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Giuseppe Amato – LA VERA STORIA DI ABRAMO
tore. Ma queste sono sottigliezze ridicole di fronte alla gravità degli eventi: Dio chiede ad
Abramo che gli uccida il figlio, offrendolo come “olocausto”10.
Anche se poi Dio cambia idea (o meglio non l’ha mai cambiata; sembra invece, credendo al
racconto, che abbia solo voluto vedere fino a che punto poteva arrivare l’obbedienza di Abramo), il solo fatto di ordinare ad un padre una simile assurdità fa del Dio degli ebrei uno
stupido egoista che di divino non ha assolutamente nulla o, meglio ha tutto di diabolico.
Se scorrete la bibbia, il libro che dovrebbe essere la voce di Dio, l’autentica voce del Cielo,
la voce che dovrebbe insegnarci qualcosa, troverete casi simili non frequenti ma comunque
spesso presenti. Vedi ad esempio il libro di Giobbe in cui Dio permette al diavolo di tentare
un povero disgraziato che, pur essendo uomo probo, è costretto a subire ogni sopruso da un
diavolo che, osate ascoltare la bestemmia degli autori, ha ottenuto il permesso proprio da
Dio di perseguitare con ogni soperchieria malefica Giobbe e tutto ciò solo per una scommessa che viene formulata ben due volte.
Ma che Dio è? E’ un fantoccio che gli autori pongono ad ogni inizio di storia per fregare i
lettori che, ossequienti peccatori, si chineranno ed adoreranno queste scemenze?
E torniamo all’episodio.
Altra considerazione: non viene riferita alcuna parola di Isacco che è ormai un ragazzo maturo e non è certo così cretino da non capire che sarà offerto a Dio. Chiede a suo padre:
“Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?»

E il padre dove trova il coraggio di rispondergli così:
«Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!».

Cercate di immaginare quei momenti tragici: Che cosa sta provando Abramo nel suo cuore?
Come può accettare un comandamento così assurdo, non “anche se viene da Dio” ma “proprio perché viene da Dio”.
Come mai non si ribella al “suo Dio”?
Tutte domande inutili perché non è Abramo che sta raccontando ma un cinico Mosé che
mille anni dopo “inventa” anche questa storia tanto per far capire al suo popolo che a
Dio si deve obbedire a occhi chiusi, anche e soprattutto se Dio manda i suoi ordini attraverso il suo “ufficiale rappresentante in terra”. Capite dove va a parare Mosé? O Giosué? O
chi per loro? Ma la cosa più grave è che la chiesa di Roma recepisce molto volentieri questo
episodio dell’antico testamento perché è emblematico del principio di obbedienza assoluta
che si deve al rappresentante di Dio (o del Figlio di Dio) in terra, cioè al papa, specialmente
da quando si è inventato il concetto di infallibilità quando parla “ex-cathedra”.
E perché il ragazzo non reagisce e non si ribella, quanto meno spinto dall’istinto di conservazione che ad ogni uomo non manca in momenti così tragici? Possibile che non tenta di difendersi?
E’ tutto freddo e assurdo, non si descrivono emozioni di nessun genere, come è possibile
che Isacco non implori o non imprechi? Perfino dopo, negli anni seguenti mai una volta Isacco ricorda questo momento così tragico. Perché? Non è mai accaduto? Non ostante le
considerazioni esposte sopra non possiamo credere che gli autori si siano inventati tutto.
Qualcosa deve essere successo. Ma resta un mistero che apre la porta a tanti dubbi ed uno
10

A proposito della parola “olocausto” come ebbi a scrivere in altri miei saggi, la parola “olocausto” qui è ben
utilizzata perché Abramo offre intenzionalmente come ebreo un sacrificio a Dio. Il genocidio degli ebrei attuato
da Hitler non può essere chiamato “olocausto” mancando la volontà dell’ebreo che si offre come sacrificio.
A meno che non vogliamo sostituire all’ebreo che fa l’offerta il signor Hitler. Quindi orribile genocidio,
terribile distruzione di un popolo, pazzia diabolica degli uomini ma non parlate di “olocausto”, per favore!
Molti autori di Israele oggi tendono a cancella re la parola “olocausto” e a usare la parola “shoah”.

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