to questo territorio, sia dal punto di vista
occupazionale che dello sviluppo economico. Il documento che insieme abbiamo
redatto arriverà su tutti i tavoli istituzionali
da Roma a Bruxelles. Non prima però di aver chiesto altre importanti adesioni: dei
sindacati, delle forze sociali e degli imprenditori, dei partiti, della Camera di

Sei i primi cittadini: siamo
determinati e andremo fino
a Bruxelles. Prossimo
incontro il 21 ottobre
commercio, del Comune di Milano».
Decisa la linea tracciata dai sindaci, che
hanno già fissato un nuovo appuntamento per il 21 ottobre, allargato a tutti i sindaci dell’area: «Chiediamo la liberalizzazione degli slot e delle rotte intercontinentali su Malpensa: l’unico modo per
non affossare l’aeroporto è quello di far
arrivare voli e passeggeri. Le strutture ci
sono già e oggi sono sfruttate solo al 35%
delle possibilità».

Nel mirino le scelte di depotenziamento
dello scalo proprio a ridosso di Expo: «Destinare all’aeroporto di Linate il traffico
continentale ed extra Unione Europea
senza limitazioni – scrivono i sindaci – significa lasciare all’aeroporto di Malpensa
un ruolo marginale. Tale azione, irragionevole, produrrà inevitabili effetti deleteri sull’occupazione nel territorio sopracitato, già colpito dal ridimensionamento
dell’operatività di Alitalia a Malpensa e
dalla crisi economica. Tale prospettiva si
associa all’evidente spreco di risorse, private e pubbliche, investite nell’aerostazione e nelle infrastrutture di collegamento».
Nessuna guerra con Linate, però, precisa
Guenzani, anche se l’aeroporto cittadino
appare nei fatti «il principale concorrente
di Malpensa, anche per effetto del recente decreto ministeriale». La questione dunque, è tutelare «la scala gerarchica dei voli e delle rotte assegnate a ciascuno, con una differenziazione delle tasse di atterraggio, sosta e decollo». E i sei sindaci «chiedono la liberalizzazione dei voli continentali ed extra Unione Europea su Malpensa».
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MARCELLO PALMIERI

Il Comune di Mantova

ENRICA LATTANZI
COMO
on c’è pace per questo sindaco». Ad affermarlo è
stato ieri mattina lo stesso primo cittadino di Como, Mario Lucini, mentre prendeva posto al tavolo di presentazione dei due nuovi assessori entrati nella giunta di Palazzo Cernezzi. Paolo Frisoni e Savina Marelli completano la squadra di governo cittadino: la loro nomina è stata accompagnata da una ridistribuzione di alcune deleghe. A Frisoni vanno Bilancio (di cui titolare, fino a oggi, è stato il sindaco Lucini dopo le dimissioni, un anno fa, di Giulia Pusterla), Politiche finanziarie e tributarie, Polizia locale, Sicurezza
civica, Protezione civile. Savina Marelli, segretario provinciale del Pd, diventa titolare di Aziende e partecipazioni, Controllo di gestione, Risorse umane e Organizzazione. Quest’ultima voce era attualmente in capo all’assessore Gisella Introzzi (Commercio), la quale oggi, in polemica con il sindaco, ha
rassegnato le proprie dimissioni irrevocabili.

«N

«Ho accolto con rammarico la scelta dell’assessore Introzzi –
ha commentato Lucini – alla quale esprimo apprezzamento
per il lavoro svolto in questi due anni. La decisione di riorganizzare le deleghe è nata dalla necessità di razionalizzare gli
sforzi, per evitare carichi eccessivi su singole persone. L’ho sperimentato direttamente – ha aggiunto il sindaco – con la responsabilità di bilancio e polizia locale: il rischio è di non riuscire a seguire tutto con l’attenzione necessaria. L’assessorato
a Commercio e attività economiche si completerà con il Marketing territoriale, anche in vista dei prossimi impegni per Expo
2015. A Gisella Introzzi diciamo grazie per il compito fin qui
svolto e ci auguriamo di trovare al più presto una soluzione a
questo capitolo». I nuovi entrati Marelli e Frisoni hanno assicurato «impegno, disponibilità e voglia di fare». Molti i capitoli da affrontare: la spinosa materia dei tributi, il futuro delle
società partecipate che gestiscono i servizi ai cittadini (dalle
reti di acqua e gas, ai parcheggi, fino alla depurazione), le risorse umane del Comune e la questione sicurezza urbana.
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MANTOVA
icola Sodano può farcela. Il sindaco
Forzista di Mantova nuota verso la
salvezza. «Ho fatto un accordo con
Salvini». La notizia arriva alle 22.12, le voci
sembrano confermate: per ordini superiori
i consiglieri leghisti Carlo Simeoni e Luca De
Marchi non voteranno la mozione di sfiducia. Quella stessa di cui sono cofirmatari. Così pare alle 22.45.
Il consiglio comunale si apre con l’appassionato discorso di Sodano. «Eletto nel 2009
dall’entusiasmo popolare», primo sindaco di
centrodestra dal dopoguerra. Lui, al ballottaggio alleatosi con il collega architetto Giampaolo Benedini («sopravvalutato per peso e
deleghe»), a capo di quella stessa lista civica
che un mese fa gli aveva iniziato a prepara-

N

re l’agguato con una mozione di sfiducia.
D’altronde, per il sindaco era anche un problema di coscienza: «Cosa avrebbe detto la
città se la giunta avesse affidato 300mila euro a un comitato privato con sede nello studio di Benedini?». Somma ingente, quella che
l’ormai ex assessore alle Opere pubbliche (dimessosi per altri motivi nell’autunno 2012)
pretendeva in delibera per alcuni lavori Expo a cui era rimasto delegato. È questa la pietra dello scandalo, quella che aveva indotto
Benedini a rimpinguare coi suoi consiglieri
un’opposizione da quel momento divenuta
maggioranza. Aveva avuto gioco facile, lui,
con la Lega spaccata da più di un anno e la
sua dirigenza ufficiale passata tra i nemici
del primo cittadino. Ma ecco di nuovo il sindaco, nell’arringa di ieri: «Al Centro di Palazzo Te e all’Università abbiamo mantenuto i
contributi mentre altri si ritiravano». E an-

cora: «Approfittando del terremoto abbiamo
attuato restauri importantissimi». Eppure,
«ci sono ancora molte cose da portare a termine: la chiusura del campo nomadi» e l’integrazione dei suoi ospiti in città, il ripristino della «legalità al Trincerone, dove i Sinti
hanno effettuato alcune opere edilizie abusive...».
Nella giornata di ieri erano proseguite ancor
più febbrili trattative per salvare il sindaco.
Il vicepresidente della Regione e alto esponente di Forza Italia, Mario Mantovani, aveva rivolto un appello a quei movimenti che
da anni sono alleati e che hanno responsabilità di governo in molte città (leggi Lega
Nord) affinché abbandonassero la strada dei
«personalismi» e dei «piccoli calcoli elettorali
per imboccare quella del bene dei propri cittadini». Che l’abbiano ascoltato?
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Bergamo, processo Cantamessa
citati i parenti indiano ucciso

to jazz “A love supreme”; musica anche in Santi Nazaro e
Celso con The Ladies of Gospel; in Sant’Agata la performance degli allievi del Laboratorio di drammaturgia sulla
figura di Paolo VI, organizzato
dallo S.t.ar.s della Cattolica con
la diocesi di Brescia e curato
Il Duomo nuovo di Brescia
da Luciano Bertoli. Sempre in
Sant’Agata, da oggi fino al 19
(con orario 8-11 e 16.30-18) l’esposizione delvolte Dio”: dialogo letterario e musicale ideale proposte realizzate nell’ambito del conto da Michele Lobaccaro. Sempre alle 20.30,
corso indetto, per Corpus Hominis 2014, dal
in San Giovanni Evangelista, spettacolo teaCentro oratori bresciani per realizzare un’otrale “Parabole di un clown” di Teatro Minimo.
pera d’arte contemporanea da installare nelAlle 21.15 (replica alle 22), in Santa Maria in
la cappella invernale della stessa chiesa.
Calchera, Teatri35 propone “Per grazia riceIl finale di serata, a mezzanotte e mezza nel
vuta”, alle 22 nella chiesa di San Lorenzo la
Duomo Vecchio, con Lucilla Giagnoni che inproiezione del film “L’amore inatteso” di Anterpreterà “Io ti confesso”, letture teatrali tratne Giafferi, con commento. Tre proposte alle
te da Le Confessioni di Sant’Agostino.
22.30: in “Sant’Alessandro” Gavino Murgia,
Marcello Peghin e Federico Sanesi in concer© RIPRODUZIO NE RISERVATA

opo il lutto, l’atroce beffa. La famiglia di Baldev Kumar,
investito e ucciso l’8 settembre 2013 insieme alla dottoressa Eleonora Cantamessa, che lo stava soccorrendo dopo un’aggressione, è stata citata in giudizio dalle parti civili nella prima udienza del processo per duplice omicidio volontario
a carico di Vicky Vicky, investitore e fratello di Kumar. L’imputato era al volante di una Golf che, crudeltà del destino, era intestata proprio al congiunto: per questo gli altri feriti nell’incidente
hanno chiesto il risarcimento dei danni non solo all’assicurazione
ma anche alla vedova di Kumar e ai suoi quattro figli minorenni, in quanto suoi eredi.
I genitori di Eleonora si sono limitati a chiamare in causa solo
l’assicurazione. Un gesto simbolico visto che, per legge, la donna
dovrà rispondere lo stesso. Saranno i giudici della Corte d’assise,
che ieri ha ammesso le citazioni, a dover decidere se e in che misura accogliere le richieste. La tragedia si verificò a Chiuduno: la
ginecologa transitò dopo un violento scontro fra bande di indiani e si fermò a soccorrere Kumar. Ma Vicky tornò indietro e travolse entrambi. Un’azione di cui ora potrebbe rispondere anche
la vedova di Kumar, che ha già pagato con la morte del marito.
Marco Birolini

Coinvolte
per l’appuntamento
nove chiese del centro
storico che rimarranno
aperte con eventi ad hoc

l progetto “Corpus Hominis” – promosso dalla diocesi di Brescia con diverse realtà e il supporto del Comune – entra nella sua terza e
ultima parte. E questa sera
propone la “Notte nel Sacro”
nelle nove chiese parrocchiali del centro storico della città, aperte fino alla mezzanotte: in programma vari appuntamenti artistici, che accompagneranno anche alla scoperta del patrimonio storico, artistico e spirituale.
La “Notte nel Sacro” prenderà il via alle 20.30.
Nella chiesa dei Santi Faustino e Giovita, i “Palma Choralis” e la voce recitante di Alessandro
Mor propongono una Compieta per il Corpus Domini dal titolo “Vedemmo finalmente
aperto il cielo”. In Sant’Afra, stessa ora, “Tre

I

Due nuovi assessori in giunta

Stasera di scena la “Notte nel Sacro”

CARLO GUERRINI
BRESCIA

Como.

Tregua armata, Sodano allontana la crisi
Trattative in corso,
per evitare la
mozione di sfiducia
in Aula. Spunta
l’accordo con la
Lega Nord. Forza
Italia media per
salvare la prima
legislatura
di centrodestra

Brescia.

L’aeroporto di Malpensa, sindaci in campo per difenderlo

D

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BRESCIANO
Maltrattamenti
alla comunità Shalom:
sono 43 gli indagati
Bufera giudiziaria sulla comunità di recupero Shalom di Palazzolo sull’Oglio, nel Bresciano. La procura di Brescia ha iscritto 43 persone nel registro
degli indagati. Devono rispondere a vario titolo di maltrattamenti e sequestro di persona.
L’avviso di conclusione delle
indagini è stato inviato anche
a suor Rosa Ravasio, fondatrice e responsabile della comunità di recupero. Tra gli indagati
poi anche alcuni operatori della struttura e alcuni ospiti più
anziani ai quali venivano affidati i nuovi arrivati nella struttura.

BERGAMASCA
Maxi sequestro
di sei chili di cocaina
sotto la marmitta
Sei chili di cocaina nascosti
sotto la marmitta. Li hanno trovati i carabinieri di Romano di
Lombardia (Bergamo) a bordo
di una Ford Focus arrivata
mercoledì nel garage di un marocchino di 47 anni residente in
paese. Nell’abitazione del nordafricano hanno trovato 200
mila euro in contanti, il probabile corrispettivo dello stupefacente che, una volta tagliato
e messo sul mercato, avrebbe
fruttato più di un milione di euro. In casa c’erano anche il presunto corriere, un algerino di
36 anni, e un olandese di 28 anni, probabilmente l’intermediario della vendita. (M.Bir.)

IV M I L A N O & L O M B A R D I A
Oggi
SO

VA

LC
BG

CO

BS

MB
MI
LO
PV

MN
CR

Evoluzione: Tempo sempre molto
instabile su buon parte della
regione con precipitazioni diffuse e
anche localmente intense sulle zone
occidentali e su tutti i rilievi, specie
sul Varesotto e Comasco al
mattino. Fenomeni più deboli sulle
zone orientali. Temperature
massime tra 17 e 21 gradi.
Temperature: Stabili
Venti: In pianura: moderati da E;
A 2000 m: moderati da S; A 3000
m: moderati da S.
Zero Termico: 3300 metri.

Evoluzione: Nubi sempre presenti
su tutto il territorio dapprima
con piogge deboli e più probabili
a Ovest poi piogge in
intensificazione un po' ovunque,
anche forti la sera sulle aree
occidentali.
Temperature massime comprese
tra 18 e 21 gradi.
Temperature: Stabili
Venti: In pianura: moderati da E;
A 2000 m: moderati da SSO; A
3000 m: moderati da S.
Zero Termico: 3350 metri.

Domani
SO

VA

LC
BG

CO

BS

MB
MI
LO
PV

Sabato
11 Ottobre 2014

MN
CR

Effemeridi

Effemeridi

sorge tramonta

sorge tramonta

sorge tramonta

sorge tramonta

7.32 18.47

20.51 10.49

7.17 18.36

21.34 11.27

L’«Aperitivo» compie 30 anni

CREMONA

Il cartellone musicale
del teatro Ponchielli

Tra Brasile e jazz al via i concerti mattutini al teatro Manzoni
MASSIMO IONDINI

Ma il jazz si riprende lo scettro detenuto in passato nei due successivi concerti. Prima con il gruppo del sassofonista Charles Lloyd (9 novembre), poi con i talentuosi pianisti Jason Moran e Ron’idea lunga trent’anni, Aperitivo in Concerto. Un’idea prebert Glasper (16 novembre). Il 23 novembre sarà quindi la volta
ziosa, allora come oggi. Anche se a calcare il palco del teadei brasiliani Barbatuques, complesso di vocalist e percussionitro Manzoni di Milano, alle 11 della domenica, non sono
sti, pupilli di Bobby McFerrin, che fanno del corpo un vero e propiù giganti del jazz del calibro di Dave Brubeck o Max Roach. «Aprio strumento musicale. Il Delta Saxophone Quartet e il pianista
peritivo in Concerto ha da sempre mescolato i generi, dalla clasgallese Gwilym Simcock saranno invece i prosica al jazz, come risposta all’assenza di mutagonisti del concerto del 30 novembre, dedisica nei teatri milanesi – ha detto ieri alla precato ai King Crimson. Non mancherà il consentazione Fedele Confalonieri, presidente di
sueto Concerto di Natale: il 14 dicembre torMediaset e padrino della rassegna –. In 30 annerà a Milano in quartetto il pianista César
ni si è sempre ricercata la novità, dal proIl presidente di Mediaset
Camargo Mariano, con il suo samba-jazz. Angramma all’orario domenicale». Mescolanza
e patron della rassegna
che l’anno nuovo si aprirà con la musica bradi generi e di frontiere che è all’insegna anche
siliana: il 18 gennaio sarà ospite la bossa nodella nuova stagione che il direttore artistico
Confalonieri: «Abbiamo
va del quintetto di Roberto Menescal e WanGianni Gualberto ha colorato di verdeoro, visempre cercato l’originalità da Sá. Quindi spazio a sonorità assai diverse
rando assai il programma sulla musica brasiliana, capace di contaminarsi con le varie sosia nei generi musicali sia con il fisarmonicista finlandese Kimmo Pohjonen e il batterista francese Eric Echampard (8
norità della musica contemporanea. Così il
nell’orario, le 11 della
febbraio) e poi con il concerto dei newyorkeprimo dei dodici concerti (non sono previste
incursioni serali come in passato), il 19 otto- domenica». Si parte il 19 con si Zion80 (15 febbraio), guidati dal chitarrista
Jon Madof, tra tradizione melodica ebraica e
bre, vedrà il violoncellista Jaques Morelenbaum, assieme alla moglie, la cantante Paula la bossa nova di Morelenbaum afrobeat. Gran finale a marzo con il trio del
pianista jazz Ran Blake (il 1°), l’inedito inconMorelenbaum, al chitarrista Lula Galvão e al
tro fra il sassofonista Tim Berne e l’ensemble
batterista Rafael Barata, rendere omaggio, a
Sentieri Selvaggi di Carlo Boccadoro (l’8) e con un altro omaggio
vent’anni dalla scomparsa, ad Antonio Carlos Jobim, il padre delal Brasile, offerto da una star della classica, la violinista Viktoria Mulla bossa nova, autore di capolavori come Garota de Ipanema, Delova: Stradivarius in Rio. Sublimazione della contaminazione.
safinado e Insensatez.

U

Musica

GIUDIZI DELLA COMMISSIONE
VALUTAZIONE FILM,
NOMINATA DALLA CEI

RACCOMANDABILE: film positivo
o comunque privo di elementi negativi,
di elevato valore formale,
ricco di contenuti etico-culturali

Ventiquattro artisti e cinque orchestre. E
soprattutto un concerto straordinario con
Riccardo Muti alla testa dell’Orchestra
giovanile Luigi Cherubini. Sono i numeri
della stagione concertistica 2014/2015
al Teatro Ponchielli di Cremona.
Il maestro napoletano sarà sul palco il 15
dicembre, con la tappa finale della
tournée italiana dell’orchestra, organizzata in tempi brevissimi dopo la clamorosa del direttore a dirigere l’Aida all’Opera di Roma e in gran parte programmata in teatri storici di provincia. Il concerto concluderà anche le celebrazioni
dedicate a Nicolò Jommelli, protagonista del Settecento napoletano. Il cartellone sarà però aperto ufficialmente il 10
dicembre dal trio formato da Massimo
Quarta, Silvia Chiesa e Maurizio Baglini.
Il 29 gennaio Daniele Gatti sarà sul podio della Mahler Chamber Orchestra con
Beethoven. Tra gli appuntamenti più interessanti il Flauto magico mozartiano
nella rilettura dell’Orchestra di Piazza Vittorio, l’ensemble Tetraktis Percussioni
con Alessandro Carbonare, l’Orchestra
da camera di Mantova e Pietro de Maria
nei concerti per pianoforte di Chopin, Daniele Rustioni e l’Orchestra della Toscana in chiusura il 14 aprile.
Alessandro Beltrami
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il violoncellista Jacques Morelenbaum sarà il 19 al Manzoni

CONSIGLIABILE: film
sostanzialmente positivo,
perciò destinato
alla programmazione ordinaria

COMPLESSO: film che non può
essere accettato globalmente per la
presenza di alcuni aspetti fortemente
problematici dal punto di vista morale

FUTILE: film privo di autentici
contenuti etico-culturali
e/o di valori formali,
trattati comunque con superficialità

SCONSIGLIATO: film non
(Nc): film non ancora classificato
proponibile per la mancanza di contenuti (v.o.): film in versione originale.
etico-culturali e per un modo narrativo
immorale o licenzioso
Accessibilità ai disabili

SALE DELLA
COMUNITÀ
acec.milano@outlook.com
Cesano Maderno, fine settimana

I due volti di gennaio
un film con Mortensen, Dunst, Isaac
Viggo Mortensen, Kirsten
Dunst e Oscar Isaac impegnati in un thriller ispirato
all’omonimo romanzo di Patricia Highsmith del 1964.
È “I due volti di gennaio”,
storia di una coppia di ricchi
turisti americani in fuga dalla Grecia a Creta dopo
aver ucciso un detective della mafia che si trovava
sulle loro tracce.
In programmazione in prima visione al cinema Excelsior di Cesano Maderno oggi e lunedì alle ore
21,15, domani alle ore 16 e 21,15.
www.excelsiorcesano.it - 0362.541028.
In 8 Sale nel fine settimana

Lucy, di Luc Besson
un film con Scarlett Johansson
“Si ritiene che utilizziamo solo il 10% delle nostre
capacità cerebrali. Ma se arrivassimo al 100%, cosa
saremmo in grado di fare?”. Parte da questa domanda “Lucy”, thriller di Luc Besson con Scarlett
Johansson che, a seguito dell’assunzione involontaria di una sostanza chimica, espande le proprie potenzialità mentali fino a controllare ciò che la
circonda.
In programmazione al cinema San Luigi di Bareggio
oggi e lunedì alle ore 21, domani alle ore 15 - 17,30
- 21 (www.bareggiocinema.com - 02.9013317); al
Santa Maria di Biassono oggi e lunedì alle ore 21,15,
domani alle ore 16,30 e 21,15 (www.cineteatrobiassono.org - 039.2322144); all’Agorà di Carate oggi
alle ore 21, domani alle ore 15 e 17,30 (www.caratecinemateatro.net - 0362.900022); al Dante di Castellanza oggi e domani alle ore 21
(www.cinemateatrodante.it) - al San Luigi di Concorezzo oggi alle ore 21,30, domani alle ore 17,30 e 21
(www.cineteatrosanluigi.it - 039.6040948); all’Excelsior di Erba oggi e lunedì alle ore 21,15, domani alle
ore 15,30 - 17,30 - 21,15 (www.cinemaexcelsior.it 031.642039); al cineteatro di Merate oggi alle ore 21,
domani alle ore 16 e 21 (www.meratecinema.brianzaest.it - 039.9285473); all’Agorà di Robecco oggi e
lunedì alle ore 21,15, domani alle ore 17 e 21,15
(www.cineteatroagora.it - 02.94975021).


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